
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 6
SEDUTA DI martedì
27 gennaio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio lavori h. 15,14
Fine lavori h. 19,02
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
La
seduta inizia alle 15,14
Dà
avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale
della seduta precedente.
Dà
lettura del verbale della seduta precedente.
(È
approvato senza osservazioni)
“Presidente, colleghe e colleghi, voi tutti
presenti in Aula, in apertura dei lavori desidero ricordare che oggi è la
“Giornata della Memoria”. È un momento in cui, come Istituzioni, sentiamo il
dovere di ricordare le vittime della Shoah e di ogni persecuzione basata sull'odio e sulla discriminazione.
La memoria non è un
esercizio rivolto al passato, ma un impegno per il presente. Ci chiede di
vigilare sulle nostre parole e sulle nostre decisioni, per educarci ed educare, soprattutto le giovani generazioni, al rispetto
della dignità umana.
Da quest'Aula vogliamo
affermare con forza che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio non trova
spazio nelle nostre comunità.
Il nostro impegno come
Consiglio regionale della Calabria è tradurre la memoria in scelte concrete e
responsabili a tutela della dignità della persona, della libertà e della
democrazia”.
“Allo stesso modo, il
nostro impegno civile ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità
calabresi duramente colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni
scorsi.
A loro, ai Sindaci e
agli amministratori locali, che con coraggio stanno affrontando danni e disagi,
esprimo la piena vicinanza mia e di questa Assemblea.
In queste ore si è
attivata una forte sinergia istituzionale, che ha visto il coinvolgimento
costante degli amministratori locali, della deputazione calabrese e della
Regione, che ha portato il Governo a riconoscere lo stato di emergenza.
Il nostro compito, di
tutti, è stare accanto ai territori e alle comunità colpite, nessuno venga
lasciato solo”.
Presidente Occhiuto, se vuole darci delle
delucidazioni sull'emergenza e delle informazioni sull'emergenza che c'è stata.
Grazie.
Presidente, lo faccio volentieri, perché
proprio ieri si è svolta una riunione a Palazzo Chigi, alla presenza della presidente
Meloni, del sottosegretario Mantovano, del ministro Musumeci e dei Presidenti
della Regione siciliana, della Regione Sardegna e della Regione Calabria. Prima
del Consiglio dei ministri, la Calabria era stata la prima Regione a chiedere
che il Governo dichiarasse l'emergenza nazionale. Prima dell'incontro di ieri
avevamo fatto già un'altra riunione, in remoto, perché anche le altre Regioni
facessero la stessa cosa. Poi, sono arrivate le richieste delle altre Regioni e,
quindi, il Governo, nel Consiglio dei ministri, ieri, ha dichiarato lo stato di
emergenza.
Alla dichiarazione dello stato di emergenza poi
segue una ordinanza di Protezione civile con la quale i Presidenti delle
Regioni vengono nominati commissari delegati; questo primo atto è necessario per
poter intervenire con tutte le deroghe tipiche del Codice della Protezione
civile, con le deroghe della Legge 40.
C'è uno stanziamento, per le primissime spese,
di 100 milioni di euro complessivi, equamente
ripartito fra le tre Regioni; praticamente è per le somme urgenze con le quali
i Comuni già stanno provvedendo al ripristino di alcuni luoghi.
L'idea è quella di fare una puntuale
ricognizione di tutti i danni e di provvedere, poi, a coprire i danni derivanti
da questa ricognizione con un decreto-legge, così come fu fatto un mese e mezzo
dopo l'alluvione in Emilia-Romagna.
Noi abbiamo fatto una prima quantificazione di
massima di 300 milioni di euro, la Sardegna ha fatto una quantificazione di
massima di 200 milioni di euro, la Sicilia ha fatto una quantificazione di
circa 750 milioni di euro.
Capirete però che sono stime molto
approssimative perché, fintanto che non si individuano quali sono davvero i
danni e come bisogna intervenire per il ripristino e la messa in sicurezza,
soprattutto di alcuni lungomari - molti lungomari erano costruiti in maniera
tale da essere fortemente esposti a fenomeni come quelli registrati nei giorni
scorsi - è difficile avere una quantificazione precisa. Il direttore della Protezione
civile, Costarella, insieme al vicepresidente Mancuso e al suo Dipartimento,
sta lavorando a costituire una unità che si occupi della ricognizione veloce
dei danni, per poter poi chiedere al Governo di ristorarli.
Ho chiesto che si intervenga subito nel ristoro
dei danni ai privati e agli esercenti attività economiche. Ho visto persone
piangere perché avevano perso il loro ristorante a Catanzaro Lido e anche
persone che avevano dei lidi sul litorale ionico-reggino che erano
fortissimamente preoccupati. Per cui, ho chiesto che si intervenga innanzitutto
sui privati per il ristoro dei danni che hanno subito.
Poi, ho chiesto che si faccia un piano
straordinario di mitigazione del rischio e di difesa delle coste, perché la
linea d'onda si è pericolosamente avvicinata; se voi oggi andate a Siderno o a
Melito, vi rendete conto che, laddove c'erano 50 o 100 metri di spiaggia, oggi
la spiaggia non c'è più, c'è già il mare. Quindi, mareggiate di minore
intensità potrebbero provocare gli stessi danni.
Abbiamo chiesto al Governo, per esempio, di
inserire nell'ordinanza di Protezione civile anche la realizzazione di queste
opere di mitigazione del rischio o di pascimento con le deroghe della Protezione
civile. Stiamo studiando, col Dipartimento del vicepresidente Mancuso e con la Protezione
civile, la possibilità di utilizzare il sedime dei corsi fluviali per poter
intervenire e risolvere due problemi in uno. Però, questo primo stanziamento è
giusto per le primissime attività che si devono svolgere in questi giorni; c'è
l'impegno da parte del Governo poi a rendere disponibili tutte le risorse che
saranno necessarie per le tre Regioni appena ci sarà una quantificazione
puntuale.
I tre Presidenti hanno parlato all'unisono, nel
senso che sia io sia il Presidente della Regione siciliana sia la Presidente
della Regione Sardegna abbiamo detto le stesse cose, rappresentando la
necessità di intervenire celermente.
Ho chiesto anche di approfondire la possibilità
di chiedere qualche deroga all'Europa, per esempio, rispetto alla questione
delle proroghe delle concessioni demaniali, perché ci sono zone in cui i lidi
sono stati completamente distrutti. Ora, sì, andranno ristorati, ma andranno
ristorati sapendo che nel 2027 questi lidi saranno oggetto di gare per la
concessione, come dice la Bolkestein nella
Commissione Europea.
Questo è un tema che ho voluto porre come di
discussione ulteriore.
Ne approfitto però, signor Presidente, anche
per esprimere una grandissima riconoscenza al sistema di Protezione civile regionale
che ha dato un'ottima prova di sé stessa perché ha lavorato insieme ai Sindaci
per evitare che ci fossero vittime. Oggi noi stiamo contando i danni alle cose
ma, se il sistema di Protezione civile non avesse funzionato bene e non avesse lavorato facendo filiera istituzionale con alcuni
Sindaci, noi, probabilmente, avremmo parlato di vittime invece che di danni
alle cose. Per esempio, alcuni nuclei familiari, che erano più esposti al
rischio, sono stati tempestivamente evacuati e messi nella condizione,
peraltro, di poter essere ospitati, di non dormire in brandina come spesso
succede in questi casi. La filiera istituzionale di Protezione civile in
prevenzione ha funzionato molto bene per l'abilità del dirigente regionale
Costarella e per la disponibilità offerta dai Sindaci ma - lasciatemelo dire -
anche per il senso civico di moltissimi volontari. Dovunque sono andato ho
visto volontari, con la pettorina dei volontari della Protezione civile, che
lavoravano spalando sabbia o fango; a Catanzaro Lido addirittura alcuni si
erano immersi nei tombini e facevano opere di manutenzione straordinaria che
dovevano subito essere realizzate. Quindi, c'è stata una un'attività davvero
straordinaria, meritoria, da parte di tanti, di tante donne, tante giovani
donne, tanti giovani uomini che costituiscono il nerbo della Protezione civile attraverso
le associazioni di volontariato. Vorrei, quindi, ringraziare soprattutto questi
calabresi che hanno dato una bella prova di Calabria.
Vorrei tranquillizzare il Consiglio regionale
che il governo regionale non avrà alcun cedimento rispetto alla pretesa giusta,
legittima, che tutte le risorse necessarie debbano essere messe a disposizione
per ricostruire ciò che il mare ha portato via.
Attenzione, però: in alcuni casi, alcune di
queste costruzioni sono state fatte senza che ci fosse la necessaria attenzione
che si deve avere quando si costruisce a ridosso del mare. È un tema che non
riguarda solo le mareggiate, ma riguarda più ambiti.
Abbiamo presentato qualche settimana fa,
insieme a Legambiente, i risultati di un Protocollo d'intesa che abbiamo sottoscritto
già due anni fa proprio con Legambiente, rispetto ai manufatti abusivi. La
Calabria risultava, tristemente, la Regione che deteneva il record di manufatti
abusivi. Legambiente ha detto che grazie a questo Protocollo gli abbattimenti
sono stati molto più consistenti, ma non basta. Per cui, episodi del genere
dovrebbero rafforzare nei decisori politici, anche nei decisori politici locali,
nei Sindaci, la convinzione che il suolo deve essere usato per creare sviluppo,
ma non deve essere abusato, perché la natura non si rende conto che l'uomo ha
costruito delle strade laddove c'erano dei fiumi, tombandoli, e non si rende
conto che al margine di quelle strade sono state costruite delle case dove
prima invece c'era il letto del fiume. Quindi, bisogna evitare che si ripetano,
in futuro, situazioni che, in passato, hanno esposto cose e uomini a rischi
derivanti da eventi estremi.
C'è, ad esempio, un complesso residenziale a
Bova - l’ho visitato, sono 200 abitazioni civili - regolarmente autorizzato
negli anni '80, che ha il mare sotto; probabilmente, quando fu regolarmente
autorizzato, quel complesso, qualche limite in termini di possibile
autorizzazione lo doveva avere, ora manca tutto, mancano i sottoservizi, manca
l'elettricità, si affaccia direttamente sul mare. Parliamo di 200 abitazioni.
Il problema è davvero enorme e vorrei che noi
riuscissimo ad affrontarlo offrendo a ciascuno la possibilità di ricostruire
quello che il mare ha portato via, ma vorrei che servisse anche a rafforzare
una cultura del rispetto dell'ambiente che poi diventa anche cultura del
rispetto della vita.
Dà lettura delle comunicazioni.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente. Ci
tengo a ringraziare il presidente Occhiuto per averci informato delle
procedure, degli stanziamenti e di cosa si voglia fare per mettere subito in
campo i ristori per i tanti privati e i tanti imprenditori che, purtroppo, hanno
subito dei danni.
Mi associo anch'io al plauso
verso i volontari e verso la Protezione civile calabrese. Vorrei ricordare a
tutti quanti noi – a coloro che erano presenti nella scorsa legislatura – che
abbiamo votato un'importante riforma della Protezione civile. In Aula,
all'epoca, la votammo all'unanimità e, quindi, credo che abbiamo scritto una
bella pagina della politica regionale.
Mi associo anche al
ringraziamento soprattutto per tutti quei ragazzi e ragazze volontari che,
insieme agli amministratori locali e ai sindaci, ancora oggi, stanno dando una
mano nel risollevare le tante comunità che, purtroppo, hanno subito danni.
Il Presidente spesso, però,
sottolinea quanto debba essere anche importante l'apporto della minoranza per
far sì che la Regione Calabria possa mettere in piedi tutti quegli strumenti
utili alla crescita della nostra regione.
Devo sottolineare come,
malauguratamente, nel marzo del 2022, quattro anni fa, proprio per spirito
collaborativo, inviavo un'interrogazione all'epoca all'assessore Dolci, che era
l'assessore ai lavori pubblici, sottolineando il grave ritardo che la Regione
Calabria attraversava nella spesa delle risorse proprio a difesa delle nostre
coste e che c'erano 75 milioni di euro lì fermi, pronti per essere spesi, ma
ciò non avveniva. Chiedevo, quindi, quali azioni intendesse intraprendere per
velocizzare l'iter di assegnazione dei lavori per il contrasto all'erosione
costiera.
L’assessore, all’epoca, mi
rispose per mezzo del dirigente del Dipartimento lavori pubblici e
infrastrutture, l'ingegner Claudio Moroni, dicendo: “Sì, è vero, abbiamo 21
macroaree oggetto di intervento, 42 chilometri di costa, una dotazione
finanziaria di 65 milioni 424 mila euro per 19 interventi atti alla mitigazione
del rischio di erosione costiera e protezione dei litorali per l'importo
complessivo appena detto”.
La pubblicazione del bando per
la spesa di questi fondi è avvenuta l’11 febbraio 2020, sei anni fa e
l’assessore ancora diceva: “Sì, consigliere, siamo in ritardo, però, le spiego
perché, siamo in ritardo perché, quando abbiamo pubblicato questo bando, purtroppo,
è subentrato il Covid e l'affidamento del servizio di progettazione è avvenuto
proprio durante il periodo di emergenza sanitaria. Peraltro, alcuni componenti
della Commissione ne sono stati interessati direttamente”.
Altro motivo è che, purtroppo
o per fortuna, il presidente Occhiuto aveva riorganizzato più volte la macchina
amministrativa e l'assessore e il dirigente scrivevano: “Anche le diverse
riorganizzazioni della struttura della Giunta regionale con successive ripetute
ristrutturazioni dei Dipartimenti hanno inciso negativamente sull'efficienza
della Commissione”.
Quindi, il direttore generale
del Dipartimento dei lavori pubblici, unitamente all'assessore della Giunta
Occhiuto, diceva: “Sì, è vero, siamo in ritardo per causa del Covid del 2020”,
però rispondeva nel 2022, quando il Covid era passato già da un anno e mezzo, e
perché diceva che la Giunta rimodulava troppo spesso i Dipartimenti e, quindi,
le componenti delle varie Commissioni cambiavano ogni volta. Chiudeva, però, in
maniera propositiva, dicendo: “Tuttavia, il lasso di tempo intercorso per la
conclusione del procedimento è del tutto incoerente rispetto ai fenomeni in
atto”.
Quindi, diceva: “Sì,
consigliere, hai ragione, il tempo che stiamo perdendo è incoerente rispetto
all'urgenza di intervenire a difesa dell'erosione costiera, si sta procedendo
al rafforzamento dell'operatività della Commissione al fine di addivenire entro
il più breve tempo possibile all'aggiudicazione dei lavori; è in atto una
profonda riorganizzazione del Dipartimento e una ingegnerizzazione delle
procedure da consentire l'accelerazione delle attività”.
Questa è la risposta alla mia
interrogazione avuta nel 2022, sono passati quattro anni.
Io sottolineavo anche in
questo caso l'urgenza per Nocera e, per fortuna, questo ciclone ha investito la
costa ionica, perché, se avesse investito quella tirrenica, non
so, oggi, in che condizioni sarebbero sia la linea ferroviaria, sia il
Comune di Nocera, così come altri Comuni?!
Quindi, caro Presidente,
d'accordo con lei che è necessario avere le risorse, ma quelle risorse vanno
spese perché la Regione Calabria in questi quattro anni della sua Giunta, ma
anche nei due anni precedenti, i soldi li aveva, la Commissione l'aveva nominata,
ma i lavori, purtroppo, non sono mai partiti e in questo caso la
responsabilità, purtroppo, è tutta vostra. Grazie.
Grazie, consigliere Alecci. Ha
chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Intervengo giusto per chiarire
alcune cose. È vero quello che dice il consigliere Alecci, però bisogna
precisare, che, oltre ai ritardi per il Covid, che ha già menzionato, è anche
vero che di quei 65 milioni di euro previsti, per 47 milioni sono già partiti i
lavori – poi, è normale che ci siano dei problemi di aumento dei prezzi che,
come sapete, ha colpito tutto il mercato – e per altri 18 milioni di euro sono
già state affidate le progettazioni per le opere.
È quello che dicevamo e che ha
detto anche il Presidente che ha chiesto, ovviamente, anche al Governo di farsi
carico dei fondi per la difesa del suolo, per l'erosione costiera.
Bisogna anche segnalare che,
nelle recenti riunioni presso gli uffici, la Calabria, per quanto riguarda la
difesa del suolo, è stata presa come esempio, perché ha speso più di tutte le
altre Regioni. È vero anche che i problemi in Calabria per il dissesto
idrogeologico sono, magari, maggiori di altre regioni, però – ripeto – la
Calabria è stata presa ad esempio e ci sono gli atti che lo possono
testimoniare. Grazie.
Grazie, assessore Mancuso, Ha
chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, anche per
l’opportunità di intervenire sul punto all'ordine del giorno, che è di
fondamentale importanza per quello che è successo negli ultimi giorni in
Calabria e, in maniera particolare, sulla fascia ionica. Come voi tutti sapete,
sulla fascia ionica catanzarese, il ciclone Harry ha lasciato macerie,
distruzione e soprattutto ha messo in difficoltà tutte le piccole e medie
aziende che si occupano di turismo, di manifattura e della piccola produzione
artigianale.
Abbiamo avuto danni enormi,
presidente Occhiuto, e penso che i 300 milioni di euro, da lei stimati in prima
battuta, non siano sufficienti, perché ancora deve arrivare l'informativa da
parte dei Comuni e, soprattutto, delle Province.
Il sistema viario delle
Province, in maniera particolare di quella di Catanzaro, è in una situazione
drammatica: non c'è una strada in questo momento che si possa ritenere sicura e
percorribile. Le Province già per i problemi finanziari, dovuti alla sciagurata
legge Delrio, non sono state messe nelle condizioni di ottemperare a mettere in
sicurezza il sistema viario provinciale. Il ciclone Harry ha aggravato ancora
di più la situazione e, quindi, probabilmente, presidente Occhiuto, quella
cifra aumenterà. Pertanto, si faccia carico di sollecitare le Province e i
Comuni, perché nell'entroterra della zona catanzarese ci sono macerie e c'è
veramente distruzione.
Intervenendo sulle linee guida
da lei illustrate all'inizio della legislatura, avevo sollecitato sommessamente
di non occuparci del dissesto idrogeologico solo quando ci sono le alluvioni.
Dobbiamo fare opera di prevenzione e l'opera di prevenzione si fa adesso, senza
aspettare la prossima alluvione.
In Regione, abbiamo – è stato
citato in questi giorni – un masterplan che illustra le criticità: negli ultimi
dieci anni, in qualche modo si è cercato di affrontarle, ma non è stato
sufficiente. Molte di quelle opere non sono state realizzate. Ci sono i soldi,
chiediamone ancora, facciamo qui, davvero, un patto tra tutte le parti
politiche che compongono il Consiglio affinché si affronti la prevenzione del
dissesto idrogeologico.
È inutile che lo dica oggi chi
deve assistere al disastro, ma la Calabria nel tempo è stata definita “uno
sfasciume pendulo sul mare” e ogni pioggia ci ricorda questa condizione.
C'è bisogno, probabilmente, di
un Piano straordinario. C'è bisogno che il Governo se ne faccia carico e lei,
presidente Occhiuto, a nome e per conto di tutto il Consiglio, – penso di poter
osare e dire – deve avere la forza di reclamare interventi affinché i calabresi
non debbano ogni volta piangere lacrime amare.
Il mio saluto va soprattutto
agli abitanti di Catanzaro Lido: piange il cuore nel vedere quelle donne e
quegli uomini spalare il fango dalla loro attività, così come piange il cuore
nel vedere i lidi sfasciati di Montepaone Lido e di Davoli. Vediamo come
attivare un meccanismo che possa dire “basta” perché assistiamo durante
l'inverno a piogge e situazioni normali, che diventano per noi catastrofiche.
C'è un problema: affrontiamo sempre l'emergenza senza un vero progetto di
prevenzione. Per questo, le risorse devono essere richieste.
Presidente, le segnalo – lei
l'avrà sicuramente fatto, quindi, penso che sia una mia disattenzione – che
possiamo chiedere le risorse del Fondo di solidarietà europea, così come ha
sollecitato nei giorni scorsi il presidente Pasquale Tridico. Le chiediamo, se
non lo ha fatto - sicuramente l'avrà fatto come Giunta – di chiedere di
attingere a quel Fondo di solidarietà che sarà molto utile ai territori
calabresi e, soprattutto, per ristorare chi ha subito danni. Abbiamo di fronte
la stagione turistica e a Catanzaro, sul litorale ionico, non possiamo
consentire che le attività turistiche siano chiuse o non attive.
In questi giorni e in questi
momenti, dobbiamo dare una risposta forte tutti assieme per dire che i
cittadini calabresi di quell'area non sono soli e che noi consiglieri
regionali, il Consiglio regionale tutto, siamo attenti e soprattutto capaci di
dare una risposta immediata.
Su questo siamo al suo fianco.
Non abbiamo pretese di
differenziazioni perché c’è di mezzo la sicurezza dei cittadini, c'è di mezzo
il futuro economico di quel territorio e della nostra Calabria. Grazie.
Grazie, consigliere Bruno. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.
Presidente, il tema è
caldissimo e, in effetti, la Calabria è stata letteralmente piegata dal ciclone
Harry. Come ha detto bene il consigliere Enzo Bruno, il territorio catanzarese
– penso al quartiere marinaro, a Catanzaro Lido, a Montauro, a Davoli, a Montepaone,
a Simeri Crichi, a Sellia Marina – ha subito danni enormi e, ovviamente, i
danni sono stati subiti tanto dai privati quanto da intere comunità perché,
Presidente, – io ho girato un po' per i territori invitato dai sindaci – sono
crollate intere strade e interi lungomari e, probabilmente, la conta dei danni,
quando ultimata, risulterà ancora maggiore rispetto alle stime finora previste.
Consentitemi, però, di dire,
visto che si è aperto questo tema, che ho sempre avuto un pensiero: la capacità
e la qualità di un governo locale si misura anche nelle situazioni
emergenziali, presidente Occhiuto, e devo dire che, se oggi ci troviamo, consigliere
Alecci, rispetto a un dato di fatto inconfutabile, ossia nessun ferito e nessun
morto, è stato sicuramente perché tutto ha funzionato come doveva funzionare.
Avremmo potuto oggi trovarci qui a raccontare tutta un'altra storia, a parlare
di tutta un'altra Calabria e di tutta un'altra tragedia.
Quello che è successo è stato
molto grave, ma poteva andare peggio e se non è andato peggio è solo perché la
macchina ha funzionato perfettamente.
Ha funzionato la macchina
della comunicazione –gli alert della Protezione civile, previsti dal
presidente Occhiuto, sono filtrati nella cittadinanza e tra gli amministratori
locali, consentendo, in alcuni casi, addirittura di sgomberare intere
abitazioni che erano maggiormente a rischio – ma ha funzionato anche la
gestione dell'emergenza. Il dirigente generale della Protezione civile, Costarella,
è stato già ringraziato più volte, ma ho visto mettere in
campo un lavoro brillante sia dai volontari sia dagli operatori della Protezione
civile.
La Giunta regionale, con in
testa il presidente Occhiuto e il vicepresidente Mancuso, ha svolto un'azione
unica e devo dire che, anche sul piano umano, ho visto il presidente Occhiuto
molto coinvolto in questa vicenda, come veramente un padre di famiglia di ogni
calabrese. Così è stato.
La tempistica ha consentito
che non ci fosse una pioggia di critiche, come solitamente avviene il giorno
dopo, rispetto a situazioni emergenziali: in 48 ore la Giunta regionale ha
deliberato la richiesta di stato di emergenza e nelle 24 ore successive il
Consiglio dei ministri, con un filo diretto avuto con la Giunta regionale, ha
dato una prima risposta per le somme urgenze di 100 milioni di euro e ne
arriveranno ancora altri.
Tante sono le azioni messe in campo e da questo, appunto, è scaturito
l'apprezzamento. Consigliere Alecci, mi aspettavo e mi aspetto che, rispetto a
questi temi e a queste difficoltà, tutta la classe politica faccia quadrato
intorno a quello che i cittadini hanno scelto come governo regionale.
Penso che i calabresi si
aspettino questo, soprattutto in questi momenti.
Poi, ci sono anche tante altre
situazioni nelle quali si fa il gioco delle parti, si dà vita a un dibattito
anche forte e acceso però, rispetto a queste tematiche, – ho apprezzato il
piglio del consigliere Enzo Bruno – la classe politica deve necessariamente
essere unita e fare quadrato perché non si può immaginare di strumentalizzare,
di discutere o di fare il resoconto di quanto è accaduto: “Si poteva fare
ancora meglio eccetera, eccetera”.
Oggi, dobbiamo essere
soddisfatti dell'azione realizzata e lo dico non per un elogio al governo
regionale, ma per le azioni concrete; potete smentirmi, se ho detto qualcosa di
diverso. Certo, è chiaro che la prevenzione non sarà mai abbastanza e sono d'accordo
quando si immagina che saranno necessarie azioni di ripascimento delle coste.
Lo dico non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche turistico perché,
avendo constatato quanto accaduto soprattutto nelle zone del catanzarese, oggi
in tante parti del litorale non esistono più le spiagge. Sarà un problema anche
per gli stabilimenti balneari, a meno che le mareggiate non tornino a portare
la sabbia, ma gli esperti mi hanno detto che questo difficilmente avverrà.
Ritengo che servirà avviare
un'azione coesa e in questo le opposizioni, probabilmente, faranno meglio a
fare squadra piuttosto che fare polemica, almeno su questi temi.
Grazie, consigliere Polimeni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Mi scuso
se interrompo il clima da libro “Cuore” avviato dal collega Polimeni, però è
evidente che, rispetto a quanto è accaduto e anche alle determinazioni del
Consiglio dei ministri, siamo di fronte alla classica montagna che ha partorito
il topolino. Provo a spiegare il perché: le risorse, Presidente, a mio avviso,
vanno inquadrate in un contesto più generale e cerco di spiegare come.
Siamo in un momento storico
nel quale il nostro Paese, il Governo nazionale, da tre anni a questa parte ha
investito 42 miliardi di euro in spese militari. Siamo un Paese che ogni anno
inserisce all'interno della Legge di bilancio 35 miliardi per l'acquisto di
armi. Siamo quello stesso Paese che per finanziare gli oltre 3 miliardi e mezzo
per le Olimpiadi di Milano-Cortina - per carità sono un'ottima cosa - è andato
ad attingere finanche al Fondo per le vittime di mafia e, in questo contesto
generale, il Consiglio dei ministri di ieri ha partorito per la nostra Regione
33 milioni di euro. Il rapporto è 100 a 1, di cui 100 per le armi e per le
spese militari e 1 per la sicurezza dei cittadini, per la messa in sicurezza
dei territori, per tutte quelle attività che in un territorio, in una terra
straordinaria come la nostra, possono generare economia e turismo.
Mi avrebbe fatto molto piacere
vedere accanto a lei, al ministro Musumeci e accanto ai nostri Sindaci in
fascia tricolore - così come è avvenuto per l'alluvione dell’Emilia-Romagna, di
qualche mese fa - la nostra Presidente del Consiglio che con gli stivali va a
spalare il fango, a stringere le mani dei residenti, a dare una pacca sulla
spalla ai cittadini, ai Sindaci e alle amministrazioni. Mi viene da pensare che
probabilmente questo non è successo, non perché, a differenza di un anno fa, ci
fosse un G7 in atto da dover interrompere, ma perché il colore politico della
Regione Emilia-Romagna è diverso dal colore politico della Regione Sicilia e
della Regione Calabria. Sembra quasi di assistere a quello che avveniva ai
tempi del Regno d'Italia: nel Mezzogiorno, di fronte a un evento catastrofico e
disastroso si inviava un carro di grano a quei poveracci per farli stare un po'
zitti e buoni.
Come sempre, cerco di fare
quello che lei stesso ci ha chiesto: quest'Aula deve essere ambiziosa e
propositiva.
Giusto lavorare sulla
protezione delle nostre coste ma, oltre a quello, è fondamentale il loro
ripascimento per evitare che il mare arrivi con quella forza con cui è arrivato
in quest'ultima alluvione. Per farlo serve, ad esempio, colmare una grave lacuna
legislativa che la nostra Regione ha, ovvero l'assenza di una legge
sull'estrazione per il materiale all'interno delle fiumare; una legge che
consentirebbe non soltanto di avere maggiori risorse per mettere in sicurezza
il territorio, ma anche di dare ossigeno all'economia locale. Su questo noi ci
siamo e siamo pronti a lavorare. Grazie.
Grazie, consigliere Falcomatà.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, presidente Cirillo.
Buonasera a tutti. Buonasera al presidente Occhiuto, che ringrazio per averci
reso edotti su quello che è avvenuto in Consiglio dei ministri.
Mi associo, ovviamente, a
tutto quello che è stato detto dai miei colleghi della minoranza; non c'è
nessuna polemica, consigliere Polimeni, semplicemente noi ricordiamo delle cose
che, giustamente, vanno ricordate: ad esempio, un Piano strategico approvato
nel lontano 2015-2016. Ricordo che all'epoca - ero Sindaco del Comune di
Cariati nel 2016 - vennero degli ingegneri perché stavano redigendo un Piano
strutturale che riguardava tutte le coste, poi finanziato con i Fondi POR, se
non ricordo male, ma anche quei lavori non sono mai partiti, così come quelli
molto urgenti per la pulizia dell'imboccatura del porto di Cariati, così come
tanti altri interventi che dovevano essere fatti nella costa ionica cosentina e
che ancora, tranne alcuni, non sono partiti.
Vorrei, innanzitutto, ribadire
che i Sindaci devono essere supportati, non devono essere lasciati soli davanti
alla rabbia, sicuramente giustificata, dei cittadini, perché i Sindaci sono il
primo baluardo che i cittadini hanno e, quindi, l'attacco feroce avviene sempre
nei loro confronti.
Sono certa che tutte le misure
che questa Giunta metterà in atto porteranno ad un immediato utilizzo di tutte
le risorse, non soltanto di quelle messe a disposizione adesso dal Governo, ma
anche di tutti quelle che sono già presenti e che possono far fronte alle varie
problematiche che nascono in questi momenti ai quali - da quanto ho letto -
dovremmo, purtroppo, abituarci e che avverranno con cadenza abbastanza
frequente.
Non si tratta soltanto delle
coste, Presidente; parliamo delle coste perché sono quelle che vengono
immediatamente danneggiate ma, come ricordava pure il collega Falcomatà, ci
sono i fiumi con tutto quello che viene portato dai monti; quindi, è sicuramente
importante anche una pulizia a monte dei detriti, eccetera, eccetera.
Così come chiediamo che,
magari con l'aiuto anche della Protezione civile, dei Comuni e dei volontari,
possano essere pulite le spiagge, togliendo tutta la plastica che è stata
riportata dal mare e tutti quei detriti che adesso ci sono sulle nostre spiagge
affinché non siano interrati, possibilmente.
Voglio ringraziare,
ovviamente, anch'io tutti coloro che hanno dato una mano, in questo momento di
grave problematiche, come tutti i volontari del Terzo settore senza la presenza
dei quali noi non faremmo fronte a nulla, a nessun tipo di emergenza anche
nell'ordinario purtroppo. Così come mi associo alla solidarietà offerta a tutte
le imprese, gli imprenditori e le famiglie che hanno subito danni.
Volevo chiudere questo mio
intervento parlando di una cosa molto importante.
Io penso che ci siano dei
settori - mi riferisco, in questo caso, al discorso sull'autonomia
differenziata - nella nostra vita che non possono essere regolamentati con 20
legislazioni diverse, 20 settori, ma devono rimanere statali, penso
all'istruzione, alla sanità e all'ambiente. Ricondurli semplicemente alla
legislazione regionale, senza un coordinamento statale e anche senza i fondi
statali, non consentirebbe, penso, a Regioni come la Calabria, di far fronte
agli eventuali danni che, come quello che ci è capitato adesso, potrebbero
capitarci in futuro. Grazie mille.
Grazie, consigliera Greco.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Mi sento
in dovere di intervenire dopo aver assistito alla lectio magistralis
tenuta dal consigliere Polimeni sulla democrazia e su come si svolge il ruolo
di opposizione. Consigliere, lo faccia svolgere a noi il ruolo di opposizione
che sicuramente lo sappiamo fare.
Approfitto di questo modus
operandi che viene tenuto sempre in quest'Aula per sottolineare una cosa:
se qui si parla dei fatti che obiettivamente accadono e che, però, non
corrispondono alla narrazione che fate voi, ciò non significa non amare la
Calabria, essere pessimisti, voler strumentalizzare. Noi raccontiamo le cose
che accadono e sicuramente amiamo, anche noi, la Calabria e – credo - forse
anche più di voi. Stiamo semplicemente narrando le cose che accadono.
Entrando nel merito,
presidente Occhiuto, lei ha chiesto per questo stato d'emergenza 300 milioni di
euro. Ritorna qui in Calabria con 33 milioni di euro dati da un Governo che ha
il suo stesso colore politico. Non si può neanche utilizzare la scusa "ma
quelli di sinistra mi hanno voluto mettere in difficoltà" e con
l'aggravante - veniva sottolineato prima - che questo Governo continua a
spendere miliardi per l'uso delle armi, una guerra che nessuno vuole e, poi,
quando ci sono le emergenze si ritrova a doverci dare delle briciole.
Siamo indignati anche per il
fatto che non siamo stati onorati dall'illustre presenza della premier Meloni,
impegnata sicuramente a fare qualcos'altro.
Rimaniamo fiduciosi che questi
33 milioni di euro possano diventare in futuro 100, 200, 300 milioni di euro
come sono stati richiesti perché il nostro territorio aspetta. Grazie.
Grazie, consigliera Scutellà.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Iiriti. Ne ha facoltà.
Voglio fare questo intervento
perché ritengo assurdo ascoltare, di fronte ad una tragedia di questa portata,
strumentalizzazioni. Non si può dire che non ci siano strumentalizzazioni
quando si vuole fare immaginare la Presidente del Consiglio che spali la sabbia
con gli stivali. Penso che ognuno di noi abbia un ruolo. Ognuno di noi ha un
ruolo importante. Noi abbiamo ricevuto, insieme al presidente Occhiuto, in data
25 gennaio, la visita di rappresentanti del Governo e delle Camere presso i
luoghi più colpiti da questo ciclone, che ha devastato la costa ionica
interamente; la presenza del Governo ci rassicura e ci dà garanzia; insieme al
presidente Occhiuto c’erano l'onorevole Sbarra, l'onorevole Wanda Ferro,
l'onorevole Arruzzolo e l'onorevole Cannizzaro, segno
di una imponente presenza politica, una politica che non è solo istituzionale,
ma è anche operativa, un segno tangibile e concreto per i territori.
Poi, mi pare che il presidente
Occhiuto sia stato abbastanza chiaro, come lo è stato anche il Governo, quando
si è affermato che i 33 milioni di euro rappresentano solo la prima tranche
di finanziamenti che seguiranno per la ricostruzione e serviranno per coprire
le somme urgenze e per garantire quegli interventi di messa in sicurezza nelle
aree maggiormente colpite. Quindi, credo che da questo evento drammatico che ci
ha colpiti si debbano trarre degli insegnamenti importantissimi.
Il primo è che si è agito con
una rete istituzionale perfetta che ha determinato l'incolumità di tutti i
cittadini, e questo era l'obiettivo principale, prima ancora dei danni che si
devono risarcire e sui quali il presidente Occhiuto non mi pare si sia tirato
indietro.
Avevo depositato una proposta
di ordine del giorno, il 22 gennaio, che è stato abbondantemente superato dalla
solerzia del presidente Occhiuto, che ha immediatamente riunito la Giunta per
attivare la richiesta di stato di calamità, cosa che è stata fatta in data 26
gennaio. Anche la tempistica non mi pare che sia così lunga di fronte ad un
evento di questa portata.
Ho apprezzato pure
l'intervento del consigliere Bruno e penso che si debba fare fronte comune su
queste problematiche e valutare con obiettività il lavoro che si sta facendo e
che si sta avviando, proprio perché insieme si può lavorare bene e si possono realizzare
progetti di sistema, che ci consentiranno anche di correggere il tiro su una
politica sbagliata che è stata attuata, probabilmente, nel corso della nostra
storia politica.
Mi sembrava doveroso che,
oggi, si parlasse per esprimere non solo la solidarietà, ma anche la
sensibilità di questo Consiglio e di tutti noi di fronte a questa tragedia che
ha colpito imprenditori, che li ha messi in ginocchio, che ha colpito i nostri
territori. Quindi l'attivazione di ogni misura rimane ferma come impegno della
Giunta e come l'impegno di tutti noi consiglieri. Sono convinta che i calabresi
si rialzeranno anche da questo evento drammatico che li ha colpiti, proprio
perché i calabresi sono un popolo orgoglioso, come il giunco che si piega ma
non si spezza.
Grazie, consigliera Iiriti.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo di
inserire all'ordine dei lavori l'ordine del giorno sulla “Revisione della
disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli alimentari”, protocollo
numero 2819.
Votiamo per l'inserimento
dell'ordine del giorno che è approvato.
Proposta di legge numero
10/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Pietropaolo, Mattiani,
recante: Disposizione concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza
artificiale in ambito regionale.
Cedo la parola al relatore per
illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Caputo.
Grazie, Presidente.
La presente proposta di legge
intende disciplinare e sostenere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in
Calabria, con l'obiettivo di favorirne la diffusione nei diversi settori
economici e sociali della Regione, definendo un primo scenario sperimentale su
scala regionale, a costo zero per l'Ente, che agevoli un corretto utilizzo
etico, sicuro e trasparente, promuovendo l'innovazione e valorizzando le
competenze presenti sul territorio, con un approccio incisivo alla cultura
digitale che coinvolga istituzioni, enti locali, scuole, università, imprese e
cittadini.
Si tratta di un provvedimento
di particolare interesse strategico, che punta a dotare la Calabria di un
quadro normativo organico sull'intelligenza artificiale, collocando la nostra
Regione come prima in Italia ad affrontare in modo strutturato e responsabile
una materia destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della
pubblica amministrazione, sui servizi ai cittadini e sui processi decisionali.
Tutto il processo regolatorio
europeo nasce intorno al 2020 e c'era la consapevolezza che questo tipo di
tecnologia non poteva rimanere più confinata all'interno delle università, ma
stava già impattando in maniera silente, nascosta, sottotraccia sulla società.
Quindi, se il legislatore non si pone il problema di capire cosa cambia, come
cambia il lavoro, come cambia la formazione, come cambia l'economia, ovviamente
rimane indietro.
Il testo ha tre elementi
generali: il primo elemento riguarda i princìpi, perché arrivare tra i primi,
anzi essere i primi, ad adottare un testo di questo
tipo ci renderà, sicuramente, esempio e modello.
La Regione Calabria promuove
l'adozione responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale presso la
Pubblica amministrazione, anche per migliorare la qualità dei servizi ai
cittadini.
Una pubblica amministrazione
deve guardare al cittadino, guardare a come risponde alle esigenze del
cittadino. Quindi, un principio di efficientamento interno delle procedure
della Pubblica amministrazione regionale.
La Regione Calabria riconosce
le opportunità che ne derivano; infatti, il nostro territorio sta investendo
molto nel digitale, creando il suo elemento distintivo, con un'opportunità di
crescita e di sviluppo economico.
Un elemento caratterizzante
della proposta di legge è rappresentato dall'articolo 3, che riguarda la
promozione di sistemi di intelligenza artificiale. Abbiamo spin off, start
up, università che lavorano molto sull'intelligenza artificiale,
rappresentando un mercato interno.
Il nostro obiettivo è, dunque,
promuovere il nostro mercato interno e lo sviluppo dell'ecosistema tecnologico
calabrese.
Crediamo che da questa Regione
possano emergere delle realtà competitive sul piano nazionale e internazionale.
Il secondo elemento
concettuale riguarda l'istituzione di un registro regionale che comprenda
persone fisiche e giuridiche attive nel campo dell'intelligenza artificiale.
Una novità è rappresentata appunto dal riconoscimento di premialità all'interno
dei bandi regionali e su questo chiaramente si rimanda al regolamento che sarà
adottato dalla Giunta. L'Ufficio regionale è il terzo elemento e va nella
direzione di caratterizzare ulteriormente la proposta di legge. L'Ufficio
regionale è un po' come un advisory board
(Comitato consultivo) con funzioni di coordinamento, promozione, informazione e
monitoraggio per i soggetti iscritti al registro in linea chiaramente con i
valori dell'Unione Europea.
All'articolo 6 sono
specificate tutte le attività dell'Ufficio regionale per l'intelligenza
artificiale.
In sintesi, la proposta in
esame ha, innanzitutto, una sua radice, un suo senso, una sua dimensione: fa
capire come in Calabria si voglia veramente investire sull'intelligenza
artificiale e sulle nuove tecnologie che portino sviluppo.
Voglio ricordare all'Aula che
questa proposta di legge è stata sottoposta all'esame della prima Commissione
durante la precedente legislatura - ringrazio la collega De Francesco, allora
Presidente della prima Commissione - con un ciclo di audizioni importanti e
qualificate come quelle dei rappresentanti del mondo delle imprese calabresi e
come quelle del mondo universitario, tra cui il professore Scarcello
dell'Università della Calabria, il professor Buccafurri dell'Università
Mediterranea di Reggio Calabria, il professor Talia dell'Università della
Calabria, il professor Guzzi dell'Unità dell'Università Magna Graecia di
Catanzaro e del professor Gianluigi Greco, attuale Rettore dell'Università
della Calabria, nonché presidente dell'Associazione Italiana per l'Intelligenza
Artificiale e coordinatore della task force istituita presso la Presidenza del
Consiglio dei ministri per l'aggiornamento della strategia italiana
sull'intelligenza artificiale.
Un ringraziamento doveroso
all'assessore Mancuso che nella precedente legislatura era, in qualità di
Presidente del Consiglio, firmatario di questa proposta di legge. Altro
ringraziamento al collega Pietropaolo che, oggi firmatario, nella precedente legislatura
era assessore alla transizione digitale e ha dato un notevole contributo alla
stesura del testo. In ultimo, ma non per ultimo, ringrazio il presidente
Cirillo e la Conferenza dei capigruppo tutta per aver condiviso l’inserimento
di questa proposta all’ordine del giorno e invito i colleghi della minoranza a
sostenere questa importante proposta di legge con un voto a favore che ci va a
qualificare non solo come maggioranza o come Governo regionale, ma come
Consiglio regionale tutto.
Grazie, collega Caputo.
Ha chiesto di intervenire il
collega Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buon
pomeriggio a lei e a tutti i colleghi consiglieri.
Personalmente valuto
positivamente questa proposta di legge di iniziativa del collega Caputo e della
maggioranza tutta, però consentitemi di rappresentare qualche criticità e anche
qualche proposta. Apprendo adesso che era passata al vaglio della Commissione
consiliare però, per stessa ammissione del collega Caputo, nel corso della
precedente legislatura e gran parte dei consiglieri che siedono oggi in questa
Assemblea sono nuovi, così come chi vi parla adesso ed quindi è questa per me,
per noi, la prima e spero non l'ultima occasione per poter, come dicevo prima,
rassegnare all'Aula alcune criticità che emergono leggendo il testo, sperando
ci sia ancora il tempo e lo spazio per qualche proposta di miglioramento. Se da
un lato, infatti, - lo dicevo prima - è da apprezzare l'intento del governo
regionale e di questa Assemblea di apportare delle migliorie, di ammodernare
l'impianto normativo regionale a quella che è l'intelligenza artificiale con
tutto ciò che ne comporta - è un tema attualissimo, di stringente attualità che
già sta incidendo nella vita quotidiana e in ogni settore dell'agire umano -
nasce però qualche perplessità.
Se da un lato vanno benissimo
sia- la citava il collega Caputo - la cabina di regia per un monitoraggio
costante, sia l'adeguamento alle normative - anche le implicazioni etiche sono
tante -, sia la premialità per incentivare l'economia locale, sia quella che
viene definita la riserva di umanità per una verifica costante e la possibilità
per l'uomo di intervenire, anche preventivamente, rispetto ai risultati freddi
della macchina e dell'intelligenza artificiale, però, come dicevo prima, ci
sono delle criticità che mi permetto di sollevare e dei dubbi.
Il primo: se pensiamo che
l'intelligenza artificiale, per esempio, potrà essere applicata anche nel campo
sanitario, saprete sicuramente meglio di me che, quando accediamo all'uso di
dati personali o della privacy, parliamo di materie che sono di
competenza esclusiva statale e, quindi, non vorrei ci fosse contestato più in
là qualche profilo di incostituzionalità.
Il secondo: più volte viene
ribadita l'invarianza finanziaria. Non mi trovate d'accordo, perché invece
credo che la nostra Regione abbia il dovere di investire, e tanto,
sull'intelligenza artificiale e di conseguenza sulla formazione del personale,
dotandosi di personale nuovo che sappia maneggiare questi nuovi e sempre più
specializzati programmi, queste materie altamente specialistiche; anche perché,
come si accennava, ci saranno da investire risorse, è prevista una premialità
ed è bene che chi maneggia questi strumenti abbia le qualifiche e le competenze
adeguate.
Non c'è, ad esempio, a
proposito del fatto che questa proposta ha origine nella scorsa legislatura,
alcun riferimento alla Redigit SPA - la società che
questo stesso governo regionale solo poco tempo fa ha istituito, finanziandola
con milioni di euro con risorse dei cittadini calabresi - che avrebbe dovuto
rappresentare il polo unico dell'innovazione e non si capisce se e quale interferenza
o forma di sinergia e collaborazione tra le due realtà possa esserci. Si fa
riferimento sicuramente a delle premialità. Non si è capito - almeno io non ho
compreso – se le premialità sono da intendersi solo come punteggio aggiuntivo o
anche come premialità economiche. Ben venga se fosse così, anche perché ci sono
dei fondi europei che premiano gli investimenti in questo settore. Però, se
così fosse, non si spiegherebbe l’invarianza finanziaria.
Altro quesito: la premialità
verrebbe attribuita solo a chi opera nel campo dell'intelligenza artificiale o
anche a chi opera in tutti gli altri settori? Questo potrebbe creare delle
disparità di trattamento.
A parte qualche refuso che
immagino sia un mero errore formale - si fa riferimento nel testo al triennio
economico 2025-2027, siamo nel 2026, quindi avrebbe dovuto essere 2026-2028 -
si potrebbe integrare per esempio in riferimento a quella che ormai viene
definita la cyber sicurezza. Sapete meglio di me che gli attacchi informatici,
purtroppo, capitano spesso e, anche qui, sarebbe bene prevedere una forma di
tutela rispetto ad alcuni tipi di dati e di documenti.
Considerato che il
provvedimento in questa legislatura non è passato dall’esame della Commissione,
caro Presidente, cari colleghi, chiederei che passasse o tornasse in
Commissione per una più approfondita valutazione, anche per recepire delle
eventuali modifiche o delle integrazioni, per una forma di armonizzazione con
le normative europee o di altre Regioni che già sono sul pezzo, ed evitare che
resti una legge cosiddetta manifesto con tanti buoni intenti ma non
sufficientemente chiara e quindi poi capace di creare delle difficoltà nei
dirigenti, nei funzionari che dovranno applicarla per far sì che possa spiegare
i suoi effetti. Se così non dovesse essere, il mio voto non
può che essere un'astensione per tutti i motivi che ho appena
rassegnato.
Grazie, collega Ranuccio. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. È senza
dubbio importante che il Consiglio regionale si occupi di intelligenza
artificiale alla luce di tutti quelli che ne possono essere gli utilizzi, di
tutto quello che si può fare attraverso l'intelligenza artificiale e di tutto quello
che ancora noi non conosciamo, ma che, piano piano, anche dalla lettura di
alcune novità, possiamo desumere. È proprio di qualche giorno fa, ad esempio,
la notizia che una nota società ha acquistato i diritti, non soltanto quelli di
immagine, ma anche quelli relativi all’utilizzo dei dati biometrici di un
famoso youtuber italiano, per circa 975 milioni di euro. Non siamo più
semplicemente alla vendita dei diritti di immagine, all'utilizzo dell'immagine
di una persona. Vendere i dati biometrici significa in qualche modo acquistare
l'identità di una persona, acquistarne la voce, acquistarne i gesti,
acquistarne i movimenti, insomma, far vivere questa persona anche oltre quello
che è il proprio ciclo biologico naturale. Questa è una grandissima rivoluzione,
anche perché, se non governata, questo tipo di attività potrebbe esporre anche
a utilizzi negativi di questo tipo di risorse.
Quello che però mi è meno
evidente, anche ascoltando la relazione del consigliere Caputo, è in che cosa
siamo primi. Siamo i primi in che cosa? Siamo i primi rispetto a quale gara?
Su questa proposta di legge
arrivata oggi all’esame del Consiglio, consentitemi di fare alcune
osservazioni.
La prima: purtroppo, è
l'ennesima proposta di legge che arriva all’esame del Consiglio senza essere
passata dalle Commissioni di questa legislatura. Ho ascoltato che è stato
approfondito l'argomento nella precedente legislatura, ma i nuovi consiglieri
regionali non hanno avuto la possibilità di apportare il proprio contributo di
idee e di proposte all'interno delle neo insediate Commissioni regionali.
La seconda: non comprendo bene
l'urgenza di doverla portare oggi in Consiglio. Tra l'altro, sapere che è stata
già discussa in Commissione nella precedente legislatura, avvalora l'idea che
non fosse urgente portarla in Consiglio. Voi stessi, nella relazione
introduttiva, scrivete che “non conosciamo il quadro regolatorio europeo e
nazionale”; quindi, il Consiglio regionale ammette di portare oggi
all'attenzione dei consiglieri una legge rispetto alla quale non si conosce il
quadro regolatorio europeo e nazionale.
Sulla base di che cosa
legiferiamo, quindi? “Lo facciamo” - sempre voi scrivete - “nelle more
dell'annunciata proposta di legge da parte del Ministro dell'Innovazione”.
Vi chiedo una spiegazione su
questo, perché noi stiamo correndo a discutere e approvare una proposta di
legge sull'intelligenza artificiale senza conoscere - lo dite voi e non lo dico
io - il quadro regolatorio europeo e nazionale, sulla base di una non meglio
specificata intenzione da parte del Ministro dell'Innovazione di portare
prossimamente - non si sa bene quando o comunque voi non lo scrivete - una
proposta di legge in tal senso.
E mi chiedo anche: rispetto al
testo della proposta di legge stessa, era così urgente portare all'attenzione
del Consiglio una proposta di legge che prevede la creazione di un registro
regionale sull'intelligenza artificiale, la previsione di premialità all'interno
dei bandi regionali per le società, le associazioni che utilizzano
l'intelligenza artificiale e che sono iscritte all'interno di questo registro e
l'istituzione di un ufficio regionale?
Poi, andando a leggere
qualcosa in più, vedo che però questa proposta prevede anche la nomina di due
esperti sull'intelligenza artificiale, nominati dalla Giunta, e di un esperto,
nominato dal Consiglio, che - per carità - vi siete affrettati a scrivere che
sono nomine a titolo gratuito, ma fa comunque curriculum e non si sa mai nella
vita che questa esperienza possa portare un punteggio in più su qualcosa.
Mi auguro che questo testo non
serva poi a produrre pinguini che camminano sull'Antartide, come quelli del
presidente Trump o, sempre da parte del presidente Trump, l'applicazione di
lacrime artificiali su persone che sono state tratte in arresto.
Siccome è un argomento serio,
un argomento sul quale non si può non solo fare ironia, ma sul quale bisogna
approfondire bene ed è obbligo di tutti, consiglieri di maggioranza e
minoranza, approfondire le dinamiche dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale,
vi chiedo di riportarla in Commissione, atteso che mi pare non ci sia nessuna
urgenza, e consentire a tutti di fare le loro proposte.
PRESIDENTE
Grazie, collega Falcomatà. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Io,
invece, considero questa legge una cosa importante, perché la Regione Calabria
sta compiendo un passo significativo in avanti verso un concetto di
contemporaneità e di modernizzazione, e questo serve per rendere il sistema
regionale anche più efficiente da questo punto di vista. Quindi, faccio un
plauso al collega Caputo per aver voluto portare in Aula questa proposta di
legge che è, invece, abbastanza organica e chiedo a lui direttamente, assieme
all'Aula, di poterla sottoscrivere proprio perché io stesso ho presentato un
emendamento che mira a rafforzarne i contenuti, soprattutto per quanto riguarda
la sperimentazione in ambito sanitario; in particolare per rafforzare il
sistema sanitario e risolvere alcune sue criticità, in virtù del fatto che il
nostro Presidente, anche commissario alla sanità, come più volte abbiamo detto,
ha impresso un cambio di passo, un'accelerazione anche in questo settore.
Infatti, il Presidente ha cercato di riorganizzare e migliorare il sistema
sanitario e l'emendamento va in tal senso, focalizzando l'attenzione
soprattutto su tre aspetti fondamentali: il miglioramento delle liste d'attesa.
Sapete tutti che questo è uno dei tanti argomenti affrontati in questo periodo;
rafforzare il sistema territoriale senza ingolfare i Pronto soccorso, avendo la
possibilità di monitorare da remoto i pazienti critici; dare un supporto alle
decisioni diagnostiche, nell'idea di non andare a sostituire il personale
sanitario, ma supportarlo con l'ausilio dell'intelligenza artificiale che può
dare solo qualità alla diagnosi, individuando magari quelle patologie più
complesse.
Questo è un percorso etico e
sostenibile che va promosso attraverso programmi sperimentali che sono previsti
dall'emendamento. Una cosa fondamentale è che tutto questo è realizzato in
collaborazione e sinergia con le Università calabresi.
L'intelligenza artificiale è
già parte della nostra vita, va solo saputa utilizzare.
In mani sapienti e
responsabili questo strumento può diventare importante per migliorare la vita
di tutti noi. Allora, non capisco perché avendo la possibilità di farlo non lo
facciamo, tra le altre cose, come una delle Regioni che lo realizza per prima e
che, finalmente, può essere capofila rispetto alle altre Regioni italiane.
Credo, quindi, che tutto
questo vada apprezzato e, così come ha fatto il relatore, invito la minoranza
anche in queste occasioni a dimostrare il grande senso di responsabilità e,
pertanto, a sottoscrivere e votare all'unanimità questa legge.
Quando esamineremo gli
emendamenti, mi riservo di illustrarli, insieme al subemendamento che ho
presentato. Grazie.
Grazie, collega Giannetta. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Non c'è
chi non veda come l'intelligenza artificiale faccia parte strutturalmente ormai
della nostra quotidianità e che - è del tutto evidente - sia destinata a essere
sempre più protagonista con una serie incredibile di opportunità, ma anche di
rischi concreti, importanti e certe volte subdoli, come è stato anche rilevato,
per esempio, dalle gerarchie ecclesiastiche, non ultimo il Santo Padre che
sull'intelligenza artificiale si è più volte soffermato. Ma, tornando
all'aspetto legislativo, ormai l'Europa è da oltre da sei anni che si occupa
proprio della regolamentazione normativa dell'utilizzo dell'intelligenza
artificiale e, a cascata, dall'Unione Europea all’Italia, già sono state
approvate tutta una serie di norme e leggi vere e proprie che servono a
limitare e indirizzare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, certo non
eliminando del tutto i rischi ad essa intrinsecamente connessi.
Parlavo dell’Italia, ma anche
la Conferenza delle Regioni ha fatto, nel 2023, tutta una serie di utili e
importanti puntualizzazioni sull'utilizzo dell’intelligenza artificiale,
mettendo anch'essa in evidenza il rischio dell’AI divide, cioè il
rischio che si crei una discrepanza di attività e quindi di risultati fra chi
l'intelligenza artificiale la sa usare e chi non la sa usare. Infine, ma non da
ultimo - non è una carrellata bibliografica, ma è un modo di agganciare poi il
ragionamento conclusivo a elementi di concretezza - l'ultima legge dello Stato
che riguarda l'intelligenza artificiale è quella di settembre 2025; legge che,
forse perché è estremamente recente, non sembra essere richiamata nella
proposta di legge in esame perché, come è stato detto, questo testo fa
riferimento a un percorso della precedente legislatura; credo assolutamente che
non solo sia utile, ma sia del tutto necessario che la nostra Regione si doti
della capacità di utilizzare questo potente mezzo di progresso e di supporto
delle attività; però, anche per la mancanza in questa proposta di specifici
riferimenti alla legge 132 del settembre dello scorso anno - almeno io non ne
ho trovati – e proprio per la delicatezza dell'argomento, credo che
richiederebbe un ulteriore approfondimento. Ed essendo un argomento delicato e
sostanzialmente tecnico, credo che sarebbe utile, oltre che giusto,
approfittare delle varie competenze che ci sono in quest'Aula per arricchire e
rendere più strutturata e più e meglio operativa questa proposta di legge.
Ritengo, quindi, che non sia
peregrina la richiesta che altri colleghi hanno fatto di rinviare questa
proposta in Commissione per un tempo assolutamente breve, necessario per
consentire, appunto, quell'apporto che l'argomento dell'utilizzo
dell'intelligenza artificiale a mio parere richiede fortemente.
Grazie, collega Laghi. Ha
chiesto di intervenire il collega Pietropaolo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intanto
vorrei ringraziare il collega Caputo e la consigliera - allora Presidente della
prima Commissione - Luciana De Francesco, per aver portato, nella scorsa legislatura,
questa proposta di legge all’esame della prima Commissione, averla poi noi
contestualmente rielaborata, quando avevo la delega alla transizione digitale,
insieme anche al professor Gianluigi Greco, che oggi è Rettore dell'UniCal.
Questa proposta di legge, come
è stato detto anche da molti di voi, affronta un tema e un ambito molto
particolare; è un ambito nel quale probabilmente meno si legifera e meglio è; è
un ambito nel quale prevale la necessità della libertà di azione da parte di
chi ha effettivamente interesse a investire in questo settore, che è un settore
che ovviamente guarda a un futuro prossimo e anche un futuro di lungo periodo.
Chi fa politica per il bene
del proprio territorio ha il dovere, per come ci è stato insegnato, di non
guardare agli anni successivi alla propria presenza, ma guardare almeno
vent'anni avanti; noi ci proponiamo di ragionare su questa proposta di legge, che
non impone regole o vincoli a chi voglia investire nell'intelligenza
artificiale nella nostra regione.
Il tema dell'intelligenza
artificiale è ormai affrontato in tutto il mondo; è un ambito che non ha
barriere fisiche; è un ambito dove vige molto l'anarchia e la potenza dei fondi
dei capitali investiti.
Premesso e fatto presente,
consigliere Laghi, che una legge può essere sempre migliorata, anche nel
prossimo futuro, l'unico tema che va tenuto in considerazione, secondo quanto
abbiamo cercato di stabilire in questa proposta di legge, e secondo me ci riusciamo,
è quello di portare avanti una legge che desse alcune indicazioni su come
vorremmo che avvenisse lo sviluppo di questo particolare ambito nella nostra
regione e, quindi, abbiamo parlato di due tre cose in particolare.
Sostanzialmente abbiamo puntato sulla Pubblica amministrazione: abbiamo
necessità che la nostra regione vada molto più avanti sulla innovazione della
Pubblica amministrazione, sulla digitalizzazione e anche, quindi,
sull'intelligenza artificiale, che sta già pervadendo la Pubblica
amministrazione. Non abbiamo intenzione di frenare nessuno, ma abbiamo
intenzione semplicemente di dire: “Controlliamo e guardiamo con attenzione
quello che si fa, in maniera tale da stare attenti a che siano perseguiti gli
scopi, senza che ci siano danni o senza che ci siano controindicazioni
all'unica cosa che ci interessa di più che è l'essere umano”; vogliamo, cioè,
fare in modo che lo sviluppo di questa materia sia comunque controllato sempre
dall'essere umano.
Questi sono i temi che fanno
parte anche dei documenti approvati dall'Unione Europea e sui quali si sta
lavorando anche in Italia.
La regolamentazione europea ha
l'obiettivo di offrire regole per lo sviluppo, l'immissione sul mercato e
l'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale con lo scopo di garantire
che lo sviluppo e l'utilizzo in Italia e in Europa siano pienamente conformi ai
principi ai valori dell'Unione Europea e ai nostri valori; questi principi
includono il controllo umano, la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la non
discriminazione e il benessere sociale e ambientale. Non possiamo in nessun
modo - è questo il tema di cui stiamo parlando e l'ambito di crescita di
sviluppo industriale di cui stiamo parlando - mettere nessun tipo di paletto,
perché questo è un settore che non prevede paletti; non prevede paletti fisici;
non prevede paletti giuridici.
L'unica mozione che possiamo
cercare di portare avanti insieme all'Europa, insieme anche al nostro Governo,
è quello di fare in modo che il rispetto dei principi etici, che sono alla base
del nostro vivere sociale e della nostra comunità italiana ed Europea, siano
sempre rispettati. E che ci siano il controllo e la verifica da parte dell'uomo
su qualsiasi iniziativa che ponga in essere algoritmi
che automaticamente imparano - di questo stiamo parlando - come comportarsi nel
futuro immediato, perché siano sempre rispettati i nostri valori cardine.
Grazie, consigliere
Pietropaolo. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco.
Ne ha facoltà.
Grazie. Oggi ho finalmente
capito, dopo l'illustrazione parte del collega Caputo, come mai questa proposta
di legge non è passata dalla Commissione, nonostante siano state tutte
insediate da poco, e sia stata portata qui in direttamente in Consiglio. Da quello
che abbiamo capito, questa proposta di legge è stata molto dibattuta e oggetto
di numerose audizioni da parte di persone titolate e competenti in materia che
hanno dato il loro giudizio favorevole; cioè, ascoltati loro, la maggioranza
dell'epoca ha presentato questa proposta di legge.
Intanto ringrazio per avere
detto queste il consigliere Caputo, ma ovviamente non sono in grado di sapere
se tutto quello che è stato detto nelle varie audizioni dai Rettori
dell'Università, dalle varie categorie, da illustri professionisti, sia stato
tenuto in conto in questa proposta di legge; avevo scritto tutta una bella
relazione, che salto in grande parte, perché questa legge dimostra una
grandissima fragilità, una grande vacuità. Si riferisce semplicemente a tutto
quello che è regolamentato dall'Unione Europea, potrebbe essere tacciata di
profili di illegittimità costituzionale per invasione di alcuni ambiti
riservati alla competenza statale; poi, c'è tutto un elaborare registri per
dare delle premialità per i finanziamenti, la nomina di esperti, due da parte
della Giunta e una da parte del Consiglio. Però non si capisce bene che cosa
con questa legge dovremmo fare.
Inoltre, non sono d'accordo su
quello che diceva prima il collega Pietropaolo, quando diceva che questo è un
settore che non deve essere molto regolamentato e deve essere lasciato libero.
Io ho già paura e terrore di quello che avviene con l'utilizzo dei social, oggi
come oggi. Posso soltanto tremare all'idea di come possa essere invasiva
l'intelligenza artificiale nella vita di ciascuno di noi, all'interno delle
aziende, all'interno delle imprese, in tutti i settori che possono essere e
saranno ovviamente oggetto dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, se
questa non viene regolamentata per come deve essere da persone competenti.
Mi associo, quindi, a quello
che dicevano prima l'onorevole Falcomatà e l'onorevole Laghi - penso che debba
essere valutato l’impatto che avrà nella vita di ciascuno di noi, per questo
Consiglio e per la Regione Calabria - di riportarla all’esame della Commissione,
per redigere una proposta di legge strutturata, riprendendo anche i contenuti
di quelle audizioni che ci sono state per regolamentare questa materia in modo
più specifico.
Prima ero improntata ad un
voto contrario a questa proposta di legge, poi ho letto l'emendamento che ha
proposto il collega Giannetta; è un emendamento che mi trova molto favorevole
perché penso che l'utilizzo di uno strumento quale l'intelligenza artificiale -
anche se ritengo non sia regolamentata per come dovrebbe essere - all'interno
della sanità (per l'abbattimento delle liste di attesa, per la diagnostica
avanzata e lo screening a supporto delle decisioni che devono essere prese per
l'analisi dei dati clinici, il monitoraggio domiciliare) sia una delle cose più
importanti da fare anche nel breve periodo.
Pensavo, al riguardo, di
richiedere l’istituzione di una Commissione speciale che potesse in breve tempo
dirci come affrontare questa cosa e, magari, poi ne parleremo in Commissione
sanità. Quindi, la mia posizione è cambiata un po', anche se ritengo che questa
proposta di legge non sia fortemente caratterizzante per poter portare avanti
questo tipo di lavoro all'interno della sanità, tutelando la privacy e la vita
di ciascuno di noi.
Pertanto, il mio voto alla
presente proposta di legge sarà di astensione, sperando però che la maggioranza
questa volta accolga la proposta della minoranza - non è una proposta negativa
- per verificare e utilizzare meglio le Commissioni e dare risposte migliori ai
cittadini calabresi, soprattutto per l'utilizzo di uno strumento
importantissimo qual è l'intelligenza artificiale che invaderà tutta la nostra
vita. Grazie mille.
Grazie, consigliera Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha
facoltà.
Grazie, Vicepresidente.
Esprimo un grande apprezzamento verso il consigliere Caputo e i consiglieri
proponenti di questa proposta di legge che ritengo sia urgente. Dico questo a
fronte di un convegno molto importante che si è tenuto qualche giorno fa a
Roma, nella sala della Regina del Parlamento, dove si discuteva proprio
dell'intelligenza artificiale e della necessità di attuare su questo argomento
una riforma importante nelle Regioni. Molti dei relatori hanno espresso
apprezzamenti verso la Calabria per gli sforzi di approfondimento che si stanno
effettuando sull'intelligenza artificiale; in particolare hanno espresso grande
apprezzamento per il lavoro che l'UniCal sta portando avanti su questa materia.
Ha fatto bene, quindi, il
consigliere Caputo a chiedere di inserire questo punto all'ordine del giorno,
che è stato approvato in Conferenza capigruppo. Non ci si può lamentare ogni
volta in Consiglio regionale della circostanza che alcune proposte non vanno in
Commissione perché c'è una Conferenza capigruppo che le valuta, le mette
all'ordine del giorno, poi sono inserite all’ordine del giorno e le discutiamo.
Negli interventi della
minoranza, al di là di qualche doglianza, non ho colto delle proposte di
emendamento, soprattutto sulla base di riflessioni che sono superate. Infatti,
non è vero quello che ha detto il consigliere Falcomatà che questa è una proposta
di legge priva di riferimenti normativi. All’articolo 2, ad esempio, c'è un
richiamo espresso nel comma 1 del Regolamento 2024/1689 del Parlamento Europeo,
che è la pietra angolare della regolamentazione dell'intelligenza artificiale.
Dispiace che un Regolamento così importante non sia noto a qualcuno dei
consiglieri regionali e che non sia noto neanche che il 23 settembre è stata
approvata la legge 132 che ha dato attuazione in Italia a questa
importantissima direttiva europea; peraltro è un regolamento di 140 pagine e
copre alcune lacune sulla tutela delle persone, la centralità delle persone.
Per la gerarchia delle fonti si fa sempre richiamo alla norma della legge
gerarchicamente superiore, come praticamente menzionato all'articolo 2: “Per
quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si rinvia alla
definizione del regolamento dell'Unione Europea”.
Ritengo che questo Regolamento
sia prioritario perché, andando ad apprezzarne l'impostazione, si ravvisa una
spinta molto forte verso l'impresa. I beni tutelati con riferimento
all'intelligenza artificiale sono la persona, l'impresa, lo Stato e la democrazia;
cioè l'impresa viene inserita prima dello Stato e della democrazia come
soggetto da tutelare. Questa è una cosa importantissima, per il volano
economico che noi dobbiamo auspicare che arriverà nella nostra regione.
E questo Regolamento si pone
sia con riferimento all'osservatorio - se si fa un osservatorio da qualcuno
deve essere costituito e non grava sul bilancio - sia con riferimento ai
principi di tutela del Regolamento stesso. Ritengo che sia un punto di enorme
vantaggio per la politica calabrese approvare una disposizione del genere tra
le prime Regioni in Italia, questo alla luce della circostanza che esiste una
delega specifica all'assessore Minenna sulla transizione digitale, che è il
futuro della vita di tutti noi. L'intelligenza artificiale è già intorno a noi,
esiste, e questo testo che la regolamenta anche in Calabria è motivo di
orgoglio della buona politica in Calabria e dell'amministrazione Occhiuto.
Quindi, esprimiamo voto
favorevole come partito. Grazie.
Grazie, consigliere Rosa. Non ci sono ulteriori
interventi, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Dopo l'articolo 3 è pervenuto il
subemendamento, protocollo numero 2905, a firma del consigliere Giannetta,
all'emendamento aggiuntivo all'articolo 3-bis,
protocollo numero 2739/A01. Cedo la parola al proponente per illustrare il sub emendamento.
Grazie, Vicepresidente. Questo è un sub emendamento
aggiuntivo.
“Il subemendamento proposto vuole specificare
meglio che l'avvio del programma sperimentale, ivi previsto, rientra
nell'ambito dell'attività di promozione dello stesso programma e che i progetti
pilota sono individuati “prioritariamente” negli ambiti di cui alle lettere del
comma 1.
Dalla presente proposta sub emendativa, che ha
carattere ordinamentale, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.
<<All'emendamento numero 2739/A01 del 26
gennaio 2026 della proposta di legge regionale numero 10/12^, recante:
“Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in
ambito regionale” che aggiunge l'articolo 3-bis
alla proposta, nell’alinea del comma 1 dell'introducendo articolo 3-bis, la parola “avvia” è sostituita
dalle seguenti: “promuove l'avvio di” e dopo la parola “individua” è inserita
la seguente: “prioritariamente”>>”. Grazie.
Grazie,
consigliere Giannetta. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Favorevole.
Parere
del relatore?
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
Favorevole.
Pongo in votazione il subemendamento. È
approvato.
Passiamo all'emendamento protocollo numero
2739/A01, aggiuntivo dell'articolo 3-bis
per come subemendato, a firma del consigliere Giannetta, a cui cedo la parola
per l'illustrazione.
Sì, questo emendamento è anche aggiuntivo.
“L'emendamento proposto prende le mosse dalla
consapevolezza che il Sistema sanitario della Regione Calabria versa in una
fase di rilevante criticità strutturale. In tale contesto, si rende necessario
il ricorso alle nuove tecnologie e, in particolare, all'intelligenza
artificiale, al fine di sperimentare best
practice in grado di incidere in modo concreto sulle principali aree di
sofferenza del Servizio sanitario regionale.
Tra gli ambiti di intervento prioritari rientra
la riduzione delle liste d'attesa, perseguibile attraverso l'impiego di
algoritmi predittivi per l'ottimizzazione dell'agenda di prenotazione, così da
minimizzare i tempi di inattività tra le prestazioni e garantire ai cittadini
un accesso più tempestivo alle cure. Ulteriori benefici possono derivare dal
rafforzamento della Medicina territoriale mediante i sistemi di monitoraggio
remoto intelligente, capaci di consentire la gestione dei pazienti cronici direttamente
al domicilio, riducendo al contempo la pressione sui Pronto soccorso e sui
reparti ospedalieri.
L'emendamento mira, inoltre, a sostenere
l'eccellenza clinica attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale quale
strumento di supporto alle decisioni diagnostiche, contribuendo alla riduzione
del margine di errore e all'accelerazione dei processi di individuazione delle
patologie complesse.
Dalla presente proposta emendativa, che ha
carattere ordinamentale, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.
<<Dopo l'articolo 3 della proposta di
legge regionale numero 10/12^, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di
sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” è inserito il seguente
articolo:
“Articolo 3-bis
(Programma sperimentale sulla
sanità digitale e intelligenza artificiale in Calabria)
Punto 1. La Regione Calabria, in considerazione
delle criticità strutturali del Sistema sanitario regionale, avvia un programma
sperimentale finalizzato all'applicazione dell'intelligenza artificiale in
ambito sanitario. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente
legge, la Giunta regionale, sentito l'Ufficio regionale dell'intelligenza
artificiale e il Dipartimento regionale competente in materia di tutela della
salute, individua i progetti pilota nei seguenti ambiti:
a) ottimizzazione dei tempi di attesa: sistemi
per la gestione intelligente delle agende e del bilanciamento dei flussi di
domanda/offerta delle prestazioni;
b) diagnostica avanzata e screening: supporto decisionale assistito per la refertazione
radiologica e l'analisi dei dati clinici;
c) monitoraggio domiciliare intelligente:
telemedicina basata sull'intelligenza artificiale per la gestione delle
cronicità e la deospedalizzazione protetta.
Punto 2. L'Ufficio regionale dell'intelligenza
artificiale, d'intesa con le Aziende sanitarie e ospedaliere, promuove percorsi
di formazione per i dirigenti e il personale sanitario coinvolto nelle
sperimentazioni, al fine di garantire l'effettiva supervisione umana e l'uso
etico dei dati.
Punto 3. Le attività di sperimentazione di cui
al presente articolo sono svolte prioritariamente in collaborazione con le
Università calabresi e con i soggetti iscritti nel Registro regionale di cui
all'articolo 5, garantendo la piena trasparenza dei processi.
Punto 4. Gli esiti delle sperimentazioni sono
riportati in una sezione specifica della relazione annuale di cui all'articolo
7, comma 2, al fine di valutarne l'estensione e il regime dell'intero sistema
sanitario regionale”>>”.
Rammento ancora una volta, all'Ufficio di
Presidenza, di aver avuto l'assenso del proponente, perché convinto dei
vantaggi che l'emendamento e la legge potranno produrre in seno al Sistema
sanitario regionale.
Grazie,
consigliere. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Favorevole.
Parere
del relatore?
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo
dell'articolo 3-bis, per come
emendato: è approvato. Pertanto, è aggiunto nel testo l’articolo 3-bis.
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Passiamo ora alla votazione della proposta di
legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento
formale. La proposta di legge è approvata, per come emendata, con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
Passiamo al punto 2: proposta di provvedimento
amministrativo numero 41/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante:
“Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo
dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)”.
Cedo la parola consigliere Pietropaolo per
illustrare il provvedimento. Prego, consigliere.
La proposta di provvedimento, posta oggi
all'approvazione di quest’Assemblea, è stata licenziata, a maggioranza dei
presenti, dalla seconda Commissione bilancio nella seduta del 21 gennaio
scorso.
La proposta è relativa al bilancio di
previsione 2026-2028 dell'Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura
calabrese (ARSAC).
Alla seduta di Commissione hanno partecipato il
direttore generale ARSAC, dottoressa Fulvia Michela Caligiuri, che ha
illustrato il provvedimento e fornito i chiarimenti richiesti, il dirigente del
Dipartimento agricoltura, area interne e politiche di connessione territoriale,
avvocato Domenico Ferrara, mentre il dirigente generale del Dipartimento
bilancio, finanze e patrimonio ha trasmesso una nota in cui ha confermato le
raccomandazioni contenute nell’istruttoria di competenza, ritenendo che il
bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Regionale ARSAC possa essere
sottoposto all'approvazione da parte del Consiglio regionale, ai sensi
dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.
Il provvedimento si compone della delibera di
Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento agricoltura e
del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del parere del Collegio
sindacale, costituito in forma monocratica.
L'Organo di controllo evidenzia che il bilancio
di previsione viene proposto nel rispetto del pareggio finanziario complessivo
di competenza e nel rispetto degli equilibri di parte corrente ed in conto
capitale; altresì, è stato verificato che il saldo di cassa non negativo
assicura il rispetto dell'articolo 40 del decreto legislativo 118.
Con riferimento alle norme sul contenimento
della spesa, la “spending review”, il
Collegio ha verificato che “lo stanziamento previsto nel bilancio di previsione
2026-2028, per le spese per il personale al lordo degli oneri riflessi,
dell'IRAP, e le spese di funzionamento, non supera i limiti di spesa impegnata
per l'esercizio 2022”.
Per quanto concerne l'accantonamento al Fondo
crediti di dubbia esigibilità, l'Organo di controllo evidenzia che, come
specificato in nota integrativa, “nel corso dell'esercizio 2025 parte della
riscossione delle utenze degli acquedotti rurali è stata ceduta alla SORICAL,
ne scaturisce che le previsioni di entrate per esercizio 2026 si sono
notevolmente ridotte”.
L'Organo di revisione, a conclusione delle
verifiche ritiene:
- congrue le previsioni di spesa e attendibili
le entrate;
- coerente la previsione di spesa per
investimenti con il programma amministrativo ed il piano di sviluppo
dell'Azienda;
- che le previsioni di cassa sono attendibili
in relazione all'esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza e
congrue in relazione al rispetto dei termini di pagamento con riferimento ai
cronoprogrammi e alle scadenze di legge e agli accantonamenti al Fondo crediti
di dubbia esigibilità.
Il Collegio sindacale, tenuto conto che il
bilancio è stato redatto nell'osservanza delle norme di legge, dello Statuto
dell'Ente, del regolamento di contabilità, dei principi previsti dall'articolo
162 del TUEL e dalle norme del decreto legislativo 118 del 2011 e dai principi
contabili applicati numero 4/1 e 4/2 allegati al predetto
decreto legislativo, esprime parere favorevole sulla proposta di bilancio di
previsione 2026-2028 e sui documenti allegati.
Il Dipartimento agricoltura, nell'istruttoria
di competenza, ha provveduto a verificare il rispetto dei limiti di spesa di
cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 62/2023 in materia di spending review, rilevando che il
contenimento della spesa può considerarsi complessivamente conseguito.
Il Dipartimento, nell'esprimere parere
favorevole al bilancio di previsione 2026-2028, raccomanda all'Ente:
- un puntuale monitoraggio delle voci di spesa
nel corso dell'esercizio;
- di contenere gli impegni per le spese di
funzionamento nel limite di euro 147.730,85.
Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio
evidenzia che, con riferimento alle previsioni di entrata e di spesa, sono
garantiti sia gli equilibri contabili, tra cui la quadratura delle cosiddette
“partite di giro”, sia la presenza di un saldo finale di cassa non negativo.
Il Dipartimento, in considerazione del fatto
che il bilancio di ARSAC è stato approvato prima di quello della Regione
Calabria, raccomanda all'Ente con successiva variazione di bilancio, di
adeguare lo stanziamento dell'entrata per l'annualità 2028, riportando l'esatto
ammontare delle risorse per trasferimenti ordinari della Regione Calabria.
Con riferimento al Fondo crediti di dubbia
esigibilità, il Dipartimento rileva che lo stesso sembrerebbe essere congruo;
tuttavia raccomanda all'Ente di verificare, durante l'intero periodo degli
esercizi di cui al bilancio di previsione, la congruità del Fondo in esame,
provvedendo a un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni
apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali
nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con riferimento
all'effettivo andamento degli incassi, adottando, se necessarie, apposite
misure atte a salvaguardare gli equilibri di bilancio.
Relativamente alla previsione del Fondo
pluriennale vincolato, il Dipartimento raccomanda all'Ente, a seguito del
completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui per
l'esercizio 2025, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando,
se necessari, i conseguenti correttivi al Fondo per la parte corrente e
capitale, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria
potenziata.
A conclusione dell'istruttoria di competenza,
fermi restando i rilievi e le raccomandazioni evidenziati nel corpo della predetta istruttoria, il Dipartimento bilancio, finanze e
patrimonio ritiene possibile procedere, da parte della Giunta regionale, alla
trasmissione della proposta del bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda
ARSAC al Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 57, comma 3, della legge
regionale 4 febbraio 2002, numero 8.
In conclusione, vorrei ringraziare i componenti
della Commissione bilancio, sia di maggioranza che di minoranza, grazie ai
quali, nella seduta del 21 gennaio, abbiamo potuto approfondire molti argomenti
del bilancio presentato da ARSAC, avvalendoci della presenza del direttore
generale, Fulvia Caligiuri, e anche del dirigente dell'agricoltura, Domenico
Ferrara.
Quindi, alla luce dell’importante confronto che
c'è stato in Commissione, vorrei sottoporre all'Aula l'esame della proposta di
provvedimento amministrativo con la speranza che venga approvata all'unanimità.
Grazie.
Grazie,
collega Pietropaolo. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco.
Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Questo bilancio, che ci è stato sottoposto,
oggi, qui in Consiglio, che riguarda l'ARSAC non è un semplice documento
tecnico, ma riguarda una scelta politica che dice molto su come intendiamo
sostenere oppure non sostenere l'agricoltura calabrese per i prossimi anni,
visto che è il bilancio 2026-2028.
Con questa relazione vogliamo dire con
chiarezza che il bilancio che stiamo per approvare, pur essendo formalmente
corretto da un punto di vista contabile, non ci ha convinto nel merito e non ci
rassicura neanche nella sostanza. È un bilancio che, letto fino in fondo,
restituisce l'immagine di un Ente che fatica sempre di più a svolgere il ruolo
per il quale è stato istituito: essere uno strumento concreto di sviluppo, di
sostegno e di rilancio per l'agricoltura calabrese.
È vero, come diceva prima il Presidente della
Commissione bilancio, Pietropaolo, questo bilancio è già passato nella seconda
Commissione in cui sono componente. In quella sede, ho espresso un voto
contrario al bilancio dell'ARSAC, dopo avere rivolto numerose domande ai
dirigenti dell'ARSAC e del Dipartimento regionale dell'agricoltura, ma quesiti
puntuali sono rimasti senza adeguata risposta e tutti i dubbi - non erano
pregiudiziali, ma fondati su criticità reali del bilancio - non sono stati,
purtroppo, dissipati. Quindi, ho dato parere contrario.
L'ARSAC, intanto, è un Ente che nel tempo ha
assunto una configurazione organizzativa molto ampia e molto articolata, con
una presenza diffusa su tutto il territorio regionale, una pluralità di
strutture operative e un patrimonio rilevante, comprendente anche attività e
beni che esulano dal cuore della sua missione agricola – questo lo vedremo in
seguito.
A questa complessità, però,
non corrisponde una chiara gerarchia di obiettivi né una coerente allocazione
delle risorse verso una finalità di sviluppo.
Il bilancio di previsione
certifica una struttura della spesa fortemente sbilanciata sui costi di
funzionamento: la gran parte delle risorse disponibili, infatti, viene
assorbita dalla gestione ordinaria dell’ente, mentre ciò che resta per
investimenti, innovazione, supporto diretto alle imprese agricole e
rafforzamento delle filiere è soltanto residuale. Questo è il primo punto
nodale politico dell’ARSAC.
L’ARSAC è sempre impegnata
soprattutto a sostenere sé stessa più che sostenere il sistema agricolo
calabrese. In questo quadro si inserisce anche il tema delle attività di
promozione e di comunicazione, cioè l’azione dell’ARSAC non può ridursi alla
partecipazione e alla sponsorizzazione di fiere o alla realizzazione in
Calabria di grandi eventi che rischiano di essere fini a sé stessi.
Manifestazioni come Vinitaly
a Sibari o il Merano Wine Festival sono certamente degli eventi molto
importanti, sia per la visibilità delle produzioni di eccellenza sia per la
costruzione di reti che si possono creare tra gli operatori, però dal bilancio
delle attività programmate emerge il rischio che tali iniziative vengano
gestite più come eventi rivolti prevalentemente a noi calabresi, piuttosto che
come reali strumenti di promozione e valorizzazione dei prodotti sui mercati
nazionali e internazionali. Anche in questo caso manca una valutazione
dell’impatto economico concreto di queste attività sulle imprese agricole e
sulle filiere produttrici.
L’ARSAC potrebbe generare
valore economico reale grazie a formazione tecnica e trasferimento di
competenze alle imprese agricole, innovazione e pratiche culturali nelle
filiere locali, supporto a progetti di filiera e certificazione di qualità,
all’intercettazione di fondi nazionali ed europei aumentando le risorse
disponibili nel territorio. Nonostante il potenziale che l’ARSAC ha, l’ARSAC
non genera ricchezza in modo significativo e sistematico, e ciò a causa dello
scarso collegamento tra la sperimentazione che avviene nei centri sperimentali
dimostrativi e le aziende agricole locali, attività talvolta autoreferenziali
con eventi o studi che non trovano alcuna applicazione pratica, mancanza di
indicatori economici chiari per misurare l’impatto reale sul territorio. Alcune
strutture risultano sottoutilizzate o chiuse, con risultati limitati alla sola
produzione interna dell’ente.
In sostanza, molte risorse e
attività restano consumate all’interno dell’ARSAC senza trasferire valore
economico concreto sul territorio. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento
veramente critico: l’ARSAC non è un ente deputato all’erogazione di contributi
per feste civili o iniziative meramente celebrative, eppure risulta che siano
stati concessi - qui c’è una delibera del Comune di Cariati - sostegni a
singoli comuni, come nel caso del Comune di Cariati appunto, di circa ventimila
e passa euro, e verosimilmente anche ad altre realtà per sagre e manifestazioni
locali.
Il punto non è la
legittimazione formale di tali interventi, ma l’assenza di una verifica sugli
effetti prodotti. Ad esempio, se si supporta da parte dell’ARSAC una sagra
della castagna, bisogna poi controllare se questa sagra della castagna,
generata negli anni, abbia originato nuove produzioni, filiere di
trasformazione, iniziative imprenditoriali o benefici duraturi per l’economia
locale e per il ripopolamento delle aree interne. In mancanza di queste
valutazioni, anche tali risorse rischiano di esaurirsi in iniziative episodiche
e prive di ricadute strutturali.
L’ARSAC potrebbe essere un
motore di sviluppo generale di ricchezza, ma attualmente funziona più come una
struttura interna che come leva economica reale per il territorio.
Per trasformare il suo ruolo
in vera ricchezza è necessario rafforzare il legame tra sperimentazione e
applicazione pratica, orientare le attività ai risultati economici misurabili,
integrare le strutture con le imprese e le filiere territoriali.
Quindi l’ARSAC ha strumenti e
capacità per generare ricchezza, ma nella pratica non lo fa e rischia di
sopravvivere più come ente che come leva di sviluppo economico per la Calabria.
All’interno di questo quadro già fortemente critico, merita una riflessione
specifica la gestione degli impianti di risalita di Camigliatello Silano. Si
tratta di un’attività che appare estranea alle funzioni principali dell’ARSAC e
che assorbe risorse correnti significative per sostenere una gestione di tipo
turistico-ricreativo, caratterizzata da elevata incertezza dei ricavi e da
costi strutturalmente rigidi.
Dal bilancio non emerge una
contabilità separata che consenta di valutare con trasparenza l’effettivo peso
di questa gestione, mentre le informazioni disponibili fanno ritenere che i
costi superino stabilmente i ricavi, generando perdite strutturali che vengono
assorbite dal bilancio complessivo senza una chiara assunzione di
responsabilità politica. In questo contesto, segnato dal cambiamento climatico,
dalla riduzione delle stagioni sciistiche e dall’aumento dei costi energetici,
la prosecuzione di questa gestione solleva interrogativi seri sulla
sostenibilità futura di questa attività, soprattutto perché noi riteniamo che
le funivie possano essere veramente generatrici di economia per i territori e
leva per lo sviluppo dei paesi della Sila e della Presila.
A queste criticità strutturali
si aggiunge un elemento che continua a pesare in modo strutturale sugli
equilibri di bilancio: la gestione liquidatoria dell’ARSSA, incardinata in
ARSAC come gestione a stralcio. Il bilancio evidenzia per l’intero triennio un
persistente squilibrio di parte corrente che viene riequilibrato facendo
ricorso a entrate in conto capitale derivanti dalle dismissioni patrimoniali. È
vero che questa rappresentazione è formalmente consentita dalla norma contabile
vigente, ma è altrettanto vero che ci troviamo di fronte a una situazione che
si trascina da anni, dal 2015, e che incide strutturalmente sulla solidità del
bilancio.
Proprio per questo, in
Commissione bilancio ho chiesto maggiore chiarezza sullo stato reale di questa
liquidazione: quali vendite siano state fatte, quali siano state le entrate
realizzate, quali spese siano ancora in essere. Anche se su questo punto le risposte
non sono state sufficienti, un bilancio che presenta sistematicamente un
disavanzo di parte corrente coperto da entrate straordinarie non può essere
considerato nel merito un bilancio solido, soprattutto se riguarda un ente che
dovrebbe programmare interventi di medio e lungo periodo in un settore così
fragile come quello agricolo.
Emergono poi ulteriori
elementi di criticità e incongruenza tra le previsioni dell’ente e gli
stanziamenti regionali. Come ha già detto il collega Pietropaolo, la Regione ha
stanziato trentuno milioni con il bilancio di previsione per il 2028, invece
l’ARSAC ne prevede trentuno milioni e mezzo. Una gestione prudenziale
discutibile di alcuni fondi di accantonamento e una rappresentazione delle
liquidità che avrebbe meritato maggiore trasparenza e aggiornamento.
Ho finito, Presidente.
Al di là degli aspetti
tecnici, ciò che questo bilancio mette in evidenza è un problema politico più
profondo: lo scollamento crescente tra ciò che l’ARSAC dovrebbe essere e ciò
che nei fatti è diventata. Quindi, alla luce di tutto questo, e vado alla conclusione,
il voto che, come Casa Riformista – Italia Viva, daremo a questo bilancio è
negativo, è contrario, proprio perché non vengono portate avanti quelle che
sono le finalità di ARSAC, ma sembra che sia un ente, un carrozzone che vive
per sé stesso, che serve semplicemente per produrre sagre e fiere e
quant’altro.
Parlavamo giustamente dei
dipendenti: per circa 30 milioni di euro la maggior parte del bilancio, le
somme che vengono date dalla Regione vengono utilizzate per questo. Quindi
spero che sia revisionato il tutto, che si decida di farlo funzionare per come
funzionava prima. Grazie mille.
Grazie, collega. Ha
chiesto di intervenire la consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
In realtà mi dispiace sentire
queste parole dalla consigliera Greco, perché questo è un provvedimento che è
stato, appunto, analizzato in Commissione e dal resoconto integrale si evince
che a tutte le domande e a tutti i dubbi della consigliera Greco la dottoressa
Caligiuri, in quanto direttrice dell’ARSAC, ha risposto in modo esaustivo,
partendo appunto dalla gestione a stralcio, che è pubblicata in modo
trasparente sul sito dove ci sono tutti i beni dell’ARSSA che ogni anno ARSAC,
infatti, mette in vendita; quindi, una buona parte delle risorse entra nelle
casse dell’ARSAC senza gravare sulle risorse trasferite dalla Regione Calabria.
Gli
acquedotti nel 2026 passeranno poi tutti a SORICAL e l’impianto sciistico di
Camigliatello di cui si parlava prima, appunto, passerà a breve a Ferrovie
della Calabria. Quindi il bilancio previsionale è stato discusso in Commissione
e durante la seduta di Commissione sono state poste delle domande, anche non
pertinenti, a cui sono state date delle risposte esaustive.
L’ARSAC sta
facendo un lavoro straordinario.
Si parlava
prima che si fa tanta promozione. In realtà la Calabria aveva bisogno di tutta
questa promozione per farsi conoscere anche oltre i confini regionali. Il
lavoro dell’ARSAC è sotto gli occhi di tutti come braccio destro del
Dipartimento Agricoltura. Penso sia davvero un lavoro eccezionale che va
premiato, dando il giusto riconoscimento a tutta questa organizzazione che ogni
giorno lavora.
Grazie,
Presidente.
Grazie,
collega Santoianni. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco.
Ne ha facoltà per tre minuti.
Molto meno, Presidente,
Intervengo soltanto per fatto personale, perché ho sentito che nella seduta di
Commissione in cui ero presente ho fatto delle domande e mi sono state date
tutte le risposte. È vero: hanno dato tutte le risposte, ma erano risposte che
non entravano nel merito della questione, molto superficiali, che non hanno
convinto. Consigliera Santoianni, non hanno convinto quelle che erano le mie
convinzioni. Non perché si risponde a una domanda significa che quella risposta
sia soddisfacente: non lo è stata. Tant’è che mi sono ritenuta insoddisfatta e
ho votato contro lì stesso. Non ho espresso il mio contrario soltanto oggi, ho
votato contro e ho dato la mia motivazione in quella sede.
Quindi pretendo rispetto per
la volontà e per il parere che dà un consigliere di minoranza sulla base di
dati di fatto e anche in base a quello che hanno detto i revisori dei conti;
infatti, tutti le raccomandazioni del revisore dei conti e di chi ha verificato
il bilancio non sono molto distanti da quello che ho ritenuto di far rilevare.
Indipendentemente, però, dalla
questione tecnica, la cosa più importante è quella politica. L’ARSAC,
consigliera Santoianni - noi veniamo dal mondo dei contadini, dall’agricoltura
- dovrebbe essere quello strumento che aiuta le imprese agricole a svilupparsi
e innovarsi. A me non sembra che questo avvenga. Vengo da quel mondo, ne saprò
qualcosa! Non mi sembra che svolga più questo tipo di funzione.
Sono consapevole che se
dovesse riprendere le sue vere funzioni e non le funzioni che sta sviluppando
adesso, il settore agricolo calabrese e tutti gli imprenditori calabresi
potrebbero avere maggiore forza e maggiore capacità di sviluppare le proprie aziende.
Non sono contro l’ARSAC, sono
contro questo modo di vivere l’ARSAC, semplicemente questo.
Poi è vero quello che ha detto
lei: la dottoressa Caligiuri mi ha risposto, ha dato delle risposte che però, a
mio avviso, non erano soddisfacenti. Grazie mille.
Grazie, collega Greco. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Pietropaolo. Ne ha facoltà.
Intervengo soltanto per una
precisazione, visto che la consigliera Greco ha citato l’organo di revisione e
l’organo di controllo, ripeto quello che ho letto prima: l’organo di controllo
- questo è citato nel bilancio che potete vedere tutti - ha evidenziato il
rispetto del pareggio finanziario di competenza e complessivo, il rispetto
degli equilibri di parte corrente e di conto capitale, ha evidenziato il
rispetto della legge sulla spending review, ha evidenziato il rispetto
dell’accantonamento dei fondi crediti di dubbia esigibilità.
A conclusione della sua
attività e delle verifiche effettuate l’organo di revisione ritiene congrue le
previsioni di spesa, attendibili le entrate, coerente la previsione di spese
per investimenti con il programma amministrativo e il piano di sviluppo dell’azienda,
che le previsioni di cassa sono attendibili in relazione all’esigibilità dei
residui attivi e delle entrate di competenza e congrue in relazione al rispetto
dei termini di pagamento, con riferimento ai cronoprogrammi alle scadenze di
legge e agli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità.
Quindi il Collegio sindacale
di fatto approva e sottopone all’attenzione del Consiglio regionale, come anche
della Giunta, il testo del bilancio.
Semplicemente, in aggiunta a
quanto detto dalla collega Santoianni, voglio specificare una cosa che è emersa
in Commissione, ed è emersa - consigliera Greco, lei
era presente - anche in maniera importante grazie alle sue sollecitazioni:
l’attività imponente e importante che l’ARSAC sta facendo per il nostro mondo
agricolo è un’attività indubbiamente e indubitabilmente presente nei fatti.
È un’attività che non è
rivolta, come dice lei, soltanto a noi calabresi, è rivolta all’esterno. Le
iniziative svolte sul vino e sull’olio, anche di recente, sono principalmente
rivolte all’esterno. Dico un’altra cosa: se anche fossero rivolte solo all’interno,
cosa che non è successa, anche questa sarebbe una cosa positiva, perché
comunque abbiamo bisogno che il nostro mondo agricolo e noi stessi prendiamo
atto e ci rendiamo conto di quanto siamo in grado di fare, di quanto i nostri
imprenditori agricoli sono capaci di portare prodotti di qualità sul territorio
calabrese, sul territorio italiano e nel mondo intero.
Sono sicuro che di questo
anche lei è a conoscenza, conoscendo tanti imprenditori agricoli di qualità.
Quindi abbiamo bisogno prima di tutto di fare crescere la coscienza di noi
stessi su questi ambiti e poi ragionare anche sulla possibilità di andare sui
mercati esteri.
Gli eventi che sono stati
realizzati ripercorrono, secondo il mio avviso, ma credo anche di tutti noi,
perfettamente il raggiungimento di questi due obiettivi, che sono essenziali
per fare andare avanti la nostra agricoltura e i nostri imprenditori.
Grazie, collega Pietropaolo.
Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Greco per dichiarazione di voto. Ne ha
facoltà.
Grazie, Presidente. Ovviamente
il mio voto è contrario, ma prendo questo minuto semplicemente per dire al
collega Pietropaolo che più di me, e molto più di me, ne sanno gli altri
imprenditori agricoli che, come me, hanno portato avanti i prodotti di eccellenza
calabresi, soprattutto vino e olio. Mi tocca da vicino, quindi so benissimo
quello che avviene quando parlo, soprattutto, di questo settore.
Mi dispiace, collega
Pietropaolo, ma penso di avere un po’ di competenza per tutto quello che è
stato fatto dalla Regione Calabria e per tutto quello che è stato fatto,
invece, dalle singole imprese, da sole, che hanno dimostrato, soprattutto nel
mondo del vino, di essere cresciute tantissimo e molto in termini di qualità ed
esportazione.
Certo - qui ritorna quel ruolo
dell’ARSAC che non rinnego - non dico che il Vinitaly a Sibari o il Merano
Wine Festival siano una cosa negativa, sono una cosa molto positiva. Le
farei diversamente, ma veniamo da due mondi diversi; quindi, sicuramente
abbiamo dei modi di impostare questi tipi di eventi in modo diverso. Però, sono
degli eventi che vanno bene, ma non hanno quell’importanza che viene data da un
punto di vista comunicativo, secondo me, per quanto riguarda le imprese.
Poi, se vuole, magari ne
parliamo e ne discutiamo meglio, verifichiamo quanto veramente è rientrato alle
imprese, se qualcuno della Regione Calabria l’ha fatto. Possiamo chiedere in
qualità di consiglieri regionali quali sono state le ricadute positive di
questi eventi per le singole imprese vinicole e olearie della Regione Calabria.
Grazie. Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente ai
relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto tre
all’ordine del giorno, inerente alla proposta di legge numero 31/13^
d’iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Brutto, Mattiani, Caputo,
Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione”. La parola al consigliere
Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, collega Giannetta.
Grazie, Presidente.
Per quanto riguarda gli
articoli 1, 2 e 3, riunirei la descrizione perché, benché riguardino tre leggi
diverse, hanno lo stesso significato; si tratta delle leggi regionali numero
26, 27 e 28, tutte del 30 maggio 2025.
La norma negli articoli 1, 2,
3 risponde all’esigenza di garantire l’adempimento dell’impegno assunto dal
Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del
principio di leale collaborazione, in risposta alla nota protocollo numero
516886 del 10 luglio 2025, al fine di evitare l’impugnativa governativa.
Nello specifico, si interviene
per inserire nell'articolo 1 della legge regionale e, quindi, negli articoli 2
e 3, una previsione di garanzia dettata dalla legge quadro in materia di aree
protette.
La norma dell'articolo 4
risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal
Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del
principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 584409, del 3 agosto
2025, al fine di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si
interviene per rimodulare alcune definizioni lessicali e renderle più aderenti
alla legge statale oltre che integrare la norma con alcune clausole di garanzia
rispetto al coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e la loro
collaborazione con le Istituzioni pubbliche.
La norma dell'articolo 5
risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal
Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del
principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 569708, del 29
luglio 2025, al fine di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si
interviene nell'articolo 8 della legge regionale per specificare che le risorse
generate dalle attività di cui al comma 5 dell'articolo 2 confluiscono
annualmente nella parte libera del risultato d'amministrazione.
La norma dell'articolo 6
risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal
Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del
principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 569725, del 29
luglio 2025 e con nota, protocollo numero 572229, del 30 luglio 2025, al fine
di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si interviene in più
punti della legge per renderla omogenea alle previsioni normative nazionali.
L'articolo 7 risponde
all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente
della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione al principio di
leale collaborazione. Nello specifico, si interviene per eliminare nella lettera
c), del comma 3, dell'articolo 9, della legge regionale 48/2019, così come
introdotto dall'articolo 5 della legge regionale 17/2024, le parole: “, anche a
seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del
codice di procedura penale,”. Tale modifica si rende opportuna per rendere il
testo normativo maggiormente conforme al quadro ordinamentale vigente.
L'articolo 8 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno
assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione. Nello specifico, nella legge
regionale 30 maggio 2025, numero 25 (Unità di pedagogia scolastica per lo
sviluppo della comunità educante e la promozione del diritto all'educazione e
all'istruzione nella regione Calabria) si interviene per garantire la
neutralità finanziaria della norma rispetto alle previsioni ivi contenute.
L'articolo 9 reca la clausola
di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale e
l'articolo 10 dispone l'entrata in vigore il giorno successivo a quello della
pubblicazione della legge nel BURC. L'esigenza dell'entrata in vigore
anticipata si giustifica proprio per la peculiare composizione della proposta
di legge che ha l'unico fine di dare seguito agli impegni assunti con il
Governo nazionale.
Relazione tecnico finanziaria,
criteri di quantificazione degli oneri finanziari: la presente proposta non
comporta oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi esclusivamente di
interventi mirati per dare seguito agli impegni assunti con il Governo,
finalizzati ad evitare l'impugnativa delle norme. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Giannetta.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Articolo 10
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto quattro
relativo alla proposta di legge statutaria numero 1/13^ di iniziativa dei
consiglieri Giannetta, Caputo, Pitaro, Mattiani, Brutto, recante: “Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, numero 25 (Statuto della
Regione Calabria) - Seconda lettura.
Ricordo all'Aula che, ai sensi
dell'articolo 58, comma 1, dello Statuto della Regione Calabria, lo Statuto è
approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge assunta a maggioranza
assoluta dei suoi componenti con due deliberazioni successive adottate ad
intervallo non minore di due mesi.
Si rammenta, inoltre, che
trattandosi di una modifica parziale dello Statuto, il testo, una volta
approvato, rientra tra le leggi regionali di revisione statutaria parziale,
secondo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 26
novembre 2025, numero 45.
Nella seduta odierna, la
modifica statutaria viene sottoposta all'esame del Consiglio per l'approvazione
in seconda lettura.
Considerato che la discussione
generale si è svolta nella seduta in cui è stata trattata in prima lettura,
nella seduta odierna sono ammessi soltanto interventi per dichiarazione di
voto.
Cedo la parola al consigliere
Giannetta per l’illustrazione del provvedimento.
Grazie, Presidente. Come
giustamente ricordava lei, siamo alla seconda lettura di questa proposta di
legge. La prima lettura è avvenuta in data 20/11/2025.
Lo Statuto regionale vigente
prevede che la Giunta regionale sia composta da un numero massimo di 7 assessori, includendo nella base di calcolo il Presidente
della Giunta regionale.
L'articolo 1 della proposta di
legge di revisione statutaria propone la modifica dell'articolo 35 dello
Statuto, intervenendo sul numero dei componenti della Giunta regionale, ai
sensi della legislazione statale vigente (id est, articolo 14, comma 1,
decreto-legge 13 agosto 2011, numero 138, convertito, con modificazioni, dalla
legge 14 settembre 2011, numero 148, per come modificato dall'articolo 1, comma
1, della Legge 8 agosto 2025, numero 122.
In particolare, la nuova
lettera b) dell'articolo 14, comma 1, decreto-legge numero 138/2011 consente
alle regioni con popolazione fino a 2 milioni di abitanti, di aumentare fino a
due unità il numero di assessori stabilito dalla legge.
Ai fini della determinazione
del numero massimo degli assessori regionali, la medesima lettera b) àncora il
dato ad una quota, un quinto dei componenti del Consiglio regionale, e
specifica che “Ai fini del calcolo del numero massimo degli assessori regionali,
il Presidente della Giunta regionale continua a essere incluso nel numero dei
componenti del Consiglio regionale”.
L'articolo 1, comma 3, del
decreto-legge numero 122/2025 consente alle Regioni di adeguare, nell'ambito
della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle
disposizioni di cui al comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio
previsti a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica.
La norma di revisione
statutaria proposta, pertanto, prevede che la Giunta regionale sia composta da
un numero di assessori nel limite massimo previsto dalla legislazione statale,
utilizzando appositamente un rinvio mobile alla normativa statale, al fine di
evitare la necessità di eventuali successive opere di adeguamento.
La modifica statutaria
proposta, in attuazione della legislazione statale di principio, sarà contenuta
nei limiti degli stanziamenti di bilancio e, comunque, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza regionale.
L'articolo 2 della proposta di
legge introduce la possibilità per il Presidente della Giunta regionale di
nominare fino a due sottosegretari che possano coadiuvarlo nello svolgimento
dei compiti inerenti al mandato, con la finalità di assicurare un più efficiente
coordinamento dell'azione di governo.
La proposta di modifica si
inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento dell'efficienza dell'azione
di governo regionale, di semplificazione dei processi decisionali e di miglior
raccordo tra la Presidenza e l'insieme della Giunta.
Essa si pone in linea con
esperienze già maturate in altre Regioni (Marche, Lombardia, Piemonte, Abruzzo,
Toscana, Emilia-Romagna, Molise) e con i principi costituzionali di autonomia
organizzativa e buon andamento della Pubblica amministrazione.
La proposta di modifica si
limita a introdurre una facoltà in capo al Presidente, lasciando alla
successiva legge regionale la disciplina dell'attuazione della disposizione.
La presente proposta di legge
di revisione statutaria ha, per la sua stessa natura, carattere ordinamentale e
come tale non comporta spese a carico del bilancio regionale.
Relazione tecnico-finanziaria.
La presente proposta di legge statutaria non comporta nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale, atteso che la modifica proposta ha natura
prettamente ordinamentale L'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo numero
122/2025 consente alle Regioni di adeguare, nell'ambito della propria autonomia
statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di cui al
comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio previsti a legislazione
vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.
La proposta di modifica si
limita, inoltre, ad introdurre all'articolo 2 la facoltà di nomina in capo al
Presidente della Giunta di due figure di sottosegretario chiamate a coadiuvarlo
nell'esercizio delle sue funzioni, rinviando ad una successiva legge ordinaria
gli aspetti afferenti all’attuazione della presente disposizione statutaria.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Giannetta.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento così come è stato approvato in prima lettura.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo ora al punto 5
dell’ordine del giorno relativo alla mozione numero 10/13^ nel testo modificato
a firma del consigliere regionale Laghi e dei capigruppo Alecci, Bruno, Brutto,
Caputo, De Cicco, Giannetta, Greco Filomena, Mattiani, Pitaro, Scutellà “Sul
riconoscimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Trebisacce a struttura
permanente”.
Cedo la parola al consigliere
Laghi per illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente. Quello che
leggerò, come lei ha già anticipato, è il testo modificato della mozione
originale condiviso con tutti i capigruppo e riguarda il riconoscimento del
distaccamento dei vigili del fuoco di Trebisacce a struttura permanente.
“Il Consiglio regionale -
premesso che:
- i vigili del fuoco ricoprono un ruolo fondamentale per la
tutela dei cittadini e del territorio;
- il territorio della provincia di Cosenza è il più esteso
della Calabria con orografia complessa e variegata;
- l'attuale dislocazione dei presìdi operativi dei Vigili
del Fuoco nella Provincia di Cosenza prevede: 2 distaccamenti permanenti a
Paola e Scalea a copertura della fascia tirrenica; 3 distaccamenti permanenti a
Rende, San Giovanni in Fiore e Castrovillari; un presidio rurale ad Acri, oltre
la sede centrale a copertura della fascia centrale della Provincia; un
distaccamento permanente a Corigliano-Rossano e un distaccamento volontario a
Trebisacce a copertura della fascia ionica nord.
Considerato che:
- per
indisponibilità del personale il distaccamento volontario di Trebisacce risulta
chiuso da luglio 2024;
- l'Amministrazione comunale di Trebisacce ha consegnato un
immobile a titolo gratuito, completamente ristrutturato e rispondente alle
esigenze logistiche di un presidio dei vigili del fuoco;
- l'ambito territoriale di competenza del già menzionato
presidio comprendeva 16 Comuni e ha registrato mediamente più di 1000
interventi annui;
- detta chiusura ha determinato un enorme aumento del
carico di lavoro sui distaccamenti permanenti di Castrovillari e Corigliano
Rossano, che, ad oggi, incontrano numerose difficoltà nel garantire interventi
tempestivi per la vastità e complessità del territorio, con una evidente
inefficienza del servizio, in particolare nella zona nord ionica a elevata
vocazione turistica, tra l'altro;
- le Amministrazioni comunali dell'alto Ionio Cosentino
(Nocara, Amendolara, Castroregio, Alessandria del Carretto, Rocco Imperiale,
Trebisacce), nonché il Comando provinciale di Cosenza hanno più volte
sollecitato il Ministero dell'Interno per ottenere la conversione del
distaccamento volontario di Trebisacce a distaccamento permanente;
- come sottolineato dallo stesso Dipartimento dei vigili
del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile - Comando vigili del
fuoco di Cosenza - cito: “La vastità e complessità del territorio, nonché i
numerosi interventi di soccorso tecnico urgente che sono stati effettuati nei
periodi di apertura del distaccamento, evidenziano la ormai non più
procrastinabile necessità di servire il territorio con un distaccamento
permanente che garantisca la continuità operativa della sede”. -
impegna la Giunta regionale e
il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo nazionale per
sollecitare le risorse necessarie a potenziare gli organici dei vigili fuoco e
a sollecitare con la dovuta urgenza la trasformazione del distaccamento volontario
di Trebisacce a distaccamento permanente per un sempre più efficiente servizio
compatibilmente con le risorse finanziarie che progressivamente verranno
reperite per il potenziamento degli organici.”
Grazie.
Grazie, consigliere Laghi. Ha
chiesto di intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà,
Grazie, Presidente. In
aggiunta a quello che è stato detto dal collega Laghi, per quanto riguarda la
mozione sul distaccamento dei Vigili del fuoco di Trebisacce, affinché possa
diventare da distaccamento volontario un distaccamento permanente, personalmente
ieri ho ricevuto una delegazione dei Vigili del fuoco e ho presentato
un'interrogazione, con la stessa finalità della mozione di cui parliamo oggi.
Nell'interrogazione mi rispondete che, fondamentalmente, non è competenza
vostra perché la competenza è ministeriale.
Credo che ci sia un qualcosa
che si chiama volontà politica, per cui, se la Regione Calabria e soprattutto
il presidente Occhiuto sollecitano il Ministero, perché c'è una situazione di
emergenza – parliamo di un territorio molto vasto che necessita di un
riconoscimento del distaccamento dei Vigili del fuoco di Trebisacce – possiamo
realizzarlo effettivamente e non limitarci all'approvazione di una mozione che
sarà un impegno, ma non ci garantisce l'effettiva realizzazione dell'obiettivo.
Grazie.
Grazie, consigliera Scutellà.
Pongo in votazione la mozione
con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
La mozione è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva).
(È riportata in
Allegati)
Passiamo alla trattazione
dell’ordine del giorno a firma della consigliera Santoianni e dei consiglieri
Bevilacqua, Rosa e Ionà, recante: “Revisione della disciplina sull'origine
doganale dei prodotti agricoli e alimentari”. Cedo la parola alla consigliera
Santoianni per illustrare l'ordine del giorno.
Cedo la parola alla
consigliera Santoianni per l’illustrazione.
Grazie, Presidente.
La presente relazione
accompagna l'ordine del giorno presentato oggi in Consiglio regionale, in
merito alla necessità di una revisione della disciplina europea sull'origine
doganale dei prodotti agricoli e alimentari, alla luce delle criticità che tale
disciplina determina sotto il profilo della trasparenza dell'informazione al
consumatore e della tutela delle filiere produttive agricole.
L'iniziativa nasce
dall'esigenza di riaffermare il valore dell'agricoltura come elemento
economico, sociale e identitario dei territori e in particolare della Calabria,
regione a forte vocazione agricola nella quale la qualità delle produzioni è
strettamente legata all'origine delle materie prime e al lavoro delle imprese
locali.
L'attuale disciplina
sull'origine doganale delle merci, fondata sul criterio dell'ultima
trasformazione sostanziale o economicamente giustificata, risponde
prevalentemente a finalità di natura doganale e fiscale. Tuttavia, la sua
applicazione ai prodotti agricoli e alimentari ha mostrato limiti evidenti. In
diversi casi, infatti, i prodotti ottenuti da materie prime provenienti da
Paesi terzi possono essere commercializzati come italiani per il solo fatto di
aver subito in Italia una fase finale di lavorazione. Questo meccanismo, pur
legittimo sotto il profilo doganale, genera confusione nei consumatori, altera
la concorrenza e penalizza le imprese agricole che investono realmente sulla
tracciabilità, sulla qualità e sul legame con il territorio. Ne deriva una
distorsione del mercato che rischia di compromettere la credibilità del Made in
Italy agroalimentare e di svalutare le produzioni autentiche. Per la Calabria
tali effetti risultano particolarmente rilevanti poiché l'agricoltura
rappresenta non solo un comparto produttivo strategico, ma anche un presidio
del territorio, del paesaggio e delle tradizioni locali. Difendere la chiarezza
sull'origine dei prodotti significa quindi difendere il lavoro agricolo, il
reddito delle imprese e l'identità stessa delle comunità rurali.
Con il presente ordine del
giorno, il Consiglio regionale intende esprimere un chiaro indirizzo politico,
sollecitando il presidente della Giunta regionale a farsi promotore, nelle sedi
istituzionali nazionali ed europee, di iniziative volte ad avviare una
riflessione sulla necessità di rafforzare la trasparenza in materia di origine
dei prodotti agricoli, distinguendo in modo più chiaro tra origine doganale e
reale provenienza delle materie prime.
L'obiettivo è quello di
garantire una corretta informazione ai consumatori e una maggiore tutela delle
produttività locali. Si precisa che l'ordine del giorno non produce effetti
normativi e non incide direttamente sull'ordinamento europeo nazionale. Esso
costituisce un atto di indirizzo politico pienamente legittimo, attraverso il
quale il Consiglio regionale esercita il proprio ruolo di rappresentanza degli
interessi del territorio e di impulso istituzionale nei confronti degli altri
livelli di governo. In coerenza con le prerogative riconosciute alla Regione
dallo Statuto e dalla consolidata prassi istituzionale, senza alcuna invasione
delle competenze dell'Unione Europea, l'ordine del giorno rappresenta,
pertanto, una presa di posizione responsabile e di buon senso su un tema di
grande rilevanza economica e sociale, che va oltre gli schieramenti politici e
che mira a tutelare consumatori, imprese agricole ed entità produttive. Per
tali ragioni si auspica un ampio sostegno da parte dell'Aula. Grazie, Presidente.
Grazie, collega Santoianni.
Sospendiamo cinque minuti i lavori dell'Aula.
La seduta sospesa
alle 18,00 riprende alle 18.10.
Prego i colleghi di riprendere
posto, che riprendiamo la seduta. Continuiamo con il provvedimento introdotto
ex articolo 42: ordine del giorno a firma dei consiglieri Elisabetta
Santoianni, Bevilacqua, Rosa, Ionà, sulla “Revisione della disciplina sull'origine
doganale dei prodotti agricoli alimentari”. Ha chiesto di intervenire il
consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo l'inserimento all'ordine del
giorno…
Siamo ancora sull'ordine del giorno della consigliera
Santoianni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha
facoltà.
FALCOMATÀ Giuseppe
(Partito Democratico)
Presidente, non viene
illustrato l'ordine del giorno?
La collega Santoianni l'ha già
illustrato.
Presidente, intervengo per
evidenziare che, per l'ennesima volta, si porta in Aula un ordine del giorno
che non è stato condiviso con la minoranza, quindi, non c'è stato neanche il
modo di potersi confrontare sugli aspetti di questo ordine del giorno. Che non
sia condiviso con la minoranza ormai è prassi consolidata di questi primi mesi
di legislatura.
Quello che però mi pare emerga
dalla lettura dell'ordine del giorno è che non è stato neanche condiviso con le
associazioni di categoria e con le associazioni di consumatori. Diverse volte
ricorre la parola consumatori, diverse volte ricorre la parola produttori in
quest'ordine del giorno, mai, almeno da quello che si legge, emerge che questo
ordine del giorno arrivi a valle di un confronto con le associazioni di
categoria e con le associazioni dei consumatori. Pertanto, mi chiedo se, prima
di chiedere al Presidente della Regione di portare questo ordine del giorno ai
tavoli della Conferenza Stato-Regioni e all'interlocuzione con i parlamentari
europei eletti nella nostra circoscrizione, chi ha prodotto l'ordine del giorno
abbia fatto uno studio sui possibili benefici dell'esclusione dall'articolo 60
del Regolamento europeo dei prodotti agricoli.
Prima di ragionare
sull'opportunità di votare a favore o contro, sinceramente vorremmo capire
quali benefici ci sarebbero per i consumatori e quali benefici ci sarebbero per
i produttori, togliendo i prodotti agricoli dall'articolo 60 del Regolamento
europeo, perché dalla lettura dell'ordine del giorno questo non emerge.
Soprattutto: è stato fatto un confronto con le altre Regioni prima di chiedere
l'inserimento di questo punto all'ordine del giorno? È stato fatto un confronto
con le altre Regioni? Sono favorevoli le altre Regioni all'esclusione dei
prodotti agricoli dall'articolo 60? Ultima domanda: mi pare che si parli di
prodotti agricoli, non vedo in Aula l'assessore Gallo, mi domando il perché.
Grazie.
Grazie, collega Falcomatà. Ha
chiesto di intervenire la consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo
soltanto per dire che la mia relazione è stata molto chiara. Ho spiegato tutte
le motivazioni di questa richiesta, che tra l'altro è un atto di indirizzo a
tutela del nostro comparto agroalimentare; quindi, non comprendo le difficoltà
che sta sollevando il consigliere Falcomatà, non ne vedo l'esigenza. Forse non
ha ascoltato bene la relazione illustrativa. Grazie, Presidente.
Grazie, collega Santoianni. Ha chiesto di intervenire la
consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. L'ho
ascoltata, non soltanto l'ho ascoltata in Aula, nelle more l'ho pure letta.
All'inizio ero un po' perplessa, perché, collega Santoianni, siamo stati pure
in Commissione. Perché non ne abbiamo parlato? Perché non si è portato quest'ordine
del giorno all'attenzione dei consiglieri di minoranza prima? Quello che diceva
il collega Falcomatà è vero. Poi, è normale che la tutela del Made in Italy
è una cosa alla quale teniamo tutti, soprattutto per i prodotti calabresi che
sono già poco conosciuti, figuriamoci se non ci va di valorizzarli e di
tutelarli. Però, da una lettura veloce, non capire per quale motivo non sono
state ascoltate le associazioni di categoria, come diceva prima il collega, non
è una cosa semplice. Ogni volta ci fate queste cose, lo chiediamo per cortesia,
per favore, per rispetto istituzionale, per tutto quello che volete,
soprattutto adesso che sono costituite le Commissioni.
Adesso portate un altro di
ordine del giorno, come si dice, fuori sacco: portateli in Commissione in modo
tale da confrontarci, valutarli e studiarli e sicuramente dare il supporto
necessario. Mi mettete in difficoltà. Per la tutela del made in Italy ho
fatto di tutto, però in questo momento non mi sento di votare a favore di
questo ordine del giorno che impegna il nostro Presidente a realizzare tutte
quelle azioni tali per togliere dall'articolo 60 i prodotti agroalimentari.
Fatecelo valutare, ritiratelo, dateci la possibilità di studiarcelo e magari
votare tutti quanti a favore. Grazie.
Grazie, collega Greco.
Non ci sono altre richieste di
intervento, pertanto pongo in votazione l'ordine del giorno con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. L'ordine del giorno è approvato con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportato in Allegati)
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo
l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 35/13^,
recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti
dei concorsi pubblici di enti ed Aziende del Servizio sanitario della Regione
Calabria”.
Grazie, collega Giannetta.
Passiamo alla votazione dell'inserimento all'ordine del giorno della proposta
di legge numero 35/13^. La proposta di legge è inserita.
Passiamo alla proposta di
legge numero 35/13^ d’iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta,
Brutto, Mattiani, Pitaro, Rosa, recante: “Disposizioni per la proroga della
validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di Enti e Aziende del Servizio
sanitario della Regione Calabria”.
Cedo la parola al consigliere
Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, collega Giannetta.
La presente proposta di legge
reca disposizioni di carattere ordinamentale, finalizzate a prorogare la
validità ed efficacia di tutte le graduatorie in scadenza nell'anno 2026 delle
aziende e degli enti sanitari nella Regione Calabria, all'esito delle procedure
concorsuali per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato di personale
del comparto sanitario, dirigenziale e no.
L'intervento normativo che qui
si invoca trae origine nella necessità di preservare il capitale umano
individuato con gli anzidetti processi selettivi, evitando così il rischio di
una inutile dispersione dello stesso.
L'opportunità di disporre la
proroga in oggetto è vagliata alla stregua dei principi essenziali di buon
andamento, economicità ed efficienza dell'azione amministrativa. La previsione
di un differimento del termine di scadenza delle vigenti graduatorie, infatti,
eviterebbe l'esperimento di ulteriori e gravose procedure selettive, con un
conseguente risparmio in termini economici e, dunque, un contenimento della
spesa pubblica regionale.
In aggiunta a tale
prerogativa, la preferenza per l'utilizzo degli elenchi già esistenti di
candidati idonei consentirebbe di annullare gli sforzi organizzativi e le
lungaggini procedurali derivanti dall'indizione di una nuova e ulteriore
pubblica selezione, volta a colmare sopravvenute carenze della dotazione
organica dell'Ente.
La previsione di disposizioni
volte a prorogare per la durata di 24 mesi la validità ed efficacia delle
graduatorie di prossima scadenza rientra a pieno titolo nella potestà
legislativa regionale e, preservando il capitale umano disponibile, assicura il
buon andamento dell'amministrazione.
La presente proposta di legge
si declina in tre articoli di seguito descritti: l'articolo 1, al fine di
assicurare la continuità dei servizi pubblici erogati e l'efficienza sanitaria
nell'ottica di garantire il buon andamento dell'Ente e il contenimento della
spesa pubblica regionale, prevede la proroga di ulteriori 24 mesi dalla
scadenza dell'efficacia delle vigenti graduatorie approvate che vedono il loro
termine finale nell'anno 2026; l'articolo 2 prevede la clausola di invarianza
degli oneri finanziari, considerando che dall'attuazione della presente
proposta di legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale; l'articolo 3 disciplina l'entrata in vigore anticipata della
proposta normativa, attesa l'imminente scadenza di alcune graduatorie. Grazie.
Grazie, consigliere Giannetta.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Un saluto
a lei, ai colleghi consiglieri, al presidente Occhiuto e alla sua Giunta, al
Segretario generale e ai dipendenti che ci assistono.
Anche in questa seduta di
Consiglio regionale il problema continua a essere di metodo, perché sia io sia
i colleghi della minoranza siamo qui esattamente tutti per la stessa
motivazione, ovvero per provare a porre in essere
delle azioni legislative valide che vadano a incidere in maniera seria, pulita
e trasparente sul futuro della Calabria e dei cittadini calabresi.
Così come per la proposta di
legge recante “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie
vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del Servizio sanitario della
Regione Calabria”, che è stata inserita solo qualche minuto fa, anche in questo
caso – lo dicevo prima al Presidente della Commissione sanità –, credo che una
riflessione sia necessaria poiché, se è vero, come è vero, che tutti noi siamo
vicini ai cittadini calabresi inseriti in queste graduatorie e che aspettano lo
scorrimento, parimenti c'è da considerare anche gente che, nelle more, dal 2024
in avanti, magari, ha conseguito il titolo e, quindi, avrebbe avuto la voglia,
la necessità e il desiderio di misurarsi e di avere un'opportunità lavorativa.
A ciò si aggiunge
l'inserimento dell'ordine del giorno inerente alla disciplina sull'origine
doganale dei prodotti agricoli e alimentari, che impegnava il Presidente della
Regione. Presidente, anche noi avremmo avuto desiderio di proporre degli input,
perché il ruolo dell'opposizione o della minoranza - chiamatela come volete – è
proprio quello di essere da pungolo e, quindi, di esprimere anche il nostro
punto di vista; questo continuo inserimento all'ultimo momento non fa bene
assolutamente né alla democrazia né al confronto dialettico; motivo per cui
ribadisco la nostra vicinanza a coloro i quali sono in queste graduatorie e per
i quali farete lo scorrimento.
Tuttavia, riteniamo di doverci
astenere perché è chiaro che avremmo voluto fare un ragionamento più compiuto
e, visto che si sapeva di questa scadenza a fine gennaio, così come si è
calendarizzata la seconda lettura rispetto allo Statuto, parimenti avremmo
potuto calendarizzare anche questa, divenendo oggetto di un confronto libero,
democratico e dialettico, come si conviene a un Consiglio regionale ambizioso,
presidente Occhiuto, come lei lo ha definito, e come a noi piace immaginare che
sia. Grazie.
Grazie, consigliera Madeo.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Presidente Cirillo, mi rivolgo
a lei.
Sarei voluto intervenire prima
sulla votazione rispetto alla opportunità o meno di inserire questo punto
all'ordine del giorno, ma non è stato possibile.
Presidente, questo punto non
doveva essere inserito!
Non doveva essere inserito
perché serve rispetto delle persone, delle procedure e anche dell'Aula.
Sebbene l’idea delle proroghe
aleggiasse già da qualche giorno, abbiamo pensato che, non essendo stata
discussa fino a oggi, non sarebbe stata inserita come punto all'ordine del
giorno; invece, assistiamo all'ennesimo blitz rispetto al quale non si
ha nessuna possibilità.
Forse alle 18.15 vi siete
accorti che scadono le graduatorie e che, quindi, devono essere prorogate?
Ve ne siete accorti adesso?
Nella relazione illustrativa
uno straccio di rigo, di frase che richiami all'urgenza e alla necessità di
dover approvare questo punto proprio oggi, non l'avete neanche scritto!
Se questa urgenza non c'è – da quello che c'è
scritto nella relazione non emerge l’urgenza – mi spiegate a cosa serve questo
blitz non condiviso, non ragionato e non inserito all'ordine del giorno?
Davvero pensate di poter fare
quello che volete in quest’Aula?
Non doveva essere portata,
Presidente!
La proposta non doveva essere
portata all'attenzione del Consiglio regionale perché non c'è l'urgenza; se ci
fosse stata non ve ne sareste accorti alle 18.15 e, soprattutto, non l'avete
scritto.
C'è l'urgenza? Le graduatorie
scadono tra cinque giorni?
Mettete per iscritto che
purtroppo non si può andare oltre gennaio; almeno avrete mezza pezza d'appoggio
politica che da questa relazione illustrativa non emerge!
Grazie, consigliere Falcomatà.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Presidente, ancora una volta
dobbiamo constatare che questioni importanti come la sanità sono trattate in
emergenza e che la Conferenza dei capigruppo viene scavalcata, poiché si
stabilisce un ordine del giorno e, puntualmente, o ci dimentichiamo di portare
le pratiche o, addirittura, con un blitz che scavalcano sia le
Commissioni sia la Conferenza dei capigruppo: ci portate una proposta di legge
all'ultimo minuto e senza una vera motivazione, che non può essere giustificata
dall’immediata scadenza delle graduatorie.
La motivazione poteva essere
vista come una risposta all’emergenza del Sistema sanitario calabrese, che ha
bisogno di personale, ma non lo avete scritto, quindi, non siamo nelle
condizioni di stabilire che le proposte di legge vengono fatte perché c'è una
sorta di emergenza da affrontare, sempre all'ultimo minuto, ed è una cosa che
non dobbiamo far passare come criterio.
Guai, presidente Cirillo, se
stabiliamo che la Conferenza dei capigruppo e le Commissioni possono essere
scavalcate sistematicamente!
Riteniamo che questa proposta
debba essere trattata in Commissione, rinviando la seduta di Consiglio
regionale anche di dodici ore; però, sarebbe utile che la Commissione venisse
investita e ne valutasse l'opportunità, anche per le cose che dicevano prima i
colleghi che mi hanno preceduto.
Rispetto a questo modus
operandi, formalizziamo una forte critica e, pertanto, ci asterremo.
Grazie, consigliere Bruno.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Rosa. Ne ha facoltà.
Consigliere Bruno, considerato
che viviamo nell'emergenza sanitaria, anche una proposta approvata velocemente
all'ultimo minuto – anzi, all'ultimo secondo – è indispensabile ed è
indifferibile.
Stiamo parlando di graduatorie
su concorsi espletati e di persone idonee che aspettano una chiamata.
Dimentichiamo, forse,
l'appello del presidente Occhiuto di qualche settimana fa ai medici e al
personale sanitario di tutto il mondo per aumentare i servizi sanitari, i
medici in corsia e la tutela del diritto alla sanità in Calabria?!
Abbiamo la possibilità di
usufruire delle graduatorie e delle persone idonee che aspettano una chiamata,
che possono essere assunte, e voi, che dovreste essere i tutori del diritto
sacrosanto al lavoro, anche per connotazione ideologica e di puro stampo politico,
vi opponete perché non viene portato in Commissione un testo di legge?!
Questa posizione politica è
vergognosa!
Noi tuteliamo ogni possibilità
che un calabrese possa lavorare in sanità, perché un calabrese che lavora in
sanità, un idoneo che lavora in sanità, è una persona in più nelle corsie e
negli ospedali.
Voi vi state opponendo e poi
vi lamentate che non si fa niente!
Decidetevi, perché le persone
fuori questo ci chiedono: di non stare a guardare ciò che accade e di
intervenire; e questo è un modo per intervenire giusto, sacrosanto, che si pone
anche in spirito di linearità con il decreto Milleproroghe che all'articolo 5,
comma 8, ha posticipato al 31 dicembre 2026 le graduatorie semestrali, anche
per contratti a tempo determinato che partono dal 2021, la cui scadenza è
sostituita dalla parola 31 dicembre 2026.
Oggi vi state opponendo alla
salute dei cittadini, all'interesse primario che i cittadini ci chiedono, con
il vostro modo di fare politica, con il vostro politichese, e questa è una
lezione che fuori da qui molti capiranno. Noi votiamo a favore. Grazie.
Grazie, consigliere Rosa.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente.
Devo urlare pure io così
abbiamo ragione, oppure posso parlare con un tono calmo, tranquillo e pacato?
Mi dispiace, collega Rosa, che
lei si sia arrabbiato.
La cosa più spiacevole di
tutto questo non è soltanto che portiate provvedimenti fuori sacco che si
potevano discutere in Conferenza dei capigruppo, ma anche il vostro
atteggiamento che, di fronte ai tantissimi calabresi che stanno seguendo la
diretta streaming di questa seduta, probabilmente mira a fomentare anche le
persone interessate che si trovano all'interno di queste graduatorie e sono
portate a pensare che noi non vogliamo votare a favore di questo provvedimento,
senza capire che forse l’atteggiamento che state ponendo in essere non fa altro
che mettere a rischio la democrazia, caro consigliere Rosa, di cui lei dovrebbe
essere uno dei fautori, visto che è anche avvocato!
Reputo vergognoso
l'atteggiamento che avete nei confronti della minoranza, che voi chiamate
“opposizione”.
Io non mi sento opposizione
perché, come ho sempre detto, quando i provvedimenti sono validi li voto, se
non sono validi non li voto, e, se ritengo che devo astenermi,
mi astengo, senza nessuna idea pregiudiziale.
Non pensiamo che quando uno
urla ha ragione; tutto quello che ha detto è semplicemente un modo per
fomentare coloro che stanno fuori.
Noi non abbiamo detto che
votiamo contro, bensì che ci asteniamo.
L'astensione è un modo per
dire che non possiamo votare a favore e non possiamo votare contro, visto che
non ci avete dato il tempo di confrontarci neanche tra di noi e avete
utilizzato il vostro essere “maggioranza” portando fuori sacco una proposta che
poteva essere discussa da tempo, da molto tempo, considerato che le graduatorie
stanno per scadere.
Quello che diceva prima il
consigliere Enzo Bruno è vero: tutto quello che è sanità diventa emergenza,
chissà perché?!
Chissà perché alle 18.30
portate una proposta di legge che deve essere approvata d’urgenza!
Fate venire il dubbio anche a
chi sta fuori e vi ascolta.
Per quale motivo una scadenza
così importante non è stata inserita all'ordine del giorno durante la
Conferenza dei capigruppo?
Spero che il consigliere
Mattiani, che si è prenotato per intervenire, ci dica per quale motivo sia
stata inserita alle 18.30!
Perché avete convocato i
Capigruppo al banco della Presidenza, visto che si sapeva da tempo che queste
graduatorie erano in scadenza?
Cosa devono fare i giovani che
hanno acquisito i titoli in questi anni? Devono aspettare che si rifacciano i
bandi, magari fra quattro anni?
Dove sta la giustizia?
Voi avete deciso che la
giustizia è portare avanti e prorogare queste graduatorie?
Noi ci asterremo perché
pensiamo che effettivamente coloro i quali sono in queste graduatorie hanno il
diritto di iniziare a lavorare, ma ci sono anche – mi auguro – i ragazzi che
hanno acquisito i titoli in questo periodo e che possono rispondere ai bandi,
visto che abbiamo tante necessità in materia sanitaria di medici, OSS,
infermieri e altre categorie sanitarie.
Non fomentate l'odio nei
confronti di chi sta da questa parte, perché prima o poi vi potrete trovare voi
da questa parte, consigliere Rosa, e non è detto che non chiederete le stesse
cose che stiamo chiedendo noi.
Cerchiamo di organizzarci in
modo tale da poter dare un valido contributo a questa Regione. Come diceva
prima la collega Madeo, siamo tutti dalla stessa parte, ci viviamo tutti quanti
in questa regione, abbiamo bisogno del Pronto soccorso e del servizio sanitario.
Perché dobbiamo essere sempre
in contrasto?
Non so quale sia il motivo; mi
auguro che il consigliere Mattiani ci spieghi perché avete portato questo
provvedimento in Aula alle 18.30, invece di inserirlo in Conferenza dei
capigruppo.
Il voto del gruppo Casa
riformista - Italia Viva sarà di astensione.
Grazie.
Grazie, consigliera Greco.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Consigliera Greco, leggo una
proposta di legge che sostanzialmente è finalizzata a prorogare la validità e
l'efficacia di graduatorie che scadranno tra qualche giorno, dando la
possibilità ai medici e al personale sanitario di cui questa regione ha tanto
carenza di poter essere immediatamente disponibili.
Difatti, ci sono due vantaggi:
il primo, è quello di avere immediatamente la disponibilità del personale
sanitario da assumere, rimpinguando le necessità all'interno delle strutture
sanitarie; il secondo riguarda anche il risparmio economico che ne deriverebbe,
oltre che di tempo rispetto al dover fare nuovi bandi di assunzione.
Inoltre, credo che la vostra
astensione di oggi non sia assolutamente in linea con l'azione politica che
avete messo in campo fino a qualche settimana fa a
Polistena, dove vi siete presentati per contestare la carenza di medici e la
quasi chiusura della struttura sanitaria e delle strutture sanitarie! E oggi
che vogliamo prorogare delle graduatorie che abbiamo a disposizione per poter
immediatamente rimpinguare le strutture sanitarie, voi dite: “No, perché non va
bene il metodo!”
Consigliera Greco, alcune
volte è necessario anteporre l'interesse dei cittadini all'interesse
politico!
Ecco perché alle 18.30 abbiamo
inserito questo punto all'ordine del giorno, per questo semplice motivo, perché
anteponiamo al rispetto del confronto politico, il rispetto verso i calabresi,
che per noi sono alla base di tutto.
I cittadini calabresi ci hanno
votato per amministrare e garantire dei servizi, soprattutto il diritto alla
salute, e proprio per questo oggi siamo qui a votare favorevolmente.
Credo che un atto di rispetto
nei confronti dei cittadini sia anche quello di evitare la contestazione
politica, di cui ai calabresi non importa assolutamente nulla, votando insieme
alla maggioranza un provvedimento che possa garantire ai calabresi quello che
loro di più aspettano dalla classe dirigente politica, della maggioranza e
della minoranza: il diritto alla salute! Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mattiani.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Brutto. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Vedo poca coerenza. Come
diceva il consigliere Mattiani, tanti sono accorsi a Polistena, di maggioranza
e di minoranza come piace alla consigliera Greco, però
oggi noi stiamo portando in modo non ortodosso - fatemi passare il termine, lo
dico anche da Presidente della Commissione sanità - alle 18.30 di questo
provvedimento perché è utile. Seppur dovessimo garantire ad una sola Azienda sanitaria
del Sistema sanitario regionale di poter prendere da queste graduatorie un solo
medico, un solo infermiere, un solo OSS, facciamo un servizio alla Calabria.
Questo è un provvedimento che
evidentemente è chiaro a tutti.
Consigliere Falcomatà,
rispetto al passato è semplice avere i numeri perché c'è stata un'operazione
chiarezza. Se lei oggi va sul sito della Regione Calabria ci sono tutte le
graduatorie, tutti gli idonei, quando scadono, quando sono state approvate e in
chiaro, non c'è bisogno di fare delle relazioni di approfondimento, perché
ognuno di noi può farlo e anche i cittadini.
Prima che succedeva? Gli
idonei delle graduatorie non sapevano quando era il loro turno perché le
graduatorie, appunto, erano nascoste nei cassetti. Oggi finalmente le
graduatorie sono pubbliche, sono resi pubblici gli elenchi degli idonei, sono
resi pubblici gli scorrimenti e questa non è una questione straordinaria, ma un
atto di normalità; però, tutti insieme, quelli che oggi criticano il
funzionamento del reclutamento all'interno del Sistema Sanitario Regionale,
prima di questo momento, non erano stati in grado di fare un'operazione
chiarezza nel sistema di reclutamento del personale in materia di sanità;
quindi, l'astensione è un atto che vi riconduce a Ponzio Pilato perché o si è
sempre favorevoli a incrementare di personale il Sistema sanitario regionale o
non lo si è mai.
È giusto porre elementi di
criticità nella procedura rispetto all'inserimento dell'ordine del giorno,
sacrosanto da parte della minoranza, però entriamo nel merito del
provvedimento: siete favorevoli o contrari a garantire al Sistema sanitario
regionale di poter assumere degli idonei?
E, poi, rispetto alla
democrazia, concordo che i nuovi medici, i nuovi OSS, i nuovi infermieri non
debbano aspettare all'infinito lo scorrimento delle graduatorie. Ma questo
provvedimento impatta in maniera residuale sulle graduatorie, basta guardarle
solo in minima parte: ci sono pochi idonei che oggi possono essere chiamati, ma
quei pochi idonei possono garantire anche di salvare una vita e, se noi
possiamo fare questo piccolo atto in questo momento, lo dobbiamo fare per la
Calabria e per i calabresi.
Non è un fatto inutile,
assumetevi le vostre responsabilità!
Se siete contrari, se per voi
la forma supera la sostanza, votate contro, altrimenti votate a favore con noi
anche per migliorare la metodologia; noi ne prendiamo atto, lo farò fin da
subito per capire qual è l'ordine di grandezza delle graduatorie che scadranno
al 2027 e le porteremo fin da subito in Commissione. Assumetevi, però, la
responsabilità anche di dire che questo è un buon provvedimento; è un buon
provvedimento perché consente a tutte le aziende, in primis ad Azienda
Zero, di rendere efficiente il sistema di reclutamento di questa Regione.
Grazie, collega Brutto. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.
Intervengo giusto per dare un
contributo al dibattito. Consigliera Greco, c'è da dire una cosa: pienamente
legittimo da parte vostra il voto di astensione, assolutamente, però rilevo una
contraddizione, nel senso che, da un lato, si dà un voto di astensione, che non
è un no e che - si sa - nelle Aule è assolutamente un voto di accoglienza,
dall’altro, si contestano le modalità di presentazione di questo provvedimento.
Il collega Brutto ragionava,
faceva - alzando la voce - una riflessione: sembra quasi che le opposizioni non
vogliano votare “no” per non inimicarsi una parte di calabresi che
evidentemente andrebbe a beneficiare di questo provvedimento ma, nello stesso tempo,
non la vogliono dare vinta alla maggioranza perché porta, seppur fuori sacco,
un provvedimento che alla fine è corretto, pertanto dicono di astenersi.
Sono d'accordo con il
consigliere Brutto: è certamente legittima la vostra astensione, però
immaginare, rispetto alle esigenze dei calabresi, di trovarsi compatti tutti
insieme non sarebbe male. Vero? Alziamo le mani, perché è giusto anche dare a
Cesare quel che è di Cesare, non vi è dubbio che una concertazione maggiore del
provvedimento avrebbe fatto bene, avrebbe dato maggiore elasticità
all’accoglimento di questo provvedimento, però tant'è. E mi domando: visto che
qualcuno di voi ha detto che il provvedimento di base può essere anche
corretto, perché non l'avete presentato voi? Qualcuno a noi ha detto: “Perché
non ci avete pensato prima?”. Rigiro la domanda: perché non ci avete pensato
pure voi a presentare un provvedimento che comunque - è innegabile - snellisce
le procedure per l'assunzione - lo diceva già il collega Brutto: anche se fosse
un solo calabrese che sta in queste graduatorie -, rafforza il sistema
sanitario con maggiore presenza di personale, evita lungaggini burocratiche e,
soprattutto, consente un risparmio economico per le casse pubbliche? A me
sembra che, alla fine, se dobbiamo mettere sul piatto della bilancia cosa pesa
di più, se aiutare dei calabresi che possono essere assunti attingendo da una
graduatoria o immaginare che il procedimento burocratico amministrativo
politico sarebbe dovuto essere meglio organizzato,
sono d'accordo con voi, ma preferisco votare sì.
Grazie, collega.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
Per dichiarazione di voto, ha
chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha
facoltà.
Avrei preferito intervenire
per fatto personale, Presidente, perché sentirsi dire che un consigliere
regionale non tutela i diritti dei cittadini calabresi, secondo me, non è una
cosa bella. C'è un fatto personale serio.
Perché non l'abbiamo
presentato noi? Avete ragione. La prossima volta cercheremo di presentarlo noi.
Ho domandato soltanto perché avete chiesto l’inserimento della proposta alle 06.30
di sera e voi non avete risposto. C'è stata tutta la giornata, avete preparato
tutte quante le schede, c'è stata una Conferenza dei capigruppo 3-4 giorni fa,
non ricordo quando di preciso, ma ovviamente voi siete i buoni, siete quelli
bravi e noi siamo quelli cattivi che votiamo contro, perché vogliamo andare a
verificare qual è la tutela dei diritti per i cittadini calabresi di fronte a
delle graduatorie che devono scorrere! Allora, mi chiedo: perché non avete
fatto prima lo scorrimento delle graduatorie? Si dice tanto che mancano medici
dappertutto; addirittura ho saputo che a una interrogazione presentata dal
collega Enzo Bruno il responsabile del 118 ha risposto che sulle ambulanze non
ci sono medici e che anzi gli infermieri devono essere maggiormente formati.
Perché questi cittadini calabresi, questi medici, non li avete valorizzati
prima, visto che sta per scadere la graduatoria? Noi siamo i cattivi, caro
collega Polimeni, noi siamo i cattivi e voi siete i buoni.
Noi siamo buoni se votiamo
favorevolmente a tutte le richieste che voi come maggioranza presentate, siamo
cattivi se votiamo contro. Ecco dove innescate quel famoso odio di cui parlavo
prima. Qui sta quel famoso fango di cui parlavo prima, caro collega Polimeni e
caro collega Brutto. Mi perdoni, lo sa quello che penso.
Non voto a favore o contro a
seconda di quello che mi conviene o non mi conviene.
Queste graduatorie sono molto
importanti per la Regione Calabria, ma alle 06.30 del pomeriggio ditelo! Ditelo
che avete presentato il provvedimento per qualche altro motivo! Ancora non
avete risposto alla mia domanda sul perché sia stato chiesto l’inserimento alle
06.30. Avete parlato tutti, ma nessuno ha detto per quale motivo questo
provvedimento è stato inserito alle 06.30 di sera. Non è stato detto! Visto che
è una cosa così urgente, visto che noi della minoranza, purtroppo, non ci siamo
accorti che le graduatorie stavano scadendo…
Non ce ne siamo accorti. Voi
ve ne siete accorti. Avete tutto l'apparato burocratico che ve lo dice!
Noi non abbiamo l'apparato
burocratico che ci dice: “Sta scadendo la graduatoria”. Voi sì collega
Polimeni, voi sì collega Brutto. Allora perché non l'avete portato all’esame
dell’Aula prima? Perché non ce l'avete detto 2 giorni
fa? Perché non l'avete portato prima anche alla Presidenza? Non avete dato
risposta del perché è stato portato alle 6:30 del pomeriggio. Noi ci asteniamo
e, come ha detto qualcuno, è un modo per dire sì, però non diciamo sì. Per
favore, la prossima volta, collega Mattiani, non dica che io non tutelo i
diritti dei cittadini calabresi. L'ha detto! Si vada a risentire la
registrazione. Questa è una cosa molto grave. Io tutelo i diritti di tutti i
cittadini calabresi, soprattutto quando si tratta di materia sanitaria. Grazie.
Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere De Cicco,
per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Buonasera. Buonasera a tutti i
consiglieri e ai cittadini presenti.
Prima, quando ci siamo riuniti
- voi ne siete testimoni – avevo ipotizzato un voto favorevole, perché sono
abituato che una cosa o è sì o è no; a differenza di tutti gli altri colleghi
di minoranza io voto no. Voto no e mi prendo la responsabilità di questo no,
perché non avete avuto rispetto né per noi consiglieri né per le Istituzioni e
non avete avuto neanche rispetto per i cittadini calabresi e per il personale
di quelle categorie! Se era così importante, se la sanità è così importante non
la portate all'ultimo minuto. Perché la portate all'ultimo minuto? State
parlando voi di ultimi giorni, di ultimi secondi e da un voto favorevole che mi
partiva dal cuore, dopo la strafottenza e arroganza dei vostri interventi, mi
avete portato a votare contro. Credo che sia un no giusto, un no per la vostra
strafottenza, arroganza e per il vostro menefreghismo nei confronti dei
cittadini calabresi. Se vi fosse interessato qualcosa ci avreste pensato
qualche giorno fa. E non parlate di anni fa, perché io anni fa non c'ero e,
dunque, non trovate scuse e prendetevi le responsabilità di quello che fate
senza dare la colpa ad altri. Buonasera a tutti.
Grazie, collega De Cicco.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento:
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo alle interrogazioni
ex articolo 121 del Regolamento Interno, come da elenco allegato. Ricordo
all'Aula che, ascoltata la risposta della Giunta, l'interrogante ha diritto di
replica per non più di 3 minuti al fine di dichiarare
se si ritenga o meno soddisfatto.
interrogazione numero 8/13^ a
firma del consigliere Ranuccio sul “Mancato rinnovo dei contratti a tempo
determinato numero di numero 40 infermieri presso l'Asp di Reggio Calabria”.
Nelle more dell'avvio della
seduta del Consiglio, è pervenuta una risposta scritta da parte della Giunta.
Per prassi l'interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà
dell'interrogante replicare. Il consigliere Ranuccio rinuncia alla replica.
Interrogazione numero 14/13^ a
firma della consigliera Madeo “Sulla situazione di inattività dell'IRACEB,
sulla mancata nomina degli organi statutari, sui debiti maturati e sulla
necessità di trasferimento della sede per la riattivazione dell'istituto”.
Nelle more dell'avvio della
seduta consiliare, è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta
regionale. Per prassi l’interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà
dell'interrogante replicare. Vuole replicare? Prego, collega Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Mi sento
soddisfatta per una cosa: per aver riportato sotto i riflettori la chiusura di
un ente o comunque l'inattività di un ente importante come l'IRACEB, che è
stato istituito con legge regionale nel 1989 e che aveva come scopo principale
quello di sviluppare e promuovere la cultura sia calabrese sia bizantina e il
fatto che sia stato per 10 anni in inattività è una
cosa completamente sbagliata. Perché? Perché è stato un custode del patrimonio
identitario e, se il patrimonio identitario è un volano di sviluppo per la
Calabria, credo che sia giusto e sia una cosa positiva quello che è stato
scritto nella risposta: la Regione propone un Commissario straordinario per
gestire la riapertura e per risolvere la situazione debitoria, provando a
risolverla in maniera bonaria.
Quello che però mi chiedo,
Presidente, è se sia stato posto in essere qualche
atto concreto rispetto a quella che rimane, per il momento, solo
un'enunciazione rispetto a delle domande precise che sono state sollevate.
L'interrogazione è uno
strumento consentito a noi consiglieri regionali per provare a pungolare la
Regione, la sua maggioranza e la Giunta, rispetto a cose che riteniamo che non
vadano bene. Rispetto a questa interrogazione mi sento mediamente soddisfatta
per aver acceso i riflettori su questo problema. Chiaramente rimarremo a
vigilare, così come succederà per tutte le altre interrogazioni che utilizziamo
come strumento di sindacato ispettivo atto a provare la nostra azione politica
e a fare in modo che, in qualche modo, la Regione intervenga su settori
particolari.
Parlare di turismo, di radici,
di Calabria straordinaria e poi far sì che un istituto importante come
l'IRACEB, nato sotto i migliori auspici e che è stato custode dei nostri valori
e della nostra calabresità, rimanga chiuso per 10
anni e, quindi, inattivo per 10 anni è una cosa inaccettabile, rispetto alla
quale continueremo a vigilare.
Per il momento ringrazio della
risposta e aspetto di vedere gli atti concreti che sono annunciati nella
risposta che mi avete fornito.
Grazie, collega Madeo.
Interrogazione numero 18/13^ a
firma del consigliere Bruno: “In ordine al concorso pubblico per titoli ed
esami per il profilo di Auditor (codice 01) - Regione Calabria - chiarimenti su
procedure, criteri di valutazione e stato della graduatoria”.
Nelle more dell'avvio della
seduta Consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale.
Per prassi l'interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà
dell'interrogante replicare. Il consigliere Bruno rinuncia alla replica.
Interrogazione numero 19/13^ a
firma del consigliere Bruno: “Criticità del servizio di emergenza urgenza 118 e
del sistema 116-117 sull'intero territorio regionale - richiesta di chiarimenti
e interventi”.
Nelle more dell'avvio della
seduta Consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale.
Per prassi l’interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà
dell'interrogante replicare.
Il collega Bruno vuole
replicare. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Abbiamo presentato nei giorni
scorsi un'interrogazione scritta al Presidente-Commissario per denunciare i
problemi del sistema di emergenza e urgenza che quasi quotidianamente
caratterizzano la nostra regione. Abbiamo ricevuto una risposta scritta da parte
del direttore del Dipartimento emergenza e urgenza, risposta che ci lascia non
poche perplessità a cominciare dall'ottimismo sul funzionamento del sistema
stesso. Intanto si ammette candidamente che il sistema 116-117, destinato alle
cure mediche non urgenti o ad altri servizi territoriali a bassa intensità, non
è ancora attivo né si sa indicare una data di possibile futuro attivazione. Ne
deriva inevitabilmente che il paziente o i suoi familiari, spesso privi
specialmente nelle ore notturne e nei giorni festivi anche del parere del
medico di continuità assistenziale, molto spesso assente anche in grandi
comprensori, debbono ricorrere al 118 con inevitabile rischio di
inappropriatezza della richiesta ed inefficienza del servizio.
Il tempo evidentemente medio
di 24 minuti, che non ci pare comunque ottimale, risente inevitabilmente di
tale pericolo di inappropriatezza, con attese molto più lunghe e qualche volta
con esiti drammatici che hanno più volte riempito le nostre cronache.
I tempi: i tempi non sono
quelli che scrive il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza. Basta
guardare i report delle varie postazioni per capire che quello che dice il
direttore del Dipartimento emergenza e urgenza è un'invenzione totale.
La piena copertura, declamata
nella risposta, dei posti di autista e infermieri stride con le forti proteste
denunciate da molto tempo dagli interessati e dalle organizzazioni sindacali.
Il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza dice che sostanzialmente le
piante organiche sono ottimali e coperte. Lo deve dire alla Uil, a Cgil e a
Nursing UP che quotidianamente lamentano carenze del personale.
Ma la perla della risposta,
cari colleghi, risiede nell'ultimo rigo, quando il direttore afferma che nel
prossimo futuro non potrà che contare sui dottori infermieri. Vi prego di
leggere l'ultimo rigo, ve lo leggo io, consentitemi altri 20 secondi, ve lo
leggo io. L'ultimo rigo dice: “Il personale del comparto autisti infermieri del
118 è molto vicino alla copertura totale dei fabbisogni”. - Non è vero! – “Non
si comprende quindi quali possono essere le condizioni di sostenibilità
lavorativa. Il livello di medicalizzazione delle ambulanze discende da una
scarsa alterazione che il sistema dell'emergenza urgenza ha su base
multifattoriale in tutta la Nazione e alla quale, almeno nel medio periodo,
sarà necessario fare riferimento ad una maggior professionalizzazione dei
dottori infermieri”. Che vuol dire? Che vuol dire? Il direttore si mette a
cambiare le regole del sistema urgenza emergenza, cioè ci dice in questa
risposta che la diagnosi, gli interventi, la stabilizzazione dei pazienti che
ricorrono al 118 la fanno gli infermieri.
Allora facciamola fare anche
ai farmacisti e anche a chiunque abbia una laurea!
Riteniamo che questa cosa voi
dovete rigettarla.
Concluda, per favore.
Se la professione di medico
del 118 non è attrattiva è colpa di chi nel passato ha tolto risorse, di chi
nel passato ha tolto la famosa indennità di 5,50 euro ai medici che andavano
sul 118. Tolta quell’indennità, a Catanzaro in maniera particolare, i medici
guadagnano meno dell'autista. Cosa significa questo? Che chi è a capo di questo
sistema è inadeguato! È inadeguato perché, se dice che il 118 deve essere
coperto con gli infermieri, non siamo ben amministrati e questo servizio non è
governato.
Vi prego di leggere questa
risposta. Pertanto, mi dichiaro non soddisfatto, anzi denuncio quello che
scrive il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza pubblicamente in
quest'Aula.
Grazie, collega Bruno.
Non ci sono altri punti
all'ordine del giorno. Dichiaro tolta la seduta. Grazie, buona serata.
La seduta termina alle 19,02
Hanno chiesto congedo: Barbuto, Calabrese, Gallo, Succurro.
(È concesso)
Sono
state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa
dei consiglieri regionali:
Laghi
“Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica in
attuazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea
C-307/22” (PL n. 30/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Giannetta,
Brutto, Mattiani, Caputo, Pitaro “Adempimento degli impegni assunti con il
Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (PL n. 31/13^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Caputo
e Polimeni “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 9/1985, n.
8/2003, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 48/2019, n. 1/2020, n. 37/2023, n. 62/2023”
(PL n. 32/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e
relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Santoianni
“Riconoscimento della Manifestazione “Perciavutti”
quale evento identitario del vino e dell'enogastronomia calabrese” (PL n.
33/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e
relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Santoianni
“Modifiche e integrazioni alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 30
(Normativa per la regolamentazione della raccolta e commercializzazione dei
funghi epigei ed ipogei freschi e conservati)” (PL n. 34/13^).
È
stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività
produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze
linguistiche, sport e politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e
relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Caputo,
Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro “Disposizioni per la proroga della validità
delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del servizio
sanitario della Regione Calabria” (PL n. 35/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
La
Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 21 gennaio 2026,
con riferimento alla delibera di Giunta regionale n. 526 del 06 novembre 2025
avente ad oggetto:
“Programma
Operativo Complementare (POC) 2014-2020 della Regione Calabria. Presa d'atto
approvazioni modifiche da parte del CIPESS con Delibera 33/2025 - Approvazione
del Piano Finanziario del programma articolato per Linee di Azione (LdA)”. (Parere numero 1/13^);
ha
preso atto che sono trascorsi i termini di cui all’articolo 15, comma 2, della
legge regionale n. 30/2016.
In
data 19 gennaio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la
sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 12 del 19
gennaio 2026:
-
legge
regionale n. 1 del 19 gennaio 2026, recante: “Disposizioni per garantire la
continuità dei Servizi sanitari regionali”.
A
seguito della nota 2006 protocollata in data 20 gennaio 2026 a firma del
consigliere regionale Francesco De Cicco, Presidente del Gruppo consiliare
“Democratici Progressisti (DP)”; lo stesso ha assunto la nuova denominazione di
Gruppo consiliare “Democratici Progressisti Meridionalisti (DPM)”.
La
Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione
al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:
-
deliberazioni della Giunta regionale numeri
12, 13 e 14 del 23 gennaio 2026.
Laghi.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
la legge regionale 21 ottobre 2022, n. 33 determina la prescrizione,
l’allestimento, la dispensazione e la rimborsabilità a carico del sistema
sanitario regionale (SSR) dei medicinali contenenti cannabinoidi per finalità
terapeutiche;
•
l’approvazione della legge ha permesso, ai fini della effettiva possibilità di
fruizione dei trattamenti, di semplificare le procedure per l’erogazione dei
farmaci cannabinoidi a carico del servizio sanitario regionale (SSR),
prevedendo la possibilità di avviare la somministrazione anche in ambito
domiciliare;
•
l’art. 5 della legge regionale prevede che «in coerenza con la programmazione
in materia sanitaria e sociale regionale, la Giunta regionale, o il Commissario
ad Acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore
sanitario della Regione Calabria, emana, con proprio atto, gli indirizzi
procedurali e organizzativi per l’attuazione della presente legge»;
considerato
che la legge regionale 21 ottobre 2022, n. 33, approvata all’unanimità dal
Consiglio regionale della Calabria, rappresenta un passo fondamentale per il
diritto alla salute e l'accesso alle cure;
che
l’impiego ad uso medico di medicinali contenenti cannabinoidi è considerato un
trattamento sintomatico di supporto a quelli standard, quando questi ultimi non
abbiano prodotto gli effetti desiderati in diverse patologie che implichino
spasticità associata a dolore e resistente alle terapie convenzionali;
che
l’applicazione della legge rappresenta uno strumento indispensabile e idoneo a
garantire a molti pazienti una dignitosa qualità della vita. Tutto ciò premesso
si interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
le
motivazioni della mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e
organizzativo che consente l’effettiva attuazione della legge regionale 21
ottobre 2022, n. 33.
(29;
19/01/2026)
Falcomatà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
che lo svincolo autostradale dell’autostrada A2 all’uscita di Campo Calabro è
unicamente collegato alla Via Industriale dell’agglomerato industriale Campo
Calabro-Villa San Giovanni- Reggio Calabria area comunemente definita Zona
Industriale ex ASI ad oggi area CoRAP e rappresenta
l’unica via di accesso alla viabilità metropolitana e comunale dell’area;
-
che la stessa via Industriale attraversa, a partire dal suddetto svincolo
autostradale, i territori del Comune di Reggio Calabria e del Comune di Campo
Calabro;
-
che dalla Via Industriale si diparte un reticolo viario di servizio all’Area CoRAP che attraversa i territori dei Comuni di Reggio
Calabria, Campo Calabro e Villa San Giovanni;
-
che tale asse viario è di proprietà del Co RAP (Consorzio Regionale delle
Attività Produttive), ente pubblico economico strumentale della Regione
Calabria;
-
che, come è noto, suffragato da innumerevoli segnalazioni dei precitati Comuni,
Polizia Metropolitana, Polizia locale, Forze dell’ordine da anni l’asse viario
è totalmente privo di ogni manutenzione da parte dell’ente proprietario;
-che
lo stato del manto bituminoso, l’assenza di illuminazione e di un sistema di
raccolta delle acque sono ad oggi tali da compromettere la pubblica incolumità
essendo l’arteria oltreché al servizio delle 56 aziende insediate nell’area
anche unica via di accesso allo svincolo autostradale di Campo Calabro del
sistema Emergenza Urgenza 118 della Postazione di Campo Calabro e della intera
viabilità metropolitana e comunale dell’area e quindi ad elevatissima intensità
di traffico;
-
in considerazione dei numerosi incidenti e danneggiamenti oramai
quotidianamente provocati dalle condizioni della strada. Considerato: - Che per
ultimo con nota 331 del 12.01.2026 il Comune di Campo Calabro ha reiterato al CoRAP la richiesta di urgenti provvedimenti di ripristino
di condizioni per garantire la sicurezza del traffico veicolare e commerciale;
-
che con nota del 14.01.2026 acquisita al protocollo del Comune di Campo Calabro
con n. 541 il CoRAP ha fatto presente l’impossibilità
a procedere all’intervento infrastrutturale richiesto precisando altresì che
occorrerà rivolgersi a partire dal 01.03.2026 al nuovo organismo ARSAI cui
saranno trasferite tutte le funzioni statutarie e competenze sull’area giusta
Delibera di Giunta regionale 720 del 30.12.2025;
-
che è di ogni evidenza che il grave stato di pericolo della pubblica incolumità
ed i danni economici che derivano dalle condizioni dell’infrastruttura viaria
sono incompatibili con i tempi preconizzati dalla nota CoRAP;
-
che tale stato di improcedibilità di soluzioni amministrative immediate
confligge in maniera aperta con la necessità di un radicale provvedimento
generale a tutela della sicurezza del traffico e della pubblica incolumità -
che con nota 629 del 16.01.2026 indirizzata al Presidente della Regione
Calabria il Sindaco del Comune di Campo Calabro nell’evidenziare lo stato di
pericolo ha richiesto un intervento straordinario con i poteri di Protezione
Civile da parte della Regione;
tutto
ciò premesso e considerato: si interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
su
quali immediati urgenti e radicali provvedimenti intenda assumere la Regione
Calabria nella sua duplice veste di autorità di Protezione Civile e titolare
dell’ente strumentale proprietario dell’area per rimuovere il generale stato di
pericolo e garantire la normale viabilità e lo svolgimento delle attività
commerciali dell’area che occupa centinaia di addetti, ed è strategica e vitale
per il territorio.
(30;
19/01/2026)
Laghi.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
lo Spoke di Castrovillari rappresenta un presidio
sanitario fondamentale non solo per Castrovillari e i suoi abitanti ma anche
per l’intero comprensorio della Valle dell’Esaro, del Pollino e della
Sibaritide, per la sua posizione baricentrica nell’area centro-settentrionale
della Provincia di Cosenza;
-
da anni lo Spoke di Castrovillari si trova a dover
affrontare quotidianamente una drammatica situazione emergenziale dovuta alla
carenza di personale sanitario (Medici, Infermieri, OSS, Tecnici), a inidonee e
insufficienti strutture e apparecchiature, necessari ad assicurare l’ordinaria
attività assistenziale;
-
per affrontare l’emergenza, tutto il personale sanitario, con grande senso del
dovere, impegno e dedizione, affronta turni di lavoro spesso prolungati e
stressanti, fino al limite della sostenibilità, ma spesso insufficienti a
garantire i dovuti livelli di assistenza e cura dei malati, nonché una
dignitosa qualità delle prestazioni che ogni cittadino dovrebbe avere
garantite;
-
le inefficienze organizzative, di seguito riportate, stanno determinando, quale
effetto riflesso, il rischio di spingere le situazioni di “sofferenza”
organizzativa fino al rischio chiusura, come già accaduto nel passato recente e
non, sia per diverse UU.OO. -Otorinolaringoiatria,
Neurologia, Gastrostroenterologia-, che per alcune
UOC/UOS strategiche, quali la Cardiologia e il Servizio di Emodinamica, oggetto
entrambe, proprio negli ultimi mesi, di immotivati trasferimenti di personale
medico e sanitario, in assenza di compensazione 1:1, così come pure è avvenuto
per il personale medico collocato in quiescenza;
-
rispetto alla teorica dotazione di 202 posti letto, prevista dalla Regione,
attualmente risultano attivi soltanto 114 posti letto, con una carenza di 88
posti letto, pari al 44%, mentre, per quanto riguarda il personale sanitario,
si registra una carenza di 155 unità relativamente solo alle UU.OO. attualmente
attive;
-
recentemente, poi, è stata disposto lo spostamento di una unità – una biologa –
in servizio presso il Laboratorio Analisi per sostituzione di maternità, la
quale, prima del rientro in servizio dell’unità in congedo temporaneo (ancora
assente), è stata trasferita in altra Unità Operativa, che non necessitava di
tale figura, per giunta con provvedimento disposto dal Direttore Sanitario di
altro Spoke mediante atto invalido per via della
palese incompetenza. Si è così determinato un evidente e ingiustificato danno
all’attività del Laboratorio Analisi, senza alcun vantaggio per l’Unità
Operativa di ultima destinazione;
-difficoltà
sempre maggiori, sempre a causa di carenza di personale sanitario, si stanno
progressivamente aggravando nella Divisione di Medicina Generale, problema
ripreso anche dalle Organizzazioni sindacali. Questa U.O richiede infatti, a
motivo della tipologia dei pazienti ivi ricoverati, un particolare impegno
anche fisico e non soltanto organizzativo, che il personale in servizio ha
sempre maggiori difficoltà a offrire;
-
gravi disservizi agli operatori sanitari e di conseguenza ai pazienti sono
sorti, non da ultimo, per l’affidamento di servizi, nello specifico la
sostituzione del sistema informatico, con risultati del tutto inefficienti per
via dell’arretramento digitale determinato. Le relative proteste e
mobilitazioni popolari mi hanno spinto a denunciare il tutto alla Magistratura
competente;
- i
problemi a carico dello Spoke di Castrovillari
riguardano anche aspetti strutturali – basti citare, per tutti, i lavori di
adeguamento del Pronto Soccorso che si protraggono ormai da troppo tempo,
costringendo pazienti ed operatori in spazi angusti ed inadeguati;
-
inoltre, citando un solo esempio – e tanti se ne potrebbero fare – di
problematiche della sanità territoriale, è notoria quella relativa
all’Ambulatorio neuropsichiatrico che si occupa anche dei pazienti autistici, a
seguito della quiescenza del Direttore della relativa UOC, con conseguente,
serio rischio di interruzione delle prestazioni per i pazienti, soprattutto
bambini, affetti;
considerato
che: - i cittadini, prima di tutto, nonché il personale medico e quello
sanitario in generale richiedono e meritano, con estrema urgenza, l’adozione di
azioni definitive, strutturali ed efficienti, volte a superare le criticità, ex
multis, rappresentate, oltre a ripristinare
l’ordinaria ed essenziale attività sanitaria ordinaria, funzionale ad
assicurare i servizi essenziali;
per
sapere:
quali
immediate azioni intende intraprendere il Presidente della Regione, nella sua
qualità di Commissario ad acta, per adottare soluzioni risolutive e certe, tali
da assicurare una gestione efficiente ed efficace dello Spoke
di Castrovillari e garantire pienamente le prestazioni sanitarie di base e
specialistiche previste.
(34;
23/01/2026) (Ritirata dal proponente, con nota, protocollo n. 2661 del
26/01/2026).
Laghi.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
lo Spoke di Castrovillari rappresenta un presidio
sanitario fondamentale non solo per Castrovillari e i suoi abitanti ma anche
per l’intero comprensorio della Valle dell’Esaro, del Pollino e della
Sibaritide, per la sua posizione baricentrica nell’area centro-settentrionale
della Provincia di Cosenza;
-
da anni lo Spoke di Castrovillari si trova a dover
affrontare quotidianamente una drammatica situazione emergenziale dovuta alla
carenza di personale sanitario (Medici, Infermieri, OSS, Tecnici), a inidonee e
insufficienti strutture e apparecchiature, necessari ad assicurare l’ordinaria
attività assistenziale;
-
per affrontare l’emergenza, tutto il personale sanitario, con grande senso del
dovere, impegno e dedizione, affronta turni di lavoro spesso prolungati e
stressanti, fino al limite della sostenibilità, ma spesso insufficienti a
garantire i dovuti livelli di assistenza e cura dei malati, nonché una
dignitosa qualità delle prestazioni che ogni cittadino dovrebbe avere
garantite;
-
le inefficienze organizzative, di seguito riportate, stanno determinando, quale
effetto riflesso, il rischio di spingere le situazioni di “sofferenza”
organizzativa fino al rischio chiusura, come già accaduto nel passato recente e
non, sia per diverse UU.OO. -Otorinolaringoiatria,
Neurologia, Gastrostroenterologia-, che per alcune
UOC/UOS strategiche, quali la Cardiologia e il Servizio di Emodinamica, oggetto
entrambe, proprio negli ultimi mesi, di immotivati trasferimenti di personale
medico e sanitario, in assenza di compensazione 1:1, così come pure è avvenuto
per il personale medico collocato in quiescenza;
-
rispetto alla teorica dotazione di 202 posti letto, prevista dalla Regione,
attualmente risultano attivi soltanto 114 posti letto, con una carenza di 88
posti letto, pari al 44%, mentre, per quanto riguarda il personale sanitario,
si registra una carenza di 155 unità relativamente solo alle UU.OO. attualmente
attive;
-
recentemente, poi, è stata disposto lo spostamento di una unità – una biologa –
in servizio presso il Laboratorio Analisi per sostituzione di maternità, la
quale, prima del rientro in servizio dell’unità in congedo temporaneo (ancora
assente), è stata trasferita in altra Unità Operativa, che non necessitava di
tale figura, per giunta con provvedimento disposto dal Direttore Sanitario di
altro Spoke mediante atto invalido per via della
palese incompetenza. Si è così determinato un evidente e ingiustificato danno
all’attività del Laboratorio Analisi, senza alcun vantaggio per l’Unità
Operativa di ultima destinazione;
-difficoltà
sempre maggiori, sempre a causa di carenza di personale sanitario, si stanno
progressivamente aggravando nella Divisione di Medicina Generale, problema
ripreso anche dalle Organizzazioni sindacali. Questa U.O richiede infatti, a
motivo della tipologia dei pazienti ivi ricoverati, un particolare impegno
anche fisico e non soltanto organizzativo, che il personale in servizio ha
sempre maggiori difficoltà a offrire;
-
gravi disservizi agli operatori sanitari e di conseguenza ai pazienti sono
sorti, non da ultimo, per l’affidamento di servizi, nello specifico la
sostituzione del sistema informatico, con risultati del tutto inefficienti per
via dell’arretramento digitale determinato. Le relative proteste e
mobilitazioni popolari mi hanno spinto a denunciare il tutto alla Magistratura
competente;
- i
problemi a carico dello Spoke di Castrovillari
riguardano anche aspetti strutturali – basti citare, per tutti, i lavori di
adeguamento del Pronto Soccorso che si protraggono ormai da troppo tempo,
costringendo pazienti ed operatori in spazi angusti ed inadeguati;
-
inoltre, citando un solo esempio – e tanti se ne potrebbero fare – di
problematiche della sanità territoriale, è notoria quella relativa
all’Ambulatorio neuropsichiatrico infantile di Castrovillari che si occupa
anche dei pazienti autistici, rimasto senza Personale medico, con conseguente,
serio rischio di interruzione di prestazioni per i piccoli pazienti affetti;
considerato
che: - i cittadini, prima di tutto, nonché il personale medico e quello
sanitario in generale richiedono e meritano, con estrema urgenza, l’adozione di
azioni definitive, strutturali ed efficienti, volte a superare le criticità, ex
multis, rappresentate, oltre a ripristinare
l’ordinaria ed essenziale attività sanitaria ordinaria, funzionale ad
assicurare i servizi essenziali;
per
sapere:
quali
immediate azioni intende intraprendere il Presidente della Regione, nella sua
qualità di Commissario ad acta, per adottare soluzioni risolutive e certe, tali
da assicurare una gestione efficiente ed efficace dello Spoke
di Castrovillari e garantire pienamente le prestazioni sanitarie di base e
specialistiche previste.
(35;
26/01/2026)
Ranuccio.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
Il progetto promosso da Edison S.p.A. prevede la realizzazione di un mega
impianto di accumulo idroelettrico ad alta flessibilità mediante pompaggio
dell’acqua del mare tra Favazzina e Melia, nel territorio comunale di Scilla e
Bagnara Calabra. • Il proponente (Edison S.p.A.) sottolinea che l'iniziativa è
coerente con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e mira a
integrare la generazione rinnovabile non programmabile, stabilizzando il
sistema elettrico nazionale, soprattutto al Sud e nelle Isole, dove è minore la
capacità di accumulo. • Per gli impianti di accumulo idroelettrico attraverso
pompaggio puro, l'autorizzazione è rilasciata dal Ministero della Transizione
Ecologica, sentito il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili
e d'intesa con la Regione interessata.
Considerato
che: • Il progetto sta suscitando forti polemiche e preoccupazioni tra i
cittadini della Costa Viola, un’area che è anche classificata come Zona di
Protezione Speciale (ZPS). • I residenti, le associazioni e i comitati locali,
tra cui il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola, hanno espresso
un netto rifiuto all'opera, definendola "altamente impattante per il
territorio" e potenzialmente "disastrosa per il fragile
ecosistema". • Secondo le analisi di tecnici e
esperti ambientali, l'impianto avrebbe conseguenze negative, compromettendo
l’equilibrio ambientale tra mare e collina, con specifiche preoccupazioni
riguardo alla fragilità geomorfologica (frane), l'erosione costiera e
l'alterazione del delicato ecosistema marino. • Il Comitato Spontaneo per la
difesa della Costa Viola lamenta che Edison starebbe portando avanti l’iter
autorizzativo tramite "modalità opache" e senza un reale
coinvolgimento della popolazione, la quale si ritiene tenuta all'oscuro delle
procedure in corso. • Si teme inoltre che l'energia prodotta dall'impianto
possa non apportare benefici diretti al territorio calabrese. • Attualmente, il
progetto è in fase di valutazione ambientale (VIA) il sottoscritto consigliere
regionale interroga il Presidente della regione
per
sapere:
1.
qual è la posizione ufficiale e dettagliata della Giunta Regionale in merito
alla realizzazione dell'impianto di accumulo idroelettrico
"Favazzina", e se essa ritenga il progetto compatibile con la tutela
del fragile ecosistema della Costa Viola (ZPS) e con la vocazione turistica e
naturalistica dell’area, come richiesto dalle comunità locali?
2.
Quali saranno i criteri specifici di natura ambientale e territoriale che la
Regione Calabria intende considerare prima di esprimere la necessaria
"intesa" con il Ministero della Transizione Ecologica per il rilascio
dell'autorizzazione, come previsto dalla normativa per gli impianti di
pompaggio puro?
3.
Quali misure concrete verranno intraprese dalla Regione per garantire la
massima trasparenza e la piena partecipazione della popolazione e dei comitati
locali nel processo autorizzativo e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA)
in corso, in risposta alle lamentele relative alle “modalità opache” denunciate
dai cittadini?
(28;
19/01/2026)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la RSA di Girifalco rappresenta da anni un presidio sociosanitario di rilevanza
territoriale;
- i
ricoveri presso la struttura risultano di fatto bloccati dal 2010, nonostante
ripetute sollecitazioni rivolte alle istituzioni competenti nel corso degli
anni, anche da parte di associazioni locali e cittadini;
-
l’ASP di Catanzaro, più volte interpellata sulla vicenda, ha confermato che la
RSA risulta accreditata “ex lege”;
Considerato
che: - nonostante l’accreditamento, i ricoveri continuano a non essere
attivati, dando luogo a una situazione paradossale che priva la struttura della
sua funzione principale;
-
il protrarsi dello stop ai ricoveri ha determinato una progressiva riduzione
del numero dei pazienti ospitati, anche per evidenti ragioni anagrafiche;
-
tale diminuzione ha avuto ricadute dirette sull’organico, con numerosi
dipendenti che negli anni hanno chiesto e ottenuto il trasferimento verso altre
strutture, anche per il timore concreto di una futura chiusura della RSA per
carenza di utenza;
-
si è ormai instaurato un circolo vizioso per cui l’assenza di ricoveri
determina la riduzione dei pazienti e, conseguentemente, l’impossibilità
amministrativa di procedere al reintegro o al potenziamento del personale;
tenuto
conto che - negli ultimi giorni si è registrata una mobilitazione del personale
della struttura, preoccupato per il futuro occupazionale e per la tenuta
complessiva del presidio;
-
il personale attualmente in servizio continua a garantire l’operatività della
struttura con impegno e senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di
lavoro prossimi ai limiti previsti dal CCNL;
preso
atto che: - la riattivazione dei ricoveri rappresenta il nodo centrale e
prioritario della vicenda, poiché solo attraverso l’aumento dei pazienti può
essere affrontata e risolta anche la questione del personale e del rilancio
complessivo della RSA Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente
della Giunta regionale – Commissario ad acta per la sanità
per
sapere:
1.
quali siano le ragioni, di natura amministrativa, organizzativa o sanitaria,
che hanno determinato e continuano a determinare lo stop dei ricoveri presso la
RSA di Girifalco, nonostante l’accreditamento “ex lege” della struttura;
2.
se la Regione Calabria e l’ASP di Catanzaro siano a conoscenza della
progressiva riduzione dei pazienti e del personale, nonché dei rischi concreti
di depotenziamento o di chiusura di fatto della RSA;
3.
quali iniziative urgenti si intendano assumere per procedere alla riattivazione
immediata dei ricoveri presso la RSA di Girifalco;
4.
se sia previsto un piano di rilancio della struttura che, una volta
ripristinati i ricoveri, consenta anche il reintegro e il rafforzamento
dell’organico;
5.
se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con
Regione, ASP, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni
del territorio, al fine di individuare una soluzione strutturale e definitiva
alla vicenda.
(31;
20/01/2026)
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con decreto del Commissario ad acta n. 69/2024 l'Ospedale " Vittorio
Cosentino" di Cariati è stato formalmente riconosciuto quale Ospedale di
Zona Particolarmente Disagiata, nell'ambito della riconfigurazione della rete
ospedaliera regionale per acuti;
-
la normativa nazionale e regionale vigente prevede che gli ospedali ubicati in
zone particolarmente disagiate siano dotati dei servizi essenziali per la
gestione dell'emergenza-urgenza, tra cui un laboratorio analisi operativo h24;
-
il D C A n. 62/2020 prevede, per il presidio ospedaliero di Cariati, la
conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi. Considerato
che;
-
la mancata revisione del DCA n. 62/2020 determina una evidente incoerenza
amministrativa con il DCA n. 69/2024;
-
l'assenza di un laboratorio analisi h24 preclude l'attivazione del Pronto
Soccorso e limita il funzionamento dei reparti per acuti;
preso
atto che: - il Pronto Soccorso non risulta attivo ed è presente solo un Punto
di Primo Intervento;
-
il laboratorio analisi non è operativo h24 ed è configurato come punto
prelievi;
-
il reparto di Medicina per acuti non risulta ancora attivato;
tenuto
conto che: - il formale riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale
di Zona Particolarmente Disagiata, operato dal DCA n. 69/2024 è dunque in
evidente contrasto con il DCA n. 62/2020, il quale, al contrario, prevede la
conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi;
-
il riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona
Particolarmente Disagiata richiede l'indefettibile operatività h24 del
laboratorio analisi e la sussistenza di un reparto di Medicina pienamente
operante;
-
inoltre, il DCA n. 69/2024, che attribuisce all'Ospedale di Cariati la
qualifica di Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, è successivo al DCA n.
69/2024;
-
la previsione successiva è stata dettata dalla necessità di garantire il minimo
livello di assistenza in ambito sanitario per i cittadini del territorio in cui
insiste l'Ospedale di Cariati;
-
tale contrasto amministrativo sta comportando gravi disagi all'enorme bacino di
cittadini che necessitano di assistenza presso l'Ospedale di Cariati. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
se la Regione intenda adattare e revisionare il DCA n. 62/2020 alla nuova e
successiva previsione stabilita dal DCA n. 69/2024 con l'attivazione del
laboratorio analisi h24 e l'attivazione, pienamente operante, del reparto di
Medicina per acuti;
-
se e con quali termini e tempistiche la Regione intende concludere la
definitiva attivazione del laboratorio analisi h24 e la definitiva attivazione,
pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;
se
la Regione ha predisposto un cronoprogramma per l’attivazione del laboratorio
analisi h24 e l'apertura del reparto di Medicina per acuti e del Pronto
Soccorso - Quali iniziative intenda assumere la Regione per garantire un
servizio sanitario pubblico adeguato.
(32;
22/01/2026)
Madeo.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con delibera n. 3171 del 17 dicembre 2025, pubblicata all’Albo Pretorio
dell’ASP di Cosenza, è stata indetta una gara per la fornitura di arredi,
attrezzature e componenti informatici destinati alle Case di Comunità e agli
Ospedali di Comunità;
-
dalla suddetta delibera risulta che, per il Comune di San Marco Argentano, è
prevista esclusivamente la fornitura per l’Ospedale di Comunità, mentre non
compare la Casa di Comunità;
-
nel Comune di San Marco Argentano è attivo un Punto di Primo Intervento (PPI)
h24, che registra ogni anno un numero elevato di accessi, stimabile in circa
5.000;
-
da oltre un anno è stata formalmente richiesta l’assegnazione di almeno una
figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS), ritenuta indispensabile per
garantire adeguati livelli di assistenza e sicurezza del servizio;
-
tuttavia, con delibera n. 3210 del 23 dicembre 2025, per il presidio di San
Marco Argentano è stata prevista esclusivamente una figura con mansioni di
operaio tecnico, del tutto inadeguata rispetto alle esigenze assistenziali di
un PPI attivo h24;
-
presso l’Unità Operativa di Radiologia del presidio di San Marco Argentano è
stato recentemente installato un mammografo di ultima generazione, che risulta
tuttavia non inserito nel programma aziendale degli screening mammografici;
-
analoga esclusione riguarda lo screening della cervice uterina, nonostante nel
Comune sia operativo un Consultorio Familiare idoneo allo svolgimento di tali
attività;
-
il DPGR n. 18 del 22 ottobre 2010 ha previsto la riconversione di alcuni
presìdi ospedalieri in Ospedali Distrettuali, successivamente denominati Centri
di Assistenza Primaria Territoriale (CAPT) e quindi Case della Salute;
-
con DPGR n. 135 del 21 dicembre 2011 è stato approvato un primo elenco di Case
della Salute da finanziare, tra le quali è inclusa San Marco Argentano;
-
la Scheda salvaguardia n. 4 – “Rete regionale delle Case della Salute”,
approvata con DGR n. 647 del 29 dicembre 2017, ha confermato la realizzazione
della Casa della Salute di San Marco Argentano, insieme ad altri presìdi
regionali. Considerato che: - le Case di Comunità rappresentano oggi il fulcro
della sanità territoriale e della medicina di prossimità e che, per il Comune
di San Marco Argentano, oltre all’Ospedale di Comunità, è prevista anche
l’attivazione di una Casa di Comunità, come risulta dagli atti di
programmazione della rete territoriale;
-
l’indebolimento progressivo dei servizi sanitari e amministrativi in un
territorio interno già fortemente penalizzato determina un aggravio
significativo per cittadini, pazienti cronici e fasce sociali più fragili;
-
la mancata valorizzazione di strutture, servizi e apparecchiature già
installate e pienamente funzionanti costituisce un grave spreco di risorse
pubbliche e contrasta con i principi di efficienza della programmazione
sanitaria. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del
Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per
sapere:
-
per quali motivi, a San Marco Argentano, già sede di ospedale e oggi sede di
CAPT, è prevista l’attivazione di una Casa di Comunità Spoke,
nonostante in altri territori – quali Cariati, Lungro e Mormanno – le Case di
Comunità Hub siano collocate proprio nei presìdi già sede ospedaliera, per la
maggiore disponibilità di spazi, strutture e risorse umane;
-
se, in considerazione della piena integrazione funzionale tra Case della Salute
e Case di Comunità, si spieghi la mancata menzione della Casa di Comunità di
San Marco Argentano nella delibera ASP n. 3171 del 17 dicembre 2025 e se si
intenda procedere a una integrazione della programmazione;
-
se non si ritenga necessaria e urgente l’assegnazione
di una figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS) presso il PPI h24 di San Marco
Argentano, in luogo o in aggiunta alla figura di operaio tecnico attualmente
prevista;
-
per quale motivo il mammografo di ultima generazione installato presso l’U.O.
di Radiologia di San Marco Argentano non sia stato incluso nel programma degli
screening mammografici;
-
se si intenda attivare, e con quali tempistiche, anche lo screening della
cervice uterina presso il Consultorio Familiare di San Marco Argentano;
-
quale seguito abbia avuto il progetto “Case della Salute” finanziato
nell’ambito del POR Calabria FESR–FSE 2014/2020 e che fine abbiano fatto le
risorse pari a 8.149.000,00 euro destinate alla realizzazione della Casa della
Salute di San Marco Argentano;
-
quali iniziative urgenti si intendano adottare per garantire il pieno
riconoscimento, il rilancio e il potenziamento dei servizi sanitari
territoriali nel Comune di San Marco Argentano.
(33;
23/01/2026).
È pervenuta risposta scritta alle seguenti
interrogazioni:
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il gruppo TIM, ha avviato la procedura di cessione del ramo d’azienda di Telecontact Center a una nuova società denominata DNA srl, operante nel settore dei servizi di contact center;
-
tale operazione coinvolge circa 400 lavoratori calabresi, con sede principale a
Catanzaro, e ha suscitato forte preoccupazione tra le organizzazioni sindacali
e le famiglie interessate;
-
le OO.SS. hanno denunciato il rischio di indebolimento del presidio produttivo
regionale, con conseguenze negative sul tessuto economico e sociale, in un
contesto già segnato da crisi occupazionale nel settore dei servizi digitali;
-
la Regione Calabria, ai sensi dello Statuto e delle competenze in materia di
sviluppo economico e politiche del lavoro, ha il dovere di attivarsi per
salvaguardare i livelli occupazionali e promuovere il dialogo con le parti
coinvolte. Considerato che: - la cessione appare motivata da logiche
finanziarie e non da un piano industriale di rilancio, con il rischio di
trasformare un costo del personale in un costo per servizi esterni, senza reali
benefici per il territorio;
-
il settore dei call center è già esposto a fenomeni di dumping tariffario e
riduzione dei volumi di lavoro, aggravati dall’implementazione di tecnologie
automatizzate. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta Regionale, per conoscere:
Per
sapere:
-
quali iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria per tutelare i
lavoratori coinvolti nella cessione di Telecontact
Center;
-
se è stato attivato o si intende attivare un tavolo di confronto con TIM, la
nuova società DNA srl, le organizzazioni sindacali e
il Governo nazionale, al fine di garantire la continuità occupazionale e la
salvaguardia del presidio produttivo in Calabria;
-
quali misure regionali straordinarie possono essere adottate per sostenere il
settore dei servizi digitali e prevenire ulteriori crisi occupazionali.
(1;
03/11/2025)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
in data 24 ottobre 2025 il gruppo TIM ha comunicato alle organizzazioni
sindacali l'avvio della procedura di cessione del ramo d'azienda di Telecontact Center S.p.A., ai sensi dell'art. 47 della
legge n. 428/1990;
•
l'operazione prevede il trasferimento dell'intero ramo a una nuova società
denominata DNA srl, controllata da Gruppo
Distribuzione, che subentrerebbe nella gestione dei servizi di cali center in
appalto, inclusi quelli per la stessa TIM;
•Telecontact Center impiega circa 1.590 lavoratori in
Italia, di cui 432 nella sede di Catanzaro, la più popolosa tra tutte,
rappresentando un presidio occupazionale e sociale strategico per la Calabria;
•
oltre l'80% del personale è costituito da donne e circa il 60% dei posti di
lavoro è localizzato nel Mezzogiorno;
Considerato
che: • la cessione del ramo d'azienda potrebbe comportare la perdita delle
tutele e dei diritti derivanti dal sistema di welfare aziendale di TIM, con
gravi ripercussioni economiche e sociali sul territorio calabrese;
•
le organizzazioni sindacali Sic Cgil, Fistel Cisl, Uilcom
Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno espresso forte contrarietà all'operazione,
definendola un'ulteriore esternalizzazione mascherata, priva di un chiaro
progetto industriale;
•
il settore dei call center è già segnato da forte precarietà, bassi salari e
carenze strutturali, e un ridimensionamento di Telecontact
Center avrebbe ricadute significative sull'intero indotto regionale;
Tenuto
conto che: • il comparto dei servizi digitali e delle telecomunicazioni
rappresenta un segmento fondamentale della nuova economia calabrese;
•
la perdita di centinaia di posti di lavoro stabili, soprattutto femminili,
costituirebbe un colpo durissimo per Catanzaro e per la Calabria, già provate
da elevati tassi di disoccupazione;
Preso
atto che: •risulta urgente un intervento delle istituzioni regionali volto a
tutelare l'occupazione e ad aprire un confronto diretto con il Governo
nazionale e il gruppo TIM;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
se la Regione Calabria sia a conoscenza della procedura di cessione del ramo
d'azienda di Telecontact Center S.p.A. e delle sue
possibili conseguenze occupazionali sul sito di Catanzaro;
2.
quali iniziative intenda assumere la Giunta regionale per salvaguardare i 432
posti di lavoro della sede catanzarese e per sostenere la vertenza nei
confronti del gruppo TIM;
3.
se non ritenga opportuno promuovere con urgenza un tavolo di crisi regionale
con le organizzazioni sindacali, il Comune di Catanzaro e la proprietà
aziendale, al fine di garantire continuità occupazionale e diritti dei
lavoratori;
4.
se la Regione intenda attivarsi presso il Ministero delle Imprese e del Made in
Italy affinché venga garantita la massima trasparenza sull'ape razione e
vengano evitati processi di precarizzazione del lavoro nel Mezzogiorno.
(2;
06/11/2025).
Ranuccio.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
le condizioni del comparto sanitario pubblico nell’Area Metropolitana di Reggio
Calabria sono da tempo caratterizzate, per fatto notorio, da innumerevoli
criticità;
•
in particolare, l’area tirrenica a nord del capoluogo (Piana di Gioia Tauro e
territori pre-aspromontani) risente di una oramai risalente carenza di
strutture, strumenti e personale;
•
la situazione, nota da tempo, ha portato alla nascita di associazioni – come la
Pro Salus, attiva a Palmi – che da anni si impegnano quotidianamente per
sensibilizzare le Istituzioni sulla sua gravità;
•
l’iter per l’edificazione del Nuovo Ospedale della Piana, da realizzarsi in
Palmi, ha avuto inizio il 7.12.2007 con la sottoscrizione dell’Accordo di
Programma tra Ministero della Salute e Regione Calabria, finanziato mediante
D.P.C.M. 11.12.2007 “con somma urgenza”;
•
si è giunti al bando di gara il 1° agosto 2011;
•
il contratto per la costruzione del nosocomio con la società Tecnis è stato
stipulato l’8 maggio 2015;
•
il progetto definitivo e l’indizione della conferenza dei servizi risalgono
all’8 novembre 2018;
•
il 30 ottobre 2019 la società D’Agostino è subentrata quale concessionario a
Tecnis;
•
l’11 febbraio 2021 si è conclusa la conferenza dei servizi;
•
nel dicembre 2021 è stata indetta la conferenza dei servizi per il piano di
caratterizzazione, chiusa a gennaio 2023, finalizzata a svolgere la medesima
indagine che era stata già compiuta con esito favorevole, così come risulta a
pag. 5 del verbale del 7 giugno 2011 della Commissione di verifica del progetto
preliminare;
•
con Determinazione 1/2025 del Commissario Delegato per l’Edilizia Sanitaria
della Regione Calabria, l’ingegnere Francesco Tarsia è stato nominato RUP
dell’intervento “Realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro e
la gestione, per l’intera durata della concessione, dei servizi di supporto non
sanitari nonché dei servizi commerciali compatibili con l’attività sanitaria”;
•
in data 30.04.2025, il RUP ha depositato la Relazione prot. n. 67, avente ad
oggetto “La realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro e la
gestione, per l’intera durata della concessione, dei servizi di supporto non
sanitari nonché dei servizi commerciali compatibili con l’attività sanitaria”;
•
con Determina n. 6/2025 del 07.05.2025 è stato, tra l’altro, approvato dal RUP
il Progetto Definitivo inerente all’intervento di “Realizzazione del Nuovo
Ospedale della Piana di Gioia Tauro”;
considerato
che: • i costi dell’opera sono aumentati da euro 136.907.304,35 ad euro
318.515.556,74;
•
l’ultimo cronoprogramma noto fissa l’inizio dei lavori al 1°.01.2026
con termine per la realizzazione e la “fruibilità dell’opera” al 31.12.2031;
•
invece, in data 14.07.2025 sono state consegnate le aree di cantiere
all’impresa esecutrice, che ha avviato le verifiche preliminari sul sito
finalizzate alla realizzazione della recinzione perimetrale ed ai primi
interventi di sicurezza e pulizia;
•
risulta, insomma, avviata una fase di precantierizzazione
“provvisoria” mediante stralcio progettuale, mentre non appare chiaro l’iter
complessivo seguito, né risulta definito quali parti dell’opera siano state
effettivamente isolate per consentire l’avvio dei lavori e quali effetti tale
scelta possa produrre sui tempi di realizzazione, sui costi complessivi e sul
cronoprogramma;
•
alla luce di tale evidente distonia, non è chiaro l’attuale stato dell’iter
amministrativo;
tutto
ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
se il progetto esecutivo del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro in Palmi
sia stato approvato;
2.
in caso di risposta negativa, quali siano in termini di certezza i tempi per
l’approvazione dello stesso;
3.
quali parti dell’opera siano state effettivamente isolate per consentire
l’avvio dei lavori;
4.
quali effetti tale scelta produca sui costi di realizzazione;
5.
in definitiva, quale sia il cronoprogramma effettivo per la realizzazione e la
fruibilità dell’opera.
(3;
17/11/2025).
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
l’ospedale di Tropea rappresenta un presidio sanitario fondamentale per la
Costa degli Dei e per l’intero territorio vibonese, anche in considerazione
della forte vocazione turistica dell’area;
-
da notizie di stampa e segnalazioni dei cittadini emerge una situazione di
emergenza sanitaria, aggravata dalle recenti dimissioni dell’unico urologo in
servizio, il dott. ..., costretto a lasciare l’incarico per l’impossibilità di
operare in assenza di anestesisti;
-
la carenza di anestesisti ha determinato la chiusura della sala operatoria, con
conseguente sospensione degli interventi chirurgici e blocco delle liste
d’attesa, costringendo i pazienti a rivolgersi ad altre strutture, spesso
lontane;
-
il personale medico rimasto è ridotto all’osso, con turni insostenibili e
impossibilità di garantire ricoveri, limitandosi alle sole visite
ambulatoriali. - Considerato che: - l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo
Valentia è commissariata e non risultano, ad oggi, piani concreti di
potenziamento del personale né interventi strutturali per garantire la
continuità dei servizi;
-
tale condizione compromette gravemente il diritto alla salute dei cittadini,
produce effetti negativi sul turismo locale e alimenta un clima di
esasperazione, con comitati e associazioni che minacciano azioni legali per
mancata assistenza;
-
occorre, pertanto, salvaguardare la presenza capillare dei servizi sanitari sul
territorio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del
Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per
conoscere:
per
sapere:
-
quali azioni urgenti intende adottare per garantire la continuità dei servizi
sanitari presso l’ospedale di Tropea e scongiurare la chiusura di reparti
essenziali. - se è previsto un piano straordinario di reclutamento di
anestesisti e specialisti per riattivare la sala operatoria e ripristinare gli
interventi chirurgici. - quali misure strutturali sono in corso per evitare il
depotenziamento dei presidi ospedalieri minori, soprattutto in aree a forte
vocazione turistica. - se è stato avviato un confronto con l’Asp di Vibo
Valentia e con i sindaci del territorio per definire un cronoprogramma di
interventi e garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.
(4;
24/11/2025).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
la
Regione Calabria, con l'Accordo Quadro del 07 dicembre 2016, ha avviato
percorsi di politiche attive del lavoro, destinati a disoccupati già percettori
di mobilità in deroga, mediante tirocini di inclusione socia le presso enti
pubblici;
con
Decreto del Direttore Generale n. 12824 del 18/10/2019 sono stati attivati
percorsi di Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) rivolti a disoccupati ex
percettori di mobilità in deroga;
numerosi
Enti locali hanno accolto tali tirocinanti, garantendo con il loro apporto la
continuità di servizi essenziali con rilevanza sociale ed economica;
con
Delibera di Giunta Regionale n. 581/2024 è stata prevista l’individuazione di
misure di accompagnamento alla chiusura dei percorsi di tirocinio e l'avvio di
procedure di stabilizzazione;
in
data 17 febbraio 2025 è stato sottoscritto un accordo tra Regione Calabria e
OO.SS. che ha portato all'adozione del DDG n. 7135/2025 con il riconoscimento
di un sostegno economico mensile a favore dei soggetti over 60 del bacino TIS;
la
Regione Calabria, con Deliberazioni di Giunta Regionale n. 332/2025 e n.
362/2025, ha avviato un Piano straordinario di stabilizzazione, prevedendo per
ogni TIS assunto, un contributo complessivo di € 54.000,00, da erogarsi su base
pluriennale ed entro il 2029;
la
normativa vigente, e segnatamente l'art. 3, comma 3-quater.1 del D.L. 44/2023,
così come inserito dall'art. 1, comma 132 della legge di bilancio per il 2025
(L.207/2024), consente l'avviamento a selezione tramite i Centri per l'impiego
per i profili esecutivi privi di titolo di studio superiore alla scuola
dell'obbligo, prevedendo la possibilità di assunzione anche in deroga, in
sovrannumero, nei limiti delle risorse stanziate ai sensi del comma 3-quinquies
del medesimo articolo;
in
una fase successiva la Regione ha ammesso anche gli over 60 - per i quali era
previsto un percorso di accompagnamento al pensionamento attraverso un sostegno
economico mensile di €631 - alla medesima procedura di selezione prevista per
gli under 60;
considerato
che: molti Comuni hanno manifestato difficoltà nell'assunzione per
insufficienza di risorse, mancata storicizzazione dei fondi, carenze di
bilancio o limiti imposti dal piano dei fabbisogni del personale;
non
tutti i tirocinanti saranno assorbiti nel piano di stabilizzazione ed in più
territori si registrano proteste, richieste di chiarimento e segnalazioni di
disparità nell'applicazione delle misure regionali;
tenuto
conto che: per i tirocinanti non stabilizzati, la Regione ha previsto a partire
dal 1° agosto 2025 un percorso alternativo di formazione per il riconoscimento
di competenze utili per il reinserimento lavorativo;
nel
programma di governo si legge "coloro i quali sono rimasti fuori da questo
storico processo di stabilizzazione - 1.100 ai quali vanno aggiunti circa 400
tirocinanti che prestano servizio presso i Comuni di San Giovanni in Fiore,
Longobucco, Campana e Bocchigliero - saranno coinvolti in un maxipiano della
Regione per la manutenzione del territorio".
Preso atto che: la stabilizzazione dei TIS
rappresenta un obiettivo di giustizia sociale e di continuità dei servizi
pubblici, ma l'assenza di un quadro certo e stabile rischia di determinare
l'esclusione di una parte del bacino. L'assenza di un piano definito e di un
cronoprogramma certo espone parte del bacino TIS al rischio concreto di
esclusione, nonostante gli impegni annunciati dalla Regione. Tutto ciò premesso
e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
quali
percorsi concreti, certi e finanziati, la Regione intende attivare per i
tirocinanti che non verranno stabilizzati e se esiste un piano strutturato che
garantirà che tali lavoratori, dopo anni di servizio presso enti pubblici, non
vengano abbandonati in assenza di prospettive occupazionali reali;
quali
misure concrete di sostegno economico, formazione e accompagnamento
all'inserimento lavorativo la Regione intende attivare per quei tirocinanti
esclusi che, per età, condizioni personali o territoriali, rischiano di subire
un grave svantaggio nella ricollocazione nel mercato del lavoro;
se
tali percorsi verranno definiti con il pieno coinvolgimento dei Comuni e delle
organizzazioni sindacali. Entro quali tempistiche è previsto l'effettivo
inserimento occupazionale dei tirocinanti non stabilizzati e se è stato
predisposto un apposito cronoprogramma. Se e come l'ampliamento della platea
agli over 60 sarà accompagnato da un adeguato incremento di risorse ai Comuni.
Se la Regione intenda avviare un'interlocuzione con gli organi di governo
nazionale al fine di incrementare le attuali risorse stanziate come somme
storicizzate a favore dei Comuni, così da assicurare un adeguato finanziamento
strutturale.
(5;
24/11/2025).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
sono
in corso interventi di potenziamento infrastrutturale da parte di Rete
Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) fra le stazioni di Vibo Pizzo e
Mileto, nonché lavori di manutenzione straordinaria sulla linea Lamezia –
Catanzaro Lido;
per
tali motivi si stanno verificando modifiche alla circolazione ferroviaria sulla
linea Tirrenica, sulla via Tropea, fra Lamezia e Catanzaro Lido e tra Villa San
Giovanni e Melito Porto Salvo;
si
registrano concreti disagi ai viaggiatori, consistenti in variazioni di orari,
allungamento dei tempi di percorrenza e improvvise cancellazioni dei treni;
i
disservizi non risultano sufficientemente compensati da servizi alternativi ed
in particolare da bus sostitutivi; in particolare, un grave disservizio si è
verificato in data 25 novembre presso la stazione Vibo – Pizzo con la
cancellazione improvvisa del treno regionale delle 7.35 diretto a Reggio
Calabria e notevoli disagi per servizi alternativi;
considerato
che: la mobilità ferroviaria rappresenta un servizio essenziale per i cittadini
calabresi, in particolare per studenti, lavoratori pendolari e turisti;
la
carenza di servizi sostitutivi rischia di compromettere gravemente il diritto
alla mobilità e la continuità dei collegamenti interni ed esterni alla regione.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
quali
iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria per garantire agli
utenti un’adeguata attivazione di bus sostitutivi con orari coordinati, fermate
capillari e idonea informazione.
(6;
27/11/2025).
Ranuccio.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con Delibera n. 374 del 4 aprile 2025 l’ASP di Reggio Calabria ha approvato la
graduatoria di sostituzione per il reclutamento di personale infermieristico;
-
in attuazione della Delibera n. 496 del 13 maggio 2025 sono stati stipulati
contratti a tempo determinato con n. 40 infermieri, impiegati nei presidi
ospedalieri aziendali per un periodo di sei mesi, al fine di garantire i
livelli essenziali di assistenza e sopperire alla grave carenza di personale
segnalata dalla Direzione Sanitaria;
-
con nota prot. n. 34996 del 9 maggio 2025 la stessa ASP ha riconosciuto
l’urgenza di coprire un “ingente numero di cessazioni”, procedendo pertanto
all’assunzione temporanea degli infermieri;
considerato
che: - Sono emerse notizie circa il mancato rinnovo dei suddetti contratti, con
conseguenze particolarmente gravi per i presidi di Locri, Melito Porto Salvo,
Polistena e Gioia Tauro, già caratterizzati da criticità strutturali e
organizzative;
-
solo presso l’ospedale di Locri risulterebbero coinvolti dieci infermieri
operanti in reparti strategici (ginecologia, pneumologia, gastroenterologia,
pronto soccorso, pediatria, urologia, neurologia e laboratorio analisi);
-
la mancata proroga dei contratti determinerebbe una riduzione dell’operatività
dei reparti, un aggravio del carico di lavoro per il personale in servizio e un
serio rischio per la sicurezza delle cure e la tutela dei cittadini;
-
le procedure di reclutamento del personale sanitario devono essere improntate
ai principi di programmazione, continuità assistenziale e trasparenza
amministrativa;
tenuto
conto che: - Secondo i diretti interessati, la decisione di non rinnovare i
contratti sarebbe stata assunta senza preavviso e senza motivazioni ufficiali,
suscitando forte preoccupazione tra gli operatori sanitari;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
se sia a conoscenza dei fatti sopra descritti e se risulti confermato il
mancato rinnovo dei contratti dei 40 infermieri in servizio presso l’ASP di
Reggio Calabria;
2.
quali siano le ragioni per cui l’ASP non abbia disposto la proroga dei
contratti né comunicato tempestivamente agli interessati l’esito della
valutazione;
3.
se siano state adottate misure sostitutive o alternative per evitare disservizi
nei reparti più critici e garantire la continuità dell’assistenza sanitaria nei
presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro;
4.
quali iniziative la Giunta regionale intenda assumere, anche mediante atti di
indirizzo o interventi commissariali, per assicurare una corretta
programmazione del fabbisogno di personale e scongiurare interruzioni dei
servizi essenziali;
5.
se non ritenga opportuno avviare un monitoraggio straordinario sulla gestione
del personale dell’ASP di Reggio Calabria, finalizzato alla definizione di un
piano di reclutamento stabile e coerente con le esigenze effettive dei presidi
ospedalieri del territorio.
(8;
01/12/2025).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
dal mese di luglio 2024 il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di
Trebisacce risulta inattivo, determinando un vuoto operativo in un'area
caratterizzata da elevata vulnerabilità sismica, idrogeologica e da frequenti
incendi boschivi;
-
l'Alto Ionio cosentino comprende numerosi comuni montani e interni con rete
viaria complessa e forte esposizione a rischi calamitosi;
-
la chiusura del distaccamento ha comportato un allungamento significativo dei
tempi di intervento con conseguenze potenzialmente gravi sulla tempestività dei
soccorsi in emergenze;
-
il territorio registra un consistente afflusso anche turistico e presenta
elevati livelli di incidentalità sulla SS 106, con frequente necessità di
interventi;
-
le amministrazioni comunali dell'area hanno reiteratamente rappresentato la
criticità e a Trebisacce vi è la disponibilità di una struttura idonea ad
accogliere un distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco;
considerato
che: - l'attuale situazione espone la popolazione a un rischio elevato,
incidendo negativamente sulla capacità di risposta nelle emergenze e sulla
percezione complessiva di sicurezza del territorio;
-
la Regione, nell'ambito delle proprie competenze è chiamata a concorrere al
funzionamento efficace del sistema integrato di gestione delle emergenze;
tenuto
conto che: - la piena operatività del soccorso tecnico urgente richiede
un'adeguata collaborazione istituzionale tra Regione e Ministero dell'Interno,
nonché un'attenta programmazione di risorse, strutture e misure di supporto
logistico;
preso
atto che: - la disponibilità già manifestata a Trebisacce ad ospitare un
distaccamento permanente costituisce un presupposto concreto per un intervento
strutturale e duraturo;
-
in assenza di un presidio operativo dei Vigili del Fuoco, si rende necessario
valutare l'attivazione di misure compensative temporanee per garantire un
livello minimo di sicurezza e tempestività nelle emergenze;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
se
la Regione abbia effettuato una valutazione dell'impatto dell'inattività del
distaccamento sulla sicurezza pubblica, sulla vulnerabilità dei territori e sul
funzionamento del sistema regionale di protezione civile;
quali
iniziative urgenti la Regione intenda adottare, nell'ambito delle proprie
competenze, per garantire il ripristino della copertura h24 del soccorso
tecnico urgente nell'Alto Ionio cosentino;
se
siano previste misure temporanee compensative in attesa della piena
riattivazione del presidio dei Vigili del Fuoco;
se
la Giunta regionale intenda attivarsi formalmente presso il Ministero
dell'Interno per sollecitare la riapertura e la stabilizzazione del
distaccamento di Trebisacce, valutando anche la possibilità di sostenere
interventi infrastrutturali o logistici necessari;
quali
siano le tempistiche previste dalla Regione per l'apertura di un confronto
istituzionale con il Ministero dell'Interno finalizzato all'istituzione
definitiva del distaccamento permanente a Trebisacce, anche valorizzando la
struttura già messa a disposizione.
(10;
03/12/2025).
Scutella.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
il
diritto all'abitare rappresenta un diritto fondamentale, riconosciuto dalla
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dalla Costituzione italiana,
quale condizione imprescindibile per l'effettivo esercizio di altri diritti
primari, tra cui salute, istruzione, lavoro e inclusione sociale;
la
legge 9 dicembre 1998, n. 431 ha istituito il Fondo nazionale per il sostegno
all'accesso alle abitazioni in locazione, finalizzato alla concessione di
contributi integrativi a favore di nuclei familiari in condizione di disagio
economico;
tale
Fondo, rifinanziato fino al 2022 con risorse pari a 330 milioni di euro, non ha
trovato copertura nelle Leggi di Bilancio 2023 e 2024, determinando
l'interruzione di un sostegno vitale per migliaia di famiglie italiane e
calabresi. Considerato che: La Calabria si colloca tra le regioni con i più
bassi livelli di reddito medio e con elevati tassi di disoccupazione, con
conseguente diffusione di una condizione di povertà abitativa strutturale;
l'assenza
di rifinanziamento del Fondo nazionale ha privato i Comuni calabresi di
strumenti finanziari indispensabili per dare seguito ai bandi già pubblicati.
Numerosi enti locali hanno comunque avviato procedure nel 2023 e 2024,
raccogliendo domande e predisponendo graduatorie, ma senza poter procedere
all'erogazione dei contributi, lasciando migliaia di famiglie idonee senza
alcun sostegno concreto. Tale situazione ha generato graduatorie rimaste
scoperte negli anni 2023 e 2024, con conseguenti ricadute di sfiducia
istituzionale e tensione sociale. Alcune Regioni italiane hanno supplito con
risorse proprie, garantendo continuità al sostegno. L'Emilia-Romagna, in
particolare, ha promosso un Protocollo per la riduzione del disagio abitativo
2025-2026, coinvolgendo istituzioni, enti locali e parti sociali. Preso atto
che: I dati del Ministero dell'Interno confermano che in Calabria il numero di
provvedimenti di sfratto rimane elevato, con la quasi totalità motivata da
morosità incolpevole. La crescente sofferenza abitativa rappresenta il riflesso
di una più ampia fragilità sociale, aggravata dall'assenza di politi che
strutturate in materia di casa e dalla dipendenza dal mercato privato. È stato
recentemente annunciato un nuovo intervento regionale, finanziato nell'ambito
del POR Calabria 202 1-2027 - Azione 4.1.1 FSE+, con un fondo complessivo di 9
milioni di euro, finalizzato a sostenere i nuclei familiari in condizioni di
disagio abitativo e a prevenire la perdita della propria abitazione, mediante
l'erogazione di un contributo straordinario di 300 euro. Tale misura non
chiarisce la sorte delle graduatorie comunali 2023 e 2024 rimaste prive di
copertura finanziaria, né garantisce continuità alle politiche abitative;
che
la mera erogazione di fondi una tantum non risolve la crisi abitativa
strutturale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale
per
sapere:
1.
se intenda assumere con urgenza un impegno concreto disponendo lo stanziamento
di risorse regionali per finanziare le graduatorie comunali 2023 e 2024 già
approvate e rimaste in evase. 2. Se intenda chiarire in che modo il nuovo
intervento da 9 milioni di euro si coordini con le graduatorie pregresse, al
fine di garantire continuità al sostegno abitativo. 3. Se la Regione Calabria
intenda adottare un modello di governance multilivello che preveda una
strategia condivisa con Enti locali e parti sociali per assicurare un approccio
strutturato, condiviso e duraturo alla tutela del diritto dell'abitare.
(12;
09/12/2025).
Madeo.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
l’IRACEB – Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, istituito
con legge regionale, risulta da anni completamente inattivo, privo di sede
operativa e di qualsiasi attività istituzionale;
-
gli organismi statutari dell’Istituto non risultano più nominati, nonostante la
normativa preveda espressamente la designazione di due membri da parte del
Comune di Corigliano-Rossano e la nomina dei componenti restanti da parte della
Presidenza della Regione;
-
la sede attualmente formalmente assegnata all’IRACEB risulta chiusa da anni,
circostanza che non ha impedito l’accumulo di un rilevante debito nei confronti
del proprietario per canoni non corrisposti, con probabile contenzioso e
rischio di danno erariale;
-
numerosi solleciti istituzionali inoltrati nell’ultimo anno non hanno ricevuto
risposta;
-
il Comune di Corigliano-Rossano ha messo a disposizione locali comunali idonei
e gratuiti per ospitare la sede dell’Istituto;
considerato
che: - il protrarsi dell’inattività dell’Istituto comporta una grave perdita
culturale e un pregiudizio amministrativo per la Regione Calabria;
-
nessun atto formale ha disposto la sospensione dell’Istituto;
-
la riattivazione può avvenire senza costi mediante trasferimento nella sede
comunale offerta;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
se sia a conoscenza della perdurante inattività dell’IRACEB e delle ragioni
dell’abbandono di un ente istituito per legge regionale;
-
quale sia l’ammontare del debito maturato per canoni di locazione non pagati e
se tale debito sia stato riconosciuto, coperto o debba essere trattato come
debito fuori bilancio;
-
quali iniziative intenda assumere per la nomina dei componenti degli organi
statutari di spettanza regionale e per consentire al Comune di designare i
propri rappresentanti;
-
se non ritenga opportuno disporre il trasferimento immediato dell’archivio e
delle funzioni presso i locali comunali già disponibili;
-
quali azioni urgenti intenda adottare per garantire la riattivazione
dell’IRACEB e la valorizzazione del patrimonio storico culturale conservato.
(14;
09/12/2025).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
nel
settembre 2019, con avvisi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione
Europea (n.2019-124629) e sulla Gazzetta Ufficiale Italiana (n.106), la Regione
Calabria ha avviato il bando unico per l'affidamento della progettazione di sei
infrastrutture stradali di interesse regionale, per un importo complessivo pari
a 98 milioni di euro. Tra tali interventi rientra anche il collegamento tra lo
svincolo autostradale di Montalto Uffugo e la SS 660 (ex SS 106 Jonica),
finanziato per 30 milioni di euro nell'ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione
(FSC);
in
data 7 giugno 2022 è stata pubblicata sul Portale istituzionale regionale -
Dipartimento Territorio e Tutela dell'Ambiente - l'istanza di avvio della
procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.19 del
D.lgs. 152/2006, relativa al suddetto progetto: "Collegamento della SS 660
allo svincolo di Montalto Uffugo della A2 Autostrada del Mediterraneo e
completamento dei lavori di variante alla SP 177 di collegamento della SS 660
alla ex SS 106 Ionica" nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, in
provincia di Cosenza. Considerato che: il progetto che collega l'autostrada e
la SS 660 contempla una serie articolata di opere, tra cui: - collegamento
dalla SS 660 tramite nuova rotatoria;
-
adeguamento della SP234;
-
utilizzo della rotatoria di Cavoni - Ginestreto (Comune di Luzzi) quale innesto
sulla SP248 - ampliamento del ponte sul fiume Crati e successivo innesto sulla
SP11O;
-
raccordo con la SP24l comprendente un nuovo cavalcaferrovia sulla linea
Cosenza-Sibari e l'adeguamento del cavalcavia sull'A2;
-
adeguamento tratto della SP247 con demolizione e ricostruzione di un ulteriore
ponte sul Crati per collegamento con SP 234;
-
un secondo insieme di proposte progettuali è invece legato al nuovo svincolo
dell'autostrada A2 previsto sempre a Montalto Uffugo. Da questo, si prevede di
collegare direttamente l'autostrada alla SP234 mediante una strada di nuova
realizzazione che prevede l'inserimento di un sottovia ferroviario e di un
ponte sul fiume Crati;
-
il progetto rientra nel Piano Operativo Infrastrutture FSC 2014-2020, allegato
alla Delibera CIPE n.54/2016 e successivamente integrato dalla Delibera CIPE
n.98/2017;
tenuto
conto che: obiettivo del progetto è deviare parte del traffico della SP247
registrando l'area tra Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, negli ultimi anni, un
marcato incremento della presenza logistica e delle attività industriali,
rendendo perciò necessari interventi infrastrutturali capaci di sostenere tale
sviluppo;
nel
2025 è entrato in funzione a Coretto d i Montalto Uffugo il nuovo polo
logistico del gruppo PAC 2000A - Conad generando un notevole aumento del
traffico pesante, particolarmente insistente sulle SP234, SP247 e sulla
viabilità connessa;
uno
dei ponti sul fiume Crati, oggetto di un intervento di demolizione e
ricostruzione presenta attualmente gravi criticità strutturali. Tali condizioni
impongono la regolamentazione del traffico mediante senso unico alternato, a
garanzia della sicurezza degli utenti. le strade interessate dagli interventi
di adeguamento nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose presentano una
sovrastruttura gravemente ammalorata e barriere stradali insufficienti, sia per
tipologia sia per collocazione, rispetto alle prescrizioni normative vigenti.
Tali condizioni ne compromettono la sicurezza e l'adeguatezza rispetto
all'intensità e alla tipologia del traffico attualmente transitante;
preso
atto che: che non risultano ancora avviati i lavori di collegamento dello
svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660 ex SS 106 jonica che
consentirebbero benefici significativi in termini di sicurezza della
circolazione, riduzione del traffico nei centri abitati e migliore
funzionalità. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale
per
sapere:
l.
quali iniziative urgenti la Regione Calabria, in qualità di soggetto attuatore,
intenda adottare per assicurare l'avvio e completamento dei lavori della strada
di interesse regionale che collega lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo
alla SS660, nei territori comunali di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose;
2.
quale sia il cronoprogramma di realizzazione dei lavori.
(15;
10/12/2025).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con legge regionale 10/2022 è stata istituita l'Autorità Rifiuti e Risorse
Idriche della Calabria (ARRICAL), alla quale sono attribuite funzioni di
regolazione, controllo e indirizzo del sistema integrato dei rifiuti e del
servizio idrico, in conformità alla disciplina nazionale e regionale vigente;
-
numerosi Comuni calabresi, negli ultimi anni, hanno conseguito percentuali di
raccolta differenziata significativamente elevate, in diversi casi superiori
alla media nazionale e agli obiettivi minimi stabiliti dalla normativa europea
e nazionale, dimostrando un virtuoso impegno per l'ambiente e l'economia
circolare;
-
nonostante tali risultati, gli stessi Comuni virtuosi risultano oggi gravati da
costi di conferimento più elevati rispetto al precedente sistema degli Ambiti
Territoriali Ottimali (ATO), con conseguenti pesanti ripercussioni sugli
equilibri finanziari degli Enti locali e sui cittadini-utenti. Considerato che:
- tale incremento dei costi di conferimento, in assenza di adeguati meccanismi
premiali, rischia di vanificare gli sforzi compiuti e di disincentivare in
prospettiva le politiche comunali di incremento della raccolta differenziata e
di sviluppo dell'economia circolare;
-
un sistema tariffario equo e proporzionato ai risultati ambientali ottenuti e
comparabile con il passato - le vecchie Tariffe ATO spingevano verso una
migliore efficienza della raccolta differenziata individuando scaglioni di
prezzo in funzione della RD raggiunta dai Comuni - rispettando il principio
cardine delle direttive ARERA "chi più inquina, più paga" che mira a
rendere il sistema tariffario più equo - , rappresenta un elemento essenziale e
non più differibile per la sostenibilità economica del servizio e per il
raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali regionali e nazionali;
tenuto
conto che: - si registrano ritardi procedurali e burocratici da parte di
ARRICAL, che rendono difficoltosa per gli Enti locali l'elaborazione e la
trasmissione dei Piani Economico-Finanziari (PEF), con conseguente slittamento
dei tempi di approvazione delle tariffe TARI - ad oggi non si ha contezza
ufficiale di un importo per la RUR e per la FORSU per il 2025;
-
la medesima incertezza procedurale, unita a una comunicazione carente, rende
estremamente difficile per i Comuni determinare preventivamente i costi di
conferimento - in particolare per la RUR e la FORSU, arrivati nella provincia
di Cosenza a cifre ritenute improponibili - 350 €/ton per la RUR e 190 €/ton
per la FORSU - mettendo a rischio la programmazione finanziaria degli Enti;
-
gli uffici tecnici comunali per tali incertezze operative si trovano in seria
difficoltà nel rispettare le stringenti scadenze fissate dall'Autorità
Nazionale (ARERA) per la validazione dei PEF, con il rischio di sanzioni e di
ulteriore danno erariale. Preso atto che: - l’attuale assetto organizzativo e
decisionale di ARRICAL non sembra assicurare un adeguato e sistematico
coinvolgimento dei Sindaci, riducendo di fatto la rappresentatività dei Comuni
e delle specificità territoriali all'interno dell'organo direttivo
dell'Autorità;
-
un confronto stabile, strutturato e paritetico con gli Enti locali e con l'ANCI
Calabria appare indispensabile per garantire un funzionamento efficace,
trasparente e condiviso della governance del sistema rifiuti e risorse idriche,
in linea con il principio di leale collaborazione. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
quali misure concrete e urgenti la Regione intenda adottare, anche esercitando
i propri poteri di indirizzo e vigilanza su ARRICAL, per ridurre e
razionalizzare i costi di conferimento dei rifiuti a carico dei Comuni, al fine
di garantire criteri di equità, proporzionalità e comparabilità con il
precedente sistema ATO, in relazione agli effettivi livelli di qualità del
servizio e di efficienza raggiunti;
-
se non ritenga necessario e urgente introdurre, attraverso un atto di indirizzo
regionale o modifiche normative, un meccanismo premiale stabile, strutturale e
trasparente pe r. i Comuni virtuosi che abbiano raggiunto o superato elevati
standard di raccolta differenziata e di efficienza del servizio, al fine di non
penalizzare i comportamenti ambientalmente più corretti;
-
quali iniziative urgenti, anche di carattere ordinativo e di semplificazione,
si intendano mettere in atto nei confronti di ARRICAL per snellire, accelerare
e rendere più certe le procedure burocratiche e amministrative necessarie per
la predisposizione e l'approvazione dei Piani Economico-Finanziari da parte dei
Comuni, così da evitare ritardi nell'approvazione delle tariffe TARI e
permettere una corretta e tempestiva programmazione finanziaria locale;
-
se la Regione intenda istituire con urgenza un tavolo tecnico e politico
permanente, con la partecipazione di ANCI Calabria e dei Sindaci
rappresentativi delle diverse realtà territoriali, finalizzato al monitoraggio
continuo degli effetti delle decisioni di ARRICAL, alla risoluzione delle
criticità procedurali e alla tempestiva correzione di eventuali squilibri
territoriali o distorsioni del sistema;
-
se, alla luce delle criticità emerse, non ritenga opportuno avviare una
verifica complessiva e trasparente dell'attuale assetto organizzativo,
funzionale e decisionale di ARRICAL, al fine di valutarne l'efficienza,
l'efficacia, la trasparenza e la rappresentatività dei territori all'interno
dei suoi organi, e di proporre eventuali modifiche statutarie o normative per
migliorarne il funzionamento e il rapporto con gli Enti locali.
(17;
12/12/2025).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con bando di concorso pubblico pubblicato in data 15 novembre 2024 la Regione
Calabria ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il
reclutamento di un contingente complessivo di n. 54 (cinquantaquattro) unità di
personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei
ruoli della Giunta regionale, Area Funzionari ed Elevata Qualificazione;
-
il bando prevede la seguente ripartizione dei posti messi a concorso:
·
n. 19 nel
profilo di Auditor (Codice 01);
·
n. 5 nel
profilo di Funzionario tecnico agroforestale (Codice 02);
·
n. 5 nel
profilo di Funzionario statistico (Codice 03);
·
n. 5 nel
profilo di Specialista nella comunicazione (Codice 04);
·
n. 20 nel
profilo di Funzionario informatico -Analista programmatore (Codice 05);
-
la procedura di reclutamento è stata affidata a Formez PA S.p.A., a seguito
della richiesta della Regione Calabria al Dipartimento della Funzione Pubblica
per l'attivazione della procedura concorsuale, da svolgersi a cura della
Commissione RIPAM;
-
le prove scritte si sono svolte nel mese di dicembre 2024, in più sedute,
nonché mediante prove asincrone il 6 maggio 2025;
-
in data 4 agosto 2025 è stata pubblicata sul portale INPA la graduatoria finale
di merito del concorso pubblico, per titoli ed esami, relativa al profilo
Auditor - Codice 01;
-
successivamente, in data 25 novembre 2025, è stata pubblicata sul portale INPA
una rettifica della graduatoria finale di merito relativa al medesimo profilo;
risultano
attualmente pendenti presso il TAR Calabria diversi ricorsi giurisdizionali
avverso la graduatoria finale del profilo Auditor - Codice 01;
-
secondo informazioni acquisite, il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane
della Regione Calabria sarebbe in procinto di procedere alla presa d'atto della
graduatoria finale, nonostante la pendenza dei ricorsi giurisdizionali;
-
sempre secondo tali informazioni, il medesimo Dipartimento intenderebbe
procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori, riservandosi eventualmente di
annullare i contratti di lavoro in caso di successivi provvedimenti del TAR
Calabria;
-tale
modalità operativa solleva rilevanti perplessità sotto il profilo della
correttezza amministrativa, della certezza degli atti e della tutela
dell'interesse pubblico, in quanto l'utilizzo di una graduatoria non
definitiva, sub iudice, potrebbe compromettere anche
l'eventuale utilizzo della stessa da parte di altre amministrazioni per lo
scorrimento degli idonei;
considerato
che - la Regione Calabria è interessata da un rilevante fabbisogno di personale
qualificato, in particolare nei settori del controllo, dell'audit e della
gestione dei fondi comunitari;
-
eventuali ritardi, criticità procedurali o carenze di chiarezza nelle fasi
concorsuali rischiano di compromettere l'efficienza amministrativa e di
alimentare contenziosi;
tutto
ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale e
l'Assessore regionale competente, con delega al personale ed al lavoro,
per
sapere:
1.
se corrisponda al vero che il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della
Regione Calabria intenda procedere alla presa d'atto della graduatoria finale
del concorso per il profilo di Auditor - Codice 01, nonostante la pendenza di
ricorsi giurisdizionali innanzi al TAR Calabria;
2.
in caso affermativo, se l'Assessore competente ritenga corretta e conforme ai
principi di buon andamento, imparzialità e prudenza amministrativa la scelta di
procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori sulla base di una graduatoria non
ancora definitiva;
3.
se non si ritenga che tale modalità possa esporre l'Amministrazione regionale a
ulteriori contenziosi, nonché incidere negativamente sulla certezza dei
rapporti di lavoro instaurati e sull'immagine di trasparenza della Regione
Calabria;
4.
se l'Amministrazione regionale abbia valutato le ricadute che l'utilizzo di una
graduatoria sub iudice potrebbe determinare in
relazione alla possibilità di scorrimento della stessa da parte di altre
amministrazioni pubbliche;
5.
quali iniziative di autotutela o di prudenza amministrativa si intendano
eventualmente adottare, anche valutando la sospensione delle assunzioni fino
alla definizione del contenzioso pendente;
6.
se, in sede di predisposizione del nuovo Piano dei fabbisogni di personale, la
Giunta regionale intenda incrementare la dotazione organica del profilo di
Auditor, considerata la funzione essenziale svolta da tali figure nelle
attività di controllo, audit e monitoraggio dei fondi comunitari e nazionali.
(18;
15/12/2025).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
su tutto il territorio della Regione Calabria sono state segnalate diffuse e
persistenti criticità nel funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118,
emerse con maggiore evidenza a seguito della recente riorganizzazione delle
Sale Operative e dell'attivazione del numero unico 116-117;
- è
stato evidenziato come il nuovo assetto organizzativo, che ha concentrato
funzioni decisionali e operative in alcune Sale Operative regionali, abbia
determinato una sottrazione di risorse al soccorso territoriale, con un
utilizzo crescente delle ambulanze per attività secondarie quali trasferimenti
programmati, trasporto di sangue ed emoderivati e missioni non strettamente
emergenziali;
-
anziché produrre una razionalizzazione del sistema, la riforma avrebbe generato
disomogeneità operative tra i territori, confusione gestionale e assegnazioni
di missioni non sempre supportate da un'adeguata valutazione clinica, con la
conseguente moltiplicazione dei mezzi sulla stessa emergenza e l'attivazione di
soccorsi per casi a bassa priorità;
-
viene segnalato un aumento significativo del numero complessivo delle missioni
su scala regionale, indicato in forte crescita rispetto agli anni precedenti, a
fronte di risorse umane e strumentali rimaste sostanzialmente invariate;
-
tale situazione avrebbe determinato un allungamento dei tempi di intervento del
soccorso sanitario in diverse aree della Calabria, con ripercussioni sulla
gestione dei codici tempo-dipendenti e sulla sicurezza dei pazienti;
considerato
che - la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza avrebbe inciso in
modo rilevante anche sulle condizioni di lavoro del personale sanitario e
tecnico, con frequenti sforamenti di orario, accumulo di straordinari,
difficoltà nella programmazione dei turni e un aumento delle tensioni
organizzative;
-
si registra un progressivo fenomeno di demedicalizzazione delle ambulanze in
varie aree della Regione, a seguito dell'uscita dal servizio di medici
dirigenti e della crescente difficoltà nel garantire equipaggi completi;
-
sugli infermieri del 118 graverebbero responsabilità sempre maggiori, in
assenza di un adeguato supporto organizzativo e professionale, con il rischio
concreto di un ulteriore impoverimento del servizio per effetto di un possibile
esodo di personale;
-
il combinato disposto di carenza di risorse, centralizzazione decisionale
inefficiente e incremento di missioni improprie rischia di compromettere la
tenuta complessiva del Servizio pubblico di Emergenza-Urgenza in Calabria;
si
chiede al Presidente della Giunta regionale nella qualità di Commissario ad
acta per la sanità della Regione Calabria
per
sapere:
1.
se le criticità segnalate sul funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza
118 e del sistema 116-117, così come descritte, corrispondano al vero
sull'intero territorio regionale;
2.
se siano stati effettuati monitoraggi ufficiali, a livello regionale, sui tempi
di risposta del soccorso sanitario, sul numero delle missioni e sulla loro
appropriatezza clinica successivamente alla riorganizzazione, e quali siano i
dati aggiornati in possesso della struttura commissariale;
3.
quali misure intenda adottare per ricondurre il sistema di emergenza-urgenza
alla sua funzione primaria di soccorso territoriale, riducendo l'impiego
improprio dei mezzi di emergenza per attività non urgenti;
4.
se non ritenga necessario avviare una revisione complessiva dell'attuale
assetto delle Sale Operative, al fine di garantire maggiore equilibrio
territoriale, efficienza decisionale e adeguata distribuzione delle risorse tra
le diverse aree della Calabria;
5.
quali iniziative siano previste per tutelare il personale del 118, assicurando
condizioni di lavoro sostenibili, il riconoscimento economico delle prestazioni
rese e il mantenimento di un adeguato livello di medicalizzazione delle
ambulanze;
6.
se intenda promuovere un confronto strutturato con operatori sanitari,
direzioni aziendali e rappresentanze professionali, per individuare soluzioni
condivise che scongiurino un ulteriore depotenziamento del Servizio pubblico di
Emergenza- Urgenza regionale. 7. Le ragioni per le quali, nel processo di
internalizzazione non sono state convocate le organizzazioni sindacali, parte
integrante delle trattative.
(19;
15/12/2025).
Art. 1
(Oggetto e finalità)
1. La presente legge, nel rispetto delle competenze e
della normativa unionale e statale di settore, reca disposizioni concernenti
l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale (IA) presso la pubblica
amministrazione regionale, anche con riguardo ai rischi associati all’utilizzo
di tale tecnologia, nonché in materia di politiche regionali sull’impiego
dell’IA, in modo affidabile e conforme alle libertà e ai diritti fondamentali
della persona.
2. La Regione Calabria promuove l’adozione responsabile
di sistemi di IA presso la pubblica amministrazione regionale anche per
migliorare l’efficienza dei propri processi amministrativi e la qualità dei
servizi offerti ai cittadini.
3. Tutti i sistemi basati sull’IA utilizzati
dall’amministrazione regionale devono rispettare le normative vigenti in
materia di protezione dei dati personali e sicurezza informatica e devono
essere soggetti a revisione umana nel rispetto dei principi di trasparenza,
responsabilità ed equità.
4. La
Regione Calabria riconosce le opportunità, anche in termini di sviluppo
economico, derivanti dall’impiego di sistemi di IA affidabile e persegue la
programmazione coordinata di sviluppo e di utilizzo di sistemi di IA in ambito
regionale, nel rispetto delle norme etiche e di quelle vigenti in materia di
protezione dei dati, dei diritti digitali e della sicurezza informatica.
Art. 2
(Definizioni)
1. Ai fini della presente legge si intende per sistema di
IA il sistema definito dall’articolo 3, punto 1), del Regolamento (UE)
2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che
stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale.
2. Per sistema di IA affidabile, d’ora in poi sistema di
IA, si intende quanto definito dal Regolamento (UE) 2024/1689; in particolare
un sistema di IA è affidabile se soggetto a supervisione umana, intesa come
capacità d’intervento dell’uomo in tutte le fasi del funzionamento dello
stesso.
3. Per
quanto non espressamente previsto dal presente articolo si rinvia alle
definizioni di cui al Regolamento (UE) 2024/1689.
Art. 3
(Promozione di sistemi di IA affidabile)
1. La Regione promuove lo sviluppo e l’adozione di
sistemi di IA affidabile basati sulla prevenzione dei rischi connessi al loro
utilizzo e, in particolare, promuove:
a) l’impiego di tecnologie digitali basate su sistemi di
IA per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi amministrativi della
Regione Calabria e per migliorare la fruizione dei servizi erogati in favore
dei cittadini nel rispetto del principio di buon andamento dell’amministrazione
regionale;
b) attività e iniziative di organizzazioni pubbliche e
private che contribuiscono a diffondere l’utilizzo di sistemi di IA e la
consapevolezza sulle opportunità e i rischi a essi associati;
c) programmi e corsi di formazione in materia di uso dei
dati conforme alla normativa vigente in materia di protezione dei dati
personali e sicurezza informatica, al fine di garantire una corretta
comprensione e gestione della tecnologia di IA;
d) campagne di sensibilizzazione su rischi e opportunità
legate all’utilizzo dell’IA nella pubblica amministrazione regionale;
e) lo sviluppo del mercato regionale relativo alla
produzione e utilizzo di tecnologie basate su IA.
2.
All’attuazione delle finalità di cui al comma 1 provvede la Giunta regionale,
nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.
Art. 4
(Programma sperimentale sulla sanità digitale
e IA in Calabria)
1. La Regione Calabria, in considerazione delle criticità
strutturali del sistema sanitario regionale, promuove l’avvio di un programma
sperimentale finalizzato all’applicazione dell’IA in ambito sanitario. Entro
novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale,
sentito l’Ufficio regionale per l’IA di cui all’articolo 6 e il dipartimento
regionale competente in materia di tutela della salute, individua
prioritariamente i progetti pilota nei seguenti ambiti:
a) ottimizzazione dei tempi di attesa: sistemi per la
gestione intelligente delle agende e il bilanciamento dei flussi di domanda e
offerta delle prestazioni;
b) diagnostica avanzata e screening: supporto decisionale
assistito per la refertazione radiologica e l'analisi dei dati clinici;
c) monitoraggio domiciliare intelligente: telemedicina
basata su IA per la gestione delle cronicità e la deospedalizzazione protetta.
2. L'Ufficio regionale per l'IA, d'intesa con le aziende
sanitarie e ospedaliere, promuove percorsi di formazione per i dirigenti e il
personale sanitario coinvolto nelle sperimentazioni, al fine di garantire
l'effettiva supervisione umana e l'uso etico dei dati.
3. Le attività di sperimentazione di cui al presente
articolo sono svolte prioritariamente in collaborazione con le Università
calabresi e con i soggetti iscritti nel Registro regionale di cui all'articolo
5, garantendo la piena trasparenza dei processi.
4. Gli
esiti delle sperimentazioni sono riportati in una sezione specifica della
relazione annuale di cui all'articolo 7, comma 2, al fine di valutarne
l'estensione a regime nell'intero sistema sanitario regionale.
Art. 5
(Registro regionale IA)
1. La Giunta regionale, entro centottanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge e senza oneri aggiuntivi per il
bilancio regionale, adotta il regolamento per censire, su base volontaria, i
soggetti la cui attività principale è costituita dallo sviluppo di sistemi di
IA, per definire l’istituzione del Registro regionale IA nonché le modalità di
iscrizione, aggiornamento e gestione dello stesso.
2. Al
fine di promuovere lo sviluppo dei sistemi di IA in ambito regionale, la
Regione può prevedere il riconoscimento di premialità nei bandi di
finanziamento regionale ai soggetti censiti nel Registro di cui al comma 1.
Art. 6
(Ufficio regionale per l’IA)
1. È istituito, senza oneri aggiuntivi per il bilancio
regionale, presso il dipartimento regionale competente in materia di
transizione digitale, l’Ufficio regionale per l’IA quale centro delle
competenze in materia di IA in tutta la Calabria. Svolge un ruolo chiave
nell’attuazione della presente legge, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo di
un sistema di IA affidabile e si relaziona con l’Ufficio europeo per l’IA e con
analoghi organismi e osservatori istituiti a livello regionale e statale.
2. Fanno parte dell’Ufficio regionale per l’IA due
esperti nominati dalla Giunta regionale e un esperto nominato dal Consiglio
regionale.
3. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della
presente legge la Giunta regionale adotta il regolamento per il funzionamento
dell’Ufficio regionale per l’IA.
4. La
partecipazione ai lavori è a titolo gratuito e non dà diritto alla
corresponsione di alcun compenso, indennità, emolumento comunque denominato, né
rimborso spese di qualsiasi genere.
Art. 7
(Attività dell’Ufficio regionale per l'IA)
1. L'Ufficio regionale per l’IA, attraverso il
coinvolgimento, tramite appositi accordi, dell'Agenzia per l’Italia Digitale,
elabora proposte e indirizzi per:
a) indagare, analizzare, comprendere, monitorare e
valutare le implicazioni etiche, normative, infrastrutturali, economiche e la
sostenibilità di applicazioni, sistemi, strumenti e soluzioni di IA nella
pubblica amministrazione regionale;
b) sperimentare l’utilizzo di applicazioni, sistemi,
strumenti e soluzioni di IA in ambito regionale, all’interno di processi e
sistemi dell’Ente, coinvolgendo, allo scopo, anche la Rete di responsabili
della transizione al digitale delle agenzie e delle in house regionali;
c) contribuire alla definizione degli obiettivi e delle
strategie di medio e lungo periodo della Regione nella promozione dell’utilizzo
di sistemi di IA;
d) proporre soluzioni per l’adozione di sistemi di IA
affidabile da parte degli operatori economici;
e) raccogliere e divulgare studi e ricerche riguardanti
politiche e buone pratiche realizzate a livello regionale, nazionale e
internazionale sul riconoscimento dei benefici economico-sociali derivanti
dall’uso di IA affidabile;
f) promuovere l’inserimento, nel programma formativo
delle strutture amministrative della Giunta e del Consiglio regionale, di
attività formative finalizzate alla corretta comprensione e gestione dell’IA;
g) diffondere l’informazione e la conoscenza delle
caratteristiche della tecnologia di IA per un suo utilizzo, sicuro, equo e
responsabile;
h) recepire proposte per l’utilizzo dell’IA da parte di
portatori di pubblico interesse al fine di consolidare una innovazione
partecipata nel campo dell’IA nell’interesse della collettività;
i) individuare le particolarità e le esigenze nell’ambito
di settori strategici locali al fine di promuovere attività di ricerca e
sviluppo (R&D), industrializzazione e formazione di nuovi prodotti o
servizi di IA;
j) promuovere e diffondere l’impiego di IA nella pubblica
amministrazione regionale e negli enti locali calabresi favorendo la
collaborazione tra gli stessi, i soggetti iscritti nel Registro regionale di
cui all’articolo 5, soggetti terzi con sede nel territorio nazionale o
internazionale, ai fini anche della sperimentazione di nuovi prodotti o servizi
per sostenere nuove tipologie di IA in ambito istituzionale;
k) promuovere l’approccio etico all’IA incoraggiando,
nella Regione Calabria, la collaborazione tra settore pubblico, privato e
accademico per sviluppare soluzioni tecnologiche che rispettano standard e
processi di digitalizzazione condivisi nei territori anche nell’ottica di
abbattimento del digital divide;
l) promuovere la produzione di leggi regionali attraverso
l’impiego di sistemi di IA;
m) promuovere attività volte alla creazione di
infrastrutture dati regionali per favorire la semplificazione e
personalizzazione dell’offerta dei servizi pubblici e l’innovazione
dell’amministrazione regionale.
2.
L’Ufficio regionale per l’IA elabora una relazione annuale da trasmettere alla
Giunta regionale e al Consiglio regionale contenente dati e materiale utile
all’analisi dello stato di avanzamento della promozione e dell’introduzione di
sistemi di IA in Calabria.
Art. 8
(Clausola valutativa)
1. Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della
presente legge e i risultati progressivamente ottenuti nel favorire
l’implementazione di sistemi di IA affidabile e il contrasto dei sistemi di IA
ad alto rischio. A questo scopo, entro il 31 marzo dell’anno successivo a
quello di approvazione della presente legge, la Giunta regionale trasmette al
Consiglio una relazione che descrive e documenta:
a) gli interventi realizzati, specificandone gli ambiti,
gli obiettivi, i soggetti coinvolti e le loro caratteristiche;
b) in che misura la Regione ha eventualmente finanziato
gli interventi realizzati e in che modo tali risorse risultano distribuite sul
territorio regionale e fra i soggetti coinvolti;
c) quali punti di forza e di debolezza si sono
riscontrati nel corso dell’attuazione degli interventi.
2. Successivamente, con cadenza biennale al 31 marzo, la
Giunta regionale trasmette al Consiglio una relazione che, oltre alle
informazioni di cui al comma 1, contiene una sezione che documenta e descrive i
risultati conseguiti.
3. Gli esiti delle attività dell’Ufficio regionale per
l’IA sono parte integrante della relazione al Consiglio.
4. Il Presidente del Consiglio regionale può audire in
qualsiasi momento i membri dell’Ufficio regionale per l’IA per operare il
monitoraggio continuo e circolare dei target intermedi raggiunti e può proporre
l’inserimento di meccanismi di calibrazione per sperimentare processi
innovativi ibridi con verifica e valutazione congiunta da parte di tutti i
soggetti interessati nonché la previsione di ulteriori attività finalizzate al
raggiungimento dello scopo della presente legge.
5. La Giunta regionale rende accessibili, sul proprio
sito istituzionale in formato aperto, i dati e le informazioni raccolte per le
attività valutative previste dalla presente legge.
6. Il
Consiglio regionale rende pubblici, sul proprio sito istituzionale in formato
aperto, i documenti che concludono l’esame svolto, unitamente alla relazione
che ne è stata oggetto e formula indirizzi vincolanti rispetto alla
implementazione delle misure e del livello di integrazione degli interventi.
Art. 9
(Norma di rinvio)
1. Per
tutto quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le
disposizioni di leggi unionali e statali in materia di protezione di dati e di
IA.
Art. 10
(Clausola di invarianza degli oneri
finanziari)
1. All’attuazione della presente legge si provvede
nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.
Il Consiglio regionale
premesso
che:
·
L’articolo
57, comma 3 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del
bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i bilanci
degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno
ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che,
previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento
Bilancio, Patrimonio e Finanze (oggi Bilancio, Finanze e Patrimonio) per la
definitiva istruttoria di propria competenza;
·
la Giunta
regionale trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva
approvazione, a norma dell’articolo 54, comma 5, lettera b), dello Statuto
regionale;
visti
·
la legge
regionale 20 dicembre 2012, n. 66 (Istituzione dell'Azienda regionale per lo
sviluppo dell'agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo
dell'agricoltura);
·
la legge
regionale n. 8/2002;
·
l'articolo
54, comma 5, lettera b), della legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto
della regione Calabria);
·
il decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione
dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti
locali e dei loro organismi);
vista
la deliberazione della Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025, recante:
“Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda regionale per lo Sviluppo
dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Trasmissione proposta al Consiglio
Regionale per gli atti di competenza”, rubricata come proposta di provvedimento
amministrativo n. 41/13^;
vista
la deliberazione n. 217/DG del 10 dicembre 2025, con la quale il Direttore
Generale dell’ARSAC ha approvato la proposta di Bilancio di Previsione
2026-2028, secondo gli schemi contabili di cui al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118, allegata alla deliberazione di Giunta
regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte
integrante e sostanziale;
atteso
che il Collegio sindacale dell’ARSAC, con verbale n. 20 del 10.12.2025,
allegato alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e
alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,
·
ha verificato
che, con riferimento alle norme sul contenimento della spesa, di cui alla legge
regionale 27 dicembre 2023, n. 62, lo stanziamento previsto nel bilancio di
previsione 2026-2028, per le spese per il personale al lordo degli oneri
riflessi, dell’Irap, e le spese di funzionamento, non supera i limiti di spesa
impegnata per l’esercizio 2022;
·
ha verificato
che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello
statuto dell’ente, del regolamento di contabilità, dei principi previsti
dall’articolo 162 del TUEL e dalle norme del decreto legislativo n. 118/2011 e
dai principi contabili applicati n. 4/1 e n 4/2 allegati al predetto
decreto legislativo;
·
ha ritenuto
congrue le previsioni di spesa e attendibili le entrate;
·
ha ritenuto
coerente la previsione di spesa per investimenti con il programma
amministrativo ed il piano di sviluppo dell’Azienda;
·
ha ritenuto
che le previsioni di cassa siano attendibili in relazione all’esigibilità dei
residui attivi e delle entrate di competenza e congrue in relazione al rispetto
dei termini di pagamento con riferimento ai cronoprogrammi e alle scadenze di
legge e agli accantonamenti al Fondo Crediti di dubbia esigibilità.
·
ha espresso
parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui
documenti allegati.
considerato
che il dipartimento regionale Agricoltura Aree interne
e Politiche di Connessione Territoriale, che esercita la vigilanza sulle
attività dell’Ente, nell’ambito dell’istruttoria di competenza (prot. n. 982049
del 19 dicembre 2025), allegata alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30
dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale,
·
ha verificato
il rispetto dei limiti di spesa di cui all’art. 1, comma 1, della l.r. n. 62/2023 in materia di spending review, rilevando che il contenimento della spesa può
considerarsi complessivamente conseguito.
·
nell’esprimere
parere favorevole al Bilancio di previsione 2025-2027 dell’Azienda regionale
per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), ha raccomandato:
- un puntuale
monitoraggio delle voci di spesa nel corso dell’esercizio;
- di
contenere gli impegni per le spese di funzionamento nel limite di € 147.735,85.
tenuto
conto che il dipartimento regionale Bilancio, Finanze e Patrimonio,
nell’istruttoria di competenza, allegata alla deliberazione di Giunta regionale
n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte
integrante e sostanziale,
·
ha verificato
la sussistenza degli equilibri di bilancio per come definiti dal decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
·
ha
raccomandato all’Ente:
- in
considerazione del fatto che il bilancio di ARSAC è stato approvato prima di
quello della Regione Calabria, di adeguare, con successiva variazione di
bilancio, lo stanziamento dell’entrata per l’annualità 2028, riportando
l’esatto ammontare delle risorse per trasferimenti ordinari della Regione
Calabria;
- di
verificare, con riferimento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, durante
l’intero periodo degli esercizi di cui al bilancio di previsione, la congruità
del fondo in esame, provvedendo ad un aggiornamento dello stesso, a seguito di
eventuali variazioni apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in
termini di eventuali nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con
riferimento all’effettivo andamento degli incassi adottando, se necessarie,
apposite misure atte a salvaguardare gli equilibri di bilancio;
-
relativamente alla previsione del Fondo Pluriennale Vincolato, a seguito del
completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui per
l’esercizio 2025, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando,
se necessari, i conseguenti correttivi al Fondo per la parte corrente e
capitale, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria
potenziata.
·
ha preso atto
dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti dell’Ente e del dipartimento
“Aree interne e Politiche di Connessione Territoriale”, che esercita la
vigilanza sulle attività dell’Ente, ai sensi dell’articolo 57 della legge
regionale 4 febbraio 2002, n.8, sulla proposta di bilancio di previsione
2026-2028 dell’ARSAC, fermi restando, i rilievi e le raccomandazioni espresse
nelle rispettive istruttorie dal dipartimento vigilante e dal Revisore dei
conti dell’ente, nonché dallo stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e
Patrimonio”, e ha espresso “parere favorevole all’adozione, da parte della
Giunta Regionale, della proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028
dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), al
fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio Regionale per il
seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge regionale 4
febbraio 2002,n. 8.”.
preso
atto che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 21 gennaio 2026,
si è determinata favorevolmente sull’approvazione del bilancio di previsione
2026-2028 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese
(ARSAC) e i documenti ad esso allegati;
udito il consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il
provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in
premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
·
di approvare, ai sensi dell’articolo
57, comma 3, della legge regionale n.8/2002, il bilancio di previsione
2026-2028 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese
(ARSAC) e i documenti ad esso allegati richiamati in premessa, che
costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.
Art. 1
(Modifica dell’articolo 1 della
l.r. 26/2025)
1. Al
comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 26
(Istituzione della Riserva naturale regionale del fiume Vitravo
e delle grotte rupestri di Verzino), dopo le parole: “Regione Calabria,” sono
inserite le seguenti: “nel rispetto delle procedure e delle garanzie
partecipative previste dall’articolo 22, comma 1, della legge 6 dicembre 1991,
n. 394 (Legge-quadro sulle aree protette),”.
Art. 2
(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 27/2025)
1. Al
comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 27
(Istituzione della Riserva naturale regionale di Trinchise),
dopo le parole: “(Legge-quadro sulle aree protette)” sono aggiunte le seguenti:
“, in particolare delle procedure e delle garanzie partecipative da essa
previste all’articolo 22, comma 1,”.
Art. 3
(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 28/2025)
1. Al
comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 28
(Istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino”), dopo le
parole: “Regione Calabria,” sono inserite le seguenti: “nel rispetto delle
procedure e delle garanzie partecipative previste dall’articolo 22, comma 1,
della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge-quadro sulle aree protette),”.
Art. 4
(Modifica della l.r.
32/2025)
1. La legge regionale 30 maggio 2025, n. 32 (Politiche di
prevenzione dello sfruttamento e degli abusi in danno di minori) è modificata
come segue:
a) nella lettera a) del comma 1 dell’articolo 2 le
parole: “diversa abilità” sono sostituite dalle seguenti: “disabilità”;
b) nel comma 1 dell’articolo 5:
1) dopo le parole: “La Regione,” sono inserite le
seguenti: “, fermo restando quanto previsto dall'articolo 17 della legge 3
agosto 1998, n. 269 (Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della
pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di
riduzione in schiavitù), nonché dalla legge 29 maggio 2017, n. 71 (Disposizioni
a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo
e del cyberbullismo),";
2) la lettera a) è così sostituita: “a) favorire a
livello regionale, previe intese, iniziative di collaborazione tra le
organizzazioni di volontariato e le autorità pubbliche impegnate nel settore
della tutela dei minori;”;
3) la
lettera d) è soppressa.
Art. 5
(Modifica della l.r.
33/2025)
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 8 della legge regionale
30 giugno 2025, n. 33 (Disposizioni per l’attuazione di un sistema di gestione
dei dati in blockchain per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti
della filiera agroalimentare della Calabria) è aggiunto il seguente:
“2-bis. Con la finalità di garantire il rispetto della
disciplina in materia di vincoli prevista dall’articolo 42, comma 5, lettera
d), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni,
degli enti locali e dei loro organismi) e dal paragrafo 9.2.8 dell’allegato 4/2
al medesimo decreto legislativo, a decorrere dall’anno 2025 e per quelli
successivi, le risorse di cui all’articolo 2, comma 5, non spese al termine di
ogni esercizio, non confluiscono nella parte vincolata del risultato di
amministrazione, bensì nella parte libera dello stesso.”.
Art. 6
(Modifica della l.r.
34/2025)
1. La legge regionale 30 giugno 2025, n. 34 (Norme per il
contrasto del fenomeno della violenza di genere) è modificata come segue:
a) nella lettera i) del comma 1 dell’articolo 2 le
parole: “donne disabili” sono sostituite dalle seguenti: “donne con
disabilità”;
b) nel comma 3 dell’articolo 3 dopo le parole: “La
richiesta può essere rivolta ad un singolo soggetto della rete.” sono aggiunte
le seguenti: “Le Prefetture – UTG contribuiscono con riguardo ai settori di
competenza.”;
c) nel comma 3 dell’articolo 8 il periodo: “Le Case
operano in maniera integrata con le Forze dell'ordine e la rete socio-sanitari
e assistenziali territoriali” è sostituito dal seguente: “Nell'ambito delle
rispettive competenze, le Case collaborano con le Forze dell'ordine e operano
in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali
territoriali.”;
d) il comma 6 dell’articolo 7 e il comma 5 dell’articolo
8 sono abrogati;
e) dopo il comma 1 dell’articolo 22 è aggiunto il
seguente:
“1-bis.
Al fine di garantire il rispetto della disciplina in materia di vincoli
prevista dall’articolo 42, comma 5, lettera d), del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei
loro organismi) e dal paragrafo 9.2.8 dell’allegato 4/2 al medesimo decreto
legislativo, a decorrere dall’anno 2025 e per quelli successivi, le risorse di
cui al comma 1, non spese al termine di ogni esercizio, non confluiscono nella
parte vincolata del risultato di amministrazione, bensì nella parte libera
dello stesso.”.
Art. 7
(Modifiche dell’articolo 9 della l.r. 48/2019)
1.
Nella lettera c) del comma 3 dell’articolo 9 della legge regionale 29 novembre
2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria), le parole:
“, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi
dell'articolo 444 del codice procedura penale,” sono soppresse.
Art. 8
(Modifiche della l.r.
25/2025)
1. Nella legge regionale 30 maggio 2025, n. 25 (Unità di
pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante e per la
promozione del diritto all’educazione e all’istruzione nella regione Calabria)
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dell’articolo 2 le parole: “istituisce
nelle scuole di ogni ordine e grado l’Unità” sono sostituite dalle seguenti: “,
sulla base di protocolli d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e nel
rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, promuove l’attivazione
dell’Unità”;
b) al comma 2 dell’articolo 2 dopo le parole: “è
costituita” sono aggiunte le seguenti: “, senza ulteriori oneri a carico della
finanza regionale e nel rispetto della normativa vigente in materia di
riservatezza e trattamento dei dati personali,”;
c) al comma 5 dell’articolo 2 dopo le parole: “di
pedagogia scolastica” sono aggiunte le seguenti: “in collaborazione con le
istituzioni scolastiche,”;
d) al comma 1 dell’articolo 3 dopo le parole: “pedagogia
scolastica” sono aggiunte le seguenti: “nel rispetto dell’autonomia scolastica
e nell’ambito della programmazione deliberata dagli istituti scolastici,”;
e) alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 3 le parole:
“quale parte integrante dell’offerta formativa” sono soppresse;
f) la lettera c) del comma 1 dell’articolo 4 è abrogata;
g) al comma 2 dell’articolo 4 dopo le parole: “seguenti
attività” sono aggiunte le seguenti: “concordate con le istituzioni
scolastiche”;
h) all’articolo 5 dopo le parole “l. 205/2017” sono
aggiunte le seguenti: “e dalla legge 15 aprile 2024, n.55 (Disposizioni in
materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed
educative e istituzione dei relativi albi professionali);
i) al comma 1 dell’articolo 6 le parole: “dei” sono
sostituite dalle seguenti: “di eventuali” e dopo le parole: “Giunta regionale”
sono aggiunte le seguenti: “previa intesa con l’Ufficio scolastico regionale”;
j) il
comma 2 dell’articolo 6 è abrogato.
Art. 9
(Disposizioni finanziarie)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.
Art. 10
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione
Calabria.
Art. 1
(Modifiche dell’articolo 35 della l.r. 25/2004)
1. Nel
comma 3, dell’articolo 35 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), le parole: “non superiore a sette” sono sostituite
dalle seguenti: “nel numero massimo consentito dalla legge statale”.
Art. 2
(Inserimento dell’articolo 34-bis nella l.r. 25/2004)
1.
Dopo l’articolo 34 della l.r. 25/2004 è inserito il
seguente:
“Art. 34-bis
(Sottosegretari alla Presidenza della Giunta
regionale)
1. Il Presidente può nominare fino a due Sottosegretari
alla Presidenza della Giunta regionale, per farsi coadiuvare nello svolgimento
dei compiti inerenti al mandato. I Sottosegretari partecipano alle sedute della
Giunta, senza diritto di voto.
2. Ai
Sottosegretari si applicano le norme sull’ineleggibilità e sulle
incompatibilità previste per i Consiglieri regionali. La legge regionale
disciplina l’attuazione del presente articolo.”.
Art. 3
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. Dall’attuazione della presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
Il
Consiglio regionale della Calabria
premesso
che:
- i
Vigili del Fuoco ricoprono un ruolo fondamentale per la tutela dei cittadini e
del territorio;
-
il territorio della Provincia di Cosenza è il più esteso della Calabria con
orografia complessa e variegata;
-
l’attuale dislocazione dei presidi operativi dei VVF nella Provincia di Cosenza
prevede n. 2Distaccamenti permanenti (Paola e Scalea) a copertura della fascia
tirrenica, n. 3Distaccamenti permanenti (Rende, San Giovanni in Fiore,
Castrovillari) e n. 1 presidio rurale (Acri) oltre la sede Centrale a copertura
della fascia centrale della Provincia, n. 1Distaccamento permanente (Corigliano
Rossano) e n. 1 Distaccamento volontario (Trebisacce) a copertura della fascia
Ionica Nord;
considerato
che:
-
per indisponibilità del personale, il Distaccamento volontario di Trebisacce
risulta chiuso da luglio 2024;
-
l’Amministrazione Comunale di Trebisacce ha consegnato un immobile a titolo
gratuito completamente ristrutturato e rispondente alle esigenze logistiche di
un presidio dei VVF;
-
l'ambito territoriale di competenza del già menzionato presidio comprendeva 16
Comuni ed ha registrato mediamente più di mille interventi annui;
-
detta chiusura ha determinato un enorme aumento del carico di lavoro sui
Distaccamenti permanenti di Castrovillari e Corigliano-Rossano, che, ad oggi,
incontrano numerose difficoltà nel garantire interventi tempestivi per la
vastità e complessità del territorio, con una evidente inefficienza del
servizio, in particolare nella zona nord ionica ad elevata vocazione turistica;
-
le amministrazioni comunali dell’alto ionio cosentino (Nocara, Amendolara,
Castroregio, Alessandria del Carretto, Rocca Imperiale, Trebisacce) nonché il
comando provinciale di Cosenza hanno più volte sollecitato il Ministero
dell'Interno per ottenere la conversione del Distaccamento volontario di
Trebisacce a Distaccamento permanente;
-
come sottolineato dallo stesso Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso
pubblico e della Difesa civile - Comando Vigili del Fuoco di Cosenza: “la
vastità e complessità del territorio, nonché i numerosi interventi di soccorso
tecnico urgente che sono stati effettuati nei periodi di apertura del
distaccamento, evidenziano la ormai non più procrastinabile necessità di
servire il territorio con un distaccamento permanente che garantisca la
continuità operativa della sede”;
tutto
ciò premesso e considerato,
impegna
la
Giunta regionale ed il Presidente della Regione
-
ad attivarsi presso il Governo nazionale per sollecitare le risorse necessarie
a potenziare gli organici dei VV.F.;
- a
sollecitare con la dovuta urgenza la trasformazione del Distaccamento
Volontario di Trebisacce a Distaccamento Permanente, per un sempre più
efficiente servizio,
compatibilmente
con le risorse finanziarie che progressivamente verranno reperite per il
potenziamento degli Organici.
Il
Consiglio regionale
visti
gli articoli 59-63 del regolamento (UE) n. 952/2013 che istituisce il codice
doganale dell'Unione;
visto,
in particolare, l'articolo 60, paragrafo 1 del regolamento citato, secondo cui
le merci interamente ottenute in un unico paese o territorio sono considerate
originarie di tale paese o territorio;
visto,
altresì, l'articolo 60, paragrafo 2, ai sensi del quale le merci alla cui
produzione contribuiscono due o più paesi o territori sono considerate
originarie del paese o territorio in cui hanno subito l'ultima trasformazione o
lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso
un'impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di
un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di
fabbricazione;
visti
gli articoli 31-36 e l'allegato 22-01 del regolamento delegato (UE)
n.2446/2015;
considerato
che il criterio dell'origine non preferenziale di cui al menzionato articolo 60
consente di stabilire la nazionalità “economica” delle merci scambiate nel
commercio ed è utilizzato per garantire l'applicazione uniforme della tariffa
doganale comune nonché di tutti gli altri provvedimenti adottati, per
l'importazione o l'esportazione delle merci, dall'Unione o dagli Stati membri;
preso
atto che non sono state ancora elaborate regole specifiche e univoche per la
determinazione dell'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari salva
la distinzione rispetto al luogo di provenienza, inteso, ai sensi dell'articolo
2, par. 2, lett. g) del regolamento (UE) n. 1169/2011, come quello da cui
proviene l'alimento;
valutato
che le regole che conferiscono l'origine in base all'ultimo Paese di produzione
contribuiscono, con riguardo ai prodotti agroalimentari, a generare
disorientamento nel consumatore rispetto alla individuazione del luogo di
origine, come nell'esempio conosciuto dell'importazione di triplo concentrato
di pomodoro rispetto al doppio avente come unica finalità quella di ottenere il
marchio made in Italy sui prodotti di provenienza non nazionale acquisiti a
basso costo;
riconosciuto
che coesistono tre tipologie di norme - il cambiamento della voce tariffaria;
il criterio della trasformazione specifica; il criterio del valore aggiunto -
ma nessuna consente di concludere la realizzazione di un prodotto nuovo con una
lavorazione economicamente giustificata;
riconosciuto
che la disciplina doganale di cui trattasi non concerne il contenuto
dell'informazione destinata ai consumatori mediante l'etichettatura,
limitandosi a consentire l'identificazione e la classificazione delle merci nei
rapporti internazionali in forza di un unico codice numerico universalmente
comprensibile;
preso
atto che la giurisprudenza nazionale ed europea riconosce nella disciplina
dell'origine doganale una norma di natura fiscale che non permette, tuttavia,
di fornire ai consumatori informazioni trasparenti per una corretta
individuazione della provenienza geografica;
preso
atto, altresì, dei rischi economici e reputazionali derivanti dalla
commercializzazione di alimenti etichettati come made in Italy, realizzati con
ingredienti provenienti da altri Paesi ma che in Italia hanno subito soltanto
l'ultima trasformazione sostanziale o economicamente giustificata;
preso
atto che, sebbene, ai sensi delle norme doganali, le operazioni minime o non
economicamente giustificate non hanno alcuna rilevanza ai fini
dell'attribuzione dell'origine, nondimeno tali norme risultano inadeguate ed
insufficienti ad evitare i casi di falsa evocazione dell'origine dei prodotti
che costituiscono il patrimonio agroalimentare italiano;
visto
lo Statuto regionale;
visto
il Regolamento per il funzionamento del Consiglio regionale,
impegna
il Presidente della Regione
per
le motivazioni riportate in narrativa, che qui si intendono integralmente
richiamate, affinché:
-
promuova tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali
eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, affinché sia
avviata la procedura di modifica della disciplina sull'origine del codice
doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell'articolo 60 del
regolamento (UE) n. 9522013, finalizzata all'esclusione dei prodotti agricoli e
alimentari dall'ambito di applicazione della stessa e conseguentemente al fine
di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell'origine dei
prodotti in parola l'indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento
(UE) n. 1169/2011 per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai
consumatori;
-
intraprenda le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella
circoscrizione di pertinenza della Regione affinché gli stessi siano resi
edotti dell'iniziativa di cui alla presente deliberazione sensibilizzandoli
circa l'importanza della modifica della disciplina sull'origine doganale nel
senso sopra riportato;
-
si attivi nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le Regioni e le province autonome con il medesimo obiettivo di cui ai
precedenti punti.
Art. 1
(Proroga graduatorie vigenti)
1. Al
fine di assicurare la continuità del Servizio sanitario regionale e
l'efficienza amministrativa, nonché garantire il buon andamento e il
contenimento della spesa regionale, è prorogata, di ulteriori ventiquattro mesi
dalla scadenza, l'efficacia di tutte le graduatorie approvate, derivanti da
avvisi o selezioni per reclutamenti anche a tempo determinato, all’esito delle
procedure concorsuali di enti e aziende del Servizio sanitario regionale, in
scadenza nell’anno 2026.
Art. 2
(Clausola di invarianza degli oneri
finanziari)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale, trovando copertura finanziaria sulle risorse
disponibili a legislazione vigente nei bilanci degli enti e aziende del
Servizio sanitario regionale.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. La
presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.