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Consiglio di Stato - Sentenza n. 551/2024 [Concorsi pubblici]
Indizione di una procedura concorsuale in luogo del ricorso alla procedura di stabilizzazione di cui all'art. 20, comma 2, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75 - impugnazione del bando da parte del dipendente precario - irricevibilità

Non trova applicazione la giurisprudenza formatasi sull'immediata impugnabilità delle clausole cosiddette escludenti dei bandi di gara e di concorso, laddove il ricorrente censuri non già singole clausole della disciplina concorsuale approvata dall'Amministrazione, bensì la scelta discrezionale della stessa di indire una procedura concorsuale piuttosto che ricorrere alla stabilizzazione prevista dall'art. 20, comma 2, d.lgs. n. 75 del 2017 per il personale precario in possesso di detrrminati requisiti.

Tale consolidata giurisprudenza attesta che l'onere di immediata impugnazione del bando sussiste in caso di contestazione di clausole escludenti, cioè di clausole riguardanti i requisiti di partecipazione, le quali sono ex se ostative alla partecipazione dell'interessato (cfr., ex multis, Cons. Stato, VI, 9-6-2020, n. 3695) e, dunque, idonee a generare una lesione immediata, diretta ed attuale nella situazione soggettiva dell'interessato. Nella fattispecie, invece, oggetto delle censure dedotte dal ricorrente è stata la determinazione, frutto di scelta discrezionale e, dunque, non sindacabile se non per profili di evidente illegittimità, di non avvalersi della procedura di stabilizzazione, ma di attivare il concorso.

A cura dell'Area Processo Legislativo e Assistenza Giuridica - Ufficio Raccordo Settori

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Tar Puglia - Bari - Sentenza n. 58/2024 [Accesso agli atti]
Istanza di accesso agli atti - diniego parziale avente ad oggetto scritti difensivi di interesse dell'Amministrazione - legittimità - requisiti

Può ritenersi legittimamente sottratto all'accesso il documento che attiene alla strategia difensiva della parte, che non è tenuta a rivelare ad alcun soggetto e, tanto meno, al proprio contraddittore, attuale o potenziale gli argomenti in base ai quali intende confutare le pretese avversarie, sicché i pareri sottratti all'accesso sono quelli che attengono alle tesi difensive, relative ad un procedimento giurisdizionale (cioè quando i pareri legali vengono redatti dopo che è già iniziata una controversia giurisdizionale) o ad una fase precontenziosa e/o ad una lite potenziale che definiscono e/o delineano la relativa strategia difensiva e/o la futura condotta processuale più conveniente per l'Amministrazione nel quadro di una eventuale futura lite giudiziaria.

Più precisamente, il discrimine tra l'ostensibilità o meno dei pareri va ravvisato in relazione alla finalità che l'amministrazione persegue con la richiesta del parere, nel senso che il diniego di accesso è illegittimo nel caso in cui il parere sia stato acquisito in relazione alla fase istruttoria del procedimento amministrativo, mentre l'ostensione è legittimamente negata quando il parere richiesto sia stato acquisito in rapporto ad una fase evidentemente precontenziosa o di lite potenziale al fine di definire la futura strategia difensiva dell'amministrazione (ex multis: Cons. Stato, sez. V, 23 giugno 2011, n. 3812).

A cura dell'Area Processo Legislativo e Assistenza Giuridica - Ufficio Raccordo Settori

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