
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 12
SEDUTA DI
martedì 7 luglio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio
lavori h. 12,38
Fine
lavori h. 14,22
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
La seduta inizia alle 12,38
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Passiamo al primo punto, la proposta di provvedimento amministrativo numero 66/13^ d'ufficio, recante: “Effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge numero 57/13^ di iniziativa del consigliere V. Pitaro, recante: ‘Modifica dei confini territoriali tra i Comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella Provincia di Vibo Valentia’”. Cedo la parola al consigliere Pitaro per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pitaro.
Grazie, Presidente. Colleghi, con questa proposta andiamo verso le battute finali per definire una vicenda annosa, atavica, che riguarda due Comuni della provincia di Vibo: il Comune di Zaccanopoli e il Comune di Zambrone. In particolare, una parte dei cittadini che abitano nel comune di Zaccanopoli di fatto vive nel comune di Zambrone, tant'è che questi cittadini usufruiscono dei servizi del Comune in cui non sono residenti, dalla raccolta differenziata al servizio scuolabus, ad altre attività, pure il servizio idrico fognante.
Andiamo verso le battute finali, perché questa in realtà è una proposta per l’indizione del referendum consultivo che metterà i cittadini del Comune di Zaccanopoli, in particolar modo i cittadini di questa parte del Comune, nella condizione di poter scegliere se continuare a risiedere nel comune di Zaccanopoli oppure passare al comune di Zambrone. In Commissione abbiamo audito i sindaci - ci sono stati pareri favorevoli - quindi, oggi approviamo semplicemente la proposta di effettuare il referendum consultivo. Una volta definito il referendum consultivo, a seconda del risultato, andremo successivamente ad esaminare nuovamente questa proposta in Commissione per poi portarla in modo definitivo all’esame del Consiglio. Anticipatamente, annuncio che il mio voto è favorevole.
Grazie, consigliere Pitaro. Non ci sono richieste di intervento. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso con richiesta autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto 2, la proposta di legge numero 43/13^ di iniziativa dei consiglieri F. Laghi, S. Ferrari, recante: “Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS)”. Cedo la parola al consigliere Laghi per illustrare il provvedimento.
Prego, consigliere Laghi.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La presente proposta di legge ha un titolo ostico, quasi ostile, riguardo l'immediata comprensione dell'argomento trattato: il PFAS. In realtà parla di come conserviamo e cuciniamo i nostri cibi, quali indumenti utilizziamo, quali rischi di salute corriamo tinteggiando la casa e tante altre cose con le quali ci cimentiamo nella nostra quotidianità.
Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, infatti, comunemente conosciute come PFAS, sono composti chimici di sintesi. Non esistono cioè in natura, ma sono state create in laboratorio e si sono diffuse a livello planetario perché funzionano benissimo. Purtroppo, solo in un tempo molto successivo - troppo successivo - si è scoperto che nuocciono gravemente alla salute. I PFAS vengono ampiamente utilizzati per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antiaderenti, presenti in oggetti di uso quotidiano come padelle, padelle antiaderenti, tessuti tecnici come gli impermeabili, imballaggi alimentari e schiume antincendio. Queste sostanze sono estremamente persistenti in quanto non si degradano in natura e si accumulano nel corpo umano e negli ecosistemi, motivo per cui sono noti anche come inquinanti eterni. Tra le diverse PFAS, in particolare il PFOA, l'acido perfluoroottanoico, è stato classificato come cancerogeno certo per l'uomo, Gruppo 1, dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la IARC di Lione, mentre il PFOS è considerato un possibile cancerogeno Gruppo 2B della IARC. L'esposizione cronica a queste sostanze è stata associata a un aumento del rischio di tumori del rene e dei testicoli, oltre che a disfunzioni ormonali, immunitarie, epatiche e riproduttive.
Le PFAS, inoltre, sono trasmissibili dalla madre al feto, con possibili effetti teratogeni sullo sviluppo dello stesso.
La Regione Calabria ha registrato ritardi rispetto ad altre Regioni italiane nel monitoraggio della contaminazione da PFAS, ma nel corso del 2023 si è dotata della strumentazione analitica necessaria e ha messo a punto il metodo di determinazione delle PFAS nelle acque destinate al consumo umano, per poter ottemperare a quanto previsto dal decreto-legge 18 del 2023. Nel 2024 è stato avviato il monitoraggio delle PFAS nelle acque superficiali, pur non risultando ancora disponibili dati di pubblico accesso. Nonostante ciò, negli ultimi anni in Calabria sono stati condotti studi e campionamenti ambientali che confermano la presenza delle PFAS nei pesci e nelle acque potabili. I dati più recenti ad oggi disponibili sono principalmente quelli riportati anche in due report dell'organizzazione Greenpeace: “Pescato al sapore di PFAS” del 2024 e “Acque senza veleni” del 2025. Secondo l'analisi dei dati, per ciò che concerne le acque potabili, l'indagine ha incluso 13 campionamenti in altrettanti comuni calabresi, tra cui il capoluogo Reggio Calabria e altre città come Lamezia Terme, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo e Corigliano Rossano. In 12 casi su 13 è stata riscontrata la presenza di almeno una molecola di PFAS, rendendo la Calabria una delle regioni con la più alta incidenza in Italia sui siti campionati, il 92%. Il PFOA - sostanza classificata come cancerogena - è stato individuato in diversi campioni prelevati spesso insieme ad altre sostanze come il TFA, l'acido trifluoroacetico, composto a catena ultra corta, anch'esso estremamente persistente. Alla luce degli effetti delle PFAS sulla salute umana e della conclamata contaminazione di tali sostanze nel territorio regionale, appare fondamentale attuare, organizzare e sistematizzare il monitoraggio delle PFAS nelle acque per proteggere efficacemente la salute pubblica e l'ambiente. A tal fine, inoltre, la presente proposta di legge stabilisce dei valori limite di emissioni per sostanze perfluoroalchiliche negli scarichi in acque superficiali e, a tal proposito, appare opportuno precisare che i limiti previsti nella presente proposta di legge sono stabiliti nel rispetto della normativa statale ed europea vigente in materia e, soprattutto, introdotti con criteri e prescrizioni più stringenti rispetto a quanto previsto dalla normativa statale, al fine di consentire un maggiore rigore a tutela delle acque superficiali della regione Calabria.
Nella proposta sono state indicate delle categorie di impianti oggetto di attività di controllo. È bene precisare, tuttavia, che l'elenco degli impianti è da considerarsi come prioritario ma non esaustivo, come prescritto nel comma 3 dell'articolo 3. Al fine del pieno raggiungimento degli obiettivi, la proposta prevede l'istituzione di un Comitato tecnico scientifico regionale che svolga attività di controllo e monitoraggio sul territorio (Legge regionale della Calabria numero 20 del 3 agosto 99) e che rivesta un ruolo fondamentale proprio in materia della tutela delle acque in attuazione del decreto legislativo 18 del 2023. Il Comitato tecnico-scientifico rappresenterà un organo di supporto per il monitoraggio e controllo dei valori limiti di emissione (VLE) presenti nelle acque. A tal proposito, è importante precisare che questi valori limite di emissione, appunto i VLE, previsti nella presente proposta di legge all'allegato A, si fondano su criteri tecnico-scientifici aggiornati e coerenti con le indicazioni più recenti in materia di tutela ambientale e sanitaria. In particolare, la definizione di tale limite è stata effettuata prendendo a riferimento il documento tecnico “Nuovi limiti PFAS 2024” elaborato dal Consorzio Arica - Aziende Riunite Collettore Acque che gestisce per conto della Regione Veneto il collettore delle acque di 5 impianti di popolazione del vicentino, che di recente è tornato a essere oggetto di anche di inchieste giornalistiche. Questo documento riassume le soglie di concentrazione per le principali PFAS nei reflui industriali, basate sul principio di precauzione e sulla necessità di garantire livelli di protezione elevati per le risorse idriche e la salute pubblica. Tali valori rappresentano una base condivisa e replicabile per le Regioni che intendano adottare regolamentazioni specifiche per contrastare efficacemente la contaminazione da PFAS.
Dal punto di vista squisitamente normativo, la proposta contiene 6 articoli di seguito descritti: l'articolo 1 descrive le finalità - la ratio della proposta di legge è quella del controllo e monitoraggio delle acque, rendendo ancora più stringenti i valori limite dell'inquinamento da sostanze poli -e perfluoroalchiliche; l'articolo 2 è specificamente dedicato alla definizione dei PFAS; l'articolo 3 precisa l'ambito di applicazione; l'articolo 4 indica i limiti di emissione consentiti sul territorio della regione Calabria; l'articolo 5 istituisce il Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS e ne indica composizione e funzioni; l'articolo 6 contiene la clausola di invarianza finanziaria.
Relativamente, infine, a questa proposta di legge segnalo che, per impegni e accordi presi in sede di Seconda Commissione bilancio, ho provveduto a presentare due emendamenti, adeguando anche la relazione illustrativa e quella tecnico finanziaria.
Concludo ringraziando i Presidenti della Quarta Commissione ambiente, l'onorevole Sergio Ferrari, e della Seconda Commissione bilancio, l'onorevole Filippo Pietropaolo, per aver supportato l'iter della proposta, e i colleghi consiglieri di entrambe le Commissioni per averla unanimemente supportata. Spero che oggi questa proposta abbia il sostegno unanime dell'Aula e possa così diventare operativa, contribuendo alla tutela della salute e dell'ambiente della nostra regione.
Grazie, collega Laghi. Ci sono interventi. Non ci sono interventi.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo 3 è pervenuto l'emendamento protocollo 15990/A01, a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere.
Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si sostituisce il comma 4 dell'articolo 3, relativo all'ambito di applicazione, al fine di attribuire al Dipartimento competente il compito di elaborare un piano annuale di controllo, nonché di provvedere alla pubblicazione dei dati sui siti della Regione Calabria, nel rispetto della tempistica indicata nello stesso comma 4. L'emendamento non reca disposizioni che comportino nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale.
Il comma 4 dell'articolo 3 è sostituito come segue: “Il Dipartimento competente provvede alla elaborazione di un piano annuale di controllo e alla pubblicazione dei dati sui siti istituzionali della Regione Calabria entro e non oltre 30 giorni successivi alla data delle rilevazioni effettuate.”. Grazie.
Grazie, collega. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 3
(È approvato così come emendato)
Articolo 4
(È approvato)
All’articolo 5 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15990/A02, a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, collega.
Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si sostituisce l'articolo 5 (Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS) al fine di meglio precisare e dettagliare compiti, tempistiche, composizione e sede operativa del Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS. L'emendamento non reca disposizioni che comportino nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale. Quindi l'articolo 5 (Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio del PFAS) è così sostituito: “1. È istituito il Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio continuo della contaminazione da PFAS sul territorio regionale. Il Comitato ha il compito di coadiuvare e supportare le attività di monitoraggio dei PFAS sul territorio regionale. La partecipazione ai lavori del Comitato è a titolo gratuito e non dà luogo a rimborso spese. Il Comitato svolge la sua attività presso una sede individuata dal Dipartimento competente, con le risorse strumentali ed umane disponibili.
2. Il Comitato, costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria, dura in carica cinque anni ed è così composto:
a) un responsabile del dipartimento competente in materia di territorio e tutela dell’ambiente o un suo delegato, con funzione di presidente;
b) un responsabile del dipartimento competente in materia di welfare e tutela della salute o un suo delegato, con funzione di vicepresidente;
c) un responsabile del dipartimento competente in materia di agricoltura e sviluppo rurale o un suo delegato;
d) il direttore dell’Ente Regionale competente in materia individuato dal Dipartimento Ambiente;
e) il direttore dell’ARRICAL o un suo delegato;
f) il direttore della SORICAL o un suo delegato.
3. Il Comitato ha la facoltà di svolgere audizioni utili all’esercizio delle proprie funzioni, senza nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
4. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato presenta al Consiglio regionale della Calabria, una relazione comprendente una ricognizione completa ed esaustiva della situazione in merito alla presenza sul territorio regionale di PFAS e dei possibili sviluppi della stessa, per tutte le matrici interessate dalla contaminazione.
5. Il Comitato opera in piena autonomia conoscitiva e propositiva, ferme restando le competenze tecniche-operative del Dipartimento di competenza, in materia di monitoraggio ambientale, esecuzione dei controlli e validazione dei dati analitici.”
Grazie, collega. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 5
(È approvato così come emendato))
Articolo 6
(È approvato)
Prendiamo atto della nuova relazione illustrativa, protocollo numero 15990/A03, della nuova relazione tecnica finanziaria, protocollo numero 15990/A04, presentata dal relatore, consigliere Laghi. Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con la richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge, unitamente al relativo allegato, è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo alla proposta di legge numero 51/13^ di iniziativa del consigliere S. Ferrari, recante: “Norme per la promozione della sicurezza e dell’educazione stradale e per la disciplina del sistema regionale di monitoraggio dei dati sull’incidentalità stradale”. Cedo la parola al consigliere Ferrari per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Ferrari.
Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi.
In qualità di relatore e proponente, sottopongo all'attenzione dell'Aula il testo della proposta di legge “Norme per la promozione della sicurezza e dell’educazione stradale e per la disciplina del sistema regionale di monitoraggio dei dati sull’incidentalità stradale”.
Gli incidenti stradali rappresentano, ancora oggi, una delle principali cause di mortalità e disabilità, con costi sociali, sanitari ed economici drammatici che colpiscono al cuore soprattutto le giovani generazioni.
Si tratta di una piaga che, nella nostra regione, si scontra drammaticamente con le fragilità e la complessità infrastrutturale della rete viaria calabrese.
Di fronte a questa realtà, non possiamo più permetterci interventi sporadici o frammentati.
È proprio da questa precisa urgenza che nasce la proposta di legge oggi all’esame dell’Aula: la necessità di superare la dispersione degli strumenti attuali per costruire un quadro normativo unitario, coerente e aggiornato, in piena linea con gli indirizzi europei e con il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale."
Il provvedimento oggi in esame si fonda su tre direttrici strategiche fondamentali: in primo luogo, il rafforzamento del sistema regionale di monitoraggio, attraverso la istituzionalizzazione del Centro regionale di monitoraggio degli incidenti stradali nella regione Calabria (CRISC), quale struttura tecnica di riferimento per la raccolta e l’elaborazione dei dati sull’incidentalità. A ciò si affianca il consolidamento della rete dei Centri provinciali, in un’ottica di integrazione territoriale e omogeneità dei flussi informativi; in secondo luogo, il potenziamento tecnologico e l’aggiornamento della piattaforma del CRISC, favorendo l’interoperabilità dei dati, l’adozione di strumenti innovativi e l’integrazione con i Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) e con la pianificazione regionale, in particolare il Piano regionale dei trasporti della Calabria ed i Piani per la Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS); in terzo luogo, la promozione della cultura della sicurezza e dell’educazione stradale, attraverso programmi formativi e campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare a studenti, giovani conducenti e utenti vulnerabili.
Un elemento di particolare rilievo, che ci tengo a sottolineare, è che con questa legge non stiamo creando una nuova struttura burocratica. Il CRISC non è un "carrozzone". È la formalizzazione e la stabilizzazione di un’esperienza virtuosa già operativa dal 2015 presso il Servizio Sicurezza Stradale della Provincia di Crotone, e già riconosciuta a livello nazionale. In questi anni, in collaborazione con l'ISTAT, il Centro ha sviluppato competenze specialistiche straordinarie.
Tuttavia, l'attuale assetto, basato su convenzioni e protocolli amministrativi, non può garantire stabilità nel lungo periodo.
Questa legge interviene per dare una base normativa unitaria e aggiornata, ma ancor prima certa e duratura, una buona pratica del territorio.
Inoltre, l’individuazione dei Centri provinciali come articolazioni territoriali non configura un trasferimento di nuove competenze onerose, ma semplicemente un'ottimizzazione delle funzioni già esercitate dal personale in servizio.
Il provvedimento sposa i più avanzati modelli internazionali, tra cui l’approccio “Safe System”, incentrato sulla prevenzione e sulla gestione sistemica del rischio.
Quattro sono i pilastri che si integrano perfettamente in questa norma:
Pianificazione: la legge rafforza il ruolo della Regione quale soggetto di indirizzo e di coordinamento, capace di definire strategie coerenti e di lungo periodo, in raccordo con gli enti locali e con gli altri livelli istituzionali. In questo modo si intende superare la dispersione degli interventi, favorendo una maggiore efficacia delle politiche pubbliche.
Monitoraggio: il vero cuore del sistema. La conoscenza e la completezza dei dati costituisce una base imprescindibile per politiche pubbliche efficaci e mirate. Per questo la proposta attribuisce un ruolo fondamentale alla qualità, raccolta, integrazione e analisi dei dati, riconoscendo che solo attraverso una conoscenza puntuale e aggiornata dei fenomeni stradali è possibile orientare correttamente le scelte politiche e amministrative;
Innovazione tecnologica: si punta a far evolvere il CRISC attraverso l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale. Non sarà un mero archivio statistico, ma uno strumento predittivo capace di mappare il rischio e prevenire gli incidenti;
Educazione e prevenzione: il provvedimento afferma una visione nella quale il comportamento responsabile degli utenti della strada rappresenta un fattore determinante per la riduzione dell’incidentalità. In tale quadro, la legge prevede altresì l’istituzione della Giornata regionale della sicurezza stradale, quale momento di sintesi e di sensibilizzazione.
Sotto il profilo del supporto alle vittime, la disposizione non introduce nuovi costi sanitari, bensì promuove un modello di coordinamento e raccordo funzionale tra i servizi sociosanitari già attivi sul territorio, le strutture del Servizio sanitario regionale e i Centri per le Vittime della Strada, garantendo una risposta tempestiva ed efficace, inclusa la consulenza psicologica, attraverso le risorse già disponibili.
Sotto il profilo amministrativo e finanziario è importante sottolineare che la legge è improntata a criteri di efficienza e razionalizzazione. Non vengono introdotte strutture burocratiche aggiuntive né organismi ridondanti: al contrario, si valorizzano competenze e risorse già esistenti.
Per quanto concerne il profilo finanziario, il provvedimento è corredato da una disciplina puntuale degli oneri connessi alla sua attuazione ed ha ottenuto il parere favorevole unanime della Seconda Commissione consiliare Bilancio, che ringrazio. Le misure previste trovano copertura nell’ambito delle risorse disponibili, nel rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli di finanza pubblica. Al contempo, l’impianto complessivo della legge è orientato a un utilizzo efficiente delle risorse, privilegiando interventi ad alto impatto: la formazione del personale, la manutenzione evolutiva della piattaforma CRISC, l'interoperabilità tra i nodi provinciali e l'aggiornamento delle dotazioni hardware.
Passando all’illustrazione
della proposta, il testo di legge oggi in esame si compone di 19 articoli che
illustro brevemente.
Il testo si apre con il Capo
I, che definisce i principi ispiratori all'articolo 1, e le finalità della
legge all'articolo 2, chiarendo il quadro di riferimento e introducendo
l'approccio sistemico della sicurezza stradale. Il successivo impianto normativo
sviluppa in modo coerente tali obiettivi, prevedendo strumenti di
pianificazione, coordinamento e monitoraggio.
L'articolo 3 definisce
l'ambito degli interventi in materia di sicurezza stradale.
L'articolo 4 prevede
l'istituzionalizzazione del Centro regionale di monitoraggio degli incidenti
stradali nella regione Calabria.
L'articolo 5 promuove la
stipula di un Protocollo d'intesa con la Provincia per disciplinare i rapporti
in materia.
L'articolo 6 definisce il
ruolo istituzionale e tecnico-scientifico del CRISC.
L'articolo 7 prevede
l'organizzazione e la gestione operativa integrata in regime di avvalimento del
personale esistente.
Gli articoli 8 e 9 individuano
e definiscono i compiti dei Centri provinciali quali articolazioni
territoriali.
Gli articoli 10, 11 e 12
prevedono l'istituzione, le funzioni e la composizione della Consulta regionale
sulla sicurezza stradale.
L'articolo 13 promuove
programmi di educazione stradale.
L'articolo 14 istituisce la
Giornata regionale della sicurezza stradale.
Gli articoli 15 e 16
definiscono le attività operative e concrete ed il potenziamento tecnologico
affidato al CRISC, incluse l'interoperabilità e l'evoluzione dei sistemi.
L'articolo 17 prevede la
possibilità di accordi e convenzioni con Enti pubblici e privati.
L'articolo 18 contiene la
norma finanziaria.
Infine, l'articolo 19 prevede
la clausola valutativa.
Ho provveduto a depositare
degli emendamenti con i quali si è ritenuto opportuno procedere alla
soppressione della Consulta regionale della sicurezza stradale, originariamente
prevista nel testo, al fine di semplificare l'assetto organizzativo e
accelerare l'attuazione delle disposizioni della legge. Tale scelta si fonda
anche sulla considerazione che le funzioni di coordinamento tecnico-scientifico
e di supporto alle attività del CRISC risultano già presidiate nell'ambito
dell'organizzazione regionale, in particolare attraverso il Coordinamento
tecnico del CRISC previsto già dalla deliberazione della Giunta regionale
numero 50/2021.
In questa prospettiva si è
ritenuto preferibile evitare la duplicazione di organismi e concentrare le
relative funzioni in capo al Dipartimento competente in materia di trasporti,
garantendo così maggiore efficienza, immediatezza operativa e coerenza con
l'attuale assetto amministrativo.
Si tratta, dunque, di una
legge equilibrata: da un lato, introduce strumenti innovativi e rafforza le
politiche di sicurezza stradale; dall'altro, lo fa senza appesantire la
macchina regionale, anzi rendendola più snella, più coordinata e più orientata
ai risultati.
In conclusione, cari colleghi,
ci troviamo di fronte a un provvedimento che coniuga rigore tecnico,
sostenibilità finanziaria ed un profondo impatto sociale.
È una legge che guarda al
futuro, che allinea la Calabria agli standard
europei più avanzati in materia di sicurezza stradale e che, soprattutto,
ha come obiettivo ultimo quello di salvare vite umane sulle nostre strade.
Questo testo giunge oggi in
Aula forte di un approfondito iter
istruttorio in Quarta Commissione e dei pareri favorevoli della Terza e della
Quinta Commissione, che ringrazio per la loro attività. Significa che la
macchina amministrativa e contabile ha già promosso questa norma, definendola
solida e, soprattutto, applicabile.
Approvare questa legge
significa fare una scelta di buon governo, di maturità legislativa e di
responsabilità verso i cittadini calabresi. Per questa ragione, vi invito ad
esprimere con convinzione un voto favorevole. Grazie.
Grazie, collega Ferrari. Ha chiesto di intervenire
la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo
su questo punto, ringraziando il presidente Ferrari per la sua sensibilità.
In quanto vicepresidente della
Quarta Commissione ho espresso in quella sede il voto favorevole e ribadisco
oggi che il voto sarà favorevole. Però, visto che stiamo parlando di sicurezza
sulle strade, vorrei fare un accorato appello alla maggioranza, alla Giunta, al
presidente Occhiuto che mi dispiace non vedere in Aula, ma so che ci sta
ascoltando.
Qualche settimana fa,
purtroppo, Crosia ha pianto un suo figlio, perso sulla strada per un incidente
stradale. E vorrei dire oggi che si tratta di un caso isolato, ma purtroppo non
è così.
C'è stata una manifestazione
molto partecipata, venerdì scorso, indetta dal Sindaco di Mirto, alla quale,
purtroppo, non ho visto nessun rappresentante di questa maggioranza e dove
c'erano molti Sindaci. Non voglio fare, soprattutto su questi temi, distinzioni
politiche. Presidente, per me non esiste destra, sinistra, centro, non esiste
niente quando si parla di vite umane.
Vorrei che, come è stato quel
giorno, ci fosse un'unione, un'unità di intenti, che ci fosse qui dentro un
solo colore, che non è politico, ma è il colore di persone che vogliono aiutare
e dare un segnale. La riflessione che ho fatto ai vari Sindaci che hanno
partecipato quel giorno in quella iniziativa pubblica è stata: “Signori, non
penso che ci sia qualcuno di noi immune da queste tragedie. Nessuno di noi può
dire di rappresentare un paese, una zona che non sia stata colpita da un
tragico incidente, in cui è stata persa una vita umana a causa degli incidenti
che avvengono sulle nostre strade, soprattutto sulla strada statale 106, che è
l'unica strada che abbiamo, dove il traffico si concentra, soprattutto in
estate”. Venendo qui ho visto, purtroppo, due incidenti.
Cari colleghi della
maggioranza, spero di arrivare dritta a voi e avere un confronto con voi su
questo e sono sicura che l'avremo anche con il Presidente e con la Giunta. Noi
oggi rappresentiamo qualcosa, siamo delle Istituzioni, siamo stati democraticamente
eletti, rappresentiamo dei cittadini che ci hanno dato democraticamente il loro
voto e il mandato per rappresentarli, e abbiamo un'occasione che potrebbe non
verificarsi più. Non vorrei che qualcuno di noi, un domani, dovesse arrivare a
dire: “Avrei potuto fare qualcosa”, perché si parla di figli della nostra
terra.
Uniamoci in questa battaglia.
Provengo da otto anni di Parlamento, conosco alla perfezione quali sono le
competenze, so che c'è un Ministero, so che le strade non sono esclusivamente
competenza regionale o comunale. Queste cose le conosco benissimo. Ma, io,
oggi, sto parlando al vostro cuore, e sto dicendo, all’interno delle nostre
competenze, per quanto in nostro potere, in tutto quello che possiamo fare, di
unirci perché abbiamo delle strade pericolose. Anche gli utenti di queste
strade a volte ci mettono la loro. Sono d'accordissimo. Ma le strade sono
pericolose e noi, oggi, abbiamo un'occasione che potrebbe non verificarsi più:
uniamoci e lavoriamo nell’ambito delle competenze che abbiamo per dare una
risposta ai cittadini calabresi, perché non dobbiamo più piangere neanche un
morto. Grazie.
Grazie, collega Scutellà. Non
ci sono altri interventi.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo 3, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16010/A01, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, collega Alecci.
Grazie, signor Presidente.
Sottolineo l'importanza di questa legge, mi fa piacere che il collega Ferrari
l'abbia presentata; nella scorsa Legislatura, avevo presentato una proposta
molto simile, però l'amaro destino dei consiglieri di minoranza è anche questo:
presentare tante proposte e vederne molte poche vedere la luce.
Però, purché si possa portare
a casa il risultato, sono totalmente d'accordo, tra l'altro in una regione - è
giusto che tutti quanti noi ne prendiamo atto - come la Calabria, nella quale
ci sono un bassissimo numero di incidenti stradali. Anche qui, c'è una
narrazione che non è corretta: la regione Calabria è la regione dove ci sono
meno incidenti stradali in proporzione rispetto a tutte le 20 Regioni del
Paese.
Il problema qual è? Che il
tasso di mortalità però è il più alto in Italia, cioè a parità di incidenti,
dati 100 incidenti stradali, in Calabria purtroppo il rischio di perdere la
vita è più alto rispetto a tutte le altre regioni italiane, proprio perché la
situazione delle nostre strade è molto deficitaria. Credo che su questo si
debba porre l'attenzione, come giustamente il collega Ferrari fa, in un
territorio che purtroppo registra tante vittime: perdono la vita circa 100
calabresi ogni anno e, tra questi, purtroppo, la maggior parte sono
giovanissimi.
Per questo ho presentato
l'emendamento all'articolo 3 che prevede la possibilità di attivare delle
campagne di sensibilizzazione soprattutto nei luoghi più frequentati dai
giovani.
Lo scorso anno, la scorsa
estate, ho sottoscritto un Protocollo con un Centro di raccolta di veicoli
incidentati, in termini più semplici, uno “sfasciacarrozze”. Mi sono fatto dare
un veicolo che, purtroppo, aveva subito un gravissimo incidente, praticamente
tutto il muso di questo fuoristrada non c'era più, gli airbag erano esplosi.
L'ho messo su un carrellone e l'ho portato di fronte alla più importante
discoteca che c'è nella città di Soverato, distribuendo una brochure in cui era contenuto il numero
di quanti ragazzi perdono la vita nella nostra regione. Centinaia di ragazzi,
all’uscita dalla discoteca, vedendo il mezzo incidentato venivano con grande
curiosità a chiedere i numeri, a sapere quanti incidenti si verificano nella
nostra regione.
È un'attività di
sensibilizzazione che, secondo me, anche le Province, in collaborazione con la
Regione, con la Polizia stradale, con gli Enti che si possono tirare in campo,
possono realizzare, perché su temi come questi non si finisce mai di portare avanti
la sensibilizzazione.
L’emendamento inserisce la
possibilità di fare sensibilizzazione soprattutto nei luoghi più esposti al
rischio. Grazie.
Grazie, collega Alecci. Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne
ha facoltà.
Grazie, Presidente. Questo è
un argomento molto importante. Ho ascoltato con attenzione l'illustrazione del
collega Ferrari e condivido l'impianto del sistema di monitoraggio, il sistema
di sensibilizzazione perché sono tutti strumenti che in qualche modo possono
dare una mano alla riduzione degli incidenti stradali e, soprattutto,
contribuire a ridurre la perdita di vite umane.
Però, mi consentite,
riprendendo un po' la filosofia dell'intervento della collega Scutellà, serve
un ragionamento più ampio. Collega Ferrari, lei che è stato anche Presidente,
come me, di una Provincia, sa bene, come me, quanto questa vicenda della sicurezza
stradale incida molto sulla sicurezza dei cittadini calabresi, in maniera
particolare dei giovani.
Abbiamo un sistema stradale,
che è di competenza sia di ANAS sia, soprattutto, delle Province, che non è
sicuro. Conosciamo bene lo stato della strada statale 106, io in particolare
del tratto jonico-catanzarese, in cui c'è una enorme casistica di incidenti
mortali, in particolare nel tratto tra Soverato e Botricello, quasi
settimanale; si tratta di incidenti che causano perdite di vite umane,
soprattutto di giovani e soprattutto nel periodo estivo.
Quindi, serve una politica
capace di mettere in sicurezza le infrastrutture stradali, in maniera
particolare quelle più insicure; alcune di queste - voi lo sapete - sono
chiamate “strade della morte”, soprattutto la strada statale 106 che è la
statale jonica che parte da Reggio Calabria e arriva a Taranto ed è un'eterna
infrastruttura incompleta; ci sono annunci continui durante le campagne
elettorali, però continua ad essere realizzata a pezzi.
Ve ne segnalo una che molti
colleghi conoscono meglio di me perché, come me, ci vivono: il tratto di strada
tra Soverato e Caulonia è una mulattiera che ricorda ancora i tempi dei Borboni
e ancora non c'è la progettazione.
Passiamo al sistema delle
strade provinciali. Le strade provinciali dopo la Legge 56 sono strade
completamente insicure, alcune delle quali dovrebbero essere chiuse al transito
perché non garantiscono la pubblica incolumità. Capite che c'è bisogno di effettuare
un ragionamento forte. È chiaro che qualcuno di voi mi dirà: “Non è competenza
nostra”.
Noi siamo la sede regionale,
noi siamo l'Assemblea legislativa, il problema ce lo dobbiamo porre e dobbiamo
anche mandare segnali a livello nazionale, perché se la Legge 56 da questo
punto di vista ha creato un vulnus
disastroso, noi abbiamo l'obbligo di denunciarlo; così come ho fatto io da
Presidente della Provincia, denunciando quella legge, perché non ci possono
essere Enti, come le Province, che hanno le competenze, ma non hanno le
risorse, e mi riferisco soprattutto a scuole e strade.
Apprezzo, quindi, la proposta
di legge, collega Ferrari, che lei stamattina ha illustrato, però è necessario
svolgere un ragionamento sulla sicurezza stradale. Ben vengano gli Osservatori,
ben vengano le campagne di sensibilizzazione, ma noi abbiamo bisogno di un
sistema stradale sicuro. E dobbiamo, se è il caso, coinvolgere anche il
Ministero dei trasporti e il Governo nazionale affinché sia fatta una
rivisitazione della Legge 56, mettendo più soldi.
Rispetto a questo non ci
dobbiamo dividere, non ci possiamo dividere, così come ha detto la collega
Scutellà, e sul provvedimento il mio voto è favorevole.
Grazie, collega Bruno.
Prima
di farvi intervenire, pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è
approvato.
Articolo
3
(È approvato così come
emendato)
Prima di passare all'esame
dell’articolo 4, ha chiesto di intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Come
membro della Commissione ambiente, di cui l'onorevole Ferrari è Presidente, ho
seguito la nascita e l'andamento di questa proposta di legge che con ogni
evidenza è un pezzo di un mosaico che deve tutelare non solo la viabilità ma
anche la vita, come è stato detto bene dai colleghi che sono intervenuti, anche
di minoranza; questo è anche è un segnale di come su determinati argomenti ci
sia la volontà di lavorare insieme.
Questa proposta di legge può
effettivamente svolgere un ruolo positivo in un complessivo miglioramento della
riduzione degli incidenti stradali, che è la strada, certamente, non solo
metaforica, da percorrere, per ridare sicurezza alle nostre strade e ai nostri
giovani, ma a tutti quanti noi.
Ovviamente, il mio voto sarà
favorevole.
Grazie, collega Laghi.
Ha chiesto di intervenire la collega Madeo. Ne ha
facoltà.
Grazie, Presidente. Un saluto
a lei, ai colleghi consiglieri, al presidente Occhiuto e alla sua Giunta, al
Segretario generale e ai dipendenti che ci assistono.
Collega, sono assolutamente
convinta di una cosa: il cambiamento parte dalla testa. E dunque, insisto su
una cosa che, al netto della necessità di mettere in sicurezza le nostre strade
- è un'assoluta necessità e chiaramente condivido l'impostazione di doverci
mettere dei soldi per poter mettere in sicurezza queste strade - noi dobbiamo
partire assolutamente, come è ben specificato anche nella proposta di legge che
oggi andiamo ad approvare, dalla necessità di promuovere la cultura della
sicurezza e dell'educazione stradale mediante programmi formativi rivolti agli
studenti.
Questa è un'assoluta e ferma
necessità e, come detto all'evento a cui si faceva riferimento prima, promosso
dalla sindaca Aiello del Comune di Mirto Crosia, in occasione di un'ennesima
vita spezzata e lasciata lì sull'asfalto, c'è bisogno di ribadire, senza timore
di essere male interpretata, che le nostre strade, rispetto ad alcuni standard, non sono sicure, hanno cioè
standard di sicurezza peggiori rispetto al resto d'Europa, perché sulle grandi
arterie ci sono troppi svincoli e, negli anni, sono state costruite case e
svincoli che portano ad abitazioni private o a centri commerciali o, ancora, a
luoghi altamente frequentati.
Noi dobbiamo dire ai nostri
giovani, e lo dobbiamo dire con fermezza, anche a costo di sembrare impopolari,
che la vita non è un videogame, che
non bisogna assolutamente prendere con leggerezza il fatto di guidare. Adesso
ci sono delle norme molto restrittive e vedo che si fanno anche dei controlli
serrati rispetto alla guida col cellulare o in stato d'ebbrezza.
Per cui, assolutamente, sono
completamente favorevole a questo.
Il capogruppo Alecci ha
presentato degli emendamenti e spero che troveranno il favore dei colleghi
della maggioranza. Però, abbiamo il dovere di dire che le cose si cambiano
anche dalla testa, attraverso la cultura della legalità, anche e soprattutto
alla guida, perché spesse volte gli incidenti sono causati da condotte
colpevoli.
Abbiamo, quindi, il coraggio
anche qui di dirlo: cerchiamo di innescare una cultura della legalità, a
partire da chi guida nelle nostre strade, che poi necessitano anche chiaramente
di alcune ristrutturazioni, per le quali bisogna, effettivamente, investire dei
soldi.
Noi ci siamo e cerchiamo di
avere anche il coraggio di dire cose che risultano impopolari. Dobbiamo dirlo:
le condotte devono essere virtuose e spesso, purtroppo, sulle nostre strade
queste condotte virtuose non ci sono. Grazie.
Grazie, collega Madeo. Non ci
sono altri interventi. Continuiamo con la votazione.
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
All’articolo 6, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16030/A01, a firma del consigliere Ferrari, a
cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, collega Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 6 della proposta di legge al fine di
eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di
ricondurre le relative funzioni in capo al Dipartimento competente in materia
di trasporti. L'intervento si rende necessario al fine di semplificare
l'assetto organizzativo delineato dalla proposta di legge e di accelerarne
l'attuazione, evitando la duplicazione di organismi e valorizzando strutture e
funzioni già presenti nell'ambito dell’organizzazione regionale. In
particolare, le attività di coordinamento tecnico e supporto risultano già
presidiate, anche attraverso il Coordinamento tecnico del CRISC di cui alla
deliberazione della Giunta regionale numero 50/2021.
La modifica proposta consente,
pertanto, di garantire maggiore efficienza operativa, immediatezza nell'avvio
delle attività prevista dalla legge e piena coerenza con l'attuale assetto
amministrativo.
La parte relativa alla
relazione descrittiva e finanziaria si coordina e si integra con il testo così
come emendato.
Relazione tecnico-finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Al comma 3, dell'articolo 6 della
proposta di legge, la lettera g) è sostituita dalla seguente lettera: “fornisce
supporto tecnico-scientifico al Dipartimento regionale competente in materia di
trasporti;”. Al comma 4, dell'articolo 6 della proposta di legge, dopo le
parole: “e lo trasmette”, le parole: “alla Consulta regionale sulla sicurezza
stradale” sono sostituite dalle seguenti: “al Dipartimento regionale competente
in materia di trasporti”.
Al comma 8, dell'articolo 6 della proposta di
legge, dopo le parole: “La Giunta regionale,”, sono inserite le seguenti: “con
il supporto del CRISC,”.>>
Grazie, collega Ferrari.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 6
(È approvato così come
emendato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
All’articolo 9, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16030/A02, a firma del consigliere Ferrari, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 9 della proposta di legge al fine di eliminare la previsione
della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di ridurre le relative
funzioni in capo al Dipartimento regionale competente in materia di trasporti.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Al
comma 1, dell'articolo 9 della proposta di legge, la lettera d) è sostituita
dalla seguente lettera: “d) supporto
tecnico e operativo alle iniziative regionali in materia di sicurezza stradale,
anche in raccordo con il dipartimento regionale competente in materia di
trasporti.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è
approvato.
Articolo 9
(È approvato così come
emendato)
È pervenuto l'emendamento protocollo numero
16030/A03 a firma del consigliere Ferrari soppressivo del Capo IV della
proposta di legge comprendente gli articoli 10, 11 e 12. Cedo la parola al
consigliere Ferrari per l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sul Capo IV, comprendente gli articoli 10, 11 e 12, al
fine di eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza
stradale.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: << “Il
Capo IV (Consulta regionale sulla sicurezza stradale) della proposta di legge
comprendente gli articoli 10, 11 e 12 è soppresso.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento che è approvato, pertanto, essendo stato approvato l'emendamento
soppressivo del Capo IV della proposta di legge, gli emendamenti presentati dal
consigliere Alecci agli articoli 10, protocollo numero 16010/A02, 11, protocollo
numero 16010/A03, e 12, protocollo numero 16010/A04, decadono.
All’articolo 13, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A05, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
Presidente, ritiro l’emendamento.
Poniamo in votazione
l'articolo 13.
Articolo
13
(È approvato)
All’articolo 14, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A06, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, ritiro l’emendamento.
Pongo in votazione l'articolo 14.
Articolo 14
(È approvato)
Dopo l'articolo 14 sono pervenuti alcuni
emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero 16010/A07 aggiuntivo
dell'articolo 14-bis a firma il
consigliere Alecci a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere
Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
Continuiamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A08 aggiuntivo dell'articolo 14-ter,
a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione.
Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A09 aggiuntivo all'articolo 14-quater,
a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione.
Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
All’articolo 15, è pervenuto l'emendamento
protocollo numero 16010/A10, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la
parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
Grazie, Presidente. L’emendamento prevede attività
di coordinamento tra il ruolo del CRISC e le iniziative che debbano essere
attivate sui luoghi di maggiore frequentazione da parte dei giovani, attivando,
appunto, dei progetti territoriali presso i Comuni della nostra regione.
Grazie, collega Alecci. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 15
(È approvato così come
emendato)
Articolo 16
(È approvato)
All’articolo 17, sono
pervenuti alcuni emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A11, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per
l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, l’emendamento è ritirato.
Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero
16030/A04, a firma del consigliere Ferrari, a cui cedo la parola per
l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 17 della proposta di legge al fine di
eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di
ricondurre le relative funzioni in capo al Dipartimento regionale competente in
materia di trasporti.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Il
comma 3 dell'articolo 17 della proposta di legge è sostituito dal seguente
comma: “3. Delle collaborazioni di cui ai commi 1 e 2 è data informazione al
dipartimento regionale competente in materia di trasporti.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 17
(È approvato così come
emendato)
Articolo 18
(È approvato)
All’articolo 19, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A12, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, l’emendamento è ritirato.
Grazie, collega Alecci.
Articolo 19
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Ordine
del giorno numero 2, recante “Istituzione di un Tavolo tecnico regionale per
l'approfondimento delle modalità attuative delle disposizioni concernenti i
Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali convenzionati operanti nel Servizio
sanitario regionale”
Passiamo al punto successivo:
ordine del giorno a firma del consigliere regionale Giannetta, “Istituzione di
un Tavolo tecnico regionale per l'approfondimento delle modalità attuative
delle disposizioni concernenti i medici veterinari, specialisti ambulatoriali
convenzionati operanti nel servizio sanitario regionale”.
Cedo la parola al consigliere
Giannetta per illustrare l'ordine del giorno.
Prego, consigliere Giannetta.
Grazie, signor Presidente,
colleghi consiglieri.
Ho chiesto l'inserimento di
questo ordine del giorno perché affronta un tema che, a mio giudizio, merita
l'attenzione del Consiglio regionale e riguarda il rafforzamento del nostro
sistema sanitario.
Il Parlamento ha approvato una
norma che apre una nuova fase per i medici veterinari specialisti ambulatoriali
convenzionati, adesso tocca alle Regioni fare la propria parte. Diverse
amministrazioni si sono già attivate e credo che la stessa cosa debba fare la
Regione Calabria. È giusto cogliere questa opportunità, avviando un percorso
serio, condiviso e rispettoso di quelle che sono le competenze di ognuno;
questo è il momento opportuno perché forti di una norma nazionale e, in virtù
dell'uscita dal commissariamento regionale, ci sono tutte le condizioni per
affrontare in maniera seria, compiuta ed organica questo argomento. Non stiamo
parlando solo di una categoria professionale. Stiamo parlando di uomini e donne
che ogni giorno sono impegnati nella tutela della salute pubblica, nella
sicurezza alimentare, nella prevenzione delle zoonosi, nel benessere animale,
nel controllo delle produzioni agroalimentari. Un lavoro spesso silenzioso ma
indispensabile che garantisce tutela e sicurezza ai cittadini e qualità del
nostro sistema sanitario regionale.
L'ordine del giorno non
anticipa decisioni amministrative e non crea delle scorciatoie, chiede
semplicemente che la Regione istituisca un Tavolo tecnico per accompagnare
l'attuazione della normativa nazionale, mettendo attorno allo stesso Tavolo
tutti i soggetti interessati. È un metodo fondato sul confronto sulla
programmazione, sulla responsabilità istituzionale.
Consentitemi di rivolgere un
ringraziamento al comitato regionale dei medici veterinari specialisti
ambulatoriali, nelle persone della dottoressa Cinzia Genovese e del dottor
Alessandro Taranto, che sono qui presenti su delega dello stesso comitato che ha
seguito questo percorso con equilibrio, competenza e grande senso delle
istituzioni, contribuendo sicuramente ad affrontare un dialogo sempre
improntato sulla reciproca collaborazione.
Per queste ragioni, chiedo ai
colleghi di condividere questo ordine del giorno: è un atto di attenzione verso
delle professionalità che rappresentano un presidio fondamentale della sanità
pubblica e un segnale di volontà della Calabria di affrontare con tempestività
e responsabilità una sfida che anche altre Regioni stanno affrontando.
Leggo l'ordine del giorno che
ha come oggetto l'istituzione di un Tavolo tecnico regionale per
l'approfondimento delle modalità attuative delle disposizioni concernenti i
motivi riguardanti i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati
operanti nel servizio sanitario regionale:
“Il Consiglio regionale della
Calabria, -
premesso che: l'articolo 1,
comma 940, della legge di bilancio 2026 ha introdotto disposizioni volte a
disciplinare il percorso di accesso all'area della dirigenza del servizio
sanitario nazionale da parte dei medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati
a tempo indeterminato, secondo le modalità e nei limiti previsti dalla
normativa statale e dalla disciplina attuativa; i medici veterinari specialisti
ambulatoriali assicurano, nell'ambito del servizio sanitario regionale,
attività di rilevante interesse pubblico nei settori della sanità animale,
della sicurezza alimentare, del benessere animale, della prevenzione delle
zoonosi e della gestione delle emergenze sanitarie; nella Regione Calabria
opera un significativo numero di medici veterinari specialisti ambulatoriali
convenzionati, che costituiscono una componente qualificata dei servizi
veterinari delle aziende sanitarie provinciali; gli stessi professionisti hanno
costituito un Comitato regionale rappresentativo della categoria, quale interlocutore
per il confronto istituzionale sulle problematiche concernenti l'attuazione
della nuova disciplina.
Considerato che: l'attuazione
delle disposizioni introdotte dal legislatore nazionale richiede un coordinamento
tecnico-amministrativo volto ad assicurarne un'applicazione uniforme sul
territorio regionale, nel rispetto delle competenze statali e regionali della
contrattazione collettiva e della normativa vigente; risulta opportuno
procedere ad una ricognizione del personale interessato, dei fabbisogni
organizzativi, dei servizi veterinari e delle risorse disponibili, anche ai
fini della programmazione del fabbisogno di personale da parte degli enti del
servizio sanitario regionale; il processo applicativo richiede il
coinvolgimento delle strutture regionali competenti, di Azienda Zero, delle
Aziende sanitarie provinciali, delle organizzazioni sindacali e degli ordini
professionali, al fine di condividere gli aspetti organizzativi e
tecnico-amministrativi connessi all'attuazione della disciplina nazionale; il
confronto con esperienze avviate in altre Regioni può costituire utile elemento
di supporto nella definizione delle modalità applicative maggiormente coerenti
con il quadro normativo vigente.
Ritenuto che: la Regione
Calabria debba promuovere un'attività di coordinamento istituzionale
finalizzata all'analisi degli aspetti applicativi della normativa statale, nel
rispetto delle competenze attribuite ai diversi livelli di governo; sia
opportuno favorire un percorso improntato ai principi di trasparenza,
imparzialità, buon andamento dell'azione amministrativa e valorizzazione delle
professionalità, nel rispetto della disciplina legislativa e contrattuale
vigente -
Impegna il Presidente della
Giunta regionale a: 1) istituire, presso il Dipartimento competente in materia
di tutela della salute, un Tavolo tecnico regionale dedicato
all'approfondimento delle modalità attuative delle disposizioni concernenti i
medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati operanti nel sistema
sanitario regionale; 2) prevedere la partecipazione al Tavolo dei
rappresentanti del Dipartimento regionale competente di Azienda Zero, delle
Aziende sanitarie provinciali, delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative, degli ordini professionali interessati e del Comitato
regionale dei medici veterinari specialisti ambulatoriali; 3) promuovere una
ricognizione del personale interessato, dei fabbisogni dei servizi veterinari
regionali e delle condizioni organizzative necessarie per l'attuazione della
disciplina nazionale; 4) predisporre, nell'ambito delle competenze regionali,
indirizzi operativi e linee di coordinamento per l'applicazione dell'articolo
1, comma 940, della Legge di bilancio 2026, nel rispetto della normativa
vigente, della contrattazione collettiva e del principio di invarianza
finanziaria ove previsto dalla legge; 5) favorire, nell'ambito della procedura
prevista dall'ordinamento, la valorizzazione delle professionalità dei medici
veterinari specialisti ambulatoriali, tenendo conto dell'esperienza
professionale maturata, delle competenze acquisite e della formazione svolta,
secondo i criteri stabiliti dalla normativa vigente; 6) promuovere il confronto
con le altre Regioni e con gli organismi istituzionali competenti al fine di
favorire un'applicazione omogenea delle disposizioni nazionali; 7) riferire
periodicamente alla competente Commissione consiliare sugli esiti dell'attività
del Tavolo tecnico e sulle iniziative conseguentemente assunte.
Il Consiglio regionale della
Calabria riconosce il contributo assicurato dai medici veterinari specialisti
ambulatoriali alle attività di sanità pubblica veterinaria e ritiene che la
piena attuazione delle disposizioni introdotte dal legislatore nazionale, nel
rispetto del riparto costituzionale delle competenze e della normativa vigente,
possa concorrere al rafforzamento organizzativo del servizio sanitario
regionale e alla tutela della salute pubblica.”
Grazie, Presidente.
Grazie, collega Giannetta. Non
ci sono richieste di intervento.
Pongo in votazione l'ordine
del giorno con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. L'ordine
del giorno è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportato in Allegati)
Il punto 5 all'ordine del
giorno riguarda le nomine e designazioni di competenza del Consiglio regionale
negli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della
Regione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pitaro. Ne
ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo un rinvio del punto
all'ordine del giorno.
Poniamo in votazione la richiesta di rinvio del
punto 5 all'ordine del giorno che è approvata.
(Il Consiglio rinvia)
Passiamo al punto 6: proposta di legge numero
96/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Mattiani,
Brutto e Pitaro, recante: “Adempimenti degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”. Cedo
la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego
consigliere Giannetta.
Grazie, Presidente. Intervengo
brevemente con una premessa per informare il Consiglio regionale ed esprimere
la mia soddisfazione per la decisione del Consiglio dei ministri di non
impugnare la legge regionale numero 15 del 14 maggio 2026 sulle concessioni
demaniali marittime. È una notizia importante che certifica la validità di una
legge coraggiosa e innovativa, costruita nel pieno rispetto dei principi
istituzionali ed europei, introducendo il criterio dell'effettiva scarsità
della risorsa quale presupposto per l'applicazione della direttiva Bolkestein.
Rivolgo un sincero
ringraziamento al presidente Occhiuto e alla Giunta, per la lungimiranza, la
determinazione e l'intraprendenza con cui hanno sostenuto questo percorso, e al
Consiglio regionale che con senso di responsabilità e maturità istituzionale ha
approvato una norma destinata a diventare un punto di riferimento anche per
altre Regioni italiane.
Consentitemi però, a
conclusione di questo mio primo intervento, una brevissima considerazione
politica: c'era chi aveva frettolosamente bollato questa legge come una
semplice salva stagione, pronosticandone l'inevitabile impugnativa e sostenendo
che non avrebbe avuto alcun futuro.
Oggi i fatti smentiscono
questa previsione.
La Calabria ha avuto il
coraggio di indicare una strada nuova. Il Governo ha riconosciuto la fondatezza
di questa scelta. Avevamo ragione e qualcuno oggi dovrebbe prenderne atto.
Presidente, in qualità di relatore, illustro all'Assemblea la proposta di legge
numero 96/13^, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”.
L'intervento legislativo
odierno si muove lungo due direttrici principali: da un lato, la necessità di
dare seguito agli impegni assunti dalla Regione Calabria verso il Governo
centrale, per garantire la tenuta costituzionale delle nostre leggi; dall'altro,
l'esigenza di apportare modifiche puntuali a norme regionali vigenti per
assicurarne l'efficacia operativa e la sostenibilità sociale.
Adempimenti in sede di leale
collaborazione: articoli 1 e 2. I primi due articoli sono il frutto di un
dialogo costruttivo con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, MEF, e la
Ragioneria generale dello Stato volto a superare possibili rilievi di illegittimità
costituzionale: l’articolo 1 modifica la legge regionale 1/2026 in materia di
sanità, inserendo un termine certo, 31 dicembre 2026, per le misure volte a
garantire la continuità dei servizi sanitari, accogliendo le osservazioni
governative per evitare l'impugnativa dell'atto; l’articolo 2 interviene sulla
legge regionale 8/2023 chiarendo, su richiesta del Dipartimento per gli affari
regionali, che i passaggi di personale nelle aziende ospedaliere avvengono nel
pieno rispetto delle norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze
delle amministrazioni pubbliche (decreto legislativo 165/2001).
Gli articoli 3 e 4 riguardano
invece le misure per lo sviluppo e la continuità amministrativa: l’articolo 3
elimina vincoli restrittivi sui contratti di supporto tecnico per l'attuazione
del PNRR dei fondi SIE, con l'obiettivo di non disperdere le professionalità
già operanti e garantire la continuità dei progetti in corso; l’articolo 4
introduce una deroga transitoria fino al 31 dicembre 2026 per l'iscrizione al
ruolo dei conducenti di servizi pubblici non di linea NCC e taxi. La norma
permette a chi ha già maturato un biennio di esperienza di operare anche in
assenza di specifici requisiti formali, rispondendo alla carenza di autisti
necessaria per sostenere le politiche di incoming turistico regionale.
L'articolo 5 interviene
sull’emergenza sociale e ambientale del campo rom di Scordovillo a Lamezia
Terme e detta una norma eccezionale finalizzata al superamento del degrado che
lo contraddistingue, per ragioni di tutela della salute pubblica e dell'ambiente.
Si attribuisce ad ATERP la competenza sia per l'assegnazione straordinaria di
alloggi di edilizia residenziale pubblica in favore dei nuclei familiari
residenti nel campo sia per attuare le procedure ordinarie per consentire la
bonifica definitiva dell'area.
Gli articolo 6 e 7 riguardano
il sostegno ai giovani professionisti e i relativi profili finanziari con una
scelta di forte impatto per il mondo del lavoro: l’articolo 6 abroga, a
decorrere dal 2027, la tassa per l'abilitazione dell'esercizio professionale.
Questa misura intende favorire i giovani laureati che si affacciano alle
professioni, eliminando un onere economico e snellendo le procedure
burocratiche. Sotto il profilo finanziario, l'abrogazione comporta una minore
entrata stimata in 100 mila euro annui, regolarmente coperta mediante la
riduzione di pari importo dei fondi allocati alla Missione 20- Fondi e
accantonamenti.
Le restanti disposizioni sono
di natura puramente ordinamentale e non comportano nuovi oneri per il bilancio
regionale.
In conclusione, onorevoli
colleghi, questa proposta di legge rappresenta un atto di manutenzione
normativa responsabile e necessaria. Essa tutela i rapporti istituzionali con
lo Stato e contemporaneamente offre soluzioni concrete a problemi occupazionali,
sociali e ambientali del nostro territorio. Per queste ragioni vi invito a
procedere con l'approvazione del provvedimento all'unanimità. Grazie.
Grazie, collega Giannetta.
Ha chiesto di intervenire la collega Madeo. Ne ha
facoltà.
Presidente, lei sa che io ho
anche una simpatia personale nei suoi confronti, se non altro perché so quanto
è difficile e complicato gestire un'Assemblea deliberativa, in particolare
questa che è un'Assemblea legislativa. Però, non ci siamo proprio, nel senso
che il collega Giannetta, con tutto lo sforzo possibile, ci propina questa
proposta di legge che chiaramente è un adempimento degli impegni assunti con il
Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche
normative.
Effettivamente all'interno contiene di tutto
di più: medici in pensione, personale legato ai fondi PNRR, trasporto pubblico,
campo rom di Scordovillo, tassa di abilitazione professionale. Per dirla con i
latini sarebbe il satura lanx, un bel piatto pieno di prelibatezze,
laddove però per prelibatezze ci sono dentro una serie di provvedimenti
legislativi che richiederebbero uno studio, un impegno, un approfondimento che
non c'è stato minimamente concesso perché il provvedimento ci è arrivato un
paio d'ore fa, quando il Consiglio regionale doveva essere già in corso.
È davvero una cosa che mortifica non solo la minoranza, ma anche la maggioranza, maggioranza e minoranza. Lo ripeto per l'ennesima volta, a costo di urtare la suscettibilità di qualcuno che giustamente dice: “Io mi trovo comunque qui, grazie al cielo, in maggioranza” e, quindi, anche con meno sforzo – consentitemelo – di consenso e, quindi, dice “Siamo maggioranza, governiamo, comandiamo noi”. Ho capito, sì, assolutamente! Sono una innamorata della democrazia. Il risultato che ci ha consegnato il corpo elettorale lo rispetto grandemente, anche perché sono anche molto soddisfatta del mio, quindi va bene così; però ci dovete mettere nelle condizioni quantomeno di leggere, anche perché a qualcuno di questi provvedimenti avremmo potuto votare a favore; a qualcun altro, invece, legittimamente avremmo potuto votare contro. Faccio un appello anche ai consiglieri di maggioranza: teniamo un po' la schiena dritta! Penso che a chiunque faccia piacere capire che cosa sta andando ad approvare e capire su che cosa ci troviamo a dover dire la nostra. Capisco che può anche dare fastidio e qualcuno può anche sbuffare e dire: “Che lagna che sta facendo la collega Madeo!” Insomma, siamo qui tutti bravi e buoni e ci vogliamo impegnare.
Insomma, questo per dire che censuro completamente questo modo di fare, che so che ha delle responsabilità ben più profonde rispetto a quelle che si vogliono addebitare al Presidente del Consiglio, che ha tanti equilibri da dover tenere.
Annuncio che assolutamente ci asterremo rispetto a questo provvedimento. Lo facciamo con senso del dovere, però francamente per nulla soddisfatti del poco lavoro che siamo costretti a fare in questo momento. Che ci sia una legge omnibus che mette dentro tante cose - succede qui, in questo parlamentino regionale come al Parlamento nazionale - è una pratica che assolutamente sminuisce grandemente il ruolo di questa Assemblea deliberativa; lo sminuisce tanto per i consiglieri di minoranza quanto per i consiglieri di maggioranza, che chiaramente non lo ammetteranno mai in questo contesto, perché bisogna aiutare la baracca, che sia una baracca o che sia un grattacielo. Grazie.
Grazie, collega Madeo. Faccio solo una precisazione: nell'ultima Conferenza dei capigruppo, in cui erano presenti i capigruppo sia di maggioranza sia di minoranza, è stato discusso articolo per articolo l'inserimento dell'omnibus; articolo per articolo, ed è stato concordato anche con la minoranza; non c'è nessun articolo fuori sacco. Grazie.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Oggi avevo deciso di non intervenire, ma poi ho sentito l’intervento del collega Giannetta e non mi sono potuta sottrarre.
Intanto, sì, è vero, quello che diceva lei: l'abbiamo discussa in Conferenza dei capigruppo, ma aveva detto anche, se non ricordo male, che ci avrebbe mandato il provvedimento definitivo per poterlo leggere; infatti, ci sono dei punti che non avevamo discusso e ce n'era uno, per esempio quello sui sottosegretari, relativo al tetto massimo dell'importo della retribuzione a 240.000 euro, che invece non è inserito nell'omnibus.
Perché dico che ho sentito il collega Giannetta e ho voluto intervenire? Perché, collega Giannetta, quella legge sulle concessioni balneari è stata una legge che abbiamo votato tutti qui, maggioranza e minoranza, e tutti, soprattutto coloro che hanno fatto i sindaci in Comuni che vivono di balneazione, come io ho avuto l'onore e il piacere di fare, ovviamente volevamo risolvere questo problema.
Aggiungo un’altra cosa, collega Giannetta: il fatto che non sia stata impugnata dal Governo - questa è una gioia per tutti quanti noi - non significa che non ci siano dei profili di incostituzionalità. Ho fatto l'avvocato e l'impugnativa di una norma purtroppo dipende da tantissime cose. In questo caso noi ne siamo veramente felici, ma, per esempio, non è stata impugnata neanche quella nel 2023, quella sui consorzi di bonifica che, secondo me, invece aveva dei profili di incostituzionalità.
Non intervengo per fare polemica, anche perché volevo dire a chi ci ascolta da casa che tutti i punti che sono stati esaminati oggi sono stati votati all'unanimità, a iniziare dal provvedimento sul referendum. Voi sapete che noi, come centrosinistra, siamo a favore del referendum, siamo favorevoli a dare parola ai cittadini perché in questo modo si tutela la democrazia.
Così come sulla strada statale 106. Avendo fatto il sindaco di Cariati, vi posso assicurare che, quando parlo di 106, così come quando si parla di sanità in Calabria, mi sento personalmente come il protagonista della metamorfosi di Kafka, quando bussano alla porta e lui non riesce ad alzarsi e pensa nella sua testa alle cose che si possono fare.
È la stessa cosa: si parla della 106 da oltre 60 anni e ancora non riusciamo a dare una risposta a chi vive su quel territorio, non con l'allargamento e con le rotonde, ma con la realizzazione di una vera e propria strada di categoria B, come viene chiamata, a monte, per dare anche spazio a quei paesi che stanno morendo, che si stanno spopolando. Molte volte sono stati previsti dei fondi e molte volte invece quei fondi sono stati mandati al nord. Ci sarebbe molto da dire sulla 106 e sui mega lotti che dovevano essere costruiti e non sono stati costruiti.
Il presidente Occhiuto parla sempre di opposizione seria, concreta, che auspica sia soprattutto propositiva. Io penso - parlo per me, ma sono sicura anche per i colleghi – che la mia serietà, la mia concretezza e soprattutto l'apertura verso tutto quello che viene proposto dalla maggioranza, salvo casi in cui appunto ci si scontra su delle visioni che sono completamente diverse rispetto a quelle del centrodestra, sia evidente, così come sono sempre stata propositiva. Noto, però, - lo devo dire, presidente Cirillo - che ancora una volta, nonostante le richieste della minoranza, non è stata inserita una mozione. Una mozione non è stata ancora inserita e noi siamo propositivi anche con le interrogazioni che facciamo, con le mozioni che portiamo avanti, perché ci sono delle mozioni molto importanti presentate dalla minoranza e che ancora ad oggi, a distanza anche di 6/7 mesi, non sono state portate all'attenzione di questo Consiglio. La pregherei, veramente, di valutarne l’inserimento, soprattutto quelle che riguardano la responsabilità del governo in materia di debito sanitario così come quella che riguarda la clausola di perequazione; sono delle mozioni importanti che il presidente Occhiuto dovrebbe fare proprie e portare avanti per poter dare respiro alla Calabria. Mi auguro che questa nostra posizione, aperta alle proposte della maggioranza, anche in Commissione - chi è componente in Commissione agricoltura, sanità e bilancio sa qual è la mia posizione - possa essere portata avanti dai consiglieri della maggioranza nei nostri confronti, anche vagliando le nostre proposte che vengono messe per iscritto con le mozioni. Grazie, Presidente.
Ovviamente il mio voto è di astensione.
Grazie, collega Greco. Prendo io l'impegno di portare le mozioni in Aula prima della chiusura estiva.
Ha chiesto di intervenire il collega Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Credo che in apertura di intervento sia opportuno e importante esprimere, Presidente, la mia personale solidarietà alla imprenditrice rosarnese (Omissis) che, anche oggi, ha subito l'ennesimo attentato alle proprie terre, ai propri terreni; sono stati dati alle fiamme diversi ettari di terreno adibiti a ulivi e alla coltivazione di kiwi. Non è la prima volta che accade, non è la prima volta che un'imprenditrice onesta del nostro territorio subisce questo tipo di intimidazioni. Peraltro, l’imprenditrice è rientrata in Calabria soltanto 12 anni fa e, evidentemente, questo a qualcuno non sta bene.
Chiederò al Presidente della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, Polimeni, di poterla audire in Commissione nel ciclo di queste audizioni che stiamo facendo nei confronti di persone che hanno denunciato la ‘ndrangheta, la criminalità organizzata, che non si sono piegate al gioco della ‘ndrangheta. E’ importante anche ascoltarli e, soprattutto, è importante che poi la Commissione e il Consiglio si possano determinare di conseguenza per quelle che sono le nostre competenze.
Intervengo rispetto a quello che è il tema del provvedimento omnibus, perché anche noi, come diceva la collega Madeo, abbiamo avuto poco tempo per poter approfondire gli adempimenti normativi previsti all'interno di questo provvedimento. Ormai, purtroppo, è diventata una triste abitudine, Presidente. Mi ricorda un po' quel compagno di scuola che abbiamo avuto tutti, che non studiava e il giorno dell'interrogazione provava a leggere rapidamente le pagine del libro per non farsi trovare del tutto impreparato all'interrogazione, magari focalizzandosi sulle parole scritte in neretto per poter rispondere. Tutti noi consiglieri ci stiamo, purtroppo, tristemente adattando a questo modus operandi però, per poter svolgere il nostro ruolo, dobbiamo necessariamente fare di necessità virtù. Ci stiamo modificando, siamo consiglieri geneticamente modificati, ma anche questa volta abbiamo provato e proveremo a dare il nostro contributo, nonostante le condizioni. In qualche modo non ci vedrete arrivare neanche stavolta, come non ci avete visto arrivare sul tema dei sottosegretari, se vogliamo.
Io sono più confuso che persuaso, come diceva Camilleri, però proverò a chiedere alcuni chiarimenti rispetto agli articoli che sono inseriti all'interno di questo provvedimento omnibus, in particolare sull'articolo 1.
L'articolo 1 richiama la legge del 19 gennaio, se non ricordo male, anche questa inserita direttamente in Aula senza una precedente condivisione, e ci impone di inserire la dicitura “fino a dicembre 2026”. In poche parole, vi siete dimenticati di inserire l'orizzonte temporale. Avete portato in fretta e furia questo provvedimento di proroga per i medici, senza inserire fino a quando questo provvedimento aveva validità. Ed è un peccato, è un peccato perché la legge è stata portata in Aula il 19 gennaio e sono passati ben 6 mesi prima che la riportaste all’esame dell’Aula dopo l'ennesimo richiamo del Governo. Cioè il Governo, ancora una volta, ha rimandato il governo regionale a settembre. Pur di non impugnare la legge ha detto: “vedete che è stato fatto l'ennesimo orrore normativo, vi siete dimenticati di inserire fino a quando è prevista questa possibilità”, con l'ulteriore conseguenza che non sappiamo come sia stata governata in questi 6 mesi quell'emergenza, che ha portato a dover approvare la legge il 19 gennaio. In qualche modo questo provvedimento è collegato anche all'articolo 2 in cui si prevede di inserire “ai sensi dell'articolo XY della legge YZ”. In questo caso, invece, avete dimenticato di inserire la norma di riferimento.
Ecco, anche in questo caso il Governo dice: “Inserite la norma di riferimento per evitare - è scritto all'interno della relazione illustrativa - eventuali dubbi interpretativi rispetto alla norma”. Insomma, in una mancava l'orizzonte temporale, nell’altra mancava l'orizzonte normativo di riferimento! Verrebbe da dire - non lo diciamo per usare le parole del Presidente - che questa è roba da sfigati!
L'articolo 3, invece, dice che viene soppressa la clausola ostativa al divieto di stabilizzazione per i collaboratori del PNRR. Anche in questo caso, Presidente, sarebbero necessari alcuni chiarimenti: se l'intento del legislatore, l'intento del governo regionale, è quello di consentire la stabilizzazione dei collaboratori inseriti all'interno dei progetti del PNRR, forse, per usare le parole della relazione introduttiva, bisognerebbe essere più chiari per evitare dubbi interpretativi, per evitare fraintendimenti e noi - sia chiaro - saremmo molto contenti e favorevoli naturalmente a questa stabilizzazione. Non è chiaro però, da quello che voi avete scritto, se la rimozione della clausola ostativa alla stabilizzazione si traduca automaticamente nella volontà e nell'obbligo da parte del governo regionale di stabilizzare questi collaboratori che vengono prorogati; poi, attesa la dicitura dell'invarianza finanziaria, vorremmo capire con quali risorse vengono prorogati: con le risorse inserite nell'ambito del PNRR oppure con risorse della Regione stessa?
Concludo. L'articolo 5, invece, è molto, molto scivoloso come argomento: la demolizione della baraccopoli di Scordovillo. Qui abbiamo dovuto studiare arrangiandoci in qualche modo, perché non si capisce da dove nasca questo progetto, non si capisce quali siano le risorse della coesione alle quali si fa riferimento, anche perché c'è una letteratura rispetto a Scordovillo che affonda le radici a anni e anni fa.
Vorremmo capire: le risorse della coesione sono le stesse che fanno riferimento al progetto Sud? E, se così è, perché non viene citato nel provvedimento? Sono cioè le stesse risorse della delibera 109 del 25 marzo 2024? Sono cioè gli stessi 36 milioni che venivano previsti all'interno di quella delibera? E, se così fosse, perché sono passati 2 anni per riportare questo provvedimento in Aula? Sono stati, infine, coinvolti i sindaci dei territori dove insiste la baraccopoli di Scordovillo? Evidentemente no, se poco più di 2 settimane fa i sindaci di Pianopoli, di Maida, di San Pietro a Maida sono stati costretti a chiedere al presidente Occhiuto di essere coinvolti rispetto a scelte non soltanto di natura sociale, ma anche di pianificazione e di sviluppo del territorio che riguardano i comuni di cui loro sono i primi cittadini.
Presidente, vorrei chiedere chiarimenti rispetto a questi punti, atteso che purtroppo per gli articoli 6, 7 e 8 non c'è stato il tempo di studiarli perché eravamo già in Aula. Grazie.
Grazie, collega Falcomatà. Come ho detto anche alla collega Madeo gli articoli erano stati spiegati, uno per uno, all'interno della Conferenza dei capigruppo, erano presenti i capigruppo sia di maggioranza sia di minoranza.
Non ci sono altri interventi.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento:
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Non ci sono altri punti all'ordine del giorno, la seduta è tolta.
Grazie, buon lavoro e buon pomeriggio
La seduta termina alle 14,22
*Le omissioni (Omissis)
presenti nel testo sono effettuate in applicazione della normativa vigente in
materia di protezione dei dati personali, ai sensi del Regolamento (UE)
2016/679 (GDPR) e del decreto legislativo n. 196/2003, come modificato dal
d.lgs. n. 101/2018, al fine di garantire il rispetto dei principi di
minimizzazione, pertinenza e non eccedenza dei dati trattati, nonché la tutela
della riservatezza dei soggetti interessati.