
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 12
SEDUTA DI martedì
7 luglio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio
lavori h. 12,38
Fine
lavori h. 14,22
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
La seduta inizia alle 12,38
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Passiamo al primo punto, la proposta di provvedimento amministrativo numero 66/13^ d'ufficio, recante: “Effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge numero 57/13^ di iniziativa del consigliere V. Pitaro, recante: ‘Modifica dei confini territoriali tra i Comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella Provincia di Vibo Valentia’”. Cedo la parola al consigliere Pitaro per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pitaro.
Grazie, Presidente. Colleghi, con questa proposta andiamo verso le battute finali per definire una vicenda annosa, atavica, che riguarda due Comuni della provincia di Vibo: il Comune di Zaccanopoli e il Comune di Zambrone. In particolare, una parte dei cittadini che abitano nel comune di Zaccanopoli di fatto vive nel comune di Zambrone, tant'è che questi cittadini usufruiscono dei servizi del Comune in cui non sono residenti, dalla raccolta differenziata al servizio scuolabus, ad altre attività, pure il servizio idrico fognante.
Andiamo verso le battute finali, perché questa in realtà è una proposta per l’indizione del referendum consultivo che metterà i cittadini del Comune di Zaccanopoli, in particolar modo i cittadini di questa parte del Comune, nella condizione di poter scegliere se continuare a risiedere nel comune di Zaccanopoli oppure passare al comune di Zambrone. In Commissione abbiamo audito i sindaci - ci sono stati pareri favorevoli - quindi, oggi approviamo semplicemente la proposta di effettuare il referendum consultivo. Una volta definito il referendum consultivo, a seconda del risultato, andremo successivamente ad esaminare nuovamente questa proposta in Commissione per poi portarla in modo definitivo all’esame del Consiglio. Anticipatamente, annuncio che il mio voto è favorevole.
Grazie, consigliere Pitaro. Non ci sono richieste di intervento. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso con richiesta autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto 2, la proposta di legge numero 43/13^ di iniziativa dei consiglieri F. Laghi, S. Ferrari, recante: “Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS)”. Cedo la parola al consigliere Laghi per illustrare il provvedimento.
Prego, consigliere Laghi.
Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti.
La presente proposta di legge ha un titolo ostico, quasi ostile, riguardo l'immediata comprensione dell'argomento trattato: il PFAS. In realtà parla di come conserviamo e cuciniamo i nostri cibi, quali indumenti utilizziamo, quali rischi di salute corriamo tinteggiando la casa e tante altre cose con le quali ci cimentiamo nella nostra quotidianità.
Le sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, infatti, comunemente conosciute come PFAS, sono composti chimici di sintesi. Non esistono cioè in natura, ma sono state create in laboratorio e si sono diffuse a livello planetario perché funzionano benissimo. Purtroppo, solo in un tempo molto successivo - troppo successivo - si è scoperto che nuocciono gravemente alla salute. I PFAS vengono ampiamente utilizzati per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antiaderenti, presenti in oggetti di uso quotidiano come padelle, padelle antiaderenti, tessuti tecnici come gli impermeabili, imballaggi alimentari e schiume antincendio. Queste sostanze sono estremamente persistenti in quanto non si degradano in natura e si accumulano nel corpo umano e negli ecosistemi, motivo per cui sono noti anche come inquinanti eterni. Tra le diverse PFAS, in particolare il PFOA, l'acido perfluoroottanoico, è stato classificato come cancerogeno certo per l'uomo, Gruppo 1, dall'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, la IARC di Lione, mentre il PFOS è considerato un possibile cancerogeno Gruppo 2B della IARC. L'esposizione cronica a queste sostanze è stata associata a un aumento del rischio di tumori del rene e dei testicoli, oltre che a disfunzioni ormonali, immunitarie, epatiche e riproduttive.
Le PFAS, inoltre, sono trasmissibili dalla madre al feto, con possibili effetti teratogeni sullo sviluppo dello stesso.
La Regione Calabria ha registrato ritardi rispetto ad altre Regioni italiane nel monitoraggio della contaminazione da PFAS, ma nel corso del 2023 si è dotata della strumentazione analitica necessaria e ha messo a punto il metodo di determinazione delle PFAS nelle acque destinate al consumo umano, per poter ottemperare a quanto previsto dal decreto-legge 18 del 2023. Nel 2024 è stato avviato il monitoraggio delle PFAS nelle acque superficiali, pur non risultando ancora disponibili dati di pubblico accesso. Nonostante ciò, negli ultimi anni in Calabria sono stati condotti studi e campionamenti ambientali che confermano la presenza delle PFAS nei pesci e nelle acque potabili. I dati più recenti ad oggi disponibili sono principalmente quelli riportati anche in due report dell'organizzazione Greenpeace: “Pescato al sapore di PFAS” del 2024 e “Acque senza veleni” del 2025. Secondo l'analisi dei dati, per ciò che concerne le acque potabili, l'indagine ha incluso 13 campionamenti in altrettanti comuni calabresi, tra cui il capoluogo Reggio Calabria e altre città come Lamezia Terme, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Vibo e Corigliano Rossano. In 12 casi su 13 è stata riscontrata la presenza di almeno una molecola di PFAS, rendendo la Calabria una delle regioni con la più alta incidenza in Italia sui siti campionati, il 92%. Il PFOA - sostanza classificata come cancerogena - è stato individuato in diversi campioni prelevati spesso insieme ad altre sostanze come il TFA, l'acido trifluoroacetico, composto a catena ultra corta, anch'esso estremamente persistente. Alla luce degli effetti delle PFAS sulla salute umana e della conclamata contaminazione di tali sostanze nel territorio regionale, appare fondamentale attuare, organizzare e sistematizzare il monitoraggio delle PFAS nelle acque per proteggere efficacemente la salute pubblica e l'ambiente. A tal fine, inoltre, la presente proposta di legge stabilisce dei valori limite di emissioni per sostanze perfluoroalchiliche negli scarichi in acque superficiali e, a tal proposito, appare opportuno precisare che i limiti previsti nella presente proposta di legge sono stabiliti nel rispetto della normativa statale ed europea vigente in materia e, soprattutto, introdotti con criteri e prescrizioni più stringenti rispetto a quanto previsto dalla normativa statale, al fine di consentire un maggiore rigore a tutela delle acque superficiali della regione Calabria.
Nella proposta sono state indicate delle categorie di impianti oggetto di attività di controllo. È bene precisare, tuttavia, che l'elenco degli impianti è da considerarsi come prioritario ma non esaustivo, come prescritto nel comma 3 dell'articolo 3. Al fine del pieno raggiungimento degli obiettivi, la proposta prevede l'istituzione di un Comitato tecnico scientifico regionale che svolga attività di controllo e monitoraggio sul territorio (Legge regionale della Calabria numero 20 del 3 agosto 99) e che rivesta un ruolo fondamentale proprio in materia della tutela delle acque in attuazione del decreto legislativo 18 del 2023. Il Comitato tecnico-scientifico rappresenterà un organo di supporto per il monitoraggio e controllo dei valori limiti di emissione (VLE) presenti nelle acque. A tal proposito, è importante precisare che questi valori limite di emissione, appunto i VLE, previsti nella presente proposta di legge all'allegato A, si fondano su criteri tecnico-scientifici aggiornati e coerenti con le indicazioni più recenti in materia di tutela ambientale e sanitaria. In particolare, la definizione di tale limite è stata effettuata prendendo a riferimento il documento tecnico “Nuovi limiti PFAS 2024” elaborato dal Consorzio Arica - Aziende Riunite Collettore Acque che gestisce per conto della Regione Veneto il collettore delle acque di 5 impianti di popolazione del vicentino, che di recente è tornato a essere oggetto di anche di inchieste giornalistiche. Questo documento riassume le soglie di concentrazione per le principali PFAS nei reflui industriali, basate sul principio di precauzione e sulla necessità di garantire livelli di protezione elevati per le risorse idriche e la salute pubblica. Tali valori rappresentano una base condivisa e replicabile per le Regioni che intendano adottare regolamentazioni specifiche per contrastare efficacemente la contaminazione da PFAS.
Dal punto di vista squisitamente normativo, la proposta contiene 6 articoli di seguito descritti: l'articolo 1 descrive le finalità - la ratio della proposta di legge è quella del controllo e monitoraggio delle acque, rendendo ancora più stringenti i valori limite dell'inquinamento da sostanze poli -e perfluoroalchiliche; l'articolo 2 è specificamente dedicato alla definizione dei PFAS; l'articolo 3 precisa l'ambito di applicazione; l'articolo 4 indica i limiti di emissione consentiti sul territorio della regione Calabria; l'articolo 5 istituisce il Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS e ne indica composizione e funzioni; l'articolo 6 contiene la clausola di invarianza finanziaria.
Relativamente, infine, a questa proposta di legge segnalo che, per impegni e accordi presi in sede di Seconda Commissione bilancio, ho provveduto a presentare due emendamenti, adeguando anche la relazione illustrativa e quella tecnico finanziaria.
Concludo ringraziando i Presidenti della Quarta Commissione ambiente, l'onorevole Sergio Ferrari, e della Seconda Commissione bilancio, l'onorevole Filippo Pietropaolo, per aver supportato l'iter della proposta, e i colleghi consiglieri di entrambe le Commissioni per averla unanimemente supportata. Spero che oggi questa proposta abbia il sostegno unanime dell'Aula e possa così diventare operativa, contribuendo alla tutela della salute e dell'ambiente della nostra regione.
Grazie, collega Laghi. Ci sono interventi. Non ci sono interventi.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo 3 è pervenuto l'emendamento protocollo 15990/A01, a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere.
Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si sostituisce il comma 4 dell'articolo 3, relativo all'ambito di applicazione, al fine di attribuire al Dipartimento competente il compito di elaborare un piano annuale di controllo, nonché di provvedere alla pubblicazione dei dati sui siti della Regione Calabria, nel rispetto della tempistica indicata nello stesso comma 4. L'emendamento non reca disposizioni che comportino nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale.
Il comma 4 dell'articolo 3 è sostituito come segue: “Il Dipartimento competente provvede alla elaborazione di un piano annuale di controllo e alla pubblicazione dei dati sui siti istituzionali della Regione Calabria entro e non oltre 30 giorni successivi alla data delle rilevazioni effettuate.”. Grazie.
Grazie, collega. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 3
(È approvato così come emendato)
Articolo 4
(È approvato)
All’articolo 5 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15990/A02, a firma del consigliere Laghi, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, collega.
Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si sostituisce l'articolo 5 (Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS) al fine di meglio precisare e dettagliare compiti, tempistiche, composizione e sede operativa del Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio delle PFAS. L'emendamento non reca disposizioni che comportino nuovi o maggiori oneri finanziari a valere sul bilancio regionale. Quindi l'articolo 5 (Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio del PFAS) è così sostituito: “1. È istituito il Comitato tecnico scientifico regionale per il monitoraggio continuo della contaminazione da PFAS sul territorio regionale. Il Comitato ha il compito di coadiuvare e supportare le attività di monitoraggio dei PFAS sul territorio regionale. La partecipazione ai lavori del Comitato è a titolo gratuito e non dà luogo a rimborso spese. Il Comitato svolge la sua attività presso una sede individuata dal Dipartimento competente, con le risorse strumentali ed umane disponibili.
2. Il Comitato, costituito con decreto del Presidente della Giunta regionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria, dura in carica cinque anni ed è così composto:
a) un responsabile del dipartimento competente in materia di territorio e tutela dell’ambiente o un suo delegato, con funzione di presidente;
b) un responsabile del dipartimento competente in materia di welfare e tutela della salute o un suo delegato, con funzione di vicepresidente;
c) un responsabile del dipartimento competente in materia di agricoltura e sviluppo rurale o un suo delegato;
d) il direttore dell’Ente Regionale competente in materia individuato dal Dipartimento Ambiente;
e) il direttore dell’ARRICAL o un suo delegato;
f) il direttore della SORICAL o un suo delegato.
3. Il Comitato ha la facoltà di svolgere audizioni utili all’esercizio delle proprie funzioni, senza nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale.
4. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato presenta al Consiglio regionale della Calabria, una relazione comprendente una ricognizione completa ed esaustiva della situazione in merito alla presenza sul territorio regionale di PFAS e dei possibili sviluppi della stessa, per tutte le matrici interessate dalla contaminazione.
5. Il Comitato opera in piena autonomia conoscitiva e propositiva, ferme restando le competenze tecniche-operative del Dipartimento di competenza, in materia di monitoraggio ambientale, esecuzione dei controlli e validazione dei dati analitici.”
Grazie, collega. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 5
(È approvato così come emendato))
Articolo 6
(È approvato)
Prendiamo atto della nuova relazione illustrativa, protocollo numero 15990/A03, della nuova relazione tecnica finanziaria, protocollo numero 15990/A04, presentata dal relatore, consigliere Laghi. Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con la richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge, unitamente al relativo allegato, è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo alla proposta di legge numero 51/13^ di iniziativa del consigliere S. Ferrari, recante: “Norme per la promozione della sicurezza e dell’educazione stradale e per la disciplina del sistema regionale di monitoraggio dei dati sull’incidentalità stradale”. Cedo la parola al consigliere Ferrari per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Ferrari.
Grazie, signor Presidente, onorevoli colleghi.
In qualità di relatore e proponente, sottopongo all'attenzione dell'Aula il testo della proposta di legge “Norme per la promozione della sicurezza e dell’educazione stradale e per la disciplina del sistema regionale di monitoraggio dei dati sull’incidentalità stradale”.
Gli incidenti stradali rappresentano, ancora oggi, una delle principali cause di mortalità e disabilità, con costi sociali, sanitari ed economici drammatici che colpiscono al cuore soprattutto le giovani generazioni.
Si tratta di una piaga che, nella nostra regione, si scontra drammaticamente con le fragilità e la complessità infrastrutturale della rete viaria calabrese.
Di fronte a questa realtà, non possiamo più permetterci interventi sporadici o frammentati.
È proprio da questa precisa urgenza che nasce la proposta di legge oggi all’esame dell’Aula: la necessità di superare la dispersione degli strumenti attuali per costruire un quadro normativo unitario, coerente e aggiornato, in piena linea con gli indirizzi europei e con il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale."
Il provvedimento oggi in esame si fonda su tre direttrici strategiche fondamentali: in primo luogo, il rafforzamento del sistema regionale di monitoraggio, attraverso la istituzionalizzazione del Centro regionale di monitoraggio degli incidenti stradali nella regione Calabria (CRISC), quale struttura tecnica di riferimento per la raccolta e l’elaborazione dei dati sull’incidentalità. A ciò si affianca il consolidamento della rete dei Centri provinciali, in un’ottica di integrazione territoriale e omogeneità dei flussi informativi; in secondo luogo, il potenziamento tecnologico e l’aggiornamento della piattaforma del CRISC, favorendo l’interoperabilità dei dati, l’adozione di strumenti innovativi e l’integrazione con i Sistemi di Trasporto Intelligenti (ITS) e con la pianificazione regionale, in particolare il Piano regionale dei trasporti della Calabria ed i Piani per la Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS); in terzo luogo, la promozione della cultura della sicurezza e dell’educazione stradale, attraverso programmi formativi e campagne di sensibilizzazione rivolte in particolare a studenti, giovani conducenti e utenti vulnerabili.
Un elemento di particolare rilievo, che ci tengo a sottolineare, è che con questa legge non stiamo creando una nuova struttura burocratica. Il CRISC non è un "carrozzone". È la formalizzazione e la stabilizzazione di un’esperienza virtuosa già operativa dal 2015 presso il Servizio Sicurezza Stradale della Provincia di Crotone, e già riconosciuta a livello nazionale. In questi anni, in collaborazione con l'ISTAT, il Centro ha sviluppato competenze specialistiche straordinarie.
Tuttavia, l'attuale assetto, basato su convenzioni e protocolli amministrativi, non può garantire stabilità nel lungo periodo.
Questa legge interviene per dare una base normativa unitaria e aggiornata, ma ancor prima certa e duratura, una buona pratica del territorio.
Inoltre, l’individuazione dei Centri provinciali come articolazioni territoriali non configura un trasferimento di nuove competenze onerose, ma semplicemente un'ottimizzazione delle funzioni già esercitate dal personale in servizio.
Il provvedimento sposa i più avanzati modelli internazionali, tra cui l’approccio “Safe System”, incentrato sulla prevenzione e sulla gestione sistemica del rischio.
Quattro sono i pilastri che si integrano perfettamente in questa norma:
Pianificazione: la legge rafforza il ruolo della Regione quale soggetto di indirizzo e di coordinamento, capace di definire strategie coerenti e di lungo periodo, in raccordo con gli enti locali e con gli altri livelli istituzionali. In questo modo si intende superare la dispersione degli interventi, favorendo una maggiore efficacia delle politiche pubbliche.
Monitoraggio: il vero cuore del sistema. La conoscenza e la completezza dei dati costituisce una base imprescindibile per politiche pubbliche efficaci e mirate. Per questo la proposta attribuisce un ruolo fondamentale alla qualità, raccolta, integrazione e analisi dei dati, riconoscendo che solo attraverso una conoscenza puntuale e aggiornata dei fenomeni stradali è possibile orientare correttamente le scelte politiche e amministrative;
Innovazione tecnologica: si punta a far evolvere il CRISC attraverso l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale. Non sarà un mero archivio statistico, ma uno strumento predittivo capace di mappare il rischio e prevenire gli incidenti;
Educazione e prevenzione: il provvedimento afferma una visione nella quale il comportamento responsabile degli utenti della strada rappresenta un fattore determinante per la riduzione dell’incidentalità. In tale quadro, la legge prevede altresì l’istituzione della Giornata regionale della sicurezza stradale, quale momento di sintesi e di sensibilizzazione.
Sotto il profilo del supporto alle vittime, la disposizione non introduce nuovi costi sanitari, bensì promuove un modello di coordinamento e raccordo funzionale tra i servizi sociosanitari già attivi sul territorio, le strutture del Servizio sanitario regionale e i Centri per le Vittime della Strada, garantendo una risposta tempestiva ed efficace, inclusa la consulenza psicologica, attraverso le risorse già disponibili.
Sotto il profilo amministrativo e finanziario è importante sottolineare che la legge è improntata a criteri di efficienza e razionalizzazione. Non vengono introdotte strutture burocratiche aggiuntive né organismi ridondanti: al contrario, si valorizzano competenze e risorse già esistenti.
Per quanto concerne il profilo finanziario, il provvedimento è corredato da una disciplina puntuale degli oneri connessi alla sua attuazione ed ha ottenuto il parere favorevole unanime della Seconda Commissione consiliare Bilancio, che ringrazio. Le misure previste trovano copertura nell’ambito delle risorse disponibili, nel rispetto degli equilibri di bilancio e dei vincoli di finanza pubblica. Al contempo, l’impianto complessivo della legge è orientato a un utilizzo efficiente delle risorse, privilegiando interventi ad alto impatto: la formazione del personale, la manutenzione evolutiva della piattaforma CRISC, l'interoperabilità tra i nodi provinciali e l'aggiornamento delle dotazioni hardware.
Passando all’illustrazione
della proposta, il testo di legge oggi in esame si compone di 19 articoli che
illustro brevemente.
Il testo si apre con il Capo
I, che definisce i principi ispiratori all'articolo 1, e le finalità della
legge all'articolo 2, chiarendo il quadro di riferimento e introducendo
l'approccio sistemico della sicurezza stradale. Il successivo impianto normativo
sviluppa in modo coerente tali obiettivi, prevedendo strumenti di
pianificazione, coordinamento e monitoraggio.
L'articolo 3 definisce
l'ambito degli interventi in materia di sicurezza stradale.
L'articolo 4 prevede
l'istituzionalizzazione del Centro regionale di monitoraggio degli incidenti
stradali nella regione Calabria.
L'articolo 5 promuove la
stipula di un Protocollo d'intesa con la Provincia per disciplinare i rapporti
in materia.
L'articolo 6 definisce il
ruolo istituzionale e tecnico-scientifico del CRISC.
L'articolo 7 prevede
l'organizzazione e la gestione operativa integrata in regime di avvalimento del
personale esistente.
Gli articoli 8 e 9 individuano
e definiscono i compiti dei Centri provinciali quali articolazioni
territoriali.
Gli articoli 10, 11 e 12
prevedono l'istituzione, le funzioni e la composizione della Consulta regionale
sulla sicurezza stradale.
L'articolo 13 promuove
programmi di educazione stradale.
L'articolo 14 istituisce la
Giornata regionale della sicurezza stradale.
Gli articoli 15 e 16
definiscono le attività operative e concrete ed il potenziamento tecnologico
affidato al CRISC, incluse l'interoperabilità e l'evoluzione dei sistemi.
L'articolo 17 prevede la
possibilità di accordi e convenzioni con Enti pubblici e privati.
L'articolo 18 contiene la
norma finanziaria.
Infine, l'articolo 19 prevede
la clausola valutativa.
Ho provveduto a depositare
degli emendamenti con i quali si è ritenuto opportuno procedere alla
soppressione della Consulta regionale della sicurezza stradale, originariamente
prevista nel testo, al fine di semplificare l'assetto organizzativo e accelerare
l'attuazione delle disposizioni della legge. Tale scelta si fonda anche sulla
considerazione che le funzioni di coordinamento tecnico-scientifico e di
supporto alle attività del CRISC risultano già presidiate nell'ambito
dell'organizzazione regionale, in particolare attraverso il Coordinamento
tecnico del CRISC previsto già dalla deliberazione della Giunta regionale
numero 50/2021.
In questa prospettiva si è
ritenuto preferibile evitare la duplicazione di organismi e concentrare le
relative funzioni in capo al Dipartimento competente in materia di trasporti,
garantendo così maggiore efficienza, immediatezza operativa e coerenza con
l'attuale assetto amministrativo.
Si tratta, dunque, di una
legge equilibrata: da un lato, introduce strumenti innovativi e rafforza le
politiche di sicurezza stradale; dall'altro, lo fa senza appesantire la
macchina regionale, anzi rendendola più snella, più coordinata e più orientata
ai risultati.
In conclusione, cari colleghi,
ci troviamo di fronte a un provvedimento che coniuga rigore tecnico,
sostenibilità finanziaria ed un profondo impatto sociale.
È una legge che guarda al
futuro, che allinea la Calabria agli standard
europei più avanzati in materia di sicurezza stradale e che, soprattutto,
ha come obiettivo ultimo quello di salvare vite umane sulle nostre strade.
Questo testo giunge oggi in
Aula forte di un approfondito iter
istruttorio in Quarta Commissione e dei pareri favorevoli della Terza e della
Quinta Commissione, che ringrazio per la loro attività. Significa che la
macchina amministrativa e contabile ha già promosso questa norma, definendola
solida e, soprattutto, applicabile.
Approvare questa legge
significa fare una scelta di buon governo, di maturità legislativa e di
responsabilità verso i cittadini calabresi. Per questa ragione, vi invito ad
esprimere con convinzione un voto favorevole. Grazie.
Grazie, collega Ferrari. Ha chiesto di intervenire
la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo
su questo punto, ringraziando il presidente Ferrari per la sua sensibilità.
In quanto vicepresidente della
Quarta Commissione ho espresso in quella sede il voto favorevole e ribadisco
oggi che il voto sarà favorevole. Però, visto che stiamo parlando di sicurezza
sulle strade, vorrei fare un accorato appello alla maggioranza, alla Giunta, al
presidente Occhiuto che mi dispiace non vedere in Aula, ma so che ci sta
ascoltando.
Qualche settimana fa,
purtroppo, Crosia ha pianto un suo figlio, perso sulla strada per un incidente
stradale. E vorrei dire oggi che si tratta di un caso isolato, ma purtroppo non
è così.
C'è stata una manifestazione
molto partecipata, venerdì scorso, indetta dal Sindaco di Mirto, alla quale,
purtroppo, non ho visto nessun rappresentante di questa maggioranza e dove
c'erano molti Sindaci. Non voglio fare, soprattutto su questi temi, distinzioni
politiche. Presidente, per me non esiste destra, sinistra, centro, non esiste
niente quando si parla di vite umane.
Vorrei che, come è stato quel
giorno, ci fosse un'unione, un'unità di intenti, che ci fosse qui dentro un
solo colore, che non è politico, ma è il colore di persone che vogliono aiutare
e dare un segnale. La riflessione che ho fatto ai vari Sindaci che hanno
partecipato quel giorno in quella iniziativa pubblica è stata: “Signori, non
penso che ci sia qualcuno di noi immune da queste tragedie. Nessuno di noi può
dire di rappresentare un paese, una zona che non sia stata colpita da un
tragico incidente, in cui è stata persa una vita umana a causa degli incidenti
che avvengono sulle nostre strade, soprattutto sulla strada statale 106, che è
l'unica strada che abbiamo, dove il traffico si concentra, soprattutto in
estate”. Venendo qui ho visto, purtroppo, due incidenti.
Cari colleghi della
maggioranza, spero di arrivare dritta a voi e avere un confronto con voi su
questo e sono sicura che l'avremo anche con il Presidente e con la Giunta. Noi
oggi rappresentiamo qualcosa, siamo delle Istituzioni, siamo stati democraticamente
eletti, rappresentiamo dei cittadini che ci hanno dato democraticamente il loro
voto e il mandato per rappresentarli, e abbiamo un'occasione che potrebbe non
verificarsi più. Non vorrei che qualcuno di noi, un domani, dovesse arrivare a
dire: “Avrei potuto fare qualcosa”, perché si parla di figli della nostra
terra.
Uniamoci in questa battaglia.
Provengo da otto anni di Parlamento, conosco alla perfezione quali sono le
competenze, so che c'è un Ministero, so che le strade non sono esclusivamente
competenza regionale o comunale. Queste cose le conosco benissimo. Ma, io,
oggi, sto parlando al vostro cuore, e sto dicendo, all’interno delle nostre
competenze, per quanto in nostro potere, in tutto quello che possiamo fare, di
unirci perché abbiamo delle strade pericolose. Anche gli utenti di queste
strade a volte ci mettono la loro. Sono d'accordissimo. Ma le strade sono
pericolose e noi, oggi, abbiamo un'occasione che potrebbe non verificarsi più:
uniamoci e lavoriamo nell’ambito delle competenze che abbiamo per dare una
risposta ai cittadini calabresi, perché non dobbiamo più piangere neanche un
morto. Grazie.
Grazie, collega Scutellà. Non
ci sono altri interventi.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo 3, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16010/A01, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, collega Alecci.
Grazie, signor Presidente.
Sottolineo l'importanza di questa legge, mi fa piacere che il collega Ferrari
l'abbia presentata; nella scorsa Legislatura, avevo presentato una proposta
molto simile, però l'amaro destino dei consiglieri di minoranza è anche questo:
presentare tante proposte e vederne molte poche vedere la luce.
Però, purché si possa portare
a casa il risultato, sono totalmente d'accordo, tra l'altro in una regione - è
giusto che tutti quanti noi ne prendiamo atto - come la Calabria, nella quale
ci sono un bassissimo numero di incidenti stradali. Anche qui, c'è una
narrazione che non è corretta: la regione Calabria è la regione dove ci sono
meno incidenti stradali in proporzione rispetto a tutte le 20 Regioni del
Paese.
Il problema qual è? Che il
tasso di mortalità però è il più alto in Italia, cioè a parità di incidenti,
dati 100 incidenti stradali, in Calabria purtroppo il
rischio di perdere la vita è più alto rispetto a tutte le altre regioni
italiane, proprio perché la situazione delle nostre strade è molto deficitaria.
Credo che su questo si debba porre l'attenzione, come giustamente il collega
Ferrari fa, in un territorio che purtroppo registra tante vittime: perdono la
vita circa 100 calabresi ogni anno e, tra questi,
purtroppo, la maggior parte sono giovanissimi.
Per questo ho presentato
l'emendamento all'articolo 3 che prevede la possibilità di attivare delle
campagne di sensibilizzazione soprattutto nei luoghi più frequentati dai
giovani.
Lo scorso anno, la scorsa
estate, ho sottoscritto un Protocollo con un Centro di raccolta di veicoli
incidentati, in termini più semplici, uno “sfasciacarrozze”. Mi sono fatto dare
un veicolo che, purtroppo, aveva subito un gravissimo incidente, praticamente
tutto il muso di questo fuoristrada non c'era più, gli airbag erano esplosi.
L'ho messo su un carrellone e l'ho portato di fronte alla più importante
discoteca che c'è nella città di Soverato, distribuendo una brochure in cui era contenuto il numero
di quanti ragazzi perdono la vita nella nostra regione. Centinaia di ragazzi,
all’uscita dalla discoteca, vedendo il mezzo incidentato venivano con grande
curiosità a chiedere i numeri, a sapere quanti incidenti si verificano nella
nostra regione.
È un'attività di
sensibilizzazione che, secondo me, anche le Province, in collaborazione con la
Regione, con la Polizia stradale, con gli Enti che si possono tirare in campo,
possono realizzare, perché su temi come questi non si finisce mai di portare avanti
la sensibilizzazione.
L’emendamento inserisce la
possibilità di fare sensibilizzazione soprattutto nei luoghi più esposti al
rischio. Grazie.
Grazie, collega Alecci. Parere della Giunta?
MANCUSO
Filippo, Vicepresidente della Giunta
regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici,
urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne
ha facoltà.
Grazie, Presidente. Questo è
un argomento molto importante. Ho ascoltato con attenzione l'illustrazione del
collega Ferrari e condivido l'impianto del sistema di monitoraggio, il sistema
di sensibilizzazione perché sono tutti strumenti che in qualche modo possono
dare una mano alla riduzione degli incidenti stradali e, soprattutto,
contribuire a ridurre la perdita di vite umane.
Però, mi consentite,
riprendendo un po' la filosofia dell'intervento della collega Scutellà, serve
un ragionamento più ampio. Collega Ferrari, lei che è stato anche Presidente,
come me, di una Provincia, sa bene, come me, quanto questa vicenda della sicurezza
stradale incida molto sulla sicurezza dei cittadini calabresi, in maniera
particolare dei giovani.
Abbiamo un sistema stradale,
che è di competenza sia di ANAS sia, soprattutto, delle Province, che non è
sicuro. Conosciamo bene lo stato della strada statale 106, io in particolare
del tratto jonico-catanzarese, in cui c'è una enorme casistica di incidenti
mortali, in particolare nel tratto tra Soverato e Botricello, quasi
settimanale; si tratta di incidenti che causano perdite di vite umane,
soprattutto di giovani e soprattutto nel periodo estivo.
Quindi, serve una politica
capace di mettere in sicurezza le infrastrutture stradali, in maniera
particolare quelle più insicure; alcune di queste - voi lo sapete - sono
chiamate “strade della morte”, soprattutto la strada statale 106 che è la
statale jonica che parte da Reggio Calabria e arriva a Taranto ed è un'eterna
infrastruttura incompleta; ci sono annunci continui durante le campagne
elettorali, però continua ad essere realizzata a pezzi.
Ve ne segnalo una che molti
colleghi conoscono meglio di me perché, come me, ci vivono: il tratto di strada
tra Soverato e Caulonia è una mulattiera che ricorda ancora i tempi dei Borboni
e ancora non c'è la progettazione.
Passiamo al sistema delle
strade provinciali. Le strade provinciali dopo la Legge 56 sono strade
completamente insicure, alcune delle quali dovrebbero essere chiuse al transito
perché non garantiscono la pubblica incolumità. Capite che c'è bisogno di effettuare
un ragionamento forte. È chiaro che qualcuno di voi mi dirà: “Non è competenza
nostra”.
Noi siamo la sede regionale,
noi siamo l'Assemblea legislativa, il problema ce lo dobbiamo porre e dobbiamo
anche mandare segnali a livello nazionale, perché se la Legge 56 da questo
punto di vista ha creato un vulnus
disastroso, noi abbiamo l'obbligo di denunciarlo; così come ho fatto io da
Presidente della Provincia, denunciando quella legge, perché non ci possono
essere Enti, come le Province, che hanno le competenze, ma non hanno le
risorse, e mi riferisco soprattutto a scuole e strade.
Apprezzo, quindi, la proposta
di legge, collega Ferrari, che lei stamattina ha illustrato, però è necessario
svolgere un ragionamento sulla sicurezza stradale. Ben vengano gli Osservatori,
ben vengano le campagne di sensibilizzazione, ma noi abbiamo bisogno di un
sistema stradale sicuro. E dobbiamo, se è il caso, coinvolgere anche il
Ministero dei trasporti e il Governo nazionale affinché sia fatta una
rivisitazione della Legge 56, mettendo più soldi.
Rispetto a questo non ci
dobbiamo dividere, non ci possiamo dividere, così come ha detto la collega
Scutellà, e sul provvedimento il mio voto è favorevole.
Grazie, collega Bruno.
Prima di farvi intervenire,
pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 3
(È approvato così come
emendato)
Prima di passare all'esame
dell’articolo 4, ha chiesto di intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Come
membro della Commissione ambiente, di cui l'onorevole Ferrari è Presidente, ho
seguito la nascita e l'andamento di questa proposta di legge che con ogni
evidenza è un pezzo di un mosaico che deve tutelare non solo la viabilità ma
anche la vita, come è stato detto bene dai colleghi che sono intervenuti, anche
di minoranza; questo è anche è un segnale di come su determinati argomenti ci
sia la volontà di lavorare insieme.
Questa proposta di legge può
effettivamente svolgere un ruolo positivo in un complessivo miglioramento della
riduzione degli incidenti stradali, che è la strada, certamente, non solo
metaforica, da percorrere, per ridare sicurezza alle nostre strade e ai nostri
giovani, ma a tutti quanti noi.
Ovviamente, il mio voto sarà
favorevole.
Grazie, collega Laghi.
Ha chiesto di intervenire la collega Madeo. Ne ha
facoltà.
Grazie, Presidente. Un saluto
a lei, ai colleghi consiglieri, al presidente Occhiuto e alla sua Giunta, al
Segretario generale e ai dipendenti che ci assistono.
Collega, sono assolutamente
convinta di una cosa: il cambiamento parte dalla testa. E dunque, insisto su
una cosa che, al netto della necessità di mettere in sicurezza le nostre strade
- è un'assoluta necessità e chiaramente condivido l'impostazione di doverci
mettere dei soldi per poter mettere in sicurezza queste strade - noi dobbiamo
partire assolutamente, come è ben specificato anche nella proposta di legge che
oggi andiamo ad approvare, dalla necessità di promuovere la cultura della
sicurezza e dell'educazione stradale mediante programmi formativi rivolti agli
studenti.
Questa è un'assoluta e ferma
necessità e, come detto all'evento a cui si faceva riferimento prima, promosso
dalla sindaca Aiello del Comune di Mirto Crosia, in occasione di un'ennesima
vita spezzata e lasciata lì sull'asfalto, c'è bisogno di ribadire, senza timore
di essere male interpretata, che le nostre strade, rispetto ad alcuni standard, non sono sicure, hanno cioè
standard di sicurezza peggiori rispetto al resto d'Europa, perché sulle grandi
arterie ci sono troppi svincoli e, negli anni, sono state costruite case e
svincoli che portano ad abitazioni private o a centri commerciali o, ancora, a
luoghi altamente frequentati.
Noi dobbiamo dire ai nostri
giovani, e lo dobbiamo dire con fermezza, anche a costo di sembrare impopolari,
che la vita non è un videogame, che
non bisogna assolutamente prendere con leggerezza il fatto di guidare. Adesso
ci sono delle norme molto restrittive e vedo che si fanno anche dei controlli
serrati rispetto alla guida col cellulare o in stato d'ebbrezza.
Per cui, assolutamente, sono
completamente favorevole a questo.
Il capogruppo Alecci ha
presentato degli emendamenti e spero che troveranno il favore dei colleghi
della maggioranza. Però, abbiamo il dovere di dire che le cose si cambiano
anche dalla testa, attraverso la cultura della legalità, anche e soprattutto
alla guida, perché spesse volte gli incidenti sono causati da condotte
colpevoli.
Abbiamo, quindi, il coraggio
anche qui di dirlo: cerchiamo di innescare una cultura della legalità, a
partire da chi guida nelle nostre strade, che poi necessitano anche chiaramente
di alcune ristrutturazioni, per le quali bisogna, effettivamente, investire dei
soldi.
Noi ci siamo e cerchiamo di
avere anche il coraggio di dire cose che risultano impopolari. Dobbiamo dirlo:
le condotte devono essere virtuose e spesso, purtroppo, sulle nostre strade
queste condotte virtuose non ci sono. Grazie.
Grazie, collega Madeo. Non ci
sono altri interventi. Continuiamo con la votazione.
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
All’articolo 6, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16030/A01, a firma del consigliere Ferrari, a
cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, collega Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 6 della proposta di legge al fine di
eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di
ricondurre le relative funzioni in capo al Dipartimento competente in materia
di trasporti. L'intervento si rende necessario al fine di semplificare
l'assetto organizzativo delineato dalla proposta di legge e di accelerarne
l'attuazione, evitando la duplicazione di organismi e valorizzando strutture e
funzioni già presenti nell'ambito dell’organizzazione regionale. In
particolare, le attività di coordinamento tecnico e supporto risultano già
presidiate, anche attraverso il Coordinamento tecnico del CRISC di cui alla
deliberazione della Giunta regionale numero 50/2021.
La modifica proposta consente,
pertanto, di garantire maggiore efficienza operativa, immediatezza nell'avvio
delle attività prevista dalla legge e piena coerenza con l'attuale assetto
amministrativo.
La parte relativa alla
relazione descrittiva e finanziaria si coordina e si integra con il testo così
come emendato.
Relazione tecnico-finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Al comma 3, dell'articolo 6 della
proposta di legge, la lettera g) è sostituita dalla seguente lettera: “fornisce
supporto tecnico-scientifico al Dipartimento regionale competente in materia di
trasporti;”. Al comma 4, dell'articolo 6 della proposta di legge, dopo le
parole: “e lo trasmette”, le parole: “alla Consulta regionale sulla sicurezza
stradale” sono sostituite dalle seguenti: “al Dipartimento regionale competente
in materia di trasporti”.
Al comma 8, dell'articolo 6 della proposta di
legge, dopo le parole: “La Giunta regionale,”, sono inserite le seguenti: “con
il supporto del CRISC,”.>>
Grazie, collega Ferrari.
Parere della Giunta?
MANCUSO
Filippo, Vicepresidente della Giunta
regionale con competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici,
urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 6
(È approvato così come
emendato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
All’articolo 9, è pervenuto
l'emendamento, protocollo numero 16030/A02, a firma del consigliere Ferrari, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 9 della proposta di legge al fine di eliminare la previsione
della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di ridurre le relative
funzioni in capo al Dipartimento regionale competente in materia di trasporti.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Al
comma 1, dell'articolo 9 della proposta di legge, la lettera d) è sostituita
dalla seguente lettera: “d) supporto
tecnico e operativo alle iniziative regionali in materia di sicurezza stradale,
anche in raccordo con il dipartimento regionale competente in materia di
trasporti.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è
approvato.
Articolo 9
(È approvato così come
emendato)
È pervenuto l'emendamento protocollo numero
16030/A03 a firma del consigliere Ferrari soppressivo del Capo IV della
proposta di legge comprendente gli articoli 10, 11 e 12. Cedo la parola al
consigliere Ferrari per l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sul Capo IV, comprendente gli articoli 10, 11 e 12, al
fine di eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza
stradale.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: << “Il
Capo IV (Consulta regionale sulla sicurezza stradale) della proposta di legge
comprendente gli articoli 10, 11 e 12 è soppresso.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento che è approvato, pertanto, essendo stato approvato l'emendamento
soppressivo del Capo IV della proposta di legge, gli emendamenti presentati dal
consigliere Alecci agli articoli 10, protocollo numero 16010/A02, 11, protocollo
numero 16010/A03, e 12, protocollo numero 16010/A04, decadono.
All’articolo 13, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A05, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
Presidente, ritiro l’emendamento.
Poniamo in votazione
l'articolo 13.
Articolo
13
(È approvato)
All’articolo 14, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A06, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, ritiro l’emendamento.
Pongo in votazione l'articolo 14.
Articolo 14
(È approvato)
Dopo l'articolo 14 sono pervenuti alcuni
emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero 16010/A07 aggiuntivo
dell'articolo 14-bis a firma il
consigliere Alecci a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere
Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
Continuiamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A08 aggiuntivo dell'articolo 14-ter,
a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione.
Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A09 aggiuntivo all'articolo 14-quater,
a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione.
Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
L’emendamento è ritirato.
All’articolo 15, è pervenuto l'emendamento
protocollo numero 16010/A10, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la
parola per l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
Grazie, Presidente. L’emendamento prevede attività
di coordinamento tra il ruolo del CRISC e le iniziative che debbano essere
attivate sui luoghi di maggiore frequentazione da parte dei giovani, attivando,
appunto, dei progetti territoriali presso i Comuni della nostra regione.
Grazie, collega Alecci. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 15
(È approvato così come
emendato)
Articolo 16
(È approvato)
All’articolo 17, sono
pervenuti alcuni emendamenti. Iniziamo con l'emendamento protocollo numero
16010/A11, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per
l’illustrazione. Prego, consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, l’emendamento è ritirato.
Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero
16030/A04, a firma del consigliere Ferrari, a cui cedo la parola per
l’illustrazione. Prego, consigliere Ferrari.
Con la presente proposta
emendativa si interviene sull'articolo 17 della proposta di legge al fine di
eliminare la previsione della Consulta regionale sulla sicurezza stradale e di
ricondurre le relative funzioni in capo al Dipartimento regionale competente in
materia di trasporti.
Relazione tecnico finanziaria:
dalla presente proposta emendativa, che ha carattere ordinamentale, non
derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Il testo recita: <<Il
comma 3 dell'articolo 17 della proposta di legge è sostituito dal seguente
comma: “3. Delle collaborazioni di cui ai commi 1 e 2 è data informazione al
dipartimento regionale competente in materia di trasporti.”>>
Grazie, collega Ferrari. Parere della Giunta?
MANCUSO Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con competenze di indirizzo
politico in materia di lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e
politiche della casa
Parere favorevole.
Pongo in votazione
l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Articolo 17
(È approvato così come
emendato)
Articolo 18
(È approvato)
All’articolo 19, è pervenuto
l'emendamento protocollo numero 16010/A12, a firma del consigliere Alecci, a
cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego consigliere Alecci.
ALECCI
Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Presidente, l’emendamento è ritirato.
Grazie, collega Alecci.
Articolo 19
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al punto successivo:
ordine del giorno a firma del consigliere regionale Giannetta, “Istituzione di
un Tavolo tecnico regionale per l'approfondimento delle modalità attuative
delle disposizioni concernenti i medici veterinari, specialisti ambulatoriali
convenzionati operanti nel servizio sanitario regionale”.
Cedo la parola al consigliere
Giannetta per illustrare l'ordine del giorno.
Prego, consigliere Giannetta.
Grazie, signor Presidente,
colleghi consiglieri.
Ho chiesto l'inserimento di
questo ordine del giorno perché affronta un tema che, a mio giudizio, merita
l'attenzione del Consiglio regionale e riguarda il rafforzamento del nostro
sistema sanitario.
Il Parlamento ha approvato una
norma che apre una nuova fase per i medici veterinari specialisti ambulatoriali
convenzionati, adesso tocca alle Regioni fare la propria parte. Diverse
amministrazioni si sono già attivate e credo che la stessa cosa debba fare la
Regione Calabria. È giusto cogliere questa opportunità, avviando un percorso
serio, condiviso e rispettoso di quelle che sono le competenze di ognuno;
questo è il momento opportuno perché forti di una norma nazionale e, in virtù
dell'uscita dal commissariamento regionale, ci sono tutte le condizioni per
affrontare in maniera seria, compiuta ed organica questo argomento. Non stiamo
parlando solo di una categoria professionale. Stiamo parlando di uomini e donne
che ogni giorno sono impegnati nella tutela della salute pubblica, nella
sicurezza alimentare, nella prevenzione delle zoonosi, nel benessere animale,
nel controllo delle produzioni agroalimentari. Un lavoro spesso silenzioso ma
indispensabile che garantisce tutela e sicurezza ai cittadini e qualità del
nostro sistema sanitario regionale.
L'ordine del giorno non
anticipa decisioni amministrative e non crea delle scorciatoie, chiede
semplicemente che la Regione istituisca un Tavolo tecnico per accompagnare
l'attuazione della normativa nazionale, mettendo attorno allo stesso Tavolo
tutti i soggetti interessati. È un metodo fondato sul confronto sulla
programmazione, sulla responsabilità istituzionale.
Consentitemi di rivolgere un
ringraziamento al comitato regionale dei medici veterinari specialisti
ambulatoriali, nelle persone della dottoressa Cinzia Genovese e del dottor
Alessandro Taranto, che sono qui presenti su delega dello stesso comitato che ha
seguito questo percorso con equilibrio, competenza e grande senso delle
istituzioni, contribuendo sicuramente ad affrontare un dialogo sempre
improntato sulla reciproca collaborazione.
Per queste ragioni, chiedo ai
colleghi di condividere questo ordine del giorno: è un atto di attenzione verso
delle professionalità che rappresentano un presidio fondamentale della sanità
pubblica e un segnale di volontà della Calabria di affrontare con tempestività
e responsabilità una sfida che anche altre Regioni stanno affrontando.
Leggo l'ordine del giorno che
ha come oggetto l'istituzione di un Tavolo tecnico regionale per
l'approfondimento delle modalità attuative delle disposizioni concernenti i
motivi riguardanti i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati
operanti nel servizio sanitario regionale:
“Il
Consiglio regionale della Calabria, -
premesso
che: l'articolo 1, comma 940, della legge di bilancio 2026 ha introdotto
disposizioni volte a disciplinare il percorso di accesso all'area della
dirigenza del servizio sanitario nazionale da parte dei medici veterinari
specialisti ambulatoriali convenzionati a tempo indeterminato, secondo le
modalità e nei limiti previsti dalla normativa statale e dalla disciplina
attuativa; i medici veterinari specialisti ambulatoriali assicurano,
nell'ambito del servizio sanitario regionale, attività di rilevante interesse
pubblico nei settori della sanità animale, della sicurezza alimentare, del
benessere animale, della prevenzione delle zoonosi e della gestione delle
emergenze sanitarie; nella Regione Calabria opera un significativo numero di
medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati, che costituiscono
una componente qualificata dei servizi veterinari delle aziende sanitarie
provinciali; gli stessi professionisti hanno costituito un Comitato regionale
rappresentativo della categoria, quale interlocutore per il confronto
istituzionale sulle problematiche concernenti l'attuazione della nuova
disciplina.
Considerato
che: l'attuazione delle disposizioni introdotte dal legislatore nazionale
richiede un coordinamento tecnico-amministrativo volto ad assicurarne
un'applicazione uniforme sul territorio regionale, nel rispetto delle
competenze statali e regionali della contrattazione collettiva e della
normativa vigente; risulta opportuno procedere ad una ricognizione del
personale interessato, dei fabbisogni organizzativi, dei servizi veterinari e
delle risorse disponibili, anche ai fini della programmazione del fabbisogno di
personale da parte degli enti del servizio sanitario regionale; il processo
applicativo richiede il coinvolgimento delle strutture regionali competenti, di
Azienda Zero, delle Aziende sanitarie provinciali, delle organizzazioni
sindacali e degli ordini professionali, al fine di condividere gli aspetti
organizzativi e tecnico-amministrativi connessi all'attuazione della disciplina
nazionale; il confronto con esperienze avviate in altre Regioni può costituire
utile elemento di supporto nella definizione delle modalità applicative
maggiormente coerenti con il quadro normativo vigente.
Ritenuto
che: la Regione Calabria debba promuovere un'attività di coordinamento
istituzionale finalizzata all'analisi degli aspetti applicativi della normativa
statale, nel rispetto delle competenze attribuite ai diversi livelli di
governo; sia opportuno favorire un percorso improntato ai principi di
trasparenza, imparzialità, buon andamento dell'azione amministrativa e
valorizzazione delle professionalità, nel rispetto della disciplina legislativa
e contrattuale vigente -
Impegna
il Presidente della Giunta regionale a: 1) istituire, presso il Dipartimento
competente in materia di tutela della salute, un Tavolo tecnico regionale
dedicato all'approfondimento delle modalità attuative delle disposizioni
concernenti i medici veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati
operanti nel sistema sanitario regionale; 2) prevedere la partecipazione al
Tavolo dei rappresentanti del Dipartimento regionale competente di Azienda
Zero, delle Aziende sanitarie provinciali, delle organizzazioni sindacali
maggiormente rappresentative, degli ordini professionali interessati e del
Comitato regionale dei medici veterinari specialisti ambulatoriali; 3)
promuovere una ricognizione del personale interessato, dei fabbisogni dei
servizi veterinari regionali e delle condizioni organizzative necessarie per
l'attuazione della disciplina nazionale; 4) predisporre, nell'ambito delle
competenze regionali, indirizzi operativi e linee di coordinamento per
l'applicazione dell'articolo 1, comma 940, della Legge di bilancio 2026, nel
rispetto della normativa vigente, della contrattazione collettiva e del
principio di invarianza finanziaria ove previsto dalla legge; 5) favorire,
nell'ambito della procedura prevista dall'ordinamento, la valorizzazione delle
professionalità dei medici veterinari specialisti ambulatoriali, tenendo conto
dell'esperienza professionale maturata, delle competenze acquisite e della
formazione svolta, secondo i criteri stabiliti dalla normativa vigente; 6)
promuovere il confronto con le altre Regioni e con gli organismi istituzionali
competenti al fine di favorire un'applicazione omogenea delle disposizioni
nazionali; 7) riferire periodicamente alla competente Commissione consiliare
sugli esiti dell'attività del Tavolo tecnico e sulle iniziative
conseguentemente assunte.
Il
Consiglio regionale della Calabria riconosce il contributo assicurato dai
medici veterinari specialisti ambulatoriali alle attività di sanità pubblica
veterinaria e ritiene che la piena attuazione delle disposizioni introdotte dal
legislatore nazionale, nel rispetto del riparto costituzionale delle competenze
e della normativa vigente, possa concorrere al rafforzamento organizzativo del
servizio sanitario regionale e alla tutela della salute pubblica.”
Grazie, Presidente.
Grazie, collega Giannetta. Non
ci sono richieste di intervento.
Pongo in votazione l'ordine
del giorno con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. L'ordine
del giorno è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportato in Allegati)
Il punto 5 all'ordine del
giorno riguarda le nomine e designazioni di competenza del Consiglio regionale
negli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della
Regione.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pitaro. Ne
ha facoltà.
Grazie, Presidente. Chiedo un rinvio del punto
all'ordine del giorno.
Poniamo in votazione la richiesta di rinvio del
punto 5 all'ordine del giorno che è approvata.
(Il Consiglio rinvia)
Passiamo al punto 6: proposta di legge numero
96/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Mattiani,
Brutto e Pitaro, recante: “Adempimenti degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”. Cedo
la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego
consigliere Giannetta.
Grazie, Presidente. Intervengo
brevemente con una premessa per informare il Consiglio regionale ed esprimere
la mia soddisfazione per la decisione del Consiglio dei ministri di non
impugnare la legge regionale numero 15 del 14 maggio 2026 sulle concessioni
demaniali marittime. È una notizia importante che certifica la validità di una
legge coraggiosa e innovativa, costruita nel pieno rispetto dei principi
istituzionali ed europei, introducendo il criterio dell'effettiva scarsità
della risorsa quale presupposto per l'applicazione della direttiva Bolkestein.
Rivolgo un sincero
ringraziamento al presidente Occhiuto e alla Giunta, per la lungimiranza, la
determinazione e l'intraprendenza con cui hanno sostenuto questo percorso, e al
Consiglio regionale che con senso di responsabilità e maturità istituzionale ha
approvato una norma destinata a diventare un punto di riferimento anche per
altre Regioni italiane.
Consentitemi però, a
conclusione di questo mio primo intervento, una brevissima considerazione
politica: c'era chi aveva frettolosamente bollato questa legge come una
semplice salva stagione, pronosticandone l'inevitabile impugnativa e sostenendo
che non avrebbe avuto alcun futuro.
Oggi i fatti smentiscono
questa previsione.
La Calabria ha avuto il
coraggio di indicare una strada nuova. Il Governo ha riconosciuto la fondatezza
di questa scelta. Avevamo ragione e qualcuno oggi dovrebbe prenderne atto.
Presidente, in qualità di relatore, illustro all'Assemblea la proposta di legge
numero 96/13^, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”.
L'intervento legislativo
odierno si muove lungo due direttrici principali: da un lato, la necessità di
dare seguito agli impegni assunti dalla Regione Calabria verso il Governo
centrale, per garantire la tenuta costituzionale delle nostre leggi; dall'altro,
l'esigenza di apportare modifiche puntuali a norme regionali vigenti per
assicurarne l'efficacia operativa e la sostenibilità sociale.
Adempimenti in sede di leale
collaborazione: articoli 1 e 2. I primi due articoli sono il frutto di un
dialogo costruttivo con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, MEF, e la
Ragioneria generale dello Stato volto a superare possibili rilievi di illegittimità
costituzionale: l’articolo 1 modifica la legge regionale 1/2026 in materia di
sanità, inserendo un termine certo, 31 dicembre 2026, per le misure volte a
garantire la continuità dei servizi sanitari, accogliendo le osservazioni
governative per evitare l'impugnativa dell'atto; l’articolo 2 interviene sulla
legge regionale 8/2023 chiarendo, su richiesta del Dipartimento per gli affari
regionali, che i passaggi di personale nelle aziende ospedaliere avvengono nel
pieno rispetto delle norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze
delle amministrazioni pubbliche (decreto legislativo 165/2001).
Gli articoli 3 e 4 riguardano
invece le misure per lo sviluppo e la continuità amministrativa: l’articolo 3
elimina vincoli restrittivi sui contratti di supporto tecnico per l'attuazione
del PNRR dei fondi SIE, con l'obiettivo di non disperdere le professionalità
già operanti e garantire la continuità dei progetti in corso; l’articolo 4
introduce una deroga transitoria fino al 31 dicembre 2026 per l'iscrizione al
ruolo dei conducenti di servizi pubblici non di linea NCC e taxi. La norma
permette a chi ha già maturato un biennio di esperienza di operare anche in
assenza di specifici requisiti formali, rispondendo alla carenza di autisti
necessaria per sostenere le politiche di incoming turistico regionale.
L'articolo 5 interviene
sull’emergenza sociale e ambientale del campo rom di Scordovillo
a Lamezia Terme e detta una norma eccezionale finalizzata al superamento del
degrado che lo contraddistingue, per ragioni di tutela della salute pubblica e
dell'ambiente. Si attribuisce ad ATERP la competenza sia per l'assegnazione
straordinaria di alloggi di edilizia residenziale pubblica in favore dei nuclei
familiari residenti nel campo sia per attuare le procedure ordinarie per
consentire la bonifica definitiva dell'area.
Gli articolo 6 e 7 riguardano
il sostegno ai giovani professionisti e i relativi profili finanziari con una
scelta di forte impatto per il mondo del lavoro: l’articolo 6 abroga, a
decorrere dal 2027, la tassa per l'abilitazione dell'esercizio professionale.
Questa misura intende favorire i giovani laureati che si affacciano alle
professioni, eliminando un onere economico e snellendo le procedure
burocratiche. Sotto il profilo finanziario, l'abrogazione comporta una minore
entrata stimata in 100 mila euro annui, regolarmente coperta mediante la
riduzione di pari importo dei fondi allocati alla Missione 20- Fondi e
accantonamenti.
Le restanti disposizioni sono
di natura puramente ordinamentale e non comportano nuovi oneri per il bilancio
regionale.
In conclusione, onorevoli
colleghi, questa proposta di legge rappresenta un atto di manutenzione
normativa responsabile e necessaria. Essa tutela i rapporti istituzionali con
lo Stato e contemporaneamente offre soluzioni concrete a problemi occupazionali,
sociali e ambientali del nostro territorio. Per queste ragioni vi invito a
procedere con l'approvazione del provvedimento all'unanimità. Grazie.
Grazie, collega Giannetta.
Ha chiesto di intervenire la collega Madeo. Ne ha
facoltà.
Presidente, lei sa che io ho
anche una simpatia personale nei suoi confronti, se non altro perché so quanto
è difficile e complicato gestire un'Assemblea deliberativa, in particolare
questa che è un'Assemblea legislativa. Però, non ci siamo proprio, nel senso
che il collega Giannetta, con tutto lo sforzo possibile, ci propina questa
proposta di legge che chiaramente è un adempimento degli impegni assunti con il
Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche
normative.
Effettivamente all'interno contiene di tutto
di più: medici in pensione, personale legato ai fondi PNRR, trasporto pubblico,
campo rom di Scordovillo, tassa di abilitazione
professionale. Per dirla con i latini sarebbe il satura
lanx, un bel piatto pieno di prelibatezze,
laddove però per prelibatezze ci sono dentro una serie di provvedimenti
legislativi che richiederebbero uno studio, un impegno, un approfondimento che
non c'è stato minimamente concesso perché il provvedimento ci è arrivato un
paio d'ore fa, quando il Consiglio regionale doveva essere già in corso.
È davvero una cosa che mortifica non solo la minoranza, ma anche la maggioranza, maggioranza e minoranza. Lo ripeto per l'ennesima volta, a costo di urtare la suscettibilità di qualcuno che giustamente dice: “Io mi trovo comunque qui, grazie al cielo, in maggioranza” e, quindi, anche con meno sforzo – consentitemelo – di consenso e, quindi, dice “Siamo maggioranza, governiamo, comandiamo noi”. Ho capito, sì, assolutamente! Sono una innamorata della democrazia. Il risultato che ci ha consegnato il corpo elettorale lo rispetto grandemente, anche perché sono anche molto soddisfatta del mio, quindi va bene così; però ci dovete mettere nelle condizioni quantomeno di leggere, anche perché a qualcuno di questi provvedimenti avremmo potuto votare a favore; a qualcun altro, invece, legittimamente avremmo potuto votare contro. Faccio un appello anche ai consiglieri di maggioranza: teniamo un po' la schiena dritta! Penso che a chiunque faccia piacere capire che cosa sta andando ad approvare e capire su che cosa ci troviamo a dover dire la nostra. Capisco che può anche dare fastidio e qualcuno può anche sbuffare e dire: “Che lagna che sta facendo la collega Madeo!” Insomma, siamo qui tutti bravi e buoni e ci vogliamo impegnare.
Insomma, questo per dire che censuro completamente questo modo di fare, che so che ha delle responsabilità ben più profonde rispetto a quelle che si vogliono addebitare al Presidente del Consiglio, che ha tanti equilibri da dover tenere.
Annuncio che assolutamente ci asterremo rispetto a questo provvedimento. Lo facciamo con senso del dovere, però francamente per nulla soddisfatti del poco lavoro che siamo costretti a fare in questo momento. Che ci sia una legge omnibus che mette dentro tante cose - succede qui, in questo parlamentino regionale come al Parlamento nazionale - è una pratica che assolutamente sminuisce grandemente il ruolo di questa Assemblea deliberativa; lo sminuisce tanto per i consiglieri di minoranza quanto per i consiglieri di maggioranza, che chiaramente non lo ammetteranno mai in questo contesto, perché bisogna aiutare la baracca, che sia una baracca o che sia un grattacielo. Grazie.
Grazie, collega Madeo. Faccio solo una precisazione: nell'ultima Conferenza dei capigruppo, in cui erano presenti i capigruppo sia di maggioranza sia di minoranza, è stato discusso articolo per articolo l'inserimento dell'omnibus; articolo per articolo, ed è stato concordato anche con la minoranza; non c'è nessun articolo fuori sacco. Grazie.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Oggi avevo deciso di non intervenire, ma poi ho sentito l’intervento del collega Giannetta e non mi sono potuta sottrarre.
Intanto, sì, è vero, quello che diceva lei: l'abbiamo discussa in Conferenza dei capigruppo, ma aveva detto anche, se non ricordo male, che ci avrebbe mandato il provvedimento definitivo per poterlo leggere; infatti, ci sono dei punti che non avevamo discusso e ce n'era uno, per esempio quello sui sottosegretari, relativo al tetto massimo dell'importo della retribuzione a 240.000 euro, che invece non è inserito nell'omnibus.
Perché dico che ho sentito il collega Giannetta e ho voluto intervenire? Perché, collega Giannetta, quella legge sulle concessioni balneari è stata una legge che abbiamo votato tutti qui, maggioranza e minoranza, e tutti, soprattutto coloro che hanno fatto i sindaci in Comuni che vivono di balneazione, come io ho avuto l'onore e il piacere di fare, ovviamente volevamo risolvere questo problema.
Aggiungo un’altra cosa, collega Giannetta: il fatto che non sia stata impugnata dal Governo - questa è una gioia per tutti quanti noi - non significa che non ci siano dei profili di incostituzionalità. Ho fatto l'avvocato e l'impugnativa di una norma purtroppo dipende da tantissime cose. In questo caso noi ne siamo veramente felici, ma, per esempio, non è stata impugnata neanche quella nel 2023, quella sui consorzi di bonifica che, secondo me, invece aveva dei profili di incostituzionalità.
Non intervengo per fare polemica, anche perché volevo dire a chi ci ascolta da casa che tutti i punti che sono stati esaminati oggi sono stati votati all'unanimità, a iniziare dal provvedimento sul referendum. Voi sapete che noi, come centrosinistra, siamo a favore del referendum, siamo favorevoli a dare parola ai cittadini perché in questo modo si tutela la democrazia.
Così come sulla strada statale 106. Avendo fatto il sindaco di Cariati, vi posso assicurare che, quando parlo di 106, così come quando si parla di sanità in Calabria, mi sento personalmente come il protagonista della metamorfosi di Kafka, quando bussano alla porta e lui non riesce ad alzarsi e pensa nella sua testa alle cose che si possono fare.
È la stessa cosa: si parla della 106 da oltre 60 anni e ancora non riusciamo a dare una risposta a chi vive su quel territorio, non con l'allargamento e con le rotonde, ma con la realizzazione di una vera e propria strada di categoria B, come viene chiamata, a monte, per dare anche spazio a quei paesi che stanno morendo, che si stanno spopolando. Molte volte sono stati previsti dei fondi e molte volte invece quei fondi sono stati mandati al nord. Ci sarebbe molto da dire sulla 106 e sui mega lotti che dovevano essere costruiti e non sono stati costruiti.
Il presidente Occhiuto parla sempre di opposizione seria, concreta, che auspica sia soprattutto propositiva. Io penso - parlo per me, ma sono sicura anche per i colleghi – che la mia serietà, la mia concretezza e soprattutto l'apertura verso tutto quello che viene proposto dalla maggioranza, salvo casi in cui appunto ci si scontra su delle visioni che sono completamente diverse rispetto a quelle del centrodestra, sia evidente, così come sono sempre stata propositiva. Noto, però, - lo devo dire, presidente Cirillo - che ancora una volta, nonostante le richieste della minoranza, non è stata inserita una mozione. Una mozione non è stata ancora inserita e noi siamo propositivi anche con le interrogazioni che facciamo, con le mozioni che portiamo avanti, perché ci sono delle mozioni molto importanti presentate dalla minoranza e che ancora ad oggi, a distanza anche di 6/7 mesi, non sono state portate all'attenzione di questo Consiglio. La pregherei, veramente, di valutarne l’inserimento, soprattutto quelle che riguardano la responsabilità del governo in materia di debito sanitario così come quella che riguarda la clausola di perequazione; sono delle mozioni importanti che il presidente Occhiuto dovrebbe fare proprie e portare avanti per poter dare respiro alla Calabria. Mi auguro che questa nostra posizione, aperta alle proposte della maggioranza, anche in Commissione - chi è componente in Commissione agricoltura, sanità e bilancio sa qual è la mia posizione - possa essere portata avanti dai consiglieri della maggioranza nei nostri confronti, anche vagliando le nostre proposte che vengono messe per iscritto con le mozioni. Grazie, Presidente.
Ovviamente il mio voto è di astensione.
Grazie, collega Greco. Prendo io l'impegno di portare le mozioni in Aula prima della chiusura estiva.
Ha chiesto di intervenire il collega Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Credo che in apertura di intervento sia opportuno e importante esprimere, Presidente, la mia personale solidarietà alla imprenditrice rosarnese (Omissis) che, anche oggi, ha subito l'ennesimo attentato alle proprie terre, ai propri terreni; sono stati dati alle fiamme diversi ettari di terreno adibiti a ulivi e alla coltivazione di kiwi. Non è la prima volta che accade, non è la prima volta che un'imprenditrice onesta del nostro territorio subisce questo tipo di intimidazioni. Peraltro, l’imprenditrice è rientrata in Calabria soltanto 12 anni fa e, evidentemente, questo a qualcuno non sta bene.
Chiederò al Presidente della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, Polimeni, di poterla audire in Commissione nel ciclo di queste audizioni che stiamo facendo nei confronti di persone che hanno denunciato la ‘ndrangheta, la criminalità organizzata, che non si sono piegate al gioco della ‘ndrangheta. E’ importante anche ascoltarli e, soprattutto, è importante che poi la Commissione e il Consiglio si possano determinare di conseguenza per quelle che sono le nostre competenze.
Intervengo rispetto a quello che è il tema del provvedimento omnibus, perché anche noi, come diceva la collega Madeo, abbiamo avuto poco tempo per poter approfondire gli adempimenti normativi previsti all'interno di questo provvedimento. Ormai, purtroppo, è diventata una triste abitudine, Presidente. Mi ricorda un po' quel compagno di scuola che abbiamo avuto tutti, che non studiava e il giorno dell'interrogazione provava a leggere rapidamente le pagine del libro per non farsi trovare del tutto impreparato all'interrogazione, magari focalizzandosi sulle parole scritte in neretto per poter rispondere. Tutti noi consiglieri ci stiamo, purtroppo, tristemente adattando a questo modus operandi però, per poter svolgere il nostro ruolo, dobbiamo necessariamente fare di necessità virtù. Ci stiamo modificando, siamo consiglieri geneticamente modificati, ma anche questa volta abbiamo provato e proveremo a dare il nostro contributo, nonostante le condizioni. In qualche modo non ci vedrete arrivare neanche stavolta, come non ci avete visto arrivare sul tema dei sottosegretari, se vogliamo.
Io sono più confuso che persuaso, come diceva Camilleri, però proverò a chiedere alcuni chiarimenti rispetto agli articoli che sono inseriti all'interno di questo provvedimento omnibus, in particolare sull'articolo 1.
L'articolo 1 richiama la legge del 19 gennaio, se non ricordo male, anche questa inserita direttamente in Aula senza una precedente condivisione, e ci impone di inserire la dicitura “fino a dicembre 2026”. In poche parole, vi siete dimenticati di inserire l'orizzonte temporale. Avete portato in fretta e furia questo provvedimento di proroga per i medici, senza inserire fino a quando questo provvedimento aveva validità. Ed è un peccato, è un peccato perché la legge è stata portata in Aula il 19 gennaio e sono passati ben 6 mesi prima che la riportaste all’esame dell’Aula dopo l'ennesimo richiamo del Governo. Cioè il Governo, ancora una volta, ha rimandato il governo regionale a settembre. Pur di non impugnare la legge ha detto: “vedete che è stato fatto l'ennesimo orrore normativo, vi siete dimenticati di inserire fino a quando è prevista questa possibilità”, con l'ulteriore conseguenza che non sappiamo come sia stata governata in questi 6 mesi quell'emergenza, che ha portato a dover approvare la legge il 19 gennaio. In qualche modo questo provvedimento è collegato anche all'articolo 2 in cui si prevede di inserire “ai sensi dell'articolo XY della legge YZ”. In questo caso, invece, avete dimenticato di inserire la norma di riferimento.
Ecco, anche in questo caso il Governo dice: “Inserite la norma di riferimento per evitare - è scritto all'interno della relazione illustrativa - eventuali dubbi interpretativi rispetto alla norma”. Insomma, in una mancava l'orizzonte temporale, nell’altra mancava l'orizzonte normativo di riferimento! Verrebbe da dire - non lo diciamo per usare le parole del Presidente - che questa è roba da sfigati!
L'articolo 3, invece, dice che viene soppressa la clausola ostativa al divieto di stabilizzazione per i collaboratori del PNRR. Anche in questo caso, Presidente, sarebbero necessari alcuni chiarimenti: se l'intento del legislatore, l'intento del governo regionale, è quello di consentire la stabilizzazione dei collaboratori inseriti all'interno dei progetti del PNRR, forse, per usare le parole della relazione introduttiva, bisognerebbe essere più chiari per evitare dubbi interpretativi, per evitare fraintendimenti e noi - sia chiaro - saremmo molto contenti e favorevoli naturalmente a questa stabilizzazione. Non è chiaro però, da quello che voi avete scritto, se la rimozione della clausola ostativa alla stabilizzazione si traduca automaticamente nella volontà e nell'obbligo da parte del governo regionale di stabilizzare questi collaboratori che vengono prorogati; poi, attesa la dicitura dell'invarianza finanziaria, vorremmo capire con quali risorse vengono prorogati: con le risorse inserite nell'ambito del PNRR oppure con risorse della Regione stessa?
Concludo. L'articolo 5, invece, è molto, molto scivoloso come argomento: la demolizione della baraccopoli di Scordovillo. Qui abbiamo dovuto studiare arrangiandoci in qualche modo, perché non si capisce da dove nasca questo progetto, non si capisce quali siano le risorse della coesione alle quali si fa riferimento, anche perché c'è una letteratura rispetto a Scordovillo che affonda le radici a anni e anni fa.
Vorremmo capire: le risorse della coesione sono le stesse che fanno riferimento al progetto Sud? E, se così è, perché non viene citato nel provvedimento? Sono cioè le stesse risorse della delibera 109 del 25 marzo 2024? Sono cioè gli stessi 36 milioni che venivano previsti all'interno di quella delibera? E, se così fosse, perché sono passati 2 anni per riportare questo provvedimento in Aula? Sono stati, infine, coinvolti i sindaci dei territori dove insiste la baraccopoli di Scordovillo? Evidentemente no, se poco più di 2 settimane fa i sindaci di Pianopoli, di Maida, di San Pietro a Maida sono stati costretti a chiedere al presidente Occhiuto di essere coinvolti rispetto a scelte non soltanto di natura sociale, ma anche di pianificazione e di sviluppo del territorio che riguardano i comuni di cui loro sono i primi cittadini.
Presidente, vorrei chiedere chiarimenti rispetto a questi punti, atteso che purtroppo per gli articoli 6, 7 e 8 non c'è stato il tempo di studiarli perché eravamo già in Aula. Grazie.
Grazie, collega Falcomatà. Come ho detto anche alla collega Madeo gli articoli erano stati spiegati, uno per uno, all'interno della Conferenza dei capigruppo, erano presenti i capigruppo sia di maggioranza sia di minoranza.
Non ci sono altri interventi.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento:
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Non ci sono altri punti all'ordine del giorno, la seduta è tolta.
Grazie, buon lavoro e buon pomeriggio
La seduta termina alle 14,22
*Le omissioni (Omissis)
presenti nel testo sono effettuate in applicazione della normativa vigente in
materia di protezione dei dati personali, ai sensi del Regolamento (UE)
2016/679 (GDPR) e del decreto legislativo n. 196/2003, come modificato dal
d.lgs. n. 101/2018, al fine di garantire il rispetto dei principi di
minimizzazione, pertinenza e non eccedenza dei dati trattati, nonché la tutela
della riservatezza dei soggetti interessati.
Hanno chiesto congedo: Barbuto, Calabrese, Gallo, Pietropaolo.
(È concesso)
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri
regionali:
Alecci “Disposizioni per
la disciplina dei condhotel nella Regione Calabria” (PL n. 91/13^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti,
commercio per l’esame di merito, alla quarta Commissione - Ambiente, lavori
pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità
e trasporti, protezione civile per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Ferrari “Istituzione
della riserva naturale regionale del “Cropa”” (PL n.
92/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Bevilacqua “Modifiche
della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed
uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)” (PL n. 93/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Alecci “Istituzione
della riserva naturale regionale “Bosco Comuni - Pineta di Siano”” (PL n.
94/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Greco Filomena
“Istituzione della manifestazione “Giochi della Magna Grecia - Cariati città
della Vittoria”” (PL n. 95/13^).
È stata assegnata alla
sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di
bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e
politiche giovanili per l’esame di merito, alla quinta Commissione -
Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il
parere di cui all’articolo n. 66, comma 2 del Regolamento interno del Consiglio
regionale della Calabria e
alla seconda Commissione
- Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni
con l’estero per il parere finanziario.
Giannetta, Caputo,
Mattiani, Brutto, Pitaro “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative” (PL n.
96/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
È stata presentata alla
Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa
della Giunta regionale:
“Bilancio di previsione
2026-2028 dell’Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro (ARPAL
Calabria) - (Deliberazione G.R. n. 339 del 25.06.2026)” (PPA n. 67/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
La Giunta regionale ha
trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la
deliberazione n. 360 del 30 giugno 2026, recante:
“L.R. 19/2023 - art. 2 -
Adozione del Programma di interventi per la celebrazione del Mese dei Bronzi di
Riace 2026”.
(Parere numero 14/13^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione consiliare permanente.
In data 19 giugno 2026,
il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge
regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 128 del 19 giugno 2026:
1) legge regionale n. 20
del 19 giugno 2026, recante: “Variazione al bilancio di previsione finanziario
della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”.
La proposta di legge n.
87/13^ di iniziativa del consigliere regionale Brutto, recante: “Principi per
l’insediamento sostenibile dei centri dati e per il coordinamento dei relativi
procedimenti nel territorio della Regione Calabria” è stata sottoscritta anche
dai consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Mattiani, Pitaro.
La proposta di legge n.
17/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta e Polimeni, recante:
“Disposizioni per il potenziamento strutturale del diritto allo studio
universitario mediante destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi
consiliari. Modifica delle leggi regionali 34/2001 e 19/2025” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Brutto.
La terza Commissione
consiliare, nella seduta del 30 giugno 2026, ha approvato la risoluzione numero
2/2026 di iniziativa dei consiglieri regionali Elisa Scutellà, Angelo Brutto e
Filomena Greco, recante: “Avvio di un programma regionale organico di potenziamento
ed estensione dello Screening Neonatale Esteso (SNE), con particolare
riferimento allo screening neonatale dell'atrofia muscolare spinale (SMA),
mediante attivazione di progetti pilota e candidatura all'aggiornamento del
panel nazionale”.
È pervenuta nota integrativa, del Dipartimento Governo del
territorio, difesa del suolo e politiche della casa, alla risposta
all’interrogazione n. 47 dell’11.2.2026 a firma della consigliera Madeo,
concernente: “Erosione costiera nel Tirreno cosentino - Stato reale degli
interventi, criticità della governance regionale, rischio per la linea
ferroviaria tirrenica e divario tra annunci della Giunta e risultati
conseguiti”.
In data 2 luglio 2026,
il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento
regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 138 del 3 luglio 2026:
-
Regolamento regionale n. 5 del
2 luglio 2026, concernente: “Regolamento per il funzionamento dell’Ufficio
regionale per l’Intelligenza Artificiale”.
La Giunta regionale ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di
previsione finanziario 2026-2028:
1.)
Deliberazioni della Giunta
regionale numeri 334, 335, 336, 337, 338, 340, 341, 342, 344, 345 del 25 giugno
2026;
2.)
Deliberazioni della Giunta
regionale dalla numero 361 alla numero 369 del 30 giugno 2026.
Laghi. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la legge 5 maggio
2022, n. 53 - Disposizioni in materia di statistiche in tema di violenza di
genere disciplina un sistema di raccolta di dati e informazioni sulla violenza
di genere esercitata contro le donne “al fine di progettare adeguate politiche di
prevenzione e contrasto e di assicurare un effettivo monitoraggio del fenomeno”
(art. 1 legge 53/2022);
- a tal fine, la legge
prevede che “Gli uffici, gli enti, gli organismi e i soggetti pubblici e
privati che partecipano all'informazione statistica ufficiale, inserita nel
programma statistico nazionale, di cui all'articolo 13 del decreto legislativo
6 settembre 1989, n. 322, hanno l'obbligo di fornire i dati e le notizie per le
rilevazioni previste dal programma statistico nazionale e di rilevare,
elaborare e diffondere i dati relativi alle persone disaggregati per uomini e
donne. Le informazioni statistiche ufficiali sono prodotte in modo da
assicurare:
a) la disaggregazione e
l'uguale visibilità dei dati relativi a donne e uomini;
b) l'uso di indicatori
sensibili al genere” (commi 4 e 5 articolo 2, legge n. 53/2022);
- in particolare, ai
sensi dell’articolo 4 della precitata normativa, l'obbligo di fornire i dati e
le notizie inerenti la violenza contro le donne
sussiste per tutte le strutture sanitarie pubbliche e, soprattutto, per le
unità operative di pronto soccorso. Le strutture sanitarie devono adeguarsi
alle “Linee Guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere
in tema di soccorso e assistenza sociosanitaria alle donne vittime di
violenza”, al fine di assicurare che il sistema informativo sia integrato con
un set di informazioni utili per la rilevazione della violenza di genere contro
le donne (art. 5 legge 53/2022);
- le linee guida
stabiliscono, in particolare, che: “Il Percorso per le donne che subiscono
violenza, di seguito delineato, dovrà' garantire una tempestiva e adeguata
presa in carico delle donne a partire dal triage e fino al loro
accompagnamento/orientamento, se consenzienti, ai servizi pubblici e privati
dedicati presenti sul territorio di riferimento al fine di elaborare, con le
stesse, un progetto personalizzato di sostegno e di ascolto per la fuoriuscita
dalla esperienza di violenza subita. A tal fine sono indicati numerosi e
dettagliati adempimenti che le aziende sanitarie e ospedaliere devono osservare
sia a tutela della salute psico-fisica della donna sia al fine di tracciare i
dati relativi agli episodi di violenza. Difatti è importante un passaggio delle
Linee guida nel quale si legge che: “Si raccomanda alle Regioni di adeguare i
sistemi informatici aziendali e regionali, nel rispetto di quanto previsto dal
decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di
protezione dei dati personali, per consentire all'Azienda sanitaria o
all'ospedale di riferimento di essere in rete con tutte le altre strutture
della regione di appartenenza.” E ancora: “ Le Aziende sanitarie locali, in
attuazione delle presenti Linee guida nazionali e nel rispetto degli indirizzi
e degli assetti organizzativi definiti a livello regionale, dovranno coordinare
e supervisionare il Percorso per le donne che subiscono violenza e trasmettere
periodicamente, ai competenti referenti regionali , una relazione aggiornata
sullo stato e sugli esiti delle procedure, nonché comunicare e far confluire i
dati raccolti nell'ambito del sistema di monitoraggio previsto a livello
regionale e nazionale;
- la trasmissione dei
dati, dunque, riveste una particolare e fondamentale importanza in quanto
funzionale tanto a favorire ed implementare l’attività realizzata dal sistema
integrato tra i Ministeri dell'interno e della giustizia per la rilevazione dei
dati riguardanti la commissione di reati ascrivibili al fenomeno della violenza
contro le donne, quanto a dotare di funzionalità l’attività del Centro
elaborazione dati (CED) di cui all'articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n.
121;
- da ultimo, si deve
segnalare altresì la legge regionale 15 marzo 2024, n. 11 che contiene la
disciplina del Sistema statistico Calabria (SiSCal)
che ha compiti di “ rilevazione, elaborazione, analisi, diffusione e
archiviazione dei dati statistici di interesse regionale”, svolgendo le
funzioni di cui all’articolo 6 del decreto del d.lgs. 322/1989 (Norme sul
Sistema statistico nazionale e sulla riorganizzazione dell'Istituto nazionale
di statistica, ai sensi dell'art. 24 della legge 23 agosto 1988, n. 400.).
Nello specifico, il SiSCal collabora e contribuisce
ai programmi e agli obiettivi del sistema statistico nazionale;
considerato che -
l’Istat ha pubblicato nel 2023 la ricerca nazionale “Accessi al Pronto soccorso
di donne con indicazione di violenza” riferita al periodo 2017-2022 nella quale
si evidenzia che in Italia “negli anni la quota di accessi con indicazione di
violenza sul totale ha continuato ad aumentare passando da 14,1 per 10 mila
accessi totali nel 2017 a 18,4 nel 2021”;
- tuttavia, in una nota
contenuta nella stessa relazione, l’Istat precisa che non ci sono i dati
relativi agli accessi dei PS per la Regione Calabria”;
- lo stesso Osservatorio
regionale sulla violenza di genere, istituito con legge regionale della
Calabria n. 38 del 23/11/2016, nella relazione annuale riferita al periodo
marzo 2024/marzo 2025, ha rilevato nel rapporto l’assenza dei dati assoluti, in
particolare: “… il fenomeno in Calabria è privo di un sistema di rilevazione
regionale, e per far fronte a tale gravissima carenza nel nostro contesto
ambientale è stata evidenziata la necessità della costituzione di una valida
rete di collaborazione operativa tra i vari enti con la finalità di collaborare
nella rilevazione, lavorazione e trasmissione dei dati al fine di porre in
essere su tutto il territorio regionale delle mirate strategie per assistere le
persone vittime di violenza e i loro famigliari”;
- la carenza dei dati è
stata segnalata anche in un recente report del SAC (Servizio analisi criminale
presso il Ministero dell’Interno) nel quale risulta che la Calabria figura al
penultimo posto per incidenza del fenomeno tra le regioni d’Italia. I dati,
infatti, che riguardano il territorio calabrese indicano un’incidenza di 6,51
casi ogni 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale del 10,88. Ciò,
lungi dall’essere un segnale positivo, suggerisce un duplice problema: ridotto
tasso di denunce e bassa percentuale di dati trasmessi. - emerge, dunque, un
sistema, quello del riconoscimento e della gestione dei casi di violenza sulle
donne sul territorio regionale, profondamente carente, soprattutto in ambito
sanitario, e, di conseguenza, una grave mancata applicazione della normativa
nazionale e regionale di riferimento;
per sapere:
- quali azioni la
Regione, in coordinamento con tutti gli organi competenti, intenda attivare per
dare piena attuazione e rendere efficacemente operativo il sistema di
rilevazioni dei dati sui casi di violenza contro le donne, al fine di
garantirne il coordinamento con il sistema nazionale e soprattutto permettere
concrete ed efficaci azioni a tutela delle vittime.
(113; 22/06/2026).
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- l’articolo
10-quinquies DL n. 38/2026 convertito con Legge n. 88/2026 e pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22/05/2026, in materia di Definizione agevolata
delle cartelle (cosiddetta Rottamazione-quinquies) ha previsto la definizione
di tutti i debiti, tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da
pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati
all'Agente della riscossione dal 1 ° gennaio 2000 al dicembre 2023 dalle
Regioni e dagli enti locali ;
considerato che -
l'applicazione della misura agevolativa è subordinata all’adozione da parte
dell'ente interessato, secondo le forme prescritte dalla legislazione vigente,
di apposito provvedimento da pubblicare sul proprio sito istituzionale, da
trasmettere ad Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026,
secondo le modalità che la stessa Agenzia ha pubblicato sul proprio sito;
preso atto che - alla
data odierna la Giunta Regionale della Calabria non ha ancora adottato alcun
provvedimento per l'applicazione della misura agevolativa;
- il termine ultimo per
l'adesione alla misura agevolativa è fissato al 30/06/2026;
tenuto conto che - la
misura agevolativa rappresenterebbe per i contribuenti calabresi una
opportunità per la definizione bonaria di eventuali pendenze per il mancato
pagamento della tassa automobilistica per il periodo dal 1° gennaio 2000 al
dicembre 2023;
tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente e l’Assessore della Giunta regionale
per sapere:
- se la Giunta Regionale
della Calabria intende aderire mediante l'adozione di un apposito provvedimento
da pubblicare sul proprio sito istituzionale e trasmettere ad Agenzia delle
entrate-Riscossione entro il 30 giugno 2026, alla Definizione agevolata delle
cartelle (cosiddetta Rottamazione-quinquies) anche a tutti i debiti, tributari
e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte
dei conti, risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1°
gennaio 2000 al dicembre 2023, in particolar modo per la tassa automobilistica.
La presente interrogazione a risposta scritta rappresenta carattere d'urgenza,
stante l'imminente scadenza dell'eventuale adozione del provvedimento.
(111; 22/06/2026)
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- il diritto alla tutela
della salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, costituisce un
principio fondamentale che impegna le istituzioni a garantire livelli
essenziali di assistenza uniformi su tutto il territorio regionale;
- le croniche carenze di
personale che interessano le strutture ospedaliere della provincia di Cosenza e
dell’intera regione continuano a rappresentare un grave ostacolo alla piena ed
efficace erogazione dei servizi sanitari, coinvolgendo diverse figure professionali
e determinando criticità diffuse nell'organizzazione dell’assistenza;
- in tale contesto,
presso lo spoke di Corigliano-Rossano, assume particolare rilievo la situazione
dei pazienti oncologici, per i quali la carenza di infermieri adeguatamente
formati rischia di compromettere l'accesso a prestazioni essenziali per il corretto
percorso terapeutico;
- l'indisponibilità del
personale infermieristico qualificato per l'impianto e la gestione di PICC e
port, dispositivi indispensabili per la somministrazione della chemioterapia,
potrebbe costringere i pazienti a rivolgersi ad altre strutture, con conseguenti
gravi disagi, discontinuità terapeutica e possibili ritardi nell’erogazione
delle cure. Considerato che: - la continuità assistenziale e la tempestività
delle cure oncologiche rappresentano elementi imprescindibili per l'efficacia
dei percorsi terapeutici;
- è in corso una
procedura di reclutamento di personale infermieristico finalizzata al
rafforzamento delle dotazioni nelle aziende sanitarie regionali;
- permane l'esigenza di
garantire, nelle more del completamento delle suddette procedure, la piena
funzionalità dei servizi e la continuità delle prestazioni sanitarie. Tenuto
conto che: - il P.O. di Co-Ro è punto di riferimento per un bacino di utenza che
supera le 150.000 persone residenti nel comprensorio;
- sono numerose e
rilevanti le criticità operative che interessano gli ospedali più grandi presso
i quali spesso sono trasferiti i pazienti più gravi;
tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- se la Regione sia a
conoscenza della situazione descritta presso lo spoke di Corigliano-Rossano e
delle criticità che interessano l'assistenza ai pazienti oncologici;
- quali iniziative
urgenti e strutturali si intendano adottare per garantire la continuità delle
prestazioni oncologiche e per fronteggiare la carenza di personale
infermieristico specializzato;
- se, nelle more del
completamento delle procedure di reclutamento, si intendano attivare misure
organizzative temporanee idonee ad assicurare la piena funzionalità dei servizi
per i pazienti oncologici ed evitare la migrazione verso altre strutture.
(112; 22/06/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la legge regionale 15
dicembre 2021 n. 32 e s.m.i. ha istituito l’ente di
governance della sanità regionale calabrese denominata “Azienda per il governo
della sanità della Regione Calabria - Azienda Zero”;
- con DCA n. 52/2024 la
Regione Calabria ha disciplinato, tra l’altro, il processo di trasferimento del
personale dipendente verso Azienda Zero, richiamando espressamente il rispetto
delle procedure di mobilità previste dall’art. 31 (passaggi diretti tra
amministrazioni) del D.lgs. n. 165/2001;
- in sede di successivo
accordo sindacale si è stabilito che il trasferimento per la dirigenza avvenga
invece ai sensi dell’art. 30 (mobilità volontaria) dello stesso D.lgs., in
evidente contrasto con il regolamento di cui al DCA n. 52/2024. Considerato che:
- la Regione non ha applicato né l’art. 30 (perché manca l’avviso) né l’art. 31
(perché richiede comunque il consenso individuale);
- nella fase attuativa
del trasferimento del personale verso Azienda Zero, la procedura è stata
avviata inizialmente presso l’ASP di Vibo Valentia;
- segnalazioni sindacali
evidenziano criticità procedurali e organizzative;
- dalla Deliberazione di
Azienda Zero n. 81 del 30/04/2026, riguardante l’ASP di Vibo Valentia, emerge
che su 86 unità complessive, solo 67 hanno espresso assenso;
- successivamente, una
parte dei dipendenti aderenti ha ritirato la propria disponibilità, generando
ulteriore incertezza organizzativa;
- il prossimo ambito di
applicazione è l’ASP di Cosenza, dove il personale interessato è ben più
numeroso composto, tra l’altro, da circa 220 infermieri e 120 autisti;
ambito nel quale,
secondo fonti sindacali, si prevedono massicce manifestazioni di diniego al
trasferimento;
- nel frattempo,
l’instabilità determinata dall’effettiva applicazione della riforma
dell’Emergenza – Urgenza sta compromettendo la continuità dei servizi sanitari,
facendo registrare sempre più frequenti scoperture di personale nei turni delle
varie postazioni. Tutto ciò premesso e rilevato interroga il Presidente della
Giunta Regionale
per sapere:
- se la procedura
adottata da Azienda Zero presso l’ASP di Vibo Valentia sia stata conforme al
DCA 52/2024;
- come si concili
giuridicamente la coesistenza tra l’art. 30 e l’art. 31 del D.lgs
n. 165/2001, richiamati del DCA n. 62/2026, ma in realtà non applicati;
- se la medesima
procedura intenda essere replicata presso l’ASP di Cosenza, nonostante le
criticità già emerse;
- nell’ipotesi in cui un
numero significativo di operatori manifesti il diniego al trasferimento, come e
dove si intenda impiegare il suddetto personale, alla luce dell’art. 5
(Mobilità volontaria) del documento “Manifestazione di intenti” sottoscritto
con le OO.SS. e recepito con DCA n. 62/2026, con particolare riferimento
a) sotto il profilo
dell’inquadramento;
b) dell’utilizzo
funzionale;
c) della stabilità
occupazionale;
- come si concili
l’eventuale diniego al trasferimento da parte di un numero significativo di
operatori con la clausola di neutralità finanziaria (art. 12 del documento
“Manifestazione di intenti”) e in che modo si intenda garantire la
sostenibilità finanziaria del sistema, nell’ipotesi in cui Azienda Zero proceda
a nuove assunzioni e le ASP mantengano il personale che abbia rifiutato il
trasferimento;
- se non si ritenga
necessario sospendere o rivedere la procedura in corso, al fine di garantire il
rispetto della normativa vigente, prevenire possibili contenziosi e tutelare
l’efficienza del servizio di emergenza-urgenza.
(114; 22/06/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con Decreto
Dirigenziale n. 10801 del 17/06/2026, il Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree
Produttive ha approvato la graduatoria definitiva dell’“Avviso Pubblico per il
sostegno e l’attrazione degli investimenti e per il rafforzamento della
struttura produttiva regionale”;
- tale Avviso disponeva
di una dotazione finanziaria complessiva, a valere sul Programma FSC 21/27,
pari a 15.000.000,00 di euro;
- dalla graduatoria
definitiva (Allegato A) emerge che sono state presentate domande da parte di
quattro Grandi Imprese calabresi. Considerato che: - l’esito dell’istruttoria
ha determinato che nessuna delle operazioni presentate è risultata ammissibile al
finanziamento, di conseguenza, l'intera somma di 15 milioni di euro stanziata
non è stata impegnata;
- nonostante la
presentazione di istanze di riesame e la produzione di documentazione
integrativa, le richieste sono state rigettate;
- dall'analisi della
vicenda emergerebbero criticità nell’iter valutativo: sembrerebbe che le
istanze di riesame siano state respinte senza un adeguato approfondimento
istruttorio o una puntuale confutazione dei documenti prodotti dalle imprese;
- destano particolare
perplessità le motivazioni legate a carenze documentali lievi (quali la
mancanza di una firma), per le quali non si sarebbe fatto ricorso all'istituto
del "soccorso istruttorio", come invece previsto dalla normativa
generale sulle gare pubbliche per garantire il principio della massima
partecipazione e del buon andamento amministrativo. Valutato che: - la
circostanza che l'intera dotazione finanziaria resti inutilizzata a fronte di
progetti presentati da importanti realtà produttive del territorio rappresenta
un grave danno per gli obiettivi di crescita economica e occupazionale della
Regione Calabria;
- le imprese
partecipanti hanno sostenuto ingenti costi tecnici, professionali e
amministrativi per predisporre le candidature, alimentando aspettative di
sviluppo che rischiano di tradursi in una perdita di fiducia verso le
istituzioni regionali. Tutto ciò premesso e rilevato interroga il Presidente
della Giunta Regionale e l’Assessore allo Sviluppo economico
per sapere:
- quali siano le
motivazioni tecniche e giuridiche puntuali che hanno portato all'esclusione
della totalità dei progetti presentati, nonostante la disponibilità integrale
delle risorse;
- per quale ragione, in
presenza di "carenze documentali lievi", non sia stata attivata la
procedura di soccorso istruttorio al fine di permettere alle imprese di
regolarizzare la propria posizione;
- se siano stati
rispettati i principi di imparzialità, trasparenza e proporzionalità durante la
fase di valutazione e, specificamente, nella gestione delle istanze di riesame
e delle integrazioni documentali fornite dalle aziende;
- quali iniziative
urgenti si intendano intraprendere per evitare la perdita dei 15 milioni di
euro di fondi FSC 21/27 e per garantire che i futuri bandi regionali siano
caratterizzati da criteri di valutazione che non ostacolino ingiustificatamente
l'accesso alle risorse da parte delle imprese.
(115; 22/06/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-
il diritto all’accesso
all’acqua potabile costituisce un servizio pubblico essenziale e un bene
primario che deve essere garantito con continuità ai cittadini;
-
la gestione dell’adduzione
idrica regionale è affidata a So.Ri.Cal
S.p.A., società interamente partecipata dalla Regione Calabria;
-
i dati ufficiali disponibili
evidenziano una situazione particolarmente critica della rete idrica regionale,
caratterizzata da elevati livelli di dispersione dell’acqua immessa nelle
condotte, con percentuali particolarmente rilevanti nella provincia di Cosenza;
considerato che: −
nelle ultime ore si è
registrata una nuova emergenza idrica nel territorio di Corigliano-Rossano, a
seguito dell’interruzione dell’adduzione verso il serbatoio comunale Matassa;
-
secondo le comunicazioni rese
agli uffici comunali, il disservizio sarebbe stato inizialmente causato da
guasti elettrici e successivamente aggravato da una rilevante perdita sulla
condotta Macrocioli;
-
il guasto ha determinato
l’assenza di approvvigionamento idrico in gran parte dello Scalo di Rossano e
nelle contrade servite dalla medesima condotta, tra cui Toscano, Zolfara, Amica
e Fossa, rendendo necessario il ricorso al servizio sostitutivo mediante
autobotti;
-
la condotta Macrocioli risulta da tempo interessata da ripetuti guasti
e frequenti interruzioni del servizio, con gravi disagi per migliaia di
cittadini;
rilevato che:
−
l’episodio in questione non
appare riconducibile a una circostanza eccezionale, ma si inserisce in un
quadro di criticità strutturali che interessano da tempo il sistema idrico
regionale;
-
i continui interventi
emergenziali e le riparazioni puntuali non sembrano aver prodotto un
miglioramento stabile dell’affidabilità delle infrastrutture;
-
risulta pertanto necessario
affiancare alla gestione delle emergenze un’effettiva strategia di
ammodernamento e riqualificazione della rete idrica regionale;
tutto ciò premesso e
considerato interroga Il Presidente della Giunta regionale della Calabria,
l’Assessore regionale al Bilancio, Patrimonio e Società Partecipate,
l’Assessore regionale con delega alla Tutela dell’Ambiente
per sapere:
1. quali interventi
urgenti e strutturali la Regione Calabria e So.Ri.Cal.
S.p.A. intendano attuare per superare definitivamente le criticità che
interessano la condotta Macrocioli e garantire la
continuità dell’erogazione idrica nel territorio di Corigliano-Rossano e nelle
aree servite dalla stessa infrastruttura;
2. quali investimenti
siano stati programmati o già finanziati per l’ammodernamento della rete idrica
regionale, con particolare riferimento alla provincia di Cosenza, indicando le
risorse stanziate, lo stato di attuazione degli interventi, i relativi cronoprogrammi
e gli obiettivi previsti in termini di riduzione delle perdite idriche e
miglioramento del servizio;
3. quali strumenti di
monitoraggio, controllo e verifica delle performance di SoRiCal
S.p.A. siano stati attivati dalla Regione Calabria e quali risultati abbiano
prodotto, negli ultimi anni, in termini di riduzione delle perdite idriche,
diminuzione dei guasti e delle interruzioni del servizio, nonché di
miglioramento dell’efficienza complessiva della rete.
(116; 23/06/2026)
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- da mesi l’opinione
pubblica assiste a una costante e pervasiva narrazione mediatica da parte dei
vertici della Giunta Regionale circa l’imminente e definitivo superamento del
regime di commissariamento della sanità calabrese, attivo ormai da oltre un quindicennio;
- in data 23 giugno
2026, autorevoli organi di stampa regionali e nazionali hanno dato notizia di
una netta e pesante frenata da parte della Corte dei conti in merito all’iter
avviato per l’uscita da tale gestione straordinaria;
- secondo quanto emerso
dalle prime risultanze giornalistiche, i magistrati contabili avrebbero
espresso fortissimi dubbi ed eccepito criticità sostanziali, accendendo un faro
rosso sia sulla legittimità formale del percorso intrapreso d'intesa con il Governo
centrale, sia sulla reale attendibilità e tenuta dei conti pubblici sanitari
della Regione Calabria;
considerato che:
- la Corte dei conti
rappresenta un organo di rilievo costituzionale, neutrale e di garanzia
tecnica, le cui valutazioni possiedono un valore ispettivo e certificatorio
insindacabile, non suscettibile di letture politiche o di smentite di carattere
propagandistico;
- la reale
quantificazione e la "circolarizzazione" del debito sanitario storico
– in particolare quello riferito ad alcune Aziende Sanitarie Provinciali (ASP)
e Aziende Ospedaliere (AO) strutturalmente critiche – rimangono a tutt’oggi
un'incognita densa di zone d'ombra, nonostante i ripetuti annunci di avvenuta
ricognizione;
- il mantenimento della
trasparenza e della veridicità dei bilanci sanitari costituisce un prerequisito
inderogabile per evitare che un’uscita affrettata e non strutturale dal
commissariamento si traduca, in tempi brevi, in un nuovo e più drammatico default
finanziario, le cui ricadute colpirebbero direttamente la carne viva dei
cittadini calabresi attraverso il collasso dei Livelli Essenziali di Assistenza
(LEA) e l'applicazione delle aliquote massime delle addizionali regionali;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche nella
qualità di Commissario ad acta,
per sapere:
1. quali siano nel
dettaglio i rilievi specifici mossi dalla Corte dei conti in merito alla
procedura di uscita dal commissariamento e quali incongruenze di carattere
formale e sostanziale siano state formalmente eccepite dai magistrati contabili
alla struttura commissariale;
2. quale sia la reale e
certificata consistenza del debito sanitario calabrese ad oggi, con specifico
riferimento ai bilanci delle singole ASP e AO e alle relative poste passive
ancora non verificate o contestate dai creditori, chiarendo se i dubbi della
Corte riguardino l’esatta perimetrazione e la sottostima di passività
esistenti;
3. se risponda al vero
che l'iter procedurale concordato con i Ministeri affiancanti presenti profili
di illegittimità o fragilità normativa tali da esporre la Regione al rischio di
un blocco formale o di un successivo provvedimento di annullamento da parte
degli organi giurisdizionali o dello Stato;
4. quali iniziative
urgenti e correttive la struttura commissariale e la Giunta Regionale intendano
adottare per rispondere puntualmente alle censure della magistratura contabile,
al fine di ricondurre la gestione del diritto alla salute dei calabresi entro i
binari della massima trasparenza amministrativa e della sostenibilità
finanziaria.
(117; 24/06/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-con precedenti
interrogazioni del sottoscritto sono state ampiamente documentate le
performance deficitarie del servizio 118 in Calabria, con tempi di risposta
medi di circa 24-30 minuti, ben oltre lo standard nazionale di 18 minuti;
-svariati casi, con
ritardi ben superiori nei soccorsi, hanno già evidenziato la fragilità della
rete di emergenza - urgenza in quasi tutte le aree della Regione;
-la legge regionale n.
32/2021 ha affidato ad Azienda Zero la direzione e il monitoraggio del sistema
118 proprio per garantire un'erogazione uniforme ed efficiente del servizio su
tutto il territorio regionale. Considerato che: -organi di stampa hanno denunciato
il fermo del servizio 118 a Serra San Bruno dopo 40 anni di operatività,
descrivendo un progressivo smantellamento dei presidi sanitari nelle zone
montane;
-le organizzazioni
sindacali hanno segnalato che la centralizzazione ha prodotto scoperture
territoriali e che una consistente parte del personale è contraria al passaggio
verso Azienda Zero, determinando una situazione di incertezza che compromette i
turni nelle postazioni;
-la "dipendenza
funzionale" del personale che non ha accettato il trasferimento volontario
è una misura temporanea che non sembra garantire la stabilità necessaria alla
gestione delle emergenze in aree geograficamente disagiate. Rilevato che: -per
le aree rurali e periferiche, i tempi di intervento risultano spesso critici e
la mancanza di una PET operativa a Serra San Bruno espone i cittadini a
pericoli gravissimi, violando il diritto alla salute sancito dall'art. 32 della
Costituzione. Tutto ciò premesso e rilevato interroga il Presidente della
Giunta Regionale
per sapere:
-quali siano le cause
precise che hanno determinato la sospensione del servizio 118 a Serra San Bruno
e se tale interruzione sia da considerarsi temporanea o definitiva;
-quanti mezzi di
soccorso (MSA, MSB) e quanto personale siano attualmente assegnati alla
postazione di Serra San Bruno e se tali risorse siano state spostate per
coprire carenze in altri territori, secondo la logica dell'"uniforme
utilizzo" citata da Azienda Zero;
-come intenda la Giunta
garantire soccorsi tempestivi nelle zone montane della Calabria, dove la
conformazione orografica rende i tempi di percorrenza verso gli ospedali hub o
spoke naturalmente più lunghi;
-se il monitoraggio
mensile affidato ad Azienda Zero avesse previsto il rischio di chiusura di
postazioni storiche in aree interne e quali misure di contingenza siano state
attuate per evitare il vuoto assistenziale a Serra San Bruno;
-se non si ritenga
necessario sospendere le procedure di trasferimento del personale che stanno
generando instabilità e procedere invece a un piano straordinario di assunzioni
specificamente dedicato alla sanità di montagna e alle postazioni PET periferiche.
(118; 24/06/2026)
Filomena Greco. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
•fin dal 2018, a seguito
degli eccezionali eventi meteorologici che hanno interessato la Calabria, il
Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei
Ministri ha emanato l’Ordinanza n. 558/2018, cui ha fatto seguito un articolato
quadro normativo – consolidato con la Legge n. 178/2020 e successive proroghe –
che ha autorizzato le Regioni a ricorrere a contratti di lavoro flessibile per
il reclutamento di personale di comprovata esperienza e professionalità
connesse alla natura degli interventi;
•in attuazione di tale
quadro normativo, la Regione Calabria ha attivato, attraverso successive
procedure di gara, un servizio di somministrazione di lavoro per il
Dipartimento Protezione Civile regionale, affidato alla ditta Synergie Italia
Agenzia per il Lavoro S.p.A., impiegando fino a 16 unità di personale
inquadrate come Istruttori Amministrativi – Categoria C, Posizione Economica
C1, del comparto Funzioni Locali;
•il contratto da ultimo
stipulato – rep. n. 5106 dell’11 novembre 2025 – ha decorrenza dal 1° novembre
2025 e scadenza al 30 giugno 2026, con possibilità di proroga non oltre il 31
dicembre 2026, nei limiti dei fondi disponibili assegnati con DPCM del 2 luglio
2021 e successive disposizioni normative, per un valore complessivo di €
440.116,92 (IVA inclusa);
•i lavoratori
attualmente in servizio presso il Dipartimento – pari a 13 unità, a seguito del
trasferimento di tre lavoratori in altri ambiti avvenuto nel settembre 2025 –
hanno svolto per oltre venti mesi attività istruttorie di assoluto rilievo, tra
cui: la gestione delle procedure connesse alle Ordinanze del Capo del
Dipartimento della Protezione Civile (OCDPC), il monitoraggio delle contabilità
speciali intestate a Comuni e Province attuatori, il supporto alla
rendicontazione dei fondi assegnati alla Calabria per il dissesto
idrogeologico, la collaborazione con gli enti locali per il coordinamento delle
attività amministrativo-contabili e l’utilizzo di sistemi informativi dedicati
alla gestione delle risorse finanziarie di emergenza;
•in circa venti mesi di
attività, queste figure professionali hanno contribuito alla gestione e
all’istruttoria di procedure relative a risorse pubbliche per circa 18 milioni
di euro destinate agli interventi di protezione civile sul territorio regionale,
garantendo precisione documentale, tracciabilità delle procedure e raccordo
operativo tra i diversi livelli amministrativi coinvolti;
•le competenze maturate
in questo specifico ambito – dalla gestione delle istruttorie OCDPC alle
autorizzazioni economiche, dalla rendicontazione dei fondi straordinari alla
gestione delle contabilità speciali – sono difficilmente acquisibili nel breve
periodo e richiedono un lungo processo di formazione iniziale;
•la dispersione di tali
professionalità determinerebbe la necessità di avviare nuovi percorsi formativi
e di trasferimento delle competenze, con conseguenti costi organizzativi ed
economici a carico dell’Amministrazione regionale e possibili rallentamenti
nell’istruttoria delle procedure emergenziali. Considerato che: •la Calabria è
una delle regioni italiane maggiormente esposte agli effetti dei cambiamenti
climatici, con una frequenza crescente di eventi meteorologici estremi,
alluvioni, frane e dissesti idrogeologici che rendono strutturalmente
necessaria una capacità amministrativa di risposta adeguata, continuativa e
immediatamente operativa;
•numerose regioni
italiane, tra cui Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Veneto e Lombardia, hanno
nel tempo sviluppato strutture amministrative dedicate alla gestione delle
emergenze, valorizzando competenze specialistiche nel settore della protezione
civile e della gestione delle procedure emergenziali;
•la mancata
valorizzazione di queste risorse umane determinerebbe la perdita di un
patrimonio professionale costruito nel tempo con risorse pubbliche e una
significativa riduzione della capacità di risposta del Dipartimento Protezione
Civile, proprio in una fase in cui la crescente frequenza dei rischi ambientali
richiede il massimo potenziamento delle strutture operative;
•al termine del
contratto in scadenza il 30 giugno 2026, in assenza di interventi da parte
dell’Amministrazione regionale, le lavoratrici e i lavoratori somministrati si
troverebbero in una condizione di grave precarietà occupazionale, nonostante
abbiano prestato servizio continuativo in un settore di rilevante interesse
pubblico. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta
regionale e l’Assessore regionale competente in materia di Protezione Civile
per sapere:
1.se l’Esecutivo
regionale abbia effettuato o intenda effettuare una valutazione circa la
possibilità di prorogare ulteriormente il servizio di somministrazione di
lavoro in essere, nei limiti massimi consentiti dall’art. 120, comma 10, del
D.lgs. n. 36/2023 e delle risorse finanziarie disponibili, fino alla data del
31 dicembre 2026;
2.se, nell’ambito del
Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO), del Piano Triennale dei
Fabbisogni di Personale e degli altri strumenti di programmazione dell’Ente,
siano state effettuate valutazioni in ordine alla necessità di rafforzare stabilmente
la capacità amministrativa del Dipartimento Protezione Civile e se siano allo
studio strumenti normativi, organizzativi o procedure di reclutamento idonei a
valorizzare le professionalità già formate e attualmente impiegate presso il
Dipartimento, nei limiti e secondo le modalità consentite dalla normativa
vigente;
3.se l’Amministrazione
regionale abbia effettuato un’analisi del fabbisogno di personale del
Dipartimento Protezione Civile alla luce dell’aumentata frequenza degli eventi
climatici estremi che interessano la Calabria e quali conclusioni abbia tratto
in merito alla necessità strutturale di figure professionali specializzate
nella gestione delle emergenze, nella rendicontazione dei fondi OCDPC e nel
supporto amministrativo-contabile alle attività emergenziali;
4.quali iniziative
intenda adottare per evitare la dispersione del patrimonio professionale
maturato dai lavoratori interessati e per garantire, nei limiti consentiti
dall’ordinamento vigente, adeguate prospettive di continuità lavorativa a un
personale che ha assicurato un contributo significativo al funzionamento delle
attività amministrative connesse alla gestione delle emergenze.
(119; 24/06/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-
le Terme Luigiane
costituiscono uno dei principali poli termali della Calabria e rappresentano
una risorsa strategica per lo sviluppo economico, turistico e occupazionale dei
Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese e dell’intero comprensorio del Tirreno
cosentino;
-
il compendio termale insiste
su un’area storicamente appartenente in comproprietà ai Comuni di Acquappesa e
Guardia Piemontese, che nel corso degli anni hanno sostenuto un lungo e
complesso contenzioso volto alla tutela e al recupero della disponibilità dei
beni funzionali all’esercizio dell’attività termale;
-
con Decreto Dirigenziale n.
16119 del 18 dicembre 2019 la Regione Calabria ha trasformato l’originaria
concessione perpetua delle acque termali in concessione temporanea con scadenza
fissata al 2036;
-
nel 2022, al fine di garantire
la continuità delle attività termali e la salvaguardia dei livelli
occupazionali, la Regione Calabria ha sottoscritto un accordo con i Comuni
interessati individuando nella società Terme Sibarite S.p.A., interamente
partecipata dalla Regione, il soggetto incaricato della gestione della stazione
termale;
considerato che:
−
il subentro di Terme Sibarite
S.p.A. era finalizzato non soltanto alla gestione ordinaria delle attività
termali, ma anche all’attuazione di un piano di sviluppo e rilancio dell’intero
complesso, comprensivo di interventi infrastrutturali e di valorizzazione del
patrimonio esistente;
-
particolare rilevanza riveste
il recupero dello storico stabilimento “San Francesco”, bene pubblico di
proprietà comunale che versa da anni in condizioni di progressivo
deterioramento e che costituisce un elemento fondamentale per il futuro
sviluppo della stazione termale;
-
a distanza di alcuni anni
dall’avvio della gestione da parte della società regionale, non risultano
pubblicamente illustrati il cronoprogramma degli investimenti previsti, le
relative fonti di finanziamento e lo stato di attuazione del piano di sviluppo annunciato
al momento dell’affidamento;
-
risulta altresì necessario
garantire la massima trasparenza in ordine ai rapporti economici intercorrenti
tra la società di gestione e i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese;
-
la scadenza della concessione
delle acque termali è fissata al 2036 e appare pertanto indispensabile
verificare tempestivamente l’effettivo avanzamento degli investimenti necessari
a garantire la competitività e la sostenibilità futura del polo termale;
tutto ciò premesso e
considerato interroga Il Presidente della Giunta regionale della Calabria,
l’Assessore allo Sviluppo Economico e Turismo e l’Assessore al Bilancio,
Patrimonio, Fondi comunitari, Enti strumentali e Società partecipate
per sapere:
1. se la Regione
Calabria abbia approvato o comunque acquisito agli atti un Piano di sviluppo o
altro documento programmatorio relativo alla gestione e al rilancio delle Terme
“Luigiane” e, in caso contrario, quali siano le ragioni della mancata definizione
dello stesso. 2.se Terme Sibarite S.p.A. abbia predisposto un piano di
investimenti per le Terme Luigiane e, in caso affermativo, quali interventi
esso preveda, con quali tempi di realizzazione, quali priorità e quali fonti di
finanziamento. 3.Quale sia, alla data della risposta alla presente
interrogazione: •l’ammontare delle risorse già stanziate o reperite per il
rilancio delle Terme Luigiane;•lo stato di avanzamento
degli interventi programmati;•la situazione
progettuale, amministrativa e finanziaria relativa al recupero dello
stabilimento termale “San Francesco” e delle altre infrastrutture pubbliche del
compendio. 4.Quali somme Terme Sibarite S.p.A. abbia corrisposto ai Comuni di
Acquappesa e Guardia Piemontese dall’inizio della gestione ad oggi, a titolo di
canoni, corrispettivi, royalty o altre spettanze previste dagli accordi
vigenti, e quali iniziative la Regione intenda assumere per garantire il
completamento degli investimenti necessari entro la scadenza della concessione
fissata al 2036.
(120; 24/06/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• il territorio
regionale è interessato, ormai da tempo, da una crescente criticità
nell'approvvigionamento idrico, che si manifesta con riduzione della portata
disponibile, interruzioni del servizio e notevoli disagi per la popolazione,
oltre che per le attività produttive e commerciali;
• il fenomeno, aggravato
dalla progressiva diminuzione delle risorse idriche disponibili e dall'aumento
della domanda nei periodi di maggiore consumo, impone l'adozione di misure
strutturali e non esclusivamente emergenziali;
• numerosi cittadini
continuano a segnalare preoccupazioni circa la capacità del sistema idrico di
garantire continuità ed efficienza del servizio, soprattutto durante la
stagione estiva Considerato che: • il potabilizzatore di Piano Lago rappresenta
un'infrastruttura di rilevante interesse pubblico, concepita proprio per
ampliare e diversificare le fonti di approvvigionamento idrico e rafforzare la
resilienza del sistema acquedottistico;
• l'entrata in funzione
del potabilizzatore di Piano Lago potrebbe costituire una risposta concreta e
strategica alle attuali criticità, contribuendo a garantire maggiore sicurezza
idrica al territorio;
• appare pertanto
opportuno e necessario fare piena chiarezza sullo stato dell'opera, sugli
eventuali ostacoli che ne impediscono l'utilizzo e sulle iniziative intraprese
dall'Amministrazione Regionale per favorirne la definitiva attivazione;
interroga il Presidente
della Giunta regionale e l’Assessore regionale competente in materia di
Ambiente
per sapere:
1. quale sia l'attuale
stato di completamento e funzionalità del potabilizzatore di Piano Lago;
2. se l'impianto risulti
tecnicamente idoneo all'entrata in esercizio e, in caso contrario, quali siano
le criticità ancora da superare;
3. quali adempimenti
amministrativi, autorizzativi o tecnici risultino ancora necessari per la sua
piena operatività;
4. quali iniziative I'
Amministrazione Regionale abbia posto in essere, o
intenda porre in essere, per accelerare la messa in
funzione dell'impianto;
5. quali siano i tempi
previsti per la sua attivazione;
6. se l'Amministrazione
Regionale ritenga il potabilizzatore di Piano Lago una risorsa strategica
nell'ambito delle politiche di contrasto alla crisi idrica e quale contributo
si stimi possa fornire al miglioramento dell’approvvigionamento idrico del territorio.
(121; 26/06/2026)
Filomena Greco. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
•con DGR n. 318 del 21
giugno 2024 la Regione Calabria ha approvato una disciplina organica per la
predisposizione dei Progetti Individuali ai sensi dell’art. 14 della Legge n.
328/2000, dotando gli Ambiti Territoriali Sociali di un disciplinare, di strumenti
operativi, di modulistica e di procedure uniformi per l’intero territorio
regionale;
•con DGR n. 277 del 1°
giugno 2026 la Giunta regionale ha successivamente approvato le nuove Linee di
indirizzo sui Progetti di Vita individuali, personalizzati e partecipati, in
attuazione del decreto legislativo n. 62/2024;
•la Regione ha
presentato tale provvedimento come un passaggio necessario per l’attuazione
della riforma della disabilità e per il rafforzamento dell’integrazione
sociosanitaria;
considerato che: •ad
oggi non risulta chiarito in modo inequivocabile il rapporto tra la DGR n.
318/2024 e le nuove Linee di indirizzo approvate con DGR n. 277/2026;
•non risulta adottato
alcun nuovo disciplinare operativo in grado di sostituire o coordinare in
maniera organica gli strumenti già previsti dalla deliberazione del 2024;
•gli Ambiti Territoriali
Sociali, le ASP e gli operatori coinvolti si trovano, pertanto, a dover gestire
una fase di transizione particolarmente complessa senza disporre di indicazioni
applicative uniformi;
rilevato che: •il
rischio concreto è quello di determinare applicazioni differenti da territorio
a territorio, con conseguente disparità di trattamento tra cittadini affetti
dalle medesime condizioni di disabilità;
•mentre alcuni
procedimenti continuano a essere gestiti secondo il modello costruito sulla DGR
n. 318/2024, altri vengono già orientati verso il nuovo impianto previsto dal
decreto legislativo n. 62/2024 e dalle Linee di indirizzo regionali;
•tale situazione rischia
di generare incertezza amministrativa, contenzioso e un aggravio di
responsabilità a carico degli Ambiti Territoriali Sociali, chiamati, di fatto,
a colmare con proprie interpretazioni le lacune derivanti dall’assenza di un
quadro attuativo univoco;
considerato altresì che:
•il nuovo modello di Progetto di Vita attribuisce centralità alla valutazione
multidimensionale, al budget di progetto e alla personalizzazione degli
interventi sulla base dei bisogni espressi dalla persona con disabilità;
•gli enti locali
continuano, tuttavia, ad operare all’interno di precisi vincoli di bilancio e
con risorse spesso insufficienti rispetto alle funzioni loro attribuite;
•permangono forti
criticità organizzative negli ATS e nelle ASP, già gravati da carenze di
personale e da crescenti difficoltà nella gestione dei servizi sociali e
sociosanitari;
appare pertanto
legittimo chiedere: •se la Regione abbia effettivamente valutato le conseguenze
amministrative e finanziarie derivanti dalla coesistenza di due differenti
modelli di riferimento;
•se non vi sia il
rischio di scaricare sugli Ambiti Territoriali Sociali la responsabilità di
gestire richieste, aspettative e possibili contenziosi senza adeguati strumenti
normativi, organizzativi e finanziari;
•se la scelta di
superare, almeno in parte, un sistema procedimentale dettagliato come quello
approvato nel 2024 non rischi di compromettere quell’uniformità applicativa che
la stessa Regione aveva individuato come obiettivo prioritario. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale e
l’Assessore competente
per sapere:
1)quale sia l’effettivo
rapporto tra la DGR n. 318/2024 e la DGR n. 277/2026 e quali disposizioni
debbano oggi essere applicate dagli Ambiti Territoriali Sociali;
2)se la Giunta regionale
ritenga che l’attuale quadro normativo garantisca uniformità di trattamento
alle persone con disabilità sull’intero territorio regionale;
3)quali direttive
operative siano state impartite agli ATS, alle ASP e alle Unità di Valutazione
Multidimensionale al fine di evitare interpretazioni difformi delle nuove
disposizioni;
4)quali risorse
finanziarie aggiuntive siano state destinate all’attuazione dei nuovi Progetti
di Vita e come la Regione intenda garantire la sostenibilità economica degli
interventi richiesti;
5)se sia stata
effettuata una valutazione del rischio di contenzioso derivante dall’attuale
fase transitoria e quali misure si intendano adottare per tutelare gli enti
attuatori;
6)se la Giunta regionale
non ritenga necessario procedere con urgenza all’adozione di un disciplinare
attuativo regionale che definisca procedure, responsabilità, criteri di
finanziamento e modalità operative uniformi per tutti gli Ambiti Territoriali
Sociali della Calabria.
(122; 29/06/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
•la programmazione
regionale del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA) 2022 -2024 ha
disposto il trasferimento delle competenze gestionali per gli interventi a
favore delle persone con disabilità gravissima dalle Aziende Sanitarie
Provinciali (ASP) agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS);
•tale passaggio, sebbene
condivisibile sotto il profilo del rafforzamento del sistema integrato dei
servizi sociali, sta registrando gravissime criticità applicative in tutti gli
Ambiti Sociali della Calabria a causa di una palese e drammatica sproporzione
tra le risorse assegnate e i bisogni assistenziali reali dei territori;
•l'attuale metodologia
di riparto dei fondi tra gli ATS è stata fondata prevalentemente su indicatori
demografici generali, omettendo di valorizzare elementi essenziali e oggettivi
quali la consistenza delle graduatorie storiche; il numero di soggetti già
valutati dalle competenti Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) e il
volume della spesa storicamente sostenuta dalle ASP;
•a titolo
esemplificativo della situazione calabrese, la documentazione dell'ASP di
Cosenza evidenziava una graduatoria provinciale storica di oltre 935 utenti
idonei al bando per la disabilità gravissima, a cui venivano garantiti assegni
di cura tra i 600,00 e i 1.000,00 euro mensili (pari a un sostegno annuo tra i
7.200,00 e i 12.000,00 euro per beneficiario). Di contro, all'ATS di
Corigliano-Rossano è stata assegnata una dotazione di soli 701.684,12 euro,
sufficiente a coprire appena tra i 58 e i 97 utenti annui rispetto a una platea
potenziale enormemente più vasta;
•risulta che tale
dinamica di sottofinanziamento si stia replicando in modo analogo nell'intero
territorio regionale: a fronte del passaggio delle competenze amministrative
agli Ambiti, le Aziende Sanitarie avrebbero trattenuto una parte consistente
dei fondi storicamente destinati a coprire questo specifico fabbisogno sociale.
Considerato che
•le persone affette da
disabilità gravissima (con dipendenza vitale e necessità di assistenza
continuativa nelle 24 ore) e i loro nuclei familiari costituiscono la parte più
fragile e debole della comunità regionale, e hanno riposto legittima fiducia
nella stabilità e continuità dei sostegni economici regionali;
•Il criterio demografico
puro genera un'evidente ed inaccettabile sperequazione di trattamento a livello
regionale tra soggetti che presentano le medesime gravità cliniche e
assistenziali, violando i principi di uguaglianza, equità nell'accesso alle
prestazioni sociali e il principio costituzionale di buon andamento della
Pubblica Amministrazione (Artt. 3 e 97 Cost.);
•esiste il concreto
rischio che il trasferimento delle funzioni agli ATS, in assenza di una
corrispondente e adeguata copertura finanziaria tarata sul fabbisogno reale, si
traduca nell'esclusione di centinaia di aventi diritto dalle liste dei
beneficiari, determinando un drammatico pregiudizio sociale ed economico per le
famiglie calabresi. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente e
l'Assessore della Giunta regionale con delega al welfare
per sapere:
-quale sia il numero
complessivo, su scala regionale, dei soggetti ad oggi formalmente riconosciuti
come idonei e aventi diritto alla misura per la disabilità gravissima
nell'ambito della programmazione FNA 2022-2024, e quanti di essi rischino di
rimanere concretamente esclusi dal beneficio economico a causa
dell'insufficienza degli attuali stanziamenti assegnati agli Ambiti
Territoriali;
-se l'Assessore
competente non ritenga doveroso promuovere un immediato tavolo tecnico
istituzionale volto a rettificare e integrare i criteri di riparto dei fondi
FNA, sostituendo il criterio meramente demografico con indicatori aderenti alla
reale distribuzione territoriale dei bisogni e delle platee storiche;
-quali misure urgenti,
anche di natura straordinaria o mediante lo stanziamento di risorse integrative
del bilancio regionale, la Giunta intenda adottare per garantire un aumento
straordinario dei fondi destinati agli ATS, al fine di assicurare la totale
copertura finanziaria del fabbisogno reale, eliminare le attuali sperequazioni
di trattamento ed evitare l'interruzione di sostegni vitali per i cittadini più
fragili della Calabria.
(123; 29/06/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con deliberazione di
Giunta Regionale n. 666 del 29/11/2024 è stato istituito lo strumento
finanziario denominato "Fund for self employment
and self entrepreneurship - FUSESE";
- in attuazione di tale
strumento, in data 19 giugno 2025 è stato emanato l'Avviso Pubblico
cofinanziato dall'Unione Europea nell'ambito del PR. Calabria FESR FSE+
2021-2027 (Priorità 4OCC - RSO 4.1, Azione 4.a.1), gestito dal Soggetto Gestore
Fincalabra S.p.A., con una dotazione finanziaria iniziale pari a €
43.135.700,00;
- l'avviso, gestito
tramite una procedura valutativa a sportello basata sull'ordine cronologico di
presentazione delle domande, prevede un aiuto combinato sotto forma di prestito
agevolato a tasso zero (50%) e sovvenzione a fondo perduto (50%);
- tra i settori
strategici espressamente considerati meritevoli e inclusi nei criteri di
valutazione di merito (Criterio C - Contributo al miglioramento del contesto)
figurano in modo esplicito le "attività in ambito turismo coerenti con la
vocazione del territorio".
Considerato che: •
numerosi operatori economici e aspiranti imprenditori calabresi, incoraggiati
dalle finalità della misura finalizzata all'avvio di nuove imprese e al
sostegno al lavoro autonomo, hanno regolarmente presentato istanza di
partecipazione a partire dall'apertura dello sportello (avvenuta in data 16
aprile);
• molti di questi
proponenti operanti nel settore turistico hanno di fatto già pianificato o
avviato investimenti irreversibili coerenti con le linee guida dell'avviso
(quali l'acquisizione di preventivi formali, la sottoscrizione di patti di
servizio o l'avvio di percorsi formativi GOL), confidando nella sostenibilità
tecnico-economica dei loro progetti;
• l'articolo 4.3, comma
4 dell'Avviso stabilisce testualmente che "Nel caso di esaurimento delle
risorse le domande di intervento finanziario, anche se pervenute prima della
chiusura dello sportello saranno ammesse a valutazione solo nel caso in cui
dovessero rendersi disponibili ulteriori risorse".
Rilevato che: •
l'articolo 1.3, comma 2, del medesimo testo normativo prevede espressamente che
"le risorse finanziarie potranno essere integrate mediante eventuali
dotazioni aggiuntive nel rispetto delle caratteristiche ed entità dell'aiuto di
cui al presente avviso, al fine di aumentare l'efficacia dell'intervento
finanziario, tramite apposito provvedimento";
• Il tessuto economico
turistico calabrese necessita del massimo supporto per favorire l'autoimpiego e
l'inclusione lavorativa di categorie svantaggiate, e il mancato finanziamento
di progetti validi e già cantierabili (che hanno superato o sono in grado di
superare la soglia di merito di 60/100 punti) rappresenterebbe una forte
penalizzazione per il territorio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se la Giunta
Regionale sia a conoscenza del numero di istanze presentate da operatori
economici - con particolare riferimento al settore turistico - rimaste escluse
dal beneficio esclusivamente per via dell'esaurimento della dotazione
finanziaria iniziale. 2. Se, nel rispetto di quanto previsto dall'Art. 1.3
comma 2 dell'Avviso, il Presidente e la Giunta Regionale intendano adottare un
apposito provvedimento di integrazione finanziaria, stanziando ulteriori
risorse a valere sui fondi del PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027 o tramite
rimodulazioni di bilancio. 3. Quali siano le tempistiche stimate per consentire
l'esan1e e lo scorrimento della graduatoria delle domande idonee rimaste
provvisoriamente senza copertura, permettendo così alle imprese turistiche calabresi
che hanno già avviato i propri investimenti di rientrare tra i beneficiari
della misura FUSESE.
(124; 01/07/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con atto depositato in
data 06 marzo 2026, lo scrivente Consigliere Regionale interrogava formalmente
il Presidente della Giunta Regionale e l'Assessore al ramo per conoscere gli
intendimenti della Regione Calabria circa il destino produttivo e occupazionale
della società AMACO S.p.A., posta in liquidazione giudiziale dal Tribunale di
Cosenza;
- nel medesimo atto si
evidenziava come, sulla base delle previsioni statutarie del consorzio COMETRA
(di cui AMACO fa parte), l'estromissione dell'azienda insolvente avrebbe dovuto
comportare il contestuale assorbimento e svolgimento del servizio di TPL da
parte dello stesso Consorzio o di un'altra consociata, garantendo l'integrale
passaggio alle dipendenze delle unità lavorative complessive;
- nelle more della
precedente interrogazione, si prendeva atto del provvedimento di aggiudicazione
del Tribunale di Cosenza datato 16/03/2026 (visto dal Giudice Delegato il
17/03/2026) in favore della società Consorzio Autolinee TPL S.r.l. (di seguito
CA), la quale aveva offerto l'acquisizione del ramo d'azienda "Ramo TPL
AMACO", prevedendo inizialmente il trasferimento in deroga all'art. 2112
c.c. di un massimo di 95 unità rispetto alle circa 110 all'epoca in forza.
Considerato che: - Lo scenario aziendale, già drammatico, ha subito un
definitivo e catastrofico punto di rottura in data 1° luglio 2026, così come
formalizzato nel verbale di esame congiunto redatto presso la sede di
Confindustria Cosenza alla presenza della Curatela Fallimentare, di CA, di Confindustria,
di ANAV e delle Organizzazioni Sindacali;
- dal sopra citato
verbale ufficiale si evince che la complessa trattativa avviata sin dal mese di
aprile si è conclusa con esito formalmente NEGATIVO, a causa del mancato
raggiungimento di un accordo unitario e complessivo sulle deroghe all'art. 2112
del Codice Civile, registrando il rigetto della
proposta transattiva da parte delle sigle FILT CGIL, UIL TRASPORTI, FAISA
CISAL, UGL TRASPORTI, ORSA e CONFAIL (nonostante l'isolata apertura manifestata
dalla FIT CISL);
- a seguito del mancato
accordo sindacale, la società Consorzio Autolinee TPL S.r.l. (CA) ha
formalmente dichiarato a verbale l'impossibilità di dare seguito alle deroghe
previste nell'offerta e, per l'effetto, ha annunciato che non procederà a
perfezionare l'acquisto del ramo di azienda, facendo decadere la condizione
essenziale contenuta nel provvedimento di aggiudicazione del Tribunale.
Rilevato che: - la rinuncia al perfezionamento dell'acquisto da parte di CA
determina l'immediata attivazione, da parte della Curatela fallimentare, degli
adempimenti liquidatori e delle comunicazioni al Tribunale competente, avviando
di fatto e senza ulteriori paracadute sociali le procedure per il licenziamento
collettivo dell'intero bacino dei lavoratori ex AMACO;
- tale rottura tombale
non solo getta nella disperazione assoluta oltre 110 famiglie storiche del
territorio, ma produce un vuoto normativo e operativo spaventoso, determinando
il rischio concreto dell'immediata interruzione del pubblico servizio di Trasporto
Pubblico Locale nell'area urbana di Cosenza, non essendovi più un soggetto
subentrante formalmente vincolato all'esercizio delle linee storiche cittadine;
- la Regione Calabria,
quale ente titolare esclusivo delle concessioni, programmatrice delle linee e
principale erogatrice dei flussi finanziari legati al TPL, ha il dovere
istituzionale e politico di non rimanere inerte dinanzi al naufragio di una
simile vertenza e all'imminente blocco della mobilità cittadina, dovendo
intervenire con poteri sostitutivi, di mediazione straordinaria o di
ricollocazione dei servizi. Tutto ciò premesso e considerato si interroga il
Presidente della Giunta regionale e l'Assessore con delega ai trasporti
per sapere:
1.
se la Giunta Regionale sia a
conoscenza del verbale firmato il 1° luglio 2026 presso Confindustria Cosenza e
quali urgenti e straordinarie valutazioni abbia espresso in merito alla revoca
dell'acquisto del ramo TPL da parte di Consorzio Autolinee TPL S.r.l., evento
che di fatto cancella l'unica ipotesi di transizione industriale finora sul
tavolo. 2. Se, alla luce dell'avvenuta conclusione con "esito
negativo" della procedura ex art. 47 L. 428/1990, il Presidente della
Giunta e l'Assessore intendano convocare ad horas un
tavolo di crisi istituzionale presso la Cittadella Regionale, chiamando a
raccolta la Curatela fallimentare, i vertici di CA, Confindustria e tutte le
OO.SS., al fine di esperire un ultimo tentativo di mediazione politica che
eviti l'invio delle lettere di licenziamento collettivo. 3. Quali provvedimenti
amministrativi d'urgenza la Regione Calabria intenda adottare per garantire la
regolarità e la continuità del servizio di Trasporto Pubblico Locale nella
città di Cosenza nei prossimi giorni, scongiurando un gravissimo reato di
interruzione di pubblico servizio e definendo a quale soggetto o consorzio
affidare stabilmente le tratte urbane, imponendo l'applicazione tassativa della
clausola sociale a totale salvaguardia di tutti i dipendenti dell'organico ex
AMACO.
(125; 02/07/2026).
È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Laghi. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• con Deliberazione del
Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza n. 2911 del 15
ottobre 2012 è stato approvato lo studio di fattibilità per la riconversione
funzionale dell’ex Presidio Ospedaliero di San Marco Argentano in Casa della
Salute, per un importo complessivo pari a € 8.149.648,89, del quale la Regione
Calabria ha preso atto con DPGR n. 176 del 25 ottobre 2012;
• lo studio di
fattibilità, approvato dall' Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ha
evidenziato la rilevanza di questo intervento non solo per la funzionalità
della struttura ma soprattutto per il benessere e la sicurezza dei pazienti e
del personale. • con DGR n. 234 del 27 giugno 2013 è stato approvato il
Programma Ordinario Convergenza, finanziato con risorse derivanti dalle
rimodulazioni del POR Calabria FESR e FSE 2007/2013, nell’ambito del quale è
ricompresa la scheda “Salvaguardia n. 5 – Rete Regionale Case della Salute”, e
in data 4 dicembre 2013 (rep. n. 3171) è stata stipulata tra la Regione
Calabria e l’ASP di Cosenza la convenzione per il finanziamento della Casa
della Salute di San Marco Argentano, con scadenza al 31 marzo 2016;
• a seguito del mancato
rispetto del cronoprogramma, con Decreto Dirigenziale n.2242 del 04/03/2022 è
stato disimpegnato l’importo complessivo di € 49.315.128,20, sul capitolo
U6106020101, destinato al finanziamento del Progetto “Case della Salute” a valere
sulle risorse del PAC 2007/2013 e successivamente con Decreto Dirigenziale n.
8630 del 20 agosto 2021 il progetto “Rete Regionale Case della Salute” è stato
ammesso a finanziamento a valere sul POR Calabria FESR FSE 2014/2020,
includendo espressamente anche la Casa della Salute di San Marco Argentano;
• con Decreto
Dirigenziale del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari n.
7314 del 4 luglio 2022 è stato approvato lo schema di convenzione tra la
Regione Calabria e l’ASP di Cosenza per la realizzazione della Casa della
Salute di San Marco Argentano, per un importo complessivo di € 8.149.648,89 a
valere sull’Azione 9.3.8 del POR Calabria FESR FSE 2014/2020;
• l’intervento si
inserisce nel quadro di riorganizzazione dell’assistenza territoriale
regionale, in coerenza con il Piano di Rientro e con il D.M. n. 77 del 23
maggio 2022, come richiamato dal DCA n. 197 del 12 luglio 2023. Considerato
che: • allo stato non risultano avviate procedure di gara per l’affidamento dei
lavori, nonostante l’impegno delle risorse finanziarie;
• lo schema di
convenzione approvata con il citato decreto dirigenziale n.7314 del 4 luglio
2022 prevedeva un termine di efficacia al 31 dicembre 2023;
• l’ultimo aggiornamento
sullo stato di attuazione dell’intervento risulta contenuto nel DCA n. 229 del
21 agosto 2023, nel quale si dava atto della fase di definizione degli atti
convenzionali tra l’ASP di Cosenza e Invitalia quale centrale di committenza;
• il medesimo DCA n.
229/2023 contempla, in caso di mancata attuazione degli interventi nei termini
previsti, la possibilità di procedere alla revoca o alla rimodulazione dei
finanziamenti assegnati;
• in data 25/09/2023, in
risposta all’interrogazione 104/XII, il Dipartimento Tutela della Salute e
Servizi Socio-Sanitari ha richiamato esplicitamente l’intenzione di completare
l’intervento in oggetto, sottolineando la compatibilità dello stesso con
l’attuazione degli interventi previsti dal PNRR Missione 6 – Salute;
• successivamente a tale
comunicazione non risultano pubblicati ulteriori atti regionali di
aggiornamento, rinnovo, revoca o rimodulazione relativi all’intervento in
oggetto;
si chiede
per sapere:
• quale sia, allo stato
attuale, la determinazione della Regione Calabria e del Commissario ad Acta in
ordine alla validità del finanziamento e della convenzione per la realizzazione
della Casa della Salute di San Marco Argentano;
• se, ai sensi di quanto
previsto dal DCA n. 229 del 21 agosto 2023, sia stata avviata o si intenda
avviare la procedura di revoca o rimodulazione del finanziamento ovvero il
rinnovo degli atti convenzionali e l’avvio delle procedure di gara.
(44; 06/02/2026).
Ranuccio. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• la Calabria detiene
attualmente il primato per il peggior saldo negativo della mobilità sanitaria
in Italia, avendo registrato nel 2023 un passivo di -326,9 milioni di euro. •
Tale dato rappresenta un ulteriore peggioramento di 22,1 milioni di euro rispetto
all’anno precedente, confermando una persistente criticità strutturale del
sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni del Paese. •
L’impatto economico pro-capite di questo saldo negativo è stimato in -178 euro
per ogni residente calabrese. • Il volume dei debiti (prestazioni erogate ai
cittadini calabresi fuori regione) ammonta a circa 362,4 milioni di euro, a
fronte di crediti per mobilità attiva pari a soli 35,4 milioni di euro, dato che
colloca la Regione al diciottesimo posto nazionale per capacità attrattiva.
Considerato che: • il fenomeno della migrazione sanitaria appare in larga parte
determinato dalle persistenti criticità del sistema sanitario regionale. In
ambito oncologico, il 62% dei pazienti con tumore del polmone e il 42% delle
donne con tumore al seno sono costretti a recarsi fuori regione per
l'intervento chirurgico. • La medicina territoriale calabrese presenta
significative difficoltà organizzative, risultando tra le ultime nel contesto
nazionale con un punteggio nell’area distrettuale dei LEA pari a 40 punti. •
L’attuazione della Missione 6 del PNRR procede con evidenti ritardi: al 30
giugno 2024 risultavano operative solo 4 Case di Comunità su 61 previste,
mentre i 20 Ospedali di Comunità programmati risultano ancora non attivati. •
Sussiste una cronica carenza di personale sanitario, stimata mediamente nel 15%
in meno rispetto alla media nazionale (10,2 unità ogni 1.000 abitanti contro
11,9), con un deficit specifico di infermieri pari al 18%. • La persistente
situazione di commissariamento del sistema sanitario regionale e il regime di
piano di rientro continuano a incidere negativamente sulla piena programmazione
e riorganizzazione dei servizi, contribuendo ad alimentare la sfiducia dei
cittadini che spesso si rivolgono a strutture di altre regioni, in particolare
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che assorbono gran parte della mobilità
sanitaria in uscita. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente
della Giunta regionale
per sapere:
• quali iniziative
urgenti e straordinarie la Giunta regionale intenda adottare per ridurre i
tempi delle liste d’attesa e potenziare l’offerta di chirurgia oncologica sul
territorio regionale, al fine di garantire ai cittadini calabresi il diritto
costituzionale alla cura nel proprio territorio. • Quale sia il cronoprogramma
per l’attivazione delle restanti Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità
finanziati dal PNRR, presidi ritenuti essenziali per il rafforzamento della
medicina territoriale e per la riduzione degli accessi impropri ai Pronto
Soccorso. • Se sia previsto un piano straordinario di reclutamento di personale
sanitario finalizzato a colmare il divario esistente rispetto alla media
nazionale e a garantire la piena operatività delle strutture territoriali e
ospedaliere. • Quali iniziative politiche e amministrative la Regione intenda
promuovere al fine di favorire il superamento del regime di commissariamento
della sanità calabrese e il ritorno a una piena gestione ordinaria del sistema
sanitario regionale. • Quali misure la Giunta regionale intenda adottare per
rafforzare la capacità di attrazione del sistema sanitario calabrese e ridurre
progressivamente il saldo negativo della mobilità sanitaria, anche attraverso
il potenziamento delle strutture e delle eccellenze sanitarie presenti sul
territorio regionale. • Quale sia la posizione della Giunta regionale in merito
agli effetti della legge sull’Autonomia Differenziata che, in assenza di
adeguati finanziamenti dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), rischia
di accentuare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e il trasferimento
di risorse sanitarie dal Sud verso le regioni del Nord.
(64; 06/03/2026).
De
Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso
che:
-
l'azienda "Abramo Customer Care", alla data della cessazione
dell'attività, dichiarata nel novembre del 2024 dai Commissari giudiziali
nominati dal Tribunale di Roma in data 27.01.2021, risultava avere circa 1000
persone assunti come dipendenti;
-
i suddetti dipendenti per effetto della cessazione dell'attività Abramo erano
posti per la quasi totalità in cassa integrazione;
considerato
che: - successivamente i suddetti dipendenti sono stati assorbiti dalla società
"Konecta R s.r.l.", a cui è stata affidala
la commessa dell'Istituto Poligrafico dello Stato, avente ad oggetto la
realizzazione del progetto di dematerializzazione dei documenti, ed in
particolare in questa prima fase la digitalizzazione delle cartelle cliniche
delle Asp della Regione Calabria;
-
nello specifico la Regione Calabria, con l'ausilio ed il supporto del Governo
nazionale, per consentire l'assorbimento dei suddetti dipendenti in "Konecta R srl", ha previsto
lo stanziamento di un fondo, finalizzato alla realizzazione del predetto progetto, pari alla somma di € 15 milioni, a cui si
è sommato l'importo di € 5 milioni stanziato dal Governo nazionale, per un
totale di € 20 milioni;
preso
atto che: - La durata della commessa per la realizzazione del su richiamato
progetto era stato individuato in anni tre, con scadenza quindi al mese di
dicembre 2027;
-
già da alcuni mesi la "Konecta R s.r.l. sta
lamentando il mancato approvvigionamento di nuove commesse, dichiarando di aver
concluso ii progetto di dematerializzazione;
-
allo stato la Konecta R s.r.l. presenterebbe un
disavanzo di circa € 6 milioni, nonostante la previsione dell'originario fondo
di € 20 milioni stanziato dalla Regione Calabria e dal Governo nazionale;
-
La Konecta R s.r.l. ha manifestato l'intenzione di
attivare la CIGS dopo appena un anno dall’attivazione del su richiamato
progetto di dematerializzazione dei documenti, con la conseguenza che gli
attuali 856 dipendenti della predetta società
rischiano concretamente la perdita del posto di lavoro. Tutto ciò' premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per
sapere:
-
se l'erogazione della somma di competenza della Regione Calabria è stata
effettivamente stanziata nella sua totalità e, soprattutto, se è stato
accertato e verificato che i suddetti fondi siano stati effettivamente
destinati alla realizzazione del suddetto progetto;
-
se per consentire la concreta realizzazione del su richiamato progetto è stata
data creazione al “Fascicolo sanitario", e se all'interno del suddetto
fascicolo sono state inserite tutte le cartelle sanitarie digitalizzate e/o da
digitalizzare;
-
se e quali interventi sono stati attivati e realizzati al fine di estendere
detto progetto di dematerializzazione dei documenti ad altre realtà
territoriali: - E, soprattutto, se e quali misure e strumenti intende assumere
la Giunta regionale al fine di assicurare e garantire il mantenimento degli
attuali livelli occupazionali, costituito da n. 856 unità lavorative.
(76;
19/03/2026).
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 16 maggio
2026, la stampa locale (in particolare la testata Corriere della Calabria) ha
dato ampio risalto a una toccante e accorata lettera-testimonianza di un
cittadino crotonese in merito alle condizioni del reparto di Oncologia del
Presidio Ospedaliero “San Giovanni di Dio” di Crotone;
- da tale documento
emerge un quadro di intollerabile paradosso: da un lato viene celebrata la
straordinaria eccellenza professionale, l’umanità e l'empatia dell’intera
équipe medica, guidata magistralmente dalla Dott.ssa -------, capace di
trasformare un reparto così complesso in un’oasi di speranza e accoglienza
totale del paziente; dall'altro viene denunciato con forza un contesto
edilizio, logistico e strutturale fatiscente, definito "da Terzo
Mondo";
- La sottoscritta
consigliera, trovandosi purtroppo nella condizione di frequentare il medesimo
reparto in veste di paziente, ha potuto constatare in prima persona, con i
propri occhi, la veridicità di quanto denunciato dagli organi di stampa e
l'oggettiva precarietà in cui sono costretti a operare i sanitari e a ricevere
le cure i malati;
- La criticità più
grave, evidenziata sia dalla stampa che dall'osservazione diretta, risiede nel
fatto che il reparto di Oncologia condivide forzatamente gli spazi con il
reparto di Nefrologia. Tale commistione logistica si traduce in disagi
materiali inaccettabili, costringendo pazienti già fortemente provati da
terapie debilitanti e salvavita a usufruire, tra le altre cose, di servizi
igienici comuni e promiscui, minando alle fondamenta il diritto alla
riservatezza, al decoro e all'adeguata organizzazione degli spazi di cura.
Considerato che:
-il diritto alla salute,
sancito dall'articolo 32 della Costituzione Italiana, non si esaurisce nella
sola somministrazione dei protocolli terapeutici, ma esige la tutela della
dignità della persona e l'idoneità igienico-sanitaria e strutturale dei luoghi
di cura;
- la coabitazione
forzata e la promiscuità degli spazi tra due specialità mediche così delicate
come l'Oncologia e la Nefrologia – che trattano pazienti caratterizzati da
estrema fragilità clinica, vulnerabilità immunitaria ed elevato rischio
infettivo – rappresenta una palese e intollerabile criticità di natura
assistenziale e di gestione del rischio clinico (clinical risk management);
- i dati epidemiologici
e assistenziali dimostrano che la richiesta di servizi e prestazioni
oncologiche nel territorio di Crotone è in costante e progressivo aumento, una
tendenza che aggrava ulteriormente la pressione su una struttura già
logisticamente satura e che richiederebbe, al contrario, un ampliamento dei
posti tecnici per la chemioterapia, delle sale d'attesa e degli ambulatori;
- ai sensi della
normativa nazionale (D.P.R. 14 gennaio 1997) e regionale vigente (in
particolare la Legge Regionale della Calabria n. 24/2008 e successive modifiche
in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie), i
locali destinati all'erogazione di prestazioni sanitarie devono
obbligatoriamente possedere e mantenere stringenti requisiti minimi
strutturali, tecnologici e organizzativi volti a tutelare la sicurezza
pubblica;
- non è politicamente né
eticamente tollerabile che la tenuta di un reparto di frontiera poggi
esclusivamente sullo straordinario spirito di sacrificio, sulla dedizione e sul
capitale umano dei medici e degli operatori sanitari, chiamati quotidianamente a
sopperire con il proprio impegno alle storiche e gravissime carenze
dell’edilizia sanitaria e della programmazione politica locale. Tutto ciò
premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale,
per sapere:
1. se sia a conoscenza
della situazione di grave e accertato degrado strutturale e logistico in cui
versa il reparto di Oncologia dell'Ospedale "San Giovanni di Dio" di
Crotone, confermata sia dalle denunce pubbliche dei cittadini sia dalla testimonianza
diretta e personale della sottoscritta consigliera;
2. se sia a conoscenza
delle gravi implicazioni igienico-sanitarie derivanti dalla coabitazione
logistica e dalla condivisione di servizi e spazi (inclusi quelli igienici) tra
il reparto di Oncologia e il reparto di Nefrologia, e come valuti i rischi connessi
alla sicurezza di pazienti particolarmente immunodepressi;
3. se sia a conoscenza
del costante aumento della richiesta di servizi oncologici registrato a Crotone
e quali strategie di medio-lungo periodo intenda attuare per dimensionare la
struttura ospedaliera all'effettivo e crescente fabbisogno della popolazione
locale;
4. se intenda disporre,
con assoluta urgenza, l'attivazione del Servizio Ispettivo Regionale o dare
formale mandato alla Direzione Generale dell'ASP di Crotone per una formale
verifica ispettiva tecnico-sanitaria all'interno dei locali in questione, finalizzata
ad accertare la conformità dei luoghi ai requisiti minimi previsti dalle leggi
vigenti in materia di accreditamento; disponendo contestualmente e
tassativamente che qualsiasi misura correttiva o prescrittiva avvenga
salvaguardando in ogni momento la totale continuità terapeutica e assistenziale
dei pazienti in loco, scongiurando qualsiasi ipotesi di interruzione del
servizio o di trasferimento improprio dell'utenza fuori dal territorio
crotonese;
5. Quali provvedimenti
straordinari e immediati intenda adottare per procedere alla riqualificazione
dei locali dell'Ospedale di Crotone, garantendo al reparto di Oncologia la
totale autonomia logistica, nonché spazi esclusivi, separati, dignitosi e strutturalmente
ampliati per rispondere all'aumento della domanda;
6. Quali siano i tempi
certi di inizio e conclusione dei lavori di restyling, ammodernamento e
definitiva separazione dei due reparti all'interno del presidio ospedaliero;
7. In che modo la Giunta
Regionale intenda agire per dare dignità al lavoro della squadra guidata dalla
Dott.ssa Cortese e a tutto il personale del presidio, affinché la cura
d’eccellenza non debba più scontrarsi con strutture fatiscenti.
(104; 03/06/2026).
Il
Consiglio regionale
premesso che:
- è stata presentata la proposta di legge n. 57/13^ di
iniziativa del consigliere regionale Vito Pitaro recante: “Modifica dei confini
territoriali tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella provincia di Vibo
Valentia”;
- negli allegati alla proposta di legge 57/13^
denominati: Relazione descrittiva alla proposta de qua e allegato A
(Planimetria di inquadramento generale con Elenco Particelle interessate), sono
individuate le seguenti aree catastali del territorio del Comune di
Zaccanopoli, località denominata Contrada “Cancino”, censite ai seguenti numeri
di foglio:
- Catasto Terreni Foglio di Mappa n° 1 particelle: 204,
119, 202, 203, 128, 2, 181, 154, 315, 319, 318, 195, 267, 185, 215, 207, 210,
272, 254, 183, 182, 180, 176, 177, 188, 189, 187, 129, 190, 194, 201, 229, 228,
205, 217, 212, 221, 214, 222, 211, 213, 208, 209, 8, 132, 143, 142, 138, 184,
149, 186, 129, 285, 282, 274, 276, 256, 262, 264, 258, 260, 270, 269.
- Catasto Fabbricati: Foglio 1 particella 159 sub 1, 2,
4, 5 e 6; particella 288; particella 161 sub 2, 4, 5, 6, 7, 8 e 9; particella
231; particella 125 sub 1, 2 e 4; particella 252 sub 2; particella 250 sub 2;
particella 289; particella 253 sub 2; particella 286; particella 255;
particella 259; particella 314 sub 1, 2, 3, 4, 5 e 6; particella 261; e
particella 271.
- nelle suddette aree catastali sono collocate 13
famiglie per un numero di 30 abitanti;
visti:
-
l’articolo 133, comma 2 della Costituzione che stabilisce che “la Regione,
sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio
territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni”;
- l’articolo 15, comma 1 del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267 (Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti
locali) che stabilisce che: “…le regioni possono modificare le circoscrizioni
territoriali dei Comuni sentite le popolazioni interessate, nelle forme
previste dalla legge regionale.”;
vista la legge regionale
5 aprile 1983 n. 13 ed in particolare:
- l’articolo 32 che prevede sia per i referendum
abrogativi che per quelli consultivi, “le
spese relative agli adempimenti spettanti ai Comuni, nonché quelle dovute ai
componenti dei seggi elettorali sono anticipate dai Comuni e rimborsate dalla
Regione”, con la possibilità per la Regione di anticipare ai Comuni, su loro
richiesta, un importo pari al 75% dell'ammontare delle spese occorrenti".
- l’articolo 40, comma 1 in base al quale il Consiglio
regionale “prima di procedere
all'approvazione di ogni progetto di legge che comporti … il mutamento delle
circoscrizioni comunali …, delibera l'effettuazione del referendum consultivo
obbligatorio”;
- l’articolo 40, comma 3, che stabilisce che “La deliberazione del Consiglio regionale
indica il quesito da sottoporre a votazione con riferimento agli estremi della
relativa proposta di legge”;
- l’articolo 40, comma 4, lettera c), che prevede che nel
caso di modificazione delle circoscrizioni comunali, il Consiglio regionale,
nella delibera di effettuazione del referendum consultivo obbligatorio “… può, con decisione motivata, escludere dalla
consultazione referendaria le popolazioni che non presentano un interesse
qualificato alla variazione territoriale: per le caratteristiche dei gruppi
residenti sul territorio dei Comuni interessati, della dotazione
infrastrutturale e delle funzioni territoriali, nonché per i casi di
eccentricità dei luoghi rispetto al capoluogo e, quindi, di caratterizzazione
distintiva dei relativi gruppi”;
vista:
- la proposta di legge n. 57/13^ di iniziativa del
consigliere regionale Vito Pitaro recante: “Modifica dei confini territoriali
tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella provincia di Vibo Valentia”;
considerato che:
- la Prima Commissione “Affari istituzionali, affari
generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio
della Regione” ha esaminato in sede referente il progetto di legge ed ha
adottato una risoluzione nella quale si sottopone in senso favorevole
all’approvazione della deliberazione in ordine al referendum consultivo,
limitato ai soli abitanti della località denominata Contrada “Cancino” del
Comune di Zaccanopoli;
- la stessa Commissione propone, pertanto, al Consiglio
regionale di proseguire nell’iter procedurale avviato ai sensi della legge
regionale n. 13 del 1983;
atteso che:
- per il calcolo
dell'ammontare del rimborso del corpo elettorale, consultabile sul sito
istituzionale del Ministero dell'interno, il numero degli elettori interessati
alla consultazione referendaria non può essere superiore al numero massimo
degli abitanti che risiedono nella Contrada “Cancino” del Comune di
Zaccanopoli, corrispondente a numero 1 sezione;
dato atto che:
- ai sensi dello Statuto, la disciplina applicabile per
l’individuazione degli aventi diritto al voto è quella contenuta nella legge
regionale n. 13/1983, in quanto legge speciale che regola le forme di
consultazione delle popolazioni interessate in materia di modificazioni delle
circoscrizioni comunali e che pertanto, ai sensi del citato articolo 40, comma
4, lettera c) della legge regionale n. 13/1983, gli aventi diritto al voto sono
gli abitanti della località denominata Contrada “Cancino” del Comune di
Zaccanopoli residenti nel territorio individuato al catasto ed ivi censiti ai
seguenti numeri di foglio:
Catasto Terreni Foglio di
Mappa n° 1 particelle: 204, 119, 202, 203, 128, 2, 181, 154, 315, 319, 318,
195, 267, 185, 215, 207, 210, 272, 254, 183, 182, 180, 176, 177, 188, 189, 187,
129, 190, 194, 201, 229, 228, 205, 217, 212, 221, 214, 222, 211, 213, 208, 209,
8, 132, 143, 142, 138, 184, 149, 186, 129, 285, 282, 274, 276, 256, 262, 264,
258, 260, 270, 269.
Catasto Fabbricati:
Foglio 1 particella 159 sub 1, 2, 4, 5 e 6; particella 288; particella 161 sub
2, 4, 5, 6, 7, 8 e 9; particella 231; particella 125 sub 1, 2 e 4; particella
252 sub 2; particella 250 sub 2; particella 289; particella 253 sub 2; particella
286; particella 255; particella 259; particella 314 sub 1, 2, 3, 4, 5 e 6;
particella 261; e particella 271.
- per tali intendendosi coloro che, in base alla vigente
disciplina statale, godono del diritto di elettorato attivo per le elezioni
amministrative comunali;
ritenuto:
- di poter circoscrivere la consultazione referendaria,
ai sensi dell’articolo 40, comma 4, lettera c) della legge regionale n.
13/1983, ai soli abitanti della località denominata Contrada “Cancino” del
Comune di Zaccanopoli, che risultano essere di fatto parte integrante del
Comune di Zambrone, attesa la caratterizzazione nettamente distintiva dei
gruppi residenti nella località sopra citata, per le motivazioni già espresse
in premessa;
- di accogliere la proposta della Commissione consiliare
di proseguire nell’iter procedurale;
- di procedere all’effettuazione del referendum
consultivo delle popolazioni interessate;
rilevato:
- che, ai sensi del comma
3 dell'articolo 40 della legge regionale n. 13/1983, la deliberazione
consiliare di effettuazione del referendum consultivo deve indicare, in quanto
mero atto di indirizzo, il quesito da sottoporre a votazione con riferimento solo
degli estremi della relativa proposta di legge;
udito il relatore,
consigliere Pitaro, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per quanto espresso in
premessa, che qui si intende integralmente riportato e trascritto
a) di
procedere all’effettuazione del referendum consultivo della popolazione
interessata sulla proposta di legge n. 57/13^ del consigliere regionale Vito
Pitaro recante: “Modifica dei confini territoriali tra i comuni di Zambrone e
Zaccanopoli nella provincia di Vibo Valentia”;
b) per
l'effetto, che il Presidente della Giunta regionale proceda all'indizione del
referendum consultivo, per la popolazione interessata;
c) di
definire nei seguenti termini il quesito da sottoporre alla consultazione
popolare con riferimento al progetto di legge esaminato: “Volete voi che i
confini territoriali tra i comuni di Zaccanopoli e Zambrone siano modificati
secondo quanto statuito dall’articolo 1 della proposta di legge n. 57/13^
ovvero che la porzione di territorio del Comune di Zaccanopoli individuata
nell’allegato A della proposta di legge de qua venga trasferita dal Comune di
Zaccanopoli al Comune di Zambrone?”;
d) sulla
scheda elettorale va riportato l’espresso interrogativo nella maniera grafica
di seguito riprodotta, ovvero:
|
REGIONE
CALABRIA |
|
Referendum
regionale consultivo |
|
|
|
Volete voi che i confini territoriali tra i comuni di
Zaccanopoli e Zambrone siano modificati secondo quanto statuito dall’articolo
1 della proposta di legge n. 57/13^ ovvero che la porzione di territorio del
Comune di Zaccanopoli individuata nell’allegato A della proposta di legge de
qua venga trasferita dal Comune di Zaccanopoli al Comune di Zambrone? |
|
SI NO |
e) di dare atto che, ai
sensi dell’articolo 133, comma 2 della Costituzione e dell’articolo 40, comma
4, lettera c) della legge regionale n. 13 del 1983, partecipano al referendum
consultivo gli elettori residenti nella località denominata Contrada “Cancino”
del Comune di Zaccanopoli nel territorio individuato ai seguenti numeri di
foglio:
Catasto Terreni Foglio
di Mappa n° 1 particelle: 204, 119, 202, 203, 128, 2, 181, 154, 315, 319, 318,
195, 267, 185, 215, 207, 210, 272, 254, 183, 182, 180, 176, 177, 188, 189, 187,
129, 190, 194, 201, 229, 228, 205, 217, 212, 221, 214, 222, 211, 213, 208, 209,
8, 132, 143, 142, 138, 184, 149, 186, 129, 285, 282, 274, 276, 256, 262, 264,
258, 260, 270, 269.
Catasto Fabbricati:
Foglio 1 particella 159 sub 1, 2, 4, 5 e 6; particella 288; particella 161 sub
2, 4, 5, 6, 7, 8 e 9; particella 231; particella 125 sub 1, 2 e 4; particella
252 sub 2; particella 250 sub 2; particella 289; particella 253 sub 2; particella
286; particella 255; particella 259; particella 314 sub 1, 2, 3, 4, 5 e 6;
particella 261; e particella 271.
f) per tali intendendosi
coloro che, in base alla vigente disciplina statale, godono del diritto di
elettorato attivo per le elezioni amministrative comunali;
g) di chiedere ai
sindaci dei Comuni interessati di disporre l'anticipazione, ai sensi
dell'articolo 32 della legge regionale n. 13/1983, delle spese strettamente
occorrenti per lo svolgimento del referendum consultivo, che la Regione
provvederà, a consuntivo, a rimborsare dietro presentazione debitamente
documentata delle stesse;
h) di trasmettere la
presente deliberazione al Presidente della Giunta regionale per l’indizione del
referendum;
i) di trasmettere, per
conoscenza, la presente deliberazione ai sindaci dei Comuni interessati;
j) di pubblicare la
presente deliberazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione
Calabria.
Art. 1
(Finalità)
1. La Regione Calabria, in attuazione del principio di
precauzione e nell’ambito delle proprie competenze, riconosce come priorità
strategica il contrasto all’inquinamento da sostanze poli- e
perfluoroalchiliche (PFAS), a tutela della salute pubblica, della sicurezza
alimentare, della qualità delle risorse idriche e della salubrità degli
ecosistemi presenti nel territorio della Regione Calabria.
2. La
Regione Calabria, nel rispetto della normativa nazionale, regionale e
dell’Unione europea vigente in materia, disciplina il monitoraggio e il
controllo degli scarichi contenenti sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS)
e definisce i valori limite di emissione (VLE) allo scarico per le sostanze
PFAS.
Art. 2
(Definizioni)
1. Ai
fini della presente legge, per sostanze poli- e perfluoroalchiliche (PFAS) si
intendono i composti organici contenenti almeno una unità perfluoroalchilica
(-CnF2n-), lineare, ramificata o ciclica, in cui almeno un atomo di carbonio
sia completamente fluorurato, conformemente alla definizione operativa
dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e alla
classificazione adottata dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).
Art. 3
(Ambito di applicazione)
1. La presente legge si applica, nel territorio della
Regione Calabria, alle tipologie di scarico in acque superficiali, sia di
titolarità pubblica sia privata, nell’ambito delle competenze regionali, ai
sensi dell’articolo 101, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.
152 (Norme in materia ambientale) in materia di definizione di valori limite di
emissione diversi da quelli previsti dall'Allegato 5 alla Parte Terza del
medesimo decreto. I valori limite di emissione per le sostanze poli- e perfluoroalchiliche
(PFAS) da rispettare per tali scarichi sono quelli stabiliti nell’Allegato A
della presente legge.
2. L’individuazione delle sostanze da monitorare negli
scarichi si basa su valutazioni che considerano, tra l’altro:
a) l’attività produttiva;
b) le caratteristiche delle materie prime e dei materiali
utilizzati;
c) l’origine, le caratteristiche e i quantitativi dei
rifiuti eventualmente trattati;
d) i riscontri ottenuti sulla presenza delle sostanze di
interesse nei corpi idrici recettori.
3. Sono considerate prioritarie, ai fini dell’attivazione
dei controlli, le seguenti categorie di impianti:
a) impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata
Ambientale (AIA) o ad Autorizzazione Unica Ambientale (AUA), rientranti nelle
seguenti categorie dell'Allegato VIII alla Parte Seconda del d.lgs. 152/2006:
“2. Produzione e trasformazione di metalli: 2.6”; “4. Industria chimica: 4.1,
4.2, 4.3, 4.4, 4.5”; “6. Altre attività: 6.1, 6.2, 6.3, 6.7, 6.10, 6.11;”;
b) discariche e impianti di gestione rifiuti soggetti ad
Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), come annoverati nell'Allegato VIII
alla Parte Seconda del d.lgs. 152/2006, nella categoria “5. Gestione dei
rifiuti: 5.1, 5.2, 5.3, 5.4”, nonché impianti soggetti ad Autorizzazione Unica
ai sensi dell’articolo 208 del medesimo decreto o ad Autorizzazione Unica
Ambientale (AUA);
c) impianti di trattamento delle acque reflue urbane con
potenzialità superiore a 10.000 Abitanti Equivalenti (AE);
d) impianti di trattamento delle acque reflue urbane con
potenzialità superiore a 2.000 AE che trattano anche reflui industriali o
rifiuti ai sensi dell’articolo 110 del d.lgs. 152/2006, esclusi i casi previsti
al comma 3, lettera b), del medesimo articolo.
4. Il
dipartimento competente provvede alla elaborazione del piano annuale di
controllo e alla pubblicazione dei dati sul sito istituzionale della Regione
Calabria, entro e non oltre trenta giorni successivi alla data delle
rilevazioni effettuate.
Art. 4
(Limiti di emissione)
1. Sul territorio regionale sono fissati per i composti
appartenenti alla categoria delle PFAS, i VLE allo scarico in acque
superficiali. I valori limite sono indicati nell’allegato A alla presente legge
e stabiliti, nel rispetto della normativa statale ed europea vigente in
materia, con criteri e prescrizioni più rigidi e rigorosi, al fine di garantire
un maggior controllo sulle acque superficiali del territorio della Regione
Calabria. Sono fatti salvi, altresì, valori limite di emissione allo scarico maggiormente
restrittivi definiti dall’autorità competente in sede di autorizzazione
integrata ambientale.
2. È
vietato lo scarico di reflui contenenti le PFAS sul suolo o negli strati
superficiali del sottosuolo. Gli scarichi di acque reflue industriali
contenenti PFAS che recapitano in reti fognarie sono sottoposti alle norme
tecniche, alle prescrizioni regolamentari e ai valori limite adottati dall’ente
di governo dell'ambito, di concerto con i gestori del Servizio idrico integrato
competenti in base alle caratteristiche dell'impianto, in modo che sia
assicurato il rispetto dei valori limite di emissione in acque superficiali di
cui al comma 1.
Art. 5
(Comitato tecnico scientifico regionale per
il monitoraggio delle PFAS)
1. È istituito il Comitato tecnico scientifico regionale
per il monitoraggio continuo della contaminazione da PFAS sul territorio
regionale. Il Comitato ha il compito di coadiuvare e supportare le attività di
monitoraggio dei PFAS sul territorio regionale. La partecipazione ai lavori del
Comitato è a titolo gratuito e non dà luogo a rimborso spese. Il Comitato
svolge la sua attività presso una sede individuata dal dipartimento competente,
con le risorse strumentali ed umane disponibili.
2. Il Comitato, costituito con decreto del Presidente
della Giunta regionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente
legge sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria, dura in
carica cinque anni ed è così composto:
a) un responsabile del dipartimento competente in materia
di territorio e tutela dell’ambiente o un suo delegato, con funzione di
presidente;
b) un responsabile del dipartimento competente in materia
di welfare e tutela della salute o un suo delegato, con funzione di
vicepresidente;
c) un responsabile del dipartimento competente in materia
di agricoltura e sviluppo rurale o un suo delegato;
d) il direttore dell’ente regionale competente in materia
individuato dal dipartimento competente in materia di ambiente;
e) il direttore dell’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria
(ARRICAL) o un suo delegato;
f) il direttore della Società Risorse Idriche Calabresi
(Sorical) o un suo delegato.
3. Il Comitato ha la facoltà di svolgere audizioni utili
all’esercizio delle proprie funzioni, senza nuovi o maggiori oneri finanziari a
carico del bilancio regionale.
4. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato presenta
al Consiglio regionale della Calabria, una relazione comprendente la
ricognizione completa ed esaustiva della situazione in merito alla presenza sul
territorio regionale di PFAS e dei possibili sviluppi della stessa, per tutte
le matrici interessate dalla contaminazione.
5. Il Comitato opera in piena autonomia conoscitiva e
propositiva, ferme restando le competenze tecniche-operative del dipartimento
competente, in materia di monitoraggio ambientale, esecuzione dei controlli e
validazione dei dati analitici.
Art. 6
(Clausola d’invarianza finanziaria)
Dall’attuazione
della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico
del bilancio regionale. Agli interventi previsti si provvede con le risorse
umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
ALLEGATO
A:
Valori-limite
di emissione (VLE) per PFAS negli scarichi in acque superficiali (μg/l)
|
Sostanza o gruppi
di sostanze |
N° CAS |
Valore-limite di
emissione (VLE) allo scarico (μg/L)1 dalla
data di entrata in vigore del presente provvedimento |
|
Acido perfluoroottansolfonico
e suoi Sali (PFOS) |
1763-23-1 |
0,03 |
|
Acido perfluoroottanoico (PFOA) |
335-67-1 |
0,08 |
|
Acido perfluorobutanoico
(PFBA) |
375-22-4 |
0,12 |
|
Acido perfluorobutansolfonico
(PFBS) |
375-73-5 |
0,5 |
|
Somma restanti PFAS Acido perfluoropentanoico (PFPeA) Acido perfluoro-n-nonanoico (PFNA) Acido perfluorodecanoico (PFDeA) Acido perfluoroesanoico (PFHxA) Acido perfluoro-n-eptanoico (PFHpA) Acido perfluoroundecanoico (PFUnA) Acido perfluoroesansolfonico
(PFHxS) Acido perfluoro-n-dodecanoico
(PFDoA) |
2706-90-3 375-95-1 335-76-2 307-24-4 375-85-9 2058-94-8 355-46-4 307-55-1 |
0,22 |
|
Perfluoro {acetic acid, 2-[(5-methoxy-1,3-dioxolan- 4-yl)oxy]}, ammonium salt (cC6O4) |
1190931-27-1 |
0,10 |
|
Acido dimerico dell'ossido di esafluoropropilene
(HFPO-DA) |
13252-13-6 |
0,10 |
Gli
scarichi di acque reflue industriali contenenti PFAS che recapitano in reti
fognarie sono sottoposti alle norme tecniche, alle prescrizioni regolamentari e
ai valori limite adottati dall’ente di governo dell’ambito, di concerto con i
gestori competenti in base alle caratteristiche dell’impianto, al fine di
assicurare il rispetto dei valori limite di emissione in acque superficiali.
Capo I
Principi
generali e finalità
Art. 1
(Principi)
1. La Regione Calabria, nell’ambito delle proprie
competenze ai sensi dell’articolo 117 della Costituzione, in conformità agli
obiettivi dell’Unione europea e al Piano nazionale della sicurezza stradale e
ai relativi programmi di attuazione, di cui all’articolo 32 della legge 17
maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di investimenti, delega al Governo per
il riordino degli incentivi all'occupazione e della normativa che disciplina
l'INAIL, nonché disposizioni per il riordino degli enti previdenziali), promuove
iniziative di carattere scientifico, tecnico, tecnologico, normativo, educativo
e culturale, nonché azioni di prevenzione, finalizzate al miglioramento della
sicurezza stradale e alla riduzione del numero e della gravità degli incidenti
e delle relative vittime.
2. La Regione, nell’esercizio delle proprie competenze in
materia di tutela della salute, governo del territorio e mobilità, promuove la
sicurezza stradale secondo l’approccio denominato “Safe System”, in coerenza
con gli indirizzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Commissione
europea, nel rispetto della normativa statale vigente.
3. Ai
fini della presente legge, ogni riferimento alle Province si intende esteso
anche alla Città metropolitana di Reggio Calabria.
Art. 2
(Finalità)
1. La presente legge persegue le seguenti finalità:
a) promuovere la riduzione dell'incidentalità stradale e
dei relativi costi sociali ed economici;
b) migliorare la sicurezza delle infrastrutture stradali
regionali e provinciali e della relativa gestione, anche attraverso l’impiego
di tecnologie innovative e sistemi di smart road;
c) promuovere l’organizzazione, l’analisi e la diffusione
delle informazioni relative ai sinistri stradali, ai fattori di rischio e alle
concause;
d) promuovere e attuare iniziative volte a diffondere la
cultura e l'educazione alla sicurezza stradale;
e) rafforzare le capacità istituzionali di monitoraggio,
analisi e programmazione degli interventi in materia di sicurezza stradale,
anche mediante l’integrazione dei dati, il supporto tecnico agli enti
competenti e lo sviluppo di strumenti operativi a supporto delle decisioni;
f) garantire la realizzazione e lo sviluppo di un sistema
informativo regionale integrato sugli incidenti stradali, in coordinamento con
la legge regionale 15 marzo 2024, n. 11 (Disciplina del Sistema Statistico
Calabria – SiSCal), assicurando l’interoperabilità e
la coerenza con i sistemi informativi nazionali e operando nel rispetto delle
competenze statali in materia di rilevazione e gestione dei dati relativi alla
rete stradale statale e autostradale.
2. Le
attività di raccolta, elaborazione, analisi, diffusione e gestione dei dati
previste dalla presente legge sono esercitate nel rispetto della normativa
europea e nazionale vigente e in coordinamento con la l.r.
11/2024, garantendo l’integrazione, l’interoperabilità e la coerenza dei flussi
informativi con il Sistema statistico nazionale.
Art. 3
(Interventi)
1. La Regione, per il perseguimento delle finalità di cui
all’articolo 2, attua i seguenti interventi:
a) promozione e coordinamento delle politiche regionali e
locali in materia di sicurezza stradale, anche in raccordo con le politiche
nazionali ed europee;
b) riconoscimento del Centro di monitoraggio regionale
degli incidenti stradali della Calabria, di seguito denominato CRISC;
c) riconoscimento dei Centri provinciali come
articolazioni territoriali del CRISC per il monitoraggio, la gestione e il
controllo dei dati sugli incidenti stradali;
d) realizzazione di programmi di informazione, formazione
ed educazione stradale rivolti in particolare agli
studenti, ai giovani e agli utenti della strada;
e) promozione di interventi di prevenzione
dell’incidentalità stradale nei luoghi di aggregazione giovanile, nei contesti
di intrattenimento serale e notturno e negli ambiti urbani a maggiore
esposizione al rischio, anche mediante protocolli con Prefetture, enti locali,
soggetti del Terzo settore e operatori economici interessati;
f) promozione della ricerca scientifica e
dell’innovazione tecnologica applicata alla sicurezza stradale;
g) promozione di azioni di rafforzamento e sviluppo
sistematico delle forme di raccordo e di collaborazione intersettoriale e
interistituzionale, anche attraverso accordi e intese con enti pubblici e
privati, università e centri di ricerca.
2. Le
attività previste dal presente articolo sono svolte nei limiti delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili.
Capo II
Monitoraggio
regionale degli incidenti stradali in Calabria
Art. 4
(Centro
di monitoraggio regionale degli incidenti stradali della Calabria)
1. La Regione, al fine di attuare i principi e le
finalità di cui agli articoli 1 e 2, riconosce il Centro di monitoraggio
regionale degli incidenti stradali della Calabria (CRISC) quale struttura
tecnica regionale di riferimento per il monitoraggio e l’analisi dei dati sugli
incidenti stradali.
2. Il CRISC ha sede operativa presso il Centro
provinciale di monitoraggio della sicurezza stradale della Provincia di
Crotone, già attivo quale centro regionale di riferimento per l’acquisizione
dei dati ufficiali dell’incidentalità stradale, valorizzandone le dotazioni
strumentali, l'esperienza tecnico-scientifica e il personale già impiegato.
3. Il CRISC opera in raccordo con i Centri di
monitoraggio provinciali della sicurezza stradale di cui all’articolo 8, quale
nodo centrale della rete regionale, e assicura il collegamento funzionale con i
sistemi e le reti nazionali di monitoraggio dell’incidentalità stradale, anche
ai fini del debito informativo verso l'ISTAT e gli organismi europei.
4. Il CRISC opera in coerenza con SiSCal,
di cui alla l.r. 11/2024, assicurando il
coordinamento e l’integrazione dei flussi informativi con il sistema statistico
nazionale, nel rispetto delle competenze statali in materia.
Art. 5
(Rapporti
tra Regione Calabria e Provincia di Crotone)
1. I rapporti tra la Regione Calabria e la Provincia di
Crotone, ai fini dell’operatività del CRISC, sono disciplinati mediante
appositi protocolli d’intesa nel rispetto delle competenze attribuite alla
Provincia.
2. I
protocolli d’intesa di cui al comma 1 definiscono le modalità di utilizzo del
personale e delle strutture già in dotazione alla Provincia di Crotone, nonché
le forme di raccordo organizzativo necessarie ad assicurare il funzionamento
del CRISC, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 6
(Funzioni
istituzionali del CRISC)
1. Il CRISC è il riferimento tecnico regionale per il
monitoraggio e l’analisi dei dati relativi agli incidenti stradali verificatisi
sul territorio della regione.
2. Il CRISC opera in coerenza con il Sistema statistico
nazionale e nel rispetto della normativa vigente e dei protocolli d’intesa in
materia, nonché in coordinamento con SiSCal, di cui
alla l.r. 11/2024, assicurando l’integrazione, la
coerenza e l’unicità dei flussi informativi.
3. Il CRISC svolge in particolare le seguenti funzioni:
a) cura la raccolta, la validazione e l’elaborazione dei
dati sugli incidenti stradali, sul sistema stradale, sul traffico e su altri
settori di interesse per la gestione della sicurezza stradale, raccolti anche
sulla base di specifiche intese o accordi;
b) gestisce un sistema informativo sulla sicurezza
stradale che integra i dati sugli incidenti stradali con quelli sul traffico,
sulla rete viaria e su ogni altro aspetto rilevante ai fini della sicurezza
stradale;
c) assicura il collegamento funzionale con i sistemi
informativi nazionali ed europei di monitoraggio dell’incidentalità stradale,
secondo le modalità definite dalla normativa vigente e dai protocolli d’intesa
in materia;
d) elabora analisi statistiche e individua le principali
situazioni di rischio e i fattori causali dell’incidentalità;
e) fornisce supporto tecnico alle politiche e agli
indirizzi regionali in materia di sicurezza stradale;
f) assicura, nell’ambito delle competenze regionali e in
coordinamento con SiSCal, la trasmissione e
l’interscambio dei flussi informativi verso l’ISTAT e i sistemi nazionali ed
europei di monitoraggio, nel rispetto della normativa vigente;
g) fornisce supporto tecnico-scientifico al dipartimento
regionale competente in materia di trasporti;
h) promuove attività di formazione e aggiornamento degli
operatori coinvolti nel sistema regionale di monitoraggio;
i) cura la gestione evolutiva del software regionale di
base per la raccolta dei dati e ne propone eventuali aggiornamenti;
j)
promuove la diffusione delle buone pratiche e dei risultati delle analisi; k)
promuove e coordina, in collaborazione con le Province e gli enti competenti,
attività di ricognizione e mappatura della rete viaria regionale, funzionali
alla pianificazione degli interventi per la sicurezza stradale.
4. Il CRISC predispone annualmente un rapporto sulla
sicurezza stradale regionale, sulla base dei dati raccolti dai Centri di
monitoraggio provinciali e dalle informazioni ufficiali fornite dall’ISTAT, e
lo trasmette al dipartimento regionale competente in materia di trasporti entro
il 31 dicembre.
5. Il rapporto di cui al comma 4 indica, in particolare:
a) lo stato e l'evoluzione della sicurezza stradale,
evidenziando, in particolare, le maggiori criticità e i principali fattori che
concorrono a determinarle;
b) gli interventi programmati, in corso di realizzazione
e completati, sul territorio regionale, con particolare riferimento a quelli di
specifica competenza della Regione, che riguardano la sicurezza stradale;
c) i risultati ottenuti dagli interventi completati e il
loro livello di efficienza economica e di efficacia sociale;
d) le principali problematiche di sicurezza stradale da
risolvere e le priorità tecniche di intervento, anche in relazione al quadro
degli obiettivi di sicurezza stradale assunti a livello comunitario, nazionale
e regionale.
6. Il rapporto sulla sicurezza stradale regionale è
pubblicato nell’apposita sezione del portale istituzionale della Regione e reso
accessibile tramite i diversi canali istituzionali.
7. Il trattamento dei dati di cui alla presente legge è
effettuato nel rispetto del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e
del Consiglio del 27 aprile 2016 sulla protezione dei dati (GDPR) e del decreto
legislativo 30 giugno 2003, n.196 (Codice in materia di protezione dei dati
personali).
8. La Giunta regionale, con il supporto del CRISC, entro
novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, adotta il
disciplinare tecnico per garantire l'anonimizzazione dei dati aggregati.
9. Le
funzioni di cui al presente articolo sono esercitate nei limiti delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili.
Art. 7
(Organizzazione
e gestione operativa)
1. Il CRISC opera avvalendosi di una struttura operativa
integrata, basata sul principio della cooperazione rafforzata e
dell'interoperabilità dei dati, costituita dal personale già in servizio presso
la Provincia di Crotone e dal personale messo a disposizione dalle altre
Province calabresi, nell'ambito delle forme di collaborazione di cui agli
articoli 5 e 8 e nel rispetto dell’autonomia organizzativa degli enti
coinvolti, sulla base di apposite convenzioni o protocolli d’intesa che
disciplinano i rapporti tra le amministrazioni, le modalità di impiego del
personale e i profili organizzativi e funzionali connessi allo svolgimento
delle attività previste dalla presente legge.
2. Ai fini dell'operatività del sistema:
a) il personale della Provincia di Crotone, in qualità di
struttura di coordinamento tecnico, assicura la supervisione, la validazione e
l’elaborazione dei dati su scala regionale;
b) il personale delle singole Province calabresi,
individuato d'intesa con gli enti di appartenenza, cura la raccolta e la
validazione dei dati nei rispettivi ambiti territoriali, assicurando il flusso
informativo verso il CRISC per la successiva elaborazione unitaria regionale.
3. Le attività previste dal presente articolo sono svolte
senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, utilizzando il
personale e le risorse già disponibili presso le Province nell'ambito delle
competenze già attribuite dalla normativa vigente.
Capo III
Centri
di monitoraggio provinciali
Art. 8
(Centri
provinciali della sicurezza stradale)
1. La Regione, nell’ambito del sistema regionale di
monitoraggio dell’incidentalità stradale, individua presso ciascuna Provincia,
senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, le strutture
organizzative già competenti per il monitoraggio della sicurezza stradale, di
seguito denominate Centri provinciali, quali nodi territoriali della rete
regionale coordinata dal CRISC, al fine di garantire la raccolta, l’analisi e
l’elaborazione dei dati sugli incidenti stradali a livello provinciale.
2. I Centri provinciali operano avvalendosi del personale
e delle risorse già disponibili presso le Province competenti, nell’ambito
delle funzioni già attribuite dalla normativa vigente, che individuano gli
operatori che assicurano la raccolta, la validazione e l’elaborazione dei dati
sugli incidenti stradali.
3. Gli operatori di cui al comma 2 operano in raccordo
funzionale con il CRISC, assicurando omogeneità e standardizzazione delle
procedure di monitoraggio e trasmissione dei dati.
4. Le
attività dei Centri provinciali della sicurezza stradale sono svolte dalle
Province nei limiti delle risorse finanziarie disponibili nei rispettivi
bilanci e secondo i relativi ordinamenti, senza nuovi o maggiori oneri a carico
del bilancio regionale.
Art. 9
(Compiti
operativi dei Centri provinciali della sicurezza stradale)
1. I Centri provinciali della sicurezza stradale svolgono
le seguenti funzioni:
a) raccolta e aggiornamento dei dati sugli incidenti
stradali nel territorio provinciale di competenza;
b) assicurazione della qualità, completezza e correttezza
delle informazioni raccolte;
c) trasmissione dei dati al CRISC secondo procedure
standardizzate e mediante il software regionale dedicato;
d) supporto tecnico e operativo alle iniziative regionali
in materia di sicurezza stradale, anche in raccordo con il dipartimento
regionale competente in materia di trasporti.
2.
Tutte le attività dei Centri provinciali sono svolte senza nuovi o maggiori
oneri a carico del bilancio regionale, utilizzando il personale e le risorse
già disponibili presso le amministrazioni provinciali, nell'ambito delle
competenze già attribuite dalla normativa vigente e secondo le modalità di cui
all’articolo 7.
Capo IV
Sviluppi
strategici in materia di educazione stradale e innovazione digitale
Art. 10
(Educazione
e formazione alla sicurezza stradale)
1. La Regione promuove, in coerenza con gli indirizzi
nazionali ed europei, iniziative di formazione e di educazione alla sicurezza
stradale, rivolte in particolare ai giovani, agli studenti e agli utenti della
strada.
2. Le iniziative di cui al comma 1 sono realizzate,
previa intesa, in collaborazione con l’USR, gli enti locali, le forze di
polizia competenti in materia di circolazione stradale, le aziende sanitarie e
i soggetti pubblici e privati operanti nel settore.
3. La Regione favorisce l’inserimento di moduli formativi
sulla sicurezza stradale nell’ambito delle attività scolastiche ed
extrascolastiche, previa intesa e nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni
scolastiche.
4. Le
attività di cui al presente articolo sono attuate nei limiti delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili.
Art. 11
(Giornata
regionale della sicurezza stradale)
1. È istituita, avvalendosi delle risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, la Giornata
regionale della sicurezza stradale, finalizzata a promuovere l’educazione,
l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica in materia di
sicurezza stradale, con particolare riferimento ai giovani e al mondo
scolastico.
2. La Giornata regionale della sicurezza stradale è
celebrata annualmente la terza domenica del mese di novembre, in concomitanza
con la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada istituita
dall’Organizzazione delle Nazioni Unite.
3. In occasione della Giornata regionale della sicurezza
stradale, la Giunta regionale favorisce l’organizzazione di manifestazioni,
convegni e ogni altra iniziativa volta a diffondere la cultura e l’educazione
della sicurezza stradale. Promuove, in particolare:
a) la stipula di protocolli d’intesa tra la Regione, le
Forze dell’Ordine e, previa intesa, con l’USR per l’organizzazione di incontri
formativi, cerimonie commemorative, convegni e attività educative negli
istituti di ogni ordine e grado, avvalendosi del personale in servizio;
b) il coinvolgimento, a titolo gratuito, delle
associazioni dei familiari delle vittime della strada e degli enti del Terzo
settore (ETS), di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n.
117 (Codice del Terzo settore), operanti nell’ambito della sicurezza stradale e
che, avvalendosi di volontari di cui all’articolo 17 del medesimo Codice del
Terzo settore, possono fornire supporto e informazioni e svolgere attività di
testimonianza e sensibilizzazione;
c) il raccordo con i servizi sociosanitari esistenti e
con i Centri per le vittime della strada già operanti sul territorio al fine di
fornire consulenza, informazione e assistenza, anche psicologica, per le
vittime di incidenti stradali;
d) la diffusione di messaggi di pubblica utilità sui
portali istituzionali;
e) l’indizione di concorsi di idee rivolti agli studenti
calabresi per la realizzazione di contenuti multimediali sui temi della
sicurezza stradale.
4. La
Giunta e il Consiglio regionale concedono il patrocinio morale alle iniziative
di cui al presente articolo.
Art. 12
(Sviluppo
della piattaforma regionale e proposte progettuali)
1. Il CRISC cura lo sviluppo, l’aggiornamento e
l’evoluzione della piattaforma regionale dedicata alla gestione, integrazione e
analisi dei dati sugli incidenti stradali, assicurandone l’interoperabilità e
la compatibilità con i sistemi provinciali e nazionali.
2. Nell’ambito delle attività di cui al comma 1, il CRISC
può promuovere l’implementazione di strumenti tecnologici innovativi, moduli
evolutivi e soluzioni digitali avanzate, ivi comprese dashboard di infomobilità
e l’ammodernamento del portale istituzionale, nonché sistemi di analisi
predittiva e applicazioni di intelligenza artificiale finalizzati
all'individuazione dei punti critici della rete viaria e al miglioramento delle
capacità di monitoraggio e prevenzione.
3. Il CRISC può formulare proposte progettuali in materia
di sicurezza, educazione stradale e innovazione digitale, ivi comprese quelle
relative a campagne di prevenzione, iniziative rivolte ai luoghi di
aggregazione giovanile, programmi di mobilità sicura e progetti territoriali
con i Comuni.
4. L’utilizzo di sistemi di analisi predittiva e di
strumenti tecnologici avanzati di cui al presente articolo è effettuato nel
rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali,
di sicurezza informatica e di protezione dei sistemi informativi pubblici,
nonché dei principi di necessità, proporzionalità e minimizzazione dei dati.
5. Le
attività di cui al presente articolo sono attuate nei limiti delle risorse
finanziarie, umane e strumentali disponibili.
Capo V
Risorse
finanziarie e collaborazioni
Art. 13
(Attività
di potenziamento funzionale e tecnologico del CRISC)
1. Le attività di potenziamento funzionale e tecnologico
di seguito indicate possono essere effettuate nei limiti delle risorse
finanziarie disponibili:
a) formazione e aggiornamento specialistico degli
operatori;
b) sviluppo, implementazione e manutenzione evolutiva
della piattaforma regionale del CRISC e dei sistemi di interoperabilità tra i
nodi provinciali e regionali;
c) gestione della piattaforma tecnologica comune e del
coordinamento tecnico-informatico;
d) aggiornamento delle dotazioni informatiche, delle
infrastrutture tecnologiche e dei servizi di connettività dedicata;
e) supporto tecnico alle attività di raccolta,
validazione, elaborazione e trasmissione dei dati ufficiali, compresi i flussi
informativi verso l’ISTAT e i sistemi nazionali.
2.
L’utilizzo del personale provinciale presso il CRISC avviene in regime di
avvalimento, nell’ambito delle funzioni istituzionali già attribuite agli enti
di appartenenza, senza corresponsione di indennità, compensi o rimborsi
aggiuntivi.
Art. 14
(Collaborazioni
istituzionali e scientifiche)
1. La Regione può stipulare, per le finalità della
presente legge, accordi di programma con le amministrazioni interessate nonché
convenzioni e protocolli d’intesa con enti pubblici e privati. Gli atti sono
stipulati senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
2. La Regione può stipulare protocolli d’intesa con
università, centri di ricerca e istituti di eccellenza, anche al di fuori del
territorio regionale, per attività di ricerca, sviluppo tecnologico, formazione
e innovazione nei settori della sicurezza e dell’educazione stradale, nel
rispetto dell’autonomia statutaria e regolamentare degli enti coinvolti e senza
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
3.
Delle collaborazioni di cui ai commi 1 e 2 è data informazione al dipartimento
regionale competente in materia di trasporti.
Art. 15
(Norma
finanziaria)
1. Per la realizzazione delle attività indicate nella
presente legge, la Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Provincia di
Crotone un contributo, per la gestione del CRISC, nel limite massimo di
70.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028.
2.Alla copertura finanziaria della somma indicata al
comma 1 si provvede mediante riduzione dello stanziamento della Missione 20,
Programma 03 (U.20.03) del bilancio di previsione 2026-2028, che presenta la
necessaria disponibilità.
3. Le somme di cui al comma 2 sono contestualmente
iscritte alla Missione 10, Programma 05 (U.10.05) dello stato di previsione del
bilancio 2026-2028.
4. Per gli esercizi finanziari successivi al 2028, alla
copertura degli oneri si provvede, nei limiti delle risorse disponibili, in
sede di approvazione del bilancio di previsione della Regione.
5. La
Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie variazioni allo stato
di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.
Capo VI
Disposizioni
finali
Art. 16
(Clausola
valutativa)
1. La Giunta regionale riferisce annualmente al Consiglio
regionale sullo stato di attuazione della presente legge e sui risultati
conseguiti in termini di miglioramento della sicurezza stradale e di riduzione
dell’incidentalità.
2. La relazione di cui al comma 1 è presentata entro il
31 marzo di ogni anno alla commissione consiliare competente e contiene
informazioni in particolare:
a) sulle attività svolte e sugli interventi promossi in
attuazione della presente legge;
b) sulle forme di coordinamento e collaborazione attivate
tra i soggetti istituzionali coinvolti;
c) sui contenuti e sulle risultanze del rapporto annuale
predisposto dal CRISC;
d) sulle iniziative realizzate in materia di educazione e
sensibilizzazione alla sicurezza stradale;
e) sull’utilizzo delle risorse destinate alle finalità
della presente legge.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
l'articolo 1, comma 940, della
Legge di Bilancio 2026 ha introdotto disposizioni volte a disciplinare il
percorso di accesso all'area della dirigenza del Servizio sanitario nazionale
da parte dei Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali convenzionati a tempo
indeterminato, secondo le modalità e nei limiti previsti dalla normativa
statale e dalla disciplina attuativa;
-
i Medici Veterinari
Specialisti Ambulatoriali assicurano, nell'ambito del Servizio sanitario
regionale, attività di rilevante interesse pubblico nei settori della sanità
animale, della sicurezza alimentare, del benessere animale, della prevenzione
delle zoonosi e della gestione delle emergenze sanitarie;
-
nella Regione Calabria opera
un significativo numero di Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali
convenzionati, che costituiscono una componente qualificata dei Servizi
veterinari delle Aziende Sanitarie Provinciali;
-
gli stessi professionisti
hanno costituito un Comitato regionale rappresentativo della categoria, quale
interlocutore per il confronto istituzionale sulle problematiche concernenti
l'attuazione della nuova disciplina;
considerato che:
-
l'attuazione delle
disposizioni introdotte dal legislatore nazionale richiede un coordinamento
tecnico-amministrativo volto ad assicurarne un'applicazione uniforme sul
territorio regionale, nel rispetto delle competenze statali e regionali, della
contrattazione collettiva e della normativa vigente;
-
risulta opportuno procedere ad
una ricognizione del personale interessato, dei fabbisogni organizzativi dei
Servizi veterinari e delle risorse disponibili, anche ai fini della
programmazione del fabbisogno di personale da parte degli enti del Servizio sanitario
regionale;
-
il processo applicativo
richiede il coinvolgimento delle strutture regionali competenti, di Azienda
Zero, delle Aziende Sanitarie Provinciali, delle organizzazioni sindacali e
degli Ordini professionali, al fine di condividere gli aspetti organizzativi e
tecnico-amministrativi connessi all'attuazione della disciplina nazionale;
-
il confronto con le esperienze
avviate in altre Regioni può costituire utile elemento di supporto nella
definizione delle modalità applicative maggiormente coerenti con il quadro
normativo vigente;
ritenuto che:
-
la Regione Calabria debba
promuovere un'attività di coordinamento istituzionale finalizzata all'analisi
degli aspetti applicativi della normativa statale, nel rispetto delle
competenze attribuite ai diversi livelli di governo;
-
sia opportuno favorire un
percorso improntato ai principi di trasparenza, imparzialità, buon andamento
dell'azione amministrativa e valorizzazione delle professionalità, nel rispetto
della disciplina legislativa e contrattuale vigente;
impegna il Presidente
della Giunta regionale
1) ad istituire, presso
il Dipartimento competente in materia di tutela della salute, un Tavolo tecnico
regionale dedicato all'approfondimento delle modalità attuative delle
disposizioni concernenti i Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali
convenzionati operanti nel Servizio sanitario regionale;
2) a prevedere la
partecipazione al Tavolo dei rappresentanti del Dipartimento regionale
competente, di Azienda Zero, delle Aziende Sanitarie Provinciali, delle
organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, degli Ordini
professionali interessati e del Comitato regionale dei Medici Veterinari
Specialisti Ambulatoriali;
3) a promuovere una
ricognizione del personale interessato, dei fabbisogni dei Servizi veterinari
regionali e delle condizioni organizzative necessarie per l'attuazione della
disciplina nazionale;
4) a predisporre,
nell'ambito delle competenze regionali, indirizzi operativi e linee di
coordinamento per l'applicazione dell'articolo 1, comma 940, della Legge di
Bilancio 2026, nel rispetto della normativa vigente, della contrattazione
collettiva e del principio di invarianza finanziaria ove previsto dalla legge;
5) a favorire,
nell'ambito delle procedure previste dall'ordinamento, la valorizzazione delle
professionalità dei Medici Veterinari Specialisti Ambulatoriali, tenendo conto
dell'esperienza professionale maturata, delle competenze acquisite e della
formazione svolta, secondo i criteri stabiliti dalla normativa vigente;
6) a promuovere il
confronto con le altre Regioni e con gli organismi istituzionali competenti al
fine di favorire un'applicazione omogenea delle disposizioni nazionali;
7) a riferire
periodicamente alla competente Commissione consiliare sugli esiti dell'attività
del Tavolo tecnico e sulle iniziative conseguentemente assunte.
Il Consiglio regionale
della Calabria riconosce il contributo assicurato dai Medici Veterinari
Specialisti Ambulatoriali alle attività di sanità pubblica veterinaria e
ritiene che la piena attuazione delle disposizioni introdotte dal legislatore
nazionale, nel rispetto del riparto costituzionale delle competenze e della
normativa vigente, possa concorrere al rafforzamento organizzativo del Servizio
sanitario regionale e alla tutela della salute pubblica.
Art. 1
(Modifiche della l.r.
1/2026)
1. Nel
comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 19 gennaio 2026, n. 1
(Disposizioni per garantire la continuità dei Servizi sanitari regionali), dopo
la parola: “possibilità” sono inserite le seguenti: “, fino al 31 dicembre
2026,”.
Art. 2
(Modifiche dell’articolo 20 della l. r.
8/2003)
1. Nel
primo periodo del comma 2 dell’articolo 20 della legge regionale 26 giugno
2003, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e
finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2003 art.
3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)), dopo la parola: “Ospedaliere”
sono inserite le seguenti: “ai sensi dell’articolo 30, comma 2-sexies, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del
lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche)”.
Art. 3
(Modifiche della l.r.
6/2023)
1. Nel
comma 3 dell’articolo 1 della legge regionale 24 febbraio 2023, n. 6 (Misure
urgenti per le attività di affiancamento nell’attuazione del PNRR e dei fondi
SIE), le parole: “e non sono suscettibili di integrare alcuna delle tipologie
contrattuali normativamente previste per la stabilizzazione di personale” sono
soppresse.
Art. 4
(Modifiche della l.r.
37/2023)
1. Dopo la lettera f) del comma 1 dell’articolo 6 della
legge regionale 7 agosto 2023, n. 37 (Disposizioni per l’esercizio del
trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei
servizi pubblici di Trasporto non di linea) è aggiunta la seguente:
“f-bis) in via transitoria e fino alla data del 31
dicembre 2026, avere svolto per almeno due anni l’attività di conducente di
veicoli deputati al trasporto pubblico, in alternativa, al requisito di cui
alla lettera f).”.
Art. 5
(Modifiche della l.r.
32/1996)
1. Dopo il comma 1-sexies dell’articolo 1 della legge
regionale 25 novembre 1996, n. 32 (Disciplina per l’assegnazione e la
determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale
pubblica) sono aggiunti i seguenti:
“1-septies. Le disposizioni della presente legge non
trovano applicazione per le procedure di assegnazione degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica nell’ambito del progetto “Superamento delle condizioni di
degrado del campo ROM di Scordovillo”, in
considerazione del carattere eccezionale delle esigenze sottese al progetto
medesimo, finanziato dalla Regione Calabria nell'ambito della programmazione
delle risorse destinate alla politica di Coesione.
1-octies.
Per consentire la realizzazione degli obiettivi del progetto di cui al comma
1-septies, ATERP adotta il provvedimento di formale assegnazione degli alloggi
in favore dei soggetti beneficiari delle attività progettuali, anche in deroga
alle disposizioni sulla regolarizzazione di cui alla legge regionale n. 8/1995.
Gli alloggi assegnati ai beneficiari sono individuati tra quelli oggetto della
ricognizione effettuata in sede progettuale, funzionalmente destinati alle
finalità abitative correlate alla demolizione del campo rom, già in proprietà
di ATERP ovvero dalla stessa appositamente acquistati.”.
Art. 6
(Modifiche della l.r.
16/1995)
1. A
decorrere dal 1° gennaio 2027, i commi 5 e 6 dell’articolo 37 della legge
regionale 16 aprile 1995, n. 16 (Disposizioni per la formazione del bilancio
annuale 1995 e pluriennale 1995/1997 della Regione Calabria - Legge
finanziaria) sono abrogati.
Art. 7
(Disposizioni finanziarie)
1. Alla copertura delle minori entrate derivanti
dall’articolo 6, pari a 100.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2027 e
2028, si provvede con le risorse allocate alla Missione 20, Programma 03
(U.20.03), dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.
2. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le
conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028.
3.
Dall’attuazione delle altre disposizioni della presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 8
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della
Regione Calabria.