INTERROGAZIONE n. 66 del 06/03/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- la Regione Calabria, attraverso Azienda Zero, ha pubblicato una call rivolta a medici provenienti da Paesi UE e extra UE per far fronte alle croniche carenze di personale medico specialistico in diversi settori critici, tra cui: anestesia e rianimazione, medicina d'emergenza-urgenza, chirurgia generale, radiologia diagnostica, radiologia e urologia, cardiologia, ginecologia, pediatria, ortopedia, psichiatria e medicina interna;
- La misura, definita dallo stesso Direttore Generale di Azienda Zero come "straordinaria e sperimentale", prevede, in aggiunta allo stipendio, incentivi economici per rimborso vitto e alloggio, ed è stata assimilata per impostazione alla cosiddetta "missione cubana", ossia all'importazione di personale sanitario straniero in sostituzione dei professionisti italiani non reperibili o non attratti dal sistema regionale;
- il Consiglio regionale ha approvato una legge che autorizza Azienda Zero a ricorrere a società di scouting internazionali per l'intercettazione di medici stranieri disposti a lavorare in Calabria, a dimostrazione del carattere strutturale e non episodico del problema;
- La stampa regionale, citando esponenti del Comitato spontaneo a tutela della salute della Piana, definisce questa iniziativa la "fotografia di un fallimento": la necessità di cercare medici all'estero dimostra l'incapacità dell'attuale gestione di creare le condizioni per trattenere e attrarre i medici italiani già formati a spese del sistema pubblico;
- In parallelo al reclutamento internazionale, lo stesso Direttore di Azienda Zero ha annunciato come risultato positivo la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie presso gli uffici postali, misura che non incide minimamente sulla riduzione delle liste d'attesa – già triplicate in molte aree regionali – ma che, secondo quanto riferito dalla medesima fonte, si configurerebbe come un "abbattimento delle liste" in modo improprio e fuorviante;
Considerato che: - A quasi cinque anni dall'insediamento della governance regionale guidata dal Presidente Occhiuto, il sistema sanitario calabrese continua a presentare criticità gravissime: carenza di organico, pronto soccorso intasati, lunghe liste d'attesa, reparti chiusi o ridotti all'osso, e l'impossibilità concreta di garantire una risposta sanitaria adeguata nei mesi estivi anche ai numerosi turisti che affollano le coste calabresi;
Tenuto conto che: - Il commissariamento del sistema sanitario regionale, di cui era stata annunciata la "fine imminente" più volte negli anni scorsi, non risulta ad oggi rimosso, a conferma di una situazione strutturalmente irrisolta. Preso atto che: - la scelta di rivolgersi a medici stranieri, pur comprensibile come risposta emergenziale, non costituisce una soluzione strutturale alle carenze del sistema sanitario regionale, né affronta le cause profonde della fuga dei medici italiani dalla Calabria, riconducibili a condizioni lavorative insoddisfacenti, mancanza di prospettive di carriera, carenze infrastrutturali e organizzative. - i cittadini calabresi e i turisti che frequentano la regione nei mesi estivi meritano risposte sanitarie certe, tempestive e di qualità, e non misure di facciata che non producono effetti concreti sul diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato INTERROGA il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
1. Quanti medici stranieri abbiano fatto domanda tramite Azienda Zero dalla pubblicazione dell’avviso ad oggi, a quale specializzazione appartengano e in quali strutture sanitarie regionali saranno assegnati;
2. Qual è il costo complessivo stimato di questa operazione di reclutamento internazionale, comprensivo di compensi, incentivi economici (vitto e alloggio), costi delle società di scouting, eventuali costi di formazione e adeguamento linguistico-normativo;
3. Quali misure concrete siano state adottate o siano in corso di adozione per rendere la Calabria attrattiva per i medici italiani, prevenendo la fuga dei professionisti già formati e incentivandone il rientro, in alternativa o in aggiunta al reclutamento internazionale;
4. Quale sia lo stato reale delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi per le principali prestazioni specialistiche, e se la misura della prenotazione tramite uffici postali abbia prodotto una riduzione effettiva dei tempi di attesa o si tratti di una semplice diversificazione del canale di accesso;
5. Qual è il piano operativo della Regione Calabria per garantire una risposta sanitaria adeguata durante la stagione estiva 2026, tenuto conto dell'aumento della popolazione presente sul territorio e delle prevedibili ulteriori pressioni sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri;
6. A che punto sia concretamente il percorso per la definitiva uscita dal commissariamento del sistema sanitario regionale, e quali siano i tempi realistici previsti a tal fine. 7. Se e quali misure di verifica dell’adeguatezza e idoneità professionali siano state indicate nella call de qua.

Allegato:

06/03/2026
V. BRUNO