XIII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

_________

N. 4

SEDUTA DI giovedì 18 dicembre 2025

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO

E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ

 

 

Inizio lavori h. 15.53

Fine  lavori h.  21.41

 

 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

La seduta inizia alle 15.53

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Brutto. Ne ha facoltà.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Presidente, chiedo, anche a nome del consigliere Bevilacqua, l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 6/13^ riguardante il “Sistema regionale della formazione professionale”.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta d’inserimento della proposta di legge numero 6/13^ che è approvata.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 22/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, P. Caputo, G. Mattiani, A. Brutto, V. Pitaro, E. Alecci, Filomena Greco, F. De Cicco, Elisa Scutellà, V. Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale”

PRESIDENTE

Proseguiamo con l’ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo numero 22/13^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci, Filomena Greco, De Cicco, Elisa Scutellà, Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, signor Presidente. Colleghi consiglieri, assessori, Presidente della Giunta, signori della stampa, pubblico presente, oggi presentiamo la proposta di provvedimento amministrativo concernente “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria”.

Il provvedimento interviene sull'articolo 28 del Regolamento interno con l'obiettivo di ottimizzare l'organizzazione e il funzionamento delle Commissioni consiliari permanenti che rappresentano il fulcro dell'attività legislativa e di controllo dell'Assemblea.

La proposta mira a una ridefinizione più chiara e funzionale delle competenze delle Commissioni, adeguandole all'evoluzione delle politiche regionali e alle esigenze operative del Consiglio. Contestualmente, si procede all'abrogazione dell'articolo 28-bis, al fine di garantire maggiore coerenza e semplificazione del quadro regolamentare.

La riforma risponde alla necessità di rafforzare la fase istruttoria dei provvedimenti, migliorare il coordinamento tra le Commissioni e rendere più efficiente il lavoro consiliare, evitando sovrapposizioni e frammentazioni delle competenze.

La nuova articolazione delle Commissioni permanenti risulta così definita:

Prima Commissione: affari istituzionali, affari generali, normativa elettorale e riforme;

Seconda Commissione: bilancio, programmazione economica, attività produttive, commercio, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero;

Terza Commissione: sanità, attività sociali e formative;

Quarta Commissione: assetto, utilizzazione del territorio e protezione dell'ambiente;

Quinta Commissione: istruzione, attività culturali, turismo, sport e politiche giovanili;

Sesta Commissione: agricoltura e foreste, consorzi di bonifica e risorse naturali.

Questo assetto consente una maggiore specializzazione delle Commissioni, una più efficiente distribuzione delle materie e un miglior supporto dell'attività dell'Aula.

Dal punto di vista finanziario, il provvedimento ha natura esclusivamente ordinamentale e non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale si propone, pertanto, l'approvazione del provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Francesco.

Non ci sono richieste di intervento, pertanto, procediamo all'esame e votazione per parti separati, articolo per articolo.

È pervenuto l'emendamento, protocollo numero 25243, a firma dei consiglieri Caputo, Giannetta, Mattiani, Brutto e Pitaro che sostituisce l'articolo 1.

Cedo la parola al consigliere Caputo per l’illustrazione dell’emendamento. Prego.

CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente)

Grazie, Presidente. La presente proposta emendativa mira a sostituire l'articolo 1 della proposta di provvedimento amministrativo numero 22/13^ armonizzando con maggiore puntualità, nel rispetto del comma 1 dell'articolo 28 dello Statuto della Regione Calabria, le materie delle Commissioni consiliari. Nello specifico l'intervento si rende necessario per creare una omogeneità tra le materie oggi assegnate alle costituenti Commissioni e la proiezione dipartimentale della Regione Calabria, il tutto teso a migliorare la trattazione e gestione delle delicate e importanti pratiche legislative che saranno affrontate da tali organismi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Caputo.

Parere della Giunta?

MICHELI Eulalia, Assessore con competenze di indirizzo politico in materia di istruzione, sport e politiche per i giovani

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente.

Intervengo solo per sottolineare che sull'emendamento non possiamo esprimere un voto favorevole perché, sempre nello spirito della collaborazione, siamo stati un po' di tempo a rielaborare assieme la rivisitazione delle Commissioni in maniera propositiva, credo collaborativa; quindi, siamo pronti a votare favorevolmente il provvedimento nel suo complesso, ma l'emendamento ci è arrivato solo pochi minuti fa. Auspichiamo per il futuro di poter collaborare sempre in maniera più puntuale e ricevere gli emendamenti prima per poterli votare insieme in Aula.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci.

Se non ci sono altri interventi pongo in votazione l'emendamento sostitutivo dell'articolo 1 che è approvato.

Articolo 1

(È approvato l’emendamento sostitutivo)

Articolo 2

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, così come emendato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento è approvato, come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 25/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 25/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente”.

Ricordo che, a norma dell'articolo 30 del Regolamento interno, l'elezione del Presidente e del Vicepresidente avviene con un'unica votazione a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza, risulta eletto Presidente il primo per numeri di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numeri di voto ottenuti.

Costituiamo, quindi, il seggio elettorale e invito il Segretario questore a svolgere la funzione di scrutatore. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 30; hanno riportato voti: Orlandino Greco 22, Giuseppe Ranuccio 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Greco e a quella di Vicepresidente il consigliere Ranuccio.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 26/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Prima Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 26/13^ d'Ufficio recante: “Elezione del consigliere segretario della Prima Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla votazione per l'elezione del segretario della Prima Commissione, ai sensi dell'articolo 30, comma 4, del Regolamento interno risulta eletto segretario della Commissione chi ha riportato il maggior numero di voti e in caso di parità il più anziano di età. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Prima Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 30; hanno riportato voti: Riccardo Rosa 21; Giuseppe Falcomatà 9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Rosa.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 27/13^ d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Proposta del provvedimento amministrativo numero 27/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente”. Ricordo che, a norma dell'articolo 30 del Regolamento interno, l'elezione del Presidente e del Vicepresidente avviene in un'unica votazione a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza, risulta eletto Presidente il primo per numeri di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti.

Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Filippo Pietropaolo 20; Giuseppe Falcomatà 9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Pietropaolo e alla carica di Vicepresidente il consigliere Falcomatà.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 28/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Seconda Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 28/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Seconda Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Seconda Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29; ha riportato 20 voti Giacomo Crinò, schede bianche 9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Crinò.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 29/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 29/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.  

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Angelo Brutto 20; Rosellina Madeo 9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Brutto e alla carica di Vicepresidente la consigliera Madeo.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 30/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Terza Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 30/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Terza Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Terza Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29; ha riportato 20 voti Gianpaolo Bevilacqua, schede bianche 7, schede nulle 2. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Bevilacqua.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 31/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 31/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Sergio Ferrari 20, Elisa Scutellà 9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Ferrari e alla carica di Vicepresidente la consigliera Scutellà.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 32/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Quarta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 32/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Quarta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliere De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Quarta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 28; hanno riportato voti: Rosaria Succurro 20, Ferdinando Laghi 1, schede bianche 7. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario la consigliera Succurro.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 33/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 33/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 28; hanno riportato voti: Emanuele Ionà 20; Ernesto Alecci 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Ionà e Vicepresidente il consigliere Alecci.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 34/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Quinta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 34/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Quinta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Quinta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 28; ha riportato 20 voti Daniela Iiriti; schede bianche 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario la consigliera Iiriti.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 35/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 35/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 28; hanno riportato voti: Elisabetta Santoianni 20; Filomena Greco 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente la consigliera Santoianni e alla carica di Vicepresidente la consigliera Greco.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 36/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Sesta Commissione consiliare permanente"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 36/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Sesta Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede. Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Sesta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 27; ha riportato 19 voti Emanuele Ionà; schede bianche 7, schede nulle 1. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Ionà.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 37/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 37/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa”.

Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa. Presenti e votanti 27; hanno riportato voti: Marco Polimeni 19; Vincenzo Bruno 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Polimeni e alla carica di Vicepresidente il consigliere Bruno.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 38/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 38/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa. Presenti e votanti 28; ha riportato 20 voti Antonio De Caprio; schede bianche 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere De Caprio.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 39/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 39/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. Presenti e votanti 28; hanno riportato voti: Riccardo Rosa 20; Francesco De Cicco 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Rosa e alla carica di Vicepresidente il consigliere De Cicco.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 40/13^ d'Ufficio, recante: "Elezione del consigliere segretario della Commissione speciale di vigilanza"

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 40/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Commissione speciale di vigilanza”. Procediamo alla distribuzione delle schede.

Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama. Grazie.

 

(Sono distribuite le schede)

DE FRANCESCO Luciana, Segretario questore

Fa la chiama.

 

(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)

 

Presidenza del vicepresidente Giacomo Pietro Crinò

PRESIDENTE

Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della Commissione speciale di vigilanza. Presenti e votanti 27; hanno riportato voti: Elisabetta Santoianni 18; Emanuele Ionà 1; schede bianche 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario la consigliera Santoianni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Ho aspettato di intervenire affinché si concludessero le operazioni elettorali. Non posso però esimermi dallo spendere due parole per una pagina, secondo me, negativa che oggi abbiamo scritto all'interno del Consiglio regionale, con la Commissione speciale di vigilanza che viene trattenuta dalla maggioranza.

Sarò brevissimo. Mi piace però evidenziare che la Commissione speciale di vigilanza è stata voluta da un governo di centrosinistra, all'epoca governatore Loiero, che l’ha istituita - credo intorno al 2008 - assegnandola - per come la consuetudine vuole a livello parlamentare, ma anche in tante altre Regioni governate anche dal centrodestra - alle forze di minoranza. Seguono diversi governi: il governo Scopelliti, di centrodestra, la trattiene per sé e per la sua maggioranza; subentra il governo Oliverio, di centro sinistra, che - mi piace sottolinearlo - con la sua maggioranza, decide all'epoca di assegnare la Commissione speciale di vigilanza anche in quel caso alle opposizioni, alle minoranze, affinché proprio possano svolgere al meglio il ruolo che viene affidato loro dai cittadini, quello di vigilare sul lavoro della Giunta regionale. Avviene così in tante Regioni governate dal centrodestra e dal centrosinistra. Avviene così in Parlamento per la Commissione di vigilanza, pensiamo anche a quella di Vigilanza Rai.

Mi dispiace però che oggi questa maggioranza e il presidente Occhiuto abbiano perso l'occasione di dimostrare con i fatti e non con le parole utilizzate la volta passata dal Presidente di voler aprire una vera e sana discussione e collaborazione con la minoranza. Ricordo ancora una volta a tutti noi che, quando c'è stata chiesta la massima collaborazione, l'abbiamo data: l’abbiamo fatto con la Giunta per le elezioni che era formata da 10 componenti, 5 di maggioranza e 5 di minoranza, per la quale ci è stato chiesto che fosse assegnata alla collega Iiriti; noi non ci siamo sottratti e lo abbiamo fatto nello spirito di collaborazione; abbiamo collaborato anche per riformulare le Commissioni; abbiamo votato favorevolmente al primo punto all'ordine del giorno, dimostrando ancora una volta volontà di collaborazione; lo abbiamo rifatto quando all'interno della minoranza, purtroppo, molti di noi - anzi, forse, per fortuna - volevano partecipare alle Commissioni e pensavamo di chiedere l'allargamento dei componenti a 9, eppure ci siamo attenuti all'appello che ha fatto il Presidente del Consiglio regionale, il consigliere Salvatore Cirillo, richiudendoci nella stanza e uscendo poi con la proposta, appunto accolta, del numero di componenti a 6, anche questa volta collaborando.

Mi sembra però che questa collaborazione non serva a nulla, ecco, non abbia portato a nulla, e mi dispiace perché il presidente Occhiuto dimostra, a questo punto, di voler soltanto spartire un po' di potere in più nella sua maggioranza, piuttosto che dimostrarsi collaborativo con la minoranza.

È una voracità - io l'ho chiamata bulimia - eccessiva, che non è un buon presagio per il futuro.

Vorrei ricordare anche che io qualche tempo fa presentai una proposta di legge sulla disostruzione nelle scuole per i bambini che, quando mangiano in maniera troppo frettolosa, rischiano di soffocarsi. Beh, mi sa che devo presentare una proposta di legge anche per gli adulti, perché qua la voracità e la voglia di arraffare il più possibile la vedo nei banchi della maggioranza e in questa Amministrazione. C'è un detto calabrese che però ci mette in guardia e che dice: “Chi vuole mangiare con due ganghi, con due ganasce, rischia di morire soffocato”. Non lo auguro a nessuno. Il mio augurio, anzi, è che si possa collaborare in maniera più fattiva e che non rimanga solo a parole, ma che si possa tramutare poi in fatti come oggi, purtroppo, per me e per l'esercizio della democrazia all'interno del Consiglio regionale e dei suoi organismi, non è stato fatto. Grazie. 

Presidenza del presidente Salvatore Cirillo

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci.

Ha chiesto di intervenire il collega Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Signor Presidente, questo della Commissione speciale di vigilanza è il secondo strappo che la maggioranza fa in questo scorcio di Legislatura.

Il primo lo avete fatto con la modifica dello Statuto per abolire il referendum, che ancora è una pagina che grida vendetta. Noi, è chiaro, è evidente, che percorreremo tutte le strade per poter intervenire affinché quella norma non venga approvata.

È una violazione evidente: la maggioranza con quel provvedimento vuole intervenire per modificare completamente lo Statuto perché, se si impedisce ai cittadini calabresi di intervenire per modifiche parziali, anche se sostanziali, con il referendum e non approvarlo, evidentemente si ha una logica della democrazia che non è la nostra.

Noi abbiamo, invece – lo diceva il collega Alecci - risposto agli appelli che il presidente Cirillo e il presidente Occhiuto ci hanno avanzato durante la seconda seduta di Consiglio regionale e abbiamo risposto in più occasioni, dando il nostro appoggio, il nostro consenso, su alcune pratiche che la maggioranza ha portato; dobbiamo ancora una volta anche su questo, però, far notare che alcuni provvedimenti su cui c'era necessità di una discussione in Commissione, si è voluto ancora una volta forzare e portarli direttamente in Consiglio.

La Commissione speciale di vigilanza è un altro di questi elementi di forzatura che state portando in questa Legislatura. La vigilanza era ed è una Commissione che, ovunque è stata istituita - lo dice la stessa parola - vigila sul lavoro della maggioranza, sul lavoro del Consiglio, sul lavoro della Giunta. Invece, per quadrare i conti nella vostra maggioranza, ancora una volta forzate le regole e ve la assegnate, nonostante ci sia stata un’interlocuzione tra il consigliere Tridico e il presidente Occhiuto, durante le prime sedute di Consiglio, in cui il presidente Occhiuto aveva in qualche modo assicurato che il Consiglio avrebbe potuto sicuramente assegnare all'opposizione la Commissione speciale di vigilanza, così come è nelle regole democratiche.

Evidentemente, continuate a forzare le regole e noi su questo - non vi è dubbio - faremo battaglia. Non vorremmo rispondere ad una vecchia logica per incancrenire ancora di più i rapporti, però vi chiediamo rispetto; vi chiediamo rispetto nel mantenere gli impegni, vi chiediamo rispetto nell'osservare le regole democratiche del Consiglio.

Noi non vogliamo concessioni, non chiediamo concessioni, noi chiediamo che le regole siano rispettate e su questo noi faremo una battaglia seduta per seduta. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruno. Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente.

Mi unisco a quello che è stato detto dai miei colleghi in precedenza, perché anche come Movimento 5 Stelle voglio che sia messa agli atti la nostra contrarietà alla decisione che avete preso. Chiaramente qui non c'è una voglia di conciliare e di lavorare insieme. Come è stato già ampiamente detto, vi era un accordo, c'erano state delle interlocuzioni tra il presidente Occhiuto e il presidente Pasquale Tridico. Noi sapevamo di queste interlocuzioni che oggi non vengono rispettate. Come è stato già detto, se una Commissione di vigilanza -  la stessa parola dice che c'è qualcuno che deve vigilare su quello che è l'operato della Regione - viene assegnata alla maggioranza stessa, ve la cantate e ve la suonate da soli praticamente.

Quindi, di conseguenza, come opposizione registriamo questa ennesima mancanza di rispetto nei nostri riguardi; non sto qui ad elencarle, nonostante la legislatura sia iniziata da poco, se dovessi elencare tutte le mancanze di rispetto che ci sono state nei riguardi dell'opposizione, ci vorrebbe la legislatura nuova - non si sa quando avverrà - e su questo poi mi riservo di ritornarci dopo.

Quindi, mi aggiungo anch'io, come capogruppo del Movimento 5 Stelle, a questa sottolineatura. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE

Prima di passare agli altri punti all’ordine del giorno, dobbiamo rettificare una votazione precedente relativa all'esito della votazione per la PPA numero 25/13^.

Erano presenti e votanti: 30; hanno riportato voti: Ranuccio 9, non 8, e Greco Orlandino 21, non 23. Grazie.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 21/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026-2028 (Art. 36 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118)"

PRESIDENTE

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, collega. 

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, signor Presidente.

Il documento contabile in oggetto è stato approvato con deliberazione di Giunta regionale numero 635 del 5 settembre 2025, ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118, che prevede che le Regioni adottino il Documento di Economia e Finanza Regionale avente un orizzonte temporale triennale.

Il documento è stato redatto tenendo conto delle indicazioni contenute nel Documento Programmatico di Bilancio nazionale che assume la funzione di riferimento per la definizione dello scenario macroeconomico e della manovra di finanza pubblica.

Il DEFR è un documento di programmazione economico-finanziaria della Regione, per come previsto dal principio contabile applicato di cui all'allegato 4/1 del decreto legislativo numero 118, che definisce gli obiettivi della manovra di bilancio regionale, costituendo lo strumento a supporto del processo di previsione.

Il DEFR rappresenta il quadro di riferimento per la definizione dei programmi da realizzare all'interno delle singole missioni e per la definizione delle risorse disponibili per il finanziamento degli stessi; altresì, orienta le successive deliberazioni del Consiglio e della Giunta e costituisce il presupposto dell'attività di controllo strategico, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi all'interno delle missioni e alla relazione di rendiconto di gestione.

Il DEFR contiene le linee programmatiche dell'azione di governo regionale per il periodo compreso nel bilancio di previsione, necessarie per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo della Regione.

Si compone di due sezioni.

La prima sezione comprende il quadro sintetico del contesto economico e finanziario di riferimento e la descrizione degli obiettivi strategici, con particolare riferimento agli obiettivi di politica regionale in campo economico, sociale e territoriale.

La seconda sezione comprende l'analisi sulla situazione finanziaria della Regione e,  in particolare, contiene: la costruzione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli Enti regionali sulla base delle risultanze dell'esercizio precedente e l'indicazione dell'articolazione della manovra necessaria per il perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, accompagnata anche da una indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi.

Il DEFR si basa su un'analisi dettagliata della situazione socio-economica regionale, nazionale e internazionale, delineando strategie per promuovere, pur nell'ambito dei vincoli esistenti e delle variabili di contesto, la crescita economica, l'innovazione tecnologica e la coesione sociale.

L'analisi del contesto finanziario costituisce il punto di partenza per la definizione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli Enti regionali e fornisce gli elementi necessari per la costruzione della manovra di bilancio tesa al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.

Con riferimento alla situazione finanziaria regionale, la manovra di bilancio regionale 2026-2028 si iscrive in un contesto di crescente complessità, fortemente condizionato da vincoli di finanza pubblica a più livelli, che ne limitano strutturalmente lo spazio di manovra autonomo. Nello specifico, il peso dei contributi di finanza pubblica continua a rappresentare la principale criticità: tali misure si sono consolidate in accantonamenti e riversamenti allo Stato di risorse proprie, riducendo significativamente la capacità della Regione di sostenere la spesa corrente e gli investimenti da realizzare con le risorse autonome. Occorre comunque segnalare che per il triennio 2026-2028, la manovra statale ha limitato leggermente il contributo a carico delle Regioni per l'anno 2026.

Con il presente documento si individuano gli obiettivi strategici prioritari dell'azione regionale, mettendo in evidenza, in una logica unitaria, trasversale e multilivello, le risorse provenienti da differenti fonti, quali la Programmazione europea 2021-2027, il PNRR, le risorse statali e quelle autonome della Regione nonché gli strumenti necessari alla loro attuazione.

Per il triennio 2026-2028 l'azione regionale si concentra su missioni strategiche volte a promuovere uno sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, rendendo competitivo il sistema produttivo primario e garantendo la coesione territoriale. Grazie. 

PRESIDENTE

Non ci sono richieste di intervento.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente al relativo allegato, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 24/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2026-2028”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 24/13^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera. 

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, signor Presidente.

Il bilancio di previsione del Consiglio regionale della Calabria per gli esercizi 2026-2028 è stato redatto sulla base delle disposizioni e dei modelli previsti dal decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118.

Il bilancio di previsione del Consiglio regionale ha durata triennale e ha natura autorizzatoria per l'intero triennio; è stato redatto sia in termini di competenza che di cassa.

Le entrate del bilancio di previsione sono suddivise per titoli, in base alla fonte di provenienza, e per tipologie, in base alla natura dell'entrata.

Le spese del bilancio di previsione sono articolate in missioni e programmi sulla base, rispettivamente, delle funzioni esercitate e degli aggregati omogenei di attività. Le spese sono poi classificate per titoli sulla base della natura della spesa.

Rientrano nelle entrate per trasferimenti correnti le somme che la Giunta regionale trasferisce per il funzionamento del Consiglio regionale e le somme trasferite dall'Autorità Garante per le Comunicazioni per il finanziamento delle funzioni delegate al Co.Re.Com Calabria.

Gli stanziamenti per le spese del Consiglio regionale nel triennio 2026-2028 sono stati quantificati sulla base dei fabbisogni comunicati dai dirigenti delle strutture amministrative. Gli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione 2026-2028 del Consiglio regionale rispettano i limiti in materia di spesa di personale e di spesa di lavoro flessibile.

Infine, con il presente provvedimento è approvato il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028.

Sul presente provvedimento il Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere favorevole con proprio verbale numero 61 del 16 dicembre 2025. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Non ci sono richieste di intervento.

Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 14/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità regionale 2026”

PRESIDENTE

Proposta di legge numero 14/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità regionale 2026”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, collega. 

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, Presidente.

La Regione, tra i principali strumenti di programmazione, adotta una legge di stabilità regionale che, per come previsto dall'articolo 36, comma 4, e dal punto 7 dell'allegato 4/1 del decreto legislativo numero 118 del 2011, contiene un quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione; essa contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal primo anno considerato nel bilancio di previsione.

Il quadro generale di riferimento per la manovra di bilancio regionale 2026-2028 si iscrive in un contesto di crescente complessità, caratterizzato da vincoli di finanza pubblica a più livelli, che ne limitano strutturalmente lo spazio di manovra da realizzare con le risorse autonome. In particolare, la costruzione del bilancio regionale è condizionata, del tutto o in parte, da diversi fattori interconnessi, fra i quali rivestono particolare rilevanza i contributi regionali al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e le disposizioni inserite nella manovra di bilancio dello Stato.

Gli aspetti più rilevanti della manovra riguardano:

- la rimodulazione, in 11,8 milioni per l'anno 2026, del contributo di finanza pubblica da versare allo Stato ai sensi dell'articolo 1, comma 527 della legge 30 dicembre 2023, numero 213;

- la rimodulazione dell'accantonamento di 34,58 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2026, di 35,25 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2027 e di 35,07 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2028, per far fronte al contributo di finanza pubblica richiesto ai sensi dell'articolo 1, della legge 30 dicembre 2024, numero 207;

- la rimodulazione del cofinanziamento del Programma regionale Calabria FSE+ 2021-2027, pari a 5 milioni di euro per il 2026, a 5,9 milioni di euro per il 2027 e 5,4 milioni di euro per il 2028;

- la conferma, per quanto possibile, del livello di finanziamento delle leggi di spesa disposto con la tabella C allegata alla legge di stabilità 2025-2027, soprattutto per quanto riguarda le cosiddette “leggi sensibili”: politiche sociali, precariato, trasporti.

La proposta consta di 7 articoli contenenti disposizioni di carattere finanziario.

In particolare, con l'articolo 1 si prevede il rifinanziamento delle leggi regionali di spesa per il triennio 2026-2028. Le singole leggi rifinanziate sono nell'allegata tabella C.

L'articolo 2 detta disposizioni relative al concorso agli obiettivi di finanza pubblica, mentre l'articolo 3 detta disposizioni relative al cofinanziamento del Programma regionale Calabria FSE+ 2021-2027.

L'articolo 4 contiene disposizioni contabili relative all'applicazione delle disposizioni contenute all'articolo 21, comma 3, della legge regionale numero 31 del 2024, concernente il trasferimento del personale a tempo indeterminato della Fondazione Mediterranea Terina onlus, in fase di liquidazione, presso altri Enti di diritto privato in controllo pubblico della Regione o inquadrato in Enti e Agenzie sub-regionali, previa selezione, nel rispetto della vigente normativa in materia.

L'articolo 5 disciplina una modifica dell'articolo 17 della legge regionale 13 del 2005, mentre l'articolo 6 contiene la norma finanziaria del provvedimento, specificando che gli interventi in esso previsti trovano la propria copertura finanziaria nelle risorse autonome in piena disponibilità evidenziate nella parte entrate del bilancio regionale 2026-2028.

Infine, l'articolo 7 disciplina l'entrata in vigore della proposta di legge, fissata per il primo gennaio 2026.

Ciò premesso, sottopongo all'aula l'esame della proposta di legge in oggetto. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Francesco. Non ci sono richieste di intervento.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

La proposta di legge, unitamente al relativo allegato, è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 15/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”

PRESIDENTE

Proposta di legge numero 15/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, collega. 

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatrice

Grazie, signor Presidente.

La proposta di legge, di iniziativa della Giunta regionale, posta oggi all'approvazione di questa Assemblea, è stata approvata dalla Giunta regionale con delibera numero 637 del 5 dicembre 2025.

Il bilancio di previsione finanziario rappresenta il quadro delle risorse che la Regione prevede di acquisire e di impegnare, riferite ad un orizzonte temporale almeno triennale, esponendo separatamente l'andamento delle entrate e delle spese in base della legislazione statale e regionale in vigore.

Il Consiglio regionale approva ogni anno, con legge, il bilancio di previsione finanziario.

La proposta consta di 11 articoli nei quali viene dettagliata la manovra finanziaria.

Attraverso questo documento gli Organi di governo di un Ente, nell'ambito dell'esercizio della propria funzione di indirizzo e di programmazione, definiscono la distribuzione delle risorse finanziarie tra i programmi e le attività che l'Amministrazione deve realizzare, in coerenza con quanto previsto nel documento di programmazione.

Il bilancio di previsione finanziario comprende le previsioni di competenza e di cassa del primo esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi successivi.

Le previsioni di bilancio 2026-2028 sono state formulate avendo come obiettivo prioritario la necessità della salvaguardia degli equilibri di bilancio e dei principi contabili vigenti.

La Programmazione regionale per il triennio 2026-2028 deve muoversi in un delicato equilibrio tra l'imperativo del rispetto degli equilibri di bilancio e l'urgenza di massimizzare l'uso delle risorse esterne (come i Fondi UE e il PNRR) per invertire la tendenza e garantire un percorso di sviluppo sostenibile.

A seguito delle misure adottate dal Governo, le risorse sottratte alla possibile manovra di bilancio ammontano ad oltre 65,2 milioni di euro per il 2026, fino ad arrivare a 78 milioni per il 2029.

Pertanto, l'elemento decisivo per rendere stabile il processo di crescita dell'economia regionale non può essere assegnato alle sole risorse autonome, che rappresentano da sempre una percentuale sul complesso delle risorse disponibili comunque estremamente limitata, oscillante nella media intorno al valore dell'11 per cento.

In questo contesto rivestono un'importanza fondamentale le risorse provenienti dall'Unione Europea e dallo Stato, legate alla Programmazione unitaria 2021-2027 e ai Fondi per la perequazione infrastrutturale, quantificate in oltre 6,2 miliardi di euro, che rappresentano un'opportunità unica ed irripetibile per incidere stabilmente sul livello del benessere di cittadini e imprese, in un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo per la Calabria

 Il bilancio di competenza della Regione per l'anno 2026, al netto delle contabilità speciali, dell'anticipazione di cassa e del Fondo pluriennale vincolato, ammonta complessivamente a 7,4 miliardi di euro. Tuttavia, tali importi afferiscono in gran parte a risorse a destinazione vincolata, vale a dire a somme il cui utilizzo può aver luogo solo per finalità stabilite da altri decisori istituzionali o con questi concordate.

Rientrano in tale ambito le risorse destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale (4,4 miliardi di euro circa; parliamo del 61,3 per cento), quelle destinate all'attuazione dei Programmi comunitari POR e PAC (729 milioni di euro; 9,9 per cento), le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (439 milioni di euro; 6 per cento), nonché ulteriori fondi di natura vincolata assegnati a vario titolo dallo Stato (775 milioni di euro; 10,5 per cento). Nei fondi statali sono ricomprese le risorse PNRR per 275,1 milioni di euro, di cui circa 4,8 milioni di euro circa conteggiati nel perimetro sanitario.

Le entrate per mutui sono relative al cofinanziamento a carico del bilancio regionale dei Programmi comunitari PR Calabria FESR 2021-2027, Programma per lo sviluppo rurale 2021-2022 e del Piano strategico della PAC 2023-2027 della Regione Calabria - Complemento strategico regionale - (CSR), FEAMPA 21-27 e PAC 14-20.

Le entrate libere da vincoli da destinare a finalità autonomamente definite dalla Regione ammontano, invece, a circa 835 milioni di euro, pari al 11,3% circa delle risorse attualmente iscritte in bilancio.

È questo l’importo sul quale la Giunta, prima, ed il Consiglio regionale, poi, possono operare delle scelte di carattere discrezionale, fermo restando che in ogni caso gran parte di tale importo è destinato a spese di carattere obbligatorio (personale, mutui, contratti, accantonamenti) o utilizzato per far fronte alle emergenze sociali ed occupazionali della Regione e quindi rimodulabile solo attraverso l’attuazione di riforme capaci di incidere nella dinamica strutturale della spesa.

L’indirizzo della Giunta regionale per la stesura del bilancio 2026-2028 è stato quello di predisporre un documento contabile improntato al principio della prudenza, al fine di tutelare gli equilibri di bilancio, far fronte ad obblighi di legge imposti dal Governo centrale, confermare gli stanziamenti già previsti per le leggi regionali di maggiore importanza (LSU, politiche sociali, precariato, trasporti, forestazione, etc.) e di reperire le risorse necessarie per far fronte al nuovo contributo di finanza pubblica, anche attraverso l’applicazione di tagli lineari, ove compatibili, agli stanziamenti di quelle poste di bilancio autorizzate nell’esercizio precedente sulla base del livello di utilizzazione delle stesse negli ultimi esercizi finanziari.

Il Collegio dei revisori dei conti, con verbale numero 60 del 16/12/2025, esprime il parere favorevole numero 29/2025 sul Bilancio di previsione della Regione Calabria per il triennio 2026-2028.

Ciò premesso, sottopongo all’Aula l’esame della proposta di legge in oggetto.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Francesco. Ha chiesto d’intervenire il collega Ranuccio. Ne ha facoltà.

RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente, buon pomeriggio, buonasera ormai, a lei, al Presidente della Giunta, agli Assessori, ai colleghi tutti, alla stampa, a chi ci segue in presenza - qui in Aula o da casa -, ovviamente al Segretario, al Capo di gabinetto e all'Ufficio di Presidenza tutto.

Consentitemi, seppur brevemente, non di tornare indietro, ma di stigmatizzare - lo merita - quello che si è consumato oggi: il gesto non autorevole, ma sicuramente autoritario, di prendervi anche la Presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Lo hanno ben già sottolineato i colleghi che mi hanno preceduto: dopo ciò che avete fatto con la modifica urgentissima dello Statuto, oggi, l’ennesimo atto che dimostra che davvero la sete di potere e di poltrone è, ahimè, insaziabile.

Venendo alla manovra finanziaria - è l'oggetto che andiamo a trattare e voi ad approvare -, caro Presidente, mi aspettavo, dalla sua trasferta romana, un grande annuncio, come ci ha abituato lei. Mi aspettavo, per esempio, che le promesse fatte in campagna elettorale, tanto da lei quanto dalla premier Meloni, rispetto alla immediata e prossima fine del commissariamento, avrebbero trovato - che so - un proclama direttamente da Roma; invece, abbiamo appreso - peraltro da cittadino calabrese le faccio un grande in bocca al lupo, non ancora gli auguri - che quella iniziativa era l'inizio di una scalata al partito a cui lei appartiene. La fine del commissariamento avrebbe avuto delle conseguenze, ovviamente, anche su questo bilancio che andrete ad approvare. Oggi approda in Aula, invece, una manovra di bilancio che, dopo sei anni ormai di governo della destra - o del centrodestra che dir si voglia -, è ancora una volta ingessato, impacchettato.

Lo abbiamo ascoltato nella relazione della collega De Francesco: un bilancio che impegna sulla sanità oltre la metà delle risorse sue, nostre, dei cittadini calabresi. Una sanità il cui stato comatoso purtroppo conosciamo tutti.

Non sto qui a elencare tutti i drammi che caratterizzano la nostra sanità: la mancanza dei medici, di infermieri ad esempio. In proposito, attendo ancora di sapere che ne sarà di quei 40 infermieri che sono stati assunti, casualmente, 6 mesi prima della campagna elettorale, che hanno cessato il servizio e hanno lasciato scoperti diversi nosocomi, proprio nella provincia di Reggio Calabria.

Un bilancio che, oltre ad essere completamente ingessato a causa della sanità, subisce quei tagli importanti a cui si è fatto esplicito riferimento, causati dal Governo nazionale che ha gli stessi vostri colori. Un Governo politico di destra che - anche in controtendenza rispetto a quello che, paradossalmente, ha fatto il Governo tecnico di Monti che ha dato delle risorse ai Comuni, alle Regioni, alle Città metropolitane, sulle infrastrutture, sulle infrastrutture sociali, sulle strade - va a tagliare risorse veramente importanti - avrete letto, cari colleghi -, nell'ordine di 50, 60, 70 milioni di euro nei rispettivi anni e che sono davvero un colpo quasi mortale sulle possibilità di crescita della nostra regione.

Diciamo che su questo siete pienamente coerenti, c’è un leitmotiv che vi accomuna, da un lato un racconto di un'Italia e di una Calabria in cui va tutto bene, dall'altro la realtà dei fatti con cui, invece, sono costretti a scontrarsi i cittadini calabresi e italiani. Un po' come quello che accade sul piano sanitario. L'abbiamo visto, lo vediamo sul piano della pressione fiscale, dove solitamente un baluardo della destra è quello di abbattere le tasse. Sappiamo che la pressione fiscale che registriamo in Italia in questo periodo è la più alta di sempre.

La stessa cosa si può dire sulla sicurezza o su tanti altri temi che oggi non affrontiamo per questione di economia temporale. Sicuramente c'è una fortissima dicotomia che sempre più emerge tra la realtà e quella che i media e anche noi politici in questi tempi chiamiamo narrazione delle cose.

Tagli che però si ripercuotono sulla vita dei cittadini perché gli stessi tagli li subiscono i Comuni, le Città metropolitane e le Province. Effettuare tagli significa non poter intervenire sulla manutenzione delle strade, del patrimonio scolastico, sui servizi essenziali - dovremmo pur garantirli -, tutto ciò condito dalla ciliegina sulla torta o, meglio, dalla spada di Damocle dell'autonomia differenziata, che continua a pendere sui cittadini calabresi o, meglio, sui cittadini del meridione e che, giustamente, il nostro Presidente, Occhiuto, critica verbalmente, ma a cui, nei fatti, sappiamo tutti che ha dato piena adesione e approvazione. Spada di Damocle, perché in una regione meridionale come la nostra, con una bassissima capacità fiscale, dove i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, ancora non sono stati finanziati e quindi garantiti, davvero sarebbe il colpo di grazia sulle nostre economie

Quindi, altro che ripopolamento dei borghi e far rivivere le nostre piccole o grandi comunità! Diventa indispensabile spendere e spendere bene, da un lato le poche risorse libere che abbiamo - parliamo del 10 o, meglio, 11,3%, per essere precisi, delle somme del bilancio regionale -, dall'altro le entrate derivanti da fondi europei, il PNRR e non solo.

Solo per fare qualche esempio: vorrei sapere se la Regione Calabria è ancora ultima come capacità di spesa dei fondi PNRR. È chiaro che la mia è una domanda retorica, perché conosciamo, ahinoi, la risposta.

Si è fatto accenno prima al programma GOL che dovrebbe garantire l'occupabilità, 61 milioni di euro che non vorrei rimanessero solo su misure assistenzialistiche.

Nessuno vuole lasciare indietro nessuno - lo dice, ovviamente, un esponente di sinistra -, dovremmo, però, sollecitare i nostri Centri per l'impiego affinché, dopo le misure assistenzialistiche, ci siano davvero reali possibilità occupazionali.

Si parla di 17 milioni di euro per la riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica, le cosiddette case popolari; sappiamo tutti le condizioni in cui versa non solo l'edilizia residenziale, ma le difficoltà in cui sono costretti a navigare i Comuni rispetto alla formazione o all’aggiornamento delle graduatorie, rispetto alle tante incognite che orbitano intorno a chi deve fare cosa, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, alla gestione dei canoni, alla vendita potenziale di questi alloggi.

Una nota dolente è - mi dispiace per l'Assessora perché è volenterosa - la quota destinata alle politiche sociali. Solo il 7%, in una regione povera, ahinoi, come la nostra, è destinata al capitolo delle politiche sociali. Un settore in cui si dovrebbe investire tanto, dato che risente di tante criticità. Penso all'assistenza specialistica, penso all'istruzione che, solo qualche mese fa, avete falcidiato con il taglio di 100 autonomie scolastiche. Penso alle tante aspettative di chi ha fatto seguito alle istanze per avere il cosiddetto bonus affitti che, per il secondo anno, non è stato finanziato dalla Regione Calabria. I Comuni si apprestano a fare il terzo avviso, salvo poi - speriamo quest'anno di invertire la tendenza - ricevere la nota della Regione con la quale si comunica che quel fondo non verrà finanziato, disattendendo le aspettative.

Provo ad accelerare. Non una parola e quindi non una risorsa, non l'accenno, al trasferimento delle funzioni alla Città metropolitana. Di questo non se ne parla. Evidentemente è segno che non c'è ancora neanche minimamente l'idea.

È una manovra, quindi, che non solo è ingessata - dopo quattro anni o, meglio, sei non si può, come diceva il nostro gruppo, dire che è colpa degli altri, sicuramente, per una sanità che ancora stenta a crescere -, ma non c'è una visione chiara di sviluppo, di crescita che riguardi tutta la regione. C'è l'idea di una Calabria che è sicuramente straordinaria rispetto alle sue potenzialità, le risorse su cui investire, il paesaggio, il turismo, la cultura, gli aspetti identitari.

Politicamente, mi sento di affermare, anticipando ovviamente quello che sarà un voto nettamente contrario, che è una Calabria straordinaria, solo ed esclusivamente, per il Presidente della Giunta e per il suo cosiddetto cerchio magico.

PRESIDENTE

Grazie, collega Ranuccio. Ha chiesto d’intervenire la collega Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Un saluto a lei, ai colleghi consiglieri, alla Giunta e al Segretario generale e, con lui, ai dipendenti che ci assistono nei lavori di questo Consiglio.

Ho ascoltato con attenzione la collega De Francesco, mentre illustrava questa proposta relativa al bilancio di previsione.

Ho avuto modo di dire più di una volta nella scorsa seduta di Consiglio: “Dimmi dove spendi e ti dirò chi sei”. Il punto è anche: “Dimmi come spendi”; nel senso che quello della Regione Calabria è un bilancio importante, in cui però circa il 61% dei fondi sono fagocitati completamente dalla sanità. Mi viene da chiedere, però, se a cose così fatte corrisponda realmente una sanità adeguata, vicina ai bisogni dei cittadini e tale che gli stessi possano sentirsi sicuri delle condizioni dei nostri ospedali e della sanità in generale.

Purtroppo, sottolineo un’evidenza che tutti conosciamo: non c'è assolutamente fiducia da parte dei cittadini nella nostra sanità, infatti, ancora oggi, la spesa sanitaria in uscita è la vera tassa occulta che il nostro sistema paga. In che senso? Nel senso che, se un cittadino calabrese su quattro decide di curarsi fuori, la maggior parte dei soldi noi dobbiamo usarli per pagare la migrazione sanitaria e credo che questo sia un problema rispetto al quale questo governo regionale deve provare a trovare delle risposte.

Nei giorni scorsi mi sono indignata come cittadina, come mamma, anche come persona che immagina che tutti i ragazzi e le ragazze che coltivano un sogno possano avervi accesso. Mi riferisco a tutti i nostri giovani e le nostre giovani che devono rinunciare al sogno di diventare medici perché questi test sono stati un fallimento e quindi hanno creato, di fatto, un'aspettativa mancata. Noi abbiamo bisogno di più medici e abbiamo bisogno che i nostri medici vengano pagati di più. In virtù di quella filiera istituzionale rispetto al Governo e sulla quale tante volte mi sono già soffermata, visto che c'è una maggioranza di centrodestra vicina alla maggioranza di centrodestra al Governo, credo che in qualche modo le cose che non vanno debbano essere sottolineate. Mi sembra che, rispetto a questo, ci sia stato anche un passo indietro vigoroso del Ministro.

Questo per dire cosa? Nella scorsa seduta di Consiglio, qualche collega diceva che non si può parlare di tutto e fare tutto; invece, io credo che quando si sta in questi banchi è perché si è ricevuto il mandato popolare, quindi, credo che si debbano sottolineare degli aspetti che possono essere importanti e trovare delle soluzioni o delle raccomandazioni, anche questo è un modo di fare politica.

Altrimenti, ci troveremo a fare così: veniamo qui con la logica dei numeri e, come è successo poc'anzi nelle Commissioni - non voglio ripetermi perché già i miei colleghi lo hanno evidenziato benissimo prima - sia le Presidenze che le Vicepresidenze vanno alla maggioranza. Rispetto a questo, ringrazio, però, i miei colleghi e spero che questo ruolo potrà consentire una collaborazione reale. Qualcuno dice che non c'è bisogno di collaborazione, ma io credo che nelle Istituzioni, in qualsiasi luogo, in qualsiasi ruolo si stia, sia necessario collaborare e dare realmente un contributo.

Credo allora che - mi dispiace, non vedo in Aula il presidente Occhiuto - sia necessario un atto di coraggio, anche e soprattutto nell'ambito sanitario. Quindi, sì, alle Case di comunità che devono essere più capillari sul territorio, perché ancora oggi, nonostante appunto il 60% venga speso per la sanità, andiamo via. Nonostante questo, i cittadini calabresi decidono di recarsi altrove anche per gli interventi più banali. Non esiste una medicina territoriale, le Case di comunità sono ancora solamente un miraggio, i 118 sono al collasso e i Pronto soccorso diventano l'unico baluardo rispetto alla necessità di cura che hanno i cittadini. Io immagino più coraggio da parte di questo governo regionale perché, se la sanità occupa, ripeto, il 60% delle risorse, queste però vengono fagocitate in maniera tale da non essere soddisfacenti e credo che la strada sia assolutamente lunga.

Per cui, preannuncio assolutamente un voto contrario a questa manovra, perché avrebbe accolto il nostro favore se questi soldi fossero stati spesi, se il grado di soddisfacimento dei cittadini calabresi rispetto alla sanità fosse stato più alto. Questo si sarebbe visto concretamente nella vita di tutti i giorni e invece ognuno di noi ha contezza di come, effettivamente, siamo ancora lontani dall’avere un grado di soddisfacimento anche solo ai limiti della sufficienza.

PRESIDENTE

Grazie, collega. Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.

SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Sinceramente, mi dispiace non vedere il presidente Occhiuto in Aula perché avrei voluto dirgli: “Bentornato dalla trasferta romana”.

Vi parlo con molta sincerità, stamattina - non tanto da rappresentante delle Istituzioni, ma da cittadina - quando ho acceso la televisione e ho visto il Presidente della Regione Calabria - non è il mio Presidente perché non l'ho votato, però rappresenta la regione in cui vivo - presentarsi in un telegiornale nazionale così baldanzoso, così spumeggiante, così in festa, ho pensato che stesse festeggiando qualche risultato della Regione Calabria sulla sanità, qualche risultato sui trasporti. No! Il Presidente della Regione Calabria, stamattina, al telegiornale festeggiava la sua personale corrente. Chiamatela corrente o scossa, come la vuole chiamare lui. Trovo davvero indecoroso - lasciatemelo dire - che noi oggi stiamo parlando del bilancio di questa Regione - nelle settimane scorse ci siamo trovati a studiare documento - e il Presidente della Regione Calabria - non votato da me, ma io, a differenza di qualcuno del suo partito, accetto la volontà degli elettori e quindi rispetto chi rappresenta la Regione -, era a Roma per le sue ambizioni personali.

Detto questo - perdonatemi, ma era doveroso -, entriamo nel merito di questo documento.

Penso che questo documento sia abbastanza timido e che non ci sia effettivamente una voglia di cambiamento e di rendere questa Calabria straordinaria - un aggettivo che piace tanto - perché parliamo del 60% investito sulla sanità. Ma la sanità rimane ancora ferma. Rimane ancora ferma perché, nonostante questo 60%, un calabrese su quattro decide di andarsi a curare in un'altra regione. Scusate: non decide, è costretto. E, nonostante l'accordo fatto Calabria-Emilia-Romagna, la situazione non migliora.

Andiamo avanti. Andiamo avanti parlando di prevenzione e diagnosi dei tumori: siamo ultimi anche su questo. E, signori, guardate, c'è un problema! È strano dirlo, ma nel 2025 in Calabria non si trovano i farmaci ed è per questo che abbiamo accolto l'invito del presidente Occhiuto e noi, come opposizione, abbiamo proposto anche delle soluzioni: abbiamo deciso di presentare una mozione per i farmaci - sono prima firmataria, insieme alla mia collega del Movimento 5 Stelle, e i colleghi di opposizione hanno deciso di sottoscriverla -, che sicuramente discuteremo in Aula e troverà l'unanimità.

Come se tutto questo non fosse già abbastanza, cambiamo settore e parliamo di trasporti. Assessore Gallo, lei proviene dalla mia stessa zona e di certo non è un'isola felice per i trasporti. Ho letto, come hanno fatto tanti calabresi, questo nuovo programma sui trasporti e ho immaginato che finalmente la fascia ionica venisse collegata con la Calabria e col resto d'Italia. E invece così non è, perché la fascia ionica rimane ancora isolata: non si parla di Tarsia, di quel famoso svincolo, di quel famoso snodo di alta velocità, non ne parliamo, e quindi si decide di isolare ancora di più la Calabria e specialmente la fascia ionica.

Per non parlare, signori, di strade, di ponti. Sono andata a fare un sopralluogo a Longobucco e qualcuno della maggioranza ha risposto al mio comunicato. Ora, io sono contenta se basta un mio intervento per sollecitare la maggioranza perché, quando sono andata a Longobucco, i cittadini mi hanno detto: "Qui noi non vediamo nessuno". Ben venga che Elisa Scutellà riesca a risvegliare questa maggioranza. Basta un mio comunicato e la maggioranza dice: "Hai sbagliato, il ponte è già pronto". Benissimo. Allora, andate voi a parlare con i cittadini e vedete cosa vi dicono sui disagi che stanno vivendo.

Per non parlare dei lavoratori a tempo determinato che vengono usati: i TIS, gli LSU, i lavoratori con progetti del PNRR, tutte persone che si impegnano e che lavorano, che però non riescono ad avere una stabilizzazione.

Un altro punto e mi avvio alla conclusione: ci sono dei lavoratori del Consorzio di bonifica che attendono ancora il TFR. Queste persone hanno lavorato per tanti anni e non si vedono riconosciuto un sacrosanto diritto. Questo è un altro tema utilizzato in campagna elettorale; mi aspetto e spero di essere smentita e che ci sia un altro comunicato della maggioranza che mi dica: “Hai sbagliato, Scutellà, perché adesso arriva il TFR a tutti”. Spero questo, ma so che la risposta purtroppo sarà negativa. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Scutellà. Ha chiesto d’intervenire il collega Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Un saluto al Presidente della Giunta, agli Assessori e ai colleghi consiglieri. Intanto, voglio fare i complimenti alla struttura del Dipartimento della Giunta regionale che ha elaborato il bilancio. Un bilancio che, per quanto si possa dire difficile e con poca capienza, presenta dei lati veramente molto positivi.

Pochi giorni fa abbiamo approvato un rendiconto che, per la prima volta, segna l'uscita dal disavanzo. Quindi, questo bilancio già recepisce un avanzo che è stato utilizzato per evitare tagli e l'aggiornamento delle tariffe.

È un bilancio che ha confermato il finanziamento di tutte le leggi regionali già avviate che costituiscono l'ossatura della nostra struttura legislativa.

È un bilancio prudenziale che risponde a tutte le esigenze e alle richieste che vengono dal Governo nazionale per esigenze di Finanza pubblica.

È un bilancio, come è stato anche sottolineato, poco capiente, ma i bilanci di tutte le Regioni sono caratterizzati da una presenza molto rilevante dei fondi destinati alla sanità. Non è una caratteristica della nostra Regione. Però, vuol dire che gran parte del nostro bilancio è caratterizzato invece dall'utilizzo dei fondi comunitari che passano dal bilancio e vengono utilizzati per la sanità, ma anche per tante altre cose.

Quindi, mi aspetterei che incentrassimo la discussione tutti, anche l'opposizione, sull'eventuale cattivo utilizzo dei fondi o sulla mancata spesa dei fondi.

Dobbiamo fare una riflessione su quello che è stato fatto e su quello che si deve fare perché il rendiconto racconta quello che è stato fatto e il bilancio di previsione evidenzia quali sono le iniziative che la Regione vuole portare avanti.

I programmi comunitari, come sapete, sono variegati e identificati e suddivisi in una molteplicità di azioni e di interventi e ogni intervento ha una sua finalità, una sua destinazione per le varie problematiche che abbiamo sul nostro territorio.

Mi sembra strano che l'opposizione possa pensare che noi non ragioniamo o non incontriamo i nostri territori. Noi ragioniamo con le persone, con le associazioni di categoria, con i Comuni, sappiamo quali sono i problemi e cerchiamo di identificare le soluzioni all'interno di queste linee di intervento che vanno a finire sempre nel bilancio.

È ovvio: il bilancio è caratterizzato da gran parte da fondi destinati alla sanità, ma la sanità, come sapete, è il problema dei problemi. Nessuno si è mai nascosto, tantomeno il nostro Presidente, sui problemi che esistono in Calabria riguardo alla sanità, però, bisogna anche essere obiettivi e fare anche emergere in questa Assise il lavoro che è stato fatto dalla Giunta e dal nostro Presidente sulla sanità nella sua qualità di Commissario. Lavoro che porterà a un obiettivo molto importante che è l'uscita dal commissariamento in tempi molto rapidi. Un lavoro che ha puntato sulla identificazione e il raggiungimento dei livelli essenziali di prestazione, per come stabilito a livello nazionale, e un lavoro che premierà la Regione Calabria sia nel raggiungimento di questi obiettivi sia nell'utilizzo dei fondi.

Quindi, è giusto guardare con attenzione a quello che è stato fatto. Ci aspettiamo, però, un po' più di obiettività, critiche giuste se devono esserci, ma anche che si guardi con attenzione a quello che è stato fatto e a quello che si vuole fare.

All'interno del bilancio c'è la programmazione e l'idea degli interventi, di tutte le iniziative sui fondi comunitari per le varie Assi di intervento che prevedono una capacità della Regione di interagire e di affrontare problematiche a 360 gradi su tutto il territorio regionale.

Un'ultima cosa voglio dire, oltre che ovviamente ringraziare di nuovo il Presidente per il lavoro che è stato svolto: questo avanzo già accertato porterà sicuramente a un assestamento che verrà ovviamente portato all'attenzione di questo Consiglio regionale. Volevo assicurare il Presidente e tutta la Giunta che il gruppo di Fratelli d'Italia sarà sicuramente al suo fianco e presente in tutte le iniziative che vuole fare per portare avanti, nel modo migliore, l'utilizzo dei fondi comunitari e delle linee di intervento anche relative ai capitoli di bilancio. Fratelli d'Italia sarà anche, però, pronta a fare proposte concrete riguardo progetti e iniziative per utilizzare al meglio questi fondi che derivano dall'avanzo o qualsiasi percorso di assestamento che verrà portato all'attenzione della Giunta e poi anche all'attenzione di questo Consiglio; sarà sempre a fianco al Presidente anche per proporre iniziative concrete e progetti che intendiamo portare avanti per cercare di affrontare problematiche che sono anche importanti tanto quanto la sanità in Calabria. Mi riferisco, per esempio, al problema della natalità, che è un problema che è stato sollevato ed è stato evidenziato in maniera molto chiara nel DEFR, al problema del trattenimento delle competenze o del rientro delle competenze dei giovani, perché questo significa perdere patrimonio, perdere capitale umano. Quindi, dobbiamo, tutti insieme e noi come gruppo di Fratelli d'Italia, assicurare al Presidente il nostro supporto nel proporre iniziative concrete in particolare su queste tematiche, perché ci sembrano quelle sulle quali dobbiamo maggiormente stare attenti per il futuro della nostra regione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Pietropaolo.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbuto. Ne ha facoltà.

BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 Stelle)

Grazie, Presidente. Colgo l'occasione, visto che è la prima volta che prendo la parola in quest'Aula, per salutare tutti e per ringraziarvi. Vi chiederete perché e ve lo spiego subito. Da quest'anno, da pochi mesi, sono in pensione da scuola e, alla luce di quello che è successo - mi voglio riallacciare a quello che hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - vi sono grata. Nonostante abbia passato quest'anno un po' difficile perché separarsi dai propri studenti non è una cosa tanto facile, questa sera, francamente, mi dico che sono contenta di non dover rientrare a scuola, guardare negli occhi i miei alunni e spiegare loro che cos'è la democrazia, dato lo spettacolo a cui ho assistito e ho partecipato, purtroppo, questa sera, con questa bulimia di potere, come definita già dal collega Alecci precedentemente, che ha superato quello che è il concetto di democrazia e che ha appiattito, nel vero senso della parola, ogni prerogativa dell'opposizione alla quale si chiede di partecipare, di collaborare, ma che non viene praticamente tenuta in nessuna considerazione. Sono, quindi, una pensionata dalla scuola, faccio parte di quel gruppo, enorme gruppo, di pensionati che nell'ambito della Calabria è sicuramente superiore al numero degli occupati. Mi chiedo e vi chiedo: ma qual è questa Calabria che viene descritta, visto che i nostri giovani continuano inesorabilmente ad andare via? Anche io ho due figli, sono fuori regione tutti e due. Francamente, credo che sia vera la descrizione che si fa di una Calabria che rientra nel novero delle regioni in cui vige la trappola dei talenti, quella in cui c'è un basso tasso di natalità, in cui c'è un livello di istruzione ancora non particolarmente elevato, tanto è vero che c'è un laureato su sei e un ragazzo su tre ha la licenza media o superiore; una regione che costringe questi giovani ad andare fuori al punto che abbiamo un saldo negativo tra i pensionati e i lavoratori di circa 231 mila euro. Allora, mi chiedo: quali sono effettivamente queste politiche attive del lavoro che danno la possibilità ai nostri giovani di formarsi e restare in Calabria? Ho visto che l'ARPAL si dovrebbe avvalere del progetto Padel, sul quale sono stanziati questi 225 milioni di euro. È un progetto che, per carità di Dio - ho letto così - sembrerebbe una gran cosa. Ma in realtà siamo proprio sicuri che questo progetto non crei altro lavoro precario? Perché la piaga della nostra regione - lo sappiamo benissimo - è la precarietà; il lavoro viene maltrattato in questa regione! A parte quello che diceva la collega Scutellà a proposito del TFR dei lavoratori degli ex consorzi di bonifica, che fine ha fatto il piano aziendale dell'ARSAC con le assunzioni che sono state sbandierate da tanti anni e che, invece, sono al palo?! Siamo sicuri che i nostri giovani approfitteranno, eventualmente, di questo progetto, si iscriveranno a questo progetto Padel e che non siano, poi, invece destinati o al lavoro precario oppure a formare, comunque, una categoria di migranti verso le altre regioni italiane?

Un altro punto che volevo evidenziare e che ho trovato nelle carte è quello relativo alla misura “Casa Calabria 100” destinata alle giovani coppie oppure ai digital workers che dovrebbero andare a ripopolare le aree interne. Per favore, signori: per le aree interne è stato veramente fatto poco o niente! Poi, spiegatemi una cosa: una giovane coppia o un digital worker che si vuole trasferire in un'area interna, una volta che ha usufruito di questi incentivi per ristrutturare, per comprare, per stare lì, non ha bisogno di altro, in un territorio in cui - lo sappiamo benissimo - non sono forniti servizi in maniera adeguata? Mi riferisco, soprattutto, alla sanità e ai trasporti.

Torno alla mia esperienza scolastica: la lingua batte dove il dente duole. Sono stata fino all'anno scorso referente per la legalità di un istituto superiore, del liceo artistico di Crotone, e anche il nostro istituto ha goduto di fondi PNRR. Molti alunni, che provenivano dalle zone interne rispetto a Crotone, non hanno potuto usufruire di questi corsi, non lo hanno fatto perché non c'erano i servizi, non c'erano i servizi pubblici; a una certa ora praticamente si bloccano; quindi, o i genitori si attrezzavano venendo a prendere i figli o, altrimenti, questi ragazzi si vedevano preclusi ogni possibilità che gli veniva data con questi corsi attivati col PNRR.

Vogliamo parlare, poi, delle strade provinciali? Sono stata a Verzino tanti anni, ho insegnato e tornavo la sera con la strada che poteva franarmi sotto i piedi da un momento all'altro. Che misure ci sono per queste strade? Che misure sono state ipotizzate? L'ultima che ricordo mi pare risalga al bilancio statale del 2019 quando furono, appunto, stanziati dei fondi per queste strade.

Poi, non parliamo della sanità! Se qualcuno si dovesse sentire male o dovesse avere problemi in determinate fasce orarie, naturalmente la sua vita sarebbe a rischio e abbiamo visto che cosa succede. Non mi voglio dilungare sui fondi che, per la maggior parte, sono spesi per la sanità. Non mi voglio dilungare sui dati tecnici, voglio dare il mio contributo con dati precisi, con esperienze di vita che ho vissuto e che non mi precludono, comunque, una critica sana nei confronti di chi ci ha governato finora, non tirandomi però indietro, per costruire e non solamente per demolire o criticare quello che è stato fatto.

Stiamo con i piedi per terra e non raccontiamoci di una Calabria meravigliosa che, onestamente, non esiste. Forse solo a Sandokan è piaciuta la Calabria meravigliosa, sarà piaciuta Le Castella, sarà piaciuta, probabilmente, qualche altra località nella quale sono state girate le scene principali del film; tanto è vero che Sandokan stasera mi pare che abbia, addirittura, ricevuto un voto per una Commissione, non ricordo per quale. Non raccontiamoci cose che non sono veritiere perché abbiamo tutti l'intelligenza per comprendere e capire che così non è. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Barbuto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente.

Riferendomi all'intervento del collega Pietropaolo, volevo soffermarmi su cosa significa per voi collaborazione da parte nostra. Se pensate che la collaborazione significhi appiattimento, toglietevelo dalla testa. Vi abbiamo detto più volte nelle ultime sedute di Consiglio che siamo disposti ad usare correttezza amministrativa, se correttezza amministrativa usate voi.

Negli ultimi atti, in cui doveva essere coinvolta democraticamente l'opposizione, avete stracciato ogni regola di civile convivenza, senza nessuna ombra di dubbio; quindi, cosa significa vorrei capirlo. Noi quando interveniamo non lo facciamo per dirvi quanto siete bravi! Democraticamente i calabresi si sono espressi: voi siete la maggioranza e governate, noi siamo l'opposizione e controlliamo e vigiliamo, anche se ce lo avete impedito non dandoci la presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Lo faremo lo stesso e lo faremo con rinnovato vigore quando sosterremo da questi banchi le proposte sulla sanità, le proposte sul precariato e anche alcune proposte sull'agricoltura. Ho scritto una nota all'assessore Gallo, sottoponendo non un fatto personale, ma una richiesta di associazioni di coltivatori, di agricoltori che proponevano un prolungamento dell'ultimo bando sull'agricoltura. Bene, anche lì non abbiamo visto una grande attenzione per discutere, ma un “si fa così, andiamo avanti ci sarà un altro bando”. Allora, che cosa intendete per collaborazione? Abbiamo presentato interrogazioni sulla sanità, sul 118, sugli ospedali - poi dirò alcune cose andando avanti - e nessuna risposta ci è stata data, oltre che, esclusivamente, forzature su forzature anche rispetto alla convocazione del Consiglio. Non me ne abbia a male il Presidente: alcune volte ne abbiamo discusso e alcuni provvedimenti vengono inseriti senza nessun preavviso impedendo che i consiglieri possano leggersi le carte. Anche il bilancio, sapendo che non ci sono le Commissioni, non abbiamo avuto la possibilità di studiarlo fino in fondo perché un documento di 450 pagine sfido chiunque a guardarlo, studiarlo e presentare emendamenti. È impossibile! Quindi, rispetto a questo, continuiamo la nostra battaglia per garantire i calabresi. Non abbiamo necessità di dirvi come dovete fare, fatelo da soli, sbagliate da soli! Noi, però, continueremo nel nostro lavoro.

Oggi siamo chiamati a discutere il documento di economia e finanza della Regione Calabria e - fatemelo dire - manca l’assessore al bilancio, è assente! Ringrazio il direttore del Dipartimento bilancio, dottore De Cello, che con i suoi collaboratori è qui a supportarci nel caso ne avessimo bisogno, ma l'assessore non c'è e dovrebbe rispondere politicamente nel caso avessimo bisogno di informazioni. Un documento che nelle intenzioni della Giunta dovrebbe indicare la rotta dello sviluppo regionale, ma che, nella sostanza, finisce per annunciare il fallimento politico di questa Legislatura sul piano economico e sociale. Il DEFR viene presentato sotto una parola d'ordine ambiziosa: la fine dell’isolamento e dell'assistenzialismo. Peccato però che questa affermazione resti uno slogan e non si traduca in una strategia concreta. Partiamo dai dati, perché contro i numeri non servono narrazioni, i numeri sono lì a dirci la realtà: il PIL della Calabria si attesta intorno ai 35 miliardi di euro e la nostra regione resta ultima in Italia per PIL pro capite. Ancora più significativo è il rapporto tra spesa pubblica e PIL: in Calabria supera ampiamente l'ottanta per cento a fronte di una media nazionale che è di circa la metà. Questo dato fotografa una dipendenza strutturale dei trasferimenti, non certo un percorso di emancipazione economica come narrazione della Giunta vorrebbe. La verità è semplice: questa Giunta parla contro l'assistenzialismo mentre governa la regione più assistita d'Italia e continua, nei fatti, ad alimentarlo senza indicare strumenti concreti per cambiare il modello.

Nel DEFR non c'è traccia di una riflessione sui divari interni alla regione, né di politiche pubbliche capaci di correggerli in prospettiva. Il cosiddetto nuovo corso non esiste, esiste solo nella vostra mente; la percezione dei calabresi è diversa ed è lo stesso documento a mettere, nero su bianco, ciò che l'opposizione denuncia da tempo. Il contesto macroeconomico della Calabria non è cambiato durante la Legislatura, non lo dice quest'Aula per polemica politica, lo dice il DEFR. Dopo anni di annunci e slogan, la Giunta certifica l'assenza di discontinuità reale, il nuovo corso vive solo nei comunicati stampa. Questa non è una programmazione dello sviluppo, è gestione della precarietà. Il DEFR richiama correttamente le tensioni internazionali e l'incertezza globale, ma non trae una conclusione politica. Le regioni più fragili pagano il prezzo più alto dagli shock esterni, la Calabria è esposta, priva di strumenti di protezione, senza politiche anticicliche regionali e senza una vera strategia industriale. Parlare di competitività in queste condizioni rischia di essere una presa in giro ed è questa la percezione che i calabresi hanno. Anche il tema della cosiddetta trappola dei talenti viene richiamato, ma resta lettera morta. I giovani in Calabria lavorano con contratti precari, guadagnano meno, non vedono prospettive e per questo se ne vanno. Continuiamo a formare il capitale umano per regalarlo ad altre regioni o ad altre nazioni.

Non è sfortuna: è il risultato di scelte politiche sbagliate!

Sul fronte dei trasporti e dell'isolamento del territorio il quadro resta critico. Lo dicevano prima le colleghe: al di là dei singoli indicatori positivi, persistono problemi strutturali, la mobilità interna è inefficiente, le infrastrutture restano inadeguate e l'aeroporto di Lamezia Terme mostra segnali di difficoltà, anche sul piano della governance di SACAL, altro che la narrazione della Giunta. Gioia Tauro è un grande porto, ma resta isolato dall'economia regionale, incapace di generare sviluppo diffuso. Dietro il termine “riforma” si nasconde il rischio di nuovi carrozzoni. ARRICAL, Azienda Zero accentrano il potere decisionale, allontanando le scelte dai territori rischiano di scaricare inefficienze sui Comuni e sui cittadini. In sanità gli accentramenti amministrativi non hanno migliorato i servizi, mentre strutture e territori restano in sofferenza.

Sulla sanità il documento di economia e finanza regionale non può continuare a ignorare quanto emerge dai dati ufficiali del PNE. Il PNE non è un'associazione di comunisti sovversivi, ma è il piano nazionale esiti di Age.Na.S.; non si tratta di valutazioni politiche o interpretazioni di parte, ma di indicatori certificati dallo Stato, analizzati, nel dettaglio, nel report del dottor Remo Puccini e che restituiscono l'immagine di un sistema sanitario calabrese ancora segnato da criticità profonde e strutturali. I numeri parlano chiaro: volume di attività sotto le soglie di sicurezza, ritardi nelle cure, esiti clinici peggiori rispetto alla media nazionale e una mobilità sanitaria passiva che continua a svuotare la regione, drenando risorse economiche, professionalità e fiducia nei cittadini. Secondo Age.Na.S., i principali presidi ospedalieri della Calabria - Cosenza, Catanzaro, Azienda Ospedaliera Universitaria Dulbecco, Presidio Mater Domini, Ciaccio e Reggio Calabria - presentano indicatori che rendono obbligatori audit clinici di esito in settori strategici come cardiologia, neurologia, emergenza, urgenza, ortopedia e area materno infantile. All'azienda ospedaliera di Cosenza, struttura ad alta complessità e con elevati volumi, il PNE, che non è un sovvertitore comunista, colloca numerosi indicatori in fasce di attenzione e segnala criticità in fascia rossa. In particolare, la mortalità a 30 giorni per la riparazione dell'aneurisma dell'aorta addominale non rotta risulta significativamente superiore alla media nazionale, imponendo un audit clinico obbligatorio in chirurgia vascolare. Criticità analoghe emergono in neurochirurgia per gli interventi sui tumori cerebrali e in chirurgia oncologica del polmone, oltre all'area materno infantile, per l'elevata percentuale di parti vaginali dopo pregresso taglio cesareo. Al presidio Pugliese le principali criticità riguardano l'area neurologica con mortalità a 30 giorni per ictus ischemico e per interventi su tumori cerebrali peggiori rispetto al benchmark nazionale, elementi che impongono audit clinici prioritari sui percorsi tempo - dipendenti. Il PNE segnala, inoltre, volumi chirurgici sottosoglia in chirurgia generale, oncologica e ortopedica. Al Mater Domini emergono criticità nell'area cardiocircolatoria e valutazioni inferiori alla media nazionale per valvole, plastiche e sostituzioni valvolari, oltre a volumi insufficienti per i bypass coronarici, rendendo necessario un audit sull'organizzazione e sulla centralizzazione delle competenze. Ai Riuniti di Reggio Calabria, dice sempre l' Age.Na.S., il quadro appare ancora più complesso, richiede audit clinici obbligatori in ambito cardiovascolare, infarto, stenosi, scompenso cardiaco, in ambito neurologico ictus e chirurgia cerebrale materno infantile e osteo muscolare, in particolare per i tempi di intervento sulle fratture del collo del femore per le protesi di anche e ginocchio.

Nel loro insieme questi dati certificano che la sanità calabrese non può essere governata attraverso annunci e narrazioni rassicuranti.

Il Piano Nazionale Esiti indica con precisione dove intervenire, quali percorsi riorganizzare e quali responsabilità assumere. Continuare a ignorarlo significa rinunciare a una vera riforma del sistema sanitario regionale e scaricare il prezzo delle inefficienze sui cittadini, soprattutto sui più fragili. Il simbolo di questa impostazione sbagliata resta il ponte sullo Stretto: dopo la bocciatura della Corte dei conti e lo stralcio di risorse, continuiamo a discutere di un'opera divisiva, mentre in Calabria mancano strade sicure, scuole adeguate, sanità territoriale e servizi essenziali funzionanti. Questa non è visione, è ideologia delle grandi opere scollegate dalla realtà.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Chiappetta. Ne ha facoltà.

CHIAPPETTA Piercarlo (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Se qualcuno, avendo del tempo a disposizione, si fermasse ad analizzare le ragioni per le quali un movimento politico al suo esordio ebbe un grande risultato, stupì quasi la nazione intera, e poi si chiedesse perché, andando avanti con gli appuntamenti elettorali, di volta in volta, progressivamente abbia dimezzato i propri consensi, beh, se qualcuno si ponesse queste domande, credo che troverebbe facile le sue risposte all'interno degli interventi appena svolti dalle colleghe Scutellà e Barbuto e anche dal collega Bruno che, a quanto pare, sta scalpitando forse per entrare nel Movimento 5 Stelle. Questo non è un argomento che, naturalmente, mi affascina molto, lo tratto giusto per mettere in preallarme gli uffici per rimodulare i gruppi e anche i nomi di appartenenza ai gruppi. Dico questo perché? Perché, anche se negli anni questo movimento ci ha abituato più a farsi sentire che a farsi ascoltare, io oggi, al contrario, ho voluto concentrare le mie attenzioni sull'ascolto e, pur non avendo un livello di apprendimento eccelso, ma comunque compatibile per la comprensione di un dibattito politico, vi devo confessare che degli interventi appena sentiti a me, personalmente, non è rimasto nulla. Hanno chiarito, forse una volta per tutte, quelle che sono le caratteristiche necessarie, fondamentali di questo partito che in buona sostanza sono due: la prima è l'assoluta capacità di non entrare mai nel merito degli argomenti, sempre in maniera superficiale, non approfondiscono gli argomenti e, soprattutto, non c'è alcuna assunzione di responsabilità; la seconda caratteristica - questa, Presidente, è difficile - è quella di avere la capacità assoluta di dire sempre no, no a prescindere, no per principio.

Andiamo ad analizzare ciò che oggi i colleghi hanno detto. Cosa hanno detto la consigliera Scutellà, la consigliera Barbuto e anche il consigliere Bruno? Che a loro il bilancio non piace. Questo l'abbiamo capito e di questo credo che ognuno di noi se ne farà una ragione. Poi che cosa hanno detto? Per caso ci hanno fatto capire qual è la loro visione di crescita del territorio calabrese? Per caso ci hanno detto quali sono le loro priorità? Le priorità della loro agenda politica in contrapposizione a quella di questo governo? Per caso sono entrati nel merito del settore maggiormente finanziato, perché maggiormente attenzionato per la sua delicatezza, perché c'è una continua richiesta di salute che proviene da tutti i territori calabresi? Per caso ci hanno detto, ci hanno ricordato le macerie che hanno lasciato i loro compagni di partito, i loro compagni di coalizione? Hanno per caso ricordato che, da cinque anni a questa parte, il presidente Occhiuto e la sua Giunta hanno iniziato un percorso virtuoso fatto di realizzazione di ospedali, fatto di assunzioni del personale, di attuazione e di avanzamenti di programmi sanitari con nuovi servizi, con servizi potenziati? Hanno per caso ricordato che qualche settimana fa il Ministero della Salute ha decretato che la Calabria, per quanto riguarda i LEA, caro consigliere Bruno, è avanzata di più 41 punti? Un dato incredibilmente alto anche rispetto alle altre regioni che sono considerate regioni virtuose e che addirittura hanno prodotto una performance negativa. Hanno parlato di altri settori? Hanno detto qualcosa rispetto alle politiche giovanili, alle politiche agricole, alle politiche del lavoro?

Nulla di nulla. Chiusi nel loro recinto, che diventa sempre più stretto, con un perimetro che si riduce e un muro di cinta costruito sul no, sul no a tutti i costi.

L'appello fatto dal presidente Occhiuto post elezioni andava in una direzione diversa rispetto a quello che avete detto stasera. L'appello del presidente Occhiuto non era un compromesso al ribasso, non era una nostra richiesta verso un vostro silenzio.

L'appello del Presidente a chiudere era quello di trasformare questo no, questo no a prescindere, in un no più nobile, in un no argomentato. Noi non abbiamo paura del confronto, né tantomeno ci preoccupiamo se ci sono soluzioni che non portano la nostra firma. Ci aspettavamo però che nostre iniziative - quantomeno questa è la nostra idea - venissero da voi analizzate, casomai emendate con un no argomentato, magari riproposte e, magari, da noi condivise, se fossero state ritenute migliorative rispetto alle precedenti. Mi affretto alle conclusioni. In questo mese ho solo sentito da parte vostra un elenco di problemi, come se qualcuno in quest'Aula non li conoscesse o qualcuno potesse disconoscerne l’esistenza. Lo dico sottovoce perché siamo ancora all'alba di questa Legislatura e potrei essere facilmente smentito nel corso degli anni: la mia sensazione è che qua dentro non si abbia preoccupazione per i problemi, ma si abbia più preoccupazione che qualcun altro questi problemi li possa risolvere. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Filomena Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Buonasera a tutti, buonasera al Presidente della Giunta, a tutti gli onorevoli colleghi.

Consigliere Chiappetta, noi ci auguriamo invece che questi problemi vengano risolti e ci augureremmo pure - ringrazio che abbiamo attivato adesso le Commissioni - di poter presentare emendamenti, di poterne discutere, di poter dire anche la nostra senza fare polemiche. Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere gli atti di questa seduta di Consiglio soltanto pochi giorni fa e, come qualcuno precedentemente ha detto, è difficile sicuramente dare un contributo per la soluzione di determinati problemi se non si ha la possibilità di studiare; però, visto che a breve inizieremo a operare con le Commissioni, sicuramente questa parte sarà superata.

Avendo avuto appunto poco tempo, ho basato la mia relazione su alcuni nodi strutturali e trasversali quali ad esempio la sostenibilità della finanza regionale, la sanità, l'avanzo di amministrazione, la condizione degli Enti locali, la coesione territoriale che riterrei prioritari in questo momento anche se, ovviamente, nel mio intervento non farò parola e cenno di altri problemi, non per mancanza di interesse, ma per evidenti limiti di tempo. Spero che il Presidente mi lasci parlare un po' di più visto che non abbiamo discusso sugli altri punti.

Gli ambiti fondamentali che pure sono stati richiamati nel DEFR, come il lavoro, il trasporto pubblico locale, l'agricoltura e la pesca, non sono stati trattati in questa relazione, però è opportuno chiarire che nei documenti che noi abbiamo esaminato, quindi sia nel bilancio di previsione sia nel DEFR, questi settori sono stati trattati prevalentemente in forma descrittiva e programmatica, senza una definizione eventuale di obiettivi misurabili e verificabili. Ad esempio, sul lavoro non sono stati previsti target occupazionali vincolanti né indicatori di qualità dell'occupazione, con particolare riferimento alla stabilità dei contratti, all'occupazione femminile e giovanile. Sul trasporto pubblico locale l'attenzione è rivolta prevalentemente alla copertura finanziaria e alla gestione del servizio senza però indicare una strategia organica sull'accessibilità territoriale, soprattutto per quelle aree interne e montane e per quella integrazione seria con la sanità, la scuola e il lavoro.

Poi, sull'agricoltura e la pesca, assessore: la pesca, questa sconosciuta in una regione con 800 chilometri di costa e che dice di voler puntare sullo sviluppo dei porti, ma nel paese da cui provengo, Cariati, dove c'era una grande marineria, purtroppo la pesca si sta riducendo al lumicino perché non c'è stato uno sviluppo di questo settore. Dicevo, su agricoltura e pesca il quadro è fortemente ancorato alla programmazione europea, ai fondi di settore, ma manca una visione regionale autonoma che affronti in modo strutturale i temi della redditività, del ricambio generazionale, della tenuta delle filiere e delle marginalità territoriale e, soprattutto, che utilizzi indici oggettivi per verificare le ricadute economiche per i territori e l’utilità, per le aziende, delle azioni che vengono poste alla base di tutti i vari bandi che pure si stanno facendo. Si tratta di ambiti che meritano un approfondimento serio e delicato che auspichiamo possa avvenire appunto nelle Commissioni anche per rafforzare il ruolo del Consiglio regionale.

Mi sono concentrata di più su profili che incidono direttamente sulla capacità della Regione di governare il proprio sviluppo e garantire diritti e servizi essenziali ai cittadini. Nel DEFR 2026-2028 questo atto non può essere considerato isolatamente, ma deve essere letto insieme al bilancio di previsione. Perché? Perché il DEFR dovrebbe indicare la strategia politica e programmatica, mentre il bilancio dovrebbe fornire gli strumenti concreti per realizzarla. Ed è proprio da questo confronto che emerge il primo grande nodo politico: tra ciò che il DEFR afferma e ciò che il bilancio consente realmente di fare esiste una distanza evidente. Il DEFR si apre con una forte enfasi sul risanamento dei conti pubblici, sull'azzeramento del disavanzo regionale e sulla stabilizzazione finanziaria del sistema sanitario. Questi sono risultati che vanno riconosciuti perché segnano una discontinuità rispetto a una stagione molto difficile per la Regione Calabria. Tuttavia, non possono essere trasformati in una narrazione autocelebrativa, né tantomeno sostituire una strategia di sviluppo.

Il risanamento contabile è una condizione necessaria, ma non è una politica economica. Il risanamento contabile ci dice che i numeri tornano, ma una politica economica si giudica da ciò che cambia nella vita delle persone, dagli effetti reali prodotti nella vita quotidiana dei cittadini, nei territori e nei servizi pubblici. Quando dal DEFR passiamo al bilancio di previsione il quadro diventa ancora più chiaro: oltre l'88 per cento delle risorse del bilancio Regionale, come qualcuno ha detto prima, è vincolato; solo l'11 per cento è effettivamente nella disponibilità della Regione. Questo dato da solo smonta la retorica della Regione che corre. Una Regione che può decidere solo su una quota così ridotta delle proprie risorse non governa realmente lo sviluppo, ma si limita ad amministrare flussi finanziari decisi altrove. Questa non è autonomia, questa è una dipendenza strutturale ed è un dato politico prima ancora che contabile.

Il DEFR dedica ampio spazio al contesto internazionale e nazionale, una ricostruzione utile come quadro informativo, ma poco ancorata alle reali capacità di intervento della Calabria, considerata la sua struttura economica, produttiva e demografica.

La crescita del PIL regionale nel primo semestre 2025 si attesta intorno all'1,3 per cento; il PIL pro capite resta tra i più bassi d'Italia e in termini di standard di potere d'acquisto la Calabria si colloca ancora intorno al 55/58 per cento della media dell'Unione Europea.

Sul mercato del lavoro a fronte dei segnali di aumento dell'occupazione permangono fragilità strutturali profonde; il tasso di occupazione resta significativamente inferiore alla media nazionale; l'occupazione femminile è inferiore al 15 per cento; l'occupazione giovanile è tra le più basse d'Italia. La quota dei NET supera ancora largamente la media nazionale. A questo si aggiunge un dato particolarmente preoccupante: oltre il 44 per cento dei lavoratori dipendenti è impiegato con forme contrattuali precarie.

Il DEFR sottovaluta un elemento decisivo: la dinamica demografica.

La Calabria continua a perdere popolazione, registra un saldo naturale negativo e presenta una quota di over 65 prossimo al 24 per cento. Questo comporta una pressione crescente su sanità e servizi sociali, una riduzione progressiva della forza lavoro disponibile, eppure nel DEFR mancano proiezioni demografiche integrate, mancano simulazioni di impatto sui conti pubblici e sui servizi, manca una vera lettura strutturale di questo fenomeno.

Signor Presidente, ovviamente non possiamo parlare e affrontare il DEFR e il bilancio senza soffermarci sulla sanità perché oltre il 60 per cento delle risorse regionali è assorbita dal sistema sanitario, circa 4 miliardi e mezzo di euro, e, ciò nonostante, la sanità è in grande misura affrontata dal fondo sanitario nazionale e dalla fiscalità vincolata (Irap e addizionale IRPEF).

Il DEFR e il bilancio rivendicano con forza alcuni risultati: la chiusura dei bilanci dell'azienda sanitarie, l'incremento del punteggio LEA, il superamento della cosiddetta contabilità orale, l'adozione della contabilità economica patrimoniale. Questi sono risultati che non ho nessuna intenzione di negare e che anzi forse andrebbero anche valorizzati, ma il punto politico è un altro: questi risultati sono prevalentemente risultati contabili, non sono risultati strutturali; sono risultati che riguardano principalmente i numeri, le procedure, la chiusura formale dei bilanci. Danno l'immagine di bilanci sanitari in equilibrio, di una contabilità ordinata, di indicatori finanziari corretti, di livelli essenziali di assistenza che migliorano però solo sulla carta. Tutto questo è importante, non va sminuito, ma descrive come si tengono i conti, non come funziona realmente il sistema. Non si tratta quindi di risultati strutturali, risultati cioè capaci di modificare stabilmente il funzionamento della sanità, di durare nel tempo e soprattutto di produrre effetti visibili e positivi nella vita quotidiana dei cittadini.

La Calabria è una delle regioni più anziane d'Italia. Questo significa una domanda sanitaria crescente, più cronicità, più bisogno di assistenza territoriale, eppure nel DEFR non troviamo modelli di proiezione demografica sanitaria, non troviamo strumenti di risk management sanitario, non troviamo indicatori chiari sull'efficienza del rapporto ospedale territorio. Un altro grande assente è il tema delle liste d'attesa, quello potrebbe essere un'importante risultato strutturale. Si parla di LEA, ma non si affronta seriamente la questione dei tempi di accesso alle prestazioni che oggi rappresentano uno dei principali fattori di disuguaglianza sanitaria. Le liste di attesa sono il vero termometro dell'efficienza del sistema eppure non vediamo target temporali chiari, indicatori di riduzione misurabili, una reale integrazione tra sanità pubblica, territorio e privato accreditato. Il rischio è che il cosiddetto risanamento sanitario resti una tregua contabile mentre i cittadini continuano a sperimentare difficoltà concrete - lo leggiamo tutti i giorni sui giornali - nell'accesso alle cure e soprattutto agli esami diagnostici.

Lasciando la sanità, anche se tantissimo ci sarebbe ancora da dire, visto che il tempo è tiranno e ringrazio il Presidente che mi sta dando ulteriore tempo, è corretto riconoscere che oggi la Giunta presenta uno dei risultati più significativi della propria azione: il tema dell'avanzo di amministrazione. È corretto riconoscere che oggi la Regione Calabria non è più in disavanzo. Questo risultato chiude una fase difficile della storia finanziaria dell'Ente e consente di operare in condizioni di equilibrio contabile. Tuttavia è necessario chiarire un punto fondamentale: il superamento del disavanzo non coincide automaticamente con una maggiore capacità di intervento politico, anzi, dal bilancio emerge che l'avanzo di amministrazione è stato accantonato, una parte di questi accantonamenti è obbligatoria e quindi rispettare le regole contabili è un dovere e non una scelta politica, ma poi un'altra parte poteva essere utilizzata per portare avanti tutto quello che sono le mancanze che ci sono sui nostri territori. In altre parole, la Regione oggi presenta conti formalmente in equilibrio, ma ha scelto di utilizzare questa stabilità prevalentemente come strumento di difesa piuttosto che come leva per intervenire sui problemi strutturali del territorio.

Mi sono chiesta perché c'è stata questa iper-prudenza.

Emerge dal bilancio una gestione orientata a evitare qualsiasi rischio, poco propensa a usare l'equilibrio raggiunto per politiche attive. Perché?

Le motivazioni possono essere diverse: una, il timore di rilievi da parte degli organi di controllo, l'incapacità di prevenire contenziosi a monte, l'alto numero di cause pendenti, i rapporti conflittuali con i Comuni, con le Partecipate, con i fornitori sanitari, il fondo rischi legali e le passività potenziali che crescono perché non c'è una politica di prevenzione del contenzioso, manca una strategia di transazione, bonifica dei rapporti, prevenzione del danno, ma soprattutto, secondo me – perdonatemi - c'è un'assenza di visione politica su come usare l'avanzo, forse per problemi, per contrasti, non lo so. Infatti, quando il risanamento contabile non si traduce in politiche pubbliche capaci di incidere concretamente su sanità, Enti locali, servizi essenziali e aree più fragili, non siamo più di fronte a una scelta tecnica neutra, ma è una precisa opzione politica: privilegiare la tutela dei soldi rispetto alla trasformazione della stabilità finanziaria che c'è in risposta ai cittadini. Anzi, il tema dell'utilizzo dell'avanzo si collega direttamente anche con la condizione dei Comuni in dissesto e in pre-dissesto. Decine di enti locali calabresi operano da anni in condizione di paralisi finanziaria e amministrativa con effetti devastanti sulla qualità dei servizi essenziali e sulla fiducia dei cittadini.

Nel DEFR, nel bilancio, non troviamo una strategia regionale strutturata di accompagnamento. Altre Regioni hanno attivato fondi di rotazione e strumenti di sostegno senza violare i principi contabili, in Calabria invece i Comuni vengono lasciati da soli. Questo non rafforza le autonomie locali, le indebolisce e a questa assenza se ne aggiunge un'altra altrettanto grave: la mancanza di una strategia esplicita per i Comuni montani, le aree interne e i territori marginali. Parliamo di una componente strutturale della Calabria, una delle regioni più montane d'Italia, caratterizzata da piccoli Comuni, spopolamento, invecchiamento e difficoltà di accesso ai servizi essenziali. Nel DEFR non esiste una sezione dedicata, non esistono obiettivi specifici, non esistono indicatori di monitoraggio, non esiste una programmazione territoriale differenziata. Le aree interne restano implicitamente diluite in richiami generici alla coesione territoriale, senza mai diventare un oggetto politico autonomo. Questa non è una dimenticanza tecnica, è una scelta politica, signor Presidente.

Non posso non rilevare un'altra grave assenza: il silenzio totale sul tema dell'autonomia differenziata. Il DEFR e il bilancio di previsione vengono presentati come strumento di programmazione strategica per il prossimo triennio, ma non contengono…

PRESIDENTE

Concluda, collega.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Sì, Presidente - …alcuna analisi, alcuna simulazione, alcuna valutazione di impatto rispetto a un processo che rischia di incidere in modo profondo e strutturale sulla finanza regionale e sulla capacità della Calabria di garantire diritti e servizi essenziali.

Non troviamo analisi sugli effetti dell'autonomia differenziata sui conti regionali, valutazione sull'impatto in termini di sanità, istruzione, trasporti e servizi sociali, una posizione chiara sui livelli…sul tema dei livelli essenziali delle prestazioni e sulla loro effettiva copertura finanziaria, alcuna strategia di tutela per una regione che presenta una minore capacità fiscale e una maggiore domanda di servizi pubblici. Questo silenzio non è neutro per una regione come la Calabria, l'autonomia differenziata non è una questione astratta o ideologica, ma è un tema che riguarda la tenuta dell'unità dei diritti di cittadinanza e il rischio concreto di una cristallizzazione dei divari territoriali. Presentare un DEFR e un bilancio senza affrontare questo nodo, significa rinunciare a esercitare una funzione fondamentale della programmazione per prevedere scenari futuri e preparare la Regione ad affrontarli.

Passo oltre e vado alla conclusione, Presidente, e la ringrazio.

Nel complesso la legge di stabilità rispetta i saldi contabili, però devo dire che evita le scelte, stabilizza l'esistente, ma non orienta lo sviluppo ed è proprio in questa distanza tra la strategia dichiarata e gli strumenti effettivamente messi in campo che si misura una responsabilità politica precisa.

Ci troviamo di fronte a una programmazione che amministra ma non governa, che tutela i saldi, ma non trasforma la stabilità in futuro. La Calabria ha bisogno di una Regione che utilizzi l'equilibrio riconquistato e sbandierato per affrontare i nodi strutturali che bloccano lo sviluppo.

La Calabria non ha bisogno di documenti che raccontano, ha bisogno di politiche che trasformano la realtà. Io spero e mi auguro che questo avvenga e che, come diceva prima il consigliere Chiappetta, questo Consiglio nei prossimi cinque anni dia veramente risposta a tutti i cittadini calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco Orlandino. Ne ha facoltà.

GRECO Orlandino (Lega Salvini)

Grazie. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, non volevo intervenire perché oggi più che dagli argomenti sono stato rapito da questa immagine bellissima di Valere. Un’immagine che rappresenta un po' quello che è il senso più alto, più profondo di questo Consiglio regionale e sono stato rapito dal vedere l'immagine della patria, l'immagine di una comunità. Pensavo quali fossero state le motivazioni profonde di chi nel tempo ha immaginato di realizzare questo dipinto all'interno del Consiglio regionale e dalla discussione, ascoltando peraltro anche autorevoli interventi, ho capito che chi l'ha fatto più degli altri ha capito la necessità e l'urgenza di ricordare a noi altri il valore supremo delle istituzioni, il valore supremo del ruolo che occupiamo e, per come insegna Zaleuco da Locri, il valore supremo delle leggi. Zaleuco da Locri, che negli anni è stato capace di dire che la legge scritta nasce in Calabria, oggi più di ieri ci ricorda che noi siamo legislatori, noi siamo quelli che, nell'ottica della legislazione concorrente, dobbiamo fare le leggi. Questo è un Parlamento, un piccolo Parlamento, non è un “Leggimento”, ma è un Parlamento capace di scrivere il destino di una comunità e ci ricorda che quella comunità, la comunità calabrese, ha urgenza e necessità di avere legislatori illuminati e competenti. Nel dire questo voglio per un attimo rispondere brevemente alle considerazioni che ha fatto sulla democrazia la professoressa, consigliera Barbuto - chiedo venia per l'errore, non succederà più - sulla democrazia. Devo dire che l'intervento della consigliera Barbuto, parlando di democrazia, soprattutto guardando negli occhi dei propri studenti, ha voluto in qualche modo rappresentare quel valore supremo che Zaleuco oggi ci ricorda. La democrazia è confronto, consigliera Barbuto; la democrazia è visione dialettica, consigliera Barbuto; la democrazia è visione hegeliana, consigliera Barbuto; la democrazia non è il maldestro tentativo che viene da parte dell’opposizione di rivendicare questa o quella Presidenza. Quella non è democrazia, quello è tentativo becero di accaparramento di qualcosa che di certo non è toccato alla minoranza, ma che i cittadini calabresi hanno voluto assegnare al presidente Occhiuto e alla sua maggioranza. La democrazia è visione dialettica. L'immagine bellissima di Hegel quando dice “tesi, antitesi e sintesi”. Lo ripete ai suoi alunni Hegel: tesi, antitesi e sintesi. Oggi quello che manca in quest'aula è l'antitesi, oggi quello che manca in quest'Aula è l'altra voce, oggi quello che avete saputo dire è che vi è stata tolta la Presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Non avete saputo dire altro. Quello che manca è l'antitesi.

Io non so se il bilancio - non lo voglio neanche difendere perché sono da questa parte - che hanno presentato il presidente Occhiuto e la Giunta regionale sia giusto, di certo è il bilancio migliore che poteva avvenire; la certificazione che sia il bilancio migliore è data dal fatto che in quest'aula esiste solo questo bilancio perché nessuno da parte vostra ha avuto la capacità di ribadire o ribattere su quelle tesi che la maggioranza ha portato in essere; per cui la visione dialettica, la democrazia, non può essere solo un'esercitazione filosofica, deve essere qualcosa di più concreto. Mi sarei aspettato che la vostra parte, soprattutto i 5 Stelle che hanno in qualche modo costruito la democrazia partecipativa, avesse proposto emendamenti con una visione alta, visione diversa. Nessuno ha mai da questi banchi voluto negare all’opposizione il diritto di avere una visione alta, ad avercela questa visione alta. Il bilancio è una costruzione dove c'è un'anima, ci mancherebbe altro. Il bilancio lo costruisce da anni il dottor De Cello, ma con la visione che dà la politica. Ma quando un bilancio ha delle rigidità o rigidezze, è chiaro che si ragiona su quello che è la spesa libera. Sarebbe stato bellissimo fare il discorso sui massimi sistemi, parlare di sanità, di trasporto, tutto lo scibile umano; mancava solo la guerra in Ucraina, la fame nel mondo e saremmo stati completi. Questo è mancato. Allora qual è la visione alta? Perché nessuno di voi ha presentato emendamenti alle scelte che ha fatto la Giunta? Perché nessuno di voi ha presentato quella visione alta che voi dite di avere? Perché non avete detto che probabilmente i 50 milioni sulla forestazione non andavano bene e andavano spesi per la sanità o per la viabilità? La politica è questo: è confronto dialettico. Sì, è questa la bellezza della politica quando si è legislatori. Dottoressa Barbuto, sa quando la democrazia non è prevaricazione? Sa quando i numeri non la fanno da padrone? Quando dall'altra parte non c'è né pregiudizio né opposizione preconcetta. Quando dall'altra parte c'è il tentativo di dare un contributo. Stasera o stanotte riascoltate i vostri interventi e, rispetto a quello che è il bilancio proposto dalla Giunta, verificate se qualcuno di voi ha aggiunto un quid in più per cui la Giunta poteva rivedere o modificare o emendare. Nessuno ha mai fatto chiusura.

E allora, bello parlare di democrazia, più difficile praticarla. La democrazia è il confronto tra diversi, dove i diversi non per forza devono essere in contrapposizione; la democrazia è trovare la capacità di una sintesi, di avere una visione, di metterla su carta; la democrazia è guardare questo quadro, pensare a Zaleuco da Locri e pensare che quella è la Calabria che oggi più di ieri dobbiamo costruire.

PRESIDENTE

Grazie, collega Greco.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Grazie, Presidente.

Darò un taglio un po' diverso al mio intervento perché molto è stato detto ma, visto che tantissime sarebbero le cose da dire, mi vorrei focalizzare su un ambito di mia certamente esperienza e forse di una qualche competenza, quello sanitario, per valutare e proporre come e dove orientare il bilancio della nostra Regione in ambito sanitario che, come è noto, assorbe la maggior parte del bilancio stesso.

Parto rapidamente dal problema della informatizzazione. L'informatizzazione è un elemento fondamentale, è il supporto, attraverso i flussi informatici, per arrivare alle valutazioni delle performance delle varie unità operative. Però questo aspetto tecnico spesso viene corrotto da un'azione organizzatrice a monte che, riducendo il personale nelle unità operative, inevitabilmente riduce la performance, la quantità di attività svolta e, quindi, come un cane che si morde la coda, porta alla ulteriore strutturale riduzione di quella unità operativa.

Quindi bisogna conoscere e analizzare i dati, nel senso che bisogna vedere da dove provengono e quale sia la fonte.

Nell'ospedale di Castrovillari - lo cito spesso come esempio perché lo conosco bene ed è esemplificativo di quello che succede non solo a Castrovillari - se a una unità operativa si addebita una scarsa produttività, poi scopri che casualmente o dolosamente il personale è ridotto della metà. Allora va chiarito che non si può pretendere di valutarlo in base a una performance numerica quando gli strumenti, cioè gli operatori, per determinare una buona performance vengono eliminati.

Nella precedente legislatura votai e rivoterei positivamente per la digitalizzazione, quindi per la informatizzazione della nostra Regione, dicendo all'epoca, mi cito, “questa è una cosa da cui assolutamente non possiamo prescindere che però dobbiamo controllare perché l'informatizzazione richiede sì dei risultati positivi che giustificano gli impegni economici che vengono assorbiti.

Allora, cito nuovamente l'Ospedale di Castrovillari come semplificazione, ma non riguarda solo l'ospedale di Castrovillari: se l'informatizzazione della struttura, che è un elemento nodale, non è un fatto tecnico, è un elemento che ha delle ricadute cliniche potentissime perché, se il Pronto soccorso non può colloquiare informaticamente con il laboratorio analisi, se i singoli reparti non possono colloquiare col laboratorio analisi in maniera adeguata, questo che cosa comporta? Comporta delle perdite di tempo che possono ricadere negativamente fino all'exitus per i pazienti, per esempio, accolti in Pronto soccorso; così come l'impossibilità di avere a monitor i dati del laboratorio, che cosa comporta? Comporta, nella migliore delle ipotesi, un prolungamento dei tempi di degenza e quindi spese ulteriori, quando addirittura - come pure succede - l'impossibilità della dimissione dei pazienti, perché mancano i dati cartacei da inserire nella dimissione.

Se poi il laboratorio analisi, che è il centro pulsante che dà tutte le informazioni e le deve dare in tempo reale, è costretto per la inadeguatezza del nuovo sistema informatico - e riparlo dell'Ospedale di Castrovillari - a inserire manualmente i dati, anziché fare il lavoro analitico, perde tantissimo tempo. Quindi, capite bene che le risposte e la difficoltà dei pazienti aumenta in maniera assolutamente quasi logaritmica.

Infine, ma non certo da ultimo, se questo tipo di informatizzazione va a sostituire - assolutamente inadeguata, assolutamente dell'età paleozoica - una informatizzazione perfettamente funzionante, allora ci si chiede: uno, per quale motivo una buona informatizzazione sia stata sostituita con costi elevati per la nostra Regione con una cattiva informatizzazione? Due - lo dicevo inizialmente - forse è necessario il monitoraggio e la rendicontazione delle scelte che in questo caso le Aziende sanitarie debbono fare, così come la programmazione?

La programmazione in sanità è importante, come in tanti altri settori, è fondamentale, ma se nelle Aziende sanitarie viene esperita attraverso gli atti aziendali. L'atto aziendale non è una mera evasione di un obbligo amministrativo, l'atto aziendale è uno strumento, è lo strumento più potente di programmazione sanitaria e quindi va implementato per come sta scritto, non - uso un’espressione con rima - “a mozzichi e bocconi”.

Quindi, è assolutamente fondamentale che ci sia un'azione di controllo, un'azione di vigilanza, e nella vicenda dell'ASP di Cosenza - voglio dare a Cesare quel che è di Cesare - c'è stata una valutazione e rivalutazione dell'atto aziendale, che ha riportato l'atto aziendale dell'ASP di Cosenza nell'alveo della legalità, a indicare che, quando l'azione di controllo viene esercitata con cura, con attenzione, i risultati sono evidenti.

Il problema complessivo poi degli atti aziendali, che sono programmazione e scelta nell’allocazione delle risorse economiche, è che troppo spesso diventano localmente nelle varie Aziende sanitarie una sorta di “libro dei sogni” in cui si trova scritto di tutto e, solamente dopo, si decide con calma a cosa assegnare risorse, che cosa sviluppare, con un criterio che io, dopo tanti anni di permanenza lavorativa in ospedale, non sono ancora riuscito a capire; con me non lo capiscono i cittadini e non lo capiscono le associazioni, che vedono una situazione assistenziale non in linea con le aspettative e con i diritti di tutti, ma che potrebbe essere, a livello periferico, effettivamente di molto migliorata laddove si facessero le cose come si deve.

Ritorno per un attimo all'informatizzazione, per segnalare che, se il Centro unico di prenotazione ospedaliera è occasionalmente funzionante, è del tutto evidente che gli utenti sono spinti ad andare dove prenotazioni, attività, periodo di prelievo, e magari anche le risposte arrivano per e-mail anziché fare viaggi e contro viaggi per ritirarle fisicamente, e quindi sono propense a rivolgersi alla sanità privata; sanità privata che deve essere complementare, certamente, ma non sostitutiva e, soprattutto, non si deve proporre perché qualcuno smantella la sanità pubblica.

A causa di questa situazione - voglio citare dati di realtà e dati oggettivi - poi nascono nelle varie sedi distrettuali delle iniziative, dei movimenti, delle azioni per sollecitare una maggiore attenzione delle Aziende sanitarie provinciali e una maggiore - non competenza, perché sono competenti, immagino - equanimità anche nella gestione delle risorse economiche che appartengono a tutti i cittadini della Calabria. Non può essere un caso che il 27 di dicembre, quando, cioè, tutti quanti saranno – immagino - con la loro famiglia a festeggiare il Natale, a Castrovillari, il Comitato delle associazioni farà una fiaccolata per attirare l'attenzione e per chiedere maggiore equità nella fruizione dei servizi sanitari.

Vedo che il tempo è passato, taglio, ma voglio parlare almeno di un altro argomento: il settore della prevenzione. Mi ha fatto piacere vedere nei vari documenti che ho spulciato che si parli di un approccio One Health per quanto riguarda la salute, perché la salute o coinvolge tutti - non solo gli esseri umani - oppure è impossibile praticarla. Certamente, - è una cosa che io periodicamente ripeto, ma è importante - la nostra salute dipende per il 15 per cento dai servizi sanitari e per oltre il 20 per cento dai determinanti ambientali di salute. Quindi, l'aspetto ambiente con l'aspetto salute è inestricabilmente collegato e sarebbe illusorio pensare di poter promuovere la salute dei cittadini se non si interviene, concomitantemente e parallelamente, con la manutenzione dell'ambiente, del territorio, della nostra bellissima Regione, che altrimenti può diventare un elemento patologico che innesca le malattie anziché contribuire a debellarle.

PRESIDENTE

Concluda, collega.

LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)

Sì, concludo. Tanto altro ci sarebbe da dire, ma visto che il tempo è ampiamente stato esaurito, ringrazio del supplemento e mi fermo qua. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.

FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Cerco sempre di rispettare quella che è stata la richiesta, direi l'auspicio, del presidente Occhiuto nel corso della prima seduta consiliare e cioè quella di far sì che quest'Aula fosse sempre fucina di idee e che questo Consiglio fosse un Consiglio ambizioso. Confesso che già alla quarta seduta di Consiglio questo auspicio mi sembra sempre più difficile da raggiungere, ma continuiamo comunque a provarci.

Consentitemi una riflessione su quanto accaduto rispetto al tema della Commissione speciale di vigilanza. Perché questa Commissione non è stata assegnata alla minoranza?  Qualche spunto lo abbiamo ascoltato e magari ci ritorneremo. Non è stata assegnata per paura del lavoro che la minoranza può fare all'interno della Commissione speciale di vigilanza? Non è stata assegnata perché c'è difficoltà a soddisfare tutte le esigenze interne alla maggioranza? Ma credo di no! Tra due assessori in più, tra il risveglio delle figure mitologiche dei sottosegretari, direi che questa necessità non c'è. Non è stata assegnata alla minoranza per un semplice esercizio arrogante, muscolare, del potere o, ancora di più, per assenza di garbo istituzionale?

Questa è la riflessione, cari colleghi, che noi avremmo voluto fare prima che il voto sulle Commissioni fosse effettuato, perché la domanda essenziale che noi dobbiamo porci è esattamente questa: come si motiva la coincidenza di indirizzo politico fra controllore e controllato? È una domanda semplice, perché questo è il compito della Commissione speciale di vigilanza. Come viene, cioè, rispettata la trasparenza, l'indipendenza e l'imparzialità nel garantire il pubblico interesse? Perché - tra l'altro è un po' bislacco quello che sta accadendo - mentre il Governo nazionale propone la riforma sulla separazione delle carriere, il Consiglio regionale, espressione del Governo nazionale, invece va a violare il principio della separazione dei poteri.

Non sfuggirà, ovviamente, al collega Orlandino Greco - oggi ci ha fatto una lezione importante non soltanto di istituzioni e di funzionamento delle istituzioni, ma anche di filosofia e storia della nostra città metropolitana - che esiste un principio inderogabile nel nostro ordinamento: il controllore non può essere una costola del controllato perché, fra le altre cose, esiste un evidente, macroscopico, indiscutibile conflitto di interesse. Collega Greco, lei ha parlato di Zaleuco di Locri, lei ha parlato di questo bellissimo quadro dell'autore Valere, - tra l'altro, come senza dubbio saprà, si è anche autoritratto all'interno del quadro, é lì sulla destra - ma parlando di Locri e parlando anche di questo quadro, citerei soprattutto Franco Fortugno. Franco Fortugno è presente in questo quadro. Franco Fortugno è lì, collega Greco, sembra nascosto, sembra quasi in disparte, in realtà lì non è nascosto, quella è la posizione del leader, quella è la posizione di chi con umiltà preferisce stare un passo indietro per avere il quadro completo di ciò che sta accadendo intorno a lui; quella è la posizione di un rappresentante delle istituzioni che è morto in una giornata di democrazia ed è morto per difendere le istituzioni dalle infiltrazioni della 'ndrangheta.

Questo è quello che si deve dire quando si parla di esercizi di democrazia, altrimenti rischiamo che le parole siano vuote, e noi non possiamo ascoltare dai banchi della maggioranza parole del tipo: “Noi siamo legislatori illuminati e competenti”. Nella seduta precedente avete violato lo Statuto e l'avete modificato perché avete paura di effettuare il referendum sulle modifiche dello Statuto: questi sono i legislatori illuminati e competenti? Sono legislatori illuminati e competenti quelli che dicono: “Non sappiamo se il bilancio è giusto, ma lo votiamo”? Sarà felice la Corte dei conti di ascoltare queste dichiarazioni.

Sono “legislatori illuminati e competenti” quelli che ci sfidano in Aula per non avere portato degli emendamenti a degli allegati al bilancio che noi abbiamo ricevuto 36 ore prima della seduta di Consiglio regionale? Quando li avremmo dovuti preparare questi emendamenti, non essendo tra l'altro neanche istituite le Commissioni oggi, dopo 2, 3 mesi? Non so quanto tempo è passato dall'inizio di questa Legislatura.

E, allora, presidente Occhiuto, non credo che lei debba avere paura del lavoro della minoranza nella Commissione speciale di vigilanza. Non credo che, viste le nuove figure introdotte, debba avere anche necessità di spazi per soddisfare le richieste della sua maggioranza. Non credo neanche che lei incarni l'espressione dell'esercizio arrogante del potere.

E, allora, le chiedo questo, lo faccia, direi liberamente, presidente Occhiuto: restituisca a questa Commissione non il ruolo di “gentile” concessione alla minoranza, come magari vuole essere fatta passare, ma il ruolo vero di presidio di democrazia, di trasparenza e di tutela dell'interesse pubblico che oggi, purtroppo, convergendo controllore e controllato non ha. Altrimenti, Presidente, più che Sandokan, qui si rischia di fare la figura di James Brooke, il rivale di Sandokan, insieme alla sua Compagnia delle Indie, in questo caso rappresentata dalla variegata maggioranza che la sostiene, con una politica “coloniale” che è perfettamente rappresentata all'interno di questo bilancio, sul quale già hanno discusso perfettamente i miei colleghi, e che rappresenta una politica di conquista del territorio, rappresenta una politica di controllo e di imposizione del dominio politico - è altra cosa dall'avere vinto le elezioni - rappresenta una politica che non tutela gli interessi dei cittadini e dei bisogni.

Avete parlato della sanità, io l'altra volta parlavo della necessità di concludere l'iter per l'apertura della facoltà di Medicina a Reggio Calabria. Abbiamo tenuto diversi incontri in cui la Regione garantiva anche le risorse per fare partire Medicina a Reggio Calabria, in questo bilancio mi sembra che non ci siano e, se non ci sono all'interno del bilancio, sappiamo bene che anche se ci saranno, non saranno risorse strutturali, e se non sono risorse strutturali, sicuramente, non sono quelle risorse che possono garantire l'avvio, la crescita e lo sviluppo futuro della facoltà di Medicina.

Quindi, questa politica coloniale, Presidente, le consiglio vivamente di rivederla, anche perché la politica coloniale in salsa italiana, quella dell'Etiopia, quella dell'Eritrea e quella della Libia, sappiamo benissimo poi com'è andata a finire. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Falcomatà.

Ha chiesto di intervenire il consigliere De Cicco. Ne ha facoltà.

DE CICCO Francesco (Democratici Progressisti)

Buonasera, buonasera a tutti, Presidente, Giunta, consiglieri e cittadini presenti.

Ho ascoltato tutti gli interventi che sono stati fatti però devo far notare anche che dalla parte della maggioranza nessuno ci ha spiegato questo bilancio nei punti specifici; sono quasi 700-800 pagine, ma nessuno di voi ci ha illustrato e fatto capire il bene che questo bilancio porta ai cittadini calabresi.

Ho provato a studiarlo un po', sono sincero: questo è un bilancio di 7,4 miliardi, un bilancio ingessato, a cui io voto “no”, devo votare “no”; non sono venuto qui per dire sempre “no”, anche per rispondere al consigliere, però non si può votare “sì” e sempre “sì” come i pappagalli. Dunque, io voto “no” perché questo bilancio non è un bilancio a favore né dei servizi dei cittadini calabresi e né delle amministrazioni e dei Comuni calabresi; capisco pure che anche le passate Amministrazioni hanno presentato questo tipo di bilanci ingessati, in cui non c'è la possibilità economica di proporre neanche un'istanza o una nuova legge, perché sui 7,4 miliardi rimane quasi niente per proporre e fare un fondo; se dobbiamo proporre delle cose favorevoli proponiamo un fondo per i cittadini calabresi, qui non c'è il fondo. Dunque, voi non avete avuto il coraggio di tagliare determinati fondi, questa è la verità. Non l'avete avuto voi, non l'ha avuto neanche chi vi ha preceduto - destra e sinistra - non avete avuto il coraggio di tagliarli certi fondi, perché ci saranno delle motivazioni, non lo so. Non sono qui a giudicare nessuno, sono qui a rappresentare, come ho già detto, i cittadini.

E, poi, abbiamo parlato di democrazia, ma voi avete dato il brutto esempio di democrazia. A me, sono sincero, di questa Commissione speciale di vigilanza non interessa, non sono venuto qui per una poltrona nella Commissione speciale di vigilanza o perché mi serve per dare qualche postazione. Questa è la verità, cari colleghi, è inutile che ci giriamo intorno! C’è stata mancanza di democrazia anche nell’aumento dei due assessori; avete cambiato lo Statuto e l'avete deciso da soli senza condividerlo e senza dare la possibilità ai cittadini di votare con il referendum, perché dovete dare altre due postazioni di assessorato. Questa è la verità! Il tempo lo confermerà, non lo dico io. Voi avete fatto questo! Voi dovete dare conto ai cittadini! E ci fate passare per quelli che non capiscono niente, come se venissimo da Marte, come se fossimo venuti qui a raccontare film di fantascienza; voi, però, non avete raccontato niente, ve lo ripeto, consigliere Orlandino Greco: non avete detto niente del bilancio, ha parlato di tutto tranne che del bilancio, ha parlato del quadro, della televisione, ma del bilancio avrebbe dovuto dire qualcosa di positivo, anche lei mi sembra abbia mancato su questo. Diciamo le cose come stanno!

Sulla democrazia, ve lo ripeto: avete dimostrato voi di non rispettarla, voiaoava avete dato un brutto esempio di democrazia. Noi siamo qui a fare l'opposizione! Poi, Presidente, non possiamo stare qui ad accettare tutto quello che voi proponete nel momento in cui noi non lo valutiamo giusto a favore dei cittadini. Lo ripeto: non sono venuto qui a fare polemica e non metto neanche sul personale la cosa, sono venuto qui a fare una battaglia; la mia è una missione politica e sono una persona schietta e diretta, apprezzatemi per questo; già in Conferenza dei Capigruppo ho detto della Commissione speciale di vigilanza.

Noi qui dobbiamo parlare di quello che dobbiamo fare per i cittadini, questo dobbiamo fare, opposizione e maggioranza. Si ha il coraggio di fare questo? Mi ero illuso un po', Presidente, quando all'inizio, in una delle prime sedute di Consiglio avete detto che volevate condividere le cose con noi. Ho provato a proporre il “fitto casa” - non avete messo neanche i fondi per bitumare le strade della nostra Calabria, neanche quello avete messo – e sembra che nella nuova finanziaria del Governo il fitto casa non sia stato messo. La Regione Calabria non riesce ad avere la forza, la volontà, e quei 5 milioni di euro per i due assessori si potevano spendere veramente per i cittadini e si dava dimostrazione che veramente ci teniamo a loro.

Non mi voglio prolungare - come mio solito, mi sono dilungato troppo - però vi ripeto: non la prendete sul personale, ma accettate che io vi dica direttamente le cose, non le dico né di dietro e né davanti, però questo bilancio io non lo voto. Se dovesse esserci una variazione di bilancio per altre cose che possano essere positive e a favore dei cittadini sarò il primo a votarle, sarò il primo. Io la parola la mantengo, quelli che non avete mantenuto la parola siete stati voi.

Buona serata a tutti e auguri di buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie.

PRESIDENTE

Grazie, collega De Cicco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Presidente, grazie. Onorevoli colleghi, a dire la verità, non volevo intervenire, sono rimasto al mio posto ad ascoltare attentamente tutti gli interventi dei colleghi della minoranza e alla fine è stato più forte di me intervenire, perché la mente mi ha portato indietro nella precedente legislatura quando colei che doveva guidare l'opposizione, la dottoressa Bruni, a distanza di 15 giorni, un mese, ha abbandonato il più grande gruppo dell'opposizione, che è il PD, per inserirsi all'interno del Gruppo misto. In quella legislatura non avete avuto fortuna e in questa legislatura – mi consenta, consigliere Alecci - non mi pare stia andando meglio perché la mente mi ha portato a qualche settimana fa, quando tutti noi leggevamo sui giornali che Tridico sarebbe rimasto per dettare la linea a questa minoranza e a questa opposizione per poi ritornare a Bruxelles. Beh, se questa è la linea che ha dettato Tridico allora continuo a dire che questa minoranza naviga in un pessimismo cosmico, naviga in una mancanza di proposte, in una mancanza di idee. Se quella fucina a cui qualcuno faceva riferimento non c’è all'interno della maggioranza, permettetemi di dirlo, men che meno c’è nella minoranza.

Voglio fare alcune osservazioni, a proposito intanto di quello che è stato il dibattito sulla Commissione speciale di vigilanza. Vorrei ricordare a tutti noi che nelle ultime legislature, per ben cinque volte, la Presidenza della Commissione speciale di vigilanza è stata attribuita a un membro della maggioranza e solo tre volte a un membro della minoranza. Non mi pare che si sia creato un vulnus di democrazia o vi sia stata una scorrettezza nell'ambito della totalità del Consiglio; riconosco che da parte della minoranza vi possa essere la volontà di guidare questa Commissione e che ciò sia legittimo, ma non ottenerla è cosa ben diversa dal dire che se la ottiene qualcuno della maggioranza probabilmente non sono tutelati gli equilibri, le norme e le regole che devono vigere all'interno di questo Consiglio; chi vi parla l'ha fatto per ben due volte, ha fatto per ben due volte il Presidente della Commissione speciale di vigilanza. Prendiamo l'esempio dell'ultima Legislatura, della prima legislatura Occhiuto: i primi due anni e mezzo avete avuto la possibilità di guidare la Commissione speciale di vigilanza. Sapete quante volte si è riunita? Solo due volte per adempiere a quelli che sono gli adempimenti statutari dell'approvazione del bilancio preventivo e consuntivo. Non mi pare che abbia preso grandissime iniziative. Andate a guardare - tanto sono atti pubblici - quante volte si è riunita nella seconda parte della legislatura la Commissione speciale di vigilanza: qualcuno l'ha fatta resuscitare. Quindi evidentemente il problema non è chi guida o non guida la Commissione speciale di vigilanza.

Abbiamo per l'ennesima volta assistito a dati sciorinati, pessimistici, per cui niente va bene all'interno della regione Calabria, ma io inviterei semplicemente a fare alcune riflessioni, citando alcune situazioni che succedono nella provincia di Reggio Calabria, che è quella che io seguo di più.

Allora, nell'ambito, per esempio, della sanità nessuno di voi ha avuto la correttezza o si è assunto la responsabilità di avere equilibrio e giustezza, quelli che ognuno di noi deve avere. Vi spiego cosa voglio dire: nella Regione Calabria siamo passati dalle narrazioni orali dei bilanci delle ASP all’ASP di Reggio Calabria, la prima al Sud, ad avere, proprio l'altro giorno in questa sede, nell'aula Monteleone, discusso e reso pubblico il bilancio di genere e il rendiconto sociale; la prima ASP del Sud. Siete stati tutti invitati, anche i consiglieri, a partecipare a quell'occasione per capire che finalmente anche le nostre ASP alle nostre latitudini sono entrate nella normalità e diventano un'eccellenza e un prototipo che gli altri devono seguire. Quanti di voi sono della Provincia?! Penso che i giornali li leggiamo tutti: il GOM (Grande Ospedale Metropolitano) di Reggio Calabria ha inaugurato l'UFA, l'unità per i farmaci antiblastici, che consente a 250 pazienti di poter avere la terapia antiblastica; il GOM, quindi, diventa un'eccellenza con l’utilizzo di un robot che consente di non sbagliare il dosaggio, di mettere in sicurezza sui farmaci antiblastici i nostri operatori, i farmacisti che fanno questo. Desidererei veramente, avviandomi alle conclusioni, che questa minoranza fosse più giusta, più equa, più obiettiva e che si mettesse la mano sulla coscienza nel dire: “C'è qualcosa che non va”, e su quello potete essere anche da sprone e noi lo accettiamo perché nessuno di noi ha mai detto di aver risolto la miriade di problemi che la Regione Calabria ha; sicuramente abbiamo invertito una tendenza, diventando propositivi e andando alla ricerca di soluzioni, senza piangerci addosso. Ho citato solo alcuni esempi, senza perdere altro tempo, per farvi capire che potete anche trovare moltissime cose positive da portare a quest'Aula e tutti insieme discutere per migliorare ancora tutto quello che c'è da migliorare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. collega Giannetta.

Per dichiarazione di voto ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Non è per dichiarazione di voto, Presidente, ma vorrei fare un breve intervento comunque.

Non volevo intervenire però poi il collega Giannetta, per il quale c'è una stima anche personale… Giusto per verità di storia: la consigliera Bruni è entrata come Gruppo Misto e poi è passata all'interno del PD e non il contrario. Quindi, ha fatto esattamente il contrario rispetto a quello che lei affermava precedentemente.

Sulla Commissione speciale di vigilanza è inutile dilungarmi perché l'ho già detto prima: il presidente Loiero che l'ha istituita l'ha data alle opposizioni per tutto il mandato e il presidente Oliverio ha fatto la stessa identica cosa. Oggi, questa maggioranza, legittimamente – ha i numeri - decide di trattenerla per sé; poi, saranno i cittadini a capirne i motivi e a valutare se è stata un'azione giusta o sbagliata.

Un veloce passaggio sul bilancio. È chiaro, il bilancio della Regione Calabria lo conosciamo ormai bene tutti quanti, sappiamo quali sono le difficoltà, le ingessature, il 60 per cento della spesa trasferita alla sanità ed è, quindi, un bilancio che in maniera opportuna i tecnici devono sciorinare con la massima prudenza. La prudenza però non deve diventare una scusa per far sì che le cose non si cambino. Intravedo in questo bilancio scelte poco coraggiose in riferimento ai fondi che possono essere gestiti ed investiti sul futuro della nostra regione. Non leggo in questo bilancio una visione di Calabria; non leggo una visione di Calabria, ad esempio, su quello che può essere il futuro dei nostri giovani sui quali ancora non si sta investendo per come si dovrebbe nell'alta formazione; faccio riferimento agli ITS, agli istituti di alta formazione che in tutta Europa e che anche nel Nord Italia permettono ai ragazzi di entrare subito nel mondo del lavoro, piuttosto che perdersi, molte volte, in lunghi percorsi universitari che non portano a nulla. Non ci stiamo interrogando e la Regione Calabria non si sta interrogando su quelli che possono essere i lavori del futuro, quando l'intelligenza artificiale metterà in archivio, purtroppo, tante professioni che sono destinate a scomparire. Anche su quello dobbiamo pensare a che tipo di investimenti fare per creare occupazione, per creare occupazione nella sanità - si sta facendo in qualche modo - e soprattutto in uno degli asset sul quale la Regione mi sembra stia investendo di più, che è quello del turismo. Allora io mi chiedo: “Si può trasferire a Calabria Film Commission o a Ryanair il compito della promozione della nostra regione”? Io penso di no. Credo che sulla promozione la Calabria non sia sulla strada giusta, non credo che debba essere trasferito a Ryanair il compito di promuovere la nostra regione, anche perché non lo fa. Sono andato a vedere un po' le mete che Ryanair sta mettendo in collegamento con la Calabria, ci sono diversi aeroporti europei; su quelle mete non vedo nessun investimento in promozione della nostra regione se non qualche foto sul sito di Ryanair o su qualche rivista di quella compagnia aerea alla quale noi diamo un bel po' di milioni di euro. Allora, la proposta c'è: perché non pensiamo a mettere in piedi un'agenzia per la promozione fatta da professionisti seri che fanno questo e che lo fanno anche in altre regioni, che possa promuovere a 360 gradi la nostra regione in tutto il mondo, attraverso delle azioni mirate e soprattutto misurabili?! Credo che sul turismo dobbiamo stare attenti ai passi che andiamo a fare. Faccio riferimento a ciò che è accaduto a Orio al Serio, a Bergamo, e mi preoccupa molto. Andate a vedere gli investimenti di quell'aeroporto, di quella Regione, di quella città verso Ryanair: sono investimenti crescenti, anno dopo anno, programmazione su programmazione, perché Ryanair, in maniera astuta, fa sì che diventi impossibile poi rescindere quei contratti, diventando sempre più importante per l'economia di quel territorio quasi fino ad influenzarlo nelle decisioni. Allora io credo che Ryanair non debba creare posti di lavoro in Calabria, perché i posti di lavoro in Calabria devono essere creati in maniera sana con una visione di crescita. Quello di Ryanair può essere un cappio che ci può finire intorno al collo, perché i posti che Ryanair creerà in Calabria e vuole creare in Calabria sono posti di lavoro che stiamo pagando noi stessi con le risorse che trasferiamo a questo vettore aereo che, poi, non farà altro che minacciare il licenziamento di queste persone, se nelle future programmazioni non continueremo a sostentare delle rotte e delle tratte che spesso non portano nessuna economia alla nostra regione. Infatti, le rotte messe in piedi da questo vettore non sono quelle che vengono decise da un'agenzia di promozione in base alle destinazioni più interessanti per la nostra regione, ma sono quelle libere del vettore aereo, che deve occupare in qualche modo e le occupa collegandole con la Calabria. Andatevi a vedere quali sono state le rotte in questi in questi mesi e in questi anni con alcune cittadine di cui neanche conoscevo il nome: Manninger in Germania, una cittadina di 40 mila abitanti di cui temo pochissimi cittadini siano venuti a visitare la Calabria, o Breslavia in Polonia, dove lo stipendio medio è più basso rispetto a quello che c'è in Italia e con un turismo che difficilmente verrà a spendere risorse in Calabria; Cracovia, Bratislava e tante altre destinazioni che non portano nulla alla Calabria se non accontentare gli appetiti di un vettore aereo al quale non possiamo trasferire il compito di promuovere la nostra regione.

Vedo poco sulle politiche sociali, lo si diceva prima. Le politiche sociali possono creare occupazione all'interno della nostra regione, possono anche ripopolare i nostri borghi perché ci sarà sempre una maggiore domanda di servizi alla persona, soprattutto per gli anziani, e ci sarà sempre più bisogno di persone in grado, in maniera professionale, di assistere queste persone. Allora dobbiamo attivare dei percorsi virtuosi di formazione e di incentivazione affinché questi servizi possano essere svolti all'interno dei nostri borghi per gli anziani calabresi o per chi, anche da altre nazioni, possa decidere di venire a vivere in Calabria come hanno fatto per la Sicilia. I pensionati stranieri in Sicilia hanno delle agevolazioni fiscali che li porterà a vivere molti anni all'interno di quella regione, creando anche occupazione e posti di lavoro.

Lo possiamo fare attraverso lo sport, lo possiamo fare attraverso la cultura e i siti archeologici di cui in Calabria, purtroppo, non si parla mai e non vengono mai valorizzati. Lo si può fare anche con delle misure di contrasto, purtroppo, alla denatalità o a favore della natalità perché anche la Calabria, che fino a qualche anno fa era sopra la media nazionale, oggi soffre quest'altro dramma.

Quello che non vedo è una visione per il futuro della nostra regione. Vedo tanti interventi spot, alcuni anche interessanti, come le presenze che abbiamo all'interno delle fiere o l'ambizione anche di fare qualche importante fiera nella nostra regione; è stata fatta quella sui vini calabresi, credo che ci sarà un'altra edizione anche il prossimo anno e faccio un plauso all'assessore Gallo perché mi sembra che sia stata un'iniziativa che ha dato un po' respiro nazionale, forse internazionale alla nostra regione. Ma non possono mettersi in piedi azioni scollegate l’una dall’altra, ci deve essere un unico filo conduttore, soprattutto decidere cosa voglia fare da grande la Calabria. Nella scorsa legislatura, dissi al presidente Occhiuto che ci potremmo ritenere soddisfatti del lavoro che si porta avanti nell'Aula quando riusciremo e saremo in grado di dire ai giovani calabresi in che cosa investire su loro stessi, su quali percorsi di studio, su quali percorsi di formazione che possano un domani dare loro l'opportunità di rimanere a vivere in Calabria.

Questa domanda la rivolgo a tutti quanti noi che magari abbiamo figli, nipoti che vivono in questa regione: oggi siamo in grado di dire a una ragazza o a un ragazzo Calabrese “investi su di te in questo settore, con questa formazione, in questa specializzazione perché avrai l'opportunità di rimanere a vivere in Calabria a fare famiglia in Calabria”? Quando saremo in grado di dare una risposta a questa domanda avremo fatto bene il nostro lavoro.

Fino ad oggi dico che questo bilancio è un bilancio prudenziale, poco coraggioso, che non dà ai calabresi nessuna visione per il futuro della nostra regione.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento;

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Articolo 10

(È approvato)

Articolo 11

(È approvato)

Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

In memoria di Gino Multari, già dirigente del Consiglio regionale

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Mi scusi, signor Presidente, se intervengo in maniera irrituale, ma voglio farlo intanto per augurare buon lavoro ai Presidenti delle Commissioni consiliari oggi eletti e ai componenti dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni. Oggi, si avvia davvero la Legislatura con un lavoro nelle Commissioni che mi auguro sia il più proficuo possibile. Voglio ringraziare poi il Consiglio regionale per l'approvazione dei documenti di bilancio e segnalare che siamo la Regione che è riuscita a farlo con grande anticipo, forse con anticipo anche rispetto a sé stessa l'anno scorso, nonostante le elezioni; quindi, voglio ringraziare i consiglieri di maggioranza e di opposizione che hanno animato il dibattito in Consiglio. Voglio solo spiegare che non sono intervenuto perché il bilancio e il documento di programmazione finanziaria regionale, che abbiamo approvato qualche ora fa, di fatto conteneva il senso delle mie dichiarazioni programmatiche; le avevo già svolte, quindi ho preferito che il Consiglio discutesse liberamente senza una mia personale intromissione.

Non intervengo quindi per questo, signor Presidente, ma la irritualità del mio intervento è dovuta ad una circostanza che è la seguente: prima ho saputo da un dipendente del Consiglio regionale che è venuta a mancare qualche giorno fa una figura storica del Consiglio regionale: Gino Multari. Ora in quest'Aula spesso sono ricordati i consiglieri regionali per il lavoro che hanno svolto in legislature precedenti e quasi mai invece si ricordano invece quelli che hanno piantato le nostre radici, attraverso il lavoro silente ma appassionato nella burocrazia regionale. Voglio ricordarlo perché io ero un giovane consigliere regionale: Gino Multari era un dirigente importante di questo Consiglio regionale, molti consiglieri regionali probabilmente non l'hanno conosciuto, ma era un dirigente di quelli che comunicano anche ai politici il senso delle Istituzioni, il rigore che bisogna avere nel governo delle istituzioni, lo faceva sempre con grande signorilità. Ora, quel consigliere regionale che ha avuto quell'esempio da un burocrate, da un dirigente importante del Consiglio regionale, oggi è diventato Presidente della Regione e sente il dovere di ringraziarlo per l'esempio che gli ha dato.

Credo che sia una buona cosa che il Consiglio regionale, quando ci lasciano persone che hanno comunque conosciuto, costruito la storia delle Istituzioni anche dietro una scrivania, senza mai intervenire, possa avere l'occasione di ricordare queste figure così come spesso ricorda i politici, i dirigenti che si sono esercitati nel dibattito in quest'Aula. Quindi mi scuserà, signor Presidente, se ho voluto intromettermi nell'ordine del giorno di questo Consiglio, ma pensavo fosse giusto farlo.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente.

Comunicazioni – seguito

PRESIDENTE

Do lettura di un seguito di comunicazioni.

Proposta di legge numero 18/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, P. Caputo, A. Brutto, G. Mattiani, V. Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”

PRESIDENTE

Proseguiamo l'ordine del giorno. Proposta di legge numero 18/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Brutto, Mattiani e Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative”.

Cedo la parola al consigliere Giannetta per illustrare il provvedimento. Prego, collega.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Grazie, signor Presidente. Onorevoli consiglieri, la proposta di legge regionale sottoposta all'esame dell'Aula reca adempimenti degli impegni assunti dalla Regione Calabria nei confronti del Governo in attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni, nonché modifiche normative di carattere puntuale alle leggi regionali vigenti.

I provvedimenti traggono origine dalle osservazioni e dalle raccomandazioni formulate dai Ministeri competenti nell'esercizio delle rispettive funzioni istituzionali. La Giunta regionale ha preso formalmente atto di tali rilievi ed ha conseguentemente predisposto interventi normativi mirati che incidono sugli articoli e sui commi oggetto di osservazione, questo al fine di assicurare la piena coerenza dell'ordinamento regionale con il quadro normativo nazionale e con i principi costituzionali. Le modifiche proposte hanno carattere meramente ordinamentale e ricognitivo, non alterano l'impianto sostanziale delle leggi regionali interessate, non introducono nuovi istituti e non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

L'intervento legislativo è quindi finalizzato esclusivamente a garantire certezza del diritto, chiarezza normativa ed effettiva applicabilità delle disposizioni regionali.

Con questa proposta di legge la Regione Calabria conferma la propria volontà ad operare in un clima di collaborazione istituzionale nel rispetto delle competenze statali e regionali, prevenendo possibili profili di contenzioso e rafforzando la solidità e la legittimità dell'azione legislativa regionale.

Nella relazione illustrativa vediamo che i primi 5 articoli della proposta di legge apportano modifiche a norme di legge regionali in adempimento degli impegni assunti con il Governo nell'ambito del principio di leale collaborazione, come di seguito dirò.

Articolo 1: l’Ufficio legislativo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con una e-mail in data 12 marzo 2025 dal servizio delle politiche sociosanitarie e culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri- DARA, ha trasmesso osservazioni in merito al disposto degli articoli 1, 5 e 6 della legge regionale 24 gennaio 2025, numero 1. Con nota protocollo numero 160488 del 13 marzo 2025, il Presidente della Giunta regionale, al fine di evitare l’impugnativa della disposizione sopra specificata, ha dato assicurazione, nel contesto della leale collaborazione, in ordine alla presentazione di un disegno di legge regionale finalizzata a superare le osservazioni governative.

Articolo 2: l’Ufficio legislativo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso le proprie osservazioni sul disposto degli articoli 4 e 8 della legge regionale 4 aprile 2025, numero 17; Il Ministero della Pubblica Amministrazione ha, inoltre, sollevato osservazioni sul disposto dell’articolo 6 della medesima legge regionale. Con nota protocollo numero 368145 del 23 maggio 2025, il Presidente della Giunta regionale, al fine di evitare l’impugnativa delle disposizioni sopra specificate, ha dato assicurazione, nel contesto della leale collaborazione, in ordine alla presentazione di un disegno di legge regionale finalizzata a superare le osservazioni governative.

Articolo 3: in riferimento alla legge regionale numero 20 del 2025, con nota protocollo numero 364704 del 22 maggio 2025, il Presidente della Giunta regionale – valutate le osservazioni sollevate dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’istruzione e del merito, trasmesse, in data 21 maggio 2025, con e-mail dal Servizio per le politiche sociosanitarie e culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri - ha ritenuto di accoglierne il contenuto, impegnandosi alla presentazione di un disegno di legge regionale finalizzato all’introduzione dell’articolo 14, rubricato “Entrata in vigore e adeguamento alla normativa statale di riferimento” .

Articolo 4: in riferimento alla legge regionale 28 gennaio 2025, numero 8, di modifica della legge regionale 7 agosto 2023, n. 37, sono pervenute osservazioni, da ultimo con nota protocollo interno dell’Ufficio legislativo, registro ufficiale 0010494.25-03-2025, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con nota protocollo numero 194498 del 26 marzo 2025, al fine di evitare ulteriori contenziosi costituzionali e in considerazione dell’opportunità, valutata dal predetto Ministero, di chiarire la reale portata della normativa regionale, nello spirito della leale collaborazione, ha dato assicurazione circa la presentazione al Consiglio regionale di una proposta di legge di modifica dell’articolo 2-bis della legge regionale 7 agosto 2023, n. 37, introdotto dalla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 8.

Articolo 5: in riferimento alla legge regionale 29 novembre 2024, n. 39 (Interventi a favore degli operatori dello spettacolo viaggiante) si è ritenuto intervenire per modificare la lettera f) del comma 3 dell’articolo 4 al fine di chiarirne meglio la sua portata in ossequio a quanto concordato con l’ufficio legislativo del Ministero dell’istruzione e del merito con la nota protocollo numero 124 del 14 gennaio 2025.

Articolo 6: reca la modifica degli articoli 34 e 36 della legge regionale 10 agosto 2023, n. 39, recante “Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale.”. In particolare, rispetto all’articolo 34, rubricato “Avvio del Consorzio di bonifica della Calabria”, lo stesso prevede che il Commissario straordinario del Consorzio Unico possa essere prorogato per soli 12 mesi; con la modifica si intende permettere la proroga per 24 mesi complessivi, analogamente a quanto si propone per i commissari liquidatori dei soppressi consorzi di bonifica di cui all’articolo 36, onde consentire la conclusione delle rispettive attività commissariali.

Articolo 7: propone modifiche al comma 1 dell’articolo 6 della legge regionale 10 gennaio 2013, n. 2, recante “Disciplina del collegio dei revisori dei conti della Giunta regionale e il Consiglio regionale della Calabria.” In particolare, si modifica il secondo periodo del predetto comma 1, onde consentire la conferma, per la legislatura in corso, del collegio dei revisori dei conti nominato nella precedente legislatura, ferma restando la necessità che i rinnovati componenti provvedano all’elezione del Presidente del collegio medesimo.

Articolo 8: propone di modificare l’articolo 39 della legge regionale n. 47/2011. L’intervento normativo nasce dall’esigenza dei soggetti attuatori afferenti alla legge regionale 36/2008 e gli interventi di cui al punto 3.3 del Programma operativo scaturito dall’attuazione delle deliberazioni della Giunta regionale n. 347 del 30 luglio 2012 e n. 452 del 30 ottobre 2014, di completare i cantieri in corso e garantire gli alloggi sociali ai relativi beneficiari. I ritardi sono stati causati dal rincaro dei materiali e dalle difficoltà e lentezze degli Istituti di credito nella concessione ed erogazione dei mutui fondiari, necessari al completamento dei lavori; problematiche riconosciute dalla Regione Calabria con l’adeguamento dei prezzi e la costituzione di un fondo di garanzia costituito presso il Medio Credito Centrale. Tali problematiche, per una loro pratica attuazione, stanno richiedendo tempistiche tecniche e burocratiche lunghe e laboriose. Come più volte manifestato sia dalle organizzazioni imprenditoriali (ANCE) e cooperativistiche (Legacoop) che dai sindacati dei lavoratori, il blocco dei cantieri comporterebbe gravi ripercussioni occupazionali e sociali, nonché serie difficoltà sugli investimenti e finanziamenti in corso. Necessita una proroga rispetto ai tempi prefissati dalla vigente legge regionale al fine di garantire la continuità dei lavori, consegnare gli alloggi sociali in corso di avanzamento ed evitare la paralisi dei cantieri al fine di salvaguardare l'occupazione.

Articolo 9: per esigenze di razionalizzazione dei costi del personale, propone l'abrogazione delle disposizioni che prevedono la conservazione della retribuzione in godimento da parte dei dirigenti generali provenienti dal ruolo della Giunta regionale e del Consiglio regionale in caso di revoca anticipata dell'incarico.

Articolo 10: propone la modifica dell'articolo 6 della legge regionale 3 giugno 2005 numero 12, recante “Norme in materia di nomine e di personale della Regione Calabria”, al fine di renderlo coerente con il dettato dell'articolo 50, comma 6, dello Statuto regionale, correlando l'effetto decadenziale dei dirigenti apicali delle strutture amministrative della Giunta e del Consiglio regionale per effetto dello spoil system al momento dell'insediamento degli organi della Regione, per come individuati dall'articolo 14 dello Statuto medesimo.

Articolo 11: contiene una norma transitoria tendente a garantire l'applicazione della modifica normativa di cui all'articolo 10 relativa agli incarichi dirigenziali apicali della Giunta e del Consiglio in essere alla data di insediamento degli organi attualmente in carica.

Articolo 12: reca la norma finanziaria prevedendo l'assenza di oneri sul bilancio della Regione Calabria in quanto la proposta di legge contiene norme di carattere ordinamentale.

L’ultimo articolo, il 13, in considerazione dell'urgenza, dispone l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quella sulla pubblicazione sul BURC. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Diciamo che come abbiamo chiuso la passata Legislatura riapriamo quella attuale: c'eravamo dati un metodo, cioè limitare il più possibile l’esame in Aula delle leggi “omnibus”  all'interno delle quali ci sono le materie più disparate, più eterogenee fra di loro. Questo mette in difficoltà la minoranza, specie quando si inseriscono all'ultimo minuto,  perché non ha l'opportunità di approfondirle, ma anche perché ci possono essere delle tematiche sulle quali ci potrebbe essere il nostro voto favorevole, altre invece sulle quali saremmo contrari. Quindi c'è una difficoltà anche nel poter esprimere in maniera lineare le intenzioni della minoranza. Poi - nota di colore - tra i vari articoli si nota quello sullo spoil system, che mi sembra sia una prima assoluta all'interno del Consiglio regionale, mi sembra che non ci siano precedenti. Ma, soprattutto, perché? Perché lo spoil system è sui dirigenti, sui funzionari apicali, voglio dire, nominati dalla stessa maggioranza? È uno spoil system interno. Solitamente lo si fa quando c'è un cambio alla guida di un'amministrazione. In questo caso a richiederlo è l'amministrazione stessa che li ha prima nominati e ora li vuole sfiduciare. Mi sembra una cosa abbastanza particolare. Detto ciò, proprio perché vogliamo ancora una volta provare a partire in maniera collaborativa, come gruppo PD, ci asterremo, quindi non voteremo né a favore, né contro, nella speranza, mi auguro, che di “omnibus” in Aula ne arrivino sempre meno e possano, invece, arrivare leggi separate fra loro in modo tale da poterle discutere.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Grazie, Presidente. Mi associo a quello che diceva il collega Alecci, ma annuncio il mio voto contrario perché penso che ci sia, soprattutto negli articoli 10 e 11, incostituzionalità delle norme che causerebbero, secondo me, probabili contenziosi se si dovesse applicare questo spoil system anche al Consiglio regionale. Quindi, come Casa Riformista - Italia Viva il mio voto è contrario.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco Filomena. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Condivido l'impostazione che ha dato il collega Alecci, considerato che tutto sommato è qualcosa che avete creato voi - eravate alla guida negli anni scorsi -  e prevedere questo meccanismo di spoil system, dopo aver guidato per quattro anni la Regione, è un fatto interno vostro. Quindi condivido l'impostazione del consigliere Alecci e, appunto per cercare di continuare a non smarrire il filo della collaborazione, dichiaro un voto di astensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbuto. Ne ha facoltà.

BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)

Allora, velocemente, intervengo solamente per annunciare il voto contrario perché, nel momento in cui una proposta di legge nel titolo riporta le indicazioni per evitare, in sostanza, dei contenziosi giudiziari, quindi delle impugnazioni dal punto di vista costituzionale, non si possono assolutamente inserire degli articoli che vanno a violare dei principi fondamentali quali quelli della legittimità e della trasparenza che, invece, comportano proprio la possibilità di una impugnativa. Per questo motivo il gruppo del Movimento 5 Stelle, vista la contraddittorietà assoluta del provvedimento, ha deciso di votare contro.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Intervengo giusto per specificare alcuni concetti e rendere chiaro alla minoranza il perché di determinate proposte. La modifica della legge regionale numero 12 del 2005, che, appunto, disciplina lo spoil system e le nomine in Calabria, è un intervento tecnico di grande rilevanza politica e amministrativa, perché serve a definire con estrema precisione quali dirigenti decadono al cambio di legislatura e in quale momento esatto ciò avviene. Tutto ciò non vuol dire che questa maggioranza non possa rinominare gli stessi dirigenti. L'analisi dettagliata è basata fondamentalmente sulla restrizione dell'ambito di applicazione che riguarda solo le posizioni apicali come da lettera a); l'inserimento delle parole “apicali” dopo “dirigenziali” cambia radicalmente la portata della norma. Cosa comporta lo spoil system? La decadenza automatica degli incarichi. Quando cambia il Presidente della Regione, non si applica più a tutta la dirigenza ma solo alla figura di vertice, per esempio direttori generali o capi dipartimento. L'obiettivo qual è? Questa modifica allinea la legge calabrese alla giurisprudenza della Corte costituzionale. La Consulta ha infatti stabilito che le Regioni non possono far decadere i dirigenti ordinari per motivi politici, ma possono farlo solo per le figure che collaborano direttamente alla definizione dell'indirizzo politico dell'ente. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Giannetta. Non ci sono altre richieste di intervento. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

È pervenuto un emendamento soppressivo dall'articolo 7, protocollo numero 25241 a firma del consigliere Crinò, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego collega Crinò.

CRINÒ Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)

Grazie, Presidente. Il presente emendamento mira a sopprimere dalla proposta di legge numero 18/12^ l'articolo 7 riguardante le disposizioni afferenti al Collegio dei revisori dei conti. L'intervento emendativo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, collega Crinò.

Parere della Giunta?

MICHELI Eulalia, Assessore con competenze di indirizzo politico in materia di istruzione, sport e politiche per i giovani

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 25241. L’emendamento è approvato con il parere favorevole della Giunta e del relatore; pertanto, l’articolo 7 è espunto dal testo.

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Articolo 10

(È approvato)

Articolo 11

(È approvato)

Articolo 12

(È approvato)

Articolo 13

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, così come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 6/13^ d’iniziativa della Giunta regionale recante sistema regionale della formazione professionale,

PRESIDENTE

Cedo la parola al consigliere Brutto per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Brutto.

BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)

Presidente e colleghi, grazie per aver accolto la richiesta di inserimento all'ordine del giorno. Questa è una riforma complessiva del sistema della formazione professionale calabrese e con un pizzico di orgoglio dico a quest'Aula che l'approvazione di oggi consentirà all'intero Paese di raggiungere il target per la missione 7, riforma 5 del PNRR. Quindi penso che oggi stiamo facendo un servizio non solo alla Calabria e ai calabresi, ma anche all'intero Paese. È una legge che riforma l'impianto complessivo della formazione professionale che risale, in Calabria, al 1985; quindi, era necessario, dopo 40 anni, riformare questo settore, perché il mondo del lavoro è completamente cambiato, gli strumenti del lavoro sono completamente cambiati. Nel DEFR c'erano dei dati importantissimi, erano dei dati demografici di crescita macroeconomica della Calabria; la differenza tra chi oggi è al governo di questa Regione e tutti gli altri sta nel fatto che quei dati noi li analizziamo per porre rimedio alla situazione che in Calabria, ovviamente, non è tutta rose e fiori e poniamo in essere un’iniziativa importante come questa. É un'iniziativa strategica che, finalmente, dà la possibilità alla Regione di analizzare il fabbisogno reale di formazione e trasformarlo in corsi, in azioni concrete per riqualificare l'intero  settore, per riqualificare tutti gli utenti che, oggi, la Regione ha di fronte nel percorso di formazione: i ragazzi che non hanno voglia di andare a scuola e, magari, hanno bisogno di riqualificare le loro competenze per essere competitivi nel mondo del lavoro; tutti quegli studenti, invece, che non hanno intenzione di intraprendere un percorso universitario e, quindi, qualificarsi ulteriormente. La Regione certificherà quelle competenze attraverso l’ARPAL; quindi, si dà anche compimento alla riforma del mondo del lavoro che renderà questo titolo spendibile su tutto il territorio nazionale.

In più, è un provvedimento che permetterà anche la formazione transnazionale per avere interesse verso quei Paesi che, magari, possono darci un contributo di manodopera di personale che in Calabria non troviamo, sottoscrivendo con essi proficuamente dei protocolli. Questa è una legge importante, è una legge che, finalmente, non dà un credito assoluto a chi fa formazione ma consente di studiare i fabbisogni della popolazione, i fabbisogni formativi, i fabbisogni delle imprese, del mercato del lavoro e si dà mandato per la formazione. Poi, c'è l'articolo 19 che - secondo me, è quello più importante - che riguarda il monitoraggio e la valutazione degli esiti e, quindi, dell'impatto che il percorso formativo e tutti i percorsi formativi finanziati dalla Regione avranno nel mercato del lavoro. Questa è una rivoluzione rispetto al passato.

Questa proposta di legge, inoltre, non ha impatto sul bilancio regionale perché è completamente finanziata con fondi europei e comunitari e penso che la sua approvazione oggi renda un servizio, come vi dicevo prima, sia alla Calabria e ai calabresi sia all’intero Paese.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Brutto. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.

GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)

Presidente, ero orientata a votare contro perché questa proposta di legge c'è stata portata praticamente poco fa, quindi non ho avuto il tempo neanche di leggerla. Però, ascoltando l'intervento del collega Brutto e la sua spiegazione, ritengo di astenermi; non voto a favore, ma mi astengo perché questa fotografia del fabbisogno necessario per quanto riguarda la formazione, secondo me, è una delle modalità migliori per poter portare avanti questo tipo di attività. Quindi annuncio il mio voto di astensione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Anche da parte nostra, sicuramente, c’è un'apertura di credito. Condivido anche quanto detto dal collega Brutto. È chiaro che, però, una legge così importante non poteva prescindere dalla concertazione con le parti sociali, con gli Enti oltre a richiedere, forse in maniera un po' più coraggiosa, l’investimento di risorse del bilancio regionale senza dipendere, esclusivamente, dalle scelte del Ministero o che vengono prese in Europa. Stiamo formando i nostri ragazzi, le nostre professionalità, ci sono pochi collegamenti con il mondo del lavoro, con il programma sulle politiche industriali, su quelle dello sviluppo dei territori. Credo che debbano essere argomenti da riportare in Aula in un prossimo futuro. Anche noi, in questo momento, ci asteniamo, sperando, insomma, di poter tornare a dibattere su questi argomenti poi in altre sedi.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.

BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)

Una legge così importante, probabilmente, aveva bisogno di essere discussa in Commissione. Capisco che voi avete i numeri, quindi mi inchino alla democrazia del collega Greco: potete decidere tutto quello che vi pare. Però, una legge così importante deve essere discussa in Commissione, coinvolgere le parti sociali, coinvolgere il mondo della scuola, coinvolgere il mondo del lavoro, coinvolgere il mondo sindacale, probabilmente sarebbe stata la cosa migliore. Però, siccome noi non siamo - così come alcuni di voi amano definirci - sempre e comunque contro, ci asteniamo perché pensiamo - lo pensavamo anche prima - che questa cosa possa essere in qualche modo patrimonio di tutta la Calabria; così non lo è: è una vostra proposta di legge, l'avete proposta, ce la rifilate come se perdessimo qualcosa se non la votassimo; quindi, per non essere contro a tutti i costi, ci asteniamo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.

ROSA Riccardo (Noi Moderati)

Non ho ben compreso la posizione politica dell'opposizione sul punto. Stiamo per approvare una legge di portata storica che da decenni era attesa, una legge che è pervenuta da poco, però fondamentale. Fatemi capire cosa non va bene in questo testo normativo! Ci avete sempre detto che le cose buone sarebbero state approvate. Non potete non approvare una legge così semplicemente perché non c'è stata una concertazione, perché anche in difetto di concertazione, fondamentalmente, quale testo andrebbe emendato? Quale articolato non va bene? Cosa non condividete? Voi state assumendo una presa di posizione che non ha ragion d'essere, un distanziamento rispetto a una proposta legittima, scritta bene, fatta bene, soltanto per partito preso. Venite e fate, poi, lezioni di moralità e di sana politica alla maggioranza e su un testo del genere che, addirittura, ha una apertura ai soggetti svantaggiati, una legge che parla di disabilità, che parla di inclusione, che parla di deriva sociale da recuperare con progetti di formazione anche transnazionali, un qualcosa di moderno, di fatto bene, un qualcosa che guarda veramente al miglioramento della società e alla possibilità di aprire al mondo del lavoro alcune categorie, alcuni ceti sociali, alcune fragilità e voi venite, ora, a dire, per tenere la coscienza a posto, che vi astenete?!  Mi aspettavo un voto favorevole, anche cogliendo gli inviti del consigliere De Cicco: “Le cose buone le voterò”. Consigliere De Cicco, forse questo è il momento di attuare quello che è sempre stato detto da lei, cioè votare un qualcosa di buono, perché ritengo che questo testo dovrebbe essere approvato all'unanimità se vogliamo svolgere con diligenza, con amore e con attaccamento il ruolo che i cittadini ci hanno dato. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Rosa. Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.

MADEO Rosellina (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. È già intervenuto il mio capogruppo, però, onestamente, una cosa al collega Rosa la voglio dire: intanto abbiamo molto apprezzato che il proponente abbia  ringraziato perché, senza nessun problema, abbiamo accettato l'inserimento della  proposta di legge, nonostante sia stata  proposta all'ultimo; quindi, credo che bisognerebbe apprezzare che, nonostante non ci sia stato neanche il tempo materiale di riconoscerne la bontà,  stiamo facendo un ragionamento politicamente molto corretto, dicendo che utilizziamo il sacrosanto diritto di astenerci. Anche l'astensione è una dichiarazione di voto per i motivi che, relativamente al Partito Democratico, ha benissimo espresso il nostro capogruppo e che hanno espresso anche gli altri colleghi della minoranza.

Per cui adesso che dovremmo dire, con una fiducia smisurata, che è una legge straordinaria? Credo che possiamo anche decidere noi come esercitare la nostra funzione di minoranza, in maniera logica, insomma, giusta, nella maniera in cui riteniamo di dover agire.

Ripeto che la proposta ci è stata consegnata qualche ora fa e non c'è stato veramente il tempo materiale di apprezzarne la bontà. Se sarà votata e quindi approvata, se sarà così buona come dite, sicuramente saremo anche noi a dichiarare la bontà di questa legge; però, francamente, sulla fiducia queste cose non si fanno. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)  

Articolo 2

(È approvato)  

Articolo 3

(È approvato)  

Articolo 4

(È approvato)  

Articolo 5

(È approvato)  

Articolo 6

(È approvato)  

Articolo 7

(È approvato)  

Articolo 8

(È approvato)  

Articolo 9

(È approvato)  

Articolo 10

(È approvato)  

Articolo 11

(È approvato)  

Articolo 12

(È approvato)  

Articolo 13

(È approvato)  

Articolo 14

(È approvato)  

Articolo 15

(È approvato)  

Articolo 16

(È approvato)  

Articolo 17

(È approvato)  

Articolo 18

(È approvato)  

Articolo 19

(È approvato)  

Articolo 20

(È approvato)  

Articolo 21

(È approvato)  

Articolo 22

(È approvato)  

Articolo 23

(È approvato)  

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Esauriti i punti all'ordine del giorno, dichiaro tolta la seduta. Vi auguro buone feste e buon Natale. Grazie.

La seduta termina alle 21,41

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo: Calabrese, Mancuso e Montuoro.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Legge di stabilità regionale 2026 - (Deliberazione G.R. n. 636 del 5.12.2025)” (PL n. 14/13^).

“Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028 - (Deliberazione G.R. n. 637 del 5.12.2025)” (PL n. 15/13^).

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Giannetta, Caputo, De Caprio, Chiappetta, Santoianni, Polimeni, Ferrari, Succurro, Crinò, Ionà “Modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 6 (Disposizioni per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici di enti ed aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria)” (PL n. 11/13^).

Laghi “Disposizioni sulla procedura di circoncisione maschile non terapeutica dei minori” (PL n. 12/13^).

 Giannetta “Norme per la gestione igienico-sanitaria e la valorizzazione delle carni di selvaggina selvatica cacciata nella Regione Calabria” (PL n. 13/13^).

Mattiani, Caputo, Giannetta, Pitaro, Brutto “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)” (PL n. 16/13^).

Giannetta “Disposizioni per il potenziamento strutturale del diritto allo studio universitario mediante la destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi consiliari. Modifica delle leggi regionali 34/2001 e 19/2025” (PL n. 17/13^).

Giannetta, Caputo, Brutto, Mattiani, Pitaro “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative” (PL n. 18/13^).

Laghi “Tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Calabria” (PL n. 19/13^).

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026-2028 (art. 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118) - (Deliberazione G.R. n. 635 del 5.12.2025)” (PPA n. 21/13^).

“Legge n.157/1992, art. 10. L.R. n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale. Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale preliminare e avvio della procedura di VA - (Deliberazione G.R. n. 648 del 5.12.2025)” (PPA n. 23/13^).

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:

“Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2026-2028” (PPA n. 24/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente” (PPA n. 25/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente” (PPA n. 26/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente” (PPA n. 27/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente” (PPA n. 28/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente” (PPA n. 29/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente” (PPA n. 30/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 31/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 32/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 33/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 34/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 35/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 36/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa” (PPA n. 37/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa” (PPA n. 38/13^).

“Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza” (PPA n. 39/13^).

“Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza” (PPA n. 40/13^).

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali:

Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci, Filomena Greco, De Cicco, Scutellà, Bruno “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria” (PPA n. 22/13^).

Promulgazione di Legge regionale

In data 27 novembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 236 del 27 novembre 2025:

-legge regionale n. 46 del 27 novembre2025, recante: “Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2025-2027”.

In data primo dicembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 238 del 1° dicembre 2025:

-legge regionale n. 47 del 1° dicembre 2025, recante: “Modifiche e integrazioni della legge regionale 30 ottobre 2012, n. 48 (Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della Regione Calabria)”.

Designazione componente Giunta per il Regolamento

Il Presidente del Gruppo consiliare “Movimento cinque Stelle” ha comunicato che la consigliera Elisabetta Maria Barbuto è stata designata quale componente della Giunta per il Regolamento.

Sottoscrizione proposte di legge regionale

La proposta di legge n. 9/13^, di iniziativa del consigliere regionale Brutto, recante: “Interventi in materia di pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del Diritto allo Studio Universitario mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001, n. 34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria)” è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Caputo, Giannetta, Orlandino Greco, Pitaro.

La proposta di legge n. 10/13^, di iniziativa del consigliere regionale Caputo, recante: “Disposizioni concernenti l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” è stata sottoscritta anche dal consigliere regionale Pietropaolo.

Emanazione di Regolamento regionale

In data 26 novembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 234 del 26 novembre 2025:

- regolamento regionale n. 9 del 26 novembre 2025, concernente: “Modifiche al regolamento regionale 20 novembre 2025 n. 7 recante “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale”

In data 28 novembre 2025, il Presidente della Giunta Regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 237 del 28 novembre 2025:

- regolamento regionale n. 10 del 28 novembre 2025 concernente: “Differimento termine di cui all'art. 73, comma 3, lett. a) del regolamento regionale di attuazione della legge regionale 12 ottobre 2012, n. 45 “Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale” (regolamento regionale n. 4/2024)”.

In data 9 dicembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 243 del 9 dicembre 2025:

- regolamento regionale n. 11 del 9 dicembre 2025 concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 20 novembre 2025 n. 7 recante: “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale””.

In data 10 dicembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 245 dell’11 dicembre 2025:

- regolamento regionale n. 12 del 10 dicembre 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 31 maggio 2022 n. 8 “Regolamento strutture ausiliarie, ex art. 5 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 7”.

In data 15 dicembre 2025, il Presidente della Giunta regionale ha emanato i sottoindicati regolamenti regionali e che gli stessi sono stati pubblicati telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 247 del 15 dicembre 2025:

1) regolamento regionale n. 13 del 15 dicembre 2025, concernente: “modifiche al regolamento regionale 20 novembre 2025 n. 7 recante “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale”;

2) regolamento regionale n. 14 del 15 dicembre 2025, concernente: “Modifiche al regolamento regionale 9 dicembre 2025 n.11 recante “Modifiche al regolamento regionale 20 novembre 2025 n. 7 recante “organizzazione delle Strutture amministrative della Giunta regionale”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2025-2027:

1.) Deliberazioni della Giunta regionale numeri 607, 608, dal numero 610 al numero 623 e numero 625 del 28 novembre 2025

2.) Deliberazione della Giunta regionale numero 651 del 5 dicembre 2025

Adesione di consigliere regionale a gruppo consiliare

In data primo dicembre 2025, la consigliera Barbuto Elisabetta Maria ha aderito al gruppo consiliare “Movimento 5 Stelle”.

Composizione delle Commissioni consiliari

A seguito delle elezioni degli Uffici di Presidenza e delle designazioni da parte dei Presidenti dei Gruppi consiliari, le Commissioni consiliari permanenti e speciali risultano così composte.

Prima Commissione consiliare permanente:

Presidente: Greco Orlandino “Lega Salvini Calabria”;

Vicepresidente: Ranuccio Giuseppe “Partito Democratico”;

Segretario: Rosa Riccardo “Noi Moderati”.

Componenti :De Francesco Luciana “Fratelli d'Italia”,  Polimeni Marco “Forza Italia” e Bruno Vincenzo “Tridico Presidente”.

Seconda Commissione consiliare permanente:

Presidente: Pietropaolo Filippo Maria “Fratelli d'Italia”;

Vicepresidente: Falcomatà Giuseppe “Partito Democratico”;

Segretario: Crinò Giacomo Pietro “Occhiuto Presidente”.

Componenti :Mattiani Giuseppe “Lega Salvini Calabria”, Ferrari Sergio “Forza Italia” e Greco Filomena “Casa Riformista - Italia Viva”.

Terza Commissione consiliare permanente:

Presidente: Brutto Angelo “Fratelli d'Italia”;

Vicepresidente: Madeo Rosellina “Partito Democratico”;

Segretario: Bevilacqua Gianpaolo “Lega Salvini Calabria”.

Componenti: Chiappetta Piercarlo “Forza Italia”, Succurro Rosaria “Occhiuto Presidente” e Greco Filomena “Casa Riformista - Italia Viva”.

Quarta Commissione consiliare permanente:

Presidente: Ferrari Sergio “Forza Italia”;

Vicepresidente: Scutellà Elisa “Movimento 5 Stelle”;

Segretario: Succurro Rosaria “Occhiuto Presidente”.

Componenti: Pietropaolo Filippo Maria “Fratelli d'Italia”, Laghi Ferdinando “Tridico Presidente” e Rosa Riccardo “Noi Moderati”.

Quinta Commissione consiliare permanente:

Presidente: Ionà Emanuele “Occhiuto Presidente”;

Vicepresidente: Alecci Ernesto Francesco “Partito Democratico”;

Segretario: Iriti Daniela “Fratelli d'Italia”.

Componenti: Chiappetta Piercarlo “Forza Italia”, Pitaro Vito “Noi Moderati” e Barbuto Elisabetta Maria “Movimento 5 Stelle”.

Sesta Commissione consiliare permanente:

Presidente: Santoianni Elisabetta “Forza Italia”;

Vicepresidente: Greco Filomena “Casa Riformista - Italia Viva”;

Segretario: Ionà Emanuele “Occhiuto Presidente”.

Componenti: Iriti Daniela “Fratelli d'Italia”, Bevilacqua Gianpaolo “Lega Salvini Calabria” e Madeo Rosellina “Partito Democratico”.

Commissione consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa:

Presidente: Polimeni Marco “Forza Italia”;

Vicepresidente: Bruno Vincenzo “Tridico Presidente”;

Segretario: De Caprio Antonio “Forza Italia”.

Componenti: Iriti Daniela “Fratelli d'Italia”, Crinò Giacomo Pietro “Occhiuto Presidente” e Falcomatà Giuseppe “Partito Democratico”.

Commissione speciale di Vigilanza:

Presidente: Rosa Riccardo “Noi Moderati”;

Vicepresidente: De Cicco Francesco “Democratici Progressisti”;

Segretario: Santoianni Elisabetta “Forza Italia”.

Componenti: Pietropaolo Filippo Maria “Fratelli d'Italia”, Ionà Emanuele “Occhiuto Presidente” e Barbuto Elisabetta Maria “Movimento 5 Stelle”.

Interrogazioni a risposta immediata

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- da mesi la tratta ferroviaria Sibari – Crotone è sottoposta a interventi di ammodernamento la cui durata appare ormai priva di ogni ragionevolezza, con gravissime ricadute sulla mobilità di un territorio già storicamente penalizzato;

- a pagare il prezzo di questi ritardi sono centinaia di cittadini dei comuni di Rossano, Mirto, Pietrapaola, Cariati e Cirò, costretti quotidianamente a viaggiare con bus sostitutivi insufficienti, vetusti e spesso non sicuri;

- sono state segnalate situazioni indegne per un servizio pubblico: autobus che imbarcano acqua durante la pioggia, corse tagliate, orari impossibili da conciliare con gli impegni lavorativi e scolastici;

considerato che: - I lavori lungo la tratta procedono in modo incomprensibilmente lento, con pochissimi cantieri attivi, senza alcuna comunicazione trasparente sui motivi del ritardo o su eventuali responsabilità tecniche e amministrative;

- la recente riapertura della tratta Catanzaro – Crotone, pur sbandierata come un risultato, continua a vedere in circolazione Littorine degli anni ’80, sintomo di una gestione che continua a relegare la Calabria su infrastrutture che altrove sarebbero considerate rottami;

- questa situazione rappresenta l’ennesima mortificazione per pendolari che sono professori, medici, dipendenti pubblici, studenti e lavoratori diretti anche alla Cittadella regionale, costretti a sopportare ciò che in altre regioni sarebbe ritenuto inaccettabile;

tenuto conto che: - la Regione, quale soggetto programmatore del TPL, non può restare spettatrice davanti al declino di un servizio essenziale e alla mancanza di chiarezza da parte di RFI e Trenitalia;

- è necessario un intervento immediato, autorevole e pubblico, che ristabilisca la credibilità istituzionale e il diritto alla mobilità dei cittadini calabresi;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore con delega ai trasporti

per sapere:

- quali iniziative urgenti intenda assumere la Giunta, anche attraverso un tavolo permanente, per ottenere mezzi adeguati, corse ripristinate e orari consoni alle esigenze dei pendolari per garantire alla cittadinanza un servizio ferroviario moderno, sicuro e degno, evitando ulteriori rinvii e comunicazioni ambigue.

(7; 28/11/2025)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- che con delibera della Giunta regionale n. 69 del 28 febbraio 2022, è stato approvato uno schema di accordo triennale con l'Ufficio Scolastico Regione Calabria per la realizzazione di percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (leFP), in regime di sussidiarietà da parte degli Istituti Professionali della Regione Calabria, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017 n. 61, e per raccordo tra il sistema di istruzione e formazione professionale, ai sensi dell'articolo 4 decreto interministeriale 17 maggio 2018;

che la Giunta regionale in data 10 luglio 2024 ha reso la delibera n. 336, con la quale ha adottato il documento di programmazione regionale dell'offerta formativa "sistema duale" a valere sul PNRR anno 2023;

che con decreto di Giunta n. 12399 del 5 settembre 2024, è stato approvato l'"Avviso pubblico" n. 3 per la presentazione dell'offerta formativa "Sistema Duale" Percorsi di Istruzione e Formazione Professionale - a.f. 2024/2025;

che detti percorsi formativi sono finanziati nell'ambito del PNRR Missione 5, "Inclusione e Coesione", componente 1, "Politiche per il lavoro", investimento 1.4 "Sistema Duale", finanziato dall'Unione europea Next Generation EU - CUPJ52824002160007;

che con detto "Avviso" si è inteso finanziare: 1) n. 7 percorsi formativi triennali di leFP in modalità duale, per il conseguimento della qualifica professionale di terzo livello EQF (linea 1); n. 4 percorsi formativi annuali di quarto anno di leFP, in modalità duale per il conseguimento del diploma professionale di quarto livello EQF (linea 2);

considerato che tra gli enti assegnatari è risultato incluso anche l'Istituto A.ME. Aura Mediterranea, a cui corsi risultano iscritti numerosi studenti;

che successivamente il Tar Calabria, in data ..., ha reso ordinanza cautelare n. ..., con la quale è stata accolta la richiesta dell'ente "...", in merito alla mancata ammissione al finanziamento della graduatoria dell'Avviso n. 3;

che per effetto di detto provvedimento cautelare veniva riunita la Commissione di valutazione, già nominata con DDG numero 13024 del 18/ 09/ 2024, in conseguenza della quale, con nota di protocollo n. 13824143/2025, si stabiliva di assegnare al suddetto ente un nuovo punteggio (76) ammettendolo con riserva al finanziamento;

tenuto conto che con D.D. numero ... del ..., si è proceduto alla modifica allegato A, "valutazione di ammissibilità", e allegato B, "ammesso al finanziamento linea l", del DDG numero 144/4 del 14.10.2024, ammettendo l'ente ... al finanziamento nell'ambito del PNRR Missione 5, Componente 1, Investimento 1.4, finanziato dall'Unione europea Next Generation EU - Cup J52B24002160007;

preso atto che è stato modificato l'originario beneficiario A.ME. Aura Mediterranea s.r.l., con subentro del beneficiario ...;

che, conseguentemente, detto ente è stato sospeso dall'1.11.2025 al termine della conclusione del primo anno di corso già avviato;

che, pertanto, tutti gli studenti già ammessi alla partecipazione del corso professionale gestito dal predetto ente, nonostante avessero riposto nella sua frequentazione la naturale e legittima aspettativa di conseguire il titolo di studio che gli avrebbe potuto garantire uno sbocco nell'attività lavorativa, si trovano costretti loro malgrado a non poter più frequentare i suddetti corsi con grave disagio sociale e morale;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

se codesta Giunta regionale in persona del suo Presidente, intende adottare tutti i provvedimenti necessari ed opportuni onde porre fine a questa palese ingiustizia di cui sono rimaste vittima, senza loro responsabilità, i detti studenti, onde riammettere loro alla frequentazione dei suddetti corsi, così da garantirgli la prosecuzione del percorso formativo e il conseguimento al relativo titolo di studio.

(9; 02/12/2025)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- Il servizio di pulizie dell’ospedale di Cariati è affidato alla Cooperativa CSF Costruzioni s.r.l.; preso atto che: - undici dipendenti della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi Srl addetti al servizio di igiene e cura degli ambienti ospedalieri di Cariati da mesi non percepiscono le dovute spettanze retributive;

- alcuni di questi lavoratori, peraltro, hanno sottoscritto dei prestiti presso banche o istituti finanziari e dal mese di giugno, la rata mensile, trattenuta in busta paga, non viene versata dal datore di lavoro agli enti creditori;

- tale inadempimento contrattuale da parte della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi srl genera un circolo di insolvenza che ricade sui lavoratori, in termini di addebiti, determinando ulteriori conseguenze economiche;

considerato che - gli operatori continuano a garantire il servizio di cura e pulizia nella struttura ospedaliera a garanzia della tutela della salute dei pazienti e personale, dimostrando grande dignità e responsabilità;

-la puntuale corresponsione della retribuzione è un diritto dei lavoratori, il cui mancato rispetto determina gravi conseguenze economiche e precarietà, che diventa ancor più grave e onerosa all’approssimarsi del periodo natalizio;

interroga il Presidente della Regione

per sapere:

quali provvedimenti intenda adottare, con urgenza ed immediata efficacia, affinché vengano garantiti i diritti dei lavoratori della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi S.r.l. a percepire le spettanze dovute nei modi e nei tempi previsti dalla legge.

(11; 05/12/2025)

 

De Cicco. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- attraverso l'art.1, comma 360, della legge n.296 del 27/12/2006, sono state attivate in via sperimentale le cosiddette "sezioni primavera", ovvero progetti educativi rivolti ai bambini tra i 24 ed i 36 mesi di età per favorirne la continuità nel percorso formativo;

- sino al 2013 le "sezioni primavera" hanno funzionato come servizio educativo integrato associato a scuole dell'infanzia o asili nido;

- con decreto-legge n.65 del 13/04/2017, le "sezioni primavera" sono entrate nel sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni;

- con delibera della Giunta regionale n. 603 del 22/11/2022, è stata approvata la programmazione regionale delle risorse afferenti le annualità 2021/2022, in relazione al Piano di azione nazionale per il sistema integrato di educazione e istruzione zero-sei, di cui al decreto-legge n.65 del 2017;

- con protocollo d'intesa sottoscritto in data 08/03/2023 tra la Regione Calabria, l'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria e l'ANCI, è stata definita l'offerta per i servizi educativi "sezione primavera" destinata ai bambini tra i 24 ed i 36 mesi, per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025;

considerato che - in data 11.09.2024 è stato pubblicato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria l'avviso n.25630, avente ad oggetto la presentazione delle richieste di contributo per l'offerta del servizio educativo per i bambini di età compresa tra i 24 ed i 36 mesi, denominato "sezione primavera" per l'anno a.e. 2024/2025;

- in particolare, con detto avviso è stata disciplinata la procedura per l'ammissione al contributo pubblico per l'offerta del servizio educativo "sezione primavera", da intendersi quale servizio educativo aggregato alle scuole dell'infanzia e, dunque, all'interno di un progetto finalizzato al benessere e allo sviluppo delle potenzialità dei bambini tra i due ed i sei anni;

- giusto decreto dirigenziale n. 12540 del 09/09/2024, la Regione Calabria ha contribuito al suddetto progetto con un finanziamento pari ad euro 2.448.412,59;

tenuto conto che •con decreto n. 8711 del Direttore dell'Ufficio Scolastico per la Regione Calabria, è stato approvato l'elenco definitivo delle "sezioni primavera" ammesse per l'anno a.e. 2024/2025, giusta variazione al bilancio comunicata con nota di protocollo n. 608764 del 12/08/2025, e nota protocollo n. 724170 del 30/09/2025;

preso atto che - attraverso l'attivazione di un siffatto programma educativo si mira al perseguimento di un duplice obiettivo ovvero, da una parte, lo sviluppo e il benessere socioeducativo dei bambini;

dall'altra parte, fornire un aiuto alle famiglie sia dal punto di vista economico che sociale consentendo loro di usufruire di maggior tempo da utilizzare nella loro attività lavorative;

- al presente progetto hanno aderito numerose istituzioni scolastiche localizzate in tutta la Regione Calabria, anche in territori le cui realtà sono sempre più complicate e caratterizzate da un crescente abbandono e degrado sociale e culturale;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

i motivi per cui codesta Giunta regionale ha deciso di non proseguire e/o prorogare il suddetto programma educativo denominato "sezione primavera" anche per l'anno a.e. 2025-2026, così come effettuato in altre Regioni del territorio della Repubblica italiana.

(13; 09/12/2025)

 

Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- come già evidenziato con l’interrogazione n. 11 dello scorso 5 dicembre, undici addetti al servizio di pulizia dell’ospedale di Cariati lamentano che, da oltre tre mesi, non percepiscono gli stipendi, pur continuando a garantire il servizio a tutela della salute dei pazienti con grande dignità e responsabilità;

- purtroppo, non si tratta di un episodio isolato, ma di una drammatica quanto gravissima situazione che, come anche denunciato dai sindacati, coinvolge circa 500 lavoratori che prestano la propria attività presso le strutture ospedaliere gestite dall’ Azienda sanitaria di Cosenza;

- a sostegno di quanto segnalato, è di questi giorni la protesta di 70 dipendenti, impiegati nello spoke di Corigliano Rossano, che riportano condizioni analoghe ai colleghi di Cariati, in quanto continuano a non percepire gli stipendi e sono dovute loro varie mensilità di arretrati;

sottolineato che - trattandosi di servizio essenziale, si ribadisce nuovamente, gli stessi lavoratori, nonostante le evidenti difficoltà e la mancanza di adeguate risposte, continuano a garantire il servizio di pulizia presso le strutture sanitarie con puntualità e professionalità, - la mancata percezione degli stipendi, come ovvio, crea enormi problemi, disagi e danni ai lavoratori ed alle loro famiglie che devono far fronte quotidianamente a spese e scadenze, ordinarie e straordinarie, soprattutto in questo particolare periodo dell’anno di festività; considerato che - le istituzioni competenti hanno il fondamentale dovere di assicurare il diritto costituzionalmente sancito ad un lavoro dignitoso, anche attraverso la certezza di un trattamento retributivo equo e puntuale;

- ad oggi l’ASP di Cosenza incontra notevoli problemi di gestione del servizio di pulizie e non riesce a dare adeguate, immediate ed efficaci risposte ai lavoratori ed alle stesse strutture sanitarie, pur trattandosi di una importante commessa (oltre 45 milioni di euro) relativa ad un essenziale servizio.

per sapere:

quali urgenti e definitive soluzioni si ritiene adottare per assicurare il trattamento retributivo e i dovuti arretrati ai dipendenti e risolvere i problemi gestionali relativi alla riorganizzazione del servizio di pulizie delle strutture sanitarie che rientrano nella governance dell’ASP di Cosenza, preservando e tutelando, con assoluta priorità, i livelli occupazionali e condizioni di lavoro dignitose.

(16; 12/12/2025)

 

Interrogazioni a risposta scritta

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-sono in corso interventi di potenziamento infrastrutturale da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) fra le stazioni di Vibo Pizzo e Mileto, nonché lavori di manutenzione straordinaria sulla linea Lamezia – Catanzaro Lido;

per tali motivi si stanno verificando modifiche alla circolazione ferroviaria sulla linea Tirrenica, sulla via Tropea, fra Lamezia e Catanzaro Lido e tra Villa San Giovanni e Melito Porto Salvo;

si registrano concreti disagi ai viaggiatori, consistenti in variazioni di orari, allungamento dei tempi di percorrenza e improvvise cancellazioni dei treni;

i disservizi non risultano sufficientemente compensati da servizi alternativi ed in particolare da bus sostitutivi;

in particolare, un grave disservizio si è verificato in data 25 novembre presso la stazione Vibo – Pizzo con la cancellazione improvvisa del treno regionale delle 7.35 diretto a Reggio Calabria e notevoli disagi per servizi alternativi;

Considerato che: la mobilità ferroviaria rappresenta un servizio essenziale per i cittadini calabresi, in particolare per studenti, lavoratori pendolari e turisti;

la carenza di servizi sostitutivi rischia di compromettere gravemente il diritto alla mobilità e la continuità dei collegamenti interni ed esterni alla regione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

Quali iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria per garantire agli utenti un’adeguata attivazione di bus sostitutivi con orari coordinati, fermate capillari e idonea informazione.

(6; 27/11/2025)

 

Ranuccio. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con Delibera n. 374 del 4 aprile 2025 l’ASP di Reggio Calabria ha approvato la graduatoria di sostituzione per il reclutamento di personale infermieristico;

- in attuazione della Delibera n. 496 del 13 maggio 2025 sono stati stipulati contratti a tempo determinato con n. 40 infermieri, impiegati nei presidi ospedalieri aziendali per un periodo di sei mesi, al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e sopperire alla grave carenza di personale segnalata dalla Direzione Sanitaria;

- con nota prot. n. 34996 del 9 maggio 2025 la stessa ASP ha riconosciuto l’urgenza di coprire un “ingente numero di cessazioni”, procedendo pertanto all’assunzione temporanea degli infermieri;

considerato che: - Sono emerse notizie circa il mancato rinnovo dei suddetti contratti, con conseguenze particolarmente gravi per i presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro, già caratterizzati da criticità strutturali e organizzative;

- solo presso l’ospedale di Locri risulterebbero coinvolti dieci infermieri operanti in reparti strategici (ginecologia, pneumologia, gastroenterologia, pronto soccorso, pediatria, urologia, neurologia e laboratorio analisi);

- la mancata proroga dei contratti determinerebbe una riduzione dell’operatività dei reparti, un aggravio del carico di lavoro per il personale in servizio e un serio rischio per la sicurezza delle cure e la tutela dei cittadini;

- le procedure di reclutamento del personale sanitario devono essere improntate ai principi di programmazione, continuità assistenziale e trasparenza amministrativa;

tenuto conto che: - Secondo i diretti interessati, la decisione di non rinnovare i contratti sarebbe stata assunta senza preavviso e senza motivazioni ufficiali, suscitando forte preoccupazione tra gli operatori sanitari;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se sia a conoscenza dei fatti sopra descritti e se risulti confermato il mancato rinnovo dei contratti dei 40 infermieri in servizio presso l’ASP di Reggio Calabria;

2. quali siano le ragioni per cui l’ASP non abbia disposto la proroga dei contratti né comunicato tempestivamente agli interessati l’esito della valutazione;

3. se siano state adottate misure sostitutive o alternative per evitare disservizi nei reparti più critici e garantire la continuità dell’assistenza sanitaria nei presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro;

4. quali iniziative la Giunta regionale intenda assumere, anche mediante atti di indirizzo o interventi commissariali, per assicurare una corretta programmazione del fabbisogno di personale e scongiurare interruzioni dei servizi essenziali;

5. se non ritenga opportuno avviare un monitoraggio straordinario sulla gestione del personale dell’ASP di Reggio Calabria, finalizzato alla definizione di un piano di reclutamento stabile e coerente con le esigenze effettive dei presidi ospedalieri del territorio.

(8; 01/12/2025)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- dal mese di luglio 2024 il distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Trebisacce risulta inattivo, determinando un vuoto operativo in un'area caratterizzata da elevata vulnerabilità sismica, idrogeologica e da frequenti incendi boschivi;

- l'Alto Ionio cosentino comprende numerosi comuni montani e interni con rete viaria complessa e forte esposizione a rischi calamitosi;

- la chiusura del distaccamento ha comportato un allungamento significativo dei tempi di intervento con conseguenze potenzialmente gravi sulla tempestività dei soccorsi in emergenze;

- il territorio registra un consistente afflusso anche turistico e presenta elevati livelli di incidentalità sulla SS 106, con frequente necessità di interventi;

- le amministrazioni comunali dell'area hanno reiteratamente rappresentato la criticità e a Trebisacce vi è la disponibilità di una struttura idonea ad accogliere un distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco;

considerato che: - l'attuale situazione espone la popolazione a un rischio elevato, incidendo negativamente sulla capacità di risposta nelle emergenze e sulla percezione complessiva di sicurezza del territorio;

- la Regione, nell'ambito delle proprie competenze è chiamata a concorrere al funzionamento efficace del sistema integrato di gestione delle emergenze;

tenuto conto che: - la piena operatività del soccorso tecnico urgente richiede un'adeguata collaborazione istituzionale tra Regione e Ministero dell'Interno, nonché un'attenta programmazione di risorse, strutture e misure di supporto logistico;

preso atto che: - la disponibilità già manifestata a Trebisacce ad ospitare un distaccamento permanente costituisce un presupposto concreto per un intervento strutturale e duraturo;

- in assenza di un presidio operativo dei Vigili del Fuoco, si rende necessario valutare l'attivazione di misure compensative temporanee per garantire un livello minimo di sicurezza e tempestività nelle emergenze;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

se la Regione abbia effettuato una valutazione dell'impatto dell'inattività del distaccamento sulla sicurezza pubblica, sulla vulnerabilità dei territori e sul funzionamento del sistema regionale di protezione civile;

quali iniziative urgenti la Regione intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire il ripristino della copertura h24 del soccorso tecnico urgente nell'Alto Ionio cosentino;

se siano previste misure temporanee compensative in attesa della piena riattivazione del presidio dei Vigili del Fuoco;

se la Giunta regionale intenda attivarsi formalmente presso il Ministero dell'Interno per sollecitare la riapertura e la stabilizzazione del distaccamento di Trebisacce, valutando anche la possibilità di sostenere interventi infrastrutturali o logistici necessari;

quali siano le tempistiche previste dalla Regione per l'apertura di un confronto istituzionale con il Ministero dell'Interno finalizzato all'istituzione definitiva del distaccamento permanente a Trebisacce, anche valorizzando la struttura già messa a disposizione.

(10; 03/12/2025)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-il diritto all'abitare rappresenta un diritto fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e dalla Costituzione italiana, quale condizione imprescindibile per l'effettivo esercizio di altri diritti primari, tra cui salute, istruzione, lavoro e inclusione sociale;

la legge 9 dicembre 1998, n. 431 ha istituito il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, finalizzato alla concessione di contributi integrativi a favore di nuclei familiari in condizione di disagio economico;

tale Fondo, rifinanziato fino al 2022 con risorse pari a 330 milioni di euro, non ha trovato copertura nelle Leggi di Bilancio 2023 e 2024, determinando l'interruzione di un sostegno vitale per migliaia di famiglie italiane e calabresi. Considerato che: La Calabria si colloca tra le regioni con i più bassi livelli di reddito medio e con elevati tassi di disoccupazione, con conseguente diffusione di una condizione di povertà abitativa strutturale;

l'assenza di rifinanziamento del Fondo nazionale ha privato i Comuni calabresi di strumenti finanziari indispensabili per dare seguito ai bandi già pubblicati. Numerosi enti locali hanno comunque avviato procedure nel 2023 e 2024, raccogliendo domande e predisponendo graduatorie, ma senza poter procedere all'erogazione dei contributi, lasciando migliaia di famiglie idonee senza alcun sostegno concreto. Tale situazione ha generato graduatorie rimaste scoperte negli anni 2023 e 2024, con conseguenti ricadute di sfiducia istituzionale e tensione sociale. Alcune Regioni italiane hanno supplito con risorse proprie, garantendo continuità al sostegno. L'Emilia-Romagna, in particolare, ha promosso un Protocollo per la riduzione del disagio abitativo 2025-2026, coinvolgendo istituzioni, enti locali e parti sociali. Preso atto che: i dati del Ministero dell'Interno confermano che in Calabria il numero di provvedimenti di sfratto rimane elevato, con la quasi totalità motivata da morosità incolpevole. La crescente sofferenza abitativa rappresenta il riflesso di una più ampia fragilità sociale, aggravata dall'assenza di politi che strutturate in materia di casa e dalla dipendenza dal mercato privato. È stato recentemente annunciato un nuovo intervento regionale, finanziato nell'ambito del POR Calabria 202 1-2027 - Azione 4.1.1 FSE+, con un fondo complessivo di 9 milioni di euro, finalizzato a sostenere i nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo e a prevenire la perdita della propria abitazione, mediante l'erogazione di un contributo straordinario di 300 euro. Tale misura non chiarisce la sorte delle graduatorie comunali 2023 e 2024 rimaste prive di copertura finanziaria, né garantisce continuità alle politiche abitative;

che la mera erogazione di fondi una tantum non risolve la crisi abitativa strutturale. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se intenda assumere con urgenza un impegno concreto disponendo lo stanziamento di risorse regionali per finanziare le graduatorie comunali 2023 e 2024 già approvate e rimaste in evase. 2. Se intenda chiarire in che modo il nuovo intervento da 9 milioni di euro si coordini con le graduatorie pregresse, al fine di garantire continuità al sostegno abitativo. 3. Se la Regione Calabria intenda adottare un modello di governance multilivello che preveda una strategia condivisa con Enti locali e parti sociali per assicurare un approccio strutturato, condiviso e duraturo alla tutela del diritto dell'abitare.

(12; 09/12/2025)

 

Madeo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- l’IRACEB – Istituto Regionale per le Antichità Calabresi e Bizantine, istituito con legge regionale, risulta da anni completamente inattivo, privo di sede operativa e di qualsiasi attività istituzionale;

- gli organismi statutari dell’Istituto non risultano più nominati, nonostante la normativa preveda espressamente la designazione di due membri da parte del Comune di Corigliano-Rossano e la nomina dei componenti restanti da parte della Presidenza della Regione;

- la sede attualmente formalmente assegnata all’IRACEB risulta chiusa da anni, circostanza che non ha impedito l’accumulo di un rilevante debito nei confronti del proprietario per canoni non corrisposti, con probabile contenzioso e rischio di danno erariale;

- numerosi solleciti istituzionali inoltrati nell’ultimo anno non hanno ricevuto risposta;

- il Comune di Corigliano-Rossano ha messo a disposizione locali comunali idonei e gratuiti per ospitare la sede dell’Istituto;

considerato che: - il protrarsi dell’inattività dell’Istituto comporta una grave perdita culturale e un pregiudizio amministrativo per la Regione Calabria;

- nessun atto formale ha disposto la sospensione dell’Istituto;

- la riattivazione può avvenire senza costi mediante trasferimento nella sede comunale offerta;

tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se sia a conoscenza della perdurante inattività dell’IRACEB e delle ragioni dell’abbandono di un ente istituito per legge regionale;

- quale sia l’ammontare del debito maturato per canoni di locazione non pagati e se tale debito sia stato riconosciuto, coperto o debba essere trattato come debito fuori bilancio;

- quali iniziative intenda assumere per la nomina dei componenti degli organi statutari di spettanza regionale e per consentire al Comune di designare i propri rappresentanti;

- se non ritenga opportuno disporre il trasferimento immediato dell’archivio e delle funzioni presso i locali comunali già disponibili;

- quali azioni urgenti intenda adottare per garantire la riattivazione dell’IRACEB e la valorizzazione del patrimonio storico culturale conservato.

(14; 09/12/2025)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-nel settembre 2019, con avvisi pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (n.2019-124629) e sulla Gazzetta Ufficiale Italiana (n.106), la Regione Calabria ha avviato il bando unico per l'affidamento della progettazione di sei infrastrutture stradali di interesse regionale, per un importo complessivo pari a 98 milioni di euro. Tra tali interventi rientra anche il collegamento tra lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo e la SS 660 (ex SS 106 Jonica), finanziato per 30 milioni di euro nell'ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC);

in data 7 giugno 2022 è stata pubblicata sul Portale istituzionale regionale - Dipartimento Territorio e Tutela dell'Ambiente - l'istanza di avvio della procedura di Verifica di Assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 152/2006, relativa al suddetto progetto: "Collegamento della SS 660 allo svincolo di Montalto Uffugo della A2 Autostrada del Mediterraneo e completamento dei lavori di variante alla SP 177 di collegamento della SS 660 alla ex SS 106 Ionica" nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, in provincia di Cosenza. Considerato che: il progetto che collega l'autostrada e la SS 660 contempla una serie articolata di opere, tra cui: - collegamento dalla SS 660 tramite nuova rotatoria;

- adeguamento della SP234 ;

- utilizzo della rotatoria di Cavoni - Ginestreto (Comune di Luzzi) quale innesto sulla SP248 - ampliamento del ponte sul fiume Crati e successivo innesto sulla SP11O;

- raccordo con la SP24l comprendente un nuovo cavalcaferrovia sulla linea Cosenza-Sibari e l'adeguamento del cavalcavia sull'A2;

- adeguamento tratto della SP247 con demolizione e ricostruzione di un ulteriore ponte sul Crati per collegamento con SP 234;

- un secondo insieme di proposte progettuali è invece legato al nuovo svincolo dell'autostrada A2 previsto sempre a Montalto Uffugo. Da questo, si prevede di collegare direttamente l'autostrada alla SP234 mediante una strada di nuova realizzazione che prevede l'inserimento di un sottovia ferroviario e di un ponte sul fiume Crati;

- il progetto rientra nel Piano Operativo Infrastrutture FSC 2014-2020, allegato alla Delibera CIPE n.54/2016 e successivamente integrato dalla Delibera CIPE n.98/2017;

tenuto conto che: obiettivo del progetto è deviare parte del traffico della SP247 registrando l'area tra Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, negli ultimi anni, un marcato incremento della presenza logistica e delle attività industriali, rendendo perciò necessari interventi infrastrutturali capaci di sostenere tale sviluppo;

nel 2025 è entrato in funzione a Coretto d i Montalto Uffugo il nuovo polo logistico del gruppo PAC 2000A - Conad generando un notevole aumento del traffico pesante, particolarmente insistente sulle SP234, SP247 e sulla viabilità connessa;

uno dei ponti sul fiume Crati, oggetto di un intervento di demolizione e ricostruzione presenta attualmente gravi criticità strutturali. Tali condizioni impongono la regolamentazione del traffico mediante senso unico alternato, a garanzia della sicurezza degli utenti. le strade interessate dagli interventi di adeguamento nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose presentano una sovrastruttura gravemente ammalorata e barriere stradali insufficienti, sia per tipologia sia per collocazione, rispetto alle prescrizioni normative vigenti. Tali condizioni ne compromettono la sicurezza e l'adeguatezza rispetto all'intensità e alla tipologia del traffico attualmente transitante;

preso atto che: che non risultano ancora avviati i lavori di collegamento dello svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660 ex SS 106 jonica che consentirebbero benefici significativi in termini di sicurezza della circolazione, riduzione del traffico nei centri abitati e migliore funzionalità. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

l. quali iniziative urgenti la Regione Calabria, in qualità di soggetto attuatore, intenda adottare per assicurare l'avvio e completamento dei lavori della strada di interesse regionale che collega lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660, nei territori comunali di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose;

2. quale sia il cronoprogramma di realizzazione dei lavori.

(15; 10/12/2025)

 

Scutellà. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con legge regionale 10/2022 è stata istituita l'Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ARRICAL), alla quale sono attribuite funzioni di regolazione, controllo e indirizzo del sistema integrato dei rifiuti e del servizio idrico, in conformità alla disciplina nazionale e regionale vigente;

- numerosi Comuni calabresi, negli ultimi anni, hanno conseguito percentuali di raccolta differenziata significativamente elevate, in diversi casi superiori alla media nazionale e agli obiettivi minimi stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dimostrando un virtuoso impegno per l'ambiente e l'economia circolare ;

- nonostante tali risultati, gli stessi Comuni virtuosi risultano oggi gravati da costi di conferimento più elevati rispetto al precedente sistema degli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), con conseguenti pesanti ripercussioni sugli equilibri finanziari degli Enti locali e sui cittadini-utenti. Considerato che: - tale incremento dei costi di conferimento, in assenza di adeguati meccanismi premiali, rischia di vanificare gli sforzi compiuti e di disincentivare in prospettiva le politiche comunali di incremento della raccolta differenziata e di sviluppo dell'economia circolare;

- un sistema tariffario equo e proporzionato ai risultati ambientali ottenuti e comparabile con il passato - le vecchie Tariffe ATO spingevano verso una migliore efficienza della raccolta differenziata individuando scaglioni di prezzo in funzione della RD raggiunta dai Comuni - rispettando il principio cardine delle direttive ARERA "chi più inquina, più paga" che mira a rendere il sistema tariffario più equo - , rappresenta un elemento essenziale e non più differibile per la sostenibilità economica del servizio e per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi ambientali regionali e nazionali;

tenuto conto che: - si registrano ritardi procedurali e burocratici da parte di ARRICAL, che rendono difficoltosa per gli Enti locali l'elaborazione e la trasmissione dei Piani Economico-Finanziari (PEF), con conseguente slittamento dei tempi di approvazione delle tariffe TARI - ad oggi non si ha contezza ufficiale di un importo per la RUR e per la FORSU per il 2025;

- la medesima incertezza procedurale, unita a una comunicazione carente, rende estremamente difficile per i Comuni determinare preventivamente i costi di conferimento - in particolare per la RUR e la FORSU, arrivati nella provincia di Cosenza a cifre ritenute improponibili - 350 €/ton per la RUR e 190 €/ton per la FORSU - mettendo a rischio la programmazione finanziaria degli Enti;

- gli uffici tecnici comunali per tali incertezze operative si trovano in seria difficoltà nel rispettare le stringenti scadenze fissate dall'Autorità Nazionale (ARERA) per la validazione dei PEF, con il rischio di sanzioni e di ulteriore danno erariale. Preso atto che: - l' attuale assetto organizzativo e decisionale di ARRICAL non sembra assicurare un adeguato e sistematico coinvolgimento dei Sindaci, riducendo di fatto la rappresentatività dei Comuni e delle specificità territoriali all'interno dell'organo direttivo dell'Autorità;

- un confronto stabile, strutturato e paritetico con gli Enti locali e con l'ANCI Calabria appare indispensabile per garantire un funzionamento efficace, trasparente e condiviso della governance del sistema rifiuti e risorse idriche, in linea con il principio di leale collaborazione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- quali misure concrete e urgenti la Regione intenda adottare, anche esercitando i propri poteri di indirizzo e vigilanza su ARRICAL, per ridurre e razionalizzare i costi di conferimento dei rifiuti a carico dei Comuni, al fine di garantire criteri di equità, proporzionalità e comparabilità con il precedente sistema ATO, in relazione agli effettivi livelli di qualità del servizio e di efficienza raggiunti;

- se non ritenga necessario e urgente introdurre, attraverso un atto di indirizzo regionale o modifiche normative, un meccanismo premiale stabile, strutturale e trasparente per i Comuni virtuosi che abbiano raggiunto o superato elevati standard di raccolta differenziata e di efficienza del servizio, al fine di non penalizzare i comportamenti ambientalmente più corretti;

- quali iniziative urgenti, anche di carattere ordinativo e di semplificazione, si intendano mettere in atto nei confronti di ARRICAL per snellire, accelerare e rendere più certe le procedure burocratiche e amministrative necessarie per la predisposizione e l'approvazione dei Piani Economico-Finanziari da parte dei Comuni , così da evitare ritardi nell'approvazione delle tariffe TARI e permettere una corretta e tempestiva programmazione finanziaria locale;

- se la Regione intenda istituire con urgenza un tavolo tecnico e politico permanente, con la partecipazione di ANCI Calabria e dei Sindaci rappresentativi delle diverse realtà territoriali, finalizzato al monitoraggio continuo degli effetti delle decisioni di ARRICAL, alla risoluzione delle criticità procedurali e alla tempestiva correzione di eventuali squilibri territoriali o distorsioni del sistema;

- se, alla luce delle criticità emerse, non ritenga opportuno avviare una verifica complessiva e trasparente dell'attuale assetto organizzativo, funzionale e decisionale di ARRICAL, al fine di valutarne l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza e la rappresentatività dei territori all'interno dei suoi organi, e di proporre eventuali modifiche statutarie o normative per migliorarne il funzionamento e il rapporto con gli Enti locali.

(17; 12/12/2025)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con bando di concorso pubblico pubblicato in data 15 novembre 2024 la Regione Calabria ha indetto un concorso pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente complessivo di n. 54 (cinquantaquattro) unità di personale non dirigenziale, a tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei ruoli della Giunta regionale, Area Funzionari ed Elevata Qualificazione;

- il bando prevede la seguente ripartizione dei posti messi a concorso:  n. 19 nel profilo di Auditor (Codice 01);

 n. 5 nel profilo di Funzionario tecnico agroforestale (Codice 02);

 n. 5 nel profilo di Funzionario statistico (Codice 03);

 n. 5 nel profilo di Specialista nella comunicazione (Codice 04);

 n. 20 nel profilo di Funzionario informatico -Analista programmatore (Codice 05);

- la procedura di reclutamento è stata affidata a Formez PA S.p.A., a seguito della richiesta della Regione Calabria al Dipartimento della Funzione Pubblica per l'attivazione della procedura concorsuale, da svolgersi a cura della Commissione RIPAM;

- le prove scritte si sono svolte nel mese di dicembre 2024, in più sedute, nonché mediante prove asincrone il 6 maggio 2025;

- in data 4 agosto 2025 è stata pubblicata sul portale INPA la graduatoria finale di merito del concorso pubblico, per titoli ed esami, relativa al profilo Auditor - Codice 01;

- successivamente, in data 25 novembre 2025, è stata pubblicata sul portale INPA una rettifica della graduatoria finale di merito relativa al medesimo profilo;

risultano attualmente pendenti presso il TAR Calabria diversi ricorsi giurisdizionali avverso la graduatoria finale del profilo Auditor - Codice 01;

- secondo informazioni acquisite, il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria sarebbe in procinto di procedere alla presa d'atto della graduatoria finale, nonostante la pendenza dei ricorsi giurisdizionali;

- sempre secondo tali informazioni, il medesimo Dipartimento intenderebbe procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori, riservandosi eventualmente di annullare i contratti di lavoro in caso di successivi provvedimenti del TAR Calabria;

-tale modalità operativa solleva rilevanti perplessità sotto il profilo della correttezza amministrativa, della certezza degli atti e della tutela dell'interesse pubblico, in quanto l'utilizzo di una graduatoria non definitiva, sub iudice, potrebbe compromettere anche l'eventuale utilizzo della stessa da parte di altre amministrazioni per lo scorrimento degli idonei;

considerato che - la Regione Calabria è interessata da un rilevante fabbisogno di personale qualificato, in particolare nei settori del controllo, dell'audit e della gestione dei fondi comunitari;

- eventuali ritardi, criticità procedurali o carenze di chiarezza nelle fasi concorsuali rischiano di compromettere l'efficienza amministrativa e di alimentare contenziosi;

tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale competente, con delega al personale e al lavoro,

per sapere:

1. se corrisponda al vero che il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria intenda procedere alla presa d'atto della graduatoria finale del concorso per il profilo di Auditor - Codice 01, nonostante la pendenza di ricorsi giurisdizionali innanzi al TAR Calabria;

2. in caso affermativo, se l'Assessore competente ritenga corretta e conforme ai principi di buon andamento, imparzialità e prudenza amministrativa la scelta di procedere all'assunzione dei n. 19 vincitori sulla base di una graduatoria non ancora definitiva;

3. se non si ritenga che tale modalità possa esporre l'Amministrazione regionale a ulteriori contenziosi, nonché incidere negativamente sulla certezza dei rapporti di lavoro instaurati e sull'immagine di trasparenza della Regione Calabria;

4. se l'Amministrazione regionale abbia valutato le ricadute che l'utilizzo di una graduatoria sub iudice potrebbe determinare in relazione alla possibilità di scorrimento della stessa da parte di altre amministrazioni pubbliche;

5. quali iniziative di autotutela o di prudenza amministrativa si intendano eventualmente adottare, anche valutando la sospensione delle assunzioni fino alla definizione del contenzioso pendente;

6. se, in sede di predisposizione del nuovo Piano dei fabbisogni di personale, la Giunta regionale intenda incrementare la dotazione organica del profilo di Auditor, considerata la funzione essenziale svolta da tali figure nelle attività di controllo, audit e monitoraggio dei fondi comunitari e nazionali.

(18; 15/12/2025)

 

Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- su tutto il territorio della Regione Calabria sono state segnalate diffuse e persistenti criticità nel funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118, emerse con maggiore evidenza a seguito della recente riorganizzazione delle Sale Operative e dell'attivazione del numero unico 116-117;

- è stato evidenziato come il nuovo assetto organizzativo, che ha concentrato funzioni decisionali e operative in alcune Sale Operative regionali, abbia determinato una sottrazione di risorse al soccorso territoriale, con un utilizzo crescente delle ambulanze per attività secondarie quali trasferimenti programmati, trasporto di sangue ed emoderivati e missioni non strettamente emergenziali;

- anziché produrre una razionalizzazione del sistema, la riforma avrebbe generato disomogeneità operative tra i territori, confusione gestionale e assegnazioni di missioni non sempre supportate da un'adeguata valutazione clinica, con la conseguente moltiplicazione dei mezzi sulla stessa emergenza e l'attivazione di soccorsi per casi a bassa priorità;

- viene segnalato un aumento significativo del numero complessivo delle missioni su scala regionale, indicato in forte crescita rispetto agli anni precedenti, a fronte di risorse umane e strumentali rimaste sostanzialmente invariate;

- tale situazione avrebbe determinato un allungamento dei tempi di intervento del soccorso sanitario in diverse aree della Calabria, con ripercussioni sulla gestione dei codici tempo-dipendenti e sulla sicurezza dei pazienti;

considerato che - la riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza avrebbe inciso in modo rilevante anche sulle condizioni di lavoro del personale sanitario e tecnico, con frequenti sforamenti di orario, accumulo di straordinari, difficoltà nella programmazione dei turni e un aumento delle tensioni organizzative;

- si registra un progressivo fenomeno di demedicalizzazione delle ambulanze in varie aree della Regione, a seguito dell'uscita dal servizio di medici dirigenti e della crescente difficoltà nel garantire equipaggi completi;

- sugli infermieri del 118 graverebbero responsabilità sempre maggiori, in assenza di un adeguato supporto organizzativo e professionale, con il rischio concreto di un ulteriore impoverimento del servizio per effetto di un possibile esodo di personale;

- il combinato disposto di carenza di risorse, centralizzazione decisionale inefficiente e incremento di missioni improprie rischia di compromettere la tenuta complessiva del Servizio pubblico di Emergenza-Urgenza in Calabria;

si chiede al Presidente della Giunta regionale nella qualità di Commissario ad acta per la sanità della Regione Calabria

per sapere:

1. se le criticità segnalate sul funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 e del sistema 116-117, così come descritte, corrispondano al vero sull'intero territorio regionale;

2. se siano stati effettuati monitoraggi ufficiali, a livello regionale, sui tempi di risposta del soccorso sanitario, sul numero delle missioni e sulla loro appropriatezza clinica successivamente alla riorganizzazione, e quali siano i dati aggiornati in possesso della struttura commissariale;

3. quali misure intenda adottare per ricondurre il sistema di emergenza-urgenza alla sua funzione primaria di soccorso territoriale, riducendo l'impiego improprio dei mezzi di emergenza per attività non urgenti;

4. se non ritenga necessario avviare una revisione complessiva dell'attuale assetto delle Sale Operative, al fine di garantire maggiore equilibrio territoriale, efficienza decisionale e adeguata distribuzione delle risorse tra le diverse aree della Calabria;

5. quali iniziative siano previste per tutelare il personale del 118, assicurando condizioni di lavoro sostenibili, il riconoscimento economico delle prestazioni rese e il mantenimento di un adeguato livello di medicalizzazione delle ambulanze;

6. se intenda promuovere un confronto strutturato con operatori sanitari, direzioni aziendali e rappresentanze professionali, per individuare soluzioni condivise che scongiurino un ulteriore depotenziamento del Servizio pubblico di Emergenza- Urgenza regionale. 7. Le ragioni per le quali, nel processo di internalizzazione non sono state convocate le organizzazioni sindacali, parte integrante delle trattative.

(19; 15/12/2025).

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

• il cadmio è un metallo pesante classificato come cancerogeno per l’uomo (Classe 1, IARC) e notoriamente tossico per reni, ossa, fegato e sistema cardiovascolare, anche a basse dosi di esposizione prolungata;

• l’esposizione al cadmio avviene principalmente tramite l’alimentazione, con concentrazioni rilevanti in alcuni alimenti quali cereali, ortaggi a foglia larga, patate, molluschi, crostacei e frutta secca;

• altre fonti di esposizione includono l’inalazione di aria contaminata, il consumo di acqua contaminata e l’esposizione occupazionale;

• oltre ai siti industriali contaminati e ai Siti di Interesse Nazionale (SIN), il cadmio può diffondersi anche attraverso l’uso di fertilizzanti fosfatici in agricoltura e da depositi atmosferici di origine antropica;

• in Francia, l’agenzia nazionale Santé Publique France ha condotto, tra il 2014 e il 2016, lo studio Esteban, un programma nazionale di biomonitoraggio umano volto a valutare la presenza di metalli pesanti nella popolazione generale. I risultati hanno rivelato, in modo sorprendente, che il cadmio è presente in circa metà della popolazione con livelli superiori ai limiti raccomandati;

considerato che: • in Calabria, non sembra al momento sussistere un sistema strutturato di biomonitoraggio ambientale e umano del cadmio e di altri contaminanti persistenti, né studi epidemiologici regionali;

• alcuni siti industriali dismessi e aree contaminate, come il SIN di Crotone–Cassano–Cerchiara, presentano accertate concentrazioni anomale di cadmio in suoli, falde e acque, con evidenze epidemiologiche di patologie correlate;

• l’ISDE Italia (International Society of Doctors for Environment) ha più volte richiamato l’attenzione sull’importanza di istituire programmi strutturati di biomonitoraggio umano anche in Italia, con particolare riferimento alle regioni con criticità ambientali come la Calabria, sottolineando che solo dati epidemiologici dettagliati possono guidare efficacemente le politiche di prevenzione e tutela della salute pubblica;

• è interesse primario della Regione garantire il diritto alla salute e la conoscenza delle esposizioni ambientali della popolazione, in linea con il principio di precauzione e di giustizia ambientale;

impegna la Giunta regionale

a promuovere e finanziare l’avvio di uno studio regionale di biomonitoraggio umano, con la collaborazione dell’ARPACAL, delle ASP e delle università che preveda il campionamento e l’analisi di urine e/o altri biomarcatori della popolazione, con priorità per le aree classificate SIN;

a garantire la trasparenza, pubblicità e accessibilità dei dati raccolti, anche attraverso la pubblicazione dei risultati sul portale istituzionale della Regione Calabria e di ARPACAL.

(4; 04/12/2025) Laghi

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- l’art. 27 della L. 448/1998 prevede la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo agli studenti meno abbienti delle scuole secondarie di primo e secondo grado;

- il criterio di accesso è basato sull’ISEE, fissato a € 10.632,94. Tale soglia, invariata da anni, non riflette più la reale condizione di disagio economico, penalizzando famiglie con redditi bassi ma superiori a tale limite;

- in Calabria, diversi Comuni segnalano che, a causa di questo limite, le domande ammissibili sono poche e parte dei fondi assegnati dalla Regione dovrà essere restituita, con conseguente inefficacia della misura;

considerato che: - i fondi destinati alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo sono nazionali, trasferiti alle Regioni e da queste ai Comuni;

- l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato che negli ultimi cinque anni la spesa media per studente è aumentata di circa 7-14 euro a seconda della scuola, innalzando il costo totale a cifre che superano i tetti indicati dal Ministero dell’Istruzione e del Merito;

- nel 2024/25, la spesa media per la scuola secondaria di I grado è stata di 580,75 euro, mentre per le superiori si arriva anche a 1.250 euro annui;

- il costo dei libri scolastici rappresenta, pertanto, un onere significativo per le famiglie, soprattutto in un contesto di inflazione e aumento dei prezzi;

- il limite reddituale previsto per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, aggiornato annualmente dal Ministero della Giustizia, è attualmente pari a € 13.659,64, e rappresenta un parametro più realistico per individuare le famiglie in difficoltà;

- tale ultima previsione può ritenersi, pertanto, di sistema;

impegna la Giunta regionale

- a farsi promotrice, in sede di Conferenza Stato-Regioni, di una proposta di revisione del limite ISEE previsto dall’art. 27 della L. 448/1998, equiparandolo almeno alla soglia del gratuito patrocinio (€ 13.659,64), con aggiornamento automatico annuale;

- a sollecitare il Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché adegui i criteri di accesso alla misura, garantendo maggiore inclusione delle famiglie in reale difficoltà economica;

- a trasmettere la presente mozione all’ANCI e alle altre Regioni per favorire una posizione comune;

- ad assumere ogni iniziativa utile allo scopo di garantire l’accesso alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo alla più ampia platea possibile.

(5; 04/12/2025) Ranuccio

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- con la legge 9 dicembre 1998 n.431, rubricata "Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili ad uso abitativo" e ss.mm, all'art. 11 è stato introdotto il "Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione";

- con il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici del 7 giugno 1999 (D.M. 7/6/1999), sono stati stabiliti i requisiti minimi per accedere ai contributi integrativi per le abitazioni in locazione;

- con delibera della Giunta Regionale n. 206 del 27.03.2006, sono state regolamentate tutte le procedure di assegnazione dei contributi per l'accesso alla locazione di cui al citato art. 11, l.431/1998;

- con Circolare n. prot. 336579 del 19.10.2020, resa dal Dipartimento n. 6, la Regione Calabria specificava che i Comuni dovevano pubblicare i bandi finalizzati all'assegnazione dei suddetti contributi entro e non oltre il 31 dicembre dell'anno in corso, ovvero dell'anno di pubblicazione del bando;

- la Legge di Bilancio 2023 ha eliminato la dotazione per il fondo di sostegno all'affitto previsto dall'art. 11, l.431/98;

- i Comuni calabresi hanno continuato ad emettere avvisi pubblici per l'anno 2023 e l'anno 2024, in assenza di sostegno della Regione Calabria;

considerato che - rimangono, dunque, in sospeso le annualità precedenti del 2023 e del 2024;

- la Calabria dagli ultimi dati del Ministero dell'economia è la Regione più povera d'Italia con ricadute civili e sociali in tutti i settori compreso quello abitativo, bene primario da cui deriva la dignità umana, la sicurezza, la stabilità, lo sviluppo della vita sociale e individuale;

- alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, hanno, sostenuto con fondi propri i Comuni intenzionati a creare condizioni di garanzia a favore dei proprietari per aumentare gli alloggi da mettere sul mercato a canone calmierato, con un risparmio notevole per l'affittuario;

- è necessario incentivare politiche regionali come il "Patto per la casa", al fine di promuovere canoni calmierati e bandi specifici come il "Fondo Affitto", che offrono contributi economici per aiutare famiglie in difficoltà a pagare il canone, così da contribuire al raggiungimento del benessere sociale;

tenuto conto che - il disagio abitativo costituisce una delle sfide più complesse della nostra Regione;

- una siffatta problematica non tocca esclusivamente le famiglie vulnerabili, ma produce ripercussioni economiche sostanziali anche su tutto il contesto sociale, atteso che il disagio abitativo abbraccia dimensioni oltre che sociali, anche economiche e sanitarie profonde;

- investire nella risoluzione della crisi abitativa può rivelarsi più vantaggioso economicamente rispetto alle conseguenze che una siffatta crisi può provocare;

- il disagio abitativo influenza negativamente anche il rendimento scolastico dei minori, generando costi aggiuntivi per il sistema educativo, compromettendo il futuro professionale dei più giovani, con la conseguenza che affrontare il problema abitativo significa anche investire nel nostro capitale umano;

preso atto che è di prossima apertura il bando "Una casa per tutti", il nuovo intervento della Regione Calabria, realizzato nell'ambito del Por Calabria 2021 -2027 (Azione 4.1 .1 FSE+), con un fondo complessivo di 9 milioni di euro per sostenere chi vive situazioni di disagio abitativo e prevenire la perdita della propria abitazione;

tutto ciò premesso e considerato si

impegna la Giunta regionale

- a sostenere i Comuni della Regione Calabria a creare le condizioni per aumentare/realizzare gli alloggi da mettere sul mercato;

- a promuovere politiche regionali finalizzate all'emanazione di bandi specifici che consentono di accedere a contributi e/o aiuti ai nuclei familiari in difficoltà per il pagamento del canone di affitto;

- a reperire i fondi necessari per coprire i costi finalizzati al sostegno del pagamento dei canoni di affitto di cui agli avvisi pubblici emessi dai Comuni della Regione Calabria per gli anni 2023 e 2024;

- a sollecitare il Governo nazionale, anche attraverso l'Anci, a ripristinare il fondo ai sensi dell'art 11 della Legge 431/98.

(6; 09/12/2025) De Cicco

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- la Regione Calabria è sottoposta a commissariamento sanitario da oltre quindici anni, con gravi ripercussioni sull'organizzazione dei servizi e sulla continuità terapeutica dei pazienti;

- sono state denunciate difficoltà nella reperibilità di farmaci oncologici e trapiantologici distribuiti tramite il circuito Distribuzione Per Conto (OPC), con casi di rischio concreto di interruzione delle cure;

- vi sono segnalazioni da parte di pazienti trapiantati o con patologie croniche della sostituzione forzata di farmaci originatori con equivalenti presso farmacie autorizzate DPC, pratica non raccomandata dalle linee guida AIFA;

- la carenza di logistica e tracciabilità nella distribuzione dei farmaci ha determinato ritardi e disagi, incidendo direttamente sul diritto alla salute sancito dall'art. 32 della Costituzione. Considerato che: - La continuità terapeutica per pazienti oncologici e trapiantati rappresenta una priorità assoluta di sanità pubblica;

- le inefficienze del sistema DPC, amplificate da eventuali ritardi o rigidità nelle gare centralizzate, rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di aggravare il divario tra Calabria e altre regioni italiane.

impegna la Giunta regionale

1. a intraprendere ogni iniziativa utile diretta a garantire, nel rispetto delle indicazioni AIFA, che per i farmaci originatori non venga applicata alcuna sostituzione automatica non conforme al la normativa vigente. 2. A potenziare la logistica e la tracciabilità digitale dei farmaci in DPC, assicurando strumenti di monitoraggio tempestivo per prevenire disservizi e carenze. 3. A promuovere l'adozione di criteri di flessibilità nelle procedure di approvvigionamento centralizzate, affinché siano garantite scorte strategiche di farmaci essenziali e salvavita. 4. A destinare risorse vincolate per l'approvvigionamento dei farmaci salvavita, tutelandone la disponibilità da misure di contenimento indiscriminato della spesa.

(7; 12/12/2025) Scutellà e Barbuto

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- il disegno di legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane (cd. DDL Montagna) è divenuto legge in data 10 settembre 2025;

- la legge 12 settembre 2025, n. 131, è finalizzata alla valorizzazione delle zone montane italiane, al fine di superare gli svantaggi strutturali delle cosiddette "terre alte", attraverso incentivi economici, fiscali e sociali;

- tra gli aspetti principali della nuova normativa rientrano:

a. la classificazione dei Comuni montani sulla base di criteri altimetrici e di pendenza;

b. misure di sostegno specifico ai lavoratori dei settori sanità e scuola, incentivi per giovani imprenditori e la promozione dello smart working nei piccoli Comuni, attraverso un Fondo con una dotazione di 200 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027;

c. disposizioni in materia di fruizione dei sentieri e dei rifugi escursionistici;

d. previsioni specifiche per la tutela del territorio montano e delle sue fragilità ambientali e produttive, tra cui incentivi agli imprenditori agricoli e forestali;

e. la gestione dei cosiddetti "terreni abbandonati" o "silenti";

f. la tutela rafforzata dei grandi alberi e dei boschi monumentali;

g. la definizione di "cantiere forestale temporaneo" e il potenziamento delle misure di sicurezza sul lavoro;

h. il riconoscimento del ruolo strategico della selvicoltura e l'adozione di apposite linee guida per la sua valorizzazione;

- uno degli elementi centrali della legge è la definizione normativa di "montagna", con l'individuazione di criteri puntuali per l'accesso dei Comuni alle misure di tutela e sostegno previste;

considerato che: - i Comuni montani in Italia sono complessivamente 3.524, pari al 43, 7% del totale dei Comuni italiani, e la maggior parte di essi conta meno di 2.000 abitanti;

-la Calabria, pur non presentando territori di "alta montagna" in senso stretto, è caratterizzata dalla presenza diffusa di aree montane e interne, che svolgono una funzione essenziale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico;

- la definizione di criteri restrittivi per l'individuazione dei Comuni "autenticamente montani" rischia di incidere negativamente sul riordino e sul riconoscimento dei Comuni montani calabresi;

- l'utilizzo esclusivo dei parametri di altimetria e pendenza rischia di escludere dall'elenco dei Comuni montani numerosi territori che, fino ad oggi, sono stati considerati tali;

-solo i Comuni formalmente classificati come montani potranno beneficiare delle misure e delle agevolazioni previste dalla legge, spesso fondamentali per garantire servizi essenziali e contrastare i fenomeni di spopolamento;

- la legge in esame, per come attualmente impostata, rischia di configurarsi come una riforma pensata prevalentemente per i territori alpini, a discapito delle aree appenniniche, contrapponendo territori e comunità tra loro;

preso atto che: - il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie ha annunciato, in occasione delle celebrazioni per la Giornata internazionale della montagna, che sono stati definiti i criteri per la classificazione dei Comuni montani, finalizzati a stabilire cosa debba intendersi per "montagna" in Italia;

-tali criteri prevedono, in particolare: o quale primo criterio, che un Comune sia considerato montano se almeno il 25% della sua superficie è situata sopra i 600 metri di altitudine e almeno il 30% presenta una pendenza pari o superiore al 20%; o in alternativa, un secondo criterio basato su un'altimetria media superiore ai 500 metri;

- nel corso di una successiva sessione informativa è stato confermato l'invio del testo del regolamento alla Conferenza Unificata;

verificato che: - la legge contiene elementi positivi e di rilievo anche per il territorio calabrese, in particolare con riferimento alla valorizzazione dei pascoli e dei boschi montani (art. 12), agli ecosistemi montani (art. 13), ai parchi e alle aree protette in zone montane (art. 14), ai cantieri forestali temporanei (art. 17), alla tutela degli alberi monumentali e dei boschi monumentali (art. 18) e alla disciplina dell'attività escursionistica (art. 22);

-tuttavia, gli stanziamenti previsti appaiono complessivamente inadeguati rispetto alle sfide che le montagne italiane sono chiamate ad affrontare, quali il declino demografico, il dissesto idrogeologico e gli effetti del cambiamento climatico;

- i criteri di classificazione così come delineati, se applicati rigidamente, determinerebbero un impatto fortemente penalizzante per i Comuni montani calabresi, che verrebbero esclusi dalla definizione e, conseguentemente, dai finanziamenti necessari a contrastare lo spopolamento e garantire servizi e opportunità alle comunità locali;

preso atto, altresì, che: - in Calabria i Comuni montani sono attualmente 228 e che, secondo le simulazioni disponibili, il loro numero potrebbe ridursi a 137 a seguito dell'applicazione dei nuovi criteri;

-tale drastica riduzione comprometterebbe le politiche di recupero e valorizzazione delle aree interne e marginali;

-l'esclusione dalla qualifica di Comune montano comporterebbe, inoltre, l'impossibilità di accedere a deroghe fondamentali, tra cui quelle relative al numero minimo di alunni necessario per il mantenimento dei presìdi scolastici;

tutto ciò premesso,

Impegna la Giunta regionale

il Presidente della Regione Calabria - a rappresentare con determinazione, nelle sedi istituzionali competenti, e in particolare presso il Governo centrale e il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, le criticità connesse all'adozione dei criteri di classificazione dei Comuni montani così come attualmente delineati affinché non vengano adottati;

- ad intervenire in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni affinché, nell'ambito del procedimento di adozione del regolamento attuativo, siano introdotti criteri più equi e coerenti con la specificità dei territori appenninici e delle aree montane della Regione Calabria;

- ad intervenire in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni per rappresentare le suddette riserve e preoccupazioni, negando l'intesa su eventuali provvedimenti che penalizzino in modo così rilevante i territori interni della Regione Calabria;

- a promuovere un confronto istituzionale finalizzato alla definizione di parametri integrativi o correttivi che tengano conto non solo dei dati altimetrici e morfologici, ma anche degli indicatori demografici, socioeconomici e di accessibilità ai servizi essenziali;

- ad istituire un tavolo permanente di confronto con gli enti locali, le parti sociali e le rappresentanze istituzionali dei territori montani, al fine di condividere proposte e osservazioni utili a sostenere politiche efficaci di contrasto allo spopolamento e di valorizzazione delle aree montane calabresi.

(8; 15/12/2025) Bruno, Filomena Greco, De Cicco, Alecci, Scutellà

 

Proposta di provvedimento amministrativo n. 22/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci, Filomena Greco, De Cicco, Scutellà, Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria” (deliberazione consiliare n. 24)

Il Consiglio regionale

vista la legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della Regione Calabria), e in particolare l’articolo 26, che dispone in materia di regolamenti del Consiglio regionale;

visto il proprio Regolamento interno, approvato con deliberazione consiliare n.5 del 27 maggio 2005;

vista la proposta di provvedimento amministrativo n. 22/13^ di iniziativa dei Consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci, Greco, De Cicco, Scutellà, Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria”;

udito il relatore, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità esposte in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

- di approvare le modifiche e integrazioni al proprio Regolamento interno, per come di seguito riportate:

Art. 1

(Sostituzione dell'articolo 28 del Regolamento interno del Consiglio regionale)

1.     L'articolo 28 del Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del Consiglio regionale del 27 maggio 2005, n. 5) è sostituito dal seguente:

“Art. 28

(Competenze delle Commissioni permanenti)

 1. Sono istituite le seguenti Commissioni permanenti:

a) Prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della Regione;

b) Seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero;

c) Terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative;

d) Quarta Commissione – Ambiente, lavori pubblici, infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e trasporti, protezione civile;

e) Quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e biblioteche, turismo, porti, commercio;

f) Sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze linguistiche, sport e politiche giovanili.

2. Il Presidente del Consiglio regionale specifica ulteriormente gli ambiti di competenza di ciascuna Commissione permanente.".

Art. 2

(Abrogazione dell'articolo 28-bis del Regolamento interno del Consiglio regionale)

1.     L'articolo 28-bis del Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del Consiglio regionale del 27 maggio 2005, n. 5) è abrogato.

 

RELAZIONE ILLUSTRATIVA:

L'articolo 1 del presente provvedimento apporta una modifica dell'articolo 28 del Regolamento interno del Consiglio regionale, approvato con delibera consiliare n. 5 del 27 maggio 2005, che si rende necessaria al fine di meglio organizzare ed ottimizzare il lavoro delle Commissioni consiliari, cuore pulsante dell’attività legislativa della Regione Calabria. L’intervento si rende necessario, inoltre, per creare una omogeneità tra le materie oggi assegnate alle costituende Commissioni e la proiezione dipartimentale della Regione Calabria il tutto teso a migliorare la trattazione e gestione delle delicate ed importanti pratiche legislative che saranno affrontate da tali organismi. L'articolo 2 del presente provvedimento abroga l'articolo 28-bis del regolamento interno, ai fini di un miglior coordinamento formale con il nuovo sistema di competenze di cui al novellato articolo 28.

RELAZIONE TECNICO - FINANZIARIA:

L'articolo 26 dello Statuto della Regione Calabria demanda al Regolamento interno l'organizzazione e il funzionamento del Consiglio e dei suoi organi interni, in conformità alle disposizioni dello Statuto. In ragione del carattere marcatamente ordinamentale delle disposizioni, il Regolamento interno non contiene una specifica norma finanziaria. Pertanto, il presente provvedimento è caratterizzato dalla neutralità sotto il profilo economico finanziario, poiché contiene modifiche legate ad una diversa attribuzione delle competenze alle Commissioni consiliari permanenti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 25/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 25)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Prima Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 30;

-        hanno riportato voti: Consigliere Greco Orlandino voti 21, Consigliere Ranuccio voti 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Prima Commissione consiliare permanente il Consigliere Greco Orlandino e Vicepresidente il Consigliere Ranuccio, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 26/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 26)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Prima Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 30;

-        hanno riportato voti: Consigliere Rosa voti 21, Consigliere Falcomatà voti 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente il Consigliere Rosa, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 27/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 27)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Seconda Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 29;

-        hanno riportato voti: Consigliere Pietropaolo voti 20, Consigliere Falcomatà voti 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Seconda Commissione consiliare permanente il Consigliere Pietropaolo e Vicepresidente il Consigliere Falcomatà, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 28/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 28)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Seconda Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 29;

-        hanno riportato voti: Consigliere Crinò voti 20, schede bianche 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente il Consigliere Crinò, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 29/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 29)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Terza Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 29;

-        hanno riportato voti: Consigliere Brutto voti 20, Consigliera Madeo voti 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Terza Commissione consiliare permanente il Consigliere Brutto e Vicepresidente la Consigliera Madeo, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 30/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 30)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Terza Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 29;

-        hanno riportato voti: Consigliere Bevilacqua voti 20, schede bianche 7, schede nulle 2;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente il Consigliere Bevilacqua, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 31/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 31)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Quarta Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 29;

-        hanno riportato voti: Consigliere Ferrari voti 20, Consigliera Scutellà voti 9;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Quarta Commissione consiliare permanente il Consigliere Ferrari e Vicepresidente la Consigliera Scutellà, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 32/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 32)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Quarta Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28.;

-        hanno riportato voti: Consigliera Succurro voti 20, Consigliere Laghi voti 1, schede bianche 7;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente la Consigliera Succurro, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 33/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 33)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Quinta Commissione permanente;

-        l’articolo 28 bis del Regolamento interno stabilisce le funzioni della Commissione Riforme;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28;

-        hanno riportato voti: Consigliere Ionà voti 20, Consigliere Alecci voti 8;

considerato che ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Quinta Commissione consiliare permanente il Consigliere Ionà e Vicepresidente il Consigliere Alecci, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 34/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 34)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Quinta Commissione permanente;

-        l’articolo 28 bis del Regolamento interno stabilisce le funzioni della Commissione Riforme;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28;

-        hanno riportato voti: Consigliera Iiriti voti 20, schede bianche 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente la Consigliera Iriti che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

 

Proposta di provvedimento amministrativo n. 35/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 35)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Sesta Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28;

-        hanno riportato voti: Consigliera Santoianni voti 20, Consigliera Greco Filomena voti 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Sesta Commissione consiliare permanente la Consigliera Santoianni e Vicepresidente la Consigliera Greco Filomena, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 36/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente” (deliberazione consiliare n. 36)

Il Consiglio regionale

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

premesso che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020, prevede l’istituzione della Sesta Commissione permanente;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 27;

-        hanno riportato voti: Consigliere Ionà voti 19, schede bianche 7, schede nulle 1;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente il Consigliere Ionà, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 37/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa” (deliberazione consiliare n. 37)

Il Consiglio regionale

premesso che:

-        l’articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1 dell'articolo 29;

-        il comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica deliberazione consiliare;

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

tenuto conto che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 33 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto nella legge regionale 27 dicembre 2002, n. 50 per quanto attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 27;

-        hanno riportato voti: Consigliere Polimeni voti 19, Consigliere Bruno voti 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa il Consigliere Polimeni e Vicepresidente il Consigliere Bruno, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 38/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell'illegalità diffusa” (deliberazione consiliare n. 38)

Il Consiglio regionale

premesso che:

-        l’articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1 dell'articolo 29;

-        il comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica deliberazione consiliare;

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

tenuto conto che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 33 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione contro la ‘ndrangheta in Calabria, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto nella legge regionale 27 dicembre 2002, n. 50 per quanto attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28;

-        hanno riportato voti: Consigliere De Caprio voti 20, schede bianche 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa il Consigliere De Caprio, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 39/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza” (deliberazione consiliare n. 39)

Il Consiglio regionale

premesso che:

-        l’articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1 dell'articolo 29;

-        il comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica deliberazione consiliare;

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

tenuto conto che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 34 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione speciale di vigilanza, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto al comma 3 del medesimo articolo per quanto attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 28;

-        hanno riportato voti: Consigliere Rosa voti 20, Consigliere De Cicco voti 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Presidente della Commissione speciale di vigilanza il Consigliere Rosa e Vicepresidente il Consigliere De Cicco, che hanno ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 40/13^ di iniziativa d’Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza” (deliberazione consiliare n. 40)

Il Consiglio regionale

premesso che:

-        l’articolo 32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1 dell'articolo 29;

-        il comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica deliberazione consiliare;

visti gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;

tenuto conto che:

-        l’articolo 27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni permanenti;

-        l’articolo 34 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione speciale di vigilanza, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto al comma 3 del medesimo articolo per quanto attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;

tenuto conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza, composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;

considerato che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare, ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

atteso che, a seguito delle operazioni di voto a scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:

-        presenti e votanti 27;

-        hanno riportato voti: Consigliera Santoianni voti 18, Consigliere Ionà voti 1, schede bianche 8;

considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;

ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-        di eleggere Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza la Consigliera Santoianni, che ha ottenuto il maggior numero di voti.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 21/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026-2028 (Art. 36 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118) - (Deliberazione di Giunta regionale n. 635 del 5/12/2025)” (deliberazione consiliare n. 41)

Il Consiglio regionale

vista la deliberazione di Giunta regionale n. 635 del 5 dicembre 2025, recante: “Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026 – 2028 (art. 36 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118)”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n. 21/13^;

visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi), e in particolare l’articolo 36 che dispone in materia di adozione del DEFR;

considerato che:

-      l'articolo 36 del decreto legislativo sopra citato dispone che le Regioni adottino il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR), che descrive gli scenari economico-finanziari internazionali, nazionali e regionali, le politiche da adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio ed espone il quadro finanziario unitario regionale di tutte le risorse disponibili per il perseguimento degli obiettivi e della programmazione unitaria regionale, esplicitandone gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento;

-      l’allegato 4/1 al d.lgs.118/2011 prevede che il Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR) si componga di due sezioni:

·     la prima sezione comprende il quadro sintetico del contesto economico e finanziario di riferimento, nonché la descrizione degli obiettivi strategici con particolare riferimento agli obiettivi di politica regionale in campo economico, sociale e territoriale, anche trasversali, articolati secondo la programmazione autonoma delle singole Regioni;

·     la seconda sezione comprende l’analisi sulla situazione finanziaria della Regione e, in particolare, la costruzione del quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli enti regionali, sulla base delle risultanze dell’esercizio precedente, e l’indicazione dell’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, accompagnata da un’indicazione di massima delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi;

tenuto conto che, ai sensi del sopra citato allegato 4/1 al d.lgs.118/2011, il DEFR costituisce il principale strumento di programmazione economico-finanziaria della Regione finalizzato a:

-      rappresentare il quadro di riferimento per la definizione dei programmi, all’interno delle singole missioni, e per la definzione delle risorse disponibili per il finanziamento degli stessi;

-      orientare le successive deliberazioni del Consiglio e della Giunta regionale;

-      costituire il presupposto dell’attività di controllo strategico, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei programmi all’interno delle missioni e alla relazione al rendiconto di gestione;

tenuto conto che, come riportato nella suddetta deliberazione di Giunta regionale n.635/2025, la tempistica di redazione del Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per il triennio 2026 - 2028 è stata necessariamente condizionata dalla tempistica di produzione dei necessari contributi da parte dei Dipartimenti;

visto il Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026–2028 e i relativi allegati, acclusi alla presente deliberazione quali parti integranti e sostanziali;

udito il relatore, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

-      di approvare, ai sensi dell’articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, il Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026 - 2028 e i relativi allegati, acclusi alla presente deliberazione quali parti integranti e sostanziali.

(Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 24/13^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2026-2028” (deliberazione consiliare n. 42)

Il Consiglio regionale

premesso che

- l’articolo 67 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 ribadisce l’autonomia contabile del Consiglio regionale che deve essere assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie;

- il comma 2 del sopra citato articolo 67 stabilisce che il Consiglio regionale adotta il medesimo sistema contabile degli schemi di bilancio della Regione, adeguandosi ai principi contabili generali ed applicati, allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

- l’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 dispone che il bilancio di previsione finanziario è almeno triennale, ha carattere autorizzatorio ed è aggiornato annualmente in occasione della sua approvazione;

- l’articolo 11 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 disciplina la redazione degli schemi di bilancio;

- l’articolo 18 bis, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 stabilisce che, al fine di consentire la comparazione dei bilanci, gli enti adottano un sistema di indicatori semplici, denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del bilancio;

- l’articolo 18 bis, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 dispone che le regioni e i loro enti ed organismi strumentali, entro 30 giorni dall'approvazione del bilancio di previsione, presentano il Piano degli indicatori di bilancio, che è parte integrante dei documenti di bilancio di ciascuna amministrazione pubblica;

visti

- il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante “Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;

- il decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, recante “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118” che, tra l’altro, ha sostituito il titolo III – Ordinamento finanziario e contabile delle Regioni - del citato decreto legislativo;

esaminati gli schemi del bilancio di previsione per gli anni 2026-2028 predisposti dal Settore Bilancio e Ragioneria sulla base degli indirizzi ricevuti dal Direttore generale, nonché dei fabbisogni espressi dai Dirigenti del Consiglio regionale;

considerato che i documenti contabili del bilancio di previsione del Consiglio regionale prevedono un fabbisogno per le spese di funzionamento di euro 57.500.000,00 per ciascun esercizio del triennio 2026-2028;

visto lo Statuto regionale approvato con Legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25, ed in particolare l’art. 23;

visto il nuovo regolamento di amministrazione e contabilità approvato con D.C.R. n.190 del 04 maggio 2017, così come modificato con D.C.R. n. 342 del 28 settembre 2018, che ha recepito i principi introdotti dal Decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118;

visti i principi contabili applicati e gli schemi di bilancio allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

vista la deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 13 del 5 dicembre 2025, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026 - 2028 e approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2026 – 2028”;

visti gli schemi del bilancio di previsione finanziario per gli anni 2026-2027-2028, redatti sulla base dei modelli di cui all’allegato 9 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;

visto il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio del Consiglio regionale esercizi 2026-2027-2028;

visto l’articolo 72, comma 1, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, con cui vengono assegnati al Collegio dei revisori della Regione, i compiti di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione della Regione, delle sue articolazioni organizzative dotate di autonomia contabile e di bilancio, compreso il Consiglio regionale ove questo non sia dotato di un proprio organo di revisione;

esaminato, altresì, il bilancio di previsione del Consiglio regionale 2026-2028 suddiviso per missioni e programmi, elaborato in attuazione dei principi di cui al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 secondo gli schemi previsti dall’allegato 9 del decreto stesso, che di seguito si riepilogano e che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto:

- Bilancio entrate;

- Bilancio spese;

- Riepilogo generale delle entrate per titoli;

- Riepilogo generale delle spese per titoli;

- Riepilogo generale delle spese per missioni;

- Quadro generale riassuntivo;

- Equilibri di bilancio;

- Tabella dimostrativa del risultato di amministrazione presunto (all’inizio dell’esercizio 2026);

- Composizione per missioni e programmi del fondo pluriennale vincolato esercizi 2026-2028;

- Composizione dell’accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità esercizi 2026-2028;

- Elenco delle spese obbligatorie;

- Elenco delle entrate ricorrenti/non ricorrenti;

- Elenco delle spese ricorrenti/non ricorrenti;

- Elenco delle spese che possono essere finanziate con il fondo di riserva per spese impreviste;

- Elenco delle previsioni annuali di competenza e di cassa secondo la struttura del piano dei conti;

- Nota integrativa;

dato atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti (verbale n. 61 del 16 dicembre 2025, parere n. 30/2025), allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale, reso ai sensi del combinato disposto dell’articolo 72, comma 1 del d.lgs.118/2011 e dell’articolo 13, comma 4 del regolamento di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale

udito il relatore, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;

delibera

per le considerazioni, motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:

- di approvare lo schema del bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028, che si compone degli allegati previsti dalla normativa vigente, allegati alla presente deliberazione di cui costituiscono parte integrante e sostanziale;

- di approvare il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028, allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

- di prendere atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti (verbale n. 61 del 16 dicembre 2025, parere n. 30/2025), allegato alla presente deliberazione di cui costituisce parte integrante e sostanziale;

- di chiedere alla Giunta regionale la somma di euro 57.500.000,00 per ciascun esercizio del triennio 2026-2028, per come stabilito dall’art. 13, comma 6 del regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 190 del 4 maggio 2017 e aggiornato con D.C.R. n. 342 del 28 settembre 2018;

- di trasmettere la presente deliberazione, unitamente ai relativi allegati, alla Giunta regionale e al Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per il seguito di rispettiva competenza.

(Allegati)

Proposta di legge n. 14/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità regionale 2026 - (Deliberazione di Giunta regionale n. 636 del 5/12/2025)” (deliberazione consiliare n. 43)

Art. 1

(Rifinanziamento leggi regionali)

1. Ai sensi dell'allegato 4/1, paragrafo 7, lettera b), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42),  il rifinanziamento degli stanziamenti previsti dalle leggi regionali di spesa è determinato per l'esercizio finanziario 2026 in 315.414.434,19 euro, per l'esercizio finanziario 2027 in 307.749.954,20 euro e per l'esercizio finanziario 2028 in 304.670.398,76 euro, per come indicato nella Tabella C allegata alla presente legge.

Art. 2

(Concorso agli obiettivi di finanza pubblica)

1. Il contributo di finanza pubblica di cui all'articolo 4 della legge regionale 27 dicembre 2023, n. 56 (Legge di stabilità regionale 2024), è rideterminato, per l'annualità 2026, in 11.790.679,00 euro ed è allocato alla Missione 01, Programma 03 (U.01.03) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.

2. Il contributo di finanza pubblica di cui all'articolo 3 della legge regionale 23 dicembre 2024, n. 41 (Legge di stabilità regionale 2025) è rideterminato per l'esercizio finanziario 2026 in 34.580.200,00 euro, per l'esercizio finanziario 2027 in 35.251.476,45 euro e per l'esercizio finanziario 2028 in 35.074.136,10 euro ed è allocato alla Missione 20, Programma 03 (U.20.03), dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.

Art. 3

(Cofinanziamento del Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027)

1. La quota di cofinanziamento a carico del bilancio regionale del Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027 è rideterminata per il triennio 2026-2028 rispettivamente in 5.000.000,00 euro per l'annualità 2026, in 5.921.524,31 euro per l'annualità 2027 e in 5.456.042,99 euro per l'annualità 2028.

2. Nelle more della completa iscrizione del Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027, le somme di cui al comma 1 sono allocate alla Missione 20, Programma 03 (U.20.03), dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.

3. La Giunta regionale, su istanza della competente Autorità di gestione regionale, è autorizzata a effettuare le necessarie variazioni al bilancio di previsione 2026-2028.

Art. 4

(Disposizioni contabili per l'attuazione dell'articolo 21, commi 3,4 e 5, della legge regionale 7 agosto 2024, n. 31)

1. Al fine di garantire la completa attuazione delle disposizioni dettate dall’articolo 21, comma 3, della legge regionale 7 agosto 2024, n. 31 (Modifiche a leggi regionali a seguito di impegni assunti con il governo in attuazione del principio di leale collaborazione e disposizioni normative) la Giunta regionale è autorizzata a effettuare le necessarie variazioni, con prelievo delle risorse già allocate alla Missione 16, Programma 01 (U.16.01) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028.

Art. 5

(Modifica dell'articolo 17 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13)

1. L'articolo 17 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13 (Collegato alla manovra di assestamento di bilancio per l’anno 2005) è così modificato:

a) al comma 1-bis le parole: “, nei limiti disciplinati con il regolamento di cui al comma 3” sono soppresse;

b) al comma 2 dopo la parola: “risultato” sono aggiunte le seguenti: “conformemente alle previsioni della contrattazione collettiva nazionale e decentrata del personale del comparto Regioni e Autonomie locali”;

c) il comma 3 è abrogato.

Art. 6

(Norma finanziaria)

1.Alla copertura degli oneri derivanti dalla presente legge si fa fronte, ai sensi del d. lgs. 118/2011, con le risorse autonome in libera disponibilità evidenziate nello stato di previsione della entrata del bi lancio 2026-2028.

2. Con la tabella C, allegata alla presente legge, è data dimostrazione analitica della nuova spesa autorizzata con riferimento alle leggi organiche, ai Programmi e ai capitoli della spesa.

Art. 7

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2026.

(Allegati)

Proposta di legge n. 15/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028 - (Deliberazione di Giunta regionale n. 637 del 5/12/2025)” (deliberazione consiliare n. 44)

Art. 1

(Bilancio di competenza – Stato di previsione dell'entrata e della spesa)

1. Lo stato di previsione di competenza delle tipologie dell'entrata della Regione per il triennio 2026-2028, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente legge è approvato in euro 7.817.216.207,71 euro per l’anno 2026, in euro 6.657.581.193,20 euro per l’anno 2027 e in 6.284.362.063,55 euro per l’anno 2028 (Tabella A).

2. Lo stato di previsione delle contabilità speciali dell'entrata per il triennio 2026-2028 è approvato in euro 800.000.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028 (Tabella A - riga entrate per conto terzi).

3. È autorizzato l'accertamento delle entrate per il triennio 2026-2028.

4. Lo stato di previsione di competenza dei programmi della spesa della Regione per il triennio 2026-2028, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente legge è approvato in 7.817.216.207,71 euro per l’anno 2026, in 6.657.581.193,20 euro per l’anno 2027 e in 6.284.362.063,55 euro per l’anno 2028 (Tabella B).

5. Lo stato di previsione delle contabilità speciali della spesa per il triennio 2026-2028 è approvato in 800.000.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028 (Tabella B - riga uscite per conto terzi).

6. È autorizzata l’assunzione di impegni entro i limiti degli stanziamenti dello stato di previsione della spesa di cui ai commi 4 e 5.

Art. 2

(Bilancio di cassa - Stato di previsione dell'entrata e della spesa)

1. È approvato in 16.606.284.171,50 euro lo stato di previsione di cassa delle tipologie dell'entrata della Regione per l'anno finanziario 2026, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente legge (Tabella A).

2. È approvato in 927.052.703,94 euro lo stato di previsione di cassa del totale delle contabilità speciali dell’entrata della Regione per l’anno finanziario 2026, annesso alla presente legge (Tabella A - riga entrate per conto terzi).

3. Sono autorizzate le riscossioni e il versamento dei tributi e delle entrate per l'anno 2026.

4. È approvato in 13.407.420.928,61 euro lo stato di previsione di cassa dei programmi della spesa della Regione per l'anno finanziario 2026, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente legge (Tabella B).

5. È approvato in 929.868.795,71 euro lo stato di previsione di cassa del totale delle contabilità speciali della spesa della Regione per l’anno finanziario 2026, annesso alla presente legge (Tabella B - riga uscite per conto terzi).

6. È autorizzato il pagamento delle spese entro i limiti degli stanziamenti dello stato di previsione di cui ai commi 4 e 5.

Art. 3

(Residui attivi e passivi presunti)

1. È approvato in 8.448.344.623,81 euro il totale dei residui attivi presunti delle tipologie al 1° gennaio 2026, al netto delle contabilità speciali, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella A).

2. È approvato in 127.052.703,94 euro il totale dei residui attivi presunti delle contabilità speciali al 1° gennaio 2026, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella A).

3. È approvato in 6.025.697.976,60 euro il totale dei residui passivi presunti dei programmi al 1° gennaio 2026, al netto delle contabilità speciali, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella B).

4. È approvato in 129.868.795,71 euro il totale dei residui passivi presunti delle contabilità speciali al 1° gennaio 2026, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella B).

Art. 4

(Entrate derivanti dalla contrazione di mutui)

1. Per come già autorizzato con l’articolo 4, comma 1, della legge regionale 27 dicembre 2023, n. 57 (Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria per gli anni 2024-2026) e con l’articolo 8 della legge regionale 25 ottobre 2024, n. 35 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per gli anni 2024-2026), le entrate derivanti dalla contrazione di mutui, con oneri a carico del bilancio regionale per la copertura della quota regionale di cofinanziamento dei programmi ivi richiamati, sono determinate in 75.728.892,22 euro per l’annualità 2026, in 69.148.054,05 euro per l’annualità 2027 e in 52.756.003,73 euro per l’annualità 2028.

2. Nelle more della completa iscrizione in bilancio dei programmi indicati nelle disposizioni richiamate al comma 1, la Giunta regionale è autorizzata, su istanza delle competenti Autorità di gestione regionali dei suddetti programmi, a effettuare le variazioni al bilancio di previsione 2026-2028.

3. Gli oneri annui dell’ammortamento dell’indebitamento di cui al presente articolo trovano capienza, negli anni di relativa assunzione, negli stanziamenti della Missione 50, Programma 01 (U.50.01), per quanto riguarda la quota interessi e Programma 02 (U.50.02) per quanto riguarda la quota capitale, dello stato di previsione della spesa del bilancio 2026-2028 e delle annualità successive.

Art. 5

(Fondo di riserva per spese obbligatorie e d’ordine)

1. Il fondo di riserva per spese obbligatorie e d’ordine è iscritto nello stato di previsione della spesa alla Missione 20, Programma 01 (U.20.01), ed è determinato in 12.000.000,00 euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028.

2. Sono considerate obbligatorie e d’ordine le spese specificate nell’elenco allegato alla presente legge.

Art. 6

(Fondo di riserva per le spese impreviste)

1. Il fondo di riserva per le spese impreviste, ai sensi dell’articolo 48, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi), è iscritto nello stato di previsione della spesa della Missione 20, Programma 01 (U.20.01) ed è determinato per l’esercizio finanziario 2026 in 400.000,00 euro.

Art. 7

(Quadro generale riassuntivo)

1. È approvato il quadro generale riassuntivo dell'entrata e della spesa del bilancio di competenza e di cassa della Regione, annesso alla presente legge, ai sensi dell’articolo 11 del d.lgs.118/2011.

Art. 8

(Classificazione dell’entrata e della spesa)

1. Le entrate della Regione sono classificate secondo quanto previsto dall'articolo 15 del d.lgs.118/2011. I Titoli e le Tipologie delle entrate sono approvati nell'ordine e con la denominazione indicati nel relativo stato di previsione (Tabella A).

2. Le spese della Regione sono classificate secondo quanto previsto dagli articoli 12, 13 e 14 del d.lgs.118/2011. Le Missioni e i Programmi sono approvati nell'ordine e con la denominazione indicati nel relativo stato di previsione (Tabella B).

Art. 9

(Autorizzazione alle variazioni al bilancio)

1. Le variazioni sono effettuate ai sensi degli articoli 48 e 51 del d.lgs.118/2011.

Art. 10

(Allegati del bilancio)

1. Sono approvati gli allegati del bilancio di previsione 2026-2028, per come previsti dall’articolo 11 del d.lgs.118/2011.

Art. 11

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno 1° gennaio 2026.

(Allegati)

Proposta di legge n. 18/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Brutto, Mattiani, Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative” (deliberazione consiliare n. 45)

Art. 1

(Modifiche della l. r. 1/2025)

1. Alla legge regionale 24 gennaio 2025, n. 1 (Valorizzazione delle professioni non organizzate in ordini o collegi sul territorio della Regione Calabria) sono apportate le seguenti modifiche:

a) nell’articolo 1:

1) il comma 1 è sostituito con il seguente:

“1. La presente legge regionale, nel rispetto della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni organizzate), in attuazione del terzo comma dell’articolo 117 della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, intende regolare le professioni non organizzate in ordini e collegi.”;

2) nel comma 3, dopo le parole: “l. 5 giugno 2003, n. 131)” sono inserite le seguenti: “e nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia di concorrenza e libertà di circolazione”, le parole: “riconosciuta dal”, ovunque presenti, sono sostituite dalle seguenti: “iscritta nell’elenco del” e le parole: “certificazioni delle competenze” sono sostituite dalle seguenti: “attestazioni di qualità e qualificazione dei servizi professionali”;

b) nell’articolo 5:

1) nella rubrica, le parole: “e portabilità delle certificazioni delle competenze acquisite dei soggetti” sono soppresse;

2) nel comma 1, le parole: “riconosciute dal” sono sostituite dalle seguenti: “iscritte nell’elenco del”, le parole: “riconosciuta dal” sono sostituite dalle seguenti: “iscritta nell’elenco del” e la parola: “certificazioni” è sostituita dalle seguenti: “attestazioni di qualità e qualificazione dei servizi professionali”;

3) all’inizio del comma 2, la parola: “Il” è sostituita dalle seguenti: “Nell’ambito dei requisiti previsti dalla legge n. 4 del 2013 e dalla circolare ministeriale del 24 marzo 2022, il”;

c) nell’articolo 6 la parola: “riconosciute” è sostituita dalle seguenti: “iscritte nell’elenco del MIMIT”.

Art. 2

(Modifiche della l. r. 17/ 2025)

1. Alla legge regionale 4 aprile 2025, n. 17 (Istituzione del sistema informativo integrato regionale della Calabria e costituzione della società “ReDigit S.p.A.”) sono apportate le seguenti modifiche:

a) nella lettera r) del comma 1 dell’articolo 4 è aggiunto il seguente periodo: “In caso di gare di importo superiore alle soglie indicate nell’articolo 62, comma 1, del Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (Codice dei contratti pubblici), la società ReDigit S.p.A. svolge i compiti di stazione appaltante e centrale di committenza subordinatamente al conseguimento della qualificazione prevista ai sensi dell’articolo 63 e dell’allegato II.4 del medesimo decreto legislativo.”;

b) l’articolo 6 è modificato come segue:

1) nel comma 1, dopo la parola: “reclutamento” sono inserite le seguenti: “e l’inquadramento”;

2) nel comma 2, le parole da: “con” a “stessi” sono sostituite dalle seguenti: “ed è inquadrato sulla base dei criteri e delle modalità definiti nel provvedimento di cui al comma 1.”;

c) nel comma 2 dell’articolo 8, dopo le parole: “di quanto definito” sono inserite le seguenti: “dalle disposizioni del Codice dei contratti pubblici,”.

Art. 3

(Modifiche della l. r. 20/2025)

1. Dopo l’articolo 13 della legge regionale 4 aprile 2025, n. 20 (Strategie di intervento educativo e inclusione scolastica degli alunni con alto potenziale cognitivo e con altri bisogni educativi speciali) è aggiunto il seguente:

“Art. 14

(Entrata in vigore e adeguamento alla normativa statale di riferimento)

1. L’attuazione delle misure previste dalla presente legge decorre dall’anno scolastico 2026/2027.

2. La Regione adegua le disposizioni della presente legge alla sopravvenuta normativa statale di riferimento.”.

Art. 4

(Modifiche dell’articolo 2-bis della l. r. 37/2023)

1. All’articolo 2-bis della legge regionale 7 agosto 2023, n. 37 (Disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di Trasporto non di linea.) sono apportate le seguenti modifiche:

a) nel comma 2, le parole da: “, tenuto” a “k)” sono soppresse;

b) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2-bis. Per le finalità di cui al comma 1, il vettore deve disporre di una sede operativa e di almeno una rimessa nel territorio della Regione Calabria. 2-ter. Il competente dipartimento regionale adotta apposite linee guida per la disciplina dei titoli autorizzatori di cui al comma 1, nel rispetto delle previsioni dettate dalla normativa statale vigente e secondo i criteri di cui all’articolo 3, comma 2, lettere da b) a k).”.

Art. 5

(Modifiche dell’articolo 4 della l. r. 39/2024)

1. La lettera f) del comma 3 dell’articolo 4 della legge regionale 29 novembre 2024, n. 39 (Interventi a favore degli operatori dello spettacolo viaggiante) è sostituita dalla seguente: “f) promuove iniziative per l’effettività del diritto-dovere all’istruzione per i figli degli attrazionisti viaggianti.”.

Art. 6

(Modifiche della l. r. 39/2023)

1. Nel comma 2 dell’articolo 34 della legge regionale 10 agosto 2023, n. 39 (Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale), dopo la parola “ulteriori” la parola “dodici” è sostituita con la seguente: “ventiquattro”.

2. Nel primo periodo del comma 2 dell’articolo 36 della l. r. 39/2023 dopo la parola “altri” la parola “dodici” è sostituita con la seguente: “ventiquattro”.

Art. 7

(Modifiche all’articolo 39 della l.r. 47/2011)

1. All’articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2011, n. 47 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012) sono apportate le seguenti modifiche:

a) nella lettera b) del comma 1-bis, le parole: “31 dicembre 2025” sono sostituite dalle seguenti: “30 aprile 2027”;

b) nel comma 5, le parole: “31 agosto 2026” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2027”.

Art. 8

(Abrogazioni)

1. È abrogato il comma 7 dell’articolo 25 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 7 (Norme sull’ordinamento della struttura organizzativa della Giunta regionale e sulla dirigenza regionale), così come sostituito dall’articolo 1, comma 15 della legge regionale 28 agosto 2000, n. 14 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2000 e pluriennale 2000/2002 della Regione Calabria).

2. È abrogato il primo periodo del comma 16, dell’articolo 1, della l. r. 14/2000.

Art. 9

(Modifiche della l. r. 12/2005)

1. Il comma 6 dell’articolo 1 della legge regionale 3 giugno 2005, n. 12 (Norme in materia di nomine e di personale della Regione Calabria) è modificato come segue:

a) dopo la parola: “dirigenziali” si inserisce la seguente: “apicali”;

b) dopo la parola: “diritto” sono inserite le seguenti: “, rispettivamente,”;

c) la parola: “medesima” è sostituita dalle seguenti: “regionale e alla data di insediamento degli organi di cui all’articolo 14, comma 2, dello Statuto”.

Art. 10

(Norma transitoria)

1. La previsione di cui all’articolo 1, comma 6, della l. r. 12/2005, così come modificato dall’articolo 9 della presente legge, opera anche riguardo agli incarichi dirigenziali apicali delle strutture amministrative della giunta e del consiglio, in essere alla data di insediamento degli organi attualmente in carica.

Art. 11

(Disposizioni finanziarie)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Art. 12

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul ollettino Ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di legge n. 6/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Sistema regionale della formazione professionale - (Deliberazione di Giunta regionale n. 547 del 13/11/2025)” (deliberazione consiliare n. 46)

Titolo I

Disposizioni generali

Art. 1

(Oggetto e finalità)

La presente legge disciplina il sistema regionale della formazione professionale in coerenza con le strategie dell’Unione Europea per lo sviluppo delle risorse umane, concorrendo a garantire la crescita dell’identità personale e sociale delle persone.

1.  La Regione riconosce il ruolo della formazione professionale, quale servizio di interesse generale volto alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per il primo inserimento, la qualificazione, la riqualificazione, la specializzazione, l’aggiornamento e il perfezionamento dei lavoratori in un quadro di apprendimento permanente.

2.  Per le finalità di cui al comma 2, la Regione pone in essere azioni per:

a)    potenziare il livello di apprendimento e incrementare la partecipazione dei giovani, delle donne, degli adulti non qualificati e delle persone in condizione di vulnerabilità economica ai percorsi formativi correlati, contrastando al contempo l’analfabetismo e l’abbandono scolastico;

b)    garantire servizi di orientamento e informazione volti a facilitare la scelta dei percorsi di istruzione, formazione e sviluppo professionale;

c)    rafforzare l’inclusione attiva dei soggetti a rischio di esclusione sociale e lavorativa;

d)   assicurare l’inclusione attiva dei soggetti svantaggiati e delle persone con disabilità prevedendo specifici percorsi di orientamento permanente e formazione professionale;

e)    incentivare la cooperazione tra le istituzioni scolastiche e gli enti di formazione, anche in collaborazione con il sistema delle imprese, nonché progetti e interventi per lo sviluppo di specifiche figure professionali, mediante modalità innovative di comunicazione e integrazione.

Titolo II

Sistema regionale della formazione professionale

Art. 2

(Sistema regionale della formazione professionale)

1.  Il sistema regionale della formazione professionale è così articolato:

a)    percorsi formativi per l'assolvimento del diritto-dovere nell'istruzione e formazione professionale (IeFP);

b)    percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e di istruzione tecnologica superiore (ITS Academy);

c)    percorsi formativi per l’apprendistato;

d)   altri percorsi di formazione superiore e di alta formazione;

e)    percorsi di formazione continua e permanente;

f)     percorsi di formazione per soggetti svantaggiati;

g)    percorsi di formazione per l’accesso a specifiche professioni e ad attività economiche e produttive in relazione alla formazione regolamentata da specifiche norme comunitarie, nazionali e regionali;

h)    percorsi formativi relativi alle qualificazioni del repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze;

i)     azioni di mobilità transnazionale;

j)     tirocini estivi di orientamento.

2.  La Regione, al fine di conciliare tempi di vita e di lavoro, promuove, altresì, modelli di apprendimento a distanza (FAD), attraverso l’utilizzo di apposite piattaforme digitali.

Art. 3

(Soggetti attuatori della formazione professionale)

1.   I percorsi di formazione professionale possono essere attuati solo dagli organismi, pubblici o privati, in possesso dell’accreditamento rilasciato dalla Regione Calabria.

2.   Non sono soggetti all’accreditamento:

a)    le aziende, per le attività di stage e tirocinio che si svolgono presso di esse;

b)    le strutture che svolgono attività di supporto tecnico e amministrativo alle amministrazioni competenti nel settore della formazione;

c)    le strutture che prestano servizi configurabili come azioni di assistenza tecnica;

d)    le istituzioni scolastiche e le università, per le attività di orientamento rivolte ai propri studenti;

e)    le istituzioni scolastiche e le università, per tutti i casi in cui non sia previsto l’accreditamento in base alla normativa nazionale;

f)     i datori di lavoro, pubblici e privati, che svolgono direttamente attività formative per il proprio personale;

g)    gli istituti scolastici e i centri provinciali per l’educazione degli adulti che, previo accordo con la Regione, svolgono attività di supporto tecnico e amministrativo per la realizzazione e lo svolgimento dell'esame di certificazione delle competenze.

3.   La Giunta regionale approva le linee guida per l’accreditamento degli organismi di formazione e orientamento professionale.

Art. 4

(Istruzione e formazione professionale)

1.     I percorsi di istruzione e formazione professionale sono finalizzati a garantire l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione professionale e sono attuati nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge regionale 18 dicembre 2013, n. 53 (Disciplina del Sistema Regionale dell’Istruzione e Formazione Professionale).

Art. 5

(Formazione tecnica superiore e alta formazione)

1.  Nel rispetto della normativa statale e dei livelli essenziali delle prestazioni, la Regione promuove, anche in coerenza con quanto previsto dall’articolo 2, lettere p) e q), della legge regionale 28 giugno 2023, n. 25 (Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l’apprendimento permanente), un’offerta di formazione tecnica superiore di ITS Academy e IFTS ampia e diversificata, in grado di sostenere lo sviluppo economico e la competitività del sistema produttivo e di contribuire alla diffusione della cultura tecnica, tecnologica, scientifica e professionale, rispondente ai parametri europei di qualificazione delle competenze delle persone, in particolare dei giovani.

2.  La Regione può concorrere alla definizione di un’offerta formativa terziaria, mediante intese, anche di livello nazionale, con gli atenei e il sistema della ricerca, in modo tale da rispondere al bisogno dinamico delle competenze del mondo del lavoro e del sistema economico produttivo regionale, ovvero mediante adesione alla filiera formativa tecnologica di cui all’articolo 1 della legge 8 agosto 2024, n. 121 (Istituzione della filiera formativa tecnologico-professionale). A tal fine, la Regione, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, sostiene la progettazione e la realizzazione di percorsi rivolti sia a disoccupati sia a occupati, che si concludono o mediante il conseguimento di titoli previsti dagli ordinamenti accademici o di competenze per attività di ricerca.

Art. 6

(Formazione continua e permanente)

1.  La Regione promuove, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, le attività formative finalizzate a rafforzare l’adattabilità dei lavoratori, la mobilità professionale e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro attraverso l’acquisizione di nuove competenze professionali o l’aggiornamento di quelle possedute, anche mediante la rete regionale di cui all’articolo 29 della l.r.25/2023.

2.  Le attività di formazione continua sono destinate:

a)    ai lavoratori occupati;

b)    ai dipendenti o agli inquadrati secondo le tipologie contrattuali previste dalla vigente normativa, compresi gli apprendisti;

c)    ai lavoratori autonomi;

d)   ai soci lavoratori di cooperative di lavoro;

e)    ai coadiuvanti e ai titolari d’impresa.

3.  Rientra nella formazione continua la formazione finalizzata all’inserimento diretto nell’organico aziendale sulla base di accordi sindacali.

4.  Le attività di formazione permanente sono rivolte a tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale e dal titolo di studio, e sono finalizzate:

a)    all’aggiornamento e alla qualificazione professionale;

b)   alla specializzazione professionale;

c)    all’innalzamento del livello culturale e di promozione della cittadinanza attiva;

d)   al rafforzamento delle competenze chiave per l’apprendimento permanente;

e)    allo sviluppo dell’imprenditorialità e alla creazione d’impresa;

f)     alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro;

g)   alla transizione verde e digitale.

Art. 7

(Formazione regolamentata)

1.  La formazione regolamentata comprende i corsi obbligatori per l'accesso a specifiche professioni o attività economiche, disciplinati da normative comunitarie, nazionali o regionali.

2.  Per la realizzazione delle attività formative e il rilascio di attestazioni valide ai fini di legge è necessaria l’autorizzazione rilasciata dall’Ente competente.

Art. 8

(Attività formative non finanziate)

1. Lo svolgimento di corsi di formazione professionale non finanziati dalla Regione deve essere preventivamente autorizzato dall’Ente competente.

2. Il rilascio dell’autorizzazione è subordinato al ricorrere dei seguenti requisiti e condizioni:

a)    svolgimento del corso da parte di un organismo accreditato;

b)    conformità del corso con lo standard di percorso formativo approvato dalla Regione e pubblicato nel repertorio regionale delle competenze;

c)    congruità della quota di partecipazione richiesta agli allievi rispetto ai costi medi degli interventi formativi pubblici dello stesso tipo o la quantificazione e la provenienza di finanziamenti diversi dalle rette degli allievi;

d)   controllo dell’Ente competente sulle attività formative.

Art. 9

(Mobilità transnazionale)

1.  La Regione sostiene, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, attività di mobilità transnazionale, costituite da tirocini transnazionali, corsi di formazione transnazionali, visite di studio, tirocini curricolari, esperienze di lavoro aventi l’obiettivo di:

a)    migliorare la conoscenza delle lingue straniere e le competenze professionali degli individui, nonché le competenze interculturali;

b)    sviluppare la condivisione delle opportunità di formazione e di lavoro e favorire il miglioramento di competenze settoriali.

Art. 10

(Valorizzazione delle esperienze professionali e invecchiamento attivo)

1.  La Regione, in un’ottica intergenerazionale e interculturale, valorizza le esperienze professionali e formative acquisite dalle persone nel corso della loro vita lavorativa e sostiene, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, l’invecchiamento attivo, consentendo ai lavoratori anziani di continuare a lavorare, anche mediante ricollocazione.

Art. 11

(Formazione per soggetti svantaggiati e per persone con disabilità)

1.   La Regione promuove, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, interventi formativi mirati per i soggetti svantaggiati al fine di incrementare l’occupabilità e favorirne l’inclusione sociale, da attuare anche in maniera integrata con i servizi del lavoro e le politiche sociali.

2.   La Regione, in conformità alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 32 (Norme per la promozione e lo sviluppo del diritto al lavoro delle persone con disabilità), promuove attività di orientamento, formazione, accompagnamento, tirocinio, riqualificazione e transizione al lavoro per le persone con disabilità, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili.

Art. 12

(Sistema regionale della certificazione delle competenze)

1.  Il sistema regionale di certificazione delle competenze garantisce il riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni professionali rilasciate a livello regionale e l’attuazione delle politiche regionali per l'apprendimento, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili.

2.  Il sistema è attuato attraverso:

a)    il repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze che declina gli standard professionali, formativi e di certificazione;

b)   il sistema informativo di accesso e gestione integrato con il sistema informativo regionale del lavoro previsto dall’articolo 11 della l.r.25/2023.

3.  La certificazione delle competenze può essere effettuata da:

a)    ARPAL Calabria;

b)    organismi formativi accreditati in possesso degli specifici requisiti aggiuntivi previsti per l'erogazione del servizio;

c)    soggetti accreditati per i servizi per il lavoro, in possesso dei requisiti aggiuntivi previsti per l'erogazione del servizio.

4.  Le qualificazioni regionali afferenti al repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 (Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze), nonché quelle relative ad attività o professioni regolamentate, hanno validità su tutto il territorio nazionale.

5.  Le qualificazioni di cui al presente articolo sono rilasciate dalla Regione, attraverso l'ARPAL Calabria, nel rispetto dei livelli essenziali di prestazione stabiliti dalla normativa statale vigente:

a)    in esito ad apprendimento formale, attraverso la certificazione delle competenze;

b)    in esito ad apprendimenti non formali e informali a seguito di un processo di individuazione e validazione, seguito dalla certificazione.

6.  Il sistema formativo regionale è orientato a riconoscere la formazione espletata in contesti di lavoro (work-based learning), anche in percorsi formativi brevi (micro-credenziali/micro-qualificazioni), con particolare attenzione ai settori chiave della crescita intelligente e sostenibile, tra i quali la green economy, la blue economy e l’innovazione tecnologica.

7. Il sistema formativo regionale garantisce in esito a percorsi formativi, anche brevi, la messa in trasparenza delle competenze acquisite secondo schemi (incluse micro-credenziali/micro-qualificazioni) che evidenzino:

a)    le competenze specifiche acquisite;

b)   la durata del percorso formativo;

c)    il livello di qualificazione raggiunto;

d)   l'eventuale riconoscibilità nell'ambito del sistema regionale delle qualifiche ottenute.

8.  La certificazione finale delle competenze viene rilasciata da specifiche commissioni che operano nel pieno rispetto dei principi di terzietà, indipendenza e oggettività del processo valutativo. La composizione di tali commissioni è definita con apposito provvedimento del dipartimento competente in materia di formazione professionale.

Art. 13

(Orientamento permanente)

1.  La Regione, anche sulla base degli indirizzi ministeriali di cui alle linee guida sull’apprendimento permanente, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, favorisce azioni finalizzate a garantire il diritto all'orientamento lungo tutto l’arco della vita per sostenere il pieno sviluppo delle potenzialità individuali nelle attività formative e professionali, l’acquisizione di una mentalità creativa, innovativa e imprenditoriale, una maggiore mobilità dei giovani e una più ampia inclusione delle persone svantaggiate.

2.  Gli interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati che attuano le politiche dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche attraverso le reti territoriali di cui all’articolo 4, comma 55, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita) e l’integrazione tra i sistemi, in raccordo con i centri per l'impiego.

Art. 14

(Tirocini estivi di orientamento)

1.  Nell’offerta regionale, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, sono inseriti i tirocini estivi di orientamento, della durata massima di tre mesi, da svolgersi durante la sospensione estiva delle attività didattiche con finalità orientative e di addestramento pratico.

2.  I tirocini estivi sono rivolti a soggetti regolarmente iscritti a un corso di laurea o post-laurea, o a un ciclo di studi di istruzione secondaria di secondo grado o di formazione professionale, in coerenza e in continuità con i percorsi di studio e formativi frequentati.

3.  Il dipartimento competente in materia di formazione stabilisce le modalità e i limiti di attivazione dei tirocini estivi di orientamento.

4.  Gli esiti delle attività dei tirocini estivi di orientamento sono oggetto di monitoraggio.

Titolo III

Governance e strumenti di programmazione del sistema formativo

Art. 15

(Funzioni della Regione)

1.  La Regione esercita funzioni di indirizzo e coordinamento, programmazione, pianificazione, monitoraggio, valutazione dei servizi e degli interventi di orientamento permanente e formazione professionale.

Art. 16

(Funzioni della Città metropolitana di Reggio Calabria)

1.  La Città metropolitana di Reggio Calabria, nell’ambito territoriale metropolitano di propria competenza, esercita le seguenti funzioni in materia di formazione professionale:

a)    attuazione di interventi del Piano triennale di cui all’articolo 17;

b)    programmazione e promozione di attività volte alla qualificazione, riqualificazione, specializzazione, aggiornamento e perfezionamento dei lavoratori;

c)    attività di studio, ricerca e documentazione in materia di formazione professionale;

d)   adempimenti amministrativi per l’utilizzo dei fondi assegnati per le attività formative;

e)    controlli e vigilanza sulle attività formative.

Art. 17

(Piano triennale delle politiche per la formazione professionale e l’orientamento permanente)

1.  La programmazione della formazione professionale e dell’orientamento permanente regionale è orientata:

a)    all'analisi dei fabbisogni formativi e delle competenze maggiormente richieste nel mercato del lavoro regionale, con particolare attenzione alle aree in cui si verifica il maggiore disallineamento tra domanda e offerta di competenze (skills mismatch). Le risultanze delle analisi costituiscono progressivamente la base per la programmazione dei percorsi formativi, dando priorità alle aree con maggiore disallineamento tra domanda e offerta di competenze (skills mismatch) e coinvolgendo le parti sociali ed economiche, anche attraverso la promozione di patti per le competenze;

b)    a valorizzare gli esiti delle indagini sui fenomeni e sull’andamento del mercato del lavoro regionale e ad introdurre specifiche misure di accompagnamento per facilitare l'accesso ai percorsi formativi da parte dei soggetti più vulnerabili e a rischio di esclusione dal mercato del lavoro;

c)    all'implementazione di metodologie e strumenti più avanzati per l'analisi del mercato del lavoro (labour market intelligence), anche attraverso l’elaborazione di stime sui risultati socio-occupazionali previsti derivanti dall'attività formativa;

d)    a promuovere percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di competenze con particolare attenzione ai settori chiave della crescita intelligente e sostenibile, tra i quali la green economy, la blue economy e l’innovazione tecnologica, prevedendo negli avvisi e bandi anche i risultati occupazionali stimati;

e)    promuovere l’introduzione di strumenti premiali e meccanismi volti a incoraggiare un maggiore coinvolgimento del settore privato in attività progettuali e formative che prevedano la compartecipazione di soggetti privati.

2.  La Giunta regionale, sentite le parti sociali, approva, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili individuate all’interno del PAR, entro il 30 novembre dell'anno precedente il triennio di riferimento, il Piano strategico triennale per la formazione professionale e l'orientamento permanente, in coerenza con quanto stabilito all’articolo 3 della l.r.25/2023 e sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio sul mercato del lavoro di cui agli articoli 10 e 11 della l.r.25/2023.

3.  Il Piano di cui al comma 2 definisce:

a)    gli obiettivi da perseguire e le modalità di monitoraggio e valutazione;

b)    le strategie di intervento, in linea con i fondi europei e la programmazione regionale, adattandole ai diversi territori e settori economici, sulla base delle esigenze espresse dal mercato del lavoro e privilegiando quelle in cui si verifica il maggiore disallineamento di competenze;

c)    le risorse disponibili di origine europea e statale e i principi di collegamento con le politiche di competitività e coesione sociale;

d)    le linee di intervento, in raccordo con le politiche dell’istruzione, le politiche giovanili, le politiche per la competitività, la ricerca e l’innovazione, la strategia per lo sviluppo delle competenze.

Art. 18

(Controlli sulle attività formative)

1.  La Regione e la Città Metropolitana di Reggio Calabria nell’ambito territoriale metropolitano di propria competenza effettuano i controlli, anche a campione e in loco, sulle attività formative erogate dagli organismi formativi, verificando:

a)     la conformità dei percorsi agli standard formativi;

b)     la conformità delle attività formative alle disposizioni nazionali e regionali in materia;

c)     la corretta gestione delle risorse finanziarie.

2.  Le modalità di controllo e le sanzioni conseguenti alle irregolarità riscontrate nell’erogazione delle attività formative sono disciplinate dalla Regione, sentita la Città Metropolitana di Reggio Calabria, nelle linee guida regionali per l’accreditamento.

Art. 19

(Monitoraggio e valutazione)

1.  Al fine di assicurare l'efficacia e l’efficienza delle politiche nel campo dell'orientamento e della formazione professionale, la Regione adotta:

a)    un sistema di valutazione ex ante finalizzato a stimare, in fase pre-implementativa, la pertinenza e l'efficacia dell'offerta formativa verificando la rispondenza ai fabbisogni del mercato del lavoro e alle esigenze dell’utenza;

b)    un sistema di monitoraggio costante dei processi e di valutazione ex post dei risultati, esteso anche alla formazione continua, inclusa la formazione gestita dai Fondi paritetici interprofessionali.

2.  I principali indicatori per il monitoraggio sono:

a)    indicatori di impatto sull'occupazione;

b)   indicatori di sviluppo economico locale;

c)    indicatori di efficienza dei servizi per valutare la performance operativa dei percorsi e dei servizi di orientamento e formazione;

d)   indicatori di soddisfazione degli utenti.

Titolo IV

Disposizioni finali

Art. 20

(Modalità attuative)

1. Entro 180 giorni sono adottati o adeguati i provvedimenti di attuazione alla presente legge.

Art. 21

(Copertura finanziaria)

1. Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico delle risorse autonome del bilancio regionale.

Art. 22

(Abrogazioni)

1.  A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge sono abrogate:

a)    la legge regionale 19 aprile 1985, n. 18 (Ordinamento della formazione professionale in Calabria);

b)    gli articoli 23 e 30 della l.r.25/2023;

c)    gli articoli 134, 135, 136, 137, 138 commi 8 e 9, 141 della Legge regionale 12 agosto 2002, n. 34 (Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali).

Art. 23

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)