
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 9
SEDUTA DI lunedì
11 maggio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio lavori h.
12,54
Fine lavori h. 16,56
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
La
seduta inizia alle 12,54
Dà
avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale
della seduta precedente.
Dà
lettura del verbale della seduta precedente.
(È
approvato senza osservazioni)
Dà
lettura delle comunicazioni.
Ha
chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Chiedo l’inserimento al primo punto dell’ordine del giorno della
proposta di provvedimento amministrativo numero 63/13^ di iniziativa dell’Ufficio
di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi
al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo
23 giugno 2011, numero 118, e conseguenti variazioni di bilancio di previsione
2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria”. Grazie.
Grazie, collega Crinò.
Votiamo per l’inserimento all’ordine del giorno.
Il punto è inserito.
Votiamo
per l’inserimento come primo punto all’ordine del giorno. Il punto è inserito
all’ordine del giorno come primo punto.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
63/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento
ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’articolo
3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 e conseguenti
variazioni del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio
regionale della Calabria”.
Cedo la parola per l’illustrazione alla
consigliera De Francesco. Prego, consigliera De Francesco.
Grazie, signor Presidente.
Con il presente provvedimento il Consiglio
regionale è chiamato ad approvare il riaccertamento dei residui attivi e
passivi al 31/12/2025 dell’Assemblea regionale e le conseguenti variazioni al
bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, così come deliberato dall’Ufficio
di Presidenza con la deliberazione numero 38 del 29 aprile 2026.
L’approvazione del riaccertamento dei residui è
propedeutica all’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2025.
Dalle attività di riaccertamento dei residui
attivi e passivi, effettuate dagli uffici competenti del Consiglio regionale, è
risultato che al termine dell’esercizio 2025:
- l’ammontare dei residui attivi è pari ad euro
69.411.864,38;
- l’ammontare dei residui passivi è pari ad
euro 24.794.519,76;
- l’ammontare del Fondo pluriennale vincolato è
pari ad euro 23.444.332,97.
Contestualmente, sono approvate le variazioni
in conto competenza ed in conto cassa degli stanziamenti del bilancio di
previsione 2026-2028, esercizio 2026, a seguito dell’adeguamento dei valori
iscritti in bilancio all’ammontare dei residui attivi e passivi esistenti al 31
dicembre 2025 dopo le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui e di reimputazione degli impegni eliminati in quanto non
esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati nell’esercizio
2026.
Le risultanze del presente provvedimento
saranno inserite nel Rendiconto del Consiglio regionale relativo all’esercizio
2026.
Sul presente provvedimento il Collegio dei
Revisori dei conti, con verbale numero 22 dell’8 aprile 2026, ha espresso
parere favorevole.
Grazie, consigliera De Francesco. Non ci sono
richieste di parola. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei
Revisori dei conti.
Pongo in votazione il provvedimento nel suo
complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
Il
provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione
al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo ora al punto due, la proposta di
provvedimento amministrativo numero 42/13^ di iniziativa dei consiglieri
regionali Daniela Iiriti, Luciana De Francesco, recante: “Modifica della
deliberazione consiliare numero 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di
programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del
decreto legislativo numero 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1,
comma 2)”.
Cedo la parola alla consigliera Iiriti per
illustrare il provvedimento. Prego, consigliera Iiriti.
Grazie, Presidente.
La proposta di provvedimento amministrativo
numero 42/13^ introduce un aggiornamento significativo nella disciplina che
regola le medie e grandi strutture di vendita in Calabria. L’atto interviene
sull’impianto normativo risalente alla deliberazione consiliare numero 409 del
18 gennaio 2000, costruita in un contesto in cui la programmazione commerciale
era ancora fondata sui limiti dimensionali, soglie massime e criteri
quantitativi. Oggi quel quadro è profondamente mutato e con il passare degli
anni le disposizioni in materia sono diventate incompatibili con la normativa
sovraordinata e non più adeguate alle esigenze socioeconomiche del territorio
calabrese.
La proposta di provvedimento amministrativo
nasce proprio dalla necessità di riallineare la disciplina regionale ai
principi europei e nazionali, rimodulando un impianto già superato.
Il cuore della proposta consiste nell’eliminazione
dei limiti dimensionali rigidi e della verifica del fabbisogno.
La programmazione commerciale non si misura più
attraverso metri quadrati o soglie numeriche, ma attraverso la capacità del
territorio di accogliere nuove funzioni economiche senza compromettere l’equilibrio
e l’identità.
Per questo l’articolo 4, riscritto
integralmente, introduce criteri di compatibilità che guardano alla qualità
dell’insediamento, alla tenuta della rete infrastrutturale, al rapporto tra
superfici impermeabilizzate e aree verdi, alla coerenza estetica e funzionale
con i contesti storici, artistici e ambientali.
La proposta valorizza il recupero delle aree
dismesse e l’adozione di soluzioni eco-compatibili, orientando la
trasformazione commerciale verso la rigenerazione urbana e l’efficienza
energetica.
La scelta di superare i limiti quantitativi e
di rafforzare la valutazione di impatto territoriale segna un cambio di
paradigma che guarda alla qualità degli insediamenti, alla sostenibilità e alla
capacità del territorio di accogliere nuove funzioni economiche in modo
equilibrato. È un atto che aggiorna, semplifica e rende più competitivo il
sistema normativo regionale, offrendo alla Calabria un quadro più aperto, più
responsabile e più aderente alle dinamiche contemporanee.
Ampliare significa anche aumentare la capacità
di investimenti e fornire opportunità di lavoro per i giovani, in una visione
di sviluppo del territorio e di attrattività occupazionale di contrasto all’esodo
giovanile.
La proposta è stata sottoposta al vaglio della
Commissione di merito, passando per la Commissione bilancio.
Di seguito si illustra la relazione tecnica di
detta proposta.
La legge regionale 14 giugno 1999, numero 17,
che detta disposizioni in materia di commercio in sede fissa, attribuisce al
Consiglio regionale, all’articolo 1, comma 2, la competenza a definire gli
indirizzi e i criteri per la programmazione delle strutture di vendita. In
attuazione di tale disposizione, la deliberazione consiliare numero 409 del
2000 ha adottato tali indirizzi e criteri, introducendo, tra l’altro, parametri
di sostenibilità e limiti dimensionali per le nuove strutture commerciali. In
particolare, la citata delibera ha fissato soglie dimensionali massime per le
nuove strutture con l’obiettivo di graduare la trasformazione della rete
distributiva regionale. Le citate disposizioni, coerenti con il contesto dell’epoca,
risultano oggi superate e disallineate rispetto a disposizioni normative
statali e comunitarie.
Infatti, successivamente all’adozione della
deliberazione 409 del 2000, il quadro normativo è radicalmente cambiato:
- la direttiva 2006/123/Comunità Europea
(Direttiva dei Servizi) vieta limiti numerici e dimensionali non giustificati
da motivi imperativi di interesse generale;
- il decreto legislativo 59 del 2010 recepisce
tali principi;
- l’articolo 31 del decreto legislativo 201 del
2011 impone la liberalizzazione delle attività economiche;
- la giurisprudenza costituzionale e
amministrativa ha chiarito che limiti dimensionali possono essere mantenuti
solo se strettamente necessari e proporzionati.
In particolare, il citato articolo 31, comma 2,
del decreto legge numero 201 del 2011, prevede che secondo la disciplina dell’Unione
europea e nazionale in materia di concorrenza, “costituisce principio generale
dell’ordinamento nazionale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali
sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di
qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei
lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali”
e demanda alle Regioni il compito di adeguare i propri ordinamenti a tali
prescrizioni.
Alla luce del mutato quadro normativo di
riferimento, i limiti dimensionali rigidi previsti dalle disposizioni regionali
risultano in contrasto con fonti normative superiori, nonché non più
rispondenti alle nuove esigenze del territorio, anche rispetto al diverso
contesto socioeconomico in cui versa la regione. In attesa di una rivisitazione
organica della legge, appare urgente la necessità di intervenire modificando la
delibera numero 409 del 2000.
La presente proposta mira a superare il
conflitto normativo tra gli indirizzi regionali del 2000 e i principi di
libertà di stabilimento introdotti dalla direttiva 2006/123/Comunità Europea e
dall’articolo 31 del decreto-legge 201/2011. Attualmente la deliberazione è
improntata ad una programmazione quantitativa con contingenti e limiti
dimensionali rigidi, le modifiche proposte eliminano i limiti dimensionali
massimi e la verifica del fabbisogno (non più ammessi) e l’efficacia
interdittiva delle sigle dimensionali, che non possono più fungere da
sbarramento all’accesso e rafforzano il ruolo della valutazione di impatto
territoriale, quale unico parametro legittimo per governare l’insediamento
delle grandi strutture.
Grazie,
consigliera Iiriti. Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha
facoltà.
Grazie, Presidente.
Sul punto, devo dire che nessuno mette in
discussione che la delibera del 2000 sia superata dalla normativa europea,
anche nazionale, ma questo, però, non significa che sia previsto un “libera
tutti”; praticamente si impediscono limiti irragionevoli, contingentamenti
puramente numerici, consentendo alle Regioni di programmare seriamente lo
sviluppo commerciale attraverso criteri urbanistici, ambientali, territoriali e
sociali.
Questo è quello che hanno fatto altre Regioni
italiane, adottando dei Testi unici di commercio, strumenti di programmazione
territoriale, valutazione preventiva e di impatto, misura di tutela dei centri
storici e, soprattutto, equilibrio tra grande distribuzione e commercio di
prossimità.
Da noi invece cosa si fa? Si smantella un
sistema senza sostituirlo con un regolamento aggiornato. Si eliminano limiti,
verifiche contingenti e strumenti programmatori, ma questo non contribuisce a
costruire una nuova strategia per il commercio.
Questo è un punto politico, perché noi - questa
maggioranza, intanto, ovviamente con uomini diversi ma con lo stesso
Presidente, governa da circa 5 anni - noi siamo venuti
a conoscenza in Commissione, che la Confcommercio ha riferito che esiste un
lavoro avanzato su un Testo unico del commercio, predisposto insieme agli
uffici regionali e alla rappresentanza dei commercianti. Confcommercio l’ha
detto chiaramente in Commissione: non si possono fare più modifiche
frammentarie, ma serve una vera e propria riforma organica del settore del
commercio.
Allora, la domanda politica è inevitabile: dopo
tanto tempo, con la stessa compagine di governo, perché dopo tutti questi anni
non si presenta una riforma complessiva? Perché oggi si sceglie di venire qui,
in questa Aula, a proporre una semplice modifica che toglie limiti ma non prevede
una regolamentazione organica? È una domanda legittima! Il sospetto è che
questa norma serva più a facilitare le costruzioni, un certo tipo di
costruzione, ma non dia una visione generale del commercio calabrese. Noi ci
crediamo!
Come mai avviene adesso questo? Perché, per
esempio, pur parlando spesso di contrasto allo spopolamento, non pensiamo di
rivalutare le piccole botteghe dei centri, ma si pensa a favorire la
costruzione di grandi centri? Ci sta, è una cosa legittima, ma, secondo me, si
perde sempre la visione generale del contesto.
Questo non significa che come Casa Riformista -
Italia Viva noi siamo contrari e, in proposito, annuncio il mio voto di
astensione al riguardo, però prendiamo atto che c’è bisogno di modificare e
aggiornare una regolamentazione vecchia. Ve lo chiedo veramente, chiedo alla
maggioranza, chiedo all’Assessore di riferimento, chiedo al Presidente del
Consiglio e al Presidente della Regione, di fare delle riforme che siano
strutturali. Basta con questi interventi una tantum in cui manca lo sguardo generale.
Per cui, Presidente, annuncio il mio voto di
astensione, ma chiedo che si inizino a fare - in questo Consiglio lo possiamo
fare veramente - delle modifiche reali che portano benefici ai nostri territori
e non soluzioni una tantum che,
forse, interessano qualcuno ma non interessano tutti. Grazie.
Grazie, collega Greco. Non ci sono altre
richieste di intervento.
Passiamo all’esame del provvedimento.
All’articolo 1 è pervenuto un emendamento,
protocollo numero 11708 a firma delle consigliere De Francesco e Iiriti. Cedo
la parola alla consigliera De Francesco per illustrarlo. Prego, consigliera De
Francesco.
La proposta mira a rendere più chiara e snella
la procedura relativa alle ipotesi di ampliamento con accorpamento.
<<Il numero 1 della lettera d) dell’articolo
1 è sostituito dal seguente: “Nel comma 1 le parole: “previo parere positivo
della Conferenza dei servizi, qualora esso sia contenuto nei limiti della
tipologia G1 o, trattandosi di ampliamento di una grande struttura di tipo G2,
nei limiti di superficie indicati al precedente articolo 6, comma 4. Tale
ampliamento è sempre concesso direttamente dal Comune,” e le parole: “entro il
20 per cento di superficie in più rispetto a quella autorizzata, di cui all’articolo
6, comma 2, della legge regionale” sono soppresse;”.>>
Grazie, consigliera De Francesco.
Parere della Giunta? Prego, assessore Straface.
Prego.
Parere favorevole.
Parere del relatore? Prego, consigliera Iiriti.
Parere favorevole.
Pongo in votazione l’emendamento. L’emendamento
è approvato.
Pongo in votazione l’articolo 1, così come
emendato.
Articolo 1
(È approvato così come emendato)
Articolo 2
(È approvato)
Passiamo alla votazione del provvedimento nel
suo complesso, così come emendato, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
Il
provvedimento è approvato, come emendato, con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo al punto tre, la proposta di
provvedimento amministrativo numero 48/13^ di iniziativa della Giunta
regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell’Azienda Territoriale
Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria)”.
Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per
illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pietropaolo.
Grazie, Presidente.
La proposta di provvedimento, posta oggi all’approvazione
di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dei presenti dalla Seconda
Commissione bilancio nella seduta del 20 aprile scorso.
La proposta è relativa al bilancio di
previsione 2026-2028 dell’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale
Pubblica Regionale (ATERP Calabria).
Alla seduta della Commissione hanno partecipato
il Commissario straordinario dell’Azienda Territoriale, per l’ATERP Calabria,
avvocato Grazia Maria Carmela Iannini e, per il Dipartimento governo del
territorio, difesa del suolo e politiche per la casa, l’architetto Stefania
Battaglia. Il dirigente generale del Dipartimento bilancio, finanze e
patrimonio ha trasmesso una nota con la quale ha confermato le raccomandazioni
contenute nell’istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di
previsione 2026-2028 dell’ATERP possa essere sottoposto all’approvazione del
Consiglio regionale.
Il provvedimento si compone della delibera di
Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento governo del
territorio, difesa del suolo e politiche per la casa, del Dipartimento
bilancio, finanze e patrimonio e del parere del Revisore unico dei conti dell’Azienda.
Il Revisore unico dei conti, con verbale numero
3 del 27 gennaio 2026, ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza
delle norme di legge, dello Statuto dell’Ente, del regolamento di contabilità e
dalle norme del decreto legislativo 118/2011 e dei principi contabili applicati
numero 4/1 e 4/2 allegati al predetto decreto
legislativo.
Con riferimento alle norme in materia di spending review, l’Organo di controllo
rileva che la previsione di bilancio relativa alla spesa del personale degli
acquisti di beni e servizi è coerente con il contenimento delle spese, di cui
ai commi 1 e 2-bis, dell’articolo 1,
della legge regionale 62 del 2023. Altresì, è stata rilevata la coerenza della
previsione di spesa per investimenti con il Piano triennale dei lavori pubblici
e il cronoprogramma dei pagamenti.
Conclusivamente, il Revisore unico dei conti,
avendo rilevato la coerenza interna, la congruità e l’attendibilità contabile
dei dati di bilancio, attesta che il progetto di bilancio, nel suo complesso, è
redatto con chiarezza e rappresenta in modo corretto la situazione finanziaria
in conformità alle norme e ai principi contabili adottati per la formazione
dello stesso ed esprime parere favorevole all’approvazione della proposta di
bilancio di previsione 2026-2028.
Il Dipartimento governo del territorio, difesa
del suolo e politiche per la casa, nell’istruttoria di competenza, ha
verificato il rispetto dei limiti di spesa previsti in materia di spese del
personale e di funzionamento, di cui alla vigente normativa regionale in
materia di spending review.
Il Dipartimento ha rilevato che, con
riferimento al Fondo pluriennale vincolato, nella parte entrata, in relazione a
spese finanziate in anni precedenti ed esigibili successivamente, non risulta
la corretta reimputazione e distribuzione sulle
singole annualità del bilancio in esame; pertanto, il Dipartimento ne sollecita
la quantificazione in sede di riaccertamento parziale dei residui, in relazione
all’aggiornamento del cronoprogramma di spesa che determinerà una variazione
del bilancio di previsione 2026-2028.
A conclusione dell’attività istruttoria, il
Dipartimento vigilante, ferme restando le osservazioni espresse in ordine al
Fondo pluriennale vincolato, ritiene che sussistano le condizioni di legge in
ordine alla congruità e attendibilità delle previsioni di bilancio ed esprime
parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui
documenti allegati.
Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio,
a seguito dei controlli eseguiti, rileva che viene rispettato l’equilibrio
generale di bilancio, posto che il totale complessivo delle entrate risulta
pareggiare con il totale complessivo delle spese.
Per quanto concerne l’accantonamento al Fondo
crediti dubbia esigibilità, il cui importo sembrerebbe essere congruo, il
Dipartimento raccomanda all’Ente, nel corso dell’esercizio 2026, qualora se ne
ravvisassero le necessità, di aggiornare le previsioni di spesa di cui al Fondo
crediti dubbia esigibilità, verificandone, a seguito dell’attività di gestione,
il perdurare della congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli
stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento
all’effettivo andamento degli incassi.
Il Dipartimento, altresì, ha rilevato che l’Ente
ha provveduto a effettuare l’accantonamento di euro 36.165,00 nel Fondo di
garanzia debiti commerciali, sulla base dei dati risultanti dalla Piattaforma
dei crediti commerciali.
Per quanto concerne il Fondo pluriennale
vincolato, il cui stanziamento risulta formalmente corretto, il Dipartimento
bilancio raccomanda all’Ente, a seguito dell’approvazione della procedura di
riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari correttivi al predetto Fondo, sia per la parte corrente sia per quella in
conto capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza
finanziaria potenziata.
Il Dipartimento, altresì, ha verificato il
recupero del disavanzo pregresso; dal prospetto del risultato di
amministrazione presunto risulta una parte disponibile pari a euro
-6.995.884,73 che risulta in diminuzione rispetto a quella del rendiconto 2024
approvato pari a euro -9.884.977,47; sembrerebbe, dunque, che l’Ente nell’anno
2025 abbia recuperato la quota trentennale di ripiano del disavanzo, per come
scaturente dal riaccertamento straordinario dei residui, nel rispetto dell’articolo
4, comma 2, del decreto del 2 aprile 2015 del Ministero dell’economia e delle
finanze.
A conclusione dell’attività istruttoria, il
Dipartimento bilancio, esprime parere favorevole all’adozione, da parte della
Giunta regionale, della proposta di bilancio di previsione 2026-2028 dell’ATERP
Calabria, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio
regionale per il seguito di competenza, ex
articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002 numero 8. Grazie.
Grazie,
collega Pietropaolo. Ha chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Oggi discutiamo qui il bilancio di previsione
2026 e 2028 dell’ATERP, Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale
Pubblica della Calabria - lo diciamo così si capisce anche da casa di che cosa
stiamo parlando - cioè dell’Ente che dovrebbe garantire uno dei diritti sociali
più importanti per i nostri concittadini: il diritto alla casa.
Non stiamo parlando di un Ente qualsiasi.
Stiamo parlando del patrimonio costruito negli anni con risorse pubbliche, per
dare una risposta a famiglie fragili, anziani, disoccupati, persone in
difficoltà, cittadini che non possono permettersi il mercato privato.
Per questo dico subito che il mio voto,
ovviamente, così come lo è stato anche nella Commissione bilancio, sarà
contrario. Non perché non riconosco - lo voglio dire - il lavoro tecnico e
amministrativo che si sta facendo, ma perché da questa discussione emerge una
visione di questo Ente che non condivido: il patrimonio dell’edilizia
residenziale pubblica rischia di essere trattato sempre più come un patrimonio
da “mettere a reddito” e sempre meno come uno strumento di politica sociale.
In Commissione è stato detto chiaramente che l’ATERP
sta portando avanti un’operazione per, tra virgolette, mettere a reddito il
patrimonio, compresi gli immobili non abitativi. È stata anche richiamata la
vicenda di un immobile polifunzionale di Cosenza, occupato da associazioni che
svolgono attività sociali, rispetto al quale è stato detto che l’intenzione è
quella di rientrare nella disponibilità dell’immobile per poi metterlo a
reddito, vendendolo.
Ecco, questo è un punto politico.
Tutto ciò che è stato costruito con fondi
pubblici per l’edilizia popolare non può essere progressivamente sottratto alla
sua funzione sociale e trattato come un bene commerciale qualunque.
Se ci sono morosità, vanno affrontate.
Se ci sono problemi gestionali, vanno risolti.
Se ci sono contratti non aggiornati, vanno
rivisti.
Ma tutto questo non può avvenire a scapito
delle persone più fragili e dei presidi sociali che nei territori suppliscono
spesso all’assenza delle Istituzioni.
La casa pubblica non è un asset immobiliare. È uno strumento di giustizia sociale.
Nella stessa Commissione sono emerse criticità
molto serie. Ne parlava prima il Presidente della Commissione: il Revisore ha
chiesto verifiche sui crediti, soprattutto quelli più vecchi, e ha chiesto
relazioni semestrali sull’ammontare dei crediti, sull’attività di recupero e
sulle eventuali rinunce alla riscossione. Ha evidenziato anche numerose cause
legali in corso e quindi la necessità di un monitoraggio continuo del Fondo
contenzioso.
Il Dipartimento vigilante ha rilevato criticità
sul Fondo pluriennale vincolante, evidenziando che non risulta correttamente
reimpostato e distribuito sull’annualità del bilancio, e ha chiesto correttivi
in sede di riaccertamento.
Il Dipartimento bilancio ha rilevato un
disavanzo presunto ancora negativo, pari a circa 6,99 milioni di euro, anche se
è in miglioramento rispetto ai 9,88 milioni di euro del rendiconto del 2024.
Quindi, non stiamo votando un bilancio privo di
criticità. Stiamo votando un bilancio che viene accompagnato da pareri
favorevoli, sì, ma pieni di raccomandazioni, cautele e problemi aperti.
La stessa Commissaria ha riconosciuto che il
tema più pesante, ad esempio, è il contenzioso IMU. Ha spiegato che l’ATERP
viene considerata, di fatto, come un soggetto che gestisce immobili sul
mercato, quasi come un’agenzia immobiliare, perché percepisce un canone. Questo
è un paradosso che noi come consiglieri regionali, come Regione, dobbiamo
cercare di risolvere definitivamente: le case nate per finalità sociali non
possono essere trattate fiscalmente come immobili ordinari.
E su questo punto bisogna essere netti: se lo
Stato, i Comuni o il sistema tributario trattano l’edilizia popolare come un
bene commerciale, allora la Regione, noi, deve battersi per difendere la natura
sociale di quel patrimonio, non limitandosi a rincorrere entrate, riscossioni,
alienazioni e messa a reddito di un patrimonio che serve a dare risposte ai
nostri cittadini.
In Commissione è emerso anche un altro dato
preoccupante: l’ATERP della Regione Calabria, ad oggi, lo sapete quanti
dipendenti ha? 128 dipendenti. C’è una carenza di organico spaventosa.
Allora, mi chiedo: come può un Ente con queste
carenze gestire un patrimonio esistente, recuperare crediti, affrontare
contenziosi, gestire manutenzione, seguire Fondi europei, Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza, efficientamento energetico e nuovi programmi sull’abitare?
Per me è una cosa, veramente…
Peraltro, proprio sul Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza è stato chiarito che l’unica misura su cui l’ATERP sta
lavorando direttamente è quella da circa 1,38 milioni di euro per l’efficientamento
energetico derivante da RepowerEU. Altri fondi
precedenti precedentemente dati, pur avendo visto la partecipazione delle
Aziende casa, hanno privilegiato, invece, i progetti portati avanti dai Comuni.
Anche questo è un dato politico: mentre si
parla di emergenza abitativa, di povertà abitativa, di alloggi sfitti da
recuperare, di manutenzione necessaria, ATERP Calabria si trova con risorse
dirette limitate, organico ridotto, contenziosi aperti e un patrimonio
difficile da gestire.
E allora, il punto non è approvare formalmente
questo bilancio che è in pareggio. Il punto è chiedersi se questo bilancio sia
davvero in grado di rispondere alla domanda abitativa dei calabresi.
La commissaria ha parlato di alloggi sfitti,
che non si riescono a consegnare perché presentano problemi di agibilità o
altre criticità tecniche. Ha parlato della necessità di investire di più in
manutenzione. Ecco, questa è la vera emergenza. Non possiamo limitarci a dire
che l'Ente recupera crediti a zero anticipazione di cassa o mette a reddito
immobili. Per queste ragioni il mio voto è contrario. È contrario perché non
accetto che il tema della casa popolare sia affrontato prevalentemente con una
logica patrimoniale e contabile; è contrario perché le criticità evidenziate
dai revisori e Dipartimenti non sono dettagli secondari; è contrario perché
prima di alienare, mettere a reddito, recuperare immobili occupati dalle realtà
sociali, bisogna garantire una strategia pubblica chiara per non sottrarre
spazi, servizi e funzioni ai territori; è contrario perché il patrimonio di
edilizia residenziale pubblica appartiene alla comunità e deve rimanere al
servizio della parte più fragile della comunità.
Per me la casa pubblica non è merce, la casa
pubblica è dignità e su questo principio non possiamo assolutamente arretrare,
non possiamo venire meno a quanto previsto nella Costituzione per la tutela dei
più fragili. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Intervengo soltanto per svolgere alcune
osservazioni rispetto a quanto ha già dichiarato la collega Greco, perché dalla
lettura di questo bilancio è evidente che l'ATERP sia un ente sul quale la
Regione non ha nessuna voglia di investire: non c'è alcuna programmazione, è un
ente che vivacchia al pari di altri enti strumentali alla nostra Regione
Calabria. Questo lo dimostrano in particolare due aspetti: intanto la mancata
previsione di risorse sul fondo pluriennale vincolato per le annualità 2027 e
2028 e, ancora di più, - questo è stato rilevato anche dai nostri tecnici -
soltanto 14 milioni di euro sul FCDE (Fondo crediti dubbia esigibilità), che
evidentemente difficilmente possono far fronte a quella che è la mole di
crediti di dubbia esigibilità che questo Ente ha. Però, accanto a questo, è
importante evidenziare che, a qualche anno ormai dalla riforma, anche degli
enti strumentali regionali, come appunto anche l'ATERP, i benefici non si
notano, se è vero come è vero che 120 dipendenti, con poche decine di
assunzioni previste nei prossimi anni, difficilmente possono far fronte a
quella che è la richiesta, ma anche a quello che dovrebbe essere il principio
di leale collaborazione che dovrebbe esistere tra l'ente strumentale ATERP e i
Comuni. Sappiamo bene che all'interno di un territorio comunale ci deve essere
necessariamente una correlazione e un dialogo, su tutte le attività inerenti al
patrimonio di edilizia residenziale pubblica, tra Regione Calabria per gli
immobili di proprietà dell'ATERP e i Comuni per quelle che sono poi le attività
di assegnazione e di manutenzione di questi beni. Le manutenzioni sono pari a
zero e allo stesso modo e stesso tempo sono pari a zero le risposte che si
danno agli uffici comunali, agli uffici del patrimonio dei Comuni; di
conseguenza questi uffici fanno fatica a rispondere all'esigenza di avere una
casa dignitosa da parte di chi una casa di proprietà e in affitto non può
averla. L'esempio di questo noi ce l'abbiamo a Reggio Calabria ed è Arghillà.
Arghillà, in particolare Arghillà Nord che è il centro, soprattutto anche in
questa fase politica e amministrativa, delle attenzioni di molti. Ad Arghillà
Nord tutte le case sono di proprietà dell'ATERP e sono tutte case occupate
abusivamente, perché chi le occupa non ha nessun titolo per poterle occupare.
Peraltro, come è stato evidenziato anche da alcune attività di polizia
giudiziaria, alcune attività svolte dagli organismi inquirenti del nostro
territorio, quelle strutture, quelle case, quegli appartamenti fungono anche da
ricovero per attività di carattere criminale o per ospitare chi in quei giorni
viene in città per fare attività sicuramente non legate al bene comune. Noi in
questi anni abbiamo provato, anche attraverso tavoli in Prefettura, ad avere un
dialogo con l'ATERP, ma le mancate risposte sono il riflesso e la fotografia di
quello che si legge in questo bilancio.
Come possiamo noi garantire l'interesse verso
le fasce più deboli? Come possiamo noi concretamente dimostrare l'interesse
verso chi si aspetta di avere assegnata una casa, si aspetta di vivere in una
casa dignitosa, se poi all'interno del bilancio non c'è alcuna traccia di
programmazione nei prossimi anni che possa garantire questo diritto?
Grazie, collega Falcomatà.
Non ci sono altri interventi. Pongo in
votazione del provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati
con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente ai relativi
allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto 4, la proposta di legge
numero 47/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Cirillo e Luciana De
Francesco, recante: “Modifica e integrazioni della legge regionale numero
2/2017”.
Cedo la parola alla consigliera De Francesco
per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera De Francesco.
Grazie. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
in qualità di relatore e sottoscrittore ho il privilegio di sottoporre
all'attenzione di quest'Aula il testo della proposta di legge numero 47/13^. È
un provvedimento che non solo aggiorna la normativa regionale a tutela dei più
giovani, ma che si presenta oggi con una solidità procedurale e tecnica
indiscutibile. Desidero infatti sottolineare con particolare forza che l'iter
legislativo è stato completato con successo, avendo ricevuto il parere
favorevole unanime anche dalla Seconda Commissione consiliare bilancio,
programmazione economica e attività produttive. Questo passaggio non è un mero
adempimento formale, ma rappresenta il definitivo suggello alla qualità del
provvedimento. Il parere della Commissione bilancio certifica ufficialmente che
la riforma dell'Osservatorio regionale per l'infanzia e l'adolescenza è
perfettamente sostenibile e coerente con i rigorosi parametri di finanza
pubblica. Viene così validata tecnicamente la clausola di invarianza finanziaria
prevista dall'articolo 7, confermando che il potenziamento dei diritti dei
nostri ragazzi avverrà con un uso virtuoso ed efficiente delle risorse umane
strumentali già esistenti. Grazie a questo doppio via libera, quello di merito
della Terza Commissione e quello finanziario della Seconda, portiamo in Aula
una legge che è istituzionalmente avanzata e allinea la Calabria ai parametri
nazionali, trasformando l'Osservatorio in un organismo moderno di studio, di
monitoraggio e proposta; è scientificamente autorevole, integra nella sua
composizione i 2 rappresentanti della società medico-scientifica di area
pediatrica e apre al contributo di esperti in settori cruciali come la
cybersicurezza e l'inclusione dei disabili; è amministrativamente efficace, prevede
che le analisi dell'Osservatorio diventino la base per direttive concrete della
Giunta agli enti locali, garantendo che la tutela dei minori non resti solo
sulla carta, ma si traduca in azioni territoriali.
In base al testo della proposta, l'articolato
si compone di 7 articoli che illustro brevemente.
L'articolo 1 riguarda la modifica del titolo:
cambia ufficialmente la denominazione della legge regionale numero 2/2017. Le
parole “i minori” vengono sostituite con “l'infanzia e l'adolescenza”.
L'articolo 2 riguarda le finalità: integra le
finalità della legge base, inserendo un nuovo comma che definisce la promozione
dei diritti dell'infanzia come un impegno collettivo che coinvolge istituzioni,
famiglie e comunità per una società più inclusiva.
L'articolo 3 modifica l'articolo 2 della legge
numero 2 del 2017 per riflettere il mutamento del nome in Osservatorio
regionale per l'infanzia e l'adolescenza.
L'articolo 4 riguarda la composizione e il
funzionamento: amplia la composizione dell'organismo, includendo 2
rappresentanti delle società medico scientifiche di area pediatrica. Prevede
inoltre la possibilità di invitare esperti in settore chiave (inclusione,
disabilità, minori stranieri, sport, cultura, educazione ambientale) e
stabilisce che l'Osservatorio si riunisca almeno 2
volte l'anno, con una validità delle sedute e delle deliberazioni a maggioranza
semplice dei presenti.
L'articolo 5 riguarda i compiti e le funzioni:
aggiorna la terminologia dei compiti dell'Osservatorio e apporta alcune
modifiche formali, come l'abrogazione della lettera h) relativa ai precedenti
compiti specifici.
L'articolo 6, che riguarda la relazione
annuale, integra l'articolo 6 della legge base, specificando che le risultanze
della relazione annuale dell'Osservatorio servono alla Giunta regionale per
formulare direttive specifiche destinate agli enti locali.
Infine, l'articolo 7, che riguarda la clausola
finanziaria, sancisce l'invarianza finanziaria del provvedimento, stabilendo
che dall'attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio regionale.
Dunque, colleghi, l'approvazione di questa
legge, oggi forte del parere favorevole di entrambe le Commissioni competenti,
dimostra che la Regione Calabria sa coniugare grande sensibilità sociale verso
le nuove generazioni con il massimo rigore contabile richiesto dal nostro
Statuto e dalla Costituzione. Per queste ragioni vi invito a votare con
convinzione un provvedimento tecnicamente inattaccabile e socialmente
indispensabile.
Grazie, collega De Francesco. Ha chiesto di
intervenire il collega Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Colleghi consiglieri,
intervengo perché ritengo che questa proposta di legge rappresenti un
intervento importante e lungimirante perché rafforza uno strumento fondamentale
di osservazione, monitoraggio e proposta su un tema centrale che rappresenta il
presente e il futuro della nostra comunità regionale, quello dell’adolescenza e
dell'infanzia.
La scelta di ampliare l'Osservatorio
introducendo professionalità qualificate e competenze multidisciplinari va
nella direzione giusta. Significa dotare la Regione Calabria di una struttura
più moderna, più articolata e più capace di leggere in profondità i bisogni
reali dei bambini, degli adolescenti e delle rispettive famiglie.
Parliamo di problematiche che oggi richiedono
un interessamento a 360 gradi: dagli aspetti educativi a quelli sociali ed
economici, ma non meno ai fini della prevenzione sanitaria, del disagio
giovanile, dell'inclusione, della disabilità e della povertà educativa e delle
nuove fragilità che interessano ed emergono nella nostra contemporaneità.
L'osservatorio potrà sicuramente diventare
un'antenna sul territorio, capace non soltanto di raccogliere dati e analizzare
fenomeni, ma anche di indirizzare e orientare l'attività legislativa e
amministrativa della nostra Regione, suggerendo proposte, interventi e
politiche sempre più aderenti ai fabbisogni reali della nostra comunità. La
Calabria in questo modo si allinea agli standard e agli indirizzi nazionali più
avanzati in materia di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza, ma soprattutto
dimostra attenzione, sensibilità e cura verso una fase della vita che merita il
massimo impegno da parte delle istituzioni perché, cari colleghi, osservare,
ascoltare, accompagnare con attenzione il mondo dell'infanzia e
dell'adolescenza significa investire con responsabilità e visione sul futuro
della Calabria. Per questo motivo avrete il mio voto favorevole con
convinzione. Grazie.
Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto di
intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Ritengo che gli Osservatori siano strumenti
molto importanti, perché dovrebbero aiutare le istituzioni a comprendere i
fenomeni sociali, a monitorarli, a raccogliere dati, a monitorare le criticità,
a coordinare gli enti sui territori, eccetera eccetera, e poi dare la
possibilità al governo, in questo caso della Regione, di predisporre tutti gli
strumenti necessari per superare le criticità.
Questo Osservatorio è stato istituito nel 2017.
Ho chiesto al Dipartimento del welfare, sia in
Commissione sanità sia in Commissione bilancio, in cui sono componente, se
questo strumento avesse mai operato. La risposta è stata no! Quindi dal 2017 ad
oggi noi abbiamo uno strumento in cui sono previste delle figure
importantissime, uno strumento importante, soprattutto in questa fase storica,
nel quale i nostri giovani andrebbero seguiti, valutando le criticità, che non
ha mai funzionato. Viene presentata prima in Commissione e adesso in Consiglio
questa proposta di legge che prevede fondamentalmente due cose: il cambio del
nome, da osservatorio per i minori a osservatorio per infanzia e adolescenza, e
la previsione di ulteriori due figure all'interno della governance, che sono
due pediatri. Sono d'accordo con la collega De Francesco quanto dice che questo
è uno strumento socialmente indispensabile, è verissimo e ne sono pienamente
convinta, così come sono convinta che anche gli altri osservatori debbano
iniziare a funzionare. Gli osservatori, però, funzionano soprattutto se c'è una
copertura economica. Mi batto ogni volta con il presidente Pietropaolo in
Commissione bilancio perché tutte le proposte di legge che sono poste alla
nostra attenzione sono tutte ad invarianza finanziaria, non è prevista nessuna copertura,
ma il problema è che non sono previste neanche le Missioni che possono renderle
operative e quindi consentire di diventare degli strumenti validi. Però non è
vero che non è inattaccabile: ad esempio, quando lei, consigliera De Francesco,
dice che è stato previsto che le decisioni siano prese a maggioranza, però, mi
dispiace, non è previsto un quorum di validità della riunione. Praticamente
anche se si riuniscono 2 persone su 15 possono decidere a maggioranza, oppure
se va uno solo, può decidere lui. Su questo ho presentato degli emendamenti,
poi penso che interverrà anche l'assessore con cui ci siamo confrontate prima e
ho registrato che c'è questa volontà di rendere operativi da parte della
governance della Regione questi strumenti e ne sono contenta. Voi lo sapete, lo
dico sempre, ci siamo confrontati, soprattutto i consiglieri che sono
componenti come me nelle Commissioni sanità, agricoltura e bilancio sanno che
non voto mai per presa di posizione, anzi, molto spesso, cambio il mio voto,
come per il punto successivo, quello dell'ARDIS, ma lo dirò dopo. Cambio il mio
voto sulla base di quello che vengono a riferire in audizione i Dipartimenti o
le associazioni di categoria. Penso che sia necessario cominciare ad essere
concreti.
C'è una frase che mi diceva sempre mio padre:
“Voglio l'arrosto perché il fumo mi ha reso cieco”. Ecco, questo arrosto deriva
da questi strumenti che noi abbiamo, perché è sulla base di questi strumenti
che possiamo dare delle risposte per i territori, in questo caso per i nostri
giovani, per fare in modo che tante criticità che noi abbiamo, dall'inclusione
al bullismo eccetera eccetera, possano essere in qualche modo superate. Grazie.
Grazie, collega Filomena Greco. Ha chiesto di
intervenire l’assessore Pasqualina Straface. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Saluto i consiglieri
regionali, l'Ufficio di Presidenza e il Vicepresidente della Giunta.
Intanto esprimo soddisfazione, ma soprattutto
faccio i miei complimenti al Presidente del Consiglio, Cirillo, e agli altri
sottoscrittori di questa proposta di legge.
La modifica della legge numero 2 del 2017 va
nella direzione di un aggiornamento non soltanto di riordino normativo, ma
anche di linguaggio culturale che oggi utilizziamo rispetto alle politiche sul
benessere dei minori, dell'infanzia e della adolescenza. È stata sottolineata
l’utilità che gli Osservatori, quando nascono, devono avere: per il ruolo, per
la funzione, che va nella direzione della raccolta dei dati, del monitoraggio,
ma soprattutto per la funzione di indirizzo che le risorse pubbliche devono avere
rispetto alla programmazione regionale. L'intervento della consigliere Filomena
Greco lo accolgo in parte quando parla di utilizzo e funzione
dell'Osservatorio, ma su altri versi messi da lei in risalto non posso essere
assolutamente accolto, perché le proposte che vengono fuori da un Osservatorio
non devono essere assolutamente sottoposte a voto. Si tratta di un osservatorio
che deve necessariamente caratterizzarsi per figure professionali che abbiano
competenze, così come viene caratterizzato.
L'Osservatorio che nasce oltre 20 anni fa non
ha mai funzionato rispetto al suo utilizzo quale strumento di una governance
importante, rispetto alle sue funzioni che riguardano soprattutto la raccolta
dei dati e vanno nella direzione di contrastare l'isolamento sociale, la
povertà educativa, le dipendenze digitali, il disagio psicologico. Oggi noi
andiamo nella direzione di rafforzare questo strumento e lo facciamo grazie
all'inserimento di figure di pediatria che diventano importanti soprattutto per
quanto riguarda l'integrazione socio sanitaria e in particolar modo per quanto
riguarda la diagnosi precoce che il pediatra riesce ad individuare da subito;
andiamo a rafforzare questo strumento, in particolar modo riguardo alle nuove
devianze giovanili, al disagio giovanile e soprattutto alla vulnerabilità
sociale che oggi registriamo in particolar modo nelle nuove generazioni. Si
tratta, quindi, di uno strumento importante, che merita di essere inserito in
una nuova programmazione, rispetto alle nuove disposizioni sulle politiche del
Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e, in particolar modo, rispetto
alle disposizioni previste dal Decreto Caivano, che vanno nella direzione di
contrastare le devianze giovanili, legate alla criminalità e alle dipendenze.
Colgo l'occasione oggi anche per riferire
quello che la Regione Calabria è riuscita a realizzare, perché stiamo agendo su
diversi livelli, rispetto alle risorse che arrivano dal Ministero per le
politiche della famiglia. Stiamo rafforzando i centri per la famiglia e
prevediamo anche la nascita di nuovi centri. Sono in corso di pubblicazione
interventi che riguardano l'alfabetizzazione digitale, il contrasto alle
dipendenze, l'uso consapevole delle nuove tecnologie, l'invecchiamento attivo
con scambi generazionali e abbiamo previsto anche la nuova programmazione per
la quale il Ministero per le politiche della famiglia ci ha trasferito oltre 2
milioni di euro destinati alla formazione e sensibilizzazione in materia di
affidi e adozioni, potenziando i servizi per i primi mille giorni di vita del
bambino. E, ancora, abbiamo previsto azioni nel Piano di supporto alle
fragilità, sono stati pubblicati bandi importanti, il bando Educational
framework che riguarda un affiancamento alle famiglie che hanno al loro interno
minori con disabilità o che presentano vulnerabilità economica; un altro bando
importante riguarda il sostegno alla genitorialità, il bando “Concilia”, con
cui sono stati raggiunti oltre 106 enti del terzo settore, cooperative sociali
che andranno a destinare dei voucher alle famiglie e soprattutto alle donne per
consentire di conciliare la vita familiare con il lavoro.
Questa è la programmazione che noi siamo
riusciti ad avviare, che va nella direzione di garantire il benessere dei
minori, dell'infanzia e dell'adolescenza.
Ritengo, pertanto, che l'Osservatorio oggi
rappresenti uno strumento importante di monitoraggio, di raccolta dei dati, di
destinazione delle risorse rispetto ala
programmazione regionale. Grazie.
Grazie, assessore Straface.
Non ci sono altri interventi. Passiamo
all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo 3 è pervenuto l'emendamento
protocollo numero 11681/A05, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui
cedo la parola per l’illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente
Allora, l'emendamento rafforza il supporto
tecnico amministrativo e organizzativo all'Osservatorio regionale per
l'infanzia e l'adolescenza, chiarendo le funzioni già svolte dalle strutture
regionali competenti e garantendo maggiore efficacia operativa, trasparenza e
coordinamento nell'attuazione delle attività previste dalla normativa vigente.
L'emendamento non comporta nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio regionale, in quanto specifiche attività sono già
esercitate dalle strutture regionali competenti nell'ambito delle ordinarie
funzioni amministrative delle risorse umane, strumentali e finanziarie, già
disponibili a legislazione vigente.
Il testo è questo: <<Al testo della
proposta di legge numero 47, come trasmesso all'Aula, all'articolo 3, comma 1,
dopo la lettera b), è aggiunta la seguente: “c) Dopo il comma 1 dell'articolo 2
della legge regionale numero 2/2017 è aggiunto il seguente: 1-bis. Il
Dipartimento regionale competente assicura il supporto tecnico amministrativo e
organizzativo necessario al funzionamento dell'Osservatorio, garantendo, nei
limiti delle competenze della normativa vigente, la raccolta, l'aggiornamento e
la pubblicazione dei dati e delle attività, compatibilmente con la normativa
vigente in materia di protezione dei dati personali.
Le attività sono svolte in coerenza con la
normativa vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale”.>>
Grazie, collega Greco.
Parere della Giunta?
Non favorevole.
Parere del relatore?
Parere contrario.
Pongo in votazione l'emendamento, L’emendamento
è respinto.
Pongo in votazione l'articolo 3.
Articolo 3
(È approvato)
All’articolo 4 sono pervenuti alcuni
emendamenti. Iniziamo con l’emendamento, protocollo numero 11681/A04, a firma
della consigliera Filomena Greco a cui cedo la parola per l’illustrazione.
Prego, consigliera Greco.
L'emendamento introduce criteri aggettivi di
comprovata esperienza professionale e scientifica
per la designazione dei componenti tecnico-scientifici dell'Osservatorio, al
fine di garantirne adeguata qualificazione e competenza.
L'emendamento non comporta
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di una
disposizione di carattere qualitativo che non modifica la composizione numerica
dell'Osservatorio né introduce compensi aggiuntivi. Recita: <<Al testo
della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 4,
comma 1, lettera b), dopo le
parole: “designati dai rappresentanti delle stesse” sono aggiunte le seguenti:
“Secondo criteri di comprovata esperienza professionale e scientifica almeno
quinquennale nel settore di riferimento.”>>. Grazie.
Grazie, collega Greco. Parere
della Giunta?
Non favorevole.
Parere della relatrice?
Parere contrario.
Pongo in votazione
l'emendamento. È respinto.
Proseguiamo con l’emendamento
protocollo numero 10979/A04, a mia firma.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per l’illustrazione.
Il presente emendamento mira a
chiarire che i componenti dell'Osservatorio non hanno diritto a nessun rimborso
spese. Il presente emendamento ha carattere ordinamentale e non produce oneri a
carico del bilancio regionale. Recita: <<Dopo la lettera b) del comma 1
dell'articolo 4 della proposta di legge numero 47/13^ è inserita la seguente:
“b-bis. Alla fine del comma 3 dopo le parole: “è gratuita" sono
aggiunte le seguenti: “e non dà luogo a rimborso spese”.>>.
Grazie, consigliera De
Francesco.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Parere della relatrice?
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. È approvato.
Passiamo all'emendamento
protocollo numero 11681/A03, a firma della consigliera Filomena Greco, a cui
cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliera Greco.
Grazie, Presidente.
L'emendamento introduce
criteri minimi per la validità delle sedute, al fine di garantire la reale
operatività dell'Osservatorio e superare criticità applicative. Si prevede,
inoltre, un meccanismo di salvaguardia in caso di inattività dell’organo, nel rispetto
del principio di invarianza finanziaria.
L'emendamento non comporta
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, essendo attuato
mediante l'utilizzo delle risorse umane, strumentali e finanziarie già
disponibili alla legislazione vigente.
Assessore, la votazione a
maggioranza dei presenti era già prevista, ma adesso si introduce, almeno con
questo emendamento, la presenza di almeno un terzo dei componenti all'interno
dell'Osservatorio che si riunisce due volte l'anno. Recita: <<Al testo
della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 4,
comma 1, lettera c), il comma 5 dell'articolo 3 della l.r. n.2/2017 è sostituito dal seguente: “5. L'Osservatorio
si riunisce almeno due volte l’anno. Le sedute sono valide con la presenza di
almeno un terzo dei componenti” – prima non era previsto - “Le decisioni sono
adottate a maggioranza dei presenti. In caso di mancato raggiungimento del
quorum per due sedute consecutive. Le disposizioni del presente comma sono
attuate nell'ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie già
disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.”>>
Grazie, collega Greco. Parere
della Giunta?
Non favorevole.
Parere della relatrice?
Parere contrario.
Pongo in votazione
l'emendamento. È respinto.
Pongo in votazione l'articolo
4.
Articolo 4
(È approvato)
All’articolo 5 è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 10979/A02, a mia firma.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per l’illustrazione. Prego, consigliera De Francesco.
Il presente emendamento mira a
sopprimere la lettera b) del comma 1 dell'articolo 5 della proposta di legge
numero 47/13^ al fine di rispondere all'esigenza di evitare l'ipotesi di nuova
spesa, attesa l'invarianza economica della proposta di legge per la Regione
Calabria, ove il termine “favorire” venga sostituito con il termine
“istituisce”.
Nello specifico, ci si
riferisce all'azione della Regione che è chiamata a favorire la rete con i vari
organismi ed Enti locali per realizzare una unitaria strategia a favore dei
minori.
Il presente emendamento ha
carattere ordinamentale e non produce oneri a carico del bilancio regionale.
Dunque, recita: “La lettera b)
del comma 1 dell'articolo 5 della proposta di legge numero 47/13^ è soppressa.”
Grazie, consigliera De
Francesco.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Parere della relatrice?
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l’emendamento. È approvato.
Pongo votazione l'articolo 5.
Articolo 5
(È approvato così come emendato)
Dopo l'articolo 5 è pervenuto
l'emendamento protocollo 11681/A02, aggiuntivo dell'articolo 5-bis, a
firma della consigliera Filomena Greco, a cui cedo la parola per
l’illustrazione.
Prego, consigliera Greco.
Grazie, Presidente.
L'emendamento introduce strumenti di programmazione finalizzati a rafforzare il
monitoraggio e la verifica delle attività dell'Osservatorio, garantendo
maggiore efficacia, trasparenza e coerenza nell’attivazione delle funzioni
previste dalla normativa vigente.
L'emendamento non comporta
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di
strumenti di programmazione interna attuabili mediante le risorse umane,
strumentali e finanziarie già disponibili a legislazione vigente.
Recita: <<Dopo
l'articolo 5 è inserito il seguente: “Art. 5-bis (Integrazione
dell'articolo 5 della l. r. n. 2/2017) I. Dopo il comma 1 dell'articolo 5 della
l. r. n. 2/2017 è aggiunto il seguente: I-bis. Il programma annuale di
attività individua obiettivi specifici e criteri sintetici di monitoraggio e
verifica, idonei a consentire la valutazione dell'efficacia delle azioni
intraprese. Le disposizioni del presente comma sono attuate senza nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio regionale”.>>. Grazie.
Grazie, consigliera Greco.
Parere della Giunta?
Non favorevole.
Parere della relatrice?
Parere contrario.
Pongo in votazione
l'emendamento. È respinto.
All’articolo 6 è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 11681/A06, a firma della consigliera Greco, a
cui cedo la parola per l’illustrazione.
Grazie, Presidente.
L’emendamento introduce un
meccanismo di responsabilizzazione in caso di mancata trasmissione della
relazione annuale dell'Osservatorio, garantendo continuità informativa e
rafforzando il controllo consiliare sull'attività svolta.
L’emendamento non comporta
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di obblighi
informativi esercitati nell’ambito delle risorse umane, strumentali e
finanziarie già disponibili a legislazione vigente e recita: <<Al testo
della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula, all'articolo 6,
dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “1-bis. In caso di mancata
presentazione della relazione annuale entro il termine previsto, il Presidente
dell'Osservatorio è tenuto a riferire entro trenta giorni alla competente
Commissione consiliare, indicando le cause del ritardo e le misure adottate. Le
disposizioni del presente comma sono attuate senza nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.”>>. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Greco.
Parere della Giunta?
Non favorevole.
Parere della relatrice?
Parere contrario.
Pongo in votazione
l'emendamento. È respinto.
Pongo in votazione l'articolo
6.
Articolo 6
(È approvato)
All'articolo 7 è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 11681/A01, a firma della consigliera Filomena
Greco, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliera Greco.
Grazie, Presidente.
L’emendamento introduce una
clausola di effettività finalizzata a garantire la concreta attuazione delle
disposizioni normative rafforzando il coordinamento tra le strutture regionali
competenti ed evitando duplicazioni organizzative nel rispetto dei princìpi di
efficienza ed efficacia amministrativa.
L’emendamento non comporta
nuovi maggiori oneri a carico del bilancio regionale, trattandosi di una
disposizione di principio attuabile mediante l'utilizzo delle risorse umane,
strumentali e finanziarie, già disponibili a legislazione vigente e recita: <<Al
testo della proposta di legge numero 47/13^, come trasmesso all'Aula,
all'articolo 7, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “2. Le disposizioni
della presente legge sono attuate assicurando l'effettiva operatività
dell'Osservatorio mediante il coordinamento delle strutture regionali
competenti, nel rispetto dei princìpi di efficienza ed efficacia dell'azione
amministrativa, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.">>. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Filomena
Greco.
Parere della Giunta?
Non favorevole.
Parere della relatrice?
Parere contrario.
Pongo l'emendamento. È
respinto.
Pongo in votazione l’articolo
7.
Articolo 7
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo ora al punto 5,
relativo alla proposta di legge numero 48/13^ di iniziativa del consigliere
regionale Cirillo, recante: “Modifica dell'articolo 11 della legge regionale 11
maggio 2007 numero 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno
2007)”.
Cedo la parola al consigliere
Ionà per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Ionà.
Grazie, Presidente, onorevoli
colleghi, in qualità di consigliere relatore ho l'onore di illustrare in Aula
la proposta di legge 48/13^ di iniziativa del consigliere Cirillo, recante
modifica dell'articolo 11 della legge regionale numero 9 dell’11 maggio 2007
(Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007).
Il provvedimento giunge al
vaglio dell’Assemblea dopo un rigoroso iter istruttorio che ha
confermato la bontà e la sostenibilità della riforma. In particolare, la
proposta è stata licenziata favorevolmente dalla Terza Commissione sanità,
attività sociali, culturali e formative nella seduta del 25 marzo 2026.
Desidero, inoltre, evidenziare
con particolare soddisfazione che l'iter si è concluso con il parere
favorevole espresso dalla Seconda Commissione bilancio, che ha validato i
profili di sostenibilità finanziaria del testo, confermando l'assenza di nuovi
o maggiori oneri per le casse regionali.
L’iter legislativo si è
articolato secondo le prescrizioni dello Statuto e del Regolamento, infatti, la
proposta è stata presentata ai sensi dell'articolo 39 dello Statuto e
dell'articolo 63 del Regolamento interno del Consiglio regionale.
Relativamente all’assegnazione
istruttoria, il testo è stato assegnato alla Terza Commissione per l'esame di
merito, dove il consigliere Brutto ha svolto le funzioni di relatore, e alla
Seconda Commissione per il parere sulle conseguenze di carattere finanziario.
Relativamente all’esito delle
Commissioni, entrambi gli organismi collegiali hanno espresso parere
favorevole, consolidando la proposta sia sotto il profilo dell'efficacia dei
servizi universitari che sotto quello del rigore contabile.
Con riferimento a finalità e
contenuti del provvedimento. la proposta mira a ottimizzare la gestione del
patrimonio regionale, un tempo appartenente alle Aziende regionali per il
diritto allo studio, garantendo una maggiore flessibilità d’uso per l'Università
di Reggio Calabria.
Nello specifico, la modifica
dell'articolo 11 della legge numero 09/2007 prevede l'ampliamento del compendio
immobiliare. Si sostituisce la dicitura “immobile” con “gli immobili”,
assicurando che l'intera dotazione pertinente all'ex ARDIS sia trasferita all'Università.
Relativamente alla
flessibilità della destinazione d'uso, il vincolo precedentemente limitato a
“casa dello studente” viene esteso “a strutture e servizi universitari”, con un
focus prioritario sul diritto allo studio, permettendo all'Ateneo di
rispondere meglio alle esigenze degli studenti.
L'intervento mantiene
l’esplicito obbligo di restituzione dei beni alla Regione qualora dovesse
cessare l'erogazione delle funzioni correlate. Come certificato dal parere
della Commissione bilancio e dalla relazione tecnico finanziaria allegata,
l'intervento ha natura puramente ordinamentale. L'articolo 2 del testo
sancisce, infatti, l'invarianza finanziaria, stabilendo che dall'attuazione
della legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.
Per le ragioni esposte, volte
a rafforzare concretamente il diritto allo studio attraverso un uso più
efficiente del patrimonio pubblico, ne auspico l'approvazione unanime da parte
dell'Aula.
Grazie, consigliere Ionà.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Questo
provvedimento che ci accingiamo a votare è una fotografia plastica di quello
che si verifica sempre o quasi sempre, almeno fino ad adesso: quando la
minoranza porta dei provvedimenti all'attenzione del Consiglio o delle Commissioni,
salvo casi rarissimi, non vengono presi in considerazione né studiati e non ci
si interessa neanche di capire se un emendamento, una proposta o qualsiasi
altro provvedimento, sia o meno valido; invece, noi della minoranza – considero
tutti i componenti – siamo, sì, molto critici, ma guardiamo, soprattutto, agli
interessi e al bene della nostra regione.
Ho assistito alla proposizione
del provvedimento in esame sia nella Commissione sanità sia nella Commissione
bilancio e adesso ne parlo qui in Consiglio regionale. Quando è stato discusso
nella prima seduta della Commissione bilancio, si parlava, appunto, della
modifica di un solo articolo e di sostituire il termine l'”immobile” con “gli
immobili” e soltanto la parte “casa dello studente” rispetto, invece, a tutte
le altre necessità previste per l'Università.
Ho, ovviamente, chiesto di
sapere quali erano gli altri immobili che venivano trasferiti dall'ARDIS
all’Università di Reggio Calabria e da lì è nato un parapiglia, cioè si è
andati alla ricerca di questi benedetti immobili.
Alla fine, in Commissione
bilancio, nonostante un battibecco abbastanza, diciamo, cordiale con i
consiglieri Ferrari e Pietropaolo, ho cambiato idea perché finalmente abbiamo
capito per quale motivo si parlava di sostituire il termine “l’immobile” con gli
“immobili”, nonostante l’ARDIS sia stato liquidato ormai da tantissimi anni e,
quindi, non abbia nessun tipo di patrimonio; dopo le ricerche fatte dal
Dipartimento bilancio, è emerso che nessun bene immobile era nella pancia della
Regione, per cui, se si dovevano spostare degli immobili presenti nel
patrimonio, il provvedimento non sarebbe stato ad invarianza finanziaria
perché, ovviamente, ci doveva essere una variazione del bilancio.
Grazie all'ingegnere Forte,
che ha effettuato delle verifiche anche presso il catasto e, poi, ulteriori
accertamenti, si è capito che l'unico immobile trasferito è quello previsto
dalla legge di liquidazione dell'ARDIS, ma, evidentemente, sul terreno graffato
all'immobile, ci sono dei ruderi non visibili, tra virgolette, da un punto di
vista catastale, che verrebbero giustamente considerati da un punto di vista
delle cubature.
Dopo il battibecco che c'è
stato, volevo votare contro il provvedimento, ma ho capito per quale motivo
questa modifica è stata, giustamente, portata alla nostra attenzione e sono
favorevole perché andiamo a dare ulteriori opportunità ai nostri universitari.
Questo per dire che cosa? Che,
come minoranza, stiamo attenti e, ovviamente, non votiamo alla cieca, non
votiamo contro, a favore o ci asteniamo a prescindere, ma andiamo a vedere, a
verificare, a capire e a valutare se quel provvedimento può portare o meno
beneficio alla collettività.
Questo è uno di questi
provvedimenti, sul quale mi astengo, pur avendo votato a favore per quanto
riguarda il parere finanziario della Commissione bilancio.
Preannuncio – ripeto – il mio
voto di estensione. Grazie.
Grazie, consigliera Greco.
Non ci sono altri interventi.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
All’articolo 1 è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 10985/A02, a mia firma.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per l’illustrazione. Prego, consigliera De Francesco.
Il presente emendamento mira a
sopprimere il primo dei due interventi all'articolo 11 della legge regionale
numero 9 del 2007, che si sono predisposti con la proposta di legge numero
48/13^.
L'intervento si rende
necessario al fine di chiarire meglio la portata normativa dell'azione avviata
e non generare una possibile confusione in fase di applicazione della norma.
Il presente emendamento ha
carattere ordinamentale e non produce oneri a carico del bilancio regionale.
L'articolo 1 della proposta di legge numero 48/13^, numero 9, è sostituito dal
seguente: <<Nel comma 14 dell'articolo 11 della legge regionale 11 maggio
2007, numero 9, le parole "a casa dello studente" sono sostituite
dalle seguenti: “a strutture e servizi universitari, con particolare
riferimento a quelli inerenti al diritto allo studio.>>.
Grazie, consigliera De
Francesco.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Parere del relatore?
Consigliere Ionà, prego.
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. È approvato.
Pongo in votazione l'articolo
1.
Articolo 1
(È approvato così come
emendato)
Articolo 2
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Prima di passare al punto 6,
su richiesta del consigliere Bruno, che deve andare via, chiedo l'inversione
all'ordine del giorno e la trattazione immediata della mozione numero 29/13^, a
firma dei consiglieri regionali Bruno, Alecci, De Cicco, Greco Filomena e
Scutellà, recante: “Attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno
per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi. Fondo di solidarietà
dell'Unione Europea”.
Pongo in votazione la
richiesta di inserimento all'ordine del giorno della mozione, che è approvato.
Prego, consigliere Bruno, può
illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente, grazie
onorevoli colleghi, per via di impegni assunti pensavo di farcela, ma ho
chiesto al Presidente, cortesemente, di anticipare questo punto all'ordine del
giorno che era un po' datato, a dire la verità; quindi, è anche un modo per
chiedere cosa è stato fatto, intanto, dalla Giunta regionale e se si hanno
notizie dal Governo nazionale.
Per via delle alluvioni che si
sono succedute in Calabria nei mesi di gennaio e febbraio, il 13 marzo abbiamo
proposto un'interrogazione a firma di tutti i componenti delle opposizioni, in
cui, sostanzialmente, chiedevamo l'attivazione degli strumenti europei e
nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi
calamitosi, il Fondo di solidarietà dell'Unione Europea.
Di questo ne ho parlato anche
con il presidente Occhiuto e l'altro ieri anche con il vicepresidente Mancuso.
Do lettura della mozione:
“- Il 20 gennaio 2026 il
territorio della regione Calabria è stato interessato da intensi eventi
meteorologici che hanno causato allagamenti, frane, smottamenti e ingenti danni
a infrastrutture pubbliche, viabilità, attività produttive, abitazioni private
e patrimonio ambientale;
- numerosi Comuni calabresi
hanno segnalato situazioni di grave criticità, con conseguenti disagi per la
popolazione e per il sistema economico locale.
Considerato che:
- il Governo della Repubblica
ha provveduto alla dichiarazione dello stato di emergenza, riconoscendo
formalmente la gravità degli eventi e la necessità di attivare interventi
straordinari a sostegno dei territori colpiti;
- l'Unione Europea mette a
disposizione degli Stati membri specifici strumenti finanziari per fronteggiare
le conseguenze delle calamità naturali, tra cui il Fondo di solidarietà
dell'Unione Europea (FSUE), destinato a sostenere interventi urgenti di ripristino
delle infrastrutture essenziali e di assistenza alle comunità colpite;
- in risposta a una richiesta
di chiarimento avanzata dagli eurodeputati Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci
con nota Ares (2026) 921281 la Presidente della Commissione europea, Ursula von
der Leyen, ha confermato la disponibilità degli
strumenti europei di sostegno evidenziando che l'attivazione del Fondo di
solidarietà deve essere formalmente richiesto dallo Stato membro interessato
entro i termini previsti dalla normativa europea.
Tenuto conto che la
Commissione europea ha, inoltre, ricordato che nell'ambito dei programmi della
politica di coesione Calabria, Sicilia e Sardegna dispongono complessivamente
di circa 352 milioni di euro di risorse di Fondo europeo di sviluppo regionale
FESR destinati alla prevenzione e gestione dei rischi naturali di cui circa 156
milioni risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati per
interventi connessi alla gestione delle emergenze e alla prevenzione del
dissesto.
Preso atto che:
- è necessario agire con la
massima tempestività per consentire alle comunità colpite di accedere alle
risorse disponibili a livello nazionale ed europeo;
- la Regione Calabria deve
svolgere un ruolo attivo di coordinamento istituzionale e di impulso nei
confronti del Governo nazionale affinché vengano attivati tutti gli strumenti
finanziari disponibili;
- è indispensabile procedere a
una ricognizione puntuale e aggiornata dei danni subiti dai territori al fine
di consentire una corretta quantificazione delle risorse necessarie e
l'eventuale utilizzo delle risorse europee disponibili.
Impegna la Giunta regionale:
1. a sollecitare il Governo
nazionale, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, affinché
vengano attivate tutte le misure straordinarie di sostegno previste dalla
normativa nazionale ed europea;
2. a promuovere l’Intesa con
il Governo e con il Dipartimento della protezione civile la tempestiva
presentazione alla Commissione europea della richiesta di accesso al Fondo di
solidarietà dell'Unione europea, al fine di sostenere gli interventi di ripristino
nei territori calabresi colpiti;
3. a coordinare con i Comuni e
le Amministrazioni locali una ricognizione dettagliata di danni subiti da
infrastrutture pubbliche patrimonio ambientale sistema produttivo e abitazioni
private;
4. a valutare l'utilizzo
all'eventuale riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali europei, in
particolare del programma FESR, anche alla luce delle risorse disponibili
segnalate dalla Commissione europea per gli interventi di prevenzione e gestione
delle risorse naturali e dei rischi naturali;
5. a riferire con urgenza in
Consiglio regionale sugli sviluppi delle interlocuzioni con il Governo
nazionale e con le Istituzioni europee, nonché sulla misura adottata a sostegno
dei territori colpiti.”
Firmato Vincenzo Bruno,
Ernesto Alecci, De Cicco, Greco e Scutellà.
Ora vi leggo la risposta della
Presidente von der Leyen: “Onorevoli deputati, vi
ringrazio per la vostra lettera in cui illustrate le difficoltà cui deve far
fronte l'Italia, a seguito del ciclone Harry abbattutosi il 20 gennaio 2026
sulla Sicilia, sulla Sardegna e sulla Calabria e in cui chiedete un sostegno
finanziario di emergenza.
A nome della Commissione
europea, desidero esprimere la nostra più profonda vicinanza alle persone
colpite da questa catastrofe. L'Europa è al fianco dell'Italia e del popolo
italiano in questo periodo difficile. Nella vostra lettera chiedete l'attivazione
del Fondo di solidarietà dell'Unione Europea in caso di catastrofi naturali
gravi.
La FSUE può contribuire a
coprire parte dei costi delle operazioni di emergenza e recupero sostenuto
dalle Autorità pubbliche. Il FSUE può essere attivato solo su richiesta
dell'Italia che deve agire entro il termine di 12 settimane dalla data in cui
si è verificato il primo danno, dimostrando che il totale dei danni diretti
supera la soglia di cui all'articolo 2 del Regolamento CE 20/12/2002.
Il FSUE non è uno strumento di
risposta rapida, bensì uno strumento di assistenza finanziaria post catastrofe.
Poiché il Fondo non rientra nel normale bilancio dell'UE, la sua mobilitazione
richiede l'approvazione del Parlamento europeo e del Consiglio conformemente
alle rispettive procedure istituzionali. Inviato all'onorevole Pasquale
Tirinico e all'onorevole Giuseppe Antoci, a firma di Ursula von der Leyen”.
Siccome è stata presentata il
13 marzo e per via della mancata calendarizzazione all'ordine del giorno - è
stato calendarizzato il giorno in cui noi ci siamo assentati e per un disguido
tecnico non siamo stati presenti in Aula -, probabilmente, i tempi sono
slittati di molto, quindi chiediamo al Vicepresidente della Giunta se quanto
dice il Presidente della Commissione europea, onorevole von der
Leyen, è stato rispettato dal Governo italiano e la Giunta regionale ha messo
in campo tutti gli strumenti per poter dare risposte in merito.
Poi, approfitto della presenza
del vicepresidente Mancuso, per chiedere a che punto siamo con i ristori. So
che la Giunta si è mossa, però ci sono diversi atti che, in qualche modo,
richiedono dei chiarimenti che chiediamo questa mattina, anche perché l'estate
è alle porte. Molti dei danni che l'alluvione Harry ha causato - il Presidente
lo sa perché proviene da Catanzaro Lido, uno degli epicentri dell'alluvione
Harry – riguardano le imprese balneari, che aspettano i ristori. So che il
Presidente e l'Assessore hanno comunicato che l'istruttoria è andata a buon
fine, anche se c'è un'apertura dei termini per chiedere ulteriori ristori.
Vorremmo sapere a che punto è la pratica, tutto qua, nell'interesse dei
calabresi, nell'interesse delle imprese che devono affrontare, da qui a qualche
mese, la stagione estiva. Grazie per aver anticipato l'ordine del giorno,
Presidente.
Grazie, consigliere Bruno. Ha
chiesto d’intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Oggi
vorrei intervenire non tanto come membro dell’Istituzione, ma come cittadina
calabrese, per dare voce al senso di abbandono che pervade tutta la nostra
regione e pressoché tutti i cittadini calabresi perché, tra gennaio e febbraio,
la Calabria è stata interessata da cicloni molto forti che hanno portato con sé
conseguenze devastanti. Abbiamo richiesto diverse volte, sia nelle Conferenze
dei capigruppo, sia in quest'Aula, sia attraverso richieste formali, la
presenza del presidente Occhiuto. Perché? Perché quest'Aula è solenne, è la
casa dei cittadini calabresi, non il salotto privato della Giunta, non è il
posto dove si possono fare solo determinati interessi e non rendere conto di
quanto fatto ai cittadini calabresi. Quindi, il governo dovrebbe rendere conto
quotidianamente di quello che fa e noi abbiamo chiesto più volte la presenza
del presidente Occhiuto, finché siamo arrivati alla convocazione del Consiglio
che stiamo tenendo in data odierna. Devo ammettere che mi ero illusa vedendo
una comunicazione ufficiale - arrivata intorno alle 14 – in cui viene detto che
giorno 11 maggio ci sarà una seduta di Consiglio regionale che prevederà, come
primo punto all'ordine del giorno, l'informativa del presidente Occhiuto sul
ciclone Hanry, sui danni, e un aggiornamento su quello che accade.
Perché noi, come affermava e
sosteneva il collega Bruno, abbiamo presentato delle mozioni, abbiamo richiesto
più volte, attraverso interrogazioni, una risposta per i cittadini calabresi.
Ripeto, con molto stupore e un
senso di fiducia, ho detto: “Finalmente! Beh, qualcuno si presenterà!” Si vede
che sono stata troppo ottimista, perché dopo tre ore è arrivata una nuova
comunicazione che ci informava che il presidente Occhiuto non sarebbe stato
presente, come ben vedete.
Poi -forse per la giovane età,
anche se non si direbbe, non sono così grande -, apro i social e scopro,
attraverso i suoi reel, dov'è oggi il presidente Occhiuto: è a una
fiera, penso sia la fiera di Rho. Ora, senza nulla togliere a nessuno, agli
impegni istituzionali, va tutto benissimo, ma penso che dare risposte ai
cittadini calabresi debba tornare a essere, semmai lo è stata, una priorità di
questo governo.
State aspettando, state
facendo passare tempo in modo che questa stagione finisca e il fango si
asciughi. Però questo fango dalla mente delle persone - ve lo posso assicurare
perché parlo con queste persone quotidianamente - non se ne andrà mai.
Vi faccio notare anche
un'altra cosa: la programmazione è molto importante, come sono molto importanti
i soldi che si danno. Dovete sapere, cari cittadini - a loro mi rivolgo -, che
c'è un Commissario straordinario per il dissesto idrogeologico, perché, si sa,
la nostra regione è molto fragile. Questo Commissario straordinario ha un
tesoretto di 500 milioni di euro. Bene, allora perché accade questo? Perché
ancora non ci sono delle risposte? È stato speso, di questi 500 milioni di
euro, il 5%. Attenzione, anzi, non è stato speso, sono i progetti che sono
stati conclusi con questi 500 milioni di euro: solo il 5%. Questo che cosa vuol
dire? Ve lo spiego io: poiché si procede con ritardo in questo settore, avviene
che, dato il cambiamento climatico - oramai, con buona pace di ogni
negazionista, abbiamo tutti quanti riconosciuto che esiste - con la violenza
delle piogge e delle condizioni avverse che aumenta sempre di più, gli
interventi richiederanno sempre più soldi e sempre più tempo. È un cane che si
morde la coda.
Uno per tutti è l'esempio del
Crati. Perché? Perché quegli 8 milioni non bastano.
Devono essere dati più e più soldi.
Allora, ben venga che il
presidente Occhiuto faccia incontri con associazioni, con chi vuole, però
quello che chiedo oggi e che sto chiedendo da gennaio è che venga qui a
riferire. Non mi sembra di chiedere chissà cosa. Sto chiedendo da persona
eletta democraticamente, che rappresenta la Calabria - la parte della Calabria
che mi ha votato e anche quelli che non mi hanno votato -, che il Presidente
venga a rendere conto, semplicemente questo, niente di più e niente di meno.
Quindi, riformulo formalmente la richiesta e speriamo in tempi migliori.
Grazie.
Grazie, collega Scutellà.
Prima di passare la parola al Vicepresidente, vi ricordo che il 30 marzo
abbiamo fatto, ed è stata invitata tutta la minoranza, una riunione nella sala
Giuditta Levato, c'era sia il presidente Occhiuto, il vicepresidente Mancuso e
l'assessore Montuoro, con tutti i tecnici della Calabria e hanno relazionato su
quanto accaduto. Ora passo la parola al vicepresidente Mancuso, che vi dirà.
Prima di parlare della mozione
del consigliere Bruno, partirei dalle affermazioni della consigliera Scutellà.
Onestamente, da come ha descritto la situazione, potrebbe sembrare che il
presidente Occhiuto sia sempre assente alle sedute di Consiglio regionale.
Sfido tutti voi a guardare le presenze in tutte le sedute di Consiglio
regionale, anche di altre Legislature, per valutare se il Presidente non sia,
in modo inequivocabile, il più presente degli ultimi, penso, 30 anni. Poi, se
la collega consigliera vuole scrivere pure l'agenda del presidente Occhiuto,
basta dirlo.
I 500 milioni di cui parla,
non sono 500 milioni, abbiamo avuto, dei 100 milioni richiesti, 33 milioni
circa. Per questi 33 milioni, l’autorizzazione alla spesa alla Protezione
civile nazionale è già stata richiesta, quindi, una gran parte sono già in nostro
possesso e a breve saranno programmati gli interventi di somma urgenza e
urgenza.
Ovviamente, per il rischio
residuo, che sono quegli interventi che i Comuni e le Regioni, le Province
dovranno effettuare a seguito del ciclone, è ovvio che ci vuole una
ricognizione di tutte le richieste che sono state fatte dai Comuni, dagli Enti
locali e anche dalla Regione. Sono circa 500 milioni, dice bene, ma non sono
500 milioni da poter utilizzare immediatamente. È normale che ci sia una
ricognizione. La Regione - poi peraltro è il Dipartimento governo del
territorio di cui ho la delega - ha già fatto una ricognizione, diviso questi
interventi per priorità, priorità 1, 2 e 3, perché le somme disponibili, semmai
dovessero arrivare, il miliardo diviso le tre Regioni che sono stati promessi,
dobbiamo dividerle in priorità.
Quindi, tutto nella regola,
tutto nella norma.
Rispondo anche al consigliere
Bruno che mi ha chiesto dei ristori. Bene, sui ristori penso che quello che ha
fatto questo governo regionale non l'abbia mai fatto alcun governo regionale
nelle precedenti alluvioni per cui sono passati anni, anni e anni prima di
liquidare. Qui, dopo neanche tre mesi, abbiamo liquidato già circa 100 aziende che hanno fatto richiesta superando il milione e
mezzo. Come? Non certo grazie alle procedure burocratiche che, come sapete,
sono molto macchinose e lunghe ma grazie anche alla lungimiranza del presidente
Occhiuto che ha voluto stanziare un Fondo di rotazione di circa 3 milioni di euro. In vista della stagione balneare, ha
ritenuto opportuno anticipare con fondi regionali il pagamento, soprattutto ai
balneari e alle aziende, in vista dell'approvazione sulla piattaforma della
Protezione civile. Quindi, non aspetteremo che chiuda la piattaforma per poi
liquidare, stiamo liquidando in modo quasi simultaneo alla richiesta, i
controlli vengono fatti in modo leggero e poi verranno compensati nel momento
in cui la Protezione civile avrà a disposizione le somme.
Quindi, penso stia andando
bene. A breve apriremo la piattaforma anche per raccogliere le richieste dei
privati, delle prime case e poi delle seconde case, nelle altre zone dove si è
verificato il ciclone. Quindi, nulla di anormale, anzi ci sono state azioni del
governo regionale dove non c'era traccia nei governi precedenti. Questo ve lo
posso assicurare.
Andiamo alla mozione del
consigliere Bruno che - devo dire - è stato solerte nel sollecitare questa
richiesta, prevista proprio a seguito di catastrofe, all'Unione europea, però,
ritengo che la Regione abbia fatto tutto ciò che andava fatto: ha partecipato a
una riunione il 10 marzo e a un'altra il 30 marzo, è stata avanzata la
richiesta alla Protezione civile nazionale che, tramite il Governo, ha già
predisposto e mandato la richiesta all'Unione europea.
Ho tutto il fascicolo che
consegnerò al Presidente del Consiglio, in modo tale che lo renda disponibile a
tutto il Consiglio, potete anche consultarlo e avere l'ausilio dei numeri, per
vedere cosa è stato richiesto.
Quindi, ritengo, nonostante,
ripeto, la buona volontà e la solerzia del consigliere Bruno, che la mozione in
questo momento sia superata. Visto che lei chiede al Consiglio di farsi
promotore verso il Governo di un adempimento che è già stato fatto, penso sia
il caso, di non respingere la mozione - non sarebbe corretto perché ammiriamo
la sua buona fede - e la invito a ritirarla.
Grazie, vicepresidente
Mancuso. Consigliere Bruno, la vuole ritirare? Prego.
Vorrei dire al vicepresidente
Mancuso che la mozione è stata presentata nei termini, ma a causa della mancata
calendarizzazione e del fatto che nell’ultima seduta di Consiglio regionale noi
eravamo fuori e non avete atteso il nostro rientro, siamo arrivati ad oggi.
Dopodiché, la mozione è stata presentata nei termini. Ho parlato personalmente
con il presidente Occhiuto, il quale mi ha dato atto della tempestività e devo
ringraziare l'onorevole Tridico e l'onorevole Antoci che si sono resi
protagonisti di un'interrogazione alla presidente von der
Leyen che ha ribadito che i soldi sono a disposizione della Calabria, qualora
il Governo nazionale ne facesse richiesta.
Grazie al vicepresidente
Mancuso per avermi risposto, ma non possiamo ritirarla. Anzi, dovete prendere
atto della proposta che abbiamo fatto; ritirarla sarebbe una cosa assurda
perché significherebbe rinnegare quello che abbiamo fatto nell'interesse della
Calabria.
Grazie, consigliere Bruno. Ha
chiesto d’intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Non possiamo approvare una
mozione che non ha alcun senso in questo momento. Quindi, la invito ancora a
ritirarla. La bocceremo perché saremmo ridicoli ad approvare una mozione che
prevede un'azione del governo regionale nei confronti del Governo nazionale che
non ha alcun senso. Se la ritira, siamo tutti quanti d'accordo. Sempre
riconoscendo la sua solerzia e buona fede. Poi, se la vuole bocciata, gliela
bocciamo.
Grazie, Vicepresidente. Vuole
procedere, è stato chiaro il consigliere Bruno che ha chiesto d’intervenire e
ne ha facoltà.
Allora, siccome noi l'abbiamo
presentata nei termini, accogliamo le motivazioni del vicepresidente Mancuso,
ma chiedo che la mozione sia accolta, tanto non si perde nulla.
Lei non la vuole ritirare,
allora andiamo ai voti.
Non la ritiriamo, vorremmo che
l'accoglieste…
Grazie, consigliere Bruno.
…sapendo che avete fatto tutti
i passaggi formali che devono essere fatti. Quindi, è assurdo. Vi chiediamo di
accoglierla perché è un fatto positivo.
Prego, Vicepresidente.
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale
con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici,
urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa
Sì, ma non possiamo mettere al
voto una mozione che non ha alcun senso. Poi, ho già riconosciuto pubblicamente
che lei conosce le norme, che conosceva questa procedura, che è stato solerte e
che ha fatto una buona proposta. Però, approvare un atto che non ha alcun
valore, insomma, non siamo in grado di capirlo. La ringrazio ugualmente. Se mi
consente, le consiglio di ritirarla per non avere una mozione bocciata che non
ha alcun senso.
Grazie, vicepresidente
Mancuso. Vi ricordo che era stata messa all'ordine del giorno, poi voi avete
abbandonato l'Aula, non è colpa nostra se non siete rientrati in tempo.
Pongo in votazione la mozione
con richiesta autorizzazione coordinamento formale. La mozione è respinta.
(Il Consiglio respinge)
Ora passiamo al punto al punto
7: proposta di legge numero 53/13^ di iniziativa del consigliere D. Giannetta,
recante: “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo”. Cedo la
parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego,
consigliere Giannetta.
Grazie, signor Presidente,
colleghi consiglieri, signor Vicepresidente della Giunta. Consentitemi,
innanzitutto, di ringraziare il presidente Roberto Occhiuto per la visione
strategica che ha avuto in questo settore specifico e per l'attenzione e
l'impegno del governo regionale su questi temi, dedicando momenti importanti al
sistema balneare, alla difesa del mare e delle nostre coste. Il Presidente ha
voluto mettere al centro dell'agenda politica di questo governo regionale anche
l'azione amministrativa regionale in questo settore e questa proposta di legge
non fa altro che aggiungere un ulteriore tassello di responsabilità
istituzionale verso il mondo dei balneari. Un ringraziamento va anche alla
Giunta, agli Uffici, alle Commissioni consiliari e anche ai colleghi che hanno
voluto apportare un contributo, per avere avuto uno spirito costruttivo e
istituzionale nei confronti di questa proposta di legge, cogliendone il valore
e l'urgenza, e per averla votata all'unanimità in seno alla Commissione
ambiente.
Il testo che oggi noi portiamo
in Aula è il frutto di un lavoro serio e di approfondimento e confronto con le
osservazioni giuridiche, che ha recepito anche indicazioni tecniche. Questi
contributi hanno sicuramente rafforzato la solidità e l'equilibrio della stessa
proposta. Con quest’ultima, la Regione Calabria sceglie di non restare ferma
davanti a una situazione di incertezza, ma di assumersi le responsabilità. Da
anni non si discuteva di balneari in Italia e la Regione sceglie, come dicevo
prima, di assumersi le responsabilità e offrire un percorso chiaro, serio e
coerente, all'avanguardia anche del panorama nazionale, facendo - perché no? -
anche da apripista verso le altre Regioni soprattutto del Sud.
Parliamo di un settore
fondamentale per l'economia calabrese nel quale operano famiglie, imprese,
lavoratori, professionisti del settore che da troppo tempo vivono in una
condizione di instabilità normativa e amministrativa. Una situazione aggravata,
quest'anno, dai danni arrecati dai cicloni, dalle mareggiate e che ha visto
eventi meteorologici estremi, avversi alle nostre strutture ricettive, che
hanno sicuramente messo in difficoltà gli operatori che oggi devono affrontare
investimenti importanti per ripristinare strutture e servizi.
Di fronte a questo scenario,
la politica ha il dovere di dare risposte e la risposta che la Calabria prova a
costruire è fondata su alcuni principi chiari: certezza giuridica, trasparenza,
rispetto delle norme europee e nazionali, tutela della concorrenza, ma anche
salvaguardia del tessuto economico e sociale legata al turismo del mare.
Questa proposta non introduce
delle proroghe automatiche e indiscriminate, al contrario, definisce un quadro
ordinato all'interno dei quali i Comuni, con il supporto della Regione, possano
valutare concretamente le condizioni dei propri territori: 1) se ci sono delle
scarsità delle risorse spiagge; 2) se vi sono degli interessi transfrontalieri
certi.
Di fronte all’esito negativo
della verifica di queste due condizioni, si può andare a prorogare i contratti
per i nostri operatori del settore e, laddove - lo dicevo prima - le
concessioni esistenti non siano sufficienti e si possano mettere a bando ulteriori
concessioni, allora, si dovranno fare attraverso dei bandi pubblici chiari e
uniformi, nel rispetto delle regole e della libera concorrenza.
È qui che c'è il cuore
politico e umano della proposta, perché noi dobbiamo finalmente guardare con
attenzione alle migliaia di famiglie, alle persone che lavorano nel settore,
agli operatori balneari calabresi che hanno il diritto di sapere se possono investire
sul loro futuro, se possono ricostruire quanto distrutto dalle mareggiate, se
possono vivere una stagione nella certezza piuttosto che nell'incertezza e
nella paura magari di vedere interrotto il proprio lavoro a un certo punto
della stagione.
L'obiettivo è duplice, dare da
un lato ai territori strumenti amministrativi chiari, dall'altro consentire
agli operatori di programmare investimenti, accedere ai ristori - questo è
fondamentale -, salvaguardare i livelli di occupazione e affrontare con maggiore
serenità le prossime stagioni turistiche.
Siamo consapevoli della
delicatezza della materia e del quadro giuridico nazionale ed europeo nel quale
ci muoviamo, ma proprio per questo abbiamo scelto un approccio responsabile,
cauto, prudente e concreto che tiene insieme sviluppo turistico, tutela dell'ambiente,
difesa della costa e valorizzazione del mare come patrimonio strategico della
Calabria.
Questa proposta, quindi, nasce
con uno spirito di equilibrio e di buon senso istituzionale con la convinzione
che chi governa deve affrontare i problemi, non li deve rimandare e con
l'ambizione che la Calabria possa offrire al Paese un contributo innovativo
sostenibile per il futuro del comparto balneare.
Con questa mia premessa chiedo
all'Aula - e auspico che la stessa sappia cogliere il valore della proposta di
legge, come ha fatto la Commissione ambiente - di far convergere i pareri in un
voto unanime nell'interesse della Calabria, delle sue imprese, dei suoi
lavoratori e del futuro dello stesso settore e soprattutto delle nostre coste.
Leggo i tre articoli che compongono la proposta di legge:
“Art. 1
(Disposizioni normative
in materia di demanio marittimo)
1. Ai fini dell’assegnazione
delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico ricreative, gli
enti locali costieri procedono, per i territori di rispettiva competenza, alla
preventiva valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale
“spiaggia” ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, ai sensi dell’articolo
12 della direttiva 2006/123/CE e degli articoli 49 e 56 del Trattato sul
funzionamento dell’Unione europea.
La valutazione di cui al primo
periodo è effettuata sulla base di criteri oggettivi, non discriminatori,
trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione nell’esercizio delle
proprie funzioni di indirizzo. La Regione assicura, con le risorse disponibili
a legislazione vigente, il supporto e l’affiancamento ai Comuni
nell’espletamento delle relative attività istruttorie. All’esito della
valutazione, qualora sia accertata la sussistenza della scarsità della risorsa
ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, gli enti locali procedono
all’indizione di procedure ad evidenza pubblica per l’individuazione del
concessionario.
2. Qualora all’esito della
valutazione di cui al comma 1, non sia accertata la scarsità della risorsa
“spiaggia” e/o un interesse transfrontaliero certo, gli enti locali costieri
procedono all’assegnazione delle concessioni demaniali non ancora rilasciate
nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità dell’azione
amministrativa e, contestualmente, procedono alla proroga delle concessioni
balneari attualmente in essere, per un periodo pari a quello fissato nei bandi
pubblicati per l’individuazione del concessionario, con riferimento alle
concessioni di nuova assegnazione.
3. In considerazione del
preminente interesse pubblico di garantire i servizi di accoglienza turistica e
l’efficacia delle misure di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto legge 27
febbraio 2026, n. 25, nonché della necessità di garantire stabilità alle
attività produttive e commerciali, in deroga al comma 1, le concessioni
balneari sono prorogate per il tempo necessario a consentire l'ammortamento e
l'equa remunerazione degli investimenti e comunque per un periodo non superiore
a cinque anni, al fine di assicurare la realizzazione delle opere occorrenti al
ripristino della funzionalità degli stabilimenti balneari a seguito degli
eventi meteorologici avversi verificatisi nei mesi di gennaio e febbraio 2026,
ferma restando l’adeguata valutazione delle misure di sostegno agli stessi
riconosciute in qualità di concessionari, in qualunque forma previste.
Art. 2
(Clausola di invarianza
degli oneri finanziari)
1. Dall’attuazione della
presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in
vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino
ufficiale telematico della Regione Calabria.”
Grazie.
Grazie, collega Giannetta. Ha
chiesto d’intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo
molto brevemente, semplicemente per dichiarare, come ho fatto in Commissione,
il voto favorevole e dimostrare a quest'Aula che, quando c'è un provvedimento
di buon senso - in audizione abbiamo riscontrato, come diceva il collega
Giannetta, il consenso di persone, di imprenditori che sono in questo mondo e
che vivono nell'incertezza -, è giusto dare delle risposte. Però, come ho fatto
in quella sede, voglio che sia messo a verbale il voto favorevole, ma anche che
questa legge potrebbe essere impugnata perché ci sono degli aspetti giuridici e
costituzionali alquanto dubbi. Quindi, vorrei che fosse messo agli atti.
Grazie, collega Scutellà. Ha
chiesto d’intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Pensavo di non intervenire su
questa legge, però mi tocca farlo. Perché? Questa dei balneari è una situazione
che va avanti da anni - ne parlava prima il collega Giannetta - ed è una
situazione particolarmente insidiosa. Intanto sappiamo tutti che questo testo
di legge che noi stiamo andando ad approvare - vi preannuncio il voto
favorevole anche di Casa riformista - Italia Viva - sarà sicuramente - lo
sappiamo tutti quanti, l'ha detto anche il Settore assistenza giuridica -
oggetto di impugnativa. Perché dico: “Pensavo di non intervenire, invece
intervengo”? Intervengo perché sono stata sindaco di un paese costiero dove il
problema dei balneari l'ho purtroppo toccato con mano per troppo tempo ed ho
scritto numerose lettere, ho chiesto numerosi incontri, ma da sindaco non ho
mai avuto nessun tipo di interlocuzione su questa problematica e neanche su
altre, devo dire la verità. Mi rendo conto che quando si è sindaci non si viene
ascoltati molto, poi magari si diventa consiglieri regionali e si viene ascoltati
ancora meno. Dopo, andando avanti, ci si rende conto che forse qualcosa bisogna
cominciare a cambiarla.
Non capisco quale sia la
visione strategica che il presidente Occhiuto, onorevole Giannetta, ha avuto,
visto che questa maggioranza con il presidente Occhiuto governa da 5 anni e fino ad adesso non mi sembra che abbia posto
l'accento, almeno da quanto io ne so - nel caso invece l'abbia fatto, chiedo
scusa sin da ora - sulla questione dei balneari, per dare respiro ad una
categoria che, come giustamente diceva lei, vive delle problematiche serie, ma
è fonte di sviluppo soprattutto sulla costa.
Penso a quello che non è stato
fatto da questa Regione, ma è stato fatto da altre Regioni che hanno delle
problematiche simili, anzi le stesse problematiche, perché la Bolkestein non
riguarda soltanto la Calabria, riguarda tutti. Però, mentre le altre Regioni
lavoravano su una panificazione costiera, linee guida, modelli amministrativi,
criteri tecnici e supporto ai Comuni, cosa è stato fatto realmente in questa
Legislatura e anche in quella precedente, visto che era guidata dallo stesso
soggetto?! Vorrei che fosse chiara questa cosa: oggi siamo in una fase di
incertezza enorme. Il Governo nazionale è intervenuto più volte, spostando in
avanti le scadenze delle concessioni, ma senza risolvere definitivamente il
problema del rapporto tra normativa italiana e diritto europeo. Nel frattempo,
i Tribunali amministrativi e il Consiglio di Stato hanno continuato a ribadire
che le proroghe automatiche restano in contrasto con il diritto europeo e
devono essere disapplicate anche dalla Pubblica Amministrazione. Quindi oggi ci
troviamo davanti a un paradosso: dopo anni di governi regionali e nazionali
della stessa parte politica, il problema non è stato risolto a monte. E adesso
che si fa? Si chiede ai Comuni di gestire una materia estremamente delicata e
rischiosa. Ed è qui che dobbiamo evidenziare i ruoli dei Comuni, perché è
fondamentale dare supporto ai sindaci ché sono loro che vivono le battaglie
quotidiane sui territori. Ed è qui che, secondo me, emerge una delle criticità
più forti di queste proposte di legge. La Regione dice che bisogna verificare
concretamente due cose: la scarsità delle risorse e l'interesse
transfrontaliero certo, ma poi demanda questa valutazione ai Comuni. Ora non
stiamo parlando di una semplice pratica amministrativa, vorrei che fosse chiaro:
stiamo parlando di valutazioni giuridiche, economiche, territoriali,
concorrenziali ed europee. Ed è vero che la legge prevede un supporto regionale
ai Comuni, però questo supporto ad oggi resta ancora molto generico e non
strutturato. Infatti, il testo prevede che la Regione assicuri il supporto e
l'affiancamento ai Comuni, attenzione, con le risorse disponibili a
legislazione vigente, ma non vengono stanziate risorse nuove, non viene
prevista una struttura tecnica dedicata, non vengono definiti i criteri
regionali vincolanti già pronti, non esiste una banca dati regionale operativa,
non è allegata una mappatura uniforme della costa calabrese e, non a caso,
anche la Commissione bilancio ha chiesto ulteriori verifiche sulla reale
sostenibilità di questo supporto regionale.
Allora io mi chiedo: davvero
pensiamo che i piccoli comuni costieri, spesso senza uffici legali strutturati,
senza personale tecnico specializzato, senza competenze europee specifiche,
possano essere lasciati soli davanti a decisioni di questo livello? Perché il
rischio è enorme. Un comune potrebbe dire “la risorsa non è scarsa” e quello
vicino invece dice che lo è. Il comune vicino potrebbe dire infatti l'esatto
contrario, con effetti completamente diversi sullo stesso tratto di costa
calabrese, e ogni decisione rischia: ricorsi al Tar, contenziosi,
responsabilità amministrativa, conflitti tra operatori economici. Ecco perché
continuo a ritenere che sarebbe stato preferibile costruire una norma più
prudente e più forte sul piano tecnico. La Regione avrebbe dovuto in questi
anni costruire una banca dati regionale, realizzare una vera mappatura uniforme
delle coste, definire criteri vincolanti uguali per tutti, creare un supporto
tecnico legale centralizzato e proteggere davvero i comuni, dare un supporto reale
ai comuni. Perché, se la Regione ritiene che la scarsità della risorsa debba
essere verificata territorialmente, allora non può limitarsi a scaricare il
peso delle decisioni sui sindaci e sugli uffici comunali.
C'è poi un altro aspetto che
voglio sottolineare: anche gli stessi emendamenti presentati successivamente
dimostrano che il testo originario presentava delle criticità. Detto questo,
però, non me la sento di voltarmi dall'altra parte. Perché? Perché questo? Non
me la sento di dire agli imprenditori balneari calabresi che devono ancora
aspettare, soprattutto dopo i danni enormi che hanno provocato gli eventi
atmosferici degli ultimi mesi, che hanno messo in ginocchio interi tratti di
costa e tante attività economiche e - permettetemelo di dire - che sicuramente
ha fatto sì che il problema dei balneari venisse portato all'interno del
Consiglio regionale. Noi abbiamo il dovere almeno di provare a dare un quadro
di riferimento e una prospettiva.
Per queste ragioni, pur
mantenendo tutte le riserve tecniche e giuridiche, mi assumo la responsabilità
politica di votare favorevolmente questa proposta di legge. Lo faccio da
consigliera di minoranza, senza nessun pregiudizio. Lo faccio perché penso che
in questo momento la Calabria abbia bisogno anche e soprattutto di
responsabilità istituzionale che molto spesso, mi dispiace dirlo, da parte
della maggioranza nei nostri confronti non vedo - l'ho già detto nel precedente
punto - e lo faccio soprattutto nel rispetto di quei lavoratori, di quelle
famiglie, di quegli imprenditori che chiedono semplicemente una cosa: poter
continuare a lavorare con un minimo di certezza sul proprio futuro; e lo chiedo
soprattutto a nome dei sindaci dei paesi costieri che hanno bisogno di un
supporto per quanto riguarda le problematiche relative ai lidi balneari perché
altrimenti non se ne esce più. Grazie.
Grazie, collega Greco. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Presidente, io mi auguro che su questa proposta di legge sia stata posta più
attenzione e meno superficialità di quella che ha portato all'esclusione di una
lista civica per le elezioni al Comune di Reggio Calabria ispirata proprio dal
consigliere relatore di questa proposta; anche se le premesse non mi sembrano
positive, la prima sotto il profilo della legittimità. Spesso nelle sedute
precedenti ho osservato che la motivazione che ha ispirato la discussione in
Aula delle proposte di legge portate dalla maggioranza, da questa maggioranza,
mancasse di approfondimento nella sua premessa, nella sua parte motiva. In
realtà, in questo caso avete esagerato in senso opposto. Vi siete affannati,
cioè, a ripetere che questo intervento si inserisce nelle prerogative spettanti
alla Regione Calabria, che questo intervento valorizza le osservazioni poste
nei mesi scorsi, negli anni scorsi, dalla Commissione Europea, che questa legge
pone la Regione Calabria come modello avanzato di applicazione delle direttive
di servizi. Insomma, avete fatto un lavoro davvero certosino perché avete paura
che questa legge possa essere impugnata dal Governo. Altrimenti, se foste stati
convinti della bontà di questa legge, l'avreste portata in Aula almeno un paio
di mesi fa.
L'obiettivo qual è? Apportare
le modifiche opportune, approvare la legge, superare l'estate e poi se,
superata l'estate, il Governo deciderà di impugnare la legge, almeno abbiamo
fatto in modo che l'estate potesse essere affrontata senza problemi per i balneari.
Per carità, è un metodo, è lo stesso metodo che avete portato avanti anche in
precedenti aspetti normativi. Il secondo elemento è quello della eccessiva
discrezionalità che avete inserito all'interno degli articoli. Anzi, direi
criteri eccessivamente arbitrari, perché voi scrivete che “la scarsità della
risorsa spiaggia sarà valutata sulla base di criteri oggettivi, non
discriminatori, trasparenti e proporzionati, verificati dalla Regione
nell'esercizio delle proprie funzioni di indirizzo”, però non ci dite come,
cioè non chiarite qual è l'aspetto procedurale, qual è la cornice nella quale
verranno verificati questi criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e
proporzionati. Peraltro, non è previsto neanche un monitoraggio di quella che è
la scarsità o meno della risorsa spiaggia. Se c'è qualcosa, fra le altre, che
ci avrebbero dovuto insegnare il ciclone Harry e gli effetti del ciclone Harry
è proprio il concetto di scarsità della risorsa spiaggia, perché, se noi non
monitoriamo in maniera costante quello che è lo stato di salute del nostro
litorale e delle nostre coste, non abbiamo presente qual è il concetto di
scarsità. Dopo questi eventi atmosferici, dopo questi cicloni, dopo questo tipo
di situazioni, il concetto di scarsità può variare, in positivo o in negativo;
quindi, ci troviamo ad aver normato su criteri presunti oggettivi, non
discriminatori, trasparenti e proporzionati, situazioni che in realtà poi,
nello specifico, a seguito di eventi atmosferici, potrebbero essere mutate in
un senso o in un altro.
In ultimo, stante la presunta
e possibile illegittimità, stante anche l'assenza di procedure, questa
normativa non dialoga con i piani spiaggia dei Comuni; non è presente, almeno
all'interno della legge, nessun riferimento preciso a quelli che sono i piani
spiaggia dei Comuni, né tantomeno viene disciplinato in maniera chiara il non
meglio specificato supporto che si dovrebbe dare ai comuni costieri; quindi,
noi in prossimità dell'estate rischiamo nuovamente di mettere tutto nelle mani
degli uffici tecnici che, soprattutto, nei comuni costieri che sono più piccoli
e che sono meno ovviamente dotati di personale tecnico che può affrontare
queste procedure, potranno non portare ai risultati che questa legge si pone.
La verità è che state cercando
di riparare in maniera frettolosa e in maniera tardiva all'assenza di risposte
che avrebbe dovuto dare il Governo nazionale a seguito dei disastri del ciclone
Harry e che invece, dopo tre mesi e più da quegli eventi atmosferici, ancora
non ha dato. Questo è l'unico e misero risultato che siete riusciti a
raggiungere.
Grazie, consigliere Falcomatà.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Innanzitutto, al sarcasmo del consigliere Falcomatà sulle disattenzioni nella
compilazione di una lista alle elezioni di Reggio Calabria, è doveroso
rispondere che la vera risposta non la diamo noi oggi, ve la daranno i
cittadini di Reggio Calabria e non per una disattenzione su una lista, ma per
una disattenzione più grave, quella verso una città. È una delle città più
grandi di Calabria che ha vissuto un oscurantismo politico per colpa vostra e
che oggi vi manderà a casa.
Detto questo, per quanto
concerne la proposta che oggi ci accingiamo a votare, siamo contenti di avere
anche condivisione politica dell'opposizione, ma la frase che ha rappresentato
il consigliere Giannetta è corretta: questa è una proposta improntata su cuore
e politica – mi riferisco alla politica che conosce il senso profondo
dell'importanza della gerarchia delle fonti e anche i limiti che avete voi
descritto - il cuore che guarda alla Calabria che vive le difficoltà, a quel
settore che vive le difficoltà, che guarda i balneari, all'incertezza che,
nell'esercizio dell'impresa, vivono quotidianamente da quando è stata approvata
la direttiva Bolkestein. È una risposta che può essere soggetta a censure e a
critiche che saranno successivamente valutate, ma di certo è un corretto
bilanciamento tra l'interesse transfrontaliero certo, la scarsità di spiaggia e
l'interesse anche dei tanti balneari che sono venuti qui in Regione, nelle
Commissioni che voi tanto amate, ma che molte volte non frequentate, soprattutto
quando ci sono delle tematiche importanti. Questa è importantissima. Con il
presidente Ferrari abbiamo svolto audizioni delle associazioni di categoria e
tutti ci hanno ringraziato per questo impegno e hanno riposto fiducia verso
questa iniziativa della Regione Calabria, alla presenza di quello che viene
descritto un distratto consigliere Giannetta e che, invece, questa legge l'ha
seguita passo passo, avendo sempre partecipato ai
lavori di una Commissione di cui non è neanche componente. Potevate farlo anche
voi che avete tanto da parlare in Consiglio regionale.
Ritengo che questa proposta
sia invece indispensabile per dare dignità ad una categoria che da noi aspetta
delle risposte concrete. E questa è una risposta concreta che noi, come Gruppo
Noi Moderati, voteremo con grande orgoglio e con grande amore verso questa
regione.
Grazie, collega Rosa. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Ero
distratto perché stavo rilasciando un'intervista e non ho potuto ascoltare
appieno l'intervento del consigliere Falcomatà, però mi è giunta qualche voce
sulle sue bassezze, oserei dire, perché evidentemente non ha la capacità di argomentare
sulla materia specifica e quindi utilizza i suoi soliti atteggiamenti teatrali.
Guardi che qua siamo in
un'Aula consiliare, non siamo a teatro! Glielo sottolineo perché evidentemente
non le è ben chiaro.
Alla consigliera Greco e allo
stesso consigliere Falcomatà vorrei dire che evidentemente non sono stato
chiaro: in più occasioni anche del mio intervento ho sottolineato che ci
muoviamo all'interno di normative nazionali ed europee difficili; c'è una giungla
da questo punto di vista, però, nello stesso tempo ho anche detto che chi si
assume l'onere e la responsabilità di amministrare sicuramente i problemi li
deve affrontare, non li deve rinviare. Allora noi abbiamo deciso di mettere a
terra questa proposta di legge perché è una proposta che dal nostro punto di
vista nasce da uno studio, da un equilibrio, da una moderazione e soprattutto
dalla voglia di stare accanto agli imprenditori che, nell'imminenza della
stagione estiva, hanno la necessità di essere sostenuti.
Se noi facessimo un altro
ragionamento, cioè pensare “non facciamo perché possiamo anche sbagliare”, cosa
pensate succederebbe alle migliaia di famiglie, di lavoratori, di imprenditori
che, da qua a qualche mese, dovranno sicuramente attivare i loro siti turistici
e balneari nelle nostre spiagge? Noi non siamo di questa pasta, non guardiamo e
ci lasciamo passare sotto il naso i problemi. Noi i problemi li affrontiamo,
non ci nascondiamo dietro un dito. La differenza sostanziale tra noi e voi è
questa! Quindi noi ci assumiamo la responsabilità di andare avanti in questo
percorso e per quanto riguarda il resto, lista o non lista, ci rivedremo il 25
maggio.
Grazie, collega Giannetta. Ha
chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Ribadisco il mio voto
favorevole a questa proposta di legge, però mi preme correggere il consigliere
Giannetta: io l'ho ascoltata molto attentamente, ma evidentemente lei non ha
ascoltato il mio di intervento. Ho tenuto molto in considerazione quello che
lei ha detto, sono consapevole che camminiamo su un terreno non facile e non
semplice, ma lo stiamo facendo tutti con grandissima responsabilità
istituzionale e politica per i lavoratori del settore. Noi abbiamo messo
l'accento su un altro tema: fino adesso questo Consiglio non ha ritenuto, come
negli ultimi anni, di prendere decisioni e di parlare di questa problematica.
Poi sicuramente ci saranno i problemi nazionali ed europei. Non voglio entrare
ovviamente nella diatriba della disattenzione che c'è stata, per carità del
Signore, me ne riguarderei bene, però voglio dire che ogni sindaco cerca di
fare del suo meglio. Quello che succederà dopo a Reggio Calabria lo vedremo.
Noi del centrosinistra ovviamente speriamo che tutto quello che si sta vedendo
possa invece dare importanza a quella che è la concretezza dell'azione politica
e non alla propaganda che avviene sui social e da qualche altra parte, con
l'aiuto di Presidenti che vogliono cambiare addirittura il nostro Gonfalone…
Rimaniamo sul tema, per
favore.
…in amaranto.
Noi vogliamo semplicemente
dirvi una cosa: ci siamo, ci mettiamo sia la politica sia il cuore, consigliere
Rosa, sono d'accordo con lei, noi lo facciamo e ci mettiamo sia la politica sia
il cuore. Speriamo che ce li mettiate pure voi. Grazie.
Grazie, consigliera Greco.
L'ho fatta intervenire per dichiarazione di voto. Ha chiesto di intervenire il
vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo
perché il settore demanio attiene alla mia delega. Contrariamente agli
interventi della mia maggioranza, prendo spunto positivamente dall'intervento
del consigliere Falcomatà perché ha sollevato una serie di problematiche: “Non
abbiamo previsto nella legge come faremo la ricognizione, non abbiamo previsto
da dove si deve partire”; così pure come prendo positivamente l'intervento
dell'onorevole Scutellà che dice: “Attenzione, io voto favorevolmente però la
legge sarà impugnata”, come se votare favorevole una legge che poi verrà
impugnata sia un'ammissione di colpa. Non è un'ammissione di colpa. Noi ci
siamo messi in testa, con la nostra maggioranza, di difendere una categoria di
imprenditori che ultimamente sono vessati. Che siano vessati dai vari Governi
che si sono succeduti o siano vessati dall'Europa, a noi non interessa. Noi
siamo qui per fare gli interessi dei cittadini.
Il problema non è di semplice
soluzione. Il consigliere Falcomatà ha parlato di piani spiaggia: ma sapete
quanti piani spiaggia in Calabria sono approvati su circa 130 Comuni che si
affacciano sul mare? Lo sapete? Neanche la metà: sono 59 o 60. Quindi la metà è
senza il piano delle spiagge comunali. Come facciamo, quindi, a fare
ricognizione? Noi asseriamo una cosa nella proposta di legge che ha firmato il
consigliere Giannetta e che idealmente abbiamo firmato tutti: in Calabria non
c'è scarsità di risorse, non c'è scarsità di spiagge e, quindi, non c'è motivo
per mettere a bando le concessioni demaniali. Perché? Ve lo spiego subito: ci
sono 800 km di coste e circa 600 stabilimenti balneari. Dov'è la scarsità di
risorse? Ce n'è uno ogni chilometro e 300 metri. Quindi perché dobbiamo vessare
i nostri imprenditori e far mettere a bando le concessioni quando ci sono piani
spiaggia ancora da fare? Vi premetto che la Regione sta cercando di andare
incontro ai Comuni per aiutarli nella redazione dei piani spiaggia. Non ci può
essere scarsità di risorse.
Vi preannuncio che andremo
incontro all'impugnativa del Governo e del Parlamento europeo o chi dovrà
impugnarla in Europa; stiamo predisponendo un ricco contraddittorio, con cui
cercheremo di difendere con le unghie gli interessi dei nostri imprenditori.
Sono anni che si parla di rinnovi e non rinnovi, di scadenze che poi vengono
prorogate di un anno e due anni. Mi dite come fanno gli imprenditori balneari a
investire ed essere certi che sarà ammortizzata quella spesa? Quindi, qui, non
si tratta né di trovare le procedure né di voler trovare dei cavilli giuridici.
Qua noi abbiamo preso a cuore una materia che interessa molti imprenditori
calabresi e la porteremo fino in fondo perché pensiamo che questi imprenditori
abbiano diritto ad avere riconosciuto tutto il lavoro che hanno svolto in
questi anni e che devono fare e, per poterlo fare bene, devono essere in grado
di poter programmare. Grazie.
Grazie, vicepresidente
Mancuso. Ha chiesto di intervenire il consigliere Brutto. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intanto
ringrazio il collega Giannetta perché ha avuto l'intuizione di proporre il
progetto di legge e tutti quanti noi l'abbiamo sostenuto perché siamo convinti
che questa sia una categoria da sostenere; a differenza di altre categorie a
cui si applica la Bolkestein, noi conosciamo perfettamente il tessuto economico
e sociale in cui si muovono gli operatori del settore balneare. Non sono grandi
imprese, non sono imprese che hanno il monopolio del mercato. Sono famiglie.
Sono famiglie che storicamente hanno offerto una proposta turistica in
Calabria; a volte lo hanno fatto anche sostituendosi alla Pubblica
Amministrazione; a volte lo hanno fatto anche con risorse scarse; a volte lo
hanno fatto anche senza strumenti. Noi stiamo cercando di offrire ai Comuni
tutti gli strumenti necessari per investire in materia turistica. L'abbiamo
fatto con la creazione di una narrazione diversa che è “Calabria
straordinaria”, l'abbiamo fatto inserendo fondi per l'investimento in
strutture, l'abbiamo fatto per gli eventi, l'abbiamo fatto per le
infrastrutture, lo stiamo facendo in tutti i campi. Non dobbiamo dimenticare,
però, quello che gli operatori turistici privati e del settore balneare hanno
dato a questa regione. Loro stessi erano punto di interesse turistico, loro
stessi erano e sono punto di riferimento per migliaia di turisti che vengono in
Calabria. So che è facile perché chi è distante dal popolo, per chi è distante
dalle categorie produttive nulla cambia se si va a bando o non si va a bando,
se si applica la Direttiva o non si applica la direttiva.
Noi sentiamo forte la
responsabilità, invece, di chi la mattina si sveglia alle 5 per portare avanti
l'attività di famiglia, di chi ha garantito nel tempo di crescere e far
studiare i figli e ha dato alla Calabria una prospettiva differente, di chi si
sveglia la mattina alle 5 e fa tardi la sera per garantire un servizio ai
turisti e dimostrare che c'è una Calabria differente, con il sorriso, che
accoglie. Spesso sono la faccia migliore che noi abbiamo.
È un dovere per noi! Sentiamo
forte il dovere di difendere gli operatori.
Tanti altri Governi hanno solo
posticipato l'applicazione della direttiva, non facendo interventi strutturali
quando si potevano fare, ma introducendo semplici proroghe.
Oggi, purtroppo, quel giorno è
arrivato e noi stiamo predisponendo un intervento che sta in equilibrio tra le
competenze di Stato e Regione. È un intervento coraggioso! E, se la consigliera
Greco - la ringrazio - vota favorevolmente, la consigliera Scutellà vota
favorevolmente, ancora non abbiamo capito qual è la posizione del Partito
Democratico.
È giusto sollevare dei dubbi,
però è giusto dare un contributo per far sì che la prossima stagione e anche le
altre possano essere certe per i balneari.
In questa legge, poi, secondo
me, c'è qualcosa di coraggioso ma anche geniale. Perché questo? Perché potremmo
incappare sicuramente in una impugnativa se la risorsa fosse calcolata su base
regionale, perché è evidente che su alcuni Comuni c'è un'incidenza di
stabilimenti balneari più elevata e in altri meno. Noi facciamo calcolare ai
Comuni stessi. Non sottovalutate i dipendenti comunali, non sottovalutate i
sindaci! Forse avete frequentato male i Comuni o presso i vostri Comuni non c'è
gente adeguata a far fronte a questa situazione, però ci sono tanti tecnici,
tanti sindaci, tanti dipendenti comunali che sono eccezionali e sapranno
affrontare anche questa sfida. Il calcolo della risorsa si fa sulla base delle
leggi già esistenti, sul tratto di spiaggia libera che necessita tra uno
stabilimento e l'altro. Non ci sono, quindi, dei criteri opinabili, ci sono dei
criteri certi che sono indicati e la Regione si fa subito parte diligente e si
mette a disposizione di tutte le amministrazioni per combattere insieme questa
battaglia a difesa dei balneari.
Fosse anche l'ultima cosa che
noi facciamo, ma fino alla fine noi faremo il tentativo sempre di difendere
ogni categoria di calabresi.
Grazie collega Brutto. Ha
chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Un saluto
a lei e ai colleghi consiglieri, un saluto al Vicepresidente della Giunta,
all'assessore, al Segretario generale e ai dipendenti regionali.
Mi scusi, ma io sono veramente
incredibilmente stupita. Non capisco cosa c'è di così strano in un
ragionamento, tra l'altro pacato, dai toni educati, anche ben recepito dal
vicepresidente Mancuso, il cui modo garbato ho sempre avuto modo di apprezzare.
Il Partito Democratico, per voce del collega Falcomatà, ha posto dei rilievi,
però ha chiaramente detto che capiamo benissimo la situazione nella quale ci
troviamo; quindi, votiamo favorevolmente questa proposta di legge.
Mi sembra quantomeno
disfattista come atteggiamento quello di voler sempre pungolare e dire che da
quella parte ci sono persone che con pathos, impegno, abnegazione - fosse
l'ultima cosa che fanno - sono a tutela dei cittadini calabresi e noi invece
stiamo qui a fare le pulci a dei provvedimenti di legge straordinari.
Presidente Cirillo, dico e
ribadisco e anticipo il voto favorevole del Partito Democratico.
Devo dire, però, che non siamo
proprio tempestivi. Non voglio dire che c'è per la seconda volta un governo a
guida presidente Occhiuto, quindi, volendo questa questione poteva essere fatta
anche prima. Non lo voglio dire perché io prima non c'ero, però siamo a maggio,
precisamente giorno 11, e quindi non è che le attività dovrebbero iniziare,
collega Giannetta, in molti comuni già hanno cominciato e, quindi, non siamo
proprio al passo con i tempi.
Se si possono sollevare e si
possono fare dei rilievi va bene, se invece bisogna stare zitti e accettare
passivamente oppure fare muro contro muro, francamente noi siamo del parere
completamente opposto.
Stiamo dimostrando che,
qualora ci siano dei provvedimenti rispetto ai quali il bene collettivo supera
grandemente le problematiche che ci sono, nonostante ci possano essere dei
rilievi anche dal punto di vista giuridico, però voteremo favorevolmente. Quindi,
se non si è compreso, il Partito Democratico vota convintamente e
favorevolmente, nonostante le obiezioni che sono state fatte dal collega
Falcomatà del mio partito e dalla collega Scutellà e dalla collega Greco. Spero
che sia chiaro, grazie.
Grazie, collega Madeo.
Non ci sono altre richieste di
parola. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso con richiesta autorizzazione al
coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo al punto 8, la
proposta di legge numero 56/13^ di iniziativa del consigliere regionale
Mattiani e Caputo, recante: “Integrazione alla legge regionale numero 17/2005
(Norme per l’esercizio alla delega di funzione amministrativa sull'area del
demanio Marittimo)”. Prego.
Cedo la parola al consigliere
Mattiani per illustrare il provvedimento.
Prego, consigliere Mattiani.
Grazie, Presidente.
È solido nella nostra mente il
ricordo di quelle giornate dove due cicloni hanno devastato chilometri e
chilometri delle nostre coste e, nel contempo, decine
e decine di strutture balneari. Decine e decine di strutture balneari che
corrispondono a famiglie, imprenditori, lavoro, giovani, sviluppo della
Calabria, sviluppo turistico dei nostri territori, delle nostre meravigliose
coste. Ricordo allo stesso modo sia la vicinanza fisica che il Governo ha
riservato alla Calabria, con molteplici Ministri che sono venuti a visitare le
nostre coste, colpite da questi due cicloni devastanti, sia la vicinanza
economica da parte del Governo che immediatamente ha messo a disposizione 100
milioni di euro per le 3 regioni colpite dal ciclone. A differenza di tante
altre Regioni che ancora attendono questi 33 milioni per poterli mettere a
disposizione degli imprenditori, la Regione Calabria invece ha voluto
immediatamente mettere a disposizione degli imprenditori turistici balneari
calabresi delle somme per poter subito ripartire. La categoria dei balneari per
noi è vitale; la Calabria si sorregge sul turismo e abbiamo fatto degli
investimenti importanti, da Calabria Straordinaria all'aeroporto di Reggio
Calabria, agli incrementi dei voli per portare i turisti in Calabria.
Non può esistere per noi un
turismo estivo se non ci sono gli operatori balneari ad accogliere i nostri
turisti e non può esistere un turismo estivo se non c'è l'associazione, se non
ci sono i balneari ad accogliere i turisti e allo stesso modo consentire che il
nostro territorio sia attrattivo. Non riguarda solo la questione lidi, perché
la presenza degli imprenditori balneari apre a tutto il comparto turistico: se
i lidi e gli stabilimenti balneari non sono operativi per la stagione 2026
questo comporta un serio danno a tutto il comparto turistico, quale ad esempio
gli albergatori e i ristoratori. Non si parla, quindi, di poche migliaia di
lavoratori calabresi o poche centinaia di imprenditori che non lavoreranno, ma
andranno a mettere in crisi l'intero comparto del turismo in Calabria. E allora
abbiamo introdotto una proposta di legge che si occupa di sostenere la
ripartenza delle attività balneari dopo questi due eventi atmosferici che hanno
devastato le nostre coste.
Nel rispetto della legge 145
del 2018, inserendo all'articolo 1 i commi 9, 9-bis e 9-ter, che
adesso illustrerò.
Il comma 9 prevede, ove
possibile, nel caso in cui si possa fruire dell'area demaniale concessa, poiché
danneggiata e/o non accessibile, di utilizzare un'altra area diversa da quella
legittimamente concessa previo apposita autorizzazione comunale; il comma 9-bis
prevede, ove siano soddisfatte alcune condizioni, il rilascio delle
autorizzazioni/licenze suppletive valide per la sola stagione balneare 2026; il
comma 9-ter consente ai Comuni di poter individuare nuove aree per la
fruizione dell'arenile al fine di far fronte alle esigenze degli operatori
danneggiati dagli eventi atmosferici di cui alle Ordinanze emanate in
attuazione della Delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 26.
Di fronte a un clima che è in
continuo mutamento, la politica non può restare ferma. La politica deve
purtroppo restare al passo di questi continui mutamenti che possono in
qualsiasi momento modificare e distruggere le nostre coste e non solo.
Tenendo in considerazione che
il settore balneare, soprattutto per i comuni del litorale costiero,
rappresenta il settore che dal punto di vista economico sostiene tutte queste
località e questi comuni, permettere la possibilità a tanti imprenditori balneari
di poter dislocare la propria attività turistica, prima prevista in un luogo
che purtroppo è stato oggetto di erosione costiera o della devastazione del
ciclone, garantisce che la stagione 2026, cari operatori balneari - vi
ringrazio oggi per essere qui - è salva. Questo significa che per voi
imprenditori questa stagione è salva, significa che è salva la stagione per chi
lavora insieme a voi, significa che è salva la stagione per il turismo
calabrese. Ecco, noi cosa intendiamo quando si parla di sviluppo e di turismo
del territorio.
Con questa norma la Calabria
si pone all'avanguardia nella gestione dell’emergenza costiera, passando dai
soliti ristori a pioggia - comunque abbiamo provveduto a farli, anticipando con
Fincalabra le somme che ancora devono giungerci in Regione - a una soluzione
strutturale che dia la possibilità agli imprenditori balneari quest'anno di
lavorare. Ecco, questa è la vicinanza e la tutela che oggi il governo
regionale, il Consiglio regionale, con queste due proposte di legge, la prima
presentata dall'onorevole Giannetta, la seconda da me, mettono a disposizione
di questo comparto per noi fondamentale e vitale per il PIL Calabria.
Questo significa essere vicini
e se il mare in qualche modo avanza noi come Regione Calabria non
indietreggiamo nemmeno di un millimetro, perché insieme andremo a trovare delle
soluzioni per poter proseguire la nostra azione, perché per noi gli imprenditori
balneari sono fondamentali e vitali. Abbiamo lavorato 6
anni per rilanciare una regione affossata e sicuramente non ci fermeranno due
cicloni, ma saremo sempre dalla parte degli imprenditori, dalla parte di chi
vuole lavorare, restare e ha deciso di far crescere i propri figli in Calabria,
dandogli una prospettiva sul nostro territorio. Grazie.
Grazie, collega Mattiani. Ha
chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Intanto anticipo che anche su
questa proposta votiamo favorevole, così togliamo qualsiasi tipo di
problematica, ma questo non significa però che non si possono fare dei rilievi.
Sono 6 anni! E dopo 6 anni la portate oggi?
Vengo da un paese costiero che
si chiama Cariati dove questo problema dell'erosione costiera ce l'abbiamo
ormai da anni.
I balneari, i lidi balneari,
qualcuno diceva prima che si alzano alle 05:00 di mattina e vanno a letto
tardi. Forse noi li conosciamo molto meglio per tutte le problematiche che
hanno e per tutte le problematiche che vivono giornalmente i balneari.
Quante riunioni sono state
fatte anche con le associazioni di categoria per risolvere problemi seri di
questi lavoratori e salvaguardare posti di lavoro, salvaguardare turismo,
salvaguardare la possibilità di dare accoglienza sui nostri territori?!
Questo voto favorevole non è
però un voto di aderenza politica, di adesione politica alla gestione di questo
problema come fino adesso fatto dalla Regione Calabria.
Forse sta cambiando e noi ne
prendiamo atto e siamo disponibili, perché noi vogliamo risolvere i problemi di
tutte le categorie dei lavoratori e portare avanti un'azione di vero rilancio
concreto e non di propaganda politica.
È un voto di responsabilità
verso le imprese, i lavoratori, l'economia turistica, i cittadini, i comuni
costieri, i sindaci, gli uffici tecnici, che, sì, è vero, collega Brutto, mi
dispiace dirlo, conosco troppo bene. Gli uffici e anche i sindaci sono dei
grandi sindaci, sono dei grandi eroi, molti sono eroi e tanti uffici tecnici
lavorano con persone che ci mettono l'anima e il cuore, però purtroppo molto
spesso non hanno anche le competenze per poter andare avanti. È per questo che
dico e chiedo che bisogna dare sostegno ai sindaci. Questo è un atto però anche
di accusa politica verso anni di ritardo, assenza di visione e incapacità di
affrontare strutturalmente la questione della difesa delle coste calabresi.
Non ci possiamo nascondere.
Noi oggi votiamo per evitare
che qualcuno domani mattina chiuda la propria attività, consigliere Mattiani,
ma da domani stesso bisogna aprire finalmente una stagione diversa. Noi
dobbiamo programmare veramente, dobbiamo difendere strutturalmente le nostre
coste, dobbiamo predisporre una pianificazione seria, dobbiamo manutenere il
nostro territorio, dobbiamo utilizzare efficacemente tutte le risorse,
Vicepresidente.
Lei sa la stima che ho nei
suoi confronti. Secondo me è venuto veramente il momento che per risolvere
determinati problemi si metta da parte essere maggioranza e minoranza, perché
qui stiamo parlando di categorie che supportano la nostra crescita, che supportano
questa regione.
Dobbiamo fare un monitoraggio
continuo dell'erosione costiera, attraverso un sostegno concreto agli Enti
locali, perché la Calabria non può continuare ad inseguire i problemi dopo ogni
mareggiata; le mareggiate non sono soltanto quelle che ci sono state ultimamente,
ma vengono da lontano. Se ne parla nel momento in cui avvengono, dopodiché si
dimenticano.
Non voglio parlare in questo
momento dei ristori perché ci sono persone - magari ci sarà un altro momento
per parlarne - di altre aziende che, pur avendo avanzato richiesta, sono
passati anni e ancora non hanno visto niente. Soprattutto chi vive, lavora e
investe in questo territorio ha bisogno non soltanto di deroghe temporanee ma
di certezze, stabilità e visione.
Il presidente Occhiuto la
visione molto spesso ce l'ha, bisogna però mettere le gambe a quella visione
per darle concretezza.
Per queste ragioni, consenso
istituzionale, ma anche con una forte preoccupazione politica, noi diciamo che
votiamo favorevolmente questa proposta.
Lo dico a tutti, urbi et
orbi: votiamo a favore perché siamo a favore del lavoro, siamo a favore
delle persone che rischiano ogni giorno di non portare neanche a casa il pane
per poter andare avanti. Grazie.
Grazie, collega Greco. Ha
chiesto di intervenire il collega Ferrari. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente.
Saluto il Vicepresidente della Giunta, l'assessore Straface, così come saluto
tutti i consiglieri, onorevoli consiglieri.
Intervengo intanto per dire
grazie, grazie ai consiglieri sottoscrittori delle due proposte di legge, prima
Giannetta e poi Mattiani, e dire grazie a tutti i componenti della Quarta
Commissione consiliare che ho l'onore di presiedere perché già lì si era
intravisto questo mettere davanti gli interessi dei calabresi rispetto alle
appartenenze partitiche e politiche. Non c'è dubbio che, quando si parla di
economia della Calabria, deve prevalere, come è prevalso sia in Commissione e
sia in quest'Aula, il senso di appartenenza alla Calabria e la vicinanza vera,
concreta agli operatori economici calabresi come quelli del comparto turistico
balneare.
Anche io vengo da
un'esperienza da sindaco della città di Cirò Marina, come chi mi sta di fronte.
Presidente del Consiglio, abbiamo tutti la grande consapevolezza di quanto
importante sia stare a fianco degli operatori del turismo balneare che sono in
estrema difficoltà anche per il fenomeno dell'erosione costiera ma non solo,
anche per un quadro normativo complesso e contrastante sotto alcuni aspetti.
Ecco perché bene ha fatto e bene fa questo Consiglio regionale a provare a
mettere concretamente ordine. Ringrazio il presidente Occhiuto e il
Vicepresidente della Giunta regionale con specifica delega, perché
concretamente sta sostenendo le difficoltà operative dei Comuni; è evidente che
gli uffici tecnici comunali, i settori demanio dei comuni - non c'è dubbio che
ci siano tecnici capaci, competenti e attenti - sono oberati di lavoro. Mai
come in questo periodo sono oberati di lavoro, perché è chiaro che arrivano
richieste da più parti; quindi, bene fa la Regione Calabria ad affiancare e
sostenere, intanto, il percorso di redazione ed elaborazione dei piani comunali
di spiaggia che servono e sono il presupposto per mettere ordine sulle coste;
così come bene sta facendo il governo regionale ad intervenire anche sulla
linea SID (Linea tracciata e visualizzata nel Sistema Informativo del
Demanio marittimo). Vicepresidente, anche questo è un intervento di
straordinaria importanza in Calabria, mettere ordine alla linea SID e ben
definire qual è quella linea che demarca in qualche modo il demanio marittimo
da quello comunale.
Queste due proposte di legge e
gli emendamenti che sono arrivati in extremis sono un intervento importante. È
chiaro che l'emendamento che riguarda la possibilità di estendere la
concessione lateralmente rispetto alla diminutio della spiaggia per
colpa dell'erosione, così come la possibilità di intervenire tempestivamente
con delle strutture omologate a prescindere da quello che prevede la
documentazione in atto al Comune, sono interventi concreti che vanno nella
direzione di aiutare e sostenere realmente gli imprenditori balneari e dare
loro la possibilità, immediatamente, di essere pronti per la stagione ormai
imminente.
Ultimo aspetto che mi sento di
evidenziare è quello relativo ai tempi. Mi rivolgo al collega Falcomatà che,
avendo fatto il Sindaco, conosce bene gli iter normativi, ma in generale alla
minoranza tutta, perché abbiamo dato molta enfasi all'importanza delle
Commissioni consiliari e al lavoro che esse devono svolgere. Queste due
proposte di legge sono passate dalle Commissioni consiliari con gli adeguati
pareri della Quinta Commissione e della Seconda Commissione, quindi hanno
percorso un iter legislativo, così come previsto, in tempi brevi, certi e
celeri, anche effettuando delle audizioni. Colgo l’occasione per ringraziare
tutte le associazioni di categoria, le federazioni, gli operatori che abbiamo
audito; grazie anche al loro contributo abbiamo poi elaborato delle proposte di
legge che in qualche modo, ove possibile, hanno accolto anche le osservazioni
che provenivano dal mondo balneare.
Anche in relazione ai tempi
c'è la tempestività necessaria, considerato che abbiamo dovuto rispettare tutto
un iter che va dalla prima lettura, alle audizioni, poi ai pareri delle
Commissioni. Ricordo a tutti che le Commissioni si sono insediate a fine gennaio
del 2026 e non a ottobre o a novembre.
Quindi, mi fa piacere che oggi
queste due proposte siano approvate da quest'Aula all'unanimità, perché è
evidente che quest'Aula dimostra senso di responsabilità, senso di
appartenenza, Presidente, e soprattutto sa anteporre gli interessi dei
calabresi a quelli della propria appartenenza partitica e politica.
Grazie, collega Ferrari. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Volevo dire solo una cosa alla
mia amica e collega Greco: lei, consigliera Greco, è molto attenta e non
ricordo, dalla data dell'insediamento ad oggi, che su un provvedimento lei sia
stata in silenzio senza intervenire per sollevare un rilievo, né in Commissione
né tantomeno in Consiglio regionale. Ben venga, è una cosa positiva, per amor
di Dio. Però, lei pensa, ad esempio, che questo provvedimento, su cui adesso
sta sollevando tutti questi rilievi - l'ho vista anche un po' agitata - noi non
lo abbiamo studiato? Non sappiamo se ci siano probabilità che venga impugnato;
tuttavia, vede, tante volte, nel formulare un rilievo e poi dire “sì, però voto
favorevolmente”, forse si potrebbero anche abbassare i toni, perché c’è un
interesse principale, che è quello di quella categoria, che va oltre
l’intervento, oltre i dieci rilievi: “sono bravo e quindi sollevo tutti i
rilievi di incostituzionalità della legge”, eccetera, eccetera.
Tante volte ci sono interessi
principali che superano anche i rilievi.
E poi, se lo impugnano, ma chi
se ne frega, non è morto nessuno. Grazie.
Grazie, collega Mattiani. Per
dichiarazione di voto, ha chiesto di intervenire la collega Greco. Ne ha
facoltà.
Il mio voto è favorevole, però
devo rispondere al mio grande amico e collega Mattiani. Quando ho fatto il
sindaco l'ho sofferta molto la questione dei balneari e continuo a soffrirla
tutt'ora; quando parlavo di varie riunioni non ne parlavo perché le ho viste ma
perché le ho vissute e quando parlavo di danni non ho parlato perché li ho
visti, ma perché li ho vissuti. I titolari dei lidi venivano da me molto spesso
piangendo, perché avevano subito dei danni.
Io non ho parlato di
impugnativa, almeno non in questa legge, forse si confonde, ne parlavo
nell'altra, ma ho parlato di rilievi importanti. Ho detto semplicemente che la
fase dell'emergenza deve finire e noi, su questo tema che tutti quanti noi
riteniamo importantissimo e che riguarda 800 km di costa - ci riempiamo sempre
la bocca di questi 800 km - dobbiamo essere in grado, maggioranza e minoranza,
di dare delle risposte definitive, per fare in modo che Roma, in cui c'è un
governo a voi vicino, e l'Europa, in cui voi potete anche incidere, possano
dare risposte concrete, definitive, senza l'incertezza del domani.
Lo diceva prima la collega
Madeo, ed è vero: non ci buoni e cattivi, non è così. Noi siamo tutti dalla
stessa parte, perché in questa Regione, in cui sono ritornata dopo tanti anni
che sono stata fuori, voglio continuarci a vivere.
Poi, collega, io studio tutti
i provvedimenti. Continuerò, mi dispiace per i Presidenti di Commissione, per i
colleghi, mi dispiace se magari porto via tempo, non importa, però reputo che
sono qui e vengo pagata profumatamente dagli elettori e da tutti i cittadini
calabresi per dare il mio contributo, il mio punto di vista e, se c'è la
possibilità, per risolvere le problematiche o, in alternativa, per offrire
suggerimenti, sperando vengano ascoltati.
Penso che sia importante e la
ringrazio per averlo riconosciuto. È vero, molto spesso rompo pure le scatole
perché faccio tante domande, però è vero pure che, come per l'ARDIS, ho
cambiato idea, dopo che l'ingegnere Forti ha risposto alle domande e abbiamo
capito tutti, non soltanto io, a cosa si mirava, e invece di votare contrario
ho votato a favore. A questo serve la discussione, altrimenti qui che ci
veniamo a fare? Mandiamoci per posta le lettere e non veniamo a fare le
discussioni! Invece la discussione serve anche a capire, prima in Commissione e
poi qui in Aula, la loro valenza, se valgono per tutti, perché la legge deve
rimanere in vigore per 20 anni, 30 anni, 40 anni, non deve essere cambiata dopo
2 anni. Grazie.
Grazie, collega Greco. Ha
chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Intervengo brevemente solo per
ringraziarvi della discussione positiva che c'è stata e poi per far presente -
è stato detto da più parti - che questa, oltre ad essere una legge per favorire
gli imprenditori balneari, che hanno visto erosa una parte della spiaggia in
concessione e consentire loro di allargarla, è volta anche a favorire i sindaci
e gli uffici tecnici che, senza un supporto normativo, quando ci si rivolge a
loro, cadono dalle nuvole. Poi, siamo anche sfortunati perché siamo intervenuti
per ampliare lo spazio demaniale in tempi di Covid, quando c'era una norma che obbligava al
distanziamento di due metri e mezzo tra un ombrellone e l'altro, ma non ci
consentiva di ampliare lo spazio della concessione demaniale. Anche lì siamo
intervenuti. È vero che, a posteriori, la norma è stata anche impugnata, però
c'è stato un vantaggio oggettivo. Vorrei fare, poi, un flash sui
ripascimenti e sull'intervento che deve essere realizzato sistematicamente
sulle nostre coste: sa quanto tempo impieghiamo con l'ordinanza per effettuare
un ripascimento? Impieghiamo 90 giorni, 90 giorni da quando abbiamo
l'autorizzazione per poter effettuare l'intervento, ed è realizzato nel 10% del
tempo necessario, cioè con tutte le deroghe dell'ordinanza. Noi impieghiamo 90
giorni che rappresentano il 10%. In tempi normali, quindi, quello che facciamo
in 90 giorni si fa in 900 giorni, per via di tutte le autorizzazioni. È vero
che bisogna intervenire, è vero che bisogna sistematicamente curare le nostre
coste, ma è pure vero che c'è necessità anche di semplificare tutte le
autorizzazioni.
Grazie,
vicepresidente Mancuso.
Passiamo
all'esame e votazione del provvedimento. All’articolo 1 sono pervenuti alcuni
emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero 11692/A01, a firma
dei consiglieri Brutto e Caputo. Cedo la parola al consigliere Brutto per
l'illustrazione. Prego, consigliere Brutto, ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Con
l'ottima proposta del consigliere collega Mattiani abbiamo esteso il campo di
applicazione non solo alla delibera del Consiglio dei ministri del 18 gennaio,
ma anche all'altra delibera del Consiglio dei ministri che vede interessate le
province di Cosenza e Catanzaro. Ci siamo limitati solo a definire il perimetro
della deliberazione del Consiglio dei ministri, per evitare delle indicazioni
discrezionali, quindi più oggettive possibili. Per questo, diciamo, sottopongo
l'emendamento all’Aula. Ringrazio il consigliere Caputo che ha sottoscritto
insieme a me l'ampliamento. Spero, consigliera Greco, di avere anche in questo
caso, poi, il suo favorevole accoglimento.
Grazie, collega Brutto. Parere
della Giunta?
Parere favorevole.
Parere del relatore?
Parere favorevole.
Pongo
in votazione l'emendamento. È approvato.
Proseguiamo
con l'emendamento protocollo numero 11500/A/02, a firma del consigliere
Mattiani, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere
Mattiani, ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Questa è la prosecuzione dell'azione di vicinanza agli imprenditori
che noi oggi realizziamo. Abbiamo previsto alla lettera a) del comma 1
dell'articolo 1 della proposta di legge numero 56/13^ che, dopo il capoverso 2,
sono aggiunti i seguenti: “3) È consentita, altresì, nel rispetto delle norme
igienico - sanitarie vigenti, ai fini di somministrazione di alimenti e
bevande, l’installazione di strutture omologate diverse da quelle originarie
colpite dall’evento metereologico avverso, la cui documentazione è già depositata presso gli uffici competenti.
4) Nei comuni interessati dagli effetti del ciclone denominato “Harry” i
cui stabilimenti non sono dislocati in area diversa
da quella attuale
è consentito un ampliamento del fronte
mare esistente nella misura massima del 20 per cento. Ciò per compensare
l’erosione costiera legata a tale fenomeno che in molti casi ha diminuito la
profondità dell’area in concessione.”.
Colgo, in ultimo, l'occasione
per ringraziare il Vicepresidente per il grande lavoro che sta svolgendo in
questi mesi, perché vi posso assicurare è che una problematica veramente molto
importante ed è stato al fianco degli imprenditori fino ad oggi, lo è stato
sempre, soprattutto nei momenti di difficoltà. Quindi ci tenevo,
Vicepresidente, a ringraziarla pubblicamente per il grande impegno che ha
profuso in questa azione.
Grazie, collega Mattiani.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. È Approvato.
Articolo
1
(È
approvato così come emendato)
Articolo
2
(È
approvato)
Articolo
3
(È
approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, così
come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
Passiamo ora alla mozione
numero 14/13^ a firma dei consiglieri regionali Elisabetta Maria Barbuto, Elisa
Scutellà, Bruno, recante: “Iniziative per la sorveglianza sanitaria gratuita
della popolazione residente nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone –
Cassano – Cerchiara”. Considerata l’assenza della consigliera Barbuto, la
mozione viene rinviata.
(Il Consiglio rinvia)
Passiamo alla mozione numero
15/13^, a firma dei consiglieri regionali Alecci, Falcomatà, Rosellina Madeo,
Ranuccio, recante: “Riprogrammazione urgente delle risorse FSC 2021-2027, con
destinazione prioritaria agli interventi di ricostruzione, messa in sicurezza e
contrasto al dissesto in Calabria a seguito del ciclone “Harry”, anche mediante
la ricollocazione delle somme oggi vincolate al cofinanziamento del Ponte sullo
Stretto”. Cedo la parola alla consigliera Madeo per l’illustrazione. Prego,
consigliera Madeo, ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Cosa rimane quando tutto passa, quando finisce l'emergenza, di una
situazione complicata che ha visto tutta l'intera regione vivere momenti
concitati e di grande difficoltà, sia dal punto di vista economico sia dal
punto di vista del rischio dell'incolumità fisica? Mi riferisco chiaramente
alle intemperie che si sono abbattute nella nostra regione nello scorso mese di
febbraio.
Parafrasando
delle locuzioni che sono state spesso utilizzate dai miei colleghi nella
spiegazione di queste due proposte di legge, che hanno preceduto la discussione
di queste mozioni e che sono state accolte all'unanimità anche da questa parte
dell'emiciclo, noi, come Partito Democratico, il giorno 3 febbraio abbiamo
depositato una mozione, Vicepresidente, nella quale abbiamo chiesto la
riprogrammazione urgente delle somme a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione
per l'anno 2021-2027. Sappiamo e siamo veramente a conoscenza del fatto che in
Calabria ci troviamo con un territorio che dà delle problematiche reali per
quanto riguarda il rischio sismologico; ci sono problemi reali, strutturali
che, come tali, richiedono una visione complessiva di insieme. Proprio
nell'ottica anche di sapere e di conoscere come stanno le cose, nel mese di
febbraio, quale unica proponente, ho depositato due interrogazioni: una che
chiedeva quali interventi fossero stati programmati per la messa in sicurezza
del fiume Crati nella piana di Sibari e come questa Giunta intendesse far luce
sulle risorse finanziate già stanziate nell'ambito del Patto per il Sud;
un'altra sulla diga di Tarsia, in cui chiedevo perché, pur avendo la
disponibilità economica, i lavori di quell'area interessata non fossero mai
stati avviati. Ovviamente queste sono delle interrogazioni depositate rispetto
alle quali sto attendendo delle risposte.
Siamo
qui oggi, però, perché come gruppo del Partito Democratico chiediamo ai
colleghi consiglieri e anche a lei, Vicepresidente, benché abbiate – lo
sappiamo - un'appartenenza politica e ideologica completamente differente e
ritenete il Ponte sullo Stretto un'opera strategica e importante - noi
riteniamo che in questo momento specifico la nostra regione abbia bisogno di
altro - un impegno di tutta la Giunta regionale affinché sia richiesta
l'autorizzazione alla riprogrammazione urgente delle risorse di pertinenza
calabrese, chiaramente a valere sul Fondo di Sviluppo e Coesione 2021-2027,
affinché ci siano interventi di messa in sicurezza del territorio per la
mitigazione del rischio idrogeologico e di erosione costiera — di cui abbiamo
appunto anche parlato prima — nonché ristori e sostegni a famiglie e imprese
colpite dal ciclone Henry, che ancora stanno attendendo risposte. Le
risposte non possono essere date solo nei limiti del nostro bilancio e non
basta continuare a dichiarare lo stato di calamità; dobbiamo agire non sulla
scorta dell'emergenza, ma sulla scorta della programmazione e della prevenzione
del rischio idrogeologico. Con questa mozione intendiamo anche impegnare la
Giunta regionale a sollecitare il Governo nazionale affinché renda disponibili,
a favore dei territori colpiti, ulteriori quote oggi afferenti alla gestione
statale o altre allocazioni collegate al progetto del Ponte sullo Stretto.
Vogliamo precisare che la destinazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e
Coesione riferite al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto, ha un carattere
temporaneo e che, una volta reperiti i fondi aggiuntivi da parte dello Stato o
dall'Unione Europea, le somme saranno destinate nuovamente alla dotazione
originaria del progetto. Comprendiamo che c'è un'idea diversa e per queste
ragioni non vogliamo dirvi che il Ponte sullo Stretto non è necessario, come
invece riteniamo, ma dire che in questo momento la Calabria ha bisogno di
prevedere misure specifiche per il comparto turistico balneare calabrese, duramente
colpito dall'erosione e dagli eventi meteo-marini, includendo interventi
organici di rifacimento e difesa costiera — come quello che abbiamo prima
approvato —, strumenti finanziari per la riattivazione delle imprese e il
ripristino delle strutture, e l'eventuale promozione, in raccordo con lo Stato,
di misure regolatorie transitorie che evitino vuoti economici nel periodo di
ricostruzione e garantiscano continuità alle attività legittimamente operanti.
Per
farla breve: riteniamo che questo sia un momento di emergenza e che il problema
della protezione del suolo non vada vissuto come un momento emergenziale,
perché è un problema strutturale rispetto alla conformazione del nostro
territorio. Però questo è il nostro modo per fare opposizione seria, tendente
ad approvare delle misure nell'interesse esclusivo della Calabria.
Vi
chiediamo di spogliarvi da questioni ideologiche e di fare una cosa
nell'interesse di tutti. Ripeto: non trattiamo dal punto di vista politico la
questione del Ponte sullo Stretto, ma riteniamo che in questo momento specifico
la Calabria abbia bisogno di altro. Ed è per questo che chiediamo a tutto il
Consiglio regionale di votare favorevolmente questa mozione, depositata in data
3 febbraio dal Partito Democratico, che parla della riprogrammazione urgente
delle risorse. Ovviamente non dobbiamo più lavorare d'urgenza: parliamo di
programmazione e parliamo di protezione del suolo. Poi, sono in attesa di
ricevere risposta concreta e puntuale, però quello fa parte di un'altra partita
anche da un punto di vista istituzionale. Oggi vi chiediamo un'ampia coesione
su questa mozione.
Grazie, collega Madeo. Ha
chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Anch'io
penso che di questi tempi sollevare questioni ideologiche a danno della
Calabria e dei calabresi non sia effettivamente il momento più opportuno. Però
devo offrire dei dati che devono rendere l'idea di quello che c'è da fare e che
si può fare. Negli ultimi quattro anni sulla difesa del suolo sono stati
investiti circa 110 milioni di euro. Nei dieci anni precedenti agli ultimi
quattro anni sono stati investiti circa 70 milioni di euro. Quindi rendiamoci
conto di quanto è stato fatto negli ultimi tre anni e mezzo, quattro anni: è
stato fatto quello che non è stato fatto nei dieci anni precedenti; anzi, si è
speso probabilmente il doppio nella metà del tempo, facendo le debite
proporzioni. Quindi andare a modificare l'FSC, come lei, onorevole Madeo, mi
chiede, significherebbe programmare nuove risorse. Abbiamo richiesto, per via
dell'ordinanza e quindi della Protezione Civile, interventi per 470 milioni di
euro; ovviamente non ci saranno finanziati tutti, ma 100 milioni sicuramente ci
saranno dati; 100 milioni di euro rappresentano almeno il lavoro dei prossimi
due o tre anni, anche perché potremmo fare in minor tempo più cose per via
delle deroghe su tutti gli adempimenti burocratici. Poi, non dovete dimenticare
che, da pochi giorni, il Ministero degli Interni ha deliberato per le cinque
province calabresi circa 244 milioni di euro di interventi, di cui 97 per la
difesa del suolo e la differenza per l'adeguamento energetico. Quindi, abbiamo
a disposizione, oltre alle risorse già stanziate in bilancio, almeno 100
milioni di euro dall'ordinanza di Protezione Civile e altri 100 milioni di euro
che sono stati stanziati in questi giorni: 200 milioni di euro in tutto. Adesso
andare a riprogrammare e variare il programma 2021-2027, quando abbiamo queste
somme ancora da spendere, mi sembra inopportuno. Avremo sempre tempo per
variarlo successivamente, qualora queste somme siano adeguatamente spese. Poi,
è normale che se ne possa fare una questione ideologica sul “ponte sì”, “ponte
no”, ma questo lo lascio decidere ai calabresi. Non è in questa sede che si
deve decidere.
Le
somme per lavorare a regime sulla difesa del suolo ci sono e sono programmate
perlomeno per i prossimi quattro, cinque anni. A variare il programma dell'FSC
siamo sempre in tempo. Grazie.
Grazie, Vicepresidente
Mancuso. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Buon pomeriggio a lei e a tutti i colleghi consiglieri. Ha già
rappresentato in maniera egregia la consigliera Madeo quello che è lo spirito
della proposta, molto molto concreta e non ideologica, che questa mozione
intende perseguire. Mi lasci dire in premessa, caro Presidente, che sono stato
silente in questa seduta. Sapete che non amo intervenire sempre a prescindere
o, peggio, a caso. Però, proprio perché abbiamo dimostrato anche oggi
pomeriggio, come in altre occasioni, che siamo un'opposizione veramente
responsabile, non pregiudizialmente orientata a votare sempre e comunque
contro, alcuni interventi di alcuni stimati consiglieri proprio non li
condivido. Sembra che ci sia la volontà ossessiva di ricercare, creare un
nemico, un avversario politico. Cioè, noi votiamo in maniera convinta dei
provvedimenti perché siamo convinti che vadano nell'interesse generale e sembra
quasi che dovremmo votarli e starci zitti. Quindi, questo atteggiamento —
consentitemi di stigmatizzarlo — lo riconduco a delle esondazioni dialettiche,
per restare sul tema. Dopodiché, tornando alla mozione, che è scevra di
condizionamento ideologico: apprendendo i dati, Vicepresidente, che lei con il
solito rigore ha snocciolato, le faccio i complimenti, perché apprendiamo che
abbiamo speso negli ultimi quattro anni più di quello che si è speso negli
ultimi dieci. Quindi da un lato è un fatto documentato, dall'altro però è fin
troppo poco. Se anche arriviamo a massimo 100 milioni spesi più gli altri che
abbiamo a disposizione, arriveremo a circa 200 milioni. Con questa nostra
proposta, di fatto, andremmo ad aggiungere almeno ulteriori 300 milioni che il
Governo regionale potrebbe richiedere, ottenendo una rimodulazione del Fondo di
Sviluppo e Coesione, senza toglierli, peraltro, definitivamente al Ponte che,
purtroppo o per fortuna, non si farà, al netto degli annunci che si ripetono
quotidianamente rispetto all'inizio dei cantieri. Ma non voglio aprire questa
parentesi.
Con
questa mozione, il gruppo del Partito Democratico, ma presumo l'intera
opposizione — anche se oggi abbiamo un Consiglio purtroppo decimato e mi
dispiace anche per l’assenza del presidente Occhiuto, ma la politica deve
scegliere le sue priorità: ha preferito la fiera, ne prendiamo atto, salta
l'informativa, salta anche questa discussione, ma è ben rappresentato dal suo
vice — chiede di stanziare temporaneamente quei 300 milioni di euro che
comunque non avremmo usato nell'immediato - il Ponte, anche nella migliore
delle aspettative per il 2026 non partirà sicuramente - per destinarli a tutte
quelle attività che si rendono necessarie e che, anche oggi, abbiamo accennato
nei due provvedimenti che abbiamo deliberato in maniera unanime. Le conseguenze
dei cicloni sono state molteplici e hanno lasciato conseguenze e danni gravi,
come è stato detto, sulla viabilità, sugli smottamenti, sull'erosione costiera,
sui privati che, oggi, anche grazie a questi provvedimenti, possono trovare un
minimo di sollievo. Quelle risorse potrebbero essere destinate sia per i
ristori ai privati, sia per i ristori — in maniera impropria — ai Comuni che
hanno la necessità di capire dove andare a recuperare le somme per ricostruire
infrastrutture, per metterle in sicurezza, anche perché, poi, gli eventi sono
stati di natura diversa e diversificata e, a seconda del tipo di intervento, —
lo dico anche per esperienze personali — ci sono degli iter più o meno lunghi
per ottenere tutte le autorizzazioni.
Noi
dovremmo ragionare su due ordini di idee: da un lato, ristori, risarcimenti,
ricostruzione; dall'altro, la prevenzione. Ecco perché i 200 milioni diventano
fin troppo pochi e dovremmo aggiungerne almeno altri 300. Oggi, abbiamo parlato
più volte di come risarcire il danno, di come ricostruire i territori, di come
metterli in sicurezza, ma troppo poco stiamo parlando di prevenzione. Se noi
aggiustiamo tutti i lungomari della Calabria, tutti i viadotti, tutti i ponti,
e tra un anno c'è un altro ciclone, dovemmo prevedere ulteriori risorse per
riparare il danno; dovremmo, invece, prevenire con tanti interventi che
mitigano il rischio di erosione costiera. È stata ipotizzata più volte anche la
presenza di queste barriere soffolte che potrebbero prevenire i danni,
prevenire l'erosione, che è un tema che ci troveremo costretti ad affrontare
nei prossimi anni. Quindi dovremmo viaggiare su due linee: da un lato, riparare
il danno, ricostruire i nostri territori e i nostri lungomari; dall'altro,
interventi seri che richiedono però risorse veramente importanti. E questo il
Governo regionale potrebbe farlo, trattando e quindi ottenendo e non metto in
dubbio, vista la sinergia ideologica partitica che c'è con il Governo
nazionale, che questo obiettivo possa essere raggiunto.
Quindi,
caro Vicepresidente, ma lo dico anche ai consiglieri regionali a proposito di
ideologia, vi chiedo di approvare un atto entrando nel merito del
provvedimento, che non incide sulla possibile futura realizzazione del Ponte,
però ci consente di avere a disposizione, a voi e a noi, almeno quei 500
milioni di euro che sarebbero comunque pochi, ma consentirebbero delle risposte
ad una regione come la nostra che, proprio per i chilometri e chilometri di
coste che ha, deve puntare sempre più su quel settore, con la consapevolezza
che —questa è una mia opinione personale — il provvedimento che abbiamo
predisposto sicuramente consentirà ai balneari, agli imprenditori, di poter
ripartire, poter programmare. Poi, la scarsità della risorsa, che è anche il
presupposto della famosa Bolkestein, non sono sicuro sia la ratio,
cioè l'anima che ha portato il legislatore europeo a adottare quel
provvedimento. Probabilmente la finalità è quella di garantire la concorrenza
e, quindi, il presupposto non ci aiuterà.
In
ogni caso noi — sono d'accordo con i colleghi di minoranza e i colleghi di
maggioranza — facciamo la nostra parte e, per quanto di nostra competenza, come
abbiamo dimostrato per esempio sul tema della sanità in cui consapevolmente
abbiamo tutti votato un provvedimento che era palesemente illegittimo per
scongiurare la chiusura degli ospedali, anche in questa occasione - così sarà
sempre - voteremo dei provvedimenti che vanno a favore dei balneari oggi, della
sanità ieri, o comunque nell'interesse dei calabresi tutti.
La invito, però,
Vicepresidente, e invito i colleghi consiglieri che si dovranno pronunciare, a
valutare seriamente questo provvedimento che stanzierebbe risorse ai comuni,
agli imprenditori, e soprattutto consentirebbe di prevenire futuri gravi
dissesti, senza condizionamenti politici.
Grazie, collega Ranuccio. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Mi auguro
che rimanga il numero legale per discutere di questa mozione che abbiamo
presentato. Mi pare che, facendo due calcoli, in Aula non ci sia — non so se
gli altri siano fuori o meno — però credo che questo Consiglio abbia dato fino
a ora prova di maturità, Vicepresidente.
Il numero legale c’è.
Credo
che sia stato, almeno per quanto riguarda la mia breve esperienza da
consigliere regionale, la seduta di Consiglio nel quale il dibattito è stato
sicuramente animato, il confronto è stato senza dubbio acceso, ma ha prevalso
quella maturità di cui spesso si parla e che sempre i calabresi chiedono a una
classe politica.
È
come dice il presidente Occhiuto, lui vuole quest'Aula ambiziosa, vuole un
Consiglio che sia propositivo e che possa consentire di far emergere
all'interno le tematiche che stanno davvero a cuore ai calabresi. Ecco,
discutere e magari riuscire a trovare l'intesa anche su questa mozione,
Vicepresidente, rappresenterebbe in qualche modo la ciliegina sulla torta di
questa seduta di Consiglio.
Ho ascoltato anche il suo
intervento. Faccio soltanto una precisazione, senza ritornare su quello che ha
detto la collega Madeo: è vero che si dovrebbe ritornare a riprogrammare l'FSC
2021-2027. È vero anche che la riprogrammazione o rimodulazione si fa in una
seduta di Giunta regionale, così come nei Comuni la facciamo in una sessione di
Giunta comunale, una volta trovato l'obiettivo. Perché è importante, e sarebbe
importante, approvare questa mozione non soltanto per l'obiettivo che si
prefigge di raggiungere — e quindi di sostegno a recuperare quelli che sono
stati i danni del ciclone Henry — ma perché intanto sono risorse
immediatamente disponibili - le risorse FSC sono risorse immediatamente
disponibili - e poi perché hanno carattere di temporaneità. Sappiamo che queste
risorse, almeno per il 2026, non potranno essere utilizzate per il capitolo nel
quale sono state inserite, cioè quello del Ponte sullo Stretto. Utilizzarle
adesso ci consentirebbe di utilizzarle in maniera immediata, ma soprattutto
hanno il carattere della temporaneità, perché poi l'utilizzo di queste risorse
potrà essere riequilibrato con le risorse che arriveranno da parte dello Stato
e da parte dell'Unione Europea, dato che erano state stanziate proprio per
riparare i danni del maltempo. Inoltre, questa mozione prevede anche un altro
aspetto importante: non soltanto un programma straordinario di interventi di
messa in sicurezza del territorio, ma anche la previsione di un tavolo tecnico
di concertazione. Spesso si parla di tavoli tecnici che non portano a nulla;
questo invece ha il carattere della condivisione rispetto a quella che è la
programmazione della spesa di queste risorse, che mette insieme la Regione, gli
enti locali, ma mette insieme anche l'Autorità di Sistema Portuale, mette
insieme anche l'ANAS e RFI. Quindi non soltanto l'aspetto della spesa e
dell'immediatezza delle risorse, ma anche un metodo di condivisione rispetto
alla programmazione della spesa di queste risorse.
Grazie, collega Falcomatà. Ha
chiesto di intervenire il vicepresidente Mancuso. Ne ha facoltà.
Onorevole Falcomatà, vorrei
che quello che lei ha detto fosse tutto giusto. Però, purtroppo, non posso
darle ragione per una serie di motivi: il più importante è che le risorse che
adesso allochiamo, come dice lei, nel bilancio come FSC dedicato al governo del
territorio devono essere spese e devono essere rendicontate. Se noi le mettiamo
adesso in bilancio e non sono spese perché abbiamo altri trecento milioni da
spendere, che comportano un determinato tempo di rendicontazione e di spesa,
non possiamo mettere nelle risorse dell'FSC 2021-2027 delle spese che poi
rischiamo di non rendicontare. Ho detto, che se dovesse capitare che i 300
milioni che abbiamo disponibili, anzi più di 250 milioni disponibili, non
dovessero bastare per le opere che dobbiamo fare a difesa del suolo per il
governo del territorio, allora, sì, si potrebbe rimodulare l'FSC 2021-2027 e
riprogrammare altre risorse. Però, in questo momento, andare a stanziare delle
somme, obiettivamente, visti i dati precedenti, con tutte le facilitazioni che
abbiamo dell'ordinanza, sembra una scelta non proponibile. Quindi, è per questo
motivo che penso che la mozione non possa essere approvata.
Grazie, vicepresidente
Mancuso. Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio respinge)
Non ci sono altri punti
all'ordine del giorno. La seduta è tolta.
La seduta termina alle 16,56
Hanno chiesto congedo: Alecci, Barbuto, Calabrese,
Gallo, Laghi, Montuoro, Micheli, Occhiuto, Succurro.
(È concesso)
È
stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa
della Giunta regionale:
“Approvazione
Rendiconto Generale relativo all’Esercizio Finanziario 2025 - (Deliberazione
G.R. n. 210 del 28.04.2026)” (PL n. 69/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito e
alla Commissione speciale di Vigilanza per il parere di cui all’articolo n. 34,
comma 3, lettera D) del Regolamento interno del Consiglio regionale della
Calabria.
Sono state presentate alla Presidenza le
seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:
Bevilacqua
e Mattiani “Disposizioni per l’efficacia delle procedure di reclutamento nella
Pubblica Amministrazione regionale: priorità nello scorrimento delle
graduatorie e adempimenti in materia di comunicazione istituzionale” (PL n.
65/13^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Bevilacqua
“Integrazione L.R. n. 30 del 2022 (Disposizioni in materia di vincolo
idrogeologico)” (PL n. 66/13^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Barbuto
“Disposizioni per la valorizzazione e la promozione di dimore, ville, castelli,
complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore
storico-culturale della Regione” (PL n. 67/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e
relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Bruno
“Disposizioni urgenti in materia di assistenza primaria: Innalzamento del
massimale degli assistiti dei medici di medicina generale nelle aree disagiate
della Calabria” (PL n. 68/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Bevilacqua
“Riconoscimento dell’Istituto Criminologia.it di Vibo Valentia quale soggetto
qualificato di supporto tecnico-scientifico alla Regione in materia di analisi
delle minacce ibride” (PL n. 70/13^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Sono state presentate alla Presidenza le
seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:
“Co.Re.Com Calabria - Programma di attività e relativo
fabbisogno finanziario per l’anno 2026, ai sensi dell’articolo 10, comma 1,
della legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2” (PPA n. 49/13^).
“Designazione
di sette membri effettivi e di sette membri supplenti nel Comitato misto
paritetico per le servitù militari (art. 322, comma 3, d.lgs. 66/2010)” (PPA n.
50/13^).
“Nomina,
mediante estrazione a sorte, dei tre membri del Collegio dei Revisori dei Conti
della Giunta regionale e del Consiglio regionale (legge regionale 10 gennaio
2013, n. 2 e ss.mm.ii.)” (PPA n. 51/13^).
“Nomina
di tre membri, compreso il Presidente, di cui uno in rappresentanza delle
minoranze, del Comitato regionale per le comunicazioni - CORECOM Calabria
(articolo 5, legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2)” (PPA n. 52/13^).
“Elezione
del Difensore civico presso la Regione Calabria (Art. 5, l.r.
16 gennaio 1985, n. 4)” (PPA n. 53/13^).
“Elezione
del Garante per l’infanzia e l’adolescenza (Art. 3, l.r.
12 novembre 2004, n. 28)” (PPA n. 54/13^).
“Elezione
del Garante della salute della Regione Calabria (Art. 4, l.r.
10 luglio 2008, n. 22)” (PPA n. 55/13^).
“Nomina
di tre rappresentanti designati dal Consiglio regionale, di cui uno in
rappresentanza della minoranza, nella Consulta regionale per la difesa e tutela
delle professioni (Art. 5, comma 1, lett. c), l.r. 26
novembre 2001, n. 27” (PPA n. 56/13^).
“Nomina
di tre componenti, tra cui il Presidente, nel Consiglio di Amministrazione
della Elaioteca regionale 'Casa degli oli
extravergini d’oliva di Calabria” (Art. 6, l.r. 10
febbraio 2011, n. 2)” (PPA n. 57/13^).
“Nomina
di revisore contabile effettivo del Consorzio per la tutela del cedro di
Calabria (l.r. 13 ottobre 2004, n. 23)” (PPA n.
58/13^).
“Nomina
di cinque esperti in materia di sport nell’Osservatorio regionale per lo sport
(art. 10, comma 1, l.r. 22 novembre 2010, n. 28)”
(PPA n. 59/13^).
“Nomina
su designazione da parte delle Associazioni operanti nel settore e presenti sul
territorio regionale con competenze specifiche, finalizzata alla nomina di
dieci rappresentanti in seno all’Osservatorio regionale sulla violenza di
genere (Art. 2, comma 2, lett. e), l.r. 23 novembre
2016, n. 38)” (PPA n. 60/13^).
“Nomina
di due membri nominati dal Consiglio regionale nel Consiglio di amministrazione
di Fincalabra S.p.A. (Art. 3, comma 6, lett. a), l.r.
11 maggio 2007, n. 9)” (PPA n. 61/13^).
“Nomina
del Presidente e di un membro effettivo del Collegio sindacale di Fincalabra
S.p.A., nominati dal Consiglio regionale (Art. 3, comma 6, lett. b), l.r. 11 maggio 2007, n. 9)” (PPA n. 62/13^).
“Riaccertamento
ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell’art.
3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti
variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio
regionale della Calabria - (deliberazione U.P. n. 38 del 29.4.2026)” (PPA n.
63/13^).
“Approvazione
del rendiconto dell’esercizio finanziario 2025, della relazione sulla gestione
2025 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi -
(deliberazione U.P. n. 41 del 29.4.2026)” (PPA n. 64/13^).
Il
Direttore Generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali ha trasmesso, per il
parere della competente Commissione consiliare, il decreto n. 120 del 6 marzo
2026, recante:
“Proposta
dotazione organica - Piano triennale del fabbisogno del personale 2026-2028 e
piano annuale delle assunzioni 2026 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.
(Parere
numero 7/13^).
È
stato assegnato alla quarta Commissione consiliare permanente.
La
Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione
consiliare, la deliberazione n. 111 del 25 marzo 2025, recante:
“L.R.
8/2008 - art. 4 - Adozione del Piano Esecutivo Annuale di Promozione Turistica
2026”.
(Parere
numero 8/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione consiliare permanente.
La
Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione
consiliare, la deliberazione n. 174 del 15 aprile 2025, recante:
“Piano
di Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione Calabria - Modifiche alla Sezione
Speciale 2 del PSC. Presa d'atto delle determinazioni del Comitato di
Sorveglianza del PSC (CdS) sulla procedura di
consultazione per iscritto attivata con nota n. 959479 del 12/12/2025 e
conclusa con nota n. 23291 del 13/01/2026”
(Parere
numero 9/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.
La
Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione
consiliare, la deliberazione n. 149 del 15 aprile 2025, recante:
“Reg.
(UE) n. 2021/1060 e Reg. (UE) n. 2021/1139. Programma Nazionale finanziato dal
Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA)
2021-2027 - Presa d'atto approvazione modifica del piano Finanziario”.
(Parere
numero 10/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.
Il
Commissario straordinario dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, ha
trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, il decreto n.
258 dell’11.11.2024, recante:
“Adozione
dello statuto dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, aggiornamento alle
prescrizioni della legge regionale 24 maggio 2023, n. 22”.
(Parere
numero 11/13^).
È
stato assegnato alla prima Commissione consiliare permanente.
La
Quarta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 22 aprile 2026, ha
espresso parere favorevole al decreto n. 120 del 6 marzo 2026 del Direttore
Generale dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, recante:
“Proposta
dotazione organica - Piano triennale del fabbisogno del personale 2026-2028 e
piano annuale delle assunzioni 2026 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.
(Parere
numero 7/13^).
La
Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 30 aprile 2026, ha
espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 174 del
15 aprile 2025, recante:
“Piano
di Sviluppo e Coesione (PSC) della Regione Calabria - Modifiche alla Sezione
Speciale 2 del PSC. Presa d'atto delle determinazioni del Comitato di
Sorveglianza del PSC (CdS) sulla procedura di
consultazione per iscritto attivata con nota n. 959479 del 12/12/2025 e
conclusa con nota n. 23291 del 13/01/2026”.
(Parere
numero 9/13^).
La
Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 30 aprile 2026, ha
espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 149 del
15 aprile 2025, recante:
“Reg.
(UE) n. 2021/1060 e Reg. (UE) n. 2021/1139. Programma Nazionale finanziato dal
Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l'Acquacoltura (FEAMPA)
2021-2027 - Presa d'atto approvazione modifica del piano Finanziario”.
(Parere
numero 10/13^).
La
Terza Commissione consiliare, nella seduta del 21 aprile 2026, ha approvato la
risoluzione n. 1/2026 di iniziativa dei consiglieri regionali Brutto, Madeo,
Bevilacqua, Chiappetta, Greco, Iriti, Barbuto, De Francesco, recante:
“Interventi
regionali per il sostegno della natalità, della maternità e della famiglia,
quale priorità strategica per il futuro demografico, sociale ed economico della
Calabria”.
In
data 1° aprile 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le
sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 68 del 1°
aprile 2026:
1)
legge regionale n. 10 del 1° aprile 2026, recante: “Interventi in materia di
pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del diritto allo
studio universitario mediante modifiche della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in
Calabria)”;
2)
legge regionale n. 11 del 1° aprile 2026, recante: “Modifiche e integrazioni
delle leggi regionali n. 9/1985, n. 32/1996, n. 19/2002, n. 8/2003, n. 18/2007,
n. 24/2016, n. 47/2011, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 57/2017, n. 48/2019, n.
1/2020, n. 10/2022, n. 37/2023, n. 62/2023, n. 23/2024, n. 6/2026, n. 3/2026 e
abrogazione della legge regionale n. 18/2025”;
3)
legge regionale n. 12 del 1° aprile 2026, recante: “Disposizioni per
l’attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione
normativa”.
La
Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 159 del 15 aprile 2026,
recante:
“Chiusura
dei conti relativi all'esercizio finanziario 2025. Riaccertamento ordinario dei
residui attivi, passivi e determinazione delle economie di spesa (art. 3, comma
4, del D.lgs. 23 giugno 2011 n.118). Ricognizione dei residui attivi, passivi e
perenti non rientranti nel riaccertamento ordinario dei residui”.
La
Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 153 del 15 aprile 2026,
recante: “PR CALABRIA FESR FSE+ 2021/2027. Presa d'atto della Decisione C(2026) 1773 final del 18.03.2026
di approvazione della revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review. Allineamento del
piano finanziario complessivo approvato, da ultimo, con DGR n. 580/2025”.
La
Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 209 del 28 aprile 2026,
recante:
“Approvazione
Conto Giudiziale del Tesoriere - Esercizio Finanziario 2025”.
Il
Garante Regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione
Calabria ha trasmesso la relazione annuale 2025, ai sensi dell’art. 9 della
legge regionale 29 luglio 2022, n. 29, recante: “Istituzione del Garante
regionale dei diritti delle persone con disabilità”.
Il
Garante regionale dei diritti delle persone private della libertà personale ha
trasmesso la relazione annuale 2025.
È
pervenuto un ricorso ex art. 127 Cost. su art. 1 della legge della Regione
Calabria 25 febbraio 2026, n. 7, recante: “Integrazioni della legge regionale
16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio -
Legge urbanistica della Calabria)”.
In
data 4 maggio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il
sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 90 del 4
maggio 2026:
Regolamento
regionale n. 2 del 4 maggio 2026 concernente: “Modifiche al regolamento
regionale n. 1 del 13 gennaio 2023 recante: “Regolamento delle procedure di
controllo interno in attuazione dell'art. 4, comma 7 e dell'art. 9 della legge
regionale 1° dicembre 2022 n. 42 (Riordino del sistema di controlli interni e
istituzione dell'Organismo regionale per i controlli di legalità)”.
La
Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione
al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:
-
deliberazioni della Giunta regionale numeri 140 e 141 del 9 aprile 2026;
-
deliberazioni della Giunta regionale numeri 144, 150, 151, 155, 156, 157, 158,
160, 161, 162, 163, 164, 165, 166, 169, 170, 171 del 15 aprile 2026;
-
deliberazioni della Giunta regionale numeri 192, 193, 194, 195, 196, 198, 199
del 22 aprile 2026;
-
deliberazioni della Giunta regionale numeri 211, 212, 213, 214, 215, 216, 217,
218 del 28 aprile 2026.
Barbuto.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
la legge 30 dicembre 2021, n. 234 (Legge di Bilancio 2022), all’art. 1, comma
293, ha istituito una specifica indennità di natura accessoria per il personale
del comparto sanità e della dirigenza medica operante nei servizi di pronto
soccorso, a decorrere dal 1° gennaio 2022.
•
Per il personale del comparto, il DCA n. 55 del 21 marzo 2025 ha approvato il
piano di riparto tra le Aziende e gli Enti del SSR delle risorse per l’anno
2022, per un importo complessivo di euro 1.153.596.
•
Il nuovo CCNL Comparto Sanità 2022-2024, sottoscritto in via definitiva il 27
ottobre 2025, disciplina all’art. 69 l’indennità di pronto soccorso,
confermando che tali risorse devono confluire nel “Fondo premialità e
condizioni di lavoro”.
•
Nonostante la sottoscrizione di accordi regionali (come quello del 14 febbraio
2024 recepito dal citato DCA 55/2025), ad oggi nulla è stato ancora liquidato
agli operatori sanitari interessati, né per quanto riguarda le mensilità
correnti né per gli arretrati maturati a partire dal 2022.
Considerato
che: • Le organizzazioni sindacali hanno denunciato un silenzio istituzionale
inaccettabile, attivando formali atti di diffida e messa in mora nei confronti
della Regione Calabria e di Azienda Zero. • Secondo le stime sindacali, gli
arretrati maturati dal 2022 ammontano a circa 8.770 euro lordi per singolo
lavoratore, somme che risultano attualmente trattenute dalle aziende sanitarie
nonostante gli obblighi contrattuali.
•
La situazione dei pronto soccorso calabresi è definita “a rischio collasso”, un
quadro drammatico che trova riscontro nelle “difficoltà gestionali croniche” e
nelle persistenti “criticità nella governance” certificate dalla recente
Relazione al Parlamento della Corte dei conti (Deliberazione n.
21/SEZAUT/2025/FRG), a causa di sovraffollamento, carenza cronica di personale,
turni massacranti e crescenti aggressioni ai danni dei sanitari. • Il mancato
riconoscimento economico di indennità rappresenta una grave mortificazione
della dignità professionale di medici, infermieri e operatori del 118,
incentivando la fuga dal Sistema Sanitario Regionale e rendendo i concorsi per
l’emergenza-urgenza sistematicamente deserti.
•
Altre Regioni hanno già provveduto da tempo a stanziare le risorse e a
ristorare il disagio lavorativo del personale, mentre in Calabria l’iter appare
bloccato nei labirinti della burocrazia regionale. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di
Commissario della Sanità
per
sapere:
quale
sia la tempistica certa ed inderogabile entro la quale si intenda procedere
allo sblocco dei pagamenti e all’effettiva erogazione degli arretrati
dell’indennità di pronto soccorso maturati dal 1° gennaio 2022 ad oggi a favore
del personale avente diritto.
(81;
03/04/2026).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
si registra una recrudescenza senza precedenti di attacchi da parte di lupi e
canidi ai danni del patrimonio bovino e ovino, in particolare nell’area della
Sila e nelle zone rurali dell’intero territorio calabrese, dalle aree ioniche a
quelle tirreniche;
•
molte aziende agricole stanno subendo la perdita costante di capi (certificata
dai servizi veterinari ASP), un fenomeno che mette a rischio la sopravvivenza
stessa del comparto zootecnico, spina dorsale dell'economia delle aree interne
e montane;
•
il lupo è specie protetta da normative nazionali ed europee, ma l'attuale
squilibrio dell'ecosistema (dovuto anche alla gestione della popolazione dei
cinghiali) ha spinto i predatori a ridosso degli insediamenti produttivi,
portandoli a colpire fin dentro le stalle. Considerato che: • L’attuale sistema
dei risarcimenti appare lacunoso e genera una disparità di trattamento,
escludendo spesso gli allevatori che operano fuori dai perimetri delle aree
protette (Parchi Nazionali/Regionali), nonostante il danno subito sia identico;
•
oltre alla perdita economica del bestiame, gli allevatori sono gravati dagli
ingenti costi di smaltimento delle carcasse secondo le normative vigenti (Reg.
CE 1069/2009), rendendo la situazione finanziaria delle aziende insostenibile;
•
mentre la legislazione storica regionale (es. L.R. 3/1986, pur se superata)
prevedeva un'attenzione specifica alla cattura e al monitoraggio, ad oggi si
ravvisa l'assenza di un servizio regionale strutturato che supporti gli
allevatori nella gestione dei predatori in esubero o problematici;
•
la mancata previsione di indennizzi certi e totali, unita ai costi vivi di
gestione dell'evento “attacco”, sta portando all'abbandono del territorio da
parte degli allevatori, con conseguente danno ambientale e rischio
idrogeologico. Tutto ciò premesso e considerato interroga l’Assessore
all’Agricoltura, Risorse Agroalimentari e Caccia, Gianluca Gallo
per
sapere:
1.
se sia intenzione della Giunta predisporre con urgenza un piano operativo di
monitoraggio e gestione che preveda interventi per la cattura e il
trasferimento di esemplari problematici, con la collaborazione
dell’Osservatorio regionale per la Biodiversità, le guardie zoofile, i
Carabinieri Forestali e i servizi veterinari competenti. 2. Quali provvedimenti
urgenti si intendano adottare per uniformare il diritto al risarcimento dei
danni su tutto il territorio regionale, eliminando la discriminazione tra aziende
situate dentro o fuori dalle aree protette. 3. Se si intenda istituire un fondo
speciale o una misura di ristoro per la copertura integrale delle spese di
smaltimento delle carcasse, sollevando gli allevatori da un onere economico
derivante da eventi predatori non controllabili. 4. Quali azioni immediate di
contenimento della fauna selvatica problematica e quali incentivi per la difesa
attiva (recinzioni elettrificate, cani da guardiania) si intendano implementare
per riequilibrare la convivenza tra fauna selvatica e attività antropiche.
(82;
03/04/2026)
De
Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
- i
tirocini di inclusione sociale rientrano tra le misure di politica attiva del
lavoro a sostegno dell'inserimento lavorativo e dell’inclusione sociale delle
persone in condizioni di fragilità e vulnerabilità;
- i
soggetti inseriti nei cosiddetti tirocini di inclusione sociale rientrano nelle
fasce di utenze di soggetti particolarmente svantaggiati;
Considerato
che - la Regione Calabria con delibera della Giunta regionale n. 472 del 2018
ha recepito l'Accordo quadro sottoscritto in data 22/01/2025 nell'ambito della
Conferenza Stato/Regioni;
-
con decreto-legge numero 75 del 23/06/2023 articolo 2 comma 2 bis, al fine di
favorire percorsi di politica attiva per la realizzazione di tirocini di
inclusione sociale rivolti a disoccupati già percettori di trattamenti di
mobilità in deroga la Regione Calabria è stata autorità a prorogare i percorsi
già realizzati a seguito del richiamato Accordo quadro del 22.01.2015;
preso
atto che - attualmente 396 lavoratori usciti dai tirocini da luglio 2025 sono
stati presi in carico dai CPI per essere avviati verso percorsi formativi;
-
76 lavoratori sono usciti dai tirocini da novembre 2025 e che non stanno p\ù
percependo alcuna indennità;
-
altri lavoratori del percorso TIS arrivano dai comuni in dissesto o pre-dissesto
e da quelli che non rientrano più nelle graduatorie;
i
lavoratori che rischiano di rimanere esclusi dai percorsi di stabilizzazione
sono quindi circa 1000 unità, per i quali non è stato
previsto un percorso che garantisca una reale prospettiva occupazionale;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente e l'Assessore della Giunta
regionale con delega al Lavoro
per
sapere:
-
quali misure intende adottare la Giunta regionale al fine di rendere effettivo
l'avvio dei percorsi formativi nell'ambito dei programmi "GOL",
ovvero al fine di individuare soluzioni concrete che consentono la definitiva
stabilizzazione dei tirocinanti;
-
se è quali soluzioni intende proporre per affrontare con urgenza il tema delle
indennità non percepite dai tirocinanti fuoriusciti.
(83;
07/04/2026)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha previsto per la Calabria
63 Case di Comunità e 20 Ospedali di Comunità, con l’obiettivo di rafforzare la
sanità territoriale e ridurre la mobilità sanitaria passiva, con attivazione
completa entro giugno 2026;
-
secondo i dati Agenas, al 31 dicembre 2025, risultano solo 2 Case di Comunità
con almeno un servizio attivo e 1 Ospedale di Comunità operativo, percentuali
ampiamente inferiori alla media nazionale (Case di Comunità attive: 45,5%;Ospedali di Comunità: 27%);
-
il sito ufficiale della Regione Calabria dedicato al PNRR
(https://www.regione.calabria.it/salute-e-benessere/pnrr-e-pnc-missione-6/focus-m6-componente-1/1-1-case-della-comunita-e-presa-in-carico-della-persona/)
riporta lo stato di esecuzione dei lavori aggiornato al 15 luglio 2025, senza
indicazioni successive, nonostante siano passati oltre 9 mesi e sia prossima la
scadenza di giugno 2026;
-
la digitalizzazione dei servizi sanitari, tramite il Fascicolo Sanitario
Elettronico registra, secondo gli ultimi dati disponibili, un consenso alla
consultazione pari al 2%, contro la media nazionale del 44%;
-
la Calabria sostiene una mobilità sanitaria passiva di circa 326 milioni di
euro riferita all’ultima annualità disponibile, a causa della mancanza di
servizi territoriali funzionanti. Considerato che: - la mancata attuazione
delle Case e Ospedali di Comunità entro giugno 2026 rappresenta un grave
ritardo nella sanità territoriale, con ricadute negative per l’accesso alle
cure, per l’efficienza del sistema e per i bilanci regionali;
-
il ritardo nell’attuazione del PNRR rischia di compromettere fondi pubblici già
stanziati;
-
la situazione costituisce un problema strutturale, non episodico, che richiede
interventi immediati e concreti;
-
la situazione determina gravi ricadute sui cittadini: accesso limitato ai
servizi primari, aumento delle liste di attesa, costi elevati per spostamenti
extra-regione e rischio di peggioramento degli indicatori sanitari regionali.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta
regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del
Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per
conoscere:
per
sapere:
-
quali sono gli aggiornamenti reali sullo stato di esecuzione dei lavori delle
Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità successivi al 15 luglio 2025, e
perché il sito ufficiale regionale non è stato aggiornato da quella data e
quando verrà pubblicato un report aggiornato;
-
quali sono le cause specifiche del ritardo nell’attivazione delle Case di
Comunità e degli Ospedali di Comunità in Calabria;
-
quali misure concrete e tempistiche intende adottare la Giunta per rendere
operative tutte le strutture previste dal PNRR entro giugno 2026;
-
come intende la Giunta rafforzare la digitalizzazione dei servizi sanitari,
incluso l’incremento del consenso al Fascicolo Sanitario Elettronico, in modo
da rispettare i termini stabiliti;
-
quali strategie prevede per ridurre la mobilità sanitaria passiva e garantire
cure più vicine ai cittadini entro la scadenza fissata.
(84;
08/04/2026)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la Regione Calabria ha promosso, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione
2021– 2027, un avviso pubblico per la realizzazione dei "Parchi culturali
calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi",
con l'obiettivo di rafforzare il sistema culturale regionale, valorizzare il
patrimonio materiale e immateriale e sostenere lo sviluppo territoriale
attraverso la cultura;
-
tale avviso, approvato nel dicembre 2024, ha generato un'ampia partecipazione
da parte dei territori, con la costituzione di numerosi partenariati complessi
– composti da enti pubblici, università, imprese e operatori culturali – e
l'elaborazione di progettualità articolate, comportando rilevanti investimenti
in termini di tempo e risorse da parte dei soggetti coinvolti. Considerato che:
- con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026 la Regione ha disposto la
revoca integrale dell'avviso, richiamando formalmente l'art. 21-quinquies della
legge n. 241/1990, e motivando tale decisione con l'esigenza di una
riprogrammazione strategica, con l'introduzione di un nuovo modello di
governance culturale denominato "Cabina delle Visioni Culturali" e
con generici riferimenti a criticità applicative dell'avviso stesso;
-
tali motivazioni appaiono prive della necessaria specificità e non chiariscono
in modo puntuale quali siano le criticità riscontrate né perché esse non
possano essere risolte attraverso una modifica o integrazione dell'avviso,
senza ricorrere alla sua totale revoca. Rilevato che: - la revoca interviene in
una fase avanzata del procedimento, quando si era ormai consolidato un
affidamento qualificato in capo ai soggetti partecipanti, i quali hanno
strutturato partenariati, sostenuto costi progettuali e pianificato interventi
sulla base di un'iniziativa pubblica formalmente avviata;
-
secondo consolidati principi dell'ordinamento e della giurisprudenza
amministrativa, in tali casi la pubblica amministrazione è tenuta a fornire una
motivazione rafforzata e a valutare attentamente gli interessi coinvolti, anche
ai fini di eventuali misure compensative. Ritenuto che: - la decisione adottata
possa configurare profili di eccesso di potere, illogicità manifesta e
violazione dei principi di buona amministrazione e tutela dell'affidamento,
nonché determinare un grave danno per il sistema culturale regionale e per i
territori coinvolti, interrompendo percorsi progettuali già avviati e
indebolendo la credibilità dell'azione amministrativa della Regione. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e
l’Assessore regionale competente
per
sapere:
-
quali siano, nel dettaglio, le specifiche criticità tecniche e normative
dell'avviso revocato che ne avrebbero reso impossibile o inopportuna
l'attuazione;
-
per quali ragioni non si sia proceduto a una eventuale modifica o integrazione
dell'avviso anziché alla sua totale revoca;
-
quali valutazioni siano state effettuate in ordine all'affidamento maturato dai
soggetti partecipanti e ai costi da essi sostenuti in buona fede;
-
se la Regione intenda prevedere forme di tutela o compensazione per i
partenariati coinvolti;
-
quali siano i tempi e le modalità previste per un'eventuale ripubblicazione di
un nuovo avviso e in che modo si intenda garantire continuità alle
progettualità già espresse dai territori.
(85;
13/04/2026)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con più occasioni pubbliche il Presidente Occhiuto ha annunciato l’avvio dei
lavori per la costruzione dei due nuovi hangar di manutenzione di Ryanair
nell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, parlando di un investimento di
15–18 milioni di euro e di circa 300 nuovi posti di lavoro qualificato;
-
in diverse dichiarazioni il medesimo Presidente ha indicato che i lavori
avrebbero dovuto prendere avvio “entro il 2025” e, in ulteriori passaggi,
“entro poche settimane” dall’annuncio del novembre 2025, presentando il
progetto come elemento centrale della strategia regionale per il rilancio del
sistema aeroportuale e dell’occupazione. Considerato che: - a oggi, non
risultano notizie ufficiali che attestino l’avvio formale dei cantieri né
aggiornamenti chiari sullo stato effettivo dell’iter autorizzativo, progettuale
e di affidamento dei lavori, con rischio di mancata realizzazione dei tempi e
degli obiettivi occupazionali promessi;
-
la realizzazione dei nuovi hangar costituisce un investimento strategico per
l’aeroporto di Lamezia Terme e per l’intero sistema produttivo calabrese, in
particolare per il comparto manutentivo aeronautico e per la qualificazione
dell’offerta occupazionale giovanile;
-
la mancata trasformazione delle “annunciate” in “opere realizzate”
comporterebbe un danno di credibilità delle assicurazioni pubbliche
istituzionali e un rischio di disservizio per il territorio, oltre che di
perdita di appeal per ulteriori investimenti privati. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore
competente:
per
sapere:
-
quali sono, alla data odierna, gli stadi effettivi dell’iter autorizzativo,
progettuale e di affidamento dei lavori relativi ai due nuovi hangar di Ryanair
nell’aeroporto internazionale di Lamezia Terme;
-
se risulti già definito il cronoprogramma di realizzazione dei lavori, con
indicazione di data certa di inizio e di conclusione dei cantieri;
-
quali misure di coordinamento la Regione ha adottato e intende adottare nei
confronti di Ryanair, Sacal e degli altri soggetti istituzionali coinvolti, per
garantire il rispetto delle tempistiche e l’effettivo raggiungimento degli
obiettivi occupazionali promessi;
-
se si intendano rendere pubblici i principali elementi dell’accordo o degli
accordi intercorsi con Ryanair (anche in forma sintetica/aggregata), in
ottemperanza agli obblighi di trasparenza e di partecipazione dei cittadini ai
processi decisionali che impattano il territorio;
-
quali ripercussioni l’eventuale slittamento o il fallimento del progetto
avrebbe sulle politiche regionali di sviluppo infrastrutturale degli aeroporti,
sulle ricadute occupazionali e sulla programmazione dei fondi regionali per lo
sviluppo aeroportuale.
(86;
13/04/2026)
Barbuto.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la vertenza dei lavoratori della ex Abramo Customer Care, oggi in forza a Konecta R s.r.l., rappresenta una delle crisi occupazionali
più gravi della regione, coinvolgendo circa 1.000 unità lavorative distribuite
tra le sedi di Crotone, Catanzaro e Montalto Uffugo;
-
per garantire la continuità lavorativa, la Regione Calabria (con 15 milioni di
euro) e il Governo Nazionale (con 5 milioni) hanno stanziato un fondo
complessivo di 20 milioni di euro destinato a un progetto di
dematerializzazione delle cartelle cliniche delle ASP calabresi, affidato a Konecta R tramite la mediazione di TIM e dell’Istituto
Poligrafico dello Stato;
-
tale progetto, presentato come la soluzione definitiva e strutturale alla
crisi, avrebbe dovuto garantire stabilità occupazionale fino al 2027,
integrando percorsi di reskilling e innovazione
digitale. Considerato che: ●
a
poco più di un anno dall’avvio, la società Konecta R
dichiara già l’esaurimento della commessa e un disavanzo economico di circa 6 milioni di euro, avviando le procedure per la Cassa
Integrazione Straordinaria (CIGS) per centinaia di lavoratori;
-i
lavoratori denunciano con forza (anche attraverso testimonianze dirette sui
social e mobilitazioni) una gestione aziendale caratterizzata da
"disorganizzazione, ferie forzate e chiusure improvvise dei siti",
descrivendo un clima di profonda incertezza e il timore di essere stati
utilizzati come mero strumento per intercettare fondi pubblici senza un reale
piano industriale di lungo periodo;
-
le risposte finora fornite dalla Giunta Regionale appaiono insufficienti a
placare l’angoscia delle famiglie, le quali si sentono "tradite" da
promesse istituzionali che non hanno trovato riscontro nella realtà operativa
quotidiana.
Ritenuto
che: non sia accettabile che 20 milioni di euro di risorse pubbliche non
abbiano prodotto la stabilità promessa e che la Regione debba esercitare un
controllo rigoroso sulla rendicontazione dei fondi e sull'effettivo stato di
avanzamento del progetto di digitalizzazione sanitaria. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta
per
sapere:
1.
quale sia lo stato reale di attuazione del progetto di dematerializzazione e
per quali ragioni tecniche o gestionali una commessa finanziata per tre anni
venga dichiarata conclusa o insufficiente dopo soli dodici mesi. 2. Quali
azioni di controllo la Regione abbia attivato per verificare l'utilizzo dei 20
milioni di euro stanziati e se siano state riscontrate anomalie nella gestione
del personale da parte di Konecta R (come le
denunciate "ferie forzate" o la chiusura dei siti). 3. Quali garanzie
concrete intenda offrire il Presidente Occhiuto ai lavoratori che oggi si
ritrovano nuovamente in ammortizzatore sociale, e se vi sia l'intenzione di
convocare un tavolo permanente con i grandi committenti (TIM e Stato) per
trovare soluzioni occupazionali che vadano oltre la scadenza della CIGS. 4. Se
non si ritenga necessario intervenire presso il MIMIT con maggiore fermezza per
pretendere che Konecta presenti un piano industriale
serio, che non si limiti alla gestione dei sussidi ma che punti alla reale
valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio calabrese.
(87;
14/04/2026)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
con decreto dirigenziale n. 19199 del 27 dicembre 2024, il Dipartimento
"Turismo, Cultura e Identità Territoriale" della Regione Calabria ha
approvato un Avviso pubblico per finanziare, nell'ambito del Fondo Sviluppo e
Coesione (FSC) 2021-2027, la realizzazione infrastrutturale dei “Parchi
Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori
calabresi”, con l'obiettivo dichiarato di tutelare e valorizzare il patrimonio
culturale materiale e immateriale regionale, stimolare la partecipazione dei
territori, potenziare le infrastrutture culturali e sostenere le filiere
culturali e creative calabresi;
•
con decreto n. 2705 del 27 febbraio 2025, i termini di presentazione delle
domande erano stati prorogati, a conferma dell'interesse attivo dei soggetti
richiedenti e della vitalità del procedimento in corso;
•
con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026, il medesimo Dipartimento ha
disposto la revoca integrale del suddetto Avviso pubblico e del decreto che lo
aveva approvato, ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge n. 241/1990,
richiamando quale fondamento giuridico il paragrafo 1.3, punto 2 dell'Avviso
stesso, che riserva alla Regione la facoltà di modifica o annullamento senza
obbligo di indennizzo nei confronti dei soggetti richiedenti;
considerato
che: • la motivazione addotta dal decreto di revoca si articola essenzialmente
su tre elementi: la necessità di riorientare le tipologie progettuali
nell'ambito di una strategia culturale più ampia, l'istituzione della
"Cabina delle Visioni Culturali" con D.G.R. n. 518 del 6 novembre
2025, e la presenza di non meglio precisate “criticità applicative” nell'Avviso
revocato;
•
tali motivazioni appaiono al sottoscritto generiche, ellittiche e prive della
necessaria specificità, in quanto il decreto non chiarisce quali siano le
specifiche criticità applicative riscontrate, non indica le concrete direttrici
strategiche che dovrebbero sostituire l'impostazione dell'Avviso revocato, non
spiega per quale ragione non si sia optato per strumenti meno drastici e meno
lesivi — quali la modifica, la rettifica, la sospensione o la riapertura dei
termini — che avrebbero consentito di preservare almeno in parte il lavoro già
svolto dagli enti partecipanti;
rilevato
che • tra la data di approvazione dell'Avviso (27 dicembre 2024) e quella della
sua revoca (19 marzo 2026) sono trascorsi quasi quindici mesi, durante i quali
il procedimento è rimasto formalmente aperto e attivo, inducendo numerosi enti
locali, professionisti e amministrazioni comunali a investire tempo, risorse
umane, competenze tecniche e lavoro progettuale nella predisposizione delle
domande di partecipazione;
•
la "Cabina delle Visioni Culturali", indicata come elemento cardine
della nuova governance regionale in campo culturale e principale ragione del
riorientamento strategico, è stata istituita con D.G.R. n. 518 già il 6
novembre 2025: ciò significa che per oltre quattro mesi la Regione ha lasciato
pendere il procedimento senza adottare alcuna misura cautelare, consentendo che
enti e soggetti privati continuassero ad investire nel percorso partecipativo,
salvo poi azzerarlo integralmente.
Preso
atto che: • con deliberazione n. 518 del 6 novembre 2025 è stata istituita la
"Cabina delle Visioni Culturali", i cui componenti sono stati
nominati con Decreto del Presidente della Regione n. 27 del 15 aprile 2026;
•
tali nomine sono avvenute in assenza di una procedura a evidenza pubblica
(bando), sollevando forti polemiche e timori circa potenziali conflitti
d’interesse e la mancanza di criteri di selezione trasparenti.
Atteso
che: • i Comuni coinvolti hanno richiesto formalmente l’annullamento in
autotutela della revoca, sollecitando chiarimenti puntuali sulle reali
motivazioni del provvedimento e sull'effettivo ruolo della neonata "Cabina
delle Visioni Culturali";
• è
stata manifestata l’intenzione di ricorrere alle sedi giurisdizionali
competenti qualora non vengano fornite garanzie sulla salvaguardia delle
progettualità già elaborate. Tutto ciò premesso e considerato Interroga il
Presidente della Giunta Regionale
per
sapere:
1.
quali siano, nel dettaglio, le "criticità applicative" richiamate nel
decreto di revoca n. 4385/2026 come ragione ostativa alla prosecuzione del
procedimento, e perché tali criticità non siano state individuate e rimosse
prima della pubblicazione dell'Avviso o, quantomeno, nel corso dei quindici
mesi di vigenza dello stesso;
2.
per quale ragione la Giunta regionale abbia atteso oltre quattro mesi
dall'istituzione della “Cabina delle Visioni Culturali” (D.G.R. n. 518 del 6
novembre 2025) prima di adottare il provvedimento di revoca, lasciando nel
frattempo gli enti locali nella condizione di continuare a lavorare su un bando
destinato all'annullamento;
3.
quale sia l’esatto perimetro operativo della suddetta Cabina e se vi sia una
correlazione tra la sua istituzione e la revoca dei progetti territoriali
preesistenti. 4. quanti siano i soggetti — Comuni, unioni di Comuni, enti
locali, istituzioni culturali — che abbiano presentato domanda o manifestazione
di interesse nell'ambito del procedimento revocato, e quale sia una stima
ragionevole delle risorse umane e professionali da questi investite;
5.
per quale ragione non si sia valutata la percorribilità di soluzioni
alternative alla revoca integrale, quali la modifica parziale dell'Avviso, la
sua sospensione in attesa delle indicazioni della Cabina delle Visioni
Culturali, o la rettifica delle sole disposizioni ritenute critiche;
6.
quali siano i contenuti concreti e i tempi certi del nuovo strumento di
programmazione integrata che la Regione intende adottare in sostituzione
dell'Avviso revocato, e se esista già un cronoprogramma approvato dalla Cabina
delle Visioni Culturali o dalla Giunta regionale;
7.
se e come la Regione intenda tutelare e riconoscere il lavoro già svolto dagli
enti locali partecipanti, prevedendo ad esempio meccanismi di valorizzazione
delle progettazioni già elaborate o corsie preferenziali nell'ambito del futuro
avviso sostitutivo;
8.
quali siano le ricadute sul cronoprogramma di spesa delle risorse FSC 2021-2027
destinate al settore culturale a seguito della revoca, e se sussista il rischio
di disimpegno delle risorse per mancato rispetto dei target temporali previsti
dall'Accordo per la Coesione sottoscritto il 16 febbraio 2024.
(88;
17/04/2026)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con D.D. n. 4504 del 29.03.2023 sono state disimpegnate le risorse POR FESR-FSE
2014-2020 relative al progetto “Rete Regionale Case della Salute”, comprensivo
delle 6 strutture di San Marco Argentano (CS), Cariati (CS), Mesoraca (KR),
Chiaravalle Centrale (CZ), Siderno (RC) e Scilla (RC);
-
la risposta all’interrogazione consiliare n. 33/13 ha confermato che per San
Marco Argentano non è stato possibile attivare l’art. 118 bis Reg. UE 2021/1060
per l’ammissione al PR Calabria 2021-2027, mentre per Cariati si prevede
“diversa copertura finanziaria in altra programmazione”. Considerato che: -
l’Assessore Minenna, nelle repliche giornalistiche del 16 e del 18 aprile 2026,
ha dichiarato che “non c’è definanziamento né euro perso”, ma che gli
interventi sono stati “riprogrammati attraverso strumenti alternativi” che li
mantengono nella programmazione regionale;
-
il PNRR (Missione 6, Componente 1) prevede la scadenza inderogabile al 30
giugno 2026 per il completamento fisico dei lavori delle Case/Ospedali di
Comunità, con la conseguente revoca dei fondi per inadempimento. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e
all’Assessore al Bilancio e alla Programmazione:
per
sapere:
-
dove sono state riallocate le somme disimpegnate e se sono state già
spese/rendicontate;
-
quali fonti di finanziamento (PNRR M6C1 Case/Ospedali di Comunità; PR Calabria
FESR-FSE 20212027; fondi regionali ordinari o altre fonti) coprono oggi le sei
strutture e quali sono gli atti relativi;
-
quando saranno terminati i lavori di ciascuna struttura;
-
se sono previste o se si intendano prevedere sanzioni/responsabilità per i
Direttori/Commissari delle ASP che non completano gli interventi entro i
termini del PNRR.
(89;
20/04/2026)
Ranuccio.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
il litorale della Provincia di Reggio Calabria, comprendente l’Alto Jonio
reggino e la Costa Viola, costituisce un’area di inestimabile valore
paesaggistico e a forte vocazione turistica, oggi gravemente compromessa dagli
effetti devastanti dei cicloni “Harry” e “Ulrike” verificatisi nei primi mesi
del 2026.
•
Tali eventi meteorologici estremi hanno flagellato i comuni di Siderno, Locri,
Caulonia e la Tonnara di Palmi, causando mareggiate di straordinaria potenza
che hanno determinato arretramenti significativi della linea di riva e la
perdita di vaste porzioni di arenile. • La gravità della situazione è culminata
negli eventi del 20 gennaio 2026, quando fenomeni di esondazione, frane e
smottamenti hanno paralizzato la viabilità e danneggiato infrastrutture
pubbliche e comparti produttivi, isolando di fatto intere comunità.
•
L’erosione costiera agisce ormai in termini strutturali, minacciando
direttamente infrastrutture di rilievo nazionale come la SS 106 (arteria vitale
per la costa jonica), la SS 18 e la sede ferroviaria, che in più punti si sono
trovate a diretto contatto con il moto ondoso. Considerato che: • Con delibera
del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 (pubblicata in G.U. il 2
febbraio 2026) è stato formalmente dichiarato lo stato di emergenza,
riconoscendo la necessità di interventi straordinari e immediati.
•
Il Governo ha stanziato un fondo complessivo di 100
milioni di euro da ripartire tra Calabria, Sicilia e Sardegna per le prime
spese di somma urgenza e il ripristino dei servizi essenziali. • Esistono
ulteriori strumenti finanziari sovranazionali, come il Fondo di Solidarietà
dell’Unione Europea (FSUE), specificamente destinati al ripristino delle
infrastrutture a seguito di calamità naturali.
•
La Regione Calabria dispone già di strumenti programmatori (Master Plan, Piano
di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera) e di una dotazione finanziaria
nell’ambito del POR FESR-FSE 2014-2020 (Linea di Azione 5.1.1) pari a circa 65
milioni di euro, finalizzati proprio alla mitigazione del rischio costiero.
•
Nonostante la programmazione in essere, i recenti eventi meteorologici hanno
evidenziato una vulnerabilità residua dei tratti costieri, rendendo necessario
un aggiornamento delle priorità di intervento alla luce dei nuovi scenari di
rischio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta
regionale
per
sapere:
1.
Quale sia l’attuale stato di ripartizione ed erogazione dei fondi nazionali
(100 milioni di euro) e se siano state previste integrazioni regionali per la
fase di ricostruzione post-emergenziale. 2. Quale sia l’esatto iter procedurale
(progettazione, aggiudicazione o esecuzione) dei lavori di somma urgenza e di
difesa costiera finanziati tramite il POR FESR-FSE 2014-2020 e altre fonti
(FSC, PNRR), con un dettaglio analitico per singolo comune interessato. 3. Se
siano stati condotti sopralluoghi tecnici sistematici per valutare l'efficuta delle opere già realizzate a fronte dei cicloni
"Harry" e "Ulrike" e se siano necessari interventi
correttivi o di potenziamento. 4. Se la Giunta intenda procedere a un
aggiornamento urgente del Master Plan e del Piano di Bacino Stralcio, definendo
nuovi criteri di priorità per la programmazione 2021-2027 che tengano conto dei
danni subiti nel 2026. 5. Se non si ritenga indispensabile garantire la massima
trasparenza verso i cittadini e gli operatori economici tramite la pubblicazione
sul portale istituzionale di un quadro sinottico aggiornato, che riporti i
livelli di rischio per ogni tratto di costa, lo stato dei cantieri e i tempi
previsti di conclusione dei lavori.
(90;
21/04/2026)
Barbuto.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la crisi occupazionale dell’ex Abramo Customer Care rappresenta una delle
vertenze più critiche del territorio di Crotone, coinvolgendo centinaia di
lavoratori e le loro famiglie;
-
tra questi, 74 lavoratori con contratto a tempo determinato versano in una
condizione di estrema fragilità, con la scadenza contrattuale fissata per il
prossimo 18 maggio e l'attuale esclusione dall'accesso agli ammortizzatori
sociali;
-
in data 24 aprile, durante il tavolo tecnico convocato presso la Prefettura di
Crotone alla presenza dei rappresentanti della Regione Calabria, la società Konecta ha assunto una posizione provocatoria, arrivando a
negare l’esistenza della vertenza stessa e ignorando le istanze dei lavoratori;
considerato
che:
la
protesta dei lavoratori, che hanno manifestato pacificamente in Piazza della
Resistenza con maschere bianche e lo slogan "Non sono un fantasma",
richiama le istituzioni alla responsabilità di non rendere invisibili decine di
giovani professionisti calabresi;
l’atteggiamento
di chiusura di Konecta lede il rapporto di leale
collaborazione con le istituzioni territoriali e mette a rischio il futuro
occupazionale della provincia di Crotone;
tutto
ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quali azioni urgenti e incisive intenda intraprendere per rispondere allo
"sgarbo" istituzionale di Konecta e per
riportare l'azienda a un confronto serio e costruttivo;
2.
quali garanzie la Regione Calabria intenda fornire per assicurare la continuità
degli ammortizzatori sociali o l'immediato ricollocamento dei 74 lavoratori in
scadenza il 18 maggio;
3.
come intenda agire affinché il sito produttivo di Crotone venga salvaguardato
integralmente, evitando che le logiche aziendali penalizzino ulteriormente un
territorio già duramente colpito dalla disoccupazione.
(91;
27/04/2026)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 – “Interventi regionali per la
prevenzione e il contrasto del fenomeno della ’ndrangheta e per la promozione
della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, primo
firmatario l’on Arturo Bova all’epoca presidente della Commissione anti
‘ndrangheta – ha rappresentato, al momento della sua approvazione unanime da
parte del Consiglio regionale, una delle normative più avanzate d’Italia in
materia di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico;
-
l’art. 16 della medesima legge ha introdotto misure di prevenzione di assoluto
rilievo, tra cui: • un limite massimo di 8 ore di apertura giornaliera per le
sale da gioco, le sale scommesse e i locali con apparecchi da gioco, con
obbligo di chiusura non oltre le ore 22.00 (comma 2);
•
un distanziometro che vieta la collocazione di apparecchi da gioco a distanza
inferiore a 300 metri (per Comuni fino a 5.000 abitanti) e 500 metri (per
Comuni con oltre 5.000 abitanti) da istituti scolastici, centri di formazione,
luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture sociosanitarie,
istituti di credito, compro oro e stazioni ferroviarie (comma 3);
•
l’istituzione del logo “No Slot” e di un albo degli esercenti virtuosi che
scelgono di non installare apparecchi da gioco (comma 5, lett. a);
•
obblighi di formazione del personale delle sale da gioco (comma 5, lett. b);
•
l’attivazione di un numero verde dedicato all’ascolto e orientamento ai servizi
per le dipendenze (comma 5, lett. c);
•
la previsione che la Regione non conceda finanziamenti e benefici economici
agli esercizi che ospitano apparecchi da gioco (comma 5, lett. a, ultimo
capoverso);
- i
gestori di sale già operanti alla data di entrata in vigore della legge avevano
originariamente 12 mesi per adeguarsi;
detto
termine è stato prorogato prima a 24 mesi, poi a 48 mesi, e infine – con la
L.R. 6 maggio 2022, n. 15 – fino al 31 dicembre 2022, senza che si procedesse
ad una concreta e uniforme applicazione delle norme;
-
la L.R. n. 53/2022 ha ulteriormente modificato la norma, limitando il
distanziometro alle sole nuove concessioni rilasciate dopo il 3 maggio 2018, di
fatto rendendo le strutture preesistenti sostanzialmente esenti dall’obbligo di
adeguamento e svuotando di contenuto pratico una delle misure cardine della
legge;
considerato
che: - la l.r. 9/2018 è stata costruita come un
sistema integrato in cui la lotta alla ludopatia era inscindibile dalla lotta
alla ’ndrangheta, nella piena consapevolezza che il gioco d’azzardo rappresenta
uno dei principali vettori di infiltrazione criminale, usura e riciclaggio nel
tessuto economico e sociale calabrese;
-
svuotarla progressivamente di contenuto – attraverso proroghe reiterate,
modifiche liberalizzanti e inerzia applicativa – equivale a fare un dono alla
criminalità organizzata e non alla tutela dei cittadini calabresi;
-
la mancata attuazione di una legge approvata unanimemente non è una questione
di colore politico, ma di responsabilità istituzionale verso decine di migliaia
di famiglie calabresi che subiscono le conseguenze di questa dipendenza;
- è
ancora oggi possibile, in Calabria, trovare sale slot collocate nelle immediate
adiacenze di istituti scolastici – come il sottoscritto ha potuto constatare
direttamente – a dimostrazione empirica e incontrovertibile del fallimento
applicativo delle disposizioni di cui all’art. 16 della L.R. 9/2018;
preso
atto che: - come emerge da studi, rilevazioni ufficiali e rapporti delle
principali organizzazioni antimafia: • nel 2025 il gioco d’azzardo in Calabria
ha raggiunto una spesa complessiva di 6.172.265.586 euro, in netto aumento
rispetto ai 5,7 miliardi del 2024, con una spesa media pro capite di 3.377 euro
annui, includendo anche i minori, per i quali il gioco è vietato per legge
(dati Ministero dell’Economia elaborati da Libera, aprile 2026);
•
secondo i dati Federconsumatori riferiti al 2024, l’importo medio pro capite
delle giocate nei luoghi fisici è stato di 2.211 euro, rispetto a una media
nazionale di 1.563 euro, mentre l’indice dei conti attivi online è di 0,47
contro la media nazionale di 0,34;
i
ludopatici stimati in regione sono circa 60.000 su una popolazione di 1,8
milioni di residenti;
•
la distribuzione provinciale della spesa nel 2025 vede Cosenza in testa con
oltre 2,1 miliardi, seguita da Reggio Calabria con 1,8 miliardi, Catanzaro con
1 miliardo e 89 milioni, Crotone e Vibo Valentia entrambe sotto i 600 milioni;
•
secondo il dossier “Azzardomafie” di Libera, tra il
2010 e il 2024 sono stati censiti 39 clan calabresi coinvolti nel business del
gioco d’azzardo – tra cui i gruppi Alvaro, Pelle, Arena, Piromalli e Bellocco –
con inchieste che hanno toccato 16 regioni italiane e il coinvolgimento di 25
Procure Antimafia;
la
’ndrangheta utilizza le sale giochi come strumenti di riciclaggio, usura,
estorsione e infiltrazione nell’economia legale;
al
2024 sono sette le sale scommesse confiscate alle mafie in Calabria;
•
il logo “No Slot”, espressamente previsto dalla legge regionale, non è mai
stato realizzato;
le
restrizioni orarie non vengono applicate uniformemente sul territorio;
i
fondi previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per il trattamento
del Disturbo da Gioco d’Azzardo sono messi a rischio dai tagli della
finanziaria nazionale (segnalazione della campagna “Mettiamoci in Gioco”,
2025);
•la
L.R. 53/2022 ha modificato il comma 13 dell’art. 16 della L.R. 9/2018 in senso
peggiorativo, esonerando di fatto la quasi totalità delle strutture operanti
sul territorio dall’obbligo di rispettare il distanziometro, mediante la
limitazione dell’applicazione alle sole nuove concessioni post-2018;
•
come denunciato dal referente regionale di Libera in Calabria, “mentre da un
lato si aumentano le offerte di gioco, dall’altro si registra una riduzione
degli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che,
di fatto, favorisce le mafie”;
tutto
ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quante e quali misure previste dall’art. 16 della L.R. 9/2018 risultano ad oggi
compiutamente attuate, con indicazione dettagliata delle azioni poste in essere da ciascun soggetto istituzionale competente
(Giunta, Comuni, Dipartimenti regionali);
2.
se e in quanti Comuni della Calabria sia stato effettivamente applicato il
distanziometro previsto dall’art. 16, commi 3 e 4, con indicazione delle
strutture che ancora oggi si trovano in violazione delle distanze minime da
istituti scolastici, e quali sanzioni siano state irrogate;
3.
se il logo “No Slot” previsto dall’art. 16, comma 5, lett. a), sia mai stato
realizzato e adottato, e se l’albo degli esercenti aderenti sia stato istituito
e pubblicato;
4.
se le restrizioni orarie di cui al comma 2 vengano sistematicamente monitorate
e sanzionate nei Comuni calabresi, e con quali risorse e strumenti;
5.
quali siano le risorse finanziarie effettivamente erogate dalla Regione per i
servizi di prevenzione e cura del GAP (Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico)
presso i SerD e le strutture accreditate, in relazione a quanto previsto dal
comma 5 dell’art. 16;
6.
quali misure urgenti si intendano adottare per invertire la tendenza di
crescita costante del fenomeno, rispondere all’allarme lanciato da Libera e
Federconsumatori, e garantire la piena attuazione di una legge approvata
unanimemente da questo Consiglio Regionale.
(92;
27/04/2026)
Filomena
Greco. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
a)
la Regione Calabria dispone di una sede di rappresentanza istituzionale a
Bruxelles, finalizzata a favorire il raccordo con le istituzioni dell’Unione
europea, a sostenere l’accesso ai fondi europei e a promuovere gli interessi
del territorio calabrese in sede comunitaria;
b)
l’istituzione e il mantenimento di tale struttura comportano oneri a carico del
bilancio regionale e, dunque, della fiscalità dei cittadini calabresi;
c)
il relativo ammontare complessivo, comprensivo di eventuali canoni di locazione
o costi di acquisizione degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento,
rappresentanza, consulenze e ulteriori oneri connessi, non risulta
adeguatamente comunicato alla comunità regionale;
d)
in un contesto di perdurante difficoltà finanziaria della Regione Calabria,
caratterizzato da criticità strutturali in settori essenziali quali sanità,
welfare, infrastrutture e servizi ai cittadini, la valutazione del rapporto tra
costi sostenuti e benefici concretamente ottenuti da ogni struttura a carico
del bilancio pubblico costituisce un atto di responsabilità istituzionale
imprescindibile;
e)
non risulta di pubblico dominio quale sia il soggetto formalmente incaricato di
svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria presso
le istituzioni europee con sede a Bruxelles, né con quale atto tale incarico
sia stato conferito, per quali finalità, con quali competenze attribuite e a
quali eventuali condizioni economiche;
Considerato
che: a) la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dovrebbe
costituire uno strumento operativo a supporto delle interlocuzioni
istituzionali con gli organismi dell’Unione europea, nonché delle attività
connesse alla programmazione, gestione, utilizzazione e valorizzazione delle
risorse europee;
b)
tale funzione dovrebbe tradursi anche in attività di informazione,
orientamento, sensibilizzazione e supporto tecnico-istituzionale in favore dei
Comuni calabresi, soprattutto con riferimento all’europrogettazione, ai
finanziamenti europei diretti, ai bandi a sportello e alle opportunità offerte
dai programmi dell’Unione europea;
c)
la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche regionali costituisce un
dovere ineludibile per ogni amministrazione, a maggior ragione quando tali
risorse sono destinate al mantenimento di strutture operative fuori dal
territorio regionale, la cui utilità concreta deve poter essere verificata
attraverso dati, atti e risultati documentabili;
d)
anche alla luce delle esperienze maturate da altre realtà regionali, risulta
necessario verificare se l’attuale modello di presenza istituzionale a
Bruxelles sia effettivamente funzionale agli interessi della Calabria, ovvero
se possano essere valutate forme più efficienti, anche condivise o coordinate,
di rappresentanza in sede europea.
Rilevato
che: a) non risultano essere state fornite alla comunità regionale informazioni
puntuali in ordine all’effettivo utilizzo della sede di Bruxelles;
b)
non risultano, altresì, informazioni chiare in merito alle eventuali presenze
istituzionali registrate presso tale sede, agli incontri svolti, agli
interlocutori coinvolti, ai dossier trattati e agli esiti prodotti, negli
ultimi cinque anni;
c)
appare necessario assicurare piena trasparenza sull’attività svolta presso la
sede regionale di Bruxelles, anche con riferimento a eventuali interlocuzioni
riguardanti fondi europei, aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate
o soggetti, comunque, riconducibili al sistema regionale, quali, a titolo
esemplificativo, ARRICAL e SORICAL. Tutto ciò premesso, considerato e rilevato,
interroga il Presidente della Regione Calabria e la Giunta regionale
per
sapere:
1.
quale sia il costo annuale complessivo della sede di rappresentanza della
Regione Calabria a Bruxelles, con analitica indicazione delle singole voci di
spesa, tra cui canone di locazione o eventuale costo di acquisto degli spazi,
utenze, personale, spese di funzionamento e rappresentanza, consulenze,
incarichi esterni o ulteriori oneri comunque connessi, con riferimento agli
ultimi cinque anni;
2.
quali siano stati i benefici concreti ottenuti dalla Regione Calabria
attraverso l’attività della suddetta sede, con specifico riferimento a
finanziamenti europei intercettati, progetti approvati, accordi o intese
istituzionali conclusi, iniziative di raccordo, promozione, lobbying o
rappresentanza avviate e relativi esiti documentati;
3.
se siano state svolte attività di informazione, sensibilizzazione, supporto o
assistenza in favore dei Comuni calabresi, anche in forma associata, in materia
di europrogettazione, accesso ai finanziamenti europei diretti, bandi a
sportello, programmi comunitari e opportunità di finanziamento gestite dalle
istituzioni europee;
4.
chi sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di
rappresentanza ufficiale della Regione Calabria a Bruxelles, con quale atto sia
stato conferito l’incarico, quali siano le qualifiche e le competenze
richieste, quali funzioni siano state attribuite, a quali condizioni economiche
operi e se l’individuazione sia avvenuta mediante procedura selettiva pubblica;
5.
se sia stata condotta un’analisi del rapporto costi-benefici della sede di
rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles e, in caso affermativo, con
quali risultati;
nonché
se la Giunta regionale intenda procedere a una revisione delle attuali modalità
di presenza istituzionale in sede europea, anche valutando eventuali forme di
integrazione, coordinamento o rappresentanza condivisa con altre Regioni;
6.
se, dall’inizio del corrente anno, la sede di rappresentanza della Regione
Calabria a Bruxelles sia stata effettivamente utilizzata;
in
quali date;
da
quali rappresentanti istituzionali, dirigenti, funzionari o soggetti comunque
riconducibili al sistema regionale;
per
quali finalità e nell’ambito di quali attività istituzionali;
7.
quali incontri o interlocuzioni siano stati eventualmente svolti, presso detta
sede o comunque in relazione alla sua attività, con istituzioni, organismi,
rappresentanti o soggetti dell’Unione europea;
8.
se tali interlocuzioni abbiano riguardato la programmazione, gestione,
utilizzazione o rimodulazione di fondi europei, nonché dossier relativi ad
aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o organismi regionali,
quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL;
9.
se dalle attività svolte presso la sede regionale di Bruxelles siano derivati
atti, verbali, relazioni, accordi, impegni formali, indirizzi operativi o
iniziative conseguenti. Si chiede altresì di voler fornire al Consiglio
regionale un resoconto dettagliato e documentato sull’attività svolta dalla
sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dall’inizio dell’anno
in corso, con indicazione dei costi sostenuti, dei risultati conseguiti, degli
eventuali atti prodotti e delle prospettive future della presenza istituzionale
regionale presso le istituzioni europee.
(93;
28/04/2026)
Laghi.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
essendo
venuto a conoscenza che • nel Comune di Marano Marchesato (CS) la società INWIT
in data 5 marzo 2025 ha presentato un progetto per l’installazione di
un’antenna 5G alta 35 mt;
l’antenna
in questione si colloca all’interno di un’area urbana, a una distanza di pochi
metri dalle abitazioni più vicine;
•
l’area individuata ricade in zone classificate R2 e R3 del Piano di Assetto
Idrogeologico (PAI) - rischio medio ed elevato;
•
l’Amministrazione comunale ha espresso parere contrario all’installazione della
infrastruttura proponendo soluzioni alternative ritenute più idonee sotto il
profilo urbanistico e della sicurezza;
• a
tutela della salute pubblica e della sicurezza del territorio si è costituito
un Comitato spontaneo di cittadini a sostegno delle istanze rappresentate dal
Comune;
evidenziato
che - è necessario trovare un equilibrio tra lo sviluppo tecnologico e la
tutela della comunità, garantendo un’adeguata valutazione dell’impatto
ambientale dell’installazione;
-
ai sensi della Legge regionale 3 ottobre 2023, n. 44 “Disciplina regionale in
materia di impianti radioelettrici ai fini di un efficace sviluppo delle reti
di telecomunicazione in osservanza della tutela ambientale e sanitaria della
popolazione” ogni installazione degli impianti disciplinati deve ottemperare al
criterio di minimizzazione delle esposizioni della popolazione e che Il Comune
può chiedere al gestore una diversa collocazione degli impianti nel rispetto
dei propri criteri localizzativi e standard urbanistici.
Tutto
ciò premesso e considerato, si interroga la Giunta regionale
per
sapere:
-
se ritenga opportuno valutare la possibilità di attivarsi per consentire una
adeguata e approfondita verifica della distanza strutturale dell’impianto
rispetto alle abitazioni che ricadono nel territorio individuato;
-
se ritenga necessario avviare un confronto con la società Inwit
e le autorità locali per individuare un sito alternativo per l’installazione
dell’antenna, che possa conciliare le esigenze di connettività con la tutela
del territorio e l’incolumità dei residenti del Comune di Marano Marchesato.
(94;
29/04/2026)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
la vicenda dei lavoratori del bacino TIS (Tirocini di Inclusione Sociale)
rappresenta un’emergenza sociale e amministrativa che coinvolge migliaia di
famiglie calabresi e la quasi totalità dei Comuni della regione;
•
le attuali procedure di contrattualizzazione, in assenza di una reale
storicizzazione delle risorse da parte del Governo nazionale, rischiano di
trasformarsi in un onere insostenibile per i bilanci comunali, privando gli
enti della necessaria certezza contabile a lungo termine;
•
la copertura finanziaria del "bonus regionale" è attualmente prevista
per 25.200 euro (a valere sul PR FESR FSE+ 2021/2027) e fino a 28.800 euro (a
valere sull’Azione 8.5.1 del POC 2014-2020). Tali risorse appaiono sottratte ai
Piani Locali per il Lavoro e l’Occupazione (PLL), ipotecando di fatto le
politiche attive per i giovani calabresi.
Considerato
che: • la dote finanziaria prevista è insufficiente a coprire integralmente gli
oneri previdenziali, fiscali e assistenziali. Ciò lascerebbe ai lavoratori un
salario netto stimato intorno ai 600 euro mensili, configurando una forma di
"lavoro povero" istituzionalizzato sotto l'egida pubblica;
•
molti Comuni calabresi operano in regime di riequilibrio finanziario o
dissesto. In assenza di fondi strutturali permanenti oltre il 2029 (modello
LSU-LPU 2018), gli Enti saranno costretti a dichiarare il dissesto o a
innalzare al massimo le aliquote dei tributi locali per sostenere la spesa del
personale;
•
l'assorbimento massiccio di personale in Fascia A (operai) satura la capacità
assunzionale dei piccoli e medi Comuni. Questo blocca il turnover di figure
tecniche indispensabili (ingegneri, progettisti, assistenti sociali) necessarie
per la gestione dei fondi PNRR e l'erogazione di servizi essenziali;
•
si profila un'ingiustizia sociale tra "lavoratori di serie A" (in
enti in bonis) e "lavoratori di serie B" (in enti in dissesto),
condizionati dai tempi e dalle autorizzazioni della COSFEL (Commissione per la
stabilità finanziaria degli Enti locali). Tutto ciò premesso e considerato,
s’interpella il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
se il Governo regionale, nella persona del Presidente della Giunta regionale,
sia a conoscenza della situazione drammatica degli enti locali calabresi;
2.
se ritenga quanto esposto coerente con l'indirizzo politico ed il programma di
governo;
3.
quali azioni concrete e formali siano state intraprese, o si intendano
intraprendere con urgenza, presso il Governo nazionale per ottenere la
storicizzazione definitiva e strutturale delle risorse destinate ai TIS,
garantendo la copertura oltre il limite del 2029;
4.
se sia consapevole del rischio di paralisi amministrativa dei Comuni calabresi
derivante dal blocco del turnover tecnico e quali misure intenda adottare per
evitare che la stabilizzazione dei TIS saturi interamente la capacità
assunzionale degli Enti;
5.
se la Regione intenda prevedere un fondo di garanzia o misure compensative per
i Comuni in riequilibrio o dissesto, al fine di evitare che l'onere della
contrattualizzazione ricada interamente sulle tasche dei cittadini attraverso
l'aumento della pressione fiscale locale.
(1;
09/04/2026)
Il
Consiglio regionale, premesso che:
-
la Calabria rappresenta il secondo polo olivicolo italiano, con un patrimonio
di oltre 25 milioni di piante che costituiscono l'ossatura economica e
paesaggistica di interi territori;
-
il batterio Xylella fastidiosa rappresenta la più grave minaccia fitosanitaria
per il patrimonio olivicolo, paesaggistico ed economico della Calabria;
- i
rilievi dell'indagine conoscitiva della XIII Commissione Agricoltura della
Camera dei deputati (XVIII Legislatura), attribuiscono la responsabilità del
disastro in Puglia alla tardiva comunicazione tra gli enti e alla mancanza di
una strategia unitaria, evidenziando come la discontinuità delle misure di
contenimento abbia favorito l'inarrestabile avanzata del batterio;
-
recenti evidenze epidemiologiche (2025-2026) confermano la risalita del
batterio verso il Nord della Puglia e a pochi chilometri dal materano, in
Basilicata, ponendo la Calabria in una condizione di "massima
allerta" come zona di frontiera rendendo le aree di confine come la Piana
di Sibari e Pollino, zone di prima linea e ad altissimo rischio di
introduzione. Altrettanto vulnerabili sono gli snodi logistici dell'Area dello
Stretto e del Porto di Gioia Tauro dove il transito di materiale vivaistico
richiede controlli serrati e costanti;
-
la protezione del territorio richiede anche la costituzione di protocolli
formali di coordinamento con le Regioni Basilicata e Puglia, al fine di
garantire uno scambio costante e in tempo reale di informazioni epidemiologiche
e flussi di dati sui movimenti del vettore e del batterio lungo i confini;
-
l'efficacia di un piano di prevenzione dipende dalla capacità di coinvolgere
capillarmente i Comuni e la società civile, pilastri fondamentali per il
presidio delle comunità rurali e delle aree di frontiera come la Piana di
Sibari, il Pollino e gli snodi logistici dell’Area dello Stretto e di Gioia
Tauro;
-
l'economia agricola calabrese si fonda su cultivar autoctone (Carolea, Ottobratica, Cassanese) la cui suscettibilità al batterio è
estremamente elevata e la cui perdita causerebbe un danno incalcolabile
all'identità e all’economia regionale;
considerato
che: il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) necessita di un adeguamento
strutturale per rispondere ai nuovi obblighi di monitoraggio intensivo,
evitando il rischio di sanzioni o commissariamenti per inadempienza ai
regolamenti UE;
il
numero di monitoraggi attualmente eseguiti, pur attestandosi su circa 10.000
unità annue, risulta ampiamente al di sotto degli standard di rappresentatività
statistica necessari a coprire l’ingente patrimonio olivicolo regionale (oltre
25 milioni di piante), non garantendo quella diagnosi precoce che il D.lgs.
19/2021 pone come obbligo inderogabile per le zone indenne ad alto rischio;
pertanto,
non soddisfano pienamente i criteri di proporzionalità e capillarità richiesti
dal D.lgs. 19/2021 e dai relativi regolamenti europei (Reg. UE 2020/1201);
-
il Servizio Fitosanitario Regionale (SFR) è attualmente gravato da un
sottodimensionamento organico che impedisce la piena attuazione dei protocolli
nazionali ed europei, rendendo vulnerabili aree di frontiera come la Piana di
Sibari e il Pollino, nonché snodi strategici come Gioia Tauro e l'Area dello
Stretto;
-
gli oliveti secolari calabresi, per le loro caratteristiche monumentali e la
densità d'impianto, richiedono misure di profilassi specifiche e un sostegno
economico per le buone pratiche agricole;
-
la capacità di spesa effettiva dei fondi del CSR (Complemento Sviluppo Rurale)
per la prevenzione agricola risulta rallentata da eccessiva burocrazia, con
erogazioni che si attestano solo al 60% delle somme impegnate;
-
la lotta al vettore (Philaenus spumarius)
richiede interventi obbligatori non solo sui terreni agricoli attivi, ma
soprattutto su aree demaniali, bordi stradali e terreni incolti, spesso
trascurati;
-
risulta indispensabile dotare il piano di prevenzione di un rigoroso sistema di
Monitoraggio e Valutazione, basato su indicatori di performance oggettivi, per
misurare l'efficacia delle azioni intraprese e correggere tempestivamente
eventuali criticità;
- è
imperativo che la Regione Calabria non ripeta gli errori di sottovalutazione
compiuti in passato in Puglia, dove l'incertezza decisionale iniziale, i
ritardi nei monitoraggi e la carenza di interventi tempestivi sul vettore hanno
trasformato un'emergenza fitosanitaria in una catastrofe economica e
ambientale;
-
la protezione del patrimonio olivicolo richiede un approccio sistemico che vada
oltre l'emergenza, basandosi su una programmazione rigorosa e sul pieno
coinvolgimento dei Comuni e della società civile, pilastri fondamentali per il
presidio dei territori rurali;
impegna
la Giunta regionale
1.
ad elaborare e approvare con urgenza un "Piano Regionale di Prevenzione e
Difesa da Xylella fastidiosa", che definisca protocolli operativi chiari
per il monitoraggio, l'eradicazione e il sostegno alla rigenerazione olivicola,
prevedendo la dedicazione di risorse finanziarie certe, vincolate e pluriennali
nel bilancio regionale per garantirne la continuità. 2. A formalizzare accordi
di Networking Interregionale con Basilicata e Puglia per la creazione di una
"cabina di regia del Sud" che consenta lo scambio di dati
epidemiologici in tempo reale e l'armonizzazione delle misure di controllo ai
confini regionali. 3. A potenziare con urgenza l'organico del Servizio
Fitosanitario Regionale, attraverso nuove procedure di reclutamento e la
stabilizzazione di tecnici esperti, garantendo il numero di Ispettori
Fitosanitari necessario a coprire capillarmente le 5 province calabresi. 4. Ad
istituire un Sistema di Monitoraggio e Valutazione del Piano, definendo
specifici indicatori di performance (KPI) — quali il numero di campionamenti
eseguiti, la velocità di risposta ai sospetti di infezione e lo stato di
avanzamento della spesa — prevedendo una revisione annuale del Piano da
presentare in Commissione consiliare competente. 5. Ad inserire all'interno del
citato Piano Regionale una sezione dedicata alla gestione fitosanitaria dei
terreni incolti, abbandonati e delle aree demaniali, che stabilisca: -
l'obbligo tassativo di eseguire le lavorazioni meccaniche per il controllo del
vettore (sfalci, arature superficiali o trinciature) entro il termine
perentorio del 30 aprile di ogni anno; - la sottoscrizione di protocolli
d'intesa con le Province, l'ANAS e le società di gestione ferroviaria per la
manutenzione sistematica delle scarpate e dei bordi stradali, individuati come
principali corridoi ecologici di diffusione della 'sputacchina'; - il
conferimento ai Comuni del potere di intervento sostitutivo forzoso, con
relativa rivalsa delle spese a carico dei proprietari inadempienti, prevedendo
contestualmente lo stanziamento di fondi regionali dedicati a supporto degli
Enti Locali per la bonifica tempestiva dei canali e delle pertinenze pubbliche.
6. A istituire, tramite Fincalabria, uno strumento di
agevolazione creditizia e garanzia che permetta alle aziende agricole l'accesso
immediato a liquidità per l'acquisto di attrezzature per il controllo del
vettore (trinciatrici, vomeri) e per operazioni di sovrainnesto con varietà
resistenti, ottimizzando le risorse esistenti senza gravare ulteriormente sul
bilancio libero regionale. 7. A semplificare drasticamente le procedure del
CSR, garantendo che i fondi destinati alla prevenzione delle calamità vengano
erogati con procedure d'urgenza ("a sportello") per permettere gli
interventi agronomici prima della schiusa delle uova del vettore
(marzo-aprile). 8. A finanziare un programma di ricerca dedicato alle cultivar
calabresi, in collaborazione con ARSAC e le Università regionali, per mappare
la genetica delle varietà locali e individuare precocemente linee di tolleranza
al batterio. 9. Ad attivare una "Unità di Crisi Permanente" che
includa le organizzazioni professionali agricole, incaricata di monitorare
mensilmente l'avanzamento dei monitoraggi e la velocità di erogazione dei fondi
stanziati dal Fondo Nazionale per la Tutela del Patrimonio Olivicolo. 10. Ad
avviare campagne di sensibilizzazione capillari nelle comunità rurali,
coinvolgendo attivamente i Comuni e la Società Civile per diffondere la
conoscenza dei sintomi del batterio e l'importanza delle buone pratiche agricole
obbligatorie (lavorazioni meccaniche entro il 30 aprile) promuovendo la figura
dell'agricoltore come “custode del territorio”.
(32;
31/03/2026) Barbuto
Il
Consiglio regionale, premesso che:
-
quotidianamente leggiamo e conosciamo, ormai da tempo, dolorose storie di
disagi giovanili e drammi familiari dovuti ad atti disperati di giovani, anche
giovanissimi, che compiono gesti estremi e drammatici, specchio evidente di
turbamenti e situazioni psicologiche gravi ed “inascoltate”;
- i
minori vivono una condizione troppo spesso connotata da ansia, depressione e
solitudine che li porta anche ad avere pensieri suicidi e a compiere gesti di
autolesionismo, di violenza e aggressività o, viceversa, a subire atti di
cyberbullismo. A tal proposito, è stato ben detto che i minori di questo
particolare e delicato momento storico sono al contempo “vittime e carnefici”;
-
gli esperti e professionisti di vari ambiti (psicologi, insegnanti, educatori,
assistenti sociali, scrittori…) ritengono che una delle cause scatenanti sia
l’abuso dell’utilizzo dei social, delle piattaforme di gioco digitale e, più in
generale, degli strumenti informatici fin dalla prima adolescenza -o
addirittura prima-e che determina “alienazione, dipendenza, frammentazione
dell’attenzione, destrutturazione della socialità, perdita del sonno” (cit.
Pellai, D’Avenia);
- i
giovani (e, con loro, le famiglie) dunque sono spesso soggetti fragili che
sviluppano pericolose dipendenze, si rifugiano nella realtà virtuale e che,
pertanto, richiedono la dovuta e tempestiva attenzione da parte delle
istituzioni competenti a tutela della loro salute fisica e mentale;
-
questo scenario, estremamente preoccupante, infatti, ha spinto molti Stati di
ogni parte del mondo (a partire dall’ Australia), a legiferare al fine di
adottare misure concrete, necessarie, forti ed urgenti che possano arginare il
cosiddetto fenomeno “Hikikomori”, ovvero dell’isolamento del giovane dalla vita
sociale, con le conseguenze, qui, solo appena accennate. Considerato che -
l’Italia è ancora sprovvista di una legge che contrasti questa quotidiana e
drammatica emergenza. Aldilà di qualche disegno di legge non ancora discusso in
Parlamento, infatti, non è stato finora affrontato, nelle sedi istituzionali
competenti, il problema con la necessaria urgenza, attraverso proposte e misure
specifiche che contengano soluzioni reali ed efficaci;
-
sarebbe altresì opportuno che la Regione si ponga quale attore primario e, nel
rispetto dei principi statutari di “sostegno della famiglia, promozione di un
sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità
personali di crescita culturale, sociale e civile, di tutela della salute dei
cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di
disagio, nonché di solidarietà , adottasse e finanziasse, nell’immediato,
progetti e campagne di sensibilizzazione, informazione e sostegno per discutere
delle conseguenze derivanti dall’uso improprio degli strumenti digitali e,
soprattutto, diffondere la giusta e corretta educazione digitale negli istituti
scolastici ed in ogni luogo di educazione, formazione e cultura.
Impegna
la Giunta regionale
-
in primo luogo, anche attraverso la fattiva collaborazione con altre Regioni,
ad attivarsi presso le sedi competenti per sollecitare Governo e Parlamento
affinché approvino, con urgenza, disposizioni normative che contengano misure
preventive per favorire un utilizzo sicuro, giusto ed equilibrato dei social ed
introducano misure di contrasto al fenomeno sopra descritto nonché azioni di
sostegno per la popolazione giovanile, - in ambito regionale, ad elaborare e
approvare con urgenza un Piano Regionale che preveda campagne di informazione,
rispetto ai rischi per la salute e per la vita di relazione, derivanti
dall'utilizzo del web e dei social, nonché progetti territoriali e patti
digitali per la promozione e diffusione della corretta educazione digitale e,
infine, ma non da ultimo, strumenti di sostegno a favore dei minori, delle
famiglie, delle istituzioni scolastiche ed educative.
(33;
02/04/2026) Laghi
Il
Consiglio regionale, premesso che:
l'articolo
32 della Costituzione tutela il diritto alla salute come fondamentale diritto
dell'individuo e interesse della collettività;
lo
screening neonatale rappresenta uno strumento essenziale di prevenzione
sanitaria secondaria;
la
legge 19 agosto 2016, n. 167 ha istituito lo Screening Neonatale Esteso (SNE)
nei LEA;
la
normativa nazionale prevede l'aggiornamento periodico del panel delle patologie
oggetto di screening;
considerato
che: numerose malattie genetiche, metaboliche, neuromuscolari, immunologiche e
neurodegenerative risultano oggi trattabili se diagnosticate in fase pre - sintomatica;
la
diagnosi precoce consente accesso tempestivo a terapie innovative, incluse
terapie geniche ed enzimatiche;
le
Regioni possono attivare progetti pilota per ampliare il numero delle patologie
sottoposte a screening;
ritenuto:
opportuno potenziare lo Screening Neonatale Esteso in Calabria;
necessario
garantire uniformità territoriale e pari accesso alla diagnosi precoce;
impegna
la Giunta regionale
1.
ad attivare un programma regionale di estensione dello Screening Neonatale
Esteso mediante progetti pilota relativi a ulteriori malattie neonatali
trattabili;
2.
a garantire la piena adesione dei punti nascita regionali e la copertura
universale dei nuovi nati;
3.
a individuare una rete regionale di riferimento comprendente laboratori di
screening e centri clinici specialistici;
4. ad adottare o aggiornare PDTA regionali per le patologie
oggetto di estensione;
5.
a garantire informazione chiara e uniforme alle famiglie nel rispetto del
consenso informato;
6.
a definire la sostenibilità economica del programma valorizzando risorse
nazionali disponibili;
7.
a istituire un sistema di monitoraggio annuale con relazione alla Commissione
consiliare competente;
8.
a promuovere la candidatura delle nuove patologie all'aggiornamento del panel
nazionale dello SNE;
9.
a istituire una cabina tecnica regionale multidisciplinare per la valutazione
delle patologie candidate all'estensione dello SNE;
10.
a prevedere, al termine dei progetti pilota, una valutazione tecnica
finalizzata alla stabilizzazione del percorso.
(34;
09/04/2026) Scutellà
Il
Consiglio regionale, premesso che:
• è
in atto un processo concreto e immediato di chiusura delle scuole nei piccoli
Comuni calabresi, determinato dall’applicazione rigida dei parametri minimi per
la formazione delle classi, che sta già producendo effetti gravi e
potenzialmente irreversibili;
•
il diritto all’istruzione, garantito dagli artt. 33 e 34 della Costituzione,
costituisce un livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117,
secondo comma, lettera m), e non può essere subordinato a criteri meramente
numerici e contabili;
•
nei Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti la scuola rappresenta un
presidio imprescindibile di coesione sociale, culturale e istituzionale, spesso
l’ultimo servizio pubblico rimasto;
•
numerosi Sindaci stanno segnalando il diniego sistematico all’attivazione delle
prime classi con meno di 15 alunni, con conseguente rischio di soppressione
dell’intera offerta scolastica locale;
considerato
che: • i parametri attualmente applicati discendono dal D.P.R. 20 marzo 2009,
n. 81 e dalle misure di razionalizzazione della spesa di cui all’art. 64 del
D.L. 25 giugno 2008, n. 112;
•
tali disposizioni risultano oggi profondamente inadeguate rispetto al mutato
contesto demografico, caratterizzato da un drastico calo delle nascite e da
fenomeni di spopolamento che colpiscono in modo particolare la Calabria;
•
l’applicazione uniforme e burocratica di tali norme sta determinando, di fatto,
la cancellazione del diritto allo studio in ampie porzioni del territorio
regionale;
rilevato
con estrema preoccupazione che: • la chiusura dei plessi scolastici comporta
una compressione sostanziale del diritto allo studio, imponendo agli studenti
disagi logistici rilevanti e compromettendo l’accesso equo all’istruzione;
•
tale fenomeno accelera la desertificazione sociale ed economica delle aree
interne, contribuendo allo svuotamento dei piccoli centri e alla perdita
irreversibile di comunità;
•
si determina una evidente contraddizione tra gli obiettivi di coesione
territoriale e le scelte amministrative concretamente adottate;
richiamati
• lo Statuto della Regione Calabria e, in particolare l’art. 2, in materia di
sviluppo equilibrato del territorio e contrasto agli squilibri e l’art. 34, in
materia di diritto allo studio; denunciato • l’atteggiamento eccessivamente
restrittivo degli Uffici scolastici competenti, che stanno applicando le norme
senza adeguata considerazione delle specificità territoriali;
•
il grave ritardo del legislatore nazionale nell’adeguare la normativa al nuovo
contesto demografico;
ritenuto
che: • sia necessario un intervento politico immediato e non più rinviabile per
impedire la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni;
impegna
la Giunta regionale
1.
ad attivare immediatamente ogni interlocuzione istituzionale utile, anche in
sede di Conferenza Stato-Regioni, per ottenere una revisione strutturale
dell’art. 64 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, adeguandolo al nuovo contesto
demografico;
2.
ad assumere una posizione politica netta e formale nei confronti del Governo
nazionale, chiedendo con urgenza la sospensione dell’applicazione rigida dei
parametri di cui al D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 per i Comuni sotto i 3.000
abitanti e nelle aree interne;
3.
a esercitare pienamente le competenze regionali in materia di programmazione
della rete scolastica, adottando indirizzi vincolanti finalizzati al
mantenimento dei plessi nei piccoli Comuni e utilizzando in modo estensivo
tutti gli strumenti derogatori previsti dall’ordinamento;
4.
ad aprire con urgenza un tavolo di crisi permanente con l’Ufficio Scolastico
Regionale, ANCI Calabria, le Province e i rappresentanti dei territori, per
impedire la chiusura delle classi e dei plessi già a partire dal prossimo anno
scolastico;
5.
a destinare risorse regionali straordinarie per sostenere i servizi scolastici
nei territori a rischio, anche attraverso modelli organizzativi innovativi e
flessibili;
6.
a farsi promotrice di una mobilitazione istituzionale coinvolgendo i
parlamentari calabresi, affinché venga affrontata con urgenza una questione che
riguarda la sopravvivenza stessa delle comunità locali;
7.
a riferire con urgenza al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative
intraprese.
(35;
10/04/2026) Filomena Greco
Il
Consiglio regionale, premesso che:
-
l’azienda Gruppo Distribuzione di Lamezia Terme, titolare della commessa
ConTe.it Assicurazioni, rischia di perdere 95 posti di lavoro a seguito della
comunicazione del 25 marzo da parte di ConTe.it di interrompere la
collaborazione dopo 13 anni, motivata da ragioni di sostenibilità economica.
Considerato che: - i lavoratori hanno dimostrato straordinario attaccamento
all'attività, contribuendo alla crescita e notorietà dell'azienda appaltante, e
la vicenda ha ricadute negative sull'intero territorio calabrese, mettendo a
rischio la dignità e il futuro di famiglie intere. Tenuto conto che: - si
tratta di una questione sociale e occupazionale urgente nel comparto
telecomunicazioni e call center, settore colpito da numerose vertenze in
Calabria, con lavoratori spesso in età difficile per il ricollocamento in un
mercato del lavoro regionale debole. Preso atto che: - i lavoratori e le sigle
sindacali hanno richiesto l'istituzione di un tavolo tecnico presso il
Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare e risolvere le
problematiche.
Impegna
la Giunta regionale
- a
mettere in atto tutte le attività di propria competenza per la salvaguardia dei
posti di lavoro;
- a
sollecitare con ogni mezzo e con urgenza il Governo nazionale affinché
istituisca nel minor tempo possibile un tavolo presso il Ministero delle
Imprese e del Made in Italy per risolvere la vertenza, garantendo la continuità
dei posti di lavoro;
- a
promuovere una riflessione nazionale sulla riforma del settore call center e
telecomunicazioni, per fornire garanzie e prospettive ai lavoratori calabresi.
(36;
20/04/2026) Alecci
Il
Consiglio regionale, premesso che:
-
il Gruppo Alfagomma, fondato nel 1956, rappresenta
una realtà storica dell’industria manifatturiera italiana, attiva nella
produzione di tubi e sistemi per il trasferimento di fluidi, con una presenza
consolidata sui mercati internazionali e un significativo radicamento produttivo
in Italia, nonché, in Calabria, configurandosi come uno dei principali
operatori del settore;
-
il Gruppo occupa circa 4.800 dipendenti a livello mondiale, di cui circa 2.000
in Italia, di questi una buona percentuale in Calabria, risultando il quarto
datore di lavoro nazionale nel comparto della gomma e della plastica;
- Alfagomma riveste un ruolo di rilievo quale fornitore in
programmi strategici per il comparto della difesa nazionale, collaborando con
primari operatori industriali italiani;
-
negli ultimi anni il Gruppo è stato interessato da una crescente conflittualità
tra i soci, culminata in uno stallo decisionale in seno al consiglio di
amministrazione, pur senza pregiudicare l’approvazione dei bilanci e le
principali deliberazioni societarie;
-
tale conflittualità ha portato all’avvio di una procedura di liquidazione
volontaria della holding Alfa Gomma S.p.A., nonostante la solidità
economico-finanziaria del Gruppo;
-
il Tribunale di Milano è intervenuto disponendo la nomina dei liquidatori,
incaricati di individuare le modalità più opportune per la valorizzazione del
Gruppo, anche attraverso un processo competitivo aperto a potenziali
acquirenti;
secondo
quanto riportato da organi di stampa, tra i soggetti interessati figurerebbero
anche grandi gruppi multinazionali del settore, circostanza che alimenta forti
preoccupazioni circa il possibile venir meno del controllo italiano
sull’azienda e il rischio di delocalizzazioni produttive;
-
risulta altresì che il socio-----------, affiancato da un fondo di private
equity con profilo finanziario, abbia manifestato la volontà di preservare
l’integrità industriale del Gruppo e il suo radicamento in Italia e quindi in
Calabria, presentando una Non Binding Offer (NBO);
-
la vicenda coinvolge un gruppo industriale strategico, sia sotto il profilo
occupazionale sia per il ruolo svolto in filiere produttive sensibili, incluse
quelle connesse alla difesa nazionale;
eventuali
operazioni di cessione a soggetti esteri potrebbero determinare impatti
rilevanti sulla continuità produttiva, sull’occupazione e sulla tutela del
know-how industriale nazionale;
considerato
che: - la Regione Calabria è direttamente interessata alla salvaguardia del
tessuto produttivo regionale e alla difesa dei livelli occupazionali, anche in
relazione agli effetti indiretti sulle filiere e sull’indotto;
-
la tutela delle imprese strategiche italiane rappresenta, inoltre, un interesse
pubblico rilevante, in particolare nei settori connessi alla sicurezza
nazionale e alla manifattura avanzata, insieme ad un interesse prettamente
della regione Calabria;
tutto
ciò premesso e considerato,
impegna
la Giunta regionale
e
il Presidente della Giunta regionale: - ad attivarsi presso il Governo
nazionale affinché siano monitorati con la massima attenzione gli sviluppi
relativi alla procedura di vendita del Gruppo Alfagomma;
- a
sollecitare l’adozione di tutte le iniziative di competenza volte a garantire
la salvaguardia del controllo industriale italiano del Gruppo, anche attraverso
l’utilizzo degli strumenti normativi disponibili, inclusi quelli in materia di
tutela degli asset strategici;
- a
promuovere, in raccordo con le istituzioni nazionali, ogni azione utile a
tutelare la continuità produttiva e i livelli occupazionali, con particolare
riguardo alla regione Calabria che già paga gli effetti della desertificazione
industriale;
- a
sostenere soluzioni industriali che assicurino il mantenimento del radicamento
produttivo in Italia e in Calabria, nonché, la valorizzazione del know-how e la
stabilità delle filiere collegate;
- a
mantenere un costante confronto con le parti sociali e le organizzazioni
sindacali, al fine di monitorare eventuali ricadute occupazionali e attivare
tempestivamente misure di tutela anche a livello regionale.
(37;
07/05/2026) Orlandino Greco
È pervenuta risposta scritta alle seguenti
interrogazioni:
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la RSA di Girifalco rappresenta da anni un presidio sociosanitario di rilevanza
territoriale;
- i
ricoveri presso la struttura risultano di fatto bloccati dal 2010, nonostante
ripetute sollecitazioni rivolte alle istituzioni competenti nel corso degli
anni, anche da parte di associazioni locali e cittadini;
-
l’ASP di Catanzaro, più volte interpellata sulla vicenda, ha confermato che la
RSA risulta accreditata “ex lege”;
considerato
che: - nonostante l’accreditamento, i ricoveri continuano a non essere
attivati, dando luogo a una situazione paradossale che priva la struttura della
sua funzione principale;
-
il protrarsi dello stop ai ricoveri ha determinato una progressiva riduzione
del numero dei pazienti ospitati, anche per evidenti ragioni anagrafiche;
-
tale diminuzione ha avuto ricadute dirette sull’organico, con numerosi
dipendenti che negli anni hanno chiesto e ottenuto il trasferimento verso altre
strutture, anche per il timore concreto di una futura chiusura della RSA per
carenza di utenza;
-
si è ormai instaurato un circolo vizioso per cui l’assenza di ricoveri
determina la riduzione dei pazienti e, conseguentemente, l’impossibilità
amministrativa di procedere al reintegro o al potenziamento del personale;
tenuto
conto che - negli ultimi giorni si è registrata una mobilitazione del personale
della struttura, preoccupato per il futuro occupazionale e per la tenuta
complessiva del presidio;
-
il personale attualmente in servizio continua a garantire l’operatività della
struttura con impegno e senso di responsabilità, spesso sostenendo carichi di
lavoro prossimi ai limiti previsti dal CCNL;
preso
atto che: - la riattivazione dei ricoveri rappresenta il nodo centrale e
prioritario della vicenda, poiché solo attraverso l’aumento dei pazienti può
essere affrontata e risolta anche la questione del personale e del rilancio
complessivo della RSA. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente
della Giunta regionale – Commissario ad acta per la sanità
per
sapere:
1.
quali siano le ragioni, di natura amministrativa, organizzativa o sanitaria,
che hanno determinato e continuano a determinare lo stop dei ricoveri presso la
RSA di Girifalco, nonostante l’accreditamento “ex lege” della struttura;
2.
se la Regione Calabria e l’ASP di Catanzaro siano a conoscenza della
progressiva riduzione dei pazienti e del personale, nonché dei rischi concreti
di depotenziamento o di chiusura di fatto della RSA;
3.
quali iniziative urgenti si intendano assumere per procedere alla riattivazione
immediata dei ricoveri presso la RSA di Girifalco;
4.
se sia previsto un piano di rilancio della struttura che, una volta
ripristinati i ricoveri, consenta anche il reintegro e il rafforzamento
dell’organico;
5.
se non si ritenga necessario convocare con urgenza un tavolo di confronto con
Regione, ASP, Comune di Girifalco, rappresentanze dei lavoratori e associazioni
del territorio, al fine di individuare una soluzione strutturale e definitiva
alla vicenda.
(31;
20/01/2026)
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con la legge regionale n. 39/2023 è stato istituito il Consorzio di Bonifica
della Calabria disponendo la soppressione dei precedenti undici Consorzi di
Bonifica e avviando le relative procedure di liquidazione;
-
tale processo ha comportato la nomina di diversi Commissari Liquidatori,
incaricati di ricostruire la situazione patrimoniale, finanziaria e contabile
dei Consorzi;
-
dai riscontri trasmessi dai Commissari emerge un quadro di grave criticità
finanziaria;
-
in tale contesto, molti lavoratori collocati in quiescenza non hanno ancora
ricevuto il trattamento di fine rapporto (TFR) loro spettante, nonostante si
tratti di un diritto maturato e non differibile;
-
alcuni, Consorzi risultano aver corrisposto il TFR solo in parte o
esclusivamente a titolo di acconto, mentre altri presentano debiti TFR ancora
integralmente insoluti;
- i
Commissari stessi riconoscono che la mancata erogazione del TFR è dovuta alla
totale assenza di fondi disponibili, aggravata dai continui pignoramenti.
Considerato che: - Il TFR rappresenta una componente essenziale della
retribuzione differita e la sua mancata corresponsione costituisce una
violazione dei diritti dei lavoratori;
-
il protrarsi dei ritardi nei pagamenti del TFR sta generando gravi ricadute
sociali, con particolare riferimento ai soggetti che devono far fronte a spese
sanitarie e familiari sempre più onerose;
-
la situazione descritta sta generando un grave danno sociale, economico e
reputazionale per l'Ente regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
a quanto ammonti complessivamente il credito vantato dai lavoratori collocati
in quiescenza dei Consorzi di Bonifica soppressi, con l'indicazione del numero
dei beneficiari interessati e dello stato aggiornato delle singole posizioni
creditorie. 2. Quali iniziative urgenti la Regione intenda assumere per
garantire il pagamento integrale e tempestivo del TFR ai lavoratori dei
Consorzi di Bonifica collocati in quiescenza. 3. Se la Regione intenda
istituire uno specifico fondo di copertura finalizzato al pagamento del TFR
degli ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica indicando, tempi, risorse e
modalità di attuazione.
(39;
02/02/2026)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
sono pervenute numerose segnalazioni riguardanti la presenza di ambulanze
nuove, acquisite recentemente con fondi regionali, che risulterebbero
sottoposte a fermo amministrativo da diversi mesi;
-
tali mezzi, pur essendo destinati al servizio di soccorso sanitario e quindi
essenziali per la tutela della salute pubblica, non dovrebbero essere oggetto
di misure cautelari quali il fermo amministrativo, atteso che la normativa e la
giurisprudenza riconoscono specifiche tutele per i veicoli strumentali
all’attività sanitaria e di soccorso;
-
la mancata tempestiva impugnazione o rimozione del fermo potrebbe determinare
un grave pregiudizio per i servizi di emergenza-urgenza, oltre a potenziali
danni economici e assicurativi a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali e,
in ultima istanza, dei cittadini;
-
risulterebbe altresì che, nonostante la natura facilmente sanabile della
misura, non siano stati adottati adeguati provvedimenti dagli uffici competenti
per risolvere la situazione, neppure mediante la semplice comunicazione
all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la revoca del fermo;
-
la situazione descritta si inserisce in un contesto già critico per il sistema
di emergenza-urgenza 118 in Calabria, caratterizzato da carenza di personale,
utilizzo di mezzi obsoleti e ambulanze nuove non utilizzate o non pienamente
operative. Considerato che: - il fermo amministrativo su mezzi di proprietà
delle ASP rappresenta un indice della criticità della situazione contabile e
finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale;
-
l’eventuale utilizzo di veicoli sottoposti a fermo amministrativo in attività
di soccorso, in caso di sinistro con danni a persone o cose, potrebbe esporre
le ASP e la Regione a gravi rischi di rivalsa da parte delle compagnie
assicurative, con conseguenze patrimoniali rilevanti;
-
risulta necessario garantire massima trasparenza sulla localizzazione, lo stato
giuridico-amministrativo e l’effettivo impiego dei mezzi di soccorso in
dotazione al sistema di emergenza-urgenza regionale. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità
di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria
per
sapere:
-
quanti mezzi di soccorso (ambulanze e altri veicoli assimilabili) risultino
attualmente sottoposti a fermo amministrativo nelle varie Aziende Sanitarie
Provinciali della Calabria, specificando per ciascuno: ASP di appartenenza,
tipologia del mezzo, targa e luogo di allocazione. - se gli uffici regionali,
quelli di Azienda Zero o quelli delle singole ASP abbiano provveduto ad alcun
adempimento (istanze, PEC, richieste di sospensione o annullamento) volto alla
rimozione dei fermi amministrativi, indicando le iniziative intraprese, le date
degli atti e il relativo stato dei procedimenti;
-
se siano stati avviati accertamenti interni, audit o ispezioni amministrative
per verificare le cause che hanno determinato il fermo amministrativo dei mezzi
di soccorso e, in caso affermativo, quali esiti abbiano prodotto e se siano
state individuate eventuali responsabilità dirigenziali o amministrative per la
mancata tempestiva rimozione dei fermi;
-
quale sia l’ammontare complessivo dei debiti, delle iscrizioni a ruolo o delle
altre inadempienze che hanno originato i fermi amministrativi sui mezzi di
proprietà o in uso alle ASP, specificando la natura dei crediti, l’ente
creditore e l’eventuale piano di rientro adottato o in corso di definizione;
-
quali iniziative l’Amministrazione regionale intenda intraprendere per evitare
che simili circostanze possano ripetersi, garantendo la piena efficienza del
servizio di emergenza e tutelando l’immagine e la sostenibilità economica del
sistema sanitario calabrese.
(45;
10/02/2026)
Barbuto.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
nei giorni scorsi, all’interno dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone,
si è verificata una brutale aggressione ai danni del cardiologo Antonio Sulla,
il quale ha riferito di aver subito un tentativo di strangolamento e minacce di
morte rivolte a lui e alla sua famiglia;
•
purtroppo, non è il primo caso di aggressione fisica e/o verbale che si
verifica all’interno del predetto nosocomio ai danni
del personale sanitario;
•
al fine di assicurare il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine il
personale del Pronto Soccorso è stato dotato di un braccialetto elettronico per
richiedere la loro assistenza;
considerato
che: • Il fenomeno della violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie
è in allarmante crescita: secondo i dati nazionali dell’Osservatorio nazionale
sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie
relativi al 2024, sono state segnalate oltre 18.000 aggressioni, con un
incremento generale del 15% rispetto all’anno precedente;
•
l’ultimo Rapporto Censis registra dati ancora più preoccupanti, attestando
22.049 casi di aggressione in un anno nelle regioni italiane, evidenziando una
“deriva patologica” del rapporto medico-paziente in cui i sanitari finiscono
per diventare i capri espiatori delle inefficienze del sistema;
• a
livello regionale, in Calabria, nel corso del 2024 sono stati segnalati 49
episodi di violenza (tutti nel settore pubblico) che hanno coinvolto 63
operatori, di cui il 30% medici e il 54% infermieri;
•
la maggior parte di questi eventi in Calabria avviene in ambito ospedaliero
(88%), con una netta prevalenza dei reparti di Pronto Soccorso (24 casi
registrati), • Sarebbe pertanto opportuno dotare anche gli altri reparti
dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone e non solo il Pronto Soccorso,
del braccialetto elettronico collegato con il posto fisso di Polizia, per la
richiesta dell’intervento immediato degli agenti, ai primi segnali di
intemperanza da parte degli utenti, nonché di impianti di videosorveglianza per
l’identificazione degli autori. Rilevato che: • nonostante l’inasprimento delle
pene introdotto dal legislatore nazionale, gli operatori sanitari continuano a
operare in un clima di insicurezza e timore;
•
secondo le indagini Censis, il 41,2% dei medici non si sente sicuro durante lo
svolgimento della propria professione e il 71,8% si sente un bersaglio per
carenze strutturali non dipendenti dal proprio operato;
•
l’efficacia delle misure di prevenzione, come i posti fissi di Polizia di Stato
e l’implementazione della Raccomandazione ministeriale n. 8” Raccomandazione
per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, è
fondamentale per garantire l’incolumità del personale e la dignità dei
pazienti. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della
Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,
per
sapere:
•
quali azioni concrete intenda intraprendere per rafforzare la sicurezza nel
presidio “San Giovanni di Dio” di Crotone;
•
quale sia lo stato di attuazione dei posti fissi di Polizia presso le strutture
sanitarie calabresi dotate di reparti di emergenza-urgenza, come previsto dalla
normativa vigente;
•
se la Regione Calabria abbia pienamente recepito e implementato le linee guida
della Raccomandazione ministeriale n. 8, ”
Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori
sanitari”, per la prevenzione degli atti di violenza contro gli operatori
sanitari;
•
quali investimenti tecnologici (videosorveglianza, sistemi di allarme,
controllo accessi) siano previsti per rendere tutti i reparti ospedalieri
calabresi luoghi di lavoro sicuri, tutelando la dignità di chi cura e di chi
viene curato;
•
se siano previsti investimenti per sistemi di videosorveglianza, tele-allarme e
protocolli di supporto psicologico per gli operatori vittime di trauma, come
già sperimentato in altre realtà ospedaliere.
(49;
16/02/2026)
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
sono apparse su organi di informazione notizie relative alla presunta presenza
di numerosi automezzi aziendali in dotazione all'Azienda Sanitaria Provinciale
di Cosenza, segnalati come fermi o non pienamente operativi presso il
territorio di Montalto Uffugo: - tali circostanze, se confermate, potrebbero
incidere sull'efficienza dei servizi territoriali e sull'ottimale utilizzo dei
beni e delle risorse pubbliche già impiegate per l'acquisto dei mezzi;
-
risulta prioritario garantire la massima trasparenza nella gestione dei beni
strumentali e delle risorse finanziarie pubbliche destinati al servizio
sanitario regionale. Considerato che: - il corretto impiego degli automezzi
aziendali rappresenta un elemento funzionale all'erogazione dei servizi
sanitari;
-
eventuali periodi di inutilizzo, se confermati, sollevano legittimi
interrogativi della comunità e possono incidere sull'immagine e sulla
credibilità della Regione Calabria, rendendo opportuno e doveroso chiarire se
siano dovuti a manutenzione, collaudi, riorganizzazioni o altre motivazioni di
carattere tecnico-amministrativo. - È necessario conoscere quali risorse
pubbliche siano state impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità
specifiche. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale
per
sapere:
-
se risulti confermata la presenza dei suddetti automezzi presso un'area del
territorio comunale di Montalto Uffugo e quale sia il numero effettivo dei
veicoli attualmente presenti;
-
quale sia lo stato operativo degli stessi;
-
quali siano le eventuali cause dei periodi di inattività e le tempistiche
previste per la piena messa in esercizio;
-
se l'ASP di Cosenza abbia predisposto una verifica e/o una relazione tecnica -
amministrativa sul punto e se la Regione intenda acquisirla ai fini di una
verifica complessiva;
-
quali iniziative di controllo e/o monitoraggio si intendano adottare per
assicurare il corretto utilizzo dei mezzi;
-
quali risorse pubbliche siano state effettivamente impiegate per l'acquisto dei
mezzi e con quali finalità specifiche.
(54;
17/02/2026)
Ranuccio.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
la legge 15 marzo 2010, n. 38 garantisce l’accesso ai servizi di cure
palliative e terapia del dolore come diritto del malato inguaribile, adulto o
minore, in ogni fase della malattia e in ogni luogo di cura. • Le cure
palliative rappresentano uno specifico Livello Essenziale di Assistenza (LEA),
volto a garantire la dignità della persona, l’appropriatezza delle risposte
assistenziali e il supporto ai familiari. • La Regione Calabria ha recepito
tale normativa con il DCA 168/2011 e ha approvato Linee guida nel 2011,
aggiornate successivamente nel 2015 e nel 2025. Considerato che: • nonostante i
recepimenti formali, la Regione Calabria non ha finora istituito la Rete
Regionale delle cure palliative, contravvenendo a obblighi di legge e ignorando
le reiterate sollecitazioni inviate dall’AGENAS;
•
secondo AGENAS e Ministero della Salute, tutte le Regioni italiane dovrebbero
disporre di una Rete regionale di cure palliative e presentare ogni anno un
piano di potenziamento ai sensi della Legge 197/2022, con monitoraggio
obbligatorio e obiettivi progressivi fino al 90% di copertura entro il 2028;
•
tuttavia, emergono forti disomogeneità territoriali, con regioni molto avanzate
e altre molto indietro, specialmente nel Mezzogiorno;
•
il D.L. n. 73/2021 (“Sostegni bis”) stabiliva l'obbligo di completare una
ricognizione delle attività entro il 31 dicembre 2021 per garantire l’uniforme
erogazione delle cure entro il 31 dicembre 2025;
•
ad oggi la Calabria continua a risultare una Regione inadempiente;
•
si stima che in Calabria vi siano circa 10.000 persone all’anno bisognose di
cure palliative, ma il tasso di copertura dei servizi dedicati non supera
attualmente il 20% del fabbisogno;
•
il modello organizzativo attuale appare inadeguato: le cure domiciliari sono
spesso impropriamente incluse nel servizio ADI (Assistenza Domiciliare
Integrata), nonostante la legge 38/2010 richieda équipe multidisciplinari
dedicate e ad alta intensità assistenziale;
•
esempi critici, come quello dell'ASP di Reggio Calabria, evidenziano che le
strutture di coordinamento rimangono spesso "sulla carta", prive di
autonomia finanziaria (centri di costo) e con risorse del tutto insufficienti;
•
si registra inoltre un grave danno all'erario e ai cittadini per la mancata
attivazione di strutture come gli Hospice di Melicucco e Siderno, vandalizzati
e abbandonati dopo la conversione;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quali siano le ragioni per cui, a distanza di oltre quattordici anni dalla
Legge 38/2010, la Regione Calabria non abbia ancora strutturato e reso
operativa la Rete Regionale delle cure palliative. 2. Quali provvedimenti
urgenti si intendano adottare per colmare il divario tra l'attuale copertura
(20%) e il reale fabbisogno della popolazione calabrese, garantendo il diritto
costituzionale alla salute e alla dignità nel fine vita. 3. Se esista un
programma triennale aggiornato per l’attuazione della normativa, come previsto
dal decreto “Sostegni bis”, e come si intenda rispondere ai rilievi di
inadempienza mossi dagli organi nazionali. 4. Come si intenda procedere per
rendere le Unità di Cure Palliative (UCP) centri di costo autonomi e per
dotarle di personale stabilizzato, formato e numericamente adeguato agli
standard previsti dal DM 77/2022.
(56;
19/02/2026)
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
in vaste aree della Regione Calabria i cittadini continuano a subire tempi di
attesa incompatibili con i Livelli essenziali di assistenza (LEA), con punte
che costringono un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure o a
rivolgersi alla sanità privata;
•
in larga parte del territorio regionale si registrano attese per prestazioni
diagnostiche e visite specialistiche rinviate di mesi, quando non di anni;
•
il fenomeno delle liste d’attesa rappresenta oggi una delle principali cause di
diseguaglianza nell’accesso alle prestazioni sanitarie e contribuisce in modo
rilevante alla già elevata mobilità passiva della Calabria;
•
nonostante il perdurante regime di commissariamento del sistema sanitario
regionale, permane in capo alla struttura commissariale la responsabilità di
garantire il rispetto dei tempi massimi previsti dal Piano Nazionale di Governo
delle Liste di Attesa;
•
il prolungato commissariamento avrebbe dovuto assicurare maggiore capacità di
intervento e tempestività decisionale;
tuttavia,
i risultati percepiti dai cittadini e registrati — come evidenziato sia dal
Ministero della Salute e da AGENAS sia dall’Osservatorio della Fondazione GIMBE
— appaiono, allo stato, gravemente insufficienti;
•
il Ministro della Salute ha più volte richiamato le amministrazioni regionali
rispetto a comportamenti anomali nella gestione delle liste d’attesa emersi a
seguito di migliaia di controlli dei NAS, evidenziando criticità anche nella
gestione della libera professione intramoenia e nel mancato rispetto delle
proporzioni tra attività istituzionale e attività libero-professionale;
•
alcune regioni hanno già adottato piani straordinari, organici e finanziati per
l’abbattimento delle liste d’attesa, basati su target aziendali vincolanti,
recall attivo dei pazienti, aperture straordinarie, sedute operatorie
aggiuntive e sistemi di monitoraggio stringenti;
•
ad oggi non risulta che la Regione Calabria abbia messo in
campo un’azione di pari intensità, organicità e trasparenza;
considerato
che: • il permanere di tempi di attesa eccessivi compromette concretamente il
diritto costituzionale alla tutela della salute;
•
tale diritto non può essere subordinato a ritardi organizzativi o inefficienze
del sistema regionale;
tenuto
conto che: • il regime di commissariamento non può costituire un alibi per
l’inerzia programmatoria né trasformarsi in una zona franca rispetto alle
responsabilità politiche e amministrative, ma impone semmai maggiore capacità
di intervento;
•
l’assenza di un piano straordinario pubblico, misurabile e verificabile
alimenta una diffusa percezione di immobilismo della governance sanitaria
regionale;
preso
atto che: • numerose misure organizzative potrebbero essere attivate
immediatamente senza violare i vincoli del Piano di rientro;
•
il D.lgs. 124/1998 prevede che, in caso di superamento dei tempi massimi (30
giorni per visite specialistiche e 60 giorni per esami strumentali),
l’assistito possa accedere all’attività libero-professionale intramoenia
sostenendo, se dovuto, il solo ticket, con oneri a carico dell’azienda
sanitaria;
tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quali siano i dati reali, aggiornati e certificati sui tempi di attesa nelle
Aziende del SSR calabrese, distinti per classe di priorità, struttura
erogatrice e tipologia di prestazione;
2.
se il Presidente/Commissario ritenga accettabile che in Calabria persistano
tempi di attesa tali da configurare, di fatto, una limitazione dell’accesso
tempestivo alle cure;
3.
per quali ragioni la Regione/Struttura commissariale non abbia ancora adottato
un piano straordinario organico di abbattimento delle liste d’attesa analogo,
per intensità e strumenti, a quelli attivati in altre regioni;
4.
se e quando intenda presentare un programma regionale con target vincolanti per
le Aziende sanitarie, cronoprogramma pubblico e sistema di monitoraggio mensile
trasparente;
5.
quali misure immediate, puntuali e verificabili siano state attivate in
Calabria in materia di: • recall sistematico dei pazienti in lista;
•
aperture straordinarie di ambulatori e sale operatorie;
•
estensione delle fasce orarie di erogazione delle prestazioni;
•
piena integrazione e interoperabilità del CUP regionale;
6.
se sia stato effettuato un controllo rigoroso sull’Attività
Libero-Professionale Intramuraria (ALPI) al fine di accertare eventuali
squilibri rispetto all’attività istituzionale e quali provvedimenti correttivi
siano stati eventualmente adottati;
7.
se le Aziende sanitarie e ospedaliere siano state autorizzate ad applicare le
disposizioni di cui al D.lgs. 124/1998 e, in caso affermativo, con quali
modalità operative e con quali risultati in termini di tutela effettiva dei
cittadini;
8.
quali risorse finanziarie risultino ad oggi effettivamente disponibili,
impegnate e liquidate per il recupero delle prestazioni arretrate nel rispetto
del Piano di rientro e, in particolare, di fornire un rendiconto dettagliato
della spesa sostenuta dal sistema pubblico e da quella destinata alle strutture
accreditate, nonché lo stato dell’arte di ciascuna Azienda sanitaria con
l’indicazione dei rispettivi tempi medi di attesa 9. se non ritenga grave e
politicamente insostenibile l’assenza, ad oggi, di un piano straordinario
pubblico, finanziato e monitorato per l’abbattimento delle liste d’attesa in
Calabria e quali risultati concreti e misurabili intenda garantire entro il
2026;
10.
se non ritenga ormai indifferibile l’adozione di un provvedimento straordinario
regionale, anche in raccordo con la Giunta, per assicurare ai cittadini
calabresi tempi di attesa compatibili con i LEA.
(59;
23/02/2026).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il Programma Nazionale Esiti (PNE) AGENAS 2025 evidenzia tempi medi di risposta
del 118 in Calabria tra i peggiori d'Italia, con valori superiori a 28 minuti
nelle ASP di Crotone (28 min), Catanzaro (30 min), Reggio Calabria (30 min),
Cosenza (31 min) e Vibo Valentia (35 min), ben oltre lo standard nazionale di
18 minuti dal primo squillo telefonico all'arrivo del mezzo;
-
nonostante recenti miglioramenti riportati (riduzione di circa 6 minuti, media
regionale intorno ai 24 minuti), persistono criticità sistemiche che
compromettono la sicurezza dei cittadini, come accaduto a Soverato (provincia
di Catanzaro);
-
questa mattina, 4 marzo 2026, intorno alle ore 11:00, una signora anziana è
caduta in strada nel centro di Soverato (CZ), richiedendo l'intervento del 118:
l'ambulanza è arrivata dopo oltre 40 minuti, esponendo la persona a rischi
gravi di complicanze;
-
tali ritardi sono ricorrenti e denunciati da Agenas, con 41 ASL italiane (tra
cui quelle calabresi) oltre i 20 minuti, configurando il mancato rispetto del
diritto alla salute (art. 32 Cost.). Tutto ciò premesso interroga il Presidente
della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per
l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella
Regione Calabria
per
sapere:
-
quali sono i tempi medi di risposta del 118 per ciascuna ASP calabrese negli
ultimi 12 mesi (febbraio 2025 - febbraio 2026), con dettaglio per zona
urbana/rurale con particolare riferimento al comune di Soverato;
-
quali misure concrete si vogliano adottare per il caso specifico di Soverato
del 4 marzo 2026, inclusa la verifica sull'allocazione dei mezzi nell'ASP di
Catanzaro e le ragioni del ritardo di oltre 40 minuti;
-
quanti mezzi di soccorso 118 sono attualmente operativi per provincia, con
indicazione di turni, personale e eventuali fermi
amministrativi o carenze;
-
quali interventi sono in corso per potenziare il parco veicolare e le centrali
operative;
-
entro quando la Giunta adotterà un piano regionale per allineare i tempi di
risposta allo standard di 18 minuti, con monitoraggio mensile di AGENAS e
sanzioni per le ASP inadempienti;
-
si richiede, altresì, di trasmettere i dati disaggregati e il report AGENAS
aggiornato.
(62;
04/03/2026).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con legge regionale n. 32 del 15 dicembre 2021 è stata istituita
l'"Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria – Azienda
Zero", ente del Servizio Sanitario Regionale dotato di personalità
giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, patrimoniale,
organizzativa, tecnica, gestionale e contabile, con sede legale presso la
Cittadella Regionale di Germaneto (Catanzaro);
-
con legge regionale n. 1 del 1° marzo 2022 è stato assegnato ad Azienda Zero
l'intero sistema regionale dell'emergenza-urgenza 118, dell'elisoccorso e del
Numero Unico di Emergenza 112, configurando così un accentramento regionale di
funzioni precedentemente distribuite tra le cinque Aziende Sanitarie
Provinciali (ASP) della Calabria;
-
l'accordo per il passaggio del personale del 118 dalle cinque ASP calabresi ad
Azienda Zero, presentato dal Direttore Generale ... cessione del contratto ex
art. 31 D.Lgs. 165/2001, riguarda 1.243
professionisti ed è dichiaratamente finalizzato a:
a)
superare le criticità strutturali e gestionali del sistema 118;
b)
garantire l'uniformità organizzativa e gestionale del servizio su base
regionale;
c)
assicurare continuità assistenziale e omogeneità dei LEA;
d)
ottimizzare la gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;
-
nonostante tali dichiarate finalità, il sistema di emergenza-urgenza regionale
versa in uno stato di grave crisi strutturale: ad oggi almeno il 70% dei turni
delle Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) calabresi risulta
demedicalizzato, ovvero privo della presenza del medico, figura professionale
indispensabile per garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita in
condizioni di emergenza;
-
le zone carenti di medici del 118 pubblicate dalle ASP calabresi sono andate
sistematicamente deserte per almeno cinque anni consecutivi, dimostrando
l'incapacità strutturale del sistema di attrarre e trattenere il personale
medico necessario;
tale
criticità non può essere ignorata nel progettare un mero trasferimento di
competenze gestionali senza una contestuale e concreta strategia di
reclutamento;
-
Il sindacato Nursing Up, in un'indagine condotta su oltre 200 operatori del
SUEM 118, ha rilevato che il 76% del personale ritiene che il servizio sia
complessivamente peggiorato dopo l'entrata in vigore della riforma introdotta
con la L.R. n. 32/2021;
l'83%
attribuisce le criticità alla chiusura delle Centrali Operative 118 di Crotone,
Reggio Calabria e Vibo Valentia, con conseguente aumento dei tempi di
intervento – in alcuni casi superiori ai 50 minuti –, maggiore congestione dei
pronto soccorso e peggioramento delle condizioni lavorative;
considerato
che: - l'84% del personale del SUEM 118 si è dichiarato contrario al
trasferimento dalla propria ASP di appartenenza ad Azienda Zero;
la
richiesta del Nursing Up di istituire un tavolo tecnico paritetico per
affrontare le criticità della riforma, formulata nel maggio 2024, è rimasta
senza risposta da parte del Commissario Straordinario di Azienda Zero pro
tempore;
-
in materia di emergenza-urgenza, nessuna figura sanitaria diversa dal medico è
abilitata, ai sensi della vigente normativa professionale e deontologica, a
effettuare diagnosi e a prescrivere e somministrare terapie, inclusi gli
interventi farmacologici e strumentali salvavita;
il
personale non medico presente sulle ambulanze, in assenza del medico, non può
svolgere altro se non trasportare il paziente al più vicino pronto soccorso,
contribuendo ad aggravare ulteriormente il sovraffollamento degli stessi;
tenuto
conto che: - Il sistema sanitario calabrese è soggetto a commissariamento da
oltre 15 anni;
la
riorganizzazione del 118 tramite Azienda Zero, nella sua attuale
configurazione, rischia di produrre un mero spostamento di competenze
burocratico-gestionali senza affrontare la questione centrale della
disponibilità del personale medico, configurandosi come un intervento di
facciata privo di impatto concreto sulla salute dei cittadini.
Preso
atto che: - che il diritto alla salute, garantito dall'art. 32 della
Costituzione, non può essere assicurato da un sistema di emergenza-urgenza nel
quale la stragrande maggioranza dei turni delle postazioni territoriali è priva
della figura del medico, unico professionista abilitato per legge a garantire
diagnosi, terapia e interventi salvavita. - Che un atto amministrativo come il
trasferimento di 1.243 operatori ad Azienda Zero, senza che sia stato
preventivamente risolto il problema della carenza medica e senza un piano
concreto e verificabile di reclutamento, rischia di essere una risposta
organizzativa priva di contenuto sostanziale in termini di tutela della salute
pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta
regionale
per
sapere:
1.
come Azienda Zero intenda garantire la risposta ai bisogni di salute della
popolazione calabrese in condizioni di emergenza-urgenza, considerato che al
momento almeno il 70% dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale
risulta demedicalizzato, e se tale dato sia noto alla Giunta regionale e al
commissario ad acta;
2.
quali siano le misure concrete e verificabili che Azienda Zero intende adottare
per reclutare il personale medico mancante nel sistema 118, tenuto conto che le
zone carenti pubblicate dalle ASP calabresi sono risultate sistematicamente
deserte per almeno cinque anni consecutivi, e se tali misure si discostino – e
in che modo – da quelle già rivelatesi fallimentari negli anni precedenti;
3.
se la Giunta Regionale e Azienda Zero riconoscano che la presenza del medico
sulle ambulanze e nelle postazioni di emergenza territoriale è condizione
indispensabile e non sostituibile per garantire i livelli essenziali di
assistenza (LEA) in materia di emergenza-urgenza, e se tale principio sia
formalmente recepito nel piano organizzativo del sistema 118 regionale;
4.
se la Giunta Regionale e Azienda Zero ritengano che diagnosi e terapie
salvavita possano essere erogate in ambulanza da personale non medico e, in
caso negativo, quali strumenti normativi e organizzativi siano stati o saranno
adottati per impedire che situazioni di emergenza vengano gestite in assenza
del medico, con i conseguenti rischi per la vita dei pazienti e le implicazioni
medico-legali per gli operatori non medici;
5.
se Azienda Zero abbia valutato il rischio concreto che il trasferimento di
competenze gestionali senza contestuale risoluzione della carenza medica possa
aggravare ulteriormente il sovraffollamento dei pronto soccorso calabresi,
stante il fatto che il personale non medico, in assenza del medico, non può che
provvedere al mero trasporto del paziente al più vicino presidio ospedaliero;
6.
quali siano i tempi, le modalità e le risorse stanziate per il completamento
del trasferimento dei 1.243 professionisti del 118 dalle ASP ad Azienda Zero, e
se siano state preventivamente costituite presso Azienda Zero tutte le
strutture organizzative, le figure di coordinamento e le procedure operative
necessarie ad assorbire tale personale senza pregiudicare la continuità e la
qualità del servizio di emergenza-urgenza;
7.
se il Presidente della Giunta Regionale intenda istituire un tavolo tecnico
paritetico – come richiesto dal sindacato Nursing Up già nel maggio 2024 senza
ottenere risposta – tra rappresentanti istituzionali, Azienda Zero,
organizzazioni sindacali e rappresentanti della comunità medica, al fine di
definire un piano organizzativo del sistema 118 che garantisca effettivamente
la presenza del medico nelle postazioni di emergenza territoriale e la tutela
reale del diritto alla salute dei cittadini calabresi.
(65;
06/03/2026).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la Regione Calabria, attraverso Azienda Zero, ha pubblicato una call rivolta a
medici provenienti da Paesi UE e extra UE per far
fronte alle croniche carenze di personale medico specialistico in diversi
settori critici, tra cui: anestesia e rianimazione, medicina
d'emergenza-urgenza, chirurgia generale, radiologia diagnostica, radiologia e
urologia, cardiologia, ginecologia, pediatria, ortopedia, psichiatria e
medicina interna;
-
la misura, definita dallo stesso Direttore Generale di Azienda Zero come
"straordinaria e sperimentale", prevede, in aggiunta allo stipendio,
incentivi economici per rimborso vitto e alloggio, ed è stata assimilata per
impostazione alla cosiddetta "missione cubana", ossia
all'importazione di personale sanitario straniero in sostituzione dei
professionisti italiani non reperibili o non attratti dal sistema regionale;
-
il Consiglio regionale ha approvato una legge che autorizza Azienda Zero a
ricorrere a società di scouting internazionali per l'intercettazione di medici
stranieri disposti a lavorare in Calabria, a dimostrazione del carattere
strutturale e non episodico del problema;
-
la stampa regionale, citando esponenti del Comitato spontaneo a tutela della
salute della Piana, definisce questa iniziativa la "fotografia di un
fallimento": la necessità di cercare medici all'estero dimostra
l'incapacità dell'attuale gestione di creare le condizioni per trattenere e
attrarre i medici italiani già formati a spese del sistema pubblico;
-
in parallelo al reclutamento internazionale, lo stesso Direttore di Azienda
Zero ha annunciato come risultato positivo la possibilità di prenotare
prestazioni sanitarie presso gli uffici postali, misura che non incide
minimamente sulla riduzione delle liste d'attesa – già triplicate in molte aree
regionali – ma che, secondo quanto riferito dalla medesima fonte, si
configurerebbe come un "abbattimento delle liste" in modo improprio e
fuorviante;
considerato
che: - a quasi cinque anni dall'insediamento della governance regionale guidata
dal presidente Occhiuto, il sistema sanitario calabrese continua a presentare
criticità gravissime: carenza di organico, pronto soccorso intasati, lunghe
liste d'attesa, reparti chiusi o ridotti all'osso, e l'impossibilità concreta
di garantire una risposta sanitaria adeguata nei mesi estivi anche ai numerosi
turisti che affollano le coste calabresi;
tenuto
conto che: - Il commissariamento del sistema sanitario regionale, di cui era
stata annunciata la "fine imminente" più volte negli anni scorsi, non
risulta ad oggi rimosso, a conferma di una situazione strutturalmente
irrisolta. Preso atto che: - la scelta di rivolgersi a medici stranieri, pur
comprensibile come risposta emergenziale, non costituisce una soluzione
strutturale alle carenze del sistema sanitario regionale, né affronta le cause
profonde della fuga dei medici italiani dalla Calabria, riconducibili a
condizioni lavorative insoddisfacenti, mancanza di prospettive di carriera,
carenze infrastrutturali e organizzative. - i cittadini calabresi e i turisti
che frequentano la regione nei mesi estivi meritano risposte sanitarie certe,
tempestive e di qualità, e non misure di facciata che non producono effetti
concreti sul diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quanti medici stranieri abbiano fatto domanda tramite Azienda Zero dalla
pubblicazione dell’avviso ad oggi, a quale specializzazione appartengano e in
quali strutture sanitarie regionali saranno assegnati;
2.
qual è il costo complessivo stimato di questa operazione di reclutamento
internazionale, comprensivo di compensi, incentivi economici (vitto e
alloggio), costi delle società di scouting, eventuali costi di formazione e
adeguamento linguistico-normativo;
3.
quali misure concrete siano state adottate o siano in corso di adozione per
rendere la Calabria attrattiva per i medici italiani, prevenendo la fuga dei
professionisti già formati e incentivandone il rientro, in alternativa o in
aggiunta al reclutamento internazionale;
4.
quale sia lo stato reale delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie
pubbliche calabresi per le principali prestazioni specialistiche, e se la
misura della prenotazione tramite uffici postali abbia prodotto una riduzione
effettiva dei tempi di attesa o si tratti di una semplice diversificazione del
canale di accesso;
5.
qual è il piano operativo della Regione Calabria per garantire una risposta
sanitaria adeguata durante la stagione estiva 2026, tenuto conto dell'aumento
della popolazione presente sul territorio e delle prevedibili ulteriori
pressioni sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri;
6.
a che punto sia concretamente il percorso per la definitiva uscita dal
commissariamento del sistema sanitario regionale, e quali siano i tempi
realistici previsti a tal fine.
7.
Se e quali misure di verifica dell’adeguatezza e idoneità professionali siano
state indicate nella call de qua.
(66;
06/03/2026).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
recentemente si è appreso della cancellazione di 10
posti letto di riabilitazione all'ospedale di Soverato, trasferiti a Lamezia
Terme, nonostante tale importante servizio sia necessario e giustificato dalla
presenza di personale medico e sanitario eccellente che da un numero adeguato
di interventi chirurgici;
- i
pazienti sarebbero quindi oggi costretti, ad esempio dopo un intervento di
protesi all'anca, a spostarsi a Lamezia Terme per la riabilitazione, con gravi
disagi;
-
il Presidente Occhiuto, in qualità di Commissario alla Sanità, si era espresso
per il potenziamento dell'ospedale di Soverato, ma i fatti sembrano contraddire
tali impegni, rischiando di indebolire ulteriormente il presidio invece di
rafforzarlo;
tutto
ciò premesso interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella
qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai
disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:
per
sapere:
-
se è confermato il trasferimento dei 10 posti letto di
riabilitazione da Soverato a Lamezia Terme e, in caso affermativo, con quale
atto amministrativo e quale motivazione tecnica (carenza di personale, vincoli
di rete ospedaliera o ragioni di bilancio);
-
quali misure sono previste per i pazienti del comprensorio di Soverato, al fine
di evitare spostamenti onerosi e garantire la prossimità assistenziale, come
previsto dai principi di umanità e territorialità della sanità;
-
se intende valutare il ripristino immediato di tali posti letto a Soverato,
considerando il ruolo strategico del presidio ionico, evitando ulteriori
depotenziamenti.
(69;
11/03/2026).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la l.r. n. 32/2021 ha centralizzato la direzione e il
coordinamento del 118 presso Azienda Zero, trasferendo le funzioni dalle ASP,
con DCA attuativo n. 101/2024;
-
Nursing Up Calabria, con recenti interventi di stampa, ha denunciato gravi
criticità del sistema post-centralizzazione, tra cui: ritardi superiori a 1 ora
per codici verdi, scopertura territoriale delle PET per attivazione di mezzi su
territori non di competenza, gestione da parte di personale con scarsa
esperienza emergenziale e limitata conoscenza dei territori calabresi;
-
l'organizzazione sindacale ha dichiarato che l'84% del personale del 118 si
dichiara contrario al trasferimento ad Azienda Zero, manifestando
preoccupazioni relative a: perdita dell'anzianità di servizio (anche superiore
a 20 anni), decadimento di benefici aziendali (produttività, buoni pasto,
indennità), decadenza o impossibilità di partecipare a manifestazioni di
interesse ASP, mobilità interprovinciale forzata, mancanza di garanzie per
ricollocazione in caso di inidoneità al servizio;
considerato
che: - recentemente è stato predisposto un "Accordo per il passaggio del
personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero in seguito ad analisi
giuridica" che disciplina le modalità operative del trasferimento;
-
l'art. 1 dell'Accordo, dopo aver richiamato l'art. 31 del D.lgs. 165/2001 (che
rimanda all'art. 2112 c.c. per la successione nei rapporti di lavoro in caso di
trasferimento di attività), stabilisce che il trasferimento avverrà invece
mediante l'istituto della mobilità volontaria ex art. 30 del D.lgs. 165/2001
("passaggio diretto tra amministrazioni diverse"), modificando così
la natura giuridica dell'operazione rispetto al quadro normativo inizialmente
individuato;
-
l'art. 5 dell'Accordo prevede che il transito avvenga "con assenso formale
del dipendente", configurando quindi il trasferimento come volontario e
non automatico;
-
tuttavia, il medesimo art. 5 introduce una figura ibrida di "dipendenza
funzionale" per il personale che non eserciti l'opzione di mobilità: tali
dipendenti restano formalmente incardinati nelle ASP di appartenenza, ma
vengono posti "in dipendenza funzionale in Azienda Zero per quanto attiene
all'organizzazione, al coordinamento operativo, alla programmazione dei turni,
agli standard qualitativi e alle procedure operative inerenti alla funzione di
emergenza-urgenza";
-
l'art. 5, comma 6, stabilisce che il personale che opta per la permanenza
presso l'ASP "prosegue temporaneamente il proprio ufficio esclusivamente
nell'ambito del Sistema dell'Emergenza Urgenza pre-ospedaliera
garantendo la propria dipendenza funzionale" ad Azienda Zero;
-
il comma 7 del medesimo articolo precisa che questo "temporaneo
utilizzo" è finalizzato a consentire ad Azienda Zero di procedere alla
copertura del fabbisogno attraverso strumenti assunzionali, sollevando
interrogativi sulla durata di tale regime transitorio e sulle prospettive
occupazionali del personale non trasferito. Rilevato che: - l'art. 6
dell'Accordo prevede tutele giuridiche ed economiche per il personale
trasferito (mantenimento anzianità, inquadramento, trattamento economico, buoni
pasto, ferie maturate, diritti previdenziali, incarichi in corso, esclusione
del periodo di prova), ma tali garanzie si riferiscono esclusivamente al
personale che accetta il trasferimento volontario;
-
per il personale dichiarato inidoneo, l'art. 6 prevede che Azienda Zero si
impegni al recupero al servizio attivo e, "qualora non sia possibile
garantire la permanenza nell'ambito territoriale di impiego", le ASP di
provenienza si impegnano al riassorbimento, ma la formulazione appare generica
e priva di automatismi certi;
-
l'art. 6 riconosce i DEP (Differenziali Economici di Professionalità) maturati
in procedure ASP, ma solo "con decorrenza dalla data dell'effettivo
passaggio", lasciando incertezze per il personale in dipendenza
funzionale;
-
l'art. 10 ("Disposizioni transitorie") stabilisce che "nelle
more del passaggio della funzione ad Azienda Zero, non verranno emanati avvisi
per l'affidamento di incarichi da parte delle aziende territoriali per il
personale afferente ai servizi del 118", penalizzando il personale che
rimane alle ASP rispetto alle opportunità di progressione professionale.
Considerato, inoltre, che: - l'Accordo non specifica la durata del regime di
"dipendenza funzionale" per il personale non trasferito, né le
conseguenze in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno mediante mobilità
volontaria;
-
l'Accordo non chiarisce se il personale in dipendenza funzionale ma formalmente
dipendente ASP conservi i diritti di partecipazione alle manifestazioni di
interesse, alle graduatorie interne e alle progressioni economiche orizzontali
delle ASP di appartenenza;
-
l'Accordo non definisce criteri oggettivi per la selezione del personale da
trasferire in caso di adesioni inferiori al fabbisogno, né esclude
espressamente forme di trasferimento d'ufficio qualora la mobilità volontaria
non sia sufficiente;
-
la clausola di neutralità finanziaria (art. 12) prevede che le risorse FTE
trasferite siano decurtate alle ASP e assegnate ad Azienda Zero, ma non
chiarisce le conseguenze sui fondi contrattuali e sulla contrattazione
integrativa del personale rimasto in dipendenza funzionale alle ASP;
-
le preoccupazioni espresse da Nursing Up Calabria circa la bassa adesione (84%
contrario al trasferimento secondo le dichiarazioni sindacali) potrebbero
determinare una situazione di incertezza prolungata per centinaia di
lavoratori, con conseguenze sulla continuità e qualità del servizio di
emergenza-urgenza. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente
della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per
l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella
Regione Calabria
per
sapere:
-
se conferma che il trasferimento del personale del 118 ad Azienda Zero avverrà
esclusivamente su base volontaria mediante mobilità ex art. 30 D.lgs. 165/2001,
con esplicito assenso individuale del dipendente, escludendo qualsiasi forma di
trasferimento automatico o d'ufficio anche in caso di adesioni insufficienti
rispetto al fabbisogno;
-
in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno tramite mobilità volontaria,
se la Giunta intenda escludere del tutto la mobilità d'ufficio o se, in
analogia con quanto disciplinato dalla Regione Veneto (DGR 1251/2017) per la
propria Azienda Zero, intenda quantomeno inserire un limite chilometrico di
garanzia (es. massimo 50 km) per gli eventuali trasferimenti forzati, al fine
di tutelare la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti;
-
quale sia il fondamento giuridico della scelta di applicare l'art. 30 D.lgs.
165/2001 (mobilità volontaria) anziché l'art. 31 combinato con l'art. 2112 c.c.
(successione nei rapporti in caso di trasferimento di attività), inizialmente
individuato dall'analisi giuridica di Azienda Zero;
-
quale sia la natura giuridica della "dipendenza funzionale" prevista
dall'art. 5 dell'Accordo per il personale che non esercita l'opzione di
mobilità e quali siano i limiti temporali di tale regime transitorio;
-
se il personale in dipendenza funzionale ad Azienda Zero ma formalmente
dipendente ASP conservi tutti i diritti di partecipazione alle manifestazioni
di interesse, alle graduatorie interne, alle progressioni economiche
orizzontali e agli istituti contrattuali delle ASP di appartenenza;
-
considerata la natura ibrida della 'dipendenza funzionale', si chiede di
chiarire in capo a quale ente (ASP o Azienda Zero) ricadrà la responsabilità
civile, amministrativa e disciplinare nel caso in cui un operatore commetta un
illecito o un errore professionale mentre esegue direttive operative e
protocolli clinico-assistenziali impartiti da Azienda Zero, ma essendo
formalmente contrattualizzato con l'ASP;
-
quali siano le conseguenze per il personale non trasferito nel caso in cui
Azienda Zero completi il fabbisogno mediante nuove assunzioni, e se sia
prevista la ricollocazione in altri reparti delle ASP con garanzia di
mantenimento della sede provinciale di lavoro;
-
se il personale che aderisce alla mobilità volontaria conservi integralmente:
anzianità di servizio ai fini giuridici ed economici, posizione economica e
progressioni maturate, buoni pasto, produttività e indennità in godimento,
ferie maturate e non godute, partecipazione alle manifestazioni di interesse
aperte anche al personale di altre aziende del SSR calabrese;
-
rilevato che l'abrogazione del comma 2 dell'art. 8 della L.R. 32/2021 ha
eliminato la garanzia normativa dell'assegno ad personam per il personale
trasferito, si chiede quali atti amministrativi vincolanti (DCA o DGR) la
Giunta intenda adottare per recepire formalmente l'Accordo sindacale, rendendo
le garanzie economiche di cui all'art. 6 esigibili in giudizio e non soggette a
future disapplicazioni;
-
se siano previste clausole di salvaguardia per garantire al personale
trasferito la possibilità di rientrare presso l'ASP di origine in caso di
future riorganizzazioni del servizio 118 o di cessazione delle funzioni in capo
ad Azienda Zero;
-
quali siano le garanzie concrete (con accordi formalizzati o delibere
specifiche) per la ricollocazione presso l'ASP di origine del personale
dichiarato inidoneo o parzialmente inidoneo al servizio 118 dopo il
trasferimento ad Azienda Zero;
-
se sia previsto il divieto di mobilità interprovinciale forzata per il
personale inidoneo ricollocato;
-
quali siano le garanzie concrete, le tempistiche certe e i vincoli giuridici in
base al D.Lgs. 81/08 per il riassorbimento da parte
dell'ASP degli operatori dichiarati inidonei alla mansione, al fine di evitare
che questi lavoratori rimangano in un vuoto occupazionale e stipendiale tra i
due enti;
-
quali azioni concrete intenda intraprendere per superare le criticità
gestionali denunciate da Nursing Up Calabria (ritardi nei soccorsi, scopertura
territoriale, scarsa conoscenza dei territori da parte del personale di
coordinamento), verificando se la centralizzazione abbia effettivamente
prodotto i miglioramenti previsti dalla L.R. 32/2021 in termini di uniformità
organizzativa e continuità assistenziale;
-
quali siano i dati oggettivi (tempi medi di intervento, copertura territoriale,
indicatori di qualità LEA) relativi al servizio 118 post-centralizzazione
rispetto al periodo precedente;
-
se l'Accordo predisposto sia stato già sottoscritto dalle organizzazioni
sindacali rappresentative o sia ancora in fase di negoziazione;
-
quali iniziative intenda adottare per garantire la massima trasparenza verso i
lavoratori interessati, fornendo tempestivamente un contratto dettagliato che
specifichi tutti gli aspetti giuridici ed economici del trasferimento, come
richiesto dalle rappresentanze sindacali.
(70;
12/03/2026).
Barbuto.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il legislatore regionale, con l’approvazione delle leggi n. 19/2023, n. 32/2024
e n. 22/2025, ha inteso delineare una strategia complessiva di sviluppo
turistico e promozione dell’immagine della Calabria, puntando sulla
valorizzazione dei grandi attrattori culturali (i Bronzi di Riace), sul
potenziamento dell’offerta dei piccoli borghi e sulla disciplina di nuove forme
di ospitalità come il turismo itinerante.
-
La legge regionale n. 19/2023 (“Mese dei Bronzi di Riace”) stabilisce all’art.
2 un adempimento annuale perentorio, imponendo alla Giunta regionale di
predisporre entro il mese di febbraio il programma degli interventi
celebrativi;
-
la legge regionale n. 30 maggio 2025, n. 22 (“Rete dei Borghi della Calabria”)
definisce una tempistica stringente per la sua operatività, prevedendo che la
Giunta regionale emani le Linee guida per l’adesione alla rete entro novanta
giorni dalla pubblicazione della legge e, successivamente, il bando per la
presentazione delle candidature entro ulteriori novanta giorni. - La Legge
regionale 7 agosto 2024, n. 32 (“Turismo itinerante”) prevede strumenti di
promozione e pubblicizzazione del settore attraverso i siti istituzionali e
altri mezzi divulgativi, al fine di rendere efficace la promozione del medesimo
a livello nazionale e internazionale.
Atteso
che: - la corretta attuazione di una legge non si esaurisce nella sua
approvazione, ma richiede il puntuale espletamento degli adempimenti
amministrativi (regolamenti, linee guida, programmi, bandi) necessari a
trasformare il dettato normativo in azioni concrete per i territori e i
cittadini. - Il ritardo o l’omissione di tali atti rischia di rendere le norme
dei “gusci vuoti”, privi di incidenza reale sull’attrattività turistica e sullo
sviluppo economico della regione.
Rilevato
che: - per quanto riguarda la l.r. n. 19/2023, la
scadenza del mese di febbraio è essenziale per consentire la programmazione di
itinerari, seminari e manifestazioni culturali distribuiti sull’intero
territorio regionale. - In merito alla l.r. n.
22/2025, il rispetto dei termini di novanta giorni per le Linee guida e il
bando è condizione necessaria affinché i Comuni possano presentare le
candidature e beneficiare dell’iscrizione alla rete. - Relativamente alla l.r. n. 32/2024, l’efficacia della norma dipende anche
dalla capacità dell’amministrazione di pubblicizzare correttamente le nuove
forme di ospitalità, come il garden sharing, integrate nell’offerta turistica
regionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della
Giunta regionale
per
sapere:
quale
sia l’attuale stato dell’arte nell’attuazione degli adempimenti amministrativi
sopra richiamati, specificando in particolare se sia stato approvato il
programma annuale per il “Mese dei Bronzi di Riace” (L.R. 19/2023), se siano
state emanate le Linee guida e il relativo bando per la “Rete dei Borghi della
Calabria” (L.R. 22/2025) e quali azioni di promozione siano state avviate per
il turismo itinerante (L.R. 32/2024).
(72;
16/03/2026).
Madeo.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
con
DCA n. 164/2018 la Regione Calabria ha definito l’elenco dei Centri autorizzati
alla prescrizione dei farmaci soggetti a specifico Piano Terapeutico. In tale
provvedimento i Servizi Trasfusionali risultano autorizzati alla prescrizione
della Deferoxamina (DFO), ma non dei farmaci Deferasirox (DFX) e Deferiprone
(DFP). −
il
DCA n. 36/2023 ribadisce che la prescrizione dei farmaci soggetti a Piano
Terapeutico è riservata esclusivamente agli specialisti autorizzati,
appartenenti ai Centri Prescrittori individuati nell’Allegato 1, incaricati
anche della compilazione delle schede di diagnosi e terapia, della gestione dei
PT e della loro trasmissione ai Servizi Farmaceutici Territoriali competenti:
−
nonostante
l’aggiornamento del modello prescrittivo regionale, i Centri Trasfusionali non
risultano inseriti tra i Centri Prescrittori autorizzati alla prescrizione di Deferasirox e Deferiprone,
restando confermata esclusivamente l’autorizzazione alla prescrizione della Deferoxamina, pur trattandosi di strutture che seguono
clinicamente pazienti talassemici e altri pazienti politrasfusi e che
monitorano con regolarità tutti i parametri clinici correlati alla terapia ferrochelante (ferritina, creatinina, RMN T2*, aderenza
terapeutica) −
la
mancata inclusione dei Servizi Trasfusionali determina, di fatto, un sistema
duplicato: i pazienti politrasfusi seguiti stabilmente presso i Servizi
Trasfusionali, e già sottoposti a monitoraggio clinico continuativo, sono
costretti a rivolgersi alle strutture di Ematologia esclusivamente per ottenere
o rinnovare il Piano Terapeutico dei farmaci ferrochelanti
Deferasirox o Deferiprone.
Considerato che: −
l’attuale
modello organizzativo comporta che numerosi pazienti politrasfusi calabresi
debbano affrontare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei
Piani Terapeutici dei farmaci ferrochelanti, con il
rischio concreto di interruzione della terapia, indispensabile per prevenire
l’accumulo di ferro e le conseguenti complicanze d’organo;
la
carenza di specialisti ematologi in diverse aree della Calabria determina una
forte concentrazione dell’attività prescrittiva in pochi centri autorizzati,
costringendo molti pazienti a frequenti spostamenti anche verso altre province
e generando evidenti disparità territoriali, costi logistici e disagi rilevanti
per pazienti fragili che necessitano di cure continuative e ravvicinate −
i
Centri Trasfusionali, pur possedendo competenze cliniche consolidate nella
gestione dei pazienti politrasfusi e nel monitoraggio della terapia ferrochelante, non risultano abilitati alla prescrizione
dei farmaci sopra indicati, determinando un doppio percorso – clinico e
burocratico – che non incrementa la sicurezza assistenziale ma produce
rallentamenti e inefficienze nel percorso di cura. Tenuto conto che: −
la
Regione Calabria risulta quindi in ritardo rispetto agli standard nazionali,
mantenendo un modello che non valorizza le competenze dei trasfusionisti
e che incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti politrasfusi;
Regioni
come Puglia, Sicilia, Lombardia, Emilia‑Romagna e Toscana hanno già adottato modelli
più moderni, nei quali i Centri Trasfusionali sono direttamente autorizzati
alla prescrizione dei farmaci ferrochelanti, oppure
operano in regime di prescrizione condivisa con gli ematologi, garantendo così
continuità terapeutica, prossimità delle cure e riduzione dei tempi di attesa;
appare
pertanto necessario procedere ad un aggiornamento della normativa regionale che
preveda: • il riconoscimento dei Centri Trasfusionali come Centri Prescrittori
• la possibilità di modelli di prescrizione condivisa Trasfusionale-Ematologia
• la digitalizzazione dei Piani Terapeutici, al fine di semplificare il
percorso assistenziale dei pazienti e migliorare il coordinamento tra strutture
ospedaliere e servizi territoriali. Tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale nonché Commissario ad acta per
l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR calabrese
per
sapere:
per
quali ragioni la Regione Calabria continui a mantenere, anche dopo gli
aggiornamenti introdotti dal DCA n. 36/2023, un modello prescrittivo che
esclude i Centri Trasfusionali dalla prescrizione dei farmaci ferrochelanti Deferasirox e Deferiprone, risultando più restrittivo rispetto a quello
adottato in numerose altre regioni italiane e non pienamente coerente con i
bisogni assistenziali dei pazienti politrasfusi;
quali
iniziative urgenti si intendano adottare per aggiornare i decreti regionali
relativi ai Centri Prescrittori, includendo i medici dei Centri Trasfusionali
tra gli specialisti autorizzati alla prescrizione e al rinnovo dei farmaci ferrochelanti;
se
non si ritenga opportuno introdurre un modello di prescrizione condivisa tra
Trasfusionale ed Ematologia, al fine di garantire continuità terapeutica,
riduzione dei tempi di attesa e prossimità dell’assistenza;
quali
misure si intendano attivare per procedere alla digitalizzazione dei Piani
Terapeutici, semplificando il percorso dei pazienti politrasfusi ed eliminando
ritardi evitabili legati alla gestione cartacea;
se
la Regione intenda avviare un confronto istituzionale con le realtà regionali
che hanno già implementato modelli prescrittivi più efficienti, al fine di
uniformare l’accesso alle cure e colmare il divario organizzativo che oggi
penalizza i cittadini calabresi.
(73;
16/03/2026).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato è una struttura dell’Assistenza
farmaceutica territoriale dell’ASP di Catanzaro, dedicata alla distribuzione
diretta di farmaci e presidi, in particolare a favore di pazienti affetti da
gravi patologie, tra cui malati oncologici, emofiliaci e dializzati;
-
la farmacia territoriale di Soverato serve un vasto bacino di utenza
comprensoriale e rappresenta un presidio essenziale per l’erogazione di farmaci
c.d. “salvavita” a totale carico del Servizio sanitario. Considerato che: - da
numerose segnalazioni di cittadini, nonché da un recente sopralluogo che ho
effettuato, emerge che la farmacia territoriale ASP di Soverato è allocata in
locali angusti, direttamente su strada, privi di una adeguata sala d’attesa;
-
quotidianamente, nelle ore di apertura al pubblico, si formano file di decine
di persone, costrette a presentarsi fin dalle prime ore del mattino per
ritirare il numero di accesso, con attese prolungate di diverse ore per il
ritiro dei farmaci, spesso in piedi, all’aperto, sotto sole, pioggia o freddo;
in più, i servizi erogati non risultano pienamente garantiti né possono dirsi
soddisfacenti;
-
tra gli utenti vi sono persone affette da patologie gravi e invalidanti, in
larga parte anziani, che non sono nelle condizioni fisiche di sopportare lunghe
attese in piedi e in condizioni climatiche sfavorevoli, con evidenti ricadute
sulla dignità e sulla stessa tutela della salute;
-
il personale in servizio presso la farmacia territoriale di Soverato, pur
disponibile e professionale, risulta in numero insufficiente rispetto al carico
di lavoro e all’utenza servita, con inevitabili ripercussioni sui tempi di
erogazione delle prestazioni. Rilevato che: - situazioni di grave disagio
nell’accesso ai farmaci “salvavita” sono già emerse anche presso altre farmacie
territoriali calabresi;
-
tali criticità sembrano assumere carattere non episodico, ma sistemico, e
rischiano di configurare una violazione del diritto all’accesso tempestivo e
dignitoso alle cure e ai farmaci, particolarmente grave quando riguarda
pazienti cronici e affetti da patologie invalidanti. Considerato, inoltre, che:
- la Regione Calabria, tramite il Presidente della Giunta regionale, è titolare
della funzione di indirizzo e controllo sul servizio sanitario regionale e, per
il tramite del Commissario ad acta, chiamata a garantire livelli essenziali di
assistenza uniformi su tutto il territorio regionale;
-
per rifondare il servizio sanitario regionale è necessario intervenire anche
sull’organizzazione concreta dei servizi di front-office, riducendo disagi e
umiliazioni cui quotidianamente sono sottoposti i cittadini calabresi
nell’accesso ai farmaci. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta
per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella
Regione Calabria per conoscere:
per
sapere:
-
se sia a conoscenza delle condizioni strutturali e organizzative in cui opera
la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato;
-
quali iniziative urgenti intenda assumere, nei confronti dell’ASP di Catanzaro,
affinché: siano individuati locali più idonei;
sia
potenziato il personale sanitario e amministrativo in servizio presso la
farmacia territoriale;
siano
introdotte modalità organizzative (prenotazioni, fasce orarie dedicate a
particolari categorie fragili, percorsi prioritari) idonee a tutelare in
particolare i pazienti più fragili;
-
se la Giunta regionale e la Struttura commissariale abbiano disposto, o
intendano disporre con urgenza, un monitoraggio sistematico delle condizioni
strutturali e organizzative di tutte le farmacie territoriali insistenti sul
territorio calabrese;
–
se non ritenga opportuno impartire indirizzi uniformi alle ASP provinciali
affinché: vengano predisposti piani di
riorganizzazione del servizio farmaceutico territoriale, con l’obiettivo di
eliminare o ridurre drasticamente i disagi per gli utenti e venga valutata, ove
possibile, l’attivazione di servizi di consegna domiciliare dei farmaci per
particolari categorie di pazienti;
-
in quali tempi e con quali risorse intenda intervenire, anche in raccordo con
le Aziende sanitarie provinciali, per assicurare che l’accesso ai farmaci
“salvavita” per i cittadini calabresi avvenga in condizioni di effettiva tutela
della salute e della dignità della persona, ponendo fine a situazioni definite
da più parti inaccettabili e vergognose.
(78;
25/03/2026).
Scutellà.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la RSA "San Francesco di Paola " di San Nicola Arcella, è un presidio
fondamentale per l'Alto Tirreno cosentino, garantendo 60 posti letto
contrattualizzati con il SSR;
-
la procedura di gara per l'affidamento della gestione è stata oggetto di un
complesso contenzioso;
-
con sentenza del TAR Calabria pubblicata il 31.12.25, sono stati annullati gli
atti di gara e dichiarato inefficace il contratto di gestione, pur differendone
gli effetti - sino al completamento della nuova procedura di evidenza pubblica
o comunque sino alla decorrenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza
- per evitare l'interruzione del servizio;
considerato
che: - permane una situazione di estrema precarietà amministrativa dovuta
all'obbligo di indizione di una nuova gara pubblica e ad un contenzioso ancora
aperto;
-
tale incertezza si riflette pesantemente sugli 80 operatori impiegati, i quali
attendono rassicurazioni circa la stabilità occupazionale;
- i
sindaci del territorio e le organizzazioni sindacali hanno espresso forte
preoccupazione per il rischio di un declino degli standard assistenziali e per
la tenuta occupazionale del comparto.
Ritenuto
che: - sia prioritario garantire la continuità dei servizi assistenziali a
tutela degli utenti più fragili;
-
sia altresì necessario assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori
coinvolti, nonché la massima trasparenza nelle procedure amministrative;
Tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
se la Regione sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quali
elementi informativi abbia acquisito in merito;
-
quali misure si intendano promuovere per garantire la qualità e continuità
dell'assistenza erogata agli ospiti della struttura;
-
quali iniziative si intendano intraprendere per garantire la tutela dei livelli
occupazionali e delle condizioni lavorative di tutto il personale coinvolto;
-
se siano previste iniziative volte ad assicurare la piena regolarità e
trasparenza delle procedure amministrative relative all'affidamento e alla
gestione dei servizi in questione.
(79;
30/03/2026).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la Regione Calabria ha promosso, nell'ambito del Fondo Sviluppo e Coesione
2021– 2027, un avviso pubblico per la realizzazione dei "Parchi culturali
calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori calabresi",
con l'obiettivo di rafforzare il sistema culturale regionale, valorizzare il
patrimonio materiale e immateriale e sostenere lo sviluppo territoriale
attraverso la cultura;
-
tale avviso, approvato nel dicembre 2024, ha generato un'ampia partecipazione
da parte dei territori, con la costituzione di numerosi partenariati complessi
– composti da enti pubblici, università, imprese e operatori culturali – e
l'elaborazione di progettualità articolate, comportando rilevanti investimenti
in termini di tempo e risorse da parte dei soggetti coinvolti. Considerato che:
- con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026 la Regione ha disposto la
revoca integrale dell'avviso, richiamando formalmente l'art. 21-quinquies della
legge n. 241/1990, e motivando tale decisione con l'esigenza di una
riprogrammazione strategica, con l'introduzione di un nuovo modello di
governance culturale denominato "Cabina delle Visioni Culturali" e
con generici riferimenti a criticità applicative dell'avviso stesso;
-
tali motivazioni appaiono prive della necessaria specificità e non chiariscono
in modo puntuale quali siano le criticità riscontrate né perché esse non
possano essere risolte attraverso una modifica o integrazione dell'avviso,
senza ricorrere alla sua totale revoca. Rilevato che: - la revoca interviene in
una fase avanzata del procedimento, quando si era ormai consolidato un
affidamento qualificato in capo ai soggetti partecipanti, i quali hanno
strutturato partenariati, sostenuto costi progettuali e pianificato interventi
sulla base di un'iniziativa pubblica formalmente avviata;
-
secondo consolidati principi dell'ordinamento e della giurisprudenza
amministrativa, in tali casi la pubblica amministrazione è tenuta a fornire una
motivazione rafforzata e a valutare attentamente gli interessi coinvolti, anche
ai fini di eventuali misure compensative. Ritenuto che: - la decisione adottata
possa configurare profili di eccesso di potere, illogicità manifesta e
violazione dei principi di buona amministrazione e tutela dell'affidamento,
nonché determinare un grave danno per il sistema culturale regionale e per i
territori coinvolti, interrompendo percorsi progettuali già avviati e
indebolendo la credibilità dell'azione amministrativa della Regione. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e
l’Assessore regionale competente
per
sapere:
-
quali siano, nel dettaglio, le specifiche criticità tecniche e normative
dell'avviso revocato che ne avrebbero reso impossibile o inopportuna
l'attuazione;
-
per quali ragioni non si sia proceduto a una eventuale modifica o integrazione
dell'avviso anziché alla sua totale revoca;
-
quali valutazioni siano state effettuate in ordine all'affidamento maturato dai
soggetti partecipanti e ai costi da essi sostenuti in buona fede;
-
se la Regione intenda prevedere forme di tutela o compensazione per i
partenariati coinvolti;
-
quali siano i tempi e le modalità previste per un'eventuale ripubblicazione di
un nuovo avviso e in che modo si intenda garantire continuità alle
progettualità già espresse dai territori.
(85;
13/04/2026).
Bruno.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
con decreto dirigenziale n. 19199 del 27 dicembre 2024, il Dipartimento
"Turismo, Cultura e Identità Territoriale" della Regione Calabria ha
approvato un Avviso pubblico per finanziare, nell'ambito del Fondo Sviluppo e
Coesione (FSC) 2021-2027, la realizzazione infrastrutturale dei "Parchi
Culturali Calabresi – sulle orme dei grandi filosofi, poeti e scrittori
calabresi", con l'obiettivo dichiarato di tutelare e valorizzare il
patrimonio culturale materiale e immateriale regionale, stimolare la partecipazione
dei territori, potenziare le infrastrutture culturali e sostenere le filiere
culturali e creative calabresi;
•
con decreto n. 2705 del 27 febbraio 2025, i termini di presentazione delle
domande erano stati prorogati, a conferma dell'interesse attivo dei soggetti
richiedenti e della vitalità del procedimento in corso;
•
con decreto dirigenziale n. 4385 del 19 marzo 2026, il medesimo Dipartimento ha
disposto la revoca integrale del suddetto Avviso pubblico e del decreto che lo
aveva approvato, ai sensi dell'art. 21-quinquies della Legge n. 241/1990,
richiamando quale fondamento giuridico il paragrafo 1.3, punto 2 dell'Avviso
stesso, che riserva alla Regione la facoltà di modifica o annullamento senza
obbligo di indennizzo nei confronti dei soggetti richiedenti;
considerato
che: • la motivazione addotta dal decreto di revoca si articola essenzialmente
su tre elementi: la necessità di riorientare le tipologie progettuali
nell'ambito di una strategia culturale più ampia, l'istituzione della
"Cabina delle Visioni Culturali" con D.G.R. n. 518 del 6 novembre
2025, e la presenza di non meglio precisate "criticità applicative"
nell'Avviso revocato;
•
tali motivazioni appaiono al sottoscritto generiche, ellittiche e prive della
necessaria specificità, in quanto il decreto non chiarisce quali siano le
specifiche criticità applicative riscontrate, non indica le concrete direttrici
strategiche che dovrebbero sostituire l'impostazione dell'Avviso revocato, non
spiega per quale ragione non si sia optato per strumenti meno drastici e meno
lesivi — quali la modifica, la rettifica, la sospensione o la riapertura dei
termini — che avrebbero consentito di preservare almeno in parte il lavoro già
svolto dagli enti partecipanti;
rilevato
che • tra la data di approvazione dell'Avviso (27 dicembre 2024) e quella della
sua revoca (19 marzo 2026) sono trascorsi quasi quindici mesi, durante i quali
il procedimento è rimasto formalmente aperto e attivo, inducendo numerosi enti
locali, professionisti e amministrazioni comunali a investire tempo, risorse
umane, competenze tecniche e lavoro progettuale nella predisposizione delle
domande di partecipazione;
•
la "Cabina delle Visioni Culturali", indicata come elemento cardine
della nuova governance regionale in campo culturale e principale ragione del
riorientamento strategico, è stata istituita con D.G.R. n. 518 già il 6
novembre 2025: ciò significa che per oltre quattro mesi la Regione ha lasciato
pendere il procedimento senza adottare alcuna misura cautelare, consentendo che
enti e soggetti privati continuassero ad investire nel percorso partecipativo,
salvo poi azzerarlo integralmente.
Preso
atto che: • con deliberazione n. 518 del 6 novembre 2025 è stata istituita la
"Cabina delle Visioni Culturali", i cui componenti sono stati
nominati con Decreto del Presidente della Regione n. 27 del 15 aprile 2026;
•
tali nomine sono avvenute in assenza di una procedura a evidenza pubblica
(bando), sollevando forti polemiche e timori circa potenziali conflitti
d’interesse e la mancanza di criteri di selezione trasparenti. Atteso che: • i
Comuni coinvolti hanno richiesto formalmente l’annullamento in autotutela della
revoca, sollecitando chiarimenti puntuali sulle reali motivazioni del
provvedimento e sull'effettivo ruolo della neonata "Cabina delle Visioni
Culturali";
• è
stata manifestata l’intenzione di ricorrere alle sedi giurisdizionali
competenti qualora non vengano fornite garanzie sulla salvaguardia delle
progettualità già elaborate. Tutto ciò premesso e considerato Interroga il
Presidente della Giunta Regionale
per
sapere:
1.
quali siano, nel dettaglio, le "criticità applicative" richiamate nel
decreto di revoca n. 4385/2026 come ragione ostativa alla prosecuzione del
procedimento, e perché tali criticità non siano state individuate e rimosse
prima della pubblicazione dell'Avviso o, quantomeno, nel corso dei quindici
mesi di vigenza dello stesso;
2.
per quale ragione la Giunta regionale abbia atteso oltre quattro mesi
dall'istituzione della "Cabina delle Visioni Culturali" (D.G.R. n.
518 del 6 novembre 2025) prima di adottare il provvedimento di revoca,
lasciando nel frattempo gli enti locali nella condizione di continuare a
lavorare su un bando destinato all'annullamento;
3.
quale sia l’esatto perimetro operativo della suddetta Cabina e se vi sia una
correlazione tra la sua istituzione e la revoca dei progetti territoriali
preesistenti. 4. quanti siano i soggetti — Comuni, unioni di Comuni, enti
locali, istituzioni culturali — che abbiano presentato domanda o manifestazione
di interesse nell'ambito del procedimento revocato, e quale sia una stima
ragionevole delle risorse umane e professionali da questi investite;
5.
per quale ragione non si sia valutata la percorribilità di soluzioni
alternative alla revoca integrale, quali la modifica parziale dell'Avviso, la
sua sospensione in attesa delle indicazioni della Cabina delle Visioni
Culturali, o la rettifica delle sole disposizioni ritenute critiche;
6.
quali siano i contenuti concreti e i tempi certi del nuovo strumento di
programmazione integrata che la Regione intende adottare in sostituzione
dell'Avviso revocato, e se esista già un cronoprogramma approvato dalla Cabina
delle Visioni Culturali o dalla Giunta regionale;
7.
se e come la Regione intenda tutelare e riconoscere il lavoro già svolto dagli
enti locali partecipanti, prevedendo ad esempio meccanismi di valorizzazione
delle progettazioni già elaborate o corsie preferenziali nell'ambito del futuro
avviso sostitutivo;
8.
quali siano le ricadute sul cronoprogramma di spesa delle risorse FSC 2021-2027
destinate al settore culturale a seguito della revoca, e se sussista il rischio
di disimpegno delle risorse per mancato rispetto dei target temporali previsti
dall'Accordo per la Coesione sottoscritto il 16 febbraio 2024.
(88;
17/04/2026).
Filomena
Greco. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
a)
la Regione Calabria dispone di una sede di rappresentanza istituzionale a
Bruxelles, finalizzata a favorire il raccordo con le istituzioni dell’Unione
europea, a sostenere l’accesso ai fondi europei e a promuovere gli interessi
del territorio calabrese in sede comunitaria;
b)
l’istituzione e il mantenimento di tale struttura comportano oneri a carico del
bilancio regionale e, dunque, della fiscalità dei cittadini calabresi;
c)
il relativo ammontare complessivo, comprensivo di eventuali canoni di locazione
o costi di acquisizione degli spazi, utenze, personale, spese di funzionamento,
rappresentanza, consulenze e ulteriori oneri connessi, non risulta
adeguatamente comunicato alla comunità regionale;
d)
in un contesto di perdurante difficoltà finanziaria della Regione Calabria,
caratterizzato da criticità strutturali in settori essenziali quali sanità,
welfare, infrastrutture e servizi ai cittadini, la valutazione del rapporto tra
costi sostenuti e benefici concretamente ottenuti da ogni struttura a carico
del bilancio pubblico costituisce un atto di responsabilità istituzionale
imprescindibile;
e)
non risulta di pubblico dominio quale sia il soggetto formalmente incaricato di
svolgere le funzioni di rappresentanza ufficiale della Regione Calabria presso
le istituzioni europee con sede a Bruxelles, né con quale atto tale incarico
sia stato conferito, per quali finalità, con quali competenze attribuite e a
quali eventuali condizioni economiche;
considerato
che: a) la sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dovrebbe
costituire uno strumento operativo a supporto delle interlocuzioni
istituzionali con gli organismi dell’Unione europea, nonché delle attività
connesse alla programmazione, gestione, utilizzazione e valorizzazione delle
risorse europee;
b)
tale funzione dovrebbe tradursi anche in attività di informazione,
orientamento, sensibilizzazione e supporto tecnico-istituzionale in favore dei
Comuni calabresi, soprattutto con riferimento all’europrogettazione, ai
finanziamenti europei diretti, ai bandi a sportello e alle opportunità offerte
dai programmi dell’Unione europea;
c)
la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche regionali costituisce un
dovere ineludibile per ogni amministrazione, a maggior ragione quando tali
risorse sono destinate al mantenimento di strutture operative fuori dal
territorio regionale, la cui utilità concreta deve poter essere verificata
attraverso dati, atti e risultati documentabili;
d)
anche alla luce delle esperienze maturate da altre realtà regionali, risulta
necessario verificare se l’attuale modello di presenza istituzionale a
Bruxelles sia effettivamente funzionale agli interessi della Calabria, ovvero
se possano essere valutate forme più efficienti, anche condivise o coordinate,
di rappresentanza in sede europea.
Rilevato
che: a) non risultano essere state fornite alla comunità regionale informazioni
puntuali in ordine all’effettivo utilizzo della sede di Bruxelles;
b)
non risultano, altresì, informazioni chiare in merito alle eventuali presenze
istituzionali registrate presso tale sede, agli incontri svolti, agli
interlocutori coinvolti, ai dossier trattati e agli esiti prodotti, negli
ultimi cinque anni;
c)
appare necessario assicurare piena trasparenza sull’attività svolta presso la
sede regionale di Bruxelles, anche con riferimento a eventuali interlocuzioni
riguardanti fondi europei, aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate
o soggetti, comunque, riconducibili al sistema regionale, quali, a titolo
esemplificativo, ARRICAL e SORICAL. Tutto ciò premesso, considerato e rilevato,
interroga il Presidente della Regione Calabria e la Giunta regionale
per
sapere:
1.
quale sia il costo annuale complessivo della sede di rappresentanza della
Regione Calabria a Bruxelles, con analitica indicazione delle singole voci di
spesa, tra cui canone di locazione o eventuale costo di acquisto degli spazi,
utenze, personale, spese di funzionamento e rappresentanza, consulenze,
incarichi esterni o ulteriori oneri comunque connessi, con riferimento agli
ultimi cinque anni;
2.
quali siano stati i benefici concreti ottenuti dalla Regione Calabria
attraverso l’attività della suddetta sede, con specifico riferimento a
finanziamenti europei intercettati, progetti approvati, accordi o intese
istituzionali conclusi, iniziative di raccordo, promozione, lobbying o
rappresentanza avviate e relativi esiti documentati;
3.
se siano state svolte attività di informazione, sensibilizzazione, supporto o
assistenza in favore dei Comuni calabresi, anche in forma associata, in materia
di europrogettazione, accesso ai finanziamenti europei diretti, bandi a
sportello, programmi comunitari e opportunità di finanziamento gestite dalle
istituzioni europee;
4.
chi sia il soggetto formalmente incaricato di svolgere le funzioni di
rappresentanza ufficiale della Regione Calabria a Bruxelles, con quale atto sia
stato conferito l’incarico, quali siano le qualifiche e le competenze
richieste, quali funzioni siano state attribuite, a quali condizioni economiche
operi e se l’individuazione sia avvenuta mediante procedura selettiva pubblica;
5.
se sia stata condotta un’analisi del rapporto costi-benefici della sede di
rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles e, in caso affermativo, con
quali risultati;
nonché
se la Giunta regionale intenda procedere a una revisione delle attuali modalità
di presenza istituzionale in sede europea, anche valutando eventuali forme di
integrazione, coordinamento o rappresentanza condivisa con altre Regioni;
6.
se, dall’inizio del corrente anno, la sede di rappresentanza della Regione
Calabria a Bruxelles sia stata effettivamente utilizzata;
in
quali date;
da
quali rappresentanti istituzionali, dirigenti, funzionari o soggetti comunque
riconducibili al sistema regionale;
per
quali finalità e nell’ambito di quali attività istituzionali;
7.
quali incontri o interlocuzioni siano stati eventualmente svolti, presso detta
sede o comunque in relazione alla sua attività, con istituzioni, organismi,
rappresentanti o soggetti dell’Unione europea;
8.
se tali interlocuzioni abbiano riguardato la programmazione, gestione,
utilizzazione o rimodulazione di fondi europei, nonché dossier relativi ad
aiuti pubblici, enti, autorità, società partecipate o organismi regionali,
quali, a titolo esemplificativo, ARRICAL e SORICAL;
9.
se dalle attività svolte presso la sede regionale di Bruxelles siano derivati
atti, verbali, relazioni, accordi, impegni formali, indirizzi operativi o
iniziative conseguenti. Si chiede altresì di voler fornire al Consiglio
regionale un resoconto dettagliato e documentato sull’attività svolta dalla
sede di rappresentanza della Regione Calabria a Bruxelles dall’inizio dell’anno
in corso, con indicazione dei costi sostenuti, dei risultati conseguiti, degli
eventuali atti prodotti e delle prospettive future della presenza istituzionale
regionale presso le istituzioni europee.
(93;
28/04/2026).
Il Consiglio regionale
vista la deliberazione
n. 38 del 29 aprile 2026, con la quale l’Ufficio di Presidenza del Consiglio
regionale ha proposto all’Assemblea il riaccertamento ordinario dei residui
attivi e passivi al 31 dicembre 2025, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del decreto
legislativo n. 118/2011, nonché le conseguenti variazioni al bilancio di
previsione 2025-2028, esercizio 2026, del Consiglio regionale della Calabria;
premesso
che
-
il decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, così come modificato ed integrato dal decreto legislativo
del 10 agosto 2014, n. 126, ha introdotto il nuovo impianto normativo
sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle autonomie
locali finalizzato a stabilire il quadro complessivo di riferimento dei
principi contabili generali per regioni, province autonome ed enti locali;
-
con Deliberazione consiliare
n. 336 del 20 dicembre 2024 è stato approvato il bilancio di previsione del
Consiglio Regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2025-2027;
-
con Deliberazione consiliare
n. 42 del 18 dicembre 2025 è stato approvato il bilancio di previsione del
Consiglio Regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2026-2028;
-
con Deliberazione dell’Ufficio
di Presidenza n. 5 del 27 gennaio 2026 sono stati approvati il verbale di
chiusura della contabilità dell’esercizio finanziario 2025 ed il prospetto
aggiornato del risultato di amministrazione presunto dell’esercizio 2025;
-
con Deliberazione dell’Ufficio
di Presidenza n. 6 del 27 gennaio 2026 è stato approvato l’adeguamento degli
stanziamenti iniziali dei residui attivi e passivi presunti alla data del 31
dicembre 2025 e conseguenti variazioni degli stanziamenti di cassa – bilancio
di previsione 2026-2028, esercizio 2026;
richiamato
l’art. 3, comma 4, del citato decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii., il quale prevede che tutte le pubbliche
amministrazioni effettuano annualmente l’operazione di riaccertamento dei
residui attivi e passivi, consistente nella revisione delle ragioni del loro
mantenimento, ai fini del rendiconto. Lo stesso articolo prescrive, inoltre,
che “possono essere conservati tra i
residui attivi le entrate accertate esigibili nell’esercizio di riferimento, ma
non incassate. Possono essere conservate tra i residui passivi le spese
impegnate, liquidate o liquidabili nel corso dell’esercizio, ma non pagate. Le
entrate e le spese accertate e impegnate non esigibili nell’esercizio
considerato, sono immediatamente reimputate
all’esercizio in cui sono esigibili. La reimputazione
degli impegni è effettuata incrementando, di pari importo, il fondo pluriennale
di spesa, al fine di consentire, nell’entrata degli esercizi successivi,
l’iscrizione del fondo pluriennale vincolato a copertura delle spese reimputate. La costituzione del fondo pluriennale vincolato
non è effettuata in caso di reimputazione contestuale
di entrate e di spese. Le variazioni agli stanziamenti del fondo pluriennale
vincolato e agli stanziamenti correlati, dell’esercizio in corso e
dell’esercizio precedente, necessarie alla reimputazione
delle entrate e delle spese riaccertate, sono effettuate con provvedimento
amministrativo della giunta entro i termini previsti per l’approvazione del
rendiconto dell’esercizio precedente (…). Al termine delle procedure di
riaccertamento non sono conservati residui cui non corrispondono obbligazioni
giuridicamente perfezionate”;
richiamato,
altresì, il principio contabile applicato concernente la contabilità
finanziaria (allegato 4/2 al decreto legislativo n. 118/2011) ed in particolare
il punto 9.1, inerente al riaccertamento ordinario dei residui;
dato
atto che, alla luce della normativa sopra richiamata, l’Ufficio di Presidenza
del Consiglio regionale con propria deliberazione, antecedentemente alla
predisposizione del rendiconto dell’esercizio 2025, deve approvare il
riaccertamento ordinario dei residui e procedere alla cancellazione dei residui
attivi e passivi non assistiti da obbligazioni giuridicamente perfezionate,
nonché alla reimputazione dei residui attivi e
passivi le cui obbligazioni non sono esigibili alla data del 31 dicembre
dell’esercizio cui si riferisce il rendiconto;
considerato
che la reimputazione dei residui passivi non
esigibili nell’esercizio 2025 comporta:
a)
la creazione, sul bilancio di previsione 2025-2027, esercizio 2025, cui si
riferisce il rendiconto, dei fondi pluriennali vincolati connessi alle spese reimputate per le quali la copertura è data dal fondo
medesimo;
b)
una variazione del bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, in corso
di gestione, al fine di istituire o incrementare gli stanziamenti di entrate e
spese su cui devono essere imputate le relative obbligazioni;
c)
il trasferimento all’esercizio di reimputazione anche
della copertura che l’impegno aveva nello stanziamento dell’esercizio in cui
era stato inizialmente imputato, attraverso il fondo pluriennale vincolato in
entrata. La costituzione o l’incremento di tale fondo è escluso solo in caso di
contestuale reimputazione di entrate e spese;
preso
atto
a)
che in data 26 gennaio 2026, il dirigente del Settore Bilancio e Ragioneria ha
trasmesso ai responsabili delle strutture amministrative competenti l’elenco
dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre 2025, ai fini del loro
riaccertamento;
b)
che i dirigenti responsabili delle strutture amministrative del Consiglio
regionale hanno trasmesso le risultanze della verifica ordinaria sulla
consistenza e l’esigibilità dei residui di propria competenza, secondo i nuovi
principi contabili applicati, rilevando:
-
gli importi da eliminare definitivamente, in quanto non corrispondenti ad
obbligazioni giuridiche perfezionate;
-
gli importi da conservare a residuo in quanto corrispondenti ad obbligazioni
giuridiche perfezionate;
-
gli importi da reimputare negli esercizi successivi
rispetto al 31 dicembre 2025, nei quali l’esigibilità avrà scadenza;
c)
che sulla scorta delle comunicazioni di cui sopra, il Settore Bilancio e
Ragioneria ha predisposto i prospetti (Allegati A e B) relativi al
riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre
2025, contenenti sia gli importi da conservare, sia gli importi da eliminare
definitivamente in quanto non corrispondenti ad obbligazioni giuridicamente
perfezionate, sia gli importi da eliminare e reimputare
agli esercizi successivi nei quali l’esigibilità avrà scadenza;
visti
a)
gli elenchi dei residui attivi e passivi da conservare nel conto del bilancio
dell’esercizio 2024, da trasmettere al Tesoriere del Consiglio regionale della
Calabria (Allegati C e D);
b)
il prospetto relativo agli impegni da reimputare
negli esercizi successivi a quello a cui si riferisce il rendiconto 2025
(Allegato E);
c)
il prospetto relativo al Fondo Pluriennale Vincolato al 31.12.2025 a seguito
delle operazioni di riaccertamento dei residui attivi e passivi e di reimputazione degli impegni (Allegato F);
d)
il prospetto relativo alle variazioni di competenza e di cassa del bilancio di
previsione finanziario 2026-2026, esercizio 2026, al fine di adeguare le
previsioni di competenza e di cassa iscritte in bilancio all’ammontare dei
residui attivi e passivi esistenti al 31 dicembre 2025, nonché della reimputazione degli impegni eliminati in quanto non
esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati
nell’esercizio 2026 (Allegato G);
preso
atto che il Collegio dei Revisori dei Conti con il verbale n. 22 dell’8 aprile
2026, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale
(Allegato H), ha espresso parere favorevole sulla proposta di riaccertamento
ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2025;
dato
atto che con successivo provvedimento sarà aggiornato il prospetto del
risultato presunto di amministrazione dell’esercizio 2025, approvato con
Deliberazione consiliare n. 42 del 18 dicembre 2025;
ritenuto,
pertanto, di dover procedere, in ragione di quanto sopra espresso ed in
esecuzione dell’art. 3, comma 4, del Decreto legislativo n.118/2011,
all’approvazione delle risultanze del riaccertamento ordinario dei residui
attivi e passivi al 31 dicembre 2025, nonché all’approvazione delle conseguenti
variazioni al bilancio di previsione 2026-2028, esercizio 2026, del Consiglio
regionale;
udito
la relatrice, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in
premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
1) di approvare, ai sensi
dell’art. 3, comma 4 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 ed in
ossequio al principio contabile allegato 4/2 al citato decreto, punto 9.1, gli
elenchi dei residui attivi e passivi cancellati, reimputati
e mantenuti alla data del 31 dicembre 2025 risultanti dall’operazione di
riaccertamento ordinario e che si allegano al presente provvedimento quale
parte integrante e sostanziale (Allegati A e B);
2) di dare atto che
l’ammontare dei residui attivi al 31 dicembre 2024 è pari ad euro
69.411.864,38, come da Allegato C alla presente deliberazione, di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
3) di dare atto che
l’ammontare dei residui passivi al 31 dicembre 2024 è pari ad euro
24.794.519,76, come da Allegato D alla presente deliberazione, di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
4) di disporre la
registrazione nella contabilità dell’Ente, con imputazione negli esercizi in
cui sono esigibili, degli impegni 2025 elencati nell’Allegato E alla presente
deliberazione, di cui costituisce parte integrante e sostanziale;
5) di dare atto che la
consistenza finale al 31 dicembre 2025 del fondo pluriennale vincolato
(Allegato F, alla presente deliberazione, di cui costituisce parte integrante e
sostanziale), da iscrivere nell’entrata del bilancio dell’esercizio 2026, è
pari ad euro 23.444.332,97 di cui euro 3.089.976,00 per spese correnti ed euro
20.354.356,97 per spese in conto capitale;
6) di approvare le variazioni
in conto competenza ed in conto cassa degli stanziamenti del bilancio di
previsione 2026-2028, esercizio 2026, seguito dell’adeguamento dei valori
iscritti in bilancio all’ammontare dei residui attivi e passivi esistenti al 31
dicembre 2025 dopo le operazioni di riaccertamento ordinario dei residui e di reimputazione degli impegni eliminati in quanto non
esigibili al 31 dicembre 2025, e reimputati
nell’esercizio 2025, come risultanti dall’Allegato G, che costituisce parte
integrante e sostanziale del presente provvedimento;
7) di prendere atto del parere
favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti, allegato alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato H);
8) di rinviare ad un
successivo provvedimento l’aggiornamento del prospetto del risultato presunto
di amministrazione dell’esercizio 2025, approvato con la Deliberazione
consiliare n. 42 del 20 dicembre 2025;
9) di dare atto che le
risultanze del presente riaccertamento dei residui confluiranno nel rendiconto
dell’esercizio 2025;
10) di trasmettere la presente deliberazione,
unitamente ai relativi allegati, alla Giunta regionale e al Settore Bilancio e
Ragioneria del Consiglio regionale per opportuna conoscenza e/o per il seguito
di rispettiva competenza.
Il Consiglio regionale
vista
la deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 avente ad oggetto:
“Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di
vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale
17/99, articolo 1, comma 2”;
visto
l’art. 1, comma 2 della legge regionale n. 17/99 attuativo del disposto
dell’art. 6, comma 2, lettera a) del decreto legislativo n. 114/98.
considerato
che la direttiva 2006/123/CE (Direttiva Servizi), vieta limiti numerici e
dimensionali non giustificati da motivi imperativi di interesse generale;
richiamato
il d.lgs. 59/2010 che recepisce i principi di cui alla direttiva 2006/123/CE
(Direttiva Servizi);
visto
l’articolo 31, comma 2, del decreto-legge n. 201 del 2011 il quale prevede che
secondo la disciplina dell’Unione europea e nazionale in materia di
concorrenza, “costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale la
libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza
contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura,
esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori,
dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano, e dei beni culturali.” e demanda
alle Regioni il compito di adeguare i propri ordinamenti a tali prescrizioni;
vista
la proposta di provvedimento amministrativo n. 42/13^ di iniziativa delle
consigliere Iiriti, De Francesco, recante: “Modifica della deliberazione
consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione
delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo
n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)”;
preso
atto che la Quinta Commissione consiliare, nella seduta del 25 marzo 2026, si è
determinata favorevolmente sull’approvazione della Proposta di provvedimento
amministrativo n. 42/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante:
“Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi
e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in
attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99,
articolo 1, comma 2)”, e i documenti ad essa allegati;
udito il relatore, consigliera Iiriti, che ha illustrato il
provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in
premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
·
di approvare
la modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000
(Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di
vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale
17/99, articolo 1, comma 2), per come di seguito riportato:
Art.
1
(Modifiche della deliberazione consiliare n.
409/2000)
1. La delibera consiliare n. 409/2000
(Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di
vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale
17/99, articolo 1, comma 2) è così modificata:
a) l’articolo 4 è sostituito dal seguente:
“Art.
4
(Compatibilità delle grandi strutture di
vendita)
1. Al fine di favorire l’equilibrato sviluppo
delle diverse tipologie distributive, l’apertura e il trasferimento di grandi
strutture di vendita può avvenire in presenza dei seguenti requisiti:
a) adeguatezza della rete infrastrutturale a
sostenere flussi di traffico indotti;
b) congruo rapporto tra superficie
impermeabilizzata e superficie a verde;
c)
compatibilità estetica e funzionale degli insediamenti in prossimità delle zone
di interesse storico, artistico o ambientale.”;
b) l’articolo 5 è abrogato;
c) all’articolo 6:
1)
dopo la lettera b) del comma 1
sono inserite le seguenti: “b-bis) domande che prevedono la realizzazione
strutture mediante il recupero di aree dismesse o edifici preesistenti senza
consumo di suolo agricolo; b-ter) domande che prevedono la realizzazione di
strutture che presentano soluzioni eco-compatibili per la gestione dei rifiuti
e efficienza energetica dell’edificio;”;
2)
il comma 4 è abrogato;
d)
all’articolo 8:
1)
nel comma 1 le parole: “previo parere positivo della Conferenza dei servizi,
qualora esso sia contenuto nei limiti della tipologia G1 o, trattandosi di
ampliamento di una grande struttura di tipo G2, nei limiti di superficie
indicati al precedente articolo 6, comma 4. Tale ampliamento è sempre concesso
direttamente dal Comune,” e le parole: “entro il 20 per cento di superficie in
più rispetto a quella autorizzata, di cui all'articolo 6, comma 2, della legge
regionale” sono soppresse;
2)
il comma 3 è abrogato;
e) i commi 2 e 3 dell’articolo 9 sono abrogati;
f) il comma 3 dell’articolo 12 è abrogato;
g) nell’allegato C, punto 5:
1)
alla lettera a), le parole da: “e la superficie massima” e fino a: “concentrati
o accorpati” sono soppresse;
2)
alla lettera b), le parole da: “e l’ampliamento sia contenuto” e fino a:
“concentrati o accorpati” sono soppresse.
Art.
2
(Disposizione transitoria)
1. Nelle more dell'aggiornamento degli
strumenti urbanistici comunali, ogni disposizione che preveda distanze minime,
limiti numerici o test economici è da considerarsi disapplicata.
2. I procedimenti in corso alla data di
adozione del presente provvedimento sono definiti in conformità ai principi di
libertà di stabilimento e ai criteri di sostenibilità.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
la Giunta regionale trasmette
i bilanci al Consiglio regionale per la successiva approvazione, a norma
dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello Statuto;
visti:
- l’articolo
7 della legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 (Riordino enti, aziende
regionali, fondazioni, agenzie regionali, società e consorzi comunque
denominati, con esclusione del settore sanità), che ha istituito l'Azienda
territoriale per l'edilizia residenziale pubblica regionale (ATERP Calabria),
quale ente ausiliario della Regione in materia di edilizia residenziale
pubblica;
vista la
deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026, recante:
“Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia
Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria). Trasmissione proposta al
Consiglio regionale per gli atti di competenza”, rubricata come proposta di
provvedimento amministrativo n. 48/13^;
vista la deliberazione n. 25 del 3 febbraio
2026, con cui il Commissario Straordinario dell’ATERP Calabria ha approvato la
proposta di bilancio di previsione 2026-2028, allegato 1 alla deliberazione
della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione
quale parte integrante e sostanziale;
rilevato che il Revisore unico dei conti dell'Ente,
con verbale n. 3 del 27 gennaio 2026, allegato 1 alla deliberazione della
Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale:
-
ha verificato che il bilancio
è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello statuto dell’Ente,
del regolamento di contabilità, delle norme del decreto legislativo n. 118/2011
e dei principi contabili applicati n. 4/1 e 4/2 allegati al predetto
decreto legislativo;
-
ha rilevato la coerenza
interna, la congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio;
-
ha evidenziato le seguenti
criticità e ha invitato l’Ente:
·
con riferimento ai crediti e
al Fondo crediti di dubbia esigibilità alla verifica delle ragioni del
mantenimento dei propri crediti, in particolare per quelli risalenti, in base
ad una loro effettiva esigibilità; al contempo ha preso atto che l’iter per l’affidamento
del servizio di riscossione coattiva delle entrate patrimoniali dell’Aterp è stato concluso e sono già partiti i primi ruoli;
sempre con riferimento alla gestione dei propri crediti (residui attivi), ha
richiesto una dettagliata relazione con cadenza semestrale, dalla quale si
possa evincere l’ammontare complessivi dei crediti, distinti per anno di
formazione, l’attività di recupero e di interruzione dei termini prescrizionali
dei crediti vetusti ed eventuali motivi di rinuncia alla riscossione;
·
relativamente al contenzioso e
all’adeguatezza del fondo, dai vari riscontri è emerso l’esistenza di numerose
cause legali in corso. Dunque, al fine di effettuare sia una puntuale
ricognizione dello stato dei contenziosi che acquisire dati utili per valutare
la congruità del fondo accantonamenti, rispetto alla copertura delle relative
potenziali soccombenze alla quale è esposto l’Ente, ha richiesto dettagliate
informazioni con cadenza semestrale;
·
per quanto concerne le
disposizioni in materia di riduzione dei tempi di pagamento delle pubbliche
amministrazioni, ad eseguire un continuo ed attento monitoraggio, anche al fine
di ottemperare a quanto prevede la normativa (ex art. 4bis della Legge n. 13/2023).
-
ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio
di previsione 2026-2028 dell’ATERP Calabria;
tenuto conto che il dipartimento regionale “Governo
del Territorio, Difesa del Suolo e Politiche per la Casa”, che esercita la
vigilanza sulle attività dell'Ente, nell’ambito
dell’istruttoria di propria competenza (prot. n. 224063 del 18 marzo 2026),
allegato 2 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25 marzo 2026 e
alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale:
-
ha rilevato che risulta
garantito l’equilibrio di competenza e di cassa tra le entrate finali e le
spese finali;
-
con riferimento al Fondo
Pluriennale Vincolato, nella parte entrata, “in relazione a spese finanziate in
anni precedenti ed esigibili successivamente non risulta la corretta reimputazione e distribuzione sulle singole annualità del
bilancio di che trattasi” e, pertanto, “se ne sollecita la quantificazione in
sede di riaccertamento parziale dei residui in relazione all’aggiornamento del
Cronoprogramma di spesa, che determinerà una variazione al Bilancio di
Previsione 2026-2028”;
-
ha dato atto:
·
delle risultanze dell’analisi
condotta dal Revisore Contabile dell’Ente;
·
“che il bilancio risulta
redatto nell’osservanza delle norme di Legge, dello statuto dell’Ente, del
regolamento di contabilità, nonché delle norme del D.Lgs.
n.118/2011 ed in conformità ai principi contabili applicati n. 4/1 e n. 4/2
allegati al predetto decreto legislativo”;
·
“che sussistono le condizioni
di legge in ordine alla congruità e attendibilità delle previsioni di bilancio,
ferme restando le osservazioni espresse in ordine al fondo pluriennale
vincolato” ed ha, pertanto, espresso parere favorevole, ai sensi del comma 3
dell’articolo 57 della legge regionale n.8 del 4 febbraio 2002, sulla proposta
di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati”;
rilevato che il dipartimento regionale
“Bilancio, Finanze e Patrimonio”, nell’ambito dell'istruttoria di propria
competenza, allegato 3 alla deliberazione della Giunta regionale n. 123 del 25
marzo 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale:
-
ha verificato la sussistenza
degli equilibri di bilancio, per come definiti dal decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118;
-
ha formulato all’Ente le
seguenti raccomandazioni:
· con
riferimento al Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE), “nel corso
dell’esercizio 2026, qualora se ne ravvisassero le necessità, di aggiornare le
previsioni di spesa di cui al FCDE, verificandone, a seguito dell’attività di
gestione, il perdurare della congruità, in ragione di eventuali variazioni
apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata,
nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi.”;
· con
riferimento al Fondo Pluriennale Vincolato (FPV), “a seguito dell’approvazione
della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari
correttivi al predetto FPV, sia per la parte corrente sia per quella in conto
capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza
finanziaria potenziata.”;
-
ha preso atto del parere
favorevole del Revisore Unico dei conti dell’Ente e del Dipartimento Governo
del Territorio, Difesa del Suolo e Politiche per la Casa, che esercita la
vigilanza sulle attività dell’ATERP, fermo restando quanto prescritto e raccomandato
dal dipartimento vigilante e dallo stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e
Patrimonio”, ha ritenuto possibile esprimere “parere favorevole all’adozione,
da parte della Giunta Regionale, della proposta di Bilancio di Previsione
2026-2028 dell’ATERP Calabria, al fine della successiva trasmissione della
stessa al Consiglio Regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57,
comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.”;
preso atto che la Seconda Commissione
consiliare, nella seduta del 20 aprile 2026, si è determinata favorevolmente
sull’approvazione del Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda
Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria)”, e i
documenti ad esso allegati;
udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che
ha illustrato il provvedimento;
delibera
per
le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si
intendono integralmente riportate:
-
di approvare, ai sensi dell'articolo 54, comma 5, lettera b) dello
Statuto e ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale n.8/2002, il Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda
Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria), unitamente ai relativi allegati richiamati
in premessa, che costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.
Art. 1
(Modifica del titolo della l.r. 2/2017)
1. Nel titolo della legge regionale 1° febbraio 2017, n.
2 (Istituzione dell’Osservatorio regionale per i minori), le parole: “i minori”
sono sostituite dalle seguenti: “l’infanzia e l’adolescenza”.
Art. 2
(Integrazione dell’articolo 1 della l.r. 2/2017)
1. L’articolo 1 della l.r.
2/2017 è così modificato:
a) prima del comma 1 è inserito il seguente comma:
“01. La Regione Calabria riconosce che la
promozione dei diritti dell'infanzia rappresenta un impegno collettivo che
richiede la partecipazione di istituzioni, famiglie e comunità ed è
fondamentale per costruire una società più inclusiva e capace di offrire una
migliore qualità di vita ai cittadini.”.
b) all’inizio del comma 1, dopo le parole: “Regione
Calabria”, è inserita la seguente: “inoltre,”.
Art. 3
(Modifica dell’articolo 2 della l.r. 2/2017)
1. L’articolo 2 della l.r.
2/2017 è così modificato:
a) nella rubrica, le parole: “dei minori” sono
sostituite dalle seguenti: “per l’infanzia e l’adolescenza”;
b) nel comma 1, le parole: “è istituito l'Osservatorio
regionale dei minori” sono sostituite dalle seguenti: “è costituito
l’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza che ha sede”.
Art. 4
(Integrazione dell’articolo 3 della l.r. 2/2017)
1. L’articolo 3 della l.r.
2/2017 è così modificato:
a) all’inizio del comma 1, le parole:
“L’Osservatorio regionale sui minori” sono sostituite dalle seguenti:
“L’Osservatorio regionale per l’infanzia e l’adolescenza”;
b) dopo la lettera g) del comma 1 sono aggiunti la
seguente lettera e il seguente comma:
“h) due rappresentanti delle società
medico-scientifiche dell’area pediatrica operanti in Calabria, designati dai
rappresentanti delle stesse e nominati dal Presidente del Consiglio regionale.
1- bis. Possono essere invitati alle riunioni anche
esperti di settori che operano nei seguenti ambiti:
a) comunicazione, informazione e partecipazione;
b) inclusione dei minori e adolescenti stranieri;
c) inclusione dei minori e adolescenti disabili;
d) sport e promozione della pratica sportiva;
e) offerta culturale rivolta ai minori e agli
adolescenti;
f) educazione ambientale e mobilità sostenibile.”;
c) alla fine del comma 3 dopo le parole: “è
gratuita” sono aggiunte le seguenti: “e non dà luogo a rimborso spese”;
d) il comma 5 è sostituito dal seguente:
“5. L’Osservatorio si riunisce almeno due volte l’anno,
le riunioni hanno validità indipendentemente dal numero dei partecipanti e le
decisioni assunte sono valide con la maggioranza semplice dei presenti.”.
Art.5
(Modifica dell’articolo 4 della l.r. 2/2017)
1. L’articolo 4 della l.r.
2/2017 è così modificato:
a) nei commi 1 e 2 le parole: “i minori” sono
sostituite dalle seguenti: “l’infanzia e l’adolescenza”;
b) la lettera h) del comma 2 è abrogata.
Art. 6
(Integrazione dell’articolo 6 della l.r. 2/2017)
1. Alla fine del comma 1 dell’articolo 6 della l.r. 2/2017 sono aggiunte le seguenti parole: “, anche al
fine di consentire alla Giunta regionale la formulazione di direttive per gli
enti locali.”.
Art. 7
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. Dall’attuazione della presente legge non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio della Regione Calabria.
Art. 1
(Modifica dell’articolo 11 della l.r. 9/2007)
1. Nel comma 4 dell’articolo 11 della legge regionale 11
maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007)
le parole: “a casa dello studente”, sono sostituite dalle seguenti: “a
strutture e servizi universitari, con particolare riferimento a quelli inerenti
al diritto allo studio,”.
Art. 2
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. L’attuazione della presente legge non comporta
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 1
(Disposizioni normative in materia di demanio
marittimo)
1. Ai fini dell’assegnazione delle concessioni
demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, gli enti locali costieri
procedono, per i territori di rispettiva competenza, alla preventiva
valutazione della sussistenza della scarsità della risorsa naturale spiaggia
ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, ai sensi dell’articolo 12 della
direttiva 2006/123/CE e degli articoli 49 e 56 del Trattato sul funzionamento
dell’Unione europea. La valutazione di cui al primo periodo è effettuata sulla base
di criteri oggettivi, non discriminatori, trasparenti e proporzionati,
verificati dalla Regione nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo. La
Regione assicura, con le risorse disponibili a legislazione vigente, il
supporto e l’affiancamento ai Comuni nell’espletamento delle relative attività
istruttorie. All’esito della valutazione, qualora sia accertata la sussistenza
della scarsità della risorsa ovvero dell’interesse transfrontaliero certo, gli
enti locali procedono all’indizione di procedure ad evidenza pubblica per
l’individuazione del concessionario.
2. Qualora all’esito della valutazione di cui al
comma 1, non sia accertata la scarsità della risorsa spiaggia o un interesse
transfrontaliero certo, gli enti locali costieri procedono all’assegnazione
delle concessioni demaniali non ancora rilasciate nel rispetto dei principi di
trasparenza, imparzialità e pubblicità dell’azione amministrativa e,
contestualmente, procedono alla proroga delle concessioni balneari attualmente
in essere, per un periodo pari a quello fissato nei bandi pubblicati per l’individuazione
del concessionario, con riferimento alle concessioni di nuova assegnazione.
3. In considerazione del preminente interesse pubblico di
garantire i servizi di accoglienza turistica e l’efficacia delle misure di cui
all’articolo 10, comma 1, del decreto legge 27 febbraio 2026, n. 25 (Interventi
urgenti per fronteggiare l’emergenza provocata dagli eccezionali eventi
meteorologici), nonché della necessità di garantire stabilità alle attività
produttive e commerciali, in deroga al comma 1, le concessioni balneari sono
prorogate per il tempo necessario a consentire l'ammortamento e l'equa
remunerazione degli investimenti e comunque per un periodo non superiore a
cinque anni, al fine di assicurare la realizzazione delle opere occorrenti al
ripristino della funzionalità degli stabilimenti balneari a seguito degli
eventi meteorologici avversi verificatisi nei mesi di gennaio e febbraio 2026,
ferma restando l’adeguata valutazione delle misure di sostegno agli stessi
riconosciute in qualità di concessionari, in qualunque forma previste.
Art. 2
(Clausola di invarianza degli oneri
finanziari)
1. Dall’attuazione della presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno
successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico
della Regione Calabria.
Art. 1
(Integrazioni dell’articolo 27 della l.r. 17/2005)
1. L’articolo 27 della legge regionale 21 dicembre
2005, n. 17 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative
sulle aree del demanio marittimo) è così modificato:
a) dopo il comma 8 sono aggiunti i seguenti:
“9. Per far fronte agli effetti degli eccezionali
eventi meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito
il territorio della fascia costiera della Regione Calabria, nonché degli
eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dall'11 al 20 febbraio
2026 nel territorio delle province di Catanzaro e di Cosenza, limitatamente
alla sola stagione balneare 2026, ed esclusivamente nei comuni che hanno subito
danni al proprio litorale e che risultano inseriti nelle ordinanze emanate in
attuazione della delibera del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026
(Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli eccezionali eventi
meteorologici che, a partire dal giorno 18 gennaio 2026, hanno colpito il
territorio della Regione Calabria, della Regione Autonoma della Sardegna e
della Regione Siciliana), e della delibera del Consiglio dei ministri del 10
marzo 2026 (Dichiarazione dello stato di emergenza in conseguenza degli
eccezionali eventi metereologici verificatisi nei giorni dall’11 al 20 febbraio
2026 nel territorio delle province di Catanzaro e di Cosenza), è consentito,
ove le condizioni territoriali lo permettano e su richiesta dei titolari di
stabilimenti balneari legittimamente autorizzati che non sono in condizioni di fruire
dell’area demaniale concessa poiché danneggiata o non accessibile, procedere,
anche in assenza del piano comunale di spiaggia, alla concessione di una
diversa collocazione delle aree già assentite in concessione, anche in deroga
alla distanza minima di 50 metri lineari tra aree adiacenti in concessione,
fermo restando il rispetto delle seguenti condizioni:
1) sia assicurata, per ciascun comparto o zona
omogenea del singolo Comune rivierasco, una percentuale non inferiore al 30 per
cento del fronte mare destinata alla libera fruizione, calcolata con
riferimento all’estensione della fascia demaniale marittima disponibile alla
balneazione;
2) sia privilegiata l’occupazione dell’area
demaniale marittima interposta o interclusa tra le eventuali strutture di
servizio della medesima concessione poste a monte dell’arenile e la zona a
valle destinata alla posa di ombrelloni e sdraio, nonché dell’area posta a
monte della stessa concessione, fino al limite del confine demaniale o della
viabilità esistente;
3) è consentita, altresì, nel rispetto delle norme
igienico - sanitarie vigenti, ai fini di somministrazione di alimenti e
bevande, l’installazione di strutture omologate diverse da quelle originarie
colpite dall’evento metereologico avverso, la cui documentazione è già
depositata presso gli uffici competenti;
4) nei comuni interessati dagli effetti del ciclone
denominato “Harry” i cui stabilimenti non sono dislocati in area diversa da
quella attuale è consentito un ampliamento del fronte mare esistente nella
misura massima del 20 per cento. Ciò per compensare l’erosione costiera legata
a tale fenomeno che in molti casi ha diminuito la profondità dell’area in
concessione.
9-bis. Il rilascio delle autorizzazioni o licenze
suppletive valide per la sola stagione balneare 2026 di cui al comma 9 è
ammesso, in relazione alle deroghe previste nelle ordinanze di cui al medesimo
comma 9 e per la vigenza delle stesse, a condizione che il concessionario sia
in regola con il pagamento dei canoni demaniali marittimi e dell’addizionale
regionale, che non permangano occupazioni o innovazioni abusive sul demanio
marittimo; ciò vale anche per le aree in concessione con strutture parzialmente
danneggiate per le quali è possibile provvedere al loro ripristino a condizione
che vengano comunque garantite la sicurezza e l’agibilità dei luoghi.
9-ter. A tal fine, le amministrazioni comunali
significativamente colpite dall’evento meteorico, previa ricognizione in sito
delle aree oggetto di concessione, provvedono alla predisposizione di un avviso
pubblico finalizzato alla valutazione contestuale delle istanze degli operatori
e delle possibilità di fruizione degli arenili. A tale scopo è redatta apposita
planimetria, anche in deroga al PCS, con l’obiettivo di contemperare le
esigenze degli operatori balneari e garantire, al contempo, la libera fruizione
degli arenili.”.
Art. 2
(Clausola d’invarianza finanziaria)
1. Dall’attuazione della presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno
successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della
Regione Calabria.