Sentenze trovate: 2 - Pagina 1 di 1
Consiglio di Stato - Sentenza n. 1321/2019 [Esecuzione giudicato]
Discrezionalità amministrativa della P.A.- vincoli derivanti dal giudicato e conseguente riduzione dei poteri dell'amministrazione - effetti

Sebbene l'efficacia oggettiva del giudicato amministrativo, pur in presenza di una pronuncia favorevole di annullamento, non escluda in assoluto la possibilità di riedizione sfavorevole del potere (v. Ad.pl. n. 2/2013 e n.11/2016), il rispetto del principio di effettività della tutela è comunque assicurato dal sistema attraverso la "riduzione progressiva della discrezionalità amministrativa", che può realizzarsi in via sostanziale (attraverso la fissazione di parametri rigidi per l'esercizio del potere) o processuale (tramite meccanismi giudiziari che inducano la P.A. a compiere una volta per tutte ogni valutazione sulla vicenda in rilievo).Attraverso questi dispositivi, l'ambito di discrezionalità tecnica rimessa all'Amministrazione viene progressivamente ridotto sino a svuotarsi del tutto, con la conseguenza di rendere vincolante per la P.A. l'accoglimento della richiesta del cittadino.

Nel caso di specie, dove il G.A. ha annullato per ben tre volte il diniego di conseguimento di un'abilitazione scientifica, il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'ambito di discrezionalità esistente in capo alla P.A. si fosse progressivamente esaurito ed ha, pertanto, ordinato al Ministero resistente di rilasciare l'abilitazione in favore del candidato ricorrente.

TAR Lombardia - Sentenza n. 797/2019 [Pubblico impiego]
Divieto di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza - soggetto titolare di vitalizio in qualità di ex consigliere regionale - inapplicabilità

Il divieto di conferimento di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza, previsto dall'art. 5, comma 9, d.l. n. 95/2012, non può applicarsi agli ex consiglieri regionali in quanto titolari e percettori di vitalizio per la carica ricoperta. Tra la situazione del titolare di assegno vitalizio goduto in conseguenza della cessazione di una determinata carica e quella del titolare di pensione derivante da un rapporto di pubblico impiego non sussiste una identità nè di natura nè di regime giuridico. Invero, i consiglieri regionali non sono prestatori di lavoro, ma titolari di un munus previsto dalla Costituzione: essi non sono equiparabili agli ex dipendenti, sicchè non è loro applicabile il divieto espressamente previsto per questi ultimi.

Sentenze trovate: 2 - Pagina 1 di 1