IX LEGISLATURA

RESOCONTO INTEGRALE

5.

Seduta di martedì 8 giugno 2010

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO

 

La seduta inizia alle 12,24

PRESIDENTE

La seduta è aperta, diamo la parola al segretario questore, Nucera, per la lettura del verbale della seduta precedente.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Legge il verbale della seduta precedente.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il verbale che per come letto dall’onorevole Nucera.

(Interruzione)

Prego, onorevole Principe.

Sul processo verbale

Sandro PRINCIPE

Presidente, le chiedo scusa se ho chiesto la parola e chiedo scusa anche ai colleghi. Vorrei però avere contezza se sul provvedimento di assestamento di bilancio del Consiglio regionale è stato registrato il mio voto contrario.

Avevo tentato di chiedere la parola su questo punto ma la celerità delle operazioni mi ha impedito di parlare.

Se è stato registrato il mio voto contrario mi permetto di aggiungere la motivazione: non condivido come è stato utilizzato l’avanzo di amministrazione in quanto si potrebbe pensare che con una mano si sono ridotti i costi della politica mentre con l’altra si sono aumentati.

Faccio riferimento ad investimenti previsti in sede di assestamento, che non si comprende a cosa serviranno se per l’impiantistica o per nuovi lavori, ed anche alle somme messe a disposizione della Presidenza.

Per questi motivi, registrando una contraddizione con la delibera precedente sulla riduzione dei costi, ho espresso voto contrario.

PRESIDENTE

Va bene, onorevole Principe.

Pongo in votazione il verbale.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare in via preliminare l’onorevole Dattolo. Ne ha facoltà.

(Interruzione dell’onorevole Censore)

Onorevole Censore, poiché non conosco l’argomento per il quale avete chiesto la parola…

(Interruzione)

La parola è stata chiesta all’inizio dall’onorevole Dattolo.

(Interruzione)

Non c’è una primogenitura. Dato che sono io ad accettare la richiesta di intervento e poiché ho visto l’onorevole Dattolo che mi ha fatto segno…

(Interruzione dell’onorevole Censore)

Le darò la parola subito dopo. Non è un problema relativo a chi per primo chiede la parola o espone il provvedimento o se si tratta di argomenti simili o importanti…

(Interruzione)

Onorevole Censore, non è una questione di primogenitura. Non conosco nemmeno quale sia argomento che lei vuole porre.

Prego, onorevole Dattolo.

Alfonso DATTOLO

Presidente, intervengo per la questione che oggi è all’esame della Commissione affari costituzionali e che prevede la soppressione delle Province con popolazione inferiore a 200 mila abitanti.

Con preoccupazione e con un certo senso di responsabilità, visto che la posizione del mio partito a livello nazionale è favorevole alla soppressione delle Province…

(Interruzione)

Onorevole Censore, se vuole illustrarla lei non c’è problema. Penso che la mia e la sua preoccupazione siano uguali.

(Interruzione)

Guardi che ieri c’è stato a Crotone una seduta del Consiglio provinciale. Noi abbiamo ragionato in maniera bipartisan senza primogeniture anche perché sappiamo…

(Interruzione concitata dell’onorevole Censore)

Collega Censore, questo ordine del giorno porta la firma di 8 consiglieri regionali quindi, anche se lei le regole le conosce probabilmente meglio di me, per cortesia, non dia lezioni, perché non stiamo parlando di primogeniture. Entrambi esprimiamo una preoccupazione - e la mia è legittima nella misura in cui prendo posizione contro quella che è della direzione del mio partito - onorevole Censore.

La prego, per favore non dia lezioni.

(Continue e vibrate proteste dell’onorevole Censore)

Presidente, faccia illustrare all’onorevole Censore, perché non è una questione di primogenitura. Se lui pensa che sia solamente una forma di prevaricazione, faccia tranquillamente svolgere l’intervento all’onorevole Censore.

PRESIDENTE

Voglio chiarire, onorevole Censore - però mi ascolti – che i microfoni non funzionano perchè la parola da oggi la concede il Presidente, mentre prima era consentito farlo autonomamente. E’ una scelta di questo Presidente: prima di intervenire viene chiesta la parola, si viene autorizzati e poi si interviene. Non è certamente un mercato questo!

Da Presidente, nel momento in cui un consigliere mi chiede di intervenire, non conosco l’argomento per il quale chiede di parlare e neanche vado a guardare quello che è stato protocollato all’ordine del giorno.

Che l’onorevole Censore abbia protocollato un ordine del giorno e l’onorevole Dattolo non l’abbia fatto, da Presidente, lo disconosco. Avendomi, però, richiesto la parola in quest’Aula prima il consigliere Dattolo e non conoscendo nemmeno l’argomento di discussione, gli ho dato la parola.

(Interruzione dell’onorevole Censore)

Non conosco l’argomento, onorevole Censore. Non sono tenuto ad andare a guardare i contenuti degli ordini del giorno.

Quando le darò la parola, potrà illustrare il suo ordine del giorno e poi si porrà in votazione l’inserimento oppure no.

Ripeto: avendo chiesto prima l’onorevole Dattolo di intervenire, gli ho dato la parola.

Se l’onorevole Dattolo vuol proseguire nel suo intervento dopo diamo la parola all’onorevole Censore. Se lei vuol cedere la parola all’onorevole Censore, questa viene ceduta all’onorevole Censore. E’ una sua scelta.

Prego, onorevole Dattolo.

Alfonso DATTOLO

Guardi, onorevole Censore, lei dimostra tutta la sua debolezza istituzionale in questa maniera perché stiamo affrontando la stessa situazione e non penso che ci debbano essere primogeniture, assolutamente.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Onorevole Dattolo, non faccia commenti. Si limiti ad illustrare il suo ordine del giorno.

Alfonso DATTOLO

Signor Presidente, noi chiediamo l’attenzione del Consiglio regionale su questo tema di cui dicevo prima: le soppressioni delle Province con popolazione inferiore ai 200 mila abitanti.

Quello all’esame della Commissione affari costituzionali è un provvedimento che, se l’obiettivo è quello di tagliare i costi della politica che, tra l’altro, il Consiglio regionale con grande sensibilità ha già affrontato, rappresenterebbe un costo irrisorio perché si tratterebbe di eliminare sette Province. Di queste sette Province due interessano in maniera particolare la nostra Regione e sono le province di Crotone e di Vibo Valentia.

Sicuramente sono territori che nelle Province come istituzioni hanno un punto di riferimento importantissimo. Sono di giovane istituzione, da circa 15 anni, vi sono comuni che guardano come punto di riferimento, soprattutto istituzionale, alla Provincia e agli organismi provinciali che si sono costituiti subito dopo l’istituzione delle due Province di Crotone e Vibo Valentia.

Un simile provvedimento significherebbe mettere a rischio la chiusura di uffici territoriali periferici importantissimi. Andrebbe soprattutto non nella direzione della auspicata riforma del codice delle autonomie perché se un provvedimento deve essere adottato – e più volte se ne è parlato –, deve essere radicale e soprattutto avere una connotazione istituzionale, non andando a salvaguardare quelle Province che di poco superano i 200 mila abitanti rispetto a territori come i nostri in cui c’è una grandissima prevalenza di criminalità organizzata e dove i presidi come la Provincia sono l’unica forma di legalità.

Chiediamo, quindi, con l’approvazione di questo ordine del giorno la sensibilità del Consiglio regionale e soprattutto auspichiamo che si faccia riferimento agli organi competenti per rivedere la propria posizione per non isolare ulteriormente ampie zone della nostra regione che con fatica e sacrificio oggi sono punto di riferimento istituzionale irrinunciabile. E queste sono le Province.

Ringrazio i consiglieri sia del centro-destra che del centro-sinistra che hanno voluto dare anche forza a questo ordine del giorno.

Mi scuso ancora anche con il collega Censore, ma devo dire che avevo chiesto all’onorevole Sulla di contattarlo per fare un unico ordine del giorno. Non c’è bisogno assolutamente di dividersi su un tema come questo, ma c’è il dovere, soprattutto, di manifestare una preoccupazione in aree veramente a rischio come sono le nostre due Province che hanno caratteristiche orografiche particolari e che, forse, non hanno la fortuna di avere qualche ministro che possa degnamente rappresentarle.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Onorevole Dattolo, intanto le voglio dire che l’errore non è suo ma del Presidente che nel momento in cui lei chiedeva la parola, accertato che si stava pronunciando sull’ordine del giorno contro la soppressione delle province, le avrebbe dovuto dire “non posso concederle la parola perché c’è già agli atti un ordine del giorno presentato dall’onorevole Censore”.

Quindi l’errore non è suo ma del Presidente e duplice. Intanto perché c’era un ordine del giorno e poi perché ho chiesto la parola congiuntamente al consigliere Principe ed il Presidente, davanti a tutti, ha detto “prima approviamo il verbale”.

In questo comportamento del Presidente penso che ci sia stata molta discrezionalità ed un uso non corretto della funzione. Detto questo, voglio stemperare le polemiche.

Non ci sono primogeniture rispetto ai problemi.

Anzi, ho parlato con il consigliere Sulla e so che ieri a Crotone si è svolto un lavoro comune per fronteggiare la situazione relativa alla soppressione delle province.

Questa mattina ho presentato questo ordine del giorno. Ne avevo parlato col collega Grillo – se me ne dà atto -, avevo parlato con te e me ne ha fatto copia.

Ma questo non è un problema. Nel prosieguo della legislatura sui problemi non esisteranno maggioranza o minoranza, perché esistono i problemi e la responsabilità di chi rappresenta la Calabria e sui problemi si deve fare fronte comune.

Ho presentato questo ordine del giorno perché ritengo la questione delle province una questione che non ha effetti sul risparmio di risorse attinenti un riordino delle autonomie locali perché le province hanno i dipendenti e questi resteranno sempre a carico o di una Regione o di un’altra provincia.

Questi sono territori che resteranno privi di una rappresentanza dello Stato. Sono territori come, per esempio, nel caso della provincia di Vibo Valentia che, chiaramente, si vedranno svuotati di una funzione non solo istituzionale ma anche economica.

Una volta che noi sopprimiamo la provincia di Vibo Valentia in un piccolo contesto istituzionale verrà meno la Questura, la Prefettura, l’ufficio del Corpo forestale dello Stato e tanti altri uffici. E significherà che in quella provincia il tessuto sociale si impoverirà e, quindi, Vibo Valentia tornerà ad essere periferia di Catanzaro o di Reggio Calabria.

Quali sono le risorse che si risparmiano tagliando una provincia? Sono risorse esigue se non quelle relative agli organi di direzione politica, agli organi politici dell’amministrazione.

E poi: le province con popolazione inferiore a 200 mila abitanti delle Regioni autonome che sono Regioni di confine sono state salvate con questa prerogativa. In quanto Regioni autonome là non dobbiamo tagliare. Prima il tetto era di 220 mila abitanti, siccome interessava qualche Provincia cara a Bossi è stato abbassato a 200 mila. A pagare chi sono? Sempre le Regioni povere e meridionali, le Regioni come la Calabria dove, addirittura, vengono soppresse due province.

Chiedo, quindi, che congiuntamente il Consiglio regionale inserisca questo punto all’ordine del giorno affinché nella Calabria ci sia un’azione di riscatto, perché la manovra del Governo penalizza il Mezzogiorno. Il Mezzogiorno è stato già scippato dai fondi Fas che erano destinati alle aree sottosviluppate.

Non possono pagare sempre i deboli.

Non è una questione di campanile questa della difesa delle province, ma di merito e sulle questioni di merito invito la maggioranza di questo Consiglio regionale ad alzare le barriere contro le rapine e contro gli scippi che il Governo centrale continua a perpetrare ai danni del Mezzogiorno e della Calabria. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Inseriamo i due ordini del giorno; poi, naturalmente, si vedrà se vi può essere un testo comune.

(Il Consiglio approva)

Ha chiesto di parlare l’assessore Aiello. Ne ha facoltà.

Pietro AIELLO, assessore all’urbanistica

Grazie, Presidente, intervengo solo per chiedere l’inserimento all’ordine del giorno della delibera di Giunta regionale di proroga dei termini per la presentazione dei Piani strutturali comunali.

Chiediamo 12 mesi di proroga in modo da dare la possibilità ai comuni di poter provvedere alla stesura ed alla presentazione dei piani strutturali comunali.

PRESIDENTE

L’onorevole Aiello chiede l’inserimento all’ordine del giorno di una proposta di proroga dei termini per la presentazione dei Piani strutturali comunali.

Ha chiesto 12 mesi di proroga?

(Interruzione)

Pietro AIELLO, assessore all’urbanistica

Le proroghe precedenti non hanno sortito l’effetto sperato, tant’è che per ben due volte la legge è stata modificata ma ancora i comuni non hanno provveduto a presentare i piani strutturali.

Abbiamo convenuto in Giunta di approvare una delibera che dà la possibilità non solo di derogare per 12 mesi ma anche di immaginare un percorso virtuoso per il quale la Giunta regionale, soprattutto i tecnici dell’urbanistica, possano accompagnare i tecnici dei comuni interessati per evitare loro difficoltà e per fare in modo che almeno, speriamo, in questi 12 mesi possano provvedere a presentare i piani strutturali.

PRESIDENTE

Se non ci sono interventi possiamo inserire il punto all’ordine del giorno per poi procedere all’esame.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Chiedo scusa, a me pare che la proposta dell’onorevole Aiello su una materia così delicata meriti un approfondimento, a meno che non si voglia ridurre il Consiglio ad un passacarte.

L’onorevole Aiello ha evidenziato una criticità in termini generali ma non si capisce, né noi in un attimo abbiamo la possibilità di capire, se la proposta da lei presentata serva a superare queste criticità.

Se lei dice che da anni c’è questo problema evidentemente c’è anche una questione di merito nella legge.

Proporre una semplice proroga senza capire se questa potrà ottenere effetti e senza avere noi la possibilità nemmeno di apportare un contributo, mi pare un modo di procedere che crea delle difficoltà oggettive a chi vuole svolgere una funzione positiva in questo Consiglio.

PRESIDENTE

Prego, assessore.

Pietro AIELLO, assessore all’urbanistica

Onorevole Battaglia, le volevo precisare che noi avremmo dovuto ottemperare commissariando i comuni inadempienti.

Stiamo ovviando a questa pratica che ci sembra cruenta anche perché ci sono state le proroghe che il centro-sinistra ha provveduto a portare avanti e quindi ad approvare.

Però, la novità che stiamo cercando di porre in essere è quella di non agire in modo cruento con i comuni commissariandoli. Questa proroga serve ai comuni perché la Regione con i propri tecnici possa accompagnare le realtà locali in questi processi.

Si tratta di una proroga che dovrebbe dare beneficio alle amministrazioni locali, non è una azione cruenta.

Ecco perché abbiamo convenuto di dare 12 mesi di tempo affinché i comuni possano provvedere.

Non vedo l’aspetto trascendentale della questione, insomma.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

L’informazione che lei ci ha dato, signor assessore, serve a fare una valutazione, se vuole, ovvia.

Lei giustamente ha ricordato che c’erano precedenti proroghe Nessuno sta dicendo, non l’ho sentito dire dal consigliere Battaglia e non lo dico nemmeno io, che non sia vero.

Sottolineando questo, lei dice anche che le proroghe in sé non hanno risposto alla bisogna perché noi stiamo parlando della definizione e dell’approvazione dei piani strutturali, che non sono tanto una nuova forma, ma un nuovo strumento rispetto ai vecchi piani regolatori generali, legati più ad un’idea ed un profilo di sviluppo sostenibile di un’intera area urbana.

Quindi non c’è dubbio che quel che lei propone, e la Giunta ha approvato, sia necessario. Nella valutazione che poco fa il collega Battaglia faceva - cui si aggiunge, se vuole, la mia -, si sostiene cosa? E’ tanto importante questo strumento dei Piani che non può essere adottato in questo caso - dopo altre una, due o più proroghe - solo uno strumento prevalentemente di proroga.

Personalmente mi sento di avanzarle una controproposta.

Questa delibera è un disegno di legge, perché nel momento in cui si modifica il termine di presentazione dei Piani si modifica la legge. Si potrebbe pensare che abbia una corsia preferenziale - tra l’altro stamattina eleggiamo gli uffici di presidenza delle Commissioni - in maniera che le valutazioni che lei ha anticipato verbalmente e che sono contenute nel provvedimento della Giunta possano essere accompagnate, e se vuole arricchite, da valutazioni del Consiglio a sostegno.

Tanto che, proprio perché approviamo una modifica legislativa, il verso non dovrebbe essere quello di una posizione vessatoria o punitiva, meramente punitiva, nei confronti dei comuni. Non dovrebbe essere questo il livello, ma quello che lei esprime, la Giunta ed il Consiglio. in maniera che adeguiamo per quanto ne siamo in grado - col suo apporto e con l’apporto dei suoi uffici - la legge in maniera che non ci sia una proroga che non produca gli effetti desiderati.

Comprendiamo che c’è una difficoltà, non tanto e solo di tempi da quello che lei sta sostenendo, giustamente, a mio parere. Assessore Aiello, c’è il problema che siamo di fronte ad uno strumento che può darsi molti enti locali non siano in grado di fronteggiare adeguatamente.

D’altronde, fino a poco fa, al di là dei pianti, noi discutevamo dell’ipotesi di abolizione di alcune Province: due calabresi. Non abbiamo discusso della quantità dei tagli che nel periodo - insomma è tutta una fase lunga e non mi riferisco solo agli ultimi due anni, ovviamente – sono state operati nei confronti degli enti locali.

Siamo dentro un paradosso.

Da un lato si chiede ai Comuni di fare molto meglio di prima, di fare cose che prima non sapevano fare e contemporaneamente togliamo loro risorse. Forse un approfondimento senza perdere tempo, senza forse, è utile.

Quindi in questo senso, ad adiuvandum, il mio ragionamento non è contestativo della proposta che lei fa.

In questo senso, più che incardinarla all’ordine del giorno dico di assumerla, metterla in corsia preferenziale e prima che scada fare in modo che ci sia l’approvazione.

Questa è la proposta, onorevole Aiello.

Pietro AIELLO, assessore all’urbanistica

…il 18 scadono i termini.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, lei regola i lavori dell’Aula ed io mi rimetto alla sua volontà che dandomi la parola mi consente di esprimere una opinione.

Personalmente sono d’accordo con il Governo e con l’assessore Aiello. Lascio poi alla volontà dell’Aula di decidere se una volta inserito il provvedimento all’ordine del giorno si vuol fare un passaggio in Commissione, comunque prima che ci sia la scadenza dei termini.

Dal canto mio, sono terrorizzato dalla idea di commissariamenti dei comuni in materia urbanistica.

La storia di questa Regione ci regala esempi di mutamento di destinazione di uso fatti da alcuni commissari senza che l’autorità comunale ne sapesse alcunché.

C’è un dato di cui l’Aula deve essere consapevole. E’ vero che il Piano strutturale comunale è diverso dal vecchio piano regolatore, anche se a volte si cambiano i nomi la sostanza rimane quella. La differenza forse più evidente è nel meccanismo partecipativo che non sempre può dare risultati positivi, se il meccanismo partecipativo porta ad una nube anarcoide, per quanto riguarda le decisioni.

Sta di fatto che oggi ci sono anche delle normative per l’affidamento degli incarichi che andrebbero viste anche a livello nazionale. Perché nel momento in cui si fanno le gare per l’affidamento, molto spesso si apre un contenzioso e c’è una serie di comuni che ancora non ha potuto procedere alla redazione del Piano strutturale comunale anche per questi motivi.

Trattandosi di una semplice proroga, la reputo opportuna e necessaria, considerata la situazione dei nostri comuni.

Meglio se la proroga fosse accompagnata da disponibilità finanziarie in favore dei comuni stessi per tutto ciò che comporta la redazione di un piano regolatore.

Naturalmente, se poi l’Aula deciderà che dopo la discussione è utile un passaggio in Commissione, questo è un problema dell’Aula ma, per quanto mi riguarda, reputo il provvedimento proposto dall’assessore Aiello responsabile ed in un certo senso anche democratico perché il Governo avrebbe potuto procedere ai commissariamenti - che sarebbero veramente una cosa negativissima se il termine può essere usato - per quanto riguarda la programmazione del territorio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Presidente, con ragioni quasi identiche espresse da qualche mio collega, ritengo che la proroga sia sbagliata perché nonostante le difficoltà che investono molti comuni ci sono state diverse municipalità calabresi che hanno, comunque, redatto ed approvato il Piano strutturale comunale.

Sarebbe oltremodo penalizzante per questi comuni, mortificante ricevere un messaggio di questo tipo: premiare i comuni in ritardo, i comuni negligenti. Sarebbe un ritardo francamente inaccettabile soprattutto nel momento in cui, Presidente, vorrei dirlo all’assessore Aiello, il Governo nazionale si appresta ad approvare un condono e questa Regione si appresta ad approvare – almeno nelle intenzioni dell’assessore Gentile – un “piano casa” che inevitabilmente toccherà gli aspetti urbanistici ed edilizi dei singoli comuni calabresi.

Sarebbe opportuno che ogni comune si dotasse in tempi brevissimi di uno strumento urbanistico.

Una eventuale ed ulteriore proroga andrebbe in conflitto col percorso che viene delineato.

Ritengo che sia sbagliato proporre una proroga o, qualora una proroga fosse necessaria, sarebbe opportuno indicare e rimuovere le cause che hanno impedito ad alcuni comuni di approvare nei tempi previsti.

(Interruzione)

Bisogna chiedersi il perché il 70 per cento dei comuni non ha ottemperato ad una previsione di legge, altrimenti di proroga in proroga nessun comune mai rispetterà la legge nazionale e la legge regionale.

Noi per queste ragioni esprimiamo parere contrario ad eventuali proroghe.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Grazie, Presidente, molto brevemente. Credo che la proposta di una proroga, fatta dall’assessore Aiello e da tutta la Giunta, sia condivisibile perché, fra l’altro, come ricordava l’assessore il 70-75 per cento dei comuni non ha fatto in tempo ad adempiere a questa normativa. Chiaramente si dovrebbe procedere ad un commissariamento che rappresenterebbe un danno irreparabile per tutti questi comuni.

Mi rendo anche conto che, magari, essendo un argomento importante ci potrebbe volere anche qualche giorno in più, assessore Aiello, per poter esaminare meglio questa pratica.

Proporrei, visto che, mi pare, gran parte della maggioranza non è contraria ma, anzi, è favorevole affinché questa proroga avvenga, se si vuol dare una ulteriore occhiata per capire se c’è qualche miglioramento da fare, di inserirla all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio regionale.

Nel frattempo, però, costituendo oggi le Commissioni, se ci sarà il tempo da qui alla prossima seduta di Consiglio regionale per un passaggio in Commissione ben venga, perché da parte nostra siamo d’accordo.

In ogni caso inseriamola nella prossima seduta di Consiglio regionale altrimenti rischiamo di fare un danno irreparabile per i comuni.

PRESIDENTE

Quindi, inseriamo questo punto all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio regionale.

(Interruzione)

La mettiamo al primo punto dell’ordine del giorno della prossima seduta. Pertanto ci sarà il tempo necessario per poterla istruire.

Accogliamo questa proposta che pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghi consiglieri devo sottoporre stamattina all’Aula una problematica che interessa circa 20 ricercatori dell’Ispesl che a seguito della emanazione del decreto-legge numero 78 del 31 maggio 2010 rischiano il posto di lavoro.

Per i dipendenti con contratto di Co.co.co. di questo istituto che dovrebbe passare – dopo la sua soppressione – all’Inail, non è previsto, all’interno del decreto, l’ assorbimento all’interno del nuovo ente.

PRESIDENTE

Il consigliere Magno chiede l’inserimento di una mozione sui lavoratori Ispesl che pongo in votazione.

(Il Consiglio approva)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 14/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della prima Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al primo punto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 14/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della prima Commissione consiliare permanente”.

Possiamo procedere alla predisposizione del seggio elettorale. Chiamo a svolgere le funzioni di scrutatore gli onorevoli Gallo e Aiello Ferdinando.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Caputo 26, Talarico 18, Loiero 1.

Pertanto proclamo eletto a Presidente della prima Commissione consiliare permanente - Affari, istituzionali e affari generali - l’onorevole Giuseppe Caputo, ed a Vicepresidente l’onorevole Domenico Talarico.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 15/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della prima Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al secondo punto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 15/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della prima Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico il risultato della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti Grillo 26; Loiero 2; Guccione 1; schede bianche 15; schede nulle 1.

Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della prima Commissione consiliare permanente – Affari, istituzionali e affari generali - l’onorevole Grillo.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 16/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della seconda Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Il terzo punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 16/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della seconda Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Morelli 26; Mirabelli 18; Loiero1.

Pertanto proclamo eletto a Presidente della seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio programmazione economica e attività produttive - l’onorevole Morelli ed a Vicepresidente l’onorevole Mirabelli.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 17/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della seconda Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Il quarto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 17/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della seconda Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Tripodi 24; Loiero 2; schede bianche 19.

Proclamo eletto, pertanto, a Consigliere Segretario della seconda Commissione consiliare permanente – Bilancio programmazione economica e attività produttive - l’onorevole Tripodi.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 18/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della terza Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Il quinto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 18/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della terza Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Salerno 25; Aiello Ferdinando 19; schede bianche 1.

Pertanto proclamo eletto a Presidente della terza Commissione consiliare permanente – Attività sociali, sanitarie, culturali e formative - l’onorevole Salerno ed a Vicepresidente l’onorevole Aiello Ferdinando.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 19/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della terza Commissione Consiliare permanente”

PRESIDENTE

Il sesto punto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 19/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della terza Commissione Consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Parente 26; Bova 3; Loiero 2; schede bianche 13; schede nulle 1.

Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della terza Commissione consiliare permanente – Attività sociali, sanitarie, culturali e formative - l’onorevole Parente.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 20/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della quarta Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al punto sette all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 20/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della quarta Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 45. Hanno riportato voti: Dattolo 23, Scalzo 20, Censore 1, schede bianche 1.

Pertanto proclamo eletto a Presidente della quarta Commissione consiliare permanente – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’ambiente - l’onorevole Dattolo ed a Vicepresidente l’onorevole Scalzo.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 21/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quarta Commissione Consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al punto otto all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 21/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quarta Commissione Consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Orsomarso 24, Loiero 1, schede bianche 18, schede nulle 1.

Pertanto, proclamo eletto a Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’ambiente - l’onorevole Orsomarso.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 22/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della quinta Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al punto nove all’ordine del giorno che così recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 22/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della quinta Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Magno 25, Bruni 16, Guccione 1, schede bianche 2.

Proclamo, pertanto, eletto a Presidente della quinta Commissione consiliare permanente – Riforme e decentramento - l’onorevole Magno ed a Vicepresidente l’onorevole Bruni.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 23/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quinta Commissione Consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al punto dieci all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 23/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della quinta Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 44. Hanno riportato voti: Rappoccio 26, Adamo 3, Bova 2, schede bianche 13.

Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della quinta Commissione consiliare permanente – Riforme e decentramento - l’onorevole Rappoccio.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 24/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della sesta Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Si passa al punto undici all’ordine del giorno che così recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 24/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della sesta Commissione consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Zappalà 25, Maiolo 18.

Pertanto, proclamo eletto a Presidente della sesta Commissione consiliare permanente – Affari della Unione europea e relazioni con l’estero - l’onorevole Zappalà ed a Vicepresidente l’onorevole Maiolo.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 25/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della sesta Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Il punto dodici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 25/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della sesta Commissione Consiliare permanente”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 42. Hanno riportato voti: Imbalzano 24; Bova 2; Guccione 2; Sulla 1; schede bianche 11, schede nulle 1.

Pertanto proclamo eletto a Consigliere Segretario della sesta Commissione consiliare permanente – Affari dell’unione europea e relazioni con l’estero - l’onorevole Imbalzano.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 26/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”

PRESIDENTE

Si passa al punto tredici all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 26/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Magarò 25; Censore 18.

Proclamo, pertanto, eletto a Presidente della Commissione contro il fenomeno della mafia l’onorevole Magarò ed a Vicepresidente l’onorevole Censore.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 27/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”

PRESIDENTE

Si passa al punto quattordici all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 27/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia in Calabria”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti Pacenza 25; Franchino 2; Bova 3; Battaglia 1; Guccione 1; Bruni 1; schede bianche 8, schede nulle 2.

Proclamo, pertanto, eletto a Consigliere Segretario della Commissione contro il fenomeno della mafia l’onorevole Pacenza.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 28/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”

PRESIDENTE

Il punto quindici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 28/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Serra 25; Battaglia 17 e schede bianche 1.

Proclamo pertanto eletto a Presidente della Commissione speciale di vigilanza l’onorevole Serra ed a Vicepresidente l’onorevole Battaglia.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 29/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza”

PRESIDENTE

Il punto sedici all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 29/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Bilardi 23, Principe 1, Pacenza 1, Maiolo 1, Bova 1, Adamo 1, Franchino 1; schede bianche 12; schede nulle 2.

Proclamo, pertanto, eletto a Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza il consigliere Bilardi.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 30/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”

PRESIDENTE

Il punto diciassette all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 30/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione del Presidente del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Pacenza 25, Adamo 7, Franchino1; schede bianche 10.

Proclamo, pertanto, eletto a Presidente del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi il consigliere Pacenza.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 31/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione di quattro componenti del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”

PRESIDENTE

Il punto diciotto all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 31/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione di quattro componenti del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi (art. 36 Regolamento interno)”.

Ricordo ai consiglieri che il voto si esprime per due componenti, quindi è un voto limitato a due componenti.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Bilardi 19, Tripodi 19, Battaglia 18, Franchino 18, Gallo 4, Imbalzano 4.

Proclamo, pertanto, eletti a componenti del Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi i consiglieri Bilardi, Tripodi, Battaglia e Franchino.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 32/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”

PRESIDENTE

Il punto diciannove all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 32/9^ d'Ufficio, recante – “Elezione del Presidente del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 42. Hanno riportato voti: Gallo 25, Ciconte 7, De Masi 1; schede bianche 9.

Proclamo, pertanto eletto a Presidente del Comitato regionale di controllo contabile il consigliere Gallo.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 33/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione di due componenti del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”

PRESIDENTE

Il punto venti all’ordine del giorno recita: “Proposta di provvedimento amministrativo n. 33/9^ d'Ufficio, recante: “Elezione di due componenti del Comitato regionale di controllo contabile (art. 124 Regolamento interno)”.

Ricordo ai colleghi consiglieri che il voto è limitato ad uno, quindi due componenti del Comitato.

Si distribuiscano le schede.

(Si distribuiscono le schede. Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

Francesco SULLA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 43. Hanno riportato voti: Imbalzano 25, De Masi 17; schede nulle, 1.

Proclamo, pertanto, eletti quali componenti del Comitato regionale di controllo contabile i consiglieri Imbalzano e De Masi.

(Applausi)

Esame abbinato: Ordine del giorno protocollo numero 1522 del 8.06.2010 di iniziativa del consigliere Censore “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Vibo Valentia e Crotone” e Ordine del giorno protocollo numero 1531 del 8.06.2010 di iniziativa dei consiglieri Dattolo, Gallo, Sulla, Pacenza, De Masi, Pugliano, Salerno ed altri “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Crotone e Vibo Valentia”

PRESIDENTE

L’ordine del giorno reca:”Esame abbinato: Ordine del giorno protocollo numero 1522 del 8.06.2010 di iniziativa del consigliere Censore “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Vibo Valentia e Crotone” e Ordine del giorno protocollo numero 1531 del 8.06.2010 di iniziativa dei consiglieri Dattolo, Gallo, Sulla, Pacenza, De Masi, Pugliano, Salerno ed altri “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Crotone e Vibo Valentia”

Do lettura dell’ordine del giorno a firma del consigliere Censore:

“Vista la presentazione e la messa in discussione nella prima Commissione della Camera dei Deputati dell'emendamento relativo alla soppressione delle Province italiane con una popolazione inferiore a 220.000 unità;

visto che tra le nove province italiane a rischio soppressione risultano esserci la provincia di Vibo Valentia e la provincia di Crotone;

visto l'importante ruolo svolto fino ad oggi dalle due Province calabresi nella promozione e nello sviluppo socio- economico dei propri territori;

considerato che i termini della proposta dell'emendamento risultano essere privi di costituzionalità e lesivi delle garanzie della popolazione calabrese;

considerato che i territori delle due Province calabresi poste in discussione risultano avere caratteristiche orografiche difficili con importanti estensioni lungo impervie dorsali montane;

considerato che l'istituzione delle province di Vibo Valentia e di Crotone trovano fondamento nella necessità di porre in relazione le popolazioni della periferia della regione con le istituzioni centrali,

si propone l'inserimento all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale del punto concernente la discussione dell'emendamento di soppressione delle province di Vibo Valentia e di Crotone e l'elaborazione di un documento a difesa dei diritti della popolazione Vibonese e Crotonese”.

Do lettura dell’ordine del giorno a firma dei consiglieri Dattolo, Gallo, Sulla, Pacenza, De Masi, Pugliano, Salerno ed altri:

“In riferimento all’ipotesi di soppressione delle province con popolazione inferiore ai 200.000 abitanti attualmente in discussione alla Commissione affari costituzionali, riconducibile ai così detti tagli ai costi della politica, per i quali tra l'altro il Consiglio regionale della Calabria si è già autonomamente determinato con una sensibile decurtazione;

visto che il provvedimento in esame penalizzerebbe in modo particolare la nostra regione con la soppressione delle province di Crotone e di Vibo Valentia;

visto che il provvedimento in esame tra l'altro produrrebbe effetti economici irrisori tenuto conto del fatto che il taglio interesserebbe soltanto sette province;

visto che il provvedimento in oggetto non andrebbe verso quell'auspicata riforma del codice delle autonomie di cui il nostro Paese avrebbe bisogno;

visto che gli effetti di questo provvedimento comporterebbe la soppressione delle prefetture dei comandi provinciali delle forze dell'ordine, delle questure e di tutte gli uffici periferici

il Consiglio regionale

esprime le proprie preoccupazioni per l’eventuale approvazione di tale provvedimento per gli effetti che tale decisione provocherebbe;

chiede agli organi competenti di rivedere la propria posizione per non isolare ulteriormente ampie zone della nostra Regione che con fatica e sacrificio oggi sono punto di riferimento istituzionale irrinunciabile”.

Pongo in votazione, pertanto, i due ordini del giorno con la richiesta di coordinamento formale, da inviare poi al Parlamento.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Mozione numero 3 del 8.06.2010, di iniziativa del consigliere Magno “In ordine al mantenimento dell’attuale livello occupazionale del Centro di ricerca di Lamezia Terme (Area ex Sir)

PRESIDENTE

Si passa adesso al successivo punto all’ordine del giorno che recita “Mozione numero 3 del 8.06.2010, di iniziativa del consigliere Magno “In ordine al mantenimento dell’attuale livello occupazionale del Centro di ricerca di Lamezia Terme (Area ex Sir)” di cui do lettura:

“Il Consiglio regionale

premesso che

con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del lavoro) e la Regione Calabria hanno stilato un protocollo d'intesa per l'istituzione di un centro studi, ricerca e formazione in materia di prevenzione infortuni e sicurezza del lavoro;

il Centro, sorto nell'“Area ex Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle strutture del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del settore pubblico e privato (Pmp, agricoltura, edilizia) e, in occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre del 2009, a seguito dei brillanti risultati raggiunti e all'incremento delle commesse pubbliche e private), è stato definito come “la più grande e moderna struttura per la prevenzione e la sicurezza del Mezzogiorno”;

alla validità dei risultati riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co e dei contratti a progetto;

il recente D.L. n. 78 del 31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl, inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte dell'Inail;

considerato

l'alto valore attribuito dalle istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;

il concreto rischio che si vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;

impegna il Presidente della Giunta regionale

ad attivarsi presso le Istituzione Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, con questa mozione credo che si affronti il problema di venti ricercatori così come veniva detto allorquando è stata presentata la mozione stessa.

Mi sembra un modo relativo di affrontare la vicenda. Se noi vogliamo invitare il Governo a rivedere la possibilità di non mandare a casa venti ricercatori e non vogliamo affrontare quello che è il tema all’ordine del giorno, cioè una manovra che colpisce e penalizza il meridione e nel modo specifico penalizza alcuni centri di ricerca, mi pare che approviamo una mozione inutile, perché i venti ricercatori vengono licenziati allorquando viene prevista la possibilità, anche viene imposto, dell’accorpamento dell’Ispesl all’interno dell’Inail che è un ente che certamente non ha tra i suoi compiti di istituto quello della ricerca.

Se vogliamo, allora, fare una mozione tanto per dire che ci siamo interessati a venti possibili ricercatori che andranno a casa la possiamo anche fare.

Credo che faremmo un servizio alla Calabria se questa mozione la rinviassimo alla prossima seduta per affrontare complessivamente quale sarà la ricaduta in termini occupazionali e di coesione sociale di questa manovra, se si vuole esprimere una posizione vera, una posizione politica nell’interesse della Calabria e dei calabresi rispetto ad una manovra che, comunque, contiene anche alcuni elementi positivi.

Se invece noi continuiamo ad intervenire su momenti particolari che magari conosciamo come rappresentanza di interessi legittimi, non credo che faremo il bene della Calabria.

Quindi, da questo punto di vista chiederei il rinvio di questa mozione alla prossima seduta di Consiglio regionale per affrontare complessivamente questo problema così come altri che ci sono e ci saranno e verranno fuori nelle prossime settimane rispetto ad una manovra che è durissima e che penalizza in maniera particolare gli enti locali. Penalizzerà la Regione e tutta una serie di istituti non solo in termini occupazionali ma di sviluppo ed in termini sociali.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Mi trovo d’accordo sul contenuto dell’intervento fatto poc’anzi perché il problema occupazionale non riguarda soltanto pochi lavoratori, ma certamente una condizione sociale della nostra regione.

La presentazione della mozione, stamattina, è stata necessitata dal fatto che il decreto legge andrà in conversione fra qualche settimana. Di conseguenza abbiamo già interessato personalmente ho già interessato – la deputazione calabrese affinché presenti un emendamento che consenta a questi lavoratori di poter rientrare in quella che sarà la sorte dell’Ispesl, quindi l’accorpamento dell’Ispesl nell’Inail.

Era una cosa impellente, urgente, necessaria da dover fare.

Se il collega consigliere mi consente di poter far approvare a questo consesso la mozione gliene sarei grato, senza nulla togliere al fatto che, comunque, c’è la necessità di andare verso un dibattito in quella direzione.

Sono d’accordo che ci sia questa necessità. Chiedo soltanto che, quindi, venga ritirata la parte relativa al rinvio dell’approvazione della mozione se è possibile.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Se c’è una necessità specifica di accelerare un processo, un telegramma ecc., non è questo il punto. Ritengo, però, che ci dovrebbe essere l’impegno da parte di tutti i gruppi nella prossima seduta di Consiglio regionale – perché non possiamo solo discutere perennemente di questioni amministrative – di affrontare e di mettere all’ordine del giorno una discussione politica per la Calabria, perché di questi casi vedrete che nei prossimi giorni ce ne saranno tanti altri che riguarderanno enti diversi.

Da questo punto di vista se c’è la necessità che mi rappresenta, collega Magno, a me va bene. Mi interessava segnalare un problema politico che nelle prossime settimane colpirà tutta la Calabria ed il meridione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la mozione presentata dall’onorevole Magno.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Convocazione della prossima seduta

PRESIDENTE

L’ordine del giorno è concluso, la seduta sarà convocata a domicilio.

La seduta termina alle 16,12

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo i consiglieri Caridi, Orsomarso, Loiero, Trematerra, Stillitani.

(Sono concessi)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri:

Morelli, Nucera – “Tutela e valorizzazione delle persone anziane. Interventi a favore di anziani non autosufficienti” (P.L. n. 28/9^)

E’ assegnata alla terza Commissione consiliare - Attività sociali, sanitarie, culturali e formative – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica e attività produttive – per il parere.

(Così resta stabilito)

Morelli – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 26 maggio 2010, n. 7” (P.L. n. 29/9^)

E’ assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari, istituzionali e affari generali.

(Così resta stabilito)

Nucera – “Misure a sostegno e valorizzazione dei piccoli comuni calabresi” (P.L. n. 30/9^)

E’ assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari, istituzionali e affari generali – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica e attività produttive – per il parere.

(Così resta stabilito)

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo d’Ufficio:

“Elezione di tre consiglieri regionali per la Commissione regionale tripartita di cui uno in rappresentanza della minoranza (art. 6, comma 6, lett. e) legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5)” (P.P.A. n. 34/9^)

“Designazione di tre consiglieri regionali per il Comitato di coordinamento istituzionale di cui uno in rappresentanza della minoranza (art. 7, comma 3, lett. e) legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5)” (P.P.A. n. 35/9^)

“Elezione di tre consiglieri regionali dei quali uno in rappresentanza della minoranza per la costituzione della Consulta regionale della cooperazione (art. 3, legge regionale 6 dicembre 1979, n. 13)” (P.P.A. n. 36/9^)

“Designazione di otto rappresentanti istituzionali donne indicati dal Consiglio regionale, nel numero di cinque per la maggioranza e tre per la minoranza (legge regionale 26 marzo 2001, n. 7, art. 8 ter, comma 2, lettera d)” (P.P.A. n. 37/9^)

Promulgazione di leggi regionali

In data 28 maggio 2010, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate sul Bur, supplemento straordinario n. 5 del 28 maggio 2010:

legge regionale 28 maggio 2010, n. 12, recante: “Disciplina transitoria ed urgente in materia di incompatibilità statutaria”;

legge regionale 28 maggio 2010, n. 13, recante: “Differimento dell’entrata in vigore della legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009, e s.m.i., recante: “Procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica”.

Interrogazioni a risposta scritta

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale e agli assessori all’ambiente e alle attività produttive. Per sapere – premesso che:

in data 29.04.2010 la Società Enel Produzione ha trasmesso al comune di Rossano integrazioni documentali per la trasformazione a carbone della centrale termoelettrica di Rossano;

il relativo progetto preliminare era stato presentato al Ministero delle attività produttive, dell'ambiente e dei beni culturali il 28 aprile 2005;

le interpretazioni progettuali definiscono “centrale policombustibile” l'utilizzo di biomasse, solare e gas solo per il 5% contro il 95% a carbone;

il Consiglio regionale della Calabria, con deliberazione 315 del febbraio 2005 ha approvato il Per (Piano Energetico Regionale), che vieta su tutto il territorio regionale l'utilizzo del carbone per la produzione elettrica;

il Ptcp (Piano Territoriale di coordinamento provinciale) di Cosenza, in linea con il Per vieta l'utilizzo del carbone;

i Consigli comunali di Rossano e Corigliano all'unanimità, sin dal 2005, hanno espresso la loro contrarietà alla riconversione della centrale a carbone;

i comuni, le comunità montane, gran parte delle forze culturali, sociali e produttive hanno ripetutamente manifestato la netta contrarietà alla riconversione a carbone;

la riattivazione delle procedure da parte dell'Enel ha provocato una fortissima tensione nell'intera Sibaritide -:

quali iniziative intendano assumere.

(4; 24.05.2010)

Morelli. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

i dipendenti ex Cons.Agr (Consorzi agrari), signori Gualtieri Ferdinando, Mangione Salvatore, Muraca Carmine, Scarpelli Edoardo, Lamirata Santa, Stellata Aldo, Cipparone Pasquale, Fago Pasquale, Guzzetti Antonio, Rizzuto Santo, sono transitati nei ruoli dell’amministrazione regionale a seguito della liquidazione dei Consorzi agrari, così come per legge;

dal 1° ottobre 2004 al 1° maggio 2008, il loro rapporto di lavoro è stato regolato da contratto di lavoro a tempo determinato rinnovato di anno in anno ma senza interruzione alcuna;

dal 1° maggio 2008 il personale de quo è stato definitivamente inquadrato nei ruoli dell’amministrazione regionale;

al pari degli altri dipendenti dell’amministrazione regionale, ai signori Gualtieri Ferdinando, Mangione Salvatore, Muraca Carmine, Scarpelli Edoardo, Lamirata Santa, Stellata Aldo, Cipparone Pasquale, Fago Pasquale, Guzzetti Antonio, Rizzuto Santo non è stata riconosciuta a tutt’oggi la progressione economica orizzontale -:

se i dipendenti in oggetto nominati hanno maturato il diritto o meno al riconoscimento della progressione economica orizzontale;

se l’azione conoscitiva che deve essere svolta con cortese e rapida urgenza è tesa da un lato ad accertare la possibilità o meno di un diritto maturato dai dipendenti ex Cons.Agr e dall’altro per salvaguardare e prevenire la Regione Calabria da un eventuale maggiore possibile danno erariale causato da ricorsi in giudizio con esito avverso all’Ente da parte dei dipendenti stessi.

(6; 27.05.2010)

Chiappetta. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

la base del sistema trasfusionale nazionale è rappresentato, oggi, dall'Avis, organizzazione non lucrativa costituita da oltre un milione di volontari che donano periodicamente, anonimamente e gratuitamente il proprio sangue. Trattasi di ente privato con finalità pubblica di grande utilità sociale che concorre ai fini perseguiti dal S.S.N. in favore della collettività;

l'organizzazione de qua ha una grande capillarità sul territorio essendo articolata e dislocata in oltre 3000 tra sedi comunali, provinciali e regionali;

ogni sede, pertanto, è genericamente deputata alla raccolta del sangue da devolvere alle esigenze dello specifico territorio;

in quanto organizzazione senza fini di lucro, ed in quanto cooperante con il S.S.N. per il raggiungimento del fine pubblico, per il suo funzionamento si avvale dei finanziamenti del Servizio sanitario stesso;

ampio risalto ha recentissimamente dato la stampa locale calabrese all'allarme lanciato, sul punto, dal Presidente dell'Avis di Cosenza il quale avrebbe annunciato il venir meno della garanzia di raccolta di sangue nella Provincia per mancanza di risorse finanziarie sufficienti;

invero, sembrerebbe che da oltre 2 anni l’Asp e l’Azienda ospedaliera di Cosenza non abbiano più erogato alla sede alcun rimborso, con insorgenza di un credito per la sede stessa di oltre trecentomila euro e ciò, nonostante le plurime richieste ed istanze avanzate all'uopo, formalmente ed informalmente, ai dirigenti delle due strutture sanitarie;

la mancanza di fondi rende oggettivamente difficoltosa se non inattuabile l'attività dell'associazione che vive una situazione di estrema precarietà sia nello svolgimento della sua attività essenziale, sia nella gestione ordinaria della sede stessa;

la Regione Calabria ha oggi raggiunto l’autosufficienza nella raccolta del sangue;

la mancanza di risorse finanziarie, pur dovute, non assicurerà ulteriormente il pieno funzionamento del servizio di raccolta con conseguente necessità di richiesta del sangue alle altre regioni;

a parte l’interruzione di un servizio così necessario, la richiesta ad altre sedi regionali comporterà, peraltro, per il S.S.R., un costo ulteriore che andrà ad aggiungersi al debito accumulato con la sede provinciale ivi contemplata -:

se e come, acclarata la veridicità di quanto premesso, si intenda intervenire per la risoluzione della accennata ed improcrastinabile questione;

se si intenda agire per garantire la non interruzione della raccolta del sangue assolutamente necessaria per la collettività che si trova in stato di bisogno; quindi, per garantire il mantenimento della raggiunta autosufficienza della Regione Calabria nella raccolta stessa;

se, infine, si intenda intervenire per non gravare il debito sanitario già esistente di ulteriori voci, dovute e causate dall’assai opinabile gestione del Settore sanitario, siccome sino ad oggi perpetrata, anche sotto tale aspetto, dei vertici del sistema.

(7; 01.06.2010)

Interrogazione a risposta orale

Grillo. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

sul Burc parte III del 7 maggio p.m. è stato pubblicato il decreto 5538 della Stazione unica appaltante del 14 aprile 2010 avente ad oggetto “Indizione gara d'appalto per l'affidamento del Servizio di assistenza tecnica all'autorità di gestione del Por Calabria Fesr 2007-2013 per le attività di controllo di primo livello delle operazioni finanziate dal Programma e all'autorità di certificazione ed approvazione atti”;

la suddetta gara d'appalto, per come si legge nel decreto, verrà aggiudicata con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa;

l'importo presunto dell'appalto è di € 2.800.000,00, una cifra senz'altro rilevantissima per una gara implicante attività prevalentemente intellettuale, almeno per come si evince dal documento di cui alle pagg. 22 e ss., dell'allegato alla deliberazione di Giunta regionale n. 824 del 14.12.2009 (Burc parte I dell'1 febbraio 2010);

la Regione Calabria ha deciso di appaltare il suddetto servizio di controllo di I livello sebbene l'art. 2 del regolamento (CE) 1083/2006 stabilisca che l'organismo intermedio "è un soggetto pubblico o privato a cui l'Autorità di gestione potrà affidare l'esecuzione di parte o dell'insieme delle attività di controllo di primo livello";

tra i requisiti richiesti dal bando ai soggetti partecipanti vi è quello dell'aver conseguito nell'ultimo triennio un fatturato globale di almeno 3,500.000,00 euro. Tuttavia, il bando prevede l'istituto dell'avvalimento, ad avviso dello scrivente più confacente ad una gara d'appalto di lavoro che ad affidamenti di questo genere;

nel bando appare mancare completamente il requisito essenziale del termine per la ricezione delle offerte. Infatti, sia nell'allegato a pag. 5574 del Burc sia all'allegato a pag. 5595, 5596 e 5601 del Burc, il termine perentorio è fissato alla data del "00.00.2010" -:

se non sia il caso, nonostante le immaginabili esigenze di celerità nell'attuare il Por Calabria 2007-2013, di ritirare il suddetto bando e farlo immediatamente ripubblicare conferendogli tempi certi per presentare le offerte. Ciò ricordando che la mancata indicazione del termine potrebbe causare contenzioso giudiziario, data la rilevanza della cifra alla base dell'appalto;

se non sia il caso, una volta ripubblicato il suddetto bando, di ripensare ad alcuni suoi contenuti, in particolare quelli relativi al totale affidamento esterno dei controlli di primo livello e al sistema dell'avvalimento.

(5; 26.05.2010)

Mozione

“Il Consiglio regionale

premesso che

con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del lavoro) e la Regione Calabria hanno stilato un protocollo d'intesa per l'istituzione di un centro studi, ricerca e formazione in materia di prevenzione infortuni e sicurezza del lavoro;

il Centro, sorto nell'“Area ex Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle strutture del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del settore pubblico e privato (Pmp, agricoltura, edilizia) e, in occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre del 2009, a seguito dei brillanti risultati raggiunti e all'incremento delle commesse pubbliche e private), è stato definito come “la più grande e moderna struttura per la prevenzione e la sicurezza del Mezzogiorno”;

alla validità dei risultati riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co e dei contratti a progetto;

il recente D.L. n. 78 del 31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl, inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte dell'Inail;

considerato

l'alto valore attribuito dalle istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;

il concreto rischio che si vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;

impegna il Presidente della Giunta regionale

ad attivarsi presso le Istituzione Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.

(3.08.06.2010) Magno

Ordine del giorno numero 1 dell’8 giugno 2010 a firma dei consiglieri Censore, Dattolo, Bruni, De Masi, Gallo, Gríllo, Pacenza, Pugliano, Salerno, Sulla “In ordine alla paventata soppressione delle Province di Crotone e Vibo Valentia”

“Il Consiglio regionale della Calabria

accertato che è in discussione nella prima Commissione della Camera dei Deputati l'emendamento relativo alla soppressione delle Province italiane con una popolazione inferiore a 220.000 unità;

visto che tra le nove Province italiane a rischio soppressione risultano esserci le Province di Vibo Valentia e Crotone;

visto l'importante ruolo svolto fino ad oggi dalle due Province calabresi nella promozione e nello sviluppo socio-economico dei propri territori;

considerato che i territori delle due Province calabresi poste in discussione risultano avere caratteristiche orografiche difficili con importanti estensioni lungo impervie dorsali montane;

visto che il provvedimento in esame penalizzerebbe in modo particolare la nostra regione e che, tra l'altro, produrrebbe effetti economici irrisori tenuto conto del fatto che il taglio interesserebbe soltanto sette province;

visto che il provvedimento in oggetto non andrebbe verso quell'auspicata riforma del codice delle autonomine di cui il nostro paese avrebbe bisogno;

impegna

la Giunta regionale ed il suo Presidente, a intraprendere presso il Governo nazionale tutte le iniziative tese a far respingere l'emendamento relativo alla soppressione delle Province di Vibo Valentia e Crotone”.

Mozione numero 3 del 8.06.2010, di iniziativa del consigliere Magno “In ordine al mantenimento dell’attuale livello occupazionale del Centro di ricerca di Lamezia Terme (Area ex Sir)”

“Il Consiglio regionale

premesso che

con nota n. 4913 del 27.4.1998 l'Ispesl (Istituto superiore per prevenzione e sicurezza del lavoro) e la Regione Calabria hanno stilato un protocollo d'intesa per l'istituzione di un centro studi, ricerca e formazione in materia di prevenzione infortuni e sicurezza del lavoro;

il Centro, sorto nell'“Area ex Sir” di Lamezia Terme, avvalendosi di laboratori specialistici e dell'opera di giovani ricercatori calabresi, ha prestato la propria consulenza sia alle strutture del servizio sanitario nazionale che a numerosi altri enti del settore pubblico e privato (Pmp, agricoltura, edilizia) e, in occasione del suo ampliamento (resosi necessario nel novembre del 2009, a seguito dei brillanti risultati raggiunti e all'incremento delle commesse pubbliche e private), è stato definito come “la più grande e moderna struttura per la prevenzione e la sicurezza del Mezzogiorno”;

alla validità dei risultati riconosciuti dalla Comunità Scientifica, non ha fatto seguito, tuttavia, una gestione altrettanto positiva delle risorse occupazionali dell'ente. La totalità dei ricercatori orbitanti nella struttura, infatti, non ha mai ottenuto una stabilizzazione definitiva, venendo mortificata da continue proroghe ottenute attraverso gli strumenti dei Co.co.co e dei contratti a progetto;

il recente D.L. n. 78 del 31.05.2010 che prevede la cancellazione dell'Ispesl, inoltre, comporterà la conseguente perdita del posto di lavoro da parte delle unità finora non stabilizzate le quali, a differenza di quelle assunte a tempo indeterminato, non potranno usufruire del previsto “assorbimento” da parte dell'Inail;

considerato

l'alto valore attribuito dalle istituzione europee ed italiane alla prevenzione ed alla sicurezza sul lavoro;

il concreto rischio che si vanifichino le importanti iniziative di ricerca finora condotte;

impegna il Presidente della Giunta regionale

ad attivarsi presso le Istituzione Parlamentari e Governative per assicurare, in sede di correttivi e conversione del su citato D.L, il mantenimento dell'attuale livello occupazionale del Centro di Lamezia Terme e così scongiurare il pericolo di dispersione dello stato di ricerca finora conseguito”.