INTERROGAZIONE n. 92 del 27/04/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- La Legge Regionale 26 aprile 2018, n. 9 – “Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ’ndrangheta e per la promozione della legalità, dell’economia responsabile e della trasparenza”, primo firmatario l’on Arturo Bova all’epoca presidente della Commissione Antindrangheta – ha rappresentato, al momento della sua approvazione unanime da parte del Consiglio Regionale, una delle normative più avanzate d’Italia in materia di contrasto alla ludopatia e al gioco d’azzardo patologico;
- l’art. 16 della medesima legge ha introdotto misure di prevenzione di assoluto rilievo, tra cui: • un limite massimo di 8 ore di apertura giornaliera per le sale da gioco, le sale scommesse e i locali con apparecchi da gioco, con obbligo di chiusura non oltre le ore 22.00 (comma 2);
• un distanziometro che vieta la collocazione di apparecchi da gioco a distanza inferiore a 300 metri (per Comuni fino a 5.000 abitanti) e 500 metri (per Comuni con oltre 5.000 abitanti) da istituti scolastici, centri di formazione, luoghi di culto, impianti sportivi, ospedali, strutture sociosanitarie, istituti di credito, compro oro e stazioni ferroviarie (comma 3);
• l’istituzione del logo “No Slot” e di un albo degli esercenti virtuosi che scelgono di non installare apparecchi da gioco (comma 5, lett. a);
• obblighi di formazione del personale delle sale da gioco (comma 5, lett. b);
• l’attivazione di un numero verde dedicato all’ascolto e orientamento ai servizi per le dipendenze (comma 5, lett. c);
• la previsione che la Regione non conceda finanziamenti e benefici economici agli esercizi che ospitano apparecchi da gioco (comma 5, lett. a, ultimo capoverso);
- i gestori di sale già operanti alla data di entrata in vigore della legge avevano originariamente 12 mesi per adeguarsi;
detto termine è stato prorogato prima a 24 mesi, poi a 48 mesi, e infine – con la L.R. 6 maggio 2022, n. 15 – fino al 31 dicembre 2022, senza che si procedesse ad una concreta e uniforme applicazione delle norme;
- la L.R. n. 53/2022 ha ulteriormente modificato la norma, limitando il distanziometro alle sole nuove concessioni rilasciate dopo il 3 maggio 2018, di fatto rendendo le strutture preesistenti sostanzialmente esenti dall’obbligo di adeguamento e svuotando di contenuto pratico una delle misure cardine della legge;
CONSIDERATO CHE: - la L.R. 9/2018 è stata costruita come un sistema integrato in cui la lotta alla ludopatia era inscindibile dalla lotta alla ’ndrangheta, nella piena consapevolezza che il gioco d’azzardo rappresenta uno dei principali vettori di infiltrazione criminale, usura e riciclaggio nel tessuto economico e sociale calabrese;
- svuotarla progressivamente di contenuto – attraverso proroghe reiterate, modifiche liberalizzanti e inerzia applicativa – equivale a fare un dono alla criminalità organizzata e non alla tutela dei cittadini calabresi;
- la mancata attuazione di una legge approvata unanimemente non è una questione di colore politico, ma di responsabilità istituzionale verso decine di migliaia di famiglie calabresi che subiscono le conseguenze di questa dipendenza;
- è ancora oggi possibile, in Calabria, trovare sale slot collocate nelle immediate adiacenze di istituti scolastici – come il sottoscritto ha potuto constatare direttamente – a dimostrazione empirica e incontrovertibile del fallimento applicativo delle disposizioni di cui all’art. 16 della L.R. 9/2018;
PRESO ATTO CHE: - come emerge da studi, rilevazioni ufficiali e rapporti delle principali organizzazioni antimafia: • nel 2025 il gioco d’azzardo in Calabria ha raggiunto una spesa complessiva di 6.172.265.586 euro, in netto aumento rispetto ai 5,7 miliardi del 2024, con una spesa media pro capite di 3.377 euro annui, includendo anche i minori, per i quali il gioco è vietato per legge (dati Ministero dell’Economia elaborati da Libera, aprile 2026);
• secondo i dati Federconsumatori riferiti al 2024, l’importo medio pro capite delle giocate nei luoghi fisici è stato di 2.211 euro, rispetto a una media nazionale di 1.563 euro, mentre l’indice dei conti attivi online è di 0,47 contro la media nazionale di 0,34;
i ludopatici stimati in regione sono circa 60.000 su una popolazione di 1,8 milioni di residenti;
• la distribuzione provinciale della spesa nel 2025 vede Cosenza in testa con oltre 2,1 miliardi, seguita da Reggio Calabria con 1,8 miliardi, Catanzaro con 1 miliardo e 89 milioni, Crotone e Vibo Valentia entrambe sotto i 600 milioni;
• secondo il dossier “Azzardomafie” di Libera, tra il 2010 e il 2024 sono stati censiti 39 clan calabresi coinvolti nel business del gioco d’azzardo – tra cui i gruppi Alvaro, Pelle, Arena, Piromalli e Bellocco – con inchieste che hanno toccato 16 regioni italiane e il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia;
la ’ndrangheta utilizza le sale giochi come strumenti di riciclaggio, usura, estorsione e infiltrazione nell’economia legale;
al 2024 sono sette le sale scommesse confiscate alle mafie in Calabria;
• il logo “No Slot”, espressamente previsto dalla legge regionale, non è mai stato realizzato;
le restrizioni orarie non vengono applicate uniformemente sul territorio;
i fondi previsti dai Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) per il trattamento del Disturbo da Gioco d’Azzardo sono messi a rischio dai tagli della finanziaria nazionale (segnalazione della campagna “Mettiamoci in Gioco”, 2025);
•la L.R. 53/2022 ha modificato il comma 13 dell’art. 16 della L.R. 9/2018 in senso peggiorativo, esonerando di fatto la quasi totalità delle strutture operanti sul territorio dall’obbligo di rispettare il distanziometro, mediante la limitazione dell’applicazione alle sole nuove concessioni post-2018;
• come denunciato dal referente regionale di Libera in Calabria, “mentre da un lato si aumentano le offerte di gioco, dall’altro si registra una riduzione degli strumenti di prevenzione e cura, generando un ulteriore squilibrio che, di fatto, favorisce le mafie”;
Tutto ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta Regionale
Per sapere:
1. Quante e quali misure previste dall’art. 16 della L.R. 9/2018 risultano ad oggi compiutamente attuate, con indicazione dettagliata delle azioni poste in essere da ciascun soggetto istituzionale competente (Giunta, Comuni, Dipartimenti regionali);
2. Se e in quanti Comuni della Calabria sia stato effettivamente applicato il distanziometro previsto dall’art. 16, commi 3 e 4, con indicazione delle strutture che ancora oggi si trovano in violazione delle distanze minime da istituti scolastici, e quali sanzioni siano state irrogate;
3. Se il logo “No Slot” previsto dall’art. 16, comma 5, lett. a), sia mai stato realizzato e adottato, e se l’albo degli esercenti aderenti sia stato istituito e pubblicato;
4. Se le restrizioni orarie di cui al comma 2 vengano sistematicamente monitorate e sanzionate nei Comuni calabresi, e con quali risorse e strumenti;
5. Quali siano le risorse finanziarie effettivamente erogate dalla Regione per i servizi di prevenzione e cura del GAP (Disturbo da Gioco d’Azzardo Patologico) presso i SerD e le strutture accreditate, in relazione a quanto previsto dal comma 5 dell’art. 16;
6. Quali misure urgenti si intendano adottare per invertire la tendenza di crescita costante del fenomeno, rispondere all’allarme lanciato da Libera e Federconsumatori, e garantire la piena attuazione di una legge approvata unanimemente da questo Consiglio Regionale.

Allegato:

27/04/2026
V. BRUNO