INTERROGAZIONE n. 40 del 02/02/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- in data 14 marzo 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali un Accordo Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del personale ex LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;
- tale Accordo prevedeva l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da altre forme di fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;
- nell'Accordo Quadro è espressamente stabilito che le risorse trasferite agli enti utilizzatori debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate per ciascun lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli retributivi, attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del contributo pro-capite;
- il fondo regionale, una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe dovuto, a partire dal 2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di numerosi lavoratori, da rendicontare e redistribuire sulla platea residua per consentire l'aumento dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente;
Considerato che: - nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;
- alcuni Comuni di maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono riusciti a garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti ex LSU/LPU, mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di organico, non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di risorse finanziarie;
- la Regione Calabria ha progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il personale ex LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per l'anno 2024 e di oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, in conseguenza delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o altre cause;
- tale riduzione appare in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo Quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione delle economie sulla platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del fondo, al fine di incrementare l'orario lavorativo;
- le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale dell'Accordo da parte della Regione Calabria e l'assenza di un confronto sindacale preventivo sulle decisioni assunte;
- proposte volte all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno trovato riscontro;
- molti Comuni calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie, si trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente più fragili;
Preso atto che: - a distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, gran parte degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando migliaia di lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;
- il mantenimento di contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce dell'aumento del costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti dei lavoratori coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici locali;
Tutto ciò premesso e considerato INTERROGA il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
1. quali siano le motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse regionali destinate al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto dall'Accordo Quadro del 14 marzo 2022;
2. se la Giunta regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al ripristino delle risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;
3. quali misure intenda adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una retribuzione dignitosa e una pensione adeguata, anche attraverso il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio prestati;
4. se la Regione Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare a favore dei Comuni in difficoltà economica e con carenze strutturali di organico;
5. quali siano le tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le Organizzazioni Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione di soluzioni strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.

Allegato:

02/02/2026
E. SCUTELLÀ