XII^ LEGISLATURA
RESOCONTO INTEGRALE
_________
N. 56
SEDUTA Di VENERDì 8 AGOSTO
2025
PRESIDENZA
DEL PRESIDENTE FILIPPO MANCUSO
Inizio lavori h. 13,54
Fine lavori h. 15,56
Presidenza del
presidente Filippo Mancuso
La seduta
inizia alle 13.54
Dichiaro
aperta la seduta. Il Segretario questore può dare lettura del verbale della
seduta precedente.
CIRILLO
Salvatore, Segretario questore
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
Proposta di provvedimento amministrativo
numero 226/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione
del Bilancio consolidato del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio
regionale della Calabria per l'esercizio 2024 – Decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118”
Passiamo
adesso al primo punto posto all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento
amministrativo numero 226/12^, di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza,
recante: “Approvazione del bilancio consolidato del Gruppo di Amministrazione
Pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2024 - Decreto
legislativo 23 giugno 2011, numero 118”.
Cedo la
parola al collega Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego.
CIRILLO
Salvatore (Forza Italia), relatore
Grazie, Presidente.
Con la presente proposta di provvedimento
amministrativo il Consiglio regionale è chiamato ad approvare il bilancio
consolidato del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale
relativo all'esercizio 2024. Tale proposta è stata approvata dall'Ufficio di
Presidenza con deliberazione numero 50 del 31 luglio 2025.
Il bilancio consolidato del Consiglio regionale
della Calabria rappresenta la situazione economica, finanziaria e patrimoniale
dei soggetti compresi nel perimetro di consolidamento, sopperendo alle carenze
informative e valutative dei bilanci forniti dai singoli componenti del gruppo
e consentendo una visione d'insieme dell’attività svolta dall'ente attraverso
il gruppo.
Il Consiglio regionale detiene la partecipazione
totalitaria nella società in house “Portanova S.p.A.”, pertanto, con
deliberazione dell'U.P. numero 65 del 27 novembre 2023, ha approvato
l'aggiornamento degli elenchi dei componenti del Gruppo Amministrazione
Pubblica del Consiglio regionale della Calabria e del perimetro di
consolidamento per l'esercizio 2024.
Il Consiglio regionale ha approvato, con
deliberazione consiliare numero 392 del 21 luglio 2025, il rendiconto
finanziario 2024.
L'Assemblea dei soci della società in house
Portanova S.p.A. ha approvato nella riunione del 29 aprile 2025 il bilancio al
31/12/2024.
Il Consiglio regionale della Calabria, in qualità
di ente capogruppo, ha predisposto il bilancio consolidato per l’esercizio
2024, coordinandone l'attività con la società in house Portanova S.p.A. inclusa
nel perimetro di consolidamento.
Il bilancio consolidato, previsto all'articolo 11-bis
del decreto legislativo numero 118/2011 e disciplinato dal principio contabile
applicato concernente il bilancio consolidato, risulta essere composto dai
seguenti documenti contabili: conto economico consolidato, stato patrimoniale
consolidato, relazione sulla gestione che comprende la nota integrativa.
Sul presente provvedimento il Collegio dei
Revisori, con verbale numero 25 del 6 agosto 2025, ha espresso parere
favorevole. Grazie.
Grazie. Non ci sono richieste di intervento.
Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti. Pongo
in votazione il provvedimento nel suo complesso, unitamente ai relativi
allegati con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il
provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione
al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È riportata in Allegati)
Proposta di provvedimento amministrativo
numero 227/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di
previsione 2025-2027 del Consiglio regionale della Calabria: assestamento e
variazioni”
Passiamo al punto due dell'ordine del giorno, la
proposta di provvedimento amministrativo numero 227/12^, di iniziativa
dell'Ufficio di Presidenza recante: “Bilancio di previsione 2025-2027 del
Consiglio regionale della Calabria: assestamento e variazioni”.
Cedo la parola al collega Cirillo per illustrare
il provvedimento.
CIRILLO
Salvatore (Forza Italia), relatore
Grazie, Presidente.
Con la presente proposta di provvedimento
amministrativo il Consiglio regionale è chiamato ad approvare l'assestamento e
le conseguenti variazioni al bilancio di previsione per gli esercizi
2025-2026-2027 del Consiglio regionale della Calabria. Tale proposta è stata
approvata dall'Ufficio di Presidenza con deliberazione numero 52 del 31 luglio
2025.
Sulla base delle proposte elaborate dai dirigenti
delle strutture amministrative e dalla Presidenza del Consiglio regionale, con
il presente provvedimento è applicato al bilancio di previsione 2025-2027,
esercizio 2025, parte del risultato di amministrazione relativo all'esercizio
2024, pari ad euro 18.472.874,00, così suddiviso:
-
avanzo
vincolato da leggi euro 202.197,52;
-
avanzo
accantonato per il fondo contenzioso euro 70.000,00;
-
avanzo
accantonato per il fondo passività potenziali euro 502.496,80;
-
avanzo
destinato agli investimenti euro 10.574.066,64;
-
avanzo libero
euro 7.124.113,00 di cui 200.000,00 destinati al finanziamento di spese
correnti a carattere non permanente; euro 4.824.394,26 destinati a
finanziamenti di spese di investimento ed euro 2.099.718,80 da restituire al
bilancio della Regione Calabria.
Con il presente provvedimento: sono state
approvate le modifiche al bilancio di previsione 2025-2027 del Consiglio
regionale, derivanti dalle richieste di variazione delle previsioni di bilancio
per gli esercizi 2025-2026-2027 per i fabbisogni evidenziati dai dirigenti
delle strutture amministrative del Consiglio regionale; si stabilisce di
restituire alla Regione Calabria la somma complessiva di euro 2.099.718,80
relativa alla quota disponibile del risultato di amministrazione dell'esercizio
2024 non utilizzata per finanziare spese per il funzionamento del Consiglio
regionale.
Infine, si dà atto che, a seguito delle variazioni
apportate con il presente provvedimento, sono garantiti gli equilibri generali
di bilancio per il triennio 2025-2027.
Sul presente provvedimento il Collegio dei
Revisori, con verbale numero 26 del 7 agosto 2025, ha espresso parere
favorevole. Grazie.
Grazie. Non ci sono richieste di intervento.
Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio
dei Revisori dei conti. Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso,
unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è
approvato con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
(È
riportata in Allegati)
Articolo 60, comma 1, Regolamento interno
del Consiglio regionale – Dimissioni del Presidente della Giunta regionale
Passiamo al terzo punto dell'ordine del giorno,
recante: “Articolo 60, comma 1, del Regolamento interno del Consiglio regionale
– Dimissioni del Presidente della Giunta regionale”.
In data 4 agosto è pervenuta la comunicazione
formale delle dimissioni del Presidente della Giunta regionale. La stessa è
stata acquisita, in pari data, al protocollo del Consiglio regionale con il
numero 16413. Ai sensi di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 60 del
Regolamento interno del Consiglio regionale, nel caso di dimissioni del
Presidente della Giunta, il Presidente convoca il Consiglio entro 10 giorni del
ricevimento della comunicazione formale sulla quale ciascun consigliere può
prendere la parola per non più di 5 minuti. Terminata la discussione, il
Presidente congeda definitivamente i consiglieri.
Procediamo con gli interventi. I consiglieri che
vogliono prendere la parola hanno a disposizione non più di 5
minuti. Chi vuole, si prenoti.
Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha
facoltà.
BRUNI Amalia (Partito
Democratico)
Grazie, signor Presidente.
Signor Presidente, questa di oggi è una seduta
senza precedenti nella storia del regionalismo calabrese, non soltanto per le
dimissioni in sé, che pure possono essere un gesto di dignità, persino di
nobiltà istituzionale, ma per il modo con cui lei ha scelto di annunciarle, per
le non ragioni addotte.
Dimettersi da una carica pubblica significa
ammettere un fallimento, riconoscere un limite, accettare la responsabilità di
non avere onorato fino in fondo il mandato ricevuto dal popolo.
Ma, lei, no!
Lei ha scelto di trasformare questo momento in
un'operazione di propaganda tanto clamorosa quanto vuota: ha annunciato le
dimissioni e, nello stesso istante, la sua ricandidatura. Un paradosso politico
e istituzionale che non ha precedenti. Uno sfregio alla dignità delle
istituzioni, alla serietà della democrazia.
Mi approprio di parole non mie perché non ne trovo
di più efficaci: “Noi siamo quello che facciamo”. Le intenzioni, specialmente
se buone, e i rimorsi, specialmente se giusti, ognuno dentro di sé, può
giocarseli come vuole, fino alla disintegrazione, alla follia. Ma un fatto è un
fatto, non ha contraddizioni, non ha ambiguità. Non contiene il diverso e il
contrario.
E lei non parla di fatti. Dove sono i fatti?
Perché si dimette, Presidente? Per colpa dei gufi?
Per contrastare quelli che da trent'anni, a suo dire, non hanno fatto nulla per
la Calabria?
Non scherziamo!
Anche lei, Presidente, fa parte di quella lunga,
lunghissima storia. È stato consigliere comunale a Cosenza, dirigente della
Democrazia Cristiana, consigliere regionale, parlamentare per quindici anni e,
infine, Presidente della Regione. Da trent'anni, lei è nella politica
calabrese. Non può sottrarsi a quel bilancio, non può dipingersi come uno che
viene da Marte.
Noi non siamo affranti per le sue dimissioni - lo
abbiamo detto - tutt'altro; se fossero funzionali al riconoscimento di un
conclamato fallimento, saremmo lieti di accompagnarla all'uscita.
Ci indigna l'uso personale che lei ha fatto della
dialettica democratica, l'idea di piegare il dibattito istituzionale ad un
progetto esclusivamente individuale che si muove ancora una volta sulle spalle
dei calabresi.
Un colpo di teatro non degno del ruolo di
prestigio e di responsabilità che lei ricopre. Ci sembra che la verità sia che
lei stia scappando. Da cosa? Non lo dice. Anche qui nessun fatto.
Noi non confondiamo la politica con le vicende
giudiziarie. La magistratura farà il suo corso e, lei, come ogni cittadino, è
innocente fino al terzo grado di giudizio.
Ma noi siamo qui per dare un giudizio politico
doveroso, fondato per l'appunto sui fatti e i fatti parlano chiaro. Quello che
sta emergendo in queste settimane tra intercettazioni, discrezionalità, nomine
pilotate, zone grigie, non è il volto di un'amministrazione trasparente, ma
l'immagine di un potere opaco, accentrato, autoreferenziale, talvolta piegato a
interessi di sistema.
La sanità, in tutto questo, è stata crocevia di
errori e fallimenti. Lei è stato nominato Commissario alla sanità addirittura
prima dell'insediamento del Consiglio regionale. Era il 4 novembre 2021 e ha
goduto - bisogna dirlo - di una disponibilità straordinaria da parte dello
Stato: tre proroghe del Decreto Calabria, strumenti legislativi in deroga;
nuclei dedicati di personale e dirigenti; il supporto dell'Agenzia nazionale
sanitaria; lo scudo penale per i bilanci pregressi; perfino un Commissario del
Commissario per l'edilizia sanitaria.
Mai la Calabria aveva avuto un
Commissario-Presidente con così tanto potere e così tanto sostegno. Eppure,
qual è oggi lo stato della nostra sanità? Agonizzante, disastroso.
La rete dell'emergenza urgenza è peggiorata:
mancano personale, mezzi e organizzazione. Avete fallito sulla grande prova del
PNRR. Su 61 Case di comunità, nessuna è stata attivata. La spesa, in alcune
misure, non arriva al 10 per cento e tra 10 mesi, giugno 2026, tutto dovrà
essere completato e rendicontato.
Sarà la più grande programmazione di incompiute
della storia della Calabria.
Avete puntato tutto su Azienda Zero e, dopo
quattro anni, ancora non è chiaro cosa faccia, cosa produca e a chi risponda.
Concluda, collega Bruni.
BRUNI Amalia (Partito Democratico)
Sto concludendo.
Avete destabilizzato il Dipartimento salute,
lasciandolo da anni senza un dirigente generale.
Continuate a governare aziende sanitarie con
Commissari, simbolo della precarietà e leva della discrezionalità. A tal
proposito, perché non si dimette anche da Commissario, godendo di fatto del
privilegio di condurre una campagna elettorale in sella ad una macchina
mastodontica?
Questa seduta oggi è l'atto finale di una stagione
politica fallimentare che, al netto di propaganda social e vuoti monologhi, ha
tradito le promesse e impoverito la fiducia.
E a chi, oggi, pensa che basti dimettersi e
ricandidarsi, diciamo con chiarezza, quella chiarezza che i calabresi non hanno
meritato dal suo comportamento, che la Calabria non è il trampolino di nessuno.
La Calabria è una terra ferita che ha bisogno di verità, di cura, di futuro e,
soprattutto, di rispetto.
Grazie. Vi prego di attenervi ai 5 minuti di tempo
prescritti dal Regolamento.
Ha chiesto la parola il collega Lo Schiavo. Ne ha
facoltà.
LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo
Misto)
Grazie, Presidente.
È complicato sintetizzare in cinque minuti un
dibattito che richiederebbe davvero tante ore. Oggi è una pagina storica per
questa Regione, è una pagina storica che si scrive di fronte ai cittadini
calabresi e di fronte a questo Consiglio regionale. Abbiamo piegato tutte le
Istituzioni e io ero stato garantista fino in fondo, avevo detto che quest'Aula
non doveva e non poteva occuparsi di vicende giudiziarie, però, quando il
Presidente, invece, ha deciso di legare le sorti delle istituzioni alle sue
vicende personali, allora il dibattito deve assumere altri toni e altre forme.
Forzare le istituzioni e legare i destini
personali alle regole democratiche e alle regole istituzionali è sempre un
errore, perché esiste solo nelle repubbliche sudamericane rivolgersi
direttamente al popolo, saltando i filtri e saltando le istituzioni; quello
umiliato, cari consiglieri, è proprio questo Consiglio regionale che non ha
avuto mai la dignità e la forza di capire che questo non è un regime in cui c'è
solo la volontà del Presidente della Giunta regionale. In un meccanismo
elettorale che non prevede il voto disgiunto – lo abbiamo detto più volte -
sono stati umiliati i consiglieri di maggioranza, sono stati umiliati tutti
coloro i quali ritengono questa Assise un semplice orpello pronto a ratificare
scelte già fatte.
E allora, Presidente, perché questa accelerazione?
Lei ha ancora un anno e mezzo per dimostrare la sua forza. Lei è eletto, ha dei
poteri che mai nessuno ha avuto, mai nessun Presidente ha avuto i suoi poteri e
getta la spugna a un anno e mezzo dalla fine della Legislatura e - cosa fa? -
si ricandida. Lei aveva due possibilità: decidere di arrivare fino alla fine
della Legislatura nel rispetto della Costituzione, secondo cui nessuno può
essere costretto a prendere delle decisioni perché c'è un principio di presunzione
di innocenza; difendersi fuori dalle istituzioni, tutelando tutti i suoi
diritti con la massima forza possibile.
Lei non sceglie né l'uno, né l'altro. Lei sceglie
“All in”, come in un casinò, solo che
mette sul tavolo non solo i suoi interessi personali, non delle carte, ma il
destino dell'intera regione. Secondo voi è possibile votare a fine settembre?
Secondo voi è democrazia imporre la partecipazione a metà agosto, raccogliere
firme, organizzare una macchina amministrativa? Poi ci lamentiamo
dell'astensionismo. Ci lamentiamo che i cittadini non vanno a votare.
Un processo così delicato, uno stress-test delle
istituzioni che viene gestito con tanta forza e con tanta volontà di non
ascoltare niente e nessuno.
E, anche volendo, ci si appella al popolo. Avete
paura del popolo?
Il popolo esiste solo nelle repubbliche delle
banane, non si possono sottoporre al giudizio del popolo interessi che sono
valutati da altre istituzioni. E cosa cambia? Che i dirigenti oggi non firmano
più nulla? E, se domani dovesse esserci un plebiscito elettorale a suo favore,
perché dovrebbero firmare? Perché c'è la pressione di un voto popolare
elettorale?!
I principi di buon andamento e imparzialità della
Pubblica Amministrazione non sono condizionati dai plebisciti. I plebisciti
esistono in Sudamerica, non in quest'Aula, e quando i dirigenti non firmano
vuol dire che non firmano e lei ha anche il potere di sostituirli.
I politici di secondo piano. Chi sono questi
politici di secondo piano che la condizionano?
Chi sono questi odiatori? Non mi pare che qui non
ci sia stato il rispetto delle istituzioni o della forma.
E allora, caro Presidente, io penso che sia stato
un errore.
Oggi ci congediamo.
Avremmo dovuto parlare dei dati di questa
Calabria. Porto il saluto dei giovani calabresi che negli ultimi 5 anni hanno
lasciato la Calabria e di 29.000 famiglie calabresi che hanno accompagnato i
propri cari a curarsi fuori regione. Sono 305 i milioni di euro spesi in
mobilità sanitaria.
Porto in quest'Aula il saluto di una Calabria che
non riesce a capire i giochi di questo palazzo, i giochi della politica, i
giochi di chi pensa di mettere le istituzioni sotto i propri piedi. Poi mi si
dica cosa cambierà nella prossima Legislatura.
Perché, dopo tre anni e 8
mesi noi dobbiamo andare a rivotare con le stesse forze, le stesse persone, le
stesse logiche? Cosa cambierà nella prossima Legislatura? Con un tratto di
penna cambierà tutto? O, invece, i destini di questa Legislatura andranno a
coprire anche quelli della futura?
Queste sono le domande politiche che noi poniamo,
altro che giustizialismo…
Concluda, per cortesia.
LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)
Concludo, ma è troppo importante, Presidente.
Concludo salutando, ovviamente, tutti voi.
Mi congedo con un saluto ai commessi di Aula, per
me è stato un onore servire e rappresentare il popolo calabrese, è stato onore
stare qui oggi, Non so cosa mi riserverà il futuro, nessuno ha l'ansia
elettorale. Vedremo, valuteremo.
Però una cosa voglio che resti agli atti: ho
servito il popolo calabrese secondo l'articolo 54 della Costituzione che dice
che le funzioni pubbliche si esercitano con disciplina e onore. Disciplina e
onore.
Mi auguro che chiunque prenderà questo posto avrà
solo questo metro di riferimento: disciplina e onore.
Avremmo dovuto parlare di tante cose, compresa la
mozione per la Palestina. Non ho fatto in tempo, ho portato qui la bandiera
perché questa bandiera è simbolo di tutti i popoli che lottano per giustizia e
dignità.
(Il consigliere Lo Schiavo solleva e mostra una
bandiera recante i colori e i simboli riconducibili alla Palestina)
(Applausi dal pubblico)
La Calabria è terra di pace.
E la Calabria - questa oggi è la sua bandiera -
lotta per giustizia e dignità.
Mi congedo con un saluto a tutti voi. Viva la
Calabria, sempre.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega
Laghi. Ne ha facoltà.
LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)
Grazie, Presidente.
Care colleghe e cari colleghi, signori Assessori,
signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta e - considerata
la trasmissione dei lavori in streaming - care concittadine e cari concittadini
calabresi, ho vissuto l’elezione a consigliere regionale con un misto di
sorpresa e gratitudine. Non mi aspettavo francamente che quasi 4000 persone mi
dessero singolarmente la loro fiducia, ma anche con una grande responsabilità
nei confronti della Calabria e dei calabresi.
In questi anni ho dato tutto me stesso per
contribuire al progresso della nostra regione, privilegiando sempre e soltanto
il bene comune, mai assoggettandomi a calcoli di convenienza personale oppure
di opportunità o, per meglio dire, di opportunismo. Anche per questo sono stato
presente e attivo su tutto il territorio regionale e non certo solo in
provincia di Cosenza, dove sono stato eletto, avendo un approccio complessivo
ai problemi che riguardano la nostra regione.
Pur da esponente di minoranza, sono riuscito a
portare all'approvazione dell'Aula diverse leggi che io, e non soltanto io,
giudico utili e credo importanti per il miglioramento della quotidianità di
tanti calabresi. Altre proposte significative, purtroppo, per vari motivi non
hanno completato il loro iter e questo è per me motivo di rammarico.
Comunque, spero di avere la possibilità di
riproporle, tutte, non appena possibile.
In ogni caso, ho verificato di persona quello che
è sempre stato un mio convincimento: da attivista sui temi di salute, ambiente,
diritti, credo che le istanze che nascono nei e dai territori rappresentino la
pietra angolare su cui costruire comunità basate sull'equità sociale e sulla
partecipazione democratica. È, comunque, assai importante che queste istanze
vengano rappresentate nelle sedi istituzionali opportune perché abbiano reale
ascolto e concrete ricadute, come ho cercato di fare in questi quattro anni,
con determinazione, ma anche con garbo istituzionale e cortesia relazionale.
Credo, infatti, che la forza dei concetti e dei ragionamenti risieda nei loro
contenuti, non nel numero dei decibel che vengono utilizzati per esprimerli.
Auguro che la prossima Legislatura si connoti per
una polarizzazione costante verso i diritti e gli interessi dei calabresi, in
special modo le fasce più deboli e disagiate - donne, stranieri, bambini,
migranti, emarginati e sfruttati in genere - e che questi diritti e interessi
collettivi prevalgano sugli interessi di parte e ancor più su quelli meramente
e tristemente individuali che non sono stati estranei a questa Legislatura.
Penso, ad esempio, alla ingiusta e dolosa penalizzazione della Riserva Naturale
Pedemontana di Castrovillari, così come auspico che i problemi della nostra
terra siano affrontati con ottiche magari diverse per diversa appartenenza
politica, ma sempre con onestà intellettuale e senso delle istituzioni.
La politica deve tornare ad essere servizio per le
comunità.
Ringrazio, infine, tutte e tutti voi con cui ho
condiviso questo percorso istituzionale, così come le strutture e gli uffici di
supporto regionali e, infine, ma non certo da ultimi, i componenti del mio
efficientissimo staff, per le tante cose che ho imparato e per i tanti spunti
di riflessione che mi sono stati offerti. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega
Mammoliti. Ne ha facoltà.
MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)
Presidente e colleghi consiglieri, credo che in
cinquant'anni di regionalismo una fine di Legislatura così ingloriosa non sia
mai avvenuta. La cifra culturale, politica e istituzionale che si sostanzia in
questa scelta è pienamente in linea con quella che avete espresso nella
gestione del governo di questi quattro anni e nel funzionamento delle
Istituzioni, che avete piegato alla mera logica di maggioranza.
E, lei, caro Presidente del Consiglio, non è stato
una figura né di garanzia né di imparzialità, nemmeno molto attenta, visto che
oggi ricorre la tragedia di Marcinelle: l’8 agosto del 1956 morirono centinaia
di italiani e c'erano anche quattro calabresi.
Vorrei ricordare, anche, le tantissime proposte di
legge che noi abbiamo presentato e che non hanno visto mai nemmeno la luce di
una discussione nelle Commissioni appropriate, nonostante le reiterate
sollecitazioni verbali e scritte. Avete, insomma, seppellito la buona politica
e l'avete sostituita con una cultura della gestione del potere senza
precedenti. Nessuno ha capito, non tanto perché il Presidente si sia dimesso,
ma perché si dimette per ricandidarsi.
Caro Presidente, già nel passato altri Presidenti
sono stati coinvolti in inchieste giudiziarie, ma loro hanno avuto la sobrietà
di difendersi nel processo e non dal processo, come vorrebbe fare invece lei,
caro Presidente.
La verità è che ci troviamo di fronte ad un atto,
politicamente ed elettoralmente parlando, ignobile che rischia di catapultare
la Regione in una crisi di sistema senza precedenti, che non lascia spazio di
speranza e seppellisce la normale agibilità democratica.
Lo diceva il collega Lo Schiavo: nessun
pronunciamento dei cittadini potrà mai contrapporsi alle indagini della
Magistratura e ai suoi possibili esiti.
Ed anche qui è emblematico il tono e l'espressione
con cui lei si è rivolto, in un video, alla magistratura: “A me!”. Quasi
volendo dire “Come vi siete permessi?!”, come se lei fosse un intoccabile.
Mi sto convincendo che, forse, nelle ovattate
stanze del decimo piano della Cittadella, la gestione di milioni di euro fa
perdere il collegamento con la società reale, con chi non ha un lavoro, con chi
non riesce a mantenere i figli all'Università, con chi non possiede nessun
reddito e si trova in condizioni di povertà, con chi non riesce a prenotare una
visita e per curarsi deve andare fuori regione con ulteriori disagi sociali ed
economici, con una sanità che ha delle ambulanze comprate di seconda mano dalla
Lombardia, che arrivano in ritardo, non rispettano i tempi previsti, a volte
arrivano senza medici, addirittura senza autisti.
Abbiamo di fronte autentici disastri: un
gravissimo deficit di sviluppo produttivo e di diritti di cittadinanza;
l'occupazione più bassa d'Italia; la disoccupazione più alta, soprattutto
giovanile e femminile; la povertà a rischio per il 48% della popolazione; il
rapporto PIL pro-capite più basso delle 278 regioni d'Europa; una crescita
debole; un calo delle presenze e dei consumi.
Un autentico disastro, caro Presidente, sociale,
produttivo, economico ed occupazione, nonostante le risorse disponibili e
nonostante alcune risorse siano scippate per destinarle alla costruzione di un
ponte che non sarà mai realizzato.
Mentre la Calabria brucia, mentre le zone interne
si spopolano economicamente, la nostra regione rischia di precipitare in una
crisi senza precedenti.
Non abbiamo paura del voto, caro Presidente.
Non abbiamo paura del voto e andremo nei territori
per raccontare queste cose, per chiedere ai cittadini un voto per cambiare.
Sono abbastanza fiducioso – concludo – perché, in questi quattro anni, come diceva il collega Lo Schiavo, credo di aver assolto il mio ruolo e la mia funzione, come recita l'articolo 54 della Costituzione, con disciplina e onore e spero di poterlo continuare ancora a fare, così come, in ogni caso, lo auguro, naturalmente, a tutti voi e a coloro che saranno eletti.
La Calabria, per uscire dalla crisi di sistema nella quale la state scaraventando, ha bisogno di tanta umiltà, buona politica e, concludo, Presidente, di buon governo.
Difenderemo in questa sede, anche nei territori, dentro e fuori il Palazzo, le Istituzioni democratiche e la buona politica per sostituire questo modo di governare la cosa pubblica. In questi anni che avete governato, come maggioranza di centrodestra, avete sfrangiato il prestigio e l'autorevolezza delle Istituzioni.
È arrivato il tempo di una svolta in Calabria e noi, caro Presidente, siamo pronti per inaugurare una nuova stagione all'insegna della buona politica a sostegno delle Istituzioni e della Costituzione italiana per la crescita e lo sviluppo della nostra regione.
Viva la Calabria, viva le Istituzioni, viva la Costituzione. Grazie, Presidente.
Grazie, consigliere Mammoliti. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.
Grazie, presidente Mancuso. Presidente Occhiuto, siamo in campagna elettorale.
Sinceramente, seguendola come uno stalker politico –in questi anni, sono stato un suo stalker politico in senso positivo – tutti i giorni non vedevo l'ora di rivedere i suoi video e i suoi reel, attraverso i quali ci annuncerà anche il risultato di quanto fatto in questi anni.
Già immagino i suoi slogan sull’aver risollevato la sanità dalle macerie; allora, sarà bello fare ogni giorno un video reel di risposta e dire: “Presidente, se lei ha risollevato la sanità delle macerie, c'è qualcuno che le deve ricordare che in Calabria per una visita specialistica nel servizio pubblico bisogna aspettare un anno, mentre nelle cliniche private bastano due giorni”. Quando lei dirà che ha risollevato la sanità delle macerie, ci sarà qualcuno che il giorno dopo dirà che spendiamo 304 milioni di euro dal bilancio per il Sistema sanitario regionale perché ci sono migliaia di calabresi che si curano fuori dai confini regionali.
Sono certo che parlerà anche delle cinquemila assunzioni nel Sistema sanitario regionale e lì ci sarò sempre io, il giorno dopo, a dire che abbiamo scovato – anche lei se n’è occupato – duemilacinquecento inidonei nel Sistema sanitario regionale, decine e decine dei quali sono ancora imboscati dietro le scrivanie, non si sa per quale motivo.
Sono sicuro che parlerà della riforma dell'emergenza urgenza del 118 e lì ci saremo sempre noi a dire che, ormai, ci sono quasi tutte le ambulanze senza medico a bordo e aggiungeremo che, oggi, chi ha un infarto deve aspettare l'elisoccorso che ci costa il quintuplo di un'ambulanza, perché oggi, caro Presidente, nella nostra regione, il medico c’è soltanto sull'elisoccorso.
Poi, sicuramente, parlerà dei tre miliardi e ottocento milioni di euro ottenuti – ha ragione – per gli interventi sulla Strada Statale 106 e lì risponderemo che il vostro Governo spenderà, in pompa magna, per tre km di ponte, tredici miliardi di euro con i quali, lei, il ministro Salvini e la presidente Meloni potevate realizzare trecentosessanta chilometri di SS106.
Sono certo anche che, mentre si parlerà di alta velocità, ricorderemo che manca un miliardo per arrivare fino a Praia e che da Praia a scendere non abbiamo un centesimo. Ricorderemo anche questo.
Parlerà, sicuramente, del turismo e della grande narrazione di una Calabria diversa e lì ci saremo sempre noi a ricordare che ci sono determinazioni della Calabria Film Commission con l’indicazione dell’oggetto, ma dal sito, ancora oggi, non si riesce a capire a cosa realmente sono stati destinati questi fondi e questi soldi.
Allora, Presidente, sarà un piacere e un onore, a livello politico, essere dall'altra parte della barricata. Sicuramente, ci presenteremo – a giorni lo vedrete – con delle personalità che sono pronte a sfidarla sul campo, nel merito, con competenza, con passione e per amore di questa terra, perché, come dicevo giorni fa, le piacerebbe vincere facile, ma non sarà facile da oggi fino al giorno delle elezioni.
Mi auguro, Presidente, che uscirà pulito da questa inchiesta giudiziaria, ma devo anche dire che, anche io, come lei, sono convinto che il procedimento a suo carico sarà archiviato, ma ancora, però, non capisco come mai si è dimesso prima dell'archiviazione, che potrebbe avvenire a fine novembre o inizio dicembre.
Lei sta sporcando la sua immagine da solo, perché il prossimo anno avrebbe potuto candidarsi senza essere indagato, quest'anno, invece, si candida da indagato e sporca – ripeto – lei stesso, la sua onorabilità; questo è un argomento che, personalmente, non affronterò più in campagna elettorale, perché bisogna parlare di tempo e della data del voto. Vorrei aggiungere una cosa al presidente Mancuso e ai colleghi, relativamente alla riunione della Conferenza dei capigruppo di due giorni fa e alla parola data che si andrà a votare il 12 e il 13 di ottobre: mantenete la parola perché un conto è depositare le liste il 30 di agosto, un conto è depositarle l'11 settembre. Tutti dobbiamo raccogliere le firme per quanto riguarda, soprattutto, la lista del Presidente.
Concludo, presidente Mancuso, ringraziando tutti quanti voi, anche i colleghi di maggioranza, perché ognuno di voi mi ha insegnato qualcosa e ringrazio i colleghi di opposizione per questo percorso vissuto insieme. Nello specifico, voglio ringraziare, perché è nata un'amicizia, anche i colleghi di maggioranza, Salvatore Cirillo, Giuseppe Mattiani e Katya Gentile, con cui – ripeto – è nata un'amicizia che va al di là della politica.
Ringrazio anche lei, presidente Mancuso, perché mi ha trattato come un consigliere regionale non di opposizione. Tutti amiamo la nostra regione e dobbiamo dare dimostrazione in queste settimane, anche se con punti di vista politici differenti, di voler soltanto il bene e un futuro per i nostri figli e nipoti, perché penso che dobbiamo dare un'opportunità a tutti di rimanere in Calabria a lavorare e formare una famiglia. Ci credo, da giovane ragazzo che è entrato in Consiglio regionale a trent'anni e vorrei continuare a svolgere questo ruolo, ma, soprattutto, vorrei continuare, anche qualora non venissi eletto, a rimanere in Calabria, a fare famiglia qua e convincere la mia ragazza a tornare dall'Emilia Romagna, piuttosto che trasferirmi io là. Grazie.
Grazie, consigliere Tavernise. Ha chiesto di intervenire il consigliere Talerico. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente, cercherò di essere rapido e parto, proprio, per primo, dall’intervento del consigliere Tavernise, che non mi ha ringraziato per avergli dato considerazione, ma va bene così.
Voglio dire che, tecnicamente, il presidente Occhiuto dimettendosi non scappa dal processo, né dalle esigenze cautelari, né dalla gravità indiziaria. Se si dimette e si ricandida, già di per sé sa bene che non ha commesso alcun reato, altrimenti, ricandidandosi e vincendo si ritroverebbe nell'analoga situazione in cui si trova oggi. Quindi, da un punto di vista processuale, non scappa né dal processo né da alcuna misura.
C'è un dato in più – il consigliere Tavernise lo dovrebbe sapere – che i processi penali in Italia durano più che in ogni altro Paese d'Europa e in un anno non si archiviano i procedimenti, né, tanto meno, quelli che riguardano la Pubblica amministrazione o la sanità. Del resto, il consigliere Tavernise fa parte di una coalizione che, oggi, per esempio, –rispondo al consigliere Lo Schiavo – propone alla carica di Presidente un condannato in via definitiva, ma si lamenta per un indagato, un semplice indagato, al quale non è stata applicata alcuna misura cautelare. Se il titolo di reato per il quale si procede, il reato corruttivo –lo sanno anche coloro che non devono essere laureati in giurisprudenza – fosse stato fondato su esigenze cautelari o su gravità indiziaria, il Presidente sarebbe stato già arrestato.
Quindi, non solo non è stato arrestato, ma non abbiamo neanche una richiesta di misura restrittiva. Questo, anche a un soggetto ignaro rispetto al dato giuridico, sarebbe sufficiente per superare ogni connotazione. Invece, cosa fanno gli esponenti della sinistra? Propongono di mettere a Presidente della Regione in Calabria un condannato in via definitiva che si è salvato, rispetto ad alcuni reati, soltanto grazie alla prescrizione, non avendo rinunciato alla prescrizione: un condannato che non sarebbe neanche candidabile ai sensi della famosa legge Severino. Questi sono gli esponenti della sinistra.
Dall'altra parte, c'è anche il Partito democratico, che si è dimenticato per strada di quello che hanno fatto all’allora presidente Oliverio, che avete abbandonato quando è stato indagato e anche quando è stato assolto. Voi, però, siete quelli che, poi, salvano la Giunta Sala. È un paradosso, è proprio vero: siete l'unica opposizione nel mondo che si lamenta perché un governo finisce.
Scusate, siete un po’ contraddittori: avete detto che siamo stati fallimentari, che non abbiamo fatto niente e, quindi, dovreste avere più fretta di noi di andare al voto perché siete già organizzati e avete già vinto. Dov'è il consigliere Mammoliti? Non lo vedo, è scappato. Avete già vinto – dicevo – se siamo stati fallimentari; dovremmo essere noi ad essere preoccupati di andare a votare tra 20 o 30 giorni, perché solitamente una maggioranza che si dimette, tendenzialmente, o è troppo forte o è debole e perde.
Quindi, come avete detto voi, saranno i cittadini a fare, all'evidenza, queste valutazioni. Nel corso di questo mandato – faccio una battuta giusto per stemperare un po’ i toni – ho fatto più opposizione io che non voi che siete all'opposizione perché non avete argomenti e temi. Un conto è il dissenso che da questa parte non viene punito - poi, se non vengo candidato in Forza Italia, qualcuno dirà che sono stato punito - ma il dissenso deve esistere e deve generare anche qualcosa su cui, quando narriamo all'esterno, dobbiamo essere leali. Voi non siete leali: vi siete inventati le perquisizioni, gli arresti, le richieste di applicazione delle misure cautelari che non ci sono e, anche oggi, – lo avete scritto a tutti – vi siete inventati che sarebbe saltata la seduta di Consiglio regionale. Questo è generare confusione.
Consiglieri Lo Schiavo, Tavernise vi spiego una cosa. Sapete perché andiamo al voto subito? Non per scappare dal processo, ma perché sarebbe un anno di martellamento continuo che ingesserebbe totalmente l'azione amministrativa. Ogni giorno escono sulla stampa dai 15 ai 20 articoli e anche chi non ha fatto niente, non ha commesso niente e opera nella Pubblica amministrazione, oggi ha paura.
E come? La medicina difensiva si prescrive tanto, ma nell'amministrazione c'è la paura della firma perché, anche se è stato abrogato il reato di abuso d'ufficio, ci sono tanti altri reati.
È chiaro che questo ha ingessato tutto e si può ripartire con una nuova elezione e con un nuovo assetto, così tutti si mettono l'anima in pace e non devono martellare un anno intero inventandosi indagini e reati. Poi, se qualcuno ha commesso un reato, terzi soggetti rispetto alla Giunta e al Consiglio regionale, ognuno risponde perché la responsabilità penale è personale, come anche la responsabilità etica, ma richiede dei collegamenti che non ci sono.
Quindi, smettetela di raccontare all'Italia una Regione Calabria che non è quella che rappresentate, perché questo può soltanto danneggiarci. Poi, sicuramente, sono tante le cose da fare, ma abbiamo ereditato tutto questo da quel famoso regionalismo che non è stato mai in grado e non ha avuto neanche il coraggio di fare riforme importanti che, invece, stiamo facendo. Abbiamo tante criticità: non le abbiamo generate, le dobbiamo risolvere. Ecco perché serve un mandato con una continuità che non può essere garantita soltanto da 12 mesi di governo.
Grazie, consigliere Talerico. Ha chiesto di intervenire la consigliera Straface. Ne ha facoltà.
Grazie. Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta e colleghi consiglieri, oggi siamo chiamati a compiere l’atto formale di prendere atto delle dimissioni del presidente Roberto Occhiuto, ma sento il dovere morale, prima ancora che politico, di trasformare questo momento in una riflessione pubblica e condivisa su ciò che questa Presidenza e questa Legislatura hanno rappresentato per la Calabria, perché quello che oggi si conclude non è soltanto un ciclo di buon governo, ma è un pitstop, è la fine di un'esperienza intensa, coraggiosa, profondamente innovativa che si interrompe per ripartire dal prossimo autunno con forza, vigore e senza zavorre, con la benedizione della democrazia e dell'elettorato calabrese che è quello che vince su tutto e su tutti.
È stata un'esperienza che ha saputo restituire credibilità, autorevolezza e speranza ad una Regione, troppo spesso condannata alla marginalità. Oggi, la Calabria ha iniziato a scrollarsi di dosso un pregiudizio che nasce dalla questione meridionale e sta riappropriandosi del suo orgoglio, esclusivamente grazie a Roberto Occhiuto e a un metodo basato sulla sobrietà, sulla serietà e sulla visione.
In questi anni, ciò che più ha colpito e che, forse, ha fatto la differenza è stato il metodo di governo del presidente Occhiuto: un metodo basato sulla sobrietà nei toni, sulla serietà nell'approccio, con una visione di medio e lungo periodo.
Abbiamo visto un Presidente che ha scelto di non inseguire i riflettori, ma di lavorare in silenzio, con costanza e rigore, che non ha rincorso le polemiche, ma che ha cercato le soluzioni, che ha anteposto l'efficacia delle azioni ad una narrazione sterile. Ha fatto della Presidenza una vera cabina di regia politica e amministrativa capace di orientare, coordinare e pretendere dei risultati.
È stata la stagione delle riforme, nessuna delle quali è stata imposta dall'alto, ma con la costruzione paziente di processi di collaborazione con gli uffici, di recupero di competenze interne, di ascolto del territorio e del Consiglio regionale, dove ognuno di noi si è sentito protagonista di questo cambiamento: un nuovo modello della Regione, non accentratore, ma autorevole, che ha saputo dialogare con il Governo nazionale, non da subalterno ma da pari e che ha saputo farsi ascoltare a Bruxelles, portando la Calabria nel cuore del dibattito europeo. Dobbiamo ringraziare il presidente Occhiuto – non vedo il consigliere Tavernise – per aver sollevato la sanità calabrese da zero, raccogliendola dalle macerie causate da Comandanti, Generali, come il generale Cotticelli, che ha rappresentato il riferimento principale del Movimento 5 Stelle, venuto in Calabria, senza competenze e professionalità, mentre si registrava una gobba pensionistica di oltre duemilasettecento medici, erano stati chiusi gli ospedali e venivano fatte pose di prima pietra per un ospedale di sua conoscenza che è l'ospedale della Sibaritide.
Rispondo al consigliere Mammoliti riguardo ai bacini di precariato che abbiamo trovato rispetto ai quali, puntualmente, ad ogni competizione elettorale venivano approvate delle leggi ad hoc per creare una falsa illusione nei giovani e nelle famiglie.
Consigliera Straface, la invito a concludere il suo intervento.
Ecco, quello che è stato fatto in questi pochi anni nella sanità calabrese: oltre cinquemila persone sono state stabilizzate; sono stati rispettati i turn over; si stanno realizzando tre Ospedali; abbiamo fatto arrivare i medici cubani per non chiudere gli Ospedali; è stata istituita la Facoltà di medicina a Cosenza che ha reso attrattiva la sanità calabrese; per non parlare degli investimenti, un miliardo in trent'anni per l'ammodernamento della SS 106: in soli tre anni sono arrivati tre miliardi e ottocento milioni di euro per realizzare l'ammodernamento della strada della morte; sono stati avviati i cantieri per quanto riguarda gli aeroporti calabresi; si sta azzerando il 70% del bacino del precariato.
Vado alla conclusione. Siamo orgogliosi di avere avuto un Presidente come Roberto Occhiuto. Ed è vero che ha dato a questa Regione Calabria una narrazione diversa, che prima era fatta soltanto di pregiudizi: una Regione che oggi viene ascoltata dal Governo nazionale, uguale a tutte le altre Regioni d'Italia.
Presidente Occhiuto, le facciamo i migliori auguri perché è un periodo di pausa molto breve, perché i calabresi stanno aspettando un suo ritorno in maniera ancora più autorevole e più forte per continuare quel processo di cambiamento che la Regione Calabria merita. Grazie.
Ha chiesto di intervenire il consigliere Pierluigi Caputo. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Le cose da dire sarebbero tante e proprio oggi, nell'ultima seduta di Consiglio di questa dodicesima Legislatura, siamo qui, probabilmente, a fare un consuntivo, ma credo che il consuntivo, poi, lo debbano fare i calabresi.
Ci sono stati tanti interventi dell'opposizione pieni di rabbia e che non condivido assolutamente, perché è vero che ognuno ha il proprio ruolo, il proprio scranno e il proprio Partito, però credo sia doveroso anche da parte vostra riconoscere una figura come Roberto Occhiuto, Presidente di Regione che ha risollevato questa terra: una Regione che si presenta al cospetto dell'Italia intera, e non solo, con un abito diverso. La Regione che, finalmente, alza la testa e guarda avanti al futuro.
Sono orgoglioso da cittadino, oltre che occupare uno scranno in maggioranza – poi, sarò anche di parte – ma conosco bene le doti e le capacità di un Presidente che ci ha messo il cuore in tutti i sensi, ci ha messo passione e, soprattutto, coraggio; quindi, credo che oggi sia importante richiamare un po’ quell'orgoglio calabrese che, probabilmente, è mancato in tutti questi anni, un orgoglio che deve farci pensare a una comunità.
A volte, mi chiedo se la Calabria esista davvero, se è una Regione che può raggiungere posti importanti nelle classifiche nazionali ed europee. Stamattina, mi sono svegliato con una notizia su un giornale nel quale raccontavano che ero stato raggiunto da un avviso di garanzia. Non mi sono meravigliato dell'articolo, ma mi sono preoccupato per chi mi sta accanto, per la mia famiglia e i miei amici. Sono fatti gravi, che dovrebbero farci riflettere tutti. Non c'è Forza Italia, non c'è Partito democratico, non c'è Partito, né colore politico. Questa è una terra veramente amara e, probabilmente, queste cose succedono soltanto qui.
Voglio richiamare l'Aula e tutti i colleghi, che ringrazio per questa esperienza, chiedendo loro di essere più uniti su queste vicende. Poi, chi sarà più bravo vincerà le elezioni e amministrerà. Però, non è possibile subire costantemente attacchi mediatici da giornaletti, giornalai e, magari, qualcuno ne approfitta. Il mio è soltanto un monito e un augurio a tutti per quello che sarà il futuro di questa regione. Noi ci crediamo, continuiamo a crederci e continueremo a lavorare per il nostro territorio. Grazie.
Grazie, consigliere Caputo. Ha chiesto di intervenire la consigliera Luciana De Francesco. Ne ha facoltà.
Signor Presidente, intervengo con senso di responsabilità e consapevole della portata della scelta odierna che coinvolge noi, la nostra Comunità e anche il nostro mandato politico, perché le dimissioni del presidente Roberto Occhiuto rappresentano un passaggio politico rilevante che merita rispetto, chiarezza e, soprattutto, una lettura che non può e non deve essere superficiale.
Sarebbe troppo facile, in momenti come questo, cadere innanzi alla strumentalizzazione, alle polemiche sterili, ma la verità è che questa decisione e questa scelta riflettono perfettamente il senso di responsabilità e l'alto profilo istituzionale del presidente Occhiuto: una decisione che nasce proprio dalla volontà di offrire ai cittadini calabresi maggiore chiarezza e trasparenza, perché, in questi anni il presidente Occhiuto, insieme alla sua squadra e a tutti gli assessori regionali – che saluto e ringrazio per il lavoro che è stato portato avanti – hanno dimostrato cosa significa davvero governare una Regione complessa come la nostra e lo hanno fatto affrontando con grande determinazione e concretezza le emergenze ereditate e costruendo, passo dopo passo, una prospettiva reale di crescita per i nostri territori.
È stata restituita centralità politica alla Calabria, sono state fatte riforme coraggiose, sbloccati investimenti che erano fermi da troppo tempo nei cassetti della burocrazia, è stato valorizzato il patrimonio ambientale e culturale ed è stata resa, finalmente, più forte la voce della nostra Regione a Roma e in Europa. Tutto questo, ovviamente, è stato fatto insieme ad una squadra coesa e a una maggioranza responsabile, ma, soprattutto, ascoltando i territori; ed è proprio oggi che, con quello stesso spirito di responsabilità, il presidente Occhiuto sceglie di rimettersi al giudizio dei cittadini calabresi, perché chi crede nella forza delle idee non teme certamente il confronto e chi, ovviamente, ha lavorato e ha costruito con serietà ha tutto il diritto di rilanciare.
Per quanto riguarda Fratelli d'Italia, noi come forza politica riteniamo di essere stati corretti, leali e rispettosi del mandato ricevuto, abbiamo sostenuto con convinzione questo progetto e riteniamo che i risultati ottenuti siano davvero tanti e debbano essere consolidati e proiettati nel futuro. A chi oggi, ovviamente, guarda a questa decisione con sospetto rispondiamo con la forza dei fatti, con le opere che sono state realizzate, con i tanti risultati raggiunti, con i servizi migliorati e con le opportunità che sono state create.
Ne parlava testé la collega Straface, riguardo all'annoso problema del precariato, rivolgo un sentito ringraziamento al presidente Occhiuto e all'assessore Giovanni Calabrese per aver affrontato davvero con grande determinazione questa questione, restituendo, finalmente, dignità a migliaia di lavoratori che erano fermi in un limbo.
Penso anche alla grande attenzione che è stata rivolta alla digitalizzazione della Pubblica amministrazione: ringrazio anche l'Assessore Pietropaolo per il lavoro che è stato avviato in questa direzione, proprio per semplificare e migliorare la vita dei calabresi, dei cittadini e delle imprese. Anche sul fronte della legalità si è lavorato molto bene attraverso il recupero e la valorizzazione dei beni confiscati restituendoli alla comunità.
Concludo perché voglio rientrare nei tempi previsti: noi rispondiamo, appunto, con la fiducia dei cittadini calabresi che hanno visto, finalmente, una Calabria riprendere a camminare con dignità e hanno ripreso a guardare alla buona politica.
Oggi, proprio attraverso questa scelta, viene restituita la parola a chi conta davvero, ai cittadini calabresi, al popolo sovrano. Saranno loro, con l'intelligenza e la maturità che hanno sempre dimostrato nei momenti decisivi, a decidere se continuare insieme questo percorso e a valutare il lavoro che è stato fatto, perché credo che sia proprio questa la forza della politica, quella che è capace di mettersi in discussione, di affidarsi al voto e di rinnovare il patto con i cittadini.
Presidente Occhiuto, oggi più che mai siamo con lei perché crediamo nel percorso che è stato tracciato e in una Calabria che può e deve continuare a rialzarsi. Grazie a tutti.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.
GIANNETTA Domenico (Forza Italia)
Onorevole Presidente della Giunta, onorevoli Assessori, onorevole Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, tengo particolarmente, in questa sede, a ringraziare il presidente Mancuso per la competenza, l'affidabilità e il profondo rispetto di tutte le componenti dell'Aula e anche il presidente Occhiuto per il lavoro instancabile, il coraggio e l’esempio. Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto e di chiedere ai cittadini calabresi la fiducia.
Cari colleghi, il primo giorno di questa Legislatura in quest'Aula, ho detto che ho intrapreso, con entusiasmo, il percorso di chi sale su un treno in corsa che ha preso la direzione giusta, cioè la direzione del cambiamento. Ebbene, quell'entusiasmo non si è smorzato minimamente, anzi, semmai il contrario, si è rafforzato, appunto, e mi ha dato più forza.
Ho sostenuto con determinazione il progetto riformatore perseguito dal presidente Occhiuto: un progetto che ha bruciato i tempi e ha conseguito risultati eccezionali che in Calabria non si vedevano da anni, ad iniziare dalle grandi opere, dagli aeroporti, dagli ospedali.
Non userò i pochi minuti a disposizione per fare un elenco dei successi di questa Giunta e di questo Consiglio, ma li userò per sottolineare la rivoluzione di mentalità e culturale che ha prodotto questa Legislatura.
È sotto gli occhi di tutti, infatti, che la Calabria stia vivendo una nuova stagione politica di forte rilancio, di un protagonismo regionale riformatore, coraggioso e lungimirante che ha cambiato la percezione della Calabria nello scenario nazionale, ma soprattutto nei calabresi.
I calabresi non sono più scettici, ma stanno comprendendo che le riforme sono possibili e che i sistemi si possono rinnovare e, se necessario, sovvertire e hanno visto con i propri occhi che anche in Calabria si possono realizzare grandi cose e organizzare bene, tanto da diventare esempio per le altre Regioni e per l'Europa.
Hanno visto con i propri occhi che i risultati si ottengono rimboccandosi le maniche e lavorando, dopo anni di immobilismo e di comodi alibi. Questa è una rivoluzione di mentalità che sovverte il paradigma e gli stereotipi che ci hanno penalizzato da sempre. Sappiamo tutti, infatti, che l'indolenza del “si è sempre fatto così” ha generato in passato dei mostri che ancora oggi ci perseguitano, ma che non possono e non devono fermare la stagione delle riforme che abbiamo avviato; abbiamo il compito e la responsabilità di accelerare questo corso nel pieno delle funzioni, senza concedere spazi a speculazioni e strumentalizzazione di sorta.
Questo cambio di passo deve restare una corsa e non ci si può accontentare di camminare come un gambero che, di fronte a un ostacolo, balza indietro e bene ha fatto il presidente Occhiuto a scommettere ancora una volta su scelte impopolari, a volte divisive, ma che guardano alle soluzioni e non ai problemi. Mai, infatti, come in questi anni si sono messe sul tavolo proposte risolutive sulle quali questo Consiglio regionale è stato all'altezza della sfida. Adesso, abbiamo davanti altre sfide ancora più importanti: una grande sfida sulle infrastrutture, in primis la realizzazione del Ponte dello stretto, un progetto su cui i calabresi ripongono grandissime speranze e su cui siamo chiamati a dispiegare tutte le nostre forze perché venga cantierizzato e realizzato nel migliore dei modi possibili.
Il ponte è, infatti, la sfida del progresso, della crescita economica e sociale e diventerà uno dei principali attrattori per le opere strategiche e infrastrutturali che cambieranno ulteriormente il volto della Calabria. Siamo di fronte a una svolta epocale che in Calabria non può essere affidata a chi ha sempre contrastato questo sviluppo, ha sempre alimentato allarmismo e terrorismo mediatico, anche di fronte all’evidenza della solidità, sostenibilità e impermeabilità di un'opera che, tra l'altro, genera 120.000 posti di lavoro.
Dobbiamo guardare avanti con fiducia e continuare a scrivere il futuro di questa Regione al quale i calabresi hanno creduto e che hanno imparato ad amare senza pregiudizi e con un nuovo orgoglio.
Ecco, cari colleghi, avviandomi nelle conclusioni, il tema è questo: la rivoluzione della mentalità, della nuova cultura, dell'orgoglio di appartenere a una realtà che ha potenzialità enormi, che ha dimostrato grazie a chi ci ha creduto e ha saputo tirarne fuori di meglio.
Sono orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto e di chiedere nuovamente fiducia ai calabresi. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere De Nisi. Ne ha facoltà.
DE
NISI Francesco (Coraggio Italia)
Grazie, Presidente, grazie al Presidente della Giunta, ai colleghi consiglieri, agli assessori tutti. Questo è un intervento di congedo da questo Consiglio regionale e dai cittadini calabresi che hanno sostenuto l'elezione di questa Assemblea.
È un momento particolare perché è capitato di concludere questo mandato in anticipo, un evento non previsto, secondo me, un errore, perché un'Assemblea viene votata e un Presidente viene eletto per durare in carica 5 anni ed è giusto che l'espressione dei cittadini avvenga alla conclusione del mandato.
La comprendo, signor Presidente, perché sta vivendo delle vicende sicuramente immeritate, per cui il suo comportamento è, umanamente, anche comprensibile. Penso che discuterne francamente con questa Assemblea e con la sua maggioranza avrebbe aiutato a fare delle scelte con più riflessione e più ragionate. Questo non è avvenuto, sta nelle sue prerogative e ha fatto questa scelta, dopodiché i cittadini da qui a uno o due mesi decideranno come sono state queste scelte e com’è stato il Governo di questi quattro anni nella Regione Calabria e decideranno se riconfermare a lei la fiducia.
Non mi dilungo oltre perché ci sarà modo di parlare e, già dai prossimi giorni, ci sarà la campagna elettorale.
Auguro a tutta la Calabria un futuro migliore e una buona fortuna. Una buona campagna elettorale a tutta questa Assemblea, a tutte le forze politiche, nell'augurio che tutto quello che si compie in politica venga fatto nel bene e per l'interesse della Calabria.
Grazie, consigliere De Nisi. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Grazie, signor Presidente.
Permettetemi di ringraziare il consigliere Talerico per l'analisi che ha sviluppato sul centrosinistra. Sommessamente, gli suggerirei di studiare un po’ di più quello che sta succedendo in casa sua perché credo sarà più utile per lui e per il suo futuro percorso politico.
Grazie soprattutto a chi ha collaborato con me in questi quattro anni, ai ragazzi della mia squadra con i quali, con grande passione, abbiamo portato in Consiglio e nelle Commissioni tante proposte di legge e tante mozioni. Grazie a tutti voi, consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, ma grazie soprattutto ai dipendenti della Giunta e del Consiglio regionale, all'ufficio legislativo, perché ho avuto l'opportunità di crescere molto dal punto di vista personale e politico e ho incontrato persone di grande professionalità e competenza.
Devo dire che l'ultimo anno, gli ultimi mesi, per il Presidente, sono stati, sicuramente, mesi molto duri, per le vicende giudiziarie, delle quali non ho mai parlato e non intendo parlare, per l'incidente, purtroppo, subito con l'autovettura, per l'intervento in sala operatoria e altri drammi familiari e, quindi, sono vicino al Presidente, dal punto di vista umano.
Non capisco, però, politicamente queste dimissioni che hanno solo un sapore di cinismo e di prepotenza politica, atte a voler tentare di portare a casa una vittoria nel breve periodo, mettendo in difficoltà, secondo lui, il centro sinistra e l'opposizione e non capisco neanche l'attacco rivolto ai dirigenti che non firmano. Credo, Presidente, che i dirigenti firmino o meno gli atti, se hanno più o meno fiducia in chi li guida.
Credo che un buon amministratore debba amministrare da buon padre di famiglia e riuscire ad avere con sé tutta la sua squadra, fatta dai suoi consiglieri regionali e dai dipendenti, funzionari e dirigenti.
Si può interpretare questo ruolo da Presidente della Regione – utilizzo la metafora calcistica perché molti miei colleghi seguono il calcio e ne parliamo spesso – come da Presidente di una squadra di calcio che decide chi acquistare, chi vendere, chi gli sta antipatico, intromettersi anche nelle scelte dell'allenatore; si può anche guidare una squadra, invece, facendo l'allenatore, provando a tirare fuori il meglio da tutti quanti, dal primo all'ultimo dei giocatori, e credo che, forse, in questo periodo, lei abbia avuto un atteggiamento più da Presidente di una squadra piuttosto che da allenatore.
Ricordo a tutti quanti noi che lei – primo forse nella storia di questo Consiglio regionale, non vorrei sbagliarmi – ha posto anche la fiducia in Aula e non dopo tanti mesi di logoramento e di lavoro in Consiglio regionale, ma dopo un anno e mezzo. Forse era agosto 2023, quando sui Consorzi di bonifica disse: “Voglio la fiducia su questa normativa, dovete votarla”.
Poi, ricapitò di nuovo minacciando le dimissioni sulla norma Laghi e anche lì disse: “Se passa il ridimensionamento e c'è una rivisitazione di quella proposta di legge approvata, mi dimetto”. Questo non mi sembra un atteggiamento di chi ha e respira la fiducia della propria squadra, ma di chi impone delle scelte. Noi abbiamo bisogno di un Presidente autorevole e non autoritario e non è una sottile differenza. Siamo contenti di queste dimissioni perché abbiamo l'opportunità di andare a parlare con i calabresi e dire cosa è stato fatto e cosa non è stato fatto in questi anni, ma penso che i calabresi lo sappiano percepire vivendo la vita nella quotidianità.
Da appassionato di automobilismo, dico alla collega Straface che i pit stop non sono sempre forieri di buoni risultati. Proprio l'anno scorso, abbiamo perso un Gran Premio con le Ferrari per un pit stop che è andato male, perché tutte e due le autovetture sono entrate contemporaneamente: quindi, insomma, non so quanto questo pit stop, poi, sia la scelta giusta.
Concludo con un passaggio –ho notato che anche lei lo sta facendo spesso ultimamente – prendendo spunto dal Vangelo e partendo proprio dall'umiltà dal servizio che bisogna prestare verso i calabresi. In un passaggio, uno degli apostoli, l’apostolo Luca, dice: “Chi è il più piccolo tra tutti voi, quello sicuramente è il più grande”. Grazie.
PRESIDENTE
Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mattiani. Ne ha facoltà.
MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini)
Grazie, Presidente. Oggi è un giorno molto importante. Ci congediamo da questo Consiglio regionale e da una Legislatura partita con grandi ambizioni e proseguita con grande impegno da parte di tutti noi, della Giunta e del Consiglio regionale.
Abbiamo dimostrato che, attraverso l'impegno, la dedizione e l'amore per la Calabria, per la nostra amata Regione, siamo riusciti a raggiungere tanti grandi obiettivi. Siamo stati anche da modello in Italia su alcune azioni; ricordo quella sulla sanità, quando il Presidente venne accusato della chiamata dei medici cubani, che, poi, sono risultati fondamentali per tenere in piedi i nostri ospedali che, altrimenti, avremmo dovuto chiudere. È iniziato con una protesta nazionale, ma, poi, è diventato un modello, quello del medico urbano e dei medici argentini, in altre Regioni.
Siamo stati modello in Italia sulla questione dei droni e, quindi, della lotta agli incendi, all’inquinamento dei nostri mari e fiumi, per il grande impegno che c'è stato nella depurazione nel nostro territorio, ma siamo stati anche molto bravi, come centrodestra e come Giunta, ma, soprattutto, il nostro Presidente, nelle interlocuzioni a livello nazionale: rivendico, uno fra tutti, i 3 miliardi che oggi la Lega, il centrodestra, il ministro Salvini ha concesso alla Calabria, a differenza di 40 anni di assoluta assenza e disinteresse nei confronti della SS106, la strada della morte. Questo Governo regionale ha ottenuto più di quello che gli altri Governi regionali hanno ottenuto in trent'anni.
Ci sono stati gli investimenti, pari a 13 miliardi e mezzo di euro, sul Ponte dello stretto che rappresenta sviluppo, turismo, commercio, crescita di questo territorio e, soprattutto, l'assottigliamento del gap infrastrutturale che c'è fra il Nord e il Sud.
Ritengo, Presidente, che, dopo quattro anni svolti con grande onore e dignità e lavorando con grande dedizione nei confronti della Calabria, questo sia stato il momento più giusto per ridare la parola ai calabresi. Credo che questa Giunta regionale non possa essere sporcata da vicende che non hanno nulla a che fare con la Calabria e con l'attività di sviluppo del nostro territorio che stiamo portando avanti.
Presidente, sono convinto che i calabresi amino i fatti e non le parole e andremo a chiedere il voto ai calabresi, dimostrando e parlando delle azioni fatte e per questo sono convinto che i calabresi ci daranno nuovamente fiducia. Grazie.
Grazie. Ha chiesto intervenire il consigliere Comito. Ne ha facoltà.
COMITO Michele (Forza Italia)
Grazie, Presidente. Sono stati quattro anni entusiasmanti e grazie a tutti voi per averli condivisi insieme; in modo particolare, per me, il primo anno, perché ho fatto il Presidente della Commissione sanità e, quindi, ho trattato argomenti più consoni alle mie capacità. Per questo motivo, devo ringraziare non soltanto il Partito che me l'ha consentito, ma anche l'intera Commissione, i consiglieri che ne hanno fatto parte e tutto l'ufficio della terza Commissione. Grazie davvero.
Poi, il Partito mi ha dato l'onore di fare il capogruppo e per questo lo ringrazio insieme a tutti i consiglieri del mio gruppo, sempre leali e con spirito di appartenenza. Allo stesso modo, mi sento di ringraziare le forze della coalizione con le quali abbiamo sempre instaurato un rapporto di assoluta fiducia e di rispetto reciproco.
L'articolo 54 della Costituzione parla di disciplina e onore, ma anche della fedeltà; fedeltà all'Italia, in questo caso alla Calabria e noi l'abbiamo data questa fedeltà con il fare, col promuovere e votare proposte di legge che hanno consentito realmente la svolta. Ora non parlerò di tutto quello che è stato fatto –lo farà il presidente Occhiuto nella prossima campagna elettorale perché, come egli stesso ha detto, sarà una campagna elettorale facile perché non sarà altro che il bilancio consuntivo di tutto quello che è stato fatto – ma quello che posso sottolineare è che questa Legislatura, la dodicesima, è stata certamente la più riformista della storia della Calabria e, oltre a questo, abbiamo dimostrato di perseguire un modo nuovo di fare politica e questo grazie al presidente Occhiuto.
Non entro in merito alla situazione giudiziaria, perché non siamo noi a dover giudicare, ma certamente possiamo testimoniare un dato: il rigore morale e metodologico del Presidente che ha tutelato anche tutti noi.
Oggi, non abbiamo fatto più una politica di piccolo cabotaggio, alla quale i calabresi erano abituati e forse anche rassegnati; è stata impostata dal Presidente una politica di ampio respiro internazionale con una visione nuova che affrontasse i problemi della Calabria con la giusta risoluzione.
Oggi possiamo dire che la percezione della Calabria è completamente diversa rispetto agli anni precedenti. I calabresi sanno che non possono più chiedere favoritismi, avanzamenti carrieristici, un ruolo e che ci affacciamo ai grandi problemi della Calabria con una visione completamente diversa e, proprio per questo, questa legislatura è stata veramente la più riformista.
Per questo la ringrazio, Presidente, di aver dato una Calabria nuova e una Calabria che non si vergogna più di sé stessa. Oggi è più facile dire di essere calabresi.
Non so personalmente che cosa farò perché lo determinerò in famiglia, ci rifletterò, darò la disponibilità forse al mio Partito per una nuova candidatura, ma non mi interessa questo. Quello che posso dire oggi è che appoggerò con tutte le mie forze la sua nuova candidatura perché so che darà ai calabresi una nuova Calabria. Grazie.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.
Grazie, Presidente. Non credo che sia facile oggi intervenire in quest'Aula, non perché oggi dichiariamo la fine anticipata della Legislatura, ma perché in quest'Aula dichiariamo il de profundis di questa Assise regionale, che in questi anni si è piegata, in ogni occasione, a chi ha governato la Regione in maniera autoritaria e non con autorevolezza; a chi ha proposto in quest'Aula dieci leggi “Omnibus” nelle quali c’era di tutto e di più; a chi ha proposto il voto di fiducia su due provvedimenti, uno legato ai Consorzi di bonifica e uno legato alla Centrale del Mercure e in questa vicenda ha dimostrato non solo l'arroganza, ma anche il non rispetto verso le Istituzioni locali e i territori che avevano chiesto a gran voce la non approvazione di quella famosa legge Laghi. Non me ne voglia il collega Laghi.
Oggi, cari colleghi, potete fingere e fare gli attori in quest'Aula, ma i veri sconfitti siamo noi e questo Consiglio regionale che, in questi anni, non ha deciso nulla, ma ha fatto solo il passacarte di un Presidente della Giunta regionale che, oggi, vi ha persino fatto approvare una legge sull’abrogazione delle primarie che ha anticipato e velocizzato le procedure di voto.
Questi sono i risultati: un fallimento totale di quest'Aula, un'incapacità di incidere nei processi governativi, un'incapacità di garantire equilibrio, misura, rispetto delle Istituzioni e del ruolo della maggioranza e dell'opposizione.
Questo è un fallimento nostro, caro presidente Mancuso, anche suo, anche mio, anche della Conferenza dei Capigruppo. Dobbiamo dichiarare il de profundis non del legislatore ma di quest'Aula, incapace di governare e di incidere sulle scelte politiche fondamentali anche per voi.
Avete subito passivamente ogni scelta, avete accettato una volontà - una volontà legittima, ci mancherebbe - di un Presidente che, mai come questa volta, secondo me, ha violentato anche la sua cultura e la sua formazione politica e culturale: un Presidente che ha quarant'anni di esperienza politica, che ha una cultura di governo, che ha servito le Istituzioni come dirigente politico e responsabile delle Istituzioni e che oggi chiude anticipatamente la Legislatura, dimostra che c'è qualcos'altro nella sua visione, nel suo modo di approcciarsi, nella sua volontà, nella sua convinzione.
Rimarrà una pagina oscura per me. L'atto di anticipare la chiusura della Legislatura rimarrà un atto oscuro, non so se si capirà tra un mese, tra qualche mese, tra qualche anno, non sappiamo perché giungiamo a questa fase.
Quindi, chiedo al presidente Mancuso di chiedere scusa ai calabresi perché abbiamo fallito, non abbiamo avuto la capacità di interloquire politicamente con l'Esecutivo, con la Giunta, con il Presidente, che oggi vi costringe. Vi costringe!
Noi non abbiamo paura del voto, perché i calabresi capiranno nelle prossime ore. Già colgo in giro - nessuno di noi è fermo, va sul territorio - che c'è una riflessione dei territori che va al di là dei social e della narrazione fasulla che si fa, sia pur - legittima. La realtà, però, dice nella provincia Cosenza dice altro.
In sanità non mi sembra che ci siano risultati importanti, il PNRR è quello che è, l’alta velocità è quella che è, i trasporti sono quello che sono. Non mi pare che un cittadino calabrese oggi possa dire: “Occhiuto ha cambiato la narrazione della Calabria”. Il presidente Occhiuto è stato bravo sui social a cambiare la narrazione della Calabria.
Ma oggi, ripeto, i veri sconfitti siamo noi consiglieri regionali che non abbiamo saputo né incidere né opporci a questa produzione anche legislativa, che ci ha costretto a cambiare 10, 15 o 20 volte una proposta di legge che arrivava dalla Giunta regionale: Azienda Zero e tante altre cose. Questo oggi lo dobbiamo dire. Chiediamo scusa ai calabresi, ognuno di noi consiglieri regionali, perché abbiamo fallito. Non il Presidente, ma noi abbiamo fallito con la nostra incapacità di incidere sui processi.
Concluda, collega Bevacqua.
Questa è la vera sconfitta!
Naturalmente, auguro lunga vita ad ognuno di noi, al di là delle vicende personali o quant'altro, ma credo che, nonostante questo, tra di noi sia nato un rapporto, quanto meno, di stima, di confronto tra ogni consigliere regionale, al di là del ruolo e della funzione.
Quindi, ringrazio ognuno di voi per avere condiviso con me, con noi, questi quattro anni di legislatura regionale; ringrazio il mio Gruppo che mi ha affidato la responsabilità di guidarlo in questi quattro anni; ringrazio il Partito per averci affidato questa responsabilità.
Noi ci affidiamo ai calabresi che - ripeto - non hanno la visione che voi pensate abbiano, i calabresi sono sono riflessivi in questa fase, e siamo certi che sceglieranno non l’arroganza di un uomo solo al comando ma la collegialità e il rispetto dei ruoli e delle funzioni.
Buon lavoro a tutti voi, buon lavoro ad ognuno di noi. Viva la Calabria e viva i calabresi.
Grazie. Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.
Il Regolamento non prevede un mio intervento in replica al dibattito, perché questa non è una seduta di Consiglio come le altre, è la seduta nella quale si congedano i consiglieri regionali; intervengo, quindi, al pari dei consiglieri regionali, però qualche riflessione volevo farla.
Innanzitutto, rivolgo un sincero ringraziamento a quanti hanno avuto insieme a me il privilegio di far parte di questo Consiglio regionale in questa legislatura. Come avete visto non ho mai mancato una riunione del Consiglio regionale, ho sempre cercato di dimostrare, con la presenza, attenzione e rispetto nei confronti di questa Assise, ho sempre replicato agli interventi dei consiglieri regionali, perché ho creduto fosse istituzionalmente giusto, corretto.
Qualcuno mi ha rimproverato del fatto che a volte io avrei piegato la volontà del Consiglio alla mia, quando, per esempio, ho apposto la questione di fiducia per la prima volta nella storia del regionalismo in Calabria, quando ho detto: “O questo provvedimento passa, oppure io mi dimetto”. Vorrei segnalarvi che non era mia intenzione svolgere la mia attività in maniera autoritaria, ma era mia intenzione svolgere la mia attività di Presidente in maniera determinata, con grande determinazione, quella che ho cercato di imprimere insieme a questa squadra, insieme alla Giunta, insieme alla maggioranza nell'attività di governo.
Non ho la bacchetta magica, non ho la pretesa di aver risolto tutti i problemi della Calabria; in una legislatura sarebbe stato impossibile, ma non voglio parlarne qui, perché avremo tempo e modo in campagna elettorale di fare la differenza fra quello che è stato fatto in questi quattro anni e quello che è stato fatto nei quarant'anni precedenti.
Non ho la presunzione di aver risolto tutti i problemi, anzi, so quanti ce ne siano di problemi che ancora vanno risolti in questa Regione, però, di certo, ho lavorato con grandissima determinazione; questa determinazione ho cercato di esprimerla anche quando in Consiglio regionale ho apposto, a volte, la questione di fiducia, o ho detto che mi sarei dimesso se non fosse stato approvato un provvedimento, perché la mia intenzione era quella di collegare la mia vita politica - conseguentemente anche la vita politica di questa maggioranza e di questo Consiglio - alla realizzazione degli obiettivi che, secondo me, erano giusti per i calabresi. Chi governa non lo fa accettando compromessi pur di rimanere attaccato alla poltrona, chi governa si pone degli obiettivi e dice, per esempio, come è successo quando ho predisposto la riforma dei Consorzi di bonifica: “O passa la riforma o mi dimetto”. Lo fa perché non vuole anteporre la sua sopravvivenza politica alla realizzazione dei programmi che si è posto e che, secondo chi governa, vanno nella direzione di affrontare e di risolvere i problemi dei cittadini.
La stessa cosa sta accadendo ora: ho detto più volte che non mi sono dimesso per un avviso di garanzia. In un Paese civile nessuno si dimette per un avviso di garanzia, ma in un Paese civile gli avvisi di garanzia, le inchieste della Magistratura non vengono utilizzate o strumentalizzate come si sta facendo in Calabria.
Ma voi state vedendo il clima che si è generato? È intervenuto il consigliere Caputo, ieri lo davano per arrestato, addirittura il consigliere Caputo era stato arrestato perché era mio amico; addirittura escono sui giornali fake news, ad esempio che io abbia ricevuto altri avvisi di garanzia per peculato; si dice che mio figlio, che peraltro studia a Roma, abbia utilizzato l'auto blu quando, invece, era la mia auto personale.
Avete visto il clima che si è generato? E questo clima non vi ricorda quello che si è generato in altre Legislature? Voi non siete dei passanti, come non lo sono io. Noi abbiamo vissuto in Calabria, abbiamo vissuto la politica calabrese e abbiamo visto come in ogni Legislatura, nella parte finale, inchieste giudiziarie, nelle quali poi molti Presidenti sono stati archiviati o assolti, hanno determinato la fine di un'esperienza politica.
Il mio è stato un atto, credo, anche di grande coraggio, un atto di chi peraltro ha anche la coscienza a posto, nel senso che io e la mia maggioranza - sono convinto anche quelli dell'opposizione - sappiamo che chi ha svolto la funzione di Presidente della Regione in questi anni l'ha svolta con un rigore straordinario, anche nella scelta di chi doveva governare le Aziende sanitarie. L'avete visto: a volte creando qualche disagio nella maggioranza, perché ho cercato di svolgere questa attività con un rigore assoluto.
Questa vicenda, per me, è stata di grandissima sofferenza e, nonostante questo, non me la sono mai presa con i Magistrati, perché sono un uomo delle Istituzioni e, in una Regione complicata come la Calabria, uomini delle Istituzioni non devono delegittimare altri uomini delle Istituzioni. Ho lavorato fianco a fianco con i Magistrati sulla depurazione, sulla costruzione degli Ospedali, quindi, non me la sono presa con loro, anzi ho perfetta coscienza del fatto che sarò archiviato. Mi si dice: “Ma allora perché ti sei dimesso?”. Mi sono dimesso perché il clima che si è generato, non mi avrebbe consentito di concludere, insieme a questa squadra, il lavoro che merita di essere concluso nell'interesse della Calabria. Lo avete visto: c'erano degli Ospedali sulla carta, ora ci sono degli Ospedali che si stanno edificando, c'erano gli Aeroporti chiusi, ora abbiamo un record di passeggeri e si stanno rifacendo le infrastrutture.
Nelle ultime settimane ho visto rincorrersi PEC, lettere fra dirigenti e dirigenti: “Questo lo devi fare tu, questo compete a me”. Vi faccio un esempio soltanto emblematico, ma è un esempio di cui chi ha fatto il Sindaco, e molti di voi l'hanno fatto, ne ha fatto esperienza: ho risolto insieme al vicepresidente, l'assessore Calabrese, la vicenda di Abramo, riguardante i 1000 lavoratori che dovevamo fare la digitalizzazione delle cartelle cliniche. Allora, per 10 giorni, questi lavoratori hanno rischiato di essere messi in cassa integrazione perché non si trovava nessuno disponibile ad affidare l’incarico, del valore di poche migliaia di euro, ad un corriere per trasportare le cartelle dagli Ospedali a un luogo dove dovevano essere dematerializzate.
Ma si può governare così?
Si può governare con questo clima che, in ragione di una legittima inchiesta della Magistratura, crea continuamente delle fake news e alimenta un chiacchiericcio che è fastidiosissimo, mentre questa inchiesta poi genera un rallentamento anche nella gestione amministrativa quotidiana della macchina regionale?
No! Non si può! Non si può continuare così.
Non ho voluto che quest'ultimo anno di legislatura fosse un cupio dissolvi o fosse un anno in cui ogni giorno sulla stampa c'erano queste porcherie, queste cose, e non si parlasse invece dei problemi della Calabria.
Ho detto basta, facciamo decidere ai calabresi! È lesa maestà?
Peraltro, consentitemi, le opposizioni dovrebbero tifare per lo scioglimento anticipato delle Amministrazioni, perché si dà a loro la possibilità di dimostrare che un'Amministrazione ha fallito. Voi dite che questa Amministrazione ha fallito. Lo vedremo in campagna elettorale: io dirò quello che abbiamo fatto, voi direte, legittimamente, quello che bisognava fare e ci confronteremo. Ma un'opposizione dovrebbe tifare per lo scioglimento anticipato, non dovrebbe preoccuparsi dello scioglimento anticipato.
E poi, in questi quattro anni, perché non avete costruito un'alternativa di governo? Quando sono venuto qui, ogni volta avete attaccato il Presidente della Regione, gli Assessori, la Giunta, la maggioranza. Perché non avete pensato a costruire un'alternativa per i calabresi? E ora ve la prendete perché il Presidente della Regione, per assicurare ai calabresi che non ci sia un rallentamento nelle attività, determina le condizioni affinché siano i calabresi stessi a scegliere se deve continuare a occuparsi della Calabria questo Presidente della Regione o un altro. Perché non ci avete pensato prima in questi quattro anni?
Non so quando stabiliremo la data delle elezioni, fra poco avremo una riunione, ci rifletteremo assieme, ma non siate nervosi, non siate preoccupati dalle elezioni, se davvero siete convinti di avere così tanti argomenti e siete convinti che i calabresi non abbiano percepito la grande mole di attività che questa esperienza ha realizzato in Calabria, senza avere la pretesa di aver risolto tutti i problemi, ma mettendocela tutta.
Ad una cosa vorrei, però, ribellarmi: all'idea, pure evocata in molti interventi, che questa scelta di dimettermi sia una scelta determinata da ragioni di carattere personale, come se io avessi voluto riguardarmi.
Ho dato tutto a questa Regione! In questi quattro anni io ho lavorato come un matto per questa Regione, perché la amo! Ho messo a rischio anche la mia salute e queste ultime vicende, probabilmente, mi hanno ferito più dell'intervento al cuore che ho avuto, ma ho dato tutto, ho dato tutto a questa Regione. Figuratevi se avrei fatto questa scelta guardando al mio interesse politico. Probabilmente, se avessi voluto guardare al mio interesse politico, avrei fatto altro in passato.
Per cui, l'ho fatto perché credo che questo processo di cambiamento, che io ritengo di aver messo in moto, si sarebbe fermato, come negli ultimi trent'anni, a causa di chi utilizza le inchieste della Magistratura per fare lotta politica, essendo incapace di sconfiggere sul terreno elettorale chi spera invece di poter sconfiggere attraverso le inchieste stesse.
Grazie, Presidente.
Ovviamente, spetta a me concludere e congedare tutti voi, non prima di esprimere il mio pensiero. Ovviamente, non risponderò a particolari affermazioni sentite in Aula.
Voglio solo dire che per me è stato un onore presiedere questo Consiglio in una fase così importante di trasformazione. Penso che insieme abbiamo scritto una pagina nuova nella storia della Calabria e sono convinto che il futuro saprà darci ragione.
Chiudiamo ufficialmente la XII^ Legislatura.
È un momento che mi riempie di emozioni e orgoglio perché rappresenta la conclusione di un percorso intenso fatto di sfide difficili ma anche di conquiste, che hanno ridato dignità e speranza alla nostra Calabria.
Desidero esprimere un ringraziamento speciale a tutta la Giunta, in particolare al presidente Roberto Occhiuto. La sua scelta, che qualcuno strumentalmente legge come un passo indietro, non è in alcun modo una fuga delle responsabilità, al contrario è un gesto coraggioso e necessario per garantire stabilità, buon andamento e corretto funzionamento dell'apparato burocratico.
Tutto si può dire di questo Consiglio regionale fuorché che non abbia svolto un ruolo da protagonista nell’avviare riforme di sistema attese da decenni: in 55 sedute d'Aula abbiamo approvato oltre 220 leggi e circa 200 provvedimenti amministrativi. Un lavoro svolto in sinergia con le Giunta e col suo Presidente che, a sua volta, si è assunto l'onere di imprimere impulsi epocali. Non farò l'elenco della serva citando la riforma del Consorzio di bonifica, la creazione di Agenzie come quella dei rifiuti e del sistema idrico, l'impegno sulla SACAL che è ritornata pubblica dopo un lungo periodo, gli interventi di stabilizzazione ed altro ancora. Non è il caso di citarli tutti perché l'elenco sarebbe molto lungo.
In questi quasi quattro anni, che sono stati intensi e sfidanti, si è avuta la determinazione e il senso di responsabilità che ci hanno consentito di rappresentare la Calabria con autorevolezza, contribuendo a rafforzare l'immagine e la credibilità a livello nazionale. Questo penso sia già un'importante risultato che tutte le forze politiche, anche quelle che saranno protagoniste dalla prossima legislatura, dovranno continuare a perseguire.
Vi ringrazio, non prima di ringraziare anche tutti i dipendenti del Consiglio regionale, i commessi, i dirigenti e i direttori generali, i capo area.
Ai sensi dall'articolo 60, comma 1, del Regolamento interno del Consiglio regionale, dichiaro ufficialmente terminata la discussione e, pertanto, congedo definitivamente i consiglieri regionali.
Grazie.
(Il Consiglio regionale prende
atto, i consiglieri sono congedati)
La seduta termina alle 15,56
Hanno chiesto congedo: Graziano.
(È concesso)
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:
Comito “Modifiche alla legge regionale 19 novembre 2020, n. 22 (Disciplina delle Associazioni Pro Loco)” (PL n. 414/12^).
È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Straface “Modifica della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11 (Piano Regionale per la Salute 2004/2006)” (PL n. 415/12^).
È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Mammoliti “Tutela, valorizzazione e promozione dell’Insediamento Rupestre di Zungri, del centro storico e del Museo della Civiltà Contadina” (PL n. 416/12^).
È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito, alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro “Misure di promozione dell’educazione creditizia e di assistenza alla risoluzione delle crisi da sovraindebitamento” (PL n. 417/12^).
È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Tavernise “Disposizioni per incentivare la qualità e la sicurezza del lavoro, l’applicazione del salario minimo orario di nove euro, la sostenibilità energetica e ambientale, la legalità, la stabilità occupazionale nell’ambito dei contratti pubblici d’appalto e delle concessioni regionali” (PL n. 418/12^).
È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
Alecci “Interventi per la sicurezza e l’educazione stradale” (PL n. 419/12^).
È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito, alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per il parere di cui all’articolo n. 66, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:
“Rendiconto esercizio 2024 dell'Ente Parco Naturale Regionale delle Serre - (Deliberazione G.R. n. 406 del 4.8.2025)” (PPA n. 228/12^).
È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per l’esame di merito.
Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:
“Effettuazione referendum consultivo obbligatorio sulla proposta di legge n. 372/12^ di iniziativa del consigliere regionale M. Comito, recante: “Modifica dei confini territoriali tra i comuni di Zambrone e Zaccanopoli nella provincia di Vibo Valentia” (PPA n. 225/12^).
“Approvazione del Bilancio Consolidato del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l’esercizio 2024 - Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 - (Deliberazione U.P. n. 50 del 31.7.2025)” (PPA n. 226/12^).
“Bilancio di previsione 2025-2027 del Consiglio Regionale della Calabria: assestamento e variazioni - (Deliberazione U.P. n. 52 del 31.7.2025)” (PPA n. 227/12^).
È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri regionali:
Molinaro, De Francesco, Mannarino, Montuoro “Modifiche al Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria - (Deliberazione n. 5 del 27 maggio 2005 e ss.mm.ii.)” (PPA n. 224/12^).
È stata assegnata alla
quinta Commissione - Riforme per l’esame di merito.
Il dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Giunta regionale ha trasmesso, per il parere della competente Commissione consiliare, il Decreto del Direttore Generale n. 289 del 28.7.2025 concernente:
“Ridetermina della dotazione organica. Piano triennale del fabbisogno del personale 2025/2027 e Piano annuale delle assunzioni 2025, dell’Ente per i Parchi Marini Regionali. Adozione”.
(Parere numero 53/12^).
È stato assegnato alla quarta e alla seconda Commissione consiliare permanente.
La quarta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 31 luglio 2025, ha preso in esame il parere n. 53/12^:
“Ente per i Parchi Marini Regionali. Adempimenti di cui all'art. 15 lettera f) della l.r. n. 24/2013. Approvazione dotazione organica e sue variazioni. Trasmissione decreto n. 289/2025 avente ad oggetto: Ridetermina della dotazione organica. Piano triennale del fabbisogno del personale 2025/2027 e Piano annuale delle assunzioni 2025, dell'Ente per i Parchi Marini Regionali. Adozione”, e ha espresso parere favorevole.
La Corte dei conti - Sezione delle autonomie - ha trasmesso la relazione della Sezione delle autonomie sulla gestione finanziaria degli enti locali - anni 2022/2024, approvata con deliberazione n. 14/SEZ-AUT/2025/FRG.
La Corte dei conti - Collegio di Controllo sulle spese elettorali - ha trasmesso il referto del Collegio di controllo sulle spese elettorali e fonti di finanziamento, riguardante le elezioni del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale della Regione Calabria, tenutesi il 3 e 4 ottobre 2021.
La Corte costituzionale, con sentenza n. 134/2025:
1) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, della legge Regione Calabria 26 novembre 2024, n. 36 (Modifiche ed integrazioni alle leggi regionali n. 29/2002, n. 24/2008, n. 8/2010, n. 47/2011, n. 24/2013, n. 9/2018, n. 32/2021, n. 10/2022, n. 9/2023, n. 62/2023, n. 6/2024 e disposizioni normative), nella parte in cui dispone che «[è] vietata», nei parchi nazionali e regionali ricadenti nel territorio calabrese, la realizzazione di impianti di potenza superiore a 10 MW termici alimentati da biomasse, anziché disporre che i suddetti parchi «costituiscono aree non idonee» alla realizzazione di questa tipologia di impianti;
2) ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 2, della legge regionale Calabria n. 36 del 2024;
3) ha dichiarato l’inammissibilità delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 14, commi 1 e 2, della legge regionale Calabria n. 36 del 2024 promosse, in riferimento agli artt. 117, commi primo e secondo, lettera s), della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’art. 11 della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette), dal Presidente del Consiglio dei ministri.
La proposta di legge n. 411/12^, di iniziativa dei consiglieri regionali Talerico, Gentile, Afflitto, Mancuso, recante: “Disposizioni per la tutela dell’area del SIN di Crotone-Cassano-Cerchiara dai rifiuti pericolosi e radioattivi non prodotti nel territorio regionale” è stata sottoscritta anche dalla consigliera regionale Straface.
In data 24 luglio 2025, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 146 del 24 luglio 2025:
1) Legge regionale n. 36 del 24 luglio 2025, recante: “Modifiche della legge regionale 15 maggio 2024, n. 25 (Interventi per il trasferimento dei crediti fiscali derivanti dall’efficientamento energetico del patrimonio edilizio)”;
2) Legge regionale n. 37 del 24 luglio 2025, recante: “Delega alla Giunta regionale per la redazione di un Testo unico in materia di commercio, fiere e attività di promozione commerciale, mercati, stampa e distribuzione di carburanti”;
3) Legge regionale n. 38 del 24 luglio 2025, recante: “Modifiche agli articoli 28 e 67 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio - Legge urbanistica della Calabria)”;
4) Legge regionale n. 39 del 24 luglio 2025, recante: “Disposizioni in materia di iscrizione e trasferimento dei beni immobili delle Aziende del servizio sanitario della Regione Calabria”;
5) Legge regionale n. 40 del 24 luglio 2025, recante: “Interventi regionali per il recupero, il reimpiego e la donazione ai fini del riutilizzo di farmaci in corso di validità per uso umano e veterinario”;
6) Legge regionale n. 41 del 24 luglio 2025, recante: “Modifica dell’articolo 9 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17 (Norme per l’esercizio della delega di funzioni amministrative sulle aree del demanio marittimo)”;
7) Legge regionale n. 42 del 24 luglio 2025, recante: “Abrogazione della legge regionale 17 agosto 2009, n. 25 (Norme per lo svolgimento di «elezioni primarie» per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)”;
8) Legge regionale n. 43 del 24 luglio 2025, recante: “Modifiche della legge regionale 29 marzo 2024, n. 16 (Istituzione dell’Agenzia regionale di sviluppo delle aree industriali e per l’attrazione di investimenti produttivi)”.
I Regolamenti regionali, sotto riportati, sono stati emanati dal Presidente della Giunta regionale in data 5 agosto 2025 e sono stati pubblicati telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria - Parte I - n. 154 del 6 agosto 2025:
1) Regolamento regionale n. 5 del 5 agosto 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale del 5 maggio 2017, n. 11 e ss. mm. e ii. - Esercizio dei poteri sostitutivi della Regione Calabria in materia di urbanistica ed edilizia”;
2) Regolamento regionale n. 6 del 5 agosto 2025, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale 30 aprile 2024, n.4 - Regolamento di attuazione della legge regionale 12 ottobre 2012 n. 45 "Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale””.
La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2025-2027:
Deliberazioni della Giunta regionale:
1) dalla numero 369 alla numero 378 del 24 luglio 2025;
2) dalla numero 387 alla numero 402, numeri 404, 405, 407 e 408 del 4 agosto 2025.
In data 4 agosto 2025, il Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, ha presentato le dimissioni irrevocabili dalla carica di Presidente della Giunta regionale della Calabria, per gli effetti di cui all’articolo 126 della Costituzione.
Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 26 luglio 2025, una bambina, di soli 12 anni, ha accusato un grave malore mentre si trovava ad Amaroni (CZ), durante una serata di festa;
- la bambina è stata condotta dai genitori al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Soverato, dove è stato disposto il trasferimento urgente all’Ospedale di Catanzaro per ulteriori accertamenti diagnostici;
- il mezzo di soccorso del 118 incaricato del trasporto risultava disponibile a Maida, con un tempo di arrivo stimato di circa due ore;
- durante l’attesa, secondo quanto riportato dalla famiglia nella denuncia-querela, è stato negato l’utilizzo di un’ambulanza del 118 proveniente da Catanzaro e già presente a Soverato, nonostante fosse vuota e disponibile;
- l’ambulanza privata proposta dal padre sarebbe stata anch’essa rifiutata;
- al momento dell’arrivo a Catanzaro, le condizioni della bambina sono peggiorate rapidamente, fino al decesso avvenuto poco dopo l’ingresso nel reparto di Pediatria.
Considerato che:
- l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro ha avviato un audit interno per verificare la correttezza delle procedure di soccorso e trasferimento, nominando una commissione composta da esperti e coordinata dal direttore sanitario;
- secondo quanto comunicato dall’ASP, durante la permanenza negli ospedali di Soverato e Catanzaro, la bambina è rimasta cosciente e vigile, con parametri vitali nella norma e senza febbre;
- l’autopsia, eseguita su disposizione della Procura di Catanzaro, avrebbe evidenziato che la causa del decesso è stata una dissecazione dell’aorta, una grave patologia vascolare che ha provocato un arresto cardiocircolatorio;
- la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al fine di accertare se i ritardi nel trasferimento abbiano contribuito al decesso;
- i genitori, tramite il loro legale, hanno chiesto di verificare se una diagnosi tempestiva e un intervento più rapido avrebbero potuto salvare la vita della bambina. Tutto ciò premesso e considerato interrogano il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria.
Si interroga il Presidente della Giunta regionale,
per sapere:
- se esistano protocolli che impediscano l’utilizzo di mezzi alternativi in situazioni di urgenza e se tali protocolli siano compatibili con il principio della tutela della vita e della salute.
(385; 30/07/2025).
Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- la nuova linea ferroviaria ad alta velocità Salerno–Reggio Calabria rappresenta un’infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile del Sud Italia, la coesione economica e sociale dell’intero Paese, nonché una leva fondamentale per colmare il divario infrastrutturale e territoriale che penalizza da decenni la Calabria;
- secondo quanto riportato dal Rapporto intermedio "Stato di attuazione delle infrastrutture prioritarie della programmazione PNRR-PNC", con dati aggiornati al 31 maggio 2025, predisposto dal Servizio studi in collaborazione con il Cresme e l'Anac, presentato mercoledì 30 Luglio 2025 alla Camera dei Deputati, presso l'Aula della Commissione Ambiente, si è registrata una significativa riduzione delle risorse complessive: da 82,8 miliardi al 30 giugno 2024 a 71,5 miliardi al 31 maggio 2025, con un definanziamento pari a 11,4 miliardi;
- tra le opere definanziate figurano alcuni lotti della fase prioritaria della nuova linea AV/AC Salerno-Reggio Calabria, per i quali erano stati stanziati 9,4 miliardi di fondi PNC (art. 4 DL 59/2021), oggi rimossi dal perimetro di monitoraggio e — come si legge nel Rapporto — fatti rientrare in “altri capitoli di bilancio” non meglio specificati e assolutamente incerti, privi di garanzie e di trasparenza sul reale stanziamento e sulle tempistiche di realizzazione;
- ad oggi risulta finanziato solo il lotto Battipaglia–Romagnano, con un avanzamento lavori inferiore al 5% al 31 maggio 2025. Per i tratti successivi, da Romagnano a Praia a Mare e poi fino a Reggio Calabria, i fondi sono stati definanziati e non risultano confermati in base all’aggiornamento 2024 al Contratto di Programma 2022-2026 - Parte Investimenti del MIT;
- per l’intero tratto da Praia a Reggio Calabria addirittura non esiste alcuna progettazione definitiva o esecutiva, rendendo incerta e lontana nel tempo la realizzazione della nuova linea AV lungo la dorsale calabrese;
- a fronte di tale ridimensionamento delle risorse destinate a un’infrastruttura cruciale per il Sud e la Calabria, si rileva come si sia scelto di destinare oltre 12 miliardi di euro alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, un'opera che non risponde oggi alle priorità infrastrutturali più urgenti della nostra regione, dove risultano ancora assenti collegamenti ferroviari e trasporti efficienti tra i nodi principali di mobilità regionale e nazionale, con particolare difficoltà per la fascia jonica e le aree interne.
Considerato che:
- tale scelta comporta una grave penalizzazione per la Calabria, che già registra uno squilibrio evidente nella distribuzione dei fondi PNRR rispetto al Centro-Nord (42,4 miliardi contro 27,3 miliardi per Sud e Isole, come evidenziato nel Rapporto);
- l’avanzamento dei lavori per il lotto Battipaglia–Romagnano risulta inferiore al 5% a oltre un anno dall’avvio (dicembre 2023), evidenziando il rischio di rallentamenti e ulteriori definanziamenti in futuro;
- il Mezzogiorno, e in particolare la Calabria, non può più permettersi ritardi o rinunce su opere così strategiche, soprattutto nel contesto di una stagione straordinaria di investimenti pubblici come quella legata al PNRR.
Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale,
per sapere:
quali iniziative urgenti intenda assumere, in sede istituzionale e politica, per ottenere il reintegro dei 9,4 miliardi di euro definanziati per l’Alta Velocità Salerno–Reggio Calabria, e per garantire alla Calabria pari dignità e pari diritti infrastrutturali rispetto al resto del Paese, evitando che opere fondamentali vengano sacrificate a favore di interventi propagandistici e non prioritari.
(388; 01/08/2025).
Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- nel 2022 la Regione Calabria ha sottoscritto un accordo con la società cubana “Comercializadora de ServiciosMedicosCubanos S.A.” per l’invio di medici cubani a supporto del sistema sanitario regionale, in grave carenza di personale;
- l’accordo prevedeva l’arrivo di un contingente complessivo di 497 medici cubani, con contratti a tempo determinato e compensi gestiti tramite la società cubana;
- secondo fonti ufficiali, al maggio 2025 risultavano presenti in Calabria circa 370 medici cubani, distribuiti tra le varie ASP e AO della regione;
- le condizioni contrattuali, secondo quanto riportato da fonti giornalistiche, prevedono un compenso lordo mensile di circa 4.700 euro, ma solo 1.200 euro sarebbero effettivamente percepiti dal medico, mentre il resto andrebbe alla società cubana.
Rilevato che:
- recenti notizie di stampa registrano numerosi casi di medici cubani che hanno abbandonato il servizio pubblico per impiegarsi in cliniche private o che hanno lasciato l’Italia trasferendosi in altri paesi europei o che, piuttosto, non hanno fatto rientro dalle ferie.
Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria,
per sapere:
- quanti medici cubani risultano attualmente in servizio attivo presso le strutture sanitarie pubbliche della Regione Calabria;
- quanti medici cubani hanno lasciato il servizio pubblico dall’inizio del progetto ad oggi, specificando se per motivi contrattuali, personali o per trasferimenti verso il settore privato o altri Paesi;
- quali misure di monitoraggio e controllo sono attualmente in vigore per verificare la permanenza e l’effettivo impiego dei medici cubani nelle strutture assegnate;
- se la Regione intende rivedere o rinegoziare le condizioni contrattuali con la società cubana, alla luce delle criticità emerse e delle difficoltà di trattenere i professionisti nel sistema sanitario pubblico;
- se è previsto un piano di sostituzione o di reclutamento alternativo nel caso in cui il numero di medici cubani in servizio dovesse ulteriormente diminuire.
(379; 22/07/2025).
Alecci. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2025 si è verificato un nuovo furto di cavi elettrici presso l’impianto di sollevamento dell’acqua “Ancinale Basso”, gestito da Sorical a Satriano (CZ), causando il blocco della fornitura idrica a ben nove comuni della costa ionica catanzarese: Sant’Andrea, San Sostene, Davoli, Satriano, Soverato, Montepaone, Gasperina, Montauro e Stalettì;
- si tratta del secondo episodio analogo in meno di un mese, con danni ingenti e disagi per cittadini, turisti, attività commerciali e strutture sanitarie, in particolare l’ospedale di Soverato.
Rilevato che Sorical ha comunicato di essere al lavoro per il ripristino, ma non risulta attivo alcun sistema di videosorveglianza.
Considerato che Sorical è una società a partecipazione regionale e, pertanto, la Regione Calabria ha una responsabilità diretta nella governance e nella vigilanza sulla sua operatività.
Tutto ciò premesso e considerato, interroga il Presidente della Giunta Regionale e gli Assessori con delega alle Infrastrutture e al Turismo,
per sapere:
- se la Regione Calabria, in qualità di socio pubblico di Sorical, fosse a conoscenza della assenza di sistemi di sicurezza presso l’impianto “Ancinale Basso” e se abbia mai richiesto l’adozione di misure preventive dopo il primo episodio del 28 giugno;
- quali siano le misure di sicurezza attualmente previste per gli impianti idrici strategici gestiti da Sorical, e se esista un piano regionale di sorveglianza e protezione delle infrastrutture idriche;
- se siano stati quantificati i danni economici derivanti dai furti e dai disservizi, e chi ne sosterrà i costi: Sorical, la Regione, i Comuni o i cittadini;
- se la Regione intenda attivare un’indagine interna o richiedere un audit sulla gestione della sicurezza da parte di Sorical;
- se siano previste azioni di risarcimento per le attività economiche e turistiche danneggiate, e per le famiglie rimaste senz’acqua in piena stagione estiva.
(380; 23/07/2025).
Laghi. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- le Strutture Complesse delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere calabresi sono dirette da dirigenti medici titolari di incarico conferito ai sensi del CCNL Area Sanità – Dirigenza Medica e Veterinaria;
- in caso di assenza o impedimento del Direttore di una Struttura Complessa, può essere assegnata una funzione vicaria ad altro dirigente per garantire la continuità gestionale ed operativa della struttura;
- il CCNL della Dirigenza Medica 2019-2021 vigente prevede che l’assunzione temporanea delle funzioni direttoriali, in assenza del titolare, debba essere formalizzata con provvedimento del Direttore Generale e, in determinati casi, compensata economicamente come specificato dall’Art. 25 del suddetto contratto;
- la mancata formalizzazione può generare situazioni che espongono i dirigenti coinvolti a responsabilità professionali senza adeguate tutele giuridiche e retributive;
- situazioni di questo tipo, laddove protratte, possono comportare anche effetti negativi sull’efficienza organizzativa e sulla trasparenza amministrativa, generando disparità di trattamento tra professionisti;
considerato che:
- nel Sistema Sanitario Regionale risultano casi in cui dirigenti medici sostituiscono stabilmente – e non occasionalmente – i Direttori di Struttura Complessa anche per periodi prolungati, senza conferimento formale di incarico e senza alcuna indennità aggiuntiva, pur esercitando di fatto funzioni organizzative e gestionali tipiche del ruolo;
- tali sostituzioni, se protratte, non sarebbero coerenti con la normativa nazionale e le indicazioni dell’ARAN.
Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta Regionale,
per sapere:
- se sia a conoscenza di casi in cui, presso le Aziende Sanitarie e Ospedaliere, dirigenti medici abbiano svolto e/o stiano svolgendo periodi prolungati con funzioni di Direttore di Struttura Complessa in assenza di formale di incarico;
- quali misure si intendano adottare affinché le funzioni di direzione ad interim vengano correttamente conferite e formalmente riconosciute, per come disciplinate dal CCNL dell’Area Sanità e dalla normativa vigente.
(381; 23/07/2025).
Lo Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il Golfo di Sant’Eufemia, lungo la costa tirrenica della Calabria, è interessato da settimane da un grave fenomeno di colorazione anomala delle acque marine, comunemente indicato come “mare verde”, riconducibile a un’intensa eutrofizzazione causata da un elevato carico di nutrienti e sostanze organiche in sospensione;
- tale fenomeno sta pregiudicando gravemente la balneabilità delle acque e l’immagine turistica del territorio, compromettendo la stagione estiva in corso e arrecando danni diretti alle attività ricettive, commerciali e al tessuto socioeconomico costiero;
- da segnalazioni ricorrenti e verifiche ambientali, emerge come principale fonte di inquinamento il Canalone B dell’area industriale ex-Sir (che sfocia in adiacenza al torrente Turrina), che convoglia nel mare un ampio e incontrollato apporto di scarichi industriali, agricoli e urbani;
- nell’area industriale ex-Sir di Lamezia Terme operano impianti di trattamento di rifiuti liquidi industriali provenienti da tutta Italia, la cui attività comporta un rischio potenziale di rilascio incontrollato di contaminanti;
considerato che:
- l’Arpacal ha avviato indagini e monitoraggi, ma gli esiti finora disponibili non sono ritenuti sufficienti ad arrestare tempestivamente il fenomeno;
- le operazioni strutturali di bonifica, controllo degli scarichi e potenziamento dei depuratori richiedono tempi tecnici medio-lunghi incompatibili con l’urgenza della situazione attuale;
- in situazioni di emergenza ambientale è tecnicamente possibile valutare l’ostruzione temporanea e controllata della foce di corsi d’acqua mediante barriere fisiche mobili, sbarramenti temporanei o sistemi di deviazione idraulica controllata, già sperimentati in altri contesti marino-costieri, anche nel territorio regionale, al fine di bloccare o limitare l’immissione diretta in mare di sostanze inquinanti.
Tutto ciò premesso e considerato, si interrogano il Presidente della Giunta regionale e il competente assessore regionale all’Ambiente,
per sapere:
- se siano a conoscenza della gravissima emergenza ambientale in corso nel Golfo di Sant’Eufemia e dei danni già prodotti alla stagione balneare e all’economia turistica locale;
- se sia stata accertata da parte degli organi competenti (Arpacal, Dipartimento Ambiente, ecc.) la responsabilità diretta del Canalone B dell’area industriale ex-Sir e degli scarichi industriali a monte nella situazione di eutrofizzazione in atto;
- se sia stata avviata, o si intenda avviare con urgenza, una valutazione tecnica sulla possibilità di ostruire o deviare temporaneamente il Canalone B dell’area industriale ex-Sir, con misure idrauliche e ambientali reversibili e controllate, al fine di interrompere o mitigare il carico inquinante verso il mare, con effetto immediato;
- se non ritengano opportuno coinvolgere il Dipartimento di Protezione civile regionale per l’eventuale esecuzione dell’intervento, trattandosi di una situazione di emergenza ambientale con effetti acuti sul benessere e sulla salute pubblica;
- se si intende attivare un tavolo tecnico urgente con Arpacal, Capitaneria di Porto, Comuni costieri e operatori economici per affrontare in maniera coordinata l’emergenza;
- se non ritengano di valutare l’affidamento diretto o in urgenza al competente servizio tecnico regionale o ad altri soggetti dotati di mezzi e competenze (ad es. Consorzio di Bonifica, Aziende pubbliche o private specializzate) per l’esecuzione dell’intervento di sbarramento controllato alla foce del torrente Turrina;
- se non ritengano di predisporre e pubblicare un cronoprogramma degli interventi strutturali per il disinquinamento del Golfo di S. Eufemia e il controllo degli scarichi inquinanti;
- se non ritengano opportuno, già a partire dalla prossima stagione estiva, predisporre e mettere in atto, anche in via sperimentale e in collaborazione con le Università calabresi o altri enti scientifici di alto profilo, sistemi idonei a favorire la miscelazione e l’ossigenazione delle acque costiere interessate dai fenomeni di ristagno e accumulo di nutrienti, al fine di contenere gli effetti dell’eutrofizzazione in attesa della realizzazione degli indispensabili interventi strutturali di bonifica e depurazione del bacino del torrente Turrina e dell’area industriale ex-Sir.
(382; 28/07/2025).
Alecci e Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- in data 22 luglio 2025, presso un noto ristorante cittadino, si è tenuto un evento organizzato dal Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria, formalmente convocato come riunione conclusiva di un corso di formazione per dirigenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
- l’iniziativa, come riportato da fonti giornalistiche, si è svolta in un contesto conviviale, con cena e intrattenimento, senza alcuna traccia di contenuti formativi, relazioni tecniche o approfondimenti normativi;
- la convocazione ufficiale, firmata dal dirigente incaricato delle funzioni di datore di lavoro e dalla commissaria straordinaria dell’Azienda, faceva esplicito riferimento al D.lgs. 81/2008, ma l’evento si è svolto in un contesto privato e non istituzionale;
- durante la serata sono stati consegnati attestati di partecipazione, apparentemente senza che vi fosse stata alcuna attività formativa effettiva;
- non risulta chi abbia sostenuto i costi dell’iniziativa, né esiste una delibera di spesa o un atto formale che giustifichi l’utilizzo di risorse pubbliche per tale evento.
Considerato che:
- la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è un obbligo normativo e un tema di assoluta rilevanza, soprattutto in ambito sanitario;
- l’uso di fondi pubblici per finalità non coerenti con gli obiettivi dichiarati rappresenta un potenziale danno erariale e una questione di trasparenza e legalità;
- in un contesto sanitario regionale già fragile, episodi di questo tipo rischiano di minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Tutto ciò premesso e considerato, interrogano il Presidente della Giunta Regionale, anche in qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria,
per sapere:
- se la Regione Calabria fosse a conoscenza dell’iniziativa e se ne condivide modalità e finalità;
- se esistano atti ufficiali (delibere, determine, impegni di spesa) che giustifichino l’organizzazione dell’evento e l’eventuale copertura economica da parte dell’Azienda ospedaliera;
- se gli attestati di partecipazione rilasciati siano da considerarsi validi ai fini dell’assolvimento degli obblighi formativi previsti dal D.lgs. 81/2008;
- se siano stati attivati controlli o ispezioni da parte degli organi competenti per verificare la regolarità dell’iniziativa;
- quali provvedimenti intenda assumere per garantire che simili episodi non si ripetano e per tutelare la corretta gestione delle risorse pubbliche e la qualità della formazione in ambito sanitario.
(383; 29/07/2025).
Bevacqua e Iacucci. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il Comitato “Insieme per la Salute” è nato a seguito della realizzazione dell’elettrodotto Altomonte – Feroleto, segmento della linea a 380 kV Laino – Feroleto – Rizziconi, di proprietà della società Terna S.p.A., nel tratto che attraversa il territorio del Comune di Montalto Uffugo (CS);
- il Comitato ha come obiettivo la tutela della salute dei cittadini residenti nelle frazioni Pianette e Lucchetta, dove numerose abitazioni civili si trovano a distanze inferiori ai 50 metri dalle linee ad alta tensione, esponendo quotidianamente gli abitanti ai campi elettromagnetici (CEM) generati dall’elettrodotto;
- le criticità dell’infrastruttura, sotto il profilo della sicurezza e della salute pubblica, sono state più volte evidenziate attraverso consulenze tecniche e contestazioni formali da parte dei cittadini e dello stesso Comune di Montalto Uffugo.
Considerato che:
- con decreto n. 13071 del 25/10/2022, il Dipartimento Sviluppo Economico e Attrattori Culturali della Regione Calabria ha indetto una “Manifestazione di interesse per l’interramento degli elettrodotti aerei”;
- il Comune di Montalto Uffugo, su impulso del Comitato “Insieme per la Salute”, ha partecipato alla suddetta manifestazione, presentando una scheda descrittiva del contesto urbano delle frazioni Pianette e Lucchetta, evidenziando la pericolosità dell’elettrodotto per la salute umana;
- il Comitato ha richiesto, tramite il Sindaco pro tempore e attraverso la stampa, un incontro con il Presidente della Regione Calabria, senza tuttavia ricevere riscontro;
- l’interramento dei cavi, come richiesto dal Comune nella scheda inviata, rappresenterebbe una soluzione efficace, in quanto ridurrebbe significativamente l’intensità dei campi elettromagnetici generati dalla linea di trasmissione. Tutto quanto sopra premesso e considerato, i sottoscritti consiglieri regionali interrogano il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore con delega allo Sviluppo economico per conoscere:
Per sapere:
- le motivazioni della mancata convocazione di un incontro con i rappresentanti del Comitato “Insieme per la Salute”;
- lo stato di avanzamento della “Manifestazione di interesse per l’interramento degli elettrodotti aerei”, indetta con decreto n. 13071 del 25/10/2022 dal Dipartimento Sviluppo Economico e Attrattori Culturali della Regione Calabria.
(384; 30/07/2025).
Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- ai sensi della normativa nazionale (D.lgs. 152/2006 e successive modificazioni), il servizio idrico integrato deve essere affidato a un gestore unico per ambito territoriale ottimale (ATO), al fine di garantire efficienza, economicità e qualità del servizio;
- la Legge regionale 20 aprile 2022, n. 10, recante “Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente” la Regione Calabria ha istituito l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria (ARRICAL) che sostituisce la precedente “Autorità Idrica Calabrese (AIC)”;
- con la deliberazione n. 9 del 25 ottobre 2022 l’ARRICAL ha affidato il servizio idrico integrato per l’intera filiera e per l’intera circoscrizione territoriale alla Sorical Spa a capitale interamente pubblico;
- risulta di tutta evidenza che la transizione verso il gestore unico in Calabria sta incontrato notevoli ritardi, con effetti negativi sulla pianificazione, sugli investimenti infrastrutturali e sulla qualità del servizio per i cittadini;
- in particolare, stanno emergendo criticità nei tempi di subentro del gestore unico, nel passaggio delle infrastrutture dagli attuali gestori locali e nella definizione di piani di investimento e tariffari trasparenti e aggiornati;
- l’ARERA, nella relazione semestrale trasmessa al Parlamento il 22 luglio 2025, per come riportato anche da alcune testate giornalistiche online, ha evidenziato in Calabria ritardi nelle procedure di subentro e lentezza nei cronoprogrammi stabiliti;
- in particolare, la relazione ARERA fotografa una situazione di stallo, nonostante, infatti, esistano piani strategici approvati e progetti innovativi come il CeWS presentato da Sorical e sostenuto da ARRICAL, attualmente sono fermi alla fase progettuale, senza alcuna attuazione e senza investimenti reali.
Tenuto conto che:
- tali ritardi comportano disagi per l’utenza, ostacolano la realizzazione di opere necessarie per la manutenzione e il potenziamento della rete idrica e fognaria e possono mettere a rischio l’accesso a finanziamenti pubblici o comunitari;
- la situazione sta creando incertezza tra i Comuni, i cittadini e i lavoratori coinvolti nella gestione del servizio idrico;
- è necessario garantire un controllo pubblico sul rispetto delle tempistiche e degli obblighi contrattuali da parte del gestore unico.
Si interroga il Presidente della Giunta regionale e l’Assessore competente,
per sapere:
- quali siano le cause specifiche dei ritardi nella piena operatività del gestore unico del servizio idrico integrato sul territorio regionale;
- quale sia il cronoprogramma aggiornato per il completamento del subentro e la piena assunzione delle competenze da parte del gestore unico;
- quali azioni di monitoraggio e controllo siano state attivate da parte di ARRICAL e Regione Calabria per verificare il rispetto degli obblighi da parte del gestore;
- se e, nel caso, quali siano le conseguenze economiche e infrastrutturali derivanti da questi ritardi (es. mancato utilizzo di fondi PNRR o europei).
(386; 31/07/2025).
Lo Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- il Campo Pozzi Medma, in cui sono localizzati otto pozzi che emungono acqua destinata alla distribuzione sulla dorsale Nicotera-Joppolo-Ricadi-Tropea ed alcuni comuni del Poro, è stato destinatario, da parte di Sorical, di interventi di potenziamento del filtraggio, di pulizia e bonifica da materiale ferroso e manganese risalenti ormai al lontano 2016;
- in data 22.04.2025 è stato effettuato un parziale e non esaustivo intervento di pulizia delle vasche di accumulo e decantazione delle acque destinate alla sopra descritta dorsale;
- è nota alle cronache una grave e ripetuta diminuzione della qualità e soprattutto della portata delle acque destinate ad una delle fasce turistiche costiere più importanti e più frequentate della Calabria;
- frequentemente, soprattutto nell’ultimo mese di luglio (vedasi comunicazioni dei giorni 8, 10 e 28 Luglio 2025) la Sorical ha comunicato ai suddetti Comuni, ed in particolar modo a Ricadi e Tropea, la sospensione della erogazione di acqua a causa di interventi manutentivi sulla portante;
- le suddette ripetute e reiterate sospensioni del servizio, oltre alle altrettanto frequenti diminuzioni della portata hanno determinato gravissimi ed inaccettabili disagi alle popolazioni, gravi scompensi al settore turistico alberghiero, gravissimi danni all’immagine internazionale di importantissime mete turistiche come Tropea e Capo Vaticano;
- il Comune di Ricadi ha dovuto ricorrere d’urgenza all’erogazione di acqua attraverso autobotti ed ha dovuto disporre il divieto dell’utilizzo dell’acqua a fini alimentari.
Tutto ciò premesso e considerato, si interroga il Presidente della Giunta regionale,
per sapere:
- qual è la qualità delle acque emunte dal Campo Pozzi Medma e quali sono i parametri registrati da Sorical in ordine alla presenza di ferro e manganese nelle acque;
- qual è lo stato della filtrazione e lo stato di pulizia dei serbatoi di decantazione posti al servizio della dorsale diretta a Nicotera, Ioppolo, Ricadi e Tropea;
- qual è la quantità di acqua emunta dagli otto pozzi del Campo Medma e a quanto ammonta la portata della dorsale di distribuzione, con indicazione delle risultanze a monte e a valle della condotta;
- qual è lo stato manutentivo delle condotte fino a Ricadi-Tropea e per quale ragione, proprio nel periodo di maggiore pressione antropica, sistematicamente si registrano interruzioni del servizio e diminuzioni della portata;
- quali opere di intervento si ritengono necessarie al fine di potenziare il Campo pozzi Medma, bonificare le acque e filtrare le stesse in maniera efficace, potenziare la rete di adduzione, garantire maggiore apporto lungo la fascia costiera vibonese.
(387; 31/07/2025).
È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
Bevacqua, Alecci, Bruni, Iacucci, Mammoliti, Muraca. Al Presidente della Giunta regionale.
Premesso che:
- con DCA n. 189 del 4 luglio 2023, la Regione Calabria ha avviato, in collaborazione con Federfarma Calabria, la sperimentazione della “farmacia dei servizi” in regime convenzionato, rivolta in particolare ai cittadini esenti;
- il progetto prevedeva l’erogazione di prestazioni sanitarie di prossimità (ECG, holter cardiaco e pressorio, spirometria, ecc…) attraverso le farmacie territoriali, con l’obiettivo di rafforzare la sanità di base, ridurre le liste d’attesa e garantire l’accesso alle cure nelle aree interne e nei piccoli comuni;
- a partire dal 1° luglio 2025, tale sperimentazione risulta sospesa, come comunicato agli operatori sanitari con una nota pervenuta solo il 2 luglio, con effetto retroattivo. Considerato che: - la sospensione improvvisa e retroattiva del servizio ha generato forte disorientamento tra i cittadini e gli operatori sanitari, compromettendo un modello virtuoso di assistenza territoriale;
- in molti comuni calabresi, la farmacia rappresenta l’unico presidio sanitario attivo, e la sospensione dei servizi rischia di aggravare le disuguaglianze sanitarie e sociali;
- la comunicazione tardiva e la mancanza di trasparenza nella gestione della vicenda appaiono gravi e lesive del diritto alla salute.
Tutto ciò premesso e considerato, interrogano il Presidente della Giunta Regionale, anche nella qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Sistema sanitario nella Regione Calabria,
per sapere:
- se sia a conoscenza della sospensione della sperimentazione della farmacia dei servizi e quali siano le motivazioni ufficiali alla base di tale decisione;
- se corrisponde al vero che la sospensione sia dovuta all’esaurimento dei fondi destinati al progetto, e in tal caso, perché non siano state previste misure per garantirne la continuità;
- se siano state valutate soluzioni alternative per evitare l’interruzione del servizio, anche in forma transitoria;
- quali azioni urgenti intenda intraprendere la Regione per ripristinare il servizio e tutelare il diritto alla salute dei cittadini, in particolare nelle aree interne e nei piccoli comuni;
- se non ritenga opportuno convocare un tavolo tecnico con Federfarma e le rappresentanze dei farmacisti, per individuare soluzioni condivise e sostenibili.
(370; 04/07/2025).
Il Consiglio regionale,
premesso
che il Bilancio
consolidato è un documento contabile che rappresenta in modo veritiero e
corretto la situazione finanziaria e patrimoniale e il risultato economico
della complessiva attività svolta dall’Ente attraverso le proprie articolazioni
organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e
partecipate ed è riferito alle risultanze contabili alla data del 31 dicembre
dell’esercizio cui si riferisce.
Richiamati:
• l’articolo 67 del Decreto
legislativo n. 23 giugno 2011, n. 118, che, al comma 1, ribadisce l’autonomia
contabile del Consiglio regionale che deve essere assicurata dalle Regioni
sulla base delle disposizioni statutarie e, al comma 2, prevede che il Consiglio
regionale adotti il medesimo sistema contabile degli schemi di bilancio della
Regione, adeguandosi ai principi contabili generali ed applicati allegati al
Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118;
• gli articoli 11-bis
e 68 del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, che normano la redazione
da parte della Regione del bilancio consolidato con i propri enti, aziende,
organismi strumentali, società controllate e partecipate, prevedendo che il
Consiglio regionale lo approvi entro il 30 settembre dell’anno successivo
all’esercizio a cui si riferisce;
• l’allegato 4/4 al Decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante il “Principio contabile applicato
concernente il bilancio consolidato”, che definisce il perimetro dei soggetti
da ricomprendere nel bilancio consolidato, le attività dirette ad uniformare i
bilanci da consolidare, le modalità di consolidamento ed il contenuto della
nota integrativa al bilancio consolidato;
• l’art. 77, comma 1, del
nuovo regolamento di amministrazione e contabilità il quale stabilisce che
“Successivamente all’approvazione del rendiconto, l’assemblea legislativa
approva il bilancio consolidato di gruppo del Consiglio regionale con la società
controllate e partecipate secondo le modalità e gli schemi previsti dal Decreto
legislativo n. 118/2011”;
• l’art. 79, ai commi 2 e 3,
del nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità il quale stabilisce che:
“2.
Entro il 15 luglio di ciascun anno (…) il dirigente del Settore Bilancio e
Ragioneria elabora lo schema di bilancio consolidato, secondo le modalità
indicate nel principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato
di cui all’allegato 4/4 al d. lgs 118/2011, da approvare con deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza entro il 31 luglio.
3.
La deliberazione di cui al comma 2 e lo schema del bilancio consolidato sono
sottoposti all’esame dell’organo di revisione che, entro venti giorni dalla
ricezione, redige la relazione di cui all’articolo 77, comma 2, del presente
regolamento”;
• l’art. 77, al comma 3, del
nuovo Regolamento di amministrazione e contabilità il quale stabilisce che “Il
bilancio consolidato è approvato dal Consiglio regionale entro il 31 agosto
dell’anno successivo all’esercizio di riferimento”.
Tenuto conto che l'articolo
18, comma 1, lettera c), del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 dispone
che “Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 1, approvano il
bilancio consolidato entro il 30 settembre dell'anno successivo”.
Viste:
-
la deliberazione del Consiglio regionale n. 244 del 22 dicembre 2023, di
approvazione del Bilancio di previsione 2024-2025-2026;
- la deliberazione del
Consiglio regionale n. 392 del 21 luglio 2025 di approvazione del rendiconto
dell’esercizio finanziario 2024 e della relazione sulla gestione.
Considerato che al punto 3.1
del Principio contabile applicato concernente il bilancio consolidato è
disposto che, a decorrere dall’esercizio 2017, sono considerati rilevanti, e,
quindi, devono essere inclusi nel bilancio consolidato delle pubbliche amministrazioni,
gli enti e le società totalmente partecipati dalla capogruppo, società in house
e gli enti titolari di affidamento diretto da parte dei componenti del gruppo,
a prescindere dalla quota di partecipazione.
Rilevato che:
- il Consiglio regionale detiene la
partecipazione totalitaria nella società in house “Portanova S.p.A.”;
- l’Ufficio di Presidenza, con deliberazione n.
65 del 27 novembre 2023 ha approvato l’aggiornamento degli elenchi dei
componenti del Gruppo Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della
Calabria e del perimetro di consolidamento per l’esercizio 2024;
- in data 29 aprile 2025
l’Assemblea dei soci della società Portanova S.p.A. ha approvato il bilancio
d’esercizio al 31 dicembre 2024.
Vista
la deliberazione n. 50 del 31 luglio 2025, con la quale l’Ufficio di Presidenza
ha proposto al Consiglio regionale l’approvazione del Bilancio Consolidato del
Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria per
l'esercizio 2024, ai sensi del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Visto lo Statuto regionale
approvato con legge regionale 19 ottobre 2004, n. 25, ed in particolare l’art.
23.
Visto il nuovo Regolamento
di amministrazione e contabilità approvato con D.C.R. n.190 del 04 maggio 2017
e aggiornato con D.C.R. n. 342 del 28 settembre 2018, che ha recepito i
principi introdotti dal Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118.
Vista la legge regionale 10
gennaio 2013, n. 2, che istituisce e disciplina il Collegio dei revisori della
Giunta regionale e del Consiglio regionale della Calabria.
Esaminati i seguenti
allegati, che formano parti integranti e sostanziali della presente
deliberazione, elaborati
in attuazione del principio 4/4 al Decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118, e
redatti secondo gli schemi e gli allegati previsti dall’art. 11-bis e
dall’allegato 11 del decreto medesimo:
-
Conto economico consolidato e Stato
patrimoniale consolidato (Allegato 1),
- Relazione sulla gestione
consolidata che comprende la Nota integrativa (Allegato 2).
Preso atto del verbale n. 25
del 6 agosto 2025 (parere n. 9/2025), allegato alla presente deliberazione
quale parte integrante e sostanziale (Allegato 3), con la quale il Collegio dei
Revisori dei Conti ha approvato la relazione sul bilancio consolidato 2024 del
Consiglio regionale, esprimendo un giudizio positivo ai fini dell’approvazione
del bilancio consolidato 2024 del Gruppo Amministrazione Pubblica del Consiglio
regionale.
Udito il relatore,
consigliere Cirillo, che ha illustrato il provvedimento.
Delibera,
per le valutazioni e
considerazioni di cui in premessa, che qui si intendono riportate quale parte
integrante e sostanziale:
- di approvare il Bilancio
consolidato 2024 del Consiglio regionale della Calabria, ai sensi del Decreto
legislativo 23 giugno 2011, n. 118, composto da Conto economico consolidato e
Stato patrimoniale consolidato, allegati alla presente deliberazione quali
parti integranti e sostanziali (Allegato 1);
- di approvare la Relazione
sulla gestione comprendente la Nota integrativa al bilancio consolidato 2024
del Consiglio regionale della Calabria, ai sensi del Decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, allegati alla presente deliberazione quali parti integranti
e sostanziali (Allegato 2);
- di prendere atto del verbale
n. 25/2025 (parere n. 9/2025) del Collegio dei Revisori dei Conti, allegato
alla presente deliberazione quale parte integrante e sostanziale (Allegato 3);
- di trasmettere la presente
deliberazione al Settore Bilancio e Ragioneria del Consiglio regionale per il
seguito di competenza e alla Giunta regionale per opportuna conoscenza.
Il Consiglio regionale,
Premesso che:
- la legge regionale n. 25 del
19 ottobre 2004 stabilisce all’art. 23 che: “Il Consiglio regionale,
nell’esercizio delle sue funzioni e nell’espletamento delle sue attività, gode
di autonomia organizzativa, funzionale e contabile secondo le norme dei regolamenti
interni”;
- il decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118, così come modificato e integrato dal decreto legislativo
10 agosto 2014, n. 126, ha introdotto il nuovo impianto normativo
sull’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle
autonomie locali finalizzato a stabilire il quadro complessivo di riferimento
dei principi contabili generali per regioni, province autonome ed enti locali,
fissando al primo gennaio 2015 l’entrata in vigore per gli enti citati dalle
norme in materia di armonizzazione contabile;
- con Deliberazione consiliare
n. 336 del 20 dicembre 2024 è stato approvato il Bilancio di Previsione del
Consiglio Regionale della Calabria per gli esercizi finanziari 2025-2027;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 105 del 27 dicembre 2024 è stato approvato il
documento tecnico di accompagnamento al Bilancio di previsione per gli anni
2025-2026-2027 e sono state assegnate le risorse al Direttore Generale, ai
sensi dell’art. 15, comma 4 del nuovo Regolamento Interno di Amministrazione e
Contabilità del Consiglio Regionale;
- con Determinazione del
Direttore Generale n. 776 del 30 dicembre 2024 è stato approvato il bilancio
finanziario gestionale per gli esercizi 2025-2026-2027 per il funzionamento del
Consiglio regionale della Calabria;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 9 del 27 febbraio 2025 è stato approvato
l’adeguamento degli stanziamenti iniziali dei residui attivi e passivi presunti
alla data del 31 dicembre 2024 e le conseguenti variazioni degli stanziamenti
di cassa del bilancio di previsione 2025-2027, esercizio 2025;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 14 del 27 febbraio 2025 è stata approvata la
prima variazione al documento tecnico di accompagnamento al bilancio di
previsione 2025-2027;
- con le Determinazioni del
Direttore Generale n. 103 del 03 marzo 2025, n. 123 del 19 marzo 2025, n. 160
del 7 aprile 2025, n. 184 del 17 aprile 2025, n. 222 del 15 maggio 2025, n. 277
del’11 giugno 2025, n. 322 del 10 luglio 2025 e n. 336 del 22 luglio 2025 sono
state approvate otto variazioni al bilancio finanziario gestionale per gli
esercizi 2025-2026-2027 per il funzionamento del Consiglio regionale della
Calabria;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 27 del 13 maggio 2025 è stata approvata una
variazione di bilancio mediante applicazione di quota parte delle risorse
accantonate nel risultato di amministrazione presunto relativo all’esercizio
2024;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 32 del 9 giugno 2025, è stata approvata una
variazione al bilancio di previsione 2025-2027, esercizio 2025, mediante
applicazione di quota parte delle risorse accantonate nel risultato di
amministrazione presunto relativo all’esercizio 2024;
- con Deliberazione
dell’Ufficio di Presidenza n. 33 del 9 giugno 2025 è stata approvata la seconda
variazione al documento tecnico di accompagnamento al bilancio di previsione
2025-2027.
Vista la deliberazione n. 52
del 31 luglio 2025 con cui l’Ufficio di Presidenza ha sottoposto all’Assemblea
legislativa l’approvazione dell’assestamento e variazioni al bilancio di
previsione 2025-2027 del Consiglio regionale.
Richiamata la deliberazione
consiliare n. 392 del 21 luglio 2025 di approvazione del rendiconto
dell’esercizio finanziario 2024 e della relazione sulla gestione, da cui
risulta che il risultato di amministrazione al 31 dicembre 2024 è pari ad euro
35.248.402,96, così composto:
- Quota vincolata pari ad euro
11.710.823,56 distinta in:
- Vincoli derivanti da leggi e
dai principi contabili, pari ad euro 8.925.593,49;
- Vincoli derivanti da
trasferimenti, pari ad euro 824.155,24;
- Altri vincoli, pari ad euro
1.961.074,83;
- Quota accantonata pari ad
euro 4.467.177,94 distinta in:
- Fondi crediti di dubbia
esigibilità al 31.12.2024, pari ad euro 68.934,97;
- Fondo contenzioso, pari ad
euro 1.584.090,25;
- Altri accantonamenti, pari
ad euro 2.814.152,72;
- Quota destinata agli
investimenti pari ad euro 11.946.288,40;
- Quota libera dell’avanzo di
amministrazione pari ad euro 7.124.113,06.
Considerato che, a seguito
della richiesta effettuata dal dirigente del Settore Bilancio e Ragioneria di
indicare le quote del risultato di amministrazione dell’esercizio 2024 da
applicare, in sede di assestamento, al bilancio di previsione 2025-2027, esercizio
2025, i dirigenti del Consiglio regionale hanno indicato i seguenti fabbisogni:
- avanzo vincolato da leggi:
euro 202.197,52;
- avanzo accantonato per il
fondo contenzioso: euro 70.000,00;
- avanzo accantonato per il
fondo passività potenziali: euro 502.496,80;
- avanzo destinato agli
investimenti: euro 10.574.066,64;
- avanzo libero: euro
7.124.113,06 – di cui euro 200.000,00 destinati al finanziamento di spese
correnti a carattere non permanente; euro 4.824.394,26 destinati al
finanziamento di spese di investimento ed euro 2.099.718,80 da restituire al
bilancio della Regione Calabria.
Considerato altresì che, a
seguito della richiesta effettuata dal dirigente del Settore Bilancio e
Ragioneria, i dirigenti del Consiglio regionale, dalla ricognizione effettuata
sulla programmazione di spesa di propria competenza hanno evidenziato alcune
necessità di maggiori risorse finanziarie, nonché indicato alcune economie di
spesa, per cui si ritiene necessario procedere conseguentemente ad apportare
variazioni allo stato di previsione dell’entrata e della spesa del bilancio di
previsione finanziario per il triennio 2025-2027 del Consiglio regionale, al
fine di adeguare gli stanziamenti di competenza e di cassa.
Preso atto che:
- con deliberazione consiliare
n. 373 del 27 maggio 2025 è stato approvato il riaccertamento ordinario dei
residui attivi e passivi al 31 dicembre 2024, da cui è risultato che:
- l’ammontare dei residui
attivi al 31.12.2024 è pari ad euro 43.052.240,48;
- l’ammontare dei residui
passivi al 31.12.2024 è pari ad euro 14.406.183,09;
- con deliberazione consiliare
n. 392 del 21 luglio 2025 è stato approvato il rendiconto dell’esercizio
finanziario 2024 e la relazione sulla gestione, da cui è risultato che:
- il fondo cassa al 1° gennaio
rispetto a quello presunto riportato nel bilancio di previsione 2025-2027,
esercizio 2025, è rideterminato in euro 14.130.985,60;
- il fondo pluriennale
vincolato iscritto nell’entrata del bilancio di previsione 2025-2027, esercizio
2027, è quantificato in euro 7.528.640,03, di cui euro 2.510.057,41 per spese
correnti ed euro 5.018.582,62 per spese in conto capitale.
Ritenuto:
- di applicare sull’annualità
2025 del bilancio di previsione del Consiglio regionale 2025-2027 quota parte
del risultato di amministrazione relativo all’esercizio 2024, per l’importo
complessivo di euro 18.472.874,02, come riportato nella Nota Integrativa
allegata al presente provvedimento quale parte integrante e sostanziale;
- di apportare al bilancio di
previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2025-2027 le variazioni, di
competenza e di cassa, allo stato di previsione dell’entrata e allo stato di
previsione della spesa richieste dai dirigenti del Consiglio regionale, come
riportato nella Nota Integrativa allegata al presente provvedimento quale parte
integrante e sostanziale;
- di restituire alla Regione
Calabria la somma complessiva di euro 2.099.718,80, relativa alla quota
disponibile del risultato di amministrazione dell’esercizio 2024 non utilizzata
per finanziare spese per il funzionamento del Consiglio regionale;
- di destinare il risultato
economico dell’esercizio 2024, pari ad una perdita di euro 4.295.066,79, a
ridurre, nell’esercizio 2025, la voce “Risultati economici di esercizi
precedenti” del patrimonio netto dell’Assemblea legislativa.
Visto l’allegato A), parte
integrante e sostanziale della presente deliberazione, riportante le operazioni
di applicazione di quota parte dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio
2024, nonché le ulteriori variazioni di competenza e di cassa da apportare al
bilancio di previsione del Consiglio regionale per il triennio 2025-2027,
richieste dai dirigenti del Consiglio regionale.
Visti gli allegati B) e C),
rispettivamente denominati “Nota Integrativa” ed “Equilibri di bilancio”, che
formano parti integranti e sostanziali della presente deliberazione.
Dato atto che - soddisfatte
le necessità di utilizzo della quota vincolata, accantonata, destinata agli
investimenti e libera dell’avanzo di amministrazione dell’esercizio precedente,
coerentemente alle indicazioni di cui all’art. 42 del decreto legislativo 23
giugno 2011, n. 118; soddisfatti i fabbisogni rappresentati dai dirigenti delle
strutture amministrative, che hanno richiesto di apportare alcune variazioni al
bilancio di previsione 2025-2027 - sono garantiti gli equilibri generali del
bilancio di previsione per il triennio 2025-2027, come risulta dall’Allegato
C), parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Considerato che, in coerenza
con quanto disposto dall’art. 51 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.
118, successivamente all’approvazione da parte del Consiglio regionale del
presente provvedimento, l’Ufficio di Presidenza:
- procederà alla conseguente
variazione del documento tecnico di accompagnamento al bilancio 2025-2027,
approvato con propria deliberazione n. 105 del 27 dicembre 2024;
- autorizzerà, senza ulteriori
formalità, il Direttore Generale ad apportare le variazioni di cui al presente
provvedimento al bilancio finanziario gestionale per gli esercizi 2025-2027,
approvato con determinazione del Direttore generale n. 776 del 30 dicembre 2024.
Visti:
- il Decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165;
- la Legge regionale 13 maggio
1996, n. 8;
- la Legge regionale 4
settembre 2001, n. 19;
- la Legge regionale 19
ottobre 2004, n. 25, art. 23;
- il Regolamento
sull’ordinamento degli Uffici e dei Servizi del Consiglio Regionale, approvato
con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza n. 67 del 18 aprile 2001,
modificato con deliberazioni dell’Ufficio di Presidenza n. 34 del 19 febbraio
2002, n. 57 del 22 ottobre 2019, n. 20 del 26 giugno 2020 e n. 83 del 22
dicembre 2023;
- il nuovo Regolamento di
Amministrazione e Contabilità del Consiglio Regionale della Calabria, approvato
con D.C.R. n. 190 del 04 maggio 2017, successivamente aggiornato con D.C.R. n.
342 del 28 settembre 2018;
- il Decreto Legislativo 23
giugno 2011, n. 118;
- la Legge regionale 10
gennaio 2013, n. 2, ed in particolare gli articoli 3 e 3-bis.
Preso atto del parere
favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti espresso con verbale n. 26 del 7
agosto 2025 (parere n. 10/2025), allegato alla presente deliberazione quale
parte integrante e sostanziale.
Udito il consigliere Cirillo
che ha illustrato il provvedimento.
Delibera,
per le considerazioni,
motivazioni e finalità di cui in premessa, che qui si intendono integralmente
richiamate:
- di applicare al bilancio di
previsione 2025-2027, esercizio 2025, l’importo di euro 18.472.874,02, quota
parte del risultato di amministrazione dell’esercizio 2024, come di seguito
indicato:
- avanzo vincolato da leggi
e dai principi contabili: euro 202.197,52;
- avanzo accantonato per il
fondo contenzioso: euro 70.000,00;
- avanzo accantonato per il
fondo passività potenziali: euro 502.496,80;
- avanzo destinato agli
investimenti: euro 10.574.066,64;
- avanzo libero: euro
7.124.113,06 – di cui euro 200.000,00 destinati al finanziamento di spese
correnti a carattere non permanente, euro 4.824.394,26 destinati al
finanziamento di spese di investimento ed euro 2.099.718,80 da restituire al
bilancio della Regione Calabria;
- di
apportare al bilancio di previsione 2025-2027, esercizi 2025-2026-2027, le
variazioni di competenza e di cassa riportate nell’Allegato A), parte
integrante e sostanziale della presente deliberazione;
- di
approvare l’allegato B) “Nota integrativa”, parte integrante e sostanziale
della presente deliberazione;
- di
restituire alla Regione Calabria la somma complessiva di euro 2.099.718,80,
relativa alla quota disponibile del risultato di amministrazione dell’esercizio
2024 non utilizzata per finanziare spese per il funzionamento del Consiglio
regionale;
- di
dare atto che, dall’applicazione delle variazioni di cui ai punti precedenti,
sono garantiti gli equilibri del bilancio di previsione del Consiglio regionale
della Calabria per il triennio 2025-2027, come risulta dall’Allegato C), parte
integrante e sostanziale della presente deliberazione;
- di
destinare il risultato economico dell’esercizio 2024, pari ad una perdita di
euro 4.295.066,79, a ridurre, nell’esercizio 2024, la voce “Risultati economici
di esercizi precedenti” del patrimonio netto dell’Assemblea legislativa;
- di
prendere atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti di cui
al verbale n. 26 del 7 agosto 2025 (parere n. 10/2025), allegato alla presente
deliberazione quale parte integrante e sostanziale;
- di
dare atto che l’Ufficio di Presidenza procederà alla conseguente variazione del
documento tecnico di accompagnamento al bilancio 2025-2027, approvato con
propria deliberazione n. 105 del 27 dicembre 2024, nonché autorizzerà, senza
ulteriori formalità, il Direttore Generale ad apportare le variazioni di cui al
presente provvedimento al bilancio finanziario gestionale per gli esercizi
2025-2027, approvato con determinazione del Direttore generale n. 776 del 30
dicembre 2024;
- di
trasmettere la presente deliberazione, unitamente ai relativi allegati sopra
richiamati, alla Giunta regionale e al Settore Bilancio e Ragioneria del
Consiglio regionale, per il rispettivo seguito di competenza, ai sensi
dell’articolo 26, commi 5 e 6 del Regolamento interno di amministrazione e
contabilità del Consiglio regionale.