XIII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 7

SEDUTA DI martedì 24 febbraio 2026

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO

 

Inizio lavori h. 15,21

Fine lavori h.  17,09

 

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

La seduta inizia alle 15.21

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha facoltà.

CRINÒ Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)

Grazie, Presidente.

Chiedo l’inserimento, al primo punto dell’ordine del giorno, della proposta di legge numero 49/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale”; a seguire, della proposta di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazione della legge regionale 16 aprile 2002 numero 19, (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)” e della proposta di provvedimento amministrativo numero 43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di deliberazione consiliare concernente: attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199, relativa alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge numero 199 del 2025”.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Crinò.

Votiamo separatamente le tre richieste d’inserimento all'ordine del giorno.

Pongo ai voti l’inserimento della proposta di legge numero 49/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale”. La proposta è inserita all'ordine del giorno, come primo punto.

Votiamo l’inserimento della proposta di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali, Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazione della legge regionale 16 aprile 2002, numero 19 (Norma per la tutela, tutela del governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”. La proposta è inserita al secondo punto all'ordine del giorno.

Votiamo l’inserimento della proposta di provvedimento amministrativo numero 43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di deliberazione consiliare, concorrente attuazione della disposizione di cui articolo 1, comma 638-643 della legge 30 dicembre 2025, numero 199, relativa alla cancellazione della restituzione dell'anticipazione di liquidità da parte della Regione. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge numero 199 del 2025”. La proposta è inserita al terzo punto all'ordine del giorno.

Proposta di legge numero 49/13^di iniziative dei consiglieri P. Caputo, D. Giannetta, A. Brutto, G. Mattiani, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale”

PRESIDENTE

Passiamo, dunque, al primo punto all’ordine del giorno, la proposta di legge numero 49/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale”.

Cedo la parola al consigliere Caputo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere.

CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta normativa si colloca nell'ambito delle misure urgenti volte a garantire la continuità assistenziale e la piena operatività del Servizio sanitario regionale della Calabria, in un contesto caratterizzato da persistenti criticità connesse alla carenza di personale medico, in particolare nelle discipline specialistiche e nelle aree territoriali a maggiore disagio.

Il fenomeno della carenza dei medici, già strutturale a livello nazionale, assume nella Regione Calabria un'intensità tale da incidere in modo significativo sui livelli essenziali di assistenza, sull'organizzazione dei servizi ospedalieri e territoriali e sulla capacità di garantire un accesso paritario e tempestivo alle prestazioni sanitarie.

In tale quadro, l'intervento normativo si propone di rafforzare gli strumenti di reclutamento del personale medico ampliando il bacino di selezione, includendo anche professionisti provenienti da Paesi non appartenenti all'Unione europea, nel rispetto della normativa vigente. A tal fine sono previste misure per sostenere l'effettiva presa di servizio dei professionisti reclutati.

Si tratta, quindi, di una disciplina speciale, finalizzata a fronteggiare le carenze di organico del personale medico e ad assicurare la continuità dell'erogazione delle prestazioni sanitarie anche di natura specialistica nell'ambito del servizio sanitario regionale.

La disposizione autorizza Azienda Zero a ricorrere ad operatori economici anche di livello internazionale per la ricerca e l'individuazione di personale proveniente da Paesi non appartenente all'Unione Europea.

L'ambito oggettivo è circoscritto alle attività di ricerca e individuazione di personale medico, nel rispetto della normativa vigente in materia di esercizio delle professioni sanitarie e di riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero e delle previsioni dell'articolo 15, comma 1 e 4, del decreto-legge numero 34 del 2023, convertito con modificazioni dalla legge numero 56 del 2023.

I contratti di lavoro a tempo determinato con il personale selezionato sono stipulati direttamente dalle aziende del servizio sanitario regionale nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale di riferimento.

Al fine di rendere effettivo il reclutamento, la norma attribuisce all'Azienda Zero il compito di definire, di concerto con le Aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, specifici progetti di supporto.

Tali progetti possono prevedere l'erogazione di voucher per far fronte alle spese di vitto e alloggio per la durata del rapporto di lavoro.

La previsione mira a qualificare la misura come strumento di supporto logistico temporaneo, funzionale all'effettiva presa di servizio, evitando effetti riflessi sul trattamento economico e previdenziale del personale.

PRESIDENTE

Grazie, collega Caputo.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Buon pomeriggio a lei e a tutti i colleghi.

Il mio è un intervento, per ovvie ragioni, del tutto improvvisato però necessario.

Ero presente, come lei ben sa, Presidente, - lo sanno i consiglieri capigruppo - in occasione dell’ultima Conferenza dei capigruppo, in sostituzione del collega capogruppo, Alecci, per il Partito Democratico, impegnato in altri appuntamenti Istituzionali.

È vero che il presidente Cirillo ci ha preannunciato la possibilità di ritrovarci a discutere in questa seduta odierna di una proposta di legge che, in qualche modo, avrebbe agevolato il lavoro  della Giunta regionale, nell'intento, anche comprensibile e auspicabile – lo ha annunciato il governatore Occhiuto - di voler intercettare e incamerare, qui in Calabria, personale medico proveniente da ogni parte del mondo.

Quello è stato un annuncio che, poi, non ha trovato alcun riscontro se non oggi - tanto per cambiare - direttamente in Aula.

Ho scoperto, per esempio, che online oltre alla sezione relativa all’ordine del giorno, vi è un'altra sezione in cui vengono inserite le proposte cosiddette “fuori sacco”, quelle che - ormai ci stiamo abituando a comprendere - vengono inserite all'ultimo secondo. La pubblicazione è avvenuta stamattina, se errore non faccio, ma vi prego di smentirmi con documenti.

Fatto sta che ci troviamo ad approvare - l'approverà sicuramente - e discutere una proposta importantissima - parliamo ancora una volta di sanità e di tutto ciò che comporta e sappiamo bene essere la criticità numero uno - senza alcun margine di approfondimento; quindi, dovremmo esprimere un voto e dovremmo argomentare su una proposta di legge che avremmo dovuto studiare nei dettagli e per la quale, invece, abbiamo solo in pochi secondi, al massimo pochi minuti, con tutte le implicazioni che ciò comporta.

Ritengo che questo metodo non sia assolutamente accettabile, caro Presidente, peraltro non mi pare che, a differenza di altri, ci sia una scadenza di ore o di giorni che ha reso indispensabile la trattazione e l'approvazione con queste modalità che non solo vanno stigmatizzate ma, per quanto mi riguarda, sono assolutamente inaccettabili e cozzano con la vostra richiesta di collaborazione e di condivisione.

Per quello che ho avuto modo di approfondire in pochissime battute, pare che la Regione sia disposta o voglia stanziare poco più di due milioni di euro per l'anno 2026 e due milioni di euro per l'anno 2027 per andare a retribuire una società che dovrebbe a sua volta fare scouting e reclutare medici anche extra UE.

Quindi, da un lato, apprezzabile e lo ribadisco; chi parla è un soggetto che ha apprezzato, ad esempio, l'intervento e l'aiuto dei medici cubani. Conosciamo tutte le situazioni emergenziali in cui ci trovavamo e ci troviamo.

Oggi, noi dovremmo votare per impegnare quattro milioni di euro del bilancio regionale per retribuire una società che avrebbe il compito, a sua volta, di andare a scovare questi medici in ogni parte del mondo, medici che poi saranno contrattualizzati e quindi pagati dalle varie Aziende sanitarie in cui andranno a prestare la loro opera.

Non è secondario che, ancora una volta, ci troviamo a parlare di una misura sicuramente straordinaria, ma che non è risolutiva perché queste stesse somme, ad esempio, avremmo potuto investirle nel fare concorsi e quindi dotarci stabilmente di medici professionisti e personale sanitario che, in via definitiva e strutturale, avrebbero dato una mano alla nostra sanità pubblica.

Al di là delle considerazioni di merito, che ci riserviamo e mi riservo personalmente di approfondire nei numeri e nelle modalità, serve capire chi dovrebbe fare cosa, perché questo metodo, con ingente impiego di risorse pubbliche che andranno a finire non si sa a chi, come e con quale modalità, mi sento di stigmatizzarlo, e lo ribadisco fortemente. A questo metodo, purtroppo, ormai ci stiamo abituando, ma non smetteremo mai di denunciare, proprio perché è totalmente in spregio di qualsivoglia regola di buon senso e di rispetto istituzionale, anche per le opposizioni.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio. Non ci sono altre richieste di intervento.

Passiamo all'esame votazione del provvedimento.

Articolo 1  

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri G. Mattiani, P. Caputo, D. Giannetta, V. Pitaro, A. Brutto, recante: “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge urbanistica della Calabria)”

PRESIDENTE

Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno, la proposta di legge numero 16/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazione della legge regionale 16 aprile 2002, numero 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”.

Cedo la parola al consigliere Mattiani per illustrare il provvedimento. Prego.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria), relatore

Grazie, Presidente. Saluto il Presidente del Consiglio, il presidente Occhiuto, tutti i membri della Giunta e tutti i consiglieri.

Presidente, oggi siamo chiamati a esprimerci su una proposta di legge che reputo particolarmente importante e di cui sono firmatario, recante: “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria” che mira a modificare alcuni specifici articoli della Legge urbanistica della Calabria.

Come è noto, il decreto-legge 29 maggio del 24, numero 69, meglio conosciuto con il nome decreto “Salva Casa”, poi, convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2024, numero 105, di modifica al Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, di cui al DPR 380 del 2001, ha inteso fornire risposte urgenti alle esigenze rappresentate dagli attori coinvolti nel processo edilizio, dalle istituzioni ai cittadini, in relazione alle tematiche afferenti alla semplificazione del quadro normativo di riferimento.

In seguito, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato le relative Linea guida, quale strumento a supporto degli Enti territoriali, con la finalità di fornire linee di indirizzo e criteri interpretativi finalizzati a facilitarne l'attuazione da parte delle Amministrazioni competenti.

Le disposizioni del decreto-legge 69 del 2024 e, in più in generale, le disposizioni del DPR 380 del 2001 sono di per sé auto-applicative e non richiedono ulteriori interventi attuativi da parte dello Stato. Ne deriva l'esigenza di garantire piena e tempestiva attuazione alle disposizioni in esame sull'intero territorio nazionale, fatta salva la possibilità per la legislazione regionale di adottare norme di dettaglio per il relativo recepimento, laddove ritenuto necessario, da parte del legislatore regionale, nei limiti del rapporto tra legislazione statale e legislazione regionale nelle materie in esame, tenuto conto che le Regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia di governo del territorio e, più in particolare, di edilizia, nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel medesimo DPR 380 del 2001.

Per tale ragione, con la presente proposta di legge, si propone di adottare norme di dettaglio per il relativo recepimento, nella macroarea di intervento relativa alla disciplina dei mutamenti di destinazione d'uso, fatto salvo, in ogni caso il recepimento delle misure straordinarie e urgenti di modifica al DPR del 6 giugno del 2001 numero 380.

L'articolo 23-ter del Testo unico in tema di mutamento d'uso è stato modificato dal decreto “Salva Casa” nell'ottica di introdurre misure di semplificazione della materia e consentire il ricorso all'istituto, anche mediante procedure e finalità multipla, nel rispetto delle condizioni definite dalle competenti amministrazioni comunali in relazione alle diverse tipologie di aree e immobili.

In generale, si è inteso agevolare i mutamenti di destinazione d'uso, anche in caso di contestuale esecuzione di opere edilizie, mediante l'istituzione di un regime unitario disciplinante i caratteri di singolo mutamento, insieme ai titoli abilitativi che si rendono di volta in volta necessari, sia all'interno della stessa categoria funzionale sia tra categorie funzionali diverse.

Tanto premesso, la presente proposta di legge contiene disposizione di riordino della normativa edilizio-urbanistica della Regione Calabria, con riferimento alla vigente legge regionale del 16 aprile 2002, numero 19, recante “Norme per la tutela e il governo dell'uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria”, in coerenza e coordinamento con la legislazione regionale attualmente vigente.

Pertanto, l'obiettivo specifico della presente proposta, che si compone di cinque articoli, è quello di realizzare le condizioni normative indispensabili per promuovere interventi diffusi di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio, rimuovendo le limitazioni e le rigidità che si incontrano, laddove si voglia intervenire sull'edificato esistente, nonché di incentivare l'ampliamento dell'offerta abitativa attraverso la rigenerazione in luogo dell'espansione, limitando il consumo di nuovo suolo.

L’articolo 1 sostituisce l'articolo 61, comma 3, della legge urbanistica regionale, prevedendo che l'autorizzazione paesaggistica, di cui all'articolo 146, e la compatibilità paesaggistica, di cui all'articolo 167 del decreto legislativo 42/2004, sono delegate alle Province, alla Città Metropolitana e agli enti regionali. Nel caso di vincolo paesaggistico, intervenuto successivamente alla realizzazione dell'intervento edilizio, non si applica la sanzione prevista al comma 5 dell'articolo 167 del decreto legislativo 42/2004.

L'articolo 2, invece, introduce modifiche all'articolo 49 della legge urbanistica, recante Miglioramenti tecnologici, prevedendo l'inserimento, dopo il comma 7, dei commi 8 e 9.

Al comma 8, nel richiamare l'articolo 6, comma 1, lettera b-bis) dispone che le vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti cosiddette VEPA, di cui all'articolo 6, comma 1, della lettera b-bis), hanno l'unica funzione di precaria delimitazione dello spazio esterno, limitandosi a rendere maggiormente vivibile tale spazio; questi spazi racchiusi non possono generare volumi, superfici, mutare la destinazione d'uso dell'area che delimitano, né avere le prestazioni tipiche dei locali abitativi. Mentre, al comma 9, è previsto che le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici di cui all'articolo 6, la cui struttura principale è costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola, anche bioclimatiche, con telo retrattile anche impermeabile, ovvero con elementi di protezione solare mobili o regolabili, e che è addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all'estensione dell'opera, non possono determinare la creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, hanno caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente e si armonizzano nelle preesistenti linee architettoniche. Sono inoltre ammesse le pergole fotovoltaiche con sottostanti posti auto e qualsiasi altra struttura per motocicli e per l'installazione di strutture coperte per l'installazione di colonnine di ricarica da fornitura elettrica.

L'articolo 3 introduce l'articolo 57-bis, con il quale si stabilisce che, in applicazione del dell'articolo 23-ter, nel rispetto della normativa di settore e ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni, è ammesso il mutamento delle destinazioni d'uso di una singola unità immobiliare, ricompresi anche nelle zone equipollenti come di seguito definite:

a) nelle zone C), D) e F) e relative sottozone, di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici del 68 numero 1444, dei Piani regolatori generali e programmi di fabbricazione, purché compiutamente e definitivamente collegate e integrate con già esistenti opere di urbanizzazione, definite dall'articolo 4 della legge 29 settembre del 1964, numero 847;

b) negli ambiti classificati e urbanizzati nei Piani strutturali comunali e associati e nei piani regolatori vigenti, approvati nel rispetto della presente legge, e nei relativi ambiti territoriali unitari, ai sensi dell'articolo 20, comma 3, lettere a) e g), della presente legge, e a eccezione delle previgenti zone A di cui al decreto del Ministero dei lavori pubblici del 2 aprile del 1968, dagli strumenti urbanistici comunali e dalle zone a queste assimilabili dai Piani urbanistici comunali, dei centri e nuclei storici consolidati e da ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico”.

L'articolo 4 stabilisce la clausola di invarianza finanziaria.

L’articolo 5 stabilisce l'entrata in vigore anticipata della legge, attesa l'importanza di dare immediata attuazione alle norme ive contenute al fine di dare compiuta regolamentazione all’esecuzione a numerose procedure amministrative che allo stato attuale sono bloccate.

Alla luce di quanto sin qui esposto, è evidente che trattasi di una proposta di legge particolarmente incisiva dal punto di vista della semplificazione delle procedure urbanistiche che, se approvata, non soltanto contribuirà a dare certezza giuridica e tecnica a chi quotidianamente opera nel settore dell'urbanistica, ma consentirà di sbloccare centinaia di pratiche edilizie, che da troppo tempo attendono una risposta e che giacciono presso gli uffici della Pubblica amministrazione. Ciò attraverso l'attuazione di quelli che sono i principi che animano questa legge ovvero attraverso il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio già esistente.

Un intervento, quindi, essenziale, necessario, coerente dal punto di vista ordinamentale e ossequioso della potestà legislativa regionale.

Anche in questo settore questo governo regionale e questa maggioranza intendono continuare a dimostrare grande attenzione verso i cittadini e contestualmente verso l'ambiente e il territorio.

Per queste ragioni che vi ho detto, vi chiedo pertanto di voler esprimere un voto favorevole a questa proposta.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Non ci sono altre richieste di intervento.

Passiamo all'esame votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Passiamo alla votazione alla proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025”

PRESIDENTE

Punto tre dell'ordine del giorno, proposta di provvedimento amministrativa numero 43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di deliberazione consiliare concernente attuazione della disposizione di cui articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte della Regione. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge numero 199/2025”.

Cedo la parola al consigliere Pietropaolo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Pietropaolo.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La proposta di provvedimento, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata a maggioranza dei presenti della seconda Commissione bilancio nella seduta odierna.

Alla seduta hanno partecipato i rappresentanti del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, nelle persone del dirigente generale, dottor Filippo De Cello, e del dirigente di settore, dottoressa Stefania Buonaiuto, i quali hanno illustrato il provvedimento e reso i chiarimenti richiesti.

La proposta di provvedimento amministrativo in oggetto si compone della delibera di Giunta regionale e dell'allegato concernente la proposta di deliberazione consiliare relativa all'attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, numero 199, inerente alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni.

Il provvedimento de quo dà attuazione alle disposizioni contenute nei commi 638 e 643, da 638 a 643 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2025 numero 199 (Legge di bilancio dello Stato 2026), relative alla cancellazione, dal 1° gennaio 2026, delle restituzioni delle anticipazioni di liquidità precedentemente erogate alle Regioni, con conseguente assunzione da parte dello Stato del debito residuo verso Cassa Depositi e Prestiti relativo alle stesse anticipazioni.

Entro il 30 giugno di ciascuno degli anni, dal 2026 al 2051, le Regioni beneficiarie della cancellazione dei debiti hanno l'obbligo di versare annualmente, all'entrata del bilancio dello Stato, gli importi di cui al comma 640 della legge 199/2025.

Al fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza pubblica derivanti dalla cancellazione del Fondo di anticipazione di liquidità accantonato nel risultato di amministrazione, ciascuna Regione beneficiaria delle suddette misure si impegna, con apposita delibera del Consiglio regionale, ad applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge 199 del 2025. La delibera approvata dal Consiglio regionale deve essere trasmessa al Ministero dell'economia e delle finanze entro la data del 28 febbraio 2026.

Per la Regione Calabria, il limite del risultato di amministrazione applicabile al bilancio di previsione è determinato dal 2026 al 2051 per un importo non superiore al limite calcolato con le modalità previste dalla lettera a), del comma 642 dell'articolo 1 della legge 199 del 2025. Ne consegue che il limite massimo del risultato di amministrazione da applicare al bilancio di previsione è pari a complessivi euro 1.221.093.301,09 per gli anni dal 2026 al 2051.

Come chiarito dai rappresentanti del Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, l'adesione alle disposizioni indicate serve a migliorare:

- il risultato di amministrazione delle Regioni, eliminando la quota accantonata al Fondo di anticipazione di liquidità;

- la valutazione delle Regioni sulla base del nuovo sistema di contabilità Accrual;

- a ridurre le criticità delle registrazioni contabili connesse a dette anticipazioni di liquidità. Ciò premesso, si sottopone all'Aula l'esame di questo provvedimento amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pietropaolo. Non ci sono richieste di parola.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 23/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge n.157/1992, art. 10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 23/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge numero 157/1992, articolo 10. Legge regionale numero 9/1996, articolo 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS”.

Cedo la parola alla consigliera Santoianni per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera.

SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia), relatrice

Grazie, Presidente.

La proposta di provvedimento amministrativo, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata licenziata dalla sesta Commissione nella seduta del 10 febbraio.

Ai lavori della Commissione ha partecipato il dirigente generale del Dipartimento agricoltura, aree interne e politiche di connessione territoriale della Regione Calabria, dottor Giuseppe Iiritano, che ha compiutamente illustrato il provvedimento e reso tutti i chiarimenti richiesti.

La presente proposta di provvedimento amministrativo esamina la delibera della Giunta regionale della Calabria, datata 5 dicembre 2025, che sancisce l'avvio dell'aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale per adeguarlo alle più recenti normative europee e ai mutamenti ambientali degli ultimi vent'anni.

Il provvedimento approva il Documento di indirizzo strategico e il Rapporto ambientale preliminare, attivando contestualmente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica.

L'attuale Piano, approvato nel 2003, è stato prorogato per oltre due decenni, risultando oggi del tutto superato rispetto alle profonde trasformazioni del territorio e delle dinamiche faunistiche.

Il provvedimento sottolinea come le direttive e i regolamenti europei in materia di conservazione degli uccelli selvatici, gestione delle specie esotiche invasive e limitazione dell'uso del piombo nelle zone umide impongano un approccio unitario, scientificamente fondato e coerente su scala regionale. Viene, inoltre, evidenziato che il territorio calabrese ha subito trasformazioni significative negli ultimi vent'anni, aggravate dai cambiamenti climatici e dalle pressioni antropiche. In particolare, la proliferazione del cinghiale viene indicata come una vera emergenza faunistica per gli impatti sull'agricoltura, sugli ecosistemi e sulla sicurezza pubblica.

La Giunta dà atto delle difficoltà riscontrate dalle Province e dalla Città metropolitana di Reggio Calabria nell'aggiornamento dei propri Piani faunistici, ritenendo, quindi, necessario un percorso coordinato guidato direttamente dalla Regione. Contestualmente, viene riconosciuto che la procedura di aggiornamento del PFVR deve essere accompagnata dalla Valutazione Ambientale Strategica e dalla Valutazione di Incidenza Ambientale in conformità al decreto legislativo 152 del 2006 e al Regolamento regionale numero 3 del 2008.

Con la deliberazione vengono approvati due documenti fondamentali: il Documento di indirizzo strategico, che rappresenta la base tecnica e programmatoria del nuovo Piano, e il Rapporto ambientale preliminare, necessario per avviare la fase di consultazione prevista dalla VAS. Sono, inoltre, individuate le tre autorità della procedura: Autorità competente per la VAS, Autorità procedente e Autorità proponente.

In conclusione, l'approvazione del PPA rappresenta un passaggio indispensabile per garantire un quadro pianificatorio aggiornato, coerente e pienamente conforme agli obblighi normativi vigenti. Essa consente alla Regione di affrontare in modo unitario le criticità ambientali e faunistiche emerse negli ultimi anni, assicurando omogeneità gestionale su tutto il territorio. L'adozione del provvedimento permette, inoltre, di avviare correttamente la procedura di VAS, assicurando trasparenza, partecipazione e valutazioni tecnico-scientifiche adeguate.

Per queste ragioni, l'Assemblea è chiamata a esprimere un voto consapevole che abiliti la Regione a dotarsi di uno strumento moderno, efficace e necessario per la tutela del patrimonio ambientale e faunistico. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Santoianni. Non ci sono richieste di intervento.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 44/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, P. Caputo, A. Brutto, recante: “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, n. 45. Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”

PRESIDENTE

Passiamo al punto cinque, la proposta di legge numero 44/13^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta, Caputo, Brutto, recante: “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, numero 45. Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”.

Cedo la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Giannetta.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta di legge mira a adeguare le norme contenute nella legge regionale 26 novembre 2025 (Disciplina del referendum popolare per l'approvazione dello Statuto regionale) all'ordinamento nazionale a seguito degli impegni istituzionali assunti con il Governo, nel principio di leale collaborazione e, pertanto, chiarire meglio la portata delle norme interessate.

Nello specifico, la modifica principale riguarda l'articolo 1 della legge vigente.

Viene specificato che le leggi di revisione statutaria “parziale” escluse dalla presente disciplina sono quelle che non intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto e che dettano esclusivamente disposizioni organizzative, di attuazione e di adeguamento a norme statali sopravvenute.

Per tali fattispecie, continueranno ad applicarsi le procedure dello Statuto regionale in materia di referendum abrogativo.

Con l'articolo 2 si interviene per modificare l'articolo 8 della legge regionale per garantire una maggiore inclusività, estendendo formalmente la partecipazione ai cittadini calabresi non residenti nel territorio regionale nei processi di promozione e nelle fasi esecutive del referendum.

Infine, con l'articolo 3 si interviene per modificare l'articolo 9 della legge regionale attualmente vigente chiarendo quali siano i soggetti preposti alla fase di controllo delle richieste referendarie.

L'articolo 4 reca la clausola di invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale, e l'articolo 5 dispone l'entrata in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione della legge nel BURC. L'esigenza dell'entrata in vigore anticipata si giustifica proprio per la peculiare composizione della proposta di legge che ha l'unico fine di dare seguito agli impegni assunti con il Governo nazionale.

Do lettura del testo dell’articolato:

<<Articolo 1. Nel comma 2 dell'articolo 1, della legge regionale 26/2025, numero 45 (Disciplina del referendum popolare per l'approvazione dello Statuto) le parole: “parziali, per le quali” sono sostituite dalle seguenti: “parziale, che non intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto, dettando esclusivamente disposizioni puntuali di tipo organizzativo, ovvero di attuazione o adeguamento a norme statali sopravvenute. Per tali leggi regionali”.

Articolo 2. “L'articolo 8 della legge regionale, è così modificato: a) nel comma 1 dopo le parole: “Comune della Regione,” sono inserite le seguenti: “o nell'elenco dei cittadini italiani residenti all'estero,”; b) alla fine del comma 5 sono aggiunte le seguenti parole: “, ovvero la sua iscrizione nelle liste elettorali dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all'estero”.”.

Articolo 3. “Nel secondo periodo del comma 3 dell'articolo 9, le parole: “dal Segretario Regionale” sono sostituite dalle seguenti: “dall'Ufficio centrale regionale di cui all'articolo 11, comma 2”. “

Articolo 4. “Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.”

Articolo 5. “La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.”>>

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Devo dire che quando ci sono proposte di legge che presentano diverse lacune, mi trovo sempre a dover rispondere al consigliere Giannetta, non so se è una scelta precisa che fa la maggioranza, ma accade spesso.

Anche il nome che reca questa legge è in qualche modo anche affascinante, perché nel titolo leggiamo: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”.

Ora, leggendo questo titolo, - peraltro non è la prima volta che noi arriviamo in Consiglio ad approvare una legge di questo tipo - saremo tutti portati a vedere qualcosa di positivo nell'adempimento degli impegni assunti con il Governo sul principio di leale collaborazione. In realtà, come spesso accade, e come si suol dire, il diavolo si nasconde nei dettagli, si nasconde nelle pieghe, si nasconde nei sottintesi.

Sostanzialmente, con questo provvedimento il Governo nazionale dice al Consiglio regionale e al Presidente: “Questa legge regionale che tu hai approvato il 26 novembre scorso te la dovrei bocciare. Siccome non te la voglio bocciare, rivedi alcune cose che hai approvato e poi riportala all'attenzione del Consiglio”.

E le cose che sono state poste, che sono state evidenziate come a rischio impugnazione, sono quelle che un po' velocemente e frettolosamente ha elencato il consigliere Giannetta.

Tra queste c’è la sostituzione del termine “modifiche parziali”, con una dicitura molto più approfondita rispetto alla semplice dicitura precedente, ovvero “modifiche parziali che non intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto”.

Era quello che noi, come minoranza, vi abbiamo detto nella seduta del 26 novembre scorso! Non potete pensare di modificare lo Statuto regionale cambiandolo un pezzettino alla volta.

E addirittura, l'articolo 2 dice che: “non devono essere soltanto i residenti del Comune della Regione, ma anche quelli inseriti nell'elenco dei cittadini italiani residenti all'estero”.

Signori, avevate approvato una legge addirittura più restrittiva delle prerogative referendarie di quelle che ha approvato il Governo nazionale, che anche sul referendum del 24 marzo impedisce il voto degli studenti fuori sede. Finanche un Governo che impedisce il voto dei residenti fuori sede vi ha dovuto bacchettare per l'eccessiva restrittività della norma che è stata approvata.

Per non parlare poi dell'articolo 3 che demandava al “Segretario generale”, anziché “all'Ufficio centrale regionale”, tutte le operazioni relative allo Statuto.

Ecco, siamo in periodo di pagelle, è finito il primo quadrimestre nelle scuole ed è come se nella sostanza un professore dicesse allo studente “Guarda questo compito, ti dovrei mettere 2, non ti voglio mettere 2, rifai il compito”, oppure, dato che siamo all'inizio della kermesse canora di Sanremo, come se un cantante volesse cantare in playback e anziché squalificarlo dalla kermesse gli si dà la possibilità di poter cantare di nuovo.

Al di là delle battute e degli esempi, la verità è che comunque voi continuate a non voler portare all'attenzione delle Commissioni provvedimenti che poi puntualmente vengono portati in Consiglio e, poi, ci ritroviamo con le situazioni di questo tipo e ad essere bacchettati dal Governo. La verità è che voi siete recalcitranti al rispetto delle liturgie istituzionali, al rispetto delle procedure e siete invece, purtroppo, sempre di più abituati, come oggi, a inserire, come diceva il collega Ranuccio, dei provvedimenti fuori sacco.

Poi ci dite che dobbiamo studiare! Noi vorremmo anche studiare, Presidente! Li vorremmo anche studiare i provvedimenti, ma come si fanno a studiare provvedimenti di tutte queste pagine se arrivano all'attenzione dei consiglieri soltanto la mattina? E allora, se non c'è neanche il tempo di studiare, almeno fateci un disegnino, così il disegnino è più sintetico e noi riusciamo a determinarci e, soprattutto, riusciamo a svolgere il nostro ruolo di consiglieri al servizio della Calabria e dei calabresi.

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà.

Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.

Presidente, oggi viene certificata la vostra sconfitta, perché noi come opposizione eravamo stati chiarissimi, avevamo detto: “Attenzione! Questa roba che volete approvare non funziona!” E alla fine il vostro Governo, del vostro stesso colore, ci ha dato ragione. Ma la cosa che mi dà più fastidio, presidente Occhiuto, sa qual è? Non è tanto certificare la vostra ennesima sconfitta, perché di quello purtroppo buona parte della Calabria ne è consapevole, ma è la priorità che date alle cose.

Noi come opposizione avevamo chiesto che oggi venisse inserito un semplice punto all'ordine del giorno riguardante l'alluvione, riguardante le emergenze dei nostri concittadini. Ieri sono stata a Turio, dove è stato anche lei, presidente Occhiuto, e sa, lei lo sa benissimo, che mancano questi 8 milioni. Siccome ho letto varie dichiarazioni, sarebbe stato meglio discuterne qui in Consiglio regionale, perché quelle persone sono rimaste senza casa e chi ancora ha una casa ce l'ha con l'acqua dentro.

E voi che cosa decidete? Alla nostra umilissima richiesta di inserire un punto all'ordine del giorno su questa tematica che - scusate se mi permetto di dire - mi sembra che sia di vitale importanza, dite “no” e continuate a portare in Aula la modifica dello Statuto per aggiungere 2 posti in Giunta e per riesumare i sottosegretari. Quando ci concederete la grazia di dedicare un punto a ciò che interessa realmente ai cittadini calabresi, magari ce lo farete sapere. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà.

Solo per chiarire: non è arrivata nessuna richiesta di inserimento e nemmeno all'interno della Conferenza dei capigruppo si è discusso di questo eventuale punto. Mi dispiace, ma non si è discusso su nessun inserimento di questo tipo altrimenti l'avrei inserito.

Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Consigliera Scutellà, nei giorni passati c'è stata un'interlocuzione fra me e il Presidente del Consiglio regionale a cui ho detto che sarei stato disponibile a fornire in Aula un'informativa su questa vicenda, qualora la Conferenza dei capigruppo l'avesse voluto. D'altra parte, avete visto in passato che ogni volta che è stata chiesta un'informativa non mi sono mai sottratto, anzi, penso sia doveroso farlo. Però - voglio precisarlo - non è il Presidente della Giunta regionale a predisporre l'ordine del giorno del Consiglio regionale, né lo fa da solo il Presidente del Consiglio regionale, tant'è che proprio in ragione del fatto che non c'era questo punto all'ordine del giorno anche io ho organizzato la mia agenda in maniera diversa. Però, se volete, sono sempre disponibile perché nei prossimi giorni, nella prossima settimana, sia convocata una seduta di Consiglio proprio su quello che è accaduto e su quello che stiamo facendo insieme al Vicepresidente della Giunta regionale che, peraltro, è nella condizione, se voi volete, anche di mandarvi per le vie brevi il masterplan che abbiamo predisposto e  le relazioni che abbiamo fatto.

Vi preannuncio che con l'Autorità di Bacino nei prossimi giorni terremo un’iniziativa per rendere evidente come abbiamo mappato tutta la Calabria negli anni passati, anche rispetto a questi fenomeni, e mi piacerebbe partecipassero anche i consiglieri di maggioranza e di minoranza. Chiaramente l'Autorità di Bacino non possiamo farla venire in Consiglio regionale, però forse sarebbe utile fare una riunione del genere più tecnica per assumere tutte le informazioni tecniche e poi un dibattito in Consiglio su questo tema, perché sì, lo reputo importante, però come dice il Presidente del Consiglio non sono pervenute indicazioni in questa direzione.

PRESIDENTE

Grazie, presidente Occhiuto.

Ha chiesto di intervenire il collega Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Intanto su questo argomento, considerato che si tratta di un cataclisma che ha investito la regione, una discussione, se volete, possiamo tenerla anche adesso. Mi pare che siamo talmente attrezzati e coinvolti dentro le dinamiche che in questi giorni hanno riguardato la Calabria e tutti i suoi territori che, se volete, considerato che portate qualunque cosa, siamo disponibili a discutere anche oggi di quello che è avvenuto nei territori, di quello che i calabresi stanno vivendo in questi momenti, in particolari aree della Calabria ancora di più. Penso allo Jonio cosentino così come penso allo Jonio catanzarese, così come penso al medio Tirreno catanzarese e cosentino. Mi pare che non ci sia argomento più importante di questo. Quindi, se volete, noi siamo disponibili ad ascoltare il Presidente sulle informazioni che può darci rispetto anche alle prese di posizione del Governo nazionale.

Rispetto a questo argomento, quello che è in discussione è pochissima cosa, perché vi abbiamo detto, quando lo abbiamo approvato, il 27 novembre se non sbaglio, che i calabresi attendevano altro dalle prime sedute del Consiglio e non l'aumento dei componenti della Giunta e l’istituzione dei Sottosegretari. Sia il collega De Cicco che io vi abbiamo detto: “Questi soldi, che servono a pagare l'aumento dei componenti della Giunta e i Sottosegretari, investiamoli sul dissesto idrogeologico” e ancora non era intervenuto il ciclone Harry. Guarda caso, dopo 15 giorni, il ciclone Harry ha distrutto lo Jonio catanzarese e altri territori della Calabria.

Lo dicevamo allora e continuiamo a dire che i soldi che vengono investiti ad aumentare i componenti della Giunta e ad istituire i vecchi Sottosegretari possono essere investiti per la salvaguardia del territorio, per la salvaguardia del sistema fluviale, per la salvaguardia della pulitura dei fossi di scolo di cui la Calabria ha tanto bisogno. Noi non abbiamo bisogno di contare sempre i danni dopo l'ultima alluvione, abbiamo bisogno che sia allestita una grande proposta di manutenzione dei territori.

Questo è quello che serve in questo momento! Non serve parlare e discutere di come modificare quello che il Governo nazionale ci dice.

Ve l'avevamo detto, per tornare all'ordine del giorno, che probabilmente quella modifica dello Statuto non poteva essere fatta, perché le modifiche che avete fatto sono sostanziali. Non è vero che sono una passeggiata, una cosa senza conto, si modifica il sistema di governo della Regione. L'aumento della Giunta, il sistema di governo…. È vero, è consentito dalla legge, ma la Calabria non ha bisogno di questo e lo stiamo vedendo giorno per giorno: abbiamo problemi di sanità, problemi del dissesto idrogeologico, problemi nel contenimento dell'avanzamento del mare che sta erodendo le coste calabresi e voi pensate che i calabresi vedano di buon occhio il fatto che in questo momento noi andiamo ad approvare l'aumento della Giunta da 7 a 9 e 2 Sottosegretari? È questo che noi vogliamo sottoporre a discussione.

Pertanto, riteniamo che il Governo abbia posto delle motivazioni giuste, che erano le nostre preoccupazioni, pertanto, vi chiediamo se siete disponibili a iniziare una discussione e ascolteremmo volentieri il Presidente sul lavoro che ha svolto a livello di Governo nazionale e riteniamo anche, presidente Cirillo, che le Commissioni debbano essere più coinvolte. Evitiamo questo metodo antipatico e non istituzionale del fuori sacco, perché portate fuori sacco delle proposte di legge importanti. Probabilmente, è necessario discutere in Commissione, ragionare per modificarle, per elaborarle, per emendarle. In Consiglio regionale, poi, non abbiamo il tempo per studiare, per guardarle. Poi ci accusate di non studiare. Noi vogliamo studiare, ma vogliamo farlo in Commissione che sono le sedi preposte ad elaborare le leggi che si portano all'esame del Consiglio.

Quindi io ritengo che su questo punto noi avevamo ragione.

Il Consiglio regionale è chiamato a apportare delle modifiche che noi avevamo già preavvisato che sarebbero state negative, pertanto, noi siamo qui a dimostrare quanto siamo disponibili a collaborare, ma non a subire sempre delle mortificazioni in Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno.

Prendo io l'impegno di convocare una seduta di Consiglio regionale appositamente dedicata a questo argomento a breve; però – lo ripeto - non è arrivata nessuna richiesta né all'interno della Conferenza dei capigruppo né in maniera scritta alla Presidenza. Come avremmo potuto inserire questo punto all'ordine del giorno?

Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Mi dichiaro disponibile, insieme al vicepresidente che sta lavorando molto su questo dossier, a dare un'informativa al Consiglio regionale. Se volete, anche l’incontro preliminare con l'Autorità di Bacino potremmo organizzarlo qui a Reggio prima della seduta di Consiglio, in maniera tale che abbiate tutti gli elementi del caso per poter fare interventi puntuali.

Mi perdoni, consigliere Bruno, più puntuali del suo nel caso di specie, perché - lo dico con grande rispetto - ho sempre avuto grande rispetto di tutti in quest'Aula, pur avendo, come la consigliera Scutellà, l'esperienza di altre Aule, però, quando si parla, lo si deve fare con cognizione di causa di quello che si sta votando: gli impegni assunti nei confronti del Governo non c'entrano nulla con la modifica dello Statuto e con il numero degli assessori. Gli impegni che ora state votando riguardano la legge sul referendum che nulla c'entra col numero degli assessori. Fare interventi così tanto per farli va bene, però se diamo un po' di dignità al Consiglio regionale parlando con cognizione di causa, credo che sia una cosa che faccia bene. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di intervento.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento:

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 12/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, P. Caputo, A. Brutto, Filomena Greco, F. De Cicco, V. Bruno, G. Ranuccio, recante: “Iniziative per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria e la valorizzazione dell’esperienza professionale del personale attualmente impiegato in servizi esternalizzati, nel rispetto della normativa vigente”

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 12/13^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta, Caputo, Brutto, Filomena Greco, De Cicco, Bruno, Ranuccio, recante: “Iniziative per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell'ASP di Reggio Calabria e la valorizzazione dell'esperienza professionale del personale attualmente impiegato in servizio esternalizzati, nel rispetto alla normativa vigente”.

Cedo la parola al consigliere Giannetta per illustrarla.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie, signor Presidente, colleghi consiglieri.

Intervengo per illustrare la mozione numero 12 del 13 gennaio 2026, che si inserisce in un percorso di rafforzamento dell'emergenza e urgenza della Regione Calabria.

Parliamo di SUEM 118 dell'ASP di Reggio Calabria, un presidio essenziale per la tutela del diritto della salute e della sicurezza delle nostre comunità.

In questi anni la Regione Calabria ha avviato un processo strutturale a rafforzare tale sistema, a migliorarlo. Abbiamo introdotto nuove ambulanze in tutto il territorio regionale, abbiamo istituito un numero unico sull'emergenza, che è il 112, abbiamo da poco istituito il servizio taxi sanitario come servizio di prossimità, abbiamo anche finalmente sbloccato quelli che sono stati i concorsi per gli autisti soccorritori che non venivano fatti da più di vent'anni. Tutto questo nell'unico intento e nell'unico scopo di andare a internalizzare il nostro servizio sotto la guida del presidente Occhiuto.

L'emergenza urgenza sta sicuramente vivendo una fase di rafforzamento che noi sosteniamo con convinzione ed è per questo motivo che ho presentato questa mozione che va in tale direzione e in questo percorso si identifica.

Con la determina numero 3709 del 16 dicembre 2025, l'ASP di Reggio Calabria ha prorogato fino al 31 dicembre 2026, con una proroga tecnica, il servizio attualmente gestito in Convenzione; una proroga che è stata necessaria ad accompagnare questa fase di transizione verso l'assetto definitivo ed è in questa fase che emerge una questione che non che non è solo organizzativa, ma è anche profondamente umana. Parliamo di autisti soccorritori che operano in convenzione da anni all'interno del nostro sistema sanitario regionale. Per anni hanno garantito un servizio pubblico essenziale, quando l'azienda sanitaria non disponeva di mezzi propri per coprire tutto il territorio della provincia. Sono professionisti formati, qualificati, con esperienza reale, maturata nel campo. Hanno trovato perfetta integrazione con gli infermieri, con il personale sanitario. Hanno assicurato interventi quotidiani di giorno, di notte, nei festivi, durante le emergenze più complesse e durante la pandemia hanno rappresentato anche loro un punto di riferimento importante, una colonna portante del sistema dell'Emergenza-Urgenza della provincia di Reggio. Hanno operato in condizioni difficili, con turni massacranti, assumendosi anche delle responsabilità, entrando nelle case delle persone quando la paura era veramente forte.

Ma, oltre a divise e a turni, ci sono persone, ci sono padri di famiglia che nel frattempo hanno costruito vite attorno a questa precarietà formale della convenzione. È stato il perno della loro esistenza. C'è chi ha acceso un mutuo, chi ha fatto figli, chi ha costruito il proprio futuro, confidando nella continuità di questo servizio, che è stato sicuramente garantito con sacrificio e con serietà. Stiamo parlando di capitale umano! Di professionalità che hanno dato stabilità al servizio e che oggi chiedono a loro volta di essere stabilizzati ed è per questo, è per loro e per le loro famiglie, che giustamente noi oggi discutiamo di questo.

L'internalizzazione del servizio è una scelta giusta e strategica. Proprio per questo, però, riteniamo che in questa fase di transizione, accompagnata dalla proroga del 31 dicembre 2026, possa rappresentare un'occasione per valorizzare appunto queste competenze e non disperderle.

La mozione impegna la Giunta a monitorare questa fase e a valutare, nel rispetto delle normative vigenti, la possibilità di soluzioni che consentano di coniugare il rafforzamento organizzativo del sistema con la continuità professionale di chi ha garantito il servizio in questi anni. Non si tratta di introdurre elementi di discontinuità, si tratta di accompagnare in questa fase di transizione organizzativa, valorizzando appunto quelle professionalità che già conoscono il servizio, i protocolli e soprattutto il territorio; visto che parliamo di autisti, l'obiettivo è chiaro: fare in modo che il rafforzamento del sistema dell'Emergenza-Urgenza proceda nel segno della continuità.

Rafforzare il sistema significa anche valorizzare chi ha garantito tutto questo e la continuità operativa sul territorio.

Ringrazio tutti i capigruppo di maggioranza e minoranza che in seno alla Conferenza dei capigruppo hanno voluto con la loro firma sottoscrivere questa mozione attraverso cui, secondo me, diamo un bell'esempio. Insieme possiamo dimostrare alla Calabria che è fatta di efficienza e umanità. Grazie a tutti voi.

PRESIDENTE

Grazie consigliere Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente, ancora buon pomeriggio a lei e ai colleghi.

Faccio una brevissima premessa, prima di passare alla mozione a firma del collega Giannetta: concordo anch'io con i colleghi sulla necessità di affrontare in maniera seria, approfondita e documentale i danni ingenti causati e lasciatici in eredità dai vari cicloni. Ad onor del vero, Presidente, come lei ben sa, come Gruppo del Partito Democratico abbiamo presentato un'apposita mozione per valutare e ragionare insieme a voi sulla possibilità di cambiare destinazione ad una parte di somme importanti che la Regione Calabria, ad oggi, ha impegnato per la realizzazione del ponte sullo Stretto per l'annualità 2026, cosa che sicuramente non accadrà; ma di questo ne parleremo, come concordato e come già anticipato, in un'apposita seduta che spero si tenga il prima possibile.

Con riferimento invece alla mozione appena illustrata dal primo firmatario, il collega Giannetta ha anticipato che ne abbiamo condiviso l'intento; ne condivido lo spirito, sicuramente, e appare assolutamente necessario tutelare questo servizio di emergenza e urgenza e garantire una certa continuità. Politicamente credo che sia l'ennesima dimostrazione di come l'opposizione sia pronta ad accogliere, a valutare, a votare favorevolmente quei provvedimenti che mirano a migliorare la qualità della vita dei cittadini, soprattutto nel comparto sanitario, che è quello che di più li preoccupa ed occupa.

Ma c'è – l’ho anticipato informalmente al collega quando l'ha sottoposta alla mia attenzione - un principio di fondo, una ratio, si direbbe, per usare un linguaggio tecnico, che ho apprezzato e che intravedo in questa mozione e cioè la volontà di effettuare, per certi aspetti, un cambio di tendenza ed arrivare ad avere una sorta di migrazione del personale medico, generalmente inteso, che dal settore privato possa spostarsi al settore pubblico.

Più volte – è vero - in quest'Aula abbiamo evidenziato come la nostra sanità pubblica, purtroppo regionale, non sia attrattiva, non solo e non tanto perché le retribuzioni, gli stipendi non siano adeguati. Peraltro, ci pensavo prima: da un lato, siamo alla ricerca spasmodica di medici, di professionisti in ogni parte del mondo, dall'altro, se la sciagura dell'autonomia differenziata dovesse realizzarsi concretamente, altro che portare i medici in Calabria, laddove in regioni ricche del nord venissero pagati il doppio o il triplo, nessun medico sceglierebbe di lavorare in Calabria. Su questo, però, spero che anche il Consiglio avrà modo di pronunciarsi di qui a breve, quando noi stessi ci faremo promotrici e promotori di apposita iniziativa.

Condivido, quindi, l'auspicio di portare in questa Aula la volontà di internalizzare un percorso opposto perché sapete benissimo invece che l'emorragia è al contrario: il personale medico va verso il settore privato e questo lo scontiamo in tanti altri settori.

Qualche settimana fa ho ricevuto una delegazione di fisioterapisti che lamentavano questo paradosso che mi riservo di approfondire, cioè la Regione Calabria, invece che, per esempio, assumere stabilmente e far scorrere le graduatorie che tuttora sono vigenti, preferisce affidarsi a delle cooperative che assumono a tempo determinato questi fisioterapisti e vanno poi a dislocarsi nei vari presidi ospedalieri, con la beffa però che li paghiamo il doppio. Quindi questi professionisti non vengono assunti dalla Regione e costano il doppio; ma questo lo verificheremo.

Approvo, pertanto, l'intento di questa mozione con l'auspicio che questo stesso principio possa estendersi in tutti i settori sanitari e, quindi, rimpolpare il personale medico pubblico, e ci tengo a sottolinearlo.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio. Non ci sono altre richieste di intervento.

Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 20/13^ di iniziativa del consigliere G. Mattiani, recante: “Introduzione dell'esenzione dal ticket sanitario per le vittime di violenza per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate”

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 20/13^ di iniziativa del consigliere Mattiani, recante “Introduzione dell'esenzione dal ticket sanitario per le vittime di violenza per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate”.

Cedo la parola al consigliere Mattiani per illustrarla.

MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini)

Grazie, Presidente.

Presidente, ho ritenuto opportuno presentare una mozione per introdurre l'esenzione del ticket sanitario per le vittime di violenza, per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate, perché ritengo doveroso da parte delle istituzioni continuare a non abbassare la guardia di fronte alle violenze di genere e a garantire supporto, tutela e protezione alle vittime di queste autentiche barbarie.

I dati forniti dall'Istat del 2025, dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza e dal Ministero dell'Interno, che ho voluto richiamare nel testo della mozione, sono davvero impressionanti e tracciano un quadro particolarmente allarmante ed esteso a tutto il territorio nazionale. Infatti, secondo la recente indagine condotta dall'Istat nel 2025, sono circa 6.400.000 le donne italiane, nell'età compresa tra i 16 e i 75 anni, che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale.

Di fronte a questi numeri così alti, le Istituzioni, oltre ad intervenire con misure preventive e repressive, devono potenziare quegli interventi volti a far sentire la vicinanza alla vittima. La mozione presentata va in questa direzione e vuole impegnare la Giunta regionale ad introdurre l'esenzione del ticket sanitario per le vittime di violenza e gli orfani di femminicidio, per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate.

Do lettura del testo della mozione: “Premesso che: la violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la salute fisica e psicologica delle vittime; secondo l'indagine condotta dall'Istat del 2025 sono circa 6.400.000 le donne italiane tra i 16 e i 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica sessuale, nel corso della vita, il 18,8% ha subito violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali e, tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri è il 5,7% delle donne; nell'anno 2024 si sono registrati 19.518 accessi di donne in pronto soccorso con indicazioni di violenza, nel 2023 erano 16.896; si è registrato quindi un incremento del 13,3% rispetto all'anno precedente; secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno relativamente al 2025, sono stati registrati 286 omicidi con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito familiare e affettivo e, di queste, 62 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner; trattasi di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale; già la Regione Veneto, con deliberazione della Giunta regionale, e la Regione Lombardia, con deliberazione anch'essa della Giunta regionale, hanno istituito un codice di esenzione della compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul genere o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal pronto soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale connesse alla violenza subita.

Considerato che: la Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, numero 77, impone agli Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza, garantendo servizi di supporto adeguati; il DPCM del 12 gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere sessuale, prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio sanitario nazionale; la Regione Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere o basata sull'orientamento sessuale e dell’identità di genere.

Rilevato che: l'assenza di un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di recupero e reintegrazione; l'adozione di misure tali e da implementare, già adottate da altre Regioni, potrebbe rafforzare la tutela delle vittime, come in Lombardia e in Veneto, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari necessari.

Detto ciò, la mozione impegna la Giunta regionale: a istituire un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a favore delle vittime di violenza di genere o per motivi legati all'orientamento sessuale e d’identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle necessarie prestazioni mediche e farmacologiche connesse alla violenza subita; a estendere l'applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di femminicidio; a definire in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice di esenzione, in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali, con le aziende ospedaliere, e i centri antiviolenza e i consultori e le associazioni della rete antidiscriminazione; a promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie gratuite.”

Sono convinto che questo atto troverà pieno appoggio da parte di tutto il Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Non ci sono richieste di intervento.

Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 23/13^ di iniziativa dei consiglieri A. Brutto, D. Giannetta, G. Mattiani, P. Caputo, V. Pitaro, Luciana De Francesco, recante: “Potenziamento della diagnosi precoce e della presa in carico dei pazienti con Alzheimer e demenze”

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 23/13^ di iniziativa dei consiglieri Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, Luciana De Francesco, Filomena Greco, Elisa Scutellà, Bruno, Ranuccio, De Cicco, recante: “Potenziamento della diagnosi precoce e della presa in carico dei pazienti con Alzheimer e demenze.”

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia)

Grazie, signor Presidente. Ho voluto portare all'attenzione di quest'Aula una mozione sull'Alzheimer e sulle demenze, un tema che interpella direttamente il nostro sistema sanitario e che richiama alla responsabilità delle istituzioni regionali. Parliamo di una realtà che coinvolge migliaia di famiglie calabresi e che rappresenta un tema di grande rilevanza sociale e sanitaria per la nostra regione. È una patologia neurodegenerativa che colpisce progressivamente le funzioni cognitive fondamentali, la memoria, il linguaggio, l'apprendimento, fino a compromettere l'autonomia della persona. Una condizione che non riguarda soltanto chi ne è affetto, ma che investe profondamente le famiglie, il caregiver e l'intero contesto sociale.

I numeri aiutano a comprendere la portata del fenomeno: nel mondo oltre 55 milioni di persone convivono con una forma di demenza; in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone, di cui 600.000 affette da Alzheimer; in Calabria parliamo di circa 40.000 persone, con circa 6.000 nuove diagnosi ogni anno e con una quota significativa di casi che restano sommersi. Questo si traduce, molto spesso, in diagnosi tardive, in un percorso assistenziale più complesso che incide ulteriormente sulla vita delle famiglie.

Negli ultimi anni, tuttavia, il quadro è in evoluzione: la ricerca scientifica ha compiuto progressi importanti e oggi sono disponibili nuove terapie in grado di rallentare il decorso della malattia, soprattutto se somministrate nella fase iniziale. Questo apre prospettive nuove e significative, ma rende ancora più centrale il tema della diagnosi precoce e dell'organizzazione dei percorsi di presa in carico.

La Regione Calabria su questo fronte ha già intrapreso un percorso importante: ha recepito il piano nazionale demenze, ha adottato le linee di indirizzo sui percorsi diagnostico terapeutico assistenziali, ha istituito una rete regionale per le demenze, ha attivato un tavolo tecnico permanente, ha approvato il piano triennale del Fondo Alzheimer e ha avviato progettualità sperimentali come quelle legate alla teleriabilitazione. È un lavoro che costituisce una base significativa e che va ovviamente riconosciuto.

Al tempo stesso, l'evoluzione dei bisogni e delle conoscenze scientifiche richiede di continuare su questa strada, rafforzando e rendendo sempre più efficace l'organizzazione dei servizi, anche per garantire maggiore omogeneità territoriale e continuità assistenziale.

Un aspetto centrale riguarda, inoltre, il sostegno alle famiglie e ai caregiver: Accanto alla dimensione clinica è fondamentale valorizzare percorsi di informazione, orientamento e supporto, così come promuovere servizi di prossimità e di sollievo in collaborazione con gli enti locali, gli ambiti territoriali e il terzo settore. Esperienze come i centri diurni dedicati ai cosiddetti Cafè Alzheimer rappresentano strumenti utili per sostenere la domiciliarità e favorire la qualità della vita delle persone coinvolte.

La mozione richiama anche il programma nazionale equità nella salute, inserito nella programmazione sanitaria 2024-2026, che assegna alla Calabria risorse importanti per il rafforzamento dei servizi territoriali e per la riduzione delle disuguaglianze di accesso alla cura, con particolare attenzione all'area della salute mentale.

Alla luce di tutto questo, la mozione impegna la Giunta regionale a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento e piena operatività della rete regionale per le demenze e a promuovere la definizione e la progressiva implementazione di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale specifico per la malattia di Alzheimer, favorendo uniformità, appropriatezza ed equità nell'accesso ai percorsi di diagnosi, cura e presa in carico su tutto il territorio regionale.

Desidero ringraziare tutti i capigruppo di maggioranza e di opposizione per aver condiviso e sottoscritto questa iniziativa, che nasce con uno spirito unitario e costruttivo, ma anche con l'obiettivo di affrontare un tema così delicato con senso di responsabilità istituzionale, che va al di là di ogni divisione politica. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Francesco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente. Intervengo per ribadire la nostra posizione favorevole, a significare che quando si tratta di problemi veri per la Calabria e i calabresi l'opposizione c'è, la minoranza c'è, partecipa e dà il suo sostegno alle mozioni che vanno verso questo indirizzo. Quando, invece, non ci convincono le cose che portate, lo diciamo e non capisco la vostra reazione di insofferenza, così come oggi il Presidente della Giunta è stato insofferente rispetto ad una mia posizione al riguardo delle cose che portate.

Su questo argomento votiamo sì, siamo d'accordo, collega De Francesco: è un argomento importante, un argomento che riguarda oltre 40.000 cittadini calabresi e le loro famiglie, per una patologia che sta avanzando sempre di più. È evidente che c’è bisogno del sostegno pubblico affinché queste famiglie e i pazienti siano messi in qualche modo in sicurezza e sostenuti e, soprattutto, è necessario sostenere la ricerca nelle Università calabresi. Ad esempio, a Catanzaro c’è un importante centro di neurologia e c'è bisogno che questi scienziati, questi medici, siano sostenuti affinché la ricerca possa essere in grado di combattere il fenomeno e di ridurre sempre di più quelle nuove diagnosi che ogni anno si manifestano.

Quindi sosteniamo questa iniziativa, siamo a favore e grazie per questo importante contributo che diamo al sistema sanitario regionale.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno. Non ci sono ulteriori richieste di intervento.

Pongo in votazione la mozione con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La mozione è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Non ci sono altri punti all'ordine del giorno. La seduta è tolta.

Grazie e buona serata.

 

La seduta termina alle 17.09

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Greco Orlandino e Laghi.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Mattiani, Bevilacqua, Orlandino Greco, Laghi “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell'inquinamento luminoso” (PL n. 36/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

De Francesco, Santoianni, Crinò, Brutto, Giannetta, De Caprio, Bevilacqua, Pitaro “Disciplina delle attività escursionistiche e istituzione della rete escursionistica e dei sentieri della Calabria” (PL n. 37/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile, alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Laghi “Norme per la valorizzazione e promozione della Cipolla Bianca di Castrovillari” (PL n. 38/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Alecci “Disposizioni per la valorizzazione, promozione e diffusione delle arti di strada in Calabria” (PL n. 39/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

De Cicco “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1995 n. 8 (Norme per la regolarizzazione delle occupazioni senza titolo degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” (PL n. 40/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Greco Orlandino “Istituzione del sistema di voto telematico per i cittadini calabresi residenti all’estero (AIRE) nelle elezioni regionali” (PL n. 41/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Mattiani, Greco Orlandino e Bevilacqua “Disposizioni per la rottamazione delle cartelle esattoriali relative alla tassa automobilistica regionale (Bollo Auto) emesse dall’Agenzia delle Entrate - Riscossione tra il 2023 e il 2025 - (Legge n. 199/2025)” (PL n. 42/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

Laghi “Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS)” (PL n. 43/13^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Giannetta, Caputo e Brutto “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, n. 45. Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (PL n. 44/13^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Barbuto “Norme in materia di sicurezza del personale sanitario e sociosanitario” (PL n. 45/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Barbuto “Istituzione della “Giornata regionale per l’utilizzo sicuro, responsabile e consapevole della rete internet e dei social” (PL n. 46/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio, alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili per il parere ex articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

 Cirillo “Modifiche e integrazioni della l.r. n. 2/2017” (PL n. 47/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Cirillo “Modifica all’articolo 11 della legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2007)” (PL n. 48/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale” (PL n. 49/13^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025 - (Deliberazione G.R. n. 32 del 12.02.2026)” (PPA n. 43/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

“Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) - (Deliberazione G.R. n. 45 del 17.02.2026) (PPA n. 44/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali Iriti e De Francesco:

“Modifica della deliberazione consiliare n. 409 del 18 gennaio 2000 (Indirizzi e criteri di programmazione delle medie e grandi strutture di vendita in attuazione del decreto legislativo n. 114/98 e della legge regionale 17/99, articolo 1, comma 2)” (PPA n. 42/13^).

È stata assegnata alla quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio per l’esame di merito.

Parere favorevole della Commissione consiliare competente

La sesta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 10 febbraio 2026, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 520 del 6 novembre 2025, recante:

“Approvazione del Regolamento di attuazione della legge regionale 2 agosto 2023 n. 34 concernente “Istituzione e disciplina del Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co”.

(Parere numero 2/13^).

Richiesta parere della Commissione consiliare competente

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 21 del 12 febbraio 2026, recante:

“Presa d’atto della decisione della Commissione Europea del 12.12.2025 C (8928) di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria”.

(Parere numero 3/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.

La Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la deliberazione n. 22 del 12 febbraio 2026, recante:

“Presa d’atto della decisione della Commissione Europea del 27/11/2025 C (8022) che approva la modifica del piano strategico della PAC 2023-2027 dell’Italia ai fini del sostegno dell’Unione finanziato dal Fondo europeo agricolo di garanzia e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale”.

(Parere numero 4/13^).

È stata assegnata alla seconda Commissione consiliare permanente.

Promulgazione di legge regionale

In data 29 gennaio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 21 del 30 gennaio 2026:

1) legge regionale n. 3 del 29 gennaio 2026, recante: “Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti e aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria”.

In data 2 febbraio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 22 del 2 febbraio 2026:

1) legge regionale n. 4 del 2 febbraio 2026, recante: “Disposizioni concernenti l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale”;

2) legge regionale n. 5 del 2 febbraio 2026, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”.

Revoca promulgazione legge regionale

Con decreto del Presidente della Regione Calabria n. 18 del 23.02.2026, è stata revocata la promulgazione della legge regionale 29 gennaio 2026, n. 2, recante:

“Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria)”.

Ritiro proposta di legge da parte del proponente

La proposta di legge n. 3/13^, di iniziativa del consigliere regionale Laghi, recante: “Misure per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS)” è stata ritirata dal proponente in data 16 febbraio 2026.

Sottoscrizione mozione

La mozione n. 12/13^ di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante: “Iniziative per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria e la valorizzazione dell’esperienza professionale del personale attualmente impiegato in servizi esternalizzati, nel rispetto della normativa vigente” è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Caputo, Brutto, Filomena Greco, De Cicco, Bruno, Ranuccio.

Sottoscrizione proposte di legge regionale

La proposta di legge n. 17/13^, di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante: “Disposizioni per il potenziamento strutturale del diritto allo studio universitario mediante la destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi consiliari. Modifica delle leggi regionali 34/2001 e 19/2025” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Polimeni.

Comunico che la proposta di legge n. 13/13^, di iniziativa del consigliere regionale Giannetta, recante: “Norme per la gestione igienico-sanitaria e la valorizzazione delle carni di selvaggina selvatica cacciata nella Regione Calabria” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Brutto.

Emanazione di regolamento regionale

In data 16 febbraio 2026, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 34 del 17 febbraio 2026:

-        Regolamento regionale n. 1 del 16 febbraio 2026, concernente: “Regolamento per il funzionamento dell’organismo indipendente di valutazione della Regione Calabria”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2026-2028:

1.)   Deliberazioni della Giunta regionale numeri 27, 28, 29, 30, 33, 34, 35, 36, 37, 38, 39, 42 del 12 febbraio 2026;

2.)     Deliberazioni della Giunta regionale numeri 46, 47, 48 e 49 del 17 febbraio 2026.

Interrogazioni a risposta immediata

Falcomatà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

•da aprile 2024, a seguito di un accordo con la Regione Calabria, la compagnia aerea irlandese Ryanair, già attiva e presente nello scalo lametino da anni, ha previsto nuove rotte da e per l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”.

•Questo accordo prevede una serie di misure di incentivazione da parte della Regione Calabria, a partire dal fatto che l’addizionale comunale - 6,5 euro per ogni passeggero è a carico dell’Ente, contributo che ovviamente si traduce in uno “sconto importante” per le compagnie aeree.

•Circa 14 mln di euro solo nel 2025 sono stati erogati a SACAL, per l’incentivazione delle rotte aeree. •con il bando “Destinazione Calabria”, vinto dal vettore irlandese, la Regione ha stanziato 9 mln di euro solo nei primi tre trimestri del 2025 in campagne marketing. Ryanair riceve finanziamenti periodici per campagne pubblicitarie.

•Da fonti giornalistiche e siti ufficiali, apprendiamo che la quantificazione degli incentivi a carico della Regione per il 2025 è di circa 37 mln di euro, considerando che l’aumento di passeggeri è stato di poco più di 770.000, si arriva ad una spesa regionale per passeggero di quasi 50 euro, a fronte della media delle altre regioni che non supera i 10 euro. Sia gli incentivi sul marketing che sull’addizionale comunale sono pianificati solo fino al 2027. Considerato: •che l’incremento di passeggeri, in particolare nello scalo reggino, è innegabile. I numeri sono in crescita e questo non può che essere considerato positivamente, gli incentivi hanno dato frutti, ma è lecita la preoccupazione che sia un risultato temporaneo destinato a ridimensionarsi al venir meno delle condizioni economiche garantite.

•A fronte dell’espansione di Ryanair negli aeroporti calabresi, in particolare nell’aeroporto di Reggio Calabria, si verificano invece effetti collaterali, come per esempio il ridimensionamento dell’operatività di ITA Airways, che ha ridotto i collegamenti con Linate e con Roma, creando pesanti disagi ai passeggeri.

•Un altro fattore collegato su cui riflettere è anche che gli incentivi sopracitati abbiano portato benefici quasi esclusivamente un’utenza prettamente un’utenza prettamente legata al turismo low cost, non considerando altro tipo di utenza, come i fuorisede che viaggiano per necessità di studio, lavoro o come le migliaia di cittadini calabresi che si recano fuori Regione per motivi di salute: le polemiche sui costi dei biglietti in determinati periodi dell’anno lo dimostrano. Tutto ciò premesso e considerato: si interroga il Presidente della Giunta regionale,

per sapere:

per capire quali misure intenda mettere in atto affinché gli incentivi regionali sul trasporto aereo possano trasformarsi da temporanee a strutturali e affinché si possa ampliare con dovute misure la platea degli utenti.

(42; 04/02/2026)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il cantiere in località Stazione a Montalto Uffugo riguarda i lavori di rettifica curve, adeguamento sede e stazioni della linea Sibari-Cosenza, approvati con provvedimento prot. n. 0003436 del 18.02.2014 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

− In data 19.06.2014, il Referente di Progetto di RFI S.p.A. ha approvato il progetto definitivo, dichiarando la pubblica utilità dell’opera e recependo il parere favorevole del Comune di Montalto Uffugo espresso in sede di Conferenza dei Servizi.

− La normativa vigente (L. 17/1981, L. 189/1983, L. 354/1998) impone che la soppressione dei passaggi a livello avvenga tramite manufatti sostitutivi, individuando nel caso specifico una cavalcaferrovia e un sottopasso carrabile ad altezza ridotta.

 − I lavori, consegnati ufficialmente a luglio 2016, prevedevano un termine di ultimazione fissato per il mese di dicembre 2017, termine ampiamente decorso senza che l’opera venisse completata nella sua interezza.

 −Nonostante la chiusura del passaggio a livello e il completamento della viabilità principale, il cantiere risulta oggi, a febbraio 2026, ancora aperto e parzialmente inattivo, protraendo una situazione di precarietà decennale. Considerato che: - I lavori relativi al sottopasso carrabile sono formalmente bloccati dal marzo 2022 a seguito del ritrovamento di un reperto archeologico durante le operazioni di scavo nel sottosuolo.

 −La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Cosenza ha ufficialmente classificato il reperto come "storico", rendendo necessario procedere allo spostamento dello stesso dal sito di ritrovamento ad altro sito da individuare, per procedere alla continuazione dei lavori di scavo finalizzati al sottopasso.

 −Spetta a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) l'onere di commissionare e presentare un progetto esecutivo specifico per la rimozione e il ricollocamento del reperto, al fine di ottenere il via libera definitivo della Soprintendenza. Tenuto conto che:

−l'ingiustificato ritardo nella redazione di tale progetto e nel conseguente ritardo dei lavori di spostamento sta causando un grave nocumento alla cittadinanza di Montalto Uffugo, costretta a convivere con un'area di cantiere degradata e una rete viaria locale monca e inefficiente.

 −È necessario un intervento ispettivo e di sollecito presso gli enti competenti per tutelare gli interessi degli abitanti del quartiere e garantire il ripristino della piena funzionalità urbana e della sicurezza stradale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale e all’Assessore con delega ai trasporti

per sapere:

- quali azioni urgenti e concrete si intendano intraprendere nei confronti di RFI S.p.A. affinché vengano avviati i lavori di spostamento del reperto storico e riavviati i lavori per la consegna definitiva del sottopasso di Montalto Uffugo e la contestuale chiusura del cantiere.

(43; 06/02/2026)

 

Falcomatà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- le ASP della Regione Calabria, tramite le commissioni distrettuali di verifica dell’appropriatezza prescrittiva, hanno imposto ai medici di base importanti limitazioni sia per quanto riguarda le prescrizioni di farmaci, sia gli esami strumentali, sia le prescrizioni di visite di controllo specialistiche ai pazienti cronici. - Le conseguenze sono tangibili: ulteriori allungamenti delle liste d’attesa, una grande complicazione della burocrazia sanitaria ed un “caos ragionato” che a volte vanifica i diritti all’esenzione del ticket. Tutte conseguenze pagate dai pazienti calabresi. - Nell’ultimo anno i medici di base stanno subendo continui richiami a causa delle prescrizioni di farmaci ai propri assistiti, che secondo i parametri superano i tetti di spesa. Come in un vero e proprio processo, sono costretti ad affrontare commissioni, presentare controdeduzioni e giustificare le decisioni prese nell’ottica della salute dei pazienti. La cosa grave è che i medici di base non sono stati chiamati per tempo a far parte di un percorso condiviso su come poter razionalizzare la spesa – cosa assolutamente giusta - con criteri comuni e razionali, sono stati invece chiamati a dare spiegazioni a posteriori, anche su prescrizioni fatte un anno prima, con grandissime difficoltà a reperire documentazione in difesa e conseguenti sanzioni retroattive anche di migliaia di euro trattenute dagli stipendi: lo spirito dei controlli è stato punitivo e sanzionatorio e non costruttivo e migliorativo. Questo ha causato ovviamente un clima di “terrore” che induce i medici, per non incorrere in sanzioni, a limitare prescrizioni necessarie, come per esempio gli esami strumentali, demandandoli agli specialisti o i farmaci come antibiotici, antinfiammatori, gastroprotettori, i medicinali in DPC, costringendo i pazienti ad acquistare i farmaci a prezzo pieno. - Tutto ciò ha ovviamente delle ricadute sui pazienti, in modo particolare su quella fascia di popolazione che non può ricorrere alle cure private e che ha difficoltà ad acquistare i farmaci a prezzo pieno, che quindi a volte non ha altra scelta che smettere di curarsi. Al contempo, queste nuovo ruolo che viene attribuito richiesto al medico di base, è profondamente lesivo dell’autonomia e della professionalità, trasformando le priorità, da prevenzione e cura a semplice contabilità. Le conseguenze sono quelle di uno svuotamento del bacino dei medici di famiglia. - Preoccupazioni riguardo a questa situazione, sono state avanzate dai medici di tutto il territorio regionale, sostenute da forze politiche, organizzazioni sindacali e la stessa associazione di categoria FIMMG. Considerato che: - Il medico di medicina generale, visto lo stato della sanità calabrese, il deficit organizzativo della medicina territoriale, il mal funzionamento degli ospedali e i tempi di attesa per le visite specialistiche, rimane spesso l’unico baluardo sul territorio a cui la popolazione si può rivolgere, soprattutto in territori lontani dai presidi ospedalieri. Tutto ciò premesso e considerato Si interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria,

per sapere:

quali utili ed urgenti provvedimenti intenda adottare, nell'immediatezza, per ripristinare un sistema equo di prescrizione di farmaci e visite di controllo che tuteli sia i pazienti che i medici di base.

(48; 12/02/2026).

Interrogazioni a risposta scritta

Bruno e Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- presso l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone è istituito il Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL), competente in materia di vigilanza, prevenzione e controllo nei luoghi di lavoro, nonché titolare di funzioni di polizia giudiziaria ai sensi della normativa vigente;

- l’art. 21 della legge 833/1978 e s.m.i. e l’art. 13 del D.lgs. 81/2008 e s.m.i. attribuiscono tali funzioni a personale formalmente incaricato quale Ufficiale di Polizia Giudiziaria (UPG);

considerato che: - secondo informazioni acquisite, lo SPISAL dell’ASP di Crotone risulterebbe attualmente privo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria, con una conseguente riduzione sostanziale delle attività di vigilanza, accertamento e intervento previste dalla legge;

- tale eventuale carenza inciderebbe direttamente sull’effettività dell’azione pubblica di prevenzione e controllo in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio crotonese;

tenuto conto che: - il territorio della provincia di Crotone è interessato da interventi di bonifica ambientale ricadenti nel perimetro del Sito di Interesse Nazionale (SIN), caratterizzati da elevata complessità tecnica e da rilevanti profili di rischio sanitario e ambientale;

- le operazioni connesse alla gestione, movimentazione e trattamento dei materiali derivanti dalle attività di bonifica richiedono un sistema di vigilanza continuo, qualificato e pienamente operativo, a tutela dei lavoratori impiegati e della popolazione residente;

preso atto che: - risulterebbero segnalazioni circa presunte non conformità nello svolgimento dei lavori di bonifica avviati nel territorio crotonese a partire dal 16 giugno 2025, con riferimento sia alle modalità operative nei cantieri sia alle fasi di trasporto dei rifiuti;

- una quota significativa dei rifiuti prodotti dalle attività di bonifica sarebbe destinata al conferimento fuori dai confini nazionali, prevedendo il trasferimento logistico finale tramite il porto di Gioia Tauro, esclusivamente quale punto di imbarco dei materiali provenienti dal territorio di Crotone;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se risulti confermata la mancanza di Ufficiali di Polizia Giudiziaria presso lo SPISAL dell’ASP di Crotone e, in caso affermativo, se tale situazione sia stata formalmente segnalata agli uffici regionali competenti;

2. da quanto tempo perduri tale condizione e quali siano le cause amministrative, organizzative o normative che l’hanno determinata;

3. quali iniziative intenda assumere la Regione Calabria, anche in via straordinaria, per garantire il pieno esercizio delle funzioni di vigilanza, controllo e polizia giudiziaria in materia di salute e sicurezza sul lavoro nel territorio della provincia di Crotone;

4. se la Regione abbia attivato o intenda attivare specifiche attività di verifica e monitoraggio in relazione allo svolgimento dei lavori di bonifica nel SIN di Crotone e alle connesse operazioni di gestione e trasporto dei rifiuti;

5. quali misure di coordinamento e controllo siano previste per assicurare la tutela della salute pubblica e dell’ambiente con riferimento all’intera filiera delle attività di bonifica riconducibili al territorio crotonese, comprese le fasi di trasferimento finale dei materiali.

(36; 28/01/2026).

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 5 agosto 2025, l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Crotone comunicava, tramite una nota ufficiale, il completamento della fase di messa in sicurezza degli ascensori nelle strutture sanitarie del territorio;

• in tale comunicazione, la Direzione Strategica dell'ASP annunciava che, entro trenta giorni dall'incontro con la ditta manutentrice, sarebbe stato consegnato un programma tecnico di adeguamento dettagliato, propedeutico alla definizione di un cronoprogramma operativo per interventi graduali volti a garantire la continuità dei servizi e la tutela dell’utenza;

considerato che: • nonostante le rassicurazioni fornite nell'agosto 2025, segnalazioni datate gennaio 2026 evidenziano il persistere di una situazione di grave e persistente criticità presso l'Ospedale San Giovanni di Dio. • Gli ascensori destinati all'utenza risultano frequentemente fuori uso, costringendo pazienti e accompagnatori a utilizzare impianti dedicati al personale sanitario, i quali versano in stato fatiscente, con pannelli di comando danneggiati e privi di pulsanti e con la pavimentazione deteriorata, che costituiscono un potenziale rischio per l’incolumità di utenti e personale sanitario. • Tale malfunzionamento configura una vera e propria barriera architettonica, impedendo di fatto l’accesso a tutti i reparti. • In particolare, il reparto di ginecologia, ubicato al secondo piano, risulta di fatto inaccessibile alle donne in gravidanza, a persone con disabilità e con difficoltà motorie, essendo raggiungibile esclusivamente tramite le scale, mentre al primo piano, ove è ubicato il blocco operatorio, risultano saltate le soglie in marmo in corrispondenza delle porte dell’ascensore, per cui le barelle e i letti su cui i pazienti vengono trasportati dal personale sanitario subiscono pericolosi scossoni. Rilevato che: • l’attuale stato degli impianti viola le norme vigenti in materia di eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici pubblici, tra cui il D.P.R. 24 luglio 1996, n. 503 e la Legge n. 104/1992, che impongono di garantire l’accessibilità e la sicura utilizzazione di spazi e attrezzature a chiunque abbia una capacità motoria ridotta. • L’efficienza degli ascensori non è un semplice optional, ma un pilastro della sicurezza sanitaria e della funzionalità dell'intero ospedale. Il loro malfunzionamento, inoltre, non è solo un guasto tecnico, ma una violazione delle norme sull'accessibilità (D.P.R. 503/1996): esso crea barriere fisiche che impediscono alle persone con mobilità ridotta di accedere alle cure in modo sicuro, autonomo e dignitoso, garantendo a tutti il diritto alla salute senza discriminazioni tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,

per sapere:

1. se sia a conoscenza della situazione di inagibilità degli ascensori presso l'Ospedale di Crotone, nonostante quanto annunciato nel comunicato ASP del 5 agosto 2025. 2. Quale sia lo stato di attuazione del programma tecnico di adeguamento e del relativo cronoprogramma operativo che dovevano essere definiti entro i 30 giorni successivi al comunicato di agosto 2025. 3. Quali siano le ragioni per cui, dopo la dichiarata "messa in sicurezza" dei componenti strutturali, gli impianti continuino a presentare guasti cronici e condizioni manutentive inadeguate (pulsantiere rotte, pavimentazione rovinata). 4. Quali interventi urgenti intende adottare per il ripristino del regolare funzionamento di tutti gli ascensori esistenti nell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, destinati all’utenza e al personale sanitario, per assicurare l’accesso a tutti i reparti. 5. Quali iniziative saranno poste in essere per garantire la manutenzione e l’esercizio in sicurezza degli impianti. 6. Quali investimenti e tempi siano previsti per una sostituzione definitiva o una riqualificazione integrale degli impianti, al fine di assicurare i Livelli Essenziali di Assistenza e la dignità dei pazienti.

(37; 29/01/2026).

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria utilizza il sistema della gestione delle ricette elettroniche e del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE);

- detto sistema dovrebbe consentire di monitorare e gestire il corretto approvvigionamento dei farmaci;

-in particolare, il sistema delle ricette elettroniche consente di tracciare le prescrizioni mediche e monitorare i farmaci dispensati dalle farmacie, mentre l'FSE permette di accedere alle informazioni sanitarie dei pazienti, comprese le prescrizioni mediche e i trattamenti in corso;

considerato che - pertanto il Dipartimento della Salute della Regione Calabria dovrebbe essere in grado di monitorare il consumo dei farmaci in generale, e dei farmaci cosiddetti "salvavita" in particolare. Tenuto conto che - la Regione Calabria dovrebbe essere in grado di pianificare la gestione delle scorte dei suddetti farmaci "salvavita", così da garantirne la disponibilità su tutto il territorio regionale, ottimizzandone la distribuzione e riducendo i tempi di attesa in favore dei pazienti più fragili;

- i pazienti costretti ad assumere siffatta tipologia di farmaci sono circa mille su tutto il territorio nazionale;

preso atto che - in questi ultimi mesi alcuni di questi farmaci "salvavita", in particolare quelli utilizzati per la prevenzione di malattie cardiocircolatorie o patologie come ictus cerebrale e embolie polmonari, sono risultati indisponibili per tutti quei pazienti che ne necessitano l'assunzione, essendo stata sospesa l'erogazione, ovvero perché non sono stati prontamente approvvigionati;

- la mancata erogazione dei suddetti farmaci ha provocato e può provocare un grave ed irreparabile danno a carico della salute di tutti questi pazienti, mettendone a rischio la loro continuità terapeutica, violando un diritto fondamentale quale quello della salute che trova piena tutela nella nostra Costituzione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- i motivi per i quali si sia verificato il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione dei suddetti farmaci;

, - se e quali provvedimenti codesta Giunta regionale intenda adottare al fine di evitare che si ripetano in futuro il mancato approvvigionamento e/o la mancata erogazione dai suddetti farmaci.

(38; 30/01/2026).

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con la legge regionale n. 39/2023 è stato istituito il Consorzio di Bonifica della Calabria disponendo la soppressione dei precedenti undici Consorzi di Bonifica e avviando le relative procedure di liquidazione;

- tale processo ha comportato la nomina di diversi Commissari Liquidatori, incaricati di ricostruire la situazione patrimoniale, finanziaria e contabile dei Consorzi;

- dai riscontri trasmessi dai Commissari emerge un quadro di grave criticità finanziaria;

- in tale contesto, molti lavoratori collocati in quiescenza non hanno ancora ricevuto il trattamento di fine rapporto (TFR) loro spettante, nonostante si tratti di un diritto maturato e non differibile;

- alcuni, Consorzi risultano aver corrisposto il TFR solo in parte o esclusivamente a titolo di acconto, mentre altri presentano debiti TFR ancora integralmente insoluti;

- i Commissari stessi riconoscono che la mancata erogazione del TFR è dovuta alla totale assenza di fondi disponibili, aggravata dai continui pignoramenti. Considerato che: - Il TFR rappresenta una componente essenziale della retribuzione differita e la sua mancata corresponsione costituisce una violazione dei diritti dei lavoratori;

- il protrarsi dei ritardi nei pagamenti del TFR sta generando gravi ricadute sociali, con particolare riferimento ai soggetti che devono far fronte a spese sanitarie e familiari sempre più onerose;

- la situazione descritta sta generando un grave danno sociale, economico e reputazionale per l'Ente regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. a quanto ammonti complessivamente il credito vantato dai lavoratori collocati in quiescenza dei Consorzi di Bonifica soppressi, con l'indicazione del numero dei beneficiari interessati e dello stato aggiornato delle singole posizioni creditorie. 2. Quali iniziative urgenti la Regione intenda assumere per garantire il pagamento integrale e tempestivo del TFR ai lavoratori dei Consorzi di Bonifica collocati in quiescenza. 3. Se la Regione intenda istituire uno specifico fondo di copertura finalizzato al pagamento del TFR degli ex dipendenti dei Consorzi di Bonifica indicando, tempi, risorse e modalità di attuazione.

(39; 02/02/2026).

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 14 marzo 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto con le Organizzazioni Sindacali un Accordo Quadro finalizzato al miglioramento del trattamento economico del personale ex LSU/LPU stabilizzato ai sensi della legge n. 147/2013;

- tale Accordo prevedeva l'utilizzo delle economie derivanti da pensionamenti e da altre forme di fuoriuscita dal bacino per l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;

- nell'Accordo Quadro è espressamente stabilito che le risorse trasferite agli enti utilizzatori debbano intendersi aggiuntive rispetto a quelle già assegnate per ciascun lavoratore e finalizzate all'effettivo aumento dei livelli retributivi, attraverso l'incremento dell'orario lavorativo sulla base del contributo pro-capite;

- il fondo regionale, una volta storicizzato e per sua natura dinamica, avrebbe dovuto, a partire dal 2022, produrre economie conseguenti al pensionamento di numerosi lavoratori, da rendicontare e redistribuire sulla platea residua per consentire l'aumento dell'orario di lavoro fino ai limiti massimi consentiti dalla normativa vigente;

considerato che: - nonostante la stabilizzazione a tempo indeterminato, molti lavoratori ex LSU/LPU continuano a essere impiegati con contratti part-time, spesso inferiori alle 24 ore settimanali, con retribuzioni insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose e una prospettiva pensionistica adeguata;

- alcuni Comuni di maggiori dimensioni, grazie a risorse proprie di bilancio, sono riusciti a garantire condizioni lavorative più dignitose ai propri dipendenti ex LSU/LPU, mentre numerosi piccoli Comuni, pur in presenza di gravi carenze di organico, non hanno potuto incrementare l'orario di lavoro per mancanza di risorse finanziarie;

- la Regione Calabria ha progressivamente ridotto le risorse destinate al fondo per il personale ex LSU/LPU, con una diminuzione di oltre un milione di euro per l'anno 2024 e di oltre quattro milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, in conseguenza delle fuoriuscite dal bacino per pensionamenti, decessi o altre cause;

- tale riduzione appare in evidente contrasto con gli impegni assunti nell'Accordo Quadro del 14 marzo 2022, che prevedeva espressamente la redistribuzione delle economie sulla platea residua, proprio in ragione della natura dinamica del fondo, al fine di incrementare l'orario lavorativo;

- le Organizzazioni Sindacali hanno denunciato la disdetta unilaterale dell'Accordo da parte della Regione Calabria e l'assenza di un confronto sindacale preventivo sulle decisioni assunte;

- proposte volte all'attivazione di strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare nei piccoli Comuni, non hanno trovato riscontro;

- molti Comuni calabresi, già penalizzati dai tagli derivanti dalle leggi finanziarie, si trovano oggi nell'impossibilità di incrementare l'orario di lavoro dei dipendenti ex LSU/LPU, con conseguenze negative anche sulla capacità di garantire servizi pubblici essenziali, soprattutto nei territori economicamente più fragili;

preso atto che: - a distanza di oltre tre anni dalla sottoscrizione dell'Accordo Quadro, gran parte degli impegni assunti non risulta concretamente attuata, lasciando migliaia di lavoratori in condizioni di persistente precarietà economica;

- il mantenimento di contratti part-time non risulta più sostenibile alla luce dell'aumento del costo della vita e compromette non solo la dignità e i diritti dei lavoratori coinvolti, ma anche l'efficienza e l'efficacia dei servizi pubblici locali;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano le motivazioni che hanno condotto alla riduzione delle risorse regionali destinate al personale ex LSU/LPU, in contrasto con quanto previsto dall'Accordo Quadro del 14 marzo 2022;

2. se la Giunta regionale intenda rivedere tali determinazioni e procedere al ripristino delle risorse necessarie a garantire l'incremento dell'orario di lavoro dei dipendenti ancora in servizio;

3. quali misure intenda adottare per assicurare ai lavoratori ex LSU/LPU una retribuzione dignitosa e una pensione adeguata, anche attraverso il riconoscimento dei contributi previdenziali per gli anni di servizio prestati;

4. se la Regione Calabria intenda attivare strumenti di mobilità intercomunale per una più equa distribuzione del personale, in particolare a favore dei Comuni in difficoltà economica e con carenze strutturali di organico;

5. quali siano le tempistiche previste per l'avvio di un confronto con le Organizzazioni Sindacali e con gli enti locali, finalizzato all'individuazione di soluzioni strutturali e sostenibili alla problematica in oggetto.

(40; 02/02/2026).

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la Regione Calabria, con nota del 18/07/2025 (Protocollo n. 539402), ha disposto un sensibile adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma, con efficacia a partire dal 1° febbraio 2026. • Tale provvedimento prevede un rincaro del 20% per tutti i titoli di viaggio relativi ai servizi urbani e di circa il 30% per i servizi extraurbani su gomma. Considerato che: • La decisione è stata ufficialmente motivata con la necessità di adeguare il costo dei servizi al tasso di inflazione. Inizialmente previsti per l'agosto 2025, tali aumenti sono stati oggetto di una moratoria temporanea motivata dalla Giunta con la volontà di alleviare il peso economico su famiglie e studenti fino all'inizio del 2026. Tenuto conto che: • dal confronto con i provvedimenti adottati in altre regioni italiane tra il 2024 e il 2025, emerge una netta sproporzione a sfavore dell'utenza calabrese;

infatti, in Piemonte, a Torino, l'adeguamento previsto per febbraio 2025 è limitato allo 0,6%;

in Abruzzo la società TUA ha applicato un rincaro del 10% sugli abbonamenti, una percentuale sensibilmente inferiore al 30% previsto in Calabria per l'extraurbano;

nel Lazio, a Roma, l'ipotesi di innalzamento del biglietto singolo (BIT) a 2,00 € è inserita in una programmazione a lungo termine (luglio 2026), mentre i rincari immediati del 2025 hanno riguardato solo i titoli turistici. Preso atto che: • il provvedimento è stato adottato senza un adeguato coinvolgimento di utenti ed enti locali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano i criteri tecnici specifici che hanno portato a determinare un aumento fino al 30% per il servizio extraurbano, a fronte di adeguamenti molto più contenuti (0,6% - 10%) registrati in altre regioni d’Italia. 2. Se a fronte del nuovo contratto di servizio siano previsti investimenti immediati e tangibili per superare le disfunzioni segnalate dai territori, quali veicoli ormai obsoleti e ritardi. 3. Quali siano gli esiti del tavolo tecnico annunciato per analizzare la questione delle fasce deboli e se si intenda trasformare la sospensione temporanea dei rincari in una protezione strutturale per studenti universitari e famiglie con ISEE basso. 4. Per quale ragione non sia stato avviato un confronto preventivo con i Comuni e le associazioni degli utenti prima della deliberazione di aumenti di tale portata.

(41; 03/02/2026).

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• con Deliberazione del Direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza n. 2911 del 15 ottobre 2012 è stato approvato lo studio di fattibilità per la riconversione funzionale dell’ex Presidio Ospedaliero di San Marco Argentano in Casa della Salute, per un importo complessivo pari a € 8.149.648,89, del quale la Regione Calabria ha preso atto con DPGR n. 176 del 25 ottobre 2012;

• lo studio di fattibilità, approvato dall' Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, ha evidenziato la rilevanza di questo intervento non solo per la funzionalità della struttura ma soprattutto per il benessere e la sicurezza dei pazienti e del personale. • con DGR n. 234 del 27 giugno 2013 è stato approvato il Programma Ordinario Convergenza, finanziato con risorse derivanti dalle rimodulazioni del POR Calabria FESR e FSE 2007/2013, nell’ambito del quale è ricompresa la scheda “Salvaguardia n. 5 – Rete Regionale Case della Salute”, e in data 4 dicembre 2013 (rep. n. 3171) è stata stipulata tra la Regione Calabria e l’ASP di Cosenza la convenzione per il finanziamento della Casa della Salute di San Marco Argentano, con scadenza al 31 marzo 2016;

• a seguito del mancato rispetto del cronoprogramma, con Decreto Dirigenziale n.2242 del 04/03/2022 è stato disimpegnato l’importo complessivo di € 49.315.128,20, sul capitolo U6106020101, destinato al finanziamento del Progetto “Case della Salute” a valere sulle risorse del PAC 2007/2013 e successivamente con Decreto Dirigenziale n. 8630 del 20 agosto 2021 il progetto “Rete Regionale Case della Salute” è stato ammesso a finanziamento a valere sul POR Calabria FESR FSE 2014/2020, includendo espressamente anche la Casa della Salute di San Marco Argentano;

• con Decreto Dirigenziale del Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari n. 7314 del 4 luglio 2022 è stato approvato lo schema di convenzione tra la Regione Calabria e l’ASP di Cosenza per la realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano, per un importo complessivo di € 8.149.648,89 a valere sull’Azione 9.3.8 del POR Calabria FESR FSE 2014/2020;

• l’intervento si inserisce nel quadro di riorganizzazione dell’assistenza territoriale regionale, in coerenza con il Piano di Rientro e con il D.M. n. 77 del 23 maggio 2022, come richiamato dal DCA n. 197 del 12 luglio 2023. Considerato che: • allo stato non risultano avviate procedure di gara per l’affidamento dei lavori, nonostante l’impegno delle risorse finanziarie;

• lo schema di convenzione approvata con il citato decreto dirigenziale n.7314 del 4 luglio 2022 prevedeva un termine di efficacia al 31 dicembre 2023;

• l’ultimo aggiornamento sullo stato di attuazione dell’intervento risulta contenuto nel DCA n. 229 del 21 agosto 2023, nel quale si dava atto della fase di definizione degli atti convenzionali tra l’ASP di Cosenza e Invitalia quale centrale di committenza;

• il medesimo DCA n. 229/2023 contempla, in caso di mancata attuazione degli interventi nei termini previsti, la possibilità di procedere alla revoca o alla rimodulazione dei finanziamenti assegnati;

• in data 25/09/2023, in risposta all’interrogazione 104/XII^, il Dipartimento Tutela della Salute e Servizi Socio-Sanitari ha richiamato esplicitamente l’intenzione di completare l’intervento in oggetto, sottolineando la compatibilità dello stesso con l’attuazione degli interventi previsti dal PNRR Missione 6 – Salute;

• successivamente a tale comunicazione non risultano pubblicati ulteriori atti regionali di aggiornamento, rinnovo, revoca o rimodulazione relativi all’intervento in oggetto;

si chiede

per sapere:

• quale sia, allo stato attuale, la determinazione della Regione Calabria e del Commissario ad Acta in ordine alla validità del finanziamento e della convenzione per la realizzazione della Casa della Salute di San Marco Argentano;

• se, ai sensi di quanto previsto dal DCA n. 229 del 21 agosto 2023, sia stata avviata o si intenda avviare la procedura di revoca o rimodulazione del finanziamento ovvero il rinnovo degli atti convenzionali e l’avvio delle procedure di gara.

(44; 06/02/2026).

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- sono pervenute numerose segnalazioni riguardanti la presenza di ambulanze nuove, acquisite recentemente con fondi regionali, che risulterebbero sottoposte a fermo amministrativo da diversi mesi;

- tali mezzi, pur essendo destinati al servizio di soccorso sanitario e quindi essenziali per la tutela della salute pubblica, non dovrebbero essere oggetto di misure cautelari quali il fermo amministrativo, atteso che la normativa e la giurisprudenza riconoscono specifiche tutele per i veicoli strumentali all’attività sanitaria e di soccorso;

- la mancata tempestiva impugnazione o rimozione del fermo potrebbe determinare un grave pregiudizio per i servizi di emergenza-urgenza, oltre a potenziali danni economici e assicurativi a carico delle Aziende Sanitarie Provinciali e, in ultima istanza, dei cittadini;

- risulterebbe altresì che, nonostante la natura facilmente sanabile della misura, non siano stati adottati adeguati provvedimenti dagli uffici competenti per risolvere la situazione, neppure mediante la semplice comunicazione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per la revoca del fermo;

- la situazione descritta si inserisce in un contesto già critico per il sistema di emergenza-urgenza 118 in Calabria, caratterizzato da carenza di personale, utilizzo di mezzi obsoleti e ambulanze nuove non utilizzate o non pienamente operative. Considerato che: - il fermo amministrativo su mezzi di proprietà delle ASP rappresenta un indice della criticità della situazione contabile e finanziaria degli enti del Servizio sanitario regionale;

- l’eventuale utilizzo di veicoli sottoposti a fermo amministrativo in attività di soccorso, in caso di sinistro con danni a persone o cose, potrebbe esporre le ASP e la Regione a gravi rischi di rivalsa da parte delle compagnie assicurative, con conseguenze patrimoniali rilevanti;

- risulta necessario garantire massima trasparenza sulla localizzazione, lo stato giuridico-amministrativo e l’effettivo impiego dei mezzi di soccorso in dotazione al sistema di emergenza-urgenza regionale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- quanti mezzi di soccorso (ambulanze e altri veicoli assimilabili) risultino attualmente sottoposti a fermo amministrativo nelle varie Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria, specificando per ciascuno: ASP di appartenenza, tipologia del mezzo, targa e luogo di allocazione. - se gli uffici regionali, quelli di Azienda Zero o quelli delle singole ASP abbiano provveduto ad alcun adempimento (istanze, PEC, richieste di sospensione o annullamento) volto alla rimozione dei fermi amministrativi, indicando le iniziative intraprese, le date degli atti e il relativo stato dei procedimenti;

- se siano stati avviati accertamenti interni, audit o ispezioni amministrative per verificare le cause che hanno determinato il fermo amministrativo dei mezzi di soccorso e, in caso affermativo, quali esiti abbiano prodotto e se siano state individuate eventuali responsabilità dirigenziali o amministrative per la mancata tempestiva rimozione dei fermi;

- quale sia l’ammontare complessivo dei debiti, delle iscrizioni a ruolo o delle altre inadempienze che hanno originato i fermi amministrativi sui mezzi di proprietà o in uso alle ASP, specificando la natura dei crediti, l’ente creditore e l’eventuale piano di rientro adottato o in corso di definizione;

- quali iniziative l’Amministrazione regionale intenda intraprendere per evitare che simili circostanze possano ripetersi, garantendo la piena efficienza del servizio di emergenza e tutelando l’immagine e la sostenibilità economica del sistema sanitario calabrese.

(45; 10/02/2026).

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’erosione costiera rappresenta da anni una delle principali criticità ambientali e infrastrutturali della Regione Calabria, con effetti rilevanti sulla sicurezza di centri abitati, infrastrutture, attività economiche e patrimonio naturalistico lungo entrambe le coste tirrenica e ionica;

- la Regione ha predisposto, in raccordo con l’Autorità di bacino, specifici strumenti programmatori (Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera, Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera, Documento Programmatico “Difesa del Suolo”), individuando aree a diverso livello di pericolosità e rischio e definendo priorità di intervento;

- nell’ambito della programmazione POR FESRFSE 20142020, Linea di Azione 5.1.1, sono stati selezionati interventi di mitigazione dell’erosione costiera per un importo complessivo di circa 65 milioni di euro, articolati in più lotti lungo la costa calabrese. Considerato che: - nella risposta all’interrogazione consiliare n. 39/12^ del 2022, la Giunta ha evidenziato la complessità della governance del settore, il ruolo degli strumenti di pianificazione (Master Plan, PSEC, Documento Programmatico “Difesa del Suolo”) e le difficoltà procedurali incontrate (emergenza Covid19, carenza di personale tecnico, riorganizzazioni dipartimentali) nella fase di affidamento delle progettazioni e dei lavori;

- in una recente seduta del Consiglio regionale (27 gennaio), nel corso del dibattito sui recenti eventi calamitosi, è emerso che, a fronte di un ammontare complessivo di circa 65 milioni di euro per gli interventi di difesa della costa, “per 47 milioni sono già partiti i lavori” e “per altri 18 milioni di euro sono già state affidate le progettazioni per le opere”, aggiungendo che la Calabria sarebbe stata indicata, nelle riunioni tecniche nazionali, come esempio positivo per capacità di spesa nel settore della difesa del suolo;

- tali dichiarazioni, pur fornendo un segnale complessivo di avanzamento della spesa, non consentono tuttavia di ricostruire nel dettaglio lo stato di attuazione dei singoli interventi, né di verificare in modo puntuale tempi, localizzazione e copertura effettiva dei tratti di litorale maggiormente esposti. Rilevato che: - in anni recenti diversi tratti della costa calabrese sono stati gravemente colpiti da mareggiate estreme e da eventi meteorologici eccezionali, che hanno accelerato i fenomeni erosivi e prodotto ingenti danni a lungomari, stabilimenti balneari, infrastrutture viarie e opere di protezione esistenti;

- tra gli eventi più recenti, il ciclone “Harry” ha determinato ulteriori arretramenti della linea di costa, crolli e danneggiamenti di opere e manufatti in numerosi comuni costieri, evidenziando la vulnerabilità residua di ampi tratti di litorale nonostante gli interventi già programmati;

- in molte realtà locali, amministrazioni comunali, operatori economici e cittadini segnalano la necessità di un quadro aggiornato e trasparente sugli interventi in corso e programmati, sui tempi di realizzazione e sull’effettiva copertura dei tratti a maggiore priorità, anche per poter programmare adeguatamente le proprie attività (in particolare quelle turisticobalneari). Considerato, inoltre, che: - la programmazione 20142020 è in fase di chiusura e la nuova programmazione 20212027 (unitamente ad altre fonti quali FSC, fondi statali per il dissesto idrogeologico, PNRR, ecc.) offre ulteriori possibilità di finanziamento per interventi strutturali e di manutenzione lungo le coste;

- risulta fondamentale, anche alla luce dei danni prodotti dal ciclone “Harry” e dai più recenti eventi estremi, disporre di un quadro aggiornato sullo stato di avanzamento fisico e finanziario degli interventi, sulle eventuali criticità incontrate (aumenti dei costi dei materiali, varianti, contenziosi, ritardi autorizzativi) e sulle strategie di priorità con cui la Giunta intende affrontare le situazioni più urgenti. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale e l’Assessore regionale con delega ai lavori pubblici, urbanistica, difesa del suolo e politiche della casa

per sapere:

- qual è, alla data odierna, lo stato complessivo di attuazione degli interventi di difesa e mitigazione dell’erosione costiera finanziati a valere sul POR FESRFSE 20142020 – Linea di Azione 5.1.1 e sulle altre principali fonti di finanziamento (FSC, fondi statali per il dissesto idrogeologico, eventuali risorse PNRR), con indicazione per ciascun intervento di:

a) localizzazione (comune/i e tratto di costa interessato);

b) importo finanziato, importo aggiudicato, importo effettivamente speso;

c) stato procedurale (progettazione, gara, lavori in corso, lavori conclusi);

d) eventuali criticità che abbiano comportato ritardi, varianti o rimodulazioni;

- a quali specifici interventi e lotti si riferiscono, nel dettaglio, i “47 milioni di euro di lavori già partiti” e i “18 milioni di euro di progettazioni già affidate” e se tali importi siano da ritenersi interamente riferiti agli interventi di difesa costiera ovvero anche ad altre tipologie di opere di difesa del suolo;

- qual è l’impatto che gli eventi meteorologici estremi più recenti, e in particolare il ciclone “Harry”, hanno avuto sui tratti di costa interessati da interventi programmati o già realizzati, e se siano stati avviati sopralluoghi e verifiche tecniche sistematiche per accertare: a) l’eventuale danneggiamento di opere già eseguite;

b) la necessità di interventi di ripristino o potenziamento;

c) l’aggiornamento delle priorità di intervento in funzione dei nuovi scenari di rischio;

- se la Giunta regionale abbia aggiornato, o intenda aggiornare in tempi brevi, il Master Plan e il Piano di Bacino Stralcio per l’Erosione Costiera alla luce dei danni causati da “Harry” e dagli altri eventi estremi degli ultimi anni, e quali criteri intenda adottare per la selezione delle aree da inserire tra le priorità di intervento nella nuova programmazione 20212027;

- se non si ritenga opportuno predisporre e pubblicare sul portale istituzionale della Regione un quadro sinottico aggiornato degli interventi di difesa costiera, facilmente consultabile da cittadini ed enti locali, riportante per ciascun tratto di costa: a) livello di pericolosità e rischio;

b) interventi finanziati, in corso o conclusi;

c) tempi previsti di avvio e conclusione dei lavori;

d) eventuali ulteriori interventi programmati o in fase di progettazione.

(46; 11/02/2026).

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il Tirreno cosentino rappresenta uno dei tratti più critici del versante tirrenico calabrese, in particolare il settore compreso tra Capo Bonifati e Amantea, dove l’erosione ha assunto carattere strutturale, con arretramenti significativi della linea di riva e perdita di ampie porzioni di arenile;

- lungo tale tratto insistono infrastrutture strategiche quali la SS18 e la linea ferroviaria tirrenica, oltre a lungomari, opere pubbliche e attività balneari che costituiscono un presidio economico e sociale fondamentale per i Comuni interessati. Considerato che: - le ultime mareggiate, culminate negli eventi estremi del gennaio 2026, hanno nuovamente portato il mare a ridosso della sede ferroviaria in diversi punti del Tirreno cosentino, confermando una situazione di rischio reiteratamente segnalata;

- la Regione Calabria si è dotata di strumenti di pianificazione quali il Masterplan Erosione Costiera e il Piano Stralcio Erosione Costiera (PSEC) dell’Autorità di Bacino, che individuano unità fisiografiche e priorità di intervento, e che, alla luce dei recenti eventi estremi, necessitano di un aggiornamento puntuale per il Tirreno cosentino;

- per il ciclo di programmazione PR Calabria FESR 2021–2027 risultano disponibili risorse pari a circa 72,9 milioni di euro (Azione 2.4.1) specificamente destinate alla mitigazione dell’erosione costiera, che si aggiungono alle risorse già programmate nel ciclo 2014–2020 - nel dibattito pubblico viene spesso citata una cifra di oltre 600 milioni di euro quale fabbisogno teorico complessivo per l’intero dissesto idrogeologico regionale, che non corrisponde a risorse immediatamente cantierabili per gli interventi di difesa costiera, con il rischio di generare aspettative sproporzionate rispetto agli stanziamenti effettivamente disponibili. Tenuto conto che: - negli ultimi anni la Regione ha progressivamente delegato ai Comuni il ruolo di soggetti attuatori degli interventi di difesa costiera, attraverso convenzioni finalizzate principalmente a evitare il disimpegno dei fondi europei, determinando una frammentazione degli interventi per confini amministrativi comunali anziché per unità fisiografiche, in contrasto con la logica del Masterplan;

- numerosi interventi si sono rivelati puntuali, emergenziali e privi di una manutenzione programmata, producendo il noto effetto “sposta-problema” tra Comuni confinanti Evidenziato che: - alcune aree del Tirreno cosentino, come il tratto Fuscaldo–Guardia Piemontese, rappresentano emblematicamente il fallimento di una gestione parcellizzata, con erosione irreversibile di tratti di spiaggia libera, minaccia costante alla SS18 e alla linea ferroviaria, opere pubbliche danneggiate o sommerse e ingente spreco di risorse pubbliche per interventi oggi inefficaci;

- nonostante ciò, la Giunta regionale continua a richiamare tavoli tecnici, ordinanze emergenziali e dichiarazioni di intenti, senza che siano percepibili risultati strutturali duraturi lungo il Tirreno cosentino. Preso atto che: - nei giorni scorsi il Vicepresidente della Giunta con delega alla Difesa del suolo ha ribadito, a seguito dell’ultimo tavolo tecnico regionale, la “piena disponibilità ad agire in modo sinergico”, richiamando tuttavia ancora una volta la necessità di affrontare una fase emergenziale;

- lo stesso tavolo tecnico, istituito già nel 2021, viene riproposto come strumento centrale di coordinamento, pur in assenza di un evidente cambio di paradigma nella governance degli interventi e di un quadro pubblico, sintetico e aggiornato sugli interventi per tratto di costa. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale della Calabria, il Vicepresidente con delega alla Difesa del Suolo e ai Lavori Pubblici, l’Assessore all’Ambiente e Tutela del Territorio e l’Assessore alla Protezione Civile

per sapere:

1. quali interventi strutturali effettivamente conclusi o in fase avanzata nel solo ambito del Tirreno cosentino la Regione possa indicare come risultato concreto dell’attività del tavolo tecnico regionale dal 2021 ad oggi, specificando per ciascuno localizzazione, importo, stato di avanzamento fisico e finanziario e coerenza con le unità fisiografiche del Masterplan;

2. quali azioni specifiche, e con quali tempi certi, siano previste per la messa in sicurezza della linea ferroviaria tirrenica nel tratto del Tirreno cosentino maggiormente esposto, indicando se e come tali azioni si integrino con gli interventi finanziati a valere sulla programmazione 2014–2020;

3. se la Giunta ritenga ancora sostenibile la scelta di una gestione frammentata comunale degli interventi o se non ritenga invece necessario un ritorno a una regia regionale centralizzata, strutturata per unità fisiografiche, a partire proprio dal Tirreno cosentino, definendo criteri omogenei di progettazione, realizzazione e manutenzione;

4. come intenda affrontare il tema della manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di difesa costiera nel Tirreno cosentino, considerato che i Comuni non dispongono di risorse adeguate, e se non si ritenga opportuno prevedere strumenti regionali dedicati e vincolati alla manutenzione pluriennale;

5. quali iniziative siano state avviate o si intendano avviare, con tempi e risorse definiti, per la mappatura dei fondali e dei giacimenti sabbiosi sottomarini funzionali a interventi di ripascimento sostenibili lungo il Tirreno cosentino e coordinati su scala sovracomunale;

6. come la Regione intenda colmare, con una strategia pluriennale specifica per il Tirreno cosentino, il divario tra il fabbisogno teorico stimato (oltre 600 milioni di euro per il complesso del dissesto idrogeologico regionale) e le risorse effettivamente disponibili (circa 73 milioni per l’erosione costiera nella programmazione 2021–2027), evitando la dispersione in micro-interventi inefficaci e privilegiando interventi strutturali di area vasta;

7. se la Giunta non ritenga che il continuo ricorso a tavoli tecnici e ordinanze emergenziali, a fronte del peggioramento delle condizioni del litorale tirrenico cosentino e delle criticità per la linea ferroviaria, evidenzi un grave scollamento tra annunci politici e risultati concreti, che impone un immediato cambio di passo nella governance e nella trasparenza delle informazioni, anche attraverso la pubblicazione sul portale istituzionale di un quadro sinottico aggiornato degli interventi per tratto di costa.

(47; 11/02/2026).

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• nei giorni scorsi, all’interno dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone, si è verificata una brutale aggressione ai danni del cardiologo Antonio Sulla, il quale ha riferito di aver subito un tentativo di strangolamento e minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia;

• purtroppo, non è il primo caso di aggressione fisica e/o verbale che si verifica all’interno del predetto nosocomio ai danni del personale sanitario;

• al fine di assicurare il tempestivo intervento delle Forze dell’Ordine il personale del Pronto Soccorso è stato dotato di un braccialetto elettronico per richiedere la loro assistenza;

considerato che: • il fenomeno della violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie è in allarmante crescita: secondo i dati nazionali dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie relativi al 2024, sono state segnalate oltre 18.000 aggressioni, con un incremento generale del 15% rispetto all’anno precedente;

• l’ultimo Rapporto Censis registra dati ancora più preoccupanti, attestando 22.049 casi di aggressione in un anno nelle regioni italiane, evidenziando una “deriva patologica” del rapporto medico-paziente in cui i sanitari finiscono per diventare i capri espiatori delle inefficienze del sistema;

• a livello regionale, in Calabria, nel corso del 2024 sono stati segnalati 49 episodi di violenza (tutti nel settore pubblico) che hanno coinvolto 63 operatori, di cui il 30% medici e il 54% infermieri;

• la maggior parte di questi eventi in Calabria avviene in ambito ospedaliero (88%), con una netta prevalenza dei reparti di Pronto Soccorso (24 casi registrati), • Sarebbe pertanto opportuno dotare anche gli altri reparti dell’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone e non solo il Pronto Soccorso, del braccialetto elettronico collegato con il posto fisso di Polizia, per la richiesta dell’intervento immediato degli agenti, ai primi segnali di intemperanza da parte degli utenti, nonché di impianti di videosorveglianza per l’identificazione degli autori.

Rilevato che: • Nonostante l’inasprimento delle pene introdotto dal legislatore nazionale, gli operatori sanitari continuano a operare in un clima di insicurezza e timore;

• secondo le indagini Censis, il 41,2% dei medici non si sente sicuro durante lo svolgimento della propria professione e il 71,8% si sente un bersaglio per carenze strutturali non dipendenti dal proprio operato;

• l’efficacia delle misure di prevenzione, come i posti fissi di Polizia di Stato e l’implementazione della Raccomandazione ministeriale n. 8” Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, è fondamentale per garantire l’incolumità del personale e la dignità dei pazienti. tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,

per sapere:

• quali azioni concrete intenda intraprendere per rafforzare la sicurezza nel presidio “San Giovanni di Dio” di Crotone;

• quale sia lo stato di attuazione dei posti fissi di Polizia presso le strutture sanitarie calabresi dotate di reparti di emergenza-urgenza, come previsto dalla normativa vigente;

• se la Regione Calabria abbia pienamente recepito e implementato le linee guida della Raccomandazione ministeriale n. 8, ” Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari”, per la prevenzione degli atti di violenza contro gli operatori sanitari;

• quali investimenti tecnologici (videosorveglianza, sistemi di allarme, controllo accessi) siano previsti per rendere tutti i reparti ospedalieri calabresi luoghi di lavoro sicuri, tutelando la dignità di chi cura e di chi viene curato;

• se siano previsti investimenti per sistemi di videosorveglianza, tele-allarme e protocolli di supporto psicologico per gli operatori vittime di trauma, come già sperimentato in altre realtà ospedaliere.

(49; 16/02/2026).

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- da fonti di stampa, ampiamente diffuse, emergono notizie circa un possibile smantellamento o depotenziamento dell'Unità Operativa di Anatomia Patologica afferente allo Spoke ospedaliero di Corigliano-Rossano, con ipotesi di accentramento delle funzioni presso strutture hub;

- secondo le medesime fonti, tale riorganizzazione inciderebbe su un servizio essenziale e strutturante per l'operatività dell'intero presidio ospedaliero, con potenziali conseguenze sui tempi e sulla qualità della diagnosi, in particolare in ambito oncologico;

- il clamore di tali notizie ha suscitato enormi preoccupazioni diffuse nei territori interessati, anche in relazione al futuro assetto del nuovo ospedale della Sibaritide ed alla mancata attivazione di servizi strategici qual i Medicina nucleare ed Emodinamica;

considerato che: - la presenza di un reparto di Anatomia Patologica costituisce un livello essenziale dell’assistenza sanitaria ed è un elemento imprescindibile per garantire diagnosi tempestive e appropriate;

- qualsiasi riorganizzazione della rete ospedaliera deve essere sorretta da atti formali, trasparenti e pubblicamente accessibili, nonché da valutazioni di impatto sull'assistenza e sui LEA;

- la mancanza di chiarezza sugli atti adottati rischia di generare disorientamento istituzionale e sfiducia nei confronti del sistema sanitario regionale;

Preso atto che: - tali notizie stanno suscitando forti preoccupazioni nei cittadini in quanto relativo un servizio essenziale di vitale importanza. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se e quali atti amministrativi siano stati adottati, anche di natura organizzativa o gestionale, volti alla riorganizzazione, al trasferimento o all'accentramento delle funzioni di Anatomia Patologica afferenti allo Spoke di Corigliano-Rossano e quali siano tali atti;

2. quali motivazioni tecniche, organizzative ed economiche abbiano determinato tali scelte e se siano state effettuate valutazioni di impatto sanitario sui tempi diagnostici e sulla presa in carico dei pazienti;

3. quali iniziative si intendano assumere per garantire il mantenimento di un'Anatomia Patologica pienamente operativa nello Spoke di Corigliano-Rossano.

(50; 16/02/2026).

 

Barbuto. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-iIl Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), nell’ambito della Missione 6 - Salute (Componente 1), prevede investimenti strutturali per potenziare l’assistenza territoriale, tra cui l’Investimento 1.3 dedicato al “Rafforzamento dell’assistenza sanitaria intermedia e delle sue strutture (Ospedali di Comunità)”;

- il Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) sottoscritto tra il Ministero della Salute e la Regione Calabria fissa obiettivi precisi e cronoprogrammi vincolanti per la realizzazione di tali strutture, individuando il Commissario ad Acta come responsabile dell’attuazione;

- nello specifico, la programmazione regionale prevede la realizzazione di 20 Ospedali di Comunità in Calabria (1 da edificare e 19 da riconvertire), distribuiti strategicamente nelle arre interne;

atteso che: - la Regione Calabria, caratterizzata da un’orografia complessa e da una rete stradale di non agevole percorribilità, conta ben 409 Comuni, molti dei quali situati in zone montane e periferiche con meno di 5.000 abitanti;

tali territori, classificati come “Aree Interne”, soffrono di un cronico processo di marginalizzazione e declino demografico, aggravato dalle elevate distanze dai presidi ospedalieri hub e dalle carenze della rete assistenziale territoriale;

- la popolazione residente in queste aree è sensibilmente più anziana rispetto alla media, il che determina un aumento dei bisogni sanitari legati a patologie croniche che richiedono un’assistenza di prossimità h24;

- in questo contesto, l’Ospedale di Comunità non è solo una struttura sanitaria per ricoveri brevi a bassa intensità clinica, ma rappresenta un livello assistenziale intermedio fondamentale tra il domicilio e l’ospedale per acuti, essenziale per ridurre i ricoveri impropri e garantire il “diritto di restare” nelle proprie comunità d’origine;

- la realizzazione di tali presidi risponde inoltre a obiettivi di sicurezza e resilienza, fungendo da presidi di comunità indispensabili per la manutenzione attiva del territorio;

considerato che: - Recenti notizie giornalistiche basate sui dati della piattaforma OpenPnrr e di Agenas descrivono uno scenario “da incubo” per la Calabria, definita “fanalino di coda” e “maglia nera” d’Italia nell’attuazione del PNRR Salute;

- la quota dei pagamenti in Calabria si attesta appena al 17%, la più bassa d’Italia, mettendo a serio rischio circa 7 miliardi di euro di fondi che, se non spesi entro la scadenza del luglio 2026, dovranno essere restituiti alla Commissione Europea;

- i dati ufficiali di monitoraggio al settembre 2025 confermano che, a fronte di 20 Ospedali di Comunità programmati, il totale di quelli operativi in Calabria risulta essere pari a zero. Rilevato che: - la recente Relazione al Parlamento sulla gestione dei servizi sanitari regionali (Sezioni delle Autonomie della Corte dei conti), ha evidenziato un preoccupante “disallineamento tra i dati ReGiS e le risultanze contabili”, con oltre il 70 % degli interventi in Calabria contrassegnati da percentuali di avanzamento pari a zero;

- il Tavolo Tecnico per la verifica degli adempimenti regionali ha valutato “non positiva” la verifica annuale del Piano di rientro per l’anno 2024 per la Calabria, stigmatizzando il consistente ritardo nell’utilizzo delle risorse destinate al potenziamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che risultano ancora in gran parte accantonate;

- la carenza di programmazione dei fabbisogni di personale sanitario (medici e infermieri) rischia di rendere gli Ospedali di Comunità dei “gusci vuoti”, privi delle professionalità necessarie a garantire l’assistenza h24 prevista dagli standard del DM n. 77/2022. Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta regionale, nella qualità di Commissario della sanità,

per sapere:

1. quale sia l’effettivo stato di avanzamento dei cantieri per i 20 Ospedali di Comunità, fornendo dettagli specifici sulle ragioni dei ritardi che ne impediscono l’operatività;

2. quali misure urgenti intenda adottare per accelerare la spesa dei fondi PNRR e scongiurare la perdita definitiva dei finanziamenti a causa della scadenza del 2026, data l’attuale quota di pagamenti ferma al 17%.

(51; 17/02/2026).

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- in data 16 febbraio 2026 organi di stampa hanno diffuso una notizia riguardante la presenza di numerose autovetture nuove, parrebbe riconducibili all’ASP di Cosenza, parcheggiate da mesi in un’area di Montalto Uffugo e apparentemente mai utilizzate;

- le immagini e le testimonianze, rese pubbliche dal giornalista Lino Polimeni, mostrerebbero vetture nuove, ferme all’aperto da lungo tempo, con possibili conseguenze sul deterioramento dei mezzi e quindi sulla perdita di valore del patrimonio pubblico;

- la vicenda, qualora confermata, solleverebbe rilevanti criticità in termini di programmazione della spesa sanitaria, efficienza amministrativa e possibile danno erariale, profilo quest’ultimo di competenza della Corte dei Conti. Considerato che: - se tali mezzi erano destinati al rafforzamento dell’assistenza domiciliare o dei servizi territoriali, il loro mancato utilizzo potrebbe aver arrecato un ulteriore danno funzionale ai cittadini, già penalizzati dalle note criticità del sistema sanitario calabrese;

- l’assenza di comunicazioni ufficiali da parte dell’ASP di Cosenza contribuisce ad alimentare dubbi e preoccupazioni nell’opinione pubblica. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria

per sapere:

- se sia a conoscenza dei fatti riportati dalla stampa relativi alla presenza di un numero significativo di autovetture dell’ASP di Cosenza, nuove e mai utilizzate, parcheggiate da mesi a Montalto Uffugo;

- nel caso in cui sia confermato che siano di proprietà dell’ASP di Cosenza, quali sono le motivazioni ufficiali riguardo al mancato utilizzo dei mezzi, indicando: il tipo di alimentazione delle stesse, gli eventuali problemi tecnici, amministrativi, logistici o procedurali che ne avrebbero impedito la messa in servizio;

- qual è il costo complessivo sostenuto per l’acquisto di tali veicoli, con specificazione delle fonti di finanziamento impiegate (fondi regionali, nazionali o comunitari);

- se l’ufficio del Commissario intenda avviare verifiche ispettive o richiedere una relazione dettagliata all’ASP di Cosenza sullo stato del parco auto e sulla programmazione del suo utilizzo;

- se sia stato valutato il rischio di danno erariale e se l’Amministrazione intenda segnalare la situazione alla Corte dei conti per le conseguenti verifiche contabili;

- quali iniziative urgenti si intende assumere per assicurare che i mezzi vengano finalmente impiegati per i servizi sanitari territoriali, evitando ulteriore deterioramento e spreco di risorse.

(52; 17/02/2026).

 

Filomena Greco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• l’art. 32 della Costituzione qualifica la tutela della salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività;

• l’art. 3 della Costituzione impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno godimento dei diritti fondamentali, ivi compreso il diritto alla salute;

• la giurisprudenza costituzionale ha chiarito che l’equilibrio di bilancio ex art. 81 Cost. non può comprimere il nucleo essenziale dei diritti fondamentali, né giustificare misure tali da compromettere l’effettiva erogazione dei LEA;

• il rapporto convenzionale tra Servizio Sanitario Nazionale e Medici di Medicina Generale è disciplinato dal D.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 e s.m.i. e dagli Accordi Collettivi Nazionali (ACN), che riconoscono al medico autonomia e responsabilità professionale nelle scelte diagnostico-terapeutiche;

• il D.P.C.M. 12 gennaio 2017 ha definito e aggiornato i Livelli Essenziali di Assistenza, imponendo alle Regioni l’obbligo di garantirne l’uniforme erogazione;

• il D.M. 23 maggio 2022, n. 77, rafforza il ruolo della medicina generale nell’ambito dell’assistenza territoriale, quale perno della presa in carico dei pazienti cronici e fragili;

• ai sensi del D.Lgs. 502/1992 e della normativa regionale vigente, la Regione esercita funzioni di indirizzo, programmazione, coordinamento e controllo nei confronti delle Aziende Sanitarie Provinciali, anche al fine di assicurare omogeneità applicativa e coerenza con gli obiettivi del Piano di rientro;

• secondo quanto riportato da organi di stampa e segnalazioni pervenute, diverse Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria avrebbero adottato o starebbero adottando provvedimenti sanzionatori nei confronti dei Medici di Medicina Generale per presunta inappropriatezza prescrittiva, sulla base di scostamenti rispetto a parametri medi di spesa farmaceutica;

considerato che: • ai sensi dell’art. 97 Cost., l’azione amministrativa deve conformarsi ai principi di legalità, buon andamento e imparzialità;

• la L. 7 agosto 1990, n. 241, impone adeguata istruttoria, motivazione e rispetto dei principi di proporzionalità e ragionevolezza;

• la giurisprudenza amministrativa esclude la legittimità di provvedimenti fondati su automatismi statistici privi di valutazione individualizzata del caso clinico;

• il principio di appropriatezza prescrittiva, secondo consolidato orientamento giurisprudenziale e normativa nazionale in materia sanitaria, deve essere valutato in relazione alla specifica condizione clinica del singolo paziente e non può essere desunto esclusivamente da scostamenti statistici rispetto a medie aggregate di spesa;

• l’eventuale utilizzo di meri parametri ragionieristici come presupposto sanzionatorio rischia di determinare uno sviamento della funzione amministrativa, subordinando la valutazione clinica a finalità esclusivamente finanziarie;

• una gestione non coordinata a livello regionale delle politiche di controllo della spesa farmaceutica può generare difformità territoriali, disparità di trattamento tra professionisti operanti in province diverse e potenziale compromissione dell’uniformità dei LEA;

• la proliferazione di contenzioso seriale in materia di sanzioni prescrittive espone il SSR a rilevanti rischi economici e a possibili responsabilità erariali;

tenuto conto che: • un clima sanzionatorio generalizzato può produrre effetti distorsivi sull’attività prescrittiva dei Medici di medicina generale, inducendo fenomeni di medicina difensiva “al ribasso”;

• eventuali limitazioni indirette all’accesso ai farmaci, specie per pazienti cronici, oncologici o fragili, rischiano di determinare un aggravamento delle condizioni di salute e un aumento degli accessi impropri alle strutture ospedaliere;

• in taluni casi, l’effetto indiretto di un’applicazione rigidamente parametrica dei controlli sulla spesa farmaceutica potrebbe incidere sull’attuazione di piani terapeutici regolarmente autorizzati, determinando il ricorso a prescrizioni alternative non sempre pienamente sovrapponibili sotto il profilo clinico ovvero inducendo i pazienti a rivolgersi a medici operanti in altre province o regioni per ottenere la prescrizione del medesimo farmaco;

• eventuali limitazioni o disincentivi alla prescrizione di farmaci rimborsabili dal Servizio Sanitario Regionale possono tradursi in un aggravio economico diretto a carico dei cittadini, costretti ad acquistare privatamente i medicinali necessari, con il rischio concreto che i soggetti economicamente più fragili rinuncino o ritardino le cure, in potenziale contrasto con i principi di universalità, uguaglianza sostanziale e tutela effettiva del diritto alla salute di cui agli artt. 3 e 32 della Costituzione;

• tali dinamiche potrebbero inoltre determinare fenomeni di mobilità sanitaria impropria e ulteriori oneri indiretti per il sistema sanitario regionale, in apparente contraddizione con gli obiettivi di razionalizzazione e sostenibilità del Piano di rientro;

• la Regione, quale ente titolare della funzione di programmazione sanitaria e soggetto responsabile dell’attuazione del Piano di rientro, è chiamata a garantire un equilibrio effettivo tra sostenibilità finanziaria e tutela piena e non meramente formale del diritto alla salute;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se sia a conoscenza dei criteri, delle metodologie istruttorie e dei presupposti tecnico-scientifici adottati dalle Aziende Sanitarie Provinciali della Calabria in materia di contestazione dell’inappropriatezza prescrittiva;

2. se tali criteri siano stati formalmente definiti o validati a livello regionale mediante atti di indirizzo o linee guida uniformi, ovvero se siano frutto di autonome determinazioni aziendali;

3. se la Regione intenda esercitare i propri poteri di indirizzo e coordinamento al fine di garantire uniformità applicativa, trasparenza procedimentale, valutazione clinica individualizzata, pieno rispetto dell’autonomia professionale dei Medici di Medicina Generale e tutela della continuità terapeutica dei pazienti;

4. quali iniziative urgenti e strutturali intenda adottare per assicurare che le politiche di contenimento della spesa farmaceutica siano fondate su criteri di appropriatezza clinica individualizzata, coerenti con i principi costituzionali, con la normativa statale vigente e con l’obbligo di garanzia uniforme dei LEA su tutto il territorio regionale e prevenire fenomeni di mobilità sanitaria impropria;

5. se non ritenga opportuno valutare, anche mediante apposita direttiva regionale, la sospensione o revisione dei procedimenti sanzionatori eventualmente avviati, nelle more di una verifica complessiva del quadro normativo e tecnico-scientifico di riferimento, al fine di prevenire contenziosi diffusi, disparità territoriali e possibili aggravi erariali.

(53; 17/02/2026).

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- sono apparse su organi di informazione notizie relative alla presunta presenza di numerosi automezzi aziendali in dotazione all'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, segnalati come fermi o non pienamente operativi presso il territorio di Montalto Uffugo: - Tali circostanze, se confermate, potrebbero incidere sull'efficienza dei servizi territoriali e sull'ottimale utilizzo dei beni e delle risorse pubbliche già impiegate per l'acquisto dei mezzi;

- risulta prioritario garantire la massima trasparenza nella gestione dei beni strumentali e delle risorse finanziarie pubbliche destinati al servizio sanitario regionale. Considerato che: - Il corretto impiego degli automezzi aziendali rappresenta un elemento funzionale all'erogazione dei servizi sanitari;

- eventuali periodi di inutilizzo, se confermati, sollevano legittimi interrogativi della comunità e possono incidere sull'immagine e sulla credibilità della Regione Calabria, rendendo opportuno e doveroso chiarire se siano dovuti a manutenzione, collaudi, riorganizzazioni o altre motivazioni di carattere tecnico-amministrativo. - È necessario conoscere quali risorse pubbliche siano state impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se risulti confermata la presenza dei suddetti automezzi presso un'area del territorio comunale di Montalto Uffugo e quale sia il numero effettivo dei veicoli attualmente presenti;

- quale sia lo stato operativo degli stessi;

- quali siano le eventuali cause dei periodi di inattività e le tempistiche previste per la piena messa in esercizio;

- se l'ASP di Cosenza abbia predisposto una verifica e/o una relazione tecnica - amministrativa sul punto e se la Regione intenda acquisirla ai fini di una verifica complessiva;

- quali iniziative di controllo e/o monitoraggio si intendano adottare per assicurare il corretto utilizzo dei mezzi;

- quali risorse pubbliche siano state effettivamente impiegate per l'acquisto dei mezzi e con quali finalità specifiche.

(54; 17/02/2026).

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-la Strada provinciale 197 nel tratto della Diga di Tarsia versa da mesi in condizioni di grave dissesto, con buche profonde, carreggiata deformata e pericoli costanti per la circolazione, causando danni frequenti ai veicoli e disagi quotidiani ai pendolari diretti verso Corigliano Rossano e l’area della Provincia di Cosenza;

-la situazione determina continui interventi di soccorso stradale e un diffuso allarme tra cittadini e operatori economici del territorio;

-contestualmente, l’invaso della Diga di Tarsia ha raggiunto livelli di saturazione, con deflusso delle acque lungo il Fiume Crati e conseguenti allagamenti nell’alta valle tra Tarsia e Santa Sofia d’Epiro;

-si registra un concreto rischio di esondazioni, come accaduto esattamente tra i giorni 13 e 14 febbraio, verso la Piana di Sibari e nei territori di Cassano allo Ionio, con potenziali danni a infrastrutture, abitazioni e attività agricole;

considerato che: −le criticità della viabilità e la gestione delle emergenze idrauliche insistono sul medesimo territorio e richiedono interventi urgenti e coordinati per la tutela della sicurezza pubblica;

-la permanenza di tali condizioni espone la popolazione a rischi concreti per l’incolumità e produce rilevanti danni economici e sociali;

-l’esondazione del Crati ha letteralmente messo in ginocchio aziende, attività e residenti dei comuni circostanti alla diga, da Bisignano a Santa Sofia, fino a Cassano allo Jonio e la Piana di Sibari Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

-quali interventi urgenti intenda adottare, con relativa tempistica, per il ripristino della sicurezza della Strada provinciale 197 nel tratto della Diga di Tarsia;

-quali interventi urgenti intenda adottare per la gestione dell’emergenza idraulica connessa alla saturazione dell’invaso e al rischio esondazioni lungo il Crati e nella Piana di Sibari;

 −quali interventi sono previsti per la prevenzione affinché non si debba più agire di emergenza bensì di profilassi e precauzione;

 −se e quali aiuti sono previsti per le aziende e per le famiglie colpite dall’esondazione.

(55; 17/02/2026).

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la legge 15 marzo 2010, n. 38 garantisce l’accesso ai servizi di cure palliative e terapia del dolore come diritto del malato inguaribile, adulto o minore, in ogni fase della malattia e in ogni luogo di cura. • Le cure palliative rappresentano uno specifico Livello Essenziale di Assistenza (LEA), volto a garantire la dignità della persona, l’appropriatezza delle risposte assistenziali e il supporto ai familiari. • La Regione Calabria ha recepito tale normativa con il DCA 168/2011 e ha approvato Linee guida nel 2011, aggiornate successivamente nel 2015 e nel 2025.

Considerato che: • nonostante i recepimenti formali, la Regione Calabria non ha finora istituito la Rete Regionale delle cure palliative, contravvenendo a obblighi di legge e ignorando le reiterate sollecitazioni inviate dall’AGENAS;

• secondo AGENAS e Ministero della Salute, tutte le Regioni italiane dovrebbero disporre di una Rete regionale di cure palliative e presentare ogni anno un piano di potenziamento ai sensi della Legge 197/2022, con monitoraggio obbligatorio e obiettivi progressivi fino al 90% di copertura entro il 2028;

• tuttavia, emergono forti disomogeneità territoriali, con regioni molto avanzate e altre molto indietro, specialmente nel Mezzogiorno;

• il D.L. n. 73/2021 (“Sostegni bis”) stabiliva l'obbligo di completare una ricognizione delle attività entro il 31 dicembre 2021 per garantire l’uniforme erogazione delle cure entro il 31 dicembre 2025;

• ad oggi la Calabria continua a risultare una Regione inadempiente;

• si stima che in Calabria vi siano circa 10.000 persone all’anno bisognose di cure palliative, ma il tasso di copertura dei servizi dedicati non supera attualmente il 20% del fabbisogno;

• il modello organizzativo attuale appare inadeguato: le cure domiciliari sono spesso impropriamente incluse nel servizio ADI (Assistenza Domiciliare Integrata), nonostante la legge 38/2010 richieda équipe multidisciplinari dedicate e ad alta intensità assistenziale;

• esempi critici, come quello dell'ASP di Reggio Calabria, evidenziano che le strutture di coordinamento rimangono spesso "sulla carta", prive di autonomia finanziaria (centri di costo) e con risorse del tutto insufficienti;

• si registra inoltre un grave danno all'erario e ai cittadini per la mancata attivazione di strutture come gli Hospice di Melicucco e Siderno, vandalizzati e abbandonati dopo la conversione;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano le ragioni per cui, a distanza di oltre quattordici anni dalla legge 38/2010, la Regione Calabria non abbia ancora strutturato e reso operativa la Rete Regionale delle cure palliative. 2. Quali provvedimenti urgenti si intendano adottare per colmare il divario tra l'attuale copertura (20%) e il reale fabbisogno della popolazione calabrese, garantendo il diritto costituzionale alla salute e alla dignità nel fine vita. 3. Se esista un programma triennale aggiornato per l’attuazione della normativa, come previsto dal decreto “Sostegni bis”, e come si intenda rispondere ai rilievi di inadempienza mossi dagli organi nazionali. 4. Come si intenda procedere per rendere le Unità di Cure Palliative (UCP) centri di costo autonomi e per dotarle di personale stabilizzato, formato e numericamente adeguato agli standard previsti dal DM 77/2022.

(56; 19/02/2026).

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-i recenti eventi di esondazione del fiume Crati hanno nuovamente evidenziato la grave vulnerabilità idrogeologica della Piana di Sibari e l’insufficiente livello di messa in sicurezza degli argini e delle opere di difesa fluviale;

-il territorio interessato risulta da anni classificato ad elevato rischio idraulico e necessita di interventi strutturali urgenti e programmati;

-risorse economiche rilevanti risultano già stanziate nell’ambito del “Patto per il Sud” e di ulteriori strumenti di finanziamento nazionali ed europei destinati alla mitigazione del rischio idrogeologico;

considerato che:

−un’analisi del 2017 dell’Autorità di Bacino Regionale della Calabria, contenuta nel Documento Programmatico Difesa del Suolo allegato alla Delibera di Giunta Regionale n. 355/2017, stimava in svariati miliardi di euro il fabbisogno complessivo necessario alla realizzazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico, la messa in sicurezza del territorio e il contrasto all’erosione costiera;

-sulla base di tale documento, la Giunta Regionale della Calabria dell’epoca individuava un primo quadro programmatico di 165 interventi per un importo complessivo superiore a 300 milioni di euro, finanziati principalmente con i Fondi FSC 2014/2020 (circa 233 milioni di euro) e, in misura minore, con il POR FESR 2014/2020 (circa 76 milioni di euro);

-ad oggi risultano evidenti ritardi, criticità attuative o mancata realizzazione di una parte significativa degli interventi programmati, con particolare riferimento alle opere di messa in sicurezza del fiume Crati nel tratto insistente sulla Piana di Sibari;

Rilevato che:

 −il ripetersi degli eventi alluvionali produce danni rilevanti alle attività agricole, alle infrastrutture e alla sicurezza delle comunità locali;

-la prevenzione strutturale rappresenta la principale misura di tutela del territorio e della pubblica incolumità;

-appare necessario chiarire lo stato di utilizzo delle risorse già programmate e le eventuali responsabilità amministrative nei ritardi registrati;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

-quale sia lo stato di attuazione degli interventi programmati per la messa in sicurezza del fiume Crati nella Piana di Sibari;

-quali risorse finanziarie, già stanziate nell’ambito del “Patto per il Sud”, dei Fondi FSC 2014/2020 e del POR FESR 2014/2020, risultino effettivamente impegnate, spese o ancora inutilizzate per tali interventi;

-quali siano le ragioni dei ritardi o della mancata realizzazione delle opere previste e se siano state individuate specifiche responsabilità amministrative o procedurali;

-quali iniziative urgenti la Giunta intenda adottare per garantire la messa in sicurezza degli argini del fiume Crati e la prevenzione di ulteriori eventi di esondazione;

-se la Regione intenda aggiornare la programmazione degli interventi di difesa del suolo alla luce del mutato quadro di rischio e delle recenti emergenze;

-quali siano i tempi previsti per l’avvio o il completamento delle opere ritenute prioritarie.

(57; 20/06/2026).

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Corte costituzionale, con sentenza n. 192/2024, è intervenuta sulla L. 86/2024 ("Calderoli"), dichiarando l'illegittimità costituzionale di profili essenziali della disciplina;

-la Consulta ha stabilito, in particolare, che: 1. il trasferimento non può riguardare "materie" in senso ampio, ma solo specifiche funzioni amministrative, legislative e regolamentari, rigorosamente selezionate;

2. è illegittimo procedere al trasferimento di funzioni nelle materie "non LEP" in assenza della contestuale e vincolante determinazione degli stessi LEP, pena la violazione dell'art. 116, terzo comma, Cast.;

3. ogni attribuzione di autonomia deve essere giustificata dal principio di sussidiarietà e adeguatezza, con motivazione rafforzata da parte dello Stato, e non può pregiudicare i vincoli di solidarietà nazionale e l'unità giuridica ed economica della Repubblica (artt. 2, 3, 5, 119 e 120 Cost.);

considerato che - Il Consiglio dei ministri del Governo nazionale ha dato il via libera agli schemi di intesa con le Regioni Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria per il trasferimento di funzioni in quattro ambiti: tutela della salute, protezione civile, professioni e previdenza complementare;

preso atto che -Il Presidente della Regione Calabria ha più volte ribadito, anche in sede di Conferenza delle Regioni, la necessità che il processo di autonomia differenziata sia subordinato alla previa definizione e al pieno finanziamento dei LEP, al fine di evitare disparità territoriali nell'esercizio dei diritti civili e sociali;

-l'avvio dell'iter per la conclusione delle intese, in assenza di una riscrittura della legge conforme ai dicta della Corte, rischia di produrre effetti distorsivi e potenzialmente lesivi per Regioni come la Calabria, in particolare: - in sanità, aggravando la mobilità passiva e trasformando il finanziamento del settore in un meccanismo competitivo anziché perequativo, in contrasto con l'art. 32 Cost.;

-in protezione civile, frammentando la risposta operativa a eventi emergenziali che richiedono una regia nazionale unitaria;

- nelle professioni, creando barriere all'accesso e disparità di trattamento per i cittadini calabresi che intendano operare in altri territori;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

qual è la posizione ufficiale che intende esprimere la Giunta regionale in ordine all'esame degli schemi di intesa adottati dal Governo nazionale;

-se siano state richieste e/o ottenute garanzie ufficiali affinché l'eventuale attribuzione di autonomia ad altre Regioni non comporti una riduzione delle risorse destinate al Fondo Sanitario Nazionale e ai meccanismi perequativi a tutela della Calabria;

-come il Governo regionale intenda conciliare la propria dichiarata posizione di tutela degli interessi della Calabria e del Mezzogiorno, nonché della necessità di garantire i LEP, con l'assenza di iniziative formali volte a sospendere un iter che, alla luce dei principi espressi dalla Corte costituzionale, risulta potenzialmente lesivo dell'unità della Repubblica e dell'uguaglianza dei cittadini;

- se La Giunta regionale intenda sospendere ogni iniziativa in tal senso, fino a che il Parlamento non emani un atto legislativo di modifica della L. 86/2024, che recepisca integralmente i principi e i vincoli posti dalla sentenza n. 192/2024 della Corte costituzionale;

in ogni caso, il Presidente della Giunta regionale riferisca con urgenza in Aula consiliare, alla luce dell'accelerazione impressa da alcune Regioni, illustrando analiticamente l'impatto che le intese in itinere nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e, soprattutto, della sanità, potranno avere sulla sicurezza del territorio, sul mercato del lavoro, sulle opportunità di crescita per cittadini e professionisti calabresi, nonché sulla salute e l'assistenza.

(58; 20/02/2026).

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• in vaste aree della Regione Calabria i cittadini continuano a subire tempi di attesa incompatibili con i Livelli essenziali di assistenza (LEA), con punte che costringono un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure o a rivolgersi alla sanità privata;

• in larga parte del territorio regionale si registrano attese per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche rinviate di mesi, quando non di anni;

• il fenomeno delle liste d’attesa rappresenta oggi una delle principali cause di diseguaglianza nell’accesso alle prestazioni sanitarie e contribuisce in modo rilevante alla già elevata mobilità passiva della Calabria;

• nonostante il perdurante regime di commissariamento del sistema sanitario regionale, permane in capo alla struttura commissariale la responsabilità di garantire il rispetto dei tempi massimi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa;

• il prolungato commissariamento avrebbe dovuto assicurare maggiore capacità di intervento e tempestività decisionale;

tuttavia, i risultati percepiti dai cittadini e registrati — come evidenziato sia dal Ministero della Salute e da AGENAS sia dall’Osservatorio della Fondazione GIMBE — appaiono, allo stato, gravemente insufficienti;

• il Ministro della Salute ha più volte richiamato le amministrazioni regionali rispetto a comportamenti anomali nella gestione delle liste d’attesa emersi a seguito di migliaia di controlli dei NAS, evidenziando criticità anche nella gestione della libera professione intramoenia e nel mancato rispetto delle proporzioni tra attività istituzionale e attività libero-professionale;

• alcune regioni hanno già adottato piani straordinari, organici e finanziati per l’abbattimento delle liste d’attesa, basati su target aziendali vincolanti, recall attivo dei pazienti, aperture straordinarie, sedute operatorie aggiuntive e sistemi di monitoraggio stringenti;

• ad oggi non risulta che la Regione Calabria abbia messo in campo un’azione di pari intensità, organicità e trasparenza;

considerato che: • il permanere di tempi di attesa eccessivi compromette concretamente il diritto costituzionale alla tutela della salute;

• tale diritto non può essere subordinato a ritardi organizzativi o inefficienze del sistema regionale;

tenuto conto che: • il regime di commissariamento non può costituire un alibi per l’inerzia programmatoria né trasformarsi in una zona franca rispetto alle responsabilità politiche e amministrative, ma impone semmai maggiore capacità di intervento;

• l’assenza di un piano straordinario pubblico, misurabile e verificabile alimenta una diffusa percezione di immobilismo della governance sanitaria regionale;

preso atto che: • numerose misure organizzative potrebbero essere attivate immediatamente senza violare i vincoli del Piano di rientro;

• il D.lgs. 124/1998 prevede che, in caso di superamento dei tempi massimi (30 giorni per visite specialistiche e 60 giorni per esami strumentali), l’assistito possa accedere all’attività libero-professionale intramoenia sostenendo, se dovuto, il solo ticket, con oneri a carico dell’azienda sanitaria;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano i dati reali, aggiornati e certificati sui tempi di attesa nelle Aziende del SSR calabrese, distinti per classe di priorità, struttura erogatrice e tipologia di prestazione;

2. se il Presidente/Commissario ritenga accettabile che in Calabria persistano tempi di attesa tali da configurare, di fatto, una limitazione dell’accesso tempestivo alle cure;

3. per quali ragioni la Regione/Struttura commissariale non abbia ancora adottato un piano straordinario organico di abbattimento delle liste d’attesa analogo, per intensità e strumenti, a quelli attivati in altre regioni;

4. se e quando intenda presentare un programma regionale con target vincolanti per le Aziende sanitarie, cronoprogramma pubblico e sistema di monitoraggio mensile trasparente;

5. quali misure immediate, puntuali e verificabili siano state attivate in Calabria in materia di: • recall sistematico dei pazienti in lista;

• aperture straordinarie di ambulatori e sale operatorie;

• estensione delle fasce orarie di erogazione delle prestazioni;

• piena integrazione e interoperabilità del CUP regionale;

6. se sia stato effettuato un controllo rigoroso sull’Attività Libero-Professionale Intramuraria (ALPI) al fine di accertare eventuali squilibri rispetto all’attività istituzionale e quali provvedimenti correttivi siano stati eventualmente adottati;

7. se le Aziende sanitarie e ospedaliere siano state autorizzate ad applicare le disposizioni di cui al D.lgs. 124/1998 e, in caso affermativo, con quali modalità operative e con quali risultati in termini di tutela effettiva dei cittadini;

8. quali risorse finanziarie risultino ad oggi effettivamente disponibili, impegnate e liquidate per il recupero delle prestazioni arretrate nel rispetto del Piano di rientro e, in particolare, di fornire un rendiconto dettagliato della spesa sostenuta dal sistema pubblico e da quella destinata alle strutture accreditate, nonché lo stato dell’arte di ciascuna Azienda sanitaria con l’indicazione dei rispettivi tempi medi di attesa 9. se non ritenga grave e politicamente insostenibile l’assenza, ad oggi, di un piano straordinario pubblico, finanziato e monitorato per l’abbattimento delle liste d’attesa in Calabria e quali risultati concreti e misurabili intenda garantire entro il 2026;

10. se non ritenga ormai indifferibile l’adozione di un provvedimento straordinario regionale, anche in raccordo con la Giunta, per assicurare ai cittadini calabresi tempi di attesa compatibili con i LEA.

(59; 23/02/2026).

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

• il Sito di Interesse Nazionale (S.I.N.) di “Crotone – Cassano – Cerchiara”, istituito con D.M. 468/2001 e perimetrato con D.M. 26 novembre 2002, è un’area di vasta estensione che comprende circa 1.448 ettari di aree a mare e 884 ettari a terra, includendo stabilimenti industriali dismessi (ex Pertusola, ex Fosfotec, ex Agricoltura), aree archeologiche e discariche. • La situazione ambientale del sito è di estrema gravità, come riportato ufficialmente nella relazione semestrale “Attività svolte, iniziative adottate e di prossima adozione in funzione delle criticità rilevate nel corso del processo di realizzazione degli interventi” novembre 2024 - aprile 2025, del Commissario Straordinario: “L’analisi approfondita della documentazione tecnica e delle valutazioni di rischio ambientale condotte ai sensi del D.lgs. n. 152/2006 ha evidenziato una situazione di grave contaminazione nel sito in oggetto. (Omissis) Tali condizioni determinano un perdurante rischio per l’ambiente e per la salute pubblica”. • Tale stato di contaminazione ha generato una sofferenza della comunità crotonese che persiste da oltre quarant'anni, dovuta alla presenza di oltre un milione di tonnellate di rifiuti speciali e pericolosi, inclusi materiali contenenti TENORM (con e senza matrice d’amianto), stoccati sia all'interno che all'esterno delle aree industriali. • Le indagini nell’area portuale hanno, poi, confermato una rilevante contaminazione da metalli pesanti (Arsenico, Cadmio, Mercurio, Cromo, Nichel, Piombo, Zinco, Rame) con concentrazioni superiori ai valori di intervento e sedimenti classificati come pericolosi. • Il rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) ha confermato un eccesso di rischio tumore nelle aree SIN (Sito di Interesse Nazionale), includendo Crotone tra i territori maggiormente colpiti. • Ciò nonostante, ENI REWIND che da anni deve effettuare la bonifica , anche in virtù della ben nota sentenza del Tribunale di Milano del 2012, che l’ha condannata ad un risarcimento di oltre 70 milioni di euro per il danno ambientale nel SIN di Crotone, ha scientemente ritardato l’avvio delle operazioni di bonifica cercando di sottrarsi all’esecuzione del decreto n° 7 del 3 marzo 2020 con il quale veniva obbligata a portare i rifiuti fuori dalla Regione Calabria e sostenendo, senza corrispondenza con la verità, che non vi fossero discariche atte a ricevere i rifiuti della bonifica del SIN di Crotone né in Italia né all’estero e che l’unica discarica pronta ad accoglierli fosse la discarica privata COLUMBRA della SOVRECO a Crotone, per la quale è stata presentata dal Gruppo Vrenna richiesta di ampliamento, pendente presso l’Assessorato Regionale all’ambiente, nonché tentando di insistere sulla modifica del PAUR della Regione Calabria con l’avallo del Ministero dell’Ambiente avverso i cui decreti le istituzioni locali sono state costrette, unitamente ai Comitati di Cittadini, a esperire ricorso al Tar rivelatosi vittorioso;

• che, questa vicenda ha determinato la perdita di tempo prezioso, presumiamo solo per motivi squisitamente economici mirati al risparmio sulla pelle della popolazione crotonese poiché nel mese di novembre 2024, è stata, invece, data la notizia che erano state trovate diverse discariche all’estero dove portare i veleni tra cui la discarica di Kumla in Svezia;

• che le vicende suddette hanno, tuttavia, determinato una ulteriore perdita di tempo e hanno fatto slittare notevolmente l’avvio delle operazioni al mese di giugno del 2025 senza alcun rispetto per la salute del crotonesi costretti, in mancanza di tensostruttura e adeguati sistemi di protezione, ad inalare polveri e scorie che il vento disperdeva in direzione della città;

dall’8 gennaio 2026 le operazioni sono nuovamente state sospese perché Eni Rewind afferma che durante gli scavi sarebbero stati trovati dei rifiuti radioattivi, quali il TENORM, nelle discariche a mare ove incredibilmente sosteneva che non ve ne fossero benché perfettamente consapevole che ivi furono interrati per un decennio gli scarti di lavorazione della Fosfotec che produceva fertilizzanti a base di acido fosforico e della Pertusola che produceva semilavorati e barre in zinco;

• c’è qualcuno che ipotizza che questi ritrovamenti, durate le operazioni di bonifica, sarebbero stati una “trovata” per costringere al ricovero degli stessi presso la Sovreco in situazioni d’emergenza, anche se la suddetta società non ha autorizzazione al ricovero presso la sua struttura di rifiuti identificati con i codici Cer di tale fatta ed in tal senso sembrerebbe deporre la ripresa delle attività di bonifica in questi giorni;

• infatti, che la presenza dei rifiuti radioattivi come il TENORM fosse ben nota, emerge dal Resoconto di Attività, elaborato nel giugno 2017 dal Laboratorio Fisico Ettore Majorana dell’A.R.P.A.Cal di Catanzaro, intitolato: “ I livelli di radioattività nell’area ex Pertusola – Superfici soggette a scotico – Discariche ex Armeria, ex Fosfotec – Zona industriale S.S.106, nel quale erano state raggiunte le seguenti conclusioni: Il controllo ha evidenziato la presenza di anomalie radiometriche: - Nelle carote estratte dalle aree denominate L09, stabilimento ex Pertusola, si registrano valori anomali di radioattività dovuti alla presenza nel primo strato superficiale stradale, fino a 40 cm. Di meta silicati con TENORM;

- alcune delle carote estratte dalle ex discariche e solo a determinate profondità presentano una contaminazione da meta silicati mixati con materiale inerte. • I Cittadini, pertanto, non solo sono stati costretti a convivere per oltre un ventennio con una situazione d’inerzia pericolosissima che ha posto una seria ipoteca sulla loro salute ma hanno continuato a rischiare a causa delle modalità di scavo e continuano ancora oggi a rischiare per un cantiere lasciato a metà senza che sia stato dato conto alcuno delle modalità di messa in sicurezza dello stesso e per la possibilità che i rifiuti vengano spostati nel perimetro della città solo di pochi chilometri da nord a sud. Considerato che: • La tutela della salute dei cittadini non può attendere i tempi, spesso incerti e prolungati, dei cantieri di bonifica. • La prevenzione deve essere considerata un diritto sacrosanto e un risarcimento morale e materiale per un territorio che subisce da decenni gli effetti dell'inquinamento industriale. • È necessario garantire un monitoraggio attivo che non gravi economicamente sui cittadini, poiché la prevenzione è un diritto e non un privilegio legato al reddito. • La Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle Attività Illecite Connesse al Ciclo dei Rifiuti e sugli Illeciti Ambientali e Agroalimentari, nella “Relazione sullo stato di attuazione degli interventi di Bonifica del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara: Analisi Ambientale, Amministrativa e Giudiziaria”, approvata dalla Commissione nella seduta del 17 dicembre 2025, nelle conclusioni rassegnate, tra le altre, a pag. 200 ha confermato che: “La complessità del contesto territoriale, caratterizzato da fonti di esposizione multiple, combinazioni di inquinanti e fattori socio-economici, rende difficile una quantificazione univoca del rischio. Tuttavia, le evidenze scientifiche disponibili delineano un impatto sanitario significativo e di lungo periodo, tale da imporre l’istituzione di una sorveglianza epidemiologica permanente, in coerenza con le raccomandazioni formulate dall’Istituto Superiore di Sanità, dal CNR e dagli enti di controllo ambientale”.

Impegna la Giunta regionale

1.ad operare per mantenere il vincolo previsto dal PAUR del 2019 che impone il trasferimento dei rifiuti derivanti dalla bonifica del SIN di Crotone fuori dalla Regione Calabria e contestualmente ad impedire l’apertura, il mantenimento e l’ampliamento di discariche di rifiuti pericolosi nel territorio crotonese. 2. A istituire un protocollo di monitoraggio sanitario attivo e gratuito per tutti i cittadini residenti nel perimetro del SIN, garantendo la gratuità dei controlli medici periodici con priorità assoluta per bambini, donne in gravidanza, anziani e soggetti fragili. 3. A prevedere e sostenere economicamente gli screening dei metalli pesanti (test diagnostici su sangue, urine e capelli) di un significativo campione di cittadini residenti nella Città di Crotone in proporzione alla popolazione residente, finalizzato a rilevare intossicazioni o sovraccarichi di metalli tossici come Arsenico, Cadmio, Mercurio, Cromo, Nichel, Piombo, Zinco, Rame. 4. A disporre per la piena operatività di un Registro tumori che sia pubblico e consultabile per mappare l’incidenza delle patologie e orientare la ricerca scientifica sul messo di causalità tra inquinamento e malattie. 5. A bloccare ogni impianto che possa aggravare il quadro sanitario locale e, comunque, a disporre che ogni nuovo progetto industriale o infrastrutturale a Crotone debba essere subordinato a una valutazione di impatto sanitario.

(14; 29/01/2026) Barbuto, Scutellà e Bruno.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- il territorio calabrese è stato colpito, tra il 20 e il 22 gennaio 2026, dal ciclone “Harry”, evento meteorologico di eccezionale intensità che ha determinato frane, allagamenti, erosioni costiere, danni a infrastrutture pubbliche e private, interruzioni della viabilità e gravi ripercussioni su famiglie, imprese e attività produttive;

- a seguito degli eventi, la Regione Calabria ha dichiarato lo stato di emergenza regionale e il Consiglio dei ministri (delibera del 26 gennaio 2026) ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale a favore di Sicilia, Calabria e Sardegna, stanziando un primo limitato pacchetto di risorse;

- la quantificazione complessiva dei fabbisogni per la Calabria richiede un quadro finanziario certo e tempestivo, idoneo a garantire ricostruzione, messa in sicurezza idrogeologica e resilienza delle aree costiere e interne. Considerato che: - nel perimetro del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027, risultano vincolate in ambito interregionale e statale risorse collegate al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina;

tra queste, sono stati richiamati 300 milioni di euro connessi all’Accordo di Coesione con la Calabria, mentre ulteriori quote FSC insistono sulla gestione statale e su altre allocazioni connesse al medesimo progetto;

- alla luce della straordinarietà degli eventi, occorre rivedere le priorità di spesa per assicurare la massima tutela della popolazione, la messa in sicurezza del territorio e il ripristino funzionale delle reti viarie e dei servizi essenziali;

- il quadro degli interventi deve includere, oltre all’emergenza immediata, un programma pluriennale per mitigazione del rischio idrogeologico, contrasto all’erosione costiera, manutenzione straordinaria di infrastrutture e edilizia pubblica, nonché misure di sostegno a famiglie e imprese colpite. Rilevato che: - le risorse finora rese disponibili a livello nazionale rappresentano un primo intervento e non risultano sufficienti, da sole, a coprire i fabbisogni di ricostruzione e messa in sicurezza in Calabria;

- la Regione Calabria, nell’ambito del proprio Accordo FSC 2021–2027 e delle intese con lo Stato, può attivare procedure di riprogrammazione finalizzate a riallocare quote di spesa verso le priorità emergenziali, previa intesa con le Amministrazioni competenti.

Impegna la Giunta regionale

- a richiedere al Governo nazionale l’autorizzazione alla riprogrammazione urgente delle risorse FSC 2021–2027 di pertinenza calabrese, con priorità assoluta agli interventi di messa in sicurezza del territorio, ripristino delle infrastrutture strategiche, mitigazione del rischio idrogeologico ed erosione costiera, nonché ristori e sostegni a famiglie e imprese colpite dal ciclone “Harry”;

- a destinare, in sede di riprogrammazione, le somme oggi collegate al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto e riferite alla Calabria (300 milioni di euro connessi all’Accordo di Coesione) a un Programma straordinario Calabria Resiliente, coordinato con Protezione civile, Autorità di bacino e Comuni, scandito da cronoprogrammi verificabili e pubblicati sul portale regionale della trasparenza;

- a sollecitare il Governo nazionale affinché renda disponibili, a favore dei territori colpiti, ulteriori quote FSC oggi afferenti alla gestione statale o ad altre allocazioni collegate al progetto del Ponte, per assicurare un adeguato effetto leva sugli investimenti di ricostruzione e prevenzione in Calabria;

- a precisare che la destinazione delle risorse FSC riferite al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto ha carattere strettamente temporaneo e che, una volta reperiti fondi aggiuntivi da parte dello Stato o dell’Unione Europea, le somme saranno ripristinate nella dotazione originaria del progetto;

- ad attivare un tavolo tecnico permanente con ANAS, RFI, Autorità di sistema portuale, Consorzio di bonifica e Comuni per la prioritizzazione delle opere (viabilità, difese spondali e costiere, consolidamenti, reti idriche e fognarie), con report trimestrali alla Commissione consiliare competente;

- a prevedere misure specifiche per il comparto turistico-balneare calabrese, duramente colpito dall’erosione e dagli eventi meteomarini, includendo: a) interventi organici di ripascimento e difesa costiera;

b) strumenti finanziari per la riattivazione delle imprese e il ripristino delle strutture;

c) l’eventuale promozione, in raccordo con lo Stato, di misure regolatorie transitorie che evitino vuoti economici nel periodo di ricostruzione e garantiscano continuità alle attività legittimamente operanti.

(15; 03/02/2026) Alecci, Falcomatà, Madeo, Ranuccio.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (“Convenzione di Istanbul”), ratificata dall’Italia con Legge 27 giugno 2013, n. 77, stabilisce che gli atti di violenza sessuale siano definiti in base all’assenza di un consenso libero, volontario e consapevole, ponendo il consenso al centro della tutela dell’autodeterminazione della persona;

- la Camera dei deputati ha approvato una modifica dell’art. 609-bis del Codice penale finalizzata a introdurre esplicitamente il riferimento al consenso libero e attuale, mentre nel corso dell’esame presso il Senato della Repubblica sono state avanzate proposte che ne riducono o eliminano il richiamo esplicito, prevedendo altresì riduzioni di pena;

- nel dibattito parlamentare al Senato è stata proposta una riformulazione che sposta l’attenzione dalla verifica del consenso alla necessità di accertare una manifestazione di volontà contraria della vittima, con il rischio di rendere più complesso il riconoscimento della violenza sessuale, soprattutto nei casi in cui la vittima si trovi in condizioni di paura, shock o incapacità di reagire. Considerato che: - i dati relativi al 2025 restano allarmanti, pari al doppio dell’anno precedente, con un abbassamento dell’età media degli autori;

- secondo l’ISTAT, oltre il 31% delle donne tra i 16 e i 75 anni ha subito nel corso della vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale;

- il fenomeno è ampiamente sommerso, poiché solo una minoranza delle vittime denuncia, specie nei casi di violenza commessa da partner o ex partner, per paura, stigma, dipendenza economica o sfiducia nelle istituzioni;

- i centri antiviolenza e le case rifugio costituiscono presìdi indispensabili, spesso operanti in condizioni di risorse economiche non strutturali ma con un ruolo centrale nella protezione, assistenza e reinserimento delle vittime. Ritenuto che: - l’indebolimento del riferimento al consenso esplicito nella definizione dei reati di violenza sessuale rappresenterebbe un arretramento giuridico e culturale rispetto agli standard internazionali e ai principi fondanti della Convenzione di Istanbul;

- il contrasto alla violenza di genere richiede un approccio integrato, basato su norme chiare, educazione al rispetto e rafforzamento dei servizi territoriali di accoglienza e protezione. Ritenuto inoltre che: - il dibattito parlamentare in corso sulla riforma dei reati di violenza sessuale impone alle istituzioni regionali di esprimere una posizione netta e inequivocabile a tutela dei diritti, della libertà e della dignità delle donne.

Impegna la Giunta regionale

- a esprimere pubblicamente, anche mediante nota ufficiale, una posizione a sostegno del principio del consenso libero, attuale ed esplicito quale elemento essenziale nella definizione dei reati di violenza sessuale, in coerenza con la Convenzione di Istanbul;

- a sollecitare il Governo e il Parlamento affinché nel corso dell’esame della riforma dell’art. 609-bis del Codice penale sia confermata la formulazione approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati, evitando ogni arretramento sul piano della tutela delle vittime;

- a dare ampia diffusione alla presente mozione, anche tramite ANCI Calabria, invitando gli Enti Locali a deliberare analoghi atti di sostegno;

- a rafforzare il sostegno regionale ai centri antiviolenza e alle case rifugio della Calabria, garantendo risorse stabili e interventi di accompagnamento sociale e psicologico a tutela delle donne vittime di violenza.

(16; 11/02/2026) Alecci, Falcomatà, Madeo, Ranuccio.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• l'articolo 48 della Costituzione Italiana sancisce che il voto è "personale ed eguale, libero e segreto" e che il suo esercizio è un "dovere civico";

• in Italia si stima che oltre 5 milioni di cittadini (studenti e lavoratori) vivano stabilmente in un Comune o in una Regione diversa da quella di residenza;

• l'attuale sistema elettorale, che obbliga al rientro nel Comune di residenza per la quasi totalità delle consultazioni, rappresenta un ostacolo materiale all'esercizio di un diritto fondamentale, alimentando l'astensionismo involontario. Considerato che: • Le recenti sperimentazioni (Elezioni Europee 2024 e Referendum giugno 2025) hanno dimostrato la realizzabilità operativa del voto nel comune di domicilio temporaneo;

• I costi e i tempi di percorrenza per il rientro nel luogo di residenza spesso non sono sostenibili per i giovani studenti e per i lavoratori. • L'Italia resta uno dei pochi Paesi nell'Unione Europea a non aver ancora adottato una legge strutturale e definitiva per il voto a distanza o fuori sede. • La recente bocciatura degli emendamenti presentati, che chiedevano l'approvazione del diritto di voto per chi vive per motivi di studio o lavoro lontano dal proprio comune di residenza, affinché si creassero condizioni concrete per l’estensione del voto fuori sede alle consultazioni referendarie del prossimo marzo, rischia di penalizzare ulteriormente una consistente quota di popolazione, prevalentemente attiva e giovane, limitandone la rappresentanza.

Impegna la Giunta regionale

- ad attivarsi tempestivamente presso il Governo nazionale affinché venga approvata con urgenza una legge strutturale che regoli la materia in maniera organica e garantisca il diritto di voto fuori sede per tutte le consultazioni (Politiche, Regionali, Comunali e Referendarie), superando l’approccio delle sperimentazioni una tantum e consentendo l’esercizio del diritto di voto a tutti i cittadini al fine di garantire la piena partecipazione degli elettori al processo democratico.

(17; 11/02/2026) Laghi.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• il territorio calabrese, con particolare riferimento ai piccoli Comuni, ai borghi storici e alle aree interne, presenta criticità strutturali di natura infrastrutturale, economica e demografica, con fenomeni persistenti di spopolamento e invecchiamento della popolazione;

• la Regione è destinataria di ingenti risorse finanziarie afferenti al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), ai fondi strutturali europei (FESR, FSE+) e al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), la cui piena attuazione richiede elevati standard di capacità amministrativa;

• numerosi enti locali calabresi, in particolare quelli di minore dimensione demografica, risultano privi di adeguate strutture tecniche interne e di personale specializzato in europrogettazione, gestione di procedure complesse e rendicontazione di fondi pubblici;

• in altre Regioni italiane sono già stati attivati strumenti analoghi di centralizzazione e supporto tecnico-amministrativo, tra cui piattaforme uniche regionali per la gestione dei bandi e task force di assistenza agli enti locali, come nel caso della Regione Lombardia, della Regione Emilia-Romagna e della Regione Piemonte, che hanno implementato sistemi digitali integrati e strutture di accompagnamento tecnico per l’attuazione dei fondi europei e del PNRR;

• tali esperienze dimostrano la sostenibilità organizzativa e l’efficacia amministrativa di modelli regionali basati su piattaforme digitali unificate e strutture tecniche dedicate;

• la Regione può inoltre avvalersi della società in house Fincalabra S.p.A., dotata di esperienza nella gestione di fondi pubblici e strumenti finanziari regionali, quale eventuale soggetto operativo per l’implementazione e gestione degli strumenti sopra indicati, nel rispetto della normativa vigente in materia di affidamenti in house;

• il principio costituzionale di buon andamento dell’amministrazione (art. 97 Cost.) e quello di leale collaborazione istituzionale impongono l’adozione di misure idonee a rafforzare la capacità amministrativa del sistema territoriale nel suo complesso;

considerato che: • la frammentazione delle informazioni relative alle opportunità di finanziamento e l’assenza di un sistema integrato regionale di consultazione e gestione dei bandi determinano inefficienze e ritardi nell’accesso alle risorse disponibili;

• l’istituzione di una Piattaforma Unica Regionale consentirebbe la centralizzazione delle opportunità di finanziamento, la standardizzazione delle procedure, il supporto digitale alla redazione dei progetti e il monitoraggio dello stato di avanzamento finanziario e procedurale;

• la costituzione di una Struttura Tecnica Regionale permanente, composta da figure professionali qualificate (ingegneri, architetti, esperti in fondi europei, giuristi amministrativisti, economisti e specialisti in rendicontazione), rappresenterebbe una misura strutturale di rafforzamento amministrativo a favore degli enti locali;

• un intervento organico in tal senso contribuirebbe ad aumentare la capacità di intercettazione e di spesa delle risorse disponibili, riducendo il rischio di ritardi, definanziamenti o mancato utilizzo dei fondi;

impegna la Giunta regionale

1. a valutare e predisporre, in tempi congrui, l’istituzione di una Piattaforma Unica Regionale digitale per la consultazione, gestione e monitoraggio dei bandi pubblici regionali, nazionali ed europei, accessibile a tutti gli enti locali del territorio calabrese;

2. a istituire una Struttura Tecnica Regionale permanente di supporto agli enti locali, con priorità per i piccoli Comuni, i borghi e le aree interne, finalizzata al rafforzamento della capacità amministrativa in materia di progettazione, gestione e rendicontazione delle risorse pubbliche;

3. a definire modalità organizzative e criteri di intervento tali da garantire equità territoriale, trasparenza, efficacia ed efficienza nell’erogazione del supporto tecnico;

4. a individuare le risorse finanziarie necessarie, anche attraverso l’utilizzo delle quote destinate all’assistenza tecnica nell’ambito dei programmi FESR, FSE+, FSC e PNRR;

5. a valutare il coinvolgimento operativo di Fincalabra S.p.A. per la progettazione, implementazione e gestione degli strumenti sopra indicati, nel rispetto della disciplina vigente in materia di società in house providing;

6. a riferire periodicamente al Consiglio regionale in merito alle iniziative assunte e ai risultati conseguiti in termini di miglioramento della capacità di spesa e di rafforzamento amministrativo degli enti locali.

(18; 16/02/2026) Filomena Greco.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- l’articolo 32 della Costituzione tutela la salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività, principio che comprende anche la sicurezza degli operatori sanitari nell’esercizio delle proprie funzioni;

- l’articolo 117 della Costituzione attribuisce alle Regioni competenza concorrente in materia di tutela della salute e organizzazione dei servizi sanitari;

- il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Testo unico sulla sicurezza sul lavoro) impone al datore di lavoro pubblico l’adozione di tutte le misure necessarie a prevenire e ridurre i rischi professionali, inclusi quelli derivanti da aggressioni o violenze da parte di terzi;

- la legge 14 agosto 2020, n. 113, recante “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie”, ha introdotto specifiche misure di tutela per il personale sanitario;

- il decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 56, ha ulteriormente rafforzato il quadro sanzionatorio per i reati commessi ai danni del personale sanitario nell’esercizio delle proprie funzioni;

- rientra tra le prerogative del Consiglio regionale indirizzare la Giunta all’adozione di misure organizzative finalizzate al miglioramento delle condizioni di sicurezza del personale del Servizio sanitario regionale. Rilevato che: - il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario rappresenta una criticità diffusa a livello nazionale e regionale, con particolare incidenza nei servizi di emergenza-urgenza e nei presidi territoriali operanti in orario notturno e festivo;

- i servizi di continuità assistenziale (ex guardie mediche), spesso collocati in sedi periferiche o territorialmente isolate, espongono il personale sanitario a condizioni operative che possono determinare situazioni di rischio per l’incolumità fisica;

- presso il Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone è stato attivato un sistema innovativo di prevenzione delle aggressioni mediante dispositivi di allerta personale (braccialetti con pulsante di emergenza collegati ai sistemi di sicurezza), configurandosi quale prima esperienza strutturata in ambito regionale;

- tale esperienza dimostra la concreta fattibilità tecnica e organizzativa dell’utilizzo di strumenti di allarme personale nel contesto del Servizio sanitario regionale calabrese. Considerato che: - la prevenzione costituisce principio cardine del sistema di sicurezza nei luoghi di lavoro;

- l’introduzione di strumenti tecnologici di allerta personale rappresenta una misura organizzativa proporzionata, non invasiva e coerente con il quadro normativo vigente;

- appare opportuno garantire uniformità di tutela su tutto il territorio regionale, evitando disparità tra operatori sanitari operanti in strutture ospedaliere e quelli impegnati nei servizi territoriali;

- l’attivazione di un progetto pilota consentirebbe di valutare l’efficacia dello strumento prima di un’eventuale estensione regionale, assicurando gradualità amministrativa, sostenibilità finanziaria e verifica dei risultati;

- l’eventuale utilizzo di dispositivi dotati di sistemi di segnalazione o geolocalizzazione dovrà avvenire nel pieno rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali e tutela della riservatezza.

Impegna la Giunta regionale

- a valutare l’attivazione di un progetto pilota sperimentale, della durata di 12 mesi, per la dotazione di dispositivi di allerta personale (quali braccialetti o pulsanti SOS collegati a centrali operative) presso un numero selezionato e rappresentativo di sedi di continuità assistenziale nelle diverse province della Regione Calabria, prevedendo, all’esito positivo della sperimentazione, l’estensione ai Pronto soccorso della Regione;

- a definire, in collaborazione con le Aziende sanitarie provinciali e con le competenti Autorità di pubblica sicurezza, protocolli operativi per la gestione coordinata delle eventuali attivazioni dei dispositivi;

- a garantire che l’eventuale utilizzo di sistemi tecnologici avvenga nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali;

- a prevedere specifici percorsi formativi per il personale coinvolto nella sperimentazione;

- a istituire un sistema di monitoraggio dei dati relativi agli episodi di attivazione, ai tempi di risposta e agli esiti delle procedure attivate;

- a trasmettere al Consiglio regionale, entro 12 mesi dall’avvio della sperimentazione, una relazione dettagliata sugli esiti del progetto, comprensiva di valutazione costi-benefici e di eventuali proposte di estensione.

(19; 19/02/2026) Alecci.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- che la violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la salute fisica e psicologica delle vittime;

- che secondo l’indagine condotta dall’Istat nel 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età) e il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali;

tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne;

- che nell’anno 2024, si sono registrati 19.518 accessi di donne in Pronto Soccorso (PS) con indicazione di violenza, nel 2023 erano 16.896;

- che si è registrato, quindi, un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente;

- che, inoltre, secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, relativamente al 2025 sono stati registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito familiare/affettivo;

di queste, 62 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner;

- che trattasi di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale;

- che già la Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 37 del 21 gennaio 2025 e la Regione Lombardia con la Deliberazione della Giunta Regionale n. XII/5694 del 02.02.2026, hanno istituito un codice di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul genere e/o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal Pronto Soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale connesse alla violenza subita. Considerato che - la Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la legge 27 giugno 2013, n. 77, impone agli Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza, garantendo servizi di supporto adeguati;

- il DPCM 12 gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere e sessuale, prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio Sanitario Nazionale;

- la Regione Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere e/o basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere. Rilevato che - l'assenza di un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di recupero e reintegrazione e che l’adozione di misure simili a quelle implementate già da altre Regioni potrebbe rafforzare la tutela delle vittime in Lombardia, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari necessari. Tutto ciò premesso, ritenuto e considerato,

impegna la Giunta regionale

per quanto di competenza - a Istituire un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a favore delle vittime di violenza di genere e/o per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle necessarie prestazioni sanitarie (comprese le prestazioni psicologiche, di specialistica ambulatoriale e le prestazioni nell’ambito della riabilitazione) e farmacologiche connesse alla violenza subita;

- a estendere l’applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di femminicidio;

- a definire in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice di esenzione, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le Aziende Ospedaliere (AO), i centri antiviolenza e i consultori, ed alle associazioni della Rete Antidiscriminazioni;

- a promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie gratuite.

(20; 19/02/2026) Mattiani.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

• ai sensi dell’art. 120, comma 2, della Costituzione, il Governo può esercitare poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni in caso di grave pericolo per l’incolumità e la sicurezza pubblica ovvero quando lo richiedano la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica e la garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali;

• dal 2010 la Regione Calabria è sottoposta a Piano di Rientro dal disavanzo sanitario e a gestione commissariale continuativa, disposta dal Governo nazionale ai sensi dell’art. 120 Cost., con attribuzione ai Commissari ad acta di poteri sostitutivi estesi in materia di programmazione sanitaria, organizzazione della rete ospedaliera, gestione del personale, controllo della spesa e attuazione dei piani di rientro;

• per un periodo ultradecennale le funzioni amministrative e programmatorie in materia sanitaria, ordinariamente rientranti nella competenza regionale ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost., sono state esercitate da organi di nomina governativa, operanti quali longa manus dello Stato nell’ambito dei poteri sostitutivi;

• durante tale periodo si è consolidata una massa debitoria strutturale del servizio sanitario regionale, che oggi incide in modo significativo sugli equilibri di bilancio della Regione e sulla capacità di garantire in modo pieno ed uniforme i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);

• la Corte costituzionale, con giurisprudenza costante (tra cui la sentenza n. 168/2021), ha ribadito che il commissariamento costituisce misura eccezionale e temporanea, funzionale al ripristino della legalità finanziaria e amministrativa, e non può tradursi in una forma ordinaria e indefinita di gestione sostitutiva;

considerato che: • il principio di responsabilità amministrativa e contabile, desumibile dagli artt. 28, 81, 97 e 119 Cost., implica che alla titolarità effettiva del potere decisionale e gestionale debba corrispondere la responsabilità per le conseguenze finanziarie delle scelte adottate;

• nel periodo di gestione commissariale, le principali determinazioni in materia di organizzazione e spesa sanitaria sono state adottate da soggetti di nomina governativa, con poteri sostitutivi rispetto agli organi regionali elettivi, determinando una significativa compressione dell’autonomia organizzativa e finanziaria della Regione;

• l’art. 119 Cost. garantisce alle Regioni autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei bilanci e dei vincoli derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea, e tale autonomia risulta sostanzialmente svuotata qualora alla Regione siano imputati integralmente oneri derivanti da decisioni assunte nell’ambito di una gestione sostitutiva statale;

• ai sensi dell’art. 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dell’art. 2, commi 80 e seguenti, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, il mancato conseguimento degli obiettivi del Piano di Rientro sanitario comporta l’applicazione automatica dell’incremento delle aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP nella misura massima consentita;

in attuazione di tali disposizioni, la Regione Calabria ha applicato per anni aliquote maggiorate, determinando un aggravio della pressione fiscale a carico di cittadini e imprese calabresi, quale effetto diretto del regime di Piano di Rientro e della gestione commissariale, con ulteriore compressione sostanziale dell’autonomia finanziaria regionale;

• il principio di leale collaborazione, che informa i rapporti tra Stato e Regioni nell’ambito del regionalismo cooperativo, impone una equa ripartizione delle responsabilità istituzionali, specialmente nei casi in cui l’esercizio dei poteri sostitutivi si sia protratto per un arco temporale eccezionalmente lungo;

• il permanere dell’intero carico debitorio nei bilanci regionali limita la capacità di investimento, programmazione e potenziamento dei servizi sanitari, incidendo sulla piena attuazione del diritto fondamentale alla salute garantito dall’art. 32 Cost. e aggravando le diseguaglianze territoriali nell’accesso ai LEA;

ritenuto che: • sia giuridicamente coerente e costituzionalmente fondato affermare un principio di corresponsabilità istituzionale nella formazione del debito sanitario maturato nel periodo di esercizio dei poteri sostitutivi statali;

• l’aggravio fiscale derivante dall’applicazione automatica delle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP, previsto dalla normativa statale in materia di Piani di Rientro (art. 1, comma 174, legge n. 311/2004; art. 2, commi 80 e seguenti, legge n. 191/2009), abbia comportato per anni un sacrificio diretto a carico dei cittadini e delle imprese calabresi, rendendo ulteriormente fondata l’esigenza di una equa ripartizione delle responsabilità finanziarie connesse alla gestione commissariale;

• il riconoscimento di una quota di responsabilità finanziaria in capo allo Stato non configuri una richiesta di deroga ai principi di equilibrio di bilancio, bensì un’esigenza di corretta imputazione delle obbligazioni e di riequilibrio dei rapporti tra livelli di governo;

• sia necessario aprire una nuova fase, orientata non solo al contenimento della spesa, ma alla ricostruzione strutturale del servizio sanitario regionale, fondata su certezza delle risorse, trasparenza gestionale e pieno ripristino dell’autonomia regionale. 1. A rivendicare formalmente, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il riconoscimento della corresponsabilità dello Stato nella formazione del debito sanitario della Regione Calabria maturato nel periodo di gestione commissariale avviato dal 2010, richiamando i principi costituzionali di responsabilità, leale collaborazione e autonomia finanziaria, ponendo in essere tutte le attività necessarie e previste dall’ordinamento vigente, di natura istituzionale, amministrativa e politica, al fine di conseguire tale obiettivo;

2. ad attivare un tavolo istituzionale urgente con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero della Salute, finalizzato alla ricognizione analitica della massa debitoria maturata nel periodo commissariale e alla definizione di un Piano di Riparto che preveda l’assunzione, da parte dello Stato, di una quota parte del debito riconducibile alle scelte gestionali operate in regime di poteri sostitutivi, adottando ogni ulteriore iniziativa consentita dalla legge per dare concreta attuazione agli esiti del confronto istituzionale;

3. a proporre in sede di Conferenza Stato-Regioni l’istituzione di un Fondo nazionale straordinario per le Regioni sottoposte a commissariamento sanitario di durata ultra-quinquennale, volto a neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti finanziari derivanti dalla gestione sostitutiva prolungata, attivando le necessarie interlocuzioni con le altre Regioni interessate e con il Governo;

4. a promuovere un’iniziativa legislativa, anche di concerto con altre Regioni interessate, diretta a introdurre nell’ordinamento il principio della responsabilità finanziaria correlata all’esercizio dei poteri sostitutivi statali, prevedendo che, qualora il commissariamento superi un termine di temporaneità ragionevole, lo Stato concorra pro quota agli oneri derivanti dalla gestione;

5. a valutare, all’esito della ricognizione con il Governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e dell’equilibrio di bilancio, la possibilità giuridica e finanziaria di prevedere misure di riduzione, compensazione o eventuale ristoro a favore dei cittadini e delle imprese calabresi, in relazione alle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP applicate nel periodo di Piano di Rientro, riferendo al Consiglio regionale sugli esiti delle verifiche effettuate;

6. a riferire con cadenza trimestrale al Consiglio Regionale sullo stato delle interlocuzioni e delle iniziative intraprese, assicurando la massima trasparenza e favorendo un’azione istituzionale unitaria a tutela degli interessi della comunità calabrese.

Impegna la Giunta regionale

1. a rivendicare formalmente, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il riconoscimento della corresponsabilità dello Stato nella formazione del debito sanitario della Regione Calabria maturato nel periodo di gestione commissariale avviato dal 2010, richiamando i principi costituzionali di responsabilità, leale collaborazione e autonomia finanziaria, ponendo in essere tutte le attività necessarie e previste dall’ordinamento vigente, di natura istituzionale, amministrativa e politica, al fine di conseguire tale obiettivo;

2. ad attivare un tavolo istituzionale urgente con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Ministero della Salute, finalizzato alla ricognizione analitica della massa debitoria maturata nel periodo commissariale e alla definizione di un Piano di Riparto che preveda l’assunzione, da parte dello Stato, di una quota parte del debito riconducibile alle scelte gestionali operate in regime di poteri sostitutivi, adottando ogni ulteriore iniziativa consentita dalla legge per dare concreta attuazione agli esiti del confronto istituzionale;

3. a proporre in sede di Conferenza Stato-Regioni l’istituzione di un Fondo nazionale straordinario per le Regioni sottoposte a commissariamento sanitario di durata ultra-quinquennale, volto a neutralizzare, in tutto o in parte, gli effetti finanziari derivanti dalla gestione sostitutiva prolungata, attivando le necessarie interlocuzioni con le altre Regioni interessate e con il Governo;

4. a promuovere un’iniziativa legislativa, anche di concerto con altre Regioni interessate, diretta a introdurre nell’ordinamento il principio della responsabilità finanziaria correlata all’esercizio dei poteri sostitutivi statali, prevedendo che, qualora il commissariamento superi un termine di temporaneità ragionevole, lo Stato concorra pro quota agli oneri derivanti dalla gestione;

5. a valutare, all’esito della ricognizione con il Governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e dell’equilibrio di bilancio, la possibilità giuridica e finanziaria di prevedere misure di riduzione, compensazione o eventuale ristoro a favore dei cittadini e delle imprese calabresi, in relazione alle maggiorazioni dell’addizionale regionale all’IRPEF e dell’IRAP applicate nel periodo di Piano di Rientro, riferendo al Consiglio regionale sugli esiti delle verifiche effettuate;

6. a riferire con cadenza trimestrale al Consiglio Regionale sullo stato delle interlocuzioni e delle iniziative intraprese, assicurando la massima trasparenza e favorendo un’azione istituzionale unitaria a tutela degli interessi della comunità calabrese.

(21; 20/02/2026) Filomena Greco.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

1. l’articolo 119, comma 5, della Costituzione stabilisce che lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati enti territoriali, al fine di promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale e di rimuovere gli squilibri economici e sociali;

2. l’articolo 97 della Costituzione impone alla pubblica amministrazione il rispetto dei principi di legalità, buon andamento, imparzialità, trasparenza e responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche;

3. l’articolo 117, terzo comma, della Costituzione attribuisce alla legislazione concorrente il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, ambito nel quale rientra il corretto riparto territoriale della spesa statale;

4. l’articolo 7-bis del decreto-legge 29 dicembre 2016, n. 243, convertito con modificazioni dalla legge 27 febbraio 2017, n. 18, dispone che le amministrazioni centrali dello Stato assicurino, nella programmazione della spesa ordinaria in conto capitale, una destinazione alle Regioni del Mezzogiorno proporzionale alla popolazione residente;

5. nei Documenti di economia e finanza (DEF) e negli atti di programmazione economico-finanziaria successivi all’introduzione dell’art. 7-bis, il criterio proporzionale è stato quantificato in misura almeno pari al 40 per cento della spesa ordinaria in conto capitale complessivamente programmata, quale parametro coerente con il peso demografico delle Regioni del Mezzogiorno;

6. la corretta applicazione dell’art. 7-bis richiede che la spesa ordinaria in conto capitale sia individuata secondo i criteri della contabilità nazionale di cui al Sistema Europeo dei Conti (SEC 2010), con effettiva disaggregazione territoriale e al netto delle risorse straordinarie, emergenziali o a destinazione vincolata di natura europea;

considerato che: A. i dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT), nonché i rapporti annuali Svimez e altre elaborazioni indipendenti basate su fonti ufficiali, evidenziano la persistenza di un divario infrastrutturale, occupazionale e di investimenti pubblici pro capite tra le aree del Mezzogiorno e quelle del Centro-Nord;

B. talune analisi stimano, con metodologie oggetto di dibattito scientifico, un differenziale cumulato nella distribuzione territoriale della spesa pubblica in conto capitale nel periodo antecedente all’introduzione dell’art. 7-bis, circostanza che rende necessario un accertamento istituzionale fondato esclusivamente su dati ufficiali certificati;

C. l’effettiva verifica del rispetto del criterio proporzionale richiede la pubblicazione sistematica, trasparente e territorialmente disaggregata dei dati relativi alla spesa ordinaria in conto capitale delle amministrazioni centrali dello Stato;

D. anche nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e della programmazione dei Fondi strutturali europei 2021-2027, pur essendo previste quote rilevanti per il Mezzogiorno, permane la necessità di monitorare specificamente la componente di spesa ordinaria nazionale, distinta da quella straordinaria o cofinanziata dall’Unione europea;

E. la Regione Calabria continua a registrare indicatori socioeconomici inferiori alla media nazionale, con particolare riferimento al tasso di disoccupazione, alla dotazione infrastrutturale materiale e immateriale e al livello di investimenti pubblici pro capite;

F. il Consiglio regionale, nell’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo, ha titolo a richiedere elementi conoscitivi completi e verificabili in materia di allocazione territoriale delle risorse pubbliche;

ritenuto che: • l’attuazione dell’art. 7-bis del D.L. 243/2016 costituisca espressione concreta del principio di coesione e solidarietà territoriale sancito dall’art. 119, comma 5, della Costituzione;

• la verifica del rispetto del criterio proporzionale non integri rivendicazione localistica, bensì esercizio legittimo delle prerogative istituzionali della Regione nell’ambito del coordinamento della finanza pubblica;

• sia necessario promuovere un confronto istituzionale trasparente e fondato su dati ufficiali, nel rispetto del riparto costituzionale delle competenze tra Stato e Regioni;

impegna la Giunta regionale

ed il Presidente della Giunta regionale, ciascuno per quanto di competenza e nel rispetto del riparto costituzionale delle attribuzioni 1. a richiedere formalmente al Governo della Repubblica, e in particolare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, la trasmissione dei dati ufficiali, certificati e territorialmente disaggregati relativi alla spesa ordinaria in conto capitale delle amministrazioni centrali dello Stato, con specifico riferimento alla quota destinata alla Regione Calabria e all’insieme delle Regioni del Mezzogiorno negli ultimi esercizi finanziari disponibili;

2. a verificare il rispetto del criterio proporzionale di cui all’art. 7-bis del D.L. 243/2016, sulla base: • dei criteri di classificazione della contabilità nazionale SEC 2010;

• dei dati dei Conti Pubblici Territoriali;

• degli atti ufficiali di programmazione economico-finanziaria;

3. promuovere in sede di Conferenza Stato-Regioni un confronto istituzionale volto a garantire la piena e uniforme applicazione del principio di riequilibrio territoriale, favorendo, ove possibile, una posizione condivisa delle Regioni del Mezzogiorno;

4. a riferire al Consiglio regionale entro 60 giorni, mediante relazione analitica contenente: • l’ammontare della spesa ordinaria in conto capitale effettivamente territorializzabile in favore della Regione Calabria;

• la percentuale complessiva destinata alle Regioni del Mezzogiorno;

• gli eventuali scostamenti rispetto al criterio proporzionale risultante dagli atti di programmazione;

5. a trasmettere la relazione alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti, per le valutazioni di competenza nell’ambito delle funzioni di controllo sul coordinamento della finanza pubblica;

6. a valutare, in presenza di eventuali scostamenti significativi e sistematici, ogni ulteriore iniziativa istituzionale prevista dall’ordinamento, ivi compreso l’attivazione degli strumenti di leale collaborazione e, ove ne ricorrano i presupposti, delle forme di tutela.

(22; 20/02/2026) Filomena Greco.

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- la malattia di Alzheimer rappresenta la più comune forma di demenza neurodegenerativa, colpendo progressivamente le cellule nervose responsabili di memoria, linguaggio e apprendimento, con conseguente perdita graduale delle funzioni cognitive e motorie fino alla completa perdita di autonomia;

- secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza, e la sola malattia di Alzheimer rappresenta circa il 50-60% dei casi, con un'incidenza in costante crescita a causa dell'invecchiamento della popolazione;

- in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone affette da demenza, di cui circa 600 mila malati di Alzheimer. - in Calabria si stimano circa 40.000 persone affette da demenza, con circa 6.000 nuove diagnosi annuali e un sommerso pari a circa il 30% dei casi, che comporta ritardi nell'accesso alle cure, isolamento sociale e aggravamento del quadro clinico;

- il Piano Nazionale Demenze (PND), approvato nel 2014, e l'istituzione del Fondo per l'Alzheimer e le demenze si sono orientati al miglioramento degli interventi, alla diagnosi precoce, al rafforzamento dell'assistenza domiciliare e della formazione degli operatori, nonché al sostegno delle famiglie e dei caregiver;

- negli ultimi anni, il progresso scientifico ha aperto nuove prospettive terapeutiche, rendendo disponibili farmaci innovativi per la malattia di Alzheimer in grado di rallentare il decadimento cognitivo, soprattutto se somministrati in fase precoce. Questi sviluppi offrono una prospettiva di cura significativa per pazienti e famiglie, rendendo necessaria una riorganizzazione del sistema sanitario regionale e l'aggiornamento dei percorsi assistenziali;

- con DCA n. 258 del 7 dicembre 2018, la Regione ha recepito il Piano Nazionale Demenze (PND), le Linee di indirizzo nazionali sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per le demenze e le Linee di indirizzo nazionali sull'uso dei sistemi informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze;

- con decreti dirigenziale n. 3014 del 22 marzo 2022 è stato istituito il Tavolo Tecnico Regionale Permanente di monitoraggio della Rete Territoriale Regionale Demenze con compiti relativi a: - Costruzione e implementazione della Rete Regionale per le demenze;

- monitoraggio del PND al fine di garantire l'omogeneità degli interventi sul territorio;

- promozione di strategie primarie e secondarie di prevenzione delle demenze e del deterioramento cognitivo - Piano Regionale della Prevenzione 2020/2025, DCA n. 137/2021;

- - rilevazione dell'offerta sanitaria ad integrazione sociosanitaria con il coinvolgimento degli ambiti territoriali;

- costruzione e/o implementazione del sistema informativo dedicato alle demenze;

- ricerca mirata sulle demenze;

- promozione sul territorio regionale di progetti sperimentali orientati al miglioramento della assistenza e della qualità di vita;

- implementazione e controllo dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e dei servizi territoriali;

- con il DCA n. 144 del 27 ottobre 2022 ha approvato il Piano triennale delle attività del Fondo Alzheimer e demenze della Regione Calabria, recante l'attività progettualità “Sperimentazione, valutazione e diffusione di interventi di teleriabilitazione tesi a garantire un progetto riabilitativo mirato, con lo scopo di migliorare partecipazione, inclusione e qualità della vita del paziente";

- la Regione Calabria debba dotarsi di un modello organizzativo capace di rispondere tempestivamente all'aumento dei casi e alla necessità di diagnosi precoce, anche in vista dell'introduzione dei nuovi trattamenti, garantendo equità di accesso, continuità assistenziale e omogeneità territoriale;

- che, in attuazione del Piano Nazionale Demenze e dei provvedimenti regionali già adottati, la Regione Calabria deve consolidare la costruzione e il progressivo potenziamento della rete territoriale per le demenze, valorizzando i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e promuovendo modelli di presa in carico integrata tra medicina territoriale, servizi specialistici e servizi sociali, con particolare attenzione alla continuità assistenziale e alla riduzione delle disomogeneità territoriali;

- che, altresì, nell'ambito di tale percorso, risultano già in corso ma devono essere potenziate iniziative orientate al rafforzamento delle azioni di sostegno alle famiglie e ai caregiver - anche tramite informazione e orientamento ai servizi, percorsi di formazione/psicoeducazione e supporto psicologico - nonché alla promozione di servizi di prossimità e di sollievo, in raccordo con gli enti locali, le aziende sanitarie, gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo Settore, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni semiresidenziali e di socializzazione (quali centri diurni dedicati e programmi di comunità sul modello dei "Caffè Alzheimer"), coerenti con l'obiettivo di sostenere la domiciliarità e prevenire ricoveri e istituzionalizzazioni improprie;

- che la Regione sta contestualmente rafforzando gli strumenti di governo clinico-organizzativo e di monitoraggio della rete, anche mediante l'evoluzione dei sistemi informativi e l'adozione di indicatori di processo ed esito utili alla programmazione e alla valutazione dell'efficacia degli interventi, valorizzando e indirizzando in modo coordinato le opportunità di finanziamento disponibili (Fondo Alzheimer e demenze, Piano Nazionale Demenze, Programma Nazionale Equità nella Salute e ulteriori risorse di programmazione), al fine di sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro cognitivo. Tutto ciò premesso: "Richiamato altresì il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), inserito tra i riferimenti strategici della programmazione sanitaria regionale 2024-2026, il quale assegna alla Regione Calabria risorse dedicate - pari complessivamente a oltre 40 milioni di euro - finalizzate alla riduzione delle disuguaglianze di salute, con particolare attenzione al potenziamento dei servizi territoriali e degli interventi nell'area della salute mentale. Tale Programma, la cui attuazione regionale prevede progetti esecutivi sviluppati in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali e Azienda Zero, rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare l'accesso ai servizi, migliorare l'integrazione sociosanitaria e sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro cognitivo." Si ritiene pertanto prioritario che la Regione Calabria valorizzi tali risorse, indirizzandole anche al rafforzamento dei servizi per le demenze e alla piena implementazione della rete Alzheimer.

Impegna la Giunta regionale

alla luce dei bisogni emergenti della popolazione e delle più recenti evidenze scientifiche e organizzative, a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento, consolidamento e piena operatività della Rete Regionale per le Demenze, nonché a promuovere la definizione e la progressiva implementazione di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per la malattia di Alzheimer, in coerenza con gli indirizzi nazionali e con la programmazione regionale, al fine di assicurare maggiore uniformità, appropriatezza ed equità nell'accesso ai percorsi di diagnosi, cura e presa in carico su tutto il territorio regionale, valorizzando l'integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

(23; 20/02/2026) Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, De Francesco.

 

Risposta scritta a interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-        con legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66, è stata istituita l’ARSAC – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura della Calabria, quale ente strumentale della Regione Calabria;

-        l’articolo 7, comma 1, della citata legge regionale stabilisce che l’organizzazione dell’Azienda sia definita mediante un Atto aziendale adottato dal Direttore Generale e approvato dalla Giunta regionale;

-        a distanza di oltre tredici anni dall’entrata in vigore della legge istitutiva, nonostante i Direttori Generali che si sono succeduti abbiano adottato e trasmesso al Dipartimento regionale competente numerosi Atti aziendali, anche previamente concordati, la Giunta regionale non ha mai proceduto alla loro approvazione;

considerato che: −

l’articolo 10, comma 5, della legge regionale n. 66/2012 vieta qualsiasi forma di assunzione e qualsiasi trasformazione dei rapporti di lavoro in essere fino all’approvazione dell’Atto aziendale definitivo;

-        tale divieto ha determinato nel tempo la presenza di diverse tipologie contrattuali all’interno dell’ARSAC, con conseguenti disparità di trattamento economico e giuridico tra il personale;

-        la mancata possibilità di coprire il turnover naturale sta progressivamente sguarnendo di personali funzioni fondamentali e istituzionali dell’Azienda, tra cui quelle svolte presso i centri sperimentali e dimostrativi;

-        la perdurante assenza dell’Atto aziendale definitivo ha consentito l’affidamento di incarichi dirigenziali senza il ricorso alle procedure concorsuali previste dalla Costituzione e dalla normativa vigente in materia di pubblico impiego, nonché l’istituzione di nuovi settori in assenza di preventiva autorizzazione da parte della Giunta regionale;

-        la Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Calabria – ha più volte evidenziato, nelle proprie relazioni annuali, criticità connesse alla mancata approvazione dell’Atto aziendale dell’ARSAC;

tutto ciò premesso e considerato interroga Il Presidente della Giunta regionale della Calabria, l’Assessore regionale all’Agricoltura, l’Assessore regionale con delega agli Enti strumentali

per sapere:

-        quali siano le cause ostative che, a distanza di oltre tredici anni dall’istituzione dell’ARSAC, impediscono l’approvazione dell’Atto aziendale definitivo;

-        se la Giunta regionale intenda adottare iniziative, e in quali tempi, per procedere all’approvazione dell’Atto aziendale, anche alla luce dei rilievi formulati dalla Corte dei conti della Calabria.

(22; 05/01/2026).

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

1.presso l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena si registra una gravissima carenza di personale medico anestesista-rianimatore, dovuta anche all’impossibilità di procedere a ulteriori proroghe contrattuali per i professionisti attualmente in servizio;

2.tale carenza sta determinando un concreto rischio di sospensione o drastica riduzione delle attività del reparto di Anestesia-Rianimazione, con effetti immediati sulla funzionalità delle sale operatorie, sulla gestione delle emergenze e sull’intera organizzazione ospedaliera;

3.l’eventuale inattività del reparto di Anestesia-Rianimazione comprometterebbe in modo grave il diritto alla salute dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, territorio con un bacino di utenza stimato in circa 150.000 abitanti, già penalizzato da carenze infrastrutturali e da lunghi tempi di percorrenza verso altri presìdi ospedalieri;

4.la situazione ha determinato una mobilitazione civica spontanea dei cittadini, delle associazioni e delle amministrazioni locali, con l’annuncio di un presidio permanente davanti all’ospedale e di ulteriori forme di protesta, finalizzate a scongiurare la chiusura o il depotenziamento del reparto di Rianimazione;

5.l’ospedale di Polistena rappresenta un presidio sanitario strategico per l’area metropolitana della Piana di Gioia Tauro, e l’eventuale trasferimento delle emergenze verso altri ospedali, in particolare verso Reggio Calabria, rischia di aggravare ulteriormente un sistema già sotto pressione. Tutto ciò premesso interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1.se corrisponda al vero il rischio di sospensione o riduzione delle attività del reparto di Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale di Polistena e quali siano le cause amministrative, organizzative e gestionali che hanno condotto a tale situazione;

2.quali provvedimenti urgenti la Regione intenda adottare per garantire la piena continuità operativa del reparto, assicurando standard adeguati di sicurezza e assistenza;

3.se siano previsti piani straordinari di reclutamento, stabilizzazione o incentivazione del personale medico anestesista-rianimatore e quali siano i tempi certi per la loro attuazione;

4.se la Regione abbia valutato ipotesi di riorganizzazione dell’assetto sanitario territoriale che coinvolgano l’ospedale di Polistena e quali garanzie intenda fornire circa il mantenimento dei servizi essenziali e dei livelli di assistenza sul territorio;

5.quali iniziative politiche e amministrative immediate il Presidente intenda assumere per tutelare concretamente il diritto alla salute dei cittadini della Piana di Gioia Tauro e per ristabilire condizioni di normalità e fiducia nel sistema sanitario regionale.

(23; 05/01/2026).

(Risposta)

 

Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- il D.C.A. n. 302 del 25 novembre 2025 ha definito i livelli massimi di finanziamento alle Aziende Sanitarie Provinciali (ASP) per l'acquisto di prestazioni di assistenza riabilitativa psichiatrica, assistenza sanitaria e sociosanitaria, e assistenza extra-ospedaliera estensiva, ambulatoriale e domiciliare, erogate dalla rete di assistenza territoriale privata accreditata, per il triennio 2025-2027;

- il medesimo decreto riconosce esplicitamente che, per alcune aree assistenziali, il fabbisogno di prestazioni territoriali definito con il D.C.A. n. 197/2023 non risulta completamente soddisfatto e che gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) del Ministero della Salute per l'anno 2023 evidenziano il mancato raggiungimento degli standard LEA nel sottolivello assistenziale regionale;

- nonostante tale consapevolezza, i criteri di ripartizione dei finanziamenti alle singole ASP appaiono sostanzialmente ancorati ai volumi di prestazioni erogate nell'anno 2024 nell'ambito del tetto del triennio 2022-2024 (D.C.A. n. 132/2022), con incrementi limitati all'applicazione delle nuove tariffe definite dal D.C.A. prot. n. 414159/2025 e alcune integrazioni ad hoc solo per le ASP di Crotone, Vibo Valentia e Reggio Calabria;

- tale impostazione sembra perpetuare logiche di "spesa storica" e distribuzione dell'offerta accreditata esistente, senza una ricalibrazione organica in base al fabbisogno effettivo della popolazione assistita, alle liste di attesa territoriali, alla mobilità passiva o agli squilibri demografici provinciali, configurando potenziali sperequazioni nel riparto delle risorse. Considerato che: - il decreto fa riferimento a una "relazione istruttoria predisposta dal Settore 7 'Assistenza Territoriale - Salute nelle carceri - Sistema delle emergenze urgenze' del Dipartimento Salute e Welfare", sulla base della quale sono stati calcolati i limiti massimi di finanziamento, ma non ne allega né ne illustra analiticamente i criteri, i dati e le fonti utilizzate;

- l'approvazione dei tetti di spesa avviene in un contesto di vincoli del Piano di Rientro dal disavanzo sanitario, ma ciò non esime da una piena trasparenza e motivazione delle scelte allocative, anche alla luce delle recenti sentenze del T.A.R. Calabria (n. 740/2024 e 1922/2025) che hanno imposto rigorose verifiche su tariffe e requisiti. Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale, interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità Commissario ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario,

per sapere:

- di conoscere analiticamente i criteri e i dati in base ai quali sono state assunte le scelte di ripartizione dei finanziamenti alle ASP per il triennio 2025-2027;

- di acquisire e trasmettere al Consiglio Regionale l'intera istruttoria definita dal Settore 7 del Dipartimento Salute e Welfare, inclusi calcoli, tabelle, dati grezzi e fonti, che hanno supportato la determinazione dei tetti di spesa per ciascuna ASP;

- di chiarire le ragioni per cui, pur a fronte del riconosciuto insoddisfacimento del fabbisogno territoriale, non si è proceduto a una rimodulazione integrale dei finanziamenti basata su bisogni espressi dai territori anziché su volumi storici;

- di relazionare circa i tempi e le modalità di adeguamento dei tetti di spesa 2025 a seguito degli sviluppi della sentenza T.A.R. n. 1922/2025, non ancora definitiva;

- di comunicare se e quali azioni sono in corso per monitorare l'impatto della ripartizione sulle liste di attesa e sugli indicatori NSG nel corso del 2026.

(24; 08/01/2026).

(Risposta)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• le malattie rare costituiscono un insieme eterogeneo di patologie, spesso croniche, progressive e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale, che richiedono percorsi di diagnosi, cura e assistenza altamente specialistici;

• la complessità di tali patologie impone una presa in carico strutturata, continuativa e multidisciplinare, capace di integrare ambito sanitario e sociosanitario, ospedale e territorio, superando la frammentazione degli interventi e le disomogeneità territoriali;

• la Regione Calabria ha approvato il Piano Regionale delle Malattie Rare 2024–2026 in attuazione della legge n. 175/2021 e del Piano Nazionale Malattie Rare 2023–2026;

• il Piano individua nei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) lo strumento fondamentale per rendere effettivi gli obiettivi di diagnosi precoce, presa in carico globale, continuità assistenziale, equità di accesso alle cure e integrazione tra ospedale e territorio;

• l’attuazione dei PDTA presuppone il pieno funzionamento degli assetti organizzativi previsti dal Piano, tra cui il Centro di Coordinamento Regionale, la Rete delle Malattie Rare, i Centri di Coordinamento Aziendali, il Registro regionale, l’accesso ai farmaci e il coinvolgimento dei servizi territoriali e dei MMG/PLS;

considerato che • i PDTA rappresentano il principale indicatore dello stato di avanzamento concreto del Piano Regionale Malattie Rare;

• eventuali ritardi o criticità nella loro adozione e applicazione incidono direttamente sul diritto alla cura delle persone affette da malattie rare e sull’uniformità dell’assistenza sul territorio regionale;

• le prestazioni sanitarie e sociosanitarie rivolte alle persone affette da malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi della normativa vigente, e che pertanto la diagnosi, la presa in carico, il trattamento, il follow-up e l’accesso alle terapie devono essere assicurati in modo uniforme ed appropriato sull’intero territorio regionale;

• ad onta dell’aggettivazione – “rare” - si tratta di un complesso di patologie, tra loro eterogenee, che coinvolgono però un numero rilevante di affetti e le loro famiglie costrette a dover risolvere problemi quotidiani, relativi all’assistenza di pazienti di norma in età pediatrica, di grande complessità, con le difficoltà sociali, economiche e organizzative conseguenti;

Tttto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quali PDTA per le malattie rare risultino ad oggi adottati, in fase di adozione o programmati dalla Regione Calabria nell’ambito del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026 e, conseguentemente, quale sia lo stato di attuazione complessiva del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026, con particolare riferimento al funzionamento della rete regionale, al coordinamento tra strutture ospedaliere e territoriali, all’operatività del Registro regionale, all’accesso ai farmaci e alle prestazioni previste dai LEA, al coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, alle attività di monitoraggio e formazione e alle risorse organizzative e finanziarie dedicate.

(27; 13/01/2026).

(Risposta)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

• la Regione Calabria, con nota del 18/07/2025 (Protocollo n. 539402), ha disposto un sensibile adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma, con efficacia a partire dal 1° febbraio 2026. • Tale provvedimento prevede un rincaro del 20% per tutti i titoli di viaggio relativi ai servizi urbani e di circa il 30% per i servizi extraurbani su gomma. Considerato che: • La decisione è stata ufficialmente motivata con la necessità di adeguare il costo dei servizi al tasso di inflazione. Inizialmente previsti per l'agosto 2025, tali aumenti sono stati oggetto di una moratoria temporanea motivata dalla Giunta con la volontà di alleviare il peso economico su famiglie e studenti fino all'inizio del 2026. Tenuto conto che: • dal confronto con i provvedimenti adottati in altre regioni italiane tra il 2024 e il 2025, emerge una netta sproporzione a sfavore dell'utenza calabrese;

infatti, in Piemonte, a Torino, l'adeguamento previsto per febbraio 2025 è limitato allo 0,6%;

in Abruzzo la società TUA ha applicato un rincaro del 10% sugli abbonamenti, una percentuale sensibilmente inferiore al 30% previsto in Calabria per l'extraurbano;

nel Lazio, a Roma, l'ipotesi di innalzamento del biglietto singolo (BIT) a 2,00 € è inserita in una programmazione a lungo termine (luglio 2026), mentre i rincari immediati del 2025 hanno riguardato solo i titoli turistici Preso atto che: • il provvedimento è stato adottato senza un adeguato coinvolgimento di utenti ed enti locali. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. quali siano i criteri tecnici specifici che hanno portato a determinare un aumento fino al 30% per il servizio extraurbano, a fronte di adeguamenti molto più contenuti (0,6% - 10%) registrati in altre regioni d’Italia. 2. Se a fronte del nuovo contratto di servizio siano previsti investimenti immediati e tangibili per superare le disfunzioni segnalate dai territori, quali veicoli ormai obsoleti e ritardi. 3. Quali siano gli esiti del tavolo tecnico annunciato per analizzare la questione delle fasce deboli e se si intenda trasformare la sospensione temporanea dei rincari in una protezione strutturale per studenti universitari e famiglie con ISEE basso. 4. Per quale ragione non sia stato avviato un confronto preventivo con i Comuni e le associazioni degli utenti prima della deliberazione di aumenti di tale portata.

(41; 03/02/2026).

(Risposta)

Proposta di legge n. 49/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante: “Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario regionale” (deliberazione consiliare n. 53)

Art. 1

(Misure per assicurare la continuità assistenziale del servizio sanitario)

1. Al fine di fronteggiare l’emergenza determinata dalla grave carenza di personale sanitario e di assicurare la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni sanitarie specialistiche nell’ambito del Servizio sanitario regionale, stante la disciplina di cui all’articolo 15, commi 1 e 4, del decreto-legge 30 marzo 2023, n. 34 (Misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché in materia di salute e adempimenti fiscali), convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2023, n. 56, l’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria - Azienda Zero è autorizzata a ricorrere a operatori economici anche di livello internazionale.

2. Le attività svolte dall’operatore economico sono finalizzate alla ricerca e all’individuazione di personale sanitario, destinato agli enti e alle aziende del Servizio sanitario regionale, proveniente da Paesi non appartenenti all’Unione europea, nel rispetto della normativa vigente in materia di esercizio delle professioni sanitarie e di riconoscimento dei titoli esteri e delle disposizioni di cui all’articolo 15, commi 1 e 4, del d.l. 34/2023 convertito dalla l. 56/2023.

3. I contratti di lavoro a tempo determinato con il personale sanitario selezionato sono stipulati dalle aziende del Servizio sanitario regionale nel rispetto della contrattazione collettiva nazionale di lavoro.

4. Al fine di rafforzare l’accesso paritario e tempestivo ai servizi sanitari e rendere effettivo il reclutamento effettuato, Azienda Zero può definire, di concerto con le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, progetti di supporto che prevedono anche l’erogazione al personale sanitario assunto di voucher per far fronte alle spese di vitto e alloggio per la durata del rapporto di lavoro, nel limite di spesa complessivo di 4.000.000,00 euro per gli esercizi 2026 e 2027. Il voucher non costituisce in alcun caso beneficio economico, né elemento della retribuzione, né dà luogo a diritti di natura patrimoniale o previdenziale.

Art. 2

(Norma finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1, comma 1, nel limite di spesa di 2.088.000,00 euro per ciascun esercizio 2026 e 2027, si fa fronte con le risorse allocate sul Capitolo U0421110301 del bilancio regionale.

2. Agli oneri derivanti dall’attuazione dell’articolo 1, comma 4, nel limite di spesa complessivo di 4.000.000,00 euro per gli esercizi 2026 e 2027, si fa fronte con le risorse del PR Calabria FESR FSE 2021/2027 – Azione 4.K.1 - Sostenere e rafforzare l’offerta di servizi e l’accesso paritario e tempestivo a servizi sociosanitari e sanitari di qualità, inclusa l’offerta di servizi di assistenza familiare e di prossimità.

Art. 3

(Entrata in vigore)

1.     La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 16/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto, recante: “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)” (deliberazione consiliare n. 54)

Art. 1

(Sostituzione del comma 3 dell’articolo 61 della l.r. 19/2002)

1. Il comma 3 dell’articolo 61 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio – Legge urbanistica della Calabria) è così sostituito:

“3. L’autorizzazione paesaggistica di cui all’articolo 146 e la compatibilità paesaggistica di cui all’articolo 167 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) sono delegate alle Province, alla Città Metropolitana e agli enti parco regionali. Nel caso di vincolo paesaggistico intervenuto successivamente alla realizzazione dell’intervento edilizio, non si applica la sanzione prevista all’articolo 167, comma 5, del d.lgs. 42/2004.”.

Art. 2

(Integrazioni dell’articolo 49 della l.r. 19/2002)

1. Dopo il comma 7 dell’articolo 49 della l.r. 19/2002 sono aggiunti i seguenti:

“8. Le vetrate panoramiche amovibili e totalmente trasparenti, cosiddette VEPA, di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), hanno l’unica funzione di precaria delimitazione dello spazio esterno, limitandosi a rendere maggiormente vivibile tale spazio; questi spazi racchiusi non possono generare volumi, superfici, mutare la destinazione d’uso dell’area che delimitano, né avere le prestazioni tipiche dei locali abitativi.

9. Le opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b-ter), del d.p.r. 380/2001, la cui struttura principale è costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola, anche bioclimatiche, con telo retrattile anche impermeabile, ovvero con elementi di protezione solare mobili o regolabili, e che è addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all'estensione dell'opera, non possono determinare la creazione di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici, hanno caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente e si armonizzano alle preesistenti linee architettoniche. Sono inoltre ammesse le pergole fotovoltaiche con sottostanti posti auto e qualsiasi altra struttura per motocicli e per l’installazione di strutture coperte per l’installazione di colonnine di ricarica da fornitura elettrica.”.

Art. 3

(Inserimento dell’articolo 57-bis nella l.r. 19/2002)

1. Dopo l’articolo 57 della l.r. 19/2002 è inserito il seguente:

“Art. 57-bis

(Definizione di zona equipollente ai fini del mutamento delle destinazioni d’uso di una singola unità immobiliare)

1. In applicazione dell’articolo 23-ter, comma 1-ter, del d.p.r. 380/2001, nel rispetto delle normative di settore e ferma restando la possibilità per gli strumenti urbanistici comunali di fissare specifiche condizioni, è ammesso il mutamento delle destinazioni d'uso di una singola unità immobiliare, ricompresa anche nelle zone equipollenti come di seguito definite:

a) nelle zone C), D) ed F), e relative sottozone, di cui all’articolo 2 del decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, dei Piani regolatori generali e programmi di fabbricazione, purché compiutamente e definitivamente collegate e integrate con già esistenti opere di urbanizzazione, definite dall’articolo 4 della legge 29 settembre 1964, n. 847 (Autorizzazione ai Comuni e loro Consorzi a contrarre mutui per l'acquisizione delle aree ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167);

b) negli ambiti classificati urbanizzati nei Piani strutturali comunali e associati e nei piani regolatori vigenti, approvati nel rispetto della presente legge, e nei relativi ambiti territoriali unitari (ATU), ai sensi dell’articolo 20, comma 3, lettere a) e g), della presente legge, a eccezione delle previgenti zone A di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444, degli strumenti urbanistici comunali o delle zone a queste assimilabili dai piani urbanistici comunali, dei centri e nuclei storici consolidati e degli ulteriori ambiti di particolare pregio storico e architettonico.”.

Art. 4

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 5

(Entrata in vigore)

1.La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 43/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Attuazione delle disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni. Impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell'articolo 1 della legge n. 199/2025 - Deliberazione di Giunta regionale n. 32 del 12/02/2026” (deliberazione consiliare n. 55)

Il Consiglio regionale

visti

·       la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, recante modifiche al Titolo V, parte seconda, della Costituzione;

·       la legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 recante “Statuto della Regione Calabria” e s.m.i.;

·       il regolamento n. 7 del 20 novembre 2025 di Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale”, con cui è stata definita la nuova organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale, approvato con Decreto del Presidente della Giunta regionale n. 66 del 01 novembre 2025, successivamente modificato con regolamenti n. 9/2025, 11/2025, 13/2025 e 14/2025, entrato in vigore il 22 dicembre 2025;

visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante: “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42” e relativi principi applicativi, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126;

vista

·       la legge regionale 19 dicembre 2025, n. 49 recante “Legge di stabilità regionale 2026”;

·       la legge regionale 19 dicembre 2025, n. 50 recante “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”;

·       la deliberazione della Giunta regionale n. 697 del 20 dicembre 2025 recante “Documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028 (artt. 11 e 39, c.10, D.lgs 23.6.2011, n.118)”; 

·       la deliberazione della Giunta regionale n. 698 del 20 dicembre 2025 recante “Bilancio finanziario gestionale della Regione Calabria per gli anni 2025 - 2027 (art.39, c.10, D.lgs. 23.6.2011, n.118)”;

vista la legge 30 dicembre 2025, n. 199, recante: “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028” e, in particolare:

·       i commi da 638 a 643 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, concernenti le disposizioni relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni, ai sensi dei quali:

“638.  Dal 1° gennaio 2026 è cancellato il debito delle regioni nei confronti dello Stato riguardante le anticipazioni di liquidità di cui all'articolo 2, comma 46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di cui agli articoli 2 e 3, comma 1, lettere a) e b), del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, di cui all'articolo 116 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, e di cui all'articolo 1, comma 833, della legge 30 dicembre 2020, n. 178.

639. Dal 1° gennaio 2026, il debito contratto dalle regioni con la Cassa depositi e prestiti S.p.a. per estinguere, in tutto o in parte, le anticipazioni di liquidità di cui all'articolo 2, comma 46, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di cui all'articolo 2, comma 98, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, è posto a carico del bilancio dello Stato. Il Ministero dell'economia e delle finanze provvede al pagamento delle rate di ammortamento del predetto debito alle scadenze e per gli importi risultanti dai piani di ammortamento allegati ai relativi contratti di mutuo stipulati dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a. con le regioni. Le disposizioni di cui al presente comma e al comma 638 non operano in assenza della richiesta della Conferenza delle regioni e delle province autonome di cui al comma 642 e per le regioni che entro il 28 febbraio 2026 non trasmettono al Ministero dell'economia e delle finanze la delibera di cui al medesimo comma 642.

640. Dal 2026 al 2051, le regioni che hanno beneficiato della cancellazione dei debiti di cui al comma 638 e dell'accollo da parte dello Stato del loro debito di cui al comma 639 versano annualmente all'entrata del bilancio dello Stato gli importi complessivi indicati nell'allegato VII alla presente legge. Entro il 28 febbraio 2026, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono determinati gli importi di cui al primo periodo ripartiti tra le regioni, in misura pari ai minori oneri, per le stesse, derivanti dall'applicazione dei commi 638 e 639, le modalità di versamento al bilancio dello Stato e, per ciascun ente, la quota da riassegnare annualmente al Fondo per l'ammortamento dei titoli di Stato.

641. Le regioni versano gli importi di cui al comma 640 all'entrata del bilancio dello Stato, entro il 30 giugno di ciascuno degli anni dal 2026 al 2051. Qualora il versamento di cui al primo periodo non sia effettuato entro il termine previsto, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato provvede al recupero a valere sulle giacenze depositate a qualsiasi titolo nei conti aperti presso la Tesoreria dello Stato intestati a ciascuna regione, a esclusione dei conti riguardanti la sanità.

642. Su richiesta della Conferenza delle regioni e delle province autonome, al fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza pubblica derivanti dalla cancellazione del fondo anticipazioni di liquidità accantonato nel risultato di amministrazione:

a) le regioni Calabria, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia e Umbria si impegnano, con delibera del Consiglio regionale, dal 2026 al 2051, e la Regione siciliana si impegna, con delibera dell'Assemblea regionale, dal 2026 al 2045, ad applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all'importo determinato con riferimento ai risultati del rendiconto 2024 o, in assenza, dell'ultimo rendiconto formalmente approvato dalla Giunta o dal Consiglio, non superiore:

1) al limite previsto dall'articolo 1, commi 897 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, se al 31 dicembre 2024 la regione è in disavanzo di amministrazione di lettera E;

2) al risultato di amministrazione di lettera A, al netto del fondo anticipazione di liquidità e del fondo crediti di dubbia esigibilità, se al 31 dicembre 2024 il risultato di amministrazione di lettera E è positivo o pari a 0;

b) la regione Abruzzo si impegna con delibera del Consiglio regionale:

1) nel 2026 ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a);

2) dal 2027 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a) incrementato di euro 5.000.000;

c) le regioni Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Toscana si impegnano con delibera del Consiglio regionale:

1) dal 2026 al 2030, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a) incrementato, per ciascun anno, degli importi indicati nell'allegato VIII;

2) dal 2031 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a);

d) la regione Lazio si impegna con delibera del Consiglio regionale:

1) nel 2026 ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a) incrementato dell'importo indicato nell'allegato VIII;

2) dal 2027 al 2030, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a) incrementato di euro 404.000.000 e degli importi indicati nell'allegato VIII;

3) dal 2031 al 2051, ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione non superiore al limite determinato con le modalità previste dalla lettera a) incrementato di euro 404.000.000;

e) dal 2026 al 2030, le regioni Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana e Veneto possono, in sede di auto coordinamento, cedere o acquisire quote del riparto previsto dall'allegato VIII, nel limite complessivo annuo di 160 milioni di euro. Entro il 30 giugno di ciascun anno, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano comunica al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato il riparto di cui all'allegato VIII, da applicare per l'esercizio in corso;

f) le regioni che non rispettano i limiti previsti dalle lettere da a) a e) sono tenute a versare all'entrata del bilancio dello Stato, entro sessanta giorni dall'approvazione da parte della Giunta del rendiconto che accerta tale risultato, un importo corrispondente al maggiore utilizzo del risultato di amministrazione applicato in entrata al proprio bilancio. Qualora il versamento di cui al periodo precedente non sia effettuato entro il termine previsto, il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato provvede al recupero a valere sulle giacenze depositate a qualsiasi titolo nei conti aperti presso la Tesoreria dello Stato intestati a ciascuna regione, esclusi i conti riguardanti la sanità.

643. A decorrere dal rendiconto relativo all'esercizio 2025, il fondo anticipazioni di liquidità non è accantonato nel risultato di amministrazione delle regioni.

Considerato che

·       ai sensi dell’ultimo periodo del comma 639 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, al fine di consentire l’operatività delle disposizioni contenute nell’ambito del medesimo comma nonché del comma 638 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, ciascuna Regione beneficiaria delle misure ivi previste, a seguito di richiesta della Conferenza delle regioni e delle province autonome, si impegna, con apposita deliberazione del Consiglio regionale ovvero dell’Assemblea regionale, ad applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

·       che la deliberazione approvata dal Consiglio regionale ovvero dall’Assemblea regionale deve essere trasmessa al Ministero dell'economia e delle finanze entro la data del 28 febbraio 2026;

vista la nota prot. n. 0262/C2FIN del 15 gennaio 2026, con la quale la Conferenza delle regioni e delle province autonome, al fine di limitare gli effetti sui saldi di finanza pubblica derivanti dalle misure di cui ai commi 638 e 639 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025, richiede a ciascuna Regione beneficiaria delle misure predette di impegnarsi, con apposita deliberazione del Consiglio regionale ovvero dell’Assemblea regionale, ad applicare al proprio bilancio di previsione un risultato di amministrazione pari all’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

considerato che

·       ai sensi della lettera a) del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025 e fermo restando quanto ulteriormente stabilito per le regioni di cui alle lettere b), c) e d), il risultato di amministrazione applicabile al bilancio di previsione è pari all'importo determinato con riferimento ai risultati del rendiconto 2024 o, in assenza, dell'ultimo rendiconto formalmente approvato dalla Giunta o dal Consiglio, non superiore:

a) al limite previsto dall'articolo 1, commi 897 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, se al 31 dicembre 2024 la Regione è in disavanzo di amministrazione di lettera E);

b) al risultato di amministrazione di lettera A), al netto del fondo anticipazione di liquidità e del fondo crediti di dubbia esigibilità, se al 31 dicembre 2024 il risultato di amministrazione di lettera E) è positivo o pari a 0;

·       per la Regione Calabria, il limite del risultato di amministrazione applicabile al bilancio di previsione è determinato dal 2026 al 2051, per un importo non superiore al limite calcolato con le modalità previste dalla lettera a) del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025:

considerato, altresì, che alla data del 31 dicembre 2024 la Regione Calabria presentava un avanzo di amministrazione pari ad euro 52.783.368,08, come indicato alla lettera E) del Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione allegato alla legge regionale 21 novembre 2025, n. 44 recante “Rendiconto generale e rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024” e, pertanto, ai fini del calcolo del risultato di amministrazione da applicare ai bilancio dal 2026 al 2051, deve essere considerata la fattispecie indicata all’art. 1, comma 642, lettera a) n. 2 della legge n. 199/2025;

tenuto conto che, sulla base del Rendiconto generale e rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024 approvato con la legge regionale n. 44/2025:

·       il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2024, indicato alla lettera A) del Prospetto dimostrativo del risultato di amministrazione è pari ad euro 2.062.610.247,60;

·       Il fondo crediti di dubbia esigibilità al 31.12.2024, allocato nella parte accantonata del risultato di amministrazione, è pari ad euro 647.803.102,56;

·       Il fondo anticipazione di liquidità, allocato nella parte accantonata del risultato di amministrazione, è pari ad euro 193.713.843,95;

dato atto che per la Regione Calabria, l'importo relativo al risultato di amministrazione determinato sulla base dei risultati di cui alla legge regionale 21 novembre 2025, n. 44 recante “Rendiconto generale e rendiconto consolidato relativi all'esercizio finanziario 2024“, è pari a euro 2.062.610.247,60, costituendo, quindi, il limite del risultato di amministrazione applicabile al bilancio di previsione ai sensi della lettera a) n. 2 del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

considerato che, in virtù di quanto sopra rappresentato, per la Regione Calabria il limite massimo del risultato di amministrazione da applicare al bilancio di previsione è pari a complessivi euro 1.221.093.301,09, per gli anni dal 2026 al 2051;

ritenuto necessario adottare e sottoporre all’esame del Consiglio regionale la seguente deliberazione concernente l’impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione nel limite massimo pari all'importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 32 del 12 febbraio 2026 che ha adottato e sottoposto all’esame del Consiglio regionale l’impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione nel limite massimo dell’importo determinato ai sensi del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

dato atto che la presente deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale;

Udito il relatore, consigliere Pietropaolo, che ha illustrato il provvedimento,

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità esposte in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

1. di assumere, in applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi da 638 a 643, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, relative alla cancellazione della restituzione delle anticipazioni di liquidità da parte delle Regioni, l’impegno della Regione Calabria ad applicare al bilancio di previsione un risultato di amministrazione dal 2026 al 2051, nel limite massimo di euro 1.221.093.301,09, determinato con le modalità previste dalla lettera a) del comma 642 del medesimo articolo 1 della legge n. 199/2025;

2. di prendere atto che il mancato rispetto degli impegni assunti con la presente deliberazione comporta l’applicazione di quanto previsto dalla lettera f) del comma 642 dell’articolo 1 della legge n. 199/2025;

3. di trasmettere, entro il 28 febbraio 2026, la presente deliberazione al Ministero dell’economia e delle finanze, ai sensi dell’articolo 1, comma 639 della legge n.199/2025.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 23/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge n.157/1992, art. 10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS - Deliberazione di Giunta regionale n. 648 del 5/12/2025” (deliberazione consiliare n. 56)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione di Giunta regionale n. 648 del 5 dicembre 2025 recante “Legge n.157/1992, art. 10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS”, rubricata quale proposta di provvedimento amministrativo n.23/13^;

visti gli indirizzi contenuti nel "PFVR - Documento di indirizzo strategico" (ALLEGATO A alla DGR n. 648 del 5.12.2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale); nonché il Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) (ALLEGATO B alla DGR n. 648 del 5.12.2025, e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale);

vista la Legge 11 febbraio 1992, n. 157, e successive modificazioni e integrazioni, recante "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio", che all'articolo 9, comma 1, attribuisce alle Regioni le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria di cui all'articolo 10, nonché i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi previsti dalla medesima norma e dallo statuto regionale;

richiamata la Legge regionale 17 maggio 1996, n.9 recante "Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica e l'organizzazione del territorio ai fini della disciplina programmata dell'esercizio venatorio" ed in particolare:

·     Art.1 comma 2. La Regione esercita le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento dei piani faunistico venatori delle province e svolge i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi nei casi previsti dalla presente legge e dal proprio Statuto;

·     Art.5 comma 3. Il piano faunistico-venatorio regionale (PFVR) è predisposto dalla Giunta regionale mediante il coordinamento dei piani faunistici-venatori provinciali. Il piano faunistico-venatorio regionale è approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta regionale, sentiti /'OFVR - Osservatorio faunistico venatorio regionale e la CFVR - Consulta Faunistica-Venatoria Regionale;

·     Art.5 comma 4. Il piano faunistico-venatorio regionale ha durata quinquennale e può essere aggiornato anche prima della scadenza su richiesta di una o più province se le situazioni ambientali e faunistiche sulla base delle quali è stato elaborato subiscano sensibili variazioni;

·     Art.5 comma 4-bis. Il piano faunistico-venatorio regionale conserva la propria efficacia anche dopo la scadenza del termine quinquennale sino all'approvazione del nuovo piano;

·     Art. 6 comma 1. Ai fini della pianificazione generale del territorio agrosilvopastorale, le province, sentiti l'OFVR, le associazioni venatorie riconosciute e le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative operanti nella provincia, predispongono con cadenza quinquennale i piani faunistico-venatori, con congruo anticipo rispetto all'emanazione del piano faunistico regionale, e comunque non oltre il dieci di maggio dell'anno di riferimento, al fine di consentire la regolare e puntuale emanazione del calendario venatorio. La Regione, qualora le province non approvino i piani faunistico-venatori nel termine previsto, vi provvede in via sostitutiva, previa diffida a adempiere entro sessanta giorni dalla scadenza del termine.

Dato atto che

·     con Deliberazione del Consiglio Regionale n.222 del 25 giugno 2003 è stato approvato il Piano Faunistico Venatorio Regionale;

·     con Deliberazione del Consiglio Regionale n.351 del 8 luglio 2009 è stata estesa la validità del suddetto piano alla data del 31 gennaio 2010;

·     con Deliberazione del Consiglio Regionale n.49 del 4 agosto 2010 è stata estesa la validità del suddetto piano fino all'entrata in vigore del nuovo piano;

preso atto che

·     con Delibera del Consiglio Provinciale n.32 del 19.12.2011 è stato approvato il PFVP della Provincia di Cosenza;

·     con Delibera del Consiglio Provinciale n.51del 04.08.2009 è stato approvato il PFVP della Provincia di Reggio Calabria;

·     con Delibera del Consiglio Provinciale n.17 del 29.09.2011 è stato approvato il PFVP della Provincia di Vibo Valentia;

·     con Delibera del Consiglio Provinciale n.48 del 22.12.2011 è stato approvato il PFVP della Provincia di Crotone;

viste le più recenti disposizioni comunitarie in materia di attività venatoria, intervenute nel frattempo, le quali evidenziano la necessità di sviluppare processi gestionali unitari e coerenti su tutto il territorio, al fine di garantire un'applicazione omogenea delle norme e una più efficace tutela degli ecosistemi ed in particolare:

·     Direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, che ha codificato e sostituito la Direttiva 79/409/CEE, imponendo un quadro armonizzato di protezione delle specie e dei loro habitat;

·     Regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, rivolto a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, che richiede azioni coordinate e integrate per evitare impatti significativi sulla biodiversità e sulle attività economiche connesse;

·     Regolamento (UE) 2021/57 della Commissione, del 25 gennaio 2021, che modifica l'allegato XVII del regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) limitando l'uso del piombo nelle munizioni impiegate all'interno o in prossimità delle zone umide, norma che impone procedure uniformi di controllo allo scopo di prevenire l'inquinamento ambientale e tutelare la fauna acquatica;

considerato che

·     risulta necessario garantire il necessario coordinamento tra le attività svolte da Regione, Province e Città Metropolitana, al fine di garantire uniformità di criteri, omogeneità cartografica e coerenza gestionale e, non ultimo, le economie di spesa che derivano da un procedimento unico;

·     a tal fine è stata convocata dalla Regione apposita riunione di coordinamento, come da verbale agli atti del Settore, con le Province e la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Nel corso dell'incontro è emersa la difficoltà da parte dei suddetti enti di procedere autonomamente all'aggiornamento dei PFVP. È stata pertanto riconosciuta l'opportunità di adottare un percorso coordinato, finalizzato alla condivisione delle scelte e alla valutazione congiunta delle osservazioni che perverranno nelle varie fasi di redazione del PFVR;

considerato, pertanto, che:

·     a distanza di oltre vent'anni dall'approvazione dell'ultimo PFVR, il quadro ambientale, faunistico e territoriale regionale ha subito profonde modificazioni, sia per effetto dei cambiamenti climatici, sia per l'evoluzione degli ecosistemi e delle loro pressioni antropiche;

·     è emersa un'emergenza faunistica particolarmente significativa legata alla proliferazione di alcune specie, quale quella del cinghiale, con rilevanti impatti sulla sicurezza pubblica, sull'agricoltura e sulla gestione degli habitat;

·     le più recenti disposizioni comunitarie in materia di tutela della fauna selvatica, gestione venatoria e protezione degli habitat - tra cui, in particolare, la Direttiva 2009/147/CE (''Uccelli"), il Regolamento (UE) 1143/2014 sulle specie esotiche invasive e il Regolamento (UE) 2021/57 relativo alla restrizione dell'uso del piombo nelle munizioni nelle zone umide - delineano un quadro normativo fortemente orientato all'adozione di strategie di gestione integrate, coordinate e basate su criteri scientifici uniformi;

rilevato che tali disposizioni europee:

·     impongono un approccio ecosistemico unitario, fondato sulla valutazione complessiva degli habitat, della connettività ecologica e delle dinamiche delle popolazioni faunistiche, che non può essere efficacemente realizzato attraverso interventi frammentati su scala provinciale;

·     richiedono la gestione coordinata delle specie migratrici, la cui tutela e il cui prelievo devono essere pianificati su ambiti territoriali omogenei e contigui, rendendo necessario un quadro regionale unico che assicuri coerenza e continuità gestionale;

·     sollecitano interventi uniformi per il controllo e la prevenzione delle specie esotiche invasive, le cui dinamiche di diffusione prescindono dai confini amministrativi, imponendo quindi una governance regionale in grado di assicurare tempestività e omogeneità di risposta;

·     introducono obblighi omogenei relativi all'uso di munizionamento contenente piombo, con ricadute dirette su regolamentazioni venatorie che devono essere applicate in maniera uniforme sull'intero territorio regionale, soprattutto in prossimità delle zone umide e dei siti Natura 2000;

ritenuto pertanto che il pieno recepimento delle disposizioni comunitarie e il rispetto degli obblighi connessi alla gestione delle reti ecologiche e delle specie di interesse comunitario possano essere assicurati esclusivamente mediante l'elaborazione di un Piano Faunistico-Venatorio Regionale aggiornato, predisposto in forma unitaria dalla Regione e articolato nei necessari livelli di dettaglio provinciale, così da garantire omogeneità normativa, adeguato coordinamento tecnico-scientifico, uniformità dei criteri di gestione e un adempimento completo e coerente agli obblighi derivanti dal quadro europeo;

ritenuto, altresì, necessario che la Regione assuma il coordinamento unitario dell'intero processo di aggiornamento, ferma restando l'articolazione del PFVR fino al livello provinciale, assicurando il pieno e costante coinvolgimento degli enti territoriali;

considerato, inoltre, che ai sensi della parte II del d.lgs. n. 152/2006 e s.m.i. l'attività di aggiornamento del PFVR deve rispettare gli obblighi stabiliti dalla parte II del d.lgs. n. 152 del 2006 in tema di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e di Valutazione d'Incidenza Ambientale (VINCA);

tenuto conto di quanto previsto dal Regolamento Regionale del 4 agosto 2008, recante la disciplina delle procedure di Valutazione Ambientale Strategica e in particolare le disposizioni di cui al Capo II (art. da 20 a 29);

preso atto che la VAS è avviata contestualmente al processo di formazione del Piano e lo accompagna durante tutte le fasi di predisposizione, adeguandosi e sviluppandosi in armonia con esso, in modo da modificarne e integrarne i contenuti ove necessario e opportuno;

ritenuto che il "PFVR - Documento di indirizzo strategico" (Allegato A alla DGR n. 648 del 5.12.2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale) costituisca bozza contenutistica del piano oggetto di aggiornamento su cui si incardina il procedimento di VAS in oggetto, al fine di addivenire al suo assetto finale all'esito della VAS medesima;

considerato altresì che in coerenza con l'art. 22 del Regolamento Regionale del 4 agosto 2008 l'Autorità Procedente entra in consultazione con l'Autorità competente e gli altri soggetti competenti in materia ambientale sulla base di un Rapporto Ambientale Preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS);

ritenuto, pertanto, necessario procedere alla revisione e all'aggiornamento del Piano Faunistico - Venatorio regionale (PFVR) e, di conseguenza:

·     dare avvio, ai sensi dell'articolo 1O della legge n. 157/1992 e dell'articolo 5 della legge regionale n.9/1996, all'aggiornamento del "Piano faunistico-venatorio regionale" e alla relativa procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS);

·     approvare gli indirizzi contenuti nel "PFVR - Documento di indirizzo strategico" (Allegato A);

·     approvare il "PFVR - Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS)" redatto ai sensi dell'articolo 13 del d.lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 e ss.mm.ii . e dell'art. 22 del Regolamento Regionale n. 3 del 2008 (Allegato B);

·     individuare, ai sensi dell'art.5 del d.lgs. n.152/2006:

o  Autorità Competente: il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Paesaggio e Qualità Urbana supportato dalla Struttura Tecnica di Valutazione istituita con l.r. n. 39/2012;

o  Autorità Procedente: la Giunta Regionale per il tramite del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo Rurale";

o  Autorità Proponente: il Settore 5 "Caccia e Pesca - FEAMPA, Controlli Programma Comunitario 2023/2027" del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo Rurale";

·     stabilire l'istituzione di un tavolo di coordinamento con le Province e con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, finalizzato a garantire il necessario coordinamento delle attività di pianificazione;

visto

·     il "PFVR - Documento di indirizzo strategico", allegato alla DGR n. 648 del 5.12.2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato A), proposto dall'Autorità procedente;

·     il "PFVR - Rapporto Preliminare Ambientale della Valutazione Ambientale Strategica (VAS)" allegato alla DGR n. 648 del 5.12.2025 e alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato B), proposto dall'Autorità Proponente;

preso atto che la Sesta Commissione consiliare, nella seduta del
10 febbraio 2026, ha approvato la Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 23/13^ con riferimento all’avvio all’aggiornamento del Piano faunistico-venatorio regionale e alla relativa procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e i documenti ad esso allegati;

udito il relatore, consigliera Santoianni, che ha illustrato il provvedimento,

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

1.    di dare avvio, ai sensi dell'articolo 10 della legge n. 157/1992 e dell'articolo 5 della legge regionale n.9/1996, all'aggiornamento del "Piano faunistico-venatorio regionale" e alla relativa procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS);

2.    di approvare gli indirizzi contenuti nel "PFVR - Documento di indirizzo strategico" (Allegato A);

3.    di approvare il "PFVR - Rapporto ambientale preliminare della Valutazione Ambientale Strategica (VAS)" redatto ai sensi dell'articolo 13 del d.lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 e ss.mm.ii. e dell'art. 22 del Regolamento Regionale n. 3 del 2008 (Allegato B);

4.    di individuare, ai sensi dell'art.5 del d.lgs. n.152/2006:

      Autorità Competente: il Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente Paesaggio e Qualità Urbana supportato dalla Struttura Tecnica di Valutazione istituita con l.r. n. 39/2012;

      Autorità Procedente: la Giunta Regionale per il tramite del Dipartimento “Agricoltura e Sviluppo Rurale”;

      Autorità Proponente: il Settore 5 "Caccia e Pesca - FEAMPA, Controlli Programma Comunitario 2023/2027" del Dipartimento "Agricoltura e Sviluppo Rurale";

5.    di stabilire l'istituzione di un tavolo di coordinamento con le Province e con la Città Metropolitana di Reggio Calabria, finalizzato a garantire il necessario coordinamento delle attività di pianificazione;

6.    di precisare che la partecipazione al suddetto tavolo non comporta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso spese o altro emolumento comunque denominato.

(Allegati)

Proposta di legge n. 44/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo e Brutto, recante: “Modifiche alla legge regionale 26 novembre 2025, n. 45. Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione” (deliberazione consiliare n. 57)

Art. 1

(Modifica dell’articolo 1 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45)

1. Nel comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45 (Disciplina del referendum popolare per l'approvazione dello Statuto regionale), le parole: “parziale, per le quali” sono sostituite dalle seguenti: "parziale, che non intervengono sui principi fondamentali o sulla struttura dello Statuto, dettando esclusivamente disposizioni puntuali di tipo organizzativo, ovvero di attuazione o adeguamento a norme statali sopravvenute. Per tali leggi regionali".

Art. 2

(Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45)

1. L'articolo 8 della l.r. 45/2025 è così modificato:

a) nel comma 1 dopo le parole: "Comune della Regione," sono inserite le seguenti: “o nell'elenco dei cittadini italiani residenti all'estero,”;

b) alla fine del comma 5 sono aggiunte le seguenti parole: ", ovvero la sua iscrizione nelle liste elettorali dell'anagrafe unica dei cittadini italiani residenti all'estero".".

Art. 3

(Modifica dell'articolo 9 della legge regionale 26 novembre 2025, n. 45)

1. Nel secondo periodo del comma 3 dell'articolo 9 della l.r. 45/2025, le parole: "dal Segretario Generale" sono sostituite dalle seguenti: "dall'Ufficio centrale regionale di cui all'articolo 11, comma 2,".

Art. 4

(Disposizioni finanziarie)

1. Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 5

(Entrata in vigore)

1.     La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Mozione numero 12/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Brutto, Filomena Greco, De Cicco, Bruno, Ranuccio, recante: “Iniziative per garantire la continuità del servizio SUEM 118 dell’ASP di Reggio Calabria e la valorizzazione dell’esperienza professionale del personale attualmente impiegato in servizi esternalizzati, nel rispetto della normativa vigente”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso che:

•con determina n. 3709 del 16 dicembre 2025 l'Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha disposto una proroga tecnica, fino al 31 dicembre 2026, del servizio di integrazione e supporto all'Emergenza-Urgenza della Direzione SUEM 118;

• la suddetta proroga è finalizzata a consentire la razionalizzazione delle postazioni oggi gestite in outsourcing e a valutare possibili modalità di gestione diretta del servizio, incoerenza con gli indirizzi contenuti nel DCA n. 1 02/2024 e nel rispetto del quadro normativo nazionale e regionale vigente;

considerato che:

• il servizio di emergenza-urgenza e il trasporto sanitario costituiscono funzioni essenziali del Servizio Sanitario Regionale e richiedono elevati livelli di affidabilità, continuità ed efficienza operativa;

•l'Amministrazione sanitaria è tenuta a garantire il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), la sicurezza dei pazienti e la tempestività degli interventi sul territorio;

• il personale attualmente impiegato dai soggetti affidatari dei servizi esternalizzati ha maturato, nel corso del tempo, una significativa esperienza operativa nell'ambito del sistema SUEM 118, operando secondo protocolli condivisi con l'ASP;

• tale esperienza rappresenta un elemento di rilievo ai fini della continuità e della qualità del servizio, fermo restando il rispetto delle norme in materia di accesso al pubblico impiego e di organizzazione del personale del Servizio sanitario;

• ogni processo di riorganizzazione o eventuale internalizzazione dei servizi deve avvenire nel rispetto dei principi di legalità, imparzialità, buon andamento, sostenibilità finanziaria e delle procedure previste dall' ordinamento;

ritenuto:

• necessario accompagnare eventuali processi di riorganizzazione del servizio con adeguate misure di salvaguardia della continuità assistenziale;

• opportuno valorizzare, nei limiti consentiti dalla legge, l'esperienza professionale maturata dal personale già operante nei servizi di emergenza-urgenza, evitando soluzioni che possano determinare criticità operative o disfunzioni nel sistema di soccorso.

Tutto ciò premesso e considerato,

impegna la Giunta regionale

1. a garantire la continuità e l'efficienza del servizio S.U.E.M. 118, assicurando che eventuali processi di riorganizzazione o di gestione diretta dei servizi di emergenza-urgenza siano programmati e attuati in modo graduale e coerente con la normativa vigente, al fine di non pregiudicare la tempestività e la qualità degli interventi sul territorio;

2. a valutare, nel rispetto della legislazione nazionale e regionale in materia di lavoro pubblico, la possibilità di avviare le procedure di stabilizzazione per chi ha prestato servizio in analoghe posizioni nell'appalto esterno, o in alternativa ad attivare strumenti organizzativi e procedurali che consentano di tenere conto dell’esperienza professionale maturata dal personale attualmente impiegato nei servizi esternalizzati, anche attraverso:

-l'applicazione delle clausole sociali previste dalla normativa sugli appalti pubblici, ove compatibili;

- la valorizzazione dell'esperienza professionale nell'ambito di eventuali procedure selettive pubbliche, secondo criteri oggettivi e trasparenti;

3. a monitorare costantemente, tramite gli uffici competenti e d'intesa con l'ASP di Reggio Calabria, gli effetti organizzativi e assistenziali della fase transitoria, verificando che il passaggio dall'attuale modello di gestione a eventuali nuove modalità non determini interruzioni o riduzioni del livello di servizio reso ai cittadini;

4. a riferire periodicamente al Consiglio regionale sugli sviluppi delle iniziative intraprese e sugli esiti delle valutazioni in merito all'organizzazione del servizio di emergenza-urgenza nel territorio dell'ASP di Reggio Calabria.

(Allegato)

Mozione numero 20/13^ di iniziativa del consigliere regionale Mattiani, recante: “Introduzione dell’esenzione dal ticket sanitario per le vittime di violenza per le prestazioni mediche farmacologiche e psicologiche correlate”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso:

- che la violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la salute fisica e psicologica delle vittime;

-che secondo l’indagine condotta dall’Istat nel 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età) e il 18,8ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali; tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7%delle donne;

-che nell’anno 2024, si sono registrati 19.518 accessi di donne in Pronto Soccorso (PS) con indicazione di violenza, nel 2023 erano 16.896;

-che si è registrato, quindi, un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente;

-che, inoltre, secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, relativamente al 2025 sono stati registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito familiare/affettivo; di queste,62 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner;

-che trattasi di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale;

-che già la Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 37 del 21 gennaio2025 e la Regione Lombardia con la Deliberazione della Giunta Regionale n. XII/5694 del02.02.2026, hanno istituito un codice di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul genere e/o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal Pronto Soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale connesse alla violenza subita.

Considerato che

- la Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la Legge 27 giugno 2013, n. 77, impone agli Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza, garantendo servizi di supporto adeguati;

-il DPCM 12 gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere e sessuale, prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio Sanitario Nazionale;

- la Regione Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere e/o basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere.

Rilevato che

-l'assenza di un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di recupero e reintegrazione e che l’adozione di misure simili a quelle implementate già da altre Regioni potrebbe rafforzare la tutela delle vittime in Calabria, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari necessari.

Tutto ciò premesso, ritenuto e considerato,

impegna la Giunta regionale

per quanto di competenza,

-a istituire un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a favore delle vittime di violenza di genere e/o per motivi legati all'orientamento sessuale e all' identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle necessarie prestazioni sanitarie

 (comprese le prestazioni psicologiche, di specialistica ambulatoriale e le prestazioni nell’ambito della riabilitazione) e farmacologiche connesse alla violenza subita;

-a estendere l’applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di feminicidio;

-a definire in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice di esenzione, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le Aziende Ospedaliere (AO), i centri antiviolenza e i consultori, e dalle associazioni della Rete Antidiscriminazioni;

-a promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie gratuite.

(Allegato)

Mozione numero 23/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, De Francesco, Filomena Greco, Scutellà, Ranuccio, Bruno, De Cicco, recante: “Potenziamento della diagnosi precoce e della presa in carico dei pazienti con Alzheimer e demenze”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso che:

- la malattia di Alzheimer rappresenta la più comune forma di demenza neurodegenerativa, colpendo progressivamente le cellule nervose responsabili di memoria, linguaggio e apprendimento, con conseguente perdita graduale delle funzioni cognitive e motorie fino alla completa perdita di autonomia;

-secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, oltre 55 milioni di persone nel mondo sono affette da demenza, e la sola malattia di Alzheimer rappresenta circa il 50-60% dei casi, con un'incidenza incostante crescita a causa dell'invecchiamento della popolazione;

-in Italia si stimano circa 1,2 milioni di persone affette da demenza, di cui circa 600 mila malati di Alzheimer.

-in Calabria si stimano circa 40.000 persone affette da demenza, con circa 6.000 nuove diagnosi annuali e un sommerso pari a circa il 30% dei casi, che comporta ritardi nell'accesso alle cure, isolamento sociale e aggravamento del quadro clinico;

-il Piano Nazionale Demenze (PND), approvato nel 2014, e l'istituzione del Fondo per l'Alzheimer e le demenze si sono orientati al miglioramento degli interventi, alla diagnosi precoce, al rafforzamento dell’assistenza domiciliare e della formazione degli operatori, nonché al sostegno delle famiglie e dei caregiver;

-negli ultimi anni, il progresso scientifico ha aperto nuove prospettive terapeutiche, rendendo disponibili farmaci innovativi per la malattia di Alzheimer in grado di rallentare il decadimento cognitivo, soprattutto se somministrati in fase precoce. Questi sviluppi offrono una prospettiva di cura significativa per pazienti e famiglie, rendendo necessaria una riorganizzazione del sistema sanitario regionale e l'aggiornamento dei percorsi assistenziali;

-con DCA n. 258 del 7 dicembre 2018, la Regione ha recepito il Piano Nazionale Demenze (PND), le Linee di indirizzo nazionali sui percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per le demenze e le Linee di indirizzo nazionali sull'uso dei sistemi informativi per caratterizzare il fenomeno delle demenze;

- con decreto dirigenziale n. 3014 del 22 marzo 2022 è stato istituito il Tavolo Tecnico Regionale Permanente di monitoraggio della Rete Territoriale Regionale Demenze con compiti relativi a:

-Costruzione e implementazione della Rete Regionale per le demenze;

-monitoraggio del PND al fine di garantire l'omogeneità degli interventi sul territorio;

- promozione di strategie primarie e secondarie di prevenzione delle demenze e del deterioramento cognitivo-Piano Regionale della Prevenzione 2020/2025, DCA n. 137/2021;

-rilevazione dell'offerta sanitaria ad integrazione sociosanitaria con il coinvolgimento degli ambiti territoriali;

-costruzione e/o implementazione del sistema informativo dedicato alle demenze;

-ricerca mirata sulle demenze;

-promozione sul territorio regionale di progetti sperimentali / orientati al miglioramento della assistenza e della qualità di vita;

-implementazione e controllo dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) e dei servizi territoriali;

-con il DCA n. 144 del 27 ottobre 2022 ha approvato il Piano triennale delle attività del Fondo Alzheimer e demenze della Regione Calabria, recante l'attività progettualità “Sperimentazione, valutazione e diffusione di interventi di teleriabilitazione tesi a garantire un progetto riabilitativo mirato, con lo scopo di migliorare partecipazione, inclusione e qualità della vita del paziente”;

- la Regione Calabria debba dotarsi di un modello organizzativo capace di rispondere tempestivamente all'aumento dei casi e alla necessità di diagnosi precoce, anche in vista dell'introduzione dei nuovi trattamenti, garantendo equità di accesso, continuità assistenziale e omogeneità territoriale;

-che, in attuazione del Piano Nazionale Demenze e dei provvedimenti regionali già adottati, la Regione Calabria deve consolidare la costruzione e il progressivo potenziamento della rete territoriale per le demenze, valorizzando i Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD)e promuovendo

 modelli di presa in carico integrata tra medicina territoriale, servizi specialistici e servizi sociali, con particolare attenzione alla continuità assistenziale e alla riduzione delle disomogeneità territoriali;

-che, altresì, nell'ambito di tale percorso, risultano già in corso ma devono essere potenziate iniziative orientate al rafforzamento delle azioni di sostegno alle famiglie e ai caregiver - anche tramite informazione e orientamento ai servizi, percorsi di formazione / psico educazione e supporto psicologico - nonché alla promozione di servizi di prossimità e di sollievo, in raccordo con gli enti locali, le aziende sanitarie, gli Ambiti territoriali sociali e il Terzo Settore, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo di soluzioni semiresidenziali e di socializzazione (quali centri diurni dedicati e programmi di comunità sul modello dei “Caffè Alzheimer”), coerenti con l'obiettivo di sostenere la domiciliarità e prevenire ricoveri e istituzionalizzazioni improprie;

-che la Regione sta contestualmente rafforzando gli strumenti di governo clinico-organizzativo e di monitoraggio della rete, anche mediante l'evoluzione dei sistemi informativi e l'adozione di indicatori di processo ed esito utili alla programmazione e alla valutazione dell'efficacia degli interventi, valorizzando e indirizzando in modo coordinato le opportunità di finanziamento disponibili (Fondo Alzheimer e demenze, Piano Nazionale Demenze, Programma Nazionale Equità nella Salute ulteriori risorse di programmazione), al fine di sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro cognitivo.

Tutto ciò premesso:

-         “Richiamato altresì il Programma Nazionale Equità nella Salute (PNES), inserito tra i riferimenti strategici della programmazione sanitaria regionale 2024-2026, il quale assegna alla Regione Calabria risorse dedicate-pari complessivamente oltre 40 milioni di euro-finalizzate alla riduzione delle disuguaglianze di salute, con particolare attenzione al potenziamento dei servizi territoriali e degli interventi nell'area della salute mentale. Tale Programma, la cui attuazione regionale prevede progetti esecutivi sviluppati in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali e Azienda Zero, rappresenta uno strumento essenziale per rafforzare l'accesso ai servizi, migliorare l'integrazione sociosanitaria e sostenere strategie di prevenzione e diagnosi precoce anche in ambito neuro-cognitivo”.

Si ritiene, pertanto, prioritario che la Regione Calabria valorizzi tali risorse, indirizzandole anche al rafforzamento dei servizi per le demenze e alla piena implementazione della rete Alzheimer.

Impegna

la Giunta regionale

alla luce dei bisogni emergenti della popolazione e delle più recenti evidenze scientifiche e organizzative, a proseguire e rafforzare l'azione di aggiornamento, consolidamento e piena operatività della Rete Regionale per le Demenze, nonché a promuovere la definizione e la progressiva implementazione di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale(PDTA) per la malattia di Alzheimer, in coerenza con gli indirizzi nazionali e con la programmazione regionale, al fine di assicurare maggiore uniformità, appropriatezza ed equità nell'accesso ai percorsi di diagnosi, cura e presa in carico su tutto il territorio regionale, valorizzando l’ integrazione tra servizi sanitari, sociosanitari e sociali.

(Allegato)