
XII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
_________
N. 55
SEDUTA
Di lunedì 21 luglio 2025
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FILIPPO
MANCUSO
Inizio lavori h. 15,32
Fine lavori h. 19,21
Presidenza del presidente Filippo Mancuso
La seduta inizia alle 15,32
Dà avvio ai lavori,
invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta
precedente.
Dà lettura del verbale della
seduta precedente.
(È approvato senza osservazioni)
Dà lettura delle
comunicazioni.
Passiamo al primo punto posto
all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo numero
219/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del
rendiconto dell'esercizio finanziario 2024, della relazione sulla gestione 2024
e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi”.
Cedo la parola al collega
Cirillo per illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente.
Con la presente proposta di
provvedimento amministrativo l'Assemblea è chiamata ad approvare il rendiconto
del Consiglio regionale relativo all'esercizio finanziario 2024, la relazione
sulla gestione dell'esercizio 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e
dei risultati attesi.
Al 31/12/2024 risultano
iscritti nella contabilità del Consiglio: residui attivi per euro 43.052.240.48;
residui passivi per euro 14.406.183,09; fondo cassa per euro 14.130.985,60.
L'avanzo di amministrazione
alla data 31/12/2024 è risultato pari ad euro 35.248.402,96 e risulta essere
così ripartito: avanzo vincolato euro 11.710.823,56 per i vincoli derivanti
dall'applicazione di legge statale, contratto collettivo nazionale lavoratori;
avanzo accantonato euro 4.467.177,94 per Fondo contenzioso, passività e
potenziali Fondo crediti di dubbia esigibilità; avanzo destinato agli
investimenti euro 11.946.288,40 per interventi di riqualificazione di Palazzo
Campanella e altre spese destinate ad investimenti; avanzo libero euro
7.124.113,06.
La quota libera del risultato
di amministrazione potrà essere utilizzata dopo l'approvazione da parte del
Consiglio regionale del rendiconto e contestualmente alla verifica degli
equilibri di bilancio per la finalità previste dalla legge.
Sul presente provvedimento la
Commissione speciale di vigilanza, nella seduta del 23 giugno 2025, ha
approvato la relazione prevista all'articolo 110, comma 1, lettera c), del
Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale.
Il Collegio dei revisori dei
conti con verbale numero 22 del 23 giugno 2025 ha attestato la corrispondenza
del rendiconto alle risultanze della gestione ed ha espresso un giudizio
positivo sul rendiconto finanziario 2024 del Consiglio regionale, invitando a
correggere l'anno “2023” con “2024”, riportato per mero errore materiale nelle
varie colonne dell’allegato A1, come illustrato dal paragrafo 5.7 della loro
relazione al rendiconto.
Gli uffici competenti hanno
provveduto ad aggiornare:
- il prospetto allegato A1
“Elenco risorse accantonate nel risultato di amministrazione”, come richiesto
dal Collegio dei revisori dei conti;
- il prospetto dimostrativo
del risultato di amministrazione, contenente un errore materiale, e a
trasmetterli all’Assemblea per l’approvazione del rendiconto finanziario 2024.
Grazie.
Grazie. Non ci sono
interventi. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei
conti e della relazione della Commissione speciale di vigilanza.
Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente
ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al secondo punto
posto all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo
221/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio
2024 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria”.
Cedo la parola al collega
Montuoro per illustrare il provvedimento. Prego.
Grazie, Presidente. Buon
pomeriggio a tutti.
La proposta di provvedimento
posta oggi all'approvazione di questa Assemblea è stata licenziata
all'unanimità dei presenti in seconda Commissione e riguarda, appunto, il
Rendiconto generale esercizio finanziario 2024 dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente della Calabria.
Il Revisore unico dei conti,
con verbale numero 12 del 16 aprile 2025, evidenzia che il risultato di
amministrazione disponibile anno 2024 è pari a euro 10.367.957,44. L’Organo di
controllo ha rilevato una riduzione importante del Fondo crediti di dubbia
esigibilità negli ultimi 5 anni, dovuta all'operazione
di eliminazione dei residui attivi. Con riferimento al contenzioso, il Revisore
rileva una riduzione dello stesso rispetto all'anno precedente, evidenziando un
accantonamento al Fondo pari a euro 700.000.
Altresì, l'Organo di controllo
ha rilevato il miglioramento della consistenza dei residui passivi, che si sono
ridotti rispetto all'inizio dell'anno.
A conclusione della relazione,
il Revisore unico dei conti attesta la corrispondenza del conto consuntivo alle
risultanze della gestione ed esprime parere favorevole all'approvazione del
Rendiconto dell'ARPACal riferito all'esercizio finanziario 2024, con i relativi
allegati, ed al bilancio economico patrimoniale, raccomandando agli Organi di
vertice:
- di prendere atto delle
carenze rilevate allo scopo di adottare le necessarie contromisure per
consentire all'Agenzia di potenziare le funzioni ad essa riservate per legge;
- di provvedere con opportuna
tempestività all'adozione dei regolamenti di contabilità e per la gestione del
patrimonio;
- di reperire risorse
finanziarie adeguate per lo sviluppo potenziale dei
servizi dell'Agenzia.
Relativamente all'adozione del
Regolamento di contabilità, faccio presente che l'Ente, con delibera numero 303
del 30/05/2024, ha adottato il relativo Regolamento.
Il Comitato di indirizzo, con
verbale del 04/06/2025, ha espresso parere favorevole per l'approvazione del
Rendiconto di gestione 2024 e relativi allegati dell'Agenzia regionale per la
protezione dell'ambiente della Calabria.
Il Dipartimento ambiente,
paesaggio e qualità urbana, nell'istruttoria di competenza evidenzia che il
Rendiconto è stato adottato nel rispetto della tempistica indicata dalla legge
regionale numero 8 del 2002.
Il Dipartimento, a conclusione
dell'istruttoria, esprime parere favorevole al Rendiconto di gestione per
esercizio finanziario 2024 dell'Agenzia.
Il Dipartimento economia e
finanze rileva che, con riferimento alle previsioni definitive di entrata e di
spesa, sono garantiti gli equilibri contabili, posto che il totale complessivo
delle entrate risulta pareggiare con il totale complessivo delle spese.
Relativamente al Fondo
pluriennale vincolato, sulla base di apposite verifiche, sembrerebbe sussistere
la formale correttezza nella procedura del riaccertamento ordinario dei residui
nonché nella quantificazione del valore complessivo del Fondo pluriennale
vincolato. Relativamente alla quota disponibile del risultato di
amministrazione, il Dipartimento ha verificato se le parti accantonate e
vincolate sono formalmente corrette.
Il Dipartimento, a conclusione
dell'istruttoria, rileva:
- che sussiste la piena
corrispondenza tra il saldo di cassa al 31/12/2024, per come risultante dal
conto del bilancio, e il corrispondente saldo di cui al conto del tesoriere;
- che sussiste la continuità
tra residui finali dell'esercizio 2023 rispetto a quelle iniziali
dell'esercizio 2024;
- che sussiste la quadratura
delle poste contabili iscritte nelle cosiddette “partite di giro”;
- che sussiste corrispondenza
tra i valori a residuo e quelli riportati nello stato patrimoniale, posto che è
stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti e tra
residui passivi finali e debiti, nonché, con riferimento al conto economico, la
corrispondenza tra impegni in conto competenza e costi e tra accertamenti e
ricavi;
- sussiste la quadratura tra
il saldo di tesoreria, in ragione del totale dei pagamenti e degli incassi
effettuati nel corso dell'esercizio 2024, e il valore registrato alla voce
“Disponibilità liquide” dell'attivo dello Stato patrimoniale;
- che risulta formalmente
corretta la determinazione del Fondo pluriennale vincolato e del risultato di
amministrazione al 31/12/2024.
Il Dipartimento economia e
finanze, eseguite le verifiche, ritiene possibile procedere, da parte della
Giunta regionale, alla trasmissione del Rendiconto relativo all'esercito 2024
dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente alla Calabria al Consiglio
regionale, ai sensi dell'articolo 57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio
2002, numero 8.
Grazie, Presidente.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il collega Laghi. ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Sto seguendo le vicende di ARPACal per un interesse specifico in rapporto all'ambiente,
perché credo che l'Agenzia sia un elemento non sostituibile di sorveglianza e
di controllo – certamente non lo ritengo soltanto io - della qualità
ambientale, delle matrici ambientali nella nostra regione. Quindi, è una
proposta di provvedimento amministrativo che riguarda sostanzialmente gli
aspetti economici.
Però, mi piace sottolineare,
come ha già ricordato il collega Montuoro nella relazione, che sia il
Dipartimento ambiente sia il Revisore unico dei conti sia il Comitato di
indirizzo hanno dato parere favorevole; quest'ultimo segnalando, credo
congruamente, la necessità di rafforzare il personale tecnico.
Voglio, però, dire che gli
aspetti economico-finanziari sono soltanto uno degli aspetti dell'ARPACal - in
questo caso unanimemente valutato positivamente - e che è ben noto come stia
procedendo a un profondo lavoro di riorganizzazione e, concomitantemente, a un
rilancio tecnico, strumentale e professionale da cui credo non si possa e non
si debba prescindere, dato che la Calabria avrà giovamento.
Per cui, considerato che,
nell'andamento di questi ultimi anni, gli esiti di valutazione dell'attività di
ARPACal, approdati in Aula, sono effettivamente tutti
positivi - questo fra gli altri - annuncio il mio voto favorevole al
provvedimento. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il collega Mammoliti. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Sì, è vero, in merito al
Rendiconto ci sono pareri favorevoli degli Organi preposti. Tuttavia
non bisogna sottacere, secondo me, senza sottolineare con la giusta e adeguata
attenzione, le difficoltà e le criticità, come diceva il collega Laghi, che
pure restano nell'assolvimento di una funzione e di una missione strategica e
rilevante per la vita della nostra regione.
Quindi, pur apprezzando questi
passaggi che evidenziano una formale situazione finanziaria di equilibrio, non
possono non rilevare delle criticità significative nelle capacità operative
dell'ARPACal. Intanto, per esempio, sulla raccolta dei dati della raccolta differenziata
in Calabria: sembra una banalità, ma la raccolta dei dati, per quanto riguarda
la raccolta differenziata, è molto deficitaria, eppure è un dato di riferimento
molto utile e molto importante. Lo stesso avviene, con qualche difficoltà,
nella raccolta del monitoraggio operativo sulla questione del mare pulito. Poi,
perché non ricordare, senza nessuna nota polemica, ma perché di fatto si è
verificato, il definanziamento che è avvenuto, a fine anno 2023, per le risorse
importantissime destinate al monitoraggio delle acque, dei fiumi e dei mari?! Definanziamento
avvenuto a causa di ritardi nell'attivazione dell'operatività dell'azione da mettere in campo.
Sappiamo tutti che c'è un
sottofinanziamento e che la dotazione non è adeguata alla normativa prevista,
ma proseguiamo imperterriti, ininterrottamente, a destinare ogni anno,
reiteratamente, in maniera quasi burocratica, la stessa quantità di risorse. Avevo
detto che sarebbe stato utile, con una certa gradualità, portare le risorse da
assegnare all'ARPACal, così come previsto, all'1 per cento delle quantità delle
risorse del Sistema sanitario calabrese.
Infine - non è un aspetto per
nulla banale, secondo me, e su questo bisognerebbe innestare un meccanismo di
azione di rilancio, di consolidamento e di rafforzamento della prospettiva
della missione istituzionale - occorre verificare e misurare l'efficacia e
l'efficienza nella realizzazione dei progetti e dei programmi strategici, cosa
che, purtroppo, ahimè, non avviene.
Quindi, per questa ragione, mi
sono astenuto nella Commissione bilancio e – credo - come valutazione del
Gruppo ci asterremo nel merito di questo Rendiconto, perché, a nostro avviso,
bisogna cambiare pagina, bisogna cambiare modo di gestire questi Enti che sono
fondamentali, strategici e indispensabili per la situazione ambientale ed economico-produttiva
della nostra regione.
Per quanto ci riguarda,
bisogna cambiare passo, con un obiettivo più diretto e operativo, attraverso il
monitoraggio costante degli obiettivi che si devono realizzare; bisogna
coinvolgere i diversi attori e, secondo il nostro punto di vista, bisogna
attivare un graduale adeguamento della consistenza finanziaria per come prevede
la normativa.
Anche sul versante
occupazionale, questo Ente, come la stragrande maggioranza degli Enti della
Regione, caro Presidente, non rispetta normative importanti sui cosiddetti
lavoratori disabili, sui soggetti fragili, nonostante le nostre sollecitazioni
e nonostante le reiterate richieste avanzate anche tramite mozioni e
interrogazioni. In questa Agenzia non viene rispettata la percentuale di
assunzioni prevista dalla legge e non viene rispettata nella stragrande
maggioranza delle Agenzie della Regione. In quasi tutti gli Enti strumentali
questa disapplicazione comincia a diventare stridente e pesante, e sarebbe
utile, anche qui, con la sensibilità dovuta e necessaria a queste categorie,
prestare la dovuta attenzione e, quindi, prevedere nelle piante organiche il
rispetto rigoroso, perentorio e puntuale dell'applicazione della legge per
quanto riguarda le categorie dei disabili.
Per tutte queste ragioni il
nostro voto come Gruppo sarà di astensione. Grazie, Presidente.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Giusto
poche parole per rafforzare l'intervento del collega Mammoliti.
Sicuramente, questo bilancio
di ARPACal è regolare, la gestione finanziaria è
formalmente rispettata, rispettando limiti di spesa e anche quanto disposto
dalla legge 8 del 2002, ma va sottolineato che, comunque, ci sono dei margini importanti
di sottoutilizzazione delle risorse.
Quindi, se pure la gestione è
tecnicamente regolare, secondo noi, la visione politica è asfittica, ed è su
questo che dovremmo riflettere abbastanza.
La Regione continua a
sottodimensionare un'Agenzia che è assolutamente strategica e che dovrebbe
presidiare i fronti urgenti, che sono quelli della qualità dell'area, delle bonifiche
ambientali, del controllo degli scarichi e della prevenzione degli incendi. Stiamo
assistendo in questo periodo a un inquinamento pauroso del Mar Tirreno e del
Golfo di Sant'Eufemia Lamezia e sembra che questa storia invece di migliorare
non faccia altro che peggiorare.
Dunque, le risorse finanziarie
certificate in questo Rendiconto e che restano soprattutto non finalizzate ci
rappresentano la mancanza di prospettiva e di un disegno politico
sull’ambiente.
Pertanto, chiediamo, con
forza, che ARPACal non sia relegata a svolgere
funzioni esclusivamente compilative, ma che sia potenziata nell'organico, che
abbia una dotazione tecnologica e una mission
strategica, soprattutto sulla prevenzione dell'ambiente che è un pilastro
della resilienza territoriale calabrese.
A maggior ragione, quindi, ribadisco
il voto di astensione del gruppo del Partito Democratico.
Grazie.
Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente
ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportato in Allegati)
Passiamo adesso al punto 3, la
proposta di provvedimento amministrativo numero 218/12^ di iniziativa della
Giunta regionale, recante: “Piano regionale trasporti. Adozione del Documento
di indirizzo strategico di aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e
del Rapporto ambientale preliminare ed espletamento delle procedure di
Valutazione ambientale strategica per l'approvazione del PRT”.
Cedo la parola al collega Raso
per illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente.
Con deliberazione della Giunta
regionale della Calabria numero 218 del 21 maggio 2025, è stato adottato il
“Documento di indirizzo strategico” per l'aggiornamento del Piano regionale dei
trasporti (PRT), unitamente al Rapporto ambientale preliminare per l'attivazione
delle procedure di Valutazione ambientale e strategica.
Il Documento di indirizzo
strategico (DIS) costituisce il fondamento metodologico e contenutistico per
l'avvio dell'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti della Calabria.
Esso nasce dall'esigenza di riformulare l'intero sistema di pianificazione
della mobilità, ridefinendo obiettivi, strategie e strumenti per rispondere ai
profondi cambiamenti socio-economici, ambientali e
normativi intercorsi dalla precedente approvazione del Piano nel 2016.
L'aggiornamento del PRT si
rende necessario per una serie di motivazioni strutturali e di contesto che
hanno radicalmente trasformato le condizioni in cui si inserisce la mobilità in
Calabria, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti economici globali e
regionali: la pandemia da Covid 2019 ha modificato le abitudini di mobilità, ha
generato nuove esigenze in termini di trasporto pubblico e privato ed ha
richiesto una maggiore flessibilità nei sistemi di spostamento. Inoltre, la
crisi energetica derivante dal conflitto in Ucraina ha inciso sui costi dei
materiali e dell'energia, aumentando il fabbisogno di soluzioni trasportistiche
più sostenibili ed efficienti.
Altre motivazioni sono:
- i mutamenti climatici e i
rischi ambientali;
- l'obsolescenza delle
infrastrutture;
- la transazione ecologica e
digitale: l'Unione Europea ha imposto obiettivi sfidanti di decarbonizzazione
(FIT for 55, Green Deal), che prevedono un azzeramento delle emissioni del
settore dei trasporti entro il 2050. Al tempo stesso, le innovazioni digitali
impongono un rinnovamento nei servizi di mobilità, attraverso l'integrazione
con piattaforme tecnologiche, servizi intelligenti e nuove forme di mobilità
condivisa;
- l'evoluzione del quadro
normativo e della programmazione: dal 2016 ad oggi, il panorama di riferimento
è cambiato radicalmente con l'introduzione di nuovi strumenti nazionali (Piano
generale dei trasporti e della logistica, PNRR), programmazione regionali
(Strategia per lo sviluppo sostenibile, Piano di tutela dell'aria, Quadro
regionale dei trasporti pubblici). Il nuovo PRT deve integrarsi coerentemente
con tali strumenti per garantire efficacia, coerenza e sinergia negli interventi;
- criticità strutturali e
sociali: la Calabria presenta tassi di accessibilità, efficienza del trasporto
pubblico locale e intermodalità tra i più bassi d'Italia. Le disuguaglianze
territoriali e sociali si traducono in una mobilità inefficiente, costosa e
poco equa, soprattutto per le aree interne e marginali;
- esigenze di pianificazione
integrata e adattiva: il contesto attuale richiede strumenti flessibili, capaci
di adeguarsi rapidamente alle evoluzioni sociopolitiche e ambientali. Il
modello di “Piano processo” permette aggiornamenti periodici e decisioni
tempestive.
Queste motivazioni rendono
imprescindibile una revisione profonda del Piano 2016 e giustificano la
necessità di uno strumento innovativo, coerente e lungimirante, quale quello
delineato dal Documento di indirizzo strategico.
Il Documento di indirizzo
strategico illustra l'inquadramento del PRT nel più ampio contesto delle
politiche europee, nazionali e regionali, evidenziando la coerenza delle scelte
di Piano con gli orientamenti strategici multilivello e la necessità di un’integrazione
armonica tra i diversi livelli di pianificazione.
Il nuovo PRT si ispira
fortemente ai principi e agli obiettivi del Green Deal Europeo, della Strategia
di una mobilità sostenibile e intelligente e del pacchetto Fit
for 55, con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
In particolare, il Piano mira a contribuire agli obiettivi intermedi del 2030 e
2040, che includono:
- riduzione delle emissioni
climalteranti del 43 per cento entro il 2030;
- diffusione di veicoli a
emissioni zero;
- decarbonizzazione dei
trasporti collettivi sotto i 500 km;
- raddoppio del traffico
ferroviario ed alta velocità;
- sviluppo della mobilità
automatizzata e intelligente.
Il Piano recepisce anche gli
obiettivi delle dieci “iniziative faro” della Commissione europea. Il nuovo
Regolamento UE 2024/1679 ridefinisce la rete transeuropea dei Trasporti
(TENT-T), che ora è articolata su tre livelli: rete centrale (da completare entro
il 2030), rete centrale estesa (da completare entro il 2040) e rete globale (da
completare il 2050). In Calabria rientrano infrastrutture di rilievo su tutti e
tre i livelli:
- l'autostrada A2 del
Mediterraneo (rientra in quello centrale), SS 106 ionica (in quello globale),
la strada 280 e la strada statale 534 (in quello globale);
- le ferrovie: linea tirrenica
Reggio Calabria - Praia (centrale, nella strategia centrale), linea ionica (in
quella globale), Paola-Cosenza-Sibari e Lamezia-Catanzaro Lido (nella centrale
estesa);
- poi, i nodi: Reggio Calabria
(urbano, porto e aeroporto a livello globale), Gioia Tauro (nella strategia
centrale), Lamezia Terme (aeroporto, in quella globale).
La Calabria è attraversata dal
corridoio Scandinavo-Mediterraneo, strategico per l'integrazione logistica e lo
sviluppo del Mezzogiorno.
Il PRT, inoltre, si coordina
con i principali strumenti nazionali:
- Piano generale dei trasporti
e della logistica;
- Piano strategico nazionale
della portualità e logistica;
- Piano nazionale aeroporti;
- Programma operativo
nazionale infrastrutture e Reti 2014-2020;
- contratti di programma
MIT-RFI e MIT-ANAS (2022-2026).
Il Piano riconosce il Sistema
nazionale integrato dei trasporti, l'ossatura infrastrutturale e strategica,
allineata alle reti TEN-T, e individua le opere prioritarie per il
potenziamento della mobilità calabrese.
Infine, il Piano integra gli
indirizzi di:
- Strategia regionale per lo
sviluppo sostenibile;
- i Piani di tutela dell'aria,
dell'energia e del clima;
- il Piano regionale integrato
dei trasporti pubblici;
- il Piano per la mobilità
ciclistica;
- i Piani urbanistici e
territoriali in scala sub-regionale.
L'approccio sistematico del
PRT consente di superare la frammentazione delle politiche settoriali, offrendo
una visione traversale che collega mobilità, territorio, ambiente, economia e
innovazione.
Il documento analizza il
sistema attuale secondo diverse dimensioni:
- demografica e insediativa:
calo della popolazione, concentrazione lungo le coste, abbandono delle aree
interne;
- ambientale: territori
esposte a frane, alluvioni, terremoti ed erosione;
- infrastrutturale: rete
obsolete, con bassa qualità del servizio, scarsa intermodalità e limitata
accessibilità verso nodi di interesse primario (aeroporti, ospedali,
università);
- economica: il PIL pro capite
tra i più bassi d'Italia; comparti trainanti sono agricoltura, turismo e
logistica;
- servizi di mobilità:
trasporto pubblico locale inefficiente, TPL trasporto pubblico locale su gomma
sottoutilizzato, congestione urbana in crescita.
Il Documento di indirizzo
strategico definisce la visione generale e gli obiettivi programmatici che
guideranno l'azione regionale in materia di mobilità e logistica. Questa
visione si fonda su quattro pilastri fondamentali: connettività, accessibilità,
resilienza e sostenibilità.
La Calabria mira a diventare
una regione connessa, accessibile, resiliente e sostenibile, capace di
assicurare una mobilità integrata, efficiente e rispettosa dell'ambiente.
L'obiettivo è superare l'attuale frammentazione infrastrutturale e
organizzativa, rispondendo ai fabbisogni delle persone, delle imprese e dei
territori con servizi moderni, intermodali e inclusivi.
Gli obiettivi strategici
individuati sono:
- garantire il diritto alla
mobilità per tutti, con particolare attenzione alle aree interne e marginali;
- favorire integrazione
modale;
- ridurre le emissioni di gas
climalteranti;
- sviluppare infrastrutture
resilienti;
- promuovere l'innovazione
tecnologica;
- migliorare la competitività
del sistema logistico regionale;
- sostenere l'inclusione
sociale e l'equità territoriale.
Le strategie proposte per
conseguire tali obiettivi del PRT si articolano in sei macro-ambiti:
- infrastrutture per
connettività primaria: completamento degli assi longitudinali (Statale 106, A2)
e trasversali (Strada delle Serre, SS280); potenziamento della rete ferroviaria
ionica e tirrenica;
- mobilità sostenibile urbana
e metropolitana: sviluppo del trasporto pubblico locale e dei servizi a
domanda; interventi per la ciclabilità e la mobilità dolce; realizzazione di
Piani urbani di mobilità sostenibile;
- sistema logistico integrato:
valorizzazione del porto di Gioia Tauro come hub strategico del Mediterraneo; miglioramento dell’intermodalità
con gli interporti e le ZES (Zone economiche speciali);
-
digitalizzazione e servizi innovativi: promozioni di sistemi MaaS (Mobility as a Service), biglietteria elettronica, infomobilità in
tempo reale, piattaforme integrate per la logistica e il trasporto pubblico
locale.
- Resilienza e sicurezza
infrastrutturale: interventi di adeguamento antisismico, mitigazione del
rischio idraulico e idrogeologico, manutenzione programmata e uso dei materiali
e tecniche sostenibili.
-Governance, regolarizzazione
e partecipazione: rafforzamento della capacità amministrativa regionale,
semplificazione normativa, coinvolgimento degli stakeholders pubblici e privati
nella definizione e attuazione delle politiche.
Il Piano si distingue tra:
· Interventi
strutturali: grandi opere infrastrutturali e strategiche, prevalentemente su
strade, ferrovie e nodi logistici;
· interventi
di servizio: riorganizzazione delle reti di trasporto pubblico locali, servizi
a chiamata, gestione delle domande, city logistics;
· Interventi
regolatori e normativi: revisione del contratto di servizio, integrazione
tariffaria, aggiornamento dei Piani di settore.
Tutti gli interventi saranno
valutati in base a criteri di:
· coerenza
con gli obiettivi;
· sostenibilità
ambientale, economica e sociale;
· fattibilità
tecnica e finanziaria;
· priorità
temporale e territoriale.
Il documento di indirizzo
strategico avvia una nuova fase di pianificazione dei trasporti regionali,
fondata su resilienza, efficienza, sostenibilità e innovazione. Si configura
come strumento aperto, evolutivo, capace di guidare l’azione pubblica verso una
mobilità più equa, competitiva e a misura di cittadino.
Il Piano regionale dei
trasporti, costruito su questo impianto, rappresenterà un’opportunità
strategica per trasformare la Calabria in una piattaforma logistica e turistica
del Mediterraneo. Insieme al Piano è stato approvato il “rapporto preliminare
VAS” che dà avvio alla fase di consultazione da parte di tutti i soggetti
competenti in materia ambientale.
Tale documento contiene al suo
interno: la presentazione degli obiettivi e delle strategie promosse dal PRT,
l’illustrazione della metodologia di valutazione e istituzionale nel documento
di “rapporto ambientale”, il quadro di riferimento ambientale dell'area di
studio e le componenti ambientali potenzialmente interessate dagli effetti del
PRT, gli obiettivi di sostenibilità ambientale e il rapporto con la
pianificazione e la programmazione nazionale e regionale; i possibili effetti
ambientali del PRT e una proposta di indice per il rapporto ambientale.
I pareri, i contributi che
perverranno da parte dei soggetti competenti in materia ambientale
contribuiranno alla redazione del documento “cuore” del procedimento VAS.
Il “rapporto ambientale”,
affiancato dallo “studio di incidenza” e dalla “sintesi non tecnica”, sarà
redatto secondo il contenuto dell'allegato 6 del Decreto legislativo numero 152
del 2006. Grazie.
Grazie, consigliere Raso.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Bruni. Ne Ha facoltà.
Grazie, Presidente. Il
documento di indirizzo strategico che è stato adottato è sicuramente un atto
essenziale, ma, certamente, lontano dall'essere esaustivo, anche perché ha una
valenza programmatoria che si deve tradurre in una pianificazione operativa e
in una capacità di assorbimento dei Fondi strutturali, ma, soprattutto,
colleghi, vorrei farvi notare la tempistica che non può non interessarci e che
credo sia estremamente dirimente.
La procedura è stata avviata
con una deliberazione di Giunta regionale, esattamente la numero 37 del 31
gennaio 2022 e oggi, dopo tre anni e mezzo, arriva in Consiglio l'approvazione
delle linee di indirizzo. Sono stati necessari tre anni e mezzo per un atto di
indirizzo?
A questo ritmo il vero Piano
dei trasporti quando lo avremo? Tra 5, 6 o 10 ancora anni? Sono stati coinvolti
quaranta tecnici per partorire, però, un documento enorme, ampio, che sembra il
risultato di un “copia e incolla”, in cui francamente non vediamo un effettivo
governo di questo processo.
Credo che la Calabria
attenderà veramente tantissimo questa trasformazione.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Tavernise. Ne Ha facoltà.
Grazie, presidente Mancuso.
Condivido quello che ha detto
la collega Bruni e volevo soltanto aggiungere, rispetto alla relazione
introduttiva del consigliere Raso, che ritengo inaccettabile da parte di questa
maggioranza anche soltanto l'utilizzo del termine “alta velocità”.
Mi rivolgo, soprattutto, ai
colleghi della Lega, ma vorrei che su questo intervenisse anche il presidente
Occhiuto perché – ripeto – ritengo inaccettabile leggere in un Piano regionale
trasporti, in un atto di indirizzo, “Connettere la Calabria alla rete di
servizi alta velocità nazionali. Definire le fasi di realizzazione della
Salerno-Reggio Calabria in relazione anche al Ponte sullo Stretto, in modo da
massimizzare la riduzione dei tempi di percorrenza nel più breve tempo
possibile e le fasi successive. Incentivi alla intensificazione dei
collegamenti alta velocità attuali”.
Mi aspetto anche – non perché
lo dico io, ma l'ha detto anche il presidente Occhiuto pochi giorni fa quando è
andato con il Presidente della Regione Sicilia, Schifani, al Ministero delle
infrastrutture dal ministro Salvini – che l'assessore al ramo, il Presidente e
tutta la maggioranza ricordino ai propri partiti di appartenenza che su questa
benedetta alta velocità – perché è passata come una cosa in sordina – in
Calabria, non abbiamo neanche un centesimo. Manca addirittura un miliardo di
euro per arrivare a Praia a Mare che è ai confini con la Basilicata.
Su questo, la maggioranza ha
il coraggio di andare dalla presidente Meloni e dal ministro Salvini e chiedere
lo stanziamento di questo miliardo? Perché, altrimenti, collega Raso, torniamo
ai tempi della scuola e veniamo in Aula a leggere il documento che ci preparano
e finisce lì, almeno per quanto riguarda l'alta velocità.
Devo, poi, dire che, invece,
relativamente ai collegamenti stradali in questa legislatura sono arrivati 3 miliardi di euro. Ho sempre detto che, quando ci sono
risultati positivi, li elogio come per la SS 106 dove è stato fatto tanto,
mentre sull'alta velocità non è stato fatto niente.
Penso che in quest'ultimo anno
e mezzo questo governo di centrodestra, anche perché c’è un Governo di
centrodestra a livello nazionale, debba battere i pugni sul tavolo e difendere
la Calabria perché non possiamo pensare che l'alta velocità possa fermarsi a
Romagnano. Quindi, con la massima cortesia e stima nei suoi confronti,
assessore Caracciolo, le chiedo, per favore, di far sentire la voce dei nostri
corregionali perché anche la Calabria merita l'alta velocità e non è pensabile
che, al momento, non sia stanziato nemmeno 1 euro per la conclusione dei
lavori, quantomeno fino a Praia a Mare e, poi, da lì a scendere, perché abbiamo
anche noi il diritto di collegarci al mondo e al resto d'Italia come una regione
normale.
Al momento, dalla
dichiarazione del presidente Occhiuto in cui ha detto “sull'alta velocità non
c'è 1 euro” sono passati 3 anni di legislatura e ancora stiamo cercando questo
famoso miliardo di euro che serve – ripeto – per arrivare fino a Praia a Mare.
Quindi, le chiedo, anche
perché la stimo per come sta dirigendo anche con toni pacati il suo
assessorato, di rivendicare i diritti di tutta la Calabria e dei cittadini
calabresi per quanto riguarda l'alta velocità. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Ho
ascoltato con molto interesse l'elencazione delle diverse criticità contenute
nella relazione del consigliere Raso. Quello al quale state assolvendo a me
sembra più un adempimento burocratico, privo di una idea sui trasporti regionali,
che rappresentano un asset strategico e fondamentale per la crescita e
lo sviluppo della Calabria; quindi, un approccio minimale.
Consigliere Raso, certamente
le criticità sono state elencate e, forse, individuate anche molto bene, ma,
secondo me, per aggiornare questo Piano fermo dal 2016, al di là della
maggioranza e della minoranza, abbiamo bisogno di uno scatto maggiore, se vogliamo
realmente ammodernare le infrastrutture della mobilità calabrese per favorire
una crescita e uno sviluppo avanzato.
La mera elencazione, per
quanto condivisibile, – ci mancherebbe pure – va, però, accompagnata ed è
questo quello che, secondo me, manca.
Da questo versante, scorgo uno
sforzo poco impegnato e non vedo quali siano effettivamente le azioni, che
ancora restano soltanto generiche e ad un livello di indirizzo strategico, ma
manca una pianificazione temporale chiara per la loro realizzazione.
Non possiamo continuare a
sfornare documenti che elenchino soltanto le cose da fare e le criticità che ci
sono: lo spopolamento, le zone interne, l'accessibilità. Abbiamo bisogno, per
il contesto nel quale operiamo – lei giustamente lo diceva -, a causa dei
cambiamenti che sono intervenuti, di agire con operatività, utilizzando bene le
risorse disponibili.
Anche su questo, bisogna dirlo
con molta franchezza, non si forniscono i dettagli sulle fonti di finanziamento
certe e, oltre a non definire tali fonti con progetti infrastrutturali
adeguati, mi chiedo se è stata fatta un'azione di coinvolgimento e di confronto
con i Sindaci e con le organizzazioni sociali.
Nella definizione di un'idea
di un Piano dei trasporti bisogna anche ascoltare, confrontarsi in maniera
adeguata con i diversi soggetti che interagiscono e che, in questa problematica
e da questo punto di vista, rappresentano interessi importanti.
Vogliamo, poi, attraverso un
coordinamento adeguato, mettere in correlazione la possibilità di utilizzare le
diverse fonti di finanziamento – penso al PON, al PNRR e alle altre fonti che
si possono utilizzare – per evitare doppioni e frammentazioni?
Avete individuato una cabina
di regia per utilizzare organicamente e in maniera positiva e proficua la
tipologia e la quantità di risorse che sono sostenibili?
Non ho visto, poi, per
esempio, – è stato anche denunciato in queste settimane da alcune importanti
associazioni – l'idea di un focus approfondito sulla mobilità dolce che è
fondamentale soprattutto per i centri urbani nei quali c'è una presenza
turistica significativa ed importante.
Poi, anche qui una
sottolineatura più forte e sostenuta per rafforzare il focus sull'equità
sociale, l'accesso ai trasporti per anziani, disabili e per le aree marginali,
perché, se non c'è questo collegamento, ahimè, rischiamo di compromettere anche
diritti fondamentali come quello all'istruzione o altri diritti importanti.
Per questa ragione, condivido
le affermazioni della collega Bruni. Il Piano regionale dei trasporti,
consigliere Raso, riconosce i problemi veri della Calabria: l'isolamento, la
fragilità, lo spopolamento, ma, secondo me, abbiamo bisogno di qualcosa di più;
ora serve concretezza. Noi chiediamo che ogni progetto sia corredato
dall’indicazione di tempi certi, dei fondi disponibili e da un controllo
pubblico e trasparente sull'avanzamento.
Questo è il messaggio che ci
sentiamo di offrire a questa idea di rivisitazione del Piano dei trasporti
fermo al 2016, affinché questo documento strategico non resti esclusivamente
sulla carta. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mammoliti.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Raso. Ne ha facoltà.
Vorrei soltanto fare osservare
ai colleghi dell'opposizione che si tratta di un documento di indirizzo e che
non stiamo approvando il Piano regionale dei trasporti. Nei documenti di
indirizzo si valutano prima le caratteristiche, le peculiarità del territorio,
le deficienze e nello stesso documento vengono individuati anche i programmi
che sono stati elencati e scritti.
Poi, per quanto riguarda
l'alta velocità e la rete stradale, quanto è stato fatto dall’amministrazione
regionale Occhiuto e dal Governo centrale in due anni non è stato fatto in 30
anni di amministrazione regionale della Calabria, ma non c'è peggior sordo di
chi non vuole ascoltare.
Adesso sono stati finanziati
interventi e avviate procedure di gara su parti della SS106, cosa che mai
nessuno si sognava di fare in due o tre anni.
Parliamo dell'alta velocità:
nell'alta velocità viene programmato il ponte di Messina, realizzando il quale,
sicuramente, la Calabria sarà dotata di una rete di alta velocità. Sappiamo,
già, che la Calabria fa parte della rete TEN-T, che collega Palermo alla
Scandinavia.
Questi sono i risultati di un
governo e di un'amministrazione regionale di centrodestra.
Grazie, consigliere Raso. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente.
Innanzitutto, grazie al
consigliere Raso, che mi fa piacere che abbia sottolineato anche la presenza
della nostra Regione nella rete TEN-T, che è stato un atto del centrosinistra,
avviato con Oliverio, Presidente della Giunta regionale, e Russo, assessore ai
trasporti.
Mi fa piacere – ripeto – che
sia stato riconosciuto anche questo merito.
Vorrei, invece, fare un
intervento – permettetemi – molto più pragmatico, perché è vero che
probabilmente si sta investendo tanto in infrastrutture, però, è altrettanto
vero che alcune cose si potrebbero fare già nell'immediato.
Io chiesi, forse nella prima o
seconda seduta di Consiglio regionale, di provare a mettere insieme tutti i
sistemi di trasporto che ci sono in Calabria – su gomma e, quindi, autobus, su
ferro, quindi, Ferrovie della Calabria, Trenitalia, più gli altri sistemi di
trasporto – affinché un turista che oggi arriva in Calabria, – considerato che,
come dite, ne stanno arrivando tantissimi – possa tramite un'APP dire: “Bene,
sono a Reggio Calabria, vorrei andare a Soverato”.
Provate tramite MOOVIT, che è
l'unica APP che effettua questo sistema: l'unica risposta che, di fatto, dà in
questo momento è un Uber. Ne sarà contento il presidente Occhiuto perché è
stata una sua iniziativa, quindi, Uber, probabilmente, funziona, ma non tutti
se lo possono permettere per andare da Reggio Calabria a Soverato, a Rende o in
giro per la Calabria. Non si tratta di un grossissimo investimento, infatti,
Presidente, ci sono tanti giovani informatici che, in qualche mese di buon
lavoro, potrebbero fare un sistema, un applicativo, per mettere insieme gli
orari dei trasporti calabresi e dare così sollievo a chi si vuole spostare in
libertà in Calabria.
Tra l'altro, segnalano molti
utenti, che, purtroppo, i sistemi di trasporto calabresi non dialogano non
soltanto per quanto riguarda gli orari, ma anche su come questi orari possano
integrare il sistema.
Faccio un esempio: se uno
vuole andare da Rende, per esempio, all'aeroporto di Lamezia Terme per prendere
l'aereo, l'autobus per l’aeroporto arriva magari dieci minuti dopo l’orario di
partenza dell’aereo, quindi, bisognerebbe far sì che il sistema di trasporti
lavori in maniera integrata per creare dei collegamenti tra i vari mezzi.
Chiudo con una preghiera che
avevo fatto all'assessore Gallo, portando alla sua attenzione due casi molto
pratici. Assessore, glielo chiedo veramente da genitore: il basso Jonio del
Soveratese è collegato con Catanzaro Lido dove ci sono due o tre istituti
scolastici importanti, quali il nautico e lo scientifico sportivo, che ogni
giorno accolgono circa 50, 60 studenti. Avete attivato – e di questo vi
ringrazio – un anno e mezzo fa una corsa sperimentale di solo andata per vedere
se ci fosse la richiesta e l'utenza per mantenere in piedi questo servizio.
Benissimo, l'autobus è sempre completo. Il dirigente dei trasporti aveva preso
l'impegno che, dopo qualche mese di rodaggio, se avesse funzionato, avrebbe
previsto anche la corsa di ritorno. Purtroppo, però, i ragazzi riescono ad
arrivare a scuola all’andata, ma non a rientrare a casa.
Va bene, la ringrazio per
questa sensibilità e mi auguro che a settembre si provveda al riguardo.
Perfetto, grazie, assessore. Concludo qui il mio intervento.
Grazie, consigliere Alecci.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Credo che
gli interventi dei colleghi del gruppo del Partito Democratico che mi hanno
preceduto abbiano evidenziato bene le ragioni per le quali oggi esprimiamo un
voto contrario all'approvazione di queste linee guida.
Non me ne voglia il
consigliere Raso, Presidente della Commissione trasporti, se lo affermo con
convinzione e determinazione, perché credo che uno dei maggiori fallimenti
politici di questa Giunta regionale di centrodestra sia l'inerzia registrata in
tre anni e mezzo verso un settore strategico per la Calabria e – per capirci –
mi riferisco soprattutto al trasporto pubblico locale e non all’alta velocità e
ad altre cose.
Penso che chi governa la
Regione debba avere prima l'obiettivo di rispondere ai calabresi con le proprie
azioni, il proprio ruolo e la propria funzione, in termini di diritti alla
mobilità e credo che sia evidente a tutti l'inerzia registrata su questo tema
in questi tre anni e mezzo da parte del governo regionale, perché, quando
qualcuno cerca sempre di dire che il governo di centro sinistra ha fallito su
queste cose e che sono state trovate macerie, posso dire che sul piano del
trasporto pubblico locale è tutto fermo alla riforma realizzata dal governo
Oliverio/Musmanno, che approvò il Piano del TPL
2017-2032 come processo, come governo, come sfida dei processi per quanto
riguarda il trasporto pubblico locale.
Quando in Calabria sono
arrivati e sono stati inaugurati i nuovi treni – lo dico senza fare polemica,
assessore Gallo, ancora inebriato del successo di Vinitaly – avete detto che
era stato il governo di centrodestra, ma, invece, sono tutti acquisti deliberati
dal governo di centrosinistra nel 2018 nell'accordo di programma con RFI.
Questo lo diciamo – ripeto –
non per fare polemica, ma per registrare l'inerzia di questi tre anni e mezzo,
quattro anni e mezzo del vostro governo regionale.
Non avete bandito la gara per
il trasporto pubblico locale che doveva essere già fatta in base al Regolamento
europeo 1370/2007. Non è stata fatta. Non avete stabilito i livelli dei servizi
minimi essenziali per il trasporto pubblico locale.
Dite che bisogna ridurre il
divario tra zone rurali e zone centrali. Ebbene, cosa avete fatto in questi
anni per ridurre questo divario e per avvicinare le comunità ai servizi
essenziali?
Questo vi chiediamo, non
l'approvazione delle linee guida che, come ricordava la collega Amalia Bruni,
avvengono dopo 3 anni, perché lei dopo tre anni ha
approvato delle linee guida che, come diceva il collega Mammoliti, sono
semplicemente l'acqua fresca perché ci sono state linee guida che sono state
più o meno copiate da tante situazioni e da tanti contesti.
Quindi, oggi, non votiamo
contro perché avete copiato, ma perché in questi tre anni e mezzo – ripeto –
non avete fatto nulla per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e per
avvicinare i servizi ai cittadini di aree disagiate.
Questa è la verità. Non avete
fatto gare, non avete investito un centesimo di risorse sul trasporto pubblico
locale. Sono questi i fallimenti di questo governo ed è su questo che vorremmo
sfidarvi nei prossimi mesi; non su altre cose, ma sul fallimento che avete
registrato in tanti settori della vita calabrese, tra cui il trasporto è, a mio
modesto parere, al primo posto.
Dimostrateci, invece, cosa
avete fatto in questi tre anni e mezzo sul trasporto pubblico! Dimostrateci
cosa avete fatto! Nulla! A differenza del governo di centrosinistra che aveva
investito molte risorse e aveva avviato - non l’ha ricordato il consigliere
Tavernise - l’elettrificazione in questa nostra regione, ancora non realizzata
e non completata.
Sono queste le cose che
dovevate portare avanti per migliorare i servizi e per dimostrare che c'è un
governo regionale attento all'emergenza e ai bisogni per garantire i diritti
riconosciuti dalla Costituzione, tra cui, appunto, il diritto alla mobilità.
Questo è il vero tema che
poniamo al centro del dibattito politico e che sottoponiamo anche oggi all'Assessore
al ramo e al Consiglio regionale.
Quindi, svegliatevi sui
trasporti perché in questi tre anni e mezzo non avete realizzato nulla che sia
riconducibile alla vostra responsabilità!
Poi, il collega Raso parlava
degli interventi sulla SS106, bene! Alta velocità, bene! Sono altri argomenti.
L'unica cosa che avete fatto in questi anni, forse, è stato collegare, se lo
farete, caro, collega Muraca, la Calabria alla Sicilia, dimenticandovi della
Calabria.
Grazie, consigliere Bevacqua.
Non ci sono interventi.
Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente
ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al quarto punto
all’ordine del giorno relativo alla proposta di legge numero 375/12^ di
iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, De Francesco, Mannarino,
Montuoro, recante: “Modifiche della legge regionale 15 maggio 24, numero 25
(Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti
dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio)”.
Cedo la parola al consigliere
Molinaro per l’illustrazione del provvedimento.
Grazie, Presidente. Le
disposizioni della presente proposta di legge di modifica della legge 25 del
2024, “Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti
dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio”, precisano alcuni
aspetti ed ampliano la capacità di intervento nella materia normata.
La proposta ha l’obiettivo di
incrementare l'efficacia dell'intervento per il superamento delle difficoltà
finanziarie dei soggetti che, dopo aver praticato lo sconto in fattura e
acquisito il relativo credito fiscale ai sensi del decreto legislativo 34/2020,
non riescono a monetizzarlo per l'intervenuta congestione del sistema della
cessione dei crediti.
La Calabria, che, ai sensi
dell'articolo 1, comma 2, del decreto relativo 165/2001, non può essere
cessionario del credito, attraverso questa norma regola gli Enti pubblici
economici e le società partecipate non incluse nell'elenco richiamate dal
decreto legislativo numero 11/2023 che possono essere annoverate tra “Altri
soggetti” ai quali può essere effettuata la cessione del credito d'imposta, ai
sensi dell'articolo 121, comma 1, del decreto legislativo 34/2020 e successive
modifiche.
Ne approfitto per ringraziare
l'assessore Varì, il suo Dipartimento, in particolare il direttore generale
Praticò, la dottoressa Loddo, per avere predisposto quanto già previsto
dall'articolo 2 della legge regionale 25/2024 e ringrazio, ovviamente, tutti i
colleghi che vorranno approvare questa norma che, come abbiamo detto prima,
consentirà, finalmente, di dare una risposta alle imprese del settore edile
calabrese. Grazie.
Grazie, consigliere Molinaro.
Ha chiesto di intervenire la
consigliera Bruni. Prego.
Presidente, signori colleghi,
stiamo discutendo di un provvedimento di modifica della legge regionale numero
25 del 2024, che è entrata in vigore da oltre un anno ed era finalizzata al
trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico.
Una legge certamente ambiziosa e nata per aiutare imprese, cittadini, operatori
economici a fare fronte al blocco del mercato dei crediti fiscali derivanti
dell'efficientamento energetico.
Tuttavia, nonostante sia
passato un anno dalla sua approvazione, questa legge regionale è rimasta
assolutamente inattuata. Le linee guida attuative non sono state ancora
emanate, come non è stata attivata la piattaforma online per il monitoraggio
delle cessioni dei crediti e questo, ovviamente, ha causato ritardi e
difficoltà per le imprese che attendono di monetizzare questi crediti. Ora,
vorrei ricordare che questa legge – è stata approvata da questo Consiglio,
ripeto, più di un anno addietro, cioè il 16 maggio 2024 – era stata concepita
per il monitoraggio delle cessioni dei crediti e questo ovviamente ha causato
ritardi e difficoltà per le imprese che attendono di monetizzare questi
crediti.
Vorrei ricordare che questa
legge che è stata approvata – ripeto - più di un anno addietro, cioè il 16
maggio 2024, da questo Consiglio, era stata concepita ed è concepita per
consentire la compensazione dei crediti attraverso Enti pubblici economici regionali,
come la Sacal e il Consorzio di bonifica unico,
l'Agenzia per lo sviluppo delle aree industriali e le società partecipate da
essi controllate. Si tratta, quindi, di un provvedimento certamente vitale,
destinato a sostenere le numerose aziende che, dopo avere praticato sconti in
fattura e ottenuto crediti fiscali ai sensi del decreto-legge 34 del 2020, si
sono trovate a fronteggiare una serie di ostacoli insormontabili per la
monetizzazione di questi crediti, a causa proprio della congestione del sistema
di cessione. Questo immobilismo ha generato gravissime conseguenze per le
imprese calabresi, bloccate nella possibilità di recuperare crediti fiscali
legittimamente maturati. Numerose aziende hanno concesso sconti in fattura e
maturato crediti secondo il famoso decreto 34 del 2020.
Questa proposta di modifica
arriva, però, senza che venga fornito un solo dato sugli effetti che quella
legge del 2024 ha prodotto fino ad ora. Una relazione di monitoraggio
sull'applicazione di questa legge, no? Quanti soggetti ne hanno usufruito? Non
lo sappiamo. Le misure previste hanno davvero funzionato per superare il blocco
delle cessioni dei crediti? Non è riportato. Qual è stato l'impatto esattamente
per le imprese edili calabresi? Non lo sappiamo. Non è riportato nulla e,
quindi, modificare una legge in assenza di analisi dei suoi risultati,
perdonateci, significa fare una politica normativa alla cieca, senza verificare
che i correttivi siano stati davvero necessari o se si rischia di peggiorare la
situazione attuale.
Nel merito, sicuramente alcune
modifiche proposte appaiono condivisibili: l'ampliamento della platea e
l'obbligo di reimpiego della capienza fiscale a favore delle imprese calabresi.
Senza dati, però, resta tutta teoria. Nessuno ci ha detto o ci dice se gli
Istituti bancari abbiano già mostrato apertura o resistenza a queste
condizioni, nessuno valuta la reale capacità delle imprese di generare nuovi
crediti.
Quindi, noi siamo disponibili
a capire, ad aiutare, siamo in sintonia, come già facemmo sulla precedente
legge, ma chiediamo con forza che, come governo e come Dipartimento competente,
sia abbandonata la tergiversazione e sia dato un avvio immediato all'attuazione
di questa legge, perché questo silenzio istituzionale rischia di buttare sul
lastrico centinaia di aziende e di posti di lavoro e tutto questo è
assolutamente inaccettabile.
Grazie, ha chiesto di
intervenire il collega Mammoliti. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Anche in
questo provvedimento, a mio modesto avviso, questo adeguamento non supera – lo
ha detto molto bene dalla collega Bruni - il ritardo che si sta verificando,
inspiegabilmente, sul regolamento attuativo.
Avete creato e ingenerato
tantissime aspettative nella società calabrese, nel sistema delle imprese, tra
i cittadini, e hanno preso posizioni pubbliche anche le organizzazioni sociali
che guardavano con interesse al provvedimento.
Sono passati, però, 15 mesi e,
dopo 15 mesi, non sappiamo cosa sia stato realmente fatto per realizzare una
piattaforma. L'attivazione di una piattaforma è, penso, lo snodo decisivo per
dare operatività a questo provvedimento.
Proprio per sottolineare la
discrasia, secondo me, abnorme dei tempi e dei passaggi, vorrei ricordare una
mia interrogazione a risposta scritta alla quale è stata data risposta. Nella
risposta che ho ricevuto mi è stato detto che erano state avviate più riunioni
di confronto interdipartimentale, che è stato avviato, con Fincalabra, l'iter
per l'implementazione della piattaforma elettronica finalizzata alla
consultazione delle domande e offerte di acquisto di detti crediti. Infine, mi
è stato sottolineato: “Si può in conclusione affermare che l'attività già
avviata, preliminare all'implementazione della piattaforma e indispensabile per
la definizione dell'atto stabilente i crediti e le modalità attuative
finalizzate alla gestione della fase negoziale con i titolari dei crediti,
permetterà - voglio sottolinearlo - entro le prossime settimane di giungere
alla conclusione dell'intera procedura”.
Ebbene, c'è un solo problema,
evidentemente: chi scrive non si regola bene con il calendario e con i tempi in
Calabria, questa risposta è datata 23 ottobre 2024 e oggi siamo al 21 luglio
2025.
Quindi, pur comprendendo le
ragioni di un intervento in una materia così complessa e in continuo divenire,
non è più accettabile un simile ritardo. Soprattutto, non è accettabile alla
luce delle grandi aspettative che questa maggioranza ha alimentato nei
confronti di imprese e di cittadini. Quindi, bene questo adeguamento, ma
provate ad imprimere un'accelerazione positiva per realizzare l'operatività
della piattaforma e il regolamento attuativo. Grazie, Presidente.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il collega Molinaro. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo
scusa se ritorno sull'argomento, ma le sottolineature della collega Bruni e del
collega Mammoliti mi impongono di fare brevissime precisazioni.
Ho detto nella mia esposizione
iniziale che ringrazio l'assessore Varì e ribadisco il ringraziamento anche al
suo Dipartimento rispetto a quello che è previsto all'articolo 2 della legge 25
del 2004. Quindi, non solo si è dovuta predisporre la piattaforma, che mi
risulta già pronta, ma si è dovuto fare anche un lavoro di confronto a causa
anche delle difficoltà che si possono riscontrare su questo tipo di leggi.
Voglio ricordare che il sottoscritto, come primo firmatario, ha presentato
questa proposta di legge il 18 agosto 2023. Quindi, durante le vacanze ci siamo
resi conto che si era aperto uno spiraglio, partendo dall’esperienza della
Regione Basilicata che è stata la prima a superare lo sbarramento
dell’incostituzionalità, e ci siamo affrettati - con il gruppo della Lega che
ringrazio - a predisporre e presentare una nostra proposta di legge. È chiaro
che, dopo la Basilicata, altre Regioni hanno legiferato e hanno avviato
l'esecuzione di queste norme, andando incontro a delle difficoltà, come in
qualche modo, forse, era facile prevedere. Il lavoro del Dipartimento non è
stato solo quello di predisporre una piattaforma, ma di dialogare con le
associazioni di categoria e con gli istituti di credito, grazie anche
all’esperienza e alle difficoltà incontrate dalle altre Regioni che,
ovviamente, ci hanno riportato al tavolo del Dipartimento sviluppo economico.
Sicuramente ci dispiace di
avere allungato un po’ i tempi, ma questa norma, che ovviamente si avvantaggia
delle difficoltà, degli errori, tra virgolette, fatti da altre Regioni, avrà un
percorso velocissimo nel momento in cui questo Consiglio deciderà, mi auguro,
di licenziarla.
Ricordo che abbiamo anche,
ovviamente, utilizzato il tempo necessario per fare un percorso in Commissione.
Difatti, in Commissione abbiamo dato risposta alle domande della collega Bruni:
non è la modifica di una legge già attiva perché, di fatto, questa legge non è
mai stata attuata perché l'articolo 2 della stessa legge non l’ha consentito a
causa degli interrogativi, soprattutto, degli Istituti di credito, che poi –
ricordo - sono quelli che devono finanziare, smobilizzare i crediti che hanno
nei cassetti fiscali da parte delle imprese edili.
Quindi, secondo me, non c’è
stato nessun ritardo voluto o incapacità gestionale del Dipartimento sviluppo
economico a cui è demandata l'applicazione e la gestione di questa norma, ma
una ottimizzazione facendo tesoro degli errori e delle difficoltà di altre
Regioni già condivise con le associazioni di categoria delle imprese e con gli
Istituti di credito.
Pertanto, ritengo di dover di
nuovo ribadire i ringraziamenti per il lavoro svolto. Non era semplice, perché
la norma conteneva dei rischi rispetto non solo all'incostituzionalità, ma
anche all'applicazione concreta. Ricordo che, quando abbiamo approvato la legge
25, c'erano alcune perplessità in merito al fatto che avrebbe potuto dare una
risposta alle tante imprese edili che avevano nei cassetti fiscali tanti
crediti.
Invito, pertanto, l'Aula a
votare favorevolmente questa noma, nella certezza che il Dipartimento, a
brevissimo giro, potrà predisporre la delibera che consentirà l'avvio concreto
della cessione dei crediti e l'acquisto da parte dei soggetti interessati. Grazie.
Grazie, collega Molinaro.
Quindi, passiamo alla votazione della proposta nel suo
complesso con richieste di autorizzazione al coordinamento formale.
(È
approvato)
Articolo
2
(È
approvato)
Articolo
3
(È
approvato)
Articolo
(È
approvato)
Passiamo alla votazione della
legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento
formale. La proposta di legge è approvata con l'autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo al punto 5, relativo
alla proposta di legge numero 388/12^ di iniziativa dei consiglieri P.
Molinaro, P. Caputo, M. Comito, G. Mattiani, A. Montuoro, recante: “Delega alla
Giunta regionale per la redazione di un Testo unico in materia di commercio,
fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di
carburanti”. Cedo la parola al consigliere Molinaro per illustrare il
provvedimento. Prego.
Presidente, la presente
proposta di legge si pone come obiettivo il riordino del coordinamento in un
Testo unico delle norme regionali in materia di commercio, fiere e attività di
promozione commerciali, mercati, stampa e distribuzione di carburante.
Lo strumento legislativo che
si intende adottare è quello della legge delega alla Giunta, ai sensi
dell'articolo 44 dello Statuto regionale. La proposta si compone di 4 articoli e dell'allegato A. Nell'allegato A sono riportate
le norme che regolano, fino ad oggi, il commercio. Evidenzio soltanto che la
norma di riferimento, la numero 22 del 1990, ha 25 anni. Pertanto, questo
comparto strategico per l'economia e per l'occupazione in Calabria, meritava e
merita un Testo unico che lo innovi rendendolo capace di cogliere le nuove
sfide e di affrontare le difficoltà. Basta pensare al commercio online, basta
pensare che tanti negozi, purtroppo, sono chiusi o che tanti piccoli centri
sono sprovvisti di attività commerciali. Pertanto, invito questo Consiglio a dare
voto favorevole, mi auguro, a questa proposta per impegnare la Giunta regionale
a definire, in 60 giorni, un Testo unico per il commercio. Grazie.
Grazie, non ci sono
interventi. Passiamo alla votazione della proposta nel suo complesso con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
legge nel suo complesso, unitamente relativo allegato, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata,
unitamente al relativo allegato, con l'autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto 6, la
proposta di legge numero 381/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali S.
Cirillo e M. Comito, recante: ‘Modifiche agli articoli
28 e 67 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela,
governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)’” Cedo la
parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego.
Grazie, Presidente. La
presente proposta nasce dall’esigenza di intervenire sulla legge regionale 16
aprile 2002, numero 19 recante “Norme per la tutela, governo ed uso del
territorio - legge urbanistica della Calabria” e in particolare sugli articoli
28 e 67 che disciplinano il potere sostitutivo regionale nei confronti degli
Enti locali inadempienti. Nel corso degli anni la normativa ha subito numerosi
interventi modificativi che hanno determinato alcune incoerenze testuali e
operative, creando difficoltà nell'attuazione concreta delle procedure
previste, rendendo ora necessaria la sua armonizzazione.
L'articolo 28 disciplina il
potere sostitutivo regionale a seguito della mancata approvazione dei nuovi
strumenti urbanistici da parte dei Comuni. Nello specifico, esso prevede, al
comma 1, lettera a), che la Giunta regionale possa diffidare un Comune a adempiere
entro 60 giorni e, in caso di inerzia, nominare un Commissario ad acta.
Tuttavia, al comma 3 lettera
b) e c), si fa invece riferimento genericamente alla Regione e non alla Giunta
regionale, quale soggetto titolare del potere di nomina, creando
un'incongruenza terminologica. Procedendo, inoltre, sempre al comma 3, lettera
c), si evidenzia un refuso perché viene attribuita alla Provincia la competenza
a definire modalità e termini per i Commissari, quando tale funzione spetta
invece alla Giunta regionale.
Analogamente, l'articolo 67
necessita di una revisione organica. Attualmente, esso attribuisce al
Presidente della Giunta regionale il compito di diffidare gli enti inadempienti
entro 30 giorni, mentre nel resto della normativa è la Giunta regionale a svolgere
tale funzione.
La proposta interviene,
dunque, per uniformare la disciplina, attribuendo alla Giunta regionale, in
tutte le ipotesi previste, il potere di diffida.
Inoltre, si propone di
indicare in 60 giorni e non 30, il termine entro cui gli enti devono
provvedere, per renderlo coerente con quanto previsto dalle altre disposizioni
della stessa legge.
Si propone, infine, di
eliminare il termine perentorio contenuto nel comma 1, poiché la legge non
prevede attualmente termini di tale natura per gli adempimenti richiesti agli
enti locali. Le modifiche proposte, eliminando contraddizioni e refusi contenuti
nei predetti articoli, mirano a garantire maggiore
chiarezza normativa e operativa agli organi regionali. Le modifiche si
ritengono urgenti in quanto sono in corso procedure per la nomina di Commissari
ad acta in diversi Comuni che non hanno mai avuto l'iter per l'approvazione dei
nuovi strumenti urbanistici. La proposta si compone di 4
articoli e la clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di
carattere ordinamentale. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire il collega Bevacqua. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Non
discuto la proposta di legge che oggi hanno avanzato in quest'Aula i colleghi
Cirillo e Comito, si tratta di un procedimento ordinamentale: cancellare i
refusi e dare conseguenzialità a dei provvedimenti. Credo, però, che sia arrivato
il momento di fare una riflessione seria sulla pianificazione urbanistica di
questa nostra regione, su come dare seguito ad alcuni principi che pongono al
centro del dibattito, ad esempio, la rigenerazione urbana e il consumo del
suolo zero; temi su cui oggi si dovrebbe interrogare una regione come la
Calabria, ricca di coste, di borghi, centri storici e che dovrebbero farci
riflettere se non sia il caso - propongo di aprire una la discussione - di
interrogarci sulla redazione di un Testo unico che regolamenti la
pianificazione urbanistica della nostra regione. Perché, la maturità di
quest'Aula deriva anche dalle innovazioni, dalle spinte ambientalistiche, dalle
spinte che vengono dal territorio, dai Comuni. Redigere un Testo unico
eviterebbe di intervenire ogni due, tre mesi, su un tema fondamentale per lo
sviluppo socioeconomico della Calabria.
È una proposta che facciamo
come gruppo del PD - caro presidente Mancuso, mi rivolgo a lei e anche al
Presidente della Commissione -, perché non pensiamo - oggi in quest'Aula o
approfondiamo meglio nella Conferenza dei capigruppo - di nominare una Commissione
che si occupi della redazione di un Testo unico per la pianificazione
urbanistica di questa nostra regione? Non è pensabile che ogni tre mesi ci si
debba occupare di refusi e di modifiche tecnico formali. Credo che il compito
di quest'Aula sia anche di assumersi la responsabilità di guidare i nuovi
processi, di accettare le sfide che provengono dai cambiamenti climatici, che
provengono dal dissesto geologico. Dobbiamo accettare anche queste sfide e dare
le risposte.
Credo che, in questo ultimo
anno e mezzo di legislatura regionale, possiamo, anche, lavorare su un Testo
unico per la pianificazione urbanistica e su altri aspetti della vita dei
calabresi.
Oggi faccio questa proposta,
presidente Mancuso! Come vedete, non è una polemica, ma è una proposta per
migliorare le risposte agli Enti locali, ai territori e per dare anche un
ruolo, una valenza, alla nostra funzione, al nostro compito di recepire anche
ciò che emerge sul territorio, alle innovazioni tecnologiche. Noi su questo ci
stiamo.
L'invito che rivolgo al
Consiglio regionale è di pensare di nominare, insieme naturalmente, una
Commissione che si occupi di un Testo unico per quanto riguarda la
pianificazione urbanistica nella nostra regione, dato che siamo fermi al 2002.
Sarebbe un bel segnale che questo Consiglio regionale darebbe in termini di
maturità e di consapevolezza delle sfide che vanno avanti e dei cambiamenti
climatici che ci impongono anche queste riflessioni.
Grazie, collega Bevacqua.
Passiamo alla votazione della proposta nel suo complesso con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
legge nel suo complesso con autorizzazione al coordinamento formale. La
proposta di legge è approvata con l'autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto 7, la
proposta di legge numero 387/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Montuoro, P.
Caputo, recante: “Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei
beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della Regione Calabria”
Cedo la parola al collega
Montuoro per illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente. Attraverso
l'articolo 1 si introduce una norma volta a riconoscere formalmente la
titolarità dei beni immobili alle Aziende sanitarie, stabilendo che la priorità
si intenda trasferita alla data della prima iscrizione in bilancio da eseguire
in coerenza con le normative nazionali di riferimento, in conformità con quanto
previsto: dalla legge numero 833 del 1978; dal decreto legislativo 30 dicembre
1992, numero 502, che riguarda il riordino della disciplina in materia
sanitaria; a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, numero 419 e
dal decreto legislativo 19 giugno 1999, numero 229, che riguarda le norme per
la realizzazione del Servizio sanitario nazionale; a norma dell'articolo 1
della legge 30 novembre 1998, numero 419, provvedimento, inoltre, che dispone
una verifica delle scritture contabili relative agli immobili. Il secondo comma
mira a risolvere univocamente le proprietà dei beni immobili di prima
dotazione, previsto all'articolo 5 del decreto legislativo 502 del 1992, completamento
della riformulazione normativa; con l'introduzione dell'articolo 2 vengono
abrogati gli articoli 44, 45, 46, 47 e 48, comma 6, della legge regionale
numero 43 del 1996, con l'obiettivo di uniformare le disposizioni regionali e
di eliminare eventuali sovrapposizioni interpretative. È, infine, previsto che
gli aggiornamenti contabili decorrono a partire dall'anno di esercizio 2025,
consentendo così alle Aziende un adeguato periodo di transizione. Le
disposizioni non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale. In sintesi, si tratta di una misura che favorisce chiarezza
normativa, omogeneità contabile, certezza giuridica nella gestione patrimoniale
delle Aziende sanitarie calabresi. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il
collega Lo Schiavo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Cercherò
di fare un ragionamento di carattere più politico che tecnico, anche se questa
è una norma tecnica su cui poche valutazioni possono essere fatte. Il
ragionamento politico è che molte volte la nostra tecnica legislativa impone di
ritornare su leggi regionali già approvate che richiedono interventi del
legislatore, che hanno bisogno di interpretazione autentica, che hanno bisogno
di novelle con precisazione dei termini. Ne abbiamo parlato qualche minuto fa,
con una legge opportuna che è quella approvata sulla definizione dei poteri
sostitutivi dei Commissari ad acta per i Piani strutturali comunali. Però,
oggi, con questa norma noi reinterveniamo e creiamo,
a mio avviso, una proposta di legge su cui - non voglio apparire Cassandra - a
breve dovremmo ritornare perché la trovo tecnicamente non sostenibile, perché
si apre a delle ambiguità di fondo e può subire una pronuncia di
incostituzionalità.
Dico questo in maniera molto
semplice perché si fa una confusione tra un dato contabile, che è un'iscrizione
in bilancio di alcuni cespiti immobiliari, e un dato sostanziale.
Questa confusione rischia poi
di portare, ovviamente, anche delle confusioni operative e di dover ritornare -
come stiamo ritornando più volte e come torneremo fra poco quando parleremo di Corap e dell'ARSAI - nuovamente su proposte di legge già
approvate.
Dico questo perché qui non
bisogna essere giuristi.
Lo dico in maniera molto
semplice: i trasferimenti immobiliari nel nostro sistema funzionano attraverso
un meccanismo di pubblicità e cioè attraverso leggi o provvedimenti o atti
soggetti a trascrizione. Nel caso specifico, il patrimonio immobiliare delle
ASP deve essere supportato da un punto di vista sostanziale, noi abbiamo la
disciplina dell'articolo 5, della legge numero 502 del 1992, cioè una
disciplina speciale, ma richiede un provvedimento amministrativo, ad esempio,
un provvedimento amministrativo delle Regioni, che deve essere emanato e deve
essere soggetto a pubblicità nei registri immobiliari. Ovviamente, il titolo di
proprietà degli immobili è il provvedimento amministrativo debitamente
trascritto. Ora, noi confondiamo questo provvedimento e parliamo quasi come se
l'iscrizione in bilancio avesse una valenza sostanziale. L'iscrizione in
bilancio non ha alcuna valenza sostanziale né può avere valenza retroattiva.
Nel senso che, se io iscrivo in bilancio nel 2025 un bene immobile che in
realtà ancora non è coperto da una trascrizione di un provvedimento
amministrativo, ovviamente il provvedimento amministrativo successivo non può
retroagire, così come non può avere una discrasia temporale. Quindi, chi ha
prodotto questa norma, volendo dare un elemento di certezza circa la
consistenza immobiliare del patrimonio delle ASP calabresi, in realtà sta
introducendo un elemento di confusione che ben presto, a mio avviso, entrerà in
contraddizione anche con gli operatori del diritto, i quali non potranno avere certezza
sul titolo trascritto e sulla data precisa di acquisizione al patrimonio
dell'ASP dei beni immobili.
Chiudo il mio intervento,
quindi, esprimendo una critica sostanziale di merito, di tecnica legislativa ma
anche di finalità: posso capire le esigenze di definire l'assetto patrimoniale
nell'ambito delle ASP, nell'ambito di questa materia così complessa com'è la
materia sanitaria, ma il provvedimento che si sceglie è assolutamente in
contrasto con i principi del diritto civile, del diritto alle trascrizioni, ma
anche con l'articolo 5 della legge 30 dicembre, che si richiama.
Dico questo perché fra poco
noi parleremo di un'altra legge, approvata nel 2024, su cui dovremmo ritornare
nuovamente per definire concetti e termini; quindi, quando la tecnica
legislativa porta a dover reintervenire, nuovamente,
sulle stesse leggi e sugli stessi termini, vuol dire che, anche da un punto di
vista tecnico, le leggi vanno approfondite e maggiormente vagliate.
Grazie, Presidente.
Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. La proposta - del resto, il collega Lo Schiavo,
notaio, quindi professionista classico di questa materia, lo ha ben definito -
si presenta come una misura tecnica molto neutra, che è volta a razionalizzare
l'iscrizione e il trasferimento di questi beni immobili nelle Aziende sanitarie
del Servizio sanitario regionale; in Commissione ne abbiamo discusso più volte
e l'aspetto fondamentale era quello di cercare di regolamentare, quindi di dare
un ordine e una coerenza a tale gestione di immobili appartenenti alle Aziende
sanitarie, in seguito a donazioni, sopravvenienze, eccetera.
La preoccupazione principale che ho espresso in Commissione era
relativa, soprattutto, al fatto che parole e modalità operative proposte, in
realtà, potrebbero generare nuovi comportamenti difformi, soprattutto se non
applicate correttamente da personale esperto; cioè la
norma rischia di avere un effetto opposto se non si garantisce una chiarezza
tecnica. In particolare, questi immobili, che dovrebbero essere iscritti
regolarmente nei capitoli di bilancio, come dovrebbero essere iscritti?
La Commissione bilancio, secondo me, si è concentrata solamente sul
costo della proposta e non sulla modalità concreta di gestione amministrativa
nei capitoli contabili e del resto - lo sottolineava nell'intervento il collega
Lo Schiavo - c'è la discrasia tra quella che è la titolarità giuridica e poi la
decorrenza contabile: una cosa è la titolarità giuridica dell'immobile, con una
prima iscrizione in bilancio che potrebbe persino apparire impropria, proprio
perché il bilancio non è uno strumento di trasferimento della proprietà, e dal
punto di vista contabile l'immobile si può iscrivere solamente se esiste, poi,
l'atto giuridico valido, cioè il decreto, la delibera, il contratto, la
trascrizione notarile. Pertanto, questa potrebbe essere chiaramente contestata.
Ora, l'intento di uniformare comportamenti contabili tra aziende è
certamente condivisibile - l'ho anche espresso in Commissione - ma richiede
linee guida operative univoche per la catalogazione delle tipologie di
immobili, modelli standard di rilevazione patrimoniale per garantire coerenza
nei bilanci e, quindi, i rischi applicativi sono molto evidenti.
Se la norma non chiarisce come avviene il trasferimento giuridico dei
beni, i Revisori dei conti e la Corte dei conti potrebbero sollevare rilievi
per iscrizioni improprie; eventuali differenze interpretative tra aziende, se
non supportate da una formazione adeguata o circolare esplicativa, potrebbero
soprattutto perpetuare il problema.
Inoltre, questa proposta di legge ha un altro problema: per come è
formulata rischia di aumentare e di alimentare l'illusione che si stia facendo
ordine in un sistema che è quello della sanità, quando in realtà si sta
facendo, semplicemente, un maquillage giuridico contabile che non avrà alcun
impatto reale sulla qualità dei servizi sanitari.
Noi stiamo parlando di cessione e di donazioni di immobili ascritti alla
sanità calabrese quando abbiamo Ospedali in condizioni drammatiche, senza
finestre, infiltrazioni d'acqua, privi di corrente elettrica, a volte anche di
acqua corrente. Questa proposta legislativa non entra nel merito, però questo
significa che c'è una responsabilità e, quindi, una volta che questo bene viene
trasferito, chi deve affrontare, poi, gli interventi straordinari per la
manutenzione di queste opere? Chi sostiene i costi strutturali? Ad oggi non c'è
chiarezza sugli oneri futuri, né su eventuali vincoli d'uso, nessun piano di
valorizzazione.
Quindi, invito la maggioranza a non confondere la forma con la sostanza.
Se vogliamo parlare seriamente di patrimonio immobiliare sanitario penso che si
debba accompagnare questo passaggio con un piano pluriennale di investimenti,
con una strategia, anche di riqualificazione, con risorse dedicate e con
strumenti, soprattutto, di monitoraggio.
Il diritto alla salute in Calabria non si tutela con le norme
amministrative ma con scelte politiche coraggiose e questa proposta di legge
purtroppo non ci dà questo.
Nonostante condivida lo spirito della proposta, mi sono astenuta, però,
nella votazione perché ritengo che questi dubbi tecnici avrebbero dovuto essere
fortemente approfonditi prima del voto in Consiglio regionale. Ritengo che
questa proposta necessiti di ulteriori approfondimenti e quindi come gruppo del
Partito Democratico ci asteniamo dal voto su tale proposta legislativa e non ci
sentiamo di approvarla in maniera definitiva.
Grazie. Passiamo ora all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo al punto 8 dell'ordine del giorno, la proposta di legge 296/12^ di iniziativa dei
consiglieri
Laghi, Pasqualina Straface, Lo Schiavo, Tavernise, Sabrina Mannarino, Talerico, recante: “Interventi regionali per il recupero,
il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di
validità per uso umano e veterinario”.
Cedo la parola al consigliere Laghi per illustrare il provvedimento.
Prego.
Grazie, Presidente. Sono particolarmente lieto di sottoporre questa
proposta di legge al vaglio dell'Aula, che spero sia positivo, in quanto si
tratta di un provvedimento che racchiude in sé vari aspetti: anzitutto, allinea
la Calabria alle poche Regioni virtuose che in Italia si sono occupate di
questo problema, sebbene norme relative al diritto di poter restituire o donare
farmaci inutilizzati, riguardanti i prodotti in corso di validità che non
necessitino di conservazione a temperatura controllata, siano presenti sia
nella legislazione europea sia in quella nazionale, che ha recepito le direttive
europee, ma poi anche perché è un ulteriore evidente esempio di come, da un
lato, l'ambito sanitario sia strettamente connesso con quello ambientale, tanto
che la loro differenziazione appare sovente difficile o del tutto impossibile
e, dall’altro, come una corretta soluzione di problemi di “salute ambiente
correlati” comporti concreti vantaggi anche dal punto di vista economico.
Entrando nel merito della proposta di legge, è necessario far cenno alla
situazione attuale a livello nazionale: lo spreco di farmaci non utilizzati o
scaduti in Italia è stimato in 8 miliardi di euro a fronte di una spesa
complessiva di 29 miliardi, cioè circa un terzo, con dati quasi sovrapponibili
allo spreco alimentare.
Allo spreco si accompagna spesso uno smaltimento inadeguato, per cui i
farmaci inutilizzati finiscono troppo spesso tra i rifiuti domestici e non tra
i rifiuti speciali, come dovrebbe essere. Da ciò deriva una loro dispersione in
ambiente, con conseguente inquinamento delle matrici ambientali, acqua e suolo,
per cui c'è il paradosso che delle sostanze chimiche nate per curare, in
realtà, diventano un rischio per la salute delle persone.
L'Agenzia europea per i medicinali, l'EMA, fin dal 2006 richiede una
valutazione del rischio ambientale attraverso l'analisi di tre proprietà:
persistenza, cioè la resistenza alla degradazione, quanto tempo cioè queste
molecole rimangono inalterate; bioaccumulo, l'accumulo della sostanza nei
tessuti, cioè queste sostanze vengono accumulate nei tessuti dove c'è, anche,
un processo di biomagnificazione per cui,
progressivamente, la concentrazione aumenta esattamente in maniera parallela
all'aumento del rischio; la tossicità, in particolare per l'ambiente acquatico.
Per i farmaci preesistenti i dati disponibili sono molto scarsi, però è
da sottolineare come dei 1763 principi farmacologicamente attivi e registrati
all'EMA solo 36, cioè l'1,8%, hanno dati sufficienti per la valutazione degli
effetti eco tossicologici e solo 27, ancora meno, cioè l'1,5%, abbia
informazioni per valutare sia gli effetti sia l'esposizione.
Perché si crea questo spreco di farmaci così importante e così gravoso
anche per le finanze? Innanzitutto, perché ci sono confezioni inadeguate, o
sono troppo grandi o troppo piccole, poi c'è un problema che è clinico e ben
conosciuto dai medici, cioè la mancata aderenza del paziente alla terapia, che
quindi non prende le compresse, non prende i farmaci in genere. Poi, ci sono i
cambiamenti delle condizioni di salute che rendono non più necessario quel
farmaco che viene accantonato e infine, ma non da ultimo e speriamo meno
rilevante statisticamente possibile, lo auguriamo, il decesso del paziente che
rende quei farmaci non utilizzati ormai del tutto inutili. Sono interessate
tutte le tipologie dei farmaci, dagli antibiotici agli antipertensivi, agli
analgesici, agli antiaggreganti, agli anticoagulanti, i farmaci cardiologi in
genere, cioè quei farmaci che vanno a curare le patologie più frequentemente
riscontrate nella popolazione, e voglio segnalare, fra i vari farmaci, quelli
per le malattie rare, per cui può succedere la cosa paradossale che, come per
esempio avviene per i talassemici, a una difficoltà di approvvigionamento di un
farmaco, che non viene prodotto perché non garantisce abbastanza margine di
utile per le aziende, dall'altra parte lo stesso farmaco finisce, per esempio,
nella spazzatura o fra i rifiuti speciali.
La situazione calabrese non dà particolari evidenze di tranquillità,
infatti un report dell’AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, relativo al primo
semestre 2023, ci informa che la Calabria ha una spesa pro capite per farmaci
fra le più elevate a livello nazionale, sia a carico del sistema sanitario
regionale sia del singolo cittadino.
Quali sono le finalità di questa proposta di legge? Innanzitutto,
promuovere la tutela della salute in senso lato, dopodiché - è estremamente
importante - promuovere la solidarietà sociale e il ruolo previsto per gli enti
del Terzo Settore - ne è testimonianza evidente - contrastando nello stesso
tempo il mercato nero dei farmaci. Inoltre, tale proposta contribuisce al
contenimento della spesa farmaceutica regionale - come ho detto, circa un terzo
della spesa per farmaci è una spesa che finisce metaforicamente nel cassonetto
- e promuove la bio-sicurezza, evitando una
dispersione di questi farmaci in ambiente, e conseguentemente promuove il
rispetto dell'ambiente.
Quindi, ancora una volta, mi permetto di segnalare come ambiente e
salute siano fittiziamente separati perché sono un tutt’uno.
La proposta di legge consta di 9 articoli: l'articolo 1 riguarda
l'oggetto e le finalità della proposta; l'articolo 2 la fattispecie
dell'utilizzo dei farmaci, cioè quali caratteristiche debbano avere i farmaci
per rientrare da quelle riutilizzabili. Sono esclusi, ad esempio, ovviamente, i
farmaci che richiedano una conservazione in frigorifero a temperature
controllate, quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e i farmaci
dispensabili unicamente in ospedale. Voglio sottolineare che, come specificato
in questo articolo, la proposta di legge riguarda tanto i farmaci ad uso umano
- questo è un punto importante - quanto quelli ad uso veterinario, ed anche
questo mi sembra un apprezzabile aspetto di civiltà giuridica e sociale;
l'articolo 3 porta il regolamento di attuazione, cioè dà mandato alla Giunta
regionale di variare il regolamento attuativo, sentiti gli stakeholders
interessati, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della legge;
l'articolo 4 parla delle campagne di informazione e sensibilizzazione
necessarie alla conoscenza implementazione e diffusione della legge; l'articolo
5 attiene alle attività di vigilanza riguardanti la legge e la sua corretta
applicazione; l'articolo 6 contiene informazioni attuative; l'articolo 7
riguarda la clausola valutativa per monitorare i risultati conseguiti nel
tempo; l'articolo 8 prevede la clausola di salvaguardia rispetto al Piano di
rientro dal disavanzo sanitario della Regione; infine, l'articolo 9 prevede la
clausola di invarianza finanziaria.
Per quanto fin qui illustrato, auspico un accoglimento, che spero
unanime, della proposta di legge da parte di questo onorevole Consiglio
regionale. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, intervenire oggi su una proposta
di legge che affronta, direi con concretezza, il tema del recupero e del
riutilizzo dei farmaci, sia ad uso umano che veterinario, significa prendere
atto di una necessità, ovviamente, non più eludibile di una nuova visione
sistemica sulla sanità che è fondata sulla responsabilità sociale, sull'etica
della cura, su una rinnovata coscienza ambientale.
Questa proposta di legge introduce un sistema strutturato per il riuso
dei farmaci in corso di validità e si colloca in una traiettoria che non è
semplicemente gestionale organizzativa, ma autenticamente culturale; afferma in
modo netto che la salute non può più essere concepita come un bene accessibile
solo in base alla disponibilità economica, ma come un diritto universale equo,
sostenuto da un sistema capace di rigenerare risorse già esistenti e
soprattutto di redistribuirle secondo i principi della solidarietà.
Recuperare un farmaco, verificarne l'integrità, reimmetterlo in un
circuito virtuoso per la sua donazione a persone o enti che ne abbiano reale
necessità, non è solo un atto di buon senso, è un gesto di civiltà, è
l'espressione di un'etica pubblica che finalmente si fa carico dei bisogni
delle fasce più vulnerabili della popolazione, riconoscendo il valore di ogni
compressa, di ogni confezione, di ogni principio attivo, non solo come
strumento terapeutico, ma come segno tangibile di una società che non lascia
indietro nessuno e questo vale per l'uomo, come vale per l'animale, in
un'ottica ovviamente di One Health che integra la salute dell'individuo
con quella degli ecosistemi che lo circondano.
La riduzione dello spreco farmaceutico è anche una risposta alle
emergenze ambientali del nostro tempo, smaltire male significa inquinare,
disperdere molecole chimiche nel suolo e nelle acque significa alterare
l'equilibrio della biodiversità.
La legge introduce una rete operativa di raccolta, di selezione, di
verifica fondata sul coinvolgimento del Terzo Settore, delle farmacie, degli
operatori sanitari e degli enti locali. Si affida a figure professionali e
qualificate, a procedure tracciabili, a criteri rigorosi. Non è una donazione
alla cieca, è un processo regolato, intelligente e sicuro, e l'amministrazione
fa il proprio dovere fino in fondo.
Nel corso delle audizioni è emersa con chiarezza l'efficacia di
esperienze già attive sul territorio, come quella del banco farmaceutico, che
rappresentano non solo una best practice, ma un modello replicabile, da
potenziare con il supporto normativo istituzionale che questa legge finalmente
fornisce. Il ruolo della Regione dovrà essere quello di regia, di impulso, di
garanzia, quindi, colleghi se una medicina non viene più utilizzata, ma
conserva la sua validità terapeutica, non è un rifiuto, è una risorsa.
Per tutte queste ragioni esprimiamo come gruppo del Partito Democratico
un voto favorevole.
Grazie, collega Bruni.
Passiamo all'esame votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
All’articolo 6 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 14909/A01 a
firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente. Con il presente emendamento si intende sostituire
l'articolo 6 della proposta di legge numero 296/12^ “Interventi regionali per
recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in
corso di validità per uso umano e veterinario” al fine di meglio esplicitare
l'invarianza finanziaria della proposta.
Relazione tecnico finanziaria: l'emendamento non reca disposizioni che
comportano nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale.
<<L'articolo 6 (Sistema informativo regionale sui farmaci
inutilizzati) della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali per il
recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo dei farmaci in
corso di validità per uso umano e veterinario” viene integralmente sostituito
come segue:
“Articolo 6 (Informazioni attuative)
1. Nell'ambito dei sistemi informativi regionali, al fine di dare
attuazione alla presente legge, sono resi pubblici, con cadenza almeno annuali,
i seguenti dati: a) riferimenti normativi comunitari, nazionali e regionali
relativi ai farmaci inutilizzati; b) caratteristiche dei farmaci idonei al
recupero, al reimpiego, alla donazione e al riutilizzo; c) elenco degli enti e
degli organismi preposti alla presa in carico, alla raccolta, alla verifica e
recupero, alla donazione con l'indicazione degli operatori sanitari
responsabili; d) mappa interattiva dei punti di raccolta contenente le
informazioni di base sulle modalità per effettuare la donazione dei farmaci; e)
censimento dei farmaci in corso di validità, recuperati, restituiti e donati ai
fini del riutilizzo; f) comunicazioni sulle iniziative di sensibilizzazione e
formazione in materia; g) apposita sezione per la gestione e il monitoraggio
delle eccedenze di farmaci.”>>.
Parere della Giunta?
CARACCIOLO
Maria Stefania, Assessore ai lavori pubblici, istruzione, edilizia
scolastica, area dello Stretto e Città Metropolitana di Reggio Calabria,
fenomeni migratori, urbanistica
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento che è approvato.
Pongo in votazioni l'articolo 6 che è approvato, così come emendato.
Articolo 6
(È approvato, così come emendato)
All’articolo 7 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 14909/A02,
sempre a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione.
Prego.
Grazie, Presidente. Con il presente emendamento si intende modificare il
comma 1 dell'articolo 7 della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali
per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci
in corso di validità per uso umano e veterinario” al fine di meglio esplicitare
l'invarianza finanziaria della proposta.
Relazione tecnico finanziaria: l'emendamento non reca disposizione che
comportano nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale.
Tra l'altro, proprio per chiarire, signor Presidente, abbiamo presentato,
anche, una variazione della relazione relativa e quindi dicevo <<Al comma
1 dell'articolo 7 (Clausola valutativa)
della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali per il recupero, il
reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità
per uso umano e veterinario” il periodo “dei dati del SIRFI e” è
soppresso.>>
Grazie.
Parere della Giunta?
CARACCIOLO
Maria Stefania, Assessore ai lavori pubblici, istruzione, edilizia
scolastica, area dello Stretto e Città Metropolitana di Reggio Calabria,
fenomeni migratori, urbanistica
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento che è approvato.
Pongo in votazione l'articolo 7 che è approvato così come emendato.
Articolo 7
(È approvato, così come emendato)
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Prendiamo atto del nuovo quadro di riepilogo analisi economico
finanziario, protocollo numero 14909/A03, presentato dal proponente.
Passiamo alla votazione del provvedimento nel suo complesso, come
emendato, con autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è
approvata con richiesta di autorizzazione formale, così come è emendata.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo al punto 9 dell'ordine del giorno, la proposta di legge numero 391/12^ iniziativa del consigliere Montuoro, recante: “Modifica
all'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, numero 17 (Norme per
l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio
marittimo)”.
Cedo la parola al collega Montuoro per illustrare il
provvedimento.
Grazie, Presidente.
La Calabria, con ben 800 km di litorale, caratterizzato per paesaggi di
estremo pregio naturalistico, presenta una elevata potenzialità di sviluppo e
attrattività dei flussi turistici.
La visione strategica che la Regione Calabria propone nell'ambito della
pianificazione costiera costituisce un importante presupposto per lo sviluppo
di un turismo sostenibile e di tutte ulteriori attività economiche compatibili.
In tal senso, recentemente, è stata approvata la legge regionale del 18
marzo 2025, numero 14, che disciplina in modo articolato le diverse tipologie
di complessi turistico ricettivi realizzabili all'aria aperta, sia nelle aree
costiere sia nelle aree interne.
Pur tuttavia, al fine di dirimere alcuni dubbi interpretativi, relativi
al suddetto ambito di applicazione, e conseguire una corretta armonizzazione
con la legislazione regionale vigente in materia di demanio marittimo, la
presente proposta di legge regionale intende sostituire integralmente il comma
6 dell'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, numero 17, recante:
“Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del
demanio marittimo, prendendo atto delle previsioni dell'intervenuta legge
regionale 18 marzo 2025, numero 14”.
Nello specifico, il comma 6 dell'articolo 9 (Opere consentite) della legge numero 17 del 2005 attualmente
vigente, così recita: “La concessione
per la realizzazione e l'esercizio di nuovi campeggi non può
consentire manufatti e prefabbricati, container, case mobili su ruote su
ancoraggi di supporto che possano essere adibiti ad abitazione anche precaria.
Inoltre, gli spazi eventualmente destinati a camper e roulotte devono essere distinti
da quelli destinati a tende e bungalow.”
Ciò ha comportato negli anni, soprattutto nella redazione ed attuazione
dei Piani comunali spiaggia previsti dall'articolo 12 della legge regionale
numero 17 del 2005, problematiche interpretative riguardo la previsione, in
aree demaniali marittime, di aree per attività ricettive all'aria aperta e
campeggio ecosostenibile per sosta camper, roulotte e manufatti prefabbricati e
la loro specifica destinazione funzionale.
Per tali ragioni, si ritiene opportuno sostituire questo comma, con una
disposizione che rinvia, per la realizzazione di complessi turistico ricettivi
realizzabili all'aria aperta su aree demaniali marittime, alla legge regionale
numero 14 del 2025, fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e
nazionali che regolamentano l'uso delle aree demaniali con destinazione
turistico ricettiva riguardo il rilascio delle concessioni demaniali marittime.
La presente proposta di legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della
Regione Calabria, per ragioni di urgenza amministrativa, trattandosi di
tematiche in ambito di demanio marittimo e considerato l'avvio imminente della
stagione estiva e della regolamentazione delle disposizioni in materia.
L'articolo 1 sostituisce il comma 6 all'articolo 9 della legge regionale
numero 17 del 2005.
L'articolo 2 contiene la clausola di invarianza degli oneri finanziari,
in considerazione della sua natura squisitamente ordinamentale.
L'articolo 3 disciplina l'entrata in vigore.
Grazie, Presidente.
Grazie. Non ci sono interventi, quindi, passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio
approva)
(È riportata in
Allegati)
Passiamo al punto numero 10, la proposta di
legge numero 404/12^ di iniziativa dei consiglieri Comito, Gelardi, De
Francesco, Crinò, Graziano, De Nisi, recante: “Abrogazione della legge
regionale 17 agosto 2009, numero 25 (Norme per lo svolgimento di
<<elezioni primarie>> per la selezione di candidati alla elezione
di Presidente della Giunta regionale)”.
Cedo la parola alla consigliera De Francesco
per illustrare il provvedimento. Prego.
Grazie Presidente. La proposta posta oggi
all'attenzione di questa Assemblea è stata già oggetto di esame e
approfondimento in sede di Commissione affari istituzionali, che mi onoro di
presiedere, e ha successivamente ricevuto il parere favorevole dalla Commissione
bilancio in merito alla compatibilità finanziaria della disposizione. Il testo
normativo in esame mira ad abrogare la legge regionale del 17 agosto 2009,
numero 25, che disciplina le modalità di svolgimento delle elezioni primarie
per la selezione dei candidati alla carica di Presidente della Giunta
regionale.
Questa normativa, fin dalla sua entrata in
vigore, non ha mai trovato una sostanziale applicazione, nonostante le risorse
finanziarie appositamente stanziate sul bilancio regionale per la sua eventuale
attuazione. Va evidenziato come le previsioni transitorie della legge, pur
avendo previsto modalità di applicazione per specifiche tornate elettorali, non
abbiano mai condotto alla realizzazione di elezioni primarie in Calabria,
neppure successivamente, anche a causa del mancato interesse da parte dei partiti,
dei movimenti politici e delle associazioni operanti sul territorio regionale.
Di fatto, la legge si è rivelata una normativa inattuata che ha determinato
solo un vincolo sul bilancio regionale, senza mai generare effetti concreti sul
sistema democratico e sulla selezione dei candidati alla Presidenza della
Giunta regionale.
Con questa proposta di legge si intende,
quindi, procedere all'abrogazione della legge regionale numero 25 del 2009 per
semplificare i procedimenti elettorali regionali e rimuovere una previsione
normativa che, seppur esistente, non ha mai prodotto risultati, garantendo così
maggiore chiarezza e razionalità all'ordinamento regionale; è importante
chiarire che l'abrogazione della legge non limita in alcun modo la possibilità
per i partiti e i movimenti politici di organizzare autonomamente le proprie
elezioni primarie per la selezione dei candidati, qualora ne ravvisassero
l'opportunità, in piena coerenza con i principi di autonomia e democrazia
previsti dalle normative nazionali.
Inoltre, l'abrogazione di questa normativa
comporta un evidente risparmio di spesa per il bilancio regionale, liberando le
risorse precedentemente vincolate e consentendo alla Regione di riprogrammare
questi fondi in sede di approvazione di bilancio, potendoli destinare a
finalità prioritarie come la realizzazione di presidi di legalità e sicurezza,
settori verso i quali la Regione Calabria intende rafforzare il proprio
impegno.
Dal punto di vista tecnico, la proposta di
legge si compone di tre articoli.
L'articolo 1 dispone l'abrogazione della legge
regionale 17 agosto 2009, numero 25; l'articolo 2 stabilisce la clausola di
invarianza finanziaria, confermando che l'abrogazione non determina nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale; l'articolo 3 prevede che
l'entrata in vigore avvenga il quindicesimo giorno successivo alla
pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Questa proposta si inserisce in un percorso di
semplificazione normativa e di razionalizzazione delle risorse pubbliche,
contribuendo a garantire maggiore efficienza amministrativa e a sostenere la
costruzione di un ordinamento regionale più snello, coerente e orientato al
raggiungimento di obiettivi concreti utili per le comunità calabresi. Grazie.
Grazie, consigliera De Francesco. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.
Ho già espresso la mia opinione nell’ambito della
Commissione competente e ritengo di doverla esprimere anche in quest'Aula. Io
reputo sbagliata questa proposta di abrogazione perché, in questo particolare
frangente storico, rischia di mandare un messaggio che va contro quella che è
la volontà dei cittadini.
Noi abbiamo un tasso di astensione enorme,
abbiamo problemi di democraticità del sistema dei partiti. Abbiamo - e tutti lo
ribadiamo in ogni contesto - la necessità di dare uno strumento di
rappresentanza vera agli elettori: il diritto di potersi esprimersi nella
scelta dei propri rappresentanti, di poter esprimere in maniera democratica la
propria voce. In realtà, in questo momento storico, e ne abbiamo cognizione
diretta, anche la legislazione nazionale ha tolto ai cittadini la possibilità
di scegliere il proprio rappresentante. Inutile ribadire un ragionamento di
carattere generale: la tendenza è quella di creare meccanismi bloccati e liste
stilate, magari, nelle segreterie nazionali dei partiti, di avere meccanismi
elettivi che partono dall'alto invece che dal basso. Di fronte a questo
contesto, in cui sempre più ci si lamenta che Roma decide i propri
rappresentanti o che le segreterie nazionali intervengono nell'alterare il
procedimento democratico della scelta dei territori, la Regione Calabria cosa
fa? Abroga una legge che, seppur non utilizzata e seppur finora mai applicata o
mai richiesta dai partiti, era e rappresentava un segnale di democrazia diretta
dal basso che dava, quantomeno sul piano potenziale teorico, la possibilità a 3 mila cittadini e agli elettori di potere decidere il
proprio candidato alla Presidenza della Regione.
Non credo siano i 600 mila euro di posta a
giustificare un segnale così preciso e l’inutilizzazione di questo strumento
legislativo non può comportare automaticamente il principio opposto, per cui si
abroga un procedimento che teoricamente dava ai calabresi la possibilità di
scegliere il proprio candidato a Presidente della Regione. Lo diciamo oggi, in
un momento in cui da più parti si invocano e si ribadisce il principio che
anche nelle future elezioni regionali il candidato alla guida di questo Ente
debba essere scelto dai calabresi; lo ribadiscono tutti i partiti politici.
Nel momento in cui c'è uno strumento che
teoricamente potrebbe andare in questo senso, cosa facciamo? Lo abroghiamo, lo
aboliamo perché non possiamo tenere una posta di
bilancio di 600 mila euro!
In realtà, secondo me, questa legge va
mantenuta perché può essere sempre una pistola fumante che i cittadini o
qualunque partito politico possono utilizzare in un momento in cui ci sono
delle imposizioni dall'alto. Lo dice chi è convinto, era convinto prima e lo è
ancora oggi che, se non si cambiano le regole elettorali, il tasso di
astensione aumenterà in questa regione, come aumenterà nel Paese, e che le
liste bloccate non faranno mai bene alla democrazia. In questo senso, quindi,
ribadisco una contrarietà di principio alla proposta di abrogazione: seppur non
utilizzato, è uno strumento che pone la Calabria tra le Regioni più avanzate da
questo punto di vista. Possiamo ragionare, si può dire che i partiti lo possono
fare lo stesso e chiedersi perché debba essere la Regione a pagare. Possiamo
trovare mille argomentazioni, ma il principio che oggi diamo è in
controtendenza rispetto a quello che poi, fuori da quella porta, affermano
tutti i partiti e tutti i rappresentanti politici. Non è la stessa cosa avere
un meccanismo istituzionalizzato con delle regole, dei meccanismi disciplinati,
delle garanzie, rispetto a delle primarie fatte dai partiti, che non hanno
ovviamente lo stesso valore né disciplinare né giuridico.
Proprio in questo momento di forte attualità,
ritengo si debba tenere ancora un po’ sospesa questa legge, che molto
probabilmente non sarà mai utilizzata; però, sapere che nella Regione Calabria
c'è la potenzialità di attivare questo meccanismo, secondo me, fa bene alla
democrazia e va nel senso voluto dei cittadini calabresi.
Infine, se proprio vogliamo parlare di questo
tema, che ritengo sia di attualità, possiamo ragionare anche sull’abrogazione
di proposte di legge come le primarie mai utilizzate, ma apriamo realmente un
dibattito sulla democrazia calabrese e sulle regole del gioco; in primis, sulle
regole elettorali che governano le nostre Istituzioni.
Da tempo assieme al collega Mammoliti abbiamo
proposto una modifica della legge elettorale calabrese; ne abbiamo parlato tre
anni fa, in un momento lontano dalle elezioni, perché le leggi elettorali non
si cambiano gli ultimi sei mesi, ma si cambiano nei tempi giusti e noi
l'abbiamo proposto tanto tempo fa, non so se sia condivisibile o meno. Abbiamo
chiesto di abbassare la soglia di sbarramento che in questa Regione è
particolarmente alta.
Noi ne facciamo sempre una battaglia di
democrazia, bisogna ricordare che, se non si supera l'otto per cento, non si
entra in questo Consiglio regionale se non ci si trova in una coalizione.
Abbiamo anche posto il problema del ruolo di
Presidente della Giunta regionale che non è più quello di un Presidente di
Consiglio, ma sempre più in linea con l'idea di un governatore; è cambiata
anche la prassi istituzionale, con una forte predominanza del ruolo
istituzionale del capo del governo della Giunta regionale. Abbiamo anche
chiesto che questo enorme aumento dei poteri del Presidente della Giunta
regionale venisse affiancato anche da un meccanismo che dia la possibilità ai
cittadini calabresi di eleggere direttamente il Presidente della Giunta
regionale, che oggi ha un così forte potere, e abbiamo previsto anche la
possibilità di discutere di voto disgiunto, cioè di scegliere il consigliere
regionale ma anche, con una scelta autonoma e distinta, il candidato e il
Presidente della Giunta regionale. Abbiamo aperto un dibattito; se lo si vuole
aprire e si vuole aprire un tavolo politico oggi non strumentale perché le
regole del gioco riguardano tutti, io ribadisco la mia disponibilità; se invece
si vuole dire che si abroga la proposta delle elezioni primarie perché costano
600 mila euro e non possiamo tenere questa posta di
bilancio, sono contrario e penso che le argomentazioni siano davvero deboli.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Lo Schiavo. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Credo che di fronte alla crisi
della politica e della partecipazione, l'autorevolezza e la forza delle
istituzioni democratiche si misuri anche attraverso il sostanziale
coinvolgimento alla vita amministrativa e politica, in maniera diretta e più
ampia e partecipata possibile. Condivido le riflessioni del consigliere Lo
Schiavo e considero non solo sbagliata l'idea di voler abrogare questa legge,
ma lo considero un vero e proprio strappo democratico esagerato che non si
motiva né dal punto di vista politico né democratico e nemmeno dal punto di
vista delle risorse, ma è semplicemente un restringimento degli spazi della
partecipazione che oggi, comunque, con questa legge viene consentito ai
cittadini.
Parliamoci chiaramente, in Calabria, come del
resto in alcune Regioni, non in tutte, i poteri esagerati di un Presidente di
Regione non sono rapportati al sistema democratico degli elettori che con il
loro voto eleggono direttamente il Presidente perché i cittadini non eleggono
il Presidente, ma i consiglieri regionali in Calabria, una delle Regioni dove
non è consentito il voto disgiunto che, in molte Regioni, come sapete, esiste.
Si può votare il consigliere regionale X, ma si può votare il Presidente dell'altra
coalizione, come avviene nei Comuni superiori a 15 mila abitanti; quindi, c'è
un livello di partecipazione attiva alla vita democratica da parte dei
cittadini.
Perché compiere, come diceva giustamente il
consigliere Lo Schiavo, alla fine della legislatura questo atto di
restringimento degli spazi di partecipazione e di democrazia? Perché? Cui prodest?
Veramente pensate siano le risorse esigue nel
bilancio regionale? Risorse che, se la legge non sarà applicata, non saranno
nemmeno spese: dovete semplicemente impegnarle e poi si possono rimodulare e
riutilizzare se la legge non viene attivata, non sono risorse che si mettono lì
e poi le accantoniamo. Semplicemente, nella stesura del bilancio si inseriscono
questi fondi perché la legge lo prevede, ma quando poi non si attua la legge,
quelle risorse vengono puntualmente rimodulate. Sarebbe stato giusto, opportuno,
e anche politicamente democratico dire: “Noi vogliamo abrogare questa legge
perché non è stata mai applicata, ma contemporaneamente apriamo una discussione
in Consiglio regionale anche nel merito di alcune proposte di provvedimento che
sono state presentate”.
Parliamoci chiaramente, il livello della
civiltà e della democrazia di una Regione non è banale, non è neutrale rispetto
al funzionamento delle Istituzioni; in Calabria per entrare nel Consiglio
regionale bisogna ottenere una percentuale elevata. Andate a vedere le altre
Regioni. Nelle altre Regioni e nel Parlamento italiano, nel luogo più
importante della democrazia istituzionale di questo Paese, si può entrare ed
essere presenti con il 3 per cento; in Calabria occorre avere l'8 per cento per
entrare in Consiglio regionale! Perché allora compiere questo atto di
limitazione degli spazi, di restringimento e della democrazia? Sarebbe stato
giusto aprire un dibattito in Commissione. L'abbiamo affrontato qualche volta,
ma poi l’abbiamo accantonato e non più approfondito. Ci sono delle proposte di
legge. Discutiamo quelle proposte perché sono importanti e si possono fare
insieme, perché la forza e l'autorevolezza di un'Istituzione si rafforza se le
riforme vengono fatte insieme, non con strappi e con maggioranze a seconda
delle convenienze che di volta in volta decidono cosa fare.
Per quanto mi riguarda, la considero una scelta
politicamente sbagliata e che non aiuta questo sentimento di antipolitica che è
molto diffuso in Calabria.
Noi abbiamo la percentuale di partecipazione al
voto che è una delle più basse d'Italia e con questa legge sicuramente non
incoraggeremo la partecipazione diretta al voto. Prendiamo la legge elettorale
che noi abbiamo presentato, discutiamola, ragioniamola, ma credo che ci sia un
elemento democratico dal quale né il Presidente né la sua maggioranza possa
sfuggire: i cittadini calabresi non hanno votato per Occhiuto, ma hanno votato
per i consiglieri regionali, perché in Calabria non è consentito il voto disgiunto,
e con questa legge, come diceva giustamente il consigliere Lo Schiavo, c'era
comunque l'ipotesi che una parte consistente di cittadini potesse anche
utilizzare uno strumento democratico di partecipazione attiva che aiuta
sicuramente a irrobustire e rafforzare l'autorevolezza della politica e delle
Istituzioni; quindi, per quanto mi riguarda, vi invito alla riflessione, vi
invito nella Commissione competente ad approfondire e a ritornare a ragionare
sulla riforma elettorale per consentire ai calabresi di scegliere il proprio
Presidente. Voi non solo non volete che i calabresi decidano il loro
Presidente, ma addirittura sottraete ai cittadini calabresi anche uno strumento
che comunque in qualche modo poteva essere sempre attivato.
Grazie consigliere Mammoliti. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente.
In realtà, mi pare che il dibattito di stasera
su questo punto sia collegabile alle aree di appartenenza. Io appartengo a
un'area civica che è un po’ fuori dai partiti tradizionali e non,
per cui vede la questione sotto un altro punto di vista. Ho sentito parlare di
questioni generali e della questione specifica di questa proposta di legge. Io
non ho dubbi che il problema generale, cioè la partecipazione dei cittadini
calabresi alle elezioni sia penalizzata dall'attuale legge elettorale che,
praticamente, contingenta a una percentuale eccessiva; l'8 per cento è una
enormità che è fatta per tagliare pezzi importanti di elettorato e, quindi,
pezzi importanti di rappresentanza; quindi, non ho dubbi che complessivamente
questo sia un elemento da tenere in considerazione e da correggere al più
presto. Tuttavia, non collegherei l'allontanamento, il non voto, l'astensione
calabrese e italiana al fatto che ci sia o non ci sia la legge per le primarie;
non che ci sia la legge per le primarie, che ci sia un finanziamento pubblico
per svolgere le primarie perché, da quello che io capisco, con questa legge non
si impedisce che siano svolte elezioni primarie ai singoli partiti; viene
impedito che siano svolte con soldi pubblici.
Come è stato ricordato, il ruolo invasivo,
pervasivo, eccessivo dei partiti nella vita politica italiana è, per esempio,
dimostrato - e sono d'accordo - dal fatto che per esempio in Parlamento è
sempre più alta la quota di nominati e troppo bassa quella degli eletti da
parte dei cittadini. L’exitus, la scomparsa,
il decesso della metodologia delle preferenze, quella sì che io trovo essere un
elemento di preoccupazione per la partecipazione democratica! Questa specifica
legge, quando fu approvata all'epoca, mi lasciò abbastanza basito perché la
considero una intrusione eccessiva del potere partitico nella gestione
democratica della Cosa pubblica.
È del tutto evidente, tra l'altro, se questa
legge del 2009, che quindi ha avuto un periodo di osservazione sufficientemente
lungo perché 16 anni lo sono, non ha dato dei risultati apprezzabili, né
nessuno credo possa seriamente sostenere che l'allontanamento dal voto dipenda
da questa legge, considerato che non è stata utilizzata, ma non è stata
utilizzata dai partiti e i cittadini comunque non sono andati a votare.
L'abolizione di questa legge, che voterò
convintamente, serve a richiamare tutti noi al fatto che l'elemento fondante
della Costituzione e, quindi, della democrazia partecipata sono i cittadini,
che poi si vogliano organizzare o meno in partiti sono affari loro. Poi c'è il
grande dibattito del finanziamento pubblico eccetera, che metto da parte, però
io convintamente voterò favorevolmente per l’abrogazione di questa legge che
non ha funzionato, che non è stata utilizzata, che non impedisce l'esecuzione a
spese proprie delle primarie; quindi, cacciamo un inutile orpello e cacciamo un
segnale – quello sì, io ritengo – preoccupante per i cittadini di tracimazione
del potere dei partiti nell'ambito della democrazia partecipata che, invece,
dovrebbe essere alla base della funzione democratica delle Istituzioni. Grazie.
Grazie consigliere Laghi. Ha chiesto di
intervenire la consigliera De Francesco. Ne ha facoltà.
Grazie Presidente. Rispondo brevemente ai colleghi.
Rispetto, ovviamente, la posizione dei colleghi
Lo Schiavo e Mammoliti, ma ovviamente non posso condividerla perché stiamo
parlando di una legge, quella sulle primarie, che, come ho già detto nella
relazione introduttiva, non è stata mai applicata. Una legge che ha tenuto
impegnate delle risorse senza portare alcun beneficio ai cittadini calabresi;
una legge, quindi, che è rimasta ferma, inerte, come tutte quelle buone
intenzioni che poi non si traducono in fatti. Condivido quanto è stato detto
dal collega Laghi rispetto alla partecipazione democratica.
Si è parlato di democrazia, diciamolo
chiaramente: la democrazia non si esercita con delle leggi vetrina, né con
strumenti che ovviamente restano sulla carta morta. Piuttosto, la democrazia si
misura con la capacità di fare delle scelte concrete e, quindi, di intervenire
sui problemi reali e di restituire fiducia e credibilità alle Istituzioni. Come
ho già evidenziato nella relazione introduttiva, i partiti, i movimenti
politici possono autonomamente organizzarsi e procedere allo svolgimento delle
proprie elezioni primarie, se ne hanno la volontà, ma capite bene che non
possiamo tenere in piedi una norma che non ha mai prodotto alcun effetto, se
non per mantenere un'apparenza.
Comprendo poi la necessità di una riforma
complessiva della legge regionale relativa alla modifica elettorale. Si tratta
certamente di un tema serio sul quale sicuramente è possibile avviare un
dibattito, un confronto politico costruttivo, però - permettetemi di dirlo con
estrema franchezza - non possiamo usare questo argomento oggi per bloccare ogni
singolo intervento di semplificazione perché siamo qui, appunto, per prendere
atto di una norma che è in vigore da 15 anni, che non è mai stata attuata e, quindi,
ha perso la sua ragione d'essere; mantenerla in piedi significa che potrebbe
non avere alcuna utilità per i cittadini.
Credo che sia importante procedere a una
riforma complessiva della legislazione regionale, ma procediamo step by step
perché, se una legge non è stata mai attuata, o non serve o non funziona e
rischia di alimentare una narrazione falsa di partecipazione che
sostanzialmente non si è mai realizzata nei fatti.
Credo che quella di oggi sia l'occasione per
scegliere di percorrere la strada della coerenza: scegliamo di liberare delle
risorse, di semplificare il nostro ordinamento, e di concentrarle su quelle
politiche che possono davvero incidere sulla vita delle persone. Grazie.
Grazie, consigliera De Francesco. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Io credo che il dibattito che si è svolto su
questa proposta di legge testimoni anche la mancanza di capacità di portare al
centro della discussione di quest'Aula delle proposte complessive riferite ai
modelli di governo ed elettivi di questo Consiglio regionale. Tuttavia, credo
che si debba essere anche onesti tra di noi su questa cosa e mi rivolgo
soprattutto al collega Lo Schiavo: questa legge non è nata - ho seguito bene la
vicenda - come volontà - lo dico con estrema franchezza - di dare la possibilità
ai cittadini di eleggere il proprio Presidente, ma è stata una legge pensata
per piegare la forza dei governatori di turno di allora alle esigenze loro.
Questo è il vero motivo!
Oggi, come gruppo del Partito Democratico,
dobbiamo parlare ai cittadini non sulla validità, sulla solidità della proposta
di legge, ma la lingua della semplicità e della verità. Non possiamo su ogni
cosa cercare di strumentalizzare le vicende per questioni legate ai propri
interessi o alla propria convinzione. Oggi il tema è: una legge sulle primarie, pensata nel 2009, mai
attuata, è una legge utile ai calabresi o no?
Dire ai
calabresi, in alternativa, che vogliamo lavorare su una riforma complessiva del
modello elettorale avrebbe un altro valore e un altro senso. Quando in un’altra
seduta - voglio ricordarlo ai colleghi - abbiamo approvato in quest’Aula la
legge sul consigliere delegato, se vi ricordate, ci siamo tutti opposti perché
era giusto farlo e dire di no, perché si trattava di una volontà della
maggioranza che non aveva una valenza politica e non era rispettosa di
quest'Aula. Sul consigliere delegato noi votammo “no” convintamente perché le
riforme si fanno insieme. Questa che oggi noi stiamo per approvare non è una
riforma, ma si tratta semplicemente di prendere atto di una legge che non
funziona, che non ha mai funzionato e che non era legata al funzionamento di
quest'Aula, ma che cercava di piegare la propria funzione all'interesse dei
calabresi. Questo è il tema vero su cui ragionare!
Oggi, il gruppo del PD, condivide molte delle cose dette dal
collega Mammoliti in riferimento al modello di governo, al metodo elettivo. Ci
mancherebbe! Tutte queste cose le condividiamo, ma, quando una legge non viene
attuata ed è ferma dal 2009, quindi da vent'anni, dobbiamo o prendere atto che
la legge sulle primarie non ha funzionato oppure decidere di tenerla fino a
quando non verrà applicata.
Il principio
democratico per me ha un valore diverso, non è quello di tenere in piedi dei
castelli senza fondamenta. Credo che oggi si debba avere l’intelligenza e la
capacità politica di dire che ci asteniamo perché non condividiamo questo
metodo del centrodestra di arrivare sempre a proposte parziali, limitate, senza
coinvolgere l'opposizione, ma allo stesso modo dobbiamo dire che una legge
inapplicata da tanti anni non ha senso mantenerla e tenere vincolate delle
risorse che potrebbero essere messe a disposizione dei cittadini.
Quindi credo
che il gruppo del PD si asterrà su questo punto, con la convinzione che anche
le osservazioni critiche del collega Mammoliti vadano rispettate, ma la
maturità politica del gruppo del PD dimostra che c'è anche condivisione nel
ritenere che questa legge sulle primarie, forse, fosse sbagliata e ne prendiamo
atto con consapevolezza e coscienza. Questo non significa mettere in
discussione i principi democratici, ma soprattutto non significa mettere in
discussione le osservazioni critiche espresse in questa Aula da qualche
collega, anche della minoranza.
Vi ringrazio
per la discussione, ma ritengo sia stato eccessivo parlare quasi un'ora e mezza
dell’abrogazione di una legge che è stata istituita 16 anni fa, mai utilizzata
né dal centrodestra né dal centrosinistra e la cui abrogazione libera 800.000
euro di risorse; magari sono esigue, però mi sembra eccessivo puntare i fari su
questa abrogazione che mi sembra più che legittima.
Visto che è
terminata la discussione, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Ha chiesto
di intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.
Presidente,
reputo che questa discussione, invece, sia stata opportuna; la reputo opportuna
e credo che questa abrogazione non sia una novella legislativa di abrogazione
di una proposta secondaria. Noi stiamo abrogando uno strumento che, seppur mai
utilizzato, dava voce dal basso ai cittadini calabresi per incidere nella
scelta del Presidente della propria Regione. Ora, la si può contestare o la si
può girare come la si vuole, ma qui bisogna essere coerenti con sé stessi e
bisogna chiedersi a chi fa paura questa legge e perché si sente la necessità di
abrogarla. Ci sono tantissime leggi non applicate, né tantomeno le risorse,
visto che parliamo di risorse esigue, possono giustificare questa scelta.
Non riesco a
comprendere le ragioni di fondo della preoccupazione che suscita questo
strumento. Qualunque strumento sia capace di dare diritto e voce ai cittadini
per me è uno strumento giusto, legittimo e sacrosanto. Qualunque strumento
aumenti la democrazia e vada nel senso della partecipazione è uno strumento
giusto, legittimo e democratico. Qualunque legislazione abbia elementi che
rappresentano anche una “minaccia” - chiamiamola così - ai partiti stessi,
consentendo di attivare un meccanismo di volontà dal basso nelle scelte che -
questa volta sì - qualcuno dice di voler fare in Calabria, incontra il mio
favore. Quando ci sono gli strumenti, ci si arrovella su delle argomentazioni
che a mio avviso non tengono coerenza con l'impostazione di fondo: non sono
primarie costruite dai Partiti con le proprie regole, sono primarie legislative
disciplinate da meccanismi di democrazia, di controllo e di partecipazione.
Qualunque strumento vada in questa direzione coglie il mio favore, utilizzato o
meno, richiesto o meno dai partiti.
Noi oggi
rendiamo la legislazione calabrese più povera di uno strumento. La
giustificazione delle risorse economiche o della mancata attuazione non
giustifica questa pagina politica che, in realtà, secondo me, va indietro nei
tempi e riduce la volontà e la partecipazione dei cittadini dal basso. Quindi,
anche se molto probabilmente sarò l'unico a votare in maniera contraria
all'abrogazione di questa legge, ritengo di dover essere coerente fino in
fondo! Chi difende le primarie le deve difendere fino in fondo, chi difende la
partecipazione dal basso la deve difendere fino in fondo, chi attacca i partiti
nazionali per scelte che vengono imposte deve essere coerente, poi, anche nelle
scelte legislative che compiamo in quest'Aula! Per queste ragioni, Presidente,
esprimo il mio voto contrario.
Grazie.
Ha chiesto
di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Anche io intervengo velocemente per dichiarazione di voto, perché
credo che l'esercizio della democrazia, del confronto e della discussione
approfondita su temi rilevanti della vita politica, democratica e anche
istituzionale della nostra Regione, siano sempre utili, importanti e positivi.
Le
riflessioni che sono state svolte da alcuni consiglieri non mi convincono per
nulla perché ci sono ragioni molto serie e molto utili per sollecitare la
partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica e sono dell'idea
che questa limitazione dell'esercizio della libertà dei cittadini elettori
calabresi - non potersi scegliere il Presidente - sia una limitazione politica
sbagliata. Quindi, le argomentazioni demagogiche e populistiche di alcuni
consiglieri le stigmatizzo e non le condivido, non appartengono alla mia
concezione culturale e istituzionale della vita e della democrazia. Tuttavia,
come diceva il capogruppo Bevacqua - sono uno che è nato nel partito,
nell'organizzazione, so rispettare le regole democratiche, mantengo le mie
convinzioni sbagliate dell'abrogazione di questo provvedimento - per disciplina
politica del partito, mi astengo. Funziona così la vita della partecipazione
democratica di un gruppo politico.
Comunque,
chiedo al mio capogruppo, quando ci saranno le riunioni dei capigruppo, di
sollecitare i Presidenti di Commissione per portare in discussione i
provvedimenti di legge in Commissione. Dovete assumervi di fronte ai Calabresi
la responsabilità di bocciare i provvedimenti legislativi! Non potete tenerli
nelle Commissioni per anni, senza discuterli, perché lo diremo noi ai Calabresi
per quanto tempo si stanno tenendo nelle Commissioni competenti i provvedimenti
di legge.
È questa la
vostra idea di concezione democratica del governo delle Istituzioni!?
Io mi
batterò contro questo provvedimento e mi batterò perché i provvedimenti di
legge possano essere discussi e, se non li condividerete, li boccerete. Quindi,
chiedo al mio capogruppo, nelle riunioni che saranno fatte con il Presidente,
di calendarizzare immediatamente questo provvedimento di legge che, per quanto
mi riguarda, consente ai cittadini calabresi il voto disgiunto e di potersi
scegliere il Presidente perché lo considero un fatto politicamente e
democraticamente importante.
Quindi mi
astengo per disciplina di gruppo.
Grazie,
Presidente.
Grazie.
Ha chiesto
di intervenire per dichiarazione di voti il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.
Signor
Presidente, grazie.
Voterò
favorevolmente – ripeto - questo provvedimento perché, pur non facendo parte di
un Partito, penso di potermi ascrivere una sensibilità democratica che per
potersi sviluppare, vivere o sopravvivere non necessita di essere inquadrati
nell'ambito dei Partiti, che pure io rispetto.
La
regolamentazione del voto in Calabria va cambiata sicuramente, soprattutto per
quanto riguarda le percentuali di accesso al Consiglio regionale, ma qui stiamo
parlando di questa legge, stiamo parlando di una legge che da 16 anni non viene
applicata da nessuno; stiamo parlando di un provvedimento di legge che, secondo
me, al contrario, allontana le persone dalla partecipazione perché fa sembrare
che il dibattito democratico sia appannaggio esclusivo dei Partiti e che quindi
necessiti essere nei Partiti per poterlo esercitare. Con grande tranquillità,
credo che questo strumento abbia già clamorosamente fallito, a prescindere che
sia finanziato o meno; è un benefit aggiuntivo il fatto che si possa non
accantonare una cifra, qualunque essa sia, per uno strumento inutilizzato da 16
anni e a cui, concettualmente, io sono contrario. Già all'epoca, quando fu
approvata, la guardai con diffidenza e un po’ di contrarietà perché non ne
capivo né lo scopo né la natura. Quindi io voterò favorevolmente all'abrogazione
di questa legge. Grazie.
Grazie.
Passiamo all'esame di votazione del provvedimento;
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo
alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo ora
al punto 11, la proposta di legge numero 409/12^ di iniziativa del consigliere
Caputo, recante: “Modifiche della legge regionale 29 marzo 2024 numero 16
(Istituzione dell'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per
l'attrazione di investimenti produttivi)”.
Cedo la
parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego.
Grazie,
Presidente.
La presente
proposta di legge mira a modificare la legge regionale 29 marzo 2024, numero
16, al fine di consentire il pieno avvio e la conseguente operatività
dell'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l'attrazione di
investimenti produttivi.
Nello
specifico, la proposta di legge nel suo complesso reca 3
articoli.
Con
l'articolo 1 si interviene per specificare meglio la portata del comma 3
dell'articolo 2 della legge regionale 16/2024, oltre che delimitare con
maggiore puntualità, con l'introduzione del comma 8 all'articolo 12 della legge
regionale, che l'Agenzia subentra nel diritto d’uso di tutti i beni
appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile già in uso della
Fondazione Terina nonché nella titolarità di tutti i suoi beni strumentali e
materiali ed immateriali appartenenti al patrimonio disponibile della
fondazione medesima. Grazie.
Grazie.
Ha chiesto
di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.
Presidente,
colleghi consiglieri, intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per
esprimere la mia posizione fortemente critica su questa proposta legislativa
che interviene a modificare la legge regionale 16 del 2024 che, ricordiamo, ha
istituito l'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali per
l'attrazione di investimenti produttivi. Questa nuova proposta, che si presenta
come un atto tecnico - ne spacciate tanti per atti tecnici - in realtà è
tutt'altro che neutra perché il cuore vero è l'articolo 1 che sancisce il
trasferimento alla nuova agenzia di tutto il patrimonio materiale e immateriale
della Fondazione Mediterranea Terina ONLUS, compresi i beni demaniali e
strumentali, in esito alla liquidazione coatta di quella Fondazione. Non
possiamo fare finta che si tratti solo di un passaggio amministrativo.
La
Fondazione Terina è stata una struttura costosa, annunciata come strategica, ma
mai davvero valorizzata, fino a trasformarsi in un simbolo del fallimento
totale delle politiche pubbliche del settore agroalimentare e formativo. E,
ora, senza alcun serio bilancio pubblico sull'esperienza drammatica di questa
Fondazione, senza una vera analisi su che cosa non abbia funzionato, si decide
di assorbirne l'intero patrimonio in una nuova agenzia, una struttura appena
nata della cui reale capacità operativa ancora sappiamo poco.
Ci
chiediamo, quindi, a che cosa davvero servirà questa Agenzia e perché dobbiamo
continuare a creare enti su enti, uno dopo l'altro, senza mai fare un bilancio
sui precedenti e, soprattutto, un'analisi di che cosa ha portato a fare
fallire, una dopo l'altra, tutte le fondazioni che abbiamo messo in piedi.
Ci auguriamo
davvero che questi nuovi enti, voluti dal Governo Occhiuto - questa agenzia mi
sembra che sia l'ennesimo esempio -non siano scatole vuote, come lo sono state,
né strumenti di redistribuzione di potere e nomine, ma servano concretamente a
questa Regione, affinché possano produrre risultati misurabili e trasparenti e
non si limitino ad un effetto annunciato.
Noi, come
opposizione responsabile, continueremo a vigilare, ma chiediamo che, prima di
assorbire beni, si assorbano responsabilità, che, prima di ampliare strutture,
si definiscano missioni e che le risorse pubbliche non siano disperse, ma
investite con rigore, visione e coraggio.
Grazie.
Passiamo all'esame e votazione al provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Dopo
l'articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15190, aggiuntivo
dell'articolo 1-bis, a firma del consigliere Graziano, a cui cedo la
parola per l'illustrazione. Prego.
Presidente,
saluto lei, il Presidente della Giunta, i membri della Giunta e i colleghi
consiglieri. Si tratta di quattro modifiche alla legge 16 del 2024, quindi
interviene su 4 commi dell'articolo 1: modifica il comma 5 dell'articolo 9, che
specifica e precisa la tipologia dei vincoli la cui efficacia è comunque
stabilita dalle norme nazionali; modifica il comma 6 dell'articolo 9 che
collega le norme regionali e conferma l'equiparazione, quindi, dei Piani regolatori
delle Aree industriali ai piani regolatori territoriali di coordinamento;
un'ulteriore modifica è al comma 8 dell'articolo 9 che tende a raccordare i
tempi di approvazione dei Piani Regolatori Territoriali di coordinamento delle
Aree industriali e quelli degli strumenti urbanistici comunali che presentano
tempistiche diverse; l'ultima modifica invece serve ad evitare che nelle aree
industriali si possono pagare doppi oneri di urbanizzazione.
Grazie,
collega Graziano.
Parere della
Giunta?
VARÌ Rosario, Assessore allo sviluppo economico,
internazionalizzazione, innovazione e sistema universitario, ricerca, sviluppo
del porto di Gioia Tauro e ZES.
Favorevole.
Parere del
relatore?
CIRILLO Salvatore (Forza Italia)
Favorevole.
Pongo in
votazione l'emendamento. L'emendamento è approvato.
Ha chiesto
di intervenire il collega Bevacqua. Ne ha facoltà.
La collega
Amalia Bruni aveva manifestato le sue perplessità in merito a questo
provvedimento legislativo che avete portato in Aula. Ancora di più oggi, in
questo momento, esprimiamo il nostro voto nettamente contrario. Anzi, non so se
avete i numeri in Aula per poterla approvare, perché la disponibilità
dell'opposizione è sempre massima, però quanto proponete un emendamento quasi
interamente sostitutivo della proposta di legge e non abbiamo la possibilità né
di valutarlo, né di approfondirlo e né di capire cosa ne pensi l'ufficio
legislativo di queste modifiche, credo che si tratti sempre di un problema di
correttezza istituzionale.
Chiediamo,
pertanto, il rinvio del punto, altrimenti abbandoneremo l'Aula e vedremo se
avete i numeri per approvarlo. Così non possiamo andare avanti. Noi
abbandoniamo l'Aula perché ancora una volta non riscontriamo sensibilità e
rispetto nei confronti dell’opposizione. Per la terza volta in pochi mesi
modificate una legge e lo fate con un emendamento in Aula. Credo che abbiate
oltrepassato ogni limite.
Collega
Bevacqua, la proposta è passata dalle relative Commissioni. Lei può dire quello
che vuole, ma la modifica è stata discussa.
Poniamo in
votazione di nuovo l'emendamento. L’emendamento è approvato. Pertanto, è
inserito l’articolo 1-bis.
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Passiamo
alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come modificata, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è
approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo ora
al punto 12, lo “Svolgimento interrogazioni ex articoli 121 e 122 del
Regolamento interno del Consiglio regionale”, come da elenco allegato.
In relazione
alle interrogazioni ex articolo 121 del Regolamento interno, ricordo all'Aula
che, ascoltata la risposta dalla Giunta, l'interrogante ha diritto di replicare
per non più di 3 minuti al fine di dichiarare se si ritenga o meno soddisfatto.
Per le
interrogazioni ex articolo 122 del Regolamento interno, ricordo all'Aula che
l'interrogante dispone di 2 minuti per illustrare l'interrogazione, la Giunta
regionale dispone di 3 minuti per la risposta, l'interrogante ha diritto di
replica per non più di 1 minuto.
Iniziamo con
le interrogazioni a risposta immediata.
La prima
interrogazione, la numero 268/12^, a firma del consigliere Tavernise…
C'è qualche
richiesta? Non lo so, vi vedo agitati. Collega Bevacqua, c'è qualche richiesta
che volete fare? Sono interrogazioni, non si vota.
Avevamo già
votato, c'era il numero legale, eravate tutti in Aula. Che sta dicendo?! Anche
senza di voi c’è il numero legale.
Le
interrogazioni le volete fare o volete andare via? Dichiaratelo!
Volete
andare via, andate via.
Cedo la
parola all'interrogante per illustrazione.
L’interrogazione
numero 268/12^, Presidente, è superata. Fermo restando, chiedo scusa,
Presidente - se possibile ne approfitto - che ne ho già parlato con l’assessore
Gallo, a cui chiedo ufficialmente di poter prendere l'impegno per quei lavori
inerenti appunto al Freccia Rossa. Gliel’ho detto già prima sulla questione
della stazione di Sibari, assessore Gallo. Si tratta di quello che le dicevo
prima sulla stazione di Sibari. Grazie.
Passiamo
all'interrogazione 299/12^ a firma del consigliere Laghi “Sui rischi relativi
alla tutela e salvaguardia dei Gigli di mare nel Comune di Praia a Mare”. Lei
insiste.
Prego,
collega Laghi.
Grazie,
Presidente.
Presidente,
lei ha ragione quando dice che insisto, nel senso che questa è
un'interrogazione del 16 dicembre del 2024 che segue quella del 24 maggio del
2022, quindi almeno un anno e mezzo prima. Debbo qui ribadire che esiste una
legge regionale della Regione Calabria del 7 dicembre 2009, la numero 47, che
identifica i Gigli di mare come flora di alto pregio, per il quale è necessario
intraprendere prioritarie misure di conservazione e avviare progetti di tutela.
La legge, quindi, disciplina azioni ed interventi diretta alla valorizzazione,
tutela, promozione, salvaguardia, controllo e monitoraggio attribuito ai Comuni
e alla stessa Regione Calabria. “Rilevato, invece, che oggi continuano gli atti
di vandalismo” - questo lo scrivevo nel 2022 -, “ripetutamente denunciati
dall'Associazione Italia Nostra nel Comune di Praia a Mare, e che la situazione
è lungi dall'essere migliorata e vi è più peggiorata e, attualmente, si
continua con i danneggiamenti e la distruzione dei Gigli di mare, aumentando
anche i rifiuti in un'area che dovrebbe essere tutelata e valorizzata”. Infatti
- è questa l'integrazione recentissima che dice come questa interrogazione sia
sempre molto, molto attuale - nel maggio 2025, nel maggio scorso, dei mezzi
meccanici hanno preceduto sostanzialmente alla distruzione delle dune nella
spiaggia del comprensorio di Praia a Mare, per il livellamento sistematico del
tratto di spiaggia caratterizzato da formazioni dunali naturali, nonché
all'eliminazione di migliaia di esemplari di pancratium
marittimum, che è poi il nome tecnico dei Gigli
di mare, protetto appunto dalla legge che ho ricordato.
Quindi, si
tratta in definitiva, signor Presidente, di un problema che intercetta
situazioni o, meglio, vessazioni ambientali, danni economici e danneggiamenti
dolosi, per cui intercetta anche il principio stesso di legalità; chiediamo,
pertanto, che si si mettano in atto tutte le misure opportune per proteggere i
Gigli di mare e il quesito dell'interrogazione è, allora come ora: quali misure
si intendono adottare con l'urgenza che la situazione richiede, nel rispetto di
quanto previsto dalla legge regionale numero 47 del 2009 e nell'ottica del
salvaguardia del patrimonio ambientale, per evitare che nel Comune di Praia a
Mare vengano ulteriormente danneggiate le zone dove si trovano i Gigli di mare
e con essa un prezioso elemento naturalistico protetto dalla legge regionale.
Come ho
detto noi vorremmo sapere come si intende intervenire, perché ormai è una
situazione che, anno dopo anno, si ripresenta con le stesse caratteristiche.
Grazie.
Assessore Calabrese, a lei la risposta.
Grazie, Presidente. Rispondo
al consigliere Laghi in merito a questa importante interrogazione sulla
salvaguardia dei Gigli di mare di Praia a Mare.
Il Dipartimento ambiente,
consigliere, negli ultimi anni - 2023, 2024 e 2025 - con note indirizzate a
tutti i Comuni costieri, ha invitato le Amministrazioni a non usare mezzi
pesanti per la pulizia delle spiagge, per sbancamenti delle aree dunali, allo scopo
di tutelare le specie proteste, in questo caso quelle dei Gigli marini. Quindi,
anche in questa occasione abbiamo segnalato al Comune competente, in questo
caso Praia a Mare, la preoccupazione e quindi il dover non utilizzare mezzi
meccanici.
In ogni caso, riferisco,
anche, che la Regione Calabria ha attivato, nel periodo di programmazione dei
Fondi 2014-2020, azioni orientate alla tutela della biodiversità a livello
regionale. Nell'ambito di tale programmazione è stato messo in atto un progetto
di monitoraggio di habitat di specie
flora e fauna, che ha consentito di adempiere agli obblighi derivanti
l'articolo 17 della Direttiva Habitat e di ottenere un quadro accurato ed
aggiornato dello stato di conservazione di habitat
e specie presenti nei siti Rete Natura 2000; sono stati stanziati ben 3
milioni di euro ed è stato pubblicato un avviso sulla tutela della biodiversità
con interessamento anche dell'Isola di Dino e dell'area di Praia a Mare.
Inoltre, con la legge
regionale 22 del 15 maggio 2023 “Norme in materia di aree protette e sistema
regionale della biodiversità” si è modificata e integrata la normativa
regionale in materia di aree protette. Tra le innovazioni legislative
introdotte dalla norma regionale rientra l'istituzione del servizio di
volontariato di vigilanza ambientale (guardie ecologiche volontarie). La
creazione di guardie ecologiche volontarie trae origine dalla necessità di
avviare e rendere operativi i servizi di vigilanza ambientale, al fine di
favorire la formazione di una coscienza civica di rispetto e di interesse per
la natura, per la biodiversità e promuovere la salvaguardia e la valorizzazione
del patrimonio naturistico-ambientale.
Con delibera di Giunta 96/2024
si è adottato il Regolamento di servizio delle guardie volontarie che ne ha
disciplinato i compiti e le funzioni. La qualifica di guardia ecologica
volontaria è conseguita mediante atto di nomina della Regione e si tratta di
pubblici ufficiali nell’espletamento delle loro funzioni. Attraverso le guardie
ecologiche volontarie si cercherà di andare incontro a ciò che ha manifestato
il consigliere Laghi, tenendo conto che ci sono sanzioni importanti che vanno
da 1.500,00 euro fino a 9.000,00. Grazie.
Grazie, Assessore. Il
consigliere Laghi può intervenire brevemente.
Intervengo rapidamente, signor
Presidente, grazie.
Ringrazio l'assessore
Calabrese per la dettagliata risposta e mi permetto di dire che il segmento da
osservare con particolare attenzione è quello della prevenzione, ancor più
della repressione di atti che, comunque, continuano. Quindi, ci sono gli strumenti,
bisogna accendere uno spot su questa
situazione che, ripeto, non è soltanto naturalistica ma anche di alterazione
del principio stesso di legalità.
Proprio in questi giorni,
signor Presidente, signor Assessore, un gruppo di Associazioni nazionali e
locali stanno presentando un esposto alla Magistratura proprio perché la
situazione nel suo complesso è del tutto inaccettabile. Grazie.
Grazie. Passiamo
all'interrogazione numero 323/12^ a firma dei consiglieri Mammoliti e Lo
Schiavo “Sulla mancanza di posti letto e di barelle all'Ospedale”.
Mi pare che il presidente
Occhiuto sia dovuto andare via, quindi, questa interrogazione la rinviamo alla
prossima seduta, colleghi Mammoliti e Lo Schiavo. Anche la successiva.
Interrogazione numero 233/12^
a firma del consigliere Tavernise: “Emergenza occupazionale dei lavoratori
Abramo Customer Care”.
Cedo la parola al consigliere
per l'illustrazione. Prego.
Grazie, Presidente.
È chiaro che questa è una
interrogazione che avevo depositato 14 mesi fa quando c'era il rischio
licenziamento dei 1000 lavoratori dell'Abramo Customer Care. La vertenza si è
risolta in maniera positiva e ne prendo atto. Però, visto che ci siamo, vorrei capire,
dall'assessore Calabrese, se possibile, le mansioni che questi lavoratori
stanno svolgendo in questo periodo storico, i ruoli e cosa stanno producendo.
Ne approfitto per avere informazioni sugli ultimi risvolti e per capire e avere
un quadro della situazione, perché leggevo che 700 di loro erano impiegati
nella digitalizzazione delle cartelle. Grazie.
Cedo la parola all’assessore
Calabrese. Prego.
Grazie, Presidente.
Rispondo al consigliere
Tavernise. Son passati effettivamente 14 mesi e, grazie all'impegno del governo
regionale e al confronto avuto con il Ministero, presieduto dal ministro Russo,
il confronto ha portato ad una soluzione positiva di una vertenza importante
che ha riguardato la Regione Calabria e quasi 1000 lavoratori; 1000 lavoratori
che sono stati assorbiti dall'azienda Konecta che è
subentrata alla gestione commissariale dell'Abramo Customer Care e sono stati
assunti nei mesi scorsi anche i lavoratori a progetto. Quindi, sono stati
mantenuti i livelli occupazionali, è stata avviata anche un'attività di
formazione con le risorse messe a disposizione dalla Regione Calabria per una
sorta di riconversione delle attività di operatori telefonici a operatori
dedicati alla digitalizzazione delle cartelle.
C'è un confronto costante con
i vertici dell'azienda Konecta per dare continuità a
questo tipo di attività.
In ogni caso, siamo
soddisfatti perché, grazie all'impegno e alla regia della Regione e del
presidente Occhiuto, abbiamo risolto questa problematica e abbiamo evitato di
perdere 800 posti di lavoro che, considerata la situazione della Calabria,
rappresentavano, sicuramente, un enorme problema.
Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 237/12^
a firma del consigliere Lo Schiavo “In merito al mancato collettamento del
fosso Sant'Anna all'impianto depurativo di Porto Salvo nel territorio comunale
di Vibo Valentia”.
Presidente, l'interrogazione è parzialmente
superata, nel senso che è stata collettata, però, ritornano i problemi che ci
siamo detti sul CORAP e sull'ARSAI, nel senso che il dibattito che abbiamo
precedentemente svolto è rimasto immutato. Quindi, spero che, per i prossimi
mesi e per i prossimi anni, ci siano degli interventi strutturali per evitare
situazioni emergenziali.
Grazie. Passiamo, quindi,
all'interrogazione numero 263/12^ a firma del consigliere Tavernise:
“Completamento della strada del Medio Savuto, meglio conosciuta come ‘la strada
che non c'è’”.
Nelle more dell'avvio della
seduta consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale,
ma, se vuole intervenire, cedo la parola all'interrogante.
Cedo la parola al consigliere
Tavernise. Prego.
Ho appena letto la risposta
all’interrogazione che mi è pervenuta oggi. Non ho nulla da aggiungere, non so
se l'Assessore al ramo voglia aggiungere qualcosa, visto che è una strada che
riguarda una serie di comunità che la stanno aspettando da tanto tempo,
altrimenti poi ci penso io attraverso i miei canali social a informare.
L’Assessore ha già risposto all'interrogazione.
Passiamo all'interrogazione
numero 291/12^ a firma del consigliere Alecci: “Impatto del Progetto del Piano
stralcio di bacino del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale per
l'assetto, la mitigazione e la gestione del rischio da alluvioni – Calabria/Lao
e delle correlate misure di salvaguardia della pianificazione territoriale e
sullo sviluppo economico dei Comuni calabresi”.
Cedo la parola al collega
Alecci. Prego.
Grazie, Presidente. Anche su questo tema abbiamo
letto tanto e molti Comuni hanno impugnato questo Piano perché preoccupati per
la linea che faceva ricadere delle zone che fino a qualche giorno prima non vi
ricadevano e già vi erano dei Piani comunali che prevedevano l'espansione
proprio su quel territorio. So che c'è stata un'apertura anche da parte della
Regione Calabria e vorrei capire a che punto è lo stato dei lavori e se
possiamo guardare con ottimismo a una possibile modifica in futuro. Grazie.
L'assessore Calabrese ha
facoltà di intervenire. Prego.
Signor Presidente, consigliere
Alecci, ritengo superata in ogni caso l'interrogazione. Sicuramente, quando il
consigliere interrogante ha posto la problematica, eravamo in una situazione di
criticità, in quanto il Piano adottato il 24 ottobre 2024, che è entrato in
vigore con la pubblicazione sul Bollettino regionale il 24 novembre 2024,
prevede le misure di salvaguardia che avevano limitato, sicuramente, e creato
problematiche all'interno dei Comuni.
Grazie all'impegno della
Regione Calabria, del governo regionale, sono state approvate le norme
transitorie che di fatto hanno sbloccato la situazione: hanno prorogato le
osservazioni fino al 31 dicembre del 2025 e ciò ci consentirà ai privati e agli
Enti locali di fare le osservazioni in modo tale da poter poi approvare in via
definitiva il Piano, secondo quelle che sono le esigenze dei territori. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire per replica il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Non ho dubbi che la Regione
Calabria voglia mettersi al fianco dei Comuni affinché queste osservazioni, se
legittime e supportate anche da relazioni tecniche importanti, possano essere
poi portate avanti e fatte proprie, perché ci sono alcuni territori che hanno
bloccato il Piano di sviluppo; mi riferisco a due, tre Comuni; Davoli Marina,
ad esempio, è stato il primo ad impugnarlo, perché tutta la zona mare, dove
c'era un importante sviluppo turistico ricettivo, è stata bloccata:
Quindi, mi auguro che la
Regione sia anche parte attiva nel recepimento di queste osservazioni.
Grazie. Ha chiesto di
intervenire l’assessore Calabrese, per alcune precisazioni. Ne ha facoltà.
Riguardo al Comune di Davoli, le osservazioni sono
state recepite, la problematica è superata, così come quelle di tanti altri
Comuni, essendoci un Tavolo di confronto aperto tra il Dipartimento ambiente e
l'Autorità di bacino.
Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 298/12^
a firma della consigliera Bruni: “Legge regionale 6/2023 – ‘Precariato
storico’”. Prego.
Grazie, Presidente. Sintetizzo
l'interrogazione: la legge 6 del 2023 ha previsto l'assunzione a tempo
determinato di 132 persone, tra diplomati e laureati, come supporto per i
Dipartimenti regionali per l'attuazione del PNRR. Alla fine, ne sono state assunte
solo 42, comportando un netto risparmio
di spesa sul budget previsto; questi
42 dipendenti sono a tempo determinato, dovrebbero essere già scaduti a
febbraio 2025. L'interrogazione risale all'11 dicembre 2024. Pertanto,
sottolineando che non si possono attendere tutti questi mesi per avere una
risposta, nell'interrogazione io chiedevo e continuo a chiedere: i 42 precari
saranno stabilizzati? O meglio, a questo punto, lo sono stati? I soldi di
disavanzo come sono stati utilizzati o come verranno utilizzati? I precari
storici - certamente è una domanda generica che deriva comunque dal caso
specifico - che fine faranno?
Grazie, Presidente. Per quanto
riguarda la problematica posta dalla consigliera Bruni ritengo superata questa
interrogazione, in quanto alla scadenza della Convenzione firmata dal
Dipartimento programmazione comunitaria con FinCalabra,
che ha previsto la contrattualizzazione di 42 persone, essendo una
manifestazione aperta solamente a disoccupati, lo scorso febbraio, con un addendum alla Convenzione, a seguito di
decreto della programmazione comunitaria, sono stati prorogati i contratti fino
a 30 mesi, con l'utilizzo delle risorse necessarie, delle risorse derivanti dal
risparmio.
Per quanto riguarda la
stabilizzazione bisogna tenere conto che la legge regionale 6/2023, in modo
esplicito e chiaro, non prevede la stabilizzazione di queste persone.
In ogni caso, la Convenzione è
stata prorogata e le persone stanno attualmente lavorando e hanno continuato a
lavorare senza discontinuità.
Grazie, Assessore. Ha chiesto
di intervenire per replica la collega Bruni. Ne ha facoltà.
Intervengo per ringraziare
l'Assessore, certamente, e sottolineare, ancora una volta, che a queste
interrogazioni spesso si risponde quando si è risolto il problema; questa cosa
ci fa molto piacere, perché, evidentemente, ponendo un problema, poi in un qualche
modo abbiamo un risultato, fermo restando che il tema del precariato
chiaramente persiste, per cui questa interrogazione avrebbe ragione ancora di
esistere. Praticamente, sotto la scadenza dei 30 mesi, avremo, verosimilmente,
modo di doverci interfacciare ancora una volta su questo futuro che,
certamente, non è roseo poi per queste persone.
Grazie. Passiamo all'ultima
interrogazione, la numero 314/12^, a firma del consigliere Lo Schiavo: “In
ordine allo stato di attuazione del Piano di ambito per la gestione dei rifiuti
nell'area centrale della Calabria e del revamping dell'impianto pubblico di
Alli Catanzaro”.
Ha chiesto di intervenire
l’assessore Calabrese. Ne ha facoltà.
Abbiamo concordato con il consigliere Lo Schiavo,
che ringrazio, di differire la risposta di questa interrogazione, essendo
articolata e complessa e riguardante una problematica importante che è
l'impianto di Alli; visto che c'è una fase in continua evoluzione, c'è un
contenzioso aperto con l’Alli Scarl, abbiamo condiviso con il consigliere Lo
Schiavo che terremo un Tavolo di confronto con il Dipartimento e con ARRICAL al
fine di chiarire le problematiche esposte giustamente dal consigliere Lo
Schiavo, che ringrazio.
LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)
Ho condiviso con l'Assessore
la necessità di affrontare questa tematica particolarmente delicata, non in
pochi secondi di un'interrogazione, ma in un incontro che nei prossimi giorni
faremo personalmente con l'Assessore regionale nella sede competente alla
Cittadella regionale.
Presidente, c'era un'ultima
interrogazione, la numero 315/12^, che non è superata. La vorrei discutere o
quantomeno avere la possibilità di illustrarla.
Se vuole intervenire, può
intervenire, ma, nelle more dell'avvio della seduta consiliare, è pervenuta la
risposta scritta.
Sì, voglio intervenire,
Presidente, brevemente, tanto la seduta ormai va alla conclusione, però è un
tema che, secondo me, è di stretta attualità ed è estremamente importante;
quindi, è il caso di perdere qualche minuto. Il problema delle mareggiate a
Tropea, al di là dell'intervento di ripristino che può essere stato fatto o
meno, riguarda la più grave emergenza che oggi soffrono i Comuni costieri
calabresi. La Calabria detiene il primato nazionale per chilometri in costa di
erosione, secondo l'ultimo rapporto Ispra del 2021, e cioè su 734 km di costa,
ben 161 mostrano un arretramento significativo, colpendo 613 km di coste basse;
il 46 per cento delle coste calabresi ha subito modifiche superiori a 25 metri
negli anni 2000 e 2007, l'82 percento dei Comuni costieri calabresi ha aree
classificate a pericolosità molto elevate, con il 100 per cento dei Comuni
interessati ai fenomeni di dissesto. Ovviamente, le cause scientifiche
coinvolgono i cambiamenti climatici, vi sono stati 82 eventi registrati in Calabria
dal 2010 al 2024, così come l'intervento umano, la riduzione degli apporti
sedimenti fluviali ha rappresentato un ulteriore aggravamento.
Ma il punto su cui io incido e
vorrei incidere con la mia interrogazione è che, nonostante un Masterplan del 2013, nonostante
un'evoluzione normativa e una serie di accordi di Programma-quadro, quasi 40
milioni di euro per 15 progetti prioritari e per 19 interventi con obiettivi da
proteggere, in realtà siamo ancora in ritardo e questi interventi non hanno
avuto un'efficacia nella loro azione.
L'approccio frammentario
utilizzato e, soprattutto, l'evoluzione anche delle opere che nel corso del
tempo sono state superate da nuove emergenze, rende critica la situazione
calabrese.
La gestione delle risorse
costiere ha numerosi livelli istituzionali oggi coinvolti, con scarso
coordinamento: la Regione Calabria attraverso il Dipartimento infrastrutture
deve, ovviamente, gestire la programmazione e i finanziamenti principali,
assieme all'Autorità di bacino, alle Provincie e ai Comuni.
Ora, le prospettive sono,
ovviamente, quelle di un nuovo approccio integrato, quindi, con nuove priorità
che richiedono un aggiornamento urgente del Masterplan
e la disponibilità di oltre 200 milioni di euro tra fondi regionali, nazionali
ed europei, in particolar modo, rende inaccettabili ulteriori ritardi.
Il caso di Tropea dimostra che
ignorare gli allarmi scientifici causa la cronaca di un disastro annunciato -
lì vi è una rupe e gli interventi su quella rupe sono sempre emergenziali,
sempre dopo disastri, a rotture dei costoni - e quindi, questo richiede un
cambio di paradigma immediato, dalla logica emergenziale a quella della
prevenzione scientificamente fondata. Grazie, Presidente.
Grazie. Cedo la parola
all’assessore Caracciolo per la risposta.
Volevo evidenziare che la
questione è alla particolare attenzione del Dipartimento.
Nella risposta che noi abbiamo
fornito, abbiamo evidenziato che, in merito all'attuazione degli interventi di
protezione dall'erosione costiera, nel tratto di litorale prospiciente il
lungomare, è prevista la realizzazione di parte dell'intervento integrato per
il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale
(Scogli delle Formiche - litorale di Pizzo Calabro), codice ECI10, I° stralcio
funzionale - che prevede la costruzione di una barriera soffolta con
ripascimento protetto ( Marina del Convento), mentre nella zona di “mare
piccolo” sono previsti un pennello semi-sommerso e relativo ripascimento.
La consegna dei predetti lavori, che interessano anche i Comuni di Pizzo e
di Vibo Valentia, è subordinata alla verifica della presenza di praterie di
Posidonia Oceanica, come da provvedimento autorizzativo unico regionale (PAUR),
ai sensi dell'articolo 27-bis del
decreto legislativo 152 del 2006, attraverso rilievi subacquei di dettaglio del
relativo habitat, al fine di
determinarne la reale estensione, il grado di interferenza con le opere di
progetto.
Tale approfondimento,
recentemente realizzato e trasmesso il 28 febbraio 2025, dall'impresa
aggiudicataria, ha evidenziato questa interferenza su circa 160 metri dei 290
previsti, che consentirebbe la realizzazione parziale della barriera in
progetto. Sulla base delle indicazioni, che è in corso di recepimento dei
progettisti, sarà valutata la fattibilità in merito alla realizzazione di uno
stralcio della medesima opera in termini di funzionalità, nelle more di
un'eventuale rimodulazione del progetto che tenga conto delle limitazioni
imposte dalla normativa ambientale.
Un ulteriore intervento,
denominato “Interventi integrati per il completamento delle opere di difesa
costiera” (tra Scogli delle formiche e litorale di Pizzo Calabro), prevede la
realizzazione di una barriera soffolta in località “mare piccolo” ed è attualmente
in fase di valutazione ambientale presso il competente Dipartimento regionale.
In merito all'aggiornamento
del Masterplan degli interventi di
mitigazione del rischio di erosione costiera in Calabria, si rappresenta che è
in corso di definizione un accordo con l'Università Mediterranea e con l'UniCal, l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino
meridionale, per l'aggiornamento e la rivisitazione dello stesso, con criteri e
approcci innovativi, facendo tesoro di tutte le virtuose attività svolte nel
passato, che punta a rappresentare la più moderna frontiera per la mitigazione
del rischio su ampia scala, nell'ambito di un contesto di risorse estremamente
limitate rispetto alla complessità del territorio.
Tale percorso punta a
rapportare il tradizionale approccio button down,
basato su una visione estremamente puntuale e poco correlata a logiche di
priorità, comparate a carattere regionale, per trasformare l'attività in una
attivazione propositiva dei territori in termini di progettualità, con il
supporto del mondo scientifico, che affronti in modo integrato le criticità,
superando i confini amministrativi e tenendo conto anche di quanto presente sul
territorio in termini di esposizione al rischio.
Si specifica che l'esistente Masterplan ha realizzato una fotografia
istantanea dello stato di fatto alla data degli studi connessi, ma è da
attendersi quale stato di partenza, essendo il fenomeno dinamico, in continua
evoluzione, per cui prevede adeguamenti sulla base del monitoraggio dei litorali,
di studi di approfondimento degli equilibri costieri, dell'attuazione degli
interventi e di segnalazioni che pervengono dagli Enti territoriali a seguito
di eventi critici.
L'attività del settore è
comunque costantemente improntata a una progettazione dinamica, che scaturisce
dalle modificazioni dell'ambiente costiero nel suo insieme e dall'aggiornamento
del quadro conoscitivo in funzione delle opere nel frattempo realizzate in
corso di esecuzione. A questo riguardo volevo dire che sono in corso
interlocuzioni costanti con l'Università e che, nel giro di brevissimo tempo,
faremo questa Convenzione, quindi è in dirittura d'arrivo.
Gli interventi di cui al punto
2 posseggono approfonditi studi specialistici che ne hanno garantito
l'approvazione in sede di Conferenza dei servizi e che contengono tutti gli
elementi previsti dalle normative vigenti, secondo criteri di idraulica marittima
applicati ai fini dell'individuazione e della progettazione delle opere. Ad
ogni modo, è opportuno precisare che, secondo la tecnica, gli interventi di
difesa delle coste, proprio perché gli stessi sono condizionati dai moti meteo
marini, variabili e non sempre prevedibili, sono progettati sulla base di
metodi probabilistici, e solo dopo la loro realizzazione, verificando la
rispondenza degli effetti indotti, è possibile approfondire la conoscenza,
indagando con studi specifici le eventuali ulteriori azioni da pianificare.
Grazie.
Grazie. La seduta è tolta.
Hanno chiesto congedo: Crinò e Pietropaolo.
(È concesso)
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte
di legge di iniziativa della Giunta regionale:
“Riordino
e trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB)
- (Deliberazione G.R. n. 329 del 26.06.2025)” (PL n. 402/12^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e
formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e
relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Sono
state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa
dei Consiglieri regionali:
Laghi
“Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e
perfluoroalchiliche (PFAS)” (PL n. 401/12^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del
territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari
dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Graziano
“Fiera Agroalimentare, Agricola, Artigianato e Cultura AGRITERRANOVA quale
patrimonio, Agricolo, Agroalimentare, Artigianale e culturale regionale” (PL n.
403/12^).
È
stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di
bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per
l’esame di merito, alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali
e formative per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Comito,
Gelardi, De Francesco, Crinò, Graziano, De Nisi “Abrogazione della legge
regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni
primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della
Giunta regionale)” (PL n. 404/12^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Mancuso,
Caputo e Cirillo “Modifiche a leggi regionali a seguito di impegni assunti con
il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (PL n. 405/12^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Crinò
“Modifiche alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 19 (Norme sul procedimento
amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso)” (PL n.
406/12^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
(La
proposta di legge è stata ritirata dal proponente in data 9 luglio 2025).
Gelardi e Gentile “Modifiche alla legge
regionale 18 maggio 2017, n. 19 (Norme per la programmazione e lo sviluppo
regionale dell’attività teatrale)” (PL n. 407/12^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità,
Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione
- Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Tavernise,
Laghi e Talerico “Norme in materia di sicurezza del
personale sanitario e sociosanitario” (PL n. 408/12^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e
formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e
relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Caputo
“Modifiche alla legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia
regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti
produttivi)” (PL n. 409/12^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione
Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Raso,
Straface e Molinaro “Norme per la riduzione dell’inquinamento da nutrienti
delle acque marine costiere da Nicotera a Tortora” (PL n. 410/12^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del
territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari
dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Talerico, Gentile e Afflitto “Disposizioni
per la tutela dell’area del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara dai rifiuti
pericolosi e radioattivi non prodotti nel territorio regionale” (PL n. 411/12^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del
territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari
dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Alecci
“Disposizioni per la promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con
disabilità nei settori produttivi regionali - Progetto “Lavorando includendo”” (PL
n. 412/12^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e
formative per l’esame di merito, alla sesta Commissione - Agricoltura e
foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e
Politiche giovanili per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del
Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari
dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Mammoliti, Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci,
Muraca “Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio forestale nelle
aree interne” (PL n. 413/12^).
È
stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di
bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con
l'estero per il parere finanziario.
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte
di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:
“Rendiconto
esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della
Calabria (ARPACAL) - (Deliberazione G.R. n. 346 del 10.07.2025)” (PPA n. 221/12^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per
l’esame di merito.
“Rendiconto
esercizio 2024 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) - (Deliberazione
G.R. n. 358 del 10.07.2025)” (PPA n. 222/12^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per
l’esame di merito.
È
stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento
amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali:
Mammoliti,
Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Muraca “Proposta di legge al Parlamento
recante: “Abrogazione del decreto-legge 15 giugno 1984, n. 233, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 1984, n. 442, recante: (norme sull’impiego
di lavoratori idraulico-forestali nella regione Calabria)”” (PPA n. 223/12^).
È
stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di
bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per
l’esame di merito.
La
Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione
consiliare, la deliberazione n. 333 dell’1° luglio 2025, recante:
“Approvazione
modifiche e integrazioni al regolamento regionale n. 15 del 30/12/2024 in
attuazione delle leggi regionali n. 13/2025 e n. 29/2025, pubblicate sul BURC
rispettivamente n. 54 del 18 marzo 2025 e n. 106 del 30 maggio 2025”.
(Parere
numero 52/12^).
È
stata assegnata alla sesta Commissione consiliare permanente.
La quarta
Commissione consiliare permanente, nella seduta dell’1° luglio 2025, ha preso
in esame il parere n. 51/12^ “(Adempimenti di cui all’art. 15 lettera f) della l.r. 24/2013. Approvazione dotazione organica e sue
variazioni”, e, ha espresso parere favorevole.
La
seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 2 luglio 2025, ha
preso in esame il parere n. 51/12^
“Adempimenti
di cui all’art. 15 lettera f) della l.r. 24/2013.
Approvazione dotazione organica e sue variazioni”, e, ha espresso parere
favorevole.
In
data 25 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la
sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 124 del 25
giugno 2025:
1)
Legge regionale n. 30 del 25 giugno 2025, recante: “Concorso agli obiettivi di
finanza pubblica di cui all’articolo 1, comma 527, della legge 30 dicembre
2023, n. 213”.
In
data 27 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le
sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 126 del 27
giugno 2025:
1)
Legge regionale n. 31 del 27 giugno 2025, recante: “Conservazione,
valorizzazione e promozione dell’opera di Mattia e Gregorio Preti e del Museo
Civico di Taverna, quali patrimoni artistico-culturale della Calabria”;
2)
Legge regionale n. 32 del 27 giugno 2025, recante: “Politiche di prevenzione
dello sfruttamento e degli abusi in danno di minori”.
In
data 30 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le
sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 128 del 30
giugno 2025:
1) Legge
regionale n. 33 del 30 giugno 2025, recante: “Disposizioni per l'attuazione di
un sistema di gestione dei dati in blockchain per la tracciabilità e
rintracciabilità dei prodotti della filiera agroalimentare della Calabria”;
2)
Legge regionale n. 34 del 30 giugno 2025, recante: “Norme per il contrasto del
fenomeno della violenza di genere”;
3)
Legge regionale n. 35 del 30 giugno 2025, recante: “Disposizioni per il
riconoscimento della rilevanza sociale delle malattie reumatologiche e per
l'attuazione della rete reumatologica regionale”.
La proposta
di legge n. 400/12^, di iniziativa del consigliere regionale Alecci, recante: “Disposizioni
per la promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nei
servizi turistici stagionali - Progetto (Lavorando includendo)” è stata
ritirata dal proponente, in data 14 luglio 2025.
La proposta
di legge n. 386/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Mancuso, Comito,
Gallo, Gentile, Graziano, De Francesco, Caputo, recante: “Modifiche e
integrazioni alla legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 recante: “Tutela e
valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Giannetta.
La proposta
di legge n. 370/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Straface e Comito,
recante: “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo del sistema
universitario e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)
regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Caputo.
La proposta
di legge n. 390/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali De Francesco e Gentile,
recante: “Disposizioni regionali per il turismo equestre e la valorizzazione
delle attività con gli equidi” è stata sottoscritta anche dai consiglieri
regionali Muraca, Giannetta e Mattiani.
La proposta
di legge n. 333/12^, di iniziativa del consigliere regionale Mattiani, recante:
“Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di
risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Laghi.
La proposta
di legge n. 370/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Straface, Comito e
Caputo, recante: “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo del sistema
universitario e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM)
regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Talerico.
La proposta
di legge n. 296/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Laghi, Straface,
Lo Schiavo, Tavernise, Mannarino, Talerico, recante: “Interventi
regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo
di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Comito.
La proposta
di legge n. 396/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, De
Francesco, Mannarino, Montuoro, recante: “Il turismo delle radici” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Talerico.
La Corte
costituzionale, con sentenza n. 106/2025, ha dichiarato inammissibili le
questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, lettera b e 2
della legge della Regione Calabria 8 luglio 2024, n. 27: “Modifiche della legge
regionale n. 25/2013. Disposizioni in materia di forestazione”, promosse,
complessivamente, in riferimento agli artt. 3 e 117, commi secondo, lettera l,
e terzo, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri.
La Corte
costituzionale, con sentenza n. 62 dell'11 marzo 2025:
1)
ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, comma 4, della legge
della Regione Calabria 29 novembre 2019, n. 48 “Disposizioni in materia
funeraria e polizia mortuaria”, come sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera
a), della legge della Regione Calabria 7 agosto 2023, n. 38, recante «Modifiche
e integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in
materia funeraria e polizia mortuaria)», nella parte in cui vieta alle imprese
funebri l'esercizio del servizio di noleggio con conducente di ambulanza per
trasporto non urgente e programmabile;
2)
ha dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11
marzo 1953, n. 87 “Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte
costituzionale”, l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, comma 4, della
legge regionale Calabria n.48 del 2019, come sostituito dall'art. 5, comma 1,
lettera a, della legge regionale Calabria n. 38 del 2023, nella parte in cui
vieta l'esercizio di attività funebre ai soggetti che gestiscono il solo
servizio di noleggio con conducente con ambulanza per trasporto non urgente e
programmabile;
3)
ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale
dell'art. 7, comma 4, della legge regionale Calabria n. 48 del 2019, come
sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera a, della legge regionale Calabria n.
38 del 2023, limitatamente all'inciso «nonché ogni altro servizio
parasanitario, socioassistenziale o assimilabile», sollevate, in riferimento
agli artt. 3, 41 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, dal
Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sezione staccata di Reggio
Calabria.
Il
Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), con
sentenza n. 1278/2025, si è pronunciato sul ricorso in ordine all'adozione del
provvedimento di ammissibilità sulla proposta di legge regionale di iniziativa
popolare di 'istituzione dei comuni autonomi di Corigliano Calabro e di Rossano
(CS) dichiarandolo improcedibile e rigettando i motivi aggiunti.
Il regolamento
regionale sottoindicato è stato emanato dal Presidente della Giunta Regionale
in data 3 luglio 2025 ed è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria - Parte I - n. 132 del 4 luglio 2025:
-
Regolamento regionale n. 4 del 3 luglio 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento
regionale 16 dicembre 2016, n. 18 (Disciplina dell'albo regionale del
volontariato di protezione civile, delle procedure operative per la sua
gestione e dell'utilizzo dei loghi di protezione civile regionale)”.
La
Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione
al bilancio di previsione finanziario 2025-2027:
1.)
numeri 279 e 300 del 20 giugno 2025
2.)
numeri 318, 319, 320, 321, 322, 323, 324, 325, 327 del 26 giugno 2025
3.)
numeri 334, 335, 336, 337, 338, 339 dell’1° luglio 2025
4.)
numeri 348, 349, 350, 351, 352, 353, 354, 355, 356, 357, 359, 360 del 10 luglio
2025
Tavernise.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
- i
Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) sono misure di politica attiva del lavoro
promosse dalla Regione Calabria, finalizzate a favorire l'inclusione
socio-lavorativa di soggetti in condizioni di fragilità e vulnerabilità,
attraverso percorsi formativi e occupazionali in contesti pubblici e di utilità
sociale;
-
con D.G.R. n. 404 del 30/08/2017 veniva approvato lo schema di Accordo di
Programma per la realizzazione di un Progetto Pilota dal titolo “Inclusione
sociale, ambiente e valorizzazione delle risorse boschive nelle aree interne
della Sila Greca” da sottoscrivere tra Regione ed i Comuni di Longobucco,
Bocchigliero e Campana. Successivamente, al fine di non disperdere i 255
tirocinanti formati e al fine di avere una ricaduta occupazionale nei tre
comuni, la Regione Calabria ha proceduto ad avviare ulteriori fasi progettuali.
Il progetto veniva così riproposto, con D.G.R. n. 527 del 14/11/2019, giusto
schema di Accordo di Programma Integrativo per la realizzazione del richiamato
Progetto Pilota. Con successiva D.G.R. n. 372 dell'11/08/2021 veniva approvato
un ulteriore Accordo di Programma Integrativo avente ad oggetto “Proroga della
seconda fase del Progetto Pilota Inclusione sociale, ambiente e valorizzazione
delle risorse boschive nelle aree interne della Sila Greca”. In questo caso
veniva stipulata apposita Convenzione con la quale è stato previsto un
programma di formazione professionale, volto alla realizzazione di tirocini
"on the job", destinati ai disoccupati dei tre Comuni interessati,
che avevano precedentemente concluso positivamente l'attività formativa
necessaria all'acquisizione di una qualifica. Con Decreto Dirigenziale (Dip.
Lavoro e Welfare) n. 7298 del 26/5/2023 veniva approvato lo schema di
Convenzione disciplinante il rapporto tra Regione ed i Comuni interessati per
avviare la terza fase del Progetto Pilota prorogando il medesimo Progetto per
ulteriori mesi sei e al fine di proseguire i tirocini on the job destinati ai
disoccupati dei tre comuni interessati;
-con
DGR n. 258 del 12/07/2016 veniva approvato lo schema di Accordo di Programma
per la realizzazione del Progetto denominato “Progetto Integrato di Sviluppo
Locale e Creazione di impresa nel Comune di San Giovanni in Fiore”, da
sottoscrivere, appunto, tra la Regione Calabria ed il Comune di San Giovanni in
Fiore. Con D.G.R. n. 144 dell’11/4/2019 veniva approvato lo schema di Accordo
di Programma per prorogare la scadenza dei termini progettuali di cui al
precedente accordo al 31/1/2020. Lo stesso progetto veniva ulteriormente
prorogato al 31/12/2022 (rif. D.G.R. n. 421 del
9/9/2021) e di ulteriori n. 6 mesi (rif. D.D. n. 8567
del 19/6/2023);
- i
Progetti realizzati con i Comuni sopra indicati hanno consentito a circa 435
soggetti disoccupati (poi ridotti a 335 unità) residenti nei Comuni di
Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore di acquisire
conoscenze teoriche pratiche, competenze, qualifiche e professionalità poi
utilizzate nel recupero economico e ambientale dei territori dei Comuni
firmatari degli Accordi di Programma summenzionati
tramite tirocini on the job. Considerato che: - al termine dei Progetti
summenzionati, i Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in
Fiore hanno richiesto l’intervento della Provincia di Cosenza per la
prosecuzione dei percorsi realizzati e conclusi positivamente dalle risorse
umane impiegate attraverso la realizzazione di un Progetto tecnico-pratico più
completo, finalizzato allo sviluppo di attività di salvaguardia e manutenzione
del territorio con riguardo particolare al tema della selvicoltura, ecologia ed
economia del bosco;
-
la Provincia di Cosenza ha così approvato il Progetto Pilota “Valorizzazione
della montagna e interventi di salvaguardia ambientale - Iniziative pilota per
la tutela e la valorizzazione delle aree montane” da realizzare nei Comuni di
Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore, utilizzando le
competenze professionale dei 335 soggetti formati negli anni passati, con lo
scopo di incentivare una fase di sviluppo socioeconomico per le comunità locali
mediante la cooperazione tra gli Enti Locali, la Provincia di Cosenza e la
Regione Calabria per un importo complessivo di € 1.150.000 a totale carico del
finanziamento concesso dalla Regione Calabria - Dipartimento UOA Politica della
Montagna, Foreste, Forestazione e difesa del suolo. La Provincia di Cosenza
svolge la funzione di Coordinatore e Referente con la Regione Calabria, mentre
i Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore hanno il
compito di attuare le azioni progettuali;
-
l’importanza del recupero e della valorizzazione delle aree montane a rischio
marginalizzazione economica e sociale è al centro della Strategia Nazionale
delle Aree Interne (SNAI) che è stata declinata e recepita a livello regionale
(SNAI in Calabria 2021- 2027) ed è rivolta in modo particolare a quei territori
caratterizzati da un calo della popolazione e di un conseguente invecchiamento
della stessa, da minori livelli di occupazione e di sfruttamento delle risorse
territoriali. Le aree territoriali dei Comuni di Bocchigliero, Campana e
Longobucco, inserite nella SNAI Regionale succitate, insieme al Comune di San
Giovanni in Fiore sono al centro delle strategie della Programmazione Regionale
(PSR - FESR-FSE 2021/2027) volta a sostenere i territori montani e a
valorizzare il patrimonio boschivo come risorsa economica. Tenuto conto che: -
con Deliberazione di Giunta Regionale n. 29 del 06/02/2024 è stato approvato il
Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2024-2026 della Giunta regionale
che si compone di una Parte Generale e di n. 7 allegati. In particolare,
l’Allegato 1 - Obiettivi Strategici del Piano Integrato di Attività e
Organizzazione 2024-2026 della Giunta regionale individua come “Priorità
strategica 4 - Una Calabria più inclusiva” l’obiettivo di non creare ulteriori
forme di precariato e, soprattutto, quello di “assorbire gli attuali bacini di
precariato”;
-
con Deliberazione di Giunta Regionale n. 581 del 24/10/2024 è stato dato
indirizzo al Dipartimento Lavoro per l’individuazione di misure di
accompagnamento per la chiusura dei percorsi di tirocinio. In esecuzione di
questa D.G.R. la Regione Calabria ha sottoscritto in data 17/02/2025 un Accordo
Quadro con le OO.SS. maggiormente rappresentative;
-con
nota Prot. N. 265231 del 18/04/2025 la Regione Calabria, sempre nell’ottica di
attuazione della D.G.R. n. 581/2024, ha proceduto ad avviare una preliminare
ricognizione, su un’apposita piattaforma istituzionale, in ordine alla
disponibilità da parte degli Enti destinatari ad assumere a tempo indeterminato
- tempo pieno o parziale - i soggetti avviati nei tirocini che non sono ancora
fuoriusciti dal bacino. Preso atto che: - a maggio 2025 l’Assessore regionale
al Lavoro, con firma congiunta del Dirigente Generale, ha inviato una lettera
agli Enti utilizzatori dei TIS, alla Presidente dell’Anci Calabria e alle
rappresentanze sindacali, scrivendo: “La stabilizzazione dei Tirocinanti di
inclusione sociale impiegati da anni negli Enti pubblici calabresi che tanto
preoccupa noi amministratori e gli stessi tirocinanti che da oltre un decennio
vivono in una situazione di precarietà, è un tema cruciale per la dignità del
lavoro e la coesione sociale della nostra comunità. La Regione Calabria ha messo in campo importanti strumenti per agevolare
l’assunzione a tempo indeterminato dei TIS, stanziando incentivi economici pari
a 25.000 euro per ciascuna stabilizzazione e offrendo massima flessibilità,
grazie a norme ad hoc approvate dal Parlamento, agli Enti locali anche in
deroga ai limiti ordinari di fabbisogno. Non si tratta soltanto di
un’opportunità amministrativa, ma di un dovere morale e istituzionale. Questi
lavoratori hanno prestato servizio con spirito di sacrificio, contribuendo al
funzionamento quotidiano dei nostri Comuni e alla tenuta dei servizi pubblici
essenziali”. Nella lettera si evidenzia inoltre che “si prevede di aumentare il
contributo regionale fino a 40.000 euro a lavoratore under 60, spalmare il
contributo su più annualità fino al 2029. Prevediamo anche di ripartire il
contributo storicizzato sul bilancio dello Stato di cui all’art. 3, comma
quinquies, del Decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, come modificato della Legge
n. 207 del 30 dicembre 2024, tra gli enti che aderiranno alla manifestazione di
interesse che procederanno consequenzialmente alle procedure assunzionali
secondo le modalità previste sempre da apposita e recente normativa statale, la
quale consente l’assunzione dei tirocinanti in qualità di lavoratori
sovrannumerari al piano di fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali
previsti dalla vigente normativa. E per come concordato al tavolo permanente
con le rappresentanze sindacale con il medesimo decreto si autorizza la
mobilità dei tirocinanti presso altri enti pubblici e privati che potranno
procedere successivamente alla stabilizzazione secondo le procedure previste”;
-
il 16 giugno 2025 si è chiusa la piattaforma regionale della Calabria per la
raccolta delle adesioni da parte degli enti pubblici interessati alla possibile
stabilizzazione dei TIS. Persistono alcuni problemi, a cominciare dal fatto che
molti enti locali sono tuttora impossibilitati ad assumere, a causa della
mancata storicizzazione delle risorse. Oltre cento sindaci calabresi - molti
dei quali hanno aderito alla piattaforma - hanno firmato un documento unitario
in cui si denunciavano: l’assenza di certezze sulle risorse disponibili;
la
mancanza di deroghe normative;
l’insufficienza
della storicizzazione statale e la necessità urgente di un confronto
strutturato con la Regione e le organizzazioni sindacali. Adesso si procederà
con l’avvio della fase operativa, predisponendo la manifestazione di interesse
per tutte le amministrazioni che hanno partecipato alla piattaforma;
- i
Tirocinanti di Inclusione Sociale che operano nei Comuni di Longobucco,
Campana, Bocchigliero, San Giovanni in Fiore hanno ricevuto notizie
contrastanti in merito alla loro presenza all’interno della piattaforma. Se
inizialmente hanno avuto rassicurazioni su un loro possibile percorso di
stabilizzazione, successivamente è stato riferito di una loro inspiegabile
esclusione dal bacino dei TIS per non meglio precisati problemi burocratici;
-
nella Legge 23 febbraio 2024 n. 18 (Conversione in legge, con modificazioni,
del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215, recante disposizioni urgenti in
materia di termini normativi), pubblicata in G.U. n. 49 del 28 febbraio 2024,
tra i tirocinanti rientranti nei percorsi di inclusione sociale rivolti a
disoccupati già percettori di trattamenti di mobilità in deroga, sono
espressamente previsti, e lo sono prioritariamente rispetto agli altri
tirocinanti, “i soggetti beneficiari delle risorse degli accordi di programma
di cui alle deliberazioni della giunta della regione Calabria n. 258 del 12
luglio 2016 e n. 404 del 30 agosto 2017, già utilizzati dalle predette
amministrazioni e in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico
impiego". Questi TIS sono proprio quelli che stanno operando nei Comuni di
Longobucco, Campana, Bocchigliero, San Giovanni in Fiore. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
quali
iniziative urgenti intenda adottare per chiarire la posizione dei TIS operanti
nei Comuni di Longobucco, Campana, Bocchigliero e San Giovanni in Fiore e per
assicurare il loro concreto inserimento nei percorsi di stabilizzazione, in
vista dell’avvio della fase operativa conseguente alla chiusura della
piattaforma regionale.
(368;
02/07/2025).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
in piena pandemia del 2020, un incendio rese inagibile un edificio di edilizia
popolare sito in Via Indipendenza nel Comune di Dasà (VV), di proprietà dell’Aterp Calabria;
- a
seguito dell’evento, otto nuclei familiari sono stati costretti ad abbandonare
le proprie abitazioni, senza che ad oggi – a distanza di cinque anni – sia
stata trovata una soluzione definitiva;
-
nel febbraio scorso, il Sindaco di Dasà ha emesso un’ordinanza contingibile e
urgente per la demolizione o il ripristino dell’immobile, ritenuto pericoloso
per la pubblica incolumità;
-
l’Aterp ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR
Calabria (ricorso n. --------), che ha respinto il ricorso con ordinanza n.
------;
-
nonostante la decisione del TAR, l’Aterp ha
presentato un nuovo ricorso, questa volta avvalendosi di un legale esterno, pur
disponendo di un ufficio legale interno e di una short list di avvocati
accreditati. Considerato che: -l’immobile versa in condizioni di degrado
estremo, con presenza di macerie, rifiuti e fauna selvatica, nel pieno centro
abitato;
-
le famiglie sfollate non hanno ancora ricevuto risposte concrete, mentre si
continuano a impiegare risorse pubbliche in contenziosi legali;
-
l’Aterp è un ente strumentale della Regione Calabria,
e le sue scelte operative e gestionali ricadono sotto la responsabilità
politica e amministrativa della Giunta regionale. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Regione Calabria e l’Assessore con
delega ai Lavori Pubblici
per
sapere:
-
se siano a conoscenza della situazione dell’immobile Aterp
di Dasà e delle condizioni in cui versano le famiglie sfollate;
-
quali azioni siano state intraprese o si intendano intraprendere per garantire
il rispetto dell’ordinanza sindacale e la tutela della pubblica incolumità;
-
se sia stato autorizzato o valutato l’incarico a un legale esterno da parte
dell’Aterp, e con quali motivazioni, in presenza di
risorse legali interne.
(369;
04/07/2025)
Bevacqua,
Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con DCA n. 189 del 4 luglio 2023, la Regione Calabria ha avviato, in
collaborazione con Federfarma Calabria, la sperimentazione della “farmacia dei
servizi” in regime convenzionato, rivolta in particolare ai cittadini esenti;
-
il progetto prevedeva l’erogazione di prestazioni sanitarie di prossimità (ECG,
holter cardiaco e pressorio, spirometria, ecc.) attraverso le farmacie
territoriali, con l’obiettivo di rafforzare la sanità di base, ridurre le liste
d’attesa e garantire l’accesso alle cure nelle aree interne e nei piccoli Comuni;
- a
partire dal 1° luglio 2025, tale sperimentazione risulta sospesa, come
comunicato agli operatori sanitari con una nota pervenuta solo il 2 luglio, con
effetto retroattivo.
Considerato
che: - la sospensione improvvisa e retroattiva del servizio ha generato forte
disorientamento tra i cittadini e gli operatori sanitari, compromettendo un
modello virtuoso di assistenza territoriale;
-
in molti Comuni calabresi, la farmacia rappresenta l’unico presidio sanitario
attivo, e la sospensione dei servizi rischia di aggravare le disuguaglianze
sanitarie e sociali;
-
la comunicazione tardiva e la mancanza di trasparenza nella gestione della
vicenda appaiono gravi e lesive del diritto alla salute. Tutto ciò premesso e
considerato interrogano il Presidente della Giunta Regionale, anche nella
qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai
disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per
sapere:
-
se sia a conoscenza della sospensione della sperimentazione della farmacia dei
servizi e quali siano le motivazioni ufficiali alla base di tale decisione;
-
se corrisponde al vero che la sospensione sia dovuta all’esaurimento dei fondi
destinati al progetto, e in tal caso, perché non siano state previste misure
per garantirne la continuità;
-
se siano state valutate soluzioni alternative per evitare l’interruzione del
servizio, anche in forma transitoria;
-
quali azioni urgenti intenda intraprendere la Regione per ripristinare il
servizio e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, in particolare nelle
aree interne e nei piccoli comuni;
-
se non ritenga opportuno convocare un tavolo tecnico con Federfarma e le
rappresentanze dei farmacisti, per individuare soluzioni condivise e
sostenibili.
(370;
04/07/2025)
Mammoliti.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-il
mare del vibonese, da Nicotera a Pizzo e, soprattutto, all'altezza delle foci
del Mesima e dell'Angitola, continua ad assumere
colorazioni del tutto anomale. Spesso le acque emanano cattivo odore e
frequenti sono gli avvistamenti di materiale semi solido che lasciano scarsi
margini di dubbio circa la sua provenienza da acque reflue. Tutto ciò si
apprende, quotidianamente, dalla stampa e dalle numerosissime testimonianze di
bagnanti. In particolare, negli ultimi giorni, la stampa locale ha evidenziato
l'intensa attività posta in essere dai tecnici di ARPACal su Nicotera Marina e all'altezza della foce del
fiume Angitola. I campionamenti effettuati avrebbero accertato la presenza,
nelle acque, di pericolose contaminazioni fecali. Parimenti, recenti verifiche
compiute lungo i corsi del fiume Mesima e del fiume
Angitola avrebbero portato all'individuazione di scarichi reflui abusivi.
L'inquinamento delle acque marine lungo la “Costa degli Dei” e, in modo
particolare, all'altezza delle foci del fiume Mesima
e del fiume Angitola, è un fenomeno che si ripete, ogni estate, ormai da anni.
Le cause sembrerebbero essere, da tempo, ben note: le gravi carenze dei sistemi
depurativi delle acque reflue in molti dei Comuni siti nelle vicinanze del
fiume Mesima e del fiume Angitola oltre che i
numerosi scarichi reflui abusivi da parte di privati. Per l'eliminazione di
dette cause, però, il governo regionale, al di là dei reiterati proclami, poco
o nulla ha, finora, concretamente fatto. È pur vero che, nel mese di maggio del
2023, il governo regionale ha stanziato oltre 18 milioni di euro per
l'ottimizzazione ed il riefficientamento degli
impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento dei Comuni costieri.
Ma è altrettanto vero che, ad oggi, gli effetti positivi di detto stanziamento
non sono ancora concretamente visibili. È opportuno ricordare che, a tal
riguardo, nello scorso mese di febbraio (a circa un anno dal precitato
stanziamento finanziario), presentavo apposita interrogazione (rimasta, finora,
senza risposta) per conoscere, in particolare, il livello progettuale delle
opere di adeguamento e potenziamento delle piattaforme depurative site in
Provincia di Vibo Valentia e, precisamente, in località Portosalvo e Piscopio.
Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Giunta Regionale nonché
l'Assessore competente in materia,
per
sapere:
-
quali urgenti interventi risolutivi si intende adottare, nell'immediatezza, al
fine di impedire che l'inquinamento delle acque marine descritto in premessa si
traduca in un serio pericolo per la salute pubblica nonché in un grave ed
irreparabile danno per la stagione turistica in corso;
-
il livello progettuale delle opere di ottimizzazione e di riefficientamento
degli impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento dei Comuni
costieri alla realizzazione delle quali avrebbero dovuto essere destinati gli
oltre 18 milioni di euro stanziati dal Governo regionale nel mese di maggio del
2023.
(371;
07/07/2025)
Tavernise.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-il
Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA), istituito con la legge n.
296/2006, ha la finalità di garantire interventi di sostegno economico e
sociale alle persone in condizioni di gravissima non autosufficienza, tra cui i
malati di SLA;
il
DPCM del 26 settembre 2016 stabilisce che l'erogazione dei benefici derivanti
dal FNA debba avvenire in modo continuativo e con priorità ai soggetti più
fragili, senza discrezionalità o discriminazioni;
le
risorse del FNA vengono trasferite dallo Stato alle Regioni, e da queste agli
enti territoriali competenti, come le ASP, cui spetta la predisposizione delle
graduatorie e l’erogazione dei benefici;
in
Calabria, e in particolare presso l’ASP di Reggio Calabria, si registrano gravi
criticità gestionali, più volte denunciate da cittadini, comitati e
rappresentanti istituzionali, che determinano ritardi cronici e ostacoli
all’accesso a diritti essenziali;
il
drammatico caso del signor ..., malato oncologico in stadio IV, e della moglie,
la signora ..., affetta da SLA, entrambi residenti a ..., è emblematico:
nonostante l’inoltro della domanda per il FNA annualità 2019 entro i termini
(febbraio 2024), la graduatoria è stata pubblicata a febbraio 2025, con
deliberazione n. 189 e, ad oggi, i coniugi non hanno ricevuto alcuna
comunicazione, nonostante ripetuti solleciti telefonici, invii tramite PEC e
persino un atto formale del legale del signor ... datato 5 giugno 2025;
l’ASP
di Reggio Calabria non avrebbe autorizzato nemmeno le sedute di logopedia
previste per la signora ..., indispensabili per contenere l’avanzamento della
disfunzione della parola causata dalla SLA, e si registrano ritardi nella
fornitura del farmaco “Nicetile”, ritenuto
fondamentale dal punto di vista terapeutico;
tali
ritardi e omissioni compromettono l’accesso a diritti fondamentali e mettono in
discussione il rispetto della dignità e della salute delle persone più fragili
in Calabria. Considerato che: l’articolo 117, comma 3, della Costituzione
attribuisce alle Regioni competenza legislativa concorrente in materia di
“tutela della salute” e “servizi sociali”;
la
legge n. 328/2000 prevede che le Regioni possano programmare e finanziare
interventi e servizi sociali anche attraverso fondi propri dedicati a categorie
fragili;
alcune
Regioni italiane – tra cui Toscana, Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna – hanno
già istituito fondi o misure integrative specifiche a favore dei malati di SLA
e dei loro caregiver;
le
Regioni possono, quindi, istituire un fondo proprio a favore dei malati di SLA,
in aggiunta o a integrazione delle risorse nazionali già previste, purché nel
rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del principio di leale
collaborazione con lo Stato. Tenuto conto che: lo stato della sanità calabrese
continua a essere segnato da inefficienze strutturali, carenze organizzative,
ritardi amministrativi e gravi disuguaglianze nell’accesso ai servizi,
nonostante anni di gestione commissariale;
è
inaccettabile che cittadini calabresi gravemente malati siano costretti ad
“elemosinare” diritti essenziali o a ricorrere a vie legali per ottenere
risposte da parte degli enti pubblici, come accade regolarmente anche in
situazioni di estrema urgenza;
il
caso segnalato è purtroppo rappresentativo di un sistema che penalizza i più
fragili e che necessita di un intervento immediato, sia sul piano della
legalità amministrativa, sia su quello del riconoscimento concreto dei diritti
delle persone non autosufficienti. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
nella
sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal
disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, 1. se sia a conoscenza
del caso sopra descritto e quali verifiche urgenti e approfondite intenda
disporre nei confronti dell’ASP di Reggio Calabria in merito alla gestione del
Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze;
2.
quali iniziative intenda adottare per garantire che le risorse del FNA siano
erogate in modo regolare, trasparente e secondo i criteri di priorità stabiliti
dalla normativa nazionale, in particolare per i casi di SLA e patologie
neurodegenerative;
3.
se non ritenga opportuno, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e
con il Piano di rientro in corso, istituire un fondo regionale integrativo a
favore dei malati di SLA, ispirandosi alle esperienze già adottate in altre
Regioni italiane;
4.
quali misure intenda mettere in campo a tutela dei
caregiver familiari e per garantire la continuità delle terapie, dei farmaci e
dei supporti indispensabili per contrastare il rapido decadimento fisico e
cognitivo delle persone affette da SLA in Calabria.
(372;
07/07/2025)
Tavernise.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-il
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2019/2021,
sottoscritto il 2 novembre 2022, ha introdotto un nuovo sistema di
classificazione del personale e una nuova disciplina degli incarichi di
funzione, in particolare con gli artt. 31 e 36. Le Aziende sanitarie regionali
sono tenute a definire il sistema degli incarichi in conformità a quanto
previsto all’articolo 24 del citato contratto;
tali
incarichi, oltre ad essere funzionali all’organizzazione del lavoro e alla
valorizzazione delle professionalità operanti nella sanità, comportano
riconoscimenti economici e progressioni professionali per i dipendenti
coinvolti;
nelle
Aziende Sanitarie e nelle Aziende Ospedaliere della Regione Calabria non è mai
stato attuato il processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi di
funzione previsto dal CCNL 2016/2018, così sono continuati ad esistere sia i
Coordinamenti che le Posizioni Organizzative;
l’ASP
di Cosenza, in particolare, non ha mai, di fatto, attuato le disposizioni del
CCNL 2016/2018, né in termini di adeguamento economico, né dal punto di vista
del completamento del processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi
di funzione, limitandosi a una mera sostituzione della denominazione dei
coordinamenti e degli incarichi di posizione in incarichi di funzione;
la
mancata istituzione degli incarichi di funzione ha comportato l’inapplicabilità
della norma transitoria di cui all’art. 22 del CCNL 2016/2018 che appunto
recita “gli incarichi di posizione e coordinamento attribuiti alla data di
sottoscrizione del presente CCNL restano in vigore fino al completamento del
processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi di funzione”.
Considerato che: una corretta applicazione dell’art. 36 del CCNL 2019/2021
avrebbe dovuto comportare la trasposizione dei Coordinamenti e degli incarichi
restando ferma la scadenza precedentemente definita;
alla
luce della anomalia di questa situazione, alcune Regioni hanno posto ad ARAN
(Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) un
quesito in tema di applicazione dell’art. 36 del CCNL del 2.11.2022 relativo al
personale del comparto sanità, con particolare riferimento alla definizione
della corretta scadenza da considerare all’atto della trasposizione degli
incarichi in essere a quella data;
l’ARAN
ha risposto ufficialmente al quesito posto dalle Regioni, specificando che
l’art. 36 prevede la trasposizione obbligatoria degli incarichi mantenendo la
durata precedentemente definita, ma poiché tutti gli incarichi del comparto
erano in regime di prorogatio a causa della mancata applicazione del precedente
CCNL, gli incarichi in essere dovevano essere trasposti per cinque anni. Tenuto
conto che: con deliberazione del Direttore Generale n. 703 del 27 marzo 2024,
l’ASP di Cosenza ha adottato il regolamento per “l’individuazione, la
graduazione e l’attribuzione degli incarichi di posizione, funzione
organizzativa e funzione professionale del comparto”. Con deliberazione del
Direttore Generale n. 737 del 20 marzo 2025 procedeva “all’istituzione, all’individuazione
ed all’indizione degli avvisi per il conferimento degli incarichi di cui
all’art. 24 -36 del sistema degli incarichi del CCNL del comparto sanità” senza
tenere conto della trasposizione degli incarichi e mettendo a bando tutti i
posti previsti nell’atto aziendale e nella precedente delibera. Con
deliberazione del Direttore Generale n. 1459 del 13 giugno 2025 si procedeva
alla “rettifica/integrazione della delibera n. 737 del 20.03.2025 e contestuale
proroga dei termini”, continuando ad omettere la trasposizione degli incarichi;
ad
oggi, non è avvenuta l’approvazione dell’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza,
atto fondamentale per la riorganizzazione dei servizi e delle Unità Operative,
alcune delle quali risultano ad oggi ancora non istituite e, pertanto, non
assegnabili. Preso atto che: l’ASP di Cosenza, con comunicazione n. 46690 del
26.04.2023 a firma dell’allora Referente Amministrativo (oggi Direttore
Amministrativo) Dott. ..., ha proceduto ad effettuare il nuovo inquadramento
economico-giuridico del personale del comparto in virtù di quanto disposto dal
CCNL del 02.11.2022. In questa comunicazione si parla espressamente di
trasposizione degli incarichi dell’Area del Comparto di cui all’art.36 del
CCNL, che prevede la trasposizione con adeguamento contrattuale per la durata
di 5 anni;
l’ASP
di Cosenza, non trasponendo alcun incarico preesistente, sta generando
malcontento, demotivazione e penalizzazioni economiche tra i dipendenti
interessati. La mancata trasposizione degli incarichi costituisce non solo una
violazione contrattuale, ma anche un ostacolo al buon funzionamento
dell’organizzazione aziendale e alla valorizzazione delle risorse umane. La
mancata applicazione del contratto, contravvenendo al parere dell’ARAN,
potrebbe determinare l’avvio di contenziosi, con conseguente aggravio di costi
per la finanza pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
nella
sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal
disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria:
1.
se sia a conoscenza della mancata trasposizione da parte dell’ASP di Cosenza
degli incarichi di cui agli artt. 31 e 36 del CCNL Sanità 2019/2021 e delle
motivazioni che hanno determinato l’assenza di interventi in merito;
2.
quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire il rispetto del
contratto nazionale, visto il parere formulato dall'ARAN, e la piena
applicazione degli incarichi previsti per i dipendenti dell’ASP di Cosenza;
3.
se non ritenga opportuno attivare verifiche e sollecitazioni formali nei
confronti dell’ASP di Cosenza al fine di tutelare i diritti dei dipendenti e
promuovere una corretta gestione delle risorse umane.
(373;
07/07/2025)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la Regione Calabria ha avviato un progetto di digitalizzazione delle cartelle
cliniche ospedaliere, operato da Konecta, tramite
TIM;
-
il progetto è stato presentato come strategico per l’efficientamento del
sistema sanitario regionale;
-
ad oggi, risulterebbe che solo l’A.O.U. “R. Dulbecco” di Catanzaro abbia
fornito cartelle cliniche, mentre non si hanno notizie delle altre strutture
sanitarie interessate;
- i
dipendenti Konecta operano in assenza di un
protocollo chiaro, eseguendo procedure confuse e ripetitive;
-
non risulta che alcuna cartella digitalizzata sia stata restituita alla
Dulbecco;
-
vi sono dubbi sulla gestione dei dati sensibili e sulla trasparenza del
progetto;
-
il progetto coinvolge centinaia di lavoratori ex Abramo che, grazie a questo
investimento, sono stati ricollocati, con un duplice obiettivo: modernizzare la
sanità ed evitare una crisi occupazionale in un settore già fragile.
Considerato che: - la cartella clinica è un documento importante per la cura
del paziente ma anche un repository di dati sensibili. È fondamentale che le
strutture sanitarie garantiscano sia il diritto di accesso del paziente che la
tutela della sua privacy, adottando misure adeguate per la
protezione dei dati e il rispetto della normativa vigente;
-
il progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche affidato a Konecta, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche,
presenta criticità in merito alla gestione, alla sicurezza e alla restituzione
dei dati trattati;
-
tale processo di riconversione occupazionale, se da un lato ha evitato
licenziamenti di massa, dall’altro rischia di generare nuove forme di
precarietà e disuguaglianze. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta Regionale anche in qualità di Commissario ad acta per
l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella
Regione Calabria,
per
sapere:
-
quali siano le strutture sanitarie effettivamente coinvolte nel progetto e con
quali modalità;
-
se esista un protocollo operativo ufficiale per la digitalizzazione delle
cartelle cliniche;
-
quante cartelle siano state digitalizzate e restituite alle strutture
sanitarie;
-
quali misure siano state adottate per garantire la sicurezza e la privacy dei
dati sanitari;
-
quali siano i costi effettivi sostenuti finora e i risultati ottenuti;
-
quali garanzie siano state offerte ai lavoratori coinvolti e quali attività
siano state effettivamente svolte da gennaio 2025.
(374;
14/07/2025)
Tavernise.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la Legge Regionale 13 giugno 2008, n. 15 ha istituito un bacino di lavoratori
precari, da anni impiegati in diversi ambiti della pubblica amministrazione
calabrese. Tali lavoratori rappresentano una parte significativa del precariato
storico della Regione Calabria, operando da oltre 16 anni a supporto di servizi
essenziali per la collettività, per attività di interesse pubblico e per la
tutela del territorio, spesso in condizioni di incertezza e discontinuità;
-
con l’art. 3 della Legge Regionale 30 dicembre 2023, n. 55 (“Misure di
potenziamento degli interventi di forestazione”), la Regione ha disposto il
transito di una parte di questi lavoratori nell’organico dell’Azienda Calabria
Verde, con la qualifica di operai forestali a tempo determinato, inquadrati nel
regime previdenziale agricolo. I lavoratori in questione sono, o dovrebbero
essere, impegnati in attività strategiche per il territorio calabrese: tutela e
valorizzazione del patrimonio forestale, difesa del suolo, sistemazione
idraulico-forestale, prevenzione del dissesto e supporto alle funzioni
ambientali;
-
altri lavoratori appartenenti al medesimo bacino ex L.R. 15/2008 continuano a
prestare servizio presso Comuni o altri enti pubblici, permanendo in condizioni
analoghe di precarietà contrattuale e con lo stesso livello di finanziamento.
Considerato che: - il budget annuo assegnato per ciascun lavoratore, sia presso
Comuni o altri enti che in Calabria Verde, ammonta a 11.157,24 euro pro capite,
cifra che risulta del tutto insufficiente a garantire un numero minimo di
giornate lavorative tale da permettere l’accesso alle tutele previdenziali e
assistenziali previste dalla normativa vigente (quali malattia, maternità,
disoccupazione, ecc.). In particolare, i lavoratori impiegati presso Comuni e
altri enti pubblici non percepiscono alcun contributo previdenziale,
ritrovandosi così privi di qualsiasi copertura pensionistica dopo anni di
servizio, con il rischio concreto di non maturare alcun diritto alla pensione.
- tutti i lavoratori ex L.R. 15/2008 si trovano in una condizione di grave
incertezza occupazionale e instabilità economica, nonostante l’esperienza
maturata e l’importante apporto fornito nel tempo alle strutture pubbliche e al
benessere dei territori;
- i
Comuni calabresi, in particolare quelli più piccoli e delle aree interne, sono
spesso gravemente sottorganico, con difficoltà oggettive nel garantire
l’erogazione regolare dei servizi pubblici essenziali: in questo contesto, la
stabilizzazione dei lavoratori ex L.R. 15/2008 in servizio presso gli enti
locali rappresenterebbe una risposta efficace e strutturale, a beneficio sia
dell’occupazione che dell’efficienza amministrativa;
-
il comparto della forestazione calabrese necessita di un urgente ricambio, e
l’impiego stabile di questi lavoratori può rappresentare un'opportunità
concreta per rafforzare le funzioni strategiche affidate a Calabria Verde;
-
dopo tanti anni di servizio precario, è doveroso da parte della Regione
Calabria riconoscere la professionalità e il contributo concreto di questi
lavoratori al funzionamento della macchina pubblica e alla cura del territorio,
garantendo stabilità contrattuale e dignità lavorativa. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
quali iniziative urgenti intenda adottare la Regione Calabria per aumentare in
modo strutturale la somma storicizzata di €11.157,24 pro capite, attualmente
prevista per i lavoratori ex L.R. 15/2008 – sia quelli ancora in servizio
presso Comuni o altri enti, sia quelli transitati in Calabria Verde – in quanto
del tutto insufficiente a garantire un percorso di stabilizzazione dignitoso,
in particolare un contratto minimo di almeno 18 ore settimanali, nonché il
numero minimo di giornate lavorative annue necessarie per accedere alle tutele
previdenziali e assistenziali;
2.
se il governo regionale intenda avviare un percorso di stabilizzazione
definitiva per tutti i lavoratori appartenenti al bacino di cui alla L.R.
15/2008, a prescindere dall’ente di assegnazione, ponendo finalmente termine a
una condizione di precarietà che si protrae da troppi anni;
3.
se siano stati predisposti, o si intendano predisporre a breve, piani attuativi
da parte degli enti coinvolti (Comuni, altri enti, Calabria Verde) che
definiscano con chiarezza le attività da svolgere, i fabbisogni, le risorse
aggiuntive necessarie e le modalità operative per un impiego pieno,
continuativo e valorizzato delle professionalità in questione.
(375;
15/07/2025)
Laghi.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
•
per come appreso dagli organi di stampa, in data 13 luglio 2025 si è sviluppato
un ingente incendio presso l’impianto di raccolta e smaltimento rifiuti della
ditta “Ecologia Oggi” sito nel Comune di Lamezia Terme;
• a
oggi, sempre per quanto appreso dagli organi di stampa, la matrice non
sembrerebbe di natura dolosa;
•
in ragione di ciò, in base a quanto prescritto dal Testo Unico sull’Ambiente e
dalla relativa disciplina di attuazione, la Regione è l’organo competente in
materia di prevenzione e sicurezza di tali impianti, con particolare
riferimento ai documenti autorizzatori, a monte, e ai consequenziali controlli,
in itinere, sugli stessi;
•
consequenzialmente, in capo alla regione ricade la tutela dell’ambiente e della
salute dei cittadini rientranti nel perimetro di riferimento;
interroga
la Giunta regionale
per
sapere:
•
se e quali azioni abbia intrapreso la Regione Calabria in merito alle
necessarie verifiche circa la tipologia di rifiuti e sostanze oggetto del rogo
in questione e dell’eventuale rilascio di sostanze tossiche e/o cancerogene,
sprigionate dalla combustione;
•
se e quali azioni informative dei dati ambientali relativi agli inquinanti
rilasciati e alla loro ricaduta su aria, suolo e acqua ed eventuali misure di
precauzioni per i cittadini siano state intraprese;
•
se e quali sanzioni e/o misure siano state assunte nei confronti della ditta in
questione.
(376;
16/07/2025)
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il Consiglio comunale di Vibo Valentia, con deliberazione n. 12 dell’11 marzo
2025, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno urgente che impegna il
Sindaco e la Giunta a promuovere la delocalizzazione dei depositi costieri
della Meridionale Petroli dal porto di Vibo Marina;
-
la delibera prevede, tra le altre cose, l’attivazione di un tavolo
tecnico-istituzionale, la definizione di un piano di riconversione dell’area
portuale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la trasmissione del
provvedimento alla Regione Calabria per le competenze di legge. Considerato
che: - le Regioni hanno il compito di esprimersi in merito alla localizzazione
e alla compatibilità ambientale e territoriale degli impianti energetici,
inclusi i depositi costieri di carburanti. Tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta e gli Assessori con delega all’Ambiente e
allo Sviluppo economico,
per
sapere:
-
qual è la posizione ufficiale della Regione Calabria in merito alla proposta di
delocalizzazione dei depositi costieri a Vibo Marina e alla riconversione
dell’area portuale, come richiesto dal Consiglio Comunale di Vibo Valentia;
-
se la Regione intenda esercitare le proprie competenze, esprimendosi
formalmente sulla compatibilità territoriale e ambientale degli impianti
esistenti e sulla proposta di delocalizzazione;
-
se la Regione intenda partecipare attivamente al tavolo tecnico-istituzionale
proposto dal Comune di Vibo Valentia, coinvolgendo anche i soggetti economici e
sociali del territorio;
-
quali iniziative la Regione intenda intraprendere per garantire che la
riconversione dell’area portuale avvenga nel rispetto della sostenibilità
ambientale e dello sviluppo economico del territorio.
(377;
17/07/2025)
Mammoliti.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-per
oltre 15 giorni, nell'ASP di Vibo Valentia, i laboratori di analisi sono
rimasti inattivi. Il sistema informatico che gestisce gli esami di laboratorio
e che collega in rete i reparti ospedalieri dei tre principali Presidi
Ospedalieri dell'ASP di Vibo Valentia (Tropea, Serra San Bruno e Vibo Valentia)
si è fermato. Pertanto, sono rimaste bloccate le prenotazioni e non sono stati
effettuati prelievi né sono stati elaborati referti. I disagi per gli utenti si
sono accumulati giorno dopo giorno e sono diventati enormi, con pazienti
rispediti a casa e molti altri (quelli che loro malgrado non potevano
aspettare) costretti a rivolgersi a strutture private. Soltanto le analisi
urgenti, come ad esempio quelle legate all'attività di Pronto Soccorso o alle
esigenze mediche dei malati oncologici, sono state possibili, ma con forti
ritardi determinati dal fatto che gli operatori sono dovuti tornare ad usare
carta e penna per compilare i referti: esattamente come si faceva alcuni
decenni fa, prima dell'introduzione degli strumenti telematici. Ad originare il
blocco di che trattasi sarebbe stata una causa del tutto banale: la mancanza di
un gruppo di continuità in grado di attivarsi e fornire corrente elettrica al
sistema durante i numerosi blackout, provocati verosimilmente dal caldo
eccessivo, che si sarebbero verificati durante l'arco dei 15 giorni. Andrebbe
inoltre verificato l’eventuale ritardo della società di gestione del sistema
informatico con cui sarebbe intervenuta per risolvere il problema. Ad ogni
modo, la gravità di quanto accaduto, in una ASP, quella di Vibo Valentia, “supercommissariata”, abbisogna di chiarimenti puntuali ed
interventi immediati al fine di scongiurare il suo ripetersi in futuro. Tutto
ciò premesso, si interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella
sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal
disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria,
per
sapere:
-
quali sono state le ragioni che hanno determinato il blocco del sistema
informatico descritto in premessa;
-
quali sarebbero dovuti essere i tempi previsti da
contratto per la società di gestione del sistema informatico, per risolvere il
problema di che trattasi;
-
quali misure sono state adottate per scongiurare il ripetersi, in futuro, di
identiche e/o simili gravissime disfunzioni.
(378;
21/07/2025)
Il
Consiglio regionale, premesso che:
• gli
Enti locali calabresi, negli anni passati, non sempre hanno potuto cogliere
appieno le opportunità, offerte dalle Politiche di Coesione nazionali ed
europee e, più in generale, dai Fondi Strutturali, a causa della carenza di
progetti esecutivi e immediatamente cantierabili. • recentemente, gli stessi
Enti hanno potuto accedere a risorse dedicate alla progettazione di opere
pubbliche, sia di provenienza statale che comunitaria. • Le sfide individuate
dall'Unione Europea e definite nella strategia regionale 2021-2027 richiedono
interventi di immediata cantierabilità, con ricadute concrete e dirette sulle
comunità locali.
Considerato
che:
• i
Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) sono finalizzati a
contrastare lo spopolamento delle piccole comunità, in particolare nelle aree
interne, mediante interventi contro le disparità territoriali e a sostegno di
uno sviluppo armonico e sostenibile, volto a migliorare la qualità della vita
dei cittadini.
•
Progetti esecutivi di titolarità degli Enti locali, realizzati con fondi per la
progettazione, devono essere prioritariamente considerati nell'allocazione
delle risorse europee e nazionali, poiché garantiscono: - una maggiore
efficienza amministrativa e gestionale;
-
la riduzione del rischio di ritardi e restituzioni delle risorse disponibili;
-
il rispetto dei tempi e dei costi previsti;
-
una concreta e tempestiva realizzazione delle opere. • Una prima attività di
ricognizione dei progetti infrastrutturali di titolarità degli Enti Locali con
livello progettuale esecutivo è stata avviata dalla Giunta regionale con atto
del 9 giugno 2023, con successiva parziale copertura tramite le risorse del POR
2014-2020. Visti i Regolamenti (UE): • 2021/1057;
2021/1058;
2021/1059;
2021/1060
relativi al ciclo di programmazione 2021-2027, che assegnano risorse
significative alla Regione Calabria, tutto ciò premesso e considerato
impegna
la Giunta regionale
ed
il Presidente • a predisporre le condizioni necessarie per il pieno utilizzo
delle risorse europee e nazionali 2021-2027, in coerenza con i bisogni espressi
dalle comunità territoriali;
• a
proseguire e completare la ricognizione dei progetti infrastrutturali di
titolarità degli Enti Locali con livello esecutivo e immediatamente
cantierabili;
• a
riconoscere priorità di finanziamento a tali progetti, a partire dai Comuni con
popolazione fino a 5.000 abitanti, nel rispetto dei criteri di equità
territoriale e sostenibilità.
(123;
17/07/2025) Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro
È pervenuta risposta scritta alle seguenti
interrogazioni:
Tavernise.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
la strada del Medio Savuto è un’arteria che dovrebbe collegare Cosenza e
Catanzaro attraverso l'entroterra delle due province, collegando la Strada dei
Due Mari alla Strada Statale 616, che a sua volta permette di raggiungere
agevolmente l’autostrada del Mediterraneo. È meglio conosciuta come “la Strada
che non c’è”, dal nome che si è dato il Comitato di cittadini che si batte da
anni per il suo completamento e resta un’opera strategica per togliere
dall’isolamento più di venti comuni interni dell’area centrale della Calabria,
i territori delle ex comunità montane del Savuto e di quella dei monti Reventino-Tiriolo-Mancuso;
-
progettata come una bretella di collegamento veloce, quale percorso alternativo
all'autostrada A2, ha visto l’avvio dei lavori nel 1988, grazie ad un
finanziamento da parte del Cipe di cento miliardi delle vecchie lire. Ad oggi,
nonostante i 36 anni trascorsi dalla posa della prima pietra, dei 32 chilometri
previsti ne sono stati realizzati solo poco più di tre, completati nel 2017,
che corrono nel territorio di Decollatura lungo il confine con Soveria
Mannelli. Un secondo tratto, da Soveria Nord-Borboruso al bivio Coraci, che
consentirebbe di immettersi nella SS616 in direzione Cosenza, sembrava ultimato
ormai da tempo ma resta ancora chiuso al traffico veicolare;
-
l’arteria, che è passata di competenza Anas dal 2018, doveva sostituire la SS19
ormai obsoleta, inadeguata, piena di strettoie e dai tempi di percorrenza
lunghissimi e con tratti perennemente a rischio frane e smottamenti e per
questo spesso interrotti, come quello alle porte di Tiriolo, in cui si transita
da anni in senso unico alternato regolato da un semaforo. Dopo un lungo stop
che ha visto il cantiere della strada Medio Savuto abbandonato a sé stesso, con
i piloni realizzati alla fine degli anni Ottanta ormai erosi dalle intemperie e
del tutto inutilizzabili per l’obsolescenza e per l’intervenuta mutazione dei
parametri costruttivi e che quindi dovranno essere demoliti raddoppiando la
spesa e lo spreco di risorse, i lavori sono ripresi nel 2005. Devono essere
completati due tratti, dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord-Borboruso e da
Borboruso a Decollatura, raccordandosi con quegli unici tre chilometri al
momento agibili. Manca poi il tratto fondamentale da Decollatura a
Marcellinara, per poi immettersi nella SS280 dei Due Mari in direzione
Catanzaro, del quale si aspetta ancora la progettazione definitiva. Considerato
che: - con Decreto n. 8719 del 10/07/2006 la Regione Calabria ha approvato
l’Atto di Concessione per l’intervento Lavori di Adeguamento/Nuovo tracciato su
strada esistente nel tratto “Medio Savuto - Serrastretta - Marcellinara. I° lotto: Medio Savuto-Serrastretta” dell’importo di 60,436
milioni di euro;
-
successivamente l’intervento confluiva nell’Accordo di Programma Quadro
“Sistema delle Infrastrutture di Trasporto” – Testo Coordinato e Integrato TW
(stipulato in data 3 agosto 2006 tra Ministero dell’Economia e delle Finanze,
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANAS S.p.A., ENAV S.p.A., ENAC,
Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e Regione Calabria), di cui la Giunta
Regionale prendeva atto con Deliberazione n. 440 del 24/07/2007, con il titolo
“SS 19 e strada provinciale Medio Savuto - Serrastretta - Marcellinara. I° lotto: Medio Savuto - Serrastretta, con l’Amministrazione
Provinciale di Catanzaro individuato come Soggetto Attuatore;
-con
Delibera CIPE n. 62 del 3 agosto 2011, il Comitato ha individuato e assegnato
le risorse ad interventi di rilievo nazionale ed interregionale e di rilevanza
strategica regionale per l’attuazione del Piano Nazionale per il Sud,
identificando, tra gli altri, l’intervento con il titolo “Completamento
collegamenti trasversali. SS Due Mari – Medio Savuto. Svincolo SS 616 –
Svincolo Decollatura”, per l’importo di 102,9 milioni di euro;
-
con Decreto n. 10016 del 10/07/2013 del Dirigente Generale del Dipartimento 9,
l’Amministrazione Regionale ha preso atto del finanziamento integrativo
dell’importo di 40 milioni di euro destinato a favore dell’intervento “Strada
di collegamento fra le superstrade dei due Mari e del Medio Savuto attraverso
la Comunità Montana del Reventino – 1° lotto dalla Superstrada del Medio Savuto S.S. 616 alla
Strada Provinciale per Serrastretta. 1° stralcio
funzionale tra lo svincolo con la S.S. 616 e la strada provinciale per
Decollatura (km 9+121)” già incluso nell’Accordo di Programma Quadro per il
Sistema delle Infrastrutture di Trasporto;
-
con Decreto del D.S. n. 6422 del 26/05/2014, la Regione Calabria ha erogato il
saldo della quota regionale pari a € 60.436.000 per l’intervento “Strada di
collegamento fra le superstrade dei due Mari e del Medio Savuto attraverso la
Comunità Montana del Reventino - 1°
lotto dalla Superstrada del Medio Savuto S.S. 616 alla Strada Provinciale per
Serrastretta. 1° stralcio funzionale tra lo svincolo
con la S.S. 616 e la strada provinciale per Decollatura (km 9+121)”;
-
con Determinazione n. 115 del 18/01/2018 l’Amministrazione Provinciale di
Catanzaro ha approvato il progetto esecutivo relativo ai lavori di Costruzione
“Strada di collegamento fra le superstrade dei Due Mari e del Medio Savuto
attraverso la Comunità montana del Reventino” - 1° stralcio funzionale della superstrada del Medio Savuto
S.S. 616 alla strada Provinciale per Serrastretta - Lotto funzionale tra gli
svincoli con la S.S. 616 e la Strada Provinciale per Decollatura (km 9+121).
Perizia di completamento del progetto già appaltato a seguito di risoluzione
del contratto – 4° FASE: a) completamento del primo tronco stradale, fra gli
svincoli con la S.S. 616 e di Borboruso, compresi, per l'apertura al traffico;
b)
opere e lavori vari afferenti al secondo tronco stradale fra gli svincoli di
Borboruso e di Soveria Mannelli;
c)
completamento del terzo tronco stradale fra gli svincoli di Soveria Mannelli e
di Decollatura già aperto al traffico dell’importo di € 12.486.410,83;
-
il Presidente della Giunta regionale, con nota Prot. n. 20695/Siar del 12/06/2018 ha comunicato il finanziamento, poi
concesso con Decreto del D.S. n. 12331 del 30/10/2018, di 3 milioni e mezzo di
euro, quale quota parte per la realizzazione della Perizia di Completamento dei
Lavori di costruzione “Strada di collegamento fra le superstrade dei Due Mari e
del Medio Savuto attraverso la Comunità montana del Reventino”
- Lotto funzionale tra gli svincoli con la S.S. 616 e la Strada Provinciale per
Decollatura (km 9+121);
-
il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, con nota prot. n. 289874 del
26/06/2023, ha rappresentato l'esigenza di incrementare la dotazione
finanziaria del progetto "Strada di collegamento fra le superstrade dei
due mari e del medio Savuto attraverso la comunità montana del Reventino - 1 ° stralcio funzionale dalla superstrada del
medio Savuto S. S. 616 alla strada Provinciale per Serrastretta - lotto
funzionale - 4 Fase", con l'apporto di ulteriori tre milioni di euro, poi
deliberati dalla Giunta Regionale con DGR n. 515 del 06/10/2023 e impegnata con
Decreto del D.S. n. 17954 del 01/12/2023. Preso atto che: - a dicembre 2023
l’attuale Vicepresidente della Giunta Regionale ha annunciato lo stanziamento
di 3,2 milioni di euro, da subito disponibili, per il completamento del primo
lotto, nel tratto dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord, comunicando
l’inserimento di una scheda nel programma del Fondo di Sviluppo e Coesione
21/27, presentata al Ministero del Sud e Politiche di Coesione, con uno
stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro;
- a
maggio 2024, poco prima delle elezioni europee, il Vicepresidente della Giunta
Regionale ha visitato il cantiere del tratto bivio Coraci - Soveria Nord,
insieme al Dirigente Generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici
della Regione Calabria, al Presidente e al Vicepresidente della Provincia di
Catanzaro, al Direttore dei lavori, al Dirigente dell’Area Tecnica della
Provincia e Rup dei lavori, alle Amministrazioni
comunali di Soveria Mannelli e Decollatura. È stata indicata, in quel
frangente, una possibile data di fine lavori, individuando il 15 giugno come
data verosimile per l’apertura al traffico del tratto di strada, ma anche
questa scadenza, pur non ufficiosa, non è stata rispettata. L’opera più
impegnativa di questo breve tratto di strada, d’altronde, è una galleria che
era stata inaugurata già nel 2014, con tanto di taglio del nastro e presenza di
autorità politiche e istituzionali, e anche allora era stata annunciata
l’imminente apertura dei pochi chilometri che separano Soveria da Coraci. Ma
siamo a fine settembre 2024 e questo tronco di strada è ancora sbarrato da
transenne e non è percorribile dagli autoveicoli. Tenuto conto che: - se questa
strada fosse stata completata per tempo l’economia del territorio non sarebbe
crollata e non si sarebbe assistito allo spopolamento che queste zone interne della
Calabria hanno subito negli anni;
-
la strada del Medio Savuto, oltre ad avere un impatto decisivo per lo sviluppo
dei territori del Reventino e del Savuto, attualmente
penalizzati da una sostanziale condizione di isolamento, ha una importante
valenza di protezione civile, perché rappresenta una alternativa al tracciato
autostradale nella malaugurata ipotesi in cui si verificassero calamità naturali.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
quali iniziative intende assumere la Regione Calabria, anche tramite opportune
interlocuzioni con Anas e l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro
individuato come Soggetto Attuatore, per l’attivazione immediata di tutti gli
interventi necessari per la realizzazione dei lavori della strada del Medio
Savuto;
-
un serio e affidabile cronoprogramma riguardante l’apertura dei primi due
tratti, dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord-Borboruso e da Borboruso a
Decollatura, che da troppi anni vedono annunci di una imminente apertura al
traffico veicolare mai però avvenuta, al netto delle ripetute inutili
inaugurazioni, tagli di nastri e passarelle elettorali;
-
quali iniziative intende assumere per dare impulso al completamento dell’intera
opera, con la progettazione del tratto da Decollatura a Marcellinara e
l’individuazione delle risorse necessarie per i relativi lavori.
(263;
27/09/2024).
Muraca.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
con deliberazione n. 816 del 23/10/2020 è stato indetto avviso pubblico
finalizzato al conferimento dell’incarico di Direttore della SC di Cardiologia
del P.O Spoke Polistena, cui ha fatto seguito la deliberazione n° 1051 del
11/11/2021 di riapertura termini;
-
con successiva deliberazione n. 1005 del 15/12/2022, preso atto dei punteggi
conseguiti dai candidati partecipanti alla selezione, l’incarico de quo è stato
affidato al candidato che ha conseguito il maggior punteggio, nella persona del
Dr. ______;
-
il Direttore Sanitario Aziendale ff dell’ASP di RC, dott. _________, con
formale lettera, firmata per accettazione dal dott. _________, ha individuato
tra gli obiettivi che lo stesso avrebbe dovuto raggiungere n.q.
di Direttore dell’U.O.C. Cardiologia/UTIC e Cardiostimolazione di Polistena:
l’inserimento della Cardiologia/UTC nella rete delle sindromi coronariche acute
(SCA), come struttura erogatrice delle prestazioni di rivascolarizzazione
miocardica, mediante la creazione del servizio di Emodinamica, così come
previsto dall’Atto Aziendale ed il potenziamento del settore della
Cardiostimolazione, anche in previsione della esigua presenza sul territorio,
di specialisti cardiologi esperti nell’esecuzione delle metodiche di impianto
di pacemaker temporanei e permanenti, defibrillatori con cateteri endocavitari,
defibrillatori sottocutanei, loop-recoder, ecc;
-
stante il collocamento a riposo del prefato direttore, disposto con determina
dirigenziale n. 2190 del 10/09/2024 e decorrenza 01/10/2024, con deliberazione
n. 734 del 24/09/2024 è stato indetto, ai sensi del D.lgs. 502/92 e ss.mm.ii., l’Avviso Pubblico, per titoli e colloquio, per
il conferimento dell’incarico quinquennale di Direttore della Struttura
Complessa nella disciplina di Cardiologia- Presidio Ospedaliero di Polistena;
-
con nota del 24/09/2024 il dott. ______, direttore della UOC Cardiologia/Utic del P.O. di Polistena, indicava quale Direttore
sostituto il dott. ________, dirigente medico esperto in Cardiostimolazione,
competenza precipua della UOC per l’elevato livello raggiunto dalla struttura e
come correttamente richiesto dal profilo soggettivo dei due bandi in aderenza
ai bisogni di salute del territorio;
-
il Direttore Generale dell’Asp di Reggio Calabria, Dr.ssa ________ – a seguito
di semplice richiesta da parte del Dott. ____, ha disposto con propria
deliberazione, n. 807 del 11/10/2024, il conferimento dell’incarico di
Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia/UTIC e Cardiostimolazione
del Presidio Ospedaliero di Polistena al candidato classificatosi in II°
posizione nella procedura di selezione di cui alla deliberazione n. 1005 del
15/12/2022, e la revoca del nuovo avviso indetto con deliberazione n. 734/2024;
-
con interrogazione a risposta scritta n. 281/12^ del 06/11/2024, il
Sottoscritto ha richiesto chiarimenti in merito alla decisione di cui sopra;
-
con nota prot. 76788 del 12/11/2024, in riscontro alla suddetta interrogazione,
in maniera del tutto generica e fuorviante, la Dott.ssa _______ si è limitata a
ribadire che la scelta di nominare il Dott. _____, quale Direttore della
Struttura di Cardiologia a Polistena, è dipesa unicamente ed esclusivamente
dalla sua collocazione al secondo posto nella predetta
graduatoria. Considerato che: - la Direttrice Generale dell'ASP non abbia
fornito elementi soddisfacenti ed anzi abbia fatto emergere con evidenza che la
propria decisione si fonda su una valutazione gravemente viziata, in quanto
fondata su un'istruttoria carente strutturalmente e su una richiesta
unilaterale, e che tale decisione è con ogni evidenza errata nelle conclusioni
ed è tale da compromettere l'interesse meritevole di tutela e cioè la salute
attraverso un'offerta di servizi sanitari inadeguati e al ribasso rispetto allo
standard raggiunto faticosamente in questi anni. Tenuto conto che: - il D.lgs n. 502/1992, art. 15 comma 7 lettera b) stabilisce
che il profilo professionale del dirigente da incaricare da parte dell’Azienda
preveda una puntuale valutazione dei volumi dell'attività svolta;
-
l’avviso pubblico indetto con deliberazione n. 816 del 23/10/2020, appare
palesemente incompleto rispetto alle prescrizioni del DPR 10 dicembre 1997 n.
484 che fissa i requisiti per l'accesso alla direzione sanitaria aziendale. In
particolar modo, nell’avviso viene espunto, come contenuto della documentazione
oggetto di valutazione, quanto previsto dall’art. 8 comma 3 lettera c): “I
contenuti del curriculum professionale, valutati ai fini del comma 1,
concernono le attività professionali, di studio, direzionali-organizzative, con
riferimento: [..] c) alla tipologia qualitativa e quantitativa delle
prestazioni effettuate dal candidato” (pag. 4 dell’avviso);
-
l’avviso pubblico indetto con deliberazione n. 734 del 24.09.2024,
successivamente e inspiegabilmente revocato, prevedeva correttamente, invece,
quanto richiesto dall’art. 8 comma 3 lettera c, specificando “i contenuti di
cui alla lettera c) vale a dire la tipologia qualitativa e quantitativa delle
prestazioni effettuate nell’ultimo decennio che deve essere certificata dal
Direttore Sanitario Aziendale, sulla base dell’attestazione del Direttore del
competente Dipartimento o, in assenza del Responsabile della U.O.C, ai sensi
dell’art. 6 del D.P.R. 484/97”;
-
ai sensi dell’art. 8 co. 5 del DPR 484/1997 “i contenuti del curriculum, esclusi
quelli di cui al comma 3 lettera c, e le pubblicazioni possono essere
autocertificati dal candidato ai sensi della L. 4 gennaio 1968, n. 15, e
successive modificazioni”;
-
il curriculum professionale e la documentazione allegata del candidato dott.
_________ risulta mancante di attestazione circa la tipologia qualitativa e
quantitativa delle prestazioni effettuate, venendo valutato con il punteggio di
0(zero)/15;
-
risulta quindi palese l’impossibilità di accertare qualsiasi aderenza e idonietà del candidato al profilo ricercato per l’assenza
dell’documento oggetto della valutazione nel mentre tali competenze, di seguito
riportate, non sono in alcun modo presenti nel curriculum allegato dal
candidato: esperienza e competenza nella valutazione clinico-diagnostica e
nella gestione clinica delle principali patologie cardiovascolari, con
particolare riferimento alle sindromi coronariche acute, allo scompenso
cardiaco ed alle aritmie cardiache, anche in rapporto a terapie
interventistiche sul substrato aritmico;
documentata
esperienza nel campo della cardiostimolazione e capacità di formazione sul
campo nel settore per i Dirigenti Medici del reparto si dà implementare il
numero di operatori di cardiostimolazione, attraverso un training dedicato;
documentata
esperienza organizzativa, con particolare riferimento, nella gestione dei
pazienti con sindromi coronariche acute, nell'ambito della rete dell'infarto
acuto del miocardio;
-
le competenze specifiche nel settore della cardiostimolazione sono
indispensabili per la garanzia delle prestazioni richieste e per poter
esercitare una funzione formativa nei confronti dei giovani professionisti che
si approcciano verso questa branca della cardiologia;
-
la potenziale controinteressata, classificatasi al terzo ed ultimo posto in
graduatoria, è moglie dello stesso dott. ___________;
-
l’ASP di Reggio Calabria, quindi, non possedeva alcun elemento per valutare né
direttamente (in relazione a quanto richiesto dal nuovo bando) né per relationem (in relazione alle risultanze della valutazione
carente e omessa risultante dal primo bando) la richiesta del dott. ______;
-
la gravissima carenza della documentazione del dott. _____ è certificata dalla
stessa Commissione che aveva precisato che solo il Dott. ______ “ha prodotto
tutte le Autodichiarazioni e Certificazioni incluso quella attinente la tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazione
come previsto dal Bando” (pag. 3 del verbale della commissione);
- è
quindi certificata ed evidente una grave carenza istruttoria da parte degli
uffici dell’ASP di Reggio Calabria che si riflette sulla legittimità della
deliberazione di nomina del Dott. _____ che ha determinato la nomina di un
Direttore di UOC che non possiede le competenze richieste dalla stessa ASP con
la definizione del relativo profilo soggettivo;
-
l’Azienda sanitaria ha arbitrariamente deciso di affidare l’incarico al Dott.
________ giustificando tale scelta sul mero dato oggettivo che lo stesso si
trovasse al secondo posto nella graduatoria finale, per poi, a seguito
dell’interrogazione n. 281/12^ dichiarare in maniera del tutto gratuita e
fuorviante che “Le attività del Dr.______, ad oggi titolare della struttura
complessa in argomento, verranno sottoposte a valutazione circa gli esiti
tenuto conto degli obiettivi specifici e generali stigmatizzati nel contratto
individuale di conferimento dell’incarico” (v. pag. 5 riscontro ASP RC) con ciò
confondendo la valutazione dei risultati con il possesso delle competenze per
raggiungerli, dimostrando confusione amministrativa e disinteresse per la salute
degli assistiti. Preso atto che in sostanza, l’ASP di Reggio Calabria mette a
capo della struttura di cardiologia di Polistena, un professionista che non ha
alcuna esperienza nelle specifiche attività che l’UOC deve eseguire, per poi
valutare eventualmente a posteriori, gli esiti della propria scelta viziata.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
1.
se non ritenga intervenire, nella qualità di Commissario della Sanità
calabrese, per verificare la legittimità degli atti posti in essere dalla
dott.ssa _________ nella procedura in questione;
2.
se non ritenga di sollecitare la revoca il conferimento dell’incarico di
Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia del Presidio Ospedaliero di
Polistena e indire un nuovo Avviso Pubblico nel rispetto di quanto disposto dal
DPR 10 dicembre 1997 n. 484 e il D.lgs n. 502/1992.
(301;
03/01/2025).
Mammoliti.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
il Consorzio di Bonifica della Calabria ha emesso e notificato agli agricoltori
calabresi gli avvisi bonari di pagamento afferenti il
ruolo ordinario di bonifica 2024;
-
dalle numerose segnalazioni pervenute, appare che le cartelle inviate
contengano errori di calcolo che avrebbero portato, in molti casi, al raddoppio
delle tariffe rispetto agli anni precedenti;
-
gli errori di cui sopra riguarderebbero soprattutto gli avvisi recapitati agli
agricoltori della provincia di Vibo Valentia;
-
sulla questione sono intervenute importanti Associazioni Agricole le cui
dichiarazioni sembrano confermare l’esistenza degli errori di cui sopra. Tutto
quanto sopra premesso si interroga il competente Assessore
per
sapere:
-
se è a conoscenza della situazione narrata in premessa e, nel caso, quali utili
e tempestivi provvedimenti intenda adottare per ovviare agli errori
eventualmente contenuti negli avvisi bonari di pagamento afferenti al ruolo
ordinario di bonifica 2024.
(307;
21/01/2025).
Lo
Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
le recenti mareggiate che hanno colpito larga parte del litorale tirrenico
vibonese hanno letteralmente distrutto il lungomare di Tropea;
-
puntualmente, ogni anno, in modo particolarmente intenso nel periodo invernale,
il suddetto litorale, notevolmente esposto ad eventi erosivi, fragile e privo
di efficace protezione, viene totalmente devastato da inondazioni, e
conseguenti danni alle proprietà e alle infrastrutture costiere;
-
la diretta conseguenza di questo progressivo fenomeno, oltre al grave ed
inesorabile decremento della spiaggia, è costituita dalla puntuale necessità di
ripetuti, dispendiosi e sempre meno risolutori, interventi di ripristino a
carico dei privati e della Pubblica amministrazione;
considerato
che: - visto l’approssimarsi della stagione estiva, è urgente intervenire con
lavori di risistemazione del lungomare di Tropea;
- è
altrettanto necessario programmare opere di difesa della costa realmente
efficaci, facendo precedere le medesime da una più efficace e puntuale attività
di studio, di progettazione, di adeguamento degli interventi già effettuati ed
evidentemente del tutto insufficienti;
considerato
altresì che: - con risposta a precedente interrogazione n.267/12 datata
20.11.2024 era stata prospettata, in merito al necessario aggiornamento del
Masterplan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera,
risalente ormai al 2014, un accordo con l’Università Mediterranea e con l’Unical al fine di procedere all’aggiornamento ed alla
rivisitazione del medesimo Masterplan con “criteri e approcci innovativi”.
Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il presidente della Giunta
regionale,
per
sapere:
1)
quali risorse si intendono mettere immediatamente a disposizione del Comune di
Tropea al fine di procedere ai lavori urgenti di ripristino del lungomare;
2)
quali opere di mitigazione del rischio erosivo sono state realizzate nel Comune
di Tropea e quali, allo stato, pur programmate e finanziate non sono state
ancora realizzate;
3)
se è stato concluso l’accordo con l’Università Mediterranea e con l’Unical per l’aggiornamento e la rivisitazione del
Masterplan;
4)
se è stato già programmato ed è iniziato un nuovo ed approfondito studio sul
fenomeno erosivo nel litorale vibonese, ed in particolare sul tratto di costa
di Tropea.
(315;
06/02/2025).
Alecci.
Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
- a
Chiaravalle Centrale è in corso da anni la realizzazione della nuova Casa della
salute;
- i
lavori procedono a rilento e, pertanto, al di là dei frequenti aggiornamenti
del cronoprogramma non è prevedibile la data di apertura;
-
nel frattempo, i pochi servizi offerti all’utenza vengono assolti nei locali
del vecchio Ospedale, tra l’altro dichiarato a rischio sismico;
-
tra questi rientra la diagnostica per immagini che viene espletata con una
apparecchiatura radiografica risalente al 1974, il cui quadro comandi, invece,
ha circa 70 anni. Considerato che: - i frequenti malfunzionamenti
dell’apparecchiatura, dovuti alla sua vetustà, continuano a causare
interruzioni del servizio;
-
la struttura sanitaria serve un elevato bacino d’utenza a cavallo delle
provincie di Catanzaro e Vibo Valentia ed è raggiunta anche da cittadini di
comuni del reggino;
-
occorre, pertanto, salvaguardare la presenza capillare dei servizi sanitari sul
territorio e le prestazioni diagnostiche sono fondamentali a tal fine. Tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale,
anche in qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro
dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:
per
sapere:
-
come intende affrontare la drammatica situazione della diagnostica per immagini
(radiografia) presso la Casa della salute di Chiaravalle Centrale.
(343;
24/04/2025)
Bevacqua,
Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
nel comune di Lamezia Terme si sta svolgendo la campagna elettorale per
l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale, programmata per il 25 e 26
maggio 2025;
-
nel corso della stessa è stata segnalata l’effettuazione di una riunione,
presso una struttura sanitaria pubblica, che ha visto la partecipazione di
alcuni candidati insieme a personale sanitario. Considerato che: - si tratta di
una condotta che solleva preoccupazioni, non solo sul piano etico e
professionale, ma anche sulla correttezza della campagna elettorale;
-
la salute dei cittadini dovrebbe rimanere al di sopra di ogni conflitto
d’interesse e non può essere strumentalizzata per fini politici con la
conseguenza di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie
locali. Tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti Consiglieri
regionali interrogano il Presidente della Giunta regionale anche nella qualità
di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria:
per
sapere:
-
se non intende attivarsi con urgenza per verificare la situazione in atto a
Lamezia Terme e prendere i provvedimenti necessari a garantire che l’integrità
professionale dei medici venga rispettata e per evitare l’utilizzo di risorse
pubbliche a fini elettorali.
(357;
21/05/2025).
Il Consiglio regionale
vista la
deliberazione n. 31 del 9 giugno 2025, con la quale l’Ufficio di Presidenza ha
proposto al Consiglio regionale l’approvazione del rendiconto dell’esercizio
finanziario 2024 dell’Ente, della relazione sulla gestione 2024 e del Piano
degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi;
premesso che
- il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, così
come modificato e integrato dal decreto legislativo del 10 agosto 2014, n. 126,
ha introdotto il nuovo impianto normativo sull’armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle autonomie locali finalizzato a
stabilire il quadro complessivo di riferimento dei principi contabili generali
per regioni, province autonome ed enti locali;
- con Deliberazione consiliare n. 244 del 22 dicembre
2023 è stato approvato il Bilancio di Previsione del Consiglio regionale della
Calabria per gli esercizi finanziari 2024-2025-2026;
- con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 88
del 22 dicembre 2023 è stato approvato il documento tecnico di accompagnamento
al Bilancio di previsione per gli anni 2024-2025-2026 e sono state assegnate le
risorse al Direttore Generale, ai sensi dell’art. 15, comma 4 del nuovo
Regolamento Interno di Amministrazione e Contabilità del Consiglio regionale;
- con Determinazione del Direttore Generale n. 833
del 28 dicembre 2023 è stato approvato il bilancio finanziario gestionale per
gli esercizi 2024-2025-2026 per il funzionamento del Consiglio regionale della
Calabria;
- con Deliberazione consiliare n. 328 del 22 ottobre
2024 sono stati approvati l’Assestamento e ulteriori variazioni al Bilancio di
previsione 2024-2026 del Consiglio regionale;
- con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 8
del 27 febbraio 2025 è stato approvato il verbale di chiusura della contabilità
dell’esercizio finanziario 2024;
considerato che
- l’art. 67 del decreto legislativo 23 giugno 2011,
n. 118, dispone che “La Presidenza del Consiglio regionale sottopone
all'Assemblea consiliare (…) il rendiconto del Consiglio regionale. Le relative
risultanze finali confluiscono nel rendiconto consolidato di cui all'art. 63,
comma 3. Al fine di consentire il predetto
consolidato, l'assemblea consiliare approva il proprio rendiconto entro il 30
giugno dell'anno successivo”;
- l’art. 18 bis, del citato decreto legislativo n.
118/2011, al comma 1, dispone che “al fine di consentire la comparazione dei
bilanci, gli enti adottano un sistema di indicatori semplici, denominato «Piano
degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio» misurabili e riferiti ai
programmi e agli altri aggregati del bilancio, costruiti secondo criteri e
metodologie comuni”; e, al successivo comma 3, prevede che “gli enti locali ed
i loro enti e organismi strumentali allegano il "Piano" di cui al
comma 1 al bilancio di previsione o del budget di esercizio e del bilancio
consuntivo o del bilancio di esercizio”;
dato atto che
- l’art. 77 del Regolamento interno di
Amministrazione e Contabilità, dispone che “Successivamente all’approvazione
del rendiconto, l’assemblea legislativa approva il bilancio consolidato di
gruppo del Consiglio regionale con le società controllate e partecipate secondo
le modalità e gli schemi previsti dal D.Lgs. 118/2011
(…) Il bilancio consolidato è approvato dal Consiglio regionale entro il 31
agosto dell’anno successivo all’esercizio finanziario di riferimento ed è
trasmesso, dopo l’approvazione consiliare, alla Regione entro i dieci giorni
successivi.”;
- il Consiglio regionale detiene la partecipazione
nella società in house providing “Portanova S.p.A.”;
preso atto che
- il Tesoriere ha reso il conto della gestione,
debitamente sottoscritto e corredato di tutta la documentazione contabile
prevista (reversali di incasso, mandati di pagamento e relativi allegati di
svolgimento, ecc.);
- le risultanze del conto del Tesoriere corrispondono
con quelle del Settore Bilancio e Ragioneria;
- gli agenti contabili interni a materia e a denaro
hanno reso il conto della propria gestione, secondo le modalità ed i termini
indicati nel decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174;
- con Determinazione del dirigente del Direttore
Generale n. 161 dell’8 aprile 2025 è stata effettuata la parificazione del
conto del tesoriere e degli agenti contabili interni per l’esercizio 2024;
- con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 25
del 13 maggio 2025 è stato approvato il riaccertamento ordinario dei residui
attivi e passivi al 31 dicembre 2024, ai sensi dell'art. 3, comma 4, del
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
richiamato l’art. 7,
comma 8, della legge regionale 15 marzo 2002, n. 13 e ss.mm.ii.,
il quale prevede che i rendiconti dei Gruppi consiliari siano pubblicati, in
allegato, al conto consuntivo del Consiglio regionale e sul sito istituzionale
dell’Ente;
visto lo schema di
rendiconto dell’esercizio 2024, redatto ai sensi dell’allegato 10 al D.lgs. n.
118/2011 e ss.mm.ii., allegato al presente
provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
vista la relazione
sulla gestione dell'esercizio 2024, redatta ai sensi dell'art. 11, comma 6, del
D.lgs. n. 118/2011, allegata al presente provvedimento quale parte integrante e
sostanziale;
visto il Piano degli
indicatori di bilancio e dei risultati attesi, allegato al presente
provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
ritenuto di dover
provvedere in merito;
visti
- il D.lgs. n. 165/2001;
- la Legge regionale 13 maggio 1996, n. 8;
- la Legge regionale 4 settembre 2001, n. 19;
- la Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 67
del 18 aprile 2001 di approvazione del Regolamento sull’ordinamento degli
Uffici e dei Servizi del Consiglio Regionale della Calabria, modificata dalle
deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza n. 34 del 19 febbraio 2002, n. 57 del
22 ottobre 2019, n. 20 del 26 giugno 2020 e n. 83 del 22 dicembre 2023;
- la Deliberazione del Consiglio regionale n. 190 del
04 maggio 2017, successivamente aggiornata con Deliberazione consiliare n. 342
del 28 settembre 2018, di approvazione del nuovo Regolamento di Amministrazione
e Contabilità del Consiglio Regionale della Calabria;
- il D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118;
preso atto che il
Collegio dei Revisori dei conti, con verbale n. 22 del 23 giugno 2025 (parere
n.23/2025), allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale, ha redatto la relazione al rendiconto dell’esercizio finanziario
2024 del Consiglio regionale, esprimendo “complessivamente giudizio positivo
per l’approvazione del Rendiconto finanziario 2024 del Consiglio regionale”;
vista la relazione
della Commissione speciale di Vigilanza, redatta ai sensi dell’articolo 73 del
Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale,
approvata nella seduta del 23 giugno 2025 e allegata alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale;
udito il relatore,
consigliere Cirillo, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le
considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono
integralmente riportate:
- di approvare, ai sensi degli artt. 18 e 67 del
D.lgs. n. 118/2011, il rendiconto della gestione relativo all'esercizio
finanziario 2024, redatto secondo lo schema di cui all'Allegato 10 al decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, allegato alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale nelle seguenti risultanze finali riepilogative:

- di approvare la Relazione sulla gestione
dell'esercizio 2024, redatta ai sensi dell'art. 11, comma 6, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che si allega alla presente deliberazione
quale parte integrante e sostanziale;
- di approvare il Piano degli indicatori e dei
risultati attesi di bilancio relativi al rendiconto dell’esercizio 2024,
allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e
sostanziale;
- di dare atto che l’avanzo di amministrazione
dell’esercizio 2024 è così suddiviso:

- di rinviare a successivo atto la destinazione
dell’avanzo libero dell’esercizio 2024;
- di dare atto che i risultati della gestione del
Consiglio regionale per l’esercizio 2024 confluiranno nel rendiconto
consolidato della Regione Calabria, ai sensi dell’art. 67 del D.lgs. n.
118/2011;
- di dare atto che, successivamente all’approvazione
del rendiconto dell’esercizio 2024 si procederà all’approvazione del bilancio
consolidato di gruppo del Consiglio regionale con la società partecipata
“Portanova S.p.A.”;
- di dare atto che i rendiconti dei Gruppi consiliari
anno 2024 saranno pubblicati, in allegato al rendiconto del Consiglio
regionale, sul sito istituzionale dell’Ente;
-
di
trasmettere la presente deliberazione, unitamente ai relativi allegati sopra
richiamati, alla Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 73, comma 6, del
Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, e
al Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per il seguito di
competenza.
Il Consiglio regionale
premesso
che:
· l’articolo
57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del
bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i rendiconti
degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno
ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che,
previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento
"Bilancio e Patrimonio" per la definitiva istruttoria di propria
competenza;
· la
Giunta regionale trasmette i rendiconti al Consiglio regionale per la
successiva approvazione;
visti:
· il
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni,
degli enti locali e dei loro organismi), per come modificato e integrato dal
decreto legislativo n. 126/2014;
· l'articolo
54, comma 5, lettera b), della legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto
della regione Calabria);
· la
legge regionale 3 agosto 1999, n. 20 (Istituzione dell'Agenzia Regionale per la
Protezione dell'Ambiente della Calabria - A.R.P.A.Cal.);
· la
legge regionale 4 febbraio 2002, n.8 (Ordinamento del bilancio e della
contabilità della Regione Calabria);
vista
la deliberazione della Giunta regionale n. 346 del 10 luglio 2025, recante: “Rendiconto
esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della
Calabria (ARPACAL). Trasmissione proposta al Consiglio regionale per gli atti
di competenza”;
vista
la deliberazione n. 250 del 29 aprile 2025 con cui il Direttore generale
dell’ARPACAL ha approvato il rendiconto di gestione dell’Ente per l’esercizio
2024 e i relativi allegati, allegata alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al
presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
tenuto
conto che il Revisore unico dell’ARPACAL, con verbale n. 12 del 16 aprile 2025,
allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 346 del 10 luglio 2025 e
al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale,
· ha
evidenziato che la differenza del Fondo Pluriennale Vincolato spesa
dell’esercizio 2023 con il Fondo Pluriennale Vincolato entrata dell’esercizio
2024 “genera un risultato di amministrazione 2023 diverso”, ma che “la
ricostruzione con la variazione del dato 2023 non inficia il dato del risultato
di amministrazione 2024”;
· ha
rilevato il miglioramento della consistenza dei residui passivi, che si sono
ridotti rispetto all’inizio dell’anno;
· ha
attestato la corrispondenza del conto consuntivo alle risultanze della gestione;
· ha
raccomandato agli Organi di vertice dell’Ente:
-
di prendere atto delle carenze rilevate allo scopo di adottare le necessarie
contromisure per consentire all’Agenzia di potenziare le funzioni ad essa
riservate per legge;
- di provvedere con opportuna tempestività
all’adozione dei regolamenti di contabilità e per la gestione del patrimonio;
- di reperire risorse finanziarie adeguate per lo sviluppo potenziale dei servizi dell’Agenzia;
· ha
espresso “parere favorevole all’approvazione del Rendiconto dell’ARPACAL
riferito all’esercizio finanziario 2024, con i relativi allegati, ed al
Bilancio Economico-patrimoniale”;
considerato
che il Comitato di indirizzo dell’ARPACAL, con verbale del 4 giugno 2025, allegato alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente
provvedimento quale parte integrante e sostanziale, ha espresso parere
favorevole per l’approvazione del Rendiconto di gestione relativo all’esercizio
finanziario 2024 dell’Agenzia;
considerato
che il dipartimento regionale “Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana”, che
esercita la vigilanza sulle attività dell’Ente, nell’ambito dell’istruttoria di
competenza (prot. n. 442158 del 17 giugno 2025), allegata alla DGR n. 346 del
10 luglio 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale,
-
ha evidenziato che l’Agenzia
ha approvato per l’esercizio finanziario 2024 il prospetto che riporta le
misure di contenimento delle spese di cui all’art. 6 L. R. n. 43/2016, oggi
riproposte nella L.R. n. 62/2023;
-
ha verificato, dal raffronto
tra i prospetti delle spese effettuate nell’esercizio 2024 rispetto a quelle
sostenute nell’esercizio indicato dalla normativa vigente sulle misure di
contenimento, contenuta nell’art. 1 della L.R. n. 62/2023, come emerga il rispetto
dei limiti previsti;
-
ha espresso “parere favorevole
al rendiconto dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della
Regione Calabria per l’esercizio 2024”;
tenuto
conto che il dipartimento regionale “Economia e Finanze”, nell’istruttoria di
competenza, allegato alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente
provvedimento quale parte integrante e sostanziale,
· ha
rilevato che:
-
sussiste la piena
corrispondenza tra il saldo di cassa al 31.12.2024, per come risultante dal
conto del bilancio, e il corrispondente saldo di cui al conto del tesoriere;
-
sussiste la continuità tra i
residui finali dell’esercizio 2023 rispetto a quelli iniziali dell’esercizio
2024;
-
sussiste la quadratura delle
poste contabili iscritte nelle cosiddette “partite di giro”;
-
sussiste (a seguito delle
scritture di rettifica e di giroconto effettuate dall’Ente), corrispondenza tra
i valori a residuo e quelli riportati nello stato patrimoniale, posto che è
stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti e tra
residui passivi finali e debiti, nonché, con riferimento al conto economico, la
corrispondenza tra impegni in conto competenza e costi e tra accertamenti e
ricavi;
-
sussiste la quadratura tra il
saldo di tesoreria, in ragione del totale dei pagamenti e degli incassi
effettuati nel corso dell'esercizio 2024, e il valore registrato alla voce
“Disponibilità liquide” dell’attivo dello Stato Patrimoniale;
-
risulta formalmente corretta
la determinazione del Fondo Pluriennale Vincolato e del risultato di
amministrazione al 31.12.2024;
· con
riferimento alla Quota vincolata del risultato di amministrazione, ha
raccomandato all’Ente “…di finalizzare, attraverso un’attenta attività di
programmazione, l’impiego delle risorse destinate alla realizzazione dei
progetti di investimento, nel rispetto di quanto previsto dai relativi principi
di bilancio di cui al punto 5.3. dell’allegato 4/2 del D.lgs. 118/2011, circa
le modalità di costituzione, gestione e aggiornamento dei relativi
cronoprogrammi di spesa.”;
· preso
atto dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti dell’Agenzia e del
dipartimento “Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana”, che esercita la vigilanza
sulle attività dell’Ente, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della legge
regionale 4 febbraio 2002, n.8, fermi restando i rilievi e le raccomandazioni
espresse nelle rispettive istruttorie dal dipartimento vigilante e dallo stesso
dipartimento “Economia e Finanze”, ha ritenuto “possibile procedere, parte
della Giunta regionale, alla trasmissione del rendiconto relativo all’esercizio
2024 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria
(ARPACAL) al Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della
legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8”;
preso
atto che la seconda Commissione consiliare, nella seduta del 17 luglio 2025, si
è determinata favorevolmente sull’approvazione del rendiconto per l’esercizio
2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria
(ARPACAL) e dei documenti ad esso allegati;
udito
il consigliere Montuoro, che ha illustrato il provvedimento
delibera
per
le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si
intendono integralmente riportate:
· di
approvare, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della legge regionale n.8/2002,
il Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL) e i documenti ad esso allegati
richiamati in premessa, che costituiscono parti integranti e sostanziali della
presente deliberazione.
Il Consiglio regionale
vista
la deliberazione della Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025 recante:
“Piano Regionale Trasporti. Adozione del Documento di Indirizzo Strategico di
aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti e del Rapporto Ambientale
Preliminare ed espletamento delle procedure di Valutazione Ambientale
Strategica per l'approvazione del PRT”, rubricata quale proposta di
provvedimento amministrativo n. 218/12^;
premesso
che
-
con delibera di Giunta regionale
n. 37 del 31 gennaio 2022, su proposta dell'Assessore alle Infrastrutture pro
tempore, si è dato mandato al Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici a
provvedere all'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, così da tenere
conto anche degli ultimi interventi attuati o programmati, in particolare,
rispetto a:
-
attualizzazione del contesto socioeconomico;
-
approfondimento e
specificazione dell'analisi di sicurezza;
-
aggiornamento dell'elenco
delle infrastrutture e degli interventi per modalità di trasporto;
almeno
in termini di indirizzi o procedure relative alle modalità procedurali e di
gestione dello stesso;
-
con la suddetta delibera la
Giunta Regionale dava indirizzo al Dipartimento Infrastrutture e Lavori
Pubblici a predisporre le attività e gli atti consequenziali necessari
all'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, in accordo con gli altri
dipartimenti competenti;
-
si è dato mandato
all'espletamento delle attività necessarie all'elaborazione dell'aggiornamento
del Piano Direttore del Piano Regionale dei Trasporti (PRT), comprese quelle
necessarie al riavvio e all'espletamento della Valutazione Ambientale
Strategica (VAS), ai sensi del D.lgs n. 152/2006 e
del R.R. n. 3/2008.
-
il vigente Piano Regionale dei
Trasporti (PRT) è stato:
- adottato con D.G.R. n. 503 del 06/12/2016;
- approvato con D.C.R. n.157 del 19/12/2016;
- valutato positivamente dalla Commissione UE,
Direzione Generale Politica
Regionale e Urbana, come comunicato con nota n.1086324 del 01/03/2017;
richiamati
-
la direttiva 2001/42/CE del
Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la
valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente;
-
la direttiva 2003/4/CE del
Parlamento Europeo del Consiglio del 28 gennaio 2003 sull'accesso del pubblico
all'informazione ambientale;
-
la direttiva 2003/35/CE del
Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003 che prevede la
partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in
materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE
relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia;
-
la Direttiva 92/43/CEE
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora
e della fauna selvatiche;
-
il decreto del Presidente
della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120 che introduce modifiche ed integra il
d.p.r. 357/97 concernente l'applicazione della direttiva 92/43/CEE;
-
il decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152 «Norme in materia ambientale», così come modificato dal
decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, che assoggetta a Valutazione
Ambientale Strategica tutti i piani e i programmi che possono avere impatti
significativi sull'ambiente;
-
il Regolamento regionale n. 3
del 4 agosto 2008 «Regolamento regionale delle procedure di Valutazione di
Impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica e delle procedure di
rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali» e s.m.i;
-
il Regolamento della Procedura
di Valutazione di Incidenza (Direttiva 92143/CEE «Habitat relativa alla
conservazione degli habitat naturali e seminatura/i, nonché della flora e della
fauna selvatiche e Direttiva «Uccelli» relativa alla conservazione dell'avifauna
e modifiche ed integrazioni al Regolamento regionale n. 3/2008 del 4/8/ 2008 e
al Regolamento regionale n. 512009 del 1415/2009), approvato con DGR n. 749 del
4.11 .2009;
-
l'art. 16 c.2 dello Statuto
regionale;
-
l'art. 14 della L.R. 12
ottobre 2016, n. 30;
-
la legge regionale n. 35 del
2015.
Considerato
-
che sono stati approvati
successivamente al 19/12/2016 i seguenti documenti di pianificazione e
programmazione:
- Piano Generale dei Trasporti e della
Logistica (PGTL);
- Piano Strategico Nazionale della Portualità e
della Logistica (PSNPL);
- Piano Nazionale Aeroporti;
- Piano Strategico Nazionale della Mobilità
Sostenibile (PSNMS);
- Next Generation EU e il Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza;
- Programma Operativo Nazionale (PON) FESR
"Infrastrutture e Reti" 2014-2020;
- Contratti di programma 2022-2026. Parte
Investimenti tra il MIT e RFI S.p.A.;
- Contratti di programma 2022-2025 e Piani
degli investimenti tra MIT e ANAS S.p.A.;
- Programma Regionale Calabria FESR FSE+
2021/2027 e atti esecutivi;
- Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027;
- PSP 2023/2027 e atti esecutivi;
- Allegato "Strategie per le
infrastrutture, la mobilità e la logistica" al Documento di Economia e
Finanza (DEF) 2025.
-
che gli atti di programmazione
sopra specificati devono essere considerati in sede di redazione
dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti della Calabria.
Preso
atto che
-
il processo di elaborazione
del Piano Regionale dei Trasporti, ai sensi del D.Lgs.
3 aprile 2006, n. 152 recante "Norme in materia ambientale", e del
R.R. n. 3 del 04.08.2008 recante "Regolamento regionale delle procedure di
Valutazione di Impatto ambientale, di Valutazione Ambientale Strategica e di
rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali", deve essere
accompagnato dalla procedura di VAS;
-
al fine di dare seguito alla
procedura VAS è stata individuata quale Autorità procedente/proponente, il
Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici per l'espletamento di tutte le
procedure necessarie all'elaborazione e all'approvazione dell'aggiornamento del
Piano Regionale dei Trasporti, comprese quelle necessarie all'avvio e
all'espletamento delle procedure di VAS;
considerato
che
-
la Proposta preliminare di
aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti considera di particolare
rilievo e interesse per la Calabria alcuni documenti, relativi a Piani
Nazionali e Internazionali;
-
la Proposta preliminare di
aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti è composta dal Documento di
Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei Trasporti (Allegato A alla delibera di Giunta regionale n. 218 del
21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale), e dal Rapporto Ambientale Preliminare della Valutazione
Ambientale Strategica (VAS), (Allegato B alla delibera di Giunta regionale n.
218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale);
preso
atto
-
dei documenti costituenti la
Proposta Preliminare di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti,
Allegato A e Allegato B alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio
2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;
considerato
-
che i suddetti documenti
risultano essere coerenti agli indirizzi previsti dalla delibera di Giunta
Regionale n. 37 del 31 gennaio 2022;
-
che l'aggiornamento del PRT
comprende la Valutazione Ambientale Strategica per verificare che gli obiettivi
generali e specifici possano essere conseguiti anche nell'ottica dei principi
di sostenibilità;
-
che detta valutazione deve
essere effettuata nel corso dell'elaborazione dell'aggiornamento del Piano e
prima dell'adozione del rapporto ambientale definitivo al fine di assicurare
che gli esiti della valutazione vengano presi in considerazione nel Piano
stesso;
-
che detta valutazione, a cura
dell'Autorità Competente, dovrà essere effettuata sulla base degli elaborati di
aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti redatti sotto la responsabilità
dell'Autorità Procedente.
ritenuto
-
di procedere all'adozione del
documento come base per l'elaborazione dell'aggiornamento del Piano Regionale
dei Trasporti;
rilevato
che la quarta Commissione consiliare, nella seduta del 10 giugno 2025, ha
approvato il “Documento di Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei
Trasporti” (Allegato A alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio
2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale), e il
“Rapporto Ambientale Preliminare dell'aggiornamento del Piano Regionale dei
Trasporti” (Allegato B alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio
2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale);
udito
il relatore, consigliere Raso, che ha illustrato il provvedimento
delibera
per
le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si
intendono integralmente riportate:
1. di approvare il
Documento di Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei Trasporti
(Allegato A) e il Rapporto Ambientale Preliminare dell'aggiornamento del Piano
Regionale dei Trasporti (Allegato B), allegati alla presente deliberazione di
cui costituiscono parte integrante e sostanziale.
Art.
1
(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 25/2024)
1.
Nel comma 2 dell’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2024, n. 25
(Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti
dall’efficientamento energetico del patrimonio edilizio) dopo le parole “come
specificati all’articolo 121, comma 2, lettere da a) ad f), del d.l. 34/2020,” è inserita la parola: “anche”.
Art.
2
(Modifica dell’articolo 2 della l.r. 25/2024)
1.
Nel comma 5 dell’articolo 2 della l.r. 25/2024, le
parole “relativi agli interventi di cui all’articolo 1” sono soppresse.
2.
Dopo il comma 5 dell’articolo 2 della l.r. 25/2024, è
aggiunto il seguente comma 5-bis:
“5-bis.
Gli istituti di credito e gli intermediari finanziari garantiscono, attraverso
apposita clausola contrattuale, l’immediato reimpiego della propria capienza
fiscale, liberata a seguito della cessione dei crediti di imposta, tramite
l’acquisto di ulteriori crediti di imposta relativi a interventi, di cui
all’articolo 119 del d.l. 34/2020, convertito, con
modificazioni, in l. n. 77/2020, effettuati su immobili ubicati nel territorio
calabrese da imprese aventi sede legale o operativa nella Regione Calabria.”.
Art.
3
(Modifiche dell’articolo 3 della l.r. 25/2024)
1.
Nel comma 2 dell’articolo 3 della l.r. 25/2024, le
parole “di cui all’articolo 1, comma 2” sono sostituite dalle parole
“d’imposta”.
Art.
4
(Clausola d’invarianza finanziaria)
1. Dall’attuazione degli interventi previsti
dalla presente legge, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale.
Art.
1
(Finalità e ambito di applicazione)
1.
La Giunta regionale è delegata, ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto, alla
redazione di un Testo unico che riordina e coordina l’intera disciplina
legislativa regionale in materia di commercio, fiere e attività di promozione
commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti, anche con finalità
innovative.
2.
Le fonti normative da inserire prioritariamente nel Testo unico di cui al comma
1 sono indicate nell’elenco di cui all’allegato A. La Giunta regionale è
autorizzata a integrare detto elenco attinente alla materia oggetto del
riordino.
Art.
2
(Caratteri e criteri del riordino e del
coordinamento)
1.
Il Testo unico, ripartito in libri, se necessario, titoli, capi, articoli, cui
è apposta una rubrica:
a)
adegua e semplifica il linguaggio normativo;
b)
apporta le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica
delle norme, eliminando ridondanze, sovrapposizioni, duplicazioni;
c)
elenca le disposizioni vigenti che vengono riordinate e coordinate;
d)
inserisce nuove disposizioni tese a disciplinare materie afferenti al settore
commercio, anche prive di regolamentazione regionale;
e)
reca in unico articolo finale l’abrogazione esplicita delle leggi e delle norme
che hanno concorso alla sua formazione, nonché delle altre eventuali
disposizioni, non collocate nel Testo unico, che vengono abrogate;
f)
aggiorna l’indicazione di organi o uffici rispetto a una nuova loro
denominazione o in relazione a una nuova ripartizione di competenze derivante
da altre disposizioni;
g)
prevede la semplificazione delle procedure amministrative;
h)
aggiorna i rinvii ad altre disposizioni che non corrispondano più allo stato
della legislazione;
i)
corregge gli errori materiali;
j)
contiene le disposizioni tese a conformare le norme regionali alle disposizioni
statali nelle materie oggetto del Testo unico.
Art.
3
(Termini)
1.
La proposta del Testo unico, corredata di apposita relazione di
accompagnamento, è trasmessa dalla Giunta regionale al Consiglio regionale per
l’approvazione entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente
legge.
Art.
4
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
(Allegato
A):
“Elenco
fonti normative in materia di commercio, mercati, fiere e attività di
promozione commerciale, stampa e carburanti”.
Fonti
normative:
1.
legge regionale 12 aprile
1990, n. 22 (Criteri per l’esercizio da parte dei comuni della Calabria delle
funzioni amministrative in materia di rivendite di quotidiani e periodici);
2.
legge regionale 5 maggio 1990,
n. 56 (Disciplina Commercio Mercati all’ingrosso);
3.
legge regionale 24 luglio
1991, n. 11 (Disciplina delle manifestazioni fieristiche e delle attività di
promozione commerciale);
4.
legge regionale 11 giugno
1999, n. 17 (Direttive regionali in materia di commercio in sede fissa);
5.
legge regionale 11 giugno
1999, n. 18 (Disciplina delle funzioni attribuite alla regione in materia di
commercio su aree pubbliche);
6.
legge regionale 12 agosto
2002, n. 34 (Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali),
articoli 50, 51 e 52.
Art.
1
(Modifiche all’articolo 28 della l.r. 19/2002)
1.
Al comma 3, dell’articolo 28 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme
per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della
Calabria) sono apportate le seguenti modifiche:
a)
nella lettera b), la parola: “Regione” è sostituita dalle parole: “Giunta
regionale”;
b)
nella lettera c), la parola: “Regione” è sostituita dalle parole: “Giunta
regionale” e la parola: “Provincia” è sostituita dalle parole: “Giunta
regionale”.
Art.
2
(Modifiche all’articolo 67 della l.r. 19/2002)
1.
L’articolo 67 della l.r. 19/2002, è così modificato:
a)
al comma 1, le parole: “In caso di mancato rispetto dei termini perentori
previsti dalla presente legge, il Presidente della Giunta regionale diffida gli
enti inadempienti a provvedere entro trenta giorni” sono sostituite dalle
seguenti: “In caso di mancato rispetto dei termini previsti dalla presente
legge, la Giunta regionale diffida gli enti inadempienti a provvedere entro
sessanta giorni”;
b)
al comma 2, le parole: “il Presidente della” sono sostituite dalla seguente:
“la”.
Art.
3
(Clausola di invarianza finanziaria)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri
finanziari a carico del bilancio regionale.
Art.
4
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Art.
1
(Disposizioni in materia di iscrizione e
trasferimento dei beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della
Regione Calabria)
1.
Le Aziende del servizio sanitario regionale verificano che le iscrizioni dei
beni immobili in bilancio siano conformi a quanto previsto dalla legge 23
dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale), dal
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in
materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421)
e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la
razionalizzazione del servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1
della legge 30 novembre 1998, n. 419).
2.
La proprietà dei beni immobili di cui al comma 1 è trasferita mediante atto
formale della Regione, ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. 502/1992 e nel
rispetto della normativa vigente in materia, alle Aziende sanitarie che ne
verificano la regolare iscrizione in bilancio.
3.
Gli aggiornamenti contabili di cui al comma 1 e al comma 2 vengono riportati in
bilancio a decorrere dall’esercizio contabile 2025.
Art.
2
(Abrogazione di articoli della l.r. 43/1996)
1.
Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati gli
articoli 44, 45, 46, 47 e 48, comma 6, della legge regionale 6 settembre 1996,
n. 43 (Riordino della normativa in materia di: finanziamento, programmazione,
contabilità, patrimonio, contratti e controllo delle Aziende Sanitarie e delle
Aziende Ospedaliere).
Art.
3
(Clausola di invarianza finanziaria)
1.
L’attuazione della presente legge non comporta nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio regionale.
Art.
1
(Oggetto e finalità)
1.
La Regione Calabria, in attuazione dei principi costituzionali di solidarietà
sociale e socio-assistenziale e di uguaglianza sostanziale, a tutela del
diritto alla salute e a sostegno della razionalizzazione della spesa sanitaria
e farmaceutica, promuove ogni intervento volto a favorire azioni di contrasto
alla povertà sanitaria e a incentivare il recupero, il reimpiego e la
donazione, ai fini del riutilizzo di farmaci per uso umano e per uso
veterinario, inutilizzati e in corso di validità, nel rispetto della normativa
nazionale vigente in materia.
2.
Le iniziative di cui al comma 1 mirano:
a)
al contenimento della spesa farmaceutica regionale attraverso la lotta agli
sprechi e alle inefficienze di settore;
b)
a far fronte alla ricorrente carenza e indisponibilità immediata di alcuni
farmaci;
c)
al contrasto del mercato nero di farmaci, in collaborazione con le autorità
preposte ai servizi di pubblica sicurezza;
d)
alla riduzione del volume dei rifiuti speciali da smaltire, ai sensi della
normativa vigente.
Art.
2
(Fattispecie di riutilizzo dei farmaci)
1.
Le fattispecie di farmaci oggetto di riutilizzo sono individuate, ai sensi
dell’articolo 3, nel rispetto della normativa nazionale in materia.
2.
Ai sensi dei commi 350 e 351 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n.
244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriannuale dello
Stato. Legge finanziaria 2008), sono oggetto di riutilizzo:
a)
le confezioni di farmaci in corso di validità, legittimamente possedute dal
detentore, ancora integre e correttamente conservate, in possesso di ospiti
delle residenze sanitarie assistenziali (RSA), ovvero in possesso di famiglie
che hanno ricevuto assistenza domiciliare (AD) o assistenza domiciliare
integrata (ADI) per un loro congiunto, dalle aziende sanitarie provinciali e
dalle aziende ospedaliere, dagli enti del terzo settore (ETS) di cui
all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice
del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6
giugno 2016, n. 106) che prevedano nei propri statuti le finalità e gli
obiettivi della presente legge. Le confezioni di farmaci sono riutilizzabili
nell'ambito delle stesse RSA, delle aziende sanitarie provinciali, delle
aziende ospedaliere e degli ETS che prevedano nei propri statuti le finalità e
gli obiettivi della presente legge, qualora non siano reclamate rispettivamente
dal detentore all'atto della dimissione dalla RSA o, in caso di suo decesso,
dall'erede, oppure siano restituite dalla famiglia che ha ricevuto l'assistenza
domiciliare alla azienda sanitaria provinciale o all'organizzazione non
lucrativa;
b)
al di fuori dei casi previsti alla lettera a), le confezioni di farmaci in
corso di validità, ancora integre e correttamente conservate, a esclusione di
quelle per le quali è prevista la conservazione in frigorifero a temperature
controllate, dei farmaci contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e dei
farmaci dispensabili solo in strutture ospedaliere, che siano date in donazione
dal detentore che intende disfarsene agli ETS che prevedano nei propri statuti
le finalità e gli obiettivi della presente legge, perché provvedano
direttamente al loro riutilizzo, mediante distribuzione gratuita diretta ai
soggetti indigenti o bisognosi, dietro presentazione di prescrizione medica, se
necessaria, a condizione che dispongano di personale
sanitario, ai sensi di quanto disposto dalla normativa vigente, o al
conferimento presso i punti di raccolta, secondo le modalità stabilite
all'articolo 3.
3.
Per il riutilizzo delle confezioni di farmaci, nelle fattispecie di cui al
comma 1, si osservano per la presa in carico le disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 352, della legge 244/2007.
4.
Possono essere, altresì, oggetto di riutilizzo, nel rispetto della normativa
nazionale vigente in materia, le confezioni di farmaci per uso veterinario in
corso di validità, ancora integre e correttamente conservate, legittimamente
detenute da privati o ambulatori e cliniche veterinarie che intendono
disfarsene, che siano date in donazione a ETS, affinché provvedano direttamente
alla loro distribuzione gratuita.
5.
Per la presa in carico finalizzata al riutilizzo delle confezioni di farmaci,
nelle fattispecie di cui al comma 1, si osservano le disposizioni di cui alla
legge 244/2007 e del decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218 (Adeguamento
della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/6 del
Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 relativo ai medicinali
veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE, ai sensi dell'articolo 17
della legge 4 agosto 2022, n. 127), ove applicabili.
Art.
3
(Regolamento di attuazione)
1.
La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sentito il dipartimento competente, le aziende sanitarie e
ospedaliere, gli ordini provinciali dei farmacisti, i rappresentanti delle RSA
riconosciute dalla Regione e gli ETS che prevedono nei propri statuti le
finalità e gli obiettivi della presente legge, approva il regolamento che:
a)
specifica, nel rispetto della normativa vigente in materia, le caratteristiche
dei farmaci idonei alla raccolta, alla restituzione e alla donazione, di cui
all’articolo 2, comma 1;
b)
determina le condizioni e gli ambiti per il recupero, il reimpiego, la
donazione e il riutilizzo presso i soggetti beneficiari dei farmaci di cui all’
articolo 2, comma 1;
c)
definisce le modalità per la presa in carico, registrazione e custodia dei
farmaci;
d)
stabilisce, nel rispetto della normativa vigente in materia, le verifiche
obbligatorie sui farmaci di cui all’articolo 2, comma 1, e il soggetto
competente alle verifiche;
e)
individua presso le aziende sanitarie provinciali e le aziende ospedaliere i
punti di raccolta delle confezioni di farmaci destinati al riutilizzo.
Art.
4
(Campagne di informazione e sensibilizzazione)
1.
La Regione provvede sul proprio sito istituzionale a rendere pubblico l’elenco
regionale degli ETS che si occupano, tra l'altro, dell'attività di riutilizzo
diretto e distribuzione gratuita di farmaci inutilizzati.
2. La Regione, nell’ambito dei compiti
istituzionali, effettua campagne di informazione e di sensibilizzazione per le
finalità della presente legge.
Art. 5
(Attività di vigilanza)
1.
Le aziende sanitarie provinciali esercitano la vigilanza sulla corretta
osservanza delle modalità di recupero, reimpiego, donazione e riutilizzo dei
farmaci idonei nel rispetto del regolamento di cui all’articolo 3, comma 1,
oltre che sull'effettivo svolgimento delle verifiche obbligatorie sui farmaci
presi in carico e sulla attività di registrazione e custodia degli stessi.
2.
Le aziende sanitarie provinciali, con cadenza semestrale, trasmettono alla
struttura amministrativa regionale competente una nota di farmacovigilanza
contenente i dati quantitativi relativi alle tipologie di farmaci recuperati,
reimpiegati, donati e riutilizzati.
Art.
6
(Informazioni attuative)
1.
Nell'ambito dei sistemi informativi regionali, al fine di dare attuazione alla
presente legge, sono resi pubblici, con cadenza almeno annuale, i seguenti
dati:
a)
riferimenti normativi comunitari, nazionali e regionali relativi ai farmaci
inutilizzati;
b)
caratteristiche dei farmaci idonei al recupero, al reimpiego, alla donazione e
al riutilizzo;
c)
elenco degli enti e degli organismi preposti alla presa in carico, alla
raccolta, alla verifica e al recupero, alla donazione con l'indicazione degli
operatori sanitari responsabili;
d)
mappa interattiva dei punti di raccolta contenente le informazioni di base
sulle modalità per effettuare la donazione dei farmaci;
e)
censimento dei farmaci in corso di validità recuperati, restituiti e donati ai
fini del riutilizzo;
f)
comunicazioni sulle iniziative di sensibilizzazione e formazione in materia;
g)
apposita sezione per la gestione e il monitoraggio delle eccedenze di farmaci.
Art.
7
(Clausola valutativa)
1.
La Giunta regionale presenta al Consiglio regionale, con cadenza annuale, sulla
base delle note di farmacovigilanza, una relazione contenente:
a)
lo stato di attuazione del regolamento attuativo di cui alla presente legge;
b)
i risultati dell'attività di recupero, reimpiego, donazione e riutilizzo di
farmaci in corso di validità;
c)
le attività svolte dai soggetti competenti di cui all’articolo 2, comma 1.
Art.
8
(Clausola di salvaguardia)
1.
Le disposizioni della presente legge si applicano in quanto compatibili con le
previsioni del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione, con
quelle dei programmi operativi e con le funzioni attribuite al Commissario ad
acta in attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario nonché con gli
atti adottati in esecuzione dei poteri al medesimo conferiti.
Art.
9
(Clausola di invarianza finanziaria)
1.
All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse
umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art.
1
(Sostituzione del comma 6 dell’articolo 9
della l.r. 17/2005)
1.
Il comma 6 dell’articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme
per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio
marittimo) è sostituito dal seguente:
“6.
Per la realizzazione dei complessi turistico ricettivi realizzabili all’aria
aperta su aree demaniali marittime si rinvia alla legge regionale 18 marzo
2025, n. 14 (Disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta),
fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e nazionali che
regolamentano l’uso delle aree demaniali con destinazione turistico ricettiva
riguardo il rilascio delle concessioni demaniali marittime.”.
Art.
2
(Clausola di invarianza degli oneri
finanziari)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri
finanziari a carico del bilancio regionale.
Art.
3
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria
(BURC).
Art.
1
(Abrogazione della l.r.
25/2009)
1.
La legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni
primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della
Giunta regionale) è abrogata.
Art.
2
(Clausola di invarianza finanziaria)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri
finanziari a carico del bilancio regionale.
Art.
3
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Art.
1
(Modifiche della l.r.
16/2024)
1.
Nella legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale
di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti
produttivi) sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel comma 3 dell’articolo 2, le parole da:
“la” a “Santelli” sono sostituite dalle seguenti:
“il
Centro Agroalimentare di Lamezia Terme (CZ)” e le parole: “dispone di” sono
sostituite dalle seguenti: “mantiene le attuali”;
b) nel comma 5 dell’articolo 9, le parole: “di
destinazione” sono sostituite dalla seguente: “costitutivi”;
c) nell’articolo 12:
1) nella lettera e) del comma 5, le parole: “la
cui efficacia è prorogata di dodici mesi dall’entrata in vigore della presente
legge” sono soppresse;
2) dopo il comma 7, è aggiunto il seguente:
“8.
L’Agenzia subentra nel diritto d'uso di tutti i beni appartenenti al demanio e
al patrimonio indisponibile già in uso alla Fondazione Mediterranea Terina
OLNUS, nonché nella titolarità dei beni strumentali materiali e immateriali
appartenenti al patrimonio disponibile della Fondazione medesima, che dovessero
residuare all'esito della liquidazione coatta amministrativa.”.
Art.
2
(Modifiche dell’articolo 9 della l. r.
16/2024)
1.
L’articolo 9 della l.r. 16/2024 è così modificato:
a)
al comma 5 le parole: “i vincoli di destinazione” sono sostituite dalle parole:
“i vincoli costitutivi” e le parole: “della relativa approvazione” sono
sostituite dalle parole: “di approvazione dei relativi progetti”;
b)
al comma 6 le parole: “del piano regolatore” sono sostituite dalle parole: “del
progetto di un’opera pubblica”;
c)
al comma 8 la parola: “interessati” è sostituita dalle parole: “nel cui
territorio ricadono in tutto o in parte gli Agglomerati Industriali” e le
parole: “entro 6 mesi dalla relativa approvazione” sono soppresse;
d)
dopo il comma 8, è aggiunto il seguente comma: “9. In sede di rilascio dei titoli abilitativi
necessari per la realizzazione delle iniziative industriali, i Comuni di cui al
comma 8 non possono richiedere agli imprenditori la corresponsione dei
contributi di urbanizzazione per le quali l’ordinamento pone il relativo onere
a carico di soggetti diversi dai detti Comuni.”.
Art.
3
(Clausola di invarianza finanziaria)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri
finanziari a carico del bilancio regionale.
Art.
4
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione
nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.