13/01/2026 - Palazzo Campanella accoglie l’opera di Maria Morgante, simbolo di integrazione e inclusione



L’opera “Ciò che era uno (What was one)” della talentuosa artista polistenese, nativa di Rosarno, Maria Morgante, sarà esposta in forma permanente a Palazzo Campanella, sede del Consiglio regionale della Calabria, come segno tangibile di un percorso culturale e istituzionale che intreccia arte, inclusione e dialogo tra i popoli.
L’opera è stata acquisita dall’Ufficio di Gabinetto del Presidente del Consiglio regionale della Calabria per essere resa stabilmente fruibile alla collettività, in virtù del forte messaggio di integrazione, umanità e rispetto che rappresenta.
La presentazione in anteprima dell’opera è avvenuta lunedì 12 gennaio, nel corso della conferenza stampa ospitata presso la Sala Federica Monteleone del Consiglio regionale, dedicata al tema “Dalla Calabria (Rosarno) un modello europeo di integrazione e inclusione”. Una scelta tutt’altro che casuale: l’arte di Maria Morgante ha accompagnato e rafforzato una riflessione politica e istituzionale sui valori dell’accoglienza e della convivenza, oggi al centro dell’attenzione europea.
L’opera nasce da un gesto semplice e potente: aprire un libro e trasformarlo in un mondo. Un mondo diviso a metà, come spesso lo è la storia contemporanea, attraversata da fratture geografiche, economiche, politiche e culturali che, pur separando, continuano a condividere la stessa fragile materia: l’umanità.
La scultura è realizzata su un libro diviso in due parti, metafora di culture diverse, apparentemente lontane, ma unite da un filo rosso, simbolo dell’integrazione e del legame possibile tra i popoli. Le due metà del libro, che nella composizione richiamano l’immagine del globo terrestre, sono sorrette da mani di colore diverso. Mani che non stringono, non respingono, non dominano, ma sostengono e accolgono, restituendo visivamente la pluralità delle storie, delle origini e delle condizioni di partenza.
Il mondo rappresentato da Maria Morgante è fatto di pagine scolpite: pagine di storie già scritte e pagine ancora da scrivere. Sono le storie di chi parte, di chi fugge dalla fame, dalla guerra, dalle persecuzioni politiche e dalla negazione dei diritti fondamentali, attraversando mari, deserti e silenzi, spesso pagando un prezzo altissimo.
Al centro dell’opera corre un filo rosso, il filo dell’Europa: non un muro, ma un legame sottile, capace di unire ciò che è diviso, ricucire ciò che è stato strappato, dare continuità alle speranze spezzate. Un’Europa chiamata a riconoscersi non solo come spazio economico o istituzionale, ma come luogo etico, culturale e umano, ponte e non fortezza.
Nel corso dell’incontro, il Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, ha consegnato una targa di riconoscimento all’artista, sottolineando il valore di un percorso creativo capace di parlare al presente: «L’arte di Maria Morgante riesce a trasformare pagine scolpite in un racconto universale del nostro tempo. Un linguaggio che nasce dalla Calabria e che parla con forza di dialogo, umanità e inclusione, conferendo lustro alla nostra terra».
Mentre a Bruxelles la Calabria porta all’attenzione delle istituzioni europee un modello di integrazione riconosciuto come buona pratica, a Palazzo Campanella l’opera di Maria Morgante resta come segno permanente, testimonianza visiva e culturale di una Regione che sceglie di raccontarsi attraverso i valori dell’accoglienza, della dignità e del rispetto.