
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 5
SEDUTA Di VENERDI’ 16 GENNAIO 2026
PRESIDENZA DEL
PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
Inizio
lavori h. 13,32
Fine
lavori h. 15,47
Presidenza del presidente Salvatore
Cirillo
La seduta inizia alle 13,32
Dà avvio ai lavori,
invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta
precedente.
Dà lettura del verbale della
seduta precedente.
(È approvato senza osservazioni)
Grazie, collega De Francesco. Prima di avviare i lavori desidero esprimere, a nome dell'intera Assemblea legislativa e di tutti i dipendenti del Consiglio, sentimenti di profondo cordoglio e di sincera vicinanza al vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, per la scomparsa della cara mamma. Al vicepresidente della Giunta, Mancuso, e alla sua famiglia giungano le condoglianze più sentite del Consiglio regionale.
Desidero, inoltre, invitare l'Aula in un momento di raccoglimento in memoria delle giovani vittime della tragedia avvenuta a Crans-Montana in Svizzera; un evento che ha profondamente colpito le nostre coscienze e ha richiamato il valore della vita e della solidarietà umana.
Chiedo, pertanto, all'Assemblea di osservare un minuto di silenzio. Grazie.
(I consiglieri e i presenti si levano in piedi e osservano
un minuto di silenzio)
Dà lettura delle comunicazioni.
Passiamo ora all'ordine del giorno della seduta: punto 1, la proposta di legge numero 21/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Cirillo, Brutto, Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro, recante: “Disposizione per garantire la continuità dei servizi sanitari regionali.”
Procedo con l'illustrazione.
(Il Presidente del Consiglio
relaziona in qualità di consigliere regionale, primo firmatario della proposta)
Il presente progetto di legge mira a introdurre misure straordinarie e temporanee volte a salvaguardare la stabilità del servizio sanitario regionale della Calabria. L'obiettivo primario è contrastare la grave carenza di personale medico che affligge le strutture sanitarie regionali, con particolare riguardo ai presìdi situati nelle aree interne e nei reparti che presentano le maggiori criticità d'organico. L'intervento si rende necessario per garantire l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza e assicurare ai cittadini il diritto costituzionale alla salute, evitando l'interruzione dei servizi pubblici essenziali.
La sanità calabrese attraversa una fase di profonda riorganizzazione e, nonostante i rilevanti passi avanti compiuti su questo versante, tuttavia, ancora si registrano un'esistente difficoltà nel reperimento del personale medico qualificato attraverso le ordinarie procedure concorsuali. In attesa, pertanto, del completamento dei piani di assunzione a tempo indeterminato, è indispensabile ricorrere a strumenti flessibili che permettono di reinserire nel sistema competenze già consolidate. A tal fine, la proposta di legge disciplina il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a medici già collocati in quiescenza. Tali professionisti, grazie all'esperienza maturata, rappresentano una risorsa immediata per supportare i reparti in sofferenza.
Il testo legislativo evidenzia nello specifico gli ambiti prioritari di intervento sui quali si interviene per garantire la continuità assistenziale e, pertanto, si è programmato l'inserimento di queste figure professionali nelle strutture che svolgono prestazioni mediche di emergenza e urgenza e di supporto territoriale, quali: il pronto soccorso, l'anestesia, la medicina interna, la chirurgia generale e la continuità assistenziale. Per garantire l'efficacia e la sicurezza delle prestazioni possono essere incaricati tutti i medici in quiescenza in possesso di idoneità psicofisica e che negli ultimi cinque anni di servizio non abbiano riportato sanzioni disciplinari gravi nello svolgimento della loro professione medica. Gli incarichi sono conferiti mediante contratti libero professionale della durata massima di 12 mesi, rinnovabili una sola volta in presenza di comprovate necessità. Infine, si prevede un rigoroso sistema di controllo. Infatti, le aziende sanitarie sono chiamate a trasmettere alla Regione una relazione dettagliata sugli incarichi conferiti, mentre la Giunta regionale è tenuta a informare annualmente il Consiglio sullo stato di attuazione della legge. La presente legge, sotto il profilo economico, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. La copertura finanziaria è assicurata dalle risorse già stanziate nei bilanci delle singole aziende, utilizzando i fondi destinati alle spese di personale e alle prestazioni sanitarie. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Signor Presidente, signori assessori, colleghe e colleghi, quello che oggi discutiamo è un provvedimento che tocca un punto nevralgico della nostra sanità. La proroga dell'utilizzo dei medici in pensione con contratti individuali nelle aziende sanitarie è una misura temporanea, certo, ma necessaria perché, in sua assenza e in attesa che entri in vigore l'annunciata modifica normativa a livello nazionale che dovrebbe rendere stabile la possibilità di impiegare questi medici, si creerebbe un vuoto; un vuoto che nella situazione attuale della sanità calabrese rischierebbe di assumere proporzioni drammatiche. Parliamo, infatti, di reparti che già oggi faticano a coprire i turni, di ospedali che sopravvivono solo grazie all'impegno straordinario di pochi professionisti, spesso prossimi alla pensione o già pensionati, ma ancora in servizio per garantire la continuità assistenziale. Se il rinnovo di questi contratti si interrompesse anche solo per poche settimane avremmo conseguenze gravissime: blocchi dei reparti, sospensioni delle attività, ritardi negli interventi chirurgici, disservizi nei pronto soccorso. E tutto questo in una regione come la nostra dove le risorse umane in ambito sanitario sono già ben al di sotto del limite. Per questo - lo voglio dire senza titubanza - il mio voto sarà favorevole, nonostante io faccia parte della minoranza, la chiamo minoranza e non pregiudizialmente opposizione; voterò a favore di questa proposta di legge perché di fronte a un tema come la salute non possono esistere barriere di schieramento. Ho potuto constatare personalmente la gravità della situazione, come purtroppo quotidianamente capita direttamente sulla propria pelle a tanti cittadini su tutto il territorio calabrese. Nel mio ruolo di consigliere regionale, grazie ai poteri ispettivi che il ruolo mi attribuisce, ho visitato tanti ospedali della nostra regione nella precedente e nell'attuale legislatura. L'ultimo in cui sono stato in ordine di tempo è stato l'Ospedale di Polistena, subito dopo le manifestazioni di cittadini che, assieme al loro sindaco Michele Tripodi, chiedevano il rafforzamento degli organici; manifestazioni che hanno fatto seguito ad analoghe iniziative: la grande fiaccolata per la sanità, organizzata dal Comitato delle associazioni di Castrovillari, dove la carenza di posti letto ma soprattutto di personale rappresentano il problema più grave, ma anche le proteste a Cariati, Vibo, San Giovanni in Fiore e altre ancora. A Polistena, parlando con operatori, cittadini, il Sindaco e con la direzione sanitaria, ho avuto la conferma di quanto la situazione sia davvero delicata: soprattutto il reparto di anestesia e rianimazione, che è un servizio centrale e indispensabile per tutte le attività cliniche dell'ospedale, vive una condizione al limite. Se venissero interrotti i contratti ai medici in pensione che oggi garantiscono i turni, questo reparto rischierebbe la paralisi. Con esso si bloccherebbero chirurgia, pronto soccorso, terapia intensiva, sala parto. In pratica si bloccherebbe l'intero ospedale. Ecco perché parlo di responsabilità. Davanti a queste realtà, davanti alla sofferenza concreta dei cittadini, non possiamo permetterci esitazioni, non possiamo chiudere gli occhi o richiamarci a formalismi legislativi quando di mezzo c'è la vita delle persone.
Questa proposta di legge - lo ribadisco e lo sottolineo - non è la soluzione definitiva, è una misura ponte che serve a non far crollare ciò che faticosamente ancora regge. Però, è del tutto evidente che non possiamo limitarci a gestire l'emergenza.
È necessario programmare, governare la sanità con visione, con anticipo, con strumenti adeguati. E, qui, voglio dare un mio contributo propositivo su alcuni aspetti che ritengo fondamentali.
C'è, anzitutto, l'urgenza di accelerare i concorsi pubblici per il reclutamento del personale medico e sanitario. Se è vero che ci sono difficoltà di reperimento di medici, anche espletando i concorsi, è ugualmente vero che, se i concorsi non vengono banditi ed espletati, come troppo spesso è accaduto nelle Aziende sanitarie, le difficoltà si trasformano in impossibilità. È noto che i concorsi da quest'anno sono gestiti da Azienda zero, è però necessaria una metodologia più efficiente e più mirata; i bandi devono essere per specialità, a mio modo di vedere, basati su una preliminare ricognizione reale dei fabbisogni, riguardare tutte le strutture sanitarie regionali interessate e strutturate, in modo che i vincitori possano scegliere la sede in ordine di merito. Solo così potremo distribuire le risorse in modo equo e sostenibile, avendo contemporaneamente la massima probabilità che i vincitori restino nelle sedi di assegnazione.
Dobbiamo, poi, introdurre e rafforzare incentivi economici e logistici per chi decide di venire a lavorare in Calabria, perché non possiamo ignorare che, troppo spesso, scegliere di lavorare qui significa accettare condizioni di disagio, se non addirittura di rischio personale. Serve un piano serio: alloggi, indennità di disagio, supporti concreti. Bisogna rendere attrattivo e non punitivo lavorare nella nostra sanità.
Aggiungo un'altra considerazione organizzativa: Azienda zero, che è stata individuata come motore amministrativo dei concorsi e della gestione del personale, soffre essa stessa di carenze di organico.
È indispensabile, perciò, a mio modo di vedere, intervenire subito, magari anche con assegnazioni temporanee o comandi da parte delle ASP, per potenziare il personale esperto in materia concorsuale che lavori a ritmo continuo e serrato.
Solo così potremo colmare i ritardi accumulati senza aggiungerne di ulteriori e dare risposte concrete e strutturali ai bisogni di salute dei nostri cittadini.
Ma ci sono anche altri aspetti che devono essere almeno ricordati.
Anzitutto, a mio modo di vedere, è necessario ridisegnare gli ambiti territoriali delle attuali ASP per riportare la sanità vicino ai territori e alle popolazioni. Le precedenti 11 Aziende sanitarie locali, oppure le 11 storiche diocesi calabresi, si offrono come opportuno e utile riferimento. Ho già presentato una proposta di legge in tal senso, che spero abbia la dovuta attenzione.
Inoltre, una minore pressione sugli ospedali passa attraverso la riorganizzazione o, forse sarebbe meglio dire, finalmente passa da una prima reale organizzazione della sanità territoriale il cui ruolo è tanto importante e anche riconosciuto dalla normativa, quanto, purtroppo, misconosciuto.
Colleghe e colleghi, tornando alla proposta in esame, non ho dubbi: questa misura è necessaria, urgente e giustificata. Non approvarla significherebbe lasciare scoperte intere aree ospedaliere proprio nei mesi più delicati dell'anno e, se anche il provvedimento in discussione ha certezza di approvazione anche con i soli voti della maggioranza, non è questo a mio parere un motivo valido per sottrarsi alla responsabilità personale di una scelta di voto chiara e inequivoca.
Le tante perplessità e le diversità di opinione sul modo in cui la sanità calabrese viene complessivamente gestita ci sono e restano tutte, ma oggi io sento il dovere di esprimere un voto positivo, un voto di coscienza, innanzitutto, un voto che non è di appartenenza politica ma di responsabilità civile, morale e, non da ultimo, professionale perché, quando parliamo di diritto alla salute, parliamo del diritto dei diritti e oggi questa è un'occasione per tutelare appunto quel diritto.
Grazie, collega Laghi. Ha chiesto d’intervenire il collega Ranuccio. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, buongiorno, buon pomeriggio a lei, a tutto l'Ufficio di Presidenza, al Presidente della Giunta - si sarà allontanato momentaneamente -, ai componenti della Giunta, a tutti i colleghi di maggioranza e di minoranza e a chi ci segue in quest’Aula o da fuori.
Per fortuna, finalmente, parliamo di sanità. Per fortuna, perché è il tema dei temi, l'argomento più sentito da tutti noi, ma soprattutto l'argomento che hanno a cuore i cittadini calabresi come assoluta priorità, purtroppo, perché siamo qui a parlarne ancora una volta nell’emergenza totale.
Dico subito che vorrei evitare riferimenti particolarmente demagogici o populisti facendo riferimento a fatti di cronaca, purtroppo molto tristi, abbiamo visto tutti le foto della flebo attaccata con lo scotch o i recenti decessi di cui, purtroppo, abbiamo appreso notizia.
Un dato intanto emerge chiaro: se siamo qui - l'avete ammesso voi stessi -, siamo qui grazie al clamore mediatico sollevato dai comitati spontanei di cittadini che a Polistena, come a Locri, come in tante parti della Calabria, hanno sentito la necessità di salvaguardare quello che è il bene primario dei cittadini, un bene che, ahimè, negli ultimi anni è un diritto totalmente violato e calpestato. A loro va il mio plauso, il mio riconoscimento per l'impegno che in questi anni hanno messo e continuano a mettere in quella che dovrebbe essere una battaglia che dovrebbe vederci schierati tutti dalla stessa parte.
Evidentemente, siamo qui per rimediare a un errore che avete commesso, tanto il governo regionale quanto il vostro Governo nazionale - siete politicamente della stessa pasta o, meglio, degli stessi colori, per usare un linguaggio politicamente corretto. Oggi, qui, corriamo ai ripari, proviamo a mettere una pezza a un errore che voi stessi avete commesso perché nessuno evidentemente si è accorto - in buona fede, in malafede, per pigrizia, per negligenza - che quella famosa proroga per consentire ai medici ultrasettantenni di poter continuare a operare, quindi, tenere in vita aperti i nostri ospedali, era svanita nel nulla.
Oggi, grazie a quella protesta, siamo qui a parlare di sanità, non solo, ovviamente, per Polistena, per Locri, ma per tutta la Calabria e rimediare a un errore.
Il paradosso politico è che avete l'abilità – ve la invidio - di riuscire a passare anche come salvatori della patria, cioè, avete commesso un errore, correte ai ripari e riuscite pure a strappare gli applausi! Di questo ve ne do atto: sulla comunicazione, ripeto, siete davvero imbattibili! Però, stiamo spostando il problema, perché invece di presentare un piano di riforma della sanità, un piano straordinario di assunzioni…
Anche noi abbiamo visto l'ennesimo spot, l'ennesimo reel su Facebook del nostro Presidente che annunciava questo piano straordinario di assunzioni. Vi chiedo, però, in tutta sincerità: davvero pensate che un professionista, più o meno giovane, potrebbe decidere di trasferirsi in Calabria, di venire a lavorare in Calabria, perché la Regione gli paga l'affitto? Questo è il messaggio che è passato.
La verità è tutt'altra e proverò a snocciolarla di qui a breve, ma, ripeto, non c'è una risposta strutturale al problema e questa seduta di Consiglio, convocata d'urgenza, certifica che in 6 anni di amministrazione, di cui 4 anni a guida del governatore Occhiuto, non c'è stata alcuna programmazione. Non lo dice il consigliere Ranuccio, non lo dice l'opposizione che è brutta e che va sempre contro, lo dicono i dati: i dati sulla migrazione sanitaria continuano a salire, a crescere, anzi a esplodere; abbiamo abbondantemente superato i 300 milioni di euro, andiamo verso i 400 milioni, lo dice questo provvedimento che serve a scongiurare la chiusura dei presìdi. Peraltro, cosa da sottolineare, non riguarda solo gli anestesisti e i rianimatori che sono la priorità - qualsiasi Ospedale che non abbia la rianimazione funzionante rischia di compromettere la funzionalità di tutti gli altri reparti e, di conseguenza, la chiusura -, ma ci sono tanti specialisti e specialità ai quali, ancora una volta, chiederemo - passatemi questo termine - un sacrificio e, quindi, di lavorare oltre i 70 anni.
In tutto ciò, ho notato - non credo di essere stato l'unico - il totale silenzio del governatore Occhiuto. Non ha speso una parola su questa crisi, non si è pronunciato. La cosa più strana è che non ha adottato alcun provvedimento da Commissario alla sanità. Non c'è una delibera del Commissario, non c'è un decreto! Invece, arriva, approda oggi in Aula una proposta di legge, un provvedimento in un'Aula che - sapete meglio di me, ma immagino sarà sviscerato - non ha alcuna competenza - ahimè, ahinoi - per legiferare in materia di sanità, perché la Regione Calabria è commissariata.
Come mai non è intervenuto il Presidente?
Come mai hanno adottato un provvedimento? Una legge evidentemente facilmente evincibile, illegittima, rispetto alla quale poi mi pronuncerò - è già stato anticipato, anche in maniera condivisibile, dal consigliere Laghi - perché ci sono alcune questioni che superano il metodo, superano le ideologie politiche, superano le casacche; però, ripeto, al di là delle opinioni, legittime o meno, ci sono dei numeri che - questo Consiglio lo certifica - fotografano una situazione della sanità calabrese che è veramente al collasso o - per restare in tema - in uno stato comatoso, segno evidente che poco o nulla si è fatto in questo settore.
Dicevo, prima, dell'assunzione di medici - questa ricerca senza confine di personale medico che mi auguro vada a buon fine – che dubito, ripeto, che solo con l'incentivo dell'affitto - ancora non si sa a quanto ammonterà - un medico decida di restare e a operare qui in Calabria, perché quello che manca non è solo il personale. Il personale non è invogliato a venire a lavorare in Calabria perché mancano i macchinari, piccoli e grandi, mancano le attrezzature. Conoscerete meglio di me i dati. Abbiamo a disposizione oltre 86 milioni di euro per l'acquisto di grandi macchinari nelle varie ASP dislocate in tutta la regione. Bene, noi abbiamo speso circa un terzo di queste risorse, abbiamo speso a malapena 34 milioni di euro. Entro marzo 2026 dovremmo spendere il resto, mi auguro che ce la faremo perché si tratta di macchinari, in alcuni casi, anche salva vita.
Si lamenta l'assenza di personale, si lamenta il fatto che i nostri professionisti - quasi a dargli la colpa - non partecipino ai bandi indetti dalle nostre ASP. Poi, ci sono delle ASP, come quella di Vibo, che indicono un bando per 10 anestesisti e - non si sa perché - a questo bando non viene dato seguito. Le liste d'attesa, sapete meglio di me che sono un'altra croce - uso dei termini forti, ma il tema lo richiede - e non voglio citare i tanti casi di cronaca. Ho ricevuto, addirittura, di recente una Associazione dei giovani diabetici che lamentano, paradossalmente, un'inversione di tendenza. A parte i tempi biblici - soprattutto nell'ASP di Reggio Calabria che consegna queste apparecchiature con notevole ritardo, più di tutte le altre ASP -, c'è una regressione anche sulle metodologie, si è passati dagli infusori e dai sensori che rilevano in maniera automatica i dati clinici, addirittura, al vecchio sistema delle iniezioni e, quando parliamo di giovani pazienti diabetici, capite quali possono essere le implicazioni.
Mi rendo conto che devo accelerare.
Le Guardie mediche: molti di noi sono stati o sono amministratori, puntualmente riceviamo la comunicazione della Direzione sanitaria che ci comunica che oggi la Guardia medica resterà chiusa per assenza di personale.
Mancano i pediatri, perché con questa novità della ridistribuzione sulla base distrettuale vengono a mancare numericamente e decine e decine di famiglie, quindi di bambini, sono scoperte così come mancano i medici di base.
Sulle Case di comunità sembra essere calato il silenzio: previste 60 Case di comunità, i termini per l'utilizzazione dei fondi destinati al PNRR sulla sanità stanno per scadere, non si sa a quante siamo arrivati.
Di Azienda Zero sentiamo parlare da mesi, da anni, e non so ancora quale sia stata una misura utile messa in campo da Azienda Zero.
Un altro paradosso: il piano del fabbisogno che viene puntualmente redatto e predisposto per l'approvazione dalle ASP, viene puntualmente bocciato dalla gestione commissariale perché, paradossalmente, lo stesso budget per il personale viene superato o dai pensionati o dai gettonisti. È chiaro che è un corto circuito, è un cane che si morde la coda. Peraltro, la stessa gestione commissariale dice, poi, che si dovrebbe approfondire il perché tanto personale, che numericamente c'è, non possa essere utilizzato. Paradossalmente - lo sapete meglio di me -, spendiamo tanto e male proprio perché siamo nel Piano di rientro. Insomma, è un vero e proprio corto circuito, ma il dramma è che dopo 4 anni, con questo provvedimento, voi stessi certificate l'assenza di programmazione, perché è un provvedimento che sposta il problema, che non risolve il problema, con una legge che di fatto è illegittima.
Io - e chiudo, Presidente - auspico che presto si possa parlare in quest'Aula di una riforma complessiva del Sistema sanitario regionale e noi come opposizione - parlerà poi, immagino, il capogruppo - faremo la nostra parte in termini propositivi. Un Consiglio che certifica il vostro fallimento dopo 6 anni, però, come anticipavo prima, ci sono questioni che attengono alla nostra coscienza e, quando di mezzo c'è la sanità o comunque il bene supremo dei cittadini calabresi, nessuno di noi può permettersi di porre il partito o la casacca prima del bene dei cittadini. Per questi motivi, ovviamente e convintamente, anche per evitare la chiusura di tanti presìdi, voterò favorevolmente a questo provvedimento.
Grazie, collega Ranuccio. Ha chiesto d’intervenire la collega Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Saluto la Giunta, il presidente Occhiuto, tutti i colleghi presenti e soprattutto saluto i tanti cittadini calabresi, anche i presenti oggi qui e quelli che ci seguono da casa.
Perché soprattutto i cittadini calabresi? Perché oggi qui inizia una vera battaglia. È la battaglia tra il sogno, che ci viene narrato dal presidente Occhiuto e dalla sua squadra, e la realtà sulla quale ogni giorno, in ogni angolo della Calabria e in ogni settore, i cittadini calabresi non è che inciampano, cadono rovinosamente.
È ovvio - mi corre l'obbligo di dirlo chiaramente così blocca qualsiasi tipo di polemica da parte della maggioranza a riguardo -, che occorre prendere atto che quel sogno, quella narrazione ha vinto alle scorse elezioni regionali, prevalendo sulla concretezza e sulla volontà del centrosinistra di affrontare diversamente e di risolvere i problemi. Questi cittadini, che cadono, e non solo inciampano, sono soprattutto quelli che vivono lontano dai grandi centri, quelli che vivono nelle aree montane, nei piccoli Comuni, in quei territori dove negli anni, senza visione, si è deciso di chiudere Ospedali senza mai realizzare davvero quella medicina territoriale promessa, le Case della salute, i presìdi di prossimità.
Questa legge va letta esattamente dentro questo conflitto: il conflitto tra la politica del racconto e la politica della realtà.
Parlo, ad esempio. dell'Ospedale di Cariati, dell'Ospedale di Trebisacce, di Praia a Mare, così come degli altri 14 ospedali chiusi e mai realmente riconvertiti nonostante atti formali, sentenze, delibere e persino finanziamenti già previsti e allocati. Questi non sono casi isolati, sono il segno di una scelta sistemica fatta negli anni senza una vera alternativa territoriale.
Personalmente, ho applaudito - lo rivendico con forza anche per le tante battaglie fatte come sindaco del Comune di Cariati, ma soprattutto per le tante battaglie fatte dai cittadini di quel territorio - al reinserimento dell'Ospedale di Cariati nella rete ospedaliera, però, presidente Occhiuto, quello è ancora il piano dei sogni, il piano della carta. La domanda che i cittadini di quel territorio si pongono è semplice e concreta: quando diventerà operativo, Presidente, reale, quell'ospedale? Perché, due giorni prima delle elezioni europee, nel 2024, lei pubblicava un video, tecnicamente impeccabile, affermando l'avvenuta apertura del Pronto soccorso di Cariati, un annuncio che a distanza di 2 anni non ha trovato riscontro nella realtà. Siamo quasi a maggio 2026, sono passati 2 anni e ad oggi non ci sono nemmeno le porte delle camere calde per l'ingresso delle ambulanze, figuriamoci anestesisti, infermieri, personale, turnazioni.
E siamo qui, oggi, proprio per questo. Eppure, molti cittadini, non solo in Calabria, credono che a Cariati il Pronto soccorso esista e sia operativo, ingenerando aspettative prontamente deluse sui territori.
Questa è la distanza enorme tra comunicazione e verità.
Lo stesso accade per l'Ospedale di Palmi - lo ha ricordato il consigliere Ranuccio nella prima seduta di Consiglio regionale -, anche qui, promesse, rinvii, scadenze, sempre un po' più avanti nel tempo.
E nel frattempo, Presidente, si continua a morire.
Tante sono le morti che si verificano in tutte le regioni. È di ieri la notizia della morte di un nostro concittadino di Longobucco. Una morte che racconta di assenza di medicina territoriale, di distanze enormi dell'Ospedale più vicino, di strade inadeguate che dovevano essere completate da anni e che invece sono rimaste - anche quelle - nel mondo del sogno e solo sulla carta. È questo il contesto umano e territoriale dentro cui oggi discutiamo di sanità in Calabria ed è questa frattura tra sogno e realtà che spiega perché oggi discutiamo una legge che non risolve il problema, ma tampona semplicemente.
Ed è proprio qui che si apre una
contraddizione che non posso non dichiarare con onestà, perché non votare
questa legge potrebbe apparire agli occhi dei tanti cittadini come un atto
contro gli interessi immediati, come un rifiuto di una risposta, seppure
parziale, a un'emergenza reale, ma allo stesso tempo votare questa legge
significa andare in direzione opposta rispetto a quelle direttrici che, come
forza riformista e responsabile, ci siamo dati: rendere strutturali le
soluzioni a problemi atavici, uscire dalla logica della deroga continua,
costruire una sanità che non viva più di eccezioni, ma di programmazioni.
Questo è un paradosso politico che, oggi, attraverso
quest'Aula, avremo: una legge che, se non approvata, rischia di colpire i
cittadini, ma che, se approvata, rischia di cristallizzare l'emergenza e
rinviare ancora una volta le riforme vere. Ed è per questo che la discussione
non può essere ridotta ad un “sì” o ad un “no” tecnico, ma va letta per quello
che è: il sintomo di un sistema che continua a rincorrere i problemi invece che
governarli.
Una
legge che prova a mettere toppe a un buco sempre più grande, senza affrontare
in modo strutturale uno dei problemi più gravi della sanità calabrese: la
carenza di operatori sanitari.
E
allora arriviamo all'ennesimo spot, Presidente, glielo riconosco, in
comunicazione lei batte la nostra presidente Meloni. L'ultimo suo reel dice: “Avviso a tutti i medici del
mondo, venite in Calabria”.
Oggi
la politica sembra ridotta a questo: annunci, video, emergenze raccontate; il
giorno dopo si passa a filmare un'altra emergenza e se, casomai, qualcuno
dell'opposizione non è presente sul pezzo, viene criticato perché non ha
parlato, perché non c'è stato, perché non ha fatto il video, perché non ha
chiamato il Sindaco, mentre invece si sta semplicemente lavorando con
concretezza.
Così
si evince che si vive di emergenza in emergenza e intanto la Calabria continua
a pagare un prezzo altissimo in termini di salute, di spopolamento, di
denatalità.
Dal
punto di vista tecnico, questa legge lo dimostra chiaramente: non c'è un
collegamento serio con il Piano sanitario regionale, con i fabbisogni del
personale, con il reclutamento stabile del personale.
Va
detto con chiarezza: Azienda Zero, che dovrebbe essere il perno della
riorganizzazione, ancora ad oggi è uno strumento vuoto, più burocratico che
operativo, incapace finora di dare risposte concrete sul reclutamento, sulla
mobilità e sulla programmazione.
La
domanda allora è: quando questo strumento diventerà operativo?
Presidente,
io sono persino d'accordo con lei quando dice che devono essere separate le
funzioni ospedaliere da quelle territoriali, chi eroga i servizi ospedalieri da
chi, invece, eroga quelli territoriali, così come sono d'accordo che magari
Azienda Zero, su una struttura terza faccia i controlli sulla gestione e
sull'erogazione dei servizi da chiunque vengano forniti, sia da strutture
pubbliche sia da strutture private, accreditate o meno.
Ma
resta il punto: quando questi strumenti - dopo quattro anni sul Tavolo -
diventeranno finalmente operativi? Quando si passerà dalla narrazione alla
realizzazione?
Anche
sul piano finanziario si fa finta che il problema non esista. “Nessun onere
regionale” viene detto nella legge, tutto viene scaricato sulle Aziende
sanitarie, già in sofferenza, già costrette a rincorrere l'emergenza.
Presidente,
lei ha fatto un video che vuole continuare a raccontare le cose belle della
Calabria. Un video su una Calabria bella, funzionante, operativa, scegliendo di
valorizzare le eccellenze e di non soffermarsi sui problemi; ha paragonato
questo approccio a quello delle imprese che, giustamente, mettono in vetrina i
loro prodotti più belli, non mettono in vetrina i difetti dei loro prodotti, ma
ne raccontano la qualità.
Ed
è vero, Presidente, le Aziende presentano “il meglio e al meglio” ciò che
producono per renderlo appetibile. Ma c'è una differenza fondamentale: il vero
imprenditore, quando un prodotto ha dei difetti, li corregge; quando un
processo non funziona, lo migliora, non nasconde i problemi sotto il tappeto.
Quello lo fanno i prenditori, non gli imprenditori. Ma soprattutto, Presidente,
qui non stiamo parlando di prodotti.
Quando
si parla di Calabria non si parla di prodotti, non stiamo parlando di marketing.
In
questa Aula si parla di persone, si parla di malati, si parla di pazienti, e su
questo terreno non possiamo permetterci di raccontare una realtà che non
esiste.
E,
allora, anche se è tardi, poiché la crisi sanitaria produce effetti devastanti
a cascata, dobbiamo smetterla con la propaganda e iniziare a dare piccole
risposte ma reali sui territori.
Questa
legge verrà approvata anche con il voto di Casa riformista - Italia Viva, non
per convinzione ma per responsabilità, perché, come diceva prima anche il
consigliere Ranuccio, ci sono
problematiche, secondo me, di illegittimità, ma non ci possiamo permettere la
chiusura dell'Ospedale di Polistena, così come non ci possiamo permettere la
chiusura ancora del consultorio di Cariati - lì manca ad oggi un ginecologo,
visto che non è stato rinnovato quello che c'era prima perché è in pensione -
né reparti che reggono solo grazie al sacrificio dei medici in pensione che
scelgono di aiutare le loro comunità.
Presidente,
è venuto il momento non più rinviabile di sedersi seriamente ai Tavoli con
operatori sanitari, sindacati, professionisti e ordini professionali, perché,
come dice un vecchio detto: “I guai da
pignata i sapi a cucchiara chi i riminia”, e “la cucchiara”, Presidente, adesso se la deve prendere veramente in
mano e quel cucchiaio deve capire veramente quali sono i problemi e come
risolverli.
Noi
siamo qui per darle una mano, come diceva prima anche il consigliere Laghi, noi
non siamo opposizione, siamo minoranza e quando ci sono provvedimenti da votare
li votiamo perché convinti o perché responsabili di un processo che deve andare
avanti. Però è venuto il momento di smetterla con i Tik Tok…
Concluda,
collega. Grazie.
Presidente,
concludo subito. Grazie per la pazienza.
Penso
che sia venuto il momento, con tutto il rispetto istituzionale, di chiudere
qualche canale Tik Tok e di aprire i
canali tecnici per dare risposta alle tante sofferenze che i nostri
concittadini vivono, con l'aiuto di tutti e con la possibilità veramente di
risolverli, e io sono certa che, se tutti quanti navighiamo e andiamo verso lo
stesso obiettivo, questo obiettivo verrà raggiunto e anche presto. Grazie.
Grazie,
collega.
Ha
chiesto di intervenire la consigliera Succurro. Ne ha facoltà.
Signor
Presidente, colleghi consiglieri, Presidente della Giunta, Assessori, in
Calabria la sanità è un tema prioritario, perché riguarda la dignità delle
persone, la sicurezza delle famiglie ma anche la fiducia dei cittadini nelle
Istituzioni.
Ne
parlo allora con uno spirito di responsabilità e con un'impostazione
costruttiva, proprio perché questo Consiglio regionale deve essere il luogo del
confronto sul futuro, in cui si misurano i problemi con serietà, la serietà dei
fatti in cui si riconoscono anche i passi avanti che sono stati fatti e che
oggi possiamo registrare, e che, brevemente, vorrei ricordare.
La
sanità calabrese porta sulle spalle anni pesantissimi: carenze strutturali,
disuguaglianze territoriali, problematiche organizzative e un commissariamento
troppo lungo che ha inciso su ogni aspetto della programmazione e della
capacità di risposta. Questa è una verità che nessuno può negare. Però, esiste
anche un'altra verità, che proprio in quest'Aula noi dobbiamo ricordare e anche
con grande chiarezza: in questi ultimi anni la Calabria ha iniziato un percorso
importante di rientro, di ricostruzione e di rilancio.
Si
tratta di un cammino faticoso, ma tangibile, con un indirizzo politico preciso,
quello del presidente Occhiuto, una guida che ci mette la faccia e un'azione
amministrativa che sta cercando di invertire la tendenza in maniera evidente e
costante.
Voglio
partire da un elemento essenziale, spesso ignorato dal dibattito pubblico, ma
decisivo per chi governa: alludo al risanamento dei conti. Senza conti in
ordine, non esistono investimenti sostenibili, non esistono assunzioni a tempo
indeterminato e non esiste programmazione efficace.
È
il cuore di qualsiasi riforma sanitaria. Ed è proprio a questo riguardo che si
è compiuto uno dei passi più importanti in questa fase. Il presidente Occhiuto
nella duplice veste di Presidente della Regione e di Commissario del Governo alla
sanità pubblica, la sanità calabrese, ha affrontato il nodo più duro, cioè
quello di trasparenza contabile e ricostruzione del debito. Ha portato la
questione in modo esplicito sul piano politico, con un'assunzione di
responsabilità manifesta. Questa scelta ha avuto un effetto concreto, perché ha
reso possibile avviare un lavoro di ricognizione e di riallineamento che la
Calabria aspettava da anni. Così siamo arrivati l'anno scorso all'approvazione
dei bilanci degli anni pregressi dell'ASP di Cosenza e dell'ASP di Reggio
Calabria.
Noi
sappiamo bene che per molto tempo quelle Aziende hanno avuto bilanci non
approvati, situazioni contabili sospese, difficoltà enormi nella lettura reale
della spesa e del debito; addirittura, con problemi enormi a danno degli utenti
e dei pazienti.
Con
i bilanci bloccati o incompleti si galleggia e non si possono compiere gli
investimenti che servono. Con i bilanci approvati, invece, si può pianificare,
controllare e si può intervenire.
Questo
è un traguardo di normalizzazione amministrativa che vale come premessa per una
normalizzazione sanitaria. È un risultato, è un fatto concludente che mostra
che la Calabria esce dall'improvvisazione e sceglie il metodo, la
responsabilità, la normalità.
Accanto
ai conti, c'è un altro pilastro: l'ampliamento dell'offerta sanitaria e
formativa.
Nel
merito, credo che questa Regione, grazie all'indirizzo del presidente Occhiuto
e al lavoro della struttura commissariale, abbia iniziato un percorso di grande
lungimiranza, per quanto riguarda scelte che incidono sulla qualità delle cure
e sul futuro della sanità calabrese, quindi pure sulla tenuta della
popolazione, dell'economia e dello sviluppo.
Penso,
innanzitutto, al corso di laurea in Medicina all'Università della Calabria. Una
svolta storica. Un investimento in capitale umano. La risposta più concreta a
una delle radici del problema, cioè la carenza di professionisti.
Formare
medici in Calabria significa costruire futuro qui. Significa dare ai giovani la
possibilità di rimanere. Significa creare una filiera di competenze che nel
tempo vale a fortificare reparti, ospedali, ricerca e specializzazione.
Noi
sappiamo bene che senza formazione la sanità resta dipendente dalle emergenze.
Con la formazione, invece, diventa sistema, che è proprio ciò che è mancato per
troppi anni.
Penso,
anche, alla prospettiva, che deve restare un obiettivo strategico, della
realizzazione di un Policlinico universitario a Cosenza.
Questo
non è un tema di bandiera territoriale. È invece un tema di rete regionale.
Un
Policlinico universitario significa integrare clinica, ricerca e formazione.
Significa attrarre competenze. Significa ridurre la mobilità sanitaria passiva.
Difatti, chi oggi parte per un intervento o per un percorso complesso deve
poter trovare qui la stessa qualità, la stessa sicurezza e la stessa capacità
di risposta.
Quando
una Regione riesce a garantire cure avanzate nel proprio territorio, le persone
smettono di essere pazienti in viaggio e tornano ad essere cittadine curate a
casa propria.
In
questa direzione, è importante anche il rientro in Calabria di professionisti
di altissimo profilo, di medici luminari calabresi che hanno maturato
esperienze fuori regione e che oggi scelgono di riportare qui competenze e
reputazione.
Questo
è un segnale preciso: se la sanità dà prospettiva, chi è andato via sceglie di
rientrare. E, quando torna, porta metodo, porta scuole cliniche, porta qualità,
porta fiducia nel Servizio sanitario pubblico regionale.
Un'altra
scelta di sistema riguarda il rafforzamento delle grandi strutture Hub
e la loro capacità di lavorare in modo integrato. Penso al percorso che ha
portato alla fusione e all'integrazione tra l'Ospedale e il Policlinico
universitario di Catanzaro. Penso a tutto ciò che questo comporta in termini di
razionalizzazione, governance,
capacità di attrazione ed efficacia anche delle alte specialità.
Noi
dobbiamo avere una sanità regionale con poli forti, in grado di trainare, ma
anche una rete territoriale e periferica che regga. È l'unico equilibrio
possibile, oggi rafforzato dallo stato di avanzamento dei nuovi Ospedali della
Calabria previsti nell'Accordo del 2007, che erano rimasti progetti di carta e
sulla carta e che il presidente Occhiuto sta portando a compimento con
coraggio, con risolutezza e con visione.
Poi
c'è una misura che io considero tipica delle responsabilità nelle fasi
difficili: l'arrivo dei medici cubani. Su questo, colleghi, dobbiamo essere
onesti.
La
Calabria ha avuto e ha una carenza drammatica di personale, in particolare in
alcune discipline. E quando una Regione rischia di non garantire i servizi
essenziali, la politica deve scegliere: o lascia andare in crisi i presìdi,
oppure usa strumenti straordinari per mantenere le prestazioni, anche guardando
nel resto dell'Europa e fuori, come sta facendo il presidente Occhiuto. Questa
seconda strada è stata intrapresa.
Chiaramente
non è un modello strutturale, ma è una risposta emergenziale. Però è una misura
che ha dato ossigeno a reparti e turni, soprattutto nei presìdi più esposti.
Il
ricorso ai medici cubani, che voglio ringraziare, ha evitato interruzioni, ha
protetto comunità locali, ha garantito continuità assistenziale in territori
che altrimenti avrebbero pagato un prezzo altissimo.
Tutto
questo si affianca, ovviamente, a migliaia di assunzioni, all'aumento degli
organici, anche a tal proposito bisogna dire la verità: non si colmano anni di
blocchi del turnover con un colpo di
bacchetta magica. Tuttavia, la direzione è stata quella giusta: rinforzo del
personale, concorsi, stabilizzazioni e più attenzione alle figure strategiche.
La
sanità è fatta di uomini e donne che lavorano. E io, in questa sede, desidero
dire un grazie sincero ai medici, agli infermieri, agli operatori, ai tecnici e
agli amministrativi, che spesso hanno retto il sistema in condizioni
difficilissimi, con turni pesantissimi e responsabilità enormi.
Accanto
al personale, serve però la tecnologia, perché oggi la qualità delle cure
dipende molto anche dalla diagnostica, dall'innovazione, dalla capacità di
offrire strumenti adeguati.
Anche
qui più di qualcosa si è mosso: ammodernamento tecnologico, investimenti in
apparecchiature e aggiornamenti che riducono i tempi di intervento e aumentano
la sicurezza clinica. Un lavoro che deve continuare, ma che rappresenta una
base e un riferimento.
Voglio
ricordare un altro fatto importante, che riguarda la capacità della Calabria di
crescere nella specialistica che conta. Mi riferisco all'inserimento nella
programmazione regionale di una cardiochirurgia pubblica a Cosenza.
Avere
un'altra cardiochirurgia, quindi, significa ridurre la mobilità sanitaria.
Significa offrire una risposta avanzata in un'area vasta che oggi ha bisogno di
servizi ad alta complessità.
Concluda,
collega.
Certo.
Significa dare forza al sistema pubblico, aumentare l'autonomia clinica nel
territorio e far sentire ai cittadini che in Calabria chi vuole curarsi deve
trovare le strutture e i professionisti.
Ma,
oltre a questo, c'è anche un altro aspetto che merita attenzione, perché rivela
quanto la Regione sia capace di umanizzare la sanità. Penso alle misure e alle
risorse destinate alle pazienti oncologiche e, in generale, ai servizi
complementari di sostegno.
Dopo
questa piccola ricognizione, arrivo al punto che per noi è centrale: le aree
interne e montane.
La
Calabria non è una regione uniforme, poiché è fatta di coste e di montagne. È fatta di grandi città e di piccoli
comuni; un territorio dove è difficile a volte riuscire a raggiungere in dieci
minuti l’Hub, ma è necessario
un tempo maggiore. E questo cambia tutto.
Cambia
proprio la gestione dell'emergenza. Cambia la sicurezza delle persone. Cambia
la percezione dello Stato. E io parlo anche con la mia esperienza di essere
stato un amministratore di una Città montana che è San Giovanni in Fiore. Da
Sindaco, ho seguito direttamente le questioni sanitarie locali e so quanto
importante sia doversi confrontare tanto con l'ASP quanto con la Regione
Calabria per portare, ovviamente, a risoluzione mille problemi.
Concluda,
collega, per favore.
SUCCURRO Rosaria (Occhiuto Presidente)
E,
qui, allora, affronto il problema tecnico, che è relativo proprio alla legge:
gli strumenti per garantire i turni ospedalieri nelle unità operative.
Non
possiamo parlare di ospedali, di reti, di programmazione, se manca l'anestesia,
la rianimazione, se mancano alcuni specialisti essenziali, l'ospedale non si
regge. Ed è per questo che nelle aree montane ancora di più pesa questo.
Ecco
perché considero positiva la possibilità, oggi riconosciuta ai direttori
generali, di contrattualizzare liberi professionisti per coprire turni e
servizi ospedalieri, dove c'è carenza e dove c'è bisogno di personale. Una
soluzione importante.
Questo
per una continuità assistenziale che non può attendere i tempi lunghi della
burocrazia, ma soprattutto quando c'è in gioco l'emergenza-urgenza.
Ecco
perché, mi prendo giusto qualche altro piccolo minuto, mi consenta.
No,
concluda collega, siamo fuori di tre minuti. Grazie.
SUCCURRO Rosaria (Occhiuto Presidente)
Sicuramente.
Non possiamo che essere, pertanto, favorevoli e sostenere la proposta di legge
in discussione, sapendo che è soltanto un passo che, unito agli altri sinora
portati avanti, non può che dare delle risposte al nostro territorio calabrese.
Grazie.
Grazie,
collega Succurro.
Ha
chiesto di intervenire la consigliera Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente.
Il provvedimento che avete portato oggi in Aula parte da una situazione tragica, una situazione che si è verificata nel Comune di Polistena.
Ahinoi, però, non è una situazione circoscritta, perché in Calabria l'emergenza sanitaria si riversa su tutta la regione; questa situazione è figlia di una mala politica che è generata da alcuni blocchi che ci sono stati, dal Piano di rientro, dal blocco del turnover.
Non è – lo sottolineo - una situazione tampone, come quella che state portando oggi qui in Consiglio regionale, a poter risollevare le sorti della nostra sanità. Non è chiamando i medici di altri Paesi, medici in quiescenza, che si risolvono le situazioni, ma ci vuole un piano strutturale.
La cosa però che mi preme dire, soprattutto dopo l'intervento che ho ascoltato, è che nella nostra regione il diritto alla sanità dipende dal codice di avviamento postale, dipende da dove abiti. Ci sono due nomi che continuano a girarmi nella testa, sono quelli di due persone che sono legate da un tragico destino. E questo non è fatalità, questo dipende da un servizio sanitario assente. Mi dispiace che chi mi ha preceduto, la consigliera Succurro, abbia parlato di una sanità che funziona nelle aree interne. Consigliera Succurro, una delle persone che ho citato era un suo concittadino. Sono molto infastidita da questa situazione e vorrei dire al presidente Occhiuto che, delle dieci cose belle che nel 2026 vedremo della Calabria, a me basterebbe anche una sola: il sacrosanto diritto alla sanità, che i cittadini calabresi possano, almeno, arrivarci in ospedale e che non si verifichino più le gravi tragedie che si sono verificate.
Grazie, collega Scutellà.
Ha chiesto di intervenire la collega Barbuto. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Prendo la parola dopo la collega Scutellà e dopo avere ascoltato l'intervento della collega Succurro. Mi sono venuti in mente - scusatemi, i miei studi classici non mi possono esimere - un aedo o un rapsodo che cantavano una situazione idilliaca che ci sarebbe in Calabria. Prendiamolo come augurio, come auspicio, al limite possiamo anche pensare così.
Dico solamente che stiamo facendo delle riflessioni. Le riflessioni quali sono? La politica, noi, qui, il lavoro che facciamo è tutto mirato al benessere dei cittadini, per cui non ci tireremo sicuramente indietro, come potete immaginare, per quanto riguarda la votazione positiva a questo provvedimento; però, ripeto, è l'occasione per riflettere su tanti aspetti della sanità calabrese e anche sull'adozione di questi provvedimenti. La collega Scutellà li ha definiti tampone, ma potremmo definirli spot, toppe, pezze, potremmo aggettivarli in tante maniere, perché non cambierebbe la sostanza: contrastano comunque con diversi elementi che fanno sorridere e sorridere amaramente.
Mi pare fosse solamente settembre del 2025 il momento in cui si parlava della imminente fine del commissariamento. Fine del commissariamento che avrebbe preconizzato, poi, nel 2026 una massiccia operazione per quanto riguardava l'assunzione di personale sanitario. Fine del commissariamento che non so come, poi, tra le altre cose, si potesse effettivamente ipotizzare, considerando tutte le criticità che ci sono nei vari ospedali.
Noi oggi siamo qui perché è partita la necessità dall'ospedale di Polistena. Vi invito a farvi un giro a Crotone dove ci sono reparti oramai chiusi inesorabilmente e che non si prevede assolutamente di riaprire.
Criticità: la collega ricordava i due morti, ma io vi ricordo che, non più tardi di un paio di mesi fa, un bambino di Crotone ha rischiato di morire perché aveva inghiottito una nocciolina americana e non c'era la possibilità né a Crotone, né a Cosenza, né a Catanzaro di risolvere il problema con un semplicissimo broncoscopio; non stiamo parlando di particolari macchine che dovrebbero essere eventualmente acquistate e che non sono state acquistate, nonostante i soldi del PNRR, ma di un broncoscopio! Per cui il bambino di Crotone è finito a Napoli, dove si è salvato e, grazie a Dio, anche questa vicenda non si è conclusa come una tragedia.
In un mare in tempesta anche un semplice giubbotto di salvataggio, come quello che state lanciando con questa proposta di legge, è importante, con tutte le criticità che ha già elencato il collega Ranuccio a proposito del fatto che non so fino a che punto sia legittimo dal punto di vista costituzionale legiferare in una materia che spetta esclusivamente al Commissario. In un mare in tempesta anche un semplice giubbotto di salvataggio è importante; è importante anche in relazione, per esempio, a quello che leggevo stamattina circa un atto di indirizzo appena adottato - ieri mi pare che sia - per l'acquisizione di medici specialisti, cittadini di paesi dell'Unione Europea e cittadini di paesi extra Unione Europea, a proposito di medici cubani, di assunzione di medici cubani. A un certo punto la mia attenzione è stata richiamata dal fatto che la procedura è rivolta a tutti i medici in possesso di specializzazione i cui titoli di studio, conseguiti presso i paesi dell'Unione Europea ed extra Unione Europea, non sono stati riconosciuti da parte del Ministero della Salute. Signori, non siamo più all'epoca dei cerusici che passavano sulle strade e tiravano i denti con le pinze. La sanità calabrese, noi cittadini calabresi abbiamo o no un diritto alla salute come tutti i cittadini italiani che sono italiani, sancito dall'articolo 32 della Costituzione?! Concludo, facendo presente, appunto, come ha già detto d'altronde la collega Scutellà, che noi voteremo per senso di responsabilità positivamente, perché non vogliamo renderci responsabili dell'ennesimo delitto in danno dei calabresi, però vorrei porre una domanda al presidente Occhiuto: che fine ha fatto il problema relativo - chiamiamolo così – all’imboscamento del personale sanitario? Perché non dimentichiamo che, oltre a tutte le problematiche che ci sono, c'è anche quello dell'imboscamento del personale sanitario, i cui numeri parlano chiari. Abbiamo un report che risale al 2021, pubblicato nel 2023. Nel 2021 si parlava praticamente di cifre astronomiche, di persone che venivano dichiarate inidonee a svolgere i servizi a cui erano destinate o per i quali erano state assunte e non si è più saputo nulla di quanto è accaduto. Allora, bisognerebbe cominciare a pensare effettivamente a delle misure strutturali che non siano più queste misure tampone e che consentano una volta per tutte ai cittadini calabresi di poter dire pienamente: “Mi curo in Calabria, mi curo bene e sono tranquilla”. Grazie.
Grazie, collega Barbuto.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Iiriti. Ne ha facoltà.
Presidenti, assessori, colleghi consiglieri, sul tema dei temi, la sanità, è doveroso intervenire. L'Assise di oggi evidenzia la solerzia del Consiglio regionale nel rispondere alle emergenze perché, a seguito di un vulnus normativo e alla conseguente mancata proroga dei medici in quiescenza, gli ospedali calabresi e soprattutto i piccoli ospedali avrebbero corso il rischio di non garantire i LEA, i livelli essenziali di assistenza.
Si è iniziato da Polistena, ma il problema riguarda tutti gli ospedali.
Nella città metropolitana di Reggio Calabria, ad esempio, le criticità non si limitano al presidio pianigiano, ma sono riscontrabili anche a Gioia Tauro, Locri, Melito Porto Salvo. Anzi, quest'ultimo presenta le maggiori criticità.
Non è però un mistero, non lo ha fatto neanche il presidente Occhiuto al suo insediamento, che il risanamento della sanità è complesso e lungo, proprio per lo stato in cui versava la sanità, ereditata senza bilanci, nonostante i numerosi commissariamenti, con organici ridotti all'osso e medici andati in pensione senza un turnover adeguato.
Problemi che sono figli di una passata gestione, una gestione miope.
Oggi il processo di riorganizzazione della sanità è in corso. E il Presidente ha dimostrato di sapere gestire anche le emergenze, arrivando al reclutamento inizialmente tanto criticato e molto osteggiato dei medici cubani, senza i quali gli ospedali sarebbero andati incontro ad una chiusura certa.
Oggi la nostra attenzione va a tutti i presìdi di Polistena, Gioia Tauro, Locri, Melito, da salvaguardare a garanzia del diritto alla salute, ognuno per ogni area omogenea. Preservare la territorialità, contrastare lo spopolamento, garantire servizi ai cittadini, soprattutto ai cittadini delle aree interne e marginali, non può che partire dalla tutela del diritto alla salute. Fratelli d'Italia, attraverso i vari livelli istituzionali, a partire dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, si è prodigata alla risoluzione dell'emergenza con la rassicurazione che la proroga dei medici in quiescenza e sino a 72 anni di età sarà concessa a tutto il 2026.
Plaudo all'iniziativa avviata dal nostro Presidente per rendere, anche in ambito sanitario, la Calabria più attrattiva, al fine di incentivare i medici provenienti da ogni luogo ed in particolare - si spera e si auspica - il rientro dei professionisti calabresi.
A chi si lascia andare a facili giudizi, dimenticando che le responsabilità hanno radici lontane, chiediamo di convergere sull'obiettivo comune: una sanità competitiva ed efficiente, abbattendo ogni steccato ideologico.
Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente.
Ma, veramente, pensiamo che la sanità in Calabria non funzioni solo per la mancanza di personale medico?
Questo sicuramente è un problema, è un problema a livello nazionale, ma la sanità in Calabria non funziona soprattutto per un’incapacità di governare il sistema sanitario regionale.
Oggi è il 16 gennaio del 2026, il 16 gennaio del 2024, guarda caso, facevo visita alla Dulbecco di Catanzaro, all'interno del presidio di Germaneto, perché lì insiste una PET, che è uno dei macchinari più importanti all'interno della sanità che si può avere in una regione: era rotta; una PET che ha circa venti anni di vita, che si rompe continuamente e che rimanda indietro quasi quotidianamente le tante persone che si recano lì a svolgere questo importantissimo esame salvavita. Mi era stato assicurato che da lì a pochi giorni, a poche settimane, sarebbe partito l'avviso, il bando per acquistare una PET nuova, prenderla in leasing, perché ormai i macchinari si riescono a reperire con maggiore facilità. Ebbene, caro Presidente, sono passati due anni, eppure la città capoluogo di Regione e l'Hub sanitario che voi stessi avete detto deve diventare un riferimento per tutto il Mezzogiorno, continua ad avere una PET vecchia di vent'anni, che si rompe continuamente. Ho parlato con i tecnici - basta andare tutte le settimane e si trovano là i tecnici che provano a ripararla - che mi hanno detto: “Siamo disperati perché ormai anche i pezzi di ricambio facciamo fatica a recuperarli”.
E allora: la PET di Catanzaro non funziona perché mancano i medici o perché c'è un'incapacità nel poter svolgere una gara ed acquistare un macchinario nuovo quando le risorse ci sono? La Regione Calabria non ha mai avuto fondi a disposizione come in questo periodo.
Una famiglia è stata costretta a rivolgersi alla Procura della Repubblica - è successo a Monasterace qualche giorno fa - per i presidi salvavita del proprio figlio che, nonostante sia seguito da anni dall'ASP, ogni volta non arrivano, arrivano in ritardo: è un problema perché manca il medico o è un problema perché l'ASP non è in grado di dare il presidio salvavita a quella famiglia in tempo?
Arriva un elicottero a soccorrere un bambino a Cutro per soffocamento, la famiglia era disperata, arriva con il medico, non riparte perché si accorgono che il carburante che c'era in quel momento sull'elicottero non era sufficiente per poterlo portare al presidio ospedaliero e l'hanno dovuto trasferire con un'ambulanza: è un problema di mancanza di medico o un problema di organizzazione?
E faccio riferimento - sono disposto fornire i contatti e il numero di telefono - solo alle chiamate che io ho ricevuto in questi 3, 4 giorni, in questa settimana, come immagino che le ricevano tante persone.
Mi ha chiamato una persona, disperata, di un Comune del catanzarese perché è da due settimane che va in farmacia per reperire il suo farmaco salvavita e il farmacista lo rimanda di volta in volta perché gli dice che purtroppo il farmaco ancora non è arrivato. Vado in Dipartimento regionale alla salute per capire perché questo farmaco ancora non è disponibile, la risposta è che era saltato l'ordine, l'hanno dovuto rifare e il farmaco salvavita nelle farmacie purtroppo è arrivato in ritardo: è un problema perché mancano dei medici o è un problema perché non si ha la capacità di organizzare neanche la consegna nelle farmacie territoriali dei farmaci salvavita a chi ne ha bisogno?
Mi ha chiamato un mio concittadino due giorni fa di Soverato per una visita diabetologica, una persona anziana, quasi ottantenne, gli hanno fissato la visita diabetologica a nove mesi; peccato, però, che abiti nel Comune di Martirano Lombardo! Ora vi sfido, perché non tutti purtroppo hanno un'auto a disposizione o hanno un'età per poter guidare, ad andare con i mezzi pubblici da Soverato a Martirano Lombardo: è un problema di mancanza di medici o è un problema di organizzazione?
Presidente, in campagna elettorale, lei diceva a Tridico che non conosceva bene la Calabria. Un ripasso di geografia a chi collabora con lei lo farei fare perché vorrei metterli su un autobus e mandarli da Soverato a Martirano Lombardo. Chiaramente non ci potranno andare, se qualcuno di noi non gli darà una mano e magari anche un passaggio.
Mi ha chiamato e scritto un'altra signora che ha fatto un esame istologico due mesi fa. Presidente, due mesi per avere il responso di un esame istologico quando la malattia galoppa e c'è bisogno di intervenire al più presto, e i medici del Ciaccio non facevano altro che chiamare i loro colleghi di Germaneto, del Pugliese, per chiedere che questo esame fosse fatto il prima possibile perché loro devono intervenire, ma non possono farlo fino a quando non hanno chiaro il quadro clinico.
E di episodi del genere potrei raccontarne non so quanti ancora.
Allora dico che, sì, c'è un problema di reperimento di medici, c'è un problema di reperimento di personale sanitario. Vedremo se è corretto più o meno anche questo nuovo avviso che lei vuole fare per reperire medici da tutta Europa. Già con i medici cubani, però, abbiamo avuto i nostri problemi. Li ringrazio, per me sono stati veramente un aiuto, ce ne sono di molti bravi, ce ne sono altri meno validi, ma anche in tanti altri settori funziona così.
C'è, però, una difficoltà anche nei metodi e nello sviluppo della medicina nel nostro Paese, che è differente a Cuba, ma è differente anche ad altri Paesi europei e c'è un problema anche di comunicazione e di lingua che i medici cubani scontano ancora, dopo un anno e mezzo, due anni, immaginiamo con medici che arrivano anche da altri Paesi e da lingue del tutto differenti.
Chiudo riferendo su un incontro che abbiamo tenuto ieri a Crotone. Ieri a Crotone per l'ennesima volta si è discusso della bonifica dell'area SIN. La sanità non deve occuparsi solo di curare chi sta male, deve occuparsi anche di impedire che le persone si ammalino; dobbiamo sapere tutti che Crotone ha un'incidenza tumorale altissima, molto più alta del resto d'Italia. Il consigliere Ferrari, ex Presidente della Provincia, tra l’altro, è più volte intervenuto su questo argomento; gliene riconosco il merito, ma, di fronte ad argomenti come questo, non c’è colore politico o casacca.
Caro Presidente, negli ultimi anni c’è stato troppo silenzio da parte di questo governo regionale sulla bonifica dell’area SIN di Crotone e vorrei ricordarle che il ministro Pichetto Fratin è un suo collega di Forza Italia ed è il Governo che nomina l’amministratore delegato dell’ENI, la Società per azioni più importante del nostro Paese che, giusto come nota di colore, ha partecipato negli Stati Uniti all’incontro sui possibili sviluppi all’interno del settore petrolifero nel Venezuela.
Solo per capire con chi abbiamo a che fare: ENI ha un giro d’affari di circa cento miliardi di euro, cinque volte la finanziaria che è stata approvata quest’anno; la società è totalmente controllata dal Governo, lo stesso che viene in Calabria a dire, attraverso un suo ministro, che è pronto ad investire nelle energie rinnovabili, ma non ha neanche un minimo di interesse per andare in un’area nei cui terreni, purtroppo, ci sono dei veleni che provocano tantissimi tumori e malattie alla popolazione di Crotone.
Oltre a preoccuparci di curare la salute dei calabresi, dovremmo fare in modo che non si ammalino. Su questo credo che tutti quanti noi dobbiamo mettere in piedi un’importante mobilitazione che metta da parte i colori politici e ponga al centro, finalmente, l’interesse della salute dei calabresi.
Concludo, Presidente, con le sue parole, perché lei quattro anni fa, ormai più di quattro anni fa, ci diceva in quest’Aula: “C’è urgenza, non possiamo più aspettare”. Dopo quattro anni, siamo ancora qua a dire “c’è urgenza, non possiamo più aspettare”.
C’è uno straordinario deficit di capacità amministrativa del sistema, che è ancora qui sotto gli occhi di tutti. Mentre i calabresi muoiono, il Commissario ha bisogno di tutti gli strumenti e noi quello strumento gliel’abbiamo dato, perché la proposta di legge su Azienda Zero è stata approvata in quest’Aula il 14 dicembre del 2021. Eppure, dopo più di quattro anni ancora, il cambio di passo non c’è stato e non abbiamo visto il funzionamento di Azienda zero, al netto della scomparsa, che ha colpito tutti quanti noi, di un’eccellente professionista come il professore Profiti; da quella scomparsa sono passati quasi due anni e mezzo, tre, e non può essere più una scusa.
Lei diceva: “Ora sarò io che mi occuperò della sanità e me ne assumo la responsabilità. Se sbaglierò, lo farò io, ma voglio avere gli strumenti per lavorare”.
Presidente, gli strumenti glieli abbiamo dati, ma non abbiamo visto il cambio di passo, soprattutto nell’organizzazione sanitaria e non soltanto nella mancanza di risorse umane.
Lei diceva che la musica è cambiata e ora si corre. Non so, Presidente, quale musica lei stia ascoltando, ma mi auguro che non ascolti quella dell’orchestrina che suonava sul Titanic, mentre la nave andava a fondo.
Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà
Grazie, Presidente, signor Presidente della Giunta, assessori, colleghi consiglieri, pubblico presente. Oggi, dobbiamo dire grazie ai comitati civici di Polistena se questo Consiglio regionale si occupa di sanità. Perché dico questo? Perché qualche anno fa, precisamente forse un anno fa, seguendo, da addetto alla politica, le sedute di Consiglio regionale, alla richiesta del consigliere Bevacqua, se non ricordo male, di una seduta ad hoc sulla sanità, lei, presidente Occhiuto, ha risposto testualmente: “Collega, consigliere Bevacqua, lei deve sapere che, in base alla legislazione nazionale, il Consiglio regionale sulla sanità non può toccare palla”. Testuali parole. E il Consiglio regionale in Calabria non sta toccando palla perché tutta la responsabilità è in capo al Commissario per il rientro del debito sanitario.
Oggi, il Consiglio regionale per un’emergenza viene chiamato a discutere di sanità. Vorrei capire perché si chiama in causa il Consiglio, sapendo che una sentenza della Corte costituzionale dichiara che il Consiglio, la Giunta e gli altri Enti di collegamento con la Regione, non hanno competenza in materia, poiché questa spetta unicamente al Commissario. Non era forse preferibile che il Consiglio desse un indirizzo al Commissario relativamente alla vicenda dei medici a gettone? Se così è e se ancora l’idea del Presidente è quella che il Consiglio non tocchi palla, allora, presidente Cirillo, convochiamo una seduta ad hoc su tutto il Sistema sanitario calabrese, perché dobbiamo parlare del sistema che è stato smontato.
Non voglio aprire una discussione fra di noi alla quale risponderete che la colpa è del passato. Io sono io e rispondo di me e da quando sono stato chiamato ad essere consigliere regionale. Quello che è avvenuto è frutto del passato e questo Consiglio deve affrontarlo, non può dire che è colpa di altri. Noi siamo chiamati ad essere responsabili per il mandato che abbiamo ricevuto.
Raccontate una narrazione che non è la verità. Se la Calabria, se i sindacati, se le organizzazioni che devono sovrintendere e controllare il sistema sanitario calabrese dicono che in Calabria la sanità non funziona, non sono io a dire che l’emergenza urgenza in Calabria non funziona, ma lo dicono CGIL e UIL.
Non sono io a dire che i servizi sanitari in Calabria non garantiscono la sicurezza di chi ricorre, ma lo dice il Piano nazionale esiti di Age.Na.S.
Se i livelli di assistenza sono sotto la soglia minima, non lo dice il consigliere Bruno, ma la Fondazione GIMBE, presieduta da Caltabellotta.
Quindi, è inutile che ci rispondete dicendo che siamo populisti. Così non si va da nessuna parte, se populista significa denunciare quello che i comitati di Polistena hanno dovuto portare alla luce, incatenandosi e mettendo le tende! Questo è populismo?! Fateci capire? Forse è il caso che ne discutiamo tutti assieme. Se avete, in qualche modo, infranto la regola che soltanto il Commissario può occuparsi di sanità e oggi ci occupiamo di sanità, convochiamo una seduta apposita di Consiglio sul sistema sanitario, su come ricostruirlo e ognuno se ne assume la responsabilità.
È il sistema che non funziona, come diceva bene il consigliere Alecci.
Presidente Occhiuto, pensa, davvero, che basti chiamare i medici italiani, calabresi, europei, e dirgli di venire in Calabria?!
Pensate, davvero, che la Calabria sia attrattiva così com’è!?
Pensate che, davvero, un medico che oggi lavora a Pavia possa pensare di venirsene in Calabria?!
Vogliamo, piuttosto, discutere degli investimenti che bisogna mettere in atto, di come ammodernare il sistema delle tecnologie che non c’è, di come introdurre la robotica e l’intelligenza artificiale, di come comprare PET?
Presidente Occhiuto, lei sa che la Calabria ha accreditato un ambulatorio di Napoli dove in sette giorni ti danno l’appuntamento, ti pagano anche il taxi e ti mandano a casa l’esito e paga la Calabria e sa che in quel laboratorio fanno 50 PET-TAC al giorno.
È questo il punto. Quindi, – ripeto – diceva bene il consigliere Alecci, che è un problema di organizzazione. Se ci tacciate di populismo, non affronteremo mai la realtà di questo sistema e, quando dico che un medico non verrà mai in Calabria, è perché troverebbe ospedali allo sfascio dal punto di vista strutturale e dell’organizzazione.
Allora, o facciamo, davvero, un Piano Marshall e creiamo le condizioni affinché il sistema venga riorganizzato o, altrimenti, facciamo propaganda. Noi non facciamo populismo, diciamo le cose come stanno e il comitato di Polistena oggi ci chiama alle nostre responsabilità.
Non siamo qui per creare problemi a questa proposta di legge, però, questo provvedimento è un terreno minato che ci può portare a sbattere, perché potrebbe essere impugnato, in quanto – lo dicevo prima – c’è una sentenza della Corte costituzione che dice che il Consiglio non è competente in materia.
Noi ve lo votiamo questo provvedimento di legge, perché non vogliamo creare vuoti che, secondo voi, possono essere risolti, ma penso che questo provvedimento possa essere una trappola, perché manda il segnale che il problema è risolto, invece, non lo è, perché, tra le altre cose, è una pezza ad un buco che ha creato la maggioranza; la maggioranza che governa il Paese e che è replicata qui in Calabria.
Se c’era un decreto ministeriale che sosteneva la cessazione dei medici gettonisti, a luglio del 2025 sapevate che si sarebbe creato questo vulnus. Perché non l’avete previsto nel decreto Milleproroghe? Oggi, fate passare questo provvedimento come la soluzione di un problema che avete creato voi.
Noi lo votiamo – ripeto – sapendo, però, che anche nell’articolato, presidente Cirillo, ci sono delle carenze; c’è una carenza generica su come individuare le risorse, c’è una carenza generica riferita ai titoli e poi c’è anche un’obiezione che sollevano i medici: “Fino a quando riusciremo a procrastinare questa norma?”. Perché nell’articolato non ci sono limiti e il problema viene affrontato troppo genericamente.
Noi siamo qui per dirvi che il problema della sanità non si risolve con questa norma fatta in emergenza, ma si affronta se tutti assieme, senza inveire l’uno contro l’altro, prendiamo atto che c’è un’emergenza senza narrare quello che non c’è. Negli articoli di risposta ai nostri comunicati, narrate una sanità che non c’è in Calabria e – ha ragione il consigliere Alecci – forse vivete in un altro mondo.
Ci sono episodi drammatici che quotidianamente si consumano sulla pelle dei cittadini. Se votiamo questa norma, sappiate però che il problema non si risolve e non si affronta con l’emergenza e con i comitati oggi di Polistena, domani di San Giovanni in Fiore, dopodomani di Soverato o ancora di Catanzaro. Si affronta organicamente e, se lo ritenete, noi siamo disponibili a discutere organicamente di quali sono i problemi e di come affrontarli.
Un’ultima cosa – e concludo – presidente Cirillo. Presidente Occhiuto, lei sa che a Catanzaro c’era una struttura di eccellenza che era Villa Sant’Anna, una delle strutture cardiochirurgiche d’eccellenza in Italia, che non c’è più. C'è soltanto il tentativo importante di alcuni imprenditori che ancora pagano l’affitto e che vogliono discutere di come mantenere aperta quella struttura, sapendo che ancora in Calabria, a Catanzaro, c’è uno spazio per mantenere la cardiochirurgia perché c’è una tradizione importante.
Noi le chiediamo di vedere come sia possibile mantenere ancora aperta quella struttura per le centinaia di professionalità e, quindi, le chiediamo di prestare attenzione a questi imprenditori e, soprattutto, alla città capoluogo per mantenere la cardiochirurgia per la storia che questa branca ha avuto da sempre in quel territorio.
Grazie, votiamo a favore.
Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente. Cari colleghi, non vi è dubbio che questa proposta di legge nasca da un senso di responsabilità istituzionale, proprio perché è alla ricerca di soluzioni che vanno, in maniera coerente e coordinata, in combinato disposto con l’emendamento presentato al decreto Milleproroghe proprio per trovare queste soluzioni.
Entrambi gli strumenti intendono rispondere in maniera concreta e immediata ad una grave e persistente crisi di organico medico, senza, però, rinunciare a quelle soluzioni strutturali di cui parlavate anche voi. Ovviamente, bisogna fare un ragionamento di più ampio respiro sul quale la Regione è già al lavoro per rendere nuovamente attrattivo il sistema sanitario regionale e soprattutto gli ospedali calabresi. Ecco perché dovremmo, in maniera corale, fare da cassa di risonanza all’appello che proprio ieri il presidente Occhiuto ha lanciato per orientare i medici – in particolare, magari, quelli calabresi collocati al nord – a venire in Calabria, piuttosto che lanciare un segnale disfattista di un sistema sanitario regionale che non funziona, come dite voi.
Proprio perché abbiamo bisogno di questo, chiediamo a tutti i colleghi che sono fuori dalla regione Calabria di rispondere a questa richiesta di aiuto. Al contempo, siamo al lavoro, come dicevo prima, per trovare delle soluzioni sostenibili che gratificano il lavoro di chi dovrebbe arrivare, ma anche e soprattutto di chi già lavora nel sistema sanitario regionale, di chi, con grande spirito di sacrificio e abnegazione, fa turni massacranti, faticosi e, soprattutto, con grande professionalità dà man forte al nostro sistema sanitario regionale.
La sanità calabrese, se non ve ne siete accorti, è impegnata in una profonda riorganizzazione e, da quando il presidente Occhiuto si è assunto il gravosissimo compito di Commissario straordinario della sanità, i passi in avanti sono evidenti, ma non possono nascondere delle criticità obiettive: una di queste, appunto, è la difficoltà di reperire personale medico attraverso le procedure concorsuali ordinarie, soprattutto nei reparti più esposti o nei presìdi delle aree interne, proprio per garantire i LEA.
La proposta di legge, che vede uniti tutti i gruppi di maggioranza, interviene proprio in questo spazio di necessità con misure straordinarie, temporanee e rigorosamente regolamentate, che non sostituiscono le assunzioni a tempo indeterminato, ma le affiancano in attesa del completamento dei Piani strutturali. Consentire il conferimento di incarichi libero professionali ai colleghi già in pensione, collocati in quiescenza, appunto, significa reintegrare all’interno del sistema sanitario regionale delle competenze già formate, immediatamente disponibili e di comprovata esperienza, a tutela della continuità assistenziale.
Non si tratta di una scelta emergenziale priva di criteri, perché è un intervento mirato per alcuni reparti quali il pronto soccorso, l’anestesia e la rianimazione, la chirurgia, la medicina interna, tutti i reparti che oggi rappresentano il cuore della tenuta del sistema sanitario regionale. A ciò si aggiunge un sistema puntuale di controllo, di monitoraggio e di rendicontazione verso la Regione e il Consiglio, a conferma della trasparenza dell’intervento.
Questa proposta nasce anche da
un’esigenza concreta emersa - è vero - con forza dal territorio, in particolare
dall’ospedale di Polistena, presidio fondamentale della Piana che dà risposte a
migliaia di cittadini. Da lì è
arrivato un segnale chiaro: i territori chiedono attenzione, risposte e
presenza delle Istituzioni.
A questo segnale il Consiglio regionale ha scelto di rispondere con i
fatti per ragionare in sinergia con quelle che sono le indicazioni del Governo
e qui, appunto, il gruppo di Forza Italia, io stesso, il Presidente del
Consiglio regionale, abbiamo coinvolto la delegazione parlamentare affinché si
attivasse subito per presentare un emendamento per consentire il rinnovo dei
contratti libero professionali.
Così è stato fatto perché gli onorevoli parlamentari calabresi,
Cannizzaro e Arruzzolo, hanno presentato questo emendamento, e in questo
percorso non può che essere espresso apprezzamento per le mobilitazioni che i
cittadini fanno in modo responsabile a difesa degli ospedali e del diritto alla
salute.
La partecipazione della comunità è un valore e rappresenta uno stimolo
positivo per le Istituzioni quando si traduce in ricerca di soluzioni, e non in
semplice protesta.
In virtù di ciò, il senso di responsabilità impone di evitare la
creazione di un clima di terrore attorno ai problemi della sanità, paventando
chiusure o scenari irreversibili.
Le difficoltà vanno riconosciute e vanno affrontate insieme, con serietà
e pragmatismo.
In questo quadro, bene hanno fatto i Sindaci che hanno rappresentato le
preoccupazioni delle proprie comunità, esercitando proprio il ruolo di presidio
democratico che è di raccordo tra i cittadini e le Istituzioni.
Questa legge, cari colleghi, non è una bandiera politica, ma una tutela
del Sistema sanitario regionale.
Per questo rivolgiamo un appello a chi ancora forse non è convinto a
votare all'unanimità questa proposta di legge e mi fa piacere che almeno da una
parte degli interventi che finora ho ascoltato ci sia la chiara volontà di
sostenere questo provvedimento, perché dobbiamo dare un segnale tutti insieme
di unità su un tema che non può e non deve dividere: la salute dei calabresi,
poiché di fronte ai bisogni reali delle persone, l'interesse generale deve
prevalere su ogni distinzione politica.
Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Giannetta.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Rivolgo un saluto a lei, ai colleghi consiglieri, al Presidente della Giunta regionale, agli assessori, al Segretario generale e con lui ai dipendenti che ci assistono ai lavori di questa seduta di Consiglio regionale.
A quanto sembra, l'unica soluzione percorribile è quella di approvare questa proposta di legge; unica soluzione percorribile, ma sicuramente non la più opportuna.
Non si tratta di fare terrorismo oppure di dire solo le cose che non vanno bene perché, se è vero, presidente Occhiuto, che lei rappresenta la sanità in Calabria dal 2021, se è vera la grande fatica nel provare a risolvere i problemi che sono ancora sotto gli occhi di tutti, è anche vero che quando la Fondazione GIMBE ci colloca al 177esimo posto su 300, vuol dire che siamo di fronte a un problema, quello della sanità e del soddisfacimento dei LEA, che non è più un problema emergenziale bensì strutturale, e come tale va assolutamente affrontato.
Se vivessi su un altro pianeta o semplicemente in un'altra regione, Presidente, il suo appello con l'ultima manifestazione di interesse annunciata rispetto a un ulteriore reclutamento di medici, non solo comunitari, ma anche extracomunitari o semplicemente di altre regioni, di venire qui in Calabria e provare a risolvere il problema atavico della carenza di personale, mi avrebbe entusiasmata; però, vivendo a queste latitudini, mi rendo conto che come regione siamo poco attrattivi, e non lo dico perché sono collocata politicamente in una posizione distante dalla sua, ma perché mi trovo a vivere in questa regione e mi sorge spontanea una domanda, Presidente: perché non proviamo intanto a incentivare ulteriormente il personale sanitario, non mi piace parlare solo di medici, ma del personale paramedico, degli amministrativi e di tutti coloro che gravitano intorno al mondo della sanità calabrese, e successivamente pensare di fare queste proposte a quelli che devono ancora venire?
Mi chiedo e le chiedo un'altra cosa: come pensiamo di poter diventare più attrattivi se i nostri ospedali non lo sono nei fatti e non lo sono, per esempio, anche dal punto di vista della sicurezza?
Io vengo da Corigliano-Rossano, la città in cui abito, e lì c'è un'anomalia: abbiamo un unico Ospedale Spoke collocato chiaramente su due presìdi, l'ex Ospedale “Giannettasio” e l'ex Ospedale “Compagna” dove si era pensato di mettere insieme l'aria calda e l'aria fredda.
Su indicazione del personale ospedaliero, ci si è resi conto che era sbagliato far nascere i bambini nello Spoke nel presidio ospedaliero di Corigliano perché non c'era né il reparto di Chirurgia né il reparto di Rianimazione.
Bene si è fatto a spendere 1 milione e 600 mila euro per riformulare e riammodernare l'ospedale, quindi, il reparto di Rossano; ci doveva essere un trasferimento che non c'è stato.
Non voglio immaginare che ci siano delle questioni di campanile perché onestamente parlare di campanile all'interno della stessa città e dello stesso Spoke, sarebbe una cosa assurda, però ritengo ci sia bisogno di oculatezza nello spendere soldi pubblici, perché, se è vero, come è vero, che sono stati spesi un milione e 600 mila euro e ancora è tutto fermo, mentre a Paola, per esempio, si aspetta che il blocco operatorio abbia il riciclo d'aria per consentire sia all'utenza sia agli operatori di stare meglio, abbiamo la necessità di spendere meglio i soldi pubblici.
Ospedale della Sibaritide. Presidente, noi avevamo immaginato che davvero questo non sarebbe stato un Hub solo per una questione numerica, però immaginavamo che potesse essere un ospedale di eccellenza, anche perché si era pensato, ed era previsto nel PEF, che ci sarebbe stata la Medicina nucleare, mentre ora non se ne parla più.
Doveva esserci in Calabria l'unico ciclotrone programmato e anche lì sono stati spesi dei soldi e dei fondi per fare in modo che strutturalmente la Medicina nucleare potesse essere una specialità e una specializzazione di quell'ospedale, ma abbiamo scoperto che questo ospedale sarà definito moderno e smart, solo perché sarà il primo dell'era post pandemica; di fatto, sarà semplicemente un accorpamento dei due Spoke, e questo non va bene, perché dire le cose che non vanno non vuol dire necessariamente solamente sottolineare le brutture.
Noi le diciamo perché, se vogliamo essere attrattivi, dobbiamo dare più sicurezza e dare più sicurezza vuol dire avere anche oculatezza nello spendere i soldi pubblici.
Non mi piace parlare di danno erariale o cose simili, però di fatto è così.
Andiamo al problema della Medicina territoriale.
Capisco bene che si è animati da buone intenzioni perché, come lei diceva, la Medicina territoriale deve coprire criticità e prevenzione - è un fatto giusto e sacrosanto - perché agli Spoke e agli Hub saranno date altre competenze.
Di fatto, però, non è così perché ancora di Case della salute non ne vediamo; per la questione della Guardia medica sappiamo benissimo che c'è un problema di reclutamento di medici perché in questi giorni, nelle vacanze appena trascorse, la Guardia medica di Schiavonea è stata chiusa per lungo tempo perché non c'erano medici che rispondevano al bando, per cui si continuava ad affollare i Pronto soccorso, creando problemi enormi nella risposta ai problemi di salute per cui i cittadini si recano lì.
Non credo che ci si reca al Pronto soccorso perché non si ha niente da fare, ma perché essendo la salute il bene primario che tutti conosciamo, se uno ha difficoltà va al Pronto soccorso, necessariamente.
Io stessa mi sono recata l'altro giorno per un banalissimo problema, perché chiaramente avevo paura. Stesso discorso adesso sta accadendo a Villapiana, per non parlare delle aree interne.
Dire che nelle aree interne le cose vanno bene è veramente sbagliato perché le postazioni di emergenza territoriale ci devono essere nelle aree interne, perché la Calabria è stretta e lunga e crea dei problemi.
Bene ha fatto la collega Scutellà prima a ricordare le due vittime.
Quando si tratta di sanità, di malasanità, di gente che muore, non mi piace mai fare delle sottolineature politiche, perché poi il dolore purtroppo resta alle famiglie e di questa cosa ne sono fermamente convinta.
Presidente, stamattina le è arrivata una comunicazione da parte di un gruppo consiliare della città di Longobucco, dove è morto un cittadino.
Io dico una cosa: ci sono delle volte che, comunque vadano le cose, non ci si può salvare. Lo dico da figlia; mio papà è morto nel 2013 per un arresto cardiocircolatorio.
Era a Bari, in Puglia, nella civilissima Puglia, sono arrivati i soccorsi veramente velocissimamente e, comunque, non è stato salvato; però i miei fratelli, mia mamma, la mia famiglia ed io non abbiamo avuto il dubbio di cosa sarebbe successo.
Noi dobbiamo evitare che la gente o la famiglia del signore deceduto a Longobucco dica “Che cosa sarebbe successo se ci fosse stata lì l'autoambulanza?”.
Questo dobbiamo fare.
Ritengo, Presidente, che lei, che rappresenta la sanità in Calabria, questo dovere ce l'ha.
Non ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B!
So che è più difficoltoso qui che in altre regioni per la conformazione della nostra città, della nostra regione; ma che cosa vogliamo fare?
Noi dobbiamo dare risposte e le risposte vanno date in maniera strutturale, con coraggio, competenza, metodo e visione che non può essere solamente questa.
Colleghi, noi voteremo questa legge, però non possiamo dire che era l'unica soluzione percorribile.
Io ci sono, noi ci siamo, l'opposizione c'è, la minoranza c'è, chiamatela come volete, in maniera responsabile, però bisogna accettare di capire che non va tutto bene; le motivazioni poi ci saranno, però non va tutto bene.
Dobbiamo avere uno scatto d'orgoglio e consentire di avere ospedali nuovi.
Le chiedo ufficialmente di rivedere la posizione rispetto all'Ospedale della Sibaritide, non per un fatto di campanile, assolutamente, e di capire effettivamente la questione, perché 1 milione e 600 mila euro spesi per un reparto che rimane lì non va assolutamente bene.
Vorrei capire anche il motivo per cui è fermo. Grazie.
Grazie, consigliera Madeo. Ha chiesto di intervenire il consigliere
Mattiani. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Saluto il presidente Occhiuto, la Giunta regionale,
i colleghi consiglieri. Oggi siamo chiamati a discutere di un problema atavico
della Calabria che è la sanità.
Avrei voluto fare un intervento diverso, non il classico intervento
sulla sanità, bensì un intervento mirato su quello che oggi è la proposta di
legge che abbiamo proposto, ma noto, cari colleghi della minoranza, che, pur
votando favorevolmente, c'è sempre un risvolto negativo.
Non ci si ferma mai a pensare che questa maggioranza ha predisposto un
provvedimento, si è assunta delle responsabilità e le ha portate in Consiglio
regionale.
No! Si parla sempre della parte negativa; di quella positiva: “Sì, alla
fine la voto, ma…”
Consigliera Madeo, in questi cinque anni non abbiamo mai detto, insieme
a questa maggioranza e al presidente Occhiuto, di aver risolto tutti i problemi
della sanità in Calabria o che i presidi ospedalieri funzionassero tutti al 100
per cento; forse. da troppi anni aspettiamo che i tre grandi Ospedali si
costruiscano; forse, per 12 anni il Commissariamento della sanità in Calabria è
stato imbarazzante; forse, i commissari in Calabria in quei 12 anni li ha
nominati un Governo di centro-sinistra.
Collega Alecci, vada a controllare quali sono stati i Governi che hanno
preceduto il nostro e poi magari mi risponde, se vuole.
Il Commissariamento per cui il Governo ha voluto incaricare il presidente
Occhiuto ha stravolto la dinamica della sanità in Calabria e lo ha fatto con
fatti chiari.
Intanto, se il Presidente Occhiuto non avesse immediatamente posto in
essere un'azione importante, criticatissima anche dalla minoranza, di
reclutamento dei medici cubani, oggi molti presidi ospedalieri sarebbero chiusi;
quindi, è stato lungimirante e anche da traino per altre Regioni.
Ricordo, altresì, che in passato i bilanci venivano trasmessi oralmente
dai commissari; oggi, invece, i bilanci dicono chiaramente cosa possiamo o non
possiamo acquistare.
Abbiamo fatto 5 mila assunzioni in ambito
sanitario e parasanitario.
Abbiamo svolto attività e acquistato nuove tecnologie per i presidi
ospedalieri.
Abbiamo acquistato oltre 100 ambulanze che
operano sul territorio regionale.
Abbiamo costituito il CUP unico che è una soluzione che in qualche modo
dà una mano d'aiuto per quanto riguarda le liste di attesa.
Abbiamo dato il via ai tre grandi Ospedali, la soluzione al problema:
quello della Sibaritide, già quasi alle battute finali; quello di Vibo; quello
di Palmi, che è iniziato soltanto da qualche mese e che mi auguro possa
riprendere lo slancio con cui avevamo iniziato.
Per fare un quadro, e mi riallaccio ai primi nuclei che hanno contestato
questa carenza del Decreto Milleproroghe su Polistena, dove questo governo
regionale credo abbia fatto degli interventi importanti: la ristrutturazione
del Pronto soccorso; la ristrutturazione del blocco operatorio; una nuova
risonanza magnetica; il Reparto di oncologia.
Si sta lavorando,
non è il caso singolo di Polistena perché, come si è lavorato su Polistena,
stiamo lavorando su tantissimi altri presidi ospedalieri, sicuramente non per
stravolgere tutti gli interventi in quattro anni - non abbiamo la bacchetta
magica - ma certamente per dare un servizio più efficiente ai cittadini
calabresi.
Posso dire che a Gioia Tauro adesso partono i lavori per 3 milioni 200
mila euro per quanto riguarda l'Ospedale sicuro; a Melito è stata acquistato il
macchinario per la mammografia e alcuni interventi di ristrutturazione,
eccetera eccetera.
Questa è la risposta che devo dare a tutto quello che avete detto fino a
oggi.
Adesso entro nel merito della proposta di legge di oggi che reputo fondamentale
perché ci dà la possibilità di salvaguardare la stabilità del servizio
sanitario e, poiché noi al servizio sanitario ci teniamo, ci assumiamo delle
responsabilità che non erano nemmeno nostre, bensì del Governo, che non ha
inserito all'interno del decreto Milleproroghe la possibilità di riassumere dei
medici in quiescenza.
Noi abbiamo fatto questa proposta di legge con grande serietà, con grande interesse per i calabresi e per chi purtroppo sta male e non l'abbiamo fatto di fronte agli ospedali, criticando – non sto parlando assolutamente dei cittadini che in maniera legittima erano fuori dal presidio ospedaliero di Polistena per protestare, e li ringrazio per quello che hanno fatto – la classe dirigente, i consiglieri regionali, i parlamentari che devono svolgere il loro ruolo e sono pagati non per andare a Polistena a protestare, ma per trovare le soluzioni in Consiglio regionale, in Cittadella, al Parlamento. Posso ascoltare le dichiarazioni di alcuni parlamentari del PD, presidente Occhiuto, che protestano e fanno interrogazioni?! Ma loro al Milleproroghe dov'erano? Invece di protestare, non potevano fare un emendamento e sarebbero stati in quel momento considerati i paladini della sanità in Calabria? No, si sono dimenticati anche loro. E allora un po' di attenzione, un mea culpa, bisogna farlo un po' tutti.
Questo governo regionale, questo Consiglio regionale si sta assumendo delle responsabilità chiare e precise. Il commissario Occhiuto si sta assumendo responsabilità chiare e precise e oggi noi siamo qui a votare una proposta di legge che dà garanzia di stabilità alle strutture sanitarie.
Certo, certo, vorremmo fare molto di più. Già apprezzo - ringrazio il Presidente per questo - l'azione che ha lanciato ieri su dei benefit che, in qualche modo, rendono la Calabria attrattiva dal punto di vista dei medici, perché possano venire a lavorare in Calabria. Magari, Presidente, possiamo fare sicuramente qualche altra proposta, possiamo prevedere altri benefit. Sicuramente non possiamo aumentare lo stipendio perché quello dipende, consigliera Madeo, da un contratto nazionale; quindi, non possiamo aumentare gli emolumenti previsti dal contratto nazionale, ma possiamo dare dei benefit in più. Possiamo - perché no? - supportare e dare anche un riconoscimento ai medici che già operano nel nostro sistema sanitario. Una piccola idea - poi magari è soltanto un ago in un pagliaio, ma possiamo lavorare su tanto altro - è quella di prevedere il trasporto pubblico gratuito per i nostri medici e poi prevedere anche altri benefit. Potremmo anche pensare di contribuire alla specialistica in Calabria con i medici neolaureati, col pagamento delle specialistiche in Calabria e poi trattenere i medici in Calabria.
Tante possono essere le iniziative che si possono realizzare, ma devono essere tutte costruttive e questo governo sta cercando di costruire sulle macerie che abbiamo trovato. Sicuramente, la sanità di oggi non è quella di 5 anni fa, con reparti chiusi e punti di primo intervento - all'epoca si chiamavano così – chiusi.
Si chiudeva solamente, non si apriva mai. Oggi noi stiamo riaprendo.
Su questa scia noi dobbiamo lavorare e stiamo lavorando e sono convinto che il presidente Occhiuto stia imboccando e abbia imboccato già la strada giusta e proseguirà nel modo più opportuno. Grazie.
Grazie, collega Mattiani.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Colleghi consiglieri, benvenuti nel sottosopra di Stranger Things. Per chi non lo sapesse, il sottosopra di Stranger Things è quella dimensione parallela nella quale delle persone, che sono state private dell'intelletto e della capacità di intendere e di volere, rispondono ai desiderata del loro padrone, obbediscono a quello che gli si dice di fare e dire; pensavo fosse soltanto una fortunata serie tv fantasy, in realtà, molto spesso, come succede, la realtà supera la fantasia. Perché? Cari colleghi, mi sarei aspettato da qualcuno di voi almeno che ci spiegasse il motivo per cui noi oggi ci troviamo qui. Mi sarei aspettato almeno di leggere, all'interno della relazione introduttiva di questa proposta di legge, i motivi per cui noi siamo stati convocati d'urgenza per discutere di questo provvedimento. E, invece, come al solito, abbiamo assistito, da un lato, a una strenua difesa di posizione - sentivamo lo stridere delle unghie sugli specchi per difendere il motivo per cui noi siamo qui - dall'altro lato, abbiamo ascoltato ancora una volta bugie. Perché, quando siamo costretti a sentire che il provvedimento di proroga dei medici pensionati non è stato inserito all'interno del Milleproroghe, stiamo ascoltando delle bugie, perché all'interno del Milleproroghe non si deve inserire niente. Questo è un provvedimento che è stato tolto dal Milleproroghe, non che doveva essere inserito. E qualcuno ci deve spiegare il motivo per il quale una manina ha tolto dal Milleproroghe un provvedimento che va di default con l'approvazione di tutti i provvedimenti che scadono il 31 dicembre di ogni anno. Questo non è avvenuto.
Accanto a questo, nella relazione introduttiva, purtroppo, notiamo anche l'assenza di qualcos'altro: la grave assenza dei dati che dovrebbero supportare questo provvedimento. Perché, Presidente, consiglieri, relatori, non ci fornite i dati sulla copertura degli organici? Senza dati rischiamo di tenere una discussione senza avere tutti i numeri a nostra disposizione.
Perché non ci dite a che punto sono i piani assunzionali delle singole Aziende sanitarie? Perché, ad esempio, il piano assunzionale del GOM, del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria, giace da mesi al Dipartimento e non è stato ancora autorizzato?
Senza l'approvazione dei piani assunzionali, di questo passo dovremmo andare a recuperare anche i medici che sono andati in pensione 10 anni fa, richiamandoli in servizio. È forse questa, mi domando, la ragione del depauperamento progressivo degli ospedali Spoke al quale stiamo assistendo?
Leggiamo nella relazione che siamo di fronte a una fase di profonda riorganizzazione della sanità.
E quanto dura questa fase di riorganizzazione? Quanto è profonda questa riorganizzazione? Siete da sei anni al governo! Peraltro, le ricordo, collega Mattiani, che negli ultimi 30, 20 anni avete governato voi. In che cosa consiste questa riorganizzazione, visto che le aziende sanitarie e gli Spoke tra di loro non dialogano e visto che si fa leva sempre e soltanto sull'etica della responsabilità e sul senso di responsabilità di medici e infermieri?
Di recente, poi, Presidente, è stato - finalmente, direi - pubblicato il bando per i direttori generali delle aziende sanitarie. Perché soltanto adesso? Perché il precedente non ha prodotto alcun effetto? Perché siamo andati avanti di proroga in proroga con la designazione di commissari che, da un lato, non avevano l'orizzonte temporale per poter operare e programmare con serietà, avendo a disposizione un tempo più lungo, dall'altro lato, non avendo neanche l'autorevolezza per imporre quella linea, perché il commissariamento di per sé è una fase temporanea e di conseguenza nessuno ha la possibilità di programmare.
Avete scritto in questa legge che ci sarà un rigoroso sistema di controllo. Ora io mi auguro sia un refuso, perché se, fino a oggi, non c'è stato un rigoroso sistema di controllo e avete avuto la necessità di doverlo scrivere nella proposta di legge, come direbbe Camilleri, mi sento più confuso che persuaso. Perché questa necessità di doverlo ribadire?
E, soprattutto: voi avete scritto che questo provvedimento è a invarianza finanziaria perché prenderete i soldi dalle spese del personale e dalle prestazioni sanitarie. Bene, quindi come saranno garantite le spese per il personale e per le prestazioni sanitarie, se non possono essere utilizzate per questo perché le dobbiamo destinare all'assunzione e al pagamento dei medici in pensione? Chiediamo per un amico anche in questo caso.
La verità, purtroppo, è che manca un management della sanità regionale. La verità, purtroppo, è che manca un sistema sanitario regionale che faccia cooperare le diverse aziende e, a fronte di questo, invece, noi ci troviamo oggi a discutere un provvedimento che non ha un orizzonte temporale di un mese, che non serve a colmare, come è stato detto, questa vacatio legislativa per qualche settimana.
L'orizzonte temporale l'avete dato voi! Ed è di 12 mesi più 12, quindi per altri due anni. Ce lo state dicendo voi: “Noi andremo avanti attraverso questi provvedimenti tampone e mettendo dei buchi, cercando di chiedere aiuto a dei valorosi medici in pensione e aspettando l'arrivo della fine di questo commissariamento”, che è stato più volte annunciato e che invece ancora tarda ad arrivare e al quale arriveremo - speriamo presto - senza però conoscere l'esito e il risultato del Piano di rientro e del piano operativo.
E mentre noi discutiamo di questo, la Fondazione GIMBE ci riporta sulla terra, ci dice che ancora una volta non abbiamo raggiunto i LEA, il mantenimento dei LEA, dei livelli essenziali di assistenza. In quali settori? Perché anche quello dobbiamo andare a vedere: nella prevenzione, nell'assistenza distrettuale e nell'assistenza ospedaliera.
E, sempre per ritornare sulla terra, oltre a quello che hanno raccontato i miei colleghi, voglio portare all'attenzione dell'Aula anche quello che è successo al pronto soccorso del GOM qualche giorno fa e che è collegato a quello che succede a Polistena e a Locri: in attesa di ricovero, per due giorni al Pronto soccorso, un reggino ha avuto la flebo attaccata al muro con lo scotch perché non c'erano neanche presenti e disponibili i sostegni necessari.
Questa è la fotografia dello stato di salute dei nostri ospedali e del nostro Pronto soccorso! Peraltro, la vernice in quella parete era scorticata già in altre parti, quindi, evidentemente, è un metodo che è stato usato più e più volte e dobbiamo anche ringraziare l'inventiva, la disponibilità e l'aiuto che fornisce il personale medico e paramedico anche per risolvere questi problemi. Due giorni al Pronto soccorso! È evidente che questo succede perché il Pronto soccorso del GOM è ingolfato dai problemi di Polistena e dai problemi di Locri.
E allora: bene la protesta del comitato di Polistena, bene anche le proposte del Tribunale dei diritti del malato di Locri - le avete, credo, ricevute perché le abbiamo ricevute tutti – che prevedono incentivi ai medici, alloggi per il personale, mobilità verso le sedi disagiate.
Piccola parentesi: i contratti collettivi nazionali si modificano. Come li hanno modificati per i magistrati, come li hanno modificati anche per il personale.
Al Governo non ci sto io, ci state voi! Se si vuole modificare il contratto collettivo nazionale, lo si può fare, sedendosi e ragionando con le parti sociali interessate.
Avete parlato di quello che sta accadendo a Cosenza sulla facoltà di medicina e, invece, nessun aggiornamento sulla facoltà di Medicina di Reggio Calabria. È dispersa in Libia, come si diceva del parente scomparso che non ritornava dopo tanti anni dalla guerra, ma non si avevano notizie. Dicevano: “È disperso in Libia”. La facoltà di Medicina di Reggio Calabria è dispersa in Libia.
Ci sono però - ho concluso - anche delle buone notizie: 16.000 cittadini sono stati richiamati per delle visite urgenti e di controllo e sono stati anticipati i tempi di attesa, rispetto a quanto era previsto precedentemente. Questa è la buona notizia.
La buona notizia ulteriore è che c'è una sanità buona anche nel Mezzogiorno, quella cattiva è che non è quella calabrese perché parliamo della Regione Puglia e parliamo del primo provvedimento preso dal presidente De Caro. Grazie.
Grazie, collega Falcomatà.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Noi, come gruppo Noi Moderati, voteremo favorevolmente a questa proposta di legge; una proposta di legge indispensabile; una proposta di legge che aiuta gli ospedali delle aree interne e aiuta il sistema sanitario regionale.
Ringraziamo per questo il presidente Occhiuto che, anche come Commissario ad acta della sanità, sta lavorando notte e giorno con grande dedizione, con grande sacrificio per rinnovare la sanità in Calabria e per risolvere i problemi che oggi anche voi avete fatto emergere.
L'atteggiamento con il quale bisogna operare quando si parla di sanità dovrebbe essere quello di costruzione di un sistema diverso, con gli occhi, però, di chi ama questo posto, di chi ama questa terra, di chi ama questa regione. Capisco, comprendo e apprezzo la possibilità che oggi ci possa essere su questo punto all'ordine del giorno un'unanimità, però, non comprendo tanti vostri comunicati stampa, non comprendo alcune volte il modo in cui voi ponete i riflettori sul sistema sanitario regionale, quasi come se foste soddisfatti delle criticità che emergono, quasi come se pensaste che parlar male di sanità oggi, parlar male della nostra sanità, parlar male dei nostri ospedali, possa essere un motivo per raccogliere voti, per ricevere consenso.
Questo è sbagliato! Questo è immorale! Questo non può essere accettato!
Ritengo che l'opposizione debba fare una politica che vada a premiare la programmazione e non a lamentarsi quotidianamente sulla stampa per piccole situazioni che, però, mortificano tanti medici che lavorano, tanti medici che, con dedizione, operano nel nostro sistema sanitario, nei nostri ospedali e salvano vite.
Consigliere Alecci, quando lei, riferendosi al presidente Occhiuto, ha detto che la gente muore mentre si attendono gli strumenti, cosa voleva dire? Cosa voleva dire? C'è un verbale. Cosa voleva dire? Sono dichiarazioni che ha fatto lei.
Il presidente Occhiuto lavora in maniera impeccabile per migliorare il nostro sistema sanitario e noi questo lo apprezziamo e su questo punto voteremo favorevolmente.
Grazie, collega Rosa.
Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Vorrei ringraziare lei, ma voglio ringraziare anche tutti i consiglieri regionali di maggioranza e di minoranza, perché mi pare di capire che questo provvedimento sarà votato all'unanimità; ed è giusto quanto affermato in molti interventi, cioè che, quando si parla di questioni che riguardano la sanità, non ci dovrebbe essere appartenenza politica di sorta.
Tutti quanti sappiamo che è un provvedimento in qualche modo tampone.
Vorrei ringraziare anche i parlamentari che sono intervenuti per promuovere un emendamento al Milleproroghe; il Ministro al Parlamento lo ha già annunciato, ma i primi parlamentari a farsi carico di questa necessità sono stati i parlamentari calabresi, come l'onorevole Cannizzaro, che si è incontrato con i componenti del Comitato che difende l'ospedale di Polistena. Quindi, vorrei ringraziare anche gli altri parlamentari perché credo che questo emendamento sarà votato da tutti i gruppi parlamentari e risolverà questo problema; lo risolverà in maniera temporanea, è evidente, perché non è una soluzione strutturale, così come non è una soluzione strutturale neanche questa legge.
Consigliere Bruno, è anche una legge ardita, perché - è vero - il Consiglio regionale fin quando saremo commissariati non dovrebbe avere competenze legislative. Purtroppo, i tavoli del MEF e del Ministero della Salute ce lo ricordano sempre. Ogni volta che facciamo una norma ci dicono che dovrebbe essere impugnata perché la Calabria è commissariata. Significa che sono commissariati sia la Giunta sia il Consiglio regionale. Però, è una norma che si rende necessaria perché, altrimenti, i direttori generali delle aziende sanitarie - le Aziende sanitarie sono personalità giuridiche rette da direttori generali che si assumono delle responsabilità – in assenza di una norma regionale, nell’attesa che sia approvata nel Milleproroghe, è difficile che possano assumersi la responsabilità di disporre quanto contenuto appunto nella proposta di legge e sarà contenuto nel Milleproroghe.
Una sola cosa vorrei dire ai consiglieri di minoranza: non ho mai detto che la sanità in Calabria va bene. Non ho mai fatto una narrazione positiva della sanità calabrese. So bene che siamo terzultimi, eravamo ultimi e siamo terzultimi. È chiaro che non posso essere soddisfatto del fatto che la Calabria riguardo ai LEA è soltanto prima della Val d’Aosta e della Sicilia. Eravamo ultimi, siamo terzultimi, ma voi sapete che io, come voi, sono ambizioso e vorrei che questa regione scalasse molte più posizioni.
Dico all’ex sindaco Falcomatà che però le cose se le deve studiare, perché non è vero che noi siamo inadempienti nei tre aggregati LEA, siamo inadempienti in un aggregato LEA, non come dice lei; peraltro, in questi anni, siamo stati costretti anche a farci carico di questioni che la sua città, da lei governata, non è riuscita ad affrontare, come l’Hospice. Lei stava nella Fondazione, è stato nel CDA della Fondazione, ed ha fatto zero. Se questo Consiglio regionale, con l’impegno di tutti, e se il Parlamento nazionale non fossero intervenuti, l’Hospice non avrebbe risolto alcun problema.
Dicevo: non ho mai detto che la sanità in Calabria va bene. Non va bene. La fotografia che avete fatto, anche quella che ha fatto giustamente il consigliere Ranuccio, è la fotografia di una sanità che si potrebbe riferire anche ad altre regioni. Sappiamo bene perché in Calabria va peggio che in altre regioni lo, nessuno di noi qui è un passante e sappiamo anche da dove siamo partiti.
Se guardate - l’ho detto altre volte - le trasmissioni alle televisioni nazionali e i dati sulla soddisfazione degli italiani rispetto alla sanità in tutte le regioni, c’è un percepito tra gli italiani, in tutte le regioni, che è sempre meno soddisfacente rispetto ai bisogni di cura, perché, dappertutto, anche nelle regioni che avevano sistemi sanitari eccellenti - l’ho detto altre volte qui in quest’Aula - i cittadini si lamentano; da noi ancora di più e il perché lo hanno ricordato alcuni consiglieri di maggioranza.
Io mi assumo tutte le responsabilità. Non voglio autoassolvermi rispetto a una responsabilità che ho voluto, perché ho voluto essere Commissario della sanità, ci ho messo la faccia e, quindi, mi assumo tutte le responsabilità. Però, vorrei che ci fosse l’onestà intellettuale di capire il punto dal quale siamo partiti. La percezione che si ha, ascoltando alcuni consiglieri di opposizione, è che in questi quattro anni si sia stati con le braccia conserte. Vi assicuro che questo Presidente non sta con le braccia conserte rispetto a nessuna attività di governo, nemmeno rispetto alla sanità. Anzi, la sanità è la cosa che mi ha impegnato di più. È la cosa più complicata.
In molti altri ambiti, pure complicati, è più facile ottenere dei risultati; in sanità, invece, è molto più complicato, perché - lo ricordavano alcuni - noi abbiamo ereditato un sistema che era considerato, dal punto di vista contabile, basato su una contabilità orale. Vi assicuro che non è stato facile accertare il debito. Vi ricordate? Si diceva che ci fosse un debito mostruoso e abbiamo dimostrato che così non era. Lo abbiamo accertato con la Guardia di Finanza, abbiamo chiuso i bilanci delle aziende che non li chiudevano. Se non fai tutte queste cose, non puoi fare le altre, è come se non avessi le fondamenta di un palazzo e le fondamenta non c’erano.
Ancora: è vero, questa seduta di Consiglio regionale nasce da sollecitazioni che sono pervenute soprattutto da parte dei cittadini di Polistena che sono scesi in piazza; rispetto quelli che vanno in piazza, sacrificano parte del loro tempo e del loro lavoro per svolgere una funzione che è quella di cittadinanza attiva. Per carità, li rispetto. Il mio compito, però, non è quello di andare in piazza, ma quello di cercare di affrontare i problemi.
Proprio su Polistena, non ho mai messo in dubbio che quell’Ospedale debba avere un futuro. Se non altro sapete perché? Perché è stato il primo ospedale che sono andato a visitare ed è stato l’ospedale nel quale sono stato maggiormente colpito dal disastro della sanità che avevo appena preso in mano. Sono andato nel Pronto soccorso dell’Ospedale di Polistena – se lo dovrebbero ricordare i cittadini di Polistena - e c’erano dei crateri nel Pronto soccorso, per cui, quando arrivavano, i pazienti rischiavano persino di farsi male nel Pronto soccorso, di inciampare nel Pronto soccorso.
Il primo lavoro che ho disposto è stato quello di rifare il Pronto soccorso di Polistena. Mi dicevano: “Non si può fare perché i Ministeri non ce lo fanno fare, bisogna fare l’accordo di programma nuovo”. Ho detto: “No! Si fa con le risorse della manutenzione straordinaria”. E in quell’ospedale ho visto lavorare medici straordinari - ne cito una della quale mi ricordo il nome: la dottoressa Liotta, ma ce ne sono tanti altri. Ho visto lavorare medici straordinari che lavoravano con una abnegazione straordinaria e cercavano di risolvere problemi in un Ospedale che era fatiscente.
Quando ho preso i medici cubani - una fra tutte le critiche che ho ricevuto in quel periodo - il primo ospedale in cui li ho mandati è stato quello di Polistena. Quindi figuratevi quanta simpatia io abbia per questo Ospedale, come per tutti gli altri ospedali, ma questo è quello che mi è rimasto di più nel cuore perché è stato il primo che ho visitato e che mi ha dato la percezione del disastro che c’era.
A volte ce lo dimentichiamo, a volte ci dimentichiamo il disastro che c’era. Che cosa è successo? È successo che per tanti anni in questa regione non sono stati assunti medici, infermieri, OSS, amministrativi. E non sono stati assunti quando invece le assunzioni si potevano fare. Io mi sono trovato a dover affrontare il tema del reclutamento dei medici quando questo tema è diventato un problema gigantesco in tutta Italia, e voi lo sapete, lo sapete bene.
Peraltro, siccome le assunzioni non erano state fatte, abbiamo anche incrociato la gobba pensionistica. Anche qui non siete dei passanti e anche i cittadini che si occupano di sanità in maniera organizzata sul territorio conoscono la storia dei loro ospedali, conoscono quanti medici c’erano e sono andati in pensione e non sono stati sostituiti perché, intanto, non c’erano specializzati e i concorsi andavano deserti.
Sanno anche che ci sono molti Ospedali, soprattutto nella provincia di Reggio, in cui non si nominavano mai i primari, in cui non si affidavano mai gli incarichi, in cui c’erano soltanto incarichi temporanei. Abbiamo cercato di stabilizzare anche questo, facendo una cosa che non era mai successa in questi ospedali. Quante assunzioni sono state fatte in questi anni?! Quante stabilizzazioni sono state fatte?! Mai è stato stabilizzato tanto personale nelle Aziende sanitarie come in questi quattro anni.
È evidente che non basta. È evidente che non basta questo per affrontare e risolvere i problemi.
Molti hanno fatto riferimento alla manifestazione di interesse che abbiamo predisposto ieri. A proposito: l’ha predisposta Azienda Zero, perché ormai tutto il personale lo seleziona Azienda Zero, e l’ha fatto predisponendo l’avviso sei ore dopo la firma del DCA. Se, dopo il mio DCA, ciascuna delle Aziende sanitarie o ospedaliere avesse dovuto fare gli avvisi, non sarebbero stati fatti in sei ore.
Questa è la ragione per cui, consigliere Alecci, nel 2022 dicevo che c’era un deficit amministrativo straordinario sia nel Dipartimento sia nelle Aziende, ma un deficit amministrativo dovuto anche al caos che si è generato in tanti anni di inutile commissariamento. Tutti quanti sappiamo che nelle Aziende sanitarie ci sono figure nella parte amministrativa, a volte anche nella parte sanitaria - ho parlato di medici straordinari - però ci sono le eccezioni in ogni ambito. Ci sono figure che considerano la loro attività quasi proprietaria non come una attività da svolgere nell’interesse dei cittadini.
Ci avrei messo molto di più. Invece, grazie ad Azienda Zero abbiamo fatto questo lavoro in sei ore. Questo bando sapete perché è stato fatto? È stato fatto… La prima idea era quella di farlo per reclutare medici extra UE. Perché questo? Perché - l’ho detto in altre occasioni e lo dico anche oggi - questa attività dei medici cubani, che tutte le regioni vogliono imitare e che all’inizio è stata molto contestata - lo sapete - è un’attività molto contrastata dal Dipartimento di Stato americano. Ogni volta che si insedia un ambasciatore statunitense, devo andare a parlargli e spiegargli che senza i medici cubani molti dei Pronto soccorso e molti degli ospedali calabresi dovrebbero chiudere. Dovrebbero chiudere perché senza i medici cubani, che reggono molti servizi, dovrebbero chiudere.
Quindi ogni volta io pongo un argine a questo contrasto. L’ultima volta gli ho detto: “Devo assumere altri seicento medici. Trovatemeli voi.” E loro mi hanno assicurato che a questo bando parteciperanno almeno cento medici extra comunitari che potrebbero aggiungersi appunto ai medici cubani. Ho chiesto che parlino italiano o spagnolo, perché altrimenti diventa complicato farli lavorare nei nostri ospedali.
Poi, però, l’ho voluto allargare anche ai medici calabresi, italiani, europei, a tanti che magari si sono specializzati in Università fuori dalla Calabria e sono rimasti lì, magari a lavorare nel privato, a tempo determinato, anche nel pubblico, con un contratto a tempo determinato. Ho pensato che se gli diciamo “venite in Calabria” e gli diamo un incentivo, magari in Calabria ci vengono. E vi posso assicurare che ho ricevuto tantissimi messaggi, non tantissimi però una ventina di messaggi, da parte di medici calabresi che stanno fuori dalla Calabria e che hanno guardato con interesse a questa attività.
Però – attenzione! - siccome siamo commissariati e siamo in Piano di rientro e, poiché non siamo passanti e ciascuno di voi sa che cosa significa essere commissariati ed essere in Piano di rientro - anche per questa attività ho dovuto fare uno sforzo di creatività, perché non la posso spesare con le risorse del Fondo sanitario. Perché, se prendo risorse del Fondo sanitario per dare un contributo straordinario ai medici, i Ministeri vigilanti mi dicono che, poiché siamo commissariati e soprattutto in Piano di rientro, questa attività non la posso fare. Allora ho fatto una rimodulazione dei fondi comunitari, in maniera tale che si possa utilizzare una misura del Fondo Sociale Europeo, quella legata al disagio derivante dall’assenza di cura in territori disagiati, per finanziare questi contributi straordinari.
Quindi, a volte, bisogna davvero fare uno sforzo di grandissima creatività nelle condizioni ereditate e nelle condizioni date per poter affrontare e risolvere delle questioni che in Calabria sono purtroppo di strutturale emergenza, così come è stato un grandissimo sforzo di creatività quello dei medici cubani.
Però, tutto il lavoro che abbiamo fatto sulla contabilità e sull’accertamento del debito ci ha messo nella condizione di poter uscire dal commissariamento.
A proposito, mi spiego: dal commissariamento potremmo uscire domani se dicessimo ai tecnici della Ragioneria generale dello Stato, del MEF e della Salute che accettiamo il Piano di rientro che loro ci hanno proposto. Ma è come se noi passassimo dalla padella alla brace, perché abbiamo due camicie di forza: il commissariamento e il Piano di rientro.
Voglio che si esca dal commissariamento però, dato che il presupposto è quello di concordare un nuovo Piano di rientro che non sia capestro per la Calabria, il mio obiettivo è quello di uscire dal Piano di rientro dopo essere usciti dal commissariamento. Se, pur di uscire dal commissariamento, loro mi obbligano a firmare un Piano di rientro che di fatto non consentirà alla Calabria di fare a meno del Piano di rientro, a me questo non basta.
Per cui l’obiettivo che stiamo cercando di raggiungere è quello di uscire dal commissariamento, ma alle nostre condizioni. Certo, concordate con i Ministeri, ma alle nostre condizioni, non a condizioni capestro che ci impedirebbero, per esempio, di prevedere misure per rendere più attrattivi i nostri concorsi.
Ogni volta che dobbiamo fare una cosa ci dobbiamo inventare una spesa compatibile con i fondi comunitari, perché altrimenti non possiamo utilizzare i fondi del perimetro sanitario. Non ce li fanno utilizzare nemmeno per le assunzioni.
Sapete che, per le addizionali che sono state poste a carico dei calabresi per il Piano di rientro, abbiamo risorse accantonate per decine e decine di milioni di euro che non ci fanno utilizzare, che non possiamo utilizzare e che invece potremmo utilizzare per questa finalità se non avessimo queste due camicie di forza.
A volte si dà l’impressione che siamo stati con le braccia conserte, che abbiamo solo assunto i medici cubani. No! La scelta dei medici cubani, questa proposta di legge, l’emendamento al Milleproroghe, persino la manifestazione di interesse che ho annunciato ieri, sono risposte straordinarie, eccezionali, a una condizione che purtroppo è strutturalmente di emergenza in Calabria. Intanto, stiamo cercando di costruire le condizioni perché questa emergenza in futuro non ci sia più.
L’investimento che abbiamo fatto nella Facoltà di medicina a Cosenza, persino a Crotone, il finanziamento delle borse di specializzazione, ci darà la possibilità, fra qualche anno, di avere medici calabresi o medici laureati e specializzati in Calabria che potranno sostituire i medici cubani.
A proposito, consigliere Falcomatà, le devo fare un disegnino un’altra volta: non è la Regione che istituisce le facoltà di medicina, è il sistema universitario che, nelle riunioni che fanno i Rettori, stabilisce qual è l’offerta formativa; il Presidente della Regione che fa parte del Co.R.U.C. (Comitato Regionale Universitario di Coordinamento), come lei faceva parte della Fondazione dell’Hospice, dice “sono d’accordo” o “non sono d’accordo”. Io dico sempre che sono d’accordo perché, quando mi portano incrementi dell’offerta formativa in una regione come la Calabria dico sempre che sono d’accordo, ma deve essere una proposta del sistema sanitario universitario.
Il governo regionale ha finanziato tutti gli interventi per far aumentare gli specializzati in medicina e oggi ne abbiamo molti di più di quanti ne avessimo qualche anno fa in Calabria. Questo significa che stiamo creando le condizioni perché si possa uscire dalla dipendenza dai medici cubani. Ma si fa in questo modo…
Non è vero che non si stanno programmando gli interventi. C’è tutto quello che abbiamo fatto dal lato dei bilanci, tutto quello che abbiamo fatto dal lato dell’aumento dell’offerta formativa e programmazione per uscire dall’emergenza e ci sono anche degli esempi di buona sanità che, a volte, però, vengono assolutamente coperti da questa narrazione che si fa, questa, sì, solo negativa.
A Cosenza, nel Dipartimento
della dottoressa Melfi, dove c’è il dottor Bonavina, che è uno dei più bravi
chirurghi sull’esofago, stanno arrivando da fuori regione per operarsi in
Calabria. Mai successo che si facesse mobilità attiva e succede anche in
ematologia a Reggio Calabria.
L’altro giorno è venuto da
me un chirurgo bravissimo di Catanzaro che mi ha detto: “Mi stupisco del fatto
che a Catanzaro, anche per interventi che qui possiamo fare ordinariamente, la
gente a volte decida di andare fuori dalla Calabria”. E decide di andare fuori
dalla Calabria perché? È così! C’è una narrazione della sanità in Calabria che
induce a ritenere che anche le cose normali qui in Calabria non si facciano.
Invece, qui ci sono degli straordinari medici in ogni Ospedale che molti
interventi quotidianamente li fanno con grande successo.
Abbiamo fatto investimenti.
Abbiamo modificato e fatto modificare la legge nazionale per affrontare il tema
del reclutamento, mettendo nel nostro sistema sanitario anche gli specializzandi.
Molte innovazioni normative sono state fatte anche sulla base delle proposte
che noi abbiamo fatto e nel nostro sistema sanitario oggi ci sono molti
specializzandi che, mentre si formano, danno una mano negli Ospedali; abbiamo
cercato di coinvolgerli anche nelle guardie mediche.
A volte diventa complicato
perché in questa regione abbiamo postazioni di guardia medica in cui non c’è
alcun controllo, non c’è un sistema di monitoraggio, di telecontrollo. Ne
abbiamo parlato in Giunta: dobbiamo tentare di trovare risorse che ci
permettano di fare questo perché, altrimenti, succede che un giovane medico o
una giovane medica della Calabria che deve fare turno di Guardia medica deve
andare con i genitori perché hanno paura di rimanere da soli la notte.
Anche per questo, ho
parlato con alcuni rappresentanti apicali delle Forze di Polizia, per capire se
si potesse fare una convenzione per ubicare le Guardie mediche laddove ci sono
dei posti di Polizia o dei Carabinieri, ma è complicato perché non si può fare
per legge. In alcune realtà, dove ci sono, per esempio, i posti di Polizia
municipale, potremmo ubicarle lì, ma dobbiamo comunque predisporre un grande Piano
per rendere sicure queste postazioni.
Molte cose che in altre Regioni
sono state fatte vent’anni fa, trent’anni fa, in Calabria le stiamo facendo in
questi anni perché non sono mai state fatte prima.
Sui macchinari, andate a
vedere i dati: l’obiettivo del PNRR sulle grandi attrezzature l’abbiamo già
centrato, nel senso che le spese che dovevamo fare sui grandi macchinari e che
vanno rendicontate ai fini del PNRR in quest’anno le abbiamo già sostenute,
abbiamo raggiunto il target. Il ritardo a cui si fa riferimento è il
ritardo riferito ad un altro DCA precedente, che io ho fatto sempre per
destinare 80 milioni di euro al sistema delle aziende sanitarie per altre
attrezzature. Alla fine, le Aziende sanitarie hanno, secondo me opportunamente,
deciso di dare priorità all’acquisto delle attrezzature, quelle del PNRR, che
hanno una scadenza di rendicontazione. Sul resto c’è un fisiologico ritardo,
per cui stiamo cercando di fare un monitoraggio affinché anche queste
attrezzature siano date agli Ospedali.
Però, se noi andassimo a
contare le attrezzature che ci sono, ora, nel nostro sistema sanitario
regionale e le paragonassimo alle attrezzature che c’erano cinque anni fa,
quando c’erano altri Commissari, allora avremo la capacità di vedere qual è la
distanza e qual è la differenza. Purtroppo, però, quest’opera non si fa, dando
la percezione che nulla si faccia nella sanità. Non è così. Non è così.
Questo non significa che va
bene. Va male, va peggio della maggior parte delle Regioni, perché appunto
siamo terzultimi nella sanità. Però, si sta facendo uno sforzo che è
propedeutico a risalire velocemente queste postazioni. Non lo faremo in sei
mesi o in un anno, però stiamo creando le condizioni perché questa risalita ci
possa essere.
Sugli Ospedali di comunità
e sulle Case di comunità. A proposito, c’era una Regione, anche questa, che era
più indietro della Calabria, ed era proprio la Puglia - lei ha detto,
consigliere Falcomatà, che lì la sanità va benissimo - che su 120 Case di
comunità, Ospedali di comunità non ne aveva realizzata nemmeno una. Lo diceva
la stessa tabella che diceva che su 60 Case di comunità e Ospedali di comunità
in Calabria solo una era stata realizzata. Ho spiegato altre volte che questo è
capitato non solo alla Calabria, ma anche alla Puglia e altre Regioni, perché
Invitalia era soggetto attuatore di questa misura. E sia il presidente Emiliano
che il sottoscritto hanno ritenuto che fosse giusto che se ne occupasse
Invitalia come stazione appaltante. Invitalia ha dato il compito di fare queste
Case di comunità e questi Ospedali di comunità a poche imprese che non avevano
la capacità produttiva di realizzarle. Ce ne siamo accorti in tempo e in
Calabria questo ritardo lo abbiamo colmato. Vedrete che noi, nei tempi previsti
per la rendicontazione, avremo le Case di comunità e gli Ospedali di comunità.
In Puglia non so se sarà così, perché purtroppo il mio collega Decaro, che
stimo molto, si è insediato soltanto da qualche settimana.
Noi questo ritardo lo
colmeremo, poi ci sarà il tema di capire chi mettere nelle Case di comunità e
negli Ospedali di comunità. Anche qui, stiamo cercando di realizzare una
programmazione, perché stiamo parlando con i medici di medicina generale e con
i sindacati dei medici per far lavorare, meglio e in maniera più organizzata
anche in questi presìdi, chi si deve occupare dell’assistenza territoriale.
Non si sta con le braccia
conserte, si fanno un mare di cose, mentre c’è un mare molto più ampio di tante
altre cose che non sono state fatte nei vent’anni precedenti e che si sono in
qualche modo stratificate come problemi in Calabria.
Poi tutto diventa credibile,
consigliere Alecci, anche quello che a volte non è vero, perché molti dei casi
che lei ha citato - hanno colpito anche me - poi li ho verificati. Uno era
oggetto di una sua interrogazione, il bambino di Monasterace. Se lei chiede
alla dottoressa Di Furia - io l’ho fatto - le dirà che era un bambino
alimentato con un sondino e che è stato alimentato col sondino come doveva
essere. Il medico che doveva farlo è andato con qualche ritardo, certo
censurabile, ma non è mai stato in pericolo di vita. Eppure, è stata descritta
come una condizione…
Molte delle cose che si
denunciano sono condizioni che, sì, meritano attenzione. Io me ne occupo
subito, faccio aprire degli audit, ma sono cose che purtroppo si
verificano in tutte le regioni, in un sistema sanitario in cui, in tutte le Regioni,
ci sono problemi anche di carattere organizzativo e anche da noi ce ne sono di
giganteschi.
I tempi dell’esame
istologico al Pugliese-Ciaccio sono – anche su questo ho cercato di acquisire
notizie – secondo la dottoressa Carbone e il Primario di anatomia patologica,
di quindici, venticinque giorni. Ci sono poi alcuni casi in cui l’esame
istologico deve essere più approfondito e si superano questi termini, però
bisogna verificare la media di questi tempi.
Nella nostra Regione per
quanti problemi ci siano, aspetti patologici, da questo punto di vista, non ne
abbiamo avuti, come invece sono stati registrati in altre Regioni. Poi, certo,
un caso del genere viene a volte anche enfatizzato e questa enfasi proviene dai
politici, soprattutto, perché i cittadini fanno il loro dovere. Ho grande
rispetto di quelli che protestano, vanno in piazza, sacrificano il proprio
lavoro, poi penso che dappertutto, così come in politica, ci sono le persone
oneste intellettualmente, le persone disoneste intellettualmente, così come fra
i medici ci sono quelli onesti intellettualmente, quelli disonesti
intellettualmente; anche fuori dalla politica ci sono magari persone che, a
volte, si costruiscono un personaggio su una denuncia e denunciano pur di
denunciare; ce ne sono alcuni che, a volte, lo fanno anche con toni offensivi
nei confronti di chi, comunque, cerca di dare una mano a questo sistema. Ho
grande rispetto di tutti.
Dico, però, soprattutto ai
politici, che a volte noi, dando questa percezione della sanità calabrese,
generiamo una sfiducia, un pessimismo che è causa dell’aumento della mobilità
passiva, perché pochi sanno che nei nostri Ospedali ci sono medici straordinari
che si fanno in quattro per affrontare i problemi, medici eccellenti che si
stancano e vanno fuori dalla Calabria a lavorare; lì vengono trattati
benissimo, mentre in Calabria sembrano essere quelli che fanno parte di un
sistema sanitario incapace di dare risposte ai cittadini.
Un po' di assunzione di
responsabilità rispetto a questo ci vorrebbe.
Poi, ci sono tante altre
questioni che meritano di essere affrontate, e lo faremo. Lo faremo senza mai
dire che in Calabria tutto va bene nella sanità. Non l’ho mai detto.
Sono un Presidente che
cerca di dare un’immagine positiva della Calabria; l’ho detto mille volte: questa
Regione la amo! Faccio quello che dovrebbero fare anche i Sindaci nei loro
Comuni, quando parlano dei loro Comuni ne parlano bene, ma parlo bene delle
cose delle quali si può parlare bene. Non ho mai fatto interventi di entusiasmo
sulla qualità delle prestazioni sanitarie. Ho sempre fatto attenzione, però, a
costruire un legame di fiducia con i calabresi, perché i calabresi devono
potersi fidare della parte di buona sanità che pure c’è, in una Regione come la
Calabria in cui la sanità, mediamente, non dà gli stessi livelli di assistenza
che in altre Regioni sono assicurate.
Penso che, se il clima - e
concludo - è quello che ho registrato in questo Consiglio regionale, dove tutti
i Gruppi consiliari e tutti i consiglieri, anche quelli di minoranza, hanno
deciso di votare concordemente un testo all’unanimità, ci siano le condizioni
per lavorare insieme, certo facendo ciascuno il proprio compito, stando nel
proprio ruolo: voi facendo un’opposizione che deve essere di stimolo, anche
rigorosa; i consiglieri di maggioranza, giustamente, segnalando le cose che
sono state fatte; il Presidente della Regione, che è anche Commissario della
sanità, cercando di lavorare sulla sanità senza proclami, senza l’enfasi che,
invece, utilizza, per esempio, quando parla del turismo.
Parlo del turismo in
Calabria e dei dati del turismo, dei dati degli Aeroporti e posso dire che la
Calabria è straordinaria. Non ho mai detto che la Calabria è straordinaria
quando ho parlato di sanità, perché, per primo, ho coscienza delle tante cose
che ancora devono essere fatte. Solo chi non ha sufficiente onestà
intellettuale, non ha coscienza delle tante cose che in questi ultimi anni sono
state fatte, a differenza dell’inerzia che si è registrata sia in tanti
precedenti anni di commissariamento sia di gestione politica del sistema
sanitario calabrese.
Grazie,
presidente Occhiuto.
Passiamo
all’esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
All’articolo
3 è pervenuto l’emendamento, protocollo numero 1473, a firma del consigliere
Polimeni, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego, consigliere
Polimeni.
Grazie,
Presidente.
Il presente emendamento
mira a integrare l’elenco delle Aree cliniche assistenziali identificate come
prioritarie dall’articolo 3 della proposta di legge in oggetto. La finalità è
di rispondere in modo più completo alla grave carenza di personale medico che
impedisce la piena efficienza del servizio sanitario regionale calabrese.
La Radiodiagnostica rappresenta
una funzione trasversale e fondamentale per l’intero percorso di cura del
paziente. Essa è strettamente interconnessa con i servizi di Emergenza-Urgenza,
Pronto soccorso e con i reparti di Area medica e chirurgica, già citati nel
testo originario. La carenza di medici anche nel settore della
radiodiagnostica, dunque radiologi, medici nucleari, radioterapisti, determina
infatti un rallentamento all’intera area della medicina d’emergenza.
Ed ecco perché
l’emendamento interviene sull’articolo 3, comma 1, lettera a), aggiungendo la
dicitura “Radiodiagnostica” dopo le parole “Pronto soccorso”.
Attraverso questa modifica,
le Aziende del servizio sanitario regionale potranno conferire incarichi di
lavoro autonomo a questa categoria di medici in quiescenza, applicando i
medesimi criteri di idoneità psicofisica e onorabilità professionale previsti
per le altre discipline.
L’estensione alla Radiodiagnostica
non altera l’impianto finanziario della legge, come previsto dall’articolo 7:
“Gli oneri restano a carico dei bilanci delle singole Aziende regionali senza
comportare nuovi o maggiori oneri per il bilancio della Regione Calabria”.
L’intervento si pone in
perfetta coerenza con l’obiettivo della legge di garantire l’erogazione dei
livelli essenziali di assistenza, attraverso il recupero di competenze già
consolidate e immediatamente impiegabili nel sistema.
Resta da chiarire, infine,
un punto: con il presente emendamento si è voluto rafforzare un concetto
affinché le Aziende abbiano l’occasione di avere maggiore chiarezza e possano
mettere a terra questo risultato con urgenza, ma è ovvio che è già manifesta la
volontà normativa all’interno della legge di guardare a tutte le categorie
professionali.
Dunque, è bene affermare che, anche in questa
circostanza, la raccomandazione alle Aziende sanitarie di andare oltre la
dicitura “prioritariamente” inquadra tutte le categorie mediche, tamponando
così di volta in volta le situazioni di sopravvenuta emergenza.
Grazie,
collega Polimeni.
Parere della Giunta?
Favorevole.
Il mio parere, in qualità
di relatore, è favorevole.
Pongo in votazione
l’emendamento. L’emendamento è approvato.
Pongo
in votazione l’articolo 3.
Articolo
3
(È approvato per come emendato))
Articolo
4
(È approvato)
Articolo
5
(È approvato)
Articolo
6
(È approvato)
Articolo
7
(È approvato)
Articolo
8
(È approvato)
Passiamo alla votazione
della proposta di legge nel suo complesso, come emendata, con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, così
come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Non ci sono altri punti
all’ordine del giorno. Dichiaro chiusa la seduta. Grazie, buon pomeriggio.
La seduta termina alle
15.47
Hanno chiesto congedo: Gallo e Mancuso.
(È concesso)
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di
iniziativa della Giunta regionale:
“Modifiche alla legge
regionale 10 agosto 2023, n. 39 - Disciplina in materia di ordinamento dei
Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale -
(Deliberazione G.R. n. 714 del 30.12.2025)” (PL n. 20/13^).
È stata assegnata alla
sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di
bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e
politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione -
Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con
l’estero per il parere finanziario.
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri
regionali:
Caputo, Pietropaolo e
Mattiani “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza
artificiale in ambito regionale” (PL n. 10/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Giannetta, Caputo, De
Caprio, Chiappetta, Santoianni, Polimeni, Ferrari, Succurro, Crinò, Ionà
“Modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 6 (Disposizioni per la
proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti
ed aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria)” (PL n. 11/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Disposizioni
sulla procedura di circoncisione maschile non terapeutica dei minori” (PL n.
12/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Giannetta “Norme per la
gestione igienico-sanitaria e la valorizzazione delle carni di selvaggina
selvatica cacciata nella Regione Calabria” (PL n. 13/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Mattiani, Caputo,
Giannetta, Pitaro, Brutto “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002,
n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica
della Calabria)” (PL n. 16/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Giannetta “Disposizioni
per il potenziamento strutturale del diritto allo studio universitario mediante
la destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi consiliari. Modifica delle
leggi regionali 34/2001 e 19/2025” (PL n. 17/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Tutela della
retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria” (PL n.
19/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Madeo “Disposizioni in
materia di preservazione della fertilità per fini sociali” (PL n. 2/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Cirillo, Brutto,
Giannetta, Mattiani, Caputo, Pitaro “Disposizioni per garantire la continuità
dei servizi sanitari regionali” (PL n. 21/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Misure per la
riduzione dell'inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS)” (PL
n. 3/13^).
È stata assegnata alla
Quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Laghi “Valorizzazione
dell'offerta culturale calabrese” (PL n. 5/13^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti,
commercio per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio,
programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero
per il parere finanziario.
Brutto, Caputo,
Giannetta, Greco Orlandino, Pitaro, Greco Filomena “Interventi in materia di
pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del Diritto allo
Studio Universitario mediante modifiche alla Legge Regionale 10 dicembre 2001,
n. 34 (norme per l'attuazione del diritto allo studio universitario in
Calabria)” (PL n. 9/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei Consigli
comunali:
Comuni di Trebisacce CS,
Cardinale CZ, Torre di Ruggiero CZ, San Mango D'Aquino CZ, Rossano CS,
Altomonte CS, San Marco Argentano CS, Morano Calabro CS, Spezzano della Sila
CS, Cleto CS, Castiglione Cosentino CS, Cerisano CS, Montalto Uffugo CS,
Buonvicino CS, Fuscaldo CS, Papasidero CS, Motta Santa Lucia CZ, Paterno
Calabro CS, Spilinga VV, Filadelfia VV, Santa Severina KR “Norme in materia di
valorizzazione dei centri storici calabresi nonché in materia ambientale” (PL
n. 26/13^).
È stata assegnata alla
quarta Commissione - Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica,
aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile,
alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero, alla quinta Commissione - Istruzione,
cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio e alla sesta
Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica,
risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche
giovanili per i relativi pareri.
Comune di Catanzaro
“Misure di promozione di riequilibrio di genere all'interno della legge
elettorale regionale” (PL n. 28/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Comuni di Verzino KR,
Bovalino RC e Ricadi VV “Misure di promozione di riequilibrio di genere
all'interno della legge elettorale regionale” (PL n. 29/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa popolare:
“Taglio privilegi” (PL
n. 27/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
“Istituzione del reddito
di esistenza (misure contro la precarietà)” (PL n. 22/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
“Istituzione del Comune
di Le Castella nella provincia di Crotone” (PL n. 23/13^).
“Introduzione della
doppia preferenza di genere - modifica dell'articolo 2, comma 2, della legge
regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l'elezione del Presidente della
Giunta regionale e del Consiglio regionale)” (PL n. 24/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione
economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere
finanziario.
“Riassetto istituzionale
del Servizio Sanitario Regionale” (PL n. 25/13^).
È stata assegnata alla
terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative per l’esame di merito
e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari
dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.
Sono state presentate
alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di
iniziativa della Giunta regionale:
“Legge n.157/1992, art.
10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio
Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto
ambientale preliminare e avvio della procedura di VAS. - (Deliberazione G.R. n.
648 del 05.12.2025)” (PPA n. 23/13^).
È stata assegnata alla
sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di
bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e
politiche giovanili per l’esame di merito.
“Bilancio di previsione
2026 - 2028 dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese
(ARSAC) - (Deliberazione G.R. n. 723 del 30.12.2025)” (PPA n. 41/13^).
È stata assegnata alla
seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione
europea e relazioni con l’estero per l’esame di merito.
È stata presentata alla
Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa
del consigliere regionale Laghi:
“Integrazione al
Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria” (PPA n. 17/13^).
È stata assegnata alla
prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa
elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione per
l’esame di merito.
La
Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione
consiliare, la deliberazione numero 526 del 6/11/2025,
recante: “Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020 della Regione
Calabria. Presa d'atto approvazioni modifiche da parte del CIPESS con Delibera
33/2025 - Approvazione del Piano Finanziario del programma articolato per Linee
di Azione (LdA)
(Parere n. 1/13^).
È stato assegnato alla
seconda Commissione consiliare permanente.
La Giunta regionale ha
trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, la
deliberazione numero 520 del 06/11/2025, recante: “Approvazione del Regolamento
di attuazione della legge regionale 2 agosto 2023 n.34 recante: “Istituzione e
disciplina del Registro regionale dei Comuni con prodotti De.Co”
(Parere n. 2/13^).
È stato assegnato alla
sesta Commissione consiliare permanente.
In data 19 dicembre
2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi
regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria Parte I n. n. 251 e 253 del 19 dicembre 2025:
1.)
Legge regionale n. 48 del 19
dicembre 2025, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”;
2.)
Legge regionale n. 49 del 19
dicembre 2025, recante: “Legge di stabilità regionale 2026”;
3.)
Legge regionale n. 50 del 19
dicembre 2025, recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione
Calabria per gli anni 2026-2028”.
In data 24 dicembre
2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge
regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria Parte I n. 258 del 24 dicembre 2025:
-
Legge regionale n. 51 del 24
dicembre 2025, recante: “Sistema regionale della formazione professionale”.
La Corte dei conti ha
trasmesso la deliberazione n. 22 / SEZAUT/2025/FRG - Relazione sull'avanzamento
del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - Avanzamento al 28 agosto 2025.
I Presidenti dei Gruppi
consiliari Pierluigi Caputo “Occhiuto Presidente” e Giuseppe Mattiani “Lega
Salvini”, in data 12 gennaio 2026, hanno comunicato la sostituzione del
rappresentante del Gruppo in seno alla Commissione speciale di Vigilanza
designando quale nuovo componente il consigliere regionale Gianpaolo
Bevilacqua.
La proposta di legge n.
9/13^, di iniziativa dei consiglieri regionali Brutto, Caputo, Giannetta, Greco
Orlandino, Pitaro, recante: “Interventi in materia di pianificazione e
programmazione del sistema di finanziamento del Diritto allo Studio Universitario
mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (Norme per
l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)” è stata
sottoscritta anche dalla consigliera regionale Filomena Greco.
La proposta di legge n.
10/13^, di iniziativa dei consiglieri regionali Caputo e Pietropaolo, recante:
“Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in
ambito regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Mattiani.
In data 29 dicembre
2025, il proponente consigliere Laghi ha ritirato la mozione n. 1/13^.
In data 23 dicembre
2025, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato
regolamento regionale e lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul
Bollettino Ufficiale della Regione Calabria Parte I - n. 257 del 24 dicembre
2025:
-
Regolamento regionale n. 15
del 23 dicembre 2025, concernente: “Disciplina degli incarichi extra
istituzionali del personale in servizio presso la struttura amministrativa
della giunta regionale”.
La Giunta regionale ha
trasmesso le sottoindicate deliberazioni:
• deliberazione n. 697
del 20 dicembre 2025, concernente: “Documento tecnico di accompagnamento al
bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026 -
2028 (art. 11 e 39, comma 10, d. lgs 23 giugno 2011, n. 118)”;
• deliberazione n. 698
del 20 dicembre 2025, concernente: “Bilancio finanziario gestionale della
Regione Calabria per gli anni 2026 - 2028 (art. 39, comma 10, del D. Lgs
23.6.2011, n. 118)”;
• deliberazione n.717
del 30 dicembre 2025, concernente: “Approvazione elenco dei soggetti componenti
il gruppo Regione Calabria al fine di predisporre il bilancio consolidato della
Regione - esercizio 2025, ai sensi dell'art. 11-bis del decreto legislativo 23
giugno 2011, n.118”;
• deliberazione n.722
del 30 dicembre 2025, concernente: “Autorizzazione all'esercizio provvisorio
2026 per gli Enti strumentali regionali privi di un bilancio di previsione
2026/2028 definitivamente approvato dal Consiglio regionale della Calabria”.
• deliberazione n.725
del 30 dicembre 2025, concernente: “Approvazione - Piano degli indicatori e dei
risultati attesi di bilancio riferito al bilancio di previsione finanziario
della Regione Calabria per gli anni 2026 – 2028 - (art. 18 bis e 41 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118)”.
La Giunta regionale ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di
previsione finanziario 2025-2027:
1.) deliberazioni della
Giunta regionale dal n. 679 al n. 689, dal n. 691 al n. 693, 699 e 700 del 20
dicembre 2025
2.) deliberazioni della
Giunta regionali numeri 711, 712 e 713 del 30 dicembre 2025
3.) deliberazioni della
Giunta regionale numeri 5, 6 e 7 del 12 gennaio 2026
Scutellà. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
-la Regione Calabria, esercita funzioni di
programmazione, organizzazione, indirizzo e controllo del Servizio sanitario
regionale;
la continuità
assistenziale ospedale-territorio e la tempestiva erogazione delle prestazioni
prescritte in sede di dimissione ospedaliera costituiscono parte integrante dei
Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);
la fornitura di
dispositivi medici prescritti, necessari alla prosecuzione delle cure, rientra
tra le prestazioni dovute dal SSR;
considerato che: in data
22 settembre 2025 un cittadino di 88 anni, residente nel Comune di Longobucco (CS ), veniva dimesso dall'Ospedale di Rossano a seguito di
due interventi chirurgici;
nella lettera di
dimissioni risultava espressamente prescritta la continuazione della terapia a
domicilio, comprensiva dell'utilizzo di un apparecchio di VAC-Therapy, con il
supporto del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI);
la richiesta per
l'attivazione dell'ADI e per la fornitura dell'apparecchiatura veniva inoltrata
all'Azienda sanitaria competente secondo le procedure previste;
tenuto conto che:
nonostante la prescrizione clinica, l'apparecchio VAC-Therapy non veniva
consegnato;
in data 18 novembre
2025, a fronte di un grave peggioramento delle condizioni del paziente, il
medico di medicina generale e il personale ADI segnalavano via mail la
necessità urgente di un PICC e dell'avvio della nutrizione parenterale, senza
ricevere alcun riscontro. Preso atto che: dopo 78 giorni di attesa, l'anziano
paziente decedeva in data 8 dicembre 2025, senza aver mai ricevuto l'assistenza
e i dispositivi prescritti;
quanto accaduto
costituisce un fatto grave, capace di suscitare legittima preoccupazione nella
collettività anche per la risonanza mediatica che ne è derivata. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta Regionale
per sapere:
se intende assumere ogni
utile, urgente e necessaria iniziativa per controllare ed assicurare
l'effettiva attuazione delle prescrizioni sanitarie formulate in sede di
dimissione ospedaliera, garantendo la continuità assistenziale e prevenendo
interruzioni o ritardi nell'erogazione delle prestazioni rientranti nei LEA,
con particolare riguardo ai pazienti fragili e ai territori interni.
(20; 22/12/2025)
Laghi. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- informazioni di stampa
e alcune segnalazioni evidenzierebbero una situazione di perdurante carente
funzionamento dell’apparecchiatura PET TC presso il Policlinico universitario
“Mater Domini” dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
- La PET-TC digitale di
ultima generazione, con tracciante PSMA (Prostate-Specific Membrane Antigen),
presente presso il Polo sanitario non può essere adeguatamente utilizzata
poiché da oltre un anno manca il farmaco radiotracciante necessario, rendendo di
fatto impossibile l’esecuzione di molti esami.
- Il problema di
approvvigionamento del radiofarmaco è causa non solo di importanti disagi per i
pazienti oncologici, ma comporta anche un serio rischio per la loro salute,
determinando sospensione degli esami, ritardi nelle diagnosi, difficoltà nei
follow-up, riprogrammazione degli interventi chirurgici e dei cicli di
chemioterapia.
- Tali difficoltà
comportano inoltre, in diversi casi, che i pazienti vengano indirizzati verso
l’unico centro pubblico che riesce a garantire l’esame, il Presidio Ospedaliero
“Mariano Santo” di Cosenza, struttura già fortemente in sofferenza, con l’ulteriore,
negativa ricaduta della necessità di recarsi fuori regione, con consequenziale
aggravio di spese, oppure a sottoporsi a tale esame in regime privato
sostenendo costi particolarmente elevati e dunque non sostenibili per molti.
Per sapere:
quali utili ed urgenti
provvedimenti si intendano adottare, nell'immediatezza, per eliminare la
gravissima disfunzione, descritta in premessa, riscontrata nell'ospedale “Mater
Domini” dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro,
a garanzia del diritto alla salute di tutti i cittadini.
(21; 29/12/2025).
Madeo. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- con legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66,
è stata istituita l’ARSAC – Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura
della Calabria, quale ente strumentale della Regione Calabria;
- l’articolo 7, comma 1,
della citata legge regionale stabilisce che l’organizzazione dell’Azienda sia
definita mediante un Atto aziendale adottato dal Direttore Generale e approvato
dalla Giunta regionale;
- a distanza di oltre
tredici anni dall’entrata in vigore della legge istitutiva, nonostante i
Direttori Generali che si sono succeduti abbiano adottato e trasmesso al
Dipartimento regionale competente numerosi atti aziendali, anche previamente
concordati, la Giunta regionale non ha mai proceduto alla loro approvazione;
considerato che: −
l’articolo 10, comma 5, della legge regionale n. 66/2012 vieta qualsiasi forma
di assunzione e qualsiasi trasformazione dei rapporti di lavoro in essere fino
all’approvazione dell’Atto aziendale definitivo;
- tale divieto ha
determinato nel tempo la presenza di diverse tipologie contrattuali all’interno
dell’ARSAC, con conseguenti disparità di trattamento economico e giuridico tra
il personale;
- la mancata possibilità
di coprire il turnover naturale sta progressivamente sguarnendo di personale,
funzioni fondamentali e istituzionali dell’Azienda, tra cui quelle svolte
presso i centri sperimentali e dimostrativi;
- la perdurante assenza
dell’Atto aziendale definitivo ha consentito l’affidamento di incarichi
dirigenziali senza il ricorso alle procedure concorsuali previste dalla
Costituzione e dalla normativa vigente in materia di pubblico impiego, nonché
l’istituzione di nuovi settori in assenza di preventiva autorizzazione da parte
della Giunta regionale;
- la Corte dei conti –
Sezione regionale di controllo per la Calabria – ha più volte evidenziato,
nelle proprie relazioni annuali, criticità connesse alla mancata approvazione
dell’Atto aziendale dell’ARSAC;
tutto ciò premesso e
considerato, interroga Il Presidente della Giunta regionale della Calabria,
l’Assessore regionale all’Agricoltura, l’Assessore regionale con delega agli
Enti strumentali
per sapere:
- quali siano le cause
ostative che, a distanza di oltre tredici anni dall’istituzione dell’ARSAC,
impediscono l’approvazione dell’Atto aziendale definitivo;
- se la Giunta regionale
intenda adottare iniziative, e in quali tempi, per procedere all’approvazione
dell’Atto aziendale, anche alla luce dei rilievi formulati dalla Corte dei
conti della Calabria.
(22; 05/01/2026)
Ranuccio. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
1.presso l’Ospedale
“Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena si registra una gravissima carenza
di personale medico anestesista-rianimatore, dovuta anche all’impossibilità di
procedere a ulteriori proroghe contrattuali per i professionisti attualmente in
servizio;
2.tale carenza sta
determinando un concreto rischio di sospensione o drastica riduzione delle
attività del reparto di Anestesia-Rianimazione, con effetti immediati sulla
funzionalità delle sale operatorie, sulla gestione delle emergenze e
sull’intera organizzazione ospedaliera;
3.l’eventuale inattività
del reparto di Anestesia-Rianimazione comprometterebbe in modo grave il diritto
alla salute dei cittadini della Piana di Gioia Tauro, territorio con un bacino
di utenza stimato in circa 150.000 abitanti, già penalizzato da carenze
infrastrutturali e da lunghi tempi di percorrenza verso altri presìdi
ospedalieri;
4.la situazione ha
determinato una mobilitazione civica spontanea dei cittadini, delle
associazioni e delle amministrazioni locali, con l’annuncio di un presidio
permanente davanti all’ospedale e di ulteriori forme di protesta, finalizzate a
scongiurare la chiusura o il depotenziamento del reparto di Rianimazione;
5.l’ospedale di
Polistena rappresenta un presidio sanitario strategico per l’area metropolitana
della Piana di Gioia Tauro, e l’eventuale trasferimento delle emergenze verso
altri ospedali, in particolare verso Reggio Calabria, rischia di aggravare
ulteriormente un sistema già sotto pressione. Tutto ciò premesso, interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1.se corrisponda al vero
il rischio di sospensione o riduzione delle attività del reparto di
Anestesia-Rianimazione dell’Ospedale di Polistena e quali siano le cause
amministrative, organizzative e gestionali che hanno condotto a tale
situazione;
2.quali provvedimenti
urgenti la Regione intenda adottare per garantire la piena continuità operativa
del reparto, assicurando standard adeguati di sicurezza e assistenza;
3.se siano previsti
piani straordinari di reclutamento, stabilizzazione o incentivazione del
personale medico anestesista-rianimatore e quali siano i tempi certi per la
loro attuazione;
4.se la Regione abbia
valutato ipotesi di riorganizzazione dell’assetto sanitario territoriale che
coinvolgano l’ospedale di Polistena e quali garanzie intenda fornire circa il
mantenimento dei servizi essenziali e dei livelli di assistenza sul territorio;
5.quali iniziative
politiche e amministrative immediate il Presidente intenda assumere per
tutelare concretamente il diritto alla salute dei cittadini della Piana di
Gioia Tauro e per ristabilire condizioni di normalità e fiducia nel sistema
sanitario regionale.
(23; 05/01/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- il D.C.A. n. 302 del
25 novembre 2025 ha definito i livelli massimi di finanziamento alle Aziende
Sanitarie Provinciali (ASP) per l'acquisto di prestazioni di assistenza
riabilitativa psichiatrica, assistenza sanitaria e sociosanitaria e assistenza
extra-ospedaliera estensiva, ambulatoriale e domiciliare, erogate dalla rete di
assistenza territoriale privata accreditata, per il triennio 2025-2027;
- il medesimo decreto
riconosce esplicitamente che, per alcune aree assistenziali, il fabbisogno di
prestazioni territoriali definito con il D.C.A. n. 197/2023 non risulta
completamente soddisfatto e che gli indicatori del Nuovo Sistema di Garanzia
(NSG) del Ministero della Salute per l'anno 2023 evidenziano il mancato
raggiungimento degli standard LEA nel sottolivello assistenziale regionale;
- nonostante tale
consapevolezza, i criteri di ripartizione dei finanziamenti alle singole ASP
appaiono sostanzialmente ancorati ai volumi di prestazioni erogate nell'anno
2024 nell'ambito del tetto del triennio 2022-2024 (D.C.A. n. 132/2022), con
incrementi limitati all'applicazione delle nuove tariffe definite dal D.C.A.
prot. n. 414159/2025 e alcune integrazioni ad hoc solo per le ASP di Crotone,
Vibo Valentia e Reggio Calabria;
- tale impostazione
sembra perpetuare logiche di "spesa storica" e distribuzione
dell'offerta accreditata esistente, senza una ricalibrazione organica in base
al fabbisogno effettivo della popolazione assistita, alle liste di attesa
territoriali, alla mobilità passiva o agli squilibri demografici provinciali,
configurando potenziali sperequazioni nel riparto delle risorse. Considerato
che: - il decreto fa riferimento a una "relazione istruttoria predisposta
dal Settore 7 'Assistenza Territoriale - Salute nelle carceri - Sistema delle
emergenze urgenze' del Dipartimento Salute e Welfare", sulla base della
quale sono stati calcolati i limiti massimi di finanziamento, ma non ne allega
né ne illustra analiticamente i criteri, i dati e le fonti utilizzate;
- l'approvazione dei
tetti di spesa avviene in un contesto di vincoli del Piano di Rientro dal
disavanzo sanitario, ma ciò non esime da una piena trasparenza e motivazione
delle scelte allocative, anche alla luce delle recenti sentenze del T.A.R.
Calabria (n. 740/2024 e 1922/2025) che hanno imposto rigorose verifiche su
tariffe e requisiti. Tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale,
interroga il Presidente della Giunta regionale, anche nella qualità Commissario
ad acta per il Piano di rientro dal debito sanitario,
per sapere:
- di conoscere
analiticamente i criteri e i dati in base ai quali sono state assunte le scelte
di ripartizione dei finanziamenti alle ASP per il triennio 2025-2027;
- di acquisire e
trasmettere al Consiglio regionale l'intera istruttoria definita dal Settore 7
del Dipartimento Salute e Welfare, inclusi calcoli, tabelle, dati grezzi e
fonti, che hanno supportato la determinazione dei tetti di spesa per ciascuna
ASP;
- di chiarire le ragioni
per cui, pur a fronte del riconosciuto insoddisfacimento del fabbisogno
territoriale, non si è proceduto a una rimodulazione integrale dei
finanziamenti basata su bisogni espressi dai territori anziché su volumi
storici;
- di relazionare circa i
tempi e le modalità di adeguamento dei tetti di spesa 2025 a seguito degli
sviluppi della sentenza T.A.R. n. 1922/2025, non ancora definitiva;
- di comunicare se e
quali azioni sono in corso per monitorare l'impatto della ripartizione sulle
liste di attesa e sugli indicatori NSG nel corso del 2026.
(24; 08/01/2026)
Alecci. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- da anni in Calabria
diverse famiglie segnalano insufficienze e irregolarità nella fornitura di
presidi sanitari essenziali destinati a bambini e ragazzi con disabilità molto
gravi, con dotazioni talvolta insufficienti a coprire il fabbisogno mensile, costringendo
i nuclei familiari a sostenere spese aggiuntive significative;
- in più occasioni sono
state denunciate criticità nell’organizzazione delle ASP territoriali, con
tempi lunghi di risposta, ritardi nel rilascio di autorizzazioni, mancata
uniformità delle procedure e difficoltà logistiche nella presa in carico di
minori con bisogni complessi;
- il sistema NAD/ADI
(Nutrizione Artificiale Domiciliare / Assistenza Domiciliare Integrata)
rappresenta un tassello fondamentale per garantire la continuità assistenziale,
e numerose famiglie evidenziano carenze di personale, ritardi nell’attivazione,
assenza di figure responsabili stabili e mancanza di una regia regionale
chiara;
- la questione delle
forniture sanitarie ai minori disabili è stata più volte oggetto di
interrogazioni, mozioni e comunicati da parte del sottoscritto che ha
denunciato pubblicamente la necessità di uniformare e potenziare gli interventi
delle ASP e di garantire maggiore sostegno alle famiglie;
- il Consiglio regionale
ha già riconosciuto all’unanimità, su iniziativa del sottoscritto, (mozione n.
77 approvata nella seduta del 12 marzo 2024) l’urgenza di rafforzare gli
interventi per i disabili gravissimi per integrare con risorse regionali il FNA),
impegnando la Giunta a garantire maggiore copertura e tempestività. Considerato
che: - le difficoltà nella fornitura dei presidi sanitari essenziali possono
comportare un pregiudizio diretto alla salute di minori fragili;
- la mancanza di un
modello organizzativo uniforme tra le diverse ASP genera disparità territoriali
e trattamenti non equivalenti;
- la tutela delle
persone con disabilità, in particolare dei minori con bisogni complessi,
rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza e richiede un funzionamento
efficiente, trasparente e rapido della macchina amministrativa. Tutto ciò
premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale, anche
nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai
disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria
per sapere:
- se siano disponibili
dati aggiornati circa la corretta erogazione di presidi sanitari destinati a
minori con disabilità gravissime e quali iniziative siano state adottate per
prevenire insufficienze o ritardi da parte delle ASP;
- se tutte le ASP
calabresi applichino procedure uniformi per autorizzazioni, rifornimenti e
sostituzioni di presidi sanitari, e se sia prevista l’adozione di un protocollo
regionale standard;
- qual è l’attuale stato
organizzativo dei servizi NAD/ADI nelle diverse province, con riferimento alla
presenza di responsabili, carenze di organico e tempi medi di attivazione del
servizio;
- se si intenda
predisporre un Piano regionale di monitoraggio trimestrale sulle forniture,
sulle prese in carico NAD/ADI pediatriche e sul rispetto delle tempistiche;
- se si intenda valutare
l’istituzione di un numero unico regionale o sportello dedicato alle urgenze
dei minori disabili, finalizzato a ridurre tempi e sovraccarichi burocratici.
(25; 12/01/2026)
Bruno. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
- il porto di Gioia
Tauro rappresenta la principale infrastruttura economica e occupazionale della
Calabria ed è uno dei maggiori hub logistici del Mediterraneo;
- il terminal
ferroviario del porto è già strutturato per la composizione di treni merci
lunghi 750 metri, in linea con gli standard europei;
- Secondo quanto
evidenziato dal prof. ..., ordinario di Sistemi di Trasporto presso
l'Università Mediterranea, nei documenti progettuali - in particolare nella
relazione tecnica - relativi alla nuova galleria Santomarco tra Paola e
Cosenza, depositati al Ministero dell'Ambiente, emerge una grave incongruenza
progettuale: -Nei documenti si attesta infatti che il modulo attuale della
linea è pari a 550 metri e che la sagoma è PC45;
tuttavia, nella tabella
recante le caratteristiche funzionali di progetto, non risulta indicata alcuna
nuova misura del modulo, mentre per il profilo ferroviario è chiaramente
riportato l'adeguamento alla sagoma PC80;
-tale omissione induce
legittimamente a ritenere che il modulo della linea resti fermo a 550 metri,
con la conseguenza di continuare a penalizzare il traffico merci proveniente
dal porto di Gioia Tauro, impedendo la circolazione di treni lunghi 750 metri,
come invece previsto dal Piano Regionale dei Trasporti e richiesto dagli
standard europei. - La scelta progettuale sopra richiamata, se confermata,
risulterebbe incomprensibile e gravemente dannosa, perché vanificherebbe ogni
reale ambizione di integrazione della Calabria nelle reti logistiche europee e
comprometterebbe il ruolo strategico di Gioia Tauro determinandone una grave
penalizzazione competitiva aumentando i costi di trasporto merci e riducendo
l'attrattività dello scalo;
- il Piano Regionale dei
Trasporti 2016 prevedeva invece per Gioia Tauro una lunghezza minima dei treni
pari a 750 metri, in coerenza con gli standard europei;
- il Documento di
Economia e Finanza Regionale non affronta in modo puntuale il tema del traffico
ferroviario merci e delle lunghezze dei treni;
- il Governo nazionale
continua a concentrare risorse rilevanti sul progetto del Ponte sullo Stretto,
mentre la Calabria resta priva di infrastrutture ferroviarie moderne e di una
vera Alta Velocità;
si interroga il
Presidente della Regione e l'Assessore ai Trasporti
per sapere:
l. se siano a conoscenza
delle criticità potenziali evidenziate dal prof. ... in merito al mantenimento
del modulo ferroviario di 550 metri nella nuova Galleria Santomarco, a fronte
invece dell'incremento di sagoma a PC80;
2. se intendano
intervenire immediatamente presso il Governo nazionale e RFI per sciogliere i
dubbi e avere certezze che il progetto venga adeguato al modulo minimo di 750
metri, con possibilità di sviluppo futuro fino a 1000 metri;
3. per quali ragioni il
DEFR regionale non affronti in maniera esplicita e vincolante il tema del
trasporto merci ferroviario da e per il porto di Gioia Tauro, con date di
riferimento precise per il modulo di 750 metri da Gioia Tauro sino ai porti ed
interporti delle regioni del Nord;
4. quali iniziative
politiche concrete la Regione Calabria intenda assumere nei confronti del
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato da ..., per evitare che
la Calabria venga ulteriormente penalizzata, definendo la data in cui
l'itinerario merci lungo il corridoio europeo TEN-T Scan-Med sia completamente
operativo con modulo minimo di 750 metri. Si chiede risposta urgente,
considerata la rilevanza strategica del porto di Gioia Tauro per l'economia
regionale e nazionale.
(26; 12/01/2026)
Laghi. Al Presidente
della Giunta regionale.
Premesso che:
• le malattie rare
costituiscono un insieme eterogeneo di patologie, spesso croniche, progressive
e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale, che richiedono percorsi
di diagnosi, cura e assistenza altamente specialistici;
• la complessità di tali
patologie impone una presa in carico strutturata, continuativa e
multidisciplinare, capace di integrare ambito sanitario e sociosanitario,
ospedale e territorio, superando la frammentazione degli interventi e le
disomogeneità territoriali;
• la Regione Calabria ha
approvato il Piano Regionale delle Malattie Rare 2024–2026 in attuazione della
legge n. 175/2021 e del Piano Nazionale Malattie Rare 2023–2026;
• il Piano individua nei
Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) lo strumento fondamentale
per rendere effettivi gli obiettivi di diagnosi precoce, presa in carico
globale, continuità assistenziale, equità di accesso alle cure e integrazione
tra ospedale e territorio;
• l’attuazione dei PDTA
presuppone il pieno funzionamento degli assetti organizzativi previsti dal
Piano, tra cui il Centro di Coordinamento Regionale, la Rete delle Malattie
Rare, i Centri di Coordinamento Aziendali, il Registro regionale, l’accesso ai farmaci
e il coinvolgimento dei servizi territoriali e dei MMG/PLS;
considerato che • i PDTA
rappresentano il principale indicatore dello stato di avanzamento concreto del
Piano Regionale Malattie Rare;
• eventuali ritardi o
criticità nella loro adozione e applicazione incidono direttamente sul diritto
alla cura delle persone affette da malattie rare e sull’uniformità
dell’assistenza sul territorio regionale;
• le prestazioni
sanitarie e sociosanitarie rivolte alle persone affette da malattie rare
rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) garantiti dal Servizio
Sanitario Nazionale, ai sensi della normativa vigente, e che pertanto la
diagnosi, la presa in carico, il trattamento, il follow-up e l’accesso alle
terapie devono essere assicurati in modo uniforme ed appropriato sull’intero
territorio regionale;
• ad onta
dell’aggettivazione – “rare” - si tratta di un complesso di patologie, tra loro
eterogenee, che coinvolgono però un numero rilevante di affetti e le loro
famiglie costrette a dover risolvere problemi quotidiani, relativi
all’assistenza di pazienti di norma in età pediatrica, di grande complessità,
con le difficoltà sociali, economiche e organizzative conseguenti;
tutto ciò premesso e
considerato si interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
quali PDTA per le
malattie rare risultino ad oggi adottati, in fase di adozione o programmati
dalla Regione Calabria nell’ambito del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026
e, conseguentemente, quale sia lo stato di attuazione complessiva del Piano
Regionale Malattie Rare 2024–2026, con particolare riferimento al funzionamento
della rete regionale, al coordinamento tra strutture ospedaliere e
territoriali, all’operatività del Registro regionale, all’accesso ai farmaci e
alle prestazioni previste dai LEA, al coinvolgimento delle associazioni dei
pazienti, alle attività di monitoraggio e formazione e alle risorse
organizzative e finanziarie dedicate.
(27; 13/01/2026)
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- la Regione Calabria è
sottoposta a commissariamento sanitario da oltre quindici anni, con gravi
ripercussioni sull'organizzazione dei servizi e sulla continuità terapeutica
dei pazienti;
- sono state denunciate
difficoltà nella reperibilità di farmaci oncologici e trapiantologici
distribuiti tramite il circuito Distribuzione Per Conto (DPC), con casi di
rischio concreto di interruzione delle cure;
- vi sono segnalazioni
da parte di pazienti trapiantati o con patologie croniche della sostituzione
forzata di farmaci originatori con equivalenti presso farmacie autorizzate DPC,
pratica non raccomandata dalle linee guida AIFA;
- la carenza di
logistica e tracciabilità nella distribuzione dei farmaci ha determinato
ritardi e disagi, incidendo direttamente sul diritto alla salute sancito
dall'art. 32 della Costituzione. Considerato che: la continuità terapeutica per
pazienti oncologici e trapiantati rappresenta una priorità assoluta di sanità
pubblica;
- le inefficienze del
sistema DPC, amplificate da eventuali ritardi o rigidità nelle gare
centralizzate, rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nelle
istituzioni e di aggravare il divario tra Calabria e altre regioni italiane.
Impegna la Giunta
regionale
1. ad intraprendere ogni
iniziativa utile diretta a garantire, nel rispetto delle indicazioni AIFA, che
per i farmaci originatori non venga applicata alcuna sostituzione automatica
non conforme alla normativa vigente.
2. A potenziare la
logistica e la tracciabilità digitale dei farmaci in DPC, assicurando strumenti
di monitoraggio tempestivo per prevenire disservizi e carenze.
3. A promuovere
l'adozione di criteri di flessibilità nelle procedure di approvvigionamento
centralizzate, affinché siano garantite scorte strategiche di farmaci
essenziali e salvavita.
4. A destinare risorse
vincolate per l'approvvigionamento dei farmaci salvavita tutelandone la
disponibilità da misure di contenimento indiscriminato della spesa.
(9; 18/12/2025)
Scutellà, Barbuto, Bruno, Filomena Greco, Falcomatà, Ranuccio, Madeo, De Cicco,
Alecci, Laghi.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- i Vigili del fuoco
ricoprono un ruolo fondamentale per la tutela dei cittadini e del territorio;
- il territorio della
Provincia di Cosenza è il più esteso della Calabria con orografia complessa e
variegata;
- l’attuale dislocazione
dei presidi operativi dei VVF nella Provincia di Cosenza prevede n. 2
Distaccamenti permanenti (Paola e Scalea) a copertura della fascia tirrenica,
n. 3 Distaccamenti permanenti (Rende, San Giovanni in Fiore, Castrovillari) e
n. 1 presidio rurale (Acri) oltre la sede Centrale a copertura della fascia
centrale della Provincia, n. 1 Distaccamento permanente (Corigliano-Rossano) e
n. 1 Distaccamento volontario (Trebisacce) a copertura della fascia Ionica
Nord;
Considerato che - per
indisponibilità del personale, il Distaccamento volontario di Trebisacce
risulta chiuso da luglio 2024;
- l’Amministrazione
Comunale di Trebisacce ha consegnato un immobile a titolo gratuito
completamente ristrutturato e rispondente alle esigenze logistiche di un
presidio dei VVF;
- l'ambito territoriale
di competenza del già menzionato presidio comprendeva 16 Comuni ed ha
registrato mediamente più di mille interventi annui;
- detta chiusura ha
determinato un enorme aumento del carico di lavoro sui Distaccamenti permanenti
di Castrovillari e Corigliano-Rossano, che, ad oggi, incontrano numerose
difficoltà nel garantire interventi tempestivi per la vastità e complessità del
territorio, con una evidente inefficienza del servizio, in particolare nella
zona nord ionica ad elevata vocazione turistica;
- le amministrazioni
comunali dell’alto ionio cosentino (Nocara, Amendolara, Castroregio,
Alessandria del Carretto, Rocca Imperiale, Trebisacce) nonché il comando
provinciale di Cosenza hanno più volte sollecitato il Ministero dell'Interno
per ottenere la conversione del distaccamento volontario di Trebisacce a
distaccamento permanente;
-come sottolineato dallo
stesso Dipartimento dei Vigili del fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa
civile - Comando Vigili del Fuoco di Cosenza: "la vastità e complessità
del territorio, nonché i numerosi interventi di soccorso tecnico urgente che
sono stati effettuati nei periodi di apertura del distaccamento, evidenziano la
ormai non più procrastinabile necessità di servire il territorio con un
distaccamento permanente che garantisca la continuità operativa della
sede";
tutto ciò premesso e
considerato,
impegna la Giunta
regionale e il Presidente della Regione: - ad attivarsi presso il Governo
nazionale per sollecitare le risorse necessarie a potenziare gli organici dei
VV.F.;
- a sollecitare con la
dovuta urgenza la trasformazione del Distaccamento Volontario di Trebisacce a
Distaccamento Permanente, per un sempre più efficiente servizio,
compatibilmente con le risorse finanziarie che progressivamente verranno
reperite per il potenziamento degli Organici.
(10; 29/12/2025) Laghi.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
- lo scorso 18 dicembre
2025 è entrata in vigore la Legge 2 dicembre 2025, n. 182 “Disposizioni per la
semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività
economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”;
- l’articolo 27 della
legge de qua contiene disposizioni di modifica dell’articolo 44 del codice
delle comunicazioni elettroniche (Decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259)
che, nello specifico, prevede la disciplina relativa all’istanza per l'installazione
di infrastrutture per impianti radioelettrici ed alle relative modalità di
pubblicazione;
- la modifica
introdotta, pur contemplando sempre l’obbligatorietà di pubblicizzare l’istanza
di installazione delle infrastrutture per i impianti
radio elettrici, stabilisce tuttavia che la mancata pubblicizzazione non
costituisca più causa di annullabilità del titolo autorizzativo, né espresso né
formatosi per silenzio-assenso, di fatto svilendo la portata precettiva della
norma e privando la stessa di efficacia concreta;
considerato che -
l’obbligatorietà della pubblicizzazione con forme e modalità trasparenti,
concorre a favorire la partecipazione dei cittadini su procedimenti che
incidono sulla tutela della salute e la protezione del territorio, - la stessa
Corte costituzionale ha più volte richiamato la fondamentale importanza della
pubblicazione in quanto “assolve all’esigenza di sensibilizzare la popolazione
coinvolta e di consentire la partecipazione degli interessati al processo
decisionale”;
inoltre, la
pubblicizzazione va perseguita attraverso “canali che effettivamente possano
essere consultati, senza particolari difficoltà (es., pubblicazione su
quotidiani locali o su altri siti dell’Amministrazione liberamente consultabili
ed evidenziati dai cittadini della zona, dello stesso Comune o di comuni limitrofi ). (Ord. Corte Cost. 232/2007 -Sent. CdS
8436/2023);
- anche parte della
dottrina ha puntualmente rilevato che “l’osservanza di tale adempimento ha un
ruolo delicato e fondamentale, perché non incide solo sulla trasparenza
dell’informazione in merito a scelte che hanno conseguenze di natura
urbanistica, ambientale, paesaggistica e di decoro architettonico sull’assetto
del territorio, ma ricade su aspetti vitali della salute umana, ed in
particolare sulla tutela dei soggetti fragili” - le associazioni e, più in
generale, i portatori di interesse, hanno immediatamente contestato la norma
ritenendola lesiva dei fondamentali diritti costituzionali del cittadino, quali
quelli di eguaglianza e ragionevolezza, tutela della salute, trasparenza e buon
andamento nonché partecipazione democratica;
- da ultimo, l’obbligo
di adeguata informazione risponde al principio di precauzione contenuto nella
risoluzione n. 1815 del 27 maggio 2011 del Consiglio d’Europa sui "I
potenziali pericoli dei campi elettromagnetici e i loro effetti sull'ambiente",
che puntualmente raccomanda agli Stati di adottare misure di trasparenza,
prevenzione e ragionevolezza per ridurre l'esposizione dei cittadini ai campi
elettromagnetici (CEM).
Impegna la Giunta
regionale
ad attivarsi
tempestivamente per proporre l’impugnazione dell’articolo 27 della legge
182/2025 per sollevare dinanzi alla Corte costituzionale il tema della
illegittimità della norma che, oltre ad essere contraddittoria ed illogica dal
punto di vista giuridico ed amministrativo, lede i fondamentali diritti
costituzionali del cittadino relativi alla tutela della salute e dell’ambiente
nonché le prerogative di partecipazione democratica ai processi decisionali.
(11; 09/01/2026) Laghi.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• con determina n. 3709
del 16 dicembre 2025 l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria ha
disposto una proroga tecnica, fino al 31 dicembre 2026, del servizio di
integrazione e supporto all’Emergenza-Urgenza della Direzione SUEM 118;
• la suddetta proroga è
finalizzata a consentire la razionalizzazione delle postazioni oggi gestite in
outsourcing e a valutare possibili modalità di gestione diretta del servizio,
in coerenza con gli indirizzi contenuti nel DCA n. 102/2024 e nel rispetto del
quadro normativo nazionale e regionale vigente;
considerato che: • il
servizio di emergenza-urgenza e il trasporto sanitario costituiscono funzioni
essenziali del Servizio Sanitario Regionale e richiedono elevati livelli di
affidabilità, continuità ed efficienza operativa;
• l’Amministrazione
sanitaria è tenuta a garantire il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza
(LEA), la sicurezza dei pazienti e la tempestività degli interventi sul
territorio;
• il personale
attualmente impiegato dai soggetti affidatari dei servizi esternalizzati ha
maturato, nel corso del tempo, una significativa esperienza operativa
nell’ambito del sistema SUEM 118, operando secondo protocolli condivisi con
l’ASP;
• tale esperienza
rappresenta un elemento di rilievo ai fini della continuità e della qualità del
servizio, fermo restando il rispetto delle norme in materia di accesso al
pubblico impiego e di organizzazione del personale del Servizio sanitario;
• ogni processo di
riorganizzazione o eventuale internalizzazione dei servizi deve avvenire nel
rispetto dei principi di legalità, imparzialità, buon andamento, sostenibilità
finanziaria e delle procedure previste dall’ordinamento;
ritenuto: • necessario
accompagnare eventuali processi di riorganizzazione del servizio con adeguate
misure di salvaguardia della continuità assistenziale;
• opportuno valorizzare,
nei limiti consentiti dalla legge, l’esperienza professionale maturata dal
personale già operante nei servizi di emergenza-urgenza, evitando soluzioni che
possano determinare criticità operative o disfunzioni nel sistema di soccorso;
tutto ciò premesso e
considerato,
impegna la Giunta
regionale
1. a garantire la
continuità e l’efficienza del servizio S.U.E.M. 118, assicurando che eventuali
processi di riorganizzazione o di gestione diretta dei servizi di
emergenza-urgenza siano programmati e attuati in modo graduale e coerente con
la normativa vigente, al fine di non pregiudicare la tempestività e la qualità
degli interventi sul territorio;
2. a valutare, nel
rispetto della legislazione nazionale e regionale in materia di lavoro
pubblico, la possibilità di avviare le procedure di stabilizzazione per chi ha
prestato servizio in analoghe posizioni nell’appalto esterno, o in alternativa
a attivare strumenti organizzativi e procedurali che consentano di tenere conto
dell’esperienza professionale maturata dal personale attualmente impiegato nei
servizi esternalizzati, anche attraverso: - l’applicazione delle clausole
sociali previste dalla normativa sugli appalti pubblici, ove compatibili; - la
valorizzazione dell’esperienza professionale nell’ambito di eventuali procedure
selettive pubbliche, secondo criteri oggettivi e trasparenti;
3. a monitorare
costantemente, tramite gli uffici competenti e d’intesa con l’ASP di Reggio
Calabria, gli effetti organizzativi e assistenziali della fase transitoria,
verificando che il passaggio dall’attuale modello di gestione a eventuali nuove
modalità non determini interruzioni o riduzioni del livello di servizio reso ai
cittadini;
4. a riferire
periodicamente al Consiglio regionale sugli sviluppi delle iniziative
intraprese e sugli esiti delle valutazioni in merito all’organizzazione del
servizio di emergenza-urgenza nel territorio dell’ASP di Reggio Calabria.
(12; 13/01/2026)
Giannetta.
Il Consiglio regionale,
premesso che:
• A partire dal
pomeriggio del 10 gennaio 2026, il litorale calabrese, e in particolare il
Comune di Scilla, è stato investito da una violenta ondata di maltempo di
natura meteo-marina. • L’evento è stato caratterizzato da forti raffiche di
maestrale che hanno alimentato una mareggiata di proporzioni eccezionali, con
onde che hanno superato gli argini naturali e artificiali, invadendo i centri
abitati. • La furia del mare ha trasformato le strade costiere in estensioni
del bacino tirrenico, mettendo in serio pericolo l’incolumità dei cittadini e
degli automobilisti, alcuni dei quali sono rimasti intrappolati nei propri
veicoli.
Considerato che: • Le
ricognizioni effettuate hanno evidenziato danni diffusi e critici in diverse
aree di Scilla: 1. Chianalea: l'acqua ha invaso la carreggiata nei pressi del
porticciolo, circondando diverse autovetture. 2. Marina Grande: il lungomare è
stato ricoperto da un ingente deposito di sabbia, materiale roccioso e detriti,
rendendo invisibile il confine tra spiaggia e strada. 3. Zona Monacena: si
registrano fenomeni di erosione con il crollo parziale del manto stradale e il
danneggiamento dei massi antierosione. 4. Lungomare Sud: sono stati rilevati
cedimenti strutturali, danni a cordoli in cemento, panchine e alla fontana
d’ingresso su Via Marina. 5. Frazione Favazzina: l’erosione ha colpito la sede
stradale e compromesso gravemente la rete fognaria. • L’impatto sociale ed
economico è gravissimo, con numerose attività commerciali rimaste isolate e un
patrimonio urbano profondamente ferito in un territorio già intrinsecamente
fragile.
Tenuto conto che: •
Studi tecnici e scientifici sulla costa calabrese evidenziano come la regione
sia particolarmente esposta a fenomeni di run-up e overtopping, che producono
effetti disastrosi a causa di un'urbanizzazione spesso invasiva e di opere di protezione
talvolta insufficienti a contrastare il moto ondoso. • La Calabria presenta
connotati di vulnerabilità unici dovuti all'esposizione geografica ai venti
(tra cui il Maestrale) e alla conformazione dei suoi bacini idrografici. •
Risulta necessaria una programmazione lungimirante che superi la logica
dell'emergenza attraverso interventi strutturali mirati alla prevenzione
futura.
Impegna la Giunta
regionale
1. a dichiarare
ufficialmente lo Stato di calamità naturale per il territorio del Comune di
Scilla colpito dagli eventi meteo-marini del 10 gennaio 2026. 2. Ad attivare
immediatamente risorse straordinarie per il ripristino delle infrastrutture
pubbliche danneggiate, della viabilità e della rete fognaria nella frazione di
Favazzina. 3. A predisporre un piano di ristoro economico per le attività
produttive e i privati che hanno subito danni diretti dalla mareggiata. 4. A
promuovere l'avvio di un tavolo tecnico per la progettazione di nuove e più
efficaci opere di difesa costiera, basate sulle più recenti analisi
meteorologiche e idrogeologiche, al fine di mitigare il rischio di erosione e
inondazione.
(13; 14/01/2026)
Ranuccio.
Art. 1
(Finalità)
1. La
presente legge, in via straordinaria e temporanea, disciplina la possibilità
per le aziende del Servizio sanitario regionale della Calabria (di seguito SSR)
di avvalersi di medici collocati in quiescenza, al fine di assicurare la
continuità dei servizi sanitari essenziali e fronteggiare la carenza di
personale medico, con particolare riferimento alle aree interne e ai presidi
ospedalieri in sofferenza di organico.
Art. 2
(Attività dei medici in quiescenza)
1. Le
aziende del SSR possono conferire incarichi di lavoro autonomo a medici del
Servizio sanitario regionale o nazionale collocati in quiescenza, per lo
svolgimento di attività cliniche, assistenziali, di emergenza urgenza, di
continuità assistenziale e di supporto ai servizi territoriali.
2. Gli
incarichi sono conferiti, nel rispetto delle norme nazionali vigenti in materia
di idoneità, sicurezza e responsabilità professionale.
3.
L’attività può essere svolta mediante contratti libero professionali.
Art. 3
(Ambiti prioritari di applicazione)
1. Gli
incarichi di cui all’articolo 2 sono conferiti prioritariamente nei seguenti
ambiti:
a) pronto soccorso, radiodiagnostica e medicina d’urgenza;
b) medicina interna, geriatria e discipline d’area medica;
c) anestesia e rianimazione;
d) medicina generale e assistenza primaria;
e) continuità assistenziale;
f) servizi territoriali, distretti sanitari e case della
comunità;
g) discipline di area chirurgica e chirurgia generale.
Art. 4
(Requisiti dei medici)
1.
Possono essere incaricati i medici che:
a) sono stati collocati in quiescenza;
b) risultano in possesso dei requisiti di idoneità
psico-fisica;
c) non hanno riportato sanzioni disciplinari gravi negli
ultimi cinque anni di servizio.
Art. 5
(Durata degli incarichi)
1. Gli
incarichi hanno durata massima di dodici mesi, rinnovabili una sola volta.
2. Il
rinnovo è consentito esclusivamente in presenza di comprovata carenza di
personale e previa relazione motivata dell’azienda sanitaria interessata.
Art. 6
(Monitoraggio e relazione annuale)
1. Le
aziende del SSR trasmettono alla Regione Calabria una relazione annuale
sull’applicazione della presente legge, contenente:
a) numero di incarichi conferiti;
b) durata degli incarichi;
c) aree di attività;
d) impatto sulla continuità dei servizi sanitari;
e) criticità riscontrate.
2. La
Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione annuale sullo
stato di attuazione della legge.
Art. 7
(Norma finanziaria)
1.
Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge si provvede mediante
le risorse già stanziate nei bilanci delle aziende del SSR, senza nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 8
(Entrata in vigore)
1. La
presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel
Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.