Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
• La tragica scomparsa di quattro braccianti ad Amendolara, arsi vivi in un’auto per mano criminale dimostra in modo inequivocabile che lo sfruttamento, l'invisibilità e l'insubordinazione alle leggi dello Stato nelle nostre campagne sono una realtà ben lontana dall’essere sconfitta e che va affrontata senza sconti;
• Questa immane tragedia non rappresenta un fatto isolato o un'imprevedibile fatalità, bensì l'ennesimo e doloroso anello di una catena di omissioni istituzionali. Le politiche regionali di vigilanza, accoglienza e tutela della dignità umana, non si sono rivelate sufficientemente efficaci e nonostante le risorse impiegate dalla Regione per rispondere alla problematica, la sicurezza sul lavoro e le condizioni di vita civili sono ancora un miraggio per migliaia di lavoratori immigrati stagionali e non stagionali;
Considerato che:
• La Regione Calabria dispone da anni di ingenti risorse europee e ministeriali attraverso i programmi straordinari "Su.Pr.Eme." e "Su.Pr.Eme. 2", sulla base di questi, già nel 2022 si è insediato il Tavolo di lavoro regionale di contrasto al caporalato, con la partecipazione di esponenti della Giunta regionale, e dei Ministeri competenti, delle Prefetture e delle Forze dell’Ordine. L’obiettivo è quello dell’individuazione delle politiche necessarie a scardinare l'economia sommersa tramite l'abbattimento definitivo dei ghetti abusivi, l'attivazione di alloggi dignitosi, la creazione di una rete logistica legale e una reale integrazione lavorativa;
• Nonostante i milioni di euro stanziati, i buoni propositi sono stati concretizzati solo in minima parte, con le ricognizioni sulle problematiche, attivazione di sportelli di orientamento per i diritti dei lavoratori, supporto legale e integrazione linguistica e l’avvio di percorsi individualizzati di uscita dallo sfruttamento attraverso l'inserimento in aziende agricole virtuose. Tutte azioni apprezzabili, ma evidentemente insufficienti. Al di là di questo, i Tavoli Regionali di Contrasto al Caporalato si stanno rivelando passerelle burocratiche. Il contrasto al caporalato in Calabria richiede prese di posizioni concrete, assunzioni di responsabilità politiche da parte delle Istituzioni, non semplici protocolli d'intesa, convegni e delle cabine di regia virtuali;
• L’assenza di azioni concrete e la lentezza burocratica dei pochi provvedimenti presi, lasciano un vuoto sul territorio, consegnando di fatto ai caporali il monopolio assoluto della logistica, del reclutamento della forza lavoro e delle condizioni di vita dei lavoratori;
• Durante l’ultima seduta della IV Commissione del Consiglio regionale, che si occupa di agricoltura la Presidente ha proposto un tavolo di lavoro sul tema, senza spiegare come si concilia con il tavolo scaturito dal progetto Su.Pr.Eme.
• Anche le organizzazioni sindacali calabresi mantengono forti perplessità sulla reale efficacia delle politiche di contrasto al caporalato, soprattutto per quanto riguarda l’iscrizione obbligatoria delle aziende agricole calabresi alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e l’assenza di un trasporto pubblico gratuito che possa tutelare i lavoratori dai reclutamenti non controllati.
Tutto ciò premesso e considerato:
Si interroga il Presidente della Giunta regionale
Per sapere:
quali provvedimenti intenda assumere - concretizzando gli intenti del progetto “Su.Pr.Eme 2”, per attivare nella nostra Regione politiche in grado di combattere il fenomeno del caporalato ed evitare così il ripetersi di drammi inaccettabili
come la strage di Amendolara.
15/06/2026
G. FALCOMATÀ