
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO
INTEGRALE
_________
N. 8
SEDUTA DI LUNEDì 30 marzo 2026
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL
VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio lavori h.
17,03
Fine lavori h. 20,43
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
La
seduta inizia alle 17.03
Dà
avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale
della seduta precedente.
Dà
lettura del verbale della seduta precedente.
(È
approvato senza osservazioni)
Dà
lettura delle comunicazioni.
Passiamo al punto 1 dell’ordine del giorno
relativo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 44/13^ di
iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028
dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.
Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per
illustrare il provvedimento.
Grazie, Presidente.
La proposta di provvedimento amministrativo
posta oggi all’approvazione di questa Assemblea è stata licenziata all’unanimità
dei presenti dalla seconda Commissione bilancio nella seduta del 16 marzo
scorso.
La proposta è relativa al bilancio di
previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali.
La legge regionale numero 24 del 2013 ha
accorpato i preesistenti cinque Parchi marini regionali istituendo l’Ente per i
Parchi Marini Regionali, che è un Ente strumentale della Regione preposto allo
svolgimento di funzioni tecnico operative e gestionali nel settore della tutela
dei beni ambientali, con particolare riferimento ai Parchi marini regionali. Ai
cinque preesistenti Parchi marini si è aggiunto il Parco marino regionale
“Secca di Amendolara” (istituito con legge regionale numero 16 del 2022). All’Ente
sono attribuite le funzioni svolte dagli Enti gestori dei Parchi marini
regionali.
Alla seduta di Commissione ha partecipato il
direttore generale dell’Ente, dottor Raffaele Greco, che ha illustrato il
provvedimento e fornito i chiarimenti richiesti; il dirigente generale del
Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio ha trasmesso una nota in cui ha
confermato le raccomandazioni contenute nell’istruttoria di competenza,
ritenendo che il bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini
Regionali possa essere sottoposto all’approvazione da parte del Consiglio
regionale, ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio
2002, numero 8.
Il provvedimento si compone della delibera di
Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento per la
sostenibilità ambientale, del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del
parere del Revisore unico dei conti dell’Ente.
Il Revisore unico dei conti ritiene che il
bilancio di previsione 2026-2028 sia stato redatto nel rispetto dei principi
generali ed applicati di cui al decreto legislativo 118 del 2011 e le relative
previsioni di bilancio, redatte in conformità alla normativa vigente e in
relazione alle attività tecniche operative, relative alla gestione dei Parchi marini
regionali, e rispetti il pareggio finanziario complessivo di competenza.
Per quanto riguarda il rispetto della normativa
sul contenimento della spesa, di cui alla legge regionale 62 del 2023, il
Revisore conferma quanto riportato nella nota integrativa circa la non
applicabilità della suddetta normativa.
L’Organo di controllo richiede il rispetto dei
termini per l’invio dei dati relativi al bilancio di previsione, entro trenta
giorni dalla sua approvazione, alla Banca dati delle Amministrazioni pubbliche,
di cui all’articolo 13 della legge 196 del 2009, compresi i dati aggregati per
voce del Piano dei conti integrato, avvertendo che, nel caso di mancato
rispetto di tale termine, non sarà possibile procedere ad assunzione di
personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, come
disposto dal comma 1-quinquies, dell’articolo
9, del decreto legge numero 113 del 2016.
Il saldo di cassa non negativo assicura il
rispetto dell’articolo 1, comma 40, del decreto legislativo 118 del 2011.
Il Revisore unico dei conti ritiene:
- congrue le previsioni di spesa e attendibili
le entrate previste;
- conforme la previsione dei mezzi di copertura
finanziaria e delle spese per investimenti;
- le previsioni di cassa attendibili, in
relazione all’esigibilità in quanto trasferite dalla Regione.
L’Organo di controllo ha verificato che il
bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello Statuto
dell’Ente, del Regolamento di contabilità, e delle norme del decreto
legislativo 118/2011 e dei relativi principi contabili applicati numero 4/1 e
4/2 allegati al suddetto decreto; altresì, ha rilevato la coerenza, la
congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio.
l’Organo di revisione ha, dunque, espresso
parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui
documenti allegati.
Il Dipartimento per la sostenibilità ambientale,
relativamente all’applicazione della normativa regionale in materia di
contenimento della spesa di cui alla legge regionale 62 del 2023, richiama le
motivazioni indicate nella relazione integrativa al bilancio di previsione, le
quali specificano che “l’anno di riferimento per il rispetto delle disposizioni
di contenimento della spesa non può essere considerato il 2022, in quanto l’Ente
non era pienamente operativo nel 2022 e non lo è ancora, considerata la mancanza
di personale e dotazione organica stabile e dall’articolazione organizzativa
periferica, che è ancora in corso di attuazione”. Nella nota integrativa, viene,
altresì, aggiunto che “la suddetta normativa si applicherà quando l’Ente
entrerà a pieno regime. Con la piena costituzione della struttura dell’Ente,
che presumibilmente si realizzerà entro il 2027, si procederà alla corretta
quantificazione degli importi relativi alle voci di spesa, previste dalla
vigente normativa ed alla conseguente puntuale applicazione delle misure di
contenimento”.
Il Dipartimento vigilante, a conclusione dell’istruttoria,
esprime parere favorevole alla proposta di bilancio 2026-2028.
Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio,
nell’istruttoria di competenza, ha rilevato che:
- viene rispettato l’equilibrio generale di
bilancio, posto che il totale complessivo delle entrate risulta pareggiare con
il totale complessivo delle spese;
- con la presente proposta di bilancio di
previsione 2026-2028, l’Ente non prevede l’utilizzo di avanzo né, tantomeno, il
recupero di disavanzo in quanto, per come si evince dal prospetto del risultato
presunto di amministrazione di cui all’allegato 9 del decreto legislativo
118/2011, non si prevede che l’esercizio 2025 chiuda in disavanzo.
Con specifico riferimento ai trasferimenti
regionali conseguenti all’applicazione della legge regionale 5 del 2021, avente
ad oggetto gli introiti di cui alle concessioni di grandi derivazioni
idroelettriche della Regione Calabria, in ragione del fatto che gli stessi
vengono corrisposti ad una pluralità di beneficiari e, dunque, non potendo
individuare univocamente la quota effettivamente riferibile all’Ente, essendo
tale informazione afferenti ad aspetti gestionali la cui competenza ricade in
capo al Dipartimento vigilante, il Dipartimento suggerisce all’Ente di
procedere all’individuazione delle spese collegate a tali entrate, procedendo
all’assunzione dei relativi impegni solo a seguito dell’avvenuto trasferimento
delle risorse medesime, a salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Riguardo all’accantonamento al Fondo crediti di
dubbia esigibilità, il Dipartimento evidenzia che non risulta alcun
appostamento nel Fondo, poiché non sussisterebbero per l’Ente voci di entrata
tali da rendere necessario il calcolo del Fondo stesso.
Conseguentemente, il Dipartimento raccomanda
all’Ente di verificare la congruità del Fondo crediti di dubbia esigibilità
durante l’intero periodo degli esercizi di cui al bilancio di previsione,
provvedendo ad un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni
apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali
nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con riferimento all’effettivo
andamento degli incassi adottando se necessarie, apposite misure atte a salvaguardare
gli equilibri di bilancio.
Per quanto concerne il Fondo pluriennale
vincolato, stante le attuali risultanze di bilancio dell’Ente, il Dipartimento
evidenzia la correttezza formale della quantificazione a zero del Fondo con
riferimento alla proposta di bilancio in esame; tuttavia, il Dipartimento
raccomanda all’Ente, a seguito del completamento della procedura di
riaccertamento ordinario dei residui per l’esercizio 2025, di provvedere alle
dovute variazioni di bilancio, apportando, se necessari, i conseguenti
correttivi al Fondo pluriennale vincolato per la parte corrente e capitale, nel
rispetto del principio contabile della competenza finanziaria potenziata.
Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio,
a conclusione dell’istruttoria, esprime parere favorevole all’adozione, da
parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio di previsione
2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, al fine della successiva
trasmissione della stessa al Consiglio regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge
regionale 4 febbraio 2002, numero 8.
Sottopongo, pertanto, all’Aula, l’esame della
proposta di provvedimento amministrativo.
Grazie, consigliere
Pietropaolo.
Ha
chiesto di intervenire il consigliere Pitaro. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, colleghi.
Preannuncio il voto favorevole a questo
bilancio, che equivale a un plauso alle politiche portate avanti in questi anni
dall’Ente Parco Marino, che ha vissuto quasi una svolta da quando è stato
nominato commissario e oggi direttore generale il dottore Greco: una svolta –
dicevo – nella promozione dell’Ente Parco e nel portare avanti una politica di
educazione al rispetto del mare e dell’ambiente circostante.
È vero che la Calabria è meta di un turismo
importante – oggi un turismo di massa – che trascina l’economia nelle nostre
Province e nel nostro territorio, ma è anche vero che la risorsa mare non è
infinita: vediamo il dissesto idrogeologico, l’erosione costiera, e capiamo che
lo sfruttamento dell’ambiente e del mare va contingentato e guidato.
In questo, il dottore Greco e l’Ente Parco hanno
segnato una svolta.
Questo mio intervento è soprattutto volto a ribadire
e annunciare che, a breve, fra qualche settimana, l’Ente Parchi Marini otterrà
la Certificazione Europea del Turismo Sostenibile, che significa che la
Calabria entrerà in quella filiera mondiale del turismo sostenibile, cioè non
prettamente estivo, ma di quel turismo invernale, culturale, che utilizza il
mare anche d’inverno, non solo per i bagni, ma soprattutto per far sì che
questa risorsa diventi attrattiva anche durante il periodo invernale.
Il CETS permette una mobilità di circa 7 milioni e mezzo di turisti nel periodo invernale, che per
la Calabria, per le nostre Province, significherebbe riuscire a essere
attrattivi nei momenti più deboli della nostra economia, cioè nei momenti
invernali.
Questo mio intervento, quindi, è per
ringraziare il dottore Greco del lavoro che sta svolgendo e per aspettare il 20
o 22 aprile per ottenere e per festeggiare il primato che la Calabria otterrà
con questa certificazione. Grazie.
Grazie, consigliere
Pitaro.
Ha chiesto di
intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buonasera, presidente
Occhiuto, un saluto alla Giunta e a tutti i colleghi consiglieri.
Forse per la prima volta, mi trovo d’accordo
con il collega Pitaro per la disamina che ha fatto.
L’Ente Parchi Marini è stato costituito nel
2013, ma non ha mai funzionato; ha iniziato a funzionare nel 2024 con la nomina
del commissario Greco, che ha continuato, poi, come
direttore generale.
Ho preso atto, nella seduta della Commissione
bilancio, della relazione fatta dal dottor Greco, di tutto quello che ha fatto
fino adesso ma, soprattutto, di quello che andrà a fare da qua avanti per lo
sviluppo di quella che –si diceva prima – è una risorsa molto importante, non
soltanto per il periodo estivo ma, soprattutto, per quella destagionalizzazione
del turismo di cui tutti quanti parliamo, ma che, effettivamente, poi non si
riesce ad avere.
È ovvio che c’è una mancanza strutturale per la
carenza di personale, anche se qualcosa si sta muovendo con la stabilizzazione
del personale della Fondazione Terina, che rappresenta un primo passo nella
costruzione di una struttura più stabile; resta, quindi, la necessità di
rafforzare la struttura di questo Ente.
Per questo, c’è, da parte nostra, l’apertura di
una linea di credito per questo bilancio e, pertanto, annunciamo il voto di
astensione. Grazie.
Grazie, consigliera Greco.
Ha chiesto di
intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Presidente, questo provvedimento sui Parchi
Marini mi spinge a fare una valutazione più complessiva sul turismo e sulla
salute del mare.
Non entro nello specifico delle voci di
bilancio, ma, appunto, dentro la salute del mare, perché i Parchi marini hanno
la vocazione di tutelare le aree protette e, quindi, la salute e la
valorizzazione della risorsa mare.
Mi rivolgo al presidente Occhiuto. Presidente,
in tanti anni è stato fatto un lavoro importante e anche imponente. Ricordo che
è stato fatto a ridosso della stagione estiva e si chiamava: “Misura per la
tutela del mare per la stagione estiva”.
In un primo momento, sono stati investiti
decine di milioni di euro, che hanno dato un risultato. L’intervento era mirato
all’area del Tirreno cosentino, ma con il tempo - ci sono voluti alcuni anni - è
stato esteso anche al Tirreno e allo Ionio.
Negli anni passati, questi interventi erano stati
affidati al Dipartimento ambiente, invece, nell’ultima stagione estiva 2025
sono stati affidati ad ARRICAL e, quindi, a SORICAL. Devo dire che non ci sono
stati gli stessi risultati degli anni precedenti, perché molti interventi non
sono stati effettuati o non c’è stato il tempo per effettuarli, perché,
evidentemente, la struttura di SORICAL non era oliata come il Dipartimento ambiente.
Dico questo perché i Parchi marini hanno un
ruolo e una visione se gli consegniamo un mare pulito e una prospettiva di
interventi continui e che siano effetto anche dell’interlocuzione con i Comuni,
perché spesso questa programmazione viene fatta non coinvolgendo i Comuni, ma chiamandoli
all’ultimo minuto per ratificare decisioni già assunte.
Questa vicenda dei Parchi marini – lo dico
anche all’Assessore all’ambiente, Montuoro, – è una partita molto importante
perché significa tutelare la nostra risorsa e rilanciare il turismo, perché sul
mare ci giochiamo una partita importante; però, ci vuole più continuità e,
soprattutto, un investimento per fruire del mare bene, allargando la stagione.
Il mare d’inverno mi sembra più una favola che
una prospettiva.
“Il mare d’inverno” è una canzone anche ben
riuscita, un successo, però, dobbiamo puntare ad avere un mare pulito per
attrarre i turisti, perché spesso la nostra stagione è contratta nell’arco
temporale di 30 giorni.
L’obiettivo è quello di allargare la
stagionalità a tre mesi e già sarebbe un grandissimo risultato se
raggiungessimo questo obiettivo.
Nel tecnicismo è entrata la collega Greco. Sentivo necessario fare che queste puntualizzazioni e
impegnare la Giunta, l’Assessore al ramo e il presidente Occhiuto a tenere d’occhio
e a mirare interventi che possono dare alla Calabria un mare complessivamente
pulito, dove non ci siano territori di serie A e di serie B, così come è stato
fatto negli ultimi due anni.
Detto questo, ci asteniamo su questo provvedimento.
Grazie.
Grazie, consigliere Bruno. Non ci sono altri
interventi.
Pongo in votazione il provvedimento nel suo
complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
Ha chiesto di
intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Pitaro.
Ne ha facoltà.
Consigliere
Bruno, mi dispiace sentire dire che non esiste il mare
d'inverno, perché il mare d'inverno è proprio una risorsa. Non significa
consentire alle persone di fare un bagno a ottobre, a novembre o a gennaio,
significa utilizzare il mare. Come? Utilizzando il mare come una risorsa che
vada oltre il periodo estivo: pesca turistica e percorsi ciclabili, perché
turismo sostenibile significa mettere in correlazione il mare con l'agriturismo
biologico, con la pista ciclabile, eccetera, eccetera. Capisco l'ironia, ma le
chiedo di non fare confusione tra la salvaguardia dell'ambiente e l'Ente Parchi
marini che ha altri obiettivi e altri scopi.
Grazie,
collega Pitaro. Ha chiesto d’intervenire per dichiarazione di voto il collega
Alecci. Ne ha facoltà.
Non
volevo intervenire, però mi sento quasi costretto, vista la dichiarazione.
Diceva
il collega Pitaro di non fare confusione tra la salvaguardia dell'ambiente e i
Parchi marini. I Parchi marini nascono proprio per salvaguardare l'ambiente. Ce
n'è uno a Soverato. L'obiettivo è perimetrarli, mettere il divieto di pesca e
anche di ancoraggio all'interno dei Parchi marini. Quindi, l'obiettivo
principale dei Parchi marini è proprio salvaguardare l'ambiente. Poi, che
attraverso i Parchi marini e quindi delle aree fruibili dove c'è una
ripopolazione della fauna ittica, si possa favorire anche il turismo, non c'è
dubbio.
Siamo
tutti a favore dell'ambiente, perché non è altro che un motore di sviluppo per
favorire il turismo, le immersioni e tante altre attività. Da qui però,
spingersi nel dire che le ciclovie hanno a che fare con i Parchi marini… Che
abbiano a che fare con un sistema turistico complessivo sono d'accordo, è
sostenibile, però parlare di ciclovia quando si parla di Parchi marini - tranne
che il consigliere Pitaro abbia la capacità di andare in bicicletta sull'acqua
- mi sembra un po' azzardata come metafora. Però, va bene.
Quindi
siamo, ci mancherebbe altro, a favore di questi Parchi marini, perché
sicuramente tutelano soprattutto l'ambiente, come diceva correttamente il
collega Bruno. Grazie.
Grazie,
collega Alecci. Ha chiesto di intervenire il collega Laghi, per dichiarazione
di voto. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Non mi spingo a una disamina complessiva dell'incidenza della
qualità del mare sull'ambiente che, debbo dire con ogni evidenza, è stato
migliorato dall'avvento del professor Greco.
Quindi,
io rimarrei sul punto adesso in votazione, cioè sul provvedimento
amministrativo che mi sembra assolutamente allineato e prospetticamente utile
allo sviluppo della gestione dei Parchi marini, che già sta andando in maniera
favorevole, per cui annuncio il mio voto favorevole.
Grazie,
collega Laghi. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso,
unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale. Il provvedimento unitamente ai relativi allegati è
approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo
al punto 2, la proposta di provvedimento amministrativo numero 45 /13^ di
iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028
Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPACAL)”.
Cedo
la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento.
Grazie,
Presidente. La proposta di provvedimento amministrativo, posta oggi
all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dei
presenti della seconda Commissione bilancio nella seduta del 27 marzo scorso.
La proposta è relativa al bilancio di previsione 2026-2028 dell'ARPACal
Calabria. Alla seduta di Commissione hanno partecipato il direttore generale,
professor Michelangelo Iannone, e la dirigente del Settore bonifica e recupero
ambientale dei siti inquinati del Dipartimento per la sostenibilità ambientale,
l'avvocato Elvira Costantino.
Il
dirigente generale del Dipartimento bilancio e finanza e patrimonio ha
trasmesso una nota in cui ha confermato le raccomandazioni contenute
nell'istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di previsione
2026-2028 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente possa essere
sottoposto all'approvazione da parte del Consiglio regionale ai sensi
dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.
Il
provvedimento si compone della delibera di Giunta, delle relazioni istruttorie
del Dipartimento Sostenibilità Ambientale, del Dipartimento Bilancio Finanze e
Patrimonio, del parere del Revisore unico dei conti dell'Agenzia e del parere
del Comitato di indirizzo.
Il
Revisore unico dei conti dell'Ente rileva che il bilancio di previsione
proposto rispetta il pareggio finanziario di competenza e gli equilibri di
parte corrente e in conto capitale. In ordine all'utilizzo dell'avanzo di
amministrazione presunto, il Revisore unico dei conti si è espresso
favorevolmente. L'organo di revisione ha verificato la congruità dello
stanziamento del Fondo rischi contenzioso, nonché la regolarità del calcolo del
Fondo Crediti Dubbia Esigibilità ed il rispetto dell'accantonamento per
l'intero importo.
L'organo
di revisione, con verbale numero 20 del 12.11.2025, attesta la corrispondenza
delle previsioni finanziarie del bilancio 2026/2028 alle norme di legge
nazionali e regionali vigenti in materia, rileva la coerenza interna, la
congruità e l'attendibilità delle previsioni ed esprime parere favorevole
all'approvazione del Bilancio di previsione dell'ARPACal, riferito al triennio
2026/2028 e ai relativi allegati.
Relativamente
alla normativa sulla spending review, il Revisore unico dei conti
evidenzia che gli stanziamenti di bilancio sono stati effettuati tenendo conto
degli indirizzi di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi
della pubblica amministrazione.
Il
Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale, nell' evidenziare il rispetto
delle misure di contenimento della spesa, esprime parere favorevole alla
proposta di bilancio di previsione 2026/2028 dell’ARPACal.
Il
Comitato di indirizzo, con verbale del 16/12/2025, ha espresso parere
favorevole per l'approvazione del "Bilancio di previsione finanziario
2026/2028 dell’ARPACal”.
Il
Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio, nell'istruttoria di competenza,
evidenzia che il raggiungimento degli equilibri di bilancio viene ottenuto
anche attraverso l'applicazione della parte vincolata del risultato di
amministrazione presunto per un totale di 24.632,18 euro, in ossequio al
principio contabile applicato alla contabilità finanziaria punto 9.2
dell'allegato 4/2 del D. Lgs. numero 118/2011, che prevede quanto segue:
"Non è conforme ai precetti dell'art. 81, quarto comma, della Costituzione
realizzare il pareggio di bilancio in sede preventiva, attraverso l'utilizzo
dell'avanzo di amministrazione non accertato e verificato a seguito della
procedura di approvazione del bilancio consuntivo dell'esercizio precedente
(sentenza n. 70/2012 della Corte costituzionale)”. Lo stesso principio,
altresì, stabilisce che: “Tuttavia, in occasione dell'approvazione del bilancio
di previsione, e con successive variazioni di bilancio, è consentito l'utilizzo
della quota del risultato di amministrazione presunto costituita dai fondi vincolati,
e dalle somme accantonate risultanti dall'ultimo consuntivo approvato(
... )".
Il
Dipartimento ha dunque verificato, con esito positivo, la corretta applicazione
del suddetto principio da parte dell'Ente, analizzando la quota vincolata
dell'avanzo di amministrazione presunto applicata, al fine di rilevare se la
stessa sia andata a finanziare le sole spese di cui agli specifici progetti di
investimento, in ragione dei corrispondenti vincoli determinati dall'ente.
Con
riferimento all'avvenuta applicazione della parte vincolata dell'avanzo di
amministrazione presunto, il Dipartimento ha provveduto a un ulteriore
controllo, al fine di verificare se il ![]()
totale
dell'avanzo vincolato applicato rientri nei limiti di cui alle disposizioni
introdotte dall'articolo 1, comma 897, della Legge n. 145/2018, ritenendo che i
suddetti limiti sono stati pienamente rispettati.
Il
Dipartimento raccomanda all'Ente, in fase di stesura del Rendiconto di Gestione
2025, di procedere alla corretta redazione della tabella a/2, afferente alla
dimostrazione delle risorse vincolate di cui al risultato di amministrazione,
in continuità con i risultati riportati dal precedente esercizio 2024,
apportando i necessari correttivi rispetto ai dati riportati nell'apposita
tabella.
Per
quanto riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità, il Dipartimento
raccomanda all'Ente, nella prima variazione di bilancio utile, di provvedere ad
implementare il fondo al fine di riallinearlo agli accantonamenti minimi di
legge e nel corso dell'esercizio 2026, di aggiornare le previsioni di spesa di
cui al suddetto fondo verificandone, a seguito dell'attività di gestione, la
congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di
competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento
all'effettivo andamento degli incassi.
Per
quanto concerne il Fondo Pluriennale Vincolato, il Dipartimento evidenzia che
lo stesso risulta correttamente appostato, tuttavia, raccomanda all'Agenzia, a
seguito dell'approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2025,
di apportare i necessari correttivi al predetto Fondo,
sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, nel rispetto del
principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata. A
conclusione dell'attività istruttoria, il Dipartimento Bilancio, Finanze e
Patrimonio esprime parere favorevole all'adozione, da parte della Giunta
regionale, della presente proposta di Bilancio di previsione 2026-2028
dell’ARPACal, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio
Regionale, per il seguito di competenza, ex articolo dell'articolo 57, comma 3,
della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.
Ciò
premesso, sottopongo all'Aula l'esame della proposta di provvedimento
amministrativo.
Grazie.
Grazie,
collega Pietropaolo.
Ha
chiesto d’intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Ci tenevo a intervenire perché questo provvedimento amministrativo
mi interessa particolarmente perché, a mio parere, c'è un piano
complessivamente politico e uno amministrativo che, però, come per il punto
precedente, vanno di pari passo. Faccio una digressione di qualche secondo,
intervenendo per dire che mentre quello dei Parchi marini è stato approvato
all'unanimità nella Commissione bilancio, questo è stato approvato a
maggioranza nella stessa Commissione.
Personalmente,
come appartenente a ISDE Italia Medici per l'Ambiente, credo che le ARPA per
poter agire dovrebbero essere separate dall'essere un ente strumentale della Regione;
è così in tutta Italia; è stata costruita così la filiera di governo
dell'Agenzia, ma noi crediamo che dovrebbe essere autonoma.
Tuttavia,
per quanto riguarda proprio tipicamente l'ARPACal, debbo dire - l'ho ripetuto
anche nella precedente Legislatura - che ci sono, con ogni evidenza, degli
sforzi molto importanti dal punto di vista della costruzione di un'Agenzia
effettivamente funzionale e funzionante. È un po' questo il nodo di diverse
problematiche regionali calabresi, come delle altre Regioni, in particolare, di
quelle dell’ambiente, che è strettamente collegato col nodo salute e ad esso
inscindibilmente collegato.
Quindi,
è necessario che questa Agenzia abbia tutti i mezzi necessari per poter agire
incisivamente per un monitoraggio attento, oculato, costante del territorio e
degli interventi che poi hanno inevitabilmente una ricaduta sanitaria sulle
popolazioni calabresi.
Nel
corso di questi anni, ho visto - negli ultimi anni - una progressione positiva
delle capacità analitiche e programmatiche di questo ente, non ultimo il fatto
che, per esempio, i bilanci di previsione sono effettivamente di previsione,
vengono fatti, appunto, prima dello scadere dell'anno, cosa che in passato non
sempre avveniva.
Per
cui, da una parte preannuncio il mio voto favorevole, perché, ripeto, questa è un'Agenzia
che fa bene e deve essere supportata al meglio ed è nell'interesse dei
calabresi che ARPACal funzioni benissimo, perché in
questo modo il nostro ambiente sarà monitorato benissimo e la salute dei
calabresi se ne gioverà.
Mi
associo alla richiesta, avanzata dal presidente Ferrari in Commissione, di
potenziare sia la dotazione economica di questa Agenzia, perché si tratta di
adottare delle strumentazioni di una certa complessità, di un certo costo, sia
dal punto di vista degli operatori che sono specializzati in ambiti assai
diversi, ma collegati da quello che dicevo prima. Quindi, è necessario
sostenere questo sforzo coerente, prolungato e positivo che l'Agenzia sta
svolgendo in questi anni. Spero che questa dotazione sia, come chiedeva il
collega Ferrari, potenziata e ripeto che voterò favorevolmente per questo
provvedimento amministrativo. Grazie.
Grazie,
collega Laghi. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha
facoltà.
Grazie,
Presidente. Io purtroppo devo annunciare il mio voto contrario.
Questa
proposta, contrariamente a quella precedente, in cui si sono viste la buona
volontà e le attività realizzate dal Commissario, adesso direttore generale,
per portare avanti la politica dell'Ente Parco, non ha una programmazione, non
ci sono risorse.
Quello
che diceva prima il collega Laghi è vero: il collega Ferrari ha fatto la
richiesta, alla quale ci siamo associati tutti all'interno della Commissione,
di prevedere per questo importantissimo ente, l'ARPACal, più fondi per farlo
operare meglio.
Prima
il collega Bruno ha detto che è importante tutelare la salute del mare, ma la
salute del mare si tutela anche con i controlli. In questo caso, stiamo
assistendo a una perdita da parte di questo ente sui controlli del nostro mare
che è così importante per lo sviluppo del nostro turismo e della nostra
economia. Ma la cosa più strana, che salta agli occhi – ovviamente, verrà messo
in evidenza anche nei successivi punti all'ordine del giorno -, è che questa Giunta
regionale dà un ruolo maggiore e maggiore incisività agli enti di gestione,
quali l'ARRICAL e la SORICAL, per esempio: togliendo i tetti di spesa,
togliendo, in qualche modo, gli obblighi collegati alla spending review,
dando maggiori finanziamenti, maggiori fondi di liquidità a questi enti che
fanno gestione, mentre a quelli che fanno i controlli questo non viene dato.
È
ovvio che c'è un piano di attività - ne abbiamo preso atto in Commissione
bilancio - ma manca veramente un modo per far funzionare realmente e
strutturalmente questo ente che è importantissimo.
Quindi,
noi auspichiamo che vengano dati veramente dei fondi per poter operare liberi
da qualsiasi tipo di controllo, ma anche di andare a controllare quella che è
una delle fonti maggiori per noi calabresi: il mare.
Quindi,
annuncio voto contrario. Grazie.
Grazie,
collega Greco.
Ha
chiesto d’intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.
Intervengo
brevemente, per sottolineare come purtroppo questa Agenzia regionale sia in
crisi ormai da diversi anni.
Se
guardassimo la pianta organica sicuramente vedremmo una pianta organica che si
sta prosciugando sempre di più: tanti dipendenti ARPACal
si sono trasferiti all'interno degli uffici della Cittadella regionale e l’Ente
non riesce più ad assolvere le funzioni principali.
In
quest'Aula, qualche anno fa, ho sottolineato il fatto che ARPACal - si
ricorderà la collega Straface, ho fatto una battaglia - abbia perso purtroppo
quei 2 milioni di euro, un contributo ministeriale,
che erano destinati per lo studio delle acque; sono stati indetti dei concorsi
– lo sapete tutti -, che poi sono stati revocati, per assumere del personale.
È
un'Agenzia in stato comatoso, confusionale.
Ricordiamo
l'importanza strategica che ha questa Agenzia nella tutela non solo delle
acque, ma – lo sappiamo - anche dell'inquinamento elettromagnetico e acustico,
che deve essere al fianco di una Giunta regionale, di un governo regionale.
Purtroppo, le risposte non le riesce a dare e ci affidiamo anche a enti privati
come l'Anton Dohrn, che è un'eccellenza a livello nazionale, e dobbiamo anche
ringraziarla per il lavoro che ha svolto in questi anni anche sul tema della
depurazione che il presidente Occhiuto ha messo al centro della sua agenda.
La
mia non è una polemica, il mio è un auspicio che si possa veramente rimettere
al centro del dibattito politico regionale lo sviluppo e il potenziamento di
questa importante Agenzia con delle assunzioni, con dei concorsi che arrivino
finalmente a termine, potenziando con personale ad hoc e, soprattutto,
lavorando come lavora in tutte le altre regioni, per la tutela del nostro
territorio e per la crescita della nostra regione. Grazie.
Grazie,
collega Alecci, non ci sono altri interventi. Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente ai
relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo
alla proposta di provvedimento amministrativo numero 47/13^ di iniziativa della
Giunta regionale, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le
Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto aggiuntivo
all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria
- DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale
interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”. Cedo la parola al
consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere
Pietropaolo.
Grazie,
Presidente. La proposta di provvedimento amministrativo, posta adesso
all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata dalla Seconda
Commissione nella seduta del 27 marzo scorso. Ai lavori della Commissione ha
partecipato il dirigente generale del Dipartimento programmazione unitaria,
dottor Menotti Lucchetta, che ha compiutamente illustrato il provvedimento e
reso tutti i chiarimenti richiesti.
Il
provvedimento in oggetto, approvato dall'esecutivo regionale con deliberazione
numero 87 del 27 febbraio 2026, riguarda la presa d'atto del quadro esigenziale degli interventi complementari rispetto ai
Programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione Europea per il periodo
di programmazione 2021-2027, finalizzata all'avvio della concertazione di un
atto aggiuntivo all'Accordo per lo sviluppo e la coesione del 16 febbraio 2024.
Il
provvedimento in esame, preliminarmente, ripercorre l'iter che ha portato
all'approvazione del decreto del Presidente della Giunta regionale numero 64
del 2025; con detto decreto era stato individuato, sulla base della
ricognizione operata dal Dipartimento programmazione unitaria in coordinamento
con i Dipartimenti regionali titolari per materia, il quadro delle esigenze e
dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di intervento da porre
negli specifici settori afferenti alle aree tematiche di cui al documento FSC
(Fondo sviluppo e coesione - aprile 2022) concernente i criteri generali sulla
programmazione del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base
della programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il
Fondo di rotazione), alle quali si riteneva di poter fornire adeguata copertura
finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di rotazione
nell'ambito del programma POC 2021-2027 per un importo complessivo pari a euro
694.611.708,94.
A
seguito della definizione di tale quadro, sono emersi nuovi e diversi
fabbisogni di intervento da finanziare con le risorse del Fondo di rotazione. A
tal proposito, il Dipartimento programmazione unitaria attesta che la
rimodulazione dei fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri
generali alla base della programmazione del Fondo sviluppo e coesione quali:
-
coordinamento con le iniziative già programmate in tutti gli strumenti
regionali attivi, tenuto conto dei principi di demarcazione, complementarità e
addizionalità;
-
assenza di sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili
nell'ambito del PR Calabria FESR FSE + 2021/2027;
-
verifica della coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento
afferenti alle aree tematiche di cui al documento FSC 2021/2027 “Aree tematiche
e obiettivi strategici comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, legge
178/2020- aprile 2022”.
Nello
specifico, lo stesso Dipartimento chiarisce altresì le motivazioni che hanno
determinato la riduzione per alcuni specifici settori di intervento del
fabbisogno precedentemente previsto nel quadro esigenziale
definito.
In
particolare, detta riduzione è stata effettuata in funzione di:
-
opportunità di riprogrammazione dell’FSC 2021-2027 emerse a seguito dell'intesa
sancita in sede di Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025, per il cui effetto
si è previsto di poter mantenere sul fondo FSC 2021-2027 alcuni interventi
infrastrutturali in ritardo di attuazione che a ottobre dello scorso anno si
era ritenuto di dover riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC
2021/2027;
-
interlocuzioni intercorse con il Dipartimento competente in materia di edilizia
sanitaria da cui è emersa la necessità di un minor fabbisogno sul POC
2021/2027, in quanto per gli interventi programmati è stata individuata una
diversa copertura finanziaria a valere su altre risorse.
Il
predetto quadro di esigenze, come modificato alla luce
dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento, è rappresentato mediante il
prospetto di riepilogo dell’allocazione delle risorse disponibili per aree
tematiche e settori di intervento allegato alla delibera di Giunta regionale
numero 87 del 2026.
Nelle
more dell'esame in Commissione è pervenuta la deliberazione di Giunta regionale
numero 109 del 25 marzo 2026 che modifica e integra la predetta
delibera di Giunta regionale 87 del 2026. Nella suddetta delibera numero 109,
si dà atto che il documento di programmazione “FSC 2021-2027 - Aree tematiche e
obiettivi strategici” nell'ambito dell'area tematica “Istruzione e Formazione”
prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il
rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio
a favore di studenti meritevoli concentrandosi sugli studenti delle Università
del Mezzogiorno.
Con
la DGR numero 87 nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale
del POC 2021/2027 è stata prevista l’allocazione di risorse afferenti al
settore di intervento, “Educazione e Formazione”.
Sulla
base delle interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la
necessità di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR numero 87,
relativa al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai
fabbisogni stimati. Pertanto, si è ritenuto necessario provvedere alla modifica
e integrazione del quadro esigenziale degli
interventi emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione
del POC 2021-2027, rimodulato alla luce di nuovi e diversi fabbisogni di
intervento individuati, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno
finanziario previsto nel settore educazione e formazione e alla contestuale
riduzione del fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo
e ospitalità”, secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo
dell'allocazione delle risorse disponibili per aree tematiche e settori di
intervento, in allegato alla DGR 109 del 2026.
Tale
quadro esigenziale degli interventi costituisce la
base di riferimento per il negoziato da condurre con le Amministrazioni
nazionali al fine dell'individuazione congiunta degli interventi proposti a
finanziamento dalla Regione e a valere sulle risorse del Fondo di rotazione.
Lo
strumento per la formalizzazione dell'assegnazione delle risorse del Fondo di
rotazione per l'attivazione del Programma operativo complementare POC
2021-2027, è la sottoscrizione di un Atto integrativo all'Accordo per la
coesione FSC 2021/2027 del 24 febbraio 2024. Si sottopone all'Aula il
provvedimento amministrativo in esame.
Presidenza
del vicepresidente Giacomo Pietro Crinò
Grazie,
consigliere Pietropaolo. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso,
unitamente al relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente al relativo allegato, è
approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Proposta
di legge numero 9/13^ di iniziativa dei consiglieri A. Brutto, P. Caputo, D.
Giannetta, O. Greco, V. Pitaro, Filomena Greco, recante: “Interventi in materia
di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del diritto
allo studio universitario mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre
2001, n. 34 (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario in
Calabria)”. Cedo la parola al consigliere Brutto per illustrare il
provvedimento.
Grazie,
Presidente. Il Consiglio regionale non ha fatto interventi normativi e
innovativi sulla legge sul diritto allo studio dall'approvazione del decreto
legislativo numero 68 del 2012. Questa è una proposta di legge dal duplice
aspetto: da una parte, consente a questo Consiglio regionale di adeguare la
normativa sul diritto allo studio alla normativa nazionale; dall'altra parte,
invece, dà seguito a un chiaro indirizzo politico volto alla valorizzazione di
una risorsa che noi riteniamo strategica e cioè gli studenti universitari. Per
esempio, consentiamo di dare agli studenti meritevoli, oltre alla borsa di
studio, anche altri incentivi che la Giunta, d'ora in poi, potrà assegnare.
Viene,
inoltre, riorganizzato con chiarezza il sistema dell'erogazione delle borse di
studio in Calabria - penso che sia la prima Regione in Italia a fare un
intervento del genere -: non vi è più il meccanismo della rendicontazione a
spesa storica, che esponeva le Università alle anticipazioni, ma una
programmazione annuale del fabbisogno.
Le
Università chiedono alla Regione Calabria, sulla stima dello storico delle
iscrizioni e sulla previsione delle nuove iscrizioni, il reale fabbisogno delle
borse di studio. La Regione Calabria programma gli interventi sia di bilancio
regionale sia di risorse comunitarie e successivamente eroga, entro il 15
settembre, il 70% delle risorse che l'Università richiede. Successivamente, a
gennaio dell'anno successivo, eroga il saldo.
Quindi,
si tratta di una programmazione vera, una programmazione sul fabbisogno reale
dell'Università. Gli studenti, soprattutto, che sono i beneficiari di questa
proposta di legge, non devono più attendere anni, non devono più attendere che
la Regione Calabria, per volontà politica, copra le borse di studio.
In
questi anni - e ringrazio il presidente Occhiuto per aver dimostrato
sensibilità - le borse di studio sono state coperte totalmente. La Regione
Calabria ha coperto le borse di studio, magari con qualche ritardo, però lo ha
fatto. Oggi, noi, invece, stabiliamo un principio per legge e cioè che la
copertura totale delle borse di studio è per noi prioritaria rispetto a tutte
le altre spese. Le borse di studio vengono prima nella programmazione dei fondi
di bilancio regionali e nei fondi di bilancio comunitari.
La
copertura totale delle borse di studio è per noi un obiettivo strategico.
Ringrazio
il mio partito che ha fortemente voluto questa legge, la maggioranza, la
minoranza, i sottoscrittori, le due Commissioni che hanno approvato
all'unanimità questo provvedimento.
Oggi,
questo Consiglio può scrivere una pagina di storia positiva per la Regione
Calabria. Oggi, questo Consiglio può approvare all'unanimità una legge che sa
di futuro, una legge che scrive tra gli asset strategici della nostra Regione
sia gli studenti sia il diritto allo studio. Oggi la Regione Calabria può
essere prima in questo settore.
Vi
chiedo, pertanto, di scrivere insieme questa pagina di storia e di farlo per il
nostro futuro, cioè per gli studenti universitari. Grazie.
Presidenza
del presidente Salvatore Cirillo
Grazie,
collega Brutto.
Ha
chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Un saluto a lei e ai colleghi consiglieri, al Presidente della
Giunta e alla Giunta stessa, al Segretario generale e a tutti i dipendenti che
ci assistono.
Collega
Brutto, lo faremo e lo faremo insieme, perché siamo assolutamente convinti e
abbiamo convintamente sostenuto questa proposta di legge che reca il suo nome
come primo firmatario e che, però, è stata subito condivisa sia da componenti
della minoranza sia da tutti noi del Partito Democratico. Siamo convinti - con
questo atteggiamento lo dimostriamo assolutamente, presidente Occhiuto - che
quando in quest'Aula ci saranno delle proposte di legge che vanno a tutela dei
più fragili, dei giovani, delle donne, di categorie sociali svantaggiate e a
favore della formazione, ci troverete sempre qui, pronti, perché siamo convinti
davvero che ancora oggi la formazione rappresenti il vero ascensore sociale
anche nella nostra regione.
Siamo
contenti di scrivere insieme questa pagina, perché siamo più che mai convinti
che bisogna dare una mano alle famiglie calabresi che non ce la fanno. Molti,
ancora, rinunciano a studiare perché hanno difficoltà anche a causa dei tempi
di erogazione di queste borse di studio. Per cui, siamo convinti che stiamo
facendo davvero qualcosa di importante e pensiamo e speriamo che i nostri
giovani e soprattutto anche le famiglie riescano a trovare un po' di respiro in
una Calabria sempre più affaticata, in vista di un futuro che possa essere,
come lei dice, ambizioso, anche se, insomma, diventa sempre più complicato
pensare che così possa essere. Intanto, noi ci siamo e voteremo assolutamente e
convintamente a favore.
Grazie,
collega Madeo.
Ha
chiesto d’intervenire la consigliera Greco. Ne ha
facoltà.
Grazie,
Presidente. Sono molto soddisfatta di aver sottoscritto questa proposta di
legge, guardo il consigliere Brutto che me l'ha chiesto, sapendo quali sono le
problematiche che attanagliano le nostre famiglie, i nostri giovani. Si deve
pensare che nella stessa famiglia, magari, ci sono due o tre ragazzi che
studiano e non ce la fanno a mantenerli. Quindi, avere delle borse di studio o
delle altre forme di aiuto è una cosa molto importante, anche per portare
avanti la tutela dei giovani, di cui parliamo sempre, ma al quale, poi, non
mettiamo le gambe per poter camminare. Questa legge le mette, perché con questa
riusciremo a tenere nelle nostre Università i giovani, impedendo che vadano a
studiare fuori, sperando anche che rimangano qui a lavorare e a dare il loro
contributo alla crescita della nostra regione.
È
una legge molto importante, ma che, soprattutto, mette in evidenza, caro
consigliere Brutto, che la minoranza non è chiusa e non ha pregiudizi nei
confronti di ciò che fa bene alla nostra regione. L'abbiamo dimostrato con
l'Ente Parchi marini, l'abbiamo dimostrato in altre circostanze, lo stiamo
dimostrando adesso con il voto favorevole dato già, convintamente, come lei
diceva, nelle due Commissioni e lo stiamo dando adesso, scrivendo una
bellissima pagina in questo Consiglio regionale. Spero che ce ne siano altre,
anche se purtroppo nel prosieguo di questa giornata così non sarà. Noi
l'apertura la dimostriamo tutti i giorni, anche facendo domande, cercando di
capire per dare il nostro voto, a volte di astensione, altre volte a favore, e
cercando di portare avanti gli interessi dei cittadini calabresi per lo
sviluppo economico e sociale della nostra regione. Quindi, il nostro voto è
favorevole.
Grazie,
collega Greco.
Ha
chiesto d’intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Intervengo
brevemente per ribadire, carissimi colleghi, che la minoranza, l'opposizione
non è preconcetta e, quando ci sono cose utili ai calabresi e ai comparti che
costituiscono la nostra economia, noi guardiamo con molta attenzione. Questa è
una proposta di legge che ci ha convinti fin dal primo momento e l'abbiamo
votata. Quando il collega Brutto ce l'ha presentata in Conferenza dei
capigruppo, non abbiamo avuto un attimo di esitazione, perché spesso il sistema
universitario calabrese si contraddistingue per campanilismi che devono
cessare, mentre deve avere un obiettivo: formare i giovani calabresi per il
futuro ed evitare che la Calabria dia talenti alle altre regioni o alle altre
nazioni. Questo dobbiamo evitarlo e questa legge ci ha convinti. Ci convince
perché spesso noi abbiamo penalizzato i nostri giovani - questo ormai deve
finire - e leggi di questo tipo ci aiutano sempre di più a costruire un sistema
universitario degno di questo nome. I giovani calabresi hanno bisogno di essere
formati in Calabria, di stare nella nostra regione e che ci sia una sana
competizione tra le università calabresi, senza appigliarsi al campanilismo di
turno. Questa legge, nello specifico, collega Brutto, ricostruisce l'ascensore
sociale che negli ultimi tempi era in qualche modo venuto a mancare. Molti
giovani appartenenti a famiglie non abbienti spesso sono costretti a non
studiare. Spesso perdiamo talenti perché le famiglie non hanno le risorse per
far studiare i propri figli. Questa legge ricostruisce quell'ascensore sociale
che negli anni '60, '70 e '80 ha consentito a tanti calabresi di diventare
professionisti eccellenti in Italia e in Europa. Non dimentichiamo che molti
professionisti calabresi sono in Italia, nelle regioni del Nord, e dobbiamo
evitare, presidente Occhiuto, di formare i nostri ragazzi e poi costringerli ad
andare ad arricchire regioni del Nord. Volevo, quindi, fare queste
considerazioni mandandovi un messaggio: quando si tratta di cose positive per
la Calabria, noi ci siamo e convintamente votiamo sì a questa legge e la
facciamo nostra.
Grazie,
collega Bruno.
Ha
chiesto di intervenire il collega Pitaro. Ne ha facoltà.
Presidente,
rivolgo il mio plauso all'onorevole Brutto che ha portato avanti questa
proposta di legge. Il mio plauso va anche all'opposizione che ogni tanto è
responsabile. Speriamo sia altrettanto responsabile anche nei prossimi punti
all'ordine del giorno.
Complimenti
per il metodo, perché è una di quelle proposte che nasce dall'incontro di idee
tra la politica e i giovani, perché questa proposta di legge è frutto
dell’ascolto degli studenti che vivono in prima persona le problematiche
dell'università in Calabria; è incisiva perché noi abbiamo un sistema
universitario fragile, che si regge sulle proprie gambe e sulle gambe della
Regione, perché pochi sono i finanziamenti che provengono dallo Stato. Oggi le
università fanno fatica ad andare avanti. È, quindi, una proposta incisiva
perché dà un sostegno a tutta la struttura universitaria; è visionaria, perché
dà la possibilità ai nostri studenti, ai nostri giovani di non andare fuori, di
stare qui e soprattutto di poter studiare. Il consigliere Bruno ricordava
l’ascensore sociale, io sarò più pratico e pongo un esempio concreto: vent'anni
fa, trent'anni fa, le famiglie monoreddito potevano assicurare ai propri figli
la possibilità di studiare fuori e dentro la regione. Oggi, purtroppo, chi è
monoreddito spesso questa possibilità non ce l'ha, per cui c'è una chiara
discrasia tra quelli che sono i parametri e le possibilità di usufruire di una
borsa di studio e quelle invece che sono le reali possibilità economiche.
Responsabilità!
Dobbiamo ricordare a noi stessi e ai calabresi che non tutte le Regioni si
assumono questa responsabilità perché le università nelle altre regioni
ricevono sostegno dai privati. Le università, come dicevo prima, non riescono a
vivere da sole dei propri introiti. Quindi oggi la Regione si assume la
responsabilità di dire ai giovani calabresi che possono studiare in Calabria
senza andare necessariamente fuori. E lo fa in un momento unico, perché le
università calabresi oggi mirano alla scalata delle università italiane.
Per
ultimo, in questi giorni la notizia che l'UniCal è una tra le migliori
università d'Italia e così anche l'Università di Reggio e l'Università di
Catanzaro; per cui è un sistema che sta andando avanti, è un ulteriore atto di
responsabilità della Regione nei confronti dei calabresi e dei propri giovani.
Grazie,
collega Pitaro.
Ha
chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Sicuramente
è un'ottima iniziativa e quindi anch'io faccio i complimenti per questa
proposta. È chiaro che bisogna trovare la copertura finanziaria; quindi il mio
augurio è che si mettano i soldi e, soprattutto, proprio perché ho ricevuto
dagli input dai gruppi studenteschi, che queste risorse siano erogate in tempo,
perché molto, molto spesso ai ragazzi e alle famiglie vengono date a copertura
di costi che hanno già sostenuto per l'affitto di casa o l'acquisto dei testi.
Quindi, se riusciamo a velocizzare, come anche previsto all'interno della
vostra proposta, i tempi è sicuramente una cosa eccezionale, non possiamo che
essere tutti d'accordo.
Approfitto
del momento per chiedere al presidente Occhiuto a che punto è il reddito di
merito, visto che - anche a supporto di quanto diceva il collega Pitaro -
dobbiamo far sì che gli studenti rimangano a studiare in Calabria. Mi auguro,
Presidente, come impegno da lei preso - sono sicuro che lo manterrà – che entro
il 2026 riusciremo a concretizzarlo perché sarà sicuramente un aiuto in più.
Grazie.
Grazie,
collega Alecci.
Ha
chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.
Sono
solo dispiaciuto perché potrebbe sembrare che intervenga perché mi è stato
chiesto un aggiornamento sul reddito di merito dal consigliere Alecci. Invece
avevo già detto al Presidente che mi sarebbe piaciuto intervenire alla fine del
dibattito per esprimere il mio plauso personale, ma anche l'apprezzamento del
governo regionale per il lavoro svolto dal consigliere Brutto, che ha voluto
proporre questa che oggi diventerà legge, con il sostegno della maggioranza e
anche quello che, molto responsabilmente, la minoranza dà.
Non
sarebbe stato semplice votare contro una legge del genere. Per questo sono
molto felice e ringrazio il consigliere Brutto. Rende la Calabria la Regione
che costruisce per prima un modello virtuoso in Italia, perché dovunque le
risorse per le borse di studio sono date a consuntivo. Noi sostanzialmente oggi
le anticiperemo in gran parte alle università, dando la possibilità agli
studenti di riceverle in tempo e dando la possibilità alle università di
programmare anche i loro interventi sul diritto allo studio. Non lo fa
nessun'altra Regione. Per la verità, sommessamente, vorrei dire che forse
nessun'altra Regione investe sul diritto allo studio quando sta investendo la
Calabria, anche su borse di specializzazione universitarie, come quelle per
esempio in medicina e nelle professioni mediche. Però, non vorrei che questa
legge si pensasse fosse una leggina, questa è una vera e propria riforma
epocale del diritto allo studio, che in verità era stata sollecitata anche
nella scorsa legislatura - devo darne atto al consigliere Brutto - dalle
organizzazioni giovanili di molti partiti, anche del suo partito; non ha visto
la luce nella scorsa legislatura, vede la luce all'inizio di questa e sono
particolarmente felice di questo.
Il
fenomeno della migrazione dei giovani si combatte attraverso utili interventi
nella direzione di favorire il diritto allo studio e anche creando un Paese che
sia più sensibile all'innovazione, ai bisogni dei giovani. Da tempo sto dicendo
che noi dovremmo avere, proprio a livello di Paese, un sistema fiscale
orientato ai giovani. Gabbie salariali, sì, ma per i giovani, nel senso che
dovremmo pagare di più i giovani, soprattutto al Sud, per farli rimanere.
Quindi gabbie salariali al contrario. Se vogliamo trattenere questo capitale,
dobbiamo dare la possibilità alle imprese che pagano di più i giovani di avere
degli sgravi, molto più di quanto è stato fatto in passato. Dovremmo rivedere
forse anche alcune norme della legge fallimentare. Molti si lamentano del fatto
che le startup nascano molto più produttivamente, molto più numerosamente,
negli Stati Uniti. Però voi sapete che le startup, per definizione, sono
imprese che hanno un'altissima possibilità di fallimento. Se fallisci con una startup
negli Stati Uniti, il sistema ti dà una seconda chance. Se sei giovane e
fallisci con una startup in Italia, sei nella blacklist
delle banche a vita. Quindi c'è un complesso di attività che è necessario
per rendere questo Paese più attraente e meno ostile per i giovani. Spesso la
decisione di abbandonare la Calabria nasce e si sviluppa nel momento in cui ci
si iscrive all'università; quindi, favorendo gli investimenti nel diritto allo
studio e il loro funzionamento in modo più appropriato, come ha giustamente
consigliato nella sua legge il consigliere Brutto, si favorisce la possibilità
di dare ai giovani una scelta.
In
un mondo che è globalizzato non si può trattenere chi vuole andare fuori, ma
dovremmo almeno offrire la possibilità di una scelta, dovremmo fare in modo che
non sia un obbligo andare fuori.
Non
mi sottraggo, poi, alla domanda del consigliere Alecci, l'avrei riferito nel
mio intervento: stiamo lavorando molto, con molto impegno, sul reddito di
merito per renderlo disponibile entro il 2026, per l'inizio del prossimo anno
accademico. Vi do una notizia. È una delle poche cose che avevo proposto in
campagna elettorale, perché avevo detto appunto, consigliere Pitaro, che ci
sono tante famiglie monoreddito, come quelle che lei evocava, in cui i genitori
hanno una preoccupazione straordinaria e cioè che il loro figlio o la loro
figlia di 17 o 18 anni, vada da loro - magari il genitore è un dipendente del
Consiglio regionale, un giornalista, un dipendente pubblico, un piccolo
imprenditore o un lavoratore autonomo - e dica: “Papà, mamma, io voglio andare
all'università a Milano, a Roma”. Significa trovare 2000, 2.500 € al mese.
Molti vendono la casa, molti si indebitano per dare questa possibilità ai figli
e, poi, perdiamo questi giovani. Alma Laurea dice che il 90% dei giovani che
sceglie di studiare fuori dalla Calabria rimane fuori dalla Calabria. Il 60%
dei giovani che sceglie di stare nelle università calabresi poi rimane in
Calabria. Quindi noi dobbiamo investire in questa possibilità. E la notizia che
vi do è questa: in campagna elettorale ho dichiarato che questo beneficio avrei
voluto, come Regione, offrirlo soltanto ai neodiplomati che con merito svolgono
il loro percorso universitario. Stiamo valutando la possibilità di garantirlo
da subito, già dal 2026, non soltanto ai neodiplomati, ma anche gli studenti
che sono in corso nelle università, anche al secondo, al terzo anno. Abbiamo
studiato bene i dati, consigliere Alecci, e molti giovani vanno via dalla
Calabria, non soltanto al primo anno quando si immatricolano all’università
fuori dalla Calabria, ma al termine della laurea triennale vanno poi a fare la
specialistica, gli altri due anni, fuori dalla Calabria. Allora l’idea del
governo regionale e mia è quella di offrire anche a questi giovani, che già
stanno studiando nelle nostre università, un reddito non orientato, come le
borse di studio, alla casa e all'acquisto dei libri, agli strumenti che servono
per studiare, ma un reddito che dia loro la possibilità di fare quello che
vogliono, pur di rimanere in Calabria e studiare nelle università calabresi,
con livelli però di merito e di profitto che contraddistinguono questo come un
beneficio che si dà a tutti, purché meritevoli. Stiamo facendo le simulazioni
per capire quali coperture ci dovrebbero essere. Ci stiamo lavorando da diverse
settimane, però sono convinto che riusciremo a produrre questa misura. Abbiamo
avuto anche delle interlocuzioni con i Rettori, delegati delle università
calabresi, che ci stanno aiutando a definire meglio la platea e le
caratteristiche. Poiché avevamo promesso questo beneficio per i neodiplomati,
avremmo potuto anche dire che lo avremmo dato solo ai neodiplomati. No! Oggi
che la campagna elettorale non c'è più, è finita, noi diciamo: “Questo
beneficio, che avevamo promesso per i neodiplomati, vogliamo darlo anche agli
studenti che sono in corso, che si sono diplomati magari l'anno scorso, due
anni fa e che però potrebbero essere indotti nel 2026, nel 2027 a lasciare la
Calabria”. Diciamo: “No! Cercate di rimanere in Calabria, nelle nostre
università”, perché, come è stato detto, mi pare anche questo dall'onorevole
Pitaro, le nostre università ormai sono eccellenti, sono università che nulla
hanno da invidiare ad altre università; per cui è un investimento che stiamo
facendo con grande decisione e che estenderemo anche a questa platea.
Spero
di averle di aver risposto, consigliere Alecci, ma sono intervenuto soprattutto
perché ritenevo giusto dare merito al consigliere Brutto e a tutti i
consiglieri di maggioranza e di opposizione per questa bella proposta di legge
che mette la Calabria in prima fila fra tutte le Regioni, perché per prima
costruisce un modello che - ne sono sicuro - anche altre Regioni in futuro
imiteranno. Grazie.
Grazie,
presidente Occhiuto.
Passiamo
all'esame e votazione del provvedimento.
All’articolo
1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 8854, a firma del consigliere
Brutto, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere Brutto.
Grazie,
Presidente. Grazie, consiglieri. È un emendamento tecnico suggerito in fase di
valutazione in Seconda Commissione anche per chiarire le fonti di
finanziamento, consigliere Alecci. Ringrazio per tutti il presidente Filippo
Petropaolo. L’emendamento recita:<<Alla lettera b), comma 1, articolo 1,
il comma 11 è interamente sostituito dal seguente testo: "11. Le attività
previste dai commi da 7 a 10 costituiscono parte integrante del ciclo di
programmazione e valutazione previsto dall'articolo 24. Nell'ambito della predetta programmazione triennale, fermo restando quanto
indicato al comma 8, la Regione si propone, nel rispetto dei vincoli di finanza
pubblica e degli equilibri di bilancio e nei limiti delle risorse
complessivamente disponibili, di perseguire l'obiettivo della copertura totale
delle borse di studio, attribuendogli carattere prioritario in sede di
programmazione delle risorse nazionali e comunitarie.">>.
Grazie,
collega Brutto. Parere della Giunta?
Parere
favorevole.
Grazie.
Pongo in votazione l'emendamento. È approvato. Pongo in votazione l'articolo 1.
Articolo
1
(È
approvato così come emendato)
Articolo
2
(È
approvato)
Articolo
3
(È
approvato)
Articolo
4
(È
approvato)
Passiamo
alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è
approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo
al punto 5, la proposta di legge numero 32/13^ d’iniziativa dei consiglieri
regionali Caputo, Polimeni, recante: “Modifiche ed integrazioni alle leggi
regionali numero 9/1985, numero 32/1996, numero 19/2002, numero 8/2003, numero
18/2007, numero 47/2011, numero 24/2016, numero 19/2017, numero 42/2017, numero
57/2017, numero 48/2019, numero 1/2020, numero 10/2022, numero 37/2023, numero
62/2023, numero 23/2024”.
Cedo
la parola al consigliere Ionà per illustrare il provvedimento. Prego
consigliere Ionà.
Grazie,
Presidente.
Presento
il testo della proposta di legge numero 32 della XIII^ Legislatura di
iniziativa dei consiglieri Caputo e Polimeni, recante: “Modifiche e
integrazioni delle leggi regionali, numero 9 del 1985, 32 del 1996, 19 del
2002, numero 8 del 2003, numero 18 del 2007, numero 47 del 2011, numero 24 del
2016, numero 19 del 2017, numero 42 del 2017, numero 57 del 2017, numero 48 del
2019, numero 1 del 2020, numero 10 del 2022, numero 37 del 2023, numero 62 del
2023, numero 23 del 2024”, composta da 18 articoli.
Il
testo è stato licenziato dalla Quinta Commissione istruzione, cultura, musei,
biblioteche, turismo, porti, commercio nella seduta del 12 marzo 2026, con
parere favorevole della Seconda Commissione bilancio del 27 marzo 2026 sugli
aspetti finanziari.
Si
tratta di un provvedimento di manutenzione normativa, finalizzato ad adeguare disposizioni obsolete all'evoluzione normativa e
organizzativa regionale.
La
proposta interviene su diversi ambiti: semplificazione amministrativa
(procedure per usi civici, servizio idrico integrato e trasporti non di linea);
aggiornamenti settoriali (natanti elettrici per navigazione da diporto,
distanze per case funerarie e proroghe operative); razionalizzazioni
(abrogazioni di norme senza risorse e meccanismi di compensazione per comunità
montane).
Tali
modifiche assicurano efficienza, celerità e proporzionalità in conformità agli
obiettivi che questa maggioranza di governo regionale si è posta sin
dall'inizio del suo insediamento.
Sul
profilo finanziario non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale, come indicato nella relazione tecnico-finanziaria e nell'articolo
17.
L'entrata
in vigore è prevista dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURC.
Per
quanto esposto, pertanto, propongo all'Aula l'approvazione del testo. Grazie.
Grazie,
collega Ionà.
Ha
chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.
Faccio
i complimenti al collega Ionà perché è riuscito a illustrare un “omnibus”
passando - chiaramente, lo dico in maniera scherzosa, tra l'altro è anche un
amico, ci stimiamo - dalle case funerarie alle Comunità montane. Pur volendo,
come possiamo esprimere un voto omnicomprensivo su materie e argomenti tra loro
così eterogenei, impossibile da racchiudere in un unico provvedimento?!
Ormai
siamo abituati al fatto che in Aula arrivano “omnibus” continuamente;
quantomeno provate a suddividerli per argomenti affini per dare la possibilità
di sostenerne qualcuno quando pensiamo che sia sostenibile. Vorrei
stigmatizzare questo comportamento e provare tutti quanti insieme - lo dico al
signor Presidente del Consiglio regionale di provarci - a limitare il più
possibile di portare in Aula provvedimenti di questo tipo, dandoci
l’opportunità di affrontare gli argomenti singolarmente in un dibattito
sincero, con approfondimenti, e di votarli nel merito. Grazie.
Grazie,
collega Alecci.
Ha
chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Quello che ha appena detto il collega Alecci c’era scritto anche
nella scheda di analisi tecnico-normativa redatta dal Settore assistenza
giuridica, perché, ovviamente, portare delle norme così diverse tra loro in una
Commissione non è una cosa semplice perché sono talmente tanto variegati gli
argomenti che diventa veramente difficile prendere singolarmente queste norme.
Faccio soltanto pochi esempi.
Volevo
dire che anche per la SORICAL c'è stata la deroga al limite di spesa. Ci viene
detto che questa società è in una fase straordinaria, meravigliosa, che deve
crescere, che è l'unico gestore dell'idrico. Questo è tutto vero, ma poi ci
viene detto che non ci sono problemi per quanto riguarda le risorse, perché i
costi dovranno essere coperti dalle tariffe attraverso il principio del full
cost recovery, cioè praticamente tutti i costi verranno pagati dagli
utenti, le tariffe dovranno essere, verranno sicuramente aumentate proprio
perché dovranno essere coperti i costi della società.
Questo
limite è stato tolto sia alla SORICAL sia alla SACAL; non hanno, praticamente,
limiti, sono stati tolti, sono stati derogati i limiti di spesa.
Ci
sono state anche modifiche per quanto riguarda la spending review. Si è
aggiunta discrezionalità, senza attivare dei controlli per queste società, e
soprattutto anche per quanto riguarda i contributi che verranno dati per
l'agricoltura e il turismo; ovviamente per alcuni non per tutti i contributi
che verranno dati, ma per quelli previsti da queste norme di legge.
C'è
poi la questione del parco del Coriglianeto. È un
parco che è stato istituito nel 2024, adesso siamo nel 2026. A differenza di
Sorical in cui, senza dare la possibilità ai Comuni di diventare soci, per poi
poter procedere alla nomina del Consiglio di amministrazione, si è fatto tutto
quanto molto in fretta, sempre molto veloce, per il parco del Coriglianeto, pur essendo stato istituito nel 2024, oggi
viene nominato un Commissario ad acta; invece di procedere alla
regolarizzazione degli organi e dare così la possibilità di operare in modo
ordinario, si va a prevedere un'altra volta qualcosa di straordinario.
Questo
non è un provvedimento che noi possiamo votare, contrariamente a quanto è stato
fatto su altri e, quindi, il mio voto non può che essere contrario per tutto
quello che è emerso all'interno della Commissione bilancio.
Grazie,
collega Greco. Non ci sono altre richieste di
intervento. Pertanto, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
All’articolo
1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 8953 a firma del consigliere
Crinò a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, collega Crinò.
Grazie,
Presidente.
La
lettera e) del comma 1 dell'articolo 1 è sostituita dalla seguente:
<<
e) all'articolo 4, comma 1, le parole: “il contributo per la costruzione delle
infrastrutture e” sono soppresse, le parole da: “agli Assessorati” a “per
territorio”, sono sostituite dalle seguenti: “al Dipartimento competente in
materia di turismo” e le parole: “la capacità di gestione delle strutture che
verranno costruite col contributo della Regione nonché” sono soppresse>>.
Il
presente emendamento ha carattere ordinamentale per dare chiarezza al testo
della legge numero 9/1985 che viene modificata nel comma 1 dell'articolo 4.
L'intervento emendativo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale. Grazie.
Grazie,
collega Crinò. Parere della Giunta?
Parere
favorevole.
Parere
del relatore? Consigliere Ionà, prego.
Parere
favorevole.
Grazie,
collega Ionà.
Pongo
in votazione l’emendamento protocollo numero 8953 che è approvato.
Articolo
1
(È
approvato così come emendato)
Articolo
2
(È
approvato)
Articolo
3
(È
approvato)
Articolo
4
(È
approvato)
Articolo
5
(È
approvato)
Articolo
6
(È
approvato)
Articolo
7
(È
approvato)
Articolo
8
(È
approvato)
Articolo
9
(È
approvato)
Articolo
10
(È
approvato)
Articolo
11
(È
approvato)
Articolo
12
(È
approvato)
Articolo
13
(È
approvato)
Articolo
14
(È
approvato)
Articolo
15
(È
approvato)
Articolo
16
(È
approvato)
Dopo
l'articolo 16 sono pervenuti alcuni emendamenti aggiuntivi dell'articolo 16-bis.
Iniziamo
con l'emendamento protocollo numero 8856 a firma del consigliere Polimeni a cui
cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere Polimeni.
Il
presente emendamento sostituisce il comma 4 dell'articolo 4 della legge 1
regionale 6/2026. L'intervento mira ad assicurare un maggiore allineamento
della tipologia progettuale, che può essere finanziata con le risorse
dell'Azione 4.K.1 “Sostenere e rafforzare l'offerta dei servizi e l'accesso
paritario e tempestivo ai servizi socio sanitari e sanitari di qualità, inclusa
l'offerta di servizi assistenza familiare e di prossimità” del PR Calabria
FESR-FSE 2021-2027, stanziate all'articolo 2, comma 2 della legge stessa,
rispetto alle generali finalità della detta Azione. Per le medesime ragioni, si
specifica nuovamente che la tipologia progettuale oggetto della norma esclude
la previsione di benefici rientranti nella retribuzione e, conseguentemente,
non fa sorgere diritti di natura patrimoniale o previdenziale.
Dunque,
dopo l'articolo 16 della proposta di legge 32/13^ ha aggiunto il seguente:
<<
“Articolo 16-bis (Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 6 del 2026).
1.
Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 25/2026 “Misure per assicurare
la continuità del servizio assistenziale regionale” è sostituito dal seguente:
“4. Al fine di rendere effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può
definire di concerto con le aziende e gli enti del Servizio sanitario
nazionale, progetti di supporto finalizzati a rafforzare l'offerta di servizi e
l'accesso paritario e tempestivo a servizi sociosanitari e sanitari di qualità.
L'attuazione dei progetti non comporta, in alcun caso, benefici economici
configurabili come elementi della retribuzione, né dà luogo a diritti di natura
patrimoniale o previdenziale”.>>
Grazie,
collega Polimeni. Parere della Giunta?
Parere
favorevole.
Parere
del relatore? Consigliere Ionà.
Parere
favorevole.
Ha
chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Presidente,
solo una domanda e chiedo pure scusa. Ma questi emendamenti…
Sull’emendamento
può intervenire.
Sì,
sì, sugli emendamenti. Ma c'è la scheda di analisi tecnico-normativa? Ci sono
tutti i documenti previsti? C'è pure il parere del Dipartimento bilancio?
No,
collega Greco.
Ah,
no!? Quindi noi stiamo modificando degli articoli, stiamo inserendo delle altre
cose che riguardano la spesa pubblica, stiamo variando delle leggi senza avere
il parere del Settore assistenza giuridica e senza sapere se c'è un'invarianza
finanziaria, se c'è una copertura e se ci possono essere problemi. Mi fa
piacere, prendiamo atto pure di questo. Grazie.
Non
è obbligatorio. Prego andiamo avanti.
Pongo
in votazione l'emendamento protocollo numero 8856 a firma del consigliere
Polimeni che è approvato.
Proseguiamo
con l'emendamento protocollo numero 8856/A04 a firma dei consiglieri Brutto,
Caputo, Pitaro, Mattiani e Giannetta.
Cedo
la parola al consigliere Brutto per l'illustrazione. Prego.
Grazie,
Presidente.
Dopo
l'articolo 16 della proposta di legge 32/13^ è aggiunto il seguente:
<<Articolo
16-bis (Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 3/2006).
1.
Nell'articolo 1 della legge regionale 29 gennaio 2026, numero 3, dopo la
parola: “approvate”, sono inserite le seguenti: “e non già prorogate”>>.
Grazie,
collega Brutto. Parere della Giunta?
Parere
favorevole.
Grazie,
assessore Montuoro.
Parere
del relatore? Collega Ionà, prego.
Parere
favorevole.
Grazie,
collega Ionà.
Pongo
in votazione l'emendamento protocollo numero 8856/A04 che è approvato.
Continuiamo
con l'emendamento protocollo numero 8856/A06 a firma del consigliere Ionà a cui
cedo la parola per l'illustrazione. Prego.
Con
la legge regionale 4 aprile 2025, numero 18, è stata istituita l'Agenzia
regionale per l'energia della Calabria. A seguito dell'entrata in vigore della
legge, l'Agenzia in questione non è stata mai costituita, né sono stati
approvati gli atti fondamentali per il suo funzionamento, per cui la legge
regionale in questione non ha avuto alcuna attuazione. A seguito dell'elezione
del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, la
costituzione e l'operatività dell’Agenzia in oggetto non costituisce più un
obiettivo prioritario dell'Amministrazione regionale, che ha previsto di
attuare gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e di produzione di
consumo di energia da fonti rinnovabili con modalità differenti dalla
costituzione di un ente subregionale ad hoc.
La
legge regionale numero 18/2025 viene, pertanto, integralmente abrogata, non
avendo avuto alcuna attuazione. La proposta legge di tipo ordinamentale e,
pertanto, non comporta oneri a carico del bilancio regionale.
Grazie,
collega Ionà.
Ha
chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
No,
solo per dire che visto…
Intervenga
in merito all’emendamento.
Presidente,
intervengo sugli emendamenti, non esco fuori tema. Non ho capito neanche quale
emendamento sia. Che cosa cambia questo emendamento? Presidente Cirillo, noi
non abbiamo capito neanche su quale legge agisce questo emendamento, qual è
l'articolo che è stato modificato e di che cosa parla.
Presidente
Occhiuto e presidente Cirillo, secondo me è venuto il momento di fare una
proposta di legge per abrogare le Commissioni: è inutile che noi veniamo qua,
ci prepariamo, litighiamo, pensiamo di fare delle bellissime cose e portare
avanti quelli che sono gli interessi dei calabresi.
Collega
Greco, gli emendamenti sono stati tutti presentati prima dell’inizio della
seduta.
Presidente
Cirillo, lei mi deve permettere, perché io questa settimana sono venuta tre
volte a Reggio Calabria, sono stata presente in tutte le Commissioni, una non
l'ho mancata, quindi merito rispetto, soprattutto per i cittadini calabresi che
rappresento. Reputo che in questo momento si sta compiendo uno scempio della
democrazia.
Stiamo
esaminando degli emendamenti che nessuno conosce, neanche la maggioranza. Sfido
ad andare a chiedere ai consiglieri di maggioranza se hanno capito che cos'è
stato modificato. Quindi, vi anticipo che presenterò una legge per eliminare le
Commissioni.
Grazie,
collega Greco.
Parere
della Giunta? Prego, presidente Occhiuto.
Esprimo
il parere favorevole della Giunta e ne approfitto per chiarire a tutti, in
particolar modo alla consigliera Filomena Greco, che questo emendamento
riguarda l'abrogazione di una legge. Capisco che lei difende il principio
perché è una legge che nella scorsa Legislatura fu proposta e approvata su
iniziativa di due ex consiglieri regionali che fanno parte del suo
schieramento, Graziano e De Nisi, e prevedeva sostanzialmente la costituzione
di questa agenzia per l'energia con un costo per la Regione di 500 mila euro il
primo anno, un milione il secondo anno, un milione e mezzo il terzo anno.
Abbiamo deciso, sostanzialmente, dato che la legge non è stata attivata, di
cancellare questa agenzia per evitare che si creasse l'ennesima agenzia o
società regionale. Ho voluto spiegarle, dando il parere, anche perché il
governo regionale dà parere favorevole a questa norma che appunto va nella
direzione di ridurre il numero di agenzie ed enti regionali di sottogoverno.
Ha
chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha
facoltà.
Presidente Occhiuto, io la seguo, magari è una
cosa giusta, non lo so, però se è stata proposta da due ex consiglieri che
hanno fatto parte del mio schieramento ed è stata approvata dal Consiglio
regionale, quindi anche da lei, presumo che all’epoca ne abbiate valutato la
valenza e un'importanza tale da prevedere delle risorse nei vari anni.
Il problema è un altro e, magari, io avrei
anche votato a favore, ma non si è capito nulla degli altri emendamenti. Per
questo ritengo che forse sarebbe il caso di riformulare quella che è la
partecipazione dei consiglieri. Si potrebbe seguire un altro iter: presentare
le proposte di legge, ricevere il parere del Settore assistenza giuridica e del
Dipartimento bilancio e mandare le proposte di legge a tutti i consiglieri
regionali, i quali avranno 20-30 giorni di tempo per formulare le loro
osservazioni prima di votarle in Consiglio regionale, senza passare dalle
Commissioni, perché è un passaggio veramente inutile e dispendioso per tutti,
anche per i dipendenti degli uffici amministrativi, che devono stare a
disposizione per intere mattinate.
Secondo me, è proprio uno spreco oltre che uno
sfregio per quello che è il lavoro altrui. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliera Greco.
Preciso che gli emendamenti sono stati
presentati sabato scorso, secondo le modalità previste dal Regolamento interno
del Consiglio regionale ed erano visibili sul portale dedicato.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Polimeni. Ne ha facoltà.
Consigliera Greco, comprendo che forse lei
qualche volta è un po' affetta da “interventite”.
(Interruzione fuori microfono)
Non interrompa, per favore.
Considerato che i lavori si svolgono in
presenza della stampa e dei cittadini che ci seguono tramite la diretta
streaming, così come chiede ordine nei percorsi amministrativi, sarebbe
altrettanto giusto che ci fosse ordine anche nel dibattito.
Non voglio dare lezioni a lei, però mi consenta
di dire che avete sempre qualcosa da ridire per le leggi “omnibus”, il cui
senso è proprio quello di discutere più provvedimenti al fine di accelerare
normativamente i percorsi e abbreviare quelle che sono le norme da portare in
Aula.
Dopodiché, mi consenta di dire che lei ha
partecipato anche alla Commissione competente, dove la proposta è stata
discussa.
Gli emendamenti sono stati presentati sabato e
hanno maturato i tempi corretti per poter approdare in Aula, non hanno bisogno
di pareri preventivi e, mi consenta di dire, che anche voi potete presentare
degli emendamenti in Aula.
Dicendo che questi emendamenti non devono
arrivare in Aula, lei pone un limite importante, probabilmente non ha nemmeno
capito di cosa stiamo parlando, e questo non può essere un problema nostro.
Se lei viene in Aula e dice che non sa nemmeno
di cosa stiamo parlando, sicuramente non è un problema dell'Aula, bensì un
problema suo, che avrebbe potuto approfondire anche in Commissione, in cui si è
discusso di tutte le pratiche prima degli emendamenti presentati sabato.
Grazie, consigliere Polimeni.
Ribadisco che gli emendamenti non sono stati
presentati in Aula, ma sabato, e oggi erano visibili sul portale.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa.
Ne ha facoltà.
Presidente, volevo dire proprio questo: gli
emendamenti sono pubblicati, fanno parte del corretto espletamento dei poteri
di ogni consigliere e sono stati depositati in assoluta corrispondenza alle
norme regolamentari.
Consigliera Greco, al punto sei dell’ordine del
giorno mi ritrovo una marea di emendamenti che sono stati depositati dal
centrosinistra e che non abbiamo nessun problema a discutere.
Qualche giorno fa si è riunita la prima
Commissione e non erano stati depositati, ma da questa parte dell'Aula nessuno
commenterà un vostro emendamento per questioni formali come fate voi, per non
entrare nel merito e per non informarvi, perché qui si parla dell’abolizione di
un ente inutile, un carrozzone, per ridurre i costi. Se lo facciamo noi, siamo
in torto, così come lo siamo se facciamo una previsione di costo, se portate
gli emendamenti voi, siete nel giusto.
Datevi una regolata perché non ci state capendo
proprio niente. Grazie.
Grazie, consigliere Rosa.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Alecci. Ne ha facoltà.
Sarò brevissimo, giusto per fare ordine perché
ci sono dei temi procedurali per i quali non è che qualcuno fa un favore a
qualcun altro se vengono portati, discussi o non discussi.
C'è uno Statuto, un Regolamento, quindi, quando
il consigliere Rosa dice “Vi diamo l'opportunità di discutere”, non è che mi
sta dando l'opportunità di discuterli, ma è previsto che quando il punto
dell'ordine del giorno è inserito lo stesso giorno del Consiglio regionale, si
possono presentare degli emendamenti.
Quello che la consigliera Greco
intendeva dire è che le Commissioni, che si sono svolte proprio a ridosso del
Consiglio regionale, sarebbero state il luogo deputato nel quale provare a
sviscerare la proposta di legge in tutta la sua interezza, per evitare che
venissero portati degli emendamenti direttamente in Consiglio regionale.
Pertanto, il problema è procedurale e di buon
senso, non certo di chi possa fare un favore a qualcun altro.
Il suggerimento che possiamo dare dai banchi
della minoranza è di provare le prossime volte a sviscerare gli argomenti
all'interno delle Commissioni quando sono proprio in prossimità del Consiglio
regionale, al fine di esaurire il dibattito nelle sedi opportune ed evitare
questo ping-pong all'interno dell'Aula, atteso che è legittimo che abbiate
presentato gli emendamenti sabato, così come è altrettanto legittimo che noi li
abbiamo presentati il giorno stesso della seduta di Consiglio regionale.
Grazie.
Grazie, consigliere Alecci.
Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento
è approvato.
Articolo 17
(È approvato)
Articolo 18
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge
nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è approvata, come
emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Punto numero sei, la proposta di legge numero
58/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Giannetta, Pitaro,
Caputo, Brutto recante “Disposizione per l'attuazione della legge regionale 3
marzo 2026, numero 9, e manutenzione normativa”.
Cedo la parola al consigliere Mattiani per
illustrare il provvedimento.
Prego, consigliere Mattiani.
Grazie, Presidente.
La presente proposta di legge regionale reca
disposizioni di attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, e
interventi di manutenzione normativa in materia di composizione della Giunta
regionale di strutture di diretta collaborazione politica e istituzionale.
L'intervento legislativo risponde all'esigenza
di coordinare la normativa regionale vigente con le previsioni statutarie e di
assicurare coerenza sistematica tra le disposizioni contenute nella legge
regionale 14 febbraio 96, numero 3, della legge regionale 13 maggio 96, numero
7, nella legge statutaria 19 ottobre 2004, numero 25.
L'articolo 1 introduce la legge regionale 14
febbraio 1996, numero 3, e gli articoli 1-bis e 1-ter. L'articolo
1-bis disciplina i componenti della Giunta regionale non appartenenti al
Consiglio regionale. La predetta disciplina è
attualmente contenuta nell'articolo 1-ter della legge regionale numero
14 del 2000, che ancora il trattamento indennitario degli assessori non
consiglieri con un rinvio a una norma successiva modificata.
Al fine di garantire l'esigenza di certezza e
il diritto ed evitare difficoltà interpretative si è ritenuto di ricondurre la
disciplina in questione nella stessa legge regionale che disciplina il
trattamento indennitario dei consiglieri regionali.
La norma prevede il possesso dei requisiti di
candidabilità al Consiglio regionale, l'assenza di cause ineleggibilità,
incompatibilità e l’equiparazione del trattamento indennitario a quello
previsto dai consiglieri nominati assessori.
La disposizione estende inoltre ai medesimi
soggetti la disciplina in materia di sospensione della carica, pubblicità della
situazione patrimoniale e aspettativa dell'espletamento di cariche pubbliche
assicurando uniformità di trattamento e coerenza ordinamentale.
L'articolo 2, per esigenze di manutenzione
normativa e di adeguamento alla sopravvenuta normativa statutaria, modifica
l'articolo 8 della legge regionale 13 maggio 1996, numero 7, recante la
disciplina delle strutture di diretta collaborazione agli organi politico
istituzionali.
In particolare, viene sostituito il comma 1 per
rendere la norma regionale coerente con le previsioni del decreto-legge 22
aprile 2023, numero 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno
2023, numero 74, mentre le norme successive sono di adeguamento alla
sopravvenuta normativa statutaria.
L'articolo 3 introduce una disposizione di
coordinamento volta a chiarire espressamente che la disciplina prevista
dall'articolo 1, comma 6-quater, 6-quinques, 6-sexis, 6-sepdis
e 6-octes della legge regionale 7 febbraio 2005, numero 1, si applica
esclusivamente alla nomina alla carica di assessore regionale.
La previsione si rende necessaria al fine di
escludere ogni incertezza interpretativa in ordine agli effetti della nomina di
un consigliere regionale a Sottosegretario alla Presidenza della Giunta
regionale, figura disciplinata dall'articolo 34-bis dello Statuto
regionale.
In tale prospettiva, la disposizione chiarisce
che la nomina a Sottosegretario non comporta la sospensione dall'esercizio del
mandato consiliare, né l'attivazione dei meccanismi di temporanea sostituzione
o supplenza previsti dalla normativa vigente per il diverso caso della nomina
dell'assessore.
Resta fermo, in conformità a quanto previsto
all'articolo 34-bis, comma 2, dello Statuto della Regione Calabria, il
regime della ineleggibilità e incompatibilità stabilito per i consiglieri
regionali.
La disposizione ha pertanto finalità di
coordinamento ordinamentale e di certezza applicativa senza introdurre deroghe
al quadro statutario vigente.
L'articolo 4 reca disposizioni finanziarie.
L'articolo 5, per effetto di quanto sopra
riportato nella relazione all'articolo 1, dispone l'abrogazione dell'articolo
1-ter della legge regionale 29 agosto 2014, al fine di evitare
sovrapposizioni normative e garantire un assetto ordinamentale, organico e
coerente. Inoltre, l'articolo dispone l'abrogazione dell'articolo 13 della
legge regionale 31 maggio 2019, numero 13, che prevede il trattamento di
reversibilità dell'indennità a carattere differito previsto dalla medesima
legge.
L'articolo 6 prevede la dichiarazione d'urgenza
e stabilisce l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Calabria, al fine di
assicurare l'immediata operatività delle disposizioni introdotte. Grazie.
Grazie, consigliere Mattiani.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno.
Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Consentitemi di fare un complimento ai colleghi
che hanno presentato questa proposta di legge: avete una fantasia spiccata e
particolare, visto che avete chiamato questo progetto di legge “Manutenzione
normativa”.
Qualcuno potrebbe pensare che bisogni reclutare
manutentori per chissà quale lavoro tecnico importante da fare nella Regione Calabria.
Manutenzione normativa, presidente Occhiuto!
Bastava dire “finanziamento o istituzione di
nuove figure”: i Sottosegretari, aboliti 15 anni fa e che, con questa
manutenzione normativa, vengono ripristinati e riproposti, finanziando,
altresì, anche due assessori che non sono previsti in questa proposta di legge,
e su questo ritornerò; quindi, mi sembra molto più semplice, chiaro e
trasparente verso i calabresi dire che con questa legge state introducendo due
figure che si chiamano Sottosegretari!
Mi sembra più chiaro e più semplice, carissimi
colleghi, carissimi ospiti che ci ascoltate, carissimi giornalisti.
Queste figure sono particolari e strane. Perché
dico questo?
Perché queste figure non hanno né competenze
dirigenziali né competenze assessorili, ma sono come i vostri e nostri
collaboratori.
Sapete qual è la differenza tra un nostro
collaboratore e un Sottosegretario, probabilmente collaboratore del Presidente
della Giunta? La differenza è che un nostro collaboratore percepisce mille euro
al mese, i Sottosegretari percepiscono 14 mila euro al mese, più di un
consigliere!
Capite che è una cosa stranissima chiamare
questa operazione “Manutenzione normativa”?
Manutenzione normativa!
I calabresi devono sapere che questa è
un'operazione politica di potere per aggiustare gli equilibri nella Giunta
regionale. Questa è chiarezza, cari colleghi, non manutenzione normativa.
Se questa operazione è un allargamento delle
postazioni in Giunta regionale e nella maggioranza, i calabresi lo devono
sapere! Questa operazione costa un milione di euro, un milione di euro!
Io rinuncio perché sono svilito, credetemi, a
trattare gli emendamenti che ho trattato in Commissione a nome dell'opposizione
insieme ai colleghi Ranuccio e De Cicco.
Li avete bocciati!
Avevamo detto che eravamo contrari a priori,
però volevamo venirvi incontro e dirvi: “Volete approvarveli? Sforbiciamo!
Portiamo la cifra del pagamento di questi - non so come definirli - né uomini
né santi, né dirigenti né assessori, figure atipiche. Sforbiciamo! Diamo 4.000
euro al mese 3.400 euro al mese”. No! Avete bocciato gli emendamenti!
Vi abbiamo chiesto che senso ha dare la
struttura di un assessore a un componente dello staff del Presidente.
Non solo non avete approvato il nostro
emendamento, lo avete bocciato, ma avete approvato un emendamento che oltre a
questa struttura ne proponeva un'altra di personale interno. Una cosa veramente
incredibile.
Il costo previsto è di un milione di euro, ma
nella scheda vi siete dimenticati di inserire il costo degli assessori. O avete
dimenticato, carissimi colleghi, che avete introdotto altri due assessori in
Giunta regionale, portandola da 7 a 9 componenti?
Mi direte che lo prevede la Legge nazionale;
noi vi diciamo che per opportunità dovevate evitarla, perché i calabresi in
questo momento hanno bisogno di altro; in questo momento storico i calabresi
hanno bisogno di risposte concrete sulla sanità, sul diritto alle cure, sul
diritto all'istruzione.
A tal proposito, rispetto alla legge che
abbiamo votato all'unanimità, collega Brutto, per cui vi abbiamo dato merito,
propongo di utilizzare il milione di euro all'anno per incrementare i fondi per
le borse di studio.
Prossimamente ci porterete un'altra proposta di
legge e ci direte che il costo degli assessori prevede un altro milione e 600
mila euro, lira più lira meno, perché questo è il costo di altri due assessori
in Giunta regionale, che sommati al milione precedente sono due milioni e 600
mila euro.
Forse questi soldi possono essere utilizzati
per altro.
Forse possono essere utilizzati per pulire i
fiumi, oltre allo sforzo che sta facendo l’assessore Montuoro; servirebbero per
il dissesto idrogeologico, per il diritto allo studio, per la sanità che stenta
a dare una risposta concreta ai calabresi.
E
allora, è chiaro che, per farla apparire come una cosa carina, dietro la bella
dizione “manutenzione normativa” c'è un'operazione di potere. Probabilmente,
questa operazione serve a puntellare la maggioranza; questa operazione serve a
tenere la maggioranza.
Il
voto sul referendum non è stato un voto politico, è stato però un voto dei
cittadini che vogliono dire “basta!” a questo modo di governare. È un voto che
dice “basta!” a questo utilizzo sproporzionato delle risorse pubbliche e a
questo sistema di potere che non guarda alle esigenze dei calabresi, ma guarda
soprattutto all'interno di chi in questo momento ci governa.
Una
Regione come la nostra non si governa con più posti, non si governa con i
Sottosegretari, che avevate abolito; la vostra parte politica li aveva aboliti,
nel 2010, se non sbaglio, il governatore Scopelliti li aveva aboliti. Oggi
ritornano come per magia, come la risoluzione di tutti i mali. Il collega Rosa
in Commissione si è anche in qualche modo risentito perché io spiegavo queste
cose e mi ha detto che questa operazione serve alla Calabria perché la Giunta
regionale ha bisogno di due assessori – ricordo che non sono né dirigenti né
assessori - per dare una spinta propulsiva alle politiche della Giunta
regionale.
Non
abbiamo l'anello al naso, normate quantomeno queste figure, fatemi capire: che
cosa faranno? Faranno i segretari del Presidente? Ditecelo! Ditecelo!
Sappiamo,
però, che alla base c'è un impegno consistente che i cittadini calabresi non
possono e non vogliono sostenere per due figure che nulla hanno a che vedere
col buon governo e nulla hanno a che vedere con la risoluzione dei problemi.
Quindi noi vi chiediamo di fare un passo indietro su questa cosa.
Non
discuto degli emendamenti perché è una cosa ormai svilita. Se farete come avete
fatto in Commissione, approverete questa proposta, ma la approverete senza il
nostro consenso perché non vogliamo essere in qualche modo complici di
un'operazione così forzata e così spregiudicata.
Grazie,
collega Bruno. Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente.
Oggi,
in maniera plastica, semmai ce ne fosse bisogno, dimostrate quelle che sono le
vostre priorità e dimostrate questa determinazione, questa passione - oserei
anche definirla un'ossessione - per il consolidamento del potere. Dopo aver
allargato la Giunta, oggi riesumate questa figura mitologica: i Sottosegretari.
Questi sottosegretari fondamentalmente che cosa fanno? Non hanno potere di
voto, non hanno diritto di voto, non hanno alcuna responsabilità. Quindi questi
Sottosegretari sono presi e messi lì a quasi 15 mila euro al mese, un milione
di euro l'anno a carico della nostra Calabria, per che cosa? Per una semplice
questione di equilibri interni della vostra maggioranza, perché si sa che siete
tirati dalla giacchetta tutti quanti.
In
un momento storico del genere…già conosciamo la Calabria come una regione che
purtroppo - ahimè, lo dico da cittadina calabrese - ha diverse problematiche
importanti; già i cittadini calabresi devono alzarsi la mattina e pregare di
non ammalarsi perché se si ammalano non sanno dove vanno a finire; i calabresi,
soprattutto alcuni di determinate zone, dicono: “Io ho difficoltà a spostarmi
perché non ho strade e perché non ho treni”. Oltre a questo, negli ultimi
periodi, si aggiunge anche un'altra preoccupazione: quando piove, il cittadino
calabrese dice: “Speriamo che non arriva l'alluvione, speriamo che la mia casa
rimane ferma com’è e speriamo che non ci siano ripercussioni, se non
addirittura delle vittime, che non si verifichi qualche tragedia”.
Cosa
accade inoltre?
Un'altra
preoccupazione è il tasso di povertà assoluta.
Ci
sono molti cittadini calabresi che non riescono a mettere insieme il pranzo con
la cena. E la Regione Calabria, che deve guidare i cittadini calabresi, dice:
“Perfetto. Io ce l'ho la soluzione per questi problemi: aggiungiamo due
Sottosegretari che, fondamentalmente, non fanno nulla, però si beccano quasi 15
mila euro al mese”.
Questa
è la soluzione del governo Occhiuto!
Ora
io non capisco, veramente. So perché lo fate e l'ho detto, tranquillamente, non
ho problemi a dirlo, però, signori, oltre a tutte queste preoccupazioni, vi
dovete anche rendere conto di che cosa portate in Aula. Abbiamo capito che non
provate vergogna mentre c'è da vergognarsi, in un momento storico del genere, a
portare una roba così delicata. Per voi è veramente vergognoso.
Con
quale faccia oggi venite qua, dinanzi a tutti i problemi che ci sono, e ci
proponete questo?!
Sull'alluvione
abbiamo chiesto, nuovamente, che venissero trattati tutti i problemi che ci
sono e non c'è stata data la possibilità, non ci viene data la possibilità di
nulla se non parlare di queste fesserie.
Il
presidente Occhiuto è famoso tra i più per essere un comunicatore, un
comunicatore che attraverso i suoi canali dice quello che vuole fare. Perché il
presidente Occhiuto in campagna elettorale, attraverso i suoi famosi reel, non ha detto: “Signori, se mi votate, avrete due
Sottosegretari in più e due assessori in più, al costo di un milione di euro
all'anno”? Questo non è stato fatto.
Allora,
signori, noi ovviamente non saremo complici di questa pagina tristissima per la
politica regionale calabrese. Abbiamo rinunciato a parlare degli emendamenti
perché non vogliamo proprio entrare in questa roba noi: ve la decidete voi, ve
la votate voi e, sicuramente, la responsabilità ve la assumerete voi.
Grazie,
collega Scutellà. Ha chiesto di intervenire il collega Brutto. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. La mistificazione e l'amore per il falso ovviamente si associano al
populismo, che è evidente, di chi ha fatto una propria battaglia del “uno vale
uno, ma tutti insieme, Giovanni, poi ci siamo accorti che valevano poco”.
Questa
è l'applicazione di una norma che abbiamo approvato, con due letture, in
Consiglio regionale, quando abbiamo modificato lo Statuto, che di fatto non è
stato dichiarato incostituzionale Quindi abbiamo avuto
il vaglio positivo. Ovviamente c'è un'assunzione di responsabilità da parte
della politica, però è anche scorretto dire che costano 14 mila euro al mese
perché i Sottosegretari prenderanno esattamente lo stesso stipendio dell’onorevole
Scutellà, che non è di 14 mila euro al mese. Questo è il costo lordo.
Poi
vi dico di più: tutta la maggioranza ha inteso presentare un emendamento per
ridurre i costi di questo provvedimento per un valore di circa 600 mila euro,
con la riduzione della struttura a supporto del Sottosegretario, perché
riteniamo che il Sottosegretario possa coadiuvare l'attività di indirizzo
politico del Presidente con una sola risorsa che può essere anche interna;
quindi, ci potrà non essere un aggravio di spesa, ma se ci dovesse essere, cari
consiglieri, sarebbe minimo. L'emendamento è stato presentato, è agli atti,
quindi proseguiremo nell'efficientamento anche amministrativo perché governare
la Calabria sarà ed è una cosa seria e noi, rispetto alle cose serie, vogliamo
produrre di più e produrre per il bene dei calabresi.
Lasciamo,
pertanto, ad altri le mistificazioni.
Grazie,
collega Brutto. Ha chiesto di intervenire la collega Barbuto. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Prendo la parola non soltanto come rappresentante del Movimento 5
Stelle, ma anche come cittadina. Lasciatemi esprimere tutta la mia
indignazione.
Poc'anzi
ho sentito, nell’approvazione del precedente provvedimento, che uno degli enti
che veniva abrogato nel decreto omnibus era un carrozzone che costava 500.000
euro all'anno e che quindi era necessario votare, sostanzialmente, l’abolizione
di questo carrozzone. Veramente con molta indignazione, penso che oggi non
stiamo discutendo delle emergenze dei calabresi, delle necessità che
effettivamente i calabresi hanno e da cui sono afflitti. Prima di Natale,
qualcuno mi ha fatto notare il quadro meraviglioso che c'è alle spalle del
Presidente. Al di là di questo, esistono altri quadri che vorrei ricordare e
precisamente le allegorie del cattivo e del buon governo. Ecco, qui stiamo
facendo un'allegoria del cattivo governo perché non stiamo seguendo quelle che
sono le emergenze dei calabresi.
Vengo
da Crotone, una zona che ricade tra Cassano, Cerchiara e Crotone, e la gente ha
un problema serio di salute. Allora questi soldi che oggi vengono previsti per
pagare persone che effettivamente verranno indicate come Sottosegretari,
avrebbero potuto essere ben utilizzati per lo screening sanitario delle persone
che a Crotone stanno morendo. Stanno morendo! Questo dovrebbe farvi riflettere
un attimo, vi dovrebbe far fermare per capire che le esigenze non sono quelle
che vengono oggi indicate. Grazie.
Grazie,
collega Barbuto. Ha chiesto di intervenire il collega Polimeni. Ne ha facoltà.
Presidente,
prendo la parola perché ho sentito molte inesattezze e molto populismo. Capisco
che qualcuno tra coloro che stanno dalla parte sinistra della nostra Aula ha
fatto del populismo una bandiera, ha fatto del populismo un motivo di consenso
perché senza quel populismo probabilmente lo stesso consenso non sarebbe mai
arrivato. Ed è bene che a qualcuno che sento anche blaterare maleducatamente,
sempre a microfono spento… si può prendere la parola in Aula, collega Scutellà!
Continui,
collega Polimeni.
…anziché
blaterare sempre, lo fa sempre in maniera maleducata e non va bene quello che
fa. No! Mi rivolgo a lei perché lei parla fuori microfono ed è una maleducata.
Continui,
collega Polimeni. Collega Scutellà, per favore, faccia intervenire…
Presidente,
vorrei che facessimo anche un altro tipo di ragionamento e cioè che, magari in
Conferenza dei capigruppo, si impostasse un metodo per gli interventi in Aula e
si chiarisse, anche con i colleghi dell'opposizione, come e quando si deve
intervenire. È giusto che la democrazia, sì, debba essere espressa, però ci
sono degli atteggiamenti e dei modi di fare che non vanno bene. Non si può
prendere la parola 50 volte sulla stessa pratica, Presidente, e quindi dobbiamo
un po’ mettere i puntini sulle i perché le regole vanno rispettate da ambo i
lati e l'opposizione non mi pare che le voglia rispettare.
Detto
questo, una delle inesattezze che ho sentito e che avevo già sentito dire in
Commissione e che mi ha fatto un po' sorridere è, Presidente, che i
Sottosegretari sono collaboratori del governatore. È una cosa che mi fa
veramente sorridere perché, per usare una provocazione forzata, amico collega
Bruno, sarebbe come dire che i Sottosegretari del governo alla Presidenza del
Consiglio siano i collaboratori della Premier, sarebbe come dire che il
Sottosegretario al Ministero dell'Interno sia un collaboratore del Ministro
dell'Interno. Non è così! I sottosegretari hanno una funzione precisa ed è una
funzione che conoscono bene anche i colleghi dell'opposizione e ora spiegherò
perché. Consentitemi di dire anche che comprendo le ragioni di chi, agitando
una giusta inopportunità, dice: “Normativamente si può fare, ma lo ritengono
opportuno”. Ci sta. Questa riflessione ci sta e la capisco; la cosa che però
trovo abbastanza incoerente è che chi dice queste cose governa Regioni che
hanno i sottosegretari, e ci arriviamo.
La
ratio della nostra iniziativa politica è quella di dare un supporto
funzionale all'attività dell'esecutivo. Perché non dobbiamo pensare che un
Sottosegretario possa essere utile a salvare un finanziamento di milioni di
euro, dato che aumenta il personale politico e quello che è disponibile a
lavorare per la nostra Calabria? Soprattutto vorrei dire che ci sono tantissime
Regioni che prevedono la funzione del sottosegretario. Ne cito due. Non cito la
Lombardia perché direste che la governiamo noi, non cito il Veneto perché
direste che è comunque una Regione virtuosa. Invece, mi fa specie, presidente
Occhiuto, evidenziare che, mentre veniamo tacciati delle peggiori cose, la
Toscana, che ha votato insieme con noi, ha istituito di recente, nel 2022, la
figura del Sottosegretario; l'ha istituita anche l’Emilia-Romagna che aveva
come Vicepresidente Elly Schlein, oggi a capo del Partito Democratico. Quindi,
l'ha istituita la Toscana - qui sì per venire incontro alla battuta del collega
Bruno - e ha nominato Sottosegretario un giovane valentissimo, che ho avuto
piacere di conoscere, che prima di svolgere il ruolo di Sottosegretario al
governo era il più stretto collaboratore del presidente Eugenio Giani. In
quella Regione, collega Scutellà - potete andare a riscontrare le cose di cui
sto parlando - voi governate e avete istituito il sottosegretario e non lo
avete fatto gratis. Andatele a cercare queste cose. Quindi, quando lei offende
questa maggioranza o quando i colleghi, anche la collega Barbuto, ci taccia di questo,
allora devo dire che per primi dovreste guardare cosa fate voi come partito.
Non potete pensare che qui ci siano i brutti, sporchi e i cattivi e voi siate
puliti. Assolutamente non è così, almeno non sulle cose che sono state
utilizzate come strumento, giusto o sbagliato che sia, piaccia o non piaccia,
per prime dai vostri governi. Non è la prima volta che avviene in Calabria, voi
utilizzate i sottosegretari in tutte le Regioni che governate.
(Interruzione
fuori microfono)
Non
mi ha sentito: in Emilia-Romagna è stato istituito nel 2022, non dica 100 anni
fa. No! Ieri. Mi spiace però evidenziare, e qui sta il populismo, che la
consigliera Scutellà dice che queste sono le nostre priorità, ma non è stata
proferita una parola su tutte quelle che sono veramente le nostre priorità, non
una parola e non una presenza da parte vostra sui 186 milioni di cui abbiamo
discusso prima in conferenza stampa, che servono a utilizzare dei quattrini per mitigare il rischio idrogeologico, che servono
a tamponare le situazioni di difficoltà che abbiamo avuto. Queste sono le
nostre priorità.
Grazie,
collega Polimeni. Ha chiesto di intervenire il collega Orlandino Greco. Ne ha
facoltà.
Grazie,
Presidente. Colleghi del Consiglio, devo dire che l'intervento precedente del
consigliere Marco Polimeni mi ha anticipato su alcune tematiche. In una recente
seduta di Consiglio avevo citato il giapponese Hiroo Onoda, che aspettava, però
questa volta voglio citarvi due esempi importanti: uno si chiama Bernard DiKa e l'altro si chiama Manuela Montini. Sono i due
sottosegretari che le Giunte di centro sinistra - lo rivendicano con orgoglio
di appartenenza – dell’Emilia-Romagna e della Toscana hanno appena nominato, e
l'hanno fatto, consigliere Bruno, senza soffiare sull'onda di un populismo
becero. Lei, consigliere Bruno, che non viene certamente dalle orsoline o
dall’oratorio di Catanzaro, ma viene dalle Aule delle istituzioni, più degli
altri dovrebbe avere contezza che chi governa le istituzioni non deve mai
soffiare sul fuoco del populismo e dell'antipolitica, perché prima o poi le
fiamme di quel fuoco lo bruceranno.
Non
capiamo oggi che il tema è tutt'altro, consigliera Scutellà, tutt'altro! Voi
non potete pensare di fare gli innocentelli qui e poi
lavorare e non capire che nelle altre Regioni non utilizzano gli argomenti che
voi avete utilizzato per contestare una scelta che è quella di garantire
maggiori servizi alla Calabria.
C’è l'onda del
populismo, anche con inesattezze come quella sull'indennità che prende il
Sottosegretario: lo fa in ragione di una percentuale di quello che piglia il
consigliere regionale. Vi invito - lo faccio con grande consapevolezza delle
capacità che noi dobbiamo avere e che possiamo avere per parlare, sì, dei temi
della Calabria - a non alimentare e non dare motivazioni che non esistono.
Il Presidente Occhiuto,
la Giunta e il gruppo di maggioranza si sono resi conto che i 7 assessori erano
pochi. Chi come me ha fatto l'amministratore e continua a fare l'amministratore
sa che le scelte sbagliate, fatte negli anni passati quando è stata introdotta
la spending review, ha portato solamente a ridurre i servizi e non a garantirli
a parità di spesa.
Oggi il tema vero è
parlare, sì, dei problemi della Calabria - siamo qua ad affrontarli, giorno
dopo giorno: il problema della sanità, il problema dei trasporti, il problema
della viabilità - ma non abbiamo mai e poi mai soffiato sull'onda del
populismo.
La strada che noi
abbiamo tracciato è foriera di cose positive. Alla minoranza, consigliere
Bruno, rivolgo solo una frase, bellissima - sono innamorato della lettura,
nella lettura si trovano tanti risvolti positivi - di un grande giornalista che
ha scritto pagine di storia, Roberto Gervasio, che diceva una cosa bellissima e
cioè che la morale è un piatto di spaghetti fumanti mentre il moralista è un
piatto di spaghetti vomitati.
Grazie, collega Greco.
Ha chiesto di
intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Buonasera a lei e ai colleghi tutti.
Ovviamente mi unisco
anch'io, lo dico subito, al coro delle minoranze nel rappresentare tutta la mia
disapprovazione e anche il disprezzo, lasciatemi dire, per questa scelta voluta
- confermata con una certa pervicacia che inorridisce - di portare avanti,
nonostante tutto, l'istituzione di due nuove figure ambigue, ibride, quelle dei
Sottosegretari. Visto che si è più volte parlato di populismo, consentitemi di
dire che il populismo si può intendere nell'accezione di chi fa demagogia,
quindi false promesse, specula sui problemi, ma c'è, invece, un populismo sano,
da intendersi e interpretarsi come chi fa e vuole rappresentare la volontà del
popolo. Credo di poter dire con assoluta certezza che il popolo calabrese tutto
voglia e di tutto abbia bisogno tranne che di vedere istituite, lautamente
retribuite peraltro, due nuove figure quali i Sottosegretari, che vanno ad
aggiungersi ai due nuovi assessori. A proposito delle Regioni citate,
sicuramente di colore a noi vicino, dico una cosa ovvia su cui tutti ci ritroviamo:
c'è da capire il contesto in cui operano le varie Regioni. Purtroppo, e dico
purtroppo, le condizioni in cui versa la Regione Calabria non sono neanche
minimamente paragonabili a quelle della Toscana o dell'Emilia-Romagna.
Peraltro, mi riservo pure di approfondire perché sarebbe bello se dovessimo
scoprire, per esempio, che quei Sottosegretari li paghiamo grazie ai soldi dei
calabresi che sono costretti a recarsi per curarsi nelle regioni del nord,
vista la totale assenza di offerta sanitaria che c'è nella regione Calabria.
Non sarò ripetitivo, non
ripeterò e ribadirò le considerazioni che condivido assolutamente, a partire da
quelle del collega Bruno e via via di tutti gli altri colleghi, rispetto alle
competenze di questi Sottosegretari: non si capisce cosa dovrebbero fare, non
hanno responsabilità, non hanno potere di firma, dovrebbero aiutare però il
presidente della Giunta, che va ancora ad arricchirsi di ulteriori figure.
Registro però - mi
dispiace che il Presidente sia fuori - che in meno di sei mesi dall’avvio di
questa nuova Legislatura abbiamo assistito: alla modifica dello Statuto, si
accennava, con il risultato sintetico di aggiungere le poltrone e quindi
aumentare i costi della politica, riducendo gli spazi per una partecipazione
democratica; in una delle ultime sedute di Consiglio, questo governo regionale
ha stanziato 8 milioni di euro in 2 annualità per fare il cosiddetto scouting:
dare risorse ad un ente, ad un operatore anche straniero che va alla ricerca di
medici in giro per il mondo. Attendiamo di capire il risultato mentre, per
contro, non si è spesa una parola e non si è messa in campo
alcuna azione per impedire concretamente, per esempio, l'autonomia
differenziata. Altro che importare medici!
Abbiamo letto e appreso
di 15 milioni di euro attinenti alla rimodulazione dei fondi comunitari, non si
capisce ancora con quale finalità, sicuramente ambigua e poco chiara,
sicuramente non attinente alle spese per la Protezione civile, per la messa in
sicurezza del territorio, atteso che quella linea di finanziamento non è stata
minimamente intaccata.
Oggi la ciliegia sulla
torta: l’istituzione di due sottosegretari.
Noi, caro collega Bruno,
eravamo rimasti a un milione di euro. Apprendiamo oggi - mi verrebbe da dire
con favore, ma non posso neanche dirlo perché non condividiamo minimamente la ratio
di questa norma – della presentazione di un emendamento, sicuramente frutto
dell'indignazione popolare che sta montando, con cui si è cercato, come sempre
in extremis, come sempre in corso di dibattito, quantomeno di attenuare i danni
e rimodulare la spesa. Tutto ciò accade in una Regione che verte nelle
condizioni che conosciamo nei principali settori; in una Regione che, per
esempio, nel campo sanitario ancora è quantomeno claudicante, che è riuscita a
realizzare solo 6 delle 61 case della comunità, solo 2 ospedali di comunità su
26, noi ci permettiamo il lusso di istituire i Sottosegretari.
Credo che tutti noi
dovremmo convenire sulla necessità invece di destinare ad altro le risorse.
Si è parlato prima
meritoriamente - l'abbiamo votata e sottoscritta - della proposta di legge del
collega Brutto. Quante borse di studio avremmo potuto finanziare con tutti
questi soldi? Quanti medici avremmo potuto assumere con un milione di euro o
poco meno per un anno e cinque milioni di euro per cinque anni? Quanti medici
da destinare, per esempio, nel pronto soccorso, nelle guardie mediche che
ancora oggi restano chiusi in tanti piccoli Comuni? Altro che il ripopolamento
dei nostri borghi! Quanti tomografi, quante TAC avremmo potuto comprare? Però,
poi, ci riempiamo la bocca di sanità, di prevenzione, dell'importanza della
tutela della salute. Invece assistiamo, cari colleghi, purtroppo, all'ennesimo
grave spreco di denaro pubblico in danno dei cittadini calabresi che, ripeto,
tutto avrebbero voluto, di tutt’altro avrebbero bisogno. Ovviamente mi aspetto
dal presidente Occhiuto una difesa estrema anche su questo tema a mezzo social,
a meno che non ci vorrà dire, sempre a mezzo social, che anche questa è un'altra
fake news.
Grazie, collega
Ranuccio.
Ha chiesto di
intervenire il collega Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Nel
1983 faceva il suo esordio sul grande schermo una commedia destinata ad avere
un successo ancora oggi straordinario: “Una poltrona per due”. Oggi, nel 2026
assistiamo, invece, sul grande schermo di questa Calabria straordinaria, al
remake che potremmo definire “Una poltrona per altri due”. Anzi, in generale
potremmo definirla “Una poltrona per altri quattro”, visto che oltre ai
Sottosegretari abbiamo due assessori in più.
Insomma, cari colleghi,
quarant'anni dopo passiamo dalla straordinaria coppia Eddie Murphy - Danny
Akroyd a un'altra coppia che è quella Occhiuto - Mattiani, con un'enorme
differenza però, che quel film produsse soltanto negli Stati Uniti oltre 90
milioni di dollari di incasso, la legge prodotta invece dalla coppia Occhiuto -
Mattiani produce almeno un milione di euro di spese e di costi per la Calabria
e per i calabresi. Vedo sorridere dall'altro lato, ci sarebbe effettivamente da
sorridere, se non fosse per la drammaticità della situazione.
Una situazione che
sconta un ulteriore paradosso: questa proposta reintroduce la legge che era
stata abolita proprio da un governo e da un Presidente di Regione dello stesso
partito, la Lega Nord, del primo firmatario di questa legge, ovvero l'onorevole
Mattiani. Sembrerebbe, consigliere Mattiani, che ci sia una sorta di questione
personale. Solo pochi giorni fa abbiamo assistito a uno scontro nel quale si
diceva che questa persona, l’ex Presidente, non poteva parlare a nome della
Lega e oggi lo stesso consigliere Mattiani, come primo firmatario, abolisce una
legge che lui stesso aveva istituito. Sembra quasi una sorta di accanimento
terapeutico.
Volendo entrare un po'
nel merito della proposta di legge, ovviamente e come sempre noi proviamo a
leggere la relazione illustrativa. Anche in questo caso la relazione
illustrativa purtroppo non ha illustrato nulla. Ci aspettavamo almeno quel
famoso disegnino che ogni tanto il Presidente di Regione dichiara di fare alla
minoranza per spiegare meglio le cose, ma la relazione illustrativa, che
dovrebbe spiegare almeno a grandi linee qual è l'esigenza, qual è la spinta che
motiva a portare in Aula un provvedimento legislativo, sinceramente noi non
l'abbiamo vista. Non ce n'è traccia perché non ce ne può essere traccia, perché
questa è una proposta di legge senza senso, è una proposta che ci richiama
forse a una vecchia canzoncina: “Aggiungi un posto a tavola che ci sono quattro
amici in più, se sposti un po' la seggiola stai comodo anche tu”. Ma dove lo
prendete questo milione di euro in più per finanziare queste figure? Lo
prendete dalla cosiddetta Missione 20 del Programma 3. Ora, io queste cose le
avrei volute dire oggi in Commissione bilancio, ma purtroppo non era presente
nessuno del Dipartimento bilancio, a proposito di quanto sono svilite le
Commissioni, e quindi proviamo a portare il dibattito in Aula.
All'interno della
Missione 20, Programma 3, c'è qualcosa che è importante che noi finanziamo:
ovvero la Regione Calabria cofinanzia l'FSE (Fondo Sociale Europeo), cioè
cofinanzia gli interventi della programmazione europea.
Ora, la domanda è: se
noi utilizziamo le risorse che sono previste, tra le altre cose, per
cofinanziare l’FSE, come lo cofinanziamo l'FSE? Cioè, dove saranno prese le
risorse per cofinanziare i programmi afferenti l’FSE e la programmazione
europea? Questa è la domanda che avremmo voluto fare in Commissione e che
facciamo oggi nella speranza di avere una risposta. Cari colleghi, voi alzate
la manina ad ogni seduta di Consiglio regionale per votare le leggi, per votare
i bilanci, quindi, vi assumete delle responsabilità con il vostro voto, noi
invece introduciamo delle figure che vengono pagate molto di più, rispetto a
quanto venite pagati voi, ma che non si assumono nessuna responsabilità perché
non sono né dirigenti, né funzionari, né assessori e non mettono una firma,
una.
Ora, ho sentito qualcuno
dire che all'interno della legge è ben spiegato qual è la funzione dei
Sottosegretari. Io questa funzione sinceramente non l'ho capita, sarà
probabilmente un limite mio. Però, se questi Sottosegretari non sono né
assessori né dirigenti, allora sono una sorta di figura ibrida, ma neanche;
sono una figura che probabilmente è destinata a essere una specie nuova. In
realtà sono una sorta di specie estinta, sono un po' come i dinosauri che sono
stati riproposti in vitro. Sembra un po' Jurassic Park.
L'unica parte in cui si
ritrova una descrizione della funzione dei Sottosegretari ce l'abbiamo
all'articolo 1-ter di questa proposta di legge, quasi mezzo rigo per
dire che i Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta. Basta. I
Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta. Ma, insomma, per
coadiuvare il Presidente della Giunta non bastano gli assessori? Non bastano i
consiglieri regionali? Non bastano i direttori generali? Non bastano i
dirigenti? Non bastano i funzionari? Non bastano le strutture? Dobbiamo anche
introdurre i Sottosegretari? Che funzione svolgono? Svolgono una funzione
assistenziale, probabilmente.
Siamo di fronte alla 104
della politica, non c'è altra spiegazione.
La funzione che svolgono
i Sottosegretari, per come spiegata in questo mezzo rigo dell'articolo 1-ter
di questa leggina è una funzione assistenziale, la 104 della politica, e io non
credo che qualcuno abbia bisogno di questo tipo di assistenza.
Insomma, potremmo dire
che i Sottosegretari sono dei portaborse che ce l'hanno fatta. Sono dei
portaborse che ci hanno creduto di più.
Allora è facile dire che
fanno tutti così e anche le altre Regioni fanno così! Proviamo a alzare il dibattito, rispetto alla proposta di legge di
cui stiamo discutendo, un po' sopra il livello della terza media. E magari, se
proprio dobbiamo copiare qualcosa dalla Regione Toscana o dalla Regione
Emilia-Romagna, proviamo a copiare il sistema sanitario, proviamo a capire come
ridurre i tempi delle liste di attesa, rispetto a una visita nei nostri
ospedali, quelli che ci sono, nelle nostre case di comunità, quelle che ci
sono.
Mentre noi facciamo
tutto questo, mentre voi avete come priorità l'aumento dei costi della
politica, rispetto all'introduzione di figure che non hanno nessun senso oggi
di essere reintrodotte, vi riferisco, giusto per darvi le notizie di quello che
è successo soltanto nell'ultima settimana nella nostra regione. Abbiamo le
imprese che protestano perché ancora i ristori dei vari cicloni che ci sono
stati nelle scorse settimane non sono arrivati. Abbiamo un problema serio
rispetto alla dialisi a Reggio Calabria: quasi 40 persone oggi rischiano di
dover tornare a fare le terapie di dialisi a Messina, a Scilla o a Melito,
perché l'unico centro dialisi che esiste in città rischia di chiudere a breve!
Sono 2 anni che si aspetta l'accreditamento da parte dell'ASP; l'ASP che
evidentemente è impegnata a fare altro: è impegnata a denunciare il comitato
per la salute di Polistena soltanto perché è reo di aver protestato per la
garanzia del diritto alla salute in quel territorio. Ve lo ricordate benissimo
il comitato di Polistena, ci avete parlato anche voi, sono stati coloro che
hanno fatto sì, con la loro protesta, che si portasse in Aula il provvedimento
che ha dato la possibilità di poter usufruire ancora dei medici.
Concludo. In tutto
questo, i dati della Regione Calabria - non sono i dati del Partito
Democratico, ma quelli pubblicati sul sito - ci dicono che sono in fase di
collaudo soltanto 4 case di comunità su 61 e soltanto 3 ospedali di comunità su
21, col rischio di perdere queste risorse e di restituire quelle che ci sono
state date, ma soprattutto col rischio che queste 61 case di comunità e questi
21 ospedali di comunità non siano mai realizzati. Insomma, è l'ennesima
fotografia di una Regione che anziché pensare alla cura delle persone, pensa
alla cura delle poltrone. Grazie.
Grazie, collega
Falcomatà. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco.
Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Il
collega Polimeni dice che sono malata di “interventite”,
però vorrei dirgli che noi veniamo pagati lautamente per stare qui e sappiamo
benissimo qual è il nostro compito. Siamo un potere, dobbiamo legiferare,
dobbiamo controllare le azioni della Giunta; quando studiavo, mio padre mi
diceva che quello era il mio lavoro e io studiavo perché per me era un lavoro.
Mi dispiace che lei dica che io non capisco, forse si
dovrebbe poi andare a rileggere, si vada a risentire poi quello che ha detto,
così se ne renderà conto.
Quello che io capisco è dimostrato da tutto quello che ho
fatto nella mia vita fino ad oggi e anche da quello che sto cercando di fare
adesso qui in Consiglio regionale, contrariamente a questi sottosegretari, a
queste nuove figure mitologiche che voi state inserendo in questo Consiglio e
che erano stati, come diceva bene prima il collega, soppressi precedentemente
da un governo di destra, e che nella proposta di legge non si capisce cosa
andranno a fare.
Noi sappiamo benissimo quello che dobbiamo fare, quindi
non è “interventite” la mia, ma è semplicemente dare
un senso al mandato che gli elettori mi hanno dato, così come l’hanno dato a
lei, collega Polimeni, anche se su una postazione completamente diversa.
Fino adesso si è visto che non ho pregiudizi nei
confronti delle proposte di legge, di tutto quello che viene presentato anche
dalla maggioranza e, se avessi pensato che queste figure che voi state
inserendo, anzi che avete inserito, che costano oltre un milione di euro alla
Regione Calabria, fossero delle figure valide, capaci veramente di dare un
contributo e, come ha detto il collega, una spinta propulsiva a questa Giunta,
a questa nuova amministrazione regionale, sicuramente avrei votato a favore.
Però mi chiedo: ma se fosse stata questa la spinta
propulsiva, perché - nonostante la rappresentazione bellissima che ne fa il
nostro Presidente con cui mi sono complimentata più volte per il suo modo di
comunicare anche le cose che non esistono - non c’è stata nei quattro anni
precedenti? In quei quattro anni andava tutto bene, si potevano tranquillamente
reinserire i sottosegretari visto che esistevano in altre Regioni, come
qualcuno ha detto, anche se non si poteva portare a nove la Giunta.
Vorrei sapere a quanto ammonta l’indennità che prendono i
sottosegretari nelle altre Regioni e come sono strutturati. Questo non lo
sappiamo, però ci sono anche lì i sottosegretari.
Penso che l’inserimento di queste figure all’interno
della Regione Calabria faccia il paio con le nomine nei consigli di
amministrazione di persone incompetenti, persone bocciate ai concorsi e che poi
ritroviamo come direttori generali negli stessi enti dove sono stati bocciati
ai concorsi; soggetti che hanno più ruoli incompatibili tra di loro, ma fino
adesso nessuno ne ha preso atto; enti e aziende a cui vengono tolti i limiti di
spesa senza nessun tipo di controllo.
Questo non è populismo, mi dispiace perché non sono una
populista, vengo da una realtà diversa da quella delle colleghe del Movimento 5
Stelle, non mi reputo una populista, anzi, vengo da un mondo completamente
diverso. Però, populismo non significa dire ai cittadini che noi stiamo
portando avanti delle figure che hanno un costo senza produrre nulla, senza
aggiungere nulla rispetto a quello che già c’è. Sono soltanto, come diceva bene
il collega Bruno - almeno questo risulta dalla proposta di legge - assistenti
del Presidente. Questo, secondo me, non è populismo, questo è semplicemente
dire ai cittadini - il Presidente dice sempre: “Mi hanno votato” - che questo
non c’era nel programma, non c’era né nel programma con il quale i calabresi
hanno votato, non c’era questo, come non c’erano tante altre cose.
Da noi si dice che “o mali e o beni tri iunna teni”, quindi,
sicuramente voi della maggioranza pensate che questo problema fra tre giorni
sarà dimenticato da tutti e, come succede nei migliori reel
e nei migliori TikTok, dura due minuti, il tempo di leggerlo e di
scorrere; soltanto che la spesa viene posta a carico dei calabresi, ne
pagheranno i calabresi e non potranno essere utilizzate per tante altre cose
che invece potrebbero essere utilizzate per dare risposta ai cittadini.
Volevo soltanto mettere un punto nel merito: possono
essere nominati sottosegretari anche i consiglieri regionali, senza che questo
comporti il subentro di altri consiglieri, cioè praticamente non si applica in
questo caso la regola degli assessori. Questo ci dovrebbe fare piacere perché
significa che non c’è una duplicazione di spese. Non lo so se sarà così, ma la
cosa che mi preoccupa molto invece è un’altra, cioè il fatto che un consigliere
regionale che dovesse essere nominato sottosegretario e che continua ad essere
consigliere regionale sia controllore e controllato; praticamente lui dovrebbe
controllare l’operato della Giunta e, invece, si ritrova a fare parte di questo
ente che dovrebbe controllare.
C’erano quelle discrasie che comunque - ne prendo atto -
sono quelle cose che si verificano, come la legge la legge sul consorzio unico
- lo dicevo stamattina in Commissione bilancio - che è stata fatta in fretta e
adesso stiamo vedendo le conseguenze negative che si stanno avendo.
Questa sarà una di quelle cose che vedremo
successivamente, i danni che provocherà alla Calabria e ai calabresi.
Quindi mi taccio, perché ci sarebbero talmente tante cose
da dire a riguardo, ma penso che i calabresi siano stanchi di questo modo di
operare, soprattutto di questo modo di svilire quello che è il senso del
Consiglio. Quando un consigliere nelle Commissioni prende parte alle
discussioni, fa domande, viene irrisa perché sembra quasi che stia facendo una
cosa sbagliata; si dovrebbe soltanto alzare la mano o votare a favore, contro o
astenersi senza capire e senza fare il bene dei cittadini calabresi, così come
quando stiamo in Consiglio regionale, dove, purtroppo, non si prende atto che
molto spesso si va contro quelli che sono gli interessi dei calabresi.
Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne
ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo solo per rispondere al
consigliere Falcomatà, che viene in Consiglio a farci la morale sui costi.
Eravamo insieme nella Commissione bilancio, è venuto tre minuti e se n’è
andato, non ha nemmeno aspettato la fine dei lavori della la
Commissione bilancio; quindi, evidentemente non era interessato nemmeno alla
spesa reale che si andava a definire.
Può guardare, consigliere Falcomatà, non faccio gesti:
era assente al momento della votazione. Quindi la prossima volta si fermi,
lavori e studi, come tante volte le consiglia il presidente Occhiuto.
Lei chiede quali funzioni hanno questi sottosegretari. Rappresentano
la 104 della politica? Le spiego subito: il sottosegretario va a coadiuvare
l’azione del Presidente. E sa perché? Perché governare la Regione Calabria non
è più semplice che governare l’Emilia-Romagna, dove hanno dieci assessori e
sottosegretari.
Governare una Regione non è più semplice che governare
una città come Reggio Calabria, dove avete avuto nove assessori a disposizione
e uno staff importante gestito dal sindaco Falcomatà.
Non è più semplice gestire una città come Catanzaro, che
ne ha nove, Lamezia sette, Cosenza dieci, eccetera eccetera.
Ma soprattutto, consigliere Falcomatà, le voglio
ricordare - forse lo ha dimenticato - che qualche anno fa ha nominato nello staff
della città metropolitana più di trenta persone a carico dei cittadini di
Reggio Calabria, con il bilancio della Città Metropolitana.
Non dica così, perché sono atti. Quindi, invece di venire
a fare la morale, oggi, su quello che è il costo per la funzione di due
sottosegretari, che servono e sono utili a coadiuvare l’azione di un
Presidente, pensi a quello che ha fatto lei un anno prima della campagna
elettorale, nominando oltre trenta persone nel suo staff.
Non so cosa facessero trenta persone nello staff del
presidente metropolitano. Sindaco, cosa facevano trenta persone quotidianamente
vicino a lei? Cosa facevano? Chi le portava il caffè e chi le sventolava il
ciuffo? Questo facevano, perché altro non potevano fare.
Questa è la verità, questi sono atti. Quindi non venga
qui in Consiglio regionale a fare la morale a chi lavora e fa i fatti. Lei in
dodici anni non ha chiuso un’opera pubblica nel Comune di Reggio Calabria, se
non un parco giochi: solo quello ha fatto in dodici anni.
Forse su questo ci si dovrebbe un attimo interrogare su
quello che ha fatto e si dovrebbe forse minimamente vergognare e non parlare
dell’azione politica di chi invece è stato riconfermato con serietà
e con dei numeri importanti.
Grazie, collega Mattiani. Ha chiesto di intervenire la
consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, presidente. Il collega Mattiani mi ha convinto,
nel senso che effettivamente…
Collega Madeo, parli con me.
Presidente, sto riferendo a
lei, però sto dicendo che il collega Mattiani mi ha convinto. Mi dispiace che
con spocchia, a microfono spento - l’ho sentita benissimo e come me tutti i
colleghi e i presenti in Aula – abbia detto che non mi voleva convincere: molto
male, perché il presidente Occhiuto ha più volte detto che ha cercato il
consenso di tutta l’Aula.
Anche perché il valore di una legge approvata
all’unanimità e di un’altra approvata a maggioranza fa la differenza.
Siamo qui in un esercizio democratico e dialettico,
quindi proverò a convincerla del contrario: secondo me, questa proposta di
legge, presidente Occhiuto, dell’introduzione dei due sottosegretari è
assolutamente anacronistica e non opportuna alla Calabria in questo momento.
Avete citato parallelismi con regioni come la Toscana e
l’Emilia-Romagna, però in Calabria il tasso di povertà è al quarantanove per
cento - non sono dati che invento io - mentre in Toscana è al cinque per cento
e in Emilia-Romagna al dieci per cento.
Quindi una differenza concreta tra noi l’Emilia Romagne e la Toscana esiste.
Il fatto di dire che abbiamo la sindrome di Calimero non
è vero, perché anch’io sono convinta che la Calabria sia straordinaria nelle
sue bellezze naturali, ma abbiamo un gap
importante che i nostri giovani continuano a vivere andando via.
Ritengo, quindi, che questa proposta di legge non sia
opportuna. Anche il nome di sottosegretario ha un’antica reminiscenza
monarchica, perché mi pare che all'inizio i Ministri si
chiamassero Ministro Segretario di Stato, quindi si inventò questa figura del
Sottosegretario, mi pare di ricordare come coadiuvante l'attività dei Ministri,
che rimase tale anche quando, poi, la dicitura di Ministro rimase solo
Ministro.
Lei davvero ha bisogno per la sua attività politica e
amministrativa di altre due figure? È stato a colpi di maggioranza che ha
modificato lo Statuto qualche mese fa, noi avevamo espresso la
nostra assoluta contrarietà rispetto a questa decisione.
È
una decisione legittima, sicuramente, secondo me, però, è una decisione
legittima ma irresponsabile, fuori tempo e che, in questo momento, è qualcosa
di cui la nostra regione non ha assolutamente bisogno. Per cui io glielo dico,
avendo sicuramente un'idea diversa da quella del consigliere collega che prima
non mi voleva convincere, e provo a dirle: ritiri questa proposta di legge
perché sono convinta che, in fondo, ci pensa pure lei che in questo momento in
Calabria abbiamo bisogno di tutto tranne che di questa introduzione di due
nuovi sottosegretari e di due nuovi assessori, perché se come dice lei i
calabresi le hanno dato fiducia nuovamente gliel'hanno data con quella
compagine amministrativa e credo che possa continuare tranquillamente a
lavorare con gli stessi numeri che aveva prima.
Grazie, collega. Ha chiesto di intervenire il consigliere
Rosa. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Sono sempre più convinto della
circostanza che l’opposizione dovrebbe ringraziare i sottosegretari per la loro
esistenza, perché è proprio l’esistenza dei sottosegretari che ha alimentato il
vostro dibattito politico degli ultimi mesi, da quando abbiamo iniziato ad
approvare la prima proposta di legge di modifica dello Statuto, poi l’abbiamo
votata nuovamente, oggi votiamo la dotazione, perché è ovvio che una figura
istituzionale che viene incardinata e che viene garantita anche dallo Statuto come
previsione normativa necessiti di una dotazione.
Ebbene, sono contento che licenziamo oggi l’argomento,
perché sono tanti mesi che parlate solo ed esclusivamente di questo. Mi chiedo
come fate a dire e ad affermare che sono inutili. Su quale elemento di
conoscenza? Su quale dato?
Come fate a dire che sono equiparabili ai collaboratori
esterni? Su quale elemento di conoscenza? Su quale dato documentale? Non c’è
nulla di quello che avete detto che è comprovato da un dato di documentazione.
Non c’è.
C’è solo un argomento che utilizzate: la povertà della
gente, le problematiche sanitarie come cavallo di Troia per giustificare ogni
vostra legittima accusa politica, che giustamente potete fare, ma la
strumentalizzate parlando delle problematiche delle persone e smarrendo,
invece, qualcos’altro che forse conta di più, cioè che la Calabria va
amministrata e abbiamo bisogno di più persone per farlo. Tutto qui.
Perché è una regione grande, una regione che ha tante
problematiche, come dite voi, ma non possono essere risolte da poche persone.
Per questo l’aumento della Giunta, che rispecchia anche principi di
democraticità, di rappresentatività politica; per questo l’adozione dei
sottosegretari.
Cosa c’è di problematico? Il problema vero dov’è? Il
problema è che voi cercate elementi per fare video, articoli di giornale,
titoli di giornale e dimenticate che forse l’Emilia-Romagna e la Toscana hanno
i sottosegretari.
Emilia-Romagna e Toscana hanno i sottosegretari e sono le
Regioni rosse italiane che li hanno adottati, e sono i vostri amici, sono i
vostri padroni di partito che fanno le stesse cose che facciamo noi. Ma loro le
possono fare, noi non le possiamo fare, perché se le fanno loro è moralmente
corretto, se le facciamo noi è un atto immorale contro la Calabria e contro i
cittadini calabresi.
Voi vivete su Marte, questa è la verità, e noi riteniamo
invece che restituire alla Calabria una maggior forza di governo, una maggiore
incisività, una maggiore partecipazione politica alla scelta di governance è un
atto legittimo ed è nell’indirizzo del desiderio di crescita di questa regione
che voi non bloccherete mai.
Grazie, collega Rosa. Ha chiesto di intervenire il
collega Alecci. Ne ha facoltà.
Intanto complimenti per la passione del collega Rosa, che
ogni volta veramente mi fa piacere ritrovare. Dopodiché, giusto due o tre note
di colore su dei passaggi che ho sentito e che un po’ mi lasciano perplesso.
Intanto, per quanto riguarda la Toscana, che così vi
appassiona, in Regione Toscana, quando questa norma è stata portata in Aula, il
centrodestra ha alzato le barricate. Quindi lo stesso corto circuito che voi
fate nei nostri confronti mi sembra che ci sia nel centrodestra, perché se, in
Toscana, la Lega alza le barricate insieme a Fratelli
d'Italia e agli altri partiti del centrodestra contro questa norma, voi la
state invece introducendo in Calabria. Quindi, credo che non sia questo un
argomento di discussione. Bisogna contestualizzare le norme di riferimento e
anche le Regioni nelle quali vengono attuate. Credo che la Toscana se lo possa
permettere e mi permetto, anch'io, di sottolineare che in Toscana viene fatto
ad invarianza finanziaria, riassorbendo le indennità nel complesso delle
indennità di tutto il Consiglio regionale.
Tradotto
in parole povere: per sostenere parte dei costi dei sottosegretari si sono
ridotti i costi di tutti gli altri consiglieri. E io sono d'accordo. Presentate
questo emendamento: per pagare i sottosegretari, riduciamo in percentuale le
indennità che prendiamo tutti quanti noi. Voterò a favore, perché così è stato
fatto in Toscana.
Dopodiché,
noto un po' di nervosismo che non si addice a tante persone che conosco, che so
di essere persone cordiali, come i consiglieri Polimeni e Mattiani. Dare del
maleducato, dire agli altri “Andate a studiare”, secondo me, svilisce un po’ il
dibattito. Sono sempre disposto a metterci a comparare i titoli di studio che
abbiamo e a fare discussioni su qualunque argomento voi vogliate. Non temiamo
questo tipo di atteggiamento. Però, non mi sembra neanche carino porre in Aula
queste argomentazioni, piuttosto che scendere nel concreto. Svilisce proprio il
dibattito. Allora, voi dite: “Andate a studiare” e Orlandino Greco dice: “Io
sono appassionato di lettura”.
Leggiamo
bene quello che voi avete presentato. Il collega Brutto dice che i
Sottosegretari non andranno a recepire 14 mila euro al mese di indennità. È
vero, non sono 14 mila euro, perché a pagina 4, nella tabella, c'è scritto che
il totale è di 14.470,00 euro; quindi, il costo è di 470 euro in più rispetto a
quello che diceva, forse, la collega Scutellà.
Il
costo c'è e c'è anche dal punto di vista dell'opportunità politica.
Si
tratta di un tempismo, secondo me, sbagliato, proprio nel periodo storico in
cui più di altri il nostro Paese e la nostra regione stanno soffrendo. Queste
risorse potevano essere, sicuramente, investite per altro.
E
come feci la volta passata - non mi si addice solo polemizzare e dire di no -
una proposta l'ho avanzata, però da parte vostra non ho sentito nessuno
dibatterla e dire perché può andare bene o perché non può andare bene. Voi
dite: “Introduciamo i Sottosegretari che possono essere anche consiglieri
regionali”. Benissimo. Ma già oggi, ve lo ribadisco, è prevista nel Regolamento
regionale e nello Statuto la figura del consigliere delegato che, allo stesso
modo del sottosegretario, può occuparsi e coadiuvare il Presidente della Giunta
regionale in determinate materie per le quali il Presidente della Giunta
regionale voglia un aiuto. Costa zero, è già presente. Mi dite perché non si
può utilizzare?
Dopodiché,
il presidente Occhiuto per quattro anni non ha fatto altro che dirci: “Stiamo
portando avanti il miracolo calabrese, della Calabria non si parla più male,
stiamo crescendo sotto tanti indicatori: l'occupazione, il turismo, i voli
Ryanair, fuochi d'artificio, concerti, di tutto e di più”. Non mi sembra, però,
che abbia avuto la necessità di avere collaboratori in più. Se tanto mi dà
tanto, in questi 4 anni i successi, come ha detto il presidente Occhiuto, li ha
ottenuti con 7 Assessori. Presidente, questi eccezionali risultati li ha
ottenuti con 7 assessori. Oggi, la normativa a livello
nazionale, legittimamente, ti dà l'opportunità di aumentare il numero di
assessori a 9. Bene, nulla quaestio.
Oltre
a questo, quindi, rispetto a questi grandi risultati con 7 assessori, ne potete
nominare 9. E volete aggiungere altri due sottosegretari? E, allora, mi sembra
che poi sia eccessivo. È come dire che per governare meglio abbiamo bisogno di
più persone. Allora, aggiungete 10 sottosegretari, non 2, se basta questo per
far progredire la nostra regione.
Io
dico che basterebbe avere - voi lo siete, non lo metto in dubbio - consiglieri
regionali innamorati di questa regione, che vogliono affiancare il Presidente
affinché siano portate avanti le attività senza nessun costo aggiuntivo. Noi
questo abbiamo provato a chiedere anche con degli emendamenti che sono stati
rispediti al mittente.
Lungi
da me fare populismo, ma proprio oggi abbiamo parlato del reddito di merito:
con questo risparmio si potrebbero aiutare 200 giovani, Presidente, a studiare
in Calabria, come diceva lei, piuttosto che pagare due sottosegretari che non
so che valore possano apportare.
Sinceramente,
di fronte a questa proposta di legge, noi non soltanto non vogliamo essere
complici di quello che sarà ricordato - ve lo dico in maniera chiara - come un
tradimento verso i calabresi che vi hanno votato, ma non vogliamo essere
neanche spettatori di quel tradimento.
Proprio
per questo motivo, con i colleghi, tutti, della minoranza, abbiamo deciso di
abbandonare l'Aula e di far sì che siate voi a votarvi questa legge vergognosa.
Grazie.
(I
consiglieri della minoranza abbandonano l’Aula)
Passiamo
all'esame e votazione del provvedimento.
Prima
di procedere all'esame e votazione dell'articolo, è pervenuto un emendamento,
protocollo numero 8967/A01, a firma del consigliere Alecci, interamente
soppressivo della proposta di legge. Pertanto, qualora venga approvato
l’emendamento, l’intera proposta sarebbe respinta.
Cedo
la parola al consigliere Alecci per l'illustrazione. Il consigliere Alecci è
assente, pertanto l'emendamento decade.
Passiamo
all’esame dell’articolo 1 su cui sono pervenuti alcuni emendamenti.
Iniziamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A01, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per illustrazione. Il consigliere Alecci è assente,
pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A02, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A03, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, dunque,
l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A04, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A05, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A07, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente,
pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A09, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A10, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8866/A05, a firma dei consiglieri Bruno,
De Cicco e Ranuccio. I consiglieri sono assenti, pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A11, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A12, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Proseguiamo
con l'emendamento, protocollo numero 8866/A04, a firma dei consiglieri Bruno,
De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola al consigliere Bruno per l’illustrazione.
Il consigliere Bruno non c'è, pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A13, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Continuiamo
con l'emendamento, protocollo numero 8866/A03, a firma dei consiglieri Bruno,
De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per l’illustrazione. I
consiglieri proponenti non ci sono, dunque, l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A14, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente,
pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A08, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente,
pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A15, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A16, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A17, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8968/A18, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento
decade.
Sono
finiti gli emendamenti all’articolo 1. Pongo ai voti l’articolo.
Articolo
1
(È
approvato)
Passiamo
all’esame dell’articolo 2 e dei relativi emendamenti.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A01, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A06, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A07, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A05, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A02, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A03, a firma il consigliere Alecci, a
cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento
decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A04, a firma del consigliere Alecci.
Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A08, a firma del consigliere Alecci.
Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.
È
pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8969/A10, a firma del consigliere
Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non
c'è, l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8866/A02, a firma dei consiglieri Bruno De
Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per l’illustrazione. I
consiglieri proponenti sono assenti, pertanto l'emendamento decade.
Continuiamo,
con l'emendamento, protocollo numero 8999, a firma dei consiglieri Brutto
Giannetta, Mattiani e Pitaro. Cedo la parola al consigliere Brutto per
l’illustrazione.
Prego,
consigliere Brutto.
Grazie,
Presidente.
Mi
sarei aspettato la discussione degli emendamenti, magari qualcuno era da
approvare, però la minoranza ha deciso di non entrare nel merito della proposta
di legge. Noi, invece, entriamo nel merito, infatti proponiamo a firma di tutti
i Capigruppo, che ringrazio, così come ringrazio tutta la maggioranza,
l'emendamento che recita:
<<La
lettera c), del comma 1, dell'articolo 2, della proposta di legge numero 58/13^
è sostituita dalla seguente: “c) nel comma 4, dopo la parola “assessori” sono
aggiunte le seguenti: “e a una unità per ciascun sottosegretario alla
Presidenza della Giunta regionale. Nel numero complessivo non è conteggiato il
personale dipendente del Consiglio regionale di cui all'articolo 10, comma 3,
primo periodo, della legge regionale 15 maggio 1996, numero 8 (Norme sulla
dirigenza e sull'ordinamento degli uffici del Consiglio regionale), utilizzato
quale supporto funzionale alle segreterie particolari, senza nuovi oneri a
carico del bilancio regionale”.>>
Sostanzialmente,
Presidente, questo emendamento manda in fumo tutte le polemiche fatte, perché
il 90 per cento dei costi viene sostanzialmente azzerato.
Quindi,
propongo all'Aula l'approvazione.
Grazie,
collega Brutto.
Parere
della Giunta?
Parere
favorevole.
Parere
del relatore?
Parere
favorevole.
Pongo
in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.
Continuiamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A09, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento
decade.
Continuiamo
con l'emendamento, protocollo numero 8969/A11, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è,
l'emendamento decade.
Pongo
in votazione l'articolo 2, come emendato che è approvato.
Articolo
2
(È
approvato così come emendato)
All’articolo
3, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8866/A01, a firma dei
consiglieri Bruno, De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per
l’illustrazione.
I
consiglieri proponenti sono assenti, pertanto l'emendamento decade.
Pongo
in votazione l'articolo 3 che è approvato.
Articolo
3
(È
approvato)
All’articolo
4, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8970/A01, a firma del
consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere
Alecci non c'è, l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8970/A02, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. il consigliere Alecci non c’è,
l'emendamento decade.
Pongo
in votazione l'articolo 4 che è approvato.
Articolo
4
(È
approvato)
All’articolo
5, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8971/A02, a firma del
consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere
Alecci non c'è, l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8971/A03, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è,
l'emendamento decade.
Procediamo
con l'emendamento, protocollo numero 8971/A01, a firma del consigliere Alecci,
a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è,
l'emendamento decade.
Pongo
in votazione l'articolo 5 che è approvato.
Articolo
5
(È
approvato)
All’articolo
6, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8972/A01, a firma del
consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere
Alecci non c'è, l'emendamento decade.
Pongo
in votazione l'articolo 6 che è approvato.
Articolo
6
(È
approvato)
Passiamo
alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
Ha
chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Polimeni. Ne ha
facoltà.
La
dichiarazione di voto si riferisce al dibattito precedente alla votazione sul
punto all'ordine del giorno in discussione a beneficio di chi ci ascolta,
soprattutto degli organi di stampa. Avrei voluto dire tante altre cose ai
colleghi, alla collega Greco, alla collega Madeo, al
collega Falcomatà, però, devo fare adesso alcune precisazioni, anche perché chi
ci ascolta possa fare una valutazione complessiva. Una precisazione mi sento di
farla al collega Alecci, invitando anche lui a studiare quello che si dice quando
si fa un'affermazione. Il consigliere Alecci ci dice che è vero che i
sottosegretari sono nominati in Toscana ma ad invarianza di spesa. È falso! Lo
riporto anche da fonti che ho trovato online:
al costo totale, - ora spiego perché è falso - del sottosegretario che nominano
in Toscana si aggiunge del personale. Leggo: “C'è un'aggiunta, nel caso
specifico della nomina del sottosegretario attuale, del 13,5 per cento che si
somma alla sua indennità di consigliere regionale, più una quota fissa mensile
di 2.400 euro”.
Ma
oltre al danno la beffa, visto che il consigliere Alecci dice che sono
inopportune queste nomine, perché se questo non bastasse, nella Regione
Toscana, i costi aumentano ancora una volta, perché alla nomina del
sottosegretario subentra un consigliere, un altro consigliere regionale, per la
norma del supplente, che noi abbiamo, evidentemente, invece, voluto non
prevedere.
Così
come, continuo a leggere: “Il costo totale del personale di supporto agli
uffici della Giunta con copertura del 2025-2027 pari a 5 milioni di euro
all'anno in Toscana”; del solo sottosegretario a questa spesa si sono aggiunti
330 mila euro l'anno per 4 unità. Quindi, in Toscana aumentano la spesa non
solo con il subentro del supplente, ma anche con l'aumento del personale a
supporto del sottosegretario. Grazie.
Grazie,
collega Polimeni.
Passiamo
alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
La
proposta di legge è approvata, così come emendata, con autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Punto
sette, mozione numero 29/13^ a firma dei consiglieri regionali Bruno, Alecci,
De Cicco, Greco, Scutellà. Vista l'assenza dei proponenti, rinviamo la
trattazione della mozione.
(Il
Consiglio rinvia)
Prima
di dichiarare conclusa la seduta, desidero rivolgere a tutti voi un sincero
messaggio augurale in occasione dell'inizio della Settimana Santa e
dell'imminente Pasqua al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, alla
Giunta, ai colleghi consiglieri e a tutto il personale di Palazzo Campanella,
così come a tutti i cittadini calabresi rivolgo l'augurio che questi giorni
possono rappresentare un tempo autentico di riflessione, speranza e
rinnovamento.
Che
la Santa Pasqua porti serenità nelle case dei calabresi, rinnovata fiducia
nelle Istituzioni e nuova forza per affrontare uniti le sfide della nostra
terra.
Buona
Settimana Santa e buona Pasqua a tutti voi.
La
seduta è tolta. Grazie, buona serata.
La
seduta termina alle 20.43
Hanno chiesto congedo: Caputo, De Caprio e De Cicco.
(È concesso)
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri
regionali:
Alecci “Disposizioni per
il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione del mototurismo” (PL n.
50/13^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti,
commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Ferrari “Norme per la
sicurezza, l'educazione stradale e il sistema regionale di gestione,
monitoraggio e controllo dei dati sugli incidenti stradali” (PL n. 51/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito, alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
e alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo,
porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del
Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Laghi “Norme per la partecipazione attiva dei
cittadini e delle organizzazioni civiche alla programmazione, coprogettazione e
valutazione del Servizio Sanitario Regionale della Calabria” (PL n. 52/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Giannetta “Disposizioni
normative in materia di demanio marittimo” (PL n. 53/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche,
turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Santoianni “Promozione del benessere e della
qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico nei
borghi montani inclusivi della Calabria” (PL n. 54/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di
merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche,
turismo, porti, commercio e alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste,
attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne,
minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo
n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Mattiani “Integrazioni
alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni
amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (PL n. 55/13^).
(Ritirata da parte del
proponente in data 12 MARZO 2026).
Mattiani “Integrazioni
alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni
amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (PL n. 56/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche,
turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Pitaro “Modifica dei
confini territoriali tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella provincia di
Vibo Valentia” (PL n. 57/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Mattiani, Bevilacqua,
Pitaro, Caputo, Brutto “Disposizioni per l’attuazione della legge regionale 3
marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa” (PL n. 58/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
De Francesco e Iriti
“Servizio di sociologia della Calabria” (PL n. 59/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di
merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche,
turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Istituzione della
Riserva naturale regionale Fascia pedemontana Lande parasteppiche
di Castrovillari” (PL n. 60/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Bevilacqua
“Riconoscimento del culto e del patrimonio del SS. Ecce Homo di Mesoraca quale
bene culturale, identitario e spirituale della Regione Calabria” (PL n.
61/13^).
(Ritirata da parte del
proponente in data 25 marzo 2026).
Bevilacqua
“Riconoscimento del culto e del patrimonio del SS. Ecce Homo di Mesoraca quale
bene culturale, identitario e spirituale della Regione Calabria” (PL n.
62/13^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti,
commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Rosa e Pitaro “Norme per
la conoscenza, il recupero e la valorizzazione della toponomastica in Calabria.
Indirizzi per la toponomastica di genere” (PL n. 63/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche,
turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento
interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Greco Orlandino
“Istituzione del Garante regionale per il sovraindebitamento e la crisi
d’impresa” (PL n. 64/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di
iniziativa della Giunta regionale:
“Bilancio di previsione
2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPACAL) -
(deliberazione G.R. n. 85 del 27.02.2026)” (PPA n. 45/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
“Piano Regionale
Trasporti. Adozione dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti e del
Rapporto Ambientale ed espletamento delle procedure di Valutazione Ambientale
Strategica per l'approvazione del PRT - (deliberazione G.R. n. 98 del
13.03.2026)” (PPA n. 46/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito.
“POC 2021-2027 - Avvio
concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione
di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024
della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del
Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n.
183/1987 - (deliberazione G.R. n. 87 del 27.02.2026 - Integrata con D.G.R. n.
109 del 25.3.2026)” (PPA n. 47/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
“Bilancio di previsione
2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria
(ATERP CALABRIA) - (deliberazione G.R. n. 123 del 25.03.2026)” (PPA n. 48/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
La Giunta regionale ha
trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la
deliberazione n. 95 del 5 marzo 2026, recante:
“PR CALABRIA FESR FSE+
2021/2027. Proposta di revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review”.
(Parere numero 5/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione consiliare permanente.
La Giunta regionale ha
trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la
deliberazione n. 96 del 5 marzo 2026, recante:
“Adozione Piano
Triennale degli Interventi Regionali per la Prevenzione e il Contrasto della
Violenza di Genere 2026-2028, in attuazione dell'art. 17 della Legge Regionale
30 giugno 2025, n. 34 “Norme per il contrasto del fenomeno della Violenza di
genere”.
(Parere numero 6/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione consiliare permanente.
La Seconda Commissione
consiliare permanente, nella seduta del 24 febbraio 2026, ha espresso parere
favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 21 del 12 febbraio
2026, recante:
“Presa d'atto della
decisione della Commissione Europea del 12/12/2025 C (8928) di modifica del
Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria”.
(Parere numero 3/13^).
La Seconda Commissione
consiliare permanente, nella seduta del 24 febbraio 2026, ha espresso parere
favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 22 del 12 febbraio
2026, recante:
“Presa d'atto della
decisione della Commissione Europea del 27/11/2025 C (8022) che approva la
modifica del piano strategico della PAC 2023-2027 dell'Italia ai fini del
sostegno dell'Unione finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia e dal
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”.
(Parere numero 4/13^).
La Seconda Commissione
consiliare permanente, nella seduta del 16 marzo 2026, ha espresso parere
favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 95 del 5 marzo 2026,
recante:
“PR CALABRIA FESR FSE+
2021/2027. Proposta di revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review”.
(Parere numero 5/13^).
La Terza Commissione
consiliare permanente, nella seduta del 25 marzo 2026, ha espresso parere
positivo alla deliberazione della Giunta regionale n. 96 del 5 marzo 2026,
recante:
“Adozione Piano
Triennale degli Interventi Regionali per la Prevenzione e il Contrasto della
Violenza di Genere 2026-2028, in attuazione dell'art. 17 della Legge Regionale
30 giugno 2025, n. 34 “Norme per il contrasto del fenomeno della Violenza di
genere”.
(Parere numero 6/13^).
In data 25 febbraio
2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi
regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 41 del 25 febbraio 2026:
1) legge regionale n. 6
del 25 febbraio 2026, recante: “Misure per assicurare la continuità
assistenziale del Servizio sanitario regionale”;
2) legge regionale n. 7
del 25 febbraio 2026, recante: “Integrazioni della legge regionale 16 aprile
2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge
urbanistica della Calabria)”;
3) legge regionale n. 8
del 25 febbraio 2026, recante: “Modifiche alla legge regionale 26 novembre
2025, n. 45 (Disciplina del referendum popolare per l’approvazione dello
Statuto regionale). Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione”.
In data 3 marzo 2026, il
Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge
regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 46 del 3 marzo 2026:
1) legge regionale n. 9
del 3 marzo 2026, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19
ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria”.
La Commissione regionale
per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna ha
trasmesso la relazione sulle attività svolte nell’anno 2025, ai sensi
dell’articolo 6 della legge regionale 26 gennaio 1987, n. 4.
Il Co.Re.Com.
Calabria ha trasmesso la relazione sulle attività svolte e la relazione sul
Sistema delle Comunicazioni in Calabria per l’anno 2025.
La Giunta regionale ha
trasmesso la deliberazione n. 61 del 27 febbraio 2026, recante:
“Modifiche alla DGR n.
332 del 10 luglio 2024 e al disciplinare per la tenuta e l’aggiornamento del
Registro di cui all’art. 3 della Legge regionale n. 4 del 12 febbraio 2016 -
Sezione Giunta regionale ed Enti rientranti tra i decisori pubblici ai sensi dell’art.
2, comma 1, lett. e) della L.R. n. 4 del 12 febbraio 2016”.
La Giunta regionale ha
trasmesso la deliberazione n. 128 del 25 marzo 2026, recante: “Aggiornamento ai
sensi dell'art.42 del D. Lgs 118/2011, del prospetto esplicativo del risultato
di amministrazione presunto dell'anno 2025, approvato con la legge regionale 19
dicembre 2025, n. 50, concernente: bilancio di previsione finanziario della
Regione Calabria per gli anni 2026-2028”
La Giunta regionale ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di
previsione finanziario 2026-2028:
1.) deliberazioni della
Giunta regionale numero 65, dalla numero 67 alla numero 81 e numero 86 del 27
febbraio 2026
2.) deliberazioni della
Giunta regionale numeri 92, 93 e 94 del 5 marzo 2026
3.) deliberazioni della
Giunta regionale numeri 102, 103 e 104 del 13 marzo 2026
4.) deliberazioni della
Giunta regionale numeri 117, 118, 119, 120, 121, 122 del 25 marzo 2026
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• la programmazione
sanitaria della Regione Calabria assegna ai servizi territoriali un ruolo
preminente nella gestione della domanda di salute dei pazienti cronici,
puntando a ridurre la spesa ospedaliera inappropriata e a garantire la
continuità delle cure tra i diversi setting assistenziali.
• All’interno di questa
strategia, l’elaborazione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali
(PDTA) specifici per patologia è considerata uno strumento essenziale per
qualificare l’offerta assistenziale, assicurare risposte personalizzate basate
su un approccio multidisciplinare e realizzare una forte integrazione tra
ospedale e territorio.
• In particolare, per
patologie croniche ad elevata prevalenza come la Sindrome delle apnee notturne
(OSAS), la definizione di PDTA dedicati è fondamentale per contenere i tempi di
presa in carico e garantire l’appropriatezza organizzativa, riducendo prestazioni
inefficaci o inefficienti.
• Il Programma Operativo
2022-2025 (approvato con DCA n. 162 del 18/11/2022), al punto 13.3 “Rete Broncopneumologica”, ha esplicitamente previsto tra gli
obiettivi prioritari la programmazione della suddetta rete, l’approvazione dei
nuovi PDTA per la Sindrome delle apnee notturne. • Con il recente Decreto
Dirigenziale n. 15140 del 24/10/2024, è stata aggiornata la composizione del
Gruppo Tecnico di Lavoro per la Rete bronco-pneumologica, confermando tra i
suoi compiti principali la costituzione della Rete e l’elaborazione dei
suddetti percorsi assistenziali specifici per OSAS. CONSIDERATO CHE: •
Nonostante la formale istituzione e i successivi aggiornamenti del Gruppo
Tecnico (avvenuti già a partire dal 2018 e poi nel 2021), l’approvazione dei
PDTA per Sindrome delle apnee notturne risulta ancora un obiettivo da
completare rispetto ai cronoprogrammi originariamente previsti. • La
riattivazione del Gruppo di lavoro presenta delle criticità che ostano
all’adempimento degli obblighi della programmazione regionale. Tutto ciò
premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella
qualità di Commissario ad acta per la sanità,
per sapere:
quali siamo i tempi
certi e urgenti per l’effettivo avvio dei lavori, indispensabili per colmare il
grave ritardo nell’approvazione dei PDTA per l’OSAS a tutela dei pazienti
cronici calabresi.
(60; 02/03/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-
con deliberazione n. 2335 del
22 ottobre 2024, sono stati disposti interventi di manutenzione straordinaria e
adeguamento impiantistico per i locali del V piano del Presidio Ospedaliero di
Rossano, finalizzati all’allocazione del nuovo reparto di Ostetricia e
Ginecologia;
-
tale scelta strategica nasceva
dalla necessità di garantire una gestione più fluida degli spazi e,
soprattutto, di assicurare standard di sicurezza elevati per il "percorso
nascita" nell’area urbana di Corigliano-Rossano;
-
a seguito dell’ultimo
sopralluogo tra i tecnici dell’U.O.C. Gestione Tecnico-Patrimoniale e il
Direttore dello Spoke, è stata definita una ripartizione degli spazi volta a
una maggiore efficienza operativa. Tale piano prevedeva il trasferimento del
Reparto di Chirurgia Generale al III piano e la contestuale realizzazione del
nuovo reparto U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia al V piano del medesimo
presidio;
-
per la realizzazione di
quest’ultimo, si è reso necessario procedere a interventi strutturali
comprensivi di: opere edili (demolizione e ricostruzione pavimentazioni in
PVC), tinteggiatura, sostituzione infissi interni, rifacimento servizi
igienici, installazione di paracolpi e corrimani, nonché il rifacimento
integrale degli impianti elettrici, di videocitofonia,
rete dati e climatizzazione;
-
tali lavori, aventi carattere
di estrema urgenza per garantire la sicurezza del percorso nascita, hanno
comportato un investimento complessivo pari a € 1.624.000,00 (IVA inclusa).
Considerato che:
-
− i lavori in oggetto
risultano definitivamente conclusi nell’ottobre 2025 e il reparto è, di fatto,
pronto e collaudato da mesi, sebbene resti inspiegabilmente inattivo;
-
l’attuale allocazione del
reparto presso il plesso “Compagna” di Corigliano rappresenta una criticità
strutturale non più tollerabile, data l’assenza nello stesso presidio delle
unità di Chirurgia e Rianimazione, rendendo di fatto impossibile la gestione in
sicurezza di parti con complicanze o emergenze cliniche improvvise. Tenuto
conto che:
-
−nonostante la
dichiarata urgenza dell'investimento milionario, si assiste a un continuo e
ingiustificato slittamento del cronoprogramma di attivazione, che sta
trasformando un’opera d’avanguardia in un potenziale spreco di denaro pubblico
e in un monumento all’inefficienza amministrativa;
-
l’incertezza sui tempi di
consegna del nuovo Ospedale della Sibaritide (previsto per l'ottobre 2026, ma
soggetto a variabili non ponderabili) impone il dovere morale e politico di
rendere immediatamente operativo il reparto di Rossano, onde evitare di esporre
cittadine e neonati a rischi evitabili. Tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario
ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema
sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
quali siano le reali e
documentate motivazioni che, nonostante l’ultimo e ulteriore slittamento dei
termini, impediscono l’immediata operatività del reparto di Rossano e se non si
ritenga che il perdurare di tale inerzia configuri un grave danno al diritto
alla salute della popolazione, oltre che un’evidente contraddizione rispetto
alle ragioni d’urgenza che hanno giustificato la spesa di oltre 1,6 milioni di
euro.
(77; 25/03/2026)
Interrogazioni a
risposta scritta
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Regione Calabria ha
istituito con Decreto del Commissario ad Acta n. 119 del 14 settembre 2017 la
Rete Reumatologica Integrata Ospedale-Territorio Hub/Spoke, successivamente
aggiornata con DCA n. 53 del 23 febbraio 2024, per migliorare la diagnosi precoce,
le terapie personalizzate e l’assistenza integrata ai pazienti reumatici,
stimati in circa 30.000 soggetti in Calabria con costi annui di 400 milioni di
euro;
- le associazioni dei
pazienti hanno denunciato pubblicamente (2021) che la Rete Reumatologica, pur
formalmente deliberata, non è stata attuata in modo efficace, con la mancata
pubblicazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) per l’artrite
reumatoide, la sclerosi sistemica, l’osteoporosi e le spondiloartriti, e il
conseguente fenomeno della mobilità sanitaria extraregionale;
- nella provincia di
Catanzaro i servizi reumatologici sono espletati principalmente presso
l'Ospedale Pugliese-Ciaccio, ma tali ambulatori risultano organizzati
nell'ambito di reparti di Medicina Interna, con criticità organizzative che
limitano la capacità di presa in carico completa di pazienti complessi e
l'erogazione di procedure avanzate (biopsie sinoviali, infusioni di biologici
complessi, day hospital dedicati);
- la displasia
iperostotica da Camurati-Engelmann (codice ORPHA
1445) è una malattia rara dello scheletro a eziologia genetica (mutazioni del
gene TGFB1), caratterizzata da progressiva sclerosi ossea delle diafisi e corpi
vertebrali, dolore cronico refrattario, debolezza muscolare, compressione
midollare e necessità di follow-up specialistico multidisciplinare
(reumatologia, ortopedia, neuroradiologia, genetica medica);
- per tale patologia
sono noti centri di riferimento nazionali presso strutture ospedaliere di
Torino e Padova specializzate in malattie rare metaboliche e dello scheletro,
ma non esistono servizi locali in Calabria, con conseguenti difficoltà per i
pazienti della provincia di Catanzaro nel ricevere diagnosi precoce,
indicazioni terapeutiche e monitoraggio adeguato;
- pazienti locali
affetti da Camurati-Engelmann segnalano
l'impossibilità di trovare presa in carico presso i servizi reumatologici di
Catanzaro, determinando disagio, progressione della malattia e costi elevati
per spostamenti extraregionali. Rilevato che: - la Legge Regionale 30 giugno 2025,
n. 35 "Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale delle
malattie reumatologiche e per l'attuazione della rete reumatologica
regionale" riconosce formalmente la rilevanza sociale delle malattie
reumatologiche e impone l'attuazione della Rete reumatologica regionale già
prevista dai DCA n. 119/2017 e n. 53/2024;
- l'articolo 2, comma 3,
della l.r. n. 35/2025 stabilisce che "La Rete
reumatologica regionale, per quanto attiene alle malattie reumatologiche rare,
ai sensi del DCA del 30 gennaio 2024, n. 28 (Approvazione Piano regionale delle
malattie rare 2024-2026 e riordino della rete regionale delle malattie rare),
favorisce la realizzazione del Centro di Coordinamento regionale delle malattie
rare, prevedendo anche il coinvolgimento delle associazioni del Terzo settore
operanti nell'ambito delle patologie reumatologiche";
- l'articolo 3, comma 2,
della l.r. n. 35/2025 impegna la Regione a promuovere
"l'attuazione della Rete reumatologica regionale" con
"l'obiettivo di integrare e coordinare le strutture ospedaliere e
territoriali esistenti, sviluppare e attuare percorsi diagnostico-terapeutici
assistenziali (PDTA)", prevedendo "oltre al completamento dei PDTA
relativi ad artrite reumatoide, sclerosi sistemica, osteoporosi,
spondiloartriti, anche l'inserimento di quello afferente al LES";
- l'articolo 3, comma 4,
della l.r. n. 35/2025 prevede che "La Giunta
regionale, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta
un regolamento attuativo per disciplinare la composizione, la modalità di
funzionamento e il coordinamento della Rete reumatologica regionale, garantendo
l'integrazione tra le strutture ospedaliere, territoriali e gli ETS";
- l'articolo 6 della l.r. n. 35/2025 istituisce il Registro regionale delle
patologie reumatologiche per monitorare l’incidenza, la prevalenza, supportare
la ricerca e valutare l'efficacia dei PDTA;
- l'articolo 7 della l.r. n. 35/2025 promuove "il potenziamento dei
programmi di formazione e aggiornamento specialistico del personale medico e
sanitario al fine di migliorare le competenze nella diagnosi precoce e nel
trattamento delle malattie reumatologiche";
- l'articolo 11 della l.r. n. 35/2025 prevede che "La Giunta regionale
trasmette alla Commissione consiliare competente, entro il 30 giugno di ogni
anno, una relazione sull'attuazione della presente legge", con
informazioni su stato di attuazione, risultati, efficacia e criticità.
Considerato che: - la Legge Regionale n. 35/2025 è entrata in vigore il 1°
luglio 2025 (art. 13), pertanto il termine per l'adozione del regolamento
attuativo della Giunta (60 giorni) è scaduto il 30 agosto 2025, ma a oggi (3
marzo 2026) non risulta adottato alcun regolamento attuativo, in violazione
dell'articolo 3, comma 4;
- a oltre otto mesi
dall'entrata in vigore della l.r. n. 35/2025, non
risultano attivati ambulatori multidisciplinari potenziati per malattie
reumatologiche rare nella provincia di Catanzaro, né completati i PDTA
previsti, né istituito il Registro regionale delle patologie reumatologiche
(art. 6);
- l'assenza di un
reparto strutturato di Reumatologia autonoma negli ospedali di Catanzaro
impedisce l'erogazione di prestazioni avanzate e la presa in carico di pazienti
con patologie complesse e rare, costringendo i pazienti alla migrazione
sanitaria verso altre regioni, con aggravio di costi per il SSR (mobilità
passiva) e per le famiglie;
- la mancata attuazione
della Rete reumatologica regionale e l'assenza di formazione specialistica
sulle malattie rare determinano discriminazione nell'accesso alle cure per
pazienti affetti da Camurati-Engelmann e altre
displasie scheletriche, in violazione dei principi di equità ed universalità
del Servizio Sanitario Nazionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga
il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad
acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario
nella Regione Calabria per conoscere:
per sapere:
- se la Giunta regionale
intenda adottare con urgenza il regolamento attuativo della Rete reumatologica
regionale previsto dall'articolo 3, comma 4 della l.r.
n. 35/2025, e quali siano le ragioni del ritardo nell'adozione di tale atto
normativo, scaduto il 30 agosto 2025, ed entro quale data precisa si prevede
l'emanazione;
- quali siano le
dotazioni organiche attuali (medici reumatologi, infermieri specializzati,
tecnici) dei servizi reumatologici negli ospedali della provincia di Catanzaro;
- quante visite
ambulatoriali e terapie vengono erogate annualmente, se tali numeri rispondono
al fabbisogno stimato di circa 30.000 pazienti reumatici calabresi, e quali
criticità strutturali e organizzative impediscono la piena operatività dei
servizi;
- se siano stati avviati
ambulatori multidisciplinari dedicati alle malattie reumatologiche rare presso
le strutture ospedaliere di Catanzaro, come previsto dall'articolo 2, comma 3
della l.r. n. 35/2025, e se esistano protocolli
specifici per la presa in carico di pazienti affetti da Camurati-Engelmann
e altre displasie scheletriche genetiche;
- quali iniziative
concrete la Giunta intenda adottare per organizzare visite specialistiche
periodiche (almeno mensili) di esperti in malattie rare scheletriche presso il
Centro Reumatologico dell'AOU Mater Domini di Catanzaro, mediante convenzioni
con i centri Hub nazionali di riferimento (Torino e Padova) o attraverso
l'utilizzo della telemedicina prevista dall'articolo 3, comma 3 della l.r. n. 35/2025;
- quali siano i tempi e
le risorse previste per l'istituzione di un Reparto o Day Hospital di
Reumatologia autonomo presso gli ospedali della provincia di Catanzaro, con
posti letto dedicati e figure specialistiche adeguate, al fine di ridurre la
mobilità sanitaria passiva verso altre regioni, e se tale intervento sia
inserito nella programmazione sanitaria regionale per il triennio 2026-2028;
- se sia stato istituito
il Registro regionale delle patologie reumatologiche previsto dall'articolo 6
della l.r. n. 35/2025, quali dati clinici vengano
raccolti, quanti pazienti risultino registrati, e se il Registro sia operativo
per monitorare l'incidenza e la prevalenza delle malattie reumatologiche nella
popolazione calabrese;
- quali programmi di
formazione e aggiornamento specialistico del personale medico e sanitario su
malattie reumatologiche rare siano stati attivati ai sensi dell'articolo 7
della l.r. n. 35/2025, quanti operatori abbiano
partecipato a tali corsi, e se esistano protocolli formativi specifici sulla
gestione della Camurati-Engelmann e altre displasie
scheletriche;
- quali siano i dati
aggiornati sulla mobilità sanitaria extraregionale per patologie reumatologiche
(numero di pazienti calabresi che si recano in altre regioni, patologie
prevalenti, costi per il SSR), e quali misure urgenti la Giunta intenda
adottare per invertire tale tendenza e garantire l'accesso alle cure in
Calabria;
- se siano stati
completati i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) per
l'artrite reumatoide, la sclerosi sistemica, l’osteoporosi, le spondiloartriti
e LES previsti dall'articolo 3, comma 2 della l.r. n.
35/2025, se tali PDTA siano stati formalmente approvati e pubblicati, e se
includano specifiche sezioni dedicate alle malattie reumatologiche rare
scheletriche;
- quali risorse
finanziarie siano state stanziate nel bilancio regionale 2026 per l'attuazione
della Rete reumatologica regionale, per il potenziamento dei servizi nella
provincia di Catanzaro, per l'attivazione del Registro regionale e per le
iniziative di formazione specialistica, specificando i capitoli di bilancio e
gli importi destinati a ciascuna finalità.
(61; 04/03/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- il Programma Nazionale
Esiti (PNE) AGENAS 2025 evidenzia tempi medi di risposta del 118 in Calabria
tra i peggiori d'Italia, con valori superiori a 28 minuti nelle ASP di Crotone
(28 min), Catanzaro (30 min), Reggio Calabria (30 min), Cosenza (31 min) e Vibo
Valentia (35 min), ben oltre lo standard nazionale di 18 minuti dal primo
squillo telefonico all'arrivo del mezzo;
- nonostante recenti
miglioramenti riportati (riduzione di circa 6 minuti, media regionale intorno
ai 24 minuti), persistono criticità sistemiche che compromettono la sicurezza
dei cittadini, come accaduto a Soverato (provincia di Catanzaro);
- questa mattina, 4
marzo 2026, intorno alle ore 11:00, una signora anziana è caduta in strada nel
centro di Soverato (CZ), richiedendo l'intervento del 118: l'ambulanza è
arrivata dopo oltre 40 minuti, esponendo la persona a rischi gravi di
complicanze;
- tali ritardi sono
ricorrenti e denunciati da Agenas, con 41 ASL italiane (tra cui quelle
calabresi) oltre i 20 minuti, configurando il mancato rispetto del diritto alla
salute (art. 32 Cost.). Tutto ciò premesso, interroga il Presidente della
Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del
Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- quali sono i tempi
medi di risposta del 118 per ciascuna ASP calabrese negli ultimi 12 mesi
(febbraio 2025 - febbraio 2026), con dettaglio per zona urbana/rurale con
particolare riferimento al comune di Soverato;
- quali misure concrete
si vogliano adottare per il caso specifico di Soverato del 4 marzo 2026,
inclusa la verifica sull'allocazione dei mezzi nell'ASP di Catanzaro e le
ragioni del ritardo di oltre 40 minuti;
- quanti mezzi di
soccorso 118 sono attualmente operativi per provincia, con indicazione di
turni, personale e eventuali fermi amministrativi o
carenze;
- quali interventi sono
in corso per potenziare il parco veicolare e le centrali operative;
- entro quando la Giunta
adotterà un piano regionale per allineare i tempi di risposta allo standard di
18 minuti, con monitoraggio mensile di AGENAS e sanzioni per le ASP
inadempienti;
- si richiede, altresì,
di trasmettere i dati disaggregati e il report AGENAS aggiornato.
(62; 04/03/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-
il tumore del colon retto
rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità oncologica, e
che i programmi di screening basati sulla ricerca del sangue occulto nelle feci
costituiscono uno strumento fondamentale di prevenzione secondaria e diagnosi
precoce;
-
la prevenzione oncologica
rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e rappresenta un indicatore
strategico della qualità e dell’efficacia del sistema sanitario regionale;
-
nei 150 comuni afferenti
all’ASP di Cosenza, allo stato attuale, l’effettuazione dello screening per il
tumore del colon retto risulta fortemente compromessa dalla carenza di
macchinari e reagenti necessari per l’esecuzione dei test;
-
numerosi cittadini, pur
ricevendo la comunicazione di invito allo screening, non riescono a completare
il percorso per l’impossibilità di prenotare l’esame o per continui rinvii
dovuti alla mancanza di strumentazione e materiali;
-
oltre un anno fa veniva
annunciato un progetto che prevedeva l’attivazione di sei ambulatori dedicati
alla prevenzione del tumore al colon retto nella provincia di Cosenza, con
fondi già disponibili;
-
con Deliberazione del
Direttore Generale n. 888 dell’08/04/2025, avente ad oggetto gli “Obiettivi di
Piano ai sensi dell’art. 1, comma 34 della legge 662/1996, anno 2022, di cui al
DCA n. 146 del 09/06/2022 e rimodulazione di cui al DCA 274 del 06/11/2023”, è
stata indetta procedura aperta, ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs.
36/2023, finalizzata alla fornitura in service di n. 4 sistemi dinamici
automatizzati, per un periodo di cinque anni, con materiale di consumo, per la
ricerca dell’emoglobina umana nelle feci (sangue occulto) con metodo
immunologico qualitativo per lo screening del cancro del colon retto;
-
nonostante tali atti
amministrativi, persistono criticità operative che di fatto rendono lo
screening non pienamente fruibile sul territorio;
considerato che: −
investire nella
prevenzione significa tutelare la salute dei cittadini e, al contempo, ridurre
i costi sanitari legati alle diagnosi tardive e ai trattamenti più invasivi;
-
la Calabria risulta ancora in
ritardo rispetto ad altre regioni italiane in termini di copertura degli
screening oncologici e raggiungimento degli standard LEA;
-
la mancata attuazione concreta
dei programmi di screening genera sfiducia nei cittadini e determina un
aggravamento delle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità
di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
-
qual è lo stato di attuazione
del progetto relativo all’istituzione dei sei ambulatori dedicati alla
prevenzione del tumore al colon retto nella provincia di Cosenza e quali siano
le tempistiche previste per la loro piena operatività;
-
a che punto sia la procedura
di gara avviata con Deliberazione n. 888 dell’08/04/2025 per la fornitura dei
sistemi automatizzati e del materiale di consumo necessario allo screening, e
quali siano i tempi stimati per l’effettiva messa in funzione delle apparecchiature;
-
se corrisponda al vero che,
allo stato attuale, manchino macchinari e reagenti per garantire la continuità
del servizio di screening presso l’ASP di Cosenza e quali iniziative urgenti si
intendano adottare per superare tale criticità;
-
quali risorse finanziarie
siano state effettivamente impegnate e spese per i programmi di screening del
colon retto negli ultimi tre anni, e se vi siano fondi non ancora utilizzati;
-
quali azioni concrete la
Regione intenda mettere in campo per garantire una
piena copertura dello screening oncologico e riportare la prevenzione al centro
delle politiche sanitarie regionali.
(63; 05/03/2026)
Ranuccio. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• la Calabria detiene
attualmente il primato per il peggior saldo negativo della mobilità sanitaria
in Italia, avendo registrato nel 2023 un passivo di -326,9 milioni di euro. •
Tale dato rappresenta un ulteriore peggioramento di 22,1 milioni di euro rispetto
all’anno precedente, confermando una persistente criticità strutturale del
sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni del Paese. •
L’impatto economico pro-capite di questo saldo negativo è stimato in -178 euro
per ogni residente calabrese. • Il volume dei debiti (prestazioni erogate ai
cittadini calabresi fuori regione) ammonta a circa 362,4 milioni di euro, a
fronte di crediti per mobilità attiva pari a soli 35,4 milioni di euro, dato
che colloca la Regione al 18° posto nazionale per
capacità attrattiva. Considerato che: • Il fenomeno della migrazione sanitaria
appare in larga parte determinato dalle persistenti criticità del sistema
sanitario regionale. In ambito oncologico, il 62% dei pazienti con tumore del
polmone e il 42% delle donne con tumore al seno sono costretti a recarsi fuori
regione per l'intervento chirurgico. • La medicina territoriale calabrese
presenta significative difficoltà organizzative, risultando tra le ultime nel
contesto nazionale con un punteggio nell’area distrettuale dei LEA pari a 40
punti. • L’attuazione della Missione 6 del PNRR procede con evidenti ritardi:
al 30 giugno 2024 risultavano operative solo 4 Case di Comunità su 61 previste,
mentre i 20 Ospedali di Comunità programmati risultano ancora non attivati. •
Sussiste una cronica carenza di personale sanitario, stimata mediamente nel 15%
in meno rispetto alla media nazionale (10,2 unità ogni 1.000 abitanti contro
11,9), con un deficit specifico di infermieri pari al 18%. • La persistente
situazione di commissariamento del sistema sanitario regionale e il regime di
piano di rientro continuano a incidere negativamente sulla piena programmazione
e riorganizzazione dei servizi, contribuendo ad alimentare la sfiducia dei
cittadini che spesso si rivolgono a strutture di altre regioni, in particolare
Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che assorbono gran parte della mobilità
sanitaria in uscita. Tutto ciò premesso e considerato
Interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
• quali iniziative
urgenti e straordinarie la Giunta regionale intenda adottare per ridurre i
tempi delle liste d’attesa e potenziare l’offerta di chirurgia oncologica sul
territorio regionale, al fine di garantire ai cittadini calabresi il diritto
costituzionale alla cura nel proprio territorio. • Quale sia il cronoprogramma
per l’attivazione delle restanti Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità
finanziati dal PNRR, presidi ritenuti essenziali per il rafforzamento della
medicina territoriale e per la riduzione degli accessi impropri ai Pronto
Soccorso. • Se sia previsto un piano straordinario di reclutamento di personale
sanitario finalizzato a colmare il divario esistente rispetto alla media
nazionale e a garantire la piena operatività delle strutture territoriali e
ospedaliere. • Quali iniziative politiche e amministrative la Regione intenda
promuovere al fine di favorire il superamento del regime di commissariamento
della sanità calabrese e il ritorno a una piena gestione ordinaria del sistema sanitario
regionale. • Quali misure la Giunta regionale intenda adottare per rafforzare
la capacità di attrazione del sistema sanitario calabrese e ridurre
progressivamente il saldo negativo della mobilità sanitaria, anche attraverso
il potenziamento delle strutture e delle eccellenze sanitarie presenti sul
territorio regionale. • Quale sia la posizione della Giunta regionale in merito
agli effetti della legge sull’Autonomia Differenziata che, in assenza di
adeguati finanziamenti dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), rischia
di accentuare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e il trasferimento
di risorse sanitarie dal Sud verso le regioni del Nord.
(64; 06/03/2026)
Bruno. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con legge regionale n.
32 del 15 dicembre 2021 è stata istituita l'"Azienda per il governo della
sanità della Regione Calabria – Azienda Zero", ente del Servizio Sanitario
Regionale dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia
amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile,
con sede legale presso la Cittadella Regionale di Germaneto (Catanzaro);
- con legge regionale n.
1 del 1° marzo 2022 è stato assegnato ad Azienda Zero l'intero sistema
regionale dell'emergenza-urgenza 118, dell'elisoccorso e del Numero Unico di
Emergenza 112, configurando così un accentramento regionale di funzioni
precedentemente distribuite tra le cinque Aziende Sanitarie Provinciali (ASP)
della Calabria;
- l'accordo per il
passaggio del personale del 118 dalle cinque ASP calabresi ad Azienda Zero,
presentato dal Direttore Generale ... cessione del contratto ex art. 31 D.lgs.
165/2001, riguarda 1.243 professionisti ed è dichiaratamente finalizzato a:
a) superare le criticità
strutturali e gestionali del sistema 118;
b) garantire
l'uniformità organizzativa e gestionale del servizio su base regionale;
c) assicurare continuità
assistenziale e omogeneità dei LEA;
d) ottimizzare la
gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;
- nonostante tali
dichiarate finalità, il sistema di emergenza-urgenza regionale versa in uno
stato di grave crisi strutturale: ad oggi almeno il 70% dei turni delle
Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) calabresi risulta demedicalizzato,
ovvero privo della presenza del medico, figura professionale indispensabile per
garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita in condizioni di emergenza;
- le zone carenti di
medici del 118 pubblicate dalle ASP calabresi sono andate sistematicamente
deserte per almeno cinque anni consecutivi, dimostrando l'incapacità
strutturale del sistema di attrarre e trattenere il personale medico
necessario;
tale criticità non può
essere ignorata nel progettare un mero trasferimento di competenze gestionali
senza una contestuale e concreta strategia di reclutamento;
- Il sindacato Nursing
Up, in un'indagine condotta su oltre 200 operatori del SUEM 118, ha rilevato
che il 76% del personale ritiene che il servizio sia complessivamente
peggiorato dopo l'entrata in vigore della riforma introdotta con la L.R. n.
32/2021;
l'83% attribuisce le
criticità alla chiusura delle Centrali Operative 118 di Crotone, Reggio
Calabria e Vibo Valentia, con conseguente aumento dei tempi di intervento – in
alcuni casi superiori ai 50 minuti –, maggiore congestione dei pronto soccorso
e peggioramento delle condizioni lavorative;
considerato che: - L'84%
del personale del SUEM 118 si è dichiarato contrario al trasferimento dalla
propria ASP di appartenenza ad Azienda Zero;
la richiesta del Nursing Up di istituire un tavolo tecnico paritetico per
affrontare le criticità della riforma, formulata nel maggio 2024, è rimasta
senza risposta da parte del Commissario Straordinario di Azienda Zero pro
tempore;
- in materia di
emergenza-urgenza, nessuna figura sanitaria diversa dal medico è abilitata, ai
sensi della vigente normativa professionale e deontologica, a effettuare
diagnosi e a prescrivere e somministrare terapie, inclusi gli interventi
farmacologici e strumentali salvavita;
il personale non medico
presente sulle ambulanze, in assenza del medico, non può svolgere altro se non
trasportare il paziente al più vicino pronto soccorso, contribuendo ad
aggravare ulteriormente il sovraffollamento degli stessi;
tenuto conto che: - Il
sistema sanitario calabrese è soggetto a commissariamento da oltre 15 anni;
la riorganizzazione del
118 tramite Azienda Zero, nella sua attuale configurazione, rischia di produrre
un mero spostamento di competenze burocratico-gestionali senza affrontare la
questione centrale della disponibilità del personale medico, configurandosi
come un intervento di facciata privo di impatto concreto sulla salute dei
cittadini. Preso atto che: - Che il diritto alla salute, garantito dall'art. 32
della Costituzione, non può essere assicurato da un sistema di
emergenza-urgenza nel quale la stragrande maggioranza dei turni delle
postazioni territoriali è priva della figura del medico, unico professionista
abilitato per legge a garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita. - Che
un atto amministrativo come il trasferimento di 1.243 operatori ad Azienda
Zero, senza che sia stato preventivamente risolto il problema della carenza
medica e senza un piano concreto e verificabile di reclutamento, rischia di
essere una risposta organizzativa priva di contenuto sostanziale in termini di
tutela della salute pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. come Azienda Zero
intenda garantire la risposta ai bisogni di salute della popolazione calabrese
in condizioni di emergenza-urgenza, considerato che al momento almeno il 70%
dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale risulta demedicalizzato, e
se tale dato sia noto alla Giunta regionale e al commissario ad acta;
2. quali siano le misure
concrete e verificabili che Azienda Zero intende adottare per reclutare il
personale medico mancante nel sistema 118, tenuto conto che le zone carenti
pubblicate dalle ASP calabresi sono risultate sistematicamente deserte per almeno
cinque anni consecutivi, e se tali misure si discostino – e in che modo – da
quelle già rivelatesi fallimentari negli anni precedenti;
3. se la Giunta
Regionale e Azienda Zero riconoscano che la presenza del medico sulle ambulanze
e nelle postazioni di emergenza territoriale è condizione indispensabile e non
sostituibile per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) in materia di
emergenza-urgenza, e se tale principio sia formalmente recepito nel piano
organizzativo del sistema 118 regionale;
4. se la Giunta
Regionale e Azienda Zero ritengano che diagnosi e terapie salvavita possano
essere erogate in ambulanza da personale non medico e, in caso negativo, quali
strumenti normativi e organizzativi siano stati o saranno adottati per impedire
che situazioni di emergenza vengano gestite in assenza del medico, con i
conseguenti rischi per la vita dei pazienti e le implicazioni medico-legali per
gli operatori non medici;
5. se Azienda Zero abbia
valutato il rischio concreto che il trasferimento di competenze gestionali
senza contestuale risoluzione della carenza medica possa aggravare
ulteriormente il sovraffollamento dei pronto soccorso calabresi, stante il
fatto che il personale non medico, in assenza del medico, non può che
provvedere al mero trasporto del paziente al più vicino presidio ospedaliero;
6. quali siano i tempi,
le modalità e le risorse stanziate per il completamento del trasferimento dei
1.243 professionisti del 118 dalle ASP ad Azienda Zero, e se siano state
preventivamente costituite presso Azienda Zero tutte le strutture organizzative,
le figure di coordinamento e le procedure operative necessarie ad assorbire
tale personale senza pregiudicare la continuità e la qualità del servizio di
emergenza-urgenza;
7. se il Presidente
della Giunta Regionale intenda istituire un tavolo tecnico paritetico – come
richiesto dal sindacato Nursing Up già nel maggio 2024 senza ottenere risposta
– tra rappresentanti istituzionali, Azienda Zero, organizzazioni sindacali e rappresentanti
della comunità medica, al fine di definire un piano organizzativo del sistema
118 che garantisca effettivamente la presenza del medico nelle postazioni di
emergenza territoriale e la tutela reale del diritto alla salute dei cittadini
calabresi.
(65; 06/03/2026)
Bruno. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Regione Calabria,
attraverso Azienda Zero, ha pubblicato una call rivolta a medici provenienti da
Paesi UE e extra UE per far fronte alle croniche
carenze di personale medico specialistico in diversi settori critici, tra cui:
anestesia e rianimazione, medicina d'emergenza-urgenza, chirurgia generale,
radiologia diagnostica, radiologia e urologia, cardiologia, ginecologia,
pediatria, ortopedia, psichiatria e medicina interna;
- la misura, definita
dallo stesso Direttore Generale di Azienda Zero come "straordinaria e
sperimentale", prevede, in aggiunta allo stipendio, incentivi economici
per rimborso vitto e alloggio, ed è stata assimilata per impostazione alla
cosiddetta "missione cubana", ossia all'importazione di personale
sanitario straniero in sostituzione dei professionisti italiani non reperibili
o non attratti dal sistema regionale;
- il Consiglio regionale
ha approvato una legge che autorizza Azienda Zero a ricorrere a società di
scouting internazionali per l'intercettazione di medici stranieri disposti a
lavorare in Calabria, a dimostrazione del carattere strutturale e non episodico
del problema;
- la stampa regionale,
citando esponenti del Comitato spontaneo a tutela della salute della Piana,
definisce questa iniziativa la "fotografia di un fallimento": la
necessità di cercare medici all'estero dimostra l'incapacità dell'attuale
gestione di creare le condizioni per trattenere e attrarre i medici italiani
già formati a spese del sistema pubblico;
- in parallelo al
reclutamento internazionale, lo stesso Direttore di Azienda Zero ha annunciato
come risultato positivo la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie
presso gli uffici postali, misura che non incide minimamente sulla riduzione
delle liste d'attesa – già triplicate in molte aree regionali – ma che, secondo
quanto riferito dalla medesima fonte, si configurerebbe come un
"abbattimento delle liste" in modo improprio e fuorviante;
considerato che: - A
quasi cinque anni dall'insediamento della governance regionale guidata dal
Presidente Occhiuto, il sistema sanitario calabrese continua a presentare
criticità gravissime: carenza di organico, pronto soccorso intasati, lunghe
liste d'attesa, reparti chiusi o ridotti all'osso, e l'impossibilità concreta
di garantire una risposta sanitaria adeguata nei mesi estivi anche ai numerosi
turisti che affollano le coste calabresi;
tenuto conto che: - Il
commissariamento del sistema sanitario regionale, di cui era stata annunciata
la "fine imminente" più volte negli anni scorsi, non risulta ad oggi
rimosso, a conferma di una situazione strutturalmente irrisolta. Preso atto
che: - la scelta di rivolgersi a medici stranieri, pur comprensibile come
risposta emergenziale, non costituisce una soluzione strutturale alle carenze
del sistema sanitario regionale, né affronta le cause profonde della fuga dei
medici italiani dalla Calabria, riconducibili a condizioni lavorative
insoddisfacenti, mancanza di prospettive di carriera, carenze infrastrutturali
e organizzative. - i cittadini calabresi e i turisti che frequentano la regione
nei mesi estivi meritano risposte sanitarie certe, tempestive e di qualità, e
non misure di facciata che non producono effetti concreti sul diritto alla
salute garantito dalla Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quanti medici
stranieri abbiano fatto domanda tramite Azienda Zero dalla pubblicazione
dell’avviso ad oggi, a quale specializzazione appartengano e in quali strutture
sanitarie regionali saranno assegnati;
2. qual è il costo
complessivo stimato di questa operazione di reclutamento internazionale,
comprensivo di compensi, incentivi economici (vitto e alloggio), costi delle
società di scouting, eventuali costi di formazione e adeguamento
linguistico-normativo;
3. quali misure concrete
siano state adottate o siano in corso di adozione per rendere la Calabria
attrattiva per i medici italiani, prevenendo la fuga dei professionisti già
formati e incentivandone il rientro, in alternativa o in aggiunta al reclutamento
internazionale;
4. quale sia lo stato
reale delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi per le
principali prestazioni specialistiche, e se la misura della prenotazione
tramite uffici postali abbia prodotto una riduzione effettiva dei tempi di attesa
o si tratti di una semplice diversificazione del canale di accesso;
5. qual è il piano
operativo della Regione Calabria per garantire una risposta sanitaria adeguata
durante la stagione estiva 2026, tenuto conto dell'aumento della popolazione
presente sul territorio e delle prevedibili ulteriori pressioni sui pronto soccorso
e sui reparti ospedalieri;
6. a che punto sia
concretamente il percorso per la definitiva uscita dal commissariamento del
sistema sanitario regionale, e quali siano i tempi realistici previsti a tal
fine. 7. Se e quali misure di verifica dell’adeguatezza e idoneità
professionali siano state indicate nella call de qua.
(66; 06/03/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-L'azienda AMACO spa è
stata posta in liquidazione giudiziale con sentenza resa in data 25.11.2023 dal
Tribunale di Cosenza;
considerato che - AMACO
spa, unitamente a Ferrovie della Calabria, AMC di Catanzaro, Multiservizi
Lamezia Terme, e altre aziende private, fa parte del consorzio COMETRA;
-lo statuto del
consorzio COMETRA prevede che in caso di fallimento (ora liquidazione
giudiziale) dì una delle consociate, questa deve essere estromessa dal
consorzio, con la conseguenza che il servizio, nello specifico di Trasporto
Pubblico Locale (TPL), in concessione a COMETRA, lo deve svolgere il predetto consorzio anche attraverso una consociata;
-lo svolgimento del
servizio ad opera del consorzio COMETRA peraltro consentirebbe che tutti i
lavoratori in servizio in AMACO (attualmente 111 unità) passerebbero sotto le
dipendenze di Cometra insieme al servizio di TPL di Cosenza, garantendone il
livello occupazionale;
preso atto che -il
curatore della liquidazione giudiziale dott.________ aveva manifestato assenso
all'ipotesi al trasferimento del servizio TPL e dei dipendenti al predetto consorzio Cometra;
-nelle more è stata
presentata alla Curatela una proposta che prevede l'acquisto della struttura in
località "Torrevecchia" per un esborso di€ 2.100.000, a fronte di un
valore di stima di € 4.500.000,00, e l'assorbimento di 95 dipendenti Sui 111
attualmente occupati all'interno di AMACO;
-in base a tale proposta
si dovrebbe operare la cessione anche del servizio di TPL di Cosenza,
attualmente in concessione al consorzio Cometra;
- la procedura di
acquisto dovrebbe concludersi entro il 13.03.2026 con l'aggiudicazione, al
relativo proponente in assenza di altre e migliorative offerte. tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente e l'assessore della Giunta
regionale con delega ai trasporti
per sapere:
- qual è la posizione
ufficiale che intende assumere la Giunta regionale in ordine alla paventata
vendita della struttura sita in "Torrevecchia", ed alla eventualità
del trasferimento dei servizi TPL attualmente in concessione al Consorzio COMETRA,
e soprattutto quali iniziative intende intraprendere per assicurare e garantire
il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, costituito da n. 111 unità
lavorative.
(67; 09/03/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con precedente
interrogazione del luglio scorso, rimasta inevasa, si chiedevano chiarimenti
sulla gestione del progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche
ospedaliere affidato a Konecta tramite TIM;
- il progetto,
finanziato con circa 20 milioni di euro tra risorse regionali e nazionali,
coinvolge circa 900 lavoratori ex Abramo Customer Care ricollocati nelle sedi
calabresi di Konecta (Crotone, Rende, Catanzaro), con
l’obiettivo duplice di modernizzare la sanità e garantire stabilità
occupazionale;
- recenti notizie di
stampa riportano che Konecta ha richiesto
ammortizzatori sociali per circa 700 lavoratori, con cartelle cliniche
disponibili per sole 8-10 settimane, mettendo a rischio centinaia di famiglie
calabresi nonostante gli annunci di successo del progetto;
- il 6 marzo 2026 si è
tenuto un incontro tra il Presidente e l’Assessore con delega al Lavoro e i
sindacati, in cui la Giunta ha riconosciuto la necessità di prospettive
stabili, con ulteriori tavoli previsti a Roma. Considerato che: - i lavoratori
ex Abramo dopo anni di vertenze meritano un percorso occupazionale efficiente e
duraturo, non emergenze ricorrenti con rischio cassa integrazione;
- l’investimento
pubblico impone alla Regione un obbligo di vigilanza continua sull’andamento
produttivo, sulla sicurezza dei dati sensibili e sulla sostenibilità
occupazionale;
- le recenti evoluzioni
richiedono chiarimenti immediati per evitare ulteriori precarizzazioni in
territori già economicamente fragili. Tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore con delega al
Lavoro:
per sapere:
- quali siano gli esiti
concreti dell’incontro del 6 marzo 2026 con i sindacati, inclusi gli impegni
assunti per evitare la cassa integrazione per i circa 700 lavoratori a rischio
e per garantire commesse oltre le 8-10 settimane dichiarate da Konecta;
- quali garanzie
occupazionali si intende offrire ai circa 900 lavoratori ex Abramo impiegati
nel progetto, specificando durata delle commesse, piani industriali futuri e
ruolo dell’Istituto Poligrafico o altre opzioni emerse;
- quali monitoraggi ha
effettuato la Regione sull’andamento del progetto di digitalizzazione (cartelle
lavorate, strutture coinvolte oltre l’AOU Dulbecco, restituzioni effettuate);
- quali siano i dettagli
sugli incontri annunciati a Roma (Ministero del Lavoro) e sui nuovi
investimenti promessi, con tempistiche e importi.
(68; 09/03/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- recentemente si è
appreso della cancellazione di 10 posti letto di
riabilitazione all'ospedale di Soverato, trasferiti a Lamezia Terme, nonostante
tale importante servizio sia necessario e giustificato dalla presenza di
personale medico e sanitario eccellente che da un numero adeguato di interventi
chirurgici;
- i pazienti sarebbero
quindi oggi costretti, ad esempio dopo un intervento di protesi all'anca, a
spostarsi a Lamezia Terme per la riabilitazione, con gravi disagi;
- il Presidente
Occhiuto, in qualità di Commissario alla Sanità, si era espresso per il
potenziamento dell'ospedale di Soverato, ma i fatti sembrano contraddire tali
impegni, rischiando di indebolire ulteriormente il presidio invece di
rafforzarlo;
tutto ciò premesso,
interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di
Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:
per sapere:
- se è confermato il
trasferimento dei 10 posti letto di riabilitazione da
Soverato a Lamezia Terme e, in caso affermativo, con quale atto amministrativo
e quale motivazione tecnica (carenza di personale, vincoli di rete ospedaliera
o ragioni di bilancio);
- quali misure sono
previste per i pazienti del comprensorio di Soverato, al fine di evitare
spostamenti onerosi e garantire la prossimità assistenziale, come previsto dai
principi di umanità e territorialità della sanità;
- se intende valutare il
ripristino immediato di tali posti letto a Soverato, considerando il ruolo
strategico del presidio ionico, evitando ulteriori depotenziamenti.
(69; 11/03/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la l.r.
n. 32/2021 ha centralizzato la direzione e il coordinamento del 118 presso
Azienda Zero, trasferendo le funzioni dalle ASP, con DCA attuativo n. 101/2024;
- Nursing Up Calabria,
con recenti interventi di stampa, ha denunciato gravi criticità del sistema
post-centralizzazione, tra cui: ritardi superiori a 1 ora per codici verdi,
scopertura territoriale delle PET per attivazione di mezzi su territori non di competenza,
gestione da parte di personale con scarsa esperienza emergenziale e limitata
conoscenza dei territori calabresi;
- l'organizzazione
sindacale ha dichiarato che l'84% del personale del 118 si dichiara contrario
al trasferimento ad Azienda Zero, manifestando preoccupazioni relative a:
perdita dell'anzianità di servizio (anche superiore a 20 anni), decadimento di
benefici aziendali (produttività, buoni pasto, indennità), decadenza o
impossibilità di partecipare a manifestazioni di interesse ASP, mobilità
interprovinciale forzata, mancanza di garanzie per ricollocazione in caso di
inidoneità al servizio;
Considerato che: -
recentemente è stato predisposto un "Accordo per il passaggio del
personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero in seguito ad analisi
giuridica" che disciplina le modalità operative del trasferimento;
- l'art. 1 dell'Accordo,
dopo aver richiamato l'art. 31 del D.lgs. 165/2001 (che rimanda all'art. 2112
c.c. per la successione nei rapporti di lavoro in caso di trasferimento di
attività), stabilisce che il trasferimento avverrà invece mediante l'istituto
della mobilità volontaria ex art. 30 del D.lgs. 165/2001 ("passaggio
diretto tra amministrazioni diverse"), modificando così la natura
giuridica dell'operazione rispetto al quadro normativo inizialmente
individuato;
- l'art. 5 dell'Accordo
prevede che il transito avvenga "con assenso formale del dipendente",
configurando quindi il trasferimento come volontario e non automatico;
- tuttavia, il medesimo
art. 5 introduce una figura ibrida di "dipendenza funzionale" per il
personale che non eserciti l'opzione di mobilità: tali dipendenti restano
formalmente incardinati nelle ASP di appartenenza, ma vengono posti "in dipendenza
funzionale in Azienda Zero per quanto attiene all'organizzazione, al
coordinamento operativo, alla programmazione dei turni, agli standard
qualitativi e alle procedure operative inerenti alla funzione di
emergenza-urgenza";
- l'art. 5, comma 6,
stabilisce che il personale che opta per la permanenza presso l'ASP “prosegue
temporaneamente il proprio ufficio esclusivamente nell'ambito del Sistema
dell'Emergenza Urgenza pre-ospedaliera garantendo la
propria dipendenza funzionale” ad Azienda Zero;
- il comma 7 del
medesimo articolo precisa che questo "temporaneo utilizzo" è
finalizzato a consentire ad Azienda Zero di procedere alla copertura del
fabbisogno attraverso strumenti assunzionali, sollevando interrogativi sulla
durata di tale regime transitorio e sulle prospettive occupazionali del
personale non trasferito. Rilevato che: - l'art. 6 dell'Accordo prevede tutele
giuridiche ed economiche per il personale trasferito (mantenimento anzianità,
inquadramento, trattamento economico, buoni pasto, ferie maturate, diritti
previdenziali, incarichi in corso, esclusione del periodo di prova), ma tali
garanzie si riferiscono esclusivamente al personale che accetta il
trasferimento volontario;
- per il personale
dichiarato inidoneo, l'art. 6 prevede che Azienda Zero si impegni al recupero
al servizio attivo e, "qualora non sia possibile garantire la permanenza
nell'ambito territoriale di impiego", le ASP di provenienza si impegnano al
riassorbimento, ma la formulazione appare generica e priva di automatismi
certi;
- l'art. 6 riconosce i
DEP (Differenziali Economici di Professionalità) maturati in procedure ASP, ma
solo “con decorrenza dalla data dell'effettivo passaggio”, lasciando incertezze
per il personale in dipendenza funzionale;
- l'art. 10
("Disposizioni transitorie") stabilisce che "nelle more del
passaggio della funzione ad Azienda Zero, non verranno emanati avvisi per
l'affidamento di incarichi da parte delle aziende territoriali per il personale
afferente ai servizi del 118", penalizzando il personale che rimane alle
ASP rispetto alle opportunità di progressione professionale. Considerato,
inoltre, che: - l'Accordo non specifica la durata del regime di
"dipendenza funzionale" per il personale non trasferito, né le
conseguenze in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno mediante mobilità
volontaria;
- l'Accordo non
chiarisce se il personale in dipendenza funzionale ma formalmente dipendente
ASP conservi i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle
graduatorie interne e alle progressioni economiche orizzontali delle ASP di
appartenenza;
- l'Accordo non
definisce criteri oggettivi per la selezione del personale da trasferire in
caso di adesioni inferiori al fabbisogno, né esclude espressamente forme di
trasferimento d'ufficio qualora la mobilità volontaria non sia sufficiente;
- la clausola di
neutralità finanziaria (art. 12) prevede che le risorse FTE trasferite siano
decurtate alle ASP e assegnate ad Azienda Zero, ma non chiarisce le conseguenze
sui fondi contrattuali e sulla contrattazione integrativa del personale rimasto
in dipendenza funzionale alle ASP;
- le preoccupazioni
espresse da Nursing Up Calabria circa la bassa adesione (84% contrario al
trasferimento secondo le dichiarazioni sindacali) potrebbero determinare una
situazione di incertezza prolungata per centinaia di lavoratori, con
conseguenze sulla continuità e qualità del servizio di emergenza-urgenza. Tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale,
anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro
dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- se conferma che il
trasferimento del personale del 118 ad Azienda Zero avverrà esclusivamente su
base volontaria mediante mobilità ex art. 30 D.lgs. 165/2001, con esplicito
assenso individuale del dipendente, escludendo qualsiasi forma di trasferimento
automatico o d'ufficio anche in caso di adesioni insufficienti rispetto al
fabbisogno;
- in caso di mancato
raggiungimento del fabbisogno tramite mobilità volontaria, se la Giunta intenda
escludere del tutto la mobilità d'ufficio o se, in analogia con quanto
disciplinato dalla Regione Veneto (DGR 1251/2017) per la propria Azienda Zero,
intenda quantomeno inserire un limite chilometrico di garanzia (es. massimo 50
km) per gli eventuali trasferimenti forzati, al fine di tutelare la
conciliazione vita-lavoro dei dipendenti;
- quale sia il
fondamento giuridico della scelta di applicare l'art. 30 D.lgs. 165/2001
(mobilità volontaria) anziché l'art. 31 combinato con l'art. 2112 c.c.
(successione nei rapporti in caso di trasferimento di attività), inizialmente
individuato dall'analisi giuridica di Azienda Zero;
- quale sia la natura
giuridica della "dipendenza funzionale" prevista dall'art. 5
dell'Accordo per il personale che non esercita l'opzione di mobilità e quali
siano i limiti temporali di tale regime transitorio;
- se il personale in
dipendenza funzionale ad Azienda Zero ma formalmente dipendente ASP conservi
tutti i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle
graduatorie interne, alle progressioni economiche orizzontali e agli istituti
contrattuali delle ASP di appartenenza;
- considerata la natura
ibrida della 'dipendenza funzionale', si chiede di chiarire in capo a quale
ente (ASP o Azienda Zero) ricadrà la responsabilità civile, amministrativa e
disciplinare nel caso in cui un operatore commetta un illecito o un errore professionale
mentre esegue direttive operative e protocolli clinico-assistenziali impartiti
da Azienda Zero, ma essendo formalmente contrattualizzato con l'ASP;
- quali siano le
conseguenze per il personale non trasferito nel caso in cui Azienda Zero
completi il fabbisogno mediante nuove assunzioni, e se sia prevista la
ricollocazione in altri reparti delle ASP con garanzia di mantenimento della
sede provinciale di lavoro;
- se il personale che
aderisce alla mobilità volontaria conservi integralmente: anzianità di servizio
ai fini giuridici ed economici, posizione economica e progressioni maturate,
buoni pasto, produttività e indennità in godimento, ferie maturate e non godute,
partecipazione alle manifestazioni di interesse aperte anche al personale di
altre aziende del SSR calabrese;
- rilevato che
l'abrogazione del comma 2 dell'art. 8 della L.R. 32/2021 ha eliminato la
garanzia normativa dell'assegno ad personam per il personale trasferito, si
chiede quali atti amministrativi vincolanti (DCA o DGR) la Giunta intenda
adottare per recepire formalmente l'Accordo sindacale, rendendo le garanzie
economiche di cui all'art. 6 esigibili in giudizio e non soggette a future
disapplicazioni;
- se siano previste
clausole di salvaguardia per garantire al personale trasferito la possibilità
di rientrare presso l'ASP di origine in caso di future riorganizzazioni del
servizio 118 o di cessazione delle funzioni in capo ad Azienda Zero;
- quali siano le
garanzie concrete (con accordi formalizzati o delibere specifiche) per la
ricollocazione presso l'ASP di origine del personale dichiarato inidoneo o
parzialmente inidoneo al servizio 118 dopo il trasferimento ad Azienda Zero;
- se sia previsto il
divieto di mobilità interprovinciale forzata per il personale inidoneo
ricollocato;
- quali siano le
garanzie concrete, le tempistiche certe e i vincoli giuridici in base al D.lgs.
81/08 per il riassorbimento da parte dell'ASP degli operatori dichiarati
inidonei alla mansione, al fine di evitare che questi lavoratori rimangano in
un vuoto occupazionale e stipendiale tra i due enti;
- quali azioni concrete
intenda intraprendere per superare le criticità gestionali denunciate da
Nursing Up Calabria (ritardi nei soccorsi, scopertura territoriale, scarsa
conoscenza dei territori da parte del personale di coordinamento), verificando
se la centralizzazione abbia effettivamente prodotto i miglioramenti previsti
dalla L.R. 32/2021 in termini di uniformità organizzativa e continuità
assistenziale;
- quali siano i dati
oggettivi (tempi medi di intervento, copertura territoriale, indicatori di
qualità LEA) relativi al servizio 118 post-centralizzazione rispetto al periodo
precedente;
- se l'Accordo
predisposto sia stato già sottoscritto dalle organizzazioni sindacali
rappresentative o sia ancora in fase di negoziazione;
- quali iniziative
intenda adottare per garantire la massima trasparenza verso i lavoratori
interessati, fornendo tempestivamente un contratto dettagliato che specifichi
tutti gli aspetti giuridici ed economici del trasferimento, come richiesto
dalle rappresentanze sindacali.
(70; 12/03/2026)
Bruno. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Casa della Salute
rappresenta, secondo le linee guida del Ministero della Salute, una struttura
territoriale polifunzionale finalizzata a garantire l’integrazione tra cure
primarie, servizi sociosanitari e attività di prevenzione, assicurando la continuità
assistenziale e la presa in carico complessiva dei bisogni di salute dei
cittadini;
- che il modello delle
Case della Salute nasce con l’obiettivo di superare il tradizionale assetto ospedalocentrico del sistema sanitario, rafforzando
l’assistenza territoriale e promuovendo un sistema integrato di servizi capace
di operare in rete con medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali,
servizi sociali e strutture sociosanitarie;
- che il progetto delle
Case della Salute è stato delineato già nel 2007 dal Ministero della Salute
come luogo di “ricomposizione delle cure primarie e della continuità
assistenziale”, destinato a garantire in un unico spazio fisico l’erogazione
coordinata di prestazioni sanitarie e sociali, la prevenzione e la promozione
della salute;
- che con il DPGR n° 135
del 21.12.2011 la Regione Calabria ha individuato gli 8 siti per la
realizzazione delle Case della Salute, stabilendo in Chiaravalle la sua
collocazione per l’ASP di Catanzaro;
- che la Regione
Calabria ha individuato nella rete delle Case della Salute uno dei pilastri del
nuovo assetto dell’assistenza sanitaria territoriale, come previsto dal
D.P.G.R. n. 185/2012 e dai precedenti atti di programmazione sanitaria
regionale, che miravano a ridurre il ricorso improprio all’ospedalizzazione e a
rafforzare la medicina territoriale;
- che la Casa della
Salute di Chiaravalle Centrale nasce proprio in questo quadro programmatico con
l’obiettivo di garantire l’erogazione delle cure primarie, assicurare la
continuità assistenziale, favorire l’integrazione sociosanitaria e costituire
un presidio strategico per l’accesso ai servizi sanitari da parte della
popolazione del comprensorio;
- che tale struttura è
chiamata a svolgere una funzione fondamentale soprattutto in un territorio
caratterizzato da aree interne e da difficoltà di accesso ai presidi
ospedalieri, contribuendo quindi a garantire i livelli essenziali di assistenza
(LEA) e la presa in carico dei pazienti cronici e fragili;
considerato che: - nel
corso degli ultimi anni la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale ha
registrato una progressiva riduzione del personale assegnato, dovuta
principalmente alla messa in quiescenza di personale di diverso profilo non
adeguatamente sostituito;
- fino a quando il
personale proveniente dall’ex ospedale e dai servizi territoriali assegnato
alla struttura era numericamente adeguato, le prestazioni erogate non avevano
subito flessioni significative, mentre oggi la carenza di personale sta
determinando evidenti difficoltà organizzative e operative;
tenuto conto che: – il
PUA (Punto Unico di Accesso), che dovrebbe rappresentare la porta di ingresso
dei cittadini ai servizi sociosanitari territoriali, prevedeva una dotazione di
due infermieri professionali, due assistenti sociali e un dirigente medico,
mentre attualmente risulta presente un solo infermiere professionale, che
peraltro opera anche presso la sede di Soverato, e un assistente sociale
disponibile solo su chiamata, con la conseguente impossibilità di garantire il
servizio per cinque giorni settimanali;
– presso l’Unità
Operativa di Radiologia, a fronte di una previsione di tre tecnici di
radiologia, un infermiere professionale e personale di segreteria, risulta
attualmente in servizio delle professionalità citate, un solo tecnico, con
evidenti ripercussioni sulle liste d’attesa;
– il servizio di
accoglienza, informazione e trasporto sangue, che inizialmente poteva contare
su sei operatori per garantire la copertura dei turni su sei giorni, è oggi
sostenuto da quattro unità, una delle quali andrà in pensione nel giugno 2026;
– la farmacia
territoriale è attualmente coperta da una sola unità di personale;
– nel servizio di
riabilitazione il cui assetto organizzativo viene normato da quanto previsto in
materia di accreditamento (n° 15 posti letto) manca 1 (uno) fisiatra dei 3
previsti, mentre risultano insufficienti anche i terapisti della riabilitazione
in quanto 2 tra quelli assegnati lavorano in regime di part-time, mentre altri
2 operatori andranno in quiescenza nei prossimi mesi;
– l’ambulatorio
infermieristico, istituito con apposito atto deliberativo e strettamente
integrato con l’attività dei medici di medicina generale presenti nella
struttura, risulta attualmente non operativo a causa della mancanza di
personale dedicato;
– le attività
amministrative e di supporto ai cittadini, comprese quelle relative alla
concessione di ausili e ai servizi per le fragilità, risultano fortemente
ridotte e limitate a pochi giorni settimanali;
– il personale
infermieristico assegnato ai servizi specialistici ambulatoriali non riesce più
a garantire tutte le attività previste, compreso il punto prelievi per la
motivazione che il personale posto in quiescenza non è stato mai sostituito ed
il personale rimanente anche a fronte delle prescrizioni e dei benefici (legge
104) non riesce adeguatamente a coprire le turnazioni;
- da qualche mese è
stato interrotto preso la struttura il servizio di diabetologia territoriale
causando gravi difficoltà ai pazienti diabetici del territorio di afferenza;
- relativamente al
servizio di neuropsichiatria infantile si rappresenta che del personale (ex
equipe sociopsicopedagogica) assegnato rimangono in servizio 1 psicologa per un
giorno a settimana, 1 pedagogista per un giorno a settimana e l’assistente sociale
due giorni a settimana. - il SERT che forniva fino a qualche tempo fa due turni
settimanali, attualmente risulta totalmente assente. - per quanto riguarda la
Dialisi, infine, del personale posto in quiescenza è stato solo parzialmente
sostituito. - discorso a parte merita il servizio di Emergenza urgenza con le
carenze oramai note. Preso atto che: - nonostante tali criticità, la struttura
continua a garantire, con grande difficoltà e grazie all’impegno degli
operatori, un livello dignitoso di prestazioni sanitarie e sociosanitarie, ma
la mancata adozione di interventi sul personale rischia di determinare nel
prossimo futuro un significativo decremento dei volumi di attività e dei
servizi erogati ai cittadini;
- che risulta inoltre
necessaria la presenza stabile di un dirigente medico con funzioni di
coordinamento e organizzazione dei servizi, indispensabile per assicurare una
gestione efficace delle attività della struttura;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1.quali siano le
motivazioni per cui, a fronte dei pensionamenti e dei trasferimenti registrati
negli ultimi anni, non si sia proceduto alla sostituzione del personale
mancante presso la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale;
2. se sia previsto, e
con quali tempi, un piano di rafforzamento dell’organico della struttura al
fine di garantire il corretto funzionamento dei servizi sanitari territoriali;
3. quali iniziative
urgenti si intendano adottare per evitare una progressiva riduzione delle
prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate dalla Casa della Salute;
4. se si ritenga
necessario procedere alla nomina stabile di un dirigente medico responsabile
dell’organizzazione dei servizi;
5. quali interventi si
intendano programmare per rafforzare il ruolo della Casa della Salute di
Chiaravalle Centrale nella rete dell’assistenza territoriale, in coerenza con
gli obiettivi di potenziamento delle cure primarie e di integrazione
sociosanitaria previsti dalla programmazione nazionale e regionale.
(71; 12/03/2026)
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- Il legislatore
regionale, con l’approvazione delle leggi n. 19/2023, n. 32/2024 e n. 22/2025,
ha inteso delineare una strategia complessiva di sviluppo turistico e
promozione dell’immagine della Calabria, puntando sulla valorizzazione dei
grandi attrattori culturali (i Bronzi di Riace), sul potenziamento dell’offerta
dei piccoli borghi e sulla disciplina di nuove forme di ospitalità come il
turismo itinerante. - La Legge regionale n. 19/2023 (“Mese dei Bronzi di
Riace”) stabilisce all’art. 2 un adempimento annuale perentorio, imponendo alla
Giunta regionale di predisporre entro il mese di febbraio il programma degli
interventi celebrativi;
- La Legge regionale n.
30 maggio 2025, n. 22 (“Rete dei Borghi della Calabria”) definisce una
tempistica stringente per la sua operatività, prevedendo che la Giunta
regionale emani le Linee guida per l’adesione alla rete entro novanta giorni
dalla pubblicazione della legge e, successivamente, il bando per la
presentazione delle candidature entro ulteriori novanta giorni. - La legge
regionale 7 agosto 2024, n. 32 (“Turismo itinerante”) prevede strumenti di
promozione e pubblicizzazione del settore attraverso i siti istituzionali e
altri mezzi divulgativi, al fine di rendere efficace la promozione del medesimo
a livello nazionale e internazionale. Atteso che: - la corretta attuazione di
una legge non si esaurisce nella sua approvazione, ma richiede il puntuale
espletamento degli adempimenti amministrativi (regolamenti, linee guida,
programmi, bandi) necessari a trasformare il dettato normativo in azioni
concrete per i territori e i cittadini. - Il ritardo o l’omissione di tali atti
rischia di rendere le norme dei “gusci vuoti”, privi di incidenza reale
sull’attrattività turistica e sullo sviluppo economico della regione. Rilevato che:
- per quanto riguarda la L.R. n. 19/2023, la scadenza del mese di febbraio è
essenziale per consentire la programmazione di itinerari, seminari e
manifestazioni culturali distribuiti sull’intero territorio regionale. - In
merito alla L.R. n. 22/2025, il rispetto dei termini di novanta giorni per le
Linee guida e il bando è condizione necessaria affinché i Comuni possano
presentare le candidature e beneficiare dell’iscrizione alla rete. -
Relativamente alla L.R. n. 32/2024, l’efficacia della norma dipende anche dalla
capacità dell’amministrazione di pubblicizzare correttamente le nuove forme di
ospitalità, come il garden sharing, integrate nell’offerta turistica regionale.
Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta
regionale
per sapere:
quale sia l’attuale
stato dell’arte nell’attuazione degli adempimenti amministrativi sopra
richiamati, specificando in particolare se sia stato approvato il programma
annuale per il “Mese dei Bronzi di Riace” (L.R. 19/2023), se siano state
emanate le Linee guida e il relativo bando per la “Rete dei Borghi della
Calabria” (L.R. 22/2025) e quali azioni di promozione siano state avviate per
il turismo itinerante (L.R. 32/2024).
(72; 16/03/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-con DCA n. 164/2018 la
Regione Calabria ha definito l’elenco dei Centri autorizzati alla prescrizione
dei farmaci soggetti a specifico Piano Terapeutico. In tale provvedimento i
Servizi Trasfusionali risultano autorizzati alla prescrizione della Deferoxamina (DFO), ma non dei farmaci Deferasirox
(DFX) e Deferiprone (DFP).
− Il DCA n. 36/2023 ribadisce che la
prescrizione dei farmaci soggetti a Piano Terapeutico è riservata
esclusivamente agli specialisti autorizzati, appartenenti ai Centri
Prescrittori individuati nell’Allegato 1, incaricati anche della compilazione
delle schede di diagnosi e terapia, della gestione dei PT e della loro
trasmissione ai Servizi Farmaceutici Territoriali competenti:
−nonostante
l’aggiornamento del modello prescrittivo regionale, i Centri Trasfusionali non
risultano inseriti tra i Centri Prescrittori autorizzati alla prescrizione di Deferasirox e Deferiprone,
restando confermata esclusivamente l’autorizzazione alla prescrizione della Deferoxamina, pur trattandosi di strutture che seguono
clinicamente pazienti talassemici e altri pazienti politrasfusi e che
monitorano con regolarità tutti i parametri clinici correlati alla terapia ferrochelante (ferritina, creatinina, RMN T2*, aderenza
terapeutica);
−la mancata
inclusione dei Servizi Trasfusionali determina, di fatto, un sistema duplicato:
i pazienti politrasfusi seguiti stabilmente presso i Servizi Trasfusionali, e
già sottoposti a monitoraggio clinico continuativo, sono costretti a rivolgersi
alle strutture di Ematologia esclusivamente per ottenere o rinnovare il Piano
Terapeutico dei farmaci ferrochelanti Deferasirox o Deferiprone.
Considerato che:
−l’attuale modello
organizzativo comporta che numerosi pazienti politrasfusi calabresi debbano
affrontare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani
Terapeutici dei farmaci ferrochelanti, con il rischio
concreto di interruzione della terapia, indispensabile per prevenire l’accumulo
di ferro e le conseguenti complicanze d’organo;
-la carenza di
specialisti ematologi in diverse aree della Calabria determina una forte
concentrazione dell’attività prescrittiva in pochi centri autorizzati,
costringendo molti pazienti a frequenti spostamenti anche verso altre province
e generando evidenti disparità territoriali, costi logistici e disagi rilevanti
per pazienti fragili che necessitano di cure continuative e ravvicinate;
-i Centri Trasfusionali,
pur possedendo competenze cliniche consolidate nella gestione dei pazienti
politrasfusi e nel monitoraggio della terapia ferrochelante,
non risultano abilitati alla prescrizione dei farmaci sopra indicati,
determinando un doppio percorso – clinico e burocratico – che non incrementa la
sicurezza assistenziale ma produce rallentamenti e inefficienze nel percorso di
cura. Tenuto conto che:
−la Regione
Calabria risulta quindi in ritardo rispetto agli standard nazionali, mantenendo
un modello che non valorizza le competenze dei trasfusionisti
e che incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti politrasfusi;
-Regioni come Puglia,
Sicilia, Lombardia, Emilia‑Romagna e Toscana hanno già adottato modelli
più moderni, nei quali i Centri Trasfusionali sono direttamente autorizzati
alla prescrizione dei farmaci ferrochelanti, oppure
operano in regime di prescrizione condivisa con gli ematologi, garantendo così
continuità terapeutica, prossimità delle cure e riduzione dei tempi di attesa;
-appare pertanto
necessario procedere ad un aggiornamento della normativa regionale che preveda:
• il riconoscimento dei Centri Trasfusionali come Centri Prescrittori • la
possibilità di modelli di prescrizione condivisa Trasfusionale-Ematologia • la
digitalizzazione dei Piani Terapeutici, al fine di semplificare il percorso
assistenziale dei pazienti e migliorare il coordinamento tra strutture
ospedaliere e servizi territoriali. Tutto ciò premesso e considerato, interroga
il Presidente della Giunta regionale nonché Commissario ad acta per
l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR calabrese
per sapere:
-per quali ragioni la
Regione Calabria continui a mantenere, anche dopo gli aggiornamenti introdotti
dal DCA n. 36/2023, un modello prescrittivo che esclude i Centri Trasfusionali
dalla prescrizione dei farmaci ferrochelanti Deferasirox e Deferiprone,
risultando più restrittivo rispetto a quello adottato in numerose altre regioni
italiane e non pienamente coerente con i bisogni assistenziali dei pazienti
politrasfusi;
-quali iniziative
urgenti si intendano adottare per aggiornare i decreti regionali relativi ai
Centri Prescrittori, includendo i medici dei Centri Trasfusionali tra gli
specialisti autorizzati alla prescrizione e al rinnovo dei farmaci ferrochelanti;
-se non si ritenga
opportuno introdurre un modello di prescrizione condivisa tra Trasfusionale ed
Ematologia, al fine di garantire continuità terapeutica, riduzione dei tempi di
attesa e prossimità dell’assistenza;
-quali misure si
intendano attivare per procedere alla digitalizzazione dei Piani Terapeutici,
semplificando il percorso dei pazienti politrasfusi ed eliminando ritardi
evitabili legati alla gestione cartacea;
-se la Regione intenda
avviare un confronto istituzionale con le realtà regionali che hanno già
implementato modelli prescrittivi più efficienti, al fine di uniformare
l’accesso alle cure e colmare il divario organizzativo che oggi penalizza i
cittadini calabresi.
(73; 16/03/2026)
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-la regione Calabria è
stata colpita, negli ultimi tre mesi, da una sequenza ravvicinata di 5 cicloni mediterranei, l'ultimo dei quali, denominato
“Jolina”, sta causando proprio in queste ore gravi danni alle infrastrutture,
alle attività produttive e al patrimonio naturale della nostra regione;
- la stima dei danni
causati da questa ondata di maltempo senza precedenti ha già superato i 300
milioni di euro, costringendo l’amministrazione a rincorrere interventi di
somma urgenza che, pur necessari, non risolvono le criticità strutturali dei
territori colpiti;
- la Regione Calabria
dispone, nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), di
ingenti risorse afferenti alla Missione 2 Componente 4 (M2C4 – Tutela del
territorio e della risorsa idrica), specificamente destinate alla gestione del
rischio idrogeologico e alla resilienza dei territori ai cambiamenti climatici;
- tali risorse si
aggiungono ai fondi già messi a disposizione da diversi anni a valere sul
POR-FESR (Programma Operativo Regionale) e sul PAC (Piano di Azione e
Coesione), i quali presentano tuttavia preoccupanti ritardi nella capacità di
impegno e, soprattutto, di effettiva erogazione per l'attuazione degli
interventi di difesa del suolo ed erosione costiera;
- risultano ancora non
pienamente spesi o in forte ritardo di attuazione numerosi lotti e interventi
già finanziati nelle scorse programmazioni, nonostante la drammaticità degli
eventi meteo-climatici imponga una velocità di spesa e di esecuzione dei lavori
non più rinviabile per la salvaguardia dell'incolumità pubblica.
●la Regione
Calabria ha predisposto, in raccordo con l’Autorità di bacino, specifici
strumenti programmatori (Master Plan degli interventi di mitigazione del
rischio di erosione costiera, Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera,
Documento Programmatico “Difesa del Suolo”), individuando aree a diverso
livello di pericolosità e rischio e definendo priorità di intervento;
-da un’analisi dello
stato dell’arte, non risulta che la Giunta regionale abbia provveduto ad
aggiornare i suddetti piani per adeguarli alla mutata realtà meteo-climatica
del 2026, lasciando la pianificazione ferma a dati tecnici e scenari di rischio
ormai superati dall’eccezionale frequenza e violenza degli ultimi eventi
ciclonici;
considerato che:
●la prevenzione
del rischio idrogeologico e la protezione dei litorali dall'erosione richiedono
una programmazione organica che utilizzi i fondi strutturali (POR e PAC) in
modo sinergico e tempestivo, evitando la frammentazione degli interventi;
- inseguire l’emergenza
con fondi straordinari o di somma urgenza comporta un dispendio di risorse
pubbliche fino a dieci volte superiore rispetto alla manutenzione ordinaria e
alla messa in sicurezza preventiva;
- mentre il Governo
nazionale riduce o centellina i trasferimenti ordinari, la mancata capacità di
"messa a terra" delle risorse europee e di coesione (POR-FESR e PAC)
già in cassa rappresenta un danno incalcolabile per la sicurezza dei calabresi.
● Si ravvisa
l'improcrastinabile necessità di mappare con precisione lo scostamento tra la
programmazione teorica e l'attuazione reale. È indispensabile che la Regione
fornisca una radiografia puntuale delle criticità che bloccano i cantieri — dai
rincari dei materiali ai nodi autorizzativi — per definire una gerarchia di
priorità basata sull'effettivo grado di vulnerabilità attuale dei territori
(versanti, bacini fluviali e litorali), e non su logiche burocratiche ormai
superate dalla violenza degli eventi meteorologici. Tenuto conto che:
● come forza di
opposizione, è nostra ferma volontà collaborare costruttivamente e fare la
nostra parte per garantire la messa in sicurezza del territorio, convinti che
la protezione della vita e dei beni dei cittadini calabresi debba essere una priorità
assoluta e condivisa, al di sopra delle appartenenze politiche. Tutto ciò
premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quale sia l’esatto
stato dell’arte, in termini di impegni di spesa e pagamenti effettuati, delle
risorse destinate alla difesa del suolo e all'erosione costiera a valere sul
POR-FESR Calabria, sul PAC e sulla Missione 2 C4 del PNRR, con specifico riferimento
ai progetti i cui cronoprogrammi risultano in ritardo per evitare
sovrapposizioni o, peggio, la perdita di finanziamenti. 2. Quali siano le
ragioni tecnico-amministrative dei ritardi che impediscono la rapida attuazione
degli interventi di prevenzione già finanziati e perché tali fondi non siano
stati pienamente utilizzati per mitigare gli effetti dei 5 cicloni che hanno
colpito la regione negli ultimi tre mesi. 3. Se la Giunta regionale abbia
aggiornato, o intenda aggiornare in tempi brevi, il Master Plan e il Piano di
Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera, al fine di adeguarli alla nuova realtà
climatica e alla frequenza degli eventi ciclonici registrati quest'anno. 4. Se
la Giunta non intenda istituire un'Anagrafe Pubblica della Difesa del Suolo e
della Costa attraverso un portale cartografico e documentale interattivo, che
consenta a cittadini e amministratori locali di monitorare in tempo reale:
a) il livello di
pericolosità e rischio di ogni tratto di costa, bacino fluviale o versante;
b) la tracciabilità
finanziaria di ogni intervento;
c) i tempi certi di
avvio e conclusione dei lavori;
d) le cause tecniche di
eventuali ritardi o sospensioni. 5. Se la Giunta intenda accogliere la
disponibilità dell’opposizione a collaborare per l'individuazione di procedure
accelerate e semplificate che consentano di sbloccare i cantieri della
prevenzione, garantendo così una reale resilienza del territorio calabrese di
fronte alla crisi climatica in atto.
(74; 17/03/2026)
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con Delibera CIPE n.
26/2016 e successive D.G.R. n. 335/2017 e n. 3/2018, la Regione Calabria ha
programmato interventi strategici per la mitigazione del rischio idrogeologico
a valere sui fondi FSC 2014 /2020 (Patto per lo Sviluppo della Regione Calabria);
- tra tali interventi
figura il progetto di "Messa in sicurezza della frazione Castagna nel
territorio di Luzzi", con un finanziamento previsto di circa €
1.200.000,00;
- la frazione Castagna è
storicamente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico che minacciano
l'incolumità pubblica, le abitazioni private e la stabilità delle
infrastrutture viarie. Considerato che: - si è resa necessaria una
riapprovazione del Progetto Esecutivo, finalizzata alla rimodulazione del
Quadro Economico (Q. E.), a causa dell'adeguamento dei prezzi dei materiali e
delle mutate condizioni tecniche;
- il Comune di Luzzi, in
qualità di Soggetto Attuatore, ha proceduto agli adempimenti di competenza per
consentire il prosieguo dell'iter e la validazione della nuova copertura
finanziaria d a parte degli uffici regionali competenti;
- il perdurare dei tempi
burocratici per l'avvio del cantiere espone il territorio a un rischio
crescente, specialmente in vista delle stagioni invernali, e mette a rischio il
mantenimento del finanziamento legato ai cicli di programmazione FSC 2014-2020;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quale sia l'attuale
stato di avanzamento dell'iter procedurale dei lavori di "Messa in
sicurezza della frazione Castagna nel territorio di Luzzi (CS), presso i
competenti dipartimenti regionali;
2. se siano state
riscontrate criticità tecniche o amministrative che ostacolano l'avanzamento
dell'iter procedurale;
3. quale sia il
cronoprogramma aggiornato per l'indizione della gara d'appalto e la successiva
consegna dei lavori;
4. quali azioni urgenti
la Giunta intenda intraprendere per garantire che l'opera venga appaltata
celermente, scongiurando la perdita dei fondi e garantendo la sic rezza dei
cittadini della frazione Castagna di Luzzi.
(75; 19/03/2026)
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- l'azienda "Abramo
Customer Care", alla data della cessazione dell'attività, dichiarata nel
novembre del 2024 dai Commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Roma in
data 27.01.2021, risultava avere circa 1000 persone assunti come dipendenti;
- i suddetti dipendenti
per effetto della cessazione dell'attività Abramo erano posti per la quasi
totalità in cassa integrazione;
considerato che: -
successivamente i suddetti dipendenti sono stati assorbiti dalla società "Konecta R s.r.l.", a cui è stata affidala la commessa
dell'Istituto Poligrafico dello Stato, avente ad oggetto la realizzazione del
progetto di dematerializzazione dei documenti, ed in particolare in questa
prima fase la digitalizzazione delle cartelle cliniche delle Asp della Regione
Calabria;
- nello specifico la
Regione Calabria, con l'ausilio ed il supporto del Governo nazionale, per
consentire l'assorbimento dei suddetti dipendenti in "Konecta
R srl", ha previsto lo stanziamento di un fondo,
finalizzato alla realizzazione del predetto progetto,
pari alla somma di € 15 milioni, a cui si è sommato l'importo di € 5 milioni
stanziato dal Governo nazionale, per un totale di € 20 milioni;
preso atto che: - la
durata della commessa per la realizzazione del su richiamato progetto era stato
individuato in anni tre, con scadenza quindi al mese di dicembre 2027;
- già da alcuni mesi la
"Konecta R s.r.l. sta lamentando il mancato
approvvigionamento di nuove commesse, dichiarando di aver concluso ii progetto
di dematerializzazione;
- allo stato la Konecta R s.r.l. presenterebbe un disavanzo di circa € 6
milioni, nonostante la previsione dell'originario fondo di € 20 milioni
stanziato dalla Regione Calabria e dal Governo nazionale;
- la Konecta
R s.r.l. ha manifestato l'intenzione di attivare la CIGS dopo appena un anno
dall’attivazione del su richiamato progetto di dematerializzazione dei
documenti, con la conseguenza che gli attuali 856 dipendenti della predetta società rischiano concretamente la perdita del
posto di lavoro. Tutto ciò' premesso e considerato, interroga il Presidente
della Giunta regionale
per sapere:
- se l'erogazione della
somma di competenza della Regione Calabria è stata effettivamente stanziata
nella sua totalità e, soprattutto, se è stato accertato e verificato che i
suddetti fondi siano stati effettivamente destinati alla realizzazione del suddetto
progetto;
- se per consentire la
concreta realizzazione del su richiamato progetto è stata data creazione al
“Fascicolo sanitario", e se all'interno del suddetto fascicolo sono state
inserite tutte le cartelle sanitarie digitalizzate e/o da digitalizzare;
- se e quali interventi
sono stati attivati e realizzati al fine di estendere detto progetto di
dematerializzazione dei documenti ad altre realtà territoriali: - E,
soprattutto, se e quali misure e strumenti intende assumere la Giunta regionale
al fine di assicurare e garantire il mantenimento degli attuali livelli
occupazionali, costituito da n. 856 unità lavorative.
(76; 19/03/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la farmacia
territoriale dell’ASP di Soverato è una struttura dell’Assistenza farmaceutica
territoriale dell’ASP di Catanzaro, dedicata alla distribuzione diretta di
farmaci e presidi, in particolare a favore di pazienti affetti da gravi
patologie, tra cui malati oncologici, emofiliaci e dializzati;
- la farmacia
territoriale di Soverato serve un vasto bacino di utenza comprensoriale e
rappresenta un presidio essenziale per l’erogazione di farmaci c.d. “salvavita”
a totale carico del Servizio sanitario. Considerato che: - da numerose
segnalazioni di cittadini, nonché da un recente sopralluogo che ho effettuato,
emerge che la farmacia territoriale ASP di Soverato è allocata in locali
angusti, direttamente su strada, privi di una adeguata sala d’attesa;
- quotidianamente, nelle
ore di apertura al pubblico, si formano file di decine di persone, costrette a
presentarsi fin dalle prime ore del mattino per ritirare il numero di accesso,
con attese prolungate di diverse ore per il ritiro dei farmaci, spesso in
piedi, all’aperto, sotto sole, pioggia o freddo;
in più, i servizi
erogati non risultano pienamente garantiti né possono dirsi soddisfacenti;
- tra gli utenti vi sono
persone affette da patologie gravi e invalidanti, in larga parte anziani, che
non sono nelle condizioni fisiche di sopportare lunghe attese in piedi e in
condizioni climatiche sfavorevoli, con evidenti ricadute sulla dignità e sulla
stessa tutela della salute;
- il personale in
servizio presso la farmacia territoriale di Soverato, pur disponibile e
professionale, risulta in numero insufficiente rispetto al carico di lavoro e
all’utenza servita, con inevitabili ripercussioni sui tempi di erogazione delle
prestazioni. Rilevato che: - situazioni di grave disagio nell’accesso ai
farmaci “salvavita” sono già emerse anche presso altre farmacie territoriali
calabresi;
- tali criticità
sembrano assumere carattere non episodico, ma sistemico, e rischiano di
configurare una violazione del diritto all’accesso tempestivo e dignitoso alle
cure e ai farmaci, particolarmente grave quando riguarda pazienti cronici e
affetti da patologie invalidanti. Considerato, inoltre, che: - la Regione
Calabria, tramite il Presidente della Giunta regionale, è titolare della
funzione di indirizzo e controllo sul servizio sanitario regionale e, per il
tramite del Commissario ad acta, chiamata a garantire livelli essenziali di
assistenza uniformi su tutto il territorio regionale;
- per rifondare il
servizio sanitario regionale è necessario intervenire anche sull’organizzazione
concreta dei servizi di front-office, riducendo disagi e umiliazioni cui
quotidianamente sono sottoposti i cittadini calabresi nell’accesso ai farmaci.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta
regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del
Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per
conoscere:
per sapere:
- se sia a conoscenza
delle condizioni strutturali e organizzative in cui opera la farmacia
territoriale dell’ASP di Soverato;
- quali iniziative
urgenti intenda assumere, nei confronti dell’ASP di Catanzaro, affinché: siano
individuati locali più idonei;
sia potenziato il
personale sanitario e amministrativo in servizio presso la farmacia
territoriale;
siano introdotte
modalità organizzative (prenotazioni, fasce orarie dedicate a particolari
categorie fragili, percorsi prioritari) idonee a tutelare in particolare i
pazienti più fragili;
- se la Giunta regionale
e la Struttura commissariale abbiano disposto, o intendano disporre con
urgenza, un monitoraggio sistematico delle condizioni strutturali e
organizzative di tutte le farmacie territoriali insistenti sul territorio
calabrese;
– se non ritenga
opportuno impartire indirizzi uniformi alle ASP provinciali affinché: vengano
predisposti piani di riorganizzazione del servizio
farmaceutico territoriale, con l’obiettivo di eliminare o ridurre drasticamente
i disagi per gli utenti e venga valutata, ove possibile, l’attivazione di
servizi di consegna domiciliare dei farmaci per particolari categorie di
pazienti;
- in quali tempi e con
quali risorse intenda intervenire, anche in raccordo con le Aziende sanitarie
provinciali, per assicurare che l’accesso ai farmaci “salvavita” per i
cittadini calabresi avvenga in condizioni di effettiva tutela della salute e
della dignità della persona, ponendo fine a situazioni definite da più parti
inaccettabili e vergognose.
(78; 25/03/2026)
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la RSA "San
Francesco di Paola " di San Nicola Arcella, è un presidio fondamentale per
l'Alto Tirreno cosentino, garantendo 60 posti letto contrattualizzati con il
SSR;
- la procedura di gara
per l'affidamento della gestione è stata oggetto di un complesso contenzioso;
- con sentenza del TAR
Calabria pubblicata il 31.12.25, sono stati annullati gli atti di gara e
dichiarato inefficace il contratto di gestione, pur differendone gli effetti -
sino al completamento della nuova procedura di evidenza pubblica o comunque sino
alla decorrenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza - per evitare
l'interruzione del servizio;
considerato che: -
permane una situazione di estrema precarietà amministrativa dovuta all'obbligo
di indizione di una nuova gara pubblica e ad un contenzioso ancora aperto;
- tale incertezza si
riflette pesantemente sugli 80 operatori impiegati, i quali attendono
rassicurazioni circa la stabilità occupazionale;
- i sindaci del
territorio e le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione
per il rischio di un declino degli standard assistenziali e per la tenuta
occupazionale del comparto. Ritenuto che: - sia prioritario garantire la
continuità dei servizi assistenziali a tutela degli utenti più fragili;
- sia altresì necessario
assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti, nonché la massima
trasparenza nelle procedure amministrative;
tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- se la Regione sia a
conoscenza della situazione sopra descritta e quali elementi informativi abbia
acquisito in merito;
- quali misure si
intendano promuovere per garantire la qualità e continuità dell'assistenza
erogata agli ospiti della struttura;
- quali iniziative si
intendano intraprendere per garantire la tutela dei livelli occupazionali e
delle condizioni lavorative di tutto il personale coinvolto;
- se siano previste
iniziative volte ad assicurare la piena regolarità e trasparenza delle
procedure amministrative relative all'affidamento e alla gestione dei servizi
in questione.
(79; 30/03/2026)
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- l’Azienda Calabria
Verde, ente strumentale della Regione Calabria, soffre da anni di un
progressivo svuotamento della pianta organica dovuto al pensionamento di
migliaia di operai idraulico-forestali;
- la carenza di
personale operativo mette a rischio le attività fondamentali di prevenzione del
dissesto idrogeologico, la lotta agli incendi boschivi e la manutenzione del
patrimonio forestale calabrese;
- negli ultimi anni,
numerosi cittadini calabresi hanno conseguito qualifiche specifiche e
certificazioni attraverso percorsi formativi finanziati dalla Regione o enti
accreditati, senza però trovare alcuno sbocco occupazionale all'interno
dell'ente preposto;
considerato che: −
l’esigenza di assicurare
l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa dell’Ente richiede una
programmazione del fabbisogno di personale che sia coerente con le attuali
necessità di presidio e tutela del territorio regionale;
-
la garanzia di continuità di
servizi pubblici essenziali e indifferibili non può prescindere da un adeguato
ricambio generazionale che consenta l’integrazione di nuove professionalità e
competenze tecniche aggiornate;
-
risulta contraddittorio
investire risorse pubbliche nella formazione di "nuove leve" per la
forestazione se non viene contestualmente previsto un piano di inserimento
professionale che valorizzi il capitale umano formato in Calabria Tutto ciò premesso
e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale della Calabria,
l’Assessore regionale con delega alla forestazione
per sapere:
- quali siano i motivi
ostativi che impediscono, ad oggi, l’indizione di bandi di concorso pubblici
per il reclutamento di nuovo personale operaio e tecnico presso Calabria Verde.
−Se esista un
cronoprogramma per il superamento dei vincoli attuali, al fine di garantire il
ricambio generazionale necessario alla sopravvivenza del comparto forestale.
−Se la Giunta
intenda valorizzare i percorsi formativi già espletati dai giovani calabresi,
prevedendo riserve di posti o punteggi premiali per chi ha già acquisito
competenze certificate nel settore idraulico-forestale regionale.
(80; 30/03/2026)
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- circa 300 lavoratori
precari del Ministero della Cultura stanno vivendo una fase di profonda
incertezza dopo le reiterate promesse di stabilizzazione;
- si tratta in larga
parte di ex tirocinanti impiegati nei musei, nei parchi archeologici e negli
istituti culturali calabresi, con contratti part-time di sole 18 ore
settimanali;
- questi lavoratori
hanno affrontato un percorso particolarmente gravoso iniziato nel 2017, con due
anni di tirocinio formativo, divenuti tre a causa delle sospensioni dovute alla
pandemia, retribuiti con soli 500 euro mensili e privi di contribuzione previdenziale;
- hanno successivamente
conseguito attestati e specializzazioni previsti dall'art. 50-ter del
decreto-legge n. 73/2021, convertito dalla legge n. 106/2021, e dal DPCM del 27
dicembre 2021, che individuava le unità di personale da assegnare ai Ministeri
della Cultura, della Giustizia e dell'Istruzione;
- nelle medesime
condizioni e situazioni si trovano anche gli ex tirocinanti impiegati nel
settore istruzione, di competenza del MIUR. Considerato che - nel 2023 è stato
indetto il concorso RIPAM-Formez per assunzioni a tempo determinato di 18 mesi,
al quale questi lavoratori hanno partecipato risultando vincitori;
-essi svolgono oggi un
ruolo indispensabile per il funzionamento dei musei calabresi: come dichiarato
dalla Direzione Regionale Musei Calabria, senza il loro apporto molte strutture
sarebbero costrette a chiudere o a ridurre drasticamente i servizi;
-in numerosi casi si
tratta di personale con un livello di istruzione superiore a quello richiesto
per le mansioni svolte, impiegato in attività di custodia, vigilanza, didattica
e supporto tecnico-amministrativo. Tenuto conto che - nel dicembre 2024, riconoscendone
l'assoluta indispensabilità operativa, il Ministero della Cultura ha prorogato
di ulteriori 12 mesi i contratti a tempo determinato, fissandone la scadenza al
28 febbraio 2026;
- ad oggi, tuttavia, il
Ministero non ha attivato le procedure per una nuova proroga né avviato un
percorso di stabilizzazione, con il rischio di generare gravissime
ripercussioni economiche e sociali, soprattutto considerando che molti di
questi lavoratori sono ex percettori di ammortizzatori sociali in deroga,
residenti in Calabria;
preso atto che - la
recente legge Milleproroghe autorizza il Ministero della Cultura a proseguire i
rapporti di lavoro fino a un massimo di 36 mesi complessivi, da concludersi
entro il 31 dicembre 2026. - I suddetti lavoratori hanno già maturato 30 mesi di
servizio continuativo, per cui la proroga necessaria sarebbe pari ad appena sei
mesi. Tutto ciò premesso e considerato,
impegna la Giunta
regionale
- a sostenere i suddetti
lavoratori al fine di creare le condizioni per la loro stabilizzazione sul
mercato del lavoro;
- a sollecitare
urgentemente il Governo nazionale, il Ministero della cultura ed il MIUR,
affinché venga garantita l'immediata proroga e contrattualizzazione dei
suddetti lavoratori, indispensabili per la tutela, la fruizione e la continuità
dei servizi culturali nella Regione Calabria.
(24; 27/02/2026) De
Cicco
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- le Province
costituiscono enti territoriali di area vasta a cui sono attribuite funzioni
fondamentali in materia di viabilità, edilizia scolastica, istruzione,
ambiente, pianificazione territoriale e sviluppo locale, svolgendo un ruolo
strategico nel coordinamento tra Comuni e Regione. La legge 7 aprile 2014, n.
56 (cosiddetta “Legge Delrio”) ha trasformato le Province in enti di secondo
livello, prevedendo l’elezione indiretta dei Presidenti e dei Consigli
provinciali, riducendo la partecipazione diretta dei cittadini nel processo
decisionale. Considerato che - l’assetto introdotto dalla normativa vigente ha
comportato una riduzione della rappresentatività democratica degli organi
provinciali, incidendo sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla capacità
delle Province di rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei territori. - È
opportuno ricordare che la c.d. Legge “Delrio” è una legge ordinaria, concepita
come norma transitoria e strettamente collegata alla riforma costituzionale
promossa dal Governo Renzi, riforma che è stata nettamente bocciata dal
referendum popolare del 2016. Con tale pronunciamento popolare, i cittadini
hanno respinto il superamento delle Province come enti costituzionali,
riaffermando l’assetto previsto dalla Costituzione vigente. Ai sensi del Titolo
V della Costituzione, infatti, la Repubblica è costituita da Comuni, Province,
Città metropolitane, Regioni e Stato: le Province sono dunque enti di primo
livello, dotati di piena dignità costituzionale. Ne deriva una evidente contraddizione
ovvero: una legge ordinaria, nata per accompagnare una riforma costituzionale
mai entrata in vigore, continua a produrre effetti su un ente che la
Costituzione riconosce pienamente come ente territoriale della Repubblica. Alla
luce di ciò, non si comprende perché, dopo la bocciatura referendaria del 2016,
non si sia proceduto al ripristino dell’assetto delle Province vigente prima
della legge Delrio, al fine di restituire dignità costituzionale alla volontà
popolare e pieno rispetto dell’assetto costituzionale voluto dai Padri
costituenti. - Si aggiunga che in Calabria, le Province svolgono un ruolo
essenziale per la gestione di infrastrutture strategiche, la coesione
territoriale e il coordinamento dei servizi pubblici fondamentali. La loro piena
funzionalità costituisce un elemento centrale per l’organizzazione
amministrativa e lo sviluppo regionale in un territorio dove le infrastrutture
viarie registrano già un notevole ritardo rispetto al resto del paese. Rilevato
che il ripristino dell’elezione diretta dei Presidenti e dei Consigli
provinciali garantirebbe maggiore legittimazione democratica, responsabilità
politica e trasparenza amministrativa. Numerose Regioni hanno già promosso
iniziative istituzionali analoghe, sottolineando l’urgenza di restituire piena
rappresentatività democratica agli organi provinciali. Tutto ciò premesso e
considerato,
impegna la Giunta
regionale
ed il Presidente della
Giunta Regionale a: • promuovere, in sede di Conferenza Stato–Regioni,
iniziative finalizzate al ripristino dell’elezione diretta dei Presidenti e dei
Consigli provinciali;
• sollecitare il Governo
e il Parlamento affinché modifichino la legge n. 56/2014, restituendo piena
legittimazione democratica alle Province e dignità costituzionale;
• sostenere ogni
iniziativa istituzionale volta al rafforzamento del ruolo delle Province, con
particolare attenzione alle esigenze dei territori calabresi e alla gestione
coordinata dei servizi pubblici;
• fornire periodico
aggiornamento al Consiglio Regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.
(25; 03/03/2026)
Orlandino Greco
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- il Ministero della
Cultura, ai sensi dell’articolo 50‑ter del decreto‑legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con
modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha proceduto al reclutamento
di personale non dirigenziale a tempo determinato part‑time, destinato anche
agli istituti e luoghi della cultura della Calabria;
- la legge 30 dicembre
2024, n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2025 e bilancio
pluriennale 2025‑2027),
all’articolo 1, comma 134, ha consentito il rinnovo dei relativi contratti solo
fino al 28 febbraio 2026;
- con nota del 2 marzo
2026 la Direzione regionale Musei nazionali Calabria ha rappresentato al
Ministero della Cultura che la cessazione, alla data del 28 febbraio 2026, di
oltre 90 unità di personale a tempo determinato ha determinato una
“significativa contrazione della capacità operativa” degli istituti, con
immediata riduzione delle giornate e degli orari di apertura al pubblico,
sospensione o rinvio di attività culturali e rallentamento di procedure
amministrative e interventi PNRR. Considerato che: - Musei e Parchi
archeologici statali hanno già comunicato riduzioni degli orari di apertura,
anche a causa della carenza di personale con grave pregiudizio per il diritto
alla fruizione del patrimonio culturale, per l’immagine turistica della Regione
e per l’economia dei territori interessati;
- mentre per i
lavoratori a tempo determinato del Ministero della Giustizia, assunti
nell’ambito della medesima stagione normativa, è stato avviato un percorso di
stabilizzazione nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria, per il personale
del Ministero della Cultura la mancata proroga dei contratti e l’assenza di un
analogo percorso di stabilizzazione espongono circa 300 unità calabresi al
rischio di fuoriuscita dal lavoro, nonostante esse garantiscano oggi l’apertura
stessa di molti siti culturali. Ritenuto che: - la perdita di giornate di
apertura e di servizi nei musei statali rappresenta un grave danno per le
comunità locali e per il sistema turistico;
- la salvaguardia
dell’occupazione del personale a tempo determinato del Ministero della Cultura,
che dopo anni di precariato dedicato alla tutela e valorizzazione del
patrimonio culturale calabrese si trova improvvisamente privo di lavoro senza
alcuna prospettiva di stabilizzazione, rappresenta un imperativo etico e una
priorità strategica per la Regione, che deve farsi carico di questa drammatica
situazione lavorativa;
- la Regione Calabria,
pur non avendo competenza diretta sul personale statale, ha il dovere
istituzionale di tutelare il patrimonio culturale presente sul proprio
territorio, anche sollecitando il Governo e il Ministero della Cultura ad adottare tempestive soluzioni organizzative e
contrattuali.
Impegna la Giunta
regionale
- a rappresentare con
urgenza al Ministro della Cultura e al Governo nazionale la situazione di grave
sofferenza degli organici nei musei e parchi archeologici statali calabresi,
richiedendo la proroga immediata dei contratti a tempo determinato del personale
in servizio in Calabria, con l’attivazione di misure per la salvaguardia
dell’occupazione di circa 300 unità precarie del Ministero della Cultura,
mediante l’avvio di un percorso di stabilizzazione analogo a quello previsto
per il personale del Ministero della Giustizia, anche tramite procedure
concorsuali riservate ai lavoratori ex art. 50-ter D.L. 73/2021 ;
- a chiedere che, nelle
more, sia garantito il ripristino di orari e giornate di apertura idonei ad
assicurare la piena fruizione dei siti, che hanno già comunicato pubblicamente
la contrazione delle aperture per carenza di personale;
- a promuovere, anche
mediante intese e protocolli di collaborazione, forme di sostegno alla
valorizzazione dei musei statali calabresi, coordinando le proprie politiche
culturali e turistiche con la Direzione regionale Musei nazionali Calabria.
(26; 03/03/2026) Alecci,
Falcomatà, Madeo, Ranuccio
Il Consiglio regionale,
premesso che:
-i rapporti tra Albania
e Calabria sono storicamente intensi e profondi, radicati nella presenza
secolare delle comunità Arbëreshë (italo-albanesi) che migrarono nel XV secolo.
Un legame storico-culturale che si traduce oggi in una forte cooperazione istituzionale,
economica e turistica, con scambi accademici e progetti comuni tra le due
sponde del mare, consolidati dalle diverse e recenti visite ufficiali del
Presidente della Repubblica d'Albania, Bajram Begaj;
la Calabria rappresenta,
quindi, un caso unico e straordinario nel panorama internazionale, che merita
un’attenzione diplomatica dedicata in quanto cuore pulsante dell’Arberia;
Considerato che:
attualmente il legame con la “Madrepatria” non è considerato come ricordo
sbiadito, ma una realtà quotidiana alimentata con vigore, specialmente in
provincia di Cosenza, dove numerose associazioni culturali e di ricerca
svolgono ruoli fondamentali: non si limitano alla conservazione, ma mantengono
vivi i canti polifonici tradizionali e tramandano con orgoglio l’uso degli
abiti arbëreshë. Il costume femminile, con le sue preziose gonne in seta “Kamizola” ed i ricami in oro, e quello maschile, simboli di
una fiera eleganza antica, non sono semplici cimeli da museo, ma vengono
indossati nelle grandi occasioni come segno di appartenenza identitaria;
questo legame
inscindibile è stato alimentato nel tempo da figure eccelse come Girolamo De
Rada, massimo esponente della letteratura arbëreshë e da San Giovanni Paolo
ΙΙ, il quale definì l’Eparchia di Lungro come custode della
tradizione millenaria;
questo fervore si
riflette anche nelle tradizioni culinarie secolari e nella dimensione
spirituale del rito bizantino, che rappresenta il pilatro religioso e sociale
di queste comunità italo-albanesi. La lingua è stata preservata per diversi
secoli e funge da proiezione vivente dell’Albania in terra calabrese. Si tratta
di una vera unione viscerale tra le due terre che necessita di una sponda
istituzionale per essere protetta e valorizzata Ritenuto che: i servizi
consolari per i rapporti bilaterali sono garantiti dalle sedi di Roma, Milano,
Torino e Bari;
si rende, quindi,
necessario e opportuno, anche sotto un profilo strategico, istituire una
rappresentanza consolare della Repubblica d’Albania nel territorio della
Regione Calabria;
un Consolato in Calabria
diventerebbe il custode ufficiale di ogni tradizione, facilitando scambi
culturali e programmi di istruzione bilingue che possano garantirne il futuro
del patrimonio vigente;
ritenuto, altresì, che:
l’istituzione di tale sede sarebbe il punto di riferimento per una vasta rete
di comuni che preservano la cultura arbëreshë, tra cui la provincia di Cosenza
con i suoi ventidue comuni arbëreshë, di cui:
Acquaformosa;
Lungro;
Firmo;
Spezzano Albanese;
Civita;
Frascineto;
San Demetrio Corone;
Santa Sofia d’Epiro;
San Giorgio Albanese;
Vaccarizzo Albanese;
San Benedetto Ullano;
Plataci;
San Basile;
Castroregio;
Falconara Albanese;
Cerzeto;
San Martino di Finita;
Mongrassano;
Rota Greca;
Santa Caterina Albanese
e San Cosmo Albanese;
anche nella provincia di
Crotone vi sono comuni che conservano e diffondono la cultura arbëreshë come
Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto, mentre nella provincia di
Catanzaro, si registrano i comuni di:
Caraffa di Catanzaro;
Viena di Maida;
Marcedusa;
Andali;
Zangarona e Gizzeria.
Impegna la Giunta
regionale
a porre
in essere ogni adempimento e provvedimento, necessari e opportuni, tesi
all'Istituzione di un Ufficio Consolare della Repubblica d’Albania nella
Regione Calabria.
(27; 04/03/2026) Rosa
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• il treno Frecciarossa
Sibari–Bolzano e Bolzano - Sibari, attualmente in partenza dalla stazione di
Sibari e diretto verso la città di Bolzano, rappresenta l’unico collegamento ad
alta velocità disponibile nell’area settentrionale della regione. • Tale servizio
si ferma attualmente nella stazione di Paola, costringendo i passeggeri
dell’area urbana di Cosenza e dei centri limitrofi a spostarsi fino a quella
città per poter salire sul convoglio. • Gli spostamenti necessari per
raggiungere Paola risultano spesso disagevoli, in particolare nelle fasce
orarie mattutine e notturne, e aumentano i tempi complessivi di viaggio dei
cittadini residenti nei comuni dell’area urbana cosentina. L’attuale stazione
di fermata (Torano - Lattarico) non è utilizzata dai residenti nell’area urbana
in quanto risulta del tutto inadeguata e difficilmente raggiungibile. Il
servizio è stato attivato sulla scorta di un contratto di servizio sottoscritto
con la Regione Calabria. Considerato che • la stazione di Castiglione Cosentino,
situata in una posizione strategica e baricentrica rispetto ai comuni dell’area
urbana, consentirebbe un più agevole accesso al servizio da parte dei
residenti. • I sindaci dei comuni di Castiglione Cosentino, Rende e della
stessa Cosenza hanno già sottoposto tale esigenza all’attenzione della Giunta
regionale. • La Regione tramite la sottoscrizione di un contratto di servizio
contribuisce al finanziamento del servizio Frecciarossa Sibari–Bolzano con una
quota annua pari a 500.000 euro, e appare pertanto legittimo richiedere che il
servizio risponda pienamente alle esigenze della popolazione locale. •
L’eventuale fermata aggiuntiva presso la stazione di Castiglione Cosentino e la
contestuale soppressione della fermata Torano - Lattarico comporterebbe un ritardo
stimabile in circa 12 minuti, facilmente recuperabile nella tratta compresa tra
Vallo della Lucania e Salerno secondo le valutazioni tecniche disponibili.
Ritenuto opportuno • garantire ai cittadini dell’area urbana cosentina un
accesso equo e diretto al servizio di lunga percorrenza Frecciarossa. •
Ottimizzare l’efficacia dell’investimento pubblico annualmente sostenuto dalla
Regione. • Migliorare la fruibilità dei collegamenti ferroviari nazionali,
riducendo la necessità di spostamenti preliminari su gomma o su ferro verso
altre stazioni non baricentriche. Il Consiglio Regionale,
impegna la Giunta
regionale
1. a richiedere
formalmente a Trenitalia S.p.A. l’estensione del percorso del treno
Frecciarossa N. 8509 Sibari–Bolzano fino alla stazione di Castiglione
Cosentino, con inserimento della suddetta fermata a parziale modifica del
contratto di servizio sottoscritto con Trenitalia. 2. A rappresentare con forza
gli interessi dei residenti dell’area urbana di Cosenza, evidenziando la
sostenibilità tecnica dell’intervento e i benefici in termini di accessibilità
e mobilità. 3. A convocare un tavolo tecnico con Trenitalia, RFI e i sindaci
dei comuni interessati per la definizione operativa dell’inserimento della
nuova fermata. 4. A monitorare l’evoluzione delle interlocuzioni e informare il
Consiglio Regionale, entro 60 giorni dall’approvazione della presente mozione,
sugli esiti delle attività intraprese.
(28; 09/03/2026)
Orlandino Greco
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• il 20 gennaio 2026 il
territorio della Regione Calabria è stato interessato da intensi eventi
meteorologici che hanno causato allagamenti, frane, smottamenti e ingenti danni
a infrastrutture pubbliche, viabilità, attività produttive, abitazioni private
e patrimonio ambientale;
• numerosi comuni
calabresi hanno segnalato situazioni di grave criticità con conseguenti disagi
per la popolazione e per il sistema economico locale;
considerato che: • il
Governo della Repubblica ha provveduto alla dichiarazione dello stato di
emergenza, riconoscendo formalmente la gravità degli eventi e la necessità di
attivare interventi straordinari a sostegno dei territori colpiti;
• l’Unione europea mette
a disposizione degli Stati membri specifici strumenti finanziari per
fronteggiare le conseguenze delle calamità naturali, tra cui il Fondo di
Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE), destinato a sostenere interventi
urgenti di ripristino delle infrastrutture essenziali e di assistenza alle
comunità colpite;
• in risposta a una
richiesta di chiarimento avanzata dagli eurodeputati Pasquale Tridico e
Giuseppe Antoci, con nota Ares (2026) 921281, la Presidente della Commissione
Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato la
disponibilità degli strumenti europei di sostegno, evidenziando che
l’attivazione del Fondo di Solidarietà deve essere formalmente richiesta dallo
Stato membro interessato entro i termini previsti dalla normativa europea;
tenuto conto che: • la
Commissione europea ha inoltre ricordato che, nell’ambito dei programmi della
politica di coesione, Calabria, Sicilia e Sardegna dispongono complessivamente
di circa 352 milioni di euro di risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale
(FESR) destinate alla prevenzione e gestione dei rischi naturali, di cui circa
156 milioni risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati per
interventi connessi alla gestione delle emergenze e alla prevenzione del
dissesto;
preso atto che: • sia
necessario agire con la massima tempestività per consentire alle comunità
colpite di accedere alle risorse disponibili a livello nazionale ed europeo;
• la Regione Calabria
debba svolgere un ruolo attivo di coordinamento istituzionale e di impulso nei
confronti del Governo nazionale affinché vengano attivati tutti gli strumenti
finanziari disponibili;
• sia indispensabile
procedere a una ricognizione puntuale e aggiornata dei danni subiti dai
territori al fine di consentire una corretta quantificazione delle risorse
necessarie e l’eventuale utilizzo delle risorse europee disponibili;
impegna la Giunta
regionale
1. a sollecitare il
Governo nazionale, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza,
affinché vengano attivate tutte le misure straordinarie di sostegno previste
dalla normativa nazionale ed europea;
2. a promuovere,
d’intesa con il Governo e con il Dipartimento della Protezione Civile, la
tempestiva presentazione alla Commissione europea della richiesta di accesso al
Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, al fine di sostenere gli interventi
di ripristino nei territori calabresi colpiti;
3. a coordinare con i
comuni e le amministrazioni locali una ricognizione dettagliata dei danni
subiti da infrastrutture pubbliche, patrimonio ambientale, sistema produttivo e
abitazioni private;
4. a valutare l’utilizzo
e l’eventuale riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali europei, in
particolare del Programma FESR, anche alla luce delle risorse disponibili
segnalate dalla Commissione europea per gli interventi di prevenzione e gestione
dei rischi naturali;
5. a riferire con
urgenza al Consiglio regionale sugli sviluppi delle interlocuzioni con il
Governo nazionale e con le istituzioni europee, nonché sulle misure adottate a
sostegno dei territori colpiti.
(29; 16/03/2026) Bruno,
Alecci, De Cicco, Filomena Greco, Scutellà
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• la rivoluzione
ferroviaria avviata in Italia con l’alta velocità ha reso il trasporto su
rotaia sempre più competitivo. • Le infrastrutture ferroviarie consentono un
uso dello spazio pubblico più efficiente e riducono sensibilmente i consumi
energetici rispetto al trasporto su gomma. • Esperienze europee e nazionali
mostrano che investire in reti ferroviarie regionali e sistemi di metropolitana
di superficie produce ampi benefici ambientali, economici e sociali.
Considerato che • la tratta ferroviaria costiera tirrenica tra Lamezia Terme e
Sapri costituisce un asse strategico per la mobilità e richiede una nuova
visione di valorizzazione. • Con un capolinea nord, della futura metropolitana
di superficie, realizzato a Sapri, in sostituzione dell’attuale previsione su
Praia a Mare, consentirebbe l’interscambio diretto con i treni regionali
diretti verso Salerno e Napoli, garantendo continuità di servizio sia ai flussi
pendolari sia ai flussi turistici. • L’intenso traffico veicolare della SS18,
che attraversa numerosi centri abitati costieri, produce criticità in termini
di sicurezza, tempi di percorrenza e impatto ambientale. • La riorganizzazione
degli orari ferroviari con fermata a Paola, in coincidenza con i treni per
Cosenza e Sibari, e con corrispondenze a Lamezia Terme per Catanzaro e per la
Costa degli Dei, rappresenta un elemento chiave per massimizzare l’utilizzo del
servizio. • Il collegamento con l’aeroporto di Lamezia Terme può essere
potenziato tramite un servizio navetta stazione–aeroporto acquistabile
direttamente dal sito di Trenitalia, secondo il modello della “stazione
virtuale”. • La mozione promossa mira alla valutazione tecnica ed economica
della metropolitana leggera di superficie, integrata con il Trasporto Pubblico
Locale su gomma. • L’utilizzo della rete ferroviaria esistente, di proprietà di
Rete Ferroviaria Italiana, consentirebbe di contenere costi e tempi di
realizzazione. • Una gestione tramite società regionale pubblico–privata
garantirebbe stabilità gestionale e sostenibilità economica. Ritenuto che • un
trasporto collettivo moderno è determinante per lo sviluppo del territorio e
per il rilancio turistico. • La Metropolitana di superficie “Tirrenica”
migliorerebbe la qualità della vita dei residenti, la mobilità quotidiana e la
competitività dell’area tirrenica calabrese. • La riduzione dell’uso del mezzo
privato a favore del ferro è pienamente in linea con le strategie europee di
sostenibilità.
Impegna la Giunta
regionale
1. ad avviare, in
collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana e con il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti, le procedure tecnico-amministrative per la
realizzazione della Metropolitana leggera di superficie “Tirrenica”,
utilizzando la rete ferroviaria esistente e gli adeguamenti necessari. In
particolare, a definire quale capolinea nord della linea la stazione di Sapri,
prevedendo l’interscambio diretto con i treni regionali per Salerno e Napoli.
2. A finanziare e ampliare lo studio di fattibilità già avviato, includendo lo
studio delle coincidenze a Paola per Cosenza e Sibari, e a Lamezia Terme per
Catanzaro e la Costa degli Dei. 3. A predisporre il progetto di collegamento
ferroviario diretto Lamezia Terme Centrale–Aeroporto, integrato da un servizio
navetta acquistabile tramite il sito Trenitalia, secondo il modello della
“stazione virtuale”. 4. A promuovere, insieme ai Comuni interessati, un modello
integrato di TPL che ottimizzi l’accesso alla metropolitana di superficie. 5. A
valutare la costituzione di una società regionale pubblico–privata per la
gestione della linea metropolitana e dei servizi intermodali. 6. A inserire
l’opera tra le priorità strategiche della programmazione regionale e dei fondi
europei 2021–2027, del PNRR e delle altre linee di finanziamento per la
mobilità sostenibile. 7. A riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli
avanzamenti del progetto e sulle possibilità di finanziamento. Dispone la
trasmissione della presente mozione:
• alla Giunta regionale
della Calabria;
• alla Commissione
consiliare competente;
• al Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti;
• a Rete Ferroviaria
Italiana;
• agli enti locali
interessati.
(30; 17/03/2026)
Orlandino Greco
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- preso atto che: - Il
conflitto in Iran e la conseguente escalation militare nel Golfo Persico hanno
determinato una crisi energetica di portata straordinaria, con effetti
immediati sui mercati internazionali;
- la chiusura dello
Stretto di Hormuz e la compromissione di infrastrutture strategiche hanno
inciso in maniera significativa sull’approvvigionamento e sui costi delle
materie prime energetiche;
- l’instabilità globale
sta producendo un aumento incontrollato dei costi energetici e degli input
produttivi, con particolare riferimento al gasolio agricolo e ai fertilizzanti;
tenuto conto che: - Sono
pervenute al Consiglio regionale richieste di intervento da parte di numerose
associazioni di categoria del comparto agricolo e della pesca, tra cui in
particolare CIA – Agricoltori Italiani;
- le organizzazioni di
rappresentanza hanno evidenziato con forza le difficoltà crescenti delle
imprese agricole e del comparto della pesca e la necessità di misure urgenti e
concrete a sostegno del settore;
visto che: -Il comparto
agricolo calabrese e il comparto della pesca si trovano in una fase cruciale
della campagna produttiva e dell’attività ittica, nella quale l’utilizzo di
carburanti e mezzi tecnici è indispensabile e non comprimibile;
- gli imprenditori
agricoli e del comparto della pesca stanno subendo una compressione dei margini
senza precedenti, determinata dall’aumento dei costi e dall’impossibilità di
trasferirli sui prezzi di vendita;
- il perdurare di questa
situazione espone le aziende al rischio concreto di produrre in perdita,
compromettendo la continuità aziendale;
considerato che: - Il
perdurare della crisi mette a rischio la tenuta dell’intero sistema
agroalimentare regionale, con ricadute su occupazione, economia locale e
sovranità alimentare;
- in assenza di
interventi immediati, molte aziende agricole e del comparto della pesca
rischiano la chiusura o una drastica riduzione delle attività produttive;
impegna la Giunta
regionale
- ad attivare con
urgenza misure straordinarie di sostegno al settore agricolo regionale e del
comparto della pesca con particolare attenzione alle imprese maggiormente
colpite dall’aumento dei costi energetici e degli input produttivi;
- a predisporre
strumenti di monitoraggio e contrasto a eventuali fenomeni speculativi sui
carburanti agricoli e lungo la filiera agroalimentare;
- a farsi promotori, in
sede nazionale, di iniziative volte a sollecitare il Governo all’adozione di
misure compensative e risorse adeguate per il comparto
agricolo e della pesca;
- ad attivarsi presso le
istituzioni europee affinché vengano adottate politiche straordinarie di
sostegno al settore agricolo e della pesca, anche attraverso forme di
flessibilità rispetto ai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita;
- a riferire al
Consiglio regionale sugli sviluppi e sulle iniziative intraprese in relazione
alla crisi in atto.
(31; 25/03/2026) Bruno,
Alecci, De Cicco, Filomena Greco, Scutellà
È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- da anni in Calabria
diverse famiglie segnalano insufficienze e irregolarità nella fornitura di
presidi sanitari essenziali destinati a bambini e ragazzi con disabilità molto
gravi, con dotazioni talvolta insufficienti a coprire il fabbisogno mensile, costringendo
i nuclei familiari a sostenere spese aggiuntive significative;
- in più occasioni sono
state denunciate criticità nell’organizzazione delle ASP territoriali, con
tempi lunghi di risposta, ritardi nel rilascio di autorizzazioni, mancata
uniformità delle procedure e difficoltà logistiche nella presa in carico di
minori con bisogni complessi;
- il sistema NAD/ADI
(Nutrizione Artificiale Domiciliare / Assistenza Domiciliare Integrata)
rappresenta un tassello fondamentale per garantire la continuità assistenziale,
e numerose famiglie evidenziano carenze di personale, ritardi nell’attivazione,
assenza di figure responsabili stabili e mancanza di una regia regionale
chiara;
- la questione delle
forniture sanitarie ai minori disabili è stata più volte oggetto di
interrogazioni, mozioni e comunicati da parte del sottoscritto che ha
denunciato pubblicamente la necessità di uniformare e potenziare gli interventi
delle ASP e di garantire maggiore sostegno alle famiglie;
- il Consiglio Regionale
ha già riconosciuto all’unanimità, su iniziativa del sottoscritto, (mozione n.
77 approvata nella seduta del 12 marzo 2024) l’urgenza di rafforzare gli
interventi per i disabili gravissimi per integrare con risorse regionali il FNA),
impegnando la Giunta a garantire maggiore copertura e tempestività. Considerato
che: - le difficoltà nella fornitura dei presidi sanitari essenziali possono
comportare un pregiudizio diretto alla salute di minori fragili;
- la mancanza di un
modello organizzativo uniforme tra le diverse ASP genera disparità territoriali
e trattamenti non equivalenti;
- la tutela delle
persone con disabilità, in particolare dei minori con bisogni complessi,
rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza e richiede un funzionamento
efficiente, trasparente e rapido della macchina amministrativa. Tutto ciò
premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche
nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai
disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- se siano disponibili
dati aggiornati circa la corretta erogazione di presidi sanitari destinati a
minori con disabilità gravissime e quali iniziative siano state adottate per
prevenire insufficienze o ritardi da parte delle ASP;
- se tutte le ASP
calabresi applichino procedure uniformi per autorizzazioni, rifornimenti e
sostituzioni di presidi sanitari, e se sia prevista l’adozione di un protocollo
regionale standard;
- qual è l’attuale stato
organizzativo dei servizi NAD/ADI nelle diverse province, con riferimento alla
presenza di responsabili, carenze di organico e tempi medi di attivazione del
servizio;
- se si intenda
predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale sulle forniture,
sulle prese in carico NAD/ADI pediatriche e sul rispetto delle tempistiche;
- se si intenda valutare
l’istituzione di un numero unico regionale o sportello dedicato alle urgenze
dei minori disabili, finalizzato a ridurre tempi e sovraccarichi burocratici.
(25; 12/01/2026)
Bruno. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- il porto di Gioia
Tauro rappresenta la principale infrastruttura economica e occupazionale della
Calabria ed è uno dei maggiori hub logistici del Mediterraneo;
- il terminal
ferroviario del porto è già strutturato per la composizione di treni merci
lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei;
- Secondo quanto
evidenziato dal prof. ..., ordinario di Sistemi di Trasporto presso
l'Università Mediterranea, nei documenti progettuali - in particolare nella
relazione tecnica - relativi alla nuova galleria Santomarco
tra Paola e Cosenza, depositati al Ministero dell'Ambiente, emerge una grave
incongruenza progettuale: -Nei documenti si attesta infatti che il modulo
attuale della linea è pari a 550 metri e che la sagoma è PC45;
tuttavia, nella tabella
recante le caratteristiche funzionali di progetto, non risulta indicata alcuna
nuova misura del modulo, mentre per il profilo ferroviario è chiaramente
riportato l'adeguamento alla sagoma PC80;
-tale omissione induce
legittimamente a ritenere che il modulo della linea resti fermo a 550 metri,
con la conseguenza di continuare a penalizzare il traffico merci proveniente
dal porto di Gioia Tauro, impedendo la circolazione di treni lunghi 750 metri,
come invece previsto dal Piano Regionale dei Trasporti e richiesto dagli
standard europei. - La scelta progettuale sopra richiamata, se confermata,
risulterebbe incomprensibile e gravemente dannosa, perché vanificherebbe ogni
reale ambizione di integrazione della Calabria nelle reti logistiche europee e
comprometterebbe il ruolo strategico di Gioia Tauro determinandone una grave
penalizzazione competitiva aumentando i costi di trasporto merci e riducendo
l'attrattività dello scalo;
- il Piano Regionale dei
Trasporti 2016 prevedeva invece per Gioia Tauro una lunghezza minima dei treni
pari a 750 metri, in coerenza con gli standard europei;
- il Documento di
Economia e Finanza Regionale non affronta in modo puntuale il tema del traffico
ferroviario merci e delle lunghezze dei treni;
- il Governo nazionale
continua a concentrare risorse rilevanti sul progetto del Ponte sullo Stretto,
mentre la Calabria resta priva di infrastrutture ferroviarie moderne e di una
vera Alta Velocità;
si interroga il
Presidente della Regione e l'Assessore ai Trasporti
per sapere:
l. se siano a conoscenza
delle criticità potenziali evidenziate dal prof. ... in merito al mantenimento
del modulo ferroviario di 550 metri nella nuova Galleria Santomarco,
a fronte invece dell'incremento di sagoma a PC80;
2. se intendano
intervenire immediatamente presso il Governo nazionale e RFI per sciogliere i
dubbi e avere certezze che il progetto venga adeguato al modulo minimo di 750
metri, con possibilità di sviluppo futuro fino a 1000 metri;
3. per quali ragioni il
DEFR regionale non affronti in maniera esplicita e vincolante il tema del
trasporto merci ferroviario da e per il porto di Gioia Tauro, con date di
riferimento precise per il modulo di 750 metri da Gioia Tauro sino ai porti ed
interporti delle regioni del Nord;
4. quali iniziative
politiche concrete la Regione Calabria intenda assumere nei confronti del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da ..., per evitare che
la Calabria venga ulteriormente penalizzata, definendo la data in cui
l'itinerario merci lungo il corridoio europeo TEN-T Scan-Med
sia completamente operativo con modulo minimo di 750 metri. Si chiede risposta
urgente, considerata la rilevanza strategica del porto di Gioia Tauro per
l'economia regionale e nazionale.
(26; 12/01/2026)
Ranuccio. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• il progetto promosso
da Edison S.p.A. prevede la realizzazione di un mega impianto di accumulo
idroelettrico ad alta flessibilità mediante pompaggio dell’acqua del mare tra
Favazzina e Melia, nel territorio comunale di Scilla e Bagnara Calabra. • Il proponente
(Edison S.p.A.) sottolinea che l'iniziativa è coerente con il Piano Nazionale
Integrato Energia e Clima (PNIEC) e mira a integrare la generazione rinnovabile
non programmabile, stabilizzando il sistema elettrico nazionale, soprattutto al
Sud e nelle Isole, dove è minore la capacità di accumulo. • Per gli impianti di
accumulo idroelettrico attraverso pompaggio puro, l'autorizzazione è rilasciata
dal Ministero della Transizione Ecologica, sentito il Ministero delle
Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e d'intesa con la Regione
interessata. Considerato che: • il progetto sta suscitando forti polemiche e
preoccupazioni tra i cittadini della Costa Viola, un’area che è anche
classificata come Zona di Protezione Speciale (ZPS). • I residenti, le associazioni
e i comitati locali, tra cui il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa
Viola, hanno espresso un netto rifiuto all'opera, definendola "altamente
impattante per il territorio" e potenzialmente "disastrosa per il
fragile ecosistema". • Secondo le analisi di tecnici e
esperti ambientali, l'impianto avrebbe conseguenze negative, compromettendo
l’equilibrio ambientale tra mare e collina, con specifiche preoccupazioni
riguardo alla fragilità geomorfologica (frane), l'erosione costiera e
l'alterazione del delicato ecosistema marino. • Il Comitato Spontaneo per la
difesa della Costa Viola lamenta che Edison starebbe portando avanti l’iter
autorizzativo tramite "modalità opache" e senza un reale
coinvolgimento della popolazione, la quale si ritiene tenuta all'oscuro delle
procedure in corso. • Si teme inoltre che l'energia prodotta dall'impianto
possa non apportare benefici diretti al territorio calabrese. • Attualmente, il
progetto è in fase di valutazione ambientale (VIA) il sottoscritto consigliere
regionale interroga il Presidente della Regione
per sapere:
1. qual è la posizione
ufficiale e dettagliata della Giunta Regionale in merito alla realizzazione
dell'impianto di accumulo idroelettrico "Favazzina", e se essa
ritenga il progetto compatibile con la tutela del fragile ecosistema della
Costa Viola (ZPS) e con la vocazione turistica e naturalistica dell’area, come
richiesto dalle comunità locali? 2. Quali saranno i criteri specifici di natura
ambientale e territoriale che la Regione Calabria intende considerare prima di
esprimere la necessaria "intesa" con il Ministero della Transizione
Ecologica per il rilascio dell'autorizzazione, come previsto dalla normativa
per gli impianti di pompaggio puro? 3. Quali misure concrete verranno
intraprese dalla Regione per garantire la massima trasparenza e la piena partecipazione
della popolazione e dei comitati locali nel processo autorizzativo e di
Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in corso, in risposta alle lamentele
relative alle “modalità opache” denunciate dai cittadini?
(28; 19/01/2026).
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con Decreto del
Commissario ad acta n. 69/2024 l'Ospedale " Vittorio Cosentino" di
Cariati è stato formalmente riconosciuto quale Ospedale di Zona Particolarmente
Disagiata, nell'ambito della riconfigurazione della rete ospedaliera regionale per
acuti;
- la normativa nazionale
e regionale vigente prevede che gli ospedali ubicati in zone particolarmente
disagiate siano dotati dei servizi essenziali per la gestione
dell'emergenza-urgenza, tra cui un laboratorio analisi operativo h24 ;
- il D C A n. 62/2020
prevede, per il presidio ospedaliero di Cariati, la conversione del laboratorio
analisi in semplice punto prelievi. Considerato che;
- la mancata revisione
del DCA n. 62/2020 determina una evidente incoerenza amministrativa con il DCA
n. 69/2024;
- l'assenza di un
laboratorio analisi h24 preclude l'attivazione del Pronto Soccorso e limita il
funzionamento dei reparti per acuti;
preso atto che: - il
Pronto Soccorso non risulta attivo ed è presente solo un Punto di Primo
Intervento;
- il laboratorio analisi
non è operativo h24 ed è configurato come punto prelievi;
- il reparto di Medicina
per acuti non risulta ancora attivato;
tenuto conto che: - il
formale riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona
Particolarmente Disagiata, operato dal DCA n. 69/2024 è dunque in evidente
contrasto con il DCA n. 62/2020, il quale, al contrario, prevede la conversione
del laboratorio analisi in semplice punto prelievi;
- il riconoscimento
dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata
richiede l'indefettibile operatività h24 del laboratorio analisi e la
sussistenza di un reparto di Medicina pienamente operante;
- inoltre, il DCA n.
69/2024, che attribuisce all'Ospedale di Cariati la qualifica di Ospedale di
Zona Particolarmente Disagiata, è successivo al DCA n. 69/2024;
- la previsione
successiva è stata dettata dalla necessità di garantire il minimo livello di
assistenza in ambito sanitario per i cittadini del territorio in cui insiste
l'Ospedale di Cariati;
- tale contrasto
amministrativo sta comportando gravi disagi all'enorme bacino di cittadini che
necessitano di assistenza presso l'Ospedale di Cariati. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- se la Regione intenda
adattare e revisionare il DCA n. 62/2020 alla nuova e successiva previsione
stabilita dal DCA n. 69/2024 con l'attivazione del laboratorio analisi h24 e
l'attivazione, pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;
- se e con quali termini
e tempistiche la Regione intende concludere la definitiva attivazione del
laboratorio analisi h24 e la definitiva attivazione, pienamente operante, del
reparto di Medicina per acuti;
se la Regione ha
predisposto un cronoprogramma per l’attivazione del laboratorio analisi h24 e
l'apertura del reparto di Medicina per acuti e del Pronto Soccorso - Quali
iniziative intenda assumere la Regione per garantire un servizio sanitario
pubblico adeguato.
(32; 22/01/2026).
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con delibera n. 3171
del 17 dicembre 2025, pubblicata all’Albo Pretorio dell’ASP di Cosenza, è stata
indetta una gara per la fornitura di arredi, attrezzature e componenti
informatici destinati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità;
- dalla suddetta
delibera risulta che, per il Comune di San Marco Argentano, è prevista
esclusivamente la fornitura per l’Ospedale di Comunità, mentre non compare la
Casa di Comunità;
- nel Comune di San
Marco Argentano è attivo un Punto di Primo Intervento (PPI) h24, che registra
ogni anno un numero elevato di accessi, stimabile in circa 5.000;
- da oltre un anno è
stata formalmente richiesta l’assegnazione di almeno una figura di Operatore
Socio-Sanitario (OSS), ritenuta indispensabile per garantire adeguati livelli
di assistenza e sicurezza del servizio;
- tuttavia, con delibera
n. 3210 del 23 dicembre 2025, per il presidio di San Marco Argentano è stata
prevista esclusivamente una figura con mansioni di operaio tecnico, del tutto
inadeguata rispetto alle esigenze assistenziali di un PPI attivo h24;
- presso l’Unità
Operativa di Radiologia del presidio di San Marco Argentano è stato
recentemente installato un mammografo di ultima generazione, che risulta
tuttavia non inserito nel programma aziendale degli screening mammografici;
- analoga esclusione
riguarda lo screening della cervice uterina, nonostante nel Comune sia
operativo un Consultorio Familiare idoneo allo svolgimento di tali attività;
- il DPGR n. 18 del 22
ottobre 2010 ha previsto la riconversione di alcuni presìdi ospedalieri in
Ospedali Distrettuali, successivamente denominati Centri di Assistenza Primaria
Territoriale (CAPT) e quindi Case della Salute;
- con DPGR n. 135 del 21
dicembre 2011 è stato approvato un primo elenco di Case della Salute da
finanziare, tra le quali è inclusa San Marco Argentano;
- la Scheda salvaguardia
n. 4 – “Rete regionale delle Case della Salute”, approvata con DGR n. 647 del
29 dicembre 2017, ha confermato la realizzazione della Casa della Salute di San
Marco Argentano, insieme ad altri presìdi regionali. Considerato che: - le Case
di Comunità rappresentano oggi il fulcro della sanità territoriale e della
medicina di prossimità e che, per il Comune di San Marco Argentano, oltre
all’Ospedale di Comunità, è prevista anche l’attivazione di una Casa di
Comunità, come risulta dagli atti di programmazione della rete territoriale;
- l’indebolimento
progressivo dei servizi sanitari e amministrativi in un territorio interno già
fortemente penalizzato determina un aggravio significativo per cittadini,
pazienti cronici e fasce sociali più fragili;
- la mancata
valorizzazione di strutture, servizi e apparecchiature già installate e
pienamente funzionanti costituisce un grave spreco di risorse pubbliche e
contrasta con i principi di efficienza della programmazione sanitaria. Tutto
ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale,
anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro
dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- per quali motivi, a
San Marco Argentano, già sede di ospedale e oggi sede di CAPT, è prevista
l’attivazione di una Casa di Comunità Spoke, nonostante in altri territori –
quali Cariati, Lungro e Mormanno – le Case di Comunità Hub siano collocate
proprio nei presìdi già sede ospedaliera, per la maggiore disponibilità di
spazi, strutture e risorse umane;
- se, in considerazione
della piena integrazione funzionale tra Case della Salute e Case di Comunità,
si spieghi la mancata menzione della Casa di Comunità di San Marco Argentano
nella delibera ASP n. 3171 del 17 dicembre 2025 e se si intenda procedere a una
integrazione della programmazione;
- se non si ritenga necessaria e urgente l’assegnazione di una figura di
Operatore Socio-Sanitario (OSS) presso il PPI h24 di San Marco Argentano, in
luogo o in aggiunta alla figura di operaio tecnico attualmente prevista;
- per quale motivo il
mammografo di ultima generazione installato presso l’U.O. di Radiologia di San
Marco Argentano non sia stato incluso nel programma degli screening
mammografici;
- se si intenda
attivare, e con quali tempistiche, anche lo screening della cervice uterina
presso il Consultorio Familiare di San Marco Argentano;
- quale seguito abbia
avuto il progetto “Case della Salute” finanziato nell’ambito del POR Calabria
FESR–FSE 2014/2020 e che fine abbiano fatto le risorse pari a 8.149.000,00 euro
destinate alla realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano;
- quali iniziative
urgenti si intendano adottare per garantire il pieno riconoscimento, il
rilancio e il potenziamento dei servizi sanitari territoriali nel Comune di San
Marco Argentano.
(33; 23/01/2026).
Bruno e Barbuto. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- presso l’Azienda
Sanitaria Provinciale di Crotone è istituito il Servizio di Prevenzione Igiene
e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL), competente in materia di
vigilanza, prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro, nonché titolare di
funzioni di polizia giudiziaria ai sensi della normativa vigente;
- l’art. 21 della legge
833/1978 e s.m.i. e l’art. 13 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. attribuiscono tali funzioni a personale formalmente
incaricato quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG);
considerato che: -
secondo informazioni acquisite, lo SPISAL dell’ASP di Crotone risulterebbe
attualmente privo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, con una conseguente
riduzione sostanziale delle attività di vigilanza, accertamento e intervento
previste dalla legge;
- tale eventuale carenza
inciderebbe direttamente sull’effettività dell’azione pubblica di prevenzione e
controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio crotonese;
tenuto conto che: - il
territorio della provincia di Crotone è interessato da interventi di bonifica
ambientale ricadenti nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN),
caratterizzati da elevata complessità tecnica e da rilevanti profili di rischio
sanitario e ambientale;
- le operazioni connesse
alla gestione, movimentazione e trattamento dei materiali derivanti dalle
attività di bonifica richiedono un sistema di vigilanza continuo, qualificato e
pienamente operativo, a tutela dei lavoratori impiegati e della popolazione
residente;
preso atto che: -
risulterebbero segnalazioni circa presunte non conformità nello svolgimento dei
lavori di bonifica avviati nel territorio crotonese a partire dal 16 giugno
2025, con riferimento sia alle modalità operative nei cantieri sia alle fasi di
trasporto dei rifiuti;
- una quota
significativa dei rifiuti prodotti dalle attività di bonifica sarebbe destinata
al conferimento fuori dai confini nazionali, prevedendo il trasferimento
logistico finale tramite il porto di Gioia Tauro, esclusivamente quale punto di
imbarco dei materiali provenienti dal territorio di Crotone;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se risulti confermata
la mancanza di Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso lo SPISAL dell’ASP di
Crotone e, in caso affermativo, se tale situazione sia stata formalmente
segnalata agli uffici regionali competenti;
2. da quanto tempo
perduri tale condizione e quali siano le cause amministrative, organizzative o
normative che l’hanno determinata;
3. quali iniziative
intenda assumere la Regione Calabria, anche in via straordinaria, per garantire
il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e polizia giudiziaria
in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio della provincia di
Crotone;
4. se la Regione abbia
attivato o intenda attivare specifiche attività di verifica e monitoraggio in
relazione allo svolgimento dei lavori di bonifica nel SIN di Crotone e alle
connesse operazioni di gestione e trasporto dei rifiuti;
5. quali misure di
coordinamento e controllo siano previste per assicurare la tutela della salute
pubblica e dell’ambiente con riferimento all’intera filiera delle attività di
bonifica riconducibili al territorio crotonese, comprese le fasi di trasferimento
finale dei materiali.
(36; 28/01/2026).
Barbuto. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 5 agosto 2025,
l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone comunicava, tramite una nota
ufficiale, il completamento della fase di messa in sicurezza degli ascensori
nelle strutture sanitarie del territorio;
- in tale comunicazione,
la Direzione Strategica dell'ASP annunciava che, entro trenta giorni
dall'incontro con la ditta manutentrice, sarebbe stato consegnato un programma
tecnico di adeguamento dettagliato, propedeutico alla definizione di un
cronoprogramma operativo per interventi graduali volti a garantire la
continuità dei servizi e la tutela dell’utenza;
considerato che: •
nonostante le rassicurazioni fornite nell'agosto 2025, segnalazioni datate
gennaio 2026 evidenziano il persistere di una situazione di grave e persistente
criticità presso l'Ospedale San Giovanni di Dio. • Gli ascensori destinati
all'utenza risultano frequentemente fuori uso, costringendo pazienti e
accompagnatori a utilizzare impianti dedicati al personale sanitario, i quali
versano in stato fatiscente, con pannelli di comando danneggiati e privi di
pulsanti e con la pavimentazione deteriorata, che costituiscono un potenziale
rischio per l’incolumità di utenti e personale sanitario. • Tale
malfunzionamento configura una vera e propria barriera architettonica,
impedendo di fatto l’accesso a tutti i reparti. • In particolare, il reparto di
ginecologia, ubicato al secondo piano, risulta di fatto inaccessibile alle
donne in gravidanza, a persone con disabilità e con difficoltà motorie, essendo
raggiungibile esclusivamente tramite le scale, mentre al primo piano, ove è
ubicato il blocco operatorio, risultano saltate le soglie in marmo in
corrispondenza delle porte dell’ascensore, per cui le barelle e i letti su cui
i pazienti vengono trasportati dal personale sanitario subiscono pericolosi
scossoni. Rilevato che: • l’attuale stato degli impianti viola le norme vigenti
in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici
pubblici, tra cui il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 e la Legge n. 104/1992, che
impongono di garantire l’accessibilità e la sicura utilizzazione di spazi e attrezzature
a chiunque abbia una capacità motoria ridotta. • L’efficienza degli ascensori
non è un semplice optional, ma un pilastro della sicurezza sanitaria e della
funzionalità dell'intero ospedale. Il loro malfunzionamento, inoltre, non è
solo un guasto tecnico, ma una violazione delle norme sull'accessibilità
(D.P.R. 503/1996): esso crea barriere fisiche che impediscono alle persone con
mobilità ridotta di accedere alle cure in modo sicuro, autonomo e dignitoso,
garantendo a tutti il diritto alla salute senza discriminazioni. Tutto ciò
premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale,
nella qualità di Commissario della sanità,
per sapere:
1. se sia a conoscenza
della situazione di inagibilità degli ascensori presso l'Ospedale di Crotone,
nonostante quanto annunciato nel comunicato ASP del 5 agosto 2025. 2. Quale sia
lo stato di attuazione del programma tecnico di adeguamento e del relativo
cronoprogramma operativo che dovevano essere definiti entro i 30 giorni
successivi al comunicato di agosto 2025. 3. Quali siano le ragioni per cui,
dopo la dichiarata "messa in sicurezza" dei componenti strutturali,
gli impianti continuino a presentare guasti cronici e condizioni manutentive
inadeguate (pulsantiere rotte, pavimentazione rovinata). 4. Quali interventi
urgenti intende adottare per il ripristino del regolare funzionamento di tutti
gli ascensori esistenti nell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone,
destinati all’utenza e al personale sanitario, per assicurare l’accesso a tutti
i reparti. 5. Quali iniziative saranno poste in essere
per garantire la manutenzione e l’esercizio in sicurezza degli impianti. 6.
Quali investimenti e tempi siano previsti per una sostituzione definitiva o una
riqualificazione integrale degli impianti, al fine di assicurare i Livelli
Essenziali di Assistenza e la dignità dei pazienti.
(37; 29/01/2026).
De Cicco. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Regione Calabria
utilizza il sistema della gestione delle ricette elettroniche e del Fascicolo
Sanitario Elettronico (FSE);
- detto sistema dovrebbe
consentire di monitorare e gestire il corretto approvvigionamento dei farmaci;
-in particolare, il
sistema delle ricette elettroniche consente di tracciare le prescrizioni
mediche e monitorare i farmaci dispensati dalle farmacie, mentre l'FSE permette
di accedere alle informazioni sanitarie dei pazienti, comprese le prescrizioni
mediche e i trattamenti in corso;
Considerato che -
pertanto il Dipartimento della Salute della Regione Calabria dovrebbe essere in
grado di monitorare il consumo dei farmaci in generale, e dei farmaci
cosiddetti "salvavita" in particolare. Tenuto conto che - la Regione
Calabria dovrebbe essere in grado di pianificare la gestione delle scorte dei
suddetti farmaci "salvavita", così da garantirne la disponibilità su
tutto il territorio regionale, ottimizzandone la distribuzione e riducendo i
tempi di attesa in favore dei pazienti più fragili;
- i pazienti costretti
ad assumere siffatta tipologia di farmaci sono circa mille su tutto il
territorio nazionale;
Preso atto che - in
questi ultimi mesi alcuni di questi farmaci "salvavita", in
particolare quelli utilizzati per la prevenzione di malattie cardiocircolatorie
o patologie come ictus cerebrale e embolie polmonari,
sono risultati indisponibili per tutti quei pazienti che ne necessitano
l'assunzione, essendo stata sospesa l'erogazione, ovvero perché non sono stati
prontamente approvvigionati;
- la mancata erogazione
dei suddetti farmaci ha provocato e può provocare un grave ed irreparabile
danno a carico della salute di tutti questi pazienti, mettendone a rischio la
loro continuità terapeutica, violando un diritto fondamentale quale quello della
salute che trova piena tutela nella nostra Costituzione. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- i motivi per i quali
si sia verificato il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione dei
suddetti farmaci;
, - se e quali
provvedimenti codesta Giunta regionale intenda adottare al fine di evitare che
si ripetano in futuro il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione
dai suddetti farmaci.
(38; 30/01/2026)
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 14 marzo 2022
la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali un Accordo
Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del personale ex
LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;
- tale Accordo prevedeva
l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da altre forme di
fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti
ancora in servizio;
- nell'Accordo Quadro è
espressamente stabilito che le risorse trasferite agli enti utilizzatori
debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate per ciascun
lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli retributivi,
attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del contributo
pro-capite;
- il fondo regionale,
una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe dovuto, a partire dal
2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di numerosi lavoratori, da
rendicontare e redistribuire sulla platea residua per consentire l'aumento
dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla normativa
vigente;
considerato che: -
nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex
LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori
alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni
di vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;
- alcuni Comuni di
maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono riusciti a
garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti ex LSU/LPU,
mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di organico,
non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di risorse
finanziarie;
- la Regione Calabria ha
progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il personale ex
LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per l'anno 2024 e di
oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, in conseguenza
delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o altre cause;
- tale riduzione appare
in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo Quadro del 14 marzo
2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione delle economie sulla
platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del fondo, al fine di
incrementare l'orario lavorativo;
- le Organizzazioni
Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale dell'Accordo da parte della
Regione Calabria e l'assenza di un confronto sindacale preventivo sulle
decisioni assunte;
- proposte volte
all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa
distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno
trovato riscontro;
- molti Comuni
calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie, si
trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei
dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di
garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente
più fragili;
preso atto che: - a
distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, gran parte
degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando migliaia di
lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;
- il mantenimento di
contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce dell'aumento del
costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti dei lavoratori
coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici locali;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quali siano le
motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse regionali destinate
al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto dall'Accordo Quadro
del 14 marzo 2022;
2. se la Giunta
regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al ripristino delle
risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei
dipendenti ancora in servizio;
3. quali misure intenda
adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una retribuzione dignitosa e
una pensione adeguata, anche attraverso il riconoscimento dei contributi
previdenziali per gli anni di servizio prestati;
4. se la Regione
Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale per una più equa
distribuzione del personale, in particolare a favore dei Comuni in difficoltà
economica e con carenze strutturali di organico;
5. quali siano le
tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le Organizzazioni
Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione di soluzioni
strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.
(40; 02/02/2026)
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- da fonti di stampa,
ampiamente diffuse, emergono notizie circa un possibile smantellamento o
depotenziamento dell'Unità Operativa di Anatomia Patologica afferente allo
Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano, con ipotesi di accentramento delle
funzioni presso strutture hub;
- secondo le medesime
fonti, tale riorganizzazione inciderebbe su un servizio essenziale e
strutturante per l'operatività dell'intero presidio ospedaliero, con potenziali
conseguenze sui tempi e sulla qualità della diagnosi, in particolare in ambito
oncologico;
- il clamore di tali
notizie ha suscitato enormi preoccupazioni diffuse nei territori interessati,
anche in relazione al futuro assetto del nuovo ospedale della Sibaritide ed
alla mancata attivazione di servizi strategici qual i Medicina nucleare ed Emodinamica;
considerato che: - la
presenza di un reparto di Anatomia Patologica costituisce un livello essenziale
dell’assistenza sanitaria ed è un elemento imprescindibile per garantire
diagnosi tempestive e appropriate;
- qualsiasi
riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere sorretta da atti formali,
trasparenti e pubblicamente accessibili, nonché da valutazioni di impatto
sull'assistenza e sui LEA;
- la mancanza di
chiarezza sugli atti adottati rischia di generare disorientamento istituzionale
e sfiducia nei confronti del sistema sanitario regionale;
preso atto che: - tali
notizie stanno suscitando forti preoccupazioni nei cittadini in quanto relativo
un servizio essenziale di vitale importanza. Tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se e quali atti
amministrativi siano stati adottati, anche di natura organizzativa o
gestionale, volti alla riorganizzazione, al trasferimento o all'accentramento
delle funzioni di Anatomia Patologica afferenti allo Spoke di
Corigliano-Rossano e quali siano tali atti;
2. quali motivazioni
tecniche, organizzative ed economiche abbiano determinato tali scelte e se
siano state effettuate valutazioni di impatto sanitario sui tempi diagnostici e
sulla presa in carico dei pazienti;
3. quali iniziative si
intendano assumere per garantire il mantenimento di un'Anatomia Patologica
pienamente operativa nello Spoke di Corigliano-Rossano.
(50; 16/02/2026).
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 16 febbraio
2026 organi di stampa hanno diffuso una notizia riguardante la presenza di
numerose autovetture nuove, parrebbe riconducibili all’ASP di Cosenza,
parcheggiate da mesi in un’area di Montalto Uffugo e apparentemente mai
utilizzate;
- le immagini e le
testimonianze, rese pubbliche dal giornalista Lino Polimeni, mostrerebbero
vetture nuove, ferme all’aperto da lungo tempo, con possibili conseguenze sul
deterioramento dei mezzi e quindi sulla perdita di valore del patrimonio
pubblico;
- la vicenda, qualora
confermata, solleverebbe rilevanti criticità in termini di programmazione della
spesa sanitaria, efficienza amministrativa e possibile danno erariale, profilo
quest’ultimo di competenza della Corte dei conti. Considerato che: - se tali
mezzi erano destinati al rafforzamento dell’assistenza domiciliare o dei
servizi territoriali, il loro mancato utilizzo potrebbe aver arrecato un
ulteriore danno funzionale ai cittadini, già penalizzati dalle note criticità
del sistema sanitario calabrese;
- l’assenza di
comunicazioni ufficiali da parte dell’ASP di Cosenza contribuisce ad alimentare
dubbi e preoccupazioni nell’opinione pubblica. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella
qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai
disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- se sia a conoscenza
dei fatti riportati dalla stampa relativi alla presenza di un numero
significativo di autovetture dell’ASP di Cosenza, nuove e mai utilizzate,
parcheggiate da mesi a Montalto Uffugo;
- nel caso in cui sia
confermato che siano di proprietà dell’ASP di Cosenza, quali sono le
motivazioni ufficiali riguardo al mancato utilizzo dei mezzi, indicando: il
tipo di alimentazione delle stesse, gli eventuali problemi tecnici,
amministrativi, logistici o procedurali che ne avrebbero impedito la messa in
servizio;
- qual è il costo
complessivo sostenuto per l’acquisto di tali veicoli, con specificazione delle
fonti di finanziamento impiegate (fondi regionali, nazionali o comunitari);
- se l’ufficio del
Commissario intenda avviare verifiche ispettive o richiedere una relazione
dettagliata all’ASP di Cosenza sullo stato del parco auto e sulla
programmazione del suo utilizzo;
- se sia stato valutato
il rischio di danno erariale e se l’Amministrazione intenda segnalare la
situazione alla Corte dei conti per le conseguenti verifiche contabili;
- quali iniziative
urgenti si intende assumere per assicurare che i mezzi vengano finalmente
impiegati per i servizi sanitari territoriali, evitando ulteriore
deterioramento e spreco di risorse.
(52; 17/02/2026)
Greco Filomena. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- l’art. 32 della
Costituzione qualifica la tutela della salute quale diritto fondamentale
dell’individuo e interesse della collettività;
- l’art. 3 della
Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno godimento dei diritti fondamentali, ivi compreso il
diritto alla salute;
- la giurisprudenza
costituzionale ha chiarito che l’equilibrio di bilancio ex art. 81 Cost. non
può comprimere il nucleo essenziale dei diritti fondamentali, né giustificare
misure tali da compromettere l’effettiva erogazione dei LEA;
- il rapporto
convenzionale tra Servizio Sanitario Nazionale e Medici di Medicina Generale è
disciplinato dal D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i.
e dagli Accordi Collettivi Nazionali (ACN), che riconoscono al medico autonomia
e responsabilità professionale nelle scelte diagnostico-terapeutiche;
- il D.P.C.M. 12 gennaio
2017 ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza, imponendo
alle Regioni l’obbligo di garantirne l’uniforme erogazione;
- il D.M. 23 maggio
2022, n. 77, rafforza il ruolo della medicina generale nell’ambito
dell’assistenza territoriale, quale perno della presa in carico dei pazienti
cronici e fragili;
- ai sensi del D.lgs.
502/1992 e della normativa regionale vigente, la Regione esercita funzioni di
indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo nei confronti delle
Aziende Sanitarie Provinciali, anche al fine di assicurare omogeneità
applicativa e coerenza con gli obiettivi del Piano di rientro;
- secondo quanto
riportato da organi di stampa e segnalazioni pervenute, diverse Aziende
Sanitarie Provinciali della Calabria avrebbero adottato o starebbero adottando
provvedimenti sanzionatori nei confronti dei Medici di Medicina Generale per
presunta inappropriatezza prescrittiva, sulla base di scostamenti rispetto a
parametri medi di spesa farmaceutica;
considerato che: • ai
sensi dell’art. 97 Cost., l’azione amministrativa deve conformarsi ai principi
di legalità, buon andamento e imparzialità;
- la L. 7 agosto 1990,
n. 241, impone adeguata istruttoria, motivazione e rispetto dei principi di
proporzionalità e ragionevolezza;
- la giurisprudenza
amministrativa esclude la legittimità di provvedimenti fondati su automatismi
statistici privi di valutazione individualizzata del caso clinico;
- il principio di
appropriatezza prescrittiva, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale
e normativa nazionale in materia sanitaria, deve essere valutato in relazione
alla specifica condizione clinica del singolo paziente e non può essere desunto
esclusivamente da scostamenti statistici rispetto a medie aggregate di spesa;
- l’eventuale utilizzo
di meri parametri ragionieristici come presupposto sanzionatorio rischia di
determinare uno sviamento della funzione amministrativa, subordinando la
valutazione clinica a finalità esclusivamente finanziarie;
- una gestione non
coordinata a livello regionale delle politiche di controllo della spesa
farmaceutica può generare difformità territoriali, disparità di trattamento tra
professionisti operanti in province diverse e potenziale compromissione
dell’uniformità dei LEA;
- la proliferazione di
contenzioso seriale in materia di sanzioni prescrittive espone il SSR a
rilevanti rischi economici e a possibili responsabilità erariali;
tenuto conto che: • un
clima sanzionatorio generalizzato può produrre effetti distorsivi sull’attività
prescrittiva dei Medici di medicina generale, inducendo fenomeni di medicina
difensiva “al ribasso”;
- eventuali limitazioni
indirette all’accesso ai farmaci, specie per pazienti cronici, oncologici o
fragili, rischiano di determinare un aggravamento delle condizioni di salute e
un aumento degli accessi impropri alle strutture ospedaliere;
- in taluni casi,
l’effetto indiretto di un’applicazione rigidamente parametrica dei controlli
sulla spesa farmaceutica potrebbe incidere sull’attuazione di piani terapeutici
regolarmente autorizzati, determinando il ricorso a prescrizioni alternative non
sempre pienamente sovrapponibili sotto il profilo clinico ovvero inducendo i
pazienti a rivolgersi a medici operanti in altre province o regioni per
ottenere la prescrizione del medesimo farmaco;
- eventuali limitazioni
o disincentivi alla prescrizione di farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario
Regionale possono tradursi in un aggravio economico diretto a carico dei
cittadini, costretti ad acquistare privatamente i medicinali necessari, con il
rischio concreto che i soggetti economicamente più fragili rinuncino o
ritardino le cure, in potenziale contrasto con i principi di universalità,
uguaglianza sostanziale e tutela effettiva del diritto alla salute di cui agli
artt. 3 e 32 della Costituzione;
- tali dinamiche
potrebbero inoltre determinare fenomeni di mobilità sanitaria impropria e
ulteriori oneri indiretti per il sistema sanitario regionale, in apparente
contraddizione con gli obiettivi di razionalizzazione e sostenibilità del Piano
di rientro;
- la Regione, quale ente
titolare della funzione di programmazione sanitaria e soggetto responsabile
dell’attuazione del Piano di rientro, è chiamata a garantire un equilibrio
effettivo tra sostenibilità finanziaria e tutela piena e non meramente formale
del diritto alla salute;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se sia a conoscenza
dei criteri, delle metodologie istruttorie e dei presupposti
tecnico-scientifici adottati dalle Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria
in materia di contestazione dell’inappropriatezza prescrittiva;
2. se tali criteri siano
stati formalmente definiti o validati a livello regionale mediante atti di
indirizzo o linee guida uniformi, ovvero se siano frutto di autonome
determinazioni aziendali;
3. se la Regione intenda
esercitare i propri poteri di indirizzo e coordinamento al fine di garantire
uniformità applicativa, trasparenza procedimentale, valutazione clinica
individualizzata, pieno rispetto dell’autonomia professionale dei Medici di
Medicina Generale e tutela della continuità terapeutica dei pazienti;
4. quali iniziative
urgenti e strutturali intenda adottare per assicurare che le politiche di
contenimento della spesa farmaceutica siano fondate su criteri di
appropriatezza clinica individualizzata, coerenti con i principi
costituzionali, con la normativa statale vigente e con l’obbligo di garanzia
uniforme dei LEA su tutto il territorio regionale e prevenire fenomeni di
mobilità sanitaria impropria;
5. se non ritenga
opportuno valutare, anche mediante apposita direttiva regionale, la sospensione
o revisione dei procedimenti sanzionatori eventualmente avviati, nelle more di
una verifica complessiva del quadro normativo e tecnico-scientifico di riferimento,
al fine di prevenire contenziosi diffusi, disparità territoriali e possibili
aggravi erariali.
(53; 17/02/2026).
Il
Consiglio regionale,
vista la legge regionale
12 ottobre 2016, n. 30 “Disposizioni sulla partecipazione della Regione
Calabria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche
dell’Unione Europea e sulla programmazione nazionale per le politiche di
sviluppo e coesione”;
viste:
- la Delibera di Giunta
regionale n. 87 del 27 febbraio 2026 recante: “POC 2021-2027 - Avvio
concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione
di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024
della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del
Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n.
183/1987”, e la Delibera di Giunta regionale n. 109 del 25 marzo 2026 recante:
“POC 2021-2027 - Quadro esigenziale interventi
finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR)
- Legge n. 183/1987 - Modifica e integrazione DGR. n. 87 del 27/02/2026,
rubricate come proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^;
visti:
- l’articolo 5 della
Legge 16 aprile 1987, n. 183 “Coordinamento delle politiche riguardanti
l'appartenenza dell'Italia alle comunità europee ed adeguamento
dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari”;
- l’articolo 1, commi
54, 177 e 178 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 “Bilancio di previsione
dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio
2021-2023”;
- l’articolo 1, comma 2
del Decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124 “Disposizioni urgenti in materia di
politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno
del Paese, nonché in materia di immigrazione”;
visti, inoltre:
- la delibera CIPESS n.
78/2021 recante: “Programmazione della politica di coesione 2021-2027 –
Approvazione della proposta di accordo di partenariato 2021-2027 e definizione
dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il ciclo
di programmazione 2021-2027”;
- la delibera CIPESS n.
25/2023 recante: “Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Imputazione
programmatica in favore di regioni e province autonome”;
- la delibera CIPESS n.
17/2024 recante: “Regione Calabria - Assegnazione risorse FSC 2021-2027, ai
sensi dell’articolo 1, comma 178, lettera e), della legge n. 178 del 2020 e
successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi del punto 1.3 della delibera
CIPESS n. 16 del 2023 e ai sensi dell’articolo 53 del decreto-legge n.
13/2023”;
- il Documento “Fondo
Sviluppo e Coesione 2021-2027 Aree tematiche e Obiettivi strategici.
Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020” (Aprile 2022);
- la deliberazione di
Giunta regionale n. 745 del 19 dicembre 2023 recante: “Fondo Sviluppo e
Coesione (FSC) 2021-2027. Criteri per la definizione del quadro di esigenze e
avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla
sottoscrizione dell'Accordo per la Coesione della Regione Calabria”;
- la deliberazione di
Giunta regionale n. 83 del 4 marzo 2024 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione
(FSC) 2021-2027. Presa d'atto dell'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione della
Regione Calabria sottoscritto in data 16 Febbraio
2024”;
- il decreto del
Presidente della Regione Calabria n. 64 del 29 ottobre 2025 recante: “POC
2021-2027 Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio
concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione
di un Atto Aggiuntivo all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024
della Regione Calabria -Programmazione degli interventi finanziabili mediante
le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla
Legge n.183/1987”;
considerato che:
- con il decreto del
Presidente della Giunta regionale n. 64/2025 è stato individuato, sulla base
della ricognizione operata dal Dipartimento Programmazione Unitaria in
coordinamento con i Dipartimenti Regionali titolari per materia, il quadro
delle esigenze e dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di
intervento da porre negli specifici settori afferenti alle Aree Tematiche di
cui al Documento FSC (Aprile 2022) concernente i criteri generali sulla
programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base della
programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il Fondo di
Rotazione);
- alle predette necessità si riteneva di poter fornire adeguata
copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di Rotazione
nell’ambito del programma POC 21-27, per un importo complessivo pari a €
694.611.708,94;
considerato, altresì,
che: a seguito della definizione del predetto quadro esigenziale sono emersi nuovi e diversi fabbisogni di
intervento da finanziare con le risorse del fondo di rotazione;
preso atto che:
- la rimodulazione dei
fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri generali alla base
della programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, quali:
• coordinamento con le
iniziative già programmate in tutti gli strumenti regionali attivi, tenuto
conto dei principi di demarcazione, complementarità e addizionalità;
• assenza di
sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili nell’ambito del PR
Calabria FESR FSE + 2021/2027;
• verifica della
coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento afferenti alle aree
tematiche di cui al Documento FSC 2021/2027 “Aree Tematiche e Obiettivi
Strategici Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n.
178/2020- Aprile 2022”;
preso atto, altresì,
che:
- il Dipartimento
Programmazione unitaria ha chiarito le motivazioni che hanno determinato la
riduzione, per alcuni specifici settori di intervento, del fabbisogno
precedentemente previsto nel quadro esigenziale
definito, specificando che detta riduzione è stata effettuata in funzione di:
- opportunità di
riprogrammazione del FSC 21/27 emerse a seguito dell’intesa sancita in sede di
Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025 per il cui effetto si è previsto di
poter mantenere sul fondo FSC 21/27 alcuni interventi infrastrutturali in
ritardo di attuazione che ad ottobre dello scorso anno si era ritenuto di dover
riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC 21/27;
- interlocuzioni
intercorse con il Dipartimento competente in materia di Edilizia sanitaria da
cui è emersa la necessità di un minore fabbisogno sul POC 21/27, in quanto per
gli interventi programmati è stata individuata una diversa copertura
finanziaria a valere su altre risorse;
considerato, inoltre,
che:
- il documento di
programmazione "FSC 2021-2027 - Aree Tematiche e Obiettivi
Strategici", nell'ambito dell'area tematica 'Istruzione e Formazione',
prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il
rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio
a favore di studenti meritevoli, concentrandosi sugli studenti delle Università
del Mezzogiorno;
- nella delibera di
Giunta regionale n. 87/2026, nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale del POC 21/27, è stata prevista l'allocazione
di risorse afferenti al settore d'intervento 'Educazione e Formazione';
- sulla base delle
interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la necessità
di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR n. 87/2026, relativa
al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai fabbisogni
stimati;
preso atto, inoltre,
che:
- il Dirigente generale
del Dipartimento Programmazione unitaria, sulla scorta dell’istruttoria
effettuata, ha attestato la regolarità amministrativa nonché la legittimità
della deliberazione e la sua conformità alle disposizioni di legge e di
regolamento comunitarie, nazionali e regionali, ai sensi della normativa
vigente e del disciplinare dei lavori di Giunta approvato con D.G.R. n.
17/2020;
- il Dirigente generale
del Dipartimento Programmazione unitaria ha attestato che il provvedimento, in
quanto avente natura programmatica, non comporta oneri a carico del bilancio
regionale;
considerato che: il
quadro esigenziale degli interventi, emerso a livello
regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 2021/2027,
costituisce la base di riferimento per il negoziato da condurre con le
Amministrazioni nazionali al fine dell’individuazione congiunta delle progettualità
da finanziare con le risorse del Fondo di Rotazione;
ritenuto: di prendere
atto del quadro esigenziale degli interventi emerso a
livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 21/27, come
modificato alla luce dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento di cui alla
DGR 87/2025, e di come ulteriormente modificato ed integrato con la DGR
109/2025, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno finanziario
previsto nel settore “Educazione e Formazione” e alla contestuale riduzione del
fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo e ospitalità”,
secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo dell'allocazione
delle risorse disponibili per aree tematiche e settori d'intervento, in
allegato alla suddetta DGR n. 109/2026 e alla presente deliberazione di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
rilevato che la Seconda
Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata
favorevolmente in merito alla proposta di provvedimento amministrativo n.
47/13^ unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e
sostanziale;
visti gli articoli 14 e
16 della legge regionale n. 30/2016;
udito il relatore,
consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni,
motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente
riportate:
-di approvare la
proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^, recante: “POC
2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata
alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la
Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 -
Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili
mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di
cui alla Legge n. 183/1987”, unitamente al relativo allegato di cui costituisce
parte integrante e sostanziale.
Il
Consiglio regionale
premesso che:
· l’articolo
57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del
bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i bilanci
degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno
ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che,
previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento
Bilancio, Patrimonio e Finanze (oggi Bilancio, Finanze e Patrimonio) per la
definitiva istruttoria di propria competenza;
· la
Giunta regionale trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva
approvazione, a norma dell’art. 54, comma 5, lettera b), della legge regionale
19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della regione Calabria);
visti:
· la
legge regionale 3 agosto 1999, n. 20 (Istituzione dell'Agenzia Regionale per la
Protezione dell'Ambiente della Calabria - A.R.P.A.CAL.);
· la
legge regionale n. 8/2002;
·
il decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi
contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei
loro organismi);
vista la deliberazione
della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026, recante: “Bilancio di
previsione 2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente
(ARPACAL) - Trasmissione proposta al Consiglio regionale per gli atti di
competenza”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n. 45/13^;
vista la deliberazione
n. 590 del 24 novembre 2025, con la quale il Direttore Generale dell’ARPACAL ha
approvato il bilancio di previsione 2026-2028 allegato alla deliberazione della
Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale (allegato 1);
rilevato che il Revisore
unico dei conti dell’Agenzia, con verbale n. 20 del 12 novembre 2025, allegato 1 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85
del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale,
· ha
rilevato che il bilancio di previsione proposto rispetta il pareggio
finanziario complessivo di competenza e gli equilibri di parte corrente e in
conto capitale;
· si
è espresso favorevolmente in ordine all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione
presunto;
· si
è espresso favorevolmente con riferimento al Fondo rischi contenzioso, ha
verificato la congruità del relativo stanziamento;
· ha
verificato regolarità del calcolo del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità ed il
rispetto dell’accantonamento per l’intero importo.
· relativamente
alla normativa sulla spending review, l’organo di controllo ha evidenziato che
gli stanziamenti di bilancio sono stati effettuati tenendo conto degli
indirizzi di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della
pubblica amministrazione;
· ha
attestato la corrispondenza delle previsioni finanziarie del bilancio 2026/2028
alle norme di legge nazionali e regionali vigenti in materia, la coerenza
interna, la congruità e l’attendibilità delle previsioni ed ha espresso parere
favorevole all’approvazione del Bilancio di previsione dell’ARPACAL, riferito
al triennio 2026/2028 ed ai relativi allegati.
considerato che il
dipartimento regionale “Sostenibilità Ambientale”, che esercita la vigilanza
sull’Ente, nell’istruttoria di propria competenza (prot. n. 83418 del 2
febbraio 2026), resa ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale
4 febbraio 2002, n. 8, allegato 2 alla deliberazione della Giunta regionale n.
85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale,
· ha
rilevato che l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Regione
Calabria, rientra nel novero degli enti strumentali vigilati facenti parte del
“Gruppo Amministrazione Pubblica” ai sensi dell’allegato 4/4 del D.lgs.
118/2011;
· ha
rilevato che il bilancio previsionale armonizzato 2026/2028 dell’Agenzia
Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria è stato
redatto secondo gli schemi di bilancio di cui al D.lgs. 118/2011 e nel rispetto
dei principi contabili applicati di cui agli allegati 4/1 e 4/2 al medesimo
decreto;
· ha
rilevato che il Comitato di Indirizzo dell’Agenzia Regionale per la Protezione
dell’Ambiente della Regione Calabria di cui all’art. 10 comma 1 della legge
regionale 20/99, con verbale n. 3 reso nella seduta del 16 dicembre 2025
(acquisito al Prot. N. 45253 del 20/01/2026), ha espresso parere positivo
sull’approvazione del Bilancio di previsione 2024/2026 approvato dall’Agenzia
con delibera del Commissario straordinario n. 590 del 24/11/2025;
· ha
evidenziato il rispetto delle misure di contenimento della spesa;
· a
conclusione dell’istruttoria di propria competenza, ha espresso “parere
favorevole alla proposta di bilancio di previsione 2026/2028 dell’Agenzia
Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria adottato con
delibera del Commissario straordinario n. 590 del 24/11/2025.”;
dato atto che il
Comitato di Indirizzo di Arpacal, con verbale del 16 dicembre 2025 (prot.
452553 del 20/01/2026), allegato 3 alla deliberazione della Giunta regionale n.
85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale, ha espresso parere favorevole per l’approvazione del “Bilancio di
Previsione 2026/2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e
relativi allegati, approvato dall’ARPACAL con la delibera del Direttore
Generale n.590 del 24/11/2025;
tenuto conto che il
dipartimento “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, nell’istruttoria di competenza,
allegato 4 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026
e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,
· ha
rilevato la “sussistenza degli equilibri di bilancio, per come definiti dal
decreto legislativo 23 giugno 2011”, nonché la “determinazione del Fondo
Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE), del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV) nonché
del Fondo di Garanzia per i Debiti Commerciali (FGDC);
· ha
formulato all’Ente le seguenti raccomandazioni:
-
con riferimento alla verifica
equilibri di bilancio, in fase di stesura del Rendiconto di Gestione 2025, di
procedere alla corretta redazione della tabella a/2, afferente alla
dimostrazione delle risorse vincolate di cui al risultato di amministrazione, in
continuità con i risultati riportati dal precedente esercizio 2024, apportando
i necessari correttivi rispetto ai dati riportati nella tabella in commento;
-
con riferimento al Fondo
Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE): nella prima variazione di bilancio utile,
di provvedere ad implementare il fondo al fine di riallinearlo agli
accantonamenti minimi di legge; nel corso dell’esercizio 2026, “di aggiornare
le previsioni di spesa di cui al FCDE, verificandone, a seguito dell’attività
di gestione, la congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli
stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con
riferimento all’effettivo andamento degli incassi”;
-
con riferimento al Fondo
Pluriennale Vincolato, ha raccomandato all’Ente “a seguito dell’approvazione
della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari
correttivi al predetto FPV, sia per la parte corrente sia per quella in conto
capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza
finanziaria potenziata.”;
· preso
atto dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti e del dipartimento
vigilante “Sostenibilità Ambientale”, che esercita la vigilanza sull’Ente ai
sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8,
richiamate le raccomandazioni dello stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e
Patrimonio”, in merito all’aggiornamento, alla gestione del Fondo Crediti
Dubbia Esigibilità (FCDE) e del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV), nonché in
merito ai necessari correttivi da apportare in sede di Rendiconto 2025 con
riferimento alla corretta redazione del prospetto a/2 inerente alla
dimostrazione delle quote vincolate del risultato di amministrazione, ha
espresso parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta regionale, della
“proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028 dell’Agenzia per la Protezione
dell’Ambiente (ARPACAL), al fine della successiva trasmissione della stessa al
Consiglio Regionale, per il seguito di competenza, ex articolo dell’articolo
57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.”;
rilevato che la Seconda
Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata
favorevolmente sull’approvazione del bilancio di previsione 2026 - 2028
dell’ARPACal, con i documenti ad esso allegati;
udito il relatore,
consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni,
motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente
riportate:
-
di approvare, ai sensi
dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n.8, il
Bilancio di previsione 2026 – 2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione
dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL), e i documenti ad esso allegati
richiamati in premessa che costituiscono parti integranti e sostanziali della
presente deliberazione.
Il
Consiglio regionale,
vista la legge regionale
12 ottobre 2016, n. 30 “Disposizioni sulla partecipazione della Regione
Calabria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche
dell’Unione Europea e sulla programmazione nazionale per le politiche di
sviluppo e coesione”;
viste:
- la Delibera di Giunta
regionale n. 87 del 27 febbraio 2026 recante: “POC 2021-2027 - Avvio
concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione
di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024
della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del
Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n.
183/1987”, e la Delibera di Giunta regionale n. 109 del 25 marzo 2026 recante:
“POC 2021-2027 - Quadro esigenziale interventi
finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR)
- Legge n. 183/1987 - Modifica e integrazione DGR.n.
87 del 27/02/2026, rubricate come proposta di provvedimento amministrativo n.
47/13^;
visti:
- l’articolo 5 della
Legge 16 aprile 1987, n. 183 “Coordinamento delle politiche riguardanti
l'appartenenza dell'Italia alle comunità europee ed adeguamento
dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari”;
- l’articolo 1, commi
54, 177 e 178 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 “Bilancio di previsione
dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio
2021-2023”;
- l’articolo 1, comma 2
del Decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124 “Disposizioni urgenti in materia di
politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno
del Paese, nonché in materia di immigrazione”;
visti, inoltre:
- la delibera CIPESS n.
78/2021 recante: “Programmazione della politica di coesione 2021-2027 –
Approvazione della proposta di accordo di partenariato 2021-2027 e definizione
dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il ciclo
di programmazione 2021-2027”;
- la delibera CIPESS n.
25/2023 recante: “Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Imputazione
programmatica in favore di regioni e province autonome”;
- la delibera CIPESS n.
17/2024 recante: “Regione Calabria - Assegnazione risorse FSC 2021-2027, ai
sensi dell’articolo 1, comma 178, lettera e), della legge n. 178 del 2020 e
successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi del punto 1.3 della delibera
CIPESS n. 16 del 2023 e ai sensi dell’articolo 53 del decreto-legge n.
13/2023”;
- il Documento “Fondo
Sviluppo e Coesione 2021-2027 Aree tematiche e Obiettivi strategici.
Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020” (Aprile 2022);
- la deliberazione di
Giunta regionale n. 745 del 19 dicembre 2023 recante: “Fondo Sviluppo e
Coesione (FSC) 2021-2027. Criteri per la definizione del quadro di esigenze e
avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla
sottoscrizione dell'Accordo per la Coesione della Regione Calabria”;
- la deliberazione di
Giunta regionale n. 83 del 4 marzo 2024 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione
(FSC) 2021-2027. Presa d'atto dell'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione della
Regione Calabria sottoscritto in data 16 febbraio 2024”;
- il decreto del
Presidente della Regione Calabria n. 64 del 29 ottobre 2025 recante: “POC
2021-2027 Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio
concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione
di un Atto Aggiuntivo all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024
della Regione Calabria -Programmazione degli interventi finanziabili mediante
le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla
Legge n.183/1987”;
considerato che:
- con il decreto del
Presidente della Giunta regionale n. 64/2025 è stato individuato, sulla base
della ricognizione operata dal Dipartimento Programmazione Unitaria in
coordinamento con i Dipartimenti Regionali titolari per materia, il quadro
delle esigenze e dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di
intervento da porre negli specifici settori afferenti alle Aree Tematiche di
cui al Documento FSC (Aprile 2022) concernente i criteri generali sulla
programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base della
programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il Fondo di
Rotazione);
- alle predette necessità si riteneva di poter fornire adeguata
copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di Rotazione
nell’ambito del programma POC 21-27, per un importo complessivo pari a €
694.611.708,94;
considerato, altresì,
che: a seguito della definizione del predetto quadro esigenziale sono emersi nuovi e diversi fabbisogni di
intervento da finanziare con le risorse del fondo di rotazione;
preso atto che:
- la rimodulazione dei
fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri generali alla base
della programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, quali:
• coordinamento con le
iniziative già programmate in tutti gli strumenti regionali attivi, tenuto
conto dei principi di demarcazione, complementarità e addizionalità;
• assenza di
sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili nell’ambito del PR
Calabria FESR FSE + 2021/2027;
• verifica della
coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento afferenti alle aree
tematiche di cui al Documento FSC 2021/2027 “Aree Tematiche e Obiettivi
Strategici Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n.
178/2020- Aprile 2022”;
preso atto, altresì,
che:
- il Dipartimento
Programmazione unitaria ha chiarito le motivazioni che hanno determinato la
riduzione, per alcuni specifici settori di intervento, del fabbisogno
precedentemente previsto nel quadro esigenziale
definito, specificando che detta riduzione è stata effettuata in funzione di:
- opportunità di
riprogrammazione del FSC 21/27 emerse a seguito dell’intesa sancita in sede di
Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025 per il cui effetto si è previsto di
poter mantenere sul fondo FSC 21/27 alcuni interventi infrastrutturali in
ritardo di attuazione che ad ottobre dello scorso anno si era ritenuto di dover
riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC 21/27;
- interlocuzioni
intercorse con il Dipartimento competente in materia di Edilizia sanitaria da
cui è emersa la necessità di un minore fabbisogno sul POC 21/27, in quanto per
gli interventi programmati è stata individuata una diversa copertura
finanziaria a valere su altre risorse;
considerato, inoltre,
che:
- il documento di
programmazione "FSC 2021-2027 - Aree Tematiche e Obiettivi
Strategici", nell'ambito dell'area tematica 'Istruzione e Formazione',
prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il
rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio
a favore di studenti meritevoli, concentrandosi sugli studenti delle Università
del Mezzogiorno;
- nella delibera di
Giunta regionale n. 87/2026, nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale del POC 21/27, è stata prevista l'allocazione
di risorse afferenti al settore d'intervento 'Educazione e Formazione';
- sulla base delle
interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la necessità
di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR n. 87/2026, relativa
al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai fabbisogni
stimati;
preso atto, inoltre,
che:
- il Dirigente generale
del Dipartimento Programmazione unitaria, sulla scorta dell’istruttoria
effettuata, ha attestato la regolarità amministrativa nonché la legittimità
della deliberazione e la sua conformità alle disposizioni di legge e di
regolamento comunitarie, nazionali e regionali, ai sensi della normativa
vigente e del disciplinare dei lavori di Giunta approvato con D.G.R. n.
17/2020;
- il Dirigente generale
del Dipartimento Programmazione unitaria ha attestato che il provvedimento, in
quanto avente natura programmatica, non comporta oneri a carico del bilancio
regionale;
considerato che: il
quadro esigenziale degli interventi, emerso a livello
regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 2021/2027,
costituisce la base di riferimento per il negoziato da condurre con le
Amministrazioni nazionali al fine dell’individuazione congiunta delle progettualità
da finanziare con le risorse del Fondo di Rotazione;
ritenuto: di prendere
atto del quadro esigenziale degli interventi emerso a
livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 21/27, come
modificato alla luce dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento di cui alla
DGR 87/2025, e di come ulteriormente modificato ed integrato con la DGR
109/2025, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno finanziario
previsto nel settore “Educazione e Formazione” e alla contestuale riduzione del
fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo e ospitalità”,
secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo dell'allocazione
delle risorse disponibili per aree tematiche e settori d'intervento, in
allegato alla suddetta DGR n. 109/2026 e alla presente deliberazione di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
rilevato che la Seconda
Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata
favorevolmente in merito alla proposta di provvedimento amministrativo n.
47/13^ unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e
sostanziale;
VISTI gli articoli 14 e
16 della legge regionale n. 30/2016;
udito il relatore,
consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni,
motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente
riportate:
- di
approvare la proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^, recante: “POC
2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata
alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la
Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 -
Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili
mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di
cui alla Legge n. 183/1987”, unitamente al relativo allegato di cui costituisce
parte integrante e sostanziale.
Art. 1
(Modifica dell’articolo 17 della l.r. 34/2001)
1. L’articolo 17 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n.34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)
è così modificato:
a) il comma 1 è sostituito dal seguente:
«1. Sono attribuite annualmente borse di studio nella
misura e per l'importo determinati nel piano triennale di cui all'articolo 24,
in favore di studenti in possesso dei requisiti di merito e di reddito fissati
secondo i criteri stabiliti dai decreti emanati ai sensi dell’articolo 7, comma
7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68 (Revisione della normativa di
principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi
universitari legalmente riconosciuti).»;
b) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:
«7. Entro il 31 maggio di ogni anno, le Università
trasmettono alla Regione i dati necessari alla determinazione del fabbisogno
finanziario preventivo occorrente per l’erogazione delle borse di studio
relative al successivo anno accademico, elaborato tenendo conto dei dati
storici relativi ai fabbisogni e alle domande degli anni accademici precedenti,
nonché, entro il 15 novembre di ciascun anno, la spesa effettiva per le borse
di studio relative all’anno accademico di riferimento, calcolato sulla base delle
domande regolarmente presentate e del numero di studenti risultati idonei e
beneficiari.
8. Nell’ambito della programmazione di cui all’articolo
24 e al fine di dare concreta attuazione al diritto allo studio, la Regione,
entro il 15 settembre di ogni anno, trasferisce agli Atenei il 70 per cento
delle risorse disponibili in bilancio secondo le modalità, i criteri minimi di
eleggibilità economica e di merito e i meccanismi di riparto statali definiti
dalla normativa vigente. Entro il 31 gennaio dell’anno successivo sarà
trasferito il saldo dell’importo nella misura determinata sulla base dei dati
trasmessi dagli Atenei entro il 15 novembre di ciascun anno per come precisato
al comma 7. Qualora le Università adottino criteri di eleggibilità più
favorevoli rispetto agli standard minimi nazionali, l’eventuale maggiore
fabbisogno finanziario derivante dal conseguente ampliamento della platea dei
beneficiari può essere sostenuto dalla Regione unicamente nei limiti delle
risorse disponibili e nel rispetto delle priorità individuate dagli strumenti
di programmazione finanziaria.
9. Nel rispetto della propria autonomia organizzativa e
amministrativa, gli Atenei calabresi assicurano l’erogazione, entro il 31
ottobre, di tutte le risorse disponibili destinate alle borse di studio per
l’anno accademico in corso, a favore degli studenti per i quali è stato
verificato il possesso dei requisiti di carriera, economici e di merito
previsti dalla legge. Il termine di cui al presente comma può essere derogato,
con provvedimento motivato, esclusivamente per cause di forza maggiore, per intervenute
modifiche normative o provvedimenti ministeriali che ne impediscano il
rispetto, nonché per l’erogazione delle borse di studio in favore degli
studenti iscritti al primo anno, per i quali l’accertamento dei requisiti di
eleggibilità e merito intervenga successivamente sulla base delle verifiche
previste per l’accertamento dello status di idoneità.
10. Entro il 30 aprile di ciascun anno, la Regione
rendiconta e pubblica i dati relativi ai tempi di erogazione e all’ammontare
delle risorse effettivamente erogate per le borse di studio dell’anno
accademico in corso. Tenendo conto degli stessi dati, avvia il procedimento
funzionale all’assolvimento degli obblighi previsti dal comma 8 per l’anno
accademico successivo.
11. Le
attività previste dai commi da 7 a 10 costituiscono parte integrante del ciclo
di programmazione e valutazione previsto dall’articolo 24. Nell’ambito della predetta programmazione triennale, fermo restando quanto
indicato dal comma 8, la Regione si propone, nel rispetto dei vincoli di
finanza pubblica e degli equilibri di bilancio e nei limiti delle risorse
complessivamente disponibili, di perseguire l’obiettivo della copertura totale
delle borse di studio, attribuendogli carattere prioritario in sede di
programmazione delle risorse nazionali e comunitarie.».
Art. 2
(Modifiche della l.r.
34/2001)
1. La legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34, è così
modificata:
a) al comma 1 dell’articolo 1, le parole “all’art. 1
della legge 2/12/1991 n. 390” sono sostituite dalle seguenti parole:
“all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68 (Revisione della
normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei
collegi universitari legalmente riconosciuti)”;
b) il comma 2 dell’articolo 2, è sostituito dal seguente:
“2. Gli studenti di nazionalità straniera, gli apolidi, i rifugiati politici,
usufruiscono degli strumenti e dei servizi di cui al d.lgs. n. 68/2012.”;
c) all’articolo 17 sono apportate le seguenti modifiche:
1) il comma 3 è abrogato;
2) al comma 6, la parola “Agenzia” è sostituita dalla
seguente: “Università”;
d) i commi 3 e 4 dell’articolo 18, sono sostituiti dai
seguenti:
“3. Il controllo della veridicità della situazione
familiare dichiarata dallo studente, confrontando i dati reddituali e
patrimoniali dichiarati dai beneficiari degli interventi con i dati in possesso
del sistema informativo dell'Agenzia delle Entrate, vengono effettuati in
conformità a quanto previsto dall’articolo 10 del d.lgs. n. 68/2012.
4. A coloro i quali hanno presentato dichiarazioni non
veritiere si applica la disposizione di cui all’articolo 10, comma 3, del
d.lgs. n. 68/2012.”;
e) al comma 6 dell’articolo 19 e al comma 1 dell’articolo
20, la parola “Agenzia” è sostituita dalla seguente: “Università”;
f) al comma 2 dell’articolo 20, le parole “con recupero
del costo da parte dell’Agenzia”, sono soppresse;
g) il comma 1 dell’articolo 21 è sostituito dal seguente:
“1. Le Università, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio,
disciplinano le modalità per la concessione di prestiti d'onore agli studenti
in possesso dei requisiti di merito, secondo le disposizioni di cui
all’articolo 3, commi 5 e seguenti, del d.lgs. n. 68/2012.”;
h) al comma 2 dell’articolo 21, le parole “legge n.
390/91” sono sostituite dalle seguenti: “normativa statale vigente in materia
di diritto allo studio universitario di cui al d.lgs. n. 68/2012.”;
i) al comma 5 dell’articolo 23, le parole “art. 12
lettera d, e, f, della legge n. 390/91” sono sostituite dalle seguenti:
“articolo 3, comma 4, lettere d), e), f), del d.lgs. n. 68/2012.”;
l) al comma 3 dell’articolo 24, le parole “Agenzia o”,
sono soppresse;
m) la lettera b) del comma 7 dell’articolo 27, è
sostituita dalla seguente:
“b)
gli studenti che rientrano in una delle fattispecie previste dall’articolo 9
del d.lgs. n. 68/2012 o dall’articolo 30 della legge 30 marzo 1971 n. 118
(Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in
favore dei mutilati ed invalidi civili).”
Art. 3
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. L’attuazione della presente legge non comporta nuovi
oneri a carico del bilancio regionale.
2. Le disposizioni contenute nella presente legge sono
attuate mediante l’impiego delle risorse disponibili, nel rispetto del
principio di invarianza finanziaria, dando priorità all’utilizzo delle risorse
comunitarie.
3. Gli
interventi di cofinanziamento regionale per le borse di studio universitarie
sono realizzati nel quadro della programmazione finanziaria vigente, mediante
valorizzazione integrale degli strumenti di pianificazione comunitaria e dei
relativi cicli di spesa, in coerenza con i principi di efficienza, efficacia,
trasparenza e sostenibilità dell’azione pubblica.
Art. 4
(Entrata in vigore)
1. La presente legge regionale entra in vigore dal giorno
successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della
Regione Calabria.
Art. 1
(Modifiche della l.r.
9/1985)
1. La legge regionale 14 marzo 1985, n. 9 (Esercizio
della navigazione da diporto sui laghi naturali ed artificiali della Calabria)
è così modificata:
a) al comma 1 dell’articolo 1, dopo la parola:
“denominati” sono aggiunte le seguenti: “ovvero di natanti dotati di motore
elettrico di potenza non superiore 3 Kw, azionabile a oltre 50 metri dalla riva
con velocità massima non superiore a 10 nodi (18,5 Km/h)”;
b) al comma 2 dell’articolo 1, dopo la parola: “motore”
sono inserite le seguenti: “, fatta eccezione per quelli di cui al comma 1,”;
c) alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 2, le
parole: “con decreto del Presidente della Giunta regionale” sono soppresse;
d) l’articolo 3 è abrogato;
e) al comma 1 dell’articolo 4, le parole: “il contributo
per la costruzione delle infrastrutture e” sono soppresse, le parole da: “agli
Assessorati” a “per territorio,” sono sostituite dalle seguenti: “al
dipartimento competente in materia di turismo” e le parole: “la capacità di
gestione delle strutture che verranno costruite col contributo della Regione
nonché” sono soppresse;
f) al comma 1 dell’articolo 5, le parole da: “dal
Presidente” a “turismo” sono sostituite dalle seguenti: “dal dipartimento
regionale competente in materia di trasporto pubblico locale”;
g) l’articolo 6 è abrogato;
h) l’articolo 7 è abrogato;
i) al comma 1 dell’articolo 8, le parole da: “1)” a:
“segretario” sono sostituite dalle seguenti:
“1) dal dirigente generale del dipartimento competente in
materia di turismo o suo delegato;
2) dal dirigente generale del dipartimento competente in
materia di trasporto pubblico locale o suo delegato;
3) dal dirigente generale del dipartimento competente in
materia di demanio lacuale e fluviale o suo delegato;
4) dal rappresentante legale del concessionario del
bacino idroelettrico, nel caso in cui il bacino sia stato dato in concessione,
o suo delegato;
5) da un funzionario del dipartimento competente in
materia di trasporto pubblico locale con il compito di segretario”;
j) al
comma 1 dell’articolo 9, le parole: “sotto l’alta sorveglianza dell’Assessorato
regionale ai trasporti” sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo
8”.
Art. 2
(Integrazioni dell’articolo 52 della l.r. 32/1996)
1. Dopo il comma 3 dell’articolo 52 della legge regionale
25 novembre 1996, n. 32 (Disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei
canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) è aggiunto
il seguente:
“3-bis.
In presenza di soggetti vulnerabili tra gli occupanti abusivi, quali famiglie
con minori, anziani o portatori di handicap, l’Ente gestore, decorsi i termini
di cui al comma 2, valuta la sussistenza di condizioni di particolare fragilità
del nucleo dandone evidenza nell’atto di rilascio dell’immobile di cui al comma
3 e nello stesso atto individua un alloggio adeguato, libero, noto e non
assegnato, presente in un Comune limitrofo o nel raggio di cinque chilometri
dal Comune in cui insiste l’alloggio oggetto di rilascio, che è temporaneamente
assegnato, per un periodo non superiore a sei mesi, alle persone e ai nuclei
familiari vulnerabili indicati dall’Ente.”.
Art. 3
(Modifiche dell’articolo 57 della l.r. 19/2002)
1. I
commi 9 e 12 dell’articolo 57 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19
(Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della
Calabria) sono abrogati.
Art. 4
(Modifica dell’articolo 20 della l.r. 8/2003)
1. Il comma 2 dell’articolo 20 della legge regionale 26
giugno 2003, n. 8 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2003)
è modificato come segue:
a) prima della parola: “Sanità” sono inserite le
seguenti: “competente in materia di”;
b)
dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Analogamente, il Dirigente
Generale del Dipartimento competente in materia di welfare può disporre
l’utilizzazione temporanea di personale delle Aziende Sanitarie per lo
svolgimento delle funzioni attribuite dalla legge al Dipartimento stesso.”.
Art. 5
(Modifiche della l.r.
18/2007)
1. Alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in
materia di usi civici) sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 8 dell’articolo 13 è aggiunto il
seguente:
“9. I privati conferiscono direttamente incarico ai
tecnici o ai periti e istruttori demaniali per le attività delle pratiche in
materia di usi civici e stabiliscono anche i compensi e le modalità di
pagamento nel rispetto della normativa vigente.”;
b) al
comma 8 dell’articolo 15 le parole: “La parcella professionale è validata dal
Comune a conclusione delle operazioni demaniali affidate, previo parere di
congruità del Comune ai sensi della normativa vigente, e successivamente, al
controllo di cui al comma 3”, sono soppresse.
Art. 6
(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 24/2016)
1. L’articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2016, n.
24 (Disposizioni in materia di liquidazione delle comunità montane soppresse ai
sensi dell’articolo 2 della legge regionale 16 maggio 2013, n. 25) è così
modificato:
a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:
“1-bis. Il commissario unico per la liquidazione delle
comunità montane, che si avvale della facoltà di cui al comma 1, è autorizzato
a trasferire alle comunità montane le cui poste attive sono utilizzate per
estinguere le poste passive di altra comunità montana, crediti, beni mobili o
immobili di quest’ultima in proporzione agli esborsi effettuati. Il
trasferimento di beni immobili o beni mobili registrati è effettuato con
provvedimento del commissario, che costituisce titolo per le trascrizioni e le
volture.”;
b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:
“2-bis.
Il Presidente della Giunta regionale, a chiusura della liquidazione, su
richiesta motivata del commissario unico per la liquidazione delle comunità
montane adotta, per ogni comunità, il decreto di estinzione, con il quale
dispone anche in ordine al trasferimento dei beni. Il decreto del Presidente
della Giunta costituisce titolo per le trascrizioni e volture.”.
Art. 7
(Integrazione dell’articolo 39 della l.r. 47/2011)
1. Al comma 4 dell’articolo 39 della legge regionale 23
dicembre 2011, n. 47 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno
2012), dopo le parole: “solo alla richiesta di nuova erogazione.” è aggiunto il
seguente periodo: “Nei casi di garanzia ipotecaria, la valutazione dei beni
immobili oggetto di ipoteca è eseguita dall’Agenzia delle entrate e il relativo
costo del servizio è a carico del soggetto attuatore richiedente.”.
Art. 8
(Modifiche dell’articolo 15 della l.r. 19/2017)
1. L’articolo 15 della legge regionale 18 maggio 2017, n.
19 (Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale)
è modificato come segue:
a) nel comma 2 le parole: “nel precedente comma” sono
sostituite dalle seguenti: “dalla presente legge”;
b) nel comma 4:
1) le parole: “nel precedente comma” sono sostituite
dalle seguenti: “dalla presente legge”;
2) dopo le parole: “6.7.1” sono aggiunte le seguenti: “e
Azione 6.8.3”;
3) le parole da: “recante” a “sviluppo” sono sostituite
dalle seguenti: “, nonché sull’area tematica Cultura del Piano Sviluppo
Coesione 2014/2020 e programmate a valere sulla linea di intervento Attività
Culturali dell’Accordo di Coesione e del Programma Operativo Complementare per
il periodo 2021/2027”.
Art. 9
(Modifica dell’articolo 1 della l. r. 42/2017)
1. Nel
comma 3 dell’articolo 1 della legge regionale 7 novembre 2017, n. 42
(Differimento dei termini di conclusione delle procedure di liquidazione di
enti pubblici previsti da disposizioni di leggi regionali) la parola: “2025” è
sostituita dalla seguente: “2026”.
Art. 10
(Modifica del comma 1 dell’articolo 4 della l.r. 57/2017)
1. Al
comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2017, n. 57
(Modifiche alla l.r. 32/1996 e norme in materia di
edilizia residenziale pubblica e sociale) le parole: “30 giugno 2025” sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2026.”
Art. 11
(Modifiche dell’articolo13 della l.r. 48/2019)
1. Al
comma 7 dell’articolo 13 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48
(Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria) le parole: “le case
funerarie non possono trovarsi a distanza inferiore a 250 metri (in linea
d’aria) dal perimetro di ospedali pubblici e hospice e a distanza inferiore a
250 metri (in linea d’aria) dalla fascia di rispetto dei cimiteri” sono
sostituite dalle seguenti “le case funerarie non possono trovarsi a distanza
inferiore a 100 metri (in linea d’aria) dal perimetro di ospedali pubblici e
hospice e a distanza inferiore a 100 metri (in linea d’aria) dalla fascia di
rispetto dei cimiteri”.
Art. 12
(Modifica dell’articolo 7 della l.r. 1/2020)
1. L’articolo 7 della legge regionale 30 aprile 2020, n.
1 (Interventi di manutenzione normativa sulle leggi regionali 19/2002, 14/2014,
9/2018, 32/1996, 9/1992, 28/2010, 5/2018 e 6/2019) è così modificato:
a) il comma 1 è sostituito con il seguente: “1. A
decorrere dall’annualità 2026, il contributo previsto al comma 14 dell’articolo
35 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di
finanza regionale per l’anno 2007) è destinato, nel rispetto della normativa in
materia di aiuti di Stato applicabile, al finanziamento di programmi
pluriennali per il Servizio di assistenza tecnica agli allevamenti (SATA) e per
le Produzioni di Qualità, attuati dall’Associazione Regionale Allevatori.”;
b) i
commi 2 e 3 sono abrogati.
Art. 13
(Modifica dell’articolo 18-bis della l.r. 10/2022)
1. Dopo il comma 3-bis dell’articolo 18-bis della legge
regionale 20 aprile 2022, n. 10 (Organizzazione dei servizi pubblici locali
dell’ambiente) è aggiunto il seguente:
“3-ter.
Al fine di consentire il subentro della So.Ri.Cal.
S.p.A., quale gestore unico del Servizio idrico integrato ai gestori in essere,
secondo il cronoprogramma approvato dall’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche
della Calabria di cui al comma 1, alla società stessa non si applica, anche con
riferimento agli esercizi pregressi, l’articolo 2 della legge regionale 27
dicembre 2023, n. 62 (Norme in materia di spending review)”.
Art. 14
(Modifiche della l.r.
37/2023)
1. All’articolo 8 della legge regionale 7 agosto 2023, n.
37 (Disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme
concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di Trasporto non di
linea) sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 2, le parole: “che, di norma, sono effettuate
nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre” sono soppresse;
b) al comma 4, la parola: “quarantacinque” è sostituita
dalla parola: “venti” e le parole: “mediante lettera raccomandata con ricevuta
di ritorno con spese a carico degli interessati oppure” sono soppresse;
c) il comma 5 è abrogato.
Art. 15
(Modifiche della
l.r. 62/2023)
1. L’articolo 1 della l.r.
62/2023 è così modificato:
a) al comma 3:
1) dopo la parola: “vigilante” sono inserite le seguenti:
“, al dipartimento competente in materia di bilancio”;
2) le parole: “un prospetto” sono sostituite dalle
seguenti: “il provvedimento”;
b) al comma 4:
1) le parole: “o tardiva” sono soppresse;
2) la parola: “predisposizione” è sostituita dalla
seguente: “trasmissione”;
3) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti:
“l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al
fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire l’applicazione”;
4) dopo le parole: “1,” è inserita la seguente: “di”;
5) dopo la parola: “riduzione” sono inserite le seguenti:
“nel limite massimo”;
c) il comma 6 è abrogato;
d) al comma 8:
1) dopo le parole: “1,” la parola: “i” è soppressa e sono
inserite le seguenti: “il dipartimento vigilante avvia un procedimento di
verifica al fine di valutare l’eventuale riduzione dei”;
2) le parole: “sono ridotti in misura” sono sostituite
dalle seguenti: “nella misura massima”.
2. L’articolo 2 della l.r.
62/2023 è così modificato:
a) al comma 1:
1) al primo capoverso le parole: “o indirettamente” sono
soppresse;
2) alla lettera a) dopo la parola: “2022” sono aggiunte
le seguenti: “ovvero quelli sostenuti nell’esercizio finanziario successivo
all’anno di effettiva operatività, se posteriore”;
b) al comma 3:
1) dopo la parola: “vigilante” sono inserite le seguenti:
“, al dipartimento competente in materia di bilancio”;
2) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti:
“l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al
fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire”;
3) dopo la parola: “commisurata” sono inserite le
seguenti: “, nel limite massimo,”;
4) le parole: “, fatte salve le eventuali ulteriori
responsabilità” sono soppresse;
c) il comma 4 è abrogato;
d) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:
“5-bis. I limiti di spesa previsti dal presente articolo
possono essere derogati nel caso in cui nel piano industriale o nel piano delle
attività, approvati attraverso l’esercizio dei diritti del socio, è previsto lo
svolgimento di nuove attività oppure l’incremento di quelle già svolte.
5-ter. In coerenza con le disposizioni statali in materia
di concessioni aeroportuali, anche con riferimento agli esercizi pregressi, le
disposizioni del presente articolo non si applicano a SACAL s.p.a.”.
3. Il comma 3 dell’articolo 3, della l.r.
62/2023 è così modificato:
a) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti:
“l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al
fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire”;
b) le parole: “sanzione pecuniaria commisurata a una
mensilità” sono sostituite dalla seguente: “decurtazione”;
c)
dopo la parola: “spettante,” sono inserite le seguenti: “nel limite massimo di
una mensilità,”.
Art. 16
(Integrazioni della l.r.
n. 23/2024)
1. Dopo l’articolo 14 della legge regionale 15 maggio
2024, n. 23 (Istituzione del Parco naturale regionale “Valle del Coriglianeto”) è inserito il seguente:
“Art. 14-bis
(Norma transitoria)
1. Entro il 31 marzo 2026, il Presidente della Giunta
regionale nomina, con decreto, un commissario straordinario che rimane in
carica per un periodo non superiore a dodici mesi, eventualmente rinnovabile e,
comunque, fino alla costituzione degli organi di cui all’articolo 6, comma 1,
lettere a), b), c) e d).
2. Il
compenso spettante al commissario straordinario è determinato in misura pari a
quello previsto per i presidenti dei Parchi nazionali, con oneri a carico
dell’Ente Parco regionale.”.
Art. 17
(Modifiche dell’articolo 1 della l.r. 6/2026)
1. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 25
febbraio 2026, n. 6 (Misure per assicurare la continuità assistenziale del
servizio sanitario regionale), è sostituito dal seguente:
"4.
AI fine di rendere effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può
definire, di concerto con le aziende e gli enti del Servizio sanitario
nazionale, progetti di supporto, finalizzati a rafforzare l'offerta di servizi
e l'accesso paritario e tempestivo a servizi sociosanitari e sanitari di
qualità. L'attuazione dei progetti non comporta, in alcun caso, benefici
economici configurabili come elementi della retribuzione, né dà luogo a diritti
di natura patrimoniale o previdenziale.".
Art. 18
(Modifiche dell’articolo 1 della l.r. 3/2026)
1.
Nell’articolo 1 della legge regionale 29 gennaio 2026, n. 3 (Disposizioni per
la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di
enti e aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria), dopo la parola:
“approvate” sono inserite le seguenti: “e non già prorogate”.
Art. 19
(Abrogazione della l.r.
18/2025)
1. La legge regionale 4 aprile 2025, n. 18 (Agenzia
regionale per l’energia della Calabria) è abrogata.
Art. 20
(Clausola
di invarianza finanziaria)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.
Art. 21
(Entrata in vigore)
La
presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Art. 1
(Inserimento degli articoli 1-bis e 1-ter
nella l. r. 3/1996)
1.
Dopo l’articolo 1 della legge regionale 14 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni in
materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere
regionale) sono inseriti i seguenti:
“Art. 1-bis
(Disposizioni
per i componenti della Giunta regionale che non sono Consiglieri regionali)
1. I componenti
della Giunta regionale che non sono Consiglieri regionali, ai fini della nomina
e per la durata della carica, devono essere in possesso dei requisiti per
essere candidati al Consiglio regionale e non devono versare nelle situazioni
di ineleggibilità e incompatibilità previste per i Consiglieri regionali.
2. Gli emolumenti spettanti ai soggetti di cui al comma
1, con decorrenza dalla data della nomina e per la durata della carica, sono
quelli di cui all’articolo 1, nella misura prevista per i consiglieri nominati
assessori; ad essi continua ad applicarsi la normativa in materia di
trattamento di missione prevista per i Consiglieri regionali.
3. Ai
soggetti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni in materia di
sospensione dalla carica e di pubblicità della situazione patrimoniale, nonché
quelle afferenti all’aspettativa per l’espletamento di cariche pubbliche
previste per i Consiglieri regionali.
Art. 1-ter
(Disciplina dei Sottosegretari alla
Presidenza della Giunta regionale)
1. In attuazione
dell’articolo 34-bis della legge statutaria 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), il Presidente della Giunta regionale può nominare fino
a due Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale, scegliendoli anche
al di fuori dei componenti del Consiglio regionale.
2. I Sottosegretari alla Presidenza della Giunta
regionale, non appartenenti al Consiglio regionale devono essere in possesso,
ai fini della nomina e per la durata della carica, dei requisiti necessari per
essere candidati al Consiglio regionale e non trovarsi nelle situazioni di
ineleggibilità e di incompatibilità previste per i Consiglieri regionali.
3. La durata della carica non può eccedere quella della
legislatura. La nomina può essere revocata prima della scadenza.
4. I Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta
regionale nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato, anche mediante
l’attribuzione di specifici compiti. I Sottosegretari partecipano alle sedute
della Giunta, senza diritto di voto.
5. Ai Sottosegretari alla Presidenza della Giunta
regionale spetta, con decorrenza dalla data della nomina e per la durata della
carica, un’indennità mensile così determinata:
a) una quota pari
al 70 per cento dell’indennità di carica;
b) una quota pari
all’80 per cento dell’indennità di funzione degli Assessori regionali;
c) le spese di
esercizio del mandato; oltre alle altre spese e indennità previste per gli
assessori ivi incluse quelle di cui all’articolo 1, comma 3, senza ulteriori
rimborsi.
6. Ai
Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale si applicano le
disposizioni relative allo stato giuridico dei Consiglieri, comprese quelle
sulla pubblicità dei dati; non trovano applicazione le disposizioni
dell’articolo 5, comma 9, Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni
urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai
cittadini), convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.”.
Art. 2
(Modifiche dell’articolo 8 della l.r. 7/1996)
1. L’articolo 8
della legge regionale 13 maggio 1996, n. 7 (Norme sull’ordinamento della
struttura organizzativa della Giunta regionale e sulla dirigenza regionale) è
modificato come segue:
a) Il comma 1 è sostituito dal seguente:
“1. Per l'esercizio delle attività di indirizzo politico
amministrativo e di verifica dei risultati, il Presidente della Giunta
regionale, gli Assessori regionali e i Sottosegretari alla Presidenza della
Giunta regionale si avvalgono di strutture di diretta collaborazione, aventi
esclusivi compiti di supporto tecnico e di raccordo con gli uffici di
amministrazione attiva, in conformità agli articoli 4, 14, comma 2, e 27 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 (Testo unico sul pubblico impiego), e
dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44 (Disposizioni
urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle
amministrazioni pubbliche), convertito, con modificazioni, dalla legge 21
giugno 2023, n. 74.”;
b) nel comma 1-bis dopo la parola “Assessori” sono
inserite le seguenti: “e dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta
regionale,”;
c) nel comma 4 dopo la parola: "Assessori" sono
aggiunte le seguenti: "e a una unità per ciascun Sottosegretario alla
Presidenza della Giunta regionale. Nel numero complessivo non è conteggiato il
personale dipendente del Consiglio regionale di cui all'articolo 10, comma 3,
primo periodo, della legge regionale 15 maggio 1996, n. 8 (Norme sulla
dirigenza e sull'ordinamento degli uffici del Consiglio regionale), utilizzato
quale supporto funzionale alle segreterie particolari senza nuovi oneri a
carico del bilancio regionale”;
d) dopo il comma 7 è inserito il seguente:
“7-bis.
Per le esigenze connesse alle funzioni del Presidente della Giunta regionale,
lo stesso può disporre l’assegnazione, anche temporanea dei soggetti assegnati
alla propria struttura speciale, presso le sedi di rappresentanza della Regione
Calabria.”.
Art. 3
(Integrazione dell’articolo 1 della l. r. 1/
2005)
1. Dopo il comma 6-octies dell’articolo 1 della legge
regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l’elezione del Presidente della
Giunta regionale e del Consiglio regionale), è inserito il seguente comma:
“6-novies. Le disposizioni di cui ai commi 6-quater, 6-quinques, 6-sexies,
6-septies e 6-octies si applicano esclusivamente alla nomina alla carica di
Assessore regionale. La nomina di un Consigliere regionale a Sottosegretario
alla Presidenza della Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 34-bis dello Statuto
della Regione Calabria non comporta la sospensione dall’esercizio del mandato
consiliare e, conseguentemente, non dà luogo alla temporanea sostituzione o
supplenza nell’esercizio delle funzioni di Consigliere regionale. Resta ferma
l’applicazione dell’articolo 34-bis, comma 2, dello Statuto della Regione
Calabria.
Art.4
(Disposizioni
finanziarie)
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1
della presente legge, limitatamente all’introduzione della disciplina dei
Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale (articolo 1-ter della l.r. 3/1996), quantificati a regime in 347.280,00 euro, si
provvede con le risorse già assegnate al Consiglio regionale con il bilancio di
previsione 2026-2028.
2. Agli oneri derivanti dall’articolo 2 della presente
legge, quantificati per l’esercizio finanziario 2026 nel limite massimo di
521.057,50 euro e a regime nel limite massimo di 625.269,00 euro, si provvede
con le risorse allocate alla Missione 01, Programma 10 (U.01.10), del bilancio
di previsione 2026- 2028.
3. Alla copertura finanziaria delle spese indicate al
comma 2 si fa fronte mediante la riduzione dello stanziamento delle somme
allocate alla Missione 20, Programma 03, (U.20.03) dello stato di previsione
del bilancio 2026-2028, che presenta la necessaria disponibilità.
4. La
Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni al
bilancio di previsione 2026-2028.
Art. 5
(Abrogazioni)
1.
Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati i seguenti
articoli:
a) articolo 1-ter della legge regionale 29 agosto 2000,
n. 14 (Legge finanziaria);
b)
articolo 13 della legge regionale 31 maggio 2019, n. 13 (Rideterminazione della
misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e
adeguamento al d.l. n. 174/2012).
Art. 6
(Dichiarazione d'urgenza)
1. La
presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.