XIII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 9

SEDUTA DI lunedì 11 maggio 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO

 

Inizio lavori h. 12,54

Fine lavori h. 16,56

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

La seduta inizia alle 12,54

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha facoltà.

CRINÒ Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)

Grazie, Presidente. Chiedo l’inserimento al primo punto dell’ordine del giorno della proposta di provvedimento amministrativo numero 63/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118, e conseguenti variazioni di bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria”. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Crinò.

Votiamo per l’inserimento all’ordine del giorno. Il punto è inserito.

Votiamo per l’inserimento come primo punto all’ordine del giorno. Il punto è inserito all’ordine del giorno come primo punto.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 63/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 63/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 e conseguenti variazioni del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria”.

Cedo la parola per l’illustrazione alla consigliera De Francesco. Prego, consigliera De Francesco.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, signor Presidente.

Con il presente provvedimento il Consiglio regionale è chiamato ad approvare il riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31/12/2025 dell’Assemblea regionale e le conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, così come deliberato dall’Ufficio di Presidenza con la deliberazione numero 38 del 29 aprile 2026.

L’approvazione del riaccertamento dei residui è propedeutica all’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2025.

Dalle attività di riaccertamento dei residui attivi e passivi, effettuate dagli uffici competenti del Consiglio regionale, è risultato che al termine dell’esercizio 2025:

- l’ammontare dei residui attivi è pari ad euro 69.411.864,38;

- l’ammontare dei residui passivi è pari ad euro 24.794.519,76;

- l’ammontare del Fondo pluriennale vincolato è pari ad euro 23.444.332,97.

Contestualmente, sono approvate le variazioni in conto competenza ed in conto cassa degli stanziamenti del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, a seguito dell’adeguamento dei valori iscritti in bilancio all’ammontare dei residui attivi e passivi esistenti al 31 dicembre 2025 dopo le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui e di reimputazione degli impegni eliminati in quanto non esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati nell’esercizio 2026.

Le risultanze del presente provvedimento saranno inserite nel Rendiconto del Consiglio regionale relativo all’esercizio 2026.

Sul presente provvedimento il Collegio dei Revisori dei conti, con verbale numero 22 dell’8 aprile 2026, ha espresso parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco. Non ci sono richieste di parola. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 42/13^ di iniziativa delle consigliere Daniela Iiriti, Luciana De Francesco, recante: “Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)”

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto due, la proposta di provvedimento amministrativo numero 42/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Daniela Iiriti, Luciana De Francesco, recante: “Modifica della deliberazione consiliare numero 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo numero 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)”.

Cedo la parola alla consigliera Iiriti per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera Iiriti.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, Presidente.

La proposta di provvedimento amministrativo numero 42/13^ introduce un aggiornamento significativo nella disciplina che regola le medie e grandi strutture di vendita in Calabria. L’atto interviene sull’impianto normativo risalente alla deliberazione consiliare numero 409 del 18 gennaio 2000, costruita in un contesto in cui la programmazione commerciale era ancora fondata sui limiti dimensionali, soglie massime e criteri quantitativi. Oggi quel quadro è profondamente mutato e con il passare degli anni le disposizioni in materia sono diventate incompatibili con la normativa sovraordinata e non più adeguate alle esigenze socioeconomiche del territorio calabrese.

La proposta di provvedimento amministrativo nasce proprio dalla necessità di riallineare la disciplina regionale ai principi europei e nazionali, rimodulando un impianto già superato.

Il cuore della proposta consiste nell’eliminazione dei limiti dimensionali rigidi e della verifica del fabbisogno.

La programmazione commerciale non si misura più attraverso metri quadrati o soglie numeriche, ma attraverso la capacità del territorio di accogliere nuove funzioni economiche senza compromettere l’equilibrio e l’identità.

Per questo l’articolo 4, riscritto integralmente, introduce criteri di compatibilità che guardano alla qualità dell’insediamento, alla tenuta della rete infrastrutturale, al rapporto tra superfici impermeabilizzate e aree verdi, alla coerenza estetica e funzionale con i contesti storici, artistici e ambientali.

La proposta valorizza il recupero delle aree dismesse e l’adozione di soluzioni eco-compatibili, orientando la trasformazione commerciale verso la rigenerazione urbana e l’efficienza energetica.

La scelta di superare i limiti quantitativi e di rafforzare la valutazione di impatto territoriale segna un cambio di paradigma che guarda alla qualità degli insediamenti, alla sostenibilità e alla capacità del territorio di accogliere nuove funzioni economiche in modo equilibrato. È un atto che aggiorna, semplifica e rende più competitivo il sistema normativo regionale, offrendo alla Calabria un quadro più aperto, più responsabile e più aderente alle dinamiche contemporanee.

Ampliare significa anche aumentare la capacità di investimenti e fornire opportunità di lavoro per i giovani, in una visione di sviluppo del territorio e di attrattività occupazionale di contrasto all’esodo giovanile.

La proposta è stata sottoposta al vaglio della Commissione di merito, passando per la Commissione bilancio.

Di seguito si illustra la relazione tecnica di detta proposta.

La legge regionale 14 giugno 1999, numero 17, che detta disposizioni in materia di commercio in sede fissa, attribuisce al Consiglio regionale, all’articolo 1, comma 2, la competenza a definire gli indirizzi e i criteri per la programmazione delle strutture di vendita. In attuazione di tale disposizione, la deliberazione consiliare numero 409 del 2000 ha adottato tali indirizzi e criteri, introducendo, tra l’altro, parametri di sostenibilità e limiti dimensionali per le nuove strutture commerciali. In particolare, la citata delibera ha fissato soglie dimensionali massime per le nuove strutture con l’obiettivo di graduare la trasformazione della rete distributiva regionale. Le citate disposizioni, coerenti con il contesto dell’epoca, risultano oggi superate e disallineate rispetto a disposizioni normative statali e comunitarie.

Infatti, successivamente all’adozione della deliberazione 409 del 2000, il quadro normativo è radicalmente cambiato:

- la direttiva 2006/123/Comunità Europea (Direttiva dei Servizi) vieta limiti numerici e dimensionali non giustificati da motivi imperativi di interesse generale;

- il decreto legislativo 59 del 2010 recepisce tali principi;

- l’articolo 31 del decreto legislativo 201 del 2011 impone la liberalizzazione delle attività economiche;

- la giurisprudenza costituzionale e amministrativa ha chiarito che limiti dimensionali possono essere mantenuti solo se strettamente necessari e proporzionati.

In particolare, il citato articolo 31, comma 2, del decreto legge numero 201 del 2011, prevede che secondo la disciplina dell’Unione europea e nazionale in materia di concorrenza, “costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali” e demanda alle Regioni il compito di adeguare i propri ordinamenti a tali prescrizioni.

Alla luce del mutato quadro normativo di riferimento, i limiti dimensionali rigidi previsti dalle disposizioni regionali risultano in contrasto con fonti normative superiori, nonché non più rispondenti alle nuove esigenze del territorio, anche rispetto al diverso contesto socioeconomico in cui versa la regione. In attesa di una rivisitazione organica della legge, appare urgente la necessità di intervenire modificando la delibera numero 409 del 2000.

La presente proposta mira a superare il conflitto normativo tra gli indirizzi regionali del 2000 e i principi di libertà di stabilimento introdotti dalla direttiva 2006/123/Comunità Europea e dall’articolo 31 del decreto-legge 201/2011. Attualmente la deliberazione è improntata ad una programmazione quantitativa con contingenti e limiti dimensionali rigidi, le modifiche proposte eliminano i limiti dimensionali massimi e la verifica del fabbisogno (non più ammessi) e l’efficacia interdittiva delle sigle dimensionali, che non possono più fungere da sbarramento all’accesso e rafforzano il ruolo della valutazione di impatto territoriale, quale unico parametro legittimo per governare l’insediamento delle grandi strutture.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Iiriti. Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

Sul punto, devo dire che nessuno mette in discussione che la delibera del 2000 sia superata dalla normativa europea, anche nazionale, ma questo, però, non significa che sia previsto un “libera tutti”; praticamente si impediscono limiti irragionevoli, contingentamenti puramente numerici, consentendo alle Regioni di programmare seriamente lo sviluppo commerciale attraverso criteri urbanistici, ambientali, territoriali e sociali.

Questo è quello che hanno fatto altre Regioni italiane, adottando dei Testi unici di commercio, strumenti di programmazione territoriale, valutazione preventiva e di impatto, misura di tutela dei centri storici e, soprattutto, equilibrio tra grande distribuzione e commercio di prossimità.

Da noi invece cosa si fa? Si smantella un sistema senza sostituirlo con un regolamento aggiornato. Si eliminano limiti, verifiche contingenti e strumenti programmatori, ma questo non contribuisce a costruire una nuova strategia per il commercio.

Questo è un punto politico, perché noi - questa maggioranza, intanto, ovviamente con uomini diversi ma con lo stesso Presidente, governa da circa 5 anni - noi siamo venuti a conoscenza in Commissione, che la Confcommercio ha riferito che esiste un lavoro avanzato su un Testo unico del commercio, predisposto insieme agli uffici regionali e alla rappresentanza dei commercianti. Confcommercio l’ha detto chiaramente in Commissione: non si possono fare più modifiche frammentarie, ma serve una vera e propria riforma organica del settore del commercio.

Allora, la domanda politica è inevitabile: dopo tanto tempo, con la stessa compagine di governo, perché dopo tutti questi anni non si presenta una riforma complessiva? Perché oggi si sceglie di venire qui, in questa Aula, a proporre una semplice modifica che toglie limiti ma non prevede una regolamentazione organica? È una domanda legittima! Il sospetto è che questa norma serva più a facilitare le costruzioni, un certo tipo di costruzione, ma non dia una visione generale del commercio calabrese. Noi ci crediamo!

Come mai avviene adesso questo? Perché, per esempio, pur parlando spesso di contrasto allo spopolamento, non pensiamo di rivalutare le piccole botteghe dei centri, ma si pensa a favorire la costruzione di grandi centri? Ci sta, è una cosa legittima, ma, secondo me, si perde sempre la visione generale del contesto.

Questo non significa che come Casa Riformista - Italia Viva noi siamo contrari e, in proposito, annuncio il mio voto di astensione al riguardo, però prendiamo atto che c’è bisogno di modificare e aggiornare una regolamentazione vecchia. Ve lo chiedo veramente, chiedo alla maggioranza, chiedo all’Assessore di riferimento, chiedo al Presidente del Consiglio e al Presidente della Regione, di fare delle riforme che siano strutturali. Basta con questi interventi una tantum in cui manca lo sguardo generale.

Per cui, Presidente, annuncio il mio voto di astensione, ma chiedo che si inizino a fare - in questo Consiglio lo possiamo fare veramente - delle modifiche reali che portano benefici ai nostri territori e non soluzioni una tantum che, forse, interessano qualcuno ma non interessano tutti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Non ci sono altre richieste di intervento.

Passiamo all’esame del provvedimento.

All’articolo 1 è pervenuto un emendamento, protocollo numero 11708 a firma delle consigliere De Francesco e Iiriti. Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrarlo. Prego, consigliera De Francesco.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia)

La proposta mira a rendere più chiara e snella la procedura relativa alle ipotesi di ampliamento con accorpamento.

<<Il numero 1 della lettera d) dell’articolo 1 è sostituito dal seguente: “Nel comma 1 le parole: “previo parere positivo della Conferenza dei servizi, qualora esso sia contenuto nei limiti della tipologia G1 o, trattandosi di ampliamento di una grande struttura di tipo G2, nei limiti di superficie indicati al precedente articolo 6, comma 4. Tale ampliamento è sempre concesso direttamente dal Comune,” e le parole: “entro il 20 per cento di superficie in più rispetto a quella autorizzata, di cui all’articolo 6, comma 2, della legge regionale” sono soppresse;”.>>

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco.

Parere della Giunta? Prego, assessore Straface. Prego.

STRAFACE Pasqualina, Assessore con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Prego, consigliera Iiriti.

IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento. L’emendamento è approvato.

Pongo in votazione l’articolo 1, così come emendato.

Articolo 1

(È approvato così come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Passiamo alla votazione del provvedimento nel suo complesso, così come emendato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento è approvato, come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 48/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP CALABRIA)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto tre, la proposta di provvedimento amministrativo numero 48/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria)”.

Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pietropaolo.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La proposta di provvedimento, posta oggi all’approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dei presenti dalla Seconda Commissione bilancio nella seduta del 20 aprile scorso.

La proposta è relativa al bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica Regionale (ATERP Calabria).

Alla seduta della Commissione hanno partecipato il Commissario straordinario dell’Azienda Territoriale, per l’ATERP Calabria, avvocato Grazia Maria Carmela Iannini e, per il Dipartimento governo del territorio, difesa del suolo e politiche per la casa, l’architetto Stefania Battaglia. Il dirigente generale del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio ha trasmesso una nota con la quale ha confermato le raccomandazioni contenute nell’istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di previsione 2026-2028 dell’ATERP possa essere sottoposto all’approvazione del Consiglio regionale.

Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento governo del territorio, difesa del suolo e politiche per la casa, del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del parere del Revisore unico dei conti dell’Azienda.

Il Revisore unico dei conti, con verbale numero 3 del 27 gennaio 2026, ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello Statuto dell’Ente, del regolamento di contabilità e dalle norme del decreto legislativo 118/2011 e dei principi contabili applicati numero 4/1 e 4/2 allegati al predetto decreto legislativo.

Con riferimento alle norme in materia di spending review, l’Organo di controllo rileva che la previsione di bilancio relativa alla spesa del personale degli acquisti di beni e servizi è coerente con il contenimento delle spese, di cui ai commi 1 e 2-bis, dell’articolo 1, della legge regionale 62 del 2023. Altresì, è stata rilevata la coerenza della previsione di spesa per investimenti con il Piano triennale dei lavori pubblici e il cronoprogramma dei pagamenti.

Conclusivamente, il Revisore unico dei conti, avendo rilevato la coerenza interna, la congruità e l’attendibilità contabile dei dati di bilancio, attesta che il progetto di bilancio, nel suo complesso, è redatto con chiarezza e rappresenta in modo corretto la situazione finanziaria in conformità alle norme e ai principi contabili adottati per la formazione dello stesso ed esprime parere favorevole all’approvazione della proposta di bilancio di previsione 2026-2028.

Il Dipartimento governo del territorio, difesa del suolo e politiche per la casa, nell’istruttoria di competenza, ha verificato il rispetto dei limiti di spesa previsti in materia di spese del personale e di funzionamento, di cui alla vigente normativa regionale in materia di spending review.

Il Dipartimento ha rilevato che, con riferimento al Fondo pluriennale vincolato, nella parte entrata, in relazione a spese finanziate in anni precedenti ed esigibili successivamente, non risulta la corretta reimputazione e distribuzione sulle singole annualità del bilancio in esame; pertanto, il Dipartimento ne sollecita la quantificazione in sede di riaccertamento parziale dei residui, in relazione all’aggiornamento del cronoprogramma di spesa che determinerà una variazione del bilancio di previsione 2026-2028.

A conclusione dell’attività istruttoria, il Dipartimento vigilante, ferme restando le osservazioni espresse in ordine al Fondo pluriennale vincolato, ritiene che sussistano le condizioni di legge in ordine alla congruità e attendibilità delle previsioni di bilancio ed esprime parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati.

Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, a seguito dei controlli eseguiti, rileva che viene rispettato l’equilibrio generale di bilancio, posto che il totale complessivo delle entrate risulta pareggiare con il totale complessivo delle spese.

Per quanto concerne l’accantonamento al Fondo crediti dubbia esigibilità, il cui importo sembrerebbe essere congruo, il Dipartimento raccomanda all’Ente, nel corso dell’esercizio 2026, qualora se ne ravvisassero le necessità, di aggiornare le previsioni di spesa di cui al Fondo crediti dubbia esigibilità, verificandone, a seguito dell’attività di gestione, il perdurare della congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi.

Il Dipartimento, altresì, ha rilevato che l’Ente ha provveduto a effettuare l’accantonamento di euro 36.165,00 nel Fondo di garanzia debiti commerciali, sulla base dei dati risultanti dalla Piattaforma dei crediti commerciali.

Per quanto concerne il Fondo pluriennale vincolato, il cui stanziamento risulta formalmente corretto, il Dipartimento bilancio raccomanda all’Ente, a seguito dell’approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari correttivi al predetto Fondo, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata.

Il Dipartimento, altresì, ha verificato il recupero del disavanzo pregresso; dal prospetto del risultato di amministrazione presunto risulta una parte disponibile pari a euro -6.995.884,73 che risulta in diminuzione rispetto a quella del rendiconto 2024 approvato pari a euro -9.884.977,47; sembrerebbe, dunque, che l’Ente nell’anno 2025 abbia recuperato la quota trentennale di ripiano del disavanzo, per come scaturente dal riaccertamento straordinario dei residui, nel rispetto dell’articolo 4, comma 2, del decreto del 2 aprile 2015 del Ministero dell’economia e delle finanze.

A conclusione dell’attività istruttoria, il Dipartimento bilancio, esprime parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio di previsione 2026-2028 dell’ATERP Calabria, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002 numero 8. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pietropaolo. Ha chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

Oggi discutiamo qui il bilancio di previsione 2026 e 2028 dell’ATERP, Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica della Calabria - lo diciamo così si capisce anche da casa di che cosa stiamo parlando - cioè dell’Ente che dovrebbe garantire uno dei diritti sociali più importanti per i nostri concittadini: il diritto alla casa.

Non stiamo parlando di un Ente qualsiasi. Stiamo parlando del patrimonio costruito negli anni con risorse pubbliche, per dare una risposta a famiglie fragili, anziani, disoccupati, persone in difficoltà, cittadini che non possono permettersi il mercato privato.

Per questo dico subito che il mio voto, ovviamente, così come lo è stato anche nella Commissione bilancio, sarà contrario. Non perché non riconosco - lo voglio dire - il lavoro tecnico e amministrativo che si sta facendo, ma perché da questa discussione emerge una visione di questo Ente che non condivido: il patrimonio dell’edilizia residenziale pubblica rischia di essere trattato sempre più come un patrimonio da “mettere a reddito” e sempre meno come uno strumento di politica sociale.

In Commissione è stato detto chiaramente che l’ATERP sta portando avanti un’operazione per, tra virgolette, mettere a reddito il patrimonio, compresi gli immobili non abitativi. È stata anche richiamata la vicenda di un immobile polifunzionale di Cosenza, occupato da associazioni che svolgono attività sociali, rispetto al quale è stato detto che l’intenzione è quella di rientrare nella disponibilità dell’immobile per poi metterlo a reddito, vendendolo.

Ecco, questo è un punto politico.

Tutto ciò che è stato costruito con fondi pubblici per l’edilizia popolare non può essere progressivamente sottratto alla sua funzione sociale e trattato come un bene commerciale qualunque.

Se ci sono morosità, vanno affrontate.

Se ci sono problemi gestionali, vanno risolti.

Se ci sono contratti non aggiornati, vanno rivisti.

Ma tutto questo non può avvenire a scapito delle persone più fragili e dei presidi sociali che nei territori suppliscono spesso all’assenza delle Istituzioni.

La casa pubblica non è un asset immobiliare. È uno strumento di giustizia sociale.

Nella stessa Commissione sono emerse criticità molto serie. Ne parlava prima il Presidente della Commissione: il Revisore ha chiesto verifiche sui crediti, soprattutto quelli più vecchi, e ha chiesto relazioni semestrali sull’ammontare dei crediti, sull’attività di recupero e sulle eventuali rinunce alla riscossione. Ha evidenziato anche numerose cause legali in corso e quindi la necessità di un monitoraggio continuo del Fondo contenzioso.

Il Dipartimento vigilante ha rilevato criticità sul Fondo pluriennale vincolante, evidenziando che non risulta correttamente reimpostato e distribuito sull’annualità del bilancio, e ha chiesto correttivi in sede di riaccertamento.

Il Dipartimento bilancio ha rilevato un disavanzo presunto ancora negativo, pari a circa 6,99 milioni di euro, anche se è in miglioramento rispetto ai 9,88 milioni di euro del rendiconto del 2024.

Quindi, non stiamo votando un bilancio privo di criticità. Stiamo votando un bilancio che viene accompagnato da pareri favorevoli, sì, ma pieni di raccomandazioni, cautele e problemi aperti.

La stessa Commissaria ha riconosciuto che il tema più pesante, ad esempio, è il contenzioso IMU. Ha spiegato che l’ATERP viene considerata, di fatto, come un soggetto che gestisce immobili sul mercato, quasi come un’agenzia immobiliare, perché percepisce un canone. Questo è un paradosso che noi come consiglieri regionali, come Regione, dobbiamo cercare di risolvere definitivamente: le case nate per finalità sociali non possono essere trattate fiscalmente come immobili ordinari.

E su questo punto bisogna essere netti: se lo Stato, i Comuni o il sistema tributario trattano l’edilizia popolare come un bene commerciale, allora la Regione, noi, deve battersi per difendere la natura sociale di quel patrimonio, non limitandosi a rincorrere entrate, riscossioni, alienazioni e messa a reddito di un patrimonio che serve a dare risposte ai nostri cittadini.

In Commissione è emerso anche un altro dato preoccupante: l’ATERP della Regione Calabria, ad oggi, lo sapete quanti dipendenti ha? 128 dipendenti. C’è una carenza di organico spaventosa.

Allora, mi chiedo: come può un Ente con queste carenze gestire un patrimonio esistente, recuperare crediti, affrontare contenziosi, gestire manutenzione, seguire Fondi europei, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, efficientamento energetico e nuovi programmi sull’abitare? Per me è una cosa, veramente…

Peraltro, proprio sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato chiarito che l’unica misura su cui l’ATERP sta lavorando direttamente è quella da circa 1,38 milioni di euro per l’efficientamento energetico derivante da RepowerEU. Altri fondi precedenti precedentemente dati, pur avendo visto la partecipazione delle Aziende casa, hanno privilegiato, invece, i progetti portati avanti dai Comuni.

Anche questo è un dato politico: mentre si parla di emergenza abitativa, di povertà abitativa, di alloggi sfitti da recuperare, di manutenzione necessaria, ATERP Calabria si trova con risorse dirette limitate, organico ridotto, contenziosi aperti e un patrimonio difficile da gestire.

E allora, il punto non è approvare formalmente questo bilancio che è in pareggio. Il punto è chiedersi se questo bilancio sia davvero in grado di rispondere alla domanda abitativa dei calabresi.

La commissaria ha parlato di alloggi sfitti, che non si riescono a consegnare perché presentano problemi di agibilità o altre criticità tecniche. Ha parlato della necessità di investire di più in manutenzione. Ecco, questa è la vera emergenza. Non possiamo limitarci a dire che l'Ente recupera crediti a zero anticipazione di cassa o mette a reddito immobili. Per queste ragioni il mio voto è contrario. È contrario perché non accetto che il tema della casa popolare sia affrontato prevalentemente con una logica patrimoniale e contabile; è contrario perché le criticità evidenziate dai revisori e Dipartimenti non sono dettagli secondari; è contrario perché prima di alienare, mettere a reddito, recuperare immobili occupati dalle realtà sociali, bisogna garantire una strategia pubblica chiara per non sottrarre spazi, servizi e funzioni ai territori; è contrario perché il patrimonio di edilizia residenziale pubblica appartiene alla comunità e deve rimanere al servizio della parte più fragile della comunità.

Per me la casa pubblica non è merce, la casa pubblica è dignità e su questo principio non possiamo assolutamente arretrare, non possiamo venire meno a quanto previsto nella Costituzione per la tutela dei più fragili. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Intervengo soltanto per svolgere alcune osservazioni rispetto a quanto ha già dichiarato la collega Greco, perché dalla lettura di questo bilancio è evidente che l'ATERP sia un ente sul quale la Regione non ha nessuna voglia di investire: non c'è alcuna programmazione, è un ente che vivacchia al pari di altri enti strumentali alla nostra Regione Calabria. Questo lo dimostrano in particolare due aspetti: intanto la mancata previsione di risorse sul fondo pluriennale vincolato per le annualità 2027 e 2028 e, ancora di più, - questo è stato rilevato anche dai nostri tecnici - soltanto 14 milioni di euro sul FCDE (Fondo crediti dubbia esigibilità), che evidentemente difficilmente possono far fronte a quella che è la mole di crediti di dubbia esigibilità che questo Ente ha. Però, accanto a questo, è importante evidenziare che, a qualche anno ormai dalla riforma, anche degli enti strumentali regionali, come appunto anche l'ATERP, i benefici non si notano, se è vero come è vero che 120 dipendenti, con poche decine di assunzioni previste nei prossimi anni, difficilmente possono far fronte a quella che è la richiesta, ma anche a quello che dovrebbe essere il principio di leale collaborazione che dovrebbe esistere tra l'ente strumentale ATERP e i Comuni. Sappiamo bene che all'interno di un territorio comunale ci deve essere necessariamente una correlazione e un dialogo, su tutte le attività inerenti al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, tra Regione Calabria per gli immobili di proprietà dell'ATERP e i Comuni per quelle che sono poi le attività di assegnazione e di manutenzione di questi beni. Le manutenzioni sono pari a zero e allo stesso modo e stesso tempo sono pari a zero le risposte che si danno agli uffici comunali, agli uffici del patrimonio dei Comuni; di conseguenza questi uffici fanno fatica a rispondere all'esigenza di avere una casa dignitosa da parte di chi una casa di proprietà e in affitto non può averla. L'esempio di questo noi ce l'abbiamo a Reggio Calabria ed è Arghillà. Arghillà, in particolare Arghillà Nord che è il centro, soprattutto anche in questa fase politica e amministrativa, delle attenzioni di molti. Ad Arghillà Nord tutte le case sono di proprietà dell'ATERP e sono tutte case occupate abusivamente, perché chi le occupa non ha nessun titolo per poterle occupare. Peraltro, come è stato evidenziato anche da alcune attività di polizia giudiziaria, alcune attività svolte dagli organismi inquirenti del nostro territorio, quelle strutture, quelle case, quegli appartamenti fungono anche da ricovero per attività di carattere criminale o per ospitare chi in quei giorni viene in città per fare attività sicuramente non legate al bene comune. Noi in questi anni abbiamo provato, anche attraverso tavoli in Prefettura, ad avere un dialogo con l'ATERP, ma le mancate risposte sono il riflesso e la fotografia di quello che si legge in questo bilancio.

Come possiamo noi garantire l'interesse verso le fasce più deboli? Come possiamo noi concretamente dimostrare l'interesse verso chi si aspetta di avere assegnata una casa, si aspetta di vivere in una casa dignitosa, se poi all'interno del bilancio non c'è alcuna traccia di programmazione nei prossimi anni che possa garantire questo diritto?

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà.

Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione del provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 47/13^ di iniziativa dei consiglieri S. Cirillo, Luciana De Francesco, recante: “Modifiche e integrazioni della l.r. n. 2/2017”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 4, la proposta di legge numero 47/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Cirillo e Luciana De Francesco, recante: “Modifica e integrazioni della legge regionale numero 2/2017”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera De Francesco.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d'Italia), relatrice

Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in qualità di relatore e sottoscrittore ho il privilegio di sottoporre all'attenzione di quest'Aula il testo della proposta di legge numero 47/13^. È un provvedimento che non solo aggiorna la normativa regionale a tutela dei più giovani, ma che si presenta oggi con una solidità procedurale e tecnica indiscutibile. Desidero infatti sottolineare con particolare forza che l'iter legislativo è stato completato con successo, avendo ricevuto il parere favorevole unanime anche dalla Seconda Commissione consiliare bilancio, programmazione economica e attività produttive. Questo passaggio non è un mero adempimento formale, ma rappresenta il definitivo suggello alla qualità del provvedimento. Il parere della Commissione bilancio certifica ufficialmente che la riforma dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza è perfettamente sostenibile e coerente con i rigorosi parametri di finanza pubblica. Viene così validata tecnicamente la clausola di invarianza finanziaria prevista dall'articolo 7, confermando che il potenziamento dei diritti dei nostri ragazzi avverrà con un uso virtuoso ed efficiente delle risorse umane strumentali già esistenti. Grazie a questo doppio via libera, quello di merito della Terza Commissione e quello finanziario della Seconda, portiamo in Aula una legge che è istituzionalmente avanzata e allinea la Calabria ai parametri nazionali, trasformando l'Osservatorio in un organismo moderno di studio, di monitoraggio e proposta; è scientificamente autorevole, integra nella sua composizione i 2 rappresentanti della società medico-scientifica di area pediatrica e apre al contributo di esperti in settori cruciali come la cybersicurezza e l'inclusione dei disabili; è amministrativamente efficace, prevede che le analisi dell'Osservatorio diventino la base per direttive concrete della Giunta agli enti locali, garantendo che la tutela dei minori non resti solo sulla carta, ma si traduca in azioni territoriali.

In base al testo della proposta, l'articolato si compone di 7 articoli che illustro brevemente.

L'articolo 1 riguarda la modifica del titolo: cambia ufficialmente la denominazione della legge regionale numero 2/2017. Le parole “i minori” vengono sostituite con “l'infanzia e l'adolescenza”.

L'articolo 2 riguarda le finalità: integra le finalità della legge base, inserendo un nuovo comma che definisce la promozione dei diritti dell'infanzia come un impegno collettivo che coinvolge istituzioni, famiglie e comunità per una società più inclusiva.

L'articolo 3 modifica l'articolo 2 della legge numero 2 del 2017 per riflettere il mutamento del nome in Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza.

L'articolo 4 riguarda la composizione e il funzionamento: amplia la composizione dell'organismo, includendo 2 rappresentanti delle società medico scientifiche di area pediatrica. Prevede inoltre la possibilità di invitare esperti in settore chiave (inclusione, disabilità, minori stranieri, sport, cultura, educazione ambientale) e stabilisce che l'Osservatorio si riunisca almeno 2 volte l'anno, con una validità delle sedute e delle deliberazioni a maggioranza semplice dei presenti.

L'articolo 5 riguarda i compiti e le funzioni: aggiorna la terminologia dei compiti dell'Osservatorio e apporta alcune modifiche formali, come l'abrogazione della lettera h) relativa ai precedenti compiti specifici.

L'articolo 6, che riguarda la relazione annuale, integra l'articolo 6 della legge base, specificando che le risultanze della relazione annuale dell'Osservatorio servono alla Giunta regionale per formulare direttive specifiche destinate agli enti locali.

Infine, l'articolo 7, che riguarda la clausola finanziaria, sancisce l'invarianza finanziaria del provvedimento, stabilendo che dall'attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Dunque, colleghi, l'approvazione di questa legge, oggi forte del parere favorevole di entrambe le Commissioni competenti, dimostra che la Regione Calabria sa coniugare grande sensibilità sociale verso le nuove generazioni con il massimo rigore contabile richiesto dal nostro Statuto e dalla Costituzione. Per queste ragioni vi invito a votare con convinzione un provvedimento tecnicamente inattaccabile e socialmente indispensabile.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Francesco. Ha chiesto di intervenire il collega Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Colleghi consiglieri, intervengo perché ritengo che questa proposta di legge rappresenti un intervento importante e lungimirante perché rafforza uno strumento fondamentale di osservazione, monitoraggio e proposta su un tema centrale che rappresenta il presente e il futuro della nostra comunità regionale, quello dell’adolescenza e dell'infanzia.

La scelta di ampliare l'Osservatorio introducendo professionalità qualificate e competenze multidisciplinari va nella direzione giusta. Significa dotare la Regione Calabria di una struttura più moderna, più articolata e più capace di leggere in profondità i bisogni reali dei bambini, degli adolescenti e delle rispettive famiglie.

Parliamo di problematiche che oggi richiedono un interessamento a 360 gradi: dagli aspetti educativi a quelli sociali ed economici, ma non meno ai fini della prevenzione sanitaria, del disagio giovanile, dell'inclusione, della disabilità e della povertà educativa e delle nuove fragilità che interessano ed emergono nella nostra contemporaneità.

L'osservatorio potrà sicuramente diventare un'antenna sul territorio, capace non soltanto di raccogliere dati e analizzare fenomeni, ma anche di indirizzare e orientare l'attività legislativa e amministrativa della nostra Regione, suggerendo proposte, interventi e politiche sempre più aderenti ai fabbisogni reali della nostra comunità. La Calabria in questo modo si allinea agli standard e agli indirizzi nazionali più avanzati in materia di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, ma soprattutto dimostra attenzione, sensibilità e cura verso una fase della vita che merita il massimo impegno da parte delle istituzioni perché, cari colleghi, osservare, ascoltare, accompagnare con attenzione il mondo dell'infanzia e dell'adolescenza significa investire con responsabilità e visione sul futuro della Calabria. Per questo motivo avrete il mio voto favorevole con convinzione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva)

Grazie, Presidente.

Ritengo che gli Osservatori siano strumenti molto importanti, perché dovrebbero aiutare le istituzioni a comprendere i fenomeni sociali, a monitorarli, a raccogliere dati, a monitorare le criticità, a coordinare gli enti sui territori, eccetera eccetera, e poi dare la possibilità al governo, in questo caso della Regione, di predisporre tutti gli strumenti necessari per superare le criticità.

Questo Osservatorio è stato istituito nel 2017.

Ho chiesto al Dipartimento del welfare, sia in Commissione sanità sia in Commissione bilancio, in cui sono componente, se questo strumento avesse mai operato. La risposta è stata no! Quindi dal 2017 ad oggi noi abbiamo uno strumento in cui sono previste delle figure importantissime, uno strumento importante, soprattutto in questa fase storica, nel quale i nostri giovani andrebbero seguiti, valutando le criticità, che non ha mai funzionato. Viene presentata prima in Commissione e adesso in Consiglio questa proposta di legge che prevede fondamentalmente due cose: il cambio del nome, da osservatorio per i minori a osservatorio per infanzia e adolescenza, e la previsione di ulteriori due figure all'interno della governance, che sono due pediatri. Sono d'accordo con la collega De Francesco quanto dice che questo è uno strumento socialmente indispensabile, è verissimo e ne sono pienamente convinta, così come sono convinta che anche gli altri osservatori debbano iniziare a funzionare. Gli osservatori, però, funzionano soprattutto se c'è una copertura economica. Mi batto ogni volta con il presidente Pietropaolo in Commissione bilancio perché tutte le proposte di legge che sono poste alla nostra attenzione sono tutte ad invarianza finanziaria, non è prevista nessuna copertura, ma il problema è che non sono previste neanche le Missioni che possono renderle operative e quindi consentire di diventare degli strumenti validi. Però non è vero che non è inattaccabile: ad esempio, quando lei, consigliera De Francesco, dice che è stato previsto che le decisioni siano prese a maggioranza, però, mi dispiace, non è previsto un quorum di validità della riunione. Praticamente anche se si riuniscono 2 persone su 15 possono decidere a maggioranza, oppure se va uno solo, può decidere lui. Su questo ho presentato degli emendamenti, poi penso che interverrà anche l'assessore con cui ci siamo confrontate prima e ho registrato che c'è questa volontà di rendere operativi da parte della governance della Regione questi strumenti e ne sono contenta. Voi lo sapete, lo dico sempre, ci siamo confrontati, soprattutto i consiglieri che sono componenti come me nelle Commissioni sanità, agricoltura e bilancio sanno che non voto mai per presa di posizione, anzi, molto spesso, cambio il mio voto, come per il punto successivo, quello dell'ARDIS, ma lo dirò dopo. Cambio il mio voto sulla base di quello che vengono a riferire in audizione i Dipartimenti o le associazioni di categoria. Penso che sia necessario cominciare ad essere concreti.

C'è una frase che mi diceva sempre mio padre: “Voglio l'arrosto perché il fumo mi ha reso cieco”. Ecco, questo arrosto deriva da questi strumenti che noi abbiamo, perché è sulla base di questi strumenti che possiamo dare delle risposte per i territori, in questo caso per i nostri giovani, per fare in modo che tante criticità che noi abbiamo, dall'inclusione al bullismo eccetera eccetera, possano essere in qualche modo superate. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Filomena Greco. Ha chiesto di intervenire l’assessore Pasqualina Straface. Ne ha facoltà.

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Grazie, Presidente. Saluto i consiglieri regionali, l'Ufficio di Presidenza e il Vicepresidente della Giunta.

Intanto esprimo soddisfazione, ma soprattutto faccio i miei complimenti al Presidente del Consiglio, Cirillo, e agli altri sottoscrittori di questa proposta di legge.

La modifica della legge numero 2 del 2017 va nella direzione di un aggiornamento non soltanto di riordino normativo, ma anche di linguaggio culturale che oggi utilizziamo rispetto alle politiche sul benessere dei minori, dell'infanzia e della adolescenza. È stata sottolineata l’utilità che gli Osservatori, quando nascono, devono avere: per il ruolo, per la funzione, che va nella direzione della raccolta dei dati, del monitoraggio, ma soprattutto per la funzione di indirizzo che le risorse pubbliche devono avere rispetto alla programmazione regionale. L'intervento della consigliere Filomena Greco lo accolgo in parte quando parla di utilizzo e funzione dell'Osservatorio, ma su altri versi messi da lei in risalto non posso essere assolutamente accolto, perché le proposte che vengono fuori da un Osservatorio non devono essere assolutamente sottoposte a voto. Si tratta di un osservatorio che deve necessariamente caratterizzarsi per figure professionali che abbiano competenze, così come viene caratterizzato.

L'Osservatorio che nasce oltre 20 anni fa non ha mai funzionato rispetto al suo utilizzo quale strumento di una governance importante, rispetto alle sue funzioni che riguardano soprattutto la raccolta dei dati e vanno nella direzione di contrastare l'isolamento sociale, la povertà educativa, le dipendenze digitali, il disagio psicologico. Oggi noi andiamo nella direzione di rafforzare questo strumento e lo facciamo grazie all'inserimento di figure di pediatria che diventano importanti soprattutto per quanto riguarda l'integrazione socio sanitaria e in particolar modo per quanto riguarda la diagnosi precoce che il pediatra riesce ad individuare da subito; andiamo a rafforzare questo strumento, in particolar modo riguardo alle nuove devianze giovanili, al disagio giovanile e soprattutto alla vulnerabilità sociale che oggi registriamo in particolar modo nelle nuove generazioni. Si tratta, quindi, di uno strumento importante, che merita di essere inserito in una nuova programmazione, rispetto alle nuove disposizioni sulle politiche del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e, in particolar modo, rispetto alle disposizioni previste dal Decreto Caivano, che vanno nella direzione di contrastare le devianze giovanili, legate alla criminalità e alle dipendenze.

Colgo l'occasione oggi anche per riferire quello che la Regione Calabria è riuscita a realizzare, perché stiamo agendo su diversi livelli, rispetto alle risorse che arrivano dal Ministero per le politiche della famiglia. Stiamo rafforzando i centri per la famiglia e prevediamo anche la nascita di nuovi centri. Sono in corso di pubblicazione interventi che riguardano l'alfabetizzazione digitale, il contrasto alle dipendenze, l'uso consapevole delle nuove tecnologie, l'invecchiamento attivo con scambi generazionali e abbiamo previsto anche la nuova programmazione per la quale il Ministero per le politiche della famiglia ci ha trasferito oltre 2 milioni di euro destinati alla formazione e sensibilizzazione in materia di affidi e adozioni, potenziando i servizi per i primi mille giorni di vita del bambino. E, ancora, abbiamo previsto azioni nel Piano di supporto alle fragilità, sono stati pubblicati bandi importanti, il bando Educational framework che riguarda un affiancamento alle famiglie che hanno al loro interno minori con disabilità o che presentano vulnerabilità economica; un altro bando importante riguarda il sostegno alla genitorialità, il bando “Concilia”, con cui sono stati raggiunti oltre 106 enti del terzo settore, cooperative sociali che andranno a destinare dei voucher alle famiglie e soprattutto alle donne per consentire di conciliare la vita familiare con il lavoro.

Questa è la programmazione che noi siamo riusciti ad avviare, che va nella direzione di garantire il benessere dei minori, dell'infanzia e dell'adolescenza.

Ritengo, pertanto, che l'Osservatorio oggi rappresenti uno strumento importante di monitoraggio, di raccolta dei dati, di destinazione delle risorse rispetto ala programmazione regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Straface.

Non ci sono altri interventi. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

All’articolo 3 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 11681/A05, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego.

GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva)

Grazie, Presidente

Allora, l'emendamento rafforza il supporto tecnico amministrativo e organizzativo all'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza, chiarendo le funzioni già svolte dalle strutture regionali competenti e garantendo maggiore efficacia operativa, trasparenza e coordinamento nell'attuazione delle attività previste dalla normativa vigente.

L'emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, in quanto specifiche attività sono già esercitate dalle strutture regionali competenti nell'ambito delle ordinarie funzioni amministrative delle risorse umane, strumentali e finanziarie, già disponibili a legislazione vigente.

Il testo è questo: <<Al testo della proposta di legge numero 47, come trasmesso all'Aula, all'articolo 3, comma 1, dopo la lettera b), è aggiunta la seguente: “c) Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale numero 2/2017 è aggiunto il seguente: 1-bis. Il Dipartimento regionale competente assicura il supporto tecnico amministrativo e organizzativo necessario al funzionamento dell'Osservatorio, garantendo, nei limiti delle competenze della normativa vigente, la raccolta, l'aggiornamento e la pubblicazione dei dati e delle attività, compatibilmente con la normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.

Le attività sono svolte in coerenza con la normativa vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”.>>

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d'Italia)

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento, L’emendamento è respinto.

Pongo in votazione l'articolo 3.

Articolo 3

(È approvato)

All’articolo 4 sono pervenuti alcuni emendamenti. Iniziamo con l’emendamento, protocollo numero 11681/A04, a firma della consigliera Filomena Greco a cui cedo la parola per l’illustrazione.

Prego, consigliera Greco.

GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva)

L'emendamento introduce criteri aggettivi di comprovata esperienza professionale e scientifica per la designazione dei componenti tecnico-scientifici dell'Osservatorio, al fine di garantirne adeguata qualificazione e competenza.

L'emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di una disposizione di carattere qualitativo che non modifica la composizione numerica dell'Osservatorio né introduce compensi aggiuntivi. Recita: <<Al testo della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 4, comma 1, lettera b), dopo le parole: “designati dai rappresentanti delle stesse” sono aggiunte le seguenti: “Secondo criteri di comprovata esperienza professionale e scientifica almeno quinquennale nel settore di riferimento.”>>. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È respinto.

Proseguiamo con l’emendamento protocollo numero 10979/A04, a mia firma.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per l’illustrazione.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Il presente emendamento mira a chiarire che i componenti dell'Osservatorio non hanno diritto a nessun rimborso spese. Il presente emendamento ha carattere ordinamentale e non produce oneri a carico del bilancio regionale. Recita: <<Dopo la lettera b) del comma 1 dell'articolo 4 della proposta di legge numero 47/13^ è inserita la seguente: “b-bis. Alla fine del comma 3 dopo le parole: “è gratuita" sono aggiunte le seguenti: “e non dà luogo a rimborso spese”.>>.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È approvato.

Passiamo all'emendamento protocollo numero 11681/A03, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliera Greco.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

L'emendamento introduce criteri minimi per la validità delle sedute, al fine di garantire la reale operatività dell'Osservatorio e superare criticità applicative. Si prevede, inoltre, un meccanismo di salvaguardia in caso di inattività dell’organo, nel rispetto del principio di invarianza finanziaria.

L'emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, essendo attuato mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili alla legislazione vigente.

Assessore, la votazione a maggioranza dei presenti era già prevista, ma adesso si introduce, almeno con questo emendamento, la presenza di almeno un terzo dei componenti all'interno dell'Osservatorio che si riunisce due volte l'anno. Recita: <<Al testo della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 4, comma 1, lettera c), il comma 5 dell'articolo 3 della l.r. n.2/2017 è sostituito dal seguente: “5. L'Osservatorio si riunisce almeno due volte l’anno. Le sedute sono valide con la presenza di almeno un terzo dei componenti” – prima non era previsto - “Le decisioni sono adottate a maggioranza dei presenti. In caso di mancato raggiungimento del quorum per due sedute consecutive. Le disposizioni del presente comma sono attuate nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.”>>

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È respinto.

Pongo in votazione l'articolo 4.

Articolo 4

(È approvato)

All’articolo 5 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 10979/A02, a mia firma.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per l’illustrazione. Prego, consigliera De Francesco.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Il presente emendamento mira a sopprimere la lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della proposta di legge numero 47/13^ al fine di rispondere all'esigenza di evitare l'ipotesi di nuova spesa, attesa l'invarianza economica della proposta di legge per la Regione Calabria, ove il termine “favorire” venga sostituito con il termine “istituisce”.

Nello specifico, ci si riferisce all'azione della Regione che è chiamata a favorire la rete con i vari organismi ed Enti locali per realizzare una unitaria strategia a favore dei minori.

Il presente emendamento ha carattere ordinamentale e non produce oneri a carico del bilancio regionale.

Dunque, recita: “La lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della proposta di legge numero 47/13^ è soppressa.”

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento. È approvato.

Pongo votazione l'articolo 5.

Articolo 5

(È approvato così come emendato)

Dopo l'articolo 5 è pervenuto l'emendamento protocollo 11681/A02, aggiuntivo dell'articolo 5-bis, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione.

Prego, consigliera Greco.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. L'emendamento introduce strumenti di programmazione finalizzati a rafforzare il monitoraggio e la verifica delle attività dell'Osservatorio, garantendo maggiore efficacia, trasparenza e coerenza nell’attivazione delle funzioni previste dalla normativa vigente.

L'emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di strumenti di programmazione interna attuabili mediante le risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.

Recita: <<Dopo l'articolo 5 è inserito il seguente: “Art. 5-bis (Integrazione dell'articolo 5 della l. r. n. 2/2017) I. Dopo il comma 1 dell'articolo 5 della l. r. n. 2/2017 è aggiunto il seguente: I-bis. Il programma annuale di attività individua obiettivi specifici e criteri sintetici di monitoraggio e verifica, idonei a consentire la valutazione dell'efficacia delle azioni intraprese. Le disposizioni del presente comma sono attuate senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale”.>>. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È respinto.

All’articolo 6 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 11681/A06, a firma della consigliera Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

L’emendamento introduce un meccanismo di responsabilizzazione in caso di mancata trasmissione della relazione annuale dell'Osservatorio, garantendo continuità informativa e rafforzando il controllo consiliare sull'attività svolta.

L’emendamento non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di obblighi informativi esercitati nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente e recita: <<Al testo della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 6, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. In caso di mancata presentazione della relazione annuale entro il termine previsto, il Presidente dell'Osservatorio è tenuto a riferire entro trenta giorni alla competente Commissione consiliare, indicando le cause del ritardo e le misure adottate. Le disposizioni del presente comma sono attuate senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.”>>. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È respinto.

Pongo in votazione l'articolo 6.

Articolo 6

(È approvato)

All'articolo 7 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 11681/A01, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliera Greco.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

L’emendamento introduce una clausola di effettività finalizzata a garantire la concreta attuazione delle disposizioni normative rafforzando il coordinamento tra le strutture regionali competenti ed evitando duplicazioni organizzative nel rispetto dei princìpi di efficienza ed efficacia amministrativa.

L’emendamento non comporta nuovi maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di una disposizione di principio attuabile mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie, già disponibili a legislazione vigente e recita: <<Al testo della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 7, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “2. Le disposizioni della presente legge sono attuate assicurando l'effettiva operatività dell'Osservatorio mediante il coordinamento delle strutture regionali competenti, nel rispetto dei princìpi di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.">>. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Filomena Greco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Non favorevole.

PRESIDENTE

Parere della relatrice?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere contrario.

PRESIDENTE

Pongo l'emendamento. È respinto.

Pongo in votazione l’articolo 7.

Articolo 7

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 48/13^ di iniziativa del consigliere S. Cirillo, recante: “Modifica dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007)”

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 5, relativo alla proposta di legge numero 48/13^ di iniziativa del consigliere regionale Cirillo, recante: “Modifica dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007 numero 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007)”.

Cedo la parola al consigliere Ionà per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Ionà.

IONA’ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, in qualità di consigliere relatore ho l'onore di illustrare in Aula la proposta di legge 48/13^ di iniziativa del consigliere Cirillo, recante modifica dell'articolo 11 della legge regionale numero 9 dell’11 maggio 2007 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007).

Il provvedimento giunge al vaglio dell’Assemblea dopo un rigoroso iter istruttorio che ha confermato la bontà e la sostenibilità della riforma. In particolare, la proposta è stata licenziata favorevolmente dalla Terza Commissione sanità, attività sociali, culturali e formative nella seduta del 25 marzo 2026.

Desidero, inoltre, evidenziare con particolare soddisfazione che l'iter si è concluso con il parere favorevole espresso dalla Seconda Commissione bilancio, che ha validato i profili di sostenibilità finanziaria del testo, confermando l'assenza di nuovi o maggiori oneri per le casse regionali.

L’iter legislativo si è articolato secondo le prescrizioni dello Statuto e del Regolamento, infatti, la proposta è stata presentata ai sensi dell'articolo 39 dello Statuto e dell'articolo 63 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

Relativamente all’assegnazione istruttoria, il testo è stato assegnato alla Terza Commissione per l'esame di merito, dove il consigliere Brutto ha svolto le funzioni di relatore, e alla Seconda Commissione per il parere sulle conseguenze di carattere finanziario.

Relativamente all’esito delle Commissioni, entrambi gli organismi collegiali hanno espresso parere favorevole, consolidando la proposta sia sotto il profilo dell'efficacia dei servizi universitari che sotto quello del rigore contabile.

Con riferimento a finalità e contenuti del provvedimento. la proposta mira a ottimizzare la gestione del patrimonio regionale, un tempo appartenente alle Aziende regionali per il diritto allo studio, garantendo una maggiore flessibilità d’uso per l'Università di Reggio Calabria.

Nello specifico, la modifica dell'articolo 11 della legge numero 09/2007 prevede l'ampliamento del compendio immobiliare. Si sostituisce la dicitura “immobile” con “gli immobili”, assicurando che l'intera dotazione pertinente all'ex ARDIS sia trasferita all'Università.

Relativamente alla flessibilità della destinazione d'uso, il vincolo precedentemente limitato a “casa dello studente” viene esteso “a strutture e servizi universitari”, con un focus prioritario sul diritto allo studio, permettendo all'Ateneo di rispondere meglio alle esigenze degli studenti.

L'intervento mantiene l’esplicito obbligo di restituzione dei beni alla Regione qualora dovesse cessare l'erogazione delle funzioni correlate. Come certificato dal parere della Commissione bilancio e dalla relazione tecnico finanziaria allegata, l'intervento ha natura puramente ordinamentale. L'articolo 2 del testo sancisce, infatti, l'invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Per le ragioni esposte, volte a rafforzare concretamente il diritto allo studio attraverso un uso più efficiente del patrimonio pubblico, ne auspico l'approvazione unanime da parte dell'Aula.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Ionà.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Questo provvedimento che ci accingiamo a votare è una fotografia plastica di quello che si verifica sempre o quasi sempre, almeno fino ad adesso: quando la minoranza porta dei provvedimenti all'attenzione del Consiglio o delle Commissioni, salvo casi rarissimi, non vengono presi in considerazione né studiati e non ci si interessa neanche di capire se un emendamento, una proposta o qualsiasi altro provvedimento, sia o meno valido; invece, noi della minoranza – considero tutti i componenti – siamo, sì, molto critici, ma guardiamo, soprattutto, agli interessi e al bene della nostra regione.

Ho assistito alla proposizione del provvedimento in esame sia nella Commissione sanità sia nella Commissione bilancio e adesso ne parlo qui in Consiglio regionale. Quando è stato discusso nella prima seduta della Commissione bilancio, si parlava, appunto, della modifica di un solo articolo e di sostituire il termine l'”immobile” con “gli immobili” e soltanto la parte “casa dello studente” rispetto, invece, a tutte le altre necessità previste per l'Università.

Ho, ovviamente, chiesto di sapere quali erano gli altri immobili che venivano trasferiti dall'ARDIS all’Università di Reggio Calabria e da lì è nato un parapiglia, cioè si è andati alla ricerca di questi benedetti immobili.

Alla fine, in Commissione bilancio, nonostante un battibecco abbastanza, diciamo, cordiale con i consiglieri Ferrari e Pietropaolo, ho cambiato idea perché finalmente abbiamo capito per quale motivo si parlava di sostituire il termine “l’immobile” con gli “immobili”, nonostante l’ARDIS sia stato liquidato ormai da tantissimi anni e, quindi, non abbia nessun tipo di patrimonio; dopo le ricerche fatte dal Dipartimento bilancio, è emerso che nessun bene immobile era nella pancia della Regione, per cui, se si dovevano spostare degli immobili presenti nel patrimonio, il provvedimento non sarebbe stato ad invarianza finanziaria perché, ovviamente, ci doveva essere una variazione del bilancio.

Grazie all'ingegnere Forte, che ha effettuato delle verifiche anche presso il catasto e, poi, ulteriori accertamenti, si è capito che l'unico immobile trasferito è quello previsto dalla legge di liquidazione dell'ARDIS, ma, evidentemente, sul terreno graffato all'immobile, ci sono dei ruderi non visibili, tra virgolette, da un punto di vista catastale, che verrebbero giustamente considerati da un punto di vista delle cubature.

Dopo il battibecco che c'è stato, volevo votare contro il provvedimento, ma ho capito per quale motivo questa modifica è stata, giustamente, portata alla nostra attenzione e sono favorevole perché andiamo a dare ulteriori opportunità ai nostri universitari.

Questo per dire che cosa? Che, come minoranza, stiamo attenti e, ovviamente, non votiamo alla cieca, non votiamo contro, a favore o ci asteniamo a prescindere, ma andiamo a vedere, a verificare, a capire e a valutare se quel provvedimento può portare o meno beneficio alla collettività.

Questo è uno di questi provvedimenti, sul quale mi astengo, pur avendo votato a favore per quanto riguarda il parere finanziario della Commissione bilancio.

Preannuncio – ripeto – il mio voto di estensione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Non ci sono altri interventi. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

All’articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 10985/A02, a mia firma.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per l’illustrazione. Prego, consigliera De Francesco.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia)

Il presente emendamento mira a sopprimere il primo dei due interventi all'articolo 11 della legge regionale numero 9 del 2007, che si sono predisposti con la proposta di legge numero 48/13^.

L'intervento si rende necessario al fine di chiarire meglio la portata normativa dell'azione avviata e non generare una possibile confusione in fase di applicazione della norma.

Il presente emendamento ha carattere ordinamentale e non produce oneri a carico del bilancio regionale. L'articolo 1 della proposta di legge numero 48/13^, numero 9, è sostituito dal seguente: <<Nel comma 14 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, numero 9, le parole "a casa dello studente" sono sostituite dalle seguenti: “a strutture e servizi universitari, con particolare riferimento a quelli inerenti al diritto allo studio.>>.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco.

Parere della Giunta?

STRAFACE Pasqualina, assessora con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Consigliere Ionà, prego.

IONA’ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È approvato.

Pongo in votazione l'articolo 1.

Articolo 1

(È approvato così come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Prima di passare al punto 6, su richiesta del consigliere Bruno, che deve andare via, chiedo l'inversione all'ordine del giorno e la trattazione immediata della mozione numero 29/13^, a firma dei consiglieri regionali Bruno, Alecci, De Cicco, Greco Filomena e Scutellà, recante: “Attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi. Fondo di solidarietà dell'Unione Europea”.

Pongo in votazione la richiesta di inserimento all'ordine del giorno della mozione, che è approvato.

Mozione numero 29/13^ di iniziativa dei consiglieri V. Bruno, E. Alecci, F. De Cicco, Filomena Greco, Elisa Scutellà, recante: “Attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE)

PRESIDENTE

Prego, consigliere Bruno, può illustrare il provvedimento.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente, grazie onorevoli colleghi, per via di impegni assunti pensavo di farcela, ma ho chiesto al Presidente, cortesemente, di anticipare questo punto all'ordine del giorno che era un po' datato, a dire la verità; quindi, è anche un modo per chiedere cosa è stato fatto, intanto, dalla Giunta regionale e se si hanno notizie dal Governo nazionale.

Per via delle alluvioni che si sono succedute in Calabria nei mesi di gennaio e febbraio, il 13 marzo abbiamo proposto un'interrogazione a firma di tutti i componenti delle opposizioni, in cui, sostanzialmente, chiedevamo l'attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi, il Fondo di solidarietà dell'Unione Europea.

Di questo ne ho parlato anche con il presidente Occhiuto e l'altro ieri anche con il vicepresidente Mancuso.

Do lettura della mozione:

“- Il 20 gennaio 2026 il territorio della regione Calabria è stato interessato da intensi eventi meteorologici che hanno causato allagamenti, frane, smottamenti e ingenti danni a infrastrutture pubbliche, viabilità, attività produttive, abitazioni private e patrimonio ambientale;

- numerosi Comuni calabresi hanno segnalato situazioni di grave criticità, con conseguenti disagi per la popolazione e per il sistema economico locale.

Considerato che:

- il Governo della Repubblica ha provveduto alla dichiarazione dello stato di emergenza, riconoscendo formalmente la gravità degli eventi e la necessità di attivare interventi straordinari a sostegno dei territori colpiti;

- l'Unione Europea mette a disposizione degli Stati membri specifici strumenti finanziari per fronteggiare le conseguenze delle calamità naturali, tra cui il Fondo di solidarietà dell'Unione Europea (FSUE), destinato a sostenere interventi urgenti di ripristino delle infrastrutture essenziali e di assistenza alle comunità colpite;

- in risposta a una richiesta di chiarimento avanzata dagli eurodeputati Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci con nota Ares (2026) 921281 la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha confermato la disponibilità degli strumenti europei di sostegno evidenziando che l'attivazione del Fondo di solidarietà deve essere formalmente richiesto dallo Stato membro interessato entro i termini previsti dalla normativa europea.

Tenuto conto che la Commissione europea ha, inoltre, ricordato che nell'ambito dei programmi della politica di coesione Calabria, Sicilia e Sardegna dispongono complessivamente di circa 352 milioni di euro di risorse di Fondo europeo di sviluppo regionale FESR destinati alla prevenzione e gestione dei rischi naturali di cui circa 156 milioni risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati per interventi connessi alla gestione delle emergenze e alla prevenzione del dissesto.

Preso atto che:

- è necessario agire con la massima tempestività per consentire alle comunità colpite di accedere alle risorse disponibili a livello nazionale ed europeo;

- la Regione Calabria deve svolgere un ruolo attivo di coordinamento istituzionale e di impulso nei confronti del Governo nazionale affinché vengano attivati tutti gli strumenti finanziari disponibili;

- è indispensabile procedere a una ricognizione puntuale e aggiornata dei danni subiti dai territori al fine di consentire una corretta quantificazione delle risorse necessarie e l'eventuale utilizzo delle risorse europee disponibili.

Impegna la Giunta regionale:

1. a sollecitare il Governo nazionale, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, affinché vengano attivate tutte le misure straordinarie di sostegno previste dalla normativa nazionale ed europea;

2. a promuovere l’Intesa con il Governo e con il Dipartimento della protezione civile la tempestiva presentazione alla Commissione europea della richiesta di accesso al Fondo di solidarietà dell'Unione europea, al fine di sostenere gli interventi di ripristino nei territori calabresi colpiti;

3. a coordinare con i Comuni e le Amministrazioni locali una ricognizione dettagliata di danni subiti da infrastrutture pubbliche patrimonio ambientale sistema produttivo e abitazioni private;

4. a valutare l'utilizzo all'eventuale riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali europei, in particolare del programma FESR, anche alla luce delle risorse disponibili segnalate dalla Commissione europea per gli interventi di prevenzione e gestione delle risorse naturali e dei rischi naturali;

5. a riferire con urgenza in Consiglio regionale sugli sviluppi delle interlocuzioni con il Governo nazionale e con le Istituzioni europee, nonché sulla misura adottata a sostegno dei territori colpiti.”

Firmato Vincenzo Bruno, Ernesto Alecci, De Cicco, Greco e Scutellà.

Ora vi leggo la risposta della Presidente von der Leyen: “Onorevoli deputati, vi ringrazio per la vostra lettera in cui illustrate le difficoltà cui deve far fronte l'Italia, a seguito del ciclone Harry abbattutosi il 20 gennaio 2026 sulla Sicilia, sulla Sardegna e sulla Calabria e in cui chiedete un sostegno finanziario di emergenza.

A nome della Commissione europea, desidero esprimere la nostra più profonda vicinanza alle persone colpite da questa catastrofe. L'Europa è al fianco dell'Italia e del popolo italiano in questo periodo difficile. Nella vostra lettera chiedete l'attivazione del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea in caso di catastrofi naturali gravi.

La FSUE può contribuire a coprire parte dei costi delle operazioni di emergenza e recupero sostenuto dalle Autorità pubbliche. Il FSUE può essere attivato solo su richiesta dell'Italia che deve agire entro il termine di 12 settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno, dimostrando che il totale dei danni diretti supera la soglia di cui all'articolo 2 del Regolamento CE 20/12/2002.

Il FSUE non è uno strumento di risposta rapida, bensì uno strumento di assistenza finanziaria post catastrofe. Poiché il Fondo non rientra nel normale bilancio dell'UE, la sua mobilitazione richiede l'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio conformemente alle rispettive procedure istituzionali. Inviato all'onorevole Pasquale Tirinico e all'onorevole Giuseppe Antoci, a firma di Ursula von der Leyen”.

Siccome è stata presentata il 13 marzo e per via della mancata calendarizzazione all'ordine del giorno - è stato calendarizzato il giorno in cui noi ci siamo assentati e per un disguido tecnico non siamo stati presenti in Aula -, probabilmente, i tempi sono slittati di molto, quindi chiediamo al Vicepresidente della Giunta se quanto dice il Presidente della Commissione europea, onorevole von der Leyen, è stato rispettato dal Governo italiano e la Giunta regionale ha messo in campo tutti gli strumenti per poter dare risposte in merito.

Poi, approfitto della presenza del vicepresidente Mancuso, per chiedere a che punto siamo con i ristori. So che la Giunta si è mossa, però ci sono diversi atti che, in qualche modo, richiedono dei chiarimenti che chiediamo questa mattina, anche perché l'estate è alle porte. Molti dei danni che l'alluvione Harry ha causato - il Presidente lo sa perché proviene da Catanzaro Lido, uno degli epicentri dell'alluvione Harry – riguardano le imprese balneari, che aspettano i ristori. So che il Presidente e l'Assessore hanno comunicato che l'istruttoria è andata a buon fine, anche se c'è un'apertura dei termini per chiedere ulteriori ristori. Vorremmo sapere a che punto è la pratica, tutto qua, nell'interesse dei calabresi, nell'interesse delle imprese che devono affrontare, da qui a qualche mese, la stagione estiva. Grazie per aver anticipato l'ordine del giorno, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto d’intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Oggi vorrei intervenire non tanto come membro dell’Istituzione, ma come cittadina calabrese, per dare voce al senso di abbandono che pervade tutta la nostra regione e pressoché tutti i cittadini calabresi perché, tra gennaio e febbraio, la Calabria è stata interessata da cicloni molto forti che hanno portato con sé conseguenze devastanti. Abbiamo richiesto diverse volte, sia nelle Conferenze dei capigruppo, sia in quest'Aula, sia attraverso richieste formali, la presenza del presidente Occhiuto. Perché? Perché quest'Aula è solenne, è la casa dei cittadini calabresi, non il salotto privato della Giunta, non è il posto dove si possono fare solo determinati interessi e non rendere conto di quanto fatto ai cittadini calabresi. Quindi, il governo dovrebbe rendere conto quotidianamente di quello che fa e noi abbiamo chiesto più volte la presenza del presidente Occhiuto, finché siamo arrivati alla convocazione del Consiglio che stiamo tenendo in data odierna. Devo ammettere che mi ero illusa vedendo una comunicazione ufficiale - arrivata intorno alle 14 – in cui viene detto che giorno 11 maggio ci sarà una seduta di Consiglio regionale che prevederà, come primo punto all'ordine del giorno, l'informativa del presidente Occhiuto sul ciclone Hanry, sui danni, e un aggiornamento su quello che accade.

Perché noi, come affermava e sosteneva il collega Bruno, abbiamo presentato delle mozioni, abbiamo richiesto più volte, attraverso interrogazioni, una risposta per i cittadini calabresi.

Ripeto, con molto stupore e un senso di fiducia, ho detto: “Finalmente! Beh, qualcuno si presenterà!” Si vede che sono stata troppo ottimista, perché dopo tre ore è arrivata una nuova comunicazione che ci informava che il presidente Occhiuto non sarebbe stato presente, come ben vedete.

Poi -forse per la giovane età, anche se non si direbbe, non sono così grande -, apro i social e scopro, attraverso i suoi reel, dov'è oggi il presidente Occhiuto: è a una fiera, penso sia la fiera di Rho. Ora, senza nulla togliere a nessuno, agli impegni istituzionali, va tutto benissimo, ma penso che dare risposte ai cittadini calabresi debba tornare a essere, semmai lo è stata, una priorità di questo governo.

State aspettando, state facendo passare tempo in modo che questa stagione finisca e il fango si asciughi. Però questo fango dalla mente delle persone - ve lo posso assicurare perché parlo con queste persone quotidianamente - non se ne andrà mai.

Vi faccio notare anche un'altra cosa: la programmazione è molto importante, come sono molto importanti i soldi che si danno. Dovete sapere, cari cittadini - a loro mi rivolgo -, che c'è un Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, perché, si sa, la nostra regione è molto fragile. Questo Commissario straordinario ha un tesoretto di 500 milioni di euro. Bene, allora perché accade questo? Perché ancora non ci sono delle risposte? È stato speso, di questi 500 milioni di euro, il 5%. Attenzione, anzi, non è stato speso, sono i progetti che sono stati conclusi con questi 500 milioni di euro: solo il 5%. Questo che cosa vuol dire? Ve lo spiego io: poiché si procede con ritardo in questo settore, avviene che, dato il cambiamento climatico - oramai, con buona pace di ogni negazionista, abbiamo tutti quanti riconosciuto che esiste - con la violenza delle piogge e delle condizioni avverse che aumenta sempre di più, gli interventi richiederanno sempre più soldi e sempre più tempo. È un cane che si morde la coda.

Uno per tutti è l'esempio del Crati. Perché? Perché quegli 8 milioni non bastano. Devono essere dati più e più soldi.

Allora, ben venga che il presidente Occhiuto faccia incontri con associazioni, con chi vuole, però quello che chiedo oggi e che sto chiedendo da gennaio è che venga qui a riferire. Non mi sembra di chiedere chissà cosa. Sto chiedendo da persona eletta democraticamente, che rappresenta la Calabria - la parte della Calabria che mi ha votato e anche quelli che non mi hanno votato -, che il Presidente venga a rendere conto, semplicemente questo, niente di più e niente di meno. Quindi, riformulo formalmente la richiesta e speriamo in tempi migliori. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà. Prima di passare la parola al Vicepresidente, vi ricordo che il 30 marzo abbiamo fatto, ed è stata invitata tutta la minoranza, una riunione nella sala Giuditta Levato, c'era sia il presidente Occhiuto, il vicepresidente Mancuso e l'assessore Montuoro, con tutti i tecnici della Calabria e hanno relazionato su quanto accaduto. Ora passo la parola al vicepresidente Mancuso, che vi dirà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Prima di parlare della mozione del consigliere Bruno, partirei dalle affermazioni della consigliera Scutellà. Onestamente, da come ha descritto la situazione, potrebbe sembrare che il presidente Occhiuto sia sempre assente alle sedute di Consiglio regionale. Sfido tutti voi a guardare le presenze in tutte le sedute di Consiglio regionale, anche di altre Legislature, per valutare se il Presidente non sia, in modo inequivocabile, il più presente degli ultimi, penso, 30 anni. Poi, se la collega consigliera vuole scrivere pure l'agenda del presidente Occhiuto, basta dirlo.

I 500 milioni di cui parla, non sono 500 milioni, abbiamo avuto, dei 100 milioni richiesti, 33 milioni circa. Per questi 33 milioni, l’autorizzazione alla spesa alla Protezione civile nazionale è già stata richiesta, quindi, una gran parte sono già in nostro possesso e a breve saranno programmati gli interventi di somma urgenza e urgenza.

Ovviamente, per il rischio residuo, che sono quegli interventi che i Comuni e le Regioni, le Province dovranno effettuare a seguito del ciclone, è ovvio che ci vuole una ricognizione di tutte le richieste che sono state fatte dai Comuni, dagli Enti locali e anche dalla Regione. Sono circa 500 milioni, dice bene, ma non sono 500 milioni da poter utilizzare immediatamente. È normale che ci sia una ricognizione. La Regione - poi peraltro è il Dipartimento governo del territorio di cui ho la delega - ha già fatto una ricognizione, diviso questi interventi per priorità, priorità 1, 2 e 3, perché le somme disponibili, semmai dovessero arrivare, il miliardo diviso le tre Regioni che sono stati promessi, dobbiamo dividerle in priorità.

Quindi, tutto nella regola, tutto nella norma.

Rispondo anche al consigliere Bruno che mi ha chiesto dei ristori. Bene, sui ristori penso che quello che ha fatto questo governo regionale non l'abbia mai fatto alcun governo regionale nelle precedenti alluvioni per cui sono passati anni, anni e anni prima di liquidare. Qui, dopo neanche tre mesi, abbiamo liquidato già circa 100 aziende che hanno fatto richiesta superando il milione e mezzo. Come? Non certo grazie alle procedure burocratiche che, come sapete, sono molto macchinose e lunghe ma grazie anche alla lungimiranza del presidente Occhiuto che ha voluto stanziare un Fondo di rotazione di circa 3 milioni di euro. In vista della stagione balneare, ha ritenuto opportuno anticipare con fondi regionali il pagamento, soprattutto ai balneari e alle aziende, in vista dell'approvazione sulla piattaforma della Protezione civile. Quindi, non aspetteremo che chiuda la piattaforma per poi liquidare, stiamo liquidando in modo quasi simultaneo alla richiesta, i controlli vengono fatti in modo leggero e poi verranno compensati nel momento in cui la Protezione civile avrà a disposizione le somme.

Quindi, penso stia andando bene. A breve apriremo la piattaforma anche per raccogliere le richieste dei privati, delle prime case e poi delle seconde case, nelle altre zone dove si è verificato il ciclone. Quindi, nulla di anormale, anzi ci sono state azioni del governo regionale dove non c'era traccia nei governi precedenti. Questo ve lo posso assicurare.

Andiamo alla mozione del consigliere Bruno che - devo dire - è stato solerte nel sollecitare questa richiesta, prevista proprio a seguito di catastrofe, all'Unione europea, però, ritengo che la Regione abbia fatto tutto ciò che andava fatto: ha partecipato a una riunione il 10 marzo e a un'altra il 30 marzo, è stata avanzata la richiesta alla Protezione civile nazionale che, tramite il Governo, ha già predisposto e mandato la richiesta all'Unione europea.

Ho tutto il fascicolo che consegnerò al Presidente del Consiglio, in modo tale che lo renda disponibile a tutto il Consiglio, potete anche consultarlo e avere l'ausilio dei numeri, per vedere cosa è stato richiesto.

Quindi, ritengo, nonostante, ripeto, la buona volontà e la solerzia del consigliere Bruno, che la mozione in questo momento sia superata. Visto che lei chiede al Consiglio di farsi promotore verso il Governo di un adempimento che è già stato fatto, penso sia il caso, di non respingere la mozione - non sarebbe corretto perché ammiriamo la sua buona fede - e la invito a ritirarla.

PRESIDENTE

Grazie, vicepresidente Mancuso. Consigliere Bruno, la vuole ritirare? Prego.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Vorrei dire al vicepresidente Mancuso che la mozione è stata presentata nei termini, ma a causa della mancata calendarizzazione e del fatto che nell’ultima seduta di Consiglio regionale noi eravamo fuori e non avete atteso il nostro rientro, siamo arrivati ad oggi. Dopodiché, la mozione è stata presentata nei termini. Ho parlato personalmente con il presidente Occhiuto, il quale mi ha dato atto della tempestività e devo ringraziare l'onorevole Tridico e l'onorevole Antoci che si sono resi protagonisti di un'interrogazione alla presidente von der Leyen che ha ribadito che i soldi sono a disposizione della Calabria, qualora il Governo nazionale ne facesse richiesta.

Grazie al vicepresidente Mancuso per avermi risposto, ma non possiamo ritirarla. Anzi, dovete prendere atto della proposta che abbiamo fatto; ritirarla sarebbe una cosa assurda perché significherebbe rinnegare quello che abbiamo fatto nell'interesse della Calabria.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto d’intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Non possiamo approvare una mozione che non ha alcun senso in questo momento. Quindi, la invito ancora a ritirarla. La bocceremo perché saremmo ridicoli ad approvare una mozione che prevede un'azione del governo regionale nei confronti del Governo nazionale che non ha alcun senso. Se la ritira, siamo tutti quanti d'accordo. Sempre riconoscendo la sua solerzia e buona fede. Poi, se la vuole bocciata, gliela bocciamo.

PRESIDENTE

Grazie, Vicepresidente. Vuole procedere, è stato chiaro il consigliere Bruno che ha chiesto d’intervenire e ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Allora, siccome noi l'abbiamo presentata nei termini, accogliamo le motivazioni del vicepresidente Mancuso, ma chiedo che la mozione sia accolta, tanto non si perde nulla.

PRESIDENTE

Lei non la vuole ritirare, allora andiamo ai voti.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Non la ritiriamo, vorremmo che l'accoglieste…

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

…sapendo che avete fatto tutti i passaggi formali che devono essere fatti. Quindi, è assurdo. Vi chiediamo di accoglierla perché è un fatto positivo.

PRESIDENTE

Prego, Vicepresidente.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Sì, ma non possiamo mettere al voto una mozione che non ha alcun senso. Poi, ho già riconosciuto pubblicamente che lei conosce le norme, che conosceva questa procedura, che è stato solerte e che ha fatto una buona proposta. Però, approvare un atto che non ha alcun valore, insomma, non siamo in grado di capirlo. La ringrazio ugualmente. Se mi consente, le consiglio di ritirarla per non avere una mozione bocciata che non ha alcun senso.

PRESIDENTE

Grazie, vicepresidente Mancuso. Vi ricordo che era stata messa all'ordine del giorno, poi voi avete abbandonato l'Aula, non è colpa nostra se non siete rientrati in tempo.

Pongo in votazione la mozione con richiesta autorizzazione coordinamento formale. La mozione è respinta.

(Il Consiglio respinge)

Proposta di legge numero 53/13^ di iniziativa del consigliere D. Giannetta, recante: “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo”

PRESIDENTE

Ora passiamo al punto al punto 7: proposta di legge numero 53/13^ di iniziativa del consigliere D. Giannetta, recante: “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo”. Cedo la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Giannetta.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, signor Presidente, colleghi consiglieri, signor Vicepresidente della Giunta. Consentitemi, innanzitutto, di ringraziare il presidente Roberto Occhiuto per la visione strategica che ha avuto in questo settore specifico e per l'attenzione e l'impegno del governo regionale su questi temi, dedicando momenti importanti al sistema balneare, alla difesa del mare e delle nostre coste. Il Presidente ha voluto mettere al centro dell'agenda politica di questo governo regionale anche l'azione amministrativa regionale in questo settore e questa proposta di legge non fa altro che aggiungere un ulteriore tassello di responsabilità istituzionale verso il mondo dei balneari. Un ringraziamento va anche alla Giunta, agli Uffici, alle Commissioni consiliari e anche ai colleghi che hanno voluto apportare un contributo, per avere avuto uno spirito costruttivo e istituzionale nei confronti di questa proposta di legge, cogliendone il valore e l'urgenza, e per averla votata all'unanimità in seno alla Commissione ambiente.

Il testo che oggi noi portiamo in Aula è il frutto di un lavoro serio e di approfondimento e confronto con le osservazioni giuridiche, che ha recepito anche indicazioni tecniche. Questi contributi hanno sicuramente rafforzato la solidità e l'equilibrio della stessa proposta. Con quest’ultima, la Regione Calabria sceglie di non restare ferma davanti a una situazione di incertezza, ma di assumersi le responsabilità. Da anni non si discuteva di balneari in Italia e la Regione sceglie, come dicevo prima, di assumersi le responsabilità e offrire un percorso chiaro, serio e coerente, all'avanguardia anche del panorama nazionale, facendo - perché no? - anche da apripista verso le altre Regioni soprattutto del Sud.

Parliamo di un settore fondamentale per l'economia calabrese nel quale operano famiglie, imprese, lavoratori, professionisti del settore che da troppo tempo vivono in una condizione di instabilità normativa e amministrativa. Una situazione aggravata, quest'anno, dai danni arrecati dai cicloni, dalle mareggiate e che ha visto eventi meteorologici estremi, avversi alle nostre strutture ricettive, che hanno sicuramente messo in difficoltà gli operatori che oggi devono affrontare investimenti importanti per ripristinare strutture e servizi.

Di fronte a questo scenario, la politica ha il dovere di dare risposte e la risposta che la Calabria prova a costruire è fondata su alcuni principi chiari: certezza giuridica, trasparenza, rispetto delle norme europee e nazionali, tutela della concorrenza, ma anche salvaguardia del tessuto economico e sociale legata al turismo del mare.

Questa proposta non introduce delle proroghe automatiche e indiscriminate, al contrario, definisce un quadro ordinato all'interno dei quali i Comuni, con il supporto della Regione, possano valutare concretamente le condizioni dei propri territori: 1) se ci sono delle scarsità delle risorse spiagge; 2) se vi sono degli interessi transfrontalieri certi.

Di fronte all’esito negativo della verifica di queste due condizioni, si può andare a prorogare i contratti per i nostri operatori del settore e, laddove - lo dicevo prima - le concessioni esistenti non siano sufficienti e si possano mettere a bando ulteriori concessioni, allora, si dovranno fare attraverso dei bandi pubblici chiari e uniformi, nel rispetto delle regole e della libera concorrenza.

È qui che c'è il cuore politico e umano della proposta, perché noi dobbiamo finalmente guardare con attenzione alle migliaia di famiglie, alle persone che lavorano nel settore, agli operatori balneari calabresi che hanno il diritto di sapere se possono investire sul loro futuro, se possono ricostruire quanto distrutto dalle mareggiate, se possono vivere una stagione nella certezza piuttosto che nell'incertezza e nella paura magari di vedere interrotto il proprio lavoro a un certo punto della stagione.

L'obiettivo è duplice, dare da un lato ai territori strumenti amministrativi chiari, dall'altro consentire agli operatori di programmare investimenti, accedere ai ristori - questo è fondamentale -, salvaguardare i livelli di occupazione e affrontare con maggiore serenità le prossime stagioni turistiche.

Siamo consapevoli della delicatezza della materia e del quadro giuridico nazionale ed europeo nel quale ci muoviamo, ma proprio per questo abbiamo scelto un approccio responsabile, cauto, prudente e concreto che tiene insieme sviluppo turistico, tutela dell'ambiente, difesa della costa e valorizzazione del mare come patrimonio strategico della Calabria.

Questa proposta, quindi, nasce con uno spirito di equilibrio e di buon senso istituzionale con la convinzione che chi governa deve affrontare i problemi, non li deve rimandare e con l'ambizione che la Calabria possa offrire al Paese un contributo innovativo sostenibile per il futuro del comparto balneare.

Con questa mia premessa chiedo all'Aula - e auspico che la stessa sappia cogliere il valore della proposta di legge, come ha fatto la Commissione ambiente - di far convergere i pareri in un voto unanime nell'interesse della Calabria, delle sue imprese, dei suoi lavoratori e del futuro dello stesso settore e soprattutto delle nostre coste. Leggo i tre articoli che compongono la proposta di legge:

“Art. 1

(Disposizioni normative in materia di demanio marittimo)

1. Ai fini dell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, gli enti locali costieri procedono, per i territori di rispettiva competenza, alla preventiva valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale “spiaggia” ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, ai sensi dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE e degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

La valutazione di cui al primo periodo è effettuata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo. La Regione assicura, con le risorse disponibili a legislazione vigente, il supporto e l’affiancamento ai Comuni nell’espletamento delle relative attività istruttorie. All’esito della valutazione, qualora sia accertata la sussistenza della scarsità della risorsa ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, gli enti locali procedono all’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione del concessionario.

2. Qualora all’esito della valutazione di cui al comma 1, non sia accertata la scarsità della risorsa “spiaggia” e/o un interesse transfrontaliero certo, gli enti locali costieri procedono all’assegnazione delle concessioni demaniali non ancora rilasciate nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità dell’azione amministrativa e, contestualmente, procedono alla proroga delle concessioni balneari attualmente in essere, per un periodo pari a quello fissato nei bandi pubblicati per l’individuazione del concessionario, con riferimento alle concessioni di nuova assegnazione.

3. In considerazione del preminente interesse pubblico di garantire i servizi di accoglienza turistica e l’efficacia delle misure di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto legge 27 febbraio 2026, n. 25, nonché della necessità di garantire stabilità alle attività produttive e commerciali, in deroga al comma 1, le concessioni balneari sono prorogate per il tempo necessario a consentire l'ammortamento e l'equa remunerazione degli investimenti e comunque per un periodo non superiore a cinque anni, al fine di assicurare la realizzazione delle opere occorrenti al ripristino della funzionalità degli stabilimenti balneari a seguito degli eventi meteorologici avversi verificatisi nei mesi di gennaio e febbraio 2026, ferma restando l’adeguata valutazione delle misure di sostegno agli stessi riconosciute in qualità di concessionari, in qualunque forma previste.

Art. 2

(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.”

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto d’intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Intervengo molto brevemente, semplicemente per dichiarare, come ho fatto in Commissione, il voto favorevole e dimostrare a quest'Aula che, quando c'è un provvedimento di buon senso - in audizione abbiamo riscontrato, come diceva il collega Giannetta, il consenso di persone, di imprenditori che sono in questo mondo e che vivono nell'incertezza -, è giusto dare delle risposte. Però, come ho fatto in quella sede, voglio che sia messo a verbale il voto favorevole, ma anche che questa legge potrebbe essere impugnata perché ci sono degli aspetti giuridici e costituzionali alquanto dubbi. Quindi, vorrei che fosse messo agli atti.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Pensavo di non intervenire su questa legge, però mi tocca farlo. Perché? Questa dei balneari è una situazione che va avanti da anni - ne parlava prima il collega Giannetta - ed è una situazione particolarmente insidiosa. Intanto sappiamo tutti che questo testo di legge che noi stiamo andando ad approvare - vi preannuncio il voto favorevole anche di Casa riformista - Italia Viva - sarà sicuramente - lo sappiamo tutti quanti, l'ha detto anche il Settore assistenza giuridica - oggetto di impugnativa. Perché dico: “Pensavo di non intervenire, invece intervengo”? Intervengo perché sono stata sindaco di un paese costiero dove il problema dei balneari l'ho purtroppo toccato con mano per troppo tempo ed ho scritto numerose lettere, ho chiesto numerosi incontri, ma da sindaco non ho mai avuto nessun tipo di interlocuzione su questa problematica e neanche su altre, devo dire la verità. Mi rendo conto che quando si è sindaci non si viene ascoltati molto, poi magari si diventa consiglieri regionali e si viene ascoltati ancora meno. Dopo, andando avanti, ci si rende conto che forse qualcosa bisogna cominciare a cambiarla.

Non capisco quale sia la visione strategica che il presidente Occhiuto, onorevole Giannetta, ha avuto, visto che questa maggioranza con il presidente Occhiuto governa da 5 anni e fino ad adesso non mi sembra che abbia posto l'accento, almeno da quanto io ne so - nel caso invece l'abbia fatto, chiedo scusa sin da ora - sulla questione dei balneari, per dare respiro ad una categoria che, come giustamente diceva lei, vive delle problematiche serie, ma è fonte di sviluppo soprattutto sulla costa.

Penso a quello che non è stato fatto da questa Regione, ma è stato fatto da altre Regioni che hanno delle problematiche simili, anzi le stesse problematiche, perché la Bolkestein non riguarda soltanto la Calabria, riguarda tutti. Però, mentre le altre Regioni lavoravano su una panificazione costiera, linee guida, modelli amministrativi, criteri tecnici e supporto ai Comuni, cosa è stato fatto realmente in questa Legislatura e anche in quella precedente, visto che era guidata dallo stesso soggetto?! Vorrei che fosse chiara questa cosa: oggi siamo in una fase di incertezza enorme. Il Governo nazionale è intervenuto più volte, spostando in avanti le scadenze delle concessioni, ma senza risolvere definitivamente il problema del rapporto tra normativa italiana e diritto europeo. Nel frattempo, i Tribunali amministrativi e il Consiglio di Stato hanno continuato a ribadire che le proroghe automatiche restano in contrasto con il diritto europeo e devono essere disapplicate anche dalla Pubblica Amministrazione. Quindi oggi ci troviamo davanti a un paradosso: dopo anni di governi regionali e nazionali della stessa parte politica, il problema non è stato risolto a monte. E adesso che si fa? Si chiede ai Comuni di gestire una materia estremamente delicata e rischiosa. Ed è qui che dobbiamo evidenziare i ruoli dei Comuni, perché è fondamentale dare supporto ai sindaci ché sono loro che vivono le battaglie quotidiane sui territori. Ed è qui che, secondo me, emerge una delle criticità più forti di queste proposte di legge. La Regione dice che bisogna verificare concretamente due cose: la scarsità delle risorse e l'interesse transfrontaliero certo, ma poi demanda questa valutazione ai Comuni. Ora non stiamo parlando di una semplice pratica amministrativa, vorrei che fosse chiaro: stiamo parlando di valutazioni giuridiche, economiche, territoriali, concorrenziali ed europee. Ed è vero che la legge prevede un supporto regionale ai Comuni, però questo supporto ad oggi resta ancora molto generico e non strutturato. Infatti, il testo prevede che la Regione assicuri il supporto e l'affiancamento ai Comuni, attenzione, con le risorse disponibili a legislazione vigente, ma non vengono stanziate risorse nuove, non viene prevista una struttura tecnica dedicata, non vengono definiti i criteri regionali vincolanti già pronti, non esiste una banca dati regionale operativa, non è allegata una mappatura uniforme della costa calabrese e, non a caso, anche la Commissione bilancio ha chiesto ulteriori verifiche sulla reale sostenibilità di questo supporto regionale.

Allora io mi chiedo: davvero pensiamo che i piccoli comuni costieri, spesso senza uffici legali strutturati, senza personale tecnico specializzato, senza competenze europee specifiche, possano essere lasciati soli davanti a decisioni di questo livello? Perché il rischio è enorme. Un comune potrebbe dire “la risorsa non è scarsa” e quello vicino invece dice che lo è. Il comune vicino potrebbe dire infatti l'esatto contrario, con effetti completamente diversi sullo stesso tratto di costa calabrese, e ogni decisione rischia: ricorsi al Tar, contenziosi, responsabilità amministrativa, conflitti tra operatori economici. Ecco perché continuo a ritenere che sarebbe stato preferibile costruire una norma più prudente e più forte sul piano tecnico. La Regione avrebbe dovuto in questi anni costruire una banca dati regionale, realizzare una vera mappatura uniforme delle coste, definire criteri vincolanti uguali per tutti, creare un supporto tecnico legale centralizzato e proteggere davvero i comuni, dare un supporto reale ai comuni. Perché, se la Regione ritiene che la scarsità della risorsa debba essere verificata territorialmente, allora non può limitarsi a scaricare il peso delle decisioni sui sindaci e sugli uffici comunali.

C'è poi un altro aspetto che voglio sottolineare: anche gli stessi emendamenti presentati successivamente dimostrano che il testo originario presentava delle criticità. Detto questo, però, non me la sento di voltarmi dall'altra parte. Perché? Perché questo? Non me la sento di dire agli imprenditori balneari calabresi che devono ancora aspettare, soprattutto dopo i danni enormi che hanno provocato gli eventi atmosferici degli ultimi mesi, che hanno messo in ginocchio interi tratti di costa e tante attività economiche e - permettetemelo di dire - che sicuramente ha fatto sì che il problema dei balneari venisse portato all'interno del Consiglio regionale. Noi abbiamo il dovere almeno di provare a dare un quadro di riferimento e una prospettiva.

Per queste ragioni, pur mantenendo tutte le riserve tecniche e giuridiche, mi assumo la responsabilità politica di votare favorevolmente questa proposta di legge. Lo faccio da consigliera di minoranza, senza nessun pregiudizio. Lo faccio perché penso che in questo momento la Calabria abbia bisogno anche e soprattutto di responsabilità istituzionale che molto spesso, mi dispiace dirlo, da parte della maggioranza nei nostri confronti non vedo - l'ho già detto nel precedente punto - e lo faccio soprattutto nel rispetto di quei lavoratori, di quelle famiglie, di quegli imprenditori che chiedono semplicemente una cosa: poter continuare a lavorare con un minimo di certezza sul proprio futuro; e lo chiedo soprattutto a nome dei sindaci dei paesi costieri che hanno bisogno di un supporto per quanto riguarda le problematiche relative ai lidi balneari perché altrimenti non se ne esce più. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Presidente, io mi auguro che su questa proposta di legge sia stata posta più attenzione e meno superficialità di quella che ha portato all'esclusione di una lista civica per le elezioni al Comune di Reggio Calabria ispirata proprio dal consigliere relatore di questa proposta; anche se le premesse non mi sembrano positive, la prima sotto il profilo della legittimità. Spesso nelle sedute precedenti ho osservato che la motivazione che ha ispirato la discussione in Aula delle proposte di legge portate dalla maggioranza, da questa maggioranza, mancasse di approfondimento nella sua premessa, nella sua parte motiva. In realtà, in questo caso avete esagerato in senso opposto. Vi siete affannati, cioè, a ripetere che questo intervento si inserisce nelle prerogative spettanti alla Regione Calabria, che questo intervento valorizza le osservazioni poste nei mesi scorsi, negli anni scorsi, dalla Commissione Europea, che questa legge pone la Regione Calabria come modello avanzato di applicazione delle direttive di servizi. Insomma, avete fatto un lavoro davvero certosino perché avete paura che questa legge possa essere impugnata dal Governo. Altrimenti, se foste stati convinti della bontà di questa legge, l'avreste portata in Aula almeno un paio di mesi fa.

L'obiettivo qual è? Apportare le modifiche opportune, approvare la legge, superare l'estate e poi se, superata l'estate, il Governo deciderà di impugnare la legge, almeno abbiamo fatto in modo che l'estate potesse essere affrontata senza problemi per i balneari. Per carità, è un metodo, è lo stesso metodo che avete portato avanti anche in precedenti aspetti normativi. Il secondo elemento è quello della eccessiva discrezionalità che avete inserito all'interno degli articoli. Anzi, direi criteri eccessivamente arbitrari, perché voi scrivete che “la scarsità della risorsa spiaggia sarà valutata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione nell'esercizio delle proprie funzioni di indirizzo”, però non ci dite come, cioè non chiarite qual è l'aspetto procedurale, qual è la cornice nella quale verranno verificati questi criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati. Peraltro, non è previsto neanche un monitoraggio di quella che è la scarsità o meno della risorsa spiaggia. Se c'è qualcosa, fra le altre, che ci avrebbero dovuto insegnare il ciclone Harry e gli effetti del ciclone Harry è proprio il concetto di scarsità della risorsa spiaggia, perché, se noi non monitoriamo in maniera costante quello che è lo stato di salute del nostro litorale e delle nostre coste, non abbiamo presente qual è il concetto di scarsità. Dopo questi eventi atmosferici, dopo questi cicloni, dopo questo tipo di situazioni, il concetto di scarsità può variare, in positivo o in negativo; quindi, ci troviamo ad aver normato su criteri presunti oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, situazioni che in realtà poi, nello specifico, a seguito di eventi atmosferici, potrebbero essere mutate in un senso o in un altro.

In ultimo, stante la presunta e possibile illegittimità, stante anche l'assenza di procedure, questa normativa non dialoga con i piani spiaggia dei Comuni; non è presente, almeno all'interno della legge, nessun riferimento preciso a quelli che sono i piani spiaggia dei Comuni, né tantomeno viene disciplinato in maniera chiara il non meglio specificato supporto che si dovrebbe dare ai comuni costieri; quindi, noi in prossimità dell'estate rischiamo nuovamente di mettere tutto nelle mani degli uffici tecnici che, soprattutto, nei comuni costieri che sono più piccoli e che sono meno ovviamente dotati di personale tecnico che può affrontare queste procedure, potranno non portare ai risultati che questa legge si pone.

La verità è che state cercando di riparare in maniera frettolosa e in maniera tardiva all'assenza di risposte che avrebbe dovuto dare il Governo nazionale a seguito dei disastri del ciclone Harry e che invece, dopo tre mesi e più da quegli eventi atmosferici, ancora non ha dato. Questo è l'unico e misero risultato che siete riusciti a raggiungere.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Falcomatà. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Grazie, Presidente. Innanzitutto, al sarcasmo del consigliere Falcomatà sulle disattenzioni nella compilazione di una lista alle elezioni di Reggio Calabria, è doveroso rispondere che la vera risposta non la diamo noi oggi, ve la daranno i cittadini di Reggio Calabria e non per una disattenzione su una lista, ma per una disattenzione più grave, quella verso una città. È una delle città più grandi di Calabria che ha vissuto un oscurantismo politico per colpa vostra e che oggi vi manderà a casa.

Detto questo, per quanto concerne la proposta che oggi ci accingiamo a votare, siamo contenti di avere anche condivisione politica dell'opposizione, ma la frase che ha rappresentato il consigliere Giannetta è corretta: questa è una proposta improntata su cuore e politica – mi riferisco alla politica che conosce il senso profondo dell'importanza della gerarchia delle fonti e anche i limiti che avete voi descritto - il cuore che guarda alla Calabria che vive le difficoltà, a quel settore che vive le difficoltà, che guarda i balneari, all'incertezza che, nell'esercizio dell'impresa, vivono quotidianamente da quando è stata approvata la direttiva Bolkestein. È una risposta che può essere soggetta a censure e a critiche che saranno successivamente valutate, ma di certo è un corretto bilanciamento tra l'interesse transfrontaliero certo, la scarsità di spiaggia e l'interesse anche dei tanti balneari che sono venuti qui in Regione, nelle Commissioni che voi tanto amate, ma che molte volte non frequentate, soprattutto quando ci sono delle tematiche importanti. Questa è importantissima. Con il presidente Ferrari abbiamo svolto audizioni delle associazioni di categoria e tutti ci hanno ringraziato per questo impegno e hanno riposto fiducia verso questa iniziativa della Regione Calabria, alla presenza di quello che viene descritto un distratto consigliere Giannetta e che, invece, questa legge l'ha seguita passo passo, avendo sempre partecipato ai lavori di una Commissione di cui non è neanche componente. Potevate farlo anche voi che avete tanto da parlare in Consiglio regionale.

Ritengo che questa proposta sia invece indispensabile per dare dignità ad una categoria che da noi aspetta delle risposte concrete. E questa è una risposta concreta che noi, come Gruppo Noi Moderati, voteremo con grande orgoglio e con grande amore verso questa regione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Rosa. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Ero distratto perché stavo rilasciando un'intervista e non ho potuto ascoltare appieno l'intervento del consigliere Falcomatà, però mi è giunta qualche voce sulle sue bassezze, oserei dire, perché evidentemente non ha la capacità di argomentare sulla materia specifica e quindi utilizza i suoi soliti atteggiamenti teatrali.

Guardi che qua siamo in un'Aula consiliare, non siamo a teatro! Glielo sottolineo perché evidentemente non le è ben chiaro.

Alla consigliera Greco e allo stesso consigliere Falcomatà vorrei dire che evidentemente non sono stato chiaro: in più occasioni anche del mio intervento ho sottolineato che ci muoviamo all'interno di normative nazionali ed europee difficili; c'è una giungla da questo punto di vista, però, nello stesso tempo ho anche detto che chi si assume l'onere e la responsabilità di amministrare sicuramente i problemi li deve affrontare, non li deve rinviare. Allora noi abbiamo deciso di mettere a terra questa proposta di legge perché è una proposta che dal nostro punto di vista nasce da uno studio, da un equilibrio, da una moderazione e soprattutto dalla voglia di stare accanto agli imprenditori che, nell'imminenza della stagione estiva, hanno la necessità di essere sostenuti.

Se noi facessimo un altro ragionamento, cioè pensare “non facciamo perché possiamo anche sbagliare”, cosa pensate succederebbe alle migliaia di famiglie, di lavoratori, di imprenditori che, da qua a qualche mese, dovranno sicuramente attivare i loro siti turistici e balneari nelle nostre spiagge? Noi non siamo di questa pasta, non guardiamo e ci lasciamo passare sotto il naso i problemi. Noi i problemi li affrontiamo, non ci nascondiamo dietro un dito. La differenza sostanziale tra noi e voi è questa! Quindi noi ci assumiamo la responsabilità di andare avanti in questo percorso e per quanto riguarda il resto, lista o non lista, ci rivedremo il 25 maggio.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente.

Ribadisco il mio voto favorevole a questa proposta di legge, però mi preme correggere il consigliere Giannetta: io l'ho ascoltata molto attentamente, ma evidentemente lei non ha ascoltato il mio di intervento. Ho tenuto molto in considerazione quello che lei ha detto, sono consapevole che camminiamo su un terreno non facile e non semplice, ma lo stiamo facendo tutti con grandissima responsabilità istituzionale e politica per i lavoratori del settore. Noi abbiamo messo l'accento su un altro tema: fino adesso questo Consiglio non ha ritenuto, come negli ultimi anni, di prendere decisioni e di parlare di questa problematica. Poi sicuramente ci saranno i problemi nazionali ed europei. Non voglio entrare ovviamente nella diatriba della disattenzione che c'è stata, per carità del Signore, me ne riguarderei bene, però voglio dire che ogni sindaco cerca di fare del suo meglio. Quello che succederà dopo a Reggio Calabria lo vedremo. Noi del centrosinistra ovviamente speriamo che tutto quello che si sta vedendo possa invece dare importanza a quella che è la concretezza dell'azione politica e non alla propaganda che avviene sui social e da qualche altra parte, con l'aiuto di Presidenti che vogliono cambiare addirittura il nostro Gonfalone…

PRESIDENTE

Rimaniamo sul tema, per favore.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

…in amaranto.

Noi vogliamo semplicemente dirvi una cosa: ci siamo, ci mettiamo sia la politica sia il cuore, consigliere Rosa, sono d'accordo con lei, noi lo facciamo e ci mettiamo sia la politica sia il cuore. Speriamo che ce li mettiate pure voi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco. L'ho fatta intervenire per dichiarazione di voto. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Grazie, Presidente. Intervengo perché il settore demanio attiene alla mia delega. Contrariamente agli interventi della mia maggioranza, prendo spunto positivamente dall'intervento del consigliere Falcomatà perché ha sollevato una serie di problematiche: “Non abbiamo previsto nella legge come faremo la ricognizione, non abbiamo previsto da dove si deve partire”; così pure come prendo positivamente l'intervento dell'onorevole Scutellà che dice: “Attenzione, io voto favorevolmente però la legge sarà impugnata”, come se votare favorevole una legge che poi verrà impugnata sia un'ammissione di colpa. Non è un'ammissione di colpa. Noi ci siamo messi in testa, con la nostra maggioranza, di difendere una categoria di imprenditori che ultimamente sono vessati. Che siano vessati dai vari Governi che si sono succeduti o siano vessati dall'Europa, a noi non interessa. Noi siamo qui per fare gli interessi dei cittadini.

Il problema non è di semplice soluzione. Il consigliere Falcomatà ha parlato di piani spiaggia: ma sapete quanti piani spiaggia in Calabria sono approvati su circa 130 Comuni che si affacciano sul mare? Lo sapete? Neanche la metà: sono 59 o 60. Quindi la metà è senza il piano delle spiagge comunali. Come facciamo, quindi, a fare ricognizione? Noi asseriamo una cosa nella proposta di legge che ha firmato il consigliere Giannetta e che idealmente abbiamo firmato tutti: in Calabria non c'è scarsità di risorse, non c'è scarsità di spiagge e, quindi, non c'è motivo per mettere a bando le concessioni demaniali. Perché? Ve lo spiego subito: ci sono 800 km di coste e circa 600 stabilimenti balneari. Dov'è la scarsità di risorse? Ce n'è uno ogni chilometro e 300 metri. Quindi perché dobbiamo vessare i nostri imprenditori e far mettere a bando le concessioni quando ci sono piani spiaggia ancora da fare? Vi premetto che la Regione sta cercando di andare incontro ai Comuni per aiutarli nella redazione dei piani spiaggia. Non ci può essere scarsità di risorse.

Vi preannuncio che andremo incontro all'impugnativa del Governo e del Parlamento europeo o chi dovrà impugnarla in Europa; stiamo predisponendo un ricco contraddittorio, con cui cercheremo di difendere con le unghie gli interessi dei nostri imprenditori. Sono anni che si parla di rinnovi e non rinnovi, di scadenze che poi vengono prorogate di un anno e due anni. Mi dite come fanno gli imprenditori balneari a investire ed essere certi che sarà ammortizzata quella spesa? Quindi, qui, non si tratta né di trovare le procedure né di voler trovare dei cavilli giuridici. Qua noi abbiamo preso a cuore una materia che interessa molti imprenditori calabresi e la porteremo fino in fondo perché pensiamo che questi imprenditori abbiano diritto ad avere riconosciuto tutto il lavoro che hanno svolto in questi anni e che devono fare e, per poterlo fare bene, devono essere in grado di poter programmare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, vicepresidente Mancuso. Ha chiesto di intervenire il consigliere Brutto. Ne ha facoltà.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Intanto ringrazio il collega Giannetta perché ha avuto l'intuizione di proporre il progetto di legge e tutti quanti noi l'abbiamo sostenuto perché siamo convinti che questa sia una categoria da sostenere; a differenza di altre categorie a cui si applica la Bolkestein, noi conosciamo perfettamente il tessuto economico e sociale in cui si muovono gli operatori del settore balneare. Non sono grandi imprese, non sono imprese che hanno il monopolio del mercato. Sono famiglie. Sono famiglie che storicamente hanno offerto una proposta turistica in Calabria; a volte lo hanno fatto anche sostituendosi alla Pubblica Amministrazione; a volte lo hanno fatto anche con risorse scarse; a volte lo hanno fatto anche senza strumenti. Noi stiamo cercando di offrire ai Comuni tutti gli strumenti necessari per investire in materia turistica. L'abbiamo fatto con la creazione di una narrazione diversa che è “Calabria straordinaria”, l'abbiamo fatto inserendo fondi per l'investimento in strutture, l'abbiamo fatto per gli eventi, l'abbiamo fatto per le infrastrutture, lo stiamo facendo in tutti i campi. Non dobbiamo dimenticare, però, quello che gli operatori turistici privati e del settore balneare hanno dato a questa regione. Loro stessi erano punto di interesse turistico, loro stessi erano e sono punto di riferimento per migliaia di turisti che vengono in Calabria. So che è facile perché chi è distante dal popolo, per chi è distante dalle categorie produttive nulla cambia se si va a bando o non si va a bando, se si applica la Direttiva o non si applica la direttiva.

Noi sentiamo forte la responsabilità, invece, di chi la mattina si sveglia alle 5 per portare avanti l'attività di famiglia, di chi ha garantito nel tempo di crescere e far studiare i figli e ha dato alla Calabria una prospettiva differente, di chi si sveglia la mattina alle 5 e fa tardi la sera per garantire un servizio ai turisti e dimostrare che c'è una Calabria differente, con il sorriso, che accoglie. Spesso sono la faccia migliore che noi abbiamo.

È un dovere per noi! Sentiamo forte il dovere di difendere gli operatori.

Tanti altri Governi hanno solo posticipato l'applicazione della direttiva, non facendo interventi strutturali quando si potevano fare, ma introducendo semplici proroghe.

Oggi, purtroppo, quel giorno è arrivato e noi stiamo predisponendo un intervento che sta in equilibrio tra le competenze di Stato e Regione. È un intervento coraggioso! E, se la consigliera Greco - la ringrazio - vota favorevolmente, la consigliera Scutellà vota favorevolmente, ancora non abbiamo capito qual è la posizione del Partito Democratico.

È giusto sollevare dei dubbi, però è giusto dare un contributo per far sì che la prossima stagione e anche le altre possano essere certe per i balneari.

In questa legge, poi, secondo me, c'è qualcosa di coraggioso ma anche geniale. Perché questo? Perché potremmo incappare sicuramente in una impugnativa se la risorsa fosse calcolata su base regionale, perché è evidente che su alcuni Comuni c'è un'incidenza di stabilimenti balneari più elevata e in altri meno. Noi facciamo calcolare ai Comuni stessi. Non sottovalutate i dipendenti comunali, non sottovalutate i sindaci! Forse avete frequentato male i Comuni o presso i vostri Comuni non c'è gente adeguata a far fronte a questa situazione, però ci sono tanti tecnici, tanti sindaci, tanti dipendenti comunali che sono eccezionali e sapranno affrontare anche questa sfida. Il calcolo della risorsa si fa sulla base delle leggi già esistenti, sul tratto di spiaggia libera che necessita tra uno stabilimento e l'altro. Non ci sono, quindi, dei criteri opinabili, ci sono dei criteri certi che sono indicati e la Regione si fa subito parte diligente e si mette a disposizione di tutte le amministrazioni per combattere insieme questa battaglia a difesa dei balneari.

Fosse anche l'ultima cosa che noi facciamo, ma fino alla fine noi faremo il tentativo sempre di difendere ogni categoria di calabresi.

PRESIDENTE

Grazie collega Brutto. Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Un saluto a lei e ai colleghi consiglieri, un saluto al Vicepresidente della Giunta, all'assessore, al Segretario generale e ai dipendenti regionali.

Mi scusi, ma io sono veramente incredibilmente stupita. Non capisco cosa c'è di così strano in un ragionamento, tra l'altro pacato, dai toni educati, anche ben recepito dal vicepresidente Mancuso, il cui modo garbato ho sempre avuto modo di apprezzare. Il Partito Democratico, per voce del collega Falcomatà, ha posto dei rilievi, però ha chiaramente detto che capiamo benissimo la situazione nella quale ci troviamo; quindi, votiamo favorevolmente questa proposta di legge.

Mi sembra quantomeno disfattista come atteggiamento quello di voler sempre pungolare e dire che da quella parte ci sono persone che con pathos, impegno, abnegazione - fosse l'ultima cosa che fanno - sono a tutela dei cittadini calabresi e noi invece stiamo qui a fare le pulci a dei provvedimenti di legge straordinari.

Presidente Cirillo, dico e ribadisco e anticipo il voto favorevole del Partito Democratico.

Devo dire, però, che non siamo proprio tempestivi. Non voglio dire che c'è per la seconda volta un governo a guida presidente Occhiuto, quindi, volendo questa questione poteva essere fatta anche prima. Non lo voglio dire perché io prima non c'ero, però siamo a maggio, precisamente giorno 11, e quindi non è che le attività dovrebbero iniziare, collega Giannetta, in molti comuni già hanno cominciato e, quindi, non siamo proprio al passo con i tempi.

Se si possono sollevare e si possono fare dei rilievi va bene, se invece bisogna stare zitti e accettare passivamente oppure fare muro contro muro, francamente noi siamo del parere completamente opposto.

Stiamo dimostrando che, qualora ci siano dei provvedimenti rispetto ai quali il bene collettivo supera grandemente le problematiche che ci sono, nonostante ci possano essere dei rilievi anche dal punto di vista giuridico, però voteremo favorevolmente. Quindi, se non si è compreso, il Partito Democratico vota convintamente e favorevolmente, nonostante le obiezioni che sono state fatte dal collega Falcomatà del mio partito e dalla collega Scutellà e dalla collega Greco. Spero che sia chiaro, grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Madeo.

Non ci sono altre richieste di parola. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 56/13^ di iniziativa del consigliere G. Mattiani, recante: “Integrazioni alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 8, la proposta di legge numero 56/13^ di iniziativa del consigliere regionale Mattiani e Caputo, recante: “Integrazione alla legge regionale numero 17/2005 (Norme per l’esercizio alla delega di funzione amministrativa sull'area del demanio Marittimo)”. Prego.

Cedo la parola al consigliere Mattiani per illustrare il provvedimento.

Prego, consigliere Mattiani.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria), relatore

Grazie, Presidente.

È solido nella nostra mente il ricordo di quelle giornate dove due cicloni hanno devastato chilometri e chilometri delle nostre coste e, nel contempo, decine e decine di strutture balneari. Decine e decine di strutture balneari che corrispondono a famiglie, imprenditori, lavoro, giovani, sviluppo della Calabria, sviluppo turistico dei nostri territori, delle nostre meravigliose coste. Ricordo allo stesso modo sia la vicinanza fisica che il Governo ha riservato alla Calabria, con molteplici Ministri che sono venuti a visitare le nostre coste, colpite da questi due cicloni devastanti, sia la vicinanza economica da parte del Governo che immediatamente ha messo a disposizione 100 milioni di euro per le 3 regioni colpite dal ciclone. A differenza di tante altre Regioni che ancora attendono questi 33 milioni per poterli mettere a disposizione degli imprenditori, la Regione Calabria invece ha voluto immediatamente mettere a disposizione degli imprenditori turistici balneari calabresi delle somme per poter subito ripartire. La categoria dei balneari per noi è vitale; la Calabria si sorregge sul turismo e abbiamo fatto degli investimenti importanti, da Calabria Straordinaria all'aeroporto di Reggio Calabria, agli incrementi dei voli per portare i turisti in Calabria.

Non può esistere per noi un turismo estivo se non ci sono gli operatori balneari ad accogliere i nostri turisti e non può esistere un turismo estivo se non c'è l'associazione, se non ci sono i balneari ad accogliere i turisti e allo stesso modo consentire che il nostro territorio sia attrattivo. Non riguarda solo la questione lidi, perché la presenza degli imprenditori balneari apre a tutto il comparto turistico: se i lidi e gli stabilimenti balneari non sono operativi per la stagione 2026 questo comporta un serio danno a tutto il comparto turistico, quale ad esempio gli albergatori e i ristoratori. Non si parla, quindi, di poche migliaia di lavoratori calabresi o poche centinaia di imprenditori che non lavoreranno, ma andranno a mettere in crisi l'intero comparto del turismo in Calabria. E allora abbiamo introdotto una proposta di legge che si occupa di sostenere la ripartenza delle attività balneari dopo questi due eventi atmosferici che hanno devastato le nostre coste.

Nel rispetto della legge 145 del 2018, inserendo all'articolo 1 i commi 9, 9-bis e 9-ter, che adesso illustrerò.

Il comma 9 prevede, ove possibile, nel caso in cui si possa fruire dell'area demaniale concessa, poiché danneggiata e/o non accessibile, di utilizzare un'altra area diversa da quella legittimamente concessa previo apposita autorizzazione comunale; il comma 9-bis prevede, ove siano soddisfatte alcune condizioni, il rilascio delle autorizzazioni/licenze suppletive valide per la sola stagione balneare 2026; il comma 9-ter consente ai Comuni di poter individuare nuove aree per la fruizione dell'arenile al fine di far fronte alle esigenze degli operatori danneggiati dagli eventi atmosferici di cui alle Ordinanze emanate in attuazione della Delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 26.

Di fronte a un clima che è in continuo mutamento, la politica non può restare ferma. La politica deve purtroppo restare al passo di questi continui mutamenti che possono in qualsiasi momento modificare e distruggere le nostre coste e non solo.

Tenendo in considerazione che il settore balneare, soprattutto per i comuni del litorale costiero, rappresenta il settore che dal punto di vista economico sostiene tutte queste località e questi comuni, permettere la possibilità a tanti imprenditori balneari di poter dislocare la propria attività turistica, prima prevista in un luogo che purtroppo è stato oggetto di erosione costiera o della devastazione del ciclone, garantisce che la stagione 2026, cari operatori balneari - vi ringrazio oggi per essere qui - è salva. Questo significa che per voi imprenditori questa stagione è salva, significa che è salva la stagione per chi lavora insieme a voi, significa che è salva la stagione per il turismo calabrese. Ecco, noi cosa intendiamo quando si parla di sviluppo e di turismo del territorio.

Con questa norma la Calabria si pone all'avanguardia nella gestione dell’emergenza costiera, passando dai soliti ristori a pioggia - comunque abbiamo provveduto a farli, anticipando con Fincalabra le somme che ancora devono giungerci in Regione - a una soluzione strutturale che dia la possibilità agli imprenditori balneari quest'anno di lavorare. Ecco, questa è la vicinanza e la tutela che oggi il governo regionale, il Consiglio regionale, con queste due proposte di legge, la prima presentata dall'onorevole Giannetta, la seconda da me, mettono a disposizione di questo comparto per noi fondamentale e vitale per il PIL Calabria.

Questo significa essere vicini e se il mare in qualche modo avanza noi come Regione Calabria non indietreggiamo nemmeno di un millimetro, perché insieme andremo a trovare delle soluzioni per poter proseguire la nostra azione, perché per noi gli imprenditori balneari sono fondamentali e vitali. Abbiamo lavorato 6 anni per rilanciare una regione affossata e sicuramente non ci fermeranno due cicloni, ma saremo sempre dalla parte degli imprenditori, dalla parte di chi vuole lavorare, restare e ha deciso di far crescere i propri figli in Calabria, dandogli una prospettiva sul nostro territorio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Intanto anticipo che anche su questa proposta votiamo favorevole, così togliamo qualsiasi tipo di problematica, ma questo non significa però che non si possono fare dei rilievi.

Sono 6 anni! E dopo 6 anni la portate oggi?

Vengo da un paese costiero che si chiama Cariati dove questo problema dell'erosione costiera ce l'abbiamo ormai da anni.

I balneari, i lidi balneari, qualcuno diceva prima che si alzano alle 05:00 di mattina e vanno a letto tardi. Forse noi li conosciamo molto meglio per tutte le problematiche che hanno e per tutte le problematiche che vivono giornalmente i balneari.

Quante riunioni sono state fatte anche con le associazioni di categoria per risolvere problemi seri di questi lavoratori e salvaguardare posti di lavoro, salvaguardare turismo, salvaguardare la possibilità di dare accoglienza sui nostri territori?!

Questo voto favorevole non è però un voto di aderenza politica, di adesione politica alla gestione di questo problema come fino adesso fatto dalla Regione Calabria.

Forse sta cambiando e noi ne prendiamo atto e siamo disponibili, perché noi vogliamo risolvere i problemi di tutte le categorie dei lavoratori e portare avanti un'azione di vero rilancio concreto e non di propaganda politica.

È un voto di responsabilità verso le imprese, i lavoratori, l'economia turistica, i cittadini, i comuni costieri, i sindaci, gli uffici tecnici, che, sì, è vero, collega Brutto, mi dispiace dirlo, conosco troppo bene. Gli uffici e anche i sindaci sono dei grandi sindaci, sono dei grandi eroi, molti sono eroi e tanti uffici tecnici lavorano con persone che ci mettono l'anima e il cuore, però purtroppo molto spesso non hanno anche le competenze per poter andare avanti. È per questo che dico e chiedo che bisogna dare sostegno ai sindaci. Questo è un atto però anche di accusa politica verso anni di ritardo, assenza di visione e incapacità di affrontare strutturalmente la questione della difesa delle coste calabresi.

Non ci possiamo nascondere.

Noi oggi votiamo per evitare che qualcuno domani mattina chiuda la propria attività, consigliere Mattiani, ma da domani stesso bisogna aprire finalmente una stagione diversa. Noi dobbiamo programmare veramente, dobbiamo difendere strutturalmente le nostre coste, dobbiamo predisporre una pianificazione seria, dobbiamo manutenere il nostro territorio, dobbiamo utilizzare efficacemente tutte le risorse, Vicepresidente.

Lei sa la stima che ho nei suoi confronti. Secondo me è venuto veramente il momento che per risolvere determinati problemi si metta da parte essere maggioranza e minoranza, perché qui stiamo parlando di categorie che supportano la nostra crescita, che supportano questa regione.

Dobbiamo fare un monitoraggio continuo dell'erosione costiera, attraverso un sostegno concreto agli Enti locali, perché la Calabria non può continuare ad inseguire i problemi dopo ogni mareggiata; le mareggiate non sono soltanto quelle che ci sono state ultimamente, ma vengono da lontano. Se ne parla nel momento in cui avvengono, dopodiché si dimenticano.

Non voglio parlare in questo momento dei ristori perché ci sono persone - magari ci sarà un altro momento per parlarne - di altre aziende che, pur avendo avanzato richiesta, sono passati anni e ancora non hanno visto niente. Soprattutto chi vive, lavora e investe in questo territorio ha bisogno non soltanto di deroghe temporanee ma di certezze, stabilità e visione.

Il presidente Occhiuto la visione molto spesso ce l'ha, bisogna però mettere le gambe a quella visione per darle concretezza.

Per queste ragioni, consenso istituzionale, ma anche con una forte preoccupazione politica, noi diciamo che votiamo favorevolmente questa proposta.

Lo dico a tutti, urbi et orbi: votiamo a favore perché siamo a favore del lavoro, siamo a favore delle persone che rischiano ogni giorno di non portare neanche a casa il pane per poter andare avanti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il collega Ferrari. Ne ha facoltà.

FERRARI Sergio (Forza Italia)

Grazie, signor Presidente. Saluto il Vicepresidente della Giunta, l'assessore Straface, così come saluto tutti i consiglieri, onorevoli consiglieri.

Intervengo intanto per dire grazie, grazie ai consiglieri sottoscrittori delle due proposte di legge, prima Giannetta e poi Mattiani, e dire grazie a tutti i componenti della Quarta Commissione consiliare che ho l'onore di presiedere perché già lì si era intravisto questo mettere davanti gli interessi dei calabresi rispetto alle appartenenze partitiche e politiche. Non c'è dubbio che, quando si parla di economia della Calabria, deve prevalere, come è prevalso sia in Commissione e sia in quest'Aula, il senso di appartenenza alla Calabria e la vicinanza vera, concreta agli operatori economici calabresi come quelli del comparto turistico balneare.

Anche io vengo da un'esperienza da sindaco della città di Cirò Marina, come chi mi sta di fronte. Presidente del Consiglio, abbiamo tutti la grande consapevolezza di quanto importante sia stare a fianco degli operatori del turismo balneare che sono in estrema difficoltà anche per il fenomeno dell'erosione costiera ma non solo, anche per un quadro normativo complesso e contrastante sotto alcuni aspetti. Ecco perché bene ha fatto e bene fa questo Consiglio regionale a provare a mettere concretamente ordine. Ringrazio il presidente Occhiuto e il Vicepresidente della Giunta regionale con specifica delega, perché concretamente sta sostenendo le difficoltà operative dei Comuni; è evidente che gli uffici tecnici comunali, i settori demanio dei comuni - non c'è dubbio che ci siano tecnici capaci, competenti e attenti - sono oberati di lavoro. Mai come in questo periodo sono oberati di lavoro, perché è chiaro che arrivano richieste da più parti; quindi, bene fa la Regione Calabria ad affiancare e sostenere, intanto, il percorso di redazione ed elaborazione dei piani comunali di spiaggia che servono e sono il presupposto per mettere ordine sulle coste; così come bene sta facendo il governo regionale ad intervenire anche sulla linea SID (Linea tracciata e visualizzata nel Sistema Informativo del Demanio marittimo). Vicepresidente, anche questo è un intervento di straordinaria importanza in Calabria, mettere ordine alla linea SID e ben definire qual è quella linea che demarca in qualche modo il demanio marittimo da quello comunale.

Queste due proposte di legge e gli emendamenti che sono arrivati in extremis sono un intervento importante. È chiaro che l'emendamento che riguarda la possibilità di estendere la concessione lateralmente rispetto alla diminutio della spiaggia per colpa dell'erosione, così come la possibilità di intervenire tempestivamente con delle strutture omologate a prescindere da quello che prevede la documentazione in atto al Comune, sono interventi concreti che vanno nella direzione di aiutare e sostenere realmente gli imprenditori balneari e dare loro la possibilità, immediatamente, di essere pronti per la stagione ormai imminente.

Ultimo aspetto che mi sento di evidenziare è quello relativo ai tempi. Mi rivolgo al collega Falcomatà che, avendo fatto il Sindaco, conosce bene gli iter normativi, ma in generale alla minoranza tutta, perché abbiamo dato molta enfasi all'importanza delle Commissioni consiliari e al lavoro che esse devono svolgere. Queste due proposte di legge sono passate dalle Commissioni consiliari con gli adeguati pareri della Quinta Commissione e della Seconda Commissione, quindi hanno percorso un iter legislativo, così come previsto, in tempi brevi, certi e celeri, anche effettuando delle audizioni. Colgo l’occasione per ringraziare tutte le associazioni di categoria, le federazioni, gli operatori che abbiamo audito; grazie anche al loro contributo abbiamo poi elaborato delle proposte di legge che in qualche modo, ove possibile, hanno accolto anche le osservazioni che provenivano dal mondo balneare.

Anche in relazione ai tempi c'è la tempestività necessaria, considerato che abbiamo dovuto rispettare tutto un iter che va dalla prima lettura, alle audizioni, poi ai pareri delle Commissioni. Ricordo a tutti che le Commissioni si sono insediate a fine gennaio del 2026 e non a ottobre o a novembre.

Quindi, mi fa piacere che oggi queste due proposte siano approvate da quest'Aula all'unanimità, perché è evidente che quest'Aula dimostra senso di responsabilità, senso di appartenenza, Presidente, e soprattutto sa anteporre gli interessi dei calabresi a quelli della propria appartenenza partitica e politica.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ferrari. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria)

Grazie, Presidente.

Volevo dire solo una cosa alla mia amica e collega Greco: lei, consigliera Greco, è molto attenta e non ricordo, dalla data dell'insediamento ad oggi, che su un provvedimento lei sia stata in silenzio senza intervenire per sollevare un rilievo, né in Commissione né tantomeno in Consiglio regionale. Ben venga, è una cosa positiva, per amor di Dio. Però, lei pensa, ad esempio, che questo provvedimento, su cui adesso sta sollevando tutti questi rilievi - l'ho vista anche un po' agitata - noi non lo abbiamo studiato? Non sappiamo se ci siano probabilità che venga impugnato; tuttavia, vede, tante volte, nel formulare un rilievo e poi dire “sì, però voto favorevolmente”, forse si potrebbero anche abbassare i toni, perché c’è un interesse principale, che è quello di quella categoria, che va oltre l’intervento, oltre i dieci rilievi: “sono bravo e quindi sollevo tutti i rilievi di incostituzionalità della legge”, eccetera, eccetera.

Tante volte ci sono interessi principali che superano anche i rilievi.

E poi, se lo impugnano, ma chi se ne frega, non è morto nessuno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Per dichiarazione di voto, ha chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Il mio voto è favorevole, però devo rispondere al mio grande amico e collega Mattiani. Quando ho fatto il sindaco l'ho sofferta molto la questione dei balneari e continuo a soffrirla tutt'ora; quando parlavo di varie riunioni non ne parlavo perché le ho viste ma perché le ho vissute e quando parlavo di danni non ho parlato perché li ho visti, ma perché li ho vissuti. I titolari dei lidi venivano da me molto spesso piangendo, perché avevano subito dei danni.

Io non ho parlato di impugnativa, almeno non in questa legge, forse si confonde, ne parlavo nell'altra, ma ho parlato di rilievi importanti. Ho detto semplicemente che la fase dell'emergenza deve finire e noi, su questo tema che tutti quanti noi riteniamo importantissimo e che riguarda 800 km di costa - ci riempiamo sempre la bocca di questi 800 km - dobbiamo essere in grado, maggioranza e minoranza, di dare delle risposte definitive, per fare in modo che Roma, in cui c'è un governo a voi vicino, e l'Europa, in cui voi potete anche incidere, possano dare risposte concrete, definitive, senza l'incertezza del domani.

Lo diceva prima la collega Madeo, ed è vero: non ci buoni e cattivi, non è così. Noi siamo tutti dalla stessa parte, perché in questa Regione, in cui sono ritornata dopo tanti anni che sono stata fuori, voglio continuarci a vivere.

Poi, collega, io studio tutti i provvedimenti. Continuerò, mi dispiace per i Presidenti di Commissione, per i colleghi, mi dispiace se magari porto via tempo, non importa, però reputo che sono qui e vengo pagata profumatamente dagli elettori e da tutti i cittadini calabresi per dare il mio contributo, il mio punto di vista e, se c'è la possibilità, per risolvere le problematiche o, in alternativa, per offrire suggerimenti, sperando vengano ascoltati.

Penso che sia importante e la ringrazio per averlo riconosciuto. È vero, molto spesso rompo pure le scatole perché faccio tante domande, però è vero pure che, come per l'ARDIS, ho cambiato idea, dopo che l'ingegnere Forti ha risposto alle domande e abbiamo capito tutti, non soltanto io, a cosa si mirava, e invece di votare contrario ho votato a favore. A questo serve la discussione, altrimenti qui che ci veniamo a fare? Mandiamoci per posta le lettere e non veniamo a fare le discussioni! Invece la discussione serve anche a capire, prima in Commissione e poi qui in Aula, la loro valenza, se valgono per tutti, perché la legge deve rimanere in vigore per 20 anni, 30 anni, 40 anni, non deve essere cambiata dopo 2 anni. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Intervengo brevemente solo per ringraziarvi della discussione positiva che c'è stata e poi per far presente - è stato detto da più parti - che questa, oltre ad essere una legge per favorire gli imprenditori balneari, che hanno visto erosa una parte della spiaggia in concessione e consentire loro di allargarla, è volta anche a favorire i sindaci e gli uffici tecnici che, senza un supporto normativo, quando ci si rivolge a loro, cadono dalle nuvole. Poi, siamo anche sfortunati perché siamo intervenuti per ampliare lo spazio demaniale in tempi di Covid, quando c'era una norma che obbligava al distanziamento di due metri e mezzo tra un ombrellone e l'altro, ma non ci consentiva di ampliare lo spazio della concessione demaniale. Anche lì siamo intervenuti. È vero che, a posteriori, la norma è stata anche impugnata, però c'è stato un vantaggio oggettivo. Vorrei fare, poi, un flash sui ripascimenti e sull'intervento che deve essere realizzato sistematicamente sulle nostre coste: sa quanto tempo impieghiamo con l'ordinanza per effettuare un ripascimento? Impieghiamo 90 giorni, 90 giorni da quando abbiamo l'autorizzazione per poter effettuare l'intervento, ed è realizzato nel 10% del tempo necessario, cioè con tutte le deroghe dell'ordinanza. Noi impieghiamo 90 giorni che rappresentano il 10%. In tempi normali, quindi, quello che facciamo in 90 giorni si fa in 900 giorni, per via di tutte le autorizzazioni. È vero che bisogna intervenire, è vero che bisogna sistematicamente curare le nostre coste, ma è pure vero che c'è necessità anche di semplificare tutte le autorizzazioni.

PRESIDENTE

Grazie, vicepresidente Mancuso.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento. All’articolo 1 sono pervenuti alcuni emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero 11692/A01, a firma dei consiglieri Brutto e Caputo. Cedo la parola al consigliere Brutto per l'illustrazione. Prego, consigliere Brutto, ne ha facoltà.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Con l'ottima proposta del consigliere collega Mattiani abbiamo esteso il campo di applicazione non solo alla delibera del Consiglio dei ministri del 18 gennaio, ma anche all'altra delibera del Consiglio dei ministri che vede interessate le province di Cosenza e Catanzaro. Ci siamo limitati solo a definire il perimetro della deliberazione del Consiglio dei ministri, per evitare delle indicazioni discrezionali, quindi più oggettive possibili. Per questo, diciamo, sottopongo l'emendamento all’Aula. Ringrazio il consigliere Caputo che ha sottoscritto insieme a me l'ampliamento. Spero, consigliera Greco, di avere anche in questo caso, poi, il suo favorevole accoglimento.

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto. Parere della Giunta?

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È approvato.

Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero 11500/A/02, a firma del consigliere Mattiani, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere Mattiani, ne ha facoltà.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria), relatore

Grazie, Presidente. Questa è la prosecuzione dell'azione di vicinanza agli imprenditori che noi oggi realizziamo. Abbiamo previsto alla lettera a) del comma 1 dell'articolo 1 della proposta di legge numero 56/13^ che, dopo il capoverso 2, sono aggiunti i seguenti: “3) È consentita, altresì, nel rispetto delle norme igienico - sanitarie vigenti, ai fini di somministrazione di alimenti e bevande, l’installazione di strutture omologate diverse da quelle originarie colpite dall’evento metereologico avverso, la cui documentazione è già depositata presso gli uffici competenti. 4) Nei comuni interessati dagli effetti del ciclone denominato “Harry” i cui stabilimenti non sono dislocati in area diversa da quella attuale è consentito un ampliamento del fronte mare esistente nella misura massima del 20 per cento. Ciò per compensare l’erosione costiera legata a tale fenomeno che in molti casi ha diminuito la profondità dell’area in concessione.”.

Colgo, in ultimo, l'occasione per ringraziare il Vicepresidente per il grande lavoro che sta svolgendo in questi mesi, perché vi posso assicurare è che una problematica veramente molto importante ed è stato al fianco degli imprenditori fino ad oggi, lo è stato sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà. Quindi ci tenevo, Vicepresidente, a ringraziarla pubblicamente per il grande impegno che ha profuso in questa azione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Parere della Giunta?

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. È Approvato.

Articolo 1

(È approvato così come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

Mozione numero 14/13^ di iniziativa dei consiglieri Elisabetta Maria Barbuto, Elisa Scutellà, V. Bruno, recante: “Iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone – Cassano – Cerchiara”

PRESIDENTE

Passiamo ora alla mozione numero 14/13^ a firma dei consiglieri regionali Elisabetta Maria Barbuto, Elisa Scutellà, Bruno, recante: “Iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone – Cassano – Cerchiara”. Considerata l’assenza della consigliera Barbuto, la mozione viene rinviata.

(Il Consiglio rinvia)

Mozione numero 15/13^ di iniziativa dei consiglieri E. Alecci, G. Falcomatà, Rosellina Madeo, G. Ranuccio, recante: “Riprogrammazione urgente delle risorse FSC 2021-2027, con destinazione prioritaria agli interventi di ricostruzione, messa in sicurezza e contrasto al dissesto in Calabria a seguito del ciclone “Harry”, anche mediante riallocazione delle somme oggi vincolate al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 15/13^, a firma dei consiglieri regionali Alecci, Falcomatà, Rosellina Madeo, Ranuccio, recante: “Riprogrammazione urgente delle risorse FSC 2021-2027, con destinazione prioritaria agli interventi di ricostruzione, messa in sicurezza e contrasto al dissesto in Calabria a seguito del ciclone “Harry”, anche mediante la ricollocazione delle somme oggi vincolate al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto”. Cedo la parola alla consigliera Madeo per l’illustrazione. Prego, consigliera Madeo, ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Cosa rimane quando tutto passa, quando finisce l'emergenza, di una situazione complicata che ha visto tutta l'intera regione vivere momenti concitati e di grande difficoltà, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista del rischio dell'incolumità fisica? Mi riferisco chiaramente alle intemperie che si sono abbattute nella nostra regione nello scorso mese di febbraio.

Parafrasando delle locuzioni che sono state spesso utilizzate dai miei colleghi nella spiegazione di queste due proposte di legge, che hanno preceduto la discussione di queste mozioni e che sono state accolte all'unanimità anche da questa parte dell'emiciclo, noi, come Partito Democratico, il giorno 3 febbraio abbiamo depositato una mozione, Vicepresidente, nella quale abbiamo chiesto la riprogrammazione urgente delle somme a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione per l'anno 2021-2027. Sappiamo e siamo veramente a conoscenza del fatto che in Calabria ci troviamo con un territorio che dà delle problematiche reali per quanto riguarda il rischio sismologico; ci sono problemi reali, strutturali che, come tali, richiedono una visione complessiva di insieme. Proprio nell'ottica anche di sapere e di conoscere come stanno le cose, nel mese di febbraio, quale unica proponente, ho depositato due interrogazioni: una che chiedeva quali interventi fossero stati programmati per la messa in sicurezza del fiume Crati nella piana di Sibari e come questa Giunta intendesse far luce sulle risorse finanziate già stanziate nell'ambito del Patto per il Sud; un'altra sulla diga di Tarsia, in cui chiedevo perché, pur avendo la disponibilità economica, i lavori di quell'area interessata non fossero mai stati avviati. Ovviamente queste sono delle interrogazioni depositate rispetto alle quali sto attendendo delle risposte.

Siamo qui oggi, però, perché come gruppo del Partito Democratico chiediamo ai colleghi consiglieri e anche a lei, Vicepresidente, benché abbiate – lo sappiamo - un'appartenenza politica e ideologica completamente differente e ritenete il Ponte sullo Stretto un'opera strategica e importante - noi riteniamo che in questo momento specifico la nostra regione abbia bisogno di altro - un impegno di tutta la Giunta regionale affinché sia richiesta l'autorizzazione alla riprogrammazione urgente delle risorse di pertinenza calabrese, chiaramente a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027, affinché ci siano interventi di messa in sicurezza del territorio per la mitigazione del rischio idrogeologico e di erosione costiera — di cui abbiamo appunto anche parlato prima — nonché ristori e sostegni a famiglie e imprese colpite dal ciclone Henry, che ancora stanno attendendo risposte. Le risposte non possono essere date solo nei limiti del nostro bilancio e non basta continuare a dichiarare lo stato di calamità; dobbiamo agire non sulla scorta dell'emergenza, ma sulla scorta della programmazione e della prevenzione del rischio idrogeologico. Con questa mozione intendiamo anche impegnare la Giunta regionale a sollecitare il Governo nazionale affinché renda disponibili, a favore dei territori colpiti, ulteriori quote oggi afferenti alla gestione statale o altre allocazioni collegate al progetto del Ponte sullo Stretto. Vogliamo precisare che la destinazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione riferite al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto, ha un carattere temporaneo e che, una volta reperiti i fondi aggiuntivi da parte dello Stato o dall'Unione Europea, le somme saranno destinate nuovamente alla dotazione originaria del progetto. Comprendiamo che c'è un'idea diversa e per queste ragioni non vogliamo dirvi che il Ponte sullo Stretto non è necessario, come invece riteniamo, ma dire che in questo momento la Calabria ha bisogno di prevedere misure specifiche per il comparto turistico balneare calabrese, duramente colpito dall'erosione e dagli eventi meteo-marini, includendo interventi organici di rifacimento e difesa costiera — come quello che abbiamo prima approvato —, strumenti finanziari per la riattivazione delle imprese e il ripristino delle strutture, e l'eventuale promozione, in raccordo con lo Stato, di misure regolatorie transitorie che evitino vuoti economici nel periodo di ricostruzione e garantiscano continuità alle attività legittimamente operanti.

Per farla breve: riteniamo che questo sia un momento di emergenza e che il problema della protezione del suolo non vada vissuto come un momento emergenziale, perché è un problema strutturale rispetto alla conformazione del nostro territorio. Però questo è il nostro modo per fare opposizione seria, tendente ad approvare delle misure nell'interesse esclusivo della Calabria.

Vi chiediamo di spogliarvi da questioni ideologiche e di fare una cosa nell'interesse di tutti. Ripeto: non trattiamo dal punto di vista politico la questione del Ponte sullo Stretto, ma riteniamo che in questo momento specifico la Calabria abbia bisogno di altro. Ed è per questo che chiediamo a tutto il Consiglio regionale di votare favorevolmente questa mozione, depositata in data 3 febbraio dal Partito Democratico, che parla della riprogrammazione urgente delle risorse. Ovviamente non dobbiamo più lavorare d'urgenza: parliamo di programmazione e parliamo di protezione del suolo. Poi, sono in attesa di ricevere risposta concreta e puntuale, però quello fa parte di un'altra partita anche da un punto di vista istituzionale. Oggi vi chiediamo un'ampia coesione su questa mozione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Madeo. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Anch'io penso che di questi tempi sollevare questioni ideologiche a danno della Calabria e dei calabresi non sia effettivamente il momento più opportuno. Però devo offrire dei dati che devono rendere l'idea di quello che c'è da fare e che si può fare. Negli ultimi quattro anni sulla difesa del suolo sono stati investiti circa 110 milioni di euro. Nei dieci anni precedenti agli ultimi quattro anni sono stati investiti circa 70 milioni di euro. Quindi rendiamoci conto di quanto è stato fatto negli ultimi tre anni e mezzo, quattro anni: è stato fatto quello che non è stato fatto nei dieci anni precedenti; anzi, si è speso probabilmente il doppio nella metà del tempo, facendo le debite proporzioni. Quindi andare a modificare l'FSC, come lei, onorevole Madeo, mi chiede, significherebbe programmare nuove risorse. Abbiamo richiesto, per via dell'ordinanza e quindi della Protezione Civile, interventi per 470 milioni di euro; ovviamente non ci saranno finanziati tutti, ma 100 milioni sicuramente ci saranno dati; 100 milioni di euro rappresentano almeno il lavoro dei prossimi due o tre anni, anche perché potremmo fare in minor tempo più cose per via delle deroghe su tutti gli adempimenti burocratici. Poi, non dovete dimenticare che, da pochi giorni, il Ministero degli Interni ha deliberato per le cinque province calabresi circa 244 milioni di euro di interventi, di cui 97 per la difesa del suolo e la differenza per l'adeguamento energetico. Quindi, abbiamo a disposizione, oltre alle risorse già stanziate in bilancio, almeno 100 milioni di euro dall'ordinanza di Protezione Civile e altri 100 milioni di euro che sono stati stanziati in questi giorni: 200 milioni di euro in tutto. Adesso andare a riprogrammare e variare il programma 2021-2027, quando abbiamo queste somme ancora da spendere, mi sembra inopportuno. Avremo sempre tempo per variarlo successivamente, qualora queste somme siano adeguatamente spese. Poi, è normale che se ne possa fare una questione ideologica sul “ponte sì”, “ponte no”, ma questo lo lascio decidere ai calabresi. Non è in questa sede che si deve decidere.

Le somme per lavorare a regime sulla difesa del suolo ci sono e sono programmate perlomeno per i prossimi quattro, cinque anni. A variare il programma dell'FSC siamo sempre in tempo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, Vicepresidente Mancuso. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a lei e a tutti i colleghi consiglieri. Ha già rappresentato in maniera egregia la consigliera Madeo quello che è lo spirito della proposta, molto molto concreta e non ideologica, che questa mozione intende perseguire. Mi lasci dire in premessa, caro Presidente, che sono stato silente in questa seduta. Sapete che non amo intervenire sempre a prescindere o, peggio, a caso. Però, proprio perché abbiamo dimostrato anche oggi pomeriggio, come in altre occasioni, che siamo un'opposizione veramente responsabile, non pregiudizialmente orientata a votare sempre e comunque contro, alcuni interventi di alcuni stimati consiglieri proprio non li condivido. Sembra che ci sia la volontà ossessiva di ricercare, creare un nemico, un avversario politico. Cioè, noi votiamo in maniera convinta dei provvedimenti perché siamo convinti che vadano nell'interesse generale e sembra quasi che dovremmo votarli e starci zitti. Quindi, questo atteggiamento — consentitemi di stigmatizzarlo — lo riconduco a delle esondazioni dialettiche, per restare sul tema. Dopodiché, tornando alla mozione, che è scevra di condizionamento ideologico: apprendendo i dati, Vicepresidente, che lei con il solito rigore ha snocciolato, le faccio i complimenti, perché apprendiamo che abbiamo speso negli ultimi quattro anni più di quello che si è speso negli ultimi dieci. Quindi da un lato è un fatto documentato, dall'altro però è fin troppo poco. Se anche arriviamo a massimo 100 milioni spesi più gli altri che abbiamo a disposizione, arriveremo a circa 200 milioni. Con questa nostra proposta, di fatto, andremmo ad aggiungere almeno ulteriori 300 milioni che il Governo regionale potrebbe richiedere, ottenendo una rimodulazione del Fondo di Sviluppo e Coesione, senza toglierli, peraltro, definitivamente al Ponte che, purtroppo o per fortuna, non si farà, al netto degli annunci che si ripetono quotidianamente rispetto all'inizio dei cantieri. Ma non voglio aprire questa parentesi.

Con questa mozione, il gruppo del Partito Democratico, ma presumo l'intera opposizione — anche se oggi abbiamo un Consiglio purtroppo decimato e mi dispiace anche per l’assenza del presidente Occhiuto, ma la politica deve scegliere le sue priorità: ha preferito la fiera, ne prendiamo atto, salta l'informativa, salta anche questa discussione, ma è ben rappresentato dal suo vice — chiede di stanziare temporaneamente quei 300 milioni di euro che comunque non avremmo usato nell'immediato - il Ponte, anche nella migliore delle aspettative per il 2026 non partirà sicuramente - per destinarli a tutte quelle attività che si rendono necessarie e che, anche oggi, abbiamo accennato nei due provvedimenti che abbiamo deliberato in maniera unanime. Le conseguenze dei cicloni sono state molteplici e hanno lasciato conseguenze e danni gravi, come è stato detto, sulla viabilità, sugli smottamenti, sull'erosione costiera, sui privati che, oggi, anche grazie a questi provvedimenti, possono trovare un minimo di sollievo. Quelle risorse potrebbero essere destinate sia per i ristori ai privati, sia per i ristori — in maniera impropria — ai Comuni che hanno la necessità di capire dove andare a recuperare le somme per ricostruire infrastrutture, per metterle in sicurezza, anche perché, poi, gli eventi sono stati di natura diversa e diversificata e, a seconda del tipo di intervento, — lo dico anche per esperienze personali — ci sono degli iter più o meno lunghi per ottenere tutte le autorizzazioni.

Noi dovremmo ragionare su due ordini di idee: da un lato, ristori, risarcimenti, ricostruzione; dall'altro, la prevenzione. Ecco perché i 200 milioni diventano fin troppo pochi e dovremmo aggiungerne almeno altri 300. Oggi, abbiamo parlato più volte di come risarcire il danno, di come ricostruire i territori, di come metterli in sicurezza, ma troppo poco stiamo parlando di prevenzione. Se noi aggiustiamo tutti i lungomari della Calabria, tutti i viadotti, tutti i ponti, e tra un anno c'è un altro ciclone, dovemmo prevedere ulteriori risorse per riparare il danno; dovremmo, invece, prevenire con tanti interventi che mitigano il rischio di erosione costiera. È stata ipotizzata più volte anche la presenza di queste barriere soffolte che potrebbero prevenire i danni, prevenire l'erosione, che è un tema che ci troveremo costretti ad affrontare nei prossimi anni. Quindi dovremmo viaggiare su due linee: da un lato, riparare il danno, ricostruire i nostri territori e i nostri lungomari; dall'altro, interventi seri che richiedono però risorse veramente importanti. E questo il Governo regionale potrebbe farlo, trattando e quindi ottenendo e non metto in dubbio, vista la sinergia ideologica partitica che c'è con il Governo nazionale, che questo obiettivo possa essere raggiunto.

Quindi, caro Vicepresidente, ma lo dico anche ai consiglieri regionali a proposito di ideologia, vi chiedo di approvare un atto entrando nel merito del provvedimento, che non incide sulla possibile futura realizzazione del Ponte, però ci consente di avere a disposizione, a voi e a noi, almeno quei 500 milioni di euro che sarebbero comunque pochi, ma consentirebbero delle risposte ad una regione come la nostra che, proprio per i chilometri e chilometri di coste che ha, deve puntare sempre più su quel settore, con la consapevolezza che —questa è una mia opinione personale — il provvedimento che abbiamo predisposto sicuramente consentirà ai balneari, agli imprenditori, di poter ripartire, poter programmare. Poi, la scarsità della risorsa, che è anche il presupposto della famosa Bolkestein, non sono sicuro sia la ratio, cioè l'anima che ha portato il legislatore europeo a adottare quel provvedimento. Probabilmente la finalità è quella di garantire la concorrenza e, quindi, il presupposto non ci aiuterà.

In ogni caso noi — sono d'accordo con i colleghi di minoranza e i colleghi di maggioranza — facciamo la nostra parte e, per quanto di nostra competenza, come abbiamo dimostrato per esempio sul tema della sanità in cui consapevolmente abbiamo tutti votato un provvedimento che era palesemente illegittimo per scongiurare la chiusura degli ospedali, anche in questa occasione - così sarà sempre - voteremo dei provvedimenti che vanno a favore dei balneari oggi, della sanità ieri, o comunque nell'interesse dei calabresi tutti.

La invito, però, Vicepresidente, e invito i colleghi consiglieri che si dovranno pronunciare, a valutare seriamente questo provvedimento che stanzierebbe risorse ai comuni, agli imprenditori, e soprattutto consentirebbe di prevenire futuri gravi dissesti, senza condizionamenti politici.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio. Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Mi auguro che rimanga il numero legale per discutere di questa mozione che abbiamo presentato. Mi pare che, facendo due calcoli, in Aula non ci sia — non so se gli altri siano fuori o meno — però credo che questo Consiglio abbia dato fino a ora prova di maturità, Vicepresidente.

PRESIDENTE

Il numero legale c’è.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Credo che sia stato, almeno per quanto riguarda la mia breve esperienza da consigliere regionale, la seduta di Consiglio nel quale il dibattito è stato sicuramente animato, il confronto è stato senza dubbio acceso, ma ha prevalso quella maturità di cui spesso si parla e che sempre i calabresi chiedono a una classe politica.

È come dice il presidente Occhiuto, lui vuole quest'Aula ambiziosa, vuole un Consiglio che sia propositivo e che possa consentire di far emergere all'interno le tematiche che stanno davvero a cuore ai calabresi. Ecco, discutere e magari riuscire a trovare l'intesa anche su questa mozione, Vicepresidente, rappresenterebbe in qualche modo la ciliegina sulla torta di questa seduta di Consiglio.

Ho ascoltato anche il suo intervento. Faccio soltanto una precisazione, senza ritornare su quello che ha detto la collega Madeo: è vero che si dovrebbe ritornare a riprogrammare l'FSC 2021-2027. È vero anche che la riprogrammazione o rimodulazione si fa in una seduta di Giunta regionale, così come nei Comuni la facciamo in una sessione di Giunta comunale, una volta trovato l'obiettivo. Perché è importante, e sarebbe importante, approvare questa mozione non soltanto per l'obiettivo che si prefigge di raggiungere — e quindi di sostegno a recuperare quelli che sono stati i danni del ciclone Henry — ma perché intanto sono risorse immediatamente disponibili - le risorse FSC sono risorse immediatamente disponibili - e poi perché hanno carattere di temporaneità. Sappiamo che queste risorse, almeno per il 2026, non potranno essere utilizzate per il capitolo nel quale sono state inserite, cioè quello del Ponte sullo Stretto. Utilizzarle adesso ci consentirebbe di utilizzarle in maniera immediata, ma soprattutto hanno il carattere della temporaneità, perché poi l'utilizzo di queste risorse potrà essere riequilibrato con le risorse che arriveranno da parte dello Stato e da parte dell'Unione Europea, dato che erano state stanziate proprio per riparare i danni del maltempo. Inoltre, questa mozione prevede anche un altro aspetto importante: non soltanto un programma straordinario di interventi di messa in sicurezza del territorio, ma anche la previsione di un tavolo tecnico di concertazione. Spesso si parla di tavoli tecnici che non portano a nulla; questo invece ha il carattere della condivisione rispetto a quella che è la programmazione della spesa di queste risorse, che mette insieme la Regione, gli enti locali, ma mette insieme anche l'Autorità di Sistema Portuale, mette insieme anche l'ANAS e RFI. Quindi non soltanto l'aspetto della spesa e dell'immediatezza delle risorse, ma anche un metodo di condivisione rispetto alla programmazione della spesa di queste risorse.

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà. Ha chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

Onorevole Falcomatà, vorrei che quello che lei ha detto fosse tutto giusto. Però, purtroppo, non posso darle ragione per una serie di motivi: il più importante è che le risorse che adesso allochiamo, come dice lei, nel bilancio come FSC dedicato al governo del territorio devono essere spese e devono essere rendicontate. Se noi le mettiamo adesso in bilancio e non sono spese perché abbiamo altri trecento milioni da spendere, che comportano un determinato tempo di rendicontazione e di spesa, non possiamo mettere nelle risorse dell'FSC 2021-2027 delle spese che poi rischiamo di non rendicontare. Ho detto, che se dovesse capitare che i 300 milioni che abbiamo disponibili, anzi più di 250 milioni disponibili, non dovessero bastare per le opere che dobbiamo fare a difesa del suolo per il governo del territorio, allora, sì, si potrebbe rimodulare l'FSC 2021-2027 e riprogrammare altre risorse. Però, in questo momento, andare a stanziare delle somme, obiettivamente, visti i dati precedenti, con tutte le facilitazioni che abbiamo dell'ordinanza, sembra una scelta non proponibile. Quindi, è per questo motivo che penso che la mozione non possa essere approvata.

PRESIDENTE

Grazie, vicepresidente Mancuso. Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio respinge)

Non ci sono altri punti all'ordine del giorno. La seduta è tolta.

 

La seduta termina alle 16,56

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Alecci, Barbuto, Calabrese, Gallo, Laghi, Montuoro, Micheli, Occhiuto, Succurro.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Approvazione Rendiconto Generale relativo all’Esercizio Finanziario 2025 - (Deliberazione G.R. n. 210 del 28.04.2026)” (PL n. 69/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito e alla Commissione speciale di Vigilanza per il parere di cui all’articolo n. 34, comma 3, lettera D) del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria.

 Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Bevilacqua e Mattiani “Disposizioni per l’efficacia delle procedure di reclutamento nella Pubblica Amministrazione regionale: priorità nello scorrimento delle graduatorie e adempimenti in materia di comunicazione istituzionale” (PL n. 65/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Bevilacqua “Integrazione L.R. n. 30 del 2022 (Disposizioni in materia di vincolo idrogeologico)” (PL n. 66/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Barbuto “Disposizioni per la valorizzazione e la promozione di dimore, ville, castelli, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico-culturale della Regione” (PL n. 67/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Bruno “Disposizioni urgenti in materia di assistenza primaria: Innalzamento del massimale degli assistiti dei medici di medicina generale nelle aree disagiate della Calabria” (PL n. 68/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Bevilacqua “Riconoscimento dell’Istituto Criminologia.it di Vibo Valentia quale soggetto qualificato di supporto tecnico-scientifico alla Regione in materia di analisi delle minacce ibride” (PL n. 70/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:

“Co.Re.Com Calabria - Programma di attività e relativo fabbisogno finanziario per l’anno 2026, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2” (PPA n. 49/13^).

“Designazione di sette membri effettivi e di sette membri supplenti nel Comitato misto paritetico per le servitù militari (art. 322, comma 3, d.lgs. 66/2010)” (PPA n. 50/13^).

“Nomina, mediante estrazione a sorte, dei tre membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Giunta regionale e del Consiglio regionale (legge regionale 10 gennaio 2013, n. 2 e ss.mm.ii.)” (PPA n. 51/13^).

“Nomina di tre membri, compreso il Presidente, di cui uno in rappresentanza delle minoranze, del Comitato regionale per le comunicazioni - CORECOM Calabria (articolo 5, legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2)” (PPA n. 52/13^).

“Elezione del Difensore civico presso la Regione Calabria (Art. 5, l.r. 16 gennaio 1985, n. 4)” (PPA n. 53/13^).

“Elezione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Art. 3, l.r. 12 novembre 2004, n. 28)” (PPA n. 54/13^).

“Elezione del Garante della salute della Regione Calabria (Art. 4, l.r. 10 luglio 2008, n. 22)” (PPA n. 55/13^).

“Nomina di tre rappresentanti designati dal Consiglio regionale, di cui uno in rappresentanza della minoranza, nella Consulta regionale per la difesa e tutela delle professioni (Art. 5, comma 1, lett. c), l.r. 26 novembre 2001, n. 27” (PPA n. 56/13^).

“Nomina di tre componenti, tra cui il Presidente, nel Consiglio di Amministrazione della Elaioteca regionale 'Casa degli oli extravergini d’oliva di Calabria” (Art. 6, l.r. 10 febbraio 2011, n. 2)” (PPA n. 57/13^).

“Nomina di revisore contabile effettivo del Consorzio per la tutela del cedro di Calabria (l.r. 13 ottobre 2004, n. 23)” (PPA n. 58/13^).

“Nomina di cinque esperti in materia di sport nell’Osservatorio regionale per lo sport (art. 10, comma 1, l.r. 22 novembre 2010, n. 28)” (PPA n. 59/13^).

“Nomina su designazione da parte delle Associazioni operanti nel settore e presenti sul territorio regionale con competenze specifiche, finalizzata alla nomina di dieci rappresentanti in seno all’Osservatorio regionale sulla violenza di genere (Art. 2, comma 2, lett. e), l.r. 23 novembre 2016, n. 38)” (PPA n. 60/13^).

“Nomina di due membri nominati dal Consiglio regionale nel Consiglio di amministrazione di Fincalabra S.p.A. (Art. 3, comma 6, lett. a), l.r. 11 maggio 2007, n. 9)” (PPA n. 61/13^).

“Nomina del Presidente e di un membro effettivo del Collegio sindacale di Fincalabra S.p.A., nominati dal Consiglio regionale (Art. 3, comma 6, lett. b), l.r. 11 maggio 2007, n. 9)” (PPA n. 62/13^).

“Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria - (deliberazione U.P. n. 38 del 29.4.2026)” (PPA n. 63/13^).

“Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, della relazione sulla gestione 2025 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi - (deliberazione U.P. n. 41 del 29.4.2026)” (PPA n. 64/13^).

Richiesta parere della Commissione consiliare competente

Il Direttore Generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, il decreto n. 120 del 6 marzo 2026, recante:

“Proposta dotazione organica - Piano triennale del fabbisogno del personale 2026-2028 e piano annuale delle assunzioni 2026 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.

(Parere numero 7/13^).

È stato assegnato alla quarta Commissione consiliare permanente.

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 111 del 25 marzo 2025, recante:

“L.R. 8/2008 - art. 4 - Adozione del Piano Esecutivo Annuale di Promozione Turistica 2026”.

(Parere numero 8/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione consiliare permanente.

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 174 del 15 aprile 2025, recante:

“Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione Calabria - Modifiche alla Sezione Speciale 2 del PSC. Presa d'atto delle determinazioni del Comitato di Sorveglianza del PSC (CdS) sulla procedura di consultazione per iscritto attivata con nota n. 959479 del 12/12/2025 e conclusa con nota n. 23291 del 13/01/2026”

(Parere numero 9/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 149 del 15 aprile 2025, recante:

“Reg. (UE) n. 2021/1060 e Reg. (UE) n. 2021/1139. Programma Nazionale finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) 2021-2027 - Presa d'atto approvazione modifica del piano Finanziario”.

(Parere numero 10/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.

Il Commissario straordinario dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, il decreto n. 258 dell’11.11.2024, recante:

“Adozione dello statuto dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, aggiornamento alle prescrizioni della legge regionale 24 maggio 2023, n. 22”.

(Parere numero 11/13^).

È stato assegnato alla prima Commissione consiliare permanente.

Parere favorevole della Commissione consiliare competente

La Quarta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 22 aprile 2026, ha espresso parere favorevole al decreto n. 120 del 6 marzo 2026 del Direttore Generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, recante:

“Proposta dotazione organica - Piano triennale del fabbisogno del personale 2026-2028 e piano annuale delle assunzioni 2026 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.

(Parere numero 7/13^).

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 30 aprile 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 174 del 15 aprile 2025, recante:

“Piano di Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione Calabria - Modifiche alla Sezione Speciale 2 del PSC. Presa d'atto delle determinazioni del Comitato di Sorveglianza del PSC (CdS) sulla procedura di consultazione per iscritto attivata con nota n. 959479 del 12/12/2025 e conclusa con nota n. 23291 del 13/01/2026”.

(Parere numero 9/13^).

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 30 aprile 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 149 del 15 aprile 2025, recante:

“Reg. (UE) n. 2021/1060 e Reg. (UE) n. 2021/1139. Programma Nazionale finanziato dal Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA) 2021-2027 - Presa d'atto approvazione modifica del piano Finanziario”.

(Parere numero 10/13^).

Approvazione risoluzione

La Terza Commissione consiliare, nella seduta del 21 aprile 2026, ha approvato la risoluzione n. 1/2026 di iniziativa dei consiglieri regionali Brutto, Madeo, Bevilacqua, Chiappetta, Greco, Iriti, Barbuto, De Francesco, recante:

“Interventi regionali per il sostegno della natalità, della maternità e della famiglia, quale priorità strategica per il futuro demografico, sociale ed economico della Calabria”.

Promulgazione di legge regionale

In data 1° aprile 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 68 del 1° aprile 2026:

1) legge regionale n. 10 del 1° aprile 2026, recante: “Interventi in materia di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del diritto allo studio universitario mediante modifiche della legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)”;

2) legge regionale n. 11 del 1° aprile 2026, recante: “Modifiche e integrazioni delle leggi regionali n. 9/1985, n. 32/1996, n. 19/2002, n. 8/2003, n. 18/2007, n. 24/2016, n. 47/2011, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 57/2017, n. 48/2019, n. 1/2020, n. 10/2022, n. 37/2023, n. 62/2023, n. 23/2024, n. 6/2026, n. 3/2026 e abrogazione della legge regionale n. 18/2025”;

3) legge regionale n. 12 del 1° aprile 2026, recante: “Disposizioni per l’attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa”.

Deliberazioni della Giunta regionale

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 159 del 15 aprile 2026, recante:

“Chiusura dei conti relativi all'esercizio finanziario 2025. Riaccertamento ordinario dei residui attivi, passivi e determinazione delle economie di spesa (art. 3, comma 4, del D.lgs. 23 giugno 2011 n.118). Ricognizione dei residui attivi, passivi e perenti non rientranti nel riaccertamento ordinario dei residui”.

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 153 del 15 aprile 2026, recante: “PR CALABRIA FESR FSE+ 2021/2027. Presa d'atto della Decisione C(2026) 1773 final del 18.03.2026 di approvazione della revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review. Allineamento del piano finanziario complessivo approvato, da ultimo, con DGR n. 580/2025”.

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 209 del 28 aprile 2026, recante:

“Approvazione Conto Giudiziale del Tesoriere - Esercizio Finanziario 2025”.

Relazione annuale sulle attività del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria (articolo 9, Legge regionale 29 luglio 2022, n. 29)

Il Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione Calabria ha trasmesso la relazione annuale 2025, ai sensi dell’art. 9 della legge regionale 29 luglio 2022, n. 29, recante: “Istituzione del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità”.

Relazione annuale sulle attività del Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale

Il Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha trasmesso la relazione annuale 2025.

Ricorso - questione di illegittimità costituzionale

È pervenuto un ricorso ex art. 127 Cost. su art. 1 della legge della Regione Calabria 25 febbraio 2026, n. 7, recante: “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”.

Emanazione di regolamento regionale

In data 4 maggio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 90 del 4 maggio 2026:

Regolamento regionale n. 2 del 4 maggio 2026 concernente: “Modifiche al regolamento regionale n. 1 del 13 gennaio 2023 recante: “Regolamento delle procedure di controllo interno in attuazione dell'art. 4, comma 7 e dell'art. 9 della legge regionale 1° dicembre 2022 n. 42 (Riordino del sistema di controlli interni e istituzione dell'Organismo regionale per i controlli di legalità)”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:

- deliberazioni della Giunta regionale numeri 140 e 141 del 9 aprile 2026;

- deliberazioni della Giunta regionale numeri 144, 150, 151, 155, 156, 157, 158, 160, 161, 162, 163, 164, 165, 166, 169, 170, 171 del 15 aprile 2026;

- deliberazioni della Giunta regionale numeri 192, 193, 194, 195, 196, 198, 199 del 22 aprile 2026;

- deliberazioni della Giunta regionale numeri 211, 212, 213, 214, 215, 216, 217, 218 del 28 aprile 2026.

Interrogazione a risposta immediata

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022), all’art. 1, comma 293, ha istituito una specifica indennità di natura accessoria per il personale del comparto sanità e della dirigenza medica operante nei servizi di pronto soccorso, a decorrere dal 1° gennaio 2022.

• Per il personale del comparto, il DCA n. 55 del 21 marzo 2025 ha approvato il piano di riparto tra le Aziende e gli Enti del SSR delle risorse per l’anno 2022, per un importo complessivo di euro 1.153.596.

• Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2022-2024, sottoscritto in via definitiva il 27 ottobre 2025, disciplina all’art. 69 l’indennità di pronto soccorso, confermando che tali risorse devono confluire nel “Fondo premialità e condizioni di lavoro”.

• Nonostante la sottoscrizione di accordi regionali (come quello del 14 febbraio 2024 recepito dal citato DCA 55/2025), ad oggi nulla è stato ancora liquidato agli operatori sanitari interessati, né per quanto riguarda le mensilità correnti né per gli arretrati maturati a partire dal 2022.

Considerato che: • Le organizzazioni sindacali hanno denunciato un silenzio istituzionale inaccettabile, attivando formali atti di diffida e messa in mora nei confronti della Regione Calabria e di Azienda Zero. • Secondo le stime sindacali, gli arretrati maturati dal 2022 ammontano a circa 8.770 euro lordi per singolo lavoratore, somme che risultano attualmente trattenute dalle aziende sanitarie nonostante gli obblighi contrattuali.

• La situazione dei pronto soccorso calabresi è definita “a rischio collasso”, un quadro drammatico che trova riscontro nelle “difficoltà gestionali croniche” e nelle persistenti “criticità nella governance” certificate dalla recente Relazione al Parlamento della Corte dei conti (Deliberazione n. 21/SEZAUT/2025/FRG), a causa di sovraffollamento, carenza cronica di personale, turni massacranti e crescenti aggressioni ai danni dei sanitari. • Il mancato riconoscimento economico di indennità rappresenta una grave mortificazione della dignità professionale di medici, infermieri e operatori del 118, incentivando la fuga dal Sistema Sanitario Regionale e rendendo i concorsi per l’emergenza-urgenza sistematicamente deserti.

• Altre Regioni hanno già provveduto da tempo a stanziare le risorse e a ristorare il disagio lavorativo del personale, mentre in Calabria l’iter appare bloccato nei labirinti della burocrazia regionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della Sanità

per sapere:

quale sia la tempistica certa ed inderogabile entro la quale si intenda procedere allo sblocco dei pagamenti e all’effettiva erogazione degli arretrati dell’indennità di pronto soccorso maturati dal 1° gennaio 2022 ad oggi a favore del personale avente diritto.

(81; 03/04/2026).

Interrogazioni a risposta scritta

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• si registra una recrudescenza senza precedenti di attacchi da parte di lupi e canidi ai danni del patrimonio bovino e ovino, in particolare nell’area della Sila e nelle zone rurali dell’intero territorio calabrese, dalle aree ioniche a quelle tirreniche;

• molte aziende agricole stanno subendo la perdita costante di capi (certificata dai servizi veterinari ASP), un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza stessa del comparto zootecnico, spina dorsale dell'economia delle aree interne e montane;

• il lupo è specie protetta da normative nazionali ed europee, ma l'attuale squilibrio dell'ecosistema (dovuto anche alla gestione della popolazione dei cinghiali) ha spinto i predatori a ridosso degli insediamenti produttivi, portandoli a colpire fin dentro le stalle. Considerato che: • L’attuale sistema dei risarcimenti appare lacunoso e genera una disparità di trattamento, escludendo spesso gli allevatori che operano fuori dai perimetri delle aree protette (Parchi Nazionali/Regionali), nonostante il danno subito sia identico;

• oltre alla perdita economica del bestiame, gli allevatori sono gravati dagli ingenti costi di smaltimento delle carcasse secondo le normative vigenti (Reg. CE 1069/2009), rendendo la situazione finanziaria delle aziende insostenibile;

• mentre la legislazione storica regionale (es. L.R. 3/1986, pur se superata) prevedeva un'attenzione specifica alla cattura e al monitoraggio, ad oggi si ravvisa l'assenza di un servizio regionale strutturato che supporti gli allevatori nella gestione dei predatori in esubero o problematici;

• la mancata previsione di indennizzi certi e totali, unita ai costi vivi di gestione dell'evento “attacco”, sta portando all'abbandono del territorio da parte degli allevatori, con conseguente danno ambientale e rischio idrogeologico. Tutto ciò premesso e considerato interroga l’Assessore all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Caccia, Gianluca Gallo

per sapere:

1. se sia intenzione della Giunta predisporre con urgenza un piano operativo di monitoraggio e gestione che preveda interventi per la cattura e il trasferimento di esemplari problematici, con la collaborazione dell’Osservatorio regionale per la Biodiversità, le guardie zoofile, i Carabinieri Forestali e i servizi veterinari competenti. 2. Quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per uniformare il diritto al risarcimento dei danni su tutto il territorio regionale, eliminando la discriminazione tra aziende situate dentro o fuori dalle aree protette. 3. Se si intenda istituire un fondo speciale o una misura di ristoro per la copertura integrale delle spese di smaltimento delle carcasse, sollevando gli allevatori da un onere economico derivante da eventi predatori non controllabili. 4. Quali azioni immediate di contenimento della fauna selvatica problematica e quali incentivi per la difesa attiva (recinzioni elettrificate, cani da guardiania) si intendano implementare per riequilibrare la convivenza tra fauna selvatica e attività antropiche.

(82; 03/04/2026)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- i tirocini di inclusione sociale rientrano tra le misure di politica attiva del lavoro a sostegno dell'inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità;

- i soggetti inseriti nei cosiddetti tirocini di inclusione sociale rientrano nelle fasce di utenze di soggetti particolarmente svantaggiati;

Considerato che - la Regione Calabria con delibera della Giunta regionale n. 472 del 2018 ha recepito l'Accordo quadro sottoscritto in data 22/01/2025 nell'ambito della Conferenza Stato/Regioni;

- con decreto-legge numero 75 del 23/06/2023 articolo 2 comma 2 bis, al fine di favorire percorsi di politica attiva per la realizzazione di tirocini di inclusione sociale rivolti a disoccupati già percettori di trattamenti di mobilità in deroga la Regione Calabria è stata autorità a prorogare i percorsi già realizzati a seguito del richiamato Accordo quadro del 22.01.2015;

preso atto che - attualmente 396 lavoratori usciti dai tirocini da luglio 2025 sono stati presi in carico dai CPI per essere avviati verso percorsi formativi;

- 76 lavoratori sono usciti dai tirocini da novembre 2025 e che non stanno p\ù percependo alcuna indennità;

- altri lavoratori del percorso TIS arrivano dai comuni in dissesto o pre-dissesto e da quelli che non rientrano più nelle graduatorie;

i lavoratori che rischiano di rimanere esclusi dai percorsi di stabilizzazione sono quindi circa 1000 unità, per i quali non è stato previsto un percorso che garantisca una reale prospettiva occupazionale;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente e l'Assessore della Giunta regionale con delega al Lavoro

per sapere:

- quali misure intende adottare la Giunta regionale al fine di rendere effettivo l'avvio dei percorsi formativi nell'ambito dei programmi "GOL", ovvero al fine di individuare soluzioni concrete che consentono la definitiva stabilizzazione dei tirocinanti;

- se è quali soluzioni intende proporre per affrontare con urgenza il tema delle indennità non percepite dai tirocinanti fuoriusciti.

(83; 07/04/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto per la Calabria 63 Case di Comunità e 20 Ospedali di Comunità, con l’obiettivo di rafforzare la sanità territoriale e ridurre la mobilità sanitaria passiva, con attivazione completa entro giugno 2026;

- secondo i dati Agenas, al 31 dicembre 2025, risultano solo 2 Case di Comunità con almeno un servizio attivo e 1 Ospedale di Comunità operativo, percentuali ampiamente inferiori alla media nazionale (Case di Comunità attive: 45,5%;Ospedali di Comunità: 27%);

- il sito ufficiale della Regione Calabria dedicato al PNRR (https://www.regione.calabria.it/salute-e-benessere/pnrr-e-pnc-missione-6/focus-m6-componente-1/1-1-case-della-comunita-e-presa-in-carico-della-persona/) riporta lo stato di esecuzione dei lavori aggiornato al 15 luglio 2025, senza indicazioni successive, nonostante siano passati oltre 9 mesi e sia prossima la scadenza di giugno 2026;

- la digitalizzazione dei servizi sanitari, tramite il Fascicolo Sanitario Elettronico registra, secondo gli ultimi dati disponibili, un consenso alla consultazione pari al 2%, contro la media nazionale del 44%;

- la Calabria sostiene una mobilità sanitaria passiva di circa 326 milioni di euro riferita all’ultima annualità disponibile, a causa della mancanza di servizi territoriali funzionanti. Considerato che: - la mancata attuazione delle Case e Ospedali di Comunità entro giugno 2026 rappresenta un grave ritardo nella sanità territoriale, con ricadute negative per l’accesso alle cure, per l’efficienza del sistema e per i bilanci regionali;

- il ritardo nell’attuazione del PNRR rischia di compromettere fondi pubblici già stanziati;

- la situazione costituisce un problema strutturale, non episodico, che richiede interventi immediati e concreti;

- la situazione determina gravi ricadute sui cittadini: accesso limitato ai servizi primari, aumento delle liste di attesa, costi elevati per spostamenti extra-regione e rischio di peggioramento degli indicatori sanitari regionali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- quali sono gli aggiornamenti reali sullo stato di esecuzione dei lavori delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità successivi al 15 luglio 2025, e perché il sito ufficiale regionale non è stato aggiornato da quella data e quando verrà pubblicato un report aggiornato;

- quali sono le cause specifiche del ritardo nell’attivazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità in Calabria;

- quali misure concrete e tempistiche intende adottare la Giunta per rendere operative tutte le strutture previste dal PNRR entro giugno 2026;

- come intende la Giunta rafforzare la digitalizzazione dei servizi sanitari, incluso l’incremento del consenso al Fascicolo Sanitario Elettronico, in modo da rispettare i termini stabiliti;

- quali strategie prevede per ridurre la mobilità sanitaria passiva e garantire cure più vicine ai cittadini entro la scadenza fissata.

(84; 08/04/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria ha promosso, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione 2021– 2027, un avviso pubblico per la realizzazione dei "Parchi culturali calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi", con l'obiettivo di rafforzare il sistema culturale regionale, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale e sostenere lo sviluppo territoriale attraverso la cultura;

- tale avviso, approvato nel dicembre 2024, ha generato un'ampia partecipazione da parte dei territori, con la costituzione di numerosi partenariati complessi – composti da enti pubblici, università, imprese e operatori culturali – e l'elaborazione di progettualità articolate, comportando rilevanti investimenti in termini di tempo e risorse da parte dei soggetti coinvolti. Considerato che: - con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026 la Regione ha disposto la revoca integrale dell'avviso, richiamando formalmente l'art. 21-quinquies della legge n. 241/1990, e motivando tale decisione con l'esigenza di una riprogrammazione strategica, con l'introduzione di un nuovo modello di governance culturale denominato "Cabina delle Visioni Culturali" e con generici riferimenti a criticità applicative dell'avviso stesso;

- tali motivazioni appaiono prive della necessaria specificità e non chiariscono in modo puntuale quali siano le criticità riscontrate né perché esse non possano essere risolte attraverso una modifica o integrazione dell'avviso, senza ricorrere alla sua totale revoca. Rilevato che: - la revoca interviene in una fase avanzata del procedimento, quando si era ormai consolidato un affidamento qualificato in capo ai soggetti partecipanti, i quali hanno strutturato partenariati, sostenuto costi progettuali e pianificato interventi sulla base di un'iniziativa pubblica formalmente avviata;

- secondo consolidati principi dell'ordinamento e della giurisprudenza amministrativa, in tali casi la pubblica amministrazione è tenuta a fornire una motivazione rafforzata e a valutare attentamente gli interessi coinvolti, anche ai fini di eventuali misure compensative. Ritenuto che: - la decisione adottata possa configurare profili di eccesso di potere, illogicità manifesta e violazione dei principi di buona amministrazione e tutela dell'affidamento, nonché determinare un grave danno per il sistema culturale regionale e per i territori coinvolti, interrompendo percorsi progettuali già avviati e indebolendo la credibilità dell'azione amministrativa della Regione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale competente

per sapere:

- quali siano, nel dettaglio, le specifiche criticità tecniche e normative dell'avviso revocato che ne avrebbero reso impossibile o inopportuna l'attuazione;

- per quali ragioni non si sia proceduto a una eventuale modifica o integrazione dell'avviso anziché alla sua totale revoca;

- quali valutazioni siano state effettuate in ordine all'affidamento maturato dai soggetti partecipanti e ai costi da essi sostenuti in buona fede;

- se la Regione intenda prevedere forme di tutela o compensazione per i partenariati coinvolti;

- quali siano i tempi e le modalità previste per un'eventuale ripubblicazione di un nuovo avviso e in che modo si intenda garantire continuità alle progettualità già espresse dai territori.

(85; 13/04/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con più occasioni pubbliche il Presidente Occhiuto ha annunciato l’avvio dei lavori per la costruzione dei due nuovi hangar di manutenzione di Ryanair nell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, parlando di un investimento di 15–18 milioni di euro e di circa 300 nuovi posti di lavoro qualificato;

- in diverse dichiarazioni il medesimo Presidente ha indicato che i lavori avrebbero dovuto prendere avvio “entro il 2025” e, in ulteriori passaggi, “entro poche settimane” dall’annuncio del novembre 2025, presentando il progetto come elemento centrale della strategia regionale per il rilancio del sistema aeroportuale e dell’occupazione. Considerato che: - a oggi, non risultano notizie ufficiali che attestino l’avvio formale dei cantieri né aggiornamenti chiari sullo stato effettivo dell’iter autorizzativo, progettuale e di affidamento dei lavori, con rischio di mancata realizzazione dei tempi e degli obiettivi occupazionali promessi;

- la realizzazione dei nuovi hangar costituisce un investimento strategico per l’aeroporto di Lamezia Terme e per l’intero sistema produttivo calabrese, in particolare per il comparto manutentivo aeronautico e per la qualificazione dell’offerta occupazionale giovanile;

- la mancata trasformazione delle “annunciate” in “opere realizzate” comporterebbe un danno di credibilità delle assicurazioni pubbliche istituzionali e un rischio di disservizio per il territorio, oltre che di perdita di appeal per ulteriori investimenti privati. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore competente:

per sapere:

- quali sono, alla data odierna, gli stadi effettivi dell’iter autorizzativo, progettuale e di affidamento dei lavori relativi ai due nuovi hangar di Ryanair nell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme;

- se risulti già definito il cronoprogramma di realizzazione dei lavori, con indicazione di data certa di inizio e di conclusione dei cantieri;

- quali misure di coordinamento la Regione ha adottato e intende adottare nei confronti di Ryanair, Sacal e degli altri soggetti istituzionali coinvolti, per garantire il rispetto delle tempistiche e l’effettivo raggiungimento degli obiettivi occupazionali promessi;

- se si intendano rendere pubblici i principali elementi dell’accordo o degli accordi intercorsi con Ryanair (anche in forma sintetica/aggregata), in ottemperanza agli obblighi di trasparenza e di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che impattano il territorio;

- quali ripercussioni l’eventuale slittamento o il fallimento del progetto avrebbe sulle politiche regionali di sviluppo infrastrutturale degli aeroporti, sulle ricadute occupazionali e sulla programmazione dei fondi regionali per lo sviluppo aeroportuale.

(86; 13/04/2026)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la vertenza dei lavoratori della ex Abramo Customer Care, oggi in forza a Konecta R s.r.l., rappresenta una delle crisi occupazionali più gravi della regione, coinvolgendo circa 1.000 unità lavorative distribuite tra le sedi di Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo;

- per garantire la continuità lavorativa, la Regione Calabria (con 15 milioni di euro) e il Governo Nazionale (con 5 milioni) hanno stanziato un fondo complessivo di 20 milioni di euro destinato a un progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche delle ASP calabresi, affidato a Konecta R tramite la mediazione di TIM e dell’Istituto Poligrafico dello Stato;

- tale progetto, presentato come la soluzione definitiva e strutturale alla crisi, avrebbe dovuto garantire stabilità occupazionale fino al 2027, integrando percorsi di reskilling e innovazione digitale. Considerato che: ●

a poco più di un anno dall’avvio, la società Konecta R dichiara già l’esaurimento della commessa e un disavanzo economico di circa 6 milioni di euro, avviando le procedure per la Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS) per centinaia di lavoratori;

-i lavoratori denunciano con forza (anche attraverso testimonianze dirette sui social e mobilitazioni) una gestione aziendale caratterizzata da "disorganizzazione, ferie forzate e chiusure improvvise dei siti", descrivendo un clima di profonda incertezza e il timore di essere stati utilizzati come mero strumento per intercettare fondi pubblici senza un reale piano industriale di lungo periodo;

- le risposte finora fornite dalla Giunta Regionale appaiono insufficienti a placare l’angoscia delle famiglie, le quali si sentono "tradite" da promesse istituzionali che non hanno trovato riscontro nella realtà operativa quotidiana.

Ritenuto che: non sia accettabile che 20 milioni di euro di risorse pubbliche non abbiano prodotto la stabilità promessa e che la Regione debba esercitare un controllo rigoroso sulla rendicontazione dei fondi e sull'effettivo stato di avanzamento del progetto di digitalizzazione sanitaria. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta

per sapere:

1. quale sia lo stato reale di attuazione del progetto di dematerializzazione e per quali ragioni tecniche o gestionali una commessa finanziata per tre anni venga dichiarata conclusa o insufficiente dopo soli dodici mesi. 2. Quali azioni di controllo la Regione abbia attivato per verificare l'utilizzo dei 20 milioni di euro stanziati e se siano state riscontrate anomalie nella gestione del personale da parte di Konecta R (come le denunciate "ferie forzate" o la chiusura dei siti). 3. Quali garanzie concrete intenda offrire il Presidente Occhiuto ai lavoratori che oggi si ritrovano nuovamente in ammortizzatore sociale, e se vi sia l'intenzione di convocare un tavolo permanente con i grandi committenti (TIM e Stato) per trovare soluzioni occupazionali che vadano oltre la scadenza della CIGS. 4. Se non si ritenga necessario intervenire presso il MIMIT con maggiore fermezza per pretendere che Konecta presenti un piano industriale serio, che non si limiti alla gestione dei sussidi ma che punti alla reale valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio calabrese.

(87; 14/04/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• con decreto dirigenziale n. 19199 del 27 dicembre 2024, il Dipartimento "Turismo, Cultura e Identità Territoriale" della Regione Calabria ha approvato un Avviso pubblico per finanziare, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, la realizzazione infrastrutturale dei “Parchi Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi”, con l'obiettivo dichiarato di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale regionale, stimolare la partecipazione dei territori, potenziare le infrastrutture culturali e sostenere le filiere culturali e creative calabresi;

• con decreto n. 2705 del 27 febbraio 2025, i termini di presentazione delle domande erano stati prorogati, a conferma dell'interesse attivo dei soggetti richiedenti e della vitalità del procedimento in corso;

• con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026, il medesimo Dipartimento ha disposto la revoca integrale del suddetto Avviso pubblico e del decreto che lo aveva approvato, ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge n. 241/1990, richiamando quale fondamento giuridico il paragrafo 1.3, punto 2 dell'Avviso stesso, che riserva alla Regione la facoltà di modifica o annullamento senza obbligo di indennizzo nei confronti dei soggetti richiedenti;

considerato che: • la motivazione addotta dal decreto di revoca si articola essenzialmente su tre elementi: la necessità di riorientare le tipologie progettuali nell'ambito di una strategia culturale più ampia, l'istituzione della "Cabina delle Visioni Culturali" con D.G.R. n. 518 del 6 novembre 2025, e la presenza di non meglio precisate “criticità applicative” nell'Avviso revocato;

• tali motivazioni appaiono al sottoscritto generiche, ellittiche e prive della necessaria specificità, in quanto il decreto non chiarisce quali siano le specifiche criticità applicative riscontrate, non indica le concrete direttrici strategiche che dovrebbero sostituire l'impostazione dell'Avviso revocato, non spiega per quale ragione non si sia optato per strumenti meno drastici e meno lesivi — quali la modifica, la rettifica, la sospensione o la riapertura dei termini — che avrebbero consentito di preservare almeno in parte il lavoro già svolto dagli enti partecipanti;

rilevato che • tra la data di approvazione dell'Avviso (27 dicembre 2024) e quella della sua revoca (19 marzo 2026) sono trascorsi quasi quindici mesi, durante i quali il procedimento è rimasto formalmente aperto e attivo, inducendo numerosi enti locali, professionisti e amministrazioni comunali a investire tempo, risorse umane, competenze tecniche e lavoro progettuale nella predisposizione delle domande di partecipazione;

• la "Cabina delle Visioni Culturali", indicata come elemento cardine della nuova governance regionale in campo culturale e principale ragione del riorientamento strategico, è stata istituita con D.G.R. n. 518 già il 6 novembre 2025: ciò significa che per oltre quattro mesi la Regione ha lasciato pendere il procedimento senza adottare alcuna misura cautelare, consentendo che enti e soggetti privati continuassero ad investire nel percorso partecipativo, salvo poi azzerarlo integralmente.

Preso atto che: • con deliberazione n. 518 del 6 novembre 2025 è stata istituita la "Cabina delle Visioni Culturali", i cui componenti sono stati nominati con Decreto del Presidente della Regione n. 27 del 15 aprile 2026;

• tali nomine sono avvenute in assenza di una procedura a evidenza pubblica (bando), sollevando forti polemiche e timori circa potenziali conflitti d’interesse e la mancanza di criteri di selezione trasparenti.

Atteso che: • i Comuni coinvolti hanno richiesto formalmente l’annullamento in autotutela della revoca, sollecitando chiarimenti puntuali sulle reali motivazioni del provvedimento e sull'effettivo ruolo della neonata "Cabina delle Visioni Culturali";

• è stata manifestata l’intenzione di ricorrere alle sedi giurisdizionali competenti qualora non vengano fornite garanzie sulla salvaguardia delle progettualità già elaborate. Tutto ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta Regionale

per sapere:

1. quali siano, nel dettaglio, le "criticità applicative" richiamate nel decreto di revoca n. 4385/2026 come ragione ostativa alla prosecuzione del procedimento, e perché tali criticità non siano state individuate e rimosse prima della pubblicazione dell'Avviso o, quantomeno, nel corso dei quindici mesi di vigenza dello stesso;

2. per quale ragione la Giunta regionale abbia atteso oltre quattro mesi dall'istituzione della “Cabina delle Visioni Culturali” (D.G.R. n. 518 del 6 novembre 2025) prima di adottare il provvedimento di revoca, lasciando nel frattempo gli enti locali nella condizione di continuare a lavorare su un bando destinato all'annullamento;

3. quale sia l’esatto perimetro operativo della suddetta Cabina e se vi sia una correlazione tra la sua istituzione e la revoca dei progetti territoriali preesistenti. 4. quanti siano i soggetti — Comuni, unioni di Comuni, enti locali, istituzioni culturali — che abbiano presentato domanda o manifestazione di interesse nell'ambito del procedimento revocato, e quale sia una stima ragionevole delle risorse umane e professionali da questi investite;

5. per quale ragione non si sia valutata la percorribilità di soluzioni alternative alla revoca integrale, quali la modifica parziale dell'Avviso, la sua sospensione in attesa delle indicazioni della Cabina delle Visioni Culturali, o la rettifica delle sole disposizioni ritenute critiche;

6. quali siano i contenuti concreti e i tempi certi del nuovo strumento di programmazione integrata che la Regione intende adottare in sostituzione dell'Avviso revocato, e se esista già un cronoprogramma approvato dalla Cabina delle Visioni Culturali o dalla Giunta regionale;

7. se e come la Regione intenda tutelare e riconoscere il lavoro già svolto dagli enti locali partecipanti, prevedendo ad esempio meccanismi di valorizzazione delle progettazioni già elaborate o corsie preferenziali nell'ambito del futuro avviso sostitutivo;

8. quali siano le ricadute sul cronoprogramma di spesa delle risorse FSC 2021-2027 destinate al settore culturale a seguito della revoca, e se sussista il rischio di disimpegno delle risorse per mancato rispetto dei target temporali previsti dall'Accordo per la Coesione sottoscritto il 16 febbraio 2024.

(88; 17/04/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con D.D. n. 4504 del 29.03.2023 sono state disimpegnate le risorse POR FESR-FSE 2014-2020 relative al progetto “Rete Regionale Case della Salute”, comprensivo delle 6 strutture di San Marco Argentano (CS), Cariati (CS), Mesoraca (KR), Chiaravalle Centrale (CZ), Siderno (RC) e Scilla (RC);

- la risposta all’interrogazione consiliare n. 33/13 ha confermato che per San Marco Argentano non è stato possibile attivare l’art. 118 bis Reg. UE 2021/1060 per l’ammissione al PR Calabria 2021-2027, mentre per Cariati si prevede “diversa copertura finanziaria in altra programmazione”. Considerato che: - l’Assessore Minenna, nelle repliche giornalistiche del 16 e del 18 aprile 2026, ha dichiarato che “non c’è definanziamento né euro perso”, ma che gli interventi sono stati “riprogrammati attraverso strumenti alternativi” che li mantengono nella programmazione regionale;

- il PNRR (Missione 6, Componente 1) prevede la scadenza inderogabile al 30 giugno 2026 per il completamento fisico dei lavori delle Case/Ospedali di Comunità, con la conseguente revoca dei fondi per inadempimento. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore al Bilancio e alla Programmazione:

per sapere:

- dove sono state riallocate le somme disimpegnate e se sono state già spese/rendicontate;

- quali fonti di finanziamento (PNRR M6C1 Case/Ospedali di Comunità; PR Calabria FESR-FSE 20212027; fondi regionali ordinari o altre fonti) coprono oggi le sei strutture e quali sono gli atti relativi;

- quando saranno terminati i lavori di ciascuna struttura;

- se sono previste o se si intendano prevedere sanzioni/responsabilità per i Direttori/Commissari delle ASP che non completano gli interventi entro i termini del PNRR.

(89; 20/04/2026)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• il litorale della Provincia di Reggio Calabria, comprendente l’Alto Jonio reggino e la Costa Viola, costituisce un’area di inestimabile valore paesaggistico e a forte vocazione turistica, oggi gravemente compromessa dagli effetti devastanti dei cicloni “Harry” e “Ulrike” verificatisi nei primi mesi del 2026.

• Tali eventi meteorologici estremi hanno flagellato i comuni di Siderno, Locri, Caulonia e la Tonnara di Palmi, causando mareggiate di straordinaria potenza che hanno determinato arretramenti significativi della linea di riva e la perdita di vaste porzioni di arenile. • La gravità della situazione è culminata negli eventi del 20 gennaio 2026, quando fenomeni di esondazione, frane e smottamenti hanno paralizzato la viabilità e danneggiato infrastrutture pubbliche e comparti produttivi, isolando di fatto intere comunità.

• L’erosione costiera agisce ormai in termini strutturali, minacciando direttamente infrastrutture di rilievo nazionale come la SS 106 (arteria vitale per la costa jonica), la SS 18 e la sede ferroviaria, che in più punti si sono trovate a diretto contatto con il moto ondoso. Considerato che: • Con delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 (pubblicata in G.U. il 2 febbraio 2026) è stato formalmente dichiarato lo stato di emergenza, riconoscendo la necessità di interventi straordinari e immediati.

• Il Governo ha stanziato un fondo complessivo di 100 milioni di euro da ripartire tra Calabria, Sicilia e Sardegna per le prime spese di somma urgenza e il ripristino dei servizi essenziali. • Esistono ulteriori strumenti finanziari sovranazionali, come il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE), specificamente destinati al ripristino delle infrastrutture a seguito di calamità naturali.

• La Regione Calabria dispone già di strumenti programmatori (Master Plan, Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera) e di una dotazione finanziaria nell’ambito del POR FESR-FSE 2014-2020 (Linea di Azione 5.1.1) pari a circa 65 milioni di euro, finalizzati proprio alla mitigazione del rischio costiero.

• Nonostante la programmazione in essere, i recenti eventi meteorologici hanno evidenziato una vulnerabilità residua dei tratti costieri, rendendo necessario un aggiornamento delle priorità di intervento alla luce dei nuovi scenari di rischio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. Quale sia l’attuale stato di ripartizione ed erogazione dei fondi nazionali (100 milioni di euro) e se siano state previste integrazioni regionali per la fase di ricostruzione post-emergenziale. 2. Quale sia l’esatto iter procedurale (progettazione, aggiudicazione o esecuzione) dei lavori di somma urgenza e di difesa costiera finanziati tramite il POR FESR-FSE 2014-2020 e altre fonti (FSC, PNRR), con un dettaglio analitico per singolo comune interessato. 3. Se siano stati condotti sopralluoghi tecnici sistematici per valutare l'efficuta delle opere già realizzate a fronte dei cicloni "Harry" e "Ulrike" e se siano necessari interventi correttivi o di potenziamento. 4. Se la Giunta intenda procedere a un aggiornamento urgente del Master Plan e del Piano di Bacino Stralcio, definendo nuovi criteri di priorità per la programmazione 2021-2027 che tengano conto dei danni subiti nel 2026. 5. Se non si ritenga indispensabile garantire la massima trasparenza verso i cittadini e gli operatori economici tramite la pubblicazione sul portale istituzionale di un quadro sinottico aggiornato, che riporti i livelli di rischio per ogni tratto di costa, lo stato dei cantieri e i tempi previsti di conclusione dei lavori.

(90; 21/04/2026)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la crisi occupazionale dell’ex Abramo Customer Care rappresenta una delle vertenze più critiche del territorio di Crotone, coinvolgendo centinaia di lavoratori e le loro famiglie;

- tra questi, 74 lavoratori con contratto a tempo determinato versano in una condizione di estrema fragilità, con la scadenza contrattuale fissata per il prossimo 18 maggio e l'attuale esclusione dall'accesso agli ammortizzatori sociali;

- in data 24 aprile, durante il tavolo tecnico convocato presso la Prefettura di Crotone alla presenza dei rappresentanti della Regione Calabria, la società Konecta ha assunto una posizione provocatoria, arrivando a negare l’esistenza della vertenza stessa e ignorando le istanze dei lavoratori;

considerato che:

la protesta dei lavoratori, che hanno manifestato pacificamente in Piazza della Resistenza con maschere bianche e lo slogan "Non sono un fantasma", richiama le istituzioni alla responsabilità di non rendere invisibili decine di giovani professionisti calabresi;

l’atteggiamento di chiusura di Konecta lede il rapporto di leale collaborazione con le istituzioni territoriali e mette a rischio il futuro occupazionale della provincia di Crotone;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali azioni urgenti e incisive intenda intraprendere per rispondere allo "sgarbo" istituzionale di Konecta e per riportare l'azienda a un confronto serio e costruttivo;

2. quali garanzie la Regione Calabria intenda fornire per assicurare la continuità degli ammortizzatori sociali o l'immediato ricollocamento dei 74 lavoratori in scadenza il 18 maggio;

3. come intenda agire affinché il sito produttivo di Crotone venga salvaguardato integralmente, evitando che le logiche aziendali penalizzino ulteriormente un territorio già duramente colpito dalla disoccupazione.

(91; 27/04/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 – “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ’ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, primo firmatario l’on Arturo Bova all’epoca presidente della Commissione anti ‘ndrangheta – ha rappresentato, al momento della sua approvazione unanime da parte del Consiglio regionale, una delle normative più avanzate d’Italia in materia di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico;

- l’art. 16 della medesima legge ha introdotto misure di prevenzione di assoluto rilievo, tra cui: • un limite massimo di 8 ore di apertura giornaliera per le sale da gioco, le sale scommesse e i locali con apparecchi da gioco, con obbligo di chiusura non oltre le ore 22.00 (comma 2);

• un distanziometro che vieta la collocazione di apparecchi da gioco a distanza inferiore a 300 metri (per Comuni fino a 5.000 abitanti) e 500 metri (per Comuni con oltre 5.000 abitanti) da istituti scolastici, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture sociosanitarie, istituti di credito, compro oro e stazioni ferroviarie (comma 3);

• l’istituzione del logo “No Slot” e di un albo degli esercenti virtuosi che scelgono di non installare apparecchi da gioco (comma 5, lett. a);

• obblighi di formazione del personale delle sale da gioco (comma 5, lett. b);

• l’attivazione di un numero verde dedicato all’ascolto e orientamento ai servizi per le dipendenze (comma 5, lett. c);

• la previsione che la Regione non conceda finanziamenti e benefici economici agli esercizi che ospitano apparecchi da gioco (comma 5, lett. a, ultimo capoverso);

- i gestori di sale già operanti alla data di entrata in vigore della legge avevano originariamente 12 mesi per adeguarsi;

detto termine è stato prorogato prima a 24 mesi, poi a 48 mesi, e infine – con la L.R. 6 maggio 2022, n. 15 – fino al 31 dicembre 2022, senza che si procedesse ad una concreta e uniforme applicazione delle norme;

- la L.R. n. 53/2022 ha ulteriormente modificato la norma, limitando il distanziometro alle sole nuove concessioni rilasciate dopo il 3 maggio 2018, di fatto rendendo le strutture preesistenti sostanzialmente esenti dall’obbligo di adeguamento e svuotando di contenuto pratico una delle misure cardine della legge;

considerato che: - la l.r. 9/2018 è stata costruita come un sistema integrato in cui la lotta alla ludopatia era inscindibile dalla lotta alla ’ndrangheta, nella piena consapevolezza che il gioco d’azzardo rappresenta uno dei principali vettori di infiltrazione criminale, usura e riciclaggio nel tessuto economico e sociale calabrese;

- svuotarla progressivamente di contenuto – attraverso proroghe reiterate, modifiche liberalizzanti e inerzia applicativa – equivale a fare un dono alla criminalità organizzata e non alla tutela dei cittadini calabresi;

- la mancata attuazione di una legge approvata unanimemente non è una questione di colore politico, ma di responsabilità istituzionale verso decine di migliaia di famiglie calabresi che subiscono le conseguenze di questa dipendenza;

- è ancora oggi possibile, in Calabria, trovare sale slot collocate nelle immediate adiacenze di istituti scolastici – come il sottoscritto ha potuto constatare direttamente – a dimostrazione empirica e incontrovertibile del fallimento applicativo delle disposizioni di cui all’art. 16 della L.R. 9/2018;

preso atto che: - come emerge da studi, rilevazioni ufficiali e rapporti delle principali organizzazioni antimafia: • nel 2025 il gioco d’azzardo in Calabria ha raggiunto una spesa complessiva di 6.172.265.586 euro, in netto aumento rispetto ai 5,7 miliardi del 2024, con una spesa media pro capite di 3.377 euro annui, includendo anche i minori, per i quali il gioco è vietato per legge (dati Ministero dell’Economia elaborati da Libera, aprile 2026);

• secondo i dati Federconsumatori riferiti al 2024, l’importo medio pro capite delle giocate nei luoghi fisici è stato di 2.211 euro, rispetto a una media nazionale di 1.563 euro, mentre l’indice dei conti attivi online è di 0,47 contro la media nazionale di 0,34;

i ludopatici stimati in regione sono circa 60.000 su una popolazione di 1,8 milioni di residenti;

• la distribuzione provinciale della spesa nel 2025 vede Cosenza in testa con oltre 2,1 miliardi, seguita da Reggio Calabria con 1,8 miliardi, Catanzaro con 1 miliardo e 89 milioni, Crotone e Vibo Valentia entrambe sotto i 600 milioni;

• secondo il dossier “Azzardomafie” di Libera, tra il 2010 e il 2024 sono stati censiti 39 clan calabresi coinvolti nel business del gioco d’azzardo – tra cui i gruppi Alvaro, Pelle, Arena, Piromalli e Bellocco – con inchieste che hanno toccato 16 regioni italiane e il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia;

la ’ndrangheta utilizza le sale giochi come strumenti di riciclaggio, usura, estorsione e infiltrazione nell’economia legale;

al 2024 sono sette le sale scommesse confiscate alle mafie in Calabria;

• il logo “No Slot”, espressamente previsto dalla legge regionale, non è mai stato realizzato;

le restrizioni orarie non vengono applicate uniformemente sul territorio;

i fondi previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per il trattamento del Disturbo da Gioco d’Azzardo sono messi a rischio dai tagli della finanziaria nazionale (segnalazione della campagna “Mettiamoci in Gioco”, 2025);

•la L.R. 53/2022 ha modificato il comma 13 dell’art. 16 della L.R. 9/2018 in senso peggiorativo, esonerando di fatto la quasi totalità delle strutture operanti sul territorio dall’obbligo di rispettare il distanziometro, mediante la limitazione dell’applicazione alle sole nuove concessioni post-2018;

• come denunciato dal referente regionale di Libera in Calabria, “mentre da un lato si aumentano le offerte di gioco, dall’altro si registra una riduzione degli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie”;

tutto ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quante e quali misure previste dall’art. 16 della L.R. 9/2018 risultano ad oggi compiutamente attuate, con indicazione dettagliata delle azioni poste in essere da ciascun soggetto istituzionale competente (Giunta, Comuni, Dipartimenti regionali);

2. se e in quanti Comuni della Calabria sia stato effettivamente applicato il distanziometro previsto dall’art. 16, commi 3 e 4, con indicazione delle strutture che ancora oggi si trovano in violazione delle distanze minime da istituti scolastici, e quali sanzioni siano state irrogate;

3. se il logo “No Slot” previsto dall’art. 16, comma 5, lett. a), sia mai stato realizzato e adottato, e se l’albo degli esercenti aderenti sia stato istituito e pubblicato;

4. se le restrizioni orarie di cui al comma 2 vengano sistematicamente monitorate e sanzionate nei Comuni calabresi, e con quali risorse e strumenti;

5. quali siano le risorse finanziarie effettivamente erogate dalla Regione per i servizi di prevenzione e cura del GAP (Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico) presso i SerD e le strutture accreditate, in relazione a quanto previsto dal comma 5 dell’art. 16;

6. quali misure urgenti si intendano adottare per invertire la tendenza di crescita costante del fenomeno, rispondere all’allarme lanciato da Libera e Federconsumatori, e garantire la piena attuazione di una legge approvata unanimemente da questo Consiglio Regionale.

(92; 27/04/2026)

 

Filomena Greco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

a) la Regione Calabria dispone di una sede di rappresentanza istituzionale a Bruxelles, finalizzata a favorire il raccordo con le istituzioni dell’Unione europea, a sostenere l’accesso ai fondi europei e a promuovere gli interessi del territorio calabrese in sede comunitaria;

b) l’istituzione e il mantenimento di tale struttura comportano oneri a carico del bilancio regionale e, dunque, della fiscalità dei cittadini calabresi;

c) il relativo ammontare complessivo, comprensivo di eventuali canoni di locazione o costi di acquisizione degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento, rappresentanza, consulenze e ulteriori oneri connessi, non risulta adeguatamente comunicato alla comunità regionale;

d) in un contesto di perdurante difficoltà finanziaria della Regione Calabria, caratterizzato da criticità strutturali in settori essenziali quali sanità, welfare, infrastrutture e servizi ai cittadini, la valutazione del rapporto tra costi sostenuti e benefici concretamente ottenuti da ogni struttura a carico del bilancio pubblico costituisce un atto di responsabilità istituzionale imprescindibile;

e) non risulta di pubblico dominio quale sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria presso le istituzioni europee con sede a Bruxelles, né con quale atto tale incarico sia stato conferito, per quali finalità, con quali competenze attribuite e a quali eventuali condizioni economiche;

Considerato che: a) la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dovrebbe costituire uno strumento operativo a supporto delle interlocuzioni istituzionali con gli organismi dell’Unione europea, nonché delle attività connesse alla programmazione, gestione, utilizzazione e valorizzazione delle risorse europee;

b) tale funzione dovrebbe tradursi anche in attività di informazione, orientamento, sensibilizzazione e supporto tecnico-istituzionale in favore dei Comuni calabresi, soprattutto con riferimento all’europrogettazione, ai finanziamenti europei diretti, ai bandi a sportello e alle opportunità offerte dai programmi dell’Unione europea;

c) la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche regionali costituisce un dovere ineludibile per ogni amministrazione, a maggior ragione quando tali risorse sono destinate al mantenimento di strutture operative fuori dal territorio regionale, la cui utilità concreta deve poter essere verificata attraverso dati, atti e risultati documentabili;

d) anche alla luce delle esperienze maturate da altre realtà regionali, risulta necessario verificare se l’attuale modello di presenza istituzionale a Bruxelles sia effettivamente funzionale agli interessi della Calabria, ovvero se possano essere valutate forme più efficienti, anche condivise o coordinate, di rappresentanza in sede europea.

Rilevato che: a) non risultano essere state fornite alla comunità regionale informazioni puntuali in ordine all’effettivo utilizzo della sede di Bruxelles;

b) non risultano, altresì, informazioni chiare in merito alle eventuali presenze istituzionali registrate presso tale sede, agli incontri svolti, agli interlocutori coinvolti, ai dossier trattati e agli esiti prodotti, negli ultimi cinque anni;

c) appare necessario assicurare piena trasparenza sull’attività svolta presso la sede regionale di Bruxelles, anche con riferimento a eventuali interlocuzioni riguardanti fondi europei, aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o soggetti, comunque, riconducibili al sistema regionale, quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL. Tutto ciò premesso, considerato e rilevato, interroga il Presidente della Regione Calabria e la Giunta regionale

per sapere:

1. quale sia il costo annuale complessivo della sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles, con analitica indicazione delle singole voci di spesa, tra cui canone di locazione o eventuale costo di acquisto degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento e rappresentanza, consulenze, incarichi esterni o ulteriori oneri comunque connessi, con riferimento agli ultimi cinque anni;

2. quali siano stati i benefici concreti ottenuti dalla Regione Calabria attraverso l’attività della suddetta sede, con specifico riferimento a finanziamenti europei intercettati, progetti approvati, accordi o intese istituzionali conclusi, iniziative di raccordo, promozione, lobbying o rappresentanza avviate e relativi esiti documentati;

3. se siano state svolte attività di informazione, sensibilizzazione, supporto o assistenza in favore dei Comuni calabresi, anche in forma associata, in materia di europrogettazione, accesso ai finanziamenti europei diretti, bandi a sportello, programmi comunitari e opportunità di finanziamento gestite dalle istituzioni europee;

4. chi sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria a Bruxelles, con quale atto sia stato conferito l’incarico, quali siano le qualifiche e le competenze richieste, quali funzioni siano state attribuite, a quali condizioni economiche operi e se l’individuazione sia avvenuta mediante procedura selettiva pubblica;

5. se sia stata condotta un’analisi del rapporto costi-benefici della sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles e, in caso affermativo, con quali risultati;

nonché se la Giunta regionale intenda procedere a una revisione delle attuali modalità di presenza istituzionale in sede europea, anche valutando eventuali forme di integrazione, coordinamento o rappresentanza condivisa con altre Regioni;

6. se, dall’inizio del corrente anno, la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles sia stata effettivamente utilizzata;

in quali date;

da quali rappresentanti istituzionali, dirigenti, funzionari o soggetti comunque riconducibili al sistema regionale;

per quali finalità e nell’ambito di quali attività istituzionali;

7. quali incontri o interlocuzioni siano stati eventualmente svolti, presso detta sede o comunque in relazione alla sua attività, con istituzioni, organismi, rappresentanti o soggetti dell’Unione europea;

8. se tali interlocuzioni abbiano riguardato la programmazione, gestione, utilizzazione o rimodulazione di fondi europei, nonché dossier relativi ad aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o organismi regionali, quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL;

9. se dalle attività svolte presso la sede regionale di Bruxelles siano derivati atti, verbali, relazioni, accordi, impegni formali, indirizzi operativi o iniziative conseguenti. Si chiede altresì di voler fornire al Consiglio regionale un resoconto dettagliato e documentato sull’attività svolta dalla sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dall’inizio dell’anno in corso, con indicazione dei costi sostenuti, dei risultati conseguiti, degli eventuali atti prodotti e delle prospettive future della presenza istituzionale regionale presso le istituzioni europee.

(93; 28/04/2026)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

essendo venuto a conoscenza che • nel Comune di Marano Marchesato (CS) la società INWIT in data 5 marzo 2025 ha presentato un progetto per l’installazione di un’antenna 5G alta 35 mt;

l’antenna in questione si colloca all’interno di un’area urbana, a una distanza di pochi metri dalle abitazioni più vicine;

• l’area individuata ricade in zone classificate R2 e R3 del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) - rischio medio ed elevato;

• l’Amministrazione comunale ha espresso parere contrario all’installazione della infrastruttura proponendo soluzioni alternative ritenute più idonee sotto il profilo urbanistico e della sicurezza;

• a tutela della salute pubblica e della sicurezza del territorio si è costituito un Comitato spontaneo di cittadini a sostegno delle istanze rappresentate dal Comune;

evidenziato che - è necessario trovare un equilibrio tra lo sviluppo tecnologico e la tutela della comunità, garantendo un’adeguata valutazione dell’impatto ambientale dell’installazione;

- ai sensi della Legge regionale 3 ottobre 2023, n. 44 “Disciplina regionale in materia di impianti radioelettrici ai fini di un efficace sviluppo delle reti di telecomunicazione in osservanza della tutela ambientale e sanitaria della popolazione” ogni installazione degli impianti disciplinati deve ottemperare al criterio di minimizzazione delle esposizioni della popolazione e che Il Comune può chiedere al gestore una diversa collocazione degli impianti nel rispetto dei propri criteri localizzativi e standard urbanistici.

Tutto ciò premesso e considerato, si interroga la Giunta regionale

per sapere:

- se ritenga opportuno valutare la possibilità di attivarsi per consentire una adeguata e approfondita verifica della distanza strutturale dell’impianto rispetto alle abitazioni che ricadono nel territorio individuato;

- se ritenga necessario avviare un confronto con la società Inwit e le autorità locali per individuare un sito alternativo per l’installazione dell’antenna, che possa conciliare le esigenze di connettività con la tutela del territorio e l’incolumità dei residenti del Comune di Marano Marchesato.

(94; 29/04/2026)

Interpellanza

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la vicenda dei lavoratori del bacino TIS (Tirocini di Inclusione Sociale) rappresenta un’emergenza sociale e amministrativa che coinvolge migliaia di famiglie calabresi e la quasi totalità dei Comuni della regione;

• le attuali procedure di contrattualizzazione, in assenza di una reale storicizzazione delle risorse da parte del Governo nazionale, rischiano di trasformarsi in un onere insostenibile per i bilanci comunali, privando gli enti della necessaria certezza contabile a lungo termine;

• la copertura finanziaria del "bonus regionale" è attualmente prevista per 25.200 euro (a valere sul PR FESR FSE+ 2021/2027) e fino a 28.800 euro (a valere sull’Azione 8.5.1 del POC 2014-2020). Tali risorse appaiono sottratte ai Piani Locali per il Lavoro e l’Occupazione (PLL), ipotecando di fatto le politiche attive per i giovani calabresi.

Considerato che: • la dote finanziaria prevista è insufficiente a coprire integralmente gli oneri previdenziali, fiscali e assistenziali. Ciò lascerebbe ai lavoratori un salario netto stimato intorno ai 600 euro mensili, configurando una forma di "lavoro povero" istituzionalizzato sotto l'egida pubblica;

• molti Comuni calabresi operano in regime di riequilibrio finanziario o dissesto. In assenza di fondi strutturali permanenti oltre il 2029 (modello LSU-LPU 2018), gli Enti saranno costretti a dichiarare il dissesto o a innalzare al massimo le aliquote dei tributi locali per sostenere la spesa del personale;

• l'assorbimento massiccio di personale in Fascia A (operai) satura la capacità assunzionale dei piccoli e medi Comuni. Questo blocca il turnover di figure tecniche indispensabili (ingegneri, progettisti, assistenti sociali) necessarie per la gestione dei fondi PNRR e l'erogazione di servizi essenziali;

• si profila un'ingiustizia sociale tra "lavoratori di serie A" (in enti in bonis) e "lavoratori di serie B" (in enti in dissesto), condizionati dai tempi e dalle autorizzazioni della COSFEL (Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti locali). Tutto ciò premesso e considerato, s’interpella il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se il Governo regionale, nella persona del Presidente della Giunta regionale, sia a conoscenza della situazione drammatica degli enti locali calabresi;

2. se ritenga quanto esposto coerente con l'indirizzo politico ed il programma di governo;

3. quali azioni concrete e formali siano state intraprese, o si intendano intraprendere con urgenza, presso il Governo nazionale per ottenere la storicizzazione definitiva e strutturale delle risorse destinate ai TIS, garantendo la copertura oltre il limite del 2029;

4. se sia consapevole del rischio di paralisi amministrativa dei Comuni calabresi derivante dal blocco del turnover tecnico e quali misure intenda adottare per evitare che la stabilizzazione dei TIS saturi interamente la capacità assunzionale degli Enti;

5. se la Regione intenda prevedere un fondo di garanzia o misure compensative per i Comuni in riequilibrio o dissesto, al fine di evitare che l'onere della contrattualizzazione ricada interamente sulle tasche dei cittadini attraverso l'aumento della pressione fiscale locale.

(1; 09/04/2026)

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

- la Calabria rappresenta il secondo polo olivicolo italiano, con un patrimonio di oltre 25 milioni di piante che costituiscono l'ossatura economica e paesaggistica di interi territori;

- il batterio Xylella fastidiosa rappresenta la più grave minaccia fitosanitaria per il patrimonio olivicolo, paesaggistico ed economico della Calabria;

- i rilievi dell'indagine conoscitiva della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei deputati (XVIII Legislatura), attribuiscono la responsabilità del disastro in Puglia alla tardiva comunicazione tra gli enti e alla mancanza di una strategia unitaria, evidenziando come la discontinuità delle misure di contenimento abbia favorito l'inarrestabile avanzata del batterio;

- recenti evidenze epidemiologiche (2025-2026) confermano la risalita del batterio verso il Nord della Puglia e a pochi chilometri dal materano, in Basilicata, ponendo la Calabria in una condizione di "massima allerta" come zona di frontiera rendendo le aree di confine come la Piana di Sibari e Pollino, zone di prima linea e ad altissimo rischio di introduzione. Altrettanto vulnerabili sono gli snodi logistici dell'Area dello Stretto e del Porto di Gioia Tauro dove il transito di materiale vivaistico richiede controlli serrati e costanti;

- la protezione del territorio richiede anche la costituzione di protocolli formali di coordinamento con le Regioni Basilicata e Puglia, al fine di garantire uno scambio costante e in tempo reale di informazioni epidemiologiche e flussi di dati sui movimenti del vettore e del batterio lungo i confini;

- l'efficacia di un piano di prevenzione dipende dalla capacità di coinvolgere capillarmente i Comuni e la società civile, pilastri fondamentali per il presidio delle comunità rurali e delle aree di frontiera come la Piana di Sibari, il Pollino e gli snodi logistici dell’Area dello Stretto e di Gioia Tauro;

- l'economia agricola calabrese si fonda su cultivar autoctone (Carolea, Ottobratica, Cassanese) la cui suscettibilità al batterio è estremamente elevata e la cui perdita causerebbe un danno incalcolabile all'identità e all’economia regionale;

considerato che: il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) necessita di un adeguamento strutturale per rispondere ai nuovi obblighi di monitoraggio intensivo, evitando il rischio di sanzioni o commissariamenti per inadempienza ai regolamenti UE;

il numero di monitoraggi attualmente eseguiti, pur attestandosi su circa 10.000 unità annue, risulta ampiamente al di sotto degli standard di rappresentatività statistica necessari a coprire l’ingente patrimonio olivicolo regionale (oltre 25 milioni di piante), non garantendo quella diagnosi precoce che il D.lgs. 19/2021 pone come obbligo inderogabile per le zone indenne ad alto rischio;

pertanto, non soddisfano pienamente i criteri di proporzionalità e capillarità richiesti dal D.lgs. 19/2021 e dai relativi regolamenti europei (Reg. UE 2020/1201);

- il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) è attualmente gravato da un sottodimensionamento organico che impedisce la piena attuazione dei protocolli nazionali ed europei, rendendo vulnerabili aree di frontiera come la Piana di Sibari e il Pollino, nonché snodi strategici come Gioia Tauro e l'Area dello Stretto;

- gli oliveti secolari calabresi, per le loro caratteristiche monumentali e la densità d'impianto, richiedono misure di profilassi specifiche e un sostegno economico per le buone pratiche agricole;

- la capacità di spesa effettiva dei fondi del CSR (Complemento Sviluppo Rurale) per la prevenzione agricola risulta rallentata da eccessiva burocrazia, con erogazioni che si attestano solo al 60% delle somme impegnate;

- la lotta al vettore (Philaenus spumarius) richiede interventi obbligatori non solo sui terreni agricoli attivi, ma soprattutto su aree demaniali, bordi stradali e terreni incolti, spesso trascurati;

- risulta indispensabile dotare il piano di prevenzione di un rigoroso sistema di Monitoraggio e Valutazione, basato su indicatori di performance oggettivi, per misurare l'efficacia delle azioni intraprese e correggere tempestivamente eventuali criticità;

- è imperativo che la Regione Calabria non ripeta gli errori di sottovalutazione compiuti in passato in Puglia, dove l'incertezza decisionale iniziale, i ritardi nei monitoraggi e la carenza di interventi tempestivi sul vettore hanno trasformato un'emergenza fitosanitaria in una catastrofe economica e ambientale;

- la protezione del patrimonio olivicolo richiede un approccio sistemico che vada oltre l'emergenza, basandosi su una programmazione rigorosa e sul pieno coinvolgimento dei Comuni e della società civile, pilastri fondamentali per il presidio dei territori rurali;

impegna la Giunta regionale

1. ad elaborare e approvare con urgenza un "Piano Regionale di Prevenzione e Difesa da Xylella fastidiosa", che definisca protocolli operativi chiari per il monitoraggio, l'eradicazione e il sostegno alla rigenerazione olivicola, prevedendo la dedicazione di risorse finanziarie certe, vincolate e pluriennali nel bilancio regionale per garantirne la continuità. 2. A formalizzare accordi di Networking Interregionale con Basilicata e Puglia per la creazione di una "cabina di regia del Sud" che consenta lo scambio di dati epidemiologici in tempo reale e l'armonizzazione delle misure di controllo ai confini regionali. 3. A potenziare con urgenza l'organico del Servizio Fitosanitario Regionale, attraverso nuove procedure di reclutamento e la stabilizzazione di tecnici esperti, garantendo il numero di Ispettori Fitosanitari necessario a coprire capillarmente le 5 province calabresi. 4. Ad istituire un Sistema di Monitoraggio e Valutazione del Piano, definendo specifici indicatori di performance (KPI) — quali il numero di campionamenti eseguiti, la velocità di risposta ai sospetti di infezione e lo stato di avanzamento della spesa — prevedendo una revisione annuale del Piano da presentare in Commissione consiliare competente. 5. Ad inserire all'interno del citato Piano Regionale una sezione dedicata alla gestione fitosanitaria dei terreni incolti, abbandonati e delle aree demaniali, che stabilisca: - l'obbligo tassativo di eseguire le lavorazioni meccaniche per il controllo del vettore (sfalci, arature superficiali o trinciature) entro il termine perentorio del 30 aprile di ogni anno; - la sottoscrizione di protocolli d'intesa con le Province, l'ANAS e le società di gestione ferroviaria per la manutenzione sistematica delle scarpate e dei bordi stradali, individuati come principali corridoi ecologici di diffusione della 'sputacchina'; - il conferimento ai Comuni del potere di intervento sostitutivo forzoso, con relativa rivalsa delle spese a carico dei proprietari inadempienti, prevedendo contestualmente lo stanziamento di fondi regionali dedicati a supporto degli Enti Locali per la bonifica tempestiva dei canali e delle pertinenze pubbliche. 6. A istituire, tramite Fincalabria, uno strumento di agevolazione creditizia e garanzia che permetta alle aziende agricole l'accesso immediato a liquidità per l'acquisto di attrezzature per il controllo del vettore (trinciatrici, vomeri) e per operazioni di sovrainnesto con varietà resistenti, ottimizzando le risorse esistenti senza gravare ulteriormente sul bilancio libero regionale. 7. A semplificare drasticamente le procedure del CSR, garantendo che i fondi destinati alla prevenzione delle calamità vengano erogati con procedure d'urgenza ("a sportello") per permettere gli interventi agronomici prima della schiusa delle uova del vettore (marzo-aprile). 8. A finanziare un programma di ricerca dedicato alle cultivar calabresi, in collaborazione con ARSAC e le Università regionali, per mappare la genetica delle varietà locali e individuare precocemente linee di tolleranza al batterio. 9. Ad attivare una "Unità di Crisi Permanente" che includa le organizzazioni professionali agricole, incaricata di monitorare mensilmente l'avanzamento dei monitoraggi e la velocità di erogazione dei fondi stanziati dal Fondo Nazionale per la Tutela del Patrimonio Olivicolo. 10. Ad avviare campagne di sensibilizzazione capillari nelle comunità rurali, coinvolgendo attivamente i Comuni e la Società Civile per diffondere la conoscenza dei sintomi del batterio e l'importanza delle buone pratiche agricole obbligatorie (lavorazioni meccaniche entro il 30 aprile) promuovendo la figura dell'agricoltore come “custode del territorio”.

(32; 31/03/2026) Barbuto

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- quotidianamente leggiamo e conosciamo, ormai da tempo, dolorose storie di disagi giovanili e drammi familiari dovuti ad atti disperati di giovani, anche giovanissimi, che compiono gesti estremi e drammatici, specchio evidente di turbamenti e situazioni psicologiche gravi ed “inascoltate”;

- i minori vivono una condizione troppo spesso connotata da ansia, depressione e solitudine che li porta anche ad avere pensieri suicidi e a compiere gesti di autolesionismo, di violenza e aggressività o, viceversa, a subire atti di cyberbullismo. A tal proposito, è stato ben detto che i minori di questo particolare e delicato momento storico sono al contempo “vittime e carnefici”;

- gli esperti e professionisti di vari ambiti (psicologi, insegnanti, educatori, assistenti sociali, scrittori…) ritengono che una delle cause scatenanti sia l’abuso dell’utilizzo dei social, delle piattaforme di gioco digitale e, più in generale, degli strumenti informatici fin dalla prima adolescenza -o addirittura prima-e che determina “alienazione, dipendenza, frammentazione dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno” (cit. Pellai, D’Avenia);

- i giovani (e, con loro, le famiglie) dunque sono spesso soggetti fragili che sviluppano pericolose dipendenze, si rifugiano nella realtà virtuale e che, pertanto, richiedono la dovuta e tempestiva attenzione da parte delle istituzioni competenti a tutela della loro salute fisica e mentale;

- questo scenario, estremamente preoccupante, infatti, ha spinto molti Stati di ogni parte del mondo (a partire dall’ Australia), a legiferare al fine di adottare misure concrete, necessarie, forti ed urgenti che possano arginare il cosiddetto fenomeno “Hikikomori”, ovvero dell’isolamento del giovane dalla vita sociale, con le conseguenze, qui, solo appena accennate. Considerato che - l’Italia è ancora sprovvista di una legge che contrasti questa quotidiana e drammatica emergenza. Aldilà di qualche disegno di legge non ancora discusso in Parlamento, infatti, non è stato finora affrontato, nelle sedi istituzionali competenti, il problema con la necessaria urgenza, attraverso proposte e misure specifiche che contengano soluzioni reali ed efficaci;

- sarebbe altresì opportuno che la Regione si ponga quale attore primario e, nel rispetto dei principi statutari di “sostegno della famiglia, promozione di un sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile, di tutela della salute dei cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio, nonché di solidarietà , adottasse e finanziasse, nell’immediato, progetti e campagne di sensibilizzazione, informazione e sostegno per discutere delle conseguenze derivanti dall’uso improprio degli strumenti digitali e, soprattutto, diffondere la giusta e corretta educazione digitale negli istituti scolastici ed in ogni luogo di educazione, formazione e cultura.

Impegna la Giunta regionale

- in primo luogo, anche attraverso la fattiva collaborazione con altre Regioni, ad attivarsi presso le sedi competenti per sollecitare Governo e Parlamento affinché approvino, con urgenza, disposizioni normative che contengano misure preventive per favorire un utilizzo sicuro, giusto ed equilibrato dei social ed introducano misure di contrasto al fenomeno sopra descritto nonché azioni di sostegno per la popolazione giovanile, - in ambito regionale, ad elaborare e approvare con urgenza un Piano Regionale che preveda campagne di informazione, rispetto ai rischi per la salute e per la vita di relazione, derivanti dall'utilizzo del web e dei social, nonché progetti territoriali e patti digitali per la promozione e diffusione della corretta educazione digitale e, infine, ma non da ultimo, strumenti di sostegno a favore dei minori, delle famiglie, delle istituzioni scolastiche ed educative.

(33; 02/04/2026) Laghi

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

l'articolo 32 della Costituzione tutela il diritto alla salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività;

lo screening neonatale rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione sanitaria secondaria;

la legge 19 agosto 2016, n. 167 ha istituito lo Screening Neonatale Esteso (SNE) nei LEA;

la normativa nazionale prevede l'aggiornamento periodico del panel delle patologie oggetto di screening;

considerato che: numerose malattie genetiche, metaboliche, neuromuscolari, immunologiche e neurodegenerative risultano oggi trattabili se diagnosticate in fase pre - sintomatica;

la diagnosi precoce consente accesso tempestivo a terapie innovative, incluse terapie geniche ed enzimatiche;

le Regioni possono attivare progetti pilota per ampliare il numero delle patologie sottoposte a screening;

ritenuto: opportuno potenziare lo Screening Neonatale Esteso in Calabria;

necessario garantire uniformità territoriale e pari accesso alla diagnosi precoce;

impegna la Giunta regionale

1. ad attivare un programma regionale di estensione dello Screening Neonatale Esteso mediante progetti pilota relativi a ulteriori malattie neonatali trattabili;

2. a garantire la piena adesione dei punti nascita regionali e la copertura universale dei nuovi nati;

3. a individuare una rete regionale di riferimento comprendente laboratori di screening e centri clinici specialistici;

4. ad adottare o aggiornare PDTA regionali per le patologie oggetto di estensione;

5. a garantire informazione chiara e uniforme alle famiglie nel rispetto del consenso informato;

6. a definire la sostenibilità economica del programma valorizzando risorse nazionali disponibili;

7. a istituire un sistema di monitoraggio annuale con relazione alla Commissione consiliare competente;

8. a promuovere la candidatura delle nuove patologie all'aggiornamento del panel nazionale dello SNE;

9. a istituire una cabina tecnica regionale multidisciplinare per la valutazione delle patologie candidate all'estensione dello SNE;

10. a prevedere, al termine dei progetti pilota, una valutazione tecnica finalizzata alla stabilizzazione del percorso.

(34; 09/04/2026) Scutellà

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• è in atto un processo concreto e immediato di chiusura delle scuole nei piccoli Comuni calabresi, determinato dall’applicazione rigida dei parametri minimi per la formazione delle classi, che sta già producendo effetti gravi e potenzialmente irreversibili;

• il diritto all’istruzione, garantito dagli artt. 33 e 34 della Costituzione, costituisce un livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), e non può essere subordinato a criteri meramente numerici e contabili;

• nei Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti la scuola rappresenta un presidio imprescindibile di coesione sociale, culturale e istituzionale, spesso l’ultimo servizio pubblico rimasto;

• numerosi Sindaci stanno segnalando il diniego sistematico all’attivazione delle prime classi con meno di 15 alunni, con conseguente rischio di soppressione dell’intera offerta scolastica locale;

considerato che: • i parametri attualmente applicati discendono dal D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 e dalle misure di razionalizzazione della spesa di cui all’art. 64 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112;

• tali disposizioni risultano oggi profondamente inadeguate rispetto al mutato contesto demografico, caratterizzato da un drastico calo delle nascite e da fenomeni di spopolamento che colpiscono in modo particolare la Calabria;

• l’applicazione uniforme e burocratica di tali norme sta determinando, di fatto, la cancellazione del diritto allo studio in ampie porzioni del territorio regionale;

rilevato con estrema preoccupazione che: • la chiusura dei plessi scolastici comporta una compressione sostanziale del diritto allo studio, imponendo agli studenti disagi logistici rilevanti e compromettendo l’accesso equo all’istruzione;

• tale fenomeno accelera la desertificazione sociale ed economica delle aree interne, contribuendo allo svuotamento dei piccoli centri e alla perdita irreversibile di comunità;

• si determina una evidente contraddizione tra gli obiettivi di coesione territoriale e le scelte amministrative concretamente adottate;

richiamati • lo Statuto della Regione Calabria e, in particolare l’art. 2, in materia di sviluppo equilibrato del territorio e contrasto agli squilibri e l’art. 34, in materia di diritto allo studio; denunciato • l’atteggiamento eccessivamente restrittivo degli Uffici scolastici competenti, che stanno applicando le norme senza adeguata considerazione delle specificità territoriali;

• il grave ritardo del legislatore nazionale nell’adeguare la normativa al nuovo contesto demografico;

ritenuto che: • sia necessario un intervento politico immediato e non più rinviabile per impedire la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni;

impegna la Giunta regionale

1. ad attivare immediatamente ogni interlocuzione istituzionale utile, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, per ottenere una revisione strutturale dell’art. 64 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, adeguandolo al nuovo contesto demografico;

2. ad assumere una posizione politica netta e formale nei confronti del Governo nazionale, chiedendo con urgenza la sospensione dell’applicazione rigida dei parametri di cui al D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 per i Comuni sotto i 3.000 abitanti e nelle aree interne;

3. a esercitare pienamente le competenze regionali in materia di programmazione della rete scolastica, adottando indirizzi vincolanti finalizzati al mantenimento dei plessi nei piccoli Comuni e utilizzando in modo estensivo tutti gli strumenti derogatori previsti dall’ordinamento;

4. ad aprire con urgenza un tavolo di crisi permanente con l’Ufficio Scolastico Regionale, ANCI Calabria, le Province e i rappresentanti dei territori, per impedire la chiusura delle classi e dei plessi già a partire dal prossimo anno scolastico;

5. a destinare risorse regionali straordinarie per sostenere i servizi scolastici nei territori a rischio, anche attraverso modelli organizzativi innovativi e flessibili;

6. a farsi promotrice di una mobilitazione istituzionale coinvolgendo i parlamentari calabresi, affinché venga affrontata con urgenza una questione che riguarda la sopravvivenza stessa delle comunità locali;

7. a riferire con urgenza al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.

(35; 10/04/2026) Filomena Greco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- l’azienda Gruppo Distribuzione di Lamezia Terme, titolare della commessa ConTe.it Assicurazioni, rischia di perdere 95 posti di lavoro a seguito della comunicazione del 25 marzo da parte di ConTe.it di interrompere la collaborazione dopo 13 anni, motivata da ragioni di sostenibilità economica. Considerato che: - i lavoratori hanno dimostrato straordinario attaccamento all'attività, contribuendo alla crescita e notorietà dell'azienda appaltante, e la vicenda ha ricadute negative sull'intero territorio calabrese, mettendo a rischio la dignità e il futuro di famiglie intere. Tenuto conto che: - si tratta di una questione sociale e occupazionale urgente nel comparto telecomunicazioni e call center, settore colpito da numerose vertenze in Calabria, con lavoratori spesso in età difficile per il ricollocamento in un mercato del lavoro regionale debole. Preso atto che: - i lavoratori e le sigle sindacali hanno richiesto l'istituzione di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare e risolvere le problematiche.

Impegna la Giunta regionale

- a mettere in atto tutte le attività di propria competenza per la salvaguardia dei posti di lavoro;

- a sollecitare con ogni mezzo e con urgenza il Governo nazionale affinché istituisca nel minor tempo possibile un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per risolvere la vertenza, garantendo la continuità dei posti di lavoro;

- a promuovere una riflessione nazionale sulla riforma del settore call center e telecomunicazioni, per fornire garanzie e prospettive ai lavoratori calabresi.

(36; 20/04/2026) Alecci

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- il Gruppo Alfagomma, fondato nel 1956, rappresenta una realtà storica dell’industria manifatturiera italiana, attiva nella produzione di tubi e sistemi per il trasferimento di fluidi, con una presenza consolidata sui mercati internazionali e un significativo radicamento produttivo in Italia, nonché, in Calabria, configurandosi come uno dei principali operatori del settore;

- il Gruppo occupa circa 4.800 dipendenti a livello mondiale, di cui circa 2.000 in Italia, di questi una buona percentuale in Calabria, risultando il quarto datore di lavoro nazionale nel comparto della gomma e della plastica;

- Alfagomma riveste un ruolo di rilievo quale fornitore in programmi strategici per il comparto della difesa nazionale, collaborando con primari operatori industriali italiani;

- negli ultimi anni il Gruppo è stato interessato da una crescente conflittualità tra i soci, culminata in uno stallo decisionale in seno al consiglio di amministrazione, pur senza pregiudicare l’approvazione dei bilanci e le principali deliberazioni societarie;

- tale conflittualità ha portato all’avvio di una procedura di liquidazione volontaria della holding Alfa Gomma S.p.A., nonostante la solidità economico-finanziaria del Gruppo;

- il Tribunale di Milano è intervenuto disponendo la nomina dei liquidatori, incaricati di individuare le modalità più opportune per la valorizzazione del Gruppo, anche attraverso un processo competitivo aperto a potenziali acquirenti;

secondo quanto riportato da organi di stampa, tra i soggetti interessati figurerebbero anche grandi gruppi multinazionali del settore, circostanza che alimenta forti preoccupazioni circa il possibile venir meno del controllo italiano sull’azienda e il rischio di delocalizzazioni produttive;

- risulta altresì che il socio-----------, affiancato da un fondo di private equity con profilo finanziario, abbia manifestato la volontà di preservare l’integrità industriale del Gruppo e il suo radicamento in Italia e quindi in Calabria, presentando una Non Binding Offer (NBO);

- la vicenda coinvolge un gruppo industriale strategico, sia sotto il profilo occupazionale sia per il ruolo svolto in filiere produttive sensibili, incluse quelle connesse alla difesa nazionale;

eventuali operazioni di cessione a soggetti esteri potrebbero determinare impatti rilevanti sulla continuità produttiva, sull’occupazione e sulla tutela del know-how industriale nazionale;

considerato che: - la Regione Calabria è direttamente interessata alla salvaguardia del tessuto produttivo regionale e alla difesa dei livelli occupazionali, anche in relazione agli effetti indiretti sulle filiere e sull’indotto;

- la tutela delle imprese strategiche italiane rappresenta, inoltre, un interesse pubblico rilevante, in particolare nei settori connessi alla sicurezza nazionale e alla manifattura avanzata, insieme ad un interesse prettamente della regione Calabria;

tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

e il Presidente della Giunta regionale: - ad attivarsi presso il Governo nazionale affinché siano monitorati con la massima attenzione gli sviluppi relativi alla procedura di vendita del Gruppo Alfagomma;

- a sollecitare l’adozione di tutte le iniziative di competenza volte a garantire la salvaguardia del controllo industriale italiano del Gruppo, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti normativi disponibili, inclusi quelli in materia di tutela degli asset strategici;

- a promuovere, in raccordo con le istituzioni nazionali, ogni azione utile a tutelare la continuità produttiva e i livelli occupazionali, con particolare riguardo alla regione Calabria che già paga gli effetti della desertificazione industriale;

- a sostenere soluzioni industriali che assicurino il mantenimento del radicamento produttivo in Italia e in Calabria, nonché, la valorizzazione del know-how e la stabilità delle filiere collegate;

- a mantenere un costante confronto con le parti sociali e le organizzazioni sindacali, al fine di monitorare eventuali ricadute occupazionali e attivare tempestivamente misure di tutela anche a livello regionale.

(37; 07/05/2026) Orlandino Greco

Risposta scritta ad interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la RSA di Girifalco rappresenta da anni un presidio sociosanitario di rilevanza territoriale;

- i ricoveri presso la struttura risultano di fatto bloccati dal 2010, nonostante ripetute sollecitazioni rivolte alle istituzioni competenti nel corso degli anni, anche da parte di associazioni locali e cittadini;

- l’ASP di Catanzaro, più volte interpellata sulla vicenda, ha confermato che la RSA risulta accreditata “ex lege”;

considerato che: - nonostante l’accreditamento, i ricoveri continuano a non essere attivati, dando luogo a una situazione paradossale che priva la struttura della sua funzione principale;

- il protrarsi dello stop ai ricoveri ha determinato una progressiva riduzione del numero dei pazienti ospitati, anche per evidenti ragioni anagrafiche;

- tale diminuzione ha avuto ricadute dirette sull’organico, con numerosi dipendenti che negli anni hanno chiesto e ottenuto il trasferimento verso altre strutture, anche per il timore concreto di una futura chiusura della RSA per carenza di utenza;

- si è ormai instaurato un circolo vizioso per cui l’assenza di ricoveri determina la riduzione dei pazienti e, conseguentemente, l’impossibilità amministrativa di procedere al reintegro o al potenziamento del personale;

tenuto conto che - negli ultimi giorni si è registrata una mobilitazione del personale della struttura, preoccupato per il futuro occupazionale e per la tenuta complessiva del presidio;

- il personale attualmente in servizio continua a garantire l’operatività della struttura con impegno e senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di lavoro prossimi ai limiti previsti dal CCNL;

preso atto che: - la riattivazione dei ricoveri rappresenta il nodo centrale e prioritario della vicenda, poiché solo attraverso l’aumento dei pazienti può essere affrontata e risolta anche la questione del personale e del rilancio complessivo della RSA. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale – Commissario ad acta per la sanità

per sapere:

1. quali siano le ragioni, di natura amministrativa, organizzativa o sanitaria, che hanno determinato e continuano a determinare lo stop dei ricoveri presso la RSA di Girifalco, nonostante l’accreditamento “ex lege” della struttura;

2. se la Regione Calabria e l’ASP di Catanzaro siano a conoscenza della progressiva riduzione dei pazienti e del personale, nonché dei rischi concreti di depotenziamento o di chiusura di fatto della RSA;

3. quali iniziative urgenti si intendano assumere per procedere alla riattivazione immediata dei ricoveri presso la RSA di Girifalco;

4. se sia previsto un piano di rilancio della struttura che, una volta ripristinati i ricoveri, consenta anche il reintegro e il rafforzamento dell’organico;

5. se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con Regione, ASP, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni del territorio, al fine di individuare una soluzione strutturale e definitiva alla vicenda.

(31; 20/01/2026)

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con la legge regionale n. 39/2023 è stato istituito il Consorzio di Bonifica della Calabria disponendo la soppressione dei precedenti undici Consorzi di Bonifica e avviando le relative procedure di liquidazione;

- tale processo ha comportato la nomina di diversi Commissari Liquidatori, incaricati di ricostruire la situazione patrimoniale, finanziaria e contabile dei Consorzi;

- dai riscontri trasmessi dai Commissari emerge un quadro di grave criticità finanziaria;

- in tale contesto, molti lavoratori collocati in quiescenza non hanno ancora ricevuto il trattamento di fine rapporto (TFR) loro spettante, nonostante si tratti di un diritto maturato e non differibile;

- alcuni, Consorzi risultano aver corrisposto il TFR solo in parte o esclusivamente a titolo di acconto, mentre altri presentano debiti TFR ancora integralmente insoluti;

- i Commissari stessi riconoscono che la mancata erogazione del TFR è dovuta alla totale assenza di fondi disponibili, aggravata dai continui pignoramenti. Considerato che: - Il TFR rappresenta una componente essenziale della retribuzione differita e la sua mancata corresponsione costituisce una violazione dei diritti dei lavoratori;

- il protrarsi dei ritardi nei pagamenti del TFR sta generando gravi ricadute sociali, con particolare riferimento ai soggetti che devono far fronte a spese sanitarie e familiari sempre più onerose;

- la situazione descritta sta generando un grave danno sociale, economico e reputazionale per l'Ente regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. a quanto ammonti complessivamente il credito vantato dai lavoratori collocati in quiescenza dei Consorzi di Bonifica soppressi, con l'indicazione del numero dei beneficiari interessati e dello stato aggiornato delle singole posizioni creditorie. 2. Quali iniziative urgenti la Regione intenda assumere per garantire il pagamento integrale e tempestivo del TFR ai lavoratori dei Consorzi di Bonifica collocati in quiescenza. 3. Se la Regione intenda istituire uno specifico fondo di copertura finalizzato al pagamento del TFR degli ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica indicando, tempi, risorse e modalità di attuazione.

(39; 02/02/2026)

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- sono pervenute numerose segnalazioni riguardanti la presenza di ambulanze nuove, acquisite recentemente con fondi regionali, che risulterebbero sottoposte a fermo amministrativo da diversi mesi;

- tali mezzi, pur essendo destinati al servizio di soccorso sanitario e quindi essenziali per la tutela della salute pubblica, non dovrebbero essere oggetto di misure cautelari quali il fermo amministrativo, atteso che la normativa e la giurisprudenza riconoscono specifiche tutele per i veicoli strumentali all’attività sanitaria e di soccorso;

- la mancata tempestiva impugnazione o rimozione del fermo potrebbe determinare un grave pregiudizio per i servizi di emergenza-urgenza, oltre a potenziali danni economici e assicurativi a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali e, in ultima istanza, dei cittadini;

- risulterebbe altresì che, nonostante la natura facilmente sanabile della misura, non siano stati adottati adeguati provvedimenti dagli uffici competenti per risolvere la situazione, neppure mediante la semplice comunicazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la revoca del fermo;

- la situazione descritta si inserisce in un contesto già critico per il sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria, caratterizzato da carenza di personale, utilizzo di mezzi obsoleti e ambulanze nuove non utilizzate o non pienamente operative. Considerato che: - il fermo amministrativo su mezzi di proprietà delle ASP rappresenta un indice della criticità della situazione contabile e finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale;

- l’eventuale utilizzo di veicoli sottoposti a fermo amministrativo in attività di soccorso, in caso di sinistro con danni a persone o cose, potrebbe esporre le ASP e la Regione a gravi rischi di rivalsa da parte delle compagnie assicurative, con conseguenze patrimoniali rilevanti;

- risulta necessario garantire massima trasparenza sulla localizzazione, lo stato giuridico-amministrativo e l’effettivo impiego dei mezzi di soccorso in dotazione al sistema di emergenza-urgenza regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- quanti mezzi di soccorso (ambulanze e altri veicoli assimilabili) risultino attualmente sottoposti a fermo amministrativo nelle varie Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria, specificando per ciascuno: ASP di appartenenza, tipologia del mezzo, targa e luogo di allocazione. - se gli uffici regionali, quelli di Azienda Zero o quelli delle singole ASP abbiano provveduto ad alcun adempimento (istanze, PEC, richieste di sospensione o annullamento) volto alla rimozione dei fermi amministrativi, indicando le iniziative intraprese, le date degli atti e il relativo stato dei procedimenti;

- se siano stati avviati accertamenti interni, audit o ispezioni amministrative per verificare le cause che hanno determinato il fermo amministrativo dei mezzi di soccorso e, in caso affermativo, quali esiti abbiano prodotto e se siano state individuate eventuali responsabilità dirigenziali o amministrative per la mancata tempestiva rimozione dei fermi;

- quale sia l’ammontare complessivo dei debiti, delle iscrizioni a ruolo o delle altre inadempienze che hanno originato i fermi amministrativi sui mezzi di proprietà o in uso alle ASP, specificando la natura dei crediti, l’ente creditore e l’eventuale piano di rientro adottato o in corso di definizione;

- quali iniziative l’Amministrazione regionale intenda intraprendere per evitare che simili circostanze possano ripetersi, garantendo la piena efficienza del servizio di emergenza e tutelando l’immagine e la sostenibilità economica del sistema sanitario calabrese.

(45; 10/02/2026)

(Risposta)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• nei giorni scorsi, all’interno dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, si è verificata una brutale aggressione ai danni del cardiologo Antonio Sulla, il quale ha riferito di aver subito un tentativo di strangolamento e minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia;

• purtroppo, non è il primo caso di aggressione fisica e/o verbale che si verifica all’interno del predetto nosocomio ai danni del personale sanitario;

• al fine di assicurare il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine il personale del Pronto Soccorso è stato dotato di un braccialetto elettronico per richiedere la loro assistenza;

considerato che: • Il fenomeno della violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie è in allarmante crescita: secondo i dati nazionali dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie relativi al 2024, sono state segnalate oltre 18.000 aggressioni, con un incremento generale del 15% rispetto all’anno precedente;

• l’ultimo Rapporto Censis registra dati ancora più preoccupanti, attestando 22.049 casi di aggressione in un anno nelle regioni italiane, evidenziando una “deriva patologica” del rapporto medico-paziente in cui i sanitari finiscono per diventare i capri espiatori delle inefficienze del sistema;

• a livello regionale, in Calabria, nel corso del 2024 sono stati segnalati 49 episodi di violenza (tutti nel settore pubblico) che hanno coinvolto 63 operatori, di cui il 30% medici e il 54% infermieri;

• la maggior parte di questi eventi in Calabria avviene in ambito ospedaliero (88%), con una netta prevalenza dei reparti di Pronto Soccorso (24 casi registrati), • Sarebbe pertanto opportuno dotare anche gli altri reparti dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone e non solo il Pronto Soccorso, del braccialetto elettronico collegato con il posto fisso di Polizia, per la richiesta dell’intervento immediato degli agenti, ai primi segnali di intemperanza da parte degli utenti, nonché di impianti di videosorveglianza per l’identificazione degli autori. Rilevato che: • nonostante l’inasprimento delle pene introdotto dal legislatore nazionale, gli operatori sanitari continuano a operare in un clima di insicurezza e timore;

• secondo le indagini Censis, il 41,2% dei medici non si sente sicuro durante lo svolgimento della propria professione e il 71,8% si sente un bersaglio per carenze strutturali non dipendenti dal proprio operato;

• l’efficacia delle misure di prevenzione, come i posti fissi di Polizia di Stato e l’implementazione della Raccomandazione ministeriale n. 8” Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, è fondamentale per garantire l’incolumità del personale e la dignità dei pazienti. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,

per sapere:

• quali azioni concrete intenda intraprendere per rafforzare la sicurezza nel presidio “San Giovanni di Dio” di Crotone;

• quale sia lo stato di attuazione dei posti fissi di Polizia presso le strutture sanitarie calabresi dotate di reparti di emergenza-urgenza, come previsto dalla normativa vigente;

• se la Regione Calabria abbia pienamente recepito e implementato le linee guida della Raccomandazione ministeriale n. 8, ” Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, per la prevenzione degli atti di violenza contro gli operatori sanitari;

• quali investimenti tecnologici (videosorveglianza, sistemi di allarme, controllo accessi) siano previsti per rendere tutti i reparti ospedalieri calabresi luoghi di lavoro sicuri, tutelando la dignità di chi cura e di chi viene curato;

• se siano previsti investimenti per sistemi di videosorveglianza, tele-allarme e protocolli di supporto psicologico per gli operatori vittime di trauma, come già sperimentato in altre realtà ospedaliere.

(49; 16/02/2026)

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- sono apparse su organi di informazione notizie relative alla presunta presenza di numerosi automezzi aziendali in dotazione all'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, segnalati come fermi o non pienamente operativi presso il territorio di Montalto Uffugo: - tali circostanze, se confermate, potrebbero incidere sull'efficienza dei servizi territoriali e sull'ottimale utilizzo dei beni e delle risorse pubbliche già impiegate per l'acquisto dei mezzi;

- risulta prioritario garantire la massima trasparenza nella gestione dei beni strumentali e delle risorse finanziarie pubbliche destinati al servizio sanitario regionale. Considerato che: - il corretto impiego degli automezzi aziendali rappresenta un elemento funzionale all'erogazione dei servizi sanitari;

- eventuali periodi di inutilizzo, se confermati, sollevano legittimi interrogativi della comunità e possono incidere sull'immagine e sulla credibilità della Regione Calabria, rendendo opportuno e doveroso chiarire se siano dovuti a manutenzione, collaudi, riorganizzazioni o altre motivazioni di carattere tecnico-amministrativo. - È necessario conoscere quali risorse pubbliche siano state impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se risulti confermata la presenza dei suddetti automezzi presso un'area del territorio comunale di Montalto Uffugo e quale sia il numero effettivo dei veicoli attualmente presenti;

- quale sia lo stato operativo degli stessi;

- quali siano le eventuali cause dei periodi di inattività e le tempistiche previste per la piena messa in esercizio;

- se l'ASP di Cosenza abbia predisposto una verifica e/o una relazione tecnica - amministrativa sul punto e se la Regione intenda acquisirla ai fini di una verifica complessiva;

- quali iniziative di controllo e/o monitoraggio si intendano adottare per assicurare il corretto utilizzo dei mezzi;

- quali risorse pubbliche siano state effettivamente impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche.

(54; 17/02/2026)

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la legge 15 marzo 2010, n. 38 garantisce l’accesso ai servizi di cure palliative e terapia del dolore come diritto del malato inguaribile, adulto o minore, in ogni fase della malattia e in ogni luogo di cura. • Le cure palliative rappresentano uno specifico Livello Essenziale di Assistenza (LEA), volto a garantire la dignità della persona, l’appropriatezza delle risposte assistenziali e il supporto ai familiari. • La Regione Calabria ha recepito tale normativa con il DCA 168/2011 e ha approvato Linee guida nel 2011, aggiornate successivamente nel 2015 e nel 2025. Considerato che: • nonostante i recepimenti formali, la Regione Calabria non ha finora istituito la Rete Regionale delle cure palliative, contravvenendo a obblighi di legge e ignorando le reiterate sollecitazioni inviate dall’AGENAS;

• secondo AGENAS e Ministero della Salute, tutte le Regioni italiane dovrebbero disporre di una Rete regionale di cure palliative e presentare ogni anno un piano di potenziamento ai sensi della Legge 197/2022, con monitoraggio obbligatorio e obiettivi progressivi fino al 90% di copertura entro il 2028;

• tuttavia, emergono forti disomogeneità territoriali, con regioni molto avanzate e altre molto indietro, specialmente nel Mezzogiorno;

• il D.L. n. 73/2021 (“Sostegni bis”) stabiliva l'obbligo di completare una ricognizione delle attività entro il 31 dicembre 2021 per garantire l’uniforme erogazione delle cure entro il 31 dicembre 2025;

• ad oggi la Calabria continua a risultare una Regione inadempiente;

• si stima che in Calabria vi siano circa 10.000 persone all’anno bisognose di cure palliative, ma il tasso di copertura dei servizi dedicati non supera attualmente il 20% del fabbisogno;

• il modello organizzativo attuale appare inadeguato: le cure domiciliari sono spesso impropriamente incluse nel servizio ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), nonostante la legge 38/2010 richieda équipe multidisciplinari dedicate e ad alta intensità assistenziale;

• esempi critici, come quello dell'ASP di Reggio Calabria, evidenziano che le strutture di coordinamento rimangono spesso "sulla carta", prive di autonomia finanziaria (centri di costo) e con risorse del tutto insufficienti;

• si registra inoltre un grave danno all'erario e ai cittadini per la mancata attivazione di strutture come gli Hospice di Melicucco e Siderno, vandalizzati e abbandonati dopo la conversione;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano le ragioni per cui, a distanza di oltre quattordici anni dalla Legge 38/2010, la Regione Calabria non abbia ancora strutturato e reso operativa la Rete Regionale delle cure palliative. 2. Quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per colmare il divario tra l'attuale copertura (20%) e il reale fabbisogno della popolazione calabrese, garantendo il diritto costituzionale alla salute e alla dignità nel fine vita. 3. Se esista un programma triennale aggiornato per l’attuazione della normativa, come previsto dal decreto “Sostegni bis”, e come si intenda rispondere ai rilievi di inadempienza mossi dagli organi nazionali. 4. Come si intenda procedere per rendere le Unità di Cure Palliative (UCP) centri di costo autonomi e per dotarle di personale stabilizzato, formato e numericamente adeguato agli standard previsti dal DM 77/2022.

(56; 19/02/2026)

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• in vaste aree della Regione Calabria i cittadini continuano a subire tempi di attesa incompatibili con i Livelli essenziali di assistenza (LEA), con punte che costringono un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure o a rivolgersi alla sanità privata;

• in larga parte del territorio regionale si registrano attese per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche rinviate di mesi, quando non di anni;

• il fenomeno delle liste d’attesa rappresenta oggi una delle principali cause di diseguaglianza nell’accesso alle prestazioni sanitarie e contribuisce in modo rilevante alla già elevata mobilità passiva della Calabria;

• nonostante il perdurante regime di commissariamento del sistema sanitario regionale, permane in capo alla struttura commissariale la responsabilità di garantire il rispetto dei tempi massimi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa;

• il prolungato commissariamento avrebbe dovuto assicurare maggiore capacità di intervento e tempestività decisionale;

tuttavia, i risultati percepiti dai cittadini e registrati — come evidenziato sia dal Ministero della Salute e da AGENAS sia dall’Osservatorio della Fondazione GIMBE — appaiono, allo stato, gravemente insufficienti;

• il Ministro della Salute ha più volte richiamato le amministrazioni regionali rispetto a comportamenti anomali nella gestione delle liste d’attesa emersi a seguito di migliaia di controlli dei NAS, evidenziando criticità anche nella gestione della libera professione intramoenia e nel mancato rispetto delle proporzioni tra attività istituzionale e attività libero-professionale;

• alcune regioni hanno già adottato piani straordinari, organici e finanziati per l’abbattimento delle liste d’attesa, basati su target aziendali vincolanti, recall attivo dei pazienti, aperture straordinarie, sedute operatorie aggiuntive e sistemi di monitoraggio stringenti;

• ad oggi non risulta che la Regione Calabria abbia messo in campo un’azione di pari intensità, organicità e trasparenza;

considerato che: • il permanere di tempi di attesa eccessivi compromette concretamente il diritto costituzionale alla tutela della salute;

• tale diritto non può essere subordinato a ritardi organizzativi o inefficienze del sistema regionale;

tenuto conto che: • il regime di commissariamento non può costituire un alibi per l’inerzia programmatoria né trasformarsi in una zona franca rispetto alle responsabilità politiche e amministrative, ma impone semmai maggiore capacità di intervento;

• l’assenza di un piano straordinario pubblico, misurabile e verificabile alimenta una diffusa percezione di immobilismo della governance sanitaria regionale;

preso atto che: • numerose misure organizzative potrebbero essere attivate immediatamente senza violare i vincoli del Piano di rientro;

• il D.lgs. 124/1998 prevede che, in caso di superamento dei tempi massimi (30 giorni per visite specialistiche e 60 giorni per esami strumentali), l’assistito possa accedere all’attività libero-professionale intramoenia sostenendo, se dovuto, il solo ticket, con oneri a carico dell’azienda sanitaria;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano i dati reali, aggiornati e certificati sui tempi di attesa nelle Aziende del SSR calabrese, distinti per classe di priorità, struttura erogatrice e tipologia di prestazione;

2. se il Presidente/Commissario ritenga accettabile che in Calabria persistano tempi di attesa tali da configurare, di fatto, una limitazione dell’accesso tempestivo alle cure;

3. per quali ragioni la Regione/Struttura commissariale non abbia ancora adottato un piano straordinario organico di abbattimento delle liste d’attesa analogo, per intensità e strumenti, a quelli attivati in altre regioni;

4. se e quando intenda presentare un programma regionale con target vincolanti per le Aziende sanitarie, cronoprogramma pubblico e sistema di monitoraggio mensile trasparente;

5. quali misure immediate, puntuali e verificabili siano state attivate in Calabria in materia di: • recall sistematico dei pazienti in lista;

• aperture straordinarie di ambulatori e sale operatorie;

• estensione delle fasce orarie di erogazione delle prestazioni;

• piena integrazione e interoperabilità del CUP regionale;

6. se sia stato effettuato un controllo rigoroso sull’Attività Libero-Professionale Intramuraria (ALPI) al fine di accertare eventuali squilibri rispetto all’attività istituzionale e quali provvedimenti correttivi siano stati eventualmente adottati;

7. se le Aziende sanitarie e ospedaliere siano state autorizzate ad applicare le disposizioni di cui al D.lgs. 124/1998 e, in caso affermativo, con quali modalità operative e con quali risultati in termini di tutela effettiva dei cittadini;

8. quali risorse finanziarie risultino ad oggi effettivamente disponibili, impegnate e liquidate per il recupero delle prestazioni arretrate nel rispetto del Piano di rientro e, in particolare, di fornire un rendiconto dettagliato della spesa sostenuta dal sistema pubblico e da quella destinata alle strutture accreditate, nonché lo stato dell’arte di ciascuna Azienda sanitaria con l’indicazione dei rispettivi tempi medi di attesa 9. se non ritenga grave e politicamente insostenibile l’assenza, ad oggi, di un piano straordinario pubblico, finanziato e monitorato per l’abbattimento delle liste d’attesa in Calabria e quali risultati concreti e misurabili intenda garantire entro il 2026;

10. se non ritenga ormai indifferibile l’adozione di un provvedimento straordinario regionale, anche in raccordo con la Giunta, per assicurare ai cittadini calabresi tempi di attesa compatibili con i LEA.

(59; 23/02/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Programma Nazionale Esiti (PNE) AGENAS 2025 evidenzia tempi medi di risposta del 118 in Calabria tra i peggiori d'Italia, con valori superiori a 28 minuti nelle ASP di Crotone (28 min), Catanzaro (30 min), Reggio Calabria (30 min), Cosenza (31 min) e Vibo Valentia (35 min), ben oltre lo standard nazionale di 18 minuti dal primo squillo telefonico all'arrivo del mezzo;

- nonostante recenti miglioramenti riportati (riduzione di circa 6 minuti, media regionale intorno ai 24 minuti), persistono criticità sistemiche che compromettono la sicurezza dei cittadini, come accaduto a Soverato (provincia di Catanzaro);

- questa mattina, 4 marzo 2026, intorno alle ore 11:00, una signora anziana è caduta in strada nel centro di Soverato (CZ), richiedendo l'intervento del 118: l'ambulanza è arrivata dopo oltre 40 minuti, esponendo la persona a rischi gravi di complicanze;

- tali ritardi sono ricorrenti e denunciati da Agenas, con 41 ASL italiane (tra cui quelle calabresi) oltre i 20 minuti, configurando il mancato rispetto del diritto alla salute (art. 32 Cost.). Tutto ciò premesso interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- quali sono i tempi medi di risposta del 118 per ciascuna ASP calabrese negli ultimi 12 mesi (febbraio 2025 - febbraio 2026), con dettaglio per zona urbana/rurale con particolare riferimento al comune di Soverato;

- quali misure concrete si vogliano adottare per il caso specifico di Soverato del 4 marzo 2026, inclusa la verifica sull'allocazione dei mezzi nell'ASP di Catanzaro e le ragioni del ritardo di oltre 40 minuti;

- quanti mezzi di soccorso 118 sono attualmente operativi per provincia, con indicazione di turni, personale e eventuali fermi amministrativi o carenze;

- quali interventi sono in corso per potenziare il parco veicolare e le centrali operative;

- entro quando la Giunta adotterà un piano regionale per allineare i tempi di risposta allo standard di 18 minuti, con monitoraggio mensile di AGENAS e sanzioni per le ASP inadempienti;

- si richiede, altresì, di trasmettere i dati disaggregati e il report AGENAS aggiornato.

(62; 04/03/2026).

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con legge regionale n. 32 del 15 dicembre 2021 è stata istituita l'"Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria – Azienda Zero", ente del Servizio Sanitario Regionale dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile, con sede legale presso la Cittadella Regionale di Germaneto (Catanzaro);

- con legge regionale n. 1 del 1° marzo 2022 è stato assegnato ad Azienda Zero l'intero sistema regionale dell'emergenza-urgenza 118, dell'elisoccorso e del Numero Unico di Emergenza 112, configurando così un accentramento regionale di funzioni precedentemente distribuite tra le cinque Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della Calabria;

- l'accordo per il passaggio del personale del 118 dalle cinque ASP calabresi ad Azienda Zero, presentato dal Direttore Generale ... cessione del contratto ex art. 31 D.Lgs. 165/2001, riguarda 1.243 professionisti ed è dichiaratamente finalizzato a:

a) superare le criticità strutturali e gestionali del sistema 118;

b) garantire l'uniformità organizzativa e gestionale del servizio su base regionale;

c) assicurare continuità assistenziale e omogeneità dei LEA;

d) ottimizzare la gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;

- nonostante tali dichiarate finalità, il sistema di emergenza-urgenza regionale versa in uno stato di grave crisi strutturale: ad oggi almeno il 70% dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) calabresi risulta demedicalizzato, ovvero privo della presenza del medico, figura professionale indispensabile per garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita in condizioni di emergenza;

- le zone carenti di medici del 118 pubblicate dalle ASP calabresi sono andate sistematicamente deserte per almeno cinque anni consecutivi, dimostrando l'incapacità strutturale del sistema di attrarre e trattenere il personale medico necessario;

tale criticità non può essere ignorata nel progettare un mero trasferimento di competenze gestionali senza una contestuale e concreta strategia di reclutamento;

- Il sindacato Nursing Up, in un'indagine condotta su oltre 200 operatori del SUEM 118, ha rilevato che il 76% del personale ritiene che il servizio sia complessivamente peggiorato dopo l'entrata in vigore della riforma introdotta con la L.R. n. 32/2021;

l'83% attribuisce le criticità alla chiusura delle Centrali Operative 118 di Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, con conseguente aumento dei tempi di intervento – in alcuni casi superiori ai 50 minuti –, maggiore congestione dei pronto soccorso e peggioramento delle condizioni lavorative;

considerato che: - l'84% del personale del SUEM 118 si è dichiarato contrario al trasferimento dalla propria ASP di appartenenza ad Azienda Zero;

la richiesta del Nursing Up di istituire un tavolo tecnico paritetico per affrontare le criticità della riforma, formulata nel maggio 2024, è rimasta senza risposta da parte del Commissario Straordinario di Azienda Zero pro tempore;

- in materia di emergenza-urgenza, nessuna figura sanitaria diversa dal medico è abilitata, ai sensi della vigente normativa professionale e deontologica, a effettuare diagnosi e a prescrivere e somministrare terapie, inclusi gli interventi farmacologici e strumentali salvavita;

il personale non medico presente sulle ambulanze, in assenza del medico, non può svolgere altro se non trasportare il paziente al più vicino pronto soccorso, contribuendo ad aggravare ulteriormente il sovraffollamento degli stessi;

tenuto conto che: - Il sistema sanitario calabrese è soggetto a commissariamento da oltre 15 anni;

la riorganizzazione del 118 tramite Azienda Zero, nella sua attuale configurazione, rischia di produrre un mero spostamento di competenze burocratico-gestionali senza affrontare la questione centrale della disponibilità del personale medico, configurandosi come un intervento di facciata privo di impatto concreto sulla salute dei cittadini.

Preso atto che: - che il diritto alla salute, garantito dall'art. 32 della Costituzione, non può essere assicurato da un sistema di emergenza-urgenza nel quale la stragrande maggioranza dei turni delle postazioni territoriali è priva della figura del medico, unico professionista abilitato per legge a garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita. - Che un atto amministrativo come il trasferimento di 1.243 operatori ad Azienda Zero, senza che sia stato preventivamente risolto il problema della carenza medica e senza un piano concreto e verificabile di reclutamento, rischia di essere una risposta organizzativa priva di contenuto sostanziale in termini di tutela della salute pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. come Azienda Zero intenda garantire la risposta ai bisogni di salute della popolazione calabrese in condizioni di emergenza-urgenza, considerato che al momento almeno il 70% dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale risulta demedicalizzato, e se tale dato sia noto alla Giunta regionale e al commissario ad acta;

2. quali siano le misure concrete e verificabili che Azienda Zero intende adottare per reclutare il personale medico mancante nel sistema 118, tenuto conto che le zone carenti pubblicate dalle ASP calabresi sono risultate sistematicamente deserte per almeno cinque anni consecutivi, e se tali misure si discostino – e in che modo – da quelle già rivelatesi fallimentari negli anni precedenti;

3. se la Giunta Regionale e Azienda Zero riconoscano che la presenza del medico sulle ambulanze e nelle postazioni di emergenza territoriale è condizione indispensabile e non sostituibile per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) in materia di emergenza-urgenza, e se tale principio sia formalmente recepito nel piano organizzativo del sistema 118 regionale;

4. se la Giunta Regionale e Azienda Zero ritengano che diagnosi e terapie salvavita possano essere erogate in ambulanza da personale non medico e, in caso negativo, quali strumenti normativi e organizzativi siano stati o saranno adottati per impedire che situazioni di emergenza vengano gestite in assenza del medico, con i conseguenti rischi per la vita dei pazienti e le implicazioni medico-legali per gli operatori non medici;

5. se Azienda Zero abbia valutato il rischio concreto che il trasferimento di competenze gestionali senza contestuale risoluzione della carenza medica possa aggravare ulteriormente il sovraffollamento dei pronto soccorso calabresi, stante il fatto che il personale non medico, in assenza del medico, non può che provvedere al mero trasporto del paziente al più vicino presidio ospedaliero;

6. quali siano i tempi, le modalità e le risorse stanziate per il completamento del trasferimento dei 1.243 professionisti del 118 dalle ASP ad Azienda Zero, e se siano state preventivamente costituite presso Azienda Zero tutte le strutture organizzative, le figure di coordinamento e le procedure operative necessarie ad assorbire tale personale senza pregiudicare la continuità e la qualità del servizio di emergenza-urgenza;

7. se il Presidente della Giunta Regionale intenda istituire un tavolo tecnico paritetico – come richiesto dal sindacato Nursing Up già nel maggio 2024 senza ottenere risposta – tra rappresentanti istituzionali, Azienda Zero, organizzazioni sindacali e rappresentanti della comunità medica, al fine di definire un piano organizzativo del sistema 118 che garantisca effettivamente la presenza del medico nelle postazioni di emergenza territoriale e la tutela reale del diritto alla salute dei cittadini calabresi.

(65; 06/03/2026).

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria, attraverso Azienda Zero, ha pubblicato una call rivolta a medici provenienti da Paesi UE e extra UE per far fronte alle croniche carenze di personale medico specialistico in diversi settori critici, tra cui: anestesia e rianimazione, medicina d'emergenza-urgenza, chirurgia generale, radiologia diagnostica, radiologia e urologia, cardiologia, ginecologia, pediatria, ortopedia, psichiatria e medicina interna;

- la misura, definita dallo stesso Direttore Generale di Azienda Zero come "straordinaria e sperimentale", prevede, in aggiunta allo stipendio, incentivi economici per rimborso vitto e alloggio, ed è stata assimilata per impostazione alla cosiddetta "missione cubana", ossia all'importazione di personale sanitario straniero in sostituzione dei professionisti italiani non reperibili o non attratti dal sistema regionale;

- il Consiglio regionale ha approvato una legge che autorizza Azienda Zero a ricorrere a società di scouting internazionali per l'intercettazione di medici stranieri disposti a lavorare in Calabria, a dimostrazione del carattere strutturale e non episodico del problema;

- la stampa regionale, citando esponenti del Comitato spontaneo a tutela della salute della Piana, definisce questa iniziativa la "fotografia di un fallimento": la necessità di cercare medici all'estero dimostra l'incapacità dell'attuale gestione di creare le condizioni per trattenere e attrarre i medici italiani già formati a spese del sistema pubblico;

- in parallelo al reclutamento internazionale, lo stesso Direttore di Azienda Zero ha annunciato come risultato positivo la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie presso gli uffici postali, misura che non incide minimamente sulla riduzione delle liste d'attesa – già triplicate in molte aree regionali – ma che, secondo quanto riferito dalla medesima fonte, si configurerebbe come un "abbattimento delle liste" in modo improprio e fuorviante;

considerato che: - a quasi cinque anni dall'insediamento della governance regionale guidata dal presidente Occhiuto, il sistema sanitario calabrese continua a presentare criticità gravissime: carenza di organico, pronto soccorso intasati, lunghe liste d'attesa, reparti chiusi o ridotti all'osso, e l'impossibilità concreta di garantire una risposta sanitaria adeguata nei mesi estivi anche ai numerosi turisti che affollano le coste calabresi;

tenuto conto che: - Il commissariamento del sistema sanitario regionale, di cui era stata annunciata la "fine imminente" più volte negli anni scorsi, non risulta ad oggi rimosso, a conferma di una situazione strutturalmente irrisolta. Preso atto che: - la scelta di rivolgersi a medici stranieri, pur comprensibile come risposta emergenziale, non costituisce una soluzione strutturale alle carenze del sistema sanitario regionale, né affronta le cause profonde della fuga dei medici italiani dalla Calabria, riconducibili a condizioni lavorative insoddisfacenti, mancanza di prospettive di carriera, carenze infrastrutturali e organizzative. - i cittadini calabresi e i turisti che frequentano la regione nei mesi estivi meritano risposte sanitarie certe, tempestive e di qualità, e non misure di facciata che non producono effetti concreti sul diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quanti medici stranieri abbiano fatto domanda tramite Azienda Zero dalla pubblicazione dell’avviso ad oggi, a quale specializzazione appartengano e in quali strutture sanitarie regionali saranno assegnati;

2. qual è il costo complessivo stimato di questa operazione di reclutamento internazionale, comprensivo di compensi, incentivi economici (vitto e alloggio), costi delle società di scouting, eventuali costi di formazione e adeguamento linguistico-normativo;

3. quali misure concrete siano state adottate o siano in corso di adozione per rendere la Calabria attrattiva per i medici italiani, prevenendo la fuga dei professionisti già formati e incentivandone il rientro, in alternativa o in aggiunta al reclutamento internazionale;

4. quale sia lo stato reale delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi per le principali prestazioni specialistiche, e se la misura della prenotazione tramite uffici postali abbia prodotto una riduzione effettiva dei tempi di attesa o si tratti di una semplice diversificazione del canale di accesso;

5. qual è il piano operativo della Regione Calabria per garantire una risposta sanitaria adeguata durante la stagione estiva 2026, tenuto conto dell'aumento della popolazione presente sul territorio e delle prevedibili ulteriori pressioni sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri;

6. a che punto sia concretamente il percorso per la definitiva uscita dal commissariamento del sistema sanitario regionale, e quali siano i tempi realistici previsti a tal fine.

7. Se e quali misure di verifica dell’adeguatezza e idoneità professionali siano state indicate nella call de qua.

(66; 06/03/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- recentemente si è appreso della cancellazione di 10 posti letto di riabilitazione all'ospedale di Soverato, trasferiti a Lamezia Terme, nonostante tale importante servizio sia necessario e giustificato dalla presenza di personale medico e sanitario eccellente che da un numero adeguato di interventi chirurgici;

- i pazienti sarebbero quindi oggi costretti, ad esempio dopo un intervento di protesi all'anca, a spostarsi a Lamezia Terme per la riabilitazione, con gravi disagi;

- il Presidente Occhiuto, in qualità di Commissario alla Sanità, si era espresso per il potenziamento dell'ospedale di Soverato, ma i fatti sembrano contraddire tali impegni, rischiando di indebolire ulteriormente il presidio invece di rafforzarlo;

tutto ciò premesso interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- se è confermato il trasferimento dei 10 posti letto di riabilitazione da Soverato a Lamezia Terme e, in caso affermativo, con quale atto amministrativo e quale motivazione tecnica (carenza di personale, vincoli di rete ospedaliera o ragioni di bilancio);

- quali misure sono previste per i pazienti del comprensorio di Soverato, al fine di evitare spostamenti onerosi e garantire la prossimità assistenziale, come previsto dai principi di umanità e territorialità della sanità;

- se intende valutare il ripristino immediato di tali posti letto a Soverato, considerando il ruolo strategico del presidio ionico, evitando ulteriori depotenziamenti.

(69; 11/03/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la l.r. n. 32/2021 ha centralizzato la direzione e il coordinamento del 118 presso Azienda Zero, trasferendo le funzioni dalle ASP, con DCA attuativo n. 101/2024;

- Nursing Up Calabria, con recenti interventi di stampa, ha denunciato gravi criticità del sistema post-centralizzazione, tra cui: ritardi superiori a 1 ora per codici verdi, scopertura territoriale delle PET per attivazione di mezzi su territori non di competenza, gestione da parte di personale con scarsa esperienza emergenziale e limitata conoscenza dei territori calabresi;

- l'organizzazione sindacale ha dichiarato che l'84% del personale del 118 si dichiara contrario al trasferimento ad Azienda Zero, manifestando preoccupazioni relative a: perdita dell'anzianità di servizio (anche superiore a 20 anni), decadimento di benefici aziendali (produttività, buoni pasto, indennità), decadenza o impossibilità di partecipare a manifestazioni di interesse ASP, mobilità interprovinciale forzata, mancanza di garanzie per ricollocazione in caso di inidoneità al servizio;

considerato che: - recentemente è stato predisposto un "Accordo per il passaggio del personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero in seguito ad analisi giuridica" che disciplina le modalità operative del trasferimento;

- l'art. 1 dell'Accordo, dopo aver richiamato l'art. 31 del D.lgs. 165/2001 (che rimanda all'art. 2112 c.c. per la successione nei rapporti di lavoro in caso di trasferimento di attività), stabilisce che il trasferimento avverrà invece mediante l'istituto della mobilità volontaria ex art. 30 del D.lgs. 165/2001 ("passaggio diretto tra amministrazioni diverse"), modificando così la natura giuridica dell'operazione rispetto al quadro normativo inizialmente individuato;

- l'art. 5 dell'Accordo prevede che il transito avvenga "con assenso formale del dipendente", configurando quindi il trasferimento come volontario e non automatico;

- tuttavia, il medesimo art. 5 introduce una figura ibrida di "dipendenza funzionale" per il personale che non eserciti l'opzione di mobilità: tali dipendenti restano formalmente incardinati nelle ASP di appartenenza, ma vengono posti "in dipendenza funzionale in Azienda Zero per quanto attiene all'organizzazione, al coordinamento operativo, alla programmazione dei turni, agli standard qualitativi e alle procedure operative inerenti alla funzione di emergenza-urgenza";

- l'art. 5, comma 6, stabilisce che il personale che opta per la permanenza presso l'ASP "prosegue temporaneamente il proprio ufficio esclusivamente nell'ambito del Sistema dell'Emergenza Urgenza pre-ospedaliera garantendo la propria dipendenza funzionale" ad Azienda Zero;

- il comma 7 del medesimo articolo precisa che questo "temporaneo utilizzo" è finalizzato a consentire ad Azienda Zero di procedere alla copertura del fabbisogno attraverso strumenti assunzionali, sollevando interrogativi sulla durata di tale regime transitorio e sulle prospettive occupazionali del personale non trasferito. Rilevato che: - l'art. 6 dell'Accordo prevede tutele giuridiche ed economiche per il personale trasferito (mantenimento anzianità, inquadramento, trattamento economico, buoni pasto, ferie maturate, diritti previdenziali, incarichi in corso, esclusione del periodo di prova), ma tali garanzie si riferiscono esclusivamente al personale che accetta il trasferimento volontario;

- per il personale dichiarato inidoneo, l'art. 6 prevede che Azienda Zero si impegni al recupero al servizio attivo e, "qualora non sia possibile garantire la permanenza nell'ambito territoriale di impiego", le ASP di provenienza si impegnano al riassorbimento, ma la formulazione appare generica e priva di automatismi certi;

- l'art. 6 riconosce i DEP (Differenziali Economici di Professionalità) maturati in procedure ASP, ma solo "con decorrenza dalla data dell'effettivo passaggio", lasciando incertezze per il personale in dipendenza funzionale;

- l'art. 10 ("Disposizioni transitorie") stabilisce che "nelle more del passaggio della funzione ad Azienda Zero, non verranno emanati avvisi per l'affidamento di incarichi da parte delle aziende territoriali per il personale afferente ai servizi del 118", penalizzando il personale che rimane alle ASP rispetto alle opportunità di progressione professionale. Considerato, inoltre, che: - l'Accordo non specifica la durata del regime di "dipendenza funzionale" per il personale non trasferito, né le conseguenze in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno mediante mobilità volontaria;

- l'Accordo non chiarisce se il personale in dipendenza funzionale ma formalmente dipendente ASP conservi i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle graduatorie interne e alle progressioni economiche orizzontali delle ASP di appartenenza;

- l'Accordo non definisce criteri oggettivi per la selezione del personale da trasferire in caso di adesioni inferiori al fabbisogno, né esclude espressamente forme di trasferimento d'ufficio qualora la mobilità volontaria non sia sufficiente;

- la clausola di neutralità finanziaria (art. 12) prevede che le risorse FTE trasferite siano decurtate alle ASP e assegnate ad Azienda Zero, ma non chiarisce le conseguenze sui fondi contrattuali e sulla contrattazione integrativa del personale rimasto in dipendenza funzionale alle ASP;

- le preoccupazioni espresse da Nursing Up Calabria circa la bassa adesione (84% contrario al trasferimento secondo le dichiarazioni sindacali) potrebbero determinare una situazione di incertezza prolungata per centinaia di lavoratori, con conseguenze sulla continuità e qualità del servizio di emergenza-urgenza. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se conferma che il trasferimento del personale del 118 ad Azienda Zero avverrà esclusivamente su base volontaria mediante mobilità ex art. 30 D.lgs. 165/2001, con esplicito assenso individuale del dipendente, escludendo qualsiasi forma di trasferimento automatico o d'ufficio anche in caso di adesioni insufficienti rispetto al fabbisogno;

- in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno tramite mobilità volontaria, se la Giunta intenda escludere del tutto la mobilità d'ufficio o se, in analogia con quanto disciplinato dalla Regione Veneto (DGR 1251/2017) per la propria Azienda Zero, intenda quantomeno inserire un limite chilometrico di garanzia (es. massimo 50 km) per gli eventuali trasferimenti forzati, al fine di tutelare la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti;

- quale sia il fondamento giuridico della scelta di applicare l'art. 30 D.lgs. 165/2001 (mobilità volontaria) anziché l'art. 31 combinato con l'art. 2112 c.c. (successione nei rapporti in caso di trasferimento di attività), inizialmente individuato dall'analisi giuridica di Azienda Zero;

- quale sia la natura giuridica della "dipendenza funzionale" prevista dall'art. 5 dell'Accordo per il personale che non esercita l'opzione di mobilità e quali siano i limiti temporali di tale regime transitorio;

- se il personale in dipendenza funzionale ad Azienda Zero ma formalmente dipendente ASP conservi tutti i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle graduatorie interne, alle progressioni economiche orizzontali e agli istituti contrattuali delle ASP di appartenenza;

- considerata la natura ibrida della 'dipendenza funzionale', si chiede di chiarire in capo a quale ente (ASP o Azienda Zero) ricadrà la responsabilità civile, amministrativa e disciplinare nel caso in cui un operatore commetta un illecito o un errore professionale mentre esegue direttive operative e protocolli clinico-assistenziali impartiti da Azienda Zero, ma essendo formalmente contrattualizzato con l'ASP;

- quali siano le conseguenze per il personale non trasferito nel caso in cui Azienda Zero completi il fabbisogno mediante nuove assunzioni, e se sia prevista la ricollocazione in altri reparti delle ASP con garanzia di mantenimento della sede provinciale di lavoro;

- se il personale che aderisce alla mobilità volontaria conservi integralmente: anzianità di servizio ai fini giuridici ed economici, posizione economica e progressioni maturate, buoni pasto, produttività e indennità in godimento, ferie maturate e non godute, partecipazione alle manifestazioni di interesse aperte anche al personale di altre aziende del SSR calabrese;

- rilevato che l'abrogazione del comma 2 dell'art. 8 della L.R. 32/2021 ha eliminato la garanzia normativa dell'assegno ad personam per il personale trasferito, si chiede quali atti amministrativi vincolanti (DCA o DGR) la Giunta intenda adottare per recepire formalmente l'Accordo sindacale, rendendo le garanzie economiche di cui all'art. 6 esigibili in giudizio e non soggette a future disapplicazioni;

- se siano previste clausole di salvaguardia per garantire al personale trasferito la possibilità di rientrare presso l'ASP di origine in caso di future riorganizzazioni del servizio 118 o di cessazione delle funzioni in capo ad Azienda Zero;

- quali siano le garanzie concrete (con accordi formalizzati o delibere specifiche) per la ricollocazione presso l'ASP di origine del personale dichiarato inidoneo o parzialmente inidoneo al servizio 118 dopo il trasferimento ad Azienda Zero;

- se sia previsto il divieto di mobilità interprovinciale forzata per il personale inidoneo ricollocato;

- quali siano le garanzie concrete, le tempistiche certe e i vincoli giuridici in base al D.Lgs. 81/08 per il riassorbimento da parte dell'ASP degli operatori dichiarati inidonei alla mansione, al fine di evitare che questi lavoratori rimangano in un vuoto occupazionale e stipendiale tra i due enti;

- quali azioni concrete intenda intraprendere per superare le criticità gestionali denunciate da Nursing Up Calabria (ritardi nei soccorsi, scopertura territoriale, scarsa conoscenza dei territori da parte del personale di coordinamento), verificando se la centralizzazione abbia effettivamente prodotto i miglioramenti previsti dalla L.R. 32/2021 in termini di uniformità organizzativa e continuità assistenziale;

- quali siano i dati oggettivi (tempi medi di intervento, copertura territoriale, indicatori di qualità LEA) relativi al servizio 118 post-centralizzazione rispetto al periodo precedente;

- se l'Accordo predisposto sia stato già sottoscritto dalle organizzazioni sindacali rappresentative o sia ancora in fase di negoziazione;

- quali iniziative intenda adottare per garantire la massima trasparenza verso i lavoratori interessati, fornendo tempestivamente un contratto dettagliato che specifichi tutti gli aspetti giuridici ed economici del trasferimento, come richiesto dalle rappresentanze sindacali.

(70; 12/03/2026).

(Risposta)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il legislatore regionale, con l’approvazione delle leggi n. 19/2023, n. 32/2024 e n. 22/2025, ha inteso delineare una strategia complessiva di sviluppo turistico e promozione dell’immagine della Calabria, puntando sulla valorizzazione dei grandi attrattori culturali (i Bronzi di Riace), sul potenziamento dell’offerta dei piccoli borghi e sulla disciplina di nuove forme di ospitalità come il turismo itinerante.

- La legge regionale n. 19/2023 (“Mese dei Bronzi di Riace”) stabilisce all’art. 2 un adempimento annuale perentorio, imponendo alla Giunta regionale di predisporre entro il mese di febbraio il programma degli interventi celebrativi;

- la legge regionale n. 30 maggio 2025, n. 22 (“Rete dei Borghi della Calabria”) definisce una tempistica stringente per la sua operatività, prevedendo che la Giunta regionale emani le Linee guida per l’adesione alla rete entro novanta giorni dalla pubblicazione della legge e, successivamente, il bando per la presentazione delle candidature entro ulteriori novanta giorni. - La Legge regionale 7 agosto 2024, n. 32 (“Turismo itinerante”) prevede strumenti di promozione e pubblicizzazione del settore attraverso i siti istituzionali e altri mezzi divulgativi, al fine di rendere efficace la promozione del medesimo a livello nazionale e internazionale.

Atteso che: - la corretta attuazione di una legge non si esaurisce nella sua approvazione, ma richiede il puntuale espletamento degli adempimenti amministrativi (regolamenti, linee guida, programmi, bandi) necessari a trasformare il dettato normativo in azioni concrete per i territori e i cittadini. - Il ritardo o l’omissione di tali atti rischia di rendere le norme dei “gusci vuoti”, privi di incidenza reale sull’attrattività turistica e sullo sviluppo economico della regione.

Rilevato che: - per quanto riguarda la l.r. n. 19/2023, la scadenza del mese di febbraio è essenziale per consentire la programmazione di itinerari, seminari e manifestazioni culturali distribuiti sull’intero territorio regionale. - In merito alla l.r. n. 22/2025, il rispetto dei termini di novanta giorni per le Linee guida e il bando è condizione necessaria affinché i Comuni possano presentare le candidature e beneficiare dell’iscrizione alla rete. - Relativamente alla l.r. n. 32/2024, l’efficacia della norma dipende anche dalla capacità dell’amministrazione di pubblicizzare correttamente le nuove forme di ospitalità, come il garden sharing, integrate nell’offerta turistica regionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quale sia l’attuale stato dell’arte nell’attuazione degli adempimenti amministrativi sopra richiamati, specificando in particolare se sia stato approvato il programma annuale per il “Mese dei Bronzi di Riace” (L.R. 19/2023), se siano state emanate le Linee guida e il relativo bando per la “Rete dei Borghi della Calabria” (L.R. 22/2025) e quali azioni di promozione siano state avviate per il turismo itinerante (L.R. 32/2024).

(72; 16/03/2026).

(Risposta)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

con DCA n. 164/2018 la Regione Calabria ha definito l’elenco dei Centri autorizzati alla prescrizione dei farmaci soggetti a specifico Piano Terapeutico. In tale provvedimento i Servizi Trasfusionali risultano autorizzati alla prescrizione della Deferoxamina (DFO), ma non dei farmaci Deferasirox (DFX) e Deferiprone (DFP). −

il DCA n. 36/2023 ribadisce che la prescrizione dei farmaci soggetti a Piano Terapeutico è riservata esclusivamente agli specialisti autorizzati, appartenenti ai Centri Prescrittori individuati nell’Allegato 1, incaricati anche della compilazione delle schede di diagnosi e terapia, della gestione dei PT e della loro trasmissione ai Servizi Farmaceutici Territoriali competenti: −

nonostante l’aggiornamento del modello prescrittivo regionale, i Centri Trasfusionali non risultano inseriti tra i Centri Prescrittori autorizzati alla prescrizione di Deferasirox e Deferiprone, restando confermata esclusivamente l’autorizzazione alla prescrizione della Deferoxamina, pur trattandosi di strutture che seguono clinicamente pazienti talassemici e altri pazienti politrasfusi e che monitorano con regolarità tutti i parametri clinici correlati alla terapia ferrochelante (ferritina, creatinina, RMN T2*, aderenza terapeutica) −

la mancata inclusione dei Servizi Trasfusionali determina, di fatto, un sistema duplicato: i pazienti politrasfusi seguiti stabilmente presso i Servizi Trasfusionali, e già sottoposti a monitoraggio clinico continuativo, sono costretti a rivolgersi alle strutture di Ematologia esclusivamente per ottenere o rinnovare il Piano Terapeutico dei farmaci ferrochelanti Deferasirox o Deferiprone. Considerato che: −

l’attuale modello organizzativo comporta che numerosi pazienti politrasfusi calabresi debbano affrontare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani Terapeutici dei farmaci ferrochelanti, con il rischio concreto di interruzione della terapia, indispensabile per prevenire l’accumulo di ferro e le conseguenti complicanze d’organo;

la carenza di specialisti ematologi in diverse aree della Calabria determina una forte concentrazione dell’attività prescrittiva in pochi centri autorizzati, costringendo molti pazienti a frequenti spostamenti anche verso altre province e generando evidenti disparità territoriali, costi logistici e disagi rilevanti per pazienti fragili che necessitano di cure continuative e ravvicinate −

i Centri Trasfusionali, pur possedendo competenze cliniche consolidate nella gestione dei pazienti politrasfusi e nel monitoraggio della terapia ferrochelante, non risultano abilitati alla prescrizione dei farmaci sopra indicati, determinando un doppio percorso – clinico e burocratico – che non incrementa la sicurezza assistenziale ma produce rallentamenti e inefficienze nel percorso di cura. Tenuto conto che: −

la Regione Calabria risulta quindi in ritardo rispetto agli standard nazionali, mantenendo un modello che non valorizza le competenze dei trasfusionisti e che incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti politrasfusi;

Regioni come Puglia, Sicilia, Lombardia, EmiliaRomagna e Toscana hanno già adottato modelli più moderni, nei quali i Centri Trasfusionali sono direttamente autorizzati alla prescrizione dei farmaci ferrochelanti, oppure operano in regime di prescrizione condivisa con gli ematologi, garantendo così continuità terapeutica, prossimità delle cure e riduzione dei tempi di attesa;

appare pertanto necessario procedere ad un aggiornamento della normativa regionale che preveda: • il riconoscimento dei Centri Trasfusionali come Centri Prescrittori • la possibilità di modelli di prescrizione condivisa Trasfusionale-Ematologia • la digitalizzazione dei Piani Terapeutici, al fine di semplificare il percorso assistenziale dei pazienti e migliorare il coordinamento tra strutture ospedaliere e servizi territoriali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale nonché Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR calabrese

per sapere:

per quali ragioni la Regione Calabria continui a mantenere, anche dopo gli aggiornamenti introdotti dal DCA n. 36/2023, un modello prescrittivo che esclude i Centri Trasfusionali dalla prescrizione dei farmaci ferrochelanti Deferasirox e Deferiprone, risultando più restrittivo rispetto a quello adottato in numerose altre regioni italiane e non pienamente coerente con i bisogni assistenziali dei pazienti politrasfusi;

quali iniziative urgenti si intendano adottare per aggiornare i decreti regionali relativi ai Centri Prescrittori, includendo i medici dei Centri Trasfusionali tra gli specialisti autorizzati alla prescrizione e al rinnovo dei farmaci ferrochelanti;

se non si ritenga opportuno introdurre un modello di prescrizione condivisa tra Trasfusionale ed Ematologia, al fine di garantire continuità terapeutica, riduzione dei tempi di attesa e prossimità dell’assistenza;

quali misure si intendano attivare per procedere alla digitalizzazione dei Piani Terapeutici, semplificando il percorso dei pazienti politrasfusi ed eliminando ritardi evitabili legati alla gestione cartacea;

se la Regione intenda avviare un confronto istituzionale con le realtà regionali che hanno già implementato modelli prescrittivi più efficienti, al fine di uniformare l’accesso alle cure e colmare il divario organizzativo che oggi penalizza i cittadini calabresi.

(73; 16/03/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato è una struttura dell’Assistenza farmaceutica territoriale dell’ASP di Catanzaro, dedicata alla distribuzione diretta di farmaci e presidi, in particolare a favore di pazienti affetti da gravi patologie, tra cui malati oncologici, emofiliaci e dializzati;

- la farmacia territoriale di Soverato serve un vasto bacino di utenza comprensoriale e rappresenta un presidio essenziale per l’erogazione di farmaci c.d. “salvavita” a totale carico del Servizio sanitario. Considerato che: - da numerose segnalazioni di cittadini, nonché da un recente sopralluogo che ho effettuato, emerge che la farmacia territoriale ASP di Soverato è allocata in locali angusti, direttamente su strada, privi di una adeguata sala d’attesa;

- quotidianamente, nelle ore di apertura al pubblico, si formano file di decine di persone, costrette a presentarsi fin dalle prime ore del mattino per ritirare il numero di accesso, con attese prolungate di diverse ore per il ritiro dei farmaci, spesso in piedi, all’aperto, sotto sole, pioggia o freddo; in più, i servizi erogati non risultano pienamente garantiti né possono dirsi soddisfacenti;

- tra gli utenti vi sono persone affette da patologie gravi e invalidanti, in larga parte anziani, che non sono nelle condizioni fisiche di sopportare lunghe attese in piedi e in condizioni climatiche sfavorevoli, con evidenti ricadute sulla dignità e sulla stessa tutela della salute;

- il personale in servizio presso la farmacia territoriale di Soverato, pur disponibile e professionale, risulta in numero insufficiente rispetto al carico di lavoro e all’utenza servita, con inevitabili ripercussioni sui tempi di erogazione delle prestazioni. Rilevato che: - situazioni di grave disagio nell’accesso ai farmaci “salvavita” sono già emerse anche presso altre farmacie territoriali calabresi;

- tali criticità sembrano assumere carattere non episodico, ma sistemico, e rischiano di configurare una violazione del diritto all’accesso tempestivo e dignitoso alle cure e ai farmaci, particolarmente grave quando riguarda pazienti cronici e affetti da patologie invalidanti. Considerato, inoltre, che: - la Regione Calabria, tramite il Presidente della Giunta regionale, è titolare della funzione di indirizzo e controllo sul servizio sanitario regionale e, per il tramite del Commissario ad acta, chiamata a garantire livelli essenziali di assistenza uniformi su tutto il territorio regionale;

- per rifondare il servizio sanitario regionale è necessario intervenire anche sull’organizzazione concreta dei servizi di front-office, riducendo disagi e umiliazioni cui quotidianamente sono sottoposti i cittadini calabresi nell’accesso ai farmaci. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- se sia a conoscenza delle condizioni strutturali e organizzative in cui opera la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato;

- quali iniziative urgenti intenda assumere, nei confronti dell’ASP di Catanzaro, affinché: siano individuati locali più idonei;

sia potenziato il personale sanitario e amministrativo in servizio presso la farmacia territoriale;

siano introdotte modalità organizzative (prenotazioni, fasce orarie dedicate a particolari categorie fragili, percorsi prioritari) idonee a tutelare in particolare i pazienti più fragili;

- se la Giunta regionale e la Struttura commissariale abbiano disposto, o intendano disporre con urgenza, un monitoraggio sistematico delle condizioni strutturali e organizzative di tutte le farmacie territoriali insistenti sul territorio calabrese;

– se non ritenga opportuno impartire indirizzi uniformi alle ASP provinciali affinché: vengano predisposti piani di riorganizzazione del servizio farmaceutico territoriale, con l’obiettivo di eliminare o ridurre drasticamente i disagi per gli utenti e venga valutata, ove possibile, l’attivazione di servizi di consegna domiciliare dei farmaci per particolari categorie di pazienti;

- in quali tempi e con quali risorse intenda intervenire, anche in raccordo con le Aziende sanitarie provinciali, per assicurare che l’accesso ai farmaci “salvavita” per i cittadini calabresi avvenga in condizioni di effettiva tutela della salute e della dignità della persona, ponendo fine a situazioni definite da più parti inaccettabili e vergognose.

(78; 25/03/2026).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la RSA "San Francesco di Paola " di San Nicola Arcella, è un presidio fondamentale per l'Alto Tirreno cosentino, garantendo 60 posti letto contrattualizzati con il SSR;

- la procedura di gara per l'affidamento della gestione è stata oggetto di un complesso contenzioso;

- con sentenza del TAR Calabria pubblicata il 31.12.25, sono stati annullati gli atti di gara e dichiarato inefficace il contratto di gestione, pur differendone gli effetti - sino al completamento della nuova procedura di evidenza pubblica o comunque sino alla decorrenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza - per evitare l'interruzione del servizio;

considerato che: - permane una situazione di estrema precarietà amministrativa dovuta all'obbligo di indizione di una nuova gara pubblica e ad un contenzioso ancora aperto;

- tale incertezza si riflette pesantemente sugli 80 operatori impiegati, i quali attendono rassicurazioni circa la stabilità occupazionale;

- i sindaci del territorio e le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per il rischio di un declino degli standard assistenziali e per la tenuta occupazionale del comparto.

Ritenuto che: - sia prioritario garantire la continuità dei servizi assistenziali a tutela degli utenti più fragili;

- sia altresì necessario assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti, nonché la massima trasparenza nelle procedure amministrative;

Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se la Regione sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quali elementi informativi abbia acquisito in merito;

- quali misure si intendano promuovere per garantire la qualità e continuità dell'assistenza erogata agli ospiti della struttura;

- quali iniziative si intendano intraprendere per garantire la tutela dei livelli occupazionali e delle condizioni lavorative di tutto il personale coinvolto;

- se siano previste iniziative volte ad assicurare la piena regolarità e trasparenza delle procedure amministrative relative all'affidamento e alla gestione dei servizi in questione.

(79; 30/03/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria ha promosso, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione 2021– 2027, un avviso pubblico per la realizzazione dei "Parchi culturali calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi", con l'obiettivo di rafforzare il sistema culturale regionale, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale e sostenere lo sviluppo territoriale attraverso la cultura;

- tale avviso, approvato nel dicembre 2024, ha generato un'ampia partecipazione da parte dei territori, con la costituzione di numerosi partenariati complessi – composti da enti pubblici, università, imprese e operatori culturali – e l'elaborazione di progettualità articolate, comportando rilevanti investimenti in termini di tempo e risorse da parte dei soggetti coinvolti. Considerato che: - con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026 la Regione ha disposto la revoca integrale dell'avviso, richiamando formalmente l'art. 21-quinquies della legge n. 241/1990, e motivando tale decisione con l'esigenza di una riprogrammazione strategica, con l'introduzione di un nuovo modello di governance culturale denominato "Cabina delle Visioni Culturali" e con generici riferimenti a criticità applicative dell'avviso stesso;

- tali motivazioni appaiono prive della necessaria specificità e non chiariscono in modo puntuale quali siano le criticità riscontrate né perché esse non possano essere risolte attraverso una modifica o integrazione dell'avviso, senza ricorrere alla sua totale revoca. Rilevato che: - la revoca interviene in una fase avanzata del procedimento, quando si era ormai consolidato un affidamento qualificato in capo ai soggetti partecipanti, i quali hanno strutturato partenariati, sostenuto costi progettuali e pianificato interventi sulla base di un'iniziativa pubblica formalmente avviata;

- secondo consolidati principi dell'ordinamento e della giurisprudenza amministrativa, in tali casi la pubblica amministrazione è tenuta a fornire una motivazione rafforzata e a valutare attentamente gli interessi coinvolti, anche ai fini di eventuali misure compensative. Ritenuto che: - la decisione adottata possa configurare profili di eccesso di potere, illogicità manifesta e violazione dei principi di buona amministrazione e tutela dell'affidamento, nonché determinare un grave danno per il sistema culturale regionale e per i territori coinvolti, interrompendo percorsi progettuali già avviati e indebolendo la credibilità dell'azione amministrativa della Regione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale competente

per sapere:

- quali siano, nel dettaglio, le specifiche criticità tecniche e normative dell'avviso revocato che ne avrebbero reso impossibile o inopportuna l'attuazione;

- per quali ragioni non si sia proceduto a una eventuale modifica o integrazione dell'avviso anziché alla sua totale revoca;

- quali valutazioni siano state effettuate in ordine all'affidamento maturato dai soggetti partecipanti e ai costi da essi sostenuti in buona fede;

- se la Regione intenda prevedere forme di tutela o compensazione per i partenariati coinvolti;

- quali siano i tempi e le modalità previste per un'eventuale ripubblicazione di un nuovo avviso e in che modo si intenda garantire continuità alle progettualità già espresse dai territori.

(85; 13/04/2026).

(Risposta)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• con decreto dirigenziale n. 19199 del 27 dicembre 2024, il Dipartimento "Turismo, Cultura e Identità Territoriale" della Regione Calabria ha approvato un Avviso pubblico per finanziare, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027, la realizzazione infrastrutturale dei "Parchi Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi", con l'obiettivo dichiarato di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale materiale e immateriale regionale, stimolare la partecipazione dei territori, potenziare le infrastrutture culturali e sostenere le filiere culturali e creative calabresi;

• con decreto n. 2705 del 27 febbraio 2025, i termini di presentazione delle domande erano stati prorogati, a conferma dell'interesse attivo dei soggetti richiedenti e della vitalità del procedimento in corso;

• con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026, il medesimo Dipartimento ha disposto la revoca integrale del suddetto Avviso pubblico e del decreto che lo aveva approvato, ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge n. 241/1990, richiamando quale fondamento giuridico il paragrafo 1.3, punto 2 dell'Avviso stesso, che riserva alla Regione la facoltà di modifica o annullamento senza obbligo di indennizzo nei confronti dei soggetti richiedenti;

considerato che: • la motivazione addotta dal decreto di revoca si articola essenzialmente su tre elementi: la necessità di riorientare le tipologie progettuali nell'ambito di una strategia culturale più ampia, l'istituzione della "Cabina delle Visioni Culturali" con D.G.R. n. 518 del 6 novembre 2025, e la presenza di non meglio precisate "criticità applicative" nell'Avviso revocato;

• tali motivazioni appaiono al sottoscritto generiche, ellittiche e prive della necessaria specificità, in quanto il decreto non chiarisce quali siano le specifiche criticità applicative riscontrate, non indica le concrete direttrici strategiche che dovrebbero sostituire l'impostazione dell'Avviso revocato, non spiega per quale ragione non si sia optato per strumenti meno drastici e meno lesivi — quali la modifica, la rettifica, la sospensione o la riapertura dei termini — che avrebbero consentito di preservare almeno in parte il lavoro già svolto dagli enti partecipanti;

rilevato che • tra la data di approvazione dell'Avviso (27 dicembre 2024) e quella della sua revoca (19 marzo 2026) sono trascorsi quasi quindici mesi, durante i quali il procedimento è rimasto formalmente aperto e attivo, inducendo numerosi enti locali, professionisti e amministrazioni comunali a investire tempo, risorse umane, competenze tecniche e lavoro progettuale nella predisposizione delle domande di partecipazione;

• la "Cabina delle Visioni Culturali", indicata come elemento cardine della nuova governance regionale in campo culturale e principale ragione del riorientamento strategico, è stata istituita con D.G.R. n. 518 già il 6 novembre 2025: ciò significa che per oltre quattro mesi la Regione ha lasciato pendere il procedimento senza adottare alcuna misura cautelare, consentendo che enti e soggetti privati continuassero ad investire nel percorso partecipativo, salvo poi azzerarlo integralmente.

Preso atto che: • con deliberazione n. 518 del 6 novembre 2025 è stata istituita la "Cabina delle Visioni Culturali", i cui componenti sono stati nominati con Decreto del Presidente della Regione n. 27 del 15 aprile 2026;

• tali nomine sono avvenute in assenza di una procedura a evidenza pubblica (bando), sollevando forti polemiche e timori circa potenziali conflitti d’interesse e la mancanza di criteri di selezione trasparenti. Atteso che: • i Comuni coinvolti hanno richiesto formalmente l’annullamento in autotutela della revoca, sollecitando chiarimenti puntuali sulle reali motivazioni del provvedimento e sull'effettivo ruolo della neonata "Cabina delle Visioni Culturali";

• è stata manifestata l’intenzione di ricorrere alle sedi giurisdizionali competenti qualora non vengano fornite garanzie sulla salvaguardia delle progettualità già elaborate. Tutto ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta Regionale

per sapere:

1. quali siano, nel dettaglio, le "criticità applicative" richiamate nel decreto di revoca n. 4385/2026 come ragione ostativa alla prosecuzione del procedimento, e perché tali criticità non siano state individuate e rimosse prima della pubblicazione dell'Avviso o, quantomeno, nel corso dei quindici mesi di vigenza dello stesso;

2. per quale ragione la Giunta regionale abbia atteso oltre quattro mesi dall'istituzione della "Cabina delle Visioni Culturali" (D.G.R. n. 518 del 6 novembre 2025) prima di adottare il provvedimento di revoca, lasciando nel frattempo gli enti locali nella condizione di continuare a lavorare su un bando destinato all'annullamento;

3. quale sia l’esatto perimetro operativo della suddetta Cabina e se vi sia una correlazione tra la sua istituzione e la revoca dei progetti territoriali preesistenti. 4. quanti siano i soggetti — Comuni, unioni di Comuni, enti locali, istituzioni culturali — che abbiano presentato domanda o manifestazione di interesse nell'ambito del procedimento revocato, e quale sia una stima ragionevole delle risorse umane e professionali da questi investite;

5. per quale ragione non si sia valutata la percorribilità di soluzioni alternative alla revoca integrale, quali la modifica parziale dell'Avviso, la sua sospensione in attesa delle indicazioni della Cabina delle Visioni Culturali, o la rettifica delle sole disposizioni ritenute critiche;

6. quali siano i contenuti concreti e i tempi certi del nuovo strumento di programmazione integrata che la Regione intende adottare in sostituzione dell'Avviso revocato, e se esista già un cronoprogramma approvato dalla Cabina delle Visioni Culturali o dalla Giunta regionale;

7. se e come la Regione intenda tutelare e riconoscere il lavoro già svolto dagli enti locali partecipanti, prevedendo ad esempio meccanismi di valorizzazione delle progettazioni già elaborate o corsie preferenziali nell'ambito del futuro avviso sostitutivo;

8. quali siano le ricadute sul cronoprogramma di spesa delle risorse FSC 2021-2027 destinate al settore culturale a seguito della revoca, e se sussista il rischio di disimpegno delle risorse per mancato rispetto dei target temporali previsti dall'Accordo per la Coesione sottoscritto il 16 febbraio 2024.

(88; 17/04/2026).

(Risposta)

 

Filomena Greco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

a) la Regione Calabria dispone di una sede di rappresentanza istituzionale a Bruxelles, finalizzata a favorire il raccordo con le istituzioni dell’Unione europea, a sostenere l’accesso ai fondi europei e a promuovere gli interessi del territorio calabrese in sede comunitaria;

b) l’istituzione e il mantenimento di tale struttura comportano oneri a carico del bilancio regionale e, dunque, della fiscalità dei cittadini calabresi;

c) il relativo ammontare complessivo, comprensivo di eventuali canoni di locazione o costi di acquisizione degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento, rappresentanza, consulenze e ulteriori oneri connessi, non risulta adeguatamente comunicato alla comunità regionale;

d) in un contesto di perdurante difficoltà finanziaria della Regione Calabria, caratterizzato da criticità strutturali in settori essenziali quali sanità, welfare, infrastrutture e servizi ai cittadini, la valutazione del rapporto tra costi sostenuti e benefici concretamente ottenuti da ogni struttura a carico del bilancio pubblico costituisce un atto di responsabilità istituzionale imprescindibile;

e) non risulta di pubblico dominio quale sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria presso le istituzioni europee con sede a Bruxelles, né con quale atto tale incarico sia stato conferito, per quali finalità, con quali competenze attribuite e a quali eventuali condizioni economiche;

considerato che: a) la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dovrebbe costituire uno strumento operativo a supporto delle interlocuzioni istituzionali con gli organismi dell’Unione europea, nonché delle attività connesse alla programmazione, gestione, utilizzazione e valorizzazione delle risorse europee;

b) tale funzione dovrebbe tradursi anche in attività di informazione, orientamento, sensibilizzazione e supporto tecnico-istituzionale in favore dei Comuni calabresi, soprattutto con riferimento all’europrogettazione, ai finanziamenti europei diretti, ai bandi a sportello e alle opportunità offerte dai programmi dell’Unione europea;

c) la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche regionali costituisce un dovere ineludibile per ogni amministrazione, a maggior ragione quando tali risorse sono destinate al mantenimento di strutture operative fuori dal territorio regionale, la cui utilità concreta deve poter essere verificata attraverso dati, atti e risultati documentabili;

d) anche alla luce delle esperienze maturate da altre realtà regionali, risulta necessario verificare se l’attuale modello di presenza istituzionale a Bruxelles sia effettivamente funzionale agli interessi della Calabria, ovvero se possano essere valutate forme più efficienti, anche condivise o coordinate, di rappresentanza in sede europea.

Rilevato che: a) non risultano essere state fornite alla comunità regionale informazioni puntuali in ordine all’effettivo utilizzo della sede di Bruxelles;

b) non risultano, altresì, informazioni chiare in merito alle eventuali presenze istituzionali registrate presso tale sede, agli incontri svolti, agli interlocutori coinvolti, ai dossier trattati e agli esiti prodotti, negli ultimi cinque anni;

c) appare necessario assicurare piena trasparenza sull’attività svolta presso la sede regionale di Bruxelles, anche con riferimento a eventuali interlocuzioni riguardanti fondi europei, aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o soggetti, comunque, riconducibili al sistema regionale, quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL. Tutto ciò premesso, considerato e rilevato, interroga il Presidente della Regione Calabria e la Giunta regionale

per sapere:

1. quale sia il costo annuale complessivo della sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles, con analitica indicazione delle singole voci di spesa, tra cui canone di locazione o eventuale costo di acquisto degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento e rappresentanza, consulenze, incarichi esterni o ulteriori oneri comunque connessi, con riferimento agli ultimi cinque anni;

2. quali siano stati i benefici concreti ottenuti dalla Regione Calabria attraverso l’attività della suddetta sede, con specifico riferimento a finanziamenti europei intercettati, progetti approvati, accordi o intese istituzionali conclusi, iniziative di raccordo, promozione, lobbying o rappresentanza avviate e relativi esiti documentati;

3. se siano state svolte attività di informazione, sensibilizzazione, supporto o assistenza in favore dei Comuni calabresi, anche in forma associata, in materia di europrogettazione, accesso ai finanziamenti europei diretti, bandi a sportello, programmi comunitari e opportunità di finanziamento gestite dalle istituzioni europee;

4. chi sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria a Bruxelles, con quale atto sia stato conferito l’incarico, quali siano le qualifiche e le competenze richieste, quali funzioni siano state attribuite, a quali condizioni economiche operi e se l’individuazione sia avvenuta mediante procedura selettiva pubblica;

5. se sia stata condotta un’analisi del rapporto costi-benefici della sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles e, in caso affermativo, con quali risultati;

nonché se la Giunta regionale intenda procedere a una revisione delle attuali modalità di presenza istituzionale in sede europea, anche valutando eventuali forme di integrazione, coordinamento o rappresentanza condivisa con altre Regioni;

6. se, dall’inizio del corrente anno, la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles sia stata effettivamente utilizzata;

in quali date;

da quali rappresentanti istituzionali, dirigenti, funzionari o soggetti comunque riconducibili al sistema regionale;

per quali finalità e nell’ambito di quali attività istituzionali;

7. quali incontri o interlocuzioni siano stati eventualmente svolti, presso detta sede o comunque in relazione alla sua attività, con istituzioni, organismi, rappresentanti o soggetti dell’Unione europea;

8. se tali interlocuzioni abbiano riguardato la programmazione, gestione, utilizzazione o rimodulazione di fondi europei, nonché dossier relativi ad aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o organismi regionali, quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL;

9. se dalle attività svolte presso la sede regionale di Bruxelles siano derivati atti, verbali, relazioni, accordi, impegni formali, indirizzi operativi o iniziative conseguenti. Si chiede altresì di voler fornire al Consiglio regionale un resoconto dettagliato e documentato sull’attività svolta dalla sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dall’inizio dell’anno in corso, con indicazione dei costi sostenuti, dei risultati conseguiti, degli eventuali atti prodotti e delle prospettive future della presenza istituzionale regionale presso le istituzioni europee.

(93; 28/04/2026).

(Risposta)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 63/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026/2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria” (deliberazione consiliare n. 64)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione n. 38 del 29 aprile 2026, con la quale l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale ha proposto all’Assemblea il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto legislativo n. 118/2011, nonché le conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2025-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria;

premesso che

-       il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo del 10 agosto 2014, n. 126, ha introdotto il nuovo impianto normativo sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle autonomie locali finalizzato a stabilire il quadro complessivo di riferimento dei principi contabili generali per regioni, province autonome ed enti locali;

-       con Deliberazione consiliare n. 336 del 20 dicembre 2024 è stato approvato il bilancio di previsione del Consiglio Regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2025-2027;

-       con Deliberazione consiliare n. 42 del 18 dicembre 2025 è stato approvato il bilancio di previsione del Consiglio Regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2026-2028;

-       con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 5 del 27 gennaio 2026 sono stati approvati il verbale di chiusura della contabilità dell’esercizio finanziario 2025 ed il prospetto aggiornato del risultato di amministrazione presunto dell’esercizio 2025;

-       con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 6 del 27 gennaio 2026 è stato approvato l’adeguamento degli stanziamenti iniziali dei residui attivi e passivi presunti alla data del 31 dicembre 2025 e conseguenti variazioni degli stanziamenti di cassa – bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026;

richiamato l’art. 3, comma 4, del citato decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii., il quale prevede che tutte le pubbliche amministrazioni effettuano annualmente l’operazione di riaccertamento dei residui attivi e passivi, consistente nella revisione delle ragioni del loro mantenimento, ai fini del rendiconto. Lo stesso articolo prescrive, inoltre, che “possono essere conservati tra i residui attivi le entrate accertate esigibili nell’esercizio di riferimento, ma non incassate. Possono essere conservate tra i residui passivi le spese impegnate, liquidate o liquidabili nel corso dell’esercizio, ma non pagate. Le entrate e le spese accertate e impegnate non esigibili nell’esercizio considerato, sono immediatamente reimputate all’esercizio in cui sono esigibili. La reimputazione degli impegni è effettuata incrementando, di pari importo, il fondo pluriennale di spesa, al fine di consentire, nell’entrata degli esercizi successivi, l’iscrizione del fondo pluriennale vincolato a copertura delle spese reimputate. La costituzione del fondo pluriennale vincolato non è effettuata in caso di reimputazione contestuale di entrate e di spese. Le variazioni agli stanziamenti del fondo pluriennale vincolato e agli stanziamenti correlati, dell’esercizio in corso e dell’esercizio precedente, necessarie alla reimputazione delle entrate e delle spese riaccertate, sono effettuate con provvedimento amministrativo della giunta entro i termini previsti per l’approvazione del rendiconto dell’esercizio precedente (…). Al termine delle procedure di riaccertamento non sono conservati residui cui non corrispondono obbligazioni giuridicamente perfezionate”;

richiamato, altresì, il principio contabile applicato concernente la contabilità finanziaria (allegato 4/2 al decreto legislativo n. 118/2011) ed in particolare il punto 9.1, inerente al riaccertamento ordinario dei residui;

dato atto che, alla luce della normativa sopra richiamata, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale con propria deliberazione, antecedentemente alla predisposizione del rendiconto dell’esercizio 2025, deve approvare il riaccertamento ordinario dei residui e procedere alla cancellazione dei residui attivi e passivi non assistiti da obbligazioni giuridicamente perfezionate, nonché alla reimputazione dei residui attivi e passivi le cui obbligazioni non sono esigibili alla data del 31 dicembre dell’esercizio cui si riferisce il rendiconto;

considerato che la reimputazione dei residui passivi non esigibili nell’esercizio 2025 comporta:

a) la creazione, sul bilancio di previsione 2025-2027, esercizio 2025, cui si riferisce il rendiconto, dei fondi pluriennali vincolati connessi alle spese reimputate per le quali la copertura è data dal fondo medesimo;

b) una variazione del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, in corso di gestione, al fine di istituire o incrementare gli stanziamenti di entrate e spese su cui devono essere imputate le relative obbligazioni;

c) il trasferimento all’esercizio di reimputazione anche della copertura che l’impegno aveva nello stanziamento dell’esercizio in cui era stato inizialmente imputato, attraverso il fondo pluriennale vincolato in entrata. La costituzione o l’incremento di tale fondo è escluso solo in caso di contestuale reimputazione di entrate e spese;

preso atto

a) che in data 26 gennaio 2026, il dirigente del Settore Bilancio e Ragioneria ha trasmesso ai responsabili delle strutture amministrative competenti l’elenco dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre 2025, ai fini del loro riaccertamento;

b) che i dirigenti responsabili delle strutture amministrative del Consiglio regionale hanno trasmesso le risultanze della verifica ordinaria sulla consistenza e l’esigibilità dei residui di propria competenza, secondo i nuovi principi contabili applicati, rilevando:

- gli importi da eliminare definitivamente, in quanto non corrispondenti ad obbligazioni giuridiche perfezionate;

- gli importi da conservare a residuo in quanto corrispondenti ad obbligazioni giuridiche perfezionate;

- gli importi da reimputare negli esercizi successivi rispetto al 31 dicembre 2025, nei quali l’esigibilità avrà scadenza;

c) che sulla scorta delle comunicazioni di cui sopra, il Settore Bilancio e Ragioneria ha predisposto i prospetti (Allegati A e B) relativi al riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre 2025, contenenti sia gli importi da conservare, sia gli importi da eliminare definitivamente in quanto non corrispondenti ad obbligazioni giuridicamente perfezionate, sia gli importi da eliminare e reimputare agli esercizi successivi nei quali l’esigibilità avrà scadenza;

visti

a) gli elenchi dei residui attivi e passivi da conservare nel conto del bilancio dell’esercizio 2024, da trasmettere al Tesoriere del Consiglio regionale della Calabria (Allegati C e D);

b) il prospetto relativo agli impegni da reimputare negli esercizi successivi a quello a cui si riferisce il rendiconto 2025 (Allegato E);

c) il prospetto relativo al Fondo Pluriennale Vincolato al 31.12.2025 a seguito delle operazioni di riaccertamento dei residui attivi e passivi e di reimputazione degli impegni (Allegato F);

d) il prospetto relativo alle variazioni di competenza e di cassa del bilancio di previsione finanziario 2026-2026, esercizio 2026, al fine di adeguare le previsioni di competenza e di cassa iscritte in bilancio all’ammontare dei residui attivi e passivi esistenti al 31 dicembre 2025, nonché della reimputazione degli impegni eliminati in quanto non esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati nell’esercizio 2026 (Allegato G);

preso atto che il Collegio dei Revisori dei Conti con il verbale n. 22 dell’8 aprile 2026, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato H), ha espresso parere favorevole sulla proposta di riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025;

dato atto che con successivo provvedimento sarà aggiornato il prospetto del risultato presunto di amministrazione dell’esercizio 2025, approvato con Deliberazione consiliare n. 42 del 18 dicembre 2025;

ritenuto, pertanto, di dover procedere, in ragione di quanto sopra espresso ed in esecuzione dell’art. 3, comma 4, del Decreto legislativo n.118/2011, all’approvazione delle risultanze del riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, nonché all’approvazione delle conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale;

udito la relatrice, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

1) di approvare, ai sensi dell’art. 3, comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 ed in ossequio al principio contabile allegato 4/2 al citato decreto, punto 9.1, gli elenchi dei residui attivi e passivi cancellati, reimputati e mantenuti alla data del 31 dicembre 2025 risultanti dall’operazione di riaccertamento ordinario e che si allegano al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale (Allegati A e B);

2) di dare atto che l’ammontare dei residui attivi al 31 dicembre 2024 è pari ad euro 69.411.864,38, come da Allegato C alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

3) di dare atto che l’ammontare dei residui passivi al 31 dicembre 2024 è pari ad euro 24.794.519,76, come da Allegato D alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

4) di disporre la registrazione nella contabilità dell’Ente, con imputazione negli esercizi in cui sono esigibili, degli impegni 2025 elencati nell’Allegato E alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

5) di dare atto che la consistenza finale al 31 dicembre 2025 del fondo pluriennale vincolato (Allegato F, alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale), da iscrivere nell’entrata del bilancio dell’esercizio 2026, è pari ad euro 23.444.332,97 di cui euro 3.089.976,00 per spese correnti ed euro 20.354.356,97 per spese in conto capitale;

6) di approvare le variazioni in conto competenza ed in conto cassa degli stanziamenti del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, seguito dell’adeguamento dei valori iscritti in bilancio all’ammontare dei residui attivi e passivi esistenti al 31 dicembre 2025 dopo le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui e di reimputazione degli impegni eliminati in quanto non esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati nell’esercizio 2025, come risultanti dall’Allegato G, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento;

7) di prendere atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato H);

8) di rinviare ad un successivo provvedimento l’aggiornamento del prospetto del risultato presunto di amministrazione dell’esercizio 2025, approvato con la Deliberazione consiliare n. 42 del 20 dicembre 2025;

9) di dare atto che le risultanze del presente riaccertamento dei residui confluiranno nel rendiconto dell’esercizio 2025;

10) di trasmettere la presente deliberazione, unitamente ai relativi allegati, alla Giunta regionale e al Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per opportuna conoscenza e/o per il seguito di rispettiva competenza.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 42/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Iriti e De Francesco, recante: “Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2” (deliberazione consiliare n. 65)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 avente ad oggetto: “Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2”;

visto l’art. 1, comma 2 della legge regionale n. 17/99 attuativo del disposto dell’art. 6, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 114/98.

considerato che la direttiva 2006/123/CE (Direttiva Servizi), vieta limiti numerici e dimensionali non giustificati da motivi imperativi di interesse generale;

richiamato il d.lgs. 59/2010 che recepisce i principi di cui alla direttiva 2006/123/CE (Direttiva Servizi);

visto l’articolo 31, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011 il quale prevede che secondo la disciplina dell’Unione europea e nazionale in materia di concorrenza, “costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali.” e demanda alle Regioni il compito di adeguare i propri ordinamenti a tali prescrizioni;

vista la proposta di provvedimento amministrativo n. 42/13^ di iniziativa delle consigliere Iiriti, De Francesco, recante: “Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)”;

preso atto che la Quinta Commissione consiliare, nella seduta del 25 marzo 2026, si è determinata favorevolmente sull’approvazione della Proposta di provvedimento amministrativo n. 42/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)”, e i documenti ad essa allegati;

udito il relatore, consigliera Iiriti, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

·         di approvare la modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2), per come di seguito riportato:

Art. 1

(Modifiche della deliberazione consiliare n. 409/2000)

1. La delibera consiliare n. 409/2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2) è così modificata:

a) l’articolo 4 è sostituito dal seguente:

“Art. 4

(Compatibilità delle grandi strutture di vendita)

1. Al fine di favorire l’equilibrato sviluppo delle diverse tipologie distributive, l’apertura e il trasferimento di grandi strutture di vendita può avvenire in presenza dei seguenti requisiti:

a) adeguatezza della rete infrastrutturale a sostenere flussi di traffico indotti;

b) congruo rapporto tra superficie impermeabilizzata e superficie a verde;

c) compatibilità estetica e funzionale degli insediamenti in prossimità delle zone di interesse storico, artistico o ambientale.”;

b) l’articolo 5 è abrogato;

c) all’articolo 6:

1)  dopo la lettera b) del comma 1 sono inserite le seguenti: “b-bis) domande che prevedono la realizzazione strutture mediante il recupero di aree dismesse o edifici preesistenti senza consumo di suolo agricolo; b-ter) domande che prevedono la realizzazione di strutture che presentano soluzioni eco-compatibili per la gestione dei rifiuti e efficienza energetica dell’edificio;”;

2)  il comma 4 è abrogato;

d)    all’articolo 8:

1) nel comma 1 le parole: “previo parere positivo della Conferenza dei servizi, qualora esso sia contenuto nei limiti della tipologia G1 o, trattandosi di ampliamento di una grande struttura di tipo G2, nei limiti di superficie indicati al precedente articolo 6, comma 4. Tale ampliamento è sempre concesso direttamente dal Comune,” e le parole: “entro il 20 per cento di superficie in più rispetto a quella autorizzata, di cui all'articolo 6, comma 2, della legge regionale” sono soppresse;

2) il comma 3 è abrogato;

e) i commi 2 e 3 dell’articolo 9 sono abrogati;

f) il comma 3 dell’articolo 12 è abrogato;

g) nell’allegato C, punto 5:

1) alla lettera a), le parole da: “e la superficie massima” e fino a: “concentrati o accorpati” sono soppresse;

2) alla lettera b), le parole da: “e l’ampliamento sia contenuto” e fino a: “concentrati o accorpati” sono soppresse.

Art. 2

(Disposizione transitoria)

1. Nelle more dell'aggiornamento degli strumenti urbanistici comunali, ogni disposizione che preveda distanze minime, limiti numerici o test economici è da considerarsi disapplicata.

2. I procedimenti in corso alla data di adozione del presente provvedimento sono definiti in conformità ai principi di libertà di stabilimento e ai criteri di sostenibilità.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 48/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP CALABRIA) - Deliberazione di Giunta regionale n. 123 del 25/03/2026” (deliberazione consiliare n. 66)

Il Consiglio regionale

premesso che:

-     l’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione  Calabria) dispone che i bilanci degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno ai rispettivi dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al dipartimento Bilancio e Finanze, Programmazione e Sviluppo Economico e Finanze (oggi Economia e Finanze), per la definitiva istruttoria di propria competenza;

-     la Giunta regionale trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva approvazione, a norma dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello Statuto;

visti:

-     il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi);

-     l’articolo 7 della legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 (Riordino enti, aziende regionali, fondazioni, agenzie regionali, società e consorzi comunque denominati, con esclusione del settore sanità), che ha istituito l'Azienda territoriale per l'edilizia residenziale pubblica regionale (ATERP Calabria), quale ente ausiliario della Regione in materia di edilizia residenziale pubblica;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria). Trasmissione proposta al Consiglio regionale per gli atti di competenza”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n. 48/13^;

vista la deliberazione n. 25 del 3 febbraio 2026, con cui il Commissario Straordinario dell’ATERP Calabria ha approvato la proposta di bilancio di previsione 2026-2028, allegato 1 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

rilevato che il Revisore unico dei conti dell'Ente, con verbale n. 3 del 27 gennaio 2026, allegato 1 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale:

-     ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello statuto dell’Ente, del regolamento di contabilità, delle norme del decreto legislativo n. 118/2011 e dei principi contabili applicati n. 4/1 e 4/2 allegati al predetto decreto legislativo;

-     ha rilevato la coerenza interna, la congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio;

-     ha evidenziato le seguenti criticità e ha invitato l’Ente:

·         con riferimento ai crediti e al Fondo crediti di dubbia esigibilità alla verifica delle ragioni del mantenimento dei propri crediti, in particolare per quelli risalenti, in base ad una loro effettiva esigibilità; al contempo ha preso atto che l’iter per l’affidamento del servizio di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dell’Aterp è stato concluso e sono già partiti i primi ruoli; sempre con riferimento alla gestione dei propri crediti (residui attivi), ha richiesto una dettagliata relazione con cadenza semestrale, dalla quale si possa evincere l’ammontare complessivi dei crediti, distinti per anno di formazione, l’attività di recupero e di interruzione dei termini prescrizionali dei crediti vetusti ed eventuali motivi di rinuncia alla riscossione;

·         relativamente al contenzioso e all’adeguatezza del fondo, dai vari riscontri è emerso l’esistenza di numerose cause legali in corso. Dunque, al fine di effettuare sia una puntuale ricognizione dello stato dei contenziosi che acquisire dati utili per valutare la congruità del fondo accantonamenti, rispetto alla copertura delle relative potenziali soccombenze alla quale è esposto l’Ente, ha richiesto dettagliate informazioni con cadenza semestrale;

·         per quanto concerne le disposizioni in materia di riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni, ad eseguire un continuo ed attento monitoraggio, anche al fine di ottemperare a quanto prevede la normativa (ex art. 4bis della Legge n. 13/2023).

-     ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 dell’ATERP Calabria;

tenuto conto che il dipartimento regionaleGoverno del Territorio, Difesa del Suolo e Politiche per la Casa”, che esercita la vigilanza sulle attività dell'Ente, nell’ambito dell’istruttoria di propria competenza (prot. n. 224063 del 18 marzo 2026), allegato 2 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale:

-     ha rilevato che risulta garantito l’equilibrio di competenza e di cassa tra le entrate finali e le spese finali;

-     con riferimento al Fondo Pluriennale Vincolato, nella parte entrata, “in relazione a spese finanziate in anni precedenti ed esigibili successivamente non risulta la corretta reimputazione e distribuzione sulle singole annualità del bilancio di che trattasi” e, pertanto, “se ne sollecita la quantificazione in sede di riaccertamento parziale dei residui in relazione all’aggiornamento del Cronoprogramma di spesa, che determinerà una variazione al Bilancio di Previsione 2026-2028”;

-     ha dato atto:

·         delle risultanze dell’analisi condotta dal Revisore Contabile dell’Ente;

·         “che il bilancio risulta redatto nell’osservanza delle norme di Legge, dello statuto dell’Ente, del regolamento di contabilità, nonché delle norme del D.Lgs. n.118/2011 ed in conformità ai principi contabili applicati n. 4/1 e n. 4/2 allegati al predetto decreto legislativo”;

·         “che sussistono le condizioni di legge in ordine alla congruità e attendibilità delle previsioni di bilancio, ferme restando le osservazioni espresse in ordine al fondo pluriennale vincolato” ed ha, pertanto, espresso parere favorevole, ai sensi del comma 3 dell’articolo 57 della legge regionale n.8 del 4 febbraio 2002, sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati”;

rilevato che il dipartimento regionale “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, nell’ambito dell'istruttoria di propria competenza, allegato 3 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale:

-     ha verificato la sussistenza degli equilibri di bilancio, per come definiti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

-     ha formulato all’Ente le seguenti raccomandazioni:

·      con riferimento al Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE), “nel corso dell’esercizio 2026, qualora se ne ravvisassero le necessità, di aggiornare le previsioni di spesa di cui al FCDE, verificandone, a seguito dell’attività di gestione, il perdurare della congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi.”;

·      con riferimento al Fondo Pluriennale Vincolato (FPV), “a seguito dell’approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari correttivi al predetto FPV, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata.”;

-     ha preso atto del parere favorevole del Revisore Unico dei conti dell’Ente e del Dipartimento Governo del Territorio, Difesa del Suolo e Politiche per la Casa, che esercita la vigilanza sulle attività dell’ATERP, fermo restando quanto prescritto e raccomandato dal dipartimento vigilante e dallo stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, ha ritenuto possibile esprimere “parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta Regionale, della proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028 dell’ATERP Calabria, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio Regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.”;

preso atto che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 20 aprile 2026, si è determinata favorevolmente sull’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria)”, e i documenti ad esso allegati;

udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-     di approvare, ai sensi dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello Statuto e ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale n.8/2002, il Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria), unitamente ai relativi allegati richiamati in premessa, che costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.

(Allegato)

Proposta di legge n. 47/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Cirillo e De Francesco, recante: “Modifiche e integrazioni della l.r. n. 2/2017” (deliberazione consiliare n. 67)

Art. 1

(Modifica del titolo della l.r. 2/2017)

1. Nel titolo della legge regionale 1° febbraio 2017, n. 2 (Istituzione dell’Osservatorio regionale per i minori), le parole: “i minori” sono sostituite dalle seguenti: “l’infanzia e l’adolescenza”.

Art. 2

(Integrazione dell’articolo 1 della l.r. 2/2017)

1. L’articolo 1 della l.r. 2/2017 è così modificato:

a) prima del comma 1 è inserito il seguente comma:

“01. La Regione Calabria riconosce che la promozione dei diritti dell'infanzia rappresenta un impegno collettivo che richiede la partecipazione di istituzioni, famiglie e comunità ed è fondamentale per costruire una società più inclusiva e capace di offrire una migliore qualità di vita ai cittadini.”.

b) all’inizio del comma 1, dopo le parole: “Regione Calabria”, è inserita la seguente: “inoltre,”.

Art. 3

(Modifica dell’articolo 2 della l.r. 2/2017)

1. L’articolo 2 della l.r. 2/2017 è così modificato:

a) nella rubrica, le parole: “dei minori” sono sostituite dalle seguenti: “per l’infanzia e l’adolescenza”;

b) nel comma 1, le parole: “è istituito l'Osservatorio regionale dei minori” sono sostituite dalle seguenti: “è costituito l’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza che ha sede”.

Art. 4

(Integrazione dell’articolo 3 della l.r. 2/2017)

1. L’articolo 3 della l.r. 2/2017 è così modificato:

a) all’inizio del comma 1, le parole: “L’Osservatorio regionale sui minori” sono sostituite dalle seguenti: “L’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza”;

b) dopo la lettera g) del comma 1 sono aggiunti la seguente lettera e il seguente comma:

“h) due rappresentanti delle società medico-scientifiche dell’area pediatrica operanti in Calabria, designati dai rappresentanti delle stesse e nominati dal Presidente del Consiglio regionale.

1- bis. Possono essere invitati alle riunioni anche esperti di settori che operano nei seguenti ambiti:

a) comunicazione, informazione e partecipazione;

b) inclusione dei minori e adolescenti stranieri;

c) inclusione dei minori e adolescenti disabili;

d) sport e promozione della pratica sportiva;

e) offerta culturale rivolta ai minori e agli adolescenti;

f) educazione ambientale e mobilità sostenibile.”;

c) alla fine del comma 3 dopo le parole: “è gratuita” sono aggiunte le seguenti: “e non dà luogo a rimborso spese”;

d) il comma 5 è sostituito dal seguente:

“5. L’Osservatorio si riunisce almeno due volte l’anno, le riunioni hanno validità indipendentemente dal numero dei partecipanti e le decisioni assunte sono valide con la maggioranza semplice dei presenti.”.

Art.5

(Modifica dell’articolo 4 della l.r. 2/2017)

1. L’articolo 4 della l.r. 2/2017 è così modificato:

a) nei commi 1 e 2 le parole: “i minori” sono sostituite dalle seguenti: “l’infanzia e l’adolescenza”;

b) la lettera h) del comma 2 è abrogata.

Art. 6

(Integrazione dell’articolo 6 della l.r. 2/2017)

1. Alla fine del comma 1 dell’articolo 6 della l.r. 2/2017 sono aggiunte le seguenti parole: “, anche al fine di consentire alla Giunta regionale la formulazione di direttive per gli enti locali.”.

Art. 7

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 48/13^ di iniziativa del consigliere regionale Cirillo, recante: “Modifica all'articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007)” (deliberazione consiliare n. 68)

Art. 1

(Modifica dell’articolo 11 della l.r. 9/2007)

1. Nel comma 4 dell’articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007) le parole: “a casa dello studente”, sono sostituite dalle seguenti: “a strutture e servizi universitari, con particolare riferimento a quelli inerenti al diritto allo studio,”.

Art. 2

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. L’attuazione della presente legge non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Proposta di legge n. 53/13^ di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante: “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo” (deliberazione consiliare n. 69)

Art. 1

(Disposizioni normative in materia di demanio marittimo)

1. Ai fini dell’assegnazione delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, gli enti locali costieri procedono, per i territori di rispettiva competenza, alla preventiva valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale spiaggia ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, ai sensi dell’articolo 12 della direttiva 2006/123/CE e degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. La valutazione di cui al primo periodo è effettuata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo. La Regione assicura, con le risorse disponibili a legislazione vigente, il supporto e l’affiancamento ai Comuni nell’espletamento delle relative attività istruttorie. All’esito della valutazione, qualora sia accertata la sussistenza della scarsità della risorsa ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, gli enti locali procedono all’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione del concessionario.

2. Qualora all’esito della valutazione di cui al comma 1, non sia accertata la scarsità della risorsa spiaggia o un interesse transfrontaliero certo, gli enti locali costieri procedono all’assegnazione delle concessioni demaniali non ancora rilasciate nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità dell’azione amministrativa e, contestualmente, procedono alla proroga delle concessioni balneari attualmente in essere, per un periodo pari a quello fissato nei bandi pubblicati per l’individuazione del concessionario, con riferimento alle concessioni di nuova assegnazione.

3. In considerazione del preminente interesse pubblico di garantire i servizi di accoglienza turistica e l’efficacia delle misure di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto legge 27 febbraio 2026, n. 25 (Interventi urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi meteorologici), nonché della necessità di garantire stabilità alle attività produttive e commerciali, in deroga al comma 1, le concessioni balneari sono prorogate per il tempo necessario a consentire l'ammortamento e l'equa remunerazione degli investimenti e comunque per un periodo non superiore a cinque anni, al fine di assicurare la realizzazione delle opere occorrenti al ripristino della funzionalità degli stabilimenti balneari a seguito degli eventi meteorologici avversi verificatisi nei mesi di gennaio e febbraio 2026, ferma restando l’adeguata valutazione delle misure di sostegno agli stessi riconosciute in qualità di concessionari, in qualunque forma previste.

Art. 2

(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 56/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani e Caputo, recante: “Integrazioni alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (deliberazione consiliare n. 70)

Art. 1

(Integrazioni dell’articolo 27 della l.r. 17/2005)

1. L’articolo 27 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo) è così modificato:

a) dopo il comma 8 sono aggiunti i seguenti:

“9. Per far fronte agli effetti degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della fascia costiera della Regione Calabria, nonché degli eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dall'11 al 20 febbraio 2026 nel territorio delle province di Catanzaro e di Cosenza, limitatamente alla sola stagione balneare 2026, ed esclusivamente nei comuni che hanno subito danni al proprio litorale e che risultano inseriti nelle ordinanze emanate in attuazione della delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 (Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione Autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana), e della delibera del Consiglio dei ministri del 10 marzo 2026 (Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi metereologici verificatisi nei giorni dall’11 al 20 febbraio 2026 nel territorio delle province di Catanzaro e di Cosenza), è consentito, ove le condizioni territoriali lo permettano e su richiesta dei titolari di stabilimenti balneari legittimamente autorizzati che non sono in condizioni di fruire dell’area demaniale concessa poiché danneggiata o non accessibile, procedere, anche in assenza del piano comunale di spiaggia, alla concessione di una diversa collocazione delle aree già assentite in concessione, anche in deroga alla distanza minima di 50 metri lineari tra aree adiacenti in concessione, fermo restando il rispetto delle seguenti condizioni:

1) sia assicurata, per ciascun comparto o zona omogenea del singolo Comune rivierasco, una percentuale non inferiore al 30 per cento del fronte mare destinata alla libera fruizione, calcolata con riferimento all’estensione della fascia demaniale marittima disponibile alla balneazione;

2) sia privilegiata l’occupazione dell’area demaniale marittima interposta o interclusa tra le eventuali strutture di servizio della medesima concessione poste a monte dell’arenile e la zona a valle destinata alla posa di ombrelloni e sdraio, nonché dell’area posta a monte della stessa concessione, fino al limite del confine demaniale o della viabilità esistente;

3) è consentita, altresì, nel rispetto delle norme igienico - sanitarie vigenti, ai fini di somministrazione di alimenti e bevande, l’installazione di strutture omologate diverse da quelle originarie colpite dall’evento metereologico avverso, la cui documentazione è già depositata presso gli uffici competenti;

4) nei comuni interessati dagli effetti del ciclone denominato “Harry” i cui stabilimenti non sono dislocati in area diversa da quella attuale è consentito un ampliamento del fronte mare esistente nella misura massima del 20 per cento. Ciò per compensare l’erosione costiera legata a tale fenomeno che in molti casi ha diminuito la profondità dell’area in concessione.

9-bis. Il rilascio delle autorizzazioni o licenze suppletive valide per la sola stagione balneare 2026 di cui al comma 9 è ammesso, in relazione alle deroghe previste nelle ordinanze di cui al medesimo comma 9 e per la vigenza delle stesse, a condizione che il concessionario sia in regola con il pagamento dei canoni demaniali marittimi e dell’addizionale regionale, che non permangano occupazioni o innovazioni abusive sul demanio marittimo; ciò vale anche per le aree in concessione con strutture parzialmente danneggiate per le quali è possibile provvedere al loro ripristino a condizione che vengano comunque garantite la sicurezza e l’agibilità dei luoghi.

9-ter. A tal fine, le amministrazioni comunali significativamente colpite dall’evento meteorico, previa ricognizione in sito delle aree oggetto di concessione, provvedono alla predisposizione di un avviso pubblico finalizzato alla valutazione contestuale delle istanze degli operatori e delle possibilità di fruizione degli arenili. A tale scopo è redatta apposita planimetria, anche in deroga al PCS, con l’obiettivo di contemperare le esigenze degli operatori balneari e garantire, al contempo, la libera fruizione degli arenili.”.

Art. 2

(Clausola d’invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)