XIII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 8

SEDUTA DI LUNEDì 30 marzo 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO

E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ

 

Inizio lavori h. 17,03

Fine lavori h. 20,43

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

La seduta inizia alle 17.03

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 44/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 1 dell’ordine del giorno relativo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 44/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali”.

Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La proposta di provvedimento amministrativo posta oggi all’approvazione di questa Assemblea è stata licenziata all’unanimità dei presenti dalla seconda Commissione bilancio nella seduta del 16 marzo scorso.

La proposta è relativa al bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali.

La legge regionale numero 24 del 2013 ha accorpato i preesistenti cinque Parchi marini regionali istituendo l’Ente per i Parchi Marini Regionali, che è un Ente strumentale della Regione preposto allo svolgimento di funzioni tecnico operative e gestionali nel settore della tutela dei beni ambientali, con particolare riferimento ai Parchi marini regionali. Ai cinque preesistenti Parchi marini si è aggiunto il Parco marino regionale “Secca di Amendolara” (istituito con legge regionale numero 16 del 2022). All’Ente sono attribuite le funzioni svolte dagli Enti gestori dei Parchi marini regionali.

Alla seduta di Commissione ha partecipato il direttore generale dell’Ente, dottor Raffaele Greco, che ha illustrato il provvedimento e fornito i chiarimenti richiesti; il dirigente generale del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio ha trasmesso una nota in cui ha confermato le raccomandazioni contenute nell’istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali possa essere sottoposto all’approvazione da parte del Consiglio regionale, ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Il provvedimento si compone della delibera di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie del Dipartimento per la sostenibilità ambientale, del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio e del parere del Revisore unico dei conti dell’Ente.

Il Revisore unico dei conti ritiene che il bilancio di previsione 2026-2028 sia stato redatto nel rispetto dei principi generali ed applicati di cui al decreto legislativo 118 del 2011 e le relative previsioni di bilancio, redatte in conformità alla normativa vigente e in relazione alle attività tecniche operative, relative alla gestione dei Parchi marini regionali, e rispetti il pareggio finanziario complessivo di competenza.

Per quanto riguarda il rispetto della normativa sul contenimento della spesa, di cui alla legge regionale 62 del 2023, il Revisore conferma quanto riportato nella nota integrativa circa la non applicabilità della suddetta normativa.

L’Organo di controllo richiede il rispetto dei termini per l’invio dei dati relativi al bilancio di previsione, entro trenta giorni dalla sua approvazione, alla Banca dati delle Amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 13 della legge 196 del 2009, compresi i dati aggregati per voce del Piano dei conti integrato, avvertendo che, nel caso di mancato rispetto di tale termine, non sarà possibile procedere ad assunzione di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, come disposto dal comma 1-quinquies, dell’articolo 9, del decreto legge numero 113 del 2016.

Il saldo di cassa non negativo assicura il rispetto dell’articolo 1, comma 40, del decreto legislativo 118 del 2011.

Il Revisore unico dei conti ritiene:

- congrue le previsioni di spesa e attendibili le entrate previste;

- conforme la previsione dei mezzi di copertura finanziaria e delle spese per investimenti;

- le previsioni di cassa attendibili, in relazione all’esigibilità in quanto trasferite dalla Regione.

L’Organo di controllo ha verificato che il bilancio è stato redatto nell’osservanza delle norme di legge, dello Statuto dell’Ente, del Regolamento di contabilità, e delle norme del decreto legislativo 118/2011 e dei relativi principi contabili applicati numero 4/1 e 4/2 allegati al suddetto decreto; altresì, ha rilevato la coerenza, la congruità e l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio.

l’Organo di revisione ha, dunque, espresso parere favorevole sulla proposta di bilancio di previsione 2026-2028 e sui documenti allegati.

Il Dipartimento per la sostenibilità ambientale, relativamente all’applicazione della normativa regionale in materia di contenimento della spesa di cui alla legge regionale 62 del 2023, richiama le motivazioni indicate nella relazione integrativa al bilancio di previsione, le quali specificano che “l’anno di riferimento per il rispetto delle disposizioni di contenimento della spesa non può essere considerato il 2022, in quanto l’Ente non era pienamente operativo nel 2022 e non lo è ancora, considerata la mancanza di personale e dotazione organica stabile e dall’articolazione organizzativa periferica, che è ancora in corso di attuazione”. Nella nota integrativa, viene, altresì, aggiunto che “la suddetta normativa si applicherà quando l’Ente entrerà a pieno regime. Con la piena costituzione della struttura dell’Ente, che presumibilmente si realizzerà entro il 2027, si procederà alla corretta quantificazione degli importi relativi alle voci di spesa, previste dalla vigente normativa ed alla conseguente puntuale applicazione delle misure di contenimento”.

Il Dipartimento vigilante, a conclusione dell’istruttoria, esprime parere favorevole alla proposta di bilancio 2026-2028.

Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, nell’istruttoria di competenza, ha rilevato che:

- viene rispettato l’equilibrio generale di bilancio, posto che il totale complessivo delle entrate risulta pareggiare con il totale complessivo delle spese;

- con la presente proposta di bilancio di previsione 2026-2028, l’Ente non prevede l’utilizzo di avanzo né, tantomeno, il recupero di disavanzo in quanto, per come si evince dal prospetto del risultato presunto di amministrazione di cui all’allegato 9 del decreto legislativo 118/2011, non si prevede che l’esercizio 2025 chiuda in disavanzo.

Con specifico riferimento ai trasferimenti regionali conseguenti all’applicazione della legge regionale 5 del 2021, avente ad oggetto gli introiti di cui alle concessioni di grandi derivazioni idroelettriche della Regione Calabria, in ragione del fatto che gli stessi vengono corrisposti ad una pluralità di beneficiari e, dunque, non potendo individuare univocamente la quota effettivamente riferibile all’Ente, essendo tale informazione afferenti ad aspetti gestionali la cui competenza ricade in capo al Dipartimento vigilante, il Dipartimento suggerisce all’Ente di procedere all’individuazione delle spese collegate a tali entrate, procedendo all’assunzione dei relativi impegni solo a seguito dell’avvenuto trasferimento delle risorse medesime, a salvaguardia degli equilibri di bilancio.

Riguardo all’accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità, il Dipartimento evidenzia che non risulta alcun appostamento nel Fondo, poiché non sussisterebbero per l’Ente voci di entrata tali da rendere necessario il calcolo del Fondo stesso.

Conseguentemente, il Dipartimento raccomanda all’Ente di verificare la congruità del Fondo crediti di dubbia esigibilità durante l’intero periodo degli esercizi di cui al bilancio di previsione, provvedendo ad un aggiornamento dello stesso, a seguito di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti dei capitoli di entrata, in termini di eventuali nuove entrate di dubbia e difficile esazione, nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi adottando se necessarie, apposite misure atte a salvaguardare gli equilibri di bilancio.

Per quanto concerne il Fondo pluriennale vincolato, stante le attuali risultanze di bilancio dell’Ente, il Dipartimento evidenzia la correttezza formale della quantificazione a zero del Fondo con riferimento alla proposta di bilancio in esame; tuttavia, il Dipartimento raccomanda all’Ente, a seguito del completamento della procedura di riaccertamento ordinario dei residui per l’esercizio 2025, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando, se necessari, i conseguenti correttivi al Fondo pluriennale vincolato per la parte corrente e capitale, nel rispetto del principio contabile della competenza finanziaria potenziata.

Il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, a conclusione dell’istruttoria, esprime parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio di previsione 2026-2028 dell’Ente per i Parchi Marini Regionali, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio regionale per il seguito di competenza, ex articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Sottopongo, pertanto, all’Aula, l’esame della proposta di provvedimento amministrativo. 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pietropaolo.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pitaro. Ne ha facoltà.

PITARO Vito (Noi Moderati)

Grazie, Presidente, colleghi.

Preannuncio il voto favorevole a questo bilancio, che equivale a un plauso alle politiche portate avanti in questi anni dall’Ente Parco Marino, che ha vissuto quasi una svolta da quando è stato nominato commissario e oggi direttore generale il dottore Greco: una svolta – dicevo – nella promozione dell’Ente Parco e nel portare avanti una politica di educazione al rispetto del mare e dell’ambiente circostante.

È vero che la Calabria è meta di un turismo importante – oggi un turismo di massa – che trascina l’economia nelle nostre Province e nel nostro territorio, ma è anche vero che la risorsa mare non è infinita: vediamo il dissesto idrogeologico, l’erosione costiera, e capiamo che lo sfruttamento dell’ambiente e del mare va contingentato e guidato.

In questo, il dottore Greco e l’Ente Parco hanno segnato una svolta.

Questo mio intervento è soprattutto volto a ribadire e annunciare che, a breve, fra qualche settimana, l’Ente Parchi Marini otterrà la Certificazione Europea del Turismo Sostenibile, che significa che la Calabria entrerà in quella filiera mondiale del turismo sostenibile, cioè non prettamente estivo, ma di quel turismo invernale, culturale, che utilizza il mare anche d’inverno, non solo per i bagni, ma soprattutto per far sì che questa risorsa diventi attrattiva anche durante il periodo invernale.

Il CETS permette una mobilità di circa 7 milioni e mezzo di turisti nel periodo invernale, che per la Calabria, per le nostre Province, significherebbe riuscire a essere attrattivi nei momenti più deboli della nostra economia, cioè nei momenti invernali.

Questo mio intervento, quindi, è per ringraziare il dottore Greco del lavoro che sta svolgendo e per aspettare il 20 o 22 aprile per ottenere e per festeggiare il primato che la Calabria otterrà con questa certificazione. Grazie. 

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pitaro.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Buonasera, presidente Occhiuto, un saluto alla Giunta e a tutti i colleghi consiglieri.

Forse per la prima volta, mi trovo d’accordo con il collega Pitaro per la disamina che ha fatto.

L’Ente Parchi Marini è stato costituito nel 2013, ma non ha mai funzionato; ha iniziato a funzionare nel 2024 con la nomina del commissario Greco, che ha continuato, poi, come direttore generale.

Ho preso atto, nella seduta della Commissione bilancio, della relazione fatta dal dottor Greco, di tutto quello che ha fatto fino adesso ma, soprattutto, di quello che andrà a fare da qua avanti per lo sviluppo di quella che –si diceva prima – è una risorsa molto importante, non soltanto per il periodo estivo ma, soprattutto, per quella destagionalizzazione del turismo di cui tutti quanti parliamo, ma che, effettivamente, poi non si riesce ad avere.

È ovvio che c’è una mancanza strutturale per la carenza di personale, anche se qualcosa si sta muovendo con la stabilizzazione del personale della Fondazione Terina, che rappresenta un primo passo nella costruzione di una struttura più stabile; resta, quindi, la necessità di rafforzare la struttura di questo Ente.

Per questo, c’è, da parte nostra, l’apertura di una linea di credito per questo bilancio e, pertanto, annunciamo il voto di astensione. Grazie. 

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Presidente, questo provvedimento sui Parchi Marini mi spinge a fare una valutazione più complessiva sul turismo e sulla salute del mare.

Non entro nello specifico delle voci di bilancio, ma, appunto, dentro la salute del mare, perché i Parchi marini hanno la vocazione di tutelare le aree protette e, quindi, la salute e la valorizzazione della risorsa mare.

Mi rivolgo al presidente Occhiuto. Presidente, in tanti anni è stato fatto un lavoro importante e anche imponente. Ricordo che è stato fatto a ridosso della stagione estiva e si chiamava: “Misura per la tutela del mare per la stagione estiva”.

In un primo momento, sono stati investiti decine di milioni di euro, che hanno dato un risultato. L’intervento era mirato all’area del Tirreno cosentino, ma con il tempo - ci sono voluti alcuni anni - è stato esteso anche al Tirreno e allo Ionio.

Negli anni passati, questi interventi erano stati affidati al Dipartimento ambiente, invece, nell’ultima stagione estiva 2025 sono stati affidati ad ARRICAL e, quindi, a SORICAL. Devo dire che non ci sono stati gli stessi risultati degli anni precedenti, perché molti interventi non sono stati effettuati o non c’è stato il tempo per effettuarli, perché, evidentemente, la struttura di SORICAL non era oliata come il Dipartimento ambiente.

Dico questo perché i Parchi marini hanno un ruolo e una visione se gli consegniamo un mare pulito e una prospettiva di interventi continui e che siano effetto anche dell’interlocuzione con i Comuni, perché spesso questa programmazione viene fatta non coinvolgendo i Comuni, ma chiamandoli all’ultimo minuto per ratificare decisioni già assunte.

Questa vicenda dei Parchi marini – lo dico anche all’Assessore all’ambiente, Montuoro, – è una partita molto importante perché significa tutelare la nostra risorsa e rilanciare il turismo, perché sul mare ci giochiamo una partita importante; però, ci vuole più continuità e, soprattutto, un investimento per fruire del mare bene, allargando la stagione.

Il mare d’inverno mi sembra più una favola che una prospettiva.

“Il mare d’inverno” è una canzone anche ben riuscita, un successo, però, dobbiamo puntare ad avere un mare pulito per attrarre i turisti, perché spesso la nostra stagione è contratta nell’arco temporale di 30 giorni.

L’obiettivo è quello di allargare la stagionalità a tre mesi e già sarebbe un grandissimo risultato se raggiungessimo questo obiettivo.

Nel tecnicismo è entrata la collega Greco. Sentivo necessario fare che queste puntualizzazioni e impegnare la Giunta, l’Assessore al ramo e il presidente Occhiuto a tenere d’occhio e a mirare interventi che possono dare alla Calabria un mare complessivamente pulito, dove non ci siano territori di serie A e di serie B, così come è stato fatto negli ultimi due anni.

Detto questo, ci asteniamo su questo provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Non ci sono altri interventi.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Pitaro. Ne ha facoltà.

PITARO Vito (Noi Moderati)

Consigliere Bruno, mi dispiace sentire dire che non esiste il mare d'inverno, perché il mare d'inverno è proprio una risorsa. Non significa consentire alle persone di fare un bagno a ottobre, a novembre o a gennaio, significa utilizzare il mare. Come? Utilizzando il mare come una risorsa che vada oltre il periodo estivo: pesca turistica e percorsi ciclabili, perché turismo sostenibile significa mettere in correlazione il mare con l'agriturismo biologico, con la pista ciclabile, eccetera, eccetera. Capisco l'ironia, ma le chiedo di non fare confusione tra la salvaguardia dell'ambiente e l'Ente Parchi marini che ha altri obiettivi e altri scopi.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pitaro. Ha chiesto d’intervenire per dichiarazione di voto il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Non volevo intervenire, però mi sento quasi costretto, vista la dichiarazione.

Diceva il collega Pitaro di non fare confusione tra la salvaguardia dell'ambiente e i Parchi marini. I Parchi marini nascono proprio per salvaguardare l'ambiente. Ce n'è uno a Soverato. L'obiettivo è perimetrarli, mettere il divieto di pesca e anche di ancoraggio all'interno dei Parchi marini. Quindi, l'obiettivo principale dei Parchi marini è proprio salvaguardare l'ambiente. Poi, che attraverso i Parchi marini e quindi delle aree fruibili dove c'è una ripopolazione della fauna ittica, si possa favorire anche il turismo, non c'è dubbio.

Siamo tutti a favore dell'ambiente, perché non è altro che un motore di sviluppo per favorire il turismo, le immersioni e tante altre attività. Da qui però, spingersi nel dire che le ciclovie hanno a che fare con i Parchi marini… Che abbiano a che fare con un sistema turistico complessivo sono d'accordo, è sostenibile, però parlare di ciclovia quando si parla di Parchi marini - tranne che il consigliere Pitaro abbia la capacità di andare in bicicletta sull'acqua - mi sembra un po' azzardata come metafora. Però, va bene.

Quindi siamo, ci mancherebbe altro, a favore di questi Parchi marini, perché sicuramente tutelano soprattutto l'ambiente, come diceva correttamente il collega Bruno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci. Ha chiesto di intervenire il collega Laghi, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente. Non mi spingo a una disamina complessiva dell'incidenza della qualità del mare sull'ambiente che, debbo dire con ogni evidenza, è stato migliorato dall'avvento del professor Greco.

Quindi, io rimarrei sul punto adesso in votazione, cioè sul provvedimento amministrativo che mi sembra assolutamente allineato e prospetticamente utile allo sviluppo della gestione dei Parchi marini, che già sta andando in maniera favorevole, per cui annuncio il mio voto favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, collega Laghi. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento unitamente ai relativi allegati è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 45/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPACAL)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 2, la proposta di provvedimento amministrativo numero 45 /13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPACAL)”.

Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. La proposta di provvedimento amministrativo, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dei presenti della seconda Commissione bilancio nella seduta del 27 marzo scorso. La proposta è relativa al bilancio di previsione 2026-2028 dell'ARPACal Calabria. Alla seduta di Commissione hanno partecipato il direttore generale, professor Michelangelo Iannone, e la dirigente del Settore bonifica e recupero ambientale dei siti inquinati del Dipartimento per la sostenibilità ambientale, l'avvocato Elvira Costantino.

Il dirigente generale del Dipartimento bilancio e finanza e patrimonio ha trasmesso una nota in cui ha confermato le raccomandazioni contenute nell'istruttoria di competenza, ritenendo che il bilancio di previsione 2026-2028 dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente possa essere sottoposto all'approvazione da parte del Consiglio regionale ai sensi dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Il provvedimento si compone della delibera di Giunta, delle relazioni istruttorie del Dipartimento Sostenibilità Ambientale, del Dipartimento Bilancio Finanze e Patrimonio, del parere del Revisore unico dei conti dell'Agenzia e del parere del Comitato di indirizzo.

Il Revisore unico dei conti dell'Ente rileva che il bilancio di previsione proposto rispetta il pareggio finanziario di competenza e gli equilibri di parte corrente e in conto capitale. In ordine all'utilizzo dell'avanzo di amministrazione presunto, il Revisore unico dei conti si è espresso favorevolmente. L'organo di revisione ha verificato la congruità dello stanziamento del Fondo rischi contenzioso, nonché la regolarità del calcolo del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità ed il rispetto dell'accantonamento per l'intero importo.

L'organo di revisione, con verbale numero 20 del 12.11.2025, attesta la corrispondenza delle previsioni finanziarie del bilancio 2026/2028 alle norme di legge nazionali e regionali vigenti in materia, rileva la coerenza interna, la congruità e l'attendibilità delle previsioni ed esprime parere favorevole all'approvazione del Bilancio di previsione dell'ARPACal, riferito al triennio 2026/2028 e ai relativi allegati.

Relativamente alla normativa sulla spending review, il Revisore unico dei conti evidenzia che gli stanziamenti di bilancio sono stati effettuati tenendo conto degli indirizzi di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della pubblica amministrazione.

Il Dipartimento per la Sostenibilità Ambientale, nell' evidenziare il rispetto delle misure di contenimento della spesa, esprime parere favorevole alla proposta di bilancio di previsione 2026/2028 dell’ARPACal.

Il Comitato di indirizzo, con verbale del 16/12/2025, ha espresso parere favorevole per l'approvazione del "Bilancio di previsione finanziario 2026/2028 dell’ARPACal”.

Il Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio, nell'istruttoria di competenza, evidenzia che il raggiungimento degli equilibri di bilancio viene ottenuto anche attraverso l'applicazione della parte vincolata del risultato di amministrazione presunto per un totale di 24.632,18 euro, in ossequio al principio contabile applicato alla contabilità finanziaria punto 9.2 dell'allegato 4/2 del D. Lgs. numero 118/2011, che prevede quanto segue: "Non è conforme ai precetti dell'art. 81, quarto comma, della Costituzione realizzare il pareggio di bilancio in sede preventiva, attraverso l'utilizzo dell'avanzo di amministrazione non accertato e verificato a seguito della procedura di approvazione del bilancio consuntivo dell'esercizio precedente (sentenza n. 70/2012 della Corte costituzionale)”. Lo stesso principio, altresì, stabilisce che: “Tuttavia, in occasione dell'approvazione del bilancio di previsione, e con successive variazioni di bilancio, è consentito l'utilizzo della quota del risultato di amministrazione presunto costituita dai fondi vincolati, e dalle somme accantonate risultanti dall'ultimo consuntivo approvato( ... )".

Il Dipartimento ha dunque verificato, con esito positivo, la corretta applicazione del suddetto principio da parte dell'Ente, analizzando la quota vincolata dell'avanzo di amministrazione presunto applicata, al fine di rilevare se la stessa sia andata a finanziare le sole spese di cui agli specifici progetti di investimento, in ragione dei corrispondenti vincoli determinati dall'ente.

Con riferimento all'avvenuta applicazione della parte vincolata dell'avanzo di amministrazione presunto, il Dipartimento ha provveduto a un ulteriore controllo, al fine di verificare se il totale dell'avanzo vincolato applicato rientri nei limiti di cui alle disposizioni introdotte dall'articolo 1, comma 897, della Legge n. 145/2018, ritenendo che i suddetti limiti sono stati pienamente rispettati.

Il Dipartimento raccomanda all'Ente, in fase di stesura del Rendiconto di Gestione 2025, di procedere alla corretta redazione della tabella a/2, afferente alla dimostrazione delle risorse vincolate di cui al risultato di amministrazione, in continuità con i risultati riportati dal precedente esercizio 2024, apportando i necessari correttivi rispetto ai dati riportati nell'apposita tabella.

Per quanto riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità, il Dipartimento raccomanda all'Ente, nella prima variazione di bilancio utile, di provvedere ad implementare il fondo al fine di riallinearlo agli accantonamenti minimi di legge e nel corso dell'esercizio 2026, di aggiornare le previsioni di spesa di cui al suddetto fondo verificandone, a seguito dell'attività di gestione, la congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all'effettivo andamento degli incassi.

Per quanto concerne il Fondo Pluriennale Vincolato, il Dipartimento evidenzia che lo stesso risulta correttamente appostato, tuttavia, raccomanda all'Agenzia, a seguito dell'approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari correttivi al predetto Fondo, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata. A conclusione dell'attività istruttoria, il Dipartimento Bilancio, Finanze e Patrimonio esprime parere favorevole all'adozione, da parte della Giunta regionale, della presente proposta di Bilancio di previsione 2026-2028 dell’ARPACal, al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio Regionale, per il seguito di competenza, ex articolo dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, numero 8.

Ciò premesso, sottopongo all'Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pietropaolo.

Ha chiesto d’intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente. Ci tenevo a intervenire perché questo provvedimento amministrativo mi interessa particolarmente perché, a mio parere, c'è un piano complessivamente politico e uno amministrativo che, però, come per il punto precedente, vanno di pari passo. Faccio una digressione di qualche secondo, intervenendo per dire che mentre quello dei Parchi marini è stato approvato all'unanimità nella Commissione bilancio, questo è stato approvato a maggioranza nella stessa Commissione.

Personalmente, come appartenente a ISDE Italia Medici per l'Ambiente, credo che le ARPA per poter agire dovrebbero essere separate dall'essere un ente strumentale della Regione; è così in tutta Italia; è stata costruita così la filiera di governo dell'Agenzia, ma noi crediamo che dovrebbe essere autonoma.

Tuttavia, per quanto riguarda proprio tipicamente l'ARPACal, debbo dire - l'ho ripetuto anche nella precedente Legislatura - che ci sono, con ogni evidenza, degli sforzi molto importanti dal punto di vista della costruzione di un'Agenzia effettivamente funzionale e funzionante. È un po' questo il nodo di diverse problematiche regionali calabresi, come delle altre Regioni, in particolare, di quelle dell’ambiente, che è strettamente collegato col nodo salute e ad esso inscindibilmente collegato.

Quindi, è necessario che questa Agenzia abbia tutti i mezzi necessari per poter agire incisivamente per un monitoraggio attento, oculato, costante del territorio e degli interventi che poi hanno inevitabilmente una ricaduta sanitaria sulle popolazioni calabresi.

Nel corso di questi anni, ho visto - negli ultimi anni - una progressione positiva delle capacità analitiche e programmatiche di questo ente, non ultimo il fatto che, per esempio, i bilanci di previsione sono effettivamente di previsione, vengono fatti, appunto, prima dello scadere dell'anno, cosa che in passato non sempre avveniva.

Per cui, da una parte preannuncio il mio voto favorevole, perché, ripeto, questa è un'Agenzia che fa bene e deve essere supportata al meglio ed è nell'interesse dei calabresi che ARPACal funzioni benissimo, perché in questo modo il nostro ambiente sarà monitorato benissimo e la salute dei calabresi se ne gioverà.

Mi associo alla richiesta, avanzata dal presidente Ferrari in Commissione, di potenziare sia la dotazione economica di questa Agenzia, perché si tratta di adottare delle strumentazioni di una certa complessità, di un certo costo, sia dal punto di vista degli operatori che sono specializzati in ambiti assai diversi, ma collegati da quello che dicevo prima. Quindi, è necessario sostenere questo sforzo coerente, prolungato e positivo che l'Agenzia sta svolgendo in questi anni. Spero che questa dotazione sia, come chiedeva il collega Ferrari, potenziata e ripeto che voterò favorevolmente per questo provvedimento amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Laghi. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Io purtroppo devo annunciare il mio voto contrario.

Questa proposta, contrariamente a quella precedente, in cui si sono viste la buona volontà e le attività realizzate dal Commissario, adesso direttore generale, per portare avanti la politica dell'Ente Parco, non ha una programmazione, non ci sono risorse.

Quello che diceva prima il collega Laghi è vero: il collega Ferrari ha fatto la richiesta, alla quale ci siamo associati tutti all'interno della Commissione, di prevedere per questo importantissimo ente, l'ARPACal, più fondi per farlo operare meglio.

Prima il collega Bruno ha detto che è importante tutelare la salute del mare, ma la salute del mare si tutela anche con i controlli. In questo caso, stiamo assistendo a una perdita da parte di questo ente sui controlli del nostro mare che è così importante per lo sviluppo del nostro turismo e della nostra economia. Ma la cosa più strana, che salta agli occhi – ovviamente, verrà messo in evidenza anche nei successivi punti all'ordine del giorno -, è che questa Giunta regionale dà un ruolo maggiore e maggiore incisività agli enti di gestione, quali l'ARRICAL e la SORICAL, per esempio: togliendo i tetti di spesa, togliendo, in qualche modo, gli obblighi collegati alla spending review, dando maggiori finanziamenti, maggiori fondi di liquidità a questi enti che fanno gestione, mentre a quelli che fanno i controlli questo non viene dato.

È ovvio che c'è un piano di attività - ne abbiamo preso atto in Commissione bilancio - ma manca veramente un modo per far funzionare realmente e strutturalmente questo ente che è importantissimo.

Quindi, noi auspichiamo che vengano dati veramente dei fondi per poter operare liberi da qualsiasi tipo di controllo, ma anche di andare a controllare quella che è una delle fonti maggiori per noi calabresi: il mare.

Quindi, annuncio voto contrario. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Ha chiesto d’intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Intervengo brevemente, per sottolineare come purtroppo questa Agenzia regionale sia in crisi ormai da diversi anni.

Se guardassimo la pianta organica sicuramente vedremmo una pianta organica che si sta prosciugando sempre di più: tanti dipendenti ARPACal si sono trasferiti all'interno degli uffici della Cittadella regionale e l’Ente non riesce più ad assolvere le funzioni principali.

In quest'Aula, qualche anno fa, ho sottolineato il fatto che ARPACal - si ricorderà la collega Straface, ho fatto una battaglia - abbia perso purtroppo quei 2 milioni di euro, un contributo ministeriale, che erano destinati per lo studio delle acque; sono stati indetti dei concorsi – lo sapete tutti -, che poi sono stati revocati, per assumere del personale.

È un'Agenzia in stato comatoso, confusionale.

Ricordiamo l'importanza strategica che ha questa Agenzia nella tutela non solo delle acque, ma – lo sappiamo - anche dell'inquinamento elettromagnetico e acustico, che deve essere al fianco di una Giunta regionale, di un governo regionale. Purtroppo, le risposte non le riesce a dare e ci affidiamo anche a enti privati come l'Anton Dohrn, che è un'eccellenza a livello nazionale, e dobbiamo anche ringraziarla per il lavoro che ha svolto in questi anni anche sul tema della depurazione che il presidente Occhiuto ha messo al centro della sua agenda.

La mia non è una polemica, il mio è un auspicio che si possa veramente rimettere al centro del dibattito politico regionale lo sviluppo e il potenziamento di questa importante Agenzia con delle assunzioni, con dei concorsi che arrivino finalmente a termine, potenziando con personale ad hoc e, soprattutto, lavorando come lavora in tutte le altre regioni, per la tutela del nostro territorio e per la crescita della nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci, non ci sono altri interventi. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 47/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 47/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”. Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pietropaolo.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. La proposta di provvedimento amministrativo, posta adesso all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata dalla Seconda Commissione nella seduta del 27 marzo scorso. Ai lavori della Commissione ha partecipato il dirigente generale del Dipartimento programmazione unitaria, dottor Menotti Lucchetta, che ha compiutamente illustrato il provvedimento e reso tutti i chiarimenti richiesti.

Il provvedimento in oggetto, approvato dall'esecutivo regionale con deliberazione numero 87 del 27 febbraio 2026, riguarda la presa d'atto del quadro esigenziale degli interventi complementari rispetto ai Programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell'Unione Europea per il periodo di programmazione 2021-2027, finalizzata all'avvio della concertazione di un atto aggiuntivo all'Accordo per lo sviluppo e la coesione del 16 febbraio 2024.

Il provvedimento in esame, preliminarmente, ripercorre l'iter che ha portato all'approvazione del decreto del Presidente della Giunta regionale numero 64 del 2025; con detto decreto era stato individuato, sulla base della ricognizione operata dal Dipartimento programmazione unitaria in coordinamento con i Dipartimenti regionali titolari per materia, il quadro delle esigenze e dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di intervento da porre negli specifici settori afferenti alle aree tematiche di cui al documento FSC (Fondo sviluppo e coesione - aprile 2022) concernente i criteri generali sulla programmazione del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base della programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il Fondo di rotazione), alle quali si riteneva di poter fornire adeguata copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di rotazione nell'ambito del programma POC 2021-2027 per un importo complessivo pari a euro 694.611.708,94.

A seguito della definizione di tale quadro, sono emersi nuovi e diversi fabbisogni di intervento da finanziare con le risorse del Fondo di rotazione. A tal proposito, il Dipartimento programmazione unitaria attesta che la rimodulazione dei fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri generali alla base della programmazione del Fondo sviluppo e coesione quali:

- coordinamento con le iniziative già programmate in tutti gli strumenti regionali attivi, tenuto conto dei principi di demarcazione, complementarità e addizionalità;

- assenza di sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili nell'ambito del PR Calabria FESR FSE + 2021/2027;

- verifica della coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento afferenti alle aree tematiche di cui al documento FSC 2021/2027 “Aree tematiche e obiettivi strategici comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, legge 178/2020- aprile 2022”.

Nello specifico, lo stesso Dipartimento chiarisce altresì le motivazioni che hanno determinato la riduzione per alcuni specifici settori di intervento del fabbisogno precedentemente previsto nel quadro esigenziale definito.

In particolare, detta riduzione è stata effettuata in funzione di:

- opportunità di riprogrammazione dell’FSC 2021-2027 emerse a seguito dell'intesa sancita in sede di Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025, per il cui effetto si è previsto di poter mantenere sul fondo FSC 2021-2027 alcuni interventi infrastrutturali in ritardo di attuazione che a ottobre dello scorso anno si era ritenuto di dover riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC 2021/2027;

- interlocuzioni intercorse con il Dipartimento competente in materia di edilizia sanitaria da cui è emersa la necessità di un minor fabbisogno sul POC 2021/2027, in quanto per gli interventi programmati è stata individuata una diversa copertura finanziaria a valere su altre risorse.

Il predetto quadro di esigenze, come modificato alla luce dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento, è rappresentato mediante il prospetto di riepilogo dell’allocazione delle risorse disponibili per aree tematiche e settori di intervento allegato alla delibera di Giunta regionale numero 87 del 2026.

Nelle more dell'esame in Commissione è pervenuta la deliberazione di Giunta regionale numero 109 del 25 marzo 2026 che modifica e integra la predetta delibera di Giunta regionale 87 del 2026. Nella suddetta delibera numero 109, si dà atto che il documento di programmazione “FSC 2021-2027 - Aree tematiche e obiettivi strategici” nell'ambito dell'area tematica “Istruzione e Formazione” prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio a favore di studenti meritevoli concentrandosi sugli studenti delle Università del Mezzogiorno.

Con la DGR numero 87 nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale del POC 2021/2027 è stata prevista l’allocazione di risorse afferenti al settore di intervento, “Educazione e Formazione”.

Sulla base delle interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la necessità di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR numero 87, relativa al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai fabbisogni stimati. Pertanto, si è ritenuto necessario provvedere alla modifica e integrazione del quadro esigenziale degli interventi emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 2021-2027, rimodulato alla luce di nuovi e diversi fabbisogni di intervento individuati, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno finanziario previsto nel settore educazione e formazione e alla contestuale riduzione del fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo e ospitalità”, secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo dell'allocazione delle risorse disponibili per aree tematiche e settori di intervento, in allegato alla DGR 109 del 2026.

Tale quadro esigenziale degli interventi costituisce la base di riferimento per il negoziato da condurre con le Amministrazioni nazionali al fine dell'individuazione congiunta degli interventi proposti a finanziamento dalla Regione e a valere sulle risorse del Fondo di rotazione.

Lo strumento per la formalizzazione dell'assegnazione delle risorse del Fondo di rotazione per l'attivazione del Programma operativo complementare POC 2021-2027, è la sottoscrizione di un Atto integrativo all'Accordo per la coesione FSC 2021/2027 del 24 febbraio 2024. Si sottopone all'Aula il provvedimento amministrativo in esame.

 

Presidenza del vicepresidente Giacomo Pietro Crinò

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pietropaolo. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente al relativo allegato, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 9/13^ di iniziativa dei consiglieri A. Brutto, P. Caputo, D. Giannetta, O. Greco, V. Pitaro, Filomena Greco, recante: “Interventi in materia di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del diritto allo studio universitario mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)”

PRESIDENTE

Proposta di legge numero 9/13^ di iniziativa dei consiglieri A. Brutto, P. Caputo, D. Giannetta, O. Greco, V. Pitaro, Filomena Greco, recante: “Interventi in materia di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del diritto allo studio universitario mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (Norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)”. Cedo la parola al consigliere Brutto per illustrare il provvedimento.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Il Consiglio regionale non ha fatto interventi normativi e innovativi sulla legge sul diritto allo studio dall'approvazione del decreto legislativo numero 68 del 2012. Questa è una proposta di legge dal duplice aspetto: da una parte, consente a questo Consiglio regionale di adeguare la normativa sul diritto allo studio alla normativa nazionale; dall'altra parte, invece, dà seguito a un chiaro indirizzo politico volto alla valorizzazione di una risorsa che noi riteniamo strategica e cioè gli studenti universitari. Per esempio, consentiamo di dare agli studenti meritevoli, oltre alla borsa di studio, anche altri incentivi che la Giunta, d'ora in poi, potrà assegnare.

Viene, inoltre, riorganizzato con chiarezza il sistema dell'erogazione delle borse di studio in Calabria - penso che sia la prima Regione in Italia a fare un intervento del genere -: non vi è più il meccanismo della rendicontazione a spesa storica, che esponeva le Università alle anticipazioni, ma una programmazione annuale del fabbisogno.

Le Università chiedono alla Regione Calabria, sulla stima dello storico delle iscrizioni e sulla previsione delle nuove iscrizioni, il reale fabbisogno delle borse di studio. La Regione Calabria programma gli interventi sia di bilancio regionale sia di risorse comunitarie e successivamente eroga, entro il 15 settembre, il 70% delle risorse che l'Università richiede. Successivamente, a gennaio dell'anno successivo, eroga il saldo.

Quindi, si tratta di una programmazione vera, una programmazione sul fabbisogno reale dell'Università. Gli studenti, soprattutto, che sono i beneficiari di questa proposta di legge, non devono più attendere anni, non devono più attendere che la Regione Calabria, per volontà politica, copra le borse di studio.

In questi anni - e ringrazio il presidente Occhiuto per aver dimostrato sensibilità - le borse di studio sono state coperte totalmente. La Regione Calabria ha coperto le borse di studio, magari con qualche ritardo, però lo ha fatto. Oggi, noi, invece, stabiliamo un principio per legge e cioè che la copertura totale delle borse di studio è per noi prioritaria rispetto a tutte le altre spese. Le borse di studio vengono prima nella programmazione dei fondi di bilancio regionali e nei fondi di bilancio comunitari.

La copertura totale delle borse di studio è per noi un obiettivo strategico.

Ringrazio il mio partito che ha fortemente voluto questa legge, la maggioranza, la minoranza, i sottoscrittori, le due Commissioni che hanno approvato all'unanimità questo provvedimento.

Oggi, questo Consiglio può scrivere una pagina di storia positiva per la Regione Calabria. Oggi, questo Consiglio può approvare all'unanimità una legge che sa di futuro, una legge che scrive tra gli asset strategici della nostra Regione sia gli studenti sia il diritto allo studio. Oggi la Regione Calabria può essere prima in questo settore.

Vi chiedo, pertanto, di scrivere insieme questa pagina di storia e di farlo per il nostro futuro, cioè per gli studenti universitari. Grazie.

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Un saluto a lei e ai colleghi consiglieri, al Presidente della Giunta e alla Giunta stessa, al Segretario generale e a tutti i dipendenti che ci assistono.

Collega Brutto, lo faremo e lo faremo insieme, perché siamo assolutamente convinti e abbiamo convintamente sostenuto questa proposta di legge che reca il suo nome come primo firmatario e che, però, è stata subito condivisa sia da componenti della minoranza sia da tutti noi del Partito Democratico. Siamo convinti - con questo atteggiamento lo dimostriamo assolutamente, presidente Occhiuto - che quando in quest'Aula ci saranno delle proposte di legge che vanno a tutela dei più fragili, dei giovani, delle donne, di categorie sociali svantaggiate e a favore della formazione, ci troverete sempre qui, pronti, perché siamo convinti davvero che ancora oggi la formazione rappresenti il vero ascensore sociale anche nella nostra regione.

Siamo contenti di scrivere insieme questa pagina, perché siamo più che mai convinti che bisogna dare una mano alle famiglie calabresi che non ce la fanno. Molti, ancora, rinunciano a studiare perché hanno difficoltà anche a causa dei tempi di erogazione di queste borse di studio. Per cui, siamo convinti che stiamo facendo davvero qualcosa di importante e pensiamo e speriamo che i nostri giovani e soprattutto anche le famiglie riescano a trovare un po' di respiro in una Calabria sempre più affaticata, in vista di un futuro che possa essere, come lei dice, ambizioso, anche se, insomma, diventa sempre più complicato pensare che così possa essere. Intanto, noi ci siamo e voteremo assolutamente e convintamente a favore.

PRESIDENTE

Grazie, collega Madeo.

Ha chiesto d’intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Sono molto soddisfatta di aver sottoscritto questa proposta di legge, guardo il consigliere Brutto che me l'ha chiesto, sapendo quali sono le problematiche che attanagliano le nostre famiglie, i nostri giovani. Si deve pensare che nella stessa famiglia, magari, ci sono due o tre ragazzi che studiano e non ce la fanno a mantenerli. Quindi, avere delle borse di studio o delle altre forme di aiuto è una cosa molto importante, anche per portare avanti la tutela dei giovani, di cui parliamo sempre, ma al quale, poi, non mettiamo le gambe per poter camminare. Questa legge le mette, perché con questa riusciremo a tenere nelle nostre Università i giovani, impedendo che vadano a studiare fuori, sperando anche che rimangano qui a lavorare e a dare il loro contributo alla crescita della nostra regione.

È una legge molto importante, ma che, soprattutto, mette in evidenza, caro consigliere Brutto, che la minoranza non è chiusa e non ha pregiudizi nei confronti di ciò che fa bene alla nostra regione. L'abbiamo dimostrato con l'Ente Parchi marini, l'abbiamo dimostrato in altre circostanze, lo stiamo dimostrando adesso con il voto favorevole dato già, convintamente, come lei diceva, nelle due Commissioni e lo stiamo dando adesso, scrivendo una bellissima pagina in questo Consiglio regionale. Spero che ce ne siano altre, anche se purtroppo nel prosieguo di questa giornata così non sarà. Noi l'apertura la dimostriamo tutti i giorni, anche facendo domande, cercando di capire per dare il nostro voto, a volte di astensione, altre volte a favore, e cercando di portare avanti gli interessi dei cittadini calabresi per lo sviluppo economico e sociale della nostra regione. Quindi, il nostro voto è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Ha chiesto d’intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Intervengo brevemente per ribadire, carissimi colleghi, che la minoranza, l'opposizione non è preconcetta e, quando ci sono cose utili ai calabresi e ai comparti che costituiscono la nostra economia, noi guardiamo con molta attenzione. Questa è una proposta di legge che ci ha convinti fin dal primo momento e l'abbiamo votata. Quando il collega Brutto ce l'ha presentata in Conferenza dei capigruppo, non abbiamo avuto un attimo di esitazione, perché spesso il sistema universitario calabrese si contraddistingue per campanilismi che devono cessare, mentre deve avere un obiettivo: formare i giovani calabresi per il futuro ed evitare che la Calabria dia talenti alle altre regioni o alle altre nazioni. Questo dobbiamo evitarlo e questa legge ci ha convinti. Ci convince perché spesso noi abbiamo penalizzato i nostri giovani - questo ormai deve finire - e leggi di questo tipo ci aiutano sempre di più a costruire un sistema universitario degno di questo nome. I giovani calabresi hanno bisogno di essere formati in Calabria, di stare nella nostra regione e che ci sia una sana competizione tra le università calabresi, senza appigliarsi al campanilismo di turno. Questa legge, nello specifico, collega Brutto, ricostruisce l'ascensore sociale che negli ultimi tempi era in qualche modo venuto a mancare. Molti giovani appartenenti a famiglie non abbienti spesso sono costretti a non studiare. Spesso perdiamo talenti perché le famiglie non hanno le risorse per far studiare i propri figli. Questa legge ricostruisce quell'ascensore sociale che negli anni '60, '70 e '80 ha consentito a tanti calabresi di diventare professionisti eccellenti in Italia e in Europa. Non dimentichiamo che molti professionisti calabresi sono in Italia, nelle regioni del Nord, e dobbiamo evitare, presidente Occhiuto, di formare i nostri ragazzi e poi costringerli ad andare ad arricchire regioni del Nord. Volevo, quindi, fare queste considerazioni mandandovi un messaggio: quando si tratta di cose positive per la Calabria, noi ci siamo e convintamente votiamo sì a questa legge e la facciamo nostra.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno.

Ha chiesto di intervenire il collega Pitaro. Ne ha facoltà.

PITARO Vito (Noi Moderati)

Presidente, rivolgo il mio plauso all'onorevole Brutto che ha portato avanti questa proposta di legge. Il mio plauso va anche all'opposizione che ogni tanto è responsabile. Speriamo sia altrettanto responsabile anche nei prossimi punti all'ordine del giorno.

Complimenti per il metodo, perché è una di quelle proposte che nasce dall'incontro di idee tra la politica e i giovani, perché questa proposta di legge è frutto dell’ascolto degli studenti che vivono in prima persona le problematiche dell'università in Calabria; è incisiva perché noi abbiamo un sistema universitario fragile, che si regge sulle proprie gambe e sulle gambe della Regione, perché pochi sono i finanziamenti che provengono dallo Stato. Oggi le università fanno fatica ad andare avanti. È, quindi, una proposta incisiva perché dà un sostegno a tutta la struttura universitaria; è visionaria, perché dà la possibilità ai nostri studenti, ai nostri giovani di non andare fuori, di stare qui e soprattutto di poter studiare. Il consigliere Bruno ricordava l’ascensore sociale, io sarò più pratico e pongo un esempio concreto: vent'anni fa, trent'anni fa, le famiglie monoreddito potevano assicurare ai propri figli la possibilità di studiare fuori e dentro la regione. Oggi, purtroppo, chi è monoreddito spesso questa possibilità non ce l'ha, per cui c'è una chiara discrasia tra quelli che sono i parametri e le possibilità di usufruire di una borsa di studio e quelle invece che sono le reali possibilità economiche.

Responsabilità! Dobbiamo ricordare a noi stessi e ai calabresi che non tutte le Regioni si assumono questa responsabilità perché le università nelle altre regioni ricevono sostegno dai privati. Le università, come dicevo prima, non riescono a vivere da sole dei propri introiti. Quindi oggi la Regione si assume la responsabilità di dire ai giovani calabresi che possono studiare in Calabria senza andare necessariamente fuori. E lo fa in un momento unico, perché le università calabresi oggi mirano alla scalata delle università italiane.

Per ultimo, in questi giorni la notizia che l'UniCal è una tra le migliori università d'Italia e così anche l'Università di Reggio e l'Università di Catanzaro; per cui è un sistema che sta andando avanti, è un ulteriore atto di responsabilità della Regione nei confronti dei calabresi e dei propri giovani.

PRESIDENTE

Grazie, collega Pitaro.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Sicuramente è un'ottima iniziativa e quindi anch'io faccio i complimenti per questa proposta. È chiaro che bisogna trovare la copertura finanziaria; quindi il mio augurio è che si mettano i soldi e, soprattutto, proprio perché ho ricevuto dagli input dai gruppi studenteschi, che queste risorse siano erogate in tempo, perché molto, molto spesso ai ragazzi e alle famiglie vengono date a copertura di costi che hanno già sostenuto per l'affitto di casa o l'acquisto dei testi. Quindi, se riusciamo a velocizzare, come anche previsto all'interno della vostra proposta, i tempi è sicuramente una cosa eccezionale, non possiamo che essere tutti d'accordo.

Approfitto del momento per chiedere al presidente Occhiuto a che punto è il reddito di merito, visto che - anche a supporto di quanto diceva il collega Pitaro - dobbiamo far sì che gli studenti rimangano a studiare in Calabria. Mi auguro, Presidente, come impegno da lei preso - sono sicuro che lo manterrà – che entro il 2026 riusciremo a concretizzarlo perché sarà sicuramente un aiuto in più. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci.

Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Sono solo dispiaciuto perché potrebbe sembrare che intervenga perché mi è stato chiesto un aggiornamento sul reddito di merito dal consigliere Alecci. Invece avevo già detto al Presidente che mi sarebbe piaciuto intervenire alla fine del dibattito per esprimere il mio plauso personale, ma anche l'apprezzamento del governo regionale per il lavoro svolto dal consigliere Brutto, che ha voluto proporre questa che oggi diventerà legge, con il sostegno della maggioranza e anche quello che, molto responsabilmente, la minoranza dà.

Non sarebbe stato semplice votare contro una legge del genere. Per questo sono molto felice e ringrazio il consigliere Brutto. Rende la Calabria la Regione che costruisce per prima un modello virtuoso in Italia, perché dovunque le risorse per le borse di studio sono date a consuntivo. Noi sostanzialmente oggi le anticiperemo in gran parte alle università, dando la possibilità agli studenti di riceverle in tempo e dando la possibilità alle università di programmare anche i loro interventi sul diritto allo studio. Non lo fa nessun'altra Regione. Per la verità, sommessamente, vorrei dire che forse nessun'altra Regione investe sul diritto allo studio quando sta investendo la Calabria, anche su borse di specializzazione universitarie, come quelle per esempio in medicina e nelle professioni mediche. Però, non vorrei che questa legge si pensasse fosse una leggina, questa è una vera e propria riforma epocale del diritto allo studio, che in verità era stata sollecitata anche nella scorsa legislatura - devo darne atto al consigliere Brutto - dalle organizzazioni giovanili di molti partiti, anche del suo partito; non ha visto la luce nella scorsa legislatura, vede la luce all'inizio di questa e sono particolarmente felice di questo.

Il fenomeno della migrazione dei giovani si combatte attraverso utili interventi nella direzione di favorire il diritto allo studio e anche creando un Paese che sia più sensibile all'innovazione, ai bisogni dei giovani. Da tempo sto dicendo che noi dovremmo avere, proprio a livello di Paese, un sistema fiscale orientato ai giovani. Gabbie salariali, sì, ma per i giovani, nel senso che dovremmo pagare di più i giovani, soprattutto al Sud, per farli rimanere. Quindi gabbie salariali al contrario. Se vogliamo trattenere questo capitale, dobbiamo dare la possibilità alle imprese che pagano di più i giovani di avere degli sgravi, molto più di quanto è stato fatto in passato. Dovremmo rivedere forse anche alcune norme della legge fallimentare. Molti si lamentano del fatto che le startup nascano molto più produttivamente, molto più numerosamente, negli Stati Uniti. Però voi sapete che le startup, per definizione, sono imprese che hanno un'altissima possibilità di fallimento. Se fallisci con una startup negli Stati Uniti, il sistema ti dà una seconda chance. Se sei giovane e fallisci con una startup in Italia, sei nella blacklist delle banche a vita. Quindi c'è un complesso di attività che è necessario per rendere questo Paese più attraente e meno ostile per i giovani. Spesso la decisione di abbandonare la Calabria nasce e si sviluppa nel momento in cui ci si iscrive all'università; quindi, favorendo gli investimenti nel diritto allo studio e il loro funzionamento in modo più appropriato, come ha giustamente consigliato nella sua legge il consigliere Brutto, si favorisce la possibilità di dare ai giovani una scelta.

In un mondo che è globalizzato non si può trattenere chi vuole andare fuori, ma dovremmo almeno offrire la possibilità di una scelta, dovremmo fare in modo che non sia un obbligo andare fuori.

Non mi sottraggo, poi, alla domanda del consigliere Alecci, l'avrei riferito nel mio intervento: stiamo lavorando molto, con molto impegno, sul reddito di merito per renderlo disponibile entro il 2026, per l'inizio del prossimo anno accademico. Vi do una notizia. È una delle poche cose che avevo proposto in campagna elettorale, perché avevo detto appunto, consigliere Pitaro, che ci sono tante famiglie monoreddito, come quelle che lei evocava, in cui i genitori hanno una preoccupazione straordinaria e cioè che il loro figlio o la loro figlia di 17 o 18 anni, vada da loro - magari il genitore è un dipendente del Consiglio regionale, un giornalista, un dipendente pubblico, un piccolo imprenditore o un lavoratore autonomo - e dica: “Papà, mamma, io voglio andare all'università a Milano, a Roma”. Significa trovare 2000, 2.500 € al mese. Molti vendono la casa, molti si indebitano per dare questa possibilità ai figli e, poi, perdiamo questi giovani. Alma Laurea dice che il 90% dei giovani che sceglie di studiare fuori dalla Calabria rimane fuori dalla Calabria. Il 60% dei giovani che sceglie di stare nelle università calabresi poi rimane in Calabria. Quindi noi dobbiamo investire in questa possibilità. E la notizia che vi do è questa: in campagna elettorale ho dichiarato che questo beneficio avrei voluto, come Regione, offrirlo soltanto ai neodiplomati che con merito svolgono il loro percorso universitario. Stiamo valutando la possibilità di garantirlo da subito, già dal 2026, non soltanto ai neodiplomati, ma anche gli studenti che sono in corso nelle università, anche al secondo, al terzo anno. Abbiamo studiato bene i dati, consigliere Alecci, e molti giovani vanno via dalla Calabria, non soltanto al primo anno quando si immatricolano all’università fuori dalla Calabria, ma al termine della laurea triennale vanno poi a fare la specialistica, gli altri due anni, fuori dalla Calabria. Allora l’idea del governo regionale e mia è quella di offrire anche a questi giovani, che già stanno studiando nelle nostre università, un reddito non orientato, come le borse di studio, alla casa e all'acquisto dei libri, agli strumenti che servono per studiare, ma un reddito che dia loro la possibilità di fare quello che vogliono, pur di rimanere in Calabria e studiare nelle università calabresi, con livelli però di merito e di profitto che contraddistinguono questo come un beneficio che si dà a tutti, purché meritevoli. Stiamo facendo le simulazioni per capire quali coperture ci dovrebbero essere. Ci stiamo lavorando da diverse settimane, però sono convinto che riusciremo a produrre questa misura. Abbiamo avuto anche delle interlocuzioni con i Rettori, delegati delle università calabresi, che ci stanno aiutando a definire meglio la platea e le caratteristiche. Poiché avevamo promesso questo beneficio per i neodiplomati, avremmo potuto anche dire che lo avremmo dato solo ai neodiplomati. No! Oggi che la campagna elettorale non c'è più, è finita, noi diciamo: “Questo beneficio, che avevamo promesso per i neodiplomati, vogliamo darlo anche agli studenti che sono in corso, che si sono diplomati magari l'anno scorso, due anni fa e che però potrebbero essere indotti nel 2026, nel 2027 a lasciare la Calabria”. Diciamo: “No! Cercate di rimanere in Calabria, nelle nostre università”, perché, come è stato detto, mi pare anche questo dall'onorevole Pitaro, le nostre università ormai sono eccellenti, sono università che nulla hanno da invidiare ad altre università; per cui è un investimento che stiamo facendo con grande decisione e che estenderemo anche a questa platea.

Spero di averle di aver risposto, consigliere Alecci, ma sono intervenuto soprattutto perché ritenevo giusto dare merito al consigliere Brutto e a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione per questa bella proposta di legge che mette la Calabria in prima fila fra tutte le Regioni, perché per prima costruisce un modello che - ne sono sicuro - anche altre Regioni in futuro imiteranno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, presidente Occhiuto.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

All’articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 8854, a firma del consigliere Brutto, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere Brutto.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Grazie, consiglieri. È un emendamento tecnico suggerito in fase di valutazione in Seconda Commissione anche per chiarire le fonti di finanziamento, consigliere Alecci. Ringrazio per tutti il presidente Filippo Petropaolo. L’emendamento recita:<<Alla lettera b), comma 1, articolo 1, il comma 11 è interamente sostituito dal seguente testo: "11. Le attività previste dai commi da 7 a 10 costituiscono parte integrante del ciclo di programmazione e valutazione previsto dall'articolo 24. Nell'ambito della predetta programmazione triennale, fermo restando quanto indicato al comma 8, la Regione si propone, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli equilibri di bilancio e nei limiti delle risorse complessivamente disponibili, di perseguire l'obiettivo della copertura totale delle borse di studio, attribuendogli carattere prioritario in sede di programmazione delle risorse nazionali e comunitarie.">>.

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto. Parere della Giunta?

MICHELI Eulalia, Assessore con competenze di indirizzo politico in materia di istruzione, sport e politiche per i giovani

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie. Pongo in votazione l'emendamento. È approvato. Pongo in votazione l'articolo 1.

Articolo 1

(È approvato così come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 32/13^ di iniziativa dei consiglieri P. Caputo, M. Polimeni, recante: “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 9/1985, n. 32/1996, n. 19/2002, n. 8/2003, n. 18/2007, n. 47/2011, n. 24/2016, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 57/2017, n. 48/2019, n. 1/2020, n. 10/2022, n. 37/2023, n. 62/2023, n. 23/2024”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 5, la proposta di legge numero 32/13^ d’iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Polimeni, recante: “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali numero 9/1985, numero 32/1996, numero 19/2002, numero 8/2003, numero 18/2007, numero 47/2011, numero 24/2016, numero 19/2017, numero 42/2017, numero 57/2017, numero 48/2019, numero 1/2020, numero 10/2022, numero 37/2023, numero 62/2023, numero 23/2024”.

Cedo la parola al consigliere Ionà per illustrare il provvedimento. Prego consigliere Ionà.

IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Grazie, Presidente.

Presento il testo della proposta di legge numero 32 della XIII^ Legislatura di iniziativa dei consiglieri Caputo e Polimeni, recante: “Modifiche e integrazioni delle leggi regionali, numero 9 del 1985, 32 del 1996, 19 del 2002, numero 8 del 2003, numero 18 del 2007, numero 47 del 2011, numero 24 del 2016, numero 19 del 2017, numero 42 del 2017, numero 57 del 2017, numero 48 del 2019, numero 1 del 2020, numero 10 del 2022, numero 37 del 2023, numero 62 del 2023, numero 23 del 2024”, composta da 18 articoli.

Il testo è stato licenziato dalla Quinta Commissione istruzione, cultura, musei, biblioteche, turismo, porti, commercio nella seduta del 12 marzo 2026, con parere favorevole della Seconda Commissione bilancio del 27 marzo 2026 sugli aspetti finanziari.

Si tratta di un provvedimento di manutenzione normativa, finalizzato ad adeguare disposizioni obsolete all'evoluzione normativa e organizzativa regionale.

La proposta interviene su diversi ambiti: semplificazione amministrativa (procedure per usi civici, servizio idrico integrato e trasporti non di linea); aggiornamenti settoriali (natanti elettrici per navigazione da diporto, distanze per case funerarie e proroghe operative); razionalizzazioni (abrogazioni di norme senza risorse e meccanismi di compensazione per comunità montane).

Tali modifiche assicurano efficienza, celerità e proporzionalità in conformità agli obiettivi che questa maggioranza di governo regionale si è posta sin dall'inizio del suo insediamento.

Sul profilo finanziario non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale, come indicato nella relazione tecnico-finanziaria e nell'articolo 17.

L'entrata in vigore è prevista dal giorno successivo alla pubblicazione sul BURC.

Per quanto esposto, pertanto, propongo all'Aula l'approvazione del testo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ionà.

Ha chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Faccio i complimenti al collega Ionà perché è riuscito a illustrare un “omnibus” passando - chiaramente, lo dico in maniera scherzosa, tra l'altro è anche un amico, ci stimiamo - dalle case funerarie alle Comunità montane. Pur volendo, come possiamo esprimere un voto omnicomprensivo su materie e argomenti tra loro così eterogenei, impossibile da racchiudere in un unico provvedimento?!

Ormai siamo abituati al fatto che in Aula arrivano “omnibus” continuamente; quantomeno provate a suddividerli per argomenti affini per dare la possibilità di sostenerne qualcuno quando pensiamo che sia sostenibile. Vorrei stigmatizzare questo comportamento e provare tutti quanti insieme - lo dico al signor Presidente del Consiglio regionale di provarci - a limitare il più possibile di portare in Aula provvedimenti di questo tipo, dandoci l’opportunità di affrontare gli argomenti singolarmente in un dibattito sincero, con approfondimenti, e di votarli nel merito. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci.

Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Quello che ha appena detto il collega Alecci c’era scritto anche nella scheda di analisi tecnico-normativa redatta dal Settore assistenza giuridica, perché, ovviamente, portare delle norme così diverse tra loro in una Commissione non è una cosa semplice perché sono talmente tanto variegati gli argomenti che diventa veramente difficile prendere singolarmente queste norme. Faccio soltanto pochi esempi.

Volevo dire che anche per la SORICAL c'è stata la deroga al limite di spesa. Ci viene detto che questa società è in una fase straordinaria, meravigliosa, che deve crescere, che è l'unico gestore dell'idrico. Questo è tutto vero, ma poi ci viene detto che non ci sono problemi per quanto riguarda le risorse, perché i costi dovranno essere coperti dalle tariffe attraverso il principio del full cost recovery, cioè praticamente tutti i costi verranno pagati dagli utenti, le tariffe dovranno essere, verranno sicuramente aumentate proprio perché dovranno essere coperti i costi della società.

Questo limite è stato tolto sia alla SORICAL sia alla SACAL; non hanno, praticamente, limiti, sono stati tolti, sono stati derogati i limiti di spesa.

Ci sono state anche modifiche per quanto riguarda la spending review. Si è aggiunta discrezionalità, senza attivare dei controlli per queste società, e soprattutto anche per quanto riguarda i contributi che verranno dati per l'agricoltura e il turismo; ovviamente per alcuni non per tutti i contributi che verranno dati, ma per quelli previsti da queste norme di legge.

C'è poi la questione del parco del Coriglianeto. È un parco che è stato istituito nel 2024, adesso siamo nel 2026. A differenza di Sorical in cui, senza dare la possibilità ai Comuni di diventare soci, per poi poter procedere alla nomina del Consiglio di amministrazione, si è fatto tutto quanto molto in fretta, sempre molto veloce, per il parco del Coriglianeto, pur essendo stato istituito nel 2024, oggi viene nominato un Commissario ad acta; invece di procedere alla regolarizzazione degli organi e dare così la possibilità di operare in modo ordinario, si va a prevedere un'altra volta qualcosa di straordinario.

Questo non è un provvedimento che noi possiamo votare, contrariamente a quanto è stato fatto su altri e, quindi, il mio voto non può che essere contrario per tutto quello che è emerso all'interno della Commissione bilancio.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Non ci sono altre richieste di intervento. Pertanto, passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

All’articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 8953 a firma del consigliere Crinò a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, collega Crinò.

CRINÒ Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)

Grazie, Presidente.

La lettera e) del comma 1 dell'articolo 1 è sostituita dalla seguente:

<< e) all'articolo 4, comma 1, le parole: “il contributo per la costruzione delle infrastrutture e” sono soppresse, le parole da: “agli Assessorati” a “per territorio”, sono sostituite dalle seguenti: “al Dipartimento competente in materia di turismo” e le parole: “la capacità di gestione delle strutture che verranno costruite col contributo della Regione nonché” sono soppresse>>.

Il presente emendamento ha carattere ordinamentale per dare chiarezza al testo della legge numero 9/1985 che viene modificata nel comma 1 dell'articolo 4. L'intervento emendativo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Crinò. Parere della Giunta?

MONTUORO Antonio, Assessore in materia di valorizzazione del capitale umano ed innovazione nel lavoro pubblico, legalità e sicurezza, valorizzazione dei beni confiscati, cooperazione internazionale ed ambiente

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Consigliere Ionà, prego.

IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ionà.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 8953 che è approvato.

Articolo 1

(È approvato così come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Articolo 10

(È approvato)

Articolo 11

(È approvato)

Articolo 12

(È approvato)

Articolo 13

(È approvato)

Articolo 14

(È approvato)

Articolo 15

(È approvato)

Articolo 16

(È approvato)

Dopo l'articolo 16 sono pervenuti alcuni emendamenti aggiuntivi dell'articolo 16-bis.

Iniziamo con l'emendamento protocollo numero 8856 a firma del consigliere Polimeni a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego, consigliere Polimeni.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Il presente emendamento sostituisce il comma 4 dell'articolo 4 della legge 1 regionale 6/2026. L'intervento mira ad assicurare un maggiore allineamento della tipologia progettuale, che può essere finanziata con le risorse dell'Azione 4.K.1 “Sostenere e rafforzare l'offerta dei servizi e l'accesso paritario e tempestivo ai servizi socio sanitari e sanitari di qualità, inclusa l'offerta di servizi assistenza familiare e di prossimità” del PR Calabria FESR-FSE 2021-2027, stanziate all'articolo 2, comma 2 della legge stessa, rispetto alle generali finalità della detta Azione. Per le medesime ragioni, si specifica nuovamente che la tipologia progettuale oggetto della norma esclude la previsione di benefici rientranti nella retribuzione e, conseguentemente, non fa sorgere diritti di natura patrimoniale o previdenziale.

Dunque, dopo l'articolo 16 della proposta di legge 32/13^ ha aggiunto il seguente:

<< “Articolo 16-bis (Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 6 del 2026).

1. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 25/2026 “Misure per assicurare la continuità del servizio assistenziale regionale” è sostituito dal seguente: “4. Al fine di rendere effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può definire di concerto con le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, progetti di supporto finalizzati a rafforzare l'offerta di servizi e l'accesso paritario e tempestivo a servizi sociosanitari e sanitari di qualità. L'attuazione dei progetti non comporta, in alcun caso, benefici economici configurabili come elementi della retribuzione, né dà luogo a diritti di natura patrimoniale o previdenziale”.>>

PRESIDENTE

Grazie, collega Polimeni. Parere della Giunta?

MONTUORO Antonio, Assessore in materia di valorizzazione del capitale umano ed innovazione nel lavoro pubblico, legalità e sicurezza, valorizzazione dei beni confiscati, cooperazione internazionale ed ambiente

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Consigliere Ionà.

IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Presidente, solo una domanda e chiedo pure scusa. Ma questi emendamenti…

PRESIDENTE

Sull’emendamento può intervenire.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Sì, sì, sugli emendamenti. Ma c'è la scheda di analisi tecnico-normativa? Ci sono tutti i documenti previsti? C'è pure il parere del Dipartimento bilancio?

PRESIDENTE

No, collega Greco.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Ah, no!? Quindi noi stiamo modificando degli articoli, stiamo inserendo delle altre cose che riguardano la spesa pubblica, stiamo variando delle leggi senza avere il parere del Settore assistenza giuridica e senza sapere se c'è un'invarianza finanziaria, se c'è una copertura e se ci possono essere problemi. Mi fa piacere, prendiamo atto pure di questo. Grazie.

PRESIDENTE

Non è obbligatorio. Prego andiamo avanti.

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 8856 a firma del consigliere Polimeni che è approvato.

Proseguiamo con l'emendamento protocollo numero 8856/A04 a firma dei consiglieri Brutto, Caputo, Pitaro, Mattiani e Giannetta.

Cedo la parola al consigliere Brutto per l'illustrazione. Prego.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente.

Dopo l'articolo 16 della proposta di legge 32/13^ è aggiunto il seguente:

<<Articolo 16-bis (Modifiche all'articolo 1 della legge regionale 3/2006).

1. Nell'articolo 1 della legge regionale 29 gennaio 2026, numero 3, dopo la parola: “approvate”, sono inserite le seguenti: “e non già prorogate”>>.

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto. Parere della Giunta?

MONTUORO Antonio, Assessore in materia di valorizzazione del capitale umano ed innovazione nel lavoro pubblico, legalità e sicurezza, valorizzazione dei beni confiscati, cooperazione internazionale ed ambiente

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Montuoro.

Parere del relatore? Collega Ionà, prego.

IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ionà.

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 8856/A04 che è approvato.

Continuiamo con l'emendamento protocollo numero 8856/A06 a firma del consigliere Ionà a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

IONÀ Emanuele (Occhiuto Presidente), relatore

Con la legge regionale 4 aprile 2025, numero 18, è stata istituita l'Agenzia regionale per l'energia della Calabria. A seguito dell'entrata in vigore della legge, l'Agenzia in questione non è stata mai costituita, né sono stati approvati gli atti fondamentali per il suo funzionamento, per cui la legge regionale in questione non ha avuto alcuna attuazione. A seguito dell'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale, la costituzione e l'operatività dell’Agenzia in oggetto non costituisce più un obiettivo prioritario dell'Amministrazione regionale, che ha previsto di attuare gli obiettivi europei di sostenibilità ambientale e di produzione di consumo di energia da fonti rinnovabili con modalità differenti dalla costituzione di un ente subregionale ad hoc.

La legge regionale numero 18/2025 viene, pertanto, integralmente abrogata, non avendo avuto alcuna attuazione. La proposta legge di tipo ordinamentale e, pertanto, non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ionà.

Ha chiesto di intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

No, solo per dire che visto…

PRESIDENTE

Intervenga in merito all’emendamento.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Presidente, intervengo sugli emendamenti, non esco fuori tema. Non ho capito neanche quale emendamento sia. Che cosa cambia questo emendamento? Presidente Cirillo, noi non abbiamo capito neanche su quale legge agisce questo emendamento, qual è l'articolo che è stato modificato e di che cosa parla.

Presidente Occhiuto e presidente Cirillo, secondo me è venuto il momento di fare una proposta di legge per abrogare le Commissioni: è inutile che noi veniamo qua, ci prepariamo, litighiamo, pensiamo di fare delle bellissime cose e portare avanti quelli che sono gli interessi dei calabresi.

PRESIDENTE

Collega Greco, gli emendamenti sono stati tutti presentati prima dell’inizio della seduta.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Presidente Cirillo, lei mi deve permettere, perché io questa settimana sono venuta tre volte a Reggio Calabria, sono stata presente in tutte le Commissioni, una non l'ho mancata, quindi merito rispetto, soprattutto per i cittadini calabresi che rappresento. Reputo che in questo momento si sta compiendo uno scempio della democrazia.

Stiamo esaminando degli emendamenti che nessuno conosce, neanche la maggioranza. Sfido ad andare a chiedere ai consiglieri di maggioranza se hanno capito che cos'è stato modificato. Quindi, vi anticipo che presenterò una legge per eliminare le Commissioni.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Parere della Giunta? Prego, presidente Occhiuto.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Esprimo il parere favorevole della Giunta e ne approfitto per chiarire a tutti, in particolar modo alla consigliera Filomena Greco, che questo emendamento riguarda l'abrogazione di una legge. Capisco che lei difende il principio perché è una legge che nella scorsa Legislatura fu proposta e approvata su iniziativa di due ex consiglieri regionali che fanno parte del suo schieramento, Graziano e De Nisi, e prevedeva sostanzialmente la costituzione di questa agenzia per l'energia con un costo per la Regione di 500 mila euro il primo anno, un milione il secondo anno, un milione e mezzo il terzo anno. Abbiamo deciso, sostanzialmente, dato che la legge non è stata attivata, di cancellare questa agenzia per evitare che si creasse l'ennesima agenzia o società regionale. Ho voluto spiegarle, dando il parere, anche perché il governo regionale dà parere favorevole a questa norma che appunto va nella direzione di ridurre il numero di agenzie ed enti regionali di sottogoverno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Presidente Occhiuto, io la seguo, magari è una cosa giusta, non lo so, però se è stata proposta da due ex consiglieri che hanno fatto parte del mio schieramento ed è stata approvata dal Consiglio regionale, quindi anche da lei, presumo che all’epoca ne abbiate valutato la valenza e un'importanza tale da prevedere delle risorse nei vari anni.

Il problema è un altro e, magari, io avrei anche votato a favore, ma non si è capito nulla degli altri emendamenti. Per questo ritengo che forse sarebbe il caso di riformulare quella che è la partecipazione dei consiglieri. Si potrebbe seguire un altro iter: presentare le proposte di legge, ricevere il parere del Settore assistenza giuridica e del Dipartimento bilancio e mandare le proposte di legge a tutti i consiglieri regionali, i quali avranno 20-30 giorni di tempo per formulare le loro osservazioni prima di votarle in Consiglio regionale, senza passare dalle Commissioni, perché è un passaggio veramente inutile e dispendioso per tutti, anche per i dipendenti degli uffici amministrativi, che devono stare a disposizione per intere mattinate.

Secondo me, è proprio uno spreco oltre che uno sfregio per quello che è il lavoro altrui. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco.

Preciso che gli emendamenti sono stati presentati sabato scorso, secondo le modalità previste dal Regolamento interno del Consiglio regionale ed erano visibili sul portale dedicato.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Consigliera Greco, comprendo che forse lei qualche volta è un po' affetta da “interventite”.

(Interruzione fuori microfono)

Non interrompa, per favore.

Considerato che i lavori si svolgono in presenza della stampa e dei cittadini che ci seguono tramite la diretta streaming, così come chiede ordine nei percorsi amministrativi, sarebbe altrettanto giusto che ci fosse ordine anche nel dibattito.

Non voglio dare lezioni a lei, però mi consenta di dire che avete sempre qualcosa da ridire per le leggi “omnibus”, il cui senso è proprio quello di discutere più provvedimenti al fine di accelerare normativamente i percorsi e abbreviare quelle che sono le norme da portare in Aula.

Dopodiché, mi consenta di dire che lei ha partecipato anche alla Commissione competente, dove la proposta è stata discussa.

Gli emendamenti sono stati presentati sabato e hanno maturato i tempi corretti per poter approdare in Aula, non hanno bisogno di pareri preventivi e, mi consenta di dire, che anche voi potete presentare degli emendamenti in Aula.

Dicendo che questi emendamenti non devono arrivare in Aula, lei pone un limite importante, probabilmente non ha nemmeno capito di cosa stiamo parlando, e questo non può essere un problema nostro.

Se lei viene in Aula e dice che non sa nemmeno di cosa stiamo parlando, sicuramente non è un problema dell'Aula, bensì un problema suo, che avrebbe potuto approfondire anche in Commissione, in cui si è discusso di tutte le pratiche prima degli emendamenti presentati sabato.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Polimeni.

Ribadisco che gli emendamenti non sono stati presentati in Aula, ma sabato, e oggi erano visibili sul portale.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Presidente, volevo dire proprio questo: gli emendamenti sono pubblicati, fanno parte del corretto espletamento dei poteri di ogni consigliere e sono stati depositati in assoluta corrispondenza alle norme regolamentari.

Consigliera Greco, al punto sei dell’ordine del giorno mi ritrovo una marea di emendamenti che sono stati depositati dal centrosinistra e che non abbiamo nessun problema a discutere.

Qualche giorno fa si è riunita la prima Commissione e non erano stati depositati, ma da questa parte dell'Aula nessuno commenterà un vostro emendamento per questioni formali come fate voi, per non entrare nel merito e per non informarvi, perché qui si parla dell’abolizione di un ente inutile, un carrozzone, per ridurre i costi. Se lo facciamo noi, siamo in torto, così come lo siamo se facciamo una previsione di costo, se portate gli emendamenti voi, siete nel giusto.

Datevi una regolata perché non ci state capendo proprio niente. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rosa.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto (Partito Democratico)

Sarò brevissimo, giusto per fare ordine perché ci sono dei temi procedurali per i quali non è che qualcuno fa un favore a qualcun altro se vengono portati, discussi o non discussi.

C'è uno Statuto, un Regolamento, quindi, quando il consigliere Rosa dice “Vi diamo l'opportunità di discutere”, non è che mi sta dando l'opportunità di discuterli, ma è previsto che quando il punto dell'ordine del giorno è inserito lo stesso giorno del Consiglio regionale, si possono presentare degli emendamenti.

Quello che la consigliera Greco intendeva dire è che le Commissioni, che si sono svolte proprio a ridosso del Consiglio regionale, sarebbero state il luogo deputato nel quale provare a sviscerare la proposta di legge in tutta la sua interezza, per evitare che venissero portati degli emendamenti direttamente in Consiglio regionale.

Pertanto, il problema è procedurale e di buon senso, non certo di chi possa fare un favore a qualcun altro.

Il suggerimento che possiamo dare dai banchi della minoranza è di provare le prossime volte a sviscerare gli argomenti all'interno delle Commissioni quando sono proprio in prossimità del Consiglio regionale, al fine di esaurire il dibattito nelle sedi opportune ed evitare questo ping-pong all'interno dell'Aula, atteso che è legittimo che abbiate presentato gli emendamenti sabato, così come è altrettanto legittimo che noi li abbiamo presentati il giorno stesso della seduta di Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci.

Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.

Articolo 17

(È approvato)

Articolo 18

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 58/13^ di iniziativa dei consiglieri G. Mattiani, D. Giannetta, V. Pitaro, P. Caputo, A. Brutto recante: “Disposizioni per l'attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa”

PRESIDENTE

Punto numero sei, la proposta di legge numero 58/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Giannetta, Pitaro, Caputo, Brutto recante “Disposizione per l'attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, e manutenzione normativa”.

Cedo la parola al consigliere Mattiani per illustrare il provvedimento.

Prego, consigliere Mattiani.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta di legge regionale reca disposizioni di attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, numero 9, e interventi di manutenzione normativa in materia di composizione della Giunta regionale di strutture di diretta collaborazione politica e istituzionale.

L'intervento legislativo risponde all'esigenza di coordinare la normativa regionale vigente con le previsioni statutarie e di assicurare coerenza sistematica tra le disposizioni contenute nella legge regionale 14 febbraio 96, numero 3, della legge regionale 13 maggio 96, numero 7, nella legge statutaria 19 ottobre 2004, numero 25.

L'articolo 1 introduce la legge regionale 14 febbraio 1996, numero 3, e gli articoli 1-bis e 1-ter. L'articolo 1-bis disciplina i componenti della Giunta regionale non appartenenti al Consiglio regionale. La predetta disciplina è attualmente contenuta nell'articolo 1-ter della legge regionale numero 14 del 2000, che ancora il trattamento indennitario degli assessori non consiglieri con un rinvio a una norma successiva modificata.

Al fine di garantire l'esigenza di certezza e il diritto ed evitare difficoltà interpretative si è ritenuto di ricondurre la disciplina in questione nella stessa legge regionale che disciplina il trattamento indennitario dei consiglieri regionali.

La norma prevede il possesso dei requisiti di candidabilità al Consiglio regionale, l'assenza di cause ineleggibilità, incompatibilità e l’equiparazione del trattamento indennitario a quello previsto dai consiglieri nominati assessori.

La disposizione estende inoltre ai medesimi soggetti la disciplina in materia di sospensione della carica, pubblicità della situazione patrimoniale e aspettativa dell'espletamento di cariche pubbliche assicurando uniformità di trattamento e coerenza ordinamentale.

L'articolo 2, per esigenze di manutenzione normativa e di adeguamento alla sopravvenuta normativa statutaria, modifica l'articolo 8 della legge regionale 13 maggio 1996, numero 7, recante la disciplina delle strutture di diretta collaborazione agli organi politico istituzionali.

In particolare, viene sostituito il comma 1 per rendere la norma regionale coerente con le previsioni del decreto-legge 22 aprile 2023, numero 44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, numero 74, mentre le norme successive sono di adeguamento alla sopravvenuta normativa statutaria.

L'articolo 3 introduce una disposizione di coordinamento volta a chiarire espressamente che la disciplina prevista dall'articolo 1, comma 6-quater, 6-quinques, 6-sexis, 6-sepdis e 6-octes della legge regionale 7 febbraio 2005, numero 1, si applica esclusivamente alla nomina alla carica di assessore regionale.

La previsione si rende necessaria al fine di escludere ogni incertezza interpretativa in ordine agli effetti della nomina di un consigliere regionale a Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, figura disciplinata dall'articolo 34-bis dello Statuto regionale.

In tale prospettiva, la disposizione chiarisce che la nomina a Sottosegretario non comporta la sospensione dall'esercizio del mandato consiliare, né l'attivazione dei meccanismi di temporanea sostituzione o supplenza previsti dalla normativa vigente per il diverso caso della nomina dell'assessore.

Resta fermo, in conformità a quanto previsto all'articolo 34-bis, comma 2, dello Statuto della Regione Calabria, il regime della ineleggibilità e incompatibilità stabilito per i consiglieri regionali.

La disposizione ha pertanto finalità di coordinamento ordinamentale e di certezza applicativa senza introdurre deroghe al quadro statutario vigente.

L'articolo 4 reca disposizioni finanziarie.

L'articolo 5, per effetto di quanto sopra riportato nella relazione all'articolo 1, dispone l'abrogazione dell'articolo 1-ter della legge regionale 29 agosto 2014, al fine di evitare sovrapposizioni normative e garantire un assetto ordinamentale, organico e coerente. Inoltre, l'articolo dispone l'abrogazione dell'articolo 13 della legge regionale 31 maggio 2019, numero 13, che prevede il trattamento di reversibilità dell'indennità a carattere differito previsto dalla medesima legge.

L'articolo 6 prevede la dichiarazione d'urgenza e stabilisce l'entrata in vigore della legge il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione Calabria, al fine di assicurare l'immediata operatività delle disposizioni introdotte. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Mattiani.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente.

Consentitemi di fare un complimento ai colleghi che hanno presentato questa proposta di legge: avete una fantasia spiccata e particolare, visto che avete chiamato questo progetto di legge “Manutenzione normativa”.

Qualcuno potrebbe pensare che bisogni reclutare manutentori per chissà quale lavoro tecnico importante da fare nella Regione Calabria.

Manutenzione normativa, presidente Occhiuto!

Bastava dire “finanziamento o istituzione di nuove figure”: i Sottosegretari, aboliti 15 anni fa e che, con questa manutenzione normativa, vengono ripristinati e riproposti, finanziando, altresì, anche due assessori che non sono previsti in questa proposta di legge, e su questo ritornerò; quindi, mi sembra molto più semplice, chiaro e trasparente verso i calabresi dire che con questa legge state introducendo due figure che si chiamano Sottosegretari!

Mi sembra più chiaro e più semplice, carissimi colleghi, carissimi ospiti che ci ascoltate, carissimi giornalisti.

Queste figure sono particolari e strane. Perché dico questo?

Perché queste figure non hanno né competenze dirigenziali né competenze assessorili, ma sono come i vostri e nostri collaboratori.

Sapete qual è la differenza tra un nostro collaboratore e un Sottosegretario, probabilmente collaboratore del Presidente della Giunta? La differenza è che un nostro collaboratore percepisce mille euro al mese, i Sottosegretari percepiscono 14 mila euro al mese, più di un consigliere!

Capite che è una cosa stranissima chiamare questa operazione “Manutenzione normativa”?

Manutenzione normativa!

I calabresi devono sapere che questa è un'operazione politica di potere per aggiustare gli equilibri nella Giunta regionale. Questa è chiarezza, cari colleghi, non manutenzione normativa.

Se questa operazione è un allargamento delle postazioni in Giunta regionale e nella maggioranza, i calabresi lo devono sapere! Questa operazione costa un milione di euro, un milione di euro!

Io rinuncio perché sono svilito, credetemi, a trattare gli emendamenti che ho trattato in Commissione a nome dell'opposizione insieme ai colleghi Ranuccio e De Cicco.

Li avete bocciati!

Avevamo detto che eravamo contrari a priori, però volevamo venirvi incontro e dirvi: “Volete approvarveli? Sforbiciamo! Portiamo la cifra del pagamento di questi - non so come definirli - né uomini né santi, né dirigenti né assessori, figure atipiche. Sforbiciamo! Diamo 4.000 euro al mese 3.400 euro al mese”. No! Avete bocciato gli emendamenti!

Vi abbiamo chiesto che senso ha dare la struttura di un assessore a un componente dello staff del Presidente.

Non solo non avete approvato il nostro emendamento, lo avete bocciato, ma avete approvato un emendamento che oltre a questa struttura ne proponeva un'altra di personale interno. Una cosa veramente incredibile.

Il costo previsto è di un milione di euro, ma nella scheda vi siete dimenticati di inserire il costo degli assessori. O avete dimenticato, carissimi colleghi, che avete introdotto altri due assessori in Giunta regionale, portandola da 7 a 9 componenti?

Mi direte che lo prevede la Legge nazionale; noi vi diciamo che per opportunità dovevate evitarla, perché i calabresi in questo momento hanno bisogno di altro; in questo momento storico i calabresi hanno bisogno di risposte concrete sulla sanità, sul diritto alle cure, sul diritto all'istruzione.

A tal proposito, rispetto alla legge che abbiamo votato all'unanimità, collega Brutto, per cui vi abbiamo dato merito, propongo di utilizzare il milione di euro all'anno per incrementare i fondi per le borse di studio.

Prossimamente ci porterete un'altra proposta di legge e ci direte che il costo degli assessori prevede un altro milione e 600 mila euro, lira più lira meno, perché questo è il costo di altri due assessori in Giunta regionale, che sommati al milione precedente sono due milioni e 600 mila euro.

Forse questi soldi possono essere utilizzati per altro.

Forse possono essere utilizzati per pulire i fiumi, oltre allo sforzo che sta facendo l’assessore Montuoro; servirebbero per il dissesto idrogeologico, per il diritto allo studio, per la sanità che stenta a dare una risposta concreta ai calabresi.

E allora, è chiaro che, per farla apparire come una cosa carina, dietro la bella dizione “manutenzione normativa” c'è un'operazione di potere. Probabilmente, questa operazione serve a puntellare la maggioranza; questa operazione serve a tenere la maggioranza.

Il voto sul referendum non è stato un voto politico, è stato però un voto dei cittadini che vogliono dire “basta!” a questo modo di governare. È un voto che dice “basta!” a questo utilizzo sproporzionato delle risorse pubbliche e a questo sistema di potere che non guarda alle esigenze dei calabresi, ma guarda soprattutto all'interno di chi in questo momento ci governa.

Una Regione come la nostra non si governa con più posti, non si governa con i Sottosegretari, che avevate abolito; la vostra parte politica li aveva aboliti, nel 2010, se non sbaglio, il governatore Scopelliti li aveva aboliti. Oggi ritornano come per magia, come la risoluzione di tutti i mali. Il collega Rosa in Commissione si è anche in qualche modo risentito perché io spiegavo queste cose e mi ha detto che questa operazione serve alla Calabria perché la Giunta regionale ha bisogno di due assessori – ricordo che non sono né dirigenti né assessori - per dare una spinta propulsiva alle politiche della Giunta regionale.

Non abbiamo l'anello al naso, normate quantomeno queste figure, fatemi capire: che cosa faranno? Faranno i segretari del Presidente? Ditecelo! Ditecelo!

Sappiamo, però, che alla base c'è un impegno consistente che i cittadini calabresi non possono e non vogliono sostenere per due figure che nulla hanno a che vedere col buon governo e nulla hanno a che vedere con la risoluzione dei problemi. Quindi noi vi chiediamo di fare un passo indietro su questa cosa.

Non discuto degli emendamenti perché è una cosa ormai svilita. Se farete come avete fatto in Commissione, approverete questa proposta, ma la approverete senza il nostro consenso perché non vogliamo essere in qualche modo complici di un'operazione così forzata e così spregiudicata.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno. Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.

Oggi, in maniera plastica, semmai ce ne fosse bisogno, dimostrate quelle che sono le vostre priorità e dimostrate questa determinazione, questa passione - oserei anche definirla un'ossessione - per il consolidamento del potere. Dopo aver allargato la Giunta, oggi riesumate questa figura mitologica: i Sottosegretari. Questi sottosegretari fondamentalmente che cosa fanno? Non hanno potere di voto, non hanno diritto di voto, non hanno alcuna responsabilità. Quindi questi Sottosegretari sono presi e messi lì a quasi 15 mila euro al mese, un milione di euro l'anno a carico della nostra Calabria, per che cosa? Per una semplice questione di equilibri interni della vostra maggioranza, perché si sa che siete tirati dalla giacchetta tutti quanti.

In un momento storico del genere…già conosciamo la Calabria come una regione che purtroppo - ahimè, lo dico da cittadina calabrese - ha diverse problematiche importanti; già i cittadini calabresi devono alzarsi la mattina e pregare di non ammalarsi perché se si ammalano non sanno dove vanno a finire; i calabresi, soprattutto alcuni di determinate zone, dicono: “Io ho difficoltà a spostarmi perché non ho strade e perché non ho treni”. Oltre a questo, negli ultimi periodi, si aggiunge anche un'altra preoccupazione: quando piove, il cittadino calabrese dice: “Speriamo che non arriva l'alluvione, speriamo che la mia casa rimane ferma com’è e speriamo che non ci siano ripercussioni, se non addirittura delle vittime, che non si verifichi qualche tragedia”.

Cosa accade inoltre?

Un'altra preoccupazione è il tasso di povertà assoluta.

Ci sono molti cittadini calabresi che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena. E la Regione Calabria, che deve guidare i cittadini calabresi, dice: “Perfetto. Io ce l'ho la soluzione per questi problemi: aggiungiamo due Sottosegretari che, fondamentalmente, non fanno nulla, però si beccano quasi 15 mila euro al mese”.

Questa è la soluzione del governo Occhiuto!

Ora io non capisco, veramente. So perché lo fate e l'ho detto, tranquillamente, non ho problemi a dirlo, però, signori, oltre a tutte queste preoccupazioni, vi dovete anche rendere conto di che cosa portate in Aula. Abbiamo capito che non provate vergogna mentre c'è da vergognarsi, in un momento storico del genere, a portare una roba così delicata. Per voi è veramente vergognoso.

Con quale faccia oggi venite qua, dinanzi a tutti i problemi che ci sono, e ci proponete questo?!

Sull'alluvione abbiamo chiesto, nuovamente, che venissero trattati tutti i problemi che ci sono e non c'è stata data la possibilità, non ci viene data la possibilità di nulla se non parlare di queste fesserie.

Il presidente Occhiuto è famoso tra i più per essere un comunicatore, un comunicatore che attraverso i suoi canali dice quello che vuole fare. Perché il presidente Occhiuto in campagna elettorale, attraverso i suoi famosi reel, non ha detto: “Signori, se mi votate, avrete due Sottosegretari in più e due assessori in più, al costo di un milione di euro all'anno”? Questo non è stato fatto.

Allora, signori, noi ovviamente non saremo complici di questa pagina tristissima per la politica regionale calabrese. Abbiamo rinunciato a parlare degli emendamenti perché non vogliamo proprio entrare in questa roba noi: ve la decidete voi, ve la votate voi e, sicuramente, la responsabilità ve la assumerete voi.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà. Ha chiesto di intervenire il collega Brutto. Ne ha facoltà.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. La mistificazione e l'amore per il falso ovviamente si associano al populismo, che è evidente, di chi ha fatto una propria battaglia del “uno vale uno, ma tutti insieme, Giovanni, poi ci siamo accorti che valevano poco”.

Questa è l'applicazione di una norma che abbiamo approvato, con due letture, in Consiglio regionale, quando abbiamo modificato lo Statuto, che di fatto non è stato dichiarato incostituzionale Quindi abbiamo avuto il vaglio positivo. Ovviamente c'è un'assunzione di responsabilità da parte della politica, però è anche scorretto dire che costano 14 mila euro al mese perché i Sottosegretari prenderanno esattamente lo stesso stipendio dell’onorevole Scutellà, che non è di 14 mila euro al mese. Questo è il costo lordo.

Poi vi dico di più: tutta la maggioranza ha inteso presentare un emendamento per ridurre i costi di questo provvedimento per un valore di circa 600 mila euro, con la riduzione della struttura a supporto del Sottosegretario, perché riteniamo che il Sottosegretario possa coadiuvare l'attività di indirizzo politico del Presidente con una sola risorsa che può essere anche interna; quindi, ci potrà non essere un aggravio di spesa, ma se ci dovesse essere, cari consiglieri, sarebbe minimo. L'emendamento è stato presentato, è agli atti, quindi proseguiremo nell'efficientamento anche amministrativo perché governare la Calabria sarà ed è una cosa seria e noi, rispetto alle cose serie, vogliamo produrre di più e produrre per il bene dei calabresi.

Lasciamo, pertanto, ad altri le mistificazioni.

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto. Ha chiesto di intervenire la collega Barbuto. Ne ha facoltà.

BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)

Grazie, Presidente. Prendo la parola non soltanto come rappresentante del Movimento 5 Stelle, ma anche come cittadina. Lasciatemi esprimere tutta la mia indignazione.

Poc'anzi ho sentito, nell’approvazione del precedente provvedimento, che uno degli enti che veniva abrogato nel decreto omnibus era un carrozzone che costava 500.000 euro all'anno e che quindi era necessario votare, sostanzialmente, l’abolizione di questo carrozzone. Veramente con molta indignazione, penso che oggi non stiamo discutendo delle emergenze dei calabresi, delle necessità che effettivamente i calabresi hanno e da cui sono afflitti. Prima di Natale, qualcuno mi ha fatto notare il quadro meraviglioso che c'è alle spalle del Presidente. Al di là di questo, esistono altri quadri che vorrei ricordare e precisamente le allegorie del cattivo e del buon governo. Ecco, qui stiamo facendo un'allegoria del cattivo governo perché non stiamo seguendo quelle che sono le emergenze dei calabresi.

Vengo da Crotone, una zona che ricade tra Cassano, Cerchiara e Crotone, e la gente ha un problema serio di salute. Allora questi soldi che oggi vengono previsti per pagare persone che effettivamente verranno indicate come Sottosegretari, avrebbero potuto essere ben utilizzati per lo screening sanitario delle persone che a Crotone stanno morendo. Stanno morendo! Questo dovrebbe farvi riflettere un attimo, vi dovrebbe far fermare per capire che le esigenze non sono quelle che vengono oggi indicate. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Barbuto. Ha chiesto di intervenire il collega Polimeni. Ne ha facoltà.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Presidente, prendo la parola perché ho sentito molte inesattezze e molto populismo. Capisco che qualcuno tra coloro che stanno dalla parte sinistra della nostra Aula ha fatto del populismo una bandiera, ha fatto del populismo un motivo di consenso perché senza quel populismo probabilmente lo stesso consenso non sarebbe mai arrivato. Ed è bene che a qualcuno che sento anche blaterare maleducatamente, sempre a microfono spento… si può prendere la parola in Aula, collega Scutellà!

PRESIDENTE

Continui, collega Polimeni.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

…anziché blaterare sempre, lo fa sempre in maniera maleducata e non va bene quello che fa. No! Mi rivolgo a lei perché lei parla fuori microfono ed è una maleducata.

PRESIDENTE

Continui, collega Polimeni. Collega Scutellà, per favore, faccia intervenire…

POLIMENI Marco (Forza Italia)

Presidente, vorrei che facessimo anche un altro tipo di ragionamento e cioè che, magari in Conferenza dei capigruppo, si impostasse un metodo per gli interventi in Aula e si chiarisse, anche con i colleghi dell'opposizione, come e quando si deve intervenire. È giusto che la democrazia, sì, debba essere espressa, però ci sono degli atteggiamenti e dei modi di fare che non vanno bene. Non si può prendere la parola 50 volte sulla stessa pratica, Presidente, e quindi dobbiamo un po’ mettere i puntini sulle i perché le regole vanno rispettate da ambo i lati e l'opposizione non mi pare che le voglia rispettare.

Detto questo, una delle inesattezze che ho sentito e che avevo già sentito dire in Commissione e che mi ha fatto un po' sorridere è, Presidente, che i Sottosegretari sono collaboratori del governatore. È una cosa che mi fa veramente sorridere perché, per usare una provocazione forzata, amico collega Bruno, sarebbe come dire che i Sottosegretari del governo alla Presidenza del Consiglio siano i collaboratori della Premier, sarebbe come dire che il Sottosegretario al Ministero dell'Interno sia un collaboratore del Ministro dell'Interno. Non è così! I sottosegretari hanno una funzione precisa ed è una funzione che conoscono bene anche i colleghi dell'opposizione e ora spiegherò perché. Consentitemi di dire anche che comprendo le ragioni di chi, agitando una giusta inopportunità, dice: “Normativamente si può fare, ma lo ritengono opportuno”. Ci sta. Questa riflessione ci sta e la capisco; la cosa che però trovo abbastanza incoerente è che chi dice queste cose governa Regioni che hanno i sottosegretari, e ci arriviamo.

La ratio della nostra iniziativa politica è quella di dare un supporto funzionale all'attività dell'esecutivo. Perché non dobbiamo pensare che un Sottosegretario possa essere utile a salvare un finanziamento di milioni di euro, dato che aumenta il personale politico e quello che è disponibile a lavorare per la nostra Calabria? Soprattutto vorrei dire che ci sono tantissime Regioni che prevedono la funzione del sottosegretario. Ne cito due. Non cito la Lombardia perché direste che la governiamo noi, non cito il Veneto perché direste che è comunque una Regione virtuosa. Invece, mi fa specie, presidente Occhiuto, evidenziare che, mentre veniamo tacciati delle peggiori cose, la Toscana, che ha votato insieme con noi, ha istituito di recente, nel 2022, la figura del Sottosegretario; l'ha istituita anche l’Emilia-Romagna che aveva come Vicepresidente Elly Schlein, oggi a capo del Partito Democratico. Quindi, l'ha istituita la Toscana - qui sì per venire incontro alla battuta del collega Bruno - e ha nominato Sottosegretario un giovane valentissimo, che ho avuto piacere di conoscere, che prima di svolgere il ruolo di Sottosegretario al governo era il più stretto collaboratore del presidente Eugenio Giani. In quella Regione, collega Scutellà - potete andare a riscontrare le cose di cui sto parlando - voi governate e avete istituito il sottosegretario e non lo avete fatto gratis. Andatele a cercare queste cose. Quindi, quando lei offende questa maggioranza o quando i colleghi, anche la collega Barbuto, ci taccia di questo, allora devo dire che per primi dovreste guardare cosa fate voi come partito. Non potete pensare che qui ci siano i brutti, sporchi e i cattivi e voi siate puliti. Assolutamente non è così, almeno non sulle cose che sono state utilizzate come strumento, giusto o sbagliato che sia, piaccia o non piaccia, per prime dai vostri governi. Non è la prima volta che avviene in Calabria, voi utilizzate i sottosegretari in tutte le Regioni che governate.

(Interruzione fuori microfono)

Non mi ha sentito: in Emilia-Romagna è stato istituito nel 2022, non dica 100 anni fa. No! Ieri. Mi spiace però evidenziare, e qui sta il populismo, che la consigliera Scutellà dice che queste sono le nostre priorità, ma non è stata proferita una parola su tutte quelle che sono veramente le nostre priorità, non una parola e non una presenza da parte vostra sui 186 milioni di cui abbiamo discusso prima in conferenza stampa, che servono a utilizzare dei quattrini per mitigare il rischio idrogeologico, che servono a tamponare le situazioni di difficoltà che abbiamo avuto. Queste sono le nostre priorità.

PRESIDENTE

Grazie, collega Polimeni. Ha chiesto di intervenire il collega Orlandino Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Orlandino (Lega Salvini Calabria)

Grazie, Presidente. Colleghi del Consiglio, devo dire che l'intervento precedente del consigliere Marco Polimeni mi ha anticipato su alcune tematiche. In una recente seduta di Consiglio avevo citato il giapponese Hiroo Onoda, che aspettava, però questa volta voglio citarvi due esempi importanti: uno si chiama Bernard DiKa e l'altro si chiama Manuela Montini. Sono i due sottosegretari che le Giunte di centro sinistra - lo rivendicano con orgoglio di appartenenza – dell’Emilia-Romagna e della Toscana hanno appena nominato, e l'hanno fatto, consigliere Bruno, senza soffiare sull'onda di un populismo becero. Lei, consigliere Bruno, che non viene certamente dalle orsoline o dall’oratorio di Catanzaro, ma viene dalle Aule delle istituzioni, più degli altri dovrebbe avere contezza che chi governa le istituzioni non deve mai soffiare sul fuoco del populismo e dell'antipolitica, perché prima o poi le fiamme di quel fuoco lo bruceranno.

Non capiamo oggi che il tema è tutt'altro, consigliera Scutellà, tutt'altro! Voi non potete pensare di fare gli innocentelli qui e poi lavorare e non capire che nelle altre Regioni non utilizzano gli argomenti che voi avete utilizzato per contestare una scelta che è quella di garantire maggiori servizi alla Calabria.

C’è l'onda del populismo, anche con inesattezze come quella sull'indennità che prende il Sottosegretario: lo fa in ragione di una percentuale di quello che piglia il consigliere regionale. Vi invito - lo faccio con grande consapevolezza delle capacità che noi dobbiamo avere e che possiamo avere per parlare, sì, dei temi della Calabria - a non alimentare e non dare motivazioni che non esistono.

Il Presidente Occhiuto, la Giunta e il gruppo di maggioranza si sono resi conto che i 7 assessori erano pochi. Chi come me ha fatto l'amministratore e continua a fare l'amministratore sa che le scelte sbagliate, fatte negli anni passati quando è stata introdotta la spending review, ha portato solamente a ridurre i servizi e non a garantirli a parità di spesa.

Oggi il tema vero è parlare, sì, dei problemi della Calabria - siamo qua ad affrontarli, giorno dopo giorno: il problema della sanità, il problema dei trasporti, il problema della viabilità - ma non abbiamo mai e poi mai soffiato sull'onda del populismo.

La strada che noi abbiamo tracciato è foriera di cose positive. Alla minoranza, consigliere Bruno, rivolgo solo una frase, bellissima - sono innamorato della lettura, nella lettura si trovano tanti risvolti positivi - di un grande giornalista che ha scritto pagine di storia, Roberto Gervasio, che diceva una cosa bellissima e cioè che la morale è un piatto di spaghetti fumanti mentre il moralista è un piatto di spaghetti vomitati.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Buonasera a lei e ai colleghi tutti.

Ovviamente mi unisco anch'io, lo dico subito, al coro delle minoranze nel rappresentare tutta la mia disapprovazione e anche il disprezzo, lasciatemi dire, per questa scelta voluta - confermata con una certa pervicacia che inorridisce - di portare avanti, nonostante tutto, l'istituzione di due nuove figure ambigue, ibride, quelle dei Sottosegretari. Visto che si è più volte parlato di populismo, consentitemi di dire che il populismo si può intendere nell'accezione di chi fa demagogia, quindi false promesse, specula sui problemi, ma c'è, invece, un populismo sano, da intendersi e interpretarsi come chi fa e vuole rappresentare la volontà del popolo. Credo di poter dire con assoluta certezza che il popolo calabrese tutto voglia e di tutto abbia bisogno tranne che di vedere istituite, lautamente retribuite peraltro, due nuove figure quali i Sottosegretari, che vanno ad aggiungersi ai due nuovi assessori. A proposito delle Regioni citate, sicuramente di colore a noi vicino, dico una cosa ovvia su cui tutti ci ritroviamo: c'è da capire il contesto in cui operano le varie Regioni. Purtroppo, e dico purtroppo, le condizioni in cui versa la Regione Calabria non sono neanche minimamente paragonabili a quelle della Toscana o dell'Emilia-Romagna. Peraltro, mi riservo pure di approfondire perché sarebbe bello se dovessimo scoprire, per esempio, che quei Sottosegretari li paghiamo grazie ai soldi dei calabresi che sono costretti a recarsi per curarsi nelle regioni del nord, vista la totale assenza di offerta sanitaria che c'è nella regione Calabria.

Non sarò ripetitivo, non ripeterò e ribadirò le considerazioni che condivido assolutamente, a partire da quelle del collega Bruno e via via di tutti gli altri colleghi, rispetto alle competenze di questi Sottosegretari: non si capisce cosa dovrebbero fare, non hanno responsabilità, non hanno potere di firma, dovrebbero aiutare però il presidente della Giunta, che va ancora ad arricchirsi di ulteriori figure.

Registro però - mi dispiace che il Presidente sia fuori - che in meno di sei mesi dall’avvio di questa nuova Legislatura abbiamo assistito: alla modifica dello Statuto, si accennava, con il risultato sintetico di aggiungere le poltrone e quindi aumentare i costi della politica, riducendo gli spazi per una partecipazione democratica; in una delle ultime sedute di Consiglio, questo governo regionale ha stanziato 8 milioni di euro in 2 annualità per fare il cosiddetto scouting: dare risorse ad un ente, ad un operatore anche straniero che va alla ricerca di medici in giro per il mondo. Attendiamo di capire il risultato mentre, per contro, non si è spesa una parola e non si è messa in campo alcuna azione per impedire concretamente, per esempio, l'autonomia differenziata. Altro che importare medici!

Abbiamo letto e appreso di 15 milioni di euro attinenti alla rimodulazione dei fondi comunitari, non si capisce ancora con quale finalità, sicuramente ambigua e poco chiara, sicuramente non attinente alle spese per la Protezione civile, per la messa in sicurezza del territorio, atteso che quella linea di finanziamento non è stata minimamente intaccata.

Oggi la ciliegia sulla torta: l’istituzione di due sottosegretari.

Noi, caro collega Bruno, eravamo rimasti a un milione di euro. Apprendiamo oggi - mi verrebbe da dire con favore, ma non posso neanche dirlo perché non condividiamo minimamente la ratio di questa norma – della presentazione di un emendamento, sicuramente frutto dell'indignazione popolare che sta montando, con cui si è cercato, come sempre in extremis, come sempre in corso di dibattito, quantomeno di attenuare i danni e rimodulare la spesa. Tutto ciò accade in una Regione che verte nelle condizioni che conosciamo nei principali settori; in una Regione che, per esempio, nel campo sanitario ancora è quantomeno claudicante, che è riuscita a realizzare solo 6 delle 61 case della comunità, solo 2 ospedali di comunità su 26, noi ci permettiamo il lusso di istituire i Sottosegretari.

Credo che tutti noi dovremmo convenire sulla necessità invece di destinare ad altro le risorse.

Si è parlato prima meritoriamente - l'abbiamo votata e sottoscritta - della proposta di legge del collega Brutto. Quante borse di studio avremmo potuto finanziare con tutti questi soldi? Quanti medici avremmo potuto assumere con un milione di euro o poco meno per un anno e cinque milioni di euro per cinque anni? Quanti medici da destinare, per esempio, nel pronto soccorso, nelle guardie mediche che ancora oggi restano chiusi in tanti piccoli Comuni? Altro che il ripopolamento dei nostri borghi! Quanti tomografi, quante TAC avremmo potuto comprare? Però, poi, ci riempiamo la bocca di sanità, di prevenzione, dell'importanza della tutela della salute. Invece assistiamo, cari colleghi, purtroppo, all'ennesimo grave spreco di denaro pubblico in danno dei cittadini calabresi che, ripeto, tutto avrebbero voluto, di tutt’altro avrebbero bisogno. Ovviamente mi aspetto dal presidente Occhiuto una difesa estrema anche su questo tema a mezzo social, a meno che non ci vorrà dire, sempre a mezzo social, che anche questa è un'altra fake news.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio.

Ha chiesto di intervenire il collega Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Nel 1983 faceva il suo esordio sul grande schermo una commedia destinata ad avere un successo ancora oggi straordinario: “Una poltrona per due”. Oggi, nel 2026 assistiamo, invece, sul grande schermo di questa Calabria straordinaria, al remake che potremmo definire “Una poltrona per altri due”. Anzi, in generale potremmo definirla “Una poltrona per altri quattro”, visto che oltre ai Sottosegretari abbiamo due assessori in più.

Insomma, cari colleghi, quarant'anni dopo passiamo dalla straordinaria coppia Eddie Murphy - Danny Akroyd a un'altra coppia che è quella Occhiuto - Mattiani, con un'enorme differenza però, che quel film produsse soltanto negli Stati Uniti oltre 90 milioni di dollari di incasso, la legge prodotta invece dalla coppia Occhiuto - Mattiani produce almeno un milione di euro di spese e di costi per la Calabria e per i calabresi. Vedo sorridere dall'altro lato, ci sarebbe effettivamente da sorridere, se non fosse per la drammaticità della situazione.

Una situazione che sconta un ulteriore paradosso: questa proposta reintroduce la legge che era stata abolita proprio da un governo e da un Presidente di Regione dello stesso partito, la Lega Nord, del primo firmatario di questa legge, ovvero l'onorevole Mattiani. Sembrerebbe, consigliere Mattiani, che ci sia una sorta di questione personale. Solo pochi giorni fa abbiamo assistito a uno scontro nel quale si diceva che questa persona, l’ex Presidente, non poteva parlare a nome della Lega e oggi lo stesso consigliere Mattiani, come primo firmatario, abolisce una legge che lui stesso aveva istituito. Sembra quasi una sorta di accanimento terapeutico.

Volendo entrare un po' nel merito della proposta di legge, ovviamente e come sempre noi proviamo a leggere la relazione illustrativa. Anche in questo caso la relazione illustrativa purtroppo non ha illustrato nulla. Ci aspettavamo almeno quel famoso disegnino che ogni tanto il Presidente di Regione dichiara di fare alla minoranza per spiegare meglio le cose, ma la relazione illustrativa, che dovrebbe spiegare almeno a grandi linee qual è l'esigenza, qual è la spinta che motiva a portare in Aula un provvedimento legislativo, sinceramente noi non l'abbiamo vista. Non ce n'è traccia perché non ce ne può essere traccia, perché questa è una proposta di legge senza senso, è una proposta che ci richiama forse a una vecchia canzoncina: “Aggiungi un posto a tavola che ci sono quattro amici in più, se sposti un po' la seggiola stai comodo anche tu”. Ma dove lo prendete questo milione di euro in più per finanziare queste figure? Lo prendete dalla cosiddetta Missione 20 del Programma 3. Ora, io queste cose le avrei volute dire oggi in Commissione bilancio, ma purtroppo non era presente nessuno del Dipartimento bilancio, a proposito di quanto sono svilite le Commissioni, e quindi proviamo a portare il dibattito in Aula.

All'interno della Missione 20, Programma 3, c'è qualcosa che è importante che noi finanziamo: ovvero la Regione Calabria cofinanzia l'FSE (Fondo Sociale Europeo), cioè cofinanzia gli interventi della programmazione europea.

Ora, la domanda è: se noi utilizziamo le risorse che sono previste, tra le altre cose, per cofinanziare l’FSE, come lo cofinanziamo l'FSE? Cioè, dove saranno prese le risorse per cofinanziare i programmi afferenti l’FSE e la programmazione europea? Questa è la domanda che avremmo voluto fare in Commissione e che facciamo oggi nella speranza di avere una risposta. Cari colleghi, voi alzate la manina ad ogni seduta di Consiglio regionale per votare le leggi, per votare i bilanci, quindi, vi assumete delle responsabilità con il vostro voto, noi invece introduciamo delle figure che vengono pagate molto di più, rispetto a quanto venite pagati voi, ma che non si assumono nessuna responsabilità perché non sono né dirigenti, né funzionari, né assessori e non mettono una firma, una.

Ora, ho sentito qualcuno dire che all'interno della legge è ben spiegato qual è la funzione dei Sottosegretari. Io questa funzione sinceramente non l'ho capita, sarà probabilmente un limite mio. Però, se questi Sottosegretari non sono né assessori né dirigenti, allora sono una sorta di figura ibrida, ma neanche; sono una figura che probabilmente è destinata a essere una specie nuova. In realtà sono una sorta di specie estinta, sono un po' come i dinosauri che sono stati riproposti in vitro. Sembra un po' Jurassic Park.

L'unica parte in cui si ritrova una descrizione della funzione dei Sottosegretari ce l'abbiamo all'articolo 1-ter di questa proposta di legge, quasi mezzo rigo per dire che i Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta. Basta. I Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta. Ma, insomma, per coadiuvare il Presidente della Giunta non bastano gli assessori? Non bastano i consiglieri regionali? Non bastano i direttori generali? Non bastano i dirigenti? Non bastano i funzionari? Non bastano le strutture? Dobbiamo anche introdurre i Sottosegretari? Che funzione svolgono? Svolgono una funzione assistenziale, probabilmente.

Siamo di fronte alla 104 della politica, non c'è altra spiegazione.

La funzione che svolgono i Sottosegretari, per come spiegata in questo mezzo rigo dell'articolo 1-ter di questa leggina è una funzione assistenziale, la 104 della politica, e io non credo che qualcuno abbia bisogno di questo tipo di assistenza.

Insomma, potremmo dire che i Sottosegretari sono dei portaborse che ce l'hanno fatta. Sono dei portaborse che ci hanno creduto di più.

Allora è facile dire che fanno tutti così e anche le altre Regioni fanno così! Proviamo a alzare il dibattito, rispetto alla proposta di legge di cui stiamo discutendo, un po' sopra il livello della terza media. E magari, se proprio dobbiamo copiare qualcosa dalla Regione Toscana o dalla Regione Emilia-Romagna, proviamo a copiare il sistema sanitario, proviamo a capire come ridurre i tempi delle liste di attesa, rispetto a una visita nei nostri ospedali, quelli che ci sono, nelle nostre case di comunità, quelle che ci sono.

Mentre noi facciamo tutto questo, mentre voi avete come priorità l'aumento dei costi della politica, rispetto all'introduzione di figure che non hanno nessun senso oggi di essere reintrodotte, vi riferisco, giusto per darvi le notizie di quello che è successo soltanto nell'ultima settimana nella nostra regione. Abbiamo le imprese che protestano perché ancora i ristori dei vari cicloni che ci sono stati nelle scorse settimane non sono arrivati. Abbiamo un problema serio rispetto alla dialisi a Reggio Calabria: quasi 40 persone oggi rischiano di dover tornare a fare le terapie di dialisi a Messina, a Scilla o a Melito, perché l'unico centro dialisi che esiste in città rischia di chiudere a breve! Sono 2 anni che si aspetta l'accreditamento da parte dell'ASP; l'ASP che evidentemente è impegnata a fare altro: è impegnata a denunciare il comitato per la salute di Polistena soltanto perché è reo di aver protestato per la garanzia del diritto alla salute in quel territorio. Ve lo ricordate benissimo il comitato di Polistena, ci avete parlato anche voi, sono stati coloro che hanno fatto sì, con la loro protesta, che si portasse in Aula il provvedimento che ha dato la possibilità di poter usufruire ancora dei medici.

Concludo. In tutto questo, i dati della Regione Calabria - non sono i dati del Partito Democratico, ma quelli pubblicati sul sito - ci dicono che sono in fase di collaudo soltanto 4 case di comunità su 61 e soltanto 3 ospedali di comunità su 21, col rischio di perdere queste risorse e di restituire quelle che ci sono state date, ma soprattutto col rischio che queste 61 case di comunità e questi 21 ospedali di comunità non siano mai realizzati. Insomma, è l'ennesima fotografia di una Regione che anziché pensare alla cura delle persone, pensa alla cura delle poltrone. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Il collega Polimeni dice che sono malata di “interventite”, però vorrei dirgli che noi veniamo pagati lautamente per stare qui e sappiamo benissimo qual è il nostro compito. Siamo un potere, dobbiamo legiferare, dobbiamo controllare le azioni della Giunta; quando studiavo, mio padre mi diceva che quello era il mio lavoro e io studiavo perché per me era un lavoro.

Mi dispiace che lei dica che io non capisco, forse si dovrebbe poi andare a rileggere, si vada a risentire poi quello che ha detto, così se ne renderà conto.

Quello che io capisco è dimostrato da tutto quello che ho fatto nella mia vita fino ad oggi e anche da quello che sto cercando di fare adesso qui in Consiglio regionale, contrariamente a questi sottosegretari, a queste nuove figure mitologiche che voi state inserendo in questo Consiglio e che erano stati, come diceva bene prima il collega, soppressi precedentemente da un governo di destra, e che nella proposta di legge non si capisce cosa andranno a fare.

Noi sappiamo benissimo quello che dobbiamo fare, quindi non è “interventite” la mia, ma è semplicemente dare un senso al mandato che gli elettori mi hanno dato, così come l’hanno dato a lei, collega Polimeni, anche se su una postazione completamente diversa.

Fino adesso si è visto che non ho pregiudizi nei confronti delle proposte di legge, di tutto quello che viene presentato anche dalla maggioranza e, se avessi pensato che queste figure che voi state inserendo, anzi che avete inserito, che costano oltre un milione di euro alla Regione Calabria, fossero delle figure valide, capaci veramente di dare un contributo e, come ha detto il collega, una spinta propulsiva a questa Giunta, a questa nuova amministrazione regionale, sicuramente avrei votato a favore.

Però mi chiedo: ma se fosse stata questa la spinta propulsiva, perché - nonostante la rappresentazione bellissima che ne fa il nostro Presidente con cui mi sono complimentata più volte per il suo modo di comunicare anche le cose che non esistono - non c’è stata nei quattro anni precedenti? In quei quattro anni andava tutto bene, si potevano tranquillamente reinserire i sottosegretari visto che esistevano in altre Regioni, come qualcuno ha detto, anche se non si poteva portare a nove la Giunta.

Vorrei sapere a quanto ammonta l’indennità che prendono i sottosegretari nelle altre Regioni e come sono strutturati. Questo non lo sappiamo, però ci sono anche lì i sottosegretari.

Penso che l’inserimento di queste figure all’interno della Regione Calabria faccia il paio con le nomine nei consigli di amministrazione di persone incompetenti, persone bocciate ai concorsi e che poi ritroviamo come direttori generali negli stessi enti dove sono stati bocciati ai concorsi; soggetti che hanno più ruoli incompatibili tra di loro, ma fino adesso nessuno ne ha preso atto; enti e aziende a cui vengono tolti i limiti di spesa senza nessun tipo di controllo.

Questo non è populismo, mi dispiace perché non sono una populista, vengo da una realtà diversa da quella delle colleghe del Movimento 5 Stelle, non mi reputo una populista, anzi, vengo da un mondo completamente diverso. Però, populismo non significa dire ai cittadini che noi stiamo portando avanti delle figure che hanno un costo senza produrre nulla, senza aggiungere nulla rispetto a quello che già c’è. Sono soltanto, come diceva bene il collega Bruno - almeno questo risulta dalla proposta di legge - assistenti del Presidente. Questo, secondo me, non è populismo, questo è semplicemente dire ai cittadini - il Presidente dice sempre: “Mi hanno votato” - che questo non c’era nel programma, non c’era né nel programma con il quale i calabresi hanno votato, non c’era questo, come non c’erano tante altre cose.

Da noi si dice che “o mali e o beni tri iunna teni”, quindi, sicuramente voi della maggioranza pensate che questo problema fra tre giorni sarà dimenticato da tutti e, come succede nei migliori reel e nei migliori TikTok, dura due minuti, il tempo di leggerlo e di scorrere; soltanto che la spesa viene posta a carico dei calabresi, ne pagheranno i calabresi e non potranno essere utilizzate per tante altre cose che invece potrebbero essere utilizzate per dare risposta ai cittadini.

Volevo soltanto mettere un punto nel merito: possono essere nominati sottosegretari anche i consiglieri regionali, senza che questo comporti il subentro di altri consiglieri, cioè praticamente non si applica in questo caso la regola degli assessori. Questo ci dovrebbe fare piacere perché significa che non c’è una duplicazione di spese. Non lo so se sarà così, ma la cosa che mi preoccupa molto invece è un’altra, cioè il fatto che un consigliere regionale che dovesse essere nominato sottosegretario e che continua ad essere consigliere regionale sia controllore e controllato; praticamente lui dovrebbe controllare l’operato della Giunta e, invece, si ritrova a fare parte di questo ente che dovrebbe controllare.

C’erano quelle discrasie che comunque - ne prendo atto - sono quelle cose che si verificano, come la legge la legge sul consorzio unico - lo dicevo stamattina in Commissione bilancio - che è stata fatta in fretta e adesso stiamo vedendo le conseguenze negative che si stanno avendo.

Questa sarà una di quelle cose che vedremo successivamente, i danni che provocherà alla Calabria e ai calabresi.

Quindi mi taccio, perché ci sarebbero talmente tante cose da dire a riguardo, ma penso che i calabresi siano stanchi di questo modo di operare, soprattutto di questo modo di svilire quello che è il senso del Consiglio. Quando un consigliere nelle Commissioni prende parte alle discussioni, fa domande, viene irrisa perché sembra quasi che stia facendo una cosa sbagliata; si dovrebbe soltanto alzare la mano o votare a favore, contro o astenersi senza capire e senza fare il bene dei cittadini calabresi, così come quando stiamo in Consiglio regionale, dove, purtroppo, non si prende atto che molto spesso si va contro quelli che sono gli interessi dei calabresi.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini)

Grazie, Presidente. Intervengo solo per rispondere al consigliere Falcomatà, che viene in Consiglio a farci la morale sui costi. Eravamo insieme nella Commissione bilancio, è venuto tre minuti e se n’è andato, non ha nemmeno aspettato la fine dei lavori della la Commissione bilancio; quindi, evidentemente non era interessato nemmeno alla spesa reale che si andava a definire.

Può guardare, consigliere Falcomatà, non faccio gesti: era assente al momento della votazione. Quindi la prossima volta si fermi, lavori e studi, come tante volte le consiglia il presidente Occhiuto.

Lei chiede quali funzioni hanno questi sottosegretari. Rappresentano la 104 della politica? Le spiego subito: il sottosegretario va a coadiuvare l’azione del Presidente. E sa perché? Perché governare la Regione Calabria non è più semplice che governare l’Emilia-Romagna, dove hanno dieci assessori e sottosegretari.

Governare una Regione non è più semplice che governare una città come Reggio Calabria, dove avete avuto nove assessori a disposizione e uno staff importante gestito dal sindaco Falcomatà.

Non è più semplice gestire una città come Catanzaro, che ne ha nove, Lamezia sette, Cosenza dieci, eccetera eccetera.

Ma soprattutto, consigliere Falcomatà, le voglio ricordare - forse lo ha dimenticato - che qualche anno fa ha nominato nello staff della città metropolitana più di trenta persone a carico dei cittadini di Reggio Calabria, con il bilancio della Città Metropolitana.

Non dica così, perché sono atti. Quindi, invece di venire a fare la morale, oggi, su quello che è il costo per la funzione di due sottosegretari, che servono e sono utili a coadiuvare l’azione di un Presidente, pensi a quello che ha fatto lei un anno prima della campagna elettorale, nominando oltre trenta persone nel suo staff.

Non so cosa facessero trenta persone nello staff del presidente metropolitano. Sindaco, cosa facevano trenta persone quotidianamente vicino a lei? Cosa facevano? Chi le portava il caffè e chi le sventolava il ciuffo? Questo facevano, perché altro non potevano fare.

Questa è la verità, questi sono atti. Quindi non venga qui in Consiglio regionale a fare la morale a chi lavora e fa i fatti. Lei in dodici anni non ha chiuso un’opera pubblica nel Comune di Reggio Calabria, se non un parco giochi: solo quello ha fatto in dodici anni.

Forse su questo ci si dovrebbe un attimo interrogare su quello che ha fatto e si dovrebbe forse minimamente vergognare e non parlare dell’azione politica di chi invece è stato riconfermato con serietà e con dei numeri importanti.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, presidente. Il collega Mattiani mi ha convinto, nel senso che effettivamente…

PRESIDENTE

Collega Madeo, parli con me.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Presidente, sto riferendo a lei, però sto dicendo che il collega Mattiani mi ha convinto. Mi dispiace che con spocchia, a microfono spento - l’ho sentita benissimo e come me tutti i colleghi e i presenti in Aula – abbia detto che non mi voleva convincere: molto male, perché il presidente Occhiuto ha più volte detto che ha cercato il consenso di tutta l’Aula.

Anche perché il valore di una legge approvata all’unanimità e di un’altra approvata a maggioranza fa la differenza.

Siamo qui in un esercizio democratico e dialettico, quindi proverò a convincerla del contrario: secondo me, questa proposta di legge, presidente Occhiuto, dell’introduzione dei due sottosegretari è assolutamente anacronistica e non opportuna alla Calabria in questo momento.

Avete citato parallelismi con regioni come la Toscana e l’Emilia-Romagna, però in Calabria il tasso di povertà è al quarantanove per cento - non sono dati che invento io - mentre in Toscana è al cinque per cento e in Emilia-Romagna al dieci per cento.

Quindi una differenza concreta tra noi l’Emilia Romagne e la Toscana esiste.

Il fatto di dire che abbiamo la sindrome di Calimero non è vero, perché anch’io sono convinta che la Calabria sia straordinaria nelle sue bellezze naturali, ma abbiamo un gap importante che i nostri giovani continuano a vivere andando via.

Ritengo, quindi, che questa proposta di legge non sia opportuna. Anche il nome di sottosegretario ha un’antica reminiscenza monarchica, perché mi pare che all'inizio i Ministri si chiamassero Ministro Segretario di Stato, quindi si inventò questa figura del Sottosegretario, mi pare di ricordare come coadiuvante l'attività dei Ministri, che rimase tale anche quando, poi, la dicitura di Ministro rimase solo Ministro.

Lei davvero ha bisogno per la sua attività politica e amministrativa di altre due figure? È stato a colpi di maggioranza che ha modificato lo Statuto qualche mese fa, noi avevamo espresso la nostra assoluta contrarietà rispetto a questa decisione.

È una decisione legittima, sicuramente, secondo me, però, è una decisione legittima ma irresponsabile, fuori tempo e che, in questo momento, è qualcosa di cui la nostra regione non ha assolutamente bisogno. Per cui io glielo dico, avendo sicuramente un'idea diversa da quella del consigliere collega che prima non mi voleva convincere, e provo a dirle: ritiri questa proposta di legge perché sono convinta che, in fondo, ci pensa pure lei che in questo momento in Calabria abbiamo bisogno di tutto tranne che di questa introduzione di due nuovi sottosegretari e di due nuovi assessori, perché se come dice lei i calabresi le hanno dato fiducia nuovamente gliel'hanno data con quella compagine amministrativa e credo che possa continuare tranquillamente a lavorare con gli stessi numeri che aveva prima.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Grazie, Presidente. Sono sempre più convinto della circostanza che l’opposizione dovrebbe ringraziare i sottosegretari per la loro esistenza, perché è proprio l’esistenza dei sottosegretari che ha alimentato il vostro dibattito politico degli ultimi mesi, da quando abbiamo iniziato ad approvare la prima proposta di legge di modifica dello Statuto, poi l’abbiamo votata nuovamente, oggi votiamo la dotazione, perché è ovvio che una figura istituzionale che viene incardinata e che viene garantita anche dallo Statuto come previsione normativa necessiti di una dotazione.

Ebbene, sono contento che licenziamo oggi l’argomento, perché sono tanti mesi che parlate solo ed esclusivamente di questo. Mi chiedo come fate a dire e ad affermare che sono inutili. Su quale elemento di conoscenza? Su quale dato?

Come fate a dire che sono equiparabili ai collaboratori esterni? Su quale elemento di conoscenza? Su quale dato documentale? Non c’è nulla di quello che avete detto che è comprovato da un dato di documentazione. Non c’è.

C’è solo un argomento che utilizzate: la povertà della gente, le problematiche sanitarie come cavallo di Troia per giustificare ogni vostra legittima accusa politica, che giustamente potete fare, ma la strumentalizzate parlando delle problematiche delle persone e smarrendo, invece, qualcos’altro che forse conta di più, cioè che la Calabria va amministrata e abbiamo bisogno di più persone per farlo. Tutto qui.

Perché è una regione grande, una regione che ha tante problematiche, come dite voi, ma non possono essere risolte da poche persone. Per questo l’aumento della Giunta, che rispecchia anche principi di democraticità, di rappresentatività politica; per questo l’adozione dei sottosegretari.

Cosa c’è di problematico? Il problema vero dov’è? Il problema è che voi cercate elementi per fare video, articoli di giornale, titoli di giornale e dimenticate che forse l’Emilia-Romagna e la Toscana hanno i sottosegretari.

Emilia-Romagna e Toscana hanno i sottosegretari e sono le Regioni rosse italiane che li hanno adottati, e sono i vostri amici, sono i vostri padroni di partito che fanno le stesse cose che facciamo noi. Ma loro le possono fare, noi non le possiamo fare, perché se le fanno loro è moralmente corretto, se le facciamo noi è un atto immorale contro la Calabria e contro i cittadini calabresi.

Voi vivete su Marte, questa è la verità, e noi riteniamo invece che restituire alla Calabria una maggior forza di governo, una maggiore incisività, una maggiore partecipazione politica alla scelta di governance è un atto legittimo ed è nell’indirizzo del desiderio di crescita di questa regione che voi non bloccherete mai.

PRESIDENTE

Grazie, collega Rosa. Ha chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Intanto complimenti per la passione del collega Rosa, che ogni volta veramente mi fa piacere ritrovare. Dopodiché, giusto due o tre note di colore su dei passaggi che ho sentito e che un po’ mi lasciano perplesso.

Intanto, per quanto riguarda la Toscana, che così vi appassiona, in Regione Toscana, quando questa norma è stata portata in Aula, il centrodestra ha alzato le barricate. Quindi lo stesso corto circuito che voi fate nei nostri confronti mi sembra che ci sia nel centrodestra, perché se, in Toscana, la Lega alza le barricate insieme a Fratelli d'Italia e agli altri partiti del centrodestra contro questa norma, voi la state invece introducendo in Calabria. Quindi, credo che non sia questo un argomento di discussione. Bisogna contestualizzare le norme di riferimento e anche le Regioni nelle quali vengono attuate. Credo che la Toscana se lo possa permettere e mi permetto, anch'io, di sottolineare che in Toscana viene fatto ad invarianza finanziaria, riassorbendo le indennità nel complesso delle indennità di tutto il Consiglio regionale.

Tradotto in parole povere: per sostenere parte dei costi dei sottosegretari si sono ridotti i costi di tutti gli altri consiglieri. E io sono d'accordo. Presentate questo emendamento: per pagare i sottosegretari, riduciamo in percentuale le indennità che prendiamo tutti quanti noi. Voterò a favore, perché così è stato fatto in Toscana.

Dopodiché, noto un po' di nervosismo che non si addice a tante persone che conosco, che so di essere persone cordiali, come i consiglieri Polimeni e Mattiani. Dare del maleducato, dire agli altri “Andate a studiare”, secondo me, svilisce un po’ il dibattito. Sono sempre disposto a metterci a comparare i titoli di studio che abbiamo e a fare discussioni su qualunque argomento voi vogliate. Non temiamo questo tipo di atteggiamento. Però, non mi sembra neanche carino porre in Aula queste argomentazioni, piuttosto che scendere nel concreto. Svilisce proprio il dibattito. Allora, voi dite: “Andate a studiare” e Orlandino Greco dice: “Io sono appassionato di lettura”.

Leggiamo bene quello che voi avete presentato. Il collega Brutto dice che i Sottosegretari non andranno a recepire 14 mila euro al mese di indennità. È vero, non sono 14 mila euro, perché a pagina 4, nella tabella, c'è scritto che il totale è di 14.470,00 euro; quindi, il costo è di 470 euro in più rispetto a quello che diceva, forse, la collega Scutellà.

Il costo c'è e c'è anche dal punto di vista dell'opportunità politica.

Si tratta di un tempismo, secondo me, sbagliato, proprio nel periodo storico in cui più di altri il nostro Paese e la nostra regione stanno soffrendo. Queste risorse potevano essere, sicuramente, investite per altro.

E come feci la volta passata - non mi si addice solo polemizzare e dire di no - una proposta l'ho avanzata, però da parte vostra non ho sentito nessuno dibatterla e dire perché può andare bene o perché non può andare bene. Voi dite: “Introduciamo i Sottosegretari che possono essere anche consiglieri regionali”. Benissimo. Ma già oggi, ve lo ribadisco, è prevista nel Regolamento regionale e nello Statuto la figura del consigliere delegato che, allo stesso modo del sottosegretario, può occuparsi e coadiuvare il Presidente della Giunta regionale in determinate materie per le quali il Presidente della Giunta regionale voglia un aiuto. Costa zero, è già presente. Mi dite perché non si può utilizzare?

Dopodiché, il presidente Occhiuto per quattro anni non ha fatto altro che dirci: “Stiamo portando avanti il miracolo calabrese, della Calabria non si parla più male, stiamo crescendo sotto tanti indicatori: l'occupazione, il turismo, i voli Ryanair, fuochi d'artificio, concerti, di tutto e di più”. Non mi sembra, però, che abbia avuto la necessità di avere collaboratori in più. Se tanto mi dà tanto, in questi 4 anni i successi, come ha detto il presidente Occhiuto, li ha ottenuti con 7 Assessori. Presidente, questi eccezionali risultati li ha ottenuti con 7 assessori. Oggi, la normativa a livello nazionale, legittimamente, ti dà l'opportunità di aumentare il numero di assessori a 9. Bene, nulla quaestio.

Oltre a questo, quindi, rispetto a questi grandi risultati con 7 assessori, ne potete nominare 9. E volete aggiungere altri due sottosegretari? E, allora, mi sembra che poi sia eccessivo. È come dire che per governare meglio abbiamo bisogno di più persone. Allora, aggiungete 10 sottosegretari, non 2, se basta questo per far progredire la nostra regione.

Io dico che basterebbe avere - voi lo siete, non lo metto in dubbio - consiglieri regionali innamorati di questa regione, che vogliono affiancare il Presidente affinché siano portate avanti le attività senza nessun costo aggiuntivo. Noi questo abbiamo provato a chiedere anche con degli emendamenti che sono stati rispediti al mittente.

Lungi da me fare populismo, ma proprio oggi abbiamo parlato del reddito di merito: con questo risparmio si potrebbero aiutare 200 giovani, Presidente, a studiare in Calabria, come diceva lei, piuttosto che pagare due sottosegretari che non so che valore possano apportare.

Sinceramente, di fronte a questa proposta di legge, noi non soltanto non vogliamo essere complici di quello che sarà ricordato - ve lo dico in maniera chiara - come un tradimento verso i calabresi che vi hanno votato, ma non vogliamo essere neanche spettatori di quel tradimento.

Proprio per questo motivo, con i colleghi, tutti, della minoranza, abbiamo deciso di abbandonare l'Aula e di far sì che siate voi a votarvi questa legge vergognosa. Grazie.

(I consiglieri della minoranza abbandonano l’Aula)

PRESIDENTE

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Prima di procedere all'esame e votazione dell'articolo, è pervenuto un emendamento, protocollo numero 8967/A01, a firma del consigliere Alecci, interamente soppressivo della proposta di legge. Pertanto, qualora venga approvato l’emendamento, l’intera proposta sarebbe respinta.

Cedo la parola al consigliere Alecci per l'illustrazione. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Passiamo all’esame dell’articolo 1 su cui sono pervenuti alcuni emendamenti.

Iniziamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A01, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per illustrazione. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A02, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A03, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A04, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A05, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A07, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A09, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A10, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8866/A05, a firma dei consiglieri Bruno, De Cicco e Ranuccio. I consiglieri sono assenti, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A11, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A12, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Proseguiamo con l'emendamento, protocollo numero 8866/A04, a firma dei consiglieri Bruno, De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola al consigliere Bruno per l’illustrazione. Il consigliere Bruno non c'è, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A13, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Continuiamo con l'emendamento, protocollo numero 8866/A03, a firma dei consiglieri Bruno, De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per l’illustrazione. I consiglieri proponenti non ci sono, dunque, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A14, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A08, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A15, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A16, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A17, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8968/A18, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento decade.

Sono finiti gli emendamenti all’articolo 1. Pongo ai voti l’articolo.

Articolo 1

(È approvato)

Passiamo all’esame dell’articolo 2 e dei relativi emendamenti.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A01, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A06, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A07, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci non c'è, dunque, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A05, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A02, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A03, a firma il consigliere Alecci, a cui cedo la parola. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A04, a firma del consigliere Alecci. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A08, a firma del consigliere Alecci. Il consigliere Alecci è assente, pertanto l'emendamento decade.

È pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8969/A10, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8866/A02, a firma dei consiglieri Bruno De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per l’illustrazione. I consiglieri proponenti sono assenti, pertanto l'emendamento decade.

Continuiamo, con l'emendamento, protocollo numero 8999, a firma dei consiglieri Brutto Giannetta, Mattiani e Pitaro. Cedo la parola al consigliere Brutto per l’illustrazione.

Prego, consigliere Brutto. 

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente.

Mi sarei aspettato la discussione degli emendamenti, magari qualcuno era da approvare, però la minoranza ha deciso di non entrare nel merito della proposta di legge. Noi, invece, entriamo nel merito, infatti proponiamo a firma di tutti i Capigruppo, che ringrazio, così come ringrazio tutta la maggioranza, l'emendamento che recita:

<<La lettera c), del comma 1, dell'articolo 2, della proposta di legge numero 58/13^ è sostituita dalla seguente: “c) nel comma 4, dopo la parola “assessori” sono aggiunte le seguenti: “e a una unità per ciascun sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale. Nel numero complessivo non è conteggiato il personale dipendente del Consiglio regionale di cui all'articolo 10, comma 3, primo periodo, della legge regionale 15 maggio 1996, numero 8 (Norme sulla dirigenza e sull'ordinamento degli uffici del Consiglio regionale), utilizzato quale supporto funzionale alle segreterie particolari, senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale”.>>

Sostanzialmente, Presidente, questo emendamento manda in fumo tutte le polemiche fatte, perché il 90 per cento dei costi viene sostanzialmente azzerato.

Quindi, propongo all'Aula l'approvazione. 

PRESIDENTE

Grazie, collega Brutto.

Parere della Giunta?

MICHELI Eulalia, Assessore con competenze di indirizzo politico in materia di istruzione, sport e politiche per i giovani

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria), relatore

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento. L’emendamento è approvato.

Continuiamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A09, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Continuiamo con l'emendamento, protocollo numero 8969/A11, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato che è approvato.

Articolo 2

(È approvato così come emendato)

All’articolo 3, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8866/A01, a firma dei consiglieri Bruno, De Cicco e Ranuccio. Cedo la parola ai proponenti per l’illustrazione.

I consiglieri proponenti sono assenti, pertanto l'emendamento decade.

Pongo in votazione l'articolo 3 che è approvato.

Articolo 3

(È approvato)

All’articolo 4, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8970/A01, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8970/A02, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. il consigliere Alecci non c’è, l'emendamento decade.

Pongo in votazione l'articolo 4 che è approvato.

Articolo 4

(È approvato)

All’articolo 5, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8971/A02, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8971/A03, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Procediamo con l'emendamento, protocollo numero 8971/A01, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Pongo in votazione l'articolo 5 che è approvato.

Articolo 5

(È approvato)

All’articolo 6, è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 8972/A01, a firma del consigliere Alecci, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Il consigliere Alecci non c'è, l'emendamento decade.

Pongo in votazione l'articolo 6 che è approvato.

Articolo 6

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Polimeni. Ne ha facoltà.

POLIMENI Marco (Forza Italia)

La dichiarazione di voto si riferisce al dibattito precedente alla votazione sul punto all'ordine del giorno in discussione a beneficio di chi ci ascolta, soprattutto degli organi di stampa. Avrei voluto dire tante altre cose ai colleghi, alla collega Greco, alla collega Madeo, al collega Falcomatà, però, devo fare adesso alcune precisazioni, anche perché chi ci ascolta possa fare una valutazione complessiva. Una precisazione mi sento di farla al collega Alecci, invitando anche lui a studiare quello che si dice quando si fa un'affermazione. Il consigliere Alecci ci dice che è vero che i sottosegretari sono nominati in Toscana ma ad invarianza di spesa. È falso! Lo riporto anche da fonti che ho trovato online: al costo totale, - ora spiego perché è falso - del sottosegretario che nominano in Toscana si aggiunge del personale. Leggo: “C'è un'aggiunta, nel caso specifico della nomina del sottosegretario attuale, del 13,5 per cento che si somma alla sua indennità di consigliere regionale, più una quota fissa mensile di 2.400 euro”.

Ma oltre al danno la beffa, visto che il consigliere Alecci dice che sono inopportune queste nomine, perché se questo non bastasse, nella Regione Toscana, i costi aumentano ancora una volta, perché alla nomina del sottosegretario subentra un consigliere, un altro consigliere regionale, per la norma del supplente, che noi abbiamo, evidentemente, invece, voluto non prevedere.

Così come, continuo a leggere: “Il costo totale del personale di supporto agli uffici della Giunta con copertura del 2025-2027 pari a 5 milioni di euro all'anno in Toscana”; del solo sottosegretario a questa spesa si sono aggiunti 330 mila euro l'anno per 4 unità. Quindi, in Toscana aumentano la spesa non solo con il subentro del supplente, ma anche con l'aumento del personale a supporto del sottosegretario. Grazie. 

PRESIDENTE

Grazie, collega Polimeni.

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata, così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 29/13^ di iniziativa dei consiglieri V. Bruno, E. Alecci, F. De Cicco, F. Greco, E. Scutellà recante: "Attivazione degli strumenti europei e nazionali di sostegno per i territori calabresi colpiti dagli eventi calamitosi Fondo di Solidarietà dell'Unione Europea (FSUE)”

PRESIDENTE

Punto sette, mozione numero 29/13^ a firma dei consiglieri regionali Bruno, Alecci, De Cicco, Greco, Scutellà. Vista l'assenza dei proponenti, rinviamo la trattazione della mozione.

(Il Consiglio rinvia)

Prima di dichiarare conclusa la seduta, desidero rivolgere a tutti voi un sincero messaggio augurale in occasione dell'inizio della Settimana Santa e dell'imminente Pasqua al Presidente della Regione, Roberto Occhiuto, alla Giunta, ai colleghi consiglieri e a tutto il personale di Palazzo Campanella, così come a tutti i cittadini calabresi rivolgo l'augurio che questi giorni possono rappresentare un tempo autentico di riflessione, speranza e rinnovamento.

Che la Santa Pasqua porti serenità nelle case dei calabresi, rinnovata fiducia nelle Istituzioni e nuova forza per affrontare uniti le sfide della nostra terra.

Buona Settimana Santa e buona Pasqua a tutti voi.

La seduta è tolta. Grazie, buona serata.

 

La seduta termina alle 20.43

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Caputo, De Caprio e De Cicco.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Alecci “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione del mototurismo” (PL n. 50/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Ferrari “Norme per la sicurezza, l'educazione stradale e il sistema regionale di gestione, monitoraggio e controllo dei dati sugli incidenti stradali” (PL n. 51/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito, alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative e alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

 Laghi “Norme per la partecipazione attiva dei cittadini e delle organizzazioni civiche alla programmazione, coprogettazione e valutazione del Servizio Sanitario Regionale della Calabria” (PL n. 52/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Giannetta “Disposizioni normative in materia di demanio marittimo” (PL n. 53/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

 Santoianni “Promozione del benessere e della qualità della vita delle persone con disturbo dello spettro autistico nei borghi montani inclusivi della Calabria” (PL n. 54/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio e alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Mattiani “Integrazioni alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (PL n. 55/13^).

(Ritirata da parte del proponente in data 12 MARZO 2026).

Mattiani “Integrazioni alla legge regionale n. 17/2005 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)” (PL n. 56/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Pitaro “Modifica dei confini territoriali tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella provincia di Vibo Valentia” (PL n. 57/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Mattiani, Bevilacqua, Pitaro, Caputo, Brutto “Disposizioni per l’attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa” (PL n. 58/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

De Francesco e Iriti “Servizio di sociologia della Calabria” (PL n. 59/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Laghi “Istituzione della Riserva naturale regionale Fascia pedemontana Lande parasteppiche di Castrovillari” (PL n. 60/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Bevilacqua “Riconoscimento del culto e del patrimonio del SS. Ecce Homo di Mesoraca quale bene culturale, identitario e spirituale della Regione Calabria” (PL n. 61/13^).

(Ritirata da parte del proponente in data 25 marzo 2026).

Bevilacqua “Riconoscimento del culto e del patrimonio del SS. Ecce Homo di Mesoraca quale bene culturale, identitario e spirituale della Regione Calabria” (PL n. 62/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Rosa e Pitaro “Norme per la conoscenza, il recupero e la valorizzazione della toponomastica in Calabria. Indirizzi per la toponomastica di genere” (PL n. 63/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per il parere ex articolo n. 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Greco Orlandino “Istituzione del Garante regionale per il sovraindebitamento e la crisi d’impresa” (PL n. 64/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Bilancio di previsione 2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPACAL) - (deliberazione G.R. n. 85 del 27.02.2026)” (PPA n. 45/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

“Piano Regionale Trasporti. Adozione dell'aggiornamento del Piano Regionale dei Trasporti e del Rapporto Ambientale ed espletamento delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica per l'approvazione del PRT - (deliberazione G.R. n. 98 del 13.03.2026)” (PPA n. 46/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito.

“POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987 - (deliberazione G.R. n. 87 del 27.02.2026 - Integrata con D.G.R. n. 109 del 25.3.2026)” (PPA n. 47/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

“Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP CALABRIA) - (deliberazione G.R. n. 123 del 25.03.2026)” (PPA n. 48/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

Richiesta parere della Commissione consiliare competente

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 95 del 5 marzo 2026, recante:

“PR CALABRIA FESR FSE+ 2021/2027. Proposta di revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review”.

(Parere numero 5/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 96 del 5 marzo 2026, recante:

“Adozione Piano Triennale degli Interventi Regionali per la Prevenzione e il Contrasto della Violenza di Genere 2026-2028, in attuazione dell'art. 17 della Legge Regionale 30 giugno 2025, n. 34 “Norme per il contrasto del fenomeno della Violenza di genere”.

(Parere numero 6/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione consiliare permanente.

Parere favorevole su deliberazione della Commissione consiliare competente

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 24 febbraio 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 21 del 12 febbraio 2026, recante:

“Presa d'atto della decisione della Commissione Europea del 12/12/2025 C (8928) di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria”.

(Parere numero 3/13^).

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 24 febbraio 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 22 del 12 febbraio 2026, recante:

“Presa d'atto della decisione della Commissione Europea del 27/11/2025 C (8022) che approva la modifica del piano strategico della PAC 2023-2027 dell'Italia ai fini del sostegno dell'Unione finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”.

(Parere numero 4/13^).

La Seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 16 marzo 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 95 del 5 marzo 2026, recante:

“PR CALABRIA FESR FSE+ 2021/2027. Proposta di revisione del Programma nell'ambito della Mid Term Review”.

(Parere numero 5/13^).

La Terza Commissione consiliare permanente, nella seduta del 25 marzo 2026, ha espresso parere positivo alla deliberazione della Giunta regionale n. 96 del 5 marzo 2026, recante:

“Adozione Piano Triennale degli Interventi Regionali per la Prevenzione e il Contrasto della Violenza di Genere 2026-2028, in attuazione dell'art. 17 della Legge Regionale 30 giugno 2025, n. 34 “Norme per il contrasto del fenomeno della Violenza di genere”.

(Parere numero 6/13^).

Promulgazione di Legge regionale

In data 25 febbraio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 41 del 25 febbraio 2026:

1) legge regionale n. 6 del 25 febbraio 2026, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del Servizio sanitario regionale”;

2) legge regionale n. 7 del 25 febbraio 2026, recante: “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”;

3) legge regionale n. 8 del 25 febbraio 2026, recante: “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, n. 45 (Disciplina del referendum popolare per l’approvazione dello Statuto regionale). Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”.

In data 3 marzo 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 46 del 3 marzo 2026:

1) legge regionale n. 9 del 3 marzo 2026, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria”.

Relazione annuale sull’attività della Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna (articolo 6 legge regionale 26 gennaio 1987 numero 4)

La Commissione regionale per l’uguaglianza dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna ha trasmesso la relazione sulle attività svolte nell’anno 2025, ai sensi dell’articolo 6 della legge regionale 26 gennaio 1987, n. 4.

Approvazione relazioni annuali Comitato Regionale per le Comunicazioni (CORECOM)

Il Co.Re.Com. Calabria ha trasmesso la relazione sulle attività svolte e la relazione sul Sistema delle Comunicazioni in Calabria per l’anno 2025.

Deliberazioni della Giunta regionale

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 61 del 27 febbraio 2026, recante:

“Modifiche alla DGR n. 332 del 10 luglio 2024 e al disciplinare per la tenuta e l’aggiornamento del Registro di cui all’art. 3 della Legge regionale n. 4 del 12 febbraio 2016 - Sezione Giunta regionale ed Enti rientranti tra i decisori pubblici ai sensi dell’art. 2, comma 1, lett. e) della L.R. n. 4 del 12 febbraio 2016”.

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 128 del 25 marzo 2026, recante: “Aggiornamento ai sensi dell'art.42 del D. Lgs 118/2011, del prospetto esplicativo del risultato di amministrazione presunto dell'anno 2025, approvato con la legge regionale 19 dicembre 2025, n. 50, concernente: bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:

1.) deliberazioni della Giunta regionale numero 65, dalla numero 67 alla numero 81 e numero 86 del 27 febbraio 2026

2.) deliberazioni della Giunta regionale numeri 92, 93 e 94 del 5 marzo 2026

3.) deliberazioni della Giunta regionale numeri 102, 103 e 104 del 13 marzo 2026

4.) deliberazioni della Giunta regionale numeri 117, 118, 119, 120, 121, 122 del 25 marzo 2026

Interrogazioni a risposta immediata

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la programmazione sanitaria della Regione Calabria assegna ai servizi territoriali un ruolo preminente nella gestione della domanda di salute dei pazienti cronici, puntando a ridurre la spesa ospedaliera inappropriata e a garantire la continuità delle cure tra i diversi setting assistenziali.

• All’interno di questa strategia, l’elaborazione di Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) specifici per patologia è considerata uno strumento essenziale per qualificare l’offerta assistenziale, assicurare risposte personalizzate basate su un approccio multidisciplinare e realizzare una forte integrazione tra ospedale e territorio.

• In particolare, per patologie croniche ad elevata prevalenza come la Sindrome delle apnee notturne (OSAS), la definizione di PDTA dedicati è fondamentale per contenere i tempi di presa in carico e garantire l’appropriatezza organizzativa, riducendo prestazioni inefficaci o inefficienti.

• Il Programma Operativo 2022-2025 (approvato con DCA n. 162 del 18/11/2022), al punto 13.3 “Rete Broncopneumologica”, ha esplicitamente previsto tra gli obiettivi prioritari la programmazione della suddetta rete, l’approvazione dei nuovi PDTA per la Sindrome delle apnee notturne. • Con il recente Decreto Dirigenziale n. 15140 del 24/10/2024, è stata aggiornata la composizione del Gruppo Tecnico di Lavoro per la Rete bronco-pneumologica, confermando tra i suoi compiti principali la costituzione della Rete e l’elaborazione dei suddetti percorsi assistenziali specifici per OSAS. CONSIDERATO CHE: • Nonostante la formale istituzione e i successivi aggiornamenti del Gruppo Tecnico (avvenuti già a partire dal 2018 e poi nel 2021), l’approvazione dei PDTA per Sindrome delle apnee notturne risulta ancora un obiettivo da completare rispetto ai cronoprogrammi originariamente previsti. • La riattivazione del Gruppo di lavoro presenta delle criticità che ostano all’adempimento degli obblighi della programmazione regionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario ad acta per la sanità,

per sapere:

quali siamo i tempi certi e urgenti per l’effettivo avvio dei lavori, indispensabili per colmare il grave ritardo nell’approvazione dei PDTA per l’OSAS a tutela dei pazienti cronici calabresi.

(60; 02/03/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-        con deliberazione n. 2335 del 22 ottobre 2024, sono stati disposti interventi di manutenzione straordinaria e adeguamento impiantistico per i locali del V piano del Presidio Ospedaliero di Rossano, finalizzati all’allocazione del nuovo reparto di Ostetricia e Ginecologia;

-        tale scelta strategica nasceva dalla necessità di garantire una gestione più fluida degli spazi e, soprattutto, di assicurare standard di sicurezza elevati per il "percorso nascita" nell’area urbana di Corigliano-Rossano;

-        a seguito dell’ultimo sopralluogo tra i tecnici dell’U.O.C. Gestione Tecnico-Patrimoniale e il Direttore dello Spoke, è stata definita una ripartizione degli spazi volta a una maggiore efficienza operativa. Tale piano prevedeva il trasferimento del Reparto di Chirurgia Generale al III piano e la contestuale realizzazione del nuovo reparto U.O.C. di Ostetricia e Ginecologia al V piano del medesimo presidio;

-        per la realizzazione di quest’ultimo, si è reso necessario procedere a interventi strutturali comprensivi di: opere edili (demolizione e ricostruzione pavimentazioni in PVC), tinteggiatura, sostituzione infissi interni, rifacimento servizi igienici, installazione di paracolpi e corrimani, nonché il rifacimento integrale degli impianti elettrici, di videocitofonia, rete dati e climatizzazione;

-        tali lavori, aventi carattere di estrema urgenza per garantire la sicurezza del percorso nascita, hanno comportato un investimento complessivo pari a € 1.624.000,00 (IVA inclusa). Considerato che:

-        − i lavori in oggetto risultano definitivamente conclusi nell’ottobre 2025 e il reparto è, di fatto, pronto e collaudato da mesi, sebbene resti inspiegabilmente inattivo;

-        l’attuale allocazione del reparto presso il plesso “Compagna” di Corigliano rappresenta una criticità strutturale non più tollerabile, data l’assenza nello stesso presidio delle unità di Chirurgia e Rianimazione, rendendo di fatto impossibile la gestione in sicurezza di parti con complicanze o emergenze cliniche improvvise. Tenuto conto che:

-        −nonostante la dichiarata urgenza dell'investimento milionario, si assiste a un continuo e ingiustificato slittamento del cronoprogramma di attivazione, che sta trasformando un’opera d’avanguardia in un potenziale spreco di denaro pubblico e in un monumento all’inefficienza amministrativa;

-        l’incertezza sui tempi di consegna del nuovo Ospedale della Sibaritide (previsto per l'ottobre 2026, ma soggetto a variabili non ponderabili) impone il dovere morale e politico di rendere immediatamente operativo il reparto di Rossano, onde evitare di esporre cittadine e neonati a rischi evitabili. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

quali siano le reali e documentate motivazioni che, nonostante l’ultimo e ulteriore slittamento dei termini, impediscono l’immediata operatività del reparto di Rossano e se non si ritenga che il perdurare di tale inerzia configuri un grave danno al diritto alla salute della popolazione, oltre che un’evidente contraddizione rispetto alle ragioni d’urgenza che hanno giustificato la spesa di oltre 1,6 milioni di euro.

(77; 25/03/2026)

Interrogazioni a risposta scritta

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria ha istituito con Decreto del Commissario ad Acta n. 119 del 14 settembre 2017 la Rete Reumatologica Integrata Ospedale-Territorio Hub/Spoke, successivamente aggiornata con DCA n. 53 del 23 febbraio 2024, per migliorare la diagnosi precoce, le terapie personalizzate e l’assistenza integrata ai pazienti reumatici, stimati in circa 30.000 soggetti in Calabria con costi annui di 400 milioni di euro;

- le associazioni dei pazienti hanno denunciato pubblicamente (2021) che la Rete Reumatologica, pur formalmente deliberata, non è stata attuata in modo efficace, con la mancata pubblicazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) per l’artrite reumatoide, la sclerosi sistemica, l’osteoporosi e le spondiloartriti, e il conseguente fenomeno della mobilità sanitaria extraregionale;

- nella provincia di Catanzaro i servizi reumatologici sono espletati principalmente presso l'Ospedale Pugliese-Ciaccio, ma tali ambulatori risultano organizzati nell'ambito di reparti di Medicina Interna, con criticità organizzative che limitano la capacità di presa in carico completa di pazienti complessi e l'erogazione di procedure avanzate (biopsie sinoviali, infusioni di biologici complessi, day hospital dedicati);

- la displasia iperostotica da Camurati-Engelmann (codice ORPHA 1445) è una malattia rara dello scheletro a eziologia genetica (mutazioni del gene TGFB1), caratterizzata da progressiva sclerosi ossea delle diafisi e corpi vertebrali, dolore cronico refrattario, debolezza muscolare, compressione midollare e necessità di follow-up specialistico multidisciplinare (reumatologia, ortopedia, neuroradiologia, genetica medica);

- per tale patologia sono noti centri di riferimento nazionali presso strutture ospedaliere di Torino e Padova specializzate in malattie rare metaboliche e dello scheletro, ma non esistono servizi locali in Calabria, con conseguenti difficoltà per i pazienti della provincia di Catanzaro nel ricevere diagnosi precoce, indicazioni terapeutiche e monitoraggio adeguato;

- pazienti locali affetti da Camurati-Engelmann segnalano l'impossibilità di trovare presa in carico presso i servizi reumatologici di Catanzaro, determinando disagio, progressione della malattia e costi elevati per spostamenti extraregionali. Rilevato che: - la Legge Regionale 30 giugno 2025, n. 35 "Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale delle malattie reumatologiche e per l'attuazione della rete reumatologica regionale" riconosce formalmente la rilevanza sociale delle malattie reumatologiche e impone l'attuazione della Rete reumatologica regionale già prevista dai DCA n. 119/2017 e n. 53/2024;

- l'articolo 2, comma 3, della l.r. n. 35/2025 stabilisce che "La Rete reumatologica regionale, per quanto attiene alle malattie reumatologiche rare, ai sensi del DCA del 30 gennaio 2024, n. 28 (Approvazione Piano regionale delle malattie rare 2024-2026 e riordino della rete regionale delle malattie rare), favorisce la realizzazione del Centro di Coordinamento regionale delle malattie rare, prevedendo anche il coinvolgimento delle associazioni del Terzo settore operanti nell'ambito delle patologie reumatologiche";

- l'articolo 3, comma 2, della l.r. n. 35/2025 impegna la Regione a promuovere "l'attuazione della Rete reumatologica regionale" con "l'obiettivo di integrare e coordinare le strutture ospedaliere e territoriali esistenti, sviluppare e attuare percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)", prevedendo "oltre al completamento dei PDTA relativi ad artrite reumatoide, sclerosi sistemica, osteoporosi, spondiloartriti, anche l'inserimento di quello afferente al LES";

- l'articolo 3, comma 4, della l.r. n. 35/2025 prevede che "La Giunta regionale, entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, adotta un regolamento attuativo per disciplinare la composizione, la modalità di funzionamento e il coordinamento della Rete reumatologica regionale, garantendo l'integrazione tra le strutture ospedaliere, territoriali e gli ETS";

- l'articolo 6 della l.r. n. 35/2025 istituisce il Registro regionale delle patologie reumatologiche per monitorare l’incidenza, la prevalenza, supportare la ricerca e valutare l'efficacia dei PDTA;

- l'articolo 7 della l.r. n. 35/2025 promuove "il potenziamento dei programmi di formazione e aggiornamento specialistico del personale medico e sanitario al fine di migliorare le competenze nella diagnosi precoce e nel trattamento delle malattie reumatologiche";

- l'articolo 11 della l.r. n. 35/2025 prevede che "La Giunta regionale trasmette alla Commissione consiliare competente, entro il 30 giugno di ogni anno, una relazione sull'attuazione della presente legge", con informazioni su stato di attuazione, risultati, efficacia e criticità. Considerato che: - la Legge Regionale n. 35/2025 è entrata in vigore il 1° luglio 2025 (art. 13), pertanto il termine per l'adozione del regolamento attuativo della Giunta (60 giorni) è scaduto il 30 agosto 2025, ma a oggi (3 marzo 2026) non risulta adottato alcun regolamento attuativo, in violazione dell'articolo 3, comma 4;

- a oltre otto mesi dall'entrata in vigore della l.r. n. 35/2025, non risultano attivati ambulatori multidisciplinari potenziati per malattie reumatologiche rare nella provincia di Catanzaro, né completati i PDTA previsti, né istituito il Registro regionale delle patologie reumatologiche (art. 6);

- l'assenza di un reparto strutturato di Reumatologia autonoma negli ospedali di Catanzaro impedisce l'erogazione di prestazioni avanzate e la presa in carico di pazienti con patologie complesse e rare, costringendo i pazienti alla migrazione sanitaria verso altre regioni, con aggravio di costi per il SSR (mobilità passiva) e per le famiglie;

- la mancata attuazione della Rete reumatologica regionale e l'assenza di formazione specialistica sulle malattie rare determinano discriminazione nell'accesso alle cure per pazienti affetti da Camurati-Engelmann e altre displasie scheletriche, in violazione dei principi di equità ed universalità del Servizio Sanitario Nazionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- se la Giunta regionale intenda adottare con urgenza il regolamento attuativo della Rete reumatologica regionale previsto dall'articolo 3, comma 4 della l.r. n. 35/2025, e quali siano le ragioni del ritardo nell'adozione di tale atto normativo, scaduto il 30 agosto 2025, ed entro quale data precisa si prevede l'emanazione;

- quali siano le dotazioni organiche attuali (medici reumatologi, infermieri specializzati, tecnici) dei servizi reumatologici negli ospedali della provincia di Catanzaro;

- quante visite ambulatoriali e terapie vengono erogate annualmente, se tali numeri rispondono al fabbisogno stimato di circa 30.000 pazienti reumatici calabresi, e quali criticità strutturali e organizzative impediscono la piena operatività dei servizi;

- se siano stati avviati ambulatori multidisciplinari dedicati alle malattie reumatologiche rare presso le strutture ospedaliere di Catanzaro, come previsto dall'articolo 2, comma 3 della l.r. n. 35/2025, e se esistano protocolli specifici per la presa in carico di pazienti affetti da Camurati-Engelmann e altre displasie scheletriche genetiche;

- quali iniziative concrete la Giunta intenda adottare per organizzare visite specialistiche periodiche (almeno mensili) di esperti in malattie rare scheletriche presso il Centro Reumatologico dell'AOU Mater Domini di Catanzaro, mediante convenzioni con i centri Hub nazionali di riferimento (Torino e Padova) o attraverso l'utilizzo della telemedicina prevista dall'articolo 3, comma 3 della l.r. n. 35/2025;

- quali siano i tempi e le risorse previste per l'istituzione di un Reparto o Day Hospital di Reumatologia autonomo presso gli ospedali della provincia di Catanzaro, con posti letto dedicati e figure specialistiche adeguate, al fine di ridurre la mobilità sanitaria passiva verso altre regioni, e se tale intervento sia inserito nella programmazione sanitaria regionale per il triennio 2026-2028;

- se sia stato istituito il Registro regionale delle patologie reumatologiche previsto dall'articolo 6 della l.r. n. 35/2025, quali dati clinici vengano raccolti, quanti pazienti risultino registrati, e se il Registro sia operativo per monitorare l'incidenza e la prevalenza delle malattie reumatologiche nella popolazione calabrese;

- quali programmi di formazione e aggiornamento specialistico del personale medico e sanitario su malattie reumatologiche rare siano stati attivati ai sensi dell'articolo 7 della l.r. n. 35/2025, quanti operatori abbiano partecipato a tali corsi, e se esistano protocolli formativi specifici sulla gestione della Camurati-Engelmann e altre displasie scheletriche;

- quali siano i dati aggiornati sulla mobilità sanitaria extraregionale per patologie reumatologiche (numero di pazienti calabresi che si recano in altre regioni, patologie prevalenti, costi per il SSR), e quali misure urgenti la Giunta intenda adottare per invertire tale tendenza e garantire l'accesso alle cure in Calabria;

- se siano stati completati i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA) per l'artrite reumatoide, la sclerosi sistemica, l’osteoporosi, le spondiloartriti e LES previsti dall'articolo 3, comma 2 della l.r. n. 35/2025, se tali PDTA siano stati formalmente approvati e pubblicati, e se includano specifiche sezioni dedicate alle malattie reumatologiche rare scheletriche;

- quali risorse finanziarie siano state stanziate nel bilancio regionale 2026 per l'attuazione della Rete reumatologica regionale, per il potenziamento dei servizi nella provincia di Catanzaro, per l'attivazione del Registro regionale e per le iniziative di formazione specialistica, specificando i capitoli di bilancio e gli importi destinati a ciascuna finalità.

(61; 04/03/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Programma Nazionale Esiti (PNE) AGENAS 2025 evidenzia tempi medi di risposta del 118 in Calabria tra i peggiori d'Italia, con valori superiori a 28 minuti nelle ASP di Crotone (28 min), Catanzaro (30 min), Reggio Calabria (30 min), Cosenza (31 min) e Vibo Valentia (35 min), ben oltre lo standard nazionale di 18 minuti dal primo squillo telefonico all'arrivo del mezzo;

- nonostante recenti miglioramenti riportati (riduzione di circa 6 minuti, media regionale intorno ai 24 minuti), persistono criticità sistemiche che compromettono la sicurezza dei cittadini, come accaduto a Soverato (provincia di Catanzaro);

- questa mattina, 4 marzo 2026, intorno alle ore 11:00, una signora anziana è caduta in strada nel centro di Soverato (CZ), richiedendo l'intervento del 118: l'ambulanza è arrivata dopo oltre 40 minuti, esponendo la persona a rischi gravi di complicanze;

- tali ritardi sono ricorrenti e denunciati da Agenas, con 41 ASL italiane (tra cui quelle calabresi) oltre i 20 minuti, configurando il mancato rispetto del diritto alla salute (art. 32 Cost.). Tutto ciò premesso, interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- quali sono i tempi medi di risposta del 118 per ciascuna ASP calabrese negli ultimi 12 mesi (febbraio 2025 - febbraio 2026), con dettaglio per zona urbana/rurale con particolare riferimento al comune di Soverato;

- quali misure concrete si vogliano adottare per il caso specifico di Soverato del 4 marzo 2026, inclusa la verifica sull'allocazione dei mezzi nell'ASP di Catanzaro e le ragioni del ritardo di oltre 40 minuti;

- quanti mezzi di soccorso 118 sono attualmente operativi per provincia, con indicazione di turni, personale e eventuali fermi amministrativi o carenze;

- quali interventi sono in corso per potenziare il parco veicolare e le centrali operative;

- entro quando la Giunta adotterà un piano regionale per allineare i tempi di risposta allo standard di 18 minuti, con monitoraggio mensile di AGENAS e sanzioni per le ASP inadempienti;

- si richiede, altresì, di trasmettere i dati disaggregati e il report AGENAS aggiornato.

(62; 04/03/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-        il tumore del colon retto rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità oncologica, e che i programmi di screening basati sulla ricerca del sangue occulto nelle feci costituiscono uno strumento fondamentale di prevenzione secondaria e diagnosi precoce;

-        la prevenzione oncologica rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e rappresenta un indicatore strategico della qualità e dell’efficacia del sistema sanitario regionale;

-        nei 150 comuni afferenti all’ASP di Cosenza, allo stato attuale, l’effettuazione dello screening per il tumore del colon retto risulta fortemente compromessa dalla carenza di macchinari e reagenti necessari per l’esecuzione dei test;

-        numerosi cittadini, pur ricevendo la comunicazione di invito allo screening, non riescono a completare il percorso per l’impossibilità di prenotare l’esame o per continui rinvii dovuti alla mancanza di strumentazione e materiali;

-        oltre un anno fa veniva annunciato un progetto che prevedeva l’attivazione di sei ambulatori dedicati alla prevenzione del tumore al colon retto nella provincia di Cosenza, con fondi già disponibili;

-        con Deliberazione del Direttore Generale n. 888 dell’08/04/2025, avente ad oggetto gli “Obiettivi di Piano ai sensi dell’art. 1, comma 34 della legge 662/1996, anno 2022, di cui al DCA n. 146 del 09/06/2022 e rimodulazione di cui al DCA 274 del 06/11/2023”, è stata indetta procedura aperta, ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. 36/2023, finalizzata alla fornitura in service di n. 4 sistemi dinamici automatizzati, per un periodo di cinque anni, con materiale di consumo, per la ricerca dell’emoglobina umana nelle feci (sangue occulto) con metodo immunologico qualitativo per lo screening del cancro del colon retto;

-        nonostante tali atti amministrativi, persistono criticità operative che di fatto rendono lo screening non pienamente fruibile sul territorio;

considerato che: −

investire nella prevenzione significa tutelare la salute dei cittadini e, al contempo, ridurre i costi sanitari legati alle diagnosi tardive e ai trattamenti più invasivi;

-        la Calabria risulta ancora in ritardo rispetto ad altre regioni italiane in termini di copertura degli screening oncologici e raggiungimento degli standard LEA;

-        la mancata attuazione concreta dei programmi di screening genera sfiducia nei cittadini e determina un aggravamento delle disuguaglianze territoriali nell’accesso alle cure;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

-        qual è lo stato di attuazione del progetto relativo all’istituzione dei sei ambulatori dedicati alla prevenzione del tumore al colon retto nella provincia di Cosenza e quali siano le tempistiche previste per la loro piena operatività;

-        a che punto sia la procedura di gara avviata con Deliberazione n. 888 dell’08/04/2025 per la fornitura dei sistemi automatizzati e del materiale di consumo necessario allo screening, e quali siano i tempi stimati per l’effettiva messa in funzione delle apparecchiature;

-        se corrisponda al vero che, allo stato attuale, manchino macchinari e reagenti per garantire la continuità del servizio di screening presso l’ASP di Cosenza e quali iniziative urgenti si intendano adottare per superare tale criticità;

-        quali risorse finanziarie siano state effettivamente impegnate e spese per i programmi di screening del colon retto negli ultimi tre anni, e se vi siano fondi non ancora utilizzati;

-        quali azioni concrete la Regione intenda mettere in campo per garantire una piena copertura dello screening oncologico e riportare la prevenzione al centro delle politiche sanitarie regionali.

(63; 05/03/2026)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la Calabria detiene attualmente il primato per il peggior saldo negativo della mobilità sanitaria in Italia, avendo registrato nel 2023 un passivo di -326,9 milioni di euro. • Tale dato rappresenta un ulteriore peggioramento di 22,1 milioni di euro rispetto all’anno precedente, confermando una persistente criticità strutturale del sistema sanitario regionale rispetto a quello di altre regioni del Paese. • L’impatto economico pro-capite di questo saldo negativo è stimato in -178 euro per ogni residente calabrese. • Il volume dei debiti (prestazioni erogate ai cittadini calabresi fuori regione) ammonta a circa 362,4 milioni di euro, a fronte di crediti per mobilità attiva pari a soli 35,4 milioni di euro, dato che colloca la Regione al 18° posto nazionale per capacità attrattiva. Considerato che: • Il fenomeno della migrazione sanitaria appare in larga parte determinato dalle persistenti criticità del sistema sanitario regionale. In ambito oncologico, il 62% dei pazienti con tumore del polmone e il 42% delle donne con tumore al seno sono costretti a recarsi fuori regione per l'intervento chirurgico. • La medicina territoriale calabrese presenta significative difficoltà organizzative, risultando tra le ultime nel contesto nazionale con un punteggio nell’area distrettuale dei LEA pari a 40 punti. • L’attuazione della Missione 6 del PNRR procede con evidenti ritardi: al 30 giugno 2024 risultavano operative solo 4 Case di Comunità su 61 previste, mentre i 20 Ospedali di Comunità programmati risultano ancora non attivati. • Sussiste una cronica carenza di personale sanitario, stimata mediamente nel 15% in meno rispetto alla media nazionale (10,2 unità ogni 1.000 abitanti contro 11,9), con un deficit specifico di infermieri pari al 18%. • La persistente situazione di commissariamento del sistema sanitario regionale e il regime di piano di rientro continuano a incidere negativamente sulla piena programmazione e riorganizzazione dei servizi, contribuendo ad alimentare la sfiducia dei cittadini che spesso si rivolgono a strutture di altre regioni, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che assorbono gran parte della mobilità sanitaria in uscita. Tutto ciò premesso e considerato Interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

• quali iniziative urgenti e straordinarie la Giunta regionale intenda adottare per ridurre i tempi delle liste d’attesa e potenziare l’offerta di chirurgia oncologica sul territorio regionale, al fine di garantire ai cittadini calabresi il diritto costituzionale alla cura nel proprio territorio. • Quale sia il cronoprogramma per l’attivazione delle restanti Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, presidi ritenuti essenziali per il rafforzamento della medicina territoriale e per la riduzione degli accessi impropri ai Pronto Soccorso. • Se sia previsto un piano straordinario di reclutamento di personale sanitario finalizzato a colmare il divario esistente rispetto alla media nazionale e a garantire la piena operatività delle strutture territoriali e ospedaliere. • Quali iniziative politiche e amministrative la Regione intenda promuovere al fine di favorire il superamento del regime di commissariamento della sanità calabrese e il ritorno a una piena gestione ordinaria del sistema sanitario regionale. • Quali misure la Giunta regionale intenda adottare per rafforzare la capacità di attrazione del sistema sanitario calabrese e ridurre progressivamente il saldo negativo della mobilità sanitaria, anche attraverso il potenziamento delle strutture e delle eccellenze sanitarie presenti sul territorio regionale. • Quale sia la posizione della Giunta regionale in merito agli effetti della legge sull’Autonomia Differenziata che, in assenza di adeguati finanziamenti dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP), rischia di accentuare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e il trasferimento di risorse sanitarie dal Sud verso le regioni del Nord.

(64; 06/03/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con legge regionale n. 32 del 15 dicembre 2021 è stata istituita l'"Azienda per il governo della sanità della Regione Calabria – Azienda Zero", ente del Servizio Sanitario Regionale dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia amministrativa, patrimoniale, organizzativa, tecnica, gestionale e contabile, con sede legale presso la Cittadella Regionale di Germaneto (Catanzaro);

- con legge regionale n. 1 del 1° marzo 2022 è stato assegnato ad Azienda Zero l'intero sistema regionale dell'emergenza-urgenza 118, dell'elisoccorso e del Numero Unico di Emergenza 112, configurando così un accentramento regionale di funzioni precedentemente distribuite tra le cinque Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) della Calabria;

- l'accordo per il passaggio del personale del 118 dalle cinque ASP calabresi ad Azienda Zero, presentato dal Direttore Generale ... cessione del contratto ex art. 31 D.lgs. 165/2001, riguarda 1.243 professionisti ed è dichiaratamente finalizzato a:

a) superare le criticità strutturali e gestionali del sistema 118;

b) garantire l'uniformità organizzativa e gestionale del servizio su base regionale;

c) assicurare continuità assistenziale e omogeneità dei LEA;

d) ottimizzare la gestione delle risorse umane, economiche e strumentali;

- nonostante tali dichiarate finalità, il sistema di emergenza-urgenza regionale versa in uno stato di grave crisi strutturale: ad oggi almeno il 70% dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale (PET) calabresi risulta demedicalizzato, ovvero privo della presenza del medico, figura professionale indispensabile per garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita in condizioni di emergenza;

- le zone carenti di medici del 118 pubblicate dalle ASP calabresi sono andate sistematicamente deserte per almeno cinque anni consecutivi, dimostrando l'incapacità strutturale del sistema di attrarre e trattenere il personale medico necessario;

tale criticità non può essere ignorata nel progettare un mero trasferimento di competenze gestionali senza una contestuale e concreta strategia di reclutamento;

- Il sindacato Nursing Up, in un'indagine condotta su oltre 200 operatori del SUEM 118, ha rilevato che il 76% del personale ritiene che il servizio sia complessivamente peggiorato dopo l'entrata in vigore della riforma introdotta con la L.R. n. 32/2021;

l'83% attribuisce le criticità alla chiusura delle Centrali Operative 118 di Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia, con conseguente aumento dei tempi di intervento – in alcuni casi superiori ai 50 minuti –, maggiore congestione dei pronto soccorso e peggioramento delle condizioni lavorative;

considerato che: - L'84% del personale del SUEM 118 si è dichiarato contrario al trasferimento dalla propria ASP di appartenenza ad Azienda Zero;

la richiesta del Nursing Up di istituire un tavolo tecnico paritetico per affrontare le criticità della riforma, formulata nel maggio 2024, è rimasta senza risposta da parte del Commissario Straordinario di Azienda Zero pro tempore;

- in materia di emergenza-urgenza, nessuna figura sanitaria diversa dal medico è abilitata, ai sensi della vigente normativa professionale e deontologica, a effettuare diagnosi e a prescrivere e somministrare terapie, inclusi gli interventi farmacologici e strumentali salvavita;

il personale non medico presente sulle ambulanze, in assenza del medico, non può svolgere altro se non trasportare il paziente al più vicino pronto soccorso, contribuendo ad aggravare ulteriormente il sovraffollamento degli stessi;

tenuto conto che: - Il sistema sanitario calabrese è soggetto a commissariamento da oltre 15 anni;

la riorganizzazione del 118 tramite Azienda Zero, nella sua attuale configurazione, rischia di produrre un mero spostamento di competenze burocratico-gestionali senza affrontare la questione centrale della disponibilità del personale medico, configurandosi come un intervento di facciata privo di impatto concreto sulla salute dei cittadini. Preso atto che: - Che il diritto alla salute, garantito dall'art. 32 della Costituzione, non può essere assicurato da un sistema di emergenza-urgenza nel quale la stragrande maggioranza dei turni delle postazioni territoriali è priva della figura del medico, unico professionista abilitato per legge a garantire diagnosi, terapia e interventi salvavita. - Che un atto amministrativo come il trasferimento di 1.243 operatori ad Azienda Zero, senza che sia stato preventivamente risolto il problema della carenza medica e senza un piano concreto e verificabile di reclutamento, rischia di essere una risposta organizzativa priva di contenuto sostanziale in termini di tutela della salute pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. come Azienda Zero intenda garantire la risposta ai bisogni di salute della popolazione calabrese in condizioni di emergenza-urgenza, considerato che al momento almeno il 70% dei turni delle Postazioni di Emergenza Territoriale risulta demedicalizzato, e se tale dato sia noto alla Giunta regionale e al commissario ad acta;

2. quali siano le misure concrete e verificabili che Azienda Zero intende adottare per reclutare il personale medico mancante nel sistema 118, tenuto conto che le zone carenti pubblicate dalle ASP calabresi sono risultate sistematicamente deserte per almeno cinque anni consecutivi, e se tali misure si discostino – e in che modo – da quelle già rivelatesi fallimentari negli anni precedenti;

3. se la Giunta Regionale e Azienda Zero riconoscano che la presenza del medico sulle ambulanze e nelle postazioni di emergenza territoriale è condizione indispensabile e non sostituibile per garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) in materia di emergenza-urgenza, e se tale principio sia formalmente recepito nel piano organizzativo del sistema 118 regionale;

4. se la Giunta Regionale e Azienda Zero ritengano che diagnosi e terapie salvavita possano essere erogate in ambulanza da personale non medico e, in caso negativo, quali strumenti normativi e organizzativi siano stati o saranno adottati per impedire che situazioni di emergenza vengano gestite in assenza del medico, con i conseguenti rischi per la vita dei pazienti e le implicazioni medico-legali per gli operatori non medici;

5. se Azienda Zero abbia valutato il rischio concreto che il trasferimento di competenze gestionali senza contestuale risoluzione della carenza medica possa aggravare ulteriormente il sovraffollamento dei pronto soccorso calabresi, stante il fatto che il personale non medico, in assenza del medico, non può che provvedere al mero trasporto del paziente al più vicino presidio ospedaliero;

6. quali siano i tempi, le modalità e le risorse stanziate per il completamento del trasferimento dei 1.243 professionisti del 118 dalle ASP ad Azienda Zero, e se siano state preventivamente costituite presso Azienda Zero tutte le strutture organizzative, le figure di coordinamento e le procedure operative necessarie ad assorbire tale personale senza pregiudicare la continuità e la qualità del servizio di emergenza-urgenza;

7. se il Presidente della Giunta Regionale intenda istituire un tavolo tecnico paritetico – come richiesto dal sindacato Nursing Up già nel maggio 2024 senza ottenere risposta – tra rappresentanti istituzionali, Azienda Zero, organizzazioni sindacali e rappresentanti della comunità medica, al fine di definire un piano organizzativo del sistema 118 che garantisca effettivamente la presenza del medico nelle postazioni di emergenza territoriale e la tutela reale del diritto alla salute dei cittadini calabresi.

(65; 06/03/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria, attraverso Azienda Zero, ha pubblicato una call rivolta a medici provenienti da Paesi UE e extra UE per far fronte alle croniche carenze di personale medico specialistico in diversi settori critici, tra cui: anestesia e rianimazione, medicina d'emergenza-urgenza, chirurgia generale, radiologia diagnostica, radiologia e urologia, cardiologia, ginecologia, pediatria, ortopedia, psichiatria e medicina interna;

- la misura, definita dallo stesso Direttore Generale di Azienda Zero come "straordinaria e sperimentale", prevede, in aggiunta allo stipendio, incentivi economici per rimborso vitto e alloggio, ed è stata assimilata per impostazione alla cosiddetta "missione cubana", ossia all'importazione di personale sanitario straniero in sostituzione dei professionisti italiani non reperibili o non attratti dal sistema regionale;

- il Consiglio regionale ha approvato una legge che autorizza Azienda Zero a ricorrere a società di scouting internazionali per l'intercettazione di medici stranieri disposti a lavorare in Calabria, a dimostrazione del carattere strutturale e non episodico del problema;

- la stampa regionale, citando esponenti del Comitato spontaneo a tutela della salute della Piana, definisce questa iniziativa la "fotografia di un fallimento": la necessità di cercare medici all'estero dimostra l'incapacità dell'attuale gestione di creare le condizioni per trattenere e attrarre i medici italiani già formati a spese del sistema pubblico;

- in parallelo al reclutamento internazionale, lo stesso Direttore di Azienda Zero ha annunciato come risultato positivo la possibilità di prenotare prestazioni sanitarie presso gli uffici postali, misura che non incide minimamente sulla riduzione delle liste d'attesa – già triplicate in molte aree regionali – ma che, secondo quanto riferito dalla medesima fonte, si configurerebbe come un "abbattimento delle liste" in modo improprio e fuorviante;

considerato che: - A quasi cinque anni dall'insediamento della governance regionale guidata dal Presidente Occhiuto, il sistema sanitario calabrese continua a presentare criticità gravissime: carenza di organico, pronto soccorso intasati, lunghe liste d'attesa, reparti chiusi o ridotti all'osso, e l'impossibilità concreta di garantire una risposta sanitaria adeguata nei mesi estivi anche ai numerosi turisti che affollano le coste calabresi;

tenuto conto che: - Il commissariamento del sistema sanitario regionale, di cui era stata annunciata la "fine imminente" più volte negli anni scorsi, non risulta ad oggi rimosso, a conferma di una situazione strutturalmente irrisolta. Preso atto che: - la scelta di rivolgersi a medici stranieri, pur comprensibile come risposta emergenziale, non costituisce una soluzione strutturale alle carenze del sistema sanitario regionale, né affronta le cause profonde della fuga dei medici italiani dalla Calabria, riconducibili a condizioni lavorative insoddisfacenti, mancanza di prospettive di carriera, carenze infrastrutturali e organizzative. - i cittadini calabresi e i turisti che frequentano la regione nei mesi estivi meritano risposte sanitarie certe, tempestive e di qualità, e non misure di facciata che non producono effetti concreti sul diritto alla salute garantito dalla Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quanti medici stranieri abbiano fatto domanda tramite Azienda Zero dalla pubblicazione dell’avviso ad oggi, a quale specializzazione appartengano e in quali strutture sanitarie regionali saranno assegnati;

2. qual è il costo complessivo stimato di questa operazione di reclutamento internazionale, comprensivo di compensi, incentivi economici (vitto e alloggio), costi delle società di scouting, eventuali costi di formazione e adeguamento linguistico-normativo;

3. quali misure concrete siano state adottate o siano in corso di adozione per rendere la Calabria attrattiva per i medici italiani, prevenendo la fuga dei professionisti già formati e incentivandone il rientro, in alternativa o in aggiunta al reclutamento internazionale;

4. quale sia lo stato reale delle liste d'attesa nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi per le principali prestazioni specialistiche, e se la misura della prenotazione tramite uffici postali abbia prodotto una riduzione effettiva dei tempi di attesa o si tratti di una semplice diversificazione del canale di accesso;

5. qual è il piano operativo della Regione Calabria per garantire una risposta sanitaria adeguata durante la stagione estiva 2026, tenuto conto dell'aumento della popolazione presente sul territorio e delle prevedibili ulteriori pressioni sui pronto soccorso e sui reparti ospedalieri;

6. a che punto sia concretamente il percorso per la definitiva uscita dal commissariamento del sistema sanitario regionale, e quali siano i tempi realistici previsti a tal fine. 7. Se e quali misure di verifica dell’adeguatezza e idoneità professionali siano state indicate nella call de qua.

(66; 06/03/2026)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-L'azienda AMACO spa è stata posta in liquidazione giudiziale con sentenza resa in data 25.11.2023 dal Tribunale di Cosenza;

considerato che - AMACO spa, unitamente a Ferrovie della Calabria, AMC di Catanzaro, Multiservizi Lamezia Terme, e altre aziende private, fa parte del consorzio COMETRA;

-lo statuto del consorzio COMETRA prevede che in caso di fallimento (ora liquidazione giudiziale) dì una delle consociate, questa deve essere estromessa dal consorzio, con la conseguenza che il servizio, nello specifico di Trasporto Pubblico Locale (TPL), in concessione a COMETRA, lo deve svolgere il predetto consorzio anche attraverso una consociata;

-lo svolgimento del servizio ad opera del consorzio COMETRA peraltro consentirebbe che tutti i lavoratori in servizio in AMACO (attualmente 111 unità) passerebbero sotto le dipendenze di Cometra insieme al servizio di TPL di Cosenza, garantendone il livello occupazionale;

preso atto che -il curatore della liquidazione giudiziale dott.________ aveva manifestato assenso all'ipotesi al trasferimento del servizio TPL e dei dipendenti al predetto consorzio Cometra;

-nelle more è stata presentata alla Curatela una proposta che prevede l'acquisto della struttura in località "Torrevecchia" per un esborso di€ 2.100.000, a fronte di un valore di stima di € 4.500.000,00, e l'assorbimento di 95 dipendenti Sui 111 attualmente occupati all'interno di AMACO;

-in base a tale proposta si dovrebbe operare la cessione anche del servizio di TPL di Cosenza, attualmente in concessione al consorzio Cometra;

- la procedura di acquisto dovrebbe concludersi entro il 13.03.2026 con l'aggiudicazione, al relativo proponente in assenza di altre e migliorative offerte. tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente e l'assessore della Giunta regionale con delega ai trasporti

per sapere:

- qual è la posizione ufficiale che intende assumere la Giunta regionale in ordine alla paventata vendita della struttura sita in "Torrevecchia", ed alla eventualità del trasferimento dei servizi TPL attualmente in concessione al Consorzio COMETRA, e soprattutto quali iniziative intende intraprendere per assicurare e garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, costituito da n. 111 unità lavorative.

(67; 09/03/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con precedente interrogazione del luglio scorso, rimasta inevasa, si chiedevano chiarimenti sulla gestione del progetto di digitalizzazione delle cartelle cliniche ospedaliere affidato a Konecta tramite TIM;

- il progetto, finanziato con circa 20 milioni di euro tra risorse regionali e nazionali, coinvolge circa 900 lavoratori ex Abramo Customer Care ricollocati nelle sedi calabresi di Konecta (Crotone, Rende, Catanzaro), con l’obiettivo duplice di modernizzare la sanità e garantire stabilità occupazionale;

- recenti notizie di stampa riportano che Konecta ha richiesto ammortizzatori sociali per circa 700 lavoratori, con cartelle cliniche disponibili per sole 8-10 settimane, mettendo a rischio centinaia di famiglie calabresi nonostante gli annunci di successo del progetto;

- il 6 marzo 2026 si è tenuto un incontro tra il Presidente e l’Assessore con delega al Lavoro e i sindacati, in cui la Giunta ha riconosciuto la necessità di prospettive stabili, con ulteriori tavoli previsti a Roma. Considerato che: - i lavoratori ex Abramo dopo anni di vertenze meritano un percorso occupazionale efficiente e duraturo, non emergenze ricorrenti con rischio cassa integrazione;

- l’investimento pubblico impone alla Regione un obbligo di vigilanza continua sull’andamento produttivo, sulla sicurezza dei dati sensibili e sulla sostenibilità occupazionale;

- le recenti evoluzioni richiedono chiarimenti immediati per evitare ulteriori precarizzazioni in territori già economicamente fragili. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e all’Assessore con delega al Lavoro:

per sapere:

- quali siano gli esiti concreti dell’incontro del 6 marzo 2026 con i sindacati, inclusi gli impegni assunti per evitare la cassa integrazione per i circa 700 lavoratori a rischio e per garantire commesse oltre le 8-10 settimane dichiarate da Konecta;

- quali garanzie occupazionali si intende offrire ai circa 900 lavoratori ex Abramo impiegati nel progetto, specificando durata delle commesse, piani industriali futuri e ruolo dell’Istituto Poligrafico o altre opzioni emerse;

- quali monitoraggi ha effettuato la Regione sull’andamento del progetto di digitalizzazione (cartelle lavorate, strutture coinvolte oltre l’AOU Dulbecco, restituzioni effettuate);

- quali siano i dettagli sugli incontri annunciati a Roma (Ministero del Lavoro) e sui nuovi investimenti promessi, con tempistiche e importi.

(68; 09/03/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- recentemente si è appreso della cancellazione di 10 posti letto di riabilitazione all'ospedale di Soverato, trasferiti a Lamezia Terme, nonostante tale importante servizio sia necessario e giustificato dalla presenza di personale medico e sanitario eccellente che da un numero adeguato di interventi chirurgici;

- i pazienti sarebbero quindi oggi costretti, ad esempio dopo un intervento di protesi all'anca, a spostarsi a Lamezia Terme per la riabilitazione, con gravi disagi;

- il Presidente Occhiuto, in qualità di Commissario alla Sanità, si era espresso per il potenziamento dell'ospedale di Soverato, ma i fatti sembrano contraddire tali impegni, rischiando di indebolire ulteriormente il presidio invece di rafforzarlo;

tutto ciò premesso, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- se è confermato il trasferimento dei 10 posti letto di riabilitazione da Soverato a Lamezia Terme e, in caso affermativo, con quale atto amministrativo e quale motivazione tecnica (carenza di personale, vincoli di rete ospedaliera o ragioni di bilancio);

- quali misure sono previste per i pazienti del comprensorio di Soverato, al fine di evitare spostamenti onerosi e garantire la prossimità assistenziale, come previsto dai principi di umanità e territorialità della sanità;

- se intende valutare il ripristino immediato di tali posti letto a Soverato, considerando il ruolo strategico del presidio ionico, evitando ulteriori depotenziamenti.

(69; 11/03/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la l.r. n. 32/2021 ha centralizzato la direzione e il coordinamento del 118 presso Azienda Zero, trasferendo le funzioni dalle ASP, con DCA attuativo n. 101/2024;

- Nursing Up Calabria, con recenti interventi di stampa, ha denunciato gravi criticità del sistema post-centralizzazione, tra cui: ritardi superiori a 1 ora per codici verdi, scopertura territoriale delle PET per attivazione di mezzi su territori non di competenza, gestione da parte di personale con scarsa esperienza emergenziale e limitata conoscenza dei territori calabresi;

- l'organizzazione sindacale ha dichiarato che l'84% del personale del 118 si dichiara contrario al trasferimento ad Azienda Zero, manifestando preoccupazioni relative a: perdita dell'anzianità di servizio (anche superiore a 20 anni), decadimento di benefici aziendali (produttività, buoni pasto, indennità), decadenza o impossibilità di partecipare a manifestazioni di interesse ASP, mobilità interprovinciale forzata, mancanza di garanzie per ricollocazione in caso di inidoneità al servizio;

Considerato che: - recentemente è stato predisposto un "Accordo per il passaggio del personale del 118 e del NUE 112 ad Azienda Zero in seguito ad analisi giuridica" che disciplina le modalità operative del trasferimento;

- l'art. 1 dell'Accordo, dopo aver richiamato l'art. 31 del D.lgs. 165/2001 (che rimanda all'art. 2112 c.c. per la successione nei rapporti di lavoro in caso di trasferimento di attività), stabilisce che il trasferimento avverrà invece mediante l'istituto della mobilità volontaria ex art. 30 del D.lgs. 165/2001 ("passaggio diretto tra amministrazioni diverse"), modificando così la natura giuridica dell'operazione rispetto al quadro normativo inizialmente individuato;

- l'art. 5 dell'Accordo prevede che il transito avvenga "con assenso formale del dipendente", configurando quindi il trasferimento come volontario e non automatico;

- tuttavia, il medesimo art. 5 introduce una figura ibrida di "dipendenza funzionale" per il personale che non eserciti l'opzione di mobilità: tali dipendenti restano formalmente incardinati nelle ASP di appartenenza, ma vengono posti "in dipendenza funzionale in Azienda Zero per quanto attiene all'organizzazione, al coordinamento operativo, alla programmazione dei turni, agli standard qualitativi e alle procedure operative inerenti alla funzione di emergenza-urgenza";

- l'art. 5, comma 6, stabilisce che il personale che opta per la permanenza presso l'ASP “prosegue temporaneamente il proprio ufficio esclusivamente nell'ambito del Sistema dell'Emergenza Urgenza pre-ospedaliera garantendo la propria dipendenza funzionale” ad Azienda Zero;

- il comma 7 del medesimo articolo precisa che questo "temporaneo utilizzo" è finalizzato a consentire ad Azienda Zero di procedere alla copertura del fabbisogno attraverso strumenti assunzionali, sollevando interrogativi sulla durata di tale regime transitorio e sulle prospettive occupazionali del personale non trasferito. Rilevato che: - l'art. 6 dell'Accordo prevede tutele giuridiche ed economiche per il personale trasferito (mantenimento anzianità, inquadramento, trattamento economico, buoni pasto, ferie maturate, diritti previdenziali, incarichi in corso, esclusione del periodo di prova), ma tali garanzie si riferiscono esclusivamente al personale che accetta il trasferimento volontario;

- per il personale dichiarato inidoneo, l'art. 6 prevede che Azienda Zero si impegni al recupero al servizio attivo e, "qualora non sia possibile garantire la permanenza nell'ambito territoriale di impiego", le ASP di provenienza si impegnano al riassorbimento, ma la formulazione appare generica e priva di automatismi certi;

- l'art. 6 riconosce i DEP (Differenziali Economici di Professionalità) maturati in procedure ASP, ma solo “con decorrenza dalla data dell'effettivo passaggio”, lasciando incertezze per il personale in dipendenza funzionale;

- l'art. 10 ("Disposizioni transitorie") stabilisce che "nelle more del passaggio della funzione ad Azienda Zero, non verranno emanati avvisi per l'affidamento di incarichi da parte delle aziende territoriali per il personale afferente ai servizi del 118", penalizzando il personale che rimane alle ASP rispetto alle opportunità di progressione professionale. Considerato, inoltre, che: - l'Accordo non specifica la durata del regime di "dipendenza funzionale" per il personale non trasferito, né le conseguenze in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno mediante mobilità volontaria;

- l'Accordo non chiarisce se il personale in dipendenza funzionale ma formalmente dipendente ASP conservi i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle graduatorie interne e alle progressioni economiche orizzontali delle ASP di appartenenza;

- l'Accordo non definisce criteri oggettivi per la selezione del personale da trasferire in caso di adesioni inferiori al fabbisogno, né esclude espressamente forme di trasferimento d'ufficio qualora la mobilità volontaria non sia sufficiente;

- la clausola di neutralità finanziaria (art. 12) prevede che le risorse FTE trasferite siano decurtate alle ASP e assegnate ad Azienda Zero, ma non chiarisce le conseguenze sui fondi contrattuali e sulla contrattazione integrativa del personale rimasto in dipendenza funzionale alle ASP;

- le preoccupazioni espresse da Nursing Up Calabria circa la bassa adesione (84% contrario al trasferimento secondo le dichiarazioni sindacali) potrebbero determinare una situazione di incertezza prolungata per centinaia di lavoratori, con conseguenze sulla continuità e qualità del servizio di emergenza-urgenza. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se conferma che il trasferimento del personale del 118 ad Azienda Zero avverrà esclusivamente su base volontaria mediante mobilità ex art. 30 D.lgs. 165/2001, con esplicito assenso individuale del dipendente, escludendo qualsiasi forma di trasferimento automatico o d'ufficio anche in caso di adesioni insufficienti rispetto al fabbisogno;

- in caso di mancato raggiungimento del fabbisogno tramite mobilità volontaria, se la Giunta intenda escludere del tutto la mobilità d'ufficio o se, in analogia con quanto disciplinato dalla Regione Veneto (DGR 1251/2017) per la propria Azienda Zero, intenda quantomeno inserire un limite chilometrico di garanzia (es. massimo 50 km) per gli eventuali trasferimenti forzati, al fine di tutelare la conciliazione vita-lavoro dei dipendenti;

- quale sia il fondamento giuridico della scelta di applicare l'art. 30 D.lgs. 165/2001 (mobilità volontaria) anziché l'art. 31 combinato con l'art. 2112 c.c. (successione nei rapporti in caso di trasferimento di attività), inizialmente individuato dall'analisi giuridica di Azienda Zero;

- quale sia la natura giuridica della "dipendenza funzionale" prevista dall'art. 5 dell'Accordo per il personale che non esercita l'opzione di mobilità e quali siano i limiti temporali di tale regime transitorio;

- se il personale in dipendenza funzionale ad Azienda Zero ma formalmente dipendente ASP conservi tutti i diritti di partecipazione alle manifestazioni di interesse, alle graduatorie interne, alle progressioni economiche orizzontali e agli istituti contrattuali delle ASP di appartenenza;

- considerata la natura ibrida della 'dipendenza funzionale', si chiede di chiarire in capo a quale ente (ASP o Azienda Zero) ricadrà la responsabilità civile, amministrativa e disciplinare nel caso in cui un operatore commetta un illecito o un errore professionale mentre esegue direttive operative e protocolli clinico-assistenziali impartiti da Azienda Zero, ma essendo formalmente contrattualizzato con l'ASP;

- quali siano le conseguenze per il personale non trasferito nel caso in cui Azienda Zero completi il fabbisogno mediante nuove assunzioni, e se sia prevista la ricollocazione in altri reparti delle ASP con garanzia di mantenimento della sede provinciale di lavoro;

- se il personale che aderisce alla mobilità volontaria conservi integralmente: anzianità di servizio ai fini giuridici ed economici, posizione economica e progressioni maturate, buoni pasto, produttività e indennità in godimento, ferie maturate e non godute, partecipazione alle manifestazioni di interesse aperte anche al personale di altre aziende del SSR calabrese;

- rilevato che l'abrogazione del comma 2 dell'art. 8 della L.R. 32/2021 ha eliminato la garanzia normativa dell'assegno ad personam per il personale trasferito, si chiede quali atti amministrativi vincolanti (DCA o DGR) la Giunta intenda adottare per recepire formalmente l'Accordo sindacale, rendendo le garanzie economiche di cui all'art. 6 esigibili in giudizio e non soggette a future disapplicazioni;

- se siano previste clausole di salvaguardia per garantire al personale trasferito la possibilità di rientrare presso l'ASP di origine in caso di future riorganizzazioni del servizio 118 o di cessazione delle funzioni in capo ad Azienda Zero;

- quali siano le garanzie concrete (con accordi formalizzati o delibere specifiche) per la ricollocazione presso l'ASP di origine del personale dichiarato inidoneo o parzialmente inidoneo al servizio 118 dopo il trasferimento ad Azienda Zero;

- se sia previsto il divieto di mobilità interprovinciale forzata per il personale inidoneo ricollocato;

- quali siano le garanzie concrete, le tempistiche certe e i vincoli giuridici in base al D.lgs. 81/08 per il riassorbimento da parte dell'ASP degli operatori dichiarati inidonei alla mansione, al fine di evitare che questi lavoratori rimangano in un vuoto occupazionale e stipendiale tra i due enti;

- quali azioni concrete intenda intraprendere per superare le criticità gestionali denunciate da Nursing Up Calabria (ritardi nei soccorsi, scopertura territoriale, scarsa conoscenza dei territori da parte del personale di coordinamento), verificando se la centralizzazione abbia effettivamente prodotto i miglioramenti previsti dalla L.R. 32/2021 in termini di uniformità organizzativa e continuità assistenziale;

- quali siano i dati oggettivi (tempi medi di intervento, copertura territoriale, indicatori di qualità LEA) relativi al servizio 118 post-centralizzazione rispetto al periodo precedente;

- se l'Accordo predisposto sia stato già sottoscritto dalle organizzazioni sindacali rappresentative o sia ancora in fase di negoziazione;

- quali iniziative intenda adottare per garantire la massima trasparenza verso i lavoratori interessati, fornendo tempestivamente un contratto dettagliato che specifichi tutti gli aspetti giuridici ed economici del trasferimento, come richiesto dalle rappresentanze sindacali.

(70; 12/03/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Casa della Salute rappresenta, secondo le linee guida del Ministero della Salute, una struttura territoriale polifunzionale finalizzata a garantire l’integrazione tra cure primarie, servizi sociosanitari e attività di prevenzione, assicurando la continuità assistenziale e la presa in carico complessiva dei bisogni di salute dei cittadini;

- che il modello delle Case della Salute nasce con l’obiettivo di superare il tradizionale assetto ospedalocentrico del sistema sanitario, rafforzando l’assistenza territoriale e promuovendo un sistema integrato di servizi capace di operare in rete con medici di medicina generale, specialisti ambulatoriali, servizi sociali e strutture sociosanitarie;

- che il progetto delle Case della Salute è stato delineato già nel 2007 dal Ministero della Salute come luogo di “ricomposizione delle cure primarie e della continuità assistenziale”, destinato a garantire in un unico spazio fisico l’erogazione coordinata di prestazioni sanitarie e sociali, la prevenzione e la promozione della salute;

- che con il DPGR n° 135 del 21.12.2011 la Regione Calabria ha individuato gli 8 siti per la realizzazione delle Case della Salute, stabilendo in Chiaravalle la sua collocazione per l’ASP di Catanzaro;

- che la Regione Calabria ha individuato nella rete delle Case della Salute uno dei pilastri del nuovo assetto dell’assistenza sanitaria territoriale, come previsto dal D.P.G.R. n. 185/2012 e dai precedenti atti di programmazione sanitaria regionale, che miravano a ridurre il ricorso improprio all’ospedalizzazione e a rafforzare la medicina territoriale;

- che la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale nasce proprio in questo quadro programmatico con l’obiettivo di garantire l’erogazione delle cure primarie, assicurare la continuità assistenziale, favorire l’integrazione sociosanitaria e costituire un presidio strategico per l’accesso ai servizi sanitari da parte della popolazione del comprensorio;

- che tale struttura è chiamata a svolgere una funzione fondamentale soprattutto in un territorio caratterizzato da aree interne e da difficoltà di accesso ai presidi ospedalieri, contribuendo quindi a garantire i livelli essenziali di assistenza (LEA) e la presa in carico dei pazienti cronici e fragili;

considerato che: - nel corso degli ultimi anni la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale ha registrato una progressiva riduzione del personale assegnato, dovuta principalmente alla messa in quiescenza di personale di diverso profilo non adeguatamente sostituito;

- fino a quando il personale proveniente dall’ex ospedale e dai servizi territoriali assegnato alla struttura era numericamente adeguato, le prestazioni erogate non avevano subito flessioni significative, mentre oggi la carenza di personale sta determinando evidenti difficoltà organizzative e operative;

tenuto conto che: – il PUA (Punto Unico di Accesso), che dovrebbe rappresentare la porta di ingresso dei cittadini ai servizi sociosanitari territoriali, prevedeva una dotazione di due infermieri professionali, due assistenti sociali e un dirigente medico, mentre attualmente risulta presente un solo infermiere professionale, che peraltro opera anche presso la sede di Soverato, e un assistente sociale disponibile solo su chiamata, con la conseguente impossibilità di garantire il servizio per cinque giorni settimanali;

– presso l’Unità Operativa di Radiologia, a fronte di una previsione di tre tecnici di radiologia, un infermiere professionale e personale di segreteria, risulta attualmente in servizio delle professionalità citate, un solo tecnico, con evidenti ripercussioni sulle liste d’attesa;

– il servizio di accoglienza, informazione e trasporto sangue, che inizialmente poteva contare su sei operatori per garantire la copertura dei turni su sei giorni, è oggi sostenuto da quattro unità, una delle quali andrà in pensione nel giugno 2026;

– la farmacia territoriale è attualmente coperta da una sola unità di personale;

– nel servizio di riabilitazione il cui assetto organizzativo viene normato da quanto previsto in materia di accreditamento (n° 15 posti letto) manca 1 (uno) fisiatra dei 3 previsti, mentre risultano insufficienti anche i terapisti della riabilitazione in quanto 2 tra quelli assegnati lavorano in regime di part-time, mentre altri 2 operatori andranno in quiescenza nei prossimi mesi;

– l’ambulatorio infermieristico, istituito con apposito atto deliberativo e strettamente integrato con l’attività dei medici di medicina generale presenti nella struttura, risulta attualmente non operativo a causa della mancanza di personale dedicato;

– le attività amministrative e di supporto ai cittadini, comprese quelle relative alla concessione di ausili e ai servizi per le fragilità, risultano fortemente ridotte e limitate a pochi giorni settimanali;

– il personale infermieristico assegnato ai servizi specialistici ambulatoriali non riesce più a garantire tutte le attività previste, compreso il punto prelievi per la motivazione che il personale posto in quiescenza non è stato mai sostituito ed il personale rimanente anche a fronte delle prescrizioni e dei benefici (legge 104) non riesce adeguatamente a coprire le turnazioni;

- da qualche mese è stato interrotto preso la struttura il servizio di diabetologia territoriale causando gravi difficoltà ai pazienti diabetici del territorio di afferenza;

- relativamente al servizio di neuropsichiatria infantile si rappresenta che del personale (ex equipe sociopsicopedagogica) assegnato rimangono in servizio 1 psicologa per un giorno a settimana, 1 pedagogista per un giorno a settimana e l’assistente sociale due giorni a settimana. - il SERT che forniva fino a qualche tempo fa due turni settimanali, attualmente risulta totalmente assente. - per quanto riguarda la Dialisi, infine, del personale posto in quiescenza è stato solo parzialmente sostituito. - discorso a parte merita il servizio di Emergenza urgenza con le carenze oramai note. Preso atto che: - nonostante tali criticità, la struttura continua a garantire, con grande difficoltà e grazie all’impegno degli operatori, un livello dignitoso di prestazioni sanitarie e sociosanitarie, ma la mancata adozione di interventi sul personale rischia di determinare nel prossimo futuro un significativo decremento dei volumi di attività e dei servizi erogati ai cittadini;

- che risulta inoltre necessaria la presenza stabile di un dirigente medico con funzioni di coordinamento e organizzazione dei servizi, indispensabile per assicurare una gestione efficace delle attività della struttura;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1.quali siano le motivazioni per cui, a fronte dei pensionamenti e dei trasferimenti registrati negli ultimi anni, non si sia proceduto alla sostituzione del personale mancante presso la Casa della Salute di Chiaravalle Centrale;

2. se sia previsto, e con quali tempi, un piano di rafforzamento dell’organico della struttura al fine di garantire il corretto funzionamento dei servizi sanitari territoriali;

3. quali iniziative urgenti si intendano adottare per evitare una progressiva riduzione delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie erogate dalla Casa della Salute;

4. se si ritenga necessario procedere alla nomina stabile di un dirigente medico responsabile dell’organizzazione dei servizi;

5. quali interventi si intendano programmare per rafforzare il ruolo della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale nella rete dell’assistenza territoriale, in coerenza con gli obiettivi di potenziamento delle cure primarie e di integrazione sociosanitaria previsti dalla programmazione nazionale e regionale.

(71; 12/03/2026)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- Il legislatore regionale, con l’approvazione delle leggi n. 19/2023, n. 32/2024 e n. 22/2025, ha inteso delineare una strategia complessiva di sviluppo turistico e promozione dell’immagine della Calabria, puntando sulla valorizzazione dei grandi attrattori culturali (i Bronzi di Riace), sul potenziamento dell’offerta dei piccoli borghi e sulla disciplina di nuove forme di ospitalità come il turismo itinerante. - La Legge regionale n. 19/2023 (“Mese dei Bronzi di Riace”) stabilisce all’art. 2 un adempimento annuale perentorio, imponendo alla Giunta regionale di predisporre entro il mese di febbraio il programma degli interventi celebrativi;

- La Legge regionale n. 30 maggio 2025, n. 22 (“Rete dei Borghi della Calabria”) definisce una tempistica stringente per la sua operatività, prevedendo che la Giunta regionale emani le Linee guida per l’adesione alla rete entro novanta giorni dalla pubblicazione della legge e, successivamente, il bando per la presentazione delle candidature entro ulteriori novanta giorni. - La legge regionale 7 agosto 2024, n. 32 (“Turismo itinerante”) prevede strumenti di promozione e pubblicizzazione del settore attraverso i siti istituzionali e altri mezzi divulgativi, al fine di rendere efficace la promozione del medesimo a livello nazionale e internazionale. Atteso che: - la corretta attuazione di una legge non si esaurisce nella sua approvazione, ma richiede il puntuale espletamento degli adempimenti amministrativi (regolamenti, linee guida, programmi, bandi) necessari a trasformare il dettato normativo in azioni concrete per i territori e i cittadini. - Il ritardo o l’omissione di tali atti rischia di rendere le norme dei “gusci vuoti”, privi di incidenza reale sull’attrattività turistica e sullo sviluppo economico della regione. Rilevato che: - per quanto riguarda la L.R. n. 19/2023, la scadenza del mese di febbraio è essenziale per consentire la programmazione di itinerari, seminari e manifestazioni culturali distribuiti sull’intero territorio regionale. - In merito alla L.R. n. 22/2025, il rispetto dei termini di novanta giorni per le Linee guida e il bando è condizione necessaria affinché i Comuni possano presentare le candidature e beneficiare dell’iscrizione alla rete. - Relativamente alla L.R. n. 32/2024, l’efficacia della norma dipende anche dalla capacità dell’amministrazione di pubblicizzare correttamente le nuove forme di ospitalità, come il garden sharing, integrate nell’offerta turistica regionale. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quale sia l’attuale stato dell’arte nell’attuazione degli adempimenti amministrativi sopra richiamati, specificando in particolare se sia stato approvato il programma annuale per il “Mese dei Bronzi di Riace” (L.R. 19/2023), se siano state emanate le Linee guida e il relativo bando per la “Rete dei Borghi della Calabria” (L.R. 22/2025) e quali azioni di promozione siano state avviate per il turismo itinerante (L.R. 32/2024).

(72; 16/03/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-con DCA n. 164/2018 la Regione Calabria ha definito l’elenco dei Centri autorizzati alla prescrizione dei farmaci soggetti a specifico Piano Terapeutico. In tale provvedimento i Servizi Trasfusionali risultano autorizzati alla prescrizione della Deferoxamina (DFO), ma non dei farmaci Deferasirox (DFX) e Deferiprone (DFP).

 − Il DCA n. 36/2023 ribadisce che la prescrizione dei farmaci soggetti a Piano Terapeutico è riservata esclusivamente agli specialisti autorizzati, appartenenti ai Centri Prescrittori individuati nell’Allegato 1, incaricati anche della compilazione delle schede di diagnosi e terapia, della gestione dei PT e della loro trasmissione ai Servizi Farmaceutici Territoriali competenti:

−nonostante l’aggiornamento del modello prescrittivo regionale, i Centri Trasfusionali non risultano inseriti tra i Centri Prescrittori autorizzati alla prescrizione di Deferasirox e Deferiprone, restando confermata esclusivamente l’autorizzazione alla prescrizione della Deferoxamina, pur trattandosi di strutture che seguono clinicamente pazienti talassemici e altri pazienti politrasfusi e che monitorano con regolarità tutti i parametri clinici correlati alla terapia ferrochelante (ferritina, creatinina, RMN T2*, aderenza terapeutica);

−la mancata inclusione dei Servizi Trasfusionali determina, di fatto, un sistema duplicato: i pazienti politrasfusi seguiti stabilmente presso i Servizi Trasfusionali, e già sottoposti a monitoraggio clinico continuativo, sono costretti a rivolgersi alle strutture di Ematologia esclusivamente per ottenere o rinnovare il Piano Terapeutico dei farmaci ferrochelanti Deferasirox o Deferiprone. Considerato che:

−l’attuale modello organizzativo comporta che numerosi pazienti politrasfusi calabresi debbano affrontare ritardi significativi nella prescrizione e nel rinnovo dei Piani Terapeutici dei farmaci ferrochelanti, con il rischio concreto di interruzione della terapia, indispensabile per prevenire l’accumulo di ferro e le conseguenti complicanze d’organo;

-la carenza di specialisti ematologi in diverse aree della Calabria determina una forte concentrazione dell’attività prescrittiva in pochi centri autorizzati, costringendo molti pazienti a frequenti spostamenti anche verso altre province e generando evidenti disparità territoriali, costi logistici e disagi rilevanti per pazienti fragili che necessitano di cure continuative e ravvicinate;

-i Centri Trasfusionali, pur possedendo competenze cliniche consolidate nella gestione dei pazienti politrasfusi e nel monitoraggio della terapia ferrochelante, non risultano abilitati alla prescrizione dei farmaci sopra indicati, determinando un doppio percorso – clinico e burocratico – che non incrementa la sicurezza assistenziale ma produce rallentamenti e inefficienze nel percorso di cura. Tenuto conto che:

−la Regione Calabria risulta quindi in ritardo rispetto agli standard nazionali, mantenendo un modello che non valorizza le competenze dei trasfusionisti e che incide negativamente sulla qualità di vita dei pazienti politrasfusi;

-Regioni come Puglia, Sicilia, Lombardia, EmiliaRomagna e Toscana hanno già adottato modelli più moderni, nei quali i Centri Trasfusionali sono direttamente autorizzati alla prescrizione dei farmaci ferrochelanti, oppure operano in regime di prescrizione condivisa con gli ematologi, garantendo così continuità terapeutica, prossimità delle cure e riduzione dei tempi di attesa;

-appare pertanto necessario procedere ad un aggiornamento della normativa regionale che preveda: • il riconoscimento dei Centri Trasfusionali come Centri Prescrittori • la possibilità di modelli di prescrizione condivisa Trasfusionale-Ematologia • la digitalizzazione dei Piani Terapeutici, al fine di semplificare il percorso assistenziale dei pazienti e migliorare il coordinamento tra strutture ospedaliere e servizi territoriali. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale nonché Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di Rientro dai disavanzi del SSR calabrese

per sapere:

-per quali ragioni la Regione Calabria continui a mantenere, anche dopo gli aggiornamenti introdotti dal DCA n. 36/2023, un modello prescrittivo che esclude i Centri Trasfusionali dalla prescrizione dei farmaci ferrochelanti Deferasirox e Deferiprone, risultando più restrittivo rispetto a quello adottato in numerose altre regioni italiane e non pienamente coerente con i bisogni assistenziali dei pazienti politrasfusi;

-quali iniziative urgenti si intendano adottare per aggiornare i decreti regionali relativi ai Centri Prescrittori, includendo i medici dei Centri Trasfusionali tra gli specialisti autorizzati alla prescrizione e al rinnovo dei farmaci ferrochelanti;

-se non si ritenga opportuno introdurre un modello di prescrizione condivisa tra Trasfusionale ed Ematologia, al fine di garantire continuità terapeutica, riduzione dei tempi di attesa e prossimità dell’assistenza;

-quali misure si intendano attivare per procedere alla digitalizzazione dei Piani Terapeutici, semplificando il percorso dei pazienti politrasfusi ed eliminando ritardi evitabili legati alla gestione cartacea;

-se la Regione intenda avviare un confronto istituzionale con le realtà regionali che hanno già implementato modelli prescrittivi più efficienti, al fine di uniformare l’accesso alle cure e colmare il divario organizzativo che oggi penalizza i cittadini calabresi.

(73; 16/03/2026)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-la regione Calabria è stata colpita, negli ultimi tre mesi, da una sequenza ravvicinata di 5 cicloni mediterranei, l'ultimo dei quali, denominato “Jolina”, sta causando proprio in queste ore gravi danni alle infrastrutture, alle attività produttive e al patrimonio naturale della nostra regione;

- la stima dei danni causati da questa ondata di maltempo senza precedenti ha già superato i 300 milioni di euro, costringendo l’amministrazione a rincorrere interventi di somma urgenza che, pur necessari, non risolvono le criticità strutturali dei territori colpiti;

- la Regione Calabria dispone, nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), di ingenti risorse afferenti alla Missione 2 Componente 4 (M2C4 – Tutela del territorio e della risorsa idrica), specificamente destinate alla gestione del rischio idrogeologico e alla resilienza dei territori ai cambiamenti climatici;

- tali risorse si aggiungono ai fondi già messi a disposizione da diversi anni a valere sul POR-FESR (Programma Operativo Regionale) e sul PAC (Piano di Azione e Coesione), i quali presentano tuttavia preoccupanti ritardi nella capacità di impegno e, soprattutto, di effettiva erogazione per l'attuazione degli interventi di difesa del suolo ed erosione costiera;

- risultano ancora non pienamente spesi o in forte ritardo di attuazione numerosi lotti e interventi già finanziati nelle scorse programmazioni, nonostante la drammaticità degli eventi meteo-climatici imponga una velocità di spesa e di esecuzione dei lavori non più rinviabile per la salvaguardia dell'incolumità pubblica.

●la Regione Calabria ha predisposto, in raccordo con l’Autorità di bacino, specifici strumenti programmatori (Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera, Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera, Documento Programmatico “Difesa del Suolo”), individuando aree a diverso livello di pericolosità e rischio e definendo priorità di intervento;

-da un’analisi dello stato dell’arte, non risulta che la Giunta regionale abbia provveduto ad aggiornare i suddetti piani per adeguarli alla mutata realtà meteo-climatica del 2026, lasciando la pianificazione ferma a dati tecnici e scenari di rischio ormai superati dall’eccezionale frequenza e violenza degli ultimi eventi ciclonici;

considerato che:

●la prevenzione del rischio idrogeologico e la protezione dei litorali dall'erosione richiedono una programmazione organica che utilizzi i fondi strutturali (POR e PAC) in modo sinergico e tempestivo, evitando la frammentazione degli interventi;

- inseguire l’emergenza con fondi straordinari o di somma urgenza comporta un dispendio di risorse pubbliche fino a dieci volte superiore rispetto alla manutenzione ordinaria e alla messa in sicurezza preventiva;

- mentre il Governo nazionale riduce o centellina i trasferimenti ordinari, la mancata capacità di "messa a terra" delle risorse europee e di coesione (POR-FESR e PAC) già in cassa rappresenta un danno incalcolabile per la sicurezza dei calabresi.

● Si ravvisa l'improcrastinabile necessità di mappare con precisione lo scostamento tra la programmazione teorica e l'attuazione reale. È indispensabile che la Regione fornisca una radiografia puntuale delle criticità che bloccano i cantieri — dai rincari dei materiali ai nodi autorizzativi — per definire una gerarchia di priorità basata sull'effettivo grado di vulnerabilità attuale dei territori (versanti, bacini fluviali e litorali), e non su logiche burocratiche ormai superate dalla violenza degli eventi meteorologici. Tenuto conto che:

● come forza di opposizione, è nostra ferma volontà collaborare costruttivamente e fare la nostra parte per garantire la messa in sicurezza del territorio, convinti che la protezione della vita e dei beni dei cittadini calabresi debba essere una priorità assoluta e condivisa, al di sopra delle appartenenze politiche. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quale sia l’esatto stato dell’arte, in termini di impegni di spesa e pagamenti effettuati, delle risorse destinate alla difesa del suolo e all'erosione costiera a valere sul POR-FESR Calabria, sul PAC e sulla Missione 2 C4 del PNRR, con specifico riferimento ai progetti i cui cronoprogrammi risultano in ritardo per evitare sovrapposizioni o, peggio, la perdita di finanziamenti. 2. Quali siano le ragioni tecnico-amministrative dei ritardi che impediscono la rapida attuazione degli interventi di prevenzione già finanziati e perché tali fondi non siano stati pienamente utilizzati per mitigare gli effetti dei 5 cicloni che hanno colpito la regione negli ultimi tre mesi. 3. Se la Giunta regionale abbia aggiornato, o intenda aggiornare in tempi brevi, il Master Plan e il Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera, al fine di adeguarli alla nuova realtà climatica e alla frequenza degli eventi ciclonici registrati quest'anno. 4. Se la Giunta non intenda istituire un'Anagrafe Pubblica della Difesa del Suolo e della Costa attraverso un portale cartografico e documentale interattivo, che consenta a cittadini e amministratori locali di monitorare in tempo reale:

a) il livello di pericolosità e rischio di ogni tratto di costa, bacino fluviale o versante;

b) la tracciabilità finanziaria di ogni intervento;

c) i tempi certi di avvio e conclusione dei lavori;

d) le cause tecniche di eventuali ritardi o sospensioni. 5. Se la Giunta intenda accogliere la disponibilità dell’opposizione a collaborare per l'individuazione di procedure accelerate e semplificate che consentano di sbloccare i cantieri della prevenzione, garantendo così una reale resilienza del territorio calabrese di fronte alla crisi climatica in atto.

(74; 17/03/2026)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con Delibera CIPE n. 26/2016 e successive D.G.R. n. 335/2017 e n. 3/2018, la Regione Calabria ha programmato interventi strategici per la mitigazione del rischio idrogeologico a valere sui fondi FSC 2014 /2020 (Patto per lo Sviluppo della Regione Calabria);

- tra tali interventi figura il progetto di "Messa in sicurezza della frazione Castagna nel territorio di Luzzi", con un finanziamento previsto di circa € 1.200.000,00;

- la frazione Castagna è storicamente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico che minacciano l'incolumità pubblica, le abitazioni private e la stabilità delle infrastrutture viarie. Considerato che: - si è resa necessaria una riapprovazione del Progetto Esecutivo, finalizzata alla rimodulazione del Quadro Economico (Q. E.), a causa dell'adeguamento dei prezzi dei materiali e delle mutate condizioni tecniche;

- il Comune di Luzzi, in qualità di Soggetto Attuatore, ha proceduto agli adempimenti di competenza per consentire il prosieguo dell'iter e la validazione della nuova copertura finanziaria d a parte degli uffici regionali competenti;

- il perdurare dei tempi burocratici per l'avvio del cantiere espone il territorio a un rischio crescente, specialmente in vista delle stagioni invernali, e mette a rischio il mantenimento del finanziamento legato ai cicli di programmazione FSC 2014-2020;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quale sia l'attuale stato di avanzamento dell'iter procedurale dei lavori di "Messa in sicurezza della frazione Castagna nel territorio di Luzzi (CS), presso i competenti dipartimenti regionali;

2. se siano state riscontrate criticità tecniche o amministrative che ostacolano l'avanzamento dell'iter procedurale;

3. quale sia il cronoprogramma aggiornato per l'indizione della gara d'appalto e la successiva consegna dei lavori;

4. quali azioni urgenti la Giunta intenda intraprendere per garantire che l'opera venga appaltata celermente, scongiurando la perdita dei fondi e garantendo la sic rezza dei cittadini della frazione Castagna di Luzzi.

(75; 19/03/2026)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l'azienda "Abramo Customer Care", alla data della cessazione dell'attività, dichiarata nel novembre del 2024 dai Commissari giudiziali nominati dal Tribunale di Roma in data 27.01.2021, risultava avere circa 1000 persone assunti come dipendenti;

- i suddetti dipendenti per effetto della cessazione dell'attività Abramo erano posti per la quasi totalità in cassa integrazione;

considerato che: - successivamente i suddetti dipendenti sono stati assorbiti dalla società "Konecta R s.r.l.", a cui è stata affidala la commessa dell'Istituto Poligrafico dello Stato, avente ad oggetto la realizzazione del progetto di dematerializzazione dei documenti, ed in particolare in questa prima fase la digitalizzazione delle cartelle cliniche delle Asp della Regione Calabria;

- nello specifico la Regione Calabria, con l'ausilio ed il supporto del Governo nazionale, per consentire l'assorbimento dei suddetti dipendenti in "Konecta R srl", ha previsto lo stanziamento di un fondo, finalizzato alla realizzazione del predetto progetto, pari alla somma di € 15 milioni, a cui si è sommato l'importo di € 5 milioni stanziato dal Governo nazionale, per un totale di € 20 milioni;

preso atto che: - la durata della commessa per la realizzazione del su richiamato progetto era stato individuato in anni tre, con scadenza quindi al mese di dicembre 2027;

- già da alcuni mesi la "Konecta R s.r.l. sta lamentando il mancato approvvigionamento di nuove commesse, dichiarando di aver concluso ii progetto di dematerializzazione;

- allo stato la Konecta R s.r.l. presenterebbe un disavanzo di circa € 6 milioni, nonostante la previsione dell'originario fondo di € 20 milioni stanziato dalla Regione Calabria e dal Governo nazionale;

- la Konecta R s.r.l. ha manifestato l'intenzione di attivare la CIGS dopo appena un anno dall’attivazione del su richiamato progetto di dematerializzazione dei documenti, con la conseguenza che gli attuali 856 dipendenti della predetta società rischiano concretamente la perdita del posto di lavoro. Tutto ciò' premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se l'erogazione della somma di competenza della Regione Calabria è stata effettivamente stanziata nella sua totalità e, soprattutto, se è stato accertato e verificato che i suddetti fondi siano stati effettivamente destinati alla realizzazione del suddetto progetto;

- se per consentire la concreta realizzazione del su richiamato progetto è stata data creazione al “Fascicolo sanitario", e se all'interno del suddetto fascicolo sono state inserite tutte le cartelle sanitarie digitalizzate e/o da digitalizzare;

- se e quali interventi sono stati attivati e realizzati al fine di estendere detto progetto di dematerializzazione dei documenti ad altre realtà territoriali: - E, soprattutto, se e quali misure e strumenti intende assumere la Giunta regionale al fine di assicurare e garantire il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, costituito da n. 856 unità lavorative.

(76; 19/03/2026)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato è una struttura dell’Assistenza farmaceutica territoriale dell’ASP di Catanzaro, dedicata alla distribuzione diretta di farmaci e presidi, in particolare a favore di pazienti affetti da gravi patologie, tra cui malati oncologici, emofiliaci e dializzati;

- la farmacia territoriale di Soverato serve un vasto bacino di utenza comprensoriale e rappresenta un presidio essenziale per l’erogazione di farmaci c.d. “salvavita” a totale carico del Servizio sanitario. Considerato che: - da numerose segnalazioni di cittadini, nonché da un recente sopralluogo che ho effettuato, emerge che la farmacia territoriale ASP di Soverato è allocata in locali angusti, direttamente su strada, privi di una adeguata sala d’attesa;

- quotidianamente, nelle ore di apertura al pubblico, si formano file di decine di persone, costrette a presentarsi fin dalle prime ore del mattino per ritirare il numero di accesso, con attese prolungate di diverse ore per il ritiro dei farmaci, spesso in piedi, all’aperto, sotto sole, pioggia o freddo;

in più, i servizi erogati non risultano pienamente garantiti né possono dirsi soddisfacenti;

- tra gli utenti vi sono persone affette da patologie gravi e invalidanti, in larga parte anziani, che non sono nelle condizioni fisiche di sopportare lunghe attese in piedi e in condizioni climatiche sfavorevoli, con evidenti ricadute sulla dignità e sulla stessa tutela della salute;

- il personale in servizio presso la farmacia territoriale di Soverato, pur disponibile e professionale, risulta in numero insufficiente rispetto al carico di lavoro e all’utenza servita, con inevitabili ripercussioni sui tempi di erogazione delle prestazioni. Rilevato che: - situazioni di grave disagio nell’accesso ai farmaci “salvavita” sono già emerse anche presso altre farmacie territoriali calabresi;

- tali criticità sembrano assumere carattere non episodico, ma sistemico, e rischiano di configurare una violazione del diritto all’accesso tempestivo e dignitoso alle cure e ai farmaci, particolarmente grave quando riguarda pazienti cronici e affetti da patologie invalidanti. Considerato, inoltre, che: - la Regione Calabria, tramite il Presidente della Giunta regionale, è titolare della funzione di indirizzo e controllo sul servizio sanitario regionale e, per il tramite del Commissario ad acta, chiamata a garantire livelli essenziali di assistenza uniformi su tutto il territorio regionale;

- per rifondare il servizio sanitario regionale è necessario intervenire anche sull’organizzazione concreta dei servizi di front-office, riducendo disagi e umiliazioni cui quotidianamente sono sottoposti i cittadini calabresi nell’accesso ai farmaci. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria per conoscere:

per sapere:

- se sia a conoscenza delle condizioni strutturali e organizzative in cui opera la farmacia territoriale dell’ASP di Soverato;

- quali iniziative urgenti intenda assumere, nei confronti dell’ASP di Catanzaro, affinché: siano individuati locali più idonei;

sia potenziato il personale sanitario e amministrativo in servizio presso la farmacia territoriale;

siano introdotte modalità organizzative (prenotazioni, fasce orarie dedicate a particolari categorie fragili, percorsi prioritari) idonee a tutelare in particolare i pazienti più fragili;

- se la Giunta regionale e la Struttura commissariale abbiano disposto, o intendano disporre con urgenza, un monitoraggio sistematico delle condizioni strutturali e organizzative di tutte le farmacie territoriali insistenti sul territorio calabrese;

– se non ritenga opportuno impartire indirizzi uniformi alle ASP provinciali affinché: vengano predisposti piani di riorganizzazione del servizio farmaceutico territoriale, con l’obiettivo di eliminare o ridurre drasticamente i disagi per gli utenti e venga valutata, ove possibile, l’attivazione di servizi di consegna domiciliare dei farmaci per particolari categorie di pazienti;

- in quali tempi e con quali risorse intenda intervenire, anche in raccordo con le Aziende sanitarie provinciali, per assicurare che l’accesso ai farmaci “salvavita” per i cittadini calabresi avvenga in condizioni di effettiva tutela della salute e della dignità della persona, ponendo fine a situazioni definite da più parti inaccettabili e vergognose.

(78; 25/03/2026)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la RSA "San Francesco di Paola " di San Nicola Arcella, è un presidio fondamentale per l'Alto Tirreno cosentino, garantendo 60 posti letto contrattualizzati con il SSR;

- la procedura di gara per l'affidamento della gestione è stata oggetto di un complesso contenzioso;

- con sentenza del TAR Calabria pubblicata il 31.12.25, sono stati annullati gli atti di gara e dichiarato inefficace il contratto di gestione, pur differendone gli effetti - sino al completamento della nuova procedura di evidenza pubblica o comunque sino alla decorrenza di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza - per evitare l'interruzione del servizio;

considerato che: - permane una situazione di estrema precarietà amministrativa dovuta all'obbligo di indizione di una nuova gara pubblica e ad un contenzioso ancora aperto;

- tale incertezza si riflette pesantemente sugli 80 operatori impiegati, i quali attendono rassicurazioni circa la stabilità occupazionale;

- i sindaci del territorio e le organizzazioni sindacali hanno espresso forte preoccupazione per il rischio di un declino degli standard assistenziali e per la tenuta occupazionale del comparto. Ritenuto che: - sia prioritario garantire la continuità dei servizi assistenziali a tutela degli utenti più fragili;

- sia altresì necessario assicurare il rispetto dei diritti dei lavoratori coinvolti, nonché la massima trasparenza nelle procedure amministrative;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se la Regione sia a conoscenza della situazione sopra descritta e quali elementi informativi abbia acquisito in merito;

- quali misure si intendano promuovere per garantire la qualità e continuità dell'assistenza erogata agli ospiti della struttura;

- quali iniziative si intendano intraprendere per garantire la tutela dei livelli occupazionali e delle condizioni lavorative di tutto il personale coinvolto;

- se siano previste iniziative volte ad assicurare la piena regolarità e trasparenza delle procedure amministrative relative all'affidamento e alla gestione dei servizi in questione.

(79; 30/03/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’Azienda Calabria Verde, ente strumentale della Regione Calabria, soffre da anni di un progressivo svuotamento della pianta organica dovuto al pensionamento di migliaia di operai idraulico-forestali;

- la carenza di personale operativo mette a rischio le attività fondamentali di prevenzione del dissesto idrogeologico, la lotta agli incendi boschivi e la manutenzione del patrimonio forestale calabrese;

- negli ultimi anni, numerosi cittadini calabresi hanno conseguito qualifiche specifiche e certificazioni attraverso percorsi formativi finanziati dalla Regione o enti accreditati, senza però trovare alcuno sbocco occupazionale all'interno dell'ente preposto;

considerato che: −

l’esigenza di assicurare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa dell’Ente richiede una programmazione del fabbisogno di personale che sia coerente con le attuali necessità di presidio e tutela del territorio regionale;

-        la garanzia di continuità di servizi pubblici essenziali e indifferibili non può prescindere da un adeguato ricambio generazionale che consenta l’integrazione di nuove professionalità e competenze tecniche aggiornate;

-        risulta contraddittorio investire risorse pubbliche nella formazione di "nuove leve" per la forestazione se non viene contestualmente previsto un piano di inserimento professionale che valorizzi il capitale umano formato in Calabria Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale della Calabria, l’Assessore regionale con delega alla forestazione

per sapere:

- quali siano i motivi ostativi che impediscono, ad oggi, l’indizione di bandi di concorso pubblici per il reclutamento di nuovo personale operaio e tecnico presso Calabria Verde.

−Se esista un cronoprogramma per il superamento dei vincoli attuali, al fine di garantire il ricambio generazionale necessario alla sopravvivenza del comparto forestale.

−Se la Giunta intenda valorizzare i percorsi formativi già espletati dai giovani calabresi, prevedendo riserve di posti o punteggi premiali per chi ha già acquisito competenze certificate nel settore idraulico-forestale regionale.

(80; 30/03/2026)

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

- circa 300 lavoratori precari del Ministero della Cultura stanno vivendo una fase di profonda incertezza dopo le reiterate promesse di stabilizzazione;

- si tratta in larga parte di ex tirocinanti impiegati nei musei, nei parchi archeologici e negli istituti culturali calabresi, con contratti part-time di sole 18 ore settimanali;

- questi lavoratori hanno affrontato un percorso particolarmente gravoso iniziato nel 2017, con due anni di tirocinio formativo, divenuti tre a causa delle sospensioni dovute alla pandemia, retribuiti con soli 500 euro mensili e privi di contribuzione previdenziale;

- hanno successivamente conseguito attestati e specializzazioni previsti dall'art. 50-ter del decreto-legge n. 73/2021, convertito dalla legge n. 106/2021, e dal DPCM del 27 dicembre 2021, che individuava le unità di personale da assegnare ai Ministeri della Cultura, della Giustizia e dell'Istruzione;

- nelle medesime condizioni e situazioni si trovano anche gli ex tirocinanti impiegati nel settore istruzione, di competenza del MIUR. Considerato che - nel 2023 è stato indetto il concorso RIPAM-Formez per assunzioni a tempo determinato di 18 mesi, al quale questi lavoratori hanno partecipato risultando vincitori;

-essi svolgono oggi un ruolo indispensabile per il funzionamento dei musei calabresi: come dichiarato dalla Direzione Regionale Musei Calabria, senza il loro apporto molte strutture sarebbero costrette a chiudere o a ridurre drasticamente i servizi;

-in numerosi casi si tratta di personale con un livello di istruzione superiore a quello richiesto per le mansioni svolte, impiegato in attività di custodia, vigilanza, didattica e supporto tecnico-amministrativo. Tenuto conto che - nel dicembre 2024, riconoscendone l'assoluta indispensabilità operativa, il Ministero della Cultura ha prorogato di ulteriori 12 mesi i contratti a tempo determinato, fissandone la scadenza al 28 febbraio 2026;

- ad oggi, tuttavia, il Ministero non ha attivato le procedure per una nuova proroga né avviato un percorso di stabilizzazione, con il rischio di generare gravissime ripercussioni economiche e sociali, soprattutto considerando che molti di questi lavoratori sono ex percettori di ammortizzatori sociali in deroga, residenti in Calabria;

preso atto che - la recente legge Milleproroghe autorizza il Ministero della Cultura a proseguire i rapporti di lavoro fino a un massimo di 36 mesi complessivi, da concludersi entro il 31 dicembre 2026. - I suddetti lavoratori hanno già maturato 30 mesi di servizio continuativo, per cui la proroga necessaria sarebbe pari ad appena sei mesi. Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

- a sostenere i suddetti lavoratori al fine di creare le condizioni per la loro stabilizzazione sul mercato del lavoro;

- a sollecitare urgentemente il Governo nazionale, il Ministero della cultura ed il MIUR, affinché venga garantita l'immediata proroga e contrattualizzazione dei suddetti lavoratori, indispensabili per la tutela, la fruizione e la continuità dei servizi culturali nella Regione Calabria.

(24; 27/02/2026) De Cicco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- le Province costituiscono enti territoriali di area vasta a cui sono attribuite funzioni fondamentali in materia di viabilità, edilizia scolastica, istruzione, ambiente, pianificazione territoriale e sviluppo locale, svolgendo un ruolo strategico nel coordinamento tra Comuni e Regione. La legge 7 aprile 2014, n. 56 (cosiddetta “Legge Delrio”) ha trasformato le Province in enti di secondo livello, prevedendo l’elezione indiretta dei Presidenti e dei Consigli provinciali, riducendo la partecipazione diretta dei cittadini nel processo decisionale. Considerato che - l’assetto introdotto dalla normativa vigente ha comportato una riduzione della rappresentatività democratica degli organi provinciali, incidendo sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla capacità delle Province di rispondere in modo tempestivo ai bisogni dei territori. - È opportuno ricordare che la c.d. Legge “Delrio” è una legge ordinaria, concepita come norma transitoria e strettamente collegata alla riforma costituzionale promossa dal Governo Renzi, riforma che è stata nettamente bocciata dal referendum popolare del 2016. Con tale pronunciamento popolare, i cittadini hanno respinto il superamento delle Province come enti costituzionali, riaffermando l’assetto previsto dalla Costituzione vigente. Ai sensi del Titolo V della Costituzione, infatti, la Repubblica è costituita da Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Stato: le Province sono dunque enti di primo livello, dotati di piena dignità costituzionale. Ne deriva una evidente contraddizione ovvero: una legge ordinaria, nata per accompagnare una riforma costituzionale mai entrata in vigore, continua a produrre effetti su un ente che la Costituzione riconosce pienamente come ente territoriale della Repubblica. Alla luce di ciò, non si comprende perché, dopo la bocciatura referendaria del 2016, non si sia proceduto al ripristino dell’assetto delle Province vigente prima della legge Delrio, al fine di restituire dignità costituzionale alla volontà popolare e pieno rispetto dell’assetto costituzionale voluto dai Padri costituenti. - Si aggiunga che in Calabria, le Province svolgono un ruolo essenziale per la gestione di infrastrutture strategiche, la coesione territoriale e il coordinamento dei servizi pubblici fondamentali. La loro piena funzionalità costituisce un elemento centrale per l’organizzazione amministrativa e lo sviluppo regionale in un territorio dove le infrastrutture viarie registrano già un notevole ritardo rispetto al resto del paese. Rilevato che il ripristino dell’elezione diretta dei Presidenti e dei Consigli provinciali garantirebbe maggiore legittimazione democratica, responsabilità politica e trasparenza amministrativa. Numerose Regioni hanno già promosso iniziative istituzionali analoghe, sottolineando l’urgenza di restituire piena rappresentatività democratica agli organi provinciali. Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

ed il Presidente della Giunta Regionale a: • promuovere, in sede di Conferenza Stato–Regioni, iniziative finalizzate al ripristino dell’elezione diretta dei Presidenti e dei Consigli provinciali;

• sollecitare il Governo e il Parlamento affinché modifichino la legge n. 56/2014, restituendo piena legittimazione democratica alle Province e dignità costituzionale;

• sostenere ogni iniziativa istituzionale volta al rafforzamento del ruolo delle Province, con particolare attenzione alle esigenze dei territori calabresi e alla gestione coordinata dei servizi pubblici;

• fornire periodico aggiornamento al Consiglio Regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.

(25; 03/03/2026) Orlandino Greco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- il Ministero della Cultura, ai sensi dell’articolo 50ter del decretolegge 25 maggio 2021, n. 73, convertito con modificazioni dalla legge 23 luglio 2021, n. 106, ha proceduto al reclutamento di personale non dirigenziale a tempo determinato parttime, destinato anche agli istituti e luoghi della cultura della Calabria;

- la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2025 e bilancio pluriennale 20252027), all’articolo 1, comma 134, ha consentito il rinnovo dei relativi contratti solo fino al 28 febbraio 2026;

- con nota del 2 marzo 2026 la Direzione regionale Musei nazionali Calabria ha rappresentato al Ministero della Cultura che la cessazione, alla data del 28 febbraio 2026, di oltre 90 unità di personale a tempo determinato ha determinato una “significativa contrazione della capacità operativa” degli istituti, con immediata riduzione delle giornate e degli orari di apertura al pubblico, sospensione o rinvio di attività culturali e rallentamento di procedure amministrative e interventi PNRR. Considerato che: - Musei e Parchi archeologici statali hanno già comunicato riduzioni degli orari di apertura, anche a causa della carenza di personale con grave pregiudizio per il diritto alla fruizione del patrimonio culturale, per l’immagine turistica della Regione e per l’economia dei territori interessati;

- mentre per i lavoratori a tempo determinato del Ministero della Giustizia, assunti nell’ambito della medesima stagione normativa, è stato avviato un percorso di stabilizzazione nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria, per il personale del Ministero della Cultura la mancata proroga dei contratti e l’assenza di un analogo percorso di stabilizzazione espongono circa 300 unità calabresi al rischio di fuoriuscita dal lavoro, nonostante esse garantiscano oggi l’apertura stessa di molti siti culturali. Ritenuto che: - la perdita di giornate di apertura e di servizi nei musei statali rappresenta un grave danno per le comunità locali e per il sistema turistico;

- la salvaguardia dell’occupazione del personale a tempo determinato del Ministero della Cultura, che dopo anni di precariato dedicato alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale calabrese si trova improvvisamente privo di lavoro senza alcuna prospettiva di stabilizzazione, rappresenta un imperativo etico e una priorità strategica per la Regione, che deve farsi carico di questa drammatica situazione lavorativa;

- la Regione Calabria, pur non avendo competenza diretta sul personale statale, ha il dovere istituzionale di tutelare il patrimonio culturale presente sul proprio territorio, anche sollecitando il Governo e il Ministero della Cultura ad adottare tempestive soluzioni organizzative e contrattuali.

Impegna la Giunta regionale

- a rappresentare con urgenza al Ministro della Cultura e al Governo nazionale la situazione di grave sofferenza degli organici nei musei e parchi archeologici statali calabresi, richiedendo la proroga immediata dei contratti a tempo determinato del personale in servizio in Calabria, con l’attivazione di misure per la salvaguardia dell’occupazione di circa 300 unità precarie del Ministero della Cultura, mediante l’avvio di un percorso di stabilizzazione analogo a quello previsto per il personale del Ministero della Giustizia, anche tramite procedure concorsuali riservate ai lavoratori ex art. 50-ter D.L. 73/2021 ;

- a chiedere che, nelle more, sia garantito il ripristino di orari e giornate di apertura idonei ad assicurare la piena fruizione dei siti, che hanno già comunicato pubblicamente la contrazione delle aperture per carenza di personale;

- a promuovere, anche mediante intese e protocolli di collaborazione, forme di sostegno alla valorizzazione dei musei statali calabresi, coordinando le proprie politiche culturali e turistiche con la Direzione regionale Musei nazionali Calabria.

(26; 03/03/2026) Alecci, Falcomatà, Madeo, Ranuccio

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

-i rapporti tra Albania e Calabria sono storicamente intensi e profondi, radicati nella presenza secolare delle comunità Arbëreshë (italo-albanesi) che migrarono nel XV secolo. Un legame storico-culturale che si traduce oggi in una forte cooperazione istituzionale, economica e turistica, con scambi accademici e progetti comuni tra le due sponde del mare, consolidati dalle diverse e recenti visite ufficiali del Presidente della Repubblica d'Albania, Bajram Begaj;

la Calabria rappresenta, quindi, un caso unico e straordinario nel panorama internazionale, che merita un’attenzione diplomatica dedicata in quanto cuore pulsante dell’Arberia;

Considerato che: attualmente il legame con la “Madrepatria” non è considerato come ricordo sbiadito, ma una realtà quotidiana alimentata con vigore, specialmente in provincia di Cosenza, dove numerose associazioni culturali e di ricerca svolgono ruoli fondamentali: non si limitano alla conservazione, ma mantengono vivi i canti polifonici tradizionali e tramandano con orgoglio l’uso degli abiti arbëreshë. Il costume femminile, con le sue preziose gonne in seta “Kamizola” ed i ricami in oro, e quello maschile, simboli di una fiera eleganza antica, non sono semplici cimeli da museo, ma vengono indossati nelle grandi occasioni come segno di appartenenza identitaria;

questo legame inscindibile è stato alimentato nel tempo da figure eccelse come Girolamo De Rada, massimo esponente della letteratura arbëreshë e da San Giovanni Paolo ΙΙ, il quale definì l’Eparchia di Lungro come custode della tradizione millenaria;

questo fervore si riflette anche nelle tradizioni culinarie secolari e nella dimensione spirituale del rito bizantino, che rappresenta il pilatro religioso e sociale di queste comunità italo-albanesi. La lingua è stata preservata per diversi secoli e funge da proiezione vivente dell’Albania in terra calabrese. Si tratta di una vera unione viscerale tra le due terre che necessita di una sponda istituzionale per essere protetta e valorizzata Ritenuto che: i servizi consolari per i rapporti bilaterali sono garantiti dalle sedi di Roma, Milano, Torino e Bari;

si rende, quindi, necessario e opportuno, anche sotto un profilo strategico, istituire una rappresentanza consolare della Repubblica d’Albania nel territorio della Regione Calabria;

un Consolato in Calabria diventerebbe il custode ufficiale di ogni tradizione, facilitando scambi culturali e programmi di istruzione bilingue che possano garantirne il futuro del patrimonio vigente;

ritenuto, altresì, che: l’istituzione di tale sede sarebbe il punto di riferimento per una vasta rete di comuni che preservano la cultura arbëreshë, tra cui la provincia di Cosenza con i suoi ventidue comuni arbëreshë, di cui:

Acquaformosa;

Lungro;

Firmo;

Spezzano Albanese;

Civita;

Frascineto;

San Demetrio Corone;

Santa Sofia d’Epiro;

San Giorgio Albanese;

Vaccarizzo Albanese;

San Benedetto Ullano;

Plataci;

San Basile;

Castroregio;

Falconara Albanese;

Cerzeto;

San Martino di Finita;

Mongrassano;

Rota Greca;

Santa Caterina Albanese e San Cosmo Albanese;

anche nella provincia di Crotone vi sono comuni che conservano e diffondono la cultura arbëreshë come Carfizzi, Pallagorio e San Nicola dell’Alto, mentre nella provincia di Catanzaro, si registrano i comuni di:

Caraffa di Catanzaro;

Viena di Maida;

Marcedusa;

Andali;

Zangarona e Gizzeria.

Impegna la Giunta regionale

a porre in essere ogni adempimento e provvedimento, necessari e opportuni, tesi all'Istituzione di un Ufficio Consolare della Repubblica d’Albania nella Regione Calabria.

(27; 04/03/2026) Rosa

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• il treno Frecciarossa Sibari–Bolzano e Bolzano - Sibari, attualmente in partenza dalla stazione di Sibari e diretto verso la città di Bolzano, rappresenta l’unico collegamento ad alta velocità disponibile nell’area settentrionale della regione. • Tale servizio si ferma attualmente nella stazione di Paola, costringendo i passeggeri dell’area urbana di Cosenza e dei centri limitrofi a spostarsi fino a quella città per poter salire sul convoglio. • Gli spostamenti necessari per raggiungere Paola risultano spesso disagevoli, in particolare nelle fasce orarie mattutine e notturne, e aumentano i tempi complessivi di viaggio dei cittadini residenti nei comuni dell’area urbana cosentina. L’attuale stazione di fermata (Torano - Lattarico) non è utilizzata dai residenti nell’area urbana in quanto risulta del tutto inadeguata e difficilmente raggiungibile. Il servizio è stato attivato sulla scorta di un contratto di servizio sottoscritto con la Regione Calabria. Considerato che • la stazione di Castiglione Cosentino, situata in una posizione strategica e baricentrica rispetto ai comuni dell’area urbana, consentirebbe un più agevole accesso al servizio da parte dei residenti. • I sindaci dei comuni di Castiglione Cosentino, Rende e della stessa Cosenza hanno già sottoposto tale esigenza all’attenzione della Giunta regionale. • La Regione tramite la sottoscrizione di un contratto di servizio contribuisce al finanziamento del servizio Frecciarossa Sibari–Bolzano con una quota annua pari a 500.000 euro, e appare pertanto legittimo richiedere che il servizio risponda pienamente alle esigenze della popolazione locale. • L’eventuale fermata aggiuntiva presso la stazione di Castiglione Cosentino e la contestuale soppressione della fermata Torano - Lattarico comporterebbe un ritardo stimabile in circa 12 minuti, facilmente recuperabile nella tratta compresa tra Vallo della Lucania e Salerno secondo le valutazioni tecniche disponibili. Ritenuto opportuno • garantire ai cittadini dell’area urbana cosentina un accesso equo e diretto al servizio di lunga percorrenza Frecciarossa. • Ottimizzare l’efficacia dell’investimento pubblico annualmente sostenuto dalla Regione. • Migliorare la fruibilità dei collegamenti ferroviari nazionali, riducendo la necessità di spostamenti preliminari su gomma o su ferro verso altre stazioni non baricentriche. Il Consiglio Regionale,

impegna la Giunta regionale

1. a richiedere formalmente a Trenitalia S.p.A. l’estensione del percorso del treno Frecciarossa N. 8509 Sibari–Bolzano fino alla stazione di Castiglione Cosentino, con inserimento della suddetta fermata a parziale modifica del contratto di servizio sottoscritto con Trenitalia. 2. A rappresentare con forza gli interessi dei residenti dell’area urbana di Cosenza, evidenziando la sostenibilità tecnica dell’intervento e i benefici in termini di accessibilità e mobilità. 3. A convocare un tavolo tecnico con Trenitalia, RFI e i sindaci dei comuni interessati per la definizione operativa dell’inserimento della nuova fermata. 4. A monitorare l’evoluzione delle interlocuzioni e informare il Consiglio Regionale, entro 60 giorni dall’approvazione della presente mozione, sugli esiti delle attività intraprese.

(28; 09/03/2026) Orlandino Greco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• il 20 gennaio 2026 il territorio della Regione Calabria è stato interessato da intensi eventi meteorologici che hanno causato allagamenti, frane, smottamenti e ingenti danni a infrastrutture pubbliche, viabilità, attività produttive, abitazioni private e patrimonio ambientale;

• numerosi comuni calabresi hanno segnalato situazioni di grave criticità con conseguenti disagi per la popolazione e per il sistema economico locale;

considerato che: • il Governo della Repubblica ha provveduto alla dichiarazione dello stato di emergenza, riconoscendo formalmente la gravità degli eventi e la necessità di attivare interventi straordinari a sostegno dei territori colpiti;

• l’Unione europea mette a disposizione degli Stati membri specifici strumenti finanziari per fronteggiare le conseguenze delle calamità naturali, tra cui il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE), destinato a sostenere interventi urgenti di ripristino delle infrastrutture essenziali e di assistenza alle comunità colpite;

• in risposta a una richiesta di chiarimento avanzata dagli eurodeputati Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci, con nota Ares (2026) 921281, la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha confermato la disponibilità degli strumenti europei di sostegno, evidenziando che l’attivazione del Fondo di Solidarietà deve essere formalmente richiesta dallo Stato membro interessato entro i termini previsti dalla normativa europea;

tenuto conto che: • la Commissione europea ha inoltre ricordato che, nell’ambito dei programmi della politica di coesione, Calabria, Sicilia e Sardegna dispongono complessivamente di circa 352 milioni di euro di risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) destinate alla prevenzione e gestione dei rischi naturali, di cui circa 156 milioni risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati per interventi connessi alla gestione delle emergenze e alla prevenzione del dissesto;

preso atto che: • sia necessario agire con la massima tempestività per consentire alle comunità colpite di accedere alle risorse disponibili a livello nazionale ed europeo;

• la Regione Calabria debba svolgere un ruolo attivo di coordinamento istituzionale e di impulso nei confronti del Governo nazionale affinché vengano attivati tutti gli strumenti finanziari disponibili;

• sia indispensabile procedere a una ricognizione puntuale e aggiornata dei danni subiti dai territori al fine di consentire una corretta quantificazione delle risorse necessarie e l’eventuale utilizzo delle risorse europee disponibili;

impegna la Giunta regionale

1. a sollecitare il Governo nazionale, a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza, affinché vengano attivate tutte le misure straordinarie di sostegno previste dalla normativa nazionale ed europea;

2. a promuovere, d’intesa con il Governo e con il Dipartimento della Protezione Civile, la tempestiva presentazione alla Commissione europea della richiesta di accesso al Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea, al fine di sostenere gli interventi di ripristino nei territori calabresi colpiti;

3. a coordinare con i comuni e le amministrazioni locali una ricognizione dettagliata dei danni subiti da infrastrutture pubbliche, patrimonio ambientale, sistema produttivo e abitazioni private;

4. a valutare l’utilizzo e l’eventuale riprogrammazione delle risorse dei fondi strutturali europei, in particolare del Programma FESR, anche alla luce delle risorse disponibili segnalate dalla Commissione europea per gli interventi di prevenzione e gestione dei rischi naturali;

5. a riferire con urgenza al Consiglio regionale sugli sviluppi delle interlocuzioni con il Governo nazionale e con le istituzioni europee, nonché sulle misure adottate a sostegno dei territori colpiti.

(29; 16/03/2026) Bruno, Alecci, De Cicco, Filomena Greco, Scutellà

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• la rivoluzione ferroviaria avviata in Italia con l’alta velocità ha reso il trasporto su rotaia sempre più competitivo. • Le infrastrutture ferroviarie consentono un uso dello spazio pubblico più efficiente e riducono sensibilmente i consumi energetici rispetto al trasporto su gomma. • Esperienze europee e nazionali mostrano che investire in reti ferroviarie regionali e sistemi di metropolitana di superficie produce ampi benefici ambientali, economici e sociali. Considerato che • la tratta ferroviaria costiera tirrenica tra Lamezia Terme e Sapri costituisce un asse strategico per la mobilità e richiede una nuova visione di valorizzazione. • Con un capolinea nord, della futura metropolitana di superficie, realizzato a Sapri, in sostituzione dell’attuale previsione su Praia a Mare, consentirebbe l’interscambio diretto con i treni regionali diretti verso Salerno e Napoli, garantendo continuità di servizio sia ai flussi pendolari sia ai flussi turistici. • L’intenso traffico veicolare della SS18, che attraversa numerosi centri abitati costieri, produce criticità in termini di sicurezza, tempi di percorrenza e impatto ambientale. • La riorganizzazione degli orari ferroviari con fermata a Paola, in coincidenza con i treni per Cosenza e Sibari, e con corrispondenze a Lamezia Terme per Catanzaro e per la Costa degli Dei, rappresenta un elemento chiave per massimizzare l’utilizzo del servizio. • Il collegamento con l’aeroporto di Lamezia Terme può essere potenziato tramite un servizio navetta stazione–aeroporto acquistabile direttamente dal sito di Trenitalia, secondo il modello della “stazione virtuale”. • La mozione promossa mira alla valutazione tecnica ed economica della metropolitana leggera di superficie, integrata con il Trasporto Pubblico Locale su gomma. • L’utilizzo della rete ferroviaria esistente, di proprietà di Rete Ferroviaria Italiana, consentirebbe di contenere costi e tempi di realizzazione. • Una gestione tramite società regionale pubblico–privata garantirebbe stabilità gestionale e sostenibilità economica. Ritenuto che • un trasporto collettivo moderno è determinante per lo sviluppo del territorio e per il rilancio turistico. • La Metropolitana di superficie “Tirrenica” migliorerebbe la qualità della vita dei residenti, la mobilità quotidiana e la competitività dell’area tirrenica calabrese. • La riduzione dell’uso del mezzo privato a favore del ferro è pienamente in linea con le strategie europee di sostenibilità.

Impegna la Giunta regionale

1. ad avviare, in collaborazione con Rete Ferroviaria Italiana e con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le procedure tecnico-amministrative per la realizzazione della Metropolitana leggera di superficie “Tirrenica”, utilizzando la rete ferroviaria esistente e gli adeguamenti necessari. In particolare, a definire quale capolinea nord della linea la stazione di Sapri, prevedendo l’interscambio diretto con i treni regionali per Salerno e Napoli. 2. A finanziare e ampliare lo studio di fattibilità già avviato, includendo lo studio delle coincidenze a Paola per Cosenza e Sibari, e a Lamezia Terme per Catanzaro e la Costa degli Dei. 3. A predisporre il progetto di collegamento ferroviario diretto Lamezia Terme Centrale–Aeroporto, integrato da un servizio navetta acquistabile tramite il sito Trenitalia, secondo il modello della “stazione virtuale”. 4. A promuovere, insieme ai Comuni interessati, un modello integrato di TPL che ottimizzi l’accesso alla metropolitana di superficie. 5. A valutare la costituzione di una società regionale pubblico–privata per la gestione della linea metropolitana e dei servizi intermodali. 6. A inserire l’opera tra le priorità strategiche della programmazione regionale e dei fondi europei 2021–2027, del PNRR e delle altre linee di finanziamento per la mobilità sostenibile. 7. A riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli avanzamenti del progetto e sulle possibilità di finanziamento. Dispone la trasmissione della presente mozione:

• alla Giunta regionale della Calabria;

• alla Commissione consiliare competente;

• al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti;

• a Rete Ferroviaria Italiana;

• agli enti locali interessati.

(30; 17/03/2026) Orlandino Greco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- preso atto che: - Il conflitto in Iran e la conseguente escalation militare nel Golfo Persico hanno determinato una crisi energetica di portata straordinaria, con effetti immediati sui mercati internazionali;

- la chiusura dello Stretto di Hormuz e la compromissione di infrastrutture strategiche hanno inciso in maniera significativa sull’approvvigionamento e sui costi delle materie prime energetiche;

- l’instabilità globale sta producendo un aumento incontrollato dei costi energetici e degli input produttivi, con particolare riferimento al gasolio agricolo e ai fertilizzanti;

tenuto conto che: - Sono pervenute al Consiglio regionale richieste di intervento da parte di numerose associazioni di categoria del comparto agricolo e della pesca, tra cui in particolare CIA – Agricoltori Italiani;

- le organizzazioni di rappresentanza hanno evidenziato con forza le difficoltà crescenti delle imprese agricole e del comparto della pesca e la necessità di misure urgenti e concrete a sostegno del settore;

visto che: -Il comparto agricolo calabrese e il comparto della pesca si trovano in una fase cruciale della campagna produttiva e dell’attività ittica, nella quale l’utilizzo di carburanti e mezzi tecnici è indispensabile e non comprimibile;

- gli imprenditori agricoli e del comparto della pesca stanno subendo una compressione dei margini senza precedenti, determinata dall’aumento dei costi e dall’impossibilità di trasferirli sui prezzi di vendita;

- il perdurare di questa situazione espone le aziende al rischio concreto di produrre in perdita, compromettendo la continuità aziendale;

considerato che: - Il perdurare della crisi mette a rischio la tenuta dell’intero sistema agroalimentare regionale, con ricadute su occupazione, economia locale e sovranità alimentare;

- in assenza di interventi immediati, molte aziende agricole e del comparto della pesca rischiano la chiusura o una drastica riduzione delle attività produttive;

impegna la Giunta regionale

- ad attivare con urgenza misure straordinarie di sostegno al settore agricolo regionale e del comparto della pesca con particolare attenzione alle imprese maggiormente colpite dall’aumento dei costi energetici e degli input produttivi;

- a predisporre strumenti di monitoraggio e contrasto a eventuali fenomeni speculativi sui carburanti agricoli e lungo la filiera agroalimentare;

- a farsi promotori, in sede nazionale, di iniziative volte a sollecitare il Governo all’adozione di misure compensative e risorse adeguate per il comparto agricolo e della pesca;

- ad attivarsi presso le istituzioni europee affinché vengano adottate politiche straordinarie di sostegno al settore agricolo e della pesca, anche attraverso forme di flessibilità rispetto ai vincoli del Patto di Stabilità e Crescita;

- a riferire al Consiglio regionale sugli sviluppi e sulle iniziative intraprese in relazione alla crisi in atto.

(31; 25/03/2026) Bruno, Alecci, De Cicco, Filomena Greco, Scutellà

Risposta scritta ad interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- da anni in Calabria diverse famiglie segnalano insufficienze e irregolarità nella fornitura di presidi sanitari essenziali destinati a bambini e ragazzi con disabilità molto gravi, con dotazioni talvolta insufficienti a coprire il fabbisogno mensile, costringendo i nuclei familiari a sostenere spese aggiuntive significative;

- in più occasioni sono state denunciate criticità nell’organizzazione delle ASP territoriali, con tempi lunghi di risposta, ritardi nel rilascio di autorizzazioni, mancata uniformità delle procedure e difficoltà logistiche nella presa in carico di minori con bisogni complessi;

- il sistema NAD/ADI (Nutrizione Artificiale Domiciliare / Assistenza Domiciliare Integrata) rappresenta un tassello fondamentale per garantire la continuità assistenziale, e numerose famiglie evidenziano carenze di personale, ritardi nell’attivazione, assenza di figure responsabili stabili e mancanza di una regia regionale chiara;

- la questione delle forniture sanitarie ai minori disabili è stata più volte oggetto di interrogazioni, mozioni e comunicati da parte del sottoscritto che ha denunciato pubblicamente la necessità di uniformare e potenziare gli interventi delle ASP e di garantire maggiore sostegno alle famiglie;

- il Consiglio Regionale ha già riconosciuto all’unanimità, su iniziativa del sottoscritto, (mozione n. 77 approvata nella seduta del 12 marzo 2024) l’urgenza di rafforzare gli interventi per i disabili gravissimi per integrare con risorse regionali il FNA), impegnando la Giunta a garantire maggiore copertura e tempestività. Considerato che: - le difficoltà nella fornitura dei presidi sanitari essenziali possono comportare un pregiudizio diretto alla salute di minori fragili;

- la mancanza di un modello organizzativo uniforme tra le diverse ASP genera disparità territoriali e trattamenti non equivalenti;

- la tutela delle persone con disabilità, in particolare dei minori con bisogni complessi, rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza e richiede un funzionamento efficiente, trasparente e rapido della macchina amministrativa. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se siano disponibili dati aggiornati circa la corretta erogazione di presidi sanitari destinati a minori con disabilità gravissime e quali iniziative siano state adottate per prevenire insufficienze o ritardi da parte delle ASP;

- se tutte le ASP calabresi applichino procedure uniformi per autorizzazioni, rifornimenti e sostituzioni di presidi sanitari, e se sia prevista l’adozione di un protocollo regionale standard;

- qual è l’attuale stato organizzativo dei servizi NAD/ADI nelle diverse province, con riferimento alla presenza di responsabili, carenze di organico e tempi medi di attivazione del servizio;

- se si intenda predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale sulle forniture, sulle prese in carico NAD/ADI pediatriche e sul rispetto delle tempistiche;

- se si intenda valutare l’istituzione di un numero unico regionale o sportello dedicato alle urgenze dei minori disabili, finalizzato a ridurre tempi e sovraccarichi burocratici.

(25; 12/01/2026)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il porto di Gioia Tauro rappresenta la principale infrastruttura economica e occupazionale della Calabria ed è uno dei maggiori hub logistici del Mediterraneo;

- il terminal ferroviario del porto è già strutturato per la composizione di treni merci lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei;

- Secondo quanto evidenziato dal prof. ..., ordinario di Sistemi di Trasporto presso l'Università Mediterranea, nei documenti progettuali - in particolare nella relazione tecnica - relativi alla nuova galleria Santomarco tra Paola e Cosenza, depositati al Ministero dell'Ambiente, emerge una grave incongruenza progettuale: -Nei documenti si attesta infatti che il modulo attuale della linea è pari a 550 metri e che la sagoma è PC45;

tuttavia, nella tabella recante le caratteristiche funzionali di progetto, non risulta indicata alcuna nuova misura del modulo, mentre per il profilo ferroviario è chiaramente riportato l'adeguamento alla sagoma PC80;

-tale omissione induce legittimamente a ritenere che il modulo della linea resti fermo a 550 metri, con la conseguenza di continuare a penalizzare il traffico merci proveniente dal porto di Gioia Tauro, impedendo la circolazione di treni lunghi 750 metri, come invece previsto dal Piano Regionale dei Trasporti e richiesto dagli standard europei. - La scelta progettuale sopra richiamata, se confermata, risulterebbe incomprensibile e gravemente dannosa, perché vanificherebbe ogni reale ambizione di integrazione della Calabria nelle reti logistiche europee e comprometterebbe il ruolo strategico di Gioia Tauro determinandone una grave penalizzazione competitiva aumentando i costi di trasporto merci e riducendo l'attrattività dello scalo;

- il Piano Regionale dei Trasporti 2016 prevedeva invece per Gioia Tauro una lunghezza minima dei treni pari a 750 metri, in coerenza con gli standard europei;

- il Documento di Economia e Finanza Regionale non affronta in modo puntuale il tema del traffico ferroviario merci e delle lunghezze dei treni;

- il Governo nazionale continua a concentrare risorse rilevanti sul progetto del Ponte sullo Stretto, mentre la Calabria resta priva di infrastrutture ferroviarie moderne e di una vera Alta Velocità;

si interroga il Presidente della Regione e l'Assessore ai Trasporti

per sapere:

l. se siano a conoscenza delle criticità potenziali evidenziate dal prof. ... in merito al mantenimento del modulo ferroviario di 550 metri nella nuova Galleria Santomarco, a fronte invece dell'incremento di sagoma a PC80;

2. se intendano intervenire immediatamente presso il Governo nazionale e RFI per sciogliere i dubbi e avere certezze che il progetto venga adeguato al modulo minimo di 750 metri, con possibilità di sviluppo futuro fino a 1000 metri;

3. per quali ragioni il DEFR regionale non affronti in maniera esplicita e vincolante il tema del trasporto merci ferroviario da e per il porto di Gioia Tauro, con date di riferimento precise per il modulo di 750 metri da Gioia Tauro sino ai porti ed interporti delle regioni del Nord;

4. quali iniziative politiche concrete la Regione Calabria intenda assumere nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da ..., per evitare che la Calabria venga ulteriormente penalizzata, definendo la data in cui l'itinerario merci lungo il corridoio europeo TEN-T Scan-Med sia completamente operativo con modulo minimo di 750 metri. Si chiede risposta urgente, considerata la rilevanza strategica del porto di Gioia Tauro per l'economia regionale e nazionale.

(26; 12/01/2026)

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• il progetto promosso da Edison S.p.A. prevede la realizzazione di un mega impianto di accumulo idroelettrico ad alta flessibilità mediante pompaggio dell’acqua del mare tra Favazzina e Melia, nel territorio comunale di Scilla e Bagnara Calabra. • Il proponente (Edison S.p.A.) sottolinea che l'iniziativa è coerente con il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) e mira a integrare la generazione rinnovabile non programmabile, stabilizzando il sistema elettrico nazionale, soprattutto al Sud e nelle Isole, dove è minore la capacità di accumulo. • Per gli impianti di accumulo idroelettrico attraverso pompaggio puro, l'autorizzazione è rilasciata dal Ministero della Transizione Ecologica, sentito il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e d'intesa con la Regione interessata. Considerato che: • il progetto sta suscitando forti polemiche e preoccupazioni tra i cittadini della Costa Viola, un’area che è anche classificata come Zona di Protezione Speciale (ZPS). • I residenti, le associazioni e i comitati locali, tra cui il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola, hanno espresso un netto rifiuto all'opera, definendola "altamente impattante per il territorio" e potenzialmente "disastrosa per il fragile ecosistema". • Secondo le analisi di tecnici e esperti ambientali, l'impianto avrebbe conseguenze negative, compromettendo l’equilibrio ambientale tra mare e collina, con specifiche preoccupazioni riguardo alla fragilità geomorfologica (frane), l'erosione costiera e l'alterazione del delicato ecosistema marino. • Il Comitato Spontaneo per la difesa della Costa Viola lamenta che Edison starebbe portando avanti l’iter autorizzativo tramite "modalità opache" e senza un reale coinvolgimento della popolazione, la quale si ritiene tenuta all'oscuro delle procedure in corso. • Si teme inoltre che l'energia prodotta dall'impianto possa non apportare benefici diretti al territorio calabrese. • Attualmente, il progetto è in fase di valutazione ambientale (VIA) il sottoscritto consigliere regionale interroga il Presidente della Regione

per sapere:

1. qual è la posizione ufficiale e dettagliata della Giunta Regionale in merito alla realizzazione dell'impianto di accumulo idroelettrico "Favazzina", e se essa ritenga il progetto compatibile con la tutela del fragile ecosistema della Costa Viola (ZPS) e con la vocazione turistica e naturalistica dell’area, come richiesto dalle comunità locali? 2. Quali saranno i criteri specifici di natura ambientale e territoriale che la Regione Calabria intende considerare prima di esprimere la necessaria "intesa" con il Ministero della Transizione Ecologica per il rilascio dell'autorizzazione, come previsto dalla normativa per gli impianti di pompaggio puro? 3. Quali misure concrete verranno intraprese dalla Regione per garantire la massima trasparenza e la piena partecipazione della popolazione e dei comitati locali nel processo autorizzativo e di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) in corso, in risposta alle lamentele relative alle “modalità opache” denunciate dai cittadini?

(28; 19/01/2026).

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con Decreto del Commissario ad acta n. 69/2024 l'Ospedale " Vittorio Cosentino" di Cariati è stato formalmente riconosciuto quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, nell'ambito della riconfigurazione della rete ospedaliera regionale per acuti;

- la normativa nazionale e regionale vigente prevede che gli ospedali ubicati in zone particolarmente disagiate siano dotati dei servizi essenziali per la gestione dell'emergenza-urgenza, tra cui un laboratorio analisi operativo h24 ;

- il D C A n. 62/2020 prevede, per il presidio ospedaliero di Cariati, la conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi. Considerato che;

- la mancata revisione del DCA n. 62/2020 determina una evidente incoerenza amministrativa con il DCA n. 69/2024;

- l'assenza di un laboratorio analisi h24 preclude l'attivazione del Pronto Soccorso e limita il funzionamento dei reparti per acuti;

preso atto che: - il Pronto Soccorso non risulta attivo ed è presente solo un Punto di Primo Intervento;

- il laboratorio analisi non è operativo h24 ed è configurato come punto prelievi;

- il reparto di Medicina per acuti non risulta ancora attivato;

tenuto conto che: - il formale riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, operato dal DCA n. 69/2024 è dunque in evidente contrasto con il DCA n. 62/2020, il quale, al contrario, prevede la conversione del laboratorio analisi in semplice punto prelievi;

- il riconoscimento dell'Ospedale di Cariati quale Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata richiede l'indefettibile operatività h24 del laboratorio analisi e la sussistenza di un reparto di Medicina pienamente operante;

- inoltre, il DCA n. 69/2024, che attribuisce all'Ospedale di Cariati la qualifica di Ospedale di Zona Particolarmente Disagiata, è successivo al DCA n. 69/2024;

- la previsione successiva è stata dettata dalla necessità di garantire il minimo livello di assistenza in ambito sanitario per i cittadini del territorio in cui insiste l'Ospedale di Cariati;

- tale contrasto amministrativo sta comportando gravi disagi all'enorme bacino di cittadini che necessitano di assistenza presso l'Ospedale di Cariati. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se la Regione intenda adattare e revisionare il DCA n. 62/2020 alla nuova e successiva previsione stabilita dal DCA n. 69/2024 con l'attivazione del laboratorio analisi h24 e l'attivazione, pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;

- se e con quali termini e tempistiche la Regione intende concludere la definitiva attivazione del laboratorio analisi h24 e la definitiva attivazione, pienamente operante, del reparto di Medicina per acuti;

se la Regione ha predisposto un cronoprogramma per l’attivazione del laboratorio analisi h24 e l'apertura del reparto di Medicina per acuti e del Pronto Soccorso - Quali iniziative intenda assumere la Regione per garantire un servizio sanitario pubblico adeguato.

(32; 22/01/2026).

(Risposta)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con delibera n. 3171 del 17 dicembre 2025, pubblicata all’Albo Pretorio dell’ASP di Cosenza, è stata indetta una gara per la fornitura di arredi, attrezzature e componenti informatici destinati alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità;

- dalla suddetta delibera risulta che, per il Comune di San Marco Argentano, è prevista esclusivamente la fornitura per l’Ospedale di Comunità, mentre non compare la Casa di Comunità;

- nel Comune di San Marco Argentano è attivo un Punto di Primo Intervento (PPI) h24, che registra ogni anno un numero elevato di accessi, stimabile in circa 5.000;

- da oltre un anno è stata formalmente richiesta l’assegnazione di almeno una figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS), ritenuta indispensabile per garantire adeguati livelli di assistenza e sicurezza del servizio;

- tuttavia, con delibera n. 3210 del 23 dicembre 2025, per il presidio di San Marco Argentano è stata prevista esclusivamente una figura con mansioni di operaio tecnico, del tutto inadeguata rispetto alle esigenze assistenziali di un PPI attivo h24;

- presso l’Unità Operativa di Radiologia del presidio di San Marco Argentano è stato recentemente installato un mammografo di ultima generazione, che risulta tuttavia non inserito nel programma aziendale degli screening mammografici;

- analoga esclusione riguarda lo screening della cervice uterina, nonostante nel Comune sia operativo un Consultorio Familiare idoneo allo svolgimento di tali attività;

- il DPGR n. 18 del 22 ottobre 2010 ha previsto la riconversione di alcuni presìdi ospedalieri in Ospedali Distrettuali, successivamente denominati Centri di Assistenza Primaria Territoriale (CAPT) e quindi Case della Salute;

- con DPGR n. 135 del 21 dicembre 2011 è stato approvato un primo elenco di Case della Salute da finanziare, tra le quali è inclusa San Marco Argentano;

- la Scheda salvaguardia n. 4 – “Rete regionale delle Case della Salute”, approvata con DGR n. 647 del 29 dicembre 2017, ha confermato la realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano, insieme ad altri presìdi regionali. Considerato che: - le Case di Comunità rappresentano oggi il fulcro della sanità territoriale e della medicina di prossimità e che, per il Comune di San Marco Argentano, oltre all’Ospedale di Comunità, è prevista anche l’attivazione di una Casa di Comunità, come risulta dagli atti di programmazione della rete territoriale;

- l’indebolimento progressivo dei servizi sanitari e amministrativi in un territorio interno già fortemente penalizzato determina un aggravio significativo per cittadini, pazienti cronici e fasce sociali più fragili;

- la mancata valorizzazione di strutture, servizi e apparecchiature già installate e pienamente funzionanti costituisce un grave spreco di risorse pubbliche e contrasta con i principi di efficienza della programmazione sanitaria. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- per quali motivi, a San Marco Argentano, già sede di ospedale e oggi sede di CAPT, è prevista l’attivazione di una Casa di Comunità Spoke, nonostante in altri territori – quali Cariati, Lungro e Mormanno – le Case di Comunità Hub siano collocate proprio nei presìdi già sede ospedaliera, per la maggiore disponibilità di spazi, strutture e risorse umane;

- se, in considerazione della piena integrazione funzionale tra Case della Salute e Case di Comunità, si spieghi la mancata menzione della Casa di Comunità di San Marco Argentano nella delibera ASP n. 3171 del 17 dicembre 2025 e se si intenda procedere a una integrazione della programmazione;

- se non si ritenga necessaria e urgente l’assegnazione di una figura di Operatore Socio-Sanitario (OSS) presso il PPI h24 di San Marco Argentano, in luogo o in aggiunta alla figura di operaio tecnico attualmente prevista;

- per quale motivo il mammografo di ultima generazione installato presso l’U.O. di Radiologia di San Marco Argentano non sia stato incluso nel programma degli screening mammografici;

- se si intenda attivare, e con quali tempistiche, anche lo screening della cervice uterina presso il Consultorio Familiare di San Marco Argentano;

- quale seguito abbia avuto il progetto “Case della Salute” finanziato nell’ambito del POR Calabria FESR–FSE 2014/2020 e che fine abbiano fatto le risorse pari a 8.149.000,00 euro destinate alla realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano;

- quali iniziative urgenti si intendano adottare per garantire il pieno riconoscimento, il rilancio e il potenziamento dei servizi sanitari territoriali nel Comune di San Marco Argentano.

(33; 23/01/2026).

(Risposta)

 

Bruno e Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone è istituito il Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL), competente in materia di vigilanza, prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro, nonché titolare di funzioni di polizia giudiziaria ai sensi della normativa vigente;

- l’art. 21 della legge 833/1978 e s.m.i. e l’art. 13 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. attribuiscono tali funzioni a personale formalmente incaricato quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG);

considerato che: - secondo informazioni acquisite, lo SPISAL dell’ASP di Crotone risulterebbe attualmente privo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, con una conseguente riduzione sostanziale delle attività di vigilanza, accertamento e intervento previste dalla legge;

- tale eventuale carenza inciderebbe direttamente sull’effettività dell’azione pubblica di prevenzione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio crotonese;

tenuto conto che: - il territorio della provincia di Crotone è interessato da interventi di bonifica ambientale ricadenti nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN), caratterizzati da elevata complessità tecnica e da rilevanti profili di rischio sanitario e ambientale;

- le operazioni connesse alla gestione, movimentazione e trattamento dei materiali derivanti dalle attività di bonifica richiedono un sistema di vigilanza continuo, qualificato e pienamente operativo, a tutela dei lavoratori impiegati e della popolazione residente;

preso atto che: - risulterebbero segnalazioni circa presunte non conformità nello svolgimento dei lavori di bonifica avviati nel territorio crotonese a partire dal 16 giugno 2025, con riferimento sia alle modalità operative nei cantieri sia alle fasi di trasporto dei rifiuti;

- una quota significativa dei rifiuti prodotti dalle attività di bonifica sarebbe destinata al conferimento fuori dai confini nazionali, prevedendo il trasferimento logistico finale tramite il porto di Gioia Tauro, esclusivamente quale punto di imbarco dei materiali provenienti dal territorio di Crotone;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se risulti confermata la mancanza di Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso lo SPISAL dell’ASP di Crotone e, in caso affermativo, se tale situazione sia stata formalmente segnalata agli uffici regionali competenti;

2. da quanto tempo perduri tale condizione e quali siano le cause amministrative, organizzative o normative che l’hanno determinata;

3. quali iniziative intenda assumere la Regione Calabria, anche in via straordinaria, per garantire il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e polizia giudiziaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio della provincia di Crotone;

4. se la Regione abbia attivato o intenda attivare specifiche attività di verifica e monitoraggio in relazione allo svolgimento dei lavori di bonifica nel SIN di Crotone e alle connesse operazioni di gestione e trasporto dei rifiuti;

5. quali misure di coordinamento e controllo siano previste per assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente con riferimento all’intera filiera delle attività di bonifica riconducibili al territorio crotonese, comprese le fasi di trasferimento finale dei materiali.

(36; 28/01/2026).

(Risposta)

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 5 agosto 2025, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone comunicava, tramite una nota ufficiale, il completamento della fase di messa in sicurezza degli ascensori nelle strutture sanitarie del territorio;

- in tale comunicazione, la Direzione Strategica dell'ASP annunciava che, entro trenta giorni dall'incontro con la ditta manutentrice, sarebbe stato consegnato un programma tecnico di adeguamento dettagliato, propedeutico alla definizione di un cronoprogramma operativo per interventi graduali volti a garantire la continuità dei servizi e la tutela dell’utenza;

considerato che: • nonostante le rassicurazioni fornite nell'agosto 2025, segnalazioni datate gennaio 2026 evidenziano il persistere di una situazione di grave e persistente criticità presso l'Ospedale San Giovanni di Dio. • Gli ascensori destinati all'utenza risultano frequentemente fuori uso, costringendo pazienti e accompagnatori a utilizzare impianti dedicati al personale sanitario, i quali versano in stato fatiscente, con pannelli di comando danneggiati e privi di pulsanti e con la pavimentazione deteriorata, che costituiscono un potenziale rischio per l’incolumità di utenti e personale sanitario. • Tale malfunzionamento configura una vera e propria barriera architettonica, impedendo di fatto l’accesso a tutti i reparti. • In particolare, il reparto di ginecologia, ubicato al secondo piano, risulta di fatto inaccessibile alle donne in gravidanza, a persone con disabilità e con difficoltà motorie, essendo raggiungibile esclusivamente tramite le scale, mentre al primo piano, ove è ubicato il blocco operatorio, risultano saltate le soglie in marmo in corrispondenza delle porte dell’ascensore, per cui le barelle e i letti su cui i pazienti vengono trasportati dal personale sanitario subiscono pericolosi scossoni. Rilevato che: • l’attuale stato degli impianti viola le norme vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, tra cui il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 e la Legge n. 104/1992, che impongono di garantire l’accessibilità e la sicura utilizzazione di spazi e attrezzature a chiunque abbia una capacità motoria ridotta. • L’efficienza degli ascensori non è un semplice optional, ma un pilastro della sicurezza sanitaria e della funzionalità dell'intero ospedale. Il loro malfunzionamento, inoltre, non è solo un guasto tecnico, ma una violazione delle norme sull'accessibilità (D.P.R. 503/1996): esso crea barriere fisiche che impediscono alle persone con mobilità ridotta di accedere alle cure in modo sicuro, autonomo e dignitoso, garantendo a tutti il diritto alla salute senza discriminazioni. Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,

per sapere:

1. se sia a conoscenza della situazione di inagibilità degli ascensori presso l'Ospedale di Crotone, nonostante quanto annunciato nel comunicato ASP del 5 agosto 2025. 2. Quale sia lo stato di attuazione del programma tecnico di adeguamento e del relativo cronoprogramma operativo che dovevano essere definiti entro i 30 giorni successivi al comunicato di agosto 2025. 3. Quali siano le ragioni per cui, dopo la dichiarata "messa in sicurezza" dei componenti strutturali, gli impianti continuino a presentare guasti cronici e condizioni manutentive inadeguate (pulsantiere rotte, pavimentazione rovinata). 4. Quali interventi urgenti intende adottare per il ripristino del regolare funzionamento di tutti gli ascensori esistenti nell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, destinati all’utenza e al personale sanitario, per assicurare l’accesso a tutti i reparti. 5. Quali iniziative saranno poste in essere per garantire la manutenzione e l’esercizio in sicurezza degli impianti. 6. Quali investimenti e tempi siano previsti per una sostituzione definitiva o una riqualificazione integrale degli impianti, al fine di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza e la dignità dei pazienti.

(37; 29/01/2026).

(Risposta)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria utilizza il sistema della gestione delle ricette elettroniche e del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE);

- detto sistema dovrebbe consentire di monitorare e gestire il corretto approvvigionamento dei farmaci;

-in particolare, il sistema delle ricette elettroniche consente di tracciare le prescrizioni mediche e monitorare i farmaci dispensati dalle farmacie, mentre l'FSE permette di accedere alle informazioni sanitarie dei pazienti, comprese le prescrizioni mediche e i trattamenti in corso;

Considerato che - pertanto il Dipartimento della Salute della Regione Calabria dovrebbe essere in grado di monitorare il consumo dei farmaci in generale, e dei farmaci cosiddetti "salvavita" in particolare. Tenuto conto che - la Regione Calabria dovrebbe essere in grado di pianificare la gestione delle scorte dei suddetti farmaci "salvavita", così da garantirne la disponibilità su tutto il territorio regionale, ottimizzandone la distribuzione e riducendo i tempi di attesa in favore dei pazienti più fragili;

- i pazienti costretti ad assumere siffatta tipologia di farmaci sono circa mille su tutto il territorio nazionale;

Preso atto che - in questi ultimi mesi alcuni di questi farmaci "salvavita", in particolare quelli utilizzati per la prevenzione di malattie cardiocircolatorie o patologie come ictus cerebrale e embolie polmonari, sono risultati indisponibili per tutti quei pazienti che ne necessitano l'assunzione, essendo stata sospesa l'erogazione, ovvero perché non sono stati prontamente approvvigionati;

- la mancata erogazione dei suddetti farmaci ha provocato e può provocare un grave ed irreparabile danno a carico della salute di tutti questi pazienti, mettendone a rischio la loro continuità terapeutica, violando un diritto fondamentale quale quello della salute che trova piena tutela nella nostra Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- i motivi per i quali si sia verificato il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione dei suddetti farmaci;

, - se e quali provvedimenti codesta Giunta regionale intenda adottare al fine di evitare che si ripetano in futuro il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione dai suddetti farmaci.

(38; 30/01/2026)

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 14 marzo 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali un Accordo Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del personale ex LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;

- tale Accordo prevedeva l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da altre forme di fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;

- nell'Accordo Quadro è espressamente stabilito che le risorse trasferite agli enti utilizzatori debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate per ciascun lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli retributivi, attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del contributo pro-capite;

- il fondo regionale, una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe dovuto, a partire dal 2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di numerosi lavoratori, da rendicontare e redistribuire sulla platea residua per consentire l'aumento dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente;

considerato che: - nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;

- alcuni Comuni di maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono riusciti a garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti ex LSU/LPU, mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di organico, non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di risorse finanziarie;

- la Regione Calabria ha progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il personale ex LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per l'anno 2024 e di oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, in conseguenza delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o altre cause;

- tale riduzione appare in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo Quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione delle economie sulla platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del fondo, al fine di incrementare l'orario lavorativo;

- le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale dell'Accordo da parte della Regione Calabria e l'assenza di un confronto sindacale preventivo sulle decisioni assunte;

- proposte volte all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno trovato riscontro;

- molti Comuni calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie, si trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente più fragili;

preso atto che: - a distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, gran parte degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando migliaia di lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;

- il mantenimento di contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce dell'aumento del costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti dei lavoratori coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici locali;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano le motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse regionali destinate al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto dall'Accordo Quadro del 14 marzo 2022;

2. se la Giunta regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al ripristino delle risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;

3. quali misure intenda adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una retribuzione dignitosa e una pensione adeguata, anche attraverso il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio prestati;

4. se la Regione Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare a favore dei Comuni in difficoltà economica e con carenze strutturali di organico;

5. quali siano le tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le Organizzazioni Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione di soluzioni strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.

(40; 02/02/2026)

(Risposta)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- da fonti di stampa, ampiamente diffuse, emergono notizie circa un possibile smantellamento o depotenziamento dell'Unità Operativa di Anatomia Patologica afferente allo Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano, con ipotesi di accentramento delle funzioni presso strutture hub;

- secondo le medesime fonti, tale riorganizzazione inciderebbe su un servizio essenziale e strutturante per l'operatività dell'intero presidio ospedaliero, con potenziali conseguenze sui tempi e sulla qualità della diagnosi, in particolare in ambito oncologico;

- il clamore di tali notizie ha suscitato enormi preoccupazioni diffuse nei territori interessati, anche in relazione al futuro assetto del nuovo ospedale della Sibaritide ed alla mancata attivazione di servizi strategici qual i Medicina nucleare ed Emodinamica;

considerato che: - la presenza di un reparto di Anatomia Patologica costituisce un livello essenziale dell’assistenza sanitaria ed è un elemento imprescindibile per garantire diagnosi tempestive e appropriate;

- qualsiasi riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere sorretta da atti formali, trasparenti e pubblicamente accessibili, nonché da valutazioni di impatto sull'assistenza e sui LEA;

- la mancanza di chiarezza sugli atti adottati rischia di generare disorientamento istituzionale e sfiducia nei confronti del sistema sanitario regionale;

preso atto che: - tali notizie stanno suscitando forti preoccupazioni nei cittadini in quanto relativo un servizio essenziale di vitale importanza. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se e quali atti amministrativi siano stati adottati, anche di natura organizzativa o gestionale, volti alla riorganizzazione, al trasferimento o all'accentramento delle funzioni di Anatomia Patologica afferenti allo Spoke di Corigliano-Rossano e quali siano tali atti;

2. quali motivazioni tecniche, organizzative ed economiche abbiano determinato tali scelte e se siano state effettuate valutazioni di impatto sanitario sui tempi diagnostici e sulla presa in carico dei pazienti;

3. quali iniziative si intendano assumere per garantire il mantenimento di un'Anatomia Patologica pienamente operativa nello Spoke di Corigliano-Rossano.

(50; 16/02/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 16 febbraio 2026 organi di stampa hanno diffuso una notizia riguardante la presenza di numerose autovetture nuove, parrebbe riconducibili all’ASP di Cosenza, parcheggiate da mesi in un’area di Montalto Uffugo e apparentemente mai utilizzate;

- le immagini e le testimonianze, rese pubbliche dal giornalista Lino Polimeni, mostrerebbero vetture nuove, ferme all’aperto da lungo tempo, con possibili conseguenze sul deterioramento dei mezzi e quindi sulla perdita di valore del patrimonio pubblico;

- la vicenda, qualora confermata, solleverebbe rilevanti criticità in termini di programmazione della spesa sanitaria, efficienza amministrativa e possibile danno erariale, profilo quest’ultimo di competenza della Corte dei conti. Considerato che: - se tali mezzi erano destinati al rafforzamento dell’assistenza domiciliare o dei servizi territoriali, il loro mancato utilizzo potrebbe aver arrecato un ulteriore danno funzionale ai cittadini, già penalizzati dalle note criticità del sistema sanitario calabrese;

- l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’ASP di Cosenza contribuisce ad alimentare dubbi e preoccupazioni nell’opinione pubblica. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se sia a conoscenza dei fatti riportati dalla stampa relativi alla presenza di un numero significativo di autovetture dell’ASP di Cosenza, nuove e mai utilizzate, parcheggiate da mesi a Montalto Uffugo;

- nel caso in cui sia confermato che siano di proprietà dell’ASP di Cosenza, quali sono le motivazioni ufficiali riguardo al mancato utilizzo dei mezzi, indicando: il tipo di alimentazione delle stesse, gli eventuali problemi tecnici, amministrativi, logistici o procedurali che ne avrebbero impedito la messa in servizio;

- qual è il costo complessivo sostenuto per l’acquisto di tali veicoli, con specificazione delle fonti di finanziamento impiegate (fondi regionali, nazionali o comunitari);

- se l’ufficio del Commissario intenda avviare verifiche ispettive o richiedere una relazione dettagliata all’ASP di Cosenza sullo stato del parco auto e sulla programmazione del suo utilizzo;

- se sia stato valutato il rischio di danno erariale e se l’Amministrazione intenda segnalare la situazione alla Corte dei conti per le conseguenti verifiche contabili;

- quali iniziative urgenti si intende assumere per assicurare che i mezzi vengano finalmente impiegati per i servizi sanitari territoriali, evitando ulteriore deterioramento e spreco di risorse.

 (52; 17/02/2026)

(Risposta)

 

Greco Filomena. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’art. 32 della Costituzione qualifica la tutela della salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività;

- l’art. 3 della Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno godimento dei diritti fondamentali, ivi compreso il diritto alla salute;

- la giurisprudenza costituzionale ha chiarito che l’equilibrio di bilancio ex art. 81 Cost. non può comprimere il nucleo essenziale dei diritti fondamentali, né giustificare misure tali da compromettere l’effettiva erogazione dei LEA;

- il rapporto convenzionale tra Servizio Sanitario Nazionale e Medici di Medicina Generale è disciplinato dal D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. e dagli Accordi Collettivi Nazionali (ACN), che riconoscono al medico autonomia e responsabilità professionale nelle scelte diagnostico-terapeutiche;

- il D.P.C.M. 12 gennaio 2017 ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza, imponendo alle Regioni l’obbligo di garantirne l’uniforme erogazione;

- il D.M. 23 maggio 2022, n. 77, rafforza il ruolo della medicina generale nell’ambito dell’assistenza territoriale, quale perno della presa in carico dei pazienti cronici e fragili;

- ai sensi del D.lgs. 502/1992 e della normativa regionale vigente, la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo nei confronti delle Aziende Sanitarie Provinciali, anche al fine di assicurare omogeneità applicativa e coerenza con gli obiettivi del Piano di rientro;

- secondo quanto riportato da organi di stampa e segnalazioni pervenute, diverse Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria avrebbero adottato o starebbero adottando provvedimenti sanzionatori nei confronti dei Medici di Medicina Generale per presunta inappropriatezza prescrittiva, sulla base di scostamenti rispetto a parametri medi di spesa farmaceutica;

considerato che: • ai sensi dell’art. 97 Cost., l’azione amministrativa deve conformarsi ai principi di legalità, buon andamento e imparzialità;

- la L. 7 agosto 1990, n. 241, impone adeguata istruttoria, motivazione e rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza;

- la giurisprudenza amministrativa esclude la legittimità di provvedimenti fondati su automatismi statistici privi di valutazione individualizzata del caso clinico;

- il principio di appropriatezza prescrittiva, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale e normativa nazionale in materia sanitaria, deve essere valutato in relazione alla specifica condizione clinica del singolo paziente e non può essere desunto esclusivamente da scostamenti statistici rispetto a medie aggregate di spesa;

- l’eventuale utilizzo di meri parametri ragionieristici come presupposto sanzionatorio rischia di determinare uno sviamento della funzione amministrativa, subordinando la valutazione clinica a finalità esclusivamente finanziarie;

- una gestione non coordinata a livello regionale delle politiche di controllo della spesa farmaceutica può generare difformità territoriali, disparità di trattamento tra professionisti operanti in province diverse e potenziale compromissione dell’uniformità dei LEA;

- la proliferazione di contenzioso seriale in materia di sanzioni prescrittive espone il SSR a rilevanti rischi economici e a possibili responsabilità erariali;

tenuto conto che: • un clima sanzionatorio generalizzato può produrre effetti distorsivi sull’attività prescrittiva dei Medici di medicina generale, inducendo fenomeni di medicina difensiva “al ribasso”;

- eventuali limitazioni indirette all’accesso ai farmaci, specie per pazienti cronici, oncologici o fragili, rischiano di determinare un aggravamento delle condizioni di salute e un aumento degli accessi impropri alle strutture ospedaliere;

- in taluni casi, l’effetto indiretto di un’applicazione rigidamente parametrica dei controlli sulla spesa farmaceutica potrebbe incidere sull’attuazione di piani terapeutici regolarmente autorizzati, determinando il ricorso a prescrizioni alternative non sempre pienamente sovrapponibili sotto il profilo clinico ovvero inducendo i pazienti a rivolgersi a medici operanti in altre province o regioni per ottenere la prescrizione del medesimo farmaco;

- eventuali limitazioni o disincentivi alla prescrizione di farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Regionale possono tradursi in un aggravio economico diretto a carico dei cittadini, costretti ad acquistare privatamente i medicinali necessari, con il rischio concreto che i soggetti economicamente più fragili rinuncino o ritardino le cure, in potenziale contrasto con i principi di universalità, uguaglianza sostanziale e tutela effettiva del diritto alla salute di cui agli artt. 3 e 32 della Costituzione;

- tali dinamiche potrebbero inoltre determinare fenomeni di mobilità sanitaria impropria e ulteriori oneri indiretti per il sistema sanitario regionale, in apparente contraddizione con gli obiettivi di razionalizzazione e sostenibilità del Piano di rientro;

- la Regione, quale ente titolare della funzione di programmazione sanitaria e soggetto responsabile dell’attuazione del Piano di rientro, è chiamata a garantire un equilibrio effettivo tra sostenibilità finanziaria e tutela piena e non meramente formale del diritto alla salute;

tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se sia a conoscenza dei criteri, delle metodologie istruttorie e dei presupposti tecnico-scientifici adottati dalle Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria in materia di contestazione dell’inappropriatezza prescrittiva;

2. se tali criteri siano stati formalmente definiti o validati a livello regionale mediante atti di indirizzo o linee guida uniformi, ovvero se siano frutto di autonome determinazioni aziendali;

3. se la Regione intenda esercitare i propri poteri di indirizzo e coordinamento al fine di garantire uniformità applicativa, trasparenza procedimentale, valutazione clinica individualizzata, pieno rispetto dell’autonomia professionale dei Medici di Medicina Generale e tutela della continuità terapeutica dei pazienti;

4. quali iniziative urgenti e strutturali intenda adottare per assicurare che le politiche di contenimento della spesa farmaceutica siano fondate su criteri di appropriatezza clinica individualizzata, coerenti con i principi costituzionali, con la normativa statale vigente e con l’obbligo di garanzia uniforme dei LEA su tutto il territorio regionale e prevenire fenomeni di mobilità sanitaria impropria;

5. se non ritenga opportuno valutare, anche mediante apposita direttiva regionale, la sospensione o revisione dei procedimenti sanzionatori eventualmente avviati, nelle more di una verifica complessiva del quadro normativo e tecnico-scientifico di riferimento, al fine di prevenire contenziosi diffusi, disparità territoriali e possibili aggravi erariali.

(53; 17/02/2026).

(Risposta)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 44/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) - Deliberazione di Giunta regionale n. 45 del 17/02/2026” (deliberazione consiliare n. 58)

Il Consiglio regionale,

vista la legge regionale 12 ottobre 2016, n. 30 “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Calabria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea e sulla programmazione nazionale per le politiche di sviluppo e coesione”;

viste:

- la Delibera di Giunta regionale n. 87 del 27 febbraio 2026 recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”, e la Delibera di Giunta regionale n. 109 del 25 marzo 2026 recante: “POC 2021-2027 - Quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) - Legge n. 183/1987 - Modifica e integrazione DGR. n. 87 del 27/02/2026, rubricate come proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^;

visti:

- l’articolo 5 della Legge 16 aprile 1987, n. 183 “Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari”;

- l’articolo 1, commi 54, 177 e 178 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”;

- l’articolo 1, comma 2 del Decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124 “Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione”;

visti, inoltre:

- la delibera CIPESS n. 78/2021 recante: “Programmazione della politica di coesione 2021-2027 – Approvazione della proposta di accordo di partenariato 2021-2027 e definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il ciclo di programmazione 2021-2027”;

- la delibera CIPESS n. 25/2023 recante: “Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Imputazione programmatica in favore di regioni e province autonome”;

- la delibera CIPESS n. 17/2024 recante: “Regione Calabria - Assegnazione risorse FSC 2021-2027, ai sensi dell’articolo 1, comma 178, lettera e), della legge n. 178 del 2020 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi del punto 1.3 della delibera CIPESS n. 16 del 2023 e ai sensi dell’articolo 53 del decreto-legge n. 13/2023”;

- il Documento “Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 Aree tematiche e Obiettivi strategici. Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020” (Aprile 2022);

- la deliberazione di Giunta regionale n. 745 del 19 dicembre 2023 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione dell'Accordo per la Coesione della Regione Calabria”;

- la deliberazione di Giunta regionale n. 83 del 4 marzo 2024 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. Presa d'atto dell'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione della Regione Calabria sottoscritto in data 16 Febbraio 2024”;

- il decreto del Presidente della Regione Calabria n. 64 del 29 ottobre 2025 recante: “POC 2021-2027 Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria -Programmazione degli interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n.183/1987”;

considerato che:

- con il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 64/2025 è stato individuato, sulla base della ricognizione operata dal Dipartimento Programmazione Unitaria in coordinamento con i Dipartimenti Regionali titolari per materia, il quadro delle esigenze e dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di intervento da porre negli specifici settori afferenti alle Aree Tematiche di cui al Documento FSC (Aprile 2022) concernente i criteri generali sulla programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base della programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il Fondo di Rotazione);

- alle predette necessità si riteneva di poter fornire adeguata copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di Rotazione nell’ambito del programma POC 21-27, per un importo complessivo pari a € 694.611.708,94;

considerato, altresì, che: a seguito della definizione del predetto quadro esigenziale sono emersi nuovi e diversi fabbisogni di intervento da finanziare con le risorse del fondo di rotazione;

preso atto che:

- la rimodulazione dei fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri generali alla base della programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, quali:

• coordinamento con le iniziative già programmate in tutti gli strumenti regionali attivi, tenuto conto dei principi di demarcazione, complementarità e addizionalità;

• assenza di sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili nell’ambito del PR Calabria FESR FSE + 2021/2027;

• verifica della coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento afferenti alle aree tematiche di cui al Documento FSC 2021/2027 “Aree Tematiche e Obiettivi Strategici Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020- Aprile 2022”;

preso atto, altresì, che:

- il Dipartimento Programmazione unitaria ha chiarito le motivazioni che hanno determinato la riduzione, per alcuni specifici settori di intervento, del fabbisogno precedentemente previsto nel quadro esigenziale definito, specificando che detta riduzione è stata effettuata in funzione di:

- opportunità di riprogrammazione del FSC 21/27 emerse a seguito dell’intesa sancita in sede di Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025 per il cui effetto si è previsto di poter mantenere sul fondo FSC 21/27 alcuni interventi infrastrutturali in ritardo di attuazione che ad ottobre dello scorso anno si era ritenuto di dover riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC 21/27;

- interlocuzioni intercorse con il Dipartimento competente in materia di Edilizia sanitaria da cui è emersa la necessità di un minore fabbisogno sul POC 21/27, in quanto per gli interventi programmati è stata individuata una diversa copertura finanziaria a valere su altre risorse;

considerato, inoltre, che:

- il documento di programmazione "FSC 2021-2027 - Aree Tematiche e Obiettivi Strategici", nell'ambito dell'area tematica 'Istruzione e Formazione', prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio a favore di studenti meritevoli, concentrandosi sugli studenti delle Università del Mezzogiorno;

- nella delibera di Giunta regionale n. 87/2026, nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale del POC 21/27, è stata prevista l'allocazione di risorse afferenti al settore d'intervento 'Educazione e Formazione';

- sulla base delle interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la necessità di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR n. 87/2026, relativa al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai fabbisogni stimati;

preso atto, inoltre, che:

- il Dirigente generale del Dipartimento Programmazione unitaria, sulla scorta dell’istruttoria effettuata, ha attestato la regolarità amministrativa nonché la legittimità della deliberazione e la sua conformità alle disposizioni di legge e di regolamento comunitarie, nazionali e regionali, ai sensi della normativa vigente e del disciplinare dei lavori di Giunta approvato con D.G.R. n. 17/2020;

- il Dirigente generale del Dipartimento Programmazione unitaria ha attestato che il provvedimento, in quanto avente natura programmatica, non comporta oneri a carico del bilancio regionale;

considerato che: il quadro esigenziale degli interventi, emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 2021/2027, costituisce la base di riferimento per il negoziato da condurre con le Amministrazioni nazionali al fine dell’individuazione congiunta delle progettualità da finanziare con le risorse del Fondo di Rotazione;

ritenuto: di prendere atto del quadro esigenziale degli interventi emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 21/27, come modificato alla luce dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento di cui alla DGR 87/2025, e di come ulteriormente modificato ed integrato con la DGR 109/2025, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno finanziario previsto nel settore “Educazione e Formazione” e alla contestuale riduzione del fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo e ospitalità”, secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo dell'allocazione delle risorse disponibili per aree tematiche e settori d'intervento, in allegato alla suddetta DGR n. 109/2026 e alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

rilevato che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata favorevolmente in merito alla proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^ unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

visti gli articoli 14 e 16 della legge regionale n. 30/2016;

udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-di approvare la proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”, unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e sostanziale.

(Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 45/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPACAL) - Deliberazione di Giunta regionale n. 85 del 27/02/2026” (deliberazione consiliare n. 59)

Il Consiglio regionale

premesso che:

·       l’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8 (Ordinamento del bilancio e della contabilità della Regione Calabria) dispone che i bilanci degli Enti, delle Aziende e delle Agenzie regionali sono presentati ogni anno ai rispettivi Dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole, li inviano al Dipartimento Bilancio, Patrimonio e Finanze (oggi Bilancio, Finanze e Patrimonio) per la definitiva istruttoria di propria competenza;

·       la Giunta regionale trasmette i bilanci al Consiglio regionale per la successiva approvazione, a norma dell’art. 54, comma 5, lettera b), della legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della regione Calabria);

visti:

·       la legge regionale 3 agosto 1999, n. 20 (Istituzione dell'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria - A.R.P.A.CAL.);

·       la legge regionale n. 8/2002;

·       il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi);

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026, recante: “Bilancio di previsione 2026-2028 Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPACAL) - Trasmissione proposta al Consiglio regionale per gli atti di competenza”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n. 45/13^;

vista la deliberazione n. 590 del 24 novembre 2025, con la quale il Direttore Generale dell’ARPACAL ha approvato il bilancio di previsione 2026-2028 allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (allegato 1);

rilevato che il Revisore unico dei conti dell’Agenzia, con verbale n. 20 del 12 novembre 2025, allegato 1 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·       ha rilevato che il bilancio di previsione proposto rispetta il pareggio finanziario complessivo di competenza e gli equilibri di parte corrente e in conto capitale;

·       si è espresso favorevolmente in ordine all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione presunto;

·       si è espresso favorevolmente con riferimento al Fondo rischi contenzioso, ha verificato la congruità del relativo stanziamento;

·       ha verificato regolarità del calcolo del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità ed il rispetto dell’accantonamento per l’intero importo.

·       relativamente alla normativa sulla spending review, l’organo di controllo ha evidenziato che gli stanziamenti di bilancio sono stati effettuati tenendo conto degli indirizzi di contenimento della spesa pubblica e di riduzione dei costi della pubblica amministrazione;

·       ha attestato la corrispondenza delle previsioni finanziarie del bilancio 2026/2028 alle norme di legge nazionali e regionali vigenti in materia, la coerenza interna, la congruità e l’attendibilità delle previsioni ed ha espresso parere favorevole all’approvazione del Bilancio di previsione dell’ARPACAL, riferito al triennio 2026/2028 ed ai relativi allegati.

considerato che il dipartimento regionale “Sostenibilità Ambientale”, che esercita la vigilanza sull’Ente, nell’istruttoria di propria competenza (prot. n. 83418 del 2 febbraio 2026), resa ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8, allegato 2 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·       ha rilevato che l’Agenzia Regionale per la protezione dell’Ambiente della Regione Calabria, rientra nel novero degli enti strumentali vigilati facenti parte del “Gruppo Amministrazione Pubblica” ai sensi dell’allegato 4/4 del D.lgs. 118/2011;

·       ha rilevato che il bilancio previsionale armonizzato 2026/2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria è stato redatto secondo gli schemi di bilancio di cui al D.lgs. 118/2011 e nel rispetto dei principi contabili applicati di cui agli allegati 4/1 e 4/2 al medesimo decreto;

·       ha rilevato che il Comitato di Indirizzo dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria di cui all’art. 10 comma 1 della legge regionale 20/99, con verbale n. 3 reso nella seduta del 16 dicembre 2025 (acquisito al Prot. N. 45253 del 20/01/2026), ha espresso parere positivo sull’approvazione del Bilancio di previsione 2024/2026 approvato dall’Agenzia con delibera del Commissario straordinario n. 590 del 24/11/2025;

·       ha evidenziato il rispetto delle misure di contenimento della spesa;

·       a conclusione dell’istruttoria di propria competenza, ha espresso “parere favorevole alla proposta di bilancio di previsione 2026/2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Regione Calabria adottato con delibera del Commissario straordinario n. 590 del 24/11/2025.”;

dato atto che il Comitato di Indirizzo di Arpacal, con verbale del 16 dicembre 2025 (prot. 452553 del 20/01/2026), allegato 3 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale, ha espresso parere favorevole per l’approvazione del “Bilancio di Previsione 2026/2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e relativi allegati, approvato dall’ARPACAL con la delibera del Direttore Generale n.590 del 24/11/2025;

tenuto conto che il dipartimento “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, nell’istruttoria di competenza, allegato 4 alla deliberazione della Giunta regionale n. 85 del 27 febbraio 2026 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale,

·       ha rilevato la “sussistenza degli equilibri di bilancio, per come definiti dal decreto legislativo 23 giugno 2011”, nonché la “determinazione del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE), del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV) nonché del Fondo di Garanzia per i Debiti Commerciali (FGDC);

·       ha formulato all’Ente le seguenti raccomandazioni:

-   con riferimento alla verifica equilibri di bilancio, in fase di stesura del Rendiconto di Gestione 2025, di procedere alla corretta redazione della tabella a/2, afferente alla dimostrazione delle risorse vincolate di cui al risultato di amministrazione, in continuità con i risultati riportati dal precedente esercizio 2024, apportando i necessari correttivi rispetto ai dati riportati nella tabella in commento;

-   con riferimento al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità (FCDE): nella prima variazione di bilancio utile, di provvedere ad implementare il fondo al fine di riallinearlo agli accantonamenti minimi di legge; nel corso dell’esercizio 2026, “di aggiornare le previsioni di spesa di cui al FCDE, verificandone, a seguito dell’attività di gestione, la congruità, in ragione di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all’effettivo andamento degli incassi”;

-   con riferimento al Fondo Pluriennale Vincolato, ha raccomandato all’Ente “a seguito dell’approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2025, di apportare i necessari correttivi al predetto FPV, sia per la parte corrente sia per quella in conto capitale, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata.”;

·       preso atto dei pareri favorevoli del Revisore unico dei conti e del dipartimento vigilante “Sostenibilità Ambientale”, che esercita la vigilanza sull’Ente ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8, richiamate le raccomandazioni dello stesso dipartimento “Bilancio, Finanze e Patrimonio”, in merito all’aggiornamento, alla gestione del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità (FCDE) e del Fondo Pluriennale Vincolato (FPV), nonché in merito ai necessari correttivi da apportare in sede di Rendiconto 2025 con riferimento alla corretta redazione del prospetto a/2 inerente alla dimostrazione delle quote vincolate del risultato di amministrazione, ha espresso parere favorevole all’adozione, da parte della Giunta regionale, della “proposta di Bilancio di Previsione 2026-2028 dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (ARPACAL), al fine della successiva trasmissione della stessa al Consiglio Regionale, per il seguito di competenza, ex articolo dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.”;

rilevato che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata favorevolmente sull’approvazione del bilancio di previsione 2026 - 2028 dell’ARPACal, con i documenti ad esso allegati;

udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-   di approvare, ai sensi dell'articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n.8, il Bilancio di previsione 2026 – 2028 dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL), e i documenti ad esso allegati richiamati in premessa che costituiscono parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.

(Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987 - Deliberazione di Giunta regionale n. 87 del 27/02/2026” (deliberazione consiliare n. 60)

Il Consiglio regionale,

vista la legge regionale 12 ottobre 2016, n. 30 “Disposizioni sulla partecipazione della Regione Calabria alla formazione e all'attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione Europea e sulla programmazione nazionale per le politiche di sviluppo e coesione”;

viste:

- la Delibera di Giunta regionale n. 87 del 27 febbraio 2026 recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”, e la Delibera di Giunta regionale n. 109 del 25 marzo 2026 recante: “POC 2021-2027 - Quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) - Legge n. 183/1987 - Modifica e integrazione DGR.n. 87 del 27/02/2026, rubricate come proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^;

visti:

- l’articolo 5 della Legge 16 aprile 1987, n. 183 “Coordinamento delle politiche riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle comunità europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti normativi comunitari”;

- l’articolo 1, commi 54, 177 e 178 della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023”;

- l’articolo 1, comma 2 del Decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124 “Disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione, per il rilancio dell'economia nelle aree del Mezzogiorno del Paese, nonché in materia di immigrazione”;

visti, inoltre:

- la delibera CIPESS n. 78/2021 recante: “Programmazione della politica di coesione 2021-2027 – Approvazione della proposta di accordo di partenariato 2021-2027 e definizione dei criteri di cofinanziamento pubblico nazionale dei programmi europei per il ciclo di programmazione 2021-2027”;

- la delibera CIPESS n. 25/2023 recante: “Fondo sviluppo e coesione 2021-2027. Imputazione programmatica in favore di regioni e province autonome”;

- la delibera CIPESS n. 17/2024 recante: “Regione Calabria - Assegnazione risorse FSC 2021-2027, ai sensi dell’articolo 1, comma 178, lettera e), della legge n. 178 del 2020 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi del punto 1.3 della delibera CIPESS n. 16 del 2023 e ai sensi dell’articolo 53 del decreto-legge n. 13/2023”;

- il Documento “Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027 Aree tematiche e Obiettivi strategici. Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020” (Aprile 2022);

- la deliberazione di Giunta regionale n. 745 del 19 dicembre 2023 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione dell'Accordo per la Coesione della Regione Calabria”;

- la deliberazione di Giunta regionale n. 83 del 4 marzo 2024 recante: “Fondo Sviluppo e Coesione (FSC) 2021-2027. Presa d'atto dell'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione della Regione Calabria sottoscritto in data 16 febbraio 2024”;

- il decreto del Presidente della Regione Calabria n. 64 del 29 ottobre 2025 recante: “POC 2021-2027 Criteri per la definizione del quadro di esigenze e avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria -Programmazione degli interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n.183/1987”;

considerato che:

- con il decreto del Presidente della Giunta regionale n. 64/2025 è stato individuato, sulla base della ricognizione operata dal Dipartimento Programmazione Unitaria in coordinamento con i Dipartimenti Regionali titolari per materia, il quadro delle esigenze e dei fabbisogni territoriali che evidenziavano necessità di intervento da porre negli specifici settori afferenti alle Aree Tematiche di cui al Documento FSC (Aprile 2022) concernente i criteri generali sulla programmazione del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 (posto alla base della programmazione degli interventi complementari finanziabili mediante il Fondo di Rotazione);

- alle predette necessità si riteneva di poter fornire adeguata copertura finanziaria a valere sulle risorse disponibili del Fondo di Rotazione nell’ambito del programma POC 21-27, per un importo complessivo pari a € 694.611.708,94;

considerato, altresì, che: a seguito della definizione del predetto quadro esigenziale sono emersi nuovi e diversi fabbisogni di intervento da finanziare con le risorse del fondo di rotazione;

preso atto che:

- la rimodulazione dei fabbisogni di intervento è avvenuta in conformità ai criteri generali alla base della programmazione del Fondo di Sviluppo e Coesione 2021/2027, quali:

• coordinamento con le iniziative già programmate in tutti gli strumenti regionali attivi, tenuto conto dei principi di demarcazione, complementarità e addizionalità;

• assenza di sovrapposizione con le tipologie di iniziative programmabili nell’ambito del PR Calabria FESR FSE + 2021/2027;

• verifica della coerenza degli interventi rispetto ai settori di intervento afferenti alle aree tematiche di cui al Documento FSC 2021/2027 “Aree Tematiche e Obiettivi Strategici Comunicazione ai sensi dell'articolo 1, comma 178, Legge n. 178/2020- Aprile 2022”;

preso atto, altresì, che:

- il Dipartimento Programmazione unitaria ha chiarito le motivazioni che hanno determinato la riduzione, per alcuni specifici settori di intervento, del fabbisogno precedentemente previsto nel quadro esigenziale definito, specificando che detta riduzione è stata effettuata in funzione di:

- opportunità di riprogrammazione del FSC 21/27 emerse a seguito dell’intesa sancita in sede di Conferenza Stato-Regioni del 29/12/2025 per il cui effetto si è previsto di poter mantenere sul fondo FSC 21/27 alcuni interventi infrastrutturali in ritardo di attuazione che ad ottobre dello scorso anno si era ritenuto di dover riprogrammare in salvaguardia sul nuovo programma POC 21/27;

- interlocuzioni intercorse con il Dipartimento competente in materia di Edilizia sanitaria da cui è emersa la necessità di un minore fabbisogno sul POC 21/27, in quanto per gli interventi programmati è stata individuata una diversa copertura finanziaria a valere su altre risorse;

considerato, inoltre, che:

- il documento di programmazione "FSC 2021-2027 - Aree Tematiche e Obiettivi Strategici", nell'ambito dell'area tematica 'Istruzione e Formazione', prevede la possibilità di utilizzo delle risorse disponibili per il rafforzamento e la prosecuzione dell'azione di finanziamento di borse di studio a favore di studenti meritevoli, concentrandosi sugli studenti delle Università del Mezzogiorno;

- nella delibera di Giunta regionale n. 87/2026, nell'ambito della rimodulazione del quadro esigenziale del POC 21/27, è stata prevista l'allocazione di risorse afferenti al settore d'intervento 'Educazione e Formazione';

- sulla base delle interlocuzioni avute con il sistema accademico regionale è emersa la necessità di potenziare la dotazione finanziaria prevista con la DGR n. 87/2026, relativa al suddetto settore di intervento, per rispondere più coerentemente ai fabbisogni stimati;

preso atto, inoltre, che:

- il Dirigente generale del Dipartimento Programmazione unitaria, sulla scorta dell’istruttoria effettuata, ha attestato la regolarità amministrativa nonché la legittimità della deliberazione e la sua conformità alle disposizioni di legge e di regolamento comunitarie, nazionali e regionali, ai sensi della normativa vigente e del disciplinare dei lavori di Giunta approvato con D.G.R. n. 17/2020;

- il Dirigente generale del Dipartimento Programmazione unitaria ha attestato che il provvedimento, in quanto avente natura programmatica, non comporta oneri a carico del bilancio regionale;

considerato che: il quadro esigenziale degli interventi, emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 2021/2027, costituisce la base di riferimento per il negoziato da condurre con le Amministrazioni nazionali al fine dell’individuazione congiunta delle progettualità da finanziare con le risorse del Fondo di Rotazione;

ritenuto: di prendere atto del quadro esigenziale degli interventi emerso a livello regionale nella fase preliminare di programmazione del POC 21/27, come modificato alla luce dei nuovi e diversi fabbisogni di intervento di cui alla DGR 87/2025, e di come ulteriormente modificato ed integrato con la DGR 109/2025, con particolare riguardo all'incremento del fabbisogno finanziario previsto nel settore “Educazione e Formazione” e alla contestuale riduzione del fabbisogno per altri interventi individuati nel settore “Turismo e ospitalità”, secondo quanto evidenziato nel nuovo prospetto di riepilogo dell'allocazione delle risorse disponibili per aree tematiche e settori d'intervento, in allegato alla suddetta DGR n. 109/2026 e alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

rilevato che la Seconda Commissione consiliare, nella seduta del 27 marzo 2026, si è determinata favorevolmente in merito alla proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^ unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

VISTI gli articoli 14 e 16 della legge regionale n. 30/2016;

udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-     di approvare la proposta di provvedimento amministrativo n. 47/13^, recante: “POC 2021-2027 - Avvio concertazione con le Amministrazioni nazionali finalizzata alla sottoscrizione di un Atto Aggiuntivo all'Accordo per lo Sviluppo e la Coesione del 16/02/2024 della Regione Calabria - DPGR n. 64 del 29/10/2025 - Modifica quadro esigenziale interventi finanziabili mediante le risorse del Fondo di Rotazione (FdR) di cui alla Legge n. 183/1987”, unitamente al relativo allegato di cui costituisce parte integrante e sostanziale.

(Allegati)

Proposta di legge n. 9/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Brutto, Caputo, Giannetta, Orlandino Greco, Pitaro, Filomena Greco, recante: “Interventi in materia di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del Diritto allo Studio Universitario mediante modifiche alla Legge Regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)” (deliberazione consiliare n. 61)

Art. 1

(Modifica dell’articolo 17 della l.r. 34/2001)

1. L’articolo 17 della legge regionale 10 dicembre 2001, n.34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria) è così modificato:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

«1. Sono attribuite annualmente borse di studio nella misura e per l'importo determinati nel piano triennale di cui all'articolo 24, in favore di studenti in possesso dei requisiti di merito e di reddito fissati secondo i criteri stabiliti dai decreti emanati ai sensi dell’articolo 7, comma 7, del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68 (Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti).»;

b) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:

«7. Entro il 31 maggio di ogni anno, le Università trasmettono alla Regione i dati necessari alla determinazione del fabbisogno finanziario preventivo occorrente per l’erogazione delle borse di studio relative al successivo anno accademico, elaborato tenendo conto dei dati storici relativi ai fabbisogni e alle domande degli anni accademici precedenti, nonché, entro il 15 novembre di ciascun anno, la spesa effettiva per le borse di studio relative all’anno accademico di riferimento, calcolato sulla base delle domande regolarmente presentate e del numero di studenti risultati idonei e beneficiari.

8. Nell’ambito della programmazione di cui all’articolo 24 e al fine di dare concreta attuazione al diritto allo studio, la Regione, entro il 15 settembre di ogni anno, trasferisce agli Atenei il 70 per cento delle risorse disponibili in bilancio secondo le modalità, i criteri minimi di eleggibilità economica e di merito e i meccanismi di riparto statali definiti dalla normativa vigente. Entro il 31 gennaio dell’anno successivo sarà trasferito il saldo dell’importo nella misura determinata sulla base dei dati trasmessi dagli Atenei entro il 15 novembre di ciascun anno per come precisato al comma 7. Qualora le Università adottino criteri di eleggibilità più favorevoli rispetto agli standard minimi nazionali, l’eventuale maggiore fabbisogno finanziario derivante dal conseguente ampliamento della platea dei beneficiari può essere sostenuto dalla Regione unicamente nei limiti delle risorse disponibili e nel rispetto delle priorità individuate dagli strumenti di programmazione finanziaria.

9. Nel rispetto della propria autonomia organizzativa e amministrativa, gli Atenei calabresi assicurano l’erogazione, entro il 31 ottobre, di tutte le risorse disponibili destinate alle borse di studio per l’anno accademico in corso, a favore degli studenti per i quali è stato verificato il possesso dei requisiti di carriera, economici e di merito previsti dalla legge. Il termine di cui al presente comma può essere derogato, con provvedimento motivato, esclusivamente per cause di forza maggiore, per intervenute modifiche normative o provvedimenti ministeriali che ne impediscano il rispetto, nonché per l’erogazione delle borse di studio in favore degli studenti iscritti al primo anno, per i quali l’accertamento dei requisiti di eleggibilità e merito intervenga successivamente sulla base delle verifiche previste per l’accertamento dello status di idoneità.

10. Entro il 30 aprile di ciascun anno, la Regione rendiconta e pubblica i dati relativi ai tempi di erogazione e all’ammontare delle risorse effettivamente erogate per le borse di studio dell’anno accademico in corso. Tenendo conto degli stessi dati, avvia il procedimento funzionale all’assolvimento degli obblighi previsti dal comma 8 per l’anno accademico successivo.

11. Le attività previste dai commi da 7 a 10 costituiscono parte integrante del ciclo di programmazione e valutazione previsto dall’articolo 24. Nell’ambito della predetta programmazione triennale, fermo restando quanto indicato dal comma 8, la Regione si propone, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli equilibri di bilancio e nei limiti delle risorse complessivamente disponibili, di perseguire l’obiettivo della copertura totale delle borse di studio, attribuendogli carattere prioritario in sede di programmazione delle risorse nazionali e comunitarie.».

Art. 2

(Modifiche della l.r. 34/2001)

1. La legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34, è così modificata:

a) al comma 1 dell’articolo 1, le parole “all’art. 1 della legge 2/12/1991 n. 390” sono sostituite dalle seguenti parole: “all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 68 (Revisione della normativa di principio in materia di diritto allo studio e valorizzazione dei collegi universitari legalmente riconosciuti)”;

b) il comma 2 dell’articolo 2, è sostituito dal seguente: “2. Gli studenti di nazionalità straniera, gli apolidi, i rifugiati politici, usufruiscono degli strumenti e dei servizi di cui al d.lgs. n. 68/2012.”;

c) all’articolo 17 sono apportate le seguenti modifiche:

1) il comma 3 è abrogato;

2) al comma 6, la parola “Agenzia” è sostituita dalla seguente: “Università”;

d) i commi 3 e 4 dell’articolo 18, sono sostituiti dai seguenti:

“3. Il controllo della veridicità della situazione familiare dichiarata dallo studente, confrontando i dati reddituali e patrimoniali dichiarati dai beneficiari degli interventi con i dati in possesso del sistema informativo dell'Agenzia delle Entrate, vengono effettuati in conformità a quanto previsto dall’articolo 10 del d.lgs. n. 68/2012.

4. A coloro i quali hanno presentato dichiarazioni non veritiere si applica la disposizione di cui all’articolo 10, comma 3, del d.lgs. n. 68/2012.”;

e) al comma 6 dell’articolo 19 e al comma 1 dell’articolo 20, la parola “Agenzia” è sostituita dalla seguente: “Università”;

f) al comma 2 dell’articolo 20, le parole “con recupero del costo da parte dell’Agenzia”, sono soppresse;

g) il comma 1 dell’articolo 21 è sostituito dal seguente: “1. Le Università, nei limiti delle proprie disponibilità di bilancio, disciplinano le modalità per la concessione di prestiti d'onore agli studenti in possesso dei requisiti di merito, secondo le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 5 e seguenti, del d.lgs. n. 68/2012.”;

h) al comma 2 dell’articolo 21, le parole “legge n. 390/91” sono sostituite dalle seguenti: “normativa statale vigente in materia di diritto allo studio universitario di cui al d.lgs. n. 68/2012.”;

i) al comma 5 dell’articolo 23, le parole “art. 12 lettera d, e, f, della legge n. 390/91” sono sostituite dalle seguenti: “articolo 3, comma 4, lettere d), e), f), del d.lgs. n. 68/2012.”;

l) al comma 3 dell’articolo 24, le parole “Agenzia o”, sono soppresse;

m) la lettera b) del comma 7 dell’articolo 27, è sostituita dalla seguente:

“b) gli studenti che rientrano in una delle fattispecie previste dall’articolo 9 del d.lgs. n. 68/2012 o dall’articolo 30 della legge 30 marzo 1971 n. 118 (Conversione in legge del decreto-legge 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili).”

Art. 3

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. L’attuazione della presente legge non comporta nuovi oneri a carico del bilancio regionale.

2. Le disposizioni contenute nella presente legge sono attuate mediante l’impiego delle risorse disponibili, nel rispetto del principio di invarianza finanziaria, dando priorità all’utilizzo delle risorse comunitarie.

3. Gli interventi di cofinanziamento regionale per le borse di studio universitarie sono realizzati nel quadro della programmazione finanziaria vigente, mediante valorizzazione integrale degli strumenti di pianificazione comunitaria e dei relativi cicli di spesa, in coerenza con i principi di efficienza, efficacia, trasparenza e sostenibilità dell’azione pubblica.

Art. 4

(Entrata in vigore)

1.     La presente legge regionale entra in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 32/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo e Polimeni, recante: “Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 9/1985, n. 8/2003, n. 19/2017, n. 42/2017, n. 48/2019, n. 1/2020, n. 37/2023, n. 62/2023” (deliberazione consiliare n. 62)

Art. 1

(Modifiche della l.r. 9/1985)

1. La legge regionale 14 marzo 1985, n. 9 (Esercizio della navigazione da diporto sui laghi naturali ed artificiali della Calabria) è così modificata:

a) al comma 1 dell’articolo 1, dopo la parola: “denominati” sono aggiunte le seguenti: “ovvero di natanti dotati di motore elettrico di potenza non superiore 3 Kw, azionabile a oltre 50 metri dalla riva con velocità massima non superiore a 10 nodi (18,5 Km/h)”;

b) al comma 2 dell’articolo 1, dopo la parola: “motore” sono inserite le seguenti: “, fatta eccezione per quelli di cui al comma 1,”;

c) alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 2, le parole: “con decreto del Presidente della Giunta regionale” sono soppresse;

d) l’articolo 3 è abrogato;

e) al comma 1 dell’articolo 4, le parole: “il contributo per la costruzione delle infrastrutture e” sono soppresse, le parole da: “agli Assessorati” a “per territorio,” sono sostituite dalle seguenti: “al dipartimento competente in materia di turismo” e le parole: “la capacità di gestione delle strutture che verranno costruite col contributo della Regione nonché” sono soppresse;

f) al comma 1 dell’articolo 5, le parole da: “dal Presidente” a “turismo” sono sostituite dalle seguenti: “dal dipartimento regionale competente in materia di trasporto pubblico locale”;

g) l’articolo 6 è abrogato;

h) l’articolo 7 è abrogato;

i) al comma 1 dell’articolo 8, le parole da: “1)” a: “segretario” sono sostituite dalle seguenti:

“1) dal dirigente generale del dipartimento competente in materia di turismo o suo delegato;

2) dal dirigente generale del dipartimento competente in materia di trasporto pubblico locale o suo delegato;

3) dal dirigente generale del dipartimento competente in materia di demanio lacuale e fluviale o suo delegato;

4) dal rappresentante legale del concessionario del bacino idroelettrico, nel caso in cui il bacino sia stato dato in concessione, o suo delegato;

5) da un funzionario del dipartimento competente in materia di trasporto pubblico locale con il compito di segretario”;

j) al comma 1 dell’articolo 9, le parole: “sotto l’alta sorveglianza dell’Assessorato regionale ai trasporti” sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 8”.

Art. 2

(Integrazioni dell’articolo 52 della l.r. 32/1996)

1. Dopo il comma 3 dell’articolo 52 della legge regionale 25 novembre 1996, n. 32 (Disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica) è aggiunto il seguente:

“3-bis. In presenza di soggetti vulnerabili tra gli occupanti abusivi, quali famiglie con minori, anziani o portatori di handicap, l’Ente gestore, decorsi i termini di cui al comma 2, valuta la sussistenza di condizioni di particolare fragilità del nucleo dandone evidenza nell’atto di rilascio dell’immobile di cui al comma 3 e nello stesso atto individua un alloggio adeguato, libero, noto e non assegnato, presente in un Comune limitrofo o nel raggio di cinque chilometri dal Comune in cui insiste l’alloggio oggetto di rilascio, che è temporaneamente assegnato, per un periodo non superiore a sei mesi, alle persone e ai nuclei familiari vulnerabili indicati dall’Ente.”.

Art. 3

(Modifiche dell’articolo 57 della l.r. 19/2002)

1. I commi 9 e 12 dell’articolo 57 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria) sono abrogati.

Art. 4

(Modifica dell’articolo 20 della l.r. 8/2003)

1. Il comma 2 dell’articolo 20 della legge regionale 26 giugno 2003, n. 8 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2003) è modificato come segue:

a) prima della parola: “Sanità” sono inserite le seguenti: “competente in materia di”;

b) dopo il primo periodo è inserito il seguente: “Analogamente, il Dirigente Generale del Dipartimento competente in materia di welfare può disporre l’utilizzazione temporanea di personale delle Aziende Sanitarie per lo svolgimento delle funzioni attribuite dalla legge al Dipartimento stesso.”.

Art. 5

(Modifiche della l.r. 18/2007)

1. Alla legge regionale 21 agosto 2007, n. 18 (Norme in materia di usi civici) sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 8 dell’articolo 13 è aggiunto il seguente:

“9. I privati conferiscono direttamente incarico ai tecnici o ai periti e istruttori demaniali per le attività delle pratiche in materia di usi civici e stabiliscono anche i compensi e le modalità di pagamento nel rispetto della normativa vigente.”;

b) al comma 8 dell’articolo 15 le parole: “La parcella professionale è validata dal Comune a conclusione delle operazioni demaniali affidate, previo parere di congruità del Comune ai sensi della normativa vigente, e successivamente, al controllo di cui al comma 3”, sono soppresse.

Art. 6

(Modifica dell’articolo 1 della l.r. 24/2016)

1. L’articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2016, n. 24 (Disposizioni in materia di liquidazione delle comunità montane soppresse ai sensi dell’articolo 2 della legge regionale 16 maggio 2013, n. 25) è così modificato:

a) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

“1-bis. Il commissario unico per la liquidazione delle comunità montane, che si avvale della facoltà di cui al comma 1, è autorizzato a trasferire alle comunità montane le cui poste attive sono utilizzate per estinguere le poste passive di altra comunità montana, crediti, beni mobili o immobili di quest’ultima in proporzione agli esborsi effettuati. Il trasferimento di beni immobili o beni mobili registrati è effettuato con provvedimento del commissario, che costituisce titolo per le trascrizioni e le volture.”;

b) dopo il comma 2 è inserito il seguente:

“2-bis. Il Presidente della Giunta regionale, a chiusura della liquidazione, su richiesta motivata del commissario unico per la liquidazione delle comunità montane adotta, per ogni comunità, il decreto di estinzione, con il quale dispone anche in ordine al trasferimento dei beni. Il decreto del Presidente della Giunta costituisce titolo per le trascrizioni e volture.”.

Art. 7

(Integrazione dell’articolo 39 della l.r. 47/2011)

1. Al comma 4 dell’articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 47 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2012), dopo le parole: “solo alla richiesta di nuova erogazione.” è aggiunto il seguente periodo: “Nei casi di garanzia ipotecaria, la valutazione dei beni immobili oggetto di ipoteca è eseguita dall’Agenzia delle entrate e il relativo costo del servizio è a carico del soggetto attuatore richiedente.”.

Art. 8

(Modifiche dell’articolo 15 della l.r. 19/2017)

1. L’articolo 15 della legge regionale 18 maggio 2017, n. 19 (Norme per la programmazione e lo sviluppo regionale dell’attività teatrale) è modificato come segue:

a) nel comma 2 le parole: “nel precedente comma” sono sostituite dalle seguenti: “dalla presente legge”;

b) nel comma 4:

1) le parole: “nel precedente comma” sono sostituite dalle seguenti: “dalla presente legge”;

2) dopo le parole: “6.7.1” sono aggiunte le seguenti: “e Azione 6.8.3”;

3) le parole da: “recante” a “sviluppo” sono sostituite dalle seguenti: “, nonché sull’area tematica Cultura del Piano Sviluppo Coesione 2014/2020 e programmate a valere sulla linea di intervento Attività Culturali dell’Accordo di Coesione e del Programma Operativo Complementare per il periodo 2021/2027”.

Art. 9

(Modifica dell’articolo 1 della l. r. 42/2017)

1. Nel comma 3 dell’articolo 1 della legge regionale 7 novembre 2017, n. 42 (Differimento dei termini di conclusione delle procedure di liquidazione di enti pubblici previsti da disposizioni di leggi regionali) la parola: “2025” è sostituita dalla seguente: “2026”.

Art. 10

(Modifica del comma 1 dell’articolo 4 della l.r. 57/2017)

1. Al comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2017, n. 57 (Modifiche alla l.r. 32/1996 e norme in materia di edilizia residenziale pubblica e sociale) le parole: “30 giugno 2025” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2026.”

Art. 11

(Modifiche dell’articolo13 della l.r. 48/2019)

1. Al comma 7 dell’articolo 13 della legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria) le parole: “le case funerarie non possono trovarsi a distanza inferiore a 250 metri (in linea d’aria) dal perimetro di ospedali pubblici e hospice e a distanza inferiore a 250 metri (in linea d’aria) dalla fascia di rispetto dei cimiteri” sono sostituite dalle seguenti “le case funerarie non possono trovarsi a distanza inferiore a 100 metri (in linea d’aria) dal perimetro di ospedali pubblici e hospice e a distanza inferiore a 100 metri (in linea d’aria) dalla fascia di rispetto dei cimiteri”.

Art. 12

(Modifica dell’articolo 7 della l.r. 1/2020)

1. L’articolo 7 della legge regionale 30 aprile 2020, n. 1 (Interventi di manutenzione normativa sulle leggi regionali 19/2002, 14/2014, 9/2018, 32/1996, 9/1992, 28/2010, 5/2018 e 6/2019) è così modificato:

a) il comma 1 è sostituito con il seguente: “1. A decorrere dall’annualità 2026, il contributo previsto al comma 14 dell’articolo 35 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2007) è destinato, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato applicabile, al finanziamento di programmi pluriennali per il Servizio di assistenza tecnica agli allevamenti (SATA) e per le Produzioni di Qualità, attuati dall’Associazione Regionale Allevatori.”;

b) i commi 2 e 3 sono abrogati.

Art. 13

(Modifica dell’articolo 18-bis della l.r. 10/2022)

1. Dopo il comma 3-bis dell’articolo 18-bis della legge regionale 20 aprile 2022, n. 10 (Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente) è aggiunto il seguente:

“3-ter. Al fine di consentire il subentro della So.Ri.Cal. S.p.A., quale gestore unico del Servizio idrico integrato ai gestori in essere, secondo il cronoprogramma approvato dall’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria di cui al comma 1, alla società stessa non si applica, anche con riferimento agli esercizi pregressi, l’articolo 2 della legge regionale 27 dicembre 2023, n. 62 (Norme in materia di spending review)”.

Art. 14

(Modifiche della l.r. 37/2023)

1. All’articolo 8 della legge regionale 7 agosto 2023, n. 37 (Disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di Trasporto non di linea) sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 2, le parole: “che, di norma, sono effettuate nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre” sono soppresse;

b) al comma 4, la parola: “quarantacinque” è sostituita dalla parola: “venti” e le parole: “mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno con spese a carico degli interessati oppure” sono soppresse;

c) il comma 5 è abrogato.

Art. 15

(Modifiche della l.r. 62/2023)

1. L’articolo 1 della l.r. 62/2023 è così modificato:

a) al comma 3:

1) dopo la parola: “vigilante” sono inserite le seguenti: “, al dipartimento competente in materia di bilancio”;

2) le parole: “un prospetto” sono sostituite dalle seguenti: “il provvedimento”;

b) al comma 4:

1) le parole: “o tardiva” sono soppresse;

2) la parola: “predisposizione” è sostituita dalla seguente: “trasmissione”;

3) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti: “l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire l’applicazione”;

4) dopo le parole: “1,” è inserita la seguente: “di”;

5) dopo la parola: “riduzione” sono inserite le seguenti: “nel limite massimo”;

c) il comma 6 è abrogato;

d) al comma 8:

1) dopo le parole: “1,” la parola: “i” è soppressa e sono inserite le seguenti: “il dipartimento vigilante avvia un procedimento di verifica al fine di valutare l’eventuale riduzione dei”;

2) le parole: “sono ridotti in misura” sono sostituite dalle seguenti: “nella misura massima”.

2. L’articolo 2 della l.r. 62/2023 è così modificato:

a) al comma 1:

1) al primo capoverso le parole: “o indirettamente” sono soppresse;

2) alla lettera a) dopo la parola: “2022” sono aggiunte le seguenti: “ovvero quelli sostenuti nell’esercizio finanziario successivo all’anno di effettiva operatività, se posteriore”;

b) al comma 3:

1) dopo la parola: “vigilante” sono inserite le seguenti: “, al dipartimento competente in materia di bilancio”;

2) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti: “l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire”;

3) dopo la parola: “commisurata” sono inserite le seguenti: “, nel limite massimo,”;

4) le parole: “, fatte salve le eventuali ulteriori responsabilità” sono soppresse;

c) il comma 4 è abrogato;

d) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

“5-bis. I limiti di spesa previsti dal presente articolo possono essere derogati nel caso in cui nel piano industriale o nel piano delle attività, approvati attraverso l’esercizio dei diritti del socio, è previsto lo svolgimento di nuove attività oppure l’incremento di quelle già svolte.

5-ter. In coerenza con le disposizioni statali in materia di concessioni aeroportuali, anche con riferimento agli esercizi pregressi, le disposizioni del presente articolo non si applicano a SACAL s.p.a.”.

3. Il comma 3 dell’articolo 3, della l.r. 62/2023 è così modificato:

a) dopo la parola: “comporta” sono inserite le seguenti: “l’avvio da parte del dipartimento vigilante di un procedimento di verifica al fine di accertare eventuali responsabilità, cui può conseguire”;

b) le parole: “sanzione pecuniaria commisurata a una mensilità” sono sostituite dalla seguente: “decurtazione”;

c) dopo la parola: “spettante,” sono inserite le seguenti: “nel limite massimo di una mensilità,”.

Art. 16

(Integrazioni della l.r. n. 23/2024)

1. Dopo l’articolo 14 della legge regionale 15 maggio 2024, n. 23 (Istituzione del Parco naturale regionale “Valle del Coriglianeto”) è inserito il seguente:

“Art. 14-bis

(Norma transitoria)

1. Entro il 31 marzo 2026, il Presidente della Giunta regionale nomina, con decreto, un commissario straordinario che rimane in carica per un periodo non superiore a dodici mesi, eventualmente rinnovabile e, comunque, fino alla costituzione degli organi di cui all’articolo 6, comma 1, lettere a), b), c) e d).

2. Il compenso spettante al commissario straordinario è determinato in misura pari a quello previsto per i presidenti dei Parchi nazionali, con oneri a carico dell’Ente Parco regionale.”.

Art. 17

(Modifiche dell’articolo 1 della l.r. 6/2026)

1. Il comma 4 dell'articolo 1 della legge regionale 25 febbraio 2026, n. 6 (Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale), è sostituito dal seguente:

"4. AI fine di rendere effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può definire, di concerto con le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, progetti di supporto, finalizzati a rafforzare l'offerta di servizi e l'accesso paritario e tempestivo a servizi sociosanitari e sanitari di qualità. L'attuazione dei progetti non comporta, in alcun caso, benefici economici configurabili come elementi della retribuzione, né dà luogo a diritti di natura patrimoniale o previdenziale.".

Art. 18

(Modifiche dell’articolo 1 della l.r. 3/2026)

1. Nell’articolo 1 della legge regionale 29 gennaio 2026, n. 3 (Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria), dopo la parola: “approvate” sono inserite le seguenti: “e non già prorogate”.

Art. 19

(Abrogazione della l.r. 18/2025)

1. La legge regionale 4 aprile 2025, n. 18 (Agenzia regionale per l’energia della Calabria) è abrogata.

Art. 20

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 21

(Entrata in vigore)

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 58/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Giannetta, Pitaro, Caputo, Brutto, recante: “Disposizioni per l'attuazione della legge regionale 3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa” (deliberazione consiliare n. 63)

Art. 1

(Inserimento degli articoli 1-bis e 1-ter nella l. r. 3/1996)

1. Dopo l’articolo 1 della legge regionale 14 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale) sono inseriti i seguenti:

“Art. 1-bis

(Disposizioni per i componenti della Giunta regionale che non sono Consiglieri regionali)

 1. I componenti della Giunta regionale che non sono Consiglieri regionali, ai fini della nomina e per la durata della carica, devono essere in possesso dei requisiti per essere candidati al Consiglio regionale e non devono versare nelle situazioni di ineleggibilità e incompatibilità previste per i Consiglieri regionali.

2. Gli emolumenti spettanti ai soggetti di cui al comma 1, con decorrenza dalla data della nomina e per la durata della carica, sono quelli di cui all’articolo 1, nella misura prevista per i consiglieri nominati assessori; ad essi continua ad applicarsi la normativa in materia di trattamento di missione prevista per i Consiglieri regionali.

3. Ai soggetti di cui al comma 1 si applicano le disposizioni in materia di sospensione dalla carica e di pubblicità della situazione patrimoniale, nonché quelle afferenti all’aspettativa per l’espletamento di cariche pubbliche previste per i Consiglieri regionali.

Art. 1-ter

(Disciplina dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale)

 1. In attuazione dell’articolo 34-bis della legge statutaria 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), il Presidente della Giunta regionale può nominare fino a due Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale, scegliendoli anche al di fuori dei componenti del Consiglio regionale.

2. I Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale, non appartenenti al Consiglio regionale devono essere in possesso, ai fini della nomina e per la durata della carica, dei requisiti necessari per essere candidati al Consiglio regionale e non trovarsi nelle situazioni di ineleggibilità e di incompatibilità previste per i Consiglieri regionali.

3. La durata della carica non può eccedere quella della legislatura. La nomina può essere revocata prima della scadenza.

4. I Sottosegretari coadiuvano il Presidente della Giunta regionale nello svolgimento dei compiti inerenti al suo mandato, anche mediante l’attribuzione di specifici compiti. I Sottosegretari partecipano alle sedute della Giunta, senza diritto di voto.

5. Ai Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale spetta, con decorrenza dalla data della nomina e per la durata della carica, un’indennità mensile così determinata:

a)  una quota pari al 70 per cento dell’indennità di carica;

b)  una quota pari all’80 per cento dell’indennità di funzione degli Assessori regionali;

c)  le spese di esercizio del mandato; oltre alle altre spese e indennità previste per gli assessori ivi incluse quelle di cui all’articolo 1, comma 3, senza ulteriori rimborsi.

6. Ai Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale si applicano le disposizioni relative allo stato giuridico dei Consiglieri, comprese quelle sulla pubblicità dei dati; non trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 5, comma 9, Decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.”.

Art. 2

(Modifiche dell’articolo 8 della l.r. 7/1996)

 1. L’articolo 8 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 7 (Norme sull’ordinamento della struttura organizzativa della Giunta regionale e sulla dirigenza regionale) è modificato come segue:

a) Il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. Per l'esercizio delle attività di indirizzo politico amministrativo e di verifica dei risultati, il Presidente della Giunta regionale, gli Assessori regionali e i Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale si avvalgono di strutture di diretta collaborazione, aventi esclusivi compiti di supporto tecnico e di raccordo con gli uffici di amministrazione attiva, in conformità agli articoli 4, 14, comma 2, e 27 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 (Testo unico sul pubblico impiego), e dell’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 22 aprile 2023, n. 44 (Disposizioni urgenti per il rafforzamento della capacità amministrativa delle amministrazioni pubbliche), convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2023, n. 74.”;

b) nel comma 1-bis dopo la parola “Assessori” sono inserite le seguenti: “e dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale,”;

c) nel comma 4 dopo la parola: "Assessori" sono aggiunte le seguenti: "e a una unità per ciascun Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale. Nel numero complessivo non è conteggiato il personale dipendente del Consiglio regionale di cui all'articolo 10, comma 3, primo periodo, della legge regionale 15 maggio 1996, n. 8 (Norme sulla dirigenza e sull'ordinamento degli uffici del Consiglio regionale), utilizzato quale supporto funzionale alle segreterie particolari senza nuovi oneri a carico del bilancio regionale”;

d) dopo il comma 7 è inserito il seguente:

“7-bis. Per le esigenze connesse alle funzioni del Presidente della Giunta regionale, lo stesso può disporre l’assegnazione, anche temporanea dei soggetti assegnati alla propria struttura speciale, presso le sedi di rappresentanza della Regione Calabria.”.

Art. 3

(Integrazione dell’articolo 1 della l. r. 1/ 2005)

1. Dopo il comma 6-octies dell’articolo 1 della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale), è inserito il seguente comma: “6-novies. Le disposizioni di cui ai commi 6-quater, 6-quinques, 6-sexies, 6-septies e 6-octies si applicano esclusivamente alla nomina alla carica di Assessore regionale. La nomina di un Consigliere regionale a Sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 34-bis dello Statuto della Regione Calabria non comporta la sospensione dall’esercizio del mandato consiliare e, conseguentemente, non dà luogo alla temporanea sostituzione o supplenza nell’esercizio delle funzioni di Consigliere regionale. Resta ferma l’applicazione dell’articolo 34-bis, comma 2, dello Statuto della Regione Calabria.

Art.4

(Disposizioni finanziarie)

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1 della presente legge, limitatamente all’introduzione della disciplina dei Sottosegretari alla Presidenza della Giunta regionale (articolo 1-ter della l.r. 3/1996), quantificati a regime in 347.280,00 euro, si provvede con le risorse già assegnate al Consiglio regionale con il bilancio di previsione 2026-2028.

2. Agli oneri derivanti dall’articolo 2 della presente legge, quantificati per l’esercizio finanziario 2026 nel limite massimo di 521.057,50 euro e a regime nel limite massimo di 625.269,00 euro, si provvede con le risorse allocate alla Missione 01, Programma 10 (U.01.10), del bilancio di previsione 2026- 2028.

3. Alla copertura finanziaria delle spese indicate al comma 2 si fa fronte mediante la riduzione dello stanziamento delle somme allocate alla Missione 20, Programma 03, (U.20.03) dello stato di previsione del bilancio 2026-2028, che presenta la necessaria disponibilità.

4. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2026-2028.

Art. 5

(Abrogazioni)

1. Dalla data di entrata in vigore della presente legge sono abrogati i seguenti articoli:

a) articolo 1-ter della legge regionale 29 agosto 2000, n. 14 (Legge finanziaria);

b) articolo 13 della legge regionale 31 maggio 2019, n. 13 (Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e adeguamento al d.l. n. 174/2012).

Art. 6

(Dichiarazione d'urgenza)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)