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IX^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

__________

 

78.

 

SEDUTA DI GIOVEDI’ 19 DICEMBRE 2013

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO E DEL VICEPRESIDENTE ALESSANDRO NICOLÒ

 

 

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

La seduta inizia alle 14,58

PRESIDENTE

La seduta è aperta, si dia lettura del verbale della seduta precedente.

PACENZA Salvatore, Segretario Questore f.f.

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni

PACENZA Salvatore, Segretario Questore f.f.

Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 262/9^ d’Ufficio, recante: “Nomina dei tre membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria (art. 2, legge regionale n. 2/2013)

PRESIDENTE

Il primo punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 262/9^ d’Ufficio, recante: “Nomina dei tre membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria (art. 2, legge regionale n. 2/2013).

Prego i colleghi consiglieri di accomodarsi così possiamo procedere alla distribuzione delle schede con le quali sarà espresso il voto da parte dei consiglieri sulla nomina dei revisori dei conti.

(Vengono distribuite le schede)

Ha chiesto di parlare il consigliere Scalzo. Ne ha facoltà.

SCALZO Antonio (PD)

Presidente, solo per chiedere, a proposito di questo provvedimento che è all’ordine del giorno, a nome del gruppo del Partito Democratico una breve pausa per discutere con gli altri componenti della minoranza.

PRESIDENTE

Possiamo fare una breve sospensione in Aula per accelerare i processi.

Viene concessa la sospensione richiesta dal consigliere Scalzo.

 

La seduta sospesa alle 15,19 è ripresa alle 15,46

PRESIDENTE

La seduta riprende, la riunione della minoranza è finita possiamo procedere con la ripresa dei lavori.

Ripresa della discussione

PRESIDENTE

Chiamo a svolgere le funzioni di scrutatori i consiglieri Pacenza e Sulla.

Prego, consigliere Pacenza, proceda con la chiama.

(Vengono distribuite le schede. Si procede alla votazione, indi allo spoglio delle schede)

SULLA Francesco, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato: Saragò, voti 26; Boccalone, voti 22; Forgione, voti 17; Malara Francesco, voti 9; Malara Giovanni, voti 1. Voti nulli 3.

Pertanto proclamo eletti membri del Collegio dei Revisori dei Conti della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria Saragò, Boccalone e Forgione.

È’ la prima volta che si nominano dei professionisti esterni ai quali vanno gli auguri più affettuosi di buon lavoro.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Salerno, ne ha facoltà.

SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia e politiche sociali, al lavoro e alla formazione

Presidente, intervengo per chiedere che venga inserita all’ordine del giorno una proposta di legge regionale approvata dalla Giunta che riguarda gli “Indirizzi volti a superare il precariato e quindi il recepimento del decreto legge 101 del 31 agosto 2013”.

E’ una proposta di legge molto importante e siamo la prima Regione ad attuarla. Questo ci consentirà dal 1° gennaio, una volta approvata, di poter procedere con le proroghe per il precariato. Chiedo, pertanto, l’inserimento all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Il consigliere Salerno ha chiesto l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale volta a favorire il superamento del precariato. E’ una delibera di Giunta e riguarda gli Lsu e gli Lpu. Se ne chiede l’inserimento all’ordine del giorno; richiesta che pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Ha chiesto di parlare il consigliere Sulla. Ne ha facoltà.

SULLA Francesco (PD)

Presidente, intervengo per chiedere l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge numero 511/9^ di iniziativa dei colleghi Pacenza, De Masi e del sottoscritto, avente ad oggetto “Modifiche dell’articolo 20 della legge regionale 17 agosto 2005, numero 13”.

Si tratta di una proposta di legge che è stata valutata positivamente dalla Commissione con voto unanime ; si tratta di un articolo unico che modifica una legge già esistente.

Chiedo l’inserimento perché è importante averla operativa già dai primi giorni dell’anno prossimo per permettere alla Giunta alcuni adempimenti necessari.

PRESIDENTE

Il consigliere Sulla chiede l’inserimento di un provvedimento legislativo che è passato all’unanimità in Commissione e quindi possiamo procedere alla votazione.

(Il Consiglio approva)

Ha chiesto di parlare il consigliere Magno. Ne ha facoltà.

MAGNO Mario (Forza Italia)

Presidente, probabilmente per una svista non è stata inserita all’ordine del giorno la proposta di legge numero 485/9^ recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 3 febbraio 2012, numero 3” che nella precedente seduta di Consiglio avevamo stabilito di rinviare alla prima seduta utile di Consiglio.

Chiedo che venga inserita all’ordine del giorno dopo l’approvazione del bilancio.

PRESIDENTE

Il consigliere Magno chiede l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di legge che già nella precedente seduta di Consiglio avevamo discusso. Pongo in votazione la richiesta di inserimento.

(Il Consiglio approva)

Ha chiesto di parlare il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLO’ Alessandro (Forza Italia)

Presidente, chiedo che venga inserita all’ordine del giorno la proposta relativa al bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’anno 2014.

PRESIDENTE

Il consigliere Nicolò chiede che sia inserita, all’ordine del giorno, la proposta inerente il bilancio di previsione del Consiglio regionale.

Pongo in votazione la richiesta di inserimento, precisando che, naturalmente, la proposta verrà inserita dopo l’esame del provvedimento di bilancio di previsione della Giunta regionale.

Finito l’esame del bilancio della Giunta proseguiremo col bilancio del Consiglio e a seguire con tutti gli altri punti che sono stati richiesti dai consiglieri Salerno, Magno e Sulla.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 524/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2014)”

PRESIDENTE

Il secondo punto all’ordine del giorno riguarda la proposta di legge numero 524/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2014)”.

Il consigliere Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione. Prego i colleghi di prendere posto e di far silenzio.

 

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Grazie, signor Presidente, colleghi consiglieri, anticipo che nella seduta del 17 dicembre la seconda Commissione ha approvato i documenti del bilancio per la programmazione 2014-2016.

Si tratta del Collegato alla manovra di finanza regionale, progetto di legge numero 524/9^, della legge finanziaria, progetto di legge numero 523/9^, e del progetto di legge numero 525/9^, bilancio di previsione annuale 2014 e pluriennale 2014-2016.

Desidero informare preliminarmente l’Aula che in data 17 dicembre è pervenuto il parere del Consiglio regionale delle autonomie locali, reso ex articolo 126 del Regolamento interno sulle proposte di legge del bilancio.

Dalla lettura del verbale è emerso che il Consiglio delle autonomie locali ha espresso il proprio parere favorevole in assenza del numero legale per non mettere – così è scritto nel verbale – a rischio l’approvazione del bilancio entro i termini prescritti dalla legge regionale di contabilità e per non creare conseguentemente gravi ripercussioni soprattutto sul piano sociale, visti i provvedimenti contenuti nella manovra di bilancio.

La Commissione ha preso atto di questo verbale ed ha deciso, per senso di responsabilità ed in ossequio alle disposizioni legislative che impongono il rispetto del 31 dicembre per l’approvazione del bilancio, di licenziare, comunque, i tre documenti di bilancio, rimettendo all’Aula la valutazione finale circa le determinazioni conseguenti che la stessa vorrà assumere.

Nello stesso verbale della seduta del Consiglio regionale delle autonomie locali è emerso che lo stesso organo, lamentando la mancata istituzione di una sede operativa a Catanzaro, del relativo personale per lo svolgimento delle attività istruttorie e di segreteria proprie dell’organo, ha deciso che non provvederà più ad esaminare proposte di legge e ad esprimere i relativi pareri che, ricordo all’Aula, sono obbligatori anche se non vincolanti.

Nel merito dei progetti di legge che andiamo ad esaminare il contesto nel quale è stata varata la manovra regionale è profondamente diverso da quello dell’anno scorso ed impone oggi più che mai un comportamento virtuoso di tutte le articolazioni della Regione.

Infatti, il commissariamento della sanità, la notevole riduzione dei trasferimenti statali, le gravi sanzioni previste in caso di mancato allineamento, l’introduzione del pareggio di bilancio effettivo e del principio della competenza finanziaria, del bilancio consolidato nonché del sistema di controllo che sono previsti dalla 174 del 2012 hanno reso assai difficile la gestione di una Regione abituata ad una spesa storica che ormai è da dimenticare.

Tutto questo evidenzia macroscopicamente che siamo costretti ad un regime diverso rispetto al passato, con interventi legislativi che modifichino l’assetto organizzativo dell’apparato regionale e sub-regionale.

E’ chiaro che in una situazione così stringente e delicata non si è potuta dare completa soddisfazione al grido di allarme proveniente da tutte le categorie sociali e produttive che, comunque, nonostante i tempi ristretti ho ritenuto doveroso, assieme ai colleghi della Commissione, audire comunque.

Mi preme sottolineare che il bilancio nella sua predisposizione ha dovuto tener conto anche dei dettami impartiti dalla Corte costituzionale nella recente sentenza 250 del 2013 con la quale è stato sancito sia il divieto dell’utilizzo dell’avanzo presunto di amministrazione dell’esercizio precedente, a copertura di stanziamenti di spesa vincolate,sia il rispetto rigoroso della copertura al 70 per cento dei residui passivi perenti.

In caso contrario si realizzerebbe un pareggio di bilancio in sede preventiva non conforme ai precetti dell’articolo 81 della Costituzione, quarto comma, in quanto realizzato attraverso la contabilizzazione di un avanzo di amministrazione non accertato e verificato a seguito della procedura di approvazione del consuntivo precedente.

In sede di Commissione la scelta che ci ha guidato nell’esame e nell’approfondimento degli emendamenti è stata quella di privilegiare il mondo sociale con i suoi tantissimi bisogni ed in particolare le categorie che presentano maggiori disabilità dalle quali è emerso, ripeto, un drammatico grido di allarme.

Uguale attenzione si è tentato di dare al mondo produttivo e ai settori che sono più in grado di generare sviluppo in questa Regione anche se a settori come l’agricoltura, soprattutto in aree ad alta tensione sociale come la Piana di Gioia Tauro, si sono dovuto rinviare ancora una volta quelle risposte legittime che abbiamo anche noi sollecitato da tempo e che sono da tanto tempo attese.

A questo proposito voglio, comunque, sottolineare che l’assessore al bilancio ci ha assicurato che dovrebbero liberarsi ulteriori risorse che potrebbero consentire di dare concretezza ad alcune delle tante attese dei calabresi assumendo, soprattutto, ulteriori iniziative di contrasto alla povertà e di sostegno allo sviluppo del territorio della nostra Regione.

In Commissione. nella seduta dell’11 dicembre. l’Autorità di gestione del Por Calabria Fers 2007-2013 ci ha illustrato una sintesi del documento di orientamento strategico dal quale è emerso che i due grandi deficit individuati per il Mezzogiorno sono quello "di cittadinanza", che riguarda gli aspetti della sicurezza personale, della legalità, della giustizia, dell'istruzione, della qualità dell'aria e dell'acqua, del trasporto pubblico, della cura dell' infanzia e degli anziani, della rete digitale; e quello "di attività produttiva privata", ossia di un metodo di produzione organizzato e a forte contenuto innovativo, che può dare risposte concrete alla necessità ineludibile di aumentare i livelli occupazionali.

Questi fenomeni si presentano in Calabria con caratteri di particolare rilevanza e gravità e vi risparmio i dati recenti elaborati con il rapporto Svimez e da altri istituti specializzati.

L'auspicio è quello che, grazie anche alle ulteriori risorse derivanti dalla nuova programmazione comunitaria 2014-2020, si possa dare sollievo alle situazioni di estrema emergenza presenti sul nostro territorio.

Dal punto di vista tecnico, il Collegato alla manovra di finanza regionale si compone di 8 articoli suddivisi in cinque Titoli.

I Titoli I e II sono inerenti a disposizioni svolte a razionalizzare, rispettivamente, le spese dell'Amministrazione regionale e quelle degli enti sub regionali e delle società partecipate. Il Titolo III contiene una serie di disposizioni recanti modifiche a leggi regionali vigenti. Il Titolo IV dispone norme poste in attuazione dei principi connessi all'armonizzazione contabile e per garantire il rispetto delle principali regole di finanza pubblica. Infine il Titolo V contiene disposizioni di carattere finanziario.

Rinvio i colleghi alla corposa relazione per l'illustrazione del dettaglio degli articoli del Collegato, il cui filo conduttore è comunque quello della riduzione della spesa.

Infatti, si prevedono elevati limiti alla capacità di spesa delle Regioni, tenendo anche conto di un rigido sistema di sanzioni che le Regioni stesse possono subire in caso di mancato recepimento delle indicazioni legislative.

Nonostante questa situazione, non si può non dare atto all'assessore Mancini ed all'intera Giunta di un grande sforzo per assicurare quanto meno il fabbisogno minimo a settori sensibili.

Peraltro, la Calabria si trova oggi ad affrontare in maniera più energica rispetto al passato una profonda revisione del proprio assetto organizzativo, oltre ad una seria rivisitazione della legislazione che determina il livello di spesa regionale corrente finanziata con le risorse autonome.

Tra l'altro, l'azione riformatrice della Regione è stata intrapresa sul versante del definanziamento delle leggi regionali di spesa: infatti, la tabella C, che indica queste leggi e contenuta nella legge finanziaria, pesa per circa 192 milioni di euro, importo sicuramente inferiore rispetto al triennio precedente.

Questo, succintamente, il quadro con cui dobbiamo fare i conti, con la forte speranza che ulteriori risorse possano venire da interventi del Parlamento e del Governo.

Naturalmente, in questo contesto, il rischio di esplosione sociale aumenta ancor di più le nostre responsabilità. Dobbiamo avere la consapevolezza che la classe politica, con la sua complessiva incapacità di rinnovare metodi di governo stantii ed obsoleti, è diventata il parafulmine di tutto. Questo impone scelte oculate improntate a sobrietà, efficienza e trasparenza.

La manovra, signor Presidente e onorevoli colleghi, questo sforzo di sobrietà, efficienza e trasparenza l'ha sicuramente tentato, proprio perché siamo tutti coscienti del nostro delicato ruolo e del rispetto che dobbiamo a tutti i calabresi.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il Presidente della Commissione bilancio, il consigliere Imbalzano, ha illustrato, da par suo, il provvedimento che oggi siamo chiamati a discutere e – sono convinto – ad approvare. A me spetta il compito di consegnare all’Aula alcune riflessioni che mi auguro possano offrire lo spunto per il dibattito che seguirà.

Presidente, anche quest’anno la Calabria taglierà il traguardo dell’approvazione del bilancio nei termini fissati dalla legge e, addirittura, prima di Natale. E’ il quarto anno consecutivo che noi raggiungiamo questo risultato, che è un risultato positivo e che colloca la nostra Regione Calabria tra quelle virtuose nel panorama nazionale. Ne siamo lieti e orgogliosi, anche perché questo è il frutto di un lavoro di squadra, rispetto al quale il Presidente della Giunta ha tracciato la linea, la Giunta in maniera corale ha lavorato nella stessa direzione e le forze di maggioranza, con lealtà, hanno sostenuto e portato a termine il provvedimento.

Quindi anche quest’anno consegniamo ai calabresi un lavoro utile e – ritengo – positivo, ma proprio nella convinzione che oggi offriamo ai calabresi un risultato importante, che ritengo – ed è questo l’altro elemento – contribuisca a dare credibilità a un’istituzione che, purtroppo, nel corso degli anni credibilità ha perso; di questa nuova credibilità ritengo che tutti i protagonisti ne debbano essere orgogliosi, tutti coloro i quali in quest’Aula, dalla maggioranza e dall’opposizione, in qualche modo nelle loro differenti funzioni hanno contribuito ad ottenere, ma – dicevo – proprio partendo dal risultato positivo che tutti quanti noi – e lo ripeto – tutti quanti noi, nelle diverse funzioni che ognuno di noi occupa ed esercita, contribuiamo a raggiungere questo risultato che è positivo e virtuoso, ritengo che insieme dobbiamo interrogarci sul futuro della nostra Regione all’interno del sistema delle Regioni del nostro Paese. Lo dobbiamo fare non con un approccio giustificatorio, come spesso avviene dalle nostre latitudini, quando non si raggiunge un risultato e si snocciolano i motivi per i quali i risultati non sono stati raggiunti; al contrario, oggi siamo consapevoli di consegnare ai calabresi un risultato positivo e, proprio sulla scorta di questa consapevolezza, non ci sottraiamo, anzi – mi sia consentito – promuoviamo una discussione che parta dalla massima Assemblea rappresentativa della nostra comunità e che deve avere ad oggetto il futuro della nostra Regione e, più in generale, del sistema delle Regioni del nostro Paese.

Mi spiego meglio: oggi dobbiamo interrogarci, sulla scorta delle tante modificazioni del contesto legislativo, sulla scorta dei tanti cambiamenti dal punto di vista economico e finanziario, i trasferimenti dello Stato sono sempre minori, i paletti legislativi, l’asticella degli ostacoli da superare è sempre più alta, si passa da un controllo del Ministero dell’economia e della finanza a un’ispezione dei funzionari preposti, a controlli sempre più invasivi delle magistrature contabili, a meccanismi di spesa sempre più limitati, e mi riferisco al plafond del Patto di stabilità che ogni anno diminuisce, quindi impedisce alla Regione di offrire, attraverso l’erogazione delle risorse, servizi ai cittadini e anche i trasferimenti agli enti locali; il combinato disposto di tutto questo sistema che nel corso degli anni, e in maniera drammaticamente sempre maggiore negli ultimi due anni, ha registrato una difficoltà enorme per le Regioni rispetto alla propria stessa sopravvivenza.

Quindi delle due l’una, cari colleghi: o si ha e si dà seguito a una certa pubblicistica che dipinge le Regioni unicamente come la sede di una gestione negativa delle risorse pubbliche, come il luogo in cui va avanti una cattiva politica, come quelle istituzioni che utilizzano male i trasferimenti dello Stato, come quelle comunità politiche che utilizzano il denaro pubblico per “comprarsi la nutella” – ma a questo punto, naturalmente, se si dà retta a questa pubblicistica, meglio sarebbe chiuderle le Regioni, meglio sarebbe, in qualche modo, cancellarle, meglio sarebbe abolirle – oppure si recupera il contesto di visione importante che le Regioni ebbero fin dal loro atto fondativo nei primi anni ’70 di istituzione programmatoria, di ente intermedio tra i Comuni e lo Stato, di ente che sappia programmare lo sviluppo armonico di tutto quanto il contesto territoriale. Ma a quel punto è evidente che si deve, in maniera forte, pretendere dallo Stato, dal legislatore nazionale, dal contesto del mondo complesso e complicato che guida il nostro Paese, uno scatto in avanti e un impulso riformatore che consenta alle Regioni di vivere e di determinarsi rispetto al futuro dei propri concittadini.

E’ questo il punto di svolta che ritengo il Consiglio regionale della Calabria, insieme, nel rispetto della dinamica tra forze di maggioranza e forze di opposizione, oggi noi dobbiamo avere: la consapevolezza insieme – mi sia consentito – alla forza di porre ai nostri interlocutori, ad iniziare da coloro i quali governano il nostro Paese.

Delle due, l’una: o si individua nella Regione l’elemento da debellare nel malgoverno del nostro Paese, allora – ripeto – è giusto chiuderle e abolirle – o, al contrario, come io ritengo sia molto più giusto, perché si percepisce lo sforzo, la passione, la determinazione di coloro i quali da queste postazioni vogliono lavorare per offrire un futuro migliore ai nostri concittadini, ci si mette e si consente a tutti quanti noi di lavorare e di offrire ai nostri corregionali servizi migliori e possibilità di vita sempre migliori.

Pongo questa riflessione appunto perché oggi superiamo un traguardo importante, tagliamo con successo un traguardo che dà un elemento di virtuosità alla nostra istituzione, della quale – ripeto e mi sia consentito – tutti quanti dobbiamo essere orgogliosi, però se le cose dovessero continuare in questa situazione, questo traguardo, questa asticella in futuro sarà difficile e complicato superarla.

Ecco perché ritengo, oggi – e seguo, in qualche modo, il canovaccio, seppur rapidamente, tracciato dal collega Imbalzano – consegniamo all’esame dell’Aula, nel merito, il miglior risultato possibile. Oggi, con questa manovra finanziaria, con questo bilancio di previsione – ripeto – frutto di un lavoro corale guidato dal presidente Scopelliti, sostenuto dall’intera Giunta, condiviso ed appoggiato dall’intera maggioranza, consegniamo il miglior risultato possibile.

Anche quest’anno abbiamo dato e abbiamo tentato, nonostante i tagli – 80 milioni in meno delle risorse autonome disponibili – nonostante le recenti sentenze della Corte costituzionale che impediscono di allocare nei capitoli la dinamica tecnica, le risorse perenti che, invece, potranno essere utilizzate soltanto dopo l’approvazione del consuntivo, quindi dopo il mese di aprile, nonostante questi paletti – ripeto – sempre più alti, diamo risposte a tutto l’universo mondo che grava intorno alla Regione e dalla Regione si aspetta, fin da subito, il pagamento di stipendi e di salari. Quindi diamo risposte positive al mondo della forestazione, al mondo del sociale, al grande mondo del precariato, rispetto al quale in queste ultime ore – lo accennava il collega Salerno – è stato prodotto uno sforzo importante che darà, in prospettiva rapida, risposte positive e di stabilizzazione.

Quindi abbiamo seguito quell’indirizzo appoggiato l’anno scorso, di fatto condiviso dalle forze politiche e dalle forze sociali, che sono state mosse da una dinamica di collaborazione e che hanno avuto un ruolo positivo nell’arrivare alla fine dell’anno in un quadro di pace sociale difficile da prevedere agli inizi dell’anno, con la situazione economica e finanziaria che le decisioni del Governo nazionale ci hanno imposto all’inizio del 2013.

Quindi, colleghi, oggi noi consegniamo alla valutazione dell’Aula il miglior risultato possibile in termini di manovra, la cui stella polare è stata quella di garantire il pagamento di stipendi e di salari a coloro i quali gravano sulle spalle gracili della Regione, di conseguenza servizi utili ai nostri concittadini.

Rispetto agli investimenti ci giocheremo, anche qui insieme, la partita della nuova programmazione, quella 2014-2020. Oggi, in un contesto di crisi economica negativa, ci troviamo, però, in una situazione positiva e fortunata, perché noi – anche qui dico insieme – possiamo essere protagonisti e saremo insieme protagonisti della definizione della nuova programmazione dei fondi comunitari, quella del 2014-2020.

Le trattative della Regione con il Governo nazionale ci pongono nelle condizioni di poter disporre di circa 4 miliardi di euro, da utilizzare per il nostro territorio seguendo tutta una serie di priorità che il documento di orientamento strategico che stiamo per approvare e per consegnare fissa e che poi saranno tramutate in azioni e in obiettivi dal Programma operativo, dal Por, che noi intendiamo questa volta che sia un Programma operativo più operativo e meno programma, più produttivo di effetti concreti e meno portatore di meri annunci che rimangono tali. Perché ciò sia possibile, anche qui, colleghi, ritengo che sia indispensabile il contributo di tutti quanti noi, ad iniziare dal contributo di questa nostra istituzione, dalla sua dialettica tra le forze di maggioranza e di opposizione, con cui la Giunta, guidata dal Presidente, deve dare il suo impulso a un lavoro – ripeto – corale, che non può essere il lavoro di un uomo, di un singolo, di un dirigente, ma deve essere il lavoro corale di tutti quanti noi, che dia risposte al territorio, che abbia la capacità di recepire dal territorio quali sono le proprie vocazioni e trasformare quelle vocazioni in progetti di sviluppo che nel prossimo settennio dovranno essere portate a compimento.

Quindi, con una saggia gestione delle risorse, quelle ordinarie che – richiamo a quanto si diceva prima – sono, purtroppo, sempre di meno e che, se continueranno ad essere sempre di meno, faranno diventare doveroso chiudere la Regione o, se è al contrario, si dovrà imboccare un’altra strada nella quale le risorse comunitarie non potranno che avere un ruolo da protagonista. E’ questo il lavoro che oggi offriamo all’Aula, un lavoro – ripeto – che nella condizione data è il migliore possibile; è un lavoro corale, che ha visto tutti quanti noi protagonisti, ha visto il Presidente del Consiglio regionale, il vicepresidente Nicolò, l’Ufficio di Presidenza protagonisti importanti, perché se oggi e anche quest’anno tagliamo il traguardo nel rispetto della legge e se anche quest’anno consegniamo la Regione Calabria come una delle Regioni virtuose, il merito è anche del Consiglio regionale nella sua interezza e, nel suo dipanarsi, anche delle forze politiche.

Questo è un punto che non può essere taciuto, tra l’altro il Consiglio ha contribuito in maniera importante a farsi carico di tanti, troppi tagli che ci sono stati, riducendo in maniera molto, molto importante anche il proprio fabbisogno.

C’è stato un lavoro importante da parte della maggioranza; ringrazio per la collaborazione tutti i gruppi di maggioranza, ad iniziare da quello di Forza Italia, per il contributo determinato e importante che ha dato, del Nuovo Centro Destra, dell’Udc, della Lista Scopelliti, che con il loro fattivo intervento hanno dimostrato, non a parole ma nei fatti, una unitarietà di intenti e una volontà di superare anche quest’ostacolo.

Quindi noi ci presentiamo al fianco del presidente Scopelliti con una maggioranza unita e coesa, che ha consapevolezza delle sfide che ha ancora davanti e che vuole affrontare insieme e tutta unita per consegnare alla sua scadenza naturale il resoconto, il rendiconto del nostro lavoro per il giudizio sul quale i calabresi si dovranno esprimere. E’ questa la sintesi del lavoro che abbiamo svolto e che offriamo alla valutazione del Consiglio.

Anche qui, ho finito, ma se il Presidente mi consente, mi porto un pochino in avanti con il lavoro.

PRESIDENTE

Prego, assessore, continui.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Ho letto che sono state presentate tutta una serie di proposte emendative. Poi, naturalmente, entreremo nel merito e le esamineremo tutte quante. In Commissione abbiamo, insieme al Presidente, alla Commissione, insieme alle forze politiche di maggioranza e opposizione, tracciato un percorso che io ritengo possa essere tranquillamente ripreso qui in quest’Aula, cioè quello di evitare un appesantimento del Collegato normativo con tutta una serie di innovazioni legislative che con il bilancio nulla hanno a che fare. Ci sono dinamiche legislative che è giusto siano affrontate dal Consiglio regionale, è giusto che il Consiglio regionale legiferi, però ci dobbiamo interrogare se quest’azione legislativa debba entrare all’interno di un Collegato che, per propria natura, deve avere soltanto un risvolto economico e finanziario di norme strettamente collegate al bilancio.

Ci siamo interrogati, in Commissione abbiamo tracciato una strada ed io ritengo che quella strada debba essere seguita anche in quest’Aula e, rispetto a questo, mi auguro che ci sia da parte di tutti i colleghi, sono certo che c’è da parte di tutti i colleghi, soprattutto di quelli di maggioranza, la consapevolezza che in questa fase, visto che gli occhi di questo sistema diabolico - che è stato costruito dal legislatore, dalla magistratura contabile, dalla magistratura costituzionale - sono tutti attenti al nostro bilancio; quindi è il caso che si produca un atto inattaccabile che superi i vagli contabili e costituzionali e che conduca la nostra Regione ad una navigazione sicura anche per il prossimo anno.

Con questi auspici, ringrazio il Presidente e ritengo che insieme si possa tagliare questo traguardo che – ripeto – deve essere patrimonio di tutta l’Aula, dell’intera istituzione del Consiglio regionale della Calabria. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Mancini. Si apre la discussione sulla relazione. Ha chiesto di parlare il consigliere De Masi. Ne ha facoltà.

DE MASI Emilio (IDV)

Nella premessa era un intervento che, quasi fatalmente, dovrà essere contenuto in un ragionevole arco di tempo. Chiarisco che mi sono sforzato, predisponendomi adesso, di ispirarlo ad un sentimento di vero cambiamento, che non è un processo da reclamare al di fuori delle istituzioni, ma è un costume rinnovato nell’anima politica che deve contraddistinguere i nostri stessi interventi, che si deve sperimentare in primo luogo all’interno dell’Aula nella quale abbiamo l’onore di sedere.

E’ per questo che penso che il rinnovamento non possa essere affidato all’accattivante immagine di chicchessia, purché giovane, fresco e baldanzoso, ma il rinnovamento reclama un cambiamento di atteggiamento tutto fatto di onestà politica ed intellettuale, al quale dobbiamo insieme concorrere.

E’ in questo senso che, per completare la premessa, debbo ammettere, eludendo ogni tentazione di indulgere ad una qualche forza polemica, che alcune delle ragioni che l’assessore Mancini rappresentava quale causa di impossibilità di corrispondere alle effettive esigenze della Calabria, anche se egli, ovviamente, non si è espresso testualmente in questi termini, hanno un loro oggettivo fondamento che è da riconoscere ed ammettere. Lo ha richiamato: mancati o riduzione dei trasferimenti progressivi, che hanno in effetti davvero ridotto a quantità oltremodo modeste le disponibilità finanziarie di ogni ente locale, in primo luogo della Regione; patti di stabilità, tanto che la stessa Regione dispone, non potendone fruire, addirittura di miliardi di euro che – questi sì – inseriti nei circuiti economici della regione potrebbero, in qualche modo, determinare un qualche cambiamento.

Questi sono riconoscimenti che mi sento, in tutta onestà, di ammettere e di ritenere causa di una impossibilità di procedere alla redazione del bilancio, non come, purtroppo, con altrettanta onestà, mi sento di denunciare, alla redazione di una sorta di esercizio meramente aritmetico, ma al recupero del bilancio quale strumento autentico, fondamentale di pianificazione, non tanto e non solo di un’attività politica, ma esattamente – e l’assessore Mancini lo ricordava – di pianificazione dell’avvenire, del destino, del futuro, delle sorti prossime e anche di prospettiva di un’intera comunità.

Mi sembra di cogliere, in questo modesto ripiegamento che è tutto condizionato da questo sgomento per quanto ci viene imposto dagli organismi sovraordinati gerarchicamente nelle istituzioni, quindi si ripiega in una sorta di ostentazione di un alibi per giustificare ciò che si poteva fare e non si è fatto; poco, certo, ma ad esempio denuncio, con l’onestà che ho cercato di chiamare all’inizio, che con ogni probabilità, in una regione come la nostra, descritta da sempre - e le sue condizioni non sono mutate - anche nella letteratura più suggestiva, come la latitudine dei bisogni più estremi e datati, una qualche attenzione più puntuale, efficace, coraggiosa, solidaristica verso il sociale, avrebbe – questo sì – consentito con maggiori titoli dialettici di quanto non gli possiamo permettere all’assessore Mancini, di descrivere trionfalmente l’esito nel fatto procedurale del bilancio.

Anche questa sorta di liturgia, un po’ stantia, di richiamare alla fine di ogni anno un titolo di particolare merito, quello di essere tanto diligenti da presentare nei termini previsti, anzi in termini precoci rispetto ad altre Regioni indicate come più virtuose della Calabria; questo documento, somiglia un po’ – e mi scuso per il paragone o la metafora un po’ scadente – a qualche mio compagno di liceo che presentava prima degli altri il compito, salvo che poi i contenuti fossero quelli che potete immaginare.

Allora il metodo è importante nelle dinamiche politiche, nei comportamenti istituzionali, nei procedimenti burocratici, nella definizione di appuntamenti che sono attesi dalla collettività che amministriamo, ma sono solo una parte e hanno titolo di merito se effettivamente si coniugano con meriti nel contenuto che possano indurre tutti ad immaginare una qualche potenziale proficuità nel prosieguo dell’esperienza che insieme – come Mancini ha detto – stiamo cercando di sperimentare.

Tutto questo non è avvenuto e c’è anche una frettolosità che mi risulta essere stata quasi comminata nel lavoro della Commissione, laddove si è intimato a chi intendesse presentare emendamenti, certo, al di là delle difficoltà oggettive che ribadisco, una sorta di ostracismo, nel senso che è in qualche modo vietato introdurre elementi di riflessione, di confronto e di dibattito e si tratta di riflessioni, di elementi di dibattito che attengono alle condizioni economiche e sociali della Calabria e rispetto alle quali indicazioni di soluzioni diverse, rispetto a quelle di altri, potrebbero almeno avere ospitalità all’interno di un consesso, che è tale esattamente per recepire la dialettica come presupposto per determinare effetti sociali.

Non mi pare ci sia – ecco, questo è fondamentalmente il messaggio che voglio con determinazione dare – la disponibilità al recupero di un sentimento democratico pieno. E’ per questo che non vale del tutto, anche se mi piacerebbe assecondarlo, il richiamo dell’assessore Mancini a conferire a questo documento, a questo strumento, un approccio unitario, in modo da farlo trasparire come esito di una volontà comune. Purtroppo non è così.

Tuttavia devo aggiungere – e vado al di là della premessa – per svolgere qualche riflessione, perché è inutile, non voglio eludere i termini delle questioni che sono scritte nel documento contabile, perché in effetti c'è un’angustia finanziaria di tale proporzioni che – ho già detto – avrebbe potuto essere sottoposta ad una utilizzazione più utile, più proficua e più adeguata alle esigenze effettive della Calabria, tuttavia c’è, allora debbo richiamare, in linea con quella premessa che ho fatto, ovvero di un cambiamento che ci veda protagonisti nella quotidianità del costume politico che svolgiamo, che a questo richiamo, probabilmente, tutti noi dovremmo predisporci con umiltà a cercare di farlo proprio e di condividerlo.

Se è vero che oggi sussistono ristrettezze finanziarie inquietanti e, per alcuni versi, drammatiche, è altrettanto vero che nelle epoche passate – e mi scuso per chi ha avuto responsabilità, le hanno avute tutti, centro-destra e centro-sinistra – quando la disponibilità di risorse era consistente e davvero, a volte, andava al di là persino delle necessità, non si sono utilizzate in maniera puntuale e proficua, perché se questo fosse avvenuto, il destino della Calabria ora sarebbe sicuramente diverso.

Allora questo lo richiamo con convinzione, questo è il cambiamento, non può essere un’operazione di facciata, non può essere una sostituzione automatica di persone, non può essere una tumultuosa irruzione di nuove generazioni sulla scena; nuovi contenuti, nuove politiche, nuovo costume, nuova anima, nuova eticità che è questa, così come è necessario che sia in una scena che vuole riappropriarsi di una dignità che rischia di smarrire e non perché ci incalzano i forconi, perché ci incalza una memoria mediocre delle nostre storie, perché di questo bisogna parlare, a questo bisogna riferirsi, se vogliamo modificare il futuro che ci riguarda.

Se così è, è evidente che non è stato ciò che sarebbe potuto, in quanto c’è un profilo che accomuna tutti nella gestione della cosa pubblica, che è il clientelismo, che è un cancro che divora la struttura presupponente della politica. E non intendo soltanto un fenomeno che recepisce e sviluppa favoritismi, intendo un processo molto più profondo dal punto di vista – se posso dirlo – culturale, che consiste nella mancanza di fede che si ha da parte di esercita ruoli politici nei suoi veri compiti e nelle sue vere finalità che necessitano di tempi, di impegni a volte molto più lunghi e non compatibili con esigenze individuali e di gruppo che, guarda caso, il più delle volte coincidono con appuntamenti elettorali.

Questa è davvero la scommessa culturale, questa è l’indicazione che deve provenire da un’Assemblea di questa entità e di questa possibilmente ritrovata dignità.

Finiremmo per essere protagonisti o concorrenti di una litania concorrenziale che di politico, nel senso che ho cercato modestamente di esprimere, nulla dice e nulla offre come esempio di cambiamento reale alla Calabria.

Diceva bene l’assessore Mancini, la via d’uscita è semplicemente una: utilizzazione corretta, efficace, puntuale, proficua, reale, onesta, fruttuosa dei fondi comunitari.

A me piacerebbe ratificare il trionfalismo che molte volte questa amministrazione ostenta rispetto a percentuali di impegno di spesa reale effettivamente conseguita in questa materia ma lo farei molto volentieri se, aggirandomi nelle collettività nelle quali ognuno di noi si dibatte alla ricerca di un confronto sempre più difficile con l’opinione pubblica, potessi ricavarne una qualche indicazione, un qualche sentimento di soddisfazione e di gratificazione.

Ho provato a parlarne perché non c’è dubbio che qualcosa si è provato a fare prima e anche adesso. Non solo non è tutto, sempre timida e sempre soggetta ad una serie di contraddittorietà, di vessazioni e difficoltà, di ostacoli che rendono l’Agenda ogni volta sempre ritardata rispetto ai termini e alle scadenze temporali che imporrebbe l’Agenda stessa.

Se ne dovrebbe uscire, allora, attraverso una riproposizione di un modello di governo che recuperi l’elementarità dell’indirizzo politico che lo descrive. Ovvero per governo si intende non un esercizio di potere fine a sé stesso ma una sorta di atteggiamento quotidiano, faticoso ed impegnativo che legga la realtà per quella che è. E quella della Calabria è purtroppo facilmente decifrabile e ci si attrezzi attraverso l’emanazione di misure che adeguatamente attuate possono corrispondervi.

Tutto questo io non lo vedo e credo di non essere il solo. Soprattutto non lo vedono i cittadini.

Allora io colgo con una predisposizione d’animo sempre ottimistica l’indicazione dell’assessore Mancini che vorrebbe ristrutturare quasi didascalicamente – l’ha fatto – la nuova Agenda 2014/2020. Spero che sia così, è una sorta di intelligente ammissione tanto umile quanto apprezzabile del fatto che finora non è stata l’Agenda che sta per scadere interpretata in questi termini coraggiosi. Bisogna mettere noi stessi in discussione. Quando andremo oltre noi stessi, gli egoismi elettorali che, forse, fatalmente ci prendono, avremo davvero recuperato quel senso di cambiamento che non…

PRESIDENTE

Consigliere De Masi, è scaduto il suo tempo.

DE MASI Emilio (IDV)

Ho finito.

Che non va a soddisfare…

PRESIDENTE

Non ho intenzione di soffocare il dibattito perché è giusto dare respiro ad un argomento così importante, ma lascio un attimino al vostro senso di responsabilità il rispetto dei tempi previsti per gli interventi. Prego, continui.

DE MASI Emilio (IDV)

Sto concludendo. Quindi mi auguro che questa nuova riproposizione che didascalicamente ci ha offerto l’assessore Mancini possa trovare, davvero, puntuale ospitalità in un costume di governo che deve cambiare altrimenti sarà stata una promessa che non è degna della sua dignità. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Magno. Ne ha facoltà.

MAGNO Mario (Forza Italia)

Presidente Nicolò, intanto devo dire che la relazione dell’assessore al bilancio, Mancini, mi conforta per due punti di vista importanti. Uno è perché ha saputo tracciare in maniera sapiente la condizione politica, culturale e sociale nella quale si viene a collocare l’approvazione di questo bilancio regionale che, come ha riconosciuto anche il consigliere De Masi, si pone in una situazione di grave difficoltà economica e sociale, ma anche di valori, come ha sottolineato il consigliere De Masi, e che certamente fa parte di una cultura che dobbiamo imparare anche a cambiare, altrimenti andremmo incontro a quella perdita di memoria storica che lui ha richiamato e che io non oserei definire mediocre ma, certamente, una perdita di memoria storica che non ci collega a quelli che sono stati i padri fondatori di questa Repubblica che hanno voluto una democrazia avanzata e fortemente radicata rispetto a quelli che sono i problemi dei nostri cittadini.

L’altra riflessione dell’assessore Mancini che mi convince molto è che questo bilancio viene approvato in un tempo adeguato. E’ la quarta volta, assessore Mancini, che approviamo il bilancio entro dicembre; erano tante legislature che non si vedeva approvato il bilancio a questa scadenza.

Vorrei dire al consigliere De Masi che non è un fatto di poca importanza approvare il bilancio nel mese di dicembre perché consente almeno due obiettivi importanti: uno è quello di non andare all’esercizio provvisorio che ti obbliga a poter utilizzare i fondi con i dodicesimi mentre l’altro è quello di rispondere a quelle che sono le esigenze delle imprese dei fornitori e del personale di questa Regione; mai è stato messo a rischio il pagamento del personale nel momento in cui abbiamo approvato il bilancio entro dicembre mentre in passate legislature alcune volte il personale ha persino visto slittare il pagamento degli stipendi.

Mai le imprese hanno visto la sofferenza dei pagamenti, salvo nell’ambito del rispetto dei parametri del Patto di stabilità.

L’approvazione entro dicembre ci ha garantito di fare una programmazione economica e finanziaria del nostro bilancio che potesse avere un respiro annuale, quindi un lungo respiro. Nel corso dell’anno ci ha consentito di fare tutta una serie di variazioni per poter adeguare il bilancio a quelle che erano le situazioni che man mano si venivano a creare nel corso dell’anno.

Questa è la ragione tecnica e politica per la quale è necessario approvare il bilancio entro dicembre perché se tu non l’approvi entro dicembre vai incontro a tutta una serie di rischi che poi non ti danno la possibilità di poter intervenire nel corso dell’anno e poter utilizzare le previsioni di bilancio in funzione anche di quelle che sono le necessità che sono presenti all’interno di questa Regione.

Ma io dico anche che l’assessore Mancini ha saputo anche cogliere alcuni aspetti importanti in questo bilancio che sono andati nella direzione di due questioni che sono state poste dal Governo nazionale: una è stata quella della riduzione dei trasferimenti dallo Stato di 80 milioni di euro, quest’anno, che si sommano alle riduzioni degli anni precedenti e già arriviamo a migliaia di milioni di euro nell’arco dei 4 anni di questa legislatura, attraverso una movimentazione all’interno del bilancio che ha consentito, comunque, di riparare a questo mancato trasferimento attraverso la riduzione di quelle che sono le spese complessive di cui la Regione ha fatto fronte in questi anni.

Queste cose non le dobbiamo dimenticare altrimenti i nostri concittadini non capiscono come mai c’è un bilancio che pur nelle mille difficoltà che ha, comunque continua a dare, alcune risposte seppur parziali all’interno della regione.

Noi faremmo anche un torto a noi stessi nel momento in cui non diciamo ai nostri concittadini quali sono stati i tagli che abbiamo subito, anche per quanto riguarda la riduzione degli stipendi dei consiglieri, o la riduzione delle spese di gestione della macchina amministrativa del Consiglio e della Giunta, rispetto alle spese dei tagli sugli enti del 20 per cento annuale nella gestione degli enti, su quella che è stata la riduzione degli emolumenti degli amministratori di questo ente, su quella che è stata la riduzione degli emolumenti ai revisori dei conti degli enti, su quella che è stata la riduzione del numero degli enti all’interno di questa Regione.

Su quella che è anche la riparametrazione degli emolumenti accessori che diamo anche al nostro personale, al personale dirigente e all’altro personale appartenete a categorie inferiori.

Se noi non diciamo queste cose ai nostri concittadini calabresi penseranno che questo è un bilancio che ha avuto i tagli di 80 milioni di euro ma non sappiamo nemmeno rispondere dove prendiamo questi 80 milioni di euro che ci hanno tolto.

Abbiamo cercato di mantenere in vita dei servizi essenziali ed importanti, racimolando i fondi per poter coprire questi servizi - non più dalle entrate proprie della Regione che, magari, in parte coprivano i servizi essenziali come i trasporti, come i forestali, come i lavoratori socialmente utili o gli Lpu - ma attraverso una ricerca, una rimodulazione di quelli che sono i fondi relativi ai Fas e al piano di coesione, cercando di allocare una quantità di risorse sufficienti per coprire tutta una serie di problematiche che sono emerse nella gestione dei servizi.

Un esempio lo faccio per quanto riguarda i trasporti dove se non ci fossero stati questi fondi probabilmente non saremmo mai riusciti a prevedere, per il prossimo anno, il pagamento dei debiti che noi abbiamo con le imprese delle autolinee. Di questo dobbiamo ringraziare l’attività certosina fatta dall’assessorato ai trasporti.

A me sembra che ci sia stata una ventata di novità anche rispetto a quella che è stata la politica sui lavoratori socialmente utili e sugli Lpu. Voglio veramente dire che sia il presidente Scopelliti sia l’assessore Salerno, insieme ai deputati nazionali del centro-destra e ad alcuni deputati del centro-sinistra si sono impegnati su questo fronte. Questo lo dobbiamo riconoscere, non dobbiamo litigare sulla stampa su chi arriva prima o su chi ha presentato di più, rispetto ad un altro, emendamenti alla Legge di stabilità per dire “ci appropriamo noi del risultato”. Probabilmente a questo risultato che abbiamo avuto ha contributo sia la Giunta regionale, con la sua rappresentanza, sia chi ha voluto sostenere questi provvedimenti all’interno del Parlamento e del Governo nazionale siano essi di centro-destra siano essi di centro-sinistra.

Riteniamo che l’obiettivo che è stato portato a compimento, cioè i 28 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili e per gli Lpu della Calabria ed eventualmente i 20 milioni aggiuntivi del Pd, se ci saranno con questo emendamento, rappresenti un fatto importante per questa Regione.

Perché è la prima volta che la Regione inizia un percorso di stabilizzazione certa dei lavoratori precari al suo interno.

Questo lo dobbiamo dire fortemente perché è la prima volta che in Calabria si va verso una soluzione seria di sistemazione del precariato regionale. Questo è un merito che va dato a questa amministrazione di centro-destra e su questo nessuno può discutere, questo è il grande merito. Dopo di che, ci sono un’altra serie di questioni sulle quali certamente questo bilancio non può dare, al momento, risposte certe, ma credo che sicuramente nel corso dell’anno l’assessore Salerno e il presidente Scopelliti, dopo il lavoro fatto sul precariato, concentreranno la loro attenzione anche per quanto riguarda la problematica relativa ai servizi sociali calabresi.

Questo bilancio – diciamocelo chiaramente – non può coprire fino in fondo le spese relative all’assistenza socio-sanitaria e ne abbiamo dibattuto con l’assessore Mancini in Commissione bilancio in questi giorni; c’è un impegno dell’assessore e un impegno della Giunta per far sì che la questione dei servizi sociali in Calabria possa nel 2014 avere anche un’attenzione ed una priorità, per consentire alle tante fasce deboli calabresi di poter continuare ad usufruire dei servizi che grazie anche al volontariato riescono ad offrire la possibilità di realizzare attività certa e qualificata rispetto ai soggetti che hanno bisogno di servizi essenziali come i portatori di handicap, i tossicodipendenti, i sordi, i ciechi e tutti coloro che hanno bisogno quotidianamente di  ricevere servizi.

Un’altra cosa sulla quale noi siamo certi che nei prossimi mesi si dovrà focalizzare fortemente l’attenzione è quella relativa alla riorganizzazione complessiva del settore dello smaltimento dei rifiuti in Calabria, assessore all’ambiente.

Ritengo che anche su questa problematica si debba porre fortemente l’attenzione, perché la Regione risolve una volta per tutte e senza commissariamenti anche quello che è il sistema della organizzazione dello smaltimento dei rifiuti che comincia a diventare un problema insopportabile quando si chiudono le discariche e non si ricevono i rifiuti perché mancano alternative certe all’interno della Calabria in materia di siti di stoccaggio, di raccolta differenziata e su dove conferire il differenziato; questo è oggi il grande problema.

Da una parte c’è un problema di bilancio ma dall’altra, certamente, c’è un problema di riorganizzazione del sistema.

Ho colto l’occasione per dirlo oggi perché ritengo che sia importante che la maggioranza su questa problematica faccia una riflessione celere così come stiamo facendo in Commissione bilancio affinché si arrivi al più presto ad una soluzione definitiva per trovare un sistema adatto alla organizzazione del sistema.

Ritengo, per concludere, che questa Regione, questa Giunta e questa maggioranza abbiano già dato un segnale diverso di cambiamento nella nostra Regione, pur in una condizione di grave difficoltà. Lo dicevo prima per alcune cose e lo dico anche in funzione di una serie di sentenze emanate dalla Corte costituzionale per quanto riguarda i fondi perenti della Regione: entro febbraio speriamo di poter definire questa partita in maniera tale che possiamo eventualmente stabilire l’utilizzo di alcuni fondi così come speriamo di poter definire anche la partita dei residui passivi all’interno della Regione che è stata posta da alcuni consiglieri della opposizione all’interno della Commissione per far sì che il prossimo bilancio possa essere ancora più certo rispetto a quello che abbiamo esaminato quest’anno.

Non dobbiamo dimenticare, però, che il 2014 sarà un anno importante per quanto riguarda la verifica di ciò che è stato fatto nell’ambito della sanità. Perché se il 65 per cento per cento delle risorse continua a gravare sul bilancio regionale ritengo che questa Regione avrà sempre il problema di poter utilizzare risorse proprie per fini di sviluppo e di destinazione per i servizi.

Anche per il 2014 dobbiamo essere in grado di poter definire al meglio quella che è la questione relativa alla spesa sanitaria perché i risparmi che noi abbiamo fatto in questi 4 anni ci dovranno consentire di liberare risorse e di ridurre quella che è la prospettiva della pressione fiscale che c’è in Calabria poiché i cittadini continuano a pagare le tasse al massimo di quella che è la possibilità all’interno della Regione.

PRESIDENTE

Collega Magno, vale anche per lei la stessa regola: la prego di contenere il suo intervento entro i termini prescritti.

MAGNO Mario (Forza Italia)

Dobbiamo far sì che questo aumento di tasse, dovuto al debito per la sanità, possa rientrare nel più breve tempo possibile in misura inferiore rispetto al pagamento che oggi viene fatto per coprire questi servizi.

Approvo in pieno questo bilancio anche a nome del gruppo di Forza Italia, riconoscendo all’assessore Mancini, alla Giunta, al presidente Scopelliti di aver fatto un ottimo lavoro con i problemi che ho evidenziato; rilevo intanto che è stato, ancora una volta, portato all’esame dell’Aula alla fine dell’anno, nel mese di dicembre, entro i termini, e questo ci riempie di orgoglio e ci dà la possibilità di guardare al futuro con un occhio più positivo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Naccari Carlizzi. Ne ha facoltà.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Grazie, Presidente, sono particolarmente contento di intervenire dopo il mio consigliere di maggioranza di riferimento che è il collega Magno che con la sua eloquenza ci porta sempre a delle riflessioni maggiori rispetto a quelle che si evidenziano dai testi che noi leggiamo.

Devo confessare che per un attimo le sue valutazioni in qualche maniera ci spingono a rivedere le nostre analisi. E’ evidente che la situazione che abbiamo di fronte è una situazione eccezionale e difficilissima, difficilissima per il Paese e per l’Europa. Addirittura l’assessore facendo la sua relazione ha parlato dell’abolizione delle Regioni quindi l’ha presa un po’ alla larga, alla lontana.

Se noi volessimo in poche parole dire in cosa consiste questo bilancio dovremmo dire che mancano le risorse, forse manca anche la manovra e c’è un aumento di tasse e tariffe marcato, significativo.

Ripeto che la manovra manca perché non c’è neanche un tentativo di uscir fuori da questo circolo vizioso.

D’altra parte quel che ha letto il Presidente della Commissione, il parere del Consiglio delle autonomie locali, è indicativo. Cosa ha fatto il Consiglio regionale delle autonomie locali? In sostanza ha dato un parere in assenza del numero legale. Quando i bilanci affrontano delle scelte, quando hanno risorse a disposizione, quando si pongono il problema anche in assenza di risorse di intervenire in quella che è la funzione di governo e quindi di assumere delle scelte e delle responsabilità è chiaro che non manca il numero legale.

Questa stessa piccola platea che noi abbiamo di fronte alla nostra Aula quando si fanno delle scelte è in qualche maniera gremita e tumultuosa perché le si condivide o perché non le si condivide, perché si vuol capire qualcosa. Questo è il segno dei tempi.

Verrebbe da dire, parafrasando un noto giornalista del passato, la situazione è tragica ma non è seria. Siamo dinanzi ad una situazione complicata e rivendicare la tempistica di approvazione del bilancio, che pur in sé è un fatto positivo, non fatichiamo a darne atto all’assessore Mancini, è un po’ un abitus mentale come quando nel settore della sanità si rivendica la trasmissione dei flussi informativi invece che dell’innalzamento dei livelli essenziali di assistenza del territorio.

Chiaramente uno è un problema di forma, gli altri sono un problema di sostanza. Ci è stato detto che questa manovra garantisce la coesione sociale. Sinceramente mi pare una affermazione eccessiva se non eccessivamente ambiziosa se non proprio al di fuori della realtà.

Purtroppo la povertà dilagante, la miseria dilagante che si sta impadronendo dei nostri territori, il rischio fondato che i servizi degradino incidendo in maniera profonda su quelli che sono i diritti di cittadinanza e i conseguenti servizi non sono una valutazione che viene da una opposizione critica ma sono la constatazione che emerge dai numeri.

A fronte di questo, abbiamo visto un Collegato che si è contraddistinto per riportare il recepimento di norme sul contenimento delle spese assolutamente marginali, nel quadro più generale in esecuzione del decreto legge sulla spending review; abbiamo visto in questi mesi, anche nella cronaca, alcune scelte dirigenziali pesantemente censurate dalle autorità competenti che poi hanno trovato come soluzione quella di non andare oltre sulla base della presunta, affermata incompetenza di taluni dirigenti e nel Collegato la risposta a questi problemi è stata data con due norme. La prima abbiamo avuto già modo di farla sopprimere in sede di discussione in Commissione quando si voleva prevedere un finanziamento per la sede funzionale della Calabria a Bruxelles, senza corrispondere a quelle che sono le norme sui contratti collettivi che, chiaramente, disponevano diversamente, senza voler dare un senso a quel tipo di istituzione e addirittura prevedendo numeri illimitati di presenza e di trasferimento in relazione alla dotazione organica. Si prevedeva, per definizione, che quel personale non fosse adatto se è vero – come è vero – che veniva prevista la firma di convenzioni con soggetti esterni che avessero la competenze per le funzioni proprie di istituto.

Accanto a questo l’unica novità accanto ai tagli, all’aumento dei tributi e delle tariffe sarebbe questo accordo con l’ufficio delle Nazioni Unite sul crimine e la droga. Un accordo che prevede 900 mila euro da dare in due anni a questo United Office on Drugs and Crime.

Addirittura noi prevediamo, sulla base di una delibera, di spendere 900 mila euro per rafforzare la cooperazione internazionale circa l’utilizzo dei beni confiscati quando in questo momento in Calabria ed in Italia è in grave crisi l’Agenzia dei beni confiscati per mancanza di risorse umane e finanziarie, quando in questo momento per non andar oltre e lontano il Tribunale civile di Reggio Calabria, per la prima volta nella storia, ha dovuto sospendere le udienze civili per totale assenza di personale che consenta l’espletamento delle funzioni ordinarie.

In questo quadro complessivo abbiamo visto ora nelle proposte di emendamento una legislazione alluvionale. Una vera e propria legislazione alluvionale. Quante saranno? Non ho fatto in tempo a contare le proposte di legge nel settore agricoltura – 50 o 60? – con tutto il rispetto per l’assessore Trematerra cui va sicuramente un rispetto personale per l’impegno che ci mette, per la dedizione che ha nell’attività di governo.

Verificare che c’è un mattone di 50-60 emendamenti ci fa pensare che si sia potuta riportare una sorta di riforma agraria come quella degli anni ’50 di De Gasperi, la famosa riforma agraria. Il numero di norme che viene prevista dagli emendamenti dell’assestamento al bilancio è sicuramente superiore per tre-quattro volte all’intero impianto di una delle più grandi riforme del Paese che ha contribuito a consegnare alla storia il nome di De Gasperi come grande riformatore.

Mi chiedo, allora, l’assessore non sarà assolutamente terzo, di certo, alla predisposizione di parte – peraltro – di un gruppo di consiglieri, molti dei quali di un gruppo di appartenenza di queste proposte. Ma cosa vuol dire, allora, se alcuni assessori propongono addirittura una legislazione di settore all’interno del Collegato sotto forma di emendamento? Vuol dire che probabilmente la convinzione, la condivisione ormai chiara è che la legislazione esistente nella nostra Regione è totalmente insufficiente ed è arrivata al punto da comportare una spinta nei soggetti, in quelli che sono gli attori che dovrebbero dare risposte ai problemi della Calabria.

Questo non è colpa di Mancini da una parte né è colpa del singolo assessore che sente l’esigenza di dare una svolta a certi percorsi.

Ma allora mi chiedo: c’è una riflessione rispetto al disegno complessivo di governo di questa Regione? C’è una percezione rispetto ad una difficoltà complessiva sulla base della quale si dibattono i cittadini, gli operatori di questa Calabria? C’è la percezione in chi guida questa Regione di questi problemi? Sinceramente ho dei seri dubbi in questo senso, così come ho avuto dei dubbi nel vedere il documento di programmazione economica e finanziaria che non tiene conto di una serie di aspetti drammatici come quelli che vengono negoziati dalla stessa Regione Calabria in sede di conferenza delle Regioni e conferenza Stato-Regione laddove la Regione Calabria rimane inerte nella individuazione delle Regioni benchmark sui costi standard. In sostanza, quindi, contribuisce a tagliarsi qualcosa come 400 milioni di euro, rispetto ai soli servizi sanitari, col proprio voto, con la propria presenza a quei tavoli. Previsioni che non sono inserite né in questo bilancio, che è quello del 2014, né nel documento di programmazione economica e finanziaria che si riduce, quindi, ad un insieme di considerazioni sparse, alcune delle quali sono condivisibili, altre sono palesemente errate e insufficienti.

Cosa dire dei trasporti? Passando prima dall’assessore Fedele ho detto “è una situazione drammatica”; lui dice “sì, non c’è dubbio che sia una situazione drammatica” nessuno, chiariamolo, immagina che Fedele abbia uno strumento o una soluzione così come nessun altro di natura personale che possa dare una risposta a questo.

Ma vogliamo capire cosa stiamo votando? Questa delibera numero 380/2013 “Piano di riprogrammazione dei servizi sul trasporto pubblico locale” almeno ci vogliamo rendere conto che questa delibera è stata presa in assenza di quello che era un lavoro che in questi tre anni doveva passare dalle linee guida a dei documenti attuativi e operativi?

Quando all’interno di questa delibera è collegata in una maniera piuttosto criptica del Collegato alla Finanziaria noi verifichiamo che ci sarà un aumento delle tariffe per i trasporti pubblici collettivi e per il trasporto pubblico in Calabria con una riduzione dei corrispettivi che in sostanza si traduce in un incremento di tariffe del 20 per cento per i servizi urbani e del 42 per cento dei servizi extraurbani mi chiedo: le abbiamo lette queste cose? Capisco che alle volte si va a Roma anche iugulati da una situazione ed in qualche maniera c’è il rischio che i Governi nazionali dicano “prendere o lasciare”. Ma ci siamo posti il problema del perché si arriva ad essere iugulati per avere le risorse per continuare a portare avanti i servizi? Ci siamo posti il problema che sono stati utilizzati e noi abbiamo chiesto l’utilizzo dei fondi Fas, cioè dei fondi per gli investimenti in conto capitale, cioè i soldi sul futuro, i soldi dei nostri figli per continuare a gestire la situazione corrente? Ci siamo resi conto che stiamo dicendo alla Calabria che si aumenta in questa maniera vertiginosa il costo dei servizi?

Nel frattempo gli altri adempimenti, le altre azioni sul trasporto pubblico locale prevedono una riduzione delle percorrenze, dei servizi offerti e complessivamente un abbassamento dell’offerta che diamo ai cittadini.

Vedete, sinceramente, anche la rivendicazione che faceva il capogruppo Magno, in questo caso è un aggettivo quello che gli rivolgo cioè del successo del risultato sugli Lsu e Lpu non vorrei aver capito male e se ho capito male me lo dica subito.

Anche questo. Quel disegno di legge che noi oggi voteremo tutti quanti, con grande convinzione, è un adempimento del decreto legge 101, è questo. E’ quello che è l’accordo che è stato fatto è che prevede la possibilità di utilizzare delle risorse è ancora una volta collegato alle problematiche del Patto di stabilità esentato per un periodo come sanzioni ma poi previsto per il periodo successivo.

Insomma, possibile che in questo momento così drammatico per il Paese non ci si ponga il problema e non ci sia una rappresentanza politica e di governo a livello regionale che sia in grado di interloquire col livello nazionale e fargli capire che persone che sono state utilizzate ed in alcuni casi sfruttate per 20 anni e che in alcuni casi non hanno nessuna copertura rispetto al passato… perché si fa il dibattito sull’articolo 18 e su quelle migliaia di lavoratori che in Calabria come Lpu non hanno materialmente avuto alcuna garanzia per l’articolo 18, ma possibile che il problema del Patto di stabilità non si possa affrontare anche per quella categoria di persone? E’ possibile che facciamo annunci mirabolanti su questo col rischio di intervenire su un corpo sociale già ampiamente sfilacciato, su persone che dopo tanti anni non meritano che parole di verità.

Meritano che si evidenzi il lavoro fatto laddove c’è, ma non che si inseriscono delle illusioni.

Vedete, è stato bocciato in Commissione l’emendamento che avevamo proposto come opposizione sulla velocizzazione e qualificazione della spesa comunitaria, dei fondi vincolati.

Mi fa piacere aver trovato nella relazione dell’assessore la piena consapevolezza e la convinzione che le risorse europee sono l’unico strumento per affrontare il problema dei servizi e dei diritti nella nostra Regione. Ma per passare da quella consapevolezza, esposta verbalmente, ad una consapevolezza maturata, cioè per dimostrare che ci sono delle scelte e dei comportamenti conseguenti mi chiedo quanto dovremo aspettare.

Quell’emendamento era un assist per voi, per questa maggioranza, per il livello di governo perché in sostanza diceva “atteso che le risorse libere della Calabria sono da tanti anni completamente assorbite da quelli che sono gli impegni vincolanti già presi e anzi la Calabria è in disavanzo rispetto alle risorse libere vogliamo porci il problema di avere invece un assestamento che ha chiuso con 5 miliardi 144 milioni di euro di avanzo?”. E vogliamo capire nella parte in cui ciò non significa un blocco necessario del patto di stabilità, cioè nella parte in cui queste sono spese nettizzate rispetto al patto perché non va avanti la spesa pubblica regionale?

Questo vuol dire una incidenza del 9-10 per cento rispetto al Pil della Calabria. Se fate un calcolo di natura economica almeno il 9 per cento rispetto al Pil della Calabria.

E allora perché si rifiuta da parte della maggioranza il contributo costruttivo e la proposta che viene dalla opposizione? Può veramente questa maggioranza in un momento così difficile immaginare di chiudersi in una turris eburnea e immaginare di non dialogare con l’esterno? Immaginare di risolvere sulla base di provvedimenti vuoti quelli che sono i gravi problemi della Calabria? Penso che questo non possa avvenire e verificando che non c’è neanche speranza o una fondata speranza o consapevolezza sui propri strumenti mi chiedo che giudizio può dare la Calabria del nostro lavoro? Perché non c’è fiducia in quello che è il lavoro che noi facciamo e che voi proponete? Voi avete proposto per le nuove leggi la bellezza di 100 mila euro.

Ma questa è una Assemblea legislativa. Se una Assemblea legislativa su un bilancio di 9 miliardi di euro complessivamente mette a previsione per l’anno successivo 100 mila euro vuol dire che ha già abdicato a quella che è la propria funzione, vuol dire che non crede in quella che è la propria funzione perché accanto a questo non abbiamo il tentativo di rivedere complessivamente la legislazione regionale. Accanto a questo non abbiamo l’obiettivo di fare una revisione di spesa e fare delle scelte che possono essere condivise in qualche maniera ma che, in ogni caso, anche se non condivise aprono il problema della rivisitazione delle scelte passate di governo.

Questo non avviene e quindi, se questo non avviene, ci dovete dire quale strada rimane per mantenere la speranza e la fiducia che nei prossimi anni i diritti di cittadinanza in questa Regione vengano in qualche maniera anche parziale, garantiti. Su questo ci interroghiamo e gradiremmo che lo faceste anche voi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Magarò. Ne ha facoltà.

MAGARO’ Salvatore (Scopelliti Presidente)

Grazie, Presidente, per avermi dato la parola, cercherò nei tempi che mi sono stati assegnati di portare un contributo alla discussione e soprattutto di lasciare un pensiero in questo momento particolare che vive la nostra Regione e che vive il nostro Paese.

La situazione che abbiamo davanti è eccezionale, difficile e grave sia dal punto di vista politico sia dal punto di vista economico e sociale. La sfida che abbiamo davanti ritengo sia quella di indicare la strada per fronteggiare e affrontare queste difficoltà e questa situazione difficile che attraversa il Paese e che attraversa la Regione. La sfida sta tutta qui: nel metter in campo una forte azione di governo e se volete anche una forte competizione su come governare e affrontare le sfide.

Tutti quanti noi seguiamo di sera in sera le tante trasmissioni politiche che si susseguono sui nostri teleschermi. In queste trasmissioni noto dei robot perché prima che si mettano a parlare sappiamo già quello che dicono, difendono posizioni e parlano tutti la stessa lingua sia da una che dall’altra parte politica. Manca il coraggio cioè e manca la determinazione e la responsabilità di non eseguire fino in fondo le direttive che vengono impartite ma di avviare una scommessa sulle sfide e sulla capacità di governo.

Penso che stasera alcune questioni siano state poste dall’assessore Mancini nella sua introduzione. Lui ha posto una questione di fondo sulla quale la politica farebbe bene a riflettere e sulla quale ognuno di noi, penso, dovrà portare un contributo in questa fase finale della legislatura. Ha posto una questione essenziale secondo me: le Regioni hanno un futuro? Sono ancora valide?

Penso che a questa domanda dobbiamo dare una risposta e io tenterò brevemente di dare un contributo ed un mio pensiero.

Negli anni ’70 c’è stato in Italia e nel Mezzogiorno, soprattutto, un grande dibattito sulla utilità delle Regioni per far applicare il dettato della nostra Costituzione. In quegli anni si notavano dinamicità, responsabilità, coraggio, determinazione; in quegli anni le forze politiche più sensibili ai temi delle autonomie locali si sono battuti per dar corso alla Costituzione, perché vedevano nelle Regioni non un peso, non una zavorra ma uno strumento importante per far crescere la democrazia e nel frattempo per governare i nostri territori.

Purtroppo, nel corso di questi anni – diciamolo con franchezza – le Regioni hanno perso credibilità e hanno perso la capacità innovativa, hanno perso forse anche la reputazione come ci dice anche l’assessore Mancini, tant’è che lui dice che forse è anche il caso di abolirle.

Penso che noi dobbiamo, innanzitutto, recuperare la reputazione e la credibilità delle nostre Regioni a questa Assemblea legislativa. Dobbiamo trovare i tempi migliori del regionalismo per far autocritica ma anche per indicare nuove strade e nuovi percorsi.

Penso che il regionalismo possa essere rilanciato e penso che le Regioni possano assolvere ad un ruolo importante ma devono recuperare credibilità, reputazione e soprattutto devono avere il coraggio di mettere in campo azioni vere di riforme nel sistema delle autonomie locali.

Le Regioni sono viste, dal mio punto di vista, come dei carrozzoni centrali e sono viste dai cittadini comuni come luogo non dove si affrontano le emergenze, non dove si danno risposte ai bisogni dei cittadini ma come luogo e strumento di potere.

Penso che noi prima di chiedere allo Stato di dare più attenzione alle Regioni dobbiamo essere noi dal sud, dalla Calabria, a dimostrare allo Stato che siamo in grado di cogliere e di far nostre le sfide. Penso che nelle Regioni ci siano ancora tanti sprechi e dobbiamo avere il coraggio di abbattere ed eliminare gli sprechi che sono tanti e che, purtroppo, fanno sempre di più diminuire la reputazione e la credibilità delle Regioni.

Penso che nelle nostre Regioni ci sia tanta evasione e anche qui dobbiamo mettere in campo una forte azione di recupero dell’evasione fiscale per tentare di mettere sempre meno le mani nelle tasche dei cittadini onesti perché, purtroppo, le mani nelle tasche dei cittadini anche in questa nostra Regione le abbiamo messe.

La sfida è appunto qui: è possibile ridurre la pressione fiscale? E’ possibile garantire servizi efficienti? Penso proprio di sì, se si ha coraggio e la forza di ricominciare e se, soprattutto, le forze politiche hanno la forza e il coraggio di non pensare sempre agli appuntamenti elettorali ma di cimentarsi sul governo delle questioni.

Mi sento anche di dover suggerire al governo, al nostro Presidente anche un’altra questione. Penso che ormai i fondi europei e i bilanci debbano camminare insieme, sono la stessa cosa ed hanno gli stessi obiettivi, sono due strumenti fondamentali che devono camminare sulla stessa direttrice.

Penso che i fondi europei siano risorse giuste e necessarie che non devono essere polverizzate e che devono essere concentrati sui grandi obiettivi di sviluppo quali le infrastrutture e le innovazioni.

Mi capita spesso di partecipare a dei convegni in questa nostra Regione, ad ogni problema la risposta sono i fondi europei. C’è da fare un concerto? Ci sono i fondi europei, c’è da aggiustare un marciapiede? Ci sono i fondi europei. C’è da stabilizzare una persona? Ci sono i fondi europei. Io penso, invece, proprio di no. Dobbiamo invertire completamente questa logica e questo modo di fare perché bilancio e fondi europei dal mio punto di vista camminano insieme.

Sostanzialmente il mio intervento mirava a creare una nuova responsabilità, a creare una tensione maggiore nella politica e nelle istituzioni a far squadra, a far rete perché ci sono tante cose positive in questa nostra Regione che, se si uniscono, possono dare un contributo fondamentale.

Fatemi dire poi un’altra questione che reputo essenziale per questa nostra Regione: chi fa meglio, di più e chi è bravo deve essere premiato e sostenuto sia a livello burocratico sia politico.

Mi permetto di affidare alla valutazione del Presidente e della sua Giunta, della nostra maggioranza un’ultima annotazione: mi sto occupando da tre anni, presiedendo una Commissione inutile e forse sono anche un inutile Presidente, dell’anti ‘ndrangheta; questa Commissione ha prodotto strumenti legislativi straordinari ed importanti che non ci sono in altre Regioni. Abbiamo anticipato, se volete, anche il lavoro della Commissione nazionale e abbiamo anche anticipato a livello legislativo tante iniziative che sono parti integranti del governo del nostro Paese.

Non basta però avere leggi o norme avanzate, serve che queste norme, queste leggi vengano sostenute e finanziate perché contrastare la criminalità organizzata è un compito essenziale, perché il mancato sviluppo di questa nostra Regione deriva anche, probabilmente, dalla ingombrante presenza della malavita organizzata.

Noi per la nostra parte dobbiamo esser coerenti alle parole che diciamo e dobbiamo lavorare con forza per trovare le risorse e per aiutare queste persone.

A me, per esempio, piacerebbe molto che in questo bilancio -  o, successivamente, quando andremo ad approvare il consuntivo - se ci sarà un avanzo di amministrazione dessimo una attenzione ai testimoni di giustizia, ai familiari delle vittime della mafia.

Mi piacerebbe che nel bilancio sui beni confiscati, per esempio, su cui si è aperto un dibattito in questi giorni, ci fossero degli atti consequenziali. Piacerebbe, per esempio, che i comuni, che hanno avuto consegnati dei beni confiscati, abbiano anche le risorse per poterle ristrutturare. Piacerebbe anche a me che nei bandi che la Regione vara, sia sui fondi europei sia sui fondi ordinari, per esempio, se ci sono beni confiscati o imprenditori che decidono di avviare una attività sui beni confiscati si dia loro un maggiore punteggio o una priorità.

Mi piacerebbe sostanzialmente che il lavoro che abbiamo fatto, checché se ne dica in questa Regione, avesse il sostegno finanziario delle risorse che mancano.

A volte, per avviare questo lavoro di contrasto penso che non bastino solo le risorse ma ci sono tante piccole cose che possono esser fatte. Suggerisco alla Giunta e all’assessore di verificare tutto il lavoro, tutto il prodotto legislativo che giace nelle nostre Commissioni consiliari. Sono tante le proposte di legge che a volte non richiedono finanziamenti.

Anche qui vorrei esprimere un giudizio positivo su un passaggio dell’assessore Mancini, quando dice che il bilancio deve essere epurato da norme che vengono inserite di volta in volta.

Se dessimo questo segnale stasera forse questo sarebbe ancora più importante dei tempi che puntualmente anche quest’anno abbiamo rispettato. Dubito che questo avvenga ma nel contempo pregherei di verificare il patrimonio legislativo che c’è in questa nostra Regione e di valutarlo con attenzione a prescindere da quale parte politica essa provenga.

Questi erano i contributi che mi sono permesso di offrire a questa discussione perché, vedete, in Calabria siamo tutti bravi a criticare e a dire che le cose non funzionano ma manca questa grande capacità, questa grande sfida, di proporre come risolvere i nostri problemi.

Penso che in quest’anno che ci separa dalla fine della legislatura dobbiamo lavorare per confrontarci e scontrarci su come affrontare le emergenze, senza portare nelle nostre discussioni, nelle nostre proposte questioni particolari perché la gente per fortuna cresce più avanti della politica e sa distinguere e valutare e, grazie a Dio, non ci sono più i partiti o gli uomini dei partiti che attraverso il potere, i soldi e le risorse hanno il consenso elettorale. Per queste ragioni io esprimo apprezzamento al lavoro che ha fatto la Giunta, il suo Presidente, l’assessore Mancini, la maggioranza complessivamente e su queste cose mi auguro che si possa aprire nei prossimi giorni un confronto vero perché la Regione non ha bisogno di teatrini della politica ma ha bisogno di confrontarsi su queste cose. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Guagliardi. Ne ha facoltà. Con preghiera di rispettare i tempi assegnati.

GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)

(Il consigliere Guagliardi avvia il suo intervento in lingua arbereshe)

Dico questo, Presidente, perché io sono unito all’albanese, ragiono in albanese e per parlare devo tradurre in italiano. Oggi qui dentro non è possibile farlo.

Il tono dimesso che ci ha posto l’assessore Mancini nella sua introduzione è un tono dimesso sulle risorse e sulle modalità di lavorare; noi consiglieri regionali stiamo offendendo questa Assemblea regionale.

Qui è da un’ora che si discute e non c’è una persona che ascolti l’altro, ci sono crocchi continui ed è difficile pensare, Presidente.

La prego di mettere ordine nei lavori.

PRESIDENTE

Prego, cortesemente, di consentire lo svolgimento dei lavori.

GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)

Ci sono i rumori che vengono da oltre la parete, ci sono otto gruppi che discutono autonomamente e non si può ragionare e non vedo come si possa tenere una seduta di Consiglio regionale in questo clima.

PRESIDENTE

Può continuare il suo intervento, continui.

GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)

Glielo chiedo vivamente, Presidente, non è modo questo di affrontare un bilancio regionale.

So che noi siamo tutti delusi dalla politica e dimessi dalla politica, ma stiamo arrivando alla oscenità della politica.

Credo sia meglio dire “voto-non voto e me ne vado a casa” perché sarebbe più decoroso. Non si può ascoltare, c’è uno stato di confusione totale e le cose continuano…

(Interruzione)

Non volevo offendere nessuno, è l’andamento generale, non è personale la valutazione su come noi abbiamo l’educazione di lavorare.

PRESIDENTE

Adesso può continuare a svolgere senza polemiche, continui prego, consigliere Guagliardi.

GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)

Non è polemica, sto dicendo la mia opinione, non sono polemico con nessuno, Presidente. Non voglio far polemica con nessuno ma sto dicendo la mia.

L’assessore Mancini ci ha introdotto, anche con una buona capacità di contenere le discussioni, due-tre argomenti che ci dicono che siamo ridotti all’osso, non abbiamo risorse e ciò deriva dal fatto che è diminuito il gettito delle risorse nazionali, ci sono le sentenze della Corte costituzionale, c’è la mannaia della Corte dei conti e quindi non siamo più nelle condizioni di fare un minimo di bilancio per questa Regione, perché 600 milioni sono veramente da ridere rispetto alla questione della Calabria che cercherò di disegnare fra poco.

Mi chiedo, però, questa maggioranza nazionale - che è fatta di una più grande maggioranza, soprattutto quella del Governo Monti che ha visto la prima e la seconda Repubblica italiana - e questa maggioranza attuale - che è fatta da gruppi che stanno di là dalla maggioranza Scopelliti e da gruppi che sono di qua della minoranza anti-Scopelliti - non si sentono responsabili di questo taglio delle risorse? Forse stiamo pagando la sciagurata riforma della Costituzione sul Patto di stabilità? Se ne vediamo oggi gli effetti tra un anno saranno ancora peggiori. Non è un punto della politica su cui riflettere questo? O pensiamo che quello che sta avvenendo, l’attacco al regionalismo, sia figlio dello Spirito Santo o di qualche avventura in qualche suburra strana della nostra Regione?

Penso che noi che ci definiamo classe dirigente - quelli che abitano a Roma, pure i calabresi, sono dirigenti di serie A mentre noi siamo i dirigenti di secondo livello – non dovremmo solo riflettere sulle cose che gli altri ci inducono a fare ma sulle strade percorribili per poter affrontare i nostri compiti.

E’ facile e ci fa sempre sentire particolarmente con la coscienza a posto dire che la colpa è sempre degli altri, e probabilmente noi ne veniamo meno.

Il primo punto su questo va detto: c’è una classe politica nazionale che nel nome della compatibilità europea costringe le Regioni, in particolare quelle meridionali, in particolare la Calabria, a vivere nella totale disgregazione anche dei suoi conti.

Diremo poi perché ci sono queste responsabilità e su questo credo che non possiamo tacere né gloriarci di fronte ad un rischio fortissimo dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità siamo riusciti ad avere delle risorse a loro favore. Quello era un fiammifero che stava per accendere un grande incendio su cui si doveva ancora riflettere.

Dobbiamo tentare di ragionare sulle cose da fare e di non dire che abbiamo contenuto la tensione sociale grazie anche ad un’opera di annacquamento di una situazione e, per fortuna, in Calabria non è avvenuto un disastro. La questione sociale calabrese è talmente grave che non sappiamo se dai primi di gennaio succederà qualcos’altro di più pericoloso perché ci dimentichiamo di discutere in questa sede del disastro che hanno procurato le alluvioni, del disastro che procura il taglio non della spesa pubblica verso i lavoratori dipendenti ma soprattutto verso le imprese calabresi che stanno chiudendo una dopo l’altra perché hanno crediti enormi verso comuni e province e non riescono ad avere risorse perché le risorse della Regione stanno ferme.

Qui sta nascendo un problema di grande emergenza immediata. Non discutiamo del destino dei nostri ragazzi, per esempio, non dico del loro destino lavorativo ma di quello della scuola, della formazione, se siamo costretti a liberalizzare magari anche i trasporti pubblici locali, siamo nella condizione in cui una classe dirigente dovrebbe porsi il problema veramente nel nome della unità generale della Regione di inquadrare un obiettivo di riforma.

E’ rituale dire “abbiamo fatto questo, è stato fatto questo nel passato per cui noi del presente viviamo gli errori del passato”. E’ una cosa che non serve più a nessuno.

Lo stato di degrado della Calabria ha un livello così alto che non circola più nemmeno un euro. Non circola nelle imprese edilizie, nell’agricoltura, nel turismo non c’è più un euro che circola. E una classe politica regionale se lo pone questo problema di dire “noi che abbiamo residui che vengono chiamati miliardi, che abbiamo residui che possono essere immediatamente utilizzati, perché sono risorse liberate, che abbiamo delle possibilità di muovere il denaro, noi che siamo la Regione a più alto tasso di fiscalità nazionale vogliamo metterci insieme e creare le condizioni di una o due riforme che possano agevolare la spesa in questa Regione?

Quando si parla di fondi Por addossiamo sempre agli altri l’incapacità; i bandi perché non camminano regolarmente? Non camminano neanche quando sono nel settennio successivo? C’è una ragione per cui non camminano? Ci sono i Regolamenti europei che sono ancora forti e ci condizionano e dicono che noi del Mezzogiorno siamo gente che sa rubare, che non sa gestire le risorse per cui dobbiamo essere etero-diretti da Bruxelles e questa può essere la verità o abbiamo un personale dirigente e amministrativo regionale non in grado di leggere le indicazioni europee e incapace a predisporre piani regionali? Abbiamo una legge sulla ragioneria e sulla circolazione del denaro che si blocca.

Quante sono le delibere di pagamento alle imprese calabresi che sono ferme alla ragioneria della Regione Calabria? Sono migliaia, vi sono migliaia di imprese che si aspettano 20/30 mila euro che per il complesso della manovra finanziaria non sono nulla ma per loro sono la vita di un anno di lavoro. Quante sono? Questo è il tema della nostra Regione, quest’anno.

Noi non possiamo far fronte ai commissari centralisti dello Stato che hanno deciso di distruggere anche le Regioni e sappiamo che lo fanno per una logica che non è più così oscura. Essere figli dell’Europa significa che i conflitti e le questioni sociali devono star fuori dai luoghi di rappresentanza; bisogna che ci siano i partiti o le formazioni politiche omogenee al potere. Si fanno le leggi presidenziali, si riducono le rappresentanze e si riducono i comuni ad essere nuovi luoghi podestarili. Poi eliminiamo le province e adesso riduciamo la Regione Calabria da 50 a 30 consiglieri e, con i meccanismi elettorali che andremo a fare, la rappresentanza non avrà più nessun potere e non soltanto in funzione della debolezza di essere gruppo dirigente.

Questo è un progetto complessivo di un neo-centralismo quasi monarchico. Amiamo e rispettiamo troppo la Costituzione italiana ma potremmo parlare di neo-monarchia in questo nostro Paese perché c’è una volontà in cui le sovranità nazionali e, soprattutto, le sovranità nazionali dell’area del Mediterraneo devono essere al di sotto dei livelli di rappresentanza, di gestione e di autodeterminazione concreta.

Il punto è questo: noi che abbiamo la possibilità – se abbiamo la fantasia - di pensare a nuovi modelli di sviluppo perché non facciamo la discussione in questa occasione? perché non diciamo qual è l’impresa o il settore produttivo trainante di questa nostra Regione? l’industria, l’agricoltura, il turismo, i servizi? Qualcuno di noi sa qui dentro qual è l’indirizzo economico trainante della nostra Regione?

Ecco perché le cose non vanno, perché anche se noi avessimo dieci o mille non sapremmo utilizzarli perché non abbiamo idea di dover far finire quei dieci o quei mille. Il punto della politica è questo, il nostro fallimento è questo ed ecco perché non possiamo dire “vogliamoci bene perché l’assessore Mancini ci ha detto che ci sono poche risorse e non si può far la manovra, perché la Corte dei conti ci dice che non possiamo fare provvedimenti di natura normativa nell’ambito del Collegato e noi non lo facciamo”. Poi per fare una legge dobbiamo fare una scuola e proporrò fra poco alla Presidenza e al Consiglio regionale di farci un corso di formazione per come presentare le leggi perché gli uffici ci dicono che la Corte dei conti ci impone certi indirizzi. Che almeno ci insegnino a come fare le leggi.

Questa istituzione diventa inutile. Credo che abbiamo un anno di tempo, se amiamo questa Regione, da impiegare in una grande riforma sul finanziamento della Regione, sui poteri e sugli equilibri tra Consiglio e Giunta. Certi fallimenti, certi attacchi alla casta che vengono e su cui temiamo anche di fare il minimo di intervento - perché abbiamo paura di essere attaccati - dipendono dal fatto che non siamo stati in grado di correggere gli errori che abbiamo fatto dal 2001 in poi, quando è stata fatta la riforma del Titolo V della Costituzione e quando ognuno di noi ha pensato di governare e legiferare come gli garbava.

Eppure già nella prima legislatura si parlava delle leggi manifesto, cioè delle leggi inutili. Figuriamoci oggi che tipo di leggi sono. Oggi sono leggi da prima elementare perché siamo talmente ridotti e risicati che non possiamo più fare una legge manifesto ma facciamo una legge da quaderno elementare.

Penso che questo sia il punto del nostro fallimento e non possiamo dire che va tutto bene e va tutto male, perché poi la Giunta e il governo possono dare delle indicazioni che non danno.

Vorrei fare due domande provocatorie all’assessore Mancini o a chi mi vuol rispondere. Nel collegato abbiamo applicato la spending review sulle auto blu – vi sono due o tre articoli dedicati – e io mi chiedo: tutto il complesso di affitti, di case ed edifici che stanno a Reggio Calabria e a Catanzaro, molti dei quali sono vuoti e per i quali la Regione continua a pagare, perché non sono rientrati in questo provvedimento? Eppure la spesa di fitti è più elevata rispetto a quella che può essere di un’auto blu che magari non serve più; neanche i Presidenti usano più le auto blu, per esempio.

Mi chiedo ancora: perché mai dobbiamo esser così solerti – anche a costo di andare sotto giudizio – con Trenitalia e destinargli 40 milioni di euro quando ha distrutto il sistema dei trasporti ferroviari in Calabria? C’è una logica in queste cose? Non si potrebbe dire a Trenitalia “vieni che discutiamo dell’ammodernamento delle carrozze e delle linee che operano in Calabria? Di come i nostri viaggiatori e pendolari possono raggiungere le altre località alla pari degli altri cittadini?”. Perché non facciamo queste cose? Credo che su questi temi dovremo discutere.

Vivacchiamo, quindi, accettiamo quanto ci dice – crediamo lo faccia con onestà – quali sono le risorse e viviamo poi in attesa dello sblocco dei fondi perenti. Non so cosa succederà, ci sarà qualche miracolato che ci porterà altre risorse e noi vivremo fino alla fine della campagna elettorale in questa direzione; sarà veramente la fine dell’Istituto regionale.

PRESIDENTE

Consigliere Guagliardi, il tempo a sua disposizione è scaduto.

GUAGLIARDI Damiano (Federazione della sinistra)

Ho finito e chiedo scusa, anche per la mia introduzione in arbereshe ma in quelle condizioni non si può discutere. Continuo a dire: ascoltiamoci perché forse l’ascoltarci ci induce a trovare proposte nuove e riflessioni nuove per migliorare il nostro lavoro.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Mirabelli. Ne ha facoltà.

MIRABELLI Rosario Francesco Antonio (Nuovo Centro Destra)

Signor Presidente, noi in Commissione bilancio abbiamo affrontato questo bilancio di previsione e certamente i toni erano molto distesi anche perché tutti quanti i componenti della Commissione e tutti i partiti hanno evidenziato, con tranquillità e sincerità, le difficoltà del momento storico, difficoltà dal punto di vista socio-economico che non riguardano esclusivamente la Calabria ma il Sistema Paese e l’Europa intera.

E’ ovvio, quindi, che, di fronte ad un momento così difficile e di grande disagio economico in cui è chiaro che la politica arretri a passi da gigante rispetto alle esigenze e alle emergenze che ci vengono dalla cittadinanza, dal popolo in senso lato, bisogna cercare di capire come si possa non dico invertire la tendenza - perché non è semplice invertire una tendenza in un bilancio previsionale – ma quanto meno contenere al massimo tutte le ricadute che potrebbero divenire da questo taglio di risorse finanziarie, rispetto ad un consolidato storico di spesa storicizzato e spesso anche senza senso, senza anima, senza ricadute, quasi quasi a mantenere i consumi e la possibilità di poter dare un salario doveroso, alle famiglie calabresi in modo particolare, benché sia un problema che riguarda l’intero meridione in un momento come questo.

E’ ovvio che se non ce la diciamo tutta non faremmo un buon servizio alla Calabria.

E’ cambiato il mondo. Già rispetto al 2005 ad oggi è cambiato il mondo, così come rispetto al 2009 le cose si sono strette di più e ci sono nuove regole che prima non c’erano, basti pensare al pareggio di bilancio obbligatorio, che non è cosa da poco; in un momento di grande contrazione economica, far quadrare i conti e non poter ricorrere, come si è ricorso nel passato, alla famosa azione di indebitamento pubblico pur di sostenere il sociale e tante altre operazioni anche più discutibili non è facile; ci rendiamo conto che le cose non sono più semplici come una volta.

Oggi amministrare o addirittura fare un bilancio di previsione in questa situazione diventa quasi impossibile se la Regione non è attrezzata in termini strutturali a poter avere incrementi di prodotto interno lordo, esponenziali anno per anno, tali da supplire con le proprie entrate le perdite di trasferimento finanziario che dal centro vanno in periferia.

Dobbiamo esser chiari: non è semplice amministrare e non è neanche semplice fare una critica feroce, quasi partigiana allo stesso assessore Mancini, perché è come sparare sulla Croce Rossa. E’ il problema che oggi si ritrovano tutti i sindaci e gli altri Presidenti delle Giunte regionali, e non è cosa semplice.

Al pareggio di bilancio dobbiamo sommare anche la necessaria diffidenza del poter agire con una certa elasticità dal momento in cui la Corte dei Conti dopo anni si risveglia, scoprendo quale fosse il ruolo che avrebbe dovuto attivare già da 15-20 anni; molto probabilmente non ci saremmo trovati in questa situazione, è ovvio che chi amministra, al di là del colore politico o della bandiera - che ha poca importanza - si trova in una situazione che rispetto alla impostazione del passato è tutt’altra cosa.

Quindi si tratta di una vera rivoluzione verso una legalità stringente, frutto di una contingenza finanziaria molto stretta che blocca l’azione amministrativa nel modus operandi di un tempo e che investe un nuovo scenario, guarda ad un nuovo scenario.

Rispetto al passato oggi ci troviamo con delle somme minori rispetto al 2009; nel 2009 c’era una possibilità di movimentazione di qualche centinaio di milioni di euro in più ma oggi questo non lo abbiamo più. A causa anche di cosa? Dobbiamo parlare di cose concrete in Calabria, frutto di quello che è successo, di quella che è stata l’applicazione di un Piano di rientro dal deficit sanitario che ha imposto l’ira di Dio di sofferenza a questa Regione per poter ripianare un debito enorme che costringe a tartassare moltissimo tutte le famiglie calabresi.

Perché se pensiamo alle accise sui carburanti o all’incremento dell’Irap, all’Irpef è ovvio che qualcuno le paga e le pagano i calabresi. Queste entrate, che forse un tempo potevano essere disponibili per poter consentire qualche minimo di movimento e coprire qualche doverosa e giusta richiesta da parte di più settori amministrativi della Calabria, oggi non sono più disponibili; basta pensare che a noi mancano per la sanità 170 milioni di euro che se ne vanno direttamente a coprire, anno dopo anno, questo benedetto disavanzo, questo benedetto debito.

Allora mi sono chiesto: è cambiato veramente il mondo? E’ normale, a fronte anche di questa situazione; poi ci ritroviamo - come dice giustamente il collega che mi ha preceduto - con l’Europa che interviene dandoti una ricetta che secondo me è discutibile anche sul piano economico e che prevede, cioè, che in un momento di grande difficoltà economica si stringa sempre di più la cinghia, risparmiare e tagliare i costi al massimo senza capire che negli Stati Uniti o in Giappone, dove c’è il più alto debito pubblico al mondo, si è ricorso – Obama lo ha fatto – ad un incremento del debito pubblico e contestualmente si è riusciti nell’arco di un mese e mezzo a creare 220 mila posti di lavoro.

Ripeto: in un mese e mezzo. Perché? Perché è ovvio che una politica di recessione economica, in un momento di difficoltà economica, comporta a sua volta non un effetto positivo sui conti pubblici ma porta, addirittura, ad una sofferenza che si allarga in tutti i settori della società, portando in primo luogo all’abbattimento della capacità di azione di ogni impresa e quindi di una attività lavorativa con una ripercussione sulla occupazione.

In Calabria noi non siamo in grado di poter fare chissà quale grande movimentazione. Siamo in Italia e siamo sottoposti a vincoli di Patto di stabilità che hanno qualcosa di ridicolo.

Il Patto di stabilità è, di per sé, una forte limitante in un momento di grande crisi economica, dà la possibilità di poter quanto meno mantenere i consumi e i livelli occupazionali ad un certo livello; siamo all’assurdo e spesso abbiamo comuni che hanno risorse economiche e quote finanziarie in conto capitale che non riescono a spendere perché non è possibile.

La stessa cosa della Regione Calabria, caro collega, se pensi che a novembre la Regione Calabria, anche se tutti gli uffici sono pronti a pagare, non ha la possibilità di poter pagare perché si supera quello step, quel livello che il Patto di stabilità impone e che non puoi superare, pena una serie di penalità economiche che ti porterebbero veramente alla rovina.

C’è qualcosa, allora, che va al di là del regionalismo, qualcosa che investe la classe politica nazionale ed europea. E’ lì che bisogna andare a fare le rimodulazioni e le discussioni per affrontare le problematiche e cercare di svincolarci da questo cappio mortale.

E’ ovvio che una Regione come la nostra che, attenzione, ha vissuto sempre su un sistema di spesa e di trasferimenti… Parliamoci chiaramente: noi non siamo la Lombardia o l’Emilia Romagna, siamo una Regione che ha avuto un suo sistema politico, che ha creato un suo sistema socio-economico.

Questa è la verità, tutto quanto un sistema che campava esclusivamente su una finanza derivata di trasferimento dall’esterno.

Oggi a fronte di tagli - perché lo Stato italiano non ha i soldi per poterteli mandare - va automaticamente in sofferenza perché non avendo a monte un prodotto interno lordo, cioè un sistema economico capace di dare risposte nei vari settori, tu hai difficoltà a poter anche introitare le giuste entrate.

Da qui i problemi sul bilancio! Spero vivamente – lo dico all’assessore Mancini – che le entrate possano essere sostenute anche nel 2014. Sappiamo benissimo che c’è stato un calo dei consumi ed una minore introito di Iva. Sappiamo benissimo che c’è una sofferenza nelle famiglie, che soffrono anche i professionisti che una volta stavano bene e questo si traduce in una entrata da Irpef più bassa probabilmente.

Sappiamo benissimo che in Italia i consumi sono calati del 12 per cento e in Calabria può darsi che siamo arrivati al 18. Sono tutte piccole cose che mettono in discussione anche quelle poche entrate disponibili.

Allora cosa fare? L’univa via è quella di attrezzarsi attraverso delle riforme strutturali che possano rompere col passato e rendere, quanto meno, in parte auto mantenibili quelle sorgenti di spesa che sono la vera spesa, diminuirle.

Parliamo di Afor: diciamolo chiaramente, l’abbiamo chiusa nel 2007. C’era un progetto che è andato male ma ancora oggi è in liquidazione. La montagna cosa è? Una spesa fissa? Deve servire a pagare gli stipendi agli operai e non far fare un tubo a queste persone perché nessuno dice loro cosa fare? O deve essere una risorsa da utilizzare? Questo è il problema.

Se deve essere una risorsa da utilizzare, bisogna ingegnarsi e finalmente abbiamo costituito la nuova Agenzia alla quale ho compartecipato anche io, modestamente, con la speranza di, attraverso progetti molto semplici – non dobbiamo andare a scoprire la luna nel pozzo – ma attraverso il trattato di Kyoto o qualche altra cosa, cercare di incamerare più denaro possibile, quanto meno per pagare il 50-60 per cento della spesa e dei costi, per poter garantire il salario a questi lavoratori.

Oggi la Giunta propone un progetto molto serio e gliene dobbiamo dar merito.

Per quanto riguarda l’altra grande storia degli Lsu e degli Lpu e di tutto il mondo del precariato calabrese: nel passato ha rappresentato una risposta giusta nella sua essenza ma sballata completamente nella sua applicazione. Di fatto siamo finiti esclusivamente a non dare loro un futuro di tipo lavorativo perché una cosa è un posto e l’altra è il lavoro che, purtroppo, non può che essere produttivo, al giorno d’oggi, altrimenti non lo mantiene nessuno.

Automaticamente, finalmente, abbiamo una speranza tramite questa proposta di legge, non ne ho viste altre. Si è persa probabilmente in passato la possibilità, in maniera incomprensibile da parte del Governo o non so di chi, di assorbire insieme alla Regione Campania, a parte la Regione Sicilia, gli Lsu e metterli tutti nello stesso calderone, quanto meno per stabilizzarli e garantire un salario, una entrata a queste famiglie che è doverosa se si vuole parlare di coesione e – io aggiungerei – di tranquillità sociale.

Ci rendiamo conto, allora, che è vero che le problematiche sono molto aperte ma qui dentro né il centro-destra né il centro-sinistra hanno la bacchetta magica per risolverle. Amministrare oggi rispetto a ieri – questo significa rispetto al 2003/2004/2005/2006/2009 – è un’altra storia perché abbiamo scarsissima capacità di manovra finanziaria, scarsissima libertà ed autonomia di poter inserire da qui e dall’Asp e spostare anche 2-3 milioni di euro perché è un bilancio ingessato, basso e, secondo me, senza prospettive.

Diventa importante e fondamentale cercare di darsi una regolata, come Consiglio non solo come Giunta, nel proporre azioni, nel rivoluzionare nuove riforme strutturali sui vari settori.

Consentitemi che errori nel passato il centro-sinistra ne ha fatti, così come ne ha fatti il centro-destra. Quando noi parliamo di strutture – ho sentito qualcuno che anticipava il ragionamento doveroso perché parliamo di bilancio – socio/sanitarie è normale che qualcosa non sia quadrato nel quinquennio passato. Andare a scaricare per diminuire il peso del costo della sanità e trasferirlo al sociale - che non ha un euro - è stato un errore madornale per il semplice motivo che è stato un gioco di prestigio di tipo ragionieristico-finanziario che ha avuto ricadute terrificanti. Oggi ci troviamo con strutture socio-sanitarie che guardano a chi? Non guardano alle persone che stanno bene, ma guardano ai più deboli, a quelli più disagiati, ai malati, a chi ha necessità di assistenza e di essere curato per lungo tempo.

Si trovano in condizioni di non aver nessuna possibilità perché in una solita nottata – come la questione dell’Afor – a qualcuno è balenata in testa l’idea di trasferire una quota della spesa, il 30 per cento sul sociale.

Queste sono cose che secondo me andrebbero rettificate e riguardate, così come la questione degli avanzi. Mi sono preso la briga, stimolato dal consigliere Naccari Carlizzi, di verificare questa questione degli avanzi.

Effettivamente, da che tempo è tempo, fra comuni, comunità montane di una volta, province e Regioni non ho mai visto nel passato un bilancio che si chiudeva, sia nel preventivo sia nel consuntivo, in disavanzo. Tolto al millesimo, alla singola lira, cosa strana, i conti quadravano sempre per tutti; tanto erano 300 mila 450 le uscite e 300 mila 450 le entrate, una assonanza perfetta.

In realtà questi avanzi di amministrazione sono stati qualcosa che ci si è trasportati non dal 2010-2011 ad adesso, ma si trasportano da una vita. Verificate i bilanci, andate a vedere e vi renderete conto di questo avanzo di amministrazione perché, anche se nettizzato, tutto quel che si vuole sono somme che possono essere liberate ma in gran parte – soprattutto quelle che devono essere trasferite – che non vengono trasferite al di là dell’assegnazione e del progetto. E’ ovvio che tu te le devi portare, perché le attendi, e rappresentano la somma più grossa di questo avanzo di amministrazione perché è ovvio che, in una situazione come questa, qualsiasi amministrazione che ha la possibilità di poter utilizzare una lira, utilizza gli avanzi di amministrazione o residui attivi, che riesce a recuperare nel più breve tempo possibile; qui non c’è la necessità solo di velocizzare la spesa ma ci sarebbe anche la necessità di valorizzare il recupero che non è cosa semplice,  vi posso garantire.

La difficoltà più grossa ricade nella capacità che ha un ente, al giorno d’oggi, di poter doverosamente esigere la riscossione anche di tributi e di entrate che gli toccano da parte dei cittadini. I cittadini non ce la fanno più.

E’ ovvio che in una situazione come questa, non è che i fondi comunitari basti impegnarli, li hanno impegnati tutti, ma il vero problema riguarda la qualità della spesa, la quantità che non solo si spende ma che si va a rendicontare.

Questo significa, a lavoro finito. Vorrei capire dal 2000 in poi quanta spesa dell’Unione europea è stata concretizzata, rendicontata e quali sono stati gli effetti positivi in termini di ricaduta economica e occupazionale per la Calabria. Qui è il problema.

Ci sarà stato qualche errore - al di là delle difficoltà, al di là dei soldi che se ne vanno – nella impostazione o nella programmazione.

Se andiamo a guardare nelle pieghe del bilancio ci accorgeremo che abbiamo ancora dei rigurgiti, cioè delle risorse liberate che arrivano dal vecchio Por 2006. Stiamo parlando oggi del Por 2014/2020 e meno male – qui concludo veramente presidente Nicolò – che è intervenuta la Commissione europea che, dopo 15 anni, ha capito che bisognava, almeno per il Fesr, concentrare le risorse su 4-5 obiettivi centrali e li ha indicati, senza prevedere una programmazione a 360 gradi, in cui si polverizzavano tutti i finanziamenti senza concentrarli tra i vari settori dei fondi comunitari.

Ora sta a noi non perdere questa occasione. Ecco perché in una situazione del genere è difficile poter fare gli accusatori di qualcuno; se dall’altro lato ci fosse stato oggi, con le nuove condizioni economiche e normative, il centro-sinistra sarebbe stato facile anche al centro-destra elevarsi e fare delle filippiche terribili perché avrebbe trovato facile sponda. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (PD)

Presidente, grazie per avermi dato la parola. Intervengo perché stimolato dall’intervento dell’assessore Mancini che, credo, ha posto una questione dirimente in quest’Aula.

Oggi noi verifichiamo il fallimento del regionalismo dopo oltre 40 anni dalla istituzione delle Regioni, era anche nelle parole dell’assessore Mancini; la questione che si pone è se la Regione in quanto istituzione abbia ancora una sua funzione.

Dobbiamo partire da un dato politico rilevante: in Calabria, in Italia il regionalismo è fallito e il bilancio che oggi è stato proposto – l’assessore Mancini l’ha definito il miglior risultato possibile – altro non è che la risultante di una serie di spese obbligatorie neanche coperte per tutto l’esercizio del 2014, un bilancio fortemente ingessato. Questa struttura di bilancio non permette due funzioni fondamentali di questa Assemblea e della Regione, in particolare quella di legiferare perché a questa Regione da molti anni ormai è impedito di legiferare.

Oggi sono stati messi 100 mila euro per tutte le leggi che andremo ad approvare – e non se ne potranno approvare nel 2014 con soli 100 mila euro – e quindi il potere legislativo quest’Aula non lo ha più e la Regione non può neanche esercitare la funzione programmatoria perché non ha più le risorse necessarie per programmare. Sono state già programmate a monte da una serie di leggi nazionali che diventano poi la risultante della formazione del bilancio.

Quindi non c’è possibilità di manovra della politica e delle istituzioni nella formulazione del bilancio. La situazione si aggraverà ancora di più quando – sarà tra qualche settimana – penso, per esempio, si introdurranno i costi standard nella sanità. Alcune simulazioni ci dicono che la Calabria sarà fortemente penalizzata dalle risorse che dovranno essere trasferite per il 2014 per quanto riguarda le risorse per far funzionare la sanità in Calabria.

Penso al fatto che noi siamo gravati ancora oggi di un esborso di 170 milioni di euro di fiscalità aggiuntiva che i calabresi pagano su Irpef e Irap per pagare i debiti della sanità calabrese. Siamo una delle poche regioni, forse l’unica che deve pagare lo 0,30 di Irpef in più e lo 0,15 di Irap in più per sanare i buchi: 170 milioni è il gettito fiscale presunto ma sarà sicuramente più o meno questo per pagare i debiti della sanità che potevano essere utilizzati attraverso un processo che ci poteva permettere una spesa più oculata nella sanità.

Se questo è lo scenario, dobbiamo discuetere in quest’Aula, al di là degli schieramenti, sulla domanda che si poneva l’assessore Mancini “hanno ancora una funzione le Regioni, l’Istituto regionale?”. Non possiamo diventare i ragionieri dello Stato centrale che ci comunica come fare il bilancio.

A questo punto quest’ente non ha più una funzione, altrimenti diventa lo scarico di tante contraddizioni sociali sulle quali non possiamo dare una risposta perché la Regione è stata ingessata e abbiamo anche la responsabilità di aver sperperato, nel passato, risorse importanti in questa Regione.

Ce ne vogliamo far carico? Lo dico dall’opposizione perché oggi governate voi e noi siamo momentaneamente collocati in minoranza.

(Interruzione)

Ci auguriamo di poter concorrere da qui ad un anno e mezzo ad avere un Presidente ed una coalizione di centro-sinistra che vinca alla Regione.

Il punto è questo, allora. Vogliamo affrontare questa sfida fino in fondo ed apportare quelle modifiche che, più che le riforme, riguardano anche la responsabilità delle classi dirigenti, anche la responsabilità di dire qualche no in più e di cercare di dare prestigio a questa istituzione, attraverso progetti di programmazione dello sviluppo locale.

Abbiamo bisogno di far scelte sulla questione del lavoro.

Eravamo oggi con l’assessore Salerno all’avvio del congresso nazionale, regionale, della Cgil che con la Camusso hanno messo al centro la questione del lavoro sulla quale anche noi dobbiamo vedere come rispondere, attraverso una mobilitazione di risorse che possono rinvenire dalla riduzione degli sprechi e di qualche no in più che dobbiamo dire su alcune questioni.

Da questo punto di vista dobbiamo cogliere l’occasione che ci viene questa sera.

L’altra questione e chiudo riguarda l’autorevolezza che dobbiamo avere col Governo centrale e la questione del rapporto tra la Calabria e Roma. E’ una grande questione.

Attenzione! Ci vuole autorevolezza, si devono battere i pugni, così come è stato fatto, perché nessuno ci credeva, all’avvio dell’esame della legge di stabilità, nell’approvazione di un emendamento per la stabilizzazione degli Lsu e degli Lpu con 50 milioni di euro di risorse aggiuntive; sarà approvata domani perché il Governo ha posto la questione di fiducia ed abbiamo ottenuto quell’emendamento grazie alla caparbietà dei deputati del centro-sinistra che lo hanno presentato non solo per le risorse necessarie a garantire i salari, giustamente; significa che c’è uno spazio e se riusciremo a trovare una piattaforma comune alla Calabria su alcune priorità – in primo luogo il lavoro – la possiamo spuntare.

C’era qui prima l’assessore Trematerra, ricordo che noi abbiamo avviato due riforme che riguardano l’Afor e l’Arssa e abbiamo dato vita all’Arsac e a Calabria Verde, vorrei che quest’Aula rapidamente si potesse occupare, attraverso una relazione, dello stato dell’arte del percorso che ci deve portare alla formazione dell’Arsac e di Calabria Verde, perché credo che dobbiamo verificare quali ostacoli ancora oggi impediscono un dispiegamento pieno di queste due riforme; per capire anche cosa dobbiamo fare perché quello spirito riformatore che c’è stato qui - ricordo che c’è stato bisogno dei due terzi del Consiglio regionale - non possiamo sprecarlo ma anzi dobbiamo portarlo avanti fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, senza che ci possano essere potentati, lobbies o interessi che non emergono in superficie rispetto alla necessità di riformare la forestazione e il settore dell’agricoltura.

PRESIDENTE

Non ci sono più iscritti a parlare possiamo procedere con la votazione degli emendamenti e dell’articolato inerente la proposta di legge numero 524/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2014)”.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

All’articolo 3 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54700, a firma del consigliere Minasi, che recita: <<Al comma 3, secondo periodo, dell'articolo 3 le parole "del funzionario o dirigente inadempienti" sono sostituite dalle seguenti "dell'Ente">>.

Prego, consigliere Minasi, ha facoltà di illustrare l’emendamento.

MINASI Clotilde (Nuovo Centro Destra)

E’ ritirato.

PRESIDENTE

Mi dice la collega Minasi che è ritirato l’emendamento.

(Interruzione)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

All’articolo 4 è stato presentato emendamento protocollo numero 54704, a firma del consigliere Minasi che così recita: “All'articolo 4 sono apportate le seguenti modificazioni: <<Al comma l, lettera c), primo periodo le parole "soggetti di cui sopra" sono sostituite dalla parola "dirigenti".

Al comma l, lettera d), sono eliminate le parole "ferme restando le esclusioni disposte dall'art. 60, comma 3, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,".

Il comma 2 è eliminato.

Al comma 4, dopo la parola "nominati" sono aggiunte le seguenti: "dalla Regione">>.

L’emendamento è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo 54695/4 a firma dei consiglieri Chiappetta e Orsomarso che così recita: “Al comma 3 dell'art. 5 le parole

"1 ter. L'aggiornamento dell'inflazione programmata, previsto dal comma 7 dell'art. 3 della legge regionale 26 dicembre 2006, n. 18, è sospeso per il biennio 2014-2015. La Giunta regionale nel 2016, sempre nei limiti massimi di cui al sopra citato comma 7, aggiorna i corrispettivi in relazione alla quota di premialità relativa al biennio 2014-2015 attribuita alla Regione ai sensi dell'art. 16 bis del Decreto-Legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, e s.m.i."

sono sostituite dalle seguenti parole

"1 ter. L'aggiornamento dei corrispettivi, previsto dal comma 7 dell'art. 3 della legge regionale 26 dicembre 2006, n. 18, per il biennio 2014-2015 è contenuto entro il limite massimo del 50% dell'inflazione programmata. La Giunta regionale nel 2016, nei limiti massimi di cui al sopra citato comma 7, aggiorna i corrispettivi in relazione alla quota di premialità relativa al biennio 2014-2015 attribuita alla Regione ai sensi dell'art. 16 bis del Decreto-Legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla L. 7 agosto 2012, n. 135, e s.m.i.".

Anche questo emendamento è ritirato.

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54680, a firma del consigliere Minasi, che così recita: “Il comma 4 dell'art. 5 (Modifiche a norme regionali) è così sostituito: L'art. 22 della Legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, è sostituito dal seguente:

Hanno diritto ad usufruire della libera circolazione sui servizi di trasporto pubblico locale su gomma finanziati dalla Regione i non vedenti con cecità assoluta e gli invalidi di qualsivoglia categoria con totale e permanente inabilità lavorativa (100%) e con diritto all'accompagnamento, nonché i non vedenti con un residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi, con eventuale correzione.

Per usufruire del diritto alla libera circolazione i soggetti di cui al comma precedente devono munirsi di apposita tessera, rilasciata dall' Amministrazione Regionale in unico esemplare per invalido e accompagnatore, non utilizzabile disgiuntamente dal solo accompagnatore, effettuando apposita istanza per il tramite delle associazioni di categoria che ne hanno rappresentanza per legge, o che siano all'uopo riconosciute dalla Giunta Regionale. La Giunta Regionale può determinare le modalità ed i diritti amministrativi per il rilascio delle tessere.

Hanno diritto ad usufruire di agevolazioni tariffarie le seguenti categorie di cittadini: a) i soggetti titolari di pensione minima o integrata al minimo corrisposta dall'INPS o da altri Istituti previdenziali; b) gli studenti che utilizzano autoservizi extraurbani di linea per raggiungere la scuola.

È fatto salvo: quanto previsto dal punto 8) dell'art. 100 del Decreto del Presidente della Repubblica Il luglio 1980, n. 753, nonché da altre norme dello Stato; quanto previsto per i dipendenti delle aziende di trasporto dai contratti collettivi di lavoro; quando determinato dalla Regione o dall'Ente affidante in ragione di funzioni ispettive sui servizi.

La compensazione per il diritto alla libera circolazione di cui al comma 1 è ricompresa nei corrispettivi di cui all'art. 2, comma 1, della Legge regionale 27 dicembre 2012, n. 67.

Le agevolazioni tariffarie di cui al comma 3 sono poste a carico dell'UPB 2.3.01.02 cap. 2222106 -Spese per contributi alle aziende di trasporto pubbliche e private a compenso dei minori introiti derivanti dal trasporto gratuito di determinate categorie di cittadini (Art. 22 della legge regionale 7.8.99, n. 23) - il quale è incrementato di € 250.000,00. Tale somma è finanziata diminuendo la previsione di spesa per il cap. 23010236 -Spese per la realizzazione del piano di rinnovo degli autobus affidati a Ferrovie della Calabria s.r.l. per l'effettuazione dei servizi del trasporto pubblico locale - che viene ridotto del medesimo importo.”

Anche questo emendamento è ritirato.

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54815, a firma dei consiglieri Naccari Carlizzi e Maiolo, che così recita: “Al comma 4 punto 1) dell'Art. 5 dopo la parola correzione aggiungere il seguente capoverso: Il Hanno inoltre diritto ad usufruire della libera circolazione sui servizi di trasporto pubblico locale, gli ultrasettantenni che dichiarano un ISEE non superiore ai 10.000 euro”.

Prego, collega Naccari Carlizzi.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, l’area di esenzione che originariamente era fissata in 15 mila euro è scomparsa per gli ultra settantenni. Proponiamo che sia reintrodotta a 10 mila euro, reddito Isee, per il trasporto pubblico locale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Manca la copertura finanziaria, di conseguenza il parere è contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

 

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54810, a firma del consigliere Magarò, che decade per assenza del proponente.

Decade anche il successivo emendamento all’articolo 5, protocollo numero 54811, a firma del consigliere Magarò, per assenza del proponente.

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54915, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita: “L'art. 2, comma 1 della L.R. 22 dicembre 1989, n. 14, è così sostituito:

1. La Regione concede alle Organizzazioni Professionali degli imprenditori agricoli maggiormente rappresentativi a livello nazionale, aventi sede legale ed operanti con proprie strutture sull'intero territorio regionale, contributi per lo svolgimento di ulteriori programmi di attività che integrano quelli normalmente attuati dalle organizzazioni stesse con particolare riguardo alla:

a) divulgazione e promozione dello sviluppo in agricoltura;

b) promozione dell'assistenza tecnica in agricoltura;

c) assistenza alla programmazione aziendale;

d) promozione di attività volte a favorire lo sviluppo della produzione, l'incremento della produttività ed il miglioramento delle tecniche produttive, con particolare riferimento ai territori montani ed alle zone depresse e svantaggiate, riconosciute dalla normativa regionale;

e) assistenza contrattuale, sindacale, legale, fiscale e tributaria agli associati;

f) assunzione di iniziative volte alla formazione di quadri dirigenti all'organizzazione di convegni, di seminari (e viaggi di studio).”.

Prego, collega Bruni, ha facoltà di illustrarlo.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

E’ ritirato, Presidente.

PRESIDENTE

Va bene.

Si passa all’emendamento all’articolo 5, protocollo numero 54918, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita: “All'art. 2, comma 1 della L.R. 22 dicembre 1989, n. 14, viene aggiunto il seguente comma:

2. il contributo è concesso ad un numero massimo di quattro Organizzazioni individuate annualmente secondo il grado di rappresentatività desumibile dalla comprovata rappresentanza in seno al CNEL e dal numero di deleghe possedute, che le medesime Organizzazioni dovranno provare certificando il numero di titolari di fascicoli aziendali accesi presso i propri CAA.”.

Prego collega Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Presidente, questo è un emendamento che doveva essere presentato con un provvedimento a parte.

PRESIDENTE

Non ho capito, relatore.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, posso chiedere? Questo emendamento a quale legge si riferisce?

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Trematerra, ha facoltà di parlare.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Si riferisce alla legge regionale numero 14 del 1989

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Quali organizzazione sono? Queste quattro organizzazioni?

PRESIDENTE

“Il contributo è concesso ad un numero massimo di quattro Organizzazioni individuate annualmente secondo il grado di rappresentatività desumibile dalla comprovata rappresentanza in seno al CNEL e dal numero di deleghe possedute, che le medesime Organizzazioni dovranno provare certificando il numero di titolari di fascicoli aziendali accesi presso i propri CAA.”.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Quali organizzazioni? Ma di che stiamo parlando?

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Non sappiamo quali saranno quelle maggiormente rappresentative.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Ma di cosa stiamo parlando, chiedo scusa.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Delle organizzazioni di categoria. La legge 14 del 1989 dà la possibilità, attraverso un finanziamento, di concedere erogazioni alle organizzazioni di categoria, con questa norma…

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Ma parliamo di agricoltura? Di quale asosciazione?

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Sì, di agricoltura.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, questo emendamento non è procedibile perché le organizzazioni di categoria professionali riconosciute sono più di 4 e io chiedo che l’emendamento venga ritirato e non venga votato perché è in palesa violazione con la legge, a parere del sottoscritto.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Tutta una serie di emendamenti presentati da qui a poco verrà ritirata perché si è deciso che correttamente andranno attraverso un canale ordinario come proposta di legge e quant’altro.

Rimangono in piedi 5-6 emendamenti – uno dei quali è proprio questo di cui stiamo parlando – e altri emendamenti che riguardano sia la nuova Agenzia Calabria Verde che gli spostamenti temporali necessari per la liquidazione delle comunità montane e quant’altro.

Questo è uno di questi emendamenti. E’ vero quello che dice il consigliere Giordano, cioè le organizzazioni sono più di 4, sono circa 25, tantissime. Con questa norma vogliamo, vista l’esiguità delle risorse che ci sono sulla legge, dare alle maggiormente rappresentative sul territorio calabrese la possibilità di avere quelle risorse, altrimenti rischieremmo che quelle poche risorse in bilancio – si tratta, se non vado errato, di 200 mila euro – vengano date a pioggia a diverse organizzazioni.

Con questa norma diamo quali sono i criteri perché si possano riconoscere un certo numero di organizzazioni e in questo caso abbiamo messo 4. Questa è la ratio della legge.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Collega Giordano, si può essere a favore o no.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Questo, Presidente, è un argomento importante perché le associazioni non sono tantissime, sono 6-7 forse, e ritengo che sia fortemente discriminatorio fissare un numero di 4 e negare le risorse a chi è stato riconosciuto per legge a livello nazionale e regionale.

Vi prego, vivamente, di ritirare questo emendamento. Se volete si può con successivo regolamento adottare dei criteri rispetto alla rappresentatività che può essere un parametro e un criterio ma certamente non può essere fissato nel numero di 4, escludendo alcune categorie, alcune associazioni professionali e agricole che sono riconosciute dalla legge nazionale, dal Ministero delle risorse agricole, dal Governo, dalla Regione Calabria.

C’è stata anche una sentenza su questa materia che voi conoscete bene. Vi invito caldamente a ritirarlo perché sarebbe un atto fortemente lesivo della legge e sperequativo nei confronti di categorie che sono rappresentative e che operano sul territorio calabrese e che hanno pari dignità rispetto alle altre.

PRESIDENTE

Collega Giordano, si può essere d’accordo o contrari e votare contro o a favore.

Lei ha già posto questo problema del ritiro e l’assessore ha confermato la volontà di andare avanti sulla votazione di questo emendamento. Devo chiedere il parere del relatore e della Giunta.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Il parere è favorevole se non ci sono problemi di copertura finanziaria.

PRESIDENTE

Penso che non ci siano problemi di copertura finanziaria perché diceva che quel monte si divide per 4.

(Interruzione)

Stiamo dicendo la stessa cosa.

Parere del relatore? Favorevole.

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è stato espresso dall’assessore Trematerra, competente per materia. Per quanto riguarda l’assessore al bilancio, preso atto che non ha rilevanza di copertura finanziaria, non ha problematicità di copertura finanziaria, si rimette al parere positivo espresso dal collega Trematerra.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(Interruzione)

Non le posso più dare la parola. Lei può votare contro ma non può intervenire dieci volte dicendo le stesse cose.

(Interruzione)

Se chiede il voto per appello nominale si procede ma non le posso ridare la parola dieci volte per ripetere le stesse cose.

Ha posto la stessa cosa tre volte, altrimenti qui andiamo avanti senza alcuna regola.

Chiamo il consigliere Pacenza a svolgere le funzioni di Segretario per la votazione per appello nominale sull’emendamento 54918 con i pareri favorevoli della Giunta e del relatore.

PACENZA Salvatore, Segretario Questore f.f.

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 38. hanno risposto si 28; hanno risposto no 10.

Pertanto dichiaro approvato l’emendamento protocollo numero 54918.

(E’ approvato)

(hanno risposto sì i consiglieri: Bruni, Bulzomì, Caputo, Chiappetta, Crinò, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Imbalzano, Magarò, Magno, Minasi, Mirabelli, Morrone, Nicolò, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Salerno, Serra, Talarico F., Tallini, Trematerra, Vilasi;

hanno risposto no i consiglieri: Adamo, De Gaetano, Giamborino, Giordano, Guagliardi, Guccione, Maiolo, Naccari Carlizzi, Talarico D., Tripodi)

Ha chiesto di parlare il consigliere Chiappetta. Ne ha facoltà.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Presidente, credo ci sia stato un errore nella discussione che si è fatta precedentemente, a proposito di un emendamento che è stato detto, erroneamente, sia stato ritirato ma invece doveva essere messo in discussione.

Si tratta dell’emendamento protocollo numero 54695/4, a firma del sottoscritto e del collega Orsomarso, che credo sia, per quanto viene evidenziato, sostenuto anche dalla minoranza. Si tratta di un emendamento che va a regolizzare qualcosa all’interno del sistema trasportistico.

Ecco perché le chiedo, Presidente, se è possibile, di poterlo mettere in votazione. Grazie.

PRESIDENTE

C’era la Presidenza del collega Nicolò e su questo emendamento è stato detto che lei ha chiesto il ritiro.

Non è un aumento di spesa. Prego, collega Naccari Carlizzi.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, per le motivazioni esposte in premessa nell’intervento sulla discussione generale mi pare che quel provvedimento, che è talmente una mannaia sul sistema dei trasporti, in qualche maniera, almeno per una piccolissima parte, viene ad essere alleviato nel suo impatto dall’emendamento.

Gradiremmo che si possa fare anche in altri aspetti dello stesso provvedimento e consegniamo all’assessore l’impegno di rivedere, appena possibile, anche con riferimento all’aumento tariffario. Siamo favorevoli.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sull’emendamento protocollo 54695/4?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54695/4.

(E’ approvato)

Il prossimo emendamento sempre all’articolo 5 è il protocollo numero 54753, a firma del consigliere Morrone, di cui do lettura: “All'articolo 5 della proposta di legge n. 524/9" è aggiunto il seguente comma:

«1. All'articolo 1 comma 1 della legge regionale 14 febbraio 1996 n. 3, così per come modificato dall'articolo 2 comma l della legge regionale l0 gennaio 2013 n. 1, dopo le parole "e Assessori" si aggiungono le seguenti "e Presidente di Gruppo consiliare"» è ritirato.

E’ ritirato anche l’emendamento 54695/2 a firma del consigliere Chiappetta di cui do lettura: “All'articolo 5 della proposta di legge n. 524/9" è aggiunto il seguente comma:

l. All'articolo 7 della legge regionale 17 maggio 1996 n. 9, per come modificata dalla legge regionale 30 maggio 2013 n. 26, dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma 7 bis <"L'Osservatorio regionale può articolarsi, per ottemperare a quanto prescritto dalla presente legge, a livello provinciale sulla base di apposite determinazioni assunte di concerto tra la Giunta regionale e le Amministrazioni provinciali provvedendo, in tali atti, all'organizzazione amministrativa con la presenza di figure tecniche in possesso di qualifica professionale di esperto faunistico, senza oneri aggiuntivi per l'Amministrazione regionale">.

Sempre all’articolo 5 passiamo all’esame dell’emendamento protocollo numero 54919, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra che così recita: “All'articolo 7 dopo il comma 5 si aggiunge comma 5bis:

5 bis. Gli Immobili di proprietà dell'ARSSA detenuti direttamente, da un periodo non inferiore a cinque anni al 31 dicembre 2013, da Enti non economici -Associazioni no-profit, che non versano in condizioni di conflittualità con l'ARSSA, possono essere richiesti In acquisto entro 1130 giugno 2014. Detto trasferimento potrà avvenire alle condizioni dettate nel primo comma, con un abbattimento del prezzo di vendita pari al 30 % del valore congruo dalla commissione valutazione e stime dell'ARSSA. E' fatto obbligo di mantenere sugli immobili trasferiti, per almeno vent'anni dalla stipula dell'atto, le finalità sociali ed l vincoli di destinazione d'uso. Solo per ; suddetti beni immobili, si può richiedere la rateizzazione del prezzo di vendita per un periodo massimo di dieci anni, sulla base del tasso di riferimento fissato dalla Commissione dell'Unione Europea secondo quanto previsto dal Regolamenti (CE) 68/2001, (CE) 69/2001 e (CE) 70/2001.”

Ha chiesto di parlare il consigliere Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Naccari Carlizzi. Ne ha facoltà.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, possiamo avere dall’assessore l’indicazione dei 4-5 emendamenti che ci ha detto che vuole mantenere rispetto al più ampio corpus di 600 emendamenti? Così almeno li leggiamo e non vi facciamo perder tempo.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Li esaminiamo uno per uno.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Li esaminiamo uno per uno, ma quelli su cui si concentra l’attenzione ce li indichi da subito così li leggiamo.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

A parte questo emendamento che riguarda il processo di liquidazione dell’Arssa, prevediamo in un emendamento che le associazioni no profit, solo ed esclusivamente per queste, un certo vantaggio, se vogliamo chiamarlo così, nell’acquisire immobili che sono posti in liquidazione; solo per gli enti no profit e quant’altro.

Gli altri emendamenti cui facevo riferimento poc’anzi riguardano la proroga dell’entrata in vigore della Nuova Agenzia Calabria Verde che porta in sé, ovviamente, tutta una serie di proroghe temporali che riguardano il processo di liquidazione dello stesso ente.

L’altro emendamento che ritengo potrebbe essere necessario approvare riguarda l’organismo pagatore che attualmente è delegato a pagare solo la cosiddetta domanda unica ed i fondi strutturali del Psr.

A questo organismo pagatore vorremmo dare la possibilità di pagare altre spese che riguardano il settore dell’agricoltura, per esempio la pesca e altre leggi che riguardano sempre l’agricoltura.

Sono sostanzialmente 4 o 5 gli emendamenti che rimarranno in piedi e tutto il resto verrà ritirato– come è stato concordato anche con l’assessore Mancini; io per un mio black out ho chiesto ai colleghi di presentare una serie di emendamenti che verranno ritirati e seguiranno il percorso della legiferazione ordinaria.

Gli emendamenti che da qui in avanti rimarranno in discussione sono quelli che vi ho detto.

Ce n’è un altro subito dopo che riguarda i consorzi agrari, lo presenterò e deciderà l’Aula.

PRESIDENTE

Ci sono interventi sull’emendamento? Prego, collega Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, volevo chiedere all’assessore quali sono queste associazioni, quali sono gli immobili e quante sarebbero le associazioni no profit che operano in immobili dell’Arssa.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Questo non glielo saprei dire.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Ma non si può trattare questo emendamento col provvedimento che poi comprenderà tutti gli emendamenti…

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Accetto il ritiro.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 54919 è ritirato.

Siamo all’emendamento protocollo numero 54192, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita: “legge Regionale 8 luglio 2002, n. 24. Interventi a favore del settore agricolo e agroalimentare.

All'art. 3 (Aiuto alle attività di servizio e supporto ai sistemi produttivi) della legge regionale 24 del 2002 viene aggiunto il seguente comma 2:

2. Per consentire la piena attuazione nel territorio regionale delle disposizioni di cui all'art. 2 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, ed in particolare al fine di sostenere progetti di ricerca e formazione per lo sviluppo e la valorizzazione dell'agricoltura calabrese, la Regione, conformemente al Reg. CE n. 800/2008 della Commissione del 06 agosto 2008 può finanziare iniziative proposte dai soggetti di cui all'art. 9 della Legge 23 luglio 2009,99, operanti in Calabria.”

L’emendamento si illustra da sé. Ci sono richieste di intervento?

GUCCIONE Carlo (PD)

Presidente, è un modo strano di procedere perché qui stiamo cambiando la legislazione regionale e non si può fare in un bilancio importante.

Si fanno le cose eccezionali come una proroga, ma non possiamo cambiare un ordinamento regionale in questo modo, veramente è disdicevole questa pratica.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Ma chi sono i soggetti dell’articolo 9? 

GUCCIONE Carlo (PD)

Si può cambiare l’ordinamento regionale in questo modo? Non possibile, ci sono delle procedure che riguardano modifiche di leggi ma non si può fare una sessione di bilancio. Se c’è una urgenza si fa, come la proroga dell’entrata in vigore dell’Azienda Calabria Verde, ma in questo modo è veramente disdicevole dal punto di vista politico e istituzionale

PRESIDENTE

Collega Guccione, ogni consigliere è libero di presentare emendamenti.

(Interruzione)

Qui c’è la firma di 5 capigruppo di maggioranza Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra. L’assessore sta rispondendo a qualche chiarimento che voi ponete per un migliore approfondimento. Lei può dire opportunità o meno sulla possibilità, ma sul piano legittimo è pertinente l’emendamento. Quindi dopo aver ascoltato i vostri interventi l’emendamento è presentato, o si ritira o lo metto in votazione.

Prego, collega Naccari Carlizzi.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Mi par di capire che con questo emendamento si vogliono sostenere progetti di ricerca e formazione per lo sviluppo e la valorizzazione dell’agricoltura a favore dei consorzi agrari. Se è realmente a favore dei consorzi agrari propongo un sub-emendamento per abolire le Università calabresi che è di tutta evidenza che non servono a niente, anche l’Arsac, perché i consorzi agrari possono svolgere attività di ricerca al posto delle Università e dell’Arsac.

Se il sub-emendamento passa io voto anche l’emendamento.

PRESIDENTE

Ci sono altre domande? Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Stiamo discutendo dell’emendamento protocollo numero 54912. Assessore questo era tra quelli che doveva essere presentato in legge organica, così lei era d’accordo…

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Come ho detto poc’anzi questo emendamento non riveste carattere di urgenza. Rispetto a questo ho già detto e tutta una serie di emendamenti prodotti dalla maggioranza sono stati ritirati; parlavo di 4-5 emendamenti; se c’è da parte dell’Aula questo atteggiamento costruttivo lo presenteremo come legge di tipo ordinario per cui il collega Naccari Carlizzi, quando avrà modo di vedere anche la relazione, forse si farà una ragione e non chiederà di fare un sub-emendamento per abolire le Università e gli istituti di ricerca.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 54912 è ritirato.

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54910, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita: “Integrazioni all'art. 12 della L.R. n. 24/dell'08/07/2002 (ARCEA)

L'art. 12 della Legge Regionale n. 24 del 08.07.2002 viene integrato come segue:

Comma l bis. Possono essere attribuite ali' ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura), le funzioni in materia di erogazione di aiuti in tutti i settori dell'agricoltura, in applicazione di norme comunitarie, nazionali o regionali, nonché derivanti dall'attuazione dei programmi pluriennali comunitari per le politiche marittime e della pesca.

Comma 1 ter. le attribuzioni di cui al comma 1 potranno intervenire previa convenzione approvata dalla Giunta regionale.”.

L’emendamento si illustra da sé. Non ci sono richieste di parola, parere del relatore.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Anche questo è un emendamento che si era concordato di presentare con una proposta di legge ordinaria. L’impegno del Presidente della Commissione era di segnare una corsia privilegiata. E’ vero che non sono urgentissimi, ma sono provvedimenti importanti. Invito al ritiro.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Il Presidente della Commissione dà la corsia preferenziale ad una serie di progetti di legge che arriveranno alle Commissioni competenti. Se c’è questo, bisogna dare la possibilità all’organismo pagatore di svolgere altre funzioni … va bene il ritiro.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

Si passa all’emendamento protocollo numero 54643, a firma del consigliere Guccione, che così recita: “All'art. 5 del collegato si aggiunge il seguente comma:

All'art. 26 della legge regionale 21 agosto 2007 n. 18 - Norme in materia di usi civici - si apportano le seguenti modifiche e integrazioni:

a) Dopo il comma 3 si aggiunge il comma 3 bis:

3bis. la legittimazione e/o affrancazione in forma semplificata avvengono anche in favore dell'occupatore, titolare del diritto di superficie concesso dal Comune, che detenga l'immobile da almeno sette anni, compresi gli eventuali danti causa, e ciò sia dimostrato in base a convenzione stipulata ai sensi dell'art. 35 legge 865/71 con il Comune medesimo dal concessionario in data anteriore al 30 giugno 2000.

b) Il comma 4 viene sostituito dal seguente:

4. la liquidazione secondo il procedimento semplificato si verifica in favore del soggetto munito di titolo di acquisto, anche nella sola ipotesi di concessione del diritto di superficie, in forma pubblica, anteriore al 30 giugno 2007.”

GUCCIONE Carlo (PD)

L’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Parere della Giunta? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54764, a firma dei consiglieri Gallo, Pacenza, Chiappetta, Morrone, Serra e Grillo, che così recita: “All'art. 5 è aggiunto il comma 12 così formulato:

1. All'art. 48, comma 2 della legge regionale 13 giugno 2008 n. 15 le parole "e ospedaliere" sono cassate; alla fine del capoverso sono aggiunte le parole: "ancorché non iscritti nella graduatoria regionale dei medici di Medicina generale aspiranti al convenzionamento" .

GALLO Gianluca (UDC)

Rispondevano ad una precisa esigenza del dipartimento ma mi dicono che non possono essere inserite norme che riguardano la sanità. Per cui è ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54809, a firma del consigliere Magarò, che così recita: “All'articolo 5 del Titolo III è aggiunto il seguente comma 12:

12. Alla Legge Regionale 16 ottobre 2008 n. 31 sono apportate le seguenti modifiche:

 a) Dopo l'articolo Il-bis è inserito il seguente articolo:

"Art. 11-ter (Esenzioni tributarie)

1. A decorrere dallo gennaio 2014 le vittime della criminalità organizzata, dell'estorsione, dell' usura, compresi i soggetti di cui al comma 1 dell'art. 11-bis, nonché, ai sensi dell'art. 17-bis, i testimoni di giustizia sono esonerati dal pagamento dei seguenti tributi propri regionali, previsti dall'art. 1 del decreto legislativo 6 maggio 2011, n.68: a) Tassa per l'abilitazione professionale, istituita dall'art. 37, comma 5, della L.R. 13 aprile 1995, n. 16; b) Imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, istituita dall'art. 1 della L.R. 31 dicembre 1971, n. 1; c) Imposta regionale sulle concessioni statali per l'occupazione e l'uso dei beni del patrimonio indisponibile, istituita dall'art. 1 della L.R. 31dicembre 1971, n. 1; d) Tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche regionali, istituita dall'art. 1 della L.R. 31dicembre 1971, n. 1; e) Tassa sulle concessioni regionali, istituita dall'art. 1 della L.R. 31dicembre 1971, n. 1.

I soggetti di cui al comma 1 sono altresì esonerati dal pagamento della tassa regionale per il diritto allo studio universitario, istituita come tributo proprio della regione dall'art. 3, comma 20, della Legge 28 dicembre 1995, n. 549 e disciplinata dall'art. 27 della L.R. 10 dicembre 2001, n. 34 e dal pagamento della tassa automobilistica regionale, istituita dall'art. 15 della L.R. 31dicembre 1971, n. 1.

La Giunta Regionale, previo parere della Commissione istituita con la L.R. 19 dicembre 2002, n. 50 e s.m.i., entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, predispone un regolamento, con il quale vengono definiti i criteri e le modalità attuative delle esenzioni tributarie.".

b) Al comma 2 dell'art. 11 bis della L.R. 16 ottobre 2008, n.31 e s.m.i., la lettera b è soppressa.

c) All'articolo 16 della L.R. 16 ottobre 2008, n.31 e s.m.i., dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti commi:

2-bis. Agli oneri derivanti dalle minori entrate conseguenti l'attuazione dell'art. 11ter, quantificati in euro 150.000, si provvede per l'esercizio 2014 per euro 100.000 a valere sull'U.P.B. 7.2.01.02 capitolo 72010207 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2013-2015 e per euro 50.000 mediante le risorse di cui all'U.P.B. 8.1.01.01 capitolo 7001101. 2-ter. La disponibilità finanziaria di cui al comma precedente è utilizzata nell'esercizio in corso, ponendo la competenza in apposito capitolo della U.P.B. 7.2.01.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale.”

Prego, collega Magarò.

MAGARO’ Salvatore (Scopelliti Presidente)

Presidente, l’emendamento prevede l’esenzione di alcuni tributi per i testimoni di giustizia modificando la legge regionale 31 del 2008.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro, Presidente.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme a quello del relatore perché la materia, interessante ed importante, merita una corsia propria slegata dal bilancio.

PRESIDENTE

Collega Magarò?

MAGARO’ Salvatore (Scopelliti Presidente)

Ritiro l’emendamento protocollo numero 54809.

PRESIDENTE

E’ stato presentato emendamento all’articolo 5 protocollo numero 54695/1, a firma del consigliere Chiappetta, che così recita: “All'articolo 5 della proposta di legge n. 524/9^ è aggiunto il seguente comma: <Le disposizioni e le procedure di cui all'articolo 13 della legge regionale n. 40/2008, si applicano per la messa in liquidazione dell'Ente Autonomo Fiere Cosenza.»

Prego collega Chiappetta.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Presidente, questo è un emendamento che è relativo ad una situazione di difficoltà e di criticità che da anni vive l’Ente fiera di Cosenza e rispetto alla cui situazione, già in occasione del varo della legge che è stata approvata dal Consiglio regionale relativa al riordino degli enti sub-regionali della Calabria, era stata presa in considerazione.

In quella circostanza l’emendamento non venne preso in considerazione perché fu obiettato, all’epoca, dagli uffici competenti, dai dipartimenti interessati che non si poteva procedere all’approvazione o quanto meno alla trattazione per poi arrivare successivamente alla trattazione di questo argomento perché la Regione Calabria non è legittimata e titolata a dibattere di ente fiera perché non risultava tra i soci fondatori.

La riproposizione di questo emendamento, che se non dovesse venire spiegato potrebbe significare la ripetizione di un qualcosa rispetto alla quale, precedentemente, c’era stato un parere negativo da parte dei dipartimenti interessati, si deve a seguito di una sentenza del Tar che di fatto ha statuito la legittimità da parte della Regione Calabria a prendere in considerazione tutto quel che è condensato in questo emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Mi pare, se non ho capito male, che l’abbia ritirato il collega Chiappetta. Anche perché stamattina – se non ho capito male – nel corso di una discussione preliminare il dirigente del dipartimento ha ribadito il parere contrario.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Allora l’emendamento è ritirato.

Sempre all’articolo 5 è stato presentato emendamento a firma del consigliere Giordano, protocollo numero 54730, che così recita: “Dopo l'art. 7 bis è aggiunto il seguente: art.7 ter (modifica art. 1 legge regionale n° 10/2009)

All'art 1 della legge regionale n° 10/2009 è aggiunto il seguente comma:

2. Sono consentite per le sole aree agricole le seguenti detrazioni rispetto all'importo determinato ai sensi della normativa vigente:

A. 1140 % per gli occupatori coltivatori diretti

B. Il 30% per gli occupatori imprenditori agricoli professionali;

C. Il 20% per gli occupatori che dimostrano di avere acquisito il bene oggetto di legittimazione e di affrancazione con contratti di acquisto presso notai e regolarmente trascritti alla conservatoria dei registri immobiliari. Le detrazioni di cui al punto "a" ed al punto "b" non sono cumulabili. Le qualifiche di coltivatore diretto e di imprenditore agricolo professionale debbono essere certificate dall'lNPS di competenza.”

Prego, collega Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, con questo emendamento si aggiunge un articolo 7ter alla legge regionale 10 del 2009 e riguarda i prezzi di affrancazione dei canoni enfiteutici dei terreni riguardanti gli usi civici.

Questo emendamento prevede l’abbattimento del 40 per cento per gli occupatori e coltivatori diretti, il 30 per cento per gli imprenditori agricoli professionali e il 20 per cento per gli occupanti dei terreni che sono in regola ed hanno la qualifica di coltivatore diretto.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Anche se non spetta a me dirlo, mi pare che non ci sia la copertura finanziaria.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54730.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54766, a firma dei consiglieri Gallo, Pacenza, Chiappetta, Morrone, Serra e Grillo, che così recita: “All'art. 5 è aggiunto il comma 13 così formulato: E’ abrogato l'inciso di cui al II cpv dell'art. 4 comma 1 della legge regionale 30 aprile 2009 n. 11, con soppressione delle parole: "comprese quelle rientranti nei rapporti convenzionali per la specialistica ambulatoriale interna e per la continuità assistenziale" .

Questo emendamento riguarda i rapporti ambulatoriali. Vale lo stesso discorso della sanità? Prego, consigliere Gallo.

GALLO Gianluca (UDC)

Come sopra, Presidente, è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento è il protocollo numero 54695/3, a firma del consigliere Chiappetta, che recita: “All'articolo 5 della proposta di legge n. 524/9^ è aggiunto il seguente comma:

1. All'articolo 17, comma 2, della legge regionale 19 ottobre 2009, n. 35, le parole "della durata massima di diciotto mesi a decorrere dal l luglio 2012" sono sostituite dalle seguenti "con termine 31 dicembre 2015".

Prego, collega Chiappetta.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

L’emendamento si illustra da sé, Presidente.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Qual è l’oggetto? Chiedo scusa, giusto per saperlo.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Riguarda la legge antisismica. Un differimento del termine per tutto ciò che è necessario fare per la legge antisismica.

PRESIDENTE

Il termine è il 31 dicembre 2015.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

In pratica siamo sicuri che non accada nulla nel frattempo. Avete delle rassicurazioni in tal senso?

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme al relatore.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54695/3 col voto contrario della minoranza.

(E’ approvato)

Il prossimo emendamento all’articolo 5 è il numero 54768, a firma dei consiglieri Gallo e Bruni, che così recita: “All'art. 5 è aggiunto il comma 14 così formulato:

«All'art. 1 della Legge regionale 30 luglio 2010, n. 20, le parole "limitatamente alle sole stagioni estive 2010, 2011, 2012 e 2013" sono sostituite dalle parole "limitatamente alle sole stagioni estive 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014”.

Prego, collega Gallo.

GALLO Gianluca (UDC)

Presidente, si tratta della proroga ulteriore di una legge, già prorogata più volte, che riguarda il demanio balneare. Consente la possibilità di dare concessioni balneari a soggetti che hanno fatto grossi investimenti e che dispongono di proprietà fronte-mare. Se ne chiede la proroga per l’anno 2014. Grazie.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Ha impatto sul bilancio, Presidente?

PRESIDENTE

Praticamente si estende anche al 2014 quello previsto…

GALLO Gianluca (UDC)

Non c’è assolutamente impatto sul bilancio, anzi c’è la possibilità di incassare.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Conforme al relatore.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54709 a firma del consigliere Tripodi che così recita:

Al comma 3, dell'art. 3 (rubricato Organizzazioni di volontariato) della Legge regionale 26 luglio 2012, n. 33 (Norme per la promozione e disciplina del volontariato) verrà aggiunto il seguente comma:

3 bis. "La Croce Rossa Italiana, che dal l gennaio 2014 rivestirà la qualificazione giuridica di Associazione di Promozione Sociale, in ragione del peculiare interesse pubblico riconosciutole dall'ordinamento giuridico italiano, potrà concorrere all'erogazione di fondi regionali per attività di volontariato, compresi quelli derivanti dalla donazione del 5 per mille di cui alla normativa vigente in materia, nonché per la protezione civile territoriale."

Prego, collega Tripodi.

TRIPODI Pasquale Maria (Gruppo Misto)

Mi diceva il collega Naccari Carlizzi che è il caso di non sparare sulla Croce Rossa.

Ne abbiamo parlato in Commissione Presidente e il decreto legge numero 178 del 2012  trasforma la Croce rossa da ente di diritto pubblico non economico ad associazione di diritto privato qualificandola come associazione di promozione sociale.

Qui si chiede solo di porre in essere le condizioni che il decreto legislativo impone per far sì che la Croce Rossa - a cui la pubblica amministrazione in genere si rivolge sia per le calamità naturali sia per gli interventi di pronto intervento e quant’altro - possa beneficiare come tutte le altre associazioni della normativa regionale.

Praticamente dal 1° gennaio 2014 che possa avere i requisiti per partecipare al riparto dei fondi per quanto riguarda le associazioni di diritto sociale che ci sono in Calabria. Tutto qua, senza incremento di spesa, è un emendamento solo normativo in cui andiamo a recepire, peraltro, un decreto legge governativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Noi saremmo in linea di principio favorevoli, solo che abbiamo adottato un altro principio preliminare che è quello di acquisire emendamenti ordinamentali coerenti con la legge di bilancio, che siano strettamente coerenti.

Prego il collega Tripodi di presentare una proposta di legge al più presto. Invito al ritiro.

TRIPODI Pasquale Maria (Gruppo Misto)

Relatore Imbalzano, ovviamente c’è il suo impegno in quest’Aula che darà priorità? L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato e viene trasformato in progetto di legge che andrà in Commissione.

NUCERA Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Volevo evidenziare che c’è già un progetto di legge depositato in Commissione sulla promozione sociale.

La Calabria è l’unica Regione d’Italia che ancora non ha provveduto ad approvare la legge, creando danni enormi al sistema del volontariato civile e del volontariato sociale nella nostra Regione.

Presidente, dica alle Commissioni di discutere queste leggi.

L’azione del collega Tripodi è meritoria sotto il duplice punto di vista: per la sensibilità sociale per la Croce Rossa italiana ma, in un progetto molto più generale, perché gli enti di promozione sociale calabresi stanno perdendo milioni di euro di finanziamenti nazionali perché non abbiamo una legge di recepimento che è ferma in una delle Commissioni, bilancio credo, da circa un paio di mesi.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato. Andiamo avanti.

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54892, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.10.2012 - All'art. 3 (Funzioni della Regione), dopo 1/ comma 1, sono inseriti i seguenti commi:

Ai sensi dell'articolo 9 del d.p.r. n. 616/1977 la Regione Calabria è titolare delle funzioni di polizia amministrativa nelle materie ad essa trasferite e attribuite dallo Stato.

Le competenze amministrative in materia di sanzioni, per le violazioni delle disposizioni contenute nella presente legge, sono attribuite al dipartimento competente in materia di agricoltura, foreste e forestazione, nel rispetto delle procedure generali e speciali previste dalla legge 24 novembre 1981 n. 689 e successive integrazioni e modificazioni e dalle norme regionali vigenti.”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54893, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.10.2012 - All'art. 5 (Regolamenti forestali), il comma 6 è così modificato: «La Giunta regionale approva i Regolamenti Forestali entro 24 mesi dalla pubblicazione della presente modifica sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria»”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54895 recita: “Legge regionale n. 45 del 12.10.2012 – All’art. 7 (Piani di gestione e assestamento forestale), al comma 9, la frase " In tal caso il termine di cui all'art. 9 è sospeso e riprende a decorrere dalla data di comunicazione del nullaosta" è sostituita per come di seguito riportato: “In tal caso il termine di cui al comma 1 è sospeso e riprende a decorrere dalla data di approvazione del Piano”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54897, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.10.2012 – All’art. 7 (Piani di gestione e assestamento forestale) Il comma 11 " Nelle more del rilascio dei nullaosta da parte degli enti gestori delle aree protette, i plani sono approvati dal dipartimento competente in materia agricoltura, foreste e forestazione, qualora ne sussistano le condizioni di conformità ai regolamenti o al PFR. In tal caso è fatto obbligo ai progetti ai redattori dei progetti di taglio di produrre le relative autorizzazioni a cura del dipartimento regionale competente, pena la mancata approvazione del progetto.". È abrogato”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54901, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.1 0.2012 <All'art. 7 (Piani di gestione e assestamento forestale), è aggiunto il seguente comma: 11 " Nelle aree ricadenti all'interno della Rete Natura 2000 i piani sono assoggettati alla procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale -VINCA, da sottoporre all'approvazione del competente Dipartimento Politiche dell'Ambiente della Regione".

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54902, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.10.2012 - All'art. 8 (Servizi Informativi, cartografia e Inventario forestale, ricerca e sperimentazione), il comma 4 "Per le finalità di cui al comma 3, il dipartimento si avvale della struttura del Centro cartografico regionale" viene modificato per come di seguito riportato: "Per le finalità di cui al comma 3, il dipartimento potrà avvalersi della struttura del Centro cartografico regionale ovvero delle strutture di cui alla L.R. 66/012 e 25 della L.R. 25/2013”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54904, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.1 0.2012 - All'art. 19 (Utilizzazioni boschive e viabilità forestale), al comma 1 le parole "già indicate all'articolo 15 comma 4" sono soppresse”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54905, recita: “Legge regionale n. 45 del 12.1 0.2012 - All'art. 41 (Utilizzo del proventi) i commi 1 e 2 sono abrogati”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54921, recita: “L'articolo 3 (Divieti e Prescrizioni) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 3 (Divieti e prescrizioni)

1. È vietata, nel territorio della Regione Calabria, l'estirpazione di alberi di ulivo in qualsiasi stato vegetativo, salvo i casi consentiti e prescritti dalla presente legge.

2. In deroga alla presente disciplina è consentito estirpare:

a) gli alberi di ulivo con finalità esclusivamente ornamentale o decorativa dei giardini e dei parchi;

b) gli alberi di ulivo estirpati nell'ambito di azienda vivaistica da soggetto titolare della stessa;

3. E' comunque vietata l'estirpazione degli alberi monumentali di ulivo inseriti nel registro di cui all'articolo 2.”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54922, recita: “L'articolo 4 (Disciplina autorizzatoria per l'estirpazione ed il reimpianto) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 4 (Disciplina autorizzatoria per l'estirpazione ed il reimpianto)

1. I proprietari legittimi o i conduttori muniti di consenso scritto del proprietario delle piante di olivo, possono richiedere al dipartimento competente in materia di agricoltura l'autorizzazione all'estirpazione di piante di olivo, qualora sia accertata la morte fisiologica.

2. I soggetti previsti dal comma 1 possono richiedere al dipartimento competente in materia di agricoltura l'autorizzazione all'espianto con obbligo di eventuale reimpianto di alberi di olivo quando ricorra uno dei seguenti casi:

a) sia riconosciuta l'eccessiva densità dell'impianto, tale da arrecare danno all'oliveto;

b) sia riconosciuta indispensabile l'estirpazione per:

realizzazione di opere di pubblica utilità;

realizzazione di opere di miglioramento fondiario;

realizzazione di fabbricati, capannoni e serre inamovibili, in linea con gli strumenti urbanistici vigenti.

3. Nei casi previsti dal comma 2, lettera a) e lettera b), numeri 1) e 3), è fatto obbligo di reimpianto degli ulivi estirpati secondo la procedura disciplinata all'articolo 7, comma 1, punti a) e b).

4. Il dipartimento competente in materia di agricoltura, esaminata la richiesta ed espletati gli accertamenti necessari, rilascia apposito provvedimento autorizzativo, riguardante l'estirpazione e l'eventuale reimpianto delle piante di olivo nel rispetto dei vincoli e delle norme regolamentari specifiche finalizzate alla conservazione del paesaggio ed alla qualità dell'ambiente. Sono, in ogni caso, fatti salvi eventuali impegni assunti a seguito dell'erogazione di contributi pubblici.

5. I tecnici preposti al rilascio dell'autorizzazione di cui al comma 2 possono disporre il mantenimento nei siti di origine di esemplari di piante di olivo di particolare pregio e monumentalità, nonché l'adozione di opportune pratiche colturali per la salvaguardia degli stessi.

6. Ai proprietari legittimi o ai conduttori muniti di consenso del proprietario delle piante di olivo è consentita l'estirpazione di un numero massimo di cinque esemplari nel biennio, anche in assenza dell'autorizzazione di cui al comma 2, previa preventiva comunicazione all'ufficio competente e secondo le modalità disposte dal dipartimento competente in materia di agricoltura.”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54924, recita: “L'articolo 5 (Disciplina autorizzatoria per l'estirpazione ed Il reimpianto nel casi di miglioramento fondiario) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 5 (Disciplina autorizzatoria per l'estirpazione ed il reimpianto nei casi di miglioramento fondiario)

1. Nei casi di miglioramento fondiario previsti dall'articolo 4, comma 2 lettera b numero 2 occorre distinguere i seguenti interventi:

a) riconversione varietale olivo/olivo;

b) sostituzione con altre specie arboree da frutto.

2. Nel caso previsto dal comma 1 lettera a) le aziende con superfici olivetate superiori all'ettaro, possono essere autorizzate ad interventi di espianto fino ad un massimo del SO per cento della superficie olivetata aziendale. Su detta superficie è fatto obbligo di impiantare un nuovo oliveto caratterizzato da un sesto d'impianto razionale e con cultivar idonee.

3. Nel caso previsto dal comma 1 lettera b), le aziende con superfici olivetate superiori all'ettaro, possono essere autorizzate ad interventi di espianto sul 50 per cento della superficie olivetata aziendale. Su detta superficie è fatto obbligo di impiantare un nuovo arboreto specializzato da frutto e di trapiantare o di far permanere nelle sedi di impianto delle porzioni perimetrali delle stesse particelle, un numero di piante di olivo pari ad almeno il 30 per cento delle stesse piante espiantate.

4. Le aziende con superfici olivetate inferiori all'ettaro, in tutti i casi di miglioramento fondiario, possono essere autorizzate all'estirpazione sull'Intera superficie aziendale. Un numero di piante pari ad almeno il 40 per cento degli alberi espiantati, deve essere trapiantato o fatto permanere nei siti di impianto delle porzioni perimetrali delle stesse particelle

5. Nei casi di miglioramento fondiario art 5 commi 2, 3 e 4, per le piante estirpate e non soggette all'obbligo del reimpianto, previa autorizzazione del dipartimento competente in materia di agricoltura, è consentito intervenire anche per come previsto all'articolo 7.

6. Gli interventi di miglioramento fondiario non possono interessare, nell'arco di un decennio, un'estensione superiore al 5 per cento della intera superficie olivetata regionale per come riportata nei dati ISTAT del sesto Censimento Generale dell'Agricoltura.

7. In tutti i casi di miglioramento fondiario, al fine dell'ottenimento dell'autorizzazione regionale, occorre presentare una relazione tecnica agronomica corredata di progetto e business pian atti a dimostrare la validità dell'investimento”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54926, recita: “L'articolo 6 (Autorizzazione potatura straordinaria) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 6 (Autorizzazione potatura straordinaria)

1. Nei casi di effettiva necessità, ai proprietari legittimi o ai conduttori muniti di consenso del proprietario sono consentiti, dopo specifica richiesta e previa autorizzazione del dipartimento competente in materia di agricoltura, interventi straordinari, quali il taglio alla base del tronco (taglio al ciocco).

2. Sono vietate forme di potatura di ringiovanimento o di adeguamento alla raccolta meccanica, che non prevedano la permanenza di ramificazioni principali”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54929, recita: “L'articolo 7 (Cessione e spostamenti) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 7 (Cessioni e spostamenti)

1. I soggetti autorizzati ai sensi dell'articolo 4, comma 2, possono:

a) trapiantare le piante di olivo in altre particelle della stessa azienda, nell'ambito dei confini regionali;

b) cedere le piante di olivo, con l'obbligo di trapiantarle, a proprietari di terreni ricadenti nel territorio regionale;

c) cedere le piante di olivo ad aziende vivaistiche regolarmente autorizzate, al sensi delle normative vigenti.

2. Il soggetto che trapianta le piante di olivo in altre particelle della stessa azienda, deve richiedere al dipartimento competente in materia di agricoltura l'autorizzazione al trasferimento delle piante, salvo che il trapianto avvenga in terreni limitrofi al sito originario o non sia necessario il trasporto su strada.

3. Nel caso di cui al comma 1 lettera b), Il soggetto che cede gli alberi deve presentare al dipartimento competente in materia di agricoltura richiesta di autorizzazione al trasferimento delle piante, e relativa autorizzazione dei proprietari legittimi o dei conduttori muniti di consenso scritto del proprietario alla messa a dimora.

4. Nel caso di cui al comma 1 lettera c), l'azienda vivaista che acquisisce le piante di olivo deve presentare al dipartimento competente in materia di agricoltura richiesta di autorizzazione al trasferimento delle piante dal sito d'origine al vivaio, con annesso atto di cessione delle piante di olivo interessate da parte dei proprietari legittimi o dei conduttori muniti di consenso scritto del proprietario.

5. Il dipartimento competente in materia di agricoltura, effettuati gli accertamenti sanitari ritenuti opportuni, e constatata la conformità di quanto dichiarato a quanto previsto dalla presente normativa, rilascia apposita autorizzazione per il trasporto delle piante. Durante il trasporto delle piante è sempre necessaria la presenza dei documenti di autorizzazione all'espianto.

6. Al fine di fornire garanzie agli acquirenti in relazione allo stato di salute delle piante, nonché per salvaguardare Il patrimonio di piante vitali di olivo, I vivaisti hanno l'obbligo di ricoltivare, in vaso o in zolla, gli esemplari di olivo per almeno un ciclo vegetativo, adottando idonee procedure per la rigenerazione. I vivaisti sono tenuti ad adottare un registro dì carico-scarico, vidimato dal dipartimento competente in materia di agricoltura della Regione Calabria, delle piante di olivo In fase di rigenerazione, in cui devono essere annotate la provenienza, la data di espianto, la data di vendita e la destinazione delle piante.”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54932, recita: “L'articolo 8 (Sanzioni amministrative) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 -Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 8 (Sanzioni amministrative)

1. Chiunque espianta alberi di olivo, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 4, comma 2, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 500,00 ad € 3.000,00 per ciascun esemplare abbattuto, fino ad un massimo di € 100.000,00 con obbligo, ove possibile, del reimpianto degli alberi estirpati.

2. Alla stessa sanzione, di cui al comma 1, ridotta del SO per cento, soggiace l'interessato che, non adempie entro il termine indicato dal provvedimento autorizzativo alle opere autorizzate ai sensi degli articoli 4, 5 e 7.

3. Chiunque cede piante adulte di olivo in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 7, comma 5, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.500,00 ad € 50.000,00 a seconda del numero degli esemplari e della reiterazione della trasgressione.

4. I soggetti che acquisiscono piante di olivo provenienti dal territorio della Regione Calabria in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 7, comma 5, sono puniti con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 2.500,00 ad € 30.000,00 a seconda del numero degli esemplari e della reiterazione della trasgressione.

5. Chiunque trasporta su strada piante adulte di olivo in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 7, comma 5, è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 1.000,00 a € 5.000,00.

6. II vivaista che non ottemperi agli obblighi di cui all'articolo 7, comma 6, è punito con una sanzione amministrativa da € 1.000,00 a euro 10.000,00.

7. Chiunque effettua una potatura di olivi senza aver richiesto ed ottenuto la necessaria autorizzazione di cui all'articolo 6 è punito con una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro 30.000,00.

8. La competenza per l'emanazione degli atti ingiuntivi e del contenzioso connesso all'irrogazione delle sanzioni amministrative e del contenzioso connesso è della Regione Calabria che la esercita attraverso il Servizio competente del dipartimento agricoltura.

9. Il dipartimento competente in materia di agricoltura, entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, provvede ad emanare specifico regolamento attuativo e a trasmetterlo alla Giunta regionale per la relativa approvazione. Il Regolamento di attuazione definisce le modalità di irrogazione delle sanzioni.

10. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni contenute nella legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni e integrazioni.”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54934, recita: “L’articolo 11 (Costi di autorizzazione) della Legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 - Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria è modificato per come di seguito riportato: Art. 11 (Costi di autorizzazione)

1. Le spese occorrenti per l'effettuazione di rilievi, accertamenti e sopralluoghi necessari per l'istruttoria delle istanze ai fini del rilascio delle autorizzazioni sono a totale carico del richiedente, così come previsto dall'articolo 21 del regio decreto del 16 maggio 1926, n. 1126; detta somma è versata dallo stesso a favore della Regione Calabria - Dipartimento competente in materia di agricoltura, secondo le tariffe di riferimento illustrate nella tabella allegata.

2. In tutti i casi in cui si richiedano autorizzazioni, non compresi nei procedimenti indicati nella tabella allegata, sono applicate le spese relative ai diritti di segreteria ammontanti a € 29,24. Non sono soggette ai diritti di segreteria le comunicazioni previste all'art. 4 comma 6:

Autorizzazione                                 Diritti di segreteria €                          Diritti d’istruttoria €

Comunicazione di estirpazione Art. 4

Comma 1                                                                 29,24                                     

Autorizzazione art. 4 comma 2, lett.a)                    29,24                                      100,00

Autorizzazione art. 4 comma 2, lett.b)-1                29,24                                      500,00

Autorizzazione art. 4 comma 2, lett.b)-2                29,24                                      300,00

Autorizzazione art. 4 comma 2, lett.b)-3                29,24                                      500,00

Autorizzazione art. 6 Potatura                                29,24                                      200,00”.

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, protocollo numero 54908, recita: “(Modifica del comma 5 dell'art. 4 legge regionale n. 66 del 20.12.2012 -Istituzione dell' Azienda regionale per lo sviluppo dell'agricoltura e disposizioni in materia di sviluppo dell'agricoltura - Pubblicata sul BUR n. 23 del 17 dicembre 2012, supplemento straordinario n. 5 del 28 dicembre 2012)

Il testo del comma 5 dell’art. 4 della legge regionale n. 66 del 2012 è così modificato:

5. Il direttore generale, nell'esercizio delle predette funzioni, è coadiuvato da un direttore amministrativo e da un direttore tecnico, i quali partecipano alla direzione dell'Azienda, assumono la diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla loro competenza e concorrono, con la formulazione di proposte e di pareri, alla formazione delle decisioni del direttore generale. Il direttore amministrativo e il direttore tecnico sono nominati dal direttore generale e scelti tra persone aventi i requisiti ai sensi della L. R. n. 7/1996 e s.m.i. e dell'art. 19 del D.Lgs. n. 16512001. Il trattamento economico del direttore amministrativo e del direttore tecnico  equiparato a quello previsto per i dirigenti di settore dei dipartimenti della Giunta regionale, considerando solo le voci relative allo stipendio tabellare, alla retribuzione di posizione e alla retribuzione di risultato, con esclusione di ogni altra indennità. Il direttore amministrativo ed il direttore tecnico sono soggetti a valutazione dei risultati, in relazione al raggiungimento degli obiettivi ai sensi della LR. 7/1996 e s.m.i.”

Prego, consigliere Bruni.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Si illustra da sé, Presidente.

PRESIDENTE

Parere del relatore sull’emendamento protocollo numero 54908.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Se non c’è impatto finanziario, il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma del consigliere Giordano, protocollo numero 54731, recita: “Dopo l'art. 7 ter è aggiunto il seguente: art. 7 quater (modifiche all'art. 16 della legge regionale n° 69/2012). All'art. 16 , secondo e terzo comma, della legge regionale n° 69/2012 le aliquote indicate del 6 per cento e del 3,5 per cento per i consorzi di bonifica sono sostituite dall'aliquota dello per cento”.

Prego, consigliere Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, incide sulla legge regionale 69 del 2012 e riguarda i Consorzi di bonifica, in particolare le spese generali di conduzione tecnica amministrativa e dei lavori. Con questo emendamento si portano al 10 per cento le aliquote indicate rispettivamente al 6 e al 3,5 per cento così come nella quasi totalità delle altre Regioni.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma del consigliere Giordano, protocollo numero 54733, recita: “Dopo l'art. 7 quater è aggiunto il seguente:

Art. 7quinquies ( sostituzione dell'art. 17 della legge regionale n° 69/2012)

L'art. 17 della legge regionale n° 69/2012 è sostituito dal seguente:

art.17 (Consorzi di bonifica)

Ai fini del potenziamento delle azioni e degli interventi indispensabili alla riduzione del rischio idraulico nei comprensori di bonifica in relazione alla situazione di dissesto idrogeologico, la Giunta regionale entro il 30 dicembre di ogni anno. presenta al Consiglio regionale una relazione contenente proposte per una specifica azione nel settore dei Consorzi di bonifica, da esercitarsi d'intesa con i comuni interessati, tenendosi conto che gli interventi devono riguardare territori costituenti unità idrografiche omogenee. A tal fine i Consorzi di bonifica presenteranno entro il 30 settembre di ogni anno specifiche proposte”.

Prego, consigliere Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Sempre sui Consorzi di bonifica; riguarda la mitigazione e gli interventi a difesa del rischio idraulico nei comprensori di bonifica. Con questo emendamento si prevede una attività che deve coinvolgere la Giunta regionale che deve presentare entro il 30 dicembre di ogni anno al Consiglio una relazione con delle specifiche misure e azioni che devono essere prodotte ed eseguite dai Consorzi di bonifica, rispetto a unità idrografiche omogenee.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54876, recita: “L.R. 27 dicembre 2012 n. 69 - Art. 41 (debiti pregressi)

All'art. 41, comma 4 della L.R. 27 dicembre 2012, n. 69, viene aggiunto il seguente comma:

5. Al fine di garantire la copertura finanziarla delle spettanze maturate nell'anno 2013 da personale in servizio presso l'ARSSA, è autorizzata nell'esercizio finanziario 2014 la spesa complessiva di euro 3.000.000,00, con allocazione all'UPB 2.2.04.03 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Si illustra da sé, Presidente, riguarda la copertura finanziaria dei piani attuativi di forestazione.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Non so se c’è un sub-emendamento, altrimenti il parere è favorevole con autorizzazione al coordinamento formale per eliminare la parola “un acconto”.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento con autorizzazione al coordinamento formale.

(E’ approvato)

Il prossimo emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Morrone, Magno, Pacenza, protocollo numero 54664, recita: “All'articolo 5 è aggiunto il seguente comma 12: "L'articolo 10 della legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 è sostituito dal seguente:

Art. 10 (Fondazione Calabresi nel mondo: procedure di liquidazione)

La Regione Calabria promuove la liquidazione della Fondazione Calabresi nel mondo, di cui all'articolo 18 della legge regionale 12 giugno 2009, n. 19 secondo le norme del suo statuto e delle vigenti leggi in materia.

La Giunta regionale è autorizzata, entro il 31 dicembre 2014, previa la presentazione del Presidente della Fondazione dei Calabresi nel Mondo, di una relazione analiticamente illustrativa degli interventi e delle azioni realizzate, ponendo in rilievo i risultati conseguiti in relazione alla particolare specificità delle funzioni attribuite dalla legge istituti va, al compimento degli atti di competenza regionale necessari."

Prego, collega Pacenza.

PACENZA Salvatore (Forza Italia)

Si illustra da sé, Presidente, e credo ci sia già presentato in Segreteria un sub-emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Credo ci sia un sub-emendamento.

PRESIDENTE

Allora c’è un sub-emendamento, protocollo numero 55256, che così recita:  “All'articolo 5 è aggiunto il seguente comma 12: "L'articolo 10 della Legge Regionale 16 maggio 2013, n. 24 è sostituito dal seguente:

Art. 10

(Fondazione Calabresi nel Mondo: procedure di liquidazione )

La Regione Calabria promuove la liquidazione della Fondazione Calabresi nel Mondo, di cui all'art. 18 della Legge Regionale 12 giugno 2009, n.19 secondo le norme del suo statuto e delle vigenti leggi in materia.

La Giunta Regionale è autorizzata, entro il 30 giugno 2014, previa la presentazione del Presidente della Fondazione dei Calabresi nel Mondo, di una relazione analiticamente illustrativa degli interventi e delle azioni realizzate, ponendo in rilievo i risultati conseguite in relazione alla particolare specificità delle funzioni attribuite dalla Legge istitutiva, al compimento degli atti di competenza regionale necessari".

PACENZA Salvatore (Forza Italia)

È un sub-emendamento che sostituisce le parole “31 dicembre” con le parole “30 giugno 2014”.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Il sub-emendamento al “30.6.2014”? Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo numero 54664 all’art. 5 è decaduto.

Il prossimo emendamento, a firma del consigliere Chiappetta, protocollo numero 54695, recita: “All'articolo 5 della proposta di legge n. 524/9^ è aggiunto il seguente comma:

1. Al comma 4 dell'articolo 11 della legge regionale 16 maggio 2013 n. 24: a) le parole "31 dicembre 2013" sono sostituite dalle seguenti "30 giugno 2014". b) dopo le parole "attraverso il" è aggiunta la parola "loro".

Prego, collega Chiappetta.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Si illustra da sé, Presidente.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Qual è l’emendamento? Almeno l’oggetto.

PRESIDENTE

Collega Guccione, accenda il microfono.

(Interruzione)

Uno riguarda Calabria It.

GUCCIONE Carlo (PD)

Capisco la ratio di spostare al 30 giugno 2014 ma non ho capito la ratio di dire “dopo le parole, attraverso il… aggiungere la parola <loro>”.

(Interruzione)

Il passaggio dei lavoratori di Calabria It a Fincalabra.

PRESIDENTE

Prego, collega Chiappetta.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Ho detto, Presidente, che si illustrava da sé perché è una problematica ampiamente dibattuta; abbiamo avuto la possibilità di dibatterne in occasione del varo della legge, allorquando si è discusso ed approvato la legge di riordino degli enti sub-regionali. Per come i colleghi sanno, si è avuta una sorta di difficoltà interpretativa nel momento stesso in cui si è tentato di dare esecutività a quel provvedimento legislativo.

L’emendamento che questa sera si propone per l’approvazione va nella direzione di dare corretta interpretazione rispetto al riferimento legislativo precedente, nel senso che per ciò che riguarda la data della procedura di liquidazione, considerando la difficoltà temporale che si è avuta nella definizione del 31 dicembre, si è deciso di prorogarla al 30 giugno 2014.

Per ciò che riguarda la parola “loro” è riferita al personale dipendente di Calabria It che di fatto va in Fincalabra Spa, così come nella formulazione esistente, quindi “loro” è riferito al personale.

PRESIDENTE

Prego collega Guccione.

GUCCIONE Carlo (PD)

Presidente, poiché non è un emendamento che dà una valutazione, una interpretazione della legge ma aggiungiamo una parola, sia chiaro che quest’Aula ha già votato nella legge il passaggio dei lavoratori di Calabria It a Fincalabra Spa.

Ho capito la ratio dell’emendamento, a parte la proroga per presentare il piano industriale fino al 30 giugno 2014.

Questo emendamento va nella direzione di rafforzare l’orientamento del Consiglio regionale affinché i lavoratori di Calabria It passino alle dipendenze di Fincalabra Spa. Credo vi sia bisogno di un atto di chiarezza rispetto a questo, altrimenti chiedo che si sospenda l’emendamento.

PRESIDENTE

Consigliere Guccione, l’italiano è chiaro, non c’è bisogno di interpretazione.

Qui c’è scritto “Attraverso il loro trasferimento” vuol dire questo.

GUCCIONE Carlo (PD)

Presidente, l’italiano è già chiaro nella formulazione della legge che abbiamo approvato noi.

PRESIDENTE

Ma questo aggiunge “loro” che si riferisce…

GUCCIONE Carlo (PD)

Può leggere l’articolo di legge come modificato dall’emendamento? Come sarà la formulazione dell’articolo che abbiamo modificato?

PRESIDENTE

Lo conosco perché l’abbiamo incontrato la settimana scorsa. Questo emendamento è frutto dell’incontro che abbiamo avuto in Conferenza dei capigruppo.

GUCCIONE Carlo (PD)

Io c’ero. Ma, lei, lo può leggere per cortesia in Aula.

PRESIDENTE

E’ rafforzativo per il trasferimento.

GUCCIONE Carlo (PD)

Mi fa la cortesia di leggerlo?

PRESIDENTE

Dobbiamo recuperarlo, se troviamo la norma che abbiamo approvato l’anno scorso… Poi c’è la proroga al 30 giugno.

GUCCIONE Carlo (PD)

Quella, se è pacifica, è giusto.

PRESIDENTE

Attraverso il “loro”.

GUCCIONE Carlo (PD)

Può leggere la frase aggiungendo “loro”, così come prevede l’emendamento, come si modifica?

PRESIDENTE

Lì c’è scritto “attraverso il trasferimento” e qui c’è scritto “attraverso il loro trasferimento”. Si riferisce ai dipendenti, viene aggiunto “loro” in più; è pleonastico ma forse chiarisce e sottolinea meglio ancora di più che c’è stato…

GUCCIONE Carlo (PD)

Non abbiamo una copia della legge così la guardiamo?

PRESIDENTE

Se ci dà il tempo.

Prego, intanto, consigliere Naccari Carlizzi.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

E’ chiaro che se noi diamo un tempo in più, questi lavoratori non saranno sospesi in un limbo indefinito e di conseguenza bisognerà pagarli.

Ci poniamo il problema, allora, a meno che non riteniamo che debbano lavorare gratis nel frattempo, di aggiungere a questo emendamento che “gli oneri per questo periodo siano a carico di Fincalabra” altrimenti noi prevediamo un ulteriore periodo di tempo con una azienda che è in liquidazione e che quindi non li può pagare. Stiamo creando una situazione nella quale verranno qui giustamente e legittimamente ad esigere che qualcuno li paghi.

Mi rivolgo soprattutto al presentatore, consigliere Chiappetta, per sapere se non sia il caso di integrare questo emendamento con l’indicazione di chi deve sopportare gli oneri fino al passaggio di questi soggetti, tenendo presente che una parte è coperta dalle commesse nazionali di Invitalia e l’altra parte dovrebbe essere coperta dal livello regionale. Proporrei, a questo punto, direttamente da Fincalabra.

PRESIDENTE

Do lettura dell’articolo: “Fincalabra socio unico della società Calabria Impresa e Territori Srl deve provvedere alla messa in liquidazione della società Calabria It. L’operazione di liquidazione dovrà comunque concludersi entro il 31 dicembre 2013” - per effetto di questo emendamento slitta al 30 giugno 2014 – “garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato della società Calabria It posti in liquidazione e in servizio al 31 dicembre 2012 attraverso – qui è l’emendamento – il trasferimento alla società Fincalabra Spa”.

Adesso viene aggiunto “attraverso il loro trasferimento alla società Fincalabra Spa”. Si puntualizza meglio la parola “loro” riferendosi al personale.

GUCCIONE Carlo (PD)

E’ chiarito, Presidente, va bene.

PRESIDENTE

C’è solo una aggiunta, per rafforzare ancora di più il concetto che devono essere trasferiti a Fincalabra.

Prego, consigliere Maiolo.

MAIOLO Mario (PD)

Presidente, a parte l’incontro tra lei, i capigruppo e i sindacati ecc., sia chiaro che stiamo facendo definitivamente l’interpretazione autentica, cioè i dipendenti vanno a Fincalabra Spa.

A questo punto, non solo sarebbe quasi superflua la proroga - se questo è - perché si tratta esclusivamente di fare il trasferimento del personale mediante assunzione da parte di Fincalabra Spa. Il che giustificherebbe l’immediato carico su Fincalabra del pagamento dei dipendenti di ex Calabria It che è il punto fondamentale. Qui stasera noi possiamo chiarire e fare una interpretazione autentica di quella volontà che era già chiara, ma deve essere chiaro anche da stasera che cosa succede nei confronti dei dipendenti.

Siccome con questa precisazione è chiarito che vengono trasferiti a Fincalabra Spa, approviamo quindi una interpretazione per la quale si stabilisce che siano immediatamente trasferiti a Fincalabra Spa, può essere Fincalabra a sopperire al pagamento degli stipendi dei dipendenti dell’ex Calabria It.

PRESIDENTE

Qui c’è una norma di legge che noi approviamo e poi il soggetto di riferimento - che è Fincalabra -deve seguire quello che c’è scritto sulla legge regionale.

Se ci sono ristrutturazioni o riorganizzazioni, quello che Fincalabra vorrà fare naturalmente attiene a Fincalabra. Penso che sia semmai utile, approvando questo emendamento, organizzare un incontro nella Commissione di riferimento anche col Presidente di Fincalabra e con l’assessore di riferimento, per individuare un percorso che possa essere condiviso.

Qui noi non stiamo facendo altro che una cosa: prorogare al 30 giugno 2014 quello che doveva essere concluso entro il 31 dicembre 2013. Noi l’abbiamo fatto aggiungendo il “loro” trasferimento.

Dopo di che, ritengo sia opportuno, come concordato con le organizzazioni sindacali nell’audizione che abbiamo avuto, che ci sia un incontro in Commissione per definire tempi e percorso o se c’è da aggiungere sul piano industriale… Noi possiamo fare leggi ma l’applicazione non compete a noi, ma ai soggetti attuatori ai quali la legge è riferita. Noi approviamo questa norma di legge.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, su questo nulla quaestio. Ma torno un attimo sulla vicenda della copertura finanziaria per il pagamento delle spettanze dovute ai lavoratori.

Se noi non prevediamo una specifica norma, una volta che abbiamo prorogato questa liquidazione e puntualizzato i termini di questo trasferimento nella sostanza, non ci sarà un soggetto in grado di pagare questi dipendenti.

Valuti, quindi, questo emendamento e cioè che preveda, fermo restando che la procedura di liquidazione prosegua fino a nuovo termine, la garanzia della copertura finanziaria e del pagamento delle spettanze in capo a Fincalabra.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Arena che ha partecipato anche all’audizione, seguendo tutta questa vicenda.

ARENA Demetrio, assessore alle attività produttive

Con l’articolato della legge 24 che i capigruppo all’unanimità hanno approvato si intendeva raggiungere una molteplicità di obiettivi: la messa in liquidazione della società Calabria It e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Per esser molto più semplici la salvaguardia di 131 posti di lavoro.

Si è posta una questione, all’epoca, importante che ha valorizzato la scelta del Consiglio regionale: quella di prevedere che questa operazione dovesse esser compiuta da Fincalabra Spa, dimostrando la sostenibilità economico-finanziaria della situazione. Questo per evitare che si potessero perpetrare ulteriori situazioni di crisi, rispetto ad una operazione che invece andava salvaguardata attraverso la dimostrazione della sostenibilità di questa operazione.

Credo, allora, che quando si fa riferimento a istituti disciplinati dal Codice civile, come la liquidazione, bisogna capire di cosa stiamo parlando.

La liquidazione è una operazione straordinaria che si deve concludere con la chiusura, la cessazione dell’attività dell’impresa che è posta in liquidazione. Nella fase di liquidazione gli amministratori hanno degli obblighi ben precisi, non verso la politica o verso una legge regionale, ma previsti dal Codice civile.

Gli oneri necessari per pagare gli stipendi vanno ricercati in quell’ambito. E’ chiaro che la proroga è stata richiesta per consentire di poter meglio valutare la sostenibilità economico-finanziaria della operazione. Solo per questo è stata chiesta la proroga ed è chiaro che sia difficile, credo, per gli amministratori e il liquidatore di Calabria It poter pensare di procrastinare fino al 30 giugno la liquidazione, senza intervenire rispetto agli obblighi che sono disciplinati dal Codice civile.

E’, quindi, un differimento per consentire di poter documentare la sostenibilità economico-finanziaria. Per quanto riguarda gli oneri questi saranno stabiliti dalla legge ed i soggetti coinvolti se ne dovranno assumere gli oneri secondo legge, secondo Codice civile.

Pertanto, credo che sia un atto responsabile che il Consiglio si voglia determinare solo ed esclusivamente sulla proroga, ripeto, per poter meglio valutare la sostenibilità economica-finanziaria di questa operazione.

PRESIDENTE

Prego, collega Maiolo.

MAIOLO Mario (PD)

Presidente, intervengo per la precisazione che ha fatto l’assessore Arena, quasi a dire che il Consiglio regionale deve assumere una responsabilità e non ho capito quale.

Qui c’è un accordo firmato dal Presidente della Giunta regionale con Invitalia che ha assunto una responsabilità precisa, superando anche un accordo che era stato fatto nella precedente legislatura e che era meno oneroso per la Regione Calabria.

Il Presidente della Giunta, ha fatto bene, ha sottoscritto un accordo per il trasferimento di questo personale da Invitalia ex Sviluppo Italia alla Regione Calabria. Lì è stata assunta una responsabilità rispetto alla sostenibilità di questa Regione per quelle attività e per quel personale.

E’ stata creata una società ad hoc che non è stata gestita per come doveva essere, attesa la situazione della liquidazione. Qui è la Giunta regionale che deve mantenere e assumere la responsabilità che non è stata capace di garantire fino ad oggi con le più diverse e possibili interpretazioni.

Siamo arrivati al punto in cui quella responsabilità che ha assunto il Presidente della Giunta regionale si è persa. Siamo pronti ad assumerla in questo Consiglio, chiarendo che, per quanto ci riguarda, il differimento del termine del 31 dicembre è inutile perché è dovuto solo ed esclusivamente alla perdita di tempo nel rapporto tra il liquidatore di Calabria It e la Giunta regionale.

Di questo si tratta, di un differimento di tempo dovuto all’erronea interpretazione che ha fatto la Giunta regionale del rapporto con il liquidatore Calabria It. A questo punto, allora, che sia chiaro che noi stabiliamo che questa decisione - assunta a suo tempo - debba essere mantenuta.

E’ inutile che il Consiglio si assuma chissà quale responsabilità. Ha fatto una legge ben precisa anche accettando il carico che si era assunto personalmente il Presidente della Giunta regionale con grandi annunci sulla stampa quale salvatore di una patria che era evidente a tutti quale fosse.

Allora dico all’assessore: non ci assumiamo una responsabilità, ma assumiamo la responsabilità che era stata già presa d al Presidente della Giunta regionale la cui sostenibilità doveva essere valutata al momento della firma dell’accordo con Invitalia, anche rispetto alle convenzioni assunte con Invitalia.

PRESIDENTE

Prego, assessore per replica.

ARENA Demetrio, assessore alle attività produttive

Consigliere Maiolo, mi pare che rischiamo di dover fare uno slalom su questa vicenda, perché lei dice che il Presidente – questo è da valorizzare – ha preso un impegno per salvaguardare i 130 posti di lavoro rispetto ad un numero inferiore che avrebbe potuto stabilire. Lei dice che fa bene, che valorizza quell’intervento.

Ma - se non ricordo male - la sera in cui fu approvata quella norma c’è stata una interruzione richiesta dai capigruppo che hanno richiesto che questa operazione - al fine di evitare esperienze precedenti - fosse condizionata alla sostenibilità economica-finanziaria dell’operazione.

Ritengo che questa sia stata una scelta responsabile e che garantisce ai dipendenti per lo meno una prospettiva di stabilità.

Se poi lei ritiene che si debba fare solo perché il Governatore ha detto che questa operazione si deve fare, prendo atto che c’è una volontà, comunque, di addivenire a questa votazione, indipendentemente dalla sostenibilità economico-finanziaria e che, quindi, si va verso un percorso che potrebbe riservarci da qui a poco una ulteriore crisi.

Penso che l’elemento fondante, a parte quello della salvaguardia dei livelli occupazionali, sia stato prevedere alla unanimità da parte di tutti i capigruppo la dimostrazione e la sostenibilità economico-finanziaria. Ed è proprio per poter raggiungere questo obiettivo che si richiede il differimento.

Non vedo quale possa essere la materia di discussione rispetto ad una norma. La norma dice “liquida Calabria It, garantisci i livelli occupazionali attraverso il trasferimento a Fincalabra Spa previa dimostrazione della sostenibilità economico-finanziaria”. Questi sono i tre elementi di cui parla la norma.

Su quest’ultimo elemento c’è bisogno di tempo e il differimento della data è stato richiesto dal consigliere Chiappetta. Forse si poteva far di più rispetto alla situazione attuale, rispetto ad una modifica più organica di questa norma ma so che ne avete discusso a livello di Conferenza dei capigruppo e mi pare che la scelta della proroga del termine sia stata più o meno condivisa.

PRESIDENTE

Possiamo procedere alla votazione dell’emendamento.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, brevemente…

PRESIDENTE

Ma mi sembra che abbiamo chiarito.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Giusto per chiarire ancora di più: il piano industriale per la prima volta nella storia delle industrie è stato annuale. Di cosa stiamo parlando? Il problema è l’applicazione di questa norma.

In pratica la sostenibilità come può esser dimostrata da un piano industriale annuale? Questo è quello su cui c’è da capacitarsi.

Ora quanto dice l’assessore si scontra col fatto che questa procedura è stata adottata da tutte le Regioni d’Italia con riferimento alle società regionali di Invitalia e tutte le Regioni d’Italia hanno fatto il loro dovere. C’è una Regione dove è stata fatta una legge e dove chi doveva applicarla se n’è infischiato completamente.

Il piano industriale è un piano annuale. Ma ci rendiamo conto di costa stiamo dicendo? Cioè fare un piano industriale annuale? Ma neanche alla prima elementare. Il problema è questo, le chiacchiere sono a zero e muoviamoci, cerchiamo di far applicare le norme e di far pagare i lavoratori.

PRESIDENTE

Consigliere Chiappetta, concludiamo, ci sono altri 100 emendamenti tutti importanti.

CHIAPPETTA Gianpaolo (Nuovo Centro Destra)

Sono assolutamente d’accordo con lei, Presidente, ma credo sia necessaria anche una precisazione.

Ho ascoltato gli interventi dei colleghi della minoranza – Maiolo e Naccari Carlizzi – e non potevo non sorridere rispetto alle cose che sono state dette in occasione di questa trasformazione.

Non ultimo quando l’amico Naccari Carlizzi ha evidenziato “tutte le Regioni d’Italia hanno assunto tutto ciò che doveva essere assunto in tema di partecipate, in termini di enti e aziende dipendenti da Invitalia nazionale” ma non dice che l’avrebbe dovuto assumere la Giunta precedente della quale il collega Naccari Carlizzi era assessore.

Consigliere Maiolo, vengo anche a quel che ha detto lei.

Mistificare la realtà con le cose che sono state dette penso sia assolutamente ingeneroso nei confronti di una amministrazione che si è posta il problema già in occasione del varo della società Calabria It di garantire i livelli occupazionali per impedire che 131 professionalità potessero essere mandate a casa, con nocumento per le professionalità presenti in Calabria It e per le famiglie e con nocumento anche in relazione alla gracilità e alla fragilità del tessuto economico e produttivo calabrese.

Detto questo – lo vorrei ricordare e lo dico con grande umiltà e con la stessa onestà intellettuale che sono certo mi si riconosce – questa è stata una operazione, la successiva quella di salvaguardia dei livelli occupazionali e di mantenimento in vita di una realtà produttiva importante qual era Calabria It fatta da questa amministrazione regionale – colleghi Maiolo, Naccari Carlizzi e colleghi della minoranza – attraverso il varo di un provvedimento legislativo qual è stato quello che abbiamo assunto come maggioranza in questo Consiglio regionale qualche mese addietro, allorquando non solo abbiamo stabilito una contrazione dei costi, rispetto al decreto della spending review, ma abbiamo garantito la funzionalità di determinati enti e di determinate società.

Ecco perché penso che sia una discussione che non ha ragione di esistere. Se abbiamo presentato noi maggioranza un emendamento, se noi maggioranza abbiamo rimarcato la necessità di confermare una volontà politica che è stata espressa qualche mese addietro, noi maggioranza, collega Naccari Carlizzi, abbiamo detto che vi sono state talune difficoltà che credo siano abbastanza naturali e logiche, rispetto ad un processo non facile di mantenimento, in una Regione difficile qual è la Calabria, della salvaguardia dei livelli occupazionali e abbiamo presentato un emendamento.

Ecco perché invito il Presidente del Consiglio subito dopo - non so se qualcun altro intenderà intervenire – a mettere questo emendamento in votazione. Perché attraverso questo emendamento si è data la possibilità di esplicitare ancora meglio la volontà politica già espressa qualche mese addietro e di differire un termine assolutamente necessario per la complessità delle procedure di una società, Calabria It, che ha richiesto un tempo maggiore rispetto a quello che si prevedeva. Ecco perché credo che sia assolutamente ingeneroso quello che avete detto qualche minuto fa all’interno di questo Consiglio regionale, riportando una realtà completamente diversa rispetto a quella che effettivamente era; quello che è stato fatto precedentemente - che voi avreste dovuto fare e non avete fatto - noi lo abbiamo ribadito in occasione del varo del provvedimento legislativo di riordino degli enti sub-regionali e lo riconfermiamo questa sera, attraverso la presentazione di questo emendamento che dà conferma della validità di un qualcosa che abbiamo assunto precedentemente.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Magno. Ne ha facoltà.

MAGNO Mario (Forza Italia)

Brevemente, Presidente, perché il consigliere Chiappetta mi ha anticipato su alcune cose. Per completare il ragionamento del consigliere Chiappetta voglio ricordare che qualche anno fa, quando i lavoratori di ex Sviluppo Italia trasformatosi in Invitalia scendevano in piazza per chiedere la conferma del loro posto di lavoro, tutti quanti noi in quest’Aula abbiamo cercato di lavorare per far qualcosa affinché questi lavoratori fossero recuperati in un processo produttivo.

A seguito della chiusura delle sedi di Invitalia questi lavoratori dovevano essere licenziati e all’epoca l’operazione che è stata fatta da questa Giunta regionale e da questa maggioranza fu quella di prenderci in carico una serie di lavoratori che avevano un costo ben preciso e che dovevano andare a finire a carico della Regione. Decidemmo tutti quanti insieme, dopo una serie di riunioni che ci furono anche al Consiglio regionale con i lavoratori che stavano fuori dalle nostre porte e poi ricevuti nelle Aule delle Commissioni, di far questo percorso e di farli entrare all’interno di Fincalabra Spa, società finanziaria della Regione.

Ringrazio il collega Chiappetta per aver presentato oggi questo emendamento perché – ne è testimone il consigliere Bulzomì – molti genitori di questi lavoratori in questi giorni hanno chiamato piangendo perché avevano paura che i loro figli perdessero il posto di lavoro anche dopo che noi abbiamo approvato la norma.

Questo significa che c’è una situazione di instabilità, non c’è sicurezza che questi lavoratori possano proseguire nella loro attività, che deve far riflettere noi tutti sulla necessità che questo emendamento oggi venga approvato, per consentire a Fincalabra Spa di poter presentare il piano industriale che, guardate bene, non è una cosa che si inventa dall’oggi al domani ma deve contemplare due aspetti prioritari. Uno è quello della capacità finanziaria per sostenere il piano mentre l’altro è quello delle prospettive di sviluppo che Fincalabra Spa deve avere per far sì che questi lavoratori possano essere mantenuti ancora nel circuito produttivo dell’Azienda.

Se ad oggi questo non si riesce ad avere, dobbiamo dare a Fincalabra il tempo di far queste cose affinché, da qui a maggio-giugno quando scadranno i termini che gli diamo, possa concordare un piano industriale insieme alle organizzazioni sindacali, insieme all’amministrazione regionale e all’assessorato alle attività produttive, un piano industriale che consenta a questi lavoratori di poter finalmente avere una sicurezza di posto di lavoro all’interno di questa società.

Questo percorso dobbiamo aiutarlo e portarlo a termine fino in fondo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca (UDC)

Presidente, velocemente per annunciare il voto favorevole del gruppo Udc su questo emendamento. Peraltro, è una vicenda che stiamo seguendo, abbiamo preso posizione anche pubblicamente attraverso dichiarazioni del gruppo e del segretario regionale.

E’ una vicenda in cui credo che il presidente Scopelliti abbia, con uno slancio di generosità, caricato 131 lavoratori sulla Regione e credo abbia fatto bene. Non è possibile oggi che questi lavoratori diventino controparte di questa maggioranza e del presidente Scopelliti che ha fortemente voluto il loro ingresso nei ruoli regionali, di fatto, in Fincalabra.

Questo emendamento chiarisce ancora una volta la posizione politica della maggioranza, la posizione del nostro gruppo che attraverso questa proroga chiede al management di Fincalabra di attuare tutte le manovre necessarie affinché questi lavoratori possano essere utilizzati e affinché ci sia la sostenibilità economica-finanziaria della quale parlava l’assessore Arena che so impegnato, anche lui, bene in questa vicenda, per raggiungere l’obiettivo che tutti noi vogliamo.

D’altro canto, assessore, so che Fincalabra in queste ultime settimane ha mandato a casa decine di giovani che utilizzava nei vari progetti, giustificando la fine di questi contratti attraverso la dichiarazione che sarebbero stati utilizzati questi 131 lavoratori di Calabria It.

E’ giusto che questi 6 mesi dell’emendamento Chiappetta siano necessari al management di Fincalabra per far sì che questi lavoratori possano essere inseriti pienamente in un progetto sostenibile.

E’ per questo che credo che l’obiettivo e la volontà politica siano chiari. La palla passa al management di Fincalabra, uomini che sono stati nominati dalla politica e che hanno il compito di risolvere i problemi nel momento in cui questi problemi vengono ad essere posti.

Il voto è favorevole.

MAIOLO Mario (PD)

Per dichiarazioni di voto, chiedo di intervenire Presidente.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Il relatore si affida al parere dell’Aula.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta lo esprime il collega Arena che è l’assessore competente.

PRESIDENTE

Parere dell’assessore alle attività produttive?

ARENA Demetrio, assessore alle attività produttive

Mi pare di avere già, negli interventi precedenti, espresso il parere e di averlo motivato. Penso sia un provvedimento in linea con la volontà del Consiglio regionale nella formulazione della legge e con gli obiettivi che sono stati individuati.

Con l’intervento del collega Gallo – forse è stato abbastanza puntualizzato un aspetto – probabilmente adesso la palla passa a Fincalabra e al management di Fincalabra che dovrà dimostrare la sostenibilità economica-finanziaria.

Voglio dire ancora un’altra cosa a scanso di equivoci.

La conclusione della liquidazione non è determinata dal passaggio dei dipendenti ma la procedura è ben più ampia perché, ripeto, si tratta di dover liquidare l’attivo e pagare il passivo.

Penso che proprio per evitare che l’operazione di liquidazione possa produrre maggiori oneri in capo alla liquidazione stessa, penso che la situazione dei dipendenti verrà risolta e affrontata in tempi brevi per evitare che vengano prodotti ulteriori oneri.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Maiolo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MAIOLO Mario (PD)

Voglio chiarire al collega Chiappetta, nella dichiarazione di voto, che la precedente Giunta regionale aveva sottoscritto – come ben sa – l’accordo con Invitalia e con tutti i sindacati regionali e nazionali sul mantenimento di 100 persone alla Regione e 30 ad Invitalia.

Invitalia ha sospeso il trasferimento del personale perché l’allora Governo Berlusconi aveva messo in discussione il titolo 1 e il titolo 2 per gli incentivi alle nuove imprese e quindi non ci sarebbero stati i soldi da trasferire alle Regioni.

Fu una interruzione di Invitalia che è agli atti della Regione.

Poi con il vostro subentro alla successiva legislatura è venuta fuori una volontà più larga che noi abbiamo sostenuto in Consiglio perché la legge specifica è stata fatta col nostro contributo pure, perché anche noi facemmo una proposta in questa direzione anche nella riforma degli enti.

Su questo emendamento votiamo a favore, ovviamente. Ma, consigliere Chiappetta, questo emendamento non è un emendamento su cui ci sarebbe stata una necessità politica di quest’Aula se il parere del relatore, per esempio, si rimette all’Aula e l’assessore delegato continua a dir cose che abbiamo ascoltato anche in Conferenza dei capigruppo che andavano in tutt’altra direzione rispetto a quel che esce da quest’Aula stasera.

Qui c’è da dire che c’è stata una responsabilità costituendo addirittura una nuova società di Fincalabra Servizi per recepire questo personale, in contrasto totale con l’indirizzo del Consiglio e della legge di riordino.

Quindi, consigliere Chiappetta, non è che sta facendo una concessione a quest’Aula o ai dipendenti, ma sta aiutando giustamente, da capogruppo di maggioranza, la sua maggioranza rispetto alla incapacità che fino ad oggi ha avuto di sostenere questa responsabilità.

Noi siamo rispetto a queste problematiche, come lei sa, sempre disponibili ad andare incontro e sostenere la maggioranza rispetto alle risposte sui bisogni veri dei cittadini.

Ma, consigliere Chiappetta, votiamo a favore di questo emendamento che lei ha fatto per aiutare la sua Giunta e la sua maggioranza ad uscire dalla difficoltà poste, non da noi, ma dal segretario regionale dell’Ugl - che non mi pare essere la frangia più estrema della Cgil – che ha contestato il comportamento della Giunta sulla interpretazione di questa legge che, finalmente, stasera quest’Aula dice chiaramente qual è.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato all’unanimità)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 55263, a firma consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita: “Modifica al comma 1 dell’art. 3 della L.R. 25 del 16.05.2013 “Liquidazione delle comunità montane calabresi) - Il comma 1 dell’art. 3 è così modificato: “Le parole “…omissis… ha validità fino al 31.21.2013 … omissis… sono sostituite dalle parole “…omissis… ha validità fino al 30.06.2013… omissis…”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Presidente, c’è un subemendamento per prorogare la validità del termine di liquidazione delle comunità montane dal 31 dicembre 2013 al 30 giugno 2014.

PRESIDENTE

C’è un subemendamento che è la proroga sulla durata delle comunità montane la cui cessazione era prevista al 31 dicembre2013.

MAIOLO Mario (PD)

Presidente, noi non abbiamo l’emendamento.

PRESIDENTE

Ce l’ho io.

(Interruzione)

Sono solo sei mesi di proroga, non è nel blocco.

MAIOLO Mario (PD)

Qual è il numero dell’emendamento?

PRESIDENTE

È il protocollo numero 55263 che dice <“le parole 31.12.2013” sono sostituite dalle parole “30.06.2014”>. E’ una proroga di sei mesi sulla liquidazione delle Comunità Montane.

MAIOLO Mario (PD)

Presidente, noi abbiamo un emendamento che è numerato 54877.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Viene di fatto ritirato e sostituito da un sub-emendamento che elimina il precedente protocollo 54877 e sposta, rispetto alla legge, la data al 30 giugno 2014.

MAIOLO Mario (PD)

Quindi questo emendamento protocollo numero 54877 è ritirato?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Di fatto non esiste.

PRESIDENTE

Parere del relatore sul sub-emendamento? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole. Pongo in votazione il sub-emendamento.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54879, a firma consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita “L.R. 16 maggio 2013 n. 25 - L'art. 3, comma 3 della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito:

3. I Commissari coordinatori della gestione liquidatoria esercitano, per le province di propria competenza, funzioni di raccordo, coordinamento e vigilanza a supporto dell'attività dei Commissari di cui al comma 1 e riferiscono direttamente alla Giunta regionale sull'attività prestata e sull'attività liquidatoria dei Commissari delle comunità della provincia. I commissari coordinatori restano in carica fino al termine indicato nel comma 1 del presente articolo e percepiscono per l'attività prestata il compenso di cui all'articolo 82, comma 8, d.lgs. n. 267/2000, cosi come determinato dal Decreto del Ministero dell'Interno n. 119 del 04 aprile 2000 e s.m.i. per i Sindaci dei comuni compresi tra i 5.001 e 10.000 abitanti. Il compenso in questione, che è da intendersi comprensivo di ogni altro emolumento e con esclusione di ogni altra indennità dovuti ai fini della liquidazione, non può in ogni caso essere superiore ai 2.500 euro netti mensili e va opportunamente ridotto a tale cifra ove superasse l'importo indicato, ovvero ricondotto a tale cifra ove risultasse di importo minore, anche per effetto di modifiche normative nella legislazione statale nel frattempo intervenute”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

L’emendamento è ritirato, Presidente.

PRESIDENTE

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54881, a firma consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che così recita “L.R. 16 maggio 2013 n. 25 - L'art. 3, comma 4 della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito:

4. Entro il termine del 31.03.2014, ogni Commissario liquidatore:

a) provvede per quanto riguarda l'estinzione delle poste passive utilizzando a tal fine le poste attive a disposizione, anche mediante alienazione del patrimonio immobiliare e mobiliare, se necessario, attenendosi a quanto indicato e programmato nel "piano di liquidazione" di cui al comma 5 del presente articolo;

b) trasferisce, attenendosi al criterio di cui all'articolo 2, comma 3, in favore dell'Azienda Calabria Verde, ovvero in favore degli enti locali titolari, secondo quanto indicato nel "piano di trasferimento" di cui al comma 5 del presente articolo:

1) le funzioni già esercitate dalle soppresse comunità montane ed il personale ancora in forza alla data del 31.03.2014, che non è possibile collocare in quiescenza entro tale data, anche in applicazione di quanto disposto dall'art. 2 della Legge n. 135/2012, nell'ambito delle misure che le pubbliche amministrazioni debbono adottare in relazione alle situazioni di sovrannumero ed avviando le relative procedure. II trasferimento investe tutte le funzioni, le risorse ed il personale non strettamente necessari alla gestione liquidatoria della Comunità ed ha la decorrenza di cui al comma 3 dell'articolo 13, ovvero 01 aprile 2014;

2) i rapporti giuridici relativi alle funzioni trasferite, ed in particolare le poste attive e passive residuate all'esito delle operazioni di cui alla lettera a), secondo quanto indicato al comma 5, nonché le altre risorse patrimoniali, finanziarie e strumentali, incluse le sedi istituzionali e gli altri beni indisponibili già di proprietà delle comunità, i quali sono assoggettati al regime giuridico di cui all'articolo 11 della legge regionale 19 ottobre 1992, n. 20 (Forestazione, difesa del suolo e foreste regionali in Calabria) ove trasferiti all'Azienda Calabria Verde di cui all'articolo 1 della presente legge. Le risorse patrimoniali, finanziarie e strumentali, le sedi istituzionali e gli altri beni indisponibili già di proprietà delle comunità, rimangono in uso alla Comunità, se necessari alla gestione liquidatoria, fino al termine fissato dal comma 3 dell'art. 13”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Si illustra da sé, Presidente.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

In che senso? Giusto per capire. Può essere illustrato un po’ meglio.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro.

PRESIDENTE

Parere dell’assessore Trematerra?

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

In buona sostanza, questo emendamento parla della liquidazione delle comunità montane. Nell’esercizio della verifica e dell’andamento della liquidazione ci siamo resi conto che ci siano alcune cose che non erano previste ma che sono state previste in questo articolato.

Quindi, visto che semplicemente c’è la proroga, terrei questo emendamento in vita perché fa parte di una serie di emendamenti che vanno nella direzione dello spostamento della liquidazione di sei mesi.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Su questo emendamento doveva esserci un sub-emendamento. Nel merito non poteva essere preso in esame.

PRESIDENTE

Non c’è un sub-emendamento…

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro, assessore.

PRESIDENTE

Siccome l’ha spiegato l’assessore, forse sta elaborando meglio…

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Mi rimetto al parere dell’Aula.

PRESIDENTE

Assessore Trematerra.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Ho già espresso il parere positivo dell’assessorato.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 54970, a firma consiglieri Talarico D., Guccione, Adamo, De Masi, Franchino, che recita: “All'art. 5 del PL in oggetto dopo il comma 11 è inserito il seguente comma:

Alla legge regionale n.25 del 16.05.2013 (Istituzione dell' Azienda regionale per la forestazione e le politiche per la montagna - Azienda Calabria Verde - e disposizioni in materia di forestazione e di politiche della montagna), in aggiunta all'articolo 3, comma 4, lett. b) punto 1, è aggiunto il seguente periodo:

“A tal fine ciascun Commissario liquidatore, dovrà effettuare una ricognizione delle eccedenze di personale rispetto alle funzioni di fatto trasferite. In caso di soprannumero il Commissario è tenuto a darne preventiva comunicazione alle R.5.U ed alle 00.55 firmatarie del CCNL Una volta effettuata tale comunicazione il Commissario liquidatore procederà al collocamento al riposo dei dipendenti in esubera in presenza dei requisiti richiesti dall'articolo 2, comma 11, del DL 95/2012 e sS.mm. Le unità di personale in esubero, dovranno essere mantenute in servizio dall'Ente subentrante fino al collocamento a riposo. I piani di esubero

potranno essere disattesi dalla Regione Calabria nell'approvazione dei pian/di trasferimento, qualora, nella nuova organizzazione di Calabria Verde, il personale eccedente, tenuto conto delle relative qualifiche, risulti necessario per garantire il funzionamento dell'Azienda Calabria Verde".

Prego, collega Talarico.

Domenico TALARICO (IDV)

Si tratta, Presidente, di un emendamento alla legge regionale 25 del 2013 quella che istituisce l’Azienda regionale per la forestazione Calabria Verde.

Tra le funzioni assegnate al commissario liquidatore delle Comunità Montane vi rientra anche la ricognizione delle eccedenze di personale, rispetto alle funzioni trasferite ad Azienda Calabria Verde.

Con questo emendamento si chiede al commissario liquidatore di effettuare, di procedere al collocamento a riposo dei dipendenti in esubero, qualora questi siano in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 2 del decreto legislativo 95/2012 e successive modificazioni.

In sostanza, questo emendamento alla citata legge consentirebbe, favorirebbe una sorta di esodo – non so se il termine è appropriato – una fuoriuscita da Azienda Calabria Verde di un centinaio e più di dipendenti che godrebbero di stipendio, alleggerendo di molto le casse dei Azienda Calabria Verde e non incapperebbero nelle forche caudine della legge Fornero.

Credo che da parte del dipartimento bilancio arrivi un parere positivo. E’ uno dei pochi emendamenti che riduce il peso delle nostre casse, delle casse di Azienda Calabria Verde e favorirebbe l’esodo di circa 100 persone, impegnate presso le Comunità Montane probabilmente quando finirà la proroga in Azienda Calabria Verde.

Credo che l’assessore avrà valutato anche dal punto di vista tecnico gli effetti e la rispondenza di questo emendamento e immagino vorrà esprimere parere positivo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Intanto su questo e sull’altro emendamento, che mi pare sia un po’ simile, chiedo il parere del bilancio.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Mi piacerebbe capire: qual è il parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Il relatore si rimette all’Aula.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Per quanto riguarda la Giunta, il parere lo esprime il collega Trematerra. Però, qui, vorrei fissare un punto: conoscendo l’impegno del collega Trematerra per far partire Azienda Calabria Verde senza un appesantimento debitorio e allo stesso tempo di risolvere il complesso quadro delle Comunità Montane e di non farle gravare - tra l’altro sono state prorogate di sei mesi - sul bilancio regionale, perché anche quelle sono sul bilancio regionale, lasciamo agli atti che il presupposto è quello che non preveda aggravi, non tanto e non solo per Azienda Calabria Verde – questa è certamente una cosa positiva – ma comunque per l’Ente Regione nel suo complesso, anche perché vorremmo evitare richieste esterne, considerato che si tratta di una norma che leggo adesso e che non ho potuto approfondire.

Domenico TALARICO (IDV)

Presidente, in realtà l’assessore Mancini ha integrato l’illustrazione dell’emendamento. La mia illustrazione è stata monca di una parte importante. Lo ringrazio ma la sua osservazione è contenuta nell’emendamento.

Cioè se Azienda Calabria Verde richiede fabbisogno di personale in quel caso non può procedere agli esuberi. Va da sé che se l’Azienda non è nelle condizioni di operare per mancanza di personale non procederà all’esubero che comunque viene previsto e reso possibile dalla  modifica della legge in questione.

Grazie, assessore Mancini.

PRESIDENTE

Prego, assessore Trematerra.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Presidente, solo per dichiarare anche il mio parere positivo. C’è un emendamento che, in realtà, anche se parla di questa possibilità dello scivolamento, del prepensionamento, riguarda più che l’ex Afor i dipendenti delle comunità montane che potrebbero trovare uno spiraglio, se volontariamente vogliono aderire al pensionamento.

Pertanto, consigliere Talarico, dico che questo emendamento può essere assorbito da quello immediatamente successivo che abbiamo presentato e su cui c’è il parere positivo.

PRESIDENTE

Se anche sul prossimo emendamento c’è la valutazione positiva noi possiamo votarlo e in coordinamento formale sistemarli. Parlo dell’emendamento protocollo numero 54882.

(Interruzione)

Domenico TALARICO (IDV)

Sono d’accordo.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Assessore, questa è però una legge da sola. Ormai che si è messo tra i consiglieri sta dando luogo ad un riformismo last minute verde. In pratica stiamo votando la riforma dei patti agrari.

Ma è minoranza in Giunta? Perché, se lei è minoranza in Giunta, si spiega che tutte le proposte vengano presentate in Consiglio. Fate diventare, col nuovo reimpasto, maggioranza l’assessore così arriviamo con un testo organico.

Se la dobbiamo votare, la votiamo. Peraltro, è prorogatorio perché abbiamo prorogato Calabria It e le comunità montane, diteci qualche altra cosa perché pochissime riforme erano state fatte. Le proroghiamo tutte last minute.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (PD)

Stiamo facendo, Presidente, la riforma delle riforme di Arsac e Azienda Calabria Verde. Non è possibile.

Torno a ripetere che abbiamo approvato qualche mese fa due grandi riforme.

Gli emendamenti presentati, che fanno riferimento a queste due leggi, da parte dell’assessore Trematerra; vorrei capire se è iniziativa di Trematerra o della intera Giunta e del Presidente della Giunta quella di modificare, sostanzialmente, due riforme che abbiamo appena approvato altrimenti si appalesa un problema politico all’interno della Giunta.

E’ chiaro ed evidente, sta emergendo! E’ chiaro che c’è un problema che riguarda il profilo che si vuol dare questa Giunta, rispetto a queste questioni.

PRESIDENTE

Non so se l’assessore Mancini intenda aggiungere qualcosa, altrimenti procediamo alla votazione dei due emendamenti. Poi in coordinamento formale si provvederà a sistemarli perché ci sono ripetizioni e frasi che si potevano pure evitare.

(Interruzione)

Riprendiamo i lavori. La parola al consigliere Talarico.

TALARICO Domenico (IDV)

Presidente, ci viene chiesto dall’assessore Mancini, anche con qualche buona ragione, di non introdurre nel documento di bilancio modifiche normative che appesantirebbero il bilancio stesso e che potrebbero, invece, trovare una corsia preferenziale in una legge ordinaria nelle prossime settimane.

Sono d’accordo, così come credo anche il gruppo del Partito democratico che ha partecipato a questa brevissima discussione, a condizione che questa modifica normativa possa realizzarsi in tempi brevissimi e che ci sia l’impegno da parte della Giunta, espresso in via informale qualche minuto fa, e della maggioranza, a questo punto, che diventi un’iniziativa bipartisan dell’intero Consiglio, affinché le intenzioni, abbastanza concrete, espresse sino a questo momento possano realizzarsi nel mese di gennaio.

Vorrei solo ribadire che questa norma davvero aiuterebbe centinaia di lavoratori a vivere con maggiore serenità il proprio futuro, quindi stiamo parlando di una cosa molto seria. Se l’assessore all’agricoltura è anch’egli disponibile, possiamo da parte mia procedere così come ci ha richiesto l’assessore Mancini.

PRESIDENTE

Assessore Trematerra?

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Va bene, Presidente, ritiriamo l’emendamento.

PRESIDENTE

D’accordo come procedura, quindi possiamo ritirare gli emendamenti con protocollo numero 54970, il 54882, che saranno trasformati in un provvedimento legislativo all’esame della Commissione.

Passiamo all’emendamento protocollo numero 54883, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone e Serra, che recita: “L'art. 5, comma 5 della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito:

5. Nell'esercizio delle sue funzioni, il Direttore generale è coadiuvato da un Direttore amministrativo e da un Direttore tecnico, i quali partecipano alla direzione dell'azienda, assumono la diretta responsabilità delle funzioni attribuite alla loro competenza e concorrono, con la formulazione di proposte e di pareri, alla formazione delle decisioni del Direttore generale medesimo. Il Direttore amministrativo e il Direttore tecnico sono nominati dal Direttore generale e scelti tra persone aventi i requisiti ai sensi della legge regionale n. 7/1996 e s.m.i. e dell'art. 19 del decreto legislativo n. 165/2001. Il trattamento economico del Direttore amministrativo e del Direttore tecnico è equiparato a quello previsto per i dirigenti di settore dei Dipartimenti della Giunta regionale, considerando solo le voci relative allo stipendio tabellare, alla retribuzione di posizione e alla retribuzione di risultato, con esclusione di ogni altra indennità. Il Direttore amministrativo ed il Direttore tecnico sono soggetti a valutazione dei risultati, in relazione al raggiungimento degli obiettivi, ai sensi della LR. 7/1996 e s.m.i.”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Ritirato, Presidente.

PRESIDENTE

Emendamento all’articolo 5, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, protocollo numero 54884, che recita: “L'art. 11, comma 1, della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito: 1. La pianta organica dell'Azienda Calabria Verde è coperta mediante il personale:

a) transitato dall'AFOR, in liquidazione: personale di cantiere con CCNL UNCEM - Parte Operai - per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale ed idraulico agraria, ai quali si continua ad applicare il medesimo contratto di diritto privato; personale impiegatizio di cui alla delibera della Giunta regionale n. 281/2004 con CCNL UNCEM - Parte Impiegati - per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale ed idraulico agraria; personale impiegatizio con CCNL del comparto regioni ed autonomie locali”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

Ritirato.

PRESIDENTE

Passiamo all’emendamento protocollo numero 54886, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che recita: “L'art. 13, comma 2 della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito:

Entro sessanta giorni dalla nomina di cui al comma 1, lettera a), il Direttore generale dell'Azienda Calabria Verde adotta le iniziative di cui all'articolo 9, comma 1, della legge regionale 11 agosto 2010, n. 22 (Misure di razionalizzazione e riordino della spesa pubblica regionale), con le modalità e per gli obiettivi ivi previsti, al fine di conseguire, a partire dal 2014, un risparmio di almeno il 20 per cento rispetto alla spesa per il personale complessivamente sostenuta nell'anno 2011 dall'AFOR in liquidazione.

Le funzioni di cui all'articolo 4, comma 1, lettere a), b), c) e d), sono esercitate dall'Azienda Calabria Verde a decorrere dall'01 Aprile 2014, data a partire dalla quale l'Azienda Calabria Verde acquisisce di diritto la piena operatività gestionale.”

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

E’ sostituito da un subemendamento, protocollo numero 55265, col quale si prevede di spostare i termini dal 1° gennaio 2014 al 1° aprile 2014.

PRESIDENTE

Do lettura del subemendamento, protocollo numero 55265, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, che recita: “Il comma 3 dell’articolo 13 della L.R. n. 25 del 16.05.2013 (Disposizioni transitorie e finali) è così modificato:

Le parole ‘…omissis… a decorrere dall’01 gennaio 2014…omissis…’ sono sostituite dalle parole ‘…omissis…a decorrere dall’01 aprile 2014…omissis…’ .”

E’ uno spostamento di termini. Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Favorevole al subemendamento protocollo numero 55265 che sostituisce l’emendamento protocollo numero 54886.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

(Interruzione)

E’ una semplice correzione di data. Assessore Mancini?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE

Favorevole. Pongo in votazione il subemendamento in discussione.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 54889, a firma dei consiglieri Bruni, Chiappetta, Grillo, che recita: “L'art. 13, comma 6 della L.R. 16 maggio 2013, n. 25, è così sostituito:

6. Il commissario liquidatore deIl'AFOR: entro trenta giorni dalla nomina di cui al comma 4, predispone il piano di trasferimento, in favore dell'Azienda Calabria Verde, delle funzioni, delle risorse patrimoniali, strumentali e finanziarie e del personale ancora in forza alla data del 31.03.2014 che non è possibile collocare in quiescenza entro tale data, nel rispetto del regime contrattuale in essere. Tale trasferimento investe tutte le funzioni, le risorse ed il personale non strettamente necessari alla gestione liquidatoria dell'Afor ed ha la decorrenza dì cui al comma 3 del presente articolo”.

BRUNI Ottavio Gaetano (UDC)

E’ ritirato.

PRESIDENTE

E’ ritirato. Emendamento protocollo numero 54825, a firma del consigliere u, che recita: “

Dopo l'art. 5 della proposta di legge n. 524/9" è aggiunto il seguente articolo: “5 bis. Interpretazione autentica comma 7 bis (ter) dell'art. 10 della L.R. n. 8/1996.

1. Il primo periodo del comma 7 ter della Legge regionale 13 maggio 1996, n.a è da intendersi nel senso che il supporto tecnico che l'Ufficio di Presidenza è delegato a fornire al Presidente della Giunta delle Elezioni è costituito da una unità di personale di livello non superiore alla categoria D1”.

NUCERA Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Si tratta di un’interpretazione autentica del comma 7 ter dell’articolo 10 della legge 13 maggio 8/1996. La previsione letterale dell’articolo 7 indica una figura specifica di un dipendente di livello D1 ed è, ovviamente, un errore, un refuso del testo normativo, in quanto il precedente comma, il 7 bis, prevede un supporto tecnico di livello non superiore al D1. Per cui equiparare i due commi è un atto di giustizia; si tratta semplicemente di interpretare in maniera corretta l’affermazione che era stata fatta.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Qua dobbiamo intenderci una volta e per tutte: stiamo facendo la legge finanziaria, non lo so se il principio vale anche per questo emendamento che è un’interpretazione autentica, mettiamo tutto nel calderone! Per quello che mi riguarda, può essere anche favorevole il parere, però così non andiamo da nessuna parte.

PRESIDENTE

Come ha detto? Favorevole o contrario?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Favorevole. Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Anche il tema è quello di non appesantire il bilancio con norme non attinenti.

NUCERA Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Non ha spesa.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Sì, che non abbia spesa, ci mancherebbe, ma che non riguardi il bilancio è del tutto evidente. Ecco, se si può evitare di appesantire il bilancio, è meglio, comunque ci rimettiamo al volere dell’Aula.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54825.

(E’ approvato)

Non ci sono altri emendamenti all’articolo 5, quindi lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Naturalmente è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

C’è un emendamento.

PRESIDENTE

C’è l’emendamento che introduce articolo 6 bis a firma dei consiglieri Naccari Carlizzi e Maiolo, con protocollo numero 54815/1: “Dopo l'articolo 6 è aggiunto l'articolo 6 bis:

Al fine di quantificare e velocizzare la spesa regionale finanziata con i trasferimenti dello stato la Giunta regionale previa ricognizione delle risorse destinate ad economia e reiscritte nell'Avanzo di amministrazione, adotta un piano di velocizzazione della spesa, assegnando gli obiettivi ed i relativi crono-programmi di attuazione ai Dipartimenti competenti. Il piano di velocizzazione della spesa è trasmesso alla Competente commissione consiliare e prevede la verifica trimestrale sul raggiungimento degli obiettivi assegnati di cui al precedente comma. In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati la Giunta regionale nomina un Commissario ad acta scelto tra i dirigenti della Giunta regionale con poteri sostitutivi di spesa”.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, innanzitutto, volevo darvi una notizia, perché le agenzie di rating, avendo verificato che il consigliere Nucera non ha presentato alcun emendamento di spesa, hanno fatto un down grade della Calabria perché ritengono che non abbia più risorse finanziarie, siamo passati da 7 mila emendamenti l’anno ad uno meramente normativo, quindi questo lo consegno alle considerazioni dell’Aula!

Per quanto riguarda questo emendamento, che già è stato presentato in Commissione ed ha avuto scarsa accoglienza da parte della Giunta, ribadisco l’intendimento mio e del collega Maiolo, che è quello di focalizzare quanto è stato detto concordemente anche dall’assessore circa l’obiettivo di velocizzare la spesa europea che – come tutti sappiamo – è in gran parte nettizzata rispetto al Patto di stabilità.

Con questo emendamento si prevede un piano di velocizzazione di questa spesa, degli obiettivi, dei cronoprogrammi di attuazione. Noi non avremmo alcuna opposizione affinché l’emendamento sia a sua volta subemendato, nella misura in cui si addivenisse a un percorso che, attraverso la metodologia della programmazione finanziaria, possa consentire alla Calabria di elevare la qualità e la quantità della sua spesa sociale.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Parere della Giunta? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54815/1.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 54705, a firma del consigliere Imbalzano: “Al comma 1 dell'articolo 7 le parole “il rispetto delle principali regole di finanza pubblica” sono sostituite dalla seguenti: “la graduale attuazione delle disposizioni regionali in materia di armonizzazione contabile”.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, possiamo avere qualche chiarimento in più su questo emendamento?

PRESIDENTE

E’ l’emendamento protocollo numero 54705.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Possiamo capire se questa è un’attenuazione dei princìpi di finanza pubblica oppure è un adeguamento al processo di armonizzazione contabile? Se ce lo può spiegare il Presidente della Commissione o se se lo può fare spiegare da chi gliel’ha indicato, magari è una cosa tecnica.

PRESIDENTE

“graduale attuazione delle disposizioni regionali in materia”.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Cioè equivale alla graduale non applicazione della legge, la graduale attuazione, oppure vuol dire qualche altra cosa?!

MAIOLO Mario (PD)

Ritiratelo!

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Questo era un emendamento suggerito dal dipartimento bilancio, per intenderci.

MAIOLO Mario (PD)

E’ un consiglio della minoranza, del Vicepresidente.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento con protocollo numero 54705 è ritirato.

Non ci sono altri emendamenti all’articolo 7, pertanto lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 54728, a firma del consigliere Giordano: “Dopo l’articolo 7 è aggiunto il seguente:

7 bis (Riordino fondiario e ricambio generazionale)

1. La Regione, al fine di rendere più efficiente e competitiva l'agricoltura regionale favorisce il ricambio generazionale, la ristrutturazione e l'ampliamento della dimensione media aziendale, attraverso le erogazioni di agevolazioni per l'affitto di terreni agricoli.

2. Possono accedere alle agevolazioni finalizzate all'impiego di terreni agricoli da destinare all'affitto, per una durata minima di 10 anni, le seguenti tipologie di beneficiari: a) imprenditori agricoli che rientrano nelle condizioni previste dalla misura del prepensionamento dal Regolamento (CE) 1698/2005; b) imprenditori agricoli che conducono aziende non economicamente competitive, intendendosi per aziende non economicamente competitive le aziende che non raggiungono il 70 per cento della redditività prevista dal PSR Calabria 2007-2013; c) proprietari di terreni agricoli che non svolgono attività imprenditoriali agricole.

3. Possono concorrere all'assegnazione di terreni agricoli in affitto a condizioni agevolate: a) i giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto 40 anni, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP); b) i giovani che non hanno ancora compiuto 40 anni che intendono esercitare attività agricola, a condizione che acquisiscano entro 12 mesi dalla stipula del contratto di affitto la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP); c) le società di persone e società cooperative aventi per oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività di cui all'articolo 2135 cod. civ., a condizione che oltre la metà dei soci rientrino nelle categorie eleggibili agli interventi di riordino fondiario; d) le società di capitali aventi per oggetto sociale l'esercizio esclusivo delle attività di cui all'articolo 2135 cod. civ., qualora le quote possedute dai giovani agricoltori costituiscano oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi di amministrazione della società siano costituiti in maggioranza da giovani agricoltori di cui alla lettera a); e) gli imprenditori agricoli professionali (IAP), sia in forma singola che associata, che non hanno ancora compiuto 55 anni.

4. La Regione Calabria, attraverso procedure di evidenza pubblica individuerà:

a) i terreni agricoli resi disponibili per affitti della durata minima di 10 anni;

b) gli affittuari dei terreni, ricompresi nelle tipologie di cui al precedente comma 3, che si impegnino a costituire imprese efficienti sotto il profilo tecnico-economico, dando priorità ai giovani agricoltori.

5. E’ istituita, con deliberazione della Giunta regionale, presso l'Assessorato all'Agricoltura, la «Commissione Fondiaria», di seguito denominata Commissione, con il compito di stabilire i tariffari per la determinazione dei canoni di affitto di riferimento cui dovrà essere applicata l'agevolazione. La Commissione è così composta: a) dal Direttore Generale del Dipartimento competente o un suo delegato, con funzione di presidente; b) dal dirigente del Servizio competente per le attività di conciliazione e patti agrari, con funzione di segretario; c) da un professore della Facoltà di Agraria di estimo rurale; d) da un rappresentante per ogni Organizzazione Agricola maggiormente rappresentativa a livello nazionale e regionale.

6. La Giunta regionale della Calabria con propria deliberazione stabilisce: a) i criteri per la determinazione dei canoni di affitto dei terreni in base alla loro potenziale produttività; b) i criteri e le modalità di selezione degli affittuari dei terreni.

7. I soggetti che rientrano nella categoria di cui alla lettera a) del comma 2 possono beneficiare degli aiuti al prepensionamento previsti dal Regolamento (CE) 1698/2005 alle seguenti condizioni: a) avere almeno 55 anni, senza avere compiuto l'età pensionabile, al momento della presentazione della domanda di aiuto; b) cessare definitivamente ogni attività imprenditoriale agricola; possono tuttavia continuare a svolgere attività agricole per autoconsumo e mantenere la disponibilità degli edifici da adibire ad abitazione principale; c) avere esercitato l'attività agricola nei 10 anni che precedono la cessazione;

8. I soggetti che rientrano nella categoria di cui alla lettera b) del comma 2 possono beneficiare di un aiuto di Stato alla cessazione dell'attività agricola alle seguenti condizioni: a) avere almeno 55 anni, senza avere raggiunto l'età pensionabile al momento della presentazione della domanda; b) cessare definitivamente ogni attività imprenditoriale agricola; possono tuttavia continuare a svolgere attività agricole per autoconsumo e mantenere la disponibilità degli edifici da adibire ad abitazione principale;

9. I soggetti di cui alla lettera c} del comma 2, proprietari non esercenti attività agricola e che siano in possesso dei requisiti previsti per le PMI dal Regolamento (CE) 1998/2006, possono beneficiare di un aiuto «de minimis» a condizione di non dare avvio ad alcuna attività agricola.

10. Le agevolazioni ammissibili per la concessione in affitto sono individuate con deliberazione della Giunta Regionale e calcolate secondo le modalità previste dalla Decisione 2003/3219/CE del 2 settembre 2003 della Commissione europea relativa all'aiuto di Stato N. 121/2003.

11. La Regione, qualora sia necessario stipulare contratti di affitto di fondi rustici ai sensi dell' articolo 45 della legge n. 203 del 1982, può stipulare convenzioni con i soggetti legittimati ad effettuare l'assistenza alla stipula dei predetti contratti ed i conseguenti costi saranno detratti dal concorso nel canone di affitto che verrà corrisposto al beneficiario a decorrere dalla stipula del relativo contratto.

12. La copertura finanziaria delle agevolazioni di cui ai commi precedenti è determinata, per l'esercizio finanziario 2014 in euro 500.000,00 a valere sulle risorse trasferite alla Regione in materia di agricoltura e pesca ai sensi del decreto legislativo n. 143 del 1997 ed allocate all'UPB UPB 2.2.04.08, Capitolo 5125201, dello stato di previsione della spesa del bilancio 2014”.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

L’articolo 7 bis è sul riordino fondiario e ricambio generazionale.

PRESIDENTE

Più che un emendamento, è una legge.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Sarò brevissimo nell’esposizione. Si tratta di una serie di misure che dovrebbero incidere e favorire una riforma della metodologia delle aziende agricole che dovrebbero puntare a una maggiore competitività, tendendo al riordino fondiario per la debolezza della consistenza delle stesse aziende, per favorire anche il ricambio generazionale, quindi un traguardo di target che l’Unione europea sta raccomandando, attraverso una serie di misure che vanno dalle agevolazioni fiscali ai fitti dei terreni agricoli.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Questo è un argomentoho avuto modo di spiegarlo al collega Giordano – su cui il Consiglio si è espresso più volte anche su qualche mozione da me presentata, quindi mi trova particolarmente sensibile, ma credo che in questa fase non ci sia la copertura finanziaria, per cui ho proposto al collega Giordano, se vuole, di presentare un progetto di legge comune attraverso le vie ordinarie.

C’è un impegno, per quello che mi riguarda, di percorrere assieme una strada che, in qualche modo, possa consentire il riordino della proprietà fondiaria e il ricambio generazionale dell’agricoltura della nostra regione.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, ovviamente accolgo la sua disponibilità e la sua sensibilità, ci siamo confrontati già su questo tema, quindi sono disponibile al ritiro, per produrre poi un progetto di legge che potrebbe seguire un iter ancora più partecipato e robusto. Volevo, però, che sull’argomento, se l’assessore Trematerra vuole esprimersi. L’assessore Trematerra è distratto. Sul riordino fondiario e ricambio generazionale c’è l’emendamento che ho illustrato, di cui il presidente Imbalzano condivide le finalità. Sono disponibile, assessore, a ritirare l’emendamento e a presentare un progetto di legge, in maniera che ci sia un confronto, però volevo la sua disponibilità perché è un argomento troppo importante e delicato e non possiamo rimandarlo senza che quest’Aula assuma l’impegno di tornare a breve sull’argomento e trovare una soluzione.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Mi sembra che già il relatore abbia espresso un parere favorevole rispetto a questo percorso, per cui, da parte mia, nel momento in cui il progetto di legge sarà depositato nella Commissione competente, ci sarà tutta l’attenzione necessaria per andare in questa direzione.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, lo ritiro, prendendo atto di questo impegno che è stato assunto.

PRESIDENTE

E’ ritirato. Emendamento protocollo numero 54854, a firma dei consiglieri Chiappetta, Serra: “Dopo l’articolo 7 aggiungere il seguente articolo 7 bis:

“I lavoratori che hanno presentato istanza alla Regione entro il 21/12/2010, che sono stati oggetto dì accordo istituzionale e che alla data odierna permangono ancora nella condizione di disoccupati di lunga durata e di ultracinquantenni in attesa di pensionamento sono destinatari dei benefici previsti dall'art. 2 della Legge Regionale nr 15 dell'anno 2008”.

SERRA Giulio (Insieme per la Calabria - Scopelliti Presidente)

Credo che non ci sia molto da spiegare su questo emendamento, perché fra l’altro è stato fatto un bel lavoro per quanto riguarda gli Lpu-Lsu ed anche i precari. Faccio anche un elogio al presidente Scopelliti ed a tutte le forze politiche che si sono impegnate in questi giorni, perché hanno affrontato questo annoso problema degli Lpu-Lsu in modo particolare, ma dei precari in generale.

Credo che non ci sia molto da spiegare su questo emendamento, perché si tratterebbe di pochi lavoratori, da 15 a 20, che resterebbero fuori da questo bacino, quindi invito l’assessore a valutarlo. Fra l’altro anche il Governo di recente non solo ha stanziato le somme per il 2014, ma ci sono altri 25 milioni di euro che serviranno proprio per andare a coprire queste sacche che in questa ricognizione sicuramente sono rimaste fuori. Con questo emendamento credo che andiamo a risolvere il problema di questi circa 20, da 15 a 20 lavoratori, che non andrebbero ad aumentare il fabbisogno che già è stato destinato intelligentemente dalla Giunta, su cui anche i capigruppo di maggioranza e di minoranza hanno dato parere favorevole in una serie di discussioni che ci sono state.

Non ho altro da aggiungere, mi auguro che l’emendamento sia approvato.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Credo che non ci sia copertura finanziaria, salvo diverso avviso del dipartimento.

PRESIDENTE

Parere dell’assessore?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Purtroppo, confermo che la proposta, autorevolmente esposta, è importante ed utile, però manca di copertura finanziaria, quindi lo sforzo che bisogna fare è con il collega Salerno, verificare in futuro la possibilità di coprire finanziariamente questa norma per dare questa risposta importante.

Pertanto invito al ritiro.

SERRA Giulio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente)

Posso anche ritirarlo, se di questo si tratta, però inviterei anche l’assessore a valutarne l’accoglimento anche con autorizzazione al coordinamento formale, perché si tratta di poche unità e non va ad incidere, assessore Mancini, non è una grossa somma, non parliamo di milioni di euro. Qua si tratta di somme irrisorie che nel coordinamento formale potrebbero essere recuperate, se l’assessore Salerno è d’accordo – non so qual è il suo pensiero – perché fra l’altro c’è una parte, sì, riferita direttamente al bilancio, ma c’è anche la gestione diretta degli assessorati ed io vorrei anche conoscere qual è la posizione dell’assessore Salerno, perché capisco tutte queste cose, però far restare fuori da questi provvedimenti 15-18 unità, secondo me di questi tempi sarebbe ingiusto. Tra l’altro, l’ho letto, ci sono degli ultracinquantenni che sono in attesa di andare in pensione e che non possono sopportare questa situazione, non ci sono altre alternative, perché lasciarli fuori?

Quindi io faccio un invito e un appello all’assessore Salerno.

PRESIDENTE

Assessore Salerno, prego.

SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia, alle politiche sociali, al lavoro e alla formazione

In merito alla sostanza dell’emendamento, per quanto mi riguarda, proprio per il tipo di politica che abbiamo impostato sul lavoro con il presidente Scopelliti, come governo regionale, non posso non essere favorevole, perché quando si tratta di disparità o di persone che per diversi motivi sono rimaste fuori da un bacino, quando magari altri lavoratori che si trovavano nelle stesse condizioni sono riusciti ad essere inseriti, certamente, consigliere Serra, sono favorevole da questo punto di vista; alla fine il tutto deve poi realizzarsi, perché comunque se non c’è la copertura finanziaria, il mio parere penso valga fino a un certo punto, perché io vi posso solo riferire il tipo di politica sul lavoro che stiamo attuando. Abbiamo inserito oggi all’ordine del giorno una proposta di legge per intervenire sui bacini di precariato, che poi riguardano tutti i lavoratori disagiati che vivono una situazione di precarietà.

In linea di principio, nella sostanza, io sono favorevole, ma ovviamente ci deve essere poi la copertura finanziaria. Se non c’è la copertura finanziaria, ho difficoltà a dar seguito a questo emendamento, non solo io ma anche gli uffici, i dirigenti, il dipartimento.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Adamo.

ADAMO Nicola (PD)

Penso che l’osservazione fatta dal relatore e dall’assessore sarebbe stata pertinente se fossimo stati nella fase in cui si trascinava con continuità la disponibilità finanziaria degli anni passati; cioè, a quadro finanziario immutato, non c’è dubbio che includere, inserire, altri lavoratori, indipendentemente dal numero, nel bacino dell’ex legge 15, aumenti l’onere finanziario. Certo, c’è pure da vedere se abbiano una sorta di turn-over, perché alcuni di questi lavoratori, probabilmente, sono fuoriusciti dal bacino, ma è tutta una verifica da fare in sede di dipartimento. Quel che diceva l’assessore Mancini, però, potrebbe essere ovviato, al limite, dalla previsione finanziaria di cui abbiamo letto sui giornali e di cui ha reso conto anche nella sua conferenza stampa l’assessore e lo stesso presidente Scopelliti, riguardante i probabili trasferimenti a seguito dell’approvazione della Legge di stabilità, in cui si parla di 25 milioni di euro che non sono stati conteggiati sulla base del numero delle persone, ma rappresentano un plafond, deciso e proposto almeno in sede di Parlamento, in sede legislativa. Non so come finirà domani, come finirà al Senato, ma, su proposta anche della Giunta regionale, si è prevista l’estensione dell’utilizzo di questi 25 milioni non soltanto ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, ma anche ai lavoratori della legge 15.

Per cui ritengo che, tutto sommato, questo finanziamento estensivo - che avverrebbe per la prima volta da parte dello Stato - anche per il bacino previsto dalla legge 15 vada ben oltre quello che è il bacino considerato fino ad oggi, per cui, sicuramente, la ricognizione che andrà a fare il dipartimento, trattandosi di qualche decina di unità di cui ha parlato il consigliere Giulio Serra, potrebbe assorbire questa contingenza.

In ogni caso vi è un errore materiale perché l’emendamento fa riferimento alla data del 21 dicembre dovrebbe essere 31 dicembre, perché di solito si scrive sempre l’ultimo giorno dell’anno quindi sarà errore materiale. Se capisco bene, assessore Mancini, sono figure che già hanno presentato istanza a quella data, non è che si sta aprendo il bacino, è che per varie ragioni, probabilmente, quelle persone non sono state incluse.

Se non ci dovessero essere i soldi, le risorse finanziarie – secondo me ci saranno dopo l’approvazione della Legge di stabilità – si potrà sempre dire che si riconosce il diritto che, però, non è perseguibile perché non c’è la disponibilità finanziaria.

(Interruzione)

Come?

(Interruzione)

No, nessuna causa, perché questi non sono lavoratori contrattualizzati, c’è una bella differenza, questi mantengono lo status di disoccupati; tutta la discussione in corso sui precari, mentre è in corso l’approvazione della Legge dello Stato, mi ha dato l’opportunità di fare un punto serio su questo aspetto. Assessore Mancini, noi abbiamo, per esempio, i 5 mila lavoratori socialmente utili che non sono nemmeno precari, lo status giuridico dei lavoratori socialmente utili è di disoccupato. La stessa cosa è per quanto riguarda i lavoratori della legge 15, sono disoccupati a tutti gli effetti, perché vengono utilizzati sulla base di alcune convenzioni che gli enti utilizzatori stipulano con la Regione e rimangono in quella condizione. Non hanno da avanzare, quindi, alcun diritto, tant’è che è richiesta una norma di legge, altrimenti avrebbero già fatto causa, non avrebbero aspettato una legge regionale.

Sono intervenuto perché, se capisco bene e ricordo bene, questa problematica era già stata discussa in altri tempi e si è sempre detto che ci voleva una norma legislativa che sanasse questa situazione. Se poi le situazioni sono altre, il dipartimento avrà modo di verificarlo, per cui penso che sia giusto comunque approvarel’emendamento anche solo come norma di indirizzo, a prescindere.

SERRA Giulio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente)

Prendo atto che sia l’assessore al lavoro sia l’assessore Mancini prendono un impegno anche sulla base di quello che è stato un intervento più tecnico – credo – ma io l’ho sorvolato all’inizio perché credevo che l’assessore e anche l’assessore Mancini avessero una cognizione di quella che è la realtà che viviamo in Calabria, quindi trattandosi di 15-18 dipendenti che aspirano anche a non restare in una situazione ancora di precariato, si poteva e si può sicuramente approvare questo emendamento.

Grazie.

PRESIDENTE

Assessore Mancini, prego.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Anche dopo l’intervento dell’assessore Salerno, che fissa questo come un punto di attenzione del suo dipartimento, del suo assessorato e, di conseguenza, di tutta la Giunta, e con le integrazioni proposte adesso da lei, consigliere Serra, e prima dal consigliere Adamo, poiché comunque la copertura finanziaria è un requisito fondamentale che non può essere trovata in sede di coordinamento formale, io suggerirei – se mi posso permettere – di trasformare l’emendamento in un ordine del giorno che impegni la Giunta a trovare le risorse anche rispetto a questa partita di dialogo, di concertazione con il Governo che, nel momento in cui dovesse essere fattibile, si può utilizzare anche per coprire questa emergenza.

Quindi il suggerimento è trasformazione in ordine del giorno, rispetto al quale – penso di parlare anche a nome del collega Salerno e comunque di tutta la Giunta – il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Va bene, quindi lo trasformiamo in un ordine del giorno. L’emendamento protocollo numero 54854 è ritirato.

Emendamento protocollo numero 54815/2, a firma dei consiglieri Naccari Carlizzi, Maiolo: “L'articolo 8 è cosi interamente sostituito:

“Al fine di sostenere l'uso sociale e la rifunzionalizzazione dei beni confiscati e sequestrati, la Regione procede ad un accordo con l'Agenzia Nazionale dei beni confiscati e sequestrati, finalizzato principalmente alla ristrutturazione ed alla promozione dell'uso sociale e di natura pubblica dei beni e per la realizzazione di un piano di legalità e recupero sociale del quartiere Arghillà, da realizzare d'intesa con il Comune di Reggio Calabria nel rispetto della normativa vigente, è autorizzata nel bilancio pluriennale 2014-2016 la spesa complessiva di euro 900.000,00, di cui 450.000,00 nell'esercizio finanziario 2014, con allocazione all'UPB 2.4.02.02 dello stato di previsione della spesa”.

Prego, consigliere Naccari Carlizzi.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Visto che andiamo a fare accordi a livello internazionale sui beni confiscati, sarebbe il caso di prendere atto che l’Agenzia dei beni confiscati del Governo italiano versa in gravi condizioni organizzative, nel senso che non sarebbe un male se facessimo anche degli accordi,  non voglio dire terra terra, ma di rilievo territoriale. Non ci dimentichiamo che l’Agenzia ha sede in Reggio Calabria, almeno la sede ufficiale principale.

L’obiettivo è quello di incentivare - formalmente è lo stesso del protocollo con l’organizzazione delle Nazioni Unite - solo che questa volta penso che possa avere una ricaduta territoriale molto più efficace. Allo stesso modo, poiché l’obiettivo della legalità si persegue anche attraverso interventi nelle realtà dove vi è un particolare problema di sicurezza, questo primo punto, questa prima parte dell’emendamento è associata a un intervento di recupero sociale in un contesto particolarmente degradato.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Le motivazioni esposte dal consigliere Naccari Carlizzi, in linea di principio, sono sicuramente accoglibili, ma credo che non ci sia copertura finanziaria, per cui si può trasformare anche in questo in ordine del giorno, eventualmente.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Perché non c’è copertura? C’è la copertura che viene presa da un capitolo che dispone di un accordo internazionale. Non è che non c’è copertura, preferite dare quella copertura, ma non è che non ci sia.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Contrario, se non c’è copertura finanziaria.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, chiedo scusa, tanto lo bocciate in un attimo, ma tecnicamente non è che non cis ia copertura finanziaria, io l’ho indicata la copertura. C’è la copertura, perché è l’unico fondo disponibile, che sono quei 900 mila euro del Collegato che volete utilizzare per l’accordo con quell’associazione delle Nazioni Unite, quindi solo per un fatto formale.

(Interruzione)

Il parere è contrario, ma non perché manchi la copertura finanziaria, perché la copertura è indicata. E di che parliamo, se no?! Chiedo scusa se sono puntiglioso su questo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54815/2.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 54706, a firma del consigliere Imbalzano: “All'articolo 8, dopo le parole "criminalità organizzata," sono aggiunte le seguenti: “nel rispetto della normativa statale in materia”.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

E’ ritirato.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 54888, a firma del consigliere Nicolò: “Dopo l'articolo 8 della proposta di legge 524/9" è inserito l'articolo 9:

“Art. 9 (Interventi regionali di sostegno alle attività di ricerca, di formazione e culturali)

1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla SIED, Associazione per l'I.T.C. di Reggio Calabria. ai fini della realizzazione della proposta di ricerca sulla dimensione regionale della ricerca e dell'innovazione all'interno dei processi di programmazione regionale, un contributo una tantum di euro 20.000,00, con allocazione all'UPB 1.3.01.04 del capitolo 13010403 dello stato di previsione della spesa per lo stesso bilancio di previsione per l'anno 2014. Alla relativa copertura finanziaria si provvede mediante la riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto all' UPB del capitolo 22020601 del medesimo bilancio di previsione della spesa per l'anno 2014.

1. La Giunta regionale è autorizzata a concedere all'Istituto professionale di Stato per i servizi alberghieri Dea Persefone, con sede in Locri (Reggio Calabria), per la realizzazione di proprie iniziative culturali e formative del predetto Istituto, un contributo una tantum di euro 10.000,00, con allocazione all'UPB 1.3.01.04 del capitolo 13010403 dello stato di previsione della spesa per lo stesso bilancio di previsione per l'anno 2014. Alla relativa copertura finanziaria si provvede mediante la riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto all’UPB 2.2.01.04 del capitolo 6133104 del medesimo bilancio di previsione della spesa per l'anno 2014.

2. La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Cooperativa sociale onlus Skinner a.r.i., con sede in Reggio Calabria, per attività di convegnistica e di divulgazione scientifica, un contributo una tantum di euro 5.000,00, con allocazione all'UPB 1.3.01.04 del capitolo 13010403 dello stato di previsione della spesa per lo stesso bilancio di previsione per l'anno 2014. Alla relativa copertura finanziaria si provvede mediante la riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto all’UPB 6.2.01.07 del capitolo 62010723 del medesimo bilancio di previsione della spesa per l'anno 2014.

3. La Giunta regionale è autorizzata a concedere al Comitato cittadino “11 Gennaio 1582” -Varia PROUNESCO della città di Palmi (Reggio Calabria), un contributo una tantum di euro 5.000,00 ai fini del sostegno delle spese sostenute per la catalogazione dell'evento Varia di Palmi nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale, da porsi a carico del Fondo unico per la cultura di cui all'articolo 4 legge regionale 12 giugno 2009, n. 19 (Collegato alla manovra finanziaria per l'anno 2009), da allocare sull'UPB 5.2.01.02 del capitolo 52010261 dello stato del bilancio di previsione della spesa per l'anno 2014”.

NICOLO’ Alessandro, (Forza Italia)

Lo ritirerei se la Giunta, nella fattispecie l’assessore, assumesse l’impegno di riceverlo come raccomandazione, altrimenti lo mettiamo in discussione e a votazione.

PRESIDENTE

Raccomandazione alla Giunta.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

La raccomandazione sarà accolta positivamente.

NICOLO’ Alessandro, (Forza Italia)

Ritirato.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 54698, a firma del consigliere Serra. Prima di darle la parola, consigliere Serra, votiamo l’articolo 8.

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Poi ci sono tutti questi emendamenti che si aggiungono all’articolo 8. In coordinamento formale si sistema il testo.

Emendamento protocollo numero 54698, a firma del consigliere Serra: “Dopo l'articolo 8 è aggiunto il seguente articolo 9:

“1. La Regione, al fine di favorire l'accesso al credito delle imprese agricole, singole e associate, di cui all' art. 2135 C.c. che, a causa della congiuntura economica negativa, versano in uno stato di carenza di liquidità, concede agevolazioni su operazioni di credito agrario che si intendono accendere sotto forma di prestito agrario di conduzione.

2. La Giunta regionale regolamenta con proprio atto, su proposta dell' Assessorato all'Agricoltura, le modalità di accesso e di concessione delle agevolazioni.

3. L'agevolazione consiste in un contributo sul pagamento degli interessi sui finanziamenti ed è concesso ai sensi degli aiuti “de minimis” nel settore della produzione dei prodotti agricoli.

4. Agli oneri derivanti sull'applicazione della presente norma valutabili in 2 milioni di euro per l'anno 2014, si provvede mediante lo stanziamento su apposito capitolo della U.P.B. 2.1.05.01 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2014. Per gli oneri a valere sulle annualità successive, si provvederà in sede di approvazione dei relativi bilanci di previsione e delle collegate leggi finanziarie di accompagnamento”.

Può illustrarlo, consigliere.

SERRA Giulio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente)

Questo emendamento viene proposto in un momento di grande difficoltà economica negativa, che ormai da anni caratterizza i vari comparti produttivi del territorio, che ha reso oltremodo difficile l’accesso al credito delle imprese, segnatamente di quelle agricole operanti in Calabria, che versano in una condizione di grave crisi di liquidità.

Al fine di implementare azioni di supporto efficace alle reali esigenze degli attori del comparto, appare opportuno prevedere forme di agevolazioni finanziarie in grado di favorire l'accensione di operazioni di prestito agrario di conduzione a breve termine.

Si tratta di agevolazioni creditizie, nella forma di contributo sul pagamento degli interessi, da concedere ai sensi del regime “de minimis” in agricoltura, le cui concrete modalità di accesso e concessione saranno definite da apposito provvedimento della Giunta regionale.

Più volte ne ho parlato sia col dipartimento sia col direttore generale, ma in modo particolare con l’assessore Trematerra, fra l’altro debbo dire che c’era stato più volte anche l’impegno ad esaminare questo provvedimento – l’ho più volte sollecitato – ma nella fase delicatissima che dicevo prima, che l’agricoltura vive e tenuto conto anche che l’agricoltura rappresenta l’80 per cento dell’economia calabrese, credo che a un emendamento di questo genere non ci si possa sottrarre e la Giunta, ma io credo il Consiglio intero, ne debba prendere atto, andando a reperire possibilmente i fondi perché si possa attivare questo processo che è stato interrotto negli anni. Quindi, vorrei sentire sia la parte politica e poi, per la parte tecnica, l’assessore in modo particolare e anche il relatore. Per il momento, vi ringrazio.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Trematerra.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Effettivamente, è una discussione che il consigliere Serra ha posto all’attenzione in diverse occasioni al sottoscritto, più volte abbiamo parlato di questo aspetto, quindi è un aspetto che noi guardiamo con molta attenzione. Devo aggiungere al consigliere Serra che siamo in una fase di transizione, perché è finita di fatto la vecchia programmazione e stiamo redigendo la nuova.

Per cui chiederei al collega Serra di ritirare l’emendamento come raccomandazione, per ciò che mi riguarda, questo problema che ha posto il consigliere Serra dovrà trovare e troverà sicuramente accoglimento nella nuova programmazione, sulla quale stiamo lavorando. Quindi chiedo il ritiro, ma con la raccomandazione che posso fare, che sicuramente nella nuova programmazione che stiamo predisponendo troverà le risposte lo stesso emendamento che il consigliere ha adesso illustrato.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Serra.

SERRA Giulio (Insieme per la Calabria-Scopelliti Presidente)

Assessore, apprezzo questa disponibilità, con l’augurio che, appena verrà approvata la nuova programmazione, dovrà essere riportato questo provvedimento, altrimenti gli impegni che prendiamo qua non vengono mantenuti, sicuramente farà una brutta figura lei, ma anch’io e l’intero Consiglio.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 54698 è ritirato.

Emendamento protocollo numero 54790, a firma del consigliere Imbalzano: “ Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente articolo:

“Art. 10. Al fine di consentire la ristrutturazione degli impianti agrumicoli da industria della provincia di Reggio Calabria, con particolare riferimento alla Piana di Rosarno-Gioia Tauro, la Giunta regionale è autorizzata a concedere un contributo di € 3 milioni, pari a 1 milione annuo per il 2014 -2015 -2016.

Alla relativa copertura si provvede con la riduzione dello stanziamento iscritto al capitolo 22040320 -UPB 2.2.04.03 dell'Area di intervento 2 per lo sviluppo economico, dello stato di previsione di bilancio 2014, 2015 e 2016”.

Lo può illustrare.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Brevemente, perché quello della ristrutturazione degli impianti agrumicoli calabresi, in questo caso in particolare della provincia di Reggio Calabria, della Piana, ma vale per tutte le altre aree della provincia di Reggio, è un problema antico che ho posto in ripetute occasioni in quest’Aula. Ovviamente, l’emendamento non ha copertura finanziaria, ma l’ho presentato perché finalmente dopo tre anni ci si possa fare carico, spero anche con la nuova programmazione, di individuare le forme per venire incontro ad una esigenza e ad un problema che è ormai ineluttabile.

Quindi l’emendamento è ritirato, però ho preso atto delle parole dell’assessore Trematerra anche nell’intervento che ha fatto poc’anzi in risposta all’altro emendamento del consigliere Serra. Spero che su questa questione possa essere aperto un vero e proprio tavolo di discussione, non dico di confronto, al più presto.

(Interruzione del consigliere Giamborino)

NUCERA Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Presidente, raccomandazione per raccomandazione, io aggiungerei per la Piana di Gioia Tauro e l’area dello Ionio reggino.

(Interruzione)

No, dico, raccomandazione per raccomandazione, raccomandiamo anche lo Ionio!

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Consigliere Nucera, ho già detto nell’intera provincia di Reggio Calabria.

MAIOLO Mario (PD)

Le arance di Corigliano no, eh?!

NICOLO’ Alessandro, (Forza Italia)

Concordo con il consigliere Nucera.

(Interruzione)

MAIOLO Mario (PD)

Anche le arance di Corigliano, ho capito!

MAGNO Mario (Forza Italia)

Anche le arance di Lamezia!

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

No, le clementine di Corigliano in particolare.

(Interruzioni)

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Vi posso chiedere di evitare di invocare che vi mandino le arance, se è possibile?!

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 54790 è ritirato.

Emendamento protocollo numero 54815/3, a firma dei consiglieri Naccari Carlizzi, Maiolo: “Dopo l’articolo 8 è aggiunto il seguente:

“Art. 8 bis. Al fine di garantire la copertura finanziaria dei Piani attuativi di Forestazione relativi agli anni dal 2001 al 2010, è autorizzata nel bilancio pluriennale 2014-2016 la spesa complessiva di euro 25.866.010.55, quantificato con Dgr. n. 406/2013 di cui euro  5.866.010.000,55 nell'esercizio finanziario 2014, euro 10.000.000,00 nell'esercizio finanziario 2015 ed euro 10.000.000,00 nell'esercizio finanziario 2016, con allocazione all'UPB 3.2.04.05 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo. Alla copertura finanziaria della presente è ridotto per l'anno 2014 il capitolo 7003101”.

NACCARI CARLIZZI Demetrio (PD)

Presidente, poco fa abbiamo approvato un emendamento a firma Bruni, Chiappetta, Grillo, Morrone, Serra, sui piani attuativi della forestazione relativi agli anni 2011 e 2012. Esiste una delibera della Giunta regionale, la 406 del 2013, che fa riferimento ai piani attuativi e alla copertura degli stessi, riconoscendo il debito fuori bilancio degli anni precedenti, dal 2001 al 2010. Di conseguenza, ci poniamo il problema di come vengano coperti questi debiti fuori bilancio e indichiamo un’ipotesi.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Parere della Giunta? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54815/3.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 54789, a firma dei consiglieri Giordano, Imbalzano, Minasi: “Dopo l'articolo 9 è aggiunto il seguente:

“Art.10 (contributo straordinario all'associazione Mustrumu)

Nello stato di previsione della spesa Area di intervento 7 ( Difesa civile e sicurezza) all'UPB 7.2.01.02 (Interventi di solidarietà di aziende vittime dell'usura e della criminalità organizzata) capitolo 72010207 (fondo regionale di prevenzione del fenomeno dell'usura e di solidarietà alle vittime della criminalità, legge regionale n° 31/2008) la Giunta Regionale è autorizzata ad erogare la somma di euro 15.000,00,a titolo di contributo straordinario, all'associazione Mustrumu (Museo dello strumento musicale reggino) di Reggio Calabria per interventi di recupero della struttura e degli strumenti musicali danneggiati da un attentato incendiario di matrice mafiosa”.

Prego, consigliere Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Questo emendamento che abbiamo presentato insieme ai colleghi Imbalzano e Minasi riguarda un contributo straordinario per il Museo dello strumento musicale, che ha subìto un vile e criminale attentato con un incendio; la reazione che c’è stata corale da parte della Calabria, e non solo della Calabria, verso questo grave attentato e anche da parte sua, Presidente – ricordo la sua presa di posizione immediata su questa azione criminale – ha fatto registrare una reazione che oggi quest’istituzione, il Consiglio regionale, la Giunta regionale, attraverso la concessione di un contributo straordinario, tratto da una specifica posta di bilancio (il Fondo di solidarietà alle vittime della criminalità) può costituire un segnale importante. Con la somma quasi irrisoria di 15 mila euro può dare comunque impulso alla ricostruzione di un importante patrimonio che non è solo un di questa città, ma dell’intera regione Calabria.

Mi appello alla sensibilità della Giunta regionale, giacché c’è anche la copertura finanziaria, 15 mila euro su un capitolo che ha una provvista comunque consistente, può essere, però, un segnale importante di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE

E’ un argomento che ha visto tutti sensibili, perché si tratta di un evento doloso che ha distrutto il Museo dello strumento musicale, quindi c’è una sensibilità piena. Io stesso mi sono fatto promotore di un incontro con loro, dando la piena disponibilità del Consiglio. Adesso non so come sono le casse, le risorse a disposizione, però se si può guardare con un’attenzione particolare, penso che sia un fatto importante per l’intera città di Reggio e per l’intera Calabria, perché si tratta di un museo dove vengono esposti degli strumenti musicali importanti.

Adesso non so come sono i conti, ma se il relatore che ha firmato e l’assessore possono trovare queste risorse, magari anche in coordinamento formale, penso che sia cosa importante.

(Interruzione)

Prego, assessore.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Qui il tema era già stato dibattuto in Commissione. La Giunta prende, in quest’Aula solenne, l’impegno formale a dare una risposta positiva in tempi rapidi.

PRESIDENTE

Quindi, senza approvare l’emendamento, ma un impegno della Giunta, poi, nella ripartizione dei fondi della cultura, non so dove si possano individuare questi fondi.

Consigliere Giordano, prego.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, è chiaro che le sue parole, non solo oggi, ma a caldo dopo l’attentato, anche la sua vicinanza e le anche le parole dell’assessore Mancini, che comunque confermano l’importanza di questa proposta, sono un segnale che, secondo me, dovremmo concretizzare in questo momento.

Presidente, ho fatto la verifica, il capitolo che ho indicato ha una capienza sufficiente per poter dare questo contributo straordinario.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Le chiedo scusa.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Vorrei completare. Rimandare ad una via amministrativa significherebbe avere tempi più lunghi, mentre noi oggi, con questa modalità, riusciremmo a dare un’immediata risposta e sarebbe un segnale di notevole importanza, un messaggio di legalità, un messaggio che, secondo me, qualificherebbe moltissimo la nostra azione.

Sono disponibile ad ascoltare l’assessore, ma ritengo che possiamo e dobbiamo trovare una soluzione oggi in quest’Aula con questo provvedimento collegato al bilancio.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Sì, consigliere, io pensavo di essere stato chiaro, lo sarò ancora di più: visto che sul tema si sono impegnati il Presidente della Giunta, il Presidente del Consiglio, in Commissione il consigliere Minasi, il Presidente della Commissione, Imbalzano, e naturalmente anche lei, immagino che siano a favore sia le forze di maggioranza sia quelle di opposizione, quindi l’intendimento era quello di inserire una nota al capitolo di bilancio, al fine di dare la risposta che era stata richiesta.

PRESIDENTE

Con questo impegno penso che si possa trasformare l’emendamento, consigliere Giordano.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Consigliere Giordano, se ci sono 10 lire, 2 sono comunque destinate al Museo dello strumento musicale, non possono essere utilizzate per altre cose.

PRESIDENTE

Allora possiamo votare questo emendamento con autorizzazione al coordinamento formale. Lo votiamo, così è vincolato a quel capitolo.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

D’accordo, lo votiamo con autorizzazione al coordinamento formale, va bene.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54789.

(E’ approvato)

E’ approvato con autorizzazione al coordinamento formale, su quel capitolo vengono vincolati 15 mila euro all’associazione Mustrumu.

Emendamento protocollo numero 54710, a firma del consigliere Tripodi: “Dopo articolo 8: “Si concede un contributo di euro 15.000,00 (quindicimila/00) a favore dell'Associazione culturale Gruppo Folk “I Peddaroti” con sede in Pellaro di Reggio Calabria. La suddetta somma viene assegnata a valere sul Capitolo 6133104 dello stato di previsione della spesa del Bilancio 2014”.

Prego, consigliere Tripodi.

TRIPODI Pasquale Maria (Gruppo Misto)

Faccio la stessa premessa che ho fatto in Commissione, perché presentare un emendamento del genere è strumentale, però dopo le dichiarazioni dell’assessore Mancini che ha fatto nella premessa del bilancio, vorrei capire se è possibile avere una spiegazione su un determinato orientamento della Giunta: sui grandi eventi, Presidente, c’è un finanziamento al Palio di Ribusa, del Comune di Stilo, di 15 mila euro. Non è campanilismo questo, assolutamente, ma se noi sponsorizziamo un grande evento per 15 mila euro, vorrei capire questo grande evento sponsorizzato con 15 mila euro che evento è, anche perché conosciamo tutti il Palio di Ribusa. Niente togliendo al riconoscimento formale sia al Palio di Ribusa sia alla città di Stilo, a questo punto vorrei capire perché un festival, che è presentato con questo emendamento in via strumentale, Presidente – e glielo dico con molta franchezza – non debba essere finanziato rispetto a un emendamento della Giunta, quindi finanziare un’altra attività, seppure di pregio come questa, con 15 mila euro.

Allora, assessore Mancini, lei ha fatto una premessa prima nel suo intervento, che abbiamo apprezzato e riconosciuto positivamente da questa parte, mi dia una spiegazione del perché lei finanzia un grande evento con 15 mila euro e per un evento, come quello previsto nel mio emendamento mi si dice, poi – come si è detto in Commissione – “seguiamo la via ordinaria”. La differenza qual è? D’importanza? No, perché questo festival che si fa a Pellaro si fa da 35 anni; ed ha una forte capacità attrattiva, ci sono migliaia di persone che vengono a visitare questo festival, alle stesse condizioni del Palio di Ribusa.

Allora io dico a lei, per la coerenza che la contraddistingue o in nome della coerenza che vuole che le stesse cose siano finanziate, dica no a questo emendamento.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Contrario. Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Immagino che sia contrario perché non ci sono risorse.

PRESIDENTE

Si adegua al parere della Giunta.

(Interruzione)

Prego, consigliere Nucera.

NUCERA Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Solo per dichiarazione di voto, Presidente, perché in 30 secondi non si può esprimere il valore del gruppo folk “I Peddaroti”, che effettivamente da 35 anni è sulla breccia. Al pari di altre associazioni meritorie, io direi che insieme ai “Peddaroti”, al Palio di Ribusa, al gruppo folk di Gallicianò e alle tarantelle e alle vendarelle, noi possiamo realizzare un grande evento calabrese che coinvolga anche le altre realtà. Per cui, a 15 mila a testa, con gli sconti e la spending review, faremo grande la Calabria.

Condivido, invece, l’emendamento e voto a favore dell’emendamento proposto dal consigliere Tripodi.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54710, col parere contrario della Giunta e del relatore.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 54727, a firma del consigliere Giordano: “Dopo l'art. 9 è aggiunto il seguente:

“Art. 10 (Interventi nel settore castanicolo). La Giunta regionale è autorizzata, mediante l'istituzione di un nuovo capitolo sull'UPB 2.2.04.01, a realizzare un progetto esecutivo riguardante la lotta al cinipide e la realizzazione del centro di moltiplicazione nell'ambito del piano del settore castanicolo per un importo pari ad euro 50.000,00. Alla relativa copertura si provvede con la riduzione dello stanziamento per il medesimo importo sull'UPB 6.2.01.06,capitolo 62010616 ( legge organica in materia di relazioni tra regione Calabria e comunità calabresi nel mondo)”.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Questo emendamento è scaturito anche dalle audizioni che abbiamo svolto, riguarda il problema del cinipide, che sta mettendo a repentaglio il patrimonio castanicolo di questa regione.

Le misure sono quelle di contrasto e non impegneranno, non hanno bisogno di un impegno finanziario consistente, quindi con questo emendamento stiamo individuando 50 mila euro da destinare alle misure che già sono state, comunque, in parte attuate dalla Regione.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Questo emendamento fa il paio con quello successivo, a firma dei consiglieri Gallo e Bruni, ma abbiamo interpellato il dipartimento e credo che il dipartimento, su questo problema, sia pienamente impegnato con risorse interne per far fronte a quella che ormai è diventata una vera emergenza. Per cui il relatore invita al ritiro.

PRESIDENTE

Consigliere Giordano, prego.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Presidente, io non ho difficoltà, perché comunque so che c’era un’attività del dipartimento già in essere, però volevo – non so se c’è l’assessore Trematerra – maggiori ragguagli, anche perché questo emendamento è stato presentato per sensibilizzare e per aprire una discussione, perché il problema è molto serio e rischia, nel giro di qualche anno, di cancellare il patrimonio castanicolo di questa regione.

Non so se l’assessore Trematerra possa darci ulteriori ragguagli, sono comunque disponibile al ritiro, ma a condizione che sull’argomento si ritorni e si indichino le misure e un piano di contrasto che dimostri la sua efficacia.

PRESIDENTE

Bene, c’è l’emendamento successivo sullo stesso argomento, il protocollo numero 54770, a firma dei consiglieri Gallo, Bruni, che recita: “Dopo l'articolo 8 è aggiunto l'articolo 8 ter, così formulato:

1. Il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria è autorizzato a compiere attività di prevenzione e di lotta fito-sanitaria per arginare la diffusione del cinipede galligeno nelle aree e nei comuni del territorio regionale in cui insistono i castagneti.

2. Per tutti gli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al precedente comma, si provvede per l'esercizio finanziario 2014 con lo stanziamento di euro 100.000,00, con allocazione al capitolo 43020209 dello stato di previsione della spesa”, può illustrarlo, così poi risponde l’assessore.

GALLO Gianluca (UDC)

Ha lo stesso oggetto, vale a dire le produzioni castanicole della nostra regione sono state decimate e costituiscono un’economia per vaste aree di molte province, sono state decimate da questo insetto di provenienza cinese.

Per la verità, questo emendamento l’ho concordato con l’assessore, mi sembra strano che l’assessore possa provvedere con risorse proprie, perché prima di presentarlo, ho interpellato l’assessore e mi ha detto che era giusto presentarlo, perché con le risorse a disposizione non sarebbe riuscito a dare le risposte giuste. Peraltro, il costo di un lancio di un insetto che riesce a sterminare il cinipide galligeno è molto relativo, circa 200 euro, per cui con la somma impegnata, 50 da parte del consigliere Giordano, 100 da parte dell’emendamento mio e del collega Bruni, credo che riusciremmo a coprire, anche con l’aiuto dei produttori, almeno al 50 per cento, gran parte del territorio regionale e dare una risposta seria ad un’emergenza che mette a repentaglio un’economia importante come quella della produzione castanicola.

Per cui chiedo al relatore e alla Giunta di riflettere un attimo su questo emendamento, perché credo che sia un emendamento importante che dà una risposta seria ad una produzione economica del nostro territorio.

C’è qui il direttore del dipartimento agricoltura, Zimbalatti, e, dato che non c’è l’assessore, sentirei se il dipartimento ha a disposizione somme per combattere il cinipede galligeno.

PRESIDENTE

Assessore Mancini, prego.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Non entro nel merito perché c’è il collega Trematerra, però faccio notare che le risorse con le quali si pone la copertura finanziaria a questa problematica e a questa proposta emendativa, nell’emendamento presentato dal consigliere Giordano fa riferimento alla “legge organica in materia di relazioni tra la Regione Calabria e comunità calabresi nel mondo”, invece per quanto riguarda quello presentato dagli consiglieri Gallo e Bruni, il capitolo indicato – penso per un refuso – è quello dei lavoratori socialmente utili.

Quindi è evidente che sol per questo ci sono problemi ad accogliere questa proposta emendativa.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Trematerra.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

Rispetto all’argomento in oggetto devo ricordare che, fra l’altro, sono stato audito alla Camera dei Deputati in qualità di assessore su questa questione che sta determinando una serie di problemi al nostro patrimonio castanicolo, perché abbiamo purtroppo in Italia, non solo in Calabria, importato un parassita di questo arbusto che sta determinando la perdita del frutto, quindi del castagno, con tutta una serie di implicazioni anche economiche che stanno riguardando molte aziende; ma non è solo un problema di aziende, è un problema anche – se vogliamo – di possibile implicazione su quello che è il nostro patrimonio boschivo.

L’attività che noi abbiamo posto in essere in questi anni - ormai è dal 2010 che abbiamo iniziato tutta una serie di attività per combattere questa patologia – è stata quella di immettere nei nostri boschi, ovviamente nei boschi dove è presente il castagno, un antagonista del cinipide stesso; purtroppo, è questa l’unica possibilità.

I risultati, però, non arrivano nell’immediatezza, perché è una lotta fra due parassiti e gli effetti dell’attività che noi stiamo svolgendo non si vedranno immediatamente ma nei prossimi due o tre anni.

Noi abbiamo fatto, però, in questi tre anni tutta una serie di lanci, come ho avuto modo di relazionare alla Camera dei Deputati, che hanno coperto interamente tutte le aree interessate da questa patologia o malattia. Ovviamente, facendo più lanci nello stesso periodo, non si risolve il problema; fra l’altro stiamo utilizzando uno dei centri sperimentali dell’Arssa che è diventato una sede per la moltiplicazione dell’antagonista, quindi stiamo mettendo in essere tutte quelli che sono i possibili interventi atti a migliorare la situazione e quindi a risolvere il problema.

Pertanto, non è un fatto squisitamente e solamente economico, è un fatto di tempistica.

Noi siamo relativamente tranquilli dell’attività che abbiamo svolto, ci aspettiamo di avere i risultati in termini di guarigione del castagno, per cui posso intervenire per la parte che riguarda la mia specifica competenza e so che stiamo seguendo il problema, lo stiamo monitorando, abbiamo fatto circa 200 lanci in Calabria, fra quelli fatti dalla Regione Calabria, quelli che sono stati fatti anche da privati, quelli fatti o sovvenzionati anche da altri enti, tipo le comunità montane, o anche da alcuni Comuni, addirittura, che hanno contribuito a fare dei lanci.

Quindi, se il momento economico è quello che rappresentava il collega Mancini, da parte mia posso semplicemente dire questo, poi la copertura economica dell’intervento, dell’emendamento…

(Interruzione)

Io non ce li ho i soldi, questo è chiaro. Questa è la parte più squisitamente legata all’attività che abbiamo svolto. Dal punto di vista economico, l’assessore mi sembra abbia già risposto rispetto all’emendamento in questione.

GALLO Gianluca (UDC)

Sì, assessore, chiedo scusa, il problema che si poneva era il seguente: se lei con le risorse interne proprie dell’assessorato riuscisse a dare una risposta concreta alla problematica. Mi pare dal suo intervento che non sia così, tant’è vero che il nostro emendamento è stato concordato con lei.

TREMATERRA Michele, assessore all’agricoltura e alla forestazione

No, io mi sono soffermato su quella che è l’analisi di contesto. Ovviamente – come dicevo – poiché il sistema del fito-sanitario in Italia, non solo in Calabria, è stato decimato dalle tante manovre economiche fatte nel passato, dove si sono fatti i cosiddetti tagli lineari che hanno ridotto di tutto, è facile che oggi stiamo parlando del cinipede del castagno e, magari, come è successo nell’area vicina regione Puglia, abbiamo il problema di un’altra malattia che sta interessando l’olivicoltura pugliese – per fortuna ancora da noi non c’è – o, come è successo anche di recente, quando proprio in questa sede si è parlato di un problema che riguarda una malattia degli agrumi, mi ricordo proprio il collega Giordano sollevò la problematica. Quindi c’è un problema di sistema fito-sanitario.

E’ chiaro che le risorse sono diminuite ed è chiaro che, se ci fossero più risorse sul sistema fito-sanitario, sarebbe positivo attivare ulteriori azioni sia verso il cinipede sia verso altre patologie.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Giordano.

GIORDANO Giuseppe (IDV)

Credo che l’assessore sia stato chiarissimo, ha contestualizzato il problema che, tra l’altro, purtroppo non riguarda solo il cinipede, ma, a d esempio, il black spot, che è la malattia che potrebbe colpire gli agrumi.

Ritengo, anche per le cose che ha detto l’assessore sui tagli che hanno colpito l’istituto fito-sanitario, che sia evidente la necessità di risorse espressamente dedicate. Io credo di poter interpretare anche il pensiero dei colleghi.

Pregherei l’assessore Mancini di rivedere la sua posizione; propongo l’approvazione anche con autorizzazione al coordinamento formale per verificare esattamente in quale capitolo individuare le risorse, perché ritengo siano comunque necessarie per dispiegare un’azione e delle misure efficaci al gravissimo problema che ha la Calabria.

PRESIDENTE

Quindi possiamo andare avanti? Gli emendamenti sono ritirati.

GALLO Gianluca (UDC)

No, no, non sono ritirati. Prima abbiamo discusso del Museo dello strumento musicale, ho apprezzato l’impegno suo e del presidente Scopelliti, ho apprezzato l’impegno della Giunta e dei consiglieri, per dare una risposta contro la malavita che ha colpito questa iniziativa culturale. Qui stiamo discutendo di una produzione che rappresenta un’economia per la nostra regione. Credo sia opportuno dare un sostegno minimo, 50 mila, 100 mila euro, rimettendoci alla Giunta, rimettendoci all’assessore Mancini; non è un refuso avere individuato quel capitolo, assessore, perché nella previsione che il Governo approvi le somme destinate alla Calabria per gli Lsu-Lpu, quel capitolo dovrebbe avere copertura anche in abbondanza, visto che l’assessore Salerno si è impegnato per il 2014 a dare copertura con 38 milioni di euro. Quella è un’individuazione che può essere modificata, cioè l’individuazione del capitolo da parte del consigliere Giordano.

Io penso che noi, attraverso questa piccola manovra, diamo una risposta seria insieme ad una economia importante di questa regione.

Quest’anno – questi sono dati inoppugnabili – la produzione castanicola della nostra regione si è ridotta al 10 per cento rispetto allo scorso anno ed io credo che noi una risposta rispetto a queste esigenze la dobbiamo dare. E’ chiaro, il bilancio è completamente dissanguato, ma cercare una risposta adeguata attraverso l’impegno della Giunta, così come è stato per il precedente emendamento, credo che sia giusto e sacrosanto.

PRESIDENTE

Assessore Salerno, prego.

SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia, alle politiche sociali, al lavoro e alla formazione

Considerato che stiamo discutendo sia dell’emendamento a firma del consigliere Giordano sia di quello immediatamente successivo, perché riguardano lo stesso argomento, non metto in dubbio assolutamente l’importanza di intervenire, però vorrei rammentare all’Aula che noi, per poter pagare due mensilità ai lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, abbiamo tagliato anche i fondi sul sociale; cioè io non me la sento di essere favorevole, di votare un emendamento che va a penalizzare, anche se solo di 100 mila euro, i precari.

E’ vero che c’è in atto questa situazione del Governo, che è in via di approvazione la Legge di stabilità, ma noi oggi stiamo approvando il bilancio ed io oggi, sinceramente, non me la sento di togliere neanche un centesimo sul capitolo dei precari. Voglio essere chiaro, perché c’è una responsabilità non solo di carattere politico, ma anche un senso del dovere nei confronti di questi lavoratori che sono disagiati.

PRESIDENTE

La parola al consigliere Orsomarso.

ORSOMARSO Fausto (Nuovo Centro Destra)

Solo per rammentare, al di là del contributo che arriva anche dalla minoranza su un problema i cui dati sono ormai snocciolati, però, venendo io da un territorio che abbonda anche di castagni, ritengo che ci sia già una grande attenzione, come l’assessore Trematerra ha confermato.

I lanci devono essere attuati da aprile in avanti, quindi io penso che noi, rispetto alle esigenze di bilancio, possiamo tranquillamente…, altrimenti sembrerebbe di non intervenire su un tema che può essere più o meno caro; nessuno di noi ha presentato emendamenti alla legge di bilancio approvata dalla Giunta, perché sapevamo che c’erano ristrettezze, per come annunciato dall’assessore Mancini.

Quindi il mio è anche un intervento tecnico, dicendo che, siccome i lanci si programmano in una fase temporale, noi potremmo fare anche eventuali variazioni, intervenire successivamente; posso consigliare al collega Gallo di ritirare l’emendamento per non incidere sulle risorse destinate ad Lsu-Lpu, che rappresentano oggi un’emergenza più importante, ferma restando che quella prevista dall’emendamento lo sia altrettanto. Ci stiamo attrezzando addirittura con l’assessore Trematerra, si stava valutando con i suoi tecnici, ci sarà un approfondimento ad inizio anno, su come poter utilizzare anche parte dei fondi europei su eventuali zone in cui c’è la filiera ed intervenire anche su quello con la programmazione europea.

Quindi chiedo al collega Gallo, la passione mia è uguale alla sua, di ritirare l’emendamento e riprogrammare in avanti un intervento più cospicuo, visto che anche il Governo con il Ministro all’agricoltura, Nunzia De Girolamo, ha preso un impegno sulla Calabria per intervenire con fondi di Governo.

PRESIDENTE

Dobbiamo procedere a votare l’emendamento, però dobbiamo capire, intanto, l’importo, perché ci sono due importi diversi, 50 mila euro previsti dall’emendamento a firma del consigliere Giordano e 100 mila euro previsti dall’emendamento a firma dei consiglieri Gallo e Bruni; quindi, quant’è la cifra che dobbiamo votare e poi qual è il capitolo di riferimento sul quale imputare questa spesa?

GALLO Gianluca (UDC)

Presidente, per quanto mi riguarda, mi rimetterei alla Giunta per l’individuazione.

PRESIDENTE

Il fine è nobile, poiché va ad aggredire uno dei più grandi mali che quest’anno ha colpito le castagne, perché la produzione è stata limitata in quanto c’è stata questa malattia che ha prodotto una serie di problematiche; però, noi possiamo procedere a votare, do la parola all’assessore, così indica il capitolo e in coordinamento formale lo sistemiamo.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

L’abbiamo trovato.

PRESIDENTE

E anche la cifra deve dire.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

L’Aula è d’accordo sul dare una risposta, seppur parziale, a questo tema che è di competenza dell’assessorato guidato dal consigliere Trematerra, che si è fatto carico di individuare anche il capitolo dal quale attingere le risorse. Mi dice il collega Trematerra che le risorse disponibili sono 50 mila euro, il capitolo – lo dico per il verbale – è il 22060104, quindi io suggerirei di unificare gli emendamenti.

(Interruzione)

Il capitolo dell’agricoltura, il 22060104.

(Interruzione)

PRESIDENTE

L’importo, assessore Mancini?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Sono 50 mila euro.

PRESIDENTE

Quindi possiamo procedere a votare gli emendamenti con autorizzazione al coordinamento formale.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 54711, a firma del consigliere Tripodi: “Dopo l’articolo 8. “Si concede Un contributo di Euro 15.000,00 (quindicimila/OO) a favore dell'Associazione diabetici Fand Calabria "Diabaino Vip Vip dello Stretto" Onlus con sede a Reggio Calabria. La suddetta somma viene assegnata a valere sul Capitolo 4331103 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2014”.

TRIPODI Pasquale Maria (Gruppo Misto)

Presidente, dovrei rifare lo stesso ragionamento di prima per il Palio, quindi lo ritiro.

PRESIDENTE

E’ ritirato. Emendamento protocollo numero 54714, a firma del consigliere De Gaetano: “E’ concesso al Poliambulatorio dell' ASP n. 5 del Comune di Bivongi un contributo di euro 45.000,00 per l'acquisto di nuovi macchinari per gli esami emocromocitometrici (analisi del sangue). La relativa spesa prevista graverà sull'U .P.B. 6.1.01.04 allegato alla legge di bilancio annuale 2014 della Regione Calabria”.

DE GAETANO Antonino (PD)

Questo emendamento dà la possibilità al poliambulatorio dell’Asp di ricevere un contributo per l’acquisto di nuovi macchinari per l’analisi del sangue. Questo poliambulatorio serve svariati Comuni della vallata dello Stilaro e darebbe la possibilità a tanti cittadini di evitare di andare all’ospedale di Locri a fare le analisi.

Questo è l’unico emendamento che presento, riguarda la popolazione, il capitolo è stato individuato, c’è la copertura finanziaria, quindi chiedo l’approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Se non ci sono i soldi!

(Interruzione)

E’ importante fino a un certo punto. Credo che sia più importante quello dell’assessore al bilancio.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Contrario.

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Mi adeguo a quello dell’assessore al bilancio.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 54714.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 54771, a firma dei consiglieri Gallo, Bruni: “Dopo l'articolo 8 è aggiunto l'articolo 8 quater, così formulato:

“1. Per favorire e consentire il conseguimento delle finalità istituzionali perseguite dalla casa di riposo ex Onpi, oggi Casa Serena di San Lucido, la Regione Calabria contribuisce ai costi di gestione della struttura con un contributo annuo di euro 350.000,00, da erogarsi in favore del Comune di San Lucido.

2. Per tutti gli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni di cui al precedente comma si provvede per l'esercizio finanziario 2014 con lo stanziamento di euro 350.000,00, con allocazione al capitolo 43020209 dello stato di previsione della spesa”.

GALLO Gianluca (UDC)

E’ un emendamento per un contributo straordinario al Comune di San Lucido per il conseguimento delle finalità istituzionali perseguite dalla casa di riposo ex Onp, oggi Casa Serena.

Qualche anno addietro, nel momento in cui abbiamo riordinato le leggi regionali, abbiamo cancellato una legge che stanziava per il Comune di San Lucido, per la gestione dell’Onpi, addirittura 1 milione e 32 mila euro, quindi 2 miliardi di vecchie lire.

Con quei tagli, in effetti, si crea un buco di bilancio per il Comune di San Lucido e ricordo a me stesso e all’Aula che lo scorso anno abbiamo approvato un emendamento, a firma del collega Guccione, che stanziava 350 mila euro al Comune di San Lucido per la stessa finalità.

Il Comune di San Lucido è a rischio dissesto, non riesce a chiudere il bilancio. Credo che sia giusto concedere un contributo straordinario anche per quest’anno, per consentire al Comune di chiudere il bilancio e anche la gestione dell’Onpi.

Per il futuro, per il prossimo anno, credo che l’amministrazione sia in grado, anche con l’aiuto dell’assessore Salerno, di iniziare un percorso di gestione più seria o, meglio, un percorso di gestione più redditizia dell’Onpi stesso, quindi credo che per il prossimo anno non avremo il problema di stanziare questo contributo, però per quest’anno il problema l’abbiamo, per cui, al di là dell’allocazione nel capitolo di bilancio, chiedo all’Aula di valutare positivamente questo emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro.

SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia, alle politiche sociali, al lavoro e alla formazione

Sulla problematica del Comune di San Lucido, ex Onpi, per carità, è una struttura che, se si può intervenire a salvare, ad aiutare, siamo disponibili, ma non posso accettare che questi soldi vengano sottratti ai precari, perché io non sono favorevole, perché è lo stesso capitolo di prima, vale lo stesso ragionamento dell’altro emendamento.

PRESIDENTE

Prego, consigliere Gallo.

GALLO Gianluca (UDC)

Sì, si pone il problema che si è posto nell’emendamento precedente. Non è un problema di capitolo; se la Giunta e l’assessore Mancini trovano l’allocazione anche nei fondi sociali, credo che sia possibile approvarlo e quindi dare questo contributo al Comune.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Caro consigliere Gallo, purtroppo il bilancio ha proprio un problema di capitoli, perché altrimenti avremmo risolto i problemi della Calabria e non soltanto della Calabria. L’attenzione che lei mette nei confronti di San Lucido è importante, ma è pari a quella che i colleghi della provincia di Cosenza, di maggioranza, di opposizione mettono nei confronti di quell’emergenza e di tante altre emergenze. Io stesso, personalmente, più volte ho parlato col sindaco, col vicesindaco, con la comunità, che si sono posti in maniera interrogativa rispetto a quell’emergenza e ho detto quello che è sotto gli occhi di tutti, che purtroppo oggi non ci sono risorse. C’è, però, l’intendimento, in prospettiva, di verificare, con il contributo di tutti, la fattibilità di un percorso positivo.

Qui nessuno si candida ad essere il più bravo della classe, purtroppo la situazione è questa, lei ne è consapevole perché conosce il territorio in maniera puntuale ed approfondita, quindi insieme al relatore le chiederei di ritirare l’emendamento e di trasformarlo in ordine del giorno, rispetto al quale la Giunta certamente si impegnerà per dare una risposta positiva. D’altronde, l’intendimento era stato condiviso insieme ai capigruppo, quindi mi permetto di chiederle quanto chiesto dal relatore, cioè di ritirare la proposta emendativa e di trasformarla in ordine del giorno.

 

Presidenza del Vicepresidente Alessando Nicolò

PRESIDENTE

Sottoponiamo a votazione l’emendamento…

(Interruzione)

Prego, consigliere Gallo.

GALLO Gianluca (UDC)

L’assessore Mancini mi chiedeva di ritirare l’emendamento, trasformandolo in ordine del giorno, con un impegno formale della Giunta e dell’assessore Mancini stesso, che so essere a conoscenza della problematica, come l’assessore Salerno.

Accolgo l’invito dell’assessore Mancini, lo trasformiamo in ordine del giorno, votato dal Consiglio, che impegna la Giunta a trovare una soluzione rispetto a questa problematica, quindi mi auguro che nel bilancio 2014 questa problematica possa trovare una risposta adeguata.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 54771 è ritirato.

Emendamento protocollo numero 54769, a firma dei consiglieri Talarico D., Serra, Franchino, Chiappetta: “Dopo l'articolo 8 è aggiunto l'articolo 8 bis così formulato:

“Ai sensi dell'art. 250 d. 19s. 152/2006 ss.mm.ii. e del principio comunitario “chi inquina paga”, nel rispetto delle previsioni di cui alla 1.r. n. 8/2002 ss.mm.ii., recante "Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria", con dotazione di risorse pari ad € 500.000,00, tratte dal capitolo 43020209, da destinare all'espletamento delle azioni, ivi compresa la di messa in sicurezza d'emergenza, previste dal d. 19s. 152/2006 ss.mm.ii., Parte IV e dalla disciplina speciale applicabile, nonché, ove applicabili, dal Decreto Ministeriale n. 248 del 29 luglio 2004, da parte del competente Dipartimento per le Politiche dell'Ambiente, qualora i soggetti obbligati non vi abbiano provveduto e versino in una delle procedure concorsuali previste dall' ordinamento e sussistano conclamate e motivate necessità di intervento non altrimenti fronteggiabili dagli enti locali interessati ai sensi del citato art. 250 d. lgs. 152/06 ss.mm.ii.

Le somme così anticipate verranno imputate ai soggetti obbligati e inadempienti e recuperate mediante l'attivazione di idonee procedure coattive, ivi compresa l'insinuazione nelle procedure concorsuali in atto, ovvero l'assegnazione diretta del bene oggetto dell'intervento, ove possibile”.

Chi lo illustra?

GALLO Gianluca (UDC)

Lo illustro io. Per normativa comunitaria e anche per normativa nazionale, vige il principio che chi inquina paga. In effetti, ci sono nella nostra regione una serie di discariche che hanno necessità di bonifica, discariche pubbliche, discariche private, e su queste in tante circostanze, nonostante l’impegno degli enti locali e della Regione stessa, non si riesce a dare adeguate risposte. Molte di esse sono delle vere e proprie bombe ecologiche che hanno una evidente incidenza sulla pubblica incolumità, costituiscono un vero e proprio danno alla salute: ad esempio, ci sono delle intere distese di tetti di amianto che non sono stati bonificati e che non si riesce a bonificare.

Allora qual è lo spirito di questo emendamento, peraltro condiviso con l’assessore all’ambiente e con il dipartimento? Quello di stanziare delle somme con mera partita di giro, quindi somme che vengono soltanto anticipate e che poi devono essere recuperate dai privati che sono proprietari di questi siti o che hanno inquinato, perché sono stati individuati come gli inquinatori, per procedere alle bonifiche.

E’ uno stanziamento di 500 mila euro, probabilmente anche la formulazione dell’emendamento non è esatta, per cui potrebbe essere approvato con autorizzazione al coordinamento formale e la finalità è quella di stanziare delle somme per procedere, innanzitutto, alle bonifiche e poi a recuperare queste somme dai privati col principio della partita di giro.

Chiedo al relatore, alla Giunta un’approvazione con autorizzazione al coordinamento formale, modificando anche l’assetto dell’emendamento con l’impegno, perché si tratta soltanto di una mera anticipazione di somme, di consentire al dipartimento di intervenire e di disinnescare delle bombe ecologiche che – ripeto – in alcune aree hanno un’incidenza nell’aumento di malattie tumorali o di leucemie abbastanza evidente.

Per cui credo che questo intervento possa essere studiato dal dipartimento bilancio per poter procedere a queste anticipazioni di somme.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

IMBALZANO Candeloro (Scopelliti Presidente), relatore

Invito al ritiro.

GIAMBORINO Pietro (PD)

Presidente, le chiedo scusa, è una questione di 30 secondi.

Quel comma dell’articolo 1 del 2013, il comma soppressivo, se si potesse rinviare al coordinamento formale, credo possa essere cosa condivisibile da tutti.

PRESIDENTE

Lo sottopongo alla valutazione dell’Aula.

(Interruzioni)

UNA VOCE

Non abbiamo votato niente.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il relatore ha espresso l’invito al ritiro al proponente, la Giunta esprime lo stesso parere, cioè invita al ritiro.

PRESIDENTE

Va al coordinamento formale, assessore.

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Ma al coordinamento formale, non ci sono risorse.

(Interruzione)

Il coordinamento formale non è una cassaforte dove ci sono i lingotti d’oro!

(Interruzione)

PRESIDENTE

Intanto esprimiamoci sull’emendamento a firma del consigliere Gallo, poi ci esprimiamo sull’emendamento del consigliere Giamborino.

Sull’emendamento Gallo, parere del relatore? Contrario. Parere della Giunta?

MANCINI Giacomo, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Invito al ritiro, con trasformazione eventualmente in ordine del giorno. Se dovesse mantenere l’emendamento, il voto è contrario.

PRESIDENTE

Consigliere Gallo, poi prende la parola il consigliere Giamborino.

GALLO Gianluca (UDC)

Cosa proponevo? Una autorizzazione al coordinamento formale – così come diceva il collega – poiché si tratta di costituire un fondo di rotazione, sostanzialmente, queste somme dovrebbero essere soltanto anticipate e poi recuperate di privati.

Per cui io credo che il dipartimento bilancio – qui c’è il dirgente dottore De Cello – possa aiutarci in coordinamento formale a trovare una soluzione e costituire questo fondo di rotazione, per cominciare a procedere alle bonifiche e disinnescare delle bombe ambientali.

Quindi, chiederei l’approvazione con autorizzazione al coordinamento formale, individuando le somme per anticipare e costituire questo fondo di rotazione, magari con un capitolo in entrata e un capitolo in uscita.

PRESIDENTE

Prego, assessore Salerno.

SALERNO Nazzareno, assessore alla famiglia, alle politiche sociali, al lavoro e alla formazione

Vorrei sottolineare che anche questo emendamento indica lo stesso capitolo dei lavoratori socialmente utili e dei precari. Pertanto sono fermamente contrario, perché non è accettabile, sono 500 mila euro da far gravare sul capitolo dei precari. Per il resto, sono d’accordo se troviamo un’altra soluzione, ma non sul capitolo dei precari.

(Interruzione)

No, io lo voglio sottolineare perché, se poi va in coordinamento formale o quello che sarà, sono contrario ad imputare questa somma su quel capitolo.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Ma se il parere del relatore è contrario, credo che l’emendamento sia inammissibile. Lo ritira, consigliere Gallo, o lo mettiamo a votazione?

GALLO Gianluca (UDC)

Lo ritiro se c’è un impegno ad affrontare anche la problematica, costituendo questo fondo di rotazione. Non ho problemi a ritirarlo, perché mentre per il precedente c’è stato un impegno della Giunta, qui se si può affrontare questa problematica costituendo un fondo di rotazione, quindi la famosa partita di giro, si impegnano delle somme, si spendono e si recuperano dai privati. Per cui, in effetti, non c’è una spesa da parte della Regione, ma c’è il ritorno con il recupero dai privati.

PRESIDENTE

Prego, consigliere Magno.

MAGNO Mario (Forza Italia)

Penso anch’io che, intanto, la proposta sia interessante, però ritengo giusto che si approfondisca la parte finanziaria, perché ritengo utile la costituzione di un fondo di rotazione che dia la possibilità di avviare queste procedure, perché si tratta di avviarle; chiederei al collega Gallo, a nome del gruppo di Forza Italia, di consentirci di sottoscriverlo pure noi e di trasformarlo subito in un ordine del giorno, con un impegno da parte dell’assessore all’ambiente di trovare le risorse nell’ambito di quelle che sono le possibilità.

(Interruzione)

Attualmente, no; però nel 2014 ci sarà la possibilità di trovare qualche fondo che possa istituire il fondo di rotazione, non un fondo che è destinato ad un investimento, cioè di fatto è un investimento finanziario, però poiché l’argomento è molto importante, non è di secondaria importanza, ritengo che ci sia la necessità che si faccia una riflessione nei prossimi messi su questa problematica, per trovare un percorso che aiuti a combattere l’inquinamento del nostro territorio.

Quindi lo trasformiamo in un ordine del giorno.

GALLO Gianluca (UDC)

Va bene.

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

Quindi è una raccomandazione alla Giunta.

GALLO Gianluca (UDC)

No, un ordine del giorno.

PRESIDENTE

Va bene, trasformiamo questo emendamento in ordine del giorno. Andiamo avanti.

MIRABELLI Rosario Francesco Antonio (Nuovo Centro Destra)

Presidente, volevo intervenire su questo punto, perché non sono d’accordo.

PRESIDENTE

Prego.

MIRABELLI Rosario Francesco Antonio (Nuovo Centro Destra)

Anche se l’idea di questo emendamento sembrerebbe giusta ed è giusta, teoricamente, istituire un fondo di rotazione partendo dal concetto che chi inquina paga, dovrebbe valere oggi per il futuro, e dico questo perché, dato che ho sentito parlare di amianto e quant’altro, l’amianto è stato posto in essere con una legge nazionale. Chi l’ha utilizzato nel passato, costruendo migliaia di metri quadrati di copertura di tetti, provocando anche danni ambientali e alla salute, il mesotelioma è uno di questi tumori che colpisce la pleura polmonare, lo ha fatto perché consentito dalla legge; è ovvio, il problema dove sta? Immaginiamo, per un attimo, innanzitutto quando si vuole fare un’operazione di bonifica ambientale – c’è l’assessore all’ambiente – si sa da dove si parte e non si sa dove si arriva. Il censimento delle aree da bonificare, soprattutto se parliamo di questi materiali, è qualcosa di immenso che comporta spese immense. Molti privati, anche imprenditori nel passato hanno utilizzato, perché la legge lo consentiva, la copertura di eternit; oggi andare a fare una rimozione a spese loro con una sostituzione tramite una ditta autorizzata – perché ci vogliono ditte autorizzate e specializzate su questo lavoro – oltre a togliere l’amianto che andrebbe tolto e poi andare a metterlo in discarica, comporta un costo elevatissimo, e l’assessore Pugliano ne sa qualcosa perché forse ne abbiamo anche parlato, se non erro, di questo problema.

Per cui questo non è un meccanismo plausibile, in un momento come questo di grande difficoltà economica; cioè, attuare un intervento di rotazione dove noi dovremmo anticipare e poi dovremmo andare a recuperare la somma sui privati, mi sembra una pura fantasia, anche se nella teoria è giusto concettualmente, però è inapplicabile, perché le somme sono molte e poi non sappiamo, molto probabilmente, se avremo la possibilità di recuperare.

Per cui, è giusto un ordine del giorno, io direi però che più che un ordine del giorno, caro assessore, tramite il dipartimento, che ha dati di certezza, di quantificare gli interventi sull’eventuale bonifica – e non stiamo parlando di un Comune, qua parliamo dell’intera regione Calabria, di tutte le vecchie aree industriali, c’è l’ira di Dio, lo sappiamo benissimo – quantificare quanta possa essere l’estensione dell’intervento e soprattutto la portata finanziaria. Molto probabilmente ci vuole una misura piena di qualche fondo della Comunità europea per cercare di porre in essere…

Non credo sia opportuno sovraccaricare oggi le imprese o i proprietari di capannoni che hanno utilizzato determinati materiali perché la legge allora lo consentiva. Su questo c’è anche un vuoto normativo di tipo legislativo nazionale, perché se n’era parlato, poi lo Stato italiano si è messo un po’ in disparte perché sapeva che non poteva caricarsi tutto il costo di questa bonifica e della sostituzione. Oltre all’ordine del giorno, che si può sempre fare, penso che da parte dell’assessorato all’ambiente, da parte del dipartimento specifico vada fatto prima un lavoro di monitoraggio e poi una proposta da finanziare tramite – io credo – non tanto un fondo di rotazione, perché già i nostri imprenditori sono con l’acqua alla gola. Pagherebbero un errore che non è il loro, che la norma del passato ha consentito loro, almeno su questo settore che è quello più grosso, poi altre cose possono essere pagate, senza dubbio. Quindi, propongo di demandare per la quantificazione e per il riferimento alla sorgente finanziaria che certamente non è applicabile in un bilancio ordinario, perché non risolverebbe nulla, quantificare quanto può essere la spesa e quindi attingere, molto probabilmente, dalla programmazione europea sulla base di un progetto regolare.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 54815/4, a firma dei consiglieri Maiolo, Naccari Carlizzi: “Dopo l’articolo 8 è aggiunto il seguente articolo 8 bis:

“Per le finalità di cui al presente articolo è da istituire, il capitolo di spesa denominato "Rimborsi ai datori di lavoro, nonché alle organizzazioni di volontariato di protezione civile, iscritte nell'apposito elenco regionale di cui alla 1.r. 4/1997, delle spese sostenute in occasione di attività di soccorso, simulazione e formazione teorico-pratica promosse dalla Regione e di interventi di emergenza di tipologia b) di cui all’articolo 2 della L 225/1992, così come modificata dal d.l. 59/2012, convertito dalla l. 100/2012", con una dotazione finanziaria per l'esercizio finanziario 2014, in termini di competenza e cassa, di 500 mila euro”.

MAIOLO Mario (PD)

Noi ci siamo occupati, nelle settimane precedenti, in Commissione bilancio e in terza Commissione – mi pare – della istituzione dell’agenzia di protezione civile, una cosa di cui la Calabria non ha bisogno, per cui sono p