XII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 25

 

SEDUTA Di giovedì 20 aprile 2023

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FILIPPO MANCUSO

 

Inizio lavori h. 13,57

Fine lavori h. 19,47

 

Presidenza del presidente Filippo Mancuso

La seduta inizia alle 13,57

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

CAPUTO Pierluigi, Segretario questore f.f.

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Avviamo i lavori con il primo punto all’ordine del giorno.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, chiedo di inserire all’ordine dei lavori un ordine del giorno relativo al dimensionamento della rete scolastica, sul quale è stata svolta una discussione nella riunione della Conferenza dei capigruppo che ne ha condiviso l’impostazione.

Chiedo di discuterlo prima delle interrogazioni, dopo i primi due punti previsti all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’inserimento dell’ordine del giorno proposto dal consigliere Bevacqua.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

La proposta è a firma mia e del consigliere Graziano – lo dico per correttezza – l’abbiamo fatta insieme.

PRESIDENTE

Perfetto, ma noi siamo favorevoli quindi la proposta è inserita.

LO SCHIAVO Antonio (Gruppo Misto)

Presidente, chiedo anch’io, come già annunciato nella riunione della Conferenza dei capigruppo, l’inserimento della mozione numero 50/12^, a firma mia e del consigliere Mammoliti, relativa alla messa in sicurezza dello scoglio di Santa Maria dell’isola di Tropea. Chiedo, altresì, che venga discussa con le mozioni.

PRESIDENTE

Va bene. Votiamo per l’inserimento della mozione proposta dal consigliere Lo Schiavo, che è inserita.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Buonasera a tutti, chiedo di inserire all’ordine del giorno la proposta di risoluzione avente ad oggetto l’istituzione di una Commissione speciale sul PNRR - monitoraggio sull’utilizzo dei Fondi europei ed efficacia dei bandi regionali.

Chiedo anche io, se è possibile, di discutere la risoluzione prima della discussione sulle interrogazioni, quindi, come terzo punto all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’inserimento della risoluzione proposta dal consigliere Tavernise che è inserita.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 121/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali anno 2023”

PRESIDENTE

Passiamo al primo punto all’ordine del giorno, relativo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 121/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione del Programma regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali anno 2023”.

Cedo la parola al consigliere Graziano per l’illustrazione del provvedimento.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro), relatore

Grazie, Presidente. Saluto il Presidente della Giunta, gli assessori, gli onorevoli consiglieri. Questo è il Programma regionale per le attività di sviluppo nel settore della forestazione e per la gestione delle foreste regionali anno 2023, che è stato approvato con deliberazione della Giunta regionale e, successivamente, nella seduta della Commissione agricoltura.

È un Programma molto vasto che comprende interventi, strutturali e non, che vengono effettuati all’interno del territorio calabrese con l’impiego di circa 5000 uomini fra personale di Calabria Verde, dei Consorzi di bonifica e anche dell’Arsac.

Si tratta di un Programma molto vasto che riguarda, innanzitutto, la manutenzione del territorio forestale. La Calabria possiede un patrimonio di 60.000 ettari di bosco: si tratta per la maggior parte di rimboschimenti effettuati negli anni Cinquanta con i fondi della Cassa del Mezzogiorno e della legge speciale Calabria e che, chiaramente, necessitano di manutenzione durante gli anni successivi; quindi, più che altro, interventi selvicolturali, all’interno di questi soprassuoli rimboschiti, ma anche rimboschimenti, non soltanto in territori collinari e montani, ma anche marini. Come sapete, sono stati effettuati anche rimboschimenti lungo la fascia Jonica e lungo il Tirreno.

A ciò si aggiungono attività che riguardano anche la difesa del suolo, contro i fenomeni erosivi e franosi con interventi di sistemazione idraulico forestale; per esempio, in questo periodo si sta provvedendo anche alla ripulitura di alcuni canali e torrenti che, nel frattempo, sono stati invasi dalla vegetazione e, soprattutto, Calabria Verde sta effettuando interventi in tal senso in molte fiumare calabresi.

Si aggiunge, poi, anche l’attività antincendio. Come sapete, l’anno scorso è stata fatta un’importante azione sia di prevenzione sia di lotta attiva agli incendi boschivi e i risultati sono stati straordinari. C’è stata una riduzione non soltanto del numero degli incendi, ma anche delle superfici medie bruciate che sono diminuite rispetto agli anni precedenti e, soprattutto, rispetto all’anno 2021.

È stata fatta un’attività insieme alla Protezione civile regionale, ma anche nazionale, con il supporto pure di personale della Protezione civile proveniente da altre Regioni.

Quest’anno il servizio sarà intensificato ancor di più anche tramite la stipula di Convenzioni con le Forze di polizia e, inoltre, proprio pochi giorni fa – anzi poche ore fa, mi pare – il presidente Occhiuto e l’Assessore all’agricoltura, Gianluca Gallo, hanno presentato dei nuovi mezzi per la lotta attiva agli incendi boschivi, che consentiranno di raggiungere più efficacemente i luoghi interessati dagli incendi – possono arrivare in stradelle anche piccole, dove le autobotti grandi non possono entrare – e così intervenire prontamente non appena c’è un innesco di incendio boschivo.

Gli interventi colturali di cui parlavamo prima riguardano anche le superfici boscate, quindi, fasce antincendio per togliere dai boschi eventuale materiale che può facilmente costituire un innesco per l’incendio boschivo.

C’è, poi, chiaramente, un’attività di ricerca e di sperimentazione che viene condotta all’interno delle nostre Aziende a cui si aggiunge anche la formazione professionale di questi lavoratori e, poi, il pagamento del trattamento di fine rapporto, che viene accumulato ogni anno e che serve a pagare il personale – annualmente circa 300-400 lavoratori – che va in pensione.

È evidente che, dal punto di vista finanziario, c’è un problema di risorse: è un Programma che costa 190 milioni di euro, sul quale ha investito molto la Regione e, come avviene ogni anno, anche lo Stato con la finanziaria. Dobbiamo dire che l’anno scorso il presidente Occhiuto ha fatto prevedere nella finanziaria 450 milioni di euro, che serviranno a far sì che negli anni futuri, al di là di chi ci sarà al governo, non siano a rischio le risorse per il comparto della forestazione.

C’è un impegno finanziario notevole previsto nella deliberazione della Giunta regionale, che non è, però, sufficiente e, quindi, c’è anche un impegno da parte del Governo regionale, in prima persona del presidente Occhiuto e dell’Assessore regionale al ramo, per far sì che vengano impiegate nel Programma che stiamo per approvare oggi più risorse del FSC.

Questa Regione e questo governo regionale sono disponibili ad investire quasi tutto, la maggior parte, del FSC proprio a copertura del Programma che riteniamo fondamentale per la nostra Regione dal punto di vista della prevenzione e della tutela dell’ambiente.

Le risorse ad oggi non sono sufficienti, ma siamo certi che lo saranno per poter far sì che questo intervento prosegua lungo l’arco dei 12 mesi del 2023 e ciò avverrà certamente grazie all’interlocuzione con il Governo per l’impiego delle risorse del FSC.

Presidente, ho concluso.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Ci troviamo di fronte al Programma 2023 della forestazione che continua, però, con il medesimo approccio dell’anno precedente quando il Programma è stato approvato nelle more della redazione del nuovo Piano forestale regionale. Sarebbe, quindi, utile e corretto che ci venisse detto a che punto è l’elaborazione del Piano, perché credo che continuare a predisporre soltanto Piani annuali, senza una visione di sistema strategica, per inserire gli investimenti e gli interventi da fare su materie che, come diceva il consigliere Graziano, sono molto delicate, renda molto più debole l’azione che ne deriva e che si produce.

Vorrei anche sottolineare che questo Programma contiene alcuni indirizzi programmatici che fanno riferimento a dei Piani che – ritengo – andrebbero, di fatto, aggiornati: parliamo della legge numero 20 del 1992, del Piano forestale regionale 2014-2020 quindi, un Piano annuale, non inserito all’interno di un aggiornamento di visione strategica e di utilizzo di sistema degli strumenti e delle risorse che oggi ci sono su temi e materie così delicate; mi sembra – lo dico con molta franchezza – più un adempimento di natura burocratica che un atto di programmazione e di pianificazione.

Parliamoci chiaramente: perché bisogna prestare attenzione ed avere questa visione di sistema? Lo diceva anche il consigliere Graziano nel suo intervento: in Calabria c’è un indice di boscosità superiore non soltanto alla media italiana, ma è pari a quello della Germania, quindi, un patrimonio inestimabile, importante, che oggi rappresenta una risorsa formidabile anche nella realizzazione di alcuni obiettivi fondamentali di fronte ai cambiamenti climatici che si stanno determinando. Gli interventi che si realizzano servono per evitare alluvioni, smottamenti, frane, con la conseguenza di danni ingenti e addirittura, a volte, di perdita di vite umane come, purtroppo, è avvenuto anche in Calabria.

Qualche anno fa Monsignor Bregantini diceva che il mare è blu se la montagna è verde ed è chiaro che, se non c’è un intervento a monte in termini di pianificazione, di bonifica, di manutenzione ordinaria e straordinaria, le conseguenze si vedranno e si pagheranno a valle e, quindi, fiumi, mari, alluvioni e tutto quello che, purtroppo, si verifica.

Nel corso di questi anni, gli operai forestali sono stati spesso bistrattati e il lavoro che hanno prodotto non è stato mai adeguatamente considerato.

In Calabria – mi assumo anche io la responsabilità come forze sociali – non abbiamo mai avuto la forza e il coraggio di valorizzare appieno l’importante lavoro che questa categoria invece ha svolto nel corso degli anni, perché, lo diceva anche il consigliere Graziano, negli ultimi 30 anni, dal 1955 al 1995, il patrimonio boschivo è cresciuto di oltre l’80 per cento e questo anche grazie al lavoro degli operai forestali.  

Vorrei aggiungere che, in quegli anni, purtroppo, in alcune Province si sono verificati degli eventi calamitosi molto preoccupanti: penso a Fabrizia, a Nardodipace, dove intere comunità e interi centri abitati, sono stati letteralmente spazzati via.

Nel corso degli anni, grazie al lavoro encomiabile di bonifica e di mitigazione del rischio idrogeologico svolto dai lavoratori forestali, nonostante gli indici di piovosità verificatisi in quelle comunità, non si sono verificati effetti preoccupanti.

Ma che cosa è avvenuto nel corso di questi anni? Nel corso di questi anni, purtroppo, quell’importante forza lavoro è andata via via sempre più diminuendo e tra qualche anno sarà ormai estinta; nel frattempo, però, sono aumentate in maniera consistente le risorse impiegate per riparare i danni, che, invece, se fossero utilizzate per fare la manutenzione ordinaria e straordinaria, non determinerebbero la perdita di vite umane che nessun importo economico potrà mai adeguatamente riparare.

Per questa ragione, credo – mi rivolgo al governo regionale e all’Assessore competente, che è intento a chiacchierare con il neoassessore, che saluto dal punto di vista politico-istituzionale per la sua prima presenza in Consiglio – sarebbe utile aprire un ragionamento e un confronto su questi temi.

L’approvazione di un Piano annuale non può essere affrontata con un approccio burocratico per l’importanza, per le conseguenze, per le implicazioni anche forti, strategiche, dal punto di vista ambientale e territoriale che ne conseguono nell’ambito di quella visione di sistema di cui ho parlato. Tuttavia, la Regione Calabria e il governo regionale continuano ad agire dal punto di vista della riparazione dei danni piuttosto che dal punto di vista della prevenzione.

Per questa ragione, quindi, bisogna cambiare paradigma e aprire un confronto con le forze sociali, che non sono state nemmeno adeguatamente coinvolte, tant’è che le loro posizioni pubbliche, espresse ieri, annunciano iniziative anche di mobilitazione e di dissenso rispetto al metodo che il Governo sta mettendo in atto.

Siamo di fronte a questa situazione che fra due, tre anni, vedrà estinta questa grande forza lavoro; esisterà soltanto una parte di questi lavoratori che sono entrati successivamente con il cosiddetto Fondo a sollievo della disoccupazione presenti in alcuni Comuni della Provincia di Vibo e di Cosenza.

Relativamente al sistema antincendio – come è stato detto, è stato presentato l’anno scorso dopo quell’anno terribile nel quale si sono bruciati ettari di boschi – è stata fatta un’azione molto sinergica, anche abbastanza utile e positiva. Ma, parliamoci chiaramente, anche qui qual è l’approccio?

Il governo regionale continua ad intervenire sul piano dello spegnimento degli incendi che è un’altra cosa rispetto alla capacità di prevenirli.

Sono due concezioni culturali, organizzative, strategiche completamente agli antipodi, diverse. Voi interagite dal punto di vista dello spegnimento degli incendi, con i canadair, con gli elicotteri, quando, invece, a nostro avviso, sarebbe utile l’assunzione di giovani formati, di tecnici per presidiare il territorio ed evitare il verificarsi degli incendi.

Questo sarebbe utile e assolutamente necessario fare.

Da questo punto di vista, ricordo che il Partito Democratico, nella precedente legislatura, ha anche presentato una apposita proposta di legge per consentire l’inserimento di giovani e figure adeguatamente formate per fornire un contributo di riutilizzo di una forestazione produttiva, che possa veramente portare crescita e sviluppo sostenibile oltre che tutela ambientale e territoriale.

Infine, relativamente alle risorse finanziarie, parliamoci chiaramente: prendo atto anche delle dichiarazioni del consigliere Graziano relativamente alle risorse che si renderanno necessarie, ma stiamo parlando di una dotazione finanziaria di 66 milioni di euro, quando sappiamo che l’anno scorso le risorse non sono state nemmeno sufficienti a coprire lo stipendio dei lavoratori per l’intero anno.

Il mese di dicembre dei lavoratori è stato pagato utilizzando le risorse del 2023 e, quindi, parliamo di una dotazione finanziaria di 66 milioni a fronte di un Piano che necessita di 180 milioni di euro. Infatti, l’anno scorso – ripeto – le risorse non sono state nemmeno sufficienti a pagare tutte le mensilità dello stipendio dei lavoratori.

Aggiungo che i 50 milioni di euro che mette a disposizione il Governo nazionale, nell’ultima finanziaria il Governo Draghi aveva destinato 50 milioni di euro, ma con canali di finanziamento ordinario. Oggi l’attuale Governo riconferma i 50 milioni, ma lo fa non più attraverso i canali ordinari, ma attraverso il finanziamento dei fondi FAS.

Tutti noi sappiamo questo cosa significa, qual è la complessità delle operazioni burocratiche, amministrative, per l'utilizzo esigibile e immediato di queste risorse. Non è la stessa cosa del canale di finanziamento ordinario.

Nonostante ciò, 66 milioni del Piano, 50 milioni del Governo - con una tempistica sicuramente complicata e difficile - arriveremo a 110 milioni. E gli altri 70 milioni chi li metterà?

Prendiamo atto di quello che dice il consigliere Graziano…

PRESIDENTE

Si avvii alla conclusione, collega Mammoliti.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Presidente, finisco.

Prendo atto di quello che dice il consigliere Graziano, ma sinceramente sono molto preoccupato perché conosco le problematiche di questo settore. So che la Regione Calabria è ancora inadempiente rispetto all'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro per l’utilizzo, in questo periodo, dei lavoratori. Quindi, non avendo recepito automaticamente il contratto di lavoro, non ha riconosciuto professionalmente le competenze di questi lavoratori. In più, siccome il contratto collettivo nazionale prevede il rimborso chilometrico a un quinto della benzina, se non si aprirà il confronto con le organizzazioni sindacali e sociali, per quanto riguarda il contratto integrativo regionale, ci saranno ulteriori contenziosi.

Finisco, caro Presidente.

Caro governo regionale - non so a chi volete che indirizzi quest’appello -, anche in questo settore bisogna agire con un'azione riformatrice, un'azione forte, in grado di utilizzare gli investimenti con un approccio di sistema per introdurre nuova forza lavoro, per presidiare il territorio e per fare la manutenzione ordinaria e straordinaria che non è soltanto importante dal punto di vista ambientale e territoriale, ma anche dal punto di vista strategico e dà la possibilità di offrire occupazione, soprattutto nelle zone interne che si stanno completamente spopolando.

Questa è la riflessione, il confronto, caro Assessore, che dobbiamo aprire. So che avete convocato le organizzazioni sindacali per il 27, ho chiesto al presidente Occhiuto se, a quell'incontro, possano essere presenti anche lo stesso Presidente e le organizzazioni sindacali confederali.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto d’intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, Presidente.

Ho apprezzato molto l'intervento del collega Graziano perché nella relazione non ha illustrato “un libro dei sogni”, ma ha - parole sue – espresso anche delle preoccupazioni soprattutto dal punto di vista contabile.

Voglio informare quest'Aula che giovedì scorso, in sesta Commissione, è stato portato in approvazione il Piano della forestazione 2023. Erano presenti i colleghi della maggioranza: Molinaro e Neri - oggi la collega Gentile non c'è - e, assessore Gallo e presidente Occhiuto, il direttore generale del Dipartimento, Pallaria, e il direttore di Calabria Verde, Oliva, hanno manifestato delle preoccupazioni.

Testuali parole: “Il Piano è stato predisposto con le risorse disponibili: 56 milioni di euro che derivano dal bilancio regionale e 10 milioni di euro dallo Stato. Tenete conto che il Piano prevede un costo annuo complessivo di circa 190 milioni di euro, per cui è stato fatto in base a quella che è la disponibilità finanziaria. Nella legge di bilancio nazionale ci sono 50 milioni di euro per il 2023, quindi arriveremo a 106 milioni che sicuramente non bastano perché” - presidente Occhiuto e assessore Gallo – “ne mancano altri 80. So che il Presidente sta cercando di far anticipare delle risorse dei 450 milioni previsti dalla finanziaria” - come diceva anche il collega Graziano – “che dovrebbero coprire un arco temporale dal 2023 al 2025, affinché il piano sia effettivamente realizzabile. Altrimenti corriamo il rischio” - sono parole non di Pallaria ma di Oliva, il direttore di Calabria Verde - “di coprire, con questi soldi, solo fino al mese di maggio perché - l'assessore Gallo lo sa bene - oggi la forestazione ci costa 11 milioni di euro al mese. E, dato che siamo già al quarto mese del 2023, sono già stati spesi 33 milioni di euro al 31 marzo 2023, altri 11 verranno spesi nel mese di aprile, quindi, i soldi a disposizione del Piano della forestazione finiranno già nel mese di maggio. Questo è un dato allarmante perché dobbiamo arrivare fino a dicembre.”

In più, un altro dato importante, citato in Commissione dal direttore generale di Calabria Verde, riguarda anche il TFR.

Giuseppe Oliva ha affermato che: “I pagamenti del TFR sono arrivati fino a marzo del 2021. Quindi, c’è più di un anno e mezzo, quasi due, di arretrati TFR che, conteggiando tra Calabria Verde e i Consorzi di bonifica, superano i 30 milioni di euro.”

Dal punto di vista programmatico, riconosciamo - voi avete più esperienza di me - che i Piani sono tutti scritti bene. Ora bisogna passare dalle parole ai fatti e, soprattutto, si dice che “messe senza soldi non se ne cantano”, quindi dobbiamo trovare questi fondi. Mi aspetto, alla fine di questa discussione, che l'assessore Gallo e il presidente Occhiuto - ha rapporti continui e quotidiani con i Ministeri competenti e con il Governo nazionale in carica - informino i consiglieri di maggioranza e opposizione - se ci sono i presupposti – su quale sia l'arco temporale per reperire i 90 milioni di euro che servono per attuare al 100 per cento questo Piano sulla forestazione.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto d’intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.

Riprenderò alcuni degli argomenti che i colleghi hanno trattato molto brevemente, ma vorrei dare un apporto con un'ottica un po' diversa.

Il provvedimento su cui stiamo discutendo, in realtà, è un aggiornamento del Programma regionale 2021 - 2022 del quale riprende parte delle Azioni in cui è articolato e ciò nelle more - questo è un punto a cui tengo - dell’approvazione del Piano forestale regionale di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo del 3 aprile 2018, numero 34 il famoso TUF - verrebbe da dire famigerato -, Testo unico in materia di foreste e filiere forestali su cui tornerò.

La proposta di legge presenta evidentemente dei chiaroscuri e - l'hanno già rilevato i colleghi - le risorse finanziarie non sembrano assolutamente bastevoli per dare una prospettiva temporale all'attuazione delle attività che, fra l'altro, dovrebbero anche riprendere delle attività non concluse nelle annualità precedenti e di cui ci sono scarsi segnali: se è vero che è stata fatta una lotta intensa agli incendi, però, forse, si sarebbe potuto insistere sull'aspetto preventivo e ci sono altri aspetti come, per esempio, la processionaria che andava forse più vivacemente contrastata.

Però è un altro l’aspetto che vorrei sottoporvi: personalmente faccio parte di una associazione che si chiama Gruppo unitario per le foreste italiane, in acronimo GUFI - invito, a chi interessa, a visitare il sito internet e il sito Facebook - che è nato e lavora attivamente per la tutela di questo incredibile patrimonio nazionale rappresentato da boschi e foreste.

Personalmente mi occupo un po' di problematiche di nicchia, cioè degli aspetti sanitari collegati, per esempio, alla combustione delle biomasse oppure anche dei benefici di salute - questa è una cosa che forse non tutti sanno - che la frequentazione fisica di boschi e foreste comporta. Basti pensare al Forest Bathing il cosiddetto “Bagno di Foresta”, che è partito dall'estremo Oriente adesso è assai diffuso in tutto il mondo e ha una solida base scientifica. Per cui, la frequentazione di foreste determina delle ricadute di salubrità per l'organismo. Dicevo, questo è il mio ambito di competenza, gli aspetti invece tecnici dell'associazione GUFI sono presidiati, se posso dire, da personalità di altissimo livello scientifico nazionale e internazionale, da anni o addirittura decenni impegnate nella tutela e nel corretto utilizzo del nostro patrimonio forestale. Parlo di accademici, di quadri di altissimo livello del Corpo Forestale dello Stato - o Carabinieri forestali che dir si voglia -, di studiosi di silvicoltura noti a livello internazionale e di dirigenti di Enti parco e così via; tutti uniti - questo è l'aspetto che vorrei sottolineare - per un comune obiettivo, tutti fermamente e fondatamente convinti - fondatamente a mio modo di vedere - della necessità di abrogazione del TUF, cioè del Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, e della necessità di sostituzione con un testo che invece tuteli realmente gli interessi degli italiani e del bene comune rappresentato da boschi e foreste.

Il Programma regionale, oggi qui presentato, presenta degli apprezzabili elementi, a mio parere, e degli spunti condivisibili, pur con quell'alea della copertura finanziaria di cui abbiamo detto, ma risente inevitabilmente - non potrebbe essere diversamente - di una impostazione che è collegata, ovviamente, alla normativa nazionale e che non mi vede assolutamente in linea.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Laghi. Ha chiesto d’intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Intervengo brevemente perché in realtà il mio intervento è solo parzialmente incentrato su questo tema, però penso che, parlando di forestazione, sia l'occasione giusta per lanciare un grido di allarme che mi sento di riportare in Aula: è il grido di allarme delle foreste calabresi che, in alcuni posti, stanno morendo a causa dell’enorme problema della processionaria.

La questione potrebbe apparire fuori tema, in realtà non lo è, perché oggi parliamo di forestazione, abbiamo letto anche un documento strategico molto importante - lo condivido nei contenuti - e anche molto articolato, però ci scontriamo con la realtà della Sila calabrese - non solo, mi arrivano continuamente immagini - in cui il patrimonio boschivo, giorno dopo giorno, viene non solo minacciato, ma sostanzialmente ucciso dalla processionaria. La cosa grave è che avevamo delle risorse mirate per intervenire nella Programmazione comunitaria e non siamo riusciti a spenderle nei tempi.

Quindi, ben vengano i programmi sulla forestazione. Ovviamente non ripeterò le perplessità sul fatto che queste risorse, i 50 milioni del Governo nazionale, sono insufficienti e su come, troppo sbrigativamente, abbiamo dismesso e attaccato il lavoro che i forestali hanno fatto per la Regione Calabria. Passiamo da un eccesso a un altro.

Ma non mi concentrerò su questo, ruberò e ho rubato 30 secondi solo per ricordare a quest'Aula che se non interveniamo velocemente sul problema della processionaria, altro che parlare di forestazione! Andate a parlare con gli operatori turistici della Sila crotonese e vedrete cosa vi diranno.

C'è una discrasia tra i nostri programmi e la realtà che è quella che deve entrare oggi in questo Consiglio regionale con i problemi veri, concreti che emergono ogni giorno sul territorio.

Quindi, spero che questa cosa, ridetta nuovamente dopo le interrogazioni che avevo fatto, sia riportata, sia ripresa perché non può cadere il silenzio su quello che, a mio avviso, è, oggi, il primo problema della forestazione calabrese.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Ha chiesto d’intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Intervengo brevemente, per non ripetere quanto fin qui detto dai colleghi che mi hanno preceduto. Condivido molto l'intervento del collega Mammoliti, relativamente alle ragioni per le quali siamo perplessi su questa proposta di legge e sulla necessità che la Giunta regionale e l'Assessore al ramo mettano più attenzione, più risorse e creino relazioni più importanti sui territori.

Vorrei semplicemente evidenziare un dato contenuto nella relazione, che, ahimè, è preoccupante. È un dato politico, perché, da quanto leggo nella relazione, viene fuori, caro collega Gallo e caro presidente Occhiuto, una dichiarazione di impotenza di questa Giunta regionale nei confronti del Governo nazionale. Difatti, dopo molti anni in cui le risorse nazionali si aggiravano intorno a 80-90-100 milioni, quest'anno per la prima volta - è la prima volta - le risorse previste non vanno oltre i 50 milioni di euro.

Questo mi preoccuperebbe rispetto all’interlocuzione con il Governo nazionale, perché il presidente Occhiuto che giustamente in questa Aula si vanta delle sue relazioni col Governo nazionale, della sua capacità di intercedere su leggi di bilancio per ottenere più finanziamenti per la Calabria - ha fatto tanti esempi in quest'Aula: l’essere riuscito a ottenere la proroga di una legge nazionale per la sanità e altre cose -, oggi non riesce ad avere dal Governo nazionale le risorse necessarie, non aggiuntive, per fare una programmazione adeguata in Calabria all'estensione boschiva, al dissesto idrogeologico, alla questione della prevenzione.

Questo è il vero tema che vorrei evidenziare con umiltà, ma con forza perché non vorrei che una volta la manica della giacca fosse lunga da una parte e altre volte fosse corta dall'altra, perché se l'interlocuzione col Governo nazionale è sempre forte e autorevole, il problema della forestazione e dei boschi è una delle risorse su cui la Calabria potrebbe invertire la tendenza. Non capisco perché non sia stata esercitata la stessa autorevolezza, la stessa forza, la stessa determinazione per rivendicare dal Governo nazionale le risorse necessarie, non aggiuntive, per la forestazione.

Questo è il problema politico che voglio porre all’assessore Gallo - voglio dare anche il benvenuto all’assessore Minenna che finalmente vediamo in quest'Aula: auguri di un buon lavoro - siete autorevoli o no verso il Governo nazionale? Siete capaci di rivendicare le risorse che spettano al governo regionale per governare i processi? O avete una manica corta e una manica lunga rispetto ai processi? Perché quando sento il presidente Occhiuto affermare che ci sono risorse disponibili per finanziare il Ponte sullo stretto e poi non si hanno risorse necessarie per garantire nemmeno il pagamento di forestali, non dico la programmazione, bisogna porsi il problema. Qual è la vostra visione? Qual è il vostro obiettivo? Quali sono i vostri metodi e meriti nei confronti del Governo nazionale e di difesa dei calabresi?

Pongo questa domanda all’assessore Gallo: come mai le risorse sono ridotte?

Non ci potete dire che il Governo nazionale è poco sensibile, perché se si è autorevoli si è autorevoli sempre, non in certe fasi, in certi momenti o secondo gli interessi economici. Quando ci sono interessi economici vedo l’autorevolezza del governo regionale, quando non ci sono interessi economici e c’è la difesa di alcuni settori strategici per la Calabria vedo, forse, pochi muscoli, poca potenza distruttiva o propositiva da parte del governo regionale. È questo l’interrogativo.

Poi, per il resto, comprendiamo la difficoltà a programmare con 60 milioni di euro. Cosa vuoi programmare con 60 milioni di euro rispetto a quello che è necessario?!

Lo comprendiamo – ripeto – e ho visto anche come il consigliere Graziano ha cercato di giustificare, di mettere in campo tutte le iniziative, poi, ognuno svolge le proprie funzioni in quest’Aula. Però, diciamo la verità: o avete la forza di rivendicare le risorse necessarie dal Governo nazionale, come avete fatto in altri settori, in altri ambienti e in altri Dipartimenti, altrimenti parliamo del nulla per quanto riguarda la programmazione.

Potete fare un giro sui nuovi mezzi acquistati, fatevi pure un giro! Ma i forestali si aspettano il pagamento dei TFR 2021; i Comuni delle aree interne si aspettano maggiori risorse e investimenti in questo settore.

Su questo dovete darci risposte, perché poi, comprendiamo – ripeto – le difficoltà che si hanno con 50 milioni di euro, è inutile parlarne, si parla del nulla, delle quisquiglie!

Non si parla di una vera programmazione che richiedeva maggiore attenzione e una visione maggiormente strategica di questo governo regionale.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bevacqua. Ha chiesto di intervenire l'assessore Gallo a conclusione del dibattito. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

Grazie, signor Presidente, colleghi della Giunta, colleghi consiglieri.

Credo che sia giusto che, in questa sede, ci sia un ampio dibattito e anche una franca discussione nel momento in cui stiamo per approvare il Piano regionale di forestazione per l'anno 2023.

Voglio ringraziare i colleghi dell'opposizione per avere espresso giustamente – lo abbiamo fatto anche noi e anche i vertici di Calabria Verde e dell'UOA forestazione, rispettivamente il direttore Oliva e il direttore Pallaria – una preoccupazione che è evidente e lo è anche nei numeri e nella relazione che abbiamo approvato nel momento in cui abbiamo licenziato il Piano regionale di forestazione per il 2022.

È un dato evidente rispetto a una necessità che per l'anno 2022 è stata di 185 milioni di euro: c'è in questo momento una somma che è di 56 milioni di euro che fa parte del bilancio regionale, più 10 milioni di euro che sono conseguenza di un emendamento dell’allora capogruppo di Forza Italia, Roberto Occhiuto, oggi nostro Presidente, quando mise una pezza rispetto a una situazione che non è quella attuale.

Mi fa piacere che il consigliere Bevacqua oggi esprima preoccupazione!

Avrei preferito che avesse espresso altrettanta preoccupazione anche nel 2019, quando il Governo, licenziando la legge di stabilità, tagliò il contributo alla forestazione calabrese da 130 a 90 milioni di euro. Allora, eravamo in Consiglio regionale, non lo sapevamo: eravamo da quella parte, eravamo opposizione.

Nessuno, consigliere Bevacqua, soprattutto il governo regionale disse nulla rispetto ad un taglio che, poi, mi vide, a marzo 2020, da neonominato Assessore regionale alla forestazione, a dover affrontare l'annata 2020, che richiedeva 215 milioni di euro, con un taglio, in quel caso, di 40 milioni di euro, quindi, con 90 milioni, messi a disposizione dal Governo centrale, più 56 milioni che la Regione Calabria stanzia nel proprio bilancio.

Il 2020 riuscimmo a passarlo anche grazie alla “Covid CISOA” e, grazie all'allora capogruppo Occhiuto, riuscimmo ad avere 20 milioni di euro nel 2021, 50 milioni nel 2022 e 10 milioni nel 2023, con un emendamento che restituì 80 milioni di euro alla forestazione calabrese.  

L'unico anno di maggiore serenità è stato lo scorso anno, perché siamo anche riusciti a pagare un’annualità e tre mesi di arretrato sul TFR, fermo restando che c'è un’evidente difficoltà soprattutto per il 2023.

Il presidente Occhiuto è riuscito – sarebbe ingiusto non dirlo in quest'Aula – non soltanto a far stanziare quegli 80 milioni di euro con un emendamento ad un provvedimento, mi pare, del maggio 2021 – fece stanziare, ripeto, 20 milioni per il 2021, 50 milioni per il 2022, 10 milioni per il 2023 – ma è riuscito a far stanziare, anche nella legge di stabilità 2022, 440 milioni per la forestazione calabrese: 50 milioni per l’anno 2022, 100 milioni per l'anno 2023, 170 milioni per l'anno 2024 e 120 milioni per l'anno 2025, che significa aver stanziato una somma molto considerevole per la forestazione calabrese.

L'opera del Presidente va certamente completata e, quindi, nei prossimi giorni incontrerà – mi permetto di dirlo, Presidente – il ministro Fitto per fare in modo che siano stanziate ulteriori risorse per coprire le annualità 2023 e 2024: servono circa 90 milioni per quest'anno e una ventina/trentina per guardare con serenità all'anno prossimo.

Bisogna anche dire che in questi anni non siamo stati fortunati. C'è stato anche un nuovo contratto nazionale, che ha, di fatto, aumentato i costi della forestazione calabrese, nonostante i pensionamenti.

Mi diceva proprio ieri il direttore di Calabria Verde che, raffrontando lo stipendio del mese di febbraio 2022 con quello pagato da Calabria Verde nello stesso mese dell'anno 2023, nonostante ci siano stati 400 pensionamenti, si risparmiano soltanto 500 euro, segno evidente che diminuisce la manodopera, ma i costi rimangono quasi sempre identici.

Di fatto, dobbiamo dire che, purtroppo, nel corso degli anni i forestali forse sono stati tanti perché sono arrivati quasi a 40 mila e oggi ogni forestale calabrese costa alle casse regionali 38 mila euro lordi.

Questi lavoratori non ricevono, certamente, tutto questo stipendio, ma, di fatto, ogni unità costa 38 mila euro lordi ed è chiaro che non è semplice far fronte agli impegni assunti né dal presidente Occhiuto né dal sottoscritto.

Non è sicuramente segno di debolezza nei confronti del Governo centrale. Bisogna certamente venirne fuori e dobbiamo rispettare, per continuità amministrativa, gli impegni assunti da altri, peraltro, per una pagina – voglio dirlo con grande sincerità – non negativa nella storia della nostra Regione.

Questo non lo dico io, lo dice la Corte dei conti, Sezione centrale, che non è tenera nei confronti degli Enti locali e delle Regioni, che ha voluto fare uno studio sulla forestazione calabrese, i cui esiti sono sorprendenti per chi, invece, ritiene che la forestazione calabrese sia un dato completamente negativo: la Corte dei conti ci dice che questa esperienza è positiva, anche perché ha regalato, di fatto, 600 mila ettari di bosco alla nostra regione, di cui 60 mila del demanio regionale, che poi sono gli stessi ettari che dobbiamo salvaguardare.

Il presidente Occhiuto ha ben presente questa situazione, perché questo settore, peraltro, è uno dei pochi – lo dico con grande sincerità – che può avere nei prossimi anni una prospettiva di crescita. È chiaro che ci rimproverate – ma, tra virgolette, in un confronto dialettico e democratico – il fatto di non avere in questo momento – e lo diciamo – le risorse per far fronte agli impegni del 2023, ma sono risorse che sicuramente avremo perché il Presidente si è impegnato su questo e riuscirà, come per gli altri anni, ad avere le risorse necessarie per il 2023 e anche per il 2024, mentre per il 2025 e il 2026 sono ampiamente sufficienti.

Questo settore, in questi anni, ci ha visto giocare in difesa. Diremmo eresie se non dicessimo questo, perché gran parte del tempo l'ho trascorso con i Sindacati a ragionare del pagamento di stipendi e indennità. Peraltro, dovete sapere – lo devono sapere anche i calabresi – che c'è stata una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha riguardato l'indennità chilometrica per i dipendenti dei Consorzi di bonifica. Stanno partendo a raffica ricorsi molto probabilmente anche nei confronti di Calabria Verde. Questa partita può costare altri 30 milioni di euro.  

Queste cose è giusto che si dicano anche in una seduta di Consiglio regionale! Abbiamo problemi perché, nel corso degli anni, questo settore forse non è stato utilizzato a dovere o forse è stato utilizzato da falchi e predatori, ma questa è la situazione.

Voglio rassicurare i colleghi perché credo che questo governo regionale, in questi anni, stia dimostrando di riuscire a far fronte ad impegni che, peraltro, non ha assunto direttamente, ma che deve naturalmente adempiere per continuità amministrativa. Vi faremo fronte, ma stiamo anche cominciando a cambiare, a invertire il racconto della forestazione calabrese, perché stiamo lavorando sui crediti di carbonio: abbiamo stipulato una convenzione con NTT Data e abbiamo dati incoraggianti per i crediti di carbonio generati dalle nostre foreste, perché finalmente Calabria Verde si sta dotando di Piani di gestione forestale per utilizzare i propri boschi e fare forestazione produttiva.  

Stiamo anche guardando al futuro pensando ad avere una rigenerazione della forestazione con un'inversione di tendenza, diciamolo con grande chiarezza!

Questo governo regionale, il governo del presidente Occhiuto – lo dico con grande chiarezza – sarà il governo che rilancerà la forestazione in termini di occupazione, soprattutto nelle aree interne. Sono d'accordo con i consiglieri Mammoliti e Bevacqua che hanno fatto riferimento proprio a questo dato.

Rilanceremo l'occupazione, naturalmente con contratti a tempo parziale, perché, altrimenti, avremo difficoltà e dovremo fare i salti mortali, come in questo momento, perché non si possono pagare 38 mila euro per una unità di personale; con il tempo parziale, invece, nelle aree interne, riusciremo a dare lavoro probabilmente a qualche migliaio di unità e risposta alle esigenze lavorative di chi vive in queste aree che non sarà, magari, costretto a partire, potrà curare i nostri boschi e, soprattutto, fare anche lotta attiva agli incendi.

Il 2021 è stato in assoluto un annus horribilis per gli incendi, non soltanto in Calabria, ma per tutta l'area del Mediterraneo, perché, altrimenti, giochiamo ad autoflagellarci e non è giusto che sia così.

Nel 2022 abbiamo invertito la rotta. Questo era uno dei punti del Programma del presidente Occhiuto e ci siamo dedicati molto con alcune intuizioni importanti come l'inversione nell'azione antincendio: non la lotta attiva finalizzata allo spegnimento, ma una lotta fatta attraverso la prevenzione.

La prevenzione è stata aver affidato all'associazione di volontariato, a squadre di cacciatori, ma soprattutto ai nostri forestali, intere porzioni di territorio, dicendo loro che sarebbero stati premiati attraverso un progetto obiettivo, così come le associazioni, se in quelle aree gli incendi fossero diminuiti di oltre il 50 per cento: questo è avvenuto e la Calabria, per una volta, in controtendenza rispetto alle altre Regioni, nell'area del Mediterraneo, che nel 2022 ha avuto +180 per cento di incendi, invece ha avuto un -50/60 per cento di incendi. Abbiamo avuto zero ettari di demanio forestale bruciato nel 2022 e questo lo dobbiamo ai nostri operai forestali che voglio pubblicamente ringraziare in questa circostanza per l'impegno dimostrato nel corso dell'anno 2022 e che avranno anche nel 2023.

Accanto a questo, naturalmente, l'uso di tecnologie avanzate, di droni, per esempio, che hanno permesso di individuare quei panzoni, quegli imbecilli, che ancora vanno ad appiccare fuoco e mettono a rischio questo enorme patrimonio forestale che potrà essere utilizzato in futuro dai nostri figli, perché, se magari abbiamo avuto in questi anni una responsabilità, è stata quella di non aver sviluppato i nostri boschi: sicuramente li consegneremo intonsi ai nostri figli. Speriamo anche noi di fare forestazione produttiva, ma li consegneremo intonsi ai nostri figli e potranno essere sicuramente oggetto di sviluppo economico, cosa che finora non è stato perché ci siamo dovuti difendere e abbiamo dovuto giocare in difesa.

Tuttavia, facciamo fronte agli impegni e anche quest'anno faremo fronte al pagamento dei TFR che abbiamo ereditato perché, collega Bevacqua, per esempio Calabria Verde è in affanno perché c'è stato, in una precedente legislatura, chi ha emanato un decreto chiedendo la restituzione – mamma Regione alla figlia Calabria Verde – di 70 milioni di euro oppure chi magari nel bilancio ha nascosto una perdita di 18 o di 23 milioni di euro – stanno facendo i conti – mi pare, nell'annualità 2018-2019.

Questi sono i problemi e voglio parlarne in Consiglio regionale con i miei colleghi e con i colleghi dell'opposizione perché, poi, queste sono tematiche in cui non c'è maggioranza e minoranza, che riguardano i calabresi per un settore potenzialmente in grande crescita, in crescita futura, che può dare lavoro ai figli dei calabresi. Questi sono i temi e queste sono le difficoltà che viviamo.

È chiaro che oggi vi sottolineiamo un Piano che ha: 56 milioni di bilancio regionale; 10 milioni conseguenti all'emendamento Occhiuto del 2021; 50 milioni dell’emendamento Occhiuto a dicembre 2022.

Il presidente Occhiuto e il governo regionale stanno dimostrando, credo, come mai in passato – certamente io sono di parte, faccio parte del governo regionale – che, in questi ultimi anni, particolarmente con il governo Occhiuto, c'è stata un’interlocuzione con i Governi nazionali che è stata di pari grado, mai di subalternità e che ha fatto sì che alla nostra Regione arrivassero risultati mai avuti.

Di questo bisogna dare atto e bisogna dirlo anche nella sede giusta che è la sede del Consiglio regionale.

Credo che anche questa partita il presidente Occhiuto la giocherà a Roma e la giocherà bene insieme, naturalmente, ai colleghi della Giunta, ma credo a tutti i consiglieri regionali, perché chiunque potrà dovrà spingere per questo risultato.

Dovremo, soprattutto, invertire – è quello che stiamo facendo a partire dal 2022 con l'antincendio 2022 – uno storytelling per Roma, secondo il quale per ogni albero in Calabria c'è un forestale. Non è vero, perché in Calabria ci sono 4 mila forestali quasi tutti anziani. Noi spendiamo 185 milioni. In Basilicata, che ha 600 mila abitanti, un terzo dei nostri abitanti, ci sono 3 mila forestali, ma spendono 60 milioni perché sono a tempo parziale. A Roma dobbiamo raccontare questa storia di persone per bene e serie che lavorano in questo settore che dovremo rinnovare, rilanciandolo e raccontando una storia vera, che è la storia anche di tanta gente che si impegna, che lavora e rispetto alla quale - è chiaro - dobbiamo rispettare gli impegni che i governi precedenti hanno assunto e che, oggi, per continuità amministrativa, dobbiamo naturalmente onorare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Gallo. Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo nel suo complesso. Il provvedimento è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 172/12^ di iniziativa del consigliere P. Straface, recante: “Autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente (NCC)”

PRESIDENTE

Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno relativo alla proposta di legge numero 172/12^ di iniziativa del consigliere regionale Straface, recante: “Autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente”.

Cedo la parola alla consigliera Straface per l’illustrazione del provvedimento.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Saluto i colleghi consiglieri, il Presidente della Giunta, gli assessori presenti.

Lo spirito che ci ha indotto alla predisposizione di questo disegno di legge va sicuramente nella direzione e nella consapevolezza soprattutto di sostenere che non ci può essere turismo se non c'è la possibilità di spostamento. Si possono esaltare le località turistiche, l’immagine di un territorio, ma non ci può essere sviluppo se alla base non si garantisce un servizio fondamentale che è rappresentato dalla mobilità, rispetto a quello che è lo sviluppo turistico, che rappresenta un assist di sviluppo economico importante della nostra Regione Calabria, sul quale la politica regionale, in particolar modo quella portata avanti da chi oggi detiene la delega al turismo, il presidente Roberto Occhiuto, sta raggiungendo risultati importantissimi.

Leggevo, infatti, alcuni dati rispetto ad alcuni flussi turistici. Noi abbiamo registrato, proprio l'anno scorso, il + 20,9 per cento di turisti italiani e il + 101,1 per cento di turisti stranieri.

Questo allora ci impone, rispetto ad una politica regionale che vuole investire in un settore così importante, di attrezzare il territorio di quei servizi fondamentali affinché le persone che scelgono come meta turistica la Calabria possano trovare quei servizi fondamentali che possono consentire, soprattutto, lo spostamento del turista da una località all'altra.

E allora, nel voler entrare nel merito della proposta di legge, l'articolo 4 della Legge numero 21 del 15 gennaio del 1992 disciplina le competenze regionali in materia di trasporto pubblico non di linea.

La Calabria, così come dicevo nella mia premessa, non dispone ancora di una disciplina organica della materia predetta, per cui si trova a dover affrontare una serie di problematiche nella gestione quotidiana, ma soprattutto nella richiesta delle svariate tipologie di utenti che sono interessati ad ottenere il predetto servizio, a fronte, questo, di un numero esiguo di licenze taxi e autorizzazioni di NCC rilasciate.

Nella situazione di vuoto normativo che abbiamo appena delineato, sottolineo di vuoto normativo, la Calabria non è in grado di offrire servizi di trasporto pubblico in misura adeguata alle richieste dell'utenza, con un conseguente vulnus all'immagine della Regione in sede di gestione delle richieste alle quali non è possibile dare delle effettive risposte. Seppure si potrebbero - con un chiarimento che andremo a fare di seguito - sollevare delle riserve su aspetti legati proprio alla concorrenza, la cui competenza esclusiva statale in materia è questione sulla quale nessuno di noi ha mai dubitato, la predetta competenza deve essere necessariamente vista in relazione alla fattispecie de quo.

È vero che si dispone ex legge del rilascio di un'autorizzazione in favore di un soggetto ben individuato, però va chiarito che si tratta di un soggetto integralmente partecipato dalla Regione Calabria, che ha nel suo oggetto sociale la prestazione dei servizi di cui noi siamo trattando, e non sarebbe suscettibile di violare la concorrenza almeno per due fondamentali ragioni. La prima ragione è l’assenza di disciplina regionale: non abbiamo leggi e regolamenti comunali che siano regolamentati da una disciplina regionale. Questa non consentirebbe la pubblicazione dell'apposito avviso pubblico per l'individuazione dei soggetti a cui rilasciare le autorizzazioni.

La seconda ragione riguarda l'esistenza di un blocco derivante dalla normativa statale; mi riferisco sia al decreto dirigenziale del Ministero Infrastrutture e trasporti, il numero 4 del 2020, sia al decreto del Ministero Infrastrutture e trasporti, il numero 86 del 2020. Questo impedisce, allo stato attuale, il rilascio di autorizzazioni per il servizio di noleggio con conducenti su tutto il territorio nazionale.

E allora la proposta di legge prevede il rilascio di titoli autorizzatori alla società Ferrovie della Calabria SRL a determinate condizioni che di seguito elenco: il limite massimo di 200 autovetture per l'intero territorio regionale, espressamente proporzionato alle esigenze dell'utenza - parliamo di una previsione di contingentamento stabilita con sentenza della Corte costituzionale numero 212 del 2022; preliminare verifica del possesso dei requisiti di cui all'articolo 6 della legge numero 21 del 1992 in capo alla società; disposizioni applicabili nelle more della specifica disciplina normativa e, come previsto nel disegno di legge, il termine di un anno per l'approvazione dell'organica disciplina normativa regionale.

La norma oggetto dalla proposta di legge, secondo le prospettazioni della Corte costituzionale, mira al contrasto dei diffusi comportamenti abusivi presenti sul territorio perché la norma va anche nella direzione di disciplinare, di limitare e di contrastare soprattutto i diffusi comportamenti abusivi che sono presenti in questo settore. Inoltre, la norma dispone espressamente - questo è un altro elemento fondamentale e importante - che i rilascianti titoli autorizzatori non sono cedibili.

Anche rispetto a quello che io ho avuto modo di leggere questa mattina sulla stampa e relativamente alla scheda ATN che è stata predisposta proprio durante i lavori della Commissione - ringrazio i componenti anche della Commissione e il presidente Raso - abbiamo avuto modo di entrare nel dettaglio attraverso la normativa di riferimento. Prego i consiglieri regionali in Aula di prestare attenzione alla normativa, ma, soprattutto, ad un dato fondamentale: qui il Dipartimento rilascia dei titoli autorizzativi - e questo è un elemento fondamentale - che non sono assolutamente cedibili. Questo è un aspetto che assume un’importanza fondamentale come anche il riferimento al rilascio di un massimo numero di 200 autovetture.

Questi sono dati che non nascono per caso; sono dati che nascono attraverso un'analisi svolta dal Dipartimento.

È un'analisi che viene fatta perché, attualmente, il fabbisogno non può e non viene ad essere coperto da chi oggi detiene queste licenze.

Un altro aspetto importante qual è? È che la disciplina uniforme, occorrente a garantire il bilanciamento tra la libera iniziativa economica e gli altri interessi in gioco e quindi condizioni omogenee di mercato senza distorsioni della concorrenza su base territoriale, sarà adottata secondo le previsioni - e l’abbiamo inserita anche nella proposta di legge - entro un anno dall'entrata in vigore della stessa.

Allora, da quanto sopra esposto, emerge l'inattitudine, rebus sic stantibus, della proposta di legge in oggetto a determinare effetti distorsivi sulla concorrenza. È di questo che si sta parlando.

Riguardo all'eccezione afferente al rilascio dei titoli autorizzatori alla società Ferrovie della Calabria SRL, il comma 4 dell'articolo 2 della legge numero 218 dell’11 agosto 2003 consente a ogni impresa professionale, abilitata all'esercizio del noleggio di autobus con conducente, in qualsiasi forma costituita, l'esercizio di noleggio con conducente; quindi noi non andiamo assolutamente ad intaccare alcuna forma di concorrenza oppure a creare situazioni di disagio economico.

L'articolo 7 della legge del 15 gennaio del 1992, la numero 21, laddove individua i soggetti che possono ottenere la licenza per i servizi di trasporto di persone non di linea, non includendo espressamente le società di capitale, riguarda evidentemente le sole società che non sono abilitate all'esercizio di noleggio di autobus con conducente, dovendo tale norma essere posta in correlazione con la successiva legge, parliamo della legge numero 218 del 2003.

A ciò si aggiunga che ogni restrizione alla libertà di iniziativa economica deve essere letta secondum Costituzionem, nel rispetto del principio della libertà di iniziativa economica sancita dall'articolo 41, sicché l'utilità sociale su cui la stessa deve tendere va perseguita nella materia in questione, mediante una corretta applicazione delle norme vigenti, tra cui quella di cui all'articolo 2 della legge numero 218 del 2003, la cui previsione ha consentito di raggiungere il giusto punto di equilibrio tra le diverse esigenze, consentendo alle società di capitali di ottenere l'autorizzazione per lo svolgimento del servizio di noleggio con conducente, dove si tratta di società che sono abilitate; parliamo di società abilitate all'esercizio di noleggio di autobus con conducente. Quindi, la necessità espressa nella medesima proposta di legge è quella di fronteggiare l'incremento della domanda e di garantire i servizi di trasporto.  Questo in considerazione dell'aumento dei flussi turistici che ho voluto accennare all'inizio del mio intervento verso la Calabria.

Va precisato ancora che Ferrovie dello Stato, società pubblica italiana, che opera già nel settore del trasporto ferroviario e in quello del trasporto pubblico e delle merci, offre già questo servizio; infatti, i servizi NCC, già per quanto riguarda Trenitalia, sono servizi disponibili ad un'utenza diversificata e ricomprendono anche il noleggio di vetture con conducenti di diverse tipologie di servizi. Parliamo naturalmente di trasferimento all’interno della città verso luoghi come alberghi, stazioni, aeroporti, porti, vettura a disposizione in città per un numero di ore con chilometraggio incluso, trasferimento da punto a punto extra urbano. Infatti, Trenitalia, con il servizio NCC, ad esempio, prevede l’utilizzo di vetture su richiesta che possono ospitare da tre ad otto passeggeri per spostamenti della clientela anche in caso di speciali eventi.

In Calabria si ha l’esigenza di questi servizi maggiormente nel periodo estivo e, comunque, anche durante l'arco dell'anno, perché noi stiamo puntando verso una politica turistica destagionalizzata dei flussi turistici e questo grazie proprio agli interventi di promozione che sono stati messi in campo dalla Regione.

Riguardo a questa programmazione sono molteplici le richieste dei turisti che sono interessati a spostarsi più agevolmente rispetto ad alcune località turistiche della nostra regione. Io lo registro anche nella mia città e parlo di una città dove lo sviluppo turistico presenta anche dati molto elevati e le lamentele degli operatori turistici riguardano il fatto che, purtroppo, non esistono dei servizi che possono garantire lo spostamento da una località all'altra dei turisti che scelgono la nostra regione.

Rispetto alle diverse località, in Calabria, risultano oggettivamente non sufficienti le tratte dei servizi pubblici di linea e, allo stesso tempo, quelli che ci sono risultano inadeguati a garantire lo specifico servizio di trasporto pubblico rispondente alle esigenze dell'utenza richiedente.

Allora con la proposta di legge in esame, fermo restante la necessità di un intervento normativo organico nella materia - occorrente, naturalmente, alla sistematica disciplina del servizio di trasporto di cui abbiamo discusso e che noi prevediamo di adottare entro un anno - si dispone il rilascio in favore della società Ferrovie della Calabria SRL di titoli autorizzatori non cedibili, validi sull'intero territorio regionale, per un numero massimo di autovetture pari a 200 che appare, ripeto, proporzionato alle esigenze dell'utenza.

La società Ferrovia della Calabria SRL ha come unico socio la Regione Calabria per cui è integralmente pubblica e dispone già dell'autorizzazione allo svolgimento del servizio di noleggio di autobus con conducenti, avendo la giurisprudenza chiarito che ad ogni impresa professionale abilitata all'esercizio del noleggio di autobus con conducenti, in qualsiasi forma costituita, è consentito l'esercizio di noleggio con conducente.

Argomentando al contrario, esisterebbe un’evidente contraddittorietà, atteso che le imprese abilitate all'esercizio di noleggio di autobus con conducente, quindi ad una modalità di trasporto viaggiatori ben più complessa e maggiormente foriera di pericoli e pregiudizi in termini di pubblico interesse, non potrebbero svolgere un'attività di modeste entità organizzativa, quale quella del servizio di noleggio con conducente. Di conseguenza, ai sensi del comma 4 dell'articolo 2 della legge numero 11 agosto 2003, la numero 218, la stessa società è espressamente abilitata all'esercizio del servizio di noleggio con conducente, di cui alla legge numero 21 del 1992.

L'articolo 2 contiene la clausola di invarianza finanziaria.

L'articolo 3 dispone l'entrata in vigore. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Ho letto attentamente il testo anche perché, in realtà, è composto da una sola paginetta e ho sentito la relazione della collega Straface.

Innanzitutto, mi sorge un dubbio riguardo ai numeri sull'affluenza turistica: + 100 per cento di stranieri, + 20 per cento degli italiani; mi auguro che il confronto non sia fatto col 2021 e col 2020, anni in cui gli stranieri, purtroppo, come tutti quanti noi, non potevano viaggiare perché eravamo tutti alle prese con il Covid. Quindi, se la comparazione del 2022 è con l'anno precedente o con i due anni precedenti è chiaro che sono dei numeri che ben poco dicono, anzi, io non li avrei neanche espressi. Poi, + 20 per cento sul turismo nazionale sappiamo anche bene che l'anno precedente, per il caro bollette, il turismo nazionale è stato in ripresa perché molti, per paura del carovita, non si sono spostati all'estero. Questa è giusto una nota di colore che volevo sottolineare.

Mi fa specie anche che non ci sia all'interno di questa proposta di legge un'analisi oltre che qualitativa, quantitativa; sembrerebbe che questo servizio sia necessario perché “mi hanno detto”, “ho sentito”. Mi aspettavo un'analisi con dei numeri sulle richieste che ci possono essere, su quante autorizzazioni oggi sono presenti in Calabria,  perché ricordo alla collega consigliera che queste autorizzazioni fino a poco tempo fa venivano erogate e concesse dai Comuni in un libero mercato; lei diceva nel suo Comune ce ne sono presenti poche; se ci fosse stata una necessità qualcuno avrebbe bussato alla sua porta e l'amministrazione comunale avrebbe bandito un avviso per poter concedere queste autorizzazioni, come si è fatto, cara collega, in altri Comuni dove la necessità è stata portata alle amministrazioni comunali e questi avvisi sono stati poi espletati.

Apro un'altra parentesi, che conosciamo tutti, su un’altra problematica relativa a queste concessioni: alcuni Comuni hanno pensato anche di raddrizzare un po' i bilanci, perché mettevano a bando le licenze, dando più concessioni di quelle che potevano essere ipotizzate in piccoli Comuni perché, spesso, poi questi conducenti vanno a lavorare fuori regione, soprattutto a Milano e a Roma. Abbiamo avuto notizia di questi scandali sulle TV e sui giornali nazionali e anche lì, per tale motivo, spesso intervenne anche il Ministero con le Prefetture per organizzare dei servizi di controllo nei Comuni e annullare queste licenze. Dopodiché, mi sarei aspettato, oltre che è un'analisi sul numero di licenze presenti nella nostra regione, che, ribadisco, rispondono al libero mercato e quindi si autoregolano in base alla domanda e all'offerta, anche come funziona la categoria dei tassisti.

Credo che tutti quanti noi conosciamo le difficoltà che chi svolge questo ruolo incontra durante la bassa stagione; molto spesso questi taxi li vediamo fermi per ore nelle piazzole di sosta al di fuori degli aeroporti, delle stazioni o nei centri di quelle località turistiche che aspettano la bella stagione per poter lavorare a pieno regime. E allora oggi, magari, collega Straface, ci sono tanti padri e madri di famiglia che durante tutto l'anno, con grande sacrificio, riescono ad erogare e a dare un servizio a noi calabresi e a chi viene in Calabria, anche a Gennaio, a febbraio, a marzo; poi quando è però periodo di vacche grasse nel quale, magari, riescono a portare a casa un reddito tale per poter vivere e mantenere la famiglia tutto l'anno, ecco qua che arriviamo con una concorrenza, che io oserei dire forse sleale perché messa in piedi da un Ente pubblico che ha risorse e capacità finanziarie maggiori rispetto a un privato e che si può permettere il lusso di erogare questo servizio tre mesi all'anno e poi fermarlo per i restanti mesi. Quella è una concorrenza sleale, come la scheda ATN ha sottolineato in maniera chiara, perché se è vero che è materia regionale quella dei trasporti è altrettanto vero che quando si parla di concorrenza è materia esclusiva dello Stato.

Non voglio, però, entrare nel merito dal punto di vista normativo, saranno altri a doversene occupare, ammesso che questa proposta di legge passi.

Quindi, non c'è stata concertazione con chi già svolge questo lavoro e per delicatezza e sensibilità io avrei incontrato tutti questi padri e madri di famiglia per capire qual è la loro attività durante tutto quanto l'anno; non si è parlato con le sigle sindacali; non ci sono dei numeri, delle analisi concrete che ci dicono che questo servizio è necessario. Si poteva pensare anche a delle alternative nel collegamento fra i nostri Comuni, sostenendo le richieste che provengono da parte dei Comuni in zona marina o in zona montana e che, molto spesso, vorrebbero creare delle connessioni fra di loro perché, magari, hanno gli autisti che, durante la stagione invernale, utilizzano con gli scuolabus e potrebbero essere riconvertiti durante il periodo estivo per connettere il territorio regionale. E allora io avrei pensato a dare una mano alle amministrazioni comunali per mettere in piedi dei collegamenti con il personale e con quelle poche risorse che già hanno, piuttosto che entrare a gamba tesa in un settore del quale ancora, chiaramente, non conosciamo i numeri e non conosciamo neanche l'impatto.

Chiudo perché non la voglio fare lunga. Non so se è arrivato il parere contabile, sembra che ci sia l'invarianza finanziaria, va bene, la prendiamo per buona, ma il bilancio di Ferrovie della Calabria ha capacità di assunzione fino a 200 unità? Ha la possibilità di acquistare 200 mezzi?

È un investimento che, per quanto possa essere sostenibile - lei mi dirà: “sì, il bilancio lo permette” -, comunque può rappresentare un fallimento ed esporre la nostra Regione e soprattutto Ferrovie della Calabria; è un investimento del quale, magari, non c'è grande richiesta, e che potrebbe essere un fallimento e quindi diventare un costo che va ad aggiungersi a una situazione già fragile di questo Ente.

Queste sono le mie riflessioni. Spero che ci siano delle risposte valide in tal senso. Chiaramente, rimangono in maniera forte le mie perplessità, soprattutto per la poca concertazione che c'è stata sui territori con l’ANCI, che non è stata audita, e con le associazioni dei tassisti. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci. Ha chiesto di intervenire il collega Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. È interessante questa proposta di legge. Abbiamo una capacità creativa, da un punto di vista normativo, che abbiamo già dimostrato con altre proposte di legge. Abbiamo capacità creativa perché molte volte riusciamo a trovare anche soluzioni originali a dei problemi reali. Bisogna capire, poi, fino a che punto riescono a tenere da un punto di vista della sostenibilità tecnico giuridica.

Faccio una provocazione: un indizio è un indizio, due indizi possono essere una coincidenza, ma tre fanno una prova e troppe volte abbiamo privato i poveri Comuni calabresi delle loro competenze e delle loro prerogative.

Mi piace ricordare quando noi abbiamo istituito l'autorità unica idrica-rifiuti, rifiuti – acque e abbiamo stabilito che il Direttore generale venisse nominato dal Presidente della Giunta regionale, nonostante avessimo il Comitato direttivo dei sindaci.

Poi discipliniamo la materia dei trasporti, abbiamo una legge del 1992 che disciplina la materia, che ripartisce in maniera molto chiara le competenze e dice che le Regioni esercitano, ovviamente, le competenze in materia di trasporto; dà la cornice e, cioè, la legge dice chiaramente, sull’ NCC, che le Regioni hanno la competenza, ma poi la delegano agli Enti locali nell'esercizio delle funzioni amministrative. In particolare, dice - leggo proprio la legge che disciplina la materia - che “le Regioni, stabiliti i criteri cui devono attenersi i Comuni nel redigere i regolamenti dell'esercizio degli autoservizi pubblici non di linea, delegano gli Enti locali all'esercizio delle funzioni amministrative attuative, anche al fine di avere una visione integrata del trasporto”. Preciso questo perché forse non vogliamo delegare molto ai comuni calabresi - non lo so - ma la legge quadro è chiara, lo dice chiaramente che i Comuni attribuiscono questo tipo di licenze.

È vero, abbiamo l'esigenza di incrementare i trasporti pubblici calabresi, cioè la finalità è lodevole, Io capisco - penso ad esempio a Tropea -, servono più mezzi, ma, nel momento in cui la legge è chiara nella ripartizione delle competenze, come pensiamo noi che la Regione possa attribuirsi il potere di assegnare a una società, tra l'altro partecipata dalla Regione stessa, queste licenze non cedibili? Intanto ho una curiosità proprio operativa: come funziona? Ferrovie della Calabria ha già 200 macchine a cui associare la licenza o dovrà acquistarle? Oppure, ancora, farà delle convenzioni con i privati per esercitare queste licenze? Qui è molto fumosa la questione, ma anche questo è centrale nel ragionamento che andiamo a fare. Però – ripeto - l'ostacolo è proprio tecnico giuridico! A mio avviso noi bypassiamo i Comuni nella materia, attribuiamo a un ente strumentale della Regione, che di fatto è una s.r.l., ma è una partecipata dalla Regione, una funzione che non gli è propria; quindi, avrei qualche preoccupazione in merito, senza entrare nel discorso della concorrenza.

Questo è un tema che non mi riguarda, cioè questa è una materia delicata che non riguarda il legislatore regionale. Mi limito ad osservare quelle che sono le norme in materia e quindi penso che, sì, le Regioni hanno competenze in materia di trasporto, ma non possono fare tutto quando c'è una legge statale che norma e ripartisce le funzioni tra Regione e Comuni.

E poi: 200 licenze a Ferrovie della Calabria! Come le ripartisce le licenze Ferrovie della Calabria? Come le distribuisce sul territorio concretamente?

Ritorno all'esempio da cui sono partito: nella località turistica della mia comunità, Tropea, cosa accadrà? Avremo delle autovetture che la società Ferrovie della Calabria dislocherà in quel Comune? Come le distribuirà? Come le distribuiremo tra Tropea e tutte le altre località turistiche? Insomma, mi sembra di capire che, ancora una volta, ci avventuriamo, anche per finalità giuste, in un'attività creativa molto rischiosa dal punto della tenuta tecnico giuridica. Dopodiché, ovviamente, spetta a questa maggioranza portare avanti questa strategia.

Se la visione del presidente Occhiuto è di rinforzare il ruolo pubblico nell'economia, vuol dire che abbiamo una visione molto comune - gliel'ho detto più volte che spesso mi sembra molto a sinistra, un keynesiano – perché avremo una società pubblica che vuole esercitare una funzione in concorrenza con i privati. Sono contento, davvero lo dico, è una cosa che abbiamo già fatto quando abbiamo recuperato il ruolo di Fincalabra, siamo intervenuti direttamente. Se l'intervento del pubblico nell'economia serve per aggiustare delle distorsioni del mercato, ben venga la presenza del pubblico se questa è la finalità, se noi vogliamo avere questa finalità! Se la finalità, invece, è prevedere, poi, indirettamente una convenzione coi privati, alla fine aggireremmo la norma e non raggiungeremmo la funzione keynesiana di colmare le disuguaglianze del mercato – questa è la mano invisibile di Smith - e quindi non abbiamo ottenuto l'obiettivo. Esprimo queste perplessità, le lascio all'Aula e, ovviamente, non potrò votare un provvedimento che, secondo me, non è sostenibile da un punto di vista tecnico normativo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente. La Regione Calabria non dispone, dunque, di una disciplina organica in materia di trasporto pubblico non di linea e, quindi, deve affrontare una serie di problematiche, soprattutto nel periodo estivo che si avvicina, chiaramente per fare fronte alla mobilità turistica. Quello che è evidente è che si pensa, comunque, di far fronte a tutto questo, rilasciando, attraverso il tramite del competente Dipartimento, a Ferrovie della Calabria - ricordiamo è una società di capitale - titoli autorizzatori, non cedibili, validi sull'intero territorio regionale per un numero massimo di autovetture pari a 200. Apparentemente questa dovrebbe essere la richiesta dell'utenza visto che sono molteplici - così si legge nella relazione allegata alla proposta di legge - le richieste dei turisti che sono interessati a spostarsi agevolmente per raggiungere le numerose località turistiche della nostra terra e che in questa terra, evidentemente, trovano una totale assenza di vettori.

Viene tra l'altro rimarcato che la Regione si impegnerà, dunque, a colmare un vuoto normativo con l'adozione di un'apposita regolamentazione. Tuttavia, questo nobile fine, secondo me, non giustifica i mezzi perché l'impianto di questa proposta legislativa non è assolutamente condivisibile per tutta una serie di criticità - tra l'altro sottolineate in maniera ineccepibile dalla scheda di analisi tecnico-normativa - che emergono, comunque, da una lettura anche a prima vista. Intanto la disciplina del noleggio con il conducente, come veniva più volte sottolineato, rientra nella competenza legislativa esclusiva statale proprio per la tutela della concorrenza e, intervenendo direttamente sull'organizzazione e sullo svolgimento del servizio di NCC, il legislatore statale ha adottato misure dirette allo scopo di assicurarne l'effettiva destinazione ad un'utenza specifica e non indifferenziata e ad evitare, dunque, le interferenze con il servizio Taxi e con l'obiettivo di rafforzare, tramite il contrasto dei diffusi comportamenti abusivi purtroppo presenti nel settore, un assetto di mercato definito con norme in cui si esprima un bilanciamento tra quella che è la libera iniziativa economica e altri interessi in gioco.

Non è accettabile l'assunto secondo cui si va ad intaccare la libera concorrenza con la scusa che la società è ad intera partecipazione pubblica della Regione, che è socio unico. Inoltre, c'è il riferimento alla possibilità che persone giuridiche possano esercitare il servizio di noleggio con conducente.

Voglio ricordare che il TAR Molise, qualche anno fa, ha sancito che, ai sensi dell'articolo 7 della legge del 15 gennaio 1992 numero 21, la titolarità della licenza di conduzione di autoveicolo con conducente può essere acquisita solo da persone fisiche.

Vengono avanzati, inoltre, dubbi di legittimità sull'impianto normativo - lo hanno fatto i colleghi prima di me - visto che in questo tipo di servizio, la competenza nel predisporre i regolamenti sull'esercizio del servizio pubblico non di linea è proprio dei Comuni, attraverso la pubblicazione di bandi specifici dedicati ai loro territori, e la Regione dovrebbe limitarsi, piuttosto, a stabilire la cornice legislativa entro cui i Sindaci possono muoversi.

Aggiungiamo, inoltre, che il rilascio delle autorizzazioni NCC potrebbe essere impedito dalla legge che, ormai, dalla fine del 2018, è legata all'attivazione del tanto atteso registro informatico pubblico nazionale Taxi ed NCC, adottato col decreto dirigenziale numero 4 del 19 febbraio 2000, in quanto il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministero dell'Interno hanno sospeso gli effetti del decreto perché non sono state definite le specifiche tecniche del foglio di servizio elettronico contenuto in un provvedimento congiunto ancora non adottato.

Inoltre, l'estate è alle porte e, poiché le licenze di NCC vengono definite incedibili, Ferrovie della Calabria non potrà metterle sul mercato e dovrà gestirle direttamente. Su questo aspetto mi sembra che manchi una regolamentazione e non sappiamo se Ferrovie della Calabria ha già a disposizione le 200 autovetture necessarie per svolgere il servizio; tra l'altro, ha già la gestione degli impianti di risalita di Lorica e Camigliatello. Siamo sicuri, comunque, che la gestione di tale servizio non necessiti di essere finanziato? Per quanto mi riguarda - ritengo di essere in linea con gli altri colleghi che si sono già espressi - non posso votare a favore di questa proposta legislativa e invito a sollevare la questione presso i competenti organi del Governo nazionale e presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti oltre a portare l'argomento, ovviamente, all'attenzione della Conferenza Stato - Regioni.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Mi sarei aspettato il ritiro di questa proposta di legge perché nella discussione fatta nella conferenza dei capigruppo, l'altro giorno, avevo riscontrato da parte di molti miei colleghi, capigruppo di maggioranza, perplessità sulle osservazioni non del sottoscritto, ma messe nero su bianco dal Settore assistenza giuridica del Consiglio regionale. O c'è un ufficio tecnico giuridico in Consiglio regionale che aiuta la discussione, che supporta il lavoro di quest'Aula consiliare, che ci mette nelle condizioni di valorizzare al meglio il lavoro per evitare di commettere errori o orrori, altrimenti credo che sia inutile chiedere il parere della Commissione, degli uffici preposti come l'ufficio a cui facevo riferimento prima. Mi sarei aspettato un attimo di riflessione da parte della maggioranza per capire che la proposta di legge che state per approvare, a mio avviso, creerà l’indignazione di molti calabresi e di coloro che hanno interessi o meno legati a questo settore.

Poi mi sarei aspettato – la collega Straface non è Presidente della Commissione trasporti - che fosse presente l’Assessore ai trasporti con la quale poter dialogare e chiedere informazioni su come è nata questa proposta di legge, come è stata scelta Ferrovie della Calabria, le ragioni che giustificano una tale decisione. Tranne che - mi viene in mente - forse, Ferrovie della Calabria, oggi, abbia bisogno di qualche supporto, qualche stimolo in più. Per fare cosa non l’ho capito. Quindi credo che sia, a mio modesto parere, un atto sul quale vi assumete la responsabilità politica violando alcune norme, come diceva poco fa bene il collega Lo Schiavo ricordando la legge del 1992; vi assumete la responsabilità di innescare un meccanismo che, per me, potrebbe diventare perverso.

Questa cosa perché la diciamo? La creatività che state mettendo in campo in questo anno e mezzo di legislatura è tanta; quindi, se questa creatività aiuta la Calabria, bene, ma non va bene se aiuta processi che, per me, diventano controproducenti o che creano problematicità tali da creare rotture anche nei rapporti. Si tratta di una proposta di legge che già registra la contrarietà dell'ufficio legislativo, che non è stata discussa né con l'ANCI, per come diceva il collega Alecci, né con l’Assessore ai trasporti. Credo che ci sia un limite proprio nella proposta, cioè c'è l'obiettivo politico di favorire qualcosa e qualcuno, ma non so cosa o chi e nessuno ha spiegato le ragioni per le quali, oggi, è stata scelta Ferrovie della Calabria.

Lancio una provocazione: perché non si è fatto un ragionamento sul piano dei trasporti regionali chiamando le società che oggi gestiscono i servizi dei trasporti in Calabria dicendo “Cari amici, cari ragazzi, nei mesi estivi, siccome c'è questa necessità, concentriamo le linee non più su X ma su Tropea, sul Corigliano - Rossano, perché questa è una necessità, un'esigenza.”?

Perché non si è fatto questo ragionamento? Oggi, volete imporre e approverete una legge che, secondo me, creerà molti problemi. Secondo mio modesto parere, non sono un esperto giuridico, ma leggo; chi fa politica deve leggere le carte che gli vengono presentate.

Ho letto la scheda di analisi tecnico-normativa del Settore assistenza giuridica e sono molto preoccupato di quello che c’è scritto. Poi se decidete di andare avanti come un treno ve ne assumete la responsabilità, ci mancherebbe altro, però vorrei far rilevare questa mancanza di rispetto istituzionale, dei ruoli preposti in questa Regione, dell’ANCI, dei sindacati e quant'altro.

Voi non avete rispettato i ruoli, non lo avete fatto minimamente!

Ogni volta fate riferimento al rispetto delle regole, dei ruoli, delle funzioni, al dover creare una sinergia forte perché se non si crea una sinergia forte si rischia di avere un uomo solo al comando e non si va da nessuna parte. Lo dite voi, non lo dico io! Ma quando ci proponete queste proposte di legge, ahimè, noto un atteggiamento nella Conferenza dei capigruppo e un altro atteggiamento in Aula; quindi, vuol dire che bisogna capire - lo dico ai colleghi di maggioranza - come ragionare meglio sulle cose che proponete in quest'Aula.

Detto questo, votiamo contro questa proposta di legge e invito il Presidente della Giunta regionale, il Presidente del Consiglio a riflettere sull'opportunità di approvare una simile proposta legge. Ve lo chiedo non da capogruppo del PD, neppure da consigliere regionale, ma per rispetto verso i tanti cittadini calabresi che, forse, saranno danneggiati da questo tipo di provvedimento.

Bisogna mettere in campo un'altra filosofia, come quella che rappresentavo prima: chiamare le società, le autolinee, le società dei trasporti per dire di collaborare insieme. L'impressione che si ha è che voi dovete fare - lo dico con chiarezza - una marchetta a qualche società collegata come Ferrovie della Calabria. Questo è il messaggio che passa in Calabria! È meglio dirlo chiaramente in quest'Aula! Il messaggio che passa oggi in Calabria, che passerà nei prossimi giorni è che con questo provvedimento volete favorire qualcuno che forse è in difficoltà o ha bisogno di ossigeno, non so di cosa ha bisogno se guardiamo Ferrovie della Calabria come società sana; ma Ferrovie della Calabria non è una società sana, è piena di debiti - non lo dico io - ha difficoltà nella gestione quotidiana; quindi non capisco l'operazione dove vuole andare a parare, qual è la necessità di affidare a Ferrovie della Calabria un servizio come 200 noleggi con conducenti! 200! Poi da dove è nato questo numero? Da dove è nato 200? Poteva essere 50, 70 o 1000. Ma da dove è nato questo numero? Io le carte le ho lette. Consigliera Straface, le carte le ho lette; quindi, da dove è nato questo numero? Da cosa è nato? Da dove? Ferrovie della Calabria gestisce tutto il territorio calabrese? Non mi sembra, si passa velocemente verso l’utilizzo di altri soggetti in questa operazione se si vuole fare un servizio funzionale ed efficiente al territorio calabrese. Questi sono i temi da affrontare. Invito, quindi, la Giunta regionale e questo Consiglio regionale a riflettere meglio su questo provvedimento, se vogliamo veramente mettere in campo proposte che siano condivise dalla società calabrese, dai soggetti interessati e da chi, anche in questo Consiglio regionale, cerca di svolgere il proprio ruolo con passione, determinazione e con la convinzione che qui si debba lavorare uniti per il bene della Calabria, dei calabresi e delle comunità che rappresentiamo.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bevacqua. Abbiamo concluso la discussione. Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Grazie, Presidente. Ho inteso intervenire, alla conclusione di questo dibattito, perché questa proposta di legge, presentata dalla consigliera Straface, nasce da una discussione interna al governo regionale e io ho chiesto alla consigliera Straface di approfondire questo aspetto e di ragionare in ordine a una proposta di legge che costruisse un percorso normativo per risolvere un problema della Calabria.

Mi ha stimolato l'intervento del consigliere Lo Schiavo. Non so se sono keynesiano o no, se sono più keynesiano del consigliere Lo Schiavo o della mia maggioranza, so che interpreto la funzione di governo e anche la funzione legislativa come funzioni che debbono essere orientate alla soluzione dei problemi.

Le leggi servono a costruire un percorso normativo per affrontare e risolvere problemi, gli atti del governo regionale sono atti che dovrebbero andare nella direzione di affrontare problemi e trovare, se possibile, delle soluzioni.

E allora, come ha fatto bene la consigliera Straface, partiamo dal problema: mi occupo direttamente del governo del settore turistico da qualche mese e stiamo ragionando in ordine alla necessità di pensare ad un brand del turismo da proporre a livello nazionale e anche a iniziative di breve periodo. Abbiamo pubblicato un avviso per potenziare l'offerta turistica dei nostri alberghi, dotandoli di servizi per la connessione più veloce a Internet e per altre attività che i turisti possono svolgere negli alberghi. Probabilmente uscirà anche un'altra manifestazione di interesse, da qui a breve, perché ho verificato che in tutto il Mezzogiorno, per esempio, non ci sono strutture ricettive specializzate sul turismo familiare. Eppure, molti turisti, molte giovani coppie quando devono spostarsi cercano di verificare dove ci siano delle strutture con nastri di servizio baby sitting, mini club. Tutto questo perché, mentre ragioniamo sulla costruzione di un brand turistico per una regione che non è solo mare ma anche montagna, cultura e tante altre cose, dobbiamo cercare di aggredire target turistici, che possono essere aggrediti nel breve periodo.

Quindi stiamo realizzando una serie di iniziative che vanno in questa direzione.

Abbiamo fatto anche una valutazione delle criticità, con soggetti specializzati. Per la verità, l'abbiamo fatta già prima che io mi occupassi di turismo, perché avevo consigliato all'Assessore al turismo di ragionare anche su quanto percepito dai turisti, rispetto alla Calabria, e sulle esperienze che raccontano una volta che vanno via dalla Calabria.

Abbiamo constatato, attraverso un'analisi qualitativa anche del percepito, che in cima alle criticità si segnalavano due aspetti. Il primo è la difficoltà di raggiungere la Calabria - stiamo investendo sul sistema degli aeroporti, l'avete visto – e, a volte, si tratta di un falso problema perché la nostra regione non è meno raggiungibile di altre, anzi; il Lazio ha due aeroporti, noi ne abbiamo persino 3.

Ci sono zone d'Italia dove hanno sviluppato percorsi turistici d'eccellenza che hanno consentito di riscoprire e rivalutare borghi e non hanno strade migliori di quelle calabresi. Questo è un aspetto reale e concreto, ma, probabilmente, è anche frutto di un luogo comune.

La seconda criticità - questa però non riguarda un luogo comune - è riferita ai turisti, a quelli che sono stati in Calabria e che riferiscono, poi, che il problema maggiore che hanno avuto in Calabria è quello legato alla mobilità interna.

Diceva il consigliere Alecci: “Ci sono dati per misurare?” Sì, forse alcuni dati più quantitativi possiamo anche ricercarli, ma noi siamo calabresi e sappiamo che questo problema esiste; lo sappiamo ancor meglio di tanti turisti, di tanti italiani e stranieri che si sono recati in Calabria e che, per esempio, sono andati a Tropea e hanno deciso di andare, poi, a vedere i Bronzi di Riace e non hanno trovato il modo di raggiungere Reggio Calabria.

È un problema se noi non colleghiamo gli hub calabresi, sia quelli infrastrutturali al servizio del turismo sia i diversi spoke turistici, cioè i borghi, i presidi della Magna Grecia, la grotta del Romito; se non li colleghiamo tra di loro, è evidente che questa è una debolezza che incide sullo sviluppo turistico della Regione.

Allora, diceva bene il consigliere Lo Schiavo, a volte il governo regionale si segnala non per essere keynesiano, ma si segnala forse per un alto livello, lui diceva - lo diceva in termini chiaramente non positivi - di creatività legislativa. Questo è un provvedimento molto creativo dal punto di vista legislativo, un provvedimento originale. Sì! Perché se il governo regionale ha necessità di affrontare un problema nel tempo minore possibile a volte deve fare ricorso anche a strumenti creativi, perché, come dice la consigliera Bruni, questa è una materia che non ha una disciplina regionale organica.

La legge quadro nazionale dice che la Regione dovrebbe legiferare rendendo questa materia organica; la Regione decide se delegare, quanto delegare e cosa delegare ai Comuni.

C'è, peraltro, proprio in questo contesto la necessità di superare il livello comunale per certi aspetti, perché l'offerta è un'offerta regionale; se noi dobbiamo collegare i diversi spoke turistici della Calabria, dobbiamo avere un'offerta di trasporto a domanda che sia regionale e dobbiamo anche evitare alcune strutture del passato. Sia il consigliere Alecci sia il consigliere Lo Schiavo hanno evidenziato come, in passato, ci siano stati comportamenti opportunistici da parte di operatori privati, a volte anche assecondati dai Comuni per ragioni - qualcuno di voi lo evidenziava - di bilancio e ci sono stati piccolissimi Comuni che hanno rilasciato centinaia di autorizzazioni.

Queste autorizzazioni quando si rilasciano a persone fisiche, poi, possono essere esercite - così si dice - su tutto il territorio nazionale e quindi hanno un valore che, a volte, non diventa un valore per la Regione, ma diventa un modo per assecondare anche comportamenti, tra virgolette, opportunistici.

Per risolvere questo problema del deficit di trasporto a domanda in Calabria ho chiamato, qualche mese fa, l'amministratore delegato di Uber che, peraltro, mi ha detto che l'applicazione di Uber, in Calabria, viene aperta migliaia e migliaia di volte, perché molti turisti, quando vengono in Calabria e non sanno come spostarsi, provano ad aprire l’applicazione di Uber, poi, non trovano nessuno. Ho chiesto perché non facciano qualcosa anche in Calabria per risolvere questo problema e mi hanno risposto: “Non possiamo farlo perché in Calabria non c'è una platea sufficiente costituita da tassisti e da persone che abbiano licenze di NCC e, quindi, non è possibile risolvere questo problema con l'offerta attuale.”.

Lo sapete meglio di me: sono pochi i tassisti in Calabria, sono poche le licenze di NCC in Calabria, altrimenti questo problema del reticolo dei collegamenti al servizio del turismo non l'avremmo, se l'abbiamo è perché, evidentemente, il mercato non riesce a dare una soluzione a questo problema.

E allora ritorniamo al tema della creatività, dell'originalità: se vogliamo risolvere un problema, dobbiamo metterci nella condizione di avere più strumenti potenziali utili a risolverlo. Non è detto che ciò che stabilisce questa norma diventi, poi, un atto amministrativo perché può darsi che all'esito del dibattito che si genererà in Consiglio si possa trovare anche una modalità alternativa per generare offerta. Noi abbiamo una situazione per cui in Calabria c'è una domanda di trasporto da parte dei turisti e non c'è un'offerta.

Allora se c'è una modalità per generare velocemente offerta, ben venga, suggeritecela magari, facciamo un incontro con l’ANCI; il tema è che neanche i Comuni hanno tutta questa libertà di dare concessioni, perché proprio le esperienze perniciose del passato, che hanno riguardato alcuni piccoli Comuni, inducono molti Comuni ad avere dei regolamenti molto restrittivi. Allora che facciamo? Stiamo fermi?! Non risolviamo il problema? Cerchiamo di mettere nella nostra cassetta degli attrezzi tutti gli strumenti che, potenzialmente, possono essere utili a risolvere nell'immediato un problema che è gigantesco per lo sviluppo del turismo nella nostra regione.

E allora l'idea di Ferrovie della Calabria perché nasce? Perché se la Regione deve dare una quota di licenze che, magari, non delega ai Comuni, può farlo più facilmente se lo fa attraverso una società in house.

Poi - è evidente - anche io ho tutte le preoccupazioni che ha ogni amministratore che amministri, come stiamo cercando di fare noi, quando si danno ulteriori funzioni a società in house della Regione.

Vorrei che a volte venisse riconosciuto che questo governo regionale è l'unico, consigliere Mammoliti, che in un anno e mezzo di attività non ha generato precariato. Molti governi regionali ci avevano abituato a interpretare la funzione delle società in house e degli enti strumentali della Regione come più dedicate a ragioni clientelari, che inducevano a generare precariato, che non alla soluzione di problemi. Anche io ho questa preoccupazione! Per cui, per esempio, se dovessimo attuare una progettualità del genere, attraverso un percorso amministrativo, eviterei di pensare, se fossi al posto del management di Ferrovie della Calabria, ad assumere 200 persone per fare questo tipo di attività e forse si potrebbero stipulare altri tipi di contratti, legati alla soddisfazione del cliente, un po' come fa Uber.

Uber dà agli operatori che accompagnano i turisti una valutazione che, poi, è anche premiale in termine economici. È da verificare. Lì siamo al passo successivo, a quello della trasformazione del percorso definito dalla legge in un atto amministrativo.

State sicuri che lo faremo con tutte le cautele del caso, perché credo che noi possiamo dire - avendolo dimostrato in quest’anno e mezzo - che quando realizziamo un’azione amministrativa non lo facciamo perché siamo stimolati da impulsi clientelari, ma perché vorremmo risolvere un problema che in passato nessuno ha affrontato e nessuno ha risolto.

Lo dico con grande chiarezza: so che questo testo ha una formulazione, dal punto di vista della capacità di reggere al vaglio la parte del Governo, un po' ardita. Altre volte vi ho detto, quando abbiamo approvato delle leggi in Consiglio regionale: “Vedrete che non sarà impugnato”.

Non lo so se questo testo resisterà al vaglio del Governo; ce la metterò tutta perché resista al vaglio, ma è una soluzione, anzi l’unico strumento che in questo momento possiamo mettere in campo per affrontare e tentare di risolvere, nell'arco di qualche mese, un problema che, altrimenti, aspettando - e qui, sì, consigliere Lo Schiavo, sono un po' keynesiano - che il mercato funzioni compiutamente, non risolveremmo. Ho grande rispetto del mercato, però credo che il decisore pubblico debba, in qualche modo, affrontare le criticità che il mercato non riesce a risolvere.

Ho grande rispetto del sistema dei Comuni e questa norma non vuole intervenire a gamba tesa su di essi; non si inibisce in alcun modo ai Comuni la possibilità di dare delle licenze, quindi, ho grande rispetto del sistema dei Comuni.

Consentitemi, però, un inciso fuori argomento, perché qualcuno - il consigliere Lo Schiavo sempre - diceva prima: “Ma questo governo regionale ha proposto, per esempio, la legge di riforma dell'idrico, ha commissariato l'autorità comunale e lo ha fatto senza concertarla con i Comuni”. ArriCal, che è la nuova autorità comunale, oggi ha - grazie alla concertazione costante che c'è stata col sistema delle autonomie locali - una platea che da qui a qualche settimana ci consentirà di affidarla alla governance dei Comuni ed eleggere l'assemblea.

Perché dico questo? Perché mi sono molto arrabbiato ieri! Mi ha scritto un mio amico dicendomi che un economista importante, Giavazzi, un collega del professore Minenna, più anziano di lui, in una trasmissione della RAI, Agorà, diceva: “Guardate quello che succede in Calabria, dove sull’idrico ci sono da 10 a 15 società municipalizzate, ciascuna con un Consiglio d’amministrazione fatto per accontentare i politici che gestiscono l'acqua; non c'è il soggetto unico, non c'è un’Autorità e non c'è il soggetto unico cosiddetto gestore unico del ciclo integrato delle acque”.

Perché mi sono arrabbiato? Perché la percezione che nel Paese si ha della Calabria spesso è sbagliata! In Calabria, grazie a quella riforma e grazie a quello che abbiamo fatto sulla SORICAL, oggi il soggetto unico c’è! Scriverò una lettera a Giavazzi per dire: “Professore, si documenti, si aggiorni perché la Calabria oggi non è quella di 5 o 10 anni fa; oggi il soggetto unico sull’idrico c'è, lo abbiamo istituito in un anno soltanto, abbiamo posto pure in liquidazione SORICAL, abbiamo affidato a SORICAL il compito di essere soggetto unico, soggetto unico del ciclo integrato delle acque”.

Perché l'abbiamo fatto così velocemente? Perché questo racconto della Calabria, dovuto alle inadempienze di chi ha governato la Calabria negli anni passati, rappresenta una grandissima barriera allo sviluppo di questa Regione.

Allora se il Presidente della Regione deve anche litigare con qualche Sindaco per fare ciò che è giusto per la Calabria e per i calabresi, state sicuri che il Presidente della Regione lo farà! Oggi, posso scrivere a Giavazzi per dire che questa non è la Calabria che viene raccontata. Non è più la Calabria che viene raccontata!

Se non avessimo fatto quello che abbiamo fatto, anche rischiando, consigliere Lo Schiavo, di non essere compresi dal sistema dei Comuni - poi ci ha compreso, tant'è che hanno aderito ad ArriCal - questo risultato noi oggi non potremmo vantarlo.

Ecco, oggi su un altro ambito più piccolo, meno decisivo dell'idrico, stiamo procedendo nello stesso modo, con l'atteggiamento di chi vuole risolvere i problemi.

Ho risposto a tutti quelli che sono intervenuti e li ringrazio per i contributi che hanno offerto. Non ho risposto all'ultimo intervento, quello del consigliere Bevacqua, un po' perché, come al solito, non l'ho capito, un po' perché diceva: “Questa è una legge fatta per fare un favore a qualcuno, è una marchetta.”.

Capisco che ciascuno giudichi gli altri col proprio metodo e col proprio metro; ho il dubbio che chi lo fa, lo faccia perché è abituato a frequentare persone che in politica fanno marchette, fanno favori, fanno favoritismi. Per fortuna non siamo tutti uguali. Per fortuna questa Regione, oggi, ha un governo regionale che marchette e favoritismi non ne fa.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente.

 

(Applausi)

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Ho sentito l'appello del nostro signor Presidente della Giunta, Occhiuto, sempre appassionato su questi temi.

Voglio inserire due note di colore, signor Presidente. La prima riguarda la reputazione della nostra Regione che, come lei sa, nella stagione balneare è data soprattutto dal pregio di avere tanti Comuni bandiera blu; i turisti stranieri, quando si recano in località balneari, una delle prime cose che vanno a vedere è se all'interno di quelle regioni siano presenti Comuni bandiera blu per la qualità delle acque.

Le do una notizia che mi preoccupa e che immagino lei non conosca - credo non la conosca – e cioè che sembra che quest'anno quei pochi finanziamenti che venivano dati ai Comuni bandiera blu per fare le giornate ecologiche, la pulizia dei fondali, il pattugliamento delle spiagge, siano stati tagliati e non vengano dati ai Comuni che, quindi, avranno difficoltà a mantenere un’elevata qualità dei servizi e rischieranno di perdere questo importante vessillo. Spero, quindi, che saremo consequenziali, poi, che le parole si tramutino in fatti e che un suo intervento possa riallocare delle risorse per continuare a sostenere queste eccellenze regionali.

Quando parlavo dei dati, in realtà, non è che pretendessi che la consigliera Straface approfondisse chissà quali grossi studi. Intanto mi avrebbe fatto piacere capire qual è il target dei turisti che frequentano la nostra regione, perché il servizio di noleggio con conducente, quindi l'utilizzo di questo mezzo di trasporto, è per un target medio, medio-alto, e quindi era giusto capire se, in effetti, rispondesse alle esigenze del turismo che viene a far visita nella nostra regione.

Poi, vorrei cristallizzare un dato, perché questa è una scommessa della Regione che porterà avanti e io mi auguro che vada bene: dire che è necessaria perché c'è stato il 100 per cento in più di turisti stranieri è un po' prenderci in giro! Ho controllato e i dati fanno riferimento agli anni del Covid. Rispetto al 2019 - cara consigliera Straface, se vuole le mando la scheda che è pubblicata - il turismo straniero fa -50 per cento, nel 2022 rispetto al 2019 fa -50 per cento di turismo straniero, -23 per cento di arrivi nel suo totale.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia)

Non ha ascoltato bene. Poi chiarisco.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

No, guardi, io avrò mille difetti, ma ho una dote: sono sempre attento ai vostri interventi quando, soprattutto, c'è una proposta di legge.

Lei diceva: “Nel 2022 c'è stato il 110 per cento in più di…”; i primi nove mesi del 2022, confrontati al 2021 e 2020, anno in cui, per il covid, i turisti stranieri in Italia non potevano venire, collega Straface. Chiudiamola qua, perché non è sostanziale, però è giusto, poiché siamo in diretta streaming… 

PRESIDENTE

Consigliere Alecci, la dichiarazione di voto. Tre minuti sono passati.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Credo che per l'intelligenza dei calabresi che stanno ascoltando sia giusto anche fornire i dati in maniera corretta e per tale motivo il mio voto sarà contrario. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, Presidente.

Non volevo intervenire, però il presidente Occhiuto, che è un mio grande attrattore di energia positiva nel commentare quelle che sono le sue idee - ho ascoltato attentamente quello che ha detto - ha parlato di miglioramento di mobilità turistica.

Il mio voto è contrario su questa legge, perché noi da legislatori abbiamo un ruolo differente. Lei lo sa meglio di me, ha molta più esperienza di me, c'è un Settore che si chiama Settore assistenza giuridica che ci dà dei consigli sui provvedimenti che approviamo in quest'Aula; quando ci sono, appunto, degli organi preposti che ci informano che potrebbero esserci problemi sulle competenze di una determinata materia, poi, noi ci regoliamo sul nostro voto ed ecco perché io voto contrario. Però lei, presidente Occhiuto, ha detto che attraverso l’approvazione di questa norma ci potrebbe essere un miglioramento della mobilità turistica.

Mi permetto di dirle, visto che lavoro da 20 anni nel mondo del turismo, che c'è un problema serio, come lei ha già detto, di mobilità turistica, ma se lei pensa di migliorare la mobilità turistica con 200 autorizzazioni NCC penso che non abbia capito qual è il vero problema di questa regione.

Quando la attacco sulle infrastrutture, non guardo soltanto al problema di salvare vite umane, che purtroppo perdiamo sulle nostre infrastrutture stradali, ma mi riferisco, soprattutto, -  da operatore turistico me ne rendo conto – alle difficoltà sempre maggiori di raggiungere questa regione; è sempre più difficile soprattutto in una parte della regione che, secondo me, lei non conosce bene e che è la costa est della Calabria, il mio territorio, che non è raggiunta da alcun turista straniero.

Lei ha citato Tropea che - mi rendo conto - è il fiore all’occhiello della Calabria, ma oggi Tropea diventa meta turistica per un semplice motivo: ha un'uscita autostradale a 20 km, a Pizzo, ed ha l'aeroporto internazionale di Lamezia; quindi, i turisti stranieri che riescono a raggiungere quella meta sono molto più avvantaggiati, per esempio, rispetto a una meta, come la collega Straface conosce bene, che è Corigliano Rossano, che ha il primo aeroporto a due ore e mezza di macchina.

Penso che lei da Assessore al turismo oltre che da Presidente della Giunta si debba concentrare su questo: migliorare, se lei vuole migliorare - sono convinto che voglia migliorarla - la mobilità turistica di questo territorio, creando delle infrastrutture ferroviarie, infrastrutture stradali e poi, subito dopo, affrontare questo tipo di discorso.

L’assessore Staine sorride, io mi metterei a piangere, perché da operatore turistico le posso garantire che abbiamo difficoltà, purtroppo, nel far arrivare in Calabria turisti non solo stranieri ma anche italiani ed è vergognoso nel 2023.

PRESIDENTE

Grazie. Il suo voto?

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Contrario.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Intervengo innanzitutto per stigmatizzare l'intervento del presidente Occhiuto che, ogni qualvolta si sente toccato, ha delle reazioni spropositate al ruolo che esercita e alla funzione che svolge in quest'Aula; lo pregherei di evitare di fare insinuazioni che sono fuori luogo e che non hanno senso nella discussione politica, perché – ripeto - lo dicono in tanti che questa è un'operazione che non si giustifica in nessun modo, ma viene interpretata come - lo devo ripetere? -  una marchetta.

Non lo dico io, lo dicono in tanti, in queste ore, e io mi sono permesso di dirglielo per evitare che questo potesse diventare argomento molto diffuso, molto dibattuto nei prossimi giorni in Calabria. Mi ero permesso, quindi, di evidenziare queste cose non perché io abbia qualcosa contro il progetto, contro la società scelta, ma ci sarebbero stati tanti modi per farlo - lo ripeto - tra cui quello di rimodulare il piano dei trasporti, coinvolgendo le società dei trasporti e costringerle a offrire servizi migliori sul territorio calabrese, cominciando dallo Jonio per finire al Tirreno e dalle zone turistiche; evitando, quindi, che, magari, questa operazione venisse vista come realizzata ad hoc verso qualche società, qualunque essa sia, Ferrovie della Calabria o Mimmo Bevacqua o Mammoliti. Il target è quello.

Oggi noi diamo 200 licenze di noleggio a conducente a un’unica società.

Questo è il tema! Poi non ho capito l’intervento del presidente Occhiuto: come sarà fatta? Anche lui dice: “Non lo sappiamo, è un tentativo perché non sappiamo come sarà fatto, tramite contratti con privati…”; non si capisce nemmeno il senso di questa operazione da lanciare nei prossimi giorni.

Era questo, noi abbiamo fatto solo osservazioni; poi qualcuno parla più lentamente, qualcuno più velocemente, qualcuno è meno bravo, ma credo che bisogna smettere in questa Aula di utilizzare parole offensive nei confronti di qualcuno, perché c'è il rispetto dei ruoli e delle funzioni, altrimenti cambieremo anche noi il nostro atteggiamento in quest'Aula; c'è tanto rispetto verso i ruoli della maggioranza e delle opposizioni, però le posizioni personali devono essere salvaguardate perché c'è la persona, il consigliere regionale, e il ruolo che svolgiamo in quest’Aula.

In questo momento siamo opposizione e l’opposizione la faremo sempre in maniera intransigente, non strumentale ma propositiva per la nostra terra, e riteniamo che questo provvedimento non aiuti ma alimenti un dibattito in negativo, non in positivo, per la nostra terra.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bevacqua. Lei ha definito in termini troppo bassi questa proposta e ha offeso tutta la maggioranza.

 

(Voci fuori microfono)

 

Va bene, grazie. L'ha già detto più volte, grazie.

Per dichiarazione di voto ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Presidente, intervengo soltanto per una precisazione - non me ne voglia il collega Alecci -benevola, nel senso che accusare questa Giunta regionale sulla bandiera blu è veramente paradossale, se teniamo conto che quest'anno sono state assegnate alla Calabria 17 bandiere blu dalla FEE, 17.

Siamo, dopo la Liguria e la Toscana, la terza regione in Italia per bandiere blu.

Pensi che fino a tre anni fa erano due le bandiere blu in Calabria e, invece, da quando c'è questo Governo regionale di centro destra siamo arrivati a 17, siamo la terza in Italia; quindi, dire che noi non facciamo nulla per le bandiere blu mi pare veramente paradossale. Stavolta, secondo me, ha veramente preso una cantonata! Ha preso davvero una cantonata! Pensi che il Lazio ne ha persa qualcuna ed è a 10.

Ho capito il suo intervento, l’ho capito bene.

Non si tratta di dare i 30 mila euro all’anno ai Comuni che hanno la bandiera blu perché, sicuramente, la programmazione regionale li darà. La bandiera blu si ottiene per una serie di fattori, che lei conosce benissimo, e sono oltre 30, ma che riguardano, soprattutto e anche, chiaramente, dando un punteggio maggiore, le acque pulite.

Io credo che il lavoro che è stato fatto l'anno scorso sulle acque in Calabria abbia fatto sì che noi salissimo addirittura la classifica e la Calabria diventasse la terza regione in Italia per bandiere blu, consigliere Alecci. Credo che questa Regione stia facendo moltissimo in questo settore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Graziano. Per dichiarazione di voto ha chiesto di intervenire la collega Straface. Ne ha facoltà.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia)

Grazie, Presidente, sarò brevissima.

Sinceramente, mi sarei aspettata dall'opposizione interventi un po' diversi - mi riferisco al consigliere Alecci - rispetto a quella che è la funzione legislativa e il compito delle Commissioni. C'è stata una proposta di legge discussa in Commissione, sono stati aperti i termini anche per la presentazione degli emendamenti e non è arrivato un solo emendamento che andasse verso questa direzione. Quindi, non si può arrivare in Consiglio regionale, puntualmente, a dire: “Voi siete cattivi e noi siamo i buoni”. Assolutamente.

Ci sono degli strumenti, ci sono dei tempi che devono essere rispettati, in considerazione del ruolo del consigliere regionale.

Per quanto riguarda i dati, noi siamo di fronte ad una certezza che non può essere assolutamente smentita: ad una domanda non corrisponde un'offerta.

Poi, mi rivolgo al consigliere Tavernise: probabilmente non lo conosce bene lei il territorio, perché io conosco realtà e strutture ricettive del nostro territorio, dove ci sono 700 posti letto, ci sono campeggi in cui quest'anno, quest'estate, c'è stato un incremento turistico…

PRESIDENTE

Concluda, collega.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia)

Nel momento in cui mi riferisco ai primi nove mesi, il raffronto viene fatto tra i primi nove mesi del 2021 e i primi nove mesi del 2022, con un incremento del + 20,9 per cento di turismo italiano, + 100,1 per cento, rispetto al turismo straniero, e sono certa che quest'anno l'incremento sarà ancora maggiore.

Consigliere Bevacqua, non penso che il presidente Occhiuto sia stato offensivo.

Lo stile, ritengo, che sia completamente diverso rispetto alle accuse di bassa leva che sono state fatte dal consigliere Bevacqua. Quindi il nostro voto è favorevole. Grazie

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Mi era stata chiesta l'inversione dell’ordine dei lavori per esaminare prima l'ordine del giorno, la mozione e la risoluzione.

Votiamo per l'inversione. L'inversione e approvata.

Ordine del giorno di iniziativa numero 5 di iniziativa dei consiglieri D. Bevacqua e G. Graziano “Sul dimensionamento della rete scolastica”

PRESIDENTE

Passiamo all'ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri Bevacqua e Graziano: “Dimensionamento rete scolastica”. Cedo la parola al proponente, collega Graziano, prego.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Signor Presidente, colleghi consiglieri, l'ordine del giorno in questione intende sollecitare un'azione immediata da parte del Governo regionale in merito alla disposizione sul dimensionamento della rete scolastica, contenuto nella legge finanziaria nazionale varata lo scorso dicembre.

Come si evince dai dati puntuali riportati, tali disposizioni prefigurano una graduale riduzione di classi e plessi scolastici, soprattutto nei Comuni più piccoli, con particolari incidenze sulle aree interne già disagiate per la desertificazione dei servizi e conseguentemente della popolazione, imponendo un coefficiente non inferiore a 900 alunni a partire dall’anno scolastico 2025/2026, un contingente organico non superiore a quello dell'anno precedente. Il calcolo è presto fatto: il numero dei presidi si dimezzerà e in Calabria si dovrà provvedere a 140 fusioni di plessi scolastici.

La scuola non è un costo secondo noi, è un presidio dello Stato ed è un investimento sul futuro e prima di tutto è un diritto per i ragazzi studiare.

Di fronte al calo demografico non ha alcun senso colpire il diritto all'istruzione, bisognerebbe invece, con urgenza, intervenire sui parametri introdotti dal DPR 81 del 2009 che, riformulando il decreto ministeriale numero 331 del 1998, innalzò i limiti per la formazione delle classi portandoli per infanzia e secondo grado, rispettivamente, a 27 e 30.

Per una riforma credibile della scuola occorre non solo tornare ai parametri e ai valori previsti nel 1998, ma, proprio in ragione della denatalità e del calo demografico, è necessario fissare parametri inferiori, tali che il numero di venti alunni per classe risulti essere uno standard per il nostro Paese. Altre Regioni hanno già sollevato la questione davanti alla Corte costituzionale.

Noi chiediamo, quindi, l'impegno della Giunta regionale - siamo certi che ci sarà - di attivarsi in tutte le sedi istituzionali per contrastare la riduzione del numero delle istituzioni scolastiche sui territori calabresi. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Pongo in votazione l'ordine del giorno. L'ordine del giorno è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportato in Allegati)

Mozione numero 50/12^ di iniziativa dei consiglieri A. Lo Schiavo e R. Mammoliti recante: “Messa in sicurezza scoglio di Santa Maria dell’Isola di Tropea”

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 50/12^ di iniziativa dei consiglieri Lo Schiavo e Mammoliti recante: “Messa in sicurezza scoglio di Santa Maria dell'isola di Tropea”.

Cedo la parola al proponente, collega Lo Schiavo, per l'illustrazione. Prego.

LO SCHIAVO Antonio Maria (De Magistris Presidente)

Sì, Presidente. Come, ovviamente, tutti i consiglieri colleghi sanno, negli scorsi giorni vi è stato un evento che ha colpito la rupe di Tropea. È stato un evento particolarmente rilevante che poteva avere delle ripercussioni particolarmente gravi anche per l'incolumità fisica; per fortuna in quel momento lo spazio antistante la rupe era vuoto, quindi, non abbiamo avuto conseguenze peggiori però, ovviamente, noi dobbiamo scongiurare il rischio di perdere questo nostro tesoro naturalistico, perché ormai è da anni che si parla della rupe di Tropea, dei suoi rischi, dei suoi smottamenti.

Vi era una richiesta di un finanziamento nel 2020 da parte dell'amministrazione comunale. Noi abbiamo l'obbligo, non solo come consiglieri ma come cittadini calabresi, in relazione a quello che è stato detto poco innanzi dal presidente Occhiuto, di difendere le nostre peculiarità.

Il simbolo della rupe di Tropea è un simbolo che vale nel mondo, non vale solo in Calabria. A mio avviso, dovrebbe essere riconosciuto come patrimonio mondiale dell'Unesco, ma al di là di questo noi possiamo fare qualcosa, noi dobbiamo lanciare subito un segnale di vicinanza a quella comunità e dobbiamo impegnare la Giunta affinché questo tratto di costa e questa peculiarità e queste bellezze del territorio calabrese non siano messe a rischio dal tempo, dall'incuria dell'uomo, dalla nostra incapacità di combattere l'erosione costiera, dalla nostra incapacità di prevedere prima quello che può accadere e che puntualmente è accaduto. Ed è per questo che con il collega Mammoliti abbiamo recepito le preoccupazioni, le istanze degli operatori turistici che ci chiedono solo una cosa: intervenire subito e impegnare la Giunta affinché si possano evitare, anche a breve, ulteriori frane, ulteriori smottamenti.

Qualcuno già annunciava ulteriori cedimenti. Io spero che sia un errore, ci si sbagli, però è evidente che tutto questo è messo a rischio. Non è importante, quindi, di chi sia la proprietà di quella rupe - in questo caso, mi riferisco anche a eventuali titolarità, c'è un Santuario - ma l'impegno che, come Consiglio regionale calabrese, dobbiamo prendere. A mio avviso è un interesse trasversale: ho altri colleghi del mio territorio che sicuramente hanno ricevuto le mie stesse sollecitazioni, hanno svolto ulteriori attività e impegni e avranno, con i loro canali, già attivato le loro forze e competenze. Però ora tutti assieme dobbiamo dire che Tropea è patrimonio della Regione Calabria, è patrimonio del Paese, è patrimonio del Mondo e non possiamo correre i rischi che la sua Rupe possa ulteriormente franare.

È per questo che invito tutti i colleghi, al di là di maggioranza e opposizione, a lanciare questo segnale politico di impegno alla Giunta affinché si trovino le risorse per affrontare i primi interventi; ci sono degli interventi, sicuramente, a medio e lungo termine, ma ci sono anche degli interventi immediati per rimettere in sicurezza quel costone e per avviare una ristrutturazione di tutto il contesto che circonda la Rupe di Tropea e la costa di questa città. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Lo Schiavo.

Ha chiesto di intervenire il collega Comito. Ne ha facoltà.

COMITO Michele (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Ringrazio anche i consiglieri Lo Schiavo e Mammoliti per aver presentato questo ordine del giorno.

È vero: siamo un po' tutti sul pezzo, stiamo cercando tutti quanti di dare una mano e, ancor di più, come ha dichiarato anche il sindaco di Tropea, l'avvocato Macrì, la Regione ha dimostrato di essere stata da subito vicina e la Protezione Civile, nell’immediatezza di quella sera del 7 aprile, è intervenuta per mettere in sicurezza la zona.

Se può servire, consigliere Lo Schiavo, le posso dire che è già arrivata la relazione tecnica sulla fattibilità da parte dell'Ufficio tecnico del Comune di Tropea, questo ieri, a firma dell'architetto Gabriele Crisafio, che è il responsabile dell'Ufficio tecnico, e del geologo, il consulente, il dottore Teodoro Aldo Battaglia; è una relazione sulla progettazione preliminare degli interventi di somma urgenza che vanno fatti sul consolidamento dello scoglio, su cui è situata la chiesa di Santa Maria dell'Isola, e, in particolare, dei versanti nord-ovest dell'isolotto che hanno subito la frana, sotto cui passa la galleria che si percorre a piedi, e un po' meno il versante nord-est.

Tutto è dovuto, se mi consente il termine, alla desquamazione di scarpate verticale di rocce assolutamente tenere; infatti, come vedremo anche dalla relazione tecnica e quindi dalle caratteristiche geo meccaniche, la rupe è composta di materiale, assolutamente, tenero dal punto di vista delle resistenze.

La relazione pone in evidenza: l'area di intervento, la definizione delle caratteristiche, appunto, meccaniche del materiale presente in sito e gli interventi urgenti da eseguire, necessari per la stabilizzazione della rupe e della galleria naturale che c'è sotto, dando priorità alle situazioni ritenute maggiormente critiche e per mezzo di soluzioni tecniche a basso impatto paesaggistico.

Le indagini geo strutturali hanno evidenziato, appunto, i valori di resistenza, secondo l’attuale classificazione vigente, che è la classificazione di “Beniawsky”, di materiale debole e molto debole dal punto di vista di resistenza alla compressione mono assiale della rupe stessa, e poi i parametri geotecnici di calcolo che servono all'aderenza tra bulbo di ancoraggio e terreno.

Non mi soffermo su queste caratteristiche, ma è stata fatta anche la tipizzazione delle caratterizzazioni sismica. Mi soffermo un po' di più, invece, sulla descrizione degli interventi urgenti che dovranno esser fatti: interventi di stabilizzazione di natura meccanica dei versanti dell'isolotto, esposti a nord-ovest e a nord-ovest, in particolare con chiodature localizzate e diffuse; interventi di stabilizzazione di natura idraulica, con drenaggio sub orizzontale, interventi di ripristino della rupe, con chiusura degli scassi e mascheramento delle opere, e poi la messa in sicurezza della galleria naturale;

Gli interventi di stabilizzazione sono le chiodature, che sono di due tipi: a carattere locale e a carattere diffuso; servono appunto a un sistema di ancoraggio e al consolidamento strutturale della rupe stessa; vengono utilizzate delle chiodature a barre in acciaio zincate di 22 mm per mezzo di perforazioni di 70 mm di diametro, l'interasse tra i chiodi sarà di circa un metro e mezzo e la lunghezza complessiva delle barre va da 6 a 9 metri.

La messa in sicurezza, poi, della galleria, infatti nella parte sommitale della volta della galleria laterale si è rilevata la presenza di un affioramento, costituito da clasti centimetrici immersi in una matrice sabbiosa; tale affioramento costituisce un serio pericolo per coloro che transitano nella caverna e si dovrà, pertanto, procedere al disgancio dei clasti in precarie condizioni di equilibrio e alla messa in sicurezza di tutta la volta della galleria naturale, tramite l'installazione di reti con opportune chiodature in aderenza alla volta, in modo da limitarne l'impatto visivo; logicamente, tutti gli interventi verranno poi, specialmente quelli di chiodatura, ricoperti dallo stesso materiale della rupe proprio perché ci sia un impatto zero dal punto di vista paesaggistico.

C’è un quadro economico che prevede una spesa di quasi 3 milioni di euro e speriamo che ci sia la possibilità di effettuare i lavori nel più breve tempo possibile, così come avvenuto per la relazione tecnica che è arrivata a circa 10 giorni dalla frana. I tempi, quindi, dovrebbero essere abbastanza spediti. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Comito. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Intervengo molto brevemente perché credo che sia il consigliere Lo Schiavo sia il collega Comito, anche più dettagliatamente dal punto di vista tecnico, abbiano offerto alla valutazione di quest’Aula il contenuto della mozione e la richiesta di sollecitazione di impegno da parte del governo regionale per mettere in sicurezza un luogo simbolo, una realtà importantissima dal punto di vista non solo della bellezza del paesaggio, ma anche dal punto di vista di meta balneare. Queste realtà, purtroppo, soffrono, come altre aree delle nostre coste, di questo fenomeno a causa sia del territorio vulnerabile e fragile sia del fenomeno dell'erosione costiere. Quindi, è giusto prestarvi tempestiva e sollecita attenzione, così come stiamo facendo, sperando che anche le scelte che si assumeranno andranno in queste direzioni.

Vorrei fare - poi chiudo - un appello al governo regionale, perché in questi giorni ho appreso dalla stampa che è in procinto la sottoscrizione di un Accordo di programma quadro. Questo Accordo di programma quadro dovrebbe essere sottoscritto da alcuni Ministeri, dal governo regionale e dalla provincia di Vibo Valentia.

Ora, visto che c'è questo impegno dal punto di vista delle risorse, mettendo insieme tre Istituzioni importanti come i Ministeri, il governo regionale e la Provincia di Vibo Valentia, credo che non ci sia migliore occasione di questa per dare coerenza e seguito ai contenuti di questa mozione e destinare a quella realtà le risorse che pure venivano indicate in questo progetto immediato e tempestivo che è stato preparato, in maniera tale che si possa dare sicurezza ad una realtà che fa onore non solo a quella Provincia, ma all'insieme della nostra Regione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, a lei. Pongo in votazione la mozione. La mozione è approvata.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Proposta di risoluzione “Istituzione di una Commissione speciale-PNRR, monitoraggio sull’utilizzo dei Fondi europei ed efficacia dei bandi regionali

PRESIDENTE

Passiamo adesso alla risoluzione, a firma del consigliere Tavernise, recante “Istituzione di una Commissione speciale-PNRR, monitoraggio sull'utilizzo dei Fondi europei ed efficacia dei bandi regionali”.

Collega Tavernise, riporto quello che mi hanno riferito da una riunione dei Capigruppo, l'iniziativa è lodevole, però, poiché vanno valutati gli aspetti di ricaduta sul bilancio e altri aspetti, questo tipo di monitoraggio può essere inserito in una Commissione già esistente.  La invito, quindi, pur rimanendo a disposizione per discuterne in una prossima Conferenza dei Capigruppo, a ritirarla per approfondirla e avere più informazioni sull’eventuale creazione di una nuova Commissione.

Se lei è d'accordo, altrimenti dovremmo votare sfavorevolmente e, onestamente, non penso sia il caso perché l'iniziativa, come le ho detto, è lodevole.

Mi dica lei: la ritira? La ripresentiamo?

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

No, Presidente, la devo illustrare.

PRESIDENTE

La illustra? È stata già inserita all'ordine del giorno, quindi, lei può relazionare.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

La ringrazio.

PRESIDENTE

Però, a questo punto, la maggioranza voterà contro.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Si, intanto io la ringrazio per il suo spirito, come sempre, collaborativo, Presidente, di cui le do atto e, quindi, la ringrazio pubblicamente.

PRESIDENTE

Scusi se la interrompo, ma voglio precisarle che nella Conferenza dei Capigruppo non avevamo deciso l’inserimento, ma le ho consentito di inserirla all’ordine dei lavori, ho fatto votare anche favorevolmente.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Assolutamente.

PRESIDENTE

Se lei insiste, per me va bene.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Devo, devo farlo, perché è una risoluzione che stiamo presentando come Movimento Cinque Stelle in tutti i Consigli regionali d'Italia. 

Ne approfitto, visto che ho la fortuna di avere l'assessore Minenna di fronte: benvenuto, in bocca al lupo, Assessore.

Ho voluto proporre questa risoluzione per un motivo molto semplice e cioè perché sono molto preoccupato dai dati per quanto riguarda il PNRR - ho appena controllato il sito openPNRR.it – in cui siamo ad un completamento della spesa pari soltanto al 17 per cento in Calabria, a fronte di una previsione, alla fine di questo trimestre, del 38 per cento.

L'altra volta abbiamo parlato della vecchia programmazione dei Fondi comunitari, nello specifico i POR 2014–2020: rischiamo di perdere ben 700 milioni di euro se non vengono spesi entro il 31 dicembre del 2023.

Attraverso questa risoluzione, colleghi, vorrei rendere più centrale il nostro ruolo di monitoraggio nei confronti dei Dipartimenti, perché secondo me possiamo fare molto di più, soprattutto la maggioranza; assessore Minenna, mi duole dirlo, ma se lei va sul sito calabriaeuropa.it, da Assessore di riferimento alla programmazione unitaria, si renderà conto che oggi i Dipartimenti, sui bandi, sono completamente fermi e poiché siamo l'ultima Regione in tutte le statistiche, non solo d’Italia ma d'Europa, le chiedo una marcia in più, un sollecito in più, nei confronti degli altri direttori generali dei Dipartimenti per evitare che si possa perdere anche un solo euro.

Questa era la mia, colleghi, intenzione, quella, appunto, di creare una Commissione speciale, poi potremmo ragionare insieme sui costi, sugli oneri a carico del bilancio regionale, ma la mia intenzione era propositiva e andava, appunto, in questa direzione.

La ringrazio, ancora, presidente Mancuso, per la sua disponibilità.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Grazie, Presidente. Sono sorpreso dal fatto che il collega Tavernise abbia voluto andare ai voti su questa risoluzione, per un motivo molto semplice: l'abbiamo inserita all'ordine del giorno - non avevamo neanche letto, in verità, di cosa si trattasse - anche per una questione di democrazia e di rispetto nei confronti delle minoranze e si sa bene che se non avessimo votato noi favorevolmente non avreste avuto i due terzi per poterla inserire all'ordine del giorno.

Però, l'abbiamo approfondita durante i lavori abbastanza lunghi sui due punti precedenti e ci siamo anche confrontati all’interno, non le nascondo, dei capigruppo di maggioranza.

Intanto le devo dire che, a differenza di altri provvedimenti lei nella Conferenza dei capigruppo, che si è tenuta lunedì, non ha minimamente accennato alla presentazione di questa risoluzione, mentre altre, come quella sull’istruzione, sono state concordate dalla Conferenza dei capigruppo; per una cosa così importante che va ad istituire una Commissione speciale è evidente che ci volesse un approfondimento diverso.

Ogni volta che è stata istituita una Commissione speciale - esistono quelle permanenti e quelle speciali - ci sono state sempre un po' di polemiche, di discussioni e anche molti approfondimenti e confronti perché sono Commissioni che, comunque, comportano un costo perché un Presidente di Commissione ha diritto alla maxi-struttura, quindi a una struttura maggiorata. Lei ha fatto molto bene i conti quando bisognava istituire l'Assessore supplente e aveva quantificato cosa sarebbe costata una struttura in più, addirittura parlava di 200-300-400 mila euro, allora è evidente che questo maggiore costo, al di là se la proposta sia valida o meno o sia condivisibile - non voglio entrare nel merito oggi – deve essere approfondito, collega Tavernise. Questa Commissione quanto costerà alle tasche dei calabresi? Lo chiedo a lei che fa parte del Movimento Cinque Stelle. Lei, oggi, secondo me, avrebbe fatto una cosa buona e giusta, se avesse raccolto l'invito del Presidente che non era di bocciatura: “Approfondiamolo in una discussione, in un confronto nella Conferenza dei capigruppo”. È evidente che ci poniamo anche un problema di costi.

Lei su questo non può addirittura rimproverarci, mi pare che sia razionale, ragionevole da parte nostra riflettere su questo, è opportuno riflettere su questo e lo dico proprio a lei che fa parte di un movimento che della questione dei costi nelle Aule parlamentari, Aule consiliari, fa una bandiera da quando è nato.

Ecco, ci ha sorpreso molto questo atteggiamento di voler sottoporre ai voti la risoluzione quando, fra l'altro, si possono valutare anche altre ipotesi. Ad esempio, se ne potrebbe interessare la Commissione bilancio. Non voglio dire ora quali approfondimenti si possono fare, esistono Commissioni che già si interessano di Fondi dell'Unione Europea, poteva essere inserita all'interno di un contesto di Commissioni permanenti tipo quella del bilancio, della programmazione che si interessa già di questa tipologia di Fondi provenienti dall’Unione Europea. Noi non siamo contrari a quello che ha detto lei e cioè ad effettuare un controllo, un sollecito sui Fondi e sul PNRR.

È evidente che siamo a favorevoli a questo, alla discussione, al confronto, a far sì che questa spesa sia accelerata e che porti ricchezza e interventi strutturali anche nella nostra Regione - guai se non lo fossimo! - però lei ci deve consentire di porci il problema dei costi e per questo le avevamo chiesto una riflessione. Grazie, Presidente.

Il nostro voto sarà contrario.

PRESIDENTE

Grazie, collega Graziano. In ogni caso è in atto anche una riflessione, all'interno dei capigruppo di maggioranza, per modificare l’assegnazione delle materie di competenza di tutte le Commissioni; quindi, in quest'ottica, noi rivaluteremo tutto. Capisco che trattandosi di una Commissione speciale avrebbe la durata, ovviamente, del PNRR e non entrerebbe a pieno titolo a far parte di tutte le Commissioni permanenti, ma sarebbe comunque una Commissione speciale. Ci riproponiamo, quindi, di valutare il tutto e, dato che lei mi è simpatico, collega Tavernise, la ammetteremo anche ad un'altra seconda possibilità, la prossima volta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Comito. Ne ha facoltà.

COMITO Michele (Forza Italia)

Condivido appieno il suo pensiero sull'iniziativa assolutamente meritevole del consigliere Tavernise e condivido anche tutta l'analisi che ha fatto il consigliere capogruppo Graziano che è la sintesi di quello che ci siamo detti fra capigruppo.

Vorrei anche aggiungere che valuteremo anche il rapporto costi/benefici, cioè valuteremo anche se l'eventuale spesa che ci sarà possa rappresentare effettivamente un beneficio per l'utilizzo poi dei Fondi ed essere da sprone, da impulso, a tutto quello che ha detto anche lei sull'utilizzo dei fondi PNRR. Valuteremo anche questo, certamente.

PRESIDENTE

Grazie, grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gelardi. Ne ha facoltà.

GELARDI Giuseppe (Lega Salvini)

Grazie, Presidente. Anche noi come gruppo Lega condividiamo apprezziamo molto l'intervento chiarificatore del collega Graziano.

Non abbiamo niente in contrario - è prematuro, perché è stata protocollata questa mattina -ma una Commissione speciale che prevede costi particolari, anche se è importante ed interessante, meritava un po' di tempo e quantomeno una discussione ampia nella Conferenza dei capigruppo; pertanto, se ne può riparlare in un secondo momento.

PRESIDENTE

Grazie.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Presidente, c'è un errore di fondo, va aggiunta una cosa.

PRESIDENTE

Non deve aggiungere altro perché siamo stati chiari e devo anche precisare, ad onor del vero, che la risoluzione chiedeva di valutare l'opportunità e quindi non deliberava.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Non si creava nessun costo.

PRESIDENTE

Però capisco pure le ragioni esposte. Ha chiesto di intervenire il consigliere Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Condivido gli interventi precedenti e vorrei capire anche la posizione del collega Tavernise, perché se il Presidente del Consiglio, sostanzialmente, dice che vi è la volontà della maggioranza di non votare la risoluzione e invece il collega Tavernise vuole andare avanti, allora che vuol dire? Vuol dire che la questione è politica? Cioè si sta ponendo un problema politico, al netto di quello che è l'aspetto economico, perché io non mi scandalizzo, se si deve fare qualcosa è normale che devono spendersi dei soldi.

Ma il punto politico della questione qual è? Che finalità avrà questa Commissione? Da chi sarà composta? E, cosa più importante, ha veramente senso istituire una Commissione speciale per quanto riguarda la spesa, appunto, delle risorse del PNRR? Oppure è più importante utilizzare quegli strumenti che già la Regione ha e renderli più adeguati a valutare la spesa? Il punto politico è proprio questo: istituiamo una Commissione speciale, chi fa parte di questa Commissione speciale?

Mi sembra che il consigliere Graziano l’abbia già detto: abbiamo la Commissione bilancio che si occupa di politiche europee. Quindi, distinguiamo le due cose: il vero punto non è la questione economica, perché si supera se c'è una ragione che la giustifica, il vero punto è la questione politica. Quindi, per queste ragioni, il nostro voto è contrario. Grazie.

PRESIDENTE

 Ha chiesto di intervenire il collega Crinò. Ne ha facoltà.

CRINÒ Giacomo Pietro (Forza Azzurri)

Non dovevo intervenire, ma la ringrazio per avermi concesso la parola.

Concordo con quanto i colleghi capigruppo di maggioranza hanno detto finora, ma, a dire il vero, vorrei anche aggiungere, rispetto alla specificazione del collega Tavernise - “no, la mia risoluzione chiede solo che si valuti o meno” - che il gruppo che rappresento la valutazione l’ha fatta. Per le motivazioni che sono state esposte dai capigruppo di maggioranza, riteniamo che appesantire la macchina regionale con una nuova Commissione possa essere superato e non perché non si dia l’attenzione che deve avere il tema della verifica della spesa dei fondi del PNRR, ma perché riteniamo che la Regione, il Consiglio regionale in particolare, se volesse essere protagonista nella verifica della spesa, potrebbe farlo con altri strumenti di cui già dispone. Solo questo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Crinò. Penso non ci sia altro da aggiungere. Pongo in votazione la risoluzione, con autorizzazione al coordinamento formale. La risoluzione è respinta.

 

(Il Consiglio respinge)

 

Propongo 10 minuti di sospensione prima di iniziare il question time. Grazie.

 

La seduta sospesa alle 17,00 riprende alle 17,20

Svolgimento interrogazioni a risposta immediata ex art. 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale

PRESIDENTE

Il terzo punto all'ordine del giorno riguarda lo svolgimento delle interrogazioni ex articoli 121 e 122 del Regolamento interno del Consiglio regionale. In relazione alle interrogazioni ex articolo 121 del Regolamento interno, ricordo all'Aula che, ascoltata la risposta della Giunta, l'interrogante ha diritto di replicare per non più di 3 minuti al fine di dichiarare se si ritenga o meno soddisfatto.

Per le interrogazioni ex articolo 122 del Regolamento interno, ricordo all'Aula che l'interrogante dispone di 2 minuti per illustrare l'interrogazione, la Giunta regionale dispone di 3 minuti per la risposta, l'interrogante ha diritto di replica per non più di un minuto

Interrogazioni a risposta immediata numero 63/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti: “Sulla carenza di posti letto negli Ospedali calabresi”

PRESIDENTE

Iniziamo con le interrogazioni a risposta immediata. La prima interrogazione, numero 63/12^ a firma del consigliere Mammoliti: “Sulla carenza di posti letto negli Ospedali calabresi”. Cedo la parola all'interrogante per l’illustrazione. Prego.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Voglio fare alcune dichiarazioni: apprezzo molto la scelta di aver convocato una seduta di Consiglio regionale per discutere le interrogazioni, però non possiamo sottovalutare i ritardi che si sono accumulati. Ritardi che, a mio modesto avviso, indeboliscono il ruolo istituzionale, non solo del Consiglio ma anche del sindacato ispettivo dei consiglieri regionali.

Credo che questo rappresenti un vulnus che non dobbiamo sottovalutare, che va superato, perché rappresenta un problema serio dal punto di vista istituzionale, politico, democratico e anche di rispetto del Regolamento. Denota - lo dico con molta franchezza, non è un’esagerazione - un approccio distaccato da parte del governo regionale in merito alle puntuali problematiche poste.

Stiamo parlando, come diceva bene il presidente Mancuso, di una risposta a un’interrogazione a risposta immediata! Se dopo quasi un anno vogliamo parlare di una risposta immediata significa, evidentemente, che - lo dico con molto garbo - politicamente il governo ha deciso di essere il governo dei propri elettori e non, forse, il governo dei cittadini.

Dico questo per responsabilità, per rispetto del ruolo di questo Consiglio e anche della funzione istituzionale, politica, democratica, del sindacato ispettivo dei consiglieri regionali.

Non me ne vogliate, non è una presa di posizione esagerata, ma, per dissenso verso questo atteggiamento che io, naturalmente, stigmatizzo, non esporrò il contenuto delle interrogazioni; proprio per protesta e per dissenso verso questo atteggiamento e per il grande ritardo, mi richiamo al contenuto delle stesse e mi riservo poi, eventualmente, di intervenire per replica com’è previsto. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'interrogazione numero 66/12^ firma il consigliere Laghi: “Case della comunità e presa in carico della persona...

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Scusi, Presidente, forse non mi hai ascoltato. Ho detto che non espongo l’interrogazione, mi richiamo al suo contenuto.

PRESIDENTE

La domanda l’ha posta?

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Mi richiamo al contenuto della mia interrogazione, dopodiché mi riservo il diritto di replica.

PRESIDENTE

All’interrogazione 63/12^ risponde la Giunta. Cedo la parola al presidente Occhiuto per la risposta. Prego.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Siamo in un regime giuridicamente complicato perché non risponde la Giunta, risponde il Presidente della Giunta nella sua qualità anche di Commissario ad acta perché il Commissario ad acta non avrebbe titolo a rispondere alle interrogazioni. Peraltro, sto chiedendo al Governo di farsi carico della necessità di riformare il sistema del commissariamento perché è basato su norme riferite a un periodo in cui Commissari erano funzionari del Governo e non, come adesso, Presidenti delle Regioni.

Però rispondo volentieri nella mia funzione di Presidente della Giunta e anche di Commissario ad acta all’interrogazione del consigliere Mammoliti.

Non me ne vorrà se, non avendola letta il consigliere Mammoliti, lo sostituisco, tentando di fare una sintesi per i consiglieri regionali che non avessero ancora visto le interrogazioni all'ordine del giorno.

Nell'interrogazione del consigliere Mammoliti si fa riferimento, sostanzialmente, a un caso di malasanità che riguarderebbe una persona, recatasi presso il Pronto soccorso dell'Ospedale di Serra San Bruno a causa di una frattura del femore, che sarebbe stata “parcheggiata” per oltre mezza giornata. Il consigliere Mammoliti poi mi interroga in ordine a quali provvedimenti si intendano adottare per far fronte alla grave carenza di posti letto negli Ospedali calabresi.

Come sapete in quest’anno e 4 mesi di commissariamento abbiamo cercato di recuperare ciò che negli anni passati non è stato fatto dai precedenti Commissari. Attenzione, non per responsabilità afferenti semplicemente ai Commissari. C'è una sentenza della Corte costituzionale sul commissariamento che dice che a poco serve il commissariamento della sanità in Calabria se poi non si mettono i Commissari nella condizione di poter svolgere compiutamente questo loro lavoro. Purtroppo, nel corso degli anni i Commissari sono stati lasciati da soli. In alcuni casi sono stati scelti senza che avessero delle specifiche competenze, in altri casi ci sono stati Commissari con specifiche competenze - mi riferisco per esempio al Commissario Scura - che però non hanno avuto gli strumenti, in termini di risorse e anche in termini di autorevolezza politica. Perché, per governare la sanità, ci vuole anche un’autorevolezza che oggi c'è in ragione del fatto che i Commissari sono - non solo in Calabria, ovunque - individuati nella figura del Presidente.

In questi anni non è stato prodotto nemmeno il Programma operativo che è il documento alla base di ogni atto successivo per la programmazione sanitaria e anche per il governo della sanità.

Abbiamo colmato questo ritardo nel senso che abbiamo finalmente dotato la Regione di un Programma operativo dal quale poi discendono una serie di adempimenti che il Commissario dovrà realizzare.

Uno di questi riguarda proprio la definizione della rete ospedaliera, attraverso la riforma del DCA numero 64, che fu approvato proprio dal Commissario Scura e che ridisegna l'assetto della rete ospedaliera nella nostra regione. Stiamo lavorando molto su questo documento perché il Programma operativo traccia già degli scenari. Per esempio, prevede che saranno riaperti alcuni Ospedali, mi riferisco all'Ospedale di Cariati, all'Ospedale di Praia, all'Ospedale di Trebisacce - Praia e Trebisacce, peraltro, in ottemperanza a giudizi della magistratura amministrativa. Si stanno facendo valutazioni anche su altri presìdi ospedalieri per capire quanti di questi possano essere utilmente riconosciuti nella rete ospedaliera della Regione in base alle fattispecie di Ospedali che la normativa consente di riconoscere.

Attenzione: spesso, consigliere Mammoliti, c'è in Regione una legittima aspirazione - lei parla appunto dei posti letto negli Ospedali - a un incremento dell’offerta ospedaliera che ha ragioni oggettive perché abbiamo necessità di più Ospedali, ma anche ragioni derivanti dal fatto che l'offerta ospedaliera, purtroppo, nella nostra regione è stata pressoché l'unica offerta di sanità nel corso degli anni. Non c'è stato alcun investimento nella sanità territoriale. Questa è anche la causa di tanti episodi - come quello che peraltro lei ricorda nella sua interrogazione - che rendono davvero difficile il lavoro degli operatori sanitari all'interno dei Pronto soccorso, perché arrivano casi che ordinariamente non dovrebbero arrivare, che dovrebbero essere trattati nei presìdi di assistenza territoriale, dovrebbero essere oggetto dell'attività della medicina di prossimità, cioè del sistema, sostanzialmente costruito attraverso i medici di Medicina generale e le guardie mediche, che dovrebbe realizzare il filtro per evitare di fare implodere il sistema ospedaliero.

Presidente, sarò un po' meno conciso e me ne scuso, è la prima interrogazione alla quale rispondo quindi ne approfitto anche per chiarire un aspetto che, forse, in Calabria spesso non viene raccontato nel modo giusto. Quando si fa riferimento agli anni in cui furono chiusi i 18 Ospedali calabresi io non ero consigliere regionale, non ero Assessore regionale, ero un deputato. In quell'occasione, l'errore fu, forse, chiudere gli Ospedali sbagliati - per esempio, l'Ospedale di Cariati probabilmente meritava di rimanere aperto - ma, soprattutto, non aver convertito in presìdi di assistenza territoriale gli Ospedali chiusi.

Perché, anche se in un territorio non c'è un Ospedale, se c'è un Ospedale di comunità si dà una risposta compiuta ai bisogni di salute della popolazione dato che vi è un presidio di assistenza territoriale che prevede una risposta in termini di assistenza e anche in ordine all'emergenza-urgenza.

Il problema è che sono stati chiusi gli Ospedali senza investire nell'assistenza territoriale e questo ha determinato l'implosione del sistema dell'assistenza ospedaliera della nostra regione. Si è puntato tutto solo sugli Ospedali e gli Ospedali rimasti aperti non sono riusciti a soddisfare il diritto alla cura dei calabresi.

Per cui oggi stiamo valutando, consigliere Mammoliti, il piano dell'offerta ospedaliera da un lato, ma contemporaneamente anche il piano dell'assistenza territoriale. Perché bisogna fare le due cose insieme per rendere possibile l'erogazione di servizi sanitari secondo i bisogni di salute della regione.

Sono anche molto contento che la Calabria abbia conseguito tutti i target rispetto al programma PNRR salute. Vi ricordate? Qualche tempo fa c'è stato un giudizio della Corte dei conti in ordine ai ritardi del Paese sul PNRR salute, in cui, leggendo bene, si affermava che in Calabria, invece, questo ritardo non c'è. Molti osservatori, a volte anche politici, però omettono di approfondire quello che viene riportato dalla stampa. Effettivamente, la Calabria è tra le Regioni che hanno realizzato i target temporali previsti per la spesa dei fondi comunitari in sanità. Anzi, la Calabria è l'unica Regione ad aver incrementato le risorse del PNRR per l'assistenza territoriale con risorse delle FSC.  Abbiamo aggiunto altri 19 milioni, perché abbiamo un bisogno davvero straordinario di presìdi di assistenza territoriale.

Quindi, in ordine alla domanda che lei rivolge, la vorrei tranquillizzare rispetto alla circostanza che, da qui a qualche settimana, saranno approvati sia il riordino della rete ospedaliera della Regione sia la definizione della rete di assistenza territoriale della nostra Regione che, più o meno, è già definita nel piano degli investimenti previsti nel PNRR dove abbiamo incrementato ulteriormente, con 19 milioni, i presìdi di assistenza territoriale di altri Ospedali di comunità e di altre Case di comunità.

Per rispetto al luogo in cui sono - gli impegni che assumo devono essere scritti sulla pietra - non vorrei dare una data, ma il mio auspicio è che entro il mese di maggio possano essere pubblicati sia il decreto del Commissario ad acta che riguarda la riforma del DCA numero 64 sia il decreto che riguarda il riordino e l'assistenza territoriale.

PRESIDENTE

Cedo la parola all’interrogante per la replica. Prego ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Intanto voglio naturalmente ringraziare il presidente Occhiuto per la sensibilità politica e culturale e, quindi, per essere presente alla discussione in merito all'interrogazione. Naturalmente, Presidente, non ritiro le mie riflessioni sul ritardo perché la risposta data dopo tantissimo tempo non ha lo stesso effetto, la stessa efficacia e svilisce anche la portata della funzione del sindacato ispettivo dei consiglieri regionali. Però prendo atto, ripeto, della sua disponibilità. Le debbo anche dire, sostanzialmente, che lei mi ha risposto non sulla prima interrogazione, che era quella sull’aggressione che c'era stata al personale sanitario di Vibo, ma ha risposto su un caso, tra virgolette, di malasanità accorso ad una signora. Però, Presidente, intervengo per ricordare il mio senso di  responsabilità: nella comunicazione che ho fatto al presidente Mancuso - lui lo può testimoniare - non solo ho ritirato alcune interrogazioni che erano, di fatto, superate, ma avevo anche offerto la disponibilità, se fosse possibile, di accorpare tutte le interrogazioni dello stesso ambito in una discussione di carattere più generale, proprio per evitare questo dispendio di energie del Presidente. Io l'ho fatto, però, poiché l'ordine del giorno lo predispone il Presidente e lui l'ha inserito in questo modo, mi attengo alla discussione. Capisco che nella sanità c'è una situazione veramente drammatica, difficile, che viene da lontano, storica, non è nata ieri, però, come giustamente di solito dice lei, noi siamo chiamati oggi ad assumerci le note responsabilità e a provare - non sempre si riesce - a dare delle risposte tempestive e concrete per migliorare l'attuale condizione di offerta dei servizi sia territoriali sia ospedalieri.

Presidente, capisco la pianificazione, la programmazione, capisco l'impostazione nell'immediatezza che avverrà con questo piano operativo che ridisegnerà la rete ospedaliera e la rete territoriale, però ci sono delle risposte che richiederebbero delle soluzioni più immediate. Mi permetto di ricordarle però che lei nomina i commissari delle aziende ospedaliere e delle ASP e quello era un compito che, pur in presenza del Commissario, spettava al Presidente di Regione, e non mi pare che pur trattandosi di due soggetti diversi non abbiano collaborato. Oggi è un tutt'uno, come giustamente dice lei, però mi pare, Presidente, che ad alcuni livelli territoriali, purtroppo, non esista la stessa marcia che lei ha impresso in questo settore molto complesso. Quindi la prego anche di prestare molta attenzione ai commissari che lei ha nominato, per verificare se l'impostazione, la programmazione, la pianificazione che lei fa a livello regionale poi abbia una ricaduta concreta con le scelte che i commissari negli atti aziendali devono compiere nella loro azione quotidiana. Grazie, Presidente

Interrogazioni a risposta immediata numero 49/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti “Sull’ennesima aggressione subita da personale sanitario impiegato presso l’A.S.P. di Vibo Valentia”

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Consigliere Mammoliti, approfitto per rispondere anche all’interrogazione numero 49/12^ e mi scuso con lei se l'avevo saltata ritenendo che la prima fosse quella sulla quale sono intervenuto poco fa. L’interrogazione numero 49/12^ si riferisce, appunto, ad un'aggressione, l'ennesima subita dal personale sanitario presso l'ASP di Vibo Valentia e, sulla base dei fatti che lei ricorda nell’ interrogazione, chiede quali urgenti provvedimenti si intendono adottare per garantire il diritto alla salute ai cittadini vibonesi e l’incolumità ai lavoratori della sanità.

Mi scuso anche con molti consiglieri regionali e soprattutto col Presidente del Consiglio regionale se dovessi, rispondendo, trasbordare dall'oggetto della domanda, anche per raccogliere le sollecitazioni che i consiglieri mi rivolgono attraverso le interrogazioni che, peraltro, reputo preziose. Quando l'opposizione sollecita questioni che riguardano il malfunzionamento della sanità sul territorio, quello, per me, è un atteggiamento estremamente prezioso, lo chiedo addirittura ai cittadini calabresi figurarsi se non lo apprezzo da parte dei consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione. Ancora più prezioso è il contributo che spesso alcuni consiglieri mi danno, proponendomi anche delle idee, delle soluzioni che, quando è possibile, diventano anche degli atti di governo della sanità.

Prima di rispondere, nel merito, all'interrogazione, vorrei raccogliere la provocazione che lei mi ha rivolto prima in ordine alla qualità del management delle aziende sanitarie. Credo che l'opposizione sia ingenerosa nei confronti del Governo regionale e della maggioranza in un’occasione e cioè quando non dimostra - lo dico un grande rispetto per l'opposizione - l’onestà intellettuale di riconoscere che proprio nella scelta dei livelli apicali per il governo delle Aziende sanitarie ospedaliere della Regione in questo anno e mezzo un cambio di passo c'è stato. Queste scelte sono state sempre sottoposte ai desiderata delle diverse maggioranze, sono state sempre, in qualche modo, troppo partecipate e orientate a questioni che riguardano più il bilancino della politica che le competenze e il merito. Da un anno e mezzo non è più così! Credo che debba essere riconosciuto a questo governo della sanità che si sta tentando di aumentare anche lo standing degli amministratori delle aziende, dei commissari.

 Nella provincia di Reggio Calabria ho scelto come Commissario dell'Azienda sanitaria provinciale l'ex direttore generale della sanità nelle Marche. Attenzione: direttore generale del Dipartimento salute delle Marche quando a governare le Marche era il centro-sinistra; una persona che appena è arrivato il centro-destra è stata sostituita. Questa persona fa il Commissario dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio perché è brava e, secondo me, il merito vale più dell'appartenenza politica. All’Azienda ospedaliera di Cosenza è stato scelto un direttore generale che era stato nominato non da un Presidente del centrodestra, ma da Zingaretti, un Presidente del centro-sinistra, allo Spallanzani, al Sant'Andrea come direttore generale e ora è il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza; all’Azienda ospedaliera di Crotone è stato scelto un Commissario che ha svolto una funzione molto apprezzata nel Dipartimento programmazione del Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, mi riferisco a Simona Carbone, oggi Commissario a Crotone. Ringrazio la mia maggioranza perché ha capito che sulla sanità le scelte devono essere improntate al merito, alla qualità, al di là delle esperienze pregresse, sotto questo o quel governo regionale e dei diversi commissari.

Certo questo processo ha bisogno anche di individuare figure che possano ulteriormente aumentare lo standing del governo delle sanità, non serve cambiare tanto per cambiare, bisogna cambiare quando c'è un’alternativa che possa migliorare il governo della sanità e questo si sta facendo. Anzi credo di essere l'unico Presidente di Regione e l'unico Commissario della sanità che, vi assicuro, in molti casi non conosce nemmeno i nomi dei direttori sanitari e dei direttori amministrativi che coadiuvano i commissari. Voi sapete che ho un carattere che, forse, alcuni non apprezzano, ma i commissari devono sapere che il Commissario della sanità dà ai commissari delle Aziende Sanitarie gli obiettivi, li lascia liberi di scegliersi i collaboratori affinché non possano venire, dopo, a dire che non hanno raggiunto quell'obiettivo perché il collaboratore che io ho suggerito ha remato contro o perché il dirigente che ho suggerito non lo ha aiutato. Il Commissario ad acta li lascia liberi di scegliersi i collaboratori, per come deve essere all'interno di ogni organizzazione. Ogni organizzazione ha una catena gerarchica e chi è responsabile della propria funzione lo deve essere pienamente, deve rispondere, però, degli obiettivi e il Commissario sa che se non consegue gli obiettivi un istante dopo viene sostituito. Questa è una novità nel governo della sanità della Regione, per questo vorrei che qualche volta fosse riconosciuto. Per carità, quando si fanno cose contestabili ci aiutate se le contestate, però, ogni tanto, un sussulto di onestà intellettuale sarebbe molto apprezzato.

Approfitto dell'interrogazione che riguarda l'ASP di Vibo Valentia per rispondere alle interrogazioni e alle sollecitazioni che molti consiglieri regionali, soprattutto di Vibo Valentia, di maggioranza e di opposizione, mi hanno rivolto anche rispetto al costruendo nuovo Ospedale. Come sapete, lì abbiamo trovato un Ospedale praticamente morto nel suo procedimento amministrativo; è stato molto utile il lavoro svolto, oltre che dagli uffici regionali, attraverso l'ingegnere Gidaro, dagli altri livelli istituzionali, come la Prefettura e la Procura, e abbiamo risolto tutti gli impedimenti che ostacolavano la consegna dei lavori. Questa è la notizia: siamo pronti a consegnare i lavori per l'Ospedale di Vibo Valentia, manca soltanto un passaggio che non riguarda la Regione ma la Procura della Repubblica, perché i lavori necessitano dell'utilizzo di Fosso Calzone che, allo stato, è ancora sotto sequestro da parte della Procura della Repubblica e per il quale la Provincia di Vibo non si è ancora adeguata alle prescrizioni. Abbiamo chiesto, appunto, alla Procura di poter consentire almeno l'utilizzo in subordine al dissequestro che, invece, è una valutazione che fa la Procura, però siamo pronti a consegnare questi lavori se la Procura della Repubblica concedesse almeno l'utilizzo di Fosso Calzone, pur acquisendo, se lo ritiene, tutte le garanzie in ordine al futuro e allo smaltimento delle acque.

L'altra notizia è che abbiamo provveduto a stimolare tutte le Aziende Sanitarie ad esperire ogni procedura di selezione del personale utile a colmare il deficit assunzionale a cui anche lei fa riferimento nella sua interrogazione. Abbiamo scritto più volte nella risposta scritta - se vuole, a margine, gliela do - il riferimento a tutti gli adempimenti e alla corrispondenza tra Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo e il Dipartimento della salute in ordine alle procedure di assunzione. Questo, evidentemente, non basta perché non stanno producendo il risultato sperato.

Ho già detto che i primi professionisti cubani che dovessero arrivare - ne stanno arrivando almeno altri 26 rispetto ai primi 52 impegnati con, credo, grande soddisfazione dei medici italiani che lavorano con loro e dei pazienti nella provincia di Reggio - saranno prioritariamente destinati alle province di Vibo e di Crotone, per dare la possibilità ai presìdi ospedalieri di queste province di poter funzionare in attesa che si esperiscano tutte le procedure concorsuali.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente. Può intervenire per replica il collega Mammoliti, però poiché per le prime due interrogazioni abbiamo impiegato un'ora e ne abbiamo cinquanta, ci vorrebbero venticinque ore. Visto che so che il Presidente domani deve partire non faremmo in tempo a discuterle tutte. Quindi vi invito a tempi più rigorosi.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Non sto esponendo il contenuto delle interrogazioni e quindi sto risparmiando tempo, sto soltanto replicando, nei due tre minuti previsti. Vi avevo anche suggerito e chiesto di assemblare tutte le interrogazioni del settore in un'unica interrogazione. Più di questo, sinceramente, non so come poter sintetizzare i contenuti delle interrogazioni che stiamo trattando.

Presidente, lei risponde in qualità di Commissario, come dice. Nessun problema a riconoscere questa nuova metodologia che lei introduce in questo settore dove di solito - è vero - i Presidenti di Regione, attraverso i consiglieri, nominavano i commissari, i direttori sanitari, i direttori amministrativi. Benissimo! Apprezzo moltissimo perché c'è bisogno di grande trasparenza in un settore nel quale si sono consumati scioglimenti anche per infiltrazioni. Non ci sono dubbi che lo apprezziamo moltissimo, però se lei, Commissario, giustamente, fa queste nomine la prego - le ho fatto anche una nota riservata, in qualità di Commissario - di prestare più attenzione alla situazione di Vibo, visti i risultati e gli obiettivi che lei ha assegnato. Ho l'impressione che in alcuni territori lei abbia dato il mandato a qualche Commissario di fare una verifica. Ma una verifica di che cosa? Dello stato dell'arte? Penso che un Commissario debba, con gli strumenti che, giustamente, gli offrite, cercare di rimuovere le criticità che ci sono dal punto di vista dell’offerta e della qualità dei servizi, dal punto di vista dell’abbattimento delle liste di attesa e dell’incolumità personale dei lavoratori. Se stiamo parlando in questa interrogazione della seconda aggressione avvenuta all'Ospedale di Vibo - in questa interrogazione parlo di una seconda aggressione e di un'aggressione che era già avvenuta - come lei sa, quando si verificano uno o più aggressioni negli ospedali, dovrebbero scattare quegli alert che prevede anche il Ministero. Due aggressioni ai medici sono un allarme, un alert che deve preoccupare chi dirige la sanità, non limitandosi ad atti burocratici.

Abbiamo anche apprezzato pubblicamente - con il consigliere Lo Schiavo l'abbiamo detto a mezzo stampa - il potenziamento tramite i medici cubani, però, oggettivamente, sulle aggressioni, sulla sicurezza credo che ci sia un problema di governo territoriale. Se un Commissario non adempie alle linee guida regionali di esperire le procedure per la stabilizzazione…, so che avete incontrato anche il sindacato a livello regionale e avete attivato un percorso di stabilizzazione del personale. In qualche ASP qualcuno pensa che il precariato non vada stabilizzato perché quello abbiamo. Ma che cosa abbiamo? Se il personale precario trova un'altra occasione, in un’altra struttura, in un altro Ospedale, in un'altra ASP, lascia e se ne va. Di che cosa stiamo parlando? La mia provocazione, come dice lei, non è finalizzata a sottolineare che non avete nominato i Commissari come negli anni passati con il bilancino, con il manuale Cencelli. Le do atto che non è stato così, però vorrei che, con altrettanta determinazione, si prestasse l'attenzione necessaria a verificare se quegli obiettivi che lei ha assegnato ai Commissari delle diverse ASP - in questo caso stiamo parlando di Vibo - sono realizzati e chiedesse “Commissario, ma che sta succedendo?”. Cioè lei produce una quantità di normative e di percorsi che consentirebbero alle ASP di….

PRESIDENTE

Concluda e dica se si dichiara soddisfatto o meno.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

…perché questo da questo punto di vista io apprezzo…

 

(Interruzioni fuori microfono del consigliere Graziano)

 

PRESIDENTE

Colleghi l'ho detto prima.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Dalla prossima volta, caro consigliere Graziano, faccio pure l'esposizione delle interrogazioni. Abbia pazienza, consigliere Graziano; ho aspettato un anno per avere una risposta immediata. Abbia pazienza! Se lei ha fretta, se ne vada perché non è necessario che debba stare in Consiglio regionale; abbia pazienza, a me interessa la risposta del Presidente e, poiché non sto nemmeno illustrando le interrogazioni, se vuole, dalla prossima volta faccio anche l'esposizione delle interrogazioni! Se lei ha fretta, se ne può pure andare! Cerchi di avere rispetto del ruolo, delle funzioni e delle prerogative istituzionali.

PRESIDENTE

Calma, per favore.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Prendo atto di queste risposte e naturalmente, Presidente, noi vigileremo affinché queste soluzioni possano essere completamente realizzate.

PRESIDENTE

Grazie.

Interrogazione numero 66/12^ di iniziativa del consigliere Laghi “Case della Comunità e presa in carico della persona del Comune di Spezzano Sila”

PRESIDENTE

Passiamo all’interrogazione numero 66/12^ di iniziativa del consigliere Laghi: “Case della Comunità e presa in carico della persona del Comune di Spezzano Sila”. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Allora, sintetizzo: il PNRR prevede l'istituzione tramite le Regioni delle Case della Comunità, per la Provincia di Cosenza ne sono previste 21, tra cui una nel Comune di Spezzano Sila, una a Casali del Manco e una a Cosenza. Il Dipartimento salute della Regione ha richiesto alle ASP esplicitamente dei siti idonei tra gli edifici pubblici di proprietà o nella disponibilità dell'Azienda. Il Comune di Spezzano Sila vuole, invece, acquistare un terreno nel centro urbano per costruirvi ex novo la Casa di Comunità, malgrado nella frazione di Camigliatello Silano vi sia una struttura funzionale di proprietà proprio dell’ASP di Cosenza.

Il Comitato spontaneo “Comitato per la Casa di Comunità Silana” ha formalmente, ma inutilmente, evidenziato questa situazione confliggente sia con gli obiettivi del PNRR sia con i decreti attuativi regionali.

Da rilevare ancora che la Casa di Comunità attualmente prevista a Spezzano Sila sarebbe di nuova costruzione, periferica rispetto al centro cittadino e raggiungibile in pratica esclusivamente con mezzi privati, mentre a Camigliatello la struttura è già esistente, posta in zona centrale e servita da mezzi pubblici; inoltre, le Case di Comunità previste a Casali del Manco e a Cosenza distano rispettivamente 4 km e mezzo e 14 km da Spezzano, mentre Camigliatello Silano ne dista circa 21.

Infine, la localizzazione a Camigliatello Silano – verrebbe da dire infine, ma non da ultimo –consentirebbe una più agevole fruizione dei servizi sanitari da parte di Comuni e insediamenti abitativi di tutto l'altopiano Silano.

Per questo la domanda è: quali misure urgenti si intendono assumere per la corretta attuazione del PNRR circa le Case della Comunità di Spezzano Silano?

PRESIDENTE

Grazie. Cedo la parola al Presidente della Giunta per la risposta.  

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Le prometto, signor Presidente, che sarò molto più breve. Intanto, mi scuso con i colleghi di maggioranza soprattutto e di minoranza per aver provocato, forse, una discussione oltre i tempi previsti dal Regolamento, per cui cercherò di evitarlo in futuro.

Rispondo all'interrogazione del consigliere Laghi, facendo una premessa: spesso ci lamentiamo dei ritardi nella realizzazione del PNRR, poi, però il territorio fa delle richieste che, se acconsentite, produrrebbero dei rallentamenti.

Ricostruisco brevemente la situazione. Appena insediatomi, ho trovato un Piano PNRR che però, obiettivamente, non era stato approfondito da nessuno e c'era la necessità di procedere speditamente a comunicare il Piano all'Age.Na.S., per cui ho chiesto a tutti i Commissari delle Aziende sanitarie provinciali di attivare le procedure di consultazione attraverso i Comitati dei sindaci per definire, appunto, dove dovessero essere collocate le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità: avevamo la necessità di procedere entro un termine perentorio perché altrimenti avremmo “bucato” il PNRR sanità.

L'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ci disse che i Sindaci del comprensorio avevano detto di non potersi esprimere nei tempi richiesti dall'Azienda e, quindi, pur di non “bucare” il Piano PNRR si è chiesto all'Azienda di individuare le soluzioni, i siti dove costruire o realizzare, su immobili già costruiti, le Case di Comunità e gli Ospedali di Comunità.

A me piacerebbe – mi sarebbe piaciuto – accogliere l'istanza del Comitato che ha promosso la realizzazione della Casa del presidio dell’assistenza sanitaria a Camigliatello anziché a Spezzano. Il punto è che tutto questo dibattito nel Comune di Spezzano è intervenuto dopo che avevamo già comunicato il Piano al Ministero, nei tempi prescritti, dopo che avevamo persino nominato i RUP e un aggiornamento di quel Piano avrebbe fatto “bucare” il target alla Regione.

Per esempio, con DCA del 1° marzo è stata approvato il Piano di interventi per la realizzazione delle strutture sanitarie; con deliberazione del Commissario il 23 marzo sono stati nominati i RUP; il 30 marzo l'avvocato Francesco Caruso, nella sua qualità di Presidente del Comitato per la Casa di Comunità Silana, chiede a nome di questo Comitato, che si individui un altro sito; il Comune scrive addirittura dopo, ad aprile, dicendo di scegliere un altro sito. 

Se avessimo aderito a queste richieste non avremmo realizzato gli obiettivi nei tempi previsti dal Ministero e, oggi, non ci sarebbe alcuna possibilità né per Spezzano né per Camigliatello di avere un presidio di assistenza territoriale.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente. Cedo la parola al consigliere Laghi, soltanto per dichiarare se si ritiene soddisfatto o meno.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Faccio un intervento rapidissimo, perché non so se lei sa, Presidente, che in realtà anche il terreno su cui dovrebbe sorgere impropriamente la Casa di Comunità è stato cambiato – come mi hanno segnalato i membri del Comitato – quindi, non è più la prima collocazione.

Prendo atto delle scadenze temporali non modificabili, però è del tutto evidente che lo scopo dell'interrogazione era ottimizzare un servizio e comprendervi quante più persone possibili in maniera efficiente. Quindi, non so se sia ancora possibile valutare una possibile deroga che abbrevierebbe i tempi della fornitura del servizio perché lì la struttura c'è già e nell'altro caso il terreno è stato modificato e, quindi, a questo punto c'è il rischio forse effettivo che non si riesca né a costruire né ad aprire una struttura soltanto da modificare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. All’interrogazione 74/12^, a firma del consigliere Mammoliti “Sulla mancanza di medici al Pronto Soccorso all'Ospedale di Vibo”, forse, aveva già risposto il Presidente.

Va bene, va bene, andiamo avanti.

Interrogazione numero 76/12^ di iniziativa del consigliere Tavernise “Mancata corresponsione indennità Covid”

PRESIDENTE

Passiamo all’interrogazione 76/12^ a firma del consigliere Tavernise: “Mancata corresponsione indennità Covid”.

Prego.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, Presidente.

Questa è un'interrogazione che ho depositato il 1° settembre. Brevemente, premesso che il lavoro degli operatori sanitari calabresi nella lotta al Covid è stato fondamentale e solo grazie alla loro dedizione, competenza e professionalità si sono potute salvare molte vite umane, a settembre la Calabria è, ancora, l'unica Regione a non aver erogato le indennità Covid, il compenso aggiuntivo pensato per pagare il personale sanitario per il particolare impegno profuso nei reparti durante la pandemia.

Considerato che il Governo ha stanziato le risorse da destinare alle Regioni per premiare gli eroi della pandemia di due anni fa, la Regione Calabria ha prodotto più atti per chiedere alle Aziende sanitarie ospedaliere la rendicontazione delle attività svolte dal personale impegnato nei reparti, per consentire quindi agli Enti del servizio sanitario di accedere al finanziamento per fissare le categorie beneficiarie dell'indennità.

Ai Fondi inizialmente stanziati dal Governo sono state aggiunte altre risorse, reperite attraverso le linee di finanziamento comunitarie, tenuto conto che è necessario sancire il riconoscimento per il lavoro e il sacrificio svolto durante l'emergenza pandemica dal personale sanitario del servizio sanitario regionale sin dai primi mesi nel fulcro dell'emergenza e costantemente impegnato nelle nostre strutture sanitarie pubbliche.

Tutto ciò premesso e considerato, interrogo il Presidente della Giunta regionale per sapere se e come intende assumere ogni utile e necessaria iniziativa nei riguardi del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, affinché le Aziende sanitarie ospedaliere pongano fine ai gravissimi ingiustificati ritardi nelle erogazioni dell'indennità Covid a favore del personale sanitario impegnato nell’emergenza pandemica, riconoscendo così, in maniera concreta, il rischio corso e l'impegno e l'abnegazione dimostrata in modo encomiabile dagli operatori sanitari calabresi.

Grazie.

PRESIDENTE

La parola alla Giunta. Prego.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Come dovrebbe sapere il consigliere Tavernise, dal tempo in cui lui ha prodotto l'interrogazione ad oggi molte cose sono state fatte, per cui evidentemente questo disallineamento è dovuto, appunto, al fatto che c'è un ritardo nel rispondere alle interrogazioni, ma, come lui sa, si è proceduto ad adempiere a questo dovere da parte del sistema sanitario, perché si tratta di indennità che dovevano essere riconosciute al personale che ha svolto funzione importante durante il Covid.

Mi limito a leggere quindi la risposta a suo tempo preparata con l'indicazione del fatto che però, poi, ci sono stati adempimenti ulteriori che hanno consentito anche di pagare questa indennità laddove non erano state ancora pagate, perché la risposta è riferita anche questa al 2022.

Occorre preliminarmente precisare che con DCA 49 del 5 maggio 2022 è stata approvata la nuova scheda di rendicontazione relativa alle indennità aggiuntive, per il personale impegnato nel contrasto all'emergenza Covid, in linea con le disposizioni dettate dalla nuova circolare ANPAL e dalle indicazioni di cui alla delibera di Giunta regionale 68/2022 a sostituzione di quella approvata con DCA 140 del 31 dicembre 2021.

Questa data però io vorrei la ricordaste: il 31 dicembre 2021 io ero in Regione per fare un DCA che doveva produrre il risultato di pagare l'indennità Covid. Ero stato nominato Commissario da qualche settimana, era il giorno, l'ultimo giorno dell'anno, ero lì per chiedere agli uffici di adempiere. Qual è il punto? Che nella confusione generale che c'era nei bilanci delle Aziende, le risorse che dovevano essere impegnate per pagare queste indennità non erano nemmeno appostate in molti bilanci delle Aziende, per cui erano state trasferite al sistema sanitario regionale, ma non c'erano nel bilancio delle Aziende che, quindi, dicevano di non poter procedere.

Con questo DCA, il 31 dicembre 2021, decisi, sostanzialmente, di utilizzare risorse dei Fondi comunitari che, poi, potevamo avere restituite - c'è una norma che ci diceva che le risorse che utilizzavamo dei Fondi comunitari poi potevano esserci restituite - ho detto: “Utilizziamo queste risorse per anticipare questa indennità agli operatori sanitari”. Che è successo? Che le Aziende hanno avuto anche lì un deficit di capacità amministrativa, che evidentemente forse io dovevo anche prevedere. Ero così orientato a risolvere il problema velocemente che il 31 dicembre ho fatto il DCA confidando nella capacità delle Aziende di esperire tutti gli atti per erogare queste risorse, in maniera tale da poter rendicontare poi le spese, perché altrimenti le avrebbe perse la Regione.

Le Aziende hanno poi ritardato nella rendicontazione per cui si è provocato un ritardo. All'esito dell'approvazione del DCA, la Regione Calabria immediatamente ha sottoscritto con ciascun Commissario straordinario delle Aziende sanitarie provinciali ospedaliere regionali la convenzione disciplinante la procedura per l'erogazione delle anzidette indennità alle Aziende beneficiarie del contributo, tenute, a loro volta, all'esito del trasferimento delle somme, al pagamento dell'indennità al personale direttamente o non direttamente assegnato al trattamento dei pazienti Covid.

A tal riguardo si precisa che l'erogazione in favore dell'Aziende beneficiarie presuppone l'invio da parte delle stesse della documentazione prevista per la domanda di erogazione e le spese maturate relative al personale direttamente o non direttamente assegnate al trattamento dei pazienti con Covid.

Poste tali premesse, si rappresenta che, a fronte dei ritardi registratisi nell'invio dei prospetti di rendicontazione - come detto necessari all'erogazione degli incentivi alle aziende beneficiarie - il settore competente del Dipartimento ha proceduto alla convocazione dei rappresentanti delle Aziende sanitarie per la disamina delle questioni concernenti l'attuazione della procedura di rendicontazione - la procedura indicata al DCA 49 - offrendo ogni informazione e chiarimento utile per poter procedere alle rendicontazione delle spese maturate. Di più: alla luce delle difficoltà anche di ordine tecnico presentate dalle Aziende, è stato reso disponibile da parte delle Autorità di gestione del PAC FESR-FSE 2014-2020 il supporto specialistico di assistenza tecnica, cioè gli abbiamo messo a disposizione un supporto di assistenza tecnica per fare la rendicontazione; lo abbiamo mandato anche in loco nelle Aziende, negli uffici delle Aziende per procedere alla rendicontazione; da tale attività di sovrintendenza, informazione e assistenza specialistica, è scaturita la trasmissione della documentazione prodromica alla liquidazione della rendicontazione da parte delle Aziende: Mater Domini, ospedaliera di Cosenza, dell'Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria e di Cosenza, del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria.

La Regione ha conseguentemente e tempestivamente proceduto all'erogazione dei contributi alle suddette Aziende, adottando, ad oggi, i seguenti decreti dirigenziali che hanno riguardato, appunto, l'Azienda Mater Domini, l’Azienda ospedaliera di Cosenza, l’Azienda provinciale di Reggio, l'Azienda metropolitana di Reggio Calabria e poi anche, successivamente, le altre Aziende che erano rimaste un po' più indietro. Quindi si è proceduto anche a questo adempimento che ha subìto, chiaramente, dei ritardi proprio perché il sistema di gestione amministrativa che abbiamo raccolto all'interno del sistema nelle Aziende sanitarie ospedaliere non era nella condizione di rendicontare queste risorse nei tempi previsti. Questa modalità era stata scelta proprio per risolvere un altro problema, quello derivante dal fatto che molte Aziende non avevano iscritto nei loro bilanci queste risorse.

PRESIDENTE

Grazie. Può intervenire per replica il consigliere Tavernise. Prego.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Mi ritengo soddisfatto. Quindi, Presidente, tutti gli operatori sanitari hanno ricevuto l'indennità Covid, di tutte le Aziende ospedaliere e provinciali, giusto? Tutti? Okey.

PRESIDENTE

Grazie.

Interrogazione numero 79/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti “In merito alla chiusura del reparto di nefrologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone

PRESIDENTE

Passiamo all’interrogazione numero 79/12^ a firma del consigliere Mammoliti “In merito alla chiusura del reparto di nefrologia dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone”.

Passiamo alla risposta.

 

(Voce fuori microfono)

 

Perfetto. Prego, prego, presidente Occhiuto. Questa è la numero 79.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Qui, Presidente non mi potrà rimproverare perché in merito a quanto richiesto dall'interrogante si comunica che la direzione generale dell'ASP di Crotone ha dichiarato che l'unità operativa di nefrologia non è chiusa, né esistono particolari problematiche nella gestione della stessa e, a supporto, ha trasmesso anche la comunicazione dell'associazione ANED del 31 marzo 2023 che esprime apprezzamento e fiducia nei confronti dell'Azienda sanitaria provinciale di Crotone.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente. La parola all'interrogante.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Sì, grazie, Presidente. Io ho delle notizie leggermente diverse, però mi attengo a questa risposta e verificherò nei prossimi giorni. Grazie.

Interrogazione numero 89/12^ di iniziativa del consigliere Bruni: “Nuovo Ospedale di Palmi (Ospedale della Piana di Gioia Tauro)”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione 89/12^ a firma della consigliera Bruni: “Nuovo Ospedale di Palmi”. Prego, collega.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Consentite anche a me, rapidissimamente, di dire che, insomma, questo ritardo nel rispondere alle interrogazioni è davvero triste, quasi inaccettabile, vorrei che, insomma, si realizzasse che queste sono delle omissioni di atti d'ufficio,  perché a distanza di un anno non si può rispondere a delle interrogazioni che sono, evidentemente, ora decontestualizzate o comunque in ritardo.

Allora, questa relativa all'Ospedale di Palmi - interrogavo il Presidente commissario Occhiuto - è dell’ottobre del 2022 e chiedevo cosa volesse fare per rispettare il cronoprogramma che lui stesso aveva dato, indicando l'approvazione del progetto esecutivo entro il mese di agosto del 2023, un avanzamento fisico dei lavori del 75 per cento entro il 2025 e il completamento entro il 2026.

Poiché, appunto, c'era questo ritardo nella risposta, ho chiesto alla Presidente attuale della Commissione sanità, Pasqualina Straface, che è stata molto disponibile, di audire direttamente l'ingegnere Gidaro, con cui abbiamo avuto l'audizione e che ci ha informato rispetto ad un avanzamento dei lavori, fermo restando che mi sembra - di questo le chiedo conferma - ci sia comunque uno slittamento di almeno un anno rispetto alla eventuale possibile consegna, poi, dei lavori.

PRESIDENTE

Prego, Presidente.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Grazie. Mi rimetto a ciò che l'ingegnere Gidaro ha riferito alla Commissione e l’ingegnere Gidaro sa che, anche quando mi rimetto alle sue previsioni, sono sempre attento a verificare che queste previsioni si realizzino; anzi, gli do come indicazione di anticipare queste previsioni. Per esempio, rispetto a qualche data che l'ingegnere Gidaro ha dato prudenzialmente - ha fatto bene - in ordine ad alcuni Ospedali, come quello della Sibaritide, il mio auspicio è che ci sia una progressione di almeno 6 mesi.

Anche rispetto all'Ospedale di Palmi: sì, c'è il cronoprogramma che l’ingegnere Gidaro vi ha fornito in Commissione e, come sapete, è un insediamento di cui si parla dal 2007; credo che mai ci siano stati tanti adempimenti nella direzione di accelerare la realizzazione di questo Ospedale. Prima col consigliere Mattiani commentavamo che è una lotta continua perché oggi, per esempio, dovevano essere consegnati e sono stati consegnati i lavori per l'interramento degli elettrodotti che sono propedeutici poi a tutta l'attività. Anche qui, l’ingegnere Gidaro prevedeva che ciò si facesse il 20 di aprile, oggi è il 20 di aprile. Il mio auspicio è che si possa recuperare un po' di tempo rispetto al cronoprogramma che l’ingegnere Gidaro ha indicato per l'Ospedale della Piana, ma comunque, se anche le date rimanessero quelle da lui indicate, sarebbe comunque un grande successo, soprattutto in considerazione del fatto che è un investimento di cui si parla - si parla soltanto - dal 2007.

PRESIDENTE

Grazie. La parola per la replica alla consigliera Bruni. Prego.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

La ringrazio molto, Presidente. L'unica cosa che ci preoccupa, comunque, e non solo sull'Ospedale di Palmi, è la questione dei costi perché l'ingegnere Gidaro ci parlava di una loro lievitazione di circa il 40 per cento che riguarda, chiaramente, tutti gli Ospedali.

Su questo, lei cosa pensa di potere realizzare, sviluppare e ottenere?

PRESIDENTE

Presidente, non posso restituirle la parola, altrimenti facciamo un dibattito.

Interrogazione numero 91/12^ di iniziativa del consigliere Laghi “In ordine all’assenza dei direttori dei Dipartimenti di Medicina trasfusionale nel gruppo tecnico per la rete Regionale della talassemia e delle emoglobinopatie”

PRESIDENTE

Passiamo all’interrogazione 91/12^ a firma del consigliere Laghi: “In ordine all'assenza dei direttori dei Dipartimenti di Medicina trasfusionale nel gruppo tecnico per la rete regionale della talassemia e delle emoglobinopatie”. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Credo che quest’interrogazione riguardi una sbavatura del sistema che penso si possa aggiustare, in quanto il DPCM 3 marzo 2017 ha identificato i registri di patologia di rilevanza nazionale e regionale, fra i quali il registro nazionale della talassemia e delle altre emoglobinopatie. La legge 27 dicembre 2017, numero 205, ha istituito e definito la Rete nazionale delle talassemie e delle emoglobinopatie e, per dare attuazione a quanto previsto dalla normativa, il Ministero della salute ha chiesto agli assessorati regionali informazioni sui centri regionali deputati alla cura delle talassemie per costituire la Rete nazionale delle talassemie e dell'emoglobinopatie.

La Regione Calabria ha perciò costituito il gruppo tecnico regionale correttamente composto dai responsabili dei centri microcitemia delle Aziende sanitarie, dal direttore delle strutture regionali di coordinamento della Medicina trasfusionale, dai direttori dei tre Dipartimenti di Medicina trasfusionale e dalle Associazioni dei pazienti, con il compito di elaborare una proposta di linee guida per il percorso assistenziale del paziente talassemico o con emoglobinopatie.

Successivamente, il 3 ottobre 2022, la Regione Calabria ha ritenuto necessario ricostituire il gruppo tecnico regionale in questione, dal quale, peraltro, risultano esclusi, senza evidente specificata motivazione, proprio i direttori dei Dipartimenti di Medicina trasfusionale. Ciò comporta - posso dirlo come internista ed ematologo, per la verità - inevitabilmente un immotivato deficit competenziale all'interno del gruppo tecnico regionale.

Per cui si chiede che cosa si voglia fare per integrare in questo gruppo una figura che nel trattamento dei talassemici e degli emoglobinopatici è assolutamente centrale. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, Presidente.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Presidente, chiaramente ad ogni interrogazione rispondo anche sulla base del lavoro istruttorio che i Settori del Dipartimento salute svolgono.

All’interrogazione del consigliere Laghi rispondo, appunto, ricordando ciò che il Dipartimento mi indica, cioè che, come ha riportato il consigliere Laghi, il 3 ottobre del 2022 è stato ricostituito il gruppo tecnico di lavoro per la costruzione della Rete regionale della talassemia e della emoglobinopatia. Il consigliere Laghi chiede di integrare questo gruppo con altre figure.

Gli Uffici del Dipartimento hanno ritenuto opportuno inserire in soli centri regionali deputati alla cura di talassemia già esistenti e operanti nel territorio regionale, in quanto sono essi stessi i soli protagonisti della Rete, cioè le strutture che dovranno costituire la Rete regionale con azioni sinergiche per garantire un percorso di assistenza ai pazienti talassemici con la collaborazione delle Associazioni dei pazienti. Diversamente, si sarebbero dovuti includere non solo i medici trasfusionisti, che spesso non sono ematologi o clinici, ma anche tutti gli specialisti che a vario titolo intervengono nel percorso di cura di tali pazienti e ciò avrebbe comportato una pletora di professionisti che, come spesso accade quando i gruppi sono troppo numerosi, avrebbe rallentato e ritardato i lavori del tavolo specificatamente preposto.

Per cui il Dipartimento obietta che estendere il tavolo avrebbe dilatato la sua composizione a più figure professionali e, quindi, lo avrebbe reso meno operativo. Chiaramente io sono disponibile, anche al di fuori di questa seduta - riservandomi comunque di dare la risposta scritta al consigliere Laghi - ad approfondire il tema posto nell'interrogazione e quindi verificare se c'è un modo per integrare questi gruppi senza renderli, appunto, pletorici e garantendo la funzionalità, lo troveremo insieme.

PRESIDENTE

Può intervenire per la replica il consigliere Laghi. Prego.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Sono soddisfatto di questo suo impegno, mi permetto soltanto di dire che, in realtà, quello che scrive il Dipartimento è solo in parte condivisibile, nel senso che parliamo dello specialista che è la pietra angolare del trattamento del talassemico e si potrebbe semplicemente riproporre la ristretta Commissione che era stata fatta subito dopo la richiesta ministeriale. Grazie.

Interrogazioni a risposta immediata numero 115/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti “Sulla sospensione del Servizio di Chemioterapia nell'Ospedale di Tropea”

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all’interrogazione 115/12^ a firma del consigliere Mammoliti: “Sulla sospensione del Servizio di chemioterapia nell'Ospedale di Tropea”. Prego, Presidente.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Scusi, Presidente. Questa, mi sono informato, la ritiro.

PRESIDENTE

Va bene.

Interrogazioni a risposta immediata numero 121/12^ di iniziativa della consigliera Bruni “Indennità Covid Operatori 118”

PRESIDENTE

Andiamo avanti. Passiamo all’interrogazione 121/12^ a firma del consigliere Bruni: “Indennità Covid Operatori 118”.

Cedo la parola all'interrogante per illustrazione, prego.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Riguarda sempre le indennità Covid, in particolare personale del 118 che non è stato incluso e non è stato considerato come dipendente dal Servizio sanitario regionale, per cui a tutto oggi non ha ricevuto l'indennità Covid.

PRESIDENTE

Prego, Presidente.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

In riscontro all'interrogazione della consigliera Bruni, al fine di fornire utili elementi di risposta in riferimento a quanto richiesto, si rappresenta quanto di seguito esposto: all'esito dell'adozione del DCA 49 del 5 maggio 2022, con cui è stata approvata la nuova scheda di rendicontazione relativa alle indennità aggiuntive per il personale impegnato nel contrasto all'emergenza Covid, nonché lo schema di convenzione tra il Dipartimento tutela della salute e le Aziende del Servizio sanitario regionale e le relative linee guida per i beneficiari, DCA 140 31/12/2021, sono stati adottati i provvedimenti di accertamento, impegno e liquidazione alle Aziende sanitarie regionali delle somme da erogare in favore del personale dipendente che ha prestato servizio durante l'emergenza Covid. E questo è quello che abbiamo visto anche nell’interrogazione precedente.

Ciò posto, per quanto concerne il personale convenzionato del 118 che è quello a cui, nello specifico, si fa riferimento nell’interrogazione, in data 8 febbraio 2023, il Settore del Dipartimento salute competente ha predisposto una proposta atta a ricomprendere, ai fini del riconoscimento dell'indennità, coloro che hanno prestato servizio nel periodo emergenziale con rapporto di lavoro convenzionato nelle strutture a rischio alto e medio, precisando che le relative risorse disponibili sull'Azione 9.3.6 del PAC verranno trasferite alle Aziende a seguito di ulteriore rendicontazione.

La suddetta proposta è stata trasmessa dalla struttura commissariale al Ministero della salute e al Ministero dell'economia e finanze per il rilascio di un parere preventivo; si procederà ad esito della suddetta procedura con i conseguenti provvedimenti nei confronti dei professionisti sotto specificati. Perché questo, consigliera Bruni? Perché lei sa bene che, mentre è pacifico che l'indennità Covid debba essere riconosciuta al personale dipendente, al personale convenzionato, secondo alcune scuole di pensiero, questa indennità non andava riconosciuta.

Ho detto agli uffici del Dipartimento: “Noi assumiamoci la responsabilità di dire che vogliamo riconoscerla anche al personale convenzionato del 118”, però, siccome - come lei sa - i nostri atti sono sottoposti al giudizio dei Ministeri vigilanti, perché sia operativo questo atto, è necessario che i Ministeri vigilanti si esprimano sull’atto stesso che abbiamo, comunque, inviato sia al Ministero della salute sia al Ministero dell'economia, come è doveroso fare per gli atti del Commissario.

PRESIDENTE

Consigliera Bruni, può intervenire per la replica. Prego.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie. Mi ritengo soddisfatta della risposta, sperando che i Ministeri rispondano celermente e non dopo anni.

PRESIDENTE

Grazie.

Interrogazioni a risposta immediata numero 123/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti “Sulla Centrale Operativa di Emergenza e di Urgenza (COEUR) di cui all’Atto Aziendale di ‘Azienda Zero’”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione 123/12^ a firma del consigliere Mammoliti: “Sulla Centrale operativa di emergenza e urgenza di cui all'atto aziendale di “Azienda Zero””.

Prego, Presidente.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Allora, con deliberazione numero 1 del 22 febbraio 2023, il Commissario ha adottato l'atto aziendale dell'Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria, Azienda Zero, prevedendo, nell'ambito del Dipartimento emergenza-urgenza, l'Unità operativa complessa e Centrale operativa emergenza-urgenza, coordinamento regionale numeri emergenza 112, 118, 116, 117 articolata in nove strutture semplici. Quindi c'è nell’atto aziendale di Azienda Zero.

L'articolazione organizzativa dell'atto aziendale relativamente alle strutture semplici è da intendersi flessibile in relazione allo sviluppo concreto degli assetti organizzativi, per come verranno a configurarsi in fase attuativa. La flessibilità organizzativa, intesa come adeguamento del modello operativo in risposta alle esigenze della domanda, è soddisfatta nell'ordinamento di Azienda Zero, ponendo in capo al Direttore generale la competenza in merito all'attivazione, modifica e soppressione delle strutture semplici, senza necessità di ulteriori passaggi burocratici;

In ragione di ciò, pertanto, il palesarsi dell'esigenza di attivare ulteriori strutture semplici potrà trovare risposta in via immediata, parallelamente all’implementazione del nuovo modello organizzativo.

Per quanto riguarda il quesito relativo ai Comuni calabresi rientranti nella rete di operatività di ciascuna Azienda operativa semplice e di ciascuna Sala operativa, si specifica che: le Sale operative compongono, nel loro insieme, la Centrale operativa unica regionale, pertanto, operano rispondendo alle chiamate di emergenza sanitaria attraverso il numero unico 112. Questa architettura prevede che le telefonate giungano alle Sale operative assecondando una distribuzione bilanciata alle Sale operative, indipendentemente dalla provenienza geografica della chiamata dal territorio. I criteri che determinano le modalità di distribuzione delle chiamate sono rappresentati in vari elementi tra cui: disponibilità del primo operatore libero, codice-colore provvisorio, preventivamente attribuito precompilato dal NUE 112, e disponibilità del mezzo di soccorso più idoneo disponibile sul territorio. Relativamente alla distribuzione dei Comuni relativo all'Unità operative semplici, si specifica che: nelle postazioni di emergenza territoriale centro-est/centro-ovest rientrano tutti i Comuni della provincia di Vibo Valentia, Catanzaro e Crotone; nelle postazioni di emergenza nord-ovest/nord-est rientrano i Comuni nella provincia di Cosenza; nelle postazioni di emergenza territoriale sud-est/sud-ovest rientrano i Comuni della provincia di Reggio Calabria.

Ciò premesso, in relazione con l'implementazione relativa all'organizzazione di tutte le postazioni territoriali di mezzi di soccorso avanzato e mezzi di soccorso di base, anche grazie al coinvolgimento del Terzo settore, verrà definita una precisa distribuzione dei Comuni alle relative postazioni di emergenza territoriale. Tuttavia, tale distribuzione ha uno scopo meramente organizzativo, infatti l'impegno dei mezzi di soccorso avviene secondo un criterio di priorità avulso dall'appartenenza territoriale.

In estrema sintesi, ho cercato di illustrarvi i contenuti della riforma del sistema emergenza-urgenza. Qui vi do una notizia: sarà operativa entro fine anno. Gli Uffici mi dicono entro ottobre e io, poiché sono in Consiglio regionale, dico che entro fine anno ci sarà un'unica Centrale operativa, posizionata, praticamente, alla Cittadella regionale. Credo che quella sarà una piccola rivoluzione all'interno del sistema emergenza-urgenza di questa Regione.

Signor Presidente, io però, come le avevo detto, ho qualche difficoltà a continuare nella risposta alle interrogazioni che seguiranno e che mi vedono protagonista della risposta. Per cui, chiederei a lei, anche ai consiglieri, sostanzialmente, di valutare come procedere: io potrei delegare un componente della Giunta regionale a dare comunque le risposte perché c'è appunto un'attività istruttoria fatta in ufficio, oppure, per rispetto ai consiglieri interroganti, potrei anche assumere l'impegno, qualora il Presidente del Consiglio fosse d’accordo e i capigruppo fossero d'accordo, a rispondere nella prossima seduta o anche in più sedute.

Se, per esempio, - è una proposta che mi permetto di rivolgere ai consiglieri regionali con grande rispetto della loro autonomia - se questo istituto delle risposte noi potessimo smaltirlo in sedute di Consiglio regionale alternate, dò già la mia disponibilità a trattenermi dopo la fine dei lavori del Consiglio, oppure a venire un po' prima, per rispondere a due o tre interrogazioni per volta, in maniera più ordinata, perché credo non sia la migliore delle soluzioni leggere gli scritti degli uffici senza poterli integrare anche con qualche notizia più attuale o con qualche riflessione di carattere organizzativo.

PRESIDENTE

Presidente, il problema è che l'istituto richiedeva risposte molto sintetiche, lei le ha fatte articolate, però sono d'accordo ad inserirne un paio di interrogazioni per ogni seduta di Consiglio e cercare di smaltirle, perché c'è tutta l'intenzione, ovviamente, di dare risposta ai consiglieri di minoranza.

Se siete d'accordo, le interrogazioni sulla sanità a cui deve rispondere il Presidente le possiamo mettere in coda all’ordine del giorno di un’altra seduta di Consiglio e procedere adesso con le risposte degli altri Assessori.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Ma non ne è rimasta una sola, Presidente, sulla sanità?

PRESIDENTE

Ce ne sono tantissime, ce ne sono tantissime.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Ma l’elenco qua….

PRESIDENTE

No, questa è la sua, poi…

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Sulla sanità, una ne è rimasta.

PRESIDENTE

Sulla sanità c'è questa a sua firma, consigliere Tavernise, per la “Diagnosi tumori in provincia di Cosenza”.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

E poi ce n’è una sul “Crollo costone Tropea” a cui non deve rispondere il presidente Occhiuto. Le rimanenti sono di competenza degli altri Assessori.

PRESIDENTE

Va bene, Presidente, risponda anche all’interrogazione numero 124 a firma del consigliere Tavernise. Può intervenire il collega Mammoliti, per una breve replica sull’interrogazione precedente.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

La mia preoccupazione era quella di non vedere, nella predisposizione di questo atto, l’area centrale della Calabria, però lei ha spiegato che la provincia di Vibo, sostanzialmente, fa parte del territorio nord-est, quella di Crotone mi pare nord-ovest, e non ho capito bene quella di Catanzaro.

Stiamo parlando dell'atto aziendale di Azienda Zero per quanto riguarda il 118 emergenza-urgenza, per le postazioni di emergenza territoriali. Siccome, in questo atto non sono indicati i Comuni ma le aree: c'è nord-est, nord-ovest, sud-est, sudovest, ma non c’è area centrale, volevo capire dove fossero collocati i Comuni rientranti nell'area centrale delle province di Catanzaro, Crotone, Vibo.

Ecco questa era la mia preoccupazione; ho sentito quelle di Vibo, ho sentito quelle di Crotone, non avevo capito in quale area rientrassero i comuni di Catanzaro.

 

(Voci fuori microfono)

 

Per quanto riguarda il resto, sono presenti altre interrogazioni sulla sanità.

PRESIDENTE

Consigliere Mammoliti, mi scusi se la interrompo.

Direi di concludere le interrogazioni a risposta immediata e di rinviare alla prossima seduta di Consiglio regionale le interrogazioni a risposta scritta.

Interrogazioni a risposta immediata numero 124/12^ di iniziativa del consigliere Tavernise “Carenza di strumentazione per la diagnosi dei Tumori in provincia di Cosenza”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 124/12^ a firma del consigliere Tavernise: “Carenza di strumentazione per la diagnosi dei tumori in provincia di Cosenza”.

Cedo la parola al consigliere Tavernise per illustrare l’interrogazione. Prego, consigliere Tavernise.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque stelle)

Sì, grazie. Presidente Occhiuto, da un articolo di stampa ho appreso che anche lei si è occupato di questo argomento con una cittadina di San Marco, se non erro.

Lei sa meglio di me che, soprattutto la Provincia di Cosenza, soffre della carenza di strumentazione per la diagnosi dei tumori; nello specifico, mi riferisco alla PET, di cui è presente un solo strumento all’Ospedale “Mariano Santo”, quindi all’Azienda ospedaliera di Cosenza; però, soprattutto la costa ionica della Sibaritide risulta sprovvista, quindi l’Ospedale spoke di Corigliano-Rossano nel territorio della Sibaritide risulta sprovvisto di una Pet, e ciò può determinare per le persone affette da patologie oncologiche gravi, ritardi nelle diagnosi.

Lei sa meglio di me, Presidente, che purtroppo il fenomeno dell'emigrazione sanitaria oggi ci porta a spendere 300 milioni di euro di mobilitazione passiva, di cui 100 milioni di euro nella Provincia di Cosenza.

So che nel nuovo Ospedale della Sibaritide era prevista l’apertura del reparto di Medicina nucleare, ma purtroppo in terza Commissione è emerso che, a causa dell'aumento dei prezzi, il collaudo previsto a dicembre 2023 è slittato al 2025.

Pertanto, chiedevo se fosse possibile l'installazione di una Pet nell’Ospedale Spoke di Corigliano-Rossano, visto che mi sono informato e vi sarebbe anche la possibilità di acquistare una Pet mobile. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tavernise. Cedo la parola al presidente Occhiuto.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Nell’interrogazione si chiede di sapere se e come intenda il Commissario assumere ogni utile iniziativa affinché si possa dare una celere risposta ai bisogni sanitari attraverso la PET e così via.

Con riferimento alle problematiche esposte, si rappresenta che la Regione Calabria già da alcuni anni, con il coinvolgimento delle Aziende sanitarie regionali, ha avviato la programmazione specifica di risorse, al fine di assicurare il potenziamento e l’ammodernamento del parco tecnologico in uso presso i presìdi sanitari della Regione.

In particolare, nel corso dello scorso anno 2022, è stato dato un forte impulso all’azione amministrativa, al fine di giungere alla definitiva approvazione della suddetta programmazione.

Ho trovato nel cassetto atti che non erano diventati nemmeno di programmazione e si è avviata la concreta attuazione degli interventi previsti con l'obiettivo di garantire percorsi diagnostici terapeutici più efficaci, soprattutto in campo oncologico, e di ridurre le liste di attesa.

In particolare, sono in corso di attuazione i seguenti programmi: il programma di Radioterapia oncologica, di cui alla delibera CIPE numero 32 del 21 marzo 2018; il programma di ammodernamento tecnologico, di cui al DL 30 aprile 2019, numero 35; i programmi previsti nel PNRR, che sono l'investimento in ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero e il sub investimento relativo alle grandi apparecchiature.

Siccome la descrizione dei contenuti di questi programmi, seppur in maniera sintetica, è indicata in diverse pagine, se la Presidenza del Consiglio regionale lo ritenesse, io consegnerei al consigliere interrogante il contenuto preparato dagli uffici e mi limiterei a evidenziare che, con particolare riferimento all'intervento dell'Azienda ospedaliera di Cosenza, si rappresenta che è stato già proposto il PFTE del bunker, che praticamente è il documento di programmazione finanziaria tecnico-economico, nel quale dovrà essere installato il relativo acceleratore lineare, ed è stata attivata la convenzione sottoscritta con Invitalia che entro le prossime settimane avvierà le procedure per l'affidamento dei servizi di progettazione definitiva e di esecuzione dei bunker.

Invitalia dovrebbe attivare le procedure.

Ne approfitto perché sulla stampa c'è stato un dibattito anche sugli acceleratori lineari e vorrei evidenziare che si tratta di risorse del 2018.

Appena insediato, ho chiamato Invitalia chiedendo di accelerare rispetto alle procedure di gara e Invitalia sta predisponendo tutto quello che occorre per le gare assicurando che lo farà entro poche settimane, quindi entro fine aprile, inizio maggio.

Io spero fine aprile – Invitalia ci dice fine aprile, i miei uffici mi dicono mese di aprile – e si avvierà la procedura per l'affidamento dei servizi per gli acceleratori lineari.

Per il resto, potrei, per il tramite del presidente Mancuso, fornire ogni ulteriore elemento di valutazione al consigliere interrogante attraverso gli elaborati del Dipartimento.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente. Continueremo con gli altri membri della Giunta regionale per le altre interrogazioni a risposta immediata.

Interrogazioni a risposta immediata numero 32/12^ di iniziativa del consigliere Laghi “Sul problema dell’energia rinnovabile e la produzione eolica”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 32/12^ a firma del consigliere Laghi “Sul problema dell'energia rinnovabile e produzione eolica”.

Cedo la parola l consigliere Laghi per illustrare l’interrogazione. Prego, consigliere Laghi.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.  La produzione di energia eolica rientra tra le priorità degli obiettivi del PNRR - Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”.

Essa copre, attualmente, il 9 per cento della produzione elettrica nazionale e circa il 90 per cento degli impianti eolici è concentrato nel Sud e nelle Isole.

In Calabria ormai da anni si assiste a una crescita incontrollata di installazioni di aerogeneratori con continue nuove richieste in una regione, peraltro, con un surplus energetico di circa il 180 per cento.

Non appaiono sufficienti i controlli, ma manca soprattutto una seria pianificazione regionale che dovrebbe, a mio modo di vedere, anche prevedere la sostituzione progressiva delle fonti fossili con quelle rinnovabili; altrimenti, appunto, non si capisce perché si chiamano “alternative”.

La produzione di energia eolica ha creato problemi di carattere ambientale della serie “non è tutto oro quel che riluce”, in quanto anche gli aerogeneratori consumano suolo e richiedono l'abbattimento di alberi, danneggiano la biodiversità e il paesaggio con negative ripercussioni anche sul turismo e, quindi, sull'economia dei territori interessati, ma anche problemi di salute legati alla rumorosità delle pale, alla generazione di campi elettromagnetici ed altro, con disturbi importanti tra cui vertigini, mal di testa, nausea, offuscamento della vista, tachicardia, insonnia, disturbi della libido.

Il business collegato agli aerogeneratori – si stima una rendita di almeno 300 mila euro l'anno per megawatt prodotto – ha attirato, per di più, l'interesse della criminalità organizzata.

Secondo il Piano nazionale integrato energia e clima verranno installati aerogeneratori offshore, cioè in mare, galleggianti, con impatto paesaggistico, ma anche sull'ecosistema marino e le attività di pesca. Ciò ha determinato numerose proteste di autorità locali, cittadini, imprenditori turistici e della pesca.

Risulta, quindi, necessario e urgente, a mio parere, un intervento da parte del governo regionale per un'adeguata programmazione che preveda anche un costante e sempre proficuo rapporto con le comunità locali; quindi, la domanda è: quale programmazione si intenda perseguire in tema di produzione e gestione dell'energia rinnovabile da aerogeneratori onshore e offshore. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Laghi. Cedo la parola alla Giunta regionale. Prego, assessore Varì.

VARÌ Rosario, Assessore allo sviluppo economico e attrattori culturali

Grazie, Presidente, onorevoli consiglieri. Grazie al consigliere Laghi che mi dà l'opportunità, innanzitutto, di fare un quadro, seppur breve naturalmente, su quella che è la situazione attuale.

È ovvio che, proprio in ragione di quelli che sono stati gli obiettivi fissati a livello nazionale ed europeo, la produzione da fonti di energie rinnovabili è fondamentale sia per la sicurezza dell'approvvigionamento sia per quel che riguarda l'abbattimento dei costi energetici.

La produzione di energia da parte di fonti rinnovabili deriva soprattutto dalla produzione di eolico, cioè una fonte assolutamente indispensabile e fondamentale di approvvigionamento.

Contrariamente a quanto è accaduto nel primo decennio degli anni 2000, nel secondo decennio, sia l'Europa sia l'Italia hanno molto rallentato in questo, consigliere Laghi, poiché mentre nel 2012 avevamo una potenza installata di circa 8 gigawatt per l'eolico, nel 2021 ne abbiamo soltanto 11; quindi, abbiamo aumentato la nostra potenza soltanto di tre Gigawatt.

Uno di questi in gigawatt è installato in Calabria.

Per quel che riguarda, invece, la nostra situazione, quindi quella calabrese, facendo riferimento alla produzione di energia elettrica, produciamo il triplo dell'energia della quale abbiamo bisogno e, se facciamo riferimento invece al nostro esclusivo fabbisogno, riusciamo a produrre il 76 per cento del fabbisogno da fonti di energia rinnovabile e l'86 per cento se andiamo a includere anche le biomasse.

Da questo punto di vista, pertanto, non siamo affatto all'anno zero; anzi, siamo una Regione virtuosa che produce tanta energia rinnovabile.

Parametrandola, invece, all'eolico, il dato che abbiamo è che il 13 per cento dell'energia che viene prodotta dall’eolico è quella che necessita per l'intera produzione energetica regionale e, invece, l’eolico rappresenta il 56 per cento della produzione da fonti di energia rinnovabile.

È ovvio, naturalmente, che noi dobbiamo implementare questa quota perché soprattutto quelli che sono gli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato di energia e clima ci danno questo obiettivo e anche perché è ovvio che il nostro sistema non è un sistema chiuso, ma un sistema interconnesso con l'Europa e, quindi, le regioni che hanno la possibilità di produrre maggior quantitativo di energia devono assolutamente farlo, andando incontro a quelli che sono i territori che, invece, ne producono meno.

Fatta questa premessa, vado ovviamente a rispondere a quella che è la sua domanda.

Non ritengo, sinceramente, che ci sia una produzione incontrollata di parchi eolici, nel senso che, come lei ben sa, onorevole Laghi, ci sono delle norme che disciplinano questa materia, soprattutto per i campi eolici che superano i 10 megawatt di potenza, ai quali lei sicuramente si riferisce, perché quelli inferiori naturalmente, in questo caso, non li prendiamo in considerazione e sono disciplinati dall’autorizzazione unica, un provvedimento che viene reso a valle di tutta una procedura nella quale sono coinvolti non soltanto gli enti locali, quindi le Province e i Comuni, ma tutti gli enti preposti alla tutela ambientale, territoriale e paesaggistica.

Mi riferisco, naturalmente, al Ministero della cultura, alle ASP e all’ARPACal, oltre che alle Province, ai Comuni e ai Dipartimenti naturalmente interessati della Regione Calabria.

Si osservano, naturalmente, tutte quelle che sono le procedure; vero è, che essendo sottoposta anche l’autorizzazione di questo tipo di impianti alla VIA, tutti i cittadini interessati che volessero arricchire il dibattito o eventualmente integrare quelli che sono i pareri resi, hanno la possibilità di intervenire.

Per concludere e rispondere a quel che lei sollecitava, sono convinto che sia vero che abbiamo necessità di una programmazione.

Difatti, essendo stato il Piano energetico regionale aggiornato per l'ultima volta nel 2005, questa Giunta regionale ha adottato le linee guida per l'aggiornamento di questo Piano, che è in fase di redazione e dovrà essere poi sottoposto all'attenzione di tutti i portatori di interesse sul territorio e, alla fine, ovviamente approvato da questo Consiglio regionale.

Inoltre, c’è da dire che è in via di definizione quello che è il Quadro nazionale regolatorio per le aree idonee; quindi, per andare a definire in maniera specifica quelle che sono le aree nell'ambito delle quali dovranno e potranno installarsi gli impianti eolici e i parchi eolici.

A valle di questa definizione di Quadro regolatorio andremo assolutamente a predisporre un piano di dettaglio che riguardi, appunto, la Regione Calabria per fare in modo che i parchi eolici non vengano, come dire, impiantati in maniera indiscriminata, ma secondo quella che è una programmazione che la Giunta regionale, e soprattutto questo Consiglio regionale deve fare.

Chiudo semplicemente dicendo che il presidente Occhiuto unitamente ad altri Presidenti di Regioni meridionali – nel Centro e nel Sud si produce la quasi totalità di energia prodotta da fonti energia rinnovabili – sono anche impegnati per fare in modo che le misure di compensazione che in questo momento spettano soltanto ai Comuni possano essere attribuite in futuro anche alle Province e alle Regioni.

Ciò dovrebbe avvenire per via di una modifica della legge attualmente in vigore per le misure di compensazione.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Varì. Prego, consigliere Laghi.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie molte per la dettagliatissima risposta. Proprio la ricchezza della produzione energetica regionale ci consente di programmare tutelando il territorio.

Io, per la verità, non condivido il fatto che ci sia un pezzo di Paese che debba fungere da Hub energetico per tutti quanti gli altri, ma se noi già produciamo il triplo credo che sia sufficiente; quindi, possiamo focalizzarci anche sui nostri interessi.

Va benissimo anche tutto il percorso amministrativo e autorizzativo.

Tuttavia, invito a prestare grande attenzione perché poi, nella realtà, incontriamo situazioni come quella di Crotone, di San Vito, di Monterosso, e mi limito all'eolico, dove praticamente il possibile insediamento di questi aerogeneratori è collegato con un vero e proprio sacco ambientale, magari con tutte le autorizzazioni del caso.

Per questo dico che è fondamentale il collegamento con i territori e non soltanto con gli enti, perché, anche molto frequentemente, nel percorso autorizzativo è chiaro che ogni singolo cittadino può partecipare alla VAS eccetera, però alla fine, per motivi differenti, queste cose vengono debolmente sollecitate ed effettuate e poi si arriva magari alla mobilitazione di piazza per evitare dei veri e propri scempi, come abbiamo assistito nei luoghi che ho menzionato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Laghi.

Sull’ordine dei lavori

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Presidente, l’interrogazione precedente sulle emergenze incendi in Calabria la diamo per superata, visto che quest’oggi abbiamo fatto la discussione sul piano forestale, però chiederei di poter avere un elaborato del Dipartimento se ci fosse.

PRESIDENTE

Sì, lo aveva l'assessore Gallo, però è dovuto scappare e, quindi, sarà mia premura notificarglielo.

Cedo la parola all’assessore Varì. Prego, Assessore

VARÌ Rosario, Assessore allo sviluppo economico e attrattori culturali

A proposito di questa interrogazione, consigliere Mammoliti, l'assessore Gallo mi aveva lasciato le carte e, quindi, posso leggere la risposta che, in realtà, è assorbita dalla discussione al primo punto all'ordine giorno.

La posso consegnare, però non credo sia il caso di ripetere.

Interrogazioni a risposta immediata numero 84/12^ di iniziativa del consigliere Mammoliti “In merito all’adozione di provvedimenti per mitigare l’aumento dei costi dell’energia per famiglie ed imprese”

PRESIDENTE

Prego, assessore Varì.

VARÌ Rosario, Assessore allo sviluppo economico e attrattori culturali

Grazie, signor Presidente, onorevoli consiglieri.

Consigliere Mammoliti, è per me un piacere, a dire il vero, rispondere a questa sollecitazione che lei ha rivolto al governo regionale e in questo caso a me, come Assessore delegato, perché ritengo che quello che siamo riusciti a porre in essere, soprattutto a vantaggio delle imprese proprio per mitigare quello che è il costo dell'energia, sia stato un provvedimento molto rilevante.

L’interrogazione è risalente e, quindi, lei sicuramente ne è conoscenza, ma naturalmente io devo ripetere ed esporle quello che siamo riusciti a fare. Abbiamo pubblicato un avviso, quindi un bando, con una dotazione finanziaria di 9.2 milioni di euro e abbiamo dato la possibilità alle microimprese, quindi alle piccolissime, che si volessero dotare di un impianto per l'autoproduzione di energia da fonte solare di poterlo fare, avendo la possibilità, per impianti che costano tra i 5 e i 25 mila euro, di avere un fondo perduto all’80 per cento. È stata una misura che ha riscosso parecchio successo nel senso che abbiamo avuto domande per oltre 10 milioni e mezzo di euro, le domande sono state oltre 700. È in corso di approvazione - credo lo sarà per la prima settimana di maggio – la graduatoria definitiva che consentirà alle aziende di verificare se sono state ammesse a seguito di quella che sarà la valutazione fatta dagli uffici.

Parallelamente a questo provvedimento a favore delle imprese, sempre per contrastare il caro energia, ne è stato preso un altro che è parzialmente speculare, ma è più imponente come dotazione finanziaria. Con delibera di Giunta, del mese di dicembre 2022, abbiamo istituito il Fondo Energia Imprese che è un fondo grazie al quale le piccole-medie imprese e - è un mio auspicio, che mi riservo di verificare - anche le grandi potranno accedere a queste risorse per impiantare, sempre nei propri insediamenti produttivi, impianti per autoproduzione che possano essere finanziati parzialmente a fondo perduto e parzialmente con un finanziamento a tasso zero.

In particolar modo, gli impianti superiori ai 25 mila euro potranno ricevere un contributo a fondo perduto per il 25 per cento e per il 75 per cento potranno avere un finanziamento a tasso zero. La misura, nonostante abbia superato il vaglio tecnico, è sottoposta alla cabina di regia ministeriale che ci dovrà dire se l’FSC, che è la risorsa finanziaria che abbiamo utilizzato, è conforme a questo tipo di strumento, però da un punto di vista tecnico è stato già approvato.

Ritengo, pertanto, che da qui a poco anche questo strumento diverrà operativo; in ogni caso anche nell’ipotesi in cui dovessimo avere qualche ritardo per avere l'autorizzazione, da parte della cabina di regia, abbiamo deciso che con una parte dei fondi POR 2014-20 andremo lo stesso a finanziare questa misura, quantomeno la parte iniziale, quindi, è un fondo che sicuramente vedrà la propria operatività. Questo è con riferimento alle imprese.

Per quel che riguarda i cittadini, il consigliere Mammoliti, che è particolarmente attento, sicuramente sa che, rispetto a quando lui ha fatto l'interrogazione, è intervenuto il Governo nazionale, soprattutto con il bonus sociale che dà la possibilità ai cittadini che hanno un ISEE basso di potersi vedere pagate una parte sostanziosa di quella che è la bolletta elettrica. Noi non agiamo, naturalmente, sullo stesso piano, cerchiamo di agire in complementarità. Come lo abbiamo fatto? Lo facciamo spingendo soprattutto quelle che sono le Comunità energetiche delle quali molte volte abbiamo discusso in dibattiti in cui anche lei è stato presente, consigliere Mammoliti, lo facciamo in questo modo incentivandole in complementarità a quanto fa il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

In particolar modo, mentre il suddetto Piano va a finanziare le Comunità energetiche che vanno a insediarsi nei Comuni con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, la Regione Calabria lo fa nei Comuni che hanno una popolazione superiore con circa 40 milioni di euro stanziati nel PR 2021-2027. Riteniamo che tale misura possa essere apprezzata.

Chiudo semplicemente dicendo che stiamo, altresì, valutando, consigliere Mammoliti, le possibilità che ci provengono dal Regolamento europeo 435 del 2023 per prevedere ulteriori possibilità di sostegno in forma di ristoro o sovvenzioni a cittadini e imprese che abbiano subito un danno in ragione dell'aumento dei prezzi dell'energia. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Varì. Prego, collega Mammoliti.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Assessore, per la puntuale e articolata risposta e, anche, per l'attenzione che ha prestato nel corso di questi mesi a questi problemi relativi soprattutto alle piccole e medie imprese e ai settori produttivi. Quindi, le do effettivamente atto che questi bandi hanno prodotto una sollecitazione, una richiesta e una partecipazione da parte delle imprese molto considerevole.

Non ho capito se il secondo Fondo Energia e Impresa è in attesa di parere di conformità - mi pare di aver capito correttamente - e quindi da questo versante sono soddisfatto dell'attività realizzata. Debbo dire la verità - non è una polemica – sono un po' meno soddisfatto dell’attività verso le famiglie e i cittadini, perché è vero che ci sono dei provvedimenti nazionali, però le Regioni potevano -  anche in termini, come diceva lei, di misure complementari - prevedere qualche azione più specifica e più mirata perché la risposta della Comunità energetica non è così ravvicinata ed è l'insieme della collettività che se ne avvantaggia, ma non nell’immediato come poteva essere, per esempio, con un bando per le famiglie con una ISEE molto, molto bassa. Grazie di tale attenzione.

PRESIDENTE

Grazie, liberiamo l'assessore Varì che mi pare debba rispondere ad altre interrogazioni.

Interrogazioni a risposta immediata numero 41/12^ di iniziativa del consigliere Lo Schiavo “In ordine all'allocazione delle Case della Comunità della provincia di Catanzaro ed in particolare nel comune di Nocera Terinese”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 41/12^ di iniziativa del consigliere Lo Schiavo “In ordine all’allocazione delle Case di Comunità della provincia di Catanzaro e in particolare nel Comune di Nocera Terinese”. Prego.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Presidente, è un’interrogazione del 21 marzo 2022, quindi potrebbe essere anche non tempestiva o superata, in realtà la illustro brevemente.

La Regione Calabria nel dicembre 2021 comunicava ad Age.Na.S. la localizzazione dei terreni e degli immobili da destinare alla realizzazione di una Casa di Comunità a Nocera Terinese che era uno tra i Comuni destinati a ospitare questa struttura. Tuttavia, successivamente, nel DCA numero 15, del 1° marzo 2022 con cui è stata approvata la proposta del piano degli interventi per la realizzazione del PNRR salute tra le Case di Comunità non figurava più, nelle 57 case, Nocera Terinese, ma figurava San Mango D'Aquino e quindi, nel marzo 2022, chiedevo di sapere i criteri e se non vi era la necessità di riconsiderare l'istruttoria della Casa di Comunità della provincia di Catanzaro ripristinando quella nel Comune di Nocera Terinese.

Nelle more non so se siano intervenute delle modifiche a questo DCA e quindi attendo la risposta.

PRESIDENTE

Cedo la parola alla Giunta. Prego, Assessore.

STAINE Emma, Assessore alle politiche sociali e trasporti

Premesso che con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 4 novembre 2021 il Presidente della Giunta della Regione Calabria è stato nominato Commissario ad acta e con il Decreto del Ministro della salute 20 gennaio 2022, recante la ripartizione programmatica delle risorse alle Regioni e alle Province autonome per i progetti del PNRR e del Piano per gli investimenti complementari, trasmesso dal Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono stati attribuiti alla Regione Calabria gli importi, a valere sulla Missione 6, Componente 1, per il complessivo valore di euro 128.787.991, di cui euro 84.677.262, quale investimento 1.1, per la realizzazione di numero 57 Case di Comunità; con DCA numero 15 del 1° marzo 2022 è stata approvata la proposta di Piano degli interventi per la realizzazione delle strutture sanitarie della Regione Calabria, prevista nella ripartizione programmatica del PNRR, che prevede - tra le altre cose – numero 57 Case della comunità di cui dieci nella provincia di Catanzaro.

Considerato che: con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 6 agosto 2021, è stata conferita all'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali l'attuazione di tali interventi; caratteristica precipua delle Case della comunità è - tra le tante - l'assistenza di prossimità in strutture sanitarie di facile accesso ed individuazione da parte dell'assistito; nel corso di un incontro avvenuto il 26 maggio 2021 tra il sub-Commissario pro tempore della Regione Calabria e i rappresentanti dell'AGENAS sono stati illustrati gli elementi fondamentali per un sensibile miglioramento dell'assistenza territoriale conseguibile attraverso le attività da realizzare secondo il relativo cronoprogramma che originariamente prevedeva, entro il mese di settembre 2021, la ricognizione da parte della Regione Calabria dei siti idonei per la realizzazione delle Case di cura; nell’individuazione dei detti siti veniva chiesto alle Aziende sanitarie provinciali di prendere in considerazione preferenzialmente strutture esistenti, da ristrutturare o rifunzionalizzare, del tipo strutture territoriali ambulatoriali obsolete o reparti ospedalieri da riconvertire, ovvero, alternativamente di prevedere nuove edificazioni su terreni di proprietà pubblica, in ogni caso in strutture o su terreni nella disponibilità delle Aziende; di tener conto, nell’individuazione dei siti, della carente rete assistenziale territoriale su tutto il territorio regionale, nonché dell'assenza di assistenza domiciliare omogeneamente distribuita sul territorio regionale; di tenere, infine, conto della rete stradale non sempre agevole, specialmente nelle zone montane che non consente di accedere tempestivamente e facilmente ai presidi sanitari; di valutare, inoltre, i fabbisogni sanitari e socio-sanitari in relazione alle caratteristiche epidemiologiche della popolazione e delle caratteristiche oro-geografiche del territorio; di procedere alla distribuzione territoriale dei siti in modo omogenea e capillare; di acquisire, entro il suddetto termine, il formale assenso da parte del Comitato di rappresentanza dei Sindaci dei Comuni che ricadono nei Distretti, in cui verrebbero ipotizzate le realizzazioni delle Case di cura, se non diversamente idealizzato; la Regione Calabria nel dicembre 2021 ha comunicato ad AGENAS la localizzazione dei terreni e degli immobili da destinare alle Case di comunità e Nocera Terinese era tra i Comuni individuati ad ospitarne una struttura.

Visto che, nell'elenco allegato al DCA del 1° marzo 2022 la struttura di cui sopra non risulta più collocata nel Comune di Nocera Terinese ma nel Comune di San Mango d'Aquino, non è evidente dall’istruttoria  indicata nel DCA  richiamato la motivazione di tale sostituzione, posto che i commissari prefettizi del Comune di Nocera Terinese, interpellati dall’Asp, hanno dato la disponibilità dei vecchi locali dell’USL; entro il 31 maggio 2022 dovevano essere sottoscritti i relativi Contratti Istituzionali di Sviluppo (CIS), quindi l'immobile individuato nel Comune di San Mango D'Aquino pare sia oggetto di un contenzioso per le finalità cui la stessa struttura era destinata. Quindi, se non si ritenga necessario riconsiderare con urgenza l'istruttoria relativa alle Case della Comunità della provincia di Catanzaro ripristinando l'iniziale allocazione di una di esse nel Comune di Nocera Torinese.

PRESIDENTE

Grazie. Prego, collega Lo Schiavo.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

L'Assessore ha letto la mia interrogazione, la conoscevo già, però l'abbiamo riletta. Io aspettavo la risposta.

RASO Pietro (Lega Salvini)

Se permette, posso dare io la risposta. Nocera Terinese è stata messa nell'elenco delle Case di comunità. Grazie.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Posso ringraziare e, ovviamente, sono soddisfatto della risposta. Ringrazio, anche, il consigliere Raso che molto probabilmente è di quel territorio e quindi conosce bene la vicenda. Sono contento che dopo questa interrogazione, grazie a una serie di interventi che ci sono stati, Nocera Terinese oggi sarà sede di Case di Comunità. Grazie.

Interrogazioni a risposta immediata numero 126/12^ di iniziativa del consigliere Tavernise “Criticità del servizio di trasporto pubblico locale su gomma”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 126/12^ di iniziativa del consigliere Tavernese “Criticità del servizio di trasporto pubblico locale su gomma”.

Cedo la parola all’interrogante. Brevemente, per favore. Prego, consigliere Tavernise.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Attraverso questa interrogazione chiedevo alla Giunta se e come intende assumere ogni utile e necessaria iniziativa per assicurare ai calabresi un diritto alla mobilità mortificato dal gap infrastrutturale, ataviche inefficienze e ripetute proroghe, procedendo ad una revisione del Programma pluriennale del TPL 2019-21 con la piena attuazione della legge regionale numero 35 del 2015, ad un rapido avvio delle procedure di gara per l'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, a disporre opportuni e specifici provvedimenti atti ad aiutare i lavoratori licenziati della Simet. Li ho inseriti in questa interrogazione. So che l'assessore Staine conosce bene la situazione.

Quindi, nel merito dell'interrogazione, visto che noi veniamo da uno, due, tre, quattro, cinque, sei e sette proroghe per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, volevo sapere qual è l'intenzione del Dipartimento trasporti e dell’Assessore al ramo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tavernise. Cedo la parola all’assessore Staine. Prego, Assessore.

STAINE Emma, Assessore alle politiche sociali e trasporti

La ringrazio, consigliere Tavernise. Essendo mia delega ho letto con molta attenzione la sua interrogazione e colgo l’occasione per raccontare un po' la storia del trasporto pubblico locale. In realtà, in Calabria, sono 30 anni che viviamo di proroghe ed è mia intenzione, in accordo ovviamente con la Giunta e con il Presidente, mettere mano a un trasporto pubblico locale che in Calabria è - amo ripeterlo sempre - all'anno zero.

Per far questo ci vuole una tempistica adeguata, una macchina burocratica adeguata e soprattutto ci vuole una visione di quello che vorremmo che fosse il trasporto pubblico locale nei prossimi vent'anni e non cinque o dieci anni, questo perché uno dei grandi limiti della mobilità in Calabria è non aver mai avuto una visione.

Colgo questa sua interrogazione per dire che, malgrado il tempo che ci vorrà, sono tempistiche lunghe anche burocratiche da un punto di vista di procedimenti amministrativi. Consigliere Tavernise, fare le gare del trasporto pubblico locale significa almeno avere una tempistica di due anni. Sa qual è la differenza fra questa Giunta e quelle precedenti? E che noi abbiamo il coraggio di farle queste cose, perché non sarà comodo e in questo momento ciò di cui non c'è necessità sono, sicuramente, attacchi demagogici o politici - non riferiti, ovviamente, a lei - ma è per chiarire come vogliamo affrontare questa problematicità.

C'è da dire un'altra cosa: ho trovato nella sua interrogazione anche la questione sui lavoratori della Simet. Tecnicamente la Simet non rientra nel trasporto pubblico locale. Sono andata a una riunione in Prefettura per il mio ruolo - che sia chiaro a tutti qua dentro che siamo vicini ai lavoratori - però c'è anche da dire che non ho potuto agire in maniera efficace perché non ne ho gli strumenti.

Consigliere Tavernise, nel momento in cui in un’area imprenditoriale un'azienda fallisce, io posso far sì che quei lavoratori, in caso di assunzioni, abbiano delle corsie privilegiate, ma fino ad un certo punto, perché giuridicamente io non li posso assorbire in un TPL o peggio ancora in un ente in house providing come può essere Ferrovie della Calabria. Questo lo dico perché sono abituata a ragionare così e credo che anche i miei colleghi di Giunta ragionino così.

Noi non facciamo promesse, io non mi prendo responsabilità per chi le ha fatte precedentemente, così come non se ne prende il Presidente della Giunta, così come non se ne prendono i miei colleghi di Giunta.

Credo, inoltre, che stiamo lavorando, in accordo con il Presidente, anche con il MIT per far sì che vengano incrementate le risorse sui trasporti pubblici locali della Regione Calabria. Per chiedere risorse in più - questo deve essere chiaro - ci devono essere delle regole molto molto definite. Regole che non ci sono state nel corso di questi decenni.

Io ho trovato una situazione, così come il presidente Occhiuto da quando si è insediata questa Giunta, di abbandono, in cui non si è mai avuto il coraggio di effettuare determinate scelte e glielo dico, consigliere Tavernise, perché per fare determinate scelte bisogna avere coraggio e per avere coraggio bisogna far sì che non si risponda ad alcune clientele temporali, ma bisogna - come dicevo prima - avere una determinata visione. I calabresi meritano un trasporto pubblico locale che sia efficiente ed efficace e per far sì che questo accada bisogna combattere le incrostazioni che si sono avute nel corso degli anni.

Poi, le volevo dire, consigliere Tavernise, che trovo straordinario che lei appartenga a un movimento politico che ha avuto un sacco di rappresentanti nell'alto Ionio cosentino e trovo straordinario - sono qui da qualche mese - e a volte anche quasi surreale che lei porti sempre avanti le istanze del suo territorio, in maniera giusta, per carità, però come se noi non facessimo il possibile.

Consigliere Tavernise, gliel'ho detto già un'altra volta: ha avuto nel suo partito quattro rappresentanti dell'alto Ionio e, nel settore di mia competenza che è quello del TPL, non ho visto assolutamente nessun risultato; quindi, le dico una cosa: io non so quello che farò, so, sicuramente, che mi impegnerò per farlo, ma visti i precedenti, credo che anche facendo soltanto uno, porterò un miglioramento nel territorio e in particolare nel suo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Prego, consigliere Tavernise, può intervenire per una breve replica.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie. È stata molto esaustiva. Assessore Staine, per come la penso io, l’importante è raggiungere dei risultati per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Se andiamo a ritroso chi ci ha rappresentato fino ad oggi non lo ha fatto al meglio, altrimenti non saremmo ultimi in tutte le categorie.

Se devo guardare indietro, è vero noi ne abbiamo avuti quattro rappresentanti e sono stati bocciati, il centrodestra ne ha avuto 40-50 e i risultati sono sotto gli occhi di tutti e tra l'altro le ricordo che noi del Movimento Cinque Stelle alla Regione non ci siamo mai stati. Grazie.

Grazie per la risposta che, al di là delle battute, è stata molto esaustiva.

Le auguro un in bocca al lupo per il prosieguo del suo assessorato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tavernise. Liberiamo l'assessore Staine che ha concluso le sue interrogazioni.

Interrogazioni a risposta immediata numero 53/12^ di iniziativa del consigliere Laghi “Sul grave atto di vandalismo contro l’attività della Associazione Italia Nostra nel Comune di Praia a Mare a tutela dei Gigli di Mare”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 53/12^ a firma del consigliere Laghi “Sul grave atto di vandalismo contro l'attività dell'associazione ‘Italia nostra’ nel Comune di Praia a Mare a tutela dei Gigli di mare”.

Cedo la parola al consigliere Laghi per l’illustrazione dell’interrogazione. Prego, consigliere Laghi.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.Il Giglio di mare cresce spontaneamente su litorali calabresi ancora parzialmente incontaminati, tra cui quello di Praia a Mare, e rappresenta un richiamo per naturalisti e appassionati con evidenti ricadute anche economiche e occupazionali legate all'attività turistica.

La sezione dell'Alto Tirreno Cosentino “Italia nostra”, assieme a WWF e Lipu, ha avviato misure di tutela e salvaguardia di questa varietà vegetale protetta anche tramite l'apposizione di cartelli informativi per segnalarne la presenza; cartelli fatti bersaglio negli anni di atti vandalici puntualmente denunciati alle Autorità competenti dall'Associazione che più volte ha provveduto a sostituirli.

Appare evidente che queste attività vandaliche rappresentino, oltre che una inaccettabile violenza, una minaccia concreta verso la specie protetta, concretizzandosi con danni alle spiagge ove i Gigli di mare si trovano e al patrimonio ambientale del Demanio marittimo.

La legge regionale della Calabria numero 47 del 2009 riconosce il Giglio di mare quale flora di alto pregio e, pertanto, rientrante nelle specie vegetali spontanee calabresi rare o minacciate di estinzione per le quali è necessario intraprendere prioritarie misure di conservazione e avviare progetti di tutela – il tutto è virgolettato – con funzioni e compiti attribuiti ai Comuni nonché funzioni di controllo e monitoraggio da parte della Regione Calabria.

Ciò premesso, si interroga per sapere quali misure urgenti si intendano adottare a tutela della legalità e per contrastare odiose intimidazioni e proteggere i Gigli di mare nell'area del Comune di Praia a Mare e ove si trovino nell'ottica della salvaguardia del nostro patrimonio ambientale e in ottemperanza alla vigente normativa regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Laghi. Cedo la parola all'assessore Minenna, che salutiamo, pregandolo di rispondere brevemente. Prego, assessore Minenna.

MINENNA Marcello, Assessore all’ambiente, partecipate, programmazione unitaria e progetti strategici

Grazie, Presidente. Grazie a tutti i consiglieri. Sono lieto di fare la vostra conoscenza. Questa è la mia prima presenza in Consiglio regionale per motivi legati alle tante attività che sto cercando di mettere a fuoco in questi primi mesi di assessorato, che sono molte e riguardano le varie deleghe che mi sono state attribuite.

Grazie all'integrazione numero 53, ho preso atto della presenza di questa specie e ho chiesto ai miei uffici una rendicontazione sui vari progetti, anche perché ho scoperto che la Calabria esprime un patrimonio di biodiversità tra i più rilevanti in Europa e, forse, il più rilevante dal punto di vista regionale.

Atteso che si può certamente migliorare, in questo momento mi sono stati segnalati 52 progetti che hanno riguardato 178 zone speciali di conservazione; vado per sintesi, ma i numeri sono molto più articolati.

Abbiamo avviato un quadro di azioni prioritarie per la biodiversità, il cosiddetto Prioritised Action Framework, che ovviamente ha superato tutti i vagli previsti dalla disciplina ed è stato approvato dai competenti organi del MASE e della Commissione europea.

Inoltre, abbiamo previsto l’utilizzo di risorse comunitarie per 92 milioni di euro suddivise su varie misure e, sul tema della conservazione e risorse naturali, abbiamo avviato specifiche iniziative sul territorio di vigilanza, educazione ambientale, interventi e tutela degli habitat per 20 milioni di euro.

Questa è una parte di rendicontazione dalla quale si evince che la Regione Calabria sia tutt’altro che inerte nelle attività.

Peraltro, ho avuto modo di fare un follow-up delle capacità di spesa e, in questo settore – su altri stiamo cercando di mettere a fuoco meglio – credo che ci sia una capacità di spesa e di mettere a terra gli interventi.

Premesse tutte le varie osservazioni, la cosa che reputo più rilevante nella sua interrogazione è questo tema di mancato rispetto – giustamente lei dice: “Abbiamo comunicato…” –, cioè di questi atti vandalici che si verificano su base continuativa.

Dal canto mio, cercherò anche di interagire con le Forze di Polizia e chiederò quali sono le iniziative in corso, perché immagino che l'associazione, oltre a segnalarlo a noi, avrà fatto anche un esposto; quindi, bisogna anche interagire con i vari ambiti di competenza, perché un conto è la moral suasion e un conto sono le iniziative di spesa a tutela della biodiversità e delle specie e, anche se per la Regione questo filone non era in cima, grazie a questa sua informativa ho raccolto informazioni e, tutto sommato, gli stati di avanzamento sono positivi.

Tuttavia, la cosa più importante è capire cosa stiamo facendo anche nell’interazione con le Procure e le Forze di Polizia su questi atti vandalici, altrimenti sarà come svuotare il mare con un secchio; cioè, noi mettiamo i soldi, voi andate a mettere i cartelli, aggiustiamo da una parte e, in realtà, poi sgangherano dall'altra.

Su questo, dunque, bisogna capire cosa sta succedendo e quale sia il tipo di attività interdittiva.

Su questo mi farò parte attiva soprattutto sul territorio.

La sua segnalazione è molto precisa, quindi bisognerà chiedere notizie circa lo stato delle specifiche istruttorie sul territorio di Paola e, in particolare, alla Polizia locale e ai Carabinieri.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Minenna. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

La ringrazio molto, Assessore.

Il problema, appunto, che riguarda Praia a Mare non ha soltanto una valenza naturalistica.

Io l’ho fatta mia anche per un altro problema, poiché il danno inferto a questa specie protetta riguarda anche l’attività sulle dune che, pur essendo ugualmente protette, vengono spianate con i bulldozer coinvolgendo anche i Gigli di mare; per cui, non si tratta di mero vandalismo, ma l’utilità dei cartelli è proprio quella di indicare i posti dove i caterpillar non possono andare; quindi, c'è un legame non solo di tutela ambientale, ma anche di tutela della legalità.

Pertanto, il rapporto alle Forze dell'ordine non è soltanto per segnalare la necessità della repressione dell'atto vandalico, ma è anche la necessità di intervenire proprio per evitare gli scempi di cui poi i Gigli di mare sono l'ultima deleteria conseguenza. Grazie.

Sull’ordine dei lavori

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

In un'ottica di risparmio di tempo, considerato che manca l’Assessore all’agricoltura a cui era rivolta l’interrogazione numero 96/12^ sui bacini silani, Arvo e Ampollino, se lei mi consente, io la ritirerei e la presenterei, chiedendo all'Assessore una sollecita risposta.

PRESIDENTE

Va bene. Vista la domanda sul Giglio bianco, vorrei aggiungere che si tratta di specie che si trovano soprattutto sulle spiagge.

Il Comune di Catanzaro, ad esempio, ha individuato la zona e ovviamente l’ha delimitata non rendendola fruibile nel Piano spiagge, però, nonostante sia di proprietà regionale, il demanio è materia delegata ai Comuni che, pertanto, si devono rendere parte attiva acché questo possa essere realizzato.

La Regione, magari, potrebbe fare una direttiva per l’individuazione dei Comuni.

Giusto perché è una materia che abbiamo affrontato al Comune in passato.

Interrogazioni a risposta immediata numero 87/12^ di iniziativa del consigliere Tavernise “Emergenza rifiuti nella Sibaritide”

PRESIDENTE

Passiamo all'interrogazione numero 87/12^ a firma del consigliere Tavernise “Emergenza rifiuti dalla Sibaritide”.

Cedo la parola al consigliere Tavernise per l’illustrazione dell’interrogazione. Prego, consigliere Tavernise.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque stelle)

Grazie, Presidente. Si tratta di un'interrogazione del 10 ottobre, assessore Minenna, e riguarda l'emergenza rifiuti nella Piana di Sibari che, al momento, sembra sia stata superata.

Tuttavia, come lei ben sa, andiamo incontro a dei mesi importanti dove l'utenza aumenta visibilmente poiché ci aspettiamo una stagione con diverse presenze turistiche che arriveranno in quel territorio; lì c'è un serio problema di impiantistica e, quindi, se lei ha ben letto l'interrogazione, è inutile che la ripeto, mi aspetto che si possa evitare quello che è successo e che succede di solito nei mesi estivi in provincia di Cosenza e, nello specifico, nella Sibaritide. Grazie.

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore Minenna. Prego, Assessore.

MINENNA Marcello, Assessore all’ambiente, partecipate, programmazione unitaria e progetti strategici

Il consigliere Tavernise si è in parte auto risposto: sì, abbiamo risolto.

In realtà, sono gli ultimi colpi di coda delle ordinanze 9 e 10 che furono prese l’anno scorso e che hanno prodotto poi in maniera stratificata i vari effetti; quindi, è un'attività di governance intrapresa prima del mio arrivo.

Quello che posso dirle è che – lo vedrà negli atti di Giunta regionale della settimana scorsa e di questa settimana che sono pubblici e di oggi, di fatto – quel tipo di attività, da quando mi sono insediato, è stata sistematizzata anche su territori più ampi con il fine di una serie di interventi, che a breve saranno avviati e che saranno in grado di evitare e, quindi, di prevenire la situazione.

A mio avviso, su questi fronti bisogna mettere a terra una serie di iniziative a carattere preventivo.

Su questo il presidente Occhiuto ha recentemente ottenuto anche un provvedimento normativo nazionale che consentirà una vigilanza tramite GPS sugli autospurghi e anche questo aiuterà con la creazione di una sala intelligence di controllo; quindi, credo che tramite una serie di iniziative che stiamo mettendo in pista - anche se, come diceva giustamente lei, il problema è stato risolto - non dovremmo ricaderci nell'anno in corso.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore. Prego, consigliere Tavernise.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque stelle)

L'unica cosa che le segnalo, Assessore, è che lì c'è da tanti anni un problema sull'individuazione di un sito e di una piattaforma per un nuovo eco distretto, poiché ci si poggia su un solo impianto, che è Bucida, e non riesce a contenere tutti i rifiuti solidi urbani di 27 o 28 Comuni.

Avendo grande stima delle sue qualità, visto anche il suo passato professionale, mi auguro che nel suo assessorato si riesca a prevenire invece di curare.

Pertanto, le chiedo anche questo: l’individuazione di un eco distretto che porterebbe al superamento dei problemi che, purtroppo, soprattutto nei mesi estivi, abbiamo vissuto su quel territorio.

La ringrazio.

MINENNA Marcello Assessore all’ambiente, partecipate, programmazione unitaria e progetti strategici

Le confermo che partirà un'importante progettualità di potenziamento degli impianti su tutto il territorio.

PRESIDENTE

Grazie, Assessore.

Interrogazioni a risposta immediata numero 133/12^ di iniziativa del consigliere Lo Schiavo “In ordine al licenziamento dei lavoratori dell’impianto di trattamento rifiuti di Catanzaro, in località Alli”

PRESIDENTE

Passiamo all'ultima interrogazione “In ordine al licenziamento dei lavoratori dell'impianto di trattamento rifiuti di Catanzaro, in località Alli”.

Cedo la parola al consigliere Lo Schiavo per l’illustrazione dell’interrogazione.

LO SCHIAVO Antonio (Gruppo misto)

Grazie, Presidente.  Pur essendo l'ultima interrogazione, considerato che riguarda 18 famiglie, ha anche una certa attualità e rilevanza.

PRESIDENTE

Penso che il problema sia stato risolto.

LO SCHIAVO Antonio (De Magistris Presidente)

Il problema è stato risolto, però è importante discuterne per dire che è stato risolto e come è stato risolto.

Qualche tempo addietro sono stato all'impianto di trattamento di rifiuti di Catanzaro in località Alli che forse lei conosce, Assessore.

Oggi nella materia e con questa rivoluzione dell'Autorità rifiuti e risorse idriche che ha soppiantato le ATO c'è una revisione complessiva anche della gestione dei rifiuti calabresi.

Non le nascondo che questo impianto, che è stato oggetto anche di ammodernamento tramite un finanziamento pubblico, stenta a decollare e ad acquisire la sua naturale vocazione per cui, ciclicamente, vi sono queste preoccupazioni dei lavoratori.

Proprio recentemente – sicuramente ce lo dirà con la sua viva voce – c'era stato un preavviso di licenziamento di 18 lavoratori su 33, in quanto vi era anche una forma di contenzioso di un contratto che la stessa Alli S.c.a.r.l aveva stipulato con l’ATO di Catanzaro, oggi subentrate all'Autorità unica con un contratto stipulato nel 2020; quindi, al di là di sapere – ovviamente questa è un’interrogazione di qualche giorno fa – quali interventi si potessero mettere in atto per scongiurare il licenziamento dei lavoratori, colgo l'occasione anche per chiederle come e se questo impianto di trattamento di rifiuti sito vicino alla città di Catanzaro possa avere un ruolo strategico nel ridisegnare complessivamente il sistema della gestione rifiuti nell'ambito calabrese e, quindi, se questo impianto, quello di Alli, lei pensa possa avere un ruolo anche nel futuro, scongiurando che vengano nuovamente caricate sulle spalle dei lavoratori le tensioni che ci sono state in questi mesi tra Azienda e Regione. Grazie.

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore Minenna. Prego, Assessore.

MINENNA Marcello, Assessore all’ambiente, partecipate, programmazione unitaria e progetti strategici

Mi rendo conto che si tratta di una vicenda che conosco bene, ma gli inglesi direbbero “The other way round”.

In realtà, la ArriCal ha evitato che ci fossero delle disattenzioni contrattuali che si stavano paventando in una logica, però, mi consenta, disordinata poiché non in linea con il capitolato generale di appalto, in particolare all’articolo 56, ed è stata proprio la vigilanza di ArriCal a evitare una condotta scorretta.

Mi rendo conto che si può creare, in mancanza di questa precisazione che è per atti amministrativi, una narrativa inversa, che è quella che ha portato doverosamente a una richiesta di chiarimenti.

L'appalto ha avuto piena attuazione con la consegna definitiva dei lavori che è avvenuta ad agosto dell'anno scorso.

Il 17 aprile – questa è la fase attuale – abbiamo realizzato il piazzale dove ci sono i materiali e i macchinari per la lavorazione del biodigestore e, per quanto riguarda l'altra frazione che viene trattata dall'impianto, cioè quella indifferenziata, il cosiddetto Rur, c'è stata una fase intermittente, ma ora finalmente il problema è risolto.

Lo svolgimento di una simile attività amministrativa ha comportato un rischio che si sono assunti perché è arrivata subito la reprimenda di ArriCal, che ha richiamato l'articolo 56 del capitolato generale d'appalto, rammentando anche le implicazioni dal punto di vista del diritto nazionale cui si andava incontro e, quindi, la cosa è rientrata.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Minenna.  Ha chiesto di intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio (De Magistris Presidente)

Mi dichiaro soddisfatto della risposta, anche se in via ufficiosa avevo già avuto notizie di come la crisi lavorativa fosse rientrata anche richiamandosi al rispetto di un contratto che vincola le parti e che non può essere rimesso ovviamente alla discrezionalità.

Tuttavia, continuo a intravedere un rischio, che è quello che le dicevo inizialmente, cioè che queste tensioni, che ci sono state nel passato e che ci potrebbero nuovamente essere su questo sito e su questo impianto, possano essere poi scaricate nuovamente sui lavoratori.

Il diritto nazionale ovviamente tutela però, come ben può comprendere, la transizione di questo sito e la mancata realizzazione di una riconversione completa del ruolo di Alli nel sistema dei rifiuti calabresi, a mio avviso, continua a rappresentare un’incertezza.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Aggiungo che è l’Azienda concessionaria affidataria del servizio ad essere inadempiente perché avrebbe dovuto adeguare la discarica con alcuni lavori che, però, non ha eseguito.

L'ambito di Catanzaro ha affidato lo smaltimento ad altre discariche.

Ecco il motivo della crisi, che potrebbe essere superata con i dovuti adempimenti anche perché ha ricevuto i contributi da parte della Regione per i lavori di adeguamento.

Ecco perché non può licenziare: è l'Azienda inadempiente. Questo è quanto.

LO SCHIAVO Antonio (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Questo chiarisce ancora di più la questione.

PRESIDENTE

La discarica di Alli si trova nell'ambito di Catanzaro, quindi siamo informati su questo. Come lei sa, ho incontrato anche qualcuno dei lavoratori.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Il punto all'ordine del giorno che riguarda le interrogazioni a risposta scritta è rinviato alla prossima seduta di Consiglio regionale. Grazie a tutti. La seduta è tolta.

 

La seduta termina alle 19.47

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Gentile, Giannetta, Iacucci, Montuoro, Pietropaolo, Princi.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa del Consigliere regionale Mattiani:

“La Varia di Palmi quale patrimonio culturale regionale” (PL n. 175/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Comunicazione su ritiro interrogazioni a risposta scritta e immediata

Il consigliere regionale Alecci ha comunicato che le interrogazioni a sua firma, ormai superate nel tempo e conseguentemente ritirate, sono:

- n. 54 del 6 giugno 2022 (a risposta scritta), riguardante: “Criticità progetto monitoraggio ambientale dei corpi idrici della Regione Calabria”;

- n. 55 del 6 giugno 2022 (a risposta scritta), riguardante: “Progetto di ricerca e analisi finalizzato al miglioramento e mantenimento dell’ecosistema marino della Regione”.

La consigliera regionale Straface ha comunicato che l’interrogazione n. 46 del primo aprile 2022 (a risposta immediata), riguardante: “Intervento elettrificazione linea ferroviaria jonica comprensorio città di Corigliano Rossano” può ritenersi superata, pertanto, è stata ritirata.

Il consigliere regionale Bevacqua ha comunicato di ritirare l’interrogazione n. 129 del 24 marzo 2023 (a risposta scritta), riguardante: “Liquidazioni Bonus Psicologo della Regione Calabria”, anche a nome degli altri firmatari: Alecci, Billari, Iacucci e Mammoliti.

Il consigliere regionale Bevacqua ha comunicato di ritirare l’interrogazione n. 132 del 12 aprile 2023 (a risposta scritta), riguardante: “Acceleratori lineari”.

Il consigliere regionale Lo Schiavo, nel corso della Seduta della Conferenza dei Capigruppo del 17 aprile 2023, ha comunicato di ritirare l’interrogazione n. 122 (a risposta immediata), riguardante: “In ordine alla situazione di Arrical e alla gestione del sistema idrico calabrese”.

Promulgazione di Legge regionale

In data 14 aprile 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 87 del 14 aprile 2023:

1) Legge regionale n. 13 del 14 aprile 2023, recante: “Istituzione del Registro regionale degli informatori scientifici del farmaco e del parafarmaco”.

In data 14 aprile 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 88 del 17 aprile 2023:

1) Legge regionale n. 14 del 14 aprile 2023, recante: “Disciplina delle attività di coltivazione, raccolta, prima trasformazione, trasformazione e commercializzazione delle piante officinali”.

In data 18 aprile 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 90 del 19 aprile 2023:

1) Legge regionale n. 15 del 18 aprile 2023, recante: “Istituzione della Riserva naturale regionale del Vergari”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2023-2025:

1.     deliberazione della Giunta regionale numero 149 del 4 aprile 2023;

2.      deliberazioni della Giunta regionale numeri 155, 156, 158, 159 e 160 del 13 aprile 2023.

Interrogazioni a risposta immediata

Bevacqua. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- nella primissima mattinata dello scorso 7 aprile si è verificato il crollo di un costone di roccia sul promontorio dirimpetto all’abitato di Tropea, sul quale sorge il Santuario di Santa Maria dell’Isola;

- fortunatamente, data l’ora, non si sono registrate vittime o feriti;

- anche il caratteristico e quasi millenario luogo di culto, restaurato e ridivenuto fruibile nel 2014, non ha subito danni;

- la Calabria è da sempre tra le zone d’Italia a più elevata criticità dal punto di vista idrogeologico;

- uno degli obiettivi strategici che si è data la regione è quello della difesa del litorale nell’ottica di fornire protezione e un grado sufficiente di sicurezza nel tempo alle strutture, alle infrastrutture ed ai beni storico-culturali e ambientali presenti a ridosso della linea di spiaggia;

considerato che: - il Santuario di Santa Maria dell’Isola è diventato un simbolo inconfondibile della “Perla del Tirreno” e di tutta la Calabria;

- quanto accaduto ha destato viva preoccupazione non solo negli abitanti della cittadina ma a livello internazionale;

- è prioritario mettere in sicurezza tutta l’area, anche perché non sono da escludere ulteriori cedimenti;

- è necessario, pertanto, consolidare tempestivamente la rupe, oltre che per scongiurare possibili danni alla popolazione residente anche per non compromettere l’imminente stagione turistica;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale

per sapere:

quali urgenti e straordinarie iniziative in favore del Comune di Tropea sono state intraprese o si intendono intraprendere per la messa in sicurezza e il consolidamento della rupe oggetto del crollo.

(131; 12/04/2023).

 

Lo Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- considerato che:

- la Regione Calabria per l’esercizio associato delle funzioni pubbliche relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione dei rifiuti urbani ha istituito, con la legge n. 10 del 2022 e s.m.i., l’Autorità rifiuti e risorse idriche, indicando l'intero territorio regionale come l'ambito territoriale ottimale le cui funzioni passano all’ArriCal rappresentata da un commissario straordinario;

- la novella normativa nel processo di definizione e approvazione dei rispettivi piani d'ambito per il servizio idrico integrato e per la gestione integrata dei rifiuti urbani, indica che l'Autorità rispetta la pianificazione territoriale sovraordinata, con particolare riferimento al Piano regionale di gestione dei rifiuti, al Piano di tutela delle acque e ai Piani del Distretto idrografico Appennino meridionale;

- la Regione esercita le competenze previste dal d.lgs. 152/2006 in materia di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo del servizio idrico integrato e del servizio di gestione dei rifiuti;

- la Regione, sentito il direttore generale dell’Autorità, svolge le funzioni di programmazione e di organizzazione delle strutture e degli impianti strumentali all’erogazione del servizio di gestione dei rifiuti che operano su scala regionale e che sono individuati dal piano regionale di gestione dei rifiuti come di rilevante interesse strategico regionale;

- la Regione nell'esercizio delle proprie funzioni assicura la consultazione delle organizzazioni economiche, sociali, ambientali e sindacali. • il Commissario straordinario dell’Arrical ha approvato un cronoprogramma di subentro nella gestione del servizio rifiuti;

- nel comune di Catanzaro, in località Alli, insiste un importante impianto di trattamento rifiuti al servizio dell’intero territorio catanzarese;

- con una lettera formale la ditta Alli Scarl ha annunciato l’avvio della procedura di licenziamento collettivo di 18 lavoratori, più del 50% della forza lavoro che fino ad oggi contava su 33 dipendenti;

- le organizzazioni sindacali di riferimento, Fp-Cgil, Fit-Cisl e Uil Trasporti avevano già ad inizio aprile richiesto un incontro ad Arrical, senza peraltro ancora alcun riscontro;

- secondo le sigle sindacali il provvedimento è iniquo in quanto il licenziamento non è in linea con i principi di legge che normano impianti in ammodernamento con quello di Alli ed è stato proclamato pertanto lo stato di agitazione in attesa di una prima giornata di sciopero, con la richiesta di un tavolo di raffreddamento presso la Prefettura di Catanzaro;

preso atto che: • l’impianto di Alli è sito attualmente oggetto di ammodernamento grazie anche a finanziamenti pubblici;

- l’azienda ha stipulato nel 2020 un contratto di appalto pubblico con l’Ato di Catanzaro, oggi Arrical, che pone obblighi economici e giuridici in capo ad Arrical;

- tra le motivazioni a supporto dei licenziamenti da parte dell’azienda sono indicate diverse e numerose inadempienze di Arrical;

- la gestione dell’impianto deve, come da contratto, andare di pari passo con i lavori di ammodernamento e di conseguenza è necessario mantenere la forza lavoro a pieno regime;

- la diminuzione della forza lavoro potrebbe recare grave danno e pregiudizio al servizio di raccolta rifiuti dell’intero territorio catanzarese;

- Arrical ha come obiettivo quello di tutelare e salvaguardare i lavoratori del comparto regionale acqua e rifiuti e - per come dichiarato in più occasioni dal commissario straordinario, ------------, e dal presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto - si impegna a mantenere e garantire senza soluzione di continuità occupazionale per il personale con le attuali condizioni contrattuali, economiche e normative;

- è fondamentale non disperdere le professionalità e il know-how accumulati in quasi vent’anni di attività da parte del personale da sempre impegnato in ogni fase della gestione operativa quanto di interfaccia amministrativa, rappresentando un patrimonio da salvaguardare in un’ottica di mantenimento nonché rinnovamento del servizio rifiuti regionale;

per sapere:

1. quali urgenti iniziative si intendono intraprendere a tutela dei lavoratori dell’impianto di località Alli e del servizio rifiuti del Catanzarese.

(133; 17/04/2023)

Interrogazioni a risposta scritta

Bevacqua. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- gli acceleratori lineari sono strumenti d’avanguardia utilizzati in radioterapia e che, nel corso degli anni, i trattamenti radioterapici si stanno sempre più affinando e aumenta la quota dei pazienti oncologici che nel loro percorso di cura traggono beneficio dalla radioterapia: gli ultimi dati indicano che questa opzione viene utilizzata almeno nel 60% di tutti i casi di tumore, spesso in associazione con la chirurgia o la chemioterapia;

- le macchine attualmente in servizio sono obsolete e necessitano di sostituzione;

- con delibera 32 del Cipe del 2018 sono stati stanziati fondi per 9 milioni e 400 mila euro in aggiunta ai 600 mila stanziati dalla Regione Calabria, per un totale di 10 milioni di euro;

- questi fondi sono destinati all’acquisto di tre nuovi acceleratori, uno per ognuno dei principali ospedali della Regione: l’Annunziata di Cosenza, il Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e il Gom di Reggio Calabria;

- come da Programma Operativo, per l’avvio e completamento delle procedure di gara per la progettazione, l’esecuzione dei lavori e la fornitura ed installazione delle apparecchiature, la struttura commissariale si è data come tempo massimo il mese di maggio 2023, mentre, per installazione e collaudo il mese di settembre 2024;

considerato che: - Ad oggi, su circa 150 pazienti che necessiterebbero di cure, si riesce a gestirne 50 e i restanti sono bloccati nelle liste d’attesa o costretti a ricorrere all’emigrazione sanitaria, in particolare verso il Policlinico Gemelli di Roma, primo in assoluto per pazienti calabresi trattati secondo dati Agenas 2021;

- con la dotazione di questi macchinari la Calabria riuscirebbe a ridurre la mobilità sanitaria passiva dovuta a patologie tumorali, abbattendo anche le liste d’attesa grazie al raddoppio del numero di pazienti trattati giornalmente;

- con Dca 91 del 18 agosto 2022 è stata stipulata una convenzione con Invitalia come centrale di committenza per l’acquisto di questi mezzi;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e Commissario ad acta per la Sanità

per sapere:

- i motivi di questo considerevole ritardo rispetto alla data di stanziamento dei fondi lì dove, con identica procedura, altre Regioni hanno già ampiamente concluso l’iter;

- se e quali atti siano stati adottati in previsione di un aumento dell’attività che implicherebbe, quindi, la necessità di reclutamento di nuovo personale.

(132; 12/04/2023).

(Ritirata dal proponente in data 17 aprile 2023).

 

Bruni, Bevacqua, Alecci, Billari, Iacucci, Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con delibera CIPE n.32 del 21/3/2018 in attuazione del DM del 6/12/2017 ha assegnato alla Regione Calabria la somma di 9.400.000,00 da destinare alla riqualificazione e all'ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologica di ultima generazione;

- il programma prevede l'acquisto di tre acceleratori lineari da destinare alle Aziende ospedaliere di CS, CZ e RC;

- il programma complessivo è pari a 10 ml di euro di cui 9.400.000,00 a carico dello Stato e 600.000,00 euro a carico della Regione quale quota di cofinanziamento ai sensi dell'art.20 della legge 67/88;

- con nota 436008 del 21/12/2018 il programma di interventi è stato trasmesso al Ministero della Salute;

- con nota 6950 del 10/3/2020 il Ministero della Salute ha comunicato alla Regione l'approvazione del programma;

- con DCA n.75 dell’8/4/2020 il Commissario ad Acta ha adottato il piano;

- con DCA n.98 del 28 luglio 2020 è stato approvato il progetto dell'A.O. di CS;

- con DCA n.99 del 28 luglio 2020 è stato approvato il progetto dell'A.O. di CZ;

- con DCA n.97 del 28 luglio 2020 è stato approvato il progetto dell'A.O. di RC;

- con rispettivi decreti Dirigenziali del 24/2/2021 il Ministero della Salute ha disposto l'ammissione a finanziamento dei suddetti interventi per consentire alla Regione le procedure di propria competenza;

- solo con DCA n. 91 del 18/8/ 2022 ha inteso stipulare apposita convenzione con INVITALIA per l'attuazione del programma di riqualificazione e ammodernamento tecnologico dei servizi di radioterapia oncologico;

considerato che: - le procedure di affidamento potranno essere indette fino al 30 giugno 2023;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. lo stato dell'arte del procedimento;

2. il cronoprogramma delle attività e l'avvio della messa in esercizio dei nuovi impianti;

3. i volumi e i costi che la Regione attualmente sostiene per emigrazione sanitaria passiva in materia di radioterapia oncologica;

4. le liste d’attesa in radioterapia oncologica.

(134; 18/04/2023).

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

- la città di Tropea ha una storia antichissima, risalente addirittura all'età preromana, che si snoda nel corso dei secoli ed evidenzia l'importanza che questa città ha avuto, grazie alla sua posizione a picco sul mare, per la regione e per tutta l'area meridionale;

- ad oggi la città è meta balneare nota per il suo patrimonio paesaggistico e culturale ed è simbolo riconosciuto di bellezza della Calabria nel mondo;

- tra le sue attrattive paesaggistiche spicca il Santuario medievale di Santa Maria dell'Isola, collocato su un promontorio antistante la città;

- il promontorio ha una natura friabile in alcuni tratti elemento che, unitamente al fenomeno dell'erosione costiera, ha causato in tempi recenti diversi crolli di materiale roccioso, mettendo a rischio la stabilità degli edifici e del promontorio stesso;

- nonostante alcuni interventi di consolidamento da parte del Comune, lo scorso 7 aprile si è verificato un cedimento strutturale di notevoli dimensioni che rende la situazione particolarmente preoccupante con il rischio di un crollo devastante del promontorio;

considerato che: - il crollo ha reso ancora più manifesta l'instabilità della parete che sembra appoggiata allo scoglio ed è necessario scongiurare il rischio di perdere questo tesoro naturalistico riconosciuto unanimemente e privare Tropea e la Calabria del suo gioiello esotico, uno sperone di roccia bianca riconoscibile in tutto il mondo;

- è urgente un intervento a tutela del tratto costiero e di prevenzione di ulteriori crolli che possano mettere a repentaglio anche l'incolumità dei turisti;

- si discute da tempo della possibilità che Tropea, la sua rupe e Santa Maria dell'Isola possano essere riconosciuti come patrimonio mondiale dell'Unesco;

preso atto che: - la situazione è molto complessa anche dal punto di vista delle competenze in merito al soggetto che deve intervenire a tutela del promontorio ed è quindi opportuna un'assunzione di responsabilità della Regione Calabria al fine di mettere in atto azioni significative di prevenzione del rischio;

- nel 2020 il Comune di Tropea ha chiesto un finanziamento per consolidare la parete ma i fondi non sono stati concessi;

- per salvare un patrimonio di inestimabile valore paesaggistico e culturale è opportuno un intervento urgente di messa in sicurezza del promontorio;

tanto premesso

impegna la Giunta regionale

ad adottare urgenti iniziative di tutela del tratto costiero di Tropea e di messa in sicurezza del promontorio sul quale sorge il Santuario di Santa Maria dell'Isola.

(50; 13/04/2023) Lo Schiavo e Mammoliti.

Proposta di provvedimento amministrativo n. 121/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali anno 2023 - Deliberazione di Giunta regionale n. 112 del 13/3/2023” (deliberazione consiliare n. 186)

Il Consiglio regionale

vista la legge regionale 19 ottobre 1992, n. 20 (Forestazione, difesa del suolo e foreste regionali in Calabria) e in particolare l’articolo 5, che:

-        prevede l’elaborazione da parte della Regione Calabria di un programma regionale per l’attività di forestazione e la gestione delle foreste regionali (comma 1) e la relativa approvazione da parte del Consiglio regionale (comma 3);

-        dispone che il programma ha durata non superiore a cinque anni, si aggiorna per scorrimento e si attua con piani annuali, attraverso progetti esecutivi (comma 4);

viste:

-     la legge regionale 12 ottobre 2012, n. 45 (Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale);

-     la legge regionale 16 maggio 2013, n. 25 (Istituzione dell’Azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna – Azienda Calabria Verde – e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna);

 

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 112 del 13 marzo 2023, recante: “Approvazione Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali anno 2023”;

preso atto che, nelle more dell'approvazione del Piano Forestale Regionale di cui all'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo del 3 aprile 2018, n. 34 (TUFF) e in coerenza con la Strategia forestale Nazionale, il Programma Regionale di Forestazione per le attività di sviluppo nel settore della forestazione e per la gestione delle foreste regionali per l’anno 2023, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale, si configura come un aggiornamento del precedente Programma regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle foreste per gli anni 2021 - 2022, del quale riprende parte delle Azioni in cui è articolato;

considerato che il provvedimento in oggetto fa riferimento a quanto previsto dalle leggi regionali n.20/1992, n. 25/2013, n.45/2012, dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale, approvate con deliberazione della Giunta regionale n.218 del 20 maggio 2011, dal Regolamento per la Gestione dei boschi governati a ceduo in Calabria - approvato dalla Giunta regionale nella seduta del 25 maggio 2015-, nonché ai contenuti del Piano Forestale Regionale 2014-2020, del Piano Regionale per la Prevenzione e Lotta Attiva agli Incendi Boschivi per l’anno 2022 e del Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) della Regione Calabria;

tenuto conto che, come risulta nella citata deliberazione della Giunta regionale n. 112 del 13 marzo 2023, le risorse previste nel bilancio regionale, in particolare quelle finanziate da assegnazioni statali, non consentono di mettere in pratica un'efficace programmazione pluriennale;

dato atto che il Programma previsto all'articolo 5 della legge regionale n.20/1992 è propedeutico all'approvazione dei Piani Annuali di Forestazione e che gli interventi previsti nel Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali per l'anno 2023 sono realizzati in economia con il sistema dell'amministrazione diretta, così come previsto dalla l.r. 20/1992 e dalla l.r. 8/2005 e senza soluzione di continuità;

rilevato che le disponibilità finanziarie previste nel bilancio regionale per il Programma regionale per le attività di sviluppo del settore della Forestazione e per la gestione delle foreste regionali per l’anno 2023 ammontano a 66 milioni di euro, di cui 10 milioni di euro a valere sul capitolo U0223320201 (fondi statali), e 56 milioni di euro a valere sul capitolo U0223321101 (risorse autonome);

preso atto che il dirigente generale del dipartimento regionale proponente ha attestato la copertura finanziaria della deliberazione della Giunta regionale n.112/2023 e che il dirigente generale del dipartimento “Economia e Finanze”, con nota prot. n. 117301 del 13 marzo 2023, ha confermato la compatibilità finanziaria del già menzionato provvedimento;

considerato che la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del 13 aprile 2023, ha approvato il Programma regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle foreste regionali per l’anno 2023, richiamando le seguenti raccomandazioni alla Giunta regionale formulate dalla stessa Commissione in sede di approvazione del Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per gestione delle foreste regionali per gli anni 2021 – 2022:

-   inserire nella programmazione dei fondi comunitari, e in particolare del Recovery Plan, tutti gli interventi previsti nel paragrafo ”5.8 Interventi della Banca Dati ReNDiS”, del Programma (944 progetti, per oltre 1,5 MLD di euro, relativi ad interventi strutturali da realizzare mediante i soggetti operanti in Calabria, per effetto della legge regionale 20/1992 – Azienda Calabria Verde, Ente Parco Regionale e Consorzi di bonifica);

-   attivare provvedimenti per accelerare l’attuazione dei piani già provvisti di copertura finanziaria dal 2010 in poi, indicati al paragrafo 5.5 “Criticità dovute ad eventi idrogeologici”;

-   tenere conto che, in relazione alla programmazione faunistica, trattata al paragrafo 7.9, è necessario escludere i cinghiali e i lupi, dando priorità al contenimento, per una densità ottimale;

-   realizzare l’Inventario forestale regionale, prevedendolo nei piani annuali di forestazione, tenuto conto che la Calabria è una delle poche regioni italiane a non essere provviste di tale strumento, già previsto dalla legge regionale n.20/1992;

-   dare priorità nel Piano annuale di forestazione alla lotta alla processionaria dei pini, in sinergia con il Servizio Fitosanitario;

-   definire un programma di intervento che risolva le dettagliate criticità relative alla difesa del suolo e compiutamente descritte nel paragrafo 8.1 “Servizio di monitoraggio dei corsi d’acqua”;

-   quantificare il cofinanziamento del piano che dovrà derivare dalla filiera bosco- legno, sulla base dello storico;

-   che la programmazione individui altre risorse per azioni di prevenzione del rischio idrogeologico e per le mitigazioni idraulico forestali;

udito il relatore, consigliere Graziano, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente richiamate:

-     di approvare il Piano Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle foreste regionali per l’anno 2023, allegato alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale, prendendo atto e facendo proprie le raccomandazioni richiamate in premessa formulate dalla Sesta Commissione consiliare con riferimento all’approvazione del Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per gestione delle foreste regionali per gli anni 2021 – 2022.

(Allegato)

Proposta di legge n.172/12^ di iniziativa della consigliera Straface, recante: “Autorizzazione per l'esercizio del servizio di noleggio con conducente (NCC)” (deliberazione consiliare n. 187)

Art. 1

(Autorizzazione all’esercizio del servizio di noleggio con conducente
da parte di Ferrovie della Calabria S.r.l.
)

1. Al fine di fronteggiare l’incremento della domanda e garantire i servizi di trasporto in considerazione dell’aumento dei flussi turistici verso la Calabria, il competente dipartimento, considerata la valenza regionale del servizio, rilascia a Ferrovie della Calabria S.r.l., già abilitata, ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 11 agosto 2003, n. 218 (Disciplina dell'attività di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente), allo svolgimento del servizio di noleggio di autobus con conducente, titoli autorizzatori non cedibili, nell’ambito del territorio della Regione Calabria, per lo svolgimento del servizio di noleggio con conducente di cui alla legge 15 gennaio 1992, n. 21 (Legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea).

2. I titoli autorizzatori di cui al comma 1 sono rilasciati nel limite massimo di duecento autovetture, proporzionato alle esigenze dell'utenza, previa verifica del possesso dei requisiti di cui all’articolo 6 della legge n. 21/1992 e nelle more della specifica disciplina normativa, da adottarsi entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge.

Art. 2

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1.    La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Ordine del giorno numero 5/12^ di iniziativa dei consiglieri Bevacqua e Graziano, recante: “Dimensionamento rete scolastica”

Il Consiglio regionale

premesso che:

- la legge 29 dicembre 2022, n. 197 (Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025), all’art.1, comma 557 e ss., prevede:

1) a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, il Ministero dell’istruzione e del merito (MIM) di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze (MEF), entro il 31 maggio dell’anno solare precedente all’anno scolastico di riferimento, emanerà un decreto contenente i criteri per la definizione del contingente organico dei dirigenti scolastici e dei direttori dei servizi generali e amministrativi e la sua distribuzione tra le Regioni e che nel Decreto verrà indicato il coefficiente, che non dovrà essere inferiore a 900 studenti e superiore a 1.000;

2) per i primi sette anni scolastici è prevista una riduzione graduale del numero di scuole;

3) per l’anno scolastico 2025/2026, la definizione di un contingente organico non dovrà essere, comunque, superiore a quello determinato sulla base dei criteri definiti nell’anno scolastico precedente.

- in sostanza, per l’anno scolastico 2024/2025, saranno conferite in reggenza le istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 600 unità, ridotto fino a 400 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche;

- a queste scuole non potrà essere assegnato in via esclusiva un posto di direttore dei servizi generali e amministrativi;

- a decorrere dall’anno scolastico 2025/2026, il contingente organico definito sulla base della nuova disciplina introdotta non superi il contingente determinato sulla base dei criteri definiti nell’anno scolastico precedente;

rilevato che:

- la situazione non è uniforme nel nostro Paese: in alcune regioni i nuovi parametri corrispondono alla situazione in atto, in altre la consistenza media degli istituti è molto più bassa; quindi, occorrerà correttivi che consentano di rendere sostenibile il percorso di riorganizzazione.

- il presidente dell’Anief, ha con chiarezza esplicitato che “il dimensionamento scolastico deve essere rivisto perché va contro le stesse linee guida del Pnrr che intendono superare il vecchio rapporto numero di alunni per classe per giungere a un servizio più legato ai risultati. Per garantire il successo formativo bisogna aumentare le sedi di presidenza drasticamente già ridotte di un terzo negli ultimi dieci anni nonostante rappresentino un presidio dello Stato e assegnare docenti alle classi in base ai reali fabbisogni e alle sfide educative”;

- i primi calcoli effettuati prevedono 140 fusioni in Calabria;

- da qui a 8 anni, ne consegue, che saranno tagliati circa 600 istituti, mentre il numero degli attuali dirigenti scolastici sarà quasi dimezzato;

- la Regione Emilia-Romagna ha sollevato davanti alla Corte costituzionale una questione di legittimità costituzionale perché ritiene che le norme siano lesive delle competenze regionali in materia di dimensionamento della rete scolastica, oltre che dei principi di leale collaborazione e sussidiarietà e di rispetto delle procedure di coordinamento Stato-Regioni in materia di scuola;

considerato che:

- la scuola va tenuta fuori dai vincoli di bilancio: è indice di scarsa lungimiranza tagliare sul sistema di istruzione, agendo sulla base di logiche evidentemente ragionieristiche;

- nei prossimi dieci anni, entro il 2034, ci saranno 1,4 milioni circa di bambini e ragazzi tra i tre e i diciotto anni in meno: un calo di oltre 100 mila alunni l’anno;

- l’insieme degli studenti della scuola dell’obbligo non è solo un numero, corrisponde a giovani in realtà e condizioni molto diverse, a cui si può dare una risposta a partire proprio dalla dimensione delle classi;

- il calo demografico non si affronta tagliando i servizi ma intervenendo sugli sciagurati parametri introdotti dal DPR 81 del 2009 che, riformando, il DM 331 del 1998, innalzò i limiti per la formazione delle classi, portandoli, per infanzia e II grado, rispettivamente a 27 e 30;

- per una riforma credibile della scuola, occorre non solo tornare ai parametri e ai valori previsti nel 1998 ma, proprio in ragione della denatalità e del calo demografico, è necessario fissare parametri inferiori, tali che il numero di 20 alunni per classe risulti essere uno standard per il nostro Paese.

impegna la Giunta regionale

- ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali per contrastare le norme nazionali predette inerenti il dimensionamento della rete scolastica, in ragione della valutazione secondo cui:

- non può essere un obiettivo dello Stato la riduzione del numero delle istituzioni scolastiche, perché in contrasto con i principi di ragionevolezza e di buon andamento dell’amministrazione;

- la scuola non può essere governata con criteri ragionieristici: i numeri sono persone cui garantire un diritto fondamentale, con particolare alle comunità più fragili residenti nelle aree, interne e non, a rischio spopolamento causa desertificazione dei servizi minimi capaci di garantire l’esercizio e il godimento dei diritti sostanziali di cittadinanza sanciti dalla Costituzione.

(Allegato)

Mozione numero 50/12^ di iniziativa dei consiglieri Lo Schiavo e Mammoliti, recante: “Messa in sicurezza scoglio di Santa Maria dell’Isola di Tropea”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso che:

- la città di Tropea ha una storia antichissima, risalente addirittura all'età preromana, che si snoda nel corso dei secoli ed evidenzia l'importanza che questa città ha avuto, grazie alla sua posizione a picco sul mare, per la regione e per tutta l'area meridionale;

- ad oggi la città è meta balneare nota per il suo patrimonio paesaggistico e cultural ed è simbolo riconosciuto di bellezza della Calabria nel mondo;

- tra le sue attrattive paesaggistiche spicca il Santuario medievale di Santa Maria dell'Isola, collocato su un promontorio antistante la città;

- il promontorio ha una natura friabile in alcuni tratti elemento che, unitamente al fenomeno dell'erosione costiera, ha causato in tempi recenti diversi crolli di materiale roccioso, mettendo a rischio la stabilità degli edifici e del promontorio stesso;

- nonostante alcuni interventi di consolidamento da parte del Comune, lo scorso 7 aprile si è verificato un cedimento strutturale di notevoli dimensioni che rende la situazione particolarmente preoccupante con il rischio di un crollo devastante del promontorio;

considerato che:

- il crollo ha reso ancora più manifesta l'instabilità della parete che sembra appoggiata allo scoglio ed è necessario scongiurare il rischio di perdere questo tesoro naturalistico riconosciuto unanimemente e privare Tropea e la Calabria del suo gioiello esotico, uno sperone di roccia bianca riconoscibile in tutto il mondo;

- è urgente un intervento a tutela del tratto costiero e di prevenzione di ulteriori crolli che possano mettere a repentaglio anche l'incolumità dei turisti;

- si discute da tempo della possibilità che Tropea, la sua rupe e Santa Maria dell'Isola possano essere riconosciuti come patrimonio mondiale dell’Unesco;

preso atto che:

- la situazione è molto complessa anche dal punto di vista delle competenze in merito al soggetto che deve intervenire a tutela del promontorio ed è quindi opportuna un'assunzione di responsabilità della Regione Calabria al fine di mettere in atto azioni significative di prevenzione del rischio;

- nel 2020 il Comune di Tropea ha chiesto un finanziamento per consolidare la parete ma i fondi non sono stati concessi;

- per salvare un patrimonio di inestimabile valore paesaggistico e culturale è opportuno un intervento urgente di messa in sicurezza del promontorio;

tanto premesso

impegna la Giunta regionale

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