
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 7
SEDUTA DI martedì
24 febbraio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio lavori h. 15,21
Fine lavori h. 17,09
Presidenza del
presidente Salvatore Cirillo
La seduta
inizia alle 15.21
Dà avvio ai lavori,
invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta
precedente.
Dà lettura del verbale della
seduta precedente.
(È approvato senza osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha
facoltà.
Grazie, Presidente.
Chiedo l’inserimento, al primo
punto dell’ordine del giorno, della proposta di legge numero 49/13^ di
iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani,
Pitaro, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del
servizio sanitario regionale”; a seguire, della proposta di legge numero 16/13^
di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro,
Brutto, recante: “Integrazione della legge regionale 16 aprile 2002 numero 19,
(Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della
Calabria)” e della proposta di provvedimento amministrativo numero 43/13^ di
iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di deliberazione
consiliare concernente: attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1,
comma da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199, relativa alla
cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle
Regioni. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione
un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma
642 dell'articolo 1 della legge numero 199 del 2025”.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Crinò.
Votiamo separatamente le tre
richieste d’inserimento all'ordine del giorno.
Pongo ai voti l’inserimento
della proposta di legge numero 49/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali
Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante “Misure per assicurare la
continuità assistenziale del servizio sanitario regionale”. La proposta è
inserita all'ordine del giorno, come primo punto.
Votiamo l’inserimento della proposta
di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali, Mattiani,
Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazione della legge regionale
16 aprile 2002, numero 19 (Norma per la tutela, tutela del governo ed uso del
territorio - Legge urbanistica della Calabria)”. La proposta è inserita al
secondo punto all'ordine del giorno.
Votiamo l’inserimento della proposta
di provvedimento amministrativo numero 43/13^ di iniziativa della Giunta
regionale, recante: “Proposta di deliberazione consiliare, concorrente
attuazione della disposizione di cui articolo 1, comma 638-643 della legge 30
dicembre 2025, numero 199, relativa alla cancellazione della restituzione
dell'anticipazione di liquidità da parte della Regione. Impegno della Regione
Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione
pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge
numero 199 del 2025”. La proposta è inserita al terzo punto all'ordine del
giorno.
Passiamo, dunque, al primo
punto all’ordine del giorno, la proposta di legge numero 49/13^ di iniziativa
dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante:
“Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario
regionale”.
Cedo la parola al consigliere
Caputo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere.
Grazie, Presidente.
La presente proposta normativa
si colloca nell'ambito delle misure urgenti volte a garantire la continuità
assistenziale e la piena operatività del Servizio sanitario regionale della
Calabria, in un contesto caratterizzato da persistenti criticità connesse alla
carenza di personale medico, in particolare nelle discipline specialistiche e
nelle aree territoriali a maggiore disagio.
Il fenomeno della carenza dei
medici, già strutturale a livello nazionale, assume nella Regione Calabria
un'intensità tale da incidere in modo significativo sui livelli essenziali di
assistenza, sull'organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali e sulla
capacità di garantire un accesso paritario e tempestivo alle prestazioni
sanitarie.
In tale quadro, l'intervento
normativo si propone di rafforzare gli strumenti di reclutamento del personale
medico ampliando il bacino di selezione, includendo anche professionisti
provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea, nel rispetto della
normativa vigente. A tal fine sono previste misure per sostenere l'effettiva
presa di servizio dei professionisti reclutati.
Si tratta, quindi, di una
disciplina speciale, finalizzata a fronteggiare le carenze di organico del
personale medico e ad assicurare la continuità dell'erogazione delle
prestazioni sanitarie anche di natura specialistica nell'ambito del servizio
sanitario regionale.
La disposizione autorizza
Azienda Zero a ricorrere ad operatori economici anche di livello internazionale
per la ricerca e l'individuazione di personale proveniente da Paesi non
appartenente all'Unione Europea.
L'ambito oggettivo è
circoscritto alle attività di ricerca e individuazione di personale medico, nel
rispetto della normativa vigente in materia di esercizio delle professioni
sanitarie e di riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero e delle previsioni
dell'articolo 15, comma 1 e 4, del decreto-legge numero 34 del 2023, convertito
con modificazioni dalla legge numero 56 del 2023.
I contratti di lavoro a tempo
determinato con il personale selezionato sono stipulati direttamente dalle
aziende del servizio sanitario regionale nel rispetto della contrattazione
collettiva nazionale di riferimento.
Al fine di rendere effettivo
il reclutamento, la norma attribuisce all'Azienda Zero il compito di definire,
di concerto con le Aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale,
specifici progetti di supporto.
Tali progetti possono
prevedere l'erogazione di voucher per far fronte alle spese di vitto e
alloggio per la durata del rapporto di lavoro.
La previsione mira a
qualificare la misura come strumento di supporto logistico temporaneo,
funzionale all'effettiva presa di servizio, evitando effetti riflessi sul
trattamento economico e previdenziale del personale.
Grazie, collega Caputo.
Ha chiesto di intervenire il
consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buon
pomeriggio a lei e a tutti i colleghi.
Il mio è un intervento, per
ovvie ragioni, del tutto improvvisato però necessario.
Ero presente, come lei ben sa,
Presidente, - lo sanno i consiglieri capigruppo - in occasione dell’ultima
Conferenza dei capigruppo, in sostituzione del collega capogruppo, Alecci, per
il Partito Democratico, impegnato in altri appuntamenti Istituzionali.
È vero che il presidente
Cirillo ci ha preannunciato la possibilità di ritrovarci a discutere in questa seduta
odierna di una proposta di legge che, in qualche modo, avrebbe agevolato il lavoro della Giunta
regionale, nell'intento, anche comprensibile e auspicabile – lo ha annunciato il
governatore Occhiuto - di voler intercettare e incamerare, qui in Calabria,
personale medico proveniente da ogni parte del mondo.
Quello è stato un annuncio che,
poi, non ha trovato alcun riscontro se non oggi - tanto per cambiare -
direttamente in Aula.
Ho scoperto, per esempio, che online
oltre alla sezione relativa all’ordine del giorno, vi è un'altra sezione in cui
vengono inserite le proposte cosiddette “fuori sacco”, quelle che - ormai ci
stiamo abituando a comprendere - vengono inserite all'ultimo secondo. La
pubblicazione è avvenuta stamattina, se errore non faccio, ma vi prego di
smentirmi con documenti.
Fatto sta che ci troviamo ad
approvare - l'approverà sicuramente - e discutere una proposta importantissima
- parliamo ancora una volta di sanità e di tutto ciò che comporta e sappiamo
bene essere la criticità numero uno - senza alcun margine di approfondimento;
quindi, dovremmo esprimere un voto e dovremmo argomentare su una proposta di
legge che avremmo dovuto studiare nei dettagli e per la quale, invece, abbiamo solo
in pochi secondi, al massimo pochi minuti, con tutte le implicazioni che ciò
comporta.
Ritengo che questo metodo non
sia assolutamente accettabile, caro Presidente, peraltro non mi pare che, a
differenza di altri, ci sia una scadenza di ore o di giorni che ha reso
indispensabile la trattazione e l'approvazione con queste modalità che non solo
vanno stigmatizzate ma, per quanto mi riguarda, sono assolutamente
inaccettabili e cozzano con la vostra richiesta di collaborazione e di
condivisione.
Per quello che ho avuto modo
di approfondire in pochissime battute, pare che la Regione sia disposta o
voglia stanziare poco più di due milioni di euro per l'anno 2026 e due milioni
di euro per l'anno 2027 per andare a retribuire una società che dovrebbe a sua
volta fare scouting e reclutare medici anche extra UE.
Quindi, da un lato,
apprezzabile e lo ribadisco; chi parla è un soggetto che ha apprezzato, ad
esempio, l'intervento e l'aiuto dei medici cubani. Conosciamo tutte le
situazioni emergenziali in cui ci trovavamo e ci troviamo.
Oggi, noi dovremmo votare per
impegnare quattro milioni di euro del bilancio regionale per retribuire una
società che avrebbe il compito, a sua volta, di andare a scovare questi medici
in ogni parte del mondo, medici che poi saranno contrattualizzati e quindi
pagati dalle varie Aziende sanitarie in cui andranno a prestare la loro opera.
Non è secondario che, ancora
una volta, ci troviamo a parlare di una misura sicuramente straordinaria, ma
che non è risolutiva perché queste stesse somme, ad esempio, avremmo potuto
investirle nel fare concorsi e quindi dotarci stabilmente di medici
professionisti e personale sanitario che, in via definitiva e strutturale,
avrebbero dato una mano alla nostra sanità pubblica.
Al di là delle considerazioni
di merito, che ci riserviamo e mi riservo personalmente di approfondire nei
numeri e nelle modalità, serve capire chi dovrebbe fare cosa, perché questo
metodo, con ingente impiego di risorse pubbliche che andranno a finire non si
sa a chi, come e con quale modalità, mi sento di stigmatizzarlo, e lo ribadisco
fortemente. A questo metodo, purtroppo, ormai ci stiamo abituando, ma non
smetteremo mai di denunciare, proprio perché è totalmente in spregio di
qualsivoglia regola di buon senso e di rispetto istituzionale, anche per le
opposizioni.
Grazie, collega Ranuccio. Non
ci sono altre richieste di intervento.
Passiamo all'esame votazione
del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È
approvato)
Articolo 3
(È
approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo al secondo punto all’ordine
del giorno, la proposta di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri
regionali Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazione
della legge regionale 16 aprile 2002, numero 19 (Norme per la tutela, governo
ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”.
Cedo la parola al consigliere
Mattiani per illustrare il provvedimento. Prego.
Grazie, Presidente. Saluto il
Presidente del Consiglio, il presidente Occhiuto, tutti i membri della Giunta e
tutti i consiglieri.
Presidente, oggi siamo
chiamati a esprimerci su una proposta di legge che reputo particolarmente
importante e di cui sono firmatario, recante: “Norme per la tutela, governo ed
uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria” che mira a modificare
alcuni specifici articoli della Legge urbanistica della Calabria.
Come è noto, il decreto-legge
29 maggio del 24, numero 69, meglio conosciuto con il nome decreto “Salva Casa”,
poi, convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2024, numero 105, di
modifica al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia di edilizia, di cui al DPR 380 del 2001, ha inteso fornire risposte
urgenti alle esigenze rappresentate dagli attori coinvolti nel processo
edilizio, dalle istituzioni ai cittadini, in relazione alle tematiche afferenti
alla semplificazione del quadro normativo di riferimento.
In seguito, il Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato le relative Linea guida, quale
strumento a supporto degli Enti territoriali, con la finalità di fornire linee
di indirizzo e criteri interpretativi finalizzati a facilitarne l'attuazione da
parte delle Amministrazioni competenti.
Le disposizioni del
decreto-legge 69 del 2024 e, in più in generale, le disposizioni del DPR 380
del 2001 sono di per sé auto-applicative e non richiedono ulteriori interventi
attuativi da parte dello Stato. Ne deriva l'esigenza di garantire piena e tempestiva
attuazione alle disposizioni in esame sull'intero territorio nazionale, fatta
salva la possibilità per la legislazione regionale di adottare norme di
dettaglio per il relativo recepimento, laddove ritenuto necessario, da parte
del legislatore regionale, nei limiti del rapporto tra legislazione statale e
legislazione regionale nelle materie in esame, tenuto conto che le Regioni
esercitano la potestà legislativa concorrente in materia di governo del
territorio e, più in particolare, di edilizia, nel rispetto dei principi
fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute
nel medesimo DPR 380 del 2001.
Per tale ragione, con la
presente proposta di legge, si propone di adottare norme di dettaglio per il
relativo recepimento, nella macroarea di intervento relativa alla disciplina
dei mutamenti di destinazione d'uso, fatto salvo, in ogni caso il recepimento
delle misure straordinarie e urgenti di modifica al DPR del 6 giugno del 2001
numero 380.
L'articolo 23-ter del
Testo unico in tema di mutamento d'uso è stato modificato dal decreto “Salva Casa”
nell'ottica di introdurre misure di semplificazione della materia e consentire
il ricorso all'istituto, anche mediante procedure e finalità multipla, nel
rispetto delle condizioni definite dalle competenti amministrazioni comunali in
relazione alle diverse tipologie di aree e immobili.
In generale, si è inteso
agevolare i mutamenti di destinazione d'uso, anche in caso di contestuale
esecuzione di opere edilizie, mediante l'istituzione di un regime unitario
disciplinante i caratteri di singolo mutamento, insieme ai titoli abilitativi
che si rendono di volta in volta necessari, sia all'interno della stessa
categoria funzionale sia tra categorie funzionali diverse.
Tanto premesso, la presente
proposta di legge contiene disposizione di riordino della normativa
edilizio-urbanistica della Regione Calabria, con riferimento alla vigente legge
regionale del 16 aprile 2002, numero 19, recante “Norme per la tutela e il
governo dell'uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria”, in
coerenza e coordinamento con la legislazione regionale attualmente vigente.
Pertanto, l'obiettivo
specifico della presente proposta, che si compone di cinque articoli, è quello
di realizzare le condizioni normative indispensabili per promuovere interventi
diffusi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio, rimuovendo le
limitazioni e le rigidità che si incontrano, laddove si voglia intervenire
sull'edificato esistente, nonché di incentivare l'ampliamento dell'offerta
abitativa attraverso la rigenerazione in luogo dell'espansione, limitando il
consumo di nuovo suolo.
L’articolo 1 sostituisce
l'articolo 61, comma 3, della legge urbanistica regionale, prevedendo che
l'autorizzazione paesaggistica, di cui all'articolo 146, e la compatibilità
paesaggistica, di cui all'articolo 167 del decreto legislativo 42/2004, sono
delegate alle Province, alla Città Metropolitana e agli enti regionali. Nel
caso di vincolo paesaggistico, intervenuto successivamente alla realizzazione
dell'intervento edilizio, non si applica la sanzione prevista al comma 5
dell'articolo 167 del decreto legislativo 42/2004.
L'articolo 2, invece,
introduce modifiche all'articolo 49 della legge urbanistica, recante
Miglioramenti tecnologici, prevedendo l'inserimento, dopo il comma 7, dei commi
8 e 9.
Al comma 8, nel richiamare
l'articolo 6, comma 1, lettera b-bis) dispone che le vetrate panoramiche
amovibili e totalmente trasparenti cosiddette VEPA, di cui all'articolo 6,
comma 1, della lettera b-bis), hanno l'unica funzione di precaria
delimitazione dello spazio esterno, limitandosi a rendere maggiormente vivibile
tale spazio; questi spazi racchiusi non possono generare volumi, superfici,
mutare la destinazione d'uso dell'area che delimitano, né avere le prestazioni
tipiche dei locali abitativi. Mentre, al comma 9, è previsto che le opere di
protezione dal sole e dagli agenti atmosferici di cui all'articolo 6, la cui
struttura principale è costituita da tende, tende da sole, tende da esterno,
tende a pergola, anche bioclimatiche, con telo retrattile anche impermeabile,
ovvero con elementi di protezione solare mobili o regolabili, e che è addossata
o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse
necessarie al sostegno e all'estensione dell'opera, non possono determinare la
creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di
volumi e di superfici, hanno caratteristiche tecnico-costruttive e profilo
estetico tali da ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente e si
armonizzano nelle preesistenti linee architettoniche. Sono inoltre ammesse le
pergole fotovoltaiche con sottostanti posti auto e qualsiasi altra struttura
per motocicli e per l'installazione di strutture coperte per l'installazione di
colonnine di ricarica da fornitura elettrica.
L'articolo 3 introduce
l'articolo 57-bis, con il quale si stabilisce che, in applicazione del
dell'articolo 23-ter, nel rispetto della normativa di settore e ferma
restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare
specifiche condizioni, è ammesso il mutamento delle destinazioni d'uso di una
singola unità immobiliare, ricompresi anche nelle zone equipollenti come di
seguito definite:
a) nelle zone C), D) e F) e
relative sottozone, di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori
pubblici del 68 numero 1444, dei Piani regolatori generali e programmi di
fabbricazione, purché compiutamente e definitivamente collegate e integrate con
già esistenti opere di urbanizzazione, definite dall'articolo 4 della legge 29
settembre del 1964, numero 847;
b) negli ambiti classificati e
urbanizzati nei Piani strutturali comunali e associati e nei piani regolatori vigenti, approvati
nel rispetto della presente legge, e nei relativi ambiti territoriali unitari, ai sensi dell'articolo 20, comma 3, lettere a) e g), della
presente legge, e a eccezione delle previgenti zone A di cui al decreto del
Ministero dei lavori pubblici del 2 aprile del 1968, dagli strumenti
urbanistici comunali e dalle zone a queste assimilabili dai Piani urbanistici
comunali, dei centri e nuclei storici consolidati e da ulteriori ambiti di
particolare pregio storico e architettonico”.
L'articolo
4 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria.
L’articolo
5 stabilisce l'entrata in vigore anticipata della legge, attesa l'importanza di
dare immediata attuazione alle norme ive contenute al fine di dare compiuta
regolamentazione all’esecuzione a numerose procedure amministrative che allo
stato attuale sono bloccate.
Alla
luce di quanto sin qui esposto, è evidente che trattasi di una proposta di
legge particolarmente incisiva dal punto di vista della semplificazione delle
procedure urbanistiche che, se approvata, non soltanto contribuirà a dare
certezza giuridica e tecnica a chi quotidianamente opera nel settore
dell'urbanistica, ma consentirà di sbloccare centinaia di pratiche edilizie,
che da troppo tempo attendono una risposta e che giacciono presso gli uffici
della Pubblica amministrazione. Ciò attraverso l'attuazione di quelli che sono
i principi che animano questa legge ovvero attraverso il recupero e la
riqualificazione del patrimonio edilizio già esistente.
Un
intervento, quindi, essenziale, necessario, coerente dal punto di vista
ordinamentale e ossequioso della potestà legislativa regionale.
Anche
in questo settore questo governo regionale e questa maggioranza intendono
continuare a dimostrare grande attenzione verso i cittadini e contestualmente
verso l'ambiente e il territorio.
Per
queste ragioni che vi ho detto, vi chiedo pertanto di voler esprimere un voto
favorevole a questa proposta.
Grazie,
collega Mattiani. Non ci sono altre richieste di intervento.
Passiamo
all'esame votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Passiamo
alla votazione alla proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Punto
tre dell'ordine del giorno, proposta di provvedimento amministrativa numero
43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di
deliberazione consiliare concernente attuazione della disposizione di cui
articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199,
relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità
da parte della Regione. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio
di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai
sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge numero 199/2025”.
Cedo
la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego,
consigliere Pietropaolo.
Grazie,
Presidente.
La
proposta di provvedimento, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è
stata licenziata a maggioranza dei presenti della seconda Commissione bilancio
nella seduta odierna.
Alla
seduta hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento bilancio, finanze e
patrimonio, nelle persone del dirigente generale, dottor Filippo De Cello, e
del dirigente di settore, dottoressa Stefania Buonaiuto, i quali hanno
illustrato il provvedimento e reso i chiarimenti richiesti.
La
proposta di provvedimento amministrativo in oggetto si compone della delibera
di Giunta regionale e dell'allegato concernente la proposta di deliberazione
consiliare relativa all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1,
commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199, inerente alla
cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte
delle Regioni.
Il
provvedimento de quo dà attuazione
alle disposizioni contenute nei commi 638 e 643, da 638 a 643 dell'articolo 1
della legge 30 dicembre 2025 numero 199 (Legge di bilancio dello Stato 2026),
relative alla cancellazione, dal 1° gennaio 2026, delle restituzioni delle
anticipazioni di liquidità precedentemente erogate alle Regioni, con
conseguente assunzione da parte dello Stato del debito residuo verso Cassa
Depositi e Prestiti relativo alle stesse anticipazioni.
Entro
il 30 giugno di ciascuno degli anni, dal 2026 al 2051, le Regioni beneficiarie
della cancellazione dei debiti hanno l'obbligo di versare annualmente,
all'entrata del bilancio dello Stato, gli importi di cui al comma 640 della
legge 199/2025.
Al
fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza pubblica derivanti dalla
cancellazione del Fondo di anticipazione di liquidità accantonato nel risultato
di amministrazione, ciascuna Regione beneficiaria delle suddette misure si
impegna, con apposita delibera del Consiglio regionale, ad applicare al proprio
bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo
determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge 199 del 2025. La
delibera approvata dal Consiglio regionale deve essere trasmessa al Ministero
dell'economia e delle finanze entro la data del 28 febbraio 2026.
Per
la Regione Calabria, il limite del risultato di amministrazione applicabile al
bilancio di previsione è determinato dal 2026 al 2051 per un importo non
superiore al limite calcolato con le modalità previste dalla lettera a), del
comma 642 dell'articolo 1 della legge 199 del 2025. Ne consegue che il limite
massimo del risultato di amministrazione da applicare al bilancio di previsione
è pari a complessivi euro 1.221.093.301,09 per gli anni dal 2026 al 2051.
Come
chiarito dai rappresentanti del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio,
l'adesione alle disposizioni indicate serve a migliorare:
-
il risultato di amministrazione delle Regioni, eliminando la quota accantonata
al Fondo di anticipazione di liquidità;
-
la valutazione delle Regioni sulla base del nuovo sistema di contabilità Accrual;
-
a ridurre le criticità delle registrazioni contabili connesse a dette
anticipazioni di liquidità. Ciò premesso, si sottopone all'Aula l'esame di
questo provvedimento amministrativo. Grazie.
Grazie,
consigliere Pietropaolo. Non ci sono richieste di parola.
Pongo
in votazione il provvedimento nel suo complesso con richiesta di autorizzazione
al coordinamento formale.
Il provvedimento è approvato
con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo
alla proposta di provvedimento amministrativo numero 23/13^ di iniziativa della
Giunta regionale, recante: “Legge numero 157/1992, articolo 10. Legge regionale
numero 9/1996, articolo 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio
Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto
ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS”.
Cedo
la parola alla consigliera Santoianni per illustrare il provvedimento. Prego,
consigliera.
Grazie,
Presidente.
La
proposta di provvedimento amministrativo, posta oggi all'approvazione di questa
Assemblea, è stata licenziata dalla sesta Commissione nella seduta del 10
febbraio.
Ai
lavori della Commissione ha partecipato il dirigente generale del Dipartimento
agricoltura, aree interne e politiche di connessione territoriale della Regione
Calabria, dottor Giuseppe Iiritano, che ha compiutamente illustrato il
provvedimento e reso tutti i chiarimenti richiesti.
La
presente proposta di provvedimento amministrativo esamina la delibera della
Giunta regionale della Calabria, datata 5 dicembre 2025, che sancisce l'avvio
dell'aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale per adeguarlo alle
più recenti normative europee e ai mutamenti ambientali degli ultimi vent'anni.
Il
provvedimento approva il Documento di indirizzo strategico e il Rapporto
ambientale preliminare, attivando contestualmente la procedura di Valutazione
Ambientale Strategica.
L'attuale
Piano, approvato nel 2003, è stato prorogato per oltre due decenni, risultando
oggi del tutto superato rispetto alle profonde trasformazioni del territorio e
delle dinamiche faunistiche.
Il
provvedimento sottolinea come le direttive e i regolamenti europei in materia
di conservazione degli uccelli selvatici, gestione delle specie esotiche
invasive e limitazione dell'uso del piombo nelle zone umide impongano un
approccio unitario, scientificamente fondato e coerente su scala regionale.
Viene, inoltre, evidenziato che il territorio calabrese ha subito
trasformazioni significative negli ultimi vent'anni, aggravate dai cambiamenti
climatici e dalle pressioni antropiche. In particolare, la proliferazione del
cinghiale viene indicata come una vera emergenza faunistica per gli impatti
sull'agricoltura, sugli ecosistemi e sulla sicurezza pubblica.
La
Giunta dà atto delle difficoltà riscontrate dalle Province e dalla Città
metropolitana di Reggio Calabria nell'aggiornamento dei propri Piani
faunistici, ritenendo, quindi, necessario un percorso coordinato guidato
direttamente dalla Regione. Contestualmente, viene riconosciuto che la
procedura di aggiornamento del PFVR deve essere accompagnata dalla Valutazione
Ambientale Strategica e dalla Valutazione di Incidenza Ambientale in conformità
al decreto legislativo 152 del 2006 e al Regolamento regionale numero 3 del
2008.
Con
la deliberazione vengono approvati due documenti fondamentali: il Documento di
indirizzo strategico, che rappresenta la base tecnica e programmatoria del
nuovo Piano, e il Rapporto ambientale preliminare, necessario per avviare la
fase di consultazione prevista dalla VAS. Sono, inoltre, individuate le tre
autorità della procedura: Autorità competente per la VAS, Autorità procedente e
Autorità proponente.
In
conclusione, l'approvazione del PPA rappresenta un passaggio indispensabile per
garantire un quadro pianificatorio aggiornato, coerente e pienamente conforme
agli obblighi normativi vigenti. Essa consente alla Regione di affrontare in
modo unitario le criticità ambientali e faunistiche emerse negli ultimi anni,
assicurando omogeneità gestionale su tutto il territorio. L'adozione del
provvedimento permette, inoltre, di avviare correttamente la procedura di VAS,
assicurando trasparenza, partecipazione e valutazioni tecnico-scientifiche
adeguate.
Per
queste ragioni, l'Assemblea è chiamata a esprimere un voto consapevole che
abiliti la Regione a dotarsi di uno strumento moderno, efficace e necessario
per la tutela del patrimonio ambientale e faunistico. Grazie, Presidente.
Grazie,
consigliera Santoianni. Non ci sono richieste di intervento.
Pongo
in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi
allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente
ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo
al punto cinque, la proposta di legge numero 44/13^ di iniziativa dei
consiglieri Giannetta, Caputo, Brutto, recante: “Modifiche alla legge regionale
26 novembre 2025, numero 45. Adempimento degli impegni assunti con il Governo
in attuazione del principio di leale collaborazione”.
Cedo
la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego,
consigliere Giannetta.
Grazie,
Presidente.
La
presente proposta di legge mira a adeguare le norme contenute nella legge
regionale 26 novembre 2025 (Disciplina del referendum popolare per
l'approvazione dello Statuto regionale) all'ordinamento nazionale a seguito
degli impegni istituzionali assunti con il Governo, nel principio di leale
collaborazione e, pertanto, chiarire meglio la portata delle norme interessate.
Nello
specifico, la modifica principale riguarda l'articolo 1 della legge vigente.
Viene
specificato che le leggi di revisione statutaria “parziale” escluse dalla
presente disciplina sono quelle che non intervengono sui principi fondamentali
o sulla struttura dello Statuto e che dettano esclusivamente disposizioni
organizzative, di attuazione e di adeguamento a norme statali sopravvenute.
Per
tali fattispecie, continueranno ad applicarsi le procedure dello Statuto
regionale in materia di referendum abrogativo.
Con
l'articolo 2 si interviene per modificare l'articolo 8 della legge regionale
per garantire una maggiore inclusività, estendendo formalmente la
partecipazione ai cittadini calabresi non residenti nel territorio regionale
nei processi di promozione e nelle fasi esecutive del referendum.
Infine,
con l'articolo 3 si interviene per modificare l'articolo 9 della legge
regionale attualmente vigente chiarendo quali siano i soggetti preposti alla
fase di controllo delle richieste referendarie.
L'articolo
4 reca la clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere
ordinamentale, e l'articolo 5 dispone l'entrata in vigore il giorno successivo
a quello della pubblicazione della legge nel BURC. L'esigenza dell'entrata in
vigore anticipata si giustifica proprio per la peculiare composizione della
proposta di legge che ha l'unico fine di dare seguito agli impegni assunti con
il Governo nazionale.
Do
lettura del testo dell’articolato:
<<Articolo
1. Nel comma 2 dell'articolo 1, della legge regionale 26/2025, numero 45
(Disciplina del referendum popolare per l'approvazione dello Statuto) le
parole: “parziali, per le quali” sono sostituite dalle seguenti: “parziale, che
non intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto,
dettando esclusivamente disposizioni puntuali di tipo organizzativo, ovvero di
attuazione o adeguamento a norme statali sopravvenute. Per tali leggi
regionali”.
Articolo
2. “L'articolo 8 della legge regionale, è così modificato: a) nel comma 1 dopo
le parole: “Comune della Regione,” sono inserite le seguenti: “o nell'elenco
dei cittadini italiani residenti all'estero,”; b) alla fine del comma 5 sono
aggiunte le seguenti parole: “, ovvero la sua iscrizione nelle liste elettorali
dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all'estero”.”.
Articolo
3. “Nel secondo periodo del comma 3 dell'articolo 9, le parole: “dal Segretario
Regionale” sono sostituite dalle seguenti: “dall'Ufficio centrale regionale di
cui all'articolo 11, comma 2”. “
Articolo
4. “Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a
carico del bilancio regionale.”
Articolo
5. “La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.”>>
Grazie,
Presidente.
Grazie, collega Giannetta. Ha
chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Devo dire che quando ci sono proposte di legge che presentano
diverse lacune, mi trovo sempre a dover rispondere al consigliere Giannetta,
non so se è una scelta precisa che fa la maggioranza, ma accade spesso.
Anche
il nome che reca questa legge è in qualche modo anche affascinante, perché nel
titolo leggiamo: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione”.
Ora,
leggendo questo titolo, - peraltro non è la prima volta che noi arriviamo in
Consiglio ad approvare una legge di questo tipo - saremo tutti portati a vedere
qualcosa di positivo nell'adempimento degli impegni assunti con il Governo sul
principio di leale collaborazione. In realtà, come spesso accade, e come si
suol dire, il diavolo si nasconde nei dettagli, si nasconde nelle pieghe, si
nasconde nei sottintesi.
Sostanzialmente,
con questo provvedimento il Governo nazionale dice al Consiglio regionale e al
Presidente: “Questa legge regionale che tu hai approvato il 26 novembre scorso
te la dovrei bocciare. Siccome non te la voglio bocciare, rivedi alcune cose che
hai approvato e poi riportala all'attenzione del Consiglio”.
E
le cose che sono state poste, che sono state evidenziate come a rischio
impugnazione, sono quelle che un po' velocemente e frettolosamente ha elencato
il consigliere Giannetta.
Tra
queste c’è la sostituzione del termine “modifiche parziali”, con una dicitura
molto più approfondita rispetto alla semplice dicitura precedente, ovvero
“modifiche parziali che non intervengono sui principi fondamentali o sulla
struttura dello Statuto”.
Era
quello che noi, come minoranza, vi abbiamo detto nella seduta del 26 novembre
scorso! Non potete pensare di modificare lo Statuto regionale cambiandolo un
pezzettino alla volta.
E
addirittura, l'articolo 2 dice che: “non devono essere soltanto i residenti del
Comune della Regione, ma anche quelli inseriti nell'elenco dei cittadini
italiani residenti all'estero”.
Signori,
avevate approvato una legge addirittura più restrittiva delle prerogative
referendarie di quelle che ha approvato il Governo nazionale, che anche sul
referendum del 24 marzo impedisce il voto degli studenti fuori sede. Finanche
un Governo che impedisce il voto dei residenti fuori sede vi ha dovuto
bacchettare per l'eccessiva restrittività della norma che è stata approvata.
Per
non parlare poi dell'articolo 3 che demandava al “Segretario generale”, anziché
“all'Ufficio centrale regionale”, tutte le operazioni relative allo Statuto.
Ecco,
siamo in periodo di pagelle, è finito il primo quadrimestre nelle scuole ed è come se nella sostanza un
professore dicesse allo studente “Guarda questo compito, ti dovrei mettere 2,
non ti voglio mettere 2, rifai il compito”, oppure, dato che siamo all'inizio
della kermesse canora di Sanremo, come se un cantante volesse cantare in
playback e anziché squalificarlo dalla kermesse gli si dà la possibilità di
poter cantare di nuovo.
Al di là delle battute e degli esempi, la verità è che comunque voi
continuate a non voler portare all'attenzione delle Commissioni provvedimenti
che poi puntualmente vengono portati in Consiglio e, poi, ci ritroviamo con le
situazioni di questo tipo e ad essere bacchettati dal Governo. La verità è che
voi siete recalcitranti al rispetto delle liturgie istituzionali, al rispetto
delle procedure e siete invece, purtroppo, sempre di più abituati, come oggi, a
inserire, come diceva il collega Ranuccio, dei provvedimenti fuori sacco.
Poi ci dite che dobbiamo studiare! Noi vorremmo anche studiare,
Presidente! Li vorremmo anche studiare i provvedimenti, ma come si fanno a
studiare provvedimenti di tutte queste pagine se arrivano all'attenzione dei
consiglieri soltanto la mattina? E allora, se non c'è neanche il tempo di
studiare, almeno fateci un disegnino, così il disegnino è più sintetico e noi
riusciamo a determinarci e, soprattutto, riusciamo a svolgere il nostro ruolo
di consiglieri al servizio della Calabria e dei calabresi.
Grazie, collega Falcomatà.
Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Presidente, oggi viene certificata la vostra sconfitta, perché noi come
opposizione eravamo stati chiarissimi, avevamo detto: “Attenzione! Questa roba
che volete approvare non funziona!” E alla fine il vostro Governo, del vostro
stesso colore, ci ha dato ragione. Ma la cosa che mi dà più fastidio,
presidente Occhiuto, sa qual è? Non è tanto certificare la vostra ennesima
sconfitta, perché di quello purtroppo buona parte della Calabria ne è
consapevole, ma è la priorità che date alle cose.
Noi come opposizione avevamo chiesto che oggi venisse inserito un semplice
punto all'ordine del giorno riguardante l'alluvione, riguardante le emergenze
dei nostri concittadini. Ieri sono stata a Turio, dove è stato anche lei,
presidente Occhiuto, e sa, lei lo sa benissimo, che mancano questi 8 milioni. Siccome ho letto varie dichiarazioni, sarebbe
stato meglio discuterne qui in Consiglio regionale, perché quelle persone sono
rimaste senza casa e chi ancora ha una casa ce l'ha con l'acqua dentro.
E voi che cosa decidete? Alla nostra umilissima richiesta di inserire un
punto all'ordine del giorno su questa tematica che - scusate se mi permetto di
dire - mi sembra che sia di vitale importanza, dite “no” e continuate a portare
in Aula la modifica dello Statuto per aggiungere 2
posti in Giunta e per riesumare i sottosegretari. Quando ci concederete la
grazia di dedicare un punto a ciò che interessa realmente ai cittadini
calabresi, magari ce lo farete sapere. Grazie.
Grazie, collega Scutellà.
Solo per chiarire: non è arrivata nessuna richiesta di inserimento e
nemmeno all'interno della Conferenza dei capigruppo si è discusso di questo
eventuale punto. Mi dispiace, ma non si è discusso su nessun inserimento di
questo tipo altrimenti l'avrei inserito.
Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.
Consigliera Scutellà, nei giorni passati c'è stata un'interlocuzione fra
me e il Presidente del Consiglio regionale a cui ho detto che sarei stato
disponibile a fornire in Aula un'informativa su questa vicenda, qualora la
Conferenza dei capigruppo l'avesse voluto. D'altra parte, avete visto in
passato che ogni volta che è stata chiesta un'informativa non mi sono mai
sottratto, anzi, penso sia doveroso farlo. Però - voglio precisarlo - non è il
Presidente della Giunta regionale a predisporre l'ordine del giorno del
Consiglio regionale, né lo fa da solo il Presidente del Consiglio regionale,
tant'è che proprio in ragione del fatto che non c'era questo punto all'ordine
del giorno anche io ho organizzato la mia agenda in maniera diversa. Però, se
volete, sono sempre disponibile perché nei prossimi giorni, nella prossima
settimana, sia convocata una seduta di Consiglio proprio su quello che è
accaduto e su quello che stiamo facendo insieme al Vicepresidente della Giunta
regionale che, peraltro, è nella condizione, se voi volete, anche di mandarvi
per le vie brevi il masterplan che abbiamo predisposto e le relazioni che abbiamo fatto.
Vi preannuncio che con l'Autorità di Bacino nei prossimi giorni terremo
un’iniziativa per rendere evidente come abbiamo mappato tutta la Calabria negli
anni passati, anche rispetto a questi fenomeni, e mi piacerebbe partecipassero
anche i consiglieri di maggioranza e di minoranza. Chiaramente l'Autorità di
Bacino non possiamo farla venire in Consiglio regionale, però forse sarebbe
utile fare una riunione del genere più tecnica per assumere tutte le
informazioni tecniche e poi un dibattito in Consiglio su questo tema, perché
sì, lo reputo importante, però come dice il Presidente del Consiglio non sono
pervenute indicazioni in questa direzione.
Grazie, presidente Occhiuto.
Ha chiesto di intervenire il collega Bruno. Ne ha facoltà.
BRUNO
Vincenzo (Tridico Presidente)
Intanto su questo argomento, considerato che si tratta di un cataclisma
che ha investito la regione, una discussione, se volete, possiamo tenerla anche
adesso. Mi pare che siamo talmente attrezzati e coinvolti dentro le dinamiche
che in questi giorni hanno riguardato la Calabria e tutti i suoi territori che,
se volete, considerato che portate qualunque cosa, siamo disponibili a
discutere anche oggi di quello che è avvenuto nei territori, di quello che i
calabresi stanno vivendo in questi momenti, in particolari aree della Calabria
ancora di più. Penso allo Jonio cosentino così come penso allo Jonio
catanzarese, così come penso al medio Tirreno catanzarese e cosentino. Mi pare
che non ci sia argomento più importante di questo. Quindi, se volete, noi siamo
disponibili ad ascoltare il Presidente sulle informazioni che può darci
rispetto anche alle prese di posizione del Governo nazionale.
Rispetto a questo argomento, quello che è in discussione è pochissima
cosa, perché vi abbiamo detto, quando lo abbiamo approvato, il 27 novembre se
non sbaglio, che i calabresi attendevano altro dalle prime sedute del Consiglio
e non l'aumento dei componenti della Giunta e l’istituzione dei Sottosegretari.
Sia il collega De Cicco che io vi abbiamo detto: “Questi soldi, che servono a
pagare l'aumento dei componenti della Giunta e i Sottosegretari, investiamoli
sul dissesto idrogeologico” e ancora non era intervenuto il ciclone Harry.
Guarda caso, dopo 15 giorni, il ciclone Harry ha distrutto lo Jonio catanzarese
e altri territori della Calabria.
Lo dicevamo allora e continuiamo a dire che i soldi che vengono investiti
ad aumentare i componenti della Giunta e ad istituire i vecchi Sottosegretari
possono essere investiti per la salvaguardia del territorio, per la
salvaguardia del sistema fluviale, per la salvaguardia della pulitura dei fossi
di scolo di cui la Calabria ha tanto bisogno. Noi non abbiamo bisogno di
contare sempre i danni dopo l'ultima alluvione, abbiamo bisogno che sia
allestita una grande proposta di manutenzione dei territori.
Questo è quello che serve in questo momento! Non serve parlare e discutere
di come modificare quello che il Governo nazionale ci dice.
Ve l'avevamo detto, per tornare all'ordine del giorno, che probabilmente
quella modifica dello Statuto non poteva essere fatta, perché le modifiche che
avete fatto sono sostanziali. Non è vero che sono una passeggiata, una cosa
senza conto, si modifica il sistema di governo della Regione. L'aumento della
Giunta, il sistema di governo…. È vero, è consentito dalla legge, ma la
Calabria non ha bisogno di questo e lo stiamo vedendo giorno per giorno:
abbiamo problemi di sanità, problemi del dissesto idrogeologico, problemi nel
contenimento dell'avanzamento del mare che sta erodendo le coste calabresi e
voi pensate che i calabresi vedano di buon occhio il fatto che in questo
momento noi andiamo ad approvare l'aumento della Giunta da 7 a 9 e 2
Sottosegretari? È questo che noi vogliamo sottoporre a discussione.
Pertanto, riteniamo che il Governo abbia posto delle motivazioni giuste,
che erano le nostre preoccupazioni, pertanto, vi chiediamo se siete disponibili
a iniziare una discussione e ascolteremmo volentieri il Presidente sul lavoro
che ha svolto a livello di Governo nazionale e riteniamo anche, presidente
Cirillo, che le Commissioni debbano essere più coinvolte. Evitiamo questo
metodo antipatico e non istituzionale del fuori sacco, perché portate fuori
sacco delle proposte di legge importanti. Probabilmente, è necessario discutere
in Commissione, ragionare per modificarle, per elaborarle, per emendarle. In
Consiglio regionale, poi, non abbiamo il tempo per studiare, per guardarle. Poi
ci accusate di non studiare. Noi vogliamo studiare, ma vogliamo farlo in Commissione
che sono le sedi preposte ad elaborare le leggi che si portano all'esame del
Consiglio.
Quindi io ritengo che su questo punto noi avevamo ragione.
Il Consiglio regionale è chiamato a apportare
delle modifiche che noi avevamo già preavvisato che sarebbero state negative,
pertanto, noi siamo qui a dimostrare quanto siamo disponibili a collaborare, ma
non a subire sempre delle mortificazioni in Consiglio. Grazie.
Grazie, collega Bruno.
Prendo io l'impegno di convocare una seduta di Consiglio regionale
appositamente dedicata a questo argomento a breve; però – lo ripeto - non è
arrivata nessuna richiesta né all'interno della Conferenza dei capigruppo né in
maniera scritta alla Presidenza. Come avremmo potuto inserire questo punto
all'ordine del giorno?
Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.
Mi dichiaro disponibile, insieme al vicepresidente che sta lavorando molto
su questo dossier, a dare un'informativa al Consiglio regionale. Se volete,
anche l’incontro preliminare con l'Autorità di Bacino potremmo organizzarlo qui
a Reggio prima della seduta di Consiglio, in maniera tale che abbiate tutti gli
elementi del caso per poter fare interventi puntuali.
Mi perdoni, consigliere Bruno, più puntuali del suo nel caso di specie,
perché - lo dico con grande rispetto - ho sempre avuto grande rispetto di tutti
in quest'Aula, pur avendo, come la consigliera Scutellà, l'esperienza di altre
Aule, però, quando si parla, lo si deve fare con cognizione di causa di quello
che si sta votando: gli impegni assunti nei confronti del Governo non c'entrano
nulla con la modifica dello Statuto e con il numero degli assessori. Gli
impegni che ora state votando riguardano la legge sul referendum che nulla
c'entra col numero degli assessori. Fare interventi così tanto per farli va
bene, però se diamo un po' di dignità al Consiglio regionale parlando con
cognizione di causa, credo che sia una cosa che faccia bene. Grazie.
Non ci sono altre richieste di intervento.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento:
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è
approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Passiamo alla mozione numero 12/13^ di iniziativa dei consiglieri
Giannetta, Caputo, Brutto, Filomena Greco, De Cicco, Bruno, Ranuccio, recante:
“Iniziative per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell'ASP di
Reggio Calabria e la valorizzazione dell'esperienza professionale del personale
attualmente impiegato in servizio esternalizzati, nel rispetto alla normativa
vigente”.
Cedo la parola al consigliere Giannetta per
illustrarla.
Grazie, signor Presidente, colleghi consiglieri.
Intervengo per illustrare la mozione numero 12 del 13 gennaio 2026, che si
inserisce in un percorso di rafforzamento dell'emergenza e urgenza della
Regione Calabria.
Parliamo di SUEM 118 dell'ASP di Reggio Calabria, un presidio essenziale
per la tutela del diritto della salute e della sicurezza delle nostre comunità.
In questi anni la Regione Calabria ha avviato un processo strutturale a
rafforzare tale sistema, a migliorarlo. Abbiamo introdotto nuove ambulanze in
tutto il territorio regionale, abbiamo istituito un numero unico
sull'emergenza, che è il 112, abbiamo da poco istituito il servizio taxi
sanitario come servizio di prossimità, abbiamo anche finalmente sbloccato
quelli che sono stati i concorsi per gli autisti soccorritori che non venivano
fatti da più di vent'anni. Tutto questo nell'unico intento e nell'unico scopo
di andare a internalizzare il nostro servizio sotto la guida del presidente
Occhiuto.
L'emergenza urgenza sta sicuramente vivendo una fase di rafforzamento che
noi sosteniamo con convinzione ed è per questo motivo che ho presentato questa
mozione che va in tale direzione e in questo percorso si identifica.
Con la determina numero 3709 del 16 dicembre 2025, l'ASP di Reggio
Calabria ha prorogato fino al 31 dicembre 2026, con una proroga tecnica, il
servizio attualmente gestito in Convenzione; una proroga che è stata necessaria
ad accompagnare questa fase di transizione verso l'assetto definitivo ed è in
questa fase che emerge una questione che non che non è solo organizzativa, ma è
anche profondamente umana. Parliamo di autisti soccorritori che operano in
convenzione da anni all'interno del nostro sistema sanitario regionale. Per
anni hanno garantito un servizio pubblico essenziale, quando l'azienda
sanitaria non disponeva di mezzi propri per coprire tutto il territorio della
provincia. Sono professionisti formati, qualificati, con esperienza reale,
maturata nel campo. Hanno trovato perfetta integrazione con gli infermieri, con
il personale sanitario. Hanno assicurato interventi quotidiani di giorno, di
notte, nei festivi, durante le emergenze più complesse e durante la pandemia
hanno rappresentato anche loro un punto di riferimento importante, una colonna
portante del sistema dell'Emergenza-Urgenza della provincia di Reggio. Hanno
operato in condizioni difficili, con turni massacranti, assumendosi anche delle
responsabilità, entrando nelle case delle persone quando la paura era veramente
forte.
Ma, oltre a divise e a turni, ci sono persone, ci sono padri di famiglia
che nel frattempo hanno costruito vite attorno a questa precarietà formale
della convenzione. È stato il perno della loro esistenza. C'è chi ha acceso un
mutuo, chi ha fatto figli, chi ha costruito il proprio futuro, confidando nella
continuità di questo servizio, che è stato sicuramente garantito con sacrificio
e con serietà. Stiamo parlando di capitale umano! Di professionalità che hanno
dato stabilità al servizio e che oggi chiedono a loro volta di essere
stabilizzati ed è per questo, è per loro e per le loro famiglie, che
giustamente noi oggi discutiamo di questo.
L'internalizzazione del servizio è una scelta giusta e strategica. Proprio
per questo, però, riteniamo che in questa fase di transizione, accompagnata
dalla proroga del 31 dicembre 2026, possa rappresentare un'occasione per
valorizzare appunto queste competenze e non disperderle.
La mozione impegna la Giunta a monitorare questa
fase e a valutare, nel rispetto delle normative vigenti, la possibilità di
soluzioni che consentano di coniugare il rafforzamento organizzativo del
sistema con la continuità professionale di chi ha garantito il servizio in
questi anni. Non si tratta di introdurre elementi di discontinuità, si tratta
di accompagnare in questa fase di transizione organizzativa, valorizzando
appunto quelle professionalità che già conoscono il servizio, i protocolli e
soprattutto il territorio; visto che parliamo di autisti, l'obiettivo è chiaro:
fare in modo che il rafforzamento del sistema dell'Emergenza-Urgenza proceda
nel segno della continuità.
Rafforzare il sistema significa anche valorizzare
chi ha garantito tutto questo e la continuità operativa sul territorio.
Ringrazio tutti i capigruppo di maggioranza e
minoranza che in seno alla Conferenza dei capigruppo hanno voluto con la loro
firma sottoscrivere questa mozione attraverso cui, secondo me, diamo un
bell'esempio. Insieme possiamo dimostrare alla Calabria che è fatta di
efficienza e umanità. Grazie a tutti voi.
Grazie consigliere
Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, ancora buon pomeriggio a lei e
ai colleghi.
Faccio una brevissima premessa, prima di passare
alla mozione a firma del collega Giannetta: concordo anch'io con i colleghi
sulla necessità di affrontare in maniera seria, approfondita e documentale i
danni ingenti causati e lasciatici in eredità dai vari cicloni. Ad onor del vero, Presidente, come lei ben sa, come Gruppo del
Partito Democratico abbiamo presentato un'apposita mozione per valutare e
ragionare insieme a voi sulla possibilità di cambiare destinazione ad una parte
di somme importanti che la Regione Calabria, ad oggi, ha impegnato per la
realizzazione del ponte sullo Stretto per l'annualità 2026, cosa che
sicuramente non accadrà; ma di questo ne parleremo, come concordato e come già
anticipato, in un'apposita seduta che spero si tenga il prima possibile.
Con riferimento invece alla mozione appena
illustrata dal primo firmatario, il collega Giannetta ha anticipato che ne
abbiamo condiviso l'intento; ne condivido lo spirito, sicuramente, e appare
assolutamente necessario tutelare questo servizio di emergenza e urgenza e
garantire una certa continuità. Politicamente credo che sia l'ennesima
dimostrazione di come l'opposizione sia pronta ad accogliere, a valutare, a
votare favorevolmente quei provvedimenti che mirano a migliorare la qualità
della vita dei cittadini, soprattutto nel comparto sanitario, che è quello che
di più li preoccupa ed occupa.
Ma c'è – l’ho anticipato informalmente al collega
quando l'ha sottoposta alla mia attenzione - un principio di fondo, una ratio, si direbbe, per
usare un linguaggio tecnico, che ho apprezzato e che intravedo in questa
mozione e cioè la volontà di effettuare, per certi aspetti, un cambio di
tendenza ed arrivare ad avere una sorta di migrazione del personale medico,
generalmente inteso, che dal settore privato possa spostarsi al settore
pubblico.
Più volte – è vero - in quest'Aula abbiamo
evidenziato come la nostra sanità pubblica, purtroppo regionale, non sia
attrattiva, non solo e non tanto perché le retribuzioni, gli stipendi non siano
adeguati. Peraltro, ci pensavo prima: da un lato, siamo alla ricerca spasmodica
di medici, di professionisti in ogni parte del mondo, dall'altro, se la
sciagura dell'autonomia differenziata dovesse realizzarsi concretamente, altro
che portare i medici in Calabria, laddove in regioni ricche del nord venissero
pagati il doppio o il triplo, nessun medico sceglierebbe di lavorare in
Calabria. Su questo, però, spero che anche il Consiglio avrà modo di
pronunciarsi di qui a breve, quando noi stessi ci faremo promotrici e promotori
di apposita iniziativa.
Condivido, quindi, l'auspicio di portare in questa
Aula la volontà di internalizzare un percorso opposto perché sapete benissimo
invece che l'emorragia è al contrario: il personale medico va verso il settore
privato e questo lo scontiamo in tanti altri settori.
Qualche settimana fa ho ricevuto una delegazione di
fisioterapisti che lamentavano questo paradosso che mi riservo di approfondire,
cioè la Regione Calabria, invece che, per esempio, assumere stabilmente e far
scorrere le graduatorie che tuttora sono vigenti, preferisce affidarsi a delle
cooperative che assumono a tempo determinato questi fisioterapisti e vanno poi
a dislocarsi nei vari presidi ospedalieri, con la beffa però che li paghiamo il
doppio. Quindi questi professionisti non vengono assunti dalla Regione e
costano il doppio; ma questo lo verificheremo.
Approvo, pertanto, l'intento di questa mozione con
l'auspicio che questo stesso principio possa estendersi in tutti i settori
sanitari e, quindi, rimpolpare il personale medico pubblico, e ci tengo a
sottolinearlo.
Grazie, collega Ranuccio. Non ci sono altre
richieste di intervento.
Pongo in votazione la mozione con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo alla mozione numero 20/13^ di iniziativa
del consigliere Mattiani, recante “Introduzione dell'esenzione dal ticket
sanitario per le vittime di violenza per le prestazioni mediche farmacologiche
e psicologiche correlate”.
Cedo la parola al consigliere Mattiani per
illustrarla.
Grazie, Presidente.
Presidente, ho ritenuto opportuno presentare una
mozione per introdurre l'esenzione del ticket sanitario per le vittime di
violenza, per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate,
perché ritengo doveroso da parte delle istituzioni continuare a non abbassare
la guardia di fronte alle violenze di genere e a garantire supporto, tutela e
protezione alle vittime di queste autentiche barbarie.
I dati forniti dall'Istat del 2025, dal
Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Ministero dell'Interno, che ho
voluto richiamare nel testo della mozione, sono davvero impressionanti e
tracciano un quadro particolarmente allarmante ed esteso a tutto il territorio
nazionale. Infatti, secondo la recente indagine condotta dall'Istat nel 2025,
sono circa 6.400.000 le donne italiane, nell'età compresa tra i 16 e i 75 anni,
che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale.
Di fronte a questi numeri così alti, le Istituzioni,
oltre ad intervenire con misure preventive e repressive, devono potenziare
quegli interventi volti a far sentire la vicinanza alla vittima. La mozione
presentata va in questa direzione e vuole impegnare la Giunta regionale ad
introdurre l'esenzione del ticket sanitario per le vittime di violenza e gli
orfani di femminicidio, per le prestazioni mediche farmacologiche e
psicologiche correlate.
Do lettura del testo della mozione: “Premesso che:
la violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità
di genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la
salute fisica e psicologica delle vittime; secondo l'indagine condotta
dall'Istat del 2025 sono circa 6.400.000 le donne italiane tra i 16 e i 75 anni
di età che hanno subito almeno una violenza fisica sessuale, nel corso della
vita, il 18,8% ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali e, tra
queste ultime, a subire stupri o tentati stupri è il 5,7% delle donne;
nell'anno 2024 si sono registrati 19.518 accessi di donne in pronto soccorso
con indicazioni di violenza, nel 2023 erano 16.896; si è registrato quindi un
incremento del 13,3% rispetto all'anno precedente; secondo gli ultimi dati
forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno
relativamente al 2025, sono stati registrati 286 omicidi con 97 vittime donne,
di cui 85 uccise in ambito familiare e affettivo e, di queste, 62 hanno trovato
la morte per mano del partner o ex partner; trattasi di un allarme diffuso su
tutto il territorio nazionale; già la Regione Veneto, con deliberazione della
Giunta regionale, e la Regione Lombardia, con deliberazione anch'essa della
Giunta regionale, hanno istituito un codice di esenzione della
compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul
genere o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo l'accesso
gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal pronto
soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale connesse
alla violenza subita.
Considerato che: la Convenzione di Istanbul,
ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, numero 77, impone agli
Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza,
garantendo servizi di supporto adeguati; il DPCM del 12 gennaio 2017 ha incluso
tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione,
individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere sessuale,
prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio sanitario nazionale; la
Regione Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha
ancora istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla
spesa sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere o basata
sull'orientamento sessuale e dell’identità di genere.
Rilevato che: l'assenza di un codice di esenzione
specifico può rappresentare un ostacolo economico per le vittime nell'accesso
alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di recupero e
reintegrazione; l'adozione di misure tali e da implementare, già adottate da
altre Regioni, potrebbe rafforzare la tutela delle vittime, come in Lombardia e
in Veneto, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari
necessari.
Detto ciò, la mozione impegna la Giunta regionale:
a istituire un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa
sanitaria a favore delle vittime di violenza di genere o per motivi legati
all'orientamento sessuale e d’identità di genere, garantendo l'accesso gratuito
alle necessarie prestazioni mediche e farmacologiche connesse alla violenza
subita; a estendere l'applicazione della stessa esenzione di pagamento anche
agli orfani di femminicidio; a definire in tempi rapidi le modalità operative
per l'attivazione e l'utilizzo del codice di esenzione, in collaborazione con
le Aziende sanitarie provinciali, con le aziende ospedaliere, e i centri
antiviolenza e i consultori e le associazioni della rete antidiscriminazione; a
promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione
sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle
prestazioni sanitarie gratuite.”
Sono convinto che questo atto troverà pieno
appoggio da parte di tutto il Consiglio regionale.
Grazie, collega Mattiani. Non ci sono richieste di
intervento.
Pongo in votazione la mozione con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Passiamo alla mozione numero 23/13^ di iniziativa
dei consiglieri Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, Luciana De
Francesco, Filomena Greco, Elisa Scutellà, Bruno, Ranuccio, De Cicco, recante:
“Potenziamento della diagnosi precoce e della presa in carico dei pazienti con
Alzheimer e demenze.”
Cedo la parola alla consigliera De Francesco per
illustrare il provvedimento.
Grazie, signor Presidente. Ho voluto portare
all'attenzione di quest'Aula una mozione sull'Alzheimer e sulle demenze, un
tema che interpella direttamente il nostro sistema sanitario e che richiama
alla responsabilità delle istituzioni regionali. Parliamo di una realtà che
coinvolge migliaia di famiglie calabresi e che rappresenta un tema di grande
rilevanza sociale e sanitaria per la nostra regione. È una patologia
neurodegenerativa che colpisce progressivamente le funzioni cognitive
fondamentali, la memoria, il linguaggio, l'apprendimento, fino a compromettere
l'autonomia della persona. Una condizione che non riguarda soltanto chi ne è
affetto, ma che investe profondamente le famiglie, il caregiver e
l'intero contesto sociale.
I numeri aiutano a comprendere la portata del
fenomeno: nel mondo oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di
demenza; in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone, di cui 600.000
affette da Alzheimer; in Calabria parliamo di circa 40.000 persone, con circa
6.000 nuove diagnosi ogni anno e con una quota significativa di casi che
restano sommersi. Questo si traduce, molto spesso, in diagnosi tardive, in un
percorso assistenziale più complesso che incide ulteriormente sulla vita delle
famiglie.
Negli ultimi anni, tuttavia, il quadro è in
evoluzione: la ricerca scientifica ha compiuto progressi importanti e oggi sono
disponibili nuove terapie in grado di rallentare il decorso della malattia,
soprattutto se somministrate nella fase iniziale. Questo apre prospettive nuove
e significative, ma rende ancora più centrale il tema della diagnosi precoce e
dell'organizzazione dei percorsi di presa in carico.
La Regione Calabria su questo fronte ha già
intrapreso un percorso importante: ha recepito il piano nazionale demenze, ha
adottato le linee di indirizzo sui percorsi diagnostico terapeutico
assistenziali, ha istituito una rete regionale per le demenze, ha attivato un
tavolo tecnico permanente, ha approvato il piano triennale del Fondo Alzheimer
e ha avviato progettualità sperimentali come quelle legate alla
teleriabilitazione. È un lavoro che costituisce una base significativa e che va
ovviamente riconosciuto.
Al tempo stesso, l'evoluzione dei bisogni e delle
conoscenze scientifiche richiede di continuare su questa strada, rafforzando e
rendendo sempre più efficace l'organizzazione dei servizi, anche per garantire
maggiore omogeneità territoriale e continuità assistenziale.
Un aspetto centrale riguarda, inoltre, il sostegno
alle famiglie e ai caregiver: Accanto alla dimensione clinica è
fondamentale valorizzare percorsi di informazione, orientamento e supporto,
così come promuovere servizi di prossimità e di sollievo in collaborazione con
gli enti locali, gli ambiti territoriali e il terzo settore. Esperienze come i
centri diurni dedicati ai cosiddetti Cafè Alzheimer rappresentano
strumenti utili per sostenere la domiciliarità e favorire la qualità della vita
delle persone coinvolte.
La mozione richiama anche il programma nazionale
equità nella salute, inserito nella programmazione sanitaria 2024-2026, che
assegna alla Calabria risorse importanti per il rafforzamento dei servizi
territoriali e per la riduzione delle disuguaglianze di accesso alla cura, con
particolare attenzione all'area della salute mentale.
Alla luce di tutto questo, la mozione impegna la
Giunta regionale a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento e piena
operatività della rete regionale per le demenze e a promuovere la definizione e
la progressiva implementazione di un percorso diagnostico terapeutico
assistenziale specifico per la malattia di Alzheimer, favorendo uniformità,
appropriatezza ed equità nell'accesso ai percorsi di diagnosi, cura e presa in
carico su tutto il territorio regionale.
Desidero ringraziare tutti i capigruppo di
maggioranza e di opposizione per aver condiviso e sottoscritto questa
iniziativa, che nasce con uno spirito unitario e costruttivo, ma anche con
l'obiettivo di affrontare un tema così delicato con senso di responsabilità
istituzionale, che va al di là di ogni divisione politica. Grazie.
Grazie, collega De Francesco. Ha chiesto di
intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Intervengo per ribadire la
nostra posizione favorevole, a significare che quando si tratta di problemi
veri per la Calabria e i calabresi l'opposizione c'è, la minoranza c'è,
partecipa e dà il suo sostegno alle mozioni che vanno verso questo indirizzo.
Quando, invece, non ci convincono le cose che portate, lo diciamo e non capisco
la vostra reazione di insofferenza, così come oggi il Presidente della Giunta è
stato insofferente rispetto ad una mia posizione al riguardo delle cose che portate.
Su questo argomento votiamo sì, siamo d'accordo,
collega De Francesco: è un argomento importante, un argomento che riguarda
oltre 40.000 cittadini calabresi e le loro famiglie, per una patologia che sta
avanzando sempre di più. È evidente che c’è bisogno del sostegno pubblico
affinché queste famiglie e i pazienti siano messi in qualche modo in sicurezza
e sostenuti e, soprattutto, è necessario sostenere la ricerca nelle Università
calabresi. Ad esempio, a Catanzaro c’è un importante centro di neurologia e c'è
bisogno che questi scienziati, questi medici, siano sostenuti affinché la
ricerca possa essere in grado di combattere il fenomeno e di ridurre sempre di
più quelle nuove diagnosi che ogni anno si manifestano.
Quindi sosteniamo questa iniziativa, siamo a favore
e grazie per questo importante contributo che diamo al sistema sanitario
regionale.
Grazie, collega Bruno. Non ci sono ulteriori
richieste di intervento.
Pongo in votazione la mozione con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Non ci sono altri punti all'ordine del giorno. La
seduta è tolta.
Grazie e buona serata.
La seduta termina alle 17.09
Hanno chiesto congedo: Greco Orlandino e Laghi.
(È concesso)
Sono state
presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri
regionali:
Mattiani,
Bevilacqua, Orlandino Greco, Laghi “Misure di efficientamento dei sistemi di
illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione
dell'inquinamento luminoso” (PL n. 36/13^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
De Francesco,
Santoianni, Crinò, Brutto, Giannetta, De Caprio, Bevilacqua, Pitaro “Disciplina
delle attività escursionistiche e istituzione della rete escursionistica e dei
sentieri della Calabria” (PL n. 37/13^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura,
musei e biblioteche, turismo, porti, commercio, alla sesta Commissione -
Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse
naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per
il parere ex articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della
Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Norme
per la valorizzazione e promozione della Cipolla Bianca di Castrovillari” (PL n.
38/13^).
È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio, alla sesta Commissione - Agricoltura e
foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree
interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il
parere ex articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della
Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Alecci “Disposizioni
per la valorizzazione, promozione e diffusione delle arti di strada in Calabria”
(PL n. 39/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda
Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e
relazioni con l’estero per il parere finanziario.
De Cicco “Modifiche
ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1995 n. 8 (Norme per la
regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia
residenziale pubblica)” (PL n. 40/13^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Greco
Orlandino “Istituzione del sistema di voto telematico per i cittadini calabresi
residenti all’estero (AIRE) nelle elezioni regionali” (PL n. 41/13^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Mattiani,
Greco Orlandino e Bevilacqua “Disposizioni per la rottamazione delle cartelle
esattoriali relative alla tassa automobilistica regionale (Bollo Auto) emesse
dall’Agenzia delle Entrate - Riscossione tra il 2023 e il 2025 - (Legge n.
199/2025)” (PL n. 42/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
Laghi “Misure
per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche
(PFAS)” (PL n. 43/13^).
È
stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Giannetta,
Caputo e Brutto “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, n. 45.
Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di
leale collaborazione” (PL n. 44/13^).
È
stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Barbuto “Norme
in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario” (PL n. 45/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Barbuto “Istituzione
della “Giornata regionale per l’utilizzo sicuro, responsabile e consapevole
della rete internet e dei social” (PL n. 46/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio, alla terza Commissione - Sanità e
attività sociali e formative, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste,
attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne,
minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo
66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Cirillo “Modifiche e integrazioni della l.r. n. 2/2017” (PL n. 47/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Cirillo “Modifica
all’articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla
manovra di finanza regionale per l'anno 2007)” (PL n. 48/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Caputo,
Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro “Misure per assicurare la continuità
assistenziale del servizio sanitario regionale” (PL n. 49/13^).
È
stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative
per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Sono state
presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo
di iniziativa della Giunta regionale:
“Attuazione
delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30
dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle
anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione
Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione
pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge
n. 199/2025 - (Deliberazione G.R. n. 32 del 12.02.2026)” (PPA n. 43/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per l’esame di merito.
“Bilancio di
previsione 2026-2028 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) - (Deliberazione
G.R. n. 45 del 17.02.2026) (PPA n. 44/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
È
stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento
amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali Iriti e De Francesco:
“Modifica
della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri
di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del
decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma
2)” (PPA n. 42/13^).
È
stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito.
La sesta
Commissione consiliare permanente, nella seduta del 10 febbraio 2026, ha
espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 520 del
6 novembre 2025, recante:
“Approvazione
del Regolamento di attuazione della legge regionale 2 agosto 2023 n. 34 concernente
“Istituzione e disciplina del Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co”.
(Parere numero
2/13^).
La Giunta
regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare,
la deliberazione n. 21 del 12 febbraio 2026, recante:
“Presa d’atto
della decisione della Commissione Europea del 12.12.2025 C (8928) di modifica
del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria”.
(Parere numero
3/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.
La Giunta
regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare,
la deliberazione n. 22 del 12 febbraio 2026, recante:
“Presa d’atto
della decisione della Commissione Europea del 27/11/2025 C (8022) che approva
la modifica del piano strategico della PAC 2023-2027 dell’Italia ai fini del
sostegno dell’Unione finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia e dal
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”.
(Parere numero
4/13^).
È
stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.
In data 29
gennaio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la
sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 21 del 30
gennaio 2026:
1) legge
regionale n. 3 del 29 gennaio 2026, recante: “Disposizioni per la proroga della
validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del
Servizio sanitario della Regione Calabria”.
In data 2
febbraio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le
sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate
telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 22 del 2
febbraio 2026:
1) legge
regionale n. 4 del 2 febbraio 2026, recante: “Disposizioni concernenti
l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale”;
2) legge
regionale n. 5 del 2 febbraio 2026, recante: “Adempimento degli impegni assunti
con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”.
Con decreto
del Presidente della Regione Calabria n. 18 del 23.02.2026, è stata revocata la
promulgazione della legge regionale 29 gennaio 2026, n. 2, recante:
“Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione
Calabria)”.
La proposta
di legge n. 3/13^, di iniziativa del consigliere regionale Laghi, recante: “Misure
per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche
(PFAS)” è stata ritirata dal proponente in data 16 febbraio 2026.
La mozione n.
12/13^ di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante: “Iniziative
per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria e
la valorizzazione dell’esperienza professionale del personale attualmente
impiegato in servizi esternalizzati, nel rispetto della normativa vigente” è
stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Caputo, Brutto, Filomena Greco,
De Cicco, Bruno, Ranuccio.
La proposta
di legge n. 17/13^, di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante:
“Disposizioni per il potenziamento strutturale del diritto allo studio
universitario mediante la destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi
consiliari. Modifica delle leggi regionali 34/2001 e 19/2025” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Polimeni.
Comunico che
la proposta di legge n. 13/13^, di iniziativa del consigliere regionale
Giannetta, recante: “Norme per la gestione igienico-sanitaria e la
valorizzazione delle carni di selvaggina selvatica cacciata nella Regione
Calabria” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Brutto.
In data 16
febbraio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato
regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul
Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 34 del 17 febbraio 2026:
-
Regolamento regionale n. 1 del 16 febbraio 2026,
concernente: “Regolamento per il funzionamento dell’organismo indipendente di
valutazione della Regione Calabria”.
La Giunta
regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al
bilancio di previsione finanziario 2026-2028:
1.)
Deliberazioni della Giunta regionale numeri 27, 28,
29, 30, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 42 del 12 febbraio 2026;
2.)
Deliberazioni della Giunta regionale numeri 46,
47, 48 e 49 del 17 febbraio 2026.
Falcomatà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
•da aprile
2024, a seguito di un accordo con la Regione Calabria, la compagnia aerea
irlandese Ryanair, già attiva e presente nello scalo lametino da anni, ha
previsto nuove rotte da e per l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”.
•Questo accordo
prevede una serie di misure di incentivazione da parte della Regione Calabria,
a partire dal fatto che l’addizionale comunale - 6,5 euro per ogni passeggero è
a carico dell’Ente, contributo che ovviamente si traduce in uno “sconto
importante” per le compagnie aeree.
•Circa 14 mln
di euro solo nel 2025 sono stati erogati a SACAL, per l’incentivazione delle
rotte aeree. •con il bando “Destinazione Calabria”, vinto dal vettore
irlandese, la Regione ha stanziato 9 mln di euro solo nei primi tre trimestri
del 2025 in campagne marketing. Ryanair riceve finanziamenti periodici per
campagne pubblicitarie.
•Da fonti
giornalistiche e siti ufficiali, apprendiamo che la quantificazione degli
incentivi a carico della Regione per il 2025 è di circa 37 mln di euro,
considerando che l’aumento di passeggeri è stato di poco più di 770.000, si
arriva ad una spesa regionale per passeggero di quasi 50 euro, a fronte della
media delle altre regioni che non supera i 10 euro. Sia gli incentivi sul
marketing che sull’addizionale comunale sono pianificati solo fino al 2027.
Considerato: •che l’incremento di passeggeri, in particolare nello scalo
reggino, è innegabile. I numeri sono in crescita e questo non può che essere
considerato positivamente, gli incentivi hanno dato frutti, ma è lecita la
preoccupazione che sia un risultato temporaneo destinato a ridimensionarsi al
venir meno delle condizioni economiche garantite.
•A fronte
dell’espansione di Ryanair negli aeroporti calabresi, in particolare
nell’aeroporto di Reggio Calabria, si verificano invece effetti collaterali,
come per esempio il ridimensionamento dell’operatività di ITA Airways, che ha
ridotto i collegamenti con Linate e con Roma, creando pesanti disagi ai
passeggeri.
•Un altro
fattore collegato su cui riflettere è anche che gli incentivi sopracitati
abbiano portato benefici quasi esclusivamente un’utenza prettamente un’utenza
prettamente legata al turismo low cost, non considerando altro tipo di utenza,
come i fuorisede che viaggiano per necessità di studio, lavoro o come le
migliaia di cittadini calabresi che si recano fuori Regione per motivi di
salute: le polemiche sui costi dei biglietti in determinati periodi dell’anno
lo dimostrano. Tutto ciò premesso e considerato: si interroga il Presidente
della Giunta regionale,
per sapere:
per capire
quali misure intenda mettere in atto affinché gli incentivi regionali sul
trasporto aereo possano trasformarsi da temporanee a strutturali e affinché si
possa ampliare con dovute misure la platea degli utenti.
(42;
04/02/2026)
Madeo. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il cantiere
in località Stazione a Montalto Uffugo riguarda i lavori di rettifica curve,
adeguamento sede e stazioni della linea Sibari-Cosenza, approvati con
provvedimento prot. n. 0003436 del 18.02.2014 dal Ministero delle
Infrastrutture e dei Trasporti.
− In
data 19.06.2014, il Referente di Progetto di RFI S.p.A. ha approvato il
progetto definitivo, dichiarando la pubblica utilità dell’opera e recependo il
parere favorevole del Comune di Montalto Uffugo espresso in sede di Conferenza
dei Servizi.
− La
normativa vigente (L. 17/1981, L. 189/1983, L. 354/1998) impone che la
soppressione dei passaggi a livello avvenga tramite manufatti sostitutivi,
individuando nel caso specifico una cavalcaferrovia e un sottopasso carrabile
ad altezza ridotta.
− I lavori, consegnati ufficialmente a
luglio 2016, prevedevano un termine di ultimazione fissato per il mese di
dicembre 2017, termine ampiamente decorso senza che l’opera venisse completata
nella sua interezza.
−Nonostante la chiusura del passaggio a
livello e il completamento della viabilità principale, il cantiere risulta
oggi, a febbraio 2026, ancora aperto e parzialmente inattivo, protraendo una
situazione di precarietà decennale. Considerato che: - I lavori relativi al
sottopasso carrabile sono formalmente bloccati dal marzo 2022 a seguito del
ritrovamento di un reperto archeologico durante le operazioni di scavo nel
sottosuolo.
−La Soprintendenza Archeologia, belle
arti e paesaggio per la provincia di Cosenza ha ufficialmente classificato il
reperto come "storico", rendendo necessario procedere allo
spostamento dello stesso dal sito di ritrovamento ad altro sito da individuare,
per procedere alla continuazione dei lavori di scavo finalizzati al sottopasso.
−Spetta a Rete Ferroviaria Italiana
(RFI) l'onere di commissionare e presentare un progetto esecutivo specifico per
la rimozione e il ricollocamento del reperto, al fine di ottenere il via libera
definitivo della Soprintendenza. Tenuto conto che:
−l'ingiustificato
ritardo nella redazione di tale progetto e nel conseguente ritardo dei lavori
di spostamento sta causando un grave nocumento alla cittadinanza di Montalto
Uffugo, costretta a convivere con un'area di cantiere degradata e una rete viaria
locale monca e inefficiente.
−È necessario un intervento ispettivo e
di sollecito presso gli enti competenti per tutelare gli interessi degli
abitanti del quartiere e garantire il ripristino della piena funzionalità
urbana e della sicurezza stradale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale e all’Assessore con delega ai trasporti
per sapere:
- quali
azioni urgenti e concrete si intendano intraprendere nei confronti di RFI
S.p.A. affinché vengano avviati i lavori di spostamento del reperto storico e
riavviati i lavori per la consegna definitiva del sottopasso di Montalto Uffugo
e la contestuale chiusura del cantiere.
(43;
06/02/2026)
Falcomatà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- le ASP
della Regione Calabria, tramite le commissioni distrettuali di verifica
dell’appropriatezza prescrittiva, hanno imposto ai medici di base importanti
limitazioni sia per quanto riguarda le prescrizioni di farmaci, sia gli esami
strumentali, sia le prescrizioni di visite di controllo specialistiche ai
pazienti cronici. - Le conseguenze sono tangibili: ulteriori allungamenti delle
liste d’attesa, una grande complicazione della burocrazia sanitaria ed un “caos
ragionato” che a volte vanifica i diritti all’esenzione del ticket. Tutte
conseguenze pagate dai pazienti calabresi. - Nell’ultimo anno i medici di base
stanno subendo continui richiami a causa delle prescrizioni di farmaci ai
propri assistiti, che secondo i parametri superano i tetti di spesa. Come in un
vero e proprio processo, sono costretti ad affrontare commissioni, presentare
controdeduzioni e giustificare le decisioni prese nell’ottica della salute dei
pazienti. La cosa grave è che i medici di base non sono stati chiamati per
tempo a far parte di un percorso condiviso su come poter razionalizzare la
spesa – cosa assolutamente giusta - con criteri comuni e razionali, sono stati
invece chiamati a dare spiegazioni a posteriori, anche su prescrizioni fatte un
anno prima, con grandissime difficoltà a reperire documentazione in difesa e
conseguenti sanzioni retroattive anche di migliaia di euro trattenute dagli
stipendi: lo spirito dei controlli è stato punitivo e sanzionatorio e non
costruttivo e migliorativo. Questo ha causato ovviamente un clima di “terrore”
che induce i medici, per non incorrere in sanzioni, a limitare prescrizioni
necessarie, come per esempio gli esami strumentali, demandandoli agli
specialisti o i farmaci come antibiotici, antinfiammatori, gastroprotettori, i
medicinali in DPC, costringendo i pazienti ad acquistare i farmaci a prezzo
pieno. - Tutto ciò ha ovviamente delle ricadute sui pazienti, in modo
particolare su quella fascia di popolazione che non può ricorrere alle cure
private e che ha difficoltà ad acquistare i farmaci a prezzo pieno, che quindi
a volte non ha altra scelta che smettere di curarsi. Al contempo, queste nuovo
ruolo che viene attribuito richiesto al medico di base, è profondamente lesivo
dell’autonomia e della professionalità, trasformando le priorità, da prevenzione
e cura a semplice contabilità. Le conseguenze sono quelle di uno svuotamento
del bacino dei medici di famiglia. - Preoccupazioni riguardo a questa
situazione, sono state avanzate dai medici di tutto il territorio regionale,
sostenute da forze politiche, organizzazioni sindacali e la stessa associazione
di categoria FIMMG. Considerato che: - Il medico di medicina generale, visto lo
stato della sanità calabrese, il deficit organizzativo della medicina
territoriale, il mal funzionamento degli ospedali e i tempi di attesa per le
visite specialistiche, rimane spesso l’unico baluardo sul territorio a cui la
popolazione si può rivolgere, soprattutto in territori lontani dai presidi
ospedalieri. Tutto ciò premesso e considerato Si
interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di
Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del
settore sanitario della Regione Calabria,
per sapere:
quali utili
ed urgenti provvedimenti intenda adottare, nell'immediatezza, per ripristinare
un sistema equo di prescrizione di farmaci e visite di controllo che tuteli sia
i pazienti che i medici di base.
(48; 12/02/2026).
Bruno e
Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- presso
l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone è istituito il Servizio di
Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL), competente in
materia di vigilanza, prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro, nonché
titolare di funzioni di polizia giudiziaria ai sensi della normativa vigente;
- l’art. 21
della legge 833/1978 e s.m.i. e l’art. 13 del D.lgs.
81/2008 e s.m.i. attribuiscono tali funzioni a
personale formalmente incaricato quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG);
considerato
che: - secondo informazioni acquisite, lo SPISAL dell’ASP di Crotone
risulterebbe attualmente privo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, con una
conseguente riduzione sostanziale delle attività di vigilanza, accertamento e
intervento previste dalla legge;
- tale
eventuale carenza inciderebbe direttamente sull’effettività dell’azione
pubblica di prevenzione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro
nel territorio crotonese;
tenuto conto
che: - il territorio della provincia di Crotone è interessato da interventi di
bonifica ambientale ricadenti nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale
(SIN), caratterizzati da elevata complessità tecnica e da rilevanti profili di
rischio sanitario e ambientale;
- le
operazioni connesse alla gestione, movimentazione e trattamento dei materiali
derivanti dalle attività di bonifica richiedono un sistema di vigilanza
continuo, qualificato e pienamente operativo, a tutela dei lavoratori impiegati
e della popolazione residente;
preso atto
che: - risulterebbero segnalazioni circa presunte non conformità nello
svolgimento dei lavori di bonifica avviati nel territorio crotonese a partire
dal 16 giugno 2025, con riferimento sia alle modalità operative nei cantieri
sia alle fasi di trasporto dei rifiuti;
- una quota
significativa dei rifiuti prodotti dalle attività di bonifica sarebbe destinata
al conferimento fuori dai confini nazionali, prevedendo il trasferimento
logistico finale tramite il porto di Gioia Tauro, esclusivamente quale punto di
imbarco dei materiali provenienti dal territorio di Crotone;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se risulti
confermata la mancanza di Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso lo SPISAL
dell’ASP di Crotone e, in caso affermativo, se tale situazione sia stata
formalmente segnalata agli uffici regionali competenti;
2. da quanto
tempo perduri tale condizione e quali siano le cause amministrative,
organizzative o normative che l’hanno determinata;
3. quali
iniziative intenda assumere la Regione Calabria, anche in via straordinaria,
per garantire il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e
polizia giudiziaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio
della provincia di Crotone;
4. se la
Regione abbia attivato o intenda attivare specifiche attività di verifica e
monitoraggio in relazione allo svolgimento dei lavori di bonifica nel SIN di
Crotone e alle connesse operazioni di gestione e trasporto dei rifiuti;
5. quali
misure di coordinamento e controllo siano previste per assicurare la tutela
della salute pubblica e dell’ambiente con riferimento all’intera filiera delle
attività di bonifica riconducibili al territorio crotonese, comprese le fasi di
trasferimento finale dei materiali.
(36; 28/01/2026).
Barbuto. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 5
agosto 2025, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone comunicava,
tramite una nota ufficiale, il completamento della fase di messa in sicurezza
degli ascensori nelle strutture sanitarie del territorio;
• in tale
comunicazione, la Direzione Strategica dell'ASP annunciava che, entro trenta
giorni dall'incontro con la ditta manutentrice, sarebbe stato consegnato un
programma tecnico di adeguamento dettagliato, propedeutico alla definizione di
un cronoprogramma operativo per interventi graduali volti a garantire la
continuità dei servizi e la tutela dell’utenza;
considerato
che: • nonostante le rassicurazioni fornite nell'agosto 2025, segnalazioni
datate gennaio 2026 evidenziano il persistere di una situazione di grave e
persistente criticità presso l'Ospedale San Giovanni di Dio. • Gli ascensori
destinati all'utenza risultano frequentemente fuori uso, costringendo pazienti
e accompagnatori a utilizzare impianti dedicati al personale sanitario, i quali
versano in stato fatiscente, con pannelli di comando danneggiati e privi di
pulsanti e con la pavimentazione deteriorata, che costituiscono un potenziale
rischio per l’incolumità di utenti e personale sanitario. • Tale
malfunzionamento configura una vera e propria barriera architettonica,
impedendo di fatto l’accesso a tutti i reparti. • In particolare, il reparto di
ginecologia, ubicato al secondo piano, risulta di fatto inaccessibile alle
donne in gravidanza, a persone con disabilità e con difficoltà motorie, essendo
raggiungibile esclusivamente tramite le scale, mentre al primo piano, ove è
ubicato il blocco operatorio, risultano saltate le soglie in marmo in
corrispondenza delle porte dell’ascensore, per cui le barelle e i letti su cui
i pazienti vengono trasportati dal personale sanitario subiscono pericolosi
scossoni. Rilevato che: • l’attuale stato degli impianti viola le norme vigenti
in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici
pubblici, tra cui il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 e la Legge n. 104/1992, che
impongono di garantire l’accessibilità e la sicura utilizzazione di spazi e
attrezzature a chiunque abbia una capacità motoria ridotta. • L’efficienza
degli ascensori non è un semplice optional, ma un pilastro della sicurezza
sanitaria e della funzionalità dell'intero ospedale. Il loro malfunzionamento,
inoltre, non è solo un guasto tecnico, ma una violazione delle norme
sull'accessibilità (D.P.R. 503/1996): esso crea barriere fisiche che
impediscono alle persone con mobilità ridotta di accedere alle cure in modo
sicuro, autonomo e dignitoso, garantendo a tutti il diritto alla salute senza
discriminazioni tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente
della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,
per sapere:
1. se sia a
conoscenza della situazione di inagibilità degli ascensori presso l'Ospedale di
Crotone, nonostante quanto annunciato nel comunicato ASP del 5 agosto 2025. 2.
Quale sia lo stato di attuazione del programma tecnico di adeguamento e del
relativo cronoprogramma operativo che dovevano essere definiti entro i 30
giorni successivi al comunicato di agosto 2025. 3. Quali siano le ragioni per
cui, dopo la dichiarata "messa in sicurezza" dei componenti
strutturali, gli impianti continuino a presentare guasti cronici e condizioni
manutentive inadeguate (pulsantiere rotte, pavimentazione rovinata). 4. Quali
interventi urgenti intende adottare per il ripristino del regolare
funzionamento di tutti gli ascensori esistenti nell’Ospedale “San Giovanni di
Dio” di Crotone, destinati all’utenza e al personale sanitario, per assicurare
l’accesso a tutti i reparti. 5. Quali iniziative saranno poste
in essere per garantire la manutenzione e l’esercizio in sicurezza degli
impianti. 6. Quali investimenti e tempi siano previsti per una sostituzione
definitiva o una riqualificazione integrale degli impianti, al fine di
assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza e la dignità dei pazienti.
(37; 29/01/2026).
De Cicco. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Regione
Calabria utilizza il sistema della gestione delle ricette elettroniche e del
Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE);
- detto
sistema dovrebbe consentire di monitorare e gestire il corretto
approvvigionamento dei farmaci;
-in
particolare, il sistema delle ricette elettroniche consente di tracciare le
prescrizioni mediche e monitorare i farmaci dispensati dalle farmacie, mentre
l'FSE permette di accedere alle informazioni sanitarie dei pazienti, comprese
le prescrizioni mediche e i trattamenti in corso;
considerato
che - pertanto il Dipartimento della Salute della Regione Calabria dovrebbe
essere in grado di monitorare il consumo dei farmaci in generale, e dei farmaci
cosiddetti "salvavita" in particolare. Tenuto conto che - la Regione
Calabria dovrebbe essere in grado di pianificare la gestione delle scorte dei
suddetti farmaci "salvavita", così da garantirne la disponibilità su
tutto il territorio regionale, ottimizzandone la distribuzione e riducendo i
tempi di attesa in favore dei pazienti più fragili;
- i pazienti
costretti ad assumere siffatta tipologia di farmaci sono circa mille su tutto
il territorio nazionale;
preso atto
che - in questi ultimi mesi alcuni di questi farmaci "salvavita", in
particolare quelli utilizzati per la prevenzione di malattie cardiocircolatorie
o patologie come ictus cerebrale e embolie polmonari,
sono risultati indisponibili per tutti quei pazienti che ne necessitano
l'assunzione, essendo stata sospesa l'erogazione, ovvero perché non sono stati
prontamente approvvigionati;
- la mancata
erogazione dei suddetti farmaci ha provocato e può provocare un grave ed
irreparabile danno a carico della salute di tutti questi pazienti, mettendone a
rischio la loro continuità terapeutica, violando un diritto fondamentale quale
quello della salute che trova piena tutela nella nostra Costituzione. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- i motivi
per i quali si sia verificato il mancato approvvigionamento e/o la mancata
erogazione dei suddetti farmaci;
, - se e
quali provvedimenti codesta Giunta regionale intenda adottare al fine di
evitare che si ripetano in futuro il mancato approvvigionamento e/o la mancata
erogazione dai suddetti farmaci.
(38; 30/01/2026).
Scutellà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- con la
legge regionale n. 39/2023 è stato istituito il Consorzio di Bonifica della
Calabria disponendo la soppressione dei precedenti undici Consorzi di Bonifica
e avviando le relative procedure di liquidazione;
- tale
processo ha comportato la nomina di diversi Commissari Liquidatori, incaricati
di ricostruire la situazione patrimoniale, finanziaria e contabile dei
Consorzi;
- dai
riscontri trasmessi dai Commissari emerge un quadro di grave criticità
finanziaria;
- in tale
contesto, molti lavoratori collocati in quiescenza non hanno ancora ricevuto il
trattamento di fine rapporto (TFR) loro spettante, nonostante si tratti di un
diritto maturato e non differibile;
- alcuni,
Consorzi risultano aver corrisposto il TFR solo in parte o esclusivamente a
titolo di acconto, mentre altri presentano debiti TFR ancora integralmente
insoluti;
- i
Commissari stessi riconoscono che la mancata erogazione del TFR è dovuta alla
totale assenza di fondi disponibili, aggravata dai continui pignoramenti.
Considerato che: - Il TFR rappresenta una componente essenziale della
retribuzione differita e la sua mancata corresponsione costituisce una
violazione dei diritti dei lavoratori;
- il
protrarsi dei ritardi nei pagamenti del TFR sta generando gravi ricadute
sociali, con particolare riferimento ai soggetti che devono far fronte a spese
sanitarie e familiari sempre più onerose;
- la
situazione descritta sta generando un grave danno sociale, economico e
reputazionale per l'Ente regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. a quanto
ammonti complessivamente il credito vantato dai lavoratori collocati in
quiescenza dei Consorzi di Bonifica soppressi, con l'indicazione del numero dei
beneficiari interessati e dello stato aggiornato delle singole posizioni
creditorie. 2. Quali iniziative urgenti la Regione intenda assumere per
garantire il pagamento integrale e tempestivo del TFR ai lavoratori dei
Consorzi di Bonifica collocati in quiescenza. 3. Se la Regione intenda
istituire uno specifico fondo di copertura finalizzato al pagamento del TFR
degli ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica indicando, tempi, risorse e
modalità di attuazione.
(39;
02/02/2026).
Scutellà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 14
marzo 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali
un Accordo Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del
personale ex LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;
- tale
Accordo prevedeva l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da
altre forme di fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro
dei dipendenti ancora in servizio;
-
nell'Accordo Quadro è espressamente stabilito che le risorse trasferite agli
enti utilizzatori debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate
per ciascun lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli
retributivi, attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del
contributo pro-capite;
- il fondo
regionale, una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe dovuto, a
partire dal 2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di numerosi
lavoratori, da rendicontare e redistribuire sulla platea residua per consentire
l'aumento dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla
normativa vigente;
considerato
che: - nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex
LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori
alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni
di vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;
- alcuni
Comuni di maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono
riusciti a garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti
ex LSU/LPU, mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di
organico, non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di
risorse finanziarie;
- la Regione
Calabria ha progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il
personale ex LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per
l'anno 2024 e di oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e
2026, in conseguenza delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o
altre cause;
- tale
riduzione appare in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo
Quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione delle
economie sulla platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del
fondo, al fine di incrementare l'orario lavorativo;
- le
Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale dell'Accordo
da parte della Regione Calabria e l'assenza di un confronto sindacale
preventivo sulle decisioni assunte;
- proposte
volte all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa
distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno
trovato riscontro;
- molti
Comuni calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie,
si trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei
dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di
garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente
più fragili;
preso atto
che: - a distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro,
gran parte degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando
migliaia di lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;
- il
mantenimento di contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce
dell'aumento del costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti
dei lavoratori coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi
pubblici locali;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quali
siano le motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse regionali
destinate al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto
dall'Accordo Quadro del 14 marzo 2022;
2. se la
Giunta regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al ripristino
delle risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei
dipendenti ancora in servizio;
3. quali
misure intenda adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una
retribuzione dignitosa e una pensione adeguata, anche attraverso il
riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio prestati;
4. se la
Regione Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale per una
più equa distribuzione del personale, in particolare a favore dei Comuni in
difficoltà economica e con carenze strutturali di organico;
5. quali
siano le tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le Organizzazioni
Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione di soluzioni
strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.
(40;
02/02/2026).
Ranuccio. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• la Regione
Calabria, con nota del 18/07/2025 (Protocollo n. 539402), ha disposto un
sensibile adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma, con
efficacia a partire dal 1° febbraio 2026. • Tale provvedimento prevede un
rincaro del 20% per tutti i titoli di viaggio relativi ai servizi urbani e di
circa il 30% per i servizi extraurbani su gomma. Considerato che: • La
decisione è stata ufficialmente motivata con la necessità di adeguare il costo
dei servizi al tasso di inflazione. Inizialmente previsti per l'agosto 2025,
tali aumenti sono stati oggetto di una moratoria temporanea motivata dalla
Giunta con la volontà di alleviare il peso economico su famiglie e studenti
fino all'inizio del 2026. Tenuto conto che: • dal confronto con i provvedimenti
adottati in altre regioni italiane tra il 2024 e il 2025, emerge una netta
sproporzione a sfavore dell'utenza calabrese;
infatti, in
Piemonte, a Torino, l'adeguamento previsto per febbraio 2025 è limitato allo
0,6%;
in Abruzzo la
società TUA ha applicato un rincaro del 10% sugli abbonamenti, una percentuale
sensibilmente inferiore al 30% previsto in Calabria per l'extraurbano;
nel Lazio, a
Roma, l'ipotesi di innalzamento del biglietto singolo (BIT) a 2,00 € è inserita
in una programmazione a lungo termine (luglio 2026), mentre i rincari immediati
del 2025 hanno riguardato solo i titoli turistici. Preso atto che: • il
provvedimento è stato adottato senza un adeguato coinvolgimento di utenti ed
enti locali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale
per sapere:
1. quali
siano i criteri tecnici specifici che hanno portato a determinare un aumento
fino al 30% per il servizio extraurbano, a fronte di adeguamenti molto più
contenuti (0,6% - 10%) registrati in altre regioni d’Italia. 2. Se a fronte del
nuovo contratto di servizio siano previsti investimenti immediati e tangibili
per superare le disfunzioni segnalate dai territori, quali veicoli ormai
obsoleti e ritardi. 3. Quali siano gli esiti del tavolo tecnico annunciato per
analizzare la questione delle fasce deboli e se si intenda trasformare la
sospensione temporanea dei rincari in una protezione strutturale per studenti
universitari e famiglie con ISEE basso. 4. Per quale ragione non sia stato
avviato un confronto preventivo con i Comuni e le associazioni degli utenti
prima della deliberazione di aumenti di tale portata.
(41; 03/02/2026).
Laghi. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• con
Deliberazione del Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di
Cosenza n. 2911 del 15 ottobre 2012 è stato approvato lo studio di fattibilità
per la riconversione funzionale dell’ex Presidio Ospedaliero di San Marco
Argentano in Casa della Salute, per un importo complessivo pari a €
8.149.648,89, del quale la Regione Calabria ha preso atto con DPGR n. 176 del
25 ottobre 2012;
• lo studio
di fattibilità, approvato dall' Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ha
evidenziato la rilevanza di questo intervento non solo per la funzionalità
della struttura ma soprattutto per il benessere e la sicurezza dei pazienti e
del personale. • con DGR n. 234 del 27 giugno 2013 è stato approvato il
Programma Ordinario Convergenza, finanziato con risorse derivanti dalle
rimodulazioni del POR Calabria FESR e FSE 2007/2013, nell’ambito del quale è
ricompresa la scheda “Salvaguardia n. 5 – Rete Regionale Case della Salute”, e
in data 4 dicembre 2013 (rep. n. 3171) è stata stipulata tra la Regione
Calabria e l’ASP di Cosenza la convenzione per il finanziamento della Casa
della Salute di San Marco Argentano, con scadenza al 31 marzo 2016;
• a seguito
del mancato rispetto del cronoprogramma, con Decreto Dirigenziale n.2242 del
04/03/2022 è stato disimpegnato l’importo complessivo di € 49.315.128,20, sul
capitolo U6106020101, destinato al finanziamento del Progetto “Case della
Salute” a valere sulle risorse del PAC 2007/2013 e successivamente con Decreto
Dirigenziale n. 8630 del 20 agosto 2021 il progetto “Rete Regionale Case della
Salute” è stato ammesso a finanziamento a valere sul POR Calabria FESR FSE
2014/2020, includendo espressamente anche la Casa della Salute di San Marco
Argentano;
• con Decreto
Dirigenziale del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari n.
7314 del 4 luglio 2022 è stato approvato lo schema di convenzione tra la
Regione Calabria e l’ASP di Cosenza per la realizzazione della Casa della
Salute di San Marco Argentano, per un importo complessivo di € 8.149.648,89 a
valere sull’Azione 9.3.8 del POR Calabria FESR FSE 2014/2020;
•
l’intervento si inserisce nel quadro di riorganizzazione dell’assistenza
territoriale regionale, in coerenza con il Piano di Rientro e con il D.M. n. 77
del 23 maggio 2022, come richiamato dal DCA n. 197 del 12 luglio 2023.
Considerato che: • allo stato non risultano avviate procedure di gara per
l’affidamento dei lavori, nonostante l’impegno delle risorse finanziarie;
• lo schema
di convenzione approvata con il citato decreto dirigenziale n.7314 del 4 luglio
2022 prevedeva un termine di efficacia al 31 dicembre 2023;
• l’ultimo
aggiornamento sullo stato di attuazione dell’intervento risulta contenuto nel
DCA n. 229 del 21 agosto 2023, nel quale si dava atto della fase di definizione
degli atti convenzionali tra l’ASP di Cosenza e Invitalia quale centrale di
committenza;
• il medesimo
DCA n. 229/2023 contempla, in caso di mancata attuazione degli interventi nei
termini previsti, la possibilità di procedere alla revoca o alla rimodulazione
dei finanziamenti assegnati;
• in data
25/09/2023, in risposta all’interrogazione 104/XII^,
il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari ha richiamato
esplicitamente l’intenzione di completare l’intervento in oggetto,
sottolineando la compatibilità dello stesso con l’attuazione degli interventi
previsti dal PNRR Missione 6 – Salute;
•
successivamente a tale comunicazione non risultano pubblicati ulteriori atti
regionali di aggiornamento, rinnovo, revoca o rimodulazione relativi
all’intervento in oggetto;
si chiede
per sapere:
• quale sia,
allo stato attuale, la determinazione della Regione Calabria e del Commissario
ad Acta in ordine alla validità del finanziamento e della convenzione per la
realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano;
• se, ai
sensi di quanto previsto dal DCA n. 229 del 21 agosto 2023, sia stata avviata o
si intenda avviare la procedura di revoca o rimodulazione del finanziamento
ovvero il rinnovo degli atti convenzionali e l’avvio delle procedure di gara.
(44; 06/02/2026).
Alecci. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- sono
pervenute numerose segnalazioni riguardanti la presenza di ambulanze nuove,
acquisite recentemente con fondi regionali, che risulterebbero sottoposte a
fermo amministrativo da diversi mesi;
- tali mezzi,
pur essendo destinati al servizio di soccorso sanitario e quindi essenziali per
la tutela della salute pubblica, non dovrebbero essere oggetto di misure
cautelari quali il fermo amministrativo, atteso che la normativa e la
giurisprudenza riconoscono specifiche tutele per i veicoli strumentali
all’attività sanitaria e di soccorso;
- la mancata
tempestiva impugnazione o rimozione del fermo potrebbe determinare un grave
pregiudizio per i servizi di emergenza-urgenza, oltre a potenziali danni
economici e assicurativi a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali e, in
ultima istanza, dei cittadini;
-
risulterebbe altresì che, nonostante la natura facilmente sanabile della
misura, non siano stati adottati adeguati provvedimenti dagli uffici competenti
per risolvere la situazione, neppure mediante la semplice comunicazione
all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la revoca del fermo;
- la
situazione descritta si inserisce in un contesto già critico per il sistema di
emergenza-urgenza 118 in Calabria, caratterizzato da carenza di personale,
utilizzo di mezzi obsoleti e ambulanze nuove non utilizzate o non pienamente
operative. Considerato che: - il fermo amministrativo su mezzi di proprietà
delle ASP rappresenta un indice della criticità della situazione contabile e
finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale;
- l’eventuale
utilizzo di veicoli sottoposti a fermo amministrativo in attività di soccorso,
in caso di sinistro con danni a persone o cose, potrebbe esporre le ASP e la
Regione a gravi rischi di rivalsa da parte delle compagnie assicurative, con
conseguenze patrimoniali rilevanti;
- risulta
necessario garantire massima trasparenza sulla localizzazione, lo stato
giuridico-amministrativo e l’effettivo impiego dei mezzi di soccorso in
dotazione al sistema di emergenza-urgenza regionale. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità
di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- quanti
mezzi di soccorso (ambulanze e altri veicoli assimilabili) risultino
attualmente sottoposti a fermo amministrativo nelle varie Aziende Sanitarie
Provinciali della Calabria, specificando per ciascuno: ASP di appartenenza,
tipologia del mezzo, targa e luogo di allocazione. - se gli uffici regionali,
quelli di Azienda Zero o quelli delle singole ASP abbiano provveduto ad alcun
adempimento (istanze, PEC, richieste di sospensione o annullamento) volto alla
rimozione dei fermi amministrativi, indicando le iniziative intraprese, le date
degli atti e il relativo stato dei procedimenti;
- se siano
stati avviati accertamenti interni, audit o ispezioni amministrative per
verificare le cause che hanno determinato il fermo amministrativo dei mezzi di
soccorso e, in caso affermativo, quali esiti abbiano prodotto e se siano state
individuate eventuali responsabilità dirigenziali o amministrative per la
mancata tempestiva rimozione dei fermi;
- quale sia
l’ammontare complessivo dei debiti, delle iscrizioni a ruolo o delle altre
inadempienze che hanno originato i fermi amministrativi sui mezzi di proprietà
o in uso alle ASP, specificando la natura dei crediti, l’ente creditore e
l’eventuale piano di rientro adottato o in corso di definizione;
- quali
iniziative l’Amministrazione regionale intenda intraprendere per evitare che
simili circostanze possano ripetersi, garantendo la piena efficienza del
servizio di emergenza e tutelando l’immagine e la sostenibilità economica del
sistema sanitario calabrese.
(45; 10/02/2026).
Alecci. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- l’erosione
costiera rappresenta da anni una delle principali criticità ambientali e
infrastrutturali della Regione Calabria, con effetti rilevanti sulla sicurezza
di centri abitati, infrastrutture, attività economiche e patrimonio
naturalistico lungo entrambe le coste tirrenica e ionica;
- la Regione
ha predisposto, in raccordo con l’Autorità di bacino, specifici strumenti
programmatori (Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di
erosione costiera, Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera, Documento
Programmatico “Difesa del Suolo”), individuando aree a diverso livello di
pericolosità e rischio e definendo priorità di intervento;
- nell’ambito
della programmazione POR FESR‑FSE 2014‑2020,
Linea di Azione 5.1.1, sono stati selezionati interventi di mitigazione
dell’erosione costiera per un importo complessivo di circa 65 milioni di euro,
articolati in più lotti lungo la costa calabrese. Considerato che: - nella
risposta all’interrogazione consiliare n. 39/12^ del 2022, la Giunta ha
evidenziato la complessità della governance del settore, il ruolo degli
strumenti di pianificazione (Master Plan, PSEC, Documento Programmatico “Difesa
del Suolo”) e le difficoltà procedurali incontrate (emergenza Covid‑19,
carenza di personale tecnico, riorganizzazioni dipartimentali) nella fase di
affidamento delle progettazioni e dei lavori;
- in una
recente seduta del Consiglio regionale (27 gennaio), nel corso del dibattito
sui recenti eventi calamitosi, è emerso che, a fronte di un ammontare
complessivo di circa 65 milioni di euro per gli interventi di difesa della
costa, “per 47 milioni sono già partiti i lavori” e “per altri 18 milioni di
euro sono già state affidate le progettazioni per le opere”, aggiungendo che la
Calabria sarebbe stata indicata, nelle riunioni tecniche nazionali, come
esempio positivo per capacità di spesa nel settore della difesa del suolo;
- tali
dichiarazioni, pur fornendo un segnale complessivo di avanzamento della spesa,
non consentono tuttavia di ricostruire nel dettaglio lo stato di attuazione dei
singoli interventi, né di verificare in modo puntuale tempi, localizzazione e
copertura effettiva dei tratti di litorale maggiormente esposti. Rilevato che:
- in anni recenti diversi tratti della costa calabrese sono stati gravemente
colpiti da mareggiate estreme e da eventi meteorologici eccezionali, che hanno
accelerato i fenomeni erosivi e prodotto ingenti danni a lungomari,
stabilimenti balneari, infrastrutture viarie e opere di protezione esistenti;
- tra gli
eventi più recenti, il ciclone “Harry” ha determinato ulteriori arretramenti
della linea di costa, crolli e danneggiamenti di opere e manufatti in numerosi
comuni costieri, evidenziando la vulnerabilità residua di ampi tratti di
litorale nonostante gli interventi già programmati;
- in molte
realtà locali, amministrazioni comunali, operatori economici e cittadini
segnalano la necessità di un quadro aggiornato e trasparente sugli interventi
in corso e programmati, sui tempi di realizzazione e sull’effettiva copertura
dei tratti a maggiore priorità, anche per poter programmare adeguatamente le
proprie attività (in particolare quelle turistico‑balneari). Considerato,
inoltre, che: - la programmazione 2014‑2020 è in fase di chiusura e
la nuova programmazione 2021‑2027 (unitamente ad altre
fonti quali FSC, fondi statali per il dissesto idrogeologico, PNRR, ecc.) offre
ulteriori possibilità di finanziamento per interventi strutturali e di
manutenzione lungo le coste;
- risulta
fondamentale, anche alla luce dei danni prodotti dal ciclone “Harry” e dai più
recenti eventi estremi, disporre di un quadro aggiornato sullo stato di
avanzamento fisico e finanziario degli interventi, sulle eventuali criticità
incontrate (aumenti dei costi dei materiali, varianti, contenziosi, ritardi
autorizzativi) e sulle strategie di priorità con cui la Giunta intende
affrontare le situazioni più urgenti. Tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale con
delega ai lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa
per sapere:
- qual è,
alla data odierna, lo stato complessivo di attuazione degli interventi di
difesa e mitigazione dell’erosione costiera finanziati a valere sul POR FESR‑FSE
2014‑2020
– Linea di Azione 5.1.1 e sulle altre principali fonti di finanziamento (FSC,
fondi statali per il dissesto idrogeologico, eventuali risorse PNRR), con
indicazione per ciascun intervento di:
a)
localizzazione (comune/i e tratto di costa interessato);
b) importo
finanziato, importo aggiudicato, importo effettivamente speso;
c) stato
procedurale (progettazione, gara, lavori in corso, lavori conclusi);
d) eventuali
criticità che abbiano comportato ritardi, varianti o rimodulazioni;
- a quali
specifici interventi e lotti si riferiscono, nel dettaglio, i “47 milioni di
euro di lavori già partiti” e i “18 milioni di euro di progettazioni già
affidate” e se tali importi siano da ritenersi interamente riferiti agli
interventi di difesa costiera ovvero anche ad altre tipologie di opere di
difesa del suolo;
- qual è
l’impatto che gli eventi meteorologici estremi più recenti, e in particolare il
ciclone “Harry”, hanno avuto sui tratti di costa interessati da interventi
programmati o già realizzati, e se siano stati avviati sopralluoghi e verifiche
tecniche sistematiche per accertare: a) l’eventuale danneggiamento di opere già
eseguite;
b) la
necessità di interventi di ripristino o potenziamento;
c)
l’aggiornamento delle priorità di intervento in funzione dei nuovi scenari di
rischio;
- se la
Giunta regionale abbia aggiornato, o intenda aggiornare in tempi brevi, il
Master Plan e il Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera alla luce dei
danni causati da “Harry” e dagli altri eventi estremi degli ultimi anni, e
quali criteri intenda adottare per la selezione delle aree da inserire tra le
priorità di intervento nella nuova programmazione 2021‑2027;
- se non si
ritenga opportuno predisporre e pubblicare sul portale istituzionale della
Regione un quadro sinottico aggiornato degli interventi di difesa costiera,
facilmente consultabile da cittadini ed enti locali, riportante per ciascun
tratto di costa: a) livello di pericolosità e rischio;
b) interventi
finanziati, in corso o conclusi;
c) tempi
previsti di avvio e conclusione dei lavori;
d) eventuali
ulteriori interventi programmati o in fase di progettazione.
(46; 11/02/2026).
Madeo. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il Tirreno
cosentino rappresenta uno dei tratti più critici del versante tirrenico
calabrese, in particolare il settore compreso tra Capo Bonifati e Amantea, dove
l’erosione ha assunto carattere strutturale, con arretramenti significativi
della linea di riva e perdita di ampie porzioni di arenile;
- lungo tale
tratto insistono infrastrutture strategiche quali la SS18 e la linea
ferroviaria tirrenica, oltre a lungomari, opere pubbliche e attività balneari
che costituiscono un presidio economico e sociale fondamentale per i Comuni
interessati. Considerato che: - le ultime mareggiate, culminate negli eventi
estremi del gennaio 2026, hanno nuovamente portato il mare a ridosso della sede
ferroviaria in diversi punti del Tirreno cosentino, confermando una situazione
di rischio reiteratamente segnalata;
- la Regione
Calabria si è dotata di strumenti di pianificazione quali il Masterplan
Erosione Costiera e il Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) dell’Autorità di
Bacino, che individuano unità fisiografiche e
priorità di intervento, e che, alla luce dei recenti eventi estremi,
necessitano di un aggiornamento puntuale per il Tirreno cosentino;
- per il
ciclo di programmazione PR Calabria FESR 2021–2027 risultano disponibili
risorse pari a circa 72,9 milioni di euro (Azione 2.4.1) specificamente
destinate alla mitigazione dell’erosione costiera, che si aggiungono alle
risorse già programmate nel ciclo 2014–2020 - nel dibattito pubblico viene
spesso citata una cifra di oltre 600 milioni di euro quale fabbisogno teorico
complessivo per l’intero dissesto idrogeologico regionale, che non corrisponde
a risorse immediatamente cantierabili per gli interventi di difesa costiera,
con il rischio di generare aspettative sproporzionate rispetto agli
stanziamenti effettivamente disponibili. Tenuto conto che: - negli ultimi anni
la Regione ha progressivamente delegato ai Comuni il ruolo di soggetti
attuatori degli interventi di difesa costiera, attraverso convenzioni
finalizzate principalmente a evitare il disimpegno dei fondi europei,
determinando una frammentazione degli interventi per confini amministrativi
comunali anziché per unità fisiografiche, in contrasto
con la logica del Masterplan;
- numerosi
interventi si sono rivelati puntuali, emergenziali e privi di una manutenzione
programmata, producendo il noto effetto “sposta-problema” tra Comuni confinanti
Evidenziato che: - alcune aree del Tirreno cosentino, come il tratto
Fuscaldo–Guardia Piemontese, rappresentano emblematicamente il fallimento di
una gestione parcellizzata, con erosione irreversibile di tratti di spiaggia
libera, minaccia costante alla SS18 e alla linea ferroviaria, opere pubbliche
danneggiate o sommerse e ingente spreco di risorse pubbliche per interventi
oggi inefficaci;
- nonostante
ciò, la Giunta regionale continua a richiamare tavoli tecnici, ordinanze
emergenziali e dichiarazioni di intenti, senza che siano percepibili risultati
strutturali duraturi lungo il Tirreno cosentino. Preso atto che: - nei giorni
scorsi il Vicepresidente della Giunta con delega alla Difesa del suolo ha
ribadito, a seguito dell’ultimo tavolo tecnico regionale, la “piena
disponibilità ad agire in modo sinergico”, richiamando tuttavia ancora una
volta la necessità di affrontare una fase emergenziale;
- lo stesso
tavolo tecnico, istituito già nel 2021, viene riproposto come strumento
centrale di coordinamento, pur in assenza di un evidente cambio di paradigma
nella governance degli interventi e di un quadro pubblico, sintetico e
aggiornato sugli interventi per tratto di costa. Tutto ciò premesso e
considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale della Calabria, il
Vicepresidente con delega alla Difesa del Suolo e ai Lavori Pubblici,
l’Assessore all’Ambiente e Tutela del Territorio e l’Assessore alla Protezione
Civile
per sapere:
1. quali
interventi strutturali effettivamente conclusi o in fase avanzata nel solo
ambito del Tirreno cosentino la Regione possa indicare come risultato concreto
dell’attività del tavolo tecnico regionale dal 2021 ad oggi, specificando per
ciascuno localizzazione, importo, stato di avanzamento fisico e finanziario e
coerenza con le unità fisiografiche del Masterplan;
2. quali
azioni specifiche, e con quali tempi certi, siano previste per la messa in
sicurezza della linea ferroviaria tirrenica nel tratto del Tirreno cosentino
maggiormente esposto, indicando se e come tali azioni si integrino con gli
interventi finanziati a valere sulla programmazione 2014–2020;
3. se la
Giunta ritenga ancora sostenibile la scelta di una gestione frammentata
comunale degli interventi o se non ritenga invece necessario un ritorno a una
regia regionale centralizzata, strutturata per unità fisiografiche,
a partire proprio dal Tirreno cosentino, definendo criteri omogenei di
progettazione, realizzazione e manutenzione;
4. come
intenda affrontare il tema della manutenzione ordinaria e straordinaria delle
opere di difesa costiera nel Tirreno cosentino, considerato che i Comuni non
dispongono di risorse adeguate, e se non si ritenga opportuno prevedere
strumenti regionali dedicati e vincolati alla manutenzione pluriennale;
5. quali
iniziative siano state avviate o si intendano avviare, con tempi e risorse
definiti, per la mappatura dei fondali e dei giacimenti sabbiosi sottomarini
funzionali a interventi di ripascimento sostenibili lungo il Tirreno cosentino
e coordinati su scala sovracomunale;
6. come la
Regione intenda colmare, con una strategia pluriennale specifica per il Tirreno
cosentino, il divario tra il fabbisogno teorico stimato (oltre 600 milioni di
euro per il complesso del dissesto idrogeologico regionale) e le risorse
effettivamente disponibili (circa 73 milioni per l’erosione costiera nella
programmazione 2021–2027), evitando la dispersione in micro-interventi
inefficaci e privilegiando interventi strutturali di area vasta;
7. se la
Giunta non ritenga che il continuo ricorso a tavoli tecnici e ordinanze
emergenziali, a fronte del peggioramento delle condizioni del litorale
tirrenico cosentino e delle criticità per la linea ferroviaria, evidenzi un
grave scollamento tra annunci politici e risultati concreti, che impone un
immediato cambio di passo nella governance e nella trasparenza delle
informazioni, anche attraverso la pubblicazione sul portale istituzionale di un
quadro sinottico aggiornato degli interventi per tratto di costa.
(47; 11/02/2026).
Barbuto. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• nei giorni
scorsi, all’interno dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, si è
verificata una brutale aggressione ai danni del cardiologo Antonio Sulla, il
quale ha riferito di aver subito un tentativo di strangolamento e minacce di
morte rivolte a lui e alla sua famiglia;
• purtroppo,
non è il primo caso di aggressione fisica e/o verbale che si verifica
all’interno del predetto nosocomio ai danni del
personale sanitario;
• al fine di
assicurare il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine il personale del
Pronto Soccorso è stato dotato di un braccialetto elettronico per richiedere la
loro assistenza;
considerato
che: • il fenomeno della violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie
è in allarmante crescita: secondo i dati nazionali dell’Osservatorio nazionale
sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie
relativi al 2024, sono state segnalate oltre 18.000 aggressioni, con un
incremento generale del 15% rispetto all’anno precedente;
• l’ultimo
Rapporto Censis registra dati ancora più preoccupanti, attestando 22.049 casi
di aggressione in un anno nelle regioni italiane, evidenziando una “deriva
patologica” del rapporto medico-paziente in cui i sanitari finiscono per
diventare i capri espiatori delle inefficienze del sistema;
• a livello
regionale, in Calabria, nel corso del 2024 sono stati segnalati 49 episodi di
violenza (tutti nel settore pubblico) che hanno coinvolto 63 operatori, di cui
il 30% medici e il 54% infermieri;
• la maggior
parte di questi eventi in Calabria avviene in ambito ospedaliero (88%), con una
netta prevalenza dei reparti di Pronto Soccorso (24 casi registrati), • Sarebbe
pertanto opportuno dotare anche gli altri reparti dell’Ospedale “San Giovanni
di Dio” di Crotone e non solo il Pronto Soccorso, del braccialetto elettronico
collegato con il posto fisso di Polizia, per la richiesta dell’intervento
immediato degli agenti, ai primi segnali di intemperanza da parte degli utenti,
nonché di impianti di videosorveglianza per l’identificazione degli autori.
Rilevato che:
• Nonostante l’inasprimento delle pene introdotto dal legislatore nazionale,
gli operatori sanitari continuano a operare in un clima di insicurezza e
timore;
• secondo le
indagini Censis, il 41,2% dei medici non si sente sicuro durante lo svolgimento
della propria professione e il 71,8% si sente un bersaglio per carenze
strutturali non dipendenti dal proprio operato;
• l’efficacia
delle misure di prevenzione, come i posti fissi di Polizia di Stato e
l’implementazione della Raccomandazione ministeriale n. 8” Raccomandazione per
prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, è
fondamentale per garantire l’incolumità del personale e la dignità dei
pazienti. tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della
Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,
per sapere:
• quali
azioni concrete intenda intraprendere per rafforzare la sicurezza nel presidio
“San Giovanni di Dio” di Crotone;
• quale sia
lo stato di attuazione dei posti fissi di Polizia presso le strutture sanitarie
calabresi dotate di reparti di emergenza-urgenza, come previsto dalla normativa
vigente;
• se la
Regione Calabria abbia pienamente recepito e implementato le linee guida della
Raccomandazione ministeriale n. 8, ” Raccomandazione
per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, per la
prevenzione degli atti di violenza contro gli operatori sanitari;
• quali
investimenti tecnologici (videosorveglianza, sistemi di allarme, controllo
accessi) siano previsti per rendere tutti i reparti ospedalieri calabresi
luoghi di lavoro sicuri, tutelando la dignità di chi cura e di chi viene
curato;
• se siano
previsti investimenti per sistemi di videosorveglianza, tele-allarme e
protocolli di supporto psicologico per gli operatori vittime di trauma, come
già sperimentato in altre realtà ospedaliere.
(49; 16/02/2026).
Scutellà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- da fonti di
stampa, ampiamente diffuse, emergono notizie circa un possibile smantellamento
o depotenziamento dell'Unità Operativa di Anatomia Patologica afferente allo Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano, con ipotesi di
accentramento delle funzioni presso strutture hub;
- secondo le
medesime fonti, tale riorganizzazione inciderebbe su un servizio essenziale e
strutturante per l'operatività dell'intero presidio ospedaliero, con potenziali
conseguenze sui tempi e sulla qualità della diagnosi, in particolare in ambito
oncologico;
- il clamore
di tali notizie ha suscitato enormi preoccupazioni diffuse nei territori
interessati, anche in relazione al futuro assetto del nuovo ospedale della
Sibaritide ed alla mancata attivazione di servizi strategici qual i Medicina
nucleare ed Emodinamica;
considerato che:
- la presenza di un reparto di Anatomia Patologica costituisce un livello
essenziale dell’assistenza sanitaria ed è un elemento imprescindibile per
garantire diagnosi tempestive e appropriate;
- qualsiasi
riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere sorretta da atti formali,
trasparenti e pubblicamente accessibili, nonché da valutazioni di impatto
sull'assistenza e sui LEA;
- la mancanza
di chiarezza sugli atti adottati rischia di generare disorientamento
istituzionale e sfiducia nei confronti del sistema sanitario regionale;
Preso atto
che: - tali notizie stanno suscitando forti preoccupazioni nei cittadini in
quanto relativo un servizio essenziale di vitale importanza. Tutto ciò premesso
e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se e quali
atti amministrativi siano stati adottati, anche di natura organizzativa o
gestionale, volti alla riorganizzazione, al trasferimento o all'accentramento
delle funzioni di Anatomia Patologica afferenti allo Spoke
di Corigliano-Rossano e quali siano tali atti;
2. quali
motivazioni tecniche, organizzative ed economiche abbiano determinato tali
scelte e se siano state effettuate valutazioni di impatto sanitario sui tempi
diagnostici e sulla presa in carico dei pazienti;
3. quali
iniziative si intendano assumere per garantire il mantenimento di un'Anatomia
Patologica pienamente operativa nello Spoke di
Corigliano-Rossano.
(50; 16/02/2026).
Barbuto. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
-iIl Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR),
nell’ambito della Missione 6 - Salute (Componente 1), prevede investimenti
strutturali per potenziare l’assistenza territoriale, tra cui l’Investimento
1.3 dedicato al “Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue
strutture (Ospedali di Comunità)”;
- il
Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) sottoscritto tra il Ministero della
Salute e la Regione Calabria fissa obiettivi precisi e cronoprogrammi
vincolanti per la realizzazione di tali strutture, individuando il Commissario
ad Acta come responsabile dell’attuazione;
- nello
specifico, la programmazione regionale prevede la realizzazione di 20 Ospedali
di Comunità in Calabria (1 da edificare e 19 da riconvertire), distribuiti
strategicamente nelle arre interne;
atteso che: -
la Regione Calabria, caratterizzata da un’orografia complessa e da una rete
stradale di non agevole percorribilità, conta ben 409 Comuni, molti dei quali
situati in zone montane e periferiche con meno di 5.000 abitanti;
tali
territori, classificati come “Aree Interne”, soffrono di un cronico processo di
marginalizzazione e declino demografico, aggravato dalle elevate distanze dai
presidi ospedalieri hub e dalle carenze della rete assistenziale territoriale;
- la
popolazione residente in queste aree è sensibilmente più anziana rispetto alla
media, il che determina un aumento dei bisogni sanitari legati a patologie
croniche che richiedono un’assistenza di prossimità h24;
- in questo
contesto, l’Ospedale di Comunità non è solo una struttura sanitaria per
ricoveri brevi a bassa intensità clinica, ma rappresenta un livello
assistenziale intermedio fondamentale tra il domicilio e l’ospedale per acuti,
essenziale per ridurre i ricoveri impropri e garantire il “diritto di restare”
nelle proprie comunità d’origine;
- la
realizzazione di tali presidi risponde inoltre a obiettivi di sicurezza e
resilienza, fungendo da presidi di comunità indispensabili per la manutenzione
attiva del territorio;
considerato
che: - Recenti notizie giornalistiche basate sui dati della piattaforma OpenPnrr e di Agenas descrivono uno scenario “da incubo”
per la Calabria, definita “fanalino di coda” e “maglia nera” d’Italia
nell’attuazione del PNRR Salute;
- la quota
dei pagamenti in Calabria si attesta appena al 17%, la più bassa d’Italia,
mettendo a serio rischio circa 7 miliardi di euro di fondi che, se non spesi
entro la scadenza del luglio 2026, dovranno essere restituiti alla Commissione
Europea;
- i dati
ufficiali di monitoraggio al settembre 2025 confermano che, a fronte di 20
Ospedali di Comunità programmati, il totale di quelli operativi in Calabria
risulta essere pari a zero. Rilevato che: - la recente Relazione al Parlamento
sulla gestione dei servizi sanitari regionali (Sezioni delle Autonomie della
Corte dei conti), ha evidenziato un preoccupante “disallineamento tra i dati ReGiS e le risultanze contabili”, con oltre il 70 % degli
interventi in Calabria contrassegnati da percentuali di avanzamento pari a
zero;
- il Tavolo
Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali ha valutato “non positiva”
la verifica annuale del Piano di rientro per l’anno 2024 per la Calabria,
stigmatizzando il consistente ritardo nell’utilizzo delle risorse destinate al
potenziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che risultano ancora
in gran parte accantonate;
- la carenza
di programmazione dei fabbisogni di personale sanitario (medici e infermieri)
rischia di rendere gli Ospedali di Comunità dei “gusci vuoti”, privi delle
professionalità necessarie a garantire l’assistenza h24 prevista dagli standard
del DM n. 77/2022. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente
della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,
per sapere:
1. quale sia
l’effettivo stato di avanzamento dei cantieri per i 20 Ospedali di Comunità,
fornendo dettagli specifici sulle ragioni dei ritardi che ne impediscono
l’operatività;
2. quali misure
urgenti intenda adottare per accelerare la spesa dei fondi PNRR e scongiurare
la perdita definitiva dei finanziamenti a causa della scadenza del 2026, data
l’attuale quota di pagamenti ferma al 17%.
(51; 17/02/2026).
Alecci. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 16
febbraio 2026 organi di stampa hanno diffuso una notizia riguardante la
presenza di numerose autovetture nuove, parrebbe riconducibili all’ASP di
Cosenza, parcheggiate da mesi in un’area di Montalto Uffugo e apparentemente
mai utilizzate;
- le immagini
e le testimonianze, rese pubbliche dal giornalista Lino Polimeni, mostrerebbero
vetture nuove, ferme all’aperto da lungo tempo, con possibili conseguenze sul
deterioramento dei mezzi e quindi sulla perdita di valore del patrimonio
pubblico;
- la vicenda,
qualora confermata, solleverebbe rilevanti criticità in termini di
programmazione della spesa sanitaria, efficienza amministrativa e possibile
danno erariale, profilo quest’ultimo di competenza della Corte
dei Conti. Considerato che: - se tali mezzi erano destinati al
rafforzamento dell’assistenza domiciliare o dei servizi territoriali, il loro
mancato utilizzo potrebbe aver arrecato un ulteriore danno funzionale ai
cittadini, già penalizzati dalle note criticità del sistema sanitario calabrese;
- l’assenza
di comunicazioni ufficiali da parte dell’ASP di Cosenza contribuisce ad
alimentare dubbi e preoccupazioni nell’opinione pubblica. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità
di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del
Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- se sia a
conoscenza dei fatti riportati dalla stampa relativi alla presenza di un numero
significativo di autovetture dell’ASP di Cosenza, nuove e mai utilizzate,
parcheggiate da mesi a Montalto Uffugo;
- nel caso in
cui sia confermato che siano di proprietà dell’ASP di Cosenza, quali sono le
motivazioni ufficiali riguardo al mancato utilizzo dei mezzi, indicando: il
tipo di alimentazione delle stesse, gli eventuali problemi tecnici,
amministrativi, logistici o procedurali che ne avrebbero impedito la messa in
servizio;
- qual è il
costo complessivo sostenuto per l’acquisto di tali veicoli, con specificazione
delle fonti di finanziamento impiegate (fondi regionali, nazionali o
comunitari);
- se
l’ufficio del Commissario intenda avviare verifiche ispettive o richiedere una
relazione dettagliata all’ASP di Cosenza sullo stato del parco auto e sulla
programmazione del suo utilizzo;
- se sia
stato valutato il rischio di danno erariale e se l’Amministrazione intenda
segnalare la situazione alla Corte dei conti per le conseguenti verifiche
contabili;
- quali
iniziative urgenti si intende assumere per assicurare che i mezzi vengano
finalmente impiegati per i servizi sanitari territoriali, evitando ulteriore
deterioramento e spreco di risorse.
(52; 17/02/2026).
Filomena
Greco. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• l’art. 32
della Costituzione qualifica la tutela della salute quale diritto fondamentale
dell’individuo e interesse della collettività;
• l’art. 3
della Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale che, limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini,
impediscono il pieno godimento dei diritti fondamentali, ivi compreso il
diritto alla salute;
• la
giurisprudenza costituzionale ha chiarito che l’equilibrio di bilancio ex art.
81 Cost. non può comprimere il nucleo essenziale dei diritti fondamentali, né
giustificare misure tali da compromettere l’effettiva erogazione dei LEA;
• il rapporto
convenzionale tra Servizio Sanitario Nazionale e Medici di Medicina Generale è
disciplinato dal D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i.
e dagli Accordi Collettivi Nazionali (ACN), che riconoscono al medico autonomia
e responsabilità professionale nelle scelte diagnostico-terapeutiche;
• il D.P.C.M.
12 gennaio 2017 ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza,
imponendo alle Regioni l’obbligo di garantirne l’uniforme erogazione;
• il D.M. 23
maggio 2022, n. 77, rafforza il ruolo della medicina generale nell’ambito
dell’assistenza territoriale, quale perno della presa in carico dei pazienti
cronici e fragili;
• ai sensi
del D.Lgs. 502/1992 e della normativa regionale
vigente, la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione,
coordinamento e controllo nei confronti delle Aziende Sanitarie Provinciali,
anche al fine di assicurare omogeneità applicativa e coerenza con gli obiettivi
del Piano di rientro;
• secondo
quanto riportato da organi di stampa e segnalazioni pervenute, diverse Aziende
Sanitarie Provinciali della Calabria avrebbero adottato o starebbero adottando
provvedimenti sanzionatori nei confronti dei Medici di Medicina Generale per
presunta inappropriatezza prescrittiva, sulla base di scostamenti rispetto a
parametri medi di spesa farmaceutica;
considerato che:
• ai sensi dell’art. 97 Cost., l’azione amministrativa deve conformarsi ai
principi di legalità, buon andamento e imparzialità;
• la L. 7
agosto 1990, n. 241, impone adeguata istruttoria, motivazione e rispetto dei
principi di proporzionalità e ragionevolezza;
• la
giurisprudenza amministrativa esclude la legittimità di provvedimenti fondati
su automatismi statistici privi di valutazione individualizzata del caso
clinico;
• il
principio di appropriatezza prescrittiva, secondo consolidato orientamento
giurisprudenziale e normativa nazionale in materia sanitaria, deve essere
valutato in relazione alla specifica condizione clinica del singolo paziente e
non può essere desunto esclusivamente da scostamenti statistici rispetto a
medie aggregate di spesa;
• l’eventuale
utilizzo di meri parametri ragionieristici come presupposto sanzionatorio
rischia di determinare uno sviamento della funzione amministrativa,
subordinando la valutazione clinica a finalità esclusivamente finanziarie;
• una
gestione non coordinata a livello regionale delle politiche di controllo della
spesa farmaceutica può generare difformità territoriali, disparità di
trattamento tra professionisti operanti in province diverse e potenziale
compromissione dell’uniformità dei LEA;
• la
proliferazione di contenzioso seriale in materia di sanzioni prescrittive
espone il SSR a rilevanti rischi economici e a possibili responsabilità
erariali;
tenuto conto
che: • un clima sanzionatorio generalizzato può produrre effetti distorsivi
sull’attività prescrittiva dei Medici di medicina generale, inducendo fenomeni
di medicina difensiva “al ribasso”;
• eventuali
limitazioni indirette all’accesso ai farmaci, specie per pazienti cronici,
oncologici o fragili, rischiano di determinare un aggravamento delle condizioni
di salute e un aumento degli accessi impropri alle strutture ospedaliere;
• in taluni
casi, l’effetto indiretto di un’applicazione rigidamente parametrica dei
controlli sulla spesa farmaceutica potrebbe incidere sull’attuazione di piani
terapeutici regolarmente autorizzati, determinando il ricorso a prescrizioni
alternative non sempre pienamente sovrapponibili sotto il profilo clinico
ovvero inducendo i pazienti a rivolgersi a medici operanti in altre province o
regioni per ottenere la prescrizione del medesimo farmaco;
• eventuali
limitazioni o disincentivi alla prescrizione di farmaci rimborsabili dal
Servizio Sanitario Regionale possono tradursi in un aggravio economico diretto
a carico dei cittadini, costretti ad acquistare privatamente i medicinali
necessari, con il rischio concreto che i soggetti economicamente più fragili
rinuncino o ritardino le cure, in potenziale contrasto con i principi di
universalità, uguaglianza sostanziale e tutela effettiva del diritto alla
salute di cui agli artt. 3 e 32 della Costituzione;
• tali
dinamiche potrebbero inoltre determinare fenomeni di mobilità sanitaria
impropria e ulteriori oneri indiretti per il sistema sanitario regionale, in
apparente contraddizione con gli obiettivi di razionalizzazione e sostenibilità
del Piano di rientro;
• la Regione,
quale ente titolare della funzione di programmazione sanitaria e soggetto
responsabile dell’attuazione del Piano di rientro, è chiamata a garantire un
equilibrio effettivo tra sostenibilità finanziaria e tutela piena e non
meramente formale del diritto alla salute;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se sia a
conoscenza dei criteri, delle metodologie istruttorie e dei presupposti
tecnico-scientifici adottati dalle Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria
in materia di contestazione dell’inappropriatezza prescrittiva;
2. se tali
criteri siano stati formalmente definiti o validati a livello regionale
mediante atti di indirizzo o linee guida uniformi, ovvero se siano frutto di
autonome determinazioni aziendali;
3. se la
Regione intenda esercitare i propri poteri di indirizzo e coordinamento al fine
di garantire uniformità applicativa, trasparenza procedimentale, valutazione
clinica individualizzata, pieno rispetto dell’autonomia professionale dei
Medici di Medicina Generale e tutela della continuità terapeutica dei pazienti;
4. quali
iniziative urgenti e strutturali intenda adottare per assicurare che le
politiche di contenimento della spesa farmaceutica siano fondate su criteri di
appropriatezza clinica individualizzata, coerenti con i principi
costituzionali, con la normativa statale vigente e con l’obbligo di garanzia
uniforme dei LEA su tutto il territorio regionale e prevenire fenomeni di
mobilità sanitaria impropria;
5. se non
ritenga opportuno valutare, anche mediante apposita direttiva regionale, la
sospensione o revisione dei procedimenti sanzionatori eventualmente avviati,
nelle more di una verifica complessiva del quadro normativo e
tecnico-scientifico di riferimento, al fine di prevenire contenziosi diffusi,
disparità territoriali e possibili aggravi erariali.
(53; 17/02/2026).
Scutellà. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- sono
apparse su organi di informazione notizie relative alla presunta presenza di
numerosi automezzi aziendali in dotazione all'Azienda Sanitaria Provinciale di
Cosenza, segnalati come fermi o non pienamente operativi presso il territorio
di Montalto Uffugo: - Tali circostanze, se confermate, potrebbero incidere
sull'efficienza dei servizi territoriali e sull'ottimale utilizzo dei beni e
delle risorse pubbliche già impiegate per l'acquisto dei mezzi;
- risulta
prioritario garantire la massima trasparenza nella gestione dei beni
strumentali e delle risorse finanziarie pubbliche destinati al servizio
sanitario regionale. Considerato che: - Il corretto impiego degli automezzi
aziendali rappresenta un elemento funzionale all'erogazione dei servizi
sanitari;
- eventuali periodi
di inutilizzo, se confermati, sollevano legittimi interrogativi della comunità
e possono incidere sull'immagine e sulla credibilità della Regione Calabria,
rendendo opportuno e doveroso chiarire se siano dovuti a manutenzione,
collaudi, riorganizzazioni o altre motivazioni di carattere
tecnico-amministrativo. - È necessario conoscere quali risorse pubbliche siano
state impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche. Tutto
ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- se risulti
confermata la presenza dei suddetti automezzi presso un'area del territorio
comunale di Montalto Uffugo e quale sia il numero effettivo dei veicoli
attualmente presenti;
- quale sia
lo stato operativo degli stessi;
- quali siano
le eventuali cause dei periodi di inattività e le tempistiche previste per la
piena messa in esercizio;
- se l'ASP di
Cosenza abbia predisposto una verifica e/o una relazione tecnica -
amministrativa sul punto e se la Regione intenda acquisirla ai fini di una
verifica complessiva;
- quali iniziative
di controllo e/o monitoraggio si intendano adottare per assicurare il corretto
utilizzo dei mezzi;
- quali risorse
pubbliche siano state effettivamente impiegate per l'acquisto dei mezzi e con
quali finalità specifiche.
(54; 17/02/2026).
Madeo. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
-la Strada
provinciale 197 nel tratto della Diga di Tarsia versa da mesi in condizioni di
grave dissesto, con buche profonde, carreggiata deformata e pericoli costanti
per la circolazione, causando danni frequenti ai veicoli e disagi quotidiani ai
pendolari diretti verso Corigliano Rossano e l’area della Provincia di Cosenza;
-la
situazione determina continui interventi di soccorso stradale e un diffuso
allarme tra cittadini e operatori economici del territorio;
-contestualmente,
l’invaso della Diga di Tarsia ha raggiunto livelli di saturazione, con deflusso
delle acque lungo il Fiume Crati e conseguenti allagamenti nell’alta valle tra
Tarsia e Santa Sofia d’Epiro;
-si registra
un concreto rischio di esondazioni, come accaduto esattamente tra i giorni 13 e
14 febbraio, verso la Piana di Sibari e nei territori di Cassano allo Ionio,
con potenziali danni a infrastrutture, abitazioni e attività agricole;
considerato che:
−le criticità della viabilità e la gestione delle emergenze idrauliche
insistono sul medesimo territorio e richiedono interventi urgenti e coordinati
per la tutela della sicurezza pubblica;
-la
permanenza di tali condizioni espone la popolazione a rischi concreti per
l’incolumità e produce rilevanti danni economici e sociali;
-l’esondazione
del Crati ha letteralmente messo in ginocchio aziende, attività e residenti dei
comuni circostanti alla diga, da Bisignano a Santa Sofia, fino a Cassano allo
Jonio e la Piana di Sibari Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
-quali
interventi urgenti intenda adottare, con relativa tempistica, per il ripristino
della sicurezza della Strada provinciale 197 nel tratto della Diga di Tarsia;
-quali
interventi urgenti intenda adottare per la gestione dell’emergenza idraulica
connessa alla saturazione dell’invaso e al rischio esondazioni lungo il Crati e
nella Piana di Sibari;
−quali interventi sono previsti per la
prevenzione affinché non si debba più agire di emergenza bensì di profilassi e
precauzione;
−se e quali aiuti sono previsti per le
aziende e per le famiglie colpite dall’esondazione.
(55; 17/02/2026).
Ranuccio. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• la legge 15
marzo 2010, n. 38 garantisce l’accesso ai servizi di cure palliative e terapia
del dolore come diritto del malato inguaribile, adulto o minore, in ogni fase
della malattia e in ogni luogo di cura. • Le cure palliative rappresentano uno
specifico Livello Essenziale di Assistenza (LEA), volto a garantire la dignità
della persona, l’appropriatezza delle risposte assistenziali e il supporto ai
familiari. • La Regione Calabria ha recepito tale normativa con il DCA 168/2011
e ha approvato Linee guida nel 2011, aggiornate successivamente nel 2015 e nel
2025.
Considerato
che: • nonostante i recepimenti formali, la Regione Calabria non ha finora
istituito la Rete Regionale delle cure palliative, contravvenendo a obblighi di
legge e ignorando le reiterate sollecitazioni inviate dall’AGENAS;
• secondo AGENAS
e Ministero della Salute, tutte le Regioni italiane dovrebbero disporre di una
Rete regionale di cure palliative e presentare ogni anno un piano di
potenziamento ai sensi della Legge 197/2022, con monitoraggio obbligatorio e
obiettivi progressivi fino al 90% di copertura entro il 2028;
• tuttavia,
emergono forti disomogeneità territoriali, con regioni molto avanzate e altre
molto indietro, specialmente nel Mezzogiorno;
• il D.L. n.
73/2021 (“Sostegni bis”) stabiliva l'obbligo di completare una ricognizione
delle attività entro il 31 dicembre 2021 per garantire l’uniforme erogazione
delle cure entro il 31 dicembre 2025;
• ad oggi la
Calabria continua a risultare una Regione inadempiente;
• si stima
che in Calabria vi siano circa 10.000 persone all’anno bisognose di cure
palliative, ma il tasso di copertura dei servizi dedicati non supera
attualmente il 20% del fabbisogno;
• il modello
organizzativo attuale appare inadeguato: le cure domiciliari sono spesso
impropriamente incluse nel servizio ADI (Assistenza Domiciliare Integrata),
nonostante la legge 38/2010 richieda équipe multidisciplinari dedicate e ad
alta intensità assistenziale;
• esempi critici,
come quello dell'ASP di Reggio Calabria, evidenziano che le strutture di
coordinamento rimangono spesso "sulla carta", prive di autonomia
finanziaria (centri di costo) e con risorse del tutto insufficienti;
• si registra
inoltre un grave danno all'erario e ai cittadini per la mancata attivazione di
strutture come gli Hospice di Melicucco e Siderno, vandalizzati e abbandonati
dopo la conversione;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quali siano
le ragioni per cui, a distanza di oltre quattordici anni dalla legge 38/2010,
la Regione Calabria non abbia ancora strutturato e reso operativa la Rete
Regionale delle cure palliative. 2. Quali provvedimenti urgenti si intendano
adottare per colmare il divario tra l'attuale copertura (20%) e il reale
fabbisogno della popolazione calabrese, garantendo il diritto costituzionale
alla salute e alla dignità nel fine vita. 3. Se esista un programma triennale
aggiornato per l’attuazione della normativa, come previsto dal decreto
“Sostegni bis”, e come si intenda rispondere ai rilievi di inadempienza mossi
dagli organi nazionali. 4. Come si intenda procedere per rendere le Unità di
Cure Palliative (UCP) centri di costo autonomi e per dotarle di personale
stabilizzato, formato e numericamente adeguato agli standard previsti dal DM
77/2022.
(56; 19/02/2026).
Madeo. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
-i recenti
eventi di esondazione del fiume Crati hanno nuovamente evidenziato la grave
vulnerabilità idrogeologica della Piana di Sibari e l’insufficiente livello di
messa in sicurezza degli argini e delle opere di difesa fluviale;
-il
territorio interessato risulta da anni classificato ad elevato rischio
idraulico e necessita di interventi strutturali urgenti e programmati;
-risorse
economiche rilevanti risultano già stanziate nell’ambito del “Patto per il Sud”
e di ulteriori strumenti di finanziamento nazionali ed europei destinati alla
mitigazione del rischio idrogeologico;
considerato che:
−un’analisi
del 2017 dell’Autorità di Bacino Regionale della Calabria, contenuta nel
Documento Programmatico Difesa del Suolo allegato alla Delibera di Giunta
Regionale n. 355/2017, stimava in svariati miliardi di euro il fabbisogno
complessivo necessario alla realizzazione degli interventi per la mitigazione
del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza del territorio e il contrasto
all’erosione costiera;
-sulla base
di tale documento, la Giunta Regionale della Calabria dell’epoca individuava un
primo quadro programmatico di 165 interventi per un importo complessivo
superiore a 300 milioni di euro, finanziati principalmente con i Fondi FSC
2014/2020 (circa 233 milioni di euro) e, in misura minore, con il POR FESR
2014/2020 (circa 76 milioni di euro);
-ad oggi
risultano evidenti ritardi, criticità attuative o mancata realizzazione di una
parte significativa degli interventi programmati, con particolare riferimento
alle opere di messa in sicurezza del fiume Crati nel tratto insistente sulla
Piana di Sibari;
Rilevato che:
−il ripetersi degli eventi alluvionali
produce danni rilevanti alle attività agricole, alle infrastrutture e alla
sicurezza delle comunità locali;
-la
prevenzione strutturale rappresenta la principale misura di tutela del
territorio e della pubblica incolumità;
-appare
necessario chiarire lo stato di utilizzo delle risorse già programmate e le
eventuali responsabilità amministrative nei ritardi registrati;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
-quale sia lo
stato di attuazione degli interventi programmati per la messa in sicurezza del
fiume Crati nella Piana di Sibari;
-quali
risorse finanziarie, già stanziate nell’ambito del “Patto per il Sud”, dei
Fondi FSC 2014/2020 e del POR FESR 2014/2020, risultino effettivamente
impegnate, spese o ancora inutilizzate per tali interventi;
-quali siano
le ragioni dei ritardi o della mancata realizzazione delle opere previste e se
siano state individuate specifiche responsabilità amministrative o procedurali;
-quali
iniziative urgenti la Giunta intenda adottare per garantire la messa in
sicurezza degli argini del fiume Crati e la prevenzione di ulteriori eventi di
esondazione;
-se la
Regione intenda aggiornare la programmazione degli interventi di difesa del
suolo alla luce del mutato quadro di rischio e delle recenti emergenze;
-quali siano
i tempi previsti per l’avvio o il completamento delle opere ritenute
prioritarie.
(57; 20/06/2026).
De Cicco. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- la Corte
costituzionale, con sentenza n. 192/2024, è intervenuta sulla L. 86/2024
("Calderoli"), dichiarando l'illegittimità costituzionale di profili
essenziali della disciplina;
-la Consulta
ha stabilito, in particolare, che: 1. il trasferimento non può riguardare
"materie" in senso ampio, ma solo specifiche funzioni amministrative,
legislative e regolamentari, rigorosamente selezionate;
2. è
illegittimo procedere al trasferimento di funzioni nelle materie "non
LEP" in assenza della contestuale e vincolante determinazione degli stessi
LEP, pena la violazione dell'art. 116, terzo comma, Cast.;
3. ogni
attribuzione di autonomia deve essere giustificata dal principio di
sussidiarietà e adeguatezza, con motivazione rafforzata da parte dello Stato, e
non può pregiudicare i vincoli di solidarietà nazionale e l'unità giuridica ed
economica della Repubblica (artt. 2, 3, 5, 119 e 120 Cost.);
considerato
che - Il Consiglio dei ministri del Governo nazionale ha dato il via libera
agli schemi di intesa con le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria per
il trasferimento di funzioni in quattro ambiti: tutela della salute, protezione
civile, professioni e previdenza complementare;
preso atto
che -Il Presidente della Regione Calabria ha più volte ribadito, anche in sede
di Conferenza delle Regioni, la necessità che il processo di autonomia
differenziata sia subordinato alla previa definizione e al pieno finanziamento
dei LEP, al fine di evitare disparità territoriali nell'esercizio dei diritti
civili e sociali;
-l'avvio
dell'iter per la conclusione delle intese, in assenza di una riscrittura della
legge conforme ai dicta della Corte, rischia di produrre effetti distorsivi e
potenzialmente lesivi per Regioni come la Calabria, in particolare: - in
sanità, aggravando la mobilità passiva e trasformando il finanziamento del
settore in un meccanismo competitivo anziché perequativo, in contrasto con
l'art. 32 Cost.;
-in
protezione civile, frammentando la risposta operativa a eventi emergenziali che
richiedono una regia nazionale unitaria;
- nelle
professioni, creando barriere all'accesso e disparità di trattamento per i
cittadini calabresi che intendano operare in altri territori;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
qual è la
posizione ufficiale che intende esprimere la Giunta regionale in ordine
all'esame degli schemi di intesa adottati dal Governo nazionale;
-se siano
state richieste e/o ottenute garanzie ufficiali affinché l'eventuale
attribuzione di autonomia ad altre Regioni non comporti una riduzione delle
risorse destinate al Fondo Sanitario Nazionale e ai meccanismi perequativi a
tutela della Calabria;
-come il
Governo regionale intenda conciliare la propria dichiarata posizione di tutela
degli interessi della Calabria e del Mezzogiorno, nonché della necessità di
garantire i LEP, con l'assenza di iniziative formali volte a sospendere un iter
che, alla luce dei principi espressi dalla Corte costituzionale, risulta
potenzialmente lesivo dell'unità della Repubblica e dell'uguaglianza dei
cittadini;
- se La
Giunta regionale intenda sospendere ogni iniziativa in tal senso, fino a che il
Parlamento non emani un atto legislativo di modifica della L. 86/2024, che
recepisca integralmente i principi e i vincoli posti dalla sentenza n. 192/2024
della Corte costituzionale;
in ogni caso,
il Presidente della Giunta regionale riferisca con urgenza in Aula consiliare,
alla luce dell'accelerazione impressa da alcune Regioni, illustrando
analiticamente l'impatto che le intese in itinere nelle materie della
protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e,
soprattutto, della sanità, potranno avere sulla sicurezza del territorio, sul
mercato del lavoro, sulle opportunità di crescita per cittadini e
professionisti calabresi, nonché sulla salute e l'assistenza.
(58; 20/02/2026).
Bruno. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• in vaste
aree della Regione Calabria i cittadini continuano a subire tempi di attesa
incompatibili con i Livelli essenziali di assistenza (LEA), con punte che
costringono un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure o a rivolgersi
alla sanità privata;
• in larga
parte del territorio regionale si registrano attese per prestazioni
diagnostiche e visite specialistiche rinviate di mesi, quando non di anni;
• il fenomeno
delle liste d’attesa rappresenta oggi una delle principali cause di
diseguaglianza nell’accesso alle prestazioni sanitarie e contribuisce in modo
rilevante alla già elevata mobilità passiva della Calabria;
• nonostante
il perdurante regime di commissariamento del sistema sanitario regionale,
permane in capo alla struttura commissariale la responsabilità di garantire il
rispetto dei tempi massimi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste
di Attesa;
• il
prolungato commissariamento avrebbe dovuto assicurare maggiore capacità di
intervento e tempestività decisionale;
tuttavia, i
risultati percepiti dai cittadini e registrati — come evidenziato sia dal
Ministero della Salute e da AGENAS sia dall’Osservatorio della Fondazione GIMBE
— appaiono, allo stato, gravemente insufficienti;
• il Ministro
della Salute ha più volte richiamato le amministrazioni regionali rispetto a
comportamenti anomali nella gestione delle liste d’attesa emersi a seguito di
migliaia di controlli dei NAS, evidenziando criticità anche nella gestione
della libera professione intramoenia e nel mancato rispetto delle proporzioni
tra attività istituzionale e attività libero-professionale;
• alcune
regioni hanno già adottato piani straordinari, organici e finanziati per
l’abbattimento delle liste d’attesa, basati su target aziendali vincolanti,
recall attivo dei pazienti, aperture straordinarie, sedute operatorie
aggiuntive e sistemi di monitoraggio stringenti;
• ad oggi non
risulta che la Regione Calabria abbia messo in campo
un’azione di pari intensità, organicità e trasparenza;
considerato
che: • il permanere di tempi di attesa eccessivi compromette concretamente il
diritto costituzionale alla tutela della salute;
• tale
diritto non può essere subordinato a ritardi organizzativi o inefficienze del
sistema regionale;
tenuto conto
che: • il regime di commissariamento non può costituire un alibi per l’inerzia
programmatoria né trasformarsi in una zona franca rispetto alle responsabilità
politiche e amministrative, ma impone semmai maggiore capacità di intervento;
• l’assenza
di un piano straordinario pubblico, misurabile e verificabile alimenta una
diffusa percezione di immobilismo della governance sanitaria regionale;
preso atto
che: • numerose misure organizzative potrebbero essere attivate immediatamente
senza violare i vincoli del Piano di rientro;
• il D.lgs.
124/1998 prevede che, in caso di superamento dei tempi massimi (30 giorni per
visite specialistiche e 60 giorni per esami strumentali), l’assistito possa
accedere all’attività libero-professionale intramoenia sostenendo, se dovuto,
il solo ticket, con oneri a carico dell’azienda sanitaria;
tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. quali
siano i dati reali, aggiornati e certificati sui tempi di attesa nelle Aziende
del SSR calabrese, distinti per classe di priorità, struttura erogatrice e
tipologia di prestazione;
2. se il
Presidente/Commissario ritenga accettabile che in Calabria persistano tempi di
attesa tali da configurare, di fatto, una limitazione dell’accesso tempestivo
alle cure;
3. per quali
ragioni la Regione/Struttura commissariale non abbia ancora adottato un piano
straordinario organico di abbattimento delle liste d’attesa analogo, per
intensità e strumenti, a quelli attivati in altre regioni;
4. se e
quando intenda presentare un programma regionale con target vincolanti per le
Aziende sanitarie, cronoprogramma pubblico e sistema di monitoraggio mensile
trasparente;
5. quali
misure immediate, puntuali e verificabili siano state attivate in Calabria in
materia di: • recall sistematico dei pazienti in lista;
• aperture
straordinarie di ambulatori e sale operatorie;
• estensione
delle fasce orarie di erogazione delle prestazioni;
• piena
integrazione e interoperabilità del CUP regionale;
6. se sia
stato effettuato un controllo rigoroso sull’Attività Libero-Professionale
Intramuraria (ALPI) al fine di accertare eventuali squilibri rispetto
all’attività istituzionale e quali provvedimenti correttivi siano stati
eventualmente adottati;
7. se le
Aziende sanitarie e ospedaliere siano state autorizzate ad applicare le
disposizioni di cui al D.lgs. 124/1998 e, in caso affermativo, con quali
modalità operative e con quali risultati in termini di tutela effettiva dei
cittadini;
8. quali
risorse finanziarie risultino ad oggi effettivamente disponibili, impegnate e
liquidate per il recupero delle prestazioni arretrate nel rispetto del Piano di
rientro e, in particolare, di fornire un rendiconto dettagliato della spesa
sostenuta dal sistema pubblico e da quella destinata alle strutture
accreditate, nonché lo stato dell’arte di ciascuna Azienda sanitaria con
l’indicazione dei rispettivi tempi medi di attesa 9. se non ritenga grave e
politicamente insostenibile l’assenza, ad oggi, di un piano straordinario
pubblico, finanziato e monitorato per l’abbattimento delle liste d’attesa in
Calabria e quali risultati concreti e misurabili intenda garantire entro il
2026;
10. se non
ritenga ormai indifferibile l’adozione di un provvedimento straordinario
regionale, anche in raccordo con la Giunta, per assicurare ai cittadini
calabresi tempi di attesa compatibili con i LEA.
(59; 23/02/2026).
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• il Sito di
Interesse Nazionale (S.I.N.) di “Crotone – Cassano – Cerchiara”, istituito con
D.M. 468/2001 e perimetrato con D.M. 26 novembre 2002, è un’area di vasta
estensione che comprende circa 1.448 ettari di aree a mare e 884 ettari a
terra, includendo stabilimenti industriali dismessi (ex Pertusola, ex Fosfotec, ex Agricoltura), aree archeologiche e discariche.
• La situazione ambientale del sito è di estrema gravità, come riportato
ufficialmente nella relazione semestrale “Attività svolte, iniziative adottate
e di prossima adozione in funzione delle criticità rilevate nel corso del
processo di realizzazione degli interventi” novembre 2024 - aprile 2025, del
Commissario Straordinario: “L’analisi approfondita della documentazione tecnica
e delle valutazioni di rischio ambientale condotte ai sensi del D.lgs. n.
152/2006 ha evidenziato una situazione di grave contaminazione nel sito in
oggetto. (Omissis) Tali condizioni determinano un perdurante rischio per
l’ambiente e per la salute pubblica”. • Tale stato di contaminazione ha
generato una sofferenza della comunità crotonese che persiste da oltre
quarant'anni, dovuta alla presenza di oltre un milione di tonnellate di rifiuti
speciali e pericolosi, inclusi materiali contenenti TENORM (con e senza matrice
d’amianto), stoccati sia all'interno che all'esterno delle aree industriali. •
Le indagini nell’area portuale hanno, poi, confermato una rilevante
contaminazione da metalli pesanti (Arsenico, Cadmio, Mercurio, Cromo, Nichel,
Piombo, Zinco, Rame) con concentrazioni superiori ai valori di intervento e
sedimenti classificati come pericolosi. • Il rapporto SENTIERI (Studio
Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio
da Inquinamento) ha confermato un eccesso di rischio tumore nelle aree SIN
(Sito di Interesse Nazionale), includendo Crotone tra i territori maggiormente
colpiti. • Ciò nonostante, ENI REWIND che da anni deve effettuare la bonifica ,
anche in virtù della ben nota sentenza del Tribunale di Milano del 2012, che
l’ha condannata ad un risarcimento di oltre 70 milioni di euro per il danno
ambientale nel SIN di Crotone, ha scientemente ritardato l’avvio delle
operazioni di bonifica cercando di sottrarsi all’esecuzione del decreto n° 7
del 3 marzo 2020 con il quale veniva obbligata a portare i rifiuti fuori dalla
Regione Calabria e sostenendo, senza corrispondenza con la verità, che non vi
fossero discariche atte a ricevere i rifiuti della bonifica del SIN di Crotone
né in Italia né all’estero e che l’unica discarica pronta ad accoglierli fosse
la discarica privata COLUMBRA della SOVRECO a Crotone, per la quale è stata
presentata dal Gruppo Vrenna richiesta di ampliamento, pendente presso
l’Assessorato Regionale all’ambiente, nonché tentando di insistere sulla
modifica del PAUR della Regione Calabria con l’avallo del Ministero
dell’Ambiente avverso i cui decreti le istituzioni locali sono state costrette,
unitamente ai Comitati di Cittadini, a esperire ricorso al Tar rivelatosi vittorioso;
• che, questa
vicenda ha determinato la perdita di tempo prezioso, presumiamo solo per motivi
squisitamente economici mirati al risparmio sulla pelle della popolazione
crotonese poiché nel mese di novembre 2024, è stata, invece, data la notizia
che erano state trovate diverse discariche all’estero dove portare i veleni tra cui la discarica di Kumla
in Svezia;
• che le
vicende suddette hanno, tuttavia, determinato una ulteriore perdita di tempo e
hanno fatto slittare notevolmente l’avvio delle operazioni al mese di giugno
del 2025 senza alcun rispetto per la salute del crotonesi
costretti, in mancanza di tensostruttura e adeguati sistemi di protezione, ad
inalare polveri e scorie che il vento disperdeva in direzione della città;
dall’8
gennaio 2026 le operazioni sono nuovamente state sospese perché Eni Rewind
afferma che durante gli scavi sarebbero stati trovati dei rifiuti radioattivi,
quali il TENORM, nelle discariche a mare ove incredibilmente sosteneva che non
ve ne fossero benché perfettamente consapevole che ivi
furono interrati per un decennio gli scarti di lavorazione della Fosfotec che produceva fertilizzanti a base di acido
fosforico e della Pertusola che produceva semilavorati e barre in zinco;
• c’è
qualcuno che ipotizza che questi ritrovamenti, durate le operazioni di
bonifica, sarebbero stati una “trovata” per costringere al ricovero degli
stessi presso la Sovreco in situazioni d’emergenza,
anche se la suddetta società non ha autorizzazione al ricovero presso la sua
struttura di rifiuti identificati con i codici Cer di
tale fatta ed in tal senso sembrerebbe deporre la ripresa delle attività di
bonifica in questi giorni;
• infatti,
che la presenza dei rifiuti radioattivi come il TENORM fosse ben nota, emerge
dal Resoconto di Attività, elaborato nel giugno 2017 dal Laboratorio Fisico
Ettore Majorana dell’A.R.P.A.Cal di Catanzaro,
intitolato: “ I livelli di radioattività nell’area ex Pertusola – Superfici
soggette a scotico – Discariche ex Armeria, ex Fosfotec
– Zona industriale S.S.106, nel quale erano state raggiunte le seguenti
conclusioni: Il controllo ha evidenziato la presenza di anomalie radiometriche:
- Nelle carote estratte dalle aree denominate L09, stabilimento ex Pertusola,
si registrano valori anomali di radioattività dovuti alla presenza nel primo
strato superficiale stradale, fino a 40 cm. Di meta silicati con TENORM;
- alcune
delle carote estratte dalle ex discariche e solo a determinate profondità
presentano una contaminazione da meta silicati mixati con materiale inerte. • I
Cittadini, pertanto, non solo sono stati costretti a convivere per oltre un
ventennio con una situazione d’inerzia pericolosissima che ha posto una seria
ipoteca sulla loro salute ma hanno continuato a rischiare a causa delle
modalità di scavo e continuano ancora oggi a rischiare per un cantiere lasciato
a metà senza che sia stato dato conto alcuno delle modalità di messa in
sicurezza dello stesso e per la possibilità che i rifiuti vengano spostati nel
perimetro della città solo di pochi chilometri da nord a sud. Considerato che:
• La tutela della salute dei cittadini non può attendere i tempi, spesso
incerti e prolungati, dei cantieri di bonifica. • La prevenzione deve essere
considerata un diritto sacrosanto e un risarcimento morale e materiale per un
territorio che subisce da decenni gli effetti dell'inquinamento industriale. •
È necessario garantire un monitoraggio attivo che non gravi economicamente sui
cittadini, poiché la prevenzione è un diritto e non un privilegio legato al
reddito. • La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite
Connesse al Ciclo dei Rifiuti e sugli Illeciti Ambientali e Agroalimentari,
nella “Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di Bonifica del SIN
di Crotone-Cassano-Cerchiara: Analisi Ambientale, Amministrativa e
Giudiziaria”, approvata dalla Commissione nella seduta del 17 dicembre 2025,
nelle conclusioni rassegnate, tra le altre, a pag. 200 ha confermato che: “La
complessità del contesto territoriale, caratterizzato da fonti di esposizione
multiple, combinazioni di inquinanti e fattori socio-economici, rende difficile
una quantificazione univoca del rischio. Tuttavia, le evidenze scientifiche
disponibili delineano un impatto sanitario significativo e di lungo periodo,
tale da imporre l’istituzione di una sorveglianza epidemiologica permanente, in
coerenza con le raccomandazioni formulate dall’Istituto Superiore di Sanità,
dal CNR e dagli enti di controllo ambientale”.
Impegna la
Giunta regionale
1.ad operare
per mantenere il vincolo previsto dal PAUR del 2019 che impone il trasferimento
dei rifiuti derivanti dalla bonifica del SIN di Crotone fuori dalla Regione
Calabria e contestualmente ad impedire l’apertura, il mantenimento e
l’ampliamento di discariche di rifiuti pericolosi nel territorio crotonese. 2.
A istituire un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per tutti
i cittadini residenti nel perimetro del SIN, garantendo la gratuità dei
controlli medici periodici con priorità assoluta per bambini, donne in
gravidanza, anziani e soggetti fragili. 3. A prevedere e sostenere
economicamente gli screening dei metalli pesanti (test diagnostici su sangue,
urine e capelli) di un significativo campione di cittadini residenti nella
Città di Crotone in proporzione alla popolazione residente, finalizzato a
rilevare intossicazioni o sovraccarichi di metalli tossici come Arsenico,
Cadmio, Mercurio, Cromo, Nichel, Piombo, Zinco, Rame. 4. A disporre per la
piena operatività di un Registro tumori che sia pubblico e consultabile per
mappare l’incidenza delle patologie e orientare la ricerca scientifica sul
messo di causalità tra inquinamento e malattie. 5. A bloccare ogni impianto che
possa aggravare il quadro sanitario locale e, comunque, a disporre che ogni
nuovo progetto industriale o infrastrutturale a Crotone debba essere
subordinato a una valutazione di impatto sanitario.
(14; 29/01/2026)
Barbuto, Scutellà e Bruno.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- il
territorio calabrese è stato colpito, tra il 20 e il 22 gennaio 2026, dal
ciclone “Harry”, evento meteorologico di eccezionale intensità che ha
determinato frane, allagamenti, erosioni costiere, danni a infrastrutture
pubbliche e private, interruzioni della viabilità e gravi ripercussioni su
famiglie, imprese e attività produttive;
- a seguito
degli eventi, la Regione Calabria ha dichiarato lo stato di emergenza regionale
e il Consiglio dei ministri (delibera del 26 gennaio 2026) ha dichiarato lo
stato di emergenza nazionale a favore di Sicilia, Calabria e Sardegna,
stanziando un primo limitato pacchetto di risorse;
- la
quantificazione complessiva dei fabbisogni per la Calabria richiede un quadro
finanziario certo e tempestivo, idoneo a garantire ricostruzione, messa in
sicurezza idrogeologica e resilienza delle aree costiere e interne. Considerato
che: - nel perimetro del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027,
risultano vincolate in ambito interregionale e statale risorse collegate al
progetto del Ponte sullo Stretto di Messina;
tra queste,
sono stati richiamati 300 milioni di euro connessi all’Accordo di Coesione con
la Calabria, mentre ulteriori quote FSC insistono sulla gestione statale e su
altre allocazioni connesse al medesimo progetto;
- alla luce
della straordinarietà degli eventi, occorre rivedere le priorità di spesa per
assicurare la massima tutela della popolazione, la messa in sicurezza del
territorio e il ripristino funzionale delle reti viarie e dei servizi
essenziali;
- il quadro
degli interventi deve includere, oltre all’emergenza immediata, un programma
pluriennale per mitigazione del rischio idrogeologico, contrasto all’erosione
costiera, manutenzione straordinaria di infrastrutture e edilizia pubblica,
nonché misure di sostegno a famiglie e imprese colpite. Rilevato che: - le
risorse finora rese disponibili a livello nazionale rappresentano un primo
intervento e non risultano sufficienti, da sole, a coprire i fabbisogni di
ricostruzione e messa in sicurezza in Calabria;
- la Regione
Calabria, nell’ambito del proprio Accordo FSC 2021–2027 e delle intese con lo
Stato, può attivare procedure di riprogrammazione finalizzate a riallocare
quote di spesa verso le priorità emergenziali, previa intesa con le
Amministrazioni competenti.
Impegna la
Giunta regionale
- a
richiedere al Governo nazionale l’autorizzazione alla riprogrammazione urgente
delle risorse FSC 2021–2027 di pertinenza calabrese, con priorità assoluta agli
interventi di messa in sicurezza del territorio, ripristino delle
infrastrutture strategiche, mitigazione del rischio idrogeologico ed erosione
costiera, nonché ristori e sostegni a famiglie e imprese colpite dal ciclone
“Harry”;
- a
destinare, in sede di riprogrammazione, le somme oggi collegate al
cofinanziamento del Ponte sullo Stretto e riferite alla Calabria (300 milioni
di euro connessi all’Accordo di Coesione) a un Programma straordinario Calabria
Resiliente, coordinato con Protezione civile, Autorità di bacino e Comuni,
scandito da cronoprogrammi verificabili e pubblicati sul portale regionale
della trasparenza;
- a
sollecitare il Governo nazionale affinché renda disponibili, a favore dei
territori colpiti, ulteriori quote FSC oggi afferenti alla gestione statale o
ad altre allocazioni collegate al progetto del Ponte, per assicurare un
adeguato effetto leva sugli investimenti di ricostruzione e prevenzione in
Calabria;
- a precisare
che la destinazione delle risorse FSC riferite al cofinanziamento del Ponte
sullo Stretto ha carattere strettamente temporaneo e che, una volta reperiti
fondi aggiuntivi da parte dello Stato o dell’Unione Europea, le somme saranno
ripristinate nella dotazione originaria del progetto;
- ad attivare
un tavolo tecnico permanente con ANAS, RFI, Autorità di sistema portuale,
Consorzio di bonifica e Comuni per la prioritizzazione delle opere (viabilità,
difese spondali e costiere, consolidamenti, reti idriche e fognarie), con
report trimestrali alla Commissione consiliare competente;
- a prevedere
misure specifiche per il comparto turistico-balneare calabrese, duramente
colpito dall’erosione e dagli eventi meteomarini, includendo: a) interventi
organici di ripascimento e difesa costiera;
b) strumenti
finanziari per la riattivazione delle imprese e il ripristino delle strutture;
c)
l’eventuale promozione, in raccordo con lo Stato, di misure regolatorie
transitorie che evitino vuoti economici nel periodo di ricostruzione e
garantiscano continuità alle attività legittimamente operanti.
(15; 03/02/2026)
Alecci, Falcomatà, Madeo, Ranuccio.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- la
Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la
violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (“Convenzione di
Istanbul”), ratificata dall’Italia con Legge 27 giugno 2013, n. 77, stabilisce
che gli atti di violenza sessuale siano definiti in base all’assenza di un
consenso libero, volontario e consapevole, ponendo il consenso al centro della
tutela dell’autodeterminazione della persona;
- la Camera
dei deputati ha approvato una modifica dell’art. 609-bis del Codice penale
finalizzata a introdurre esplicitamente il riferimento al consenso libero e
attuale, mentre nel corso dell’esame presso il Senato della Repubblica sono
state avanzate proposte che ne riducono o eliminano il richiamo esplicito,
prevedendo altresì riduzioni di pena;
- nel
dibattito parlamentare al Senato è stata proposta una riformulazione che sposta
l’attenzione dalla verifica del consenso alla necessità di accertare una
manifestazione di volontà contraria della vittima, con il rischio di rendere
più complesso il riconoscimento della violenza sessuale, soprattutto nei casi
in cui la vittima si trovi in condizioni di paura, shock o incapacità di
reagire. Considerato che: - i dati relativi al 2025 restano allarmanti, pari al
doppio dell’anno precedente, con un abbassamento dell’età media degli autori;
- secondo
l’ISTAT, oltre il 31% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito nel corso
della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale;
- il fenomeno
è ampiamente sommerso, poiché solo una minoranza delle vittime denuncia, specie
nei casi di violenza commessa da partner o ex partner, per paura, stigma,
dipendenza economica o sfiducia nelle istituzioni;
- i centri
antiviolenza e le case rifugio costituiscono presìdi indispensabili, spesso
operanti in condizioni di risorse economiche non strutturali ma con un ruolo
centrale nella protezione, assistenza e reinserimento delle vittime. Ritenuto
che: - l’indebolimento del riferimento al consenso esplicito nella definizione
dei reati di violenza sessuale rappresenterebbe un arretramento giuridico e
culturale rispetto agli standard internazionali e ai principi fondanti della
Convenzione di Istanbul;
- il
contrasto alla violenza di genere richiede un approccio integrato, basato su
norme chiare, educazione al rispetto e rafforzamento dei servizi territoriali
di accoglienza e protezione. Ritenuto inoltre che: - il dibattito parlamentare
in corso sulla riforma dei reati di violenza sessuale impone alle istituzioni
regionali di esprimere una posizione netta e inequivocabile a tutela dei
diritti, della libertà e della dignità delle donne.
Impegna la
Giunta regionale
- a esprimere
pubblicamente, anche mediante nota ufficiale, una posizione a sostegno del
principio del consenso libero, attuale ed esplicito quale elemento essenziale
nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la
Convenzione di Istanbul;
- a
sollecitare il Governo e il Parlamento affinché nel corso dell’esame della
riforma dell’art. 609-bis del Codice penale sia confermata la formulazione
approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati, evitando ogni arretramento
sul piano della tutela delle vittime;
- a dare
ampia diffusione alla presente mozione, anche tramite ANCI Calabria, invitando
gli Enti Locali a deliberare analoghi atti di sostegno;
- a
rafforzare il sostegno regionale ai centri antiviolenza e alle case rifugio
della Calabria, garantendo risorse stabili e interventi di accompagnamento
sociale e psicologico a tutela delle donne vittime di violenza.
(16; 11/02/2026)
Alecci, Falcomatà, Madeo, Ranuccio.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• l'articolo 48
della Costituzione Italiana sancisce che il voto è "personale ed eguale,
libero e segreto" e che il suo esercizio è un "dovere civico";
• in Italia
si stima che oltre 5 milioni di cittadini (studenti e
lavoratori) vivano stabilmente in un Comune o in una Regione diversa da quella
di residenza;
• l'attuale
sistema elettorale, che obbliga al rientro nel Comune di residenza per la quasi
totalità delle consultazioni, rappresenta un ostacolo materiale all'esercizio
di un diritto fondamentale, alimentando l'astensionismo involontario. Considerato
che: • Le recenti sperimentazioni (Elezioni Europee 2024 e Referendum giugno
2025) hanno dimostrato la realizzabilità operativa del voto nel comune di
domicilio temporaneo;
• I costi e i
tempi di percorrenza per il rientro nel luogo di residenza spesso non sono
sostenibili per i giovani studenti e per i lavoratori. • L'Italia resta uno dei
pochi Paesi nell'Unione Europea a non aver ancora adottato una legge
strutturale e definitiva per il voto a distanza o fuori sede. • La recente
bocciatura degli emendamenti presentati, che chiedevano l'approvazione del
diritto di voto per chi vive per motivi di studio o lavoro lontano dal proprio
comune di residenza, affinché si creassero condizioni concrete per l’estensione
del voto fuori sede alle consultazioni referendarie del prossimo marzo, rischia
di penalizzare ulteriormente una consistente quota di popolazione,
prevalentemente attiva e giovane, limitandone la rappresentanza.
Impegna la
Giunta regionale
- ad
attivarsi tempestivamente presso il Governo nazionale affinché venga approvata
con urgenza una legge strutturale che regoli la materia in maniera organica e
garantisca il diritto di voto fuori sede per tutte le consultazioni (Politiche,
Regionali, Comunali e Referendarie), superando l’approccio delle
sperimentazioni una tantum e consentendo l’esercizio del diritto di voto a
tutti i cittadini al fine di garantire la piena partecipazione degli elettori
al processo democratico.
(17;
11/02/2026) Laghi.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• il
territorio calabrese, con particolare riferimento ai piccoli Comuni, ai borghi
storici e alle aree interne, presenta criticità strutturali di natura
infrastrutturale, economica e demografica, con fenomeni persistenti di
spopolamento e invecchiamento della popolazione;
• la Regione
è destinataria di ingenti risorse finanziarie afferenti al Piano Nazionale di
Ripresa e Resilienza (PNRR), ai fondi strutturali europei (FESR, FSE+) e al
Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), la cui piena attuazione richiede
elevati standard di capacità amministrativa;
• numerosi
enti locali calabresi, in particolare quelli di minore dimensione demografica,
risultano privi di adeguate strutture tecniche interne e di personale
specializzato in europrogettazione, gestione di procedure complesse e
rendicontazione di fondi pubblici;
• in altre
Regioni italiane sono già stati attivati strumenti analoghi di centralizzazione
e supporto tecnico-amministrativo, tra cui piattaforme uniche regionali per la
gestione dei bandi e task force di assistenza agli enti locali, come nel caso
della Regione Lombardia, della Regione Emilia-Romagna e della Regione Piemonte,
che hanno implementato sistemi digitali integrati e strutture di
accompagnamento tecnico per l’attuazione dei fondi europei e del PNRR;
• tali
esperienze dimostrano la sostenibilità organizzativa e l’efficacia
amministrativa di modelli regionali basati su piattaforme digitali unificate e
strutture tecniche dedicate;
• la Regione
può inoltre avvalersi della società in house Fincalabra S.p.A., dotata di
esperienza nella gestione di fondi pubblici e strumenti finanziari regionali,
quale eventuale soggetto operativo per l’implementazione e gestione degli
strumenti sopra indicati, nel rispetto della normativa vigente in materia di
affidamenti in house;
• il
principio costituzionale di buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost.)
e quello di leale collaborazione istituzionale impongono l’adozione di misure
idonee a rafforzare la capacità amministrativa del sistema territoriale nel suo
complesso;
considerato
che: • la frammentazione delle informazioni relative alle opportunità di
finanziamento e l’assenza di un sistema integrato regionale di consultazione e
gestione dei bandi determinano inefficienze e ritardi nell’accesso alle risorse
disponibili;
•
l’istituzione di una Piattaforma Unica Regionale consentirebbe la
centralizzazione delle opportunità di finanziamento, la standardizzazione delle
procedure, il supporto digitale alla redazione dei progetti e il monitoraggio
dello stato di avanzamento finanziario e procedurale;
• la
costituzione di una Struttura Tecnica Regionale permanente, composta da figure
professionali qualificate (ingegneri, architetti, esperti in fondi europei,
giuristi amministrativisti, economisti e specialisti in rendicontazione),
rappresenterebbe una misura strutturale di rafforzamento amministrativo a
favore degli enti locali;
• un
intervento organico in tal senso contribuirebbe ad aumentare la capacità di
intercettazione e di spesa delle risorse disponibili, riducendo il rischio di
ritardi, definanziamenti o mancato utilizzo dei fondi;
impegna la
Giunta regionale
1. a valutare
e predisporre, in tempi congrui, l’istituzione di una Piattaforma Unica
Regionale digitale per la consultazione, gestione e monitoraggio dei bandi
pubblici regionali, nazionali ed europei, accessibile a tutti gli enti locali
del territorio calabrese;
2. a
istituire una Struttura Tecnica Regionale permanente di supporto agli enti
locali, con priorità per i piccoli Comuni, i borghi e le aree interne,
finalizzata al rafforzamento della capacità amministrativa in materia di
progettazione, gestione e rendicontazione delle risorse pubbliche;
3. a definire
modalità organizzative e criteri di intervento tali da garantire equità
territoriale, trasparenza, efficacia ed efficienza nell’erogazione del supporto
tecnico;
4. a
individuare le risorse finanziarie necessarie, anche attraverso l’utilizzo
delle quote destinate all’assistenza tecnica nell’ambito dei programmi FESR,
FSE+, FSC e PNRR;
5. a valutare
il coinvolgimento operativo di Fincalabra S.p.A. per la progettazione,
implementazione e gestione degli strumenti sopra indicati, nel rispetto della
disciplina vigente in materia di società in house providing;
6. a riferire
periodicamente al Consiglio regionale in merito alle iniziative assunte e ai
risultati conseguiti in termini di miglioramento della capacità di spesa e di
rafforzamento amministrativo degli enti locali.
(18; 16/02/2026)
Filomena Greco.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- l’articolo
32 della Costituzione tutela la salute quale diritto fondamentale
dell’individuo e interesse della collettività, principio che comprende anche la
sicurezza degli operatori sanitari nell’esercizio delle proprie funzioni;
- l’articolo
117 della Costituzione attribuisce alle Regioni competenza concorrente in
materia di tutela della salute e organizzazione dei servizi sanitari;
- il decreto
legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro)
impone al datore di lavoro pubblico l’adozione di tutte le misure necessarie a
prevenire e ridurre i rischi professionali, inclusi quelli derivanti da
aggressioni o violenze da parte di terzi;
- la legge 14
agosto 2020, n. 113, recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli
esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie”, ha introdotto specifiche
misure di tutela per il personale sanitario;
- il
decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge
26 maggio 2023, n. 56, ha ulteriormente rafforzato il quadro sanzionatorio per
i reati commessi ai danni del personale sanitario nell’esercizio delle proprie
funzioni;
- rientra tra
le prerogative del Consiglio regionale indirizzare la Giunta all’adozione di
misure organizzative finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza
del personale del Servizio sanitario regionale. Rilevato che: - il fenomeno
delle aggressioni al personale sanitario rappresenta una criticità diffusa a
livello nazionale e regionale, con particolare incidenza nei servizi di
emergenza-urgenza e nei presidi territoriali operanti in orario notturno e
festivo;
- i servizi
di continuità assistenziale (ex guardie mediche), spesso collocati in sedi
periferiche o territorialmente isolate, espongono il personale sanitario a
condizioni operative che possono determinare situazioni di rischio per
l’incolumità fisica;
- presso il
Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone è stato attivato
un sistema innovativo di prevenzione delle aggressioni mediante dispositivi di
allerta personale (braccialetti con pulsante di emergenza collegati ai sistemi
di sicurezza), configurandosi quale prima esperienza strutturata in ambito
regionale;
- tale
esperienza dimostra la concreta fattibilità tecnica e organizzativa
dell’utilizzo di strumenti di allarme personale nel contesto del Servizio
sanitario regionale calabrese. Considerato che: - la prevenzione costituisce
principio cardine del sistema di sicurezza nei luoghi di lavoro;
-
l’introduzione di strumenti tecnologici di allerta personale rappresenta una
misura organizzativa proporzionata, non invasiva e coerente con il quadro
normativo vigente;
- appare
opportuno garantire uniformità di tutela su tutto il territorio regionale,
evitando disparità tra operatori sanitari operanti in strutture ospedaliere e
quelli impegnati nei servizi territoriali;
-
l’attivazione di un progetto pilota consentirebbe di valutare l’efficacia dello
strumento prima di un’eventuale estensione regionale, assicurando gradualità
amministrativa, sostenibilità finanziaria e verifica dei risultati;
- l’eventuale
utilizzo di dispositivi dotati di sistemi di segnalazione o geolocalizzazione
dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di
protezione dei dati personali e tutela della riservatezza.
Impegna la
Giunta regionale
- a valutare
l’attivazione di un progetto pilota sperimentale, della durata di 12 mesi, per
la dotazione di dispositivi di allerta personale (quali braccialetti o pulsanti
SOS collegati a centrali operative) presso un numero selezionato e
rappresentativo di sedi di continuità assistenziale nelle diverse province
della Regione Calabria, prevedendo, all’esito positivo della sperimentazione,
l’estensione ai Pronto soccorso della Regione;
- a definire,
in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali e con le competenti
Autorità di pubblica sicurezza, protocolli operativi per la gestione coordinata
delle eventuali attivazioni dei dispositivi;
- a garantire
che l’eventuale utilizzo di sistemi tecnologici avvenga nel rispetto della
normativa in materia di protezione dei dati personali;
- a prevedere
specifici percorsi formativi per il personale coinvolto nella sperimentazione;
- a istituire
un sistema di monitoraggio dei dati relativi agli episodi di attivazione, ai
tempi di risposta e agli esiti delle procedure attivate;
- a
trasmettere al Consiglio regionale, entro 12 mesi dall’avvio della
sperimentazione, una relazione dettagliata sugli esiti del progetto,
comprensiva di valutazione costi-benefici e di eventuali proposte di
estensione.
(19; 19/02/2026)
Alecci.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- che la
violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di
genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la
salute fisica e psicologica delle vittime;
- che secondo
l’indagine condotta dall’Istat nel 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il
31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una
violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età)
e il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali;
tra queste
ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne;
- che
nell’anno 2024, si sono registrati 19.518 accessi di donne in Pronto Soccorso
(PS) con indicazione di violenza, nel 2023 erano 16.896;
- che si è
registrato, quindi, un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente;
- che,
inoltre, secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica
Sicurezza del Ministero dell’Interno, relativamente al 2025 sono stati
registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito
familiare/affettivo;
di queste, 62
hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner;
- che
trattasi di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale;
- che già la
Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 37 del 21
gennaio 2025 e la Regione Lombardia con la Deliberazione della Giunta Regionale
n. XII/5694 del 02.02.2026, hanno istituito un codice di esenzione dalla
compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul
genere e/o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo
l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal
Pronto Soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale
connesse alla violenza subita. Considerato che - la Convenzione di Istanbul,
ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77, impone agli Stati di
adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza, garantendo
servizi di supporto adeguati;
- il DPCM 12
gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di
prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere
e sessuale, prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio Sanitario
Nazionale;
- la Regione
Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora
istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa
sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere e/o basata
sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. Rilevato che - l'assenza di
un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le
vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di
recupero e reintegrazione e che l’adozione di misure simili a quelle
implementate già da altre Regioni potrebbe rafforzare la tutela delle vittime
in Lombardia, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari
necessari. Tutto ciò premesso, ritenuto e considerato,
impegna la
Giunta regionale
per quanto di
competenza - a Istituire un codice di esenzione regionale dalla
compartecipazione alla spesa sanitaria a favore delle vittime di violenza di
genere e/o per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di
genere, garantendo l'accesso gratuito alle necessarie prestazioni sanitarie
(comprese le prestazioni psicologiche, di specialistica ambulatoriale e le
prestazioni nell’ambito della riabilitazione) e farmacologiche connesse alla
violenza subita;
- a estendere
l’applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di
femminicidio;
- a definire
in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice
di esenzione, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le
Aziende Ospedaliere (AO), i centri antiviolenza e i consultori, ed alle
associazioni della Rete Antidiscriminazioni;
- a
promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione
sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle
prestazioni sanitarie gratuite.
(20; 19/02/2026)
Mattiani.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• ai sensi
dell’art. 120, comma 2, della Costituzione, il Governo può esercitare poteri
sostitutivi nei confronti delle Regioni in caso di grave pericolo per
l’incolumità e la sicurezza pubblica ovvero quando lo richiedano la tutela
dell’unità giuridica o economica della Repubblica e la garanzia dei livelli
essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;
• dal 2010 la
Regione Calabria è sottoposta a Piano di Rientro dal disavanzo sanitario e a
gestione commissariale continuativa, disposta dal Governo nazionale ai sensi
dell’art. 120 Cost., con attribuzione ai Commissari ad acta di poteri
sostitutivi estesi in materia di programmazione sanitaria, organizzazione della
rete ospedaliera, gestione del personale, controllo della spesa e attuazione
dei piani di rientro;
• per un
periodo ultradecennale le funzioni amministrative e programmatorie in materia
sanitaria, ordinariamente rientranti nella competenza regionale ai sensi
dell’art. 117, terzo comma, Cost., sono state esercitate da organi di nomina
governativa, operanti quali longa manus dello Stato nell’ambito dei poteri
sostitutivi;
• durante tale
periodo si è consolidata una massa debitoria strutturale del servizio sanitario
regionale, che oggi incide in modo significativo sugli equilibri di bilancio
della Regione e sulla capacità di garantire in modo pieno ed uniforme i Livelli
Essenziali di Assistenza (LEA);
• la Corte
costituzionale, con giurisprudenza costante (tra cui la sentenza n. 168/2021),
ha ribadito che il commissariamento costituisce misura eccezionale e
temporanea, funzionale al ripristino della legalità finanziaria e
amministrativa, e non può tradursi in una forma ordinaria e indefinita di
gestione sostitutiva;
considerato
che: • il principio di responsabilità amministrativa e contabile, desumibile
dagli artt. 28, 81, 97 e 119 Cost., implica che alla titolarità effettiva del
potere decisionale e gestionale debba corrispondere la responsabilità per le
conseguenze finanziarie delle scelte adottate;
• nel periodo
di gestione commissariale, le principali determinazioni in materia di
organizzazione e spesa sanitaria sono state adottate da soggetti di nomina
governativa, con poteri sostitutivi rispetto agli organi regionali elettivi,
determinando una significativa compressione dell’autonomia organizzativa e
finanziaria della Regione;
• l’art. 119
Cost. garantisce alle Regioni autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel
rispetto dell’equilibrio dei bilanci e dei vincoli derivanti dall’ordinamento
dell’Unione europea, e tale autonomia risulta sostanzialmente svuotata qualora
alla Regione siano imputati integralmente oneri derivanti da decisioni assunte
nell’ambito di una gestione sostitutiva statale;
• ai sensi
dell’art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dell’art. 2,
commi 80 e seguenti, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il mancato
conseguimento degli obiettivi del Piano di Rientro sanitario comporta
l’applicazione automatica dell’incremento delle aliquote dell’addizionale
regionale all’IRPEF e dell’IRAP nella misura massima consentita;
in attuazione
di tali disposizioni, la Regione Calabria ha applicato per anni aliquote
maggiorate, determinando un aggravio della pressione fiscale a carico di
cittadini e imprese calabresi, quale effetto diretto del regime di Piano di
Rientro e della gestione commissariale, con ulteriore compressione sostanziale
dell’autonomia finanziaria regionale;
• il
principio di leale collaborazione, che informa i rapporti tra Stato e Regioni
nell’ambito del regionalismo cooperativo, impone una equa ripartizione delle
responsabilità istituzionali, specialmente nei casi in cui l’esercizio dei
poteri sostitutivi si sia protratto per un arco temporale eccezionalmente
lungo;
• il
permanere dell’intero carico debitorio nei bilanci regionali limita la capacità
di investimento, programmazione e potenziamento dei servizi sanitari, incidendo
sulla piena attuazione del diritto fondamentale alla salute garantito dall’art.
32 Cost. e aggravando le diseguaglianze territoriali nell’accesso ai LEA;
ritenuto che:
• sia giuridicamente coerente e costituzionalmente fondato affermare un
principio di corresponsabilità istituzionale nella formazione del debito
sanitario maturato nel periodo di esercizio dei poteri sostitutivi statali;
• l’aggravio
fiscale derivante dall’applicazione automatica delle maggiorazioni
dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP, previsto dalla normativa
statale in materia di Piani di Rientro (art. 1, comma 174, legge n. 311/2004; art.
2, commi 80 e seguenti, legge n. 191/2009), abbia comportato per anni un
sacrificio diretto a carico dei cittadini e delle imprese calabresi, rendendo
ulteriormente fondata l’esigenza di una equa ripartizione delle responsabilità
finanziarie connesse alla gestione commissariale;
• il
riconoscimento di una quota di responsabilità finanziaria in capo allo Stato
non configuri una richiesta di deroga ai principi di equilibrio di bilancio,
bensì un’esigenza di corretta imputazione delle obbligazioni e di riequilibrio
dei rapporti tra livelli di governo;
• sia
necessario aprire una nuova fase, orientata non solo al contenimento della
spesa, ma alla ricostruzione strutturale del servizio sanitario regionale,
fondata su certezza delle risorse, trasparenza gestionale e pieno ripristino
dell’autonomia regionale. 1. A rivendicare formalmente, presso la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, il riconoscimento della corresponsabilità dello
Stato nella formazione del debito sanitario della Regione Calabria maturato nel
periodo di gestione commissariale avviato dal 2010, richiamando i principi
costituzionali di responsabilità, leale collaborazione e autonomia finanziaria,
ponendo in essere tutte le attività necessarie e previste dall’ordinamento
vigente, di natura istituzionale, amministrativa e politica, al fine di
conseguire tale obiettivo;
2. ad
attivare un tavolo istituzionale urgente con il Ministero dell’Economia e delle
Finanze e il Ministero della Salute, finalizzato alla ricognizione analitica
della massa debitoria maturata nel periodo commissariale e alla definizione di
un Piano di Riparto che preveda l’assunzione, da parte dello Stato, di una
quota parte del debito riconducibile alle scelte gestionali operate in regime
di poteri sostitutivi, adottando ogni ulteriore iniziativa consentita dalla
legge per dare concreta attuazione agli esiti del confronto istituzionale;
3. a proporre
in sede di Conferenza Stato-Regioni l’istituzione di un Fondo nazionale
straordinario per le Regioni sottoposte a commissariamento sanitario di durata
ultra-quinquennale, volto a neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti
finanziari derivanti dalla gestione sostitutiva prolungata, attivando le
necessarie interlocuzioni con le altre Regioni interessate e con il Governo;
4. a
promuovere un’iniziativa legislativa, anche di concerto con altre Regioni
interessate, diretta a introdurre nell’ordinamento il principio della
responsabilità finanziaria correlata all’esercizio dei poteri sostitutivi
statali, prevedendo che, qualora il commissariamento superi un termine di
temporaneità ragionevole, lo Stato concorra pro quota agli oneri derivanti
dalla gestione;
5. a
valutare, all’esito della ricognizione con il Governo e nel rispetto dei
vincoli di finanza pubblica e dell’equilibrio di bilancio, la possibilità
giuridica e finanziaria di prevedere misure di riduzione, compensazione o
eventuale ristoro a favore dei cittadini e delle imprese calabresi, in
relazione alle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP
applicate nel periodo di Piano di Rientro, riferendo al Consiglio regionale
sugli esiti delle verifiche effettuate;
6. a riferire
con cadenza trimestrale al Consiglio Regionale sullo stato delle interlocuzioni
e delle iniziative intraprese, assicurando la massima trasparenza e favorendo
un’azione istituzionale unitaria a tutela degli interessi della comunità
calabrese.
Impegna la
Giunta regionale
1. a
rivendicare formalmente, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il
riconoscimento della corresponsabilità dello Stato nella formazione del debito
sanitario della Regione Calabria maturato nel periodo di gestione commissariale
avviato dal 2010, richiamando i principi costituzionali di responsabilità,
leale collaborazione e autonomia finanziaria, ponendo in essere tutte le
attività necessarie e previste dall’ordinamento vigente, di natura
istituzionale, amministrativa e politica, al fine di conseguire tale obiettivo;
2. ad
attivare un tavolo istituzionale urgente con il Ministero dell’Economia e delle
Finanze e il Ministero della Salute, finalizzato alla ricognizione analitica
della massa debitoria maturata nel periodo commissariale e alla definizione di
un Piano di Riparto che preveda l’assunzione, da parte dello Stato, di una
quota parte del debito riconducibile alle scelte gestionali operate in regime
di poteri sostitutivi, adottando ogni ulteriore iniziativa consentita dalla
legge per dare concreta attuazione agli esiti del confronto istituzionale;
3. a proporre
in sede di Conferenza Stato-Regioni l’istituzione di un Fondo nazionale
straordinario per le Regioni sottoposte a commissariamento sanitario di durata
ultra-quinquennale, volto a neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti
finanziari derivanti dalla gestione sostitutiva prolungata, attivando le
necessarie interlocuzioni con le altre Regioni interessate e con il Governo;
4. a
promuovere un’iniziativa legislativa, anche di concerto con altre Regioni
interessate, diretta a introdurre nell’ordinamento il principio della
responsabilità finanziaria correlata all’esercizio dei poteri sostitutivi
statali, prevedendo che, qualora il commissariamento superi un termine di
temporaneità ragionevole, lo Stato concorra pro quota agli oneri derivanti
dalla gestione;
5. a
valutare, all’esito della ricognizione con il Governo e nel rispetto dei
vincoli di finanza pubblica e dell’equilibrio di bilancio, la possibilità
giuridica e finanziaria di prevedere misure di riduzione, compensazione o
eventuale ristoro a favore dei cittadini e delle imprese calabresi, in
relazione alle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP
applicate nel periodo di Piano di Rientro, riferendo al Consiglio regionale
sugli esiti delle verifiche effettuate;
6. a riferire
con cadenza trimestrale al Consiglio Regionale sullo stato delle interlocuzioni
e delle iniziative intraprese, assicurando la massima trasparenza e favorendo
un’azione istituzionale unitaria a tutela degli interessi della comunità
calabrese.
(21;
20/02/2026) Filomena Greco.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
1. l’articolo
119, comma 5, della Costituzione stabilisce che lo Stato destina risorse
aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati enti
territoriali, al fine di promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la
solidarietà sociale e di rimuovere gli squilibri economici e sociali;
2. l’articolo
97 della Costituzione impone alla pubblica amministrazione il rispetto dei
principi di legalità, buon andamento, imparzialità, trasparenza e
responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche;
3. l’articolo
117, terzo comma, della Costituzione attribuisce alla legislazione concorrente
il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ambito nel
quale rientra il corretto riparto territoriale della spesa statale;
4. l’articolo
7-bis del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni
dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, dispone che le amministrazioni centrali
dello Stato assicurino, nella programmazione della spesa ordinaria in conto
capitale, una destinazione alle Regioni del Mezzogiorno proporzionale alla
popolazione residente;
5. nei
Documenti di economia e finanza (DEF) e negli atti di programmazione
economico-finanziaria successivi all’introduzione dell’art. 7-bis, il criterio
proporzionale è stato quantificato in misura almeno pari al 40 per cento della
spesa ordinaria in conto capitale complessivamente programmata, quale parametro
coerente con il peso demografico delle Regioni del Mezzogiorno;
6. la
corretta applicazione dell’art. 7-bis richiede che la spesa ordinaria in conto
capitale sia individuata secondo i criteri della contabilità nazionale di cui
al Sistema Europeo dei Conti (SEC 2010), con effettiva disaggregazione
territoriale e al netto delle risorse straordinarie, emergenziali o a
destinazione vincolata di natura europea;
considerato
che: A. i dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT), nonché i rapporti annuali
Svimez e altre elaborazioni indipendenti basate su fonti ufficiali, evidenziano
la persistenza di un divario infrastrutturale, occupazionale e di investimenti
pubblici pro capite tra le aree del Mezzogiorno e quelle del Centro-Nord;
B. talune
analisi stimano, con metodologie oggetto di dibattito scientifico, un
differenziale cumulato nella distribuzione territoriale della spesa pubblica in
conto capitale nel periodo antecedente all’introduzione dell’art. 7-bis,
circostanza che rende necessario un accertamento istituzionale fondato
esclusivamente su dati ufficiali certificati;
C.
l’effettiva verifica del rispetto del criterio proporzionale richiede la
pubblicazione sistematica, trasparente e territorialmente disaggregata dei dati
relativi alla spesa ordinaria in conto capitale delle amministrazioni centrali
dello Stato;
D. anche
nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della
programmazione dei Fondi strutturali europei 2021-2027, pur essendo previste
quote rilevanti per il Mezzogiorno, permane la necessità di monitorare
specificamente la componente di spesa ordinaria nazionale, distinta da quella
straordinaria o cofinanziata dall’Unione europea;
E. la Regione
Calabria continua a registrare indicatori socioeconomici inferiori alla media
nazionale, con particolare riferimento al tasso di disoccupazione, alla
dotazione infrastrutturale materiale e immateriale e al livello di investimenti
pubblici pro capite;
F. il
Consiglio regionale, nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo e
controllo politico-amministrativo, ha titolo a richiedere elementi conoscitivi
completi e verificabili in materia di allocazione territoriale delle risorse
pubbliche;
ritenuto che:
• l’attuazione dell’art. 7-bis del D.L. 243/2016 costituisca espressione
concreta del principio di coesione e solidarietà territoriale sancito dall’art.
119, comma 5, della Costituzione;
• la verifica
del rispetto del criterio proporzionale non integri rivendicazione localistica,
bensì esercizio legittimo delle prerogative istituzionali della Regione
nell’ambito del coordinamento della finanza pubblica;
• sia
necessario promuovere un confronto istituzionale trasparente e fondato su dati
ufficiali, nel rispetto del riparto costituzionale delle competenze tra Stato e
Regioni;
impegna la
Giunta regionale
ed il
Presidente della Giunta regionale, ciascuno per quanto di competenza e nel
rispetto del riparto costituzionale delle attribuzioni 1. a richiedere
formalmente al Governo della Repubblica, e in particolare al Ministero
dell’Economia e delle Finanze, la trasmissione dei dati ufficiali, certificati
e territorialmente disaggregati relativi alla spesa ordinaria in conto capitale
delle amministrazioni centrali dello Stato, con specifico riferimento alla
quota destinata alla Regione Calabria e all’insieme delle Regioni del
Mezzogiorno negli ultimi esercizi finanziari disponibili;
2. a
verificare il rispetto del criterio proporzionale di cui all’art. 7-bis del
D.L. 243/2016, sulla base: • dei criteri di classificazione della contabilità
nazionale SEC 2010;
• dei dati
dei Conti Pubblici Territoriali;
• degli atti
ufficiali di programmazione economico-finanziaria;
3. promuovere
in sede di Conferenza Stato-Regioni un confronto istituzionale volto a
garantire la piena e uniforme applicazione del principio di riequilibrio
territoriale, favorendo, ove possibile, una posizione condivisa delle Regioni
del Mezzogiorno;
4. a riferire
al Consiglio regionale entro 60 giorni, mediante relazione analitica
contenente: • l’ammontare della spesa ordinaria in conto capitale
effettivamente territorializzabile in favore della Regione Calabria;
• la
percentuale complessiva destinata alle Regioni del Mezzogiorno;
• gli
eventuali scostamenti rispetto al criterio proporzionale risultante dagli atti
di programmazione;
5. a
trasmettere la relazione alla Sezione regionale di controllo della Corte dei
conti, per le valutazioni di competenza nell’ambito delle funzioni di controllo
sul coordinamento della finanza pubblica;
6. a
valutare, in presenza di eventuali scostamenti significativi e sistematici,
ogni ulteriore iniziativa istituzionale prevista dall’ordinamento, ivi compreso
l’attivazione degli strumenti di leale collaborazione e, ove ne ricorrano i
presupposti, delle forme di tutela.
(22; 20/02/2026)
Filomena Greco.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- la malattia
di Alzheimer rappresenta la più comune forma di demenza neurodegenerativa,
colpendo progressivamente le cellule nervose responsabili di memoria,
linguaggio e apprendimento, con conseguente perdita graduale delle funzioni
cognitive e motorie fino alla completa perdita di autonomia;
- secondo
l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo
sono affette da demenza, e la sola malattia di Alzheimer rappresenta circa il
50-60% dei casi, con un'incidenza in costante crescita a causa
dell'invecchiamento della popolazione;
- in Italia
si stimano circa 1,2 milioni di persone affette da demenza, di cui circa 600
mila malati di Alzheimer. - in Calabria si stimano circa 40.000 persone affette
da demenza, con circa 6.000 nuove diagnosi annuali e un sommerso pari a circa
il 30% dei casi, che comporta ritardi nell'accesso alle cure, isolamento
sociale e aggravamento del quadro clinico;
- il Piano
Nazionale Demenze (PND), approvato nel 2014, e l'istituzione del Fondo per
l'Alzheimer e le demenze si sono orientati al miglioramento degli interventi,
alla diagnosi precoce, al rafforzamento dell'assistenza domiciliare e della
formazione degli operatori, nonché al sostegno delle famiglie e dei caregiver;
- negli
ultimi anni, il progresso scientifico ha aperto nuove prospettive terapeutiche,
rendendo disponibili farmaci innovativi per la malattia di Alzheimer in grado
di rallentare il decadimento cognitivo, soprattutto se somministrati in fase
precoce. Questi sviluppi offrono una prospettiva di cura significativa per
pazienti e famiglie, rendendo necessaria una riorganizzazione del sistema
sanitario regionale e l'aggiornamento dei percorsi assistenziali;
- con DCA n.
258 del 7 dicembre 2018, la Regione ha recepito il Piano Nazionale Demenze
(PND), le Linee di indirizzo nazionali sui percorsi diagnostico terapeutici
assistenziali (PDTA) per le demenze e le Linee di indirizzo nazionali sull'uso
dei sistemi informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze;
- con decreti
dirigenziale n. 3014 del 22 marzo 2022 è stato istituito il Tavolo Tecnico
Regionale Permanente di monitoraggio della Rete Territoriale Regionale Demenze
con compiti relativi a: - Costruzione e implementazione della Rete Regionale
per le demenze;
-
monitoraggio del PND al fine di garantire l'omogeneità degli interventi sul
territorio;
- promozione
di strategie primarie e secondarie di prevenzione delle demenze e del
deterioramento cognitivo - Piano Regionale della Prevenzione 2020/2025, DCA n.
137/2021;
- -
rilevazione dell'offerta sanitaria ad integrazione sociosanitaria con il
coinvolgimento degli ambiti territoriali;
- costruzione
e/o implementazione del sistema informativo dedicato alle demenze;
- ricerca
mirata sulle demenze;
- promozione
sul territorio regionale di progetti sperimentali orientati al miglioramento
della assistenza e della qualità di vita;
-
implementazione e controllo dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze
(CDCD) e dei servizi territoriali;
- con il DCA
n. 144 del 27 ottobre 2022 ha approvato il Piano triennale delle attività del
Fondo Alzheimer e demenze della Regione Calabria, recante l'attività
progettualità “Sperimentazione, valutazione e diffusione di interventi di
teleriabilitazione tesi a garantire un progetto riabilitativo mirato, con lo
scopo di migliorare partecipazione, inclusione e qualità della vita del
paziente";
- la Regione
Calabria debba dotarsi di un modello organizzativo capace di rispondere
tempestivamente all'aumento dei casi e alla necessità di diagnosi precoce,
anche in vista dell'introduzione dei nuovi trattamenti, garantendo equità di
accesso, continuità assistenziale e omogeneità territoriale;
- che, in
attuazione del Piano Nazionale Demenze e dei provvedimenti regionali già
adottati, la Regione Calabria deve consolidare la costruzione e il progressivo
potenziamento della rete territoriale per le demenze, valorizzando i Centri per
i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e promuovendo modelli di presa in
carico integrata tra medicina territoriale, servizi specialistici e servizi
sociali, con particolare attenzione alla continuità assistenziale e alla
riduzione delle disomogeneità territoriali;
- che,
altresì, nell'ambito di tale percorso, risultano già in corso ma devono essere
potenziate iniziative orientate al rafforzamento delle azioni di sostegno alle
famiglie e ai caregiver - anche tramite informazione e orientamento ai servizi,
percorsi di formazione/psicoeducazione e supporto psicologico - nonché alla
promozione di servizi di prossimità e di sollievo, in raccordo con gli enti
locali, le aziende sanitarie, gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo
Settore, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni semiresidenziali
e di socializzazione (quali centri diurni dedicati e programmi di comunità sul
modello dei "Caffè Alzheimer"), coerenti con l'obiettivo di sostenere
la domiciliarità e prevenire ricoveri e istituzionalizzazioni improprie;
- che la
Regione sta contestualmente rafforzando gli strumenti di governo
clinico-organizzativo e di monitoraggio della rete, anche mediante l'evoluzione
dei sistemi informativi e l'adozione di indicatori di processo ed esito utili
alla programmazione e alla valutazione dell'efficacia degli interventi,
valorizzando e indirizzando in modo coordinato le opportunità di finanziamento
disponibili (Fondo Alzheimer e demenze, Piano Nazionale Demenze, Programma
Nazionale Equità nella Salute e ulteriori risorse di programmazione), al fine
di sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro
cognitivo. Tutto ciò premesso: "Richiamato altresì il Programma Nazionale
Equità nella Salute (PNES), inserito tra i riferimenti strategici della
programmazione sanitaria regionale 2024-2026, il quale assegna alla Regione
Calabria risorse dedicate - pari complessivamente a oltre 40 milioni di euro -
finalizzate alla riduzione delle disuguaglianze di salute, con particolare
attenzione al potenziamento dei servizi territoriali e degli interventi
nell'area della salute mentale. Tale Programma, la cui attuazione regionale
prevede progetti esecutivi sviluppati in collaborazione con le Aziende
Sanitarie Provinciali e Azienda Zero, rappresenta uno strumento essenziale per
rafforzare l'accesso ai servizi, migliorare l'integrazione sociosanitaria e
sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro
cognitivo." Si ritiene pertanto prioritario che la Regione Calabria
valorizzi tali risorse, indirizzandole anche al rafforzamento dei servizi per
le demenze e alla piena implementazione della rete Alzheimer.
Impegna la
Giunta regionale
alla luce dei
bisogni emergenti della popolazione e delle più recenti evidenze scientifiche e
organizzative, a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento,
consolidamento e piena operatività della Rete Regionale per le Demenze, nonché
a promuovere la definizione e la progressiva implementazione di un Percorso
Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per la malattia di Alzheimer, in
coerenza con gli indirizzi nazionali e con la programmazione regionale, al fine
di assicurare maggiore uniformità, appropriatezza ed equità nell'accesso ai
percorsi di diagnosi, cura e presa in carico su tutto il territorio regionale,
valorizzando l'integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.
(23;
20/02/2026) Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, De Francesco.
È pervenuta risposta scritta alle seguenti
interrogazioni:
Madeo. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
-
con legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66, è
stata istituita l’ARSAC – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura
della Calabria, quale ente strumentale della Regione Calabria;
-
l’articolo 7, comma 1, della citata legge
regionale stabilisce che l’organizzazione dell’Azienda sia definita mediante un
Atto aziendale adottato dal Direttore Generale e approvato dalla Giunta
regionale;
-
a distanza di oltre tredici anni dall’entrata in
vigore della legge istitutiva, nonostante i Direttori Generali che si sono
succeduti abbiano adottato e trasmesso al Dipartimento regionale competente
numerosi Atti aziendali, anche previamente concordati, la Giunta regionale non
ha mai proceduto alla loro approvazione;
considerato
che: −
l’articolo
10, comma 5, della legge regionale n. 66/2012 vieta qualsiasi forma di
assunzione e qualsiasi trasformazione dei rapporti di lavoro in essere fino
all’approvazione dell’Atto aziendale definitivo;
-
tale divieto ha determinato nel tempo la
presenza di diverse tipologie contrattuali all’interno dell’ARSAC, con
conseguenti disparità di trattamento economico e giuridico tra il personale;
-
la mancata possibilità di coprire il turnover
naturale sta progressivamente sguarnendo di personali funzioni fondamentali e
istituzionali dell’Azienda, tra cui quelle svolte presso i centri sperimentali
e dimostrativi;
-
la perdurante assenza dell’Atto aziendale
definitivo ha consentito l’affidamento di incarichi dirigenziali senza il
ricorso alle procedure concorsuali previste dalla Costituzione e dalla
normativa vigente in materia di pubblico impiego, nonché l’istituzione di nuovi
settori in assenza di preventiva autorizzazione da parte della Giunta
regionale;
-
la Corte dei conti – Sezione regionale di
controllo per la Calabria – ha più volte evidenziato, nelle proprie relazioni
annuali, criticità connesse alla mancata approvazione dell’Atto aziendale
dell’ARSAC;
tutto ciò
premesso e considerato interroga Il Presidente della Giunta regionale della
Calabria, l’Assessore regionale all’Agricoltura, l’Assessore regionale con
delega agli Enti strumentali
per sapere:
-
quali siano le cause ostative che, a distanza di
oltre tredici anni dall’istituzione dell’ARSAC, impediscono l’approvazione
dell’Atto aziendale definitivo;
-
se la Giunta regionale intenda adottare
iniziative, e in quali tempi, per procedere all’approvazione dell’Atto
aziendale, anche alla luce dei rilievi formulati dalla Corte dei conti della
Calabria.
(22;
05/01/2026).
Ranuccio. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
1.presso
l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena si registra una
gravissima carenza di personale medico anestesista-rianimatore, dovuta anche
all’impossibilità di procedere a ulteriori proroghe contrattuali per i
professionisti attualmente in servizio;
2.tale
carenza sta determinando un concreto rischio di sospensione o drastica
riduzione delle attività del reparto di Anestesia-Rianimazione, con effetti
immediati sulla funzionalità delle sale operatorie, sulla gestione delle
emergenze e sull’intera organizzazione ospedaliera;
3.l’eventuale
inattività del reparto di Anestesia-Rianimazione comprometterebbe in modo grave
il diritto alla salute dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, territorio con
un bacino di utenza stimato in circa 150.000 abitanti, già penalizzato da
carenze infrastrutturali e da lunghi tempi di percorrenza verso altri presìdi
ospedalieri;
4.la
situazione ha determinato una mobilitazione civica spontanea dei cittadini,
delle associazioni e delle amministrazioni locali, con l’annuncio di un
presidio permanente davanti all’ospedale e di ulteriori forme di protesta,
finalizzate a scongiurare la chiusura o il depotenziamento del reparto di
Rianimazione;
5.l’ospedale
di Polistena rappresenta un presidio sanitario strategico per l’area
metropolitana della Piana di Gioia Tauro, e l’eventuale trasferimento delle
emergenze verso altri ospedali, in particolare verso Reggio Calabria, rischia
di aggravare ulteriormente un sistema già sotto pressione. Tutto ciò premesso interroga
il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1.se
corrisponda al vero il rischio di sospensione o riduzione delle attività del
reparto di Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale di Polistena e quali siano le
cause amministrative, organizzative e gestionali che hanno condotto a tale
situazione;
2.quali
provvedimenti urgenti la Regione intenda adottare per garantire la piena
continuità operativa del reparto, assicurando standard adeguati di sicurezza e
assistenza;
3.se siano
previsti piani straordinari di reclutamento, stabilizzazione o incentivazione
del personale medico anestesista-rianimatore e quali siano i tempi certi per la
loro attuazione;
4.se la
Regione abbia valutato ipotesi di riorganizzazione dell’assetto sanitario
territoriale che coinvolgano l’ospedale di Polistena e quali garanzie intenda
fornire circa il mantenimento dei servizi essenziali e dei livelli di
assistenza sul territorio;
5.quali
iniziative politiche e amministrative immediate il Presidente intenda assumere
per tutelare concretamente il diritto alla salute dei cittadini della Piana di
Gioia Tauro e per ristabilire condizioni di normalità e fiducia nel sistema
sanitario regionale.
(23;
05/01/2026).
Alecci. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il D.C.A.
n. 302 del 25 novembre 2025 ha definito i livelli massimi di finanziamento alle
Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) per l'acquisto di prestazioni di assistenza
riabilitativa psichiatrica, assistenza sanitaria e sociosanitaria, e assistenza
extra-ospedaliera estensiva, ambulatoriale e domiciliare, erogate dalla rete di
assistenza territoriale privata accreditata, per il triennio 2025-2027;
- il medesimo
decreto riconosce esplicitamente che, per alcune aree assistenziali, il
fabbisogno di prestazioni territoriali definito con il D.C.A. n. 197/2023 non
risulta completamente soddisfatto e che gli indicatori del Nuovo Sistema di
Garanzia (NSG) del Ministero della Salute per l'anno 2023 evidenziano il
mancato raggiungimento degli standard LEA nel sottolivello assistenziale
regionale;
- nonostante
tale consapevolezza, i criteri di ripartizione dei finanziamenti alle singole
ASP appaiono sostanzialmente ancorati ai volumi di prestazioni erogate
nell'anno 2024 nell'ambito del tetto del triennio 2022-2024 (D.C.A. n.
132/2022), con incrementi limitati all'applicazione delle nuove tariffe
definite dal D.C.A. prot. n. 414159/2025 e alcune integrazioni ad hoc solo per
le ASP di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria;
- tale
impostazione sembra perpetuare logiche di "spesa storica" e
distribuzione dell'offerta accreditata esistente, senza una ricalibrazione
organica in base al fabbisogno effettivo della popolazione assistita, alle
liste di attesa territoriali, alla mobilità passiva o agli squilibri
demografici provinciali, configurando potenziali sperequazioni nel riparto
delle risorse. Considerato che: - il decreto fa riferimento a una
"relazione istruttoria predisposta dal Settore 7 'Assistenza Territoriale
- Salute nelle carceri - Sistema delle emergenze urgenze' del Dipartimento
Salute e Welfare", sulla base della quale sono stati calcolati i limiti
massimi di finanziamento, ma non ne allega né ne illustra analiticamente i
criteri, i dati e le fonti utilizzate;
-
l'approvazione dei tetti di spesa avviene in un contesto di vincoli del Piano
di Rientro dal disavanzo sanitario, ma ciò non esime da una piena trasparenza e
motivazione delle scelte allocative, anche alla luce delle recenti sentenze del
T.A.R. Calabria (n. 740/2024 e 1922/2025) che hanno imposto rigorose verifiche
su tariffe e requisiti. Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere
regionale, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità
Commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario,
per sapere:
- di
conoscere analiticamente i criteri e i dati in base ai quali sono state assunte
le scelte di ripartizione dei finanziamenti alle ASP per il triennio 2025-2027;
- di
acquisire e trasmettere al Consiglio Regionale l'intera istruttoria definita
dal Settore 7 del Dipartimento Salute e Welfare, inclusi calcoli, tabelle, dati
grezzi e fonti, che hanno supportato la determinazione dei tetti di spesa per
ciascuna ASP;
- di chiarire
le ragioni per cui, pur a fronte del riconosciuto insoddisfacimento
del fabbisogno territoriale, non si è proceduto a una rimodulazione integrale
dei finanziamenti basata su bisogni espressi dai territori anziché su volumi
storici;
- di
relazionare circa i tempi e le modalità di adeguamento dei tetti di spesa 2025
a seguito degli sviluppi della sentenza T.A.R. n. 1922/2025, non ancora
definitiva;
- di
comunicare se e quali azioni sono in corso per monitorare l'impatto della
ripartizione sulle liste di attesa e sugli indicatori NSG nel corso del 2026.
(24; 08/01/2026).
Laghi. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• le malattie
rare costituiscono un insieme eterogeneo di patologie, spesso croniche,
progressive e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale, che
richiedono percorsi di diagnosi, cura e assistenza altamente specialistici;
• la
complessità di tali patologie impone una presa in carico strutturata,
continuativa e multidisciplinare, capace di integrare ambito sanitario e
sociosanitario, ospedale e territorio, superando la frammentazione degli
interventi e le disomogeneità territoriali;
• la Regione
Calabria ha approvato il Piano Regionale delle Malattie Rare 2024–2026 in
attuazione della legge n. 175/2021 e del Piano Nazionale Malattie Rare
2023–2026;
• il Piano
individua nei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) lo
strumento fondamentale per rendere effettivi gli obiettivi di diagnosi precoce,
presa in carico globale, continuità assistenziale, equità di accesso alle cure
e integrazione tra ospedale e territorio;
•
l’attuazione dei PDTA presuppone il pieno funzionamento degli assetti
organizzativi previsti dal Piano, tra cui il Centro di Coordinamento Regionale,
la Rete delle Malattie Rare, i Centri di Coordinamento Aziendali, il Registro
regionale, l’accesso ai farmaci e il coinvolgimento dei servizi territoriali e
dei MMG/PLS;
considerato
che • i PDTA rappresentano il principale indicatore dello stato di avanzamento
concreto del Piano Regionale Malattie Rare;
• eventuali
ritardi o criticità nella loro adozione e applicazione incidono direttamente
sul diritto alla cura delle persone affette da malattie rare e sull’uniformità
dell’assistenza sul territorio regionale;
• le
prestazioni sanitarie e sociosanitarie rivolte alle persone affette da malattie
rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal
Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi della normativa vigente, e che pertanto
la diagnosi, la presa in carico, il trattamento, il follow-up e l’accesso alle
terapie devono essere assicurati in modo uniforme ed appropriato sull’intero
territorio regionale;
• ad onta
dell’aggettivazione – “rare” - si tratta di un complesso di patologie, tra loro
eterogenee, che coinvolgono però un numero rilevante di affetti e le loro
famiglie costrette a dover risolvere problemi quotidiani, relativi
all’assistenza di pazienti di norma in età pediatrica, di grande complessità,
con le difficoltà sociali, economiche e organizzative conseguenti;
Tttto ciò premesso e considerato, si interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
quali PDTA
per le malattie rare risultino ad oggi adottati, in fase di adozione o
programmati dalla Regione Calabria nell’ambito del Piano Regionale Malattie
Rare 2024–2026 e, conseguentemente, quale sia lo stato di attuazione
complessiva del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026, con particolare
riferimento al funzionamento della rete regionale, al coordinamento tra
strutture ospedaliere e territoriali, all’operatività del Registro regionale,
all’accesso ai farmaci e alle prestazioni previste dai LEA, al coinvolgimento
delle associazioni dei pazienti, alle attività di monitoraggio e formazione e
alle risorse organizzative e finanziarie dedicate.
(27; 13/01/2026).
Ranuccio. Al
Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
• la Regione
Calabria, con nota del 18/07/2025 (Protocollo n. 539402), ha disposto un
sensibile adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma, con
efficacia a partire dal 1° febbraio 2026. • Tale provvedimento prevede un
rincaro del 20% per tutti i titoli di viaggio relativi ai servizi urbani e di
circa il 30% per i servizi extraurbani su gomma. Considerato che: • La
decisione è stata ufficialmente motivata con la necessità di adeguare il costo
dei servizi al tasso di inflazione. Inizialmente previsti per l'agosto 2025,
tali aumenti sono stati oggetto di una moratoria temporanea motivata dalla
Giunta con la volontà di alleviare il peso economico su famiglie e studenti
fino all'inizio del 2026. Tenuto conto che: • dal confronto con i provvedimenti
adottati in altre regioni italiane tra il 2024 e il 2025, emerge una netta
sproporzione a sfavore dell'utenza calabrese;
infatti, in
Piemonte, a Torino, l'adeguamento previsto per febbraio 2025 è limitato allo
0,6%;
in Abruzzo la
società TUA ha applicato un rincaro del 10% sugli abbonamenti, una percentuale
sensibilmente inferiore al 30% previsto in Calabria per l'extraurbano;
nel Lazio, a
Roma, l'ipotesi di innalzamento del biglietto singolo (BIT) a 2,00 € è inserita
in una programmazione a lungo termine (luglio 2026), mentre i rincari immediati
del 2025 hanno riguardato solo i titoli turistici Preso atto che: • il
provvedimento è stato adottato senza un adeguato coinvolgimento di utenti ed
enti locali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della
Giunta regionale
per sapere:
1. quali siano
i criteri tecnici specifici che hanno portato a determinare un aumento fino al
30% per il servizio extraurbano, a fronte di adeguamenti molto più contenuti
(0,6% - 10%) registrati in altre regioni d’Italia. 2. Se a fronte del nuovo
contratto di servizio siano previsti investimenti immediati e tangibili per
superare le disfunzioni segnalate dai territori, quali veicoli ormai obsoleti e
ritardi. 3. Quali siano gli esiti del tavolo tecnico annunciato per analizzare
la questione delle fasce deboli e se si intenda trasformare la sospensione
temporanea dei rincari in una protezione strutturale per studenti universitari
e famiglie con ISEE basso. 4. Per quale ragione non sia stato avviato un
confronto preventivo con i Comuni e le associazioni degli utenti prima della
deliberazione di aumenti di tale portata.
(41; 03/02/2026).
Art. 1
(Misure per assicurare la continuità
assistenziale del servizio sanitario)
1. Al fine di fronteggiare l’emergenza determinata dalla
grave carenza di personale sanitario e di assicurare la continuità
nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni
sanitarie specialistiche nell’ambito del Servizio sanitario regionale, stante
la disciplina di cui all’articolo 15, commi 1 e 4, del decreto-legge 30 marzo
2023, n. 34 (Misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per
l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di salute e
adempimenti fiscali), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio
2023, n. 56, l’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria -
Azienda Zero è autorizzata a ricorrere a operatori economici anche di livello
internazionale.
2. Le attività svolte dall’operatore economico sono
finalizzate alla ricerca e all’individuazione di personale sanitario, destinato
agli enti e alle aziende del Servizio sanitario regionale, proveniente da Paesi
non appartenenti all’Unione europea, nel rispetto della normativa vigente in
materia di esercizio delle professioni sanitarie e di riconoscimento dei titoli
esteri e delle disposizioni di cui all’articolo 15, commi 1 e 4, del d.l. 34/2023 convertito dalla l. 56/2023.
3. I contratti di lavoro a tempo determinato con il personale
sanitario selezionato sono stipulati dalle aziende del Servizio sanitario
regionale nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale di lavoro.
4. Al fine di
rafforzare l’accesso paritario e tempestivo ai servizi sanitari e rendere
effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può definire, di concerto
con le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, progetti di
supporto che prevedono anche l’erogazione al personale sanitario assunto di
voucher per far fronte alle spese di vitto e alloggio per la durata del
rapporto di lavoro, nel limite di spesa complessivo di 4.000.000,00 euro per
gli esercizi 2026 e 2027. Il voucher non costituisce in alcun caso beneficio
economico, né elemento della retribuzione, né dà luogo a diritti di natura
patrimoniale o previdenziale.
Art. 2
(Norma finanziaria)
1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1,
comma 1, nel limite di spesa di 2.088.000,00 euro per ciascun esercizio 2026 e
2027, si fa fronte con le risorse allocate sul Capitolo U0421110301 del
bilancio regionale.
2. Agli oneri
derivanti dall’attuazione dell’articolo 1, comma 4, nel limite di spesa
complessivo di 4.000.000,00 euro per gli esercizi 2026 e 2027, si fa fronte con
le risorse del PR Calabria FESR FSE 2021/2027 – Azione 4.K.1 - Sostenere e
rafforzare l’offerta di servizi e l’accesso paritario e tempestivo a servizi
sociosanitari e sanitari di qualità, inclusa l’offerta di servizi di assistenza
familiare e di prossimità.
Art. 3
(Entrata in vigore)
1. La presente legge
entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel
Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Art. 1
(Sostituzione del comma 3 dell’articolo 61
della l.r. 19/2002)
1. Il comma 3 dell’articolo 61 della legge regionale 16
aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge
urbanistica della Calabria) è così sostituito:
“3.
L’autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 e la compatibilità
paesaggistica di cui all’articolo 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004,
n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) sono delegate alle Province,
alla Città Metropolitana e agli enti parco regionali. Nel caso di vincolo
paesaggistico intervenuto successivamente alla realizzazione dell’intervento
edilizio, non si applica la sanzione prevista all’articolo 167, comma 5, del
d.lgs. 42/2004.”.
Art. 2
(Integrazioni dell’articolo 49 della l.r. 19/2002)
1. Dopo il comma 7 dell’articolo 49 della l.r.
19/2002 sono aggiunti i seguenti:
“8. Le vetrate panoramiche amovibili e totalmente
trasparenti, cosiddette VEPA, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b-bis),
del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), hanno
l’unica funzione di precaria delimitazione dello spazio esterno, limitandosi a
rendere maggiormente vivibile tale spazio; questi spazi racchiusi non possono
generare volumi, superfici, mutare la destinazione d’uso dell’area che delimitano,
né avere le prestazioni tipiche dei locali abitativi.
9. Le opere di
protezione dal sole e dagli agenti atmosferici di cui all’articolo 6, comma 1,
lettera b-ter), del d.p.r. 380/2001, la cui struttura principale è costituita
da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola, anche
bioclimatiche, con telo retrattile anche impermeabile, ovvero con elementi di
protezione solare mobili o regolabili, e che è addossata o annessa agli
immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al
sostegno e all'estensione dell'opera, non possono determinare la creazione di
uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di
superfici, hanno caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da
ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente e si armonizzano alle
preesistenti linee architettoniche. Sono inoltre ammesse le pergole
fotovoltaiche con sottostanti posti auto e qualsiasi altra struttura per
motocicli e per l’installazione di strutture coperte per l’installazione di
colonnine di ricarica da fornitura elettrica.”.
Art. 3
(Inserimento dell’articolo 57-bis nella l.r. 19/2002)
1. Dopo l’articolo
57 della l.r. 19/2002 è inserito il seguente:
“Art. 57-bis
(Definizione di zona equipollente ai fini del
mutamento delle destinazioni d’uso di una singola unità immobiliare)
1. In applicazione dell’articolo 23-ter, comma 1-ter, del
d.p.r. 380/2001, nel rispetto delle normative di settore e ferma restando la
possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche
condizioni, è ammesso il mutamento delle destinazioni d'uso di una singola
unità immobiliare, ricompresa anche nelle zone equipollenti come di seguito
definite:
a) nelle zone C), D) ed F), e relative sottozone, di cui
all’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n.
1444, dei Piani regolatori generali e programmi di fabbricazione, purché
compiutamente e definitivamente collegate e integrate con già esistenti opere
di urbanizzazione, definite dall’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n.
847 (Autorizzazione ai Comuni e loro Consorzi a contrarre mutui per
l'acquisizione delle aree ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167);
b) negli ambiti
classificati urbanizzati nei Piani strutturali comunali e associati e nei piani
regolatori vigenti, approvati nel rispetto della presente legge, e nei relativi
ambiti territoriali unitari (ATU), ai sensi dell’articolo 20, comma 3, lettere
a) e g), della presente legge, a eccezione delle previgenti zone A di cui al
decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, degli
strumenti urbanistici comunali o delle zone a queste assimilabili dai piani
urbanistici comunali, dei centri e nuclei storici consolidati e degli ulteriori
ambiti di particolare pregio storico e architettonico.”.
Art. 4
(Clausola di invarianza finanziaria)
1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 5
(Entrata in vigore)
1.La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla
sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.
Il Consiglio regionale
visti
·
la
legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V,
parte seconda, della Costituzione;
·
la
legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 recante “Statuto della Regione Calabria”
e s.m.i.;
·
il
regolamento n. 7 del 20 novembre 2025 di “Organizzazione delle
strutture amministrative della Giunta regionale”, con
cui è stata definita la nuova organizzazione delle strutture amministrative
della Giunta regionale, approvato con Decreto del Presidente della Giunta
regionale n. 66 del 01 novembre 2025, successivamente modificato con
regolamenti n. 9/2025, 11/2025, 13/2025 e 14/2025, entrato in vigore il 22
dicembre 2025;
visto il decreto legislativo
23 giugno 2011, n. 118, recante: “Disposizioni in materia di armonizzazione dei
sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e
dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.
42” e relativi principi applicativi, come modificato dal decreto legislativo 10
agosto 2014, n. 126;
·
la
legge regionale 19 dicembre 2025, n. 49 recante “Legge di stabilità regionale
2026”;
·
la
legge regionale 19 dicembre 2025, n. 50 recante “Bilancio di previsione
finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”;
·
la
deliberazione della Giunta regionale n. 697 del 20 dicembre 2025
recante
“Documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione finanziario
della Regione Calabria per gli anni 2026-2028 (artt. 11 e 39, c.10, D.lgs 23.6.2011, n.118)”;
·
la
deliberazione della Giunta regionale n. 698 del 20 dicembre 2025 recante “Bilancio
finanziario gestionale della Regione Calabria per gli anni 2025 - 2027 (art.39,
c.10, D.lgs. 23.6.2011, n.118)”;
vista
la legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante: “Bilancio di previsione dello Stato
per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028”
e, in particolare:
·
i
commi da 638 a 643 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, concernenti le
disposizioni relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni
di liquidità da parte delle Regioni, ai sensi dei quali:
“638. Dal 1° gennaio 2026 è
cancellato il debito delle regioni nei confronti dello Stato riguardante le
anticipazioni di liquidità di cui all'articolo 2, comma 46, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, di cui agli articoli 2 e 3, comma 1, lettere a) e b),
del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, di cui all'articolo
116 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e di cui all'articolo 1, comma 833, della
legge 30 dicembre 2020, n. 178.
639. Dal 1° gennaio 2026, il debito contratto dalle regioni con la
Cassa depositi e prestiti S.p.a. per estinguere, in tutto o in parte, le
anticipazioni di liquidità di cui all'articolo 2, comma 46, della legge 24
dicembre 2007, n. 244, di cui all'articolo 2, comma 98, della legge 23 dicembre
2009, n. 191, è posto a carico del bilancio dello Stato. Il Ministero
dell'economia e delle finanze provvede al pagamento delle rate di ammortamento
del predetto debito alle scadenze e per gli importi
risultanti dai piani di ammortamento allegati ai relativi contratti di mutuo
stipulati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. con le regioni. Le
disposizioni di cui al presente comma e al comma 638 non operano in assenza
della richiesta della Conferenza delle regioni e delle province autonome di cui
al comma 642 e per le regioni che entro il 28 febbraio 2026 non trasmettono al
Ministero dell'economia e delle finanze la delibera di cui al medesimo comma
642.
640. Dal 2026 al 2051, le regioni che hanno beneficiato della
cancellazione dei debiti di cui al comma 638 e dell'accollo da parte dello
Stato del loro debito di cui al comma 639 versano annualmente all'entrata del
bilancio dello Stato gli importi complessivi indicati nell'allegato VII alla
presente legge. Entro il 28 febbraio 2026, con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono determinati gli importi di cui al primo periodo ripartiti tra le
regioni, in misura pari ai minori oneri, per le stesse, derivanti
dall'applicazione dei commi 638 e 639, le modalità di versamento al bilancio
dello Stato e, per ciascun ente, la quota da riassegnare annualmente al Fondo
per l'ammortamento dei titoli di Stato.
641.
Le regioni versano gli importi di cui al comma 640 all'entrata del bilancio
dello Stato, entro il 30 giugno di ciascuno degli anni dal 2026 al 2051.
Qualora il versamento di cui al primo periodo non sia effettuato entro il
termine previsto, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato
provvede al recupero a valere sulle giacenze depositate a qualsiasi titolo nei
conti aperti presso la Tesoreria dello Stato intestati a ciascuna regione, a
esclusione dei conti riguardanti la sanità.
642. Su richiesta della Conferenza delle regioni e delle province
autonome, al fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza pubblica
derivanti dalla cancellazione del fondo anticipazioni di liquidità accantonato
nel risultato di amministrazione:
a)
le regioni Calabria, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia e Umbria si impegnano,
con delibera del Consiglio regionale, dal 2026 al 2051, e la Regione siciliana
si impegna, con delibera dell'Assemblea regionale, dal 2026 al 2045, ad
applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di amministrazione
pari all'importo determinato con riferimento ai risultati del rendiconto 2024
o, in assenza, dell'ultimo rendiconto formalmente approvato dalla Giunta o dal
Consiglio, non superiore:
1)
al limite previsto dall'articolo 1, commi 897 e seguenti, della legge 30
dicembre 2018, n. 145, se al 31 dicembre 2024 la regione è in disavanzo di
amministrazione di lettera E;
2)
al risultato di amministrazione di lettera A, al netto del fondo anticipazione
di liquidità e del fondo crediti di dubbia esigibilità, se al 31 dicembre 2024
il risultato di amministrazione di lettera E è positivo o pari a 0;
b)
la regione Abruzzo si impegna con delibera del Consiglio regionale:
1)
nel 2026 ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione
non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a);
2)
dal 2027 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste
dalla lettera a) incrementato di euro 5.000.000;
c)
le regioni Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si impegnano con delibera
del Consiglio regionale:
1)
dal 2026 al 2030, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste
dalla lettera a) incrementato, per ciascun anno, degli importi indicati
nell'allegato VIII;
2)
dal 2031 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste
dalla lettera a);
d)
la regione Lazio si impegna con delibera del Consiglio regionale:
1)
nel 2026 ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione
non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a)
incrementato dell'importo indicato nell'allegato VIII;
2)
dal 2027 al 2030, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste
dalla lettera a) incrementato di euro 404.000.000 e degli importi indicati
nell'allegato VIII;
3)
dal 2031 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di
amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste
dalla lettera a) incrementato di euro 404.000.000;
e)
dal 2026 al 2030, le regioni Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Veneto
possono, in sede di auto coordinamento, cedere o acquisire quote del riparto
previsto dall'allegato VIII, nel limite complessivo annuo di 160 milioni di
euro. Entro il 30 giugno di ciascun anno, la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
comunica al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato il riparto di
cui all'allegato VIII, da applicare per l'esercizio in corso;
f)
le regioni che non rispettano i limiti previsti dalle lettere da a) a e) sono
tenute a versare all'entrata del bilancio dello Stato, entro sessanta giorni
dall'approvazione da parte della Giunta del rendiconto che accerta tale
risultato, un importo corrispondente al maggiore utilizzo del risultato di
amministrazione applicato in entrata al proprio bilancio. Qualora il versamento
di cui al periodo precedente non sia effettuato entro il termine previsto, il
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato provvede al recupero a
valere sulle giacenze depositate a qualsiasi titolo nei conti aperti presso la
Tesoreria dello Stato intestati a ciascuna regione, esclusi i conti riguardanti
la sanità.
643.
A decorrere dal rendiconto relativo all'esercizio 2025, il fondo anticipazioni
di liquidità non è accantonato nel risultato di amministrazione delle regioni.
Considerato
che
·
ai
sensi dell’ultimo periodo del comma 639 dell’articolo 1 della legge n.
199/2025, al fine di consentire l’operatività delle disposizioni contenute
nell’ambito del medesimo comma nonché del comma 638 dell’articolo 1 della legge
n. 199/2025, ciascuna Regione beneficiaria delle misure ivi previste, a seguito
di richiesta della Conferenza delle regioni e delle province autonome, si
impegna, con apposita deliberazione del Consiglio regionale ovvero
dell’Assemblea regionale, ad applicare al proprio bilancio di previsione un
risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma
642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;
·
che
la deliberazione approvata dal Consiglio regionale ovvero dall’Assemblea
regionale deve essere trasmessa al Ministero dell'economia e delle finanze
entro la data del 28 febbraio 2026;
vista la nota prot. n.
0262/C2FIN del 15 gennaio 2026, con la quale la Conferenza delle regioni e
delle province autonome, al fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza
pubblica derivanti dalle misure di cui ai commi 638 e 639 dell’articolo 1 della
legge n. 199/2025, richiede a ciascuna Regione beneficiaria delle misure
predette di impegnarsi, con apposita deliberazione del Consiglio regionale
ovvero dell’Assemblea regionale, ad applicare al proprio bilancio di previsione
un risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma
642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;
considerato che
·
ai
sensi della lettera a) del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025 e
fermo restando quanto ulteriormente stabilito per le regioni di cui alle
lettere b), c) e d), il risultato di amministrazione applicabile al bilancio di
previsione è pari all'importo determinato con riferimento ai risultati del
rendiconto 2024 o, in assenza, dell'ultimo rendiconto formalmente approvato
dalla Giunta o dal Consiglio, non superiore:
a) al limite
previsto dall'articolo 1, commi 897 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018,
n. 145, se al 31 dicembre 2024 la Regione è in disavanzo di amministrazione di
lettera E);
b) al
risultato di amministrazione di lettera A), al netto del fondo anticipazione di
liquidità e del fondo crediti di dubbia esigibilità, se al 31 dicembre 2024 il
risultato di amministrazione di lettera E) è positivo o pari a 0;
·
per
la Regione Calabria, il limite del risultato di amministrazione applicabile al
bilancio di previsione è determinato dal 2026 al 2051, per un importo non
superiore al limite calcolato con le modalità previste dalla lettera a) del
comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025:
considerato, altresì, che
alla data del 31 dicembre 2024 la Regione Calabria presentava un avanzo di
amministrazione pari ad euro 52.783.368,08, come indicato alla lettera E) del
Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione allegato alla legge
regionale 21 novembre 2025, n. 44 recante “Rendiconto generale
e rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024” e, pertanto, ai fini del
calcolo del risultato di amministrazione
da applicare ai bilancio dal 2026 al 2051, deve essere considerata la
fattispecie indicata all’art. 1, comma 642, lettera a) n. 2 della legge n.
199/2025;
tenuto conto che, sulla base
del Rendiconto generale e
rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024 approvato con la legge
regionale n. 44/2025:
·
il
risultato di amministrazione al 31 dicembre 2024, indicato alla lettera A) del
Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione è pari ad euro
2.062.610.247,60;
·
Il
fondo crediti di dubbia esigibilità al 31.12.2024, allocato nella parte
accantonata del risultato di amministrazione, è pari ad euro 647.803.102,56;
·
Il
fondo anticipazione di liquidità, allocato nella parte accantonata del
risultato di amministrazione, è pari ad euro 193.713.843,95;
dato atto che per la Regione
Calabria, l'importo relativo al risultato di amministrazione determinato sulla
base dei risultati di cui alla legge regionale 21 novembre 2025, n. 44 recante
“Rendiconto generale
e rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024“, è pari a euro
2.062.610.247,60, costituendo, quindi, il limite del risultato di
amministrazione applicabile al bilancio di previsione ai sensi della lettera a)
n. 2 del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;
considerato che, in virtù di
quanto sopra rappresentato, per la Regione Calabria il limite massimo del
risultato di amministrazione da applicare al bilancio di previsione è pari a
complessivi euro 1.221.093.301,09, per gli anni dal 2026 al 2051;
ritenuto
necessario adottare e sottoporre all’esame del Consiglio regionale la seguente
deliberazione concernente l’impegno della Regione Calabria ad applicare al
bilancio di previsione un risultato di amministrazione nel limite massimo pari
all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n.
199/2025;
vista la deliberazione della
Giunta regionale n. 32 del 12 febbraio 2026 che ha adottato e sottoposto
all’esame del Consiglio regionale l’impegno della Regione Calabria ad applicare
al bilancio di previsione un risultato di amministrazione nel limite massimo
dell’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n.
199/2025;
dato atto che la presente
deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale;
Udito
il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento,
delibera
per le
considerazioni, motivazioni e finalità esposte in premessa, che qui si
intendono integralmente riportate:
1. di
assumere, in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da
638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione
della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni,
l’impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un
risultato di amministrazione dal 2026 al 2051, nel limite massimo di euro
1.221.093.301,09, determinato con le modalità previste dalla lettera a) del
comma 642 del medesimo articolo 1 della legge n. 199/2025;
2. di
prendere atto che il mancato rispetto degli impegni assunti con la presente
deliberazione comporta l’applicazione di quanto previsto dalla lettera f) del
comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;
3. di
trasmettere, entro il 28 febbraio 2026, la presente deliberazione al Ministero
dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 1, comma 639 della legge
n.199/2025.
Il Consiglio regionale
vista la
deliberazione di Giunta regionale n. 648 del 5 dicembre 2025 recante “Legge
n.157/1992, art. 10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico
Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del
Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS”, rubricata
quale proposta di provvedimento amministrativo n.23/13^;
visti gli indirizzi contenuti nel "PFVR - Documento
di indirizzo strategico" (ALLEGATO A alla DGR n. 648 del 5.12.2025, e alla
presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale); nonché il
Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS)
(ALLEGATO B alla DGR n. 648 del 5.12.2025, e alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale);
vista la Legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive
modificazioni e integrazioni, recante "Norme per la protezione della fauna
selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", che all'articolo 9,
comma 1, attribuisce alle Regioni le funzioni amministrative di programmazione
e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria di cui
all'articolo 10, nonché i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi
previsti dalla medesima norma e dallo statuto regionale;
richiamata la Legge
regionale 17 maggio 1996, n.9 recante "Norme per la tutela e la gestione
della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della
disciplina programmata dell'esercizio venatorio" ed in particolare:
·
Art.1
comma 2. La Regione esercita le funzioni amministrative di programmazione e di
coordinamento dei piani faunistico venatori delle province e svolge i compiti
di orientamento, di controllo e sostitutivi nei casi previsti dalla presente
legge e dal proprio Statuto;
·
Art.5
comma 3. Il piano faunistico-venatorio regionale (PFVR) è predisposto dalla
Giunta regionale mediante il coordinamento dei piani faunistici-venatori
provinciali. Il piano faunistico-venatorio regionale è approvato dal Consiglio
regionale su proposta della Giunta regionale, sentiti /'OFVR - Osservatorio
faunistico venatorio regionale e la CFVR - Consulta Faunistica-Venatoria
Regionale;
·
Art.5
comma 4. Il piano faunistico-venatorio regionale ha durata quinquennale e può
essere aggiornato anche prima della scadenza su richiesta di una o più province
se le situazioni ambientali e faunistiche sulla base delle quali è stato
elaborato subiscano sensibili variazioni;
·
Art.5
comma 4-bis. Il piano faunistico-venatorio regionale conserva la propria
efficacia anche dopo la scadenza del termine quinquennale sino all'approvazione
del nuovo piano;
·
Art.
6 comma 1. Ai fini della pianificazione generale del territorio agrosilvopastorale,
le province, sentiti l'OFVR, le associazioni venatorie riconosciute e le
organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative operanti
nella provincia, predispongono con cadenza quinquennale i piani
faunistico-venatori, con congruo anticipo rispetto all'emanazione del piano
faunistico regionale, e comunque non oltre il dieci di maggio dell'anno di
riferimento, al fine di consentire la regolare e puntuale emanazione del
calendario venatorio. La Regione, qualora le province non approvino i piani
faunistico-venatori nel termine previsto, vi provvede in via sostitutiva,
previa diffida a adempiere entro sessanta giorni dalla scadenza del termine.
Dato atto che
·
con
Deliberazione del Consiglio Regionale n.222 del 25 giugno 2003 è stato
approvato il Piano Faunistico Venatorio Regionale;
·
con
Deliberazione del Consiglio Regionale n.351 del 8 luglio 2009 è stata estesa la
validità del suddetto piano alla data del 31 gennaio 2010;
·
con
Deliberazione del Consiglio Regionale n.49 del 4 agosto 2010 è stata estesa la
validità del suddetto piano fino all'entrata in vigore del nuovo piano;
preso atto che
·
con
Delibera del Consiglio Provinciale n.32 del 19.12.2011 è stato approvato il
PFVP della Provincia di Cosenza;
·
con
Delibera del Consiglio Provinciale n.51del 04.08.2009 è stato approvato il PFVP
della Provincia di Reggio Calabria;
·
con
Delibera del Consiglio Provinciale n.17 del 29.09.2011 è stato approvato il
PFVP della Provincia di Vibo Valentia;
·
con
Delibera del Consiglio Provinciale n.48 del 22.12.2011 è stato approvato il
PFVP della Provincia di Crotone;
viste le più recenti
disposizioni comunitarie in materia di attività venatoria, intervenute nel
frattempo, le quali evidenziano la necessità di sviluppare processi gestionali
unitari e coerenti su tutto il territorio, al fine di garantire un'applicazione
omogenea delle norme e una più efficace tutela degli ecosistemi ed in
particolare:
·
Direttiva
2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009,
concernente la conservazione degli uccelli selvatici, che ha codificato e
sostituito la Direttiva 79/409/CEE, imponendo un quadro armonizzato di
protezione delle specie e dei loro habitat;
·
Regolamento
(UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014,
rivolto a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie
esotiche invasive, che richiede azioni coordinate e integrate per evitare
impatti significativi sulla biodiversità e sulle attività economiche connesse;
·
Regolamento
(UE) 2021/57 della Commissione, del 25 gennaio 2021, che modifica l'allegato
XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) limitando l'uso del piombo nelle
munizioni impiegate all'interno o in prossimità delle zone umide, norma che
impone procedure uniformi di controllo allo scopo di prevenire l'inquinamento
ambientale e tutelare la fauna acquatica;
considerato che
·
risulta
necessario garantire il necessario coordinamento tra le attività svolte da
Regione, Province e Città Metropolitana, al fine di garantire uniformità di
criteri, omogeneità cartografica e coerenza gestionale e, non ultimo, le
economie di spesa che derivano da un procedimento unico;
·
a
tal fine è stata convocata dalla Regione apposita riunione di coordinamento,
come da verbale agli atti del Settore, con le Province e la Città Metropolitana
di Reggio Calabria. Nel corso dell'incontro è emersa la difficoltà da parte dei
suddetti enti di procedere autonomamente all'aggiornamento dei PFVP. È stata
pertanto riconosciuta l'opportunità di adottare un percorso coordinato,
finalizzato alla condivisione delle scelte e alla valutazione congiunta delle
osservazioni che perverranno nelle varie fasi di redazione del PFVR;
considerato, pertanto, che:
·
a
distanza di oltre vent'anni dall'approvazione dell'ultimo PFVR, il quadro
ambientale, faunistico e territoriale regionale ha subito profonde
modificazioni, sia per effetto dei cambiamenti climatici, sia per l'evoluzione
degli ecosistemi e delle loro pressioni antropiche;
·
è
emersa un'emergenza faunistica particolarmente significativa legata alla
proliferazione di alcune specie, quale quella del cinghiale, con rilevanti
impatti sulla sicurezza pubblica, sull'agricoltura e sulla gestione degli
habitat;
·
le
più recenti disposizioni comunitarie in materia di tutela della fauna
selvatica, gestione venatoria e protezione degli habitat - tra cui, in
particolare, la Direttiva 2009/147/CE (''Uccelli"), il Regolamento (UE)
1143/2014 sulle specie esotiche invasive e il Regolamento (UE) 2021/57 relativo
alla restrizione dell'uso del piombo nelle munizioni nelle zone umide -
delineano un quadro normativo fortemente orientato all'adozione di strategie di
gestione integrate, coordinate e basate su criteri scientifici uniformi;
rilevato che tali
disposizioni europee:
·
impongono
un approccio ecosistemico unitario, fondato sulla valutazione complessiva degli
habitat, della connettività ecologica e delle dinamiche delle popolazioni
faunistiche, che non può essere efficacemente realizzato attraverso interventi
frammentati su scala provinciale;
·
richiedono
la gestione coordinata delle specie migratrici, la cui tutela e il cui prelievo
devono essere pianificati su ambiti territoriali omogenei e contigui, rendendo
necessario un quadro regionale unico che assicuri coerenza e continuità
gestionale;
·
sollecitano
interventi uniformi per il controllo e la prevenzione delle specie esotiche
invasive, le cui dinamiche di diffusione prescindono dai confini
amministrativi, imponendo quindi una governance regionale in grado di
assicurare tempestività e omogeneità di risposta;
·
introducono
obblighi omogenei relativi all'uso di munizionamento contenente piombo, con
ricadute dirette su regolamentazioni venatorie che devono essere applicate in
maniera uniforme sull'intero territorio regionale, soprattutto in prossimità
delle zone umide e dei siti Natura 2000;
ritenuto pertanto che il pieno recepimento delle
disposizioni comunitarie e il rispetto degli obblighi connessi alla gestione
delle reti ecologiche e delle specie di interesse comunitario possano essere
assicurati esclusivamente mediante l'elaborazione di un Piano
Faunistico-Venatorio Regionale aggiornato, predisposto in forma unitaria dalla
Regione e articolato nei necessari livelli di dettaglio provinciale, così da
garantire omogeneità normativa, adeguato coordinamento tecnico-scientifico,
uniformità dei criteri di gestione e un adempimento completo e coerente agli
obblighi derivanti dal quadro europeo;
ritenuto, altresì, necessario che la Regione assuma il
coordinamento unitario dell'intero processo di aggiornamento, ferma restando
l'articolazione del PFVR fino al livello provinciale, assicurando il pieno e
costante coinvolgimento degli enti territoriali;
considerato, inoltre, che ai sensi della parte II del
d.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. l'attività di
aggiornamento del PFVR deve rispettare gli obblighi stabiliti dalla parte II
del d.lgs. n. 152 del 2006 in tema di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e
di Valutazione d'Incidenza Ambientale (VINCA);
tenuto conto di quanto previsto dal Regolamento
Regionale del 4 agosto 2008, recante la disciplina delle procedure di
Valutazione Ambientale Strategica e in particolare le disposizioni di cui al
Capo II (art. da 20 a 29);
preso atto che la VAS è avviata contestualmente al
processo di formazione del Piano e lo accompagna durante tutte le fasi di
predisposizione, adeguandosi e sviluppandosi in armonia con esso, in modo da
modificarne e integrarne i contenuti ove necessario e opportuno;
ritenuto che il "PFVR - Documento di indirizzo
strategico" (Allegato A alla DGR n. 648 del 5.12.2025 e alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale) costituisca bozza
contenutistica del piano oggetto di aggiornamento su cui si incardina il
procedimento di VAS in oggetto, al fine di addivenire al suo assetto finale
all'esito della VAS medesima;
considerato altresì che in coerenza con l'art. 22 del
Regolamento Regionale del 4 agosto 2008 l'Autorità Procedente entra in
consultazione con l'Autorità competente e gli altri soggetti competenti in
materia ambientale sulla base di un Rapporto Ambientale Preliminare della
Valutazione Ambientale Strategica (VAS);
ritenuto, pertanto,
necessario procedere alla revisione e all'aggiornamento del Piano Faunistico -
Venatorio regionale (PFVR) e, di conseguenza:
·
dare
avvio, ai sensi dell'articolo 1O della legge n. 157/1992 e dell'articolo 5
della legge regionale n.9/1996, all'aggiornamento del "Piano
faunistico-venatorio regionale" e alla relativa procedura di Valutazione
Ambientale Strategica (VAS);
·
approvare
gli indirizzi contenuti nel "PFVR - Documento di indirizzo
strategico" (Allegato A);
·
approvare
il "PFVR - Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale
Strategica (VAS)" redatto ai sensi dell'articolo 13 del d.lgs. n. 152 del
3 aprile 2006 e ss.mm.ii . e
dell'art. 22 del Regolamento Regionale n. 3 del 2008 (Allegato B);
·
individuare,
ai sensi dell'art.5 del d.lgs. n.152/2006:
o Autorità Competente: il
Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Paesaggio e Qualità Urbana
supportato dalla Struttura Tecnica di Valutazione istituita con l.r. n. 39/2012;
o Autorità Procedente: la
Giunta Regionale per il tramite del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo
Rurale";
o Autorità Proponente: il
Settore 5 "Caccia e Pesca - FEAMPA, Controlli Programma Comunitario
2023/2027" del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo Rurale";
·
stabilire
l'istituzione di un tavolo di coordinamento con le Province e con la Città
Metropolitana di Reggio Calabria, finalizzato a garantire il necessario
coordinamento delle attività di pianificazione;
visto
·
il
"PFVR - Documento di indirizzo strategico", allegato alla DGR n. 648
del 5.12.2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e
sostanziale (Allegato A), proposto dall'Autorità procedente;
·
il
"PFVR - Rapporto Preliminare Ambientale della Valutazione Ambientale
Strategica (VAS)" allegato alla DGR n. 648 del 5.12.2025 e alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato B), proposto
dall'Autorità Proponente;
preso atto
che la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del
10 febbraio 2026, ha approvato la Proposta di Provvedimento Amministrativo n.
23/13^ con riferimento all’avvio all’aggiornamento del Piano
faunistico-venatorio regionale e alla relativa procedura di Valutazione
Ambientale Strategica (VAS) e i documenti ad esso allegati;
udito il relatore, consigliera
Santoianni, che ha illustrato il provvedimento,
delibera
per le
considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono
integralmente riportate:
1. di dare avvio, ai sensi
dell'articolo 10 della legge n. 157/1992 e dell'articolo 5 della legge
regionale n.9/1996, all'aggiornamento del "Piano faunistico-venatorio
regionale" e alla relativa procedura di Valutazione Ambientale Strategica
(VAS);
2. di approvare gli indirizzi
contenuti nel "PFVR - Documento di indirizzo strategico" (Allegato
A);
3. di approvare il "PFVR -
Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale Strategica
(VAS)" redatto ai sensi dell'articolo 13 del d.lgs. n. 152 del 3 aprile
2006 e ss.mm.ii. e dell'art. 22 del Regolamento
Regionale n. 3 del 2008 (Allegato B);
4. di individuare, ai sensi
dell'art.5 del d.lgs. n.152/2006:
•
Autorità
Competente: il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Paesaggio e Qualità
Urbana supportato dalla Struttura Tecnica di Valutazione istituita con l.r. n. 39/2012;
•
Autorità
Procedente: la Giunta Regionale per il tramite del Dipartimento “Agricoltura e
Sviluppo Rurale”;
•
Autorità
Proponente: il Settore 5 "Caccia e Pesca - FEAMPA, Controlli Programma
Comunitario 2023/2027" del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo
Rurale";
5. di stabilire l'istituzione
di un tavolo di coordinamento con le Province e con la Città Metropolitana di
Reggio Calabria, finalizzato a garantire il necessario coordinamento delle
attività di pianificazione;
6. di precisare che la
partecipazione al suddetto tavolo non comporta alcun compenso, indennità,
gettone di presenza, rimborso spese o altro emolumento comunque denominato.
Art. 1
(Modifica dell’articolo 1 della legge
regionale 26 novembre 2025, n. 45)
1. Nel comma 2
dell'articolo 1 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45 (Disciplina del
referendum popolare per l'approvazione dello Statuto regionale), le parole: “parziale,
per le quali” sono sostituite dalle seguenti: "parziale, che non
intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto,
dettando esclusivamente disposizioni puntuali di tipo organizzativo, ovvero di
attuazione o adeguamento a norme statali sopravvenute. Per tali leggi
regionali".
Art. 2
(Modifica dell'articolo 8 della legge
regionale 26 novembre 2025, n. 45)
1. L'articolo 8 della l.r. 45/2025
è così modificato:
a) nel comma 1 dopo le parole: "Comune della
Regione," sono inserite le seguenti: “o nell'elenco dei cittadini italiani
residenti all'estero,”;
b) alla fine del
comma 5 sono aggiunte le seguenti parole: ", ovvero la sua iscrizione
nelle liste elettorali dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti
all'estero".".
Art. 3
(Modifica dell'articolo 9 della legge
regionale 26 novembre 2025, n. 45)
1. Nel secondo
periodo del comma 3 dell'articolo 9 della l.r.
45/2025, le parole: "dal Segretario Generale" sono sostituite dalle
seguenti: "dall'Ufficio centrale regionale di cui all'articolo 11, comma
2,".
Art. 4
(Disposizioni finanziarie)
1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 5
(Entrata in vigore)
1.
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a
quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della
Regione Calabria.
Il Consiglio
regionale della Calabria
premesso che:
•con
determina n. 3709 del 16 dicembre 2025 l'Azienda Sanitaria Provinciale di
Reggio Calabria ha disposto una proroga tecnica, fino al 31 dicembre 2026, del servizio
di integrazione e supporto all'Emergenza-Urgenza della Direzione SUEM 118;
• la suddetta
proroga è finalizzata a consentire la razionalizzazione delle postazioni oggi gestite
in outsourcing e a valutare possibili modalità di gestione diretta del
servizio, incoerenza con gli indirizzi contenuti nel DCA n. 1 02/2024 e nel
rispetto del quadro normativo nazionale e regionale vigente;
considerato
che:
• il servizio
di emergenza-urgenza e il trasporto sanitario costituiscono funzioni essenziali
del Servizio Sanitario Regionale e richiedono elevati livelli di affidabilità,
continuità ed efficienza operativa;
•l'Amministrazione
sanitaria è tenuta a garantire il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza
(LEA), la sicurezza dei pazienti e la tempestività degli interventi sul
territorio;
• il
personale attualmente impiegato dai soggetti affidatari dei servizi
esternalizzati ha maturato, nel corso del tempo, una significativa esperienza
operativa nell'ambito del sistema SUEM 118, operando secondo protocolli
condivisi con l'ASP;
• tale
esperienza rappresenta un elemento di rilievo ai fini della continuità e della
qualità del servizio, fermo restando il rispetto delle norme in materia di
accesso al pubblico impiego e di organizzazione del personale del Servizio
sanitario;
• ogni
processo di riorganizzazione o eventuale internalizzazione dei servizi deve avvenire
nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità, buon andamento,
sostenibilità finanziaria e delle procedure previste dall' ordinamento;
ritenuto:
• necessario
accompagnare eventuali processi di riorganizzazione del servizio con adeguate misure
di salvaguardia della continuità assistenziale;
• opportuno
valorizzare, nei limiti consentiti dalla legge, l'esperienza professionale
maturata dal personale già operante nei servizi di emergenza-urgenza, evitando
soluzioni che possano determinare criticità operative o disfunzioni nel sistema
di soccorso.
Tutto ciò
premesso e considerato,
impegna la
Giunta regionale
1. a
garantire la continuità e l'efficienza del servizio S.U.E.M. 118, assicurando
che eventuali processi di riorganizzazione o di gestione diretta dei servizi di
emergenza-urgenza siano programmati e attuati in modo graduale e coerente con
la normativa vigente, al fine di non pregiudicare la tempestività e la qualità
degli interventi sul territorio;
2. a
valutare, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale in materia di
lavoro pubblico, la possibilità di avviare le procedure di stabilizzazione per
chi ha prestato servizio in analoghe posizioni nell'appalto esterno, o in
alternativa ad attivare strumenti organizzativi e procedurali che consentano di
tenere conto dell’esperienza professionale maturata dal personale attualmente
impiegato nei servizi esternalizzati, anche attraverso:
-l'applicazione
delle clausole sociali previste dalla normativa sugli appalti pubblici, ove compatibili;
- la
valorizzazione dell'esperienza professionale nell'ambito di eventuali procedure
selettive pubbliche, secondo criteri oggettivi e trasparenti;
3. a
monitorare costantemente, tramite gli uffici competenti e d'intesa con l'ASP di
Reggio Calabria, gli effetti organizzativi e assistenziali della fase
transitoria, verificando che il passaggio dall'attuale modello di gestione a eventuali
nuove modalità non determini interruzioni o riduzioni del livello di servizio
reso ai cittadini;
4. a riferire
periodicamente al Consiglio regionale sugli sviluppi delle iniziative
intraprese e sugli esiti delle valutazioni in merito all'organizzazione del
servizio di emergenza-urgenza nel territorio dell'ASP di Reggio Calabria.
Il Consiglio
regionale della Calabria
premesso:
- che la
violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di
genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la
salute fisica e psicologica delle vittime;
-che secondo
l’indagine condotta dall’Istat nel 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il
31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una
violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età)
e il 18,8ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste
ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7%delle donne;
-che
nell’anno 2024, si sono registrati 19.518 accessi di donne in Pronto Soccorso
(PS) con indicazione di violenza, nel 2023 erano 16.896;
-che si è
registrato, quindi, un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente;
-che,
inoltre, secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica
Sicurezza del Ministero dell’Interno, relativamente al 2025 sono stati
registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito
familiare/affettivo; di queste,62 hanno trovato la morte per mano del partner o
ex partner;
-che trattasi
di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale;
-che già la
Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 37 del 21
gennaio2025 e la Regione Lombardia con la Deliberazione della Giunta Regionale
n. XII/5694 del02.02.2026, hanno istituito un codice di esenzione dalla
compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul
genere e/o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo
l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal
Pronto Soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale
connesse alla violenza subita.
Considerato
che
- la
Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la Legge 27 giugno 2013, n.
77, impone agli Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime
di violenza, garantendo servizi di supporto adeguati;
-il DPCM 12
gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione,
individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere e sessuale,
prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
- la Regione
Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora istituito
un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa sanitaria
in favore delle vittime di violenza di genere e/o basata sull'orientamento
sessuale e l'identità di genere.
Rilevato che
-l'assenza di
un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le
vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di
recupero e reintegrazione e che l’adozione di misure simili a quelle
implementate già da altre Regioni potrebbe rafforzare la tutela delle vittime
in Calabria, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari
necessari.
Tutto ciò
premesso, ritenuto e considerato,
impegna la
Giunta regionale
per quanto di
competenza,
-a istituire
un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a
favore delle vittime di violenza di genere e/o per motivi legati
all'orientamento sessuale e all' identità di genere, garantendo l'accesso
gratuito alle necessarie prestazioni sanitarie
(comprese le prestazioni psicologiche, di specialistica
ambulatoriale e le prestazioni nell’ambito della riabilitazione) e
farmacologiche connesse alla violenza subita;
-a estendere
l’applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di feminicidio;
-a definire
in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice
di esenzione, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le Aziende
Ospedaliere (AO), i centri antiviolenza e i consultori, e dalle associazioni
della Rete Antidiscriminazioni;
-a promuovere
campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione sull'esistenza
del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie gratuite.
Il Consiglio
regionale della Calabria
premesso che:
- la malattia
di Alzheimer rappresenta la più comune forma di demenza neurodegenerativa,
colpendo progressivamente le cellule nervose responsabili di memoria,
linguaggio e apprendimento, con conseguente perdita graduale delle funzioni cognitive
e motorie fino alla completa perdita di autonomia;
-secondo
l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo sono
affette da demenza, e la sola malattia di Alzheimer rappresenta circa il 50-60%
dei casi, con un'incidenza incostante crescita a causa dell'invecchiamento
della popolazione;
-in Italia si
stimano circa 1,2 milioni di persone affette da demenza, di cui circa 600 mila malati
di Alzheimer.
-in Calabria
si stimano circa 40.000 persone affette da demenza, con circa 6.000 nuove diagnosi
annuali e un sommerso pari a circa il 30% dei casi, che comporta ritardi nell'accesso
alle cure, isolamento sociale e aggravamento del quadro clinico;
-il Piano
Nazionale Demenze (PND), approvato nel 2014, e l'istituzione del Fondo per l'Alzheimer
e le demenze si sono orientati al miglioramento degli interventi, alla diagnosi
precoce, al rafforzamento dell’assistenza domiciliare e della formazione degli
operatori, nonché al sostegno delle famiglie e dei caregiver;
-negli ultimi
anni, il progresso scientifico ha aperto nuove prospettive terapeutiche, rendendo
disponibili farmaci innovativi per la malattia di Alzheimer in grado di
rallentare il decadimento cognitivo, soprattutto se somministrati in fase precoce.
Questi sviluppi offrono una prospettiva di cura significativa per pazienti e
famiglie, rendendo necessaria una riorganizzazione del sistema sanitario regionale
e l'aggiornamento dei percorsi assistenziali;
-con DCA n.
258 del 7 dicembre 2018, la Regione ha recepito il Piano Nazionale Demenze (PND),
le Linee di indirizzo nazionali sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali
(PDTA) per le demenze e le Linee di indirizzo nazionali sull'uso dei sistemi
informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze;
- con decreto
dirigenziale n. 3014 del 22 marzo 2022 è stato istituito il Tavolo Tecnico Regionale
Permanente di monitoraggio della Rete Territoriale Regionale Demenze con
compiti relativi a:
-Costruzione
e implementazione della Rete Regionale per le demenze;
-monitoraggio
del PND al fine di garantire l'omogeneità degli interventi sul territorio;
- promozione di
strategie primarie e secondarie di prevenzione delle demenze e del deterioramento
cognitivo-Piano Regionale della Prevenzione 2020/2025, DCA n. 137/2021;
-rilevazione
dell'offerta sanitaria ad integrazione sociosanitaria con il coinvolgimento
degli ambiti territoriali;
-costruzione
e/o implementazione del sistema informativo dedicato alle demenze;
-ricerca
mirata sulle demenze;
-promozione
sul territorio regionale di progetti sperimentali / orientati al miglioramento
della assistenza e della qualità di vita;
-implementazione
e controllo dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e dei servizi
territoriali;
-con il DCA
n. 144 del 27 ottobre 2022 ha approvato il Piano triennale delle attività del Fondo
Alzheimer e demenze della Regione Calabria, recante l'attività progettualità “Sperimentazione,
valutazione e diffusione di interventi di teleriabilitazione tesi a garantire
un progetto riabilitativo mirato, con lo scopo di migliorare partecipazione, inclusione
e qualità della vita del paziente”;
- la Regione Calabria
debba dotarsi di un modello organizzativo capace di rispondere tempestivamente all'aumento
dei casi e alla necessità di diagnosi precoce, anche in vista dell'introduzione
dei nuovi trattamenti, garantendo equità di accesso, continuità assistenziale e
omogeneità territoriale;
-che, in
attuazione del Piano Nazionale Demenze e dei provvedimenti regionali già adottati,
la Regione Calabria deve consolidare la costruzione e il progressivo potenziamento
della rete territoriale per le demenze, valorizzando i Centri per i Disturbi Cognitivi
e le Demenze (CDCD)e promuovendo
modelli di presa in carico integrata tra
medicina territoriale, servizi specialistici e servizi sociali, con particolare
attenzione alla continuità assistenziale e alla riduzione delle disomogeneità
territoriali;
-che,
altresì, nell'ambito di tale percorso, risultano già in corso ma devono essere potenziate
iniziative orientate al rafforzamento delle azioni di sostegno alle famiglie e
ai caregiver - anche tramite informazione e orientamento ai servizi, percorsi di
formazione / psico educazione e supporto psicologico - nonché alla promozione
di servizi di prossimità e di sollievo, in raccordo con gli enti locali, le
aziende sanitarie, gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo Settore, con
l'obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni semiresidenziali e di
socializzazione (quali centri diurni dedicati e programmi di comunità sul
modello dei “Caffè Alzheimer”), coerenti con l'obiettivo di sostenere la
domiciliarità e prevenire ricoveri e istituzionalizzazioni improprie;
-che la
Regione sta contestualmente rafforzando gli strumenti di governo
clinico-organizzativo e di monitoraggio della rete, anche mediante l'evoluzione
dei sistemi informativi e l'adozione di indicatori di processo ed esito utili
alla programmazione e alla valutazione dell'efficacia degli interventi, valorizzando
e indirizzando in modo coordinato le opportunità di finanziamento disponibili
(Fondo Alzheimer e demenze, Piano Nazionale Demenze, Programma Nazionale Equità
nella Salute ulteriori risorse di programmazione), al fine di sostenere
strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro cognitivo.
Tutto ciò
premesso:
-
“Richiamato
altresì il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), inserito tra i
riferimenti strategici della programmazione sanitaria regionale 2024-2026, il quale
assegna alla Regione Calabria risorse dedicate-pari complessivamente oltre 40
milioni di euro-finalizzate alla riduzione delle disuguaglianze di salute, con
particolare attenzione al potenziamento dei servizi territoriali e degli interventi
nell'area della salute mentale. Tale Programma, la cui attuazione regionale
prevede progetti esecutivi sviluppati in collaborazione con le Aziende Sanitarie
Provinciali e Azienda Zero, rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare
l'accesso ai servizi, migliorare l'integrazione sociosanitaria e sostenere strategie
di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro-cognitivo”.
Si ritiene, pertanto,
prioritario che la Regione Calabria valorizzi tali risorse, indirizzandole anche
al rafforzamento dei servizi per le demenze e alla piena implementazione della rete
Alzheimer.
Impegna
la Giunta
regionale
alla luce dei
bisogni emergenti della popolazione e delle più recenti evidenze scientifiche e
organizzative, a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento,
consolidamento e piena operatività della Rete Regionale per le Demenze, nonché
a promuovere la definizione e la progressiva implementazione di un Percorso
Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale(PDTA) per la malattia di Alzheimer, in
coerenza con gli indirizzi nazionali e con la programmazione regionale, al fine
di assicurare maggiore uniformità, appropriatezza ed equità nell'accesso ai
percorsi di diagnosi, cura e presa in carico su tutto il territorio regionale, valorizzando
l’ integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.