La seduta è aperta, diamo la parola al segretario questore, Nucera, per la lettura del verbale della seduta precedente.
Legge il verbale della seduta precedente.
PRESIDENTE
Pongo in votazione il verbale che per come letto dall’onorevole Nucera.
(Interruzione)
Prego, onorevole Principe.
Presidente, le chiedo scusa se ho chiesto la parola e chiedo scusa anche ai colleghi. Vorrei però avere contezza se sul provvedimento di assestamento di bilancio del Consiglio regionale è stato registrato il mio voto contrario.
Avevo tentato di chiedere la parola su questo punto ma la celerità delle operazioni mi ha impedito di parlare.
Se è stato registrato il mio voto contrario mi permetto di aggiungere la motivazione: non condivido come è stato utilizzato l’avanzo di amministrazione in quanto si potrebbe pensare che con una mano si sono ridotti i costi della politica mentre con l’altra si sono aumentati.
Faccio riferimento ad investimenti previsti in sede di assestamento, che non si comprende a cosa serviranno se per l’impiantistica o per nuovi lavori, ed anche alle somme messe a disposizione della Presidenza.
Per questi motivi, registrando una contraddizione con la delibera precedente sulla riduzione dei costi, ho espresso voto contrario.
PRESIDENTE
Va bene, onorevole Principe.
Pongo in votazione il verbale.
(E’ approvato)
PRESIDENTE
Legge le comunicazioni.
(Sono riportate in allegato)
Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.
(Sono riportate in allegato)
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare in via
preliminare l’onorevole Dattolo. Ne ha facoltà.
(Interruzione dell’onorevole
Censore)
Onorevole Censore, poiché non
conosco l’argomento per il quale avete chiesto la parola…
(Interruzione)
La parola è stata chiesta
all’inizio dall’onorevole Dattolo.
(Interruzione)
Non c’è una primogenitura. Dato
che sono io ad accettare la richiesta di intervento e poiché ho visto
l’onorevole Dattolo che mi ha fatto segno…
(Interruzione dell’onorevole
Censore)
Le darò
la parola subito dopo. Non è un problema relativo a chi per primo chiede la
parola o espone il provvedimento o se si tratta di argomenti simili o importanti…
(Interruzione)
Onorevole
Censore, non è una questione di primogenitura. Non conosco nemmeno quale sia
argomento che lei vuole porre.
Prego,
onorevole Dattolo.
Presidente, intervengo per la questione che oggi è all’esame della Commissione affari costituzionali e che prevede la soppressione delle Province con popolazione inferiore a 200 mila abitanti.
Con preoccupazione e con un certo senso di responsabilità, visto che la posizione del mio partito a livello nazionale è favorevole alla soppressione delle Province…
(Interruzione)
Onorevole Censore, se vuole illustrarla lei non c’è problema. Penso che la mia e la sua preoccupazione siano uguali.
(Interruzione)
Guardi che ieri c’è stato a Crotone una seduta del Consiglio provinciale. Noi abbiamo ragionato in maniera bipartisan senza primogeniture anche perché sappiamo…
(Interruzione concitata dell’onorevole Censore)
Collega Censore,
questo ordine del giorno porta la firma di 8 consiglieri
regionali quindi, anche se lei le regole le conosce probabilmente meglio di me, per cortesia, non dia
lezioni, perché non stiamo parlando di
primogeniture. Entrambi esprimiamo una preoccupazione - e la mia è legittima
nella misura in cui prendo posizione contro quella che è della direzione del
mio partito - onorevole Censore.
La prego, per
favore non dia lezioni.
(Continue e vibrate proteste dell’onorevole Censore)
Presidente, faccia illustrare all’onorevole
Censore, perché non è una questione di primogenitura. Se lui pensa che sia solamente una forma di
prevaricazione, faccia tranquillamente svolgere l’intervento all’onorevole Censore.
Voglio chiarire, onorevole
Censore - però mi ascolti – che i microfoni non funzionano perchè
la parola da oggi la concede il Presidente, mentre prima era consentito farlo
autonomamente. E’ una scelta di questo Presidente: prima di intervenire viene
chiesta la parola, si viene autorizzati e poi si interviene. Non è certamente
un mercato questo!
Da Presidente, nel momento in
cui un consigliere mi chiede di intervenire, non conosco l’argomento per il
quale chiede di parlare e neanche vado a guardare quello che è stato
protocollato all’ordine del giorno.
Che l’onorevole Censore abbia
protocollato un ordine del giorno e l’onorevole Dattolo
non l’abbia fatto, da Presidente, lo disconosco. Avendomi, però, richiesto la
parola in quest’Aula prima il consigliere Dattolo e
non conoscendo nemmeno l’argomento di discussione, gli ho dato la parola.
(Interruzione dell’onorevole Censore)
Non conosco l’argomento,
onorevole Censore. Non sono tenuto ad andare a guardare i contenuti degli
ordini del giorno.
Quando le darò la parola,
potrà illustrare il suo ordine del giorno e poi si porrà in votazione
l’inserimento oppure no.
Ripeto: avendo chiesto prima
l’onorevole Dattolo di intervenire, gli ho dato la
parola.
Se l’onorevole Dattolo vuol proseguire nel suo intervento dopo diamo la
parola all’onorevole Censore. Se lei vuol cedere la parola all’onorevole
Censore, questa viene ceduta all’onorevole Censore. E’ una sua scelta.
Prego, onorevole Dattolo.
Guardi, onorevole Censore, lei dimostra tutta la sua debolezza istituzionale in questa maniera perché stiamo affrontando la stessa situazione e non penso che ci debbano essere primogeniture, assolutamente.
(Interruzione)
Onorevole Dattolo, non faccia commenti. Si limiti ad illustrare il suo ordine del giorno.
Signor Presidente, noi chiediamo l’attenzione del Consiglio regionale su questo tema di cui dicevo prima: le soppressioni delle Province con popolazione inferiore ai 200 mila abitanti.
Quello all’esame della Commissione
affari costituzionali è un provvedimento che, se l’obiettivo è quello di
tagliare i costi della politica che, tra l’altro, il Consiglio
regionale con grande sensibilità ha già affrontato, rappresenterebbe un
costo irrisorio perché si tratterebbe di
eliminare sette Province. Di queste sette Province due interessano in maniera
particolare la nostra Regione e sono le province di
Crotone e di Vibo Valentia.
Sicuramente sono territori che
nelle Province come istituzioni hanno un punto di riferimento importantissimo.
Sono di giovane istituzione, da circa 15 anni, vi sono comuni che guardano come
punto di riferimento, soprattutto istituzionale, alla Provincia e agli
organismi provinciali che si sono costituiti subito dopo l’istituzione delle
due Province di Crotone e Vibo Valentia.
Un simile provvedimento
significherebbe mettere a rischio la chiusura di uffici territoriali periferici
importantissimi. Andrebbe soprattutto non nella direzione della auspicata
riforma del codice delle autonomie perché se un provvedimento deve essere
adottato – e più volte se ne è parlato –, deve essere radicale e soprattutto
avere una connotazione istituzionale, non andando a salvaguardare quelle
Province che di poco superano i 200 mila abitanti rispetto a territori come i nostri
in cui c’è una grandissima prevalenza di criminalità organizzata e dove i
presidi come
Chiediamo, quindi, con l’approvazione di questo ordine
del giorno la sensibilità del Consiglio regionale e soprattutto auspichiamo che
si faccia riferimento agli organi competenti per rivedere la propria posizione
per non isolare ulteriormente ampie zone della nostra regione che con fatica e
sacrificio oggi sono punto di riferimento istituzionale irrinunciabile. E queste
sono le Province.
Ringrazio i consiglieri sia del centro-destra che del
centro-sinistra che hanno voluto dare anche forza a questo ordine del giorno.
Mi scuso ancora anche con il collega Censore, ma devo
dire che avevo chiesto all’onorevole Sulla di contattarlo per fare un unico
ordine del giorno. Non c’è bisogno assolutamente di dividersi su un tema come
questo, ma c’è il dovere, soprattutto, di manifestare una preoccupazione in
aree veramente a rischio come sono le nostre due Province che hanno caratteristiche
orografiche particolari e che, forse, non hanno la fortuna di avere qualche
ministro che possa degnamente rappresentarle.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.
Onorevole Dattolo, intanto le
voglio dire che l’errore non è suo ma del Presidente
che nel momento in cui lei chiedeva la parola, accertato che si stava pronunciando sull’ordine
del giorno contro la soppressione delle province, le avrebbe dovuto dire “non
posso concederle la parola perché c’è già agli atti un ordine del giorno
presentato dall’onorevole Censore”.
Quindi l’errore non è suo ma del Presidente e duplice.
Intanto perché c’era un ordine del giorno e poi perché ho chiesto la parola congiuntamente
al consigliere Principe ed il Presidente, davanti a tutti, ha detto “prima
approviamo il verbale”.
In questo comportamento del Presidente penso che ci sia
stata molta discrezionalità ed un uso non corretto della funzione. Detto
questo, voglio stemperare le polemiche.
Non ci sono primogeniture rispetto ai problemi.
Anzi, ho parlato con il consigliere Sulla e so che ieri
a Crotone si è svolto un lavoro comune per fronteggiare la situazione relativa
alla soppressione delle province.
Questa mattina ho presentato questo ordine del giorno.
Ne avevo parlato col collega Grillo – se me ne dà atto -, avevo parlato con te
e me ne ha fatto copia.
Ma questo non è un problema. Nel prosieguo della
legislatura sui problemi non esisteranno maggioranza o minoranza, perché
esistono i problemi e la responsabilità di chi rappresenta
Ho presentato questo ordine del giorno perché ritengo la
questione delle province una questione che non ha effetti sul risparmio di
risorse attinenti un riordino delle autonomie locali perché le province hanno i
dipendenti e questi resteranno sempre a carico o di una Regione o di un’altra
provincia.
Questi sono territori che resteranno privi di una
rappresentanza dello Stato. Sono territori come, per esempio, nel caso della
provincia di Vibo Valentia che, chiaramente, si vedranno svuotati di una
funzione non solo istituzionale ma anche economica.
Una volta che noi sopprimiamo la provincia di Vibo
Valentia in un piccolo contesto istituzionale verrà meno
Quali sono le risorse che si risparmiano tagliando una
provincia? Sono risorse esigue se non quelle relative agli organi di direzione
politica, agli organi politici dell’amministrazione.
E poi: le province con popolazione inferiore a 200 mila
abitanti delle Regioni autonome che sono Regioni di confine sono state salvate
con questa prerogativa. In quanto Regioni autonome là non dobbiamo tagliare.
Prima il tetto era di 220 mila abitanti, siccome interessava qualche Provincia
cara a Bossi è stato abbassato a 200 mila. A pagare chi sono? Sempre le Regioni
povere e meridionali, le Regioni come
Chiedo, quindi, che congiuntamente il Consiglio
regionale inserisca questo punto all’ordine del giorno affinché nella Calabria
ci sia un’azione di riscatto, perché la manovra del Governo penalizza il
Mezzogiorno. Il Mezzogiorno è stato già scippato dai fondi Fas
che erano destinati alle aree sottosviluppate.
Non possono pagare sempre i deboli.
Non è una questione di campanile questa della difesa
delle province, ma di merito e sulle questioni di merito invito la maggioranza
di questo Consiglio regionale ad alzare le barriere contro le rapine e contro
gli scippi che il Governo centrale continua a perpetrare ai danni del
Mezzogiorno e della Calabria. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE
Inseriamo i due ordini del giorno; poi, naturalmente, si
vedrà se vi può essere un testo comune.
(Il Consiglio approva)
Ha chiesto di parlare l’assessore Aiello.
Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, intervengo
solo per chiedere l’inserimento all’ordine del giorno della delibera di Giunta
regionale di proroga dei termini per la presentazione dei Piani strutturali
comunali.
Chiediamo 12 mesi di proroga in
modo da dare la possibilità ai comuni di poter provvedere alla stesura ed alla
presentazione dei piani strutturali comunali.
PRESIDENTE
L’onorevole Aiello
chiede l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di proroga dei
termini per la presentazione dei Piani strutturali comunali.
Ha chiesto 12 mesi di proroga?
(Interruzione)
Le proroghe precedenti non hanno
sortito l’effetto sperato, tant’è che per ben due volte la legge è stata
modificata ma ancora i comuni non hanno provveduto a presentare i piani
strutturali.
Abbiamo convenuto in Giunta di
approvare una delibera che dà la possibilità non solo di derogare per 12 mesi
ma anche di immaginare un percorso virtuoso per il quale
PRESIDENTE
Se non ci sono interventi possiamo
inserire il punto all’ordine del giorno per poi procedere all’esame.
Ha chiesto di parlare l’onorevole
Battaglia. Ne ha facoltà.
Chiedo scusa, a me pare che la
proposta dell’onorevole Aiello su una materia così
delicata meriti un approfondimento, a meno che non si voglia ridurre il
Consiglio ad un passacarte.
L’onorevole Aiello
ha evidenziato una criticità in termini generali ma non si capisce, né noi in
un attimo abbiamo la possibilità di capire, se la proposta da lei presentata
serva a superare queste criticità.
Se lei dice che da anni c’è questo
problema evidentemente c’è anche una questione di merito nella legge.
Proporre una semplice proroga
senza capire se questa potrà ottenere effetti e senza avere noi la possibilità
nemmeno di apportare un contributo, mi pare un modo di procedere che crea delle
difficoltà oggettive a chi vuole svolgere una funzione positiva in questo
Consiglio.
PRESIDENTE
Prego, assessore.
Onorevole Battaglia, le volevo
precisare che noi avremmo dovuto ottemperare commissariando i comuni
inadempienti.
Stiamo ovviando a questa pratica
che ci sembra cruenta anche perché ci sono state le proroghe che il
centro-sinistra ha provveduto a portare avanti e quindi ad approvare.
Però, la novità che stiamo
cercando di porre in essere è quella di non agire in modo cruento con i comuni
commissariandoli. Questa proroga serve ai comuni perché
Si tratta di una proroga che
dovrebbe dare beneficio alle amministrazioni locali, non è una azione cruenta.
Ecco perché abbiamo convenuto di
dare 12 mesi di tempo affinché i comuni possano provvedere.
Non vedo l’aspetto trascendentale
della questione, insomma.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole
Bova. Ne ha facoltà.
L’informazione che lei ci ha dato,
signor assessore, serve a fare una valutazione, se vuole, ovvia.
Lei giustamente ha ricordato che
c’erano precedenti proroghe Nessuno sta dicendo, non l’ho sentito dire dal
consigliere Battaglia e non lo dico nemmeno io, che non sia vero.
Sottolineando questo, lei dice
anche che le proroghe in sé non hanno risposto alla bisogna perché noi stiamo
parlando della definizione e dell’approvazione dei piani strutturali, che non
sono tanto una nuova forma, ma un nuovo strumento rispetto ai vecchi piani
regolatori generali, legati più ad un’idea ed un profilo di sviluppo
sostenibile di un’intera area urbana.
Quindi non c’è dubbio che quel che
lei propone, e
Personalmente mi sento di
avanzarle una controproposta.
Questa delibera è un disegno di
legge, perché nel momento in cui si modifica il termine di presentazione dei
Piani si modifica la legge. Si potrebbe pensare che abbia una corsia
preferenziale - tra l’altro stamattina eleggiamo gli uffici di presidenza delle
Commissioni - in maniera che le valutazioni che lei ha anticipato verbalmente e
che sono contenute nel provvedimento della Giunta possano essere accompagnate,
e se vuole arricchite, da valutazioni del Consiglio a sostegno.
Tanto che, proprio perché
approviamo una modifica legislativa, il verso non dovrebbe essere quello di una
posizione vessatoria o punitiva, meramente punitiva, nei confronti dei comuni.
Non dovrebbe essere questo il livello, ma quello che lei esprime,
Comprendiamo che c’è una
difficoltà, non tanto e solo di tempi da quello che lei sta sostenendo,
giustamente, a mio parere. Assessore Aiello, c’è il
problema che siamo di fronte ad uno strumento che può darsi molti enti locali
non siano in grado di fronteggiare adeguatamente.
D’altronde, fino a poco fa, al di
là dei pianti, noi discutevamo dell’ipotesi di abolizione di alcune Province:
due calabresi. Non abbiamo discusso della quantità dei tagli che nel periodo
- insomma è tutta una fase lunga e non mi riferisco solo agli ultimi due anni,
ovviamente – sono state operati nei confronti degli enti locali.
Siamo dentro un paradosso.
Da un lato si chiede ai Comuni di fare molto meglio di
prima, di fare cose che prima non sapevano fare e contemporaneamente togliamo
loro risorse. Forse un approfondimento senza perdere tempo, senza forse, è
utile.
Quindi in questo senso, ad adiuvandum,
il mio ragionamento non è contestativo della proposta che lei fa.
In questo senso, più che incardinarla all’ordine del
giorno dico di assumerla, metterla in corsia preferenziale e prima che scada
fare in modo che ci sia l’approvazione.
Questa è la proposta, onorevole Aiello.
…il 18 scadono i termini.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha
facoltà.
Presidente, lei regola i lavori dell’Aula ed io mi rimetto alla sua volontà che dandomi
la parola mi consente di esprimere una opinione.
Personalmente sono d’accordo con
il Governo e con l’assessore Aiello. Lascio poi alla
volontà dell’Aula di decidere se una volta inserito il provvedimento all’ordine
del giorno si vuol fare un passaggio in Commissione, comunque prima che ci sia
la scadenza dei termini.
Dal canto mio, sono terrorizzato
dalla idea di commissariamenti dei comuni
in materia urbanistica.
La storia di
questa Regione ci regala esempi di mutamento di destinazione di uso fatti da
alcuni commissari senza che l’autorità comunale ne sapesse alcunché.
C’è un dato
di cui l’Aula deve essere consapevole. E’ vero che il Piano strutturale
comunale è diverso dal vecchio piano regolatore, anche se a volte si cambiano i
nomi la sostanza rimane quella. La differenza forse più evidente è nel
meccanismo partecipativo che non sempre può dare risultati positivi, se il
meccanismo partecipativo porta ad una nube anarcoide, per quanto riguarda le
decisioni.
Sta di fatto
che oggi ci sono anche delle normative per l’affidamento degli incarichi che
andrebbero viste anche a livello nazionale. Perché nel momento in cui si fanno
le gare per l’affidamento, molto spesso si apre un contenzioso e c’è una serie
di comuni che ancora non ha potuto procedere alla redazione del Piano
strutturale comunale anche per questi motivi.
Trattandosi
di una semplice proroga, la reputo opportuna e necessaria, considerata la
situazione dei nostri comuni.
Meglio se la
proroga fosse accompagnata da disponibilità finanziarie in favore dei comuni
stessi per tutto ciò che comporta la redazione di un piano regolatore.
Naturalmente,
se poi l’Aula deciderà che dopo la discussione è utile un passaggio in
Commissione, questo è un problema dell’Aula ma, per quanto mi riguarda, reputo
il provvedimento proposto dall’assessore Aiello
responsabile ed in un certo senso anche democratico perché il Governo avrebbe
potuto procedere ai commissariamenti - che sarebbero veramente una cosa
negativissima se il termine può essere usato - per quanto riguarda la
programmazione del territorio.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico.
Ne ha facoltà.
Presidente, con ragioni
quasi identiche espresse da qualche mio collega, ritengo che la proroga sia
sbagliata perché nonostante le difficoltà che
investono molti comuni ci sono state diverse municipalità calabresi
che hanno, comunque, redatto ed approvato il Piano strutturale comunale.
Sarebbe oltremodo penalizzante per questi comuni,
mortificante ricevere un messaggio di questo tipo: premiare i comuni in
ritardo, i comuni negligenti. Sarebbe un ritardo francamente inaccettabile
soprattutto nel momento in cui, Presidente, vorrei dirlo all’assessore Aiello, il Governo nazionale si appresta ad approvare un
condono e questa Regione si appresta ad approvare – almeno nelle intenzioni
dell’assessore Gentile – un “piano casa” che inevitabilmente toccherà gli
aspetti urbanistici ed edilizi dei singoli comuni calabresi.
Sarebbe opportuno che ogni comune si dotasse in tempi
brevissimi di uno strumento urbanistico.
Una eventuale ed ulteriore proroga andrebbe in conflitto
col percorso che viene delineato.
Ritengo che sia sbagliato proporre una proroga o,
qualora una proroga fosse necessaria, sarebbe opportuno indicare e rimuovere le
cause che hanno impedito ad alcuni comuni di approvare nei tempi previsti.
(Interruzione)
Bisogna chiedersi il perché il 70 per cento dei comuni
non ha ottemperato ad una previsione di legge, altrimenti di proroga in proroga
nessun comune mai rispetterà la legge nazionale e la legge regionale.
Noi per queste ragioni esprimiamo parere contrario ad
eventuali proroghe.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, molto brevemente.
Credo che la proposta di una proroga, fatta dall’assessore
Aiello e da tutta
Mi rendo anche conto che, magari,
essendo un argomento importante ci potrebbe volere anche qualche giorno in più,
assessore Aiello, per poter esaminare meglio questa
pratica.
Proporrei, visto che, mi pare,
gran parte della maggioranza non è contraria ma, anzi, è favorevole affinché
questa proroga avvenga, se si vuol dare una ulteriore occhiata per capire se
c’è qualche miglioramento da fare, di inserirla all’ordine del giorno della
prossima seduta di Consiglio regionale.
Nel frattempo, però, costituendo
oggi le Commissioni, se ci sarà il tempo da qui alla prossima seduta di
Consiglio regionale per un passaggio in Commissione ben venga, perché da parte
nostra siamo d’accordo.
In ogni caso inseriamola nella
prossima seduta di Consiglio regionale altrimenti rischiamo di fare un danno
irreparabile per i comuni.
Quindi, inseriamo questo punto
all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio regionale.
(Interruzione)
La mettiamo al primo punto
dell’ordine del giorno della prossima seduta. Pertanto ci sarà il tempo
necessario per poterla istruire.
Accogliamo questa proposta che
pongo in votazione.
(Il Consiglio approva)
Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.
Signor Presidente del Consiglio,
signor Presidente della Giunta, colleghi consiglieri devo sottoporre stamattina
all’Aula una problematica che interessa circa 20 ricercatori dell’Ispesl che a seguito della emanazione del decreto-legge
numero 78 del 31 maggio 2010 rischiano il posto di lavoro.
Per i dipendenti con contratto di Co.co.co. di questo istituto che dovrebbe passare – dopo la sua soppressione – all’Inail, non è previsto, all’interno del decreto, l’ assorbimento all’interno del nuovo ente.
PRESIDENTE
Il consigliere Magno chiede l’inserimento di una mozione
sui lavoratori Ispesl che pongo in votazione.
(Il Consiglio approva)
PRESIDENTE
Si passa al primo punto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 14/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della prima Commissione consiliare permanente”.
Possiamo procedere alla predisposizione del seggio elettorale. Chiamo a svolgere le funzioni di scrutatore gli onorevoli Gallo e Aiello Ferdinando.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Caputo 26, Talarico 18, Loiero 1.
Pertanto proclamo eletto a Presidente
della prima Commissione consiliare permanente
- Affari, istituzionali e affari generali -
l’onorevole Giuseppe Caputo, ed a Vicepresidente l’onorevole Domenico Talarico.
(Applausi)
Si passa al secondo punto all’ordine del giorno che recita:
“Proposta di provvedimento amministrativo n. 15/9^ d'Ufficio, recante:
“Elezione del Consigliere Segretario della prima Commissione consiliare
permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico il risultato della
votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti Grillo 26; Loiero 2;
Guccione 1; schede bianche 15; schede nulle 1.
Pertanto proclamo eletto a
Consigliere Segretario della prima Commissione consiliare permanente – Affari, istituzionali e affari generali - l’onorevole Grillo.
(Applausi)
Il terzo punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 16/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della seconda Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della
votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Morelli 26; Mirabelli
18; Loiero1.
Pertanto proclamo eletto a
Presidente della seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio programmazione economica e attività produttive - l’onorevole Morelli ed a Vicepresidente l’onorevole
Mirabelli.
(Applausi)
Proposta di provvedimento
amministrativo n. 17/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere
Segretario della seconda Commissione consiliare permanente”
Il quarto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento
amministrativo n. 17/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere
Segretario della seconda Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la
chiama.
Comunico l’esito
della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Tripodi 24; Loiero 2; schede bianche 19.
Proclamo
eletto, pertanto, a Consigliere Segretario della seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio programmazione
economica e attività produttive - l’onorevole Tripodi.
(Applausi)
Il quinto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 18/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della terza Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la
chiama.
Comunico
l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Salerno
25; Aiello Ferdinando 19; schede bianche 1.
Pertanto
proclamo eletto a Presidente della terza Commissione consiliare permanente – Attività sociali, sanitarie, culturali e formative - l’onorevole Salerno ed a
Vicepresidente l’onorevole Aiello Ferdinando.
(Applausi)
Il sesto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di
provvedimento amministrativo n. 19/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del
Consigliere Segretario della terza Commissione Consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Parente 26; Bova 3; Loiero 2; schede bianche 13; schede nulle 1.
Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della terza Commissione consiliare permanente – Attività sociali, sanitarie, culturali e formative - l’onorevole Parente.
(Applausi)
Si passa al
punto sette all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento
amministrativo n. 20/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della quarta Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la
chiama.
Comunico
l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Dattolo 23, Scalzo 20, Censore 1, schede bianche 1.
Pertanto
proclamo eletto a Presidente della quarta Commissione consiliare permanente – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione
dell’ambiente - l’onorevole
Dattolo ed a Vicepresidente l’onorevole Scalzo.
(Applausi)
Si passa al punto otto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 21/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quarta Commissione Consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Orsomarso 24, Loiero 1, schede bianche 18, schede nulle 1.
Pertanto, proclamo eletto a Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’ambiente - l’onorevole Orsomarso.
(Applausi)
Si passa al punto nove all’ordine del giorno che così recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 22/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della quinta Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Magno 25, Bruni 16, Guccione 1, schede bianche 2.
Proclamo, pertanto, eletto a Presidente della quinta Commissione consiliare permanente – Riforme e decentramento - l’onorevole Magno ed a Vicepresidente l’onorevole Bruni.
(Applausi)
Si passa al punto dieci all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 23/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quinta Commissione consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Rappoccio 26, Adamo 3, Bova 2, schede bianche 13.
Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della quinta Commissione consiliare permanente – Riforme e decentramento - l’onorevole Rappoccio.
(Applausi)
Si passa al punto undici all’ordine
del giorno che così recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 24/9^ d'Ufficio,
recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della sesta Commissione
consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si distribuiscono
le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la
chiama.
Comunico
l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Zappalà 25, Maiolo 18.
Pertanto,
proclamo eletto a Presidente della sesta Commissione consiliare permanente – Affari della Unione europea e relazioni con l’estero - l’onorevole Zappalà
ed a Vicepresidente l’onorevole Maiolo.
(Applausi)
Il punto dodici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 25/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della sesta Commissione Consiliare permanente”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 42. Hanno riportato voti: Imbalzano 24; Bova 2; Guccione 2; Sulla 1; schede bianche 11, schede nulle 1.
Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della sesta Commissione consiliare permanente – Affari dell’unione europea e relazioni con l’estero - l’onorevole Imbalzano.
(Applausi)
Si passa al punto tredici all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 26/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Magarò 25; Censore 18.
Proclamo, pertanto, eletto a Presidente della Commissione contro il fenomeno della mafia l’onorevole Magarò ed a Vicepresidente l’onorevole Censore.
(Applausi)
Si passa al punto quattordici all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 27/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti Pacenza 25; Franchino 2; Bova 3; Battaglia 1; Guccione 1; Bruni 1; schede bianche 8, schede nulle 2.
Proclamo, pertanto, eletto a Consigliere Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia l’onorevole Pacenza.
(Applausi)
Il punto quindici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 28/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Serra 25; Battaglia 17 e schede bianche 1.
Proclamo pertanto eletto a Presidente della Commissione speciale di vigilanza l’onorevole Serra ed a Vicepresidente l’onorevole Battaglia.
(Applausi)
Il punto sedici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 29/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Bilardi 23, Principe 1, Pacenza 1, Maiolo 1, Bova 1, Adamo 1, Franchino 1; schede bianche 12; schede nulle 2.
Proclamo, pertanto, eletto a Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza il consigliere Bilardi.
(Applausi)
Il punto diciassette all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 30/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione del Presidente del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Pacenza 25, Adamo 7, Franchino1; schede bianche 10.
Proclamo,
pertanto, eletto a Presidente del Comitato per la qualità e la fattibilità
delle leggi il consigliere Pacenza.
(Applausi)
Il punto diciotto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 31/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione di quattro componenti del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”.
Ricordo ai consiglieri che il voto si esprime per due componenti, quindi è un voto limitato a due componenti.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Bilardi 19, Tripodi 19, Battaglia 18, Franchino 18, Gallo 4, Imbalzano 4.
Proclamo, pertanto, eletti a componenti del Comitato per la
qualità e la fattibilità delle leggi i consiglieri Bilardi, Tripodi, Battaglia e
Franchino.
(Applausi)
Il punto diciannove all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 32/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione del Presidente del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
PRESIDENTE
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 42. Hanno riportato voti: Gallo 25, Ciconte 7, De Masi 1; schede bianche 9.
Proclamo, pertanto eletto a Presidente del Comitato regionale di controllo contabile il consigliere Gallo.
(Applausi)
Il punto venti all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 33/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione di due componenti del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”.
Ricordo ai colleghi consiglieri che il voto è limitato ad uno, quindi due componenti del Comitato.
Si distribuiscano le schede.
(Si
distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Fa la chiama.
Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno
riportato voti: Imbalzano 25, De Masi 17; schede
nulle, 1.
Proclamo, pertanto, eletti
quali componenti del Comitato regionale di controllo contabile i consiglieri Imbalzano e De Masi.
(Applausi)
L’ordine del giorno reca:”Esame abbinato: Ordine del giorno protocollo numero 1522 del 8.06.2010 di iniziativa del consigliere Censore “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Vibo Valentia e Crotone” e Ordine del giorno protocollo numero 1531 del 8.06.2010 di iniziativa dei consiglieri Dattolo, Gallo, Sulla, Pacenza, De Masi, Pugliano, Salerno ed altri “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Crotone e Vibo Valentia”
Do lettura dell’ordine del giorno a firma del consigliere Censore:
“Vista la presentazione e la messa in discussione nella prima Commissione della Camera dei Deputati dell'emendamento relativo alla soppressione delle Province italiane con una popolazione inferiore a 220.000 unità;
visto che tra le nove province italiane a rischio soppressione risultano esserci la provincia di Vibo Valentia e la provincia di Crotone;
visto l'importante ruolo svolto fino ad oggi dalle due Province calabresi nella promozione e nello sviluppo socio- economico dei propri territori;
considerato che i termini della proposta dell'emendamento risultano essere privi di costituzionalità e lesivi delle garanzie della popolazione calabrese;
considerato che i territori delle due Province calabresi poste in discussione risultano avere caratteristiche orografiche difficili con importanti estensioni lungo impervie dorsali montane;
considerato che l'istituzione delle province di Vibo Valentia e di Crotone trovano fondamento nella necessità di porre in relazione le popolazioni della periferia della regione con le istituzioni centrali,
si propone l'inserimento all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale del punto concernente la discussione dell'emendamento di soppressione delle province di Vibo Valentia e di Crotone e l'elaborazione di un documento a difesa dei diritti della popolazione Vibonese e Crotonese”.
Do lettura dell’ordine del giorno a firma dei consiglieri Dattolo, Gallo, Sulla, Pacenza, De Masi, Pugliano, Salerno ed altri:
“In riferimento all’ipotesi di soppressione delle province con popolazione inferiore ai 200.000 abitanti attualmente in discussione alla Commissione affari costituzionali, riconducibile ai così detti tagli ai costi della politica, per i quali tra l'altro il Consiglio regionale della Calabria si è già autonomamente determinato con una sensibile decurtazione;
visto che il provvedimento in esame penalizzerebbe in modo particolare la nostra regione con la soppressione delle province di Crotone e di Vibo Valentia;
visto che il provvedimento in esame tra l'altro produrrebbe effetti economici irrisori tenuto conto del fatto che il taglio interesserebbe soltanto sette province;
visto che il provvedimento in oggetto non andrebbe verso quell'auspicata riforma del codice delle autonomie di cui il nostro Paese avrebbe bisogno;
visto che gli effetti di questo provvedimento comporterebbe la soppressione delle prefetture dei comandi provinciali delle forze dell'ordine, delle questure e di tutte gli uffici periferici
il Consiglio regionale
esprime le proprie preoccupazioni per l’eventuale approvazione di tale provvedimento per gli effetti che tale decisione provocherebbe;
chiede agli organi competenti di rivedere la propria
posizione per non isolare ulteriormente ampie zone della nostra Regione che con fatica e sacrificio oggi sono punto
di riferimento istituzionale irrinunciabile”.
Pongo in votazione, pertanto, i
due ordini del giorno con la richiesta di coordinamento formale, da inviare poi
al Parlamento.
(Il Consiglio approva)
(E’ riportato in allegato)
Si passa adesso al successivo punto all’ordine del giorno
che recita “Mozione numero 3 del 8.06.2010, di
iniziativa del consigliere Magno “In ordine al mantenimento dell’attuale
livello occupazionale del Centro di ricerca di Lamezia Terme (Area ex Sir)” di
cui do lettura:
“Il Consiglio regionale
premesso che
con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del
lavoro) e
il Centro, sorto nell'“Area ex
Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di
giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle
strutture del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del
settore pubblico e privato (Pmp, agricoltura,
edilizia) e, in occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre
del
alla validità dei risultati
riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una
gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La
totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai
ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue
proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co
e dei contratti a progetto;
il recente D.L. n. 78 del
31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl,
inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle
unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo
indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte
dell'Inail;
considerato
l'alto valore attribuito dalle
istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;
il concreto rischio che si
vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;
impegna il Presidente della Giunta
regionale
ad attivarsi presso le Istituzione
Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione
del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale
livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il
pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.
Ha chiesto di parlare l’onorevole
Battaglia. Ne ha facoltà.
Presidente, con questa mozione credo che si affronti il
problema di venti ricercatori così come veniva detto allorquando è stata
presentata la mozione stessa.
Mi sembra un modo relativo di affrontare la vicenda. Se noi
vogliamo invitare il Governo a rivedere la
possibilità di non mandare a casa venti ricercatori e non vogliamo affrontare
quello che è il tema all’ordine del giorno, cioè una manovra che colpisce e
penalizza il meridione e nel modo specifico penalizza alcuni centri di ricerca,
mi pare che approviamo una mozione inutile, perché i venti ricercatori vengono
licenziati allorquando viene prevista la possibilità, anche viene imposto,
dell’accorpamento dell’Ispesl all’interno dell’Inail
che è un ente che certamente non ha tra i suoi compiti di istituto quello della
ricerca.
Se vogliamo, allora, fare una
mozione tanto per dire che ci siamo interessati a venti possibili ricercatori
che andranno a casa la possiamo anche fare.
Credo che faremmo un servizio alla
Calabria se questa mozione la rinviassimo alla prossima seduta per affrontare
complessivamente quale sarà la ricaduta in termini occupazionali e di coesione
sociale di questa manovra, se si vuole esprimere una posizione vera, una
posizione politica nell’interesse della Calabria e dei calabresi
rispetto ad una manovra che, comunque, contiene anche alcuni elementi positivi.
Se invece noi continuiamo ad intervenire su momenti
particolari che magari conosciamo come rappresentanza di interessi legittimi,
non credo che faremo il bene della Calabria.
Quindi, da questo punto di vista chiederei il rinvio di
questa mozione alla prossima seduta di Consiglio regionale per affrontare
complessivamente questo problema così come altri che ci sono e ci saranno e
verranno fuori nelle prossime settimane rispetto ad una manovra che è durissima
e che penalizza in maniera particolare gli enti locali. Penalizzerà
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.
Mi trovo d’accordo sul contenuto dell’intervento fatto
poc’anzi perché il problema occupazionale non
riguarda soltanto pochi lavoratori, ma certamente una
condizione sociale della nostra regione.
La presentazione della mozione,
stamattina, è stata necessitata dal fatto che il decreto legge andrà in
conversione fra qualche settimana. Di conseguenza abbiamo già interessato –personalmente
ho già interessato – la deputazione calabrese affinché presenti un emendamento che consenta a questi
lavoratori di poter rientrare in quella che sarà la sorte dell’Ispesl, quindi l’accorpamento dell’Ispesl
nell’Inail.
Era una cosa impellente, urgente,
necessaria da dover fare.
Se il collega consigliere mi
consente di poter far approvare a questo consesso la mozione gliene sarei
grato, senza nulla togliere al fatto che, comunque, c’è la necessità di andare
verso un dibattito in quella direzione.
Sono d’accordo che ci sia questa
necessità. Chiedo soltanto che, quindi, venga ritirata la parte relativa al
rinvio dell’approvazione della mozione se è possibile.
PRESIDENTE
Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.
Se c’è una necessità specifica di
accelerare un processo, un telegramma ecc., non è questo il punto. Ritengo,
però, che ci dovrebbe essere l’impegno da parte di tutti i gruppi nella
prossima seduta di Consiglio regionale – perché non possiamo solo discutere
perennemente di questioni amministrative – di affrontare e di mettere
all’ordine del giorno una discussione politica per
Da questo punto di vista se c’è la necessità che mi rappresenta, collega Magno, a
me va bene. Mi interessava segnalare un problema politico che nelle prossime
settimane colpirà tutta
PRESIDENTE
Pongo in votazione la mozione
presentata dall’onorevole Magno.
(Il Consiglio approva)
(E’ riportata in allegato)
L’ordine del giorno è concluso, la
seduta sarà convocata a domicilio.
Hanno chiesto congedo i consiglieri Caridi, Orsomarso, Loiero, Trematerra, Stillitani.
(Sono concessi)
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri:
Morelli, Nucera – “Tutela e valorizzazione delle persone anziane. Interventi a favore di anziani non autosufficienti” (P.L. n. 28/9^)
E’ assegnata alla terza Commissione
consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e
formative – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica e attività produttive – per il parere.
(Così resta stabilito)
Morelli – “Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 26
maggio 2010, n.
E’ assegnata alla prima
Commissione consiliare - Affari, istituzionali e affari generali.
(Così resta stabilito)
Nucera – “Misure a sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni calabresi” (P.L. n. 30/9^)
E’ assegnata alla prima
Commissione consiliare - Affari, istituzionali e affari generali – ed alla
seconda - Bilancio programmazione
economica e attività produttive – per il parere.
(Così resta stabilito)
Sono state presentate alla Presidenza
le seguenti proposte di
provvedimento amministrativo d’Ufficio:
“Elezione
di tre consiglieri regionali per
“Designazione
di tre consiglieri regionali per il Comitato di coordinamento istituzionale di
cui uno in rappresentanza della minoranza (art. 7, comma 3, lett. e) legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5)” (P.P.A. n. 35/9^)
“Elezione
di tre consiglieri regionali dei quali uno in rappresentanza della minoranza
per la costituzione della Consulta regionale della cooperazione (art. 3, legge regionale 6 dicembre 1979, n. 13)” (P.P.A. n. 36/9^)
“Designazione di otto rappresentanti istituzionali donne indicati dal Consiglio regionale, nel numero di cinque per la maggioranza e tre per la minoranza (legge regionale 26 marzo 2001, n. 7, art. 8 ter, comma 2, lettera d)” (P.P.A. n. 37/9^)
In data 28 maggio 2010, il Presidente
della Giunta regionale ha promulgato le sotto
indicate leggi regionali e che le stesse sono state
pubblicate sul Bur, supplemento straordinario n. 5
del 28 maggio 2010:
legge
regionale 28 maggio 2010, n. 12, recante:
“Disciplina transitoria ed urgente in materia di incompatibilità statutaria”;
legge
regionale 28 maggio 2010, n. 13, recante:
“Differimento dell’entrata in vigore della legge
regionale n. 35 del 19 ottobre 2009, e s.m.i.,
recante: “Procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di
interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in
prospettiva sismica”.
Guccione. Al
Presidente della Giunta regionale e agli assessori all’ambiente e alle attività
produttive. Per sapere – premesso che:
in
data 29.04.2010
il
relativo progetto preliminare era stato presentato al Ministero delle attività
produttive, dell'ambiente e dei beni culturali il 28 aprile 2005;
le
interpretazioni progettuali definiscono “centrale policombustibile”
l'utilizzo di biomasse, solare e gas solo per il 5% contro il 95% a carbone;
il
Consiglio regionale della Calabria, con deliberazione 315 del febbraio
il
Ptcp (Piano Territoriale di coordinamento
provinciale) di Cosenza, in linea con il Per vieta l'utilizzo del carbone;
i
Consigli comunali di Rossano e Corigliano
all'unanimità, sin dal 2005, hanno espresso la loro contrarietà alla
riconversione della centrale a carbone;
i
comuni, le comunità montane, gran parte delle forze culturali, sociali e
produttive hanno ripetutamente manifestato la netta contrarietà alla
riconversione a carbone;
la
riattivazione delle procedure da parte dell'Enel ha provocato una fortissima
tensione nell'intera Sibaritide -:
quali
iniziative intendano assumere.
(4;
24.05.2010)
Morelli. Al Presidente della Giunta regionale.
Per sapere – premesso che:
i dipendenti ex Cons.Agr (Consorzi agrari), signori Gualtieri
Ferdinando, Mangione Salvatore, Muraca Carmine, Scarpelli Edoardo, Lamirata
Santa, Stellata Aldo, Cipparone Pasquale, Fago
Pasquale, Guzzetti Antonio, Rizzuto
Santo, sono transitati nei ruoli dell’amministrazione regionale a seguito della
liquidazione dei Consorzi agrari, così come per legge;
dal 1° ottobre 2004
al 1° maggio 2008, il loro rapporto di lavoro è stato regolato da contratto di
lavoro a tempo determinato rinnovato di anno in anno ma senza interruzione
alcuna;
dal 1° maggio 2008
il personale de quo è stato
definitivamente inquadrato nei ruoli dell’amministrazione regionale;
al pari degli altri
dipendenti dell’amministrazione regionale, ai signori Gualtieri
Ferdinando, Mangione Salvatore, Muraca Carmine, Scarpelli Edoardo, Lamirata
Santa, Stellata Aldo, Cipparone Pasquale, Fago
Pasquale, Guzzetti Antonio, Rizzuto
Santo non è stata riconosciuta a tutt’oggi la progressione economica
orizzontale -:
se i dipendenti in
oggetto nominati hanno maturato il diritto o meno al riconoscimento della
progressione economica orizzontale;
se l’azione
conoscitiva che deve essere svolta con cortese e rapida urgenza è tesa da un
lato ad accertare la possibilità o meno di un diritto maturato dai dipendenti
ex Cons.Agr e dall’altro per salvaguardare e
prevenire
(6; 27.05.2010)
Chiappetta. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:
la base del sistema trasfusionale nazionale è rappresentato, oggi, dall'Avis, organizzazione non lucrativa costituita da oltre un milione di volontari che donano periodicamente, anonimamente e gratuitamente il proprio sangue. Trattasi di ente privato con finalità pubblica di grande utilità sociale che concorre ai fini perseguiti dal S.S.N. in favore della collettività;
l'organizzazione de qua ha una grande capillarità sul territorio essendo articolata e dislocata in oltre 3000 tra sedi comunali, provinciali e regionali;
ogni sede, pertanto, è genericamente deputata alla raccolta del sangue da devolvere alle esigenze dello specifico territorio;
in quanto organizzazione senza fini di lucro, ed in quanto cooperante con il S.S.N. per il raggiungimento del fine pubblico, per il suo funzionamento si avvale dei finanziamenti del Servizio sanitario stesso;
ampio risalto ha recentissimamente dato la stampa locale calabrese all'allarme lanciato, sul punto, dal Presidente dell'Avis di Cosenza il quale avrebbe annunciato il venir meno della garanzia di raccolta di sangue nella Provincia per mancanza di risorse finanziarie sufficienti;
invero, sembrerebbe che da oltre 2 anni l’Asp e l’Azienda ospedaliera di Cosenza non abbiano più erogato alla sede alcun rimborso, con insorgenza di un credito per la sede stessa di oltre trecentomila euro e ciò, nonostante le plurime richieste ed istanze avanzate all'uopo, formalmente ed informalmente, ai dirigenti delle due strutture sanitarie;
la mancanza di fondi rende oggettivamente difficoltosa se non inattuabile l'attività dell'associazione che vive una situazione di estrema precarietà sia nello svolgimento della sua attività essenziale, sia nella gestione ordinaria della sede stessa;
la mancanza di risorse finanziarie, pur dovute, non assicurerà ulteriormente il pieno funzionamento del servizio di raccolta con conseguente necessità di richiesta del sangue alle altre regioni;
a parte l’interruzione di un servizio così necessario, la richiesta ad altre sedi regionali comporterà, peraltro, per il S.S.R., un costo ulteriore che andrà ad aggiungersi al debito accumulato con la sede provinciale ivi contemplata -:
se e come, acclarata la veridicità di quanto premesso, si intenda intervenire per la risoluzione della accennata ed improcrastinabile questione;
se si intenda agire per garantire la non interruzione della raccolta del sangue assolutamente necessaria per la collettività che si trova in stato di bisogno; quindi, per garantire il mantenimento della raggiunta autosufficienza della Regione Calabria nella raccolta stessa;
se, infine, si intenda intervenire per non gravare il debito sanitario già esistente di ulteriori voci, dovute e causate dall’assai opinabile gestione del Settore sanitario, siccome sino ad oggi perpetrata, anche sotto tale aspetto, dei vertici del sistema.
(7; 01.06.2010)
Grillo.
Al Presidente della Giunta regionale.
Per sapere – premesso che:
sul
Burc parte III del 7 maggio p.m. è stato pubblicato
il decreto 5538 della Stazione unica appaltante del 14 aprile 2010 avente ad
oggetto “Indizione gara
d'appalto per l'affidamento del Servizio di assistenza tecnica all'autorità di
gestione del Por Calabria Fesr 2007-2013 per le
attività di controllo di primo livello delle operazioni finanziate dal
Programma e all'autorità di certificazione ed approvazione atti”;
la
suddetta gara d'appalto, per come si legge nel decreto, verrà aggiudicata con
il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa;
l'importo
presunto dell'appalto è di € 2.800.000,00, una cifra senz'altro rilevantissima
per una gara implicante attività prevalentemente intellettuale, almeno per come
si evince dal documento di cui alle pagg. 22 e ss., dell'allegato alla
deliberazione di Giunta regionale n. 824 del 14.12.2009 (Burc
parte I dell'1 febbraio 2010);
tra i requisiti
richiesti dal bando ai soggetti partecipanti vi è quello dell'aver conseguito
nell'ultimo triennio un fatturato globale di almeno 3,500.000,00 euro.
Tuttavia, il bando prevede l'istituto dell'avvalimento,
ad avviso dello scrivente più confacente ad una gara d'appalto di lavoro che ad
affidamenti di questo genere;
nel bando appare
mancare completamente il requisito essenziale del termine per la ricezione
delle offerte. Infatti, sia nell'allegato a pag. 5574 del Burc
sia all'allegato a pag. 5595, 5596 e 5601 del Burc,
il termine perentorio è fissato alla data del "00.00.2010" -:
se non sia il caso,
nonostante le immaginabili esigenze di celerità nell'attuare il Por Calabria
2007-2013, di ritirare il suddetto bando e farlo immediatamente ripubblicare
conferendogli tempi certi per presentare le offerte. Ciò ricordando che la
mancata indicazione del termine potrebbe causare contenzioso giudiziario, data
la rilevanza della cifra alla base dell'appalto;
se non sia il caso,
una volta ripubblicato il suddetto bando, di ripensare ad alcuni suoi
contenuti, in particolare quelli relativi al totale affidamento esterno dei
controlli di primo livello e al sistema dell'avvalimento.
(5; 26.05.2010)
“Il Consiglio regionale
premesso che
con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del
lavoro) e
il Centro, sorto nell'“Area ex
Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di
giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle strutture
del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del settore pubblico
e privato (Pmp, agricoltura, edilizia) e, in
occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre del
alla validità dei risultati
riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una
gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La
totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai
ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue
proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co
e dei contratti a progetto;
il recente D.L. n. 78 del
31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl,
inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle
unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo
indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte
dell'Inail;
considerato
l'alto valore attribuito dalle
istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;
il concreto rischio che si
vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;
impegna il Presidente della Giunta
regionale
ad attivarsi presso le Istituzione
Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione
del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale
livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il
pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.
(3.08.06.2010) Magno
“Il Consiglio regionale della
Calabria
accertato che è in discussione
nella prima Commissione della Camera dei Deputati l'emendamento relativo alla
soppressione delle Province italiane con una popolazione inferiore a 220.000
unità;
visto che tra le nove Province
italiane a rischio soppressione risultano esserci le Province di Vibo Valentia
e Crotone;
visto l'importante ruolo svolto
fino ad oggi dalle due Province calabresi nella promozione e nello sviluppo
socio-economico dei propri territori;
considerato che i territori delle
due Province calabresi poste in discussione risultano avere caratteristiche
orografiche difficili con importanti estensioni lungo impervie dorsali montane;
visto che il provvedimento in
esame penalizzerebbe in modo particolare la nostra regione e che, tra l'altro,
produrrebbe effetti economici irrisori tenuto conto del fatto che il taglio
interesserebbe soltanto sette province;
visto che il provvedimento in
oggetto non andrebbe verso quell'auspicata riforma del codice delle autonomine
di cui il nostro paese avrebbe bisogno;
impegna
“Il Consiglio regionale
premesso che
con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del
lavoro) e
il Centro, sorto nell'“Area ex
Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di
giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle
strutture del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del
settore pubblico e privato (Pmp, agricoltura,
edilizia) e, in occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre
del
alla validità dei risultati
riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una
gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La
totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai
ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue
proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co
e dei contratti a progetto;
il recente D.L. n. 78 del
31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl,
inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle
unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo
indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte
dell'Inail;
considerato
l'alto valore attribuito dalle
istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;
il concreto rischio che si
vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;
impegna il Presidente della Giunta
regionale
ad attivarsi presso le Istituzione
Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione
del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale
livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il
pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.