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XII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

_________

 

N. 55

 

SEDUTA Di lunedì 21 luglio 2025

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FILIPPO MANCUSO

 

Inizio lavori h. 15,32

Fine lavori h. 19,21

 



Presidenza del presidente Filippo Mancuso

La seduta inizia alle 15,32

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

CIRILLO Salvatore, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

 

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 219/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2024, della relazione sulla gestione 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi”

PRESIDENTE

Passiamo al primo punto posto all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo numero 219/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2024, della relazione sulla gestione 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi”.

Cedo la parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. 

CIRILLO Salvatore (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente.

Con la presente proposta di provvedimento amministrativo l'Assemblea è chiamata ad approvare il rendiconto del Consiglio regionale relativo all'esercizio finanziario 2024, la relazione sulla gestione dell'esercizio 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi.

Al 31/12/2024 risultano iscritti nella contabilità del Consiglio: residui attivi per euro 43.052.240.48; residui passivi per euro 14.406.183,09; fondo cassa per euro 14.130.985,60.

L'avanzo di amministrazione alla data 31/12/2024 è risultato pari ad euro 35.248.402,96 e risulta essere così ripartito: avanzo vincolato euro 11.710.823,56 per i vincoli derivanti dall'applicazione di legge statale, contratto collettivo nazionale lavoratori; avanzo accantonato euro 4.467.177,94 per Fondo contenzioso, passività e potenziali Fondo crediti di dubbia esigibilità; avanzo destinato agli investimenti euro 11.946.288,40 per interventi di riqualificazione di Palazzo Campanella e altre spese destinate ad investimenti; avanzo libero euro 7.124.113,06.

La quota libera del risultato di amministrazione potrà essere utilizzata dopo l'approvazione da parte del Consiglio regionale del rendiconto e contestualmente alla verifica degli equilibri di bilancio per la finalità previste dalla legge.

Sul presente provvedimento la Commissione speciale di vigilanza, nella seduta del 23 giugno 2025, ha approvato la relazione prevista all'articolo 110, comma 1, lettera c), del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale.

Il Collegio dei revisori dei conti con verbale numero 22 del 23 giugno 2025 ha attestato la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione ed ha espresso un giudizio positivo sul rendiconto finanziario 2024 del Consiglio regionale, invitando a correggere l'anno “2023” con “2024”, riportato per mero errore materiale nelle varie colonne dell’allegato A1, come illustrato dal paragrafo 5.7 della loro relazione al rendiconto.

Gli uffici competenti hanno provveduto ad aggiornare:

- il prospetto allegato A1 “Elenco risorse accantonate nel risultato di amministrazione”, come richiesto dal Collegio dei revisori dei conti;

- il prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione, contenente un errore materiale, e a trasmetterli all’Assemblea per l’approvazione del rendiconto finanziario 2024.

Grazie. 

PRESIDENTE

Grazie. Non ci sono interventi. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti e della relazione della Commissione speciale di vigilanza.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 221/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL)”

PRESIDENTE

Passiamo al secondo punto posto all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo 221/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria”.

Cedo la parola al collega Montuoro per illustrare il provvedimento. Prego.

MONTUORO Antonio (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a tutti.

La proposta di provvedimento posta oggi all'approvazione di questa Assemblea è stata licenziata all'unanimità dei presenti in seconda Commissione e riguarda, appunto, il Rendiconto generale esercizio finanziario 2024 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria.

Il Revisore unico dei conti, con verbale numero 12 del 16 aprile 2025, evidenzia che il risultato di amministrazione disponibile anno 2024 è pari a euro 10.367.957,44. L’Organo di controllo ha rilevato una riduzione importante del Fondo crediti di dubbia esigibilità negli ultimi 5 anni, dovuta all'operazione di eliminazione dei residui attivi. Con riferimento al contenzioso, il Revisore rileva una riduzione dello stesso rispetto all'anno precedente, evidenziando un accantonamento al Fondo pari a euro 700.000.

Altresì, l'Organo di controllo ha rilevato il miglioramento della consistenza dei residui passivi, che si sono ridotti rispetto all'inizio dell'anno.

A conclusione della relazione, il Revisore unico dei conti attesta la corrispondenza del conto consuntivo alle risultanze della gestione ed esprime parere favorevole all'approvazione del Rendiconto dell'ARPACal riferito all'esercizio finanziario 2024, con i relativi allegati, ed al bilancio economico patrimoniale, raccomandando agli Organi di vertice:

- di prendere atto delle carenze rilevate allo scopo di adottare le necessarie contromisure per consentire all'Agenzia di potenziare le funzioni ad essa riservate per legge;

- di provvedere con opportuna tempestività all'adozione dei regolamenti di contabilità e per la gestione del patrimonio;

- di reperire risorse finanziarie adeguate per lo sviluppo potenziale dei servizi dell'Agenzia.

Relativamente all'adozione del Regolamento di contabilità, faccio presente che l'Ente, con delibera numero 303 del 30/05/2024, ha adottato il relativo Regolamento.

Il Comitato di indirizzo, con verbale del 04/06/2025, ha espresso parere favorevole per l'approvazione del Rendiconto di gestione 2024 e relativi allegati dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria.

Il Dipartimento ambiente, paesaggio e qualità urbana, nell'istruttoria di competenza evidenzia che il Rendiconto è stato adottato nel rispetto della tempistica indicata dalla legge regionale numero 8 del 2002.

Il Dipartimento, a conclusione dell'istruttoria, esprime parere favorevole al Rendiconto di gestione per esercizio finanziario 2024 dell'Agenzia.

Il Dipartimento economia e finanze rileva che, con riferimento alle previsioni definitive di entrata e di spesa, sono garantiti gli equilibri contabili, posto che il totale complessivo delle entrate risulta pareggiare con il totale complessivo delle spese.

Relativamente al Fondo pluriennale vincolato, sulla base di apposite verifiche, sembrerebbe sussistere la formale correttezza nella procedura del riaccertamento ordinario dei residui nonché nella quantificazione del valore complessivo del Fondo pluriennale vincolato. Relativamente alla quota disponibile del risultato di amministrazione, il Dipartimento ha verificato se le parti accantonate e vincolate sono formalmente corrette.

Il Dipartimento, a conclusione dell'istruttoria, rileva:

- che sussiste la piena corrispondenza tra il saldo di cassa al 31/12/2024, per come risultante dal conto del bilancio, e il corrispondente saldo di cui al conto del tesoriere;

- che sussiste la continuità tra residui finali dell'esercizio 2023 rispetto a quelle iniziali dell'esercizio 2024;

- che sussiste la quadratura delle poste contabili iscritte nelle cosiddette “partite di giro”;

- che sussiste corrispondenza tra i valori a residuo e quelli riportati nello stato patrimoniale, posto che è stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti e tra residui passivi finali e debiti, nonché, con riferimento al conto economico, la corrispondenza tra impegni in conto competenza e costi e tra accertamenti e ricavi;

- sussiste la quadratura tra il saldo di tesoreria, in ragione del totale dei pagamenti e degli incassi effettuati nel corso dell'esercizio 2024, e il valore registrato alla voce “Disponibilità liquide” dell'attivo dello Stato patrimoniale;

- che risulta formalmente corretta la determinazione del Fondo pluriennale vincolato e del risultato di amministrazione al 31/12/2024.

Il Dipartimento economia e finanze, eseguite le verifiche, ritiene possibile procedere, da parte della Giunta regionale, alla trasmissione del Rendiconto relativo all'esercito 2024 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente alla Calabria al Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Grazie, Presidente. 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Laghi. ne ha facoltà. 

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.

Sto seguendo le vicende di ARPACal per un interesse specifico in rapporto all'ambiente, perché credo che l'Agenzia sia un elemento non sostituibile di sorveglianza e di controllo – certamente non lo ritengo soltanto io - della qualità ambientale, delle matrici ambientali nella nostra regione. Quindi, è una proposta di provvedimento amministrativo che riguarda sostanzialmente gli aspetti economici.

Però, mi piace sottolineare, come ha già ricordato il collega Montuoro nella relazione, che sia il Dipartimento ambiente sia il Revisore unico dei conti sia il Comitato di indirizzo hanno dato parere favorevole; quest'ultimo segnalando, credo congruamente, la necessità di rafforzare il personale tecnico.

Voglio, però, dire che gli aspetti economico-finanziari sono soltanto uno degli aspetti dell'ARPACal - in questo caso unanimemente valutato positivamente - e che è ben noto come stia procedendo a un profondo lavoro di riorganizzazione e, concomitantemente, a un rilancio tecnico, strumentale e professionale da cui credo non si possa e non si debba prescindere, dato che la Calabria avrà giovamento.

Per cui, considerato che, nell'andamento di questi ultimi anni, gli esiti di valutazione dell'attività di ARPACal, approdati in Aula, sono effettivamente tutti positivi - questo fra gli altri - annuncio il mio voto favorevole al provvedimento. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Mammoliti. Ne ha facoltà. 

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Sì, è vero, in merito al Rendiconto ci sono pareri favorevoli degli Organi preposti. Tuttavia non bisogna sottacere, secondo me, senza sottolineare con la giusta e adeguata attenzione, le difficoltà e le criticità, come diceva il collega Laghi, che pure restano nell'assolvimento di una funzione e di una missione strategica e rilevante per la vita della nostra regione.

Quindi, pur apprezzando questi passaggi che evidenziano una formale situazione finanziaria di equilibrio, non possono non rilevare delle criticità significative nelle capacità operative dell'ARPACal. Intanto, per esempio, sulla raccolta dei dati della raccolta differenziata in Calabria: sembra una banalità, ma la raccolta dei dati, per quanto riguarda la raccolta differenziata, è molto deficitaria, eppure è un dato di riferimento molto utile e molto importante. Lo stesso avviene, con qualche difficoltà, nella raccolta del monitoraggio operativo sulla questione del mare pulito. Poi, perché non ricordare, senza nessuna nota polemica, ma perché di fatto si è verificato, il definanziamento che è avvenuto, a fine anno 2023, per le risorse importantissime destinate al monitoraggio delle acque, dei fiumi e dei mari?! Definanziamento avvenuto a causa di ritardi nell'attivazione dell'operatività dell'azione da mettere in campo.

Sappiamo tutti che c'è un sottofinanziamento e che la dotazione non è adeguata alla normativa prevista, ma proseguiamo imperterriti, ininterrottamente, a destinare ogni anno, reiteratamente, in maniera quasi burocratica, la stessa quantità di risorse. Avevo detto che sarebbe stato utile, con una certa gradualità, portare le risorse da assegnare all'ARPACal, così come previsto, all'1 per cento delle quantità delle risorse del Sistema sanitario calabrese.

Infine - non è un aspetto per nulla banale, secondo me, e su questo bisognerebbe innestare un meccanismo di azione di rilancio, di consolidamento e di rafforzamento della prospettiva della missione istituzionale - occorre verificare e misurare l'efficacia e l'efficienza nella realizzazione dei progetti e dei programmi strategici, cosa che, purtroppo, ahimè, non avviene.

Quindi, per questa ragione, mi sono astenuto nella Commissione bilancio e – credo - come valutazione del Gruppo ci asterremo nel merito di questo Rendiconto, perché, a nostro avviso, bisogna cambiare pagina, bisogna cambiare modo di gestire questi Enti che sono fondamentali, strategici e indispensabili per la situazione ambientale ed economico-produttiva della nostra regione.

Per quanto ci riguarda, bisogna cambiare passo, con un obiettivo più diretto e operativo, attraverso il monitoraggio costante degli obiettivi che si devono realizzare; bisogna coinvolgere i diversi attori e, secondo il nostro punto di vista, bisogna attivare un graduale adeguamento della consistenza finanziaria per come prevede la normativa.

Anche sul versante occupazionale, questo Ente, come la stragrande maggioranza degli Enti della Regione, caro Presidente, non rispetta normative importanti sui cosiddetti lavoratori disabili, sui soggetti fragili, nonostante le nostre sollecitazioni e nonostante le reiterate richieste avanzate anche tramite mozioni e interrogazioni. In questa Agenzia non viene rispettata la percentuale di assunzioni prevista dalla legge e non viene rispettata nella stragrande maggioranza delle Agenzie della Regione. In quasi tutti gli Enti strumentali questa disapplicazione comincia a diventare stridente e pesante, e sarebbe utile, anche qui, con la sensibilità dovuta e necessaria a queste categorie, prestare la dovuta attenzione e, quindi, prevedere nelle piante organiche il rispetto rigoroso, perentorio e puntuale dell'applicazione della legge per quanto riguarda le categorie dei disabili.

Per tutte queste ragioni il nostro voto come Gruppo sarà di astensione. Grazie, Presidente. 

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Giusto poche parole per rafforzare l'intervento del collega Mammoliti.

Sicuramente, questo bilancio di ARPACal è regolare, la gestione finanziaria è formalmente rispettata, rispettando limiti di spesa e anche quanto disposto dalla legge 8 del 2002, ma va sottolineato che, comunque, ci sono dei margini importanti di sottoutilizzazione delle risorse.

Quindi, se pure la gestione è tecnicamente regolare, secondo noi, la visione politica è asfittica, ed è su questo che dovremmo riflettere abbastanza.

La Regione continua a sottodimensionare un'Agenzia che è assolutamente strategica e che dovrebbe presidiare i fronti urgenti, che sono quelli della qualità dell'area, delle bonifiche ambientali, del controllo degli scarichi e della prevenzione degli incendi. Stiamo assistendo in questo periodo a un inquinamento pauroso del Mar Tirreno e del Golfo di Sant'Eufemia Lamezia e sembra che questa storia invece di migliorare non faccia altro che peggiorare.

Dunque, le risorse finanziarie certificate in questo Rendiconto e che restano soprattutto non finalizzate ci rappresentano la mancanza di prospettiva e di un disegno politico sull’ambiente.

Pertanto, chiediamo, con forza, che ARPACal non sia relegata a svolgere funzioni esclusivamente compilative, ma che sia potenziata nell'organico, che abbia una dotazione tecnologica e una mission strategica, soprattutto sulla prevenzione dell'ambiente che è un pilastro della resilienza territoriale calabrese.

A maggior ragione, quindi, ribadisco il voto di astensione del gruppo del Partito Democratico. 

PRESIDENTE

Grazie.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportato in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 218/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano regionale trasporti. Adozione del Documento di indirizzo strategico di aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e del Rapporto ambientale preliminare ed espletamento delle procedure di Valutazione ambientale strategica per l'approvazione del PRT”

PRESIDENTE

Passiamo adesso al punto 3, la proposta di provvedimento amministrativo numero 218/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano regionale trasporti. Adozione del Documento di indirizzo strategico di aggiornamento del Piano regionale dei trasporti e del Rapporto ambientale preliminare ed espletamento delle procedure di Valutazione ambientale strategica per l'approvazione del PRT”.

Cedo la parola al collega Raso per illustrare il provvedimento. 

RASO Pietro (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente.

Con deliberazione della Giunta regionale della Calabria numero 218 del 21 maggio 2025, è stato adottato il “Documento di indirizzo strategico” per l'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti (PRT), unitamente al Rapporto ambientale preliminare per l'attivazione delle procedure di Valutazione ambientale e strategica.

Il Documento di indirizzo strategico (DIS) costituisce il fondamento metodologico e contenutistico per l'avvio dell'aggiornamento del Piano regionale dei trasporti della Calabria. Esso nasce dall'esigenza di riformulare l'intero sistema di pianificazione della mobilità, ridefinendo obiettivi, strategie e strumenti per rispondere ai profondi cambiamenti socio-economici, ambientali e normativi intercorsi dalla precedente approvazione del Piano nel 2016.

L'aggiornamento del PRT si rende necessario per una serie di motivazioni strutturali e di contesto che hanno radicalmente trasformato le condizioni in cui si inserisce la mobilità in Calabria, in particolare per quanto riguarda i cambiamenti economici globali e regionali: la pandemia da Covid 2019 ha modificato le abitudini di mobilità, ha generato nuove esigenze in termini di trasporto pubblico e privato ed ha richiesto una maggiore flessibilità nei sistemi di spostamento. Inoltre, la crisi energetica derivante dal conflitto in Ucraina ha inciso sui costi dei materiali e dell'energia, aumentando il fabbisogno di soluzioni trasportistiche più sostenibili ed efficienti.

Altre motivazioni sono:

- i mutamenti climatici e i rischi ambientali;

- l'obsolescenza delle infrastrutture;

- la transazione ecologica e digitale: l'Unione Europea ha imposto obiettivi sfidanti di decarbonizzazione (FIT for 55, Green Deal), che prevedono un azzeramento delle emissioni del settore dei trasporti entro il 2050. Al tempo stesso, le innovazioni digitali impongono un rinnovamento nei servizi di mobilità, attraverso l'integrazione con piattaforme tecnologiche, servizi intelligenti e nuove forme di mobilità condivisa;

- l'evoluzione del quadro normativo e della programmazione: dal 2016 ad oggi, il panorama di riferimento è cambiato radicalmente con l'introduzione di nuovi strumenti nazionali (Piano generale dei trasporti e della logistica, PNRR), programmazione regionali (Strategia per lo sviluppo sostenibile, Piano di tutela dell'aria, Quadro regionale dei trasporti pubblici). Il nuovo PRT deve integrarsi coerentemente con tali strumenti per garantire efficacia, coerenza e sinergia negli interventi;

- criticità strutturali e sociali: la Calabria presenta tassi di accessibilità, efficienza del trasporto pubblico locale e intermodalità tra i più bassi d'Italia. Le disuguaglianze territoriali e sociali si traducono in una mobilità inefficiente, costosa e poco equa, soprattutto per le aree interne e marginali;

- esigenze di pianificazione integrata e adattiva: il contesto attuale richiede strumenti flessibili, capaci di adeguarsi rapidamente alle evoluzioni sociopolitiche e ambientali. Il modello di “Piano processo” permette aggiornamenti periodici e decisioni tempestive.

Queste motivazioni rendono imprescindibile una revisione profonda del Piano 2016 e giustificano la necessità di uno strumento innovativo, coerente e lungimirante, quale quello delineato dal Documento di indirizzo strategico.

Il Documento di indirizzo strategico illustra l'inquadramento del PRT nel più ampio contesto delle politiche europee, nazionali e regionali, evidenziando la coerenza delle scelte di Piano con gli orientamenti strategici multilivello e la necessità di un’integrazione armonica tra i diversi livelli di pianificazione.

Il nuovo PRT si ispira fortemente ai principi e agli obiettivi del Green Deal Europeo, della Strategia di una mobilità sostenibile e intelligente e del pacchetto Fit for 55, con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In particolare, il Piano mira a contribuire agli obiettivi intermedi del 2030 e 2040, che includono:

- riduzione delle emissioni climalteranti del 43 per cento entro il 2030;

- diffusione di veicoli a emissioni zero;

- decarbonizzazione dei trasporti collettivi sotto i 500 km;

- raddoppio del traffico ferroviario ed alta velocità;

- sviluppo della mobilità automatizzata e intelligente.

Il Piano recepisce anche gli obiettivi delle dieci “iniziative faro” della Commissione europea. Il nuovo Regolamento UE 2024/1679 ridefinisce la rete transeuropea dei Trasporti (TENT-T), che ora è articolata su tre livelli: rete centrale (da completare entro il 2030), rete centrale estesa (da completare entro il 2040) e rete globale (da completare il 2050). In Calabria rientrano infrastrutture di rilievo su tutti e tre i livelli:

- l'autostrada A2 del Mediterraneo (rientra in quello centrale), SS 106 ionica (in quello globale), la strada 280 e la strada statale 534 (in quello globale);

- le ferrovie: linea tirrenica Reggio Calabria - Praia (centrale, nella strategia centrale), linea ionica (in quella globale), Paola-Cosenza-Sibari e Lamezia-Catanzaro Lido (nella centrale estesa);

- poi, i nodi: Reggio Calabria (urbano, porto e aeroporto a livello globale), Gioia Tauro (nella strategia centrale), Lamezia Terme (aeroporto, in quella globale).

La Calabria è attraversata dal corridoio Scandinavo-Mediterraneo, strategico per l'integrazione logistica e lo sviluppo del Mezzogiorno.

Il PRT, inoltre, si coordina con i principali strumenti nazionali:

- Piano generale dei trasporti e della logistica;

- Piano strategico nazionale della portualità e logistica;

- Piano nazionale aeroporti;

- Programma operativo nazionale infrastrutture e Reti 2014-2020;

- contratti di programma MIT-RFI e MIT-ANAS (2022-2026).

Il Piano riconosce il Sistema nazionale integrato dei trasporti, l'ossatura infrastrutturale e strategica, allineata alle reti TEN-T, e individua le opere prioritarie per il potenziamento della mobilità calabrese.

Infine, il Piano integra gli indirizzi di:

- Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile;

- i Piani di tutela dell'aria, dell'energia e del clima;

- il Piano regionale integrato dei trasporti pubblici;

- il Piano per la mobilità ciclistica;

- i Piani urbanistici e territoriali in scala sub-regionale.

L'approccio sistematico del PRT consente di superare la frammentazione delle politiche settoriali, offrendo una visione traversale che collega mobilità, territorio, ambiente, economia e innovazione.

Il documento analizza il sistema attuale secondo diverse dimensioni:

- demografica e insediativa: calo della popolazione, concentrazione lungo le coste, abbandono delle aree interne;

- ambientale: territori esposte a frane, alluvioni, terremoti ed erosione;

- infrastrutturale: rete obsolete, con bassa qualità del servizio, scarsa intermodalità e limitata accessibilità verso nodi di interesse primario (aeroporti, ospedali, università);

- economica: il PIL pro capite tra i più bassi d'Italia; comparti trainanti sono agricoltura, turismo e logistica;

- servizi di mobilità: trasporto pubblico locale inefficiente, TPL trasporto pubblico locale su gomma sottoutilizzato, congestione urbana in crescita.

Il Documento di indirizzo strategico definisce la visione generale e gli obiettivi programmatici che guideranno l'azione regionale in materia di mobilità e logistica. Questa visione si fonda su quattro pilastri fondamentali: connettività, accessibilità, resilienza e sostenibilità.

La Calabria mira a diventare una regione connessa, accessibile, resiliente e sostenibile, capace di assicurare una mobilità integrata, efficiente e rispettosa dell'ambiente. L'obiettivo è superare l'attuale frammentazione infrastrutturale e organizzativa, rispondendo ai fabbisogni delle persone, delle imprese e dei territori con servizi moderni, intermodali e inclusivi.

Gli obiettivi strategici individuati sono:

- garantire il diritto alla mobilità per tutti, con particolare attenzione alle aree interne e marginali;

- favorire integrazione modale;

- ridurre le emissioni di gas climalteranti;

- sviluppare infrastrutture resilienti;

- promuovere l'innovazione tecnologica;

- migliorare la competitività del sistema logistico regionale;

- sostenere l'inclusione sociale e l'equità territoriale.

Le strategie proposte per conseguire tali obiettivi del PRT si articolano in sei macro-ambiti:

- infrastrutture per connettività primaria: completamento degli assi longitudinali (Statale 106, A2) e trasversali (Strada delle Serre, SS280); potenziamento della rete ferroviaria ionica e tirrenica;

- mobilità sostenibile urbana e metropolitana: sviluppo del trasporto pubblico locale e dei servizi a domanda; interventi per la ciclabilità e la mobilità dolce; realizzazione di Piani urbani di mobilità sostenibile;

- sistema logistico integrato: valorizzazione del porto di Gioia Tauro come hub strategico del Mediterraneo; miglioramento dell’intermodalità con gli interporti e le ZES (Zone economiche speciali);

- digitalizzazione e servizi innovativi: promozioni di sistemi MaaS (Mobility as a Service), biglietteria elettronica, infomobilità in tempo reale, piattaforme integrate per la logistica e il trasporto pubblico locale.

- Resilienza e sicurezza infrastrutturale: interventi di adeguamento antisismico, mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, manutenzione programmata e uso dei materiali e tecniche sostenibili.

-Governance, regolarizzazione e partecipazione: rafforzamento della capacità amministrativa regionale, semplificazione normativa, coinvolgimento degli stakeholders pubblici e privati nella definizione e attuazione delle politiche.

Il Piano si distingue tra:

·       Interventi strutturali: grandi opere infrastrutturali e strategiche, prevalentemente su strade, ferrovie e nodi logistici;

·       interventi di servizio: riorganizzazione delle reti di trasporto pubblico locali, servizi a chiamata, gestione delle domande, city logistics;

·       Interventi regolatori e normativi: revisione del contratto di servizio, integrazione tariffaria, aggiornamento dei Piani di settore.

Tutti gli interventi saranno valutati in base a criteri di:

·       coerenza con gli obiettivi;

·       sostenibilità ambientale, economica e sociale;

·       fattibilità tecnica e finanziaria;

·       priorità temporale e territoriale.

Il documento di indirizzo strategico avvia una nuova fase di pianificazione dei trasporti regionali, fondata su resilienza, efficienza, sostenibilità e innovazione. Si configura come strumento aperto, evolutivo, capace di guidare l’azione pubblica verso una mobilità più equa, competitiva e a misura di cittadino.

Il Piano regionale dei trasporti, costruito su questo impianto, rappresenterà un’opportunità strategica per trasformare la Calabria in una piattaforma logistica e turistica del Mediterraneo. Insieme al Piano è stato approvato il “rapporto preliminare VAS” che dà avvio alla fase di consultazione da parte di tutti i soggetti competenti in materia ambientale.

Tale documento contiene al suo interno: la presentazione degli obiettivi e delle strategie promosse dal PRT, l’illustrazione della metodologia di valutazione e istituzionale nel documento di “rapporto ambientale”, il quadro di riferimento ambientale dell'area di studio e le componenti ambientali potenzialmente interessate dagli effetti del PRT, gli obiettivi di sostenibilità ambientale e il rapporto con la pianificazione e la programmazione nazionale e regionale; i possibili effetti ambientali del PRT e una proposta di indice per il rapporto ambientale.

I pareri, i contributi che perverranno da parte dei soggetti competenti in materia ambientale contribuiranno alla redazione del documento “cuore” del procedimento VAS.

Il “rapporto ambientale”, affiancato dallo “studio di incidenza” e dalla “sintesi non tecnica”, sarà redatto secondo il contenuto dell'allegato 6 del Decreto legislativo numero 152 del 2006. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Raso.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Ne Ha facoltà. 

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Il documento di indirizzo strategico che è stato adottato è sicuramente un atto essenziale, ma, certamente, lontano dall'essere esaustivo, anche perché ha una valenza programmatoria che si deve tradurre in una pianificazione operativa e in una capacità di assorbimento dei Fondi strutturali, ma, soprattutto, colleghi, vorrei farvi notare la tempistica che non può non interessarci e che credo sia estremamente dirimente.

La procedura è stata avviata con una deliberazione di Giunta regionale, esattamente la numero 37 del 31 gennaio 2022 e oggi, dopo tre anni e mezzo, arriva in Consiglio l'approvazione delle linee di indirizzo. Sono stati necessari tre anni e mezzo per un atto di indirizzo?

A questo ritmo il vero Piano dei trasporti quando lo avremo? Tra 5, 6 o 10 ancora anni? Sono stati coinvolti quaranta tecnici per partorire, però, un documento enorme, ampio, che sembra il risultato di un “copia e incolla”, in cui francamente non vediamo un effettivo governo di questo processo.

Credo che la Calabria attenderà veramente tantissimo questa trasformazione. 

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne Ha facoltà. 

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, presidente Mancuso.

Condivido quello che ha detto la collega Bruni e volevo soltanto aggiungere, rispetto alla relazione introduttiva del consigliere Raso, che ritengo inaccettabile da parte di questa maggioranza anche soltanto l'utilizzo del termine “alta velocità”.

Mi rivolgo, soprattutto, ai colleghi della Lega, ma vorrei che su questo intervenisse anche il presidente Occhiuto perché – ripeto – ritengo inaccettabile leggere in un Piano regionale trasporti, in un atto di indirizzo, “Connettere la Calabria alla rete di servizi alta velocità nazionali. Definire le fasi di realizzazione della Salerno-Reggio Calabria in relazione anche al Ponte sullo Stretto, in modo da massimizzare la riduzione dei tempi di percorrenza nel più breve tempo possibile e le fasi successive. Incentivi alla intensificazione dei collegamenti alta velocità attuali”.

Mi aspetto anche – non perché lo dico io, ma l'ha detto anche il presidente Occhiuto pochi giorni fa quando è andato con il Presidente della Regione Sicilia, Schifani, al Ministero delle infrastrutture dal ministro Salvini – che l'assessore al ramo, il Presidente e tutta la maggioranza ricordino ai propri partiti di appartenenza che su questa benedetta alta velocità – perché è passata come una cosa in sordina – in Calabria, non abbiamo neanche un centesimo. Manca addirittura un miliardo di euro per arrivare a Praia a Mare che è ai confini con la Basilicata.

Su questo, la maggioranza ha il coraggio di andare dalla presidente Meloni e dal ministro Salvini e chiedere lo stanziamento di questo miliardo? Perché, altrimenti, collega Raso, torniamo ai tempi della scuola e veniamo in Aula a leggere il documento che ci preparano e finisce lì, almeno per quanto riguarda l'alta velocità.

Devo, poi, dire che, invece, relativamente ai collegamenti stradali in questa legislatura sono arrivati 3 miliardi di euro. Ho sempre detto che, quando ci sono risultati positivi, li elogio come per la SS 106 dove è stato fatto tanto, mentre sull'alta velocità non è stato fatto niente.

Penso che in quest'ultimo anno e mezzo questo governo di centrodestra, anche perché c’è un Governo di centrodestra a livello nazionale, debba battere i pugni sul tavolo e difendere la Calabria perché non possiamo pensare che l'alta velocità possa fermarsi a Romagnano. Quindi, con la massima cortesia e stima nei suoi confronti, assessore Caracciolo, le chiedo, per favore, di far sentire la voce dei nostri corregionali perché anche la Calabria merita l'alta velocità e non è pensabile che, al momento, non sia stanziato nemmeno 1 euro per la conclusione dei lavori, quantomeno fino a Praia a Mare e, poi, da lì a scendere, perché abbiamo anche noi il diritto di collegarci al mondo e al resto d'Italia come una regione normale.

Al momento, dalla dichiarazione del presidente Occhiuto in cui ha detto “sull'alta velocità non c'è 1 euro” sono passati 3 anni di legislatura e ancora stiamo cercando questo famoso miliardo di euro che serve – ripeto – per arrivare fino a Praia a Mare.

Quindi, le chiedo, anche perché la stimo per come sta dirigendo anche con toni pacati il suo assessorato, di rivendicare i diritti di tutta la Calabria e dei cittadini calabresi per quanto riguarda l'alta velocità. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà. 

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molto interesse l'elencazione delle diverse criticità contenute nella relazione del consigliere Raso. Quello al quale state assolvendo a me sembra più un adempimento burocratico, privo di una idea sui trasporti regionali, che rappresentano un asset strategico e fondamentale per la crescita e lo sviluppo della Calabria; quindi, un approccio minimale.

Consigliere Raso, certamente le criticità sono state elencate e, forse, individuate anche molto bene, ma, secondo me, per aggiornare questo Piano fermo dal 2016, al di là della maggioranza e della minoranza, abbiamo bisogno di uno scatto maggiore, se vogliamo realmente ammodernare le infrastrutture della mobilità calabrese per favorire una crescita e uno sviluppo avanzato.

La mera elencazione, per quanto condivisibile, – ci mancherebbe pure – va, però, accompagnata ed è questo quello che, secondo me, manca.

Da questo versante, scorgo uno sforzo poco impegnato e non vedo quali siano effettivamente le azioni, che ancora restano soltanto generiche e ad un livello di indirizzo strategico, ma manca una pianificazione temporale chiara per la loro realizzazione.

Non possiamo continuare a sfornare documenti che elenchino soltanto le cose da fare e le criticità che ci sono: lo spopolamento, le zone interne, l'accessibilità. Abbiamo bisogno, per il contesto nel quale operiamo – lei giustamente lo diceva -, a causa dei cambiamenti che sono intervenuti, di agire con operatività, utilizzando bene le risorse disponibili.

Anche su questo, bisogna dirlo con molta franchezza, non si forniscono i dettagli sulle fonti di finanziamento certe e, oltre a non definire tali fonti con progetti infrastrutturali adeguati, mi chiedo se è stata fatta un'azione di coinvolgimento e di confronto con i Sindaci e con le organizzazioni sociali.

Nella definizione di un'idea di un Piano dei trasporti bisogna anche ascoltare, confrontarsi in maniera adeguata con i diversi soggetti che interagiscono e che, in questa problematica e da questo punto di vista, rappresentano interessi importanti.

Vogliamo, poi, attraverso un coordinamento adeguato, mettere in correlazione la possibilità di utilizzare le diverse fonti di finanziamento – penso al PON, al PNRR e alle altre fonti che si possono utilizzare – per evitare doppioni e frammentazioni?

Avete individuato una cabina di regia per utilizzare organicamente e in maniera positiva e proficua la tipologia e la quantità di risorse che sono sostenibili?

Non ho visto, poi, per esempio, – è stato anche denunciato in queste settimane da alcune importanti associazioni – l'idea di un focus approfondito sulla mobilità dolce che è fondamentale soprattutto per i centri urbani nei quali c'è una presenza turistica significativa ed importante.

Poi, anche qui una sottolineatura più forte e sostenuta per rafforzare il focus sull'equità sociale, l'accesso ai trasporti per anziani, disabili e per le aree marginali, perché, se non c'è questo collegamento, ahimè, rischiamo di compromettere anche diritti fondamentali come quello all'istruzione o altri diritti importanti.

Per questa ragione, condivido le affermazioni della collega Bruni. Il Piano regionale dei trasporti, consigliere Raso, riconosce i problemi veri della Calabria: l'isolamento, la fragilità, lo spopolamento, ma, secondo me, abbiamo bisogno di qualcosa di più; ora serve concretezza. Noi chiediamo che ogni progetto sia corredato dall’indicazione di tempi certi, dei fondi disponibili e da un controllo pubblico e trasparente sull'avanzamento.

Questo è il messaggio che ci sentiamo di offrire a questa idea di rivisitazione del Piano dei trasporti fermo al 2016, affinché questo documento strategico non resti esclusivamente sulla carta. Grazie, Presidente. 

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Mammoliti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Raso. Ne ha facoltà. 

RASO Pietro (Lega Salvini)

Vorrei soltanto fare osservare ai colleghi dell'opposizione che si tratta di un documento di indirizzo e che non stiamo approvando il Piano regionale dei trasporti. Nei documenti di indirizzo si valutano prima le caratteristiche, le peculiarità del territorio, le deficienze e nello stesso documento vengono individuati anche i programmi che sono stati elencati e scritti.

Poi, per quanto riguarda l'alta velocità e la rete stradale, quanto è stato fatto dall’amministrazione regionale Occhiuto e dal Governo centrale in due anni non è stato fatto in 30 anni di amministrazione regionale della Calabria, ma non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.

Adesso sono stati finanziati interventi e avviate procedure di gara su parti della SS106, cosa che mai nessuno si sognava di fare in due o tre anni.

Parliamo dell'alta velocità: nell'alta velocità viene programmato il ponte di Messina, realizzando il quale, sicuramente, la Calabria sarà dotata di una rete di alta velocità. Sappiamo, già, che la Calabria fa parte della rete TEN-T, che collega Palermo alla Scandinavia.

Questi sono i risultati di un governo e di un'amministrazione regionale di centrodestra. 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Raso. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente.

Innanzitutto, grazie al consigliere Raso, che mi fa piacere che abbia sottolineato anche la presenza della nostra Regione nella rete TEN-T, che è stato un atto del centrosinistra, avviato con Oliverio, Presidente della Giunta regionale, e Russo, assessore ai trasporti.

Mi fa piacere – ripeto – che sia stato riconosciuto anche questo merito.

Vorrei, invece, fare un intervento – permettetemi – molto più pragmatico, perché è vero che probabilmente si sta investendo tanto in infrastrutture, però, è altrettanto vero che alcune cose si potrebbero fare già nell'immediato.

Io chiesi, forse nella prima o seconda seduta di Consiglio regionale, di provare a mettere insieme tutti i sistemi di trasporto che ci sono in Calabria – su gomma e, quindi, autobus, su ferro, quindi, Ferrovie della Calabria, Trenitalia, più gli altri sistemi di trasporto – affinché un turista che oggi arriva in Calabria, – considerato che, come dite, ne stanno arrivando tantissimi – possa tramite un'APP dire: “Bene, sono a Reggio Calabria, vorrei andare a Soverato”.

Provate tramite MOOVIT, che è l'unica APP che effettua questo sistema: l'unica risposta che, di fatto, dà in questo momento è un Uber. Ne sarà contento il presidente Occhiuto perché è stata una sua iniziativa, quindi, Uber, probabilmente, funziona, ma non tutti se lo possono permettere per andare da Reggio Calabria a Soverato, a Rende o in giro per la Calabria. Non si tratta di un grossissimo investimento, infatti, Presidente, ci sono tanti giovani informatici che, in qualche mese di buon lavoro, potrebbero fare un sistema, un applicativo, per mettere insieme gli orari dei trasporti calabresi e dare così sollievo a chi si vuole spostare in libertà in Calabria.

Tra l'altro, segnalano molti utenti, che, purtroppo, i sistemi di trasporto calabresi non dialogano non soltanto per quanto riguarda gli orari, ma anche su come questi orari possano integrare il sistema.

Faccio un esempio: se uno vuole andare da Rende, per esempio, all'aeroporto di Lamezia Terme per prendere l'aereo, l'autobus per l’aeroporto arriva magari dieci minuti dopo l’orario di partenza dell’aereo, quindi, bisognerebbe far sì che il sistema di trasporti lavori in maniera integrata per creare dei collegamenti tra i vari mezzi.

Chiudo con una preghiera che avevo fatto all'assessore Gallo, portando alla sua attenzione due casi molto pratici. Assessore, glielo chiedo veramente da genitore: il basso Jonio del Soveratese è collegato con Catanzaro Lido dove ci sono due o tre istituti scolastici importanti, quali il nautico e lo scientifico sportivo, che ogni giorno accolgono circa 50, 60 studenti. Avete attivato – e di questo vi ringrazio – un anno e mezzo fa una corsa sperimentale di solo andata per vedere se ci fosse la richiesta e l'utenza per mantenere in piedi questo servizio. Benissimo, l'autobus è sempre completo. Il dirigente dei trasporti aveva preso l'impegno che, dopo qualche mese di rodaggio, se avesse funzionato, avrebbe previsto anche la corsa di ritorno. Purtroppo, però, i ragazzi riescono ad arrivare a scuola all’andata, ma non a rientrare a casa.

Va bene, la ringrazio per questa sensibilità e mi auguro che a settembre si provveda al riguardo. Perfetto, grazie, assessore. Concludo qui il mio intervento.

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Credo che gli interventi dei colleghi del gruppo del Partito Democratico che mi hanno preceduto abbiano evidenziato bene le ragioni per le quali oggi esprimiamo un voto contrario all'approvazione di queste linee guida.

Non me ne voglia il consigliere Raso, Presidente della Commissione trasporti, se lo affermo con convinzione e determinazione, perché credo che uno dei maggiori fallimenti politici di questa Giunta regionale di centrodestra sia l'inerzia registrata in tre anni e mezzo verso un settore strategico per la Calabria e – per capirci – mi riferisco soprattutto al trasporto pubblico locale e non all’alta velocità e ad altre cose.

Penso che chi governa la Regione debba avere prima l'obiettivo di rispondere ai calabresi con le proprie azioni, il proprio ruolo e la propria funzione, in termini di diritti alla mobilità e credo che sia evidente a tutti l'inerzia registrata su questo tema in questi tre anni e mezzo da parte del governo regionale, perché, quando qualcuno cerca sempre di dire che il governo di centro sinistra ha fallito su queste cose e che sono state trovate macerie, posso dire che sul piano del trasporto pubblico locale è tutto fermo alla riforma realizzata dal governo Oliverio/Musmanno, che approvò il Piano del TPL 2017-2032 come processo, come governo, come sfida dei processi per quanto riguarda il trasporto pubblico locale.

Quando in Calabria sono arrivati e sono stati inaugurati i nuovi treni – lo dico senza fare polemica, assessore Gallo, ancora inebriato del successo di Vinitaly – avete detto che era stato il governo di centrodestra, ma, invece, sono tutti acquisti deliberati dal governo di centrosinistra nel 2018 nell'accordo di programma con RFI.

Questo lo diciamo – ripeto – non per fare polemica, ma per registrare l'inerzia di questi tre anni e mezzo, quattro anni e mezzo del vostro governo regionale.

Non avete bandito la gara per il trasporto pubblico locale che doveva essere già fatta in base al Regolamento europeo 1370/2007. Non è stata fatta. Non avete stabilito i livelli dei servizi minimi essenziali per il trasporto pubblico locale.

Dite che bisogna ridurre il divario tra zone rurali e zone centrali. Ebbene, cosa avete fatto in questi anni per ridurre questo divario e per avvicinare le comunità ai servizi essenziali?

Questo vi chiediamo, non l'approvazione delle linee guida che, come ricordava la collega Amalia Bruni, avvengono dopo 3 anni, perché lei dopo tre anni ha approvato delle linee guida che, come diceva il collega Mammoliti, sono semplicemente l'acqua fresca perché ci sono state linee guida che sono state più o meno copiate da tante situazioni e da tanti contesti.

Quindi, oggi, non votiamo contro perché avete copiato, ma perché in questi tre anni e mezzo – ripeto – non avete fatto nulla per quanto riguarda il trasporto pubblico locale e per avvicinare i servizi ai cittadini di aree disagiate.

Questa è la verità. Non avete fatto gare, non avete investito un centesimo di risorse sul trasporto pubblico locale. Sono questi i fallimenti di questo governo ed è su questo che vorremmo sfidarvi nei prossimi mesi; non su altre cose, ma sul fallimento che avete registrato in tanti settori della vita calabrese, tra cui il trasporto è, a mio modesto parere, al primo posto.

Dimostrateci, invece, cosa avete fatto in questi tre anni e mezzo sul trasporto pubblico! Dimostrateci cosa avete fatto! Nulla! A differenza del governo di centrosinistra che aveva investito molte risorse e aveva avviato - non l’ha ricordato il consigliere Tavernise - l’elettrificazione in questa nostra regione, ancora non realizzata e non completata.

Sono queste le cose che dovevate portare avanti per migliorare i servizi e per dimostrare che c'è un governo regionale attento all'emergenza e ai bisogni per garantire i diritti riconosciuti dalla Costituzione, tra cui, appunto, il diritto alla mobilità.

Questo è il vero tema che poniamo al centro del dibattito politico e che sottoponiamo anche oggi all'Assessore al ramo e al Consiglio regionale.

Quindi, svegliatevi sui trasporti perché in questi tre anni e mezzo non avete realizzato nulla che sia riconducibile alla vostra responsabilità!

Poi, il collega Raso parlava degli interventi sulla SS106, bene! Alta velocità, bene! Sono altri argomenti. L'unica cosa che avete fatto in questi anni, forse, è stato collegare, se lo farete, caro, collega Muraca, la Calabria alla Sicilia, dimenticandovi della Calabria. 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bevacqua. Non ci sono interventi.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 375/12^ di iniziativa dei consiglieri P. Molinaro, Luciana De Francesco, Sabrina Mannarino, A. Montuoro, recante: “Modifiche della legge regionale 15 maggio 2024, n. 25 (Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio)

PRESIDENTE

Passiamo al quarto punto all’ordine del giorno relativo alla proposta di legge numero 375/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro, recante: “Modifiche della legge regionale 15 maggio 24, numero 25 (Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio)”.

Cedo la parola al consigliere Molinaro per l’illustrazione del provvedimento. 

MOLINARO Pietro Santo (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Le disposizioni della presente proposta di legge di modifica della legge 25 del 2024, “Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio”, precisano alcuni aspetti ed ampliano la capacità di intervento nella materia normata.

La proposta ha l’obiettivo di incrementare l'efficacia dell'intervento per il superamento delle difficoltà finanziarie dei soggetti che, dopo aver praticato lo sconto in fattura e acquisito il relativo credito fiscale ai sensi del decreto legislativo 34/2020, non riescono a monetizzarlo per l'intervenuta congestione del sistema della cessione dei crediti.

La Calabria, che, ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto relativo 165/2001, non può essere cessionario del credito, attraverso questa norma regola gli Enti pubblici economici e le società partecipate non incluse nell'elenco richiamate dal decreto legislativo numero 11/2023 che possono essere annoverate tra “Altri soggetti” ai quali può essere effettuata la cessione del credito d'imposta, ai sensi dell'articolo 121, comma 1, del decreto legislativo 34/2020 e successive modifiche.

Ne approfitto per ringraziare l'assessore Varì, il suo Dipartimento, in particolare il direttore generale Praticò, la dottoressa Loddo, per avere predisposto quanto già previsto dall'articolo 2 della legge regionale 25/2024 e ringrazio, ovviamente, tutti i colleghi che vorranno approvare questa norma che, come abbiamo detto prima, consentirà, finalmente, di dare una risposta alle imprese del settore edile calabrese. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Molinaro.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Prego. 

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Presidente, signori colleghi, stiamo discutendo di un provvedimento di modifica della legge regionale numero 25 del 2024, che è entrata in vigore da oltre un anno ed era finalizzata al trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico. Una legge certamente ambiziosa e nata per aiutare imprese, cittadini, operatori economici a fare fronte al blocco del mercato dei crediti fiscali derivanti dell'efficientamento energetico.

Tuttavia, nonostante sia passato un anno dalla sua approvazione, questa legge regionale è rimasta assolutamente inattuata. Le linee guida attuative non sono state ancora emanate, come non è stata attivata la piattaforma online per il monitoraggio delle cessioni dei crediti e questo, ovviamente, ha causato ritardi e difficoltà per le imprese che attendono di monetizzare questi crediti. Ora, vorrei ricordare che questa legge – è stata approvata da questo Consiglio, ripeto, più di un anno addietro, cioè il 16 maggio 2024 – era stata concepita per il monitoraggio delle cessioni dei crediti e questo ovviamente ha causato ritardi e difficoltà per le imprese che attendono di monetizzare questi crediti.

Vorrei ricordare che questa legge che è stata approvata – ripeto - più di un anno addietro, cioè il 16 maggio 2024, da questo Consiglio, era stata concepita ed è concepita per consentire la compensazione dei crediti attraverso Enti pubblici economici regionali, come la Sacal e il Consorzio di bonifica unico, l'Agenzia per lo sviluppo delle aree industriali e le società partecipate da essi controllate. Si tratta, quindi, di un provvedimento certamente vitale, destinato a sostenere le numerose aziende che, dopo avere praticato sconti in fattura e ottenuto crediti fiscali ai sensi del decreto-legge 34 del 2020, si sono trovate a fronteggiare una serie di ostacoli insormontabili per la monetizzazione di questi crediti, a causa proprio della congestione del sistema di cessione. Questo immobilismo ha generato gravissime conseguenze per le imprese calabresi, bloccate nella possibilità di recuperare crediti fiscali legittimamente maturati. Numerose aziende hanno concesso sconti in fattura e maturato crediti secondo il famoso decreto 34 del 2020.

Questa proposta di modifica arriva, però, senza che venga fornito un solo dato sugli effetti che quella legge del 2024 ha prodotto fino ad ora. Una relazione di monitoraggio sull'applicazione di questa legge, no? Quanti soggetti ne hanno usufruito? Non lo sappiamo. Le misure previste hanno davvero funzionato per superare il blocco delle cessioni dei crediti? Non è riportato. Qual è stato l'impatto esattamente per le imprese edili calabresi? Non lo sappiamo. Non è riportato nulla e, quindi, modificare una legge in assenza di analisi dei suoi risultati, perdonateci, significa fare una politica normativa alla cieca, senza verificare che i correttivi siano stati davvero necessari o se si rischia di peggiorare la situazione attuale.

Nel merito, sicuramente alcune modifiche proposte appaiono condivisibili: l'ampliamento della platea e l'obbligo di reimpiego della capienza fiscale a favore delle imprese calabresi. Senza dati, però, resta tutta teoria. Nessuno ci ha detto o ci dice se gli Istituti bancari abbiano già mostrato apertura o resistenza a queste condizioni, nessuno valuta la reale capacità delle imprese di generare nuovi crediti.

Quindi, noi siamo disponibili a capire, ad aiutare, siamo in sintonia, come già facemmo sulla precedente legge, ma chiediamo con forza che, come governo e come Dipartimento competente, sia abbandonata la tergiversazione e sia dato un avvio immediato all'attuazione di questa legge, perché questo silenzio istituzionale rischia di buttare sul lastrico centinaia di aziende e di posti di lavoro e tutto questo è assolutamente inaccettabile. 

 

PRESIDENTE 

Grazie, ha chiesto di intervenire il collega Mammoliti. Ne ha facoltà. 

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Anche in questo provvedimento, a mio modesto avviso, questo adeguamento non supera – lo ha detto molto bene dalla collega Bruni - il ritardo che si sta verificando, inspiegabilmente, sul regolamento attuativo.

Avete creato e ingenerato tantissime aspettative nella società calabrese, nel sistema delle imprese, tra i cittadini, e hanno preso posizioni pubbliche anche le organizzazioni sociali che guardavano con interesse al provvedimento.

Sono passati, però, 15 mesi e, dopo 15 mesi, non sappiamo cosa sia stato realmente fatto per realizzare una piattaforma. L'attivazione di una piattaforma è, penso, lo snodo decisivo per dare operatività a questo provvedimento.

Proprio per sottolineare la discrasia, secondo me, abnorme dei tempi e dei passaggi, vorrei ricordare una mia interrogazione a risposta scritta alla quale è stata data risposta. Nella risposta che ho ricevuto mi è stato detto che erano state avviate più riunioni di confronto interdipartimentale, che è stato avviato, con Fincalabra, l'iter per l'implementazione della piattaforma elettronica finalizzata alla consultazione delle domande e offerte di acquisto di detti crediti. Infine, mi è stato sottolineato: “Si può in conclusione affermare che l'attività già avviata, preliminare all'implementazione della piattaforma e indispensabile per la definizione dell'atto stabilente i crediti e le modalità attuative finalizzate alla gestione della fase negoziale con i titolari dei crediti, permetterà - voglio sottolinearlo - entro le prossime settimane di giungere alla conclusione dell'intera procedura”.

Ebbene, c'è un solo problema, evidentemente: chi scrive non si regola bene con il calendario e con i tempi in Calabria, questa risposta è datata 23 ottobre 2024 e oggi siamo al 21 luglio 2025.

Quindi, pur comprendendo le ragioni di un intervento in una materia così complessa e in continuo divenire, non è più accettabile un simile ritardo. Soprattutto, non è accettabile alla luce delle grandi aspettative che questa maggioranza ha alimentato nei confronti di imprese e di cittadini. Quindi, bene questo adeguamento, ma provate ad imprimere un'accelerazione positiva per realizzare l'operatività della piattaforma e il regolamento attuativo. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Molinaro. Ne ha facoltà. 

MOLINARO Pietro Santo (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Chiedo scusa se ritorno sull'argomento, ma le sottolineature della collega Bruni e del collega Mammoliti mi impongono di fare brevissime precisazioni.

Ho detto nella mia esposizione iniziale che ringrazio l'assessore Varì e ribadisco il ringraziamento anche al suo Dipartimento rispetto a quello che è previsto all'articolo 2 della legge 25 del 2004. Quindi, non solo si è dovuta predisporre la piattaforma, che mi risulta già pronta, ma si è dovuto fare anche un lavoro di confronto a causa anche delle difficoltà che si possono riscontrare su questo tipo di leggi. Voglio ricordare che il sottoscritto, come primo firmatario, ha presentato questa proposta di legge il 18 agosto 2023. Quindi, durante le vacanze ci siamo resi conto che si era aperto uno spiraglio, partendo dall’esperienza della Regione Basilicata che è stata la prima a superare lo sbarramento dell’incostituzionalità, e ci siamo affrettati - con il gruppo della Lega che ringrazio - a predisporre e presentare una nostra proposta di legge. È chiaro che, dopo la Basilicata, altre Regioni hanno legiferato e hanno avviato l'esecuzione di queste norme, andando incontro a delle difficoltà, come in qualche modo, forse, era facile prevedere. Il lavoro del Dipartimento non è stato solo quello di predisporre una piattaforma, ma di dialogare con le associazioni di categoria e con gli istituti di credito, grazie anche all’esperienza e alle difficoltà incontrate dalle altre Regioni che, ovviamente, ci hanno riportato al tavolo del Dipartimento sviluppo economico.

Sicuramente ci dispiace di avere allungato un po’ i tempi, ma questa norma, che ovviamente si avvantaggia delle difficoltà, degli errori, tra virgolette, fatti da altre Regioni, avrà un percorso velocissimo nel momento in cui questo Consiglio deciderà, mi auguro, di licenziarla.

Ricordo che abbiamo anche, ovviamente, utilizzato il tempo necessario per fare un percorso in Commissione. Difatti, in Commissione abbiamo dato risposta alle domande della collega Bruni: non è la modifica di una legge già attiva perché, di fatto, questa legge non è mai stata attuata perché l'articolo 2 della stessa legge non l’ha consentito a causa degli interrogativi, soprattutto, degli Istituti di credito, che poi – ricordo - sono quelli che devono finanziare, smobilizzare i crediti che hanno nei cassetti fiscali da parte delle imprese edili.

Quindi, secondo me, non c’è stato nessun ritardo voluto o incapacità gestionale del Dipartimento sviluppo economico a cui è demandata l'applicazione e la gestione di questa norma, ma una ottimizzazione facendo tesoro degli errori e delle difficoltà di altre Regioni già condivise con le associazioni di categoria delle imprese e con gli Istituti di credito.

Pertanto, ritengo di dover di nuovo ribadire i ringraziamenti per il lavoro svolto. Non era semplice, perché la norma conteneva dei rischi rispetto non solo all'incostituzionalità, ma anche all'applicazione concreta. Ricordo che, quando abbiamo approvato la legge 25, c'erano alcune perplessità in merito al fatto che avrebbe potuto dare una risposta alle tante imprese edili che avevano nei cassetti fiscali tanti crediti.

Invito, pertanto, l'Aula a votare favorevolmente questa noma, nella certezza che il Dipartimento, a brevissimo giro, potrà predisporre la delibera che consentirà l'avvio concreto della cessione dei crediti e l'acquisto da parte dei soggetti interessati. Grazie. 

PRESIDENTE

Grazie, collega Molinaro. Quindi, passiamo alla votazione della proposta nel suo complesso con richieste di autorizzazione al coordinamento formale.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo

(È approvato)

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con l'autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 388/12^ di iniziativa dei consiglieri P. Molinaro, P. Caputo, M. Comito, G. Mattiani, A. Montuoro, recante: “Delega alla Giunta regionale per la redazione di un Testo unico in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 5, relativo alla proposta di legge numero 388/12^ di iniziativa dei consiglieri P. Molinaro, P. Caputo, M. Comito, G. Mattiani, A. Montuoro, recante: “Delega alla Giunta regionale per la redazione di un Testo unico in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti”. Cedo la parola al consigliere Molinaro per illustrare il provvedimento. Prego. 

MOLINARO Pietro Santo (Fratelli d’Italia), relatore

Presidente, la presente proposta di legge si pone come obiettivo il riordino del coordinamento in un Testo unico delle norme regionali in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciali, mercati, stampa e distribuzione di carburante.

Lo strumento legislativo che si intende adottare è quello della legge delega alla Giunta, ai sensi dell'articolo 44 dello Statuto regionale. La proposta si compone di 4 articoli e dell'allegato A. Nell'allegato A sono riportate le norme che regolano, fino ad oggi, il commercio. Evidenzio soltanto che la norma di riferimento, la numero 22 del 1990, ha 25 anni. Pertanto, questo comparto strategico per l'economia e per l'occupazione in Calabria, meritava e merita un Testo unico che lo innovi rendendolo capace di cogliere le nuove sfide e di affrontare le difficoltà. Basta pensare al commercio online, basta pensare che tanti negozi, purtroppo, sono chiusi o che tanti piccoli centri sono sprovvisti di attività commerciali. Pertanto, invito questo Consiglio a dare voto favorevole, mi auguro, a questa proposta per impegnare la Giunta regionale a definire, in 60 giorni, un Testo unico per il commercio. Grazie. 

PRESIDENTE 

Grazie, non ci sono interventi. Passiamo alla votazione della proposta nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo

(È approvato)

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, unitamente al relativo allegato, con l'autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

“Proposta di legge numero 381/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali S. Cirillo e M. Comito, recante: ‘Modifiche agli articoli 28 e 67 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)’”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 6, la proposta di legge numero 381/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali S. Cirillo e M. Comito, recante: ‘Modifiche agli articoli 28 e 67 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)’” Cedo la parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego. 

CIRILLO Salvatore (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. La presente proposta nasce dall’esigenza di intervenire sulla legge regionale 16 aprile 2002, numero 19 recante “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - legge urbanistica della Calabria” e in particolare sugli articoli 28 e 67 che disciplinano il potere sostitutivo regionale nei confronti degli Enti locali inadempienti. Nel corso degli anni la normativa ha subito numerosi interventi modificativi che hanno determinato alcune incoerenze testuali e operative, creando difficoltà nell'attuazione concreta delle procedure previste, rendendo ora necessaria la sua armonizzazione.

L'articolo 28 disciplina il potere sostitutivo regionale a seguito della mancata approvazione dei nuovi strumenti urbanistici da parte dei Comuni. Nello specifico, esso prevede, al comma 1, lettera a), che la Giunta regionale possa diffidare un Comune a adempiere entro 60 giorni e, in caso di inerzia, nominare un Commissario ad acta.

Tuttavia, al comma 3 lettera b) e c), si fa invece riferimento genericamente alla Regione e non alla Giunta regionale, quale soggetto titolare del potere di nomina, creando un'incongruenza terminologica. Procedendo, inoltre, sempre al comma 3, lettera c), si evidenzia un refuso perché viene attribuita alla Provincia la competenza a definire modalità e termini per i Commissari, quando tale funzione spetta invece alla Giunta regionale.

Analogamente, l'articolo 67 necessita di una revisione organica. Attualmente, esso attribuisce al Presidente della Giunta regionale il compito di diffidare gli enti inadempienti entro 30 giorni, mentre nel resto della normativa è la Giunta regionale a svolgere tale funzione.

La proposta interviene, dunque, per uniformare la disciplina, attribuendo alla Giunta regionale, in tutte le ipotesi previste, il potere di diffida.

Inoltre, si propone di indicare in 60 giorni e non 30, il termine entro cui gli enti devono provvedere, per renderlo coerente con quanto previsto dalle altre disposizioni della stessa legge.

Si propone, infine, di eliminare il termine perentorio contenuto nel comma 1, poiché la legge non prevede attualmente termini di tale natura per gli adempimenti richiesti agli enti locali. Le modifiche proposte, eliminando contraddizioni e refusi contenuti nei predetti articoli, mirano a garantire maggiore chiarezza normativa e operativa agli organi regionali. Le modifiche si ritengono urgenti in quanto sono in corso procedure per la nomina di Commissari ad acta in diversi Comuni che non hanno mai avuto l'iter per l'approvazione dei nuovi strumenti urbanistici. La proposta si compone di 4 articoli e la clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Non discuto la proposta di legge che oggi hanno avanzato in quest'Aula i colleghi Cirillo e Comito, si tratta di un procedimento ordinamentale: cancellare i refusi e dare conseguenzialità a dei provvedimenti. Credo, però, che sia arrivato il momento di fare una riflessione seria sulla pianificazione urbanistica di questa nostra regione, su come dare seguito ad alcuni principi che pongono al centro del dibattito, ad esempio, la rigenerazione urbana e il consumo del suolo zero; temi su cui oggi si dovrebbe interrogare una regione come la Calabria, ricca di coste, di borghi, centri storici e che dovrebbero farci riflettere se non sia il caso - propongo di aprire una la discussione - di interrogarci sulla redazione di un Testo unico che regolamenti la pianificazione urbanistica della nostra regione. Perché, la maturità di quest'Aula deriva anche dalle innovazioni, dalle spinte ambientalistiche, dalle spinte che vengono dal territorio, dai Comuni. Redigere un Testo unico eviterebbe di intervenire ogni due, tre mesi, su un tema fondamentale per lo sviluppo socioeconomico della Calabria.

È una proposta che facciamo come gruppo del PD - caro presidente Mancuso, mi rivolgo a lei e anche al Presidente della Commissione -, perché non pensiamo - oggi in quest'Aula o approfondiamo meglio nella Conferenza dei capigruppo - di nominare una Commissione che si occupi della redazione di un Testo unico per la pianificazione urbanistica di questa nostra regione? Non è pensabile che ogni tre mesi ci si debba occupare di refusi e di modifiche tecnico formali. Credo che il compito di quest'Aula sia anche di assumersi la responsabilità di guidare i nuovi processi, di accettare le sfide che provengono dai cambiamenti climatici, che provengono dal dissesto geologico. Dobbiamo accettare anche queste sfide e dare le risposte.

Credo che, in questo ultimo anno e mezzo di legislatura regionale, possiamo, anche, lavorare su un Testo unico per la pianificazione urbanistica e su altri aspetti della vita dei calabresi.

Oggi faccio questa proposta, presidente Mancuso! Come vedete, non è una polemica, ma è una proposta per migliorare le risposte agli Enti locali, ai territori e per dare anche un ruolo, una valenza, alla nostra funzione, al nostro compito di recepire anche ciò che emerge sul territorio, alle innovazioni tecnologiche. Noi su questo ci stiamo.

L'invito che rivolgo al Consiglio regionale è di pensare di nominare, insieme naturalmente, una Commissione che si occupi di un Testo unico per quanto riguarda la pianificazione urbanistica nella nostra regione, dato che siamo fermi al 2002. Sarebbe un bel segnale che questo Consiglio regionale darebbe in termini di maturità e di consapevolezza delle sfide che vanno avanti e dei cambiamenti climatici che ci impongono anche queste riflessioni. 

PRESIDENTE

Grazie, collega Bevacqua. Passiamo alla votazione della proposta nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo

(È approvato)

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso con autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con l'autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 387/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Montuoro, P. Caputo, recante: “Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della Regione Calabria”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 7, la proposta di legge numero 387/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Montuoro, P. Caputo, recante: “Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della Regione Calabria”

Cedo la parola al collega Montuoro per illustrare il provvedimento. 

MONTUORO Antonio (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Attraverso l'articolo 1 si introduce una norma volta a riconoscere formalmente la titolarità dei beni immobili alle Aziende sanitarie, stabilendo che la priorità si intenda trasferita alla data della prima iscrizione in bilancio da eseguire in coerenza con le normative nazionali di riferimento, in conformità con quanto previsto: dalla legge numero 833 del 1978; dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, numero 502, che riguarda il riordino della disciplina in materia sanitaria; a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, numero 419 e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, numero 229, che riguarda le norme per la realizzazione del Servizio sanitario nazionale; a norma dell'articolo 1 della legge 30 novembre 1998, numero 419, provvedimento, inoltre, che dispone una verifica delle scritture contabili relative agli immobili. Il secondo comma mira a risolvere univocamente le proprietà dei beni immobili di prima dotazione, previsto all'articolo 5 del decreto legislativo 502 del 1992, completamento della riformulazione normativa; con l'introduzione dell'articolo 2 vengono abrogati gli articoli 44, 45, 46, 47 e 48, comma 6, della legge regionale numero 43 del 1996, con l'obiettivo di uniformare le disposizioni regionali e di eliminare eventuali sovrapposizioni interpretative. È, infine, previsto che gli aggiornamenti contabili decorrono a partire dall'anno di esercizio 2025, consentendo così alle Aziende un adeguato periodo di transizione. Le disposizioni non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. In sintesi, si tratta di una misura che favorisce chiarezza normativa, omogeneità contabile, certezza giuridica nella gestione patrimoniale delle Aziende sanitarie calabresi. Grazie. 

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il collega Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente. Cercherò di fare un ragionamento di carattere più politico che tecnico, anche se questa è una norma tecnica su cui poche valutazioni possono essere fatte. Il ragionamento politico è che molte volte la nostra tecnica legislativa impone di ritornare su leggi regionali già approvate che richiedono interventi del legislatore, che hanno bisogno di interpretazione autentica, che hanno bisogno di novelle con precisazione dei termini. Ne abbiamo parlato qualche minuto fa, con una legge opportuna che è quella approvata sulla definizione dei poteri sostitutivi dei Commissari ad acta per i Piani strutturali comunali. Però, oggi, con questa norma noi reinterveniamo e creiamo, a mio avviso, una proposta di legge su cui - non voglio apparire Cassandra - a breve dovremmo ritornare perché la trovo tecnicamente non sostenibile, perché si apre a delle ambiguità di fondo e può subire una pronuncia di incostituzionalità.

Dico questo in maniera molto semplice perché si fa una confusione tra un dato contabile, che è un'iscrizione in bilancio di alcuni cespiti immobiliari, e un dato sostanziale.

Questa confusione rischia poi di portare, ovviamente, anche delle confusioni operative e di dover ritornare - come stiamo ritornando più volte e come torneremo fra poco quando parleremo di Corap e dell'ARSAI - nuovamente su proposte di legge già approvate.

Dico questo perché qui non bisogna essere giuristi.

Lo dico in maniera molto semplice: i trasferimenti immobiliari nel nostro sistema funzionano attraverso un meccanismo di pubblicità e cioè attraverso leggi o provvedimenti o atti soggetti a trascrizione. Nel caso specifico, il patrimonio immobiliare delle ASP deve essere supportato da un punto di vista sostanziale, noi abbiamo la disciplina dell'articolo 5, della legge numero 502 del 1992, cioè una disciplina speciale, ma richiede un provvedimento amministrativo, ad esempio, un provvedimento amministrativo delle Regioni, che deve essere emanato e deve essere soggetto a pubblicità nei registri immobiliari. Ovviamente, il titolo di proprietà degli immobili è il provvedimento amministrativo debitamente trascritto. Ora, noi confondiamo questo provvedimento e parliamo quasi come se l'iscrizione in bilancio avesse una valenza sostanziale. L'iscrizione in bilancio non ha alcuna valenza sostanziale né può avere valenza retroattiva. Nel senso che, se io iscrivo in bilancio nel 2025 un bene immobile che in realtà ancora non è coperto da una trascrizione di un provvedimento amministrativo, ovviamente il provvedimento amministrativo successivo non può retroagire, così come non può avere una discrasia temporale. Quindi, chi ha prodotto questa norma, volendo dare un elemento di certezza circa la consistenza immobiliare del patrimonio delle ASP calabresi, in realtà sta introducendo un elemento di confusione che ben presto, a mio avviso, entrerà in contraddizione anche con gli operatori del diritto, i quali non potranno avere certezza sul titolo trascritto e sulla data precisa di acquisizione al patrimonio dell'ASP dei beni immobili.

Chiudo il mio intervento, quindi, esprimendo una critica sostanziale di merito, di tecnica legislativa ma anche di finalità: posso capire le esigenze di definire l'assetto patrimoniale nell'ambito delle ASP, nell'ambito di questa materia così complessa com'è la materia sanitaria, ma il provvedimento che si sceglie è assolutamente in contrasto con i principi del diritto civile, del diritto alle trascrizioni, ma anche con l'articolo 5 della legge 30 dicembre, che si richiama.

Dico questo perché fra poco noi parleremo di un'altra legge, approvata nel 2024, su cui dovremmo ritornare nuovamente per definire concetti e termini; quindi, quando la tecnica legislativa porta a dover reintervenire, nuovamente, sulle stesse leggi e sugli stessi termini, vuol dire che, anche da un punto di vista tecnico, le leggi vanno approfondite e maggiormente vagliate.

Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. La proposta - del resto, il collega Lo Schiavo, notaio, quindi professionista classico di questa materia, lo ha ben definito - si presenta come una misura tecnica molto neutra, che è volta a razionalizzare l'iscrizione e il trasferimento di questi beni immobili nelle Aziende sanitarie del Servizio sanitario regionale; in Commissione ne abbiamo discusso più volte e l'aspetto fondamentale era quello di cercare di regolamentare, quindi di dare un ordine e una coerenza a tale gestione di immobili appartenenti alle Aziende sanitarie, in seguito a donazioni, sopravvenienze, eccetera.

La preoccupazione principale che ho espresso in Commissione era relativa, soprattutto, al fatto che parole e modalità operative proposte, in realtà, potrebbero generare nuovi comportamenti difformi, soprattutto se non applicate correttamente da personale esperto; cioè la norma rischia di avere un effetto opposto se non si garantisce una chiarezza tecnica. In particolare, questi immobili, che dovrebbero essere iscritti regolarmente nei capitoli di bilancio, come dovrebbero essere iscritti?

La Commissione bilancio, secondo me, si è concentrata solamente sul costo della proposta e non sulla modalità concreta di gestione amministrativa nei capitoli contabili e del resto - lo sottolineava nell'intervento il collega Lo Schiavo - c'è la discrasia tra quella che è la titolarità giuridica e poi la decorrenza contabile: una cosa è la titolarità giuridica dell'immobile, con una prima iscrizione in bilancio che potrebbe persino apparire impropria, proprio perché il bilancio non è uno strumento di trasferimento della proprietà, e dal punto di vista contabile l'immobile si può iscrivere solamente se esiste, poi, l'atto giuridico valido, cioè il decreto, la delibera, il contratto, la trascrizione notarile. Pertanto, questa potrebbe essere chiaramente contestata.

Ora, l'intento di uniformare comportamenti contabili tra aziende è certamente condivisibile - l'ho anche espresso in Commissione - ma richiede linee guida operative univoche per la catalogazione delle tipologie di immobili, modelli standard di rilevazione patrimoniale per garantire coerenza nei bilanci e, quindi, i rischi applicativi sono molto evidenti.

Se la norma non chiarisce come avviene il trasferimento giuridico dei beni, i Revisori dei conti e la Corte dei conti potrebbero sollevare rilievi per iscrizioni improprie; eventuali differenze interpretative tra aziende, se non supportate da una formazione adeguata o circolare esplicativa, potrebbero soprattutto perpetuare il problema.

Inoltre, questa proposta di legge ha un altro problema: per come è formulata rischia di aumentare e di alimentare l'illusione che si stia facendo ordine in un sistema che è quello della sanità, quando in realtà si sta facendo, semplicemente, un maquillage giuridico contabile che non avrà alcun impatto reale sulla qualità dei servizi sanitari.

Noi stiamo parlando di cessione e di donazioni di immobili ascritti alla sanità calabrese quando abbiamo Ospedali in condizioni drammatiche, senza finestre, infiltrazioni d'acqua, privi di corrente elettrica, a volte anche di acqua corrente. Questa proposta legislativa non entra nel merito, però questo significa che c'è una responsabilità e, quindi, una volta che questo bene viene trasferito, chi deve affrontare, poi, gli interventi straordinari per la manutenzione di queste opere? Chi sostiene i costi strutturali? Ad oggi non c'è chiarezza sugli oneri futuri, né su eventuali vincoli d'uso, nessun piano di valorizzazione.

Quindi, invito la maggioranza a non confondere la forma con la sostanza. Se vogliamo parlare seriamente di patrimonio immobiliare sanitario penso che si debba accompagnare questo passaggio con un piano pluriennale di investimenti, con una strategia, anche di riqualificazione, con risorse dedicate e con strumenti, soprattutto, di monitoraggio.

Il diritto alla salute in Calabria non si tutela con le norme amministrative ma con scelte politiche coraggiose e questa proposta di legge purtroppo non ci dà questo.

Nonostante condivida lo spirito della proposta, mi sono astenuta, però, nella votazione perché ritengo che questi dubbi tecnici avrebbero dovuto essere fortemente approfonditi prima del voto in Consiglio regionale. Ritengo che questa proposta necessiti di ulteriori approfondimenti e quindi come gruppo del Partito Democratico ci asteniamo dal voto su tale proposta legislativa e non ci sentiamo di approvarla in maniera definitiva.

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo ora all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 296/12^ di iniziativa dei consiglieri F. Laghi, Pasqualina Straface, A. Lo Schiavo, D. Tavernise, Sabrina Mannarino, A. Talerico, recante: “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 8 dell'ordine del giorno, la proposta di legge 296/12^ di iniziativa dei consiglieri Laghi, Pasqualina Straface, Lo Schiavo, Tavernise, Sabrina Mannarino, Talerico, recante: “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario”.

Cedo la parola al consigliere Laghi per illustrare il provvedimento. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente), relatore

Grazie, Presidente. Sono particolarmente lieto di sottoporre questa proposta di legge al vaglio dell'Aula, che spero sia positivo, in quanto si tratta di un provvedimento che racchiude in sé vari aspetti: anzitutto, allinea la Calabria alle poche Regioni virtuose che in Italia si sono occupate di questo problema, sebbene norme relative al diritto di poter restituire o donare farmaci inutilizzati, riguardanti i prodotti in corso di validità che non necessitino di conservazione a temperatura controllata, siano presenti sia nella legislazione europea sia in quella nazionale, che ha recepito le direttive europee, ma poi anche perché è un ulteriore evidente esempio di come, da un lato, l'ambito sanitario sia strettamente connesso con quello ambientale, tanto che la loro differenziazione appare sovente difficile o del tutto impossibile e, dall’altro, come una corretta soluzione di problemi di “salute ambiente correlati” comporti concreti vantaggi anche dal punto di vista economico.

Entrando nel merito della proposta di legge, è necessario far cenno alla situazione attuale a livello nazionale: lo spreco di farmaci non utilizzati o scaduti in Italia è stimato in 8 miliardi di euro a fronte di una spesa complessiva di 29 miliardi, cioè circa un terzo, con dati quasi sovrapponibili allo spreco alimentare.

Allo spreco si accompagna spesso uno smaltimento inadeguato, per cui i farmaci inutilizzati finiscono troppo spesso tra i rifiuti domestici e non tra i rifiuti speciali, come dovrebbe essere. Da ciò deriva una loro dispersione in ambiente, con conseguente inquinamento delle matrici ambientali, acqua e suolo, per cui c'è il paradosso che delle sostanze chimiche nate per curare, in realtà, diventano un rischio per la salute delle persone.

L'Agenzia europea per i medicinali, l'EMA, fin dal 2006 richiede una valutazione del rischio ambientale attraverso l'analisi di tre proprietà: persistenza, cioè la resistenza alla degradazione, quanto tempo cioè queste molecole rimangono inalterate; bioaccumulo, l'accumulo della sostanza nei tessuti, cioè queste sostanze vengono accumulate nei tessuti dove c'è, anche, un processo di biomagnificazione per cui, progressivamente, la concentrazione aumenta esattamente in maniera parallela all'aumento del rischio; la tossicità, in particolare per l'ambiente acquatico.

Per i farmaci preesistenti i dati disponibili sono molto scarsi, però è da sottolineare come dei 1763 principi farmacologicamente attivi e registrati all'EMA solo 36, cioè l'1,8%, hanno dati sufficienti per la valutazione degli effetti eco tossicologici e solo 27, ancora meno, cioè l'1,5%, abbia informazioni per valutare sia gli effetti sia l'esposizione.

Perché si crea questo spreco di farmaci così importante e così gravoso anche per le finanze? Innanzitutto, perché ci sono confezioni inadeguate, o sono troppo grandi o troppo piccole, poi c'è un problema che è clinico e ben conosciuto dai medici, cioè la mancata aderenza del paziente alla terapia, che quindi non prende le compresse, non prende i farmaci in genere. Poi, ci sono i cambiamenti delle condizioni di salute che rendono non più necessario quel farmaco che viene accantonato e infine, ma non da ultimo e speriamo meno rilevante statisticamente possibile, lo auguriamo, il decesso del paziente che rende quei farmaci non utilizzati ormai del tutto inutili. Sono interessate tutte le tipologie dei farmaci, dagli antibiotici agli antipertensivi, agli analgesici, agli antiaggreganti, agli anticoagulanti, i farmaci cardiologi in genere, cioè quei farmaci che vanno a curare le patologie più frequentemente riscontrate nella popolazione, e voglio segnalare, fra i vari farmaci, quelli per le malattie rare, per cui può succedere la cosa paradossale che, come per esempio avviene per i talassemici, a una difficoltà di approvvigionamento di un farmaco, che non viene prodotto perché non garantisce abbastanza margine di utile per le aziende, dall'altra parte lo stesso farmaco finisce, per esempio, nella spazzatura o fra i rifiuti speciali.

La situazione calabrese non dà particolari evidenze di tranquillità, infatti un report dell’AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, relativo al primo semestre 2023, ci informa che la Calabria ha una spesa pro capite per farmaci fra le più elevate a livello nazionale, sia a carico del sistema sanitario regionale sia del singolo cittadino.

Quali sono le finalità di questa proposta di legge? Innanzitutto, promuovere la tutela della salute in senso lato, dopodiché - è estremamente importante - promuovere la solidarietà sociale e il ruolo previsto per gli enti del Terzo Settore - ne è testimonianza evidente - contrastando nello stesso tempo il mercato nero dei farmaci. Inoltre, tale proposta contribuisce al contenimento della spesa farmaceutica regionale - come ho detto, circa un terzo della spesa per farmaci è una spesa che finisce metaforicamente nel cassonetto - e promuove la bio-sicurezza, evitando una dispersione di questi farmaci in ambiente, e conseguentemente promuove il rispetto dell'ambiente.

Quindi, ancora una volta, mi permetto di segnalare come ambiente e salute siano fittiziamente separati perché sono un tutt’uno.

La proposta di legge consta di 9 articoli: l'articolo 1 riguarda l'oggetto e le finalità della proposta; l'articolo 2 la fattispecie dell'utilizzo dei farmaci, cioè quali caratteristiche debbano avere i farmaci per rientrare da quelle riutilizzabili. Sono esclusi, ad esempio, ovviamente, i farmaci che richiedano una conservazione in frigorifero a temperature controllate, quelli contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e i farmaci dispensabili unicamente in ospedale. Voglio sottolineare che, come specificato in questo articolo, la proposta di legge riguarda tanto i farmaci ad uso umano - questo è un punto importante - quanto quelli ad uso veterinario, ed anche questo mi sembra un apprezzabile aspetto di civiltà giuridica e sociale; l'articolo 3 porta il regolamento di attuazione, cioè dà mandato alla Giunta regionale di variare il regolamento attuativo, sentiti gli stakeholders interessati, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione della legge; l'articolo 4 parla delle campagne di informazione e sensibilizzazione necessarie alla conoscenza implementazione e diffusione della legge; l'articolo 5 attiene alle attività di vigilanza riguardanti la legge e la sua corretta applicazione; l'articolo 6 contiene informazioni attuative; l'articolo 7 riguarda la clausola valutativa per monitorare i risultati conseguiti nel tempo; l'articolo 8 prevede la clausola di salvaguardia rispetto al Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione; infine, l'articolo 9 prevede la clausola di invarianza finanziaria.

Per quanto fin qui illustrato, auspico un accoglimento, che spero unanime, della proposta di legge da parte di questo onorevole Consiglio regionale. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, intervenire oggi su una proposta di legge che affronta, direi con concretezza, il tema del recupero e del riutilizzo dei farmaci, sia ad uso umano che veterinario, significa prendere atto di una necessità, ovviamente, non più eludibile di una nuova visione sistemica sulla sanità che è fondata sulla responsabilità sociale, sull'etica della cura, su una rinnovata coscienza ambientale.

Questa proposta di legge introduce un sistema strutturato per il riuso dei farmaci in corso di validità e si colloca in una traiettoria che non è semplicemente gestionale organizzativa, ma autenticamente culturale; afferma in modo netto che la salute non può più essere concepita come un bene accessibile solo in base alla disponibilità economica, ma come un diritto universale equo, sostenuto da un sistema capace di rigenerare risorse già esistenti e soprattutto di redistribuirle secondo i principi della solidarietà.

Recuperare un farmaco, verificarne l'integrità, reimmetterlo in un circuito virtuoso per la sua donazione a persone o enti che ne abbiano reale necessità, non è solo un atto di buon senso, è un gesto di civiltà, è l'espressione di un'etica pubblica che finalmente si fa carico dei bisogni delle fasce più vulnerabili della popolazione, riconoscendo il valore di ogni compressa, di ogni confezione, di ogni principio attivo, non solo come strumento terapeutico, ma come segno tangibile di una società che non lascia indietro nessuno e questo vale per l'uomo, come vale per l'animale, in un'ottica ovviamente di One Health che integra la salute dell'individuo con quella degli ecosistemi che lo circondano.

La riduzione dello spreco farmaceutico è anche una risposta alle emergenze ambientali del nostro tempo, smaltire male significa inquinare, disperdere molecole chimiche nel suolo e nelle acque significa alterare l'equilibrio della biodiversità.

La legge introduce una rete operativa di raccolta, di selezione, di verifica fondata sul coinvolgimento del Terzo Settore, delle farmacie, degli operatori sanitari e degli enti locali. Si affida a figure professionali e qualificate, a procedure tracciabili, a criteri rigorosi. Non è una donazione alla cieca, è un processo regolato, intelligente e sicuro, e l'amministrazione fa il proprio dovere fino in fondo.

Nel corso delle audizioni è emersa con chiarezza l'efficacia di esperienze già attive sul territorio, come quella del banco farmaceutico, che rappresentano non solo una best practice, ma un modello replicabile, da potenziare con il supporto normativo istituzionale che questa legge finalmente fornisce. Il ruolo della Regione dovrà essere quello di regia, di impulso, di garanzia, quindi, colleghi se una medicina non viene più utilizzata, ma conserva la sua validità terapeutica, non è un rifiuto, è una risorsa.

Per tutte queste ragioni esprimiamo come gruppo del Partito Democratico un voto favorevole. 

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruni.

Passiamo all'esame votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

All’articolo 6 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 14909/A01 a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente), relatore

Grazie, Presidente. Con il presente emendamento si intende sostituire l'articolo 6 della proposta di legge numero 296/12^ “Interventi regionali per recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” al fine di meglio esplicitare l'invarianza finanziaria della proposta.

Relazione tecnico finanziaria: l'emendamento non reca disposizioni che comportano nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale.

<<L'articolo 6 (Sistema informativo regionale sui farmaci inutilizzati) della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo dei farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” viene integralmente sostituito come segue:

“Articolo 6 (Informazioni attuative)

1. Nell'ambito dei sistemi informativi regionali, al fine di dare attuazione alla presente legge, sono resi pubblici, con cadenza almeno annuali, i seguenti dati: a) riferimenti normativi comunitari, nazionali e regionali relativi ai farmaci inutilizzati; b) caratteristiche dei farmaci idonei al recupero, al reimpiego, alla donazione e al riutilizzo; c) elenco degli enti e degli organismi preposti alla presa in carico, alla raccolta, alla verifica e recupero, alla donazione con l'indicazione degli operatori sanitari responsabili; d) mappa interattiva dei punti di raccolta contenente le informazioni di base sulle modalità per effettuare la donazione dei farmaci; e) censimento dei farmaci in corso di validità, recuperati, restituiti e donati ai fini del riutilizzo; f) comunicazioni sulle iniziative di sensibilizzazione e formazione in materia; g) apposita sezione per la gestione e il monitoraggio delle eccedenze di farmaci.”>>.

 

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

 

CARACCIOLO Maria Stefania, Assessore ai lavori pubblici, istruzione, edilizia scolastica, area dello Stretto e Città Metropolitana di Reggio Calabria, fenomeni migratori, urbanistica

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento che è approvato.

Pongo in votazioni l'articolo 6 che è approvato, così come emendato.

Articolo 6

(È approvato, così come emendato)

All’articolo 7 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 14909/A02, sempre a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente), relatore

Grazie, Presidente. Con il presente emendamento si intende modificare il comma 1 dell'articolo 7 della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” al fine di meglio esplicitare l'invarianza finanziaria della proposta.

Relazione tecnico finanziaria: l'emendamento non reca disposizione che comportano nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale. Tra l'altro, proprio per chiarire, signor Presidente, abbiamo presentato, anche, una variazione della relazione relativa e quindi dicevo <<Al comma 1 dell'articolo 7 (Clausola valutativa) della proposta di legge 296/12^ “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” il periodo “dei dati del SIRFI e” è soppresso.>>

Grazie. 

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

 

CARACCIOLO Maria Stefania, Assessore ai lavori pubblici, istruzione, edilizia scolastica, area dello Stretto e Città Metropolitana di Reggio Calabria, fenomeni migratori, urbanistica

Parere favorevole.

PRESIDENTE 

Pongo in votazione l'emendamento che è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 7 che è approvato così come emendato.

Articolo 7

(È approvato, così come emendato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Prendiamo atto del nuovo quadro di riepilogo analisi economico finanziario, protocollo numero 14909/A03, presentato dal proponente.

Passiamo alla votazione del provvedimento nel suo complesso, come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con richiesta di autorizzazione formale, così come è emendata.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 391/12^ di iniziativa del consigliere A. Montuoro, recante: “Modifica dell'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 9 dell'ordine del giorno, la proposta di legge numero 391/12^ iniziativa del consigliere Montuoro, recante: “Modifica all'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, numero 17 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)”.

Cedo la parola al collega Montuoro per illustrare il provvedimento. 

MONTUORO Antonio (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La Calabria, con ben 800 km di litorale, caratterizzato per paesaggi di estremo pregio naturalistico, presenta una elevata potenzialità di sviluppo e attrattività dei flussi turistici.

La visione strategica che la Regione Calabria propone nell'ambito della pianificazione costiera costituisce un importante presupposto per lo sviluppo di un turismo sostenibile e di tutte ulteriori attività economiche compatibili.

In tal senso, recentemente, è stata approvata la legge regionale del 18 marzo 2025, numero 14, che disciplina in modo articolato le diverse tipologie di complessi turistico ricettivi realizzabili all'aria aperta, sia nelle aree costiere sia nelle aree interne.

Pur tuttavia, al fine di dirimere alcuni dubbi interpretativi, relativi al suddetto ambito di applicazione, e conseguire una corretta armonizzazione con la legislazione regionale vigente in materia di demanio marittimo, la presente proposta di legge regionale intende sostituire integralmente il comma 6 dell'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, numero 17, recante: “Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo, prendendo atto delle previsioni dell'intervenuta legge regionale 18 marzo 2025, numero 14”.

Nello specifico, il comma 6 dell'articolo 9 (Opere consentite) della legge numero 17 del 2005 attualmente vigente, così recita: “La concessione per la realizzazione e l'esercizio di nuovi campeggi non può consentire manufatti e prefabbricati, container, case mobili su ruote su ancoraggi di supporto che possano essere adibiti ad abitazione anche precaria. Inoltre, gli spazi eventualmente destinati a camper e roulotte devono essere distinti da quelli destinati a tende e bungalow.”

Ciò ha comportato negli anni, soprattutto nella redazione ed attuazione dei Piani comunali spiaggia previsti dall'articolo 12 della legge regionale numero 17 del 2005, problematiche interpretative riguardo la previsione, in aree demaniali marittime, di aree per attività ricettive all'aria aperta e campeggio ecosostenibile per sosta camper, roulotte e manufatti prefabbricati e la loro specifica destinazione funzionale.

Per tali ragioni, si ritiene opportuno sostituire questo comma, con una disposizione che rinvia, per la realizzazione di complessi turistico ricettivi realizzabili all'aria aperta su aree demaniali marittime, alla legge regionale numero 14 del 2025, fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e nazionali che regolamentano l'uso delle aree demaniali con destinazione turistico ricettiva riguardo il rilascio delle concessioni demaniali marittime.

La presente proposta di legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria, per ragioni di urgenza amministrativa, trattandosi di tematiche in ambito di demanio marittimo e considerato l'avvio imminente della stagione estiva e della regolamentazione delle disposizioni in materia.

L'articolo 1 sostituisce il comma 6 all'articolo 9 della legge regionale numero 17 del 2005.

L'articolo 2 contiene la clausola di invarianza degli oneri finanziari, in considerazione della sua natura squisitamente ordinamentale.

L'articolo 3 disciplina l'entrata in vigore.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Non ci sono interventi, quindi, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 404/12^ di iniziativa dei consiglieri M. Comito, G. Gelardi, Luciana De Francesco, G. P. Crinò, G. Graziano, F. De Nisi, recante: “Abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto numero 10, la proposta di legge numero 404/12^ di iniziativa dei consiglieri Comito, Gelardi, De Francesco, Crinò, Graziano, De Nisi, recante: “Abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, numero 25 (Norme per lo svolgimento di <<elezioni primarie>> per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie Presidente. La proposta posta oggi all'attenzione di questa Assemblea è stata già oggetto di esame e approfondimento in sede di Commissione affari istituzionali, che mi onoro di presiedere, e ha successivamente ricevuto il parere favorevole dalla Commissione bilancio in merito alla compatibilità finanziaria della disposizione. Il testo normativo in esame mira ad abrogare la legge regionale del 17 agosto 2009, numero 25, che disciplina le modalità di svolgimento delle elezioni primarie per la selezione dei candidati alla carica di Presidente della Giunta regionale.

Questa normativa, fin dalla sua entrata in vigore, non ha mai trovato una sostanziale applicazione, nonostante le risorse finanziarie appositamente stanziate sul bilancio regionale per la sua eventuale attuazione. Va evidenziato come le previsioni transitorie della legge, pur avendo previsto modalità di applicazione per specifiche tornate elettorali, non abbiano mai condotto alla realizzazione di elezioni primarie in Calabria, neppure successivamente, anche a causa del mancato interesse da parte dei partiti, dei movimenti politici e delle associazioni operanti sul territorio regionale. Di fatto, la legge si è rivelata una normativa inattuata che ha determinato solo un vincolo sul bilancio regionale, senza mai generare effetti concreti sul sistema democratico e sulla selezione dei candidati alla Presidenza della Giunta regionale.

Con questa proposta di legge si intende, quindi, procedere all'abrogazione della legge regionale numero 25 del 2009 per semplificare i procedimenti elettorali regionali e rimuovere una previsione normativa che, seppur esistente, non ha mai prodotto risultati, garantendo così maggiore chiarezza e razionalità all'ordinamento regionale; è importante chiarire che l'abrogazione della legge non limita in alcun modo la possibilità per i partiti e i movimenti politici di organizzare autonomamente le proprie elezioni primarie per la selezione dei candidati, qualora ne ravvisassero l'opportunità, in piena coerenza con i principi di autonomia e democrazia previsti dalle normative nazionali.

Inoltre, l'abrogazione di questa normativa comporta un evidente risparmio di spesa per il bilancio regionale, liberando le risorse precedentemente vincolate e consentendo alla Regione di riprogrammare questi fondi in sede di approvazione di bilancio, potendoli destinare a finalità prioritarie come la realizzazione di presidi di legalità e sicurezza, settori verso i quali la Regione Calabria intende rafforzare il proprio impegno.

Dal punto di vista tecnico, la proposta di legge si compone di tre articoli.

L'articolo 1 dispone l'abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, numero 25; l'articolo 2 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria, confermando che l'abrogazione non determina nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale; l'articolo 3 prevede che l'entrata in vigore avvenga il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

Questa proposta si inserisce in un percorso di semplificazione normativa e di razionalizzazione delle risorse pubbliche, contribuendo a garantire maggiore efficienza amministrativa e a sostenere la costruzione di un ordinamento regionale più snello, coerente e orientato al raggiungimento di obiettivi concreti utili per le comunità calabresi. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Ho già espresso la mia opinione nell’ambito della Commissione competente e ritengo di doverla esprimere anche in quest'Aula. Io reputo sbagliata questa proposta di abrogazione perché, in questo particolare frangente storico, rischia di mandare un messaggio che va contro quella che è la volontà dei cittadini.

Noi abbiamo un tasso di astensione enorme, abbiamo problemi di democraticità del sistema dei partiti. Abbiamo - e tutti lo ribadiamo in ogni contesto - la necessità di dare uno strumento di rappresentanza vera agli elettori: il diritto di potersi esprimersi nella scelta dei propri rappresentanti, di poter esprimere in maniera democratica la propria voce. In realtà, in questo momento storico, e ne abbiamo cognizione diretta, anche la legislazione nazionale ha tolto ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante. Inutile ribadire un ragionamento di carattere generale: la tendenza è quella di creare meccanismi bloccati e liste stilate, magari, nelle segreterie nazionali dei partiti, di avere meccanismi elettivi che partono dall'alto invece che dal basso. Di fronte a questo contesto, in cui sempre più ci si lamenta che Roma decide i propri rappresentanti o che le segreterie nazionali intervengono nell'alterare il procedimento democratico della scelta dei territori, la Regione Calabria cosa fa? Abroga una legge che, seppur non utilizzata e seppur finora mai applicata o mai richiesta dai partiti, era e rappresentava un segnale di democrazia diretta dal basso che dava, quantomeno sul piano potenziale teorico, la possibilità a 3 mila cittadini e agli elettori di potere decidere il proprio candidato alla Presidenza della Regione.

Non credo siano i 600 mila euro di posta a giustificare un segnale così preciso e l’inutilizzazione di questo strumento legislativo non può comportare automaticamente il principio opposto, per cui si abroga un procedimento che teoricamente dava ai calabresi la possibilità di scegliere il proprio candidato a Presidente della Regione. Lo diciamo oggi, in un momento in cui da più parti si invocano e si ribadisce il principio che anche nelle future elezioni regionali il candidato alla guida di questo Ente debba essere scelto dai calabresi; lo ribadiscono tutti i partiti politici.

Nel momento in cui c'è uno strumento che teoricamente potrebbe andare in questo senso, cosa facciamo? Lo abroghiamo, lo aboliamo perché non possiamo tenere una posta di bilancio di 600 mila euro!

In realtà, secondo me, questa legge va mantenuta perché può essere sempre una pistola fumante che i cittadini o qualunque partito politico possono utilizzare in un momento in cui ci sono delle imposizioni dall'alto. Lo dice chi è convinto, era convinto prima e lo è ancora oggi che, se non si cambiano le regole elettorali, il tasso di astensione aumenterà in questa regione, come aumenterà nel Paese, e che le liste bloccate non faranno mai bene alla democrazia. In questo senso, quindi, ribadisco una contrarietà di principio alla proposta di abrogazione: seppur non utilizzato, è uno strumento che pone la Calabria tra le Regioni più avanzate da questo punto di vista. Possiamo ragionare, si può dire che i partiti lo possono fare lo stesso e chiedersi perché debba essere la Regione a pagare. Possiamo trovare mille argomentazioni, ma il principio che oggi diamo è in controtendenza rispetto a quello che poi, fuori da quella porta, affermano tutti i partiti e tutti i rappresentanti politici. Non è la stessa cosa avere un meccanismo istituzionalizzato con delle regole, dei meccanismi disciplinati, delle garanzie, rispetto a delle primarie fatte dai partiti, che non hanno ovviamente lo stesso valore né disciplinare né giuridico.

Proprio in questo momento di forte attualità, ritengo si debba tenere ancora un po’ sospesa questa legge, che molto probabilmente non sarà mai utilizzata; però, sapere che nella Regione Calabria c'è la potenzialità di attivare questo meccanismo, secondo me, fa bene alla democrazia e va nel senso voluto dei cittadini calabresi.

Infine, se proprio vogliamo parlare di questo tema, che ritengo sia di attualità, possiamo ragionare anche sull’abrogazione di proposte di legge come le primarie mai utilizzate, ma apriamo realmente un dibattito sulla democrazia calabrese e sulle regole del gioco; in primis, sulle regole elettorali che governano le nostre Istituzioni.

Da tempo assieme al collega Mammoliti abbiamo proposto una modifica della legge elettorale calabrese; ne abbiamo parlato tre anni fa, in un momento lontano dalle elezioni, perché le leggi elettorali non si cambiano gli ultimi sei mesi, ma si cambiano nei tempi giusti e noi l'abbiamo proposto tanto tempo fa, non so se sia condivisibile o meno. Abbiamo chiesto di abbassare la soglia di sbarramento che in questa Regione è particolarmente alta.

Noi ne facciamo sempre una battaglia di democrazia, bisogna ricordare che, se non si supera l'otto per cento, non si entra in questo Consiglio regionale se non ci si trova in una coalizione.

Abbiamo anche posto il problema del ruolo di Presidente della Giunta regionale che non è più quello di un Presidente di Consiglio, ma sempre più in linea con l'idea di un governatore; è cambiata anche la prassi istituzionale, con una forte predominanza del ruolo istituzionale del capo del governo della Giunta regionale. Abbiamo anche chiesto che questo enorme aumento dei poteri del Presidente della Giunta regionale venisse affiancato anche da un meccanismo che dia la possibilità ai cittadini calabresi di eleggere direttamente il Presidente della Giunta regionale, che oggi ha un così forte potere, e abbiamo previsto anche la possibilità di discutere di voto disgiunto, cioè di scegliere il consigliere regionale ma anche, con una scelta autonoma e distinta, il candidato e il Presidente della Giunta regionale. Abbiamo aperto un dibattito; se lo si vuole aprire e si vuole aprire un tavolo politico oggi non strumentale perché le regole del gioco riguardano tutti, io ribadisco la mia disponibilità; se invece si vuole dire che si abroga la proposta delle elezioni primarie perché costano 600 mila euro e non possiamo tenere questa posta di bilancio, sono contrario e penso che le argomentazioni siano davvero deboli. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Lo Schiavo. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Credo che di fronte alla crisi della politica e della partecipazione, l'autorevolezza e la forza delle istituzioni democratiche si misuri anche attraverso il sostanziale coinvolgimento alla vita amministrativa e politica, in maniera diretta e più ampia e partecipata possibile. Condivido le riflessioni del consigliere Lo Schiavo e considero non solo sbagliata l'idea di voler abrogare questa legge, ma lo considero un vero e proprio strappo democratico esagerato che non si motiva né dal punto di vista politico né democratico e nemmeno dal punto di vista delle risorse, ma è semplicemente un restringimento degli spazi della partecipazione che oggi, comunque, con questa legge viene consentito ai cittadini.

Parliamoci chiaramente, in Calabria, come del resto in alcune Regioni, non in tutte, i poteri esagerati di un Presidente di Regione non sono rapportati al sistema democratico degli elettori che con il loro voto eleggono direttamente il Presidente perché i cittadini non eleggono il Presidente, ma i consiglieri regionali in Calabria, una delle Regioni dove non è consentito il voto disgiunto che, in molte Regioni, come sapete, esiste. Si può votare il consigliere regionale X, ma si può votare il Presidente dell'altra coalizione, come avviene nei Comuni superiori a 15 mila abitanti; quindi, c'è un livello di partecipazione attiva alla vita democratica da parte dei cittadini.

Perché compiere, come diceva giustamente il consigliere Lo Schiavo, alla fine della legislatura questo atto di restringimento degli spazi di partecipazione e di democrazia? Perché? Cui prodest?

Veramente pensate siano le risorse esigue nel bilancio regionale? Risorse che, se la legge non sarà applicata, non saranno nemmeno spese: dovete semplicemente impegnarle e poi si possono rimodulare e riutilizzare se la legge non viene attivata, non sono risorse che si mettono lì e poi le accantoniamo. Semplicemente, nella stesura del bilancio si inseriscono questi fondi perché la legge lo prevede, ma quando poi non si attua la legge, quelle risorse vengono puntualmente rimodulate. Sarebbe stato giusto, opportuno, e anche politicamente democratico dire: “Noi vogliamo abrogare questa legge perché non è stata mai applicata, ma contemporaneamente apriamo una discussione in Consiglio regionale anche nel merito di alcune proposte di provvedimento che sono state presentate”.

Parliamoci chiaramente, il livello della civiltà e della democrazia di una Regione non è banale, non è neutrale rispetto al funzionamento delle Istituzioni; in Calabria per entrare nel Consiglio regionale bisogna ottenere una percentuale elevata. Andate a vedere le altre Regioni. Nelle altre Regioni e nel Parlamento italiano, nel luogo più importante della democrazia istituzionale di questo Paese, si può entrare ed essere presenti con il 3 per cento; in Calabria occorre avere l'8 per cento per entrare in Consiglio regionale! Perché allora compiere questo atto di limitazione degli spazi, di restringimento e della democrazia? Sarebbe stato giusto aprire un dibattito in Commissione. L'abbiamo affrontato qualche volta, ma poi l’abbiamo accantonato e non più approfondito. Ci sono delle proposte di legge. Discutiamo quelle proposte perché sono importanti e si possono fare insieme, perché la forza e l'autorevolezza di un'Istituzione si rafforza se le riforme vengono fatte insieme, non con strappi e con maggioranze a seconda delle convenienze che di volta in volta decidono cosa fare.

Per quanto mi riguarda, la considero una scelta politicamente sbagliata e che non aiuta questo sentimento di antipolitica che è molto diffuso in Calabria.

Noi abbiamo la percentuale di partecipazione al voto che è una delle più basse d'Italia e con questa legge sicuramente non incoraggeremo la partecipazione diretta al voto. Prendiamo la legge elettorale che noi abbiamo presentato, discutiamola, ragioniamola, ma credo che ci sia un elemento democratico dal quale né il Presidente né la sua maggioranza possa sfuggire: i cittadini calabresi non hanno votato per Occhiuto, ma hanno votato per i consiglieri regionali, perché in Calabria non è consentito il voto disgiunto, e con questa legge, come diceva giustamente il consigliere Lo Schiavo, c'era comunque l'ipotesi che una parte consistente di cittadini potesse anche utilizzare uno strumento democratico di partecipazione attiva che aiuta sicuramente a irrobustire e rafforzare l'autorevolezza della politica e delle Istituzioni; quindi, per quanto mi riguarda, vi invito alla riflessione, vi invito nella Commissione competente ad approfondire e a ritornare a ragionare sulla riforma elettorale per consentire ai calabresi di scegliere il proprio Presidente. Voi non solo non volete che i calabresi decidano il loro Presidente, ma addirittura sottraete ai cittadini calabresi anche uno strumento che comunque in qualche modo poteva essere sempre attivato.

 

PRESIDENTE

Grazie consigliere Mammoliti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie Presidente.

In realtà, mi pare che il dibattito di stasera su questo punto sia collegabile alle aree di appartenenza. Io appartengo a un'area civica che è un po’ fuori dai partiti tradizionali e non, per cui vede la questione sotto un altro punto di vista. Ho sentito parlare di questioni generali e della questione specifica di questa proposta di legge. Io non ho dubbi che il problema generale, cioè la partecipazione dei cittadini calabresi alle elezioni sia penalizzata dall'attuale legge elettorale che, praticamente, contingenta a una percentuale eccessiva; l'8 per cento è una enormità che è fatta per tagliare pezzi importanti di elettorato e, quindi, pezzi importanti di rappresentanza; quindi, non ho dubbi che complessivamente questo sia un elemento da tenere in considerazione e da correggere al più presto. Tuttavia, non collegherei l'allontanamento, il non voto, l'astensione calabrese e italiana al fatto che ci sia o non ci sia la legge per le primarie; non che ci sia la legge per le primarie, che ci sia un finanziamento pubblico per svolgere le primarie perché, da quello che io capisco, con questa legge non si impedisce che siano svolte elezioni primarie ai singoli partiti; viene impedito che siano svolte con soldi pubblici.

Come è stato ricordato, il ruolo invasivo, pervasivo, eccessivo dei partiti nella vita politica italiana è, per esempio, dimostrato - e sono d'accordo - dal fatto che per esempio in Parlamento è sempre più alta la quota di nominati e troppo bassa quella degli eletti da parte dei cittadini. L’exitus, la scomparsa, il decesso della metodologia delle preferenze, quella sì che io trovo essere un elemento di preoccupazione per la partecipazione democratica! Questa specifica legge, quando fu approvata all'epoca, mi lasciò abbastanza basito perché la considero una intrusione eccessiva del potere partitico nella gestione democratica della Cosa pubblica.

È del tutto evidente, tra l'altro, se questa legge del 2009, che quindi ha avuto un periodo di osservazione sufficientemente lungo perché 16 anni lo sono, non ha dato dei risultati apprezzabili, né nessuno credo possa seriamente sostenere che l'allontanamento dal voto dipenda da questa legge, considerato che non è stata utilizzata, ma non è stata utilizzata dai partiti e i cittadini comunque non sono andati a votare.

L'abolizione di questa legge, che voterò convintamente, serve a richiamare tutti noi al fatto che l'elemento fondante della Costituzione e, quindi, della democrazia partecipata sono i cittadini, che poi si vogliano organizzare o meno in partiti sono affari loro. Poi c'è il grande dibattito del finanziamento pubblico eccetera, che metto da parte, però io convintamente voterò favorevolmente per l’abrogazione di questa legge che non ha funzionato, che non è stata utilizzata, che non impedisce l'esecuzione a spese proprie delle primarie; quindi, cacciamo un inutile orpello e cacciamo un segnale – quello sì, io ritengo – preoccupante per i cittadini di tracimazione del potere dei partiti nell'ambito della democrazia partecipata che, invece, dovrebbe essere alla base della funzione democratica delle Istituzioni. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie consigliere Laghi. Ha chiesto di intervenire la consigliera De Francesco. Ne ha facoltà.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia)

Grazie Presidente. Rispondo brevemente ai colleghi.

Rispetto, ovviamente, la posizione dei colleghi Lo Schiavo e Mammoliti, ma ovviamente non posso condividerla perché stiamo parlando di una legge, quella sulle primarie, che, come ho già detto nella relazione introduttiva, non è stata mai applicata. Una legge che ha tenuto impegnate delle risorse senza portare alcun beneficio ai cittadini calabresi; una legge, quindi, che è rimasta ferma, inerte, come tutte quelle buone intenzioni che poi non si traducono in fatti. Condivido quanto è stato detto dal collega Laghi rispetto alla partecipazione democratica.

Si è parlato di democrazia, diciamolo chiaramente: la democrazia non si esercita con delle leggi vetrina, né con strumenti che ovviamente restano sulla carta morta. Piuttosto, la democrazia si misura con la capacità di fare delle scelte concrete e, quindi, di intervenire sui problemi reali e di restituire fiducia e credibilità alle Istituzioni. Come ho già evidenziato nella relazione introduttiva, i partiti, i movimenti politici possono autonomamente organizzarsi e procedere allo svolgimento delle proprie elezioni primarie, se ne hanno la volontà, ma capite bene che non possiamo tenere in piedi una norma che non ha mai prodotto alcun effetto, se non per mantenere un'apparenza.

Comprendo poi la necessità di una riforma complessiva della legge regionale relativa alla modifica elettorale. Si tratta certamente di un tema serio sul quale sicuramente è possibile avviare un dibattito, un confronto politico costruttivo, però - permettetemi di dirlo con estrema franchezza - non possiamo usare questo argomento oggi per bloccare ogni singolo intervento di semplificazione perché siamo qui, appunto, per prendere atto di una norma che è in vigore da 15 anni, che non è mai stata attuata e, quindi, ha perso la sua ragione d'essere; mantenerla in piedi significa che potrebbe non avere alcuna utilità per i cittadini.

Credo che sia importante procedere a una riforma complessiva della legislazione regionale, ma procediamo step by step perché, se una legge non è stata mai attuata, o non serve o non funziona e rischia di alimentare una narrazione falsa di partecipazione che sostanzialmente non si è mai realizzata nei fatti.

Credo che quella di oggi sia l'occasione per scegliere di percorrere la strada della coerenza: scegliamo di liberare delle risorse, di semplificare il nostro ordinamento, e di concentrarle su quelle politiche che possono davvero incidere sulla vita delle persone. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliera De Francesco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Io credo che il dibattito che si è svolto su questa proposta di legge testimoni anche la mancanza di capacità di portare al centro della discussione di quest'Aula delle proposte complessive riferite ai modelli di governo ed elettivi di questo Consiglio regionale. Tuttavia, credo che si debba essere anche onesti tra di noi su questa cosa e mi rivolgo soprattutto al collega Lo Schiavo: questa legge non è nata - ho seguito bene la vicenda - come volontà - lo dico con estrema franchezza - di dare la possibilità ai cittadini di eleggere il proprio Presidente, ma è stata una legge pensata per piegare la forza dei governatori di turno di allora alle esigenze loro. Questo è il vero motivo!

Oggi, come gruppo del Partito Democratico, dobbiamo parlare ai cittadini non sulla validità, sulla solidità della proposta di legge, ma la lingua della semplicità e della verità. Non possiamo su ogni cosa cercare di strumentalizzare le vicende per questioni legate ai propri interessi o alla propria convinzione. Oggi il tema è: una legge sulle primarie, pensata nel 2009, mai attuata, è una legge utile ai calabresi o no?

Dire ai calabresi, in alternativa, che vogliamo lavorare su una riforma complessiva del modello elettorale avrebbe un altro valore e un altro senso. Quando in un’altra seduta - voglio ricordarlo ai colleghi - abbiamo approvato in quest’Aula la legge sul consigliere delegato, se vi ricordate, ci siamo tutti opposti perché era giusto farlo e dire di no, perché si trattava di una volontà della maggioranza che non aveva una valenza politica e non era rispettosa di quest'Aula. Sul consigliere delegato noi votammo “no” convintamente perché le riforme si fanno insieme. Questa che oggi noi stiamo per approvare non è una riforma, ma si tratta semplicemente di prendere atto di una legge che non funziona, che non ha mai funzionato e che non era legata al funzionamento di quest'Aula, ma che cercava di piegare la propria funzione all'interesse dei calabresi. Questo è il tema vero su cui ragionare!

Oggi, il gruppo del PD, condivide molte delle cose dette dal collega Mammoliti in riferimento al modello di governo, al metodo elettivo. Ci mancherebbe! Tutte queste cose le condividiamo, ma, quando una legge non viene attuata ed è ferma dal 2009, quindi da vent'anni, dobbiamo o prendere atto che la legge sulle primarie non ha funzionato oppure decidere di tenerla fino a quando non verrà applicata.

Il principio democratico per me ha un valore diverso, non è quello di tenere in piedi dei castelli senza fondamenta. Credo che oggi si debba avere l’intelligenza e la capacità politica di dire che ci asteniamo perché non condividiamo questo metodo del centrodestra di arrivare sempre a proposte parziali, limitate, senza coinvolgere l'opposizione, ma allo stesso modo dobbiamo dire che una legge inapplicata da tanti anni non ha senso mantenerla e tenere vincolate delle risorse che potrebbero essere messe a disposizione dei cittadini.

Quindi credo che il gruppo del PD si asterrà su questo punto, con la convinzione che anche le osservazioni critiche del collega Mammoliti vadano rispettate, ma la maturità politica del gruppo del PD dimostra che c'è anche condivisione nel ritenere che questa legge sulle primarie, forse, fosse sbagliata e ne prendiamo atto con consapevolezza e coscienza. Questo non significa mettere in discussione i principi democratici, ma soprattutto non significa mettere in discussione le osservazioni critiche espresse in questa Aula da qualche collega, anche della minoranza.

PRESIDENTE

Vi ringrazio per la discussione, ma ritengo sia stato eccessivo parlare quasi un'ora e mezza dell’abrogazione di una legge che è stata istituita 16 anni fa, mai utilizzata né dal centrodestra né dal centrosinistra e la cui abrogazione libera 800.000 euro di risorse; magari sono esigue, però mi sembra eccessivo puntare i fari su questa abrogazione che mi sembra più che legittima.

Visto che è terminata la discussione, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Presidente, reputo che questa discussione, invece, sia stata opportuna; la reputo opportuna e credo che questa abrogazione non sia una novella legislativa di abrogazione di una proposta secondaria. Noi stiamo abrogando uno strumento che, seppur mai utilizzato, dava voce dal basso ai cittadini calabresi per incidere nella scelta del Presidente della propria Regione. Ora, la si può contestare o la si può girare come la si vuole, ma qui bisogna essere coerenti con sé stessi e bisogna chiedersi a chi fa paura questa legge e perché si sente la necessità di abrogarla. Ci sono tantissime leggi non applicate, né tantomeno le risorse, visto che parliamo di risorse esigue, possono giustificare questa scelta.

Non riesco a comprendere le ragioni di fondo della preoccupazione che suscita questo strumento. Qualunque strumento sia capace di dare diritto e voce ai cittadini per me è uno strumento giusto, legittimo e sacrosanto. Qualunque strumento aumenti la democrazia e vada nel senso della partecipazione è uno strumento giusto, legittimo e democratico. Qualunque legislazione abbia elementi che rappresentano anche una “minaccia” - chiamiamola così - ai partiti stessi, consentendo di attivare un meccanismo di volontà dal basso nelle scelte che - questa volta sì - qualcuno dice di voler fare in Calabria, incontra il mio favore. Quando ci sono gli strumenti, ci si arrovella su delle argomentazioni che a mio avviso non tengono coerenza con l'impostazione di fondo: non sono primarie costruite dai Partiti con le proprie regole, sono primarie legislative disciplinate da meccanismi di democrazia, di controllo e di partecipazione. Qualunque strumento vada in questa direzione coglie il mio favore, utilizzato o meno, richiesto o meno dai partiti.

Noi oggi rendiamo la legislazione calabrese più povera di uno strumento. La giustificazione delle risorse economiche o della mancata attuazione non giustifica questa pagina politica che, in realtà, secondo me, va indietro nei tempi e riduce la volontà e la partecipazione dei cittadini dal basso. Quindi, anche se molto probabilmente sarò l'unico a votare in maniera contraria all'abrogazione di questa legge, ritengo di dover essere coerente fino in fondo! Chi difende le primarie le deve difendere fino in fondo, chi difende la partecipazione dal basso la deve difendere fino in fondo, chi attacca i partiti nazionali per scelte che vengono imposte deve essere coerente, poi, anche nelle scelte legislative che compiamo in quest'Aula! Per queste ragioni, Presidente, esprimo il mio voto contrario.

 

PRESIDENTE

Grazie.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Anche io intervengo velocemente per dichiarazione di voto, perché credo che l'esercizio della democrazia, del confronto e della discussione approfondita su temi rilevanti della vita politica, democratica e anche istituzionale della nostra Regione, siano sempre utili, importanti e positivi.

Le riflessioni che sono state svolte da alcuni consiglieri non mi convincono per nulla perché ci sono ragioni molto serie e molto utili per sollecitare la partecipazione democratica dei cittadini alla vita pubblica e sono dell'idea che questa limitazione dell'esercizio della libertà dei cittadini elettori calabresi - non potersi scegliere il Presidente - sia una limitazione politica sbagliata. Quindi, le argomentazioni demagogiche e populistiche di alcuni consiglieri le stigmatizzo e non le condivido, non appartengono alla mia concezione culturale e istituzionale della vita e della democrazia. Tuttavia, come diceva il capogruppo Bevacqua - sono uno che è nato nel partito, nell'organizzazione, so rispettare le regole democratiche, mantengo le mie convinzioni sbagliate dell'abrogazione di questo provvedimento - per disciplina politica del partito, mi astengo. Funziona così la vita della partecipazione democratica di un gruppo politico.

Comunque, chiedo al mio capogruppo, quando ci saranno le riunioni dei capigruppo, di sollecitare i Presidenti di Commissione per portare in discussione i provvedimenti di legge in Commissione. Dovete assumervi di fronte ai Calabresi la responsabilità di bocciare i provvedimenti legislativi! Non potete tenerli nelle Commissioni per anni, senza discuterli, perché lo diremo noi ai Calabresi per quanto tempo si stanno tenendo nelle Commissioni competenti i provvedimenti di legge.

È questa la vostra idea di concezione democratica del governo delle Istituzioni!?

Io mi batterò contro questo provvedimento e mi batterò perché i provvedimenti di legge possano essere discussi e, se non li condividerete, li boccerete. Quindi, chiedo al mio capogruppo, nelle riunioni che saranno fatte con il Presidente, di calendarizzare immediatamente questo provvedimento di legge che, per quanto mi riguarda, consente ai cittadini calabresi il voto disgiunto e di potersi scegliere il Presidente perché lo considero un fatto politicamente e democraticamente importante.

Quindi mi astengo per disciplina di gruppo.

Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie.

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voti il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Signor Presidente, grazie.

Voterò favorevolmente – ripeto - questo provvedimento perché, pur non facendo parte di un Partito, penso di potermi ascrivere una sensibilità democratica che per potersi sviluppare, vivere o sopravvivere non necessita di essere inquadrati nell'ambito dei Partiti, che pure io rispetto.

La regolamentazione del voto in Calabria va cambiata sicuramente, soprattutto per quanto riguarda le percentuali di accesso al Consiglio regionale, ma qui stiamo parlando di questa legge, stiamo parlando di una legge che da 16 anni non viene applicata da nessuno; stiamo parlando di un provvedimento di legge che, secondo me, al contrario, allontana le persone dalla partecipazione perché fa sembrare che il dibattito democratico sia appannaggio esclusivo dei Partiti e che quindi necessiti essere nei Partiti per poterlo esercitare. Con grande tranquillità, credo che questo strumento abbia già clamorosamente fallito, a prescindere che sia finanziato o meno; è un benefit aggiuntivo il fatto che si possa non accantonare una cifra, qualunque essa sia, per uno strumento inutilizzato da 16 anni e a cui, concettualmente, io sono contrario. Già all'epoca, quando fu approvata, la guardai con diffidenza e un po’ di contrarietà perché non ne capivo né lo scopo né la natura. Quindi io voterò favorevolmente all'abrogazione di questa legge. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'esame di votazione del provvedimento;

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 409/12^ di iniziativa del consigliere P. Caputo, recante: “Modifiche della legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi)”

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 11, la proposta di legge numero 409/12^ di iniziativa del consigliere Caputo, recante: “Modifiche della legge regionale 29 marzo 2024 numero 16 (Istituzione dell'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l'attrazione di investimenti produttivi)”.

Cedo la parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego.

CIRILLO Salvatore (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta di legge mira a modificare la legge regionale 29 marzo 2024, numero 16, al fine di consentire il pieno avvio e la conseguente operatività dell'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l'attrazione di investimenti produttivi.

Nello specifico, la proposta di legge nel suo complesso reca 3 articoli.

Con l'articolo 1 si interviene per specificare meglio la portata del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 16/2024, oltre che delimitare con maggiore puntualità, con l'introduzione del comma 8 all'articolo 12 della legge regionale, che l'Agenzia subentra nel diritto d’uso di tutti i beni appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile già in uso della Fondazione Terina nonché nella titolarità di tutti i suoi beni strumentali e materiali ed immateriali appartenenti al patrimonio disponibile della fondazione medesima. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie.

Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Presidente, colleghi consiglieri, intervengo a nome del gruppo del Partito Democratico per esprimere la mia posizione fortemente critica su questa proposta legislativa che interviene a modificare la legge regionale 16 del 2024 che, ricordiamo, ha istituito l'Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali per l'attrazione di investimenti produttivi. Questa nuova proposta, che si presenta come un atto tecnico - ne spacciate tanti per atti tecnici - in realtà è tutt'altro che neutra perché il cuore vero è l'articolo 1 che sancisce il trasferimento alla nuova agenzia di tutto il patrimonio materiale e immateriale della Fondazione Mediterranea Terina ONLUS, compresi i beni demaniali e strumentali, in esito alla liquidazione coatta di quella Fondazione. Non possiamo fare finta che si tratti solo di un passaggio amministrativo.

La Fondazione Terina è stata una struttura costosa, annunciata come strategica, ma mai davvero valorizzata, fino a trasformarsi in un simbolo del fallimento totale delle politiche pubbliche del settore agroalimentare e formativo. E, ora, senza alcun serio bilancio pubblico sull'esperienza drammatica di questa Fondazione, senza una vera analisi su che cosa non abbia funzionato, si decide di assorbirne l'intero patrimonio in una nuova agenzia, una struttura appena nata della cui reale capacità operativa ancora sappiamo poco.

Ci chiediamo, quindi, a che cosa davvero servirà questa Agenzia e perché dobbiamo continuare a creare enti su enti, uno dopo l'altro, senza mai fare un bilancio sui precedenti e, soprattutto, un'analisi di che cosa ha portato a fare fallire, una dopo l'altra, tutte le fondazioni che abbiamo messo in piedi.

Ci auguriamo davvero che questi nuovi enti, voluti dal Governo Occhiuto - questa agenzia mi sembra che sia l'ennesimo esempio -non siano scatole vuote, come lo sono state, né strumenti di redistribuzione di potere e nomine, ma servano concretamente a questa Regione, affinché possano produrre risultati misurabili e trasparenti e non si limitino ad un effetto annunciato.

Noi, come opposizione responsabile, continueremo a vigilare, ma chiediamo che, prima di assorbire beni, si assorbano responsabilità, che, prima di ampliare strutture, si definiscano missioni e che le risorse pubbliche non siano disperse, ma investite con rigore, visione e coraggio.

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'esame e votazione al provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Dopo l'articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15190, aggiuntivo dell'articolo 1-bis, a firma del consigliere Graziano, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Presidente, saluto lei, il Presidente della Giunta, i membri della Giunta e i colleghi consiglieri. Si tratta di quattro modifiche alla legge 16 del 2024, quindi interviene su 4 commi dell'articolo 1: modifica il comma 5 dell'articolo 9, che specifica e precisa la tipologia dei vincoli la cui efficacia è comunque stabilita dalle norme nazionali; modifica il comma 6 dell'articolo 9 che collega le norme regionali e conferma l'equiparazione, quindi, dei Piani regolatori delle Aree industriali ai piani regolatori territoriali di coordinamento; un'ulteriore modifica è al comma 8 dell'articolo 9 che tende a raccordare i tempi di approvazione dei Piani Regolatori Territoriali di coordinamento delle Aree industriali e quelli degli strumenti urbanistici comunali che presentano tempistiche diverse; l'ultima modifica invece serve ad evitare che nelle aree industriali si possono pagare doppi oneri di urbanizzazione.

 

PRESIDENTE

Grazie, collega Graziano.

Parere della Giunta?

 

VARÌ Rosario, Assessore allo sviluppo economico, internazionalizzazione, innovazione e sistema universitario, ricerca, sviluppo del porto di Gioia Tauro e ZES.

Favorevole.

 

PRESIDENTE

Parere del relatore?

 

CIRILLO Salvatore (Forza Italia)

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. L'emendamento è approvato.

Ha chiesto di intervenire il collega Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

La collega Amalia Bruni aveva manifestato le sue perplessità in merito a questo provvedimento legislativo che avete portato in Aula. Ancora di più oggi, in questo momento, esprimiamo il nostro voto nettamente contrario. Anzi, non so se avete i numeri in Aula per poterla approvare, perché la disponibilità dell'opposizione è sempre massima, però quanto proponete un emendamento quasi interamente sostitutivo della proposta di legge e non abbiamo la possibilità né di valutarlo, né di approfondirlo e né di capire cosa ne pensi l'ufficio legislativo di queste modifiche, credo che si tratti sempre di un problema di correttezza istituzionale.

Chiediamo, pertanto, il rinvio del punto, altrimenti abbandoneremo l'Aula e vedremo se avete i numeri per approvarlo. Così non possiamo andare avanti. Noi abbandoniamo l'Aula perché ancora una volta non riscontriamo sensibilità e rispetto nei confronti dell’opposizione. Per la terza volta in pochi mesi modificate una legge e lo fate con un emendamento in Aula. Credo che abbiate oltrepassato ogni limite.

PRESIDENTE

Collega Bevacqua, la proposta è passata dalle relative Commissioni. Lei può dire quello che vuole, ma la modifica è stata discussa.

Poniamo in votazione di nuovo l'emendamento. L’emendamento è approvato. Pertanto, è inserito l’articolo 1-bis.

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come modificata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Svolgimento interrogazioni ex art. 121 e 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 12, lo “Svolgimento interrogazioni ex articoli 121 e 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale”, come da elenco allegato.

In relazione alle interrogazioni ex articolo 121 del Regolamento interno, ricordo all'Aula che, ascoltata la risposta dalla Giunta, l'interrogante ha diritto di replicare per non più di 3 minuti al fine di dichiarare se si ritenga o meno soddisfatto.

Per le interrogazioni ex articolo 122 del Regolamento interno, ricordo all'Aula che l'interrogante dispone di 2 minuti per illustrare l'interrogazione, la Giunta regionale dispone di 3 minuti per la risposta, l'interrogante ha diritto di replica per non più di 1 minuto.

Iniziamo con le interrogazioni a risposta immediata.

Interrogazione a risposta immediata numero 268/12^ di iniziativa del consigliere D. Tavernise: “Attivazione urgente di bus sostitutivi a servizio degli utenti della costa ionica in coincidenza con il Frecciarossa Sibari-Bolzano”

PRESIDENTE

La prima interrogazione, la numero 268/12^, a firma del consigliere Tavernise…

C'è qualche richiesta? Non lo so, vi vedo agitati. Collega Bevacqua, c'è qualche richiesta che volete fare? Sono interrogazioni, non si vota.

Avevamo già votato, c'era il numero legale, eravate tutti in Aula. Che sta dicendo?! Anche senza di voi c’è il numero legale.

Le interrogazioni le volete fare o volete andare via? Dichiaratelo!

Volete andare via, andate via.

Cedo la parola all'interrogante per illustrazione.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

L’interrogazione numero 268/12^, Presidente, è superata. Fermo restando, chiedo scusa, Presidente - se possibile ne approfitto - che ne ho già parlato con l’assessore Gallo, a cui chiedo ufficialmente di poter prendere l'impegno per quei lavori inerenti appunto al Freccia Rossa. Gliel’ho detto già prima sulla questione della stazione di Sibari, assessore Gallo. Si tratta di quello che le dicevo prima sulla stazione di Sibari. Grazie.

Interrogazione a risposta immediata numero 299/12^ di iniziativa del consigliere F. Laghi: “Sui rischi relativi alla tutela e salvaguardia dei Gigli di Mare nel Comune di Praia a Mare”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione 299/12^ a firma del consigliere Laghi “Sui rischi relativi alla tutela e salvaguardia dei Gigli di mare nel Comune di Praia a Mare”. Lei insiste.

Prego, collega Laghi.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.

Presidente, lei ha ragione quando dice che insisto, nel senso che questa è un'interrogazione del 16 dicembre del 2024 che segue quella del 24 maggio del 2022, quindi almeno un anno e mezzo prima. Debbo qui ribadire che esiste una legge regionale della Regione Calabria del 7 dicembre 2009, la numero 47, che identifica i Gigli di mare come flora di alto pregio, per il quale è necessario intraprendere prioritarie misure di conservazione e avviare progetti di tutela. La legge, quindi, disciplina azioni ed interventi diretta alla valorizzazione, tutela, promozione, salvaguardia, controllo e monitoraggio attribuito ai Comuni e alla stessa Regione Calabria. “Rilevato, invece, che oggi continuano gli atti di vandalismo” - questo lo scrivevo nel 2022 -, “ripetutamente denunciati dall'Associazione Italia Nostra nel Comune di Praia a Mare, e che la situazione è lungi dall'essere migliorata e vi è più peggiorata e, attualmente, si continua con i danneggiamenti e la distruzione dei Gigli di mare, aumentando anche i rifiuti in un'area che dovrebbe essere tutelata e valorizzata”. Infatti - è questa l'integrazione recentissima che dice come questa interrogazione sia sempre molto, molto attuale - nel maggio 2025, nel maggio scorso, dei mezzi meccanici hanno preceduto sostanzialmente alla distruzione delle dune nella spiaggia del comprensorio di Praia a Mare, per il livellamento sistematico del tratto di spiaggia caratterizzato da formazioni dunali naturali, nonché all'eliminazione di migliaia di esemplari di pancratium marittimum, che è poi il nome tecnico dei Gigli di mare, protetto appunto dalla legge che ho ricordato.

Quindi, si tratta in definitiva, signor Presidente, di un problema che intercetta situazioni o, meglio, vessazioni ambientali, danni economici e danneggiamenti dolosi, per cui intercetta anche il principio stesso di legalità; chiediamo, pertanto, che si si mettano in atto tutte le misure opportune per proteggere i Gigli di mare e il quesito dell'interrogazione è, allora come ora: quali misure si intendono adottare con l'urgenza che la situazione richiede, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale numero 47 del 2009 e nell'ottica del salvaguardia del patrimonio ambientale, per evitare che nel Comune di Praia a Mare vengano ulteriormente danneggiate le zone dove si trovano i Gigli di mare e con essa un prezioso elemento naturalistico protetto dalla legge regionale.

Come ho detto noi vorremmo sapere come si intende intervenire, perché ormai è una situazione che, anno dopo anno, si ripresenta con le stesse caratteristiche.

 

PRESIDENTE

Grazie. Assessore Calabrese, a lei la risposta.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Grazie, Presidente. Rispondo al consigliere Laghi in merito a questa importante interrogazione sulla salvaguardia dei Gigli di mare di Praia a Mare.

Il Dipartimento ambiente, consigliere, negli ultimi anni - 2023, 2024 e 2025 - con note indirizzate a tutti i Comuni costieri, ha invitato le Amministrazioni a non usare mezzi pesanti per la pulizia delle spiagge, per sbancamenti delle aree dunali, allo scopo di tutelare le specie proteste, in questo caso quelle dei Gigli marini. Quindi, anche in questa occasione abbiamo segnalato al Comune competente, in questo caso Praia a Mare, la preoccupazione e quindi il dover non utilizzare mezzi meccanici.

In ogni caso, riferisco, anche, che la Regione Calabria ha attivato, nel periodo di programmazione dei Fondi 2014-2020, azioni orientate alla tutela della biodiversità a livello regionale. Nell'ambito di tale programmazione è stato messo in atto un progetto di monitoraggio di habitat di specie flora e fauna, che ha consentito di adempiere agli obblighi derivanti l'articolo 17 della Direttiva Habitat e di ottenere un quadro accurato ed aggiornato dello stato di conservazione di habitat e specie presenti nei siti Rete Natura 2000; sono stati stanziati ben 3 milioni di euro ed è stato pubblicato un avviso sulla tutela della biodiversità con interessamento anche dell'Isola di Dino e dell'area di Praia a Mare.

Inoltre, con la legge regionale 22 del 15 maggio 2023 “Norme in materia di aree protette e sistema regionale della biodiversità” si è modificata e integrata la normativa regionale in materia di aree protette. Tra le innovazioni legislative introdotte dalla norma regionale rientra l'istituzione del servizio di volontariato di vigilanza ambientale (guardie ecologiche volontarie). La creazione di guardie ecologiche volontarie trae origine dalla necessità di avviare e rendere operativi i servizi di vigilanza ambientale, al fine di favorire la formazione di una coscienza civica di rispetto e di interesse per la natura, per la biodiversità e promuovere la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio naturistico-ambientale.

Con delibera di Giunta 96/2024 si è adottato il Regolamento di servizio delle guardie volontarie che ne ha disciplinato i compiti e le funzioni. La qualifica di guardia ecologica volontaria è conseguita mediante atto di nomina della Regione e si tratta di pubblici ufficiali nell’espletamento delle loro funzioni. Attraverso le guardie ecologiche volontarie si cercherà di andare incontro a ciò che ha manifestato il consigliere Laghi, tenendo conto che ci sono sanzioni importanti che vanno da 1.500,00 euro fino a 9.000,00. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie, Assessore. Il consigliere Laghi può intervenire brevemente.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Intervengo rapidamente, signor Presidente, grazie.

Ringrazio l'assessore Calabrese per la dettagliata risposta e mi permetto di dire che il segmento da osservare con particolare attenzione è quello della prevenzione, ancor più della repressione di atti che, comunque, continuano. Quindi, ci sono gli strumenti, bisogna accendere uno spot su questa situazione che, ripeto, non è soltanto naturalistica ma anche di alterazione del principio stesso di legalità.

Proprio in questi giorni, signor Presidente, signor Assessore, un gruppo di Associazioni nazionali e locali stanno presentando un esposto alla Magistratura proprio perché la situazione nel suo complesso è del tutto inaccettabile. Grazie.

Interrogazione a risposta immediata numero 323/12^ di iniziativa dei consiglieri R. Mammoliti, A. Lo Schiavo: “Sulla mancanza di posti letto e di barelle nell'Ospedale di Vibo Valentia”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 323/12^ a firma dei consiglieri Mammoliti e Lo Schiavo “Sulla mancanza di posti letto e di barelle all'Ospedale”.

Mi pare che il presidente Occhiuto sia dovuto andare via, quindi, questa interrogazione la rinviamo alla prossima seduta, colleghi Mammoliti e Lo Schiavo. Anche la successiva.

 

Interrogazioni a risposta scritta

Interrogazione a risposta scritta numero 233/12^ di iniziativa del consigliere D. Tavernise: “Emergenza occupazionale dei lavoratori dell'Abramo Customer Care”

PRESIDENTE

Interrogazione numero 233/12^ a firma del consigliere Tavernise: “Emergenza occupazionale dei lavoratori Abramo Customer Care”.

Cedo la parola al consigliere per l'illustrazione. Prego.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, Presidente.

È chiaro che questa è una interrogazione che avevo depositato 14 mesi fa quando c'era il rischio licenziamento dei 1000 lavoratori dell'Abramo Customer Care. La vertenza si è risolta in maniera positiva e ne prendo atto. Però, visto che ci siamo, vorrei capire, dall'assessore Calabrese, se possibile, le mansioni che questi lavoratori stanno svolgendo in questo periodo storico, i ruoli e cosa stanno producendo. Ne approfitto per avere informazioni sugli ultimi risvolti e per capire e avere un quadro della situazione, perché leggevo che 700 di loro erano impiegati nella digitalizzazione delle cartelle. Grazie.

 

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore Calabrese. Prego.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Grazie, Presidente.

Rispondo al consigliere Tavernise. Son passati effettivamente 14 mesi e, grazie all'impegno del governo regionale e al confronto avuto con il Ministero, presieduto dal ministro Russo, il confronto ha portato ad una soluzione positiva di una vertenza importante che ha riguardato la Regione Calabria e quasi 1000 lavoratori; 1000 lavoratori che sono stati assorbiti dall'azienda Konecta che è subentrata alla gestione commissariale dell'Abramo Customer Care e sono stati assunti nei mesi scorsi anche i lavoratori a progetto. Quindi, sono stati mantenuti i livelli occupazionali, è stata avviata anche un'attività di formazione con le risorse messe a disposizione dalla Regione Calabria per una sorta di riconversione delle attività di operatori telefonici a operatori dedicati alla digitalizzazione delle cartelle.

C'è un confronto costante con i vertici dell'azienda Konecta per dare continuità a questo tipo di attività.

In ogni caso, siamo soddisfatti perché, grazie all'impegno e alla regia della Regione e del presidente Occhiuto, abbiamo risolto questa problematica e abbiamo evitato di perdere 800 posti di lavoro che, considerata la situazione della Calabria, rappresentavano, sicuramente, un enorme problema.

Interrogazione a risposta scritta numero 237/12^ di iniziativa del consigliere A. Lo Schiavo: “In merito al mancato collettamento del fosso Sant'Anna all'impianto depurativo di Porto Salvo nel territorio comunale di Vibo Valentia”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 237/12^ a firma del consigliere Lo Schiavo “In merito al mancato collettamento del fosso Sant'Anna all'impianto depurativo di Porto Salvo nel territorio comunale di Vibo Valentia”.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Presidente, l'interrogazione è parzialmente superata, nel senso che è stata collettata, però, ritornano i problemi che ci siamo detti sul CORAP e sull'ARSAI, nel senso che il dibattito che abbiamo precedentemente svolto è rimasto immutato. Quindi, spero che, per i prossimi mesi e per i prossimi anni, ci siano degli interventi strutturali per evitare situazioni emergenziali.

Interrogazione a risposta scritta numero 263/12^ di iniziativa del consigliere D. Tavernise: “Completamento della strada del Medio Savuto, meglio conosciuta come ‘la strada che non c’è’”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo, quindi, all'interrogazione numero 263/12^ a firma del consigliere Tavernise: “Completamento della strada del Medio Savuto, meglio conosciuta come ‘la strada che non c'è’”.

Nelle more dell'avvio della seduta consiliare è pervenuta risposta scritta da parte della Giunta regionale, ma, se vuole intervenire, cedo la parola all'interrogante.

Cedo la parola al consigliere Tavernise. Prego.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Ho appena letto la risposta all’interrogazione che mi è pervenuta oggi. Non ho nulla da aggiungere, non so se l'Assessore al ramo voglia aggiungere qualcosa, visto che è una strada che riguarda una serie di comunità che la stanno aspettando da tanto tempo, altrimenti poi ci penso io attraverso i miei canali social a informare.

PRESIDENTE

L’Assessore ha già risposto all'interrogazione.

Interrogazione a risposta scritta numero 291/12^ di iniziativa del consigliere E. Alecci: “Impatto del Progetto di Piano stralcio di bacino del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale per l’assetto, la mitigazione e la gestione del rischio da alluvioni – Calabria/Lao e delle correlate misure di salvaguardia sulla pianificazione territoriale e sullo sviluppo economico dei Comuni calabresi”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 291/12^ a firma del consigliere Alecci: “Impatto del Progetto del Piano stralcio di bacino del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale per l'assetto, la mitigazione e la gestione del rischio da alluvioni – Calabria/Lao e delle correlate misure di salvaguardia della pianificazione territoriale e sullo sviluppo economico dei Comuni calabresi”.

Cedo la parola al collega Alecci. Prego.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Anche su questo tema abbiamo letto tanto e molti Comuni hanno impugnato questo Piano perché preoccupati per la linea che faceva ricadere delle zone che fino a qualche giorno prima non vi ricadevano e già vi erano dei Piani comunali che prevedevano l'espansione proprio su quel territorio. So che c'è stata un'apertura anche da parte della Regione Calabria e vorrei capire a che punto è lo stato dei lavori e se possiamo guardare con ottimismo a una possibile modifica in futuro. Grazie.

 

PRESIDENTE

L'assessore Calabrese ha facoltà di intervenire. Prego.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Signor Presidente, consigliere Alecci, ritengo superata in ogni caso l'interrogazione. Sicuramente, quando il consigliere interrogante ha posto la problematica, eravamo in una situazione di criticità, in quanto il Piano adottato il 24 ottobre 2024, che è entrato in vigore con la pubblicazione sul Bollettino regionale il 24 novembre 2024, prevede le misure di salvaguardia che avevano limitato, sicuramente, e creato problematiche all'interno dei Comuni.

Grazie all'impegno della Regione Calabria, del governo regionale, sono state approvate le norme transitorie che di fatto hanno sbloccato la situazione: hanno prorogato le osservazioni fino al 31 dicembre del 2025 e ciò ci consentirà ai privati e agli Enti locali di fare le osservazioni in modo tale da poter poi approvare in via definitiva il Piano, secondo quelle che sono le esigenze dei territori. Grazie.

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire per replica il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Non ho dubbi che la Regione Calabria voglia mettersi al fianco dei Comuni affinché queste osservazioni, se legittime e supportate anche da relazioni tecniche importanti, possano essere poi portate avanti e fatte proprie, perché ci sono alcuni territori che hanno bloccato il Piano di sviluppo; mi riferisco a due, tre Comuni; Davoli Marina, ad esempio, è stato il primo ad impugnarlo, perché tutta la zona mare, dove c'era un importante sviluppo turistico ricettivo, è stata bloccata:

Quindi, mi auguro che la Regione sia anche parte attiva nel recepimento di queste osservazioni.

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire l’assessore Calabrese, per alcune precisazioni. Ne ha facoltà.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Riguardo al Comune di Davoli, le osservazioni sono state recepite, la problematica è superata, così come quelle di tanti altri Comuni, essendoci un Tavolo di confronto aperto tra il Dipartimento ambiente e l'Autorità di bacino.

Interrogazione a risposta scritta numero 298/12^ di iniziativa della consigliera Amalia Bruni: “Oggetto: Legge regionale 6/2023 – ‘Precariato storico’”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 298/12^ a firma della consigliera Bruni: “Legge regionale 6/2023 – ‘Precariato storico’”. Prego.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Sintetizzo l'interrogazione: la legge 6 del 2023 ha previsto l'assunzione a tempo determinato di 132 persone, tra diplomati e laureati, come supporto per i Dipartimenti regionali per l'attuazione del PNRR. Alla fine, ne sono state assunte solo 42, comportando un netto risparmio di spesa sul budget previsto; questi 42 dipendenti sono a tempo determinato, dovrebbero essere già scaduti a febbraio 2025. L'interrogazione risale all'11 dicembre 2024. Pertanto, sottolineando che non si possono attendere tutti questi mesi per avere una risposta, nell'interrogazione io chiedevo e continuo a chiedere: i 42 precari saranno stabilizzati? O meglio, a questo punto, lo sono stati? I soldi di disavanzo come sono stati utilizzati o come verranno utilizzati? I precari storici - certamente è una domanda generica che deriva comunque dal caso specifico - che fine faranno?

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Grazie, Presidente. Per quanto riguarda la problematica posta dalla consigliera Bruni ritengo superata questa interrogazione, in quanto alla scadenza della Convenzione firmata dal Dipartimento programmazione comunitaria con FinCalabra, che ha previsto la contrattualizzazione di 42 persone, essendo una manifestazione aperta solamente a disoccupati, lo scorso febbraio, con un addendum alla Convenzione, a seguito di decreto della programmazione comunitaria, sono stati prorogati i contratti fino a 30 mesi, con l'utilizzo delle risorse necessarie, delle risorse derivanti dal risparmio.

Per quanto riguarda la stabilizzazione bisogna tenere conto che la legge regionale 6/2023, in modo esplicito e chiaro, non prevede la stabilizzazione di queste persone.

In ogni caso, la Convenzione è stata prorogata e le persone stanno attualmente lavorando e hanno continuato a lavorare senza discontinuità.

 

PRESIDENTE

Grazie, Assessore. Ha chiesto di intervenire per replica la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Intervengo per ringraziare l'Assessore, certamente, e sottolineare, ancora una volta, che a queste interrogazioni spesso si risponde quando si è risolto il problema; questa cosa ci fa molto piacere, perché, evidentemente, ponendo un problema, poi in un qualche modo abbiamo un risultato, fermo restando che il tema del precariato chiaramente persiste, per cui questa interrogazione avrebbe ragione ancora di esistere. Praticamente, sotto la scadenza dei 30 mesi, avremo, verosimilmente, modo di doverci interfacciare ancora una volta su questo futuro che, certamente, non è roseo poi per queste persone.

Interrogazione a risposta scritta numero 314/12^ di iniziativa del consigliere A. Lo Schiavo: “In ordine allo stato di attuazione del Piano di ambito per la gestione dei rifiuti nell’area centrale della Calabria e del revamping dell’impianto pubblico di Alli di Catanzaro”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'ultima interrogazione, la numero 314/12^, a firma del consigliere Lo Schiavo: “In ordine allo stato di attuazione del Piano di ambito per la gestione dei rifiuti nell'area centrale della Calabria e del revamping dell'impianto pubblico di Alli Catanzaro”.

Ha chiesto di intervenire l’assessore Calabrese. Ne ha facoltà.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche del lavoro e formazione professionale, ITS e alta formazione, tutela dell’ambiente, turismo

Abbiamo concordato con il consigliere Lo Schiavo, che ringrazio, di differire la risposta di questa interrogazione, essendo articolata e complessa e riguardante una problematica importante che è l'impianto di Alli; visto che c'è una fase in continua evoluzione, c'è un contenzioso aperto con l’Alli Scarl, abbiamo condiviso con il consigliere Lo Schiavo che terremo un Tavolo di confronto con il Dipartimento e con ARRICAL al fine di chiarire le problematiche esposte giustamente dal consigliere Lo Schiavo, che ringrazio.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Ho condiviso con l'Assessore la necessità di affrontare questa tematica particolarmente delicata, non in pochi secondi di un'interrogazione, ma in un incontro che nei prossimi giorni faremo personalmente con l'Assessore regionale nella sede competente alla Cittadella regionale.

Interrogazione a risposta scritta numero 315/12^ di iniziativa del consigliere A. Lo Schiavo: “In ordine alle mareggiate che hanno distrutto il lungomare di Tropea”

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Presidente, c'era un'ultima interrogazione, la numero 315/12^, che non è superata. La vorrei discutere o quantomeno avere la possibilità di illustrarla.

 

PRESIDENTE

Se vuole intervenire, può intervenire, ma, nelle more dell'avvio della seduta consiliare, è pervenuta la risposta scritta.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Sì, voglio intervenire, Presidente, brevemente, tanto la seduta ormai va alla conclusione, però è un tema che, secondo me, è di stretta attualità ed è estremamente importante; quindi, è il caso di perdere qualche minuto. Il problema delle mareggiate a Tropea, al di là dell'intervento di ripristino che può essere stato fatto o meno, riguarda la più grave emergenza che oggi soffrono i Comuni costieri calabresi. La Calabria detiene il primato nazionale per chilometri in costa di erosione, secondo l'ultimo rapporto Ispra del 2021, e cioè su 734 km di costa, ben 161 mostrano un arretramento significativo, colpendo 613 km di coste basse; il 46 per cento delle coste calabresi ha subito modifiche superiori a 25 metri negli anni 2000 e 2007, l'82 percento dei Comuni costieri calabresi ha aree classificate a pericolosità molto elevate, con il 100 per cento dei Comuni interessati ai fenomeni di dissesto. Ovviamente, le cause scientifiche coinvolgono i cambiamenti climatici, vi sono stati 82 eventi registrati in Calabria dal 2010 al 2024, così come l'intervento umano, la riduzione degli apporti sedimenti fluviali ha rappresentato un ulteriore aggravamento.

Ma il punto su cui io incido e vorrei incidere con la mia interrogazione è che, nonostante un Masterplan del 2013, nonostante un'evoluzione normativa e una serie di accordi di Programma-quadro, quasi 40 milioni di euro per 15 progetti prioritari e per 19 interventi con obiettivi da proteggere, in realtà siamo ancora in ritardo e questi interventi non hanno avuto un'efficacia nella loro azione.

L'approccio frammentario utilizzato e, soprattutto, l'evoluzione anche delle opere che nel corso del tempo sono state superate da nuove emergenze, rende critica la situazione calabrese.

La gestione delle risorse costiere ha numerosi livelli istituzionali oggi coinvolti, con scarso coordinamento: la Regione Calabria attraverso il Dipartimento infrastrutture deve, ovviamente, gestire la programmazione e i finanziamenti principali, assieme all'Autorità di bacino, alle Provincie e ai Comuni.

Ora, le prospettive sono, ovviamente, quelle di un nuovo approccio integrato, quindi, con nuove priorità che richiedono un aggiornamento urgente del Masterplan e la disponibilità di oltre 200 milioni di euro tra fondi regionali, nazionali ed europei, in particolar modo, rende inaccettabili ulteriori ritardi.

Il caso di Tropea dimostra che ignorare gli allarmi scientifici causa la cronaca di un disastro annunciato - lì vi è una rupe e gli interventi su quella rupe sono sempre emergenziali, sempre dopo disastri, a rotture dei costoni - e quindi, questo richiede un cambio di paradigma immediato, dalla logica emergenziale a quella della prevenzione scientificamente fondata. Grazie, Presidente.

 

PRESIDENTE

Grazie. Cedo la parola all’assessore Caracciolo per la risposta.

CARACCIOLO Maria Stefania, Assessore ai lavori pubblici, istruzione, edilizia scolastica, area dello Stretto e Città Metropolitana di Reggio Calabria, fenomeni migratori, urbanistica

Volevo evidenziare che la questione è alla particolare attenzione del Dipartimento.

Nella risposta che noi abbiamo fornito, abbiamo evidenziato che, in merito all'attuazione degli interventi di protezione dall'erosione costiera, nel tratto di litorale prospiciente il lungomare, è prevista la realizzazione di parte dell'intervento integrato per il completamento delle opere di difesa costiera e ricostruzione del litorale (Scogli delle Formiche - litorale di Pizzo Calabro), codice ECI10, I° stralcio funzionale - che prevede la costruzione di una barriera soffolta con ripascimento protetto ( Marina del Convento), mentre nella zona di “mare piccolo” sono previsti un pennello semi-sommerso e relativo ripascimento.

La consegna dei predetti lavori, che interessano anche i Comuni di Pizzo e di Vibo Valentia, è subordinata alla verifica della presenza di praterie di Posidonia Oceanica, come da provvedimento autorizzativo unico regionale (PAUR), ai sensi dell'articolo 27-bis del decreto legislativo 152 del 2006, attraverso rilievi subacquei di dettaglio del relativo habitat, al fine di determinarne la reale estensione, il grado di interferenza con le opere di progetto.

Tale approfondimento, recentemente realizzato e trasmesso il 28 febbraio 2025, dall'impresa aggiudicataria, ha evidenziato questa interferenza su circa 160 metri dei 290 previsti, che consentirebbe la realizzazione parziale della barriera in progetto. Sulla base delle indicazioni, che è in corso di recepimento dei progettisti, sarà valutata la fattibilità in merito alla realizzazione di uno stralcio della medesima opera in termini di funzionalità, nelle more di un'eventuale rimodulazione del progetto che tenga conto delle limitazioni imposte dalla normativa ambientale.

Un ulteriore intervento, denominato “Interventi integrati per il completamento delle opere di difesa costiera” (tra Scogli delle formiche e litorale di Pizzo Calabro), prevede la realizzazione di una barriera soffolta in località “mare piccolo” ed è attualmente in fase di valutazione ambientale presso il competente Dipartimento regionale.

In merito all'aggiornamento del Masterplan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera in Calabria, si rappresenta che è in corso di definizione un accordo con l'Università Mediterranea e con l'UniCal, l'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino meridionale, per l'aggiornamento e la rivisitazione dello stesso, con criteri e approcci innovativi, facendo tesoro di tutte le virtuose attività svolte nel passato, che punta a rappresentare la più moderna frontiera per la mitigazione del rischio su ampia scala, nell'ambito di un contesto di risorse estremamente limitate rispetto alla complessità del territorio.

Tale percorso punta a rapportare il tradizionale approccio button down, basato su una visione estremamente puntuale e poco correlata a logiche di priorità, comparate a carattere regionale, per trasformare l'attività in una attivazione propositiva dei territori in termini di progettualità, con il supporto del mondo scientifico, che affronti in modo integrato le criticità, superando i confini amministrativi e tenendo conto anche di quanto presente sul territorio in termini di esposizione al rischio.

Si specifica che l'esistente Masterplan ha realizzato una fotografia istantanea dello stato di fatto alla data degli studi connessi, ma è da attendersi quale stato di partenza, essendo il fenomeno dinamico, in continua evoluzione, per cui prevede adeguamenti sulla base del monitoraggio dei litorali, di studi di approfondimento degli equilibri costieri, dell'attuazione degli interventi e di segnalazioni che pervengono dagli Enti territoriali a seguito di eventi critici.

L'attività del settore è comunque costantemente improntata a una progettazione dinamica, che scaturisce dalle modificazioni dell'ambiente costiero nel suo insieme e dall'aggiornamento del quadro conoscitivo in funzione delle opere nel frattempo realizzate in corso di esecuzione. A questo riguardo volevo dire che sono in corso interlocuzioni costanti con l'Università e che, nel giro di brevissimo tempo, faremo questa Convenzione, quindi è in dirittura d'arrivo.

Gli interventi di cui al punto 2 posseggono approfonditi studi specialistici che ne hanno garantito l'approvazione in sede di Conferenza dei servizi e che contengono tutti gli elementi previsti dalle normative vigenti, secondo criteri di idraulica marittima applicati ai fini dell'individuazione e della progettazione delle opere. Ad ogni modo, è opportuno precisare che, secondo la tecnica, gli interventi di difesa delle coste, proprio perché gli stessi sono condizionati dai moti meteo marini, variabili e non sempre prevedibili, sono progettati sulla base di metodi probabilistici, e solo dopo la loro realizzazione, verificando la rispondenza degli effetti indotti, è possibile approfondire la conoscenza, indagando con studi specifici le eventuali ulteriori azioni da pianificare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. La seduta è tolta.

 

La seduta termina alle 19.21

 

Allegati

 

Congedi

Hanno chiesto congedo: Crinò e Pietropaolo.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Riordino e trasformazione delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) - (Deliberazione G.R. n. 329 del 26.06.2025)” (PL n. 402/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei Consiglieri regionali:

Laghi “Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS)” (PL n. 401/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Graziano “Fiera Agroalimentare, Agricola, Artigianato e Cultura AGRITERRANOVA quale patrimonio, Agricolo, Agroalimentare, Artigianale e culturale regionale” (PL n. 403/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito, alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Comito, Gelardi, De Francesco, Crinò, Graziano, De Nisi “Abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)” (PL n. 404/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Mancuso, Caputo e Cirillo “Modifiche a leggi regionali a seguito di impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (PL n. 405/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Crinò “Modifiche alla legge regionale 4 settembre 2001, n. 19 (Norme sul procedimento amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso)” (PL n. 406/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

(La proposta di legge è stata ritirata dal proponente in data 9 luglio 2025).

 Gelardi e Gentile “Modifiche alla legge regionale 18 maggio 2017, n. 19 (Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale)” (PL n. 407/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Tavernise, Laghi e Talerico “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario” (PL n. 408/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Caputo “Modifiche alla legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi)” (PL n. 409/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Raso, Straface e Molinaro “Norme per la riduzione dell’inquinamento da nutrienti delle acque marine costiere da Nicotera a Tortora” (PL n. 410/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Talerico, Gentile e Afflitto “Disposizioni per la tutela dell’area del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara dai rifiuti pericolosi e radioattivi non prodotti nel territorio regionale” (PL n. 411/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Alecci “Disposizioni per la promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nei settori produttivi regionali - Progetto “Lavorando includendo”” (PL n. 412/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

 Mammoliti, Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Muraca “Interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio forestale nelle aree interne” (PL n. 413/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL) - (Deliberazione G.R. n. 346 del 10.07.2025)” (PPA n. 221/12^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per l’esame di merito.

“Rendiconto esercizio 2024 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) - (Deliberazione G.R. n. 358 del 10.07.2025)” (PPA n. 222/12^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per l’esame di merito.

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali:

Mammoliti, Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Muraca “Proposta di legge al Parlamento recante: “Abrogazione del decreto-legge 15 giugno 1984, n. 233, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1984, n. 442, recante: (norme sull’impiego di lavoratori idraulico-forestali nella regione Calabria)”” (PPA n. 223/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito.

Richiesta parere su deliberazione della Commissione consiliare competente

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 333 dell’1° luglio 2025, recante:

“Approvazione modifiche e integrazioni al regolamento regionale n. 15 del 30/12/2024 in attuazione delle leggi regionali n. 13/2025 e n. 29/2025, pubblicate sul BURC rispettivamente n. 54 del 18 marzo 2025 e n. 106 del 30 maggio 2025”.

(Parere numero 52/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione consiliare permanente.

Parere favorevole della Commissione consiliare competente

La quarta Commissione consiliare permanente, nella seduta dell’1° luglio 2025, ha preso in esame il parere n. 51/12^ “(Adempimenti di cui all’art. 15 lettera f) della l.r. 24/2013. Approvazione dotazione organica e sue variazioni”, e, ha espresso parere favorevole.

La seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 2 luglio 2025, ha preso in esame il parere n. 51/12^

“Adempimenti di cui all’art. 15 lettera f) della l.r. 24/2013. Approvazione dotazione organica e sue variazioni”, e, ha espresso parere favorevole.

Promulgazione di Legge regionale

In data 25 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 124 del 25 giugno 2025:

1) Legge regionale n. 30 del 25 giugno 2025, recante: “Concorso agli obiettivi di finanza pubblica di cui all’articolo 1, comma 527, della legge 30 dicembre 2023, n. 213”.

In data 27 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 126 del 27 giugno 2025:

1) Legge regionale n. 31 del 27 giugno 2025, recante: “Conservazione, valorizzazione e promozione dell’opera di Mattia e Gregorio Preti e del Museo Civico di Taverna, quali patrimoni artistico-culturale della Calabria”;

2) Legge regionale n. 32 del 27 giugno 2025, recante: “Politiche di prevenzione dello sfruttamento e degli abusi in danno di minori”.

In data 30 giugno 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 128 del 30 giugno 2025:

1) Legge regionale n. 33 del 30 giugno 2025, recante: “Disposizioni per l'attuazione di un sistema di gestione dei dati in blockchain per la tracciabilità e rintracciabilità dei prodotti della filiera agroalimentare della Calabria”;

2) Legge regionale n. 34 del 30 giugno 2025, recante: “Norme per il contrasto del fenomeno della violenza di genere”;

3) Legge regionale n. 35 del 30 giugno 2025, recante: “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale delle malattie reumatologiche e per l'attuazione della rete reumatologica regionale”.

Ritiro proposta di legge

La proposta di legge n. 400/12^, di iniziativa del consigliere regionale Alecci, recante: “Disposizioni per la promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nei servizi turistici stagionali - Progetto (Lavorando includendo)” è stata ritirata dal proponente, in data 14 luglio 2025.

Sottoscrizione proposte di legge regionale

La proposta di legge n. 386/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Mancuso, Comito, Gallo, Gentile, Graziano, De Francesco, Caputo, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 recante: “Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Giannetta.

La proposta di legge n. 370/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Straface e Comito, recante: “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo del sistema universitario e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Caputo.

La proposta di legge n. 390/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali De Francesco e Gentile, recante: “Disposizioni regionali per il turismo equestre e la valorizzazione delle attività con gli equidi” è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Muraca, Giannetta e Mattiani.

La proposta di legge n. 333/12^, di iniziativa del consigliere regionale Mattiani, recante: “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Laghi.

La proposta di legge n. 370/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Straface, Comito e Caputo, recante: “Disposizioni per la promozione e lo sviluppo del sistema universitario e dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM) regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Talerico.

La proposta di legge n. 296/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Laghi, Straface, Lo Schiavo, Tavernise, Mannarino, Talerico, recante: “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Comito.

La proposta di legge n. 396/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro, recante: “Il turismo delle radici” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Talerico.

Dichiarazione infondatezza questione di legittimità costituzionale

La Corte costituzionale, con sentenza n. 106/2025, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 1, lettera b e 2 della legge della Regione Calabria 8 luglio 2024, n. 27: “Modifiche della legge regionale n. 25/2013. Disposizioni in materia di forestazione”, promosse, complessivamente, in riferimento agli artt. 3 e 117, commi secondo, lettera l, e terzo, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Dichiarazione di illegittimità costituzionale

La Corte costituzionale, con sentenza n. 62 dell'11 marzo 2025:

1) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, comma 4, della legge della Regione Calabria 29 novembre 2019, n. 48 “Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria”, come sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera a), della legge della Regione Calabria 7 agosto 2023, n. 38, recante «Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria)», nella parte in cui vieta alle imprese funebri l'esercizio del servizio di noleggio con conducente di ambulanza per trasporto non urgente e programmabile;

2) ha dichiarato, in via consequenziale, ai sensi dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87 “Norme sulla costituzione e sul funzionamento della Corte costituzionale”, l'illegittimità costituzionale dell'art. 7, comma 4, della legge regionale Calabria n.48 del 2019, come sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera a, della legge regionale Calabria n. 38 del 2023, nella parte in cui vieta l'esercizio di attività funebre ai soggetti che gestiscono il solo servizio di noleggio con conducente con ambulanza per trasporto non urgente e programmabile;

3) ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 7, comma 4, della legge regionale Calabria n. 48 del 2019, come sostituito dall'art. 5, comma 1, lettera a, della legge regionale Calabria n. 38 del 2023, limitatamente all'inciso «nonché ogni altro servizio parasanitario, socioassistenziale o assimilabile», sollevate, in riferimento agli artt. 3, 41 e 117, secondo comma, lettera e), della Costituzione, dal Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, sezione staccata di Reggio Calabria.

Pronuncia ricorso al TAR

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), con sentenza n. 1278/2025, si è pronunciato sul ricorso in ordine all'adozione del provvedimento di ammissibilità sulla proposta di legge regionale di iniziativa popolare di 'istituzione dei comuni autonomi di Corigliano Calabro e di Rossano (CS) dichiarandolo improcedibile e rigettando i motivi aggiunti.

Emanazione di Regolamento regionale

Il regolamento regionale sottoindicato è stato emanato dal Presidente della Giunta Regionale in data 3 luglio 2025 ed è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria - Parte I - n. 132 del 4 luglio 2025:

- Regolamento regionale n. 4 del 3 luglio 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 16 dicembre 2016, n. 18 (Disciplina dell'albo regionale del volontariato di protezione civile, delle procedure operative per la sua gestione e dell'utilizzo dei loghi di protezione civile regionale)”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2025-2027:

1.) numeri 279 e 300 del 20 giugno 2025

2.) numeri 318, 319, 320, 321, 322, 323, 324, 325, 327 del 26 giugno 2025

3.) numeri 334, 335, 336, 337, 338, 339 dell’1° luglio 2025

4.) numeri 348, 349, 350, 351, 352, 353, 354, 355, 356, 357, 359, 360 del 10 luglio 2025

Interrogazioni a risposta immediata

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- i Tirocini di Inclusione Sociale (TIS) sono misure di politica attiva del lavoro promosse dalla Regione Calabria, finalizzate a favorire l'inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizioni di fragilità e vulnerabilità, attraverso percorsi formativi e occupazionali in contesti pubblici e di utilità sociale;

- con D.G.R. n. 404 del 30/08/2017 veniva approvato lo schema di Accordo di Programma per la realizzazione di un Progetto Pilota dal titolo “Inclusione sociale, ambiente e valorizzazione delle risorse boschive nelle aree interne della Sila Greca” da sottoscrivere tra Regione ed i Comuni di Longobucco, Bocchigliero e Campana. Successivamente, al fine di non disperdere i 255 tirocinanti formati e al fine di avere una ricaduta occupazionale nei tre comuni, la Regione Calabria ha proceduto ad avviare ulteriori fasi progettuali. Il progetto veniva così riproposto, con D.G.R. n. 527 del 14/11/2019, giusto schema di Accordo di Programma Integrativo per la realizzazione del richiamato Progetto Pilota. Con successiva D.G.R. n. 372 dell'11/08/2021 veniva approvato un ulteriore Accordo di Programma Integrativo avente ad oggetto “Proroga della seconda fase del Progetto Pilota Inclusione sociale, ambiente e valorizzazione delle risorse boschive nelle aree interne della Sila Greca”. In questo caso veniva stipulata apposita Convenzione con la quale è stato previsto un programma di formazione professionale, volto alla realizzazione di tirocini "on the job", destinati ai disoccupati dei tre Comuni interessati, che avevano precedentemente concluso positivamente l'attività formativa necessaria all'acquisizione di una qualifica. Con Decreto Dirigenziale (Dip. Lavoro e Welfare) n. 7298 del 26/5/2023 veniva approvato lo schema di Convenzione disciplinante il rapporto tra Regione ed i Comuni interessati per avviare la terza fase del Progetto Pilota prorogando il medesimo Progetto per ulteriori mesi sei e al fine di proseguire i tirocini on the job destinati ai disoccupati dei tre comuni interessati;

-con DGR n. 258 del 12/07/2016 veniva approvato lo schema di Accordo di Programma per la realizzazione del Progetto denominato “Progetto Integrato di Sviluppo Locale e Creazione di impresa nel Comune di San Giovanni in Fiore”, da sottoscrivere, appunto, tra la Regione Calabria ed il Comune di San Giovanni in Fiore. Con D.G.R. n. 144 dell’11/4/2019 veniva approvato lo schema di Accordo di Programma per prorogare la scadenza dei termini progettuali di cui al precedente accordo al 31/1/2020. Lo stesso progetto veniva ulteriormente prorogato al 31/12/2022 (rif. D.G.R. n. 421 del 9/9/2021) e di ulteriori n. 6 mesi (rif. D.D. n. 8567 del 19/6/2023);

- i Progetti realizzati con i Comuni sopra indicati hanno consentito a circa 435 soggetti disoccupati (poi ridotti a 335 unità) residenti nei Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore di acquisire conoscenze teoriche pratiche, competenze, qualifiche e professionalità poi utilizzate nel recupero economico e ambientale dei territori dei Comuni firmatari degli Accordi di Programma summenzionati tramite tirocini on the job. Considerato che: - al termine dei Progetti summenzionati, i Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore hanno richiesto l’intervento della Provincia di Cosenza per la prosecuzione dei percorsi realizzati e conclusi positivamente dalle risorse umane impiegate attraverso la realizzazione di un Progetto tecnico-pratico più completo, finalizzato allo sviluppo di attività di salvaguardia e manutenzione del territorio con riguardo particolare al tema della selvicoltura, ecologia ed economia del bosco;

- la Provincia di Cosenza ha così approvato il Progetto Pilota “Valorizzazione della montagna e interventi di salvaguardia ambientale - Iniziative pilota per la tutela e la valorizzazione delle aree montane” da realizzare nei Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore, utilizzando le competenze professionale dei 335 soggetti formati negli anni passati, con lo scopo di incentivare una fase di sviluppo socioeconomico per le comunità locali mediante la cooperazione tra gli Enti Locali, la Provincia di Cosenza e la Regione Calabria per un importo complessivo di € 1.150.000 a totale carico del finanziamento concesso dalla Regione Calabria - Dipartimento UOA Politica della Montagna, Foreste, Forestazione e difesa del suolo. La Provincia di Cosenza svolge la funzione di Coordinatore e Referente con la Regione Calabria, mentre i Comuni di Bocchigliero, Campana, Longobucco e San Giovanni in Fiore hanno il compito di attuare le azioni progettuali;

- l’importanza del recupero e della valorizzazione delle aree montane a rischio marginalizzazione economica e sociale è al centro della Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI) che è stata declinata e recepita a livello regionale (SNAI in Calabria 2021- 2027) ed è rivolta in modo particolare a quei territori caratterizzati da un calo della popolazione e di un conseguente invecchiamento della stessa, da minori livelli di occupazione e di sfruttamento delle risorse territoriali. Le aree territoriali dei Comuni di Bocchigliero, Campana e Longobucco, inserite nella SNAI Regionale succitate, insieme al Comune di San Giovanni in Fiore sono al centro delle strategie della Programmazione Regionale (PSR - FESR-FSE 2021/2027) volta a sostenere i territori montani e a valorizzare il patrimonio boschivo come risorsa economica. Tenuto conto che: - con Deliberazione di Giunta Regionale n. 29 del 06/02/2024 è stato approvato il Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2024-2026 della Giunta regionale che si compone di una Parte Generale e di n. 7 allegati. In particolare, l’Allegato 1 - Obiettivi Strategici del Piano Integrato di Attività e Organizzazione 2024-2026 della Giunta regionale individua come “Priorità strategica 4 - Una Calabria più inclusiva” l’obiettivo di non creare ulteriori forme di precariato e, soprattutto, quello di “assorbire gli attuali bacini di precariato”;

- con Deliberazione di Giunta Regionale n. 581 del 24/10/2024 è stato dato indirizzo al Dipartimento Lavoro per l’individuazione di misure di accompagnamento per la chiusura dei percorsi di tirocinio. In esecuzione di questa D.G.R. la Regione Calabria ha sottoscritto in data 17/02/2025 un Accordo Quadro con le OO.SS. maggiormente rappresentative;

-con nota Prot. N. 265231 del 18/04/2025 la Regione Calabria, sempre nell’ottica di attuazione della D.G.R. n. 581/2024, ha proceduto ad avviare una preliminare ricognizione, su un’apposita piattaforma istituzionale, in ordine alla disponibilità da parte degli Enti destinatari ad assumere a tempo indeterminato - tempo pieno o parziale - i soggetti avviati nei tirocini che non sono ancora fuoriusciti dal bacino. Preso atto che: - a maggio 2025 l’Assessore regionale al Lavoro, con firma congiunta del Dirigente Generale, ha inviato una lettera agli Enti utilizzatori dei TIS, alla Presidente dell’Anci Calabria e alle rappresentanze sindacali, scrivendo: “La stabilizzazione dei Tirocinanti di inclusione sociale impiegati da anni negli Enti pubblici calabresi che tanto preoccupa noi amministratori e gli stessi tirocinanti che da oltre un decennio vivono in una situazione di precarietà, è un tema cruciale per la dignità del lavoro e la coesione sociale della nostra comunità. La Regione Calabria ha messo in campo importanti strumenti per agevolare l’assunzione a tempo indeterminato dei TIS, stanziando incentivi economici pari a 25.000 euro per ciascuna stabilizzazione e offrendo massima flessibilità, grazie a norme ad hoc approvate dal Parlamento, agli Enti locali anche in deroga ai limiti ordinari di fabbisogno. Non si tratta soltanto di un’opportunità amministrativa, ma di un dovere morale e istituzionale. Questi lavoratori hanno prestato servizio con spirito di sacrificio, contribuendo al funzionamento quotidiano dei nostri Comuni e alla tenuta dei servizi pubblici essenziali”. Nella lettera si evidenzia inoltre che “si prevede di aumentare il contributo regionale fino a 40.000 euro a lavoratore under 60, spalmare il contributo su più annualità fino al 2029. Prevediamo anche di ripartire il contributo storicizzato sul bilancio dello Stato di cui all’art. 3, comma quinquies, del Decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44, come modificato della Legge n. 207 del 30 dicembre 2024, tra gli enti che aderiranno alla manifestazione di interesse che procederanno consequenzialmente alle procedure assunzionali secondo le modalità previste sempre da apposita e recente normativa statale, la quale consente l’assunzione dei tirocinanti in qualità di lavoratori sovrannumerari al piano di fabbisogno del personale ed ai vincoli assunzionali previsti dalla vigente normativa. E per come concordato al tavolo permanente con le rappresentanze sindacale con il medesimo decreto si autorizza la mobilità dei tirocinanti presso altri enti pubblici e privati che potranno procedere successivamente alla stabilizzazione secondo le procedure previste”;

- il 16 giugno 2025 si è chiusa la piattaforma regionale della Calabria per la raccolta delle adesioni da parte degli enti pubblici interessati alla possibile stabilizzazione dei TIS. Persistono alcuni problemi, a cominciare dal fatto che molti enti locali sono tuttora impossibilitati ad assumere, a causa della mancata storicizzazione delle risorse. Oltre cento sindaci calabresi - molti dei quali hanno aderito alla piattaforma - hanno firmato un documento unitario in cui si denunciavano: l’assenza di certezze sulle risorse disponibili;

la mancanza di deroghe normative;

l’insufficienza della storicizzazione statale e la necessità urgente di un confronto strutturato con la Regione e le organizzazioni sindacali. Adesso si procederà con l’avvio della fase operativa, predisponendo la manifestazione di interesse per tutte le amministrazioni che hanno partecipato alla piattaforma;

- i Tirocinanti di Inclusione Sociale che operano nei Comuni di Longobucco, Campana, Bocchigliero, San Giovanni in Fiore hanno ricevuto notizie contrastanti in merito alla loro presenza all’interno della piattaforma. Se inizialmente hanno avuto rassicurazioni su un loro possibile percorso di stabilizzazione, successivamente è stato riferito di una loro inspiegabile esclusione dal bacino dei TIS per non meglio precisati problemi burocratici;

- nella Legge 23 febbraio 2024 n. 18 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2023, n. 215, recante disposizioni urgenti in materia di termini normativi), pubblicata in G.U. n. 49 del 28 febbraio 2024, tra i tirocinanti rientranti nei percorsi di inclusione sociale rivolti a disoccupati già percettori di trattamenti di mobilità in deroga, sono espressamente previsti, e lo sono prioritariamente rispetto agli altri tirocinanti, “i soggetti beneficiari delle risorse degli accordi di programma di cui alle deliberazioni della giunta della regione Calabria n. 258 del 12 luglio 2016 e n. 404 del 30 agosto 2017, già utilizzati dalle predette amministrazioni e in possesso dei requisiti per l'accesso al pubblico impiego". Questi TIS sono proprio quelli che stanno operando nei Comuni di Longobucco, Campana, Bocchigliero, San Giovanni in Fiore. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quali iniziative urgenti intenda adottare per chiarire la posizione dei TIS operanti nei Comuni di Longobucco, Campana, Bocchigliero e San Giovanni in Fiore e per assicurare il loro concreto inserimento nei percorsi di stabilizzazione, in vista dell’avvio della fase operativa conseguente alla chiusura della piattaforma regionale.

(368; 02/07/2025).

Interrogazioni a risposta scritta

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in piena pandemia del 2020, un incendio rese inagibile un edificio di edilizia popolare sito in Via Indipendenza nel Comune di Dasà (VV), di proprietà dell’Aterp Calabria;

- a seguito dell’evento, otto nuclei familiari sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni, senza che ad oggi – a distanza di cinque anni – sia stata trovata una soluzione definitiva;

- nel febbraio scorso, il Sindaco di Dasà ha emesso un’ordinanza contingibile e urgente per la demolizione o il ripristino dell’immobile, ritenuto pericoloso per la pubblica incolumità;

- l’Aterp ha impugnato l’ordinanza davanti al TAR Calabria (ricorso n. --------), che ha respinto il ricorso con ordinanza n. ------;

- nonostante la decisione del TAR, l’Aterp ha presentato un nuovo ricorso, questa volta avvalendosi di un legale esterno, pur disponendo di un ufficio legale interno e di una short list di avvocati accreditati. Considerato che: -l’immobile versa in condizioni di degrado estremo, con presenza di macerie, rifiuti e fauna selvatica, nel pieno centro abitato;

- le famiglie sfollate non hanno ancora ricevuto risposte concrete, mentre si continuano a impiegare risorse pubbliche in contenziosi legali;

- l’Aterp è un ente strumentale della Regione Calabria, e le sue scelte operative e gestionali ricadono sotto la responsabilità politica e amministrativa della Giunta regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Regione Calabria e l’Assessore con delega ai Lavori Pubblici

per sapere:

- se siano a conoscenza della situazione dell’immobile Aterp di Dasà e delle condizioni in cui versano le famiglie sfollate;

- quali azioni siano state intraprese o si intendano intraprendere per garantire il rispetto dell’ordinanza sindacale e la tutela della pubblica incolumità;

- se sia stato autorizzato o valutato l’incarico a un legale esterno da parte dell’Aterp, e con quali motivazioni, in presenza di risorse legali interne.

(369; 04/07/2025)

 

Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con DCA n. 189 del 4 luglio 2023, la Regione Calabria ha avviato, in collaborazione con Federfarma Calabria, la sperimentazione della “farmacia dei servizi” in regime convenzionato, rivolta in particolare ai cittadini esenti;

- il progetto prevedeva l’erogazione di prestazioni sanitarie di prossimità (ECG, holter cardiaco e pressorio, spirometria, ecc.) attraverso le farmacie territoriali, con l’obiettivo di rafforzare la sanità di base, ridurre le liste d’attesa e garantire l’accesso alle cure nelle aree interne e nei piccoli Comuni;

- a partire dal 1° luglio 2025, tale sperimentazione risulta sospesa, come comunicato agli operatori sanitari con una nota pervenuta solo il 2 luglio, con effetto retroattivo.

Considerato che: - la sospensione improvvisa e retroattiva del servizio ha generato forte disorientamento tra i cittadini e gli operatori sanitari, compromettendo un modello virtuoso di assistenza territoriale;

- in molti Comuni calabresi, la farmacia rappresenta l’unico presidio sanitario attivo, e la sospensione dei servizi rischia di aggravare le disuguaglianze sanitarie e sociali;

- la comunicazione tardiva e la mancanza di trasparenza nella gestione della vicenda appaiono gravi e lesive del diritto alla salute. Tutto ciò premesso e considerato interrogano il Presidente della Giunta Regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se sia a conoscenza della sospensione della sperimentazione della farmacia dei servizi e quali siano le motivazioni ufficiali alla base di tale decisione;

- se corrisponde al vero che la sospensione sia dovuta all’esaurimento dei fondi destinati al progetto, e in tal caso, perché non siano state previste misure per garantirne la continuità;

- se siano state valutate soluzioni alternative per evitare l’interruzione del servizio, anche in forma transitoria;

- quali azioni urgenti intenda intraprendere la Regione per ripristinare il servizio e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, in particolare nelle aree interne e nei piccoli comuni;

- se non ritenga opportuno convocare un tavolo tecnico con Federfarma e le rappresentanze dei farmacisti, per individuare soluzioni condivise e sostenibili.

(370; 04/07/2025)

 

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-il mare del vibonese, da Nicotera a Pizzo e, soprattutto, all'altezza delle foci del Mesima e dell'Angitola, continua ad assumere colorazioni del tutto anomale. Spesso le acque emanano cattivo odore e frequenti sono gli avvistamenti di materiale semi solido che lasciano scarsi margini di dubbio circa la sua provenienza da acque reflue. Tutto ciò si apprende, quotidianamente, dalla stampa e dalle numerosissime testimonianze di bagnanti. In particolare, negli ultimi giorni, la stampa locale ha evidenziato l'intensa attività posta in essere dai tecnici di ARPACal su Nicotera Marina e all'altezza della foce del fiume Angitola. I campionamenti effettuati avrebbero accertato la presenza, nelle acque, di pericolose contaminazioni fecali. Parimenti, recenti verifiche compiute lungo i corsi del fiume Mesima e del fiume Angitola avrebbero portato all'individuazione di scarichi reflui abusivi. L'inquinamento delle acque marine lungo la “Costa degli Dei” e, in modo particolare, all'altezza delle foci del fiume Mesima e del fiume Angitola, è un fenomeno che si ripete, ogni estate, ormai da anni. Le cause sembrerebbero essere, da tempo, ben note: le gravi carenze dei sistemi depurativi delle acque reflue in molti dei Comuni siti nelle vicinanze del fiume Mesima e del fiume Angitola oltre che i numerosi scarichi reflui abusivi da parte di privati. Per l'eliminazione di dette cause, però, il governo regionale, al di là dei reiterati proclami, poco o nulla ha, finora, concretamente fatto. È pur vero che, nel mese di maggio del 2023, il governo regionale ha stanziato oltre 18 milioni di euro per l'ottimizzazione ed il riefficientamento degli impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento dei Comuni costieri. Ma è altrettanto vero che, ad oggi, gli effetti positivi di detto stanziamento non sono ancora concretamente visibili. È opportuno ricordare che, a tal riguardo, nello scorso mese di febbraio (a circa un anno dal precitato stanziamento finanziario), presentavo apposita interrogazione (rimasta, finora, senza risposta) per conoscere, in particolare, il livello progettuale delle opere di adeguamento e potenziamento delle piattaforme depurative site in Provincia di Vibo Valentia e, precisamente, in località Portosalvo e Piscopio. Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Giunta Regionale nonché l'Assessore competente in materia,

per sapere:

- quali urgenti interventi risolutivi si intende adottare, nell'immediatezza, al fine di impedire che l'inquinamento delle acque marine descritto in premessa si traduca in un serio pericolo per la salute pubblica nonché in un grave ed irreparabile danno per la stagione turistica in corso;

- il livello progettuale delle opere di ottimizzazione e di riefficientamento degli impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento dei Comuni costieri alla realizzazione delle quali avrebbero dovuto essere destinati gli oltre 18 milioni di euro stanziati dal Governo regionale nel mese di maggio del 2023.

(371; 07/07/2025)

 

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-il Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA), istituito con la legge n. 296/2006, ha la finalità di garantire interventi di sostegno economico e sociale alle persone in condizioni di gravissima non autosufficienza, tra cui i malati di SLA;

il DPCM del 26 settembre 2016 stabilisce che l'erogazione dei benefici derivanti dal FNA debba avvenire in modo continuativo e con priorità ai soggetti più fragili, senza discrezionalità o discriminazioni;

le risorse del FNA vengono trasferite dallo Stato alle Regioni, e da queste agli enti territoriali competenti, come le ASP, cui spetta la predisposizione delle graduatorie e l’erogazione dei benefici;

in Calabria, e in particolare presso l’ASP di Reggio Calabria, si registrano gravi criticità gestionali, più volte denunciate da cittadini, comitati e rappresentanti istituzionali, che determinano ritardi cronici e ostacoli all’accesso a diritti essenziali;

il drammatico caso del signor ..., malato oncologico in stadio IV, e della moglie, la signora ..., affetta da SLA, entrambi residenti a ..., è emblematico: nonostante l’inoltro della domanda per il FNA annualità 2019 entro i termini (febbraio 2024), la graduatoria è stata pubblicata a febbraio 2025, con deliberazione n. 189 e, ad oggi, i coniugi non hanno ricevuto alcuna comunicazione, nonostante ripetuti solleciti telefonici, invii tramite PEC e persino un atto formale del legale del signor ... datato 5 giugno 2025;

l’ASP di Reggio Calabria non avrebbe autorizzato nemmeno le sedute di logopedia previste per la signora ..., indispensabili per contenere l’avanzamento della disfunzione della parola causata dalla SLA, e si registrano ritardi nella fornitura del farmaco “Nicetile”, ritenuto fondamentale dal punto di vista terapeutico;

tali ritardi e omissioni compromettono l’accesso a diritti fondamentali e mettono in discussione il rispetto della dignità e della salute delle persone più fragili in Calabria. Considerato che: l’articolo 117, comma 3, della Costituzione attribuisce alle Regioni competenza legislativa concorrente in materia di “tutela della salute” e “servizi sociali”;

la legge n. 328/2000 prevede che le Regioni possano programmare e finanziare interventi e servizi sociali anche attraverso fondi propri dedicati a categorie fragili;

alcune Regioni italiane – tra cui Toscana, Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna – hanno già istituito fondi o misure integrative specifiche a favore dei malati di SLA e dei loro caregiver;

le Regioni possono, quindi, istituire un fondo proprio a favore dei malati di SLA, in aggiunta o a integrazione delle risorse nazionali già previste, purché nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del principio di leale collaborazione con lo Stato. Tenuto conto che: lo stato della sanità calabrese continua a essere segnato da inefficienze strutturali, carenze organizzative, ritardi amministrativi e gravi disuguaglianze nell’accesso ai servizi, nonostante anni di gestione commissariale;

è inaccettabile che cittadini calabresi gravemente malati siano costretti ad “elemosinare” diritti essenziali o a ricorrere a vie legali per ottenere risposte da parte degli enti pubblici, come accade regolarmente anche in situazioni di estrema urgenza;

il caso segnalato è purtroppo rappresentativo di un sistema che penalizza i più fragili e che necessita di un intervento immediato, sia sul piano della legalità amministrativa, sia su quello del riconoscimento concreto dei diritti delle persone non autosufficienti. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

nella sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria, 1. se sia a conoscenza del caso sopra descritto e quali verifiche urgenti e approfondite intenda disporre nei confronti dell’ASP di Reggio Calabria in merito alla gestione del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze;

2. quali iniziative intenda adottare per garantire che le risorse del FNA siano erogate in modo regolare, trasparente e secondo i criteri di priorità stabiliti dalla normativa nazionale, in particolare per i casi di SLA e patologie neurodegenerative;

3. se non ritenga opportuno, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e con il Piano di rientro in corso, istituire un fondo regionale integrativo a favore dei malati di SLA, ispirandosi alle esperienze già adottate in altre Regioni italiane;

4. quali misure intenda mettere in campo a tutela dei caregiver familiari e per garantire la continuità delle terapie, dei farmaci e dei supporti indispensabili per contrastare il rapido decadimento fisico e cognitivo delle persone affette da SLA in Calabria.

(372; 07/07/2025)

 

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2019/2021, sottoscritto il 2 novembre 2022, ha introdotto un nuovo sistema di classificazione del personale e una nuova disciplina degli incarichi di funzione, in particolare con gli artt. 31 e 36. Le Aziende sanitarie regionali sono tenute a definire il sistema degli incarichi in conformità a quanto previsto all’articolo 24 del citato contratto;

tali incarichi, oltre ad essere funzionali all’organizzazione del lavoro e alla valorizzazione delle professionalità operanti nella sanità, comportano riconoscimenti economici e progressioni professionali per i dipendenti coinvolti;

nelle Aziende Sanitarie e nelle Aziende Ospedaliere della Regione Calabria non è mai stato attuato il processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi di funzione previsto dal CCNL 2016/2018, così sono continuati ad esistere sia i Coordinamenti che le Posizioni Organizzative;

l’ASP di Cosenza, in particolare, non ha mai, di fatto, attuato le disposizioni del CCNL 2016/2018, né in termini di adeguamento economico, né dal punto di vista del completamento del processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi di funzione, limitandosi a una mera sostituzione della denominazione dei coordinamenti e degli incarichi di posizione in incarichi di funzione;

la mancata istituzione degli incarichi di funzione ha comportato l’inapplicabilità della norma transitoria di cui all’art. 22 del CCNL 2016/2018 che appunto recita “gli incarichi di posizione e coordinamento attribuiti alla data di sottoscrizione del presente CCNL restano in vigore fino al completamento del processo di istituzione ed assegnazione degli incarichi di funzione”. Considerato che: una corretta applicazione dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 avrebbe dovuto comportare la trasposizione dei Coordinamenti e degli incarichi restando ferma la scadenza precedentemente definita;

alla luce della anomalia di questa situazione, alcune Regioni hanno posto ad ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) un quesito in tema di applicazione dell’art. 36 del CCNL del 2.11.2022 relativo al personale del comparto sanità, con particolare riferimento alla definizione della corretta scadenza da considerare all’atto della trasposizione degli incarichi in essere a quella data;

l’ARAN ha risposto ufficialmente al quesito posto dalle Regioni, specificando che l’art. 36 prevede la trasposizione obbligatoria degli incarichi mantenendo la durata precedentemente definita, ma poiché tutti gli incarichi del comparto erano in regime di prorogatio a causa della mancata applicazione del precedente CCNL, gli incarichi in essere dovevano essere trasposti per cinque anni. Tenuto conto che: con deliberazione del Direttore Generale n. 703 del 27 marzo 2024, l’ASP di Cosenza ha adottato il regolamento per “l’individuazione, la graduazione e l’attribuzione degli incarichi di posizione, funzione organizzativa e funzione professionale del comparto”. Con deliberazione del Direttore Generale n. 737 del 20 marzo 2025 procedeva “all’istituzione, all’individuazione ed all’indizione degli avvisi per il conferimento degli incarichi di cui all’art. 24 -36 del sistema degli incarichi del CCNL del comparto sanità” senza tenere conto della trasposizione degli incarichi e mettendo a bando tutti i posti previsti nell’atto aziendale e nella precedente delibera. Con deliberazione del Direttore Generale n. 1459 del 13 giugno 2025 si procedeva alla “rettifica/integrazione della delibera n. 737 del 20.03.2025 e contestuale proroga dei termini”, continuando ad omettere la trasposizione degli incarichi;

ad oggi, non è avvenuta l’approvazione dell’Atto aziendale dell’ASP di Cosenza, atto fondamentale per la riorganizzazione dei servizi e delle Unità Operative, alcune delle quali risultano ad oggi ancora non istituite e, pertanto, non assegnabili. Preso atto che: l’ASP di Cosenza, con comunicazione n. 46690 del 26.04.2023 a firma dell’allora Referente Amministrativo (oggi Direttore Amministrativo) Dott. ..., ha proceduto ad effettuare il nuovo inquadramento economico-giuridico del personale del comparto in virtù di quanto disposto dal CCNL del 02.11.2022. In questa comunicazione si parla espressamente di trasposizione degli incarichi dell’Area del Comparto di cui all’art.36 del CCNL, che prevede la trasposizione con adeguamento contrattuale per la durata di 5 anni;

l’ASP di Cosenza, non trasponendo alcun incarico preesistente, sta generando malcontento, demotivazione e penalizzazioni economiche tra i dipendenti interessati. La mancata trasposizione degli incarichi costituisce non solo una violazione contrattuale, ma anche un ostacolo al buon funzionamento dell’organizzazione aziendale e alla valorizzazione delle risorse umane. La mancata applicazione del contratto, contravvenendo al parere dell’ARAN, potrebbe determinare l’avvio di contenziosi, con conseguente aggravio di costi per la finanza pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

nella sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria:

1. se sia a conoscenza della mancata trasposizione da parte dell’ASP di Cosenza degli incarichi di cui agli artt. 31 e 36 del CCNL Sanità 2019/2021 e delle motivazioni che hanno determinato l’assenza di interventi in merito;

2. quali iniziative urgenti intenda assumere per garantire il rispetto del contratto nazionale, visto il parere formulato dall'ARAN, e la piena applicazione degli incarichi previsti per i dipendenti dell’ASP di Cosenza;

3. se non ritenga opportuno attivare verifiche e sollecitazioni formali nei confronti dell’ASP di Cosenza al fine di tutelare i diritti dei dipendenti e promuovere una corretta gestione delle risorse umane.

(373; 07/07/2025)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria ha avviato un progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche ospedaliere, operato da Konecta, tramite TIM;

- il progetto è stato presentato come strategico per l’efficientamento del sistema sanitario regionale;

- ad oggi, risulterebbe che solo l’A.O.U. “R. Dulbecco” di Catanzaro abbia fornito cartelle cliniche, mentre non si hanno notizie delle altre strutture sanitarie interessate;

- i dipendenti Konecta operano in assenza di un protocollo chiaro, eseguendo procedure confuse e ripetitive;

- non risulta che alcuna cartella digitalizzata sia stata restituita alla Dulbecco;

- vi sono dubbi sulla gestione dei dati sensibili e sulla trasparenza del progetto;

- il progetto coinvolge centinaia di lavoratori ex Abramo che, grazie a questo investimento, sono stati ricollocati, con un duplice obiettivo: modernizzare la sanità ed evitare una crisi occupazionale in un settore già fragile. Considerato che: - la cartella clinica è un documento importante per la cura del paziente ma anche un repository di dati sensibili. È fondamentale che le strutture sanitarie garantiscano sia il diritto di accesso del paziente che la tutela della sua privacy, adottando misure adeguate per la protezione dei dati e il rispetto della normativa vigente;

- il progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche affidato a Konecta, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, presenta criticità in merito alla gestione, alla sicurezza e alla restituzione dei dati trattati;

- tale processo di riconversione occupazionale, se da un lato ha evitato licenziamenti di massa, dall’altro rischia di generare nuove forme di precarietà e disuguaglianze. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria,

per sapere:

- quali siano le strutture sanitarie effettivamente coinvolte nel progetto e con quali modalità;

- se esista un protocollo operativo ufficiale per la digitalizzazione delle cartelle cliniche;

- quante cartelle siano state digitalizzate e restituite alle strutture sanitarie;

- quali misure siano state adottate per garantire la sicurezza e la privacy dei dati sanitari;

- quali siano i costi effettivi sostenuti finora e i risultati ottenuti;

- quali garanzie siano state offerte ai lavoratori coinvolti e quali attività siano state effettivamente svolte da gennaio 2025.

(374; 14/07/2025)

 

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Legge Regionale 13 giugno 2008, n. 15 ha istituito un bacino di lavoratori precari, da anni impiegati in diversi ambiti della pubblica amministrazione calabrese. Tali lavoratori rappresentano una parte significativa del precariato storico della Regione Calabria, operando da oltre 16 anni a supporto di servizi essenziali per la collettività, per attività di interesse pubblico e per la tutela del territorio, spesso in condizioni di incertezza e discontinuità;

- con l’art. 3 della Legge Regionale 30 dicembre 2023, n. 55 (“Misure di potenziamento degli interventi di forestazione”), la Regione ha disposto il transito di una parte di questi lavoratori nell’organico dell’Azienda Calabria Verde, con la qualifica di operai forestali a tempo determinato, inquadrati nel regime previdenziale agricolo. I lavoratori in questione sono, o dovrebbero essere, impegnati in attività strategiche per il territorio calabrese: tutela e valorizzazione del patrimonio forestale, difesa del suolo, sistemazione idraulico-forestale, prevenzione del dissesto e supporto alle funzioni ambientali;

- altri lavoratori appartenenti al medesimo bacino ex L.R. 15/2008 continuano a prestare servizio presso Comuni o altri enti pubblici, permanendo in condizioni analoghe di precarietà contrattuale e con lo stesso livello di finanziamento. Considerato che: - il budget annuo assegnato per ciascun lavoratore, sia presso Comuni o altri enti che in Calabria Verde, ammonta a 11.157,24 euro pro capite, cifra che risulta del tutto insufficiente a garantire un numero minimo di giornate lavorative tale da permettere l’accesso alle tutele previdenziali e assistenziali previste dalla normativa vigente (quali malattia, maternità, disoccupazione, ecc.). In particolare, i lavoratori impiegati presso Comuni e altri enti pubblici non percepiscono alcun contributo previdenziale, ritrovandosi così privi di qualsiasi copertura pensionistica dopo anni di servizio, con il rischio concreto di non maturare alcun diritto alla pensione. - tutti i lavoratori ex L.R. 15/2008 si trovano in una condizione di grave incertezza occupazionale e instabilità economica, nonostante l’esperienza maturata e l’importante apporto fornito nel tempo alle strutture pubbliche e al benessere dei territori;

- i Comuni calabresi, in particolare quelli più piccoli e delle aree interne, sono spesso gravemente sottorganico, con difficoltà oggettive nel garantire l’erogazione regolare dei servizi pubblici essenziali: in questo contesto, la stabilizzazione dei lavoratori ex L.R. 15/2008 in servizio presso gli enti locali rappresenterebbe una risposta efficace e strutturale, a beneficio sia dell’occupazione che dell’efficienza amministrativa;

- il comparto della forestazione calabrese necessita di un urgente ricambio, e l’impiego stabile di questi lavoratori può rappresentare un'opportunità concreta per rafforzare le funzioni strategiche affidate a Calabria Verde;

- dopo tanti anni di servizio precario, è doveroso da parte della Regione Calabria riconoscere la professionalità e il contributo concreto di questi lavoratori al funzionamento della macchina pubblica e alla cura del territorio, garantendo stabilità contrattuale e dignità lavorativa. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali iniziative urgenti intenda adottare la Regione Calabria per aumentare in modo strutturale la somma storicizzata di €11.157,24 pro capite, attualmente prevista per i lavoratori ex L.R. 15/2008 – sia quelli ancora in servizio presso Comuni o altri enti, sia quelli transitati in Calabria Verde – in quanto del tutto insufficiente a garantire un percorso di stabilizzazione dignitoso, in particolare un contratto minimo di almeno 18 ore settimanali, nonché il numero minimo di giornate lavorative annue necessarie per accedere alle tutele previdenziali e assistenziali;

2. se il governo regionale intenda avviare un percorso di stabilizzazione definitiva per tutti i lavoratori appartenenti al bacino di cui alla L.R. 15/2008, a prescindere dall’ente di assegnazione, ponendo finalmente termine a una condizione di precarietà che si protrae da troppi anni;

3. se siano stati predisposti, o si intendano predisporre a breve, piani attuativi da parte degli enti coinvolti (Comuni, altri enti, Calabria Verde) che definiscano con chiarezza le attività da svolgere, i fabbisogni, le risorse aggiuntive necessarie e le modalità operative per un impiego pieno, continuativo e valorizzato delle professionalità in questione.

(375; 15/07/2025)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• per come appreso dagli organi di stampa, in data 13 luglio 2025 si è sviluppato un ingente incendio presso l’impianto di raccolta e smaltimento rifiuti della ditta “Ecologia Oggi” sito nel Comune di Lamezia Terme;

• a oggi, sempre per quanto appreso dagli organi di stampa, la matrice non sembrerebbe di natura dolosa;

• in ragione di ciò, in base a quanto prescritto dal Testo Unico sull’Ambiente e dalla relativa disciplina di attuazione, la Regione è l’organo competente in materia di prevenzione e sicurezza di tali impianti, con particolare riferimento ai documenti autorizzatori, a monte, e ai consequenziali controlli, in itinere, sugli stessi;

• consequenzialmente, in capo alla regione ricade la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini rientranti nel perimetro di riferimento;

interroga la Giunta regionale

per sapere:

• se e quali azioni abbia intrapreso la Regione Calabria in merito alle necessarie verifiche circa la tipologia di rifiuti e sostanze oggetto del rogo in questione e dell’eventuale rilascio di sostanze tossiche e/o cancerogene, sprigionate dalla combustione;

• se e quali azioni informative dei dati ambientali relativi agli inquinanti rilasciati e alla loro ricaduta su aria, suolo e acqua ed eventuali misure di precauzioni per i cittadini siano state intraprese;

• se e quali sanzioni e/o misure siano state assunte nei confronti della ditta in questione.

(376; 16/07/2025)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Consiglio comunale di Vibo Valentia, con deliberazione n. 12 dell’11 marzo 2025, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno urgente che impegna il Sindaco e la Giunta a promuovere la delocalizzazione dei depositi costieri della Meridionale Petroli dal porto di Vibo Marina;

- la delibera prevede, tra le altre cose, l’attivazione di un tavolo tecnico-istituzionale, la definizione di un piano di riconversione dell’area portuale, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la trasmissione del provvedimento alla Regione Calabria per le competenze di legge. Considerato che: - le Regioni hanno il compito di esprimersi in merito alla localizzazione e alla compatibilità ambientale e territoriale degli impianti energetici, inclusi i depositi costieri di carburanti. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta e gli Assessori con delega all’Ambiente e allo Sviluppo economico,

per sapere:

- qual è la posizione ufficiale della Regione Calabria in merito alla proposta di delocalizzazione dei depositi costieri a Vibo Marina e alla riconversione dell’area portuale, come richiesto dal Consiglio Comunale di Vibo Valentia;

- se la Regione intenda esercitare le proprie competenze, esprimendosi formalmente sulla compatibilità territoriale e ambientale degli impianti esistenti e sulla proposta di delocalizzazione;

- se la Regione intenda partecipare attivamente al tavolo tecnico-istituzionale proposto dal Comune di Vibo Valentia, coinvolgendo anche i soggetti economici e sociali del territorio;

- quali iniziative la Regione intenda intraprendere per garantire che la riconversione dell’area portuale avvenga nel rispetto della sostenibilità ambientale e dello sviluppo economico del territorio.

(377; 17/07/2025)

 

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-per oltre 15 giorni, nell'ASP di Vibo Valentia, i laboratori di analisi sono rimasti inattivi. Il sistema informatico che gestisce gli esami di laboratorio e che collega in rete i reparti ospedalieri dei tre principali Presidi Ospedalieri dell'ASP di Vibo Valentia (Tropea, Serra San Bruno e Vibo Valentia) si è fermato. Pertanto, sono rimaste bloccate le prenotazioni e non sono stati effettuati prelievi né sono stati elaborati referti. I disagi per gli utenti si sono accumulati giorno dopo giorno e sono diventati enormi, con pazienti rispediti a casa e molti altri (quelli che loro malgrado non potevano aspettare) costretti a rivolgersi a strutture private. Soltanto le analisi urgenti, come ad esempio quelle legate all'attività di Pronto Soccorso o alle esigenze mediche dei malati oncologici, sono state possibili, ma con forti ritardi determinati dal fatto che gli operatori sono dovuti tornare ad usare carta e penna per compilare i referti: esattamente come si faceva alcuni decenni fa, prima dell'introduzione degli strumenti telematici. Ad originare il blocco di che trattasi sarebbe stata una causa del tutto banale: la mancanza di un gruppo di continuità in grado di attivarsi e fornire corrente elettrica al sistema durante i numerosi blackout, provocati verosimilmente dal caldo eccessivo, che si sarebbero verificati durante l'arco dei 15 giorni. Andrebbe inoltre verificato l’eventuale ritardo della società di gestione del sistema informatico con cui sarebbe intervenuta per risolvere il problema. Ad ogni modo, la gravità di quanto accaduto, in una ASP, quella di Vibo Valentia, “supercommissariata”, abbisogna di chiarimenti puntuali ed interventi immediati al fine di scongiurare il suo ripetersi in futuro. Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria,

per sapere:

- quali sono state le ragioni che hanno determinato il blocco del sistema informatico descritto in premessa;

- quali sarebbero dovuti essere i tempi previsti da contratto per la società di gestione del sistema informatico, per risolvere il problema di che trattasi;

- quali misure sono state adottate per scongiurare il ripetersi, in futuro, di identiche e/o simili gravissime disfunzioni.

(378; 21/07/2025)

Mozione

Il Consiglio regionale, premesso che:

• gli Enti locali calabresi, negli anni passati, non sempre hanno potuto cogliere appieno le opportunità, offerte dalle Politiche di Coesione nazionali ed europee e, più in generale, dai Fondi Strutturali, a causa della carenza di progetti esecutivi e immediatamente cantierabili. • recentemente, gli stessi Enti hanno potuto accedere a risorse dedicate alla progettazione di opere pubbliche, sia di provenienza statale che comunitaria. • Le sfide individuate dall'Unione Europea e definite nella strategia regionale 2021-2027 richiedono interventi di immediata cantierabilità, con ricadute concrete e dirette sulle comunità locali.

Considerato che:

• i Fondi Strutturali e di Investimento Europei (SIE) sono finalizzati a contrastare lo spopolamento delle piccole comunità, in particolare nelle aree interne, mediante interventi contro le disparità territoriali e a sostegno di uno sviluppo armonico e sostenibile, volto a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

• Progetti esecutivi di titolarità degli Enti locali, realizzati con fondi per la progettazione, devono essere prioritariamente considerati nell'allocazione delle risorse europee e nazionali, poiché garantiscono: - una maggiore efficienza amministrativa e gestionale;

- la riduzione del rischio di ritardi e restituzioni delle risorse disponibili;

- il rispetto dei tempi e dei costi previsti;

- una concreta e tempestiva realizzazione delle opere. • Una prima attività di ricognizione dei progetti infrastrutturali di titolarità degli Enti Locali con livello progettuale esecutivo è stata avviata dalla Giunta regionale con atto del 9 giugno 2023, con successiva parziale copertura tramite le risorse del POR 2014-2020. Visti i Regolamenti (UE): • 2021/1057;

2021/1058;

2021/1059;

2021/1060 relativi al ciclo di programmazione 2021-2027, che assegnano risorse significative alla Regione Calabria, tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta regionale

ed il Presidente • a predisporre le condizioni necessarie per il pieno utilizzo delle risorse europee e nazionali 2021-2027, in coerenza con i bisogni espressi dalle comunità territoriali;

• a proseguire e completare la ricognizione dei progetti infrastrutturali di titolarità degli Enti Locali con livello esecutivo e immediatamente cantierabili;

• a riconoscere priorità di finanziamento a tali progetti, a partire dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, nel rispetto dei criteri di equità territoriale e sostenibilità.

(123; 17/07/2025) Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro

Risposta scritta a interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la strada del Medio Savuto è un’arteria che dovrebbe collegare Cosenza e Catanzaro attraverso l'entroterra delle due province, collegando la Strada dei Due Mari alla Strada Statale 616, che a sua volta permette di raggiungere agevolmente l’autostrada del Mediterraneo. È meglio conosciuta come “la Strada che non c’è”, dal nome che si è dato il Comitato di cittadini che si batte da anni per il suo completamento e resta un’opera strategica per togliere dall’isolamento più di venti comuni interni dell’area centrale della Calabria, i territori delle ex comunità montane del Savuto e di quella dei monti Reventino-Tiriolo-Mancuso;

- progettata come una bretella di collegamento veloce, quale percorso alternativo all'autostrada A2, ha visto l’avvio dei lavori nel 1988, grazie ad un finanziamento da parte del Cipe di cento miliardi delle vecchie lire. Ad oggi, nonostante i 36 anni trascorsi dalla posa della prima pietra, dei 32 chilometri previsti ne sono stati realizzati solo poco più di tre, completati nel 2017, che corrono nel territorio di Decollatura lungo il confine con Soveria Mannelli. Un secondo tratto, da Soveria Nord-Borboruso al bivio Coraci, che consentirebbe di immettersi nella SS616 in direzione Cosenza, sembrava ultimato ormai da tempo ma resta ancora chiuso al traffico veicolare;

- l’arteria, che è passata di competenza Anas dal 2018, doveva sostituire la SS19 ormai obsoleta, inadeguata, piena di strettoie e dai tempi di percorrenza lunghissimi e con tratti perennemente a rischio frane e smottamenti e per questo spesso interrotti, come quello alle porte di Tiriolo, in cui si transita da anni in senso unico alternato regolato da un semaforo. Dopo un lungo stop che ha visto il cantiere della strada Medio Savuto abbandonato a sé stesso, con i piloni realizzati alla fine degli anni Ottanta ormai erosi dalle intemperie e del tutto inutilizzabili per l’obsolescenza e per l’intervenuta mutazione dei parametri costruttivi e che quindi dovranno essere demoliti raddoppiando la spesa e lo spreco di risorse, i lavori sono ripresi nel 2005. Devono essere completati due tratti, dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord-Borboruso e da Borboruso a Decollatura, raccordandosi con quegli unici tre chilometri al momento agibili. Manca poi il tratto fondamentale da Decollatura a Marcellinara, per poi immettersi nella SS280 dei Due Mari in direzione Catanzaro, del quale si aspetta ancora la progettazione definitiva. Considerato che: - con Decreto n. 8719 del 10/07/2006 la Regione Calabria ha approvato l’Atto di Concessione per l’intervento Lavori di Adeguamento/Nuovo tracciato su strada esistente nel tratto “Medio Savuto - Serrastretta - Marcellinara. lotto: Medio Savuto-Serrastretta” dell’importo di 60,436 milioni di euro;

- successivamente l’intervento confluiva nell’Accordo di Programma Quadro “Sistema delle Infrastrutture di Trasporto” – Testo Coordinato e Integrato TW (stipulato in data 3 agosto 2006 tra Ministero dell’Economia e delle Finanze, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANAS S.p.A., ENAV S.p.A., ENAC, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e Regione Calabria), di cui la Giunta Regionale prendeva atto con Deliberazione n. 440 del 24/07/2007, con il titolo “SS 19 e strada provinciale Medio Savuto - Serrastretta - Marcellinara. lotto: Medio Savuto - Serrastretta, con l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro individuato come Soggetto Attuatore;

-con Delibera CIPE n. 62 del 3 agosto 2011, il Comitato ha individuato e assegnato le risorse ad interventi di rilievo nazionale ed interregionale e di rilevanza strategica regionale per l’attuazione del Piano Nazionale per il Sud, identificando, tra gli altri, l’intervento con il titolo “Completamento collegamenti trasversali. SS Due Mari – Medio Savuto. Svincolo SS 616 – Svincolo Decollatura”, per l’importo di 102,9 milioni di euro;

- con Decreto n. 10016 del 10/07/2013 del Dirigente Generale del Dipartimento 9, l’Amministrazione Regionale ha preso atto del finanziamento integrativo dell’importo di 40 milioni di euro destinato a favore dell’intervento “Strada di collegamento fra le superstrade dei due Mari e del Medio Savuto attraverso la Comunità Montana del Reventino lotto dalla Superstrada del Medio Savuto S.S. 616 alla Strada Provinciale per Serrastretta. stralcio funzionale tra lo svincolo con la S.S. 616 e la strada provinciale per Decollatura (km 9+121)” già incluso nell’Accordo di Programma Quadro per il Sistema delle Infrastrutture di Trasporto;

- con Decreto del D.S. n. 6422 del 26/05/2014, la Regione Calabria ha erogato il saldo della quota regionale pari a € 60.436.000 per l’intervento “Strada di collegamento fra le superstrade dei due Mari e del Medio Savuto attraverso la Comunità Montana del Reventino - lotto dalla Superstrada del Medio Savuto S.S. 616 alla Strada Provinciale per Serrastretta. stralcio funzionale tra lo svincolo con la S.S. 616 e la strada provinciale per Decollatura (km 9+121)”;

- con Determinazione n. 115 del 18/01/2018 l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro ha approvato il progetto esecutivo relativo ai lavori di Costruzione “Strada di collegamento fra le superstrade dei Due Mari e del Medio Savuto attraverso la Comunità montana del Reventino” - stralcio funzionale della superstrada del Medio Savuto S.S. 616 alla strada Provinciale per Serrastretta - Lotto funzionale tra gli svincoli con la S.S. 616 e la Strada Provinciale per Decollatura (km 9+121). Perizia di completamento del progetto già appaltato a seguito di risoluzione del contratto – 4° FASE: a) completamento del primo tronco stradale, fra gli svincoli con la S.S. 616 e di Borboruso, compresi, per l'apertura al traffico;

b) opere e lavori vari afferenti al secondo tronco stradale fra gli svincoli di Borboruso e di Soveria Mannelli;

c) completamento del terzo tronco stradale fra gli svincoli di Soveria Mannelli e di Decollatura già aperto al traffico dell’importo di € 12.486.410,83;

- il Presidente della Giunta regionale, con nota Prot. n. 20695/Siar del 12/06/2018 ha comunicato il finanziamento, poi concesso con Decreto del D.S. n. 12331 del 30/10/2018, di 3 milioni e mezzo di euro, quale quota parte per la realizzazione della Perizia di Completamento dei Lavori di costruzione “Strada di collegamento fra le superstrade dei Due Mari e del Medio Savuto attraverso la Comunità montana del Reventino” - Lotto funzionale tra gli svincoli con la S.S. 616 e la Strada Provinciale per Decollatura (km 9+121);

- il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici, con nota prot. n. 289874 del 26/06/2023, ha rappresentato l'esigenza di incrementare la dotazione finanziaria del progetto "Strada di collegamento fra le superstrade dei due mari e del medio Savuto attraverso la comunità montana del Reventino - 1 ° stralcio funzionale dalla superstrada del medio Savuto S. S. 616 alla strada Provinciale per Serrastretta - lotto funzionale - 4 Fase", con l'apporto di ulteriori tre milioni di euro, poi deliberati dalla Giunta Regionale con DGR n. 515 del 06/10/2023 e impegnata con Decreto del D.S. n. 17954 del 01/12/2023. Preso atto che: - a dicembre 2023 l’attuale Vicepresidente della Giunta Regionale ha annunciato lo stanziamento di 3,2 milioni di euro, da subito disponibili, per il completamento del primo lotto, nel tratto dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord, comunicando l’inserimento di una scheda nel programma del Fondo di Sviluppo e Coesione 21/27, presentata al Ministero del Sud e Politiche di Coesione, con uno stanziamento di ulteriori 10 milioni di euro;

- a maggio 2024, poco prima delle elezioni europee, il Vicepresidente della Giunta Regionale ha visitato il cantiere del tratto bivio Coraci - Soveria Nord, insieme al Dirigente Generale del Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici della Regione Calabria, al Presidente e al Vicepresidente della Provincia di Catanzaro, al Direttore dei lavori, al Dirigente dell’Area Tecnica della Provincia e Rup dei lavori, alle Amministrazioni comunali di Soveria Mannelli e Decollatura. È stata indicata, in quel frangente, una possibile data di fine lavori, individuando il 15 giugno come data verosimile per l’apertura al traffico del tratto di strada, ma anche questa scadenza, pur non ufficiosa, non è stata rispettata. L’opera più impegnativa di questo breve tratto di strada, d’altronde, è una galleria che era stata inaugurata già nel 2014, con tanto di taglio del nastro e presenza di autorità politiche e istituzionali, e anche allora era stata annunciata l’imminente apertura dei pochi chilometri che separano Soveria da Coraci. Ma siamo a fine settembre 2024 e questo tronco di strada è ancora sbarrato da transenne e non è percorribile dagli autoveicoli. Tenuto conto che: - se questa strada fosse stata completata per tempo l’economia del territorio non sarebbe crollata e non si sarebbe assistito allo spopolamento che queste zone interne della Calabria hanno subito negli anni;

- la strada del Medio Savuto, oltre ad avere un impatto decisivo per lo sviluppo dei territori del Reventino e del Savuto, attualmente penalizzati da una sostanziale condizione di isolamento, ha una importante valenza di protezione civile, perché rappresenta una alternativa al tracciato autostradale nella malaugurata ipotesi in cui si verificassero calamità naturali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- quali iniziative intende assumere la Regione Calabria, anche tramite opportune interlocuzioni con Anas e l’Amministrazione Provinciale di Catanzaro individuato come Soggetto Attuatore, per l’attivazione immediata di tutti gli interventi necessari per la realizzazione dei lavori della strada del Medio Savuto;

- un serio e affidabile cronoprogramma riguardante l’apertura dei primi due tratti, dal bivio Coraci a Soveria Mannelli Nord-Borboruso e da Borboruso a Decollatura, che da troppi anni vedono annunci di una imminente apertura al traffico veicolare mai però avvenuta, al netto delle ripetute inutili inaugurazioni, tagli di nastri e passarelle elettorali;

- quali iniziative intende assumere per dare impulso al completamento dell’intera opera, con la progettazione del tratto da Decollatura a Marcellinara e l’individuazione delle risorse necessarie per i relativi lavori.

(263; 27/09/2024).

(Risposta)

 

Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con deliberazione n. 816 del 23/10/2020 è stato indetto avviso pubblico finalizzato al conferimento dell’incarico di Direttore della SC di Cardiologia del P.O Spoke Polistena, cui ha fatto seguito la deliberazione n° 1051 del 11/11/2021 di riapertura termini;

- con successiva deliberazione n. 1005 del 15/12/2022, preso atto dei punteggi conseguiti dai candidati partecipanti alla selezione, l’incarico de quo è stato affidato al candidato che ha conseguito il maggior punteggio, nella persona del Dr. ______;

- il Direttore Sanitario Aziendale ff dell’ASP di RC, dott. _________, con formale lettera, firmata per accettazione dal dott. _________, ha individuato tra gli obiettivi che lo stesso avrebbe dovuto raggiungere n.q. di Direttore dell’U.O.C. Cardiologia/UTIC e Cardiostimolazione di Polistena: l’inserimento della Cardiologia/UTC nella rete delle sindromi coronariche acute (SCA), come struttura erogatrice delle prestazioni di rivascolarizzazione miocardica, mediante la creazione del servizio di Emodinamica, così come previsto dall’Atto Aziendale ed il potenziamento del settore della Cardiostimolazione, anche in previsione della esigua presenza sul territorio, di specialisti cardiologi esperti nell’esecuzione delle metodiche di impianto di pacemaker temporanei e permanenti, defibrillatori con cateteri endocavitari, defibrillatori sottocutanei, loop-recoder, ecc;

- stante il collocamento a riposo del prefato direttore, disposto con determina dirigenziale n. 2190 del 10/09/2024 e decorrenza 01/10/2024, con deliberazione n. 734 del 24/09/2024 è stato indetto, ai sensi del D.lgs. 502/92 e ss.mm.ii., l’Avviso Pubblico, per titoli e colloquio, per il conferimento dell’incarico quinquennale di Direttore della Struttura Complessa nella disciplina di Cardiologia- Presidio Ospedaliero di Polistena;

- con nota del 24/09/2024 il dott. ______, direttore della UOC Cardiologia/Utic del P.O. di Polistena, indicava quale Direttore sostituto il dott. ________, dirigente medico esperto in Cardiostimolazione, competenza precipua della UOC per l’elevato livello raggiunto dalla struttura e come correttamente richiesto dal profilo soggettivo dei due bandi in aderenza ai bisogni di salute del territorio;

- il Direttore Generale dell’Asp di Reggio Calabria, Dr.ssa ________ – a seguito di semplice richiesta da parte del Dott. ____, ha disposto con propria deliberazione, n. 807 del 11/10/2024, il conferimento dell’incarico di Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia/UTIC e Cardiostimolazione del Presidio Ospedaliero di Polistena al candidato classificatosi in II° posizione nella procedura di selezione di cui alla deliberazione n. 1005 del 15/12/2022, e la revoca del nuovo avviso indetto con deliberazione n. 734/2024;

- con interrogazione a risposta scritta n. 281/12^ del 06/11/2024, il Sottoscritto ha richiesto chiarimenti in merito alla decisione di cui sopra;

- con nota prot. 76788 del 12/11/2024, in riscontro alla suddetta interrogazione, in maniera del tutto generica e fuorviante, la Dott.ssa _______ si è limitata a ribadire che la scelta di nominare il Dott. _____, quale Direttore della Struttura di Cardiologia a Polistena, è dipesa unicamente ed esclusivamente dalla sua collocazione al secondo posto nella predetta graduatoria. Considerato che: - la Direttrice Generale dell'ASP non abbia fornito elementi soddisfacenti ed anzi abbia fatto emergere con evidenza che la propria decisione si fonda su una valutazione gravemente viziata, in quanto fondata su un'istruttoria carente strutturalmente e su una richiesta unilaterale, e che tale decisione è con ogni evidenza errata nelle conclusioni ed è tale da compromettere l'interesse meritevole di tutela e cioè la salute attraverso un'offerta di servizi sanitari inadeguati e al ribasso rispetto allo standard raggiunto faticosamente in questi anni. Tenuto conto che: - il D.lgs n. 502/1992, art. 15 comma 7 lettera b) stabilisce che il profilo professionale del dirigente da incaricare da parte dell’Azienda preveda una puntuale valutazione dei volumi dell'attività svolta;

- l’avviso pubblico indetto con deliberazione n. 816 del 23/10/2020, appare palesemente incompleto rispetto alle prescrizioni del DPR 10 dicembre 1997 n. 484 che fissa i requisiti per l'accesso alla direzione sanitaria aziendale. In particolar modo, nell’avviso viene espunto, come contenuto della documentazione oggetto di valutazione, quanto previsto dall’art. 8 comma 3 lettera c): “I contenuti del curriculum professionale, valutati ai fini del comma 1, concernono le attività professionali, di studio, direzionali-organizzative, con riferimento: [..] c) alla tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazioni effettuate dal candidato” (pag. 4 dell’avviso);

- l’avviso pubblico indetto con deliberazione n. 734 del 24.09.2024, successivamente e inspiegabilmente revocato, prevedeva correttamente, invece, quanto richiesto dall’art. 8 comma 3 lettera c, specificando “i contenuti di cui alla lettera c) vale a dire la tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazioni effettuate nell’ultimo decennio che deve essere certificata dal Direttore Sanitario Aziendale, sulla base dell’attestazione del Direttore del competente Dipartimento o, in assenza del Responsabile della U.O.C, ai sensi dell’art. 6 del D.P.R. 484/97”;

- ai sensi dell’art. 8 co. 5 del DPR 484/1997 “i contenuti del curriculum, esclusi quelli di cui al comma 3 lettera c, e le pubblicazioni possono essere autocertificati dal candidato ai sensi della L. 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni”;

- il curriculum professionale e la documentazione allegata del candidato dott. _________ risulta mancante di attestazione circa la tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazioni effettuate, venendo valutato con il punteggio di 0(zero)/15;

- risulta quindi palese l’impossibilità di accertare qualsiasi aderenza e idonietà del candidato al profilo ricercato per l’assenza dell’documento oggetto della valutazione nel mentre tali competenze, di seguito riportate, non sono in alcun modo presenti nel curriculum allegato dal candidato: esperienza e competenza nella valutazione clinico-diagnostica e nella gestione clinica delle principali patologie cardiovascolari, con particolare riferimento alle sindromi coronariche acute, allo scompenso cardiaco ed alle aritmie cardiache, anche in rapporto a terapie interventistiche sul substrato aritmico;

documentata esperienza nel campo della cardiostimolazione e capacità di formazione sul campo nel settore per i Dirigenti Medici del reparto si dà implementare il numero di operatori di cardiostimolazione, attraverso un training dedicato;

documentata esperienza organizzativa, con particolare riferimento, nella gestione dei pazienti con sindromi coronariche acute, nell'ambito della rete dell'infarto acuto del miocardio;

- le competenze specifiche nel settore della cardiostimolazione sono indispensabili per la garanzia delle prestazioni richieste e per poter esercitare una funzione formativa nei confronti dei giovani professionisti che si approcciano verso questa branca della cardiologia;

- la potenziale controinteressata, classificatasi al terzo ed ultimo posto in graduatoria, è moglie dello stesso dott. ___________;

- l’ASP di Reggio Calabria, quindi, non possedeva alcun elemento per valutare né direttamente (in relazione a quanto richiesto dal nuovo bando) né per relationem (in relazione alle risultanze della valutazione carente e omessa risultante dal primo bando) la richiesta del dott. ______;

- la gravissima carenza della documentazione del dott. _____ è certificata dalla stessa Commissione che aveva precisato che solo il Dott. ______ “ha prodotto tutte le Autodichiarazioni e Certificazioni incluso quella attinente la tipologia qualitativa e quantitativa delle prestazione come previsto dal Bando” (pag. 3 del verbale della commissione);

- è quindi certificata ed evidente una grave carenza istruttoria da parte degli uffici dell’ASP di Reggio Calabria che si riflette sulla legittimità della deliberazione di nomina del Dott. _____ che ha determinato la nomina di un Direttore di UOC che non possiede le competenze richieste dalla stessa ASP con la definizione del relativo profilo soggettivo;

- l’Azienda sanitaria ha arbitrariamente deciso di affidare l’incarico al Dott. ________ giustificando tale scelta sul mero dato oggettivo che lo stesso si trovasse al secondo posto nella graduatoria finale, per poi, a seguito dell’interrogazione n. 281/12^ dichiarare in maniera del tutto gratuita e fuorviante che “Le attività del Dr.______, ad oggi titolare della struttura complessa in argomento, verranno sottoposte a valutazione circa gli esiti tenuto conto degli obiettivi specifici e generali stigmatizzati nel contratto individuale di conferimento dell’incarico” (v. pag. 5 riscontro ASP RC) con ciò confondendo la valutazione dei risultati con il possesso delle competenze per raggiungerli, dimostrando confusione amministrativa e disinteresse per la salute degli assistiti. Preso atto che in sostanza, l’ASP di Reggio Calabria mette a capo della struttura di cardiologia di Polistena, un professionista che non ha alcuna esperienza nelle specifiche attività che l’UOC deve eseguire, per poi valutare eventualmente a posteriori, gli esiti della propria scelta viziata. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se non ritenga intervenire, nella qualità di Commissario della Sanità calabrese, per verificare la legittimità degli atti posti in essere dalla dott.ssa _________ nella procedura in questione;

2. se non ritenga di sollecitare la revoca il conferimento dell’incarico di Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia del Presidio Ospedaliero di Polistena e indire un nuovo Avviso Pubblico nel rispetto di quanto disposto dal DPR 10 dicembre 1997 n. 484 e il D.lgs n. 502/1992.

(301; 03/01/2025).

(Risposta)

 

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Consorzio di Bonifica della Calabria ha emesso e notificato agli agricoltori calabresi gli avvisi bonari di pagamento afferenti il ruolo ordinario di bonifica 2024;

- dalle numerose segnalazioni pervenute, appare che le cartelle inviate contengano errori di calcolo che avrebbero portato, in molti casi, al raddoppio delle tariffe rispetto agli anni precedenti;

- gli errori di cui sopra riguarderebbero soprattutto gli avvisi recapitati agli agricoltori della provincia di Vibo Valentia;

- sulla questione sono intervenute importanti Associazioni Agricole le cui dichiarazioni sembrano confermare l’esistenza degli errori di cui sopra. Tutto quanto sopra premesso si interroga il competente Assessore

per sapere:

- se è a conoscenza della situazione narrata in premessa e, nel caso, quali utili e tempestivi provvedimenti intenda adottare per ovviare agli errori eventualmente contenuti negli avvisi bonari di pagamento afferenti al ruolo ordinario di bonifica 2024.

(307; 21/01/2025).

(Risposta)

 

Lo Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- le recenti mareggiate che hanno colpito larga parte del litorale tirrenico vibonese hanno letteralmente distrutto il lungomare di Tropea;

- puntualmente, ogni anno, in modo particolarmente intenso nel periodo invernale, il suddetto litorale, notevolmente esposto ad eventi erosivi, fragile e privo di efficace protezione, viene totalmente devastato da inondazioni, e conseguenti danni alle proprietà e alle infrastrutture costiere;

- la diretta conseguenza di questo progressivo fenomeno, oltre al grave ed inesorabile decremento della spiaggia, è costituita dalla puntuale necessità di ripetuti, dispendiosi e sempre meno risolutori, interventi di ripristino a carico dei privati e della Pubblica amministrazione;

considerato che: - visto l’approssimarsi della stagione estiva, è urgente intervenire con lavori di risistemazione del lungomare di Tropea;

- è altrettanto necessario programmare opere di difesa della costa realmente efficaci, facendo precedere le medesime da una più efficace e puntuale attività di studio, di progettazione, di adeguamento degli interventi già effettuati ed evidentemente del tutto insufficienti;

considerato altresì che: - con risposta a precedente interrogazione n.267/12 datata 20.11.2024 era stata prospettata, in merito al necessario aggiornamento del Masterplan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera, risalente ormai al 2014, un accordo con l’Università Mediterranea e con l’Unical al fine di procedere all’aggiornamento ed alla rivisitazione del medesimo Masterplan con “criteri e approcci innovativi”. Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il presidente della Giunta regionale,

per sapere:

1) quali risorse si intendono mettere immediatamente a disposizione del Comune di Tropea al fine di procedere ai lavori urgenti di ripristino del lungomare;

2) quali opere di mitigazione del rischio erosivo sono state realizzate nel Comune di Tropea e quali, allo stato, pur programmate e finanziate non sono state ancora realizzate;

3) se è stato concluso l’accordo con l’Università Mediterranea e con l’Unical per l’aggiornamento e la rivisitazione del Masterplan;

4) se è stato già programmato ed è iniziato un nuovo ed approfondito studio sul fenomeno erosivo nel litorale vibonese, ed in particolare sul tratto di costa di Tropea.

(315; 06/02/2025).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- a Chiaravalle Centrale è in corso da anni la realizzazione della nuova Casa della salute;

- i lavori procedono a rilento e, pertanto, al di là dei frequenti aggiornamenti del cronoprogramma non è prevedibile la data di apertura;

- nel frattempo, i pochi servizi offerti all’utenza vengono assolti nei locali del vecchio Ospedale, tra l’altro dichiarato a rischio sismico;

- tra questi rientra la diagnostica per immagini che viene espletata con una apparecchiatura radiografica risalente al 1974, il cui quadro comandi, invece, ha circa 70 anni. Considerato che: - i frequenti malfunzionamenti dell’apparecchiatura, dovuti alla sua vetustà, continuano a causare interruzioni del servizio;

- la struttura sanitaria serve un elevato bacino d’utenza a cavallo delle provincie di Catanzaro e Vibo Valentia ed è raggiunta anche da cittadini di comuni del reggino;

- occorre, pertanto, salvaguardare la presenza capillare dei servizi sanitari sul territorio e le prestazioni diagnostiche sono fondamentali a tal fine. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- come intende affrontare la drammatica situazione della diagnostica per immagini (radiografia) presso la Casa della salute di Chiaravalle Centrale.

(343; 24/04/2025)

(Risposta)

 

Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- nel comune di Lamezia Terme si sta svolgendo la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale, programmata per il 25 e 26 maggio 2025;

- nel corso della stessa è stata segnalata l’effettuazione di una riunione, presso una struttura sanitaria pubblica, che ha visto la partecipazione di alcuni candidati insieme a personale sanitario. Considerato che: - si tratta di una condotta che solleva preoccupazioni, non solo sul piano etico e professionale, ma anche sulla correttezza della campagna elettorale;

- la salute dei cittadini dovrebbe rimanere al di sopra di ogni conflitto d’interesse e non può essere strumentalizzata per fini politici con la conseguenza di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sanitarie locali. Tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti Consiglieri regionali interrogano il Presidente della Giunta regionale anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria:

per sapere:

- se non intende attivarsi con urgenza per verificare la situazione in atto a Lamezia Terme e prendere i provvedimenti necessari a garantire che l’integrità professionale dei medici venga rispettata e per evitare l’utilizzo di risorse pubbliche a fini elettorali.

(357; 21/05/2025).

(Risposta)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 219/12^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2024, della relazione sulla gestione 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi” (deliberazione consiliare n. 392)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione n. 31 del 9 giugno 2025, con la quale l’Ufficio di Presidenza ha proposto al Consiglio regionale l’approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2024 dell’Ente, della relazione sulla gestione 2024 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi;

premesso che

-     il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, così come modificato e integrato dal decreto legislativo del 10 agosto 2014, n. 126, ha introdotto il nuovo impianto normativo sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle autonomie locali finalizzato a stabilire il quadro complessivo di riferimento dei principi contabili generali per regioni, province autonome ed enti locali;

-     con Deliberazione consiliare n. 244 del 22 dicembre 2023 è stato approvato il Bilancio di Previsione del Consiglio regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2024-2025-2026;

-     con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 88 del 22 dicembre 2023 è stato approvato il documento tecnico di accompagnamento al Bilancio di previsione per gli anni 2024-2025-2026 e sono state assegnate le risorse al Direttore Generale, ai sensi dell’art. 15, comma 4 del nuovo Regolamento Interno di Amministrazione e Contabilità del Consiglio regionale;

-     con Determinazione del Direttore Generale n. 833 del 28 dicembre 2023 è stato approvato il bilancio finanziario gestionale per gli esercizi 2024-2025-2026 per il funzionamento del Consiglio regionale della Calabria;

-     con Deliberazione consiliare n. 328 del 22 ottobre 2024 sono stati approvati l’Assestamento e ulteriori variazioni al Bilancio di previsione 2024-2026 del Consiglio regionale;

-     con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 8 del 27 febbraio 2025 è stato approvato il verbale di chiusura della contabilità dell’esercizio finanziario 2024;

considerato che

-     l’art. 67 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, dispone che “La Presidenza del Consiglio regionale sottopone all'Assemblea consiliare (…) il rendiconto del Consiglio regionale. Le relative risultanze finali confluiscono nel rendiconto consolidato di cui all'art. 63, comma 3. Al fine di consentire il predetto consolidato, l'assemblea consiliare approva il proprio rendiconto entro il 30 giugno dell'anno successivo”;

-     l’art. 18 bis, del citato decreto legislativo n. 118/2011, al comma 1, dispone che “al fine di consentire la comparazione dei bilanci, gli enti adottano un sistema di indicatori semplici, denominato «Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio» misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio, costruiti secondo criteri e metodologie comuni”; e, al successivo comma 3, prevede che “gli enti locali ed i loro enti e organismi strumentali allegano il "Piano" di cui al comma 1 al bilancio di previsione o del budget di esercizio e del bilancio consuntivo o del bilancio di esercizio”;

dato atto che

-     l’art. 77 del Regolamento interno di Amministrazione e Contabilità, dispone che “Successivamente all’approvazione del rendiconto, l’assemblea legislativa approva il bilancio consolidato di gruppo del Consiglio regionale con le società controllate e partecipate secondo le modalità e gli schemi previsti dal D.Lgs. 118/2011 (…) Il bilancio consolidato è approvato dal Consiglio regionale entro il 31 agosto dell’anno successivo all’esercizio finanziario di riferimento ed è trasmesso, dopo l’approvazione consiliare, alla Regione entro i dieci giorni successivi.”;

-     il Consiglio regionale detiene la partecipazione nella società in house providing “Portanova S.p.A.”;

preso atto che

-     il Tesoriere ha reso il conto della gestione, debitamente sottoscritto e corredato di tutta la documentazione contabile prevista (reversali di incasso, mandati di pagamento e relativi allegati di svolgimento, ecc.);

-     le risultanze del conto del Tesoriere corrispondono con quelle del Settore Bilancio e Ragioneria;

-     gli agenti contabili interni a materia e a denaro hanno reso il conto della propria gestione, secondo le modalità ed i termini indicati nel decreto legislativo 26 agosto 2016, n. 174;

-     con Determinazione del dirigente del Direttore Generale n. 161 dell’8 aprile 2025 è stata effettuata la parificazione del conto del tesoriere e degli agenti contabili interni per l’esercizio 2024;

-     con Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 25 del 13 maggio 2025 è stato approvato il riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2024, ai sensi dell'art. 3, comma 4, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

richiamato l’art. 7, comma 8, della legge regionale 15 marzo 2002, n. 13 e ss.mm.ii., il quale prevede che i rendiconti dei Gruppi consiliari siano pubblicati, in allegato, al conto consuntivo del Consiglio regionale e sul sito istituzionale dell’Ente;

visto lo schema di rendiconto dell’esercizio 2024, redatto ai sensi dell’allegato 10 al D.lgs. n. 118/2011 e ss.mm.ii., allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;

vista la relazione sulla gestione dell'esercizio 2024, redatta ai sensi dell'art. 11, comma 6, del D.lgs. n. 118/2011, allegata al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;

visto il Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi, allegato al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;

ritenuto di dover provvedere in merito;

visti

-     il D.lgs. n. 165/2001;

-     la Legge regionale 13 maggio 1996, n. 8;

-     la Legge regionale 4 settembre 2001, n. 19;

-     la Deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 67 del 18 aprile 2001 di approvazione del Regolamento sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Consiglio Regionale della Calabria, modificata dalle deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza n. 34 del 19 febbraio 2002, n. 57 del 22 ottobre 2019, n. 20 del 26 giugno 2020 e n. 83 del 22 dicembre 2023;

-     la Deliberazione del Consiglio regionale n. 190 del 04 maggio 2017, successivamente aggiornata con Deliberazione consiliare n. 342 del 28 settembre 2018, di approvazione del nuovo Regolamento di Amministrazione e Contabilità del Consiglio Regionale della Calabria;

-     il D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118;

preso atto che il Collegio dei Revisori dei conti, con verbale n. 22 del 23 giugno 2025 (parere n.23/2025), allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale, ha redatto la relazione al rendiconto dell’esercizio finanziario 2024 del Consiglio regionale, esprimendo “complessivamente giudizio positivo per l’approvazione del Rendiconto finanziario 2024 del Consiglio regionale”;

vista la relazione della Commissione speciale di Vigilanza, redatta ai sensi dell’articolo 73 del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, approvata nella seduta del 23 giugno 2025 e allegata alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

udito il relatore, consigliere Cirillo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-     di approvare, ai sensi degli artt. 18 e 67 del D.lgs. n. 118/2011, il rendiconto della gestione relativo all'esercizio finanziario 2024, redatto secondo lo schema di cui all'Allegato 10 al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale nelle seguenti risultanze finali riepilogative:

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-     di approvare la Relazione sulla gestione dell'esercizio 2024, redatta ai sensi dell'art. 11, comma 6, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che si allega alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

-     di approvare il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio relativi al rendiconto dell’esercizio 2024, allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

-     di dare atto che l’avanzo di amministrazione dell’esercizio 2024 è così suddiviso:

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-     di rinviare a successivo atto la destinazione dell’avanzo libero dell’esercizio 2024;

-     di dare atto che i risultati della gestione del Consiglio regionale per l’esercizio 2024 confluiranno nel rendiconto consolidato della Regione Calabria, ai sensi dell’art. 67 del D.lgs. n. 118/2011;

-     di dare atto che, successivamente all’approvazione del rendiconto dell’esercizio 2024 si procederà all’approvazione del bilancio consolidato di gruppo del Consiglio regionale con la società partecipata “Portanova S.p.A.”;

-     di dare atto che i rendiconti dei Gruppi consiliari anno 2024 saranno pubblicati, in allegato al rendiconto del Consiglio regionale, sul sito istituzionale dell’Ente;

-     di trasmettere la presente deliberazione, unitamente ai relativi allegati sopra richiamati, alla Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 73, comma 6, del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, e al Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per il seguito di competenza.

(Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 221/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACal) - Deliberazione di Giunta regionale n. 346 del 10/07/2025” (deliberazione consiliare n. 393)

Il Consiglio regionale

premesso che:

·       l’articolo 57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i rendiconti degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento "Bilancio e Patrimonio" per la definitiva istruttoria di propria competenza;

·       la Giunta regionale trasmette i rendiconti al Consiglio regionale per la successiva approvazione;

visti:

·       il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi), per come modificato e integrato dal decreto legislativo n. 126/2014;

·       l'articolo 54, comma 5, lettera b), della legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della regione Calabria);

·       la legge regionale 3 agosto 1999, n. 20 (Istituzione dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria - A.R.P.A.Cal.);

·       la legge regionale 4 febbraio 2002, n.8 (Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria);

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 346 del 10 luglio 2025, recante: “Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL). Trasmissione proposta al Consiglio regionale per gli atti di competenza”;

vista la deliberazione n. 250 del 29 aprile 2025 con cui il Direttore generale dell’ARPACAL ha approvato il rendiconto di gestione dell’Ente per l’esercizio 2024 e i relativi allegati, allegata alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;

tenuto conto che il Revisore unico dell’ARPACAL, con verbale n. 12 del 16 aprile 2025, allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale,

·       ha evidenziato che la differenza del Fondo Pluriennale Vincolato spesa dell’esercizio 2023 con il Fondo Pluriennale Vincolato entrata dell’esercizio 2024 “genera un risultato di amministrazione 2023 diverso”, ma che “la ricostruzione con la variazione del dato 2023 non inficia il dato del risultato di amministrazione 2024”;

·       ha rilevato il miglioramento della consistenza dei residui passivi, che si sono ridotti rispetto all’inizio dell’anno;

·       ha attestato la corrispondenza del conto consuntivo alle risultanze della gestione;

·       ha raccomandato agli Organi di vertice dell’Ente:

- di prendere atto delle carenze rilevate allo scopo di adottare le necessarie contromisure per consentire all’Agenzia di potenziare le funzioni ad essa riservate per legge;

- di provvedere con opportuna tempestività all’adozione dei regolamenti di contabilità e per la gestione del patrimonio;

- di reperire risorse finanziarie adeguate per lo sviluppo potenziale dei servizi dell’Agenzia;

·       ha espresso “parere favorevole all’approvazione del Rendiconto dell’ARPACAL riferito all’esercizio finanziario 2024, con i relativi allegati, ed al Bilancio Economico-patrimoniale”;

considerato che il Comitato di indirizzo dell’ARPACAL, con verbale del 4 giugno 2025, allegato alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale, ha espresso parere favorevole per l’approvazione del Rendiconto di gestione relativo all’esercizio finanziario 2024 dell’Agenzia;

considerato che il dipartimento regionale “Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana”, che esercita la vigilanza sulle attività dell’Ente, nell’ambito dell’istruttoria di competenza (prot. n. 442158 del 17 giugno 2025), allegata alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

-     ha evidenziato che l’Agenzia ha approvato per l’esercizio finanziario 2024 il prospetto che riporta le misure di contenimento delle spese di cui all’art. 6 L. R. n. 43/2016, oggi riproposte nella L.R. n. 62/2023;

-     ha verificato, dal raffronto tra i prospetti delle spese effettuate nell’esercizio 2024 rispetto a quelle sostenute nell’esercizio indicato dalla normativa vigente sulle misure di contenimento, contenuta nell’art. 1 della L.R. n. 62/2023, come emerga il rispetto dei limiti previsti;

-     ha espresso “parere favorevole al rendiconto dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria per l’esercizio 2024”;

tenuto conto che il dipartimento regionale “Economia e Finanze”, nell’istruttoria di competenza, allegato alla DGR n. 346 del 10 luglio 2025 e al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale,

·       ha rilevato che:

-     sussiste la piena corrispondenza tra il saldo di cassa al 31.12.2024, per come risultante dal conto del bilancio, e il corrispondente saldo di cui al conto del tesoriere;

-     sussiste la continuità tra i residui finali dell’esercizio 2023 rispetto a quelli iniziali dell’esercizio 2024;

-     sussiste la quadratura delle poste contabili iscritte nelle cosiddette “partite di giro”;

-     sussiste (a seguito delle scritture di rettifica e di giroconto effettuate dall’Ente), corrispondenza tra i valori a residuo e quelli riportati nello stato patrimoniale, posto che è stata verificata la piena coincidenza tra residui attivi finali e crediti e tra residui passivi finali e debiti, nonché, con riferimento al conto economico, la corrispondenza tra impegni in conto competenza e costi e tra accertamenti e ricavi;

-     sussiste la quadratura tra il saldo di tesoreria, in ragione del totale dei pagamenti e degli incassi effettuati nel corso dell'esercizio 2024, e il valore registrato alla voce “Disponibilità liquide” dell’attivo dello Stato Patrimoniale;

-     risulta formalmente corretta la determinazione del Fondo Pluriennale Vincolato e del risultato di amministrazione al 31.12.2024;

·       con riferimento alla Quota vincolata del risultato di amministrazione, ha raccomandato all’Ente “…di finalizzare, attraverso un’attenta attività di programmazione, l’impiego delle risorse destinate alla realizzazione dei progetti di investimento, nel rispetto di quanto previsto dai relativi principi di bilancio di cui al punto 5.3. dell’allegato 4/2 del D.lgs. 118/2011, circa le modalità di costituzione, gestione e aggiornamento dei relativi cronoprogrammi di spesa.”;

·       preso atto dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti dell’Agenzia e del dipartimento “Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana”, che esercita la vigilanza sulle attività dell’Ente, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio 2002, n.8, fermi restando i rilievi e le raccomandazioni espresse nelle rispettive istruttorie dal dipartimento vigilante e dallo stesso dipartimento “Economia e Finanze”, ha ritenuto “possibile procedere, parte della Giunta regionale, alla trasmissione del rendiconto relativo all’esercizio 2024 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL) al Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8”;

preso atto che la seconda Commissione consiliare, nella seduta del 17 luglio 2025, si è determinata favorevolmente sull’approvazione del rendiconto per l’esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL) e dei documenti ad esso allegati;

udito il consigliere Montuoro, che ha illustrato il provvedimento

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

·       di approvare, ai sensi dell’articolo 57, comma 7, della legge regionale n.8/2002, il Rendiconto esercizio 2024 dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Calabria (ARPACAL) e i documenti ad esso allegati richiamati in premessa, che costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.

(Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 218/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano Regionale Trasporti. Adozione del Documento di Indirizzo Strategico di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti e del Rapporto Ambientale Preliminare ed espletamento delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica per l'approvazione del PRT - Deliberazione di Giunta regionale n. 218 del 21/05/2025” (deliberazione consiliare n. 394)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025 recante: “Piano Regionale Trasporti. Adozione del Documento di Indirizzo Strategico di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti e del Rapporto Ambientale Preliminare ed espletamento delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica per l'approvazione del PRT”, rubricata quale proposta di provvedimento amministrativo n. 218/12^;

premesso che

-     con delibera di Giunta regionale n. 37 del 31 gennaio 2022, su proposta dell'Assessore alle Infrastrutture pro tempore, si è dato mandato al Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici a provvedere all'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, così da tenere conto anche degli ultimi interventi attuati o programmati, in particolare, rispetto a:

-   attualizzazione del contesto socioeconomico;

-   approfondimento e specificazione dell'analisi di sicurezza;

-   aggiornamento dell'elenco delle infrastrutture e degli interventi per modalità di trasporto;

almeno in termini di indirizzi o procedure relative alle modalità procedurali e di gestione dello stesso;

-     con la suddetta delibera la Giunta Regionale dava indirizzo al Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici a predisporre le attività e gli atti consequenziali necessari all'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, in accordo con gli altri dipartimenti competenti;

-     si è dato mandato all'espletamento delle attività necessarie all'elaborazione dell'aggiornamento del Piano Direttore del Piano Regionale dei Trasporti (PRT), comprese quelle necessarie al riavvio e all'espletamento della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ai sensi del D.lgs n. 152/2006 e del R.R. n. 3/2008.

-     il vigente Piano Regionale dei Trasporti (PRT) è stato:

- adottato con D.G.R. n. 503 del 06/12/2016;

- approvato con D.C.R. n.157 del 19/12/2016;

- valutato positivamente dalla Commissione UE, Direzione Generale            Politica Regionale e Urbana, come comunicato con nota n.1086324 del 01/03/2017;

richiamati

-     la direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente;

-     la direttiva 2003/4/CE del Parlamento Europeo del Consiglio del 28 gennaio 2003 sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale;

-     la direttiva 2003/35/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003 che prevede la partecipazione del pubblico nell'elaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale e modifica le direttive del Consiglio 85/337/CEE e 96/61/CE relativamente alla partecipazione del pubblico e all'accesso alla giustizia;

-     la Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche;

-     il decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120 che introduce modifiche ed integra il d.p.r. 357/97 concernente l'applicazione della direttiva 92/43/CEE;

-     il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 «Norme in materia ambientale», così come modificato dal decreto legislativo 29 giugno 2010, n. 128, che assoggetta a Valutazione Ambientale Strategica tutti i piani e i programmi che possono avere impatti significativi sull'ambiente;

-     il Regolamento regionale n. 3 del 4 agosto 2008 «Regolamento regionale delle procedure di Valutazione di Impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica e delle procedure di rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali» e s.m.i;

-     il Regolamento della Procedura di Valutazione di Incidenza (Direttiva 92143/CEE «Habitat relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminatura/i, nonché della flora e della fauna selvatiche e Direttiva «Uccelli» relativa alla conservazione dell'avifauna e modifiche ed integrazioni al Regolamento regionale n. 3/2008 del 4/8/ 2008 e al Regolamento regionale n. 512009 del 1415/2009), approvato con DGR n. 749 del 4.11 .2009;

-     l'art. 16 c.2 dello Statuto regionale;

-     l'art. 14 della L.R. 12 ottobre 2016, n. 30;

-     la legge regionale n. 35 del 2015.

Considerato

-     che sono stati approvati successivamente al 19/12/2016 i seguenti documenti di pianificazione e programmazione:

- Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (PGTL);

- Piano Strategico Nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL);

- Piano Nazionale Aeroporti;

- Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile (PSNMS);

- Next Generation EU e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza;

- Programma Operativo Nazionale (PON) FESR "Infrastrutture e Reti" 2014-2020;

- Contratti di programma 2022-2026. Parte Investimenti tra il MIT e RFI S.p.A.;

- Contratti di programma 2022-2025 e Piani degli investimenti tra MIT e ANAS S.p.A.;

- Programma Regionale Calabria FESR FSE+ 2021/2027 e atti esecutivi;

- Piano di Sviluppo e Coesione 2021-2027;

- PSP 2023/2027 e atti esecutivi;

- Allegato "Strategie per le infrastrutture, la mobilità e la logistica" al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2025.

-     che gli atti di programmazione sopra specificati devono essere considerati in sede di redazione dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti della Calabria.

Preso atto che

-     il processo di elaborazione del Piano Regionale dei Trasporti, ai sensi del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 recante "Norme in materia ambientale", e del R.R. n. 3 del 04.08.2008 recante "Regolamento regionale delle procedure di Valutazione di Impatto ambientale, di Valutazione Ambientale Strategica e di rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali", deve essere accompagnato dalla procedura di VAS;

-     al fine di dare seguito alla procedura VAS è stata individuata quale Autorità procedente/proponente, il Dipartimento Infrastrutture e Lavori Pubblici per l'espletamento di tutte le procedure necessarie all'elaborazione e all'approvazione dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, comprese quelle necessarie all'avvio e all'espletamento delle procedure di VAS;

considerato che

-     la Proposta preliminare di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti considera di particolare rilievo e interesse per la Calabria alcuni documenti, relativi a Piani Nazionali e Internazionali;

-     la Proposta preliminare di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti è composta dal Documento di Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei Trasporti (Allegato A alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale), e dal Rapporto Ambientale Preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), (Allegato B alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale);

preso atto

-     dei documenti costituenti la Proposta Preliminare di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti, Allegato A e Allegato B alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale;

considerato

-     che i suddetti documenti risultano essere coerenti agli indirizzi previsti dalla delibera di Giunta Regionale n. 37 del 31 gennaio 2022;

-     che l'aggiornamento del PRT comprende la Valutazione Ambientale Strategica per verificare che gli obiettivi generali e specifici possano essere conseguiti anche nell'ottica dei principi di sostenibilità;

-     che detta valutazione deve essere effettuata nel corso dell'elaborazione dell'aggiornamento del Piano e prima dell'adozione del rapporto ambientale definitivo al fine di assicurare che gli esiti della valutazione vengano presi in considerazione nel Piano stesso;

-     che detta valutazione, a cura dell'Autorità Competente, dovrà essere effettuata sulla base degli elaborati di aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti redatti sotto la responsabilità dell'Autorità Procedente.

ritenuto

-     di procedere all'adozione del documento come base per l'elaborazione dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti;

rilevato che la quarta Commissione consiliare, nella seduta del 10 giugno 2025, ha approvato il “Documento di Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei Trasporti” (Allegato A alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale), e il “Rapporto Ambientale Preliminare dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti” (Allegato B alla delibera di Giunta regionale n. 218 del 21 maggio 2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale);

udito il relatore, consigliere Raso, che ha illustrato il provvedimento

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

1. di approvare il Documento di Indirizzo Strategico (DIS) del Piano Regionale dei Trasporti (Allegato A) e il Rapporto Ambientale Preliminare dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti (Allegato B), allegati alla presente deliberazione di cui costituiscono parte integrante e sostanziale.

(Allegati)

Proposta di legge n. 375/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro, recante: “Modifiche della legge regionale 15 maggio 2024, n. 25 (Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall'efficientamento energetico del patrimonio edilizio)” (deliberazione consiliare n. 395)

Art. 1

(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 25/2024)

1. Nel comma 2 dell’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2024, n. 25 (Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall’efficientamento energetico del patrimonio edilizio) dopo le parole “come specificati all’articolo 121, comma 2, lettere da a) ad f), del d.l. 34/2020,” è inserita la parola: “anche”.

Art. 2

(Modifica dell’articolo 2 della l.r. 25/2024)

1. Nel comma 5 dell’articolo 2 della l.r. 25/2024, le parole “relativi agli interventi di cui all’articolo 1” sono soppresse.

2. Dopo il comma 5 dell’articolo 2 della l.r. 25/2024, è aggiunto il seguente comma 5-bis:

“5-bis. Gli istituti di credito e gli intermediari finanziari garantiscono, attraverso apposita clausola contrattuale, l’immediato reimpiego della propria capienza fiscale, liberata a seguito della cessione dei crediti di imposta, tramite l’acquisto di ulteriori crediti di imposta relativi a interventi, di cui all’articolo 119 del d.l. 34/2020, convertito, con modificazioni, in l. n. 77/2020, effettuati su immobili ubicati nel territorio calabrese da imprese aventi sede legale o operativa nella Regione Calabria.”.

Art. 3

(Modifiche dell’articolo 3 della l.r. 25/2024)

1. Nel comma 2 dell’articolo 3 della l.r. 25/2024, le parole “di cui all’articolo 1, comma 2” sono sostituite dalle parole “d’imposta”.

Art. 4

(Clausola d’invarianza finanziaria)

 1. Dall’attuazione degli interventi previsti dalla presente legge, non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Proposta di legge n. 388/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Molinaro, Caputo, Comito, Mattiani, Montuoro, recante: “Delega alla Giunta regionale per la redazione di un Testo unico in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti” (deliberazione consiliare n. 396)

Art. 1

(Finalità e ambito di applicazione)

1. La Giunta regionale è delegata, ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto, alla redazione di un Testo unico che riordina e coordina l’intera disciplina legislativa regionale in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti, anche con finalità innovative.

2. Le fonti normative da inserire prioritariamente nel Testo unico di cui al comma 1 sono indicate nell’elenco di cui all’allegato A. La Giunta regionale è autorizzata a integrare detto elenco attinente alla materia oggetto del riordino.

Art. 2

(Caratteri e criteri del riordino e del coordinamento)

1. Il Testo unico, ripartito in libri, se necessario, titoli, capi, articoli, cui è apposta una rubrica:

a) adegua e semplifica il linguaggio normativo;

b) apporta le modifiche necessarie per garantire la coerenza logica e sistematica delle norme, eliminando ridondanze, sovrapposizioni, duplicazioni;

c) elenca le disposizioni vigenti che vengono riordinate e coordinate;

d) inserisce nuove disposizioni tese a disciplinare materie afferenti al settore commercio, anche prive di regolamentazione regionale;

e) reca in unico articolo finale l’abrogazione esplicita delle leggi e delle norme che hanno concorso alla sua formazione, nonché delle altre eventuali disposizioni, non collocate nel Testo unico, che vengono abrogate;

f) aggiorna l’indicazione di organi o uffici rispetto a una nuova loro denominazione o in relazione a una nuova ripartizione di competenze derivante da altre disposizioni;

g) prevede la semplificazione delle procedure amministrative;

h) aggiorna i rinvii ad altre disposizioni che non corrispondano più allo stato della legislazione;

i) corregge gli errori materiali;

j) contiene le disposizioni tese a conformare le norme regionali alle disposizioni statali nelle materie oggetto del Testo unico.

Art. 3

(Termini)

1. La proposta del Testo unico, corredata di apposita relazione di accompagnamento, è trasmessa dalla Giunta regionale al Consiglio regionale per l’approvazione entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 4

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato A):

“Elenco fonti normative in materia di commercio, mercati, fiere e attività di promozione commerciale, stampa e carburanti”.

Fonti normative:

1.     legge regionale 12 aprile 1990, n. 22 (Criteri per l’esercizio da parte dei comuni della Calabria delle funzioni amministrative in materia di rivendite di quotidiani e periodici);

2.     legge regionale 5 maggio 1990, n. 56 (Disciplina Commercio Mercati all’ingrosso);

3.     legge regionale 24 luglio 1991, n. 11 (Disciplina delle manifestazioni fieristiche e delle attività di promozione commerciale);

4.     legge regionale 11 giugno 1999, n. 17 (Direttive regionali in materia di commercio in sede fissa);

5.     legge regionale 11 giugno 1999, n. 18 (Disciplina delle funzioni attribuite alla regione in materia di commercio su aree pubbliche);

6.     legge regionale 12 agosto 2002, n. 34 (Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali), articoli 50, 51 e 52.

(Allegato)

Proposta di legge n. 381/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Cirillo e Comito, recante: “Modifiche agli articoli 28 e 67 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 - Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria” (deliberazione consiliare n. 397)

Art. 1

(Modifiche all’articolo 28 della l.r. 19/2002)

1. Al comma 3, dell’articolo 28 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria) sono apportate le seguenti modifiche:

a) nella lettera b), la parola: “Regione” è sostituita dalle parole: “Giunta regionale”;

b) nella lettera c), la parola: “Regione” è sostituita dalle parole: “Giunta regionale” e la parola: “Provincia” è sostituita dalle parole: “Giunta regionale”.

Art. 2

(Modifiche all’articolo 67 della l.r. 19/2002)

1. L’articolo 67 della l.r. 19/2002, è così modificato:

a) al comma 1, le parole: “In caso di mancato rispetto dei termini perentori previsti dalla presente legge, il Presidente della Giunta regionale diffida gli enti inadempienti a provvedere entro trenta giorni” sono sostituite dalle seguenti: “In caso di mancato rispetto dei termini previsti dalla presente legge, la Giunta regionale diffida gli enti inadempienti a provvedere entro sessanta giorni”;

b) al comma 2, le parole: “il Presidente della” sono sostituite dalla seguente: “la”.

Art. 3

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 4

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 387/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Montuoro e Caputo, recante: “Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei beni immobili delle Aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria” (deliberazione consiliare n. 398)

Art. 1

(Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della Regione Calabria)

1. Le Aziende del servizio sanitario regionale verificano che le iscrizioni dei beni immobili in bilancio siano conformi a quanto previsto dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 (Istituzione del servizio sanitario nazionale), dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421) e dal decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229 (Norme per la razionalizzazione del servizio sanitario nazionale, a norma dell’articolo 1 della legge 30 novembre 1998, n. 419).

2. La proprietà dei beni immobili di cui al comma 1 è trasferita mediante atto formale della Regione, ai sensi dell’articolo 5 del d.lgs. 502/1992 e nel rispetto della normativa vigente in materia, alle Aziende sanitarie che ne verificano la regolare iscrizione in bilancio.

3. Gli aggiornamenti contabili di cui al comma 1 e al comma 2 vengono riportati in bilancio a decorrere dall’esercizio contabile 2025.

Art. 2

(Abrogazione di articoli della l.r. 43/1996)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati gli articoli 44, 45, 46, 47 e 48, comma 6, della legge regionale 6 settembre 1996, n. 43 (Riordino della normativa in materia di: finanziamento, programmazione, contabilità, patrimonio, contratti e controllo delle Aziende Sanitarie e delle Aziende Ospedaliere).

Art. 3

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. L’attuazione della presente legge non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Proposta di legge n. 296/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Laghi, Straface, Lo Schiavo, Tavernise, Mannarino, Talerico, Comito, recante: “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario” (deliberazione consiliare n. 399)

Art. 1

(Oggetto e finalità)

1. La Regione Calabria, in attuazione dei principi costituzionali di solidarietà sociale e socio-assistenziale e di uguaglianza sostanziale, a tutela del diritto alla salute e a sostegno della razionalizzazione della spesa sanitaria e farmaceutica, promuove ogni intervento volto a favorire azioni di contrasto alla povertà sanitaria e a incentivare il recupero, il reimpiego e la donazione, ai fini del riutilizzo di farmaci per uso umano e per uso veterinario, inutilizzati e in corso di validità, nel rispetto della normativa nazionale vigente in materia.

2. Le iniziative di cui al comma 1 mirano:

a) al contenimento della spesa farmaceutica regionale attraverso la lotta agli sprechi e alle inefficienze di settore;

b) a far fronte alla ricorrente carenza e indisponibilità immediata di alcuni farmaci;

c) al contrasto del mercato nero di farmaci, in collaborazione con le autorità preposte ai servizi di pubblica sicurezza;

d) alla riduzione del volume dei rifiuti speciali da smaltire, ai sensi della normativa vigente.

Art. 2

(Fattispecie di riutilizzo dei farmaci)

1. Le fattispecie di farmaci oggetto di riutilizzo sono individuate, ai sensi dell’articolo 3, nel rispetto della normativa nazionale in materia.

2. Ai sensi dei commi 350 e 351 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriannuale dello Stato. Legge finanziaria 2008), sono oggetto di riutilizzo:

a) le confezioni di farmaci in corso di validità, legittimamente possedute dal detentore, ancora integre e correttamente conservate, in possesso di ospiti delle residenze sanitarie assistenziali (RSA), ovvero in possesso di famiglie che hanno ricevuto assistenza domiciliare (AD) o assistenza domiciliare integrata (ADI) per un loro congiunto, dalle aziende sanitarie provinciali e dalle aziende ospedaliere, dagli enti del terzo settore (ETS) di cui all'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore, a norma dell'articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106) che prevedano nei propri statuti le finalità e gli obiettivi della presente legge. Le confezioni di farmaci sono riutilizzabili nell'ambito delle stesse RSA, delle aziende sanitarie provinciali, delle aziende ospedaliere e degli ETS che prevedano nei propri statuti le finalità e gli obiettivi della presente legge, qualora non siano reclamate rispettivamente dal detentore all'atto della dimissione dalla RSA o, in caso di suo decesso, dall'erede, oppure siano restituite dalla famiglia che ha ricevuto l'assistenza domiciliare alla azienda sanitaria provinciale o all'organizzazione non lucrativa;

b) al di fuori dei casi previsti alla lettera a), le confezioni di farmaci in corso di validità, ancora integre e correttamente conservate, a esclusione di quelle per le quali è prevista la conservazione in frigorifero a temperature controllate, dei farmaci contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope e dei farmaci dispensabili solo in strutture ospedaliere, che siano date in donazione dal detentore che intende disfarsene agli ETS che prevedano nei propri statuti le finalità e gli obiettivi della presente legge, perché provvedano direttamente al loro riutilizzo, mediante distribuzione gratuita diretta ai soggetti indigenti o bisognosi, dietro presentazione di prescrizione medica, se necessaria, a condizione che dispongano di personale sanitario, ai sensi di quanto disposto dalla normativa vigente, o al conferimento presso i punti di raccolta, secondo le modalità stabilite all'articolo 3.

3. Per il riutilizzo delle confezioni di farmaci, nelle fattispecie di cui al comma 1, si osservano per la presa in carico le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 352, della legge 244/2007.

4. Possono essere, altresì, oggetto di riutilizzo, nel rispetto della normativa nazionale vigente in materia, le confezioni di farmaci per uso veterinario in corso di validità, ancora integre e correttamente conservate, legittimamente detenute da privati o ambulatori e cliniche veterinarie che intendono disfarsene, che siano date in donazione a ETS, affinché provvedano direttamente alla loro distribuzione gratuita.

5. Per la presa in carico finalizzata al riutilizzo delle confezioni di farmaci, nelle fattispecie di cui al comma 1, si osservano le disposizioni di cui alla legge 244/2007 e del decreto legislativo 7 dicembre 2023, n. 218 (Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 relativo ai medicinali veterinari e che abroga la direttiva 2001/82/CE, ai sensi dell'articolo 17 della legge 4 agosto 2022, n. 127), ove applicabili.

Art. 3

(Regolamento di attuazione)

1. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentito il dipartimento competente, le aziende sanitarie e ospedaliere, gli ordini provinciali dei farmacisti, i rappresentanti delle RSA riconosciute dalla Regione e gli ETS che prevedono nei propri statuti le finalità e gli obiettivi della presente legge, approva il regolamento che:

a) specifica, nel rispetto della normativa vigente in materia, le caratteristiche dei farmaci idonei alla raccolta, alla restituzione e alla donazione, di cui all’articolo 2, comma 1;

b) determina le condizioni e gli ambiti per il recupero, il reimpiego, la donazione e il riutilizzo presso i soggetti beneficiari dei farmaci di cui all’ articolo 2, comma 1;

c) definisce le modalità per la presa in carico, registrazione e custodia dei farmaci;

d) stabilisce, nel rispetto della normativa vigente in materia, le verifiche obbligatorie sui farmaci di cui all’articolo 2, comma 1, e il soggetto competente alle verifiche;

e) individua presso le aziende sanitarie provinciali e le aziende ospedaliere i punti di raccolta delle confezioni di farmaci destinati al riutilizzo.

Art. 4

(Campagne di informazione e sensibilizzazione)

1. La Regione provvede sul proprio sito istituzionale a rendere pubblico l’elenco regionale degli ETS che si occupano, tra l'altro, dell'attività di riutilizzo diretto e distribuzione gratuita di farmaci inutilizzati.

2. La Regione, nell’ambito dei compiti istituzionali, effettua campagne di informazione e di sensibilizzazione per le finalità della presente legge.

Art. 5

(Attività di vigilanza)

1. Le aziende sanitarie provinciali esercitano la vigilanza sulla corretta osservanza delle modalità di recupero, reimpiego, donazione e riutilizzo dei farmaci idonei nel rispetto del regolamento di cui all’articolo 3, comma 1, oltre che sull'effettivo svolgimento delle verifiche obbligatorie sui farmaci presi in carico e sulla attività di registrazione e custodia degli stessi.

2. Le aziende sanitarie provinciali, con cadenza semestrale, trasmettono alla struttura amministrativa regionale competente una nota di farmacovigilanza contenente i dati quantitativi relativi alle tipologie di farmaci recuperati, reimpiegati, donati e riutilizzati.

Art. 6

(Informazioni attuative)

1. Nell'ambito dei sistemi informativi regionali, al fine di dare attuazione alla presente legge, sono resi pubblici, con cadenza almeno annuale, i seguenti dati:

a) riferimenti normativi comunitari, nazionali e regionali relativi ai farmaci inutilizzati;

b) caratteristiche dei farmaci idonei al recupero, al reimpiego, alla donazione e al riutilizzo;

c) elenco degli enti e degli organismi preposti alla presa in carico, alla raccolta, alla verifica e al recupero, alla donazione con l'indicazione degli operatori sanitari responsabili;

d) mappa interattiva dei punti di raccolta contenente le informazioni di base sulle modalità per effettuare la donazione dei farmaci;

e) censimento dei farmaci in corso di validità recuperati, restituiti e donati ai fini del riutilizzo;

f) comunicazioni sulle iniziative di sensibilizzazione e formazione in materia;

g) apposita sezione per la gestione e il monitoraggio delle eccedenze di farmaci.

Art. 7

(Clausola valutativa)

1. La Giunta regionale presenta al Consiglio regionale, con cadenza annuale, sulla base delle note di farmacovigilanza, una relazione contenente:

a) lo stato di attuazione del regolamento attuativo di cui alla presente legge;

b) i risultati dell'attività di recupero, reimpiego, donazione e riutilizzo di farmaci in corso di validità;

c) le attività svolte dai soggetti competenti di cui all’articolo 2, comma 1.

Art. 8

(Clausola di salvaguardia)

1. Le disposizioni della presente legge si applicano in quanto compatibili con le previsioni del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione, con quelle dei programmi operativi e con le funzioni attribuite al Commissario ad acta in attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario nonché con gli atti adottati in esecuzione dei poteri al medesimo conferiti.

Art. 9

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. All’attuazione della presente legge si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

(Allegato)

Proposta di legge n. 391/12^ di iniziativa del consigliere regionale Montuoro, recante: “Modifica dell'articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme per l'esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (deliberazione consigliare n. 400)

Art. 1

(Sostituzione del comma 6 dell’articolo 9 della l.r. 17/2005)

1. Il comma 6 dell’articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo) è sostituito dal seguente:

“6. Per la realizzazione dei complessi turistico ricettivi realizzabili all’aria aperta su aree demaniali marittime si rinvia alla legge regionale 18 marzo 2025, n. 14 (Disciplina dei complessi turistico ricettivi all’aria aperta), fermo restando il rispetto delle norme comunitarie e nazionali che regolamentano l’uso delle aree demaniali con destinazione turistico ricettiva riguardo il rilascio delle concessioni demaniali marittime.”.

Art. 2

(Clausola di invarianza degli oneri finanziari)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria (BURC).

(Allegato)

Proposta di legge n. 404/12^ di iniziativa dei consiglieri regionali Comito, Gelardi, De Francesco, Crinò, Graziano, De Nisi, recante: “Abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)” (deliberazione consiliare n. 401)

Art. 1

(Abrogazione della l.r. 25/2009)

1. La legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale) è abrogata.

Art. 2

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 409/12^ di iniziativa del consigliere regionale Caputo, recante: “Modifiche alla legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi)” (deliberazione consiliare n. 402)

Art. 1

(Modifiche della l.r. 16/2024)

1. Nella legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi) sono apportate le seguenti modifiche:

a)  nel comma 3 dell’articolo 2, le parole da: “la” a “Santelli” sono sostituite dalle seguenti:

“il Centro Agroalimentare di Lamezia Terme (CZ)” e le parole: “dispone di” sono sostituite dalle seguenti: “mantiene le attuali”;

b)  nel comma 5 dell’articolo 9, le parole: “di destinazione” sono sostituite dalla seguente: “costitutivi”;

c)  nell’articolo 12:

1)  nella lettera e) del comma 5, le parole: “la cui efficacia è prorogata di dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge” sono soppresse;

2)  dopo il comma 7, è aggiunto il seguente:

“8. L’Agenzia subentra nel diritto d'uso di tutti i beni appartenenti al demanio e al patrimonio indisponibile già in uso alla Fondazione Mediterranea Terina OLNUS, nonché nella titolarità dei beni strumentali materiali e immateriali appartenenti al patrimonio disponibile della Fondazione medesima, che dovessero residuare all'esito della liquidazione coatta amministrativa.”.

Art. 2

(Modifiche dell’articolo 9 della l. r. 16/2024)

1. L’articolo 9 della l.r. 16/2024 è così modificato:

a) al comma 5 le parole: “i vincoli di destinazione” sono sostituite dalle parole: “i vincoli costitutivi” e le parole: “della relativa approvazione” sono sostituite dalle parole: “di approvazione dei relativi progetti”;

b) al comma 6 le parole: “del piano regolatore” sono sostituite dalle parole: “del progetto di un’opera pubblica”;

c) al comma 8 la parola: “interessati” è sostituita dalle parole: “nel cui territorio ricadono in tutto o in parte gli Agglomerati Industriali” e le parole: “entro 6 mesi dalla relativa approvazione” sono soppresse;

d) dopo il comma 8, è aggiunto il seguente comma: “9.  In sede di rilascio dei titoli abilitativi necessari per la realizzazione delle iniziative industriali, i Comuni di cui al comma 8 non possono richiedere agli imprenditori la corresponsione dei contributi di urbanizzazione per le quali l’ordinamento pone il relativo onere a carico di soggetti diversi dai detti Comuni.”. 

Art. 3

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 4

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)