INTERROGAZIONE n. 104 del 03/06/2026

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:

In data 16 maggio 2026, la stampa locale (in particolare la testata Corriere della Calabria) ha dato ampio risalto a una toccante e accorata lettera-testimonianza di un cittadino crotonese in merito alle condizioni del reparto di Oncologia del Presidio Ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Crotone;

Da tale documento emerge un quadro di intollerabile paradosso: da un lato viene celebrata la straordinaria eccellenza professionale, l’umanità e l'empatia dell’intera équipe medica, guidata magistralmente dalla Dott.ssa -------, capace di trasformare un reparto così complesso in un’oasi di speranza e accoglienza totale del paziente;
dall'altro viene denunciato con forza un contesto edilizio, logistico e strutturale fatiscente, definito "da Terzo Mondo";

La sottoscritta consigliera, trovandosi purtroppo nella condizione di frequentare il medesimo reparto in veste di paziente, ha potuto constatare in prima persona, con i propri occhi, la veridicità di quanto denunciato dagli organi di stampa e l'oggettiva precarietà in cui sono costretti a operare i sanitari e a ricevere le cure i malati;

La criticità più grave, evidenziata sia dalla stampa che dall'osservazione diretta, risiede nel fatto che il reparto di Oncologia condivide forzatamente gli spazi con il reparto di Nefrologia. Tale commistione logistica si traduce in disagi materiali inaccettabili, costringendo pazienti già fortemente provati da terapie debilitanti e salvavita a usufruire, tra le altre cose, di servizi igienici comuni e promiscui, minando alle fondamenta il diritto alla riservatezza, al decoro e all'adeguata organizzazione degli spazi di cura. CONSIDERATO CHE: ●
Il diritto alla salute, sancito dall'Articolo 32 della Costituzione Italiana, non si esaurisce nella sola somministrazione dei protocolli terapeutici, ma esige la tutela della dignità della persona e l'idoneità igienico-sanitaria e strutturale dei luoghi di cura;

La coabitazione forzata e la promiscuità degli spazi tra due specialità mediche così delicate come l'Oncologia e la Nefrologia – che trattano pazienti caratterizzati da estrema fragilità clinica, vulnerabilità immunitaria ed elevato rischio infettivo – rappresenta una palese e intollerabile criticità di natura assistenziale e di gestione del rischio clinico (clinical risk management);

I dati epidemiologici e assistenziali dimostrano che la richiesta di servizi e prestazioni oncologiche nel territorio di Crotone è in costante e progressivo aumento, una tendenza che aggrava ulteriormente la pressione su una struttura già logisticamente satura e che richiederebbe, al contrario, un ampliamento dei posti tecnici per la chemioterapia, delle sale d'attesa e degli ambulatori;

Ai sensi della normativa nazionale (D.P.R. 14 gennaio 1997) e regionale vigente (in particolare la Legge Regionale della Calabria n. 24/2008 e successive modifiche in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie), i locali destinati all'erogazione di prestazioni sanitarie devono obbligatoriamente possedere e mantenere stringenti requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi volti a tutelare la sicurezza pubblica;

Non è politicamente né eticamente tollerabile che la tenuta di un reparto di frontiera poggi esclusivamente sullo straordinario spirito di sacrificio, sulla dedizione e sul capitale umano dei medici e degli operatori sanitari, chiamati quotidianamente a sopperire con il proprio impegno alle storiche e gravissime carenze dell’edilizia sanitaria e della programmazione politica locale. TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE,
Per sapere:
1. Se sia a conoscenza della situazione di grave e accertato degrado strutturale e logistico in cui versa il reparto di Oncologia dell'Ospedale "San Giovanni di Dio" di Crotone, confermata sia dalle denunce pubbliche dei cittadini sia dalla testimonianza diretta e personale della sottoscritta consigliera;
2. Se sia a conoscenza delle gravi implicazioni igienico-sanitarie derivanti dalla coabitazione logistica e dalla condivisione di servizi e spazi (inclusi quelli igienici) tra il reparto di Oncologia e il reparto di Nefrologia, e come valuti i rischi connessi alla sicurezza di pazienti particolarmente immunodepressi;
3. Se sia a conoscenza del costante aumento della richiesta di servizi oncologici registrato a Crotone e quali strategie di medio-lungo periodo intenda attuare per dimensionare la struttura ospedaliera all'effettivo e crescente fabbisogno della popolazione locale;
4. Se intenda disporre, con assoluta urgenza, l'attivazione del Servizio Ispettivo Regionale o dare formale mandato alla Direzione Generale dell'ASP di Crotone per una formale verifica ispettiva tecnico-sanitaria all'interno dei locali in questione, finalizzata ad accertare la conformità dei luoghi ai requisiti minimi previsti dalle leggi vigenti in materia di accreditamento;
disponendo contestualmente e tassativamente che qualsiasi misura correttiva o prescrittiva avvenga salvaguardando in ogni momento la totale continuità terapeutica e assistenziale dei pazienti in loco, scongiurando qualsiasi ipotesi di interruzione del servizio o di trasferimento improprio dell'utenza fuori dal territorio crotonese;
5. Quali provvedimenti straordinari e immediati intenda adottare per procedere alla riqualificazione dei locali dell'Ospedale di Crotone, garantendo al reparto di Oncologia la totale autonomia logistica, nonché spazi esclusivi, separati, dignitosi e strutturalmente ampliati per rispondere all'aumento della domanda;
6. Quali siano i tempi certi di inizio e conclusione dei lavori di restyling, ammodernamento e definitiva separazione dei due reparti all'interno del presidio ospedaliero;
7. In che modo la Giunta Regionale intenda agire per dare dignità al lavoro della squadra guidata dalla Dott.ssa Cortese e a tutto il personale del presidio, affinché la cura d’eccellenza non debba più scontrarsi con strutture fatiscenti.

Allegato:

03/06/2026
E. BARBUTO