XIII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 6

SEDUTA DI martedì 27 gennaio 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO

E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ

 

Inizio lavori h. 15,14

Fine lavori h.  19,02

 

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

La seduta inizia alle 15,14

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Per la “Giornata della Memoria”

PRESIDENTE

Presidente, colleghe e colleghi, voi tutti presenti in Aula, in apertura dei lavori desidero ricordare che oggi è la “Giornata della Memoria”. È un momento in cui, come Istituzioni, sentiamo il dovere di ricordare le vittime della Shoah e di ogni persecuzione basata sull'odio e sulla discriminazione.

La memoria non è un esercizio rivolto al passato, ma un impegno per il presente. Ci chiede di vigilare sulle nostre parole e sulle nostre decisioni, per educarci ed educare, soprattutto le giovani generazioni, al rispetto della dignità umana.

Da quest'Aula vogliamo affermare con forza che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio non trova spazio nelle nostre comunità.

Il nostro impegno come Consiglio regionale della Calabria è tradurre la memoria in scelte concrete e responsabili a tutela della dignità della persona, della libertà e della democrazia”.

Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry

PRESIDENTE

“Allo stesso modo, il nostro impegno civile ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità calabresi duramente colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi.

A loro, ai Sindaci e agli amministratori locali, che con coraggio stanno affrontando danni e disagi, esprimo la piena vicinanza mia e di questa Assemblea.

In queste ore si è attivata una forte sinergia istituzionale, che ha visto il coinvolgimento costante degli amministratori locali, della deputazione calabrese e della Regione, che ha portato il Governo a riconoscere lo stato di emergenza.

Il nostro compito, di tutti, è stare accanto ai territori e alle comunità colpite, nessuno venga lasciato solo”.

Presidente Occhiuto, se vuole darci delle delucidazioni sull'emergenza e delle informazioni sull'emergenza che c'è stata. Grazie.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Presidente, lo faccio volentieri, perché proprio ieri si è svolta una riunione a Palazzo Chigi, alla presenza della presidente Meloni, del sottosegretario Mantovano, del ministro Musumeci e dei Presidenti della Regione siciliana, della Regione Sardegna e della Regione Calabria. Prima del Consiglio dei ministri, la Calabria era stata la prima Regione a chiedere che il Governo dichiarasse l'emergenza nazionale. Prima dell'incontro di ieri avevamo fatto già un'altra riunione, in remoto, perché anche le altre Regioni facessero la stessa cosa. Poi, sono arrivate le richieste delle altre Regioni e, quindi, il Governo, nel Consiglio dei ministri, ieri, ha dichiarato lo stato di emergenza.

Alla dichiarazione dello stato di emergenza poi segue una ordinanza di Protezione civile con la quale i Presidenti delle Regioni vengono nominati commissari delegati; questo primo atto è necessario per poter intervenire con tutte le deroghe tipiche del Codice della Protezione civile, con le deroghe della Legge 40.

C'è uno stanziamento, per le primissime spese, di 100 milioni di euro complessivi, equamente ripartito fra le tre Regioni; praticamente è per le somme urgenze con le quali i Comuni già stanno provvedendo al ripristino di alcuni luoghi.

L'idea è quella di fare una puntuale ricognizione di tutti i danni e di provvedere, poi, a coprire i danni derivanti da questa ricognizione con un decreto-legge, così come fu fatto un mese e mezzo dopo l'alluvione in Emilia-Romagna.

Noi abbiamo fatto una prima quantificazione di massima di 300 milioni di euro, la Sardegna ha fatto una quantificazione di massima di 200 milioni di euro, la Sicilia ha fatto una quantificazione di circa 750 milioni di euro.

Capirete però che sono stime molto approssimative perché, fintanto che non si individuano quali sono davvero i danni e come bisogna intervenire per il ripristino e la messa in sicurezza, soprattutto di alcuni lungomari - molti lungomari erano costruiti in maniera tale da essere fortemente esposti a fenomeni come quelli registrati nei giorni scorsi - è difficile avere una quantificazione precisa. Il direttore della Protezione civile, Costarella, insieme al vicepresidente Mancuso e al suo Dipartimento, sta lavorando a costituire una unità che si occupi della ricognizione veloce dei danni, per poter poi chiedere al Governo di ristorarli.

Ho chiesto che si intervenga subito nel ristoro dei danni ai privati e agli esercenti attività economiche. Ho visto persone piangere perché avevano perso il loro ristorante a Catanzaro Lido e anche persone che avevano dei lidi sul litorale ionico-reggino che erano fortissimamente preoccupati. Per cui, ho chiesto che si intervenga innanzitutto sui privati per il ristoro dei danni che hanno subito.

Poi, ho chiesto che si faccia un piano straordinario di mitigazione del rischio e di difesa delle coste, perché la linea d'onda si è pericolosamente avvicinata; se voi oggi andate a Siderno o a Melito, vi rendete conto che, laddove c'erano 50 o 100 metri di spiaggia, oggi la spiaggia non c'è più, c'è già il mare. Quindi, mareggiate di minore intensità potrebbero provocare gli stessi danni.

Abbiamo chiesto al Governo, per esempio, di inserire nell'ordinanza di Protezione civile anche la realizzazione di queste opere di mitigazione del rischio o di pascimento con le deroghe della Protezione civile. Stiamo studiando, col Dipartimento del vicepresidente Mancuso e con la Protezione civile, la possibilità di utilizzare il sedime dei corsi fluviali per poter intervenire e risolvere due problemi in uno. Però, questo primo stanziamento è giusto per le primissime attività che si devono svolgere in questi giorni; c'è l'impegno da parte del Governo poi a rendere disponibili tutte le risorse che saranno necessarie per le tre Regioni appena ci sarà una quantificazione puntuale.

I tre Presidenti hanno parlato all'unisono, nel senso che sia io sia il Presidente della Regione siciliana sia la Presidente della Regione Sardegna abbiamo detto le stesse cose, rappresentando la necessità di intervenire celermente.

Ho chiesto anche di approfondire la possibilità di chiedere qualche deroga all'Europa, per esempio, rispetto alla questione delle proroghe delle concessioni demaniali, perché ci sono zone in cui i lidi sono stati completamente distrutti. Ora, sì, andranno ristorati, ma andranno ristorati sapendo che nel 2027 questi lidi saranno oggetto di gare per la concessione, come dice la Bolkestein nella Commissione Europea.

Questo è un tema che ho voluto porre come di discussione ulteriore.

Ne approfitto però, signor Presidente, anche per esprimere una grandissima riconoscenza al sistema di Protezione civile regionale che ha dato un'ottima prova di sé stessa perché ha lavorato insieme ai Sindaci per evitare che ci fossero vittime. Oggi noi stiamo contando i danni alle cose ma, se il sistema di Protezione civile non avesse funzionato bene e non avesse lavorato facendo filiera istituzionale con alcuni Sindaci, noi, probabilmente, avremmo parlato di vittime invece che di danni alle cose. Per esempio, alcuni nuclei familiari, che erano più esposti al rischio, sono stati tempestivamente evacuati e messi nella condizione, peraltro, di poter essere ospitati, di non dormire in brandina come spesso succede in questi casi. La filiera istituzionale di Protezione civile in prevenzione ha funzionato molto bene per l'abilità del dirigente regionale Costarella e per la disponibilità offerta dai Sindaci ma - lasciatemelo dire - anche per il senso civico di moltissimi volontari. Dovunque sono andato ho visto volontari, con la pettorina dei volontari della Protezione civile, che lavoravano spalando sabbia o fango; a Catanzaro Lido addirittura alcuni si erano immersi nei tombini e facevano opere di manutenzione straordinaria che dovevano subito essere realizzate. Quindi, c'è stata una un'attività davvero straordinaria, meritoria, da parte di tanti, di tante donne, tante giovani donne, tanti giovani uomini che costituiscono il nerbo della Protezione civile attraverso le associazioni di volontariato. Vorrei, quindi, ringraziare soprattutto questi calabresi che hanno dato una bella prova di Calabria.

Vorrei tranquillizzare il Consiglio regionale che il governo regionale non avrà alcun cedimento rispetto alla pretesa giusta, legittima, che tutte le risorse necessarie debbano essere messe a disposizione per ricostruire ciò che il mare ha portato via.

Attenzione, però: in alcuni casi, alcune di queste costruzioni sono state fatte senza che ci fosse la necessaria attenzione che si deve avere quando si costruisce a ridosso del mare. È un tema che non riguarda solo le mareggiate, ma riguarda più ambiti.

Abbiamo presentato qualche settimana fa, insieme a Legambiente, i risultati di un Protocollo d'intesa che abbiamo sottoscritto già due anni fa proprio con Legambiente, rispetto ai manufatti abusivi. La Calabria risultava, tristemente, la Regione che deteneva il record di manufatti abusivi. Legambiente ha detto che grazie a questo Protocollo gli abbattimenti sono stati molto più consistenti, ma non basta. Per cui, episodi del genere dovrebbero rafforzare nei decisori politici, anche nei decisori politici locali, nei Sindaci, la convinzione che il suolo deve essere usato per creare sviluppo, ma non deve essere abusato, perché la natura non si rende conto che l'uomo ha costruito delle strade laddove c'erano dei fiumi, tombandoli, e non si rende conto che al margine di quelle strade sono state costruite delle case dove prima invece c'era il letto del fiume. Quindi, bisogna evitare che si ripetano, in futuro, situazioni che, in passato, hanno esposto cose e uomini a rischi derivanti da eventi estremi.

C'è, ad esempio, un complesso residenziale a Bova - l’ho visitato, sono 200 abitazioni civili - regolarmente autorizzato negli anni '80, che ha il mare sotto; probabilmente, quando fu regolarmente autorizzato, quel complesso, qualche limite in termini di possibile autorizzazione lo doveva avere, ora manca tutto, mancano i sottoservizi, manca l'elettricità, si affaccia direttamente sul mare. Parliamo di 200 abitazioni.

Il problema è davvero enorme e vorrei che noi riuscissimo ad affrontarlo offrendo a ciascuno la possibilità di ricostruire quello che il mare ha portato via, ma vorrei che servisse anche a rafforzare una cultura del rispetto dell'ambiente che poi diventa anche cultura del rispetto della vita.

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry - seguito

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Ci tengo a ringraziare il presidente Occhiuto per averci informato delle procedure, degli stanziamenti e di cosa si voglia fare per mettere subito in campo i ristori per i tanti privati e i tanti imprenditori che, purtroppo, hanno subito dei danni.

Mi associo anch'io al plauso verso i volontari e verso la Protezione civile calabrese. Vorrei ricordare a tutti quanti noi – a coloro che erano presenti nella scorsa legislatura – che abbiamo votato un'importante riforma della Protezione civile. In Aula, all'epoca, la votammo all'unanimità e, quindi, credo che abbiamo scritto una bella pagina della politica regionale.

Mi associo anche al ringraziamento soprattutto per tutti quei ragazzi e ragazze volontari che, insieme agli amministratori locali e ai sindaci, ancora oggi, stanno dando una mano nel risollevare le tante comunità che, purtroppo, hanno subito danni. 

Il Presidente spesso, però, sottolinea quanto debba essere anche importante l'apporto della minoranza per far sì che la Regione Calabria possa mettere in piedi tutti quegli strumenti utili alla crescita della nostra regione.

Devo sottolineare come, malauguratamente, nel marzo del 2022, quattro anni fa, proprio per spirito collaborativo, inviavo un'interrogazione all'epoca all'assessore Dolci, che era l'assessore ai lavori pubblici, sottolineando il grave ritardo che la Regione Calabria attraversava nella spesa delle risorse proprio a difesa delle nostre coste e che c'erano 75 milioni di euro lì fermi, pronti per essere spesi, ma ciò non avveniva. Chiedevo, quindi, quali azioni intendesse intraprendere per velocizzare l'iter di assegnazione dei lavori per il contrasto all'erosione costiera.

L’assessore, all’epoca, mi rispose per mezzo del dirigente del Dipartimento lavori pubblici e infrastrutture, l'ingegner Claudio Moroni, dicendo: “Sì, è vero, abbiamo 21 macroaree oggetto di intervento, 42 chilometri di costa, una dotazione finanziaria di 65 milioni 424 mila euro per 19 interventi atti alla mitigazione del rischio di erosione costiera e protezione dei litorali per l'importo complessivo appena detto”.

La pubblicazione del bando per la spesa di questi fondi è avvenuta l’11 febbraio 2020, sei anni fa e l’assessore ancora diceva: “Sì, consigliere, siamo in ritardo, però, le spiego perché, siamo in ritardo perché, quando abbiamo pubblicato questo bando, purtroppo, è subentrato il Covid e l'affidamento del servizio di progettazione è avvenuto proprio durante il periodo di emergenza sanitaria. Peraltro, alcuni componenti della Commissione ne sono stati interessati direttamente”.

Altro motivo è che, purtroppo o per fortuna, il presidente Occhiuto aveva riorganizzato più volte la macchina amministrativa e l'assessore e il dirigente scrivevano: “Anche le diverse riorganizzazioni della struttura della Giunta regionale con successive ripetute ristrutturazioni dei Dipartimenti hanno inciso negativamente sull'efficienza della Commissione”.

Quindi, il direttore generale del Dipartimento dei lavori pubblici, unitamente all'assessore della Giunta Occhiuto, diceva: “Sì, è vero, siamo in ritardo per causa del Covid del 2020”, però rispondeva nel 2022, quando il Covid era passato già da un anno e mezzo, e perché diceva che la Giunta rimodulava troppo spesso i Dipartimenti e, quindi, le componenti delle varie Commissioni cambiavano ogni volta. Chiudeva, però, in maniera propositiva, dicendo: “Tuttavia, il lasso di tempo intercorso per la conclusione del procedimento è del tutto incoerente rispetto ai fenomeni in atto”.

Quindi, diceva: “Sì, consigliere, hai ragione, il tempo che stiamo perdendo è incoerente rispetto all'urgenza di intervenire a difesa dell'erosione costiera, si sta procedendo al rafforzamento dell'operatività della Commissione al fine di addivenire entro il più breve tempo possibile all'aggiudicazione dei lavori; è in atto una profonda riorganizzazione del Dipartimento e una ingegnerizzazione delle procedure da consentire l'accelerazione delle attività”.

Questa è la risposta alla mia interrogazione avuta nel 2022, sono passati quattro anni.

Io sottolineavo anche in questo caso l'urgenza per Nocera e, per fortuna, questo ciclone ha investito la costa ionica, perché, se avesse investito quella tirrenica, non so, oggi, in che condizioni sarebbero sia la linea ferroviaria, sia il Comune di Nocera, così come altri Comuni?!

Quindi, caro Presidente, d'accordo con lei che è necessario avere le risorse, ma quelle risorse vanno spese perché la Regione Calabria in questi quattro anni della sua Giunta, ma anche nei due anni precedenti, i soldi li aveva, la Commissione l'aveva nominata, ma i lavori, purtroppo, non sono mai partiti e in questo caso la responsabilità, purtroppo, è tutta vostra. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Intervengo giusto per chiarire alcune cose. È vero quello che dice il consigliere Alecci, però bisogna precisare, che, oltre ai ritardi per il Covid, che ha già menzionato, è anche vero che di quei 65 milioni di euro previsti, per 47 milioni sono già partiti i lavori – poi, è normale che ci siano dei problemi di aumento dei prezzi che, come sapete, ha colpito tutto il mercato – e per altri 18 milioni di euro sono già state affidate le progettazioni per le opere.

È quello che dicevamo e che ha detto anche il Presidente che ha chiesto, ovviamente, anche al Governo di farsi carico dei fondi per la difesa del suolo, per l'erosione costiera.

Bisogna anche segnalare che, nelle recenti riunioni presso gli uffici, la Calabria, per quanto riguarda la difesa del suolo, è stata presa come esempio, perché ha speso più di tutte le altre Regioni. È vero anche che i problemi in Calabria per il dissesto idrogeologico sono, magari, maggiori di altre regioni, però – ripeto – la Calabria è stata presa ad esempio e ci sono gli atti che lo possono testimoniare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Mancuso, Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente, anche per l’opportunità di intervenire sul punto all'ordine del giorno, che è di fondamentale importanza per quello che è successo negli ultimi giorni in Calabria e, in maniera particolare, sulla fascia ionica. Come voi tutti sapete, sulla fascia ionica catanzarese, il ciclone Harry ha lasciato macerie, distruzione e soprattutto ha messo in difficoltà tutte le piccole e medie aziende che si occupano di turismo, di manifattura e della piccola produzione artigianale.

Abbiamo avuto danni enormi, presidente Occhiuto, e penso che i 300 milioni di euro, da lei stimati in prima battuta, non siano sufficienti, perché ancora deve arrivare l'informativa da parte dei Comuni e, soprattutto, delle Province.

Il sistema viario delle Province, in maniera particolare di quella di Catanzaro, è in una situazione drammatica: non c'è una strada in questo momento che si possa ritenere sicura e percorribile. Le Province già per i problemi finanziari, dovuti alla sciagurata legge Delrio, non sono state messe nelle condizioni di ottemperare a mettere in sicurezza il sistema viario provinciale. Il ciclone Harry ha aggravato ancora di più la situazione e, quindi, probabilmente, presidente Occhiuto, quella cifra aumenterà. Pertanto, si faccia carico di sollecitare le Province e i Comuni, perché nell'entroterra della zona catanzarese ci sono macerie e c'è veramente distruzione.

Intervenendo sulle linee guida da lei illustrate all'inizio della legislatura, avevo sollecitato sommessamente di non occuparci del dissesto idrogeologico solo quando ci sono le alluvioni. Dobbiamo fare opera di prevenzione e l'opera di prevenzione si fa adesso, senza aspettare la prossima alluvione.

In Regione, abbiamo – è stato citato in questi giorni – un masterplan che illustra le criticità: negli ultimi dieci anni, in qualche modo si è cercato di affrontarle, ma non è stato sufficiente. Molte di quelle opere non sono state realizzate. Ci sono i soldi, chiediamone ancora, facciamo qui, davvero, un patto tra tutte le parti politiche che compongono il Consiglio affinché si affronti la prevenzione del dissesto idrogeologico.

È inutile che lo dica oggi chi deve assistere al disastro, ma la Calabria nel tempo è stata definita “uno sfasciume pendulo sul mare” e ogni pioggia ci ricorda questa condizione.

C'è bisogno, probabilmente, di un Piano straordinario. C'è bisogno che il Governo se ne faccia carico e lei, presidente Occhiuto, a nome e per conto di tutto il Consiglio, – penso di poter osare e dire – deve avere la forza di reclamare interventi affinché i calabresi non debbano ogni volta piangere lacrime amare.

Il mio saluto va soprattutto agli abitanti di Catanzaro Lido: piange il cuore nel vedere quelle donne e quegli uomini spalare il fango dalla loro attività, così come piange il cuore nel vedere i lidi sfasciati di Montepaone Lido e di Davoli. Vediamo come attivare un meccanismo che possa dire “basta” perché assistiamo durante l'inverno a piogge e situazioni normali, che diventano per noi catastrofiche. C'è un problema: affrontiamo sempre l'emergenza senza un vero progetto di prevenzione. Per questo, le risorse devono essere richieste.

Presidente, le segnalo – lei l'avrà sicuramente fatto, quindi, penso che sia una mia disattenzione – che possiamo chiedere le risorse del Fondo di solidarietà europea, così come ha sollecitato nei giorni scorsi il presidente Pasquale Tridico. Le chiediamo, se non lo ha fatto - sicuramente l'avrà fatto come Giunta – di chiedere di attingere a quel Fondo di solidarietà che sarà molto utile ai territori calabresi e, soprattutto, per ristorare chi ha subito danni. Abbiamo di fronte la stagione turistica e a Catanzaro, sul litorale ionico, non possiamo consentire che le attività turistiche siano chiuse o non attive.

In questi giorni e in questi momenti, dobbiamo dare una risposta forte tutti assieme per dire che i cittadini calabresi di quell'area non sono soli e che noi consiglieri regionali, il Consiglio regionale tutto, siamo attenti e soprattutto capaci di dare una risposta immediata.

Su questo siamo al suo fianco.

Non abbiamo pretese di differenziazioni perché c’è di mezzo la sicurezza dei cittadini, c'è di mezzo il futuro economico di quel territorio e della nostra Calabria. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Presidente, il tema è caldissimo e, in effetti, la Calabria è stata letteralmente piegata dal ciclone Harry. Come ha detto bene il consigliere Enzo Bruno, il territorio catanzarese – penso al quartiere marinaro, a Catanzaro Lido, a Montauro, a Davoli, a Montepaone, a Simeri Crichi, a Sellia Marina – ha subito danni enormi e, ovviamente, i danni sono stati subiti tanto dai privati quanto da intere comunità perché, Presidente, – io ho girato un po' per i territori invitato dai sindaci – sono crollate intere strade e interi lungomari e, probabilmente, la conta dei danni, quando ultimata, risulterà ancora maggiore rispetto alle stime finora previste.

Consentitemi, però, di dire, visto che si è aperto questo tema, che ho sempre avuto un pensiero: la capacità e la qualità di un governo locale si misura anche nelle situazioni emergenziali, presidente Occhiuto, e devo dire che, se oggi ci troviamo, consigliere Alecci, rispetto a un dato di fatto inconfutabile, ossia nessun ferito e nessun morto, è stato sicuramente perché tutto ha funzionato come doveva funzionare. Avremmo potuto oggi trovarci qui a raccontare tutta un'altra storia, a parlare di tutta un'altra Calabria e di tutta un'altra tragedia.

Quello che è successo è stato molto grave, ma poteva andare peggio e se non è andato peggio è solo perché la macchina ha funzionato perfettamente.

Ha funzionato la macchina della comunicazione –gli alert della Protezione civile, previsti dal presidente Occhiuto, sono filtrati nella cittadinanza e tra gli amministratori locali, consentendo, in alcuni casi, addirittura di sgomberare intere abitazioni che erano maggiormente a rischio – ma ha funzionato anche la gestione dell'emergenza. Il dirigente generale della Protezione civile, Costarella, è stato già ringraziato più volte, ma ho visto mettere in campo un lavoro brillante sia dai volontari sia dagli operatori della Protezione civile.

La Giunta regionale, con in testa il presidente Occhiuto e il vicepresidente Mancuso, ha svolto un'azione unica e devo dire che, anche sul piano umano, ho visto il presidente Occhiuto molto coinvolto in questa vicenda, come veramente un padre di famiglia di ogni calabrese. Così è stato. 

La tempistica ha consentito che non ci fosse una pioggia di critiche, come solitamente avviene il giorno dopo, rispetto a situazioni emergenziali: in 48 ore la Giunta regionale ha deliberato la richiesta di stato di emergenza e nelle 24 ore successive il Consiglio dei ministri, con un filo diretto avuto con la Giunta regionale, ha dato una prima risposta per le somme urgenze di 100 milioni di euro e ne arriveranno ancora altri.

Tante sono le azioni messe in campo e da questo, appunto, è scaturito l'apprezzamento. Consigliere Alecci, mi aspettavo e mi aspetto che, rispetto a questi temi e a queste difficoltà, tutta la classe politica faccia quadrato intorno a quello che i cittadini hanno scelto come governo regionale. 

Penso che i calabresi si aspettino questo, soprattutto in questi momenti.

Poi, ci sono anche tante altre situazioni nelle quali si fa il gioco delle parti, si dà vita a un dibattito anche forte e acceso però, rispetto a queste tematiche, – ho apprezzato il piglio del consigliere Enzo Bruno – la classe politica deve necessariamente essere unita e fare quadrato perché non si può immaginare di strumentalizzare, di discutere o di fare il resoconto di quanto è accaduto: “Si poteva fare ancora meglio eccetera, eccetera”.

Oggi, dobbiamo essere soddisfatti dell'azione realizzata e lo dico non per un elogio al governo regionale, ma per le azioni concrete; potete smentirmi, se ho detto qualcosa di diverso. Certo, è chiaro che la prevenzione non sarà mai abbastanza e sono d'accordo quando si immagina che saranno necessarie azioni di ripascimento delle coste. Lo dico non solo dal punto di vista della sicurezza, ma anche turistico perché, avendo constatato quanto accaduto soprattutto nelle zone del catanzarese, oggi in tante parti del litorale non esistono più le spiagge. Sarà un problema anche per gli stabilimenti balneari, a meno che le mareggiate non tornino a portare la sabbia, ma gli esperti mi hanno detto che questo difficilmente avverrà.

Ritengo che servirà avviare un'azione coesa e in questo le opposizioni, probabilmente, faranno meglio a fare squadra piuttosto che fare polemica, almeno su questi temi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Polimeni. Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Mi scuso se interrompo il clima da libro “Cuore” avviato dal collega Polimeni, però è evidente che, rispetto a quanto è accaduto e anche alle determinazioni del Consiglio dei ministri, siamo di fronte alla classica montagna che ha partorito il topolino. Provo a spiegare il perché: le risorse, Presidente, a mio avviso, vanno inquadrate in un contesto più generale e cerco di spiegare come.

Siamo in un momento storico nel quale il nostro Paese, il Governo nazionale, da tre anni a questa parte ha investito 42 miliardi di euro in spese militari. Siamo un Paese che ogni anno inserisce all'interno della Legge di bilancio 35 miliardi per l'acquisto di armi. Siamo quello stesso Paese che per finanziare gli oltre 3 miliardi e mezzo per le Olimpiadi di Milano-Cortina - per carità sono un'ottima cosa - è andato ad attingere finanche al Fondo per le vittime di mafia e, in questo contesto generale, il Consiglio dei ministri di ieri ha partorito per la nostra Regione 33 milioni di euro. Il rapporto è 100 a 1, di cui 100 per le armi e per le spese militari e 1 per la sicurezza dei cittadini, per la messa in sicurezza dei territori, per tutte quelle attività che in un territorio, in una terra straordinaria come la nostra, possono generare economia e turismo.

Mi avrebbe fatto molto piacere vedere accanto a lei, al ministro Musumeci e accanto ai nostri Sindaci in fascia tricolore - così come è avvenuto per l'alluvione dell’Emilia-Romagna, di qualche mese fa - la nostra Presidente del Consiglio che con gli stivali va a spalare il fango, a stringere le mani dei residenti, a dare una pacca sulla spalla ai cittadini, ai Sindaci e alle amministrazioni. Mi viene da pensare che probabilmente questo non è successo, non perché, a differenza di un anno fa, ci fosse un G7 in atto da dover interrompere, ma perché il colore politico della Regione Emilia-Romagna è diverso dal colore politico della Regione Sicilia e della Regione Calabria. Sembra quasi di assistere a quello che avveniva ai tempi del Regno d'Italia: nel Mezzogiorno, di fronte a un evento catastrofico e disastroso si inviava un carro di grano a quei poveracci per farli stare un po' zitti e buoni.

Come sempre, cerco di fare quello che lei stesso ci ha chiesto: quest'Aula deve essere ambiziosa e propositiva.

Giusto lavorare sulla protezione delle nostre coste ma, oltre a quello, è fondamentale il loro ripascimento per evitare che il mare arrivi con quella forza con cui è arrivato in quest'ultima alluvione. Per farlo serve, ad esempio, colmare una grave lacuna legislativa che la nostra Regione ha, ovvero l'assenza di una legge sull'estrazione per il materiale all'interno delle fiumare; una legge che consentirebbe non soltanto di avere maggiori risorse per mettere in sicurezza il territorio, ma anche di dare ossigeno all'economia locale. Su questo noi ci siamo e siamo pronti a lavorare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Falcomatà.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, presidente Cirillo. Buonasera a tutti. Buonasera al presidente Occhiuto, che ringrazio per averci reso edotti su quello che è avvenuto in Consiglio dei ministri.

Mi associo, ovviamente, a tutto quello che è stato detto dai miei colleghi della minoranza; non c'è nessuna polemica, consigliere Polimeni, semplicemente noi ricordiamo delle cose che, giustamente, vanno ricordate: ad esempio, un Piano strategico approvato nel lontano 2015-2016. Ricordo che all'epoca - ero Sindaco del Comune di Cariati nel 2016 - vennero degli ingegneri perché stavano redigendo un Piano strutturale che riguardava tutte le coste, poi finanziato con i Fondi POR, se non ricordo male, ma anche quei lavori non sono mai partiti, così come quelli molto urgenti per la pulizia dell'imboccatura del porto di Cariati, così come tanti altri interventi che dovevano essere fatti nella costa ionica cosentina e che ancora, tranne alcuni, non sono partiti.

Vorrei, innanzitutto, ribadire che i Sindaci devono essere supportati, non devono essere lasciati soli davanti alla rabbia, sicuramente giustificata, dei cittadini, perché i Sindaci sono il primo baluardo che i cittadini hanno e, quindi, l'attacco feroce avviene sempre nei loro confronti.

Sono certa che tutte le misure che questa Giunta metterà in atto porteranno ad un immediato utilizzo di tutte le risorse, non soltanto di quelle messe a disposizione adesso dal Governo, ma anche di tutti quelle che sono già presenti e che possono far fronte alle varie problematiche che nascono in questi momenti ai quali - da quanto ho letto - dovremmo, purtroppo, abituarci e che avverranno con cadenza abbastanza frequente.

Non si tratta soltanto delle coste, Presidente; parliamo delle coste perché sono quelle che vengono immediatamente danneggiate ma, come ricordava pure il collega Falcomatà, ci sono i fiumi con tutto quello che viene portato dai monti; quindi, è sicuramente importante anche una pulizia a monte dei detriti, eccetera, eccetera.

Così come chiediamo che, magari con l'aiuto anche della Protezione civile, dei Comuni e dei volontari, possano essere pulite le spiagge, togliendo tutta la plastica che è stata riportata dal mare e tutti quei detriti che adesso ci sono sulle nostre spiagge affinché non siano interrati, possibilmente.

Voglio ringraziare, ovviamente, anch'io tutti coloro che hanno dato una mano, in questo momento di grave problematiche, come tutti i volontari del Terzo settore senza la presenza dei quali noi non faremmo fronte a nulla, a nessun tipo di emergenza anche nell'ordinario purtroppo. Così come mi associo alla solidarietà offerta a tutte le imprese, gli imprenditori e le famiglie che hanno subito danni.

Volevo chiudere questo mio intervento parlando di una cosa molto importante.

Io penso che ci siano dei settori - mi riferisco, in questo caso, al discorso sull'autonomia differenziata - nella nostra vita che non possono essere regolamentati con 20 legislazioni diverse, 20 settori, ma devono rimanere statali, penso all'istruzione, alla sanità e all'ambiente. Ricondurli semplicemente alla legislazione regionale, senza un coordinamento statale e anche senza i fondi statali, non consentirebbe, penso, a Regioni come la Calabria, di far fronte agli eventuali danni che, come quello che ci è capitato adesso, potrebbero capitarci in futuro. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Mi sento in dovere di intervenire dopo aver assistito alla lectio magistralis tenuta dal consigliere Polimeni sulla democrazia e su come si svolge il ruolo di opposizione. Consigliere, lo faccia svolgere a noi il ruolo di opposizione che sicuramente lo sappiamo fare.

Approfitto di questo modus operandi che viene tenuto sempre in quest'Aula per sottolineare una cosa: se qui si parla dei fatti che obiettivamente accadono e che, però, non corrispondono alla narrazione che fate voi, ciò non significa non amare la Calabria, essere pessimisti, voler strumentalizzare. Noi raccontiamo le cose che accadono e sicuramente amiamo, anche noi, la Calabria e – credo - forse anche più di voi. Stiamo semplicemente narrando le cose che accadono.

Entrando nel merito, presidente Occhiuto, lei ha chiesto per questo stato d'emergenza 300 milioni di euro. Ritorna qui in Calabria con 33 milioni di euro dati da un Governo che ha il suo stesso colore politico. Non si può neanche utilizzare la scusa "ma quelli di sinistra mi hanno voluto mettere in difficoltà" e con l'aggravante - veniva sottolineato prima - che questo Governo continua a spendere miliardi per l'uso delle armi, una guerra che nessuno vuole e, poi, quando ci sono le emergenze si ritrova a doverci dare delle briciole.

Siamo indignati anche per il fatto che non siamo stati onorati dall'illustre presenza della premier Meloni, impegnata sicuramente a fare qualcos'altro.

Rimaniamo fiduciosi che questi 33 milioni di euro possano diventare in futuro 100, 200, 300 milioni di euro come sono stati richiesti perché il nostro territorio aspetta. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Scutellà.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Iiriti. Ne ha facoltà.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)

Voglio fare questo intervento perché ritengo assurdo ascoltare, di fronte ad una tragedia di questa portata, strumentalizzazioni. Non si può dire che non ci siano strumentalizzazioni quando si vuole fare immaginare la Presidente del Consiglio che spali la sabbia con gli stivali. Penso che ognuno di noi abbia un ruolo. Ognuno di noi ha un ruolo importante. Noi abbiamo ricevuto, insieme al presidente Occhiuto, in data 25 gennaio, la visita di rappresentanti del Governo e delle Camere presso i luoghi più colpiti da questo ciclone, che ha devastato la costa ionica interamente; la presenza del Governo ci rassicura e ci dà garanzia; insieme al presidente Occhiuto c’erano l'onorevole Sbarra, l'onorevole Wanda Ferro, l'onorevole Arruzzolo e l'onorevole Cannizzaro, segno di una imponente presenza politica, una politica che non è solo istituzionale, ma è anche operativa, un segno tangibile e concreto per i territori.

Poi, mi pare che il presidente Occhiuto sia stato abbastanza chiaro, come lo è stato anche il Governo, quando si è affermato che i 33 milioni di euro rappresentano solo la prima tranche di finanziamenti che seguiranno per la ricostruzione e serviranno per coprire le somme urgenze e per garantire quegli interventi di messa in sicurezza nelle aree maggiormente colpite. Quindi, credo che da questo evento drammatico che ci ha colpiti si debbano trarre degli insegnamenti importantissimi.

Il primo è che si è agito con una rete istituzionale perfetta che ha determinato l'incolumità di tutti i cittadini, e questo era l'obiettivo principale, prima ancora dei danni che si devono risarcire e sui quali il presidente Occhiuto non mi pare si sia tirato indietro.

Avevo depositato una proposta di ordine del giorno, il 22 gennaio, che è stato abbondantemente superato dalla solerzia del presidente Occhiuto, che ha immediatamente riunito la Giunta per attivare la richiesta di stato di calamità, cosa che è stata fatta in data 26 gennaio. Anche la tempistica non mi pare che sia così lunga di fronte ad un evento di questa portata.

Ho apprezzato pure l'intervento del consigliere Bruno e penso che si debba fare fronte comune su queste problematiche e valutare con obiettività il lavoro che si sta facendo e che si sta avviando, proprio perché insieme si può lavorare bene e si possono realizzare progetti di sistema, che ci consentiranno anche di correggere il tiro su una politica sbagliata che è stata attuata, probabilmente, nel corso della nostra storia politica.

Mi sembrava doveroso che, oggi, si parlasse per esprimere non solo la solidarietà, ma anche la sensibilità di questo Consiglio e di tutti noi di fronte a questa tragedia che ha colpito imprenditori, che li ha messi in ginocchio, che ha colpito i nostri territori. Quindi l'attivazione di ogni misura rimane ferma come impegno della Giunta e come l'impegno di tutti noi consiglieri. Sono convinta che i calabresi si rialzeranno anche da questo evento drammatico che li ha colpiti, proprio perché i calabresi sono un popolo orgoglioso, come il giunco che si piega ma non si spezza.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Iiriti.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.

Sull’ordine dei lavori

SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Chiedo di inserire all'ordine dei lavori l'ordine del giorno sulla “Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli alimentari”, protocollo numero 2819.

PRESIDENTE

Votiamo per l'inserimento dell'ordine del giorno che è approvato.

Proposta di legge numero 10/13^ di iniziativa dei consiglieri P. Caputo, F. Pietropaolo, G. Mattiani, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” 

PRESIDENTE

Proposta di legge numero 10/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Pietropaolo, Mattiani, recante: Disposizione concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale.

Cedo la parola al relatore per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Caputo.

CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta di legge intende disciplinare e sostenere l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in Calabria, con l'obiettivo di favorirne la diffusione nei diversi settori economici e sociali della Regione, definendo un primo scenario sperimentale su scala regionale, a costo zero per l'Ente, che agevoli un corretto utilizzo etico, sicuro e trasparente, promuovendo l'innovazione e valorizzando le competenze presenti sul territorio, con un approccio incisivo alla cultura digitale che coinvolga istituzioni, enti locali, scuole, università, imprese e cittadini.

Si tratta di un provvedimento di particolare interesse strategico, che punta a dotare la Calabria di un quadro normativo organico sull'intelligenza artificiale, collocando la nostra Regione come prima in Italia ad affrontare in modo strutturato e responsabile una materia destinata a incidere profondamente sull'organizzazione della pubblica amministrazione, sui servizi ai cittadini e sui processi decisionali.

Tutto il processo regolatorio europeo nasce intorno al 2020 e c'era la consapevolezza che questo tipo di tecnologia non poteva rimanere più confinata all'interno delle università, ma stava già impattando in maniera silente, nascosta, sottotraccia sulla società. Quindi, se il legislatore non si pone il problema di capire cosa cambia, come cambia il lavoro, come cambia la formazione, come cambia l'economia, ovviamente rimane indietro.

Il testo ha tre elementi generali: il primo elemento riguarda i princìpi, perché arrivare tra i primi, anzi essere i primi, ad adottare un testo di questo tipo ci renderà, sicuramente, esempio e modello.

La Regione Calabria promuove l'adozione responsabile dei sistemi di intelligenza artificiale presso la Pubblica amministrazione, anche per migliorare la qualità dei servizi ai cittadini.

Una pubblica amministrazione deve guardare al cittadino, guardare a come risponde alle esigenze del cittadino. Quindi, un principio di efficientamento interno delle procedure della Pubblica amministrazione regionale.

La Regione Calabria riconosce le opportunità che ne derivano; infatti, il nostro territorio sta investendo molto nel digitale, creando il suo elemento distintivo, con un'opportunità di crescita e di sviluppo economico.

Un elemento caratterizzante della proposta di legge è rappresentato dall'articolo 3, che riguarda la promozione di sistemi di intelligenza artificiale. Abbiamo spin off, start up, università che lavorano molto sull'intelligenza artificiale, rappresentando un mercato interno.

Il nostro obiettivo è, dunque, promuovere il nostro mercato interno e lo sviluppo dell'ecosistema tecnologico calabrese.

Crediamo che da questa Regione possano emergere delle realtà competitive sul piano nazionale e internazionale.

Il secondo elemento concettuale riguarda l'istituzione di un registro regionale che comprenda persone fisiche e giuridiche attive nel campo dell'intelligenza artificiale. Una novità è rappresentata appunto dal riconoscimento di premialità all'interno dei bandi regionali e su questo chiaramente si rimanda al regolamento che sarà adottato dalla Giunta. L'Ufficio regionale è il terzo elemento e va nella direzione di caratterizzare ulteriormente la proposta di legge. L'Ufficio regionale è un po' come un advisory board (Comitato consultivo) con funzioni di coordinamento, promozione, informazione e monitoraggio per i soggetti iscritti al registro in linea chiaramente con i valori dell'Unione Europea.

All'articolo 6 sono specificate tutte le attività dell'Ufficio regionale per l'intelligenza artificiale.

In sintesi, la proposta in esame ha, innanzitutto, una sua radice, un suo senso, una sua dimensione: fa capire come in Calabria si voglia veramente investire sull'intelligenza artificiale e sulle nuove tecnologie che portino sviluppo.

Voglio ricordare all'Aula che questa proposta di legge è stata sottoposta all'esame della prima Commissione durante la precedente legislatura - ringrazio la collega De Francesco, allora Presidente della prima Commissione - con un ciclo di audizioni importanti e qualificate come quelle dei rappresentanti del mondo delle imprese calabresi e come quelle del mondo universitario, tra cui il professore Scarcello dell'Università della Calabria, il professor Buccafurri dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, il professor Talia dell'Università della Calabria, il professor Guzzi dell'Unità dell'Università Magna Graecia di Catanzaro e del professor Gianluigi Greco, attuale Rettore dell'Università della Calabria, nonché presidente dell'Associazione Italiana per l'Intelligenza Artificiale e coordinatore della task force istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per l'aggiornamento della strategia italiana sull'intelligenza artificiale.

Un ringraziamento doveroso all'assessore Mancuso che nella precedente legislatura era, in qualità di Presidente del Consiglio, firmatario di questa proposta di legge. Altro ringraziamento al collega Pietropaolo che, oggi firmatario, nella precedente legislatura era assessore alla transizione digitale e ha dato un notevole contributo alla stesura del testo. In ultimo, ma non per ultimo, ringrazio il presidente Cirillo e la Conferenza dei capigruppo tutta per aver condiviso l’inserimento di questa proposta all’ordine del giorno e invito i colleghi della minoranza a sostenere questa importante proposta di legge con un voto a favore che ci va a qualificare non solo come maggioranza o come Governo regionale, ma come Consiglio regionale tutto.

PRESIDENTE

Grazie, collega Caputo.

Ha chiesto di intervenire il collega Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a lei e a tutti i colleghi consiglieri.

Personalmente valuto positivamente questa proposta di legge di iniziativa del collega Caputo e della maggioranza tutta, però consentitemi di rappresentare qualche criticità e anche qualche proposta. Apprendo adesso che era passata al vaglio della Commissione consiliare però, per stessa ammissione del collega Caputo, nel corso della precedente legislatura e gran parte dei consiglieri che siedono oggi in questa Assemblea sono nuovi, così come chi vi parla adesso ed quindi è questa per me, per noi, la prima e spero non l'ultima occasione per poter, come dicevo prima, rassegnare all'Aula alcune criticità che emergono leggendo il testo, sperando ci sia ancora il tempo e lo spazio per qualche proposta di miglioramento. Se da un lato, infatti, - lo dicevo prima - è da apprezzare l'intento del governo regionale e di questa Assemblea di apportare delle migliorie, di ammodernare l'impianto normativo regionale a quella che è l'intelligenza artificiale con tutto ciò che ne comporta - è un tema attualissimo, di stringente attualità che già sta incidendo nella vita quotidiana e in ogni settore dell'agire umano - nasce però qualche perplessità.

Se da un lato vanno benissimo sia- la citava il collega Caputo - la cabina di regia per un monitoraggio costante, sia l'adeguamento alle normative - anche le implicazioni etiche sono tante -, sia la premialità per incentivare l'economia locale, sia quella che viene definita la riserva di umanità per una verifica costante e la possibilità per l'uomo di intervenire, anche preventivamente, rispetto ai risultati freddi della macchina e dell'intelligenza artificiale, però, come dicevo prima, ci sono delle criticità che mi permetto di sollevare e dei dubbi.

Il primo: se pensiamo che l'intelligenza artificiale, per esempio, potrà essere applicata anche nel campo sanitario, saprete sicuramente meglio di me che, quando accediamo all'uso di dati personali o della privacy, parliamo di materie che sono di competenza esclusiva statale e, quindi, non vorrei ci fosse contestato più in là qualche profilo di incostituzionalità.

Il secondo: più volte viene ribadita l'invarianza finanziaria. Non mi trovate d'accordo, perché invece credo che la nostra Regione abbia il dovere di investire, e tanto, sull'intelligenza artificiale e di conseguenza sulla formazione del personale, dotandosi di personale nuovo che sappia maneggiare questi nuovi e sempre più specializzati programmi, queste materie altamente specialistiche; anche perché, come si accennava, ci saranno da investire risorse, è prevista una premialità ed è bene che chi maneggia questi strumenti abbia le qualifiche e le competenze adeguate.

Non c'è, ad esempio, a proposito del fatto che questa proposta ha origine nella scorsa legislatura, alcun riferimento alla Redigit SPA - la società che questo stesso governo regionale solo poco tempo fa ha istituito, finanziandola con milioni di euro con risorse dei cittadini calabresi - che avrebbe dovuto rappresentare il polo unico dell'innovazione e non si capisce se e quale interferenza o forma di sinergia e collaborazione tra le due realtà possa esserci. Si fa riferimento sicuramente a delle premialità. Non si è capito - almeno io non ho compreso – se le premialità sono da intendersi solo come punteggio aggiuntivo o anche come premialità economiche. Ben venga se fosse così, anche perché ci sono dei fondi europei che premiano gli investimenti in questo settore. Però, se così fosse, non si spiegherebbe l’invarianza finanziaria.

Altro quesito: la premialità verrebbe attribuita solo a chi opera nel campo dell'intelligenza artificiale o anche a chi opera in tutti gli altri settori? Questo potrebbe creare delle disparità di trattamento.

A parte qualche refuso che immagino sia un mero errore formale - si fa riferimento nel testo al triennio economico 2025-2027, siamo nel 2026, quindi avrebbe dovuto essere 2026-2028 - si potrebbe integrare per esempio in riferimento a quella che ormai viene definita la cyber sicurezza. Sapete meglio di me che gli attacchi informatici, purtroppo, capitano spesso e, anche qui, sarebbe bene prevedere una forma di tutela rispetto ad alcuni tipi di dati e di documenti.

Considerato che il provvedimento in questa legislatura non è passato dall’esame della Commissione, caro Presidente, cari colleghi, chiederei che passasse o tornasse in Commissione per una più approfondita valutazione, anche per recepire delle eventuali modifiche o delle integrazioni, per una forma di armonizzazione con le normative europee o di altre Regioni che già sono sul pezzo, ed evitare che resti una legge cosiddetta manifesto con tanti buoni intenti ma non sufficientemente chiara e quindi poi capace di creare delle difficoltà nei dirigenti, nei funzionari che dovranno applicarla per far sì che possa spiegare i suoi effetti. Se così non dovesse essere, il mio voto non può che essere un'astensione per tutti i motivi che ho appena rassegnato.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio. Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. È senza dubbio importante che il Consiglio regionale si occupi di intelligenza artificiale alla luce di tutti quelli che ne possono essere gli utilizzi, di tutto quello che si può fare attraverso l'intelligenza artificiale e di tutto quello che ancora noi non conosciamo, ma che, piano piano, anche dalla lettura di alcune novità, possiamo desumere. È proprio di qualche giorno fa, ad esempio, la notizia che una nota società ha acquistato i diritti, non soltanto quelli di immagine, ma anche quelli relativi all’utilizzo dei dati biometrici di un famoso youtuber italiano, per circa 975 milioni di euro. Non siamo più semplicemente alla vendita dei diritti di immagine, all'utilizzo dell'immagine di una persona. Vendere i dati biometrici significa in qualche modo acquistare l'identità di una persona, acquistarne la voce, acquistarne i gesti, acquistarne i movimenti, insomma, far vivere questa persona anche oltre quello che è il proprio ciclo biologico naturale. Questa è una grandissima rivoluzione, anche perché, se non governata, questo tipo di attività potrebbe esporre anche a utilizzi negativi di questo tipo di risorse.

Quello che però mi è meno evidente, anche ascoltando la relazione del consigliere Caputo, è in che cosa siamo primi. Siamo i primi in che cosa? Siamo i primi rispetto a quale gara?

Su questa proposta di legge arrivata oggi all’esame del Consiglio, consentitemi di fare alcune osservazioni.

La prima: purtroppo, è l'ennesima proposta di legge che arriva all’esame del Consiglio senza essere passata dalle Commissioni di questa legislatura. Ho ascoltato che è stato approfondito l'argomento nella precedente legislatura, ma i nuovi consiglieri regionali non hanno avuto la possibilità di apportare il proprio contributo di idee e di proposte all'interno delle neo insediate Commissioni regionali.

La seconda: non comprendo bene l'urgenza di doverla portare oggi in Consiglio. Tra l'altro, sapere che è stata già discussa in Commissione nella precedente legislatura, avvalora l'idea che non fosse urgente portarla in Consiglio. Voi stessi, nella relazione introduttiva, scrivete che “non conosciamo il quadro regolatorio europeo e nazionale”; quindi, il Consiglio regionale ammette di portare oggi all'attenzione dei consiglieri una legge rispetto alla quale non si conosce il quadro regolatorio europeo e nazionale.

Sulla base di che cosa legiferiamo, quindi? “Lo facciamo” - sempre voi scrivete - “nelle more dell'annunciata proposta di legge da parte del Ministro dell'Innovazione”.

Vi chiedo una spiegazione su questo, perché noi stiamo correndo a discutere e approvare una proposta di legge sull'intelligenza artificiale senza conoscere - lo dite voi e non lo dico io - il quadro regolatorio europeo e nazionale, sulla base di una non meglio specificata intenzione da parte del Ministro dell'Innovazione di portare prossimamente - non si sa bene quando o comunque voi non lo scrivete - una proposta di legge in tal senso.

E mi chiedo anche: rispetto al testo della proposta di legge stessa, era così urgente portare all'attenzione del Consiglio una proposta di legge che prevede la creazione di un registro regionale sull'intelligenza artificiale, la previsione di premialità all'interno dei bandi regionali per le società, le associazioni che utilizzano l'intelligenza artificiale e che sono iscritte all'interno di questo registro e l'istituzione di un ufficio regionale?

Poi, andando a leggere qualcosa in più, vedo che però questa proposta prevede anche la nomina di due esperti sull'intelligenza artificiale, nominati dalla Giunta, e di un esperto, nominato dal Consiglio, che - per carità - vi siete affrettati a scrivere che sono nomine a titolo gratuito, ma fa comunque curriculum e non si sa mai nella vita che questa esperienza possa portare un punteggio in più su qualcosa.

Mi auguro che questo testo non serva poi a produrre pinguini che camminano sull'Antartide, come quelli del presidente Trump o, sempre da parte del presidente Trump, l'applicazione di lacrime artificiali su persone che sono state tratte in arresto.

Siccome è un argomento serio, un argomento sul quale non si può non solo fare ironia, ma sul quale bisogna approfondire bene ed è obbligo di tutti, consiglieri di maggioranza e minoranza, approfondire le dinamiche dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, vi chiedo di riportarla in Commissione, atteso che mi pare non ci sia nessuna urgenza, e consentire a tutti di fare le loro proposte.

 

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Io, invece, considero questa legge una cosa importante, perché la Regione Calabria sta compiendo un passo significativo in avanti verso un concetto di contemporaneità e di modernizzazione, e questo serve per rendere il sistema regionale anche più efficiente da questo punto di vista. Quindi, faccio un plauso al collega Caputo per aver voluto portare in Aula questa proposta di legge che è, invece, abbastanza organica e chiedo a lui direttamente, assieme all'Aula, di poterla sottoscrivere proprio perché io stesso ho presentato un emendamento che mira a rafforzarne i contenuti, soprattutto per quanto riguarda la sperimentazione in ambito sanitario; in particolare per rafforzare il sistema sanitario e risolvere alcune sue criticità, in virtù del fatto che il nostro Presidente, anche commissario alla sanità, come più volte abbiamo detto, ha impresso un cambio di passo, un'accelerazione anche in questo settore. Infatti, il Presidente ha cercato di riorganizzare e migliorare il sistema sanitario e l'emendamento va in tal senso, focalizzando l'attenzione soprattutto su tre aspetti fondamentali: il miglioramento delle liste d'attesa. Sapete tutti che questo è uno dei tanti argomenti affrontati in questo periodo; rafforzare il sistema territoriale senza ingolfare i Pronto soccorso, avendo la possibilità di monitorare da remoto i pazienti critici; dare un supporto alle decisioni diagnostiche, nell'idea di non andare a sostituire il personale sanitario, ma supportarlo con l'ausilio dell'intelligenza artificiale che può dare solo qualità alla diagnosi, individuando magari quelle patologie più complesse.

Questo è un percorso etico e sostenibile che va promosso attraverso programmi sperimentali che sono previsti dall'emendamento. Una cosa fondamentale è che tutto questo è realizzato in collaborazione e sinergia con le Università calabresi.

L'intelligenza artificiale è già parte della nostra vita, va solo saputa utilizzare.

In mani sapienti e responsabili questo strumento può diventare importante per migliorare la vita di tutti noi. Allora, non capisco perché avendo la possibilità di farlo non lo facciamo, tra le altre cose, come una delle Regioni che lo realizza per prima e che, finalmente, può essere capofila rispetto alle altre Regioni italiane.

Credo, quindi, che tutto questo vada apprezzato e, così come ha fatto il relatore, invito la minoranza anche in queste occasioni a dimostrare il grande senso di responsabilità e, pertanto, a sottoscrivere e votare all'unanimità questa legge.

Quando esamineremo gli emendamenti, mi riservo di illustrarli, insieme al subemendamento che ho presentato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente. Non c'è chi non veda come l'intelligenza artificiale faccia parte strutturalmente ormai della nostra quotidianità e che - è del tutto evidente - sia destinata a essere sempre più protagonista con una serie incredibile di opportunità, ma anche di rischi concreti, importanti e certe volte subdoli, come è stato anche rilevato, per esempio, dalle gerarchie ecclesiastiche, non ultimo il Santo Padre che sull'intelligenza artificiale si è più volte soffermato. Ma, tornando all'aspetto legislativo, ormai l'Europa è da oltre da sei anni che si occupa proprio della regolamentazione normativa dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale e, a cascata, dall'Unione Europea all’Italia, già sono state approvate tutta una serie di norme e leggi vere e proprie che servono a limitare e indirizzare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, certo non eliminando del tutto i rischi ad essa intrinsecamente connessi.

Parlavo dell’Italia, ma anche la Conferenza delle Regioni ha fatto, nel 2023, tutta una serie di utili e importanti puntualizzazioni sull'utilizzo dell’intelligenza artificiale, mettendo anch'essa in evidenza il rischio dell’AI divide, cioè il rischio che si crei una discrepanza di attività e quindi di risultati fra chi l'intelligenza artificiale la sa usare e chi non la sa usare. Infine, ma non da ultimo - non è una carrellata bibliografica, ma è un modo di agganciare poi il ragionamento conclusivo a elementi di concretezza - l'ultima legge dello Stato che riguarda l'intelligenza artificiale è quella di settembre 2025; legge che, forse perché è estremamente recente, non sembra essere richiamata nella proposta di legge in esame perché, come è stato detto, questo testo fa riferimento a un percorso della precedente legislatura; credo assolutamente che non solo sia utile, ma sia del tutto necessario che la nostra Regione si doti della capacità di utilizzare questo potente mezzo di progresso e di supporto delle attività; però, anche per la mancanza in questa proposta di specifici riferimenti alla legge 132 del settembre dello scorso anno - almeno io non ne ho trovati – e proprio per la delicatezza dell'argomento, credo che richiederebbe un ulteriore approfondimento. Ed essendo un argomento delicato e sostanzialmente tecnico, credo che sarebbe utile, oltre che giusto, approfittare delle varie competenze che ci sono in quest'Aula per arricchire e rendere più strutturata e più e meglio operativa questa proposta di legge.

Ritengo, quindi, che non sia peregrina la richiesta che altri colleghi hanno fatto di rinviare questa proposta in Commissione per un tempo assolutamente breve, necessario per consentire, appunto, quell'apporto che l'argomento dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale a mio parere richiede fortemente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Laghi. Ha chiesto di intervenire il collega Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Intanto vorrei ringraziare il collega Caputo e la consigliera - allora Presidente della prima Commissione - Luciana De Francesco, per aver portato, nella scorsa legislatura, questa proposta di legge all’esame della prima Commissione, averla poi noi contestualmente rielaborata, quando avevo la delega alla transizione digitale, insieme anche al professor Gianluigi Greco, che oggi è Rettore dell'UniCal.

Questa proposta di legge, come è stato detto anche da molti di voi, affronta un tema e un ambito molto particolare; è un ambito nel quale probabilmente meno si legifera e meglio è; è un ambito nel quale prevale la necessità della libertà di azione da parte di chi ha effettivamente interesse a investire in questo settore, che è un settore che ovviamente guarda a un futuro prossimo e anche un futuro di lungo periodo.

Chi fa politica per il bene del proprio territorio ha il dovere, per come ci è stato insegnato, di non guardare agli anni successivi alla propria presenza, ma guardare almeno vent'anni avanti; noi ci proponiamo di ragionare su questa proposta di legge, che non impone regole o vincoli a chi voglia investire nell'intelligenza artificiale nella nostra regione.

Il tema dell'intelligenza artificiale è ormai affrontato in tutto il mondo; è un ambito che non ha barriere fisiche; è un ambito dove vige molto l'anarchia e la potenza dei fondi dei capitali investiti.

Premesso e fatto presente, consigliere Laghi, che una legge può essere sempre migliorata, anche nel prossimo futuro, l'unico tema che va tenuto in considerazione, secondo quanto abbiamo cercato di stabilire in questa proposta di legge, e secondo me ci riusciamo, è quello di portare avanti una legge che desse alcune indicazioni su come vorremmo che avvenisse lo sviluppo di questo particolare ambito nella nostra regione e, quindi, abbiamo parlato di due tre cose in particolare. Sostanzialmente abbiamo puntato sulla Pubblica amministrazione: abbiamo necessità che la nostra regione vada molto più avanti sulla innovazione della Pubblica amministrazione, sulla digitalizzazione e anche, quindi, sull'intelligenza artificiale, che sta già pervadendo la Pubblica amministrazione. Non abbiamo intenzione di frenare nessuno, ma abbiamo intenzione semplicemente di dire: “Controlliamo e guardiamo con attenzione quello che si fa, in maniera tale da stare attenti a che siano perseguiti gli scopi, senza che ci siano danni o senza che ci siano controindicazioni all'unica cosa che ci interessa di più che è l'essere umano”; vogliamo, cioè, fare in modo che lo sviluppo di questa materia sia comunque controllato sempre dall'essere umano.

Questi sono i temi che fanno parte anche dei documenti approvati dall'Unione Europea e sui quali si sta lavorando anche in Italia.

La regolamentazione europea ha l'obiettivo di offrire regole per lo sviluppo, l'immissione sul mercato e l'utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale con lo scopo di garantire che lo sviluppo e l'utilizzo in Italia e in Europa siano pienamente conformi ai principi ai valori dell'Unione Europea e ai nostri valori; questi principi includono il controllo umano, la sicurezza, la privacy, la trasparenza, la non discriminazione e il benessere sociale e ambientale. Non possiamo in nessun modo - è questo il tema di cui stiamo parlando e l'ambito di crescita di sviluppo industriale di cui stiamo parlando - mettere nessun tipo di paletto, perché questo è un settore che non prevede paletti; non prevede paletti fisici; non prevede paletti giuridici.

L'unica mozione che possiamo cercare di portare avanti insieme all'Europa, insieme anche al nostro Governo, è quello di fare in modo che il rispetto dei principi etici, che sono alla base del nostro vivere sociale e della nostra comunità italiana ed Europea, siano sempre rispettati. E che ci siano il controllo e la verifica da parte dell'uomo su qualsiasi iniziativa che ponga in essere algoritmi che automaticamente imparano - di questo stiamo parlando - come comportarsi nel futuro immediato, perché siano sempre rispettati i nostri valori cardine.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pietropaolo. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie. Oggi ho finalmente capito, dopo l'illustrazione parte del collega Caputo, come mai questa proposta di legge non è passata dalla Commissione, nonostante siano state tutte insediate da poco, e sia stata portata qui in direttamente in Consiglio. Da quello che abbiamo capito, questa proposta di legge è stata molto dibattuta e oggetto di numerose audizioni da parte di persone titolate e competenti in materia che hanno dato il loro giudizio favorevole; cioè, ascoltati loro, la maggioranza dell'epoca ha presentato questa proposta di legge.

Intanto ringrazio per avere detto queste il consigliere Caputo, ma ovviamente non sono in grado di sapere se tutto quello che è stato detto nelle varie audizioni dai Rettori dell'Università, dalle varie categorie, da illustri professionisti, sia stato tenuto in conto in questa proposta di legge; avevo scritto tutta una bella relazione, che salto in grande parte, perché questa legge dimostra una grandissima fragilità, una grande vacuità. Si riferisce semplicemente a tutto quello che è regolamentato dall'Unione Europea, potrebbe essere tacciata di profili di illegittimità costituzionale per invasione di alcuni ambiti riservati alla competenza statale; poi, c'è tutto un elaborare registri per dare delle premialità per i finanziamenti, la nomina di esperti, due da parte della Giunta e una da parte del Consiglio. Però non si capisce bene che cosa con questa legge dovremmo fare.

Inoltre, non sono d'accordo su quello che diceva prima il collega Pietropaolo, quando diceva che questo è un settore che non deve essere molto regolamentato e deve essere lasciato libero. Io ho già paura e terrore di quello che avviene con l'utilizzo dei social, oggi come oggi. Posso soltanto tremare all'idea di come possa essere invasiva l'intelligenza artificiale nella vita di ciascuno di noi, all'interno delle aziende, all'interno delle imprese, in tutti i settori che possono essere e saranno ovviamente oggetto dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, se questa non viene regolamentata per come deve essere da persone competenti.

Mi associo, quindi, a quello che dicevano prima l'onorevole Falcomatà e l'onorevole Laghi - penso che debba essere valutato l’impatto che avrà nella vita di ciascuno di noi, per questo Consiglio e per la Regione Calabria - di riportarla all’esame della Commissione, per redigere una proposta di legge strutturata, riprendendo anche i contenuti di quelle audizioni che ci sono state per regolamentare questa materia in modo più specifico.

Prima ero improntata ad un voto contrario a questa proposta di legge, poi ho letto l'emendamento che ha proposto il collega Giannetta; è un emendamento che mi trova molto favorevole perché penso che l'utilizzo di uno strumento quale l'intelligenza artificiale - anche se ritengo non sia regolamentata per come dovrebbe essere - all'interno della sanità (per l'abbattimento delle liste di attesa, per la diagnostica avanzata e lo screening a supporto delle decisioni che devono essere prese per l'analisi dei dati clinici, il monitoraggio domiciliare) sia una delle cose più importanti da fare anche nel breve periodo.

Pensavo, al riguardo, di richiedere l’istituzione di una Commissione speciale che potesse in breve tempo dirci come affrontare questa cosa e, magari, poi ne parleremo in Commissione sanità. Quindi, la mia posizione è cambiata un po', anche se ritengo che questa proposta di legge non sia fortemente caratterizzante per poter portare avanti questo tipo di lavoro all'interno della sanità, tutelando la privacy e la vita di ciascuno di noi.

Pertanto, il mio voto alla presente proposta di legge sarà di astensione, sperando però che la maggioranza questa volta accolga la proposta della minoranza - non è una proposta negativa - per verificare e utilizzare meglio le Commissioni e dare risposte migliori ai cittadini calabresi, soprattutto per l'utilizzo di uno strumento importantissimo qual è l'intelligenza artificiale che invaderà tutta la nostra vita. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Grazie, Vicepresidente. Esprimo un grande apprezzamento verso il consigliere Caputo e i consiglieri proponenti di questa proposta di legge che ritengo sia urgente. Dico questo a fronte di un convegno molto importante che si è tenuto qualche giorno fa a Roma, nella sala della Regina del Parlamento, dove si discuteva proprio dell'intelligenza artificiale e della necessità di attuare su questo argomento una riforma importante nelle Regioni. Molti dei relatori hanno espresso apprezzamenti verso la Calabria per gli sforzi di approfondimento che si stanno effettuando sull'intelligenza artificiale; in particolare hanno espresso grande apprezzamento per il lavoro che l'UniCal sta portando avanti su questa materia.

Ha fatto bene, quindi, il consigliere Caputo a chiedere di inserire questo punto all'ordine del giorno, che è stato approvato in Conferenza capigruppo. Non ci si può lamentare ogni volta in Consiglio regionale della circostanza che alcune proposte non vanno in Commissione perché c'è una Conferenza capigruppo che le valuta, le mette all'ordine del giorno, poi sono inserite all’ordine del giorno e le discutiamo.

Negli interventi della minoranza, al di là di qualche doglianza, non ho colto delle proposte di emendamento, soprattutto sulla base di riflessioni che sono superate. Infatti, non è vero quello che ha detto il consigliere Falcomatà che questa è una proposta di legge priva di riferimenti normativi. All’articolo 2, ad esempio, c'è un richiamo espresso nel comma 1 del Regolamento 2024/1689 del Parlamento Europeo, che è la pietra angolare della regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Dispiace che un Regolamento così importante non sia noto a qualcuno dei consiglieri regionali e che non sia noto neanche che il 23 settembre è stata approvata la legge 132 che ha dato attuazione in Italia a questa importantissima direttiva europea; peraltro è un regolamento di 140 pagine e copre alcune lacune sulla tutela delle persone, la centralità delle persone. Per la gerarchia delle fonti si fa sempre richiamo alla norma della legge gerarchicamente superiore, come praticamente menzionato all'articolo 2: “Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo, si rinvia alla definizione del regolamento dell'Unione Europea”.

Ritengo che questo Regolamento sia prioritario perché, andando ad apprezzarne l'impostazione, si ravvisa una spinta molto forte verso l'impresa. I beni tutelati con riferimento all'intelligenza artificiale sono la persona, l'impresa, lo Stato e la democrazia; cioè l'impresa viene inserita prima dello Stato e della democrazia come soggetto da tutelare. Questa è una cosa importantissima, per il volano economico che noi dobbiamo auspicare che arriverà nella nostra regione.

E questo Regolamento si pone sia con riferimento all'osservatorio - se si fa un osservatorio da qualcuno deve essere costituito e non grava sul bilancio - sia con riferimento ai principi di tutela del Regolamento stesso. Ritengo che sia un punto di enorme vantaggio per la politica calabrese approvare una disposizione del genere tra le prime Regioni in Italia, questo alla luce della circostanza che esiste una delega specifica all'assessore Minenna sulla transizione digitale, che è il futuro della vita di tutti noi. L'intelligenza artificiale è già intorno a noi, esiste, e questo testo che la regolamenta anche in Calabria è motivo di orgoglio della buona politica in Calabria e dell'amministrazione Occhiuto.

Quindi, esprimiamo voto favorevole come partito. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rosa. Non ci sono ulteriori interventi, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Dopo l'articolo 3 è pervenuto il subemendamento, protocollo numero 2905, a firma del consigliere Giannetta, all'emendamento aggiuntivo all'articolo 3-bis, protocollo numero 2739/A01. Cedo la parola al proponente per illustrare il sub emendamento.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, Vicepresidente. Questo è un sub emendamento aggiuntivo.

“Il subemendamento proposto vuole specificare meglio che l'avvio del programma sperimentale, ivi previsto, rientra nell'ambito dell'attività di promozione dello stesso programma e che i progetti pilota sono individuati “prioritariamente” negli ambiti di cui alle lettere del comma 1.

Dalla presente proposta sub emendativa, che ha carattere ordinamentale, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

<<All'emendamento numero 2739/A01 del 26 gennaio 2026 della proposta di legge regionale numero 10/12^, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” che aggiunge l'articolo 3-bis alla proposta, nell’alinea del comma 1 dell'introducendo articolo 3-bis, la parola “avvia” è sostituita dalle seguenti: “promuove l'avvio di” e dopo la parola “individua” è inserita la seguente: “prioritariamente”>>”. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta. Parere della Giunta?

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il subemendamento. È approvato.

Passiamo all'emendamento protocollo numero 2739/A01, aggiuntivo dell'articolo 3-bis per come subemendato, a firma del consigliere Giannetta, a cui cedo la parola per l'illustrazione.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Sì, questo emendamento è anche aggiuntivo.

“L'emendamento proposto prende le mosse dalla consapevolezza che il Sistema sanitario della Regione Calabria versa in una fase di rilevante criticità strutturale. In tale contesto, si rende necessario il ricorso alle nuove tecnologie e, in particolare, all'intelligenza artificiale, al fine di sperimentare best practice in grado di incidere in modo concreto sulle principali aree di sofferenza del Servizio sanitario regionale.

Tra gli ambiti di intervento prioritari rientra la riduzione delle liste d'attesa, perseguibile attraverso l'impiego di algoritmi predittivi per l'ottimizzazione dell'agenda di prenotazione, così da minimizzare i tempi di inattività tra le prestazioni e garantire ai cittadini un accesso più tempestivo alle cure. Ulteriori benefici possono derivare dal rafforzamento della Medicina territoriale mediante i sistemi di monitoraggio remoto intelligente, capaci di consentire la gestione dei pazienti cronici direttamente al domicilio, riducendo al contempo la pressione sui Pronto soccorso e sui reparti ospedalieri.

L'emendamento mira, inoltre, a sostenere l'eccellenza clinica attraverso l'utilizzo dell'intelligenza artificiale quale strumento di supporto alle decisioni diagnostiche, contribuendo alla riduzione del margine di errore e all'accelerazione dei processi di individuazione delle patologie complesse.

Dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

<<Dopo l'articolo 3 della proposta di legge regionale numero 10/12^, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” è inserito il seguente articolo:

“Articolo 3-bis

(Programma sperimentale sulla sanità digitale e intelligenza artificiale in Calabria)

Punto 1. La Regione Calabria, in considerazione delle criticità strutturali del Sistema sanitario regionale, avvia un programma sperimentale finalizzato all'applicazione dell'intelligenza artificiale in ambito sanitario. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, sentito l'Ufficio regionale dell'intelligenza artificiale e il Dipartimento regionale competente in materia di tutela della salute, individua i progetti pilota nei seguenti ambiti:

a) ottimizzazione dei tempi di attesa: sistemi per la gestione intelligente delle agende e del bilanciamento dei flussi di domanda/offerta delle prestazioni;

b) diagnostica avanzata e screening: supporto decisionale assistito per la refertazione radiologica e l'analisi dei dati clinici;

c) monitoraggio domiciliare intelligente: telemedicina basata sull'intelligenza artificiale per la gestione delle cronicità e la deospedalizzazione protetta.

Punto 2. L'Ufficio regionale dell'intelligenza artificiale, d'intesa con le Aziende sanitarie e ospedaliere, promuove percorsi di formazione per i dirigenti e il personale sanitario coinvolto nelle sperimentazioni, al fine di garantire l'effettiva supervisione umana e l'uso etico dei dati.

Punto 3. Le attività di sperimentazione di cui al presente articolo sono svolte prioritariamente in collaborazione con le Università calabresi e con i soggetti iscritti nel Registro regionale di cui all'articolo 5, garantendo la piena trasparenza dei processi.

Punto 4. Gli esiti delle sperimentazioni sono riportati in una sezione specifica della relazione annuale di cui all'articolo 7, comma 2, al fine di valutarne l'estensione e il regime dell'intero sistema sanitario regionale”>>”.

Rammento ancora una volta, all'Ufficio di Presidenza, di aver avuto l'assenso del proponente, perché convinto dei vantaggi che l'emendamento e la legge potranno produrre in seno al Sistema sanitario regionale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere. Parere della Giunta?

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo dell'articolo 3-bis, per come emendato: è approvato. Pertanto, è aggiunto nel testo l’articolo 3-bis.

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Passiamo ora alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, per come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

Proposta di provvedimento amministrativo numero 41/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026 - 2028 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 2: proposta di provvedimento amministrativo numero 41/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC)”.

Cedo la parola consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

La proposta di provvedimento, posta oggi all'approvazione di quest’Assemblea, è stata licenziata, a maggioranza dei presenti, dalla seconda Commissione bilancio nella seduta del 21 gennaio scorso.

La proposta è relativa al bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura calabrese (ARSAC).

Alla seduta di Commissione hanno partecipato il direttore generale ARSAC, dottoressa Fulvia Michela Caligiuri, che ha illustrato il provvedimento e fornito i chiarimenti richiesti, il dirigente del Dipartimento agricoltura, area interne e politiche di connessione territoriale, avvocato Domenico Ferrara, mentre il dirigente generale del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio ha trasmesso una nota in cui ha confermato le raccomandazioni contenute nell’istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Regionale ARSAC possa essere sottoposto all'approvazione da parte del Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento agricoltura e del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del parere del Collegio sindacale, costituito in forma monocratica.

L'Organo di controllo evidenzia che il bilancio di previsione viene proposto nel rispetto del pareggio finanziario complessivo di competenza e nel rispetto degli equilibri di parte corrente ed in conto capitale; altresì, è stato verificato che il saldo di cassa non negativo assicura il rispetto dell'articolo 40 del decreto legislativo 118.

Con riferimento alle norme sul contenimento della spesa, la “spending review”, il Collegio ha verificato che “lo stanziamento previsto nel bilancio di previsione 2026-2028, per le spese per il personale al lordo degli oneri riflessi, dell'IRAP, e le spese di funzionamento, non supera i limiti di spesa impegnata per l'esercizio 2022”.

Per quanto concerne l'accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità, l'Organo di controllo evidenzia che, come specificato in nota integrativa, “nel corso dell'esercizio 2025 parte della riscossione delle utenze degli acquedotti rurali è stata ceduta alla SORICAL, ne scaturisce che le previsioni di entrate per esercizio 2026 si sono notevolmente ridotte”.

L'Organo di revisione, a conclusione delle verifiche ritiene:

- congrue le previsioni di spesa e attendibili le entrate;

- coerente la previsione di spesa per investimenti con il programma amministrativo ed il piano di sviluppo dell'Azienda;

- che le previsioni di cassa sono attendibili in relazione all'esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza e congrue in relazione al rispetto dei termini di pagamento con riferimento ai cronoprogrammi e alle scadenze di legge e agli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Il Collegio sindacale, tenuto conto che il bilancio è stato redatto nell'osservanza delle norme di legge, dello Statuto dell'Ente, del regolamento di contabilità, dei principi previsti dall'articolo 162 del TUEL e dalle norme del decreto legislativo 118 del 2011 e dai principi contabili applicati numero 4/1 e 4/2 allegati al predetto decreto legislativo, esprime parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati.

Il Dipartimento agricoltura, nell'istruttoria di competenza, ha provveduto a verificare il rispetto dei limiti di spesa di cui all'articolo 1, comma 1, della legge regionale 62/2023 in materia di spending review, rilevando che il contenimento della spesa può considerarsi complessivamente conseguito.

Il Dipartimento, nell'esprimere parere favorevole al bilancio di previsione 2026-2028, raccomanda all'Ente:

- un puntuale monitoraggio delle voci di spesa nel corso dell'esercizio;

- di contenere gli impegni per le spese di funzionamento nel limite di euro 147.730,85.

Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio evidenzia che, con riferimento alle previsioni di entrata e di spesa, sono garantiti sia gli equilibri contabili, tra cui la quadratura delle cosiddette “partite di giro”, sia la presenza di un saldo finale di cassa non negativo.

Il Dipartimento, in considerazione del fatto che il bilancio di ARSAC è stato approvato prima di quello della Regione Calabria, raccomanda all'Ente con successiva variazione di bilancio, di adeguare lo stanziamento dell'entrata per l'annualità 2028, riportando l'esatto ammontare delle risorse per trasferimenti ordinari della Regione Calabria.

Con riferimento al Fondo crediti di dubbia esigibilità, il Dipartimento rileva che lo stesso sembrerebbe essere congruo; tuttavia raccomanda all'Ente di verificare, durante l'intero periodo degli esercizi di cui al bilancio di previsione, la congruità del Fondo in esame, provvedendo a un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con riferimento all'effettivo andamento degli incassi, adottando, se necessarie, apposite misure atte a salvaguardare gli equilibri di bilancio.

Relativamente alla previsione del Fondo pluriennale vincolato, il Dipartimento raccomanda all'Ente, a seguito del completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui per l'esercizio 2025, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando, se necessari, i conseguenti correttivi al Fondo per la parte corrente e capitale, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria potenziata.

A conclusione dell'istruttoria di competenza, fermi restando i rilievi e le raccomandazioni evidenziati nel corpo della predetta istruttoria, il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio ritiene possibile procedere, da parte della Giunta regionale, alla trasmissione della proposta del bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda ARSAC al Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

In conclusione, vorrei ringraziare i componenti della Commissione bilancio, sia di maggioranza che di minoranza, grazie ai quali, nella seduta del 21 gennaio, abbiamo potuto approfondire molti argomenti del bilancio presentato da ARSAC, avvalendoci della presenza del direttore generale, Fulvia Caligiuri, e anche del dirigente dell'agricoltura, Domenico Ferrara.

Quindi, alla luce dell’importante confronto che c'è stato in Commissione, vorrei sottoporre all'Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo con la speranza che venga approvata all'unanimità. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pietropaolo. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

Questo bilancio, che ci è stato sottoposto, oggi, qui in Consiglio, che riguarda l'ARSAC non è un semplice documento tecnico, ma riguarda una scelta politica che dice molto su come intendiamo sostenere oppure non sostenere l'agricoltura calabrese per i prossimi anni, visto che è il bilancio 2026-2028.

Con questa relazione vogliamo dire con chiarezza che il bilancio che stiamo per approvare, pur essendo formalmente corretto da un punto di vista contabile, non ci ha convinto nel merito e non ci rassicura neanche nella sostanza. È un bilancio che, letto fino in fondo, restituisce l'immagine di un Ente che fatica sempre di più a svolgere il ruolo per il quale è stato istituito: essere uno strumento concreto di sviluppo, di sostegno e di rilancio per l'agricoltura calabrese.

È vero, come diceva prima il Presidente della Commissione bilancio, Pietropaolo, questo bilancio è già passato nella seconda Commissione in cui sono componente. In quella sede, ho espresso un voto contrario al bilancio dell'ARSAC, dopo avere rivolto numerose domande ai dirigenti dell'ARSAC e del Dipartimento regionale dell'agricoltura, ma quesiti puntuali sono rimasti senza adeguata risposta e tutti i dubbi - non erano pregiudiziali, ma fondati su criticità reali del bilancio - non sono stati, purtroppo, dissipati. Quindi, ho dato parere contrario.

L'ARSAC, intanto, è un Ente che nel tempo ha assunto una configurazione organizzativa molto ampia e molto articolata, con una presenza diffusa su tutto il territorio regionale, una pluralità di strutture operative e un patrimonio rilevante, comprendente anche attività e beni che esulano dal cuore della sua missione agricola – questo lo vedremo in seguito.

A questa complessità, però, non corrisponde una chiara gerarchia di obiettivi né una coerente allocazione delle risorse verso una finalità di sviluppo.

Il bilancio di previsione certifica una struttura della spesa fortemente sbilanciata sui costi di funzionamento: la gran parte delle risorse disponibili, infatti, viene assorbita dalla gestione ordinaria dell’ente, mentre ciò che resta per investimenti, innovazione, supporto diretto alle imprese agricole e rafforzamento delle filiere è soltanto residuale. Questo è il primo punto nodale politico dell’ARSAC.

L’ARSAC è sempre impegnata soprattutto a sostenere sé stessa più che sostenere il sistema agricolo calabrese. In questo quadro si inserisce anche il tema delle attività di promozione e di comunicazione, cioè l’azione dell’ARSAC non può ridursi alla partecipazione e alla sponsorizzazione di fiere o alla realizzazione in Calabria di grandi eventi che rischiano di essere fini a sé stessi.

Manifestazioni come Vinitaly a Sibari o il Merano Wine Festival sono certamente degli eventi molto importanti, sia per la visibilità delle produzioni di eccellenza sia per la costruzione di reti che si possono creare tra gli operatori, però dal bilancio delle attività programmate emerge il rischio che tali iniziative vengano gestite più come eventi rivolti prevalentemente a noi calabresi, piuttosto che come reali strumenti di promozione e valorizzazione dei prodotti sui mercati nazionali e internazionali. Anche in questo caso manca una valutazione dell’impatto economico concreto di queste attività sulle imprese agricole e sulle filiere produttrici.

L’ARSAC potrebbe generare valore economico reale grazie a formazione tecnica e trasferimento di competenze alle imprese agricole, innovazione e pratiche culturali nelle filiere locali, supporto a progetti di filiera e certificazione di qualità, all’intercettazione di fondi nazionali ed europei aumentando le risorse disponibili nel territorio. Nonostante il potenziale che l’ARSAC ha, l’ARSAC non genera ricchezza in modo significativo e sistematico, e ciò a causa dello scarso collegamento tra la sperimentazione che avviene nei centri sperimentali dimostrativi e le aziende agricole locali, attività talvolta autoreferenziali con eventi o studi che non trovano alcuna applicazione pratica, mancanza di indicatori economici chiari per misurare l’impatto reale sul territorio. Alcune strutture risultano sottoutilizzate o chiuse, con risultati limitati alla sola produzione interna dell’ente.

In sostanza, molte risorse e attività restano consumate all’interno dell’ARSAC senza trasferire valore economico concreto sul territorio. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento veramente critico: l’ARSAC non è un ente deputato all’erogazione di contributi per feste civili o iniziative meramente celebrative, eppure risulta che siano stati concessi - qui c’è una delibera del Comune di Cariati - sostegni a singoli comuni, come nel caso del Comune di Cariati appunto, di circa ventimila e passa euro, e verosimilmente anche ad altre realtà per sagre e manifestazioni locali.

Il punto non è la legittimazione formale di tali interventi, ma l’assenza di una verifica sugli effetti prodotti. Ad esempio, se si supporta da parte dell’ARSAC una sagra della castagna, bisogna poi controllare se questa sagra della castagna, generata negli anni, abbia originato nuove produzioni, filiere di trasformazione, iniziative imprenditoriali o benefici duraturi per l’economia locale e per il ripopolamento delle aree interne. In mancanza di queste valutazioni, anche tali risorse rischiano di esaurirsi in iniziative episodiche e prive di ricadute strutturali.

L’ARSAC potrebbe essere un motore di sviluppo generale di ricchezza, ma attualmente funziona più come una struttura interna che come leva economica reale per il territorio.

Per trasformare il suo ruolo in vera ricchezza è necessario rafforzare il legame tra sperimentazione e applicazione pratica, orientare le attività ai risultati economici misurabili, integrare le strutture con le imprese e le filiere territoriali.

Quindi l’ARSAC ha strumenti e capacità per generare ricchezza, ma nella pratica non lo fa e rischia di sopravvivere più come ente che come leva di sviluppo economico per la Calabria. All’interno di questo quadro già fortemente critico, merita una riflessione specifica la gestione degli impianti di risalita di Camigliatello Silano. Si tratta di un’attività che appare estranea alle funzioni principali dell’ARSAC e che assorbe risorse correnti significative per sostenere una gestione di tipo turistico-ricreativo, caratterizzata da elevata incertezza dei ricavi e da costi strutturalmente rigidi.

Dal bilancio non emerge una contabilità separata che consenta di valutare con trasparenza l’effettivo peso di questa gestione, mentre le informazioni disponibili fanno ritenere che i costi superino stabilmente i ricavi, generando perdite strutturali che vengono assorbite dal bilancio complessivo senza una chiara assunzione di responsabilità politica. In questo contesto, segnato dal cambiamento climatico, dalla riduzione delle stagioni sciistiche e dall’aumento dei costi energetici, la prosecuzione di questa gestione solleva interrogativi seri sulla sostenibilità futura di questa attività, soprattutto perché noi riteniamo che le funivie possano essere veramente generatrici di economia per i territori e leva per lo sviluppo dei paesi della Sila e della Presila.

A queste criticità strutturali si aggiunge un elemento che continua a pesare in modo strutturale sugli equilibri di bilancio: la gestione liquidatoria dell’ARSSA, incardinata in ARSAC come gestione a stralcio. Il bilancio evidenzia per l’intero triennio un persistente squilibrio di parte corrente che viene riequilibrato facendo ricorso a entrate in conto capitale derivanti dalle dismissioni patrimoniali. È vero che questa rappresentazione è formalmente consentita dalla norma contabile vigente, ma è altrettanto vero che ci troviamo di fronte a una situazione che si trascina da anni, dal 2015, e che incide strutturalmente sulla solidità del bilancio.

Proprio per questo, in Commissione bilancio ho chiesto maggiore chiarezza sullo stato reale di questa liquidazione: quali vendite siano state fatte, quali siano state le entrate realizzate, quali spese siano ancora in essere. Anche se su questo punto le risposte non sono state sufficienti, un bilancio che presenta sistematicamente un disavanzo di parte corrente coperto da entrate straordinarie non può essere considerato nel merito un bilancio solido, soprattutto se riguarda un ente che dovrebbe programmare interventi di medio e lungo periodo in un settore così fragile come quello agricolo.

Emergono poi ulteriori elementi di criticità e incongruenza tra le previsioni dell’ente e gli stanziamenti regionali. Come ha già detto il collega Pietropaolo, la Regione ha stanziato trentuno milioni con il bilancio di previsione per il 2028, invece l’ARSAC ne prevede trentuno milioni e mezzo. Una gestione prudenziale discutibile di alcuni fondi di accantonamento e una rappresentazione delle liquidità che avrebbe meritato maggiore trasparenza e aggiornamento.

Ho finito, Presidente.

Al di là degli aspetti tecnici, ciò che questo bilancio mette in evidenza è un problema politico più profondo: lo scollamento crescente tra ciò che l’ARSAC dovrebbe essere e ciò che nei fatti è diventata. Quindi, alla luce di tutto questo, e vado alla conclusione, il voto che, come Casa Riformista – Italia Viva, daremo a questo bilancio è negativo, è contrario, proprio perché non vengono portate avanti quelle che sono le finalità di ARSAC, ma sembra che sia un ente, un carrozzone che vive per sé stesso, che serve semplicemente per produrre sagre e fiere e quant’altro.

Parlavamo giustamente dei dipendenti: per circa 30 milioni di euro la maggior parte del bilancio, le somme che vengono date dalla Regione vengono utilizzate per questo. Quindi spero che sia revisionato il tutto, che si decida di farlo funzionare per come funzionava prima. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Ha chiesto di intervenire la consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.

SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)

Grazie, Presidente.

In realtà mi dispiace sentire queste parole dalla consigliera Greco, perché questo è un provvedimento che è stato, appunto, analizzato in Commissione e dal resoconto integrale si evince che a tutte le domande e a tutti i dubbi della consigliera Greco la dottoressa Caligiuri, in quanto direttrice dell’ARSAC, ha risposto in modo esaustivo, partendo appunto dalla gestione a stralcio, che è pubblicata in modo trasparente sul sito dove ci sono tutti i beni dell’ARSSA che ogni anno ARSAC, infatti, mette in vendita; quindi, una buona parte delle risorse entra nelle casse dell’ARSAC senza gravare sulle risorse trasferite dalla Regione Calabria.

Gli acquedotti nel 2026 passeranno poi tutti a SORICAL e l’impianto sciistico di Camigliatello di cui si parlava prima, appunto, passerà a breve a Ferrovie della Calabria. Quindi il bilancio previsionale è stato discusso in Commissione e durante la seduta di Commissione sono state poste delle domande, anche non pertinenti, a cui sono state date delle risposte esaustive.

L’ARSAC sta facendo un lavoro straordinario.

Si parlava prima che si fa tanta promozione. In realtà la Calabria aveva bisogno di tutta questa promozione per farsi conoscere anche oltre i confini regionali. Il lavoro dell’ARSAC è sotto gli occhi di tutti come braccio destro del Dipartimento Agricoltura. Penso sia davvero un lavoro eccezionale che va premiato, dando il giusto riconoscimento a tutta questa organizzazione che ogni giorno lavora.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Santoianni. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà per tre minuti.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Molto meno, Presidente, Intervengo soltanto per fatto personale, perché ho sentito che nella seduta di Commissione in cui ero presente ho fatto delle domande e mi sono state date tutte le risposte. È vero: hanno dato tutte le risposte, ma erano risposte che non entravano nel merito della questione, molto superficiali, che non hanno convinto. Consigliera Santoianni, non hanno convinto quelle che erano le mie convinzioni. Non perché si risponde a una domanda significa che quella risposta sia soddisfacente: non lo è stata. Tant’è che mi sono ritenuta insoddisfatta e ho votato contro lì stesso. Non ho espresso il mio contrario soltanto oggi, ho votato contro e ho dato la mia motivazione in quella sede.

Quindi pretendo rispetto per la volontà e per il parere che dà un consigliere di minoranza sulla base di dati di fatto e anche in base a quello che hanno detto i revisori dei conti; infatti, tutti le raccomandazioni del revisore dei conti e di chi ha verificato il bilancio non sono molto distanti da quello che ho ritenuto di far rilevare.

Indipendentemente, però, dalla questione tecnica, la cosa più importante è quella politica. L’ARSAC, consigliera Santoianni - noi veniamo dal mondo dei contadini, dall’agricoltura - dovrebbe essere quello strumento che aiuta le imprese agricole a svilupparsi e innovarsi. A me non sembra che questo avvenga. Vengo da quel mondo, ne saprò qualcosa! Non mi sembra che svolga più questo tipo di funzione.

Sono consapevole che se dovesse riprendere le sue vere funzioni e non le funzioni che sta sviluppando adesso, il settore agricolo calabrese e tutti gli imprenditori calabresi potrebbero avere maggiore forza e maggiore capacità di sviluppare le proprie aziende.

Non sono contro l’ARSAC, sono contro questo modo di vivere l’ARSAC, semplicemente questo.

Poi è vero quello che ha detto lei: la dottoressa Caligiuri mi ha risposto, ha dato delle risposte che però, a mio avviso, non erano soddisfacenti. Grazie mille.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Intervengo soltanto per una precisazione, visto che la consigliera Greco ha citato l’organo di revisione e l’organo di controllo, ripeto quello che ho letto prima: l’organo di controllo - questo è citato nel bilancio che potete vedere tutti - ha evidenziato il rispetto del pareggio finanziario di competenza e complessivo, il rispetto degli equilibri di parte corrente e di conto capitale, ha evidenziato il rispetto della legge sulla spending review, ha evidenziato il rispetto dell’accantonamento dei fondi crediti di dubbia esigibilità.

A conclusione della sua attività e delle verifiche effettuate l’organo di revisione ritiene congrue le previsioni di spesa, attendibili le entrate, coerente la previsione di spese per investimenti con il programma amministrativo e il piano di sviluppo dell’azienda, che le previsioni di cassa sono attendibili in relazione all’esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza e congrue in relazione al rispetto dei termini di pagamento, con riferimento ai cronoprogrammi alle scadenze di legge e agli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Quindi il Collegio sindacale di fatto approva e sottopone all’attenzione del Consiglio regionale, come anche della Giunta, il testo del bilancio.

Semplicemente, in aggiunta a quanto detto dalla collega Santoianni, voglio specificare una cosa che è emersa in Commissione, ed è emersa - consigliera Greco, lei era presente - anche in maniera importante grazie alle sue sollecitazioni: l’attività imponente e importante che l’ARSAC sta facendo per il nostro mondo agricolo è un’attività indubbiamente e indubitabilmente presente nei fatti.

È un’attività che non è rivolta, come dice lei, soltanto a noi calabresi, è rivolta all’esterno. Le iniziative svolte sul vino e sull’olio, anche di recente, sono principalmente rivolte all’esterno. Dico un’altra cosa: se anche fossero rivolte solo all’interno, cosa che non è successa, anche questa sarebbe una cosa positiva, perché comunque abbiamo bisogno che il nostro mondo agricolo e noi stessi prendiamo atto e ci rendiamo conto di quanto siamo in grado di fare, di quanto i nostri imprenditori agricoli sono capaci di portare prodotti di qualità sul territorio calabrese, sul territorio italiano e nel mondo intero.

Sono sicuro che di questo anche lei è a conoscenza, conoscendo tanti imprenditori agricoli di qualità. Quindi abbiamo bisogno prima di tutto di fare crescere la coscienza di noi stessi su questi ambiti e poi ragionare anche sulla possibilità di andare sui mercati esteri.

Gli eventi che sono stati realizzati ripercorrono, secondo il mio avviso, ma credo anche di tutti noi, perfettamente il raggiungimento di questi due obiettivi, che sono essenziali per fare andare avanti la nostra agricoltura e i nostri imprenditori.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pietropaolo.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Ovviamente il mio voto è contrario, ma prendo questo minuto semplicemente per dire al collega Pietropaolo che più di me, e molto più di me, ne sanno gli altri imprenditori agricoli che, come me, hanno portato avanti i prodotti di eccellenza calabresi, soprattutto vino e olio. Mi tocca da vicino, quindi so benissimo quello che avviene quando parlo, soprattutto, di questo settore.

Mi dispiace, collega Pietropaolo, ma penso di avere un po’ di competenza per tutto quello che è stato fatto dalla Regione Calabria e per tutto quello che è stato fatto, invece, dalle singole imprese, da sole, che hanno dimostrato, soprattutto nel mondo del vino, di essere cresciute tantissimo e molto in termini di qualità ed esportazione.

Certo - qui ritorna quel ruolo dell’ARSAC che non rinnego - non dico che il Vinitaly a Sibari o il Merano Wine Festival siano una cosa negativa, sono una cosa molto positiva. Le farei diversamente, ma veniamo da due mondi diversi; quindi, sicuramente abbiamo dei modi di impostare questi tipi di eventi in modo diverso. Però, sono degli eventi che vanno bene, ma non hanno quell’importanza che viene data da un punto di vista comunicativo, secondo me, per quanto riguarda le imprese.

Poi, se vuole, magari ne parliamo e ne discutiamo meglio, verifichiamo quanto veramente è rientrato alle imprese, se qualcuno della Regione Calabria l’ha fatto. Possiamo chiedere in qualità di consiglieri regionali quali sono state le ricadute positive di questi eventi per le singole imprese vinicole e olearie della Regione Calabria.

PRESIDENTE

Grazie. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 31/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, A. Brutto, G. Mattiani, P. Caputo, V. Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”

PRESIDENTE

Passiamo al punto tre all’ordine del giorno, inerente alla proposta di legge numero 31/13^ d’iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Brutto, Mattiani, Caputo, Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”. La parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, collega Giannetta.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente.

Per quanto riguarda gli articoli 1, 2 e 3, riunirei la descrizione perché, benché riguardino tre leggi diverse, hanno lo stesso significato; si tratta delle leggi regionali numero 26, 27 e 28, tutte del 30 maggio 2025.

La norma negli articoli 1, 2, 3 risponde all’esigenza di garantire l’adempimento dell’impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione, in risposta alla nota protocollo numero 516886 del 10 luglio 2025, al fine di evitare l’impugnativa governativa.

Nello specifico, si interviene per inserire nell'articolo 1 della legge regionale e, quindi, negli articoli 2 e 3, una previsione di garanzia dettata dalla legge quadro in materia di aree protette.

La norma dell'articolo 4 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 584409, del 3 agosto 2025, al fine di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si interviene per rimodulare alcune definizioni lessicali e renderle più aderenti alla legge statale oltre che integrare la norma con alcune clausole di garanzia rispetto al coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e la loro collaborazione con le Istituzioni pubbliche.

La norma dell'articolo 5 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 569708, del 29 luglio 2025, al fine di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si interviene nell'articolo 8 della legge regionale per specificare che le risorse generate dalle attività di cui al comma 5 dell'articolo 2 confluiscono annualmente nella parte libera del risultato d'amministrazione.

La norma dell'articolo 6 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione, con nota, protocollo numero 569725, del 29 luglio 2025 e con nota, protocollo numero 572229, del 30 luglio 2025, al fine di evitare l'impugnativa governativa. Nello specifico, si interviene in più punti della legge per renderla omogenea alle previsioni normative nazionali.

L'articolo 7 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione al principio di leale collaborazione. Nello specifico, si interviene per eliminare nella lettera c), del comma 3, dell'articolo 9, della legge regionale 48/2019, così come introdotto dall'articolo 5 della legge regionale 17/2024, le parole: “, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale,”. Tale modifica si rende opportuna per rendere il testo normativo maggiormente conforme al quadro ordinamentale vigente. L'articolo 8 risponde all'esigenza di garantire l'adempimento dell'impegno assunto dal Presidente della Giunta regionale nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione. Nello specifico, nella legge regionale 30 maggio 2025, numero 25 (Unità di pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante e la promozione del diritto all'educazione e all'istruzione nella regione Calabria) si interviene per garantire la neutralità finanziaria della norma rispetto alle previsioni ivi contenute.

L'articolo 9 reca la clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale e l'articolo 10 dispone l'entrata in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge nel BURC. L'esigenza dell'entrata in vigore anticipata si giustifica proprio per la peculiare composizione della proposta di legge che ha l'unico fine di dare seguito agli impegni assunti con il Governo nazionale.

Relazione tecnico finanziaria, criteri di quantificazione degli oneri finanziari: la presente proposta non comporta oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi esclusivamente di interventi mirati per dare seguito agli impegni assunti con il Governo, finalizzati ad evitare l'impugnativa delle norme. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Articolo 10

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge statutaria numero 1/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, P. Caputo, V. Pitaro, G. Mattiani, A. Brutto, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)” - Seconda lettura

PRESIDENTE

Passiamo al punto quattro relativo alla proposta di legge statutaria numero 1/13^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta, Caputo, Pitaro, Mattiani, Brutto, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, numero 25 (Statuto della Regione Calabria) - Seconda lettura.

Ricordo all'Aula che, ai sensi dell'articolo 58, comma 1, dello Statuto della Regione Calabria, lo Statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge assunta a maggioranza assoluta dei suoi componenti con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi.

Si rammenta, inoltre, che trattandosi di una modifica parziale dello Statuto, il testo, una volta approvato, rientra tra le leggi regionali di revisione statutaria parziale, secondo quanto previsto dal comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 26 novembre 2025, numero 45.

Nella seduta odierna, la modifica statutaria viene sottoposta all'esame del Consiglio per l'approvazione in seconda lettura.

Considerato che la discussione generale si è svolta nella seduta in cui è stata trattata in prima lettura, nella seduta odierna sono ammessi soltanto interventi per dichiarazione di voto.

Cedo la parola al consigliere Giannetta per l’illustrazione del provvedimento.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Come giustamente ricordava lei, siamo alla seconda lettura di questa proposta di legge. La prima lettura è avvenuta in data 20/11/2025.

Lo Statuto regionale vigente prevede che la Giunta regionale sia composta da un numero massimo di 7 assessori, includendo nella base di calcolo il Presidente della Giunta regionale.

L'articolo 1 della proposta di legge di revisione statutaria propone la modifica dell'articolo 35 dello Statuto, intervenendo sul numero dei componenti della Giunta regionale, ai sensi della legislazione statale vigente (id est, articolo 14, comma 1, decreto-legge 13 agosto 2011, numero 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, numero 148, per come modificato dall'articolo 1, comma 1, della Legge 8 agosto 2025, numero 122.

In particolare, la nuova lettera b) dell'articolo 14, comma 1, decreto-legge numero 138/2011 consente alle regioni con popolazione fino a 2 milioni di abitanti, di aumentare fino a due unità il numero di assessori stabilito dalla legge.

Ai fini della determinazione del numero massimo degli assessori regionali, la medesima lettera b) àncora il dato ad una quota, un quinto dei componenti del Consiglio regionale, e specifica che “Ai fini del calcolo del numero massimo degli assessori regionali, il Presidente della Giunta regionale continua a essere incluso nel numero dei componenti del Consiglio regionale”.

L'articolo 1, comma 3, del decreto-legge numero 122/2025 consente alle Regioni di adeguare, nell'ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di cui al comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

La norma di revisione statutaria proposta, pertanto, prevede che la Giunta regionale sia composta da un numero di assessori nel limite massimo previsto dalla legislazione statale, utilizzando appositamente un rinvio mobile alla normativa statale, al fine di evitare la necessità di eventuali successive opere di adeguamento.

La modifica statutaria proposta, in attuazione della legislazione statale di principio, sarà contenuta nei limiti degli stanziamenti di bilancio e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza regionale.

L'articolo 2 della proposta di legge introduce la possibilità per il Presidente della Giunta regionale di nominare fino a due sottosegretari che possano coadiuvarlo nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato, con la finalità di assicurare un più efficiente coordinamento dell'azione di governo.

La proposta di modifica si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento dell'efficienza dell'azione di governo regionale, di semplificazione dei processi decisionali e di miglior raccordo tra la Presidenza e l'insieme della Giunta.

Essa si pone in linea con esperienze già maturate in altre Regioni (Marche, Lombardia, Piemonte, Abruzzo, Toscana, Emilia-Romagna, Molise) e con i principi costituzionali di autonomia organizzativa e buon andamento della Pubblica amministrazione.

La proposta di modifica si limita a introdurre una facoltà in capo al Presidente, lasciando alla successiva legge regionale la disciplina dell'attuazione della disposizione.

La presente proposta di legge di revisione statutaria ha, per la sua stessa natura, carattere ordinamentale e come tale non comporta spese a carico del bilancio regionale.

Relazione tecnico-finanziaria. La presente proposta di legge statutaria non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, atteso che la modifica proposta ha natura prettamente ordinamentale L'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo numero 122/2025 consente alle Regioni di adeguare, nell'ambito della propria autonomia statutaria e legislativa, i rispettivi ordinamenti alle disposizioni di cui al comma 1, nei limiti dei propri stanziamenti di bilancio previsti a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

La proposta di modifica si limita, inoltre, ad introdurre all'articolo 2 la facoltà di nomina in capo al Presidente della Giunta di due figure di sottosegretario chiamate a coadiuvarlo nell'esercizio delle sue funzioni, rinviando ad una successiva legge ordinaria gli aspetti afferenti all’attuazione della presente disposizione statutaria. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento così come è stato approvato in prima lettura.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 10/13^ di iniziativa del consigliere F. Laghi, recante: “Sul riconoscimento del distaccamento dei Vigili del fuoco di Trebisacce (CS) a struttura permanente”

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 5 dell’ordine del giorno relativo alla mozione numero 10/13^ nel testo modificato a firma del consigliere regionale Laghi e dei capigruppo Alecci, Bruno, Brutto, Caputo, De Cicco, Giannetta, Greco Filomena, Mattiani, Pitaro, Scutellà “Sul riconoscimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Trebisacce a struttura permanente”.

Cedo la parola al consigliere Laghi per illustrare il provvedimento.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente. Quello che leggerò, come lei ha già anticipato, è il testo modificato della mozione originale condiviso con tutti i capigruppo e riguarda il riconoscimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Trebisacce a struttura permanente.

“Il Consiglio regionale - premesso che:

-       i vigili del fuoco ricoprono un ruolo fondamentale per la tutela dei cittadini e del territorio;

-       il territorio della provincia di Cosenza è il più esteso della Calabria con orografia complessa e variegata;

-       l'attuale dislocazione dei presìdi operativi dei Vigili del Fuoco nella Provincia di Cosenza prevede: 2 distaccamenti permanenti a Paola e Scalea a copertura della fascia tirrenica; 3 distaccamenti permanenti a Rende, San Giovanni in Fiore e Castrovillari; un presidio rurale ad Acri, oltre la sede centrale a copertura della fascia centrale della Provincia; un distaccamento permanente a Corigliano-Rossano e un distaccamento volontario a Trebisacce a copertura della fascia ionica nord.

Considerato che:

-        per indisponibilità del personale il distaccamento volontario di Trebisacce risulta chiuso da luglio 2024;

-       l'Amministrazione comunale di Trebisacce ha consegnato un immobile a titolo gratuito, completamente ristrutturato e rispondente alle esigenze logistiche di un presidio dei vigili del fuoco;

-       l'ambito territoriale di competenza del già menzionato presidio comprendeva 16 Comuni e ha registrato mediamente più di 1000 interventi annui;

-       detta chiusura ha determinato un enorme aumento del carico di lavoro sui distaccamenti permanenti di Castrovillari e Corigliano Rossano, che, ad oggi, incontrano numerose difficoltà nel garantire interventi tempestivi per la vastità e complessità del territorio, con una evidente inefficienza del servizio, in particolare nella zona nord ionica a elevata vocazione turistica, tra l'altro;

-       le Amministrazioni comunali dell'alto Ionio Cosentino (Nocara, Amendolara, Castroregio, Alessandria del Carretto, Rocco Imperiale, Trebisacce), nonché il Comando provinciale di Cosenza hanno più volte sollecitato il Ministero dell'Interno per ottenere la conversione del distaccamento volontario di Trebisacce a distaccamento permanente;

-       come sottolineato dallo stesso Dipartimento dei vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile - Comando vigili del fuoco di Cosenza - cito: “La vastità e complessità del territorio, nonché i numerosi interventi di soccorso tecnico urgente che sono stati effettuati nei periodi di apertura del distaccamento, evidenziano la ormai non più procrastinabile necessità di servire il territorio con un distaccamento permanente che garantisca la continuità operativa della sede”. -

impegna la Giunta regionale e il Presidente della Regione ad attivarsi presso il Governo nazionale per sollecitare le risorse necessarie a potenziare gli organici dei vigili fuoco e a sollecitare con la dovuta urgenza la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce a distaccamento permanente per un sempre più efficiente servizio compatibilmente con le risorse finanziarie che progressivamente verranno reperite per il potenziamento degli organici.”

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Laghi. Ha chiesto di intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà,

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. In aggiunta a quello che è stato detto dal collega Laghi, per quanto riguarda la mozione sul distaccamento dei Vigili del fuoco di Trebisacce, affinché possa diventare da distaccamento volontario un distaccamento permanente, personalmente ieri ho ricevuto una delegazione dei Vigili del fuoco e ho presentato un'interrogazione, con la stessa finalità della mozione di cui parliamo oggi. Nell'interrogazione mi rispondete che, fondamentalmente, non è competenza vostra perché la competenza è ministeriale.

Credo che ci sia un qualcosa che si chiama volontà politica, per cui, se la Regione Calabria e soprattutto il presidente Occhiuto sollecitano il Ministero, perché c'è una situazione di emergenza – parliamo di un territorio molto vasto che necessita di un riconoscimento del distaccamento dei Vigili del fuoco di Trebisacce – possiamo realizzarlo effettivamente e non limitarci all'approvazione di una mozione che sarà un impegno, ma non ci garantisce l'effettiva realizzazione dell'obiettivo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Scutellà.

Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La mozione è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva).

(È riportata in Allegati)

Ordine del giorno numero 1 sulla “Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari

PRESIDENTE

Passiamo alla trattazione dell’ordine del giorno a firma della consigliera Santoianni e dei consiglieri Bevilacqua, Rosa e Ionà, recante: “Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”. Cedo la parola alla consigliera Santoianni per illustrare l'ordine del giorno.

Cedo la parola alla consigliera Santoianni per l’illustrazione.

SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)

Grazie, Presidente.

La presente relazione accompagna l'ordine del giorno presentato oggi in Consiglio regionale, in merito alla necessità di una revisione della disciplina europea sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, alla luce delle criticità che tale disciplina determina sotto il profilo della trasparenza dell'informazione al consumatore e della tutela delle filiere produttive agricole.

L'iniziativa nasce dall'esigenza di riaffermare il valore dell'agricoltura come elemento economico, sociale e identitario dei territori e in particolare della Calabria, regione a forte vocazione agricola nella quale la qualità delle produzioni è strettamente legata all'origine delle materie prime e al lavoro delle imprese locali.

L'attuale disciplina sull'origine doganale delle merci, fondata sul criterio dell'ultima trasformazione sostanziale o economicamente giustificata, risponde prevalentemente a finalità di natura doganale e fiscale. Tuttavia, la sua applicazione ai prodotti agricoli e alimentari ha mostrato limiti evidenti. In diversi casi, infatti, i prodotti ottenuti da materie prime provenienti da Paesi terzi possono essere commercializzati come italiani per il solo fatto di aver subito in Italia una fase finale di lavorazione. Questo meccanismo, pur legittimo sotto il profilo doganale, genera confusione nei consumatori, altera la concorrenza e penalizza le imprese agricole che investono realmente sulla tracciabilità, sulla qualità e sul legame con il territorio. Ne deriva una distorsione del mercato che rischia di compromettere la credibilità del Made in Italy agroalimentare e di svalutare le produzioni autentiche. Per la Calabria tali effetti risultano particolarmente rilevanti poiché l'agricoltura rappresenta non solo un comparto produttivo strategico, ma anche un presidio del territorio, del paesaggio e delle tradizioni locali. Difendere la chiarezza sull'origine dei prodotti significa quindi difendere il lavoro agricolo, il reddito delle imprese e l'identità stessa delle comunità rurali.

Con il presente ordine del giorno, il Consiglio regionale intende esprimere un chiaro indirizzo politico, sollecitando il presidente della Giunta regionale a farsi promotore, nelle sedi istituzionali nazionali ed europee, di iniziative volte ad avviare una riflessione sulla necessità di rafforzare la trasparenza in materia di origine dei prodotti agricoli, distinguendo in modo più chiaro tra origine doganale e reale provenienza delle materie prime.

L'obiettivo è quello di garantire una corretta informazione ai consumatori e una maggiore tutela delle produttività locali. Si precisa che l'ordine del giorno non produce effetti normativi e non incide direttamente sull'ordinamento europeo nazionale. Esso costituisce un atto di indirizzo politico pienamente legittimo, attraverso il quale il Consiglio regionale esercita il proprio ruolo di rappresentanza degli interessi del territorio e di impulso istituzionale nei confronti degli altri livelli di governo. In coerenza con le prerogative riconosciute alla Regione dallo Statuto e dalla consolidata prassi istituzionale, senza alcuna invasione delle competenze dell'Unione Europea, l'ordine del giorno rappresenta, pertanto, una presa di posizione responsabile e di buon senso su un tema di grande rilevanza economica e sociale, che va oltre gli schieramenti politici e che mira a tutelare consumatori, imprese agricole ed entità produttive. Per tali ragioni si auspica un ampio sostegno da parte dell'Aula. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Santoianni. Sospendiamo cinque minuti i lavori dell'Aula.

 

La seduta sospesa alle 18,00 riprende alle 18.10.

Ordine del giorno numero 1/13^ sulla “Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”

PRESIDENTE

Prego i colleghi di riprendere posto, che riprendiamo la seduta. Continuiamo con il provvedimento introdotto ex articolo 42: ordine del giorno a firma dei consiglieri Elisabetta Santoianni, Bevilacqua, Rosa, Ionà, sulla “Revisione della disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli alimentari”. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno…

 

PRESIDENTE

Siamo ancora sull'ordine del giorno della consigliera Santoianni.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Presidente, non viene illustrato l'ordine del giorno?

PRESIDENTE

La collega Santoianni l'ha già illustrato.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Presidente, intervengo per evidenziare che, per l'ennesima volta, si porta in Aula un ordine del giorno che non è stato condiviso con la minoranza, quindi, non c'è stato neanche il modo di potersi confrontare sugli aspetti di questo ordine del giorno. Che non sia condiviso con la minoranza ormai è prassi consolidata di questi primi mesi di legislatura.

Quello che però mi pare emerga dalla lettura dell'ordine del giorno è che non è stato neanche condiviso con le associazioni di categoria e con le associazioni di consumatori. Diverse volte ricorre la parola consumatori, diverse volte ricorre la parola produttori in quest'ordine del giorno, mai, almeno da quello che si legge, emerge che questo ordine del giorno arrivi a valle di un confronto con le associazioni di categoria e con le associazioni dei consumatori. Pertanto, mi chiedo se, prima di chiedere al Presidente della Regione di portare questo ordine del giorno ai tavoli della Conferenza Stato-Regioni e all'interlocuzione con i parlamentari europei eletti nella nostra circoscrizione, chi ha prodotto l'ordine del giorno abbia fatto uno studio sui possibili benefici dell'esclusione dall'articolo 60 del Regolamento europeo dei prodotti agricoli.

Prima di ragionare sull'opportunità di votare a favore o contro, sinceramente vorremmo capire quali benefici ci sarebbero per i consumatori e quali benefici ci sarebbero per i produttori, togliendo i prodotti agricoli dall'articolo 60 del Regolamento europeo, perché dalla lettura dell'ordine del giorno questo non emerge. Soprattutto: è stato fatto un confronto con le altre Regioni prima di chiedere l'inserimento di questo punto all'ordine del giorno? È stato fatto un confronto con le altre Regioni? Sono favorevoli le altre Regioni all'esclusione dei prodotti agricoli dall'articolo 60? Ultima domanda: mi pare che si parli di prodotti agricoli, non vedo in Aula l'assessore Gallo, mi domando il perché. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà. Ha chiesto di intervenire la consigliera Santoianni. Ne ha facoltà.

SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Intervengo soltanto per dire che la mia relazione è stata molto chiara. Ho spiegato tutte le motivazioni di questa richiesta, che tra l'altro è un atto di indirizzo a tutela del nostro comparto agroalimentare; quindi, non comprendo le difficoltà che sta sollevando il consigliere Falcomatà, non ne vedo l'esigenza. Forse non ha ascoltato bene la relazione illustrativa. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie, collega Santoianni. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. L'ho ascoltata, non soltanto l'ho ascoltata in Aula, nelle more l'ho pure letta. All'inizio ero un po' perplessa, perché, collega Santoianni, siamo stati pure in Commissione. Perché non ne abbiamo parlato? Perché non si è portato quest'ordine del giorno all'attenzione dei consiglieri di minoranza prima? Quello che diceva il collega Falcomatà è vero. Poi, è normale che la tutela del Made in Italy è una cosa alla quale teniamo tutti, soprattutto per i prodotti calabresi che sono già poco conosciuti, figuriamoci se non ci va di valorizzarli e di tutelarli. Però, da una lettura veloce, non capire per quale motivo non sono state ascoltate le associazioni di categoria, come diceva prima il collega, non è una cosa semplice. Ogni volta ci fate queste cose, lo chiediamo per cortesia, per favore, per rispetto istituzionale, per tutto quello che volete, soprattutto adesso che sono costituite le Commissioni.

Adesso portate un altro di ordine del giorno, come si dice, fuori sacco: portateli in Commissione in modo tale da confrontarci, valutarli e studiarli e sicuramente dare il supporto necessario. Mi mettete in difficoltà. Per la tutela del made in Italy ho fatto di tutto, però in questo momento non mi sento di votare a favore di questo ordine del giorno che impegna il nostro Presidente a realizzare tutte quelle azioni tali per togliere dall'articolo 60 i prodotti agroalimentari. Fatecelo valutare, ritiratelo, dateci la possibilità di studiarcelo e magari votare tutti quanti a favore. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Non ci sono altre richieste di intervento, pertanto pongo in votazione l'ordine del giorno con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. L'ordine del giorno è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportato in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 35/13^, recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed Aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria”.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Passiamo alla votazione dell'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 35/13^. La proposta di legge è inserita.

Proposta di legge numero 35/13^ recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del servizio sanitario della Regione Calabria

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 35/13^ d’iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, Rosa, recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di Enti e Aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria”.

Cedo la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, collega Giannetta.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

La presente proposta di legge reca disposizioni di carattere ordinamentale, finalizzate a prorogare la validità ed efficacia di tutte le graduatorie in scadenza nell'anno 2026 delle aziende e degli enti sanitari nella Regione Calabria, all'esito delle procedure concorsuali per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato di personale del comparto sanitario, dirigenziale e no.

L'intervento normativo che qui si invoca trae origine nella necessità di preservare il capitale umano individuato con gli anzidetti processi selettivi, evitando così il rischio di una inutile dispersione dello stesso.

L'opportunità di disporre la proroga in oggetto è vagliata alla stregua dei principi essenziali di buon andamento, economicità ed efficienza dell'azione amministrativa. La previsione di un differimento del termine di scadenza delle vigenti graduatorie, infatti, eviterebbe l'esperimento di ulteriori e gravose procedure selettive, con un conseguente risparmio in termini economici e, dunque, un contenimento della spesa pubblica regionale.

In aggiunta a tale prerogativa, la preferenza per l'utilizzo degli elenchi già esistenti di candidati idonei consentirebbe di annullare gli sforzi organizzativi e le lungaggini procedurali derivanti dall'indizione di una nuova e ulteriore pubblica selezione, volta a colmare sopravvenute carenze della dotazione organica dell'Ente.

La previsione di disposizioni volte a prorogare per la durata di 24 mesi la validità ed efficacia delle graduatorie di prossima scadenza rientra a pieno titolo nella potestà legislativa regionale e, preservando il capitale umano disponibile, assicura il buon andamento dell'amministrazione.

La presente proposta di legge si declina in tre articoli di seguito descritti: l'articolo 1, al fine di assicurare la continuità dei servizi pubblici erogati e l'efficienza sanitaria nell'ottica di garantire il buon andamento dell'Ente e il contenimento della spesa pubblica regionale, prevede la proroga di ulteriori 24 mesi dalla scadenza dell'efficacia delle vigenti graduatorie approvate che vedono il loro termine finale nell'anno 2026; l'articolo 2 prevede la clausola di invarianza degli oneri finanziari, considerando che dall'attuazione della presente proposta di legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale; l'articolo 3 disciplina l'entrata in vigore anticipata della proposta normativa, attesa l'imminente scadenza di alcune graduatorie. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Un saluto a lei, ai colleghi consiglieri, al presidente Occhiuto e alla sua Giunta, al Segretario generale e ai dipendenti che ci assistono.

Anche in questa seduta di Consiglio regionale il problema continua a essere di metodo, perché sia io sia i colleghi della minoranza siamo qui esattamente tutti per la stessa motivazione, ovvero per provare a porre in essere delle azioni legislative valide che vadano a incidere in maniera seria, pulita e trasparente sul futuro della Calabria e dei cittadini calabresi.

Così come per la proposta di legge recante “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria”, che è stata inserita solo qualche minuto fa, anche in questo caso – lo dicevo prima al Presidente della Commissione sanità –, credo che una riflessione sia necessaria poiché, se è vero, come è vero, che tutti noi siamo vicini ai cittadini calabresi inseriti in queste graduatorie e che aspettano lo scorrimento, parimenti c'è da considerare anche gente che, nelle more, dal 2024 in avanti, magari, ha conseguito il titolo e, quindi, avrebbe avuto la voglia, la necessità e il desiderio di misurarsi e di avere un'opportunità lavorativa.

A ciò si aggiunge l'inserimento dell'ordine del giorno inerente alla disciplina sull'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, che impegnava il Presidente della Regione. Presidente, anche noi avremmo avuto desiderio di proporre degli input, perché il ruolo dell'opposizione o della minoranza - chiamatela come volete – è proprio quello di essere da pungolo e, quindi, di esprimere anche il nostro punto di vista; questo continuo inserimento all'ultimo momento non fa bene assolutamente né alla democrazia né al confronto dialettico; motivo per cui ribadisco la nostra vicinanza a coloro i quali sono in queste graduatorie e per i quali farete lo scorrimento.

Tuttavia, riteniamo di doverci astenere perché è chiaro che avremmo voluto fare un ragionamento più compiuto e, visto che si sapeva di questa scadenza a fine gennaio, così come si è calendarizzata la seconda lettura rispetto allo Statuto, parimenti avremmo potuto calendarizzare anche questa, divenendo oggetto di un confronto libero, democratico e dialettico, come si conviene a un Consiglio regionale ambizioso, presidente Occhiuto, come lei lo ha definito, e come a noi piace immaginare che sia. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Madeo.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Presidente Cirillo, mi rivolgo a lei.

Sarei voluto intervenire prima sulla votazione rispetto alla opportunità o meno di inserire questo punto all'ordine del giorno, ma non è stato possibile.

Presidente, questo punto non doveva essere inserito!

Non doveva essere inserito perché serve rispetto delle persone, delle procedure e anche dell'Aula.

Sebbene l’idea delle proroghe aleggiasse già da qualche giorno, abbiamo pensato che, non essendo stata discussa fino a oggi, non sarebbe stata inserita come punto all'ordine del giorno; invece, assistiamo all'ennesimo blitz rispetto al quale non si ha nessuna possibilità.

Forse alle 18.15 vi siete accorti che scadono le graduatorie e che, quindi, devono essere prorogate?

Ve ne siete accorti adesso?

Nella relazione illustrativa uno straccio di rigo, di frase che richiami all'urgenza e alla necessità di dover approvare questo punto proprio oggi, non l'avete neanche scritto!

Se questa urgenza non c'è   da quello che c'è scritto nella relazione non emerge l’urgenza – mi spiegate a cosa serve questo blitz non condiviso, non ragionato e non inserito all'ordine del giorno?

Davvero pensate di poter fare quello che volete in quest’Aula?

Non doveva essere portata, Presidente!

La proposta non doveva essere portata all'attenzione del Consiglio regionale perché non c'è l'urgenza; se ci fosse stata non ve ne sareste accorti alle 18.15 e, soprattutto, non l'avete scritto.

C'è l'urgenza? Le graduatorie scadono tra cinque giorni?

Mettete per iscritto che purtroppo non si può andare oltre gennaio; almeno avrete mezza pezza d'appoggio politica che da questa relazione illustrativa non emerge!

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Falcomatà.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Presidente, ancora una volta dobbiamo constatare che questioni importanti come la sanità sono trattate in emergenza e che la Conferenza dei capigruppo viene scavalcata, poiché si stabilisce un ordine del giorno e, puntualmente, o ci dimentichiamo di portare le pratiche o, addirittura, con un blitz che scavalcano sia le Commissioni sia la Conferenza dei capigruppo: ci portate una proposta di legge all'ultimo minuto e senza una vera motivazione, che non può essere giustificata dall’immediata scadenza delle graduatorie.

La motivazione poteva essere vista come una risposta all’emergenza del Sistema sanitario calabrese, che ha bisogno di personale, ma non lo avete scritto, quindi, non siamo nelle condizioni di stabilire che le proposte di legge vengono fatte perché c'è una sorta di emergenza da affrontare, sempre all'ultimo minuto, ed è una cosa che non dobbiamo far passare come criterio.

Guai, presidente Cirillo, se stabiliamo che la Conferenza dei capigruppo e le Commissioni possono essere scavalcate sistematicamente!

Riteniamo che questa proposta debba essere trattata in Commissione, rinviando la seduta di Consiglio regionale anche di dodici ore; però, sarebbe utile che la Commissione venisse investita e ne valutasse l'opportunità, anche per le cose che dicevano prima i colleghi che mi hanno preceduto.

Rispetto a questo modus operandi, formalizziamo una forte critica e, pertanto, ci asterremo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Consigliere Bruno, considerato che viviamo nell'emergenza sanitaria, anche una proposta approvata velocemente all'ultimo minuto – anzi, all'ultimo secondo – è indispensabile ed è indifferibile.

Stiamo parlando di graduatorie su concorsi espletati e di persone idonee che aspettano una chiamata.

Dimentichiamo, forse, l'appello del presidente Occhiuto di qualche settimana fa ai medici e al personale sanitario di tutto il mondo per aumentare i servizi sanitari, i medici in corsia e la tutela del diritto alla sanità in Calabria?!

Abbiamo la possibilità di usufruire delle graduatorie e delle persone idonee che aspettano una chiamata, che possono essere assunte, e voi, che dovreste essere i tutori del diritto sacrosanto al lavoro, anche per connotazione ideologica e di puro stampo politico, vi opponete perché non viene portato in Commissione un testo di legge?!

Questa posizione politica è vergognosa!

Noi tuteliamo ogni possibilità che un calabrese possa lavorare in sanità, perché un calabrese che lavora in sanità, un idoneo che lavora in sanità, è una persona in più nelle corsie e negli ospedali.

Voi vi state opponendo e poi vi lamentate che non si fa niente!

Decidetevi, perché le persone fuori questo ci chiedono: di non stare a guardare ciò che accade e di intervenire; e questo è un modo per intervenire giusto, sacrosanto, che si pone anche in spirito di linearità con il decreto Milleproroghe che all'articolo 5, comma 8, ha posticipato al 31 dicembre 2026 le graduatorie semestrali, anche per contratti a tempo determinato che partono dal 2021, la cui scadenza è sostituita dalla parola 31 dicembre 2026.

Oggi vi state opponendo alla salute dei cittadini, all'interesse primario che i cittadini ci chiedono, con il vostro modo di fare politica, con il vostro politichese, e questa è una lezione che fuori da qui molti capiranno. Noi votiamo a favore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rosa.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie Presidente.

Devo urlare pure io così abbiamo ragione, oppure posso parlare con un tono calmo, tranquillo e pacato?

Mi dispiace, collega Rosa, che lei si sia arrabbiato.

La cosa più spiacevole di tutto questo non è soltanto che portiate provvedimenti fuori sacco che si potevano discutere in Conferenza dei capigruppo, ma anche il vostro atteggiamento che, di fronte ai tantissimi calabresi che stanno seguendo la diretta streaming di questa seduta, probabilmente mira a fomentare anche le persone interessate che si trovano all'interno di queste graduatorie e sono portate a pensare che noi non vogliamo votare a favore di questo provvedimento, senza capire che forse l’atteggiamento che state ponendo in essere non fa altro che mettere a rischio la democrazia, caro consigliere Rosa, di cui lei dovrebbe essere uno dei fautori, visto che è anche avvocato!

Reputo vergognoso l'atteggiamento che avete nei confronti della minoranza, che voi chiamate “opposizione”.

Io non mi sento opposizione perché, come ho sempre detto, quando i provvedimenti sono validi li voto, se non sono validi non li voto, e, se ritengo che devo astenermi, mi astengo, senza nessuna idea pregiudiziale.

Non pensiamo che quando uno urla ha ragione; tutto quello che ha detto è semplicemente un modo per fomentare coloro che stanno fuori.

Noi non abbiamo detto che votiamo contro, bensì che ci asteniamo.

L'astensione è un modo per dire che non possiamo votare a favore e non possiamo votare contro, visto che non ci avete dato il tempo di confrontarci neanche tra di noi e avete utilizzato il vostro essere “maggioranza” portando fuori sacco una proposta che poteva essere discussa da tempo, da molto tempo, considerato che le graduatorie stanno per scadere.

Quello che diceva prima il consigliere Enzo Bruno è vero: tutto quello che è sanità diventa emergenza, chissà perché?!

Chissà perché alle 18.30 portate una proposta di legge che deve essere approvata d’urgenza!

Fate venire il dubbio anche a chi sta fuori e vi ascolta.

Per quale motivo una scadenza così importante non è stata inserita all'ordine del giorno durante la Conferenza dei capigruppo?

Spero che il consigliere Mattiani, che si è prenotato per intervenire, ci dica per quale motivo sia stata inserita alle 18.30!

Perché avete convocato i Capigruppo al banco della Presidenza, visto che si sapeva da tempo che queste graduatorie erano in scadenza?

Cosa devono fare i giovani che hanno acquisito i titoli in questi anni? Devono aspettare che si rifacciano i bandi, magari fra quattro anni?

Dove sta la giustizia?

Voi avete deciso che la giustizia è portare avanti e prorogare queste graduatorie?

Noi ci asterremo perché pensiamo che effettivamente coloro i quali sono in queste graduatorie hanno il diritto di iniziare a lavorare, ma ci sono anche – mi auguro – i ragazzi che hanno acquisito i titoli in questo periodo e che possono rispondere ai bandi, visto che abbiamo tante necessità in materia sanitaria di medici, OSS, infermieri e altre categorie sanitarie.

Non fomentate l'odio nei confronti di chi sta da questa parte, perché prima o poi vi potrete trovare voi da questa parte, consigliere Rosa, e non è detto che non chiederete le stesse cose che stiamo chiedendo noi.

Cerchiamo di organizzarci in modo tale da poter dare un valido contributo a questa Regione. Come diceva prima la collega Madeo, siamo tutti dalla stessa parte, ci viviamo tutti quanti in questa regione, abbiamo bisogno del Pronto soccorso e del servizio sanitario.

Perché dobbiamo essere sempre in contrasto?

Non so quale sia il motivo; mi auguro che il consigliere Mattiani ci spieghi perché avete portato questo provvedimento in Aula alle 18.30, invece di inserirlo in Conferenza dei capigruppo.

Il voto del gruppo Casa riformista - Italia Viva sarà di astensione.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini)

Grazie, Presidente.

Consigliera Greco, leggo una proposta di legge che sostanzialmente è finalizzata a prorogare la validità e l'efficacia di graduatorie che scadranno tra qualche giorno, dando la possibilità ai medici e al personale sanitario di cui questa regione ha tanto carenza di poter essere immediatamente disponibili.

Difatti, ci sono due vantaggi: il primo, è quello di avere immediatamente la disponibilità del personale sanitario da assumere, rimpinguando le necessità all'interno delle strutture sanitarie; il secondo riguarda anche il risparmio economico che ne deriverebbe, oltre che di tempo rispetto al dover fare nuovi bandi di assunzione.

Inoltre, credo che la vostra astensione di oggi non sia assolutamente in linea con l'azione politica che avete messo in campo fino a qualche settimana fa a Polistena, dove vi siete presentati per contestare la carenza di medici e la quasi chiusura della struttura sanitaria e delle strutture sanitarie! E oggi che vogliamo prorogare delle graduatorie che abbiamo a disposizione per poter immediatamente rimpinguare le strutture sanitarie, voi dite: “No, perché non va bene il metodo!”

Consigliera Greco, alcune volte è necessario anteporre l'interesse dei cittadini all'interesse politico! 

Ecco perché alle 18.30 abbiamo inserito questo punto all'ordine del giorno, per questo semplice motivo, perché anteponiamo al rispetto del confronto politico, il rispetto verso i calabresi, che per noi sono alla base di tutto.

I cittadini calabresi ci hanno votato per amministrare e garantire dei servizi, soprattutto il diritto alla salute, e proprio per questo oggi siamo qui a votare favorevolmente.

Credo che un atto di rispetto nei confronti dei cittadini sia anche quello di evitare la contestazione politica, di cui ai calabresi non importa assolutamente nulla, votando insieme alla maggioranza un provvedimento che possa garantire ai calabresi quello che loro di più aspettano dalla classe dirigente politica, della maggioranza e della minoranza: il diritto alla salute! Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Mattiani.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Brutto. Ne ha facoltà.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente.

Vedo poca coerenza. Come diceva il consigliere Mattiani, tanti sono accorsi a Polistena, di maggioranza e di minoranza come piace alla consigliera Greco, però oggi noi stiamo portando in modo non ortodosso - fatemi passare il termine, lo dico anche da Presidente della Commissione sanità - alle 18.30 di questo provvedimento perché è utile. Seppur dovessimo garantire ad una sola Azienda sanitaria del Sistema sanitario regionale di poter prendere da queste graduatorie un solo medico, un solo infermiere, un solo OSS, facciamo un servizio alla Calabria.

Questo è un provvedimento che evidentemente è chiaro a tutti.

Consigliere Falcomatà, rispetto al passato è semplice avere i numeri perché c'è stata un'operazione chiarezza. Se lei oggi va sul sito della Regione Calabria ci sono tutte le graduatorie, tutti gli idonei, quando scadono, quando sono state approvate e in chiaro, non c'è bisogno di fare delle relazioni di approfondimento, perché ognuno di noi può farlo e anche i cittadini.

Prima che succedeva? Gli idonei delle graduatorie non sapevano quando era il loro turno perché le graduatorie, appunto, erano nascoste nei cassetti. Oggi finalmente le graduatorie sono pubbliche, sono resi pubblici gli elenchi degli idonei, sono resi pubblici gli scorrimenti e questa non è una questione straordinaria, ma un atto di normalità; però, tutti insieme, quelli che oggi criticano il funzionamento del reclutamento all'interno del Sistema Sanitario Regionale, prima di questo momento, non erano stati in grado di fare un'operazione chiarezza nel sistema di reclutamento del personale in materia di sanità; quindi, l'astensione è un atto che vi riconduce a Ponzio Pilato perché o si è sempre favorevoli a incrementare di personale il Sistema sanitario regionale o non lo si è mai.

È giusto porre elementi di criticità nella procedura rispetto all'inserimento dell'ordine del giorno, sacrosanto da parte della minoranza, però entriamo nel merito del provvedimento: siete favorevoli o contrari a garantire al Sistema sanitario regionale di poter assumere degli idonei?

E, poi, rispetto alla democrazia, concordo che i nuovi medici, i nuovi OSS, i nuovi infermieri non debbano aspettare all'infinito lo scorrimento delle graduatorie. Ma questo provvedimento impatta in maniera residuale sulle graduatorie, basta guardarle solo in minima parte: ci sono pochi idonei che oggi possono essere chiamati, ma quei pochi idonei possono garantire anche di salvare una vita e, se noi possiamo fare questo piccolo atto in questo momento, lo dobbiamo fare per la Calabria e per i calabresi.

Non è un fatto inutile, assumetevi le vostre responsabilità!

Se siete contrari, se per voi la forma supera la sostanza, votate contro, altrimenti votate a favore con noi anche per migliorare la metodologia; noi ne prendiamo atto, lo farò fin da subito per capire qual è l'ordine di grandezza delle graduatorie che scadranno al 2027 e le porteremo fin da subito in Commissione. Assumetevi, però, la responsabilità anche di dire che questo è un buon provvedimento; è un buon provvedimento perché consente a tutte le aziende, in primis ad Azienda Zero, di rendere efficiente il sistema di reclutamento di questa Regione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto. Ha chiesto di intervenire il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Intervengo giusto per dare un contributo al dibattito. Consigliera Greco, c'è da dire una cosa: pienamente legittimo da parte vostra il voto di astensione, assolutamente, però rilevo una contraddizione, nel senso che, da un lato, si dà un voto di astensione, che non è un no e che - si sa - nelle Aule è assolutamente un voto di accoglienza, dall’altro, si contestano le modalità di presentazione di questo provvedimento.

Il collega Brutto ragionava, faceva - alzando la voce - una riflessione: sembra quasi che le opposizioni non vogliano votare “no” per non inimicarsi una parte di calabresi che evidentemente andrebbe a beneficiare di questo provvedimento ma, nello stesso tempo, non la vogliono dare vinta alla maggioranza perché porta, seppur fuori sacco, un provvedimento che alla fine è corretto, pertanto dicono di astenersi.

Sono d'accordo con il consigliere Brutto: è certamente legittima la vostra astensione, però immaginare, rispetto alle esigenze dei calabresi, di trovarsi compatti tutti insieme non sarebbe male. Vero? Alziamo le mani, perché è giusto anche dare a Cesare quel che è di Cesare, non vi è dubbio che una concertazione maggiore del provvedimento avrebbe fatto bene, avrebbe dato maggiore elasticità all’accoglimento di questo provvedimento, però tant'è. E mi domando: visto che qualcuno di voi ha detto che il provvedimento di base può essere anche corretto, perché non l'avete presentato voi? Qualcuno a noi ha detto: “Perché non ci avete pensato prima?”. Rigiro la domanda: perché non ci avete pensato pure voi a presentare un provvedimento che comunque - è innegabile - snellisce le procedure per l'assunzione - lo diceva già il collega Brutto: anche se fosse un solo calabrese che sta in queste graduatorie -, rafforza il sistema sanitario con maggiore presenza di personale, evita lungaggini burocratiche e, soprattutto, consente un risparmio economico per le casse pubbliche? A me sembra che, alla fine, se dobbiamo mettere sul piatto della bilancia cosa pesa di più, se aiutare dei calabresi che possono essere assunti attingendo da una graduatoria o immaginare che il procedimento burocratico amministrativo politico sarebbe dovuto essere meglio organizzato, sono d'accordo con voi, ma preferisco votare sì.

PRESIDENTE

Grazie, collega.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Per dichiarazione di voto, ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Avrei preferito intervenire per fatto personale, Presidente, perché sentirsi dire che un consigliere regionale non tutela i diritti dei cittadini calabresi, secondo me, non è una cosa bella. C'è un fatto personale serio.

Perché non l'abbiamo presentato noi? Avete ragione. La prossima volta cercheremo di presentarlo noi. Ho domandato soltanto perché avete chiesto l’inserimento della proposta alle 06.30 di sera e voi non avete risposto. C'è stata tutta la giornata, avete preparato tutte quante le schede, c'è stata una Conferenza dei capigruppo 3-4 giorni fa, non ricordo quando di preciso, ma ovviamente voi siete i buoni, siete quelli bravi e noi siamo quelli cattivi che votiamo contro, perché vogliamo andare a verificare qual è la tutela dei diritti per i cittadini calabresi di fronte a delle graduatorie che devono scorrere! Allora, mi chiedo: perché non avete fatto prima lo scorrimento delle graduatorie? Si dice tanto che mancano medici dappertutto; addirittura ho saputo che a una interrogazione presentata dal collega Enzo Bruno il responsabile del 118 ha risposto che sulle ambulanze non ci sono medici e che anzi gli infermieri devono essere maggiormente formati. Perché questi cittadini calabresi, questi medici, non li avete valorizzati prima, visto che sta per scadere la graduatoria? Noi siamo i cattivi, caro collega Polimeni, noi siamo i cattivi e voi siete i buoni.

Noi siamo buoni se votiamo favorevolmente a tutte le richieste che voi come maggioranza presentate, siamo cattivi se votiamo contro. Ecco dove innescate quel famoso odio di cui parlavo prima. Qui sta quel famoso fango di cui parlavo prima, caro collega Polimeni e caro collega Brutto. Mi perdoni, lo sa quello che penso.

Non voto a favore o contro a seconda di quello che mi conviene o non mi conviene.

Queste graduatorie sono molto importanti per la Regione Calabria, ma alle 06.30 del pomeriggio ditelo! Ditelo che avete presentato il provvedimento per qualche altro motivo! Ancora non avete risposto alla mia domanda sul perché sia stato chiesto l’inserimento alle 06.30. Avete parlato tutti, ma nessuno ha detto per quale motivo questo provvedimento è stato inserito alle 06.30 di sera. Non è stato detto! Visto che è una cosa così urgente, visto che noi della minoranza, purtroppo, non ci siamo accorti che le graduatorie stavano scadendo…

Non ce ne siamo accorti. Voi ve ne siete accorti. Avete tutto l'apparato burocratico che ve lo dice!

Noi non abbiamo l'apparato burocratico che ci dice: “Sta scadendo la graduatoria”. Voi sì collega Polimeni, voi sì collega Brutto. Allora perché non l'avete portato all’esame dell’Aula prima? Perché non ce l'avete detto 2 giorni fa? Perché non l'avete portato prima anche alla Presidenza? Non avete dato risposta del perché è stato portato alle 6:30 del pomeriggio. Noi ci asteniamo e, come ha detto qualcuno, è un modo per dire sì, però non diciamo sì. Per favore, la prossima volta, collega Mattiani, non dica che io non tutelo i diritti dei cittadini calabresi. L'ha detto! Si vada a risentire la registrazione. Questa è una cosa molto grave. Io tutelo i diritti di tutti i cittadini calabresi, soprattutto quando si tratta di materia sanitaria. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere De Cicco, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DE CICCO Francesco (Democratici Progressisti Meridionalisti)

Buonasera. Buonasera a tutti i consiglieri e ai cittadini presenti.

Prima, quando ci siamo riuniti - voi ne siete testimoni – avevo ipotizzato un voto favorevole, perché sono abituato che una cosa o è sì o è no; a differenza di tutti gli altri colleghi di minoranza io voto no. Voto no e mi prendo la responsabilità di questo no, perché non avete avuto rispetto né per noi consiglieri né per le Istituzioni e non avete avuto neanche rispetto per i cittadini calabresi e per il personale di quelle categorie! Se era così importante, se la sanità è così importante non la portate all'ultimo minuto. Perché la portate all'ultimo minuto? State parlando voi di ultimi giorni, di ultimi secondi e da un voto favorevole che mi partiva dal cuore, dopo la strafottenza e arroganza dei vostri interventi, mi avete portato a votare contro. Credo che sia un no giusto, un no per la vostra strafottenza, arroganza e per il vostro menefreghismo nei confronti dei cittadini calabresi. Se vi fosse interessato qualcosa ci avreste pensato qualche giorno fa. E non parlate di anni fa, perché io anni fa non c'ero e, dunque, non trovate scuse e prendetevi le responsabilità di quello che fate senza dare la colpa ad altri. Buonasera a tutti.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Cicco.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento:

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Interrogazioni ex art. 121 Reg. Int.

PRESIDENTE

Passiamo alle interrogazioni ex articolo 121 del Regolamento Interno, come da elenco allegato. Ricordo all'Aula che, ascoltata la risposta della Giunta, l'interrogante ha diritto di replica per non più di 3 minuti al fine di dichiarare se si ritenga o meno soddisfatto.

Interrogazioni a risposta scritta

Interrogazione a risposta scritta numero 8/13^ di iniziativa del consigliere G. Ranuccio: “Mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato di n. 40 infermieri presso l’ASP di Reggio Calabria”

PRESIDENTE

interrogazione numero 8/13^ a firma del consigliere Ranuccio sul “Mancato rinnovo dei contratti a tempo determinato numero di numero 40 infermieri presso l'Asp di Reggio Calabria”.

Nelle more dell'avvio della seduta del Consiglio, è pervenuta una risposta scritta da parte della Giunta. Per prassi l'interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà dell'interrogante replicare. Il consigliere Ranuccio rinuncia alla replica.

Interrogazione a risposta scritta numero 14/13^ di iniziativa della consigliera Rosellina Madeo: “Sulla situazione di inattività dell'IRACEB, sulla mancata nomina degli organi statutari, sui debiti maturati e sulla necessità di trasferimento della sede per la riattivazione dell’Istituto”

PRESIDENTE

Interrogazione numero 14/13^ a firma della consigliera Madeo “Sulla situazione di inattività dell'IRACEB, sulla mancata nomina degli organi statutari, sui debiti maturati e sulla necessità di trasferimento della sede per la riattivazione dell'istituto”.

Nelle more dell'avvio della seduta consiliare, è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale. Per prassi l’interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà dell'interrogante replicare. Vuole replicare? Prego, collega Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Mi sento soddisfatta per una cosa: per aver riportato sotto i riflettori la chiusura di un ente o comunque l'inattività di un ente importante come l'IRACEB, che è stato istituito con legge regionale nel 1989 e che aveva come scopo principale quello di sviluppare e promuovere la cultura sia calabrese sia bizantina e il fatto che sia stato per 10 anni in inattività è una cosa completamente sbagliata. Perché? Perché è stato un custode del patrimonio identitario e, se il patrimonio identitario è un volano di sviluppo per la Calabria, credo che sia giusto e sia una cosa positiva quello che è stato scritto nella risposta: la Regione propone un Commissario straordinario per gestire la riapertura e per risolvere la situazione debitoria, provando a risolverla in maniera bonaria.

Quello che però mi chiedo, Presidente, è se sia stato posto in essere qualche atto concreto rispetto a quella che rimane, per il momento, solo un'enunciazione rispetto a delle domande precise che sono state sollevate.

L'interrogazione è uno strumento consentito a noi consiglieri regionali per provare a pungolare la Regione, la sua maggioranza e la Giunta, rispetto a cose che riteniamo che non vadano bene. Rispetto a questa interrogazione mi sento mediamente soddisfatta per aver acceso i riflettori su questo problema. Chiaramente rimarremo a vigilare, così come succederà per tutte le altre interrogazioni che utilizziamo come strumento di sindacato ispettivo atto a provare la nostra azione politica e a fare in modo che, in qualche modo, la Regione intervenga su settori particolari.

Parlare di turismo, di radici, di Calabria straordinaria e poi far sì che un istituto importante come l'IRACEB, nato sotto i migliori auspici e che è stato custode dei nostri valori e della nostra calabresità, rimanga chiuso per 10 anni e, quindi, inattivo per 10 anni è una cosa inaccettabile, rispetto alla quale continueremo a vigilare.

Per il momento ringrazio della risposta e aspetto di vedere gli atti concreti che sono annunciati nella risposta che mi avete fornito.

PRESIDENTE

Grazie, collega Madeo.

Interrogazione a risposta scritta numero 18/13^ di iniziativa del consigliere V. Bruno: “In ordine al Concorso pubblico per titoli ed esami per il profilo di Auditor (Codice 01) - Regione Calabria - chiarimenti su procedure, criteri di valutazione e stato delle graduatorie”

PRESIDENTE

Interrogazione numero 18/13^ a firma del consigliere Bruno: “In ordine al concorso pubblico per titoli ed esami per il profilo di Auditor (codice 01) - Regione Calabria - chiarimenti su procedure, criteri di valutazione e stato della graduatoria”.

Nelle more dell'avvio della seduta Consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale. Per prassi l'interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà dell'interrogante replicare. Il consigliere Bruno rinuncia alla replica.

Interrogazione a risposta scritta numero 19/13^ di iniziativa del consigliere V. Bruno: “Criticità del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 e del sistema 116-117 sull'intero territorio regionale - richiesta di chiarimenti e interventi”

PRESIDENTE

Interrogazione numero 19/13^ a firma del consigliere Bruno: “Criticità del servizio di emergenza urgenza 118 e del sistema 116-117 sull'intero territorio regionale - richiesta di chiarimenti e interventi”.

Nelle more dell'avvio della seduta Consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale. Per prassi l’interrogazione si intende svolta, tuttavia è facoltà dell'interrogante replicare.

Il collega Bruno vuole replicare. Ne ha facoltà.  

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente.

Abbiamo presentato nei giorni scorsi un'interrogazione scritta al Presidente-Commissario per denunciare i problemi del sistema di emergenza e urgenza che quasi quotidianamente caratterizzano la nostra regione. Abbiamo ricevuto una risposta scritta da parte del direttore del Dipartimento emergenza e urgenza, risposta che ci lascia non poche perplessità a cominciare dall'ottimismo sul funzionamento del sistema stesso. Intanto si ammette candidamente che il sistema 116-117, destinato alle cure mediche non urgenti o ad altri servizi territoriali a bassa intensità, non è ancora attivo né si sa indicare una data di possibile futuro attivazione. Ne deriva inevitabilmente che il paziente o i suoi familiari, spesso privi specialmente nelle ore notturne e nei giorni festivi anche del parere del medico di continuità assistenziale, molto spesso assente anche in grandi comprensori, debbono ricorrere al 118 con inevitabile rischio di inappropriatezza della richiesta ed inefficienza del servizio.

Il tempo evidentemente medio di 24 minuti, che non ci pare comunque ottimale, risente inevitabilmente di tale pericolo di inappropriatezza, con attese molto più lunghe e qualche volta con esiti drammatici che hanno più volte riempito le nostre cronache.

I tempi: i tempi non sono quelli che scrive il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza. Basta guardare i report delle varie postazioni per capire che quello che dice il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza è un'invenzione totale.

La piena copertura, declamata nella risposta, dei posti di autista e infermieri stride con le forti proteste denunciate da molto tempo dagli interessati e dalle organizzazioni sindacali. Il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza dice che sostanzialmente le piante organiche sono ottimali e coperte. Lo deve dire alla Uil, a Cgil e a Nursing UP che quotidianamente lamentano carenze del personale.

Ma la perla della risposta, cari colleghi, risiede nell'ultimo rigo, quando il direttore afferma che nel prossimo futuro non potrà che contare sui dottori infermieri. Vi prego di leggere l'ultimo rigo, ve lo leggo io, consentitemi altri 20 secondi, ve lo leggo io. L'ultimo rigo dice: “Il personale del comparto autisti infermieri del 118 è molto vicino alla copertura totale dei fabbisogni”. - Non è vero! – “Non si comprende quindi quali possono essere le condizioni di sostenibilità lavorativa. Il livello di medicalizzazione delle ambulanze discende da una scarsa alterazione che il sistema dell'emergenza urgenza ha su base multifattoriale in tutta la Nazione e alla quale, almeno nel medio periodo, sarà necessario fare riferimento ad una maggior professionalizzazione dei dottori infermieri”. Che vuol dire? Che vuol dire? Il direttore si mette a cambiare le regole del sistema urgenza emergenza, cioè ci dice in questa risposta che la diagnosi, gli interventi, la stabilizzazione dei pazienti che ricorrono al 118 la fanno gli infermieri.

Allora facciamola fare anche ai farmacisti e anche a chiunque abbia una laurea!

Riteniamo che questa cosa voi dovete rigettarla.

PRESIDENTE

Concluda, per favore.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Se la professione di medico del 118 non è attrattiva è colpa di chi nel passato ha tolto risorse, di chi nel passato ha tolto la famosa indennità di 5,50 euro ai medici che andavano sul 118. Tolta quell’indennità, a Catanzaro in maniera particolare, i medici guadagnano meno dell'autista. Cosa significa questo? Che chi è a capo di questo sistema è inadeguato! È inadeguato perché, se dice che il 118 deve essere coperto con gli infermieri, non siamo ben amministrati e questo servizio non è governato.

Vi prego di leggere questa risposta. Pertanto, mi dichiaro non soddisfatto, anzi denuncio quello che scrive il direttore del Dipartimento emergenza e urgenza pubblicamente in quest'Aula.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno.

Non ci sono altri punti all'ordine del giorno. Dichiaro tolta la seduta. Grazie, buona serata.

 

La seduta termina alle 19,02

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Barbuto, Calabrese, Gallo, Succurro.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Laghi “Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica in attuazione della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea C-307/22” (PL n. 30/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Giannetta, Brutto, Mattiani, Caputo, Pitaro “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (PL n. 31/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Caputo e Polimeni “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 9/1985, n. 8/2003, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 48/2019, n. 1/2020, n. 37/2023, n. 62/2023” (PL n. 32/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Santoianni “Riconoscimento della Manifestazione “Perciavutti” quale evento identitario del vino e dell'enogastronomia calabrese” (PL n. 33/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Santoianni “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 30 (Normativa per la regolamentazione della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei ed ipogei freschi e conservati)” (PL n. 34/13^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del servizio sanitario della Regione Calabria” (PL n. 35/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Espresso parere della Commissione consiliare competente

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 21 gennaio 2026, con riferimento alla delibera di Giunta regionale n. 526 del 06 novembre 2025 avente ad oggetto:

“Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020 della Regione Calabria. Presa d'atto approvazioni modifiche da parte del CIPESS con Delibera 33/2025 - Approvazione del Piano Finanziario del programma articolato per Linee di Azione (LdA)”. (Parere numero 1/13^);

ha preso atto che sono trascorsi i termini di cui all’articolo 15, comma 2, della legge regionale n. 30/2016.

Promulgazione di legge regionale

In data 19 gennaio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 12 del 19 gennaio 2026:

-          legge regionale n. 1 del 19 gennaio 2026, recante: “Disposizioni per garantire la continuità dei Servizi sanitari regionali”.

Denominazione Gruppo consiliare

A seguito della nota 2006 protocollata in data 20 gennaio 2026 a firma del consigliere regionale Francesco De Cicco, Presidente del Gruppo consiliare “Democratici Progressisti (DP)”; lo stesso ha assunto la nuova denominazione di Gruppo consiliare “Democratici Progressisti Meridionalisti (DPM)”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:

-           deliberazioni della Giunta regionale numeri 12, 13 e 14 del 23 gennaio 2026.

Interrogazioni a risposta immediata

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la legge regionale 21 ottobre 2022, n. 33 determina la prescrizione, l’allestimento, la dispensazione e la rimborsabilità a carico del sistema sanitario regionale (SSR) dei medicinali contenenti cannabinoidi per finalità terapeutiche;

• l’approvazione della legge ha permesso, ai fini della effettiva possibilità di fruizione dei trattamenti, di semplificare le procedure per l’erogazione dei farmaci cannabinoidi a carico del servizio sanitario regionale (SSR), prevedendo la possibilità di avviare la somministrazione anche in ambito domiciliare;

• l’art. 5 della legge regionale prevede che «in coerenza con la programmazione in materia sanitaria e sociale regionale, la Giunta regionale, o il Commissario ad Acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, emana, con proprio atto, gli indirizzi procedurali e organizzativi per l’attuazione della presente legge»;

considerato che la legge regionale 21 ottobre 2022, n. 33, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria, rappresenta un passo fondamentale per il diritto alla salute e l'accesso alle cure;

che l’impiego ad uso medico di medicinali contenenti cannabinoidi è considerato un trattamento sintomatico di supporto a quelli standard, quando questi ultimi non abbiano prodotto gli effetti desiderati in diverse patologie che implichino spasticità associata a dolore e resistente alle terapie convenzionali;

che l’applicazione della legge rappresenta uno strumento indispensabile e idoneo a garantire a molti pazienti una dignitosa qualità della vita. Tutto ciò premesso si interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

le motivazioni della mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e organizzativo che consente l’effettiva attuazione della legge regionale 21 ottobre 2022, n. 33.

(29; 19/01/2026)

 

Falcomatà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- che lo svincolo autostradale dell’autostrada A2 all’uscita di Campo Calabro è unicamente collegato alla Via Industriale dell’agglomerato industriale Campo Calabro-Villa San Giovanni- Reggio Calabria area comunemente definita Zona Industriale ex ASI ad oggi area CoRAP e rappresenta l’unica via di accesso alla viabilità metropolitana e comunale dell’area;

- che la stessa via Industriale attraversa, a partire dal suddetto svincolo autostradale, i territori del Comune di Reggio Calabria e del Comune di Campo Calabro;

- che dalla Via Industriale si diparte un reticolo viario di servizio all’Area CoRAP che attraversa i territori dei Comuni di Reggio Calabria, Campo Calabro e Villa San Giovanni;

- che tale asse viario è di proprietà del Co RAP (Consorzio Regionale delle Attività Produttive), ente pubblico economico strumentale della Regione Calabria;

- che, come è noto, suffragato da innumerevoli segnalazioni dei precitati Comuni, Polizia Metropolitana, Polizia locale, Forze dell’ordine da anni l’asse viario è totalmente privo di ogni manutenzione da parte dell’ente proprietario;

-che lo stato del manto bituminoso, l’assenza di illuminazione e di un sistema di raccolta delle acque sono ad oggi tali da compromettere la pubblica incolumità essendo l’arteria oltreché al servizio delle 56 aziende insediate nell’area anche unica via di accesso allo svincolo autostradale di Campo Calabro del sistema Emergenza Urgenza 118 della Postazione di Campo Calabro e della intera viabilità metropolitana e comunale dell’area e quindi ad elevatissima intensità di traffico;

- in considerazione dei numerosi incidenti e danneggiamenti oramai quotidianamente provocati dalle condizioni della strada. Considerato: - Che per ultimo con nota 331 del 12.01.2026 il Comune di Campo Calabro ha reiterato al CoRAP la richiesta di urgenti provvedimenti di ripristino di condizioni per garantire la sicurezza del traffico veicolare e commerciale;

- che con nota del 14.01.2026 acquisita al protocollo del Comune di Campo Calabro con n. 541 il CoRAP ha fatto presente l’impossibilità a procedere all’intervento infrastrutturale richiesto precisando altresì che occorrerà rivolgersi a partire dal 01.03.2026 al nuovo organismo ARSAI cui saranno trasferite tutte le funzioni statutarie e competenze sull’area giusta Delibera di Giunta regionale 720 del 30.12.2025;

- che è di ogni evidenza che il grave stato di pericolo della pubblica incolumità ed i danni economici che derivano dalle condizioni dell’infrastruttura viaria sono incompatibili con i tempi preconizzati dalla nota CoRAP;

- che tale stato di improcedibilità di soluzioni amministrative immediate confligge in maniera aperta con la necessità di un radicale provvedimento generale a tutela della sicurezza del traffico e della pubblica incolumità - che con nota 629 del 16.01.2026 indirizzata al Presidente della Regione Calabria il Sindaco del Comune di Campo Calabro nell’evidenziare lo stato di pericolo ha richiesto un intervento straordinario con i poteri di Protezione Civile da parte della Regione;

tutto ciò premesso e considerato: si interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

su quali immediati urgenti e radicali provvedimenti intenda assumere la Regione Calabria nella sua duplice veste di autorità di Protezione Civile e titolare dell’ente strumentale proprietario dell’area per rimuovere il generale stato di pericolo e garantire la normale viabilità e lo svolgimento delle attività commerciali dell’area che occupa centinaia di addetti, ed è strategica e vitale per il territorio.

(30; 19/01/2026)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- lo Spoke di Castrovillari rappresenta un presidio sanitario fondamentale non solo per Castrovillari e i suoi abitanti ma anche per l’intero comprensorio della Valle dell’Esaro, del Pollino e della Sibaritide, per la sua posizione baricentrica nell’area centro-settentrionale della Provincia di Cosenza;

- da anni lo Spoke di Castrovillari si trova a dover affrontare quotidianamente una drammatica situazione emergenziale dovuta alla carenza di personale sanitario (Medici, Infermieri, OSS, Tecnici), a inidonee e insufficienti strutture e apparecchiature, necessari ad assicurare l’ordinaria attività assistenziale;

- per affrontare l’emergenza, tutto il personale sanitario, con grande senso del dovere, impegno e dedizione, affronta turni di lavoro spesso prolungati e stressanti, fino al limite della sostenibilità, ma spesso insufficienti a garantire i dovuti livelli di assistenza e cura dei malati, nonché una dignitosa qualità delle prestazioni che ogni cittadino dovrebbe avere garantite;

- le inefficienze organizzative, di seguito riportate, stanno determinando, quale effetto riflesso, il rischio di spingere le situazioni di “sofferenza” organizzativa fino al rischio chiusura, come già accaduto nel passato recente e non, sia per diverse UU.OO. -Otorinolaringoiatria, Neurologia, Gastrostroenterologia-, che per alcune UOC/UOS strategiche, quali la Cardiologia e il Servizio di Emodinamica, oggetto entrambe, proprio negli ultimi mesi, di immotivati trasferimenti di personale medico e sanitario, in assenza di compensazione 1:1, così come pure è avvenuto per il personale medico collocato in quiescenza;

- rispetto alla teorica dotazione di 202 posti letto, prevista dalla Regione, attualmente risultano attivi soltanto 114 posti letto, con una carenza di 88 posti letto, pari al 44%, mentre, per quanto riguarda il personale sanitario, si registra una carenza di 155 unità relativamente solo alle UU.OO. attualmente attive;

- recentemente, poi, è stata disposto lo spostamento di una unità – una biologa – in servizio presso il Laboratorio Analisi per sostituzione di maternità, la quale, prima del rientro in servizio dell’unità in congedo temporaneo (ancora assente), è stata trasferita in altra Unità Operativa, che non necessitava di tale figura, per giunta con provvedimento disposto dal Direttore Sanitario di altro Spoke mediante atto invalido per via della palese incompetenza. Si è così determinato un evidente e ingiustificato danno all’attività del Laboratorio Analisi, senza alcun vantaggio per l’Unità Operativa di ultima destinazione;

-difficoltà sempre maggiori, sempre a causa di carenza di personale sanitario, si stanno progressivamente aggravando nella Divisione di Medicina Generale, problema ripreso anche dalle Organizzazioni sindacali. Questa U.O richiede infatti, a motivo della tipologia dei pazienti ivi ricoverati, un particolare impegno anche fisico e non soltanto organizzativo, che il personale in servizio ha sempre maggiori difficoltà a offrire;

- gravi disservizi agli operatori sanitari e di conseguenza ai pazienti sono sorti, non da ultimo, per l’affidamento di servizi, nello specifico la sostituzione del sistema informatico, con risultati del tutto inefficienti per via dell’arretramento digitale determinato. Le relative proteste e mobilitazioni popolari mi hanno spinto a denunciare il tutto alla Magistratura competente;

- i problemi a carico dello Spoke di Castrovillari riguardano anche aspetti strutturali – basti citare, per tutti, i lavori di adeguamento del Pronto Soccorso che si protraggono ormai da troppo tempo, costringendo pazienti ed operatori in spazi angusti ed inadeguati;

- inoltre, citando un solo esempio – e tanti se ne potrebbero fare – di problematiche della sanità territoriale, è notoria quella relativa all’Ambulatorio neuropsichiatrico che si occupa anche dei pazienti autistici, a seguito della quiescenza del Direttore della relativa UOC, con conseguente, serio rischio di interruzione delle prestazioni per i pazienti, soprattutto bambini, affetti;

considerato che: - i cittadini, prima di tutto, nonché il personale medico e quello sanitario in generale richiedono e meritano, con estrema urgenza, l’adozione di azioni definitive, strutturali ed efficienti, volte a superare le criticità, ex multis, rappresentate, oltre a ripristinare l’ordinaria ed essenziale attività sanitaria ordinaria, funzionale ad assicurare i servizi essenziali;

per sapere:

quali immediate azioni intende intraprendere il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario ad acta, per adottare soluzioni risolutive e certe, tali da assicurare una gestione efficiente ed efficace dello Spoke di Castrovillari e garantire pienamente le prestazioni sanitarie di base e specialistiche previste.

(34; 23/01/2026) (Ritirata dal proponente, con nota, protocollo n. 2661 del 26/01/2026).

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- lo Spoke di Castrovillari rappresenta un presidio sanitario fondamentale non solo per Castrovillari e i suoi abitanti ma anche per l’intero comprensorio della Valle dell’Esaro, del Pollino e della Sibaritide, per la sua posizione baricentrica nell’area centro-settentrionale della Provincia di Cosenza;

- da anni lo Spoke di Castrovillari si trova a dover affrontare quotidianamente una drammatica situazione emergenziale dovuta alla carenza di personale sanitario (Medici, Infermieri, OSS, Tecnici), a inidonee e insufficienti strutture e apparecchiature, necessari ad assicurare l’ordinaria attività assistenziale;

- per affrontare l’emergenza, tutto il personale sanitario, con grande senso del dovere, impegno e dedizione, affronta turni di lavoro spesso prolungati e stressanti, fino al limite della sostenibilità, ma spesso insufficienti a garantire i dovuti livelli di assistenza e cura dei malati, nonché una dignitosa qualità delle prestazioni che ogni cittadino dovrebbe avere garantite;

- le inefficienze organizzative, di seguito riportate, stanno determinando, quale effetto riflesso, il rischio di spingere le situazioni di “sofferenza” organizzativa fino al rischio chiusura, come già accaduto nel passato recente e non, sia per diverse UU.OO. -Otorinolaringoiatria, Neurologia, Gastrostroenterologia-, che per alcune UOC/UOS strategiche, quali la Cardiologia e il Servizio di Emodinamica, oggetto entrambe, proprio negli ultimi mesi, di immotivati trasferimenti di personale medico e sanitario, in assenza di compensazione 1:1, così come pure è avvenuto per il personale medico collocato in quiescenza;

- rispetto alla teorica dotazione di 202 posti letto, prevista dalla Regione, attualmente risultano attivi soltanto 114 posti letto, con una carenza di 88 posti letto, pari al 44%, mentre, per quanto riguarda il personale sanitario, si registra una carenza di 155 unità relativamente solo alle UU.OO. attualmente attive;

- recentemente, poi, è stata disposto lo spostamento di una unità – una biologa – in servizio presso il Laboratorio Analisi per sostituzione di maternità, la quale, prima del rientro in servizio dell’unità in congedo temporaneo (ancora assente), è stata trasferita in altra Unità Operativa, che non necessitava di tale figura, per giunta con provvedimento disposto dal Direttore Sanitario di altro Spoke mediante atto invalido per via della palese incompetenza. Si è così determinato un evidente e ingiustificato danno all’attività del Laboratorio Analisi, senza alcun vantaggio per l’Unità Operativa di ultima destinazione;

-difficoltà sempre maggiori, sempre a causa di carenza di personale sanitario, si stanno progressivamente aggravando nella Divisione di Medicina Generale, problema ripreso anche dalle Organizzazioni sindacali. Questa U.O richiede infatti, a motivo della tipologia dei pazienti ivi ricoverati, un particolare impegno anche fisico e non soltanto organizzativo, che il personale in servizio ha sempre maggiori difficoltà a offrire;

- gravi disservizi agli operatori sanitari e di conseguenza ai pazienti sono sorti, non da ultimo, per l’affidamento di servizi, nello specifico la sostituzione del sistema informatico, con risultati del tutto inefficienti per via dell’arretramento digitale determinato. Le relative proteste e mobilitazioni popolari mi hanno spinto a denunciare il tutto alla Magistratura competente;

- i problemi a carico dello Spoke di Castrovillari riguardano anche aspetti strutturali – basti citare, per tutti, i lavori di adeguamento del Pronto Soccorso che si protraggono ormai da troppo tempo, costringendo pazienti ed operatori in spazi angusti ed inadeguati;

- inoltre, citando un solo esempio – e tanti se ne potrebbero fare – di problematiche della sanità territoriale, è notoria quella relativa all’Ambulatorio neuropsichiatrico infantile di Castrovillari che si occupa anche dei pazienti autistici, rimasto senza Personale medico, con conseguente, serio rischio di interruzione di prestazioni per i piccoli pazienti affetti;

considerato che: - i cittadini, prima di tutto, nonché il personale medico e quello sanitario in generale richiedono e meritano, con estrema urgenza, l’adozione di azioni definitive, strutturali ed efficienti, volte a superare le criticità, ex multis, rappresentate, oltre a ripristinare l’ordinaria ed essenziale attività sanitaria ordinaria, funzionale ad assicurare i servizi essenziali;

per sapere:

quali immediate azioni intende intraprendere il Presidente della Regione, nella sua qualità di Commissario ad acta, per adottare soluzioni risolutive e certe, tali da assicurare una gestione efficiente ed efficace dello Spoke di Castrovillari e garantire pienamente le prestazioni sanitarie di base e specialistiche previste.

(35; 26/01/2026)

Interrogazioni a risposta scritta

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• Il progetto promosso da Edison S.p.A. prevede la realizzazione di un mega impianto di accumulo idroelettrico ad alta flessibilità mediante pompaggio dell’acqua del mare tra Favazzina e Melia, nel territorio comunale di Scilla e Bagnara Calabra. • Il proponente (Edison S.p.A.) sottolinea che l'iniziativa è coerente con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e mira a integrare la generazione rinnovabile non programmabile, stabilizzando il sistema elettrico nazionale, soprattutto al Sud e nelle Isole, dove è minore la capacità di accumulo. • Per gli impianti di accumulo idroelettrico attraverso pompaggio puro, l'autorizzazione è rilasciata dal Ministero della Transizione Ecologica, sentito il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e d'intesa con la Regione interessata.

Considerato che: • Il progetto sta suscitando forti polemiche e preoccupazioni tra i cittadini della Costa Viola, un’area che è anche classificata come Zona di Protezione Speciale (ZPS). • I residenti, le associazioni e i comitati locali, tra cui il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola, hanno espresso un netto rifiuto all'opera, definendola "altamente impattante per il territorio" e potenzialmente "disastrosa per il fragile ecosistema". • Secondo le analisi di tecnici e esperti ambientali, l'impianto avrebbe conseguenze negative, compromettendo l’equilibrio ambientale tra mare e collina, con specifiche preoccupazioni riguardo alla fragilità geomorfologica (frane), l'erosione costiera e l'alterazione del delicato ecosistema marino. • Il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola lamenta che Edison starebbe portando avanti l’iter autorizzativo tramite "modalità opache" e senza un reale coinvolgimento della popolazione, la quale si ritiene tenuta all'oscuro delle procedure in corso. • Si teme inoltre che l'energia prodotta dall'impianto possa non apportare benefici diretti al territorio calabrese. • Attualmente, il progetto è in fase di valutazione ambientale (VIA) il sottoscritto consigliere regionale interroga il Presidente della regione

per sapere:

1. qual è la posizione ufficiale e dettagliata della Giunta Regionale in merito alla realizzazione dell'impianto di accumulo idroelettrico "Favazzina", e se essa ritenga il progetto compatibile con la tutela del fragile ecosistema della Costa Viola (ZPS) e con la vocazione turistica e naturalistica dell’area, come richiesto dalle comunità locali?

2. Quali saranno i criteri specifici di natura ambientale e territoriale che la Regione Calabria intende considerare prima di esprimere la necessaria "intesa" con il Ministero della Transizione Ecologica per il rilascio dell'autorizzazione, come previsto dalla normativa per gli impianti di pompaggio puro?

3. Quali misure concrete verranno intraprese dalla Regione per garantire la massima trasparenza e la piena partecipazione della popolazione e dei comitati locali nel processo autorizzativo e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in corso, in risposta alle lamentele relative alle “modalità opache” denunciate dai cittadini?

(28; 19/01/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la RSA di Girifalco rappresenta da anni un presidio sociosanitario di rilevanza territoriale;

- i ricoveri presso la struttura risultano di fatto bloccati dal 2010, nonostante ripetute sollecitazioni rivolte alle istituzioni competenti nel corso degli anni, anche da parte di associazioni locali e cittadini;

- l’ASP di Catanzaro, più volte interpellata sulla vicenda, ha confermato che la RSA risulta accreditata “ex lege”;

Considerato che: - nonostante l’accreditamento, i ricoveri continuano a non essere attivati, dando luogo a una situazione paradossale che priva la struttura della sua funzione principale;

- il protrarsi dello stop ai ricoveri ha determinato una progressiva riduzione del numero dei pazienti ospitati, anche per evidenti ragioni anagrafiche;

- tale diminuzione ha avuto ricadute dirette sull’organico, con numerosi dipendenti che negli anni hanno chiesto e ottenuto il trasferimento verso altre strutture, anche per il timore concreto di una futura chiusura della RSA per carenza di utenza;

- si è ormai instaurato un circolo vizioso per cui l’assenza di ricoveri determina la riduzione dei pazienti e, conseguentemente, l’impossibilità amministrativa di procedere al reintegro o al potenziamento del personale;

tenuto conto che - negli ultimi giorni si è registrata una mobilitazione del personale della struttura, preoccupato per il futuro occupazionale e per la tenuta complessiva del presidio;

- il personale attualmente in servizio continua a garantire l’operatività della struttura con impegno e senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di lavoro prossimi ai limiti previsti dal CCNL;

preso atto che: - la riattivazione dei ricoveri rappresenta il nodo centrale e prioritario della vicenda, poiché solo attraverso l’aumento dei pazienti può essere affrontata e risolta anche la questione del personale e del rilancio complessivo della RSA Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale – Commissario ad acta per la sanità

per sapere:

1. quali siano le ragioni, di natura amministrativa, organizzativa o sanitaria, che hanno determinato e continuano a determinare lo stop dei ricoveri presso la RSA di Girifalco, nonostante l’accreditamento “ex lege” della struttura;

2. se la Regione Calabria e l’ASP di Catanzaro siano a conoscenza della progressiva riduzione dei pazienti e del personale, nonché dei rischi concreti di depotenziamento o di chiusura di fatto della RSA;

3. quali iniziative urgenti si intendano assumere per procedere alla riattivazione immediata dei ricoveri presso la RSA di Girifalco;

4. se sia previsto un piano di rilancio della struttura che, una volta ripristinati i ricoveri, consenta anche il reintegro e il rafforzamento dell’organico;

5. se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con Regione, ASP, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni del territorio, al fine di individuare una soluzione strutturale e definitiva alla vicenda.

(31; 20/01/2026)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con decreto del Commissario ad acta n. 69/2024 l'Ospedale " Vittorio Cosentino" di Cariati è stato formalmente riconosciuto quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, nell'ambito della riconfigurazione della rete ospedaliera regionale per acuti;

- la normativa nazionale e regionale vigente prevede che gli ospedali ubicati in zone particolarmente disagiate siano dotati dei servizi essenziali per la gestione dell'emergenza-urgenza, tra cui un laboratorio analisi operativo h24;

- il D C A n. 62/2020 prevede, per il presidio ospedaliero di Cariati, la conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi. Considerato che;

- la mancata revisione del DCA n. 62/2020 determina una evidente incoerenza amministrativa con il DCA n. 69/2024;

- l'assenza di un laboratorio analisi h24 preclude l'attivazione del Pronto Soccorso e limita il funzionamento dei reparti per acuti;

preso atto che: - il Pronto Soccorso non risulta attivo ed è presente solo un Punto di Primo Intervento;

- il laboratorio analisi non è operativo h24 ed è configurato come punto prelievi;

- il reparto di Medicina per acuti non risulta ancora attivato;

tenuto conto che: - il formale riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, operato dal DCA n. 69/2024 è dunque in evidente contrasto con il DCA n. 62/2020, il quale, al contrario, prevede la conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi;

- il riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata richiede l'indefettibile operatività h24 del laboratorio analisi e la sussistenza di un reparto di Medicina pienamente operante;

- inoltre, il DCA n. 69/2024, che attribuisce all'Ospedale di Cariati la qualifica di Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, è successivo al DCA n. 69/2024;

- la previsione successiva è stata dettata dalla necessità di garantire il minimo livello di assistenza in ambito sanitario per i cittadini del territorio in cui insiste l'Ospedale di Cariati;

- tale contrasto amministrativo sta comportando gravi disagi all'enorme bacino di cittadini che necessitano di assistenza presso l'Ospedale di Cariati. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se la Regione intenda adattare e revisionare il DCA n. 62/2020 alla nuova e successiva previsione stabilita dal DCA n. 69/2024 con l'attivazione del laboratorio analisi h24 e l'attivazione, pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;

- se e con quali termini e tempistiche la Regione intende concludere la definitiva attivazione del laboratorio analisi h24 e la definitiva attivazione, pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;

se la Regione ha predisposto un cronoprogramma per l’attivazione del laboratorio analisi h24 e l'apertura del reparto di Medicina per acuti e del Pronto Soccorso - Quali iniziative intenda assumere la Regione per garantire un servizio sanitario pubblico adeguato.

(32; 22/01/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con delibera n. 3171 del 17 dicembre 2025, pubblicata all’Albo Pretorio dell’ASP di Cosenza, è stata indetta una gara per la fornitura di arredi, attrezzature e componenti informatici destinati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità;

- dalla suddetta delibera risulta che, per il Comune di San Marco Argentano, è prevista esclusivamente la fornitura per l’Ospedale di Comunità, mentre non compare la Casa di Comunità;

- nel Comune di San Marco Argentano è attivo un Punto di Primo Intervento (PPI) h24, che registra ogni anno un numero elevato di accessi, stimabile in circa 5.000;

- da oltre un anno è stata formalmente richiesta l’assegnazione di almeno una figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS), ritenuta indispensabile per garantire adeguati livelli di assistenza e sicurezza del servizio;

- tuttavia, con delibera n. 3210 del 23 dicembre 2025, per il presidio di San Marco Argentano è stata prevista esclusivamente una figura con mansioni di operaio tecnico, del tutto inadeguata rispetto alle esigenze assistenziali di un PPI attivo h24;

- presso l’Unità Operativa di Radiologia del presidio di San Marco Argentano è stato recentemente installato un mammografo di ultima generazione, che risulta tuttavia non inserito nel programma aziendale degli screening mammografici;

- analoga esclusione riguarda lo screening della cervice uterina, nonostante nel Comune sia operativo un Consultorio Familiare idoneo allo svolgimento di tali attività;

- il DPGR n. 18 del 22 ottobre 2010 ha previsto la riconversione di alcuni presìdi ospedalieri in Ospedali Distrettuali, successivamente denominati Centri di Assistenza Primaria Territoriale (CAPT) e quindi Case della Salute;

- con DPGR n. 135 del 21 dicembre 2011 è stato approvato un primo elenco di Case della Salute da finanziare, tra le quali è inclusa San Marco Argentano;

- la Scheda salvaguardia n. 4 – “Rete regionale delle Case della Salute”, approvata con DGR n. 647 del 29 dicembre 2017, ha confermato la realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano, insieme ad altri presìdi regionali. Considerato che: - le Case di Comunità rappresentano oggi il fulcro della sanità territoriale e della medicina di prossimità e che, per il Comune di San Marco Argentano, oltre all’Ospedale di Comunità, è prevista anche l’attivazione di una Casa di Comunità, come risulta dagli atti di programmazione della rete territoriale;

- l’indebolimento progressivo dei servizi sanitari e amministrativi in un territorio interno già fortemente penalizzato determina un aggravio significativo per cittadini, pazienti cronici e fasce sociali più fragili;

- la mancata valorizzazione di strutture, servizi e apparecchiature già installate e pienamente funzionanti costituisce un grave spreco di risorse pubbliche e contrasta con i principi di efficienza della programmazione sanitaria. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- per quali motivi, a San Marco Argentano, già sede di ospedale e oggi sede di CAPT, è prevista l’attivazione di una Casa di Comunità Spoke, nonostante in altri territori – quali Cariati, Lungro e Mormanno – le Case di Comunità Hub siano collocate proprio nei presìdi già sede ospedaliera, per la maggiore disponibilità di spazi, strutture e risorse umane;

- se, in considerazione della piena integrazione funzionale tra Case della Salute e Case di Comunità, si spieghi la mancata menzione della Casa di Comunità di San Marco Argentano nella delibera ASP n. 3171 del 17 dicembre 2025 e se si intenda procedere a una integrazione della programmazione;

- se non si ritenga necessaria e urgente l’assegnazione di una figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS) presso il PPI h24 di San Marco Argentano, in luogo o in aggiunta alla figura di operaio tecnico attualmente prevista;

- per quale motivo il mammografo di ultima generazione installato presso l’U.O. di Radiologia di San Marco Argentano non sia stato incluso nel programma degli screening mammografici;

- se si intenda attivare, e con quali tempistiche, anche lo screening della cervice uterina presso il Consultorio Familiare di San Marco Argentano;

- quale seguito abbia avuto il progetto “Case della Salute” finanziato nell’ambito del POR Calabria FESR–FSE 2014/2020 e che fine abbiano fatto le risorse pari a 8.149.000,00 euro destinate alla realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano;

- quali iniziative urgenti si intendano adottare per garantire il pieno riconoscimento, il rilancio e il potenziamento dei servizi sanitari territoriali nel Comune di San Marco Argentano.

(33; 23/01/2026).

Risposta scritta a interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il gruppo TIM, ha avviato la procedura di cessione del ramo d’azienda di Telecontact Center a una nuova società denominata DNA srl, operante nel settore dei servizi di contact center;

- tale operazione coinvolge circa 400 lavoratori calabresi, con sede principale a Catanzaro, e ha suscitato forte preoccupazione tra le organizzazioni sindacali e le famiglie interessate;

- le OO.SS. hanno denunciato il rischio di indebolimento del presidio produttivo regionale, con conseguenze negative sul tessuto economico e sociale, in un contesto già segnato da crisi occupazionale nel settore dei servizi digitali;

- la Regione Calabria, ai sensi dello Statuto e delle competenze in materia di sviluppo economico e politiche del lavoro, ha il dovere di attivarsi per salvaguardare i livelli occupazionali e promuovere il dialogo con le parti coinvolte. Considerato che: - la cessione appare motivata da logiche finanziarie e non da un piano industriale di rilancio, con il rischio di trasformare un costo del personale in un costo per servizi esterni, senza reali benefici per il territorio;

- il settore dei call center è già esposto a fenomeni di dumping tariffario e riduzione dei volumi di lavoro, aggravati dall’implementazione di tecnologie automatizzate. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale, per conoscere:

Per sapere:

- quali iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria per tutelare i lavoratori coinvolti nella cessione di Telecontact Center;

- se è stato attivato o si intende attivare un tavolo di confronto con TIM, la nuova società DNA srl, le organizzazioni sindacali e il Governo nazionale, al fine di garantire la continuità occupazionale e la salvaguardia del presidio produttivo in Calabria;

- quali misure regionali straordinarie possono essere adottate per sostenere il settore dei servizi digitali e prevenire ulteriori crisi occupazionali.

(1; 03/11/2025)

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• in data 24 ottobre 2025 il gruppo TIM ha comunicato alle organizzazioni sindacali l'avvio della procedura di cessione del ramo d'azienda di Telecontact Center S.p.A., ai sensi dell'art. 47 della legge n. 428/1990;

• l'operazione prevede il trasferimento dell'intero ramo a una nuova società denominata DNA srl, controllata da Gruppo Distribuzione, che subentrerebbe nella gestione dei servizi di cali center in appalto, inclusi quelli per la stessa TIM;

Telecontact Center impiega circa 1.590 lavoratori in Italia, di cui 432 nella sede di Catanzaro, la più popolosa tra tutte, rappresentando un presidio occupazionale e sociale strategico per la Calabria;

• oltre l'80% del personale è costituito da donne e circa il 60% dei posti di lavoro è localizzato nel Mezzogiorno;

Considerato che: • la cessione del ramo d'azienda potrebbe comportare la perdita delle tutele e dei diritti derivanti dal sistema di welfare aziendale di TIM, con gravi ripercussioni economiche e sociali sul territorio calabrese;

• le organizzazioni sindacali Sic Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni hanno espresso forte contrarietà all'operazione, definendola un'ulteriore esternalizzazione mascherata, priva di un chiaro progetto industriale;

• il settore dei call center è già segnato da forte precarietà, bassi salari e carenze strutturali, e un ridimensionamento di Telecontact Center avrebbe ricadute significative sull'intero indotto regionale;

Tenuto conto che: • il comparto dei servizi digitali e delle telecomunicazioni rappresenta un segmento fondamentale della nuova economia calabrese;

• la perdita di centinaia di posti di lavoro stabili, soprattutto femminili, costituirebbe un colpo durissimo per Catanzaro e per la Calabria, già provate da elevati tassi di disoccupazione;

Preso atto che: •risulta urgente un intervento delle istituzioni regionali volto a tutelare l'occupazione e ad aprire un confronto diretto con il Governo nazionale e il gruppo TIM;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se la Regione Calabria sia a conoscenza della procedura di cessione del ramo d'azienda di Telecontact Center S.p.A. e delle sue possibili conseguenze occupazionali sul sito di Catanzaro;

2. quali iniziative intenda assumere la Giunta regionale per salvaguardare i 432 posti di lavoro della sede catanzarese e per sostenere la vertenza nei confronti del gruppo TIM;

3. se non ritenga opportuno promuovere con urgenza un tavolo di crisi regionale con le organizzazioni sindacali, il Comune di Catanzaro e la proprietà aziendale, al fine di garantire continuità occupazionale e diritti dei lavoratori;

4. se la Regione intenda attivarsi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy affinché venga garantita la massima trasparenza sull'ape razione e vengano evitati processi di precarizzazione del lavoro nel Mezzogiorno.

(2; 06/11/2025).

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• le condizioni del comparto sanitario pubblico nell’Area Metropolitana di Reggio Calabria sono da tempo caratterizzate, per fatto notorio, da innumerevoli criticità;

• in particolare, l’area tirrenica a nord del capoluogo (Piana di Gioia Tauro e territori pre-aspromontani) risente di una oramai risalente carenza di strutture, strumenti e personale;

• la situazione, nota da tempo, ha portato alla nascita di associazioni – come la Pro Salus, attiva a Palmi – che da anni si impegnano quotidianamente per sensibilizzare le Istituzioni sulla sua gravità;

• l’iter per l’edificazione del Nuovo Ospedale della Piana, da realizzarsi in Palmi, ha avuto inizio il 7.12.2007 con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma tra Ministero della Salute e Regione Calabria, finanziato mediante D.P.C.M. 11.12.2007 “con somma urgenza”;

• si è giunti al bando di gara il 1° agosto 2011;

• il contratto per la costruzione del nosocomio con la società Tecnis è stato stipulato l’8 maggio 2015;

• il progetto definitivo e l’indizione della conferenza dei servizi risalgono all’8 novembre 2018;

• il 30 ottobre 2019 la società D’Agostino è subentrata quale concessionario a Tecnis;

• l’11 febbraio 2021 si è conclusa la conferenza dei servizi;

• nel dicembre 2021 è stata indetta la conferenza dei servizi per il piano di caratterizzazione, chiusa a gennaio 2023, finalizzata a svolgere la medesima indagine che era stata già compiuta con esito favorevole, così come risulta a pag. 5 del verbale del 7 giugno 2011 della Commissione di verifica del progetto preliminare;

• con Determinazione 1/2025 del Commissario Delegato per l’Edilizia Sanitaria della Regione Calabria, l’ingegnere Francesco Tarsia è stato nominato RUP dell’intervento “Realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro e la gestione, per l’intera durata della concessione, dei servizi di supporto non sanitari nonché dei servizi commerciali compatibili con l’attività sanitaria”;

• in data 30.04.2025, il RUP ha depositato la Relazione prot. n. 67, avente ad oggetto “La realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro e la gestione, per l’intera durata della concessione, dei servizi di supporto non sanitari nonché dei servizi commerciali compatibili con l’attività sanitaria”;

• con Determina n. 6/2025 del 07.05.2025 è stato, tra l’altro, approvato dal RUP il Progetto Definitivo inerente all’intervento di “Realizzazione del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro”;

considerato che: • i costi dell’opera sono aumentati da euro 136.907.304,35 ad euro 318.515.556,74;

• l’ultimo cronoprogramma noto fissa l’inizio dei lavori al .01.2026 con termine per la realizzazione e la “fruibilità dell’opera” al 31.12.2031;

• invece, in data 14.07.2025 sono state consegnate le aree di cantiere all’impresa esecutrice, che ha avviato le verifiche preliminari sul sito finalizzate alla realizzazione della recinzione perimetrale ed ai primi interventi di sicurezza e pulizia;

• risulta, insomma, avviata una fase di precantierizzazione “provvisoria” mediante stralcio progettuale, mentre non appare chiaro l’iter complessivo seguito, né risulta definito quali parti dell’opera siano state effettivamente isolate per consentire l’avvio dei lavori e quali effetti tale scelta possa produrre sui tempi di realizzazione, sui costi complessivi e sul cronoprogramma;

• alla luce di tale evidente distonia, non è chiaro l’attuale stato dell’iter amministrativo;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se il progetto esecutivo del Nuovo Ospedale della Piana di Gioia Tauro in Palmi sia stato approvato;

2. in caso di risposta negativa, quali siano in termini di certezza i tempi per l’approvazione dello stesso;

3. quali parti dell’opera siano state effettivamente isolate per consentire l’avvio dei lavori;

4. quali effetti tale scelta produca sui costi di realizzazione;

5. in definitiva, quale sia il cronoprogramma effettivo per la realizzazione e la fruibilità dell’opera.

(3; 17/11/2025).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’ospedale di Tropea rappresenta un presidio sanitario fondamentale per la Costa degli Dei e per l’intero territorio vibonese, anche in considerazione della forte vocazione turistica dell’area;

- da notizie di stampa e segnalazioni dei cittadini emerge una situazione di emergenza sanitaria, aggravata dalle recenti dimissioni dell’unico urologo in servizio, il dott. ..., costretto a lasciare l’incarico per l’impossibilità di operare in assenza di anestesisti;

- la carenza di anestesisti ha determinato la chiusura della sala operatoria, con conseguente sospensione degli interventi chirurgici e blocco delle liste d’attesa, costringendo i pazienti a rivolgersi ad altre strutture, spesso lontane;

- il personale medico rimasto è ridotto all’osso, con turni insostenibili e impossibilità di garantire ricoveri, limitandosi alle sole visite ambulatoriali. - Considerato che: - l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia è commissariata e non risultano, ad oggi, piani concreti di potenziamento del personale né interventi strutturali per garantire la continuità dei servizi;

- tale condizione compromette gravemente il diritto alla salute dei cittadini, produce effetti negativi sul turismo locale e alimenta un clima di esasperazione, con comitati e associazioni che minacciano azioni legali per mancata assistenza;

- occorre, pertanto, salvaguardare la presenza capillare dei servizi sanitari sul territorio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- quali azioni urgenti intende adottare per garantire la continuità dei servizi sanitari presso l’ospedale di Tropea e scongiurare la chiusura di reparti essenziali. - se è previsto un piano straordinario di reclutamento di anestesisti e specialisti per riattivare la sala operatoria e ripristinare gli interventi chirurgici. - quali misure strutturali sono in corso per evitare il depotenziamento dei presidi ospedalieri minori, soprattutto in aree a forte vocazione turistica. - se è stato avviato un confronto con l’Asp di Vibo Valentia e con i sindaci del territorio per definire un cronoprogramma di interventi e garantire il rispetto dei livelli essenziali di assistenza.

(4; 24/11/2025).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

la Regione Calabria, con l'Accordo Quadro del 07 dicembre 2016, ha avviato percorsi di politiche attive del lavoro, destinati a disoccupati già percettori di mobilità in deroga, mediante tirocini di inclusione socia le presso enti pubblici;

con Decreto del Direttore Generale n. 12824 del 18/10/2019 sono stati attivati percorsi di Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) rivolti a disoccupati ex percettori di mobilità in deroga;

numerosi Enti locali hanno accolto tali tirocinanti, garantendo con il loro apporto la continuità di servizi essenziali con rilevanza sociale ed economica;

con Delibera di Giunta Regionale n. 581/2024 è stata prevista l’individuazione di misure di accompagnamento alla chiusura dei percorsi di tirocinio e l'avvio di procedure di stabilizzazione;

in data 17 febbraio 2025 è stato sottoscritto un accordo tra Regione Calabria e OO.SS. che ha portato all'adozione del DDG n. 7135/2025 con il riconoscimento di un sostegno economico mensile a favore dei soggetti over 60 del bacino TIS;

la Regione Calabria, con Deliberazioni di Giunta Regionale n. 332/2025 e n. 362/2025, ha avviato un Piano straordinario di stabilizzazione, prevedendo per ogni TIS assunto, un contributo complessivo di € 54.000,00, da erogarsi su base pluriennale ed entro il 2029;

la normativa vigente, e segnatamente l'art. 3, comma 3-quater.1 del D.L. 44/2023, così come inserito dall'art. 1, comma 132 della legge di bilancio per il 2025 (L.207/2024), consente l'avviamento a selezione tramite i Centri per l'impiego per i profili esecutivi privi di titolo di studio superiore alla scuola dell'obbligo, prevedendo la possibilità di assunzione anche in deroga, in sovrannumero, nei limiti delle risorse stanziate ai sensi del comma 3-quinquies del medesimo articolo;

in una fase successiva la Regione ha ammesso anche gli over 60 - per i quali era previsto un percorso di accompagnamento al pensionamento attraverso un sostegno economico mensile di €631 - alla medesima procedura di selezione prevista per gli under 60;

considerato che: molti Comuni hanno manifestato difficoltà nell'assunzione per insufficienza di risorse, mancata storicizzazione dei fondi, carenze di bilancio o limiti imposti dal piano dei fabbisogni del personale;

non tutti i tirocinanti saranno assorbiti nel piano di stabilizzazione ed in più territori si registrano proteste, richieste di chiarimento e segnalazioni di disparità nell'applicazione delle misure regionali;

tenuto conto che: per i tirocinanti non stabilizzati, la Regione ha previsto a partire dal 1° agosto 2025 un percorso alternativo di formazione per il riconoscimento di competenze utili per il reinserimento lavorativo;

nel programma di governo si legge "coloro i quali sono rimasti fuori da questo storico processo di stabilizzazione - 1.100 ai quali vanno aggiunti circa 400 tirocinanti che prestano servizio presso i Comuni di San Giovanni in Fiore, Longobucco, Campana e Bocchigliero - saranno coinvolti in un maxipiano della Regione per la manutenzione del territorio".

 Preso atto che: la stabilizzazione dei TIS rappresenta un obiettivo di giustizia sociale e di continuità dei servizi pubblici, ma l'assenza di un quadro certo e stabile rischia di determinare l'esclusione di una parte del bacino. L'assenza di un piano definito e di un cronoprogramma certo espone parte del bacino TIS al rischio concreto di esclusione, nonostante gli impegni annunciati dalla Regione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quali percorsi concreti, certi e finanziati, la Regione intende attivare per i tirocinanti che non verranno stabilizzati e se esiste un piano strutturato che garantirà che tali lavoratori, dopo anni di servizio presso enti pubblici, non vengano abbandonati in assenza di prospettive occupazionali reali;

quali misure concrete di sostegno economico, formazione e accompagnamento all'inserimento lavorativo la Regione intende attivare per quei tirocinanti esclusi che, per età, condizioni personali o territoriali, rischiano di subire un grave svantaggio nella ricollocazione nel mercato del lavoro;

se tali percorsi verranno definiti con il pieno coinvolgimento dei Comuni e delle organizzazioni sindacali. Entro quali tempistiche è previsto l'effettivo inserimento occupazionale dei tirocinanti non stabilizzati e se è stato predisposto un apposito cronoprogramma. Se e come l'ampliamento della platea agli over 60 sarà accompagnato da un adeguato incremento di risorse ai Comuni. Se la Regione intenda avviare un'interlocuzione con gli organi di governo nazionale al fine di incrementare le attuali risorse stanziate come somme storicizzate a favore dei Comuni, così da assicurare un adeguato finanziamento strutturale.

(5; 24/11/2025).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

sono in corso interventi di potenziamento infrastrutturale da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) fra le stazioni di Vibo Pizzo e Mileto, nonché lavori di manutenzione straordinaria sulla linea Lamezia – Catanzaro Lido;

per tali motivi si stanno verificando modifiche alla circolazione ferroviaria sulla linea Tirrenica, sulla via Tropea, fra Lamezia e Catanzaro Lido e tra Villa San Giovanni e Melito Porto Salvo;

si registrano concreti disagi ai viaggiatori, consistenti in variazioni di orari, allungamento dei tempi di percorrenza e improvvise cancellazioni dei treni;

i disservizi non risultano sufficientemente compensati da servizi alternativi ed in particolare da bus sostitutivi; in particolare, un grave disservizio si è verificato in data 25 novembre presso la stazione Vibo – Pizzo con la cancellazione improvvisa del treno regionale delle 7.35 diretto a Reggio Calabria e notevoli disagi per servizi alternativi;

considerato che: la mobilità ferroviaria rappresenta un servizio essenziale per i cittadini calabresi, in particolare per studenti, lavoratori pendolari e turisti;

la carenza di servizi sostitutivi rischia di compromettere gravemente il diritto alla mobilità e la continuità dei collegamenti interni ed esterni alla regione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quali iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria per garantire agli utenti un’adeguata attivazione di bus sostitutivi con orari coordinati, fermate capillari e idonea informazione.

(6; 27/11/2025).

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con Delibera n. 374 del 4 aprile 2025 l’ASP di Reggio Calabria ha approvato la graduatoria di sostituzione per il reclutamento di personale infermieristico;

- in attuazione della Delibera n. 496 del 13 maggio 2025 sono stati stipulati contratti a tempo determinato con n. 40 infermieri, impiegati nei presidi ospedalieri aziendali per un periodo di sei mesi, al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e sopperire alla grave carenza di personale segnalata dalla Direzione Sanitaria;

- con nota prot. n. 34996 del 9 maggio 2025 la stessa ASP ha riconosciuto l’urgenza di coprire un “ingente numero di cessazioni”, procedendo pertanto all’assunzione temporanea degli infermieri;

considerato che: - Sono emerse notizie circa il mancato rinnovo dei suddetti contratti, con conseguenze particolarmente gravi per i presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro, già caratterizzati da criticità strutturali e organizzative;

- solo presso l’ospedale di Locri risulterebbero coinvolti dieci infermieri operanti in reparti strategici (ginecologia, pneumologia, gastroenterologia, pronto soccorso, pediatria, urologia, neurologia e laboratorio analisi);

- la mancata proroga dei contratti determinerebbe una riduzione dell’operatività dei reparti, un aggravio del carico di lavoro per il personale in servizio e un serio rischio per la sicurezza delle cure e la tutela dei cittadini;

- le procedure di reclutamento del personale sanitario devono essere improntate ai principi di programmazione, continuità assistenziale e trasparenza amministrativa;

tenuto conto che: - Secondo i diretti interessati, la decisione di non rinnovare i contratti sarebbe stata assunta senza preavviso e senza motivazioni ufficiali, suscitando forte preoccupazione tra gli operatori sanitari;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se sia a conoscenza dei fatti sopra descritti e se risulti confermato il mancato rinnovo dei contratti dei 40 infermieri in servizio presso l’ASP di Reggio Calabria;

2. quali siano le ragioni per cui l’ASP non abbia disposto la proroga dei contratti né comunicato tempestivamente agli interessati l’esito della valutazione;

3. se siano state adottate misure sostitutive o alternative per evitare disservizi nei reparti più critici e garantire la continuità dell’assistenza sanitaria nei presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro;

4. quali iniziative la Giunta regionale intenda assumere, anche mediante atti di indirizzo o interventi commissariali, per assicurare una corretta programmazione del fabbisogno di personale e scongiurare interruzioni dei servizi essenziali;

5. se non ritenga opportuno avviare un monitoraggio straordinario sulla gestione del personale dell’ASP di Reggio Calabria, finalizzato alla definizione di un piano di reclutamento stabile e coerente con le esigenze effettive dei presidi ospedalieri del territorio.

(8; 01/12/2025).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- dal mese di luglio 2024 il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Trebisacce risulta inattivo, determinando un vuoto operativo in un'area caratterizzata da elevata vulnerabilità sismica, idrogeologica e da frequenti incendi boschivi;

- l'Alto Ionio cosentino comprende numerosi comuni montani e interni con rete viaria complessa e forte esposizione a rischi calamitosi;

- la chiusura del distaccamento ha comportato un allungamento significativo dei tempi di intervento con conseguenze potenzialmente gravi sulla tempestività dei soccorsi in emergenze;

- il territorio registra un consistente afflusso anche turistico e presenta elevati livelli di incidentalità sulla SS 106, con frequente necessità di interventi;

- le amministrazioni comunali dell'area hanno reiteratamente rappresentato la criticità e a Trebisacce vi è la disponibilità di una struttura idonea ad accogliere un distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco;

considerato che: - l'attuale situazione espone la popolazione a un rischio elevato, incidendo negativamente sulla capacità di risposta nelle emergenze e sulla percezione complessiva di sicurezza del territorio;

- la Regione, nell'ambito delle proprie competenze è chiamata a concorrere al funzionamento efficace del sistema integrato di gestione delle emergenze;

tenuto conto che: - la piena operatività del soccorso tecnico urgente richiede un'adeguata collaborazione istituzionale tra Regione e Ministero dell'Interno, nonché un'attenta programmazione di risorse, strutture e misure di supporto logistico;

preso atto che: - la disponibilità già manifestata a Trebisacce ad ospitare un distaccamento permanente costituisce un presupposto concreto per un intervento strutturale e duraturo;

- in assenza di un presidio operativo dei Vigili del Fuoco, si rende necessario valutare l'attivazione di misure compensative temporanee per garantire un livello minimo di sicurezza e tempestività nelle emergenze;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

se la Regione abbia effettuato una valutazione dell'impatto dell'inattività del distaccamento sulla sicurezza pubblica, sulla vulnerabilità dei territori e sul funzionamento del sistema regionale di protezione civile;

quali iniziative urgenti la Regione intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire il ripristino della copertura h24 del soccorso tecnico urgente nell'Alto Ionio cosentino;

se siano previste misure temporanee compensative in attesa della piena riattivazione del presidio dei Vigili del Fuoco;

se la Giunta regionale intenda attivarsi formalmente presso il Ministero dell'Interno per sollecitare la riapertura e la stabilizzazione del distaccamento di Trebisacce, valutando anche la possibilità di sostenere interventi infrastrutturali o logistici necessari;

quali siano le tempistiche previste dalla Regione per l'apertura di un confronto istituzionale con il Ministero dell'Interno finalizzato all'istituzione definitiva del distaccamento permanente a Trebisacce, anche valorizzando la struttura già messa a disposizione.

(10; 03/12/2025).

(Risposta)

 

Scutella. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

il diritto all'abitare rappresenta un diritto fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dalla Costituzione italiana, quale condizione imprescindibile per l'effettivo esercizio di altri diritti primari, tra cui salute, istruzione, lavoro e inclusione sociale;

la legge 9 dicembre 1998, n. 431 ha istituito il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, finalizzato alla concessione di contributi integrativi a favore di nuclei familiari in condizione di disagio economico;

tale Fondo, rifinanziato fino al 2022 con risorse pari a 330 milioni di euro, non ha trovato copertura nelle Leggi di Bilancio 2023 e 2024, determinando l'interruzione di un sostegno vitale per migliaia di famiglie italiane e calabresi. Considerato che: La Calabria si colloca tra le regioni con i più bassi livelli di reddito medio e con elevati tassi di disoccupazione, con conseguente diffusione di una condizione di povertà abitativa strutturale;

l'assenza di rifinanziamento del Fondo nazionale ha privato i Comuni calabresi di strumenti finanziari indispensabili per dare seguito ai bandi già pubblicati. Numerosi enti locali hanno comunque avviato procedure nel 2023 e 2024, raccogliendo domande e predisponendo graduatorie, ma senza poter procedere all'erogazione dei contributi, lasciando migliaia di famiglie idonee senza alcun sostegno concreto. Tale situazione ha generato graduatorie rimaste scoperte negli anni 2023 e 2024, con conseguenti ricadute di sfiducia istituzionale e tensione sociale. Alcune Regioni italiane hanno supplito con risorse proprie, garantendo continuità al sostegno. L'Emilia-Romagna, in particolare, ha promosso un Protocollo per la riduzione del disagio abitativo 2025-2026, coinvolgendo istituzioni, enti locali e parti sociali. Preso atto che: I dati del Ministero dell'Interno confermano che in Calabria il numero di provvedimenti di sfratto rimane elevato, con la quasi totalità motivata da morosità incolpevole. La crescente sofferenza abitativa rappresenta il riflesso di una più ampia fragilità sociale, aggravata dall'assenza di politi che strutturate in materia di casa e dalla dipendenza dal mercato privato. È stato recentemente annunciato un nuovo intervento regionale, finanziato nell'ambito del POR Calabria 202 1-2027 - Azione 4.1.1 FSE+, con un fondo complessivo di 9 milioni di euro, finalizzato a sostenere i nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo e a prevenire la perdita della propria abitazione, mediante l'erogazione di un contributo straordinario di 300 euro. Tale misura non chiarisce la sorte delle graduatorie comunali 2023 e 2024 rimaste prive di copertura finanziaria, né garantisce continuità alle politiche abitative;

che la mera erogazione di fondi una tantum non risolve la crisi abitativa strutturale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se intenda assumere con urgenza un impegno concreto disponendo lo stanziamento di risorse regionali per finanziare le graduatorie comunali 2023 e 2024 già approvate e rimaste in evase. 2. Se intenda chiarire in che modo il nuovo intervento da 9 milioni di euro si coordini con le graduatorie pregresse, al fine di garantire continuità al sostegno abitativo. 3. Se la Regione Calabria intenda adottare un modello di governance multilivello che preveda una strategia condivisa con Enti locali e parti sociali per assicurare un approccio strutturato, condiviso e duraturo alla tutela del diritto dell'abitare.

(12; 09/12/2025).

(Risposta)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’IRACEB – Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, istituito con legge regionale, risulta da anni completamente inattivo, privo di sede operativa e di qualsiasi attività istituzionale;

- gli organismi statutari dell’Istituto non risultano più nominati, nonostante la normativa preveda espressamente la designazione di due membri da parte del Comune di Corigliano-Rossano e la nomina dei componenti restanti da parte della Presidenza della Regione;

- la sede attualmente formalmente assegnata all’IRACEB risulta chiusa da anni, circostanza che non ha impedito l’accumulo di un rilevante debito nei confronti del proprietario per canoni non corrisposti, con probabile contenzioso e rischio di danno erariale;

- numerosi solleciti istituzionali inoltrati nell’ultimo anno non hanno ricevuto risposta;

- il Comune di Corigliano-Rossano ha messo a disposizione locali comunali idonei e gratuiti per ospitare la sede dell’Istituto;

considerato che: - il protrarsi dell’inattività dell’Istituto comporta una grave perdita culturale e un pregiudizio amministrativo per la Regione Calabria;

- nessun atto formale ha disposto la sospensione dell’Istituto;

- la riattivazione può avvenire senza costi mediante trasferimento nella sede comunale offerta;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se sia a conoscenza della perdurante inattività dell’IRACEB e delle ragioni dell’abbandono di un ente istituito per legge regionale;

- quale sia l’ammontare del debito maturato per canoni di locazione non pagati e se tale debito sia stato riconosciuto, coperto o debba essere trattato come debito fuori bilancio;

- quali iniziative intenda assumere per la nomina dei componenti degli organi statutari di spettanza regionale e per consentire al Comune di designare i propri rappresentanti;

- se non ritenga opportuno disporre il trasferimento immediato dell’archivio e delle funzioni presso i locali comunali già disponibili;

- quali azioni urgenti intenda adottare per garantire la riattivazione dell’IRACEB e la valorizzazione del patrimonio storico culturale conservato.

(14; 09/12/2025).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

nel settembre 2019, con avvisi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (n.2019-124629) e sulla Gazzetta Ufficiale Italiana (n.106), la Regione Calabria ha avviato il bando unico per l'affidamento della progettazione di sei infrastrutture stradali di interesse regionale, per un importo complessivo pari a 98 milioni di euro. Tra tali interventi rientra anche il collegamento tra lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo e la SS 660 (ex SS 106 Jonica), finanziato per 30 milioni di euro nell'ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC);

in data 7 giugno 2022 è stata pubblicata sul Portale istituzionale regionale - Dipartimento Territorio e Tutela dell'Ambiente - l'istanza di avvio della procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 152/2006, relativa al suddetto progetto: "Collegamento della SS 660 allo svincolo di Montalto Uffugo della A2 Autostrada del Mediterraneo e completamento dei lavori di variante alla SP 177 di collegamento della SS 660 alla ex SS 106 Ionica" nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, in provincia di Cosenza. Considerato che: il progetto che collega l'autostrada e la SS 660 contempla una serie articolata di opere, tra cui: - collegamento dalla SS 660 tramite nuova rotatoria;

- adeguamento della SP234;

- utilizzo della rotatoria di Cavoni - Ginestreto (Comune di Luzzi) quale innesto sulla SP248 - ampliamento del ponte sul fiume Crati e successivo innesto sulla SP11O;

- raccordo con la SP24l comprendente un nuovo cavalcaferrovia sulla linea Cosenza-Sibari e l'adeguamento del cavalcavia sull'A2;

- adeguamento tratto della SP247 con demolizione e ricostruzione di un ulteriore ponte sul Crati per collegamento con SP 234;

- un secondo insieme di proposte progettuali è invece legato al nuovo svincolo dell'autostrada A2 previsto sempre a Montalto Uffugo. Da questo, si prevede di collegare direttamente l'autostrada alla SP234 mediante una strada di nuova realizzazione che prevede l'inserimento di un sottovia ferroviario e di un ponte sul fiume Crati;

- il progetto rientra nel Piano Operativo Infrastrutture FSC 2014-2020, allegato alla Delibera CIPE n.54/2016 e successivamente integrato dalla Delibera CIPE n.98/2017;

tenuto conto che: obiettivo del progetto è deviare parte del traffico della SP247 registrando l'area tra Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, negli ultimi anni, un marcato incremento della presenza logistica e delle attività industriali, rendendo perciò necessari interventi infrastrutturali capaci di sostenere tale sviluppo;

nel 2025 è entrato in funzione a Coretto d i Montalto Uffugo il nuovo polo logistico del gruppo PAC 2000A - Conad generando un notevole aumento del traffico pesante, particolarmente insistente sulle SP234, SP247 e sulla viabilità connessa;

uno dei ponti sul fiume Crati, oggetto di un intervento di demolizione e ricostruzione presenta attualmente gravi criticità strutturali. Tali condizioni impongono la regolamentazione del traffico mediante senso unico alternato, a garanzia della sicurezza degli utenti. le strade interessate dagli interventi di adeguamento nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose presentano una sovrastruttura gravemente ammalorata e barriere stradali insufficienti, sia per tipologia sia per collocazione, rispetto alle prescrizioni normative vigenti. Tali condizioni ne compromettono la sicurezza e l'adeguatezza rispetto all'intensità e alla tipologia del traffico attualmente transitante;

preso atto che: che non risultano ancora avviati i lavori di collegamento dello svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660 ex SS 106 jonica che consentirebbero benefici significativi in termini di sicurezza della circolazione, riduzione del traffico nei centri abitati e migliore funzionalità. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

l. quali iniziative urgenti la Regione Calabria, in qualità di soggetto attuatore, intenda adottare per assicurare l'avvio e completamento dei lavori della strada di interesse regionale che collega lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660, nei territori comunali di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose;

2. quale sia il cronoprogramma di realizzazione dei lavori.

(15; 10/12/2025).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con legge regionale 10/2022 è stata istituita l'Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ARRICAL), alla quale sono attribuite funzioni di regolazione, controllo e indirizzo del sistema integrato dei rifiuti e del servizio idrico, in conformità alla disciplina nazionale e regionale vigente;

- numerosi Comuni calabresi, negli ultimi anni, hanno conseguito percentuali di raccolta differenziata significativamente elevate, in diversi casi superiori alla media nazionale e agli obiettivi minimi stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dimostrando un virtuoso impegno per l'ambiente e l'economia circolare;

- nonostante tali risultati, gli stessi Comuni virtuosi risultano oggi gravati da costi di conferimento più elevati rispetto al precedente sistema degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), con conseguenti pesanti ripercussioni sugli equilibri finanziari degli Enti locali e sui cittadini-utenti. Considerato che: - tale incremento dei costi di conferimento, in assenza di adeguati meccanismi premiali, rischia di vanificare gli sforzi compiuti e di disincentivare in prospettiva le politiche comunali di incremento della raccolta differenziata e di sviluppo dell'economia circolare;

- un sistema tariffario equo e proporzionato ai risultati ambientali ottenuti e comparabile con il passato - le vecchie Tariffe ATO spingevano verso una migliore efficienza della raccolta differenziata individuando scaglioni di prezzo in funzione della RD raggiunta dai Comuni - rispettando il principio cardine delle direttive ARERA "chi più inquina, più paga" che mira a rendere il sistema tariffario più equo - , rappresenta un elemento essenziale e non più differibile per la sostenibilità economica del servizio e per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali regionali e nazionali;

tenuto conto che: - si registrano ritardi procedurali e burocratici da parte di ARRICAL, che rendono difficoltosa per gli Enti locali l'elaborazione e la trasmissione dei Piani Economico-Finanziari (PEF), con conseguente slittamento dei tempi di approvazione delle tariffe TARI - ad oggi non si ha contezza ufficiale di un importo per la RUR e per la FORSU per il 2025;

- la medesima incertezza procedurale, unita a una comunicazione carente, rende estremamente difficile per i Comuni determinare preventivamente i costi di conferimento - in particolare per la RUR e la FORSU, arrivati nella provincia di Cosenza a cifre ritenute improponibili - 350 €/ton per la RUR e 190 €/ton per la FORSU - mettendo a rischio la programmazione finanziaria degli Enti;

- gli uffici tecnici comunali per tali incertezze operative si trovano in seria difficoltà nel rispettare le stringenti scadenze fissate dall'Autorità Nazionale (ARERA) per la validazione dei PEF, con il rischio di sanzioni e di ulteriore danno erariale. Preso atto che: - l’attuale assetto organizzativo e decisionale di ARRICAL non sembra assicurare un adeguato e sistematico coinvolgimento dei Sindaci, riducendo di fatto la rappresentatività dei Comuni e delle specificità territoriali all'interno dell'organo direttivo dell'Autorità;

- un confronto stabile, strutturato e paritetico con gli Enti locali e con l'ANCI Calabria appare indispensabile per garantire un funzionamento efficace, trasparente e condiviso della governance del sistema rifiuti e risorse idriche, in linea con il principio di leale collaborazione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- quali misure concrete e urgenti la Regione intenda adottare, anche esercitando i propri poteri di indirizzo e vigilanza su ARRICAL, per ridurre e razionalizzare i costi di conferimento dei rifiuti a carico dei Comuni, al fine di garantire criteri di equità, proporzionalità e comparabilità con il precedente sistema ATO, in relazione agli effettivi livelli di qualità del servizio e di efficienza raggiunti;

- se non ritenga necessario e urgente introdurre, attraverso un atto di indirizzo regionale o modifiche normative, un meccanismo premiale stabile, strutturale e trasparente pe r. i Comuni virtuosi che abbiano raggiunto o superato elevati standard di raccolta differenziata e di efficienza del servizio, al fine di non penalizzare i comportamenti ambientalmente più corretti;

- quali iniziative urgenti, anche di carattere ordinativo e di semplificazione, si intendano mettere in atto nei confronti di ARRICAL per snellire, accelerare e rendere più certe le procedure burocratiche e amministrative necessarie per la predisposizione e l'approvazione dei Piani Economico-Finanziari da parte dei Comuni, così da evitare ritardi nell'approvazione delle tariffe TARI e permettere una corretta e tempestiva programmazione finanziaria locale;

- se la Regione intenda istituire con urgenza un tavolo tecnico e politico permanente, con la partecipazione di ANCI Calabria e dei Sindaci rappresentativi delle diverse realtà territoriali, finalizzato al monitoraggio continuo degli effetti delle decisioni di ARRICAL, alla risoluzione delle criticità procedurali e alla tempestiva correzione di eventuali squilibri territoriali o distorsioni del sistema;

- se, alla luce delle criticità emerse, non ritenga opportuno avviare una verifica complessiva e trasparente dell'attuale assetto organizzativo, funzionale e decisionale di ARRICAL, al fine di valutarne l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza e la rappresentatività dei territori all'interno dei suoi organi, e di proporre eventuali modifiche statutarie o normative per migliorarne il funzionamento e il rapporto con gli Enti locali.

(17; 12/12/2025).

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con bando di concorso pubblico pubblicato in data 15 novembre 2024 la Regione Calabria ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 54 (cinquantaquattro) unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei ruoli della Giunta regionale, Area Funzionari ed Elevata Qualificazione;

- il bando prevede la seguente ripartizione dei posti messi a concorso:

·               n. 19 nel profilo di Auditor (Codice 01);

·               n. 5 nel profilo di Funzionario tecnico agroforestale (Codice 02);

·               n. 5 nel profilo di Funzionario statistico (Codice 03);

·               n. 5 nel profilo di Specialista nella comunicazione (Codice 04);

·               n. 20 nel profilo di Funzionario informatico -Analista programmatore (Codice 05);

- la procedura di reclutamento è stata affidata a Formez PA S.p.A., a seguito della richiesta della Regione Calabria al Dipartimento della Funzione Pubblica per l'attivazione della procedura concorsuale, da svolgersi a cura della Commissione RIPAM;

- le prove scritte si sono svolte nel mese di dicembre 2024, in più sedute, nonché mediante prove asincrone il 6 maggio 2025;

- in data 4 agosto 2025 è stata pubblicata sul portale INPA la graduatoria finale di merito del concorso pubblico, per titoli ed esami, relativa al profilo Auditor - Codice 01;

- successivamente, in data 25 novembre 2025, è stata pubblicata sul portale INPA una rettifica della graduatoria finale di merito relativa al medesimo profilo;

risultano attualmente pendenti presso il TAR Calabria diversi ricorsi giurisdizionali avverso la graduatoria finale del profilo Auditor - Codice 01;

- secondo informazioni acquisite, il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria sarebbe in procinto di procedere alla presa d'atto della graduatoria finale, nonostante la pendenza dei ricorsi giurisdizionali;

- sempre secondo tali informazioni, il medesimo Dipartimento intenderebbe procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori, riservandosi eventualmente di annullare i contratti di lavoro in caso di successivi provvedimenti del TAR Calabria;

-tale modalità operativa solleva rilevanti perplessità sotto il profilo della correttezza amministrativa, della certezza degli atti e della tutela dell'interesse pubblico, in quanto l'utilizzo di una graduatoria non definitiva, sub iudice, potrebbe compromettere anche l'eventuale utilizzo della stessa da parte di altre amministrazioni per lo scorrimento degli idonei;

considerato che - la Regione Calabria è interessata da un rilevante fabbisogno di personale qualificato, in particolare nei settori del controllo, dell'audit e della gestione dei fondi comunitari;

- eventuali ritardi, criticità procedurali o carenze di chiarezza nelle fasi concorsuali rischiano di compromettere l'efficienza amministrativa e di alimentare contenziosi;

tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale competente, con delega al personale ed al lavoro,

per sapere:

1. se corrisponda al vero che il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria intenda procedere alla presa d'atto della graduatoria finale del concorso per il profilo di Auditor - Codice 01, nonostante la pendenza di ricorsi giurisdizionali innanzi al TAR Calabria;

2. in caso affermativo, se l'Assessore competente ritenga corretta e conforme ai principi di buon andamento, imparzialità e prudenza amministrativa la scelta di procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori sulla base di una graduatoria non ancora definitiva;

3. se non si ritenga che tale modalità possa esporre l'Amministrazione regionale a ulteriori contenziosi, nonché incidere negativamente sulla certezza dei rapporti di lavoro instaurati e sull'immagine di trasparenza della Regione Calabria;

4. se l'Amministrazione regionale abbia valutato le ricadute che l'utilizzo di una graduatoria sub iudice potrebbe determinare in relazione alla possibilità di scorrimento della stessa da parte di altre amministrazioni pubbliche;

5. quali iniziative di autotutela o di prudenza amministrativa si intendano eventualmente adottare, anche valutando la sospensione delle assunzioni fino alla definizione del contenzioso pendente;

6. se, in sede di predisposizione del nuovo Piano dei fabbisogni di personale, la Giunta regionale intenda incrementare la dotazione organica del profilo di Auditor, considerata la funzione essenziale svolta da tali figure nelle attività di controllo, audit e monitoraggio dei fondi comunitari e nazionali.

(18; 15/12/2025).

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- su tutto il territorio della Regione Calabria sono state segnalate diffuse e persistenti criticità nel funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118, emerse con maggiore evidenza a seguito della recente riorganizzazione delle Sale Operative e dell'attivazione del numero unico 116-117;

- è stato evidenziato come il nuovo assetto organizzativo, che ha concentrato funzioni decisionali e operative in alcune Sale Operative regionali, abbia determinato una sottrazione di risorse al soccorso territoriale, con un utilizzo crescente delle ambulanze per attività secondarie quali trasferimenti programmati, trasporto di sangue ed emoderivati e missioni non strettamente emergenziali;

- anziché produrre una razionalizzazione del sistema, la riforma avrebbe generato disomogeneità operative tra i territori, confusione gestionale e assegnazioni di missioni non sempre supportate da un'adeguata valutazione clinica, con la conseguente moltiplicazione dei mezzi sulla stessa emergenza e l'attivazione di soccorsi per casi a bassa priorità;

- viene segnalato un aumento significativo del numero complessivo delle missioni su scala regionale, indicato in forte crescita rispetto agli anni precedenti, a fronte di risorse umane e strumentali rimaste sostanzialmente invariate;

- tale situazione avrebbe determinato un allungamento dei tempi di intervento del soccorso sanitario in diverse aree della Calabria, con ripercussioni sulla gestione dei codici tempo-dipendenti e sulla sicurezza dei pazienti;

considerato che - la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza avrebbe inciso in modo rilevante anche sulle condizioni di lavoro del personale sanitario e tecnico, con frequenti sforamenti di orario, accumulo di straordinari, difficoltà nella programmazione dei turni e un aumento delle tensioni organizzative;

- si registra un progressivo fenomeno di demedicalizzazione delle ambulanze in varie aree della Regione, a seguito dell'uscita dal servizio di medici dirigenti e della crescente difficoltà nel garantire equipaggi completi;

- sugli infermieri del 118 graverebbero responsabilità sempre maggiori, in assenza di un adeguato supporto organizzativo e professionale, con il rischio concreto di un ulteriore impoverimento del servizio per effetto di un possibile esodo di personale;

- il combinato disposto di carenza di risorse, centralizzazione decisionale inefficiente e incremento di missioni improprie rischia di compromettere la tenuta complessiva del Servizio pubblico di Emergenza-Urgenza in Calabria;

si chiede al Presidente della Giunta regionale nella qualità di Commissario ad acta per la sanità della Regione Calabria

per sapere:

1. se le criticità segnalate sul funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 e del sistema 116-117, così come descritte, corrispondano al vero sull'intero territorio regionale;

2. se siano stati effettuati monitoraggi ufficiali, a livello regionale, sui tempi di risposta del soccorso sanitario, sul numero delle missioni e sulla loro appropriatezza clinica successivamente alla riorganizzazione, e quali siano i dati aggiornati in possesso della struttura commissariale;

3. quali misure intenda adottare per ricondurre il sistema di emergenza-urgenza alla sua funzione primaria di soccorso territoriale, riducendo l'impiego improprio dei mezzi di emergenza per attività non urgenti;

4. se non ritenga necessario avviare una revisione complessiva dell'attuale assetto delle Sale Operative, al fine di garantire maggiore equilibrio territoriale, efficienza decisionale e adeguata distribuzione delle risorse tra le diverse aree della Calabria;

5. quali iniziative siano previste per tutelare il personale del 118, assicurando condizioni di lavoro sostenibili, il riconoscimento economico delle prestazioni rese e il mantenimento di un adeguato livello di medicalizzazione delle ambulanze;

6. se intenda promuovere un confronto strutturato con operatori sanitari, direzioni aziendali e rappresentanze professionali, per individuare soluzioni condivise che scongiurino un ulteriore depotenziamento del Servizio pubblico di Emergenza- Urgenza regionale. 7. Le ragioni per le quali, nel processo di internalizzazione non sono state convocate le organizzazioni sindacali, parte integrante delle trattative.

(19; 15/12/2025).

(Risposta)

Proposta di legge n. 10/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Pietropaolo, Mattiani, Giannetta, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” (deliberazione consiliare n. 48)

Art. 1

(Oggetto e finalità)

1. La presente legge, nel rispetto delle competenze e della normativa unionale e statale di settore, reca disposizioni concernenti l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale (IA) presso la pubblica amministrazione regionale, anche con riguardo ai rischi associati all’utilizzo di tale tecnologia, nonché in materia di politiche regionali sull’impiego dell’IA, in modo affidabile e conforme alle libertà e ai diritti fondamentali della persona.

2. La Regione Calabria promuove l’adozione responsabile di sistemi di IA presso la pubblica amministrazione regionale anche per migliorare l’efficienza dei propri processi amministrativi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.

3. Tutti i sistemi basati sull’IA utilizzati dall’amministrazione regionale devono rispettare le normative vigenti in materia di protezione dei dati personali e sicurezza informatica e devono essere soggetti a revisione umana nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità ed equità.

4. La Regione Calabria riconosce le opportunità, anche in termini di sviluppo economico, derivanti dall’impiego di sistemi di IA affidabile e persegue la programmazione coordinata di sviluppo e di utilizzo di sistemi di IA in ambito regionale, nel rispetto delle norme etiche e di quelle vigenti in materia di protezione dei dati, dei diritti digitali e della sicurezza informatica.

Art. 2

(Definizioni)

1. Ai fini della presente legge si intende per sistema di IA il sistema definito dall’articolo 3, punto 1), del Regolamento (UE) 2024/1689 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 giugno 2024, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale.

2. Per sistema di IA affidabile, d’ora in poi sistema di IA, si intende quanto definito dal Regolamento (UE) 2024/1689; in particolare un sistema di IA è affidabile se soggetto a supervisione umana, intesa come capacità d’intervento dell’uomo in tutte le fasi del funzionamento dello stesso.

3. Per quanto non espressamente previsto dal presente articolo si rinvia alle definizioni di cui al Regolamento (UE) 2024/1689.

Art. 3

(Promozione di sistemi di IA affidabile)

1. La Regione promuove lo sviluppo e l’adozione di sistemi di IA affidabile basati sulla prevenzione dei rischi connessi al loro utilizzo e, in particolare, promuove:

a) l’impiego di tecnologie digitali basate su sistemi di IA per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi amministrativi della Regione Calabria e per migliorare la fruizione dei servizi erogati in favore dei cittadini nel rispetto del principio di buon andamento dell’amministrazione regionale;

b) attività e iniziative di organizzazioni pubbliche e private che contribuiscono a diffondere l’utilizzo di sistemi di IA e la consapevolezza sulle opportunità e i rischi a essi associati;

c) programmi e corsi di formazione in materia di uso dei dati conforme alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e sicurezza informatica, al fine di garantire una corretta comprensione e gestione della tecnologia di IA;

d) campagne di sensibilizzazione su rischi e opportunità legate all’utilizzo dell’IA nella pubblica amministrazione regionale;

e) lo sviluppo del mercato regionale relativo alla produzione e utilizzo di tecnologie basate su IA.

2. All’attuazione delle finalità di cui al comma 1 provvede la Giunta regionale, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente.

Art. 4

(Programma sperimentale sulla sanità digitale e IA in Calabria)

1. La Regione Calabria, in considerazione delle criticità strutturali del sistema sanitario regionale, promuove l’avvio di un programma sperimentale finalizzato all’applicazione dell’IA in ambito sanitario. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, sentito l’Ufficio regionale per l’IA di cui all’articolo 6 e il dipartimento regionale competente in materia di tutela della salute, individua prioritariamente i progetti pilota nei seguenti ambiti:

a) ottimizzazione dei tempi di attesa: sistemi per la gestione intelligente delle agende e il bilanciamento dei flussi di domanda e offerta delle prestazioni;

b) diagnostica avanzata e screening: supporto decisionale assistito per la refertazione radiologica e l'analisi dei dati clinici;

c) monitoraggio domiciliare intelligente: telemedicina basata su IA per la gestione delle cronicità e la deospedalizzazione protetta.

2. L'Ufficio regionale per l'IA, d'intesa con le aziende sanitarie e ospedaliere, promuove percorsi di formazione per i dirigenti e il personale sanitario coinvolto nelle sperimentazioni, al fine di garantire l'effettiva supervisione umana e l'uso etico dei dati.

3. Le attività di sperimentazione di cui al presente articolo sono svolte prioritariamente in collaborazione con le Università calabresi e con i soggetti iscritti nel Registro regionale di cui all'articolo 5, garantendo la piena trasparenza dei processi.

4. Gli esiti delle sperimentazioni sono riportati in una sezione specifica della relazione annuale di cui all'articolo 7, comma 2, al fine di valutarne l'estensione a regime nell'intero sistema sanitario regionale.

Art. 5

(Registro regionale IA)

1. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge e senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, adotta il regolamento per censire, su base volontaria, i soggetti la cui attività principale è costituita dallo sviluppo di sistemi di IA, per definire l’istituzione del Registro regionale IA nonché le modalità di iscrizione, aggiornamento e gestione dello stesso.

2. Al fine di promuovere lo sviluppo dei sistemi di IA in ambito regionale, la Regione può prevedere il riconoscimento di premialità nei bandi di finanziamento regionale ai soggetti censiti nel Registro di cui al comma 1.

Art. 6

(Ufficio regionale per l’IA)

1. È istituito, senza oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, presso il dipartimento regionale competente in materia di transizione digitale, l’Ufficio regionale per l’IA quale centro delle competenze in materia di IA in tutta la Calabria. Svolge un ruolo chiave nell’attuazione della presente legge, promuovendo lo sviluppo e l’utilizzo di un sistema di IA affidabile e si relaziona con l’Ufficio europeo per l’IA e con analoghi organismi e osservatori istituiti a livello regionale e statale.

2. Fanno parte dell’Ufficio regionale per l’IA due esperti nominati dalla Giunta regionale e un esperto nominato dal Consiglio regionale.

3. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta il regolamento per il funzionamento dell’Ufficio regionale per l’IA.

4. La partecipazione ai lavori è a titolo gratuito e non dà diritto alla corresponsione di alcun compenso, indennità, emolumento comunque denominato, né rimborso spese di qualsiasi genere.

Art. 7

(Attività dell’Ufficio regionale per l'IA)

1. L'Ufficio regionale per l’IA, attraverso il coinvolgimento, tramite appositi accordi, dell'Agenzia per l’Italia Digitale, elabora proposte e indirizzi per:

a) indagare, analizzare, comprendere, monitorare e valutare le implicazioni etiche, normative, infrastrutturali, economiche e la sostenibilità di applicazioni, sistemi, strumenti e soluzioni di IA nella pubblica amministrazione regionale;

b) sperimentare l’utilizzo di applicazioni, sistemi, strumenti e soluzioni di IA in ambito regionale, all’interno di processi e sistemi dell’Ente, coinvolgendo, allo scopo, anche la Rete di responsabili della transizione al digitale delle agenzie e delle in house regionali;

c) contribuire alla definizione degli obiettivi e delle strategie di medio e lungo periodo della Regione nella promozione dell’utilizzo di sistemi di IA;

d) proporre soluzioni per l’adozione di sistemi di IA affidabile da parte degli operatori economici;

e) raccogliere e divulgare studi e ricerche riguardanti politiche e buone pratiche realizzate a livello regionale, nazionale e internazionale sul riconoscimento dei benefici economico-sociali derivanti dall’uso di IA affidabile;

f) promuovere l’inserimento, nel programma formativo delle strutture amministrative della Giunta e del Consiglio regionale, di attività formative finalizzate alla corretta comprensione e gestione dell’IA;

g) diffondere l’informazione e la conoscenza delle caratteristiche della tecnologia di IA per un suo utilizzo, sicuro, equo e responsabile;

h) recepire proposte per l’utilizzo dell’IA da parte di portatori di pubblico interesse al fine di consolidare una innovazione partecipata nel campo dell’IA nell’interesse della collettività;

i) individuare le particolarità e le esigenze nell’ambito di settori strategici locali al fine di promuovere attività di ricerca e sviluppo (R&D), industrializzazione e formazione di nuovi prodotti o servizi di IA;

j) promuovere e diffondere l’impiego di IA nella pubblica amministrazione regionale e negli enti locali calabresi favorendo la collaborazione tra gli stessi, i soggetti iscritti nel Registro regionale di cui all’articolo 5, soggetti terzi con sede nel territorio nazionale o internazionale, ai fini anche della sperimentazione di nuovi prodotti o servizi per sostenere nuove tipologie di IA in ambito istituzionale;

k) promuovere l’approccio etico all’IA incoraggiando, nella Regione Calabria, la collaborazione tra settore pubblico, privato e accademico per sviluppare soluzioni tecnologiche che rispettano standard e processi di digitalizzazione condivisi nei territori anche nell’ottica di abbattimento del digital divide;

l) promuovere la produzione di leggi regionali attraverso l’impiego di sistemi di IA;

m) promuovere attività volte alla creazione di infrastrutture dati regionali per favorire la semplificazione e personalizzazione dell’offerta dei servizi pubblici e l’innovazione dell’amministrazione regionale.

2. L’Ufficio regionale per l’IA elabora una relazione annuale da trasmettere alla Giunta regionale e al Consiglio regionale contenente dati e materiale utile all’analisi dello stato di avanzamento della promozione e dell’introduzione di sistemi di IA in Calabria.

Art. 8

(Clausola valutativa)

1. Il Consiglio regionale valuta l’attuazione della presente legge e i risultati progressivamente ottenuti nel favorire l’implementazione di sistemi di IA affidabile e il contrasto dei sistemi di IA ad alto rischio. A questo scopo, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello di approvazione della presente legge, la Giunta regionale trasmette al Consiglio una relazione che descrive e documenta:

a) gli interventi realizzati, specificandone gli ambiti, gli obiettivi, i soggetti coinvolti e le loro caratteristiche;

b) in che misura la Regione ha eventualmente finanziato gli interventi realizzati e in che modo tali risorse risultano distribuite sul territorio regionale e fra i soggetti coinvolti;

c) quali punti di forza e di debolezza si sono riscontrati nel corso dell’attuazione degli interventi.

2. Successivamente, con cadenza biennale al 31 marzo, la Giunta regionale trasmette al Consiglio una relazione che, oltre alle informazioni di cui al comma 1, contiene una sezione che documenta e descrive i risultati conseguiti.

3. Gli esiti delle attività dell’Ufficio regionale per l’IA sono parte integrante della relazione al Consiglio.

4. Il Presidente del Consiglio regionale può audire in qualsiasi momento i membri dell’Ufficio regionale per l’IA per operare il monitoraggio continuo e circolare dei target intermedi raggiunti e può proporre l’inserimento di meccanismi di calibrazione per sperimentare processi innovativi ibridi con verifica e valutazione congiunta da parte di tutti i soggetti interessati nonché la previsione di ulteriori attività finalizzate al raggiungimento dello scopo della presente legge.

5. La Giunta regionale rende accessibili, sul proprio sito istituzionale in formato aperto, i dati e le informazioni raccolte per le attività valutative previste dalla presente legge.

6. Il Consiglio regionale rende pubblici, sul proprio sito istituzionale in formato aperto, i documenti che concludono l’esame svolto, unitamente alla relazione che ne è stata oggetto e formula indirizzi vincolanti rispetto alla implementazione delle misure e del livello di integrazione degli interventi.

Art. 9

(Norma di rinvio)

1. Per tutto quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni di leggi unionali e statali in materia di protezione di dati e di IA.

Art. 10

(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)

1. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 41/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026 - 2028 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30/12/2025” (deliberazione consiliare n. 49)

Il Consiglio regionale

premesso che:

·         L’articolo 57, comma 3 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i bilanci degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento Bilancio, Patrimonio e Finanze (oggi Bilancio, Finanze e Patrimonio) per la definitiva istruttoria di propria competenza;

·         la Giunta regionale trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva approvazione, a norma dell’articolo 54, comma 5, lettera b), dello Statuto regionale;

visti

·         la legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66 (Istituzione dell'Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo dell'agricoltura);

·         la legge regionale n. 8/2002;

·         l'articolo 54, comma 5, lettera b), della legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della regione Calabria);

·         il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi);

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) - Trasmissione proposta al Consiglio Regionale per gli atti di competenza”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n. 41/13^;

vista la deliberazione n. 217/DG del 10 dicembre 2025, con la quale il Direttore Generale dell’ARSAC ha approvato la proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028, secondo gli schemi contabili di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, allegata alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

atteso che il Collegio sindacale dell’ARSAC, con verbale n. 20 del 10.12.2025, allegato alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·         ha verificato che, con riferimento alle norme sul contenimento della spesa, di cui alla legge regionale 27 dicembre 2023, n. 62, lo stanziamento previsto nel bilancio di previsione 2026-2028, per le spese per il personale al lordo degli oneri riflessi, dell’Irap, e le spese di funzionamento, non supera i limiti di spesa impegnata per l’esercizio 2022;

·         ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello statuto dell’ente, del regolamento di contabilità, dei principi previsti dall’articolo 162 del TUEL e dalle norme del decreto legislativo n. 118/2011 e dai principi contabili applicati n. 4/1 e n 4/2 allegati al predetto decreto legislativo;

·         ha ritenuto congrue le previsioni di spesa e attendibili le entrate;

·         ha ritenuto coerente la previsione di spesa per investimenti con il programma amministrativo ed il piano di sviluppo dell’Azienda;

·         ha ritenuto che le previsioni di cassa siano attendibili in relazione all’esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza e congrue in relazione al rispetto dei termini di pagamento con riferimento ai cronoprogrammi e alle scadenze di legge e agli accantonamenti al Fondo Crediti di dubbia esigibilità.

·         ha espresso parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati.

considerato che il dipartimento regionale Agricoltura Aree interne e Politiche di Connessione Territoriale, che esercita la vigilanza sulle attività dell’Ente, nell’ambito dell’istruttoria di competenza (prot. n. 982049 del 19 dicembre 2025), allegata alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·         ha verificato il rispetto dei limiti di spesa di cui all’art. 1, comma 1, della l.r. n. 62/2023 in materia di spending review, rilevando che il contenimento della spesa può considerarsi complessivamente conseguito.

·         nell’esprimere parere favorevole al Bilancio di previsione 2025-2027 dell’Azienda regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), ha raccomandato:

- un puntuale monitoraggio delle voci di spesa nel corso dell’esercizio;

- di contenere gli impegni per le spese di funzionamento nel limite di € 147.735,85.

tenuto conto che il dipartimento regionale Bilancio, Finanze e Patrimonio, nell’istruttoria di competenza, allegata alla deliberazione di Giunta regionale n. 723 del 30 dicembre 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·         ha verificato la sussistenza degli equilibri di bilancio per come definiti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

·         ha raccomandato all’Ente:

- in considerazione del fatto che il bilancio di ARSAC è stato approvato prima di quello della Regione Calabria, di adeguare, con successiva variazione di bilancio, lo stanziamento dell’entrata per l’annualità 2028, riportando l’esatto ammontare delle risorse per trasferimenti ordinari della Regione Calabria;

- di verificare, con riferimento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, durante l’intero periodo degli esercizi di cui al bilancio di previsione, la congruità del fondo in esame, provvedendo ad un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi adottando, se necessarie, apposite misure atte a salvaguardare gli equilibri di bilancio;

- relativamente alla previsione del Fondo Pluriennale Vincolato, a seguito del completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui per l’esercizio 2025, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando, se necessari, i conseguenti correttivi al Fondo per la parte corrente e capitale, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria potenziata.

·         ha preso atto dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti dell’Ente e del dipartimento “Aree interne e Politiche di Connessione Territoriale”, che esercita la vigilanza sulle attività dell’Ente, ai sensi dell’articolo 57 della legge regionale 4 febbraio 2002, n.8, sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 dell’ARSAC, fermi restando, i rilievi e le raccomandazioni espresse nelle rispettive istruttorie dal dipartimento vigilante e dal Revisore dei conti dell’ente, nonché dallo stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, e ha espresso “parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta Regionale, della proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio Regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002,n. 8.”.

preso atto che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 21 gennaio 2026, si è determinata favorevolmente sull’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e i documenti ad esso allegati;

udito il consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

·         di approvare, ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale n.8/2002, il bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese (ARSAC) e i documenti ad esso allegati richiamati in premessa, che costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.

(Allegati)

Proposta di legge n. 31/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Brutto, Mattiani, Caputo, Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (deliberazione consiliare n. 50)

Art. 1

(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 26/2025)

1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 26 (Istituzione della Riserva naturale regionale del fiume Vitravo e delle grotte rupestri di Verzino), dopo le parole: “Regione Calabria,” sono inserite le seguenti: “nel rispetto delle procedure e delle garanzie partecipative previste dall’articolo 22, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge-quadro sulle aree protette),”.

Art. 2

(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 27/2025)

1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 27 (Istituzione della Riserva naturale regionale di Trinchise), dopo le parole: “(Legge-quadro sulle aree protette)” sono aggiunte le seguenti: “, in particolare delle procedure e delle garanzie partecipative da essa previste all’articolo 22, comma 1,”.

Art. 3

(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 28/2025)

1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 30 maggio 2025, n. 28 (Istituzione della Riserva naturale regionale “Le Dune di Giovino”), dopo le parole: “Regione Calabria,” sono inserite le seguenti: “nel rispetto delle procedure e delle garanzie partecipative previste dall’articolo 22, comma 1, della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge-quadro sulle aree protette),”.

Art. 4

(Modifica della l.r. 32/2025)

1. La legge regionale 30 maggio 2025, n. 32 (Politiche di prevenzione dello sfruttamento e degli abusi in danno di minori) è modificata come segue:

a) nella lettera a) del comma 1 dell’articolo 2 le parole: “diversa abilità” sono sostituite dalle seguenti: “disabilità”;

b) nel comma 1 dell’articolo 5:

1) dopo le parole: “La Regione,” sono inserite le seguenti: “, fermo restando quanto previsto dall'articolo 17 della legge 3 agosto 1998, n. 269 (Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù), nonché dalla legge 29 maggio 2017, n. 71 (Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo),";

2) la lettera a) è così sostituita: “a) favorire a livello regionale, previe intese, iniziative di collaborazione tra le organizzazioni di volontariato e le autorità pubbliche impegnate nel settore della tutela dei minori;”;

3) la lettera d) è soppressa.

Art. 5

(Modifica della l.r. 33/2025)

1. Dopo il comma 2 dell’articolo 8 della legge regionale 30 giugno 2025, n. 33 (Disposizioni per l’attuazione di un sistema di gestione dei dati in blockchain per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti della filiera agroalimentare della Calabria) è aggiunto il seguente:

“2-bis. Con la finalità di garantire il rispetto della disciplina in materia di vincoli prevista dall’articolo 42, comma 5, lettera d), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi) e dal paragrafo 9.2.8 dell’allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo, a decorrere dall’anno 2025 e per quelli successivi, le risorse di cui all’articolo 2, comma 5, non spese al termine di ogni esercizio, non confluiscono nella parte vincolata del risultato di amministrazione, bensì nella parte libera dello stesso.”.

Art. 6

(Modifica della l.r. 34/2025)

1. La legge regionale 30 giugno 2025, n. 34 (Norme per il contrasto del fenomeno della violenza di genere) è modificata come segue:

a) nella lettera i) del comma 1 dell’articolo 2 le parole: “donne disabili” sono sostituite dalle seguenti: “donne con disabilità”;

b) nel comma 3 dell’articolo 3 dopo le parole: “La richiesta può essere rivolta ad un singolo soggetto della rete.” sono aggiunte le seguenti: “Le Prefetture – UTG contribuiscono con riguardo ai settori di competenza.”;

c) nel comma 3 dell’articolo 8 il periodo: “Le Case operano in maniera integrata con le Forze dell'ordine e la rete socio-sanitari e assistenziali territoriali” è sostituito dal seguente: “Nell'ambito delle rispettive competenze, le Case collaborano con le Forze dell'ordine e operano in maniera integrata con la rete dei servizi socio-sanitari e assistenziali territoriali.”;

d) il comma 6 dell’articolo 7 e il comma 5 dell’articolo 8 sono abrogati;

e) dopo il comma 1 dell’articolo 22 è aggiunto il seguente:

“1-bis. Al fine di garantire il rispetto della disciplina in materia di vincoli prevista dall’articolo 42, comma 5, lettera d), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi) e dal paragrafo 9.2.8 dell’allegato 4/2 al medesimo decreto legislativo, a decorrere dall’anno 2025 e per quelli successivi, le risorse di cui al comma 1, non spese al termine di ogni esercizio, non confluiscono nella parte vincolata del risultato di amministrazione, bensì nella parte libera dello stesso.”.

Art. 7

(Modifiche dell’articolo 9 della l.r. 48/2019)

1. Nella lettera c) del comma 3 dell’articolo 9 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria), le parole: “, anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice procedura penale,” sono soppresse.

Art. 8

(Modifiche della l.r. 25/2025)

1. Nella legge regionale 30 maggio 2025, n. 25 (Unità di pedagogia scolastica per lo sviluppo della comunità educante e per la promozione del diritto all’educazione e all’istruzione nella regione Calabria) sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1 dell’articolo 2 le parole: “istituisce nelle scuole di ogni ordine e grado l’Unità” sono sostituite dalle seguenti: “, sulla base di protocolli d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale e nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, promuove l’attivazione dell’Unità”;

b) al comma 2 dell’articolo 2 dopo le parole: “è costituita” sono aggiunte le seguenti: “, senza ulteriori oneri a carico della finanza regionale e nel rispetto della normativa vigente in materia di riservatezza e trattamento dei dati personali,”;

c) al comma 5 dell’articolo 2 dopo le parole: “di pedagogia scolastica” sono aggiunte le seguenti: “in collaborazione con le istituzioni scolastiche,”;

d) al comma 1 dell’articolo 3 dopo le parole: “pedagogia scolastica” sono aggiunte le seguenti: “nel rispetto dell’autonomia scolastica e nell’ambito della programmazione deliberata dagli istituti scolastici,”;

e) alla lettera f) del comma 1 dell’articolo 3 le parole: “quale parte integrante dell’offerta formativa” sono soppresse;

f) la lettera c) del comma 1 dell’articolo 4 è abrogata;

g) al comma 2 dell’articolo 4 dopo le parole: “seguenti attività” sono aggiunte le seguenti: “concordate con le istituzioni scolastiche”;

h) all’articolo 5 dopo le parole “l. 205/2017” sono aggiunte le seguenti: “e dalla legge 15 aprile 2024, n.55 (Disposizioni in materia di ordinamento delle professioni pedagogiche ed educative e istituzione dei relativi albi professionali);

i) al comma 1 dell’articolo 6 le parole: “dei” sono sostituite dalle seguenti: “di eventuali” e dopo le parole: “Giunta regionale” sono aggiunte le seguenti: “previa intesa con l’Ufficio scolastico regionale”;

j) il comma 2 dell’articolo 6 è abrogato.

Art. 9

(Disposizioni finanziarie)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 10

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge statutaria n. 1/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Pitaro, Mattiani, Brutto, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)” (deliberazione consiliare n. 51)

Art. 1

(Modifiche dell’articolo 35 della l.r. 25/2004)

1. Nel comma 3, dell’articolo 35 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), le parole: “non superiore a sette” sono sostituite dalle seguenti: “nel numero massimo consentito dalla legge statale”.

Art. 2

(Inserimento dell’articolo 34-bis nella l.r. 25/2004)

1. Dopo l’articolo 34 della l.r. 25/2004 è inserito il seguente:

“Art. 34-bis

(Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale)

1. Il Presidente può nominare fino a due Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale, per farsi coadiuvare nello svolgimento dei compiti inerenti al mandato. I Sottosegretari partecipano alle sedute della Giunta, senza diritto di voto.

2. Ai Sottosegretari si applicano le norme sull’ineleggibilità e sulle incompatibilità previste per i Consiglieri regionali. La legge regionale disciplina l’attuazione del presente articolo.”.

Art. 3

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Mozione numero 10/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Laghi, Giannetta, Bruno, Mattiani, De Cicco, Pitaro, Greco Filomena, Brutto, Alecci, Caputo, Scutellà, recante: “Sul riconoscimento del distaccamento dei vigili del fuoco di Trebisacce (CS) a struttura permanente”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso che:

- i Vigili del Fuoco ricoprono un ruolo fondamentale per la tutela dei cittadini e del territorio;

- il territorio della Provincia di Cosenza è il più esteso della Calabria con orografia complessa e variegata;

- l’attuale dislocazione dei presidi operativi dei VVF nella Provincia di Cosenza prevede n. 2Distaccamenti permanenti (Paola e Scalea) a copertura della fascia tirrenica, n. 3Distaccamenti permanenti (Rende, San Giovanni in Fiore, Castrovillari) e n. 1 presidio rurale (Acri) oltre la sede Centrale a copertura della fascia centrale della Provincia, n. 1Distaccamento permanente (Corigliano Rossano) e n. 1 Distaccamento volontario (Trebisacce) a copertura della fascia Ionica Nord;

considerato che:

- per indisponibilità del personale, il Distaccamento volontario di Trebisacce risulta chiuso da luglio 2024;

- l’Amministrazione Comunale di Trebisacce ha consegnato un immobile a titolo gratuito completamente ristrutturato e rispondente alle esigenze logistiche di un presidio dei VVF;

- l'ambito territoriale di competenza del già menzionato presidio comprendeva 16 Comuni ed ha registrato mediamente più di mille interventi annui;

- detta chiusura ha determinato un enorme aumento del carico di lavoro sui Distaccamenti permanenti di Castrovillari e Corigliano-Rossano, che, ad oggi, incontrano numerose difficoltà nel garantire interventi tempestivi per la vastità e complessità del territorio, con una evidente inefficienza del servizio, in particolare nella zona nord ionica ad elevata vocazione turistica;

- le amministrazioni comunali dell’alto ionio cosentino (Nocara, Amendolara, Castroregio, Alessandria del Carretto, Rocca Imperiale, Trebisacce) nonché il comando provinciale di Cosenza hanno più volte sollecitato il Ministero dell'Interno per ottenere la conversione del Distaccamento volontario di Trebisacce a Distaccamento permanente;

- come sottolineato dallo stesso Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile - Comando Vigili del Fuoco di Cosenza: “la vastità e complessità del territorio, nonché i numerosi interventi di soccorso tecnico urgente che sono stati effettuati nei periodi di apertura del distaccamento, evidenziano la ormai non più procrastinabile necessità di servire il territorio con un distaccamento permanente che garantisca la continuità operativa della sede”;

tutto ciò premesso e considerato,

impegna

la Giunta regionale ed il Presidente della Regione

- ad attivarsi presso il Governo nazionale per sollecitare le risorse necessarie a potenziare gli organici dei VV.F.;

- a sollecitare con la dovuta urgenza la trasformazione del Distaccamento Volontario di Trebisacce a Distaccamento Permanente, per un sempre più efficiente servizio,

compatibilmente con le risorse finanziarie che progressivamente verranno reperite per il potenziamento degli Organici.

(Allegato)

Ordine del giorno numero 1/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Santoianni, Bevilacqua, Rosa, Ionà, recante: “Revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari”

Il Consiglio regionale

visti gli articoli 59-63 del regolamento (UE) n. 952/2013 che istituisce il codice doganale dell'Unione;

visto, in particolare, l'articolo 60, paragrafo 1 del regolamento citato, secondo cui le merci interamente ottenute in un unico paese o territorio sono considerate originarie di tale paese o territorio;

visto, altresì, l'articolo 60, paragrafo 2, ai sensi del quale le merci alla cui produzione contribuiscono due o più paesi o territori sono considerate originarie del paese o territorio in cui hanno subito l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso un'impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione;

visti gli articoli 31-36 e l'allegato 22-01 del regolamento delegato (UE) n.2446/2015;

considerato che il criterio dell'origine non preferenziale di cui al menzionato articolo 60 consente di stabilire la nazionalità “economica” delle merci scambiate nel commercio ed è utilizzato per garantire l'applicazione uniforme della tariffa doganale comune nonché di tutti gli altri provvedimenti adottati, per l'importazione o l'esportazione delle merci, dall'Unione o dagli Stati membri;

preso atto che non sono state ancora elaborate regole specifiche e univoche per la determinazione dell'origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari salva la distinzione rispetto al luogo di provenienza, inteso, ai sensi dell'articolo 2, par. 2, lett. g) del regolamento (UE) n. 1169/2011, come quello da cui proviene l'alimento;

valutato che le regole che conferiscono l'origine in base all'ultimo Paese di produzione contribuiscono, con riguardo ai prodotti agroalimentari, a generare disorientamento nel consumatore rispetto alla individuazione del luogo di origine, come nell'esempio conosciuto dell'importazione di triplo concentrato di pomodoro rispetto al doppio avente come unica finalità quella di ottenere il marchio made in Italy sui prodotti di provenienza non nazionale acquisiti a basso costo;

riconosciuto che coesistono tre tipologie di norme - il cambiamento della voce tariffaria; il criterio della trasformazione specifica; il criterio del valore aggiunto - ma nessuna consente di concludere la realizzazione di un prodotto nuovo con una lavorazione economicamente giustificata;

riconosciuto che la disciplina doganale di cui trattasi non concerne il contenuto dell'informazione destinata ai consumatori mediante l'etichettatura, limitandosi a consentire l'identificazione e la classificazione delle merci nei rapporti internazionali in forza di un unico codice numerico universalmente comprensibile;

preso atto che la giurisprudenza nazionale ed europea riconosce nella disciplina dell'origine doganale una norma di natura fiscale che non permette, tuttavia, di fornire ai consumatori informazioni trasparenti per una corretta individuazione della provenienza geografica;

preso atto, altresì, dei rischi economici e reputazionali derivanti dalla commercializzazione di alimenti etichettati come made in Italy, realizzati con ingredienti provenienti da altri Paesi ma che in Italia hanno subito soltanto l'ultima trasformazione sostanziale o economicamente giustificata;

preso atto che, sebbene, ai sensi delle norme doganali, le operazioni minime o non economicamente giustificate non hanno alcuna rilevanza ai fini dell'attribuzione dell'origine, nondimeno tali norme risultano inadeguate ed insufficienti ad evitare i casi di falsa evocazione dell'origine dei prodotti che costituiscono il patrimonio agroalimentare italiano;

visto lo Statuto regionale;

visto il Regolamento per il funzionamento del Consiglio regionale,

impegna il Presidente della Regione

per le motivazioni riportate in narrativa, che qui si intendono integralmente richiamate, affinché:

- promuova tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali eurounitarie, anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, affinché sia avviata la procedura di modifica della disciplina sull'origine del codice doganale e, in particolare, attraverso la revisione dell'articolo 60 del regolamento (UE) n. 9522013, finalizzata all'esclusione dei prodotti agricoli e alimentari dall'ambito di applicazione della stessa e conseguentemente al fine di prevedere quale esclusivo criterio di individuazione dell'origine dei prodotti in parola l'indicazione del luogo di provenienza di cui al regolamento (UE) n. 1169/2011 per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai consumatori;

- intraprenda le opportune interlocuzioni con i parlamentari europei eletti nella circoscrizione di pertinenza della Regione affinché gli stessi siano resi edotti dell'iniziativa di cui alla presente deliberazione sensibilizzandoli circa l'importanza della modifica della disciplina sull'origine doganale nel senso sopra riportato;

- si attivi nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome con il medesimo obiettivo di cui ai precedenti punti.

(Allegato)

Proposta di legge n. 35/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del servizio sanitario della Regione Calabria” (deliberazione consiliare n. 52)

Art. 1

(Proroga graduatorie vigenti)

1. Al fine di assicurare la continuità del Servizio sanitario regionale e l'efficienza amministrativa, nonché garantire il buon andamento e il contenimento della spesa regionale, è prorogata, di ulteriori ventiquattro mesi dalla scadenza, l'efficacia di tutte le graduatorie approvate, derivanti da avvisi o selezioni per reclutamenti anche a tempo determinato, all’esito delle procedure concorsuali di enti e aziende del Servizio sanitario regionale, in scadenza nell’anno 2026.

Art. 2

(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trovando copertura finanziaria sulle risorse disponibili a legislazione vigente nei bilanci degli enti e aziende del Servizio sanitario regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)