«Il primo pensiero nasce da questo bellissimo colpo d’occhio: vedere l’Aula Fortugno piena di ragazze e ragazzi è una grande emozione. Oggi Palazzo Campanella si riempie di futuro, entusiasmo, creatività e partecipazione. Quando i giovani entrano nelle istituzioni, le istituzioni diventano più vive, più vere e più vicine al futuro».
Così il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, intervenendo alla cerimonia di premiazione del Progetto Ragazzi in “Aula”, giunto all’XI edizione e dedicato alla memoria di Fabiana Luzzi.
Il concorso, promosso dal Consiglio regionale della Calabria in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e il Coordinamento regionale delle Consulte Studentesche, quest’anno ha avuto come tema “Il futuro che immaginiAMO: come sarà il mondo fra 50 anni”.
Sono stati valutati complessivamente 162 lavori, prodotti da 486 alunni di 25 scuole calabresi. In particolare, per la sezione A, dedicata alle scuole primarie, sono arrivati 81 lavori da 243 alunni di 11 scuole; per la sezione B, riservata alle scuole secondarie di primo grado, 73 lavori da 225 alunni di 10 scuole; per la sezione C, dedicata alle scuole secondarie di secondo grado, 8 lavori da 18 alunni di 4 scuole.
I lavori sono stati esaminati dalla Commissione composta da Maria Grazia De Maio, Sabina Cannizzaro, Caterina Milone, Anna Cannizzaro, Franca Falduto, Federica Morabito e Marinella Daffinà.
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«So che avete lavorato tanto, con impegno, fantasia e serietà – ha aggiunto Cirillo rivolgendosi agli studenti – ma questo momento non si esaurisce con una premiazione: oggi voi lasciate un segno dentro questa Aula. Avete trasformato idee in progetti, dando voce al vostro modo di vedere il futuro».
Un momento particolarmente intenso è stato dedicato al ricordo di Fabiana Luzzi, con l’omaggio alla sorella Marika, che ha ricordato commossa Fabiana davanti agli studenti presenti in Aula.
«Ricordare Fabiana – ha sottolineato Cirillo – significa dire ai giovani che il rispetto, la libertà e la dignità della persona vengono prima di tutto. Questa memoria ci consegna una responsabilità educativa forte, che riguarda la scuola, le famiglie e le istituzioni».
Per le scuole primarie sono stati premiati: al primo posto l’IC Don Bosco - V. Tieri di Corigliano Rossano, con Sofia Lazzarano, Giulia Pattaro Carlomagno ed Enrico Vuono; al secondo posto l’IC Falerna - Nocera T. - Gizzeria, con Noemi Molinaro, Asia Vecchio e Antonio Cardamone; al terzo posto il Convitto Filangieri di Vibo Valentia, con Gisella Franco, Mirna Inzillo e Riccardo Marchese.
Per le scuole secondarie di primo grado: primo classificato l’IC Francesco Jerace - Capoluogo Brogna di Polistena, con Maria Giulia Auddino, Flavia Latella e Chiara Piccolo; secondo classificato l’IC Catanoso De Gasperi San Sperato Cardeto di Reggio Calabria, con Claudia Sorgonà, Miriam D’Amico e Chiara Monorchio; terzo classificato l’Istituto Comprensivo De Amicis - Bolani di Reggio Calabria, con Noemi Calabresi, Greta Minerva e Cloe Pellegrino.
Per le scuole secondarie di secondo grado: primo classificato il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” di Reggio Calabria, con Claudio Messina, Giorgia Cotrupi e Gabriele Sinicropi; secondo classificato l’IIS Pertini - Santoni di Crotone, con Alessandro Aiello, Miriam Bilotta e Matilde Bitonti; terzo classificato l’IIS “L. Da Vinci” di San Giovanni in Fiore, con Elena Lopretone, Maria Filomena Urso e Aurora Schipani.
Proprio il video realizzato dagli studenti del Liceo “Da Vinci” di Reggio Calabria ha raccontato il loro futuro immaginato: un mondo in cui gruppi di giovani, grazie alla tecnologia e all’innovazione, riescono a offrire un contributo concreto alla comunità, senza però smarrire ciò che resta essenziale in ogni tempo: i valori delle relazioni, della responsabilità e dell’attenzione verso gli altri.
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati gli assegni simbolici, gli attestati e sono stati proiettati i lavori realizzati dagli studenti.
«Palazzo Campanella deve essere sempre più aperto ai giovani, alle scuole e alle esperienze positive dei nostri territori. Questa deve essere la casa dei calabresi, ma soprattutto un luogo in cui i giovani possano sentirsi accolti e ascoltati», ha concluso Cirillo.