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Consiglio di Stato - Sentenza n. 6320/2021 [Procedimento Amministrativo]
Contributi pubblici - mancata ammissione - attività procedimentale - inosservanza delle garanzie partecipative - sussistenza

Sulla base di un consolidato orientamento giurisprudenziale, le garanzie procedimentali previste dalla legge devono essere offerte al soggetto interessato in tempo utile a consentirgli di presentare le proprie osservazioni in una fase in cui siano ancora potenzialmente aperte tutte le possibili opzioni: ciò al fine di evitare che il suo intervento abbia una valenza meramente formale, senza alcuna reale incidenza sia sull'eventuale istruttoria, sia sull'individuazione degli interessi pubblici e privati coinvolti.

Del pari, la previsione di cui all'art. 10 bis della l. n. 241/1990, relativa al preavviso di rigetto, ha lo scopo di promuovere un'effettiva partecipazione dell'istante all'esercizio del potere amministrativo, sollecitando un contraddittorio procedimentale in funzione collaborativa e difensiva, le cui positive ricadute si apprezzano - oltre che per l'anticipata acquisizione in sede procedimentale di contestazioni (di natura difensiva) suscettibili di evidenziare eventuali profili di illegittimità delle ragioni ostative preannunciate dall'Amministrazione - anche sul piano della tendenziale completezza dell'istruttoria che, in tal modo, viene ad offrire all'Autorità decidente l'intero spettro degli interessi coinvolti dall'azione amministrativa (in tal senso, v. Sez. III, n. 6378 del 22 ottobre 2020).

 

A cura dell'Area Processo Legislativo e Assistenza Giuridica - Ufficio Raccordo Settori

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 5714/2021 [Accesso agli atti]
Istanza di accesso civico generalizzato agli atti relativi all'esecuzione dei contratti pubblici - ammissibilità - limiti.

La disciplina dell'accesso civico generalizzato di cui all'art. 5, comma 2, d.lgs. n. 33/2013, relativamente ad atti, documenti e dati non soggetti ad obblighi di pubblicazione, fermi i divieti temporanei e/o assoluti di cui all'art. 53 del d.lgs. n. 50 del 2016, è applicabile anche agli atti delle procedure di gara ed in particolare all'esecuzione dei contratti pubblici, ove tale forma di accesso sia in concreto compatibile con le eccezioni enucleate dall'art. 5-bis, commi 1 e 2, dello stesso d.lgs. n. 33 del 2013, a tutela degli interessi-limite, pubblici e privati ivi previsti, nel bilanciamento tra il valore della trasparenza e quello della riservatezza (v. Ad. Pl. n. 10 del 2020).

Infatti, l'accesso civico generalizzato è inteso come diritto di "chiunque", senza essere sottoposto a limiti quanto a legittimazione soggettiva e senza oneri di motivazione circa l'interesse alla conoscenza, "allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico".

Tuttavia, secondo quanto evidenziato dall'Adunanza Plenaria, possono essere respinte richieste di accesso civico manifestamente onerose o sproporzionate e, cioè, tali da comportare un carico irragionevole di lavoro idoneo a interferire con il buon andamento della pubblica amministrazione; richieste massive uniche, contenenti un numero cospicuo di dati o di documenti, o richieste massive plurime, che pervengono in un arco temporale limitato e da parte dello stesso richiedente o da parte di più richiedenti, ma comunque riconducibili ad uno stesso centro di interessi.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 3465/2021 [Organi della Regione]
Difensore civico della Regione - Nomina - requisiti di esperienza e requisiti culturali - necessità

In materia di nomina del difensore civico della Regione, in base all'esame coordinato delle diverse fonti regionali in materia, a cominciare da quella statutaria, è da ritenersi che il candidato prescelto debba risultare in possesso sia di requisiti di esperienza professionale, sia di requisiti culturali adeguati alle funzioni da svolgere.

Poichè il difensore civico viene normativamente definito come un organo indipendente della Regione, con il compito - fra l'altro - di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini singoli e associati all'interno dei procedimenti regionali, verificando e promuovendo la conoscenza, la trasparenza, la legalità, il buon andamento e l'imparzialità, garantendo altresì la tutela non giurisdizionale dei diritti e degli interessi e svolgendo attività di mediazione, ne consegue l'illegittimità della nomina a tale carica di un soggetto titolare della sola licenza di scuola media inferiore, proprio in quanto in difetto di un titolo di studio adeguato all'attività dell'organismo interessato.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 2792/2021 [Finanziamenti pubblici]
Contributi alle imprese - verifica sussistenza dei presupposti da parte dell'Amministrazione - va fatta prima della concessione - possibilità di cumulo con altri finanziamenti e rispetto del limite previsto per gli aiuti de minimis - rinuncia totale o parziale di aiuti già percepiti

Secondo il vigente diritto euro-unitario e nazionale, quando un'impresa faccia legittimamente domanda di un aiuto «de minimis» che, a causa dell'esistenza di aiuti precedenti, porterebbe l'importo complessivo degli aiuti concessi a superare il massimale previsto, l'amministrazione concedente deve consentirle di optare, fino alla definitiva concessione di tale aiuto, per la riduzione del finanziamento richiesto o per la rinuncia, totale o parziale, a precedenti aiuti già percepiti, al fine di non superare tale massimale.

Va precisato che gli aiuti de minimis sono considerati concessi nel momento in cui all'impresa è accordato il diritto di ricevere gli aiuti, indipendentemente dalla data di loro erogazione. In tal senso, il mero inserimento dell'impresa nella lista dei potenziali beneficiari non configura concessione fino all'esito favorevole della verifica del non superamento del limite "de minimis" da parte dell'amministrazione.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 2089/2021 [Accesso agli atti]
Diritto di accesso del consigliere comunale ex art. 43, comma 2, TUEL (d.lgs. n. 267/2000) - limiti.

Il diritto di accesso previsto dall'art. 43, comma 2, del d.lgs. 267 del 2000 a favore del consigliere comunale, in base al quale questi ha diritto di ottenere dagli uffici dell'amministrazione presso cui esercita il proprio mandato politico-amministrativo e dai suoi enti strumentali tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all'espletamento del proprio mandato, non può considerarsi incondizionato.

Esso, infatti, trova un duplice limite, sia nel necessario bilanciamento che deve operarsi ogni qual volta viene ad interferire con altro diritto o interesse ugualmente riconosciuto meritevole di tutela dall'ordinamento giuridico, sia nel limite funzionale intrinseco cui tale diritto d'accesso è sottoposto dalla stessa norma di legge che lo prevede, strettamente connesso alla funzione di rappresentanza politica del consigliere comunale. In tal senso, si è affermato non essere sufficiente rivestire la carica di consigliere per essere legittimati sic et simpliciter all'accesso, ma occorre dare atto che l'istanza muova da un'effettiva esigenza collegata all'esame di questioni proprie dell'assemblea consiliare.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 1678/2021 [Appalti pubblici]
Aggiudicazione illegittima - domanda di risarcimento dei danni - spese di partecipazione alla gara - esclusione

In caso di domanda di risarcimento dei danni derivanti dalla mancata aggiudicazione di una procedura ad evidenza pubblica, le spese sostenute dall'impresa per la partecipazione alla gara non possono essere riconosciute come pregiudizio risarcibile, trattandosi di costi destinati a rimanere a carico delle imprese concorrenti sia in caso di aggiudicazione, sia in caso di mancata aggiudicazione. Infatti, tali spese si qualificano come danno emergente risarcibile solo qualora l'impresa subisca una illegittima esclusione, perché in tal caso viene tutelata la pretesa del contraente a non essere coinvolto in trattative inutili, a titolo di responsabilità precontrattuale.

 

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TAR Puglia - Sentenza n. 1021/2021 [Appalti pubblici]
Affidamento diretto di servizi a società in house - legittimità - obbligo di motivazione rafforzata a carico della P.A. - sussistenza

In tema di appalti pubblici, ai fini dell'ammissibilità degli affidamenti a società in house, occorre una motivazione analitica sull'opportunità dell'affidamento del servizio senza gara, al fine di evitare la violazione dei principi eurounitari e nazionali in tema di tutela della concorrenza, di apertura al mercato e di massima partecipazione alle gare.

Come rilevato dalla giurisprudenza, l'art. 192, comma 2, del Codice degli appalti pubblici (d.lgs. n. 50 del 2016) impone che l'affidamento in house di servizi disponibili sul mercato sia assoggettato a una duplice condizione: a) la prima consiste nell'obbligo di motivare le condizioni che hanno comportato l'esclusione del ricorso al mercato e muove dal ritenuto carattere secondario e residuale dell'affidamento in house, che appare poter essere legittimamente disposto soltanto in caso di, sostanzialmente, dimostrato 'fallimento del mercato' rilevante; b) la seconda consiste nell'obbligo di indicare gli specifici benefìci per la collettività connessi all'opzione per l'affidamento in house, dimostrazione che non è invece necessario fornire in caso di altre forme di affidamento mediante pubblica gara.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 573/2021 [Enti locali]
Mancata partecipazione alle sedute consiliari del consigliere comunale - decadenza dalla carica per mancata giustificazione delle assenze - necessità di un impedimento assoluto - esclusione

In caso di plurime assenze alle sedute da parte del consigliere comunale, ai sensi dell'art. 43, comma 4, TUEL, che garantisce il diritto del consigliere a far valere le cause giustificative, le norme sulla decadenza dalla carica di consigliere comunale non possono interpretarsi nel senso che, oltre alla giustificazione dell'assenza, il consigliere sia onerato della dimostrazione di un impedimento assoluto a presenziare alle sedute del Consiglio. Deve altresì escludersi che sussista in capo al Consiglio comunale un potere discrezionale di valutazione delle giustificazioni prodotte, tranne i casi in cui queste siano ictu oculi prive di qualsiasi spiegazione logica o di documentazione a supporto. Ciò al fine di evitare un uso distorto del potere da parte del Consiglio comunale, data la limitazione che la decadenza comporta all'esercizio di un munus publicum.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 368/2021 [Responsabilità della P.A. e risarcimento del danno]
Project financing - annullamento dell'aggiudicazione definitiva - responsabilità precontrattuale della P.A. nei confronti dell'aggiudicatario per violazione dei doveri di correttezza e buona fede

Nel caso di mancata conclusione del procedimento di project financing, sussiste la responsabilità precontrattuale dell'Amministrazione che, pur non adottando provvedimenti illegittimi, tenga un comportamento contrario ai doveri di correttezza e buona fede. Infatti, sebbene, in materia di project financing l'Amministrazione - una volta individuato il promotore e ritenuto di pubblico interesse il progetto dallo stesso presentato - non sia tenuta a dare necessariamente corso alla procedura di gara, dopo che quest'ultima sia stata attivata. l'intervenuta aggiudicazione trasforma l'aspettiva di mero fatto del promotore in aspettativa giuridicamente tutelata alla stipula del contratto aggiudicato, anche qualora il provvedimento di annullamento risulti legittimamente adottato, ma contrario al canone di correttezza e lealtà.

 

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 7/2021 [Risarcimento interessi legittimi]
Mancato rispetto dei termini di conclusione del procedimento amministrativo - Danno da ritardo - Responsabilità della PA - natura giuridica - quantificazione dei danni risarcibili - criteri

La responsabilità della pubblica amministrazione per lesione di interessi legittimi, sia da illegittimità provvedimentale sia da inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento, ha natura di responsabilità da fatto illecito aquiliano ex art. 2043 c.c.. Pertanto, ai fini del riconoscimento del risarcimento dei danni, è necessario accertare che vi sia stata la lesione di un bene della vita, mentre per la quantificazione delle conseguenze risarcibili si applicano, in virtù dell'art. 2056 cod. civ. -da ritenere espressione di un principio generale dell'ordinamento- i criteri limitativi della consequenzialità immediata e diretta e dell'evitabilità con l'ordinaria diligenza del danneggiato, di cui agli artt. 1223 e 1227 cod. civ., e non anche il criterio della prevedibilità del danno previsto dall'art. 1225 cod. civ..

Con specifico riguardo al danno consistente nel mancato conseguimento da parte del privato di un'utilità sperata e probabile, esso va liquidato secondo i criteri di determinazione del danno da perdita di chance, facendo ricorso anche alla liquidazione equitativa, la quale assume particolare rilievo in caso di danni che si proiettano nel futuro, non determinabili con la certezza propria di quelli verificabili sul piano storico.

 

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