Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
- in data 14 marzo 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni
Sindacali un Accordo Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del personale ex LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;
- tale Accordo prevedeva l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da
altre forme di fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro dei
dipendenti ancora in servizio;
- nell'Accordo Quadro è espressamente stabilito che le risorse trasferite agli enti utilizzatori debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate per ciascun lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli retributivi, attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del contributo pro-capite;
- il fondo regionale, una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe
dovuto, a partire dal 2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di
numerosi lavoratori, da rendicontare e redistribuire sulla platea residua per
consentire l'aumento dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla
normativa vigente;
Considerato che:
- nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex
LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori
alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni di
vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;
- alcuni Comuni di maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono
riusciti a garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti ex
LSU/LPU, mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di
organico, non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di
risorse finanziarie;
- la Regione Calabria ha progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il personale ex LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per
l'anno 2024 e di oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e
2026, in conseguenza delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o
altre cause;
- tale riduzione appare in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo
Quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione
delle economie sulla platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del
fondo, al fine di incrementare l'orario lavorativo;
- le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale
dell'Accordo da parte della Regione Calabria e l'assenza di un confronto
sindacale preventivo sulle decisioni assunte;
- proposte volte all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno
trovato riscontro;
- molti Comuni calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie, si trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di
garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente
più fragili;
Preso atto che:
- a distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, gran parte degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando migliaia di lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;
- il mantenimento di contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce
dell'aumento del costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti dei lavoratori coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici locali;
Tutto ciò premesso e considerato
INTERROGA il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
1. quali siano le motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse
regionali destinate al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto dall'Accordo Quadro del 14 marzo 2022;
2. se la Giunta regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al
ripristino delle risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;
3. quali misure intenda adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una
retribuzione dignitosa e una pensione adeguata, anche attraverso il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio prestati;
4. se la Regione Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale
per una più equa distribuzione del personale, in particolare a favore dei
Comuni in difficoltà economica e con carenze strutturali di organico;
5. quali siano le tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le
Organizzazioni Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione
di soluzioni strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.
02/02/2026
E. SCUTELLÀ