XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
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N. 4
SEDUTA DI giovedì
18 dicembre 2025
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio
lavori h. 15.53
Fine
lavori h. 21.41
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
La seduta inizia alle 15.53
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a
dare lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Brutto. Ne
ha facoltà.
Presidente, chiedo, anche a nome del consigliere
Bevilacqua, l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero
6/13^ riguardante il “Sistema regionale della formazione professionale”.
Pongo in votazione la richiesta d’inserimento della
proposta di legge numero 6/13^ che è approvata.
Proseguiamo con l’ordine del giorno, la proposta di
provvedimento amministrativo numero 22/13^ di iniziativa dei consiglieri
Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci, Filomena Greco, De Cicco, Elisa
Scutellà, Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio
regionale”.
Cedo la parola alla consigliera De Francesco per
illustrare il provvedimento.
Grazie, signor Presidente. Colleghi consiglieri,
assessori, Presidente della Giunta, signori della stampa, pubblico presente, oggi
presentiamo la proposta di provvedimento amministrativo concernente “Modifiche
al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria”.
Il provvedimento interviene sull'articolo 28 del Regolamento
interno con l'obiettivo di ottimizzare l'organizzazione e il funzionamento
delle Commissioni consiliari permanenti che rappresentano il fulcro
dell'attività legislativa e di controllo dell'Assemblea.
La proposta mira a una ridefinizione più chiara e
funzionale delle competenze delle Commissioni, adeguandole all'evoluzione delle
politiche regionali e alle esigenze operative del Consiglio. Contestualmente,
si procede all'abrogazione dell'articolo 28-bis,
al fine di garantire maggiore coerenza e semplificazione del quadro
regolamentare.
La riforma risponde alla necessità di rafforzare la
fase istruttoria dei provvedimenti, migliorare il coordinamento tra le Commissioni
e rendere più efficiente il lavoro consiliare, evitando sovrapposizioni e
frammentazioni delle competenze.
La nuova articolazione delle Commissioni permanenti
risulta così definita:
Prima Commissione: affari istituzionali, affari
generali, normativa elettorale e riforme;
Seconda Commissione: bilancio, programmazione
economica, attività produttive, commercio, affari dell'Unione Europea e
relazioni con l'estero;
Terza Commissione: sanità, attività sociali e
formative;
Quarta Commissione: assetto, utilizzazione del
territorio e protezione dell'ambiente;
Quinta Commissione: istruzione, attività culturali,
turismo, sport e politiche giovanili;
Sesta Commissione: agricoltura e foreste, consorzi
di bonifica e risorse naturali.
Questo assetto consente una maggiore
specializzazione delle Commissioni, una più efficiente distribuzione delle
materie e un miglior supporto dell'attività dell'Aula.
Dal punto di vista finanziario, il provvedimento ha
natura esclusivamente ordinamentale e non comporta nuovi o maggiori oneri per
il bilancio regionale si propone, pertanto, l'approvazione del provvedimento. Grazie.
Grazie, collega De Francesco.
Non ci sono richieste di intervento, pertanto, procediamo
all'esame e votazione per parti separati, articolo per articolo.
È pervenuto l'emendamento, protocollo numero 25243,
a firma dei consiglieri Caputo, Giannetta, Mattiani, Brutto e Pitaro che
sostituisce l'articolo 1.
Cedo la parola al consigliere Caputo per l’illustrazione
dell’emendamento. Prego.
Grazie, Presidente. La presente proposta emendativa
mira a sostituire l'articolo 1 della proposta di provvedimento amministrativo
numero 22/13^ armonizzando con maggiore puntualità, nel rispetto del comma 1
dell'articolo 28 dello Statuto della Regione Calabria, le materie delle Commissioni
consiliari. Nello specifico l'intervento si rende necessario per creare una
omogeneità tra le materie oggi assegnate alle costituenti Commissioni e la
proiezione dipartimentale della Regione Calabria, il tutto teso a migliorare la
trattazione e gestione delle delicate e importanti pratiche legislative che
saranno affrontate da tali organismi. Grazie.
Grazie, collega Caputo.
Parere della Giunta?
Parere favorevole.
Parere del relatore?
Parere favorevole.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne
ha facoltà.
Grazie, signor Presidente.
Intervengo solo per sottolineare che
sull'emendamento non possiamo esprimere un voto favorevole perché, sempre nello
spirito della collaborazione, siamo stati un po' di tempo a rielaborare assieme
la rivisitazione delle Commissioni in maniera propositiva, credo collaborativa;
quindi, siamo pronti a votare favorevolmente il provvedimento nel suo complesso,
ma l'emendamento ci è arrivato solo pochi minuti fa. Auspichiamo per il futuro
di poter collaborare sempre in maniera più puntuale e ricevere gli emendamenti
prima per poterli votare insieme in Aula.
Grazie, collega Alecci.
Se non ci sono altri interventi pongo in votazione
l'emendamento sostitutivo dell'articolo 1 che è approvato.
Articolo 1
(È approvato l’emendamento sostitutivo)
Articolo 2
(È approvato)
Pongo in votazione il provvedimento nel suo
complesso, così come emendato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento
formale.
Il provvedimento è approvato, come emendato, con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Proposta di provvedimento amministrativo numero
25/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima
Commissione consiliare permanente”.
Ricordo che, a norma dell'articolo 30 del Regolamento
interno, l'elezione del Presidente e del Vicepresidente avviene con un'unica
votazione a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza, risulta
eletto Presidente il primo per numeri di voti ottenuti e Vicepresidente il
secondo per numeri di voto ottenuti.
Costituiamo, quindi, il seggio elettorale e invito il
Segretario questore a svolgere la funzione di scrutatore. Procediamo alla
distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l’elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente. Presenti
e votanti 30; hanno riportato voti: Orlandino Greco 22, Giuseppe Ranuccio 8. Pertanto,
proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Greco e a quella di Vicepresidente
il consigliere Ranuccio.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 26/13^
d'Ufficio recante: “Elezione del consigliere segretario della Prima Commissione
consiliare permanente”. Procediamo alla votazione per l'elezione del segretario
della Prima Commissione, ai sensi dell'articolo 30, comma 4, del Regolamento
interno risulta eletto segretario della Commissione chi ha riportato il maggior
numero di voti e in caso di parità il più anziano di età. Procediamo alla distribuzione
delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Prima Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 30;
hanno riportato voti: Riccardo Rosa 21; Giuseppe Falcomatà 9. Pertanto, proclamo
eletto alla carica di segretario il consigliere Rosa.
Proposta del provvedimento amministrativo numero
27/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda
Commissione consiliare permanente”. Ricordo che, a norma dell'articolo 30 del Regolamento
interno, l'elezione del Presidente e del Vicepresidente avviene in un'unica
votazione a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza, risulta
eletto Presidente il primo per numeri di voti ottenuti e Vicepresidente il
secondo per numero di voti ottenuti.
Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente.
Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Filippo Pietropaolo 20; Giuseppe Falcomatà
9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Pietropaolo
e alla carica di Vicepresidente il consigliere Falcomatà.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
28/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Seconda
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Seconda Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti
29; ha riportato 20 voti Giacomo Crinò, schede bianche 9. Pertanto, proclamo
eletto alla carica di segretario il consigliere Crinò.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
29/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente.
Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Angelo Brutto 20; Rosellina Madeo
9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Brutto e alla
carica di Vicepresidente la consigliera Madeo.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
30/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Terza
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Terza Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 29;
ha riportato 20 voti Gianpaolo Bevilacqua, schede bianche 7, schede nulle 2.
Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Bevilacqua.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 31/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente.
Presenti e votanti 29; hanno riportato voti: Sergio Ferrari 20, Elisa Scutellà
9. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Ferrari e
alla carica di Vicepresidente la consigliera Scutellà.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
32/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Quarta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliere De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Quarta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti
28; hanno riportato voti: Rosaria Succurro 20, Ferdinando Laghi 1, schede
bianche 7. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario la consigliera Succurro.
Proposta di provvedimento amministrativo numero
33/13^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente.
Presenti e votanti 28; hanno riportato voti: Emanuele Ionà 20; Ernesto Alecci
8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Ionà e Vicepresidente
il consigliere Alecci.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 34/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Quinta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco,
a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Quinta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 28;
ha riportato 20 voti Daniela Iiriti; schede bianche 8. Pertanto, proclamo
eletto alla carica di segretario la consigliera Iiriti.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 35/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente. Presenti
e votanti 28; hanno riportato voti: Elisabetta Santoianni 20; Filomena Greco 8.
Pertanto, proclamo eletto alla carica di Presidente la consigliera Santoianni e
alla carica di Vicepresidente la consigliera Greco.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 36/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Sesta
Commissione consiliare permanente”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco, a fare la chiama.
Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Sesta Commissione consiliare permanente. Presenti e votanti 27;
ha riportato 19 voti Emanuele Ionà; schede bianche 7, schede nulle 1. Pertanto,
proclamo eletto alla carica di segretario il consigliere Ionà.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 37/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione
speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e
dell'illegalità diffusa”.
Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l’elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro il fenomeno della
'ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa. Presenti e votanti 27;
hanno riportato voti: Marco Polimeni 19; Vincenzo Bruno 8. Pertanto, proclamo
eletto alla carica di Presidente il consigliere Polimeni e alla carica di Vicepresidente
il consigliere Bruno.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 38/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Commissione
speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta”. Procediamo alla distribuzione
delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
segretario della Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della
corruzione e dell'illegalità diffusa. Presenti e votanti 28; ha riportato 20 voti
Antonio De Caprio; schede bianche 8. Pertanto, proclamo eletto alla carica di segretario
il consigliere De Caprio.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 39/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione
speciale di vigilanza”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De Francesco,
a fare la chiama. Grazie.
(Sono distribuite le schede)
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del
Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza. Presenti
e votanti 28; hanno riportato voti: Riccardo Rosa 20; Francesco De Cicco 8. Pertanto,
proclamo eletto alla carica di Presidente il consigliere Rosa e alla carica di Vicepresidente
il consigliere De Cicco.
Proposta di provvedimento amministrativo numero 40/13^
d'Ufficio, recante: “Elezione del consigliere segretario della Commissione speciale
di vigilanza”. Procediamo alla distribuzione delle schede.
Invito il Segretario questore, consigliera De
Francesco, a fare la chiama. Grazie.
Fa la chiama.
(Segue la votazione, indi lo spoglio delle schede)
Presidenza del vicepresidente Giacomo Pietro Crinò
Comunico l'esito della votazione per l'elezione del segretario della
Commissione speciale di vigilanza. Presenti e votanti 27; hanno riportato voti:
Elisabetta Santoianni 18; Emanuele Ionà 1; schede bianche 8. Pertanto, proclamo
eletto alla carica di segretario la consigliera Santoianni.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne
ha facoltà.
Grazie, signor Presidente. Ho
aspettato di intervenire affinché si concludessero le operazioni elettorali.
Non posso però esimermi dallo spendere due parole per una pagina, secondo me,
negativa che oggi abbiamo scritto all'interno del Consiglio regionale, con la
Commissione speciale di vigilanza che viene trattenuta dalla maggioranza.
Sarò brevissimo. Mi piace però
evidenziare che la Commissione speciale di vigilanza è stata voluta da un
governo di centrosinistra, all'epoca governatore Loiero, che l’ha istituita -
credo intorno al 2008 - assegnandola - per come la consuetudine vuole a livello
parlamentare, ma anche in tante altre Regioni governate anche dal centrodestra
- alle forze di minoranza. Seguono diversi governi: il governo Scopelliti, di
centrodestra, la trattiene per sé e per la sua maggioranza; subentra il governo
Oliverio, di centro sinistra, che - mi piace sottolinearlo - con la sua
maggioranza, decide all'epoca di assegnare la Commissione speciale di vigilanza
anche in quel caso alle opposizioni, alle minoranze, affinché proprio possano
svolgere al meglio il ruolo che viene affidato loro dai cittadini, quello di
vigilare sul lavoro della Giunta regionale. Avviene così in tante Regioni
governate dal centrodestra e dal centrosinistra. Avviene così in Parlamento per
la Commissione di vigilanza, pensiamo anche a quella di Vigilanza Rai.
Mi dispiace però che oggi
questa maggioranza e il presidente Occhiuto abbiano
perso l'occasione di dimostrare con i fatti e non con le parole
utilizzate la volta passata dal Presidente di voler aprire una vera e sana
discussione e collaborazione con la minoranza. Ricordo ancora una volta a tutti
noi che, quando c'è stata chiesta la massima collaborazione, l'abbiamo data:
l’abbiamo fatto con la Giunta per le elezioni che era formata da 10 componenti,
5 di maggioranza e 5 di minoranza, per la quale ci è stato chiesto che fosse
assegnata alla collega Iiriti; noi non ci siamo sottratti e lo abbiamo fatto
nello spirito di collaborazione; abbiamo collaborato anche per riformulare le
Commissioni; abbiamo votato favorevolmente al primo punto all'ordine del
giorno, dimostrando ancora una volta volontà di collaborazione; lo abbiamo
rifatto quando all'interno della minoranza, purtroppo, molti di noi - anzi,
forse, per fortuna - volevano partecipare alle Commissioni e pensavamo di
chiedere l'allargamento dei componenti a 9, eppure ci siamo attenuti
all'appello che ha fatto il Presidente del Consiglio regionale, il consigliere
Salvatore Cirillo, richiudendoci nella stanza e uscendo poi con la proposta,
appunto accolta, del numero di componenti a 6, anche questa volta collaborando.
Mi sembra però che questa
collaborazione non serva a nulla, ecco, non abbia portato a nulla, e mi
dispiace perché il presidente Occhiuto dimostra, a questo punto, di voler
soltanto spartire un po' di potere in più nella sua maggioranza, piuttosto che
dimostrarsi collaborativo con la minoranza.
È una voracità - io l'ho
chiamata bulimia - eccessiva, che non è un buon presagio per il futuro.
Vorrei ricordare anche che io qualche tempo fa
presentai una proposta di legge sulla disostruzione nelle scuole per i bambini
che, quando mangiano in maniera troppo frettolosa, rischiano di soffocarsi.
Beh, mi sa che devo presentare una proposta di legge anche per gli adulti,
perché qua la voracità e la voglia di arraffare il più possibile la vedo nei
banchi della maggioranza e in questa Amministrazione. C'è un detto calabrese
che però ci mette in guardia e che dice: “Chi vuole mangiare con due ganghi, con due ganasce, rischia di morire soffocato”. Non
lo auguro a nessuno. Il mio augurio, anzi, è che si possa collaborare in
maniera più fattiva e che non rimanga solo a parole, ma che si possa tramutare
poi in fatti come oggi, purtroppo, per me e per l'esercizio della democrazia
all'interno del Consiglio regionale e dei suoi organismi, non è stato fatto.
Grazie.
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
Grazie, collega Alecci.
Ha chiesto di intervenire il
collega Bruno. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, questo
della Commissione speciale di vigilanza è il secondo strappo che la maggioranza
fa in questo scorcio di Legislatura.
Il primo lo avete fatto con la
modifica dello Statuto per abolire il referendum, che ancora è una pagina che
grida vendetta. Noi, è chiaro, è evidente, che percorreremo tutte le strade per
poter intervenire affinché quella norma non venga approvata.
È una violazione evidente: la
maggioranza con quel provvedimento vuole intervenire per modificare
completamente lo Statuto perché, se si impedisce ai cittadini calabresi di
intervenire per modifiche parziali, anche se sostanziali, con il referendum e
non approvarlo, evidentemente si ha una logica della democrazia che non è la
nostra.
Noi abbiamo, invece – lo
diceva il collega Alecci - risposto agli appelli che il presidente Cirillo e il
presidente Occhiuto ci hanno avanzato durante la seconda seduta di Consiglio
regionale e abbiamo risposto in più occasioni, dando il nostro appoggio, il
nostro consenso, su alcune pratiche che la maggioranza ha portato; dobbiamo
ancora una volta anche su questo, però, far notare che alcuni provvedimenti su
cui c'era necessità di una discussione in Commissione, si è voluto ancora una
volta forzare e portarli direttamente in Consiglio.
La Commissione speciale di
vigilanza è un altro di questi elementi di forzatura che state
portando in questa Legislatura. La vigilanza era ed è una Commissione che,
ovunque è stata istituita - lo dice la stessa parola - vigila sul lavoro della maggioranza,
sul lavoro del Consiglio, sul lavoro della Giunta. Invece, per quadrare i conti
nella vostra maggioranza, ancora una volta forzate le regole e ve la assegnate,
nonostante ci sia stata un’interlocuzione tra il
consigliere Tridico e il presidente Occhiuto, durante le prime sedute
di Consiglio, in cui il presidente Occhiuto aveva in qualche modo assicurato
che il Consiglio avrebbe potuto sicuramente assegnare all'opposizione la
Commissione speciale di vigilanza, così come è nelle regole democratiche.
Evidentemente, continuate a
forzare le regole e noi su questo - non vi è dubbio - faremo battaglia. Non
vorremmo rispondere ad una vecchia logica per incancrenire ancora di più i
rapporti, però vi chiediamo rispetto; vi chiediamo rispetto nel mantenere gli
impegni, vi chiediamo rispetto nell'osservare le regole democratiche del
Consiglio.
Noi non vogliamo concessioni,
non chiediamo concessioni, noi chiediamo che le regole siano rispettate e su
questo noi faremo una battaglia seduta per seduta. Grazie.
Grazie, collega Bruno. Ha chiesto di intervenire la
collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Mi unisco a quello che è stato
detto dai miei colleghi in precedenza, perché anche come Movimento 5
Stelle voglio che sia messa agli atti la nostra contrarietà alla decisione che
avete preso. Chiaramente qui non c'è una voglia di conciliare e di lavorare
insieme. Come è stato già ampiamente detto, vi era un accordo, c'erano state
delle interlocuzioni tra il presidente Occhiuto e il presidente Pasquale
Tridico. Noi sapevamo di queste interlocuzioni che oggi non vengono rispettate.
Come è stato già detto, se una Commissione di vigilanza - la stessa parola dice che c'è qualcuno che
deve vigilare su quello che è l'operato della Regione - viene assegnata alla
maggioranza stessa, ve la cantate e ve la suonate da soli praticamente.
Quindi, di conseguenza, come
opposizione registriamo questa ennesima mancanza di rispetto nei nostri
riguardi; non sto qui ad elencarle, nonostante la legislatura sia iniziata da
poco, se dovessi elencare tutte le mancanze di rispetto che ci sono state nei
riguardi dell'opposizione, ci vorrebbe la legislatura nuova - non si sa quando
avverrà - e su questo poi mi riservo di ritornarci dopo.
Quindi, mi aggiungo anch'io,
come capogruppo del Movimento 5 Stelle, a questa
sottolineatura. Grazie.
Grazie, collega Scutellà.
Prima di passare agli altri
punti all’ordine del giorno, dobbiamo rettificare una votazione precedente
relativa all'esito della votazione per la PPA numero 25/13^.
Erano presenti e votanti: 30; hanno riportato voti:
Ranuccio 9, non 8, e Greco Orlandino 21, non 23. Grazie.
Cedo la parola alla consigliera De Francesco per
illustrare il provvedimento. Prego, collega.
Grazie, signor Presidente.
Il documento contabile in
oggetto è stato approvato con deliberazione di Giunta regionale numero 635 del
5 settembre 2025, ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118,
che prevede che le Regioni adottino il Documento di Economia e Finanza
Regionale avente un orizzonte temporale triennale.
Il documento è stato redatto
tenendo conto delle indicazioni contenute nel Documento Programmatico di
Bilancio nazionale che assume la funzione di riferimento per la definizione
dello scenario macroeconomico e della manovra di finanza pubblica.
Il DEFR è un documento di
programmazione economico-finanziaria della Regione, per come previsto dal
principio contabile applicato di cui all'allegato 4/1 del decreto legislativo
numero 118, che definisce gli obiettivi della manovra di bilancio regionale,
costituendo lo strumento a supporto del processo di previsione.
Il DEFR rappresenta il quadro
di riferimento per la definizione dei programmi da realizzare all'interno delle
singole missioni e per la definizione delle risorse disponibili per il
finanziamento degli stessi; altresì, orienta le successive deliberazioni del
Consiglio e della Giunta e costituisce il presupposto dell'attività di
controllo strategico, con particolare riferimento allo stato di attuazione dei
programmi all'interno delle missioni e alla relazione di rendiconto di
gestione.
Il DEFR contiene le linee
programmatiche dell'azione di governo regionale per il periodo compreso nel
bilancio di previsione, necessarie per il conseguimento degli obiettivi di
sviluppo della Regione.
Si compone di due sezioni.
La prima sezione comprende il
quadro sintetico del contesto economico e finanziario di riferimento e la
descrizione degli obiettivi strategici, con particolare riferimento agli
obiettivi di politica regionale in campo economico, sociale e territoriale.
La seconda sezione comprende
l'analisi sulla situazione finanziaria della Regione e, in particolare, contiene: la costruzione del
quadro tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli Enti regionali
sulla base delle risultanze dell'esercizio precedente e l'indicazione
dell'articolazione della manovra necessaria per il perseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, accompagnata anche da una indicazione di massima
delle misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi.
Il DEFR si basa su un'analisi
dettagliata della situazione socio-economica regionale,
nazionale e internazionale, delineando strategie per promuovere, pur
nell'ambito dei vincoli esistenti e delle variabili di contesto, la crescita
economica, l'innovazione tecnologica e la coesione sociale.
L'analisi del contesto
finanziario costituisce il punto di partenza per la definizione del quadro
tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli Enti regionali e fornisce
gli elementi necessari per la costruzione della manovra di bilancio tesa al conseguimento
degli obiettivi di finanza pubblica.
Con riferimento alla
situazione finanziaria regionale, la manovra di bilancio regionale 2026-2028 si
iscrive in un contesto di crescente complessità, fortemente condizionato da
vincoli di finanza pubblica a più livelli, che ne limitano strutturalmente lo
spazio di manovra autonomo. Nello specifico, il peso dei contributi di finanza
pubblica continua a rappresentare la principale criticità: tali misure si sono
consolidate in accantonamenti e riversamenti allo Stato di risorse proprie,
riducendo significativamente la capacità della Regione di sostenere la spesa
corrente e gli investimenti da realizzare con le risorse autonome. Occorre
comunque segnalare che per il triennio 2026-2028, la manovra statale ha
limitato leggermente il contributo a carico delle Regioni per l'anno 2026.
Con il presente documento si
individuano gli obiettivi strategici prioritari dell'azione regionale, mettendo
in evidenza, in una logica unitaria, trasversale e multilivello, le risorse
provenienti da differenti fonti, quali la Programmazione europea 2021-2027, il
PNRR, le risorse statali e quelle autonome della Regione nonché gli strumenti
necessari alla loro attuazione.
Per il triennio 2026-2028
l'azione regionale si concentra su missioni strategiche volte a promuovere uno
sviluppo sociale, economico e ambientale integrato e inclusivo, rendendo
competitivo il sistema produttivo primario e garantendo la coesione territoriale.
Grazie.
Non ci sono richieste di
intervento.
Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente al relativo allegato,
è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Proposta di provvedimento
amministrativo numero 24/13^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante:
“Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e
approvazione del Piano degli indicatori di bilancio”.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego,
consigliera.
Grazie, signor Presidente.
Il bilancio di previsione del
Consiglio regionale della Calabria per gli esercizi 2026-2028 è stato redatto
sulla base delle disposizioni e dei modelli previsti dal decreto legislativo 23
giugno 2011, numero 118.
Il bilancio di previsione del
Consiglio regionale ha durata triennale e ha natura autorizzatoria per l'intero
triennio; è stato redatto sia in termini di competenza che di cassa.
Le entrate del bilancio di
previsione sono suddivise per titoli, in base alla fonte di provenienza, e per
tipologie, in base alla natura dell'entrata.
Le spese del bilancio di
previsione sono articolate in missioni e programmi sulla base, rispettivamente,
delle funzioni esercitate e degli aggregati omogenei di attività. Le spese sono
poi classificate per titoli sulla base della natura della spesa.
Rientrano nelle entrate per
trasferimenti correnti le somme che la Giunta regionale trasferisce per il
funzionamento del Consiglio regionale e le somme trasferite dall'Autorità
Garante per le Comunicazioni per il finanziamento delle funzioni delegate al Co.Re.Com
Calabria.
Gli stanziamenti per le spese
del Consiglio regionale nel triennio 2026-2028 sono stati quantificati sulla
base dei fabbisogni comunicati dai dirigenti delle strutture amministrative.
Gli stanziamenti iscritti nel bilancio di previsione 2026-2028 del Consiglio
regionale rispettano i limiti in materia di spesa di personale e di spesa di
lavoro flessibile.
Infine, con il presente
provvedimento è approvato il Piano degli indicatori e dei risultati attesi di
bilancio del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028.
Sul presente provvedimento il
Collegio dei Revisori dei conti ha espresso parere favorevole con proprio
verbale numero 61 del 16 dicembre 2025. Grazie.
Grazie, collega. Non ci sono
richieste di intervento.
Prendiamo atto del parere
favorevole del Collegio dei revisori dei conti. Pongo in votazione il
provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
di autorizzazione al coordinamento formale.
Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati,
è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Proposta di legge numero
14/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità
regionale 2026”.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, collega.
Grazie, Presidente.
La Regione, tra i principali
strumenti di programmazione, adotta una legge di stabilità regionale che, per
come previsto dall'articolo 36, comma 4, e dal punto 7 dell'allegato 4/1 del
decreto legislativo numero 118 del 2011, contiene un quadro di riferimento
finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione; essa contiene
esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza dal
primo anno considerato nel bilancio di previsione.
Il quadro generale di
riferimento per la manovra di bilancio regionale 2026-2028 si iscrive in un
contesto di crescente complessità, caratterizzato da vincoli di finanza
pubblica a più livelli, che ne limitano strutturalmente lo spazio di manovra da
realizzare con le risorse autonome. In particolare, la costruzione del bilancio
regionale è condizionata, del tutto o in parte, da diversi fattori
interconnessi, fra i quali rivestono particolare rilevanza i contributi
regionali al raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica e le
disposizioni inserite nella manovra di bilancio dello Stato.
Gli aspetti più rilevanti
della manovra riguardano:
- la rimodulazione, in 11,8
milioni per l'anno 2026, del contributo di finanza pubblica da versare allo
Stato ai sensi dell'articolo 1, comma 527 della legge 30 dicembre 2023, numero
213;
- la rimodulazione
dell'accantonamento di 34,58 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2026,
di 35,25 milioni di euro per l'esercizio finanziario 2027 e di 35,07 milioni di
euro per l'esercizio finanziario 2028, per far fronte al contributo di finanza
pubblica richiesto ai sensi dell'articolo 1, della legge 30 dicembre 2024,
numero 207;
- la rimodulazione del
cofinanziamento del Programma regionale Calabria FSE+ 2021-2027, pari a 5
milioni di euro per il 2026, a 5,9 milioni di euro per il 2027 e 5,4 milioni di
euro per il 2028;
- la conferma, per quanto
possibile, del livello di finanziamento delle leggi di spesa disposto con la
tabella C allegata alla legge di stabilità 2025-2027, soprattutto per quanto
riguarda le cosiddette “leggi sensibili”: politiche sociali, precariato, trasporti.
La proposta consta di 7 articoli contenenti disposizioni di carattere
finanziario.
In particolare, con l'articolo
1 si prevede il rifinanziamento delle leggi regionali di spesa per il triennio
2026-2028. Le singole leggi rifinanziate sono nell'allegata tabella C.
L'articolo 2 detta
disposizioni relative al concorso agli obiettivi di finanza pubblica, mentre
l'articolo 3 detta disposizioni relative al cofinanziamento del Programma
regionale Calabria FSE+ 2021-2027.
L'articolo 4 contiene
disposizioni contabili relative all'applicazione delle disposizioni contenute
all'articolo 21, comma 3, della legge regionale numero 31 del 2024, concernente
il trasferimento del personale a tempo indeterminato della Fondazione Mediterranea
Terina onlus, in fase di liquidazione, presso altri Enti di diritto privato in
controllo pubblico della Regione o inquadrato in Enti e Agenzie sub-regionali,
previa selezione, nel rispetto della vigente normativa in materia.
L'articolo 5 disciplina una
modifica dell'articolo 17 della legge regionale 13 del 2005, mentre l'articolo
6 contiene la norma finanziaria del provvedimento, specificando che gli
interventi in esso previsti trovano la propria copertura finanziaria nelle risorse
autonome in piena disponibilità evidenziate nella parte entrate del bilancio
regionale 2026-2028.
Infine, l'articolo 7
disciplina l'entrata in vigore della proposta di legge, fissata per il primo
gennaio 2026.
Ciò premesso, sottopongo
all'aula l'esame della proposta di legge in oggetto. Grazie.
Grazie, collega De Francesco.
Non ci sono richieste di intervento.
Passiamo all'esame e votazione
del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Passiamo alla votazione della
proposta di legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con
richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
La proposta di legge, unitamente al relativo
allegato, è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Proposta di legge numero
15/13^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione
finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028”.
Cedo la parola alla
consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento. Prego, collega.
Grazie, signor Presidente.
La proposta di legge, di
iniziativa della Giunta regionale, posta oggi all'approvazione di questa
Assemblea, è stata approvata dalla Giunta regionale con delibera numero 637 del
5 dicembre 2025.
Il bilancio di previsione
finanziario rappresenta il quadro delle risorse che la Regione prevede di
acquisire e di impegnare, riferite ad un orizzonte temporale almeno triennale,
esponendo separatamente l'andamento delle entrate e delle spese in base della
legislazione statale e regionale in vigore.
Il Consiglio regionale approva
ogni anno, con legge, il bilancio di previsione finanziario.
La proposta consta di 11 articoli nei quali viene dettagliata la manovra
finanziaria.
Attraverso questo documento
gli Organi di governo di un Ente, nell'ambito dell'esercizio della propria
funzione di indirizzo e di programmazione, definiscono la distribuzione delle
risorse finanziarie tra i programmi e le attività che l'Amministrazione deve
realizzare, in coerenza con quanto previsto nel documento di programmazione.
Il bilancio di previsione
finanziario comprende le previsioni di competenza e di cassa del primo
esercizio del periodo considerato e le previsioni di competenza degli esercizi
successivi.
Le previsioni di bilancio
2026-2028 sono state formulate avendo come obiettivo prioritario la necessità
della salvaguardia degli equilibri di bilancio e dei principi contabili
vigenti.
La Programmazione regionale
per il triennio 2026-2028 deve muoversi in un delicato equilibrio tra
l'imperativo del rispetto degli equilibri di bilancio e l'urgenza di
massimizzare l'uso delle risorse esterne (come i Fondi UE e il PNRR) per
invertire la tendenza e garantire un percorso di sviluppo sostenibile.
A seguito delle misure
adottate dal Governo, le risorse sottratte alla possibile manovra di bilancio
ammontano ad oltre 65,2 milioni di euro per il 2026, fino ad arrivare a 78
milioni per il 2029.
Pertanto, l'elemento decisivo
per rendere stabile il processo di crescita dell'economia regionale non può
essere assegnato alle sole risorse autonome, che rappresentano da sempre una
percentuale sul complesso delle risorse disponibili comunque estremamente
limitata, oscillante nella media intorno al valore dell'11 per cento.
In questo contesto rivestono
un'importanza fondamentale le risorse provenienti dall'Unione Europea e dallo
Stato, legate alla Programmazione unitaria 2021-2027 e ai Fondi per la
perequazione infrastrutturale, quantificate in oltre 6,2 miliardi di euro,
che rappresentano un'opportunità unica ed irripetibile
per incidere stabilmente sul livello del benessere di cittadini e imprese, in
un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo per la Calabria
Il bilancio di competenza della Regione per
l'anno 2026, al netto delle contabilità speciali, dell'anticipazione di cassa e
del Fondo pluriennale vincolato, ammonta complessivamente a 7,4 miliardi di
euro. Tuttavia, tali importi afferiscono in gran parte a risorse a destinazione
vincolata, vale a dire a somme il cui utilizzo può aver luogo solo per finalità
stabilite da altri decisori istituzionali o con questi concordate.
Rientrano in tale ambito le
risorse destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale (4,4
miliardi di euro circa; parliamo del 61,3 per cento), quelle destinate
all'attuazione dei Programmi comunitari POR e PAC (729 milioni di euro; 9,9 per
cento), le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (439 milioni di euro; 6 per
cento), nonché ulteriori fondi di natura vincolata assegnati a vario titolo
dallo Stato (775 milioni di euro; 10,5 per cento). Nei fondi statali sono
ricomprese le risorse PNRR per 275,1 milioni di euro, di cui circa 4,8 milioni
di euro circa conteggiati nel perimetro sanitario.
Le entrate per mutui sono
relative al cofinanziamento a carico del bilancio regionale dei Programmi
comunitari PR Calabria FESR 2021-2027, Programma per lo sviluppo rurale
2021-2022 e del Piano strategico della PAC 2023-2027 della Regione Calabria - Complemento
strategico regionale - (CSR), FEAMPA 21-27 e PAC 14-20.
Le entrate libere da vincoli da destinare a
finalità autonomamente definite dalla Regione ammontano, invece, a circa 835
milioni di euro, pari al 11,3% circa delle risorse attualmente iscritte in
bilancio.
È questo l’importo sul quale la Giunta, prima, ed
il Consiglio regionale, poi, possono operare delle scelte di carattere
discrezionale, fermo restando che in ogni caso gran parte di tale importo è
destinato a spese di carattere obbligatorio (personale, mutui, contratti,
accantonamenti) o utilizzato per far fronte alle emergenze sociali ed
occupazionali della Regione e quindi rimodulabile solo
attraverso l’attuazione di riforme capaci di incidere nella dinamica
strutturale della spesa.
L’indirizzo della Giunta regionale per la stesura
del bilancio 2026-2028 è stato quello di predisporre un documento contabile
improntato al principio della prudenza, al fine di tutelare gli equilibri di
bilancio, far fronte ad obblighi di legge imposti dal Governo centrale,
confermare gli stanziamenti già previsti per le leggi regionali di maggiore
importanza (LSU, politiche sociali, precariato, trasporti, forestazione, etc.)
e di reperire le risorse necessarie per far fronte al nuovo contributo di finanza
pubblica, anche attraverso l’applicazione di tagli lineari, ove compatibili,
agli stanziamenti di quelle poste di bilancio autorizzate nell’esercizio
precedente sulla base del livello di utilizzazione delle stesse negli ultimi
esercizi finanziari.
Il Collegio dei revisori dei conti, con verbale
numero 60 del 16/12/2025, esprime il parere favorevole numero 29/2025 sul
Bilancio di previsione della Regione Calabria per il triennio 2026-2028.
Ciò premesso, sottopongo all’Aula l’esame della
proposta di legge in oggetto.
Grazie,
collega De Francesco. Ha chiesto d’intervenire il collega Ranuccio. Ne ha
facoltà.
Grazie,
Presidente, buon pomeriggio, buonasera ormai, a lei, al Presidente della
Giunta, agli Assessori, ai colleghi tutti, alla stampa, a chi ci segue in
presenza - qui in Aula o da casa -, ovviamente al Segretario, al Capo di
gabinetto e all'Ufficio di Presidenza tutto.
Consentitemi, seppur brevemente, non di tornare
indietro, ma di stigmatizzare - lo merita - quello che si è consumato oggi: il
gesto non autorevole, ma sicuramente autoritario, di prendervi anche la
Presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Lo hanno ben già
sottolineato i colleghi che mi hanno preceduto: dopo ciò che avete fatto con la
modifica urgentissima dello Statuto, oggi, l’ennesimo atto che dimostra che
davvero la sete di potere e di poltrone è, ahimè, insaziabile.
Venendo alla manovra finanziaria - è l'oggetto che
andiamo a trattare e voi ad approvare -, caro Presidente, mi aspettavo, dalla
sua trasferta romana, un grande annuncio, come ci ha abituato lei. Mi
aspettavo, per esempio, che le promesse fatte in campagna elettorale, tanto da
lei quanto dalla premier Meloni, rispetto alla immediata e prossima fine del
commissariamento, avrebbero trovato - che so - un proclama direttamente da
Roma; invece, abbiamo appreso - peraltro da cittadino calabrese le faccio un grande
in bocca al lupo, non ancora gli auguri - che quella iniziativa era l'inizio di
una scalata al partito a cui lei appartiene. La fine del commissariamento
avrebbe avuto delle conseguenze, ovviamente, anche su questo bilancio che
andrete ad approvare. Oggi approda in Aula, invece, una manovra di bilancio
che, dopo sei anni ormai di governo della destra - o del centrodestra che dir
si voglia -, è ancora una volta ingessato, impacchettato.
Lo abbiamo ascoltato nella relazione della collega
De Francesco: un bilancio che impegna sulla sanità oltre la metà delle risorse
sue, nostre, dei cittadini calabresi. Una sanità il cui stato comatoso
purtroppo conosciamo tutti.
Non sto qui a elencare tutti i drammi che
caratterizzano la nostra sanità: la mancanza dei medici, di infermieri ad
esempio. In proposito, attendo ancora di sapere che ne sarà di quei 40
infermieri che sono stati assunti, casualmente, 6 mesi prima della campagna
elettorale, che hanno cessato il servizio e hanno lasciato scoperti diversi
nosocomi, proprio nella provincia di Reggio Calabria.
Un bilancio che, oltre ad essere completamente
ingessato a causa della sanità, subisce quei tagli importanti a cui si è fatto
esplicito riferimento, causati dal Governo nazionale che ha gli stessi vostri
colori. Un Governo politico di destra che - anche in controtendenza rispetto a
quello che, paradossalmente, ha fatto il Governo tecnico di Monti che ha dato
delle risorse ai Comuni, alle Regioni, alle Città metropolitane, sulle
infrastrutture, sulle infrastrutture sociali, sulle strade - va a tagliare risorse
veramente importanti - avrete letto, cari colleghi -, nell'ordine di 50, 60, 70
milioni di euro nei rispettivi anni e che sono davvero un colpo quasi mortale
sulle possibilità di crescita della nostra regione.
Diciamo che su questo siete pienamente coerenti,
c’è un leitmotiv che vi accomuna, da un lato un racconto di un'Italia e
di una Calabria in cui va tutto bene, dall'altro la realtà dei fatti con cui,
invece, sono costretti a scontrarsi i cittadini calabresi e italiani. Un po'
come quello che accade sul piano sanitario. L'abbiamo visto, lo vediamo sul
piano della pressione fiscale, dove solitamente un baluardo della destra è
quello di abbattere le tasse. Sappiamo che la pressione fiscale che registriamo
in Italia in questo periodo è la più alta di sempre.
La stessa cosa si può dire sulla sicurezza o su
tanti altri temi che oggi non affrontiamo per questione di economia temporale.
Sicuramente c'è una fortissima dicotomia che sempre più emerge tra la realtà e
quella che i media e anche noi politici in questi tempi chiamiamo narrazione
delle cose.
Tagli che però si ripercuotono sulla vita dei
cittadini perché gli stessi tagli li subiscono i Comuni, le Città metropolitane
e le Province. Effettuare tagli significa non poter intervenire sulla
manutenzione delle strade, del patrimonio scolastico, sui servizi essenziali -
dovremmo pur garantirli -, tutto ciò condito dalla ciliegina sulla torta o,
meglio, dalla spada di Damocle dell'autonomia differenziata, che continua a
pendere sui cittadini calabresi o, meglio, sui cittadini del meridione e che,
giustamente, il nostro Presidente, Occhiuto, critica verbalmente, ma a cui, nei
fatti, sappiamo tutti che ha dato piena adesione e approvazione. Spada di
Damocle, perché in una regione meridionale come la nostra, con una bassissima
capacità fiscale, dove i LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, ancora
non sono stati finanziati e quindi garantiti, davvero sarebbe il colpo di
grazia sulle nostre economie
Quindi, altro che ripopolamento dei borghi e far
rivivere le nostre piccole o grandi comunità! Diventa indispensabile spendere e
spendere bene, da un lato le poche risorse libere che abbiamo - parliamo del 10
o, meglio, 11,3%, per essere precisi, delle somme del bilancio regionale -,
dall'altro le entrate derivanti da fondi europei, il PNRR e non solo.
Solo per fare qualche esempio: vorrei sapere se la
Regione Calabria è ancora ultima come capacità di spesa dei fondi PNRR. È
chiaro che la mia è una domanda retorica, perché conosciamo, ahinoi, la
risposta.
Si è fatto accenno prima al programma GOL che
dovrebbe garantire l'occupabilità, 61 milioni di euro che non vorrei
rimanessero solo su misure assistenzialistiche.
Nessuno vuole lasciare indietro nessuno - lo dice,
ovviamente, un esponente di sinistra -, dovremmo, però, sollecitare i nostri
Centri per l'impiego affinché, dopo le misure assistenzialistiche, ci siano
davvero reali possibilità occupazionali.
Si parla di 17 milioni di euro per la
riqualificazione dell'edilizia residenziale pubblica, le cosiddette case
popolari; sappiamo tutti le condizioni in cui versa non solo l'edilizia
residenziale, ma le difficoltà in cui sono costretti a navigare i Comuni
rispetto alla formazione o all’aggiornamento delle graduatorie, rispetto alle
tante incognite che orbitano intorno a chi deve fare cosa, alla manutenzione
ordinaria e straordinaria, alla gestione dei canoni, alla vendita potenziale di
questi alloggi.
Una nota dolente è - mi dispiace per l'Assessora
perché è volenterosa - la quota destinata alle politiche sociali. Solo il 7%,
in una regione povera, ahinoi, come la nostra, è destinata al capitolo delle
politiche sociali. Un settore in cui si dovrebbe investire tanto, dato che
risente di tante criticità. Penso all'assistenza specialistica, penso
all'istruzione che, solo qualche mese fa, avete falcidiato con il taglio di 100 autonomie scolastiche. Penso alle tante aspettative di
chi ha fatto seguito alle istanze per avere il cosiddetto bonus affitti che,
per il secondo anno, non è stato finanziato dalla Regione Calabria. I Comuni si
apprestano a fare il terzo avviso, salvo poi - speriamo quest'anno di invertire
la tendenza - ricevere la nota della Regione con la quale si comunica che quel
fondo non verrà finanziato, disattendendo le aspettative.
Provo ad accelerare. Non una parola e quindi non
una risorsa, non l'accenno, al trasferimento delle funzioni alla Città
metropolitana. Di questo non se ne parla. Evidentemente è segno che non c'è
ancora neanche minimamente l'idea.
È una manovra, quindi, che non solo è ingessata -
dopo quattro anni o, meglio, sei non si può, come diceva il nostro gruppo, dire
che è colpa degli altri, sicuramente, per una sanità che ancora stenta a
crescere -, ma non c'è una visione chiara di sviluppo, di crescita che riguardi
tutta la regione. C'è l'idea di una Calabria che è sicuramente straordinaria
rispetto alle sue potenzialità, le risorse su cui investire, il paesaggio, il
turismo, la cultura, gli aspetti identitari.
Politicamente, mi sento di affermare, anticipando
ovviamente quello che sarà un voto nettamente contrario, che è una Calabria
straordinaria, solo ed esclusivamente, per il Presidente della Giunta e per il
suo cosiddetto cerchio magico.
Grazie,
collega Ranuccio. Ha chiesto d’intervenire la collega Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Un saluto a lei, ai colleghi consiglieri, alla Giunta e al
Segretario generale e, con lui, ai dipendenti che ci assistono nei lavori di
questo Consiglio.
Ho ascoltato con attenzione la collega De
Francesco, mentre illustrava questa proposta relativa al bilancio di
previsione.
Ho avuto modo di dire più di una volta nella scorsa
seduta di Consiglio: “Dimmi dove spendi e ti dirò chi sei”. Il punto è anche:
“Dimmi come spendi”; nel senso che quello della Regione Calabria è un bilancio
importante, in cui però circa il 61% dei fondi sono fagocitati completamente
dalla sanità. Mi viene da chiedere, però, se a cose così fatte corrisponda
realmente una sanità adeguata, vicina ai bisogni dei cittadini e tale che gli
stessi possano sentirsi sicuri delle condizioni dei nostri ospedali e della
sanità in generale.
Purtroppo, sottolineo un’evidenza che tutti
conosciamo: non c'è assolutamente fiducia da parte dei cittadini nella nostra
sanità, infatti, ancora oggi, la spesa sanitaria in uscita è la vera tassa
occulta che il nostro sistema paga. In che senso? Nel senso che, se un
cittadino calabrese su quattro decide di curarsi fuori, la maggior parte dei
soldi noi dobbiamo usarli per pagare la migrazione sanitaria e credo che questo
sia un problema rispetto al quale questo governo regionale deve provare a
trovare delle risposte.
Nei giorni scorsi mi sono indignata come cittadina,
come mamma, anche come persona che immagina che tutti i ragazzi e le ragazze
che coltivano un sogno possano avervi accesso. Mi riferisco a tutti i nostri
giovani e le nostre giovani che devono rinunciare al sogno di diventare medici
perché questi test sono stati un fallimento e quindi hanno creato, di fatto,
un'aspettativa mancata. Noi abbiamo bisogno di più medici e abbiamo bisogno che
i nostri medici vengano pagati di più. In virtù di quella filiera istituzionale
rispetto al Governo e sulla quale tante volte mi sono già soffermata, visto che
c'è una maggioranza di centrodestra vicina alla maggioranza di centrodestra al
Governo, credo che in qualche modo le cose che non vanno debbano essere
sottolineate. Mi sembra che, rispetto a questo, ci sia stato anche un passo
indietro vigoroso del Ministro.
Questo per dire cosa? Nella scorsa seduta di
Consiglio, qualche collega diceva che non si può parlare di tutto e fare tutto;
invece, io credo che quando si sta in questi banchi è perché si è ricevuto il
mandato popolare, quindi, credo che si debbano sottolineare degli aspetti che
possono essere importanti e trovare delle soluzioni o delle raccomandazioni,
anche questo è un modo di fare politica.
Altrimenti, ci troveremo a fare così: veniamo qui
con la logica dei numeri e, come è successo poc'anzi nelle Commissioni - non
voglio ripetermi perché già i miei colleghi lo hanno evidenziato benissimo
prima - sia le Presidenze che le Vicepresidenze vanno alla maggioranza.
Rispetto a questo, ringrazio, però, i miei colleghi e spero che questo ruolo
potrà consentire una collaborazione reale. Qualcuno dice che non c'è bisogno di
collaborazione, ma io credo che nelle Istituzioni, in qualsiasi luogo, in qualsiasi
ruolo si stia, sia necessario collaborare e dare realmente un contributo.
Credo allora che - mi dispiace, non vedo in Aula il
presidente Occhiuto - sia necessario un atto di coraggio, anche e soprattutto
nell'ambito sanitario. Quindi, sì, alle Case di comunità che devono essere più
capillari sul territorio, perché ancora oggi, nonostante appunto il 60% venga
speso per la sanità, andiamo via. Nonostante questo, i cittadini calabresi
decidono di recarsi altrove anche per gli interventi più banali. Non esiste una
medicina territoriale, le Case di comunità sono ancora solamente un miraggio, i
118 sono al collasso e i Pronto soccorso diventano l'unico baluardo rispetto
alla necessità di cura che hanno i cittadini. Io immagino più coraggio da parte
di questo governo regionale perché, se la sanità occupa, ripeto, il 60% delle
risorse, queste però vengono fagocitate in maniera tale da non essere
soddisfacenti e credo che la strada sia assolutamente lunga.
Per cui, preannuncio assolutamente un voto
contrario a questa manovra, perché avrebbe accolto il nostro favore se questi
soldi fossero stati spesi, se il grado di soddisfacimento dei cittadini
calabresi rispetto alla sanità fosse stato più alto. Questo si sarebbe visto
concretamente nella vita di tutti i giorni e invece ognuno di noi ha contezza
di come, effettivamente, siamo ancora lontani dall’avere un grado di
soddisfacimento anche solo ai limiti della sufficienza.
Grazie,
collega. Ha chiesto di intervenire la collega Scutellà. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Sinceramente, mi dispiace non vedere il presidente Occhiuto in Aula
perché avrei voluto dirgli: “Bentornato dalla trasferta romana”.
Vi parlo con molta sincerità, stamattina - non
tanto da rappresentante delle Istituzioni, ma da cittadina - quando ho acceso
la televisione e ho visto il Presidente della Regione Calabria - non è il mio
Presidente perché non l'ho votato, però rappresenta la regione in cui vivo -
presentarsi in un telegiornale nazionale così baldanzoso, così spumeggiante,
così in festa, ho pensato che stesse festeggiando qualche risultato della
Regione Calabria sulla sanità, qualche risultato sui trasporti. No! Il Presidente
della Regione Calabria, stamattina, al telegiornale festeggiava la sua
personale corrente. Chiamatela corrente o scossa, come la vuole chiamare lui.
Trovo davvero indecoroso - lasciatemelo dire - che noi oggi stiamo parlando del
bilancio di questa Regione - nelle settimane scorse ci siamo trovati a studiare
documento - e il Presidente della Regione Calabria - non votato da me, ma io, a
differenza di qualcuno del suo partito, accetto la volontà degli elettori e
quindi rispetto chi rappresenta la Regione -, era a Roma per le sue ambizioni
personali.
Detto questo - perdonatemi, ma era doveroso -,
entriamo nel merito di questo documento.
Penso che questo documento sia abbastanza timido e
che non ci sia effettivamente una voglia di cambiamento e di rendere questa
Calabria straordinaria - un aggettivo che piace tanto - perché parliamo del 60%
investito sulla sanità. Ma la sanità rimane ancora ferma. Rimane ancora ferma
perché, nonostante questo 60%, un calabrese su quattro decide di andarsi a
curare in un'altra regione. Scusate: non decide, è costretto. E, nonostante
l'accordo fatto Calabria-Emilia-Romagna, la situazione non migliora.
Andiamo avanti. Andiamo avanti parlando di
prevenzione e diagnosi dei tumori: siamo ultimi anche su questo. E, signori,
guardate, c'è un problema! È strano dirlo, ma nel 2025 in Calabria non si
trovano i farmaci ed è per questo che abbiamo accolto l'invito del presidente
Occhiuto e noi, come opposizione, abbiamo proposto anche delle soluzioni:
abbiamo deciso di presentare una mozione per i farmaci - sono prima firmataria,
insieme alla mia collega del Movimento 5 Stelle, e i colleghi di opposizione
hanno deciso di sottoscriverla -, che sicuramente discuteremo in Aula e troverà
l'unanimità.
Come se tutto questo non fosse già abbastanza,
cambiamo settore e parliamo di trasporti. Assessore Gallo, lei proviene dalla
mia stessa zona e di certo non è un'isola felice per i trasporti. Ho letto,
come hanno fatto tanti calabresi, questo nuovo programma sui trasporti e ho
immaginato che finalmente la fascia ionica venisse collegata con la Calabria e
col resto d'Italia. E invece così non è, perché la fascia ionica rimane ancora
isolata: non si parla di Tarsia, di quel famoso svincolo, di quel famoso snodo
di alta velocità, non ne parliamo, e quindi si decide di isolare ancora di più
la Calabria e specialmente la fascia ionica.
Per non parlare, signori, di strade, di ponti. Sono
andata a fare un sopralluogo a Longobucco e qualcuno della maggioranza ha
risposto al mio comunicato. Ora, io sono contenta se basta un mio intervento
per sollecitare la maggioranza perché, quando sono andata a Longobucco, i
cittadini mi hanno detto: "Qui noi non vediamo nessuno". Ben venga
che Elisa Scutellà riesca a risvegliare questa maggioranza. Basta un mio
comunicato e la maggioranza dice: "Hai sbagliato, il ponte è già pronto".
Benissimo. Allora, andate voi a parlare con i cittadini e vedete cosa vi dicono
sui disagi che stanno vivendo.
Per non parlare dei lavoratori a tempo determinato
che vengono usati: i TIS, gli LSU, i lavoratori con progetti del PNRR, tutte
persone che si impegnano e che lavorano, che però non riescono ad avere una
stabilizzazione.
Un altro punto e mi avvio alla conclusione: ci sono
dei lavoratori del Consorzio di bonifica che attendono ancora il TFR. Queste
persone hanno lavorato per tanti anni e non si vedono riconosciuto un
sacrosanto diritto. Questo è un altro tema utilizzato in campagna elettorale;
mi aspetto e spero di essere smentita e che ci sia un altro comunicato della
maggioranza che mi dica: “Hai sbagliato, Scutellà, perché adesso arriva il TFR
a tutti”. Spero questo, ma so che la risposta purtroppo sarà negativa. Grazie.
Grazie,
collega Scutellà. Ha chiesto d’intervenire il collega Pietropaolo. Ne ha
facoltà.
Grazie,
Presidente. Un saluto al Presidente della Giunta, agli Assessori e ai colleghi
consiglieri. Intanto, voglio fare i complimenti alla struttura del Dipartimento
della Giunta regionale che ha elaborato il bilancio. Un bilancio che, per
quanto si possa dire difficile e con poca capienza, presenta dei lati veramente
molto positivi.
Pochi giorni fa abbiamo approvato un rendiconto
che, per la prima volta, segna l'uscita dal disavanzo. Quindi, questo bilancio
già recepisce un avanzo che è stato utilizzato per evitare tagli e
l'aggiornamento delle tariffe.
È un bilancio che ha confermato il finanziamento di
tutte le leggi regionali già avviate che costituiscono l'ossatura della nostra
struttura legislativa.
È un bilancio prudenziale che risponde a tutte le
esigenze e alle richieste che vengono dal Governo nazionale per esigenze di
Finanza pubblica.
È un bilancio, come è stato anche sottolineato,
poco capiente, ma i bilanci di tutte le Regioni sono caratterizzati da una
presenza molto rilevante dei fondi destinati alla sanità. Non è una
caratteristica della nostra Regione. Però, vuol dire che gran parte del nostro
bilancio è caratterizzato invece dall'utilizzo dei fondi comunitari che passano
dal bilancio e vengono utilizzati per la sanità, ma anche per tante altre cose.
Quindi, mi aspetterei che incentrassimo la
discussione tutti, anche l'opposizione, sull'eventuale cattivo utilizzo dei
fondi o sulla mancata spesa dei fondi.
Dobbiamo fare una riflessione su quello che è stato
fatto e su quello che si deve fare perché il rendiconto racconta quello che è
stato fatto e il bilancio di previsione evidenzia quali sono le iniziative che
la Regione vuole portare avanti.
I programmi comunitari, come sapete, sono variegati
e identificati e suddivisi in una molteplicità di azioni e di interventi e ogni
intervento ha una sua finalità, una sua destinazione per le varie problematiche
che abbiamo sul nostro territorio.
Mi sembra strano che l'opposizione possa pensare
che noi non ragioniamo o non incontriamo i nostri territori. Noi ragioniamo con
le persone, con le associazioni di categoria, con i Comuni, sappiamo quali sono
i problemi e cerchiamo di identificare le soluzioni all'interno di queste linee
di intervento che vanno a finire sempre nel bilancio.
È ovvio: il bilancio è caratterizzato da gran parte
da fondi destinati alla sanità, ma la sanità, come sapete, è il problema dei
problemi. Nessuno si è mai nascosto, tantomeno il nostro Presidente, sui
problemi che esistono in Calabria riguardo alla sanità, però, bisogna anche
essere obiettivi e fare anche emergere in questa Assise il lavoro che è stato
fatto dalla Giunta e dal nostro Presidente sulla sanità nella sua qualità di
Commissario. Lavoro che porterà a un obiettivo molto importante che è l'uscita dal
commissariamento in tempi molto rapidi. Un lavoro che ha puntato sulla
identificazione e il raggiungimento dei livelli essenziali di prestazione, per
come stabilito a livello nazionale, e un lavoro che premierà la Regione
Calabria sia nel raggiungimento di questi obiettivi sia nell'utilizzo dei
fondi.
Quindi, è giusto guardare con attenzione a quello
che è stato fatto. Ci aspettiamo, però, un po' più di obiettività, critiche
giuste se devono esserci, ma anche che si guardi con attenzione a quello che è
stato fatto e a quello che si vuole fare.
All'interno del bilancio c'è la programmazione e
l'idea degli interventi, di tutte le iniziative sui fondi comunitari per le
varie Assi di intervento che prevedono una capacità della Regione di interagire
e di affrontare problematiche a 360 gradi su tutto il territorio regionale.
Un'ultima cosa voglio dire, oltre che ovviamente
ringraziare di nuovo il Presidente per il lavoro che è stato svolto: questo
avanzo già accertato porterà sicuramente a un assestamento che verrà ovviamente
portato all'attenzione di questo Consiglio regionale. Volevo assicurare il
Presidente e tutta la Giunta
che il gruppo di Fratelli d'Italia sarà sicuramente al suo fianco e presente in
tutte le iniziative che vuole fare per portare avanti, nel modo migliore,
l'utilizzo dei fondi comunitari e delle linee di intervento anche relative ai
capitoli di bilancio. Fratelli d'Italia sarà anche, però, pronta a fare
proposte concrete riguardo progetti e iniziative per utilizzare al meglio
questi fondi che derivano dall'avanzo o qualsiasi percorso di assestamento che verrà
portato all'attenzione della Giunta e poi anche all'attenzione di questo
Consiglio; sarà sempre a fianco al Presidente anche per proporre iniziative
concrete e progetti che intendiamo portare avanti per cercare di affrontare
problematiche che sono anche importanti tanto quanto la sanità in Calabria. Mi
riferisco, per esempio, al problema della natalità, che è un problema che è
stato sollevato ed è stato evidenziato in maniera molto chiara nel DEFR, al
problema del trattenimento delle competenze o del rientro delle competenze dei
giovani, perché questo significa perdere patrimonio, perdere capitale umano.
Quindi, dobbiamo, tutti insieme e noi come gruppo di Fratelli d'Italia,
assicurare al Presidente il nostro supporto nel proporre iniziative concrete in
particolare su queste tematiche, perché ci sembrano quelle sulle quali dobbiamo
maggiormente stare attenti per il futuro della nostra regione.
Grazie, consigliere Pietropaolo.
Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbuto. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Colgo l'occasione, visto che è la prima volta che
prendo la parola in quest'Aula, per salutare tutti e per ringraziarvi. Vi
chiederete perché e ve lo spiego subito. Da quest'anno, da pochi mesi, sono in
pensione da scuola e, alla luce di quello che è successo - mi voglio
riallacciare a quello che hanno detto i colleghi che mi hanno preceduto - vi
sono grata. Nonostante abbia passato quest'anno un po' difficile perché
separarsi dai propri studenti non è una cosa tanto facile, questa sera,
francamente, mi dico che sono contenta di non dover rientrare a scuola,
guardare negli occhi i miei alunni e spiegare loro che cos'è la democrazia,
dato lo spettacolo a cui ho assistito e ho partecipato, purtroppo, questa sera,
con questa bulimia di potere, come definita già dal collega Alecci
precedentemente, che ha superato quello che è il concetto di democrazia e che
ha appiattito, nel vero senso della parola, ogni prerogativa dell'opposizione
alla quale si chiede di partecipare, di collaborare, ma che non viene
praticamente tenuta in nessuna considerazione. Sono, quindi, una pensionata
dalla scuola, faccio parte di quel gruppo, enorme gruppo, di pensionati che
nell'ambito della Calabria è sicuramente superiore al numero degli occupati. Mi
chiedo e vi chiedo: ma qual è questa Calabria che viene descritta, visto che i
nostri giovani continuano inesorabilmente ad andare via? Anche io ho due figli,
sono fuori regione tutti e due. Francamente, credo che sia vera la descrizione
che si fa di una Calabria che rientra nel novero delle regioni in cui vige la
trappola dei talenti, quella in cui c'è un basso tasso di natalità, in cui c'è
un livello di istruzione ancora non particolarmente elevato, tanto è vero che
c'è un laureato su sei e un ragazzo su tre ha la licenza media o superiore; una
regione che costringe questi giovani ad andare fuori al punto che abbiamo un
saldo negativo tra i pensionati e i lavoratori di circa 231 mila euro. Allora,
mi chiedo: quali sono effettivamente queste politiche attive del lavoro che
danno la possibilità ai nostri giovani di formarsi e restare in Calabria? Ho
visto che l'ARPAL si dovrebbe avvalere del progetto Padel, sul quale sono
stanziati questi 225 milioni di euro. È un progetto che, per carità di Dio - ho
letto così - sembrerebbe una gran cosa. Ma in realtà siamo proprio sicuri che
questo progetto non crei altro lavoro precario? Perché la piaga della nostra
regione - lo sappiamo benissimo - è la precarietà; il lavoro viene maltrattato
in questa regione! A parte quello che diceva la collega Scutellà a proposito
del TFR dei lavoratori degli ex consorzi di bonifica, che fine ha fatto il
piano aziendale dell'ARSAC con le assunzioni che sono state sbandierate da
tanti anni e che, invece, sono al palo?! Siamo sicuri che i nostri giovani
approfitteranno, eventualmente, di questo progetto, si iscriveranno a questo
progetto Padel e che non siano, poi, invece destinati o al lavoro precario
oppure a formare, comunque, una categoria di migranti verso le altre regioni
italiane?
Un altro punto che volevo evidenziare e che ho trovato nelle carte è
quello relativo alla misura “Casa Calabria 100” destinata alle giovani coppie
oppure ai digital workers che
dovrebbero andare a ripopolare le aree interne. Per favore, signori: per le
aree interne è stato veramente fatto poco o niente! Poi, spiegatemi una cosa:
una giovane coppia o un digital worker
che si vuole trasferire in un'area interna, una volta che ha usufruito di
questi incentivi per ristrutturare, per comprare, per stare lì, non ha bisogno
di altro, in un territorio in cui - lo sappiamo benissimo - non sono forniti
servizi in maniera adeguata? Mi riferisco, soprattutto, alla sanità e ai
trasporti.
Torno alla mia esperienza scolastica: la lingua batte dove il dente
duole. Sono stata fino all'anno scorso referente per la legalità di un istituto
superiore, del liceo artistico di Crotone, e anche il nostro istituto ha goduto
di fondi PNRR. Molti alunni, che provenivano dalle zone interne rispetto a
Crotone, non hanno potuto usufruire di questi corsi, non lo hanno fatto perché
non c'erano i servizi, non c'erano i servizi pubblici; a una certa ora
praticamente si bloccano; quindi, o i genitori si attrezzavano venendo a
prendere i figli o, altrimenti, questi ragazzi si vedevano preclusi ogni
possibilità che gli veniva data con questi corsi attivati col PNRR.
Vogliamo parlare, poi, delle strade provinciali? Sono stata a Verzino
tanti anni, ho insegnato e tornavo la sera con la strada che poteva franarmi
sotto i piedi da un momento all'altro. Che misure ci sono per queste strade?
Che misure sono state ipotizzate? L'ultima che ricordo mi pare risalga al
bilancio statale del 2019 quando furono, appunto, stanziati dei fondi per
queste strade.
Poi, non parliamo della sanità! Se qualcuno si dovesse sentire male o
dovesse avere problemi in determinate fasce orarie, naturalmente la sua vita
sarebbe a rischio e abbiamo visto che cosa succede. Non mi voglio dilungare sui
fondi che, per la maggior parte, sono spesi per la sanità. Non mi voglio
dilungare sui dati tecnici, voglio dare il mio contributo con dati precisi, con
esperienze di vita che ho vissuto e che non mi precludono, comunque, una
critica sana nei confronti di chi ci ha governato finora, non tirandomi però
indietro, per costruire e non solamente per demolire o criticare quello che è
stato fatto.
Stiamo con i piedi per terra e non raccontiamoci di una Calabria
meravigliosa che, onestamente, non esiste. Forse solo a Sandokan è piaciuta la
Calabria meravigliosa, sarà piaciuta Le Castella, sarà piaciuta, probabilmente,
qualche altra località nella quale sono state girate le scene principali del
film; tanto è vero che Sandokan stasera mi pare che abbia, addirittura,
ricevuto un voto per una Commissione, non ricordo per quale. Non raccontiamoci
cose che non sono veritiere perché abbiamo tutti l'intelligenza per comprendere
e capire che così non è. Grazie.
Grazie, consigliera Barbuto.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Riferendomi all'intervento del collega Pietropaolo, volevo soffermarmi
su cosa significa per voi collaborazione da parte nostra. Se pensate che la
collaborazione significhi appiattimento, toglietevelo dalla testa. Vi abbiamo
detto più volte nelle ultime sedute di Consiglio che siamo disposti ad usare
correttezza amministrativa, se correttezza amministrativa usate voi.
Negli ultimi atti, in cui doveva essere coinvolta democraticamente
l'opposizione, avete stracciato ogni regola di civile convivenza, senza nessuna
ombra di dubbio; quindi, cosa significa vorrei capirlo. Noi quando interveniamo
non lo facciamo per dirvi quanto siete bravi! Democraticamente i calabresi si
sono espressi: voi siete la maggioranza e governate, noi siamo l'opposizione e
controlliamo e vigiliamo, anche se ce lo avete impedito non dandoci la
presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Lo faremo lo stesso e lo
faremo con rinnovato vigore quando sosterremo da questi banchi le proposte
sulla sanità, le proposte sul precariato e anche alcune proposte
sull'agricoltura. Ho scritto una nota all'assessore Gallo, sottoponendo non un
fatto personale, ma una richiesta di associazioni di coltivatori, di
agricoltori che proponevano un prolungamento dell'ultimo bando
sull'agricoltura. Bene, anche lì non abbiamo visto una grande attenzione per
discutere, ma un “si fa così, andiamo avanti ci sarà un altro bando”. Allora,
che cosa intendete per collaborazione? Abbiamo presentato interrogazioni sulla
sanità, sul 118, sugli ospedali - poi dirò alcune cose andando avanti - e
nessuna risposta ci è stata data, oltre che, esclusivamente, forzature su
forzature anche rispetto alla convocazione del Consiglio. Non me ne abbia a
male il Presidente: alcune volte ne abbiamo discusso e alcuni provvedimenti
vengono inseriti senza nessun preavviso impedendo che i consiglieri possano
leggersi le carte. Anche il bilancio, sapendo che non ci sono le Commissioni,
non abbiamo avuto la possibilità di studiarlo fino in fondo perché un documento
di 450 pagine sfido chiunque a guardarlo, studiarlo e presentare emendamenti. È
impossibile! Quindi, rispetto a questo, continuiamo la nostra battaglia per
garantire i calabresi. Non abbiamo necessità di dirvi come dovete fare, fatelo
da soli, sbagliate da soli! Noi, però, continueremo nel nostro lavoro.
Oggi siamo chiamati a discutere il documento di economia e finanza della
Regione Calabria e - fatemelo dire - manca l’assessore al bilancio, è assente!
Ringrazio il direttore del Dipartimento bilancio, dottore De Cello, che con i
suoi collaboratori è qui a supportarci nel caso ne avessimo bisogno, ma
l'assessore non c'è e dovrebbe rispondere politicamente nel caso avessimo
bisogno di informazioni. Un documento che nelle intenzioni della Giunta
dovrebbe indicare la rotta dello sviluppo regionale, ma che, nella sostanza,
finisce per annunciare il fallimento politico di questa Legislatura sul piano
economico e sociale. Il DEFR viene presentato sotto una parola d'ordine
ambiziosa: la fine dell’isolamento e dell'assistenzialismo. Peccato però che
questa affermazione resti uno slogan e non si traduca in una strategia
concreta. Partiamo dai dati, perché contro i numeri non servono narrazioni, i
numeri sono lì a dirci la realtà: il PIL della Calabria si attesta intorno ai
35 miliardi di euro e la nostra regione resta ultima in Italia per PIL pro
capite. Ancora più significativo è il rapporto tra spesa pubblica e PIL: in
Calabria supera ampiamente l'ottanta per cento a fronte di una media nazionale
che è di circa la metà. Questo dato fotografa una dipendenza strutturale dei
trasferimenti, non certo un percorso di emancipazione economica come narrazione
della Giunta vorrebbe. La verità è semplice: questa Giunta parla contro
l'assistenzialismo mentre governa la regione più assistita d'Italia e continua,
nei fatti, ad alimentarlo senza indicare strumenti concreti per cambiare il
modello.
Nel DEFR non c'è traccia di una riflessione sui divari interni alla
regione, né di politiche pubbliche capaci di correggerli in prospettiva. Il
cosiddetto nuovo corso non esiste, esiste solo nella vostra mente; la
percezione dei calabresi è diversa ed è lo stesso documento a mettere, nero su
bianco, ciò che l'opposizione denuncia da tempo. Il contesto macroeconomico
della Calabria non è cambiato durante la Legislatura, non lo dice quest'Aula
per polemica politica, lo dice il DEFR. Dopo anni di annunci e slogan, la
Giunta certifica l'assenza di discontinuità reale, il nuovo corso vive solo nei
comunicati stampa. Questa non è una programmazione dello sviluppo, è gestione
della precarietà. Il DEFR richiama correttamente le tensioni internazionali e
l'incertezza globale, ma non trae una conclusione politica. Le regioni più
fragili pagano il prezzo più alto dagli shock esterni, la Calabria è esposta,
priva di strumenti di protezione, senza politiche anticicliche regionali e
senza una vera strategia industriale. Parlare di competitività in queste
condizioni rischia di essere una presa in giro ed è questa la percezione che i
calabresi hanno. Anche il tema della cosiddetta trappola dei talenti viene
richiamato, ma resta lettera morta. I giovani in Calabria lavorano con
contratti precari, guadagnano meno, non vedono prospettive e per questo se ne
vanno. Continuiamo a formare il capitale umano per regalarlo ad altre regioni o
ad altre nazioni.
Non è sfortuna: è il risultato di scelte politiche sbagliate!
Sul fronte dei trasporti e dell'isolamento del territorio il quadro
resta critico. Lo dicevano prima le colleghe: al di là dei singoli indicatori
positivi, persistono problemi strutturali, la mobilità interna è inefficiente,
le infrastrutture restano inadeguate e l'aeroporto di Lamezia Terme mostra
segnali di difficoltà, anche sul piano della governance di SACAL, altro che la
narrazione della Giunta. Gioia Tauro è un grande porto, ma resta isolato
dall'economia regionale, incapace di generare sviluppo diffuso. Dietro il
termine “riforma” si nasconde il rischio di nuovi carrozzoni. ARRICAL, Azienda
Zero accentrano il potere decisionale, allontanando le scelte dai territori
rischiano di scaricare inefficienze sui Comuni e sui cittadini. In sanità gli
accentramenti amministrativi non hanno migliorato i servizi, mentre strutture e
territori restano in sofferenza.
Sulla sanità il documento di economia e finanza regionale non può
continuare a ignorare quanto emerge dai dati ufficiali del PNE. Il PNE non è
un'associazione di comunisti sovversivi, ma è il piano nazionale esiti di
Age.Na.S.; non si tratta di valutazioni politiche o interpretazioni di parte,
ma di indicatori certificati dallo Stato, analizzati, nel dettaglio, nel report
del dottor Remo Puccini e che restituiscono l'immagine di un sistema sanitario
calabrese ancora segnato da criticità profonde e strutturali. I numeri parlano
chiaro: volume di attività sotto le soglie di sicurezza, ritardi nelle cure,
esiti clinici peggiori rispetto alla media nazionale e una mobilità sanitaria
passiva che continua a svuotare la regione, drenando risorse economiche, professionalità
e fiducia nei cittadini. Secondo Age.Na.S., i principali presidi ospedalieri
della Calabria - Cosenza, Catanzaro, Azienda Ospedaliera Universitaria
Dulbecco, Presidio Mater Domini, Ciaccio e Reggio Calabria - presentano
indicatori che rendono obbligatori audit clinici di esito in settori strategici
come cardiologia, neurologia, emergenza, urgenza, ortopedia e area materno
infantile. All'azienda ospedaliera di Cosenza, struttura ad alta complessità e
con elevati volumi, il PNE, che non è un sovvertitore comunista, colloca
numerosi indicatori in fasce di attenzione e segnala criticità in fascia rossa.
In particolare, la mortalità a 30 giorni per la riparazione dell'aneurisma
dell'aorta addominale non rotta risulta significativamente superiore alla media
nazionale, imponendo un audit clinico obbligatorio in chirurgia
vascolare. Criticità analoghe emergono in neurochirurgia per gli interventi sui
tumori cerebrali e in chirurgia oncologica del polmone, oltre all'area materno
infantile, per l'elevata percentuale di parti vaginali dopo pregresso taglio
cesareo. Al presidio Pugliese le principali criticità riguardano l'area
neurologica con mortalità a 30 giorni per ictus ischemico e per interventi su
tumori cerebrali peggiori rispetto al benchmark nazionale, elementi che
impongono audit clinici prioritari sui percorsi tempo - dipendenti. Il
PNE segnala, inoltre, volumi chirurgici sottosoglia in chirurgia generale,
oncologica e ortopedica. Al Mater Domini emergono criticità nell'area
cardiocircolatoria e valutazioni inferiori alla media nazionale per valvole,
plastiche e sostituzioni valvolari, oltre a volumi insufficienti per i bypass
coronarici, rendendo necessario un audit sull'organizzazione e sulla
centralizzazione delle competenze. Ai Riuniti di Reggio Calabria, dice sempre
l' Age.Na.S., il quadro appare ancora più complesso, richiede audit
clinici obbligatori in ambito cardiovascolare, infarto, stenosi, scompenso
cardiaco, in ambito neurologico ictus e chirurgia cerebrale materno infantile e
osteo muscolare, in particolare per i tempi di intervento sulle fratture del
collo del femore per le protesi di anche e ginocchio.
Nel loro insieme questi dati certificano che la sanità calabrese non può
essere governata attraverso annunci e narrazioni rassicuranti.
Il Piano Nazionale Esiti indica con precisione dove intervenire, quali
percorsi riorganizzare e quali responsabilità assumere. Continuare a ignorarlo
significa rinunciare a una vera riforma del sistema sanitario regionale e
scaricare il prezzo delle inefficienze sui cittadini, soprattutto sui più
fragili. Il simbolo di questa impostazione sbagliata resta il ponte sullo
Stretto: dopo la bocciatura della Corte dei conti e lo stralcio di risorse,
continuiamo a discutere di un'opera divisiva, mentre in Calabria mancano strade
sicure, scuole adeguate, sanità territoriale e servizi essenziali funzionanti.
Questa non è visione, è ideologia delle grandi opere scollegate dalla realtà.
Grazie, consigliere Bruno.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Chiappetta. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Se qualcuno, avendo del tempo a disposizione, si
fermasse ad analizzare le ragioni per le quali un movimento politico al suo
esordio ebbe un grande risultato, stupì quasi la nazione intera, e poi si
chiedesse perché, andando avanti con gli appuntamenti elettorali, di volta in
volta, progressivamente abbia dimezzato i propri consensi, beh, se qualcuno si
ponesse queste domande, credo che troverebbe facile le sue risposte all'interno
degli interventi appena svolti dalle colleghe Scutellà e Barbuto e anche dal
collega Bruno che, a quanto pare, sta scalpitando forse per entrare nel
Movimento 5 Stelle. Questo non è un argomento che, naturalmente, mi affascina
molto, lo tratto giusto per mettere in preallarme gli uffici per rimodulare i
gruppi e anche i nomi di appartenenza ai gruppi. Dico questo perché? Perché,
anche se negli anni questo movimento ci ha abituato più a farsi sentire che a
farsi ascoltare, io oggi, al contrario, ho voluto concentrare le mie attenzioni
sull'ascolto e, pur non avendo un livello di apprendimento eccelso, ma comunque
compatibile per la comprensione di un dibattito politico, vi devo confessare
che degli interventi appena sentiti a me, personalmente, non è rimasto nulla.
Hanno chiarito, forse una volta per tutte, quelle che sono le caratteristiche
necessarie, fondamentali di questo partito che in buona sostanza sono due: la
prima è l'assoluta capacità di non entrare mai nel merito degli argomenti,
sempre in maniera superficiale, non approfondiscono gli argomenti e, soprattutto,
non c'è alcuna assunzione di responsabilità; la seconda caratteristica -
questa, Presidente, è difficile - è quella di avere la capacità assoluta di
dire sempre no, no a prescindere, no per principio.
Andiamo ad analizzare ciò che oggi i colleghi hanno detto. Cosa hanno
detto la consigliera Scutellà, la consigliera Barbuto e anche il consigliere
Bruno? Che a loro il bilancio non piace. Questo l'abbiamo capito e di questo
credo che ognuno di noi se ne farà una ragione. Poi che cosa hanno detto? Per
caso ci hanno fatto capire qual è la loro visione di crescita del territorio
calabrese? Per caso ci hanno detto quali sono le loro priorità? Le priorità
della loro agenda politica in contrapposizione a quella di questo governo? Per
caso sono entrati nel merito del settore maggiormente finanziato, perché
maggiormente attenzionato per la sua delicatezza, perché c'è una continua
richiesta di salute che proviene da tutti i territori calabresi? Per caso ci
hanno detto, ci hanno ricordato le macerie che hanno lasciato i loro compagni
di partito, i loro compagni di coalizione? Hanno per caso ricordato che, da
cinque anni a questa parte, il presidente Occhiuto e la sua Giunta hanno
iniziato un percorso virtuoso fatto di realizzazione di ospedali, fatto di
assunzioni del personale, di attuazione e di avanzamenti di programmi sanitari
con nuovi servizi, con servizi potenziati? Hanno per caso ricordato che qualche
settimana fa il Ministero della Salute ha decretato che la Calabria, per quanto
riguarda i LEA, caro consigliere Bruno, è avanzata di più 41 punti? Un dato
incredibilmente alto anche rispetto alle altre regioni che sono considerate
regioni virtuose e che addirittura hanno prodotto una performance negativa.
Hanno parlato di altri settori? Hanno detto qualcosa rispetto alle politiche
giovanili, alle politiche agricole, alle politiche del lavoro?
Nulla di nulla. Chiusi nel loro recinto, che diventa sempre più stretto,
con un perimetro che si riduce e un muro di cinta costruito sul no, sul no a
tutti i costi.
L'appello fatto dal presidente Occhiuto post elezioni andava in una
direzione diversa rispetto a quello che avete detto stasera. L'appello del
presidente Occhiuto non era un compromesso al ribasso, non era una nostra
richiesta verso un vostro silenzio.
L'appello del Presidente a chiudere era
quello di trasformare questo no, questo no a prescindere, in un no più nobile,
in un no argomentato. Noi non abbiamo paura del confronto, né tantomeno ci
preoccupiamo se ci sono soluzioni che non portano la nostra firma. Ci
aspettavamo però che nostre iniziative - quantomeno questa è la nostra idea -
venissero da voi analizzate, casomai emendate con un no argomentato, magari
riproposte e, magari, da noi condivise, se fossero state ritenute migliorative
rispetto alle precedenti. Mi affretto alle conclusioni. In questo mese ho solo
sentito da parte vostra un elenco di problemi, come se qualcuno in quest'Aula
non li conoscesse o qualcuno potesse disconoscerne l’esistenza. Lo dico
sottovoce perché siamo ancora all'alba di questa Legislatura e potrei essere
facilmente smentito nel corso degli anni: la mia sensazione è che qua dentro
non si abbia preoccupazione per i problemi, ma si abbia più preoccupazione che
qualcun altro questi problemi li possa risolvere. Grazie.
Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire la consigliera
Filomena Greco. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Buonasera a tutti,
buonasera al Presidente della Giunta, a tutti gli onorevoli colleghi.
Consigliere Chiappetta, noi ci auguriamo
invece che questi problemi vengano risolti e ci augureremmo pure - ringrazio
che abbiamo attivato adesso le Commissioni - di poter presentare emendamenti,
di poterne discutere, di poter dire anche la nostra senza fare polemiche. Noi
abbiamo avuto la possibilità di vedere gli atti di questa seduta di Consiglio
soltanto pochi giorni fa e, come qualcuno precedentemente ha detto, è difficile
sicuramente dare un contributo per la soluzione di determinati problemi se non
si ha la possibilità di studiare; però, visto che a breve inizieremo a operare
con le Commissioni, sicuramente questa parte sarà superata.
Avendo avuto appunto poco tempo, ho basato la
mia relazione su alcuni nodi strutturali e trasversali quali ad esempio la
sostenibilità della finanza regionale, la sanità, l'avanzo di amministrazione,
la condizione degli Enti locali, la coesione territoriale che riterrei
prioritari in questo momento anche se, ovviamente, nel mio intervento non farò
parola e cenno di altri problemi, non per mancanza di interesse, ma per
evidenti limiti di tempo. Spero che il Presidente mi lasci parlare un po' di
più visto che non abbiamo discusso sugli altri punti.
Gli ambiti fondamentali che pure sono stati
richiamati nel DEFR, come il lavoro, il trasporto pubblico locale,
l'agricoltura e la pesca, non sono stati trattati in questa relazione, però è
opportuno chiarire che nei documenti che noi abbiamo esaminato,
quindi sia nel bilancio di previsione sia nel DEFR, questi settori sono
stati trattati prevalentemente in forma descrittiva e programmatica, senza una
definizione eventuale di obiettivi misurabili e verificabili. Ad esempio, sul
lavoro non sono stati previsti target occupazionali vincolanti né indicatori di
qualità dell'occupazione, con particolare riferimento alla stabilità dei
contratti, all'occupazione femminile e giovanile. Sul trasporto pubblico locale
l'attenzione è rivolta prevalentemente alla copertura finanziaria e alla
gestione del servizio senza però indicare una strategia organica
sull'accessibilità territoriale, soprattutto per quelle aree interne e montane
e per quella integrazione seria con la sanità, la scuola e il lavoro.
Poi, sull'agricoltura e la pesca, assessore:
la pesca, questa sconosciuta in una regione con 800 chilometri di costa e che
dice di voler puntare sullo sviluppo dei porti, ma nel paese da cui provengo,
Cariati, dove c'era una grande marineria, purtroppo la pesca si sta riducendo
al lumicino perché non c'è stato uno sviluppo di questo settore. Dicevo, su
agricoltura e pesca il quadro è fortemente ancorato alla programmazione
europea, ai fondi di settore, ma manca una visione regionale autonoma che
affronti in modo strutturale i temi della redditività, del ricambio
generazionale, della tenuta delle filiere e delle marginalità territoriale e,
soprattutto, che utilizzi indici oggettivi per verificare le ricadute
economiche per i territori e l’utilità, per le aziende, delle azioni che
vengono poste alla base di tutti i vari bandi che pure si stanno facendo. Si
tratta di ambiti che meritano un approfondimento serio e delicato che
auspichiamo possa avvenire appunto nelle Commissioni anche per rafforzare il
ruolo del Consiglio regionale.
Mi sono concentrata di più su profili che
incidono direttamente sulla capacità della Regione di governare il proprio
sviluppo e garantire diritti e servizi essenziali ai cittadini. Nel DEFR
2026-2028 questo atto non può essere considerato isolatamente, ma deve essere
letto insieme al bilancio di previsione. Perché? Perché il DEFR dovrebbe
indicare la strategia politica e programmatica, mentre il bilancio dovrebbe
fornire gli strumenti concreti per realizzarla. Ed è proprio da questo
confronto che emerge il primo grande nodo politico: tra ciò che il DEFR afferma
e ciò che il bilancio consente realmente di fare esiste una distanza evidente.
Il DEFR si apre con una forte enfasi sul risanamento dei conti pubblici,
sull'azzeramento del disavanzo regionale e sulla stabilizzazione finanziaria
del sistema sanitario. Questi sono risultati che vanno riconosciuti perché
segnano una discontinuità rispetto a una stagione molto difficile per la
Regione Calabria. Tuttavia, non possono essere trasformati in una narrazione autocelebrativa,
né tantomeno sostituire una strategia di sviluppo.
Il risanamento contabile è una condizione
necessaria, ma non è una politica economica. Il risanamento contabile ci dice
che i numeri tornano, ma una politica economica si giudica da ciò che cambia
nella vita delle persone, dagli effetti reali prodotti nella vita quotidiana
dei cittadini, nei territori e nei servizi pubblici. Quando dal DEFR passiamo
al bilancio di previsione il quadro diventa ancora più chiaro: oltre l'88 per
cento delle risorse del bilancio Regionale, come qualcuno ha detto prima, è vincolato;
solo l'11 per cento è effettivamente nella disponibilità della Regione. Questo
dato da solo smonta la retorica della Regione che corre. Una Regione che può
decidere solo su una quota così ridotta delle proprie risorse non governa
realmente lo sviluppo, ma si limita ad amministrare flussi finanziari decisi
altrove. Questa non è autonomia, questa è una dipendenza strutturale ed è un
dato politico prima ancora che contabile.
Il DEFR dedica ampio spazio al contesto
internazionale e nazionale, una ricostruzione utile come quadro informativo, ma
poco ancorata alle reali capacità di intervento della Calabria, considerata la
sua struttura economica, produttiva e demografica.
La crescita del PIL regionale nel primo
semestre 2025 si attesta intorno all'1,3 per cento; il PIL pro capite resta tra
i più bassi d'Italia e in termini di standard di potere d'acquisto la Calabria
si colloca ancora intorno al 55/58 per cento della media dell'Unione Europea.
Sul mercato del lavoro a fronte dei segnali
di aumento dell'occupazione permangono fragilità strutturali profonde; il tasso
di occupazione resta significativamente inferiore alla media nazionale;
l'occupazione femminile è inferiore al 15 per cento; l'occupazione giovanile è
tra le più basse d'Italia. La quota dei NET supera ancora largamente la media
nazionale. A questo si aggiunge un dato particolarmente preoccupante: oltre il
44 per cento dei lavoratori dipendenti è impiegato con forme contrattuali precarie.
Il DEFR sottovaluta un elemento decisivo: la
dinamica demografica.
La Calabria continua a perdere popolazione,
registra un saldo naturale negativo e presenta una quota di over 65 prossimo al
24 per cento. Questo comporta una pressione crescente su sanità e servizi
sociali, una riduzione progressiva della forza lavoro disponibile, eppure nel
DEFR mancano proiezioni demografiche integrate, mancano simulazioni di impatto
sui conti pubblici e sui servizi, manca una vera lettura strutturale di questo
fenomeno.
Signor Presidente, ovviamente non possiamo
parlare e affrontare il DEFR e il bilancio senza soffermarci sulla sanità
perché oltre il 60 per cento delle risorse regionali è assorbita dal sistema
sanitario, circa 4 miliardi e mezzo di euro, e, ciò nonostante, la sanità è in
grande misura affrontata dal fondo sanitario nazionale e dalla fiscalità
vincolata (Irap e addizionale IRPEF).
Il DEFR e il bilancio rivendicano con forza
alcuni risultati: la chiusura dei bilanci dell'azienda sanitarie, l'incremento
del punteggio LEA, il superamento della cosiddetta contabilità orale,
l'adozione della contabilità economica patrimoniale. Questi sono risultati che
non ho nessuna intenzione di negare e che anzi forse andrebbero anche
valorizzati, ma il punto politico è un altro: questi risultati sono
prevalentemente risultati contabili, non sono risultati strutturali; sono
risultati che riguardano principalmente i numeri, le procedure, la chiusura
formale dei bilanci. Danno l'immagine di bilanci sanitari in equilibrio, di una
contabilità ordinata, di indicatori finanziari corretti, di livelli essenziali
di assistenza che migliorano però solo sulla carta. Tutto questo è importante,
non va sminuito, ma descrive come si tengono i conti, non come funziona
realmente il sistema. Non si tratta quindi di risultati strutturali, risultati
cioè capaci di modificare stabilmente il funzionamento della sanità, di durare
nel tempo e soprattutto di produrre effetti visibili e positivi nella vita
quotidiana dei cittadini.
La Calabria è una delle regioni più anziane
d'Italia. Questo significa una domanda sanitaria crescente, più cronicità, più
bisogno di assistenza territoriale, eppure nel DEFR non troviamo modelli di
proiezione demografica sanitaria, non troviamo strumenti di risk management
sanitario, non troviamo indicatori chiari sull'efficienza del rapporto ospedale
territorio. Un altro grande assente è il tema delle liste d'attesa, quello
potrebbe essere un'importante risultato strutturale. Si parla di LEA, ma non si
affronta seriamente la questione dei tempi di accesso alle prestazioni che oggi
rappresentano uno dei principali fattori di disuguaglianza sanitaria. Le liste
di attesa sono il vero termometro dell'efficienza del sistema
eppure non vediamo target temporali chiari, indicatori di riduzione
misurabili, una reale integrazione tra sanità pubblica, territorio e privato
accreditato. Il rischio è che il cosiddetto risanamento sanitario resti una
tregua contabile mentre i cittadini continuano a sperimentare difficoltà
concrete - lo leggiamo tutti i giorni sui giornali - nell'accesso alle cure e
soprattutto agli esami diagnostici.
Lasciando la sanità, anche se tantissimo ci
sarebbe ancora da dire, visto che il tempo è tiranno e ringrazio il Presidente
che mi sta dando ulteriore tempo, è corretto riconoscere che oggi la Giunta
presenta uno dei risultati più significativi della propria azione: il tema
dell'avanzo di amministrazione. È corretto riconoscere che oggi la Regione
Calabria non è più in disavanzo. Questo risultato chiude una fase difficile
della storia finanziaria dell'Ente e consente di operare in condizioni di
equilibrio contabile. Tuttavia è necessario chiarire un punto fondamentale: il
superamento del disavanzo non coincide automaticamente con una maggiore
capacità di intervento politico, anzi, dal bilancio emerge che l'avanzo di
amministrazione è stato accantonato, una parte di questi accantonamenti è
obbligatoria e quindi rispettare le regole contabili è un dovere e non una
scelta politica, ma poi un'altra parte poteva essere utilizzata per portare
avanti tutto quello che sono le mancanze che ci sono sui nostri territori. In
altre parole, la Regione oggi presenta conti formalmente in equilibrio, ma ha
scelto di utilizzare questa stabilità prevalentemente come strumento di difesa
piuttosto che come leva per intervenire sui problemi strutturali del
territorio.
Mi sono chiesta perché c'è stata questa iper-prudenza.
Emerge dal bilancio una gestione orientata a
evitare qualsiasi rischio, poco propensa a usare l'equilibrio raggiunto per
politiche attive. Perché?
Le motivazioni possono essere diverse: una,
il timore di rilievi da parte degli organi di controllo, l'incapacità di
prevenire contenziosi a monte, l'alto numero di cause pendenti, i rapporti
conflittuali con i Comuni, con le Partecipate, con i fornitori sanitari, il
fondo rischi legali e le passività potenziali che crescono perché non c'è una
politica di prevenzione del contenzioso, manca una strategia di transazione,
bonifica dei rapporti, prevenzione del danno, ma soprattutto, secondo me –
perdonatemi - c'è un'assenza di visione politica su come usare l'avanzo, forse
per problemi, per contrasti, non lo so. Infatti, quando il risanamento
contabile non si traduce in politiche pubbliche capaci di incidere
concretamente su sanità, Enti locali, servizi essenziali e aree più fragili,
non siamo più di fronte a una scelta tecnica neutra, ma è una precisa opzione
politica: privilegiare la tutela dei soldi rispetto alla trasformazione della
stabilità finanziaria che c'è in risposta ai cittadini. Anzi, il tema dell'utilizzo
dell'avanzo si collega direttamente anche con la condizione dei Comuni in
dissesto e in pre-dissesto. Decine di enti locali calabresi operano da anni
in condizione di paralisi finanziaria e amministrativa con effetti devastanti
sulla qualità dei servizi essenziali e sulla fiducia dei cittadini.
Nel DEFR, nel bilancio, non troviamo una
strategia regionale strutturata di accompagnamento. Altre Regioni hanno
attivato fondi di rotazione e strumenti di sostegno senza violare i principi
contabili, in Calabria invece i Comuni vengono lasciati da soli. Questo non
rafforza le autonomie locali, le indebolisce e a questa assenza se ne aggiunge
un'altra altrettanto grave: la mancanza di una strategia esplicita per i Comuni
montani, le aree interne e i territori marginali. Parliamo di una componente
strutturale della Calabria, una delle regioni più montane d'Italia,
caratterizzata da piccoli Comuni, spopolamento, invecchiamento e difficoltà di
accesso ai servizi essenziali. Nel DEFR non esiste una sezione dedicata, non
esistono obiettivi specifici, non esistono indicatori di monitoraggio, non
esiste una programmazione territoriale differenziata. Le aree interne restano
implicitamente diluite in richiami generici alla coesione territoriale, senza
mai diventare un oggetto politico autonomo. Questa non è una dimenticanza
tecnica, è una scelta politica, signor Presidente.
Non posso non rilevare un'altra grave
assenza: il silenzio totale sul tema dell'autonomia differenziata. Il DEFR e il
bilancio di previsione vengono presentati come strumento di programmazione
strategica per il prossimo triennio, ma non contengono…
Concluda, collega.
Sì, Presidente
- …alcuna analisi, alcuna simulazione, alcuna valutazione di impatto rispetto a
un processo che rischia di incidere in modo profondo e strutturale sulla
finanza regionale e sulla capacità della Calabria di garantire diritti e
servizi essenziali.
Non troviamo
analisi sugli effetti dell'autonomia differenziata sui conti regionali,
valutazione sull'impatto in termini di sanità, istruzione, trasporti e servizi
sociali, una posizione chiara sui livelli…sul tema dei livelli essenziali delle
prestazioni e sulla loro effettiva copertura finanziaria, alcuna strategia di
tutela per una regione che presenta una minore capacità fiscale e una maggiore
domanda di servizi pubblici. Questo silenzio non è neutro per una regione come
la Calabria, l'autonomia differenziata non è una questione astratta o
ideologica, ma è un tema che riguarda la tenuta dell'unità dei diritti di
cittadinanza e il rischio concreto di una cristallizzazione dei divari
territoriali. Presentare un DEFR e un bilancio senza affrontare questo nodo,
significa rinunciare a esercitare una funzione fondamentale della
programmazione per prevedere scenari futuri e preparare la Regione ad
affrontarli.
Passo oltre e vado alla conclusione,
Presidente, e la ringrazio.
Nel complesso la legge di stabilità rispetta
i saldi contabili, però devo dire che evita le scelte, stabilizza l'esistente,
ma non orienta lo sviluppo ed è proprio in questa distanza tra la strategia
dichiarata e gli strumenti effettivamente messi in campo
che si misura una responsabilità politica precisa.
Ci troviamo di fronte a una programmazione
che amministra ma non governa, che tutela i saldi, ma non trasforma la
stabilità in futuro. La Calabria ha bisogno di una Regione che utilizzi
l'equilibrio riconquistato e sbandierato per affrontare i nodi strutturali che
bloccano lo sviluppo.
La Calabria non ha bisogno di documenti che
raccontano, ha bisogno di politiche che trasformano la realtà. Io spero e mi
auguro che questo avvenga e che, come diceva prima il consigliere Chiappetta,
questo Consiglio nei prossimi cinque anni dia veramente risposta a tutti i
cittadini calabresi. Grazie.
Grazie, collega.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Greco Orlandino. Ne ha facoltà.
Grazie. Signor Presidente, colleghi del
Consiglio, non volevo intervenire perché oggi più che dagli argomenti sono
stato rapito da questa immagine bellissima di Valere. Un’immagine che
rappresenta un po' quello che è il senso più alto, più profondo di questo
Consiglio regionale e sono stato rapito dal vedere l'immagine della patria,
l'immagine di una comunità. Pensavo quali fossero state le motivazioni profonde
di chi nel tempo ha immaginato di realizzare questo dipinto all'interno del
Consiglio regionale e dalla discussione, ascoltando peraltro anche autorevoli
interventi, ho capito che chi l'ha fatto più degli altri ha capito la necessità
e l'urgenza di ricordare a noi altri il valore supremo delle istituzioni, il
valore supremo del ruolo che occupiamo e, per come insegna Zaleuco da Locri, il
valore supremo delle leggi. Zaleuco da Locri, che negli anni è stato capace di
dire che la legge scritta nasce in Calabria, oggi più di ieri ci ricorda che
noi siamo legislatori, noi siamo quelli che, nell'ottica della legislazione
concorrente, dobbiamo fare le leggi. Questo è un Parlamento, un piccolo
Parlamento, non è un “Leggimento”, ma è un Parlamento
capace di scrivere il destino di una comunità e ci ricorda che quella comunità,
la comunità calabrese, ha urgenza e necessità di avere legislatori illuminati e
competenti. Nel dire questo voglio per un attimo rispondere brevemente alle
considerazioni che ha fatto sulla democrazia la professoressa, consigliera
Barbuto - chiedo venia per l'errore, non succederà più - sulla democrazia. Devo
dire che l'intervento della consigliera Barbuto, parlando di democrazia,
soprattutto guardando negli occhi dei propri studenti, ha voluto in qualche
modo rappresentare quel valore supremo che Zaleuco oggi ci ricorda. La
democrazia è confronto, consigliera Barbuto; la democrazia è visione
dialettica, consigliera Barbuto; la democrazia è visione hegeliana, consigliera
Barbuto; la democrazia non è il maldestro tentativo che viene da parte
dell’opposizione di rivendicare questa o quella Presidenza. Quella non è
democrazia, quello è tentativo becero di accaparramento di qualcosa che di
certo non è toccato alla minoranza, ma che i cittadini calabresi hanno voluto
assegnare al presidente Occhiuto e alla sua maggioranza. La democrazia è
visione dialettica. L'immagine bellissima di Hegel quando dice “tesi, antitesi
e sintesi”. Lo ripete ai suoi alunni Hegel: tesi, antitesi e sintesi. Oggi
quello che manca in quest'aula è l'antitesi, oggi quello che manca in quest'Aula
è l'altra voce, oggi quello che avete saputo dire è che vi è stata tolta la
Presidenza della Commissione speciale di vigilanza. Non avete saputo dire
altro. Quello che manca è l'antitesi.
Io non so se il bilancio - non lo voglio
neanche difendere perché sono da questa parte - che hanno presentato il
presidente Occhiuto e la Giunta regionale sia giusto, di certo è il bilancio
migliore che poteva avvenire; la certificazione che sia il bilancio migliore è
data dal fatto che in quest'aula esiste solo questo bilancio perché nessuno da
parte vostra ha avuto la capacità di ribadire o ribattere su quelle tesi che la
maggioranza ha portato in essere; per cui la visione dialettica, la democrazia,
non può essere solo un'esercitazione filosofica, deve essere qualcosa di più
concreto. Mi sarei aspettato che la vostra parte, soprattutto i 5 Stelle che
hanno in qualche modo costruito la democrazia partecipativa, avesse proposto
emendamenti con una visione alta, visione diversa. Nessuno ha mai da questi
banchi voluto negare all’opposizione il diritto di avere una visione alta, ad
avercela questa visione alta. Il bilancio è una costruzione dove c'è un'anima,
ci mancherebbe altro. Il bilancio lo costruisce da anni il dottor De Cello, ma
con la visione che dà la politica. Ma quando un bilancio ha delle rigidità o
rigidezze, è chiaro che si ragiona su quello che è la spesa libera. Sarebbe
stato bellissimo fare il discorso sui massimi sistemi, parlare di sanità, di
trasporto, tutto lo scibile umano; mancava solo la guerra in Ucraina, la fame
nel mondo e saremmo stati completi. Questo è mancato. Allora qual è la visione
alta? Perché nessuno di voi ha presentato emendamenti alle scelte che ha fatto
la Giunta? Perché nessuno di voi ha presentato quella visione alta che voi dite
di avere? Perché non avete detto che probabilmente i 50 milioni sulla
forestazione non andavano bene e andavano spesi per la sanità o per la
viabilità? La politica è questo: è confronto dialettico. Sì, è questa la
bellezza della politica quando si è legislatori. Dottoressa Barbuto, sa quando
la democrazia non è prevaricazione? Sa quando i numeri non la fanno da padrone?
Quando dall'altra parte non c'è né pregiudizio né opposizione preconcetta. Quando
dall'altra parte c'è il tentativo di dare un contributo. Stasera o stanotte
riascoltate i vostri interventi e, rispetto a quello che è il bilancio proposto
dalla Giunta, verificate se qualcuno di voi ha aggiunto un quid in più per cui
la Giunta poteva rivedere o modificare o emendare. Nessuno ha mai fatto
chiusura.
E allora, bello parlare di democrazia, più
difficile praticarla. La democrazia è il confronto tra diversi, dove i diversi
non per forza devono essere in contrapposizione; la democrazia è trovare la
capacità di una sintesi, di avere una visione, di metterla su carta; la
democrazia è guardare questo quadro, pensare a Zaleuco da Locri e pensare che
quella è la Calabria che oggi più di ieri dobbiamo costruire.
Grazie, collega Greco.
Ha chiesto di intervenire il consigliere
Laghi. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente.
Darò un taglio un po' diverso al mio
intervento perché molto è stato detto ma, visto che tantissime sarebbero le
cose da dire, mi vorrei focalizzare su un ambito di mia certamente esperienza e
forse di una qualche competenza, quello sanitario, per valutare e proporre come
e dove orientare il bilancio della nostra Regione in ambito sanitario che, come
è noto, assorbe la maggior parte del bilancio stesso.
Parto rapidamente dal problema della
informatizzazione. L'informatizzazione è un elemento fondamentale, è il
supporto, attraverso i flussi informatici, per arrivare alle valutazioni delle
performance delle varie unità operative. Però questo aspetto tecnico spesso
viene corrotto da un'azione organizzatrice a monte che, riducendo il personale
nelle unità operative, inevitabilmente riduce la performance, la quantità di
attività svolta e, quindi, come un cane che si morde la coda, porta alla
ulteriore strutturale riduzione di quella unità operativa.
Quindi bisogna conoscere e analizzare i dati,
nel senso che bisogna vedere da dove provengono e quale sia la fonte.
Nell'ospedale di Castrovillari - lo cito
spesso come esempio perché lo conosco bene ed è esemplificativo di quello che
succede non solo a Castrovillari - se a una unità operativa si addebita una
scarsa produttività, poi scopri che casualmente o dolosamente il personale è
ridotto della metà. Allora va chiarito che non si può pretendere di valutarlo
in base a una performance numerica quando gli strumenti, cioè gli operatori,
per determinare una buona performance vengono eliminati.
Nella precedente legislatura votai e
rivoterei positivamente per la digitalizzazione, quindi per la
informatizzazione della nostra Regione, dicendo all'epoca, mi cito, “questa è
una cosa da cui assolutamente non possiamo prescindere che però dobbiamo controllare
perché l'informatizzazione richiede sì dei risultati positivi che giustificano gli impegni economici che
vengono assorbiti.
Allora,
cito nuovamente l'Ospedale di Castrovillari come semplificazione, ma non
riguarda solo l'ospedale di Castrovillari: se l'informatizzazione della
struttura, che è un elemento nodale, non è un fatto tecnico, è un elemento che
ha delle ricadute cliniche potentissime perché, se il Pronto soccorso non può
colloquiare informaticamente con il laboratorio
analisi, se i singoli reparti non possono colloquiare col laboratorio analisi
in maniera adeguata, questo che cosa comporta? Comporta delle perdite di tempo
che possono ricadere negativamente fino all'exitus per i pazienti, per
esempio, accolti in Pronto soccorso; così come l'impossibilità di avere a
monitor i dati del laboratorio, che cosa comporta? Comporta, nella migliore
delle ipotesi, un prolungamento dei tempi di degenza e quindi spese ulteriori,
quando addirittura - come pure succede - l'impossibilità della dimissione dei
pazienti, perché mancano i dati cartacei da inserire nella dimissione.
Se
poi il laboratorio analisi, che è il centro pulsante che dà tutte le
informazioni e le deve dare in tempo reale, è costretto per la inadeguatezza
del nuovo sistema informatico - e riparlo dell'Ospedale di Castrovillari - a
inserire manualmente i dati, anziché fare il lavoro analitico, perde tantissimo
tempo. Quindi, capite bene che le risposte e la difficoltà dei pazienti aumenta
in maniera assolutamente quasi logaritmica.
Infine,
ma non certo da ultimo, se questo tipo di informatizzazione va a sostituire -
assolutamente inadeguata, assolutamente dell'età paleozoica - una
informatizzazione perfettamente funzionante, allora ci si chiede: uno, per
quale motivo una buona informatizzazione sia stata sostituita con costi elevati
per la nostra Regione con una cattiva informatizzazione? Due - lo dicevo
inizialmente - forse è necessario il monitoraggio e la rendicontazione delle
scelte che in questo caso le Aziende sanitarie debbono fare, così come la
programmazione?
La
programmazione in sanità è importante, come in tanti altri settori, è
fondamentale, ma se nelle Aziende sanitarie viene esperita attraverso gli atti
aziendali. L'atto aziendale non è una mera evasione di un obbligo
amministrativo, l'atto aziendale è uno strumento, è lo strumento più potente di
programmazione sanitaria e quindi va implementato per come sta scritto, non -
uso un’espressione con rima - “a mozzichi e bocconi”.
Quindi,
è assolutamente fondamentale che ci sia un'azione di controllo, un'azione di
vigilanza, e nella vicenda dell'ASP di Cosenza - voglio dare a Cesare quel che
è di Cesare - c'è stata una valutazione e rivalutazione dell'atto aziendale,
che ha riportato l'atto aziendale dell'ASP di Cosenza nell'alveo della
legalità, a indicare che, quando l'azione di controllo viene esercitata con
cura, con attenzione, i risultati sono evidenti.
Il
problema complessivo poi degli atti aziendali, che sono programmazione e scelta
nell’allocazione delle risorse economiche, è che troppo spesso diventano
localmente nelle varie Aziende sanitarie una sorta di “libro dei sogni” in cui
si trova scritto di tutto e, solamente dopo, si decide con calma a cosa
assegnare risorse, che cosa sviluppare, con un criterio che io, dopo tanti anni
di permanenza lavorativa in ospedale, non sono ancora riuscito a capire; con me
non lo capiscono i cittadini e non lo capiscono le associazioni, che vedono una
situazione assistenziale non in linea con le aspettative e con i diritti di
tutti, ma che potrebbe essere, a livello periferico, effettivamente di molto
migliorata laddove si facessero le cose come si deve.
Ritorno
per un attimo all'informatizzazione, per segnalare che, se il Centro unico di
prenotazione ospedaliera è occasionalmente funzionante, è del tutto evidente
che gli utenti sono spinti ad andare dove prenotazioni, attività, periodo di
prelievo, e magari anche le risposte arrivano per e-mail anziché fare viaggi e contro viaggi per ritirarle fisicamente,
e quindi sono propense a rivolgersi alla sanità privata; sanità privata che
deve essere complementare, certamente, ma non sostitutiva e, soprattutto, non
si deve proporre perché qualcuno smantella la sanità pubblica.
A
causa di questa situazione - voglio citare dati di realtà e dati oggettivi -
poi nascono nelle varie sedi distrettuali delle iniziative, dei movimenti,
delle azioni per sollecitare una maggiore attenzione delle Aziende sanitarie
provinciali e una maggiore - non competenza, perché sono competenti, immagino -
equanimità anche nella gestione delle risorse economiche che appartengono a
tutti i cittadini della Calabria. Non può essere un caso che il 27 di dicembre,
quando, cioè, tutti quanti saranno – immagino - con la loro famiglia a
festeggiare il Natale, a Castrovillari, il Comitato delle associazioni farà una
fiaccolata per attirare l'attenzione e per chiedere maggiore equità nella
fruizione dei servizi sanitari.
Vedo
che il tempo è passato, taglio, ma voglio parlare almeno di un altro argomento:
il settore della prevenzione. Mi ha fatto piacere vedere nei vari documenti che
ho spulciato che si parli di un approccio One
Health per quanto riguarda la salute, perché la salute o coinvolge tutti -
non solo gli esseri umani - oppure è impossibile praticarla. Certamente, - è
una cosa che io periodicamente ripeto, ma è importante - la nostra salute
dipende per il 15 per cento dai servizi sanitari e per oltre il 20 per cento
dai determinanti ambientali di salute. Quindi, l'aspetto ambiente con l'aspetto
salute è inestricabilmente collegato e sarebbe illusorio pensare di poter
promuovere la salute dei cittadini se non si interviene, concomitantemente e
parallelamente, con la manutenzione dell'ambiente, del territorio, della nostra
bellissima Regione, che altrimenti può diventare un elemento patologico che
innesca le malattie anziché contribuire a debellarle.
Concluda,
collega.
Sì,
concludo. Tanto altro ci sarebbe da dire, ma visto che il tempo è ampiamente
stato esaurito, ringrazio del supplemento e mi fermo qua. Grazie, Presidente.
Grazie,
collega.
Ha
chiesto di intervenire il consigliere Falcomatà. Ne ha facoltà.
Grazie,
Presidente. Cerco sempre di rispettare quella che è stata la richiesta, direi
l'auspicio, del presidente Occhiuto nel corso della prima seduta consiliare e
cioè quella di far sì che quest'Aula fosse sempre fucina di idee e che questo
Consiglio fosse un Consiglio ambizioso. Confesso che già alla quarta seduta di
Consiglio questo auspicio mi sembra sempre più difficile da raggiungere, ma
continuiamo comunque a provarci.
Consentitemi
una riflessione su quanto accaduto rispetto al tema della Commissione speciale
di vigilanza. Perché questa Commissione non è stata assegnata alla
minoranza? Qualche spunto lo abbiamo
ascoltato e magari ci ritorneremo. Non è stata assegnata per paura del lavoro
che la minoranza può fare all'interno della Commissione speciale di vigilanza?
Non è stata assegnata perché c'è difficoltà a soddisfare tutte le esigenze
interne alla maggioranza? Ma credo di no! Tra due assessori in più, tra il
risveglio delle figure mitologiche dei sottosegretari, direi che questa
necessità non c'è. Non è stata assegnata alla minoranza per un semplice
esercizio arrogante, muscolare, del potere o, ancora di più, per assenza di
garbo istituzionale?
Questa
è la riflessione, cari colleghi, che noi avremmo voluto fare prima che il voto
sulle Commissioni fosse effettuato, perché la domanda essenziale che noi
dobbiamo porci è esattamente questa: come si motiva la coincidenza di indirizzo
politico fra controllore e controllato? È una domanda semplice, perché questo è
il compito della Commissione speciale di vigilanza. Come viene, cioè,
rispettata la trasparenza, l'indipendenza e l'imparzialità nel garantire il
pubblico interesse? Perché - tra l'altro è un po' bislacco quello che sta
accadendo - mentre il Governo nazionale propone la riforma sulla separazione
delle carriere, il Consiglio regionale, espressione del Governo nazionale,
invece va a violare il principio della separazione dei poteri.
Non
sfuggirà, ovviamente, al collega Orlandino Greco - oggi ci ha fatto una lezione
importante non soltanto di istituzioni e di funzionamento delle istituzioni, ma
anche di filosofia e storia della nostra città metropolitana - che esiste un
principio inderogabile nel nostro ordinamento: il controllore non può essere
una costola del controllato perché, fra le altre cose, esiste un evidente,
macroscopico, indiscutibile conflitto di interesse. Collega Greco, lei ha
parlato di Zaleuco di Locri, lei ha parlato di questo bellissimo quadro
dell'autore Valere, - tra l'altro, come senza dubbio saprà, si è anche
autoritratto all'interno del quadro, é lì sulla
destra - ma parlando di Locri e parlando anche di questo quadro, citerei
soprattutto Franco Fortugno. Franco Fortugno è presente in questo quadro.
Franco Fortugno è lì, collega Greco, sembra nascosto, sembra quasi in disparte,
in realtà lì non è nascosto, quella è la posizione del leader, quella è la
posizione di chi con umiltà preferisce stare un passo indietro per avere il
quadro completo di ciò che sta accadendo intorno a lui; quella è la posizione
di un rappresentante delle istituzioni che è morto in una giornata di
democrazia ed è morto per difendere le istituzioni dalle infiltrazioni della
'ndrangheta.
Questo
è quello che si deve dire quando si parla di esercizi di democrazia, altrimenti
rischiamo che le parole siano vuote, e noi non possiamo ascoltare dai banchi
della maggioranza parole del tipo: “Noi siamo legislatori illuminati e
competenti”. Nella seduta precedente avete violato lo Statuto e l'avete
modificato perché avete paura di effettuare il referendum sulle modifiche dello
Statuto: questi sono i legislatori illuminati e competenti? Sono legislatori
illuminati e competenti quelli che dicono: “Non sappiamo se il bilancio è
giusto, ma lo votiamo”? Sarà felice la Corte dei conti di ascoltare queste
dichiarazioni.
Sono
“legislatori illuminati e competenti” quelli che ci sfidano in Aula per non
avere portato degli emendamenti a degli allegati al bilancio che noi abbiamo
ricevuto 36 ore prima della seduta di Consiglio regionale? Quando li avremmo
dovuti preparare questi emendamenti, non essendo tra l'altro neanche istituite
le Commissioni oggi, dopo 2, 3 mesi? Non so quanto tempo è passato dall'inizio
di questa Legislatura.
E,
allora, presidente Occhiuto, non credo che lei debba avere paura del lavoro
della minoranza nella Commissione speciale di vigilanza. Non credo che, viste
le nuove figure introdotte, debba avere anche necessità di spazi per soddisfare
le richieste della sua maggioranza. Non credo neanche che lei incarni
l'espressione dell'esercizio arrogante del potere.
E,
allora, le chiedo questo, lo faccia, direi liberamente, presidente Occhiuto:
restituisca a questa Commissione non il ruolo di “gentile” concessione alla
minoranza, come magari vuole essere fatta passare, ma il ruolo vero di presidio
di democrazia, di trasparenza e di tutela dell'interesse pubblico che oggi,
purtroppo, convergendo controllore e controllato non ha. Altrimenti,
Presidente, più che Sandokan, qui si rischia di fare la figura di James Brooke,
il rivale di Sandokan, insieme alla sua Compagnia delle Indie, in questo caso
rappresentata dalla variegata maggioranza che la sostiene, con una politica
“coloniale” che è perfettamente rappresentata all'interno di questo bilancio,
sul quale già hanno discusso perfettamente i miei colleghi, e che rappresenta
una politica di conquista del territorio, rappresenta una politica di controllo
e di imposizione del dominio politico - è altra cosa dall'avere vinto le
elezioni - rappresenta una politica che non tutela gli interessi dei cittadini
e dei bisogni.
Avete
parlato della sanità, io l'altra volta parlavo della necessità di concludere l'iter per l'apertura della facoltà di
Medicina a Reggio Calabria. Abbiamo tenuto diversi incontri in cui la Regione
garantiva anche le risorse per fare partire Medicina a Reggio Calabria, in
questo bilancio mi sembra che non ci siano e, se non ci sono all'interno del
bilancio, sappiamo bene che anche se ci saranno, non saranno risorse
strutturali, e se non sono risorse strutturali, sicuramente, non sono quelle
risorse che possono garantire l'avvio, la crescita e lo sviluppo futuro della
facoltà di Medicina.
Quindi,
questa politica coloniale, Presidente, le consiglio vivamente di rivederla,
anche perché la politica coloniale in salsa italiana, quella dell'Etiopia,
quella dell'Eritrea e quella della Libia, sappiamo benissimo poi com'è andata a
finire. Grazie.
Grazie,
collega Falcomatà.
Ha
chiesto di intervenire il consigliere De Cicco. Ne ha facoltà.
Buonasera,
buonasera a tutti, Presidente, Giunta, consiglieri e cittadini presenti.
Ho
ascoltato tutti gli interventi che sono stati fatti però devo far notare anche
che dalla parte della maggioranza nessuno ci ha spiegato questo bilancio nei
punti specifici; sono quasi 700-800 pagine, ma nessuno di voi ci ha illustrato
e fatto capire il bene che questo bilancio porta ai cittadini calabresi.
Ho
provato a studiarlo un po', sono sincero: questo è un bilancio di 7,4 miliardi,
un bilancio ingessato, a cui io voto “no”, devo votare “no”; non sono venuto
qui per dire sempre “no”, anche per rispondere al consigliere, però non si può
votare “sì” e sempre “sì” come i pappagalli. Dunque, io voto “no” perché questo
bilancio non è un bilancio a favore né dei servizi dei cittadini calabresi e né
delle amministrazioni e dei Comuni calabresi; capisco pure che anche le passate
Amministrazioni hanno presentato questo tipo di bilanci ingessati, in cui non
c'è la possibilità economica di proporre neanche un'istanza o una nuova legge,
perché sui 7,4 miliardi rimane quasi niente per proporre e fare un fondo; se
dobbiamo proporre delle cose favorevoli proponiamo un fondo per i cittadini
calabresi, qui non c'è il fondo. Dunque, voi non avete avuto il coraggio di
tagliare determinati fondi, questa è la verità. Non l'avete avuto voi, non l'ha
avuto neanche chi vi ha preceduto - destra e sinistra - non avete avuto il coraggio
di tagliarli certi fondi, perché ci saranno delle motivazioni, non lo so. Non
sono qui a giudicare nessuno, sono qui a rappresentare, come ho già detto, i
cittadini.
E,
poi, abbiamo parlato di democrazia, ma voi avete dato il brutto esempio di
democrazia. A me, sono sincero, di questa Commissione speciale di vigilanza non
interessa, non sono venuto qui per una poltrona nella Commissione speciale di
vigilanza o perché mi serve per dare qualche postazione. Questa è la verità,
cari colleghi, è inutile che ci giriamo intorno! C’è stata mancanza di
democrazia anche nell’aumento dei due assessori; avete cambiato lo Statuto e
l'avete deciso da soli senza condividerlo e senza dare la possibilità ai
cittadini di votare con il referendum, perché dovete dare altre due postazioni
di assessorato. Questa è la verità! Il tempo lo confermerà, non lo dico io. Voi
avete fatto questo! Voi dovete dare conto ai cittadini! E ci fate passare per
quelli che non capiscono niente, come se venissimo da Marte, come se fossimo
venuti qui a raccontare film di fantascienza; voi, però, non avete raccontato
niente, ve lo ripeto, consigliere Orlandino Greco: non avete detto niente del
bilancio, ha parlato di tutto tranne che del bilancio, ha parlato del quadro,
della televisione, ma del bilancio avrebbe dovuto dire qualcosa di positivo,
anche lei mi sembra abbia mancato su questo. Diciamo le cose come stanno!
Sulla
democrazia, ve lo ripeto: avete dimostrato voi di non rispettarla, voiaoava avete dato un brutto esempio di democrazia. Noi
siamo qui a fare l'opposizione! Poi, Presidente, non possiamo stare qui ad
accettare tutto quello che voi proponete nel momento in cui noi non lo
valutiamo giusto a favore dei cittadini. Lo ripeto: non sono venuto qui a fare
polemica e non metto neanche sul personale la cosa, sono venuto qui a fare una
battaglia; la mia è una missione politica e sono una persona schietta e
diretta, apprezzatemi per questo; già in Conferenza dei Capigruppo ho detto
della Commissione speciale di vigilanza.
Noi
qui dobbiamo parlare di quello che dobbiamo fare per i cittadini, questo
dobbiamo fare, opposizione e maggioranza. Si ha il coraggio di fare questo? Mi
ero illuso un po', Presidente, quando all'inizio, in una delle prime sedute di
Consiglio avete detto che volevate condividere le cose con noi. Ho provato a
proporre il “fitto casa” - non avete messo neanche i fondi per bitumare le
strade della nostra Calabria, neanche quello avete messo – e sembra che nella
nuova finanziaria del Governo il fitto casa non sia stato messo. La Regione
Calabria non riesce ad avere la forza, la volontà, e quei 5
milioni di euro per i due assessori si potevano spendere veramente per i
cittadini e si dava dimostrazione che veramente ci teniamo a loro.
Non
mi voglio prolungare - come mio solito, mi sono dilungato troppo - però vi
ripeto: non la prendete sul personale, ma accettate che io vi dica direttamente
le cose, non le dico né di dietro e né davanti, però questo bilancio io non lo
voto. Se dovesse esserci una variazione di bilancio per altre cose che possano
essere positive e a favore dei cittadini sarò il primo a votarle, sarò il
primo. Io la parola la mantengo, quelli che non avete mantenuto la parola siete
stati voi.
Buona
serata a tutti e auguri di buon Natale a tutti voi e alle vostre famiglie.
Grazie,
collega De Cicco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha
facoltà.
Presidente,
grazie. Onorevoli colleghi, a dire la verità, non volevo intervenire, sono
rimasto al mio posto ad ascoltare attentamente tutti gli interventi dei
colleghi della minoranza e alla fine è stato più forte di me intervenire,
perché la mente mi ha portato indietro nella precedente legislatura quando
colei che doveva guidare l'opposizione, la dottoressa Bruni, a distanza di 15
giorni, un mese, ha abbandonato il più grande gruppo dell'opposizione, che è il
PD, per inserirsi all'interno del Gruppo misto. In quella legislatura non avete
avuto fortuna e in questa legislatura – mi consenta, consigliere Alecci - non
mi pare stia andando meglio perché la mente mi ha portato a qualche settimana
fa, quando tutti noi leggevamo sui giornali che Tridico sarebbe rimasto per
dettare la linea a questa minoranza e a questa opposizione per poi ritornare a
Bruxelles. Beh, se questa è la linea che ha dettato Tridico allora continuo a
dire che questa minoranza naviga in un pessimismo cosmico, naviga in una
mancanza di proposte, in una mancanza di idee. Se quella fucina a cui qualcuno
faceva riferimento non c’è all'interno della maggioranza, permettetemi di
dirlo, men che meno c’è nella minoranza.
Voglio
fare alcune osservazioni, a proposito intanto di quello che è stato il
dibattito sulla Commissione speciale di vigilanza. Vorrei ricordare a tutti noi
che nelle ultime legislature, per ben cinque volte, la Presidenza della
Commissione speciale di vigilanza è stata attribuita a un membro della
maggioranza e solo tre volte a un membro della minoranza. Non mi pare che si
sia creato un vulnus di democrazia o
vi sia stata una scorrettezza nell'ambito della totalità del Consiglio;
riconosco che da parte della minoranza vi possa essere la volontà di guidare
questa Commissione e che ciò sia legittimo, ma non ottenerla è cosa ben diversa
dal dire che se la ottiene qualcuno della maggioranza probabilmente non sono
tutelati gli equilibri, le norme e le regole che devono vigere all'interno di
questo Consiglio; chi vi parla l'ha fatto per ben due volte, ha fatto per ben
due volte il Presidente della Commissione speciale di vigilanza. Prendiamo
l'esempio dell'ultima Legislatura, della prima legislatura Occhiuto: i primi
due anni e mezzo avete avuto la possibilità di guidare la Commissione
speciale di vigilanza. Sapete quante volte si è riunita? Solo due volte per
adempiere a quelli che sono gli adempimenti statutari dell'approvazione del
bilancio preventivo e consuntivo. Non mi pare che abbia preso grandissime
iniziative. Andate a guardare - tanto sono atti pubblici - quante volte si è
riunita nella seconda parte della legislatura la Commissione speciale di
vigilanza: qualcuno l'ha fatta resuscitare. Quindi evidentemente il problema
non è chi guida o non guida la Commissione speciale di vigilanza.
Abbiamo per l'ennesima volta assistito a dati
sciorinati, pessimistici, per cui niente va bene all'interno della regione
Calabria, ma io inviterei semplicemente a fare alcune riflessioni, citando
alcune situazioni che succedono nella provincia di Reggio Calabria, che è
quella che io seguo di più.
Allora, nell'ambito, per esempio, della
sanità nessuno di voi ha avuto la correttezza o si è assunto la responsabilità
di avere equilibrio e giustezza, quelli che ognuno di noi deve avere. Vi spiego
cosa voglio dire: nella Regione Calabria siamo passati dalle narrazioni orali
dei bilanci delle ASP all’ASP di Reggio Calabria, la prima al Sud, ad avere,
proprio l'altro giorno in questa sede, nell'aula Monteleone, discusso e reso
pubblico il bilancio di genere e il rendiconto sociale; la prima ASP del Sud.
Siete stati tutti invitati, anche i consiglieri, a partecipare a
quell'occasione per capire che finalmente anche le nostre ASP alle nostre
latitudini sono entrate nella normalità e diventano un'eccellenza e un
prototipo che gli altri devono seguire. Quanti di voi sono della Provincia?!
Penso che i giornali li leggiamo tutti: il GOM (Grande Ospedale Metropolitano)
di Reggio Calabria ha inaugurato l'UFA, l'unità per i farmaci antiblastici, che
consente a 250 pazienti di poter avere la terapia antiblastica; il GOM, quindi,
diventa un'eccellenza con l’utilizzo di un robot che consente di non sbagliare
il dosaggio, di mettere in sicurezza sui farmaci antiblastici i nostri
operatori, i farmacisti che fanno questo. Desidererei veramente, avviandomi
alle conclusioni, che questa minoranza fosse più giusta, più equa, più
obiettiva e che si mettesse la mano sulla coscienza nel dire: “C'è qualcosa che
non va”, e su quello potete essere anche da sprone e noi lo accettiamo perché
nessuno di noi ha mai detto di aver risolto la miriade di problemi che la
Regione Calabria ha; sicuramente abbiamo invertito una tendenza, diventando
propositivi e andando alla ricerca di soluzioni, senza piangerci addosso. Ho
citato solo alcuni esempi, senza perdere altro tempo, per farvi capire che
potete anche trovare moltissime cose positive da portare a quest'Aula e tutti
insieme discutere per migliorare ancora tutto quello che c'è da migliorare.
Grazie.
Grazie. collega Giannetta.
Per dichiarazione di voto ha chiesto di
intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Non è per dichiarazione di voto, Presidente,
ma vorrei fare un breve intervento comunque.
Non volevo intervenire però poi il collega
Giannetta, per il quale c'è una stima anche personale… Giusto per verità di
storia: la consigliera Bruni è entrata come Gruppo Misto e poi è passata
all'interno del PD e non il contrario. Quindi, ha fatto esattamente il
contrario rispetto a quello che lei affermava precedentemente.
Sulla Commissione speciale di vigilanza è
inutile dilungarmi perché l'ho già detto prima: il presidente Loiero che l'ha
istituita l'ha data alle opposizioni per tutto il mandato e il presidente
Oliverio ha fatto la stessa identica cosa. Oggi, questa maggioranza,
legittimamente – ha i numeri - decide di trattenerla per sé; poi, saranno i
cittadini a capirne i motivi e a valutare se è stata un'azione giusta o
sbagliata.
Un veloce passaggio sul bilancio. È chiaro,
il bilancio della Regione Calabria lo conosciamo ormai bene tutti quanti,
sappiamo quali sono le difficoltà, le ingessature, il 60 per cento della spesa
trasferita alla sanità ed è, quindi, un bilancio che in maniera opportuna i
tecnici devono sciorinare con la massima prudenza. La prudenza però non deve
diventare una scusa per far sì che le cose non si cambino. Intravedo in questo
bilancio scelte poco coraggiose in riferimento ai fondi che possono essere gestiti
ed investiti sul futuro della nostra regione. Non leggo in questo bilancio una
visione di Calabria; non leggo una visione di Calabria, ad esempio, su quello
che può essere il futuro dei nostri giovani sui quali ancora non si sta
investendo per come si dovrebbe nell'alta formazione; faccio riferimento agli
ITS, agli istituti di alta formazione che in tutta Europa e che anche nel Nord
Italia permettono ai ragazzi di entrare subito nel mondo del lavoro, piuttosto
che perdersi, molte volte, in lunghi percorsi universitari che non portano a
nulla. Non ci stiamo interrogando e la Regione Calabria non si sta interrogando
su quelli che possono essere i lavori del futuro, quando l'intelligenza
artificiale metterà in archivio, purtroppo, tante professioni che sono destinate
a scomparire. Anche su quello dobbiamo pensare a che tipo di investimenti fare
per creare occupazione, per creare occupazione nella sanità - si sta facendo in
qualche modo - e soprattutto in uno degli asset sul quale la Regione mi sembra
stia investendo di più, che è quello del turismo. Allora io mi chiedo: “Si può
trasferire a Calabria Film Commission o a Ryanair il compito della promozione
della nostra regione”? Io penso di no. Credo che sulla promozione la Calabria
non sia sulla strada giusta, non credo che debba essere trasferito a Ryanair il
compito di promuovere la nostra regione, anche perché non lo fa. Sono andato a
vedere un po' le mete che Ryanair sta mettendo in collegamento con la Calabria,
ci sono diversi aeroporti europei; su quelle mete non vedo nessun investimento
in promozione della nostra regione se non qualche foto sul sito di Ryanair o su
qualche rivista di quella compagnia aerea alla quale noi diamo un bel po' di
milioni di euro. Allora, la proposta c'è: perché non pensiamo a mettere in
piedi un'agenzia per la promozione fatta da professionisti seri che fanno
questo e che lo fanno anche in altre regioni, che possa promuovere a 360 gradi
la nostra regione in tutto il mondo, attraverso delle azioni mirate e
soprattutto misurabili?! Credo che sul turismo dobbiamo stare attenti ai passi
che andiamo a fare. Faccio riferimento a ciò che è accaduto a Orio al Serio, a
Bergamo, e mi preoccupa molto. Andate a vedere gli investimenti di
quell'aeroporto, di quella Regione, di quella città verso Ryanair: sono
investimenti crescenti, anno dopo anno, programmazione su programmazione,
perché Ryanair, in maniera astuta, fa sì che diventi impossibile poi rescindere
quei contratti, diventando sempre più importante per l'economia di quel
territorio quasi fino ad influenzarlo nelle decisioni. Allora io credo che
Ryanair non debba creare posti di lavoro in Calabria, perché i posti di lavoro
in Calabria devono essere creati in maniera sana con una visione di crescita.
Quello di Ryanair può essere un cappio che ci può finire intorno al collo,
perché i posti che Ryanair creerà in Calabria e vuole creare in Calabria sono
posti di lavoro che stiamo pagando noi stessi con le risorse che trasferiamo a
questo vettore aereo che, poi, non farà altro che minacciare il licenziamento
di queste persone, se nelle future programmazioni non continueremo a sostentare
delle rotte e delle tratte che spesso non portano nessuna economia alla nostra
regione. Infatti, le rotte messe in piedi da questo vettore non sono quelle che
vengono decise da un'agenzia di promozione in base alle destinazioni più
interessanti per la nostra regione, ma sono quelle libere del vettore aereo,
che deve occupare in qualche modo e le occupa collegandole con la Calabria.
Andatevi a vedere quali sono state le rotte in questi in questi mesi e in
questi anni con alcune cittadine di cui neanche conoscevo il nome: Manninger in
Germania, una cittadina di 40 mila abitanti di cui temo pochissimi cittadini
siano venuti a visitare la Calabria, o Breslavia in Polonia, dove lo stipendio
medio è più basso rispetto a quello che c'è in Italia e con un turismo che
difficilmente verrà a spendere risorse in Calabria; Cracovia, Bratislava e
tante altre destinazioni che non portano nulla alla Calabria se non
accontentare gli appetiti di un vettore aereo al quale non possiamo trasferire
il compito di promuovere la nostra regione.
Vedo poco sulle politiche sociali, lo si
diceva prima. Le politiche sociali possono creare occupazione all'interno della
nostra regione, possono anche ripopolare i nostri borghi perché ci sarà sempre
una maggiore domanda di servizi alla persona, soprattutto per gli anziani, e ci
sarà sempre più bisogno di persone in grado, in maniera professionale, di
assistere queste persone. Allora dobbiamo attivare dei percorsi virtuosi di
formazione e di incentivazione affinché questi servizi possano essere svolti all'interno
dei nostri borghi per gli anziani calabresi o per chi, anche da altre nazioni,
possa decidere di venire a vivere in Calabria come hanno fatto per la Sicilia.
I pensionati stranieri in Sicilia hanno delle agevolazioni fiscali che li
porterà a vivere molti anni all'interno di quella regione, creando anche
occupazione e posti di lavoro.
Lo possiamo fare attraverso lo sport, lo
possiamo fare attraverso la cultura e i siti archeologici di cui in Calabria,
purtroppo, non si parla mai e non vengono mai valorizzati. Lo si può fare anche
con delle misure di contrasto, purtroppo, alla denatalità o a favore della
natalità perché anche la Calabria, che fino a qualche anno fa era sopra la
media nazionale, oggi soffre quest'altro dramma.
Quello che non vedo è una visione per il
futuro della nostra regione. Vedo tanti interventi spot, alcuni anche
interessanti, come le presenze che abbiamo all'interno delle fiere o
l'ambizione anche di fare qualche importante fiera nella nostra regione; è
stata fatta quella sui vini calabresi, credo che ci sarà un'altra edizione
anche il prossimo anno e faccio un plauso all'assessore Gallo perché mi sembra
che sia stata un'iniziativa che ha dato un po' respiro nazionale, forse
internazionale alla nostra regione. Ma non possono mettersi in piedi azioni
scollegate l’una dall’altra, ci deve essere un unico filo conduttore,
soprattutto decidere cosa voglia fare da grande la Calabria. Nella scorsa
legislatura, dissi al presidente Occhiuto che ci potremmo ritenere soddisfatti
del lavoro che si porta avanti nell'Aula quando riusciremo e saremo in grado di
dire ai giovani calabresi in che cosa investire su loro stessi, su quali
percorsi di studio, su quali percorsi di formazione che possano un domani dare
loro l'opportunità di rimanere a vivere in Calabria.
Questa domanda la rivolgo a tutti quanti noi
che magari abbiamo figli, nipoti che vivono in questa regione: oggi siamo in
grado di dire a una ragazza o a un ragazzo Calabrese “investi su di te in
questo settore, con questa formazione, in questa specializzazione perché avrai
l'opportunità di rimanere a vivere in Calabria a fare famiglia in Calabria”?
Quando saremo in grado di dare una risposta a questa domanda avremo fatto bene
il nostro lavoro.
Fino ad oggi dico che questo bilancio è un
bilancio prudenziale, poco coraggioso, che non dà ai calabresi nessuna visione
per il futuro della nostra regione.
Grazie, collega Alecci.
Passiamo all'esame e votazione del
provvedimento;
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Articolo 10
(È approvato)
Articolo 11
(È approvato)
Prendiamo atto del parere favorevole del
Collegio dei revisori dei conti.
Passiamo alla votazione della proposta di
legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge nel suo
complesso, unitamente ai relativi allegati, è approvata con autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Ha chiesto di intervenire il presidente
Occhiuto. Ne ha facoltà.
Mi scusi, signor Presidente, se intervengo in
maniera irrituale, ma voglio farlo intanto per augurare buon lavoro ai
Presidenti delle Commissioni consiliari oggi eletti e ai componenti
dell'Ufficio di Presidenza delle Commissioni. Oggi, si avvia davvero la
Legislatura con un lavoro nelle Commissioni che mi auguro sia il più proficuo
possibile. Voglio ringraziare poi il Consiglio regionale per l'approvazione dei
documenti di bilancio e segnalare che siamo la Regione che è riuscita a farlo
con grande anticipo, forse con anticipo anche rispetto a sé stessa l'anno
scorso, nonostante le elezioni; quindi, voglio ringraziare i consiglieri di
maggioranza e di opposizione che hanno animato il dibattito in Consiglio.
Voglio solo spiegare che non sono intervenuto perché il bilancio e il documento
di programmazione finanziaria regionale, che abbiamo approvato qualche ora fa,
di fatto conteneva il senso delle mie dichiarazioni programmatiche; le avevo
già svolte, quindi ho preferito che il Consiglio discutesse liberamente senza
una mia personale intromissione.
Non intervengo quindi per questo, signor
Presidente, ma la irritualità del mio intervento è dovuta ad una circostanza
che è la seguente: prima ho saputo da un dipendente del Consiglio regionale che
è venuta a mancare qualche giorno fa una figura storica del Consiglio
regionale: Gino Multari. Ora in quest'Aula spesso sono ricordati i consiglieri
regionali per il lavoro che hanno svolto in legislature precedenti e quasi mai
invece si ricordano invece quelli che hanno piantato le nostre radici,
attraverso il lavoro silente ma appassionato nella burocrazia regionale. Voglio
ricordarlo perché io ero un giovane consigliere regionale: Gino Multari era un
dirigente importante di questo Consiglio regionale, molti consiglieri regionali
probabilmente non l'hanno conosciuto, ma era un dirigente di quelli che
comunicano anche ai politici il senso delle Istituzioni, il rigore che bisogna
avere nel governo delle istituzioni, lo faceva sempre con grande signorilità.
Ora, quel consigliere regionale che ha avuto quell'esempio da un burocrate, da
un dirigente importante del Consiglio regionale, oggi è diventato Presidente
della Regione e sente il dovere di ringraziarlo per l'esempio che gli ha dato.
Credo che sia una buona cosa che il Consiglio
regionale, quando ci lasciano persone che hanno comunque conosciuto, costruito
la storia delle Istituzioni anche dietro una scrivania, senza mai intervenire,
possa avere l'occasione di ricordare queste figure così come spesso ricorda i
politici, i dirigenti che si sono esercitati nel dibattito in quest'Aula.
Quindi mi scuserà, signor Presidente, se ho voluto intromettermi nell'ordine
del giorno di questo Consiglio, ma pensavo fosse giusto farlo.
Grazie, Presidente.
Do lettura di un seguito di comunicazioni.
Proseguiamo l'ordine del giorno. Proposta di
legge numero 18/13^ di iniziativa dei consiglieri regionali Giannetta, Caputo,
Brutto, Mattiani e Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti con il
Governo in attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche
normative”.
Cedo la parola al consigliere Giannetta per
illustrare il provvedimento. Prego, collega.
Grazie, signor Presidente. Onorevoli
consiglieri, la proposta di legge regionale sottoposta all'esame dell'Aula reca
adempimenti degli impegni assunti dalla Regione Calabria nei confronti del
Governo in attuazione del principio di leale collaborazione tra Stato e
Regioni, nonché modifiche normative di carattere puntuale alle leggi regionali
vigenti.
I provvedimenti traggono origine dalle
osservazioni e dalle raccomandazioni formulate dai Ministeri competenti
nell'esercizio delle rispettive funzioni istituzionali. La Giunta regionale ha
preso formalmente atto di tali rilievi ed ha conseguentemente predisposto
interventi normativi mirati che incidono sugli articoli e sui commi oggetto di
osservazione, questo al fine di assicurare la piena coerenza dell'ordinamento
regionale con il quadro normativo nazionale e con i principi costituzionali. Le
modifiche proposte hanno carattere meramente ordinamentale e ricognitivo, non
alterano l'impianto sostanziale delle leggi regionali interessate, non
introducono nuovi istituti e non comportano nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.
L'intervento legislativo è quindi finalizzato
esclusivamente a garantire certezza del diritto, chiarezza normativa ed
effettiva applicabilità delle disposizioni regionali.
Con questa proposta di legge la Regione
Calabria conferma la propria volontà ad operare in un clima di collaborazione
istituzionale nel rispetto delle competenze statali e regionali, prevenendo
possibili profili di contenzioso e rafforzando la solidità e la legittimità
dell'azione legislativa regionale.
Nella relazione illustrativa vediamo che i
primi 5 articoli della proposta di legge apportano
modifiche a norme di legge regionali in adempimento degli impegni assunti con
il Governo nell'ambito del principio di leale collaborazione, come di seguito
dirò.
Articolo 1: l’Ufficio legislativo del
Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con una e-mail in data 12
marzo 2025 dal servizio delle politiche sociosanitarie e culturali della
Presidenza del Consiglio dei Ministri- DARA, ha trasmesso osservazioni in
merito al disposto degli articoli 1, 5 e 6 della legge regionale 24 gennaio
2025, numero 1. Con nota protocollo numero 160488 del
13 marzo 2025, il Presidente della Giunta regionale, al fine di evitare
l’impugnativa della disposizione sopra specificata, ha dato assicurazione, nel
contesto della leale collaborazione, in ordine alla presentazione di un disegno
di legge regionale finalizzata a superare le osservazioni governative.
Articolo 2: l’Ufficio legislativo del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha trasmesso le proprie
osservazioni sul disposto degli articoli 4 e 8 della legge regionale 4 aprile
2025, numero 17; Il Ministero della Pubblica Amministrazione ha, inoltre,
sollevato osservazioni sul disposto dell’articolo 6 della medesima legge
regionale. Con nota protocollo numero 368145 del 23
maggio 2025, il Presidente della Giunta regionale, al fine di evitare
l’impugnativa delle disposizioni sopra specificate, ha dato assicurazione, nel
contesto della leale collaborazione, in ordine alla presentazione di un disegno
di legge regionale finalizzata a superare le osservazioni governative.
Articolo 3: in riferimento alla legge
regionale numero 20 del 2025, con nota protocollo numero 364704 del 22 maggio
2025, il Presidente della Giunta regionale – valutate le osservazioni sollevate
dall’Ufficio legislativo del Ministero dell’istruzione e del merito, trasmesse,
in data 21 maggio 2025, con e-mail dal Servizio per le politiche sociosanitarie
e culturali della Presidenza del Consiglio dei Ministri - ha ritenuto di
accoglierne il contenuto, impegnandosi alla presentazione di un disegno di legge
regionale finalizzato all’introduzione dell’articolo 14, rubricato “Entrata in
vigore e adeguamento alla normativa statale di riferimento” .
Articolo 4: in riferimento alla legge
regionale 28 gennaio 2025, numero 8, di modifica della legge regionale 7 agosto
2023, n. 37, sono pervenute osservazioni, da ultimo con nota
protocollo interno dell’Ufficio legislativo, registro ufficiale
0010494.25-03-2025, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Con
nota protocollo numero 194498 del 26 marzo 2025, al fine di evitare ulteriori
contenziosi costituzionali e in considerazione dell’opportunità, valutata dal
predetto Ministero, di chiarire la reale portata della normativa regionale,
nello spirito della leale collaborazione, ha dato assicurazione circa la
presentazione al Consiglio regionale di una proposta di legge di modifica
dell’articolo 2-bis della legge regionale 7 agosto 2023, n. 37,
introdotto dalla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 8.
Articolo 5: in riferimento alla legge
regionale 29 novembre 2024, n. 39 (Interventi a favore degli operatori dello
spettacolo viaggiante) si è ritenuto intervenire per modificare la lettera f)
del comma 3 dell’articolo 4 al fine di chiarirne meglio la sua portata in
ossequio a quanto concordato con l’ufficio legislativo del Ministero
dell’istruzione e del merito con la nota protocollo numero 124 del 14 gennaio
2025.
Articolo 6: reca la modifica degli articoli
34 e 36 della legge regionale 10 agosto 2023, n. 39, recante “Disciplina in
materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del
territorio rurale.”. In particolare, rispetto all’articolo 34, rubricato “Avvio
del Consorzio di bonifica della Calabria”, lo stesso prevede che il Commissario
straordinario del Consorzio Unico possa essere prorogato per soli 12 mesi; con
la modifica si intende permettere la proroga per 24 mesi complessivi, analogamente
a quanto si propone per i commissari liquidatori dei soppressi consorzi di
bonifica di cui all’articolo 36, onde consentire la conclusione delle
rispettive attività commissariali.
Articolo 7: propone modifiche al comma 1
dell’articolo 6 della legge regionale 10 gennaio 2013, n. 2, recante
“Disciplina del collegio dei revisori dei conti della Giunta regionale e il
Consiglio regionale della Calabria.” In particolare, si modifica il secondo
periodo del predetto comma 1, onde consentire la
conferma, per la legislatura in corso, del collegio dei revisori dei conti
nominato nella precedente legislatura, ferma restando la necessità che i
rinnovati componenti provvedano all’elezione del Presidente del collegio
medesimo.
Articolo 8: propone di modificare l’articolo 39 della legge regionale n. 47/2011. L’intervento normativo nasce dall’esigenza dei soggetti attuatori afferenti alla legge regionale 36/2008 e gli interventi di cui al punto 3.3 del Programma operativo scaturito dall’attuazione delle deliberazioni della Giunta regionale n. 347 del 30 luglio 2012 e n. 452 del 30 ottobre 2014, di completare i cantieri in corso e garantire gli alloggi sociali ai relativi beneficiari. I ritardi sono stati causati dal rincaro dei materiali e dalle difficoltà e lentezze degli Istituti di credito nella concessione ed erogazione dei mutui fondiari, necessari al completamento dei lavori; problematiche riconosciute dalla Regione Calabria con l’adeguamento dei prezzi e la costituzione di un fondo di garanzia costituito presso il Medio Credito Centrale. Tali problematiche, per una loro pratica attuazione, stanno richiedendo tempistiche tecniche e burocratiche lunghe e laboriose. Come più volte manifestato sia dalle organizzazioni imprenditoriali (ANCE) e cooperativistiche (Legacoop) che dai sindacati dei lavoratori, il blocco dei cantieri comporterebbe gravi ripercussioni occupazionali e sociali, nonché serie difficoltà sugli investimenti e finanziamenti in corso. Necessita una proroga rispetto ai tempi prefissati dalla vigente legge regionale al fine di garantire la continuità dei lavori, consegnare gli alloggi sociali in corso di avanzamento ed evitare la paralisi dei cantieri al fine di salvaguardare l'occupazione.
Articolo 9: per esigenze di razionalizzazione dei costi del personale, propone l'abrogazione delle disposizioni che prevedono la conservazione della retribuzione in godimento da parte dei dirigenti generali provenienti dal ruolo della Giunta regionale e del Consiglio regionale in caso di revoca anticipata dell'incarico.
Articolo 10: propone la modifica dell'articolo 6 della legge regionale 3 giugno 2005 numero 12, recante “Norme in materia di nomine e di personale della Regione Calabria”, al fine di renderlo coerente con il dettato dell'articolo 50, comma 6, dello Statuto regionale, correlando l'effetto decadenziale dei dirigenti apicali delle strutture amministrative della Giunta e del Consiglio regionale per effetto dello spoil system al momento dell'insediamento degli organi della Regione, per come individuati dall'articolo 14 dello Statuto medesimo.
Articolo 11: contiene una norma transitoria tendente a garantire l'applicazione della modifica normativa di cui all'articolo 10 relativa agli incarichi dirigenziali apicali della Giunta e del Consiglio in essere alla data di insediamento degli organi attualmente in carica.
Articolo 12: reca la norma finanziaria prevedendo l'assenza di oneri sul bilancio della Regione Calabria in quanto la proposta di legge contiene norme di carattere ordinamentale.
L’ultimo articolo, il 13, in considerazione dell'urgenza, dispone l'entrata in vigore della legge il giorno successivo a quella sulla pubblicazione sul BURC. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Giannetta. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Grazie, signor Presidente. Diciamo che come abbiamo chiuso la passata Legislatura riapriamo quella attuale: c'eravamo dati un metodo, cioè limitare il più possibile l’esame in Aula delle leggi “omnibus” all'interno delle quali ci sono le materie più disparate, più eterogenee fra di loro. Questo mette in difficoltà la minoranza, specie quando si inseriscono all'ultimo minuto, perché non ha l'opportunità di approfondirle, ma anche perché ci possono essere delle tematiche sulle quali ci potrebbe essere il nostro voto favorevole, altre invece sulle quali saremmo contrari. Quindi c'è una difficoltà anche nel poter esprimere in maniera lineare le intenzioni della minoranza. Poi - nota di colore - tra i vari articoli si nota quello sullo spoil system, che mi sembra sia una prima assoluta all'interno del Consiglio regionale, mi sembra che non ci siano precedenti. Ma, soprattutto, perché? Perché lo spoil system è sui dirigenti, sui funzionari apicali, voglio dire, nominati dalla stessa maggioranza? È uno spoil system interno. Solitamente lo si fa quando c'è un cambio alla guida di un'amministrazione. In questo caso a richiederlo è l'amministrazione stessa che li ha prima nominati e ora li vuole sfiduciare. Mi sembra una cosa abbastanza particolare. Detto ciò, proprio perché vogliamo ancora una volta provare a partire in maniera collaborativa, come gruppo PD, ci asterremo, quindi non voteremo né a favore, né contro, nella speranza, mi auguro, che di “omnibus” in Aula ne arrivino sempre meno e possano, invece, arrivare leggi separate fra loro in modo tale da poterle discutere.
Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Mi associo a quello che diceva il collega Alecci, ma annuncio il mio voto contrario perché penso che ci sia, soprattutto negli articoli 10 e 11, incostituzionalità delle norme che causerebbero, secondo me, probabili contenziosi se si dovesse applicare questo spoil system anche al Consiglio regionale. Quindi, come Casa Riformista - Italia Viva il mio voto è contrario.
Grazie, consigliera Greco Filomena. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Condivido l'impostazione che ha dato il collega Alecci, considerato che tutto sommato è qualcosa che avete creato voi - eravate alla guida negli anni scorsi - e prevedere questo meccanismo di spoil system, dopo aver guidato per quattro anni la Regione, è un fatto interno vostro. Quindi condivido l'impostazione del consigliere Alecci e, appunto per cercare di continuare a non smarrire il filo della collaborazione, dichiaro un voto di astensione.
Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire la consigliera Barbuto. Ne ha facoltà.
Allora, velocemente, intervengo solamente per annunciare il voto contrario perché, nel momento in cui una proposta di legge nel titolo riporta le indicazioni per evitare, in sostanza, dei contenziosi giudiziari, quindi delle impugnazioni dal punto di vista costituzionale, non si possono assolutamente inserire degli articoli che vanno a violare dei principi fondamentali quali quelli della legittimità e della trasparenza che, invece, comportano proprio la possibilità di una impugnativa. Per questo motivo il gruppo del Movimento 5 Stelle, vista la contraddittorietà assoluta del provvedimento, ha deciso di votare contro.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
Intervengo giusto per specificare alcuni concetti e rendere chiaro alla minoranza il perché di determinate proposte. La modifica della legge regionale numero 12 del 2005, che, appunto, disciplina lo spoil system e le nomine in Calabria, è un intervento tecnico di grande rilevanza politica e amministrativa, perché serve a definire con estrema precisione quali dirigenti decadono al cambio di legislatura e in quale momento esatto ciò avviene. Tutto ciò non vuol dire che questa maggioranza non possa rinominare gli stessi dirigenti. L'analisi dettagliata è basata fondamentalmente sulla restrizione dell'ambito di applicazione che riguarda solo le posizioni apicali come da lettera a); l'inserimento delle parole “apicali” dopo “dirigenziali” cambia radicalmente la portata della norma. Cosa comporta lo spoil system? La decadenza automatica degli incarichi. Quando cambia il Presidente della Regione, non si applica più a tutta la dirigenza ma solo alla figura di vertice, per esempio direttori generali o capi dipartimento. L'obiettivo qual è? Questa modifica allinea la legge calabrese alla giurisprudenza della Corte costituzionale. La Consulta ha infatti stabilito che le Regioni non possono far decadere i dirigenti ordinari per motivi politici, ma possono farlo solo per le figure che collaborano direttamente alla definizione dell'indirizzo politico dell'ente. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Giannetta. Non ci sono altre richieste di intervento. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
È pervenuto un emendamento soppressivo dall'articolo 7, protocollo numero 25241 a firma del consigliere Crinò, a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego collega Crinò.
Grazie, Presidente. Il presente
emendamento mira a sopprimere dalla proposta di legge numero 18/12^ l'articolo
7 riguardante le disposizioni afferenti al Collegio dei revisori dei conti.
L'intervento emendativo non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del
bilancio regionale.
Grazie, collega Crinò.
Parere della Giunta?
Favorevole.
Parere del relatore?
Favorevole.
Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 25241. L’emendamento è approvato con il parere favorevole della Giunta e del relatore; pertanto, l’articolo 7 è espunto dal testo.
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Articolo 10
(È approvato)
Articolo 11
(È approvato)
Articolo 12
(È approvato)
Articolo 13
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, così come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Cedo la parola al consigliere Brutto per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Brutto.
Presidente e colleghi, grazie per aver accolto la richiesta di inserimento all'ordine del giorno. Questa è una riforma complessiva del sistema della formazione professionale calabrese e con un pizzico di orgoglio dico a quest'Aula che l'approvazione di oggi consentirà all'intero Paese di raggiungere il target per la missione 7, riforma 5 del PNRR. Quindi penso che oggi stiamo facendo un servizio non solo alla Calabria e ai calabresi, ma anche all'intero Paese. È una legge che riforma l'impianto complessivo della formazione professionale che risale, in Calabria, al 1985; quindi, era necessario, dopo 40 anni, riformare questo settore, perché il mondo del lavoro è completamente cambiato, gli strumenti del lavoro sono completamente cambiati. Nel DEFR c'erano dei dati importantissimi, erano dei dati demografici di crescita macroeconomica della Calabria; la differenza tra chi oggi è al governo di questa Regione e tutti gli altri sta nel fatto che quei dati noi li analizziamo per porre rimedio alla situazione che in Calabria, ovviamente, non è tutta rose e fiori e poniamo in essere un’iniziativa importante come questa. É un'iniziativa strategica che, finalmente, dà la possibilità alla Regione di analizzare il fabbisogno reale di formazione e trasformarlo in corsi, in azioni concrete per riqualificare l'intero settore, per riqualificare tutti gli utenti che, oggi, la Regione ha di fronte nel percorso di formazione: i ragazzi che non hanno voglia di andare a scuola e, magari, hanno bisogno di riqualificare le loro competenze per essere competitivi nel mondo del lavoro; tutti quegli studenti, invece, che non hanno intenzione di intraprendere un percorso universitario e, quindi, qualificarsi ulteriormente. La Regione certificherà quelle competenze attraverso l’ARPAL; quindi, si dà anche compimento alla riforma del mondo del lavoro che renderà questo titolo spendibile su tutto il territorio nazionale.
In più, è un provvedimento che permetterà anche la formazione transnazionale per avere interesse verso quei Paesi che, magari, possono darci un contributo di manodopera di personale che in Calabria non troviamo, sottoscrivendo con essi proficuamente dei protocolli. Questa è una legge importante, è una legge che, finalmente, non dà un credito assoluto a chi fa formazione ma consente di studiare i fabbisogni della popolazione, i fabbisogni formativi, i fabbisogni delle imprese, del mercato del lavoro e si dà mandato per la formazione. Poi, c'è l'articolo 19 che - secondo me, è quello più importante - che riguarda il monitoraggio e la valutazione degli esiti e, quindi, dell'impatto che il percorso formativo e tutti i percorsi formativi finanziati dalla Regione avranno nel mercato del lavoro. Questa è una rivoluzione rispetto al passato.
Questa proposta di legge, inoltre, non ha impatto sul bilancio regionale perché è completamente finanziata con fondi europei e comunitari e penso che la sua approvazione oggi renda un servizio, come vi dicevo prima, sia alla Calabria e ai calabresi sia all’intero Paese.
Grazie, consigliere Brutto. Ha chiesto di intervenire la consigliera Greco Filomena. Ne ha facoltà.
Presidente, ero orientata a votare contro perché questa proposta di legge c'è stata portata praticamente poco fa, quindi non ho avuto il tempo neanche di leggerla. Però, ascoltando l'intervento del collega Brutto e la sua spiegazione, ritengo di astenermi; non voto a favore, ma mi astengo perché questa fotografia del fabbisogno necessario per quanto riguarda la formazione, secondo me, è una delle modalità migliori per poter portare avanti questo tipo di attività. Quindi annuncio il mio voto di astensione.
Grazie, consigliera Greco. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
Anche da parte nostra, sicuramente, c’è un'apertura di credito. Condivido anche quanto detto dal collega Brutto. È chiaro che, però, una legge così importante non poteva prescindere dalla concertazione con le parti sociali, con gli Enti oltre a richiedere, forse in maniera un po' più coraggiosa, l’investimento di risorse del bilancio regionale senza dipendere, esclusivamente, dalle scelte del Ministero o che vengono prese in Europa. Stiamo formando i nostri ragazzi, le nostre professionalità, ci sono pochi collegamenti con il mondo del lavoro, con il programma sulle politiche industriali, su quelle dello sviluppo dei territori. Credo che debbano essere argomenti da riportare in Aula in un prossimo futuro. Anche noi, in questo momento, ci asteniamo, sperando, insomma, di poter tornare a dibattere su questi argomenti poi in altre sedi.
Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bruno. Ne ha facoltà.
Una legge così importante, probabilmente, aveva bisogno di essere discussa in Commissione. Capisco che voi avete i numeri, quindi mi inchino alla democrazia del collega Greco: potete decidere tutto quello che vi pare. Però, una legge così importante deve essere discussa in Commissione, coinvolgere le parti sociali, coinvolgere il mondo della scuola, coinvolgere il mondo del lavoro, coinvolgere il mondo sindacale, probabilmente sarebbe stata la cosa migliore. Però, siccome noi non siamo - così come alcuni di voi amano definirci - sempre e comunque contro, ci asteniamo perché pensiamo - lo pensavamo anche prima - che questa cosa possa essere in qualche modo patrimonio di tutta la Calabria; così non lo è: è una vostra proposta di legge, l'avete proposta, ce la rifilate come se perdessimo qualcosa se non la votassimo; quindi, per non essere contro a tutti i costi, ci asteniamo.
Grazie, consigliere Bruno. Ha chiesto di intervenire il consigliere Rosa. Ne ha facoltà.
Non ho ben compreso la posizione politica dell'opposizione sul punto. Stiamo per approvare una legge di portata storica che da decenni era attesa, una legge che è pervenuta da poco, però fondamentale. Fatemi capire cosa non va bene in questo testo normativo! Ci avete sempre detto che le cose buone sarebbero state approvate. Non potete non approvare una legge così semplicemente perché non c'è stata una concertazione, perché anche in difetto di concertazione, fondamentalmente, quale testo andrebbe emendato? Quale articolato non va bene? Cosa non condividete? Voi state assumendo una presa di posizione che non ha ragion d'essere, un distanziamento rispetto a una proposta legittima, scritta bene, fatta bene, soltanto per partito preso. Venite e fate, poi, lezioni di moralità e di sana politica alla maggioranza e su un testo del genere che, addirittura, ha una apertura ai soggetti svantaggiati, una legge che parla di disabilità, che parla di inclusione, che parla di deriva sociale da recuperare con progetti di formazione anche transnazionali, un qualcosa di moderno, di fatto bene, un qualcosa che guarda veramente al miglioramento della società e alla possibilità di aprire al mondo del lavoro alcune categorie, alcuni ceti sociali, alcune fragilità e voi venite, ora, a dire, per tenere la coscienza a posto, che vi astenete?! Mi aspettavo un voto favorevole, anche cogliendo gli inviti del consigliere De Cicco: “Le cose buone le voterò”. Consigliere De Cicco, forse questo è il momento di attuare quello che è sempre stato detto da lei, cioè votare un qualcosa di buono, perché ritengo che questo testo dovrebbe essere approvato all'unanimità se vogliamo svolgere con diligenza, con amore e con attaccamento il ruolo che i cittadini ci hanno dato. Grazie.
Grazie, consigliere Rosa. Ha chiesto di intervenire la consigliera Madeo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. È già intervenuto il mio capogruppo, però, onestamente, una cosa al collega Rosa la voglio dire: intanto abbiamo molto apprezzato che il proponente abbia ringraziato perché, senza nessun problema, abbiamo accettato l'inserimento della proposta di legge, nonostante sia stata proposta all'ultimo; quindi, credo che bisognerebbe apprezzare che, nonostante non ci sia stato neanche il tempo materiale di riconoscerne la bontà, stiamo facendo un ragionamento politicamente molto corretto, dicendo che utilizziamo il sacrosanto diritto di astenerci. Anche l'astensione è una dichiarazione di voto per i motivi che, relativamente al Partito Democratico, ha benissimo espresso il nostro capogruppo e che hanno espresso anche gli altri colleghi della minoranza.
Per cui adesso che dovremmo dire, con una fiducia smisurata, che è una legge straordinaria? Credo che possiamo anche decidere noi come esercitare la nostra funzione di minoranza, in maniera logica, insomma, giusta, nella maniera in cui riteniamo di dover agire.
Ripeto che la proposta ci è stata consegnata qualche ora fa e non c'è stato veramente il tempo materiale di apprezzarne la bontà. Se sarà votata e quindi approvata, se sarà così buona come dite, sicuramente saremo anche noi a dichiarare la bontà di questa legge; però, francamente, sulla fiducia queste cose non si fanno. Grazie.
Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.
Articolo 1
(È approvato)
Articolo 2
(È approvato)
Articolo 3
(È approvato)
Articolo 4
(È approvato)
Articolo 5
(È approvato)
Articolo 6
(È approvato)
Articolo 7
(È approvato)
Articolo 8
(È approvato)
Articolo 9
(È approvato)
Articolo 10
(È approvato)
Articolo 11
(È approvato)
Articolo 12
(È approvato)
Articolo 13
(È approvato)
Articolo 14
(È approvato)
Articolo 15
(È approvato)
Articolo 16
(È approvato)
Articolo 17
(È approvato)
Articolo 18
(È approvato)
Articolo 19
(È approvato)
Articolo 20
(È approvato)
Articolo 21
(È approvato)
Articolo 22
(È approvato)
Articolo 23
(È approvato)
Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. La proposta di legge è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Esauriti i punti all'ordine del giorno, dichiaro tolta la seduta. Vi auguro buone feste e buon Natale. Grazie.
La seduta termina alle
21,41
Hanno
chiesto congedo: Calabrese, Mancuso e Montuoro.
(È
concesso)
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di
iniziativa della Giunta regionale:
“Legge di stabilità regionale 2026
- (Deliberazione G.R. n. 636 del 5.12.2025)” (PL n. 14/13^).
“Bilancio di previsione
finanziario della Regione Calabria per gli anni 2026-2028 - (Deliberazione G.R.
n. 637 del 5.12.2025)” (PL n. 15/13^).
Sono state presentate alla Presidenza
le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:
Giannetta, Caputo, De Caprio,
Chiappetta, Santoianni, Polimeni, Ferrari, Succurro,
Crinò, Ionà “Modifiche alla legge regionale 28 gennaio 2025, n. 6 (Disposizioni
per la proroga della validità delle graduatorie vigenti dei concorsi pubblici
di enti ed aziende del Servizio sanitario della Regione Calabria)” (PL n. 11/13^).
Laghi “Disposizioni sulla
procedura di circoncisione maschile non terapeutica dei minori” (PL n. 12/13^).
Giannetta “Norme per la gestione
igienico-sanitaria e la valorizzazione delle carni di selvaggina selvatica
cacciata nella Regione Calabria” (PL n. 13/13^).
Mattiani, Caputo, Giannetta,
Pitaro, Brutto “Integrazioni della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme
per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della
Calabria)” (PL n. 16/13^).
Giannetta “Disposizioni per il
potenziamento strutturale del diritto allo studio universitario mediante la
destinazione dei risparmi di spesa dei gruppi consiliari. Modifica delle leggi
regionali 34/2001 e 19/2025” (PL n. 17/13^).
Giannetta, Caputo, Brutto,
Mattiani, Pitaro “Adempimento degli impegni assunti con il Governo in
attuazione del principio di leale collaborazione e modifiche normative” (PL n.
18/13^).
Laghi “Tutela della retribuzione
minima salariale nei contratti della Regione Calabria” (PL n. 19/13^).
Sono state presentate alla Presidenza
le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta
regionale:
“Documento di Economia e Finanza
della Regione Calabria (DEFR) per gli anni 2026-2028 (art. 36 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118) - (Deliberazione G.R. n. 635 del 5.12.2025)”
(PPA n. 21/13^).
“Legge n.157/1992, art. 10. L.R.
n. 9/1996, art. 5. Aggiornamento del Piano Faunistico Venatorio Regionale.
Approvazione del Documento di indirizzo strategico, del Rapporto ambientale
preliminare e avvio della procedura di VA - (Deliberazione G.R. n. 648 del
5.12.2025)” (PPA n. 23/13^).
Sono state presentate alla
Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa
d’Ufficio:
“Bilancio di previsione del
Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028 e approvazione del Piano degli
indicatori di bilancio esercizi 2026-2028” (PPA n. 24/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Prima Commissione consiliare permanente” (PPA n. 25/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Prima Commissione consiliare permanente” (PPA n. 26/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Seconda Commissione consiliare permanente” (PPA n. 27/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente” (PPA n. 28/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Terza Commissione consiliare permanente” (PPA n. 29/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Terza Commissione consiliare permanente” (PPA n. 30/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Quarta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 31/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 32/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Quinta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 33/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 34/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Sesta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 35/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente” (PPA n. 36/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta,
della corruzione e dell'illegalità diffusa” (PPA n. 37/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta,
della corruzione e dell'illegalità diffusa” (PPA n. 38/13^).
“Elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza” (PPA n. 39/13^).
“Elezione del Consigliere
Segretario della Commissione speciale di vigilanza” (PPA n. 40/13^).
È stata presentata
alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di
iniziativa dei consiglieri regionali:
Giannetta, Caputo, Mattiani,
Brutto, Pitaro, Alecci, Filomena Greco, De Cicco, Scutellà, Bruno “Modifiche al
Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria” (PPA n. 22/13^).
In data 27 novembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge
regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 236 del 27 novembre 2025:
-legge regionale n. 46 del 27
novembre2025, recante: “Assestamento del bilancio di previsione della Regione
Calabria per gli anni 2025-2027”.
In data primo dicembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge
regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 238 del 1° dicembre 2025:
-legge regionale n. 47 del 1°
dicembre 2025, recante: “Modifiche e integrazioni della legge regionale 30
ottobre 2012, n. 48 (Tutela e valorizzazione del patrimonio olivicolo della
Regione Calabria)”.
Il Presidente del Gruppo
consiliare “Movimento cinque Stelle” ha comunicato che la consigliera
Elisabetta Maria Barbuto è stata designata quale componente della Giunta per il
Regolamento.
La proposta di legge n. 9/13^, di
iniziativa del consigliere regionale Brutto, recante: “Interventi in materia di
pianificazione e programmazione del sistema di finanziamento del Diritto allo
Studio Universitario mediante modifiche alla legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 34 (Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in
Calabria)” è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Caputo,
Giannetta, Orlandino Greco, Pitaro.
La proposta di legge n. 10/13^, di
iniziativa del consigliere regionale Caputo, recante: “Disposizioni concernenti
l'impiego di sistemi di intelligenza artificiale in ambito regionale” è stata
sottoscritta anche dal consigliere regionale Pietropaolo.
In data 26 novembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento
regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 234 del 26 novembre 2025:
- regolamento regionale n. 9 del
26 novembre 2025, concernente: “Modifiche al regolamento regionale 20 novembre
2025 n. 7 recante “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta
regionale”
In data 28 novembre 2025, il
Presidente della Giunta Regionale ha emanato il sottoindicato regolamento
regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 237 del 28 novembre 2025:
- regolamento regionale n. 10 del
28 novembre 2025 concernente: “Differimento termine di cui all'art. 73, comma
3, lett. a) del regolamento regionale di attuazione della legge regionale 12
ottobre 2012, n. 45 “Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale
regionale” (regolamento regionale n. 4/2024)”.
In data 9 dicembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento
regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 243 del 9 dicembre 2025:
- regolamento regionale n. 11 del
9 dicembre 2025 concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 20 novembre
2025 n. 7 recante: “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta
regionale””.
In data 10 dicembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha emanato il sottoindicato regolamento
regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 245 dell’11 dicembre 2025:
- regolamento regionale n. 12 del
10 dicembre 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 31 maggio
2022 n. 8 “Regolamento strutture ausiliarie, ex art. 5 della legge regionale 13
maggio 1996, n. 7”.
In data 15 dicembre 2025, il
Presidente della Giunta regionale ha emanato i sottoindicati regolamenti
regionali e che gli stessi sono stati pubblicati telematicamente sul Bollettino
Ufficiale della Regione Calabria n. 247 del 15 dicembre 2025:
1) regolamento regionale n. 13 del
15 dicembre 2025, concernente: “modifiche al regolamento regionale 20 novembre
2025 n. 7 recante “Organizzazione delle strutture amministrative della Giunta regionale”;
2) regolamento regionale n. 14 del
15 dicembre 2025, concernente: “Modifiche al regolamento regionale 9 dicembre
2025 n.11 recante “Modifiche al regolamento regionale 20 novembre 2025 n. 7
recante “organizzazione delle Strutture amministrative della Giunta regionale”.
La Giunta regionale ha trasmesso
copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione
finanziario 2025-2027:
1.) Deliberazioni della Giunta
regionale numeri 607, 608, dal numero 610 al numero 623 e numero 625 del 28
novembre 2025
2.) Deliberazione della Giunta
regionale numero 651 del 5 dicembre 2025
In data primo dicembre 2025, la
consigliera Barbuto Elisabetta Maria ha aderito al gruppo consiliare “Movimento
5 Stelle”.
A seguito delle elezioni degli
Uffici di Presidenza e delle designazioni da parte dei Presidenti dei Gruppi
consiliari, le Commissioni consiliari permanenti e speciali risultano così
composte.
Prima
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Greco Orlandino “Lega
Salvini Calabria”;
Vicepresidente: Ranuccio Giuseppe “Partito
Democratico”;
Segretario: Rosa Riccardo “Noi
Moderati”.
Componenti :De
Francesco Luciana “Fratelli d'Italia”, Polimeni Marco “Forza Italia” e Bruno
Vincenzo “Tridico Presidente”.
Seconda
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Pietropaolo Filippo
Maria “Fratelli d'Italia”;
Vicepresidente: Falcomatà Giuseppe
“Partito Democratico”;
Segretario: Crinò Giacomo Pietro “Occhiuto
Presidente”.
Componenti :Mattiani
Giuseppe “Lega Salvini Calabria”, Ferrari Sergio “Forza Italia” e Greco
Filomena “Casa Riformista - Italia Viva”.
Terza
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Brutto Angelo “Fratelli
d'Italia”;
Vicepresidente: Madeo Rosellina “Partito
Democratico”;
Segretario: Bevilacqua Gianpaolo “Lega
Salvini Calabria”.
Componenti: Chiappetta Piercarlo “Forza
Italia”, Succurro Rosaria “Occhiuto Presidente” e
Greco Filomena “Casa Riformista - Italia Viva”.
Quarta
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Ferrari Sergio “Forza
Italia”;
Vicepresidente: Scutellà Elisa “Movimento
5 Stelle”;
Segretario: Succurro
Rosaria “Occhiuto Presidente”.
Componenti: Pietropaolo Filippo
Maria “Fratelli d'Italia”, Laghi Ferdinando “Tridico Presidente” e Rosa
Riccardo “Noi Moderati”.
Quinta
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Ionà Emanuele “Occhiuto
Presidente”;
Vicepresidente: Alecci Ernesto
Francesco “Partito Democratico”;
Segretario: Iriti Daniela “Fratelli
d'Italia”.
Componenti: Chiappetta Piercarlo “Forza
Italia”, Pitaro Vito “Noi Moderati” e Barbuto Elisabetta Maria “Movimento 5
Stelle”.
Sesta
Commissione consiliare permanente:
Presidente: Santoianni Elisabetta “Forza
Italia”;
Vicepresidente: Greco Filomena “Casa
Riformista - Italia Viva”;
Segretario: Ionà Emanuele “Occhiuto
Presidente”.
Componenti: Iriti Daniela “Fratelli
d'Italia”, Bevilacqua Gianpaolo “Lega Salvini Calabria” e Madeo Rosellina “Partito
Democratico”.
Commissione
consiliare contro il fenomeno della 'ndrangheta, della corruzione e
dell'illegalità diffusa:
Presidente: Polimeni Marco “Forza
Italia”;
Vicepresidente: Bruno Vincenzo “Tridico
Presidente”;
Segretario: De Caprio Antonio “Forza
Italia”.
Componenti: Iriti Daniela “Fratelli
d'Italia”, Crinò Giacomo Pietro “Occhiuto Presidente” e Falcomatà Giuseppe “Partito
Democratico”.
Commissione
speciale di Vigilanza:
Presidente: Rosa Riccardo “Noi
Moderati”;
Vicepresidente: De Cicco Francesco
“Democratici Progressisti”;
Segretario: Santoianni Elisabetta “Forza
Italia”.
Componenti: Pietropaolo Filippo
Maria “Fratelli d'Italia”, Ionà Emanuele “Occhiuto Presidente” e Barbuto
Elisabetta Maria “Movimento 5 Stelle”.
Madeo. Al Presidente della Giunta
regionale.
Premesso che:
- da mesi la tratta ferroviaria
Sibari – Crotone è sottoposta a interventi di ammodernamento la cui durata
appare ormai priva di ogni ragionevolezza, con gravissime ricadute sulla
mobilità di un territorio già storicamente penalizzato;
- a pagare il prezzo di questi
ritardi sono centinaia di cittadini dei comuni di Rossano, Mirto, Pietrapaola,
Cariati e Cirò, costretti quotidianamente a viaggiare con bus sostitutivi
insufficienti, vetusti e spesso non sicuri;
- sono state segnalate situazioni
indegne per un servizio pubblico: autobus che imbarcano acqua durante la
pioggia, corse tagliate, orari impossibili da conciliare con gli impegni
lavorativi e scolastici;
considerato che: - I lavori lungo
la tratta procedono in modo incomprensibilmente lento, con pochissimi cantieri
attivi, senza alcuna comunicazione trasparente sui motivi del ritardo o su
eventuali responsabilità tecniche e amministrative;
- la recente riapertura della
tratta Catanzaro – Crotone, pur sbandierata come un risultato, continua a
vedere in circolazione Littorine degli anni ’80, sintomo di una gestione che
continua a relegare la Calabria su infrastrutture che altrove sarebbero considerate
rottami;
- questa situazione rappresenta
l’ennesima mortificazione per pendolari che sono professori, medici, dipendenti
pubblici, studenti e lavoratori diretti anche alla Cittadella regionale,
costretti a sopportare ciò che in altre regioni sarebbe ritenuto inaccettabile;
tenuto conto che: - la Regione,
quale soggetto programmatore del TPL, non può restare spettatrice davanti al
declino di un servizio essenziale e alla mancanza di chiarezza da parte di RFI
e Trenitalia;
- è necessario un intervento
immediato, autorevole e pubblico, che ristabilisca la credibilità istituzionale
e il diritto alla mobilità dei cittadini calabresi;
tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore con delega ai trasporti
per sapere:
- quali iniziative urgenti intenda
assumere la Giunta, anche attraverso un tavolo permanente, per ottenere mezzi
adeguati, corse ripristinate e orari consoni alle esigenze dei pendolari per
garantire alla cittadinanza un servizio ferroviario moderno, sicuro e degno,
evitando ulteriori rinvii e comunicazioni ambigue.
(7; 28/11/2025)
De Cicco. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
- che con delibera della Giunta
regionale n. 69 del 28 febbraio 2022, è stato approvato uno schema di accordo
triennale con l'Ufficio Scolastico Regione Calabria per la realizzazione di
percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (leFP),
in regime di sussidiarietà da parte degli Istituti Professionali della Regione
Calabria, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 13 aprile
2017 n. 61, e per raccordo tra il sistema di istruzione e formazione
professionale, ai sensi dell'articolo 4 decreto interministeriale 17 maggio
2018;
che la Giunta regionale in data 10
luglio 2024 ha reso la delibera n. 336, con la quale ha adottato il documento
di programmazione regionale dell'offerta formativa "sistema duale" a
valere sul PNRR anno 2023;
che con decreto di Giunta n. 12399
del 5 settembre 2024, è stato approvato l'"Avviso pubblico" n. 3 per
la presentazione dell'offerta formativa "Sistema Duale" Percorsi di
Istruzione e Formazione Professionale - a.f.
2024/2025;
che detti percorsi formativi sono
finanziati nell'ambito del PNRR Missione 5, "Inclusione e Coesione",
componente 1, "Politiche per il lavoro", investimento 1.4
"Sistema Duale", finanziato dall'Unione europea Next Generation EU -
CUPJ52824002160007;
che con detto "Avviso"
si è inteso finanziare: 1) n. 7 percorsi formativi triennali di leFP in modalità duale, per il conseguimento della
qualifica professionale di terzo livello EQF (linea 1); n. 4 percorsi formativi
annuali di quarto anno di leFP, in modalità duale per
il conseguimento del diploma professionale di quarto livello EQF (linea 2);
considerato che tra gli enti
assegnatari è risultato incluso anche l'Istituto A.ME. Aura Mediterranea, a cui
corsi risultano iscritti numerosi studenti;
che successivamente il Tar
Calabria, in data ..., ha reso ordinanza cautelare n. ..., con la quale è stata
accolta la richiesta dell'ente "...", in merito alla mancata
ammissione al finanziamento della graduatoria dell'Avviso n. 3;
che per effetto di detto
provvedimento cautelare veniva riunita la Commissione di valutazione, già
nominata con DDG numero 13024 del 18/ 09/ 2024, in conseguenza della quale, con
nota di protocollo n. 13824143/2025, si stabiliva di assegnare al suddetto ente
un nuovo punteggio (76) ammettendolo con riserva al finanziamento;
tenuto conto che con D.D. numero
... del ..., si è proceduto alla modifica allegato A, "valutazione di
ammissibilità", e allegato B, "ammesso al finanziamento linea
l", del DDG numero 144/4 del 14.10.2024, ammettendo l'ente ... al
finanziamento nell'ambito del PNRR Missione 5, Componente 1, Investimento 1.4,
finanziato dall'Unione europea Next Generation EU - Cup J52B24002160007;
preso atto che è stato modificato
l'originario beneficiario A.ME. Aura Mediterranea s.r.l., con subentro del
beneficiario ...;
che, conseguentemente, detto ente
è stato sospeso dall'1.11.2025 al termine della conclusione del primo anno di
corso già avviato;
che, pertanto, tutti gli studenti
già ammessi alla partecipazione del corso professionale gestito dal predetto ente, nonostante avessero riposto nella sua
frequentazione la naturale e legittima aspettativa di conseguire il titolo di
studio che gli avrebbe potuto garantire uno sbocco nell'attività lavorativa, si
trovano costretti loro malgrado a non poter più frequentare i suddetti corsi
con grave disagio sociale e morale;
tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
se codesta Giunta regionale in
persona del suo Presidente, intende adottare tutti i provvedimenti necessari ed
opportuni onde porre fine a questa palese ingiustizia di cui sono rimaste
vittima, senza loro responsabilità, i detti studenti, onde riammettere loro
alla frequentazione dei suddetti corsi, così da garantirgli la prosecuzione del
percorso formativo e il conseguimento al relativo titolo di studio.
(9; 02/12/2025)
Laghi. Al Presidente della Giunta
regionale.
Premesso che:
- Il servizio di pulizie
dell’ospedale di Cariati è affidato alla Cooperativa CSF Costruzioni s.r.l.; preso
atto che: - undici dipendenti della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi Srl addetti al servizio di igiene e cura degli ambienti
ospedalieri di Cariati da mesi non percepiscono le dovute spettanze
retributive;
- alcuni di questi lavoratori,
peraltro, hanno sottoscritto dei prestiti presso banche o istituti finanziari e
dal mese di giugno, la rata mensile, trattenuta in busta paga, non viene
versata dal datore di lavoro agli enti creditori;
- tale inadempimento contrattuale
da parte della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi srl
genera un circolo di insolvenza che ricade sui lavoratori, in termini di
addebiti, determinando ulteriori conseguenze economiche;
considerato che - gli operatori
continuano a garantire il servizio di cura e pulizia nella struttura
ospedaliera a garanzia della tutela della salute dei pazienti e personale,
dimostrando grande dignità e responsabilità;
-la puntuale corresponsione della
retribuzione è un diritto dei lavoratori, il cui mancato rispetto determina
gravi conseguenze economiche e precarietà, che diventa ancor più grave e
onerosa all’approssimarsi del periodo natalizio;
interroga il Presidente della
Regione
per sapere:
quali provvedimenti intenda
adottare, con urgenza ed immediata efficacia, affinché vengano garantiti i
diritti dei lavoratori della Cooperativa CSF Costruzioni e Servizi S.r.l. a
percepire le spettanze dovute nei modi e nei tempi previsti dalla legge.
(11; 05/12/2025)
De Cicco. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
- attraverso l'art.1, comma 360,
della legge n.296 del 27/12/2006, sono state attivate in via sperimentale le
cosiddette "sezioni primavera", ovvero progetti educativi rivolti ai
bambini tra i 24 ed i 36 mesi di età per favorirne la continuità nel percorso
formativo;
- sino al 2013 le "sezioni
primavera" hanno funzionato come servizio educativo integrato associato a
scuole dell'infanzia o asili nido;
- con decreto-legge n.65 del
13/04/2017, le "sezioni primavera" sono entrate nel sistema integrato
di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni;
- con delibera della Giunta
regionale n. 603 del 22/11/2022, è stata approvata la programmazione regionale
delle risorse afferenti le annualità 2021/2022, in
relazione al Piano di azione nazionale per il sistema integrato di educazione e
istruzione zero-sei, di cui al decreto-legge n.65 del 2017;
- con protocollo d'intesa
sottoscritto in data 08/03/2023 tra la Regione Calabria, l'Ufficio Scolastico
Regionale per la Calabria e l'ANCI, è stata definita l'offerta per i servizi
educativi "sezione primavera" destinata ai bambini tra i 24 ed i 36
mesi, per gli anni scolastici 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025;
considerato che - in data
11.09.2024 è stato pubblicato dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria
l'avviso n.25630, avente ad oggetto la presentazione delle richieste di
contributo per l'offerta del servizio educativo per i bambini di età compresa
tra i 24 ed i 36 mesi, denominato "sezione primavera" per l'anno a.e. 2024/2025;
- in particolare, con detto avviso
è stata disciplinata la procedura per l'ammissione al contributo pubblico per
l'offerta del servizio educativo "sezione primavera", da intendersi
quale servizio educativo aggregato alle scuole dell'infanzia e, dunque,
all'interno di un progetto finalizzato al benessere e allo sviluppo delle
potenzialità dei bambini tra i due ed i sei anni;
- giusto decreto dirigenziale n.
12540 del 09/09/2024, la Regione Calabria ha contribuito al suddetto progetto
con un finanziamento pari ad euro 2.448.412,59;
tenuto conto che •con decreto n.
8711 del Direttore dell'Ufficio Scolastico per la Regione Calabria, è stato
approvato l'elenco definitivo delle "sezioni primavera" ammesse per
l'anno a.e. 2024/2025, giusta variazione al bilancio
comunicata con nota di protocollo n. 608764 del 12/08/2025, e nota protocollo
n. 724170 del 30/09/2025;
preso atto che - attraverso
l'attivazione di un siffatto programma educativo si mira al perseguimento di un
duplice obiettivo ovvero, da una parte, lo sviluppo e il benessere socioeducativo
dei bambini;
dall'altra parte, fornire un aiuto
alle famiglie sia dal punto di vista economico che sociale consentendo loro di
usufruire di maggior tempo da utilizzare nella loro attività lavorative;
- al presente progetto hanno
aderito numerose istituzioni scolastiche localizzate in tutta la Regione
Calabria, anche in territori le cui realtà sono sempre più complicate e
caratterizzate da un crescente abbandono e degrado sociale e culturale;
tutto ciò premesso e considerato
interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
i motivi per cui codesta Giunta
regionale ha deciso di non proseguire e/o prorogare il suddetto programma
educativo denominato "sezione primavera" anche per l'anno a.e. 2025-2026, così come effettuato in altre Regioni del
territorio della Repubblica italiana.
(13; 09/12/2025)
Laghi. Al Presidente della Giunta
regionale.
Premesso che:
- come già evidenziato con
l’interrogazione n. 11 dello scorso 5 dicembre, undici addetti al servizio di
pulizia dell’ospedale di Cariati lamentano che, da oltre tre mesi, non
percepiscono gli stipendi, pur continuando a garantire il servizio a tutela della
salute dei pazienti con grande dignità e responsabilità;
- purtroppo, non si tratta di un
episodio isolato, ma di una drammatica quanto gravissima situazione che, come
anche denunciato dai sindacati, coinvolge circa 500 lavoratori che prestano la
propria attività presso le strutture ospedaliere gestite dall’ Azienda
sanitaria di Cosenza;
- a sostegno di quanto segnalato,
è di questi giorni la protesta di 70 dipendenti, impiegati nello spoke di Corigliano Rossano, che riportano condizioni
analoghe ai colleghi di Cariati, in quanto continuano a non percepire gli
stipendi e sono dovute loro varie mensilità di arretrati;
sottolineato che - trattandosi di
servizio essenziale, si ribadisce nuovamente, gli stessi lavoratori, nonostante
le evidenti difficoltà e la mancanza di adeguate risposte, continuano a
garantire il servizio di pulizia presso le strutture sanitarie con puntualità e
professionalità, - la mancata percezione degli stipendi, come ovvio, crea
enormi problemi, disagi e danni ai lavoratori ed alle loro famiglie che devono
far fronte quotidianamente a spese e scadenze, ordinarie e straordinarie,
soprattutto in questo particolare periodo dell’anno di festività; considerato
che - le istituzioni competenti hanno il fondamentale dovere di assicurare il
diritto costituzionalmente sancito ad un lavoro dignitoso, anche attraverso la
certezza di un trattamento retributivo equo e puntuale;
- ad oggi l’ASP di Cosenza
incontra notevoli problemi di gestione del servizio di pulizie e non riesce a
dare adeguate, immediate ed efficaci risposte ai lavoratori ed alle stesse
strutture sanitarie, pur trattandosi di una importante commessa (oltre 45 milioni
di euro) relativa ad un essenziale servizio.
per sapere:
quali urgenti e definitive
soluzioni si ritiene adottare per assicurare il trattamento retributivo e i
dovuti arretrati ai dipendenti e risolvere i problemi gestionali relativi alla
riorganizzazione del servizio di pulizie delle strutture sanitarie che rientrano
nella governance dell’ASP di Cosenza, preservando e tutelando, con assoluta
priorità, i livelli occupazionali e condizioni di lavoro dignitose.
(16; 12/12/2025)
Scutellà. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
-sono in corso interventi di
potenziamento infrastrutturale da parte di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS
Italiane) fra le stazioni di Vibo Pizzo e Mileto, nonché lavori di manutenzione
straordinaria sulla linea Lamezia – Catanzaro Lido;
per tali motivi si stanno
verificando modifiche alla circolazione ferroviaria sulla linea Tirrenica,
sulla via Tropea, fra Lamezia e Catanzaro Lido e tra Villa San Giovanni e
Melito Porto Salvo;
si registrano concreti disagi ai
viaggiatori, consistenti in variazioni di orari, allungamento dei tempi di
percorrenza e improvvise cancellazioni dei treni;
i disservizi non risultano
sufficientemente compensati da servizi alternativi ed in particolare da bus
sostitutivi;
in particolare, un grave
disservizio si è verificato in data 25 novembre presso la stazione Vibo – Pizzo
con la cancellazione improvvisa del treno regionale delle 7.35 diretto a Reggio
Calabria e notevoli disagi per servizi alternativi;
Considerato che: la mobilità
ferroviaria rappresenta un servizio essenziale per i cittadini calabresi, in
particolare per studenti, lavoratori pendolari e turisti;
la carenza di servizi sostitutivi
rischia di compromettere gravemente il diritto alla mobilità e la continuità
dei collegamenti interni ed esterni alla regione. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
Quali iniziative urgenti intende
assumere la Regione Calabria per garantire agli utenti un’adeguata attivazione
di bus sostitutivi con orari coordinati, fermate capillari e idonea
informazione.
(6; 27/11/2025)
Ranuccio. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
- con Delibera n. 374 del 4 aprile
2025 l’ASP di Reggio Calabria ha approvato la graduatoria di sostituzione per
il reclutamento di personale infermieristico;
- in attuazione della Delibera n.
496 del 13 maggio 2025 sono stati stipulati contratti a tempo determinato con
n. 40 infermieri, impiegati nei presidi ospedalieri aziendali per un periodo di
sei mesi, al fine di garantire i livelli essenziali di assistenza e sopperire
alla grave carenza di personale segnalata dalla Direzione Sanitaria;
- con nota prot. n. 34996 del 9
maggio 2025 la stessa ASP ha riconosciuto l’urgenza di coprire un “ingente
numero di cessazioni”, procedendo pertanto all’assunzione temporanea degli
infermieri;
considerato che: - Sono emerse
notizie circa il mancato rinnovo dei suddetti contratti, con conseguenze
particolarmente gravi per i presidi di Locri, Melito Porto Salvo, Polistena e
Gioia Tauro, già caratterizzati da criticità strutturali e organizzative;
- solo presso l’ospedale di Locri
risulterebbero coinvolti dieci infermieri operanti in reparti strategici
(ginecologia, pneumologia, gastroenterologia, pronto soccorso, pediatria,
urologia, neurologia e laboratorio analisi);
- la mancata proroga dei contratti
determinerebbe una riduzione dell’operatività dei reparti, un aggravio del
carico di lavoro per il personale in servizio e un serio rischio per la
sicurezza delle cure e la tutela dei cittadini;
- le procedure di reclutamento del
personale sanitario devono essere improntate ai principi di programmazione,
continuità assistenziale e trasparenza amministrativa;
tenuto conto che: - Secondo i
diretti interessati, la decisione di non rinnovare i contratti sarebbe stata
assunta senza preavviso e senza motivazioni ufficiali, suscitando forte
preoccupazione tra gli operatori sanitari;
tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se sia a conoscenza dei fatti
sopra descritti e se risulti confermato il mancato rinnovo dei contratti dei 40
infermieri in servizio presso l’ASP di Reggio Calabria;
2. quali siano le ragioni per cui
l’ASP non abbia disposto la proroga dei contratti né comunicato tempestivamente
agli interessati l’esito della valutazione;
3. se siano state adottate misure
sostitutive o alternative per evitare disservizi nei reparti più critici e
garantire la continuità dell’assistenza sanitaria nei presidi di Locri, Melito
Porto Salvo, Polistena e Gioia Tauro;
4. quali iniziative la Giunta
regionale intenda assumere, anche mediante atti di indirizzo o interventi
commissariali, per assicurare una corretta programmazione del fabbisogno di
personale e scongiurare interruzioni dei servizi essenziali;
5. se non ritenga opportuno
avviare un monitoraggio straordinario sulla gestione del personale dell’ASP di
Reggio Calabria, finalizzato alla definizione di un piano di reclutamento
stabile e coerente con le esigenze effettive dei presidi ospedalieri del territorio.
(8; 01/12/2025)
Scutellà. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
- dal mese di luglio 2024 il
distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Trebisacce risulta inattivo,
determinando un vuoto operativo in un'area caratterizzata da elevata
vulnerabilità sismica, idrogeologica e da frequenti incendi boschivi;
- l'Alto Ionio cosentino comprende
numerosi comuni montani e interni con rete viaria complessa e forte esposizione
a rischi calamitosi;
- la chiusura del distaccamento ha
comportato un allungamento significativo dei tempi di intervento con
conseguenze potenzialmente gravi sulla tempestività dei soccorsi in emergenze;
- il territorio registra un
consistente afflusso anche turistico e presenta elevati livelli di
incidentalità sulla SS 106, con frequente necessità di interventi;
- le amministrazioni comunali
dell'area hanno reiteratamente rappresentato la criticità e a Trebisacce vi è
la disponibilità di una struttura idonea ad accogliere un distaccamento
permanente dei Vigili del Fuoco;
considerato che: - l'attuale
situazione espone la popolazione a un rischio elevato, incidendo negativamente
sulla capacità di risposta nelle emergenze e sulla percezione complessiva di
sicurezza del territorio;
- la Regione, nell'ambito delle
proprie competenze è chiamata a concorrere al funzionamento efficace del
sistema integrato di gestione delle emergenze;
tenuto conto che: - la piena
operatività del soccorso tecnico urgente richiede un'adeguata collaborazione
istituzionale tra Regione e Ministero dell'Interno, nonché un'attenta
programmazione di risorse, strutture e misure di supporto logistico;
preso atto che: - la disponibilità
già manifestata a Trebisacce ad ospitare un distaccamento permanente
costituisce un presupposto concreto per un intervento strutturale e duraturo;
- in assenza di un presidio
operativo dei Vigili del Fuoco, si rende necessario valutare l'attivazione di
misure compensative temporanee per garantire un livello minimo di sicurezza e
tempestività nelle emergenze;
tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
se la Regione abbia effettuato una
valutazione dell'impatto dell'inattività del distaccamento sulla sicurezza
pubblica, sulla vulnerabilità dei territori e sul funzionamento del sistema
regionale di protezione civile;
quali iniziative urgenti la
Regione intenda adottare, nell'ambito delle proprie competenze, per garantire
il ripristino della copertura h24 del soccorso tecnico urgente nell'Alto Ionio
cosentino;
se siano previste misure
temporanee compensative in attesa della piena riattivazione del presidio dei
Vigili del Fuoco;
se la Giunta regionale intenda
attivarsi formalmente presso il Ministero dell'Interno per sollecitare la
riapertura e la stabilizzazione del distaccamento di Trebisacce, valutando
anche la possibilità di sostenere interventi infrastrutturali o logistici necessari;
quali siano le tempistiche
previste dalla Regione per l'apertura di un confronto istituzionale con il
Ministero dell'Interno finalizzato all'istituzione definitiva del distaccamento
permanente a Trebisacce, anche valorizzando la struttura già messa a disposizione.
(10; 03/12/2025)
Scutellà. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
-il diritto all'abitare
rappresenta un diritto fondamentale, riconosciuto dalla Dichiarazione
Universale dei Diritti dell'Uomo e dalla Costituzione italiana, quale
condizione imprescindibile per l'effettivo esercizio di altri diritti primari,
tra cui salute, istruzione, lavoro e inclusione sociale;
la legge 9 dicembre 1998, n. 431
ha istituito il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in
locazione, finalizzato alla concessione di contributi integrativi a favore di
nuclei familiari in condizione di disagio economico;
tale Fondo, rifinanziato fino al
2022 con risorse pari a 330 milioni di euro, non ha trovato copertura nelle
Leggi di Bilancio 2023 e 2024, determinando l'interruzione di un sostegno
vitale per migliaia di famiglie italiane e calabresi. Considerato che: La
Calabria si colloca tra le regioni con i più bassi livelli di reddito medio e
con elevati tassi di disoccupazione, con conseguente diffusione di una
condizione di povertà abitativa strutturale;
l'assenza di rifinanziamento del
Fondo nazionale ha privato i Comuni calabresi di strumenti finanziari
indispensabili per dare seguito ai bandi già pubblicati. Numerosi enti locali
hanno comunque avviato procedure nel 2023 e 2024, raccogliendo domande e predisponendo
graduatorie, ma senza poter procedere all'erogazione dei contributi, lasciando
migliaia di famiglie idonee senza alcun sostegno concreto. Tale situazione ha
generato graduatorie rimaste scoperte negli anni 2023 e 2024, con conseguenti
ricadute di sfiducia istituzionale e tensione sociale. Alcune Regioni italiane
hanno supplito con risorse proprie, garantendo continuità al sostegno.
L'Emilia-Romagna, in particolare, ha promosso un Protocollo per la riduzione
del disagio abitativo 2025-2026, coinvolgendo istituzioni, enti locali e parti
sociali. Preso atto che: i dati del Ministero dell'Interno confermano che in
Calabria il numero di provvedimenti di sfratto rimane elevato, con la quasi
totalità motivata da morosità incolpevole. La crescente sofferenza abitativa
rappresenta il riflesso di una più ampia fragilità sociale, aggravata
dall'assenza di politi che strutturate in materia di casa e dalla dipendenza
dal mercato privato. È stato recentemente annunciato un nuovo intervento
regionale, finanziato nell'ambito del POR Calabria 202 1-2027 - Azione 4.1.1
FSE+, con un fondo complessivo di 9 milioni di euro, finalizzato a sostenere i
nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo e a prevenire la perdita
della propria abitazione, mediante l'erogazione di un contributo straordinario
di 300 euro. Tale misura non chiarisce la sorte delle graduatorie comunali 2023
e 2024 rimaste prive di copertura finanziaria, né garantisce continuità alle
politiche abitative;
che la mera erogazione di fondi
una tantum non risolve la crisi abitativa strutturale. Tutto ciò premesso e
considerato interroga il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
1. se intenda assumere con urgenza
un impegno concreto disponendo lo stanziamento di risorse regionali per
finanziare le graduatorie comunali 2023 e 2024 già approvate e rimaste in
evase. 2. Se intenda chiarire in che modo il nuovo intervento da 9 milioni di
euro si coordini con le graduatorie pregresse, al fine di garantire continuità
al sostegno abitativo. 3. Se la Regione Calabria intenda adottare un modello di
governance multilivello che preveda una strategia condivisa con Enti locali e
parti sociali per assicurare un approccio strutturato, condiviso e duraturo
alla tutela del diritto dell'abitare.
(12; 09/12/2025)
Madeo. Al Presidente della Giunta
regionale.
Premesso che:
- l’IRACEB – Istituto Regionale
per le Antichità Calabresi e Bizantine, istituito con legge regionale, risulta
da anni completamente inattivo, privo di sede operativa e di qualsiasi attività
istituzionale;
- gli organismi statutari
dell’Istituto non risultano più nominati, nonostante la normativa preveda
espressamente la designazione di due membri da parte del Comune di
Corigliano-Rossano e la nomina dei componenti restanti da parte della
Presidenza della Regione;
- la sede attualmente formalmente
assegnata all’IRACEB risulta chiusa da anni, circostanza che non ha impedito
l’accumulo di un rilevante debito nei confronti del proprietario per canoni non
corrisposti, con probabile contenzioso e rischio di danno erariale;
- numerosi solleciti istituzionali
inoltrati nell’ultimo anno non hanno ricevuto risposta;
- il Comune di Corigliano-Rossano
ha messo a disposizione locali comunali idonei e gratuiti per ospitare la sede
dell’Istituto;
considerato che: - il protrarsi
dell’inattività dell’Istituto comporta una grave perdita culturale e un
pregiudizio amministrativo per la Regione Calabria;
- nessun atto formale ha disposto
la sospensione dell’Istituto;
- la riattivazione può avvenire
senza costi mediante trasferimento nella sede comunale offerta;
tutto ciò premesso e considerato interroga
il Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- se sia a conoscenza della
perdurante inattività dell’IRACEB e delle ragioni dell’abbandono di un ente
istituito per legge regionale;
- quale sia l’ammontare del debito
maturato per canoni di locazione non pagati e se tale debito sia stato
riconosciuto, coperto o debba essere trattato come debito fuori bilancio;
- quali iniziative intenda
assumere per la nomina dei componenti degli organi statutari di spettanza
regionale e per consentire al Comune di designare i propri rappresentanti;
- se non ritenga opportuno
disporre il trasferimento immediato dell’archivio e delle funzioni presso i
locali comunali già disponibili;
- quali azioni urgenti intenda
adottare per garantire la riattivazione dell’IRACEB e la valorizzazione del
patrimonio storico culturale conservato.
(14; 09/12/2025)
Scutellà. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
-nel settembre 2019, con avvisi
pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea (n.2019-124629) e sulla
Gazzetta Ufficiale Italiana (n.106), la Regione Calabria ha avviato il bando
unico per l'affidamento della progettazione di sei infrastrutture stradali di
interesse regionale, per un importo complessivo pari a 98 milioni di euro. Tra
tali interventi rientra anche il collegamento tra lo svincolo autostradale di
Montalto Uffugo e la SS 660 (ex SS 106 Jonica), finanziato per 30 milioni di
euro nell'ambito dei Fondi di Sviluppo e Coesione (FSC);
in data 7 giugno 2022 è stata
pubblicata sul Portale istituzionale regionale - Dipartimento Territorio e
Tutela dell'Ambiente - l'istanza di avvio della procedura di Verifica di
Assoggettabilità a VIA, ai sensi dell'art.19 del D.lgs. 152/2006, relativa al
suddetto progetto: "Collegamento della SS 660 allo svincolo di Montalto
Uffugo della A2 Autostrada del Mediterraneo e completamento dei lavori di
variante alla SP 177 di collegamento della SS 660 alla ex SS 106 Ionica"
nei comuni di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, in provincia di Cosenza.
Considerato che: il progetto che collega l'autostrada e la SS 660 contempla una
serie articolata di opere, tra cui: - collegamento dalla SS 660 tramite nuova
rotatoria;
- adeguamento della SP234 ;
- utilizzo della rotatoria di
Cavoni - Ginestreto (Comune di Luzzi) quale innesto sulla SP248 - ampliamento
del ponte sul fiume Crati e successivo innesto sulla SP11O;
- raccordo con la SP24l
comprendente un nuovo cavalcaferrovia sulla linea Cosenza-Sibari e
l'adeguamento del cavalcavia sull'A2;
- adeguamento tratto della SP247
con demolizione e ricostruzione di un ulteriore ponte sul Crati per
collegamento con SP 234;
- un secondo insieme di proposte
progettuali è invece legato al nuovo svincolo dell'autostrada A2 previsto
sempre a Montalto Uffugo. Da questo, si prevede di collegare direttamente
l'autostrada alla SP234 mediante una strada di nuova realizzazione che prevede
l'inserimento di un sottovia ferroviario e di un ponte sul fiume Crati;
- il progetto rientra nel Piano
Operativo Infrastrutture FSC 2014-2020, allegato alla Delibera CIPE n.54/2016 e
successivamente integrato dalla Delibera CIPE n.98/2017;
tenuto conto che: obiettivo del
progetto è deviare parte del traffico della SP247 registrando l'area tra
Montalto Uffugo, Luzzi e Rose, negli ultimi anni, un marcato incremento della
presenza logistica e delle attività industriali, rendendo perciò necessari
interventi infrastrutturali capaci di sostenere tale sviluppo;
nel 2025 è entrato in funzione a
Coretto d i Montalto Uffugo il nuovo polo logistico del gruppo PAC 2000A -
Conad generando un notevole aumento del traffico pesante, particolarmente
insistente sulle SP234, SP247 e sulla viabilità connessa;
uno dei ponti sul fiume Crati,
oggetto di un intervento di demolizione e ricostruzione presenta attualmente
gravi criticità strutturali. Tali condizioni impongono la regolamentazione del
traffico mediante senso unico alternato, a garanzia della sicurezza degli
utenti. le strade interessate dagli interventi di adeguamento nei comuni di
Montalto Uffugo, Luzzi e Rose presentano una sovrastruttura gravemente
ammalorata e barriere stradali insufficienti, sia per tipologia sia per
collocazione, rispetto alle prescrizioni normative vigenti. Tali condizioni ne
compromettono la sicurezza e l'adeguatezza rispetto all'intensità e alla
tipologia del traffico attualmente transitante;
preso atto che: che non risultano
ancora avviati i lavori di collegamento dello svincolo autostradale di Montalto
Uffugo alla SS660 ex SS 106 jonica che consentirebbero benefici significativi
in termini di sicurezza della circolazione, riduzione del traffico nei centri
abitati e migliore funzionalità. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
l. quali iniziative urgenti la
Regione Calabria, in qualità di soggetto attuatore, intenda adottare per
assicurare l'avvio e completamento dei lavori della strada di interesse
regionale che collega lo svincolo autostradale di Montalto Uffugo alla SS660, nei
territori comunali di Montalto Uffugo, Luzzi e Rose;
2. quale sia il cronoprogramma di
realizzazione dei lavori.
(15; 10/12/2025)
Scutellà. Al Presidente della
Giunta regionale.
Premesso che:
- con legge regionale 10/2022 è
stata istituita l'Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ARRICAL),
alla quale sono attribuite funzioni di regolazione, controllo e indirizzo del
sistema integrato dei rifiuti e del servizio idrico, in conformità alla
disciplina nazionale e regionale vigente;
- numerosi Comuni calabresi, negli
ultimi anni, hanno conseguito percentuali di raccolta differenziata
significativamente elevate, in diversi casi superiori alla media nazionale e
agli obiettivi minimi stabiliti dalla normativa europea e nazionale, dimostrando
un virtuoso impegno per l'ambiente e l'economia circolare ;
- nonostante tali risultati, gli
stessi Comuni virtuosi risultano oggi gravati da costi di conferimento più
elevati rispetto al precedente sistema degli Ambiti Territoriali Ottimali
(ATO), con conseguenti pesanti ripercussioni sugli equilibri finanziari degli
Enti locali e sui cittadini-utenti. Considerato che: - tale incremento dei
costi di conferimento, in assenza di adeguati meccanismi premiali, rischia di
vanificare gli sforzi compiuti e di disincentivare in prospettiva le politiche
comunali di incremento della raccolta differenziata e di sviluppo dell'economia
circolare;
- un sistema tariffario equo e
proporzionato ai risultati ambientali ottenuti e comparabile con il passato -
le vecchie Tariffe ATO spingevano verso una migliore efficienza della raccolta
differenziata individuando scaglioni di prezzo in funzione della RD raggiunta
dai Comuni - rispettando il principio cardine delle direttive ARERA "chi
più inquina, più paga" che mira a rendere il sistema tariffario più equo -
, rappresenta un elemento essenziale e non più differibile per la sostenibilità
economica del servizio e per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi
ambientali regionali e nazionali;
tenuto conto che: - si registrano
ritardi procedurali e burocratici da parte di ARRICAL, che rendono difficoltosa
per gli Enti locali l'elaborazione e la trasmissione dei Piani
Economico-Finanziari (PEF), con conseguente slittamento dei tempi di approvazione
delle tariffe TARI - ad oggi non si ha contezza ufficiale di un importo per la
RUR e per la FORSU per il 2025;
- la medesima incertezza
procedurale, unita a una comunicazione carente, rende estremamente difficile
per i Comuni determinare preventivamente i costi di conferimento - in
particolare per la RUR e la FORSU, arrivati nella provincia di Cosenza a cifre
ritenute improponibili - 350 €/ton per la RUR e 190 €/ton per la FORSU -
mettendo a rischio la programmazione finanziaria degli Enti;
- gli uffici tecnici comunali per
tali incertezze operative si trovano in seria difficoltà nel rispettare le
stringenti scadenze fissate dall'Autorità Nazionale (ARERA) per la validazione
dei PEF, con il rischio di sanzioni e di ulteriore danno erariale. Preso atto
che: - l' attuale assetto organizzativo e decisionale
di ARRICAL non sembra assicurare un adeguato e sistematico coinvolgimento dei
Sindaci, riducendo di fatto la rappresentatività dei Comuni e delle specificità
territoriali all'interno dell'organo direttivo dell'Autorità;
- un confronto stabile,
strutturato e paritetico con gli Enti locali e con l'ANCI Calabria appare
indispensabile per garantire un funzionamento efficace, trasparente e condiviso
della governance del sistema rifiuti e risorse idriche, in linea con il principio
di leale collaborazione. Tutto ciò premesso e considerato interroga il
Presidente della Giunta regionale
per sapere:
- quali misure concrete e urgenti
la Regione intenda adottare, anche esercitando i propri poteri di indirizzo e
vigilanza su ARRICAL, per ridurre e razionalizzare i costi di conferimento dei
rifiuti a carico dei Comuni, al fine di garantire criteri di equità,
proporzionalità e comparabilità con il precedente sistema ATO, in relazione
agli effettivi livelli di qualità del servizio e di efficienza raggiunti;
- se non ritenga necessario e
urgente introdurre, attraverso un atto di indirizzo regionale o modifiche
normative, un meccanismo premiale stabile, strutturale e trasparente per i
Comuni virtuosi che abbiano raggiunto o superato elevati standard di raccolta differenziata
e di efficienza del servizio, al fine di non penalizzare i comportamenti
ambientalmente più corretti;
- quali iniziative urgenti, anche
di carattere ordinativo e di semplificazione, si intendano mettere in atto nei
confronti di ARRICAL per snellire, accelerare e rendere più certe le procedure
burocratiche e amministrative necessarie per la predisposizione e
l'approvazione dei Piani Economico-Finanziari da parte dei Comuni
, così da evitare ritardi nell'approvazione delle tariffe TARI e
permettere una corretta e tempestiva programmazione finanziaria locale;
- se la Regione intenda istituire
con urgenza un tavolo tecnico e politico permanente, con la partecipazione di
ANCI Calabria e dei Sindaci rappresentativi delle diverse realtà territoriali,
finalizzato al monitoraggio continuo degli effetti delle decisioni di ARRICAL,
alla risoluzione delle criticità procedurali e alla tempestiva correzione di
eventuali squilibri territoriali o distorsioni del sistema;
- se, alla luce delle criticità
emerse, non ritenga opportuno avviare una verifica complessiva e trasparente
dell'attuale assetto organizzativo, funzionale e decisionale di ARRICAL, al
fine di valutarne l'efficienza, l'efficacia, la trasparenza e la rappresentatività
dei territori all'interno dei suoi organi, e di proporre eventuali modifiche
statutarie o normative per migliorarne il funzionamento e il rapporto con gli
Enti locali.
(17; 12/12/2025)
Bruno. Al Presidente della Giunta
regionale.
Premesso che:
- con bando di concorso pubblico
pubblicato in data 15 novembre 2024 la Regione Calabria ha indetto un concorso
pubblico, per titoli ed esami, per il reclutamento di un contingente
complessivo di n. 54 (cinquantaquattro) unità di personale non dirigenziale, a
tempo pieno e indeterminato, da inquadrare nei ruoli della Giunta regionale,
Area Funzionari ed Elevata Qualificazione;
- il bando prevede la seguente
ripartizione dei posti messi a concorso: n. 19 nel profilo di Auditor (Codice
01);
n. 5 nel profilo di Funzionario tecnico
agroforestale (Codice 02);
n. 5 nel profilo di Funzionario statistico
(Codice 03);
n. 5 nel profilo di Specialista nella
comunicazione (Codice 04);
n. 20 nel profilo di Funzionario informatico
-Analista programmatore (Codice 05);
- la procedura di reclutamento è
stata affidata a Formez PA S.p.A., a seguito della richiesta della Regione
Calabria al Dipartimento della Funzione Pubblica per l'attivazione della
procedura concorsuale, da svolgersi a cura della Commissione RIPAM;
- le prove scritte si sono svolte
nel mese di dicembre 2024, in più sedute, nonché mediante prove asincrone il 6
maggio 2025;
- in data 4 agosto 2025 è stata
pubblicata sul portale INPA la graduatoria finale di merito del concorso
pubblico, per titoli ed esami, relativa al profilo Auditor - Codice 01;
- successivamente, in data 25
novembre 2025, è stata pubblicata sul portale INPA una rettifica della
graduatoria finale di merito relativa al medesimo profilo;
risultano attualmente pendenti
presso il TAR Calabria diversi ricorsi giurisdizionali avverso la graduatoria
finale del profilo Auditor - Codice 01;
- secondo informazioni acquisite,
il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria sarebbe
in procinto di procedere alla presa d'atto della graduatoria finale, nonostante
la pendenza dei ricorsi giurisdizionali;
- sempre secondo tali
informazioni, il medesimo Dipartimento intenderebbe procedere all'assunzione
dei n. 19 vincitori, riservandosi eventualmente di annullare i contratti di
lavoro in caso di successivi provvedimenti del TAR Calabria;
-tale modalità operativa solleva
rilevanti perplessità sotto il profilo della correttezza amministrativa, della
certezza degli atti e della tutela dell'interesse pubblico, in quanto
l'utilizzo di una graduatoria non definitiva, sub iudice,
potrebbe compromettere anche l'eventuale utilizzo della stessa da parte di
altre amministrazioni per lo scorrimento degli idonei;
considerato che - la Regione
Calabria è interessata da un rilevante fabbisogno di personale qualificato, in
particolare nei settori del controllo, dell'audit e della gestione dei fondi
comunitari;
- eventuali ritardi, criticità
procedurali o carenze di chiarezza nelle fasi concorsuali rischiano di
compromettere l'efficienza amministrativa e di alimentare contenziosi;
tutto ciò premesso e considerato,
si interroga il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale
competente, con delega al personale e al lavoro,
per sapere:
1. se corrisponda al vero che il
Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane della Regione Calabria intenda
procedere alla presa d'atto della graduatoria finale del concorso per il
profilo di Auditor - Codice 01, nonostante la pendenza di ricorsi giurisdizionali
innanzi al TAR Calabria;
2. in caso affermativo, se
l'Assessore competente ritenga corretta e conforme ai principi di buon
andamento, imparzialità e prudenza amministrativa la scelta di procedere
all'assunzione dei n. 19 vincitori sulla base di una graduatoria non ancora
definitiva;
3. se non si ritenga che tale
modalità possa esporre l'Amministrazione regionale a ulteriori contenziosi,
nonché incidere negativamente sulla certezza dei rapporti di lavoro instaurati
e sull'immagine di trasparenza della Regione Calabria;
4. se l'Amministrazione regionale
abbia valutato le ricadute che l'utilizzo di una graduatoria sub iudice potrebbe determinare in relazione alla possibilità
di scorrimento della stessa da parte di altre amministrazioni pubbliche;
5. quali iniziative di autotutela
o di prudenza amministrativa si intendano eventualmente adottare, anche
valutando la sospensione delle assunzioni fino alla definizione del contenzioso
pendente;
6. se, in sede di predisposizione
del nuovo Piano dei fabbisogni di personale, la Giunta regionale intenda
incrementare la dotazione organica del profilo di Auditor, considerata la
funzione essenziale svolta da tali figure nelle attività di controllo, audit e
monitoraggio dei fondi comunitari e nazionali.
(18; 15/12/2025)
Bruno. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- su tutto il territorio della
Regione Calabria sono state segnalate diffuse e persistenti criticità nel
funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118, emerse con maggiore
evidenza a seguito della recente riorganizzazione delle Sale Operative e dell'attivazione
del numero unico 116-117;
- è stato evidenziato come il
nuovo assetto organizzativo, che ha concentrato funzioni decisionali e
operative in alcune Sale Operative regionali, abbia determinato una sottrazione
di risorse al soccorso territoriale, con un utilizzo crescente delle ambulanze
per attività secondarie quali trasferimenti programmati, trasporto di sangue ed
emoderivati e missioni non strettamente emergenziali;
- anziché produrre una
razionalizzazione del sistema, la riforma avrebbe generato disomogeneità
operative tra i territori, confusione gestionale e assegnazioni di missioni non
sempre supportate da un'adeguata valutazione clinica, con la conseguente moltiplicazione
dei mezzi sulla stessa emergenza e l'attivazione di soccorsi per casi a bassa
priorità;
- viene segnalato un aumento
significativo del numero complessivo delle missioni su scala regionale,
indicato in forte crescita rispetto agli anni precedenti, a fronte di risorse
umane e strumentali rimaste sostanzialmente invariate;
- tale situazione avrebbe
determinato un allungamento dei tempi di intervento del soccorso sanitario in
diverse aree della Calabria, con ripercussioni sulla gestione dei codici
tempo-dipendenti e sulla sicurezza dei pazienti;
considerato che - la
riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza avrebbe inciso in modo
rilevante anche sulle condizioni di lavoro del personale sanitario e tecnico,
con frequenti sforamenti di orario, accumulo di straordinari, difficoltà nella
programmazione dei turni e un aumento delle tensioni organizzative;
- si registra un progressivo
fenomeno di demedicalizzazione delle ambulanze in varie aree della Regione, a
seguito dell'uscita dal servizio di medici dirigenti e della crescente
difficoltà nel garantire equipaggi completi;
- sugli infermieri del 118
graverebbero responsabilità sempre maggiori, in assenza di un adeguato supporto
organizzativo e professionale, con il rischio concreto di un ulteriore
impoverimento del servizio per effetto di un possibile esodo di personale;
- il combinato disposto di carenza
di risorse, centralizzazione decisionale inefficiente e incremento di missioni
improprie rischia di compromettere la tenuta complessiva del Servizio pubblico
di Emergenza-Urgenza in Calabria;
si chiede al Presidente della
Giunta regionale nella qualità di Commissario ad acta per la sanità della
Regione Calabria
per sapere:
1. se le criticità segnalate sul
funzionamento del Servizio di Emergenza-Urgenza 118 e del sistema 116-117, così
come descritte, corrispondano al vero sull'intero territorio regionale;
2. se siano stati effettuati
monitoraggi ufficiali, a livello regionale, sui tempi di risposta del soccorso
sanitario, sul numero delle missioni e sulla loro appropriatezza clinica
successivamente alla riorganizzazione, e quali siano i dati aggiornati in
possesso della struttura commissariale;
3. quali misure intenda adottare
per ricondurre il sistema di emergenza-urgenza alla sua funzione primaria di
soccorso territoriale, riducendo l'impiego improprio dei mezzi di emergenza per
attività non urgenti;
4. se non ritenga necessario
avviare una revisione complessiva dell'attuale assetto delle Sale Operative, al
fine di garantire maggiore equilibrio territoriale, efficienza decisionale e
adeguata distribuzione delle risorse tra le diverse aree della Calabria;
5. quali iniziative siano previste
per tutelare il personale del 118, assicurando condizioni di lavoro
sostenibili, il riconoscimento economico delle prestazioni rese e il
mantenimento di un adeguato livello di medicalizzazione delle ambulanze;
6. se intenda promuovere un
confronto strutturato con operatori sanitari, direzioni aziendali e
rappresentanze professionali, per individuare soluzioni condivise che
scongiurino un ulteriore depotenziamento del Servizio pubblico di Emergenza-
Urgenza regionale. 7. Le ragioni per le quali, nel processo di
internalizzazione non sono state convocate le organizzazioni sindacali, parte
integrante delle trattative.
(19; 15/12/2025).
Il Consiglio regionale, premesso
che:
• il cadmio è un metallo pesante
classificato come cancerogeno per l’uomo (Classe 1, IARC) e notoriamente
tossico per reni, ossa, fegato e sistema cardiovascolare, anche a basse dosi di
esposizione prolungata;
• l’esposizione al cadmio avviene
principalmente tramite l’alimentazione, con concentrazioni rilevanti in alcuni
alimenti quali cereali, ortaggi a foglia larga, patate, molluschi, crostacei e
frutta secca;
• altre fonti di esposizione
includono l’inalazione di aria contaminata, il consumo di acqua contaminata e
l’esposizione occupazionale;
• oltre ai siti industriali
contaminati e ai Siti di Interesse Nazionale (SIN), il cadmio può diffondersi
anche attraverso l’uso di fertilizzanti fosfatici in agricoltura e da depositi
atmosferici di origine antropica;
• in Francia, l’agenzia nazionale
Santé Publique France ha condotto, tra il 2014 e il
2016, lo studio Esteban, un programma nazionale di biomonitoraggio umano volto
a valutare la presenza di metalli pesanti nella popolazione generale. I
risultati hanno rivelato, in modo sorprendente, che il cadmio è presente in
circa metà della popolazione con livelli superiori ai limiti raccomandati;
considerato che: • in Calabria,
non sembra al momento sussistere un sistema strutturato di biomonitoraggio
ambientale e umano del cadmio e di altri contaminanti persistenti, né studi
epidemiologici regionali;
• alcuni siti industriali dismessi
e aree contaminate, come il SIN di Crotone–Cassano–Cerchiara, presentano
accertate concentrazioni anomale di cadmio in suoli, falde e acque, con
evidenze epidemiologiche di patologie correlate;
• l’ISDE Italia (International
Society of Doctors for Environment) ha più volte richiamato l’attenzione
sull’importanza di istituire programmi strutturati di biomonitoraggio umano
anche in Italia, con particolare riferimento alle regioni con criticità ambientali
come la Calabria, sottolineando che solo dati epidemiologici dettagliati
possono guidare efficacemente le politiche di prevenzione e tutela della salute
pubblica;
• è interesse primario della
Regione garantire il diritto alla salute e la conoscenza delle esposizioni
ambientali della popolazione, in linea con il principio di precauzione e di
giustizia ambientale;
impegna la Giunta regionale
a promuovere e finanziare l’avvio
di uno studio regionale di biomonitoraggio umano, con la collaborazione
dell’ARPACAL, delle ASP e delle università che preveda il campionamento e
l’analisi di urine e/o altri biomarcatori della popolazione, con priorità per
le aree classificate SIN;
a garantire la trasparenza,
pubblicità e accessibilità dei dati raccolti, anche attraverso la pubblicazione
dei risultati sul portale istituzionale della Regione Calabria e di ARPACAL.
(4; 04/12/2025) Laghi
Il Consiglio regionale, premesso
che:
- l’art. 27 della L. 448/1998
prevede la fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo agli studenti
meno abbienti delle scuole secondarie di primo e secondo grado;
- il criterio di accesso è basato
sull’ISEE, fissato a € 10.632,94. Tale soglia, invariata da anni, non riflette
più la reale condizione di disagio economico, penalizzando famiglie con redditi
bassi ma superiori a tale limite;
- in Calabria, diversi Comuni
segnalano che, a causa di questo limite, le domande ammissibili sono poche e
parte dei fondi assegnati dalla Regione dovrà essere restituita, con
conseguente inefficacia della misura;
considerato che: - i fondi
destinati alla fornitura gratuita e semigratuita dei libri di testo sono
nazionali, trasferiti alle Regioni e da queste ai Comuni;
- l’Autorità Garante della
Concorrenza e del Mercato ha rilevato che negli ultimi cinque anni la spesa
media per studente è aumentata di circa 7-14 euro a seconda della scuola,
innalzando il costo totale a cifre che superano i tetti indicati dal Ministero
dell’Istruzione e del Merito;
- nel 2024/25, la spesa media per
la scuola secondaria di I grado è stata di 580,75 euro, mentre per le superiori
si arriva anche a 1.250 euro annui;
- il costo dei libri scolastici
rappresenta, pertanto, un onere significativo per le famiglie, soprattutto in
un contesto di inflazione e aumento dei prezzi;
- il limite reddituale previsto
per l’accesso al patrocinio a spese dello Stato, aggiornato annualmente dal
Ministero della Giustizia, è attualmente pari a € 13.659,64, e rappresenta un
parametro più realistico per individuare le famiglie in difficoltà;
- tale ultima previsione può
ritenersi, pertanto, di sistema;
impegna la Giunta regionale
- a farsi promotrice, in sede di
Conferenza Stato-Regioni, di una proposta di revisione del limite ISEE previsto
dall’art. 27 della L. 448/1998, equiparandolo almeno alla soglia del gratuito
patrocinio (€ 13.659,64), con aggiornamento automatico annuale;
- a sollecitare il Ministero
dell’Istruzione e del Merito affinché adegui i criteri di accesso alla misura,
garantendo maggiore inclusione delle famiglie in reale difficoltà economica;
- a trasmettere la presente
mozione all’ANCI e alle altre Regioni per favorire una posizione comune;
- ad assumere ogni iniziativa
utile allo scopo di garantire l’accesso alla fornitura gratuita e semigratuita
dei libri di testo alla più ampia platea possibile.
(5; 04/12/2025) Ranuccio
Il Consiglio regionale, premesso
che:
- con la legge 9 dicembre 1998
n.431, rubricata "Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili
ad uso abitativo" e ss.mm, all'art. 11 è stato introdotto il "Fondo
nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione";
- con il Decreto del Ministero dei
Lavori Pubblici del 7 giugno 1999 (D.M. 7/6/1999), sono stati stabiliti i
requisiti minimi per accedere ai contributi integrativi per le abitazioni in
locazione;
- con delibera della Giunta
Regionale n. 206 del 27.03.2006, sono state regolamentate tutte le procedure di
assegnazione dei contributi per l'accesso alla locazione di cui al citato art.
11, l.431/1998;
- con Circolare n. prot. 336579
del 19.10.2020, resa dal Dipartimento n. 6, la Regione Calabria specificava che
i Comuni dovevano pubblicare i bandi finalizzati all'assegnazione dei suddetti
contributi entro e non oltre il 31 dicembre dell'anno in corso, ovvero
dell'anno di pubblicazione del bando;
- la Legge di Bilancio 2023 ha
eliminato la dotazione per il fondo di sostegno all'affitto previsto dall'art.
11, l.431/98;
- i Comuni calabresi hanno
continuato ad emettere avvisi pubblici per l'anno 2023 e l'anno 2024, in
assenza di sostegno della Regione Calabria;
considerato che - rimangono,
dunque, in sospeso le annualità precedenti del 2023 e del 2024;
- la Calabria dagli ultimi dati
del Ministero dell'economia è la Regione più povera d'Italia con ricadute
civili e sociali in tutti i settori compreso quello abitativo, bene primario da
cui deriva la dignità umana, la sicurezza, la stabilità, lo sviluppo della vita
sociale e individuale;
- alcune Regioni, tra cui l’Emilia-Romagna,
hanno, sostenuto con fondi propri i Comuni intenzionati a creare condizioni di
garanzia a favore dei proprietari per aumentare gli alloggi da mettere sul
mercato a canone calmierato, con un risparmio notevole per l'affittuario;
- è necessario incentivare
politiche regionali come il "Patto per la casa", al fine di
promuovere canoni calmierati e bandi specifici come il "Fondo
Affitto", che offrono contributi economici per aiutare famiglie in
difficoltà a pagare il canone, così da contribuire al raggiungimento del
benessere sociale;
tenuto conto che - il disagio
abitativo costituisce una delle sfide più complesse della nostra Regione;
- una siffatta problematica non
tocca esclusivamente le famiglie vulnerabili, ma produce ripercussioni
economiche sostanziali anche su tutto il contesto sociale, atteso che il
disagio abitativo abbraccia dimensioni oltre che sociali, anche economiche e sanitarie
profonde;
- investire nella risoluzione
della crisi abitativa può rivelarsi più vantaggioso economicamente rispetto
alle conseguenze che una siffatta crisi può provocare;
- il disagio abitativo influenza
negativamente anche il rendimento scolastico dei minori, generando costi
aggiuntivi per il sistema educativo, compromettendo il futuro professionale dei
più giovani, con la conseguenza che affrontare il problema abitativo significa
anche investire nel nostro capitale umano;
preso atto che è di prossima
apertura il bando "Una casa per tutti", il nuovo intervento della
Regione Calabria, realizzato nell'ambito del Por Calabria 2021 -2027 (Azione
4.1 .1 FSE+), con un fondo complessivo di 9 milioni di euro per sostenere chi
vive situazioni di disagio abitativo e prevenire la perdita della propria
abitazione;
tutto ciò premesso e considerato
si
impegna la Giunta regionale
- a sostenere i Comuni della
Regione Calabria a creare le condizioni per aumentare/realizzare gli alloggi da
mettere sul mercato;
- a promuovere politiche regionali
finalizzate all'emanazione di bandi specifici che consentono di accedere a
contributi e/o aiuti ai nuclei familiari in difficoltà per il pagamento del
canone di affitto;
- a reperire i fondi necessari per
coprire i costi finalizzati al sostegno del pagamento dei canoni di affitto di
cui agli avvisi pubblici emessi dai Comuni della Regione Calabria per gli anni
2023 e 2024;
- a sollecitare il Governo
nazionale, anche attraverso l'Anci, a ripristinare il fondo ai sensi dell'art
11 della Legge 431/98.
(6; 09/12/2025) De Cicco
Il Consiglio regionale, premesso
che:
- la Regione Calabria è sottoposta
a commissariamento sanitario da oltre quindici anni, con gravi ripercussioni
sull'organizzazione dei servizi e sulla continuità terapeutica dei pazienti;
- sono state denunciate difficoltà
nella reperibilità di farmaci oncologici e trapiantologici distribuiti tramite
il circuito Distribuzione Per Conto (OPC), con casi di rischio concreto di
interruzione delle cure;
- vi sono segnalazioni da parte di
pazienti trapiantati o con patologie croniche della sostituzione forzata di
farmaci originatori con equivalenti presso farmacie autorizzate DPC, pratica
non raccomandata dalle linee guida AIFA;
- la carenza di logistica e
tracciabilità nella distribuzione dei farmaci ha determinato ritardi e disagi,
incidendo direttamente sul diritto alla salute sancito dall'art. 32 della
Costituzione. Considerato che: - La continuità terapeutica per pazienti oncologici
e trapiantati rappresenta una priorità assoluta di sanità pubblica;
- le inefficienze del sistema DPC,
amplificate da eventuali ritardi o rigidità nelle gare centralizzate, rischiano
di compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e di aggravare il
divario tra Calabria e altre regioni italiane.
impegna la Giunta regionale
1. a intraprendere ogni iniziativa
utile diretta a garantire, nel rispetto delle indicazioni AIFA, che per i
farmaci originatori non venga applicata alcuna sostituzione automatica non
conforme al la normativa vigente. 2. A potenziare la logistica e la tracciabilità
digitale dei farmaci in DPC, assicurando strumenti di monitoraggio tempestivo
per prevenire disservizi e carenze. 3. A promuovere l'adozione di criteri di
flessibilità nelle procedure di approvvigionamento centralizzate, affinché
siano garantite scorte strategiche di farmaci essenziali e salvavita. 4. A
destinare risorse vincolate per l'approvvigionamento dei farmaci salvavita,
tutelandone la disponibilità da misure di contenimento indiscriminato della
spesa.
(7; 12/12/2025) Scutellà e Barbuto
Il Consiglio regionale, premesso
che:
- il disegno di legge per il
riconoscimento e la promozione delle zone montane (cd. DDL Montagna) è divenuto
legge in data 10 settembre 2025;
- la legge 12 settembre 2025, n.
131, è finalizzata alla valorizzazione delle zone montane italiane, al fine di
superare gli svantaggi strutturali delle cosiddette "terre alte",
attraverso incentivi economici, fiscali e sociali;
- tra gli aspetti principali della
nuova normativa rientrano:
a. la classificazione dei Comuni
montani sulla base di criteri altimetrici e di pendenza;
b. misure di sostegno specifico ai
lavoratori dei settori sanità e scuola, incentivi per giovani imprenditori e la
promozione dello smart working nei piccoli Comuni, attraverso un Fondo con una
dotazione di 200 milioni di euro annui per il triennio 2025-2027;
c. disposizioni in materia di
fruizione dei sentieri e dei rifugi escursionistici;
d. previsioni specifiche per la
tutela del territorio montano e delle sue fragilità ambientali e produttive,
tra cui incentivi agli imprenditori agricoli e forestali;
e. la gestione dei cosiddetti
"terreni abbandonati" o "silenti";
f. la tutela rafforzata dei grandi
alberi e dei boschi monumentali;
g. la definizione di
"cantiere forestale temporaneo" e il potenziamento delle misure di
sicurezza sul lavoro;
h. il riconoscimento del ruolo
strategico della selvicoltura e l'adozione di apposite linee guida per la sua
valorizzazione;
- uno degli elementi centrali
della legge è la definizione normativa di "montagna", con
l'individuazione di criteri puntuali per l'accesso dei Comuni alle misure di
tutela e sostegno previste;
considerato che: - i Comuni
montani in Italia sono complessivamente 3.524, pari al 43, 7% del totale dei
Comuni italiani, e la maggior parte di essi conta meno di 2.000 abitanti;
-la Calabria, pur non presentando
territori di "alta montagna" in senso stretto, è caratterizzata dalla
presenza diffusa di aree montane e interne, che svolgono una funzione
essenziale sotto il profilo ambientale, sociale ed economico;
- la definizione di criteri
restrittivi per l'individuazione dei Comuni "autenticamente montani"
rischia di incidere negativamente sul riordino e sul riconoscimento dei Comuni
montani calabresi;
- l'utilizzo esclusivo dei
parametri di altimetria e pendenza rischia di escludere dall'elenco dei Comuni
montani numerosi territori che, fino ad oggi, sono stati considerati tali;
-solo i Comuni formalmente
classificati come montani potranno beneficiare delle misure e delle
agevolazioni previste dalla legge, spesso fondamentali per garantire servizi
essenziali e contrastare i fenomeni di spopolamento;
- la legge in esame, per come
attualmente impostata, rischia di configurarsi come una riforma pensata
prevalentemente per i territori alpini, a discapito delle aree appenniniche,
contrapponendo territori e comunità tra loro;
preso atto che: - il Ministro per
gli Affari regionali e le autonomie ha annunciato, in occasione delle
celebrazioni per la Giornata internazionale della montagna, che sono stati
definiti i criteri per la classificazione dei Comuni montani, finalizzati a
stabilire cosa debba intendersi per "montagna" in Italia;
-tali criteri prevedono, in
particolare: o quale primo criterio, che un Comune sia considerato montano se
almeno il 25% della sua superficie è situata sopra i 600 metri di altitudine e
almeno il 30% presenta una pendenza pari o superiore al 20%; o in alternativa,
un secondo criterio basato su un'altimetria media superiore ai 500 metri;
- nel corso di una successiva
sessione informativa è stato confermato l'invio del testo del regolamento alla
Conferenza Unificata;
verificato che: - la legge
contiene elementi positivi e di rilievo anche per il territorio calabrese, in
particolare con riferimento alla valorizzazione dei pascoli e dei boschi
montani (art. 12), agli ecosistemi montani (art. 13), ai parchi e alle aree
protette in zone montane (art. 14), ai cantieri forestali temporanei (art. 17),
alla tutela degli alberi monumentali e dei boschi monumentali (art. 18) e alla
disciplina dell'attività escursionistica (art. 22);
-tuttavia, gli stanziamenti
previsti appaiono complessivamente inadeguati rispetto alle sfide che le
montagne italiane sono chiamate ad affrontare, quali il declino demografico, il
dissesto idrogeologico e gli effetti del cambiamento climatico;
- i criteri di classificazione
così come delineati, se applicati rigidamente, determinerebbero un impatto
fortemente penalizzante per i Comuni montani calabresi, che verrebbero esclusi
dalla definizione e, conseguentemente, dai finanziamenti necessari a contrastare
lo spopolamento e garantire servizi e opportunità alle comunità locali;
preso atto, altresì, che: - in
Calabria i Comuni montani sono attualmente 228 e che, secondo le simulazioni
disponibili, il loro numero potrebbe ridursi a 137 a seguito dell'applicazione
dei nuovi criteri;
-tale drastica riduzione
comprometterebbe le politiche di recupero e valorizzazione delle aree interne e
marginali;
-l'esclusione dalla qualifica di
Comune montano comporterebbe, inoltre, l'impossibilità di accedere a deroghe
fondamentali, tra cui quelle relative al numero minimo di alunni necessario per
il mantenimento dei presìdi scolastici;
tutto ciò premesso,
Impegna la Giunta regionale
il Presidente della Regione
Calabria - a rappresentare con determinazione, nelle sedi istituzionali
competenti, e in particolare presso il Governo centrale e il Ministro per gli
Affari regionali e le autonomie, le criticità connesse all'adozione dei criteri
di classificazione dei Comuni montani così come attualmente delineati affinché
non vengano adottati;
- ad intervenire in sede di
Conferenza Unificata Stato-Regioni affinché, nell'ambito del procedimento di
adozione del regolamento attuativo, siano introdotti criteri più equi e
coerenti con la specificità dei territori appenninici e delle aree montane della
Regione Calabria;
- ad intervenire in sede di
Conferenza Unificata Stato-Regioni per rappresentare le suddette riserve e
preoccupazioni, negando l'intesa su eventuali provvedimenti che penalizzino in
modo così rilevante i territori interni della Regione Calabria;
- a promuovere un confronto
istituzionale finalizzato alla definizione di parametri integrativi o
correttivi che tengano conto non solo dei dati altimetrici e morfologici, ma
anche degli indicatori demografici, socioeconomici e di accessibilità ai
servizi essenziali;
- ad istituire un tavolo
permanente di confronto con gli enti locali, le parti sociali e le
rappresentanze istituzionali dei territori montani, al fine di condividere
proposte e osservazioni utili a sostenere politiche efficaci di contrasto allo
spopolamento e di valorizzazione delle aree montane calabresi.
(8; 15/12/2025) Bruno, Filomena
Greco, De Cicco, Alecci, Scutellà
Il Consiglio regionale
vista
la legge regionale 19 ottobre 2004, n.25 (Statuto della Regione Calabria), e in
particolare l’articolo 26, che dispone in materia di regolamenti del Consiglio
regionale;
visto
il proprio Regolamento interno, approvato con deliberazione consiliare n.5 del
27 maggio 2005;
vista
la proposta di provvedimento amministrativo n. 22/13^ di iniziativa dei
Consiglieri regionali Giannetta, Caputo, Mattiani, Brutto, Pitaro, Alecci,
Greco, De Cicco, Scutellà, Bruno, recante: “Modifiche al Regolamento interno
del Consiglio regionale della Calabria”;
udito
il relatore, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e finalità esposte in
premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
- di approvare le modifiche e integrazioni al proprio
Regolamento interno, per come di seguito riportate:
Art. 1
(Sostituzione dell'articolo
28 del Regolamento interno del Consiglio regionale)
1. L'articolo
28 del Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del Consiglio
regionale del 27 maggio 2005, n. 5) è sostituito dal seguente:
“Art. 28
(Competenze delle Commissioni permanenti)
1. Sono istituite le
seguenti Commissioni permanenti:
a) Prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali
e normativa elettorale, riforme, polizia locale, demanio e patrimonio della
Regione;
b) Seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica,
affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero;
c) Terza Commissione - Sanità e attività sociali e formative;
d) Quarta Commissione – Ambiente, lavori pubblici,
infrastrutture, urbanistica, aree protette e parchi, edilizia, viabilità e
trasporti, protezione civile;
e) Quinta Commissione - Istruzione, cultura, musei e
biblioteche, turismo, porti, commercio;
f) Sesta Commissione - Agricoltura e foreste, attività
produttive, consorzi di bonifica, risorse naturali, aree interne, minoranze
linguistiche, sport e politiche giovanili.
2. Il Presidente del Consiglio regionale specifica
ulteriormente gli ambiti di competenza di ciascuna Commissione
permanente.".
Art. 2
(Abrogazione dell'articolo
28-bis del Regolamento interno del Consiglio regionale)
1. L'articolo
28-bis del Regolamento interno del Consiglio regionale (Deliberazione del
Consiglio regionale del 27 maggio 2005, n. 5) è abrogato.
RELAZIONE ILLUSTRATIVA:
L'articolo
1 del presente provvedimento apporta una modifica dell'articolo 28 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, approvato con delibera consiliare
n. 5 del 27 maggio 2005, che si rende necessaria al fine di meglio organizzare
ed ottimizzare il lavoro delle Commissioni consiliari, cuore pulsante
dell’attività legislativa della Regione Calabria. L’intervento si rende
necessario, inoltre, per creare una omogeneità tra le materie oggi assegnate
alle costituende Commissioni e la proiezione dipartimentale
della Regione Calabria il tutto teso a migliorare la trattazione e gestione
delle delicate ed importanti pratiche legislative che saranno affrontate da
tali organismi. L'articolo 2 del presente provvedimento abroga l'articolo
28-bis del regolamento interno, ai fini di un miglior coordinamento formale con
il nuovo sistema di competenze di cui al novellato articolo 28.
RELAZIONE TECNICO -
FINANZIARIA:
L'articolo
26 dello Statuto della Regione Calabria demanda al Regolamento interno
l'organizzazione e il funzionamento del Consiglio e dei suoi organi interni, in
conformità alle disposizioni dello Statuto. In ragione del carattere
marcatamente ordinamentale delle disposizioni, il Regolamento interno non
contiene una specifica norma finanziaria. Pertanto, il presente provvedimento è
caratterizzato dalla neutralità sotto il profilo economico finanziario, poiché
contiene modifiche legate ad una diversa attribuzione delle competenze alle
Commissioni consiliari permanenti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Prima Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Prima Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 30;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Greco Orlandino voti 21, Consigliere Ranuccio voti
9;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo
per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Prima Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Prima Commissione consiliare permanente il
Consigliere Greco Orlandino e Vicepresidente il Consigliere Ranuccio, che hanno
ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Prima Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Prima
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 30;
-
hanno
riportato voti: Consigliere
Rosa voti 21, Consigliere Falcomatà voti 9;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere
Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il
più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Prima Commissione consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Prima Commissione consiliare permanente
il Consigliere Rosa, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Seconda Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Seconda Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 29;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Pietropaolo voti 20, Consigliere Falcomatà voti 9;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e
Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Seconda Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Seconda Commissione consiliare permanente il
Consigliere Pietropaolo e Vicepresidente il Consigliere Falcomatà, che hanno
ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Seconda Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Seconda
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 29;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Crinò voti 20, schede bianche 9;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere
Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il
più anziano di età;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare
permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Seconda Commissione consiliare permanente
il Consigliere Crinò, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Terza Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Terza Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 29;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Brutto voti 20, Consigliera Madeo voti 9;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo
per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Terza Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Terza Commissione consiliare permanente il
Consigliere Brutto e Vicepresidente la Consigliera Madeo, che hanno ottenuto il
maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Terza Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Terza
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 29;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Bevilacqua voti 20, schede bianche 7, schede nulle
2;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere
Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il
più anziano di età;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare
permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Terza Commissione consiliare permanente
il Consigliere Bevilacqua, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Quarta Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Quarta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 29;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Ferrari voti 20, Consigliera Scutellà voti 9;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Presidente il primo
per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quarta Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Quarta Commissione consiliare permanente il
Consigliere Ferrari e Vicepresidente la Consigliera Scutellà, che hanno
ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Quarta Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Quarta
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 28.;
-
hanno
riportato voti: Consigliera Succurro voti 20,
Consigliere Laghi voti 1, schede bianche 7;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere
Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il
più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Quarta Commissione consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Quarta Commissione consiliare permanente
la Consigliera Succurro, che ha ottenuto il maggior
numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Quinta Commissione permanente;
-
l’articolo
28 bis del Regolamento interno stabilisce le funzioni della Commissione
Riforme;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Quinta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 28;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Ionà voti 20, Consigliere Alecci voti 8;
considerato
che ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e
Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Quinta Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Quinta Commissione consiliare permanente il
Consigliere Ionà e Vicepresidente il Consigliere Alecci, che hanno ottenuto il
maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Quinta Commissione permanente;
-
l’articolo
28 bis del Regolamento interno stabilisce le funzioni della Commissione
Riforme;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Quinta
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 28;
-
hanno
riportato voti: Consigliera Iiriti voti 20, schede
bianche 8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior
numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Quinta Commissione consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Quinta Commissione consiliare permanente
la Consigliera Iriti che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Sesta Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Sesta Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il
seguente risultato:
-
presenti
e votanti 28;
-
hanno
riportato voti: Consigliera Santoianni voti 20, Consigliera Greco Filomena voti
8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e
Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Sesta Commissione
consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Sesta Commissione consiliare permanente la
Consigliera Santoianni e Vicepresidente la Consigliera Greco Filomena, che
hanno ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
premesso che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
28, comma 1, lettera a) del Regolamento interno del Consiglio regionale, per
come modificato dalla deliberazione consiliare n. 10 del 26 maggio 2020,
prevede l’istituzione della Sesta Commissione permanente;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Sesta
Commissione consiliare permanente, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 27;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Ionà voti 19, schede bianche 7, schede nulle 1;
considerato che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, risulta eletto Consigliere
Segretario chi ha riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il
più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Sesta Commissione consiliare permanente;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Sesta Commissione consiliare permanente
il Consigliere Ionà, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
l’articolo
32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la
facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di
particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono
nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi
consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1
dell'articolo 29;
-
il
comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle
Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni
permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica
deliberazione consiliare;
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
tenuto conto che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
-
l’articolo
33 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione contro la
‘ndrangheta in Calabria, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano
integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo
quanto disposto nella legge regionale 27 dicembre 2002, n. 50 per quanto
attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e
dell’illegalità diffusa, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:
-
presenti
e votanti 27;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Polimeni voti 19, Consigliere Bruno voti 8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e
Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Presidente e del
Vicepresidente della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta,
della corruzione e dell’illegalità diffusa;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Commissione speciale contro il fenomeno della
‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa il Consigliere Polimeni
e Vicepresidente il Consigliere Bruno, che hanno ottenuto il maggior numero di
voti.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
l’articolo
32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la
facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di
particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono
nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi
consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1
dell'articolo 29;
-
il
comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle
Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni
permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica
deliberazione consiliare;
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
tenuto conto che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
-
l’articolo
33 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione contro la
‘ndrangheta in Calabria, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano
integralmente le disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo
quanto disposto nella legge regionale 27 dicembre 2002, n. 50 per quanto
attiene alle competenze e alle modalità di esercizio delle relative funzioni;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Commissione
speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della corruzione e
dell’illegalità diffusa, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:
-
presenti
e votanti 28;
-
hanno
riportato voti: Consigliere De Caprio voti 20, schede bianche 8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior
numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Commissione speciale contro il fenomeno della ‘ndrangheta, della
corruzione e dell’illegalità diffusa;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Commissione speciale contro il fenomeno
della ‘ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa il Consigliere De
Caprio, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
l’articolo
32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la
facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di
particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono
nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi
consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1
dell'articolo 29;
-
il
comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle
Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni
permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica
deliberazione consiliare;
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
tenuto conto che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
-
l’articolo
34 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione speciale di
vigilanza, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le
disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto al
comma 3 del medesimo articolo per quanto attiene alle competenze e alle
modalità di esercizio delle relative funzioni;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, commi 2 e 3 del Regolamento interno, il
Consiglio elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio
segreto, procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In
particolare, con la prima votazione si eleggono, contestualmente e con unica
preferenza, il Presidente e il Vicepresidente, risultando eletto Presidente il
primo per numero di voti ottenuti e Vicepresidente il secondo per numero di
voti ottenuti;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della
Commissione speciale di vigilanza, lo spoglio delle schede ha dato il seguente
risultato:
-
presenti
e votanti 28;
-
hanno
riportato voti: Consigliere Rosa voti 20, Consigliere De Cicco voti 8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e
Vicepresidente il secondo per voti ottenuti;
ritenuto
di dover procedere, in ottemperanza alle suddette disposizioni regolamentari,
all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di
vigilanza;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Presidente della Commissione speciale di vigilanza il Consigliere Rosa
e Vicepresidente il Consigliere De Cicco, che hanno ottenuto il maggior numero
di voti.
Il Consiglio regionale
premesso che:
-
l’articolo
32 del Regolamento interno del Consiglio regionale prevede, al comma 1, la
facoltà per il Consiglio di istituire Commissioni speciali per l'esame di
particolari problemi o progetti di legge, e che i relativi componenti sono
nominati dal Presidente del Consiglio regionale, previa designazione dei Gruppi
consiliari, nel rispetto del criterio di proporzionalità di cui al comma 1
dell'articolo 29;
-
il
comma 2 del suddetto articolo 32 del Regolamento interno stabilisce che alle
Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni
permanenti, salvo eventuali particolarità stabilite nella specifica
deliberazione consiliare;
visti
gli articoli da 28 a 31 della legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25 (Statuto
della Regione Calabria), che disciplinano l’istituzione, le competenze e le
funzioni delle Commissioni consiliari permanenti;
tenuto conto che:
-
l’articolo
27 del Regolamento interno del Consiglio regionale disciplina la costituzione
delle Commissioni permanenti;
-
l’articolo
29 del Regolamento interno dispone in materia di composizione delle Commissioni
permanenti;
-
l’articolo
34 del Regolamento interno prevede l’istituzione della Commissione speciale di
vigilanza, alla quale, ai sensi del comma 2, si applicano integralmente le
disposizioni relative alle Commissioni permanenti, salvo quanto disposto al
comma 3 del medesimo articolo per quanto attiene alle competenze e alle
modalità di esercizio delle relative funzioni;
tenuto
conto che, ai sensi dell’articolo 30, comma 1 del Regolamento interno, il
Consiglio regionale elegge per ciascuna Commissione l’Ufficio di Presidenza,
composto dal Presidente, da un Vicepresidente e da un Segretario;
considerato
che, a mente dell’articolo 30, comma 2 del Regolamento interno, il Consiglio
elegge gli Uffici di Presidenza delle Commissioni a scrutinio segreto,
procedendo con due distinte votazioni per ciascuna Commissione. In particolare,
ai sensi del comma 4, con la seconda votazione, si procede all’elezione del
Consigliere Segretario, risultando eletto chi ha riportato il maggior numero di
voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
atteso che, a seguito delle operazioni di voto a
scrutinio segreto per l’elezione del Consigliere Segretario della Commissione
speciale di vigilanza, lo spoglio delle schede ha dato il seguente risultato:
-
presenti
e votanti 27;
-
hanno
riportato voti: Consigliera Santoianni voti 18, Consigliere Ionà voti 1, schede
bianche 8;
considerato
che, ai sensi dell’articolo 30, comma 4 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, risulta eletto Consigliere Segretario chi ha riportato il maggior
numero di voti e, in caso di parità, il più anziano di età;
ritenuto di dover procedere, in ottemperanza alle
suddette disposizioni regolamentari, all’elezione del Consigliere Segretario
della Commissione speciale di vigilanza;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
-
di
eleggere Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza la
Consigliera Santoianni, che ha ottenuto il maggior numero di voti.
Il Consiglio regionale
vista la deliberazione di Giunta regionale n. 635 del 5
dicembre 2025, recante: “Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria
(DEFR) per gli anni 2026 – 2028 (art. 36 del Decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118)”, rubricata come proposta di provvedimento amministrativo n.
21/13^;
visto il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118
(Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi
di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi), e in
particolare l’articolo 36 che dispone in materia di adozione del DEFR;
considerato che:
- l'articolo
36 del decreto legislativo sopra citato dispone che le Regioni adottino il
Documento di Economia e Finanza Regionale (DEFR), che descrive gli scenari
economico-finanziari internazionali, nazionali e regionali, le politiche da
adottare, gli obiettivi della manovra di bilancio ed espone il quadro
finanziario unitario regionale di tutte le risorse disponibili per il
perseguimento degli obiettivi e della programmazione unitaria regionale,
esplicitandone gli strumenti attuativi per il periodo di riferimento;
- l’allegato
4/1 al d.lgs.118/2011 prevede che il Documento di Economia e Finanza Regionale
(DEFR) si componga di due sezioni:
·
la prima sezione comprende il quadro sintetico del contesto
economico e finanziario di riferimento, nonché la descrizione degli obiettivi
strategici con particolare riferimento agli obiettivi di politica regionale in
campo economico, sociale e territoriale, anche trasversali, articolati secondo
la programmazione autonoma delle singole Regioni;
·
la seconda sezione comprende l’analisi sulla situazione
finanziaria della Regione e, in particolare, la costruzione del quadro
tendenziale di finanza pubblica della Regione e degli enti regionali, sulla
base delle risultanze dell’esercizio precedente, e l’indicazione
dell’articolazione della manovra necessaria per il conseguimento degli
obiettivi di finanza pubblica, accompagnata da un’indicazione di massima delle
misure attraverso le quali si prevede di raggiungere i predetti obiettivi;
tenuto conto che, ai sensi del sopra citato allegato 4/1
al d.lgs.118/2011, il DEFR costituisce il principale strumento di
programmazione economico-finanziaria della Regione finalizzato a:
- rappresentare
il quadro di riferimento per la definizione dei programmi, all’interno delle
singole missioni, e per la definzione delle risorse disponibili per il
finanziamento degli stessi;
- orientare
le successive deliberazioni del Consiglio e della Giunta regionale;
- costituire
il presupposto dell’attività di controllo strategico, con particolare
riferimento allo stato di attuazione dei programmi all’interno delle missioni e
alla relazione al rendiconto di gestione;
tenuto conto che, come riportato nella suddetta deliberazione
di Giunta regionale n.635/2025, la tempistica di redazione del Documento di
Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per il triennio 2026 - 2028 è
stata necessariamente condizionata dalla tempistica di produzione dei necessari
contributi da parte dei Dipartimenti;
visto
il Documento di Economia e Finanza della Regione
Calabria (DEFR) per gli anni 2026–2028 e i relativi allegati, acclusi alla
presente deliberazione quali parti integranti e sostanziali;
udito
il relatore, consigliera De Francesco, che ha illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
- di
approvare, ai sensi dell’articolo 36 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, il Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria (DEFR) per gli
anni 2026 - 2028 e i relativi allegati, acclusi alla presente deliberazione
quali parti integranti e sostanziali.
Il Consiglio regionale
premesso che
- l’articolo 67 del decreto legislativo 23 giugno 2011,
n. 118 ribadisce l’autonomia contabile del Consiglio regionale che deve essere
assicurata dalle Regioni sulla base delle disposizioni statutarie;
- il comma 2 del sopra citato
articolo 67 stabilisce che il Consiglio regionale adotta il medesimo sistema
contabile degli schemi di bilancio della Regione, adeguandosi ai principi
contabili generali ed applicati, allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011,
n. 118;
- l’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118 dispone che il bilancio di previsione finanziario è almeno
triennale, ha carattere autorizzatorio ed è aggiornato annualmente in occasione
della sua approvazione;
- l’articolo 11 del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118 disciplina la redazione degli schemi di
bilancio;
- l’articolo 18 bis, comma 1,
del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 stabilisce che, al fine di
consentire la comparazione dei bilanci, gli enti adottano un sistema di
indicatori semplici, denominato “Piano degli indicatori e dei risultati attesi
di bilancio” misurabili e riferiti ai programmi e agli altri aggregati del
bilancio;
- l’articolo
18 bis, comma 2, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 dispone che le
regioni e i loro enti ed organismi strumentali, entro 30 giorni
dall'approvazione del bilancio di previsione, presentano il Piano degli
indicatori di bilancio, che è parte integrante dei documenti di bilancio di
ciascuna amministrazione pubblica;
visti
- il decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante
“Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi
di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma
degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42”;
-
il decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126, recante “Disposizioni
integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118” che,
tra l’altro, ha sostituito il titolo III – Ordinamento finanziario e contabile
delle Regioni - del citato decreto legislativo;
esaminati gli schemi del bilancio di previsione
per gli anni 2026-2028 predisposti dal Settore Bilancio e Ragioneria sulla base
degli indirizzi ricevuti dal Direttore generale, nonché dei fabbisogni espressi
dai Dirigenti del Consiglio regionale;
considerato che i documenti contabili del
bilancio di previsione del Consiglio regionale prevedono un fabbisogno per le
spese di funzionamento di euro 57.500.000,00 per ciascun esercizio del triennio
2026-2028;
visto lo Statuto regionale approvato con
Legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25, ed in particolare l’art. 23;
visto il nuovo regolamento di
amministrazione e contabilità approvato con D.C.R. n.190 del 04 maggio 2017,
così come modificato con D.C.R. n. 342 del 28 settembre 2018, che ha recepito i
principi introdotti dal Decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118;
visti i principi contabili applicati e gli
schemi di bilancio allegati al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
vista
la deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 13 del 5 dicembre 2025, recante:
“Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026 - 2028 e
approvazione del Piano degli indicatori di bilancio esercizi 2026 – 2028”;
visti gli schemi del bilancio di previsione
finanziario per gli anni 2026-2027-2028, redatti sulla base dei modelli di cui
all’allegato 9 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
visto il Piano degli indicatori e dei
risultati attesi di bilancio del Consiglio regionale esercizi 2026-2027-2028;
visto l’articolo 72, comma 1, del decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato dal decreto legislativo 10
agosto 2014, n. 126, con cui vengono assegnati al Collegio dei revisori della
Regione, i compiti di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed
economica della gestione della Regione, delle sue articolazioni organizzative
dotate di autonomia contabile e di bilancio, compreso il Consiglio regionale
ove questo non sia dotato di un proprio organo di revisione;
esaminato,
altresì, il bilancio di previsione del Consiglio regionale 2026-2028 suddiviso
per missioni e programmi, elaborato in attuazione dei principi di cui al
decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 secondo gli schemi previsti
dall’allegato 9 del decreto stesso, che di seguito si riepilogano e che
costituiscono parte integrante e sostanziale del presente atto:
- Bilancio entrate;
- Bilancio spese;
- Riepilogo generale delle entrate per titoli;
- Riepilogo generale delle spese per titoli;
- Riepilogo generale delle spese per missioni;
- Quadro generale riassuntivo;
- Equilibri di bilancio;
- Tabella dimostrativa del risultato di amministrazione
presunto (all’inizio dell’esercizio 2026);
- Composizione per missioni e programmi del fondo
pluriennale vincolato esercizi 2026-2028;
- Composizione dell’accantonamento al fondo crediti di
dubbia esigibilità esercizi 2026-2028;
- Elenco delle spese obbligatorie;
- Elenco delle entrate ricorrenti/non ricorrenti;
- Elenco delle spese ricorrenti/non ricorrenti;
- Elenco delle spese che possono essere finanziate con
il fondo di riserva per spese impreviste;
- Elenco delle previsioni annuali di competenza e di
cassa secondo la struttura del piano dei conti;
-
Nota integrativa;
dato
atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti (verbale n. 61
del 16 dicembre 2025, parere n. 30/2025), allegato alla presente deliberazione
di cui costituisce parte integrante e sostanziale, reso ai sensi del combinato
disposto dell’articolo 72, comma 1 del d.lgs.118/2011 e dell’articolo 13, comma
4 del regolamento di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale
udito il relatore, consigliera De Francesco, che ha
illustrato il provvedimento;
delibera
per le considerazioni, motivazioni e
finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente riportate:
- di approvare lo schema del
bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2026-2028, che
si compone degli allegati previsti dalla normativa vigente, allegati alla presente deliberazione di cui costituiscono parte
integrante e sostanziale;
- di approvare il Piano
degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio del Consiglio regionale per
gli esercizi 2026-2028, allegato alla presente deliberazione di cui costituisce
parte integrante e sostanziale;
- di prendere atto del
parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti (verbale n. 61 del 16
dicembre 2025, parere n. 30/2025), allegato alla presente deliberazione di cui
costituisce parte integrante e sostanziale;
- di chiedere alla Giunta
regionale la somma di euro 57.500.000,00 per ciascun esercizio del triennio
2026-2028, per come stabilito dall’art. 13, comma 6 del regolamento interno di
amministrazione e contabilità del Consiglio regionale, approvato con deliberazione
del Consiglio regionale n. 190 del 4 maggio 2017 e aggiornato con D.C.R. n. 342
del 28 settembre 2018;
- di trasmettere la presente
deliberazione, unitamente ai relativi allegati, alla Giunta regionale e al
Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per il seguito di
rispettiva competenza.
Art. 1
(Rifinanziamento leggi regionali)
1. Ai sensi
dell'allegato 4/1, paragrafo 7, lettera b), del decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e
degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi,
a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n.42), il rifinanziamento degli stanziamenti
previsti dalle leggi regionali di spesa è determinato per l'esercizio
finanziario 2026 in 315.414.434,19 euro, per l'esercizio finanziario 2027 in
307.749.954,20 euro e per l'esercizio finanziario 2028 in 304.670.398,76 euro,
per come indicato nella Tabella C allegata alla presente legge.
Art. 2
(Concorso agli obiettivi di finanza pubblica)
1. Il contributo di finanza pubblica di cui all'articolo 4
della legge regionale 27 dicembre 2023, n. 56 (Legge di stabilità regionale
2024), è rideterminato, per l'annualità 2026, in 11.790.679,00 euro ed è
allocato alla Missione 01, Programma 03 (U.01.03) dello stato di previsione
della spesa del bilancio 2026-2028.
2. Il contributo
di finanza pubblica di cui all'articolo 3 della legge regionale 23 dicembre
2024, n. 41 (Legge di stabilità regionale 2025) è rideterminato per l'esercizio
finanziario 2026 in 34.580.200,00 euro, per l'esercizio finanziario 2027 in
35.251.476,45 euro e per l'esercizio finanziario 2028 in 35.074.136,10 euro ed
è allocato alla Missione 20, Programma 03 (U.20.03), dello stato di previsione
della spesa del bilancio 2026-2028.
Art. 3
(Cofinanziamento del Programma Regionale
Calabria FSE+ 2021-2027)
1. La quota di cofinanziamento a carico del bilancio
regionale del Programma Regionale Calabria FSE+ 2021-2027 è rideterminata per
il triennio 2026-2028 rispettivamente in 5.000.000,00 euro per l'annualità
2026, in 5.921.524,31 euro per l'annualità 2027 e in 5.456.042,99 euro per
l'annualità 2028.
2. Nelle more della completa iscrizione del Programma
Regionale Calabria FSE+ 2021-2027, le somme di cui al comma 1 sono allocate
alla Missione 20, Programma 03 (U.20.03), dello stato di previsione della spesa
del bilancio 2026-2028.
3. La Giunta
regionale, su istanza della competente Autorità di gestione regionale, è
autorizzata a effettuare le necessarie variazioni al bilancio di previsione
2026-2028.
Art. 4
(Disposizioni contabili per l'attuazione
dell'articolo 21, commi 3,4 e 5, della legge regionale 7 agosto 2024, n. 31)
1. Al fine di
garantire la completa attuazione delle disposizioni dettate dall’articolo 21,
comma 3, della legge regionale 7 agosto 2024, n. 31 (Modifiche a leggi
regionali a seguito di impegni assunti con il governo in attuazione del
principio di leale collaborazione e disposizioni normative) la Giunta regionale
è autorizzata a effettuare le necessarie variazioni, con prelievo delle risorse
già allocate alla Missione 16, Programma 01 (U.16.01) dello stato di previsione
della spesa del bilancio 2026-2028.
Art. 5
(Modifica dell'articolo 17 della legge
regionale 17 agosto 2005, n. 13)
1. L'articolo 17 della legge regionale 17 agosto 2005, n. 13
(Collegato alla manovra di assestamento di bilancio per l’anno 2005) è così
modificato:
a) al comma 1-bis le parole: “, nei limiti disciplinati con
il regolamento di cui al comma 3” sono soppresse;
b) al comma 2 dopo la parola: “risultato” sono aggiunte le
seguenti: “conformemente alle previsioni della contrattazione collettiva
nazionale e decentrata del personale del comparto Regioni e Autonomie locali”;
c) il comma 3 è
abrogato.
Art. 6
(Norma finanziaria)
1.Alla copertura degli oneri derivanti dalla presente legge
si fa fronte, ai sensi del d. lgs. 118/2011, con le risorse autonome in libera
disponibilità evidenziate nello stato di previsione della entrata del bi lancio
2026-2028.
2. Con la tabella
C, allegata alla presente legge, è data dimostrazione analitica della nuova
spesa autorizzata con riferimento alle leggi organiche, ai Programmi e ai
capitoli della spesa.
Art. 7
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2026.
Art. 1
(Bilancio di competenza – Stato di previsione
dell'entrata e della spesa)
1. Lo stato di previsione di competenza delle tipologie
dell'entrata della Regione per il triennio 2026-2028, al netto delle
contabilità speciali, annesso alla presente legge è approvato in euro
7.817.216.207,71 euro per l’anno 2026, in euro 6.657.581.193,20 euro per l’anno
2027 e in 6.284.362.063,55 euro per l’anno 2028 (Tabella A).
2. Lo stato di previsione delle contabilità speciali
dell'entrata per il triennio 2026-2028 è approvato in euro 800.000.000,00 euro
per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028 (Tabella A - riga entrate per
conto terzi).
3. È autorizzato l'accertamento delle entrate per il triennio
2026-2028.
4. Lo stato di previsione di competenza dei programmi della
spesa della Regione per il triennio 2026-2028, al netto delle contabilità
speciali, annesso alla presente legge è approvato in 7.817.216.207,71 euro per
l’anno 2026, in 6.657.581.193,20 euro per l’anno 2027 e in 6.284.362.063,55
euro per l’anno 2028 (Tabella B).
5. Lo stato di previsione delle contabilità speciali della
spesa per il triennio 2026-2028 è approvato in 800.000.000,00 euro per ciascuna
delle annualità 2026, 2027 e 2028 (Tabella B - riga uscite per conto terzi).
6. È autorizzata
l’assunzione di impegni entro i limiti degli stanziamenti dello stato di
previsione della spesa di cui ai commi 4 e 5.
Art. 2
(Bilancio di cassa - Stato di previsione
dell'entrata e della spesa)
1. È approvato in 16.606.284.171,50 euro lo stato di
previsione di cassa delle tipologie dell'entrata della Regione per l'anno
finanziario 2026, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente
legge (Tabella A).
2. È approvato in 927.052.703,94 euro lo stato di previsione
di cassa del totale delle contabilità speciali dell’entrata della Regione per
l’anno finanziario 2026, annesso alla presente legge (Tabella A - riga entrate
per conto terzi).
3. Sono autorizzate le riscossioni e il versamento dei
tributi e delle entrate per l'anno 2026.
4. È approvato in 13.407.420.928,61 euro lo stato di
previsione di cassa dei programmi della spesa della Regione per l'anno
finanziario 2026, al netto delle contabilità speciali, annesso alla presente
legge (Tabella B).
5. È approvato in 929.868.795,71 euro lo stato di previsione
di cassa del totale delle contabilità speciali della spesa della Regione per
l’anno finanziario 2026, annesso alla presente legge (Tabella B - riga uscite
per conto terzi).
6. È autorizzato
il pagamento delle spese entro i limiti degli stanziamenti dello stato di
previsione di cui ai commi 4 e 5.
Art. 3
(Residui attivi e passivi presunti)
1. È approvato in 8.448.344.623,81 euro il totale dei residui
attivi presunti delle tipologie al 1° gennaio 2026, al netto delle contabilità
speciali, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella A).
2. È approvato in 127.052.703,94 euro il totale dei residui
attivi presunti delle contabilità speciali al 1° gennaio 2026, di cui al conto
annesso alla presente legge (Tabella A).
3. È approvato in 6.025.697.976,60 euro il totale dei residui
passivi presunti dei programmi al 1° gennaio 2026, al netto delle contabilità
speciali, di cui al conto annesso alla presente legge (Tabella B).
4. È approvato in
129.868.795,71 euro il totale dei residui passivi presunti delle contabilità
speciali al 1° gennaio 2026, di cui al conto annesso alla presente legge
(Tabella B).
Art. 4
(Entrate derivanti dalla contrazione di mutui)
1. Per come già autorizzato con l’articolo 4, comma 1, della
legge regionale 27 dicembre 2023, n. 57 (Bilancio di previsione finanziario
della Regione Calabria per gli anni 2024-2026) e con l’articolo 8 della legge
regionale 25 ottobre 2024, n. 35 (Assestamento del bilancio di previsione della
Regione Calabria per gli anni 2024-2026), le entrate derivanti dalla
contrazione di mutui, con oneri a carico del bilancio regionale per la
copertura della quota regionale di cofinanziamento dei programmi ivi richiamati,
sono determinate in 75.728.892,22 euro per l’annualità 2026, in 69.148.054,05
euro per l’annualità 2027 e in 52.756.003,73 euro per l’annualità 2028.
2. Nelle more della completa iscrizione in bilancio dei
programmi indicati nelle disposizioni richiamate al comma 1, la Giunta
regionale è autorizzata, su istanza delle competenti Autorità di gestione
regionali dei suddetti programmi, a effettuare le variazioni al bilancio di
previsione 2026-2028.
3. Gli oneri annui
dell’ammortamento dell’indebitamento di cui al presente articolo trovano
capienza, negli anni di relativa assunzione, negli stanziamenti della Missione
50, Programma 01 (U.50.01), per quanto riguarda la quota interessi e Programma
02 (U.50.02) per quanto riguarda la quota capitale, dello stato di previsione
della spesa del bilancio 2026-2028 e delle annualità successive.
Art. 5
(Fondo di riserva per spese obbligatorie e
d’ordine)
1. Il fondo di riserva per spese obbligatorie e d’ordine è
iscritto nello stato di previsione della spesa alla Missione 20, Programma 01
(U.20.01), ed è determinato in 12.000.000,00 euro per ciascuna delle annualità
2026, 2027 e 2028.
2. Sono
considerate obbligatorie e d’ordine le spese specificate nell’elenco allegato
alla presente legge.
Art. 6
(Fondo di riserva per le spese impreviste)
1. Il fondo di
riserva per le spese impreviste, ai sensi dell’articolo 48, comma 1, lettera
b), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di
armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni,
degli enti locali e dei loro organismi), è iscritto nello stato di previsione
della spesa della Missione 20, Programma 01 (U.20.01) ed è determinato per
l’esercizio finanziario 2026 in 400.000,00 euro.
Art. 7
(Quadro generale riassuntivo)
1. È approvato il
quadro generale riassuntivo dell'entrata e della spesa del bilancio di
competenza e di cassa della Regione, annesso alla presente legge, ai sensi
dell’articolo 11 del d.lgs.118/2011.
Art. 8
(Classificazione dell’entrata e della spesa)
1. Le entrate della Regione sono classificate secondo quanto
previsto dall'articolo 15 del d.lgs.118/2011. I Titoli e le Tipologie delle
entrate sono approvati nell'ordine e con la denominazione indicati nel relativo
stato di previsione (Tabella A).
2. Le spese della
Regione sono classificate secondo quanto previsto dagli articoli 12, 13 e 14
del d.lgs.118/2011. Le Missioni e i Programmi sono approvati nell'ordine e con
la denominazione indicati nel relativo stato di previsione (Tabella B).
Art. 9
(Autorizzazione alle variazioni al bilancio)
1. Le variazioni
sono effettuate ai sensi degli articoli 48 e 51 del d.lgs.118/2011.
Art. 10
(Allegati del bilancio)
1. Sono approvati
gli allegati del bilancio di previsione 2026-2028, per come previsti
dall’articolo 11 del d.lgs.118/2011.
Art. 11
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno 1° gennaio
2026.
Art. 1
(Modifiche
della l. r. 1/2025)
1. Alla legge regionale 24 gennaio 2025, n. 1
(Valorizzazione delle professioni non organizzate in ordini o collegi sul
territorio della Regione Calabria) sono apportate le seguenti modifiche:
a) nell’articolo 1:
1) il comma 1 è sostituito
con il seguente:
“1. La presente legge
regionale, nel rispetto della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in
materia di professioni organizzate), in attuazione del terzo comma
dell’articolo 117 della Costituzione e nel rispetto dei principi dell’Unione
europea in materia di concorrenza e di libertà di circolazione, intende
regolare le professioni non organizzate in ordini e collegi.”;
2) nel comma 3, dopo le
parole: “l. 5 giugno 2003, n. 131)” sono inserite le seguenti: “e nel rispetto
della legislazione nazionale ed europea in materia di concorrenza e libertà di
circolazione”, le parole: “riconosciuta dal”, ovunque presenti, sono sostituite
dalle seguenti: “iscritta nell’elenco del” e le parole: “certificazioni delle
competenze” sono sostituite dalle seguenti: “attestazioni di qualità e
qualificazione dei servizi professionali”;
b) nell’articolo 5:
1) nella rubrica, le parole: “e portabilità delle
certificazioni delle competenze acquisite dei soggetti” sono soppresse;
2) nel comma 1, le parole: “riconosciute dal” sono
sostituite dalle seguenti: “iscritte nell’elenco del”, le parole: “riconosciuta
dal” sono sostituite dalle seguenti: “iscritta nell’elenco del” e la parola:
“certificazioni” è sostituita dalle seguenti: “attestazioni di qualità e
qualificazione dei servizi professionali”;
3) all’inizio del comma 2, la parola: “Il” è sostituita
dalle seguenti: “Nell’ambito dei requisiti previsti dalla legge n. 4 del 2013 e
dalla circolare ministeriale del 24 marzo 2022, il”;
c) nell’articolo 6 la parola: “riconosciute” è
sostituita dalle seguenti: “iscritte nell’elenco del MIMIT”.
Art. 2
(Modifiche
della l. r. 17/ 2025)
1. Alla legge regionale 4 aprile 2025, n. 17
(Istituzione del sistema informativo integrato regionale della Calabria e
costituzione della società “ReDigit S.p.A.”) sono
apportate le seguenti modifiche:
a) nella lettera r) del comma 1 dell’articolo 4 è
aggiunto il seguente periodo: “In caso di gare di importo superiore alle soglie
indicate nell’articolo 62, comma 1, del Decreto legislativo 31 marzo 2023, n.
36 (Codice dei contratti pubblici), la società ReDigit
S.p.A. svolge i compiti di stazione appaltante e centrale di committenza
subordinatamente al conseguimento della qualificazione prevista ai sensi
dell’articolo 63 e dell’allegato II.4 del medesimo decreto legislativo.”;
b) l’articolo 6 è modificato come segue:
1) nel comma 1, dopo la parola: “reclutamento” sono
inserite le seguenti: “e l’inquadramento”;
2) nel comma 2, le parole da: “con” a “stessi” sono
sostituite dalle seguenti: “ed è inquadrato sulla base dei criteri e delle
modalità definiti nel provvedimento di cui al comma 1.”;
c) nel comma 2 dell’articolo 8, dopo le parole: “di
quanto definito” sono inserite le seguenti: “dalle disposizioni del Codice dei
contratti pubblici,”.
Art. 3
(Modifiche
della l. r. 20/2025)
1. Dopo l’articolo 13 della legge regionale 4 aprile
2025, n. 20 (Strategie di intervento educativo e inclusione scolastica degli
alunni con alto potenziale cognitivo e con altri bisogni educativi speciali) è
aggiunto il seguente:
“Art. 14
(Entrata
in vigore e adeguamento alla normativa statale di riferimento)
1. L’attuazione delle misure previste dalla presente
legge decorre dall’anno scolastico 2026/2027.
2. La Regione adegua le disposizioni della presente
legge alla sopravvenuta normativa statale di riferimento.”.
Art. 4
(Modifiche
dell’articolo 2-bis della l. r. 37/2023)
1. All’articolo 2-bis della legge regionale 7 agosto
2023, n. 37 (Disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e
norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di Trasporto non
di linea.) sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel comma 2, le parole da: “, tenuto” a “k)” sono
soppresse;
b) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2-bis. Per
le finalità di cui al comma 1, il vettore deve disporre di una sede operativa e
di almeno una rimessa nel territorio della Regione Calabria. 2-ter. Il
competente dipartimento regionale adotta apposite linee guida per la disciplina
dei titoli autorizzatori di cui al comma 1, nel rispetto delle previsioni
dettate dalla normativa statale vigente e secondo i criteri di cui all’articolo
3, comma 2, lettere da b) a k).”.
Art. 5
(Modifiche
dell’articolo 4 della l. r. 39/2024)
1. La lettera f) del comma 3 dell’articolo 4 della legge
regionale 29 novembre 2024, n. 39 (Interventi a favore degli operatori dello
spettacolo viaggiante) è sostituita dalla seguente: “f) promuove iniziative per
l’effettività del diritto-dovere all’istruzione per i figli degli attrazionisti viaggianti.”.
Art. 6
(Modifiche
della l. r. 39/2023)
1. Nel comma 2 dell’articolo 34 della legge regionale 10
agosto 2023, n. 39 (Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di
bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale), dopo la parola
“ulteriori” la parola “dodici” è sostituita con la seguente: “ventiquattro”.
2. Nel primo periodo del comma 2 dell’articolo 36 della
l. r. 39/2023 dopo la parola “altri” la parola “dodici” è sostituita con la
seguente: “ventiquattro”.
Art. 7
(Modifiche
all’articolo 39 della l.r. 47/2011)
1. All’articolo 39 della legge regionale 23 dicembre
2011, n. 47 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2012) sono
apportate le seguenti modifiche:
a) nella lettera b) del comma 1-bis, le parole: “31
dicembre 2025” sono sostituite dalle seguenti: “30 aprile 2027”;
b) nel comma 5, le parole: “31 agosto 2026” sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2027”.
Art. 8
(Abrogazioni)
1. È abrogato il comma 7 dell’articolo 25 della legge
regionale 13 maggio 1996, n. 7 (Norme sull’ordinamento della struttura
organizzativa della Giunta regionale e sulla dirigenza regionale), così come
sostituito dall’articolo 1, comma 15 della legge regionale 28 agosto 2000, n.
14 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2000 e pluriennale
2000/2002 della Regione Calabria).
2. È abrogato il primo periodo del comma 16,
dell’articolo 1, della l. r. 14/2000.
Art. 9
(Modifiche
della l. r. 12/2005)
1. Il comma 6 dell’articolo 1 della legge regionale 3
giugno 2005, n. 12 (Norme in materia di nomine e di personale della Regione
Calabria) è modificato come segue:
a) dopo la parola: “dirigenziali” si inserisce la
seguente: “apicali”;
b) dopo la parola: “diritto” sono inserite le seguenti:
“, rispettivamente,”;
c) la parola: “medesima” è sostituita dalle seguenti:
“regionale e alla data di insediamento degli organi di cui all’articolo 14,
comma 2, dello Statuto”.
Art. 10
(Norma
transitoria)
1. La previsione di cui all’articolo 1, comma 6, della
l. r. 12/2005, così come modificato dall’articolo 9 della presente legge, opera
anche riguardo agli incarichi dirigenziali apicali delle strutture
amministrative della giunta e del consiglio, in essere alla data di
insediamento degli organi attualmente in carica.
Art. 11
(Disposizioni
finanziarie)
1. Dall’attuazione della presente legge non derivano
nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 12
(Entrata
in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno
successivo alla sua pubblicazione sul ollettino
Ufficiale telematico della Regione Calabria.
Titolo I
Disposizioni generali
Art.
1
(Oggetto e finalità)
La
presente legge disciplina il sistema regionale della formazione professionale
in coerenza con le strategie dell’Unione Europea per lo sviluppo delle risorse
umane, concorrendo a garantire la crescita dell’identità personale e sociale
delle persone.
1.
La
Regione riconosce il ruolo della formazione professionale, quale servizio di
interesse generale volto alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche
necessarie per il primo inserimento, la qualificazione, la riqualificazione, la
specializzazione, l’aggiornamento e il perfezionamento dei lavoratori in un
quadro di apprendimento permanente.
2.
Per le finalità di cui al comma 2, la Regione
pone in essere azioni per:
a)
potenziare
il livello di apprendimento e incrementare la partecipazione dei giovani, delle
donne, degli adulti non qualificati e delle persone in
condizione di vulnerabilità
economica ai percorsi formativi correlati, contrastando al contempo
l’analfabetismo e l’abbandono scolastico;
b)
garantire
servizi di orientamento e informazione volti a facilitare la scelta dei
percorsi di istruzione, formazione e sviluppo professionale;
c)
rafforzare l’inclusione attiva dei soggetti
a rischio di esclusione sociale
e lavorativa;
d)
assicurare l’inclusione attiva dei soggetti
svantaggiati e delle persone con disabilità prevedendo specifici
percorsi di orientamento permanente e formazione professionale;
e)
incentivare
la cooperazione tra le istituzioni scolastiche e gli enti di formazione, anche
in collaborazione con il sistema delle imprese, nonché progetti e interventi
per lo sviluppo di specifiche figure professionali, mediante modalità
innovative di comunicazione e integrazione.
Titolo II
Sistema regionale della formazione professionale
Art. 2
(Sistema regionale
della formazione professionale)
1.
Il sistema
regionale della formazione professionale è così articolato:
a)
percorsi
formativi per l'assolvimento del diritto-dovere nell'istruzione e formazione
professionale (IeFP);
b)
percorsi
di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) e di istruzione tecnologica
superiore (ITS Academy);
c)
percorsi formativi
per l’apprendistato;
d)
altri percorsi
di formazione superiore e di alta formazione;
e)
percorsi di formazione continua
e permanente;
f)
percorsi di formazione per soggetti svantaggiati;
g)
percorsi
di formazione per l’accesso a specifiche professioni e ad attività economiche e
produttive in relazione alla formazione regolamentata da specifiche norme
comunitarie, nazionali e regionali;
h)
percorsi
formativi relativi alle qualificazioni del repertorio regionale delle
qualificazioni e delle competenze;
i)
azioni di mobilità transnazionale;
j)
tirocini estivi
di orientamento.
2.
La Regione,
al fine di conciliare tempi di vita e di lavoro, promuove,
altresì, modelli di apprendimento a distanza (FAD),
attraverso l’utilizzo di apposite piattaforme digitali.
Art. 3
(Soggetti attuatori della formazione professionale)
1. I percorsi di formazione professionale possono essere
attuati solo dagli organismi, pubblici o privati, in possesso dell’accreditamento rilasciato dalla Regione
Calabria.
2.
Non sono soggetti all’accreditamento:
a)
le aziende,
per le attività di stage e tirocinio
che si svolgono presso di esse;
b)
le strutture che svolgono attività
di supporto tecnico
e amministrativo alle amministrazioni
competenti nel settore della formazione;
c)
le strutture
che prestano servizi
configurabili come azioni di assistenza tecnica;
d)
le istituzioni scolastiche e le università, per le attività
di orientamento rivolte ai propri studenti;
e)
le istituzioni scolastiche e le università, per tutti i
casi in cui non sia previsto l’accreditamento in base alla normativa nazionale;
f)
i datori di lavoro, pubblici e privati, che svolgono
direttamente attività formative per il proprio personale;
g)
gli
istituti scolastici e i centri provinciali per l’educazione degli adulti che,
previo accordo con la Regione, svolgono attività di supporto tecnico e
amministrativo per la realizzazione e lo svolgimento
dell'esame di certificazione delle competenze.
3.
La Giunta
regionale approva le linee guida
per l’accreditamento degli organismi di formazione
e orientamento professionale.
Art. 4
(Istruzione e formazione professionale)
1. I percorsi di istruzione e
formazione professionale sono finalizzati a garantire l’assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla formazione professionale e sono attuati
nel rispetto delle disposizioni di cui alla legge
regionale 18 dicembre 2013, n. 53 (Disciplina del Sistema Regionale
dell’Istruzione e Formazione Professionale).
Art. 5
(Formazione tecnica
superiore e alta formazione)
1.
Nel
rispetto della normativa statale e dei livelli essenziali delle prestazioni, la
Regione promuove, anche in coerenza
con quanto previsto
dall’articolo 2, lettere p) e q), della
legge regionale 28 giugno
2023, n. 25 (Norme per il mercato del lavoro, le
politiche attive e l’apprendimento permanente), un’offerta di formazione tecnica superiore di ITS Academy
e IFTS ampia e diversificata, in grado di sostenere lo sviluppo
economico e la competitività del sistema produttivo e di contribuire alla
diffusione della cultura tecnica, tecnologica, scientifica e professionale,
rispondente ai parametri europei di qualificazione delle competenze delle
persone, in particolare dei giovani.
2.
La
Regione può concorrere alla definizione di un’offerta formativa terziaria,
mediante intese, anche di livello nazionale, con gli atenei e il sistema della
ricerca, in modo tale da rispondere al bisogno dinamico delle competenze del
mondo del lavoro e del sistema economico produttivo regionale, ovvero mediante
adesione alla filiera formativa tecnologica di cui all’articolo 1 della legge 8
agosto 2024, n. 121 (Istituzione della filiera formativa
tecnologico-professionale). A tal fine, la Regione, nei limiti delle risorse
nazionali e comunitarie disponibili, sostiene la progettazione e la
realizzazione di percorsi rivolti sia a disoccupati sia a occupati, che si
concludono o mediante il conseguimento di titoli previsti dagli ordinamenti
accademici o di competenze per attività di ricerca.
Art. 6
(Formazione continua
e permanente)
1.
La
Regione promuove, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili,
le attività formative finalizzate a rafforzare l’adattabilità dei lavoratori,
la mobilità professionale e la stabilizzazione dei rapporti di lavoro
attraverso l’acquisizione di nuove competenze professionali o l’aggiornamento
di quelle possedute, anche mediante la rete regionale di cui all’articolo 29
della l.r.25/2023.
2.
Le attività
di formazione continua
sono destinate:
a)
ai lavoratori occupati;
b)
ai dipendenti o agli inquadrati secondo le tipologie contrattuali previste dalla
vigente normativa, compresi gli apprendisti;
c)
ai lavoratori autonomi;
d)
ai soci lavoratori di cooperative di lavoro;
e)
ai coadiuvanti e ai titolari
d’impresa.
3.
Rientra nella formazione continua
la formazione finalizzata all’inserimento diretto nell’organico
aziendale sulla base di accordi
sindacali.
4.
Le
attività di formazione permanente sono rivolte a tutte le
persone, indipendentemente dalla loro condizione occupazionale e dal titolo di
studio, e sono finalizzate:
a)
all’aggiornamento e alla qualificazione professionale;
b)
alla specializzazione professionale;
c)
all’innalzamento del livello culturale e di promozione della cittadinanza attiva;
d)
al rafforzamento delle competenze chiave per l’apprendimento permanente;
e)
allo sviluppo dell’imprenditorialità e alla creazione d’impresa;
f)
alla tutela
della salute e della sicurezza sul lavoro;
g)
alla transizione verde e digitale.
Art. 7
(Formazione regolamentata)
1.
La
formazione regolamentata comprende i corsi obbligatori per l'accesso a
specifiche professioni o attività economiche, disciplinati da normative
comunitarie, nazionali o regionali.
2.
Per la realizzazione delle attività formative
e il rilascio di attestazioni valide ai fini di legge è necessaria l’autorizzazione rilasciata dall’Ente competente.
Art. 8
(Attività formative non finanziate)
1.
Lo
svolgimento di corsi di formazione professionale non finanziati dalla Regione
deve essere preventivamente autorizzato dall’Ente
competente.
2.
Il rilascio
dell’autorizzazione è subordinato al ricorrere dei seguenti requisiti
e condizioni:
a)
svolgimento del corso da parte di un organismo
accreditato;
b)
conformità
del corso con lo standard di percorso formativo approvato dalla Regione e
pubblicato nel repertorio regionale delle competenze;
c)
congruità
della quota di partecipazione richiesta agli allievi rispetto ai costi medi
degli interventi formativi pubblici dello stesso tipo o la quantificazione e la
provenienza di finanziamenti diversi dalle rette degli allievi;
d)
controllo dell’Ente competente sulle
attività formative.
Art. 9
(Mobilità transnazionale)
1.
La
Regione sostiene, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili,
attività di mobilità transnazionale, costituite da tirocini transnazionali, corsi di formazione transnazionali, visite di studio, tirocini curricolari,
esperienze di lavoro aventi l’obiettivo di:
a)
migliorare
la conoscenza delle lingue straniere e le competenze professionali degli
individui, nonché le competenze interculturali;
b)
sviluppare
la condivisione delle opportunità di formazione e di lavoro e favorire il
miglioramento di competenze settoriali.
Art. 10
(Valorizzazione delle esperienze professionali e invecchiamento attivo)
1.
La
Regione, in un’ottica intergenerazionale e interculturale, valorizza le
esperienze professionali e formative
acquisite dalle persone
nel corso della
loro vita lavorativa e sostiene, nei limiti
delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, l’invecchiamento attivo, consentendo ai lavoratori anziani di
continuare a lavorare, anche mediante ricollocazione.
Art. 11
(Formazione per soggetti svantaggiati e per persone
con disabilità)
1.
La
Regione promuove, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili,
interventi formativi mirati per i soggetti svantaggiati al fine di incrementare
l’occupabilità e favorirne l’inclusione sociale,
da attuare anche in maniera
integrata con i servizi del lavoro e le politiche sociali.
2.
La
Regione, in conformità alla legge regionale 26 novembre 2001, n. 32 (Norme per
la promozione e lo sviluppo del diritto al lavoro delle persone con
disabilità), promuove attività di orientamento, formazione, accompagnamento, tirocinio, riqualificazione e transizione al lavoro per le
persone con disabilità, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie
disponibili.
Art. 12
(Sistema regionale della certificazione delle competenze)
1.
Il
sistema regionale di certificazione
delle competenze garantisce il riconoscimento
a livello nazionale delle qualificazioni professionali rilasciate a
livello regionale e l’attuazione delle politiche regionali per l'apprendimento,
nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili.
2.
Il sistema
è attuato attraverso:
a)
il repertorio regionale delle qualificazioni e delle competenze che declina gli standard
professionali, formativi e di certificazione;
b)
il sistema
informativo di accesso
e gestione integrato
con il sistema informativo regionale
del lavoro previsto
dall’articolo 11 della l.r.25/2023.
3.
La certificazione delle competenze può essere effettuata da:
a)
ARPAL Calabria;
b)
organismi formativi
accreditati in possesso
degli specifici requisiti aggiuntivi previsti per l'erogazione del servizio;
c)
soggetti accreditati per i servizi
per il lavoro, in possesso
dei requisiti aggiuntivi previsti per
l'erogazione del servizio.
4.
Le
qualificazioni regionali afferenti al repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13
(Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni
per l’individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali
e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione
delle competenze), nonché quelle relative
ad attività o professioni regolamentate, hanno validità su tutto il territorio
nazionale.
5.
Le
qualificazioni di cui al presente articolo sono rilasciate dalla Regione,
attraverso l'ARPAL Calabria, nel rispetto
dei livelli essenziali di prestazione stabiliti
dalla normativa statale
vigente:
a)
in esito ad apprendimento formale, attraverso la certificazione delle
competenze;
b)
in esito
ad apprendimenti non formali e informali a seguito di un processo
di individuazione e
validazione, seguito dalla certificazione.
6.
Il
sistema formativo regionale è orientato a riconoscere la formazione espletata
in contesti di lavoro (work-based learning), anche in
percorsi formativi brevi (micro-credenziali/micro-qualificazioni), con particolare attenzione ai settori chiave
della crescita intelligente e
sostenibile, tra i quali la green economy, la blue economy e l’innovazione tecnologica.
7.
Il sistema
formativo regionale garantisce in esito a percorsi formativi, anche brevi, la messa in trasparenza delle competenze acquisite
secondo schemi (incluse micro-credenziali/micro-qualificazioni) che evidenzino:
a)
le
competenze specifiche acquisite;
b)
la durata del percorso
formativo;
c)
il livello
di qualificazione raggiunto;
d)
l'eventuale riconoscibilità nell'ambito del sistema regionale delle qualifiche ottenute.
8.
La
certificazione finale delle competenze viene rilasciata da specifiche
commissioni che operano nel pieno rispetto dei principi di terzietà,
indipendenza e oggettività del processo valutativo. La composizione di tali
commissioni è definita con apposito provvedimento del dipartimento competente
in materia di formazione professionale.
Art. 13
(Orientamento permanente)
1.
La
Regione, anche sulla base degli indirizzi ministeriali di cui alle linee guida
sull’apprendimento permanente, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie
disponibili, favorisce azioni finalizzate a garantire il diritto
all'orientamento lungo tutto l’arco della vita per sostenere il pieno sviluppo delle potenzialità individuali
nelle attività formative e professionali, l’acquisizione di una mentalità
creativa, innovativa e imprenditoriale, una maggiore mobilità
dei giovani e una più ampia inclusione delle persone svantaggiate.
2.
Gli
interventi e i servizi per l'orientamento si realizzano con il coinvolgimento
dei soggetti pubblici e privati
che attuano le politiche dell'educazione, dell'istruzione, della formazione e del lavoro, anche
attraverso le reti territoriali di cui all’articolo 4, comma 55, della legge 28
giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro
in una prospettiva di crescita) e l’integrazione tra i sistemi, in raccordo con
i centri per l'impiego.
Art. 14
(Tirocini estivi
di orientamento)
1.
Nell’offerta regionale, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, sono inseriti i tirocini estivi di
orientamento, della durata massima di tre mesi, da svolgersi durante la
sospensione estiva delle attività didattiche con finalità orientative e di addestramento pratico.
2.
I
tirocini estivi sono rivolti a soggetti regolarmente iscritti a un corso di
laurea o post-laurea, o a un ciclo di studi
di istruzione secondaria di secondo grado o
di formazione professionale, in
coerenza e in continuità con i percorsi di studio e formativi frequentati.
3.
Il dipartimento competente in materia
di formazione stabilisce le modalità e i limiti
di attivazione dei tirocini
estivi di orientamento.
4.
Gli esiti delle attività
dei tirocini estivi di orientamento sono oggetto di monitoraggio.
Titolo III
Governance e strumenti di programmazione
del sistema formativo
Art. 15
(Funzioni della Regione)
1.
La
Regione esercita funzioni di indirizzo e coordinamento, programmazione,
pianificazione, monitoraggio, valutazione dei servizi e degli interventi di
orientamento permanente e formazione professionale.
Art. 16
(Funzioni della
Città metropolitana di Reggio Calabria)
1.
La Città metropolitana di Reggio Calabria, nell’ambito territoriale metropolitano di propria competenza, esercita le seguenti
funzioni in materia
di formazione professionale:
a)
attuazione di interventi del Piano triennale di cui all’articolo 17;
b)
programmazione e promozione di attività volte alla qualificazione, riqualificazione, specializzazione,
aggiornamento e perfezionamento dei lavoratori;
c)
attività di studio, ricerca
e documentazione in materia di formazione professionale;
d)
adempimenti amministrativi per l’utilizzo dei fondi assegnati per le attività
formative;
e)
controlli e vigilanza sulle attività formative.
Art. 17
(Piano triennale delle politiche per la formazione professionale e l’orientamento permanente)
1.
La programmazione della formazione professionale e dell’orientamento permanente regionale è orientata:
a)
all'analisi dei fabbisogni formativi
e delle competenze maggiormente richieste nel mercato
del lavoro regionale, con particolare attenzione alle aree in cui si verifica
il maggiore disallineamento tra domanda
e offerta di competenze (skills
mismatch). Le risultanze delle analisi costituiscono progressivamente la base per la
programmazione dei percorsi formativi, dando priorità alle aree con maggiore
disallineamento tra domanda e offerta di competenze (skills mismatch) e
coinvolgendo le parti sociali ed economiche, anche attraverso la promozione di
patti per le competenze;
b)
a
valorizzare gli esiti delle indagini sui fenomeni e sull’andamento del mercato
del lavoro regionale e ad introdurre specifiche misure di accompagnamento per facilitare l'accesso ai percorsi formativi da parte dei soggetti più vulnerabili e a rischio
di esclusione dal mercato
del lavoro;
c)
all'implementazione
di metodologie e strumenti più avanzati per l'analisi del mercato del lavoro
(labour market intelligence), anche attraverso l’elaborazione di stime sui
risultati socio-occupazionali previsti derivanti
dall'attività formativa;
d)
a
promuovere percorsi formativi finalizzati all'acquisizione di competenze con
particolare attenzione ai settori chiave della crescita intelligente e
sostenibile, tra i quali la green economy, la blue economy e l’innovazione
tecnologica, prevedendo negli avvisi e bandi anche i risultati occupazionali
stimati;
e)
promuovere
l’introduzione di strumenti premiali e meccanismi volti a incoraggiare un
maggiore coinvolgimento del settore privato in attività progettuali e formative
che prevedano la compartecipazione di soggetti privati.
2.
La
Giunta regionale, sentite le parti sociali, approva, nei limiti delle risorse
nazionali e comunitarie disponibili individuate all’interno del PAR, entro il
30 novembre dell'anno precedente il triennio di riferimento, il Piano
strategico triennale per la formazione professionale e l'orientamento permanente,
in coerenza con quanto
stabilito all’articolo 3 della l.r.25/2023 e sulla base dei dati forniti dall’Osservatorio sul
mercato del lavoro di cui agli articoli 10 e 11 della l.r.25/2023.
3.
Il Piano di cui al comma 2 definisce:
a)
gli obiettivi da perseguire e le modalità
di monitoraggio e valutazione;
b)
le
strategie di intervento, in linea con i fondi europei e la programmazione
regionale, adattandole ai diversi territori e settori economici, sulla base
delle esigenze espresse dal mercato del lavoro e privilegiando quelle in cui si
verifica il maggiore disallineamento di competenze;
c)
le risorse
disponibili di origine
europea e statale
e i principi di collegamento con le politiche di competitività e coesione
sociale;
d)
le
linee di intervento, in raccordo con le politiche dell’istruzione, le politiche
giovanili, le politiche per la competitività, la ricerca e l’innovazione, la
strategia per lo sviluppo delle competenze.
Art. 18
(Controlli sulle attività formative)
1.
La Regione
e la Città Metropolitana di Reggio Calabria
nell’ambito territoriale metropolitano di propria competenza effettuano i controlli, anche a campione
e in loco, sulle attività formative erogate dagli organismi formativi,
verificando:
a)
la conformità dei percorsi agli standard formativi;
b)
la conformità delle attività formative alle disposizioni nazionali e regionali in materia;
c)
la corretta
gestione delle risorse
finanziarie.
2.
Le
modalità di controllo e le sanzioni conseguenti alle irregolarità riscontrate
nell’erogazione delle attività formative
sono disciplinate dalla
Regione, sentita la Città Metropolitana di Reggio Calabria,
nelle linee guida regionali per l’accreditamento.
Art. 19
(Monitoraggio e valutazione)
1.
Al fine di assicurare l'efficacia e l’efficienza
delle politiche nel campo
dell'orientamento e della formazione
professionale, la Regione adotta:
a)
un
sistema di valutazione ex ante finalizzato a stimare, in fase pre-implementativa, la pertinenza e l'efficacia
dell'offerta formativa verificando la rispondenza ai fabbisogni del mercato del
lavoro e alle esigenze dell’utenza;
b)
un
sistema di monitoraggio costante dei processi e di valutazione ex post dei
risultati, esteso anche alla formazione continua, inclusa la formazione gestita
dai Fondi paritetici interprofessionali.
2.
I principali indicatori per il monitoraggio sono:
a)
indicatori di impatto sull'occupazione;
b)
indicatori di sviluppo economico locale;
c)
indicatori di efficienza dei servizi per valutare la performance operativa
dei percorsi e dei
servizi di orientamento e formazione;
d)
indicatori di soddisfazione degli utenti.
Titolo IV
Disposizioni finali
Art. 20
(Modalità attuative)
1.
Entro 180 giorni sono adottati o adeguati i provvedimenti di attuazione alla presente legge.
Art. 21
(Copertura finanziaria)
1.
Dall’attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico delle risorse autonome del bilancio regionale.
Art. 22
(Abrogazioni)
1.
A decorrere dall’entrata in vigore
della presente legge sono abrogate:
a)
la
legge regionale 19 aprile 1985, n. 18 (Ordinamento della formazione
professionale in Calabria);
b)
gli
articoli 23 e 30 della l.r.25/2023;
c)
gli
articoli 134, 135, 136, 137, 138 commi 8 e 9, 141 della Legge regionale 12
agosto 2002, n. 34 (Riordino delle funzioni amministrative regionali e locali).
Art. 23
(Entrata in vigore)
1.
La presente
legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale telematico della Regione Calabria.