XII^ LEGISLATURA

 

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 30

 

SEDUTA Di GIOVEDì 3 AGOSTO 2023

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FILIPPO MANCUSO

 

Inizio lavori h. 17,42

Fine  lavori h. 23,49

 

 

Presidenza del presidente Filippo Mancuso

La seduta inizia alle 17.42

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

CIRILLO Salvatore, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha facoltà.

CRINÒ Giacomo Pietro (Forza Azzurri)

Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di legge numero 210/12^, recante: “Disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea”.

Faccio presente che la proposta è stata approvata dalla Commissione di merito, ma non è stata discussa in Commissione bilancio.

Tuttavia, essendo a invarianza economica, credo che possa essere tranquillamente inserita all'ordine del giorno della seduta odierna. Grazie.

PRESIDENTE

Votiamo per l'inserimento della proposta di legge numero 210/12^ che sarà discussa al secondo punto all’ordine del giorno. La proposta di legge è inserita.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Chiedo l’inserimento della mozione numero 62/12^ che, tra l’altro, è stata condivisa con la vicepresidente Princi.

PRESIDENTE

Votiamo per l'inserimento della mozione numero 62/12^. La mozione è inserita.

Proposta di legge numero 215/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale”

PRESIDENTE

Avviamo i lavori con il primo punto all'ordine del giorno, relativo alla proposta di legge numero 215/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale”.

Prima di cedere la parola al relatore, consigliera Gentile, per illustrare il provvedimento, informo l'Aula che il Presidente della Giunta regionale, ai sensi di quanto disposto dagli articoli 34 e 37 dello Statuto regionale, ha comunicato con nota protocollo della Giunta regionale numero 343291 del 27 luglio 2023, l'apposizione della questione di fiducia sulla proposta di legge in oggetto, in considerazione della sua particolare rilevanza per la collettività calabrese, anche tenendo conto di eventuali proposte emendative per le quali la Giunta dovesse esprimere parere favorevole in Consiglio regionale.

A tal fine, ricordo all'Aula che, ai sensi dell'articolo 59, commi 3 e 4 del Regolamento interno del Consiglio regionale, alla discussione sulla questione di fiducia possono prendere la parola il Presidente della Giunta e, per non più di 15 minuti, un relatore per Gruppo, anche per dichiarazione di voto.

Possono intervenire altri consiglieri solo per dichiarare la difformità del loro voto rispetto a quello del gruppo consiliare cui appartengono.

Inoltre, la questione di fiducia è votata per appello nominale e si intende respinta se esprime voto contrario la maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

Pertanto, in sede di appello nominale, il “Sì” equivale ad accordare la fiducia, il “No” equivale al rigetto della fiducia.

Il rigetto della fiducia ha luogo nel momento in cui la maggioranza assoluta dei consiglieri, pari a 16, si esprime per il “No”.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, chiedo scusa, leggendo il comma 3 dell'articolo 59 dove è prevista, appunto, la fiducia, si dice: “Alla discussione sulla questione di fiducia possono prendere la parola il Presidente della Giunta regionale e, per non più di 15 minuti, un relatore per Gruppo, anche per dichiarazione di voto. Possono intervenire altri consiglieri solo per dichiarare la difformità del loro voto rispetto a quello del Gruppo consiliare cui appartengono”.

Alla luce di ciò, ritengo che debba essere il Presidente della Giunta regionale a relazionare e non il Presidente della Commissione.

PRESIDENTE

Il Presidente della Giunta regionale può intervenire, ma non è scritto che debba relazionare.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Chiedo scusa, Presidente, io ho posto un problema formale rispetto all'articolo 59, comma 3 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Ho capito, però qui si tratta della relazione sulla proposta di legge. Sulla questione di fiducia relazionerà il Presidente, stia tranquillo! Cedo la parola alla consigliera Gentile per illustrare il provvedimento. Prego, consigliera Gentile.

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Saluto tutti i presenti e i colleghi, naturalmente. Quella che ci apprestiamo a discutere oggi è una proposta il cui intento riformatore assume i caratteri di una vera e propria “rivoluzione” nel settore della bonifica calabrese, ormai non più differibile a causa del completo collasso del sistema, come giustamente asserisce il presidente Occhiuto.

Da sempre oggetto di animato dibattito in ambito giurisprudenziale, dottrinale e politico, a causa della loro natura ibrida e delle peculiarità che li caratterizzano, sia sotto un profilo soggettivo e quindi di qualificazione giuridica, sia in considerazione della loro funzione strategica, i Consorzi di bonifica furono istituiti con regio decreto numero 215 del 1933, quali persone giuridiche pubbliche a struttura associativa, rientranti tra gli enti pubblici economici che operano secondo criteri di efficienza, trasparenza ed economicità con le finalità di aumentare le superfici coltivabili bonificando i terreni improduttivi e malsani.

Alla base di questa norma vi era già all’epoca il concetto di “bonifica integrale”, che prevedeva non solo una mera bonifica dei terreni, quindi dei territori, ma anche una serie di interventi infrastrutturali e di opere idrauliche con lo scopo di realizzare interventi globali, di natura economica e sociale.

Nel territorio calabrese il ruolo e l’ordinamento dei Consorzi di bonifica sono stati definiti principalmente nella legge regionale di riferimento, la numero 11 del 2003, oltre che nella legge regionale numero 26 del 1975 e nella legge numero 20 del 1992, con la quale vengono affidati ai Consorzi anche interventi di forestazione e difesa del suolo.

Con la legge regionale numero 12 del 2006, che ha posto in liquidazione il Consorzio di bonifica della Piana di Sibari e della Media Valle del Crati, si è avviato il processo di riordino dei Consorzi di bonifica della Calabria, proseguito in Consiglio regionale con la riorganizzazione e riperimetrazione dei Consorzi calabresi, che da 17 sono stati ridotti a 11, secondo i principi e i criteri definiti nel Protocollo di intesa Stato–Regioni del 18 settembre 2008.

Nonostante tali interventi, nel corso degli anni non sono stati rilevati significativi miglioramenti nella gestione degli enti e nell'erogazione dei servizi.

La presenza di un sistema consortile efficace ed efficiente, così come riscontrato in altre realtà regionali, costituisce un elemento strategicamente indispensabile per il comparto agricolo, la difesa del suolo, la sicurezza idraulica, la razionalizzazione e la valorizzazione delle risorse idriche, la prevenzione del rischio idrogeologico, la produzione di energia alternativa e, più in generale, per lo sviluppo economico e sociale di un territorio.

Alla luce di tali considerazioni, con la presente proposta di legge si intende avviare il rilancio e la riorganizzazione dell’intero settore della bonifica calabrese, non più procrastinabile considerate le difficoltà economiche, strutturali e gestionali che penalizzano fortemente l’attività di bonifica e la presenza di una legge regionale che, a distanza di 20 anni, si dimostra anacronistica e, pertanto, inadeguata a rispondere alle nuove sfide e, al contempo, alle nuove opportunità che il mondo della bonifica presenta.   

La sesta Commissione consiliare, nel 2022, sin dai primi mesi del suo insediamento, ha avviato una attenta e puntigliosa indagine ricognitiva sulla attuale situazione dei Consorzi di bonifica calabresi, tema per troppo tempo posto a margine dalle agende politiche per via della complessità e delicatezza della materia.

Tale indagine, che ha visto la partecipazione attiva e costruttiva della componente politica, amministrativa e di tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nel settore della bonifica e ha consentito di acquisire ed esaminare attentamente una corposa documentazione presentata da tutti i soggetti auditi, delineando così un quadro sufficientemente chiaro per la maggior parte dei Consorzi esistenti, con le dovute differenze ed eccezioni, denuncia una situazione di indubbia difficoltà sotto i profili economico, finanziario e gestionale per responsabilità che si è constatato essere condivise tra la Regione e gli stessi Consorzi.

Molteplici sono le criticità rilevate che hanno alimentato pratiche distorte e meccanismi tutt’altro che virtuosi, generando una spaventosa mole di contenziosi con gravi ripercussioni sui già precari bilanci dei Consorzi penalizzati dalla progressiva riduzione dei fondi statali e regionali per la forestazione, dalla trasformazione dei contratti degli Operai Idraulico Forestali da tempo determinato a tempo indeterminato senza adeguata copertura finanziaria.

A ciò si aggiunga il mancato accantonamento dei fondi TFR per i lavoratori, il mancato versamento dei contributi previdenziali, le continue e spesso ingiustificate assunzioni di personale a tempo indeterminato a fronte sempre di risorse finanziarie inadeguate che hanno portato a un esubero di personale amministrativo e a una carenza di personale tecnico e, per concludere, il conferimento di un elevato numero di dispendiosi incarichi esterni per le progettazioni.

La proposta di risoluzione licenziata dalla sesta Commissione a conclusione dell’indagine summenzionata, ha indicato e sollecitato una serie di azioni sia immediate sia di medio e lungo periodo, tra le quali: il reperimento di risorse finanziarie da destinare alle emergenze con un forte impatto sociale, quali, ad esempio, la mancata corresponsione delle spettanze arretrate ai lavoratori e la costituzione di un fondo vincolato per sopperire al mancato accantonamento dei TFR, oltre che l’avvio di un processo di  revisione normativa sollecitato a più riprese da tutti i soggetti che gravitano in questo contesto.

Tale processo di revisione ha condotto a un coraggioso disegno di legge perseguito con grande determinazione dal presidente Occhiuto che ha voluto, tramite la costituzione di un unico ente, lanciare un segnale di netta rottura con il passato per consegnare una nuova narrazione della realtà calabrese.

Input immediatamente accolto e condiviso dalla sottoscritta, che in stretta sinergia con l’assessore Gallo e con il Dipartimento agricoltura, ha dato vita a un testo normativo dal quale scaturisce un vero e proprio rinnovamento dell’intero sistema consortile.

L’intervento normativo proposto in esame si conforma alla normativa di cornice nazionale, al Regio Decreto numero 215 del 13 febbraio 1933, a quanto stabilito il 18 settembre 2008 dall’intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni, in attuazione dell’articolo 27 del decreto-legge 248/2007 convertito nella legge numero 31 del 2008, e alla recente giurisprudenza in materia.

Il modello consortile concepito trae spunto da uno scrupoloso studio avente ad oggetto le buone pratiche adottate in altre Regioni italiane con un doveroso adattamento alle peculiarità e alle specificità del nostro territorio.

La ratio sottostante le principali novità introdotte si rinviene nel perseguimento di obiettivi ritenuti strategici e indispensabili, primo fra tutti creare una gestione trasparente, democratica e partecipativa dell’attività consortile che risponda a principi di efficienza, efficacia ed economicità, cosi come perseguire l’autosufficienza e la sostenibilità economica del Consorzio, in modo da poter reindirizzare l’intervento pubblico verso la realizzazione di nuove opere idrauliche e di bonifica e non verso esclusive sovvenzioni di funzionamento.

Ancora, nell’ottica di una maggiore razionalizzazione, omogeneizzazione degli interventi e di un miglioramento fondiario e dell’irrigazione è stata concepita la costituzione di un unico ente denominato Consorzio di bonifica della Calabria.

L’articolazione di quest’ultimo in comprensori, le cui sedi corrispondono alle sedi dei Consorzi preesistenti, che verranno contestualmente soppressi e messi in liquidazione, consente di mantenere una valida dimensione gestionale e assicura la funzionalità operativa, l’economicità di gestione e l’adeguata partecipazione da parte dei Consorziati, fermo restando il coordinamento unitario delle attività a livello centrale.

Un modello così concepito, attraverso l’accentramento e una visione programmatica d’insieme, consente la redazione di un unico bilancio secondo il Regolamento adottato dalla Giunta regionale e un efficientamento di settori cruciali, quali: gare, progettazioni, missioni e riscossione dei ruoli, affari legali, gestione delle risorse idriche e un migliore utilizzo delle risorse umane.

In questa direzione, il nuovo Consorzio, acquisendo il capitale umano dei disciolti Consorzi, al fine di potenziare le professionalità e le competenze già esistenti, potrà avviare anche processi di formazione e riqualificazione del personale.

Riconoscendo il fondamento dell’autogoverno dell’ente in mano all’agricoltura, è stato ripensato l’intero sistema elettorale, con la previsione di tre Collegi elettorali: nord, centro e sud, che garantisca un’equa rappresentanza dei territori, una rappresentanza di genere e un pluralismo rappresentativo del mondo agricolo nell’ottica di un maggiore coinvolgimento di tutti i Consorziati.

In tal senso, tra le altre cose, è stato introdotto il principio di elettorato attivo e passivo, secondo cui il voto è consentito a tutti i Consorziati, mentre la possibilità di candidarsi è riservata solo a chi è in regola con i contributi consortili.

È stata abolita la possibilità di delegare il diritto di voto e, nel segno della discontinuità, sono state riviste le cause di ineleggibilità e incompatibilità per l’accesso alle cariche elettive.

La partecipazione dei Consorziati passa anche attraverso la definizione di un patto sociale – così dice l’assessore Gallo – che si fonda sulla garanzia dei servizi offerti a fronte di un riconoscimento in termini di contributo consortile.

Tale patto viene garantito anche attraverso la previsione dell’obbligo di essere in regola con la contribuzione consortile per la liquidazione dei contributi regionali legati all’agricoltura.

Ampliati, poi, i compiti e le funzioni dei Consorzi, dando spazio, tra le tante cose e compatibilmente con l’attività di bonifica, anche alla possibilità in capo a questi di progettare, realizzare e gestire impianti di produzione di energia elettrica da fonti alternative.

È stato previsto un sistema di controllo di legittimità da parte della Regione sulla gestione dell’ente consortile, suscettibile, a parere della sottoscritta, di ulteriori aggiustamenti.

È stato, inoltre, specificato il concetto di “contributo consortile” collegandolo direttamente al beneficio “diretto e specifico” tratto dagli immobili situati nel comprensorio per le attività svolte dal Consorzio e conformando il dettame normativo agli orientamenti giurisprudenziali in materia.

Ai fini dell’imposizione del contributo, il Consorzio adotta un proprio Piano di classifica approvato dal Consiglio regionale, affinché possa essere garantita un’azione impositiva, omogenea e corretta su tutto il territorio, e nessuno si trovi a dover pagare un servizio non effettivamente ricevuto.

Per migliorare la qualità dei servizi e soprattutto monitorarne l’andamento è stata prevista, inoltre, l’approvazione di un Piano della qualità della prestazione organizzativa.

Il presidente Occhiuto, fermamente convinto della necessità di questa riforma per l’avvio del nuovo ente, ha inteso poi impegnare a carico del bilancio regionale un corposo stanziamento finanziario di circa 19 milioni di euro solo per il triennio 2023-2025.

L’obiettivo è quello di restituire il giusto riconoscimento e la giusta dignità a questo settore, anche in ragione del rilievo costituzionale riconosciuto all’attività di bonifica dall’articolo 44 della Costituzione, che promuove e impone la bonifica delle terre come uno strumento essenziale, al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali nell’agricoltura.

Il lavoro di questa maggioranza non si esaurirà oggi con l’approvazione del testo, ma proseguirà attraverso una costante fase di monitoraggio e valutazione dell’attuazione della legge, a cui corrisponderanno eventuali interventi correttivi di carattere amministrativo, economico e finanziario.

In tal senso, abbiamo inteso ritirare tutti gli emendamenti pervenuti dai colleghi consiglieri, compresi quelli della sottoscritta, per vagliarli meglio tutti e riservandoci, quindi, un momento successivo di approfondimento e di rivisitazione della legge, che avverrà tra l'altro, a breve.

A seguito, poi, del confronto che si è tenuto ieri a Catanzaro, voluto dal presidente Occhiuto, a cui abbiamo partecipato anche io e l'assessore Gallo, confronto con le organizzazioni di categoria, siamo riusciti finalmente ad avere il placet delle organizzazioni che partivano da posizioni differenti dalla nostra – erano contrari fondamentalmente all'unico – avendo accolto questo governo regionale dei suggerimenti proposti da loro, che il governo regionale ha inteso fare propri con gli emendamenti.

Al termine di questa significativa fase, lunga e impegnativa, sento di dover esprimere uno speciale ringraziamento, innanzitutto a tutti i colleghi della Commissione, agli uffici del Consiglio che sono di stretta collaborazione della Commissione e alle strutture burocratiche della Giunta regionale; in particolare, mi riferisco al direttore del Dipartimento, Giacomo Giovinazzo, e al Segretariato generale della Giunta regionale, l’avvocato Montilla, per la stretta collaborazione e per il risultato raggiunto.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Gentile. Ha chiesto di intervenire il presidente Occhiuto. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Grazie, Presidente. Grazie soprattutto alla relatrice per la puntuale relazione, che mi consente di fare un intervento breve per spiegare le ragioni della decisione di apporre la questione di fiducia e anche perché, in verità, sono febbricitante, ma mi sembrava singolare che il Consiglio regionale si sciogliesse perché io non ero presente, non votavo, quindi ho deciso di partecipare, come è mio dovere, comunque.

Però, non rinuncio a spiegare le ragioni che mi hanno indotto a porre la questione di fiducia su una riforma della quale io, per la verità, sto parlando da diversi mesi, avendo iniziato una interlocuzione anche con le organizzazioni di categoria, con le organizzazioni professionali agricole, ho chiesto persino all'ANBI di prepararmi una bozza di legge di riforma. Altre volte in Consiglio regionale sono intervenuto chiedendo al Consiglio regionale di affrontare questo tema che per troppi anni non è stato affrontato in Calabria e ha condotto al collasso del sistema dei Consorzi di bonifica.

Vi vorrei evidenziare che oggi noi, se anche volessimo sostenere, come Regione, finanziariamente i Consorzi di bonifica, non potremmo farlo, perché in altre occasioni c'è capitato - l'assessore Gallo me lo ricordava qualche settimana fa - di trasferire delle risorse ai Consorzi di bonifica che però poi venivano pignorate, per la situazione di deficit strutturale che questi Consorzi avevano nella maggior parte dei casi.

È un sistema che è collassato non solo per responsabilità di chi ha governato i Consorzi; anche qui, non ci sono situazioni che meritano di essere trattate tutte allo stesso modo, ci sono Consorzi di bonifica che versano in una condizione di deficit strutturale, ci sono altri che versano comunque in una condizione di deficit, ma probabilmente sono stati meglio amministrati rispetto ad altri. Non solo, quindi, per responsabilità della governance dei Consorzi, ma anche per responsabilità della politica regionale degli ultimi anni, di centrodestra e di centrosinistra.

Le riforme non hanno un colore, le riforme nascono da un atto di coraggio da parte delle Assemblee legislative, nascono da un atto di coraggio da parte di chi governa le Regioni, se si tratta di riforme regionali; non sono nemmeno le tavole della legge, le tavole di Mosè! Non ho nella mia memoria ricordi di riforme, anche nazionali, che sono nate perfette: le riforme nascono da un atto di coraggio che prevede di cancellare quello che non ha funzionato, di riformarlo e, poi, comunque si confrontano nel corso degli anni anche con le situazioni concrete sulle quali devono riverberare il loro effetto. Però, la politica regionale di questa materia non si è mai occupata. In alcuni casi ha utilizzato i Consorzi per interessi di parte o anche per affrontare, attraverso i Consorzi, la soluzione di problemi, quali per esempio quelli della forestazione che hanno caricato di ulteriori debiti i Consorzi stessi.

Voglio fare anche un'operazione di chiarezza, perché ho letto sulla stampa che molti di quelli che gestiscono i Consorzi dicono: “Ma noi non siamo stati nella condizione di esprimere la governance dei Consorzi perché abbiamo accumulato, nel corso degli anni, 70, 80 milioni di crediti che la Regione non ha pagato”. Nel 2019, non la Giunta Occhiuto ma il governo Oliverio costituì una Commissione che doveva procedere ad una ricognizione dei crediti e dei debiti dei Consorzi e la costituì anche per input delle organizzazioni che governavano i Consorzi. All'esito di quella ricognizione è stato dimostrato che - altro che 70, 80 milioni di crediti! - i Consorzi debbono alla Regione 184 milioni di euro.

 Ora, questa ricognizione può essere approfondita e in sede di liquidazione dei Consorzi sarà approfondita, però capite come questo sistema di 11 Consorzi di bonifica ha determinato il collasso dell'attività di bonifica che i Consorzi stessi dovevano gestire, non ha garantito i servizi agli agricoltori, non è intervenuto nella direzione di manutenere, anche in maniera straordinaria, le reti idriche deputate all'irrigazione dei beni patrimoniali degli agricoltori. Se, poi, manca l'acqua si impoverisce l'agricoltura calabrese! Sapete quanto varia il valore di un terreno in ragione del fatto che ci sia o non ci sia l'acqua?! E molta di questa acqua, purtroppo, si disperde in reti che non sono state mai manutenute. È un sistema che, quindi, evidentemente non funziona; è un sistema che tutti, negli anni passati, hanno detto che non funzionava.

Non lo ha detto una parte politica e l'altra no, tutti hanno detto che è un sistema, questo, che va riformato; è un sistema che rischia di riverberare sul bilancio della Regione oneri pesantissimi. Al 31 dicembre 2022, abbiamo 22 vertenze incardinate direttamente dai Consorzi contro la Regione per 13.100.000,00 euro; abbiamo 127 vertenze in cui siamo chiamati come terzi o chiamati in causa, per le quali si chiede alla Regione di far fronte agli impegni dei Consorzi per circa 40 milioni di euro; abbiamo solo per il Consorzio Sibari Crati posizioni debitorie che rischiano di riverberarsi sul bilancio della Regione, creando un disastro. Addirittura, anni fa fu stipulato un mutuo, e la Regione, nel 2006, garantì per questo mutuo. I Consorzi non hanno mai pagato e ora la Banca chiede alla Regione di farsi carico del mutuo al posto dei Consorzi; cioè, noi rischiamo di far affondare il bilancio della Regione insieme ai Consorzi. Per cosa, poi? Per Enti che nella maggior parte dei casi - non a giudizio del Presidente della Regione ma a giudizio degli agricoltori - non hanno svolto o non sono stati messi nella condizione di svolgere la loro funzione come dovevano svolgerla.

 E, allora, ho deciso di porre la questione di fiducia su questa riforma e non lo faccio per un atto di scarsa considerazione nei confronti della maggioranza o del Consiglio stesso, lo faccio esercitando una mia prerogativa. Ho detto, peraltro, alle organizzazioni di categoria, nel corso dei mesi passati, che io ponevo pochi vincoli a questa legge di riforma: a me interessa che ci sia un'unica personalità giuridica, trovando il modo poi di garantire la rappresentanza per comprensori, ma un'unica personalità giuridica, quindi un unico bilancio, un unico ruolo del personale, per evitare anche che si possano svolgere pratiche deteriori come sono state svolte nel corso degli anni in questa Regione. Ho detto loro:” Mi interessa anche che la Regione, non i Consorzi, la Regione, per aiutare i Consorzi, stabilisca che gli agricoltori che hanno accesso alle provvidenze e ai finanziamenti devono, prima di avere le provvidenze e i finanziamenti, mettersi a posto con i ruoli emessi dai Consorzi”.

Questo sistema lo dobbiamo fare stare in equilibrio. Attenzione! Non dico che solo con i ruoli questo sistema possa stare in equilibrio, ci vuole il contributo della Regione, e una delle proposte emendative che sono state rivolte al sottoscritto, al Presidente della Commissione, al governo regionale, all'assessore Gallo, dalle organizzazioni di categoria riguardava proprio l'impegno a fare in modo che ci fosse un contributo della Regione, in qualche modo strutturale. Noi prevediamo che vada a scemare. Abbiamo messo un importante finanziamento, nel primo e nel secondo anno, e poi abbiamo fatto un emendamento che dice che ci impegniamo a trasferire ai Consorzi, come contributo della Regione, un'ulteriore 35 per cento sul riscosso per dare un incentivo alla riscossione; oggi si riscuote, si e no, il 50 per cento dei ruoli. Con queste iniziative che abbiamo inserito nella proposta di legge, cioè la possibilità per gli agricoltori di accedere alle provvidenze dei finanziamenti soltanto a condizione che si mettano a posto con i pagamenti del Consorzio, come nel nostro auspicio al 70 – 75 per cento, condizionando il contributo della Regione ai risultati ottenuti dal punto di vista della riscossione, noi porremo in equilibrio un sistema che oggi in equilibrio non è e che, soprattutto, non dà alcun servizio agli agricoltori calabresi.

Perché un Consorzio unico? Consorzio unico perché chiedevo che gli 11 Consorzi si trasformassero in un'unica personalità giuridica e ho spiegato anche alle organizzazioni di categoria, quando le ho viste, che l'agricoltura calabrese è una agricoltura di eccellenza. Ho partecipato a fiere organizzate dal Dipartimento dell'agricoltura in giro per l'Italia, tutti ci riconoscono grandi risultati nell'agricoltura calabrese e non per merito del Governo regionale, ma per merito agli agricoltori. Abbiamo imprese agricole che sono molto performanti, molto brave, però, questa reputazione di eccellenza - ho spiegato alle categorie - in qualche modo è messa in discussione dal fatto che proprio queste organizzazioni di categoria, negli anni passati nel sistema dei Consorzi, per responsabilità anche della politica, hanno generato una condizione di assoluto deficit. Per questo, la scelta del Consorzio unico, salvaguardando la rappresentanza dei comprensori.

La fiducia, come vi dicevo, è una prerogativa che mi assegna lo Statuto. Lo Statuto mi dice che sulle riforme io posso porre la questione di fiducia. Non è un atto di arroganza, come ho letto da qualche parte, non è nemmeno un atto che possa rappresentarsi in qualche modo offensivo nei confronti della mia maggioranza, alla quale sono grato, perché molte cose che abbiamo fatto in questo Consiglio regionale, anche nel Governo regionale, sono state fatte perché c'è stata una maggioranza che mi ha sostenuto sempre con grande lealtà, accompagnando in qualche modo questo cambio di passo che ho cercato di dare.

Attenzione: l'idea del Consorzio unico - l'ho spiegato anche alle categorie - serve anche per dimostrare alla comunità nazionale che in Calabria oggi, quando si fanno le riforme, si ha il coraggio di fare riforme coraggiose, riforme che trasformano 11 Enti in un unico Ente.

Questi sono messaggi utili anche a consolidare una nuova idea di Calabria.

Solo l'opposizione nella nostra Regione non ha l'onestà intellettuale, secondo me, di riconoscere che da un anno e mezzo a questa parte, per il modo in cui abbiamo deciso di governare, per le riforme che abbiamo fatto, per l'atto di grande generosità ed intelligenza della maggioranza che ha fatto lavorare il Presidente in assoluta autonomia, noi abbiamo rappresentato alla comunità nazionale, ai media nazionali una Calabria della quale non si parla più come si parlava 5, 10, 15 anni fa!

Oggi della Calabria si parla come di una Regione che sta cercando di risollevarsi anche facendo cose in controtendenza rispetto al racconto vecchio, negativo di questa regione, che non merita una politica che dia un racconto vecchio, negativo delle straordinarie risorse della nostra Calabria.

Ecco, allora anche il Consorzio unico è utile a dimostrare che quando facciamo le riforme le facciamo seriamente, le facciamo avendo il coraggio di dire che non si nomineranno più 11 commissari, ma che si farà un unico Ente, con un'unica personalità giuridica che eviterà, come è successo spesso in passato invece, che i singoli commissari siano a volte tentati di dare delle risposte, anche clientelari, indotte dalla politica nelle assunzioni, nelle trasformazioni dei contratti di lavoro; quindi, non è un atto di arroganza.

Peraltro, a me pare di aver dimostrato sempre grande rispetto nei confronti dei consiglieri regionali che sono venuti a rappresentarmi delle questioni di carattere generale, senza faziosità, senza faziosità da parte loro, senza pregiudizi.

In ultimo, lo dico solo a titolo di esempio, noi abbiamo assunto come Governo regionale un'altra decisione coraggiosa che è quella che riguarda l'approvazione del Piano del Parco nazionale, senza deroghe. Comporterà la chiusura di una centrale nel Parco. Non ho difficoltà a riconoscere che questa decisione l'abbiamo assunta perché un consigliere regionale, l'onorevole Laghi, è venuto a rappresentarmi l’assurdo e cioè che in un Parco nazionale di tale bellezza esistesse un impianto industriale inquinante.

Noi stiamo facendo milioni e milioni di telespettatori, sulle trasmissioni della Rai che descrivono la bellezza delle nostre montagne, anche la bellezza del Parco e dobbiamo puntare su questo. Per cui, se c'è una centrale che sta in un Parco, questa centrale in questo Parco non ci deve stare. Se non ci fosse stato un oppositore come il consigliere Laghi, questa decisione probabilmente non l'avrei assunta.

Non ho difficoltà a riconoscere che è stata una decisione che è stata rappresentata da un consigliere di opposizione. Questo perché? Perché io, quando si tratta di governare la Regione, voglio governarla senza pregiudizi. Vorrei che anche l'opposizione, la minoranza, avesse la maturità di riconoscere che su alcune cose, sulle riforme che si considerano necessarie, ad esempio, non ci sono steccati ideologici che tengano. Ho sentito sempre, anche da parti politiche distanti dalla mia esperienza, che questa riforma è necessaria. Ora, invece, si grida allo scandalo perché ho posto la questione di fiducia.

Poi – attenzione! - il Regolamento interno del Consiglio regionale non è il Regolamento della Camera o del Senato; alla Camera, al Senato, poiché il sistema è parlamentare, le maggioranze si formano attraverso il voto di fiducia: la fiducia serve a descrivere il perimetro della maggioranza.

Nel nostro Regolamento non si dice questo; nel nostro Regolamento le maggioranze si formano all'atto delle elezioni, così come nei Comuni, dal momento che detto Regolamento è quello dello Statuto di una Regione che ha scelto un modello elettorale presidenziale. Il voto di fiducia non serve, quindi, a delimitare l'ambito della maggioranza - alla Camera e al Senato, invece, sì –, è uno strumento, una prerogativa che serve semplicemente a dare la possibilità al Presidente di porre la questione di fiducia, condizionando la vita della legislatura all'approvazione di riforme, di leggi di bilancio, di provvedimenti amministrativi, che ritiene siano strategici per la Regione. Quindi non c'è una delimitazione, la fiducia non serve a delimitare la maggioranza.

Perché pongo la questione di fiducia? La pongo perché continuo a fare il Presidente della Regione solo se posso tentare di cambiare le cose, se posso tentare di riformare questa Regione, altrimenti non mi interessa fare il Presidente. Altrimenti, è probabile che sia più utile che riconsegni il mio mandato agli elettori e, magari, se interessa ancora che mi ricandidi, mi faccio giudicare di nuovo da loro stessi.

Per questa ragione ho chiesto alla mia maggioranza di esprimere 21 voti favorevoli su questa proposta di legge.  

Considero la questione di fiducia un aspetto formale, ma non sostanziale.

La sostanza della questione è questa: rimango a fare il Presidente se sono messo nella condizione di tentare di cambiare questa regione, altrimenti non ho nessuna intenzione di rimanere a fare il Presidente, posso ritenere più utile dimettermi dal Consiglio regionale e magari sottopormi di nuovo al giudizio degli elettori.

Quindi, che sia chiaro, è un aspetto che, per quanto mi riguarda, non è sostanziale.

Per me l'aspetto sostanziale è che si approvi questa legge, che si approvi la riforma e che la politica regionale riesca a dare, ancora una volta, dimostrazione del fatto che questa vuole essere una legislatura riformatrice.

Certo, quando si fanno molte cose non è detto che tutte siano fatte perfettamente.

Chi fa tanto mette in conto che molte delle cose che fa, poi, dovranno avere delle correzioni, degli approfondimenti. Ma io preferisco fare così, anziché non fare nulla, com’è successo per tanti anni in questa regione.

Quindi, ringrazio moltissimo la mia maggioranza perché mi ha rappresentato la volontà di votare compattamente questa riforma. Vi dico che è un atto più importante di quanto si possa ritenere.

Ritengo che questo sia un giorno importante per il Consiglio regionale. Quando si mette mano a situazioni che la politica ha colpevolmente trascurato negli anni passati e si mette mano con grande coraggio, il merito non è di chi inizia questo percorso, il merito è di chi rende questo percorso possibile attraverso un voto compatto della maggioranza.

Per la verità, su questa riforma, avrei auspicato, anche, un voto da parte dell’opposizione perché non mi pare siano emerse mai questioni di merito contrarie alla necessità di riformare il sistema. Certo, non si può più rinviare perché noi abbiamo, come sa il consigliere Mammoliti che si occupa anche di questioni sindacali, dipendenti che salgono sui tetti perché non vengono pagati.

Ho deciso di porre la questione di fiducia prima dell'estate perché la mia preoccupazione è che saremmo arrivati a questo punto dopo l'estate, con una condizione ancora più incancrenita e con meno possibilità per la Regione di farsi carico di quelle che sono le necessità degli agricoltori, ma anche di farsi carico di quelle che sono le necessità dei dipendenti che lavorano nei Consorzi di bonifica.

Quindi, vi ringrazio per il sostegno che mi darete, vi dico in tutta onestà che il presupposto rimane quello che ho rappresentato: ho bisogno che questa legge venga approvata con 21 voti.

Per quanto mi riguarda - ho fatto redigere anche dei pareri all’Avvocatura regionale - questa legge potrebbe essere approvata anche con meno voti, però, poiché il Consiglio regionale, in un’altra occasione, sempre per un atto di grande responsabilità di alcuni gruppi regionali, ha esaminato un'altra legge di riforma, quella di ARRICal, e in quell'occasione non l'ha approvata con 21 voti e il Consiglio regionale ha deciso che quella votazione non fosse idonea a produrre l'approvazione della legge, io una riforma sulla quale ho messo la faccia vorrei che venisse approvata con 21 voti. Non mi sottopongo a possibili ricorsi da parte di chi dovesse dire: “Perché il Consiglio regionale in un'altra occasione ha considerato necessari 21 voti per l'istituzione di un Consorzio e oggi no?”.

Quindi, al di là delle questioni formali, al di là delle questioni legate alla necessità o meno di avere questa o quella maggioranza, chiedo alla mia maggioranza di esprimersi compattamente su questa riforma.

Chiedo, anche, a quelli che volessero, all’interno dell’opposizione, aggiungere il loro consenso di farlo liberandosi da tare ideologiche che, per quanto mi riguarda, credo di aver dimostrato di non avere; tare ideologiche che a volte portano a guardare il dito senza accorgersi che dietro il dito c'è la luna.

PRESIDENTE

Grazie, presidente Occhiuto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Crinò. Ne ha facoltà. 

CRINÒ Giacomo Pietro (Forza Azzurri)

Grazie, Presidente. Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, Assessori e colleghi tutti, intervengo a nome del gruppo Forza Azzurri, che mi onoro di presiedere, per annunciare un convinto voto favorevole rispetto alla proposta di legge di cui stiamo discutendo.

Un voto favorevole che prende le mosse da un doppio quesito che rivolgo, innanzitutto, a me stesso e, successivamente, alle ulteriori valutazioni dell'Aula.

Primo quesito: è necessario un Ente di bonifica che eserciti, al meglio, determinate funzioni? Assolutamente sì!

Secondo quesito: il sistema attuale sta funzionando bene? Assolutamente no!

O, perlomeno, non sta operando secondo le iniziali aspettative.

Sul punto, i distinguo tra i vari Consorzi, più o meno virtuosi, tra chi lavora meglio e chi peggio, ritengo sia fatto poco rilevante, stante la portata della riforma che, in quanto tale, ambisce ad avere portata generale non potendo snaturarsi rispetto al tratto che le riforme, invece, conservano in sé, ovvero, - ripeto - quel carattere generale per il quale il legislatore ridisegna un sistema dalle sue basi, anzitutto normative.

Una riforma che vada bene a tutto e a tutti non sarebbe una vera riforma.

Sul punto un brevissimo inciso, Presidente: è notizia di tre giorni fa - leggo sul sito dell'ANSA e di altre testate nazionali importanti - che la Regione Puglia, a guida centro-sinistra, nella persona del presidente Emiliano, vara il Consorzio unico di bonifica; ulteriore notizia che mi ha subito colpito è che in Puglia, prima di questa riforma, c’erano solo quattro Consorzi, commissariati dal 2017. La Puglia, ad occhio e croce, sarà due volte la Calabria, noi ne avevamo, ne abbiamo ancora, a dire il vero, 11.

Ad ogni modo le riforme per avere i caratteri di una buona legge devono prendere le mosse da ciò che fino ad oggi non è andato bene e immaginare una impalcatura nuova, generale, efficace ed efficiente.

Noi siamo i “meccanici” delle leggi regionali. Se la norma attuale non è soddisfacente, abbiamo l'obbligo di perfezionarla e/o di sostituirla.

Si citi, a titolo meramente semplificativo, la oggettiva difficoltà nella riscossione delle quote consortili. Non è questa un'anomalia direttamente riconducibile alla inefficienza del sistema attuale di bonifica?

Appare ovvio per questo, e tanto altro, che la legge attuale vada cambiata e la struttura deve essere immaginata ex novo.

È innegabile che sia la disciplina corrente sia il funzionamento attuale dei Consorzi di bonifica presentano molteplici profili di criticità. Sotto questi aspetti la voce è unanime.

Lo diciamo tutti: maggioranza ed opposizione e, finanche, le sigle sindacali storicamente e ideologicamente lontane dai nostri colori politici.

La divisione si registra, invece, sull'efficacia delle iniziative finalizzate al superamento dei problemi: da un lato, c'è quella parte politica veramente riformatrice che cerca di far funzionare al meglio il sistema; dall'altro lato, c'è quella parte politica, solo idealmente riformatrice, ma nei fatti assolutamente accomodata su una più comoda posizione di conservazione dello status quo che non le fa, a mio sommesso parere, alcun onore.

Da un lato c'è quella parte politica che ha deciso di mettere e giocarsi la faccia dove, finora, la politica l'ha persa; dall'altro lato c'è una parte politica che accusa il presidente Roberto Occhiuto di prepotenza, arroganza e smarrimento della democrazia anziché stimare l’assunzione di responsabilità politico-istituzionale.

Sì, perché porre una questione di fiducia rispetto ad un atto necessario è sintomatico di profonda e nobile responsabilità oltre che di buon governo e non, come sostenuto, atto di prepotenza e arroganza.

Presidente Occhiuto, la informo che il gruppo Forza Azzurri non ha avvertito alcuna mortificazione, né ha percepito alcuna costrizione. Fiducia o meno, il nostro gruppo avrebbe votato, come farà, favorevolmente per questa proposta di legge.

Il gruppo Forza Azzurri ha esaminato la riforma in autonomia: si tratta di un complesso normativo valido, necessario e, da noi, condiviso.

Non di una impostazione arrogante. Anzi, ritengo che la riforma in discussione sia necessaria anche per chiarire, definitivamente, da quale parte stiamo e, ovvero, dalla parte di chi si opera affinché il Consorzio unico di bonifica possa diventare ente veramente produttivo, che dia dignità ai propri lavoratori - per inciso, sono al riparo da problematiche occupazionali di sorta - e che, finalmente, produca progetti a favore del nostro sistema irriguo e, più in generale, nei confronti del nostro sistema agricolo.

Rapidamente nel merito.

Sono le risposte ad interrogativi apparentemente banali a suggerire l'intervento di razionalizzazione e di riforma del Consiglio indirizzato al buon funzionamento dei Consorzi.

Quali sono le attuali condizioni economiche dei Consorzi di Bonifica?

Quali sono le attuali condizioni strutturali dei Consorzi di Bonifica?

Quali sono le attuali condizioni finanziarie dei Consorzi di Bonifica?

Quali sono le reali capacità di intervento dei Consorzi di Bonifica?

Infine, i servizi propri dei Consorzi di Bonifica sono efficientemente erogati?

Le risposte sono agevolmente intuibili e sono tutte, o quasi, negative.

Eppure, la legge ancora in discussione non è vigente.

In presenza di uno scenario marcato da intense difficoltà, di una legge che non è stata in grado di assicurare la funzionalità dei Consorzi di Bonifica e di una politica che, finalmente, non “bivacca” né “gioca al rimando sine die”, è legittimo parlare di prepotenza istituzionale e non di responsabilità politica e di buon governo?

Noi non lo crediamo. L'accentramento dei servizi, il riequilibrio nella distribuzione del personale di campagna, la gestione effettivamente unitaria delle risorse idriche, la sfida omogenea alle emergenze, la programmazione, il controllo e la vigilanza centralizzati e unitari, la garanzia della rappresentatività territoriale, attraverso la previsione dei comprensori, sono elementi presupposti per il risanamento e la piena funzionalizzazione del sistema. Pertanto, presidente Occhiuto, andiamo avanti.

Il gruppo Forza Azzurri, prima di esprimere voto favorevole alla proposta di legge in discussione, le rinnova la fiducia convintamente per quanto fatto e per quanto ancora faremo insieme. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Crinò. Ha chiesto di intervenire consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà 

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Volevo, innanzitutto, chiedere scusa alla consigliera Gentile per l’interruzione, perché avendo approfondito il caso, effettivamente, la relazione della collega Gentile non rientrava nel voto sulla questione di fiducia. Quindi, chiedo scusa, consigliera Gentile, perché l’ho interrotta.

Credo che anche questa sia un’onestà intellettuale che va rispettata.

PRESIDENTE

Consigliere Bevacqua, a me deve chiedere scusa.  

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, non ho interrotto lei. Ho interrotto la collega Gentile.

Intanto, signor Presidente del Consiglio e signor Presidente della Giunta regionale, annuncio il voto contrario del gruppo del Partito Democratico.

Un No, il nostro, convinto nel merito e nel metodo. Già le parole, l'affermazione, di poco fa, del presidente Occhiuto che - testuali parole, le ho segnate - dice: “Ringrazio la maggioranza perché in piena autonomia mi lascia fare le riforme” dimostra di come il presidente Occhiuto intende instaurare i rapporti con quest'Aula

Ma, poi, vorrei ricordare alla maggioranza e al presidente Occhiuto che è la prima volta nella storia del regionalismo calabrese che si pone la questione di fiducia; è un atto che noi non condividiamo, in quanto tradisce, anche, la storia politica e culturale del presidente Occhiuto il quale spesso in questa Aula e anche nel suo programma ha affermato: “Il ruolo centrale e insostituibile del Consiglio regionale è e sarà un punto fermo della mia azione di governo e di Presidente della Regione Calabria”.

Porre la questione di fiducia in quest'Aula e non consentire alle Commissioni di svolgere il proprio ruolo con l'accettazione o meno degli emendamenti, invece, a nostro avviso, segna il de profundis di questa Assise regionale. Ma questo lo diciamo noi della minoranza, naturalmente, la maggioranza può contestare, controbattere, ma questa è la nostra affermazione che non può essere contestabile.

Per la prima volta nel regionalismo democratico viene posta la questione di fiducia.

Viene posta la questione di fiducia su una materia che sicuramente non è di interesse collettivo diffuso, perché di solito, in base all'articolo 37 dello Statuto regionale, la fiducia si pone su questione di interesse collettivo diffuso e crediamo che il Consorzio, quindi tale materia, non sia oggetto di questo istituto e, pertanto, oggetto di questione di fiducia.

Questo è un elemento che vorrei evidenziare per dire come, oggi, si mette l'Aula in condizione di non esprimere un dissenso o di manifestare una propria distinzione perché altrimenti il presidente Occhiuto ci manda tutti a casa.

Questo è oggi il dato vero da cui ogni singolo consigliere regionale deve partire ed esprimere l'amarezza profonda, altro che maggioranza e minoranza.

Questo è un atto, a nostro parere, che mette in discussione la democrazia e che piega le istituzioni democratiche al volere di un solo uomo al comando, per come l'altro giorno ha affermato il collega Mammoliti in una sua intervista rilasciata sul giornale.

E, badate bene, nessuno di noi ha in mente di limitare né tantomeno condizionare l'attuazione del programma da parte del governo regionale. Ci mancherebbe altro!

Avete avuto il consenso, il suffragio anzi, avete stravinto in questa regione due anni fa e, quindi. fate bene a governare, a fare le riforme, anche con coraggio, come dice il presidente Occhiuto, perché, è vero, essere riformista significa avere il coraggio, la visione, accettare le sfide, cambiare il paradigma della Calabria, tutti temi giusti. Quindi, noi non vogliamo condizionare, oggi, l'attività e l'attuazione del programma della maggioranza.

Ci mancherebbe altro!

Ma siamo profondamente preoccupati dal virus che sta caratterizzando questa maggioranza, di questi due anni, e che noi definiamo “ansia della prestazione”.

Azienda Zero, SACAL, SORICAL, ARRICal, oggi il Consorzio unico: parliamo di temi che riguardano la sanità, i trasporti, i rifiuti, le risorse idriche, sistemi vitali per la nostra economia. Fatti tanti, risultati zero, fino ad oggi.

Fatti tanti, risultati zero! È vero, presidente Occhiuto, lei ha fatto le riforme: fatti tanti, risultati zero, fino adesso, per le comunità calabresi.

Tutte queste riforme che lei ha messo in campo, però, sono tutte riforme, operazioni piene di insidie ed incognite.

Dicevo: tutte azioni, per carità legittime, ma tutte frutto, cari colleghi della maggioranza, di iniziativa della Giunta regionale, non opera di questo Consiglio regionale.

Vorrei ricordare che Azienda Zero è stata inserita in una legge “omnibus”, così la SACAL, così la SORICAL. Altro che ruolo fondamentale di questo Consiglio regionale! Altro che funzione determinante e strategica del Consiglio regionale! I fatti sono chiari. Gli atti sono chiari.

Poi, è bravo il presidente Occhiuto a vendere il prodotto, a dimostrare che ha il coraggio di fare le riforme. Ci mancherebbe altro!

Ma i fatti sono questi: il Consiglio regionale in questi due anni è stato ridotto a una semplice ratifica delle attività messe in campo dal Governatore e dalla Giunta regionale. Questi sono i fatti. E non lo dice il capogruppo di minoranza, il consigliere Bevacqua, ma lo dicono gli atti approvati in quest'Aula. Quindi, c'è oggi un problema di rispetto dei ruoli di quest'Aula.

Noi lo poniamo questo problema.

Quindi, perché diciamo questo? Perché con questi atti che voi state compiendo, che avete compiuto nei due anni precedenti, vengono meno principi fondamentali che sono il cardine della democrazia: la concertazione e la condivisione, caro presidente Occhiuto. 

Per noi che veniamo da una formazione culturale e politica la mediazione, la concertazione, la condivisione erano elementi di cui ci nutrivamo per poter, poi, avere una visione, un'idea per non mortificare il territorio, per coinvolgere i territori, per responsabilizzare i Sindaci, in questo caso per responsabilizzare gli agricoltori, il mondo dell’agricoltura.  

Questi sono i temi per cui noi diciamo no alla riforma.

Noi non siamo favorevoli a mantenere lo stesso tipo di Consorzio. Ci mancherebbe altro!

Noi siamo consapevoli che c'è bisogno di una riforma profonda, strutturale dei Consorzi di bonifica. Ma vorrei porre una domanda a questa maggioranza: da quattro anni a questa parte chi guida questo settore? Non c'è il centrodestra che guida da quattro anni questo settore? In questi anni cosa avete fatto per regolamentare, aiutare, supportare, motivare, aggiustare? Nulla.

Oggi, ci troviamo davanti una riforma coraggiosa, quale voi proponete, però vorrei ricordare al presidente Occhiuto che per valutare ogni progetto di riforma ci vogliono anni, e oggi, ad esempio, per sottolineare come siamo onesti intellettualmente, parlando di riforme fatte dal centrosinistra, dico che abbiamo commesso degli errori e ci rendiamo conto che la riforma delle Province, fatta da Delrio, è stata un errore così come la riforma del Titolo V della Costituzione, perché dimostra tanta debolezza e fragilità.

Questo per evidenziare che le riforme si valutano nel tempo e non è con atti superficiali o con l’imposizione che, oggi, si pensa di risolvere i problemi del mondo agricolo.

Torno, però, nel merito della proposta, perché, caro presidente Occhiuto, voglio capire una cosa: ci sono ragioni politiche per le quali lei oggi ha imposto la fiducia o ragioni legate ai bilanci regionali per cui ponete la fiducia per pulirli o per cancellare eventuali debiti?

Se è così, credo che sia un'operazione sbagliata perché è frutto di quella burocrazia regionale che da cinque o sei anni cerca sempre di arrivare al suo risultato, perché poi vanno in pensione senza assumersi le responsabilità.

La responsabilità politica, però, è sua, presidente Occhiuto, è nostra, di quest'Aula e non dei burocrati che spesso indirizzano facendo alcuni processi.

Questo è un altro argomento che vorrei porre alla sua riflessione.

Ritorniamo al merito, come dicevo: tutti in quest'Aula sappiamo che il nucleo della proposta prevede, a fronte di 11 Consorzi di bonifica, la costituzione di un solo Consorzio, articolato in 11 comprensori, corrispondenti ai territori degli attuali Consorzi, che vengono contestualmente soppressi e messi in liquidazione.

Cosa contestiamo, presidente Occhiuto?

Primo: il testo del disegno di legge non contiene alcun richiamo, a nostro avviso giusto, all'Intesa Stato-Regioni del 18 settembre 2008, che definisce i criteri per il riordino dei Consorzi di bonifica né fa alcun riferimento ai comprensori sui territori, definiti sulla base di unità idrografiche ed idrauliche omogenee sia per la difesa del suolo sia per la gestione delle acque; così come è chiaro – rispondo all'amico, consigliere Crinò e anche alla presidente Gentile – che l'estensione all'intero territorio regionale non provocherebbe una vera partecipazione dei consorziati né alla gestione del Consorzio, che diventerebbe un Ente ancor più lontano dagli agricoltori, né alla programmazione del territorio.

In tema di governance del nuovo Ente, come si fa a continuare a chiamare Consiglio dei delegati un organo composto da 42 membri, dei quali solo 27 sono eletti dai consorziati, mentre i restanti sono nominati o designati dalla parte politica? E cosa dire del direttore generale, nominato dal Presidente del Consorzio, previa intesa con il Presidente della Regione?  

Poi – lo dico a qualche consigliere della maggioranza – in questa proposta di legge si prevede l'esclusione dai contributi regionali per chi non paga il tributo consortile – se ho letto bene, l'ha detto anche lei, presidente Occhiuto, – per favorire, appunto, l'incremento di risorse per i Consorzi.

In questi mesi, qualche consigliere di maggioranza e anche di minoranza ne ha fatto una bandiera: “No, al pagamento dei tributi per chi non riceve i servizi”!

Oggi, con questi emendamenti rischiamo di privare tanti agricoltori della possibilità di partecipare ai bandi regionali per questa clausola o vincolo che inserite.

Saremmo, però, falsi e ipocriti se dovessimo affermare che tali osservazioni sono il frutto di un ragionamento fatto soltanto nell'ambito del nostro gruppo consiliare, ma sono diventate le nostre convinzioni dopo un serrato e proficuo confronto con le associazioni datoriali, l'ANBI e i sindacati, e ci meravigliamo che, oggi, qualche parte sociale rinneghi le osservazioni che aveva espresso e condiviso con noi in merito al Consorzio unico e non alla riforma; ecco, perché, caro Presidente, ritorniamo al tema, per non essere strumentali.

Qualche mese fa, le dissi che il Partito democratico aveva presentato una proposta di legge sulla riforma dei Consorzi di bonifica, depositata tre mesi fa presso la Segreteria Assemblea, ma mai calendarizzata e discussa nella Commissione preposta, che è quella dell'agricoltura.

Noi siamo convinti più di voi che ci sia bisogno di una riforma strutturale forte dei Consorzi, perché lungi da noi difendere e garantire sacche di parassitismo o cattive gestioni.

Conosciamo bene la situazione in cui versano, in particolar modo, alcuni Consorzi, abbiamo partecipato in questi mesi ad iniziative pubbliche, a scioperi come quello dei lavoratori del Consorzio di Trebisacce – vedo qui la rappresentanza del Consorzio – e conosciamo bene i problemi legati agli stipendi, al TFR e al pagamento dei fornitori.

Conosciamo bene – ripeto – la situazione di collasso che vivono i Consorzi, ma la risposta che date è sbagliata ed è proprio su questo, cari Assessore, Presidente e Presidente della Commissione, che si dovranno togliere i dubbi che pure si registrano nei territori.

Che cosa ne sarà di queste gravi situazioni tuttora pendenti? Riteniamo che per una più efficace razionalizzazione strutturale si debba seguire proprio lo schema dell'Intesa Stato-Regioni e siamo partiti da questa premessa per elaborare la nostra proposta di legge – ripeto – mai discussa.

Non siamo mai stati chiamati a confronto, perché è vero che alcune volte abbiamo soltanto strumentalizzato o, meglio, cavalcato la tigre dall'opposizione – ci sta – ma, questa volta, abbiamo fatto una proposta precisa, puntuale, organica e non siamo stati chiamati, nemmeno in questi giorni, per dire: “Caro Partito democratico, venite da noi, troviamo una sintesi migliore, possibile, che possa essere l’istituzione di uno, due o tre Consorzi”.

Non siamo stati nemmeno consultati! Che cosa pensavate che saremmo venuti a piatire in ginocchio e a dire: “Per favore, sentiteci”!

No, la democrazia non funziona così; se c'è rispetto dei ruoli e delle funzioni, c'è bisogno del reciproco ascolto, della reciproca comprensione, mediazione e sintesi necessarie per dare risposte ai territori.

PRESIDENTE

Consigliere Bevacqua, concluda il suo intervento.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Sì, sto per illustrare la proposta di legge che abbiamo presentato, mi faccia spiegare quello che avevamo previsto.

Dal confronto pluralista avuto con i soggetti a cui facevo riferimento, eravamo arrivati a proporre una fusione degli attuali comprensori, in numero non superiore a 5, su ognuno dei quali istituire un Consorzio, perché questa ci sembrava una decisione di buon senso alla quale arrivare con ragionevolezza.

L’articolazione territoriale dei Consorzi era frutto di studi e attenzione ai territori e non di improvvisazioni ed approssimazioni, come emerge da questa proposta di legge; avevamo proposto di dare priorità all'uso agricolo delle acque – specialmente,  nei periodi di siccità e di scarsità della risorsa idrica, sempre più frequente a causa dei cambiamenti climatici – così come avevamo previsto un meccanismo di voto telematico per consentire una più ampia partecipazione all'elezione del Consiglio dei delegati; avevamo previsto anche l'adozione del controllo di gestione – quale processo atto a garantire la realizzazione degli obiettivi programmati – e la cogestione corretta, efficace ed efficiente delle risorse; l'adozione del Piano del fabbisogno del personale.

Questa proposta, invece, snatura completamente l'essenza dei Consorzi di bonifica che, nel centenario della propria istituzione, vedono trasformare la loro natura di Enti esponenziali degli interessi degli utenti, caratterizzati dall'autogoverno, a mere articolazioni dell'Amministrazione regionale.

Quello che più sorprende è il fatto che, anche al di fuori del perimetro della maggioranza, –giocoforza, sarà costretta, in alcuni casi non condividendola, a votare questa proposta di legge – ci siano anche qualificati esponenti delle parti sociali, che non si comprende a qual fine si prestano a confondere – il dottore Giovinazzo, penso che potrà chiarire meglio il concetto – gli Enti strumentali della Regione con gli Enti pubblici vigilati.

Sappiamo che la nostra idea mal si concilia con quelle nettamente più dirigiste e accentratrici del Presidente della Giunta regionale perché, evidentemente, neutralizza quel principio dell'autogoverno dei Consorziati, come sostenuto da molti e da noi condiviso.

Quando detto basterebbe già per sollevare più di un dubbio sulla bontà della proposta sia dal punto di vista della legittimità sia dal punto di vista dell'efficacia ed efficienza.

Caro presidente Occhiuto, ormai abbiamo capito che la sua missione, come lei ha detto poco fa, è quella di governare in piena autonomia i processi della Calabria: ne prendiamo atto, ma lo deve spiegare alla sua maggioranza.

Noi siamo qui ai banchi dell’opposizione e ci teniamo sempre a dare il nostro contributo, come abbiamo fatto e cercato di fare su questa proposta, inascoltati, ma comandare e governare sono due termini completamente diversi e lei conosce bene il significato di entrambi.

Le chiediamo – e concludo: come farà a garantire il funzionamento con solo 18 milioni di euro che la proposta mette a disposizione per il prossimo triennio, insufficienti persino alla copertura degli stipendi del personale?

È fondamentale quindi, Presidente, – questa è una proposta che facciamo – aumentare l'entità del contributo già previsto per i primi due anni, così come allungare la durata temporale dell'accompagnamento finanziario del nuovo Ente.

Le nostre perplessità sono destinate a crescere quando si passa, poi, al capitolo della liquidazione degli 11 Consorzi: mancheranno all'appello consistenti risorse che, allo scadere dei due anni, non potranno poi essere scaricate sul nuovo Consorzio; significherebbe azzopparlo prima della sua partenza.

Non vorrei e non vorremmo essere facili profeti ma, se questi sono il senso e il significato dell'operazione, fra qualche anno - forse non più noi - coloro che siederanno su questi banchi dopo di noi, si ritroveranno a discutere ancora del salvataggio della bonifica calabrese.

È davvero questo – e concludo l'appello – il modo di mettere mano a un settore così delicato? È, davvero, questo che voi consiglieri di maggioranza volete avallare pur sapendo come stanno le cose?

C'è ancora il tempo, caro presidente Occhiuto, di fare un passo indietro, sospendere e avviare una discussione seria e costruttiva in quest'Aula, ma soprattutto produttiva con i territori e con le parti interessate. Per fare questo, voi consiglieri di maggioranza dovete convincere il presidente Occhiuto a recuperare i cardini dei princìpi democratici che sono la concertazione e la condivisione.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Bevacqua. Vi prego di rispettare i tempi degli interventi. Lei, consigliere Bevacqua, che richiama sempre il rispetto delle regole e dei Regolamenti, ha superato di 12 minuti la durata prevista per il suo intervento. Lo dico perché non bisogna essere con una mano lunga e una corta.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Chiedo scusa.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere De Nisi. Ne ha facoltà.

DE NISI Francesco (Coraggio Italia)

Grazie. Preannuncio il voto favorevole a questa riforma, ma, a differenza di quanto pensa il consigliere Bevacqua, lo faccio con convinzione.

Se questa sera dovessimo fare un sondaggio tra i cittadini calabresi e chiedere: “Sei favorevole a questa riforma?” Quale sarebbe il voto dei cittadini calabresi? Quanti calabresi sono d'accordo nel vedersi notificare un tributo – che sta aumentando esponenzialmente nel corso degli anni, dal 2016 – senza ricevere nessun servizio?

Il tributo della bonifica è il più odioso che, ad oggi, esiste in Calabria e stanno tutti cercando di evitare di pagarlo. Riescono a farlo riscuotere soltanto i Consorzi che hanno individuato una buona società di riscossione che agisce e perseguita i contribuenti e che cerca di recuperare i fondi.

In cambio di questo tributo, i cittadini calabresi cosa hanno ricevuto?

Io dico nulla, non hanno ricevuto nulla. Quindi, se questa sera proponiamo loro questo sondaggio: “Sei favorevole a mantenere un sistema composto da 11 organismi amministrativi, le cosiddette deputazioni, che gestiscono 11 territori della Calabria, ognuno dei quali percepisce un emolumento, un'indennità, gestisce politiche del personale di assunzione, di appalti, di lavori, senza rispondere a nessuno? Siete d'accordo a mantenere questo sistema o volete che venga accorpato e posto anche al controllo dei cittadini?” Perché uno dei problemi che hanno i Consorzi di bonifica è proprio la mancanza di controllo.

Molte volte pensiamo che questi organismi siano democratici, ma ci rendiamo conto che determinati sistemi non si riescono a scardinare, perché il corpo elettorale di questi Consorzi, per i meccanismi elettorali di scelta della deputazione, è sempre lo stesso: decidono sempre le stesse quote di partecipazione, le stesse quote fondiarie.

Questo è un meccanismo che si perpetua da decenni e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: sperpero di denaro pubblico, spesa incontrollata e assenza totale di servizi.

I cittadini, soprattutto quelli della mia zona – magari, è una zona povera – parlando di bonifica o di altro mi chiedono: “Cosa fate per i cinghiali? Noi paghiamo un tributo per la bonifica, ma non siamo più proprietari dei nostri fondi, non siamo più padroni e liberi di coltivare i terreni perché ormai li dobbiamo abbandonare in quanto sono devastati dai cinghiali.”

Questo per quanto riguarda soprattutto le zone di montagna, ma anche le zone di pianura, le zone agricole più ricche: siete sicuri che le grosse aziende attingano o utilizzino il sistema di irrigazione delle bonifiche, il sistema realizzato dai lavori fatti dalle bonifiche?

Vi posso garantire di no: le grosse aziende attingono a captazioni private o proprie; quelli che restano senza servizi sono i piccoli agricoltori che non riescono più a coltivare i fondi perché non hanno le risorse per migliorare il fondo e la qualità agraria dei terreni.

Dico, quindi, che questa riforma è necessaria ed è necessario che la Regione Calabria e i cittadini individuino l’Ente destinatario del loro tributo per poter individuare chi è il colpevole e il responsabile di questi fenomeni di mala gestione.

Finora, questo non c'è stato, e il presidente Occhiuto stasera sta dicendo: “Dobbiamo cambiare questo sistema e metterci nelle condizioni che questo sia un Ente sì vigilato dalla Regione, ma controllato dai cittadini”.

Penso che questa sia la strada giusta e doverosa da intraprendere perché questo sistema non può continuare e non possiamo pensare di mettere a rischio il bilancio della Regione Calabria e i soldi dei cittadini e non possiamo pensare che i territori possano rimanere abbandonati, così come lo sono per buona parte; le aree interne, infatti, sono completamente abbandonate, in quanto l'attenzione di molti Consorzi è stata rivolta per decenni soltanto verso determinate aree, lasciando abbandonato tutto il resto.

Annuncio, quindi, il voto favorevole del mio gruppo, ma non per una convinzione o per una strategia politica o perché siamo costretti a votare, come viene detto o come si vuol far sembrare oggi. Votiamo perché siamo convinti, perché la situazione non può più andare avanti così e perché questa è la scelta giusta. Anche come consiglieri regionali, da domani, saremo nelle condizioni di individuare le responsabilità di chi gestisce questi Enti, questo Ente unico, per cui la persona – o chi sarà – la deputazione, dovrà essere in grado e nelle condizioni di rendicontare agli agricoltori calabresi, ma anche ai cittadini calabresi quello che verrà fatto e come verranno spesi i fondi.

Quindi, concludo annunciando un voto favorevole e convinto a questa riforma.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere De Nisi.Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque stelle)

Grazie, Presidente. Presidente Mancuso, presidente Occhiuto, colleghi di maggioranza e opposizione, ritengo che oggi questo Consiglio regionale abbia perso l’occasione di scrivere tutti insieme una bella pagina.

Ho ascoltato attentamente le parole del presidente Occhiuto e ritengo che qui nessuno di noi fosse contrario a una riforma dei Consorzi di bonifica.

Ancor di più io, che – faccio una piccola crono storia – da quando sono stato eletto in questo Consiglio regionale, ho cercato in tutti i modi di contribuire in maniera costruttiva ai lavori della sesta Commissione presieduta dalla collega Katya Gentile.

Presidente Mancuso, la sesta Commissione aveva dato vita a un lavoro bipartisan, che io reputo una delle pagine più belle di questa legislatura perché, insieme alla presidente Gentile, al segretario Graziano e ai colleghi Gelardi e Cirillo – il collega Gelardi ora è sostituito dal collega Molinaro – avevamo avviato una serie di audizioni, ascoltando i Presidenti degli undici Consorzi, le sigle sindacali, Coldiretti, Confapi e Confagricoltura, il direttore generale, Giovinazzo, e l'Assessore al ramo, Gianluca Gallo.

A fronte di questo lavoro costruttivo e bipartisan portato avanti dalla sesta Commissione, reputo inaccettabile che soltanto pochi giorni prima di questa seduta di Consiglio regionale, a fine di luglio, noi consiglieri regionali abbiamo potuto prendere visione del testo per il quale la maggioranza chiede oggi l'approvazione.

Ancor di più, ritengo che lo scorso lunedì, nel corso della sesta Commissione, protrattasi per oltre cinque ore, sia stata scritta una brutta pagina, poiché le sigle sindacali hanno ritenuto di non partecipare ai lavori e vi è stato un forte attacco da parte di alcuni Presidenti dei Consorzi, nello specifico del Basso Ionio Reggino e del Tirreno Vibonese nei confronti di alcuni componenti della Commissione, del Dipartimento e dell'assessore Gallo.

Presidente Occhiuto, credo che lei abbia avuto la possibilità di valorizzare le qualità di noi consiglieri regionali, partendo dalla sua maggioranza che al suo interno annovera, a mio parere, persone che hanno dimostrato di avere delle qualità politiche, e continuo a ripetere che, anche se sono un consigliere di minoranza, così come ho sempre fatto in questi due anni, nel momento in cui ci sono le possibilità di poter migliorare una proposta di legge, io sono dalla parte dei calabresi; però, presidente Occhiuto, se lei non mi dà la possibilità di presentare degli emendamenti, di visionare una proposta di legge che disciplinerà il mondo agricolo per i prossimi vent'anni, come posso oggi fattivamente votare favorevolmente un provvedimento che, nel merito, non mi vede a priori in maniera contraria? Non posso, però, assolutamente accettare, a nome del Movimento Cinque Stelle ma, ancor di più, in rappresentanza dei cittadini che mi hanno votato per stare all'opposizione di questa maggioranza e di questo governo regionale, ricatti nell’associazione di un voto di fiducia a un testo che riguarda il futuro del mondo agricolo.

Difatti, non condivido per nulla l’analisi del presidente Occhiuto nel dissociare la fiducia dal merito di questo provvedimento e reputo un grave errore la richiesta del voto di fiducia, poiché sono convinto che senza tale condizione, se ci avesse dato la possibilità di dare il nostro contributo nelle Commissioni e in quest'Aula, avrebbe tranquillamente superato i 21 voti.

Per tali motivi, ritengo utile dare un segnale di rispetto nei confronti di questo Consiglio regionale poiché, lo ribadisco, io non sto qui solo perché aspetto il 27 del mese, ma perché voglio dare un contributo fattivo, nella mia qualità di consigliere regionale in rappresentanza dei cittadini calabresi.

Entrando nel merito, anche qui, io non sono assolutamente d'accordo sul fatto che questa sia una proposta di legge rivoluzionaria. A tal proposito, ricordo le segnalazioni poste all'assessore Gallo e alla presidente Gentile nel corso della seduta di sesta Commissione di lunedì rispetto alla necessità di apportare una modifica a questa proposta di legge. Di cosa si tratta? A mio avviso, se non si modificano i Piani di classifica entro 12 mesi dall’entrata in vigore di questa legge, noi rischiamo che invece di una montagna si partorisca un topolino, in quanto il problema principale dei Consorzi di bonifica in Calabria – io sono tra coloro che pagano il tributo consortile – non riguarda solo gli undici Presidenti, gli undici direttori generali o se da domani ce ne sarà uno solo, bensì la scarsa percentuale e il basso tasso di riscossione dei Consorzi di bonifica che, come ha detto il presidente Occhiuto, oggi oscillano tra percentuali che vanno dal 40 al 60 per cento. Il che vuol dire che è un cane che si morde la coda e che, a fronte di – l'ha detto anche la CGIL lunedì in Commissione –, mi sembra, 21 milioni di euro di spesa, abbiamo la metà in entrata, e i soldi previsti nella proposta di legge, soprattutto i 7 milioni del 2024, risultano non essere assolutamente sufficienti; a garanzia del fatto che da domani partirà una rivoluzione nel mondo agricolo e dei Consorzi di bonifica.

Presidente Occhiuto, sono passati ormai due anni, e mi sembra un film già sentito nel suo discorso di due anni fa, a novembre del 2021, quando aveva annunciato Azienda Zero dichiarando che poiché c'era un problema nelle Aziende sanitarie provinciali, poiché c'erano delle scarse capacità amministrative nelle Aziende sanitarie provinciali, centralizzando tutto con Azienda Zero, noi avremmo salvato la sanità in Calabria.

Sono passati due anni e io invito a chiedere a qualsiasi cittadino calabrese se la sanità negli ultimi due anni sia migliorata oppure no.

Mi auguro che questo percorso non si replichi anche nel settore agricolo e nel mondo dei Consorzi di bonifica.

Pertanto, annunciando assolutamente il voto contrario del Movimento Cinque Stelle alla fiducia a questo governo regionale, invito ancora una volta il presidente Occhiuto, ad avere più rispetto – lo dico senza vena polemica – nei confronti di questo Consiglio regionale e delle Commissioni poiché sono convinto che, insieme, maggioranza e opposizione, possano dare un contributo all'azione che lei sta portando avanti, anche se da diversi colori politici. Non posso accettare, però, che lei, da solo, si occupi la mattina di agricoltura, a mezzogiorno di sanità, all'una di turismo, alle due di lavori pubblici, alle tre di infrastrutture.

Come può pensare che una persona sola possa cambiare le sorti della Regione più povera non solo d'Italia ma addirittura d'Europa?

Ha ancora tre anni di tempo per dimostrare che è un personaggio politico aperto ai contributi esterni e che ha come faro la democrazia e il rispetto della rappresentanza di questo organo, però, per questo motivo, ancora una volta, sono costretto a dichiarare il mio voto contrario alla fiducia a questo governo regionale perché questo governo regionale, soprattutto nei confronti dell'opposizione, sta dimostrando veramente uno scarso rispetto istituzionale. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tavernise. Ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Grazie, Presidente. Saluto il Presidente della Giunta, gli assessori e i colleghi consiglieri. Oggi ci troviamo di fronte a una riforma epocale. Non a caso, l'ultima legge regionale che si è occupata di Consorzi risale al 2003, ovvero 20 anni fa.

Non trovo giusto dire che abbiamo l'ansia della prestazione, come asserisce il consigliere Bevacqua. Abbiamo l'ansia di fare le prestazioni e le prestazioni che stiamo facendo, da oltre un anno e mezzo, questa Legislatura le ha definite riformatrici.

Sono d’accordo con il consigliere Bevacqua quando dice che abbiamo riformato l'ambiente; i rifiuti con ARRICal; la depurazione; la sanità con Azienda Zero; il sistema degli aeroporti con la SACAL e il sistema del termalismo.

In effetti, dopo cinque anni di inefficienza, tra il 2015 e il 2020, c’è l’ansia di lavorare, di recuperare il tempo perduto e, effettivamente, abbiamo l'ansia di fare questo.

L’abbiamo soprattutto in questo settore che riguarda gli agricoltori ed è un settore trainante di questa Regione, dove ancora l'assessore Gallo sta cercando di recuperare spesa che non è stata fatta col POR 2014-2020, negli anni in cui avete governato.

C’è una situazione di sofferenza del settore consortile e irriguo, degli agricoltori, ai quali - è stato ricordato prima - spesso vengono ingiustamente recapitate le cartelle da pagare, e dei lavoratori, che protestano per il mancato pagamento dello stipendio.

Questa legge potrà essere sicuramente perfettibile e perfezionabile e l’apertura manifestata oggi dal presidente Occhiuto, rispetto a un intervento migliorativo a partire da settembre, noi la accogliamo in pieno.

Ad esempio, è evidente che andranno recuperate delle risorse da dare al nuovo Consorzio unico per quanto riguarda i lavoratori, il mancato pagamento del TFR ai lavoratori consortili e la contrattualizzazione, Presidente. Ci sono lavoratori in alcuni Consorzi che hanno un contratto che va al di fuori dei Contratti nazionali, in più e in meno; quindi, ci deve essere un’equiparazione contrattuale e, anche, secondo me, un incentivo all’esodo poiché ci sono 570 unità che probabilmente sono troppe per questo settore.

Per quanto concerne la forestazione, che oggi non avete potuto affrontare anche per motivazioni economiche, è evidente che i Consorzi si devono occupare esclusivamente del settore irriguo, al fine si potersi concentrare meglio su questa attività.

Si è parlato molto della fiducia oggi, Presidente.

Noi la fiducia al presidente Occhiuto, così come i cittadini calabresi, l'abbiamo data il 3 ottobre del 2021; quindi, questa è una conferma della fiducia.

Noi ci siamo candidati con il presidente Occhiuto e il presidente Occhiuto ha voluto che noi ci candidassimo con lui; quindi, è una fiducia che non ha bisogno di essere sancita in quest'Aula; però, è necessario che questa riforma sia approvata con tutti i voti della maggioranza che, come ha sempre fatto in quest’Aula, l'ansia riformatrice di cui parlava il consigliere Bevacqua ce l'ha insieme al presidente Occhiuto; perciò, non abbiamo problemi a votare.

Non li avremmo avuti anche senza la fiducia, Presidente; nel senso che noi siamo 21 persone che oggi le confermeranno la fiducia che abbiamo dato il 3 ottobre del 2021, ma lei sta avendo soprattutto il consenso dei calabresi, ed è quello che è importante, non tanto il consenso di quest’Aula.

Lei ha la Calabria dietro di sé, i cittadini calabresi che apprezzano quotidianamente le battaglie che sta facendo e questa è una battaglia, ripeto, epocale perché nell’interesse dei cittadini e del bene collettivo, non delle consorterie.

Ecco perché noi oggi chiaramente voteremo questa legge.

La votiamo anche perché – lo ricordava bene il collega Tavernise e lo ringrazio per questo – questa legge non nasce l'altro ieri, bensì dall'inizio della legislatura.

La Commissione agricoltura, su sua indicazione – ringrazio la Presidente e i colleghi – ha lavorato dal primo giorno per mesi sulla riforma dei Consorzi.  Ci sono state parecchie sedute con diverse udizioni, da cui è scaturito un documento. Pertanto, questa legge è anche frutto del nostro lavoro!

Il Presidente ha saputo fare una sintesi, raccordandosi con l'assessore all'agricoltura e con la Presidente della Commissione, che ha rappresentato tutti i suoi componenti.

Tale lavoro è proseguito anche l'altro ieri con una seduta lunghissima e ricca di audizioni mentre lei, Presidente, ha continuato il lavoro anche presso la Cittadella regionale, dove ha incontrato in maniera proficua le organizzazioni degli agricoltori; sono compiaciuto che ci sia stata anche una condivisione e partecipazione sulla legge perché la riforma dei Consorzi fa parte del nostro programma elettorale, che oggi andiamo a confermare.

Per questo dico che lei non ha bisogno della nostra fiducia oggi per rimanere in carica per tutta la Legislatura, poiché ciò è intriso nei fatti che lei sta portando quotidianamente.

Devo dire che ho apprezzato molto l’intervento del consigliere Tavernise; e se lo dico io, collega, vuol dire che è così!

Voglio richiamare, anche a beneficio del consigliere Bevacqua, una notizia Ansa del 3 luglio, in cui il presidente della Regione Puglia, Emiliano, dichiara: “Via libera al Consorzio di bonifica unico in Puglia da gennaio 2024!”. Voi siete al governo di questa Regione! Se va bene in Puglia, va bene anche in Calabria!  Forse, in Calabria non va bene perché siamo noi a governare!?

Dunque, si tratta di un fattore esclusivamente pregiudiziale di cui, però, prendo la parte positiva: se per il Movimento Cinque Stelle questa legge va bene in Puglia – ho sentito prima che va bene anche in Calabria – se non ci fosse stata la questione di fiducia, probabilmente avreste votato favorevolmente nel merito, se non ho capito male.

Pertanto, Presidente, ritengo che la proposta di legge in quest'Aula non abbia ricevuto solo i nostri 21 consensi – quelli chiaramente ci sono perché condividiamo quello che lei fa, a prescindere, perché condividiamo il programma elettorale e la sua azione – bensì un consenso anche maggiore.

Io sono componente della Commissione agricoltura e ho sentito quanto detto sia dal consigliere Tavernise, che avrebbe votato questa legge se non fosse stata posta la questione di fiducia, sia il consigliere Afflitto, che avrebbe votato questa legge anche con la questione di fiducia.

Il consigliere Laghi, probabilmente, ha detto la stessa cosa.

Quindi, oggi sono veramente soddisfatto di vedere che su questa legge c’è un consenso in quest’Aula che va al di là del voto di fiducia, fermo restando che noi voteremo questo provvedimento. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Graziano. Ha chiesto di intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Prima di entrare nel merito della questione non posso non rubare qualche minuto del mio intervento per riprendere il riferimento che il presidente Occhiuto ha avuto la cortesia di fare riguardo al Piano per il Parco nazionale del Pollino.

Dico al presidente Occhiuto quello che ho scritto sui social e sui comunicati stampa e cioè che gli va riconosciuta una scelta giusta e coraggiosa che in tanti, in troppi, debbo dire, prima di lui, non hanno fatto. Certo, sono andato a parlare col presidente Occhiuto, facendo esattamente quello che sto facendo da 20 anni a questa parte e di cui noi ci stiamo occupando. Dico noi perché non sono andato a titolo personale, come Ferdinando Laghi, a chiedere una cortesia, sono andato come esponente di un movimento ambientalista e di tutela della salute che da 20 anni sta percorrendo una quantità infinita di strade in Calabria e in Basilicata insieme con le associazioni “Il riccio”, “In Calabria” e il “Comitato salute ambiente Pollino in Basilicata”, confluiti poi nel forum. Li voglio nominare perché è gente che ha combattuto vent'anni nel Forum Stefano Gioia, un attivista che faceva il rafting e che è morto in Cile durante una discesa dopo aver salvato le sei persone che erano con lui e che, per questo, ha avuto la medaglia d'oro al valor civile ed era un nostro attivista. Con Antonietta Lauria abbiamo parlato con una filiera di Rotonda, una filiera interminabile di istituzioni, di Sindaci, di Presidenti regionali, avendo sempre, quasi sempre, risposte cortesi, ma un muro di negazione.

Quindi è ovvio che io debba, con piacere, ringraziare un rappresentante di un'area politicamente diversa. Sono esponente di un'area civica, movimentista, ambientalista, quindi non appartengo ideologicamente ad una parte e sono focalizzato sui fatti, sulla concretezza, sulle cose che penso essere, in perfetta buona fede, di aiuto alla popolazione che mi ha dato il mandato di rappresentarla, la popolazione calabrese.

Ritorno brevemente sulla centrale del Mercure.

Il provvedimento non era quello della centrale. Il provvedimento riguardava la presa in carico del Piano del Parco nazionale del Pollino, un Parco che abbiamo atteso trent'anni,: bisognava licenziarlo entro sei mesi, da sei mesi sono passati 30 anni, e anche su questo una pletora di amministratori, compresi i Presidenti dei Parchi che avrebbero dovuto essere rimossi dopo sei mesi di non evasione dell'obbligo, non l'hanno fatto. Il Piano del Parco che, fra l'altro, presenta un percorso di grande complessità ma anche di grande partecipazione, è stato finalmente approvato e nel Piano del Parco, la centrale del Mercure ha il privilegio, molto virgolettato, di avere un paragrafo in cui viene individuata come elemento detrattore del Parco nazionale del Pollino, cioè di un'area protetta, la più grande, forse la più bella, secondo me, sì italiana, protetta da leggi europee, ZPS, zona di  protezione speciale, patrimonio UNESCO. Ecco, c'è chi vuole quel parco industrializzato. Allora cancelliamolo e facciamoci un'altra cosa! Fino a che rimane Parco quelle persone e quei territori non possono subire le aggressioni, non le mascheriamo. Sono di Laino Borgo dove c'è la centrale, non è vicino casa mia, non ho terreni, è lontano 70 km, non ho interessi, ma, come calabrese, ho vissuto la centrale del Mercure, ancora la vivo, come un'aggressione territoriale e un colonialismo che ha privato le nostre popolazioni di diritti, di salute e di sviluppo. Il Parco vuol dire sviluppo economico! La chiusura della centrale prima avviene meglio è, si coniugherà con uno sviluppo ulteriore del turismo della filiera enogastronomica, con maggior lavoro delle guide del Parco e così via.

D'altra parte, abbiamo fatto delle manifestazioni oceaniche per la zona: quattromila persone hanno manifestato nella valle del Mercure, quattromila persone è, praticamente, la popolazione di tre comuni, tredici rappresentanti istituzionali. Allora chi adesso si sveglia ha avuto tutto il tempo di dire la sua, non va bene intervenire, eventualmente, contro, non contro la centrale, contro il Parco, perché la centrale del Mercure è 15 volte - questo c'è nel Piano del Parco, che forse è stato letto in ritardo o non è stato letto affatto - più grande del limite massimo consentito. Uno schiaffo che avrebbe - è anche un'evidenza dei fatti - indebolito e probabilmente reso vana l'approvazione del Piano del Parco. Il Piano del Parco che era transitato attraverso tutti i possibili uffici, attraverso la valutazione dei Sindaci prima di arrivare nel dipartimento, è stato mandato qualche settimana fa ai Sindaci, nessuno ha detto niente; quindi, adesso qualcuno si sveglia. E chi è che si sveglia? Non quelli che hanno difeso – lo riporta il quotidiano della Basilicata di ieri o avantieri – senza prendere soldi, le popolazioni delle due comunità Viggianello e Rotonda, che sono le più aggredite dall'impatto della centrale, e quei 456 comuni finanziati e cloroformizzati dai soldi dell'ENEL. Diciamo le cose come stanno! Per me è stato un gran piacere vedere - si parlava prima dell'immagine della nostra regione - che il quotidiano della Basilicata scriva in prima pagina “Parco del Pollino, centrale del Mercure, sblocco dopo 20 anni, grazie Calabria”. “Grazie Calabria” dice! Però questo è un ambientalista e responsabile di Italia Nostra, va beh , non conta perché per qualche strano motivo gli ambientalisti devono essere messi da parte. Sotto c'è un altro articolo: “Mercure, fine di un incubo, il sollievo dei sindaci della Basilicata”. Sono stato contento di vedere che la nostra Calabria è, adesso, online sui siti nazionali. Questo è il sito dell'ISDE in cui questa cosa viene vista con gioia e uscirà domani il comunicato stampa del gruppo unitario delle foreste italiane. In tutti questi anni ho tediato tanti, tante persone in tutta Italia, e ho il telefonino stracolmo di messaggi Whatsapp, di comunicazioni, di mail eccetera. C'è una festa a livello nazionale. La Calabria ha dato, per una volta, l'indicazione di cosa si fa per proteggere un territorio, la salute degli abitanti e uno sviluppo vero e progressivamente incrementale. Quindi non posso che compiacermi di questa cosa e ringrazio ancora per l'invito e chiudo l’argomento Piano del Parco.

Entro rapidamente nella vicenda di cui stiamo parlando e debbo dire, da utente di un Consorzio di bonifica a cui continuo a pagare il tributo per motivi misteriosi, perché non ho mai capito a cosa corrispondesse il pagamento.

Fortunatamente il livello di contribuzione non è elevatissimo, però, allo stesso corrisponde il nulla assoluto: arriva questo bollettino, mia moglie mi costringe a pagarlo per evitare questioni varie e tutto nasce e finisce lì. Ma insieme a questo non c’è soltanto una banale esperienza di pagamento di un bollettino dietro cui c'è il nulla, ma c’è la mia partecipazione - sono un movimentista - a delle mobilitazioni solidarizzando, da sotto, con operai che erano saliti sui tetti dei Consorzi perché non erano pagati; ho partecipato a marce che hanno visto, per esempio, anche la partecipazione del mio Vescovo per operai che da mesi non venivano pagati, che non potevano davvero portare il pane a casa loro. Non voglio cadere in argomentazioni apparentemente un po’ pietistiche, però è del tutto evidente che, anche durante queste manifestazioni e nel corso dei giorni e degli anni, io non abbia, di fatto, mai sentito delle lodi, degli apprezzamenti favorevoli alla gestione dei Consorzi di bonifica. Questo è un dato di fatto che a me consta.

Ma dato che voglio entrare, come sempre, nel merito delle questioni che sono chiamato a trattare, anche se non sono di mia strettissima pertinenza, ho partecipato volentieri ad una lunga Commissione, l'altro giorno, proprio sui Consorzi di bonifica, dopo aver partecipato all'altra Commissione, pure quella un po’ lunghetta, sulla sanità, entrambe estremamente interessanti; devo dire che quella della sesta Commissione mi ha ulteriormente informato, non ho preso la parola però, ho ascoltato con grande attenzione tutti gli interventi e mi ha rafforzato nel convincimento che era l'ipotesi di partenza, corroborata, come dicevo, anche da questo ascolto. Non dubito, francamente che questi Consorzi, come anche credo tutti abbiano detto - continuo a parlare del merito - vadano, richiedano, pretendano una radicale riforma, una profonda riforma, una sostanziale riforma. Su questo argomento, da parte mia, senza voler essere impositivo con nessuno, seguo la mia strada, fatta di convincimenti basati su quelli che ritengo fatti attendibili. Credo che questa riforma sia suscettibile certamente di miglioramenti che sono usciti fuori durante il dibattito in Commissione: ho sentito la collega Gentile prospettare già alcuni punti di attacco, di modifica, di cambiamento. Però, se mi si chiede se i Consorzi debbono essere modificati o meno, la mia risposta è sicuramente sì e questo è il merito della questione. Quindi il merito attiene ad una questione tecnica che mi permette, in piena coscienza e in piena onestà intellettuale, di posizionarmi e dire che i Consorzi, a mio parere, vanno modificati con una legge che li ristrutturi, che li semplifichi, che porti, verosimilmente, sostanziali risparmi economici, che ne consenta una gestione agile e uguale per tutti, senza eventuali baronie locali.

Quindi la mia risposta a questa proposta è, o, per meglio dire, sarebbe, sì nel merito. Ovviamente il metodo che a monte si propone stasera è un metodo collegato ad una questione di fiducia che, quindi, travalica l'aspetto meramente tecnico e inserisce questa proposta di provvedimento in un ambito di appartenenza di ambito politico. Giustamente, a mio modo di vedere, il presidente Occhiuto si è rivolto alla maggioranza che lo sostiene per avere la conferma, ancorché magari non complessivamente numericamente necessaria, di un provvedimento che avrebbe potuto o potrebbe essere licenziato con un minor numero di voti. È un provvedimento, in qualche modo, simbolo di una unità politica a cui, ovviamente, io non appartengo e, quindi, come ho già detto in altre occasioni, gli elettori calabresi qua m'hanno messo e qua rimango. Sono assolutamente, ripeto, favorevole all'aspetto tecnico propositivo della proposta, non posso, naturalmente, avallare la fiducia a un governo a cui non appartengo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie a lei. Ha chiesto di intervenire il collega Talerico. Ne ha facoltà.

TALERICO Antonello (Gruppo Misto)

Salve a tutti, vorrei prima di tutto intervenire su quello che è stato detto dal consigliere Bevacqua per quanto afferisce alle ipotesi in cui è ammessa la questione di fiducia. Lei ha richiamato il Regolamento interno del Consiglio regionale: al di là della sua integrazione quale nuovo legislatore dell'Aula, dovrebbe leggere con attenzione l'articolo 59 in combinato disposto con gli articoli 34 e 37 dello Statuto, si renderà conto che non ci sono limitazioni rispetto ai temi per cui è possibile proporre la questione di fiducia; quand’anche dovessimo accogliere la sua interpretazione secondo la quale, sostanzialmente, la questione di fiducia dovrebbe rivolgersi verso temi che hanno delle ricadute su interessi collettivi o diffusi, sa bene che gli interessi collettivi altro non sono che interessi legittimi di un ente esponenziale, di un gruppo non occasionale e che gli interessi diffusi altro non sono che gli interessi di una formazione sociale non individuabile autonomamente e, quindi, anche in queste due accezioni è evidente che interessi diffusi e collettivi non sono quelli che si rivolgono a tutti i cittadini calabresi, ma anche ad una categoria di essi, ed è evidente che una riforma come questa abbia una ricaduta fondamentale e importante nei confronti di buona parte dei proprietari terrieri, di quelli che vengono individuati come beneficiari e destinatari degli effetti della riforma.

Questo era il punto di partenza. Incalzo e vado al contrario: ritengo che la questione della fiducia il Presidente possa ritirarla perché è chiaro che abbiamo manifestato questa adesione non per paura di ritornare al voto.

L'atto politico con il quale è stata posta la questione di fiducia vuole evidenziare l'interesse a coltivare, nell'ambito di un programma non meramente elettorale, ma in quelli che sono stati i punti programmatici, la riforma organica anche dei Consorzi di bonifica. Ricordo che in Commissione il consigliere Afflitto, nella sua onestà intellettuale, aveva detto che avrebbe votato questa riforma; la vera compromissione delle prerogative dei consiglieri regionali, avviene da parte dei grillini, da parte dello stesso movimento che fa pressione sul consigliere Afflitto, paventando la sua espulsione dal partito laddove non avesse sostanzialmente votato contrariamente. Allora è evidente che io, ancor più oggi, chiedo al Presidente della Giunta di non porre la questione di fiducia - i 21 voti ci sono già - per consentire le prerogative, e quindi il diritto, anche al consigliere Afflitto, di poter votare questa riforma, poiché il suo partito sostanzialmente glielo ha vietato, ma non nelle argomentazioni concrete - di argomentazioni concrete io fin’ adesso ancora non ho sentito alcunché; anzi mi stupisce il consigliere Tavernise quando parla, anche in concreto, dei contenuti, ma questo concreto ancora non l'ho colto, non ho colto quali siano le criticità del contenuto del testo normativo di questa riforma poiché lui stesso ebbe a denunciare gli avvisi, le intimazioni di pagamento per 19 milioni di euro da parte del Consorzio di Trebisacce. Quindi il consigliere Tavernise, oggi, di fronte alla possibilità di scegliere se continuare ad accumulare dei debiti o iniziare a dare un taglio…

Sono tre i punti fondamentali: dobbiamo cambiare e intervenire sul funzionamento dei Consorzi, dobbiamo ridurre i costi e dobbiamo intervenire su quelli che sono i benefici fondiari.

Per non parlare dell'annosa questione delle cartelle di pagamento che è un tema centrale ed è un tema ancor più centrale oggi alla luce dei provvedimenti adottati dalla Corte costituzionale sia nella sentenza 160/2018 sia nella sentenza 188/2018 dove si pronuncia un principio che viene accolto e viene, secondo me, enfatizzato da questa riforma, laddove abbiamo una centralizzazione decisionale, un'autonomia funzionale, una disciplina che finalmente viene coordinata da un unico soggetto e che non potrebbe giammai trovare applicazione concreta, coerente e organica laddove a decidere fossero 11 cabine di regia. I cittadini calabresi devono sapere che con questa riforma, al di là di quelle che possono essere le strumentalizzazioni delle dinamiche o della dialettica politica, si va a incidere sul maggior funzionamento, sull’ effettivo beneficio fondiario, perché non è possibile continuare ad ammettere il pagamento di un contributo consortile che prescinda da quelli che sono i benefici dei proprietari terrieri e anche, laddove -  devo correggere un'altra volta il consigliere Bevacqua, non avrei voluto perché lui è sempre - si è paventata la possibilità, sulla scorta di questa riforma, di estendere a tutto il territorio della Calabria quello che potrebbe essere, sostanzialmente, la ricaduta, l'applicazione di un contributo per il semplice fatto che un bene rientri nel comprensorio, nel perimetro di competenza di quelli che erano i Consorzi, è errato.

Spiego subito perché! Perché questo si sgancerà da quello che è un contributo di scopo; l'attuale contributo consortile è un contributo di scopo. Che cosa vuol dire questo? Vuol dire che, se noi lo estendessimo a tutto il territorio calabrese, come è stato detto, la Regione Calabria violerebbe i limiti di competenza che farebbero sconfinare, farebbero istituire un nuovo tributo, un nuovo conio in aperta violazione di legge. Non mi piace ripetere le stesse cose e anche per questo motivo invito il capogruppo del gruppo misto, il mio amico consigliere Lo Schiavo, a votare questa riforma; lo invito a votare questa riforma perché, come me, è un tecnico, sa quali potrebbero essere le ricadute e i benefici e la nostra sintonia politica, anche se siamo su due fronti diversi, ha sempre dimostrato che c'è una coerenza argomentativa che va ben oltre le strumentalizzazioni politiche.

È vero o no che abbiamo uno squilibrio economico, patrimoniale, finanziario? Che abbiamo una gravissima esposizione debitoria? Dovremmo aprire una commissione d'inchiesta, forse dovremmo anche segnalare alla Corte dei conti quello che è avvenuto sino a tutt'oggi. Sono ancora poco chiari i conti e l'esposizione debitoria di questi Consorzi.

Ad aggravare questa situazione ci sono, molto probabilmente, dei provvedimenti adottati, anche nelle ultime settimane, da parte di un rappresentante di qualche Consorzio che ha pensato bene di aumentare le proprie indennità. Questo non è sicuramente un atto significativo ed importante per cui noi dobbiamo assolutamente adottare una riforma nel più breve tempo possibile? Certamente sì! Non è, per caso, un atto urgente quello di tutelare tantissimi lavoratori che non possono conseguire per tempo la propria retribuzione? Non è un atto urgente quello che interviene sulle proprietà di tutti coloro che sono costretti e sono obbligati a pagare un contributo consortile senza ricevere alcun tipo di attività, di beneficio ed esponendo così anche la propria attività e le proprie proprietà ad un danno?

Io concludo e invito i consiglieri Tavernise, Afflitto, Lo Schiavo e anche il dottore Laghi a votare questa riforma nella misura in cui il Presidente ritirerà la questione di fiducia. In proposito formalmente gli chiedo di ritirare la questione di fiducia poiché non è noi che deve convincere della bontà di questa riforma, ma è giusto, per come avete detto voi, che sia condivisa e magari anche perfettibile. Dovremmo anche intervenire su dei correttivi, ma voi stessi avete confermato che l'idea del Consorzio unico, già adottata dalle Regioni Basilicata, Puglia ed Emilia-Romagna, è una soluzione come punto di partenza.

Nessuno di voi ha fatto dei rilievi neanche nelle modalità relative alle elezioni, perché anche quelle sono corrette: andiamo a ridurre i costi della burocrazia, dobbiamo enfatizzare anche questo dato, questo aspetto. Al PD, ovviamente, non mi rivolgo, perché so già che voteranno contrariamente a prescindere dai contenuti, dalla forma e da quello che può essere la prospettiva, ma a chi ho citato, invece, chiedo di votare questa riforma perché credo anche in quello che è stato il loro operato nelle Commissioni, che non potranno, assolutamente, rinnegare.

PRESIDENTE

Grazie, collega Talerico.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio (De Magistris Presidente)

Dopo l'intervento del collega Talerico - questo è un gruppo misto vero perché abbiamo davvero differenze di posizioni - non posso però non centrare, dopo tanto tanto dibattito, il cuore della questione. Qua la questione è tutta politica. E questa sera noi dobbiamo mandare dei segnali ben precisi.

In primo luogo, il primo segnale è che l'opposizione, nonostante quanto qualcuno possa pensare, è più unita di quello che sembri. Sulle grandi questioni di fondo c'è una coerenza di ciascuno di noi che ci obbliga a rispettare il mandato ricevuto e, quando la pressione viene posta in termini politici, come è stata posta con il voto di fiducia, a quel punto bisogna dare una voce unica alle opposizioni, al di là delle differenze di ciascuno e mi pare di capire che chi sta all'opposizione voti in maniera compatta il no a questa riforma. Poi, però, vorrò entrare nel merito e dare una brutta notizia perché non è vero che gli 11 Consorzi scompaiono, secondo me gli 11 Consorzi non scompaiono con questa legge, poi ne riparleremo quando rientreremo nel merito.

La questione è politica e noi non possiamo negare quello che sta avvenendo in quest'Aula: intanto, si mostrano dei muscoli; i muscoli il presidente Occhiuto non li mostra a Lo Schiavo o all'opposizione, i muscoli li mostra alla sua maggioranza.

Dobbiamo avere l’onestà intellettuale di dire come stanno le cose, altrimenti facciamo l’arte della retorica: il problema non sono i nove e dieci voti dell'opposizione, non c'è stato un ostruzionismo dell'opposizione, non si è posta la questione di fiducia perché c'era da parte dell'opposizione il tentativo di non fare la riforma dei Consorzi; anzi, questa opposizione - qualcuno dice sia debole - figuriamoci se ha la forza per bloccare con i nove o dieci voti - poi vedremo quanti - queste riforme.

Il presidente Occhiuto ha voluto mostrare i muscoli alla sua maggioranza e ha voluto fare quello che fa ormai da due anni a questa parte e che gli conferisce una certa simpatia presso l'opinione pubblica calabrese.

Ma qual è la strategia del voto di fiducia? La strategia è chiara: il presidente Occhiuto si rivolge ormai direttamente ai cittadini calabresi. Questo è il dato di fondo che noi stasera registriamo. Il presidente Occhiuto salta i corpi intermedi, salta la discussione nel Consiglio regionale e si rivolge direttamente ai calabresi, giusto o sbagliato che sia; è una scelta del Presidente che paga, forse, anche in termini di consenso personale, ma non paga, poi, a mio avviso… darò dei consigli sicuramente non accetti, ma che può dire un consigliere di opposizione con un singolo voto? Io darò dei consigli, darò la mia visione delle cose, poi il presidente Occhiuto farà come riterrà; però, il dato è che lui ormai parla direttamente ai calabresi. Parlando direttamente ai calabresi, quindi non mostra i muscoli alla minoranza - la minoranza in questo dibattito c'entra poco o nulla – ma continua su una linea che ha dato dall'inizio della legislatura.

Il presidente Occhiuto dice: “O io o loro! O il vecchio o il nuovo! O le riforme o la conservazione! C'è chi vuole innovare e c'è chi vuole invece conservare i privilegi e le clientele della politica!”. Mi lasci dire, Presidente, io in questo gioco non ci rientro perché non ci sto ad apparire come un conservatore che blocca le riforme e come quello che deve difendere anni di mal governo in questa regione; intanto, perché non ho responsabilità né personali né politiche, ma soprattutto perché a me piace l'inclinazione riformatrice. Non si può esaurire tutto in “O così, o con me o contro di me, o le riforme o la conservazione” perché c'è già stato qualcuno a livello nazionale che aveva il 45 per cento dell’elettorato italiano ed ha personalizzato la politica! Questo paga fino a un certo punto.

A mio avviso, è sbagliato alzare l'asticella delle aspettative anche in Calabria perché questa opposizione ha dimostrato più volte di avere quell’onestà intellettuale di cui parlava il presidente Occhiuto.

Nella precedente seduta di Consiglio ho votato tutti i provvedimenti di questa maggioranza, nonostante molte volte anche le mie proposte, perché vengono dall'opposizione, non siano prese in considerazione. Non mi è interessato, ho votato tutte le proposte della maggioranza la scorsa seduta di Consiglio, perché le ritenevo giuste. Questo però non può comportare che si dica che l'opposizione in questo momento si arrocca su una posizione conservatrice. Non è così! Noi diciamo un'altra cosa: è sbagliato alzare l'asticella delle aspettative perché gli strumenti che noi abbiamo a disposizione sono estremamente ridotti, anche quelli che ha il presidente Occhiuto, nonostante oggi sia il Presidente della Regione; sono strumenti ridotti che non possono portare un cambiamento dall'oggi al domani e, se noi alziamo l'asticella delle aspettative, facciamo un danno ai calabresi, portiamo ancora di più all'allontanamento dalla politica. Come diceva prima con enfasi il consigliere Graziano, noi abbiamo riformato tutto - elencava le sue riforme - però ora si aspettano i risultati, consigliere Graziano, e i risultati sono molto più complicati da realizzare, non per colpa di qualcuno o per colpa del presidente Occhiuto ma perché le dinamiche della politica e le dinamiche in questa regione sono estremamente complesse.

Quindi cosa significa? Non bisogna riformare? No! Bisogna riformare, però bisogna anche farlo tenendo conto delle prerogative dei corpi intermedi, delle posizioni dei consiglieri, dando la giusta rilevanza a ciascuno perché, altrimenti, poi in quest’ansia riformatrice accade quello che dice la Corte dei conti e cioè che, su 13 riforme che noi abbiamo fatto, alcune hanno un'opacità dei testi, una scarsa comprensibilità, tali alcuni da compromettere la certezza del diritto. Qui non è il consigliere Lo Schiavo che parla, è la Corte dei conti che parla.

Quindi dico: bene la volontà di cambiare questa regione, bene mandare un messaggio positivo, bene il contributo delle opposizioni, male però è pensare che ci sia questa contrapposizione tra il bene e il male, tra conservazione e riformismo, tra chi sta da un lato ed ha sempre la posizione giusta e chi invece vuole ostacolare un processo di cambiamento. Noi non vogliamo ostacolare il processo di cambiamento, noi vogliamo fare il nostro lavoro che è quello di essere coerenti, rispettando il mandato degli elettori e non cercando inutili trasversalismi.

Anche questa riforma, che noi oggi diciamo cambi le cose, diciamolo onestamente: è una riforma necessaria perché il buco di bilancio prodotto dai Consorzi di bonifica è spaventoso e non può essere più retto dalla Regione Calabria; diciamo la verità, abbiamo queste difficoltà, ma invertiamo il procedimento perché noi istituiamo un nuovo soggetto di diritto senza sostanzialmente estinguere il precedente. A differenza della Basilicata, nominiamo 11 commissari. È vero, poi, approveremo lo Statuto, cinque mesi, sei mesi, ma ne nominiamo 11, non uno come in Basilicata, 11! Commissariamo anche i Consorzi commissariati. E non solo questo, non solo questo!

Noi sostanzialmente cosa diciamo? Che ciascun Consorzio poi deve provvedere alla liquidazione dei suoi debiti. Molto facile a dirsi, molto complicato a farsi da chi ha un minimo di esperienza tecnico giuridica, perché andrà bene per quelli che sono in bonis, ma se partiremo con le liquidazioni coatte amministrative, con procedimenti giudiziari, noi terremo in vita i commissari liquidatori chissà per quanti anni ancora.

Quindi non è vero che da domani i calabresi avranno un unico Consorzio di Bonifica, non diciamo questo ai calabresi, diciamo loro che stiamo avviando un percorso, che stiamo creando un soggetto di diritto, che stiamo sovrapponendo un soggetto di diritto a una liquidazione necessaria dei vecchi Consorzi, che richiederà anni e sarà difficilissima, e che questo nuovo Consorzio dovrà trovare le risorse per pagare gli stipendi, con le tantissime difficoltà che questo comporta. Mi avvio alla conclusione, presidente Occhiuto, dicendo che Napoleone era il più bravo, il generale più bravo, io tifavo sempre per Napoleone, sempre, però, poi il Duca di Wellington che era anonimo l’ha battuto. Noi non dobbiamo perdere questa sfida. Noi dobbiamo vincere la sfida di una Calabria diversa e quella di cui lei parla è anche la mia Calabria. Quell'idea di Calabria diversa, quel messaggio che le i vuole mandare secondo cui noi combattiamo le clientele della politica mi vede convinto sostenitore di un'idea diversa, meritocratica, di non clientela, di modo diverso di approcciarsi ai problemi; però, se vuole fare questo, presidente Occhiuto, sì, a mio avviso si renderà conto nel suo percorso che avrà bisogno di tanti aiuti, compreso degli aiuti di questa opposizione che lei oggi, in questo momento, sembra non apprezzare molto. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Mi riporto sostanzialmente a quello che è stato detto dai colleghi relativamente all'importanza e alla portata di questa legge, pertanto, non voglio essere ripetitivo. Ci terrei però a sottolineare quello che è percepito oggi: a mio avviso il vero dato che è venuto fuori da questo Consiglio regionale è quello politico. Oggi, finalmente, abbiamo segnato il vero punto politico di questa consiliatura. Il vero punto politico perché? Perché, a mio avviso, oggi si sono cristallizzate le posizioni, abbiamo capito qual è il pensiero politico dell'opposizione e abbiamo anche definito qual è il nostro pensiero politico.

Sommessamente devo dire che quello che ha detto il consigliere Lo Schiavo alla fine, in tempi passati, mi avrebbe trovato sicuramente d'accordo, ma oggi devo dire che dobbiamo renderci conto che le regole di ingaggio e i termini della questione sono profondamente cambiati.

Dall'opposizione non ho sentito vere critiche nel merito di questa legge perché, sostanzialmente, immagino che molti di voi questa legge la condividano. Le uniche critiche che ho sentito sono state sul metodo. Allora, posso dirvi che è vero, avete ragione, ma il metodo è diverso, il metodo è cambiato; il presidente Occhiuto inaugura una nuova stagione, il presidente Occhiuto inaugura la stagione di chi governa, comanda - chiamatelo come volete, per me sono termini simili - di chi governa e governa in uno stato di emergenza e deve governare applicando le regole dell'emergenza. È finito il tempo della concertazione, della condivisione; queste andavano bene, tra virgolette, in tempi di pace, in tempi e in regioni normali, non in una regione come la Calabria che ha bisogno delle riforme. Lo avete detto anche voi nei vostri interventi: sono state fatte tante riforme, la critica a queste riforme qual è? Solo quella di vedere poi il risultato delle riforme. È vero anche questo, è vero perché oggi sono state messe in campo tutta una serie di riforme in tanti settori, ora dobbiamo raccogliere i risultati e questa è la responsabilità che questa maggioranza si prende, in primis il presidente Occhiuto con tutti noi; quindi, sostanzialmente, condivido i vostri interventi, condivido anche quello che non è stato detto dalla minoranza, ossia che questa è una legge che va ad inserirsi in un settore che andava per forza riformato.

Poi, ripeto, sono d'accordo: il metodo è un metodo che alla politica tradizionale non può piacere, ma dobbiamo farcene una ragione.

È cambiato il modo di fare politica, di questo dobbiamo rendercene conto tutti, in primis noi come maggioranza, ma anche voi come minoranza.

La questione di fiducia, oggi posta dal presidente Occhiuto, è stata importante non tanto per la questione di fiducia in sé stessa che passerà - i 21 voti ci saranno - ma perché si è segnata una linea su quella che è la strategia politica della Giunta regionale e del Consiglio regionale a matrice centro-destra. In sostanza: o ci si adegua a questo nuovo modo oppure resterete indietro! Oggi non si possono più sentire critiche e dire: “Dovevamo consultarci, vedremo che cosa succederà” perché qui il rilancio è stato fatto e siamo al rilancio massimo, il resto è stato mandato.

Bisogna capire questo e bisogna mettersi nell'ottica di idee che bisogna ragionare in questi termini. Non mi ricordo chi lo dicesse, anzi lo ha detto il consigliere Lo Schiavo, ed è una cosa che, ripeto, in passato avrei condiviso: “Il presidente Occhiuto non parla ai corpi intermedi, parla direttamente ai calabresi”. Ma il presidente Occhiuto ha questo mandato! Il presidente Occhiuto ha mandato di rispondere ai calabresi e, poi, attraverso l'azione del Consiglio regionale, di produrre risultati per i calabresi.

Ci vuole coraggio per fare questo, non è semplicemente un'azione di arroganza, come qualcuno dice, o il solito discorso dell'uomo solo al comando; qui è l'uomo che sa comandare e – permettetemi - lo dico anche con una punta di invidia perché poche volte mi è capitato di vedere un Presidente che si assume questa responsabilità, con questo piglio. Chiaro?! Poi tutto il resto è ovvio che sia discutibile, tutte le riforme sono perfettibili, ma tutte le riforme devono essere fatte.

Le liturgie della politica a un certo punto devono finire e cedere il passo a quello che è il fatto concreto. Quindi, ripeto: non entro nel merito - ci sono entrati i miei colleghi meglio di me - della portata della riforma del Consorzio di bonifica, anche perché ero già d'accordo, avevo già in mente mesi fa di proporre una modifica come gruppo di Fratelli d'Italia e non l'abbiamo fatto perché, appunto, il presidente Occhiuto ci ha detto che ci stava lavorando e l'abbiamo fatto lavorare. Per quanto ci riguarda, come Fratelli d'Italia, non c'era bisogno che il presidente Occhiuto ponesse la questione di fiducia, la fiducia c'era, c'è e ci sarà. Quindi, noi votiamo tranquillamente per due motivi: condividiamo la riforma, la condividiamo nel merito, e condividiamo anche il metodo con cui è stata portata avanti.

Presidente Mancuso, il gruppo Fratelli d'Italia, quindi, voterà a favore e chiede al presidente Occhiuto di ritirare la questione di fiducia perché la fiducia in questo momento, per quanto ci riguarda, non ha alcun senso. Ripeto: noi la fiducia l'abbiamo data all'inizio, la daremo oggi e la daremo anche dopo e chiediamo che il Presidente continui con questo metodo di approccio. Noi ci adegueremo, è importante anche per noi perché cambiare modo e metodo di fare politica è sempre una sfida. Le riforme sconvolgono sempre chi vuole mantenere lo status quo, più dure sono le riforme più effetti devastanti causano. Noi siamo in grado di reggere il colpo e di andare avanti.

Preannuncio, quindi, il nostro voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Neri. Ha chiesto di intervenire il consigliere Gelardi. Ne ha facoltà.

GELARDI Giuseppe (Lega Salvini)

Onorevole Presidente, colleghi, noi consiglieri regionali del gruppo Lega Salvini Calabria, che io rappresento in quest'Aula, abbiamo discusso e approfondito molto in merito a questa proposta di legge riguardante i Consorzi di bonifica; quanto è emerso dal confronto interno è che questo progetto è necessario e utile per il bene della nostra Calabria.

Era indispensabile che questa maggioranza portasse avanti la sua azione riformatrice anche in un settore strategico per la nostra terra come l'agricoltura e, in questo senso, occorre dare merito al presidente Occhiuto di non essersi tirato indietro di fronte ad una riforma difficile e per molti aspetti addirittura scomoda, ma di certo strategica per il futuro della Calabria. Questa evidenza non deve essere intesa, tuttavia, come una bocciatura degli attuali Consorzi, questo sarebbe ingiusto e anche poco veritiero perché all'interno di questo variegato mondo esistono modelli di virtuosismo ed efficienza, seppure affiancati da altre realtà molto meno virtuose; ma il nodo vero della questione non è dare giudizi o voti a questo o quel Consorzio, il nodo essenziale è che i tempi attuali richiedono per tutto il Paese e specialmente per la nostra Calabria riforme efficaci e innovative.

Pur dovendo fare tesoro di alcune esperienze pregresse, è il momento di cambiare passo. È un gesto d'amore verso il comparto e non di sfida, come succede per una giovane madre che, pur sapendo che il momento dello svezzamento del suo bambino sarà doloroso per entrambi, non esita a farlo, consapevole che è proprio il bambino che ne trarrà il maggior beneficio, perché è una nuova fase della sua vita deve iniziare. Così, noi oggi, in quest'Aula, ci accingiamo a rivoluzionare un settore che ha segnato un’epoca, quella dell'agricoltura; settore che non veniva attenzionato da troppi anni e per questo oggi deve essere al centro della nostra azione riformatrice.

Cari colleghi, il punto è solo questo e del resto anche nella Commissione sesta, dove abbiamo affrontato il dibattito di merito, si sono palesati da parte del gruppo Lega una serie di elementi e valutazioni utili alle future zone di riforme e di questo settore – ripeto affinché sia chiaro – il comparto in esame ha dato molto all'agricoltura della nostra regione e noi dobbiamo essere chiari su questo.

Oggi, abbiamo la certezza che il presidente Occhiuto abbia condiviso con i portatori di interesse le esigenze di riforma che avevamo auspicato, con la disponibilità in futuro a rivisitare la legge, se sarà necessario.

Questo progetto di legge non è da intendersi come una bocciatura nei confronti di nessuno, ma, affinché il settore possa continuare a renderci orgogliosi dei brillanti successi ottenuti, occorre affrontare oggi un cambio di passo e porre le basi per i successi di domani.

La riforma in oggetto va in questa direzione e noi consiglieri del gruppo Lega, dunque, non possiamo che sostenerla convintamente.

Quindi, sul punto, il nostro voto, presidente Occhiuto, a prescindere dalla fiducia, sarà un convinto voto favorevole. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Gerardi. Ha chiesto di intervenire l'assessore Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

Signor Presidente del Consiglio regionale, signor Presidente della Giunta, colleghi della Giunta e colleghi consiglieri, è sicuramente un momento importante – lo avete detto in tanti – perché, in un’agricoltura che cambia e che cresce come la nostra, i Consorzi di bonifica hanno un ruolo strategico e il futuro, naturalmente, si giocherà sul buon funzionamento dei sistemi che somministrano le acque destinate all’irrigazione e bonificano i territori in maniera tale che d'inverno – non soltanto d'inverno, spesso anche in altre stagioni – non si verifichi ciò che, purtroppo, spesso accade.

Credo, quindi, che sia fondamentale ancorché strategico avere Consorzi di bonifica efficienti, che funzionano, somministrano i servizi e che, comunque, sono al passo con un’agricoltura che è fortemente cresciuta.

Non mi definisco sicuramente un riformatore, sono più che altro un conservatore, però, abbiamo verificato, nel corso di questi anni di esperienza, come, purtroppo, il sistema dei Consorzi di bonifica – quello venuto fuori dalla riforma del 2003 con 11 Consorzi su 17, avviatosi, di fatto, nel 2009 con l'elezione diretta da parte degli agricoltori – a questo punto, per problematiche ereditate dal passato, non sia riuscito, probabilmente, a dare i messaggi di efficienza che ci si auspicava nel momento in cui quella riforma fu varata. Si veda, per esempio, la vicenda del Consorzio Sibari-Crati che ancora oggi costringe la Giunta regionale ad intervenire con una liquidazione coatta amministrativa, essendo tantissimi i contenziosi rimasti irrisolti.

Sicuramente, quando le riforme vengono fatte – lo diceva il presidente Occhiuto – tutti hanno l'auspicio che le cose possano migliorare, che vadano meglio e, poi, in qualche caso, le riforme non raggiungono gli obiettivi inizialmente prefissati.

In questi anni, anche come Dipartimento, abbiamo vissuto mille difficoltà e, certamente, qualche conflitto e giudizio sulle famose vicende relative alle somme della forestazione, ma è veramente singolare che una Regione fornisca gli operai, li paghi e, poi, si faccia fare anche causa da coloro i quali ricevono gli operai e le somme, come in questo caso; probabilmente, il sistema è stato impostato in maniera errata.

La Regione, nel corso degli anni, non si è occupata adeguatamente dei Consorzi di bonifica, se è vero come è vero che, oltre ai contributi della forestazione – questo è stato riferito dai decani della bonifica, coloro i quali avevano memoria – stanziava nel bilancio regionale al massimo 4 milioni di euro l'anno per dare risorse ai vari Consorzi di bonifica, ognuno dei quali era impegnato, naturalmente, anche nella manutenzione delle opere irrigue e delle dighe, che sono di proprietà della Regione,.

Quindi, probabilmente, è un sistema che è andato, anno dopo anno, fuori controllo: in particolare, negli anni precedenti il 2020, nel bilancio regionale sono stati appostati soltanto 1 milione e 200 mila euro per finanziare le leggi regionali numero 11 del 2003 e numero 26 del 1975 e, probabilmente, c'è stato poco dialogo tra chi governava la Regione e i Consorzi di bonifica. Spesso è accaduto – lo ricordo in relazione a quando sono stato consigliere di opposizione – che gli agricoltori andassero presso la Cittadella regionale per manifestare rispetto a questo disinteresse che si era determinato, non soltanto in termini di mancanza di ascolto, ma anche di mancata erogazione di risorse.

Dal 2020 in poi, abbiamo destinato maggiori risorse ai Consorzi di bonifica. Nel 2020, anche per contrastare la difficoltà relativa alla mancata emissione di ruoli per il Covid, la Giunta regionale ha stanziato, oltre al milione e 200 mila euro previsto in bilancio, altri 3 milioni di euro, arrivando così a 4 milioni e 200 mila euro.

Non è stato possibile farlo nel 2021, ma nel 2022, anche a seguito dell’approvazione di alcuni emendamenti in questo Consiglio regionale, abbiamo aggiunto al milione e 200 mila euro circa 4 milioni di euro, arrivando a circa 5 milioni di euro.

Nel frattempo, le difficoltà dei Consorzi sono aumentate, tant'è vero che, in alcuni casi, abbiamo dovuto procedere anche a dei commissariamenti per la mancata approvazione di atti fondamentali come il bilancio di previsione e sarebbe stato alle porte qualche altro commissariamento perché in altri Consorzi non si era nelle condizioni non soltanto di pagare gli stipendi o di far fronte ai creditori, ma anche e soprattutto di approvare gli strumenti contabili fondamentali come il bilancio.

Nelle ultime settimane, le cose sono sicuramente peggiorate: un pignoramento da parte dell'Agenzia delle Entrate, che ha visto la Regione come terzo pignorato, – non come debitore, ma, ripeto, come terzo pignorato – ha, di fatto, bloccato per alcuni Consorzi di bonifica anche l'erogazione delle risorse destinate al pagamento degli stipendi dei forestali, che in alcuni casi devono ancora ricevere lo stipendio per il mese di maggio.

Avevo chiesto al presidente Occhiuto, che ha dimostrato sempre disponibilità in questo senso, – lo ha fatto lo scorso anno e anche quest'anno – ulteriori risorse per far fronte alle difficoltà che esistono nei vari Consorzi di bonifica anche per il pagamento degli stipendi dei lavoratori, però, anche in questo caso, essendo tantissime le azioni contro i Consorzi – addirittura, con la nomina da parte del TAR di commissari ad acta per eseguire sentenze già passate in giudicato – avevamo e avremmo la difficoltà a trasferire le risorse agli stessi Consorzi di bonifica.

Da qui l'esigenza di accelerare rispetto alla decisione, comunque, di riformare il sistema in un contesto nel quale poche sono state le notizie positive perché, se anche c’è stata qualche notizia positiva – bisogna, infatti, dare atto che, in questi anni, i Consorzi di bonifica hanno progettato e avuto fondi del PNRR – purtroppo, nelle ultime settimane, il Ministero dell'agricoltura ha comunicato e, di fatto, costretto il Dipartimento agricoltura ad assumere la responsabilità dell’esecuzione degli appalti del PNRR di alcuni Consorzi di bonifica.

Quindi, di fatto, una situazione che, anche nel momento in cui c'erano notizie positive, disegnava un sistema ormai fuori controllo, nel quale molto spesso si è pensato che tutto potesse essere anche, probabilmente, al di fuori dei controlli da parte della Regione.

Allora, l'esigenza è molto chiara: avere un Ente che parta dall’inizio, che possa avere un unico centro di costi – lo  diceva il Presidente – un unico centro per l'approvazione dei bilanci e anche per quanto attiene le politiche del personale e che, comunque, lasci, attraverso gli 11 comprensori, una rappresentatività territoriale, ma soprattutto la possibilità ai territori –sono i territori di importanti Consorzi di bonifica – anche di intervenire immediatamente nel caso in cui ci sia una esigenza e una necessità, in modo che gli agricoltori di quelle aree possano essere le interfacce degli agricoltori che operano sui territori. Ci sono, infatti, territori, soprattutto quelli delle vaste aree di pianura, che sono molto importanti per l'agricoltura.

Tutto questo passa, naturalmente, anche attraverso l'indicazione politica di un unico Consorzio di bonifica che abbia, comunque, delle articolazioni territoriali e anche un impegno economico importante perché in pochi hanno sottolineato – o questo aspetto è passato in secondo piano e io, invece, lo voglio sottolineare come cosa importante mai avvenuta prima d'ora – che, attraverso questa legge, si stanziano risorse ingenti per garantire la partenza del nuovo Consorzio di bonifica.

Non è che la Regione non fa la sua parte o scarica tutto sugli altri o sugli agricoltori! La Regione approva la norma e guiderà il processo nella prima fase, lasciando, poi, spazio naturalmente all'autogoverno degli agricoltori sia sui territori sia nell'aria centrale. La Regione investirà risorse ingenti: per il 2024 ci saranno 7 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno 2 milioni e 375 mila euro – sono già previsti nei capitoli delle leggi abrogate, la  numero 11 del 2003 e la numero 26 del 1975 – quindi, il primo anno saranno 9 milioni 375 mila euro; il secondo anno saranno 5 milioni oltre 2 milioni 375 mila, quindi, 7 milioni 375 mila e, a seguito di una interlocuzione con le OPA, fra gli emendamenti che sono stati inseriti e che hanno la firma del presidente Occhiuto e mia, come la proposta di legge in discussione, ce n’è uno che stabilisce un tetto del 35 per cento delle somme iscritte a ruolo come contribuzione annua da parte della Regione.

Poiché i ruoli sono di 20 milioni di euro l'anno e, attualmente, sono riscossi per 10 milioni, c'è un impegno per circa 7 milioni di euro l'anno come tetto massimo.

Quindi, la Regione non fa la riforma per non pagare e scappare.

Come diceva il consigliere Lo Schiavo, gli attuali Consorzi di bonifica dovranno andare in liquidazione, ma ricordo anche a noi stessi che non sono Enti strumentali della Regione, ma Enti autonomi, autogovernati in questi anni dal sistema agricolo ed è chiaro che, naturalmente, la Regione interverrà anche nelle liquidazioni, ma non potrà essere, come in altri casi o in altre liquidazioni di Enti strumentali, colei la quale farà fronte a tutto questo.

Ci saranno anche delle risorse investite nelle liquidazioni perché sarà necessario far fronte ai creditori privilegiati e al pagamento degli stipendi e dei TFR. Anche questo dei TFR è un altro tema: infatti, in molti Consorzi di bonifica non sono stati pagati né per il personale delle bonifiche né per quello della forestazione e tutto questo percorso dovrà essere sicuramente accompagnato.  

È una riforma ed è una riforma necessaria – lo avete detto tutti – perché cerca di ripartire anche dagli errori o dalle cose che non hanno funzionato nel passato; per esempio, non è sicuramente una legge che facciamo per noi stessi – noi siamo di passaggio – e, probabilmente, servirà e sarà applicata da altri governi regionali, ma sarà una legge che andrà verso gli interessi degli agricoltori che dovranno essere coloro i quali si autogoverneranno.

In questi anni, gli agricoltori non sono stati compatti.

Come sapete, esistono delle organizzazioni agricole e molte di queste, fra le più importanti, non sono state impegnate nel governo dei Consorzi di bonifica. Questo ha determinato dall'inizio una spaccatura, il fatto che molte OPA si deresponsabilizzassero, non assumessero l'onere dell’azione di governo e, probabilmente, anche sulle mancate contribuzioni, sul pagamento dei contributi, c'era una deresponsabilizzazione e un allontanamento degli agricoltori.

Allora, abbiamo previsto, oltre quello del Consorzio unico, altri due capisaldi che ritengo importantissimi.

Il primo: l'assicurare il diritto di voto anche agli agricoltori morosi perché, prevedendolo soltanto per gli agricoltori in regola, non si consentiva a tutti di partecipare; quando un cittadino non è in regola con i tributi comunali o con le tasse nei confronti dello Stato partecipa lo stesso al voto; questo ha determinato in questi anni che molti agricoltori si allontanassero, non avendo il diritto di elettorato attivo e nemmeno quello di elettorato passivo. Certo, se ci si vorrà candidare, si dovrà essere in regola con l’Ente verso il quale ci si candida, come avviene in tutti i casi.

Questo non per dare una spinta verso la mancanza di obbedienza fiscale da parte degli agricoltori; anzi, c'è un'altra norma, che consideriamo un caposaldo e che era già presente nel testo base, ma è stata chiarita con un emendamento – è contenuto fra quelli che, probabilmente, vi sono stati consegnati – che prevede che gli agricoltori che non saranno in regola con i contributi dei Consorzi non potranno accedere o, meglio, non potranno avere le prime liquidazioni dei contributi erogati dalla Regione.

Questo per creare un sistema virtuoso e per avere una partecipazione complessiva, perché è vero che il tributo è odioso – lo diceva qualche collega in precedenza – ma è anche utile al funzionamento di un sistema che è quello dell’agricoltura calabrese.

In questi ultimi mesi, siamo stati in tante attività di promozione e il nostro settore ortofrutticolo ormai veleggia verso i 950 milioni di euro di fatturato e si avvicina, quindi, al miliardo di euro. Sapete quant'è il fatturato del Paese Italia sul fresco nel settore ortofrutticolo? 5 miliardi, 15 miliardi anche sul trasformato e, quindi, la Calabria rappresenta sul fresco una percentuale molto importante in termini di volume di fatturato, segno evidente che in questa regione ci sono imprenditori agricoli capaci, bravi e anche coltivazioni di grande interesse.

Quello che è accaduto in altre regioni dal punto di vista climatico, come sapete, con cambiamenti climatici repentini e, soprattutto, violenti - probabilmente, l'ambiente non è stato rispettato e, quindi, si registra una rapida alternanza fra stagioni, una rapidissima alternanza fra caldo e freddo, lunghe siccità e piogge violentissime. Gli amici dell’Emilia-Romagna ne sanno qualcosa. Hanno avuto danni importanti, anche se ci sarà una risposta da parte dello Stato e dell'Europa che ristoreranno quei produttori, non so se quei produttori avranno di nuovo il coraggio di procedere a nuove piantumazioni e a riprendere il percorso produttivo che è stato bruscamente interrotto da quegli eventi climatici.

Noi, invece, abbiamo ancora le condizioni per produrre: una terra fertile, ricchissima in termini di biodiversità, fortemente irrigata - è fortemente ricca d'acqua - e che è quindi nelle condizioni di produrre di tutto in un clima tutto sommato ancora temperato.

Certo, sono accaduti dei danni anche a noi e abbiamo avuto minori produzioni nel sistema ortofrutticolo per le piogge di maggio-giugno; è di queste ore la problematica relativa al bergamotto di Reggio Calabria per il gran caldo delle ultime settimane. Dovremo, naturalmente, anche noi attrezzarci e intervenire, però, tutto sommato, siamo una regione che ancora produce di tutto, dalla frutta a guscio alla frutta tropicale, e che ha grandi capacità in questi termini.

Vi assicuro che la misura di questa ricchezza e di questa potenzialità la danno le organizzazioni di produttori del Nord che vengono a investire in Calabria. Il rischio è la colonizzazione, il fatto che loro, che non possono produrre altrove, vengano a investire in Calabria e quindi costituiscano grossi appezzamenti di terreno massivi per fare produzioni, qui e non altrove, magari associandosi ai nostri imprenditori.

Dobbiamo prepararci a un’agricoltura che sia nelle condizioni di avere questi numeri e anche grosse capacità di crescita e lo dobbiamo fare anche avendo Consorzi di bonifica più efficienti - non possiamo non farlo – grazie a tre regole molto semplici: i Consorzi di bonifica devono assicurare i servizi; i lavoratori devono essere pagati puntualmente e gli agricoltori devono godere dei servizi, ma devono pagare anche i contributi.

Così si diventa un’agricoltura sviluppata anche nella mentalità imprenditoriale, ognuno deve fare la propria parte.

E credo che quel patto sociale al quale faccio spesso riferimento - richiamato dall’ottima relatrice di questa norma, la presidente della Commissione agricoltura, Gentile, che ringrazio per l'impegno profuso e anche per l'approvazione di questa norma - sia necessario per una società calabrese che vuole crescere e vuole camminare con le proprie gambe. Non siamo secondi a nessuno, non siamo secondi a nessuno! Anche la reputazione negativa che ci portiamo appresso - dovuta anche a un'immagine deleteria dei Consorzi di bonifica che magari avranno fatto anche di tutto e si saranno impegnati, magari non sarà stata colpa loro, ma oggi sono in queste condizioni - deve essere stravolta.

Non sono appassionato della querelle su un Consorzio, più Consorzi, sono invece molto più appassionato del fatto che in questa Regione, finalmente, scrollandoci di dosso alcuni retaggi, riusciremo a dimostrare che anche noi riusciamo a costruire dei sistemi che siano virtuosi.

L'altro giorno ho litigato - lo dicevo in una circostanza - con un mio amico - uno di quelli che vota sempre per me, da sempre, da quando ha compiuto 18 anni - il quale mi ha detto che probabilmente attraverso questa legge che dice agli agricoltori che dovranno essere in regola con i contributi, si uccide l'agricoltura. Gli ho chiesto: “Ma tu che stai facendo ultimamente?” – “Beh, io sto facendo kiwi giallo” – “Quanto hai investito nell'ultimo anno?” - “Ho fatto 10 ettari, ho investito 800 mila euro.” – “Quanto paghi al Consorzio di bonifica? - “14 mila euro all'anno”. Non mi pare un dramma, non mi pare che in un sistema in cui anche i Piani di classifica dovranno essere rivisti e in un sistema in cui, in ossequio a quella sentenza della Cassazione, bisognerà naturalmente dare i servizi per essere pagati e non si potrà vessare chi i servizi non li ottiene, si possa pensare che tutto possa essere delegato agli altri.

Questo serve per costruire un sistema virtuoso, efficace, che deve costruire l'agricoltura alla quale stiamo pensando: un'agricoltura moderna, innovativa, un'agricoltura di cooperazione nella quale, probabilmente, tutte le OPA dovranno essere coprotagoniste di questa legge. Ieri, ma anche in tutte le circostanze nelle quali ci siamo incontrati e sicuramente da quando sono Assessore regionale, le OPA erano tutte insieme al Tavolo e, al di là della querelle sul Consorzio unico o meno, hanno condiviso e apprezzato il percorso. Perché la legge non la facciamo per noi stessi, la facciamo per gli agricoltori e per le OPA e la facciamo indicando una strada, un percorso di rinnovamento, riformatore, ma che deve contribuire a quel progetto di miglioramento dell'agricoltura calabrese che stiamo tentando di operare e che credo stia dando risultati apprezzabili.

Al di là delle valutazioni sulla questione di fiducia o meno, è una legge - dico ai colleghi consiglieri della minoranza - della quale si dibatte, di fatto, da un anno.

Si deve prendere una decisione, al di là della questione di fiducia, se pensate che tutto quello che è accaduto finora sia stato giusto, vale a dire che i Consorzi di bonifica attuali abbiano ben funzionato e sia stato un sistema virtuoso, allora si può rimanere indifferenti rispetto a questa norma, si può decidere di astenersi o votare contro; ma non è così se invece si pensa che, probabilmente, questa è una norma necessaria per migliorare l'agricoltura calabrese pur essendo – è stato dichiarato da più parti - ancora perfettibile; lo diceva il Presidente: non sono le Tavole di Mosè. È una norma che è stata scritta, che viene approvata in Consiglio regionale, che potrà essere manutenuta anche fra un mese, se necessario, con il contributo di tutti.

Penso che questo debba essere l'appello. Non possiamo fare appello al patto sociale soltanto quando stiamo a parlare degli altri, ma lo dobbiamo fare anche qui e noi l'abbiamo fatto dicendo, per esempio, che nessun lavoratore andrà a casa, parlando con i sindacati e rispettando anche il lavoro di tutti colore che oggi sono impegnati nei Consorzi di bonifica, dicendo che quello che faremo, lo faremo nell'interesse generale. Noi, in questi anni - al contrario di quanto è accaduto in altre stagioni della politica calabrese -, non li abbiamo utilizzati i Consorzi di bonifica: ai Consorzi di bonifica abbiamo dato tempo e risorse e vogliamo continuare a farlo. Per questo formulo un appello anche ai colleghi di minoranza per fare in modo che questa riforma possa essere condivisa sapendo che, eventualmente, anche di qui a qualche mese o settimana potremmo rivederla insieme.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Gallo. Ha chiesto di intervenire il consigliere Comito, ha facoltà fi parlare, ma non sono previsti ulteriori interventi di merito.

COMITO Michele (Forza Italia)

Non faccio un discorso di merito, perché sarei soltanto ripetitivo. Ho già ascoltato la relatrice, la Presidente della sesta Commissione che è stata fin troppo chiara ed esaustiva; ho ascoltato il discorso del presidente Occhiuto che, da par suo, ha saputo coniugare le necessità politiche e amministrative di questo cambiamento; ho ascoltato anche la relazione tecnica dell'assessore Gallo, si è definito un conservatore ma, ahimè, ha un capo dell'esecutivo che sta dimostrando di essere un'importante riformatore, quindi, dall'alto della sua intelligenza, ha capito quanto è importante riformare, specialmente in questo settore in cui la legge è datata 2003.

Abbiamo fatto una serie di cambiamenti, è vero, consigliere Bevacqua, li ha elencati, ma quanti ne dovrà vedere ancora?! Non siamo nemmeno a metà dell'opera, quindi si rassegni.

Continueremo certamente a fare questo lavoro perché - è stato ben detto dal consigliere Neri - la Calabria ha necessità di un forte decisionista e questo, consigliere Lo Schiavo, non significa mostrare i muscoli o dire “o con me o senza di me”. Non è questo, è condividere degli aspetti che vanno assolutamente cambiati, come abbiamo fatto per l'Azienda Zero, per ARRICal e stiamo facendo per i Consorzi.

Ringrazio anche l'onestà intellettuale, ormai rinomata, del consigliere Laghi, perché ha saputo intanto lodare l'opera del Presidente sul Parco del Pollino, ma ancor di più per aver saputo differenziare il merito della proposta di riforma, rispetto all'aspetto politico. E capisco bene anche la sua posizione e il non poterla votare, visto che rispetta il suo elettorato, quindi la ringrazio anche per questo.

Però, voglio dire: fiducia sì, fiducia no, ha poca importanza per noi. Vi mostriamo ancora oggi, caro consigliere Bevacqua, che non è il giorno del “de profundis”, ma quello in cui dimostrare, ancor di più, come la maggioranza sia coesa, unita e compatta. Per cui, questa sarà la riforma dei 21 consiglieri, perché tutti e 21 la voteremo, tutti insieme. Per questo motivo, presidente Occhiuto, le chiedo, fortemente, di ritirare l’apposizione della questione di fiducia su questa pratica perché tanto la voteremo tutti.

Aggiungo che vorrei che, nel caso qualche capogruppo della coalizione di maggioranza non si sia già espresso in tal senso - mi sembra che la maggior parte l'abbia già fatto -chiedesse al presidente Occhiuto di ritirare la questione di fiducia su questo punto.

PRESIDENTE

Grazie. Presidente Occhiuto, c’è questa richiesta dalla maggioranza, a lei la parola, la decisione.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Signor Presidente, l'ho detto nel mio intervento iniziale: la questione non è formale, è di sostanza, a me interessa che su questa legge ci sia una valida maggioranza. Ho apprezzato gli interventi dei capigruppo della maggioranza che sono intervenuti dimostrando ancora una volta grande sostegno al governo regionale.

Vorrei rispondere al consigliere Lo Schiavo, ho apprezzato molto il suo intervento: non ho alcuna intenzione di mostrare i muscoli. I muscoli li mostra chi ritiene di essere debole e vuole sembrare più forte. Non ho bisogno di mostrare i muscoli, soprattutto non ho bisogno di farlo nei confronti di una maggioranza che è sempre stata leale nei miei confronti.

Non c'è questo atteggiamento, anzi, se la maggioranza mi chiede di ritirare la questione di fiducia, assumendo l'impegno a sostenere, comunque, questo progetto di riforma, io non ho difficoltà a farlo. Vorrei che fosse utile questa circostanza per dimostrare che non c'è un rapporto di sfiducia dal punto di vista sostanziale con la maggioranza che invece mi ha sempre sostenuto con grande lealtà e, quando si danno prove di grande responsabilità politica, è giusto farsene carico e non innamorarsi del metodo che si è proposto.

Peraltro, su questa legge di riforma, non è vero che non è stata fatta la concertazione, consigliere Lo Schiavo. Credo di averlo dimostrato in questi 19 mesi - a volte si parla di questa esperienza del governo regionale, come se fosse l'esperienza di 5 anni, ma sono 19 mesi -, nei quali il rapporto con le organizzazioni sindacali è sempre stato costante; poi, certo, a volte siamo stati d'accordo, a volte non siamo stati d'accordo, ciascuno si assume la responsabilità del proprio ruolo e delle proprie scelte. Io l'ho fatto, ma dimostrando sempre - mi pare - grande interesse verso i corpi intermedi, sia verso le organizzazioni sindacali, sia verso le organizzazioni di categoria. Nel caso di specie, ho avuto un costruttivo confronto con le organizzazioni del mondo agricolo e ho deciso - avendo chiesto, in origine, di porre la fiducia sul testo della riforma eventualmente integrato con delle modifiche - di recepire le modifiche che mi hanno proposto le organizzazioni di categoria.

È vero, consigliere Lo Schiavo, io parlo direttamente ai calabresi, credo non sia sbagliato, credo sia un grande esercizio di democrazia. Sono un uomo delle Istituzioni, quindi capisco quanto sia importante la concertazione, il confronto con le organizzazioni che si occupano di rappresentare gli interessi della società, gli interessi organizzati.

Per la verità, credo di aver dimostrato sempre grande attenzione anche verso le proposte che mi vengono dall'opposizione. Non ho una visione manichea del rapporto tra il governo regionale e il Consiglio regionale. Abbiamo fatto prima l'esempio del “Mercure”, ma ci sono tanti altri esempi.

Certo è che è vero, consigliere Lo Schiavo, parlo direttamente ai calabresi.

La vorrei rassicurare in ordine al fatto che non penso che ci sia una divisione manichea in Calabria: i buoni da una parte, dalla parte della maggioranza e del Governo regionale, i cattivi dall'altra. In tante occasioni ho colto dai contributi che mi sono stati offerti dai consiglieri di maggioranza e anche dai consiglieri di opposizione, delle buone idee su cui, poi, ho cercato di riflettere e anche di trasformare in iniziative politiche.

Però, ho fatto un richiamo all'onestà intellettuale. Vorrei che questo esercizio lo facessimo tutti e lo facesse anche lei. Non le attribuisco responsabilità per il passato - ci mancherebbe altro -, anzi ho sempre grande rispetto degli interventi che provengono da consiglieri di opposizione quando hanno dei contenuti importanti, come quelli ho ascoltato anche oggi in molti interventi, però questo esercizio di responsabilità lo faccia anche lei.

Lei pensa che tutta l'opposizione abbia questo tipo di sensibilità? C'è una parte dell'opposizione, secondo me, che interpreta in maniera ideologica il rapporto tra Consiglio regionale e governo regionale e soprattutto tra Consiglio regionale e problemi della Calabria. Il suo intervento ha avuto un segno, quello del consigliere Laghi ha avuto una direzione. Ma lei pensa che questi interventi siano stati somiglianti, per esempio, a quelli del consigliere Bevacqua che mi diceva: “È la prima volta che in cinquant'anni si pone una questione di fiducia”? Sì! Sì, consigliere Bevacqua, le confesso una cosa e cerco di spiegarla ancora più chiaramente perché oggi sono influenzato e forse ho un deficit di chiarezza nelle cose che dico: la mia ambizione è proprio quella di fare in Calabria tante cose per la prima volta e di dimostrare alla Calabria e al Paese che si può governare questa Regione rompendo col passato. Se lei difende il passato con i suoi riti è un affare suo, ma io vado avanti per la mia strada e non mi creo il problema di aver posto la questione di fiducia per la prima volta in cinquant'anni, perché – ripeto – vorrei fare tante cose in questa Regione che saranno fatte – spero – per la prima volta in cinquant'anni di vita regionale.

Questa è la mia ambizione, poi, magari, non sarà semplice, perché conosciamo questa Regione che ha molti problemi strutturalmente incancreniti e non è facile da riformare, partendo, appunto, dalle fondamenta, ma è proprio la mia ambizione.

Sono passati 19 mesi e lei mi diceva: “Presidente Occhiuto, lei ha fatto Sorical”. Ne sono orgoglioso, perché ho posto la società fuori dalla liquidazione; per vent'anni era stato tentato questo risultato e nessuno c'era mai riuscito. Ne sono orgoglioso.

Ho fatto ARRICal, riducendo gli ATO da 5 a 1 e ora l’affiderò, come è giusto che sia, ai Comuni, indicendo le elezioni perché si è costituita la platea. Sono orgoglioso di questo fatto.

Ho istituito Azienda Zero, che molti contestano anche all'opposizione, ma se non avessi fatto Azienda Zero non avrei fatto la rete ospedaliera, non avrei chiuso i bilanci delle aziende sanitarie. Avevo bisogno di un cervello che vicariasse il deficit di capacità amministrativa che c'era nel sistema delle aziende sanitarie e del Dipartimento. Sono orgoglioso di averlo fatto.

Il consigliere Graziano prima ricordava altri interventi, come quello sulla SACAL, sul termalismo: tutte cose fatte in 19 mesi, che, mi auguro, possano produrre risultati per i calabresi anche per gli anni che verranno, quando non sarò più Presidente di questa Regione. Il mio compito è quello di tentare di riformare questa Regione, però, consigliere Lo Schiavo, l'esercizio di onestà intellettuale, che le richiedevo, provi a praticarlo ricordando quello che è successo in questi 19 mesi.  

Siamo diventati una Regione modello per le tecniche di deterrenza generate, per esempio, contro gli incendi e i piromani; ne parla il TG1 e dice: “La Calabria è un modello che le altre Regioni e anche Paesi d'Europa vogliono imitare,”. È stato tramesso in tutti i media europei quello che abbiamo fatto, ogni giorno stiamo prendendo piromani. A tal proposito, domani parlerò ai calabresi e farò vedere molte immagini registrate dai droni, però, mentre succede questo, ho una parte dell'opposizione che dice: “Non è stato fatto il Piano antincendi”, mentendo, perché il Piano antincendi lo abbiamo fatto a marzo, aprile e sta funzionando molto meglio che in altre regioni.

Se guardate, per esempio, il numero degli incendi, negli ultimi giorni, proprio in ragione della deterrenza che abbiamo generato, non siamo nella condizione della Sicilia e nemmeno nella condizione della Puglia, che ha molto meno montagne di noi; però, mentre si fanno queste cose e la Calabria diventa un modello a livello nazionale, c'è, non lei consigliere Lo Schiavo, una parte dell'opposizione che dice: “Non è stato fatto niente”.

Sul sistema della depurazione, che dipende dai Comuni, ci ho messo la faccia, ho cercato di svolgere un'azione a supporto delle Amministrazioni comunali e ho avuto, però, l'opposizione di chi non si rende conto che la Regione deve svolgere esclusivamente un'azione di supporto e, magari, solidarizza con i Comuni che non fanno i controlli come dovrebbero.

C'è una parte dell'opposizione, consigliere Lo Schiavo, che, quando in quest'Aula ho alzato i toni, – quella volta stavo meglio, non avevo la febbre e, quindi, ho svolto l'intervento forse con maggiore veemenza – contro le cooperative a gettone e, a volte, anche contro l'Ordine dei medici, mi ha detto che ero matto, perché prendevo i medici cubani e mi arrabbiavo contro l'Ordine dei medici e le cooperative a gettone.  

Oggi, tutti vogliono i medici cubani: li vogliono i Presidenti delle altre Regioni, perché dove sono andati hanno svolto un lavoro straordinario e i cittadini ne vogliono altri.

A proposito, oggi ne sono arrivati altri 120, però, mentre questo tema poneva la Calabria in prima linea nel trovare una soluzione temporanea, emergenziale, forse anche creativa, per evitare di chiudere gli ospedali, la decisione è stata contestata da una parte dell'opposizione come se fossi un matto.

Abbiamo assunto, nell'ultimo anno e mezzo, 2.500 unità di personale sanitario, mentre sono andati in pensione 1.700 dipendenti del sistema sanitario.

Avessi trovato un componente dell'opposizione che avesse avuto l'onestà intellettuale di dire – se, oggi, ci fosse stato un altro Commissario, non il Presidente della Regione – che, poiché sono andate in pensione 1.700 unità di personale sanitario, oggi tutti gli ospedali della Calabria sarebbero chiusi, perché abbiamo compensato i pensionamenti – che abbiamo verificato incrociando la “gobba” pensionistica – con le nuove assunzioni, a dimostrazione del fatto che i medici cubani non toglievano il posto di lavoro a nessun italiano.

C’è modo e modo di fare opposizione. Non voglio insegnare all'opposizione come deve svolgere il suo ruolo, però, fatemi dire, non ho una concezione manichea della politica, ma ci sono, anche all'interno dell'opposizione, modi e modi di svolgere questo ruolo.

Abbiamo chiuso i bilanci delle aziende sanitarie, grazie ad una norma che sono riuscito a ottenere dal Parlamento nazionale facendo una cosa storica che in 12 anni i Commissari della sanità non avevano fatto e ho registrato dichiarazioni di una parte dell'opposizione che diceva: “Chiudono i bilanci e, invece, …”, come se fosse una cosa sbagliata, addirittura confondendo, a volte, le risorse accantonate per pagare i debiti, sommandole con i debiti stessi.

C'è modo e modo di fare il consigliere regionale e – ripeto – c’è modo e modo di essere anche all’opposizione.

Sfido anche l'opposizione – perché vi ostinate soltanto a criticare? – e dico al capogruppo del Partito Democratico: “Fate una proposta di riforma, una, fatela!”.

Le assicuro che, se presenta una proposta che va nella direzione di dimostrare che la Calabria vuole fare riforme serie, gliela sottoscrivo, ma – ripeto – fate una proposta. Quando uno sta all'opposizione fa anche delle proposte, non si limita a fare questo lavoro.

Certo, consigliere Lo Schiavo, ripeto che non ho una visione manichea, però apprezzo chi, come lei e come altri all'interno dell'opposizione, mi chiede di fare di più e meglio, perché so bene che tutto quello che abbiamo fatto in questi 19 mesi è poco rispetto a quello che c’è ancora da fare, ma non posso avere lo stesso atteggiamento nei confronti di chi, per esempio, prima mi ha chiesto di fare un passo indietro su questa legge.

Secondo voi la Calabria si può consentire passi indietro, mentre ci sono tutte queste emergenze? Se stasera mi dovessi dimettere perché non ci fossero i voti sufficienti per rendere validamente approvata questa legge, che cosa dovrei fare?

Dovrei presentarmi ai calabresi parlando, come voglio continuare a fare, e dicendo che mi dimetto perché una parte del Consiglio regionale non vuole passare dagli 11 Consorzi al Consorzio unico. A proposito, il Consorzio unico sarà la newco che ci consente di far erogare i servizi agli agricoltori e di fare in modo che il sistema delle bonifiche possa svolgere la funzione per cui è pensato: avrà un unico ruolo del personale, un unico bilancio, un unico centro di costo; questa è poca cosa, cioè questa è, secondo me, una rivoluzione nel modo di pensare il rapporto tra il Governo regionale e le articolazioni di rappresentanza del territorio in una Regione che, certo, è complicata perché ha molte differenze al suo interno, ma è una regione di 1.800.000 abitanti.

Qualcuno prima faceva l'esempio della Puglia che - è il doppio della Calabria - ha fatto prima 4 Consorzi – noi ne avevamo 11 – e ora praticamente istituisce un Consorzio unico.

La Calabria – ripeto – ha 1.800.000 abitanti.

I Consorzi che andranno in liquidazione vivranno, certamente, per il tempo e per le attività ad essa connesse, ma, intanto, il pregio di questa riforma è che costituiamo un nuovo organismo che può lavorare erogando i servizi che oggi non sarebbe possibile erogare. Quindi, non ho difficoltà, signor Presidente, ad aderire alla richiesta che, in verità, non mi ha fatto soltanto il consigliere Comito, perché prima di lui è stata avanzata da tutti i capigruppo di maggioranza, Talerico, Gelardi, Graziano, Neri e Crinò. Non ho difficoltà – ripeto – se lei lo ritiene, a ritirare la questione di fiducia, perché a me interessa la sostanza.

Certo è che, in questo caso, auspicherei che questa riforma potesse essere approvata, consigliere Lo Schiavo, anche con un atto di disponibilità da parte di chi, pur stando all'opposizione, quando ritiene che si faccia una cosa giusta, ha il coraggio di esprimere questa opinione. Se serve anche a questo, sono disponibile a ritirare l’apposizione della questione di fiducia e a procedere all'approvazione della legge con gli emendamenti che io e l’assessore Gallo abbiamo presentato, aderendo alle richieste delle organizzazioni di categoria.  

Lo faccio anche perché spesso si fanno i programmi e, poi, si dimenticano. Questa riforma l'avevo prevista nel Programma, così come la riforma dell'idrico e dei rifiuti, e, quando l'ho inserita, ho scritto che sulle riforme, che avrebbero riguardato il sistema dell'agricoltura, avrei cercato il più vasto consenso anche fuori dal Consiglio regionale. Così ho fatto parlando con i sindacati e con le organizzazioni di categoria; per cui, se serve, sono disponibile a ritirare la questione di fiducia, avendo acquisito già la disponibilità della maggioranza a esprimere i 21 voti occorrenti, ma chiederei, però, anche ai consiglieri di opposizione di fare una valutazione in ordine a questo, perché nei loro interventi ho sentito dire: “Non possiamo votare la riforma perché c'è la questione di fiducia”.

Come ho detto prima, nel Regolamento del Consiglio regionale la fiducia non rappresenta il perimetro della maggioranza e, poiché me lo chiede la maggioranza, tolgo la questione di fiducia, per cui, se volete votarla, questa riforma può diventare non la riforma del Presidente della Regione o della maggioranza, ma può diventare una riforma condivisa da tutti coloro che, all'interno del Consiglio regionale, ritengono che sia una buona cosa fare una riforma dei Consorzi di bonifica, nella direzione di ridurre i costi, di fare un unico centro di acquisto e, soprattutto, di far funzionare il sistema della bonifica.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente. Procediamo – lo dico anche alla relatrice – perché avevamo pensato di illustrare gli emendamenti tutti insieme poiché apportavano modifiche al testo finale, però, in questo caso, dobbiamo illustrarli uno alla volta, votare articolo per articolo e, poi, se siete d'accordo, voteremo la proposta di legge nel suo complesso per appello nominale.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Presidente, chiedo scusa. Poiché noi dell’opposizione abbiamo la concezione ideologica di contribuire alla soluzione dei problemi della Calabria, in questo caso degli agricoltori, vorrei ricordare al presidente Occhiuto che il Partito Democratico, tre mesi fa, ha presentato una proposta su questo tema e non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Detto questo, credo che l'appello che oggi giunge dalla maggioranza e dai capigruppo, sia una proposta imbarazzante per lo stesso Presidente della Giunta regionale, perché nel momento in cui pone la fiducia, ha presentato questa riforma come la panacea di tutti i mali, come motivo di grande rivoluzione per il sistema agricolo …

PRESIDENTE

Questo, consigliere Bevacqua, lo ha già detto prima nel suo intervento, non lo deve ripetere, altrimenti ripetiamo tutti gli interventi.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Chiedo scusa. Ho parlato soltanto pochi minuti.

PRESIDENTE

No, consigliere Bevacqua, ha parlato 12 minuti in più di quelli previsti.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Se pongo la questione di fiducia sono un arrogante, se accetto la richiesta di chi chiede di ritirarla ….Mi faccia capire…

PRESIDENTE

Consigliere Bevacqua, concluda il suo intervento.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Parlo a nome della minoranza e per noi questa proposta arriva fuori tempo massimo, perché, se l'avessimo ricevuta un giorno prima della seduta di Consiglio, con la possibilità di sviluppare un dibattito, forse avremmo…, ma oggi, dopo cinque ore di discussione, dopo una rappresentazione di questa tematica, come ripeto, o così o così, dopo la fine del dibattito ci viene proposta questa idea di ritirare la fiducia senza aver avuto possibilità di ragionare, anche in termini di suggerimenti come abbiamo fatto nel testo di legge che abbiamo  presentato, lo riteniamo – ripeto – fuori tempo massimo.

PRESIDENTE

Invito a mantenere la calma.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Per noi rimane la questione di fiducia posta del Presidente e chiediamo che la votazione si svolga per appello nominale.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Consigliere Bevacqua, la prego di astenersi, questo intervento è pietoso. Glielo dico da amico, è veramente un intervento indecente.

PRESIDENTE

Chiedo di fare silenzio. Procediamo con la votazione per appello nominale.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Chiediamo – ripeto – che, come previsto, la proposta di legge venga votata per appello nominale.

PRESIDENTE

Ho già disposto che si proceda in tal senso.

Passiamo, quindi, all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1.

(È approvato)

Articolo 2.

(È approvato)

Articolo 3.

(È approvato)

All’articolo 4 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15557/A03, a firma del presidente Occhiuto e dell'assessore Gallo, al quale cedo la parola per l'illustrazione.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

La lettera a) del comma 1 dell'articolo 4 della proposta di legge 215/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica e di tutela e bonifica del territorio rurale” è sostituita dalla seguente: “a) reticolo di gestione: il sottoinsieme del reticolo idrografico di cui all'articolo 54 del decreto legislativo 3 aprile 2006, numero 152 (Norme in materia ambientale), rappresentato dai canali di colo consortili e dai tratti di corsi d'acqua naturali interessati da opere di sistemazione idraulica o di consolidamento dei versanti, che necessita di manutenzione, sorveglianza e gestione per garantire il buon regime delle acque, prevenire e mitigare fenomeni alluvionali”.

Con la presente proposta emendativa si intende sostituire la definizione di reticolo di gestione al fine di chiarirne e precisarne più dettagliatamente il suo significato. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi e maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Gallo. Parere della relatrice?

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15557/A03 che è approvato.

Articolo 4

(È approvato così come emendato)

Articolo 5.

(È approvato)

Articolo 6.

(È approvato)

All’articolo 7 è pervenuto l'emendamento numero 15547/A05, a firma del presidente Occhiuto e dell'assessore Gallo, al quale cedo la parola per l'illustrazione.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

La lettera a) del comma 1 dell'articolo 7 è sostituita dalla seguente: “a) predisposizione di piani di classifica e piani di riparto delle spese, articolati per ogni comprensorio di bonifica. Il piano di riparto delle spese deve essere allegato al bilancio preventivo economico – budget dell’Ente, in conformità alle linee guida stabilite dalla Giunta regionale di cui all'articolo 10,”: b) al comma 4 dell'articolo 7, le parole “24 ore” sono sostituite dalle seguenti: “tre giorni”.

Con la presente proposta emendativa si intende sostituire la lettera a) del comma 1 dell'articolo 7 al fine di capirne meglio la portata e sostituire il termine indicato al comma 4 del medesimo articolo inizialmente previsto in 24 ore per la pubblicazione degli atti del Consorzio con quello meno stringente di 3 giorni. Tale modifica permette agli uffici di poter operare con maggiore diligenza e precisione. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Parere della relatrice?

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento che è approvato.

 

Articolo 7.

(È approvato così come emendato)

 

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

All’articolo 10 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15547/A07 a firma del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo. Cedo la parola al proponente per l'illustrazione. Prego, assessore Gallo.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

“La Regione Calabria e l'Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura ARCEA, al fine di assicurare la riscossione dei ruoli ordinari di bonifica e di quelli irrigui, non possono procedere alla liquidazione dei contributi concessi a qualunque titolo con risorse finanziarie dell'Unione europea, dello Stato e della Regione destinate alla politica agricola, a soggetti non in regola col pagamento dei titoli predetti.” Noi sostituiamo il comma 15 dell'articolo 10 della proposta di legge. Con la presente proposta emendativa si intende specificare, in dettaglio, quali sono gli enti preposti ad assicurare la riscossione dei ruoli ordinari di bonifica e di quelli irrigui. Nello specifico, si evidenzia che tali enti non possono procedere alla liquidazione dei contributi concessi, a qualunque titolo, con risorse finanziarie dell'Unione europea, dello Stato e della Regione destinate alla politica agricola, a soggetti non in regola col pagamento dei ruoli predetti. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Nella previsione della norma, per come presentata all'attenzione del Consiglio regionale, c'era il requisito della ammissibilità alla partecipazione a bandi anche per contributi a misura per superficie e a misura per investimento. Abbiamo deciso di modificarla per dare a tutti gli agricoltori la possibilità di partecipare ai bandi sia per la PAC, primo pilastro, sia per le misure a superficie, sia per le misure per investimento. Il problema si porrà al momento della liquidazione delle somme da parte di ARCEA come ente pagatore o da parte dell'ente del dipartimento Agricoltura.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Parere del relatore.

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15547/A07. L’emendamento è approvato.

 

Articolo 10

(È approvato così come emendato)

Articolo 11

(È approvato)

Articolo 12

(È approvato)

Articolo 13

(È approvato)

Articolo 14

(È approvato)

Articolo 15

(È approvato)

Articolo 16.

(È approvato)

Articolo 17

(È approvato)

Articolo 18

(È approvato)

Articolo 19

(È approvato)

Articolo 20

(È approvato)

Articolo 21

(È approvato)

Articolo 22

(È approvato)

Articolo 23

(È approvato)

Articolo 24

(È approvato)

Articolo 25

(È approvato)

Articolo 26

(È approvato)

All’articolo 27 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15547/ A09 a firma del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo. Cedo la parola all'assessore per l'illustrazione.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

Il comma 3 dell'articolo 27 della proposta di legge è sostituito dal seguente: “Al direttore generale si applica il contratto collettivo nazionale di dirigente dei Consorzi di bonifica e il trattamento economico omnicomprensivo non può superare quello previsto per i dirigenti della Regione Calabria”. Con la presente proposta emendativa si intende chiarire che il contratto da applicare alla figura del direttore generale dell'ente è quello nazionale dirigenti dei Consorzi di bonifica e che le somme spettanti per sua retribuzione, con carattere omnicomprensivo, sono quelle oggi applicate alle figure del direttore generale della Regione. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Parere del relatore?

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15147/A09. L’emendamento è approvato.

Articolo 27

(È approvato così come emendato)

Articolo 28

(È approvato)

Articolo 29.

(È approvato)

Articolo 30

(È approvato)

Articolo 31

(È approvato)

Articolo 32

(È approvato)

Articolo 33

(È approvato)

Articolo 34

(È approvato)

Articolo 35

(È approvato)

All’articolo 36 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15547/A011 a firma del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo. Cedo la parola all’assessore Gallo per l'illustrazione.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

Alla fine del comma due dell'articolo 36 della proposta di legge numero 215/12^, di iniziativa della Giunta regionale, recante “Disciplina in materia di ordinamento dei Consorzi di bonifica ed utile bonifica del territorio rurale”, dopo la parola “Calabria” sono aggiunte le seguenti: “con gestione separata, gli oneri delle liquidazioni dei Consorzi soppressi con la presente legge rimangono esclusivamente a totale carico degli stessi.”. Con la presente proposta emendativa si intende chiarire che le procedure di liquidazione non completate, nonostante il periodo di proroghe eventualmente concesso, saranno definite dal Consorzio di bonifica della Calabria con gestione separata. Infine, si chiarisce che tutti gli oneri della liquidazione degli enti consortili non sono posti a carico del Consorzio di bonifica della Calabria, ma restano in capo agli enti posti in liquidazione. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Parere del relatore?

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15547/A011. L’emendamento è approvato.

Articolo 36

(È approvato così come emendato)

All’articolo 37 è stato presentato l'emendamento protocollo numero 15547/A013 a firma del presidente Occhiuto e dell’assessore Gallo, a cui cedo la parola per l'illustrazione.

GALLO Gianluca, Assessore all’agricoltura, risorse agroalimentari e forestazione

Alla fine del comma tre dell'articolo 37 della proposta di legge 215/12^ è aggiunto il seguente periodo: “Per gli esercizi successivi al 2025, il contributo al presente comma può essere aumentato di un importo massimo corrispondente al 35% dell'ammontare dei ruoli di bonifica e di quelli irrigui riscossi sulla competenza dell'anno precedente.”. Con la presente proposta emendativa si intende chiarire che, al netto dello stanziamento iniziale previsto all'articolo 37 della presente proposta di legge, per gli anni successivi al 2025, la Regione, qualora si rendesse necessario, potrà stanziare ulteriori somme pari al 35% in più di quelle oggi previste per il funzionamento del Consorzio di bonifica della Calabria. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Per specificare meglio questo emendamento, che è un altro emendamento importante considerato l'impegno iniziale che la Regione Calabria ha deciso di profondere per far partire questo nuovo Consorzio, ripetiamo: 9.375.000 di euro per il 2024, 7.375.000 di euro per il 2025, 2.000.000 di euro per l'esercizio corrente, il 2023. Ci sarà un impegno ulteriore negli anni successivi, fino a un tetto massimo del 35% dei ruoli emessi e riscossi da parte del Consorzio di bonifica della Calabria.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Gallo. Parere del relatore?

GENTILE Katya (Forza Italia), relatrice

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo ai voti l'emendamento protocollo numero 15547/A013. L’emendamento è approvato.

Articolo 37

(È approvato così come emendato)

Articolo 38

(È approvato)

Articolo 39

(È approvato)

Passiamo ora alla votazione della proposta di legge nel suo complesso per appello nominale con l’autorizzazione al coordinamento formale.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Presidente, chiedo di intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Oggi questa Assemblea segna un cambiamento politico rilevante e significativo. Intanto, debbo dare atto al Presidente che con questa genialità ha impedito alla minoranza di proporre emendamenti. Presidente, noi sapevamo che era stata posta la questione di fiducia e, quindi, in qualche modo siamo stati sottratti dalla possibilità di richiamare, anche con un emendamento omnicomprensivo, la nostra proposta di legge. Presidente, lei non può essere così ingeneroso nei nostri confronti. Noi avevamo regolarmente presentato un'apposita proposta di legge in merito a questa problematica e, se lei avesse valutato - non saprei dire se la Presidente della sesta Commissione l'avesse informata della presentazione della nostra proposta di legge - il merito di quella proposta, si sarebbe accorto che, su molti punti, le due proposte convergono e dicono cose analoghe. Quindi, se la volontà reale fosse stata quella di aprire un confronto e una discussione di merito, quella volontà si sarebbe dovuta esprimere a partire dalla Commissione, Presidente consigliera Gentile. Abbiate pazienza, c'era una proposta di legge presentata da noi, da maggio, e, come prevede il Regolamento interno, si sarebbe dovuto procedere con l'esame abbinato. Ciò non è stato fatto. Oggi, magistralmente, ponete prima la questione di fiducia e impedite ai consiglieri di poter intervenire…

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Non è vero, ci è stato dato il termine per gli emendamenti sia in Commissione sia in Aula, perché dice…

PRESIDENTE

Calma, calma. Lasciamo stare.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

C’era il termine per gli emendamenti, lei non è stato capace di presentare emendamenti col suo partito; c'era il termine per gli emendamenti, è stato dato in Commissione e in Aula. Ha ragione il presidente Occhiuto.

PRESIDENTE

Concluda, collega Mammoliti, ha un minuto.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Scusi, consigliere Graziano, è inutile che si arrabbi. Le cose che debbo dire io, gliele dico, non mi faccio innervosire come altri. Capito?

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Non leggi le carte, le convocazioni. Ha rinunciato in Commissione…

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Questo colpo magistrale ha impedito ai consiglieri regionali di poter intervenire perché, se non ci fosse stata la questione di fiducia, il dibattito si sarebbe potuto regolarmente sviluppare. Avete impedito un confronto con il partito che ha presentato…

(Interruzione fuori microfono)

Però, presidente Mancuso, le chiedo, gentilmente, di poter fare la dichiarazione, il consigliere Graziano…

PRESIDENTE

Le do un minuto ulteriore.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Ho capito, però, se lui mi interrompe, abbiate pazienza, lo conoscete pure voi il consigliere Graziano, se non fa queste sparate finali, non è lui. Continua ancora, reitera in ogni seduta di Consiglio. Ma è possibile che ogni seduta di Consiglio deve fare questa sparata finale altrimenti non è contento?! Ma abbia pazienza.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Vada a studiare!

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Generale, ogni volta con queste sparate finali! E la smetta, per favore! Voglio dire al presidente Occhiuto che non ha voluto un contributo dell’opposizione. Avevamo presentato un'apposita proposta di legge e, se lui avesse voluto una convergenza e un confronto di merito, avremmo potuto, con l'esame abbinato, ragionare e su molti punti ci sarebbe stata anche una convergenza. Oggi, invece, con questa operazione, con questo espediente di strozzare il dibattito, di rompere con una minoranza che, invece, si era attestata su una posizione comune, si stravolge anche il confronto democratico; quindi, per questa ragione, il mio voto continua ad essere assolutamente contrario.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire per dichiarazione di voto il consigliere Afflitto. Ne ha facoltà.

AFFLITTO Francesco (Movimento Cinque Stelle)

Grazie, Presidente. Buonasera a tutti. Sinteticamente, voglio ribadire il mio voto favorevole a questa riforma. Come già precedentemente comunicato in Commissione agricoltura il 31 luglio corrente mese, voglio ancora sottolineare che il mio voto favorevole è esclusivamente sulla riforma dei Consorzi di bonifica e non è un voto di fiducia al Governo regionale, come consiglieri del Movimento 5 Stelle. Onorevole Graziano, lei deve ricordarsi che in Commissione mi sono dichiarato favorevole alla riforma, ma la fiducia è un problema della maggioranza. Entrando nel merito, questa riforma è necessaria in quanto degli undici Consorzi di bonifica presenti in Calabria, la maggior parte versa in condizioni economiche disastrose, con ricaduta evidente nell'erogazione dei servizi ai Consorziati e alla collettività, con accumulo di ingenti debiti e con le notorie difficoltà nel liquidare gli stipendi ai dipendenti.

Dopo aver esaminato la proposta, posso affermare che il lavoro svolto si è reso necessario per porre rimedio al fallimento del sistema consortile in essere e che nel tempo si possono apportare modifiche migliorative. L'accorpamento degli attuali 11 Consorzi come primo vantaggio consente un notevole taglio ai cosiddetti costi degli organi sociali, un solo Presidente, un solo vicepresidente, un solo componente del Consiglio di Presidenza ai quali attribuire un'indennità, un solo revisore dei conti e un solo direttore generale. Si potrà, inoltre, sfruttare la professionalità dei dipendenti tecnici, fino ad ora impiegati a compartimenti stagni all'interno dei singoli distretti, al fine di costituire un ufficio accentrato ove procedere, ad esempio, con la progettazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e Crotone ne è un esempio virtuoso. Gli onorevoli Talerico e Molinaro sono andati a vedere questi impianti con una turbina idroelettrica nella zona di Acalusìa per il quale il Consorzio di bonifica crotonese ha stipulato con l'azienda un accordo e ha impiantato questa turbina con un investimento di sei milioni di euro che frutterà al Consorzio di Crotone un milione e mezzo di euro l'anno. Questo dicevo, ecco, nella successiva gestione degli stessi, più in generale, sarebbe opportuno procedere ad intercettare opportunità derivanti dalle leggi europee e nazionali relativamente alla progettazione ed eventuale esecuzione di opere pubbliche di competenza dello Stato, della Regione, degli Enti locali, mediante convenzioni con spese ed oneri a totale carico del committente.

Avremo così un solo contratto collettivo di lavoro per i dipendenti sperando che non si faccia la fine dei contratti che hanno altri enti. Avremo un bilancio unico che consentirà una gestione efficace ed efficiente delle risorse e un monitoraggio dei costi dell'attività consortile nel suo complesso. Infine, detto accorpamento faciliterà la Regione nell'esercizio delle sue funzioni di vigilanza e di controllo sull'attività dell'unico Consorzio.

PRESIDENTE

Grazie. Il suo voto?

AFFLITTO Francesco (Movimento Cinque Stelle)

Favorevole.

PRESIDENTE

Grazie. Non ci sono altre dichiarazioni di voto. Segretario questore, prego, faccia la chiama.

CIRILLO Salvatore, segretario questore

Fa la chiama.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti: 31. Hanno risposto sì: 23 consiglieri; hanno risposto no: 8 consiglieri. Il Consiglio approva.

 

(Hanno risposto sì i consiglieri: Afflitto, Caputo, Cirillo, Comito, Crinò, De Francesco, De Nisi, Gallo, Gelardi, Gentile, Giannetta, Graziano, Laghi, Mancuso, Mannarino, Mattiani, Molinaro, Montuoro, Neri, Occhiuto, Raso, Straface e Talerico.

Hanno risposto no i consiglieri: Alecci, Bevacqua, Billari, Bruni, Iacucci, Lo Schiavo, Mammoliti e Tavernise)

 

Pertanto, il provvedimento è approvato così come emendato e con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 210/12^di iniziativa dei consiglieri Caputo, Cirillo recante: disposizioni per l’esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea

PRESIDENTE

Passiamo al secondo punto dell'ordine del giorno, la proposta di legge numero 210/12^ d’iniziativa dei consiglieri regionali Caputo e Cirillo, recante: “Disposizioni per l'esercizio del trasporto pubblico non di linea e norme concernenti il ruolo dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea”. Cedo la parola al consigliere Caputo per illustrare il provvedimento. Prego.

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Grazie, Presidente. La presente proposta di legge rientra a pieno regime nell'alveo di quei provvedimenti legislativi che mirano alla disciplina, completa ed uniforme, di un settore, quello del trasporto pubblico non di linea e dei conducenti dei servizi pubblici di trasporto non di linea, che è, ad oggi, privo di regole chiare ed univoche in ambito regionale. Lo scopo è quello di riordinare l'intero sistema del trasporto pubblico non di linea, individuando, al contempo, parametri inequivoci per gli Enti locali.

La proposta di legge nasce, quindi, dall'esigenza di uniformare una materia sinora trattata e gestita dai vari Enti locali in maniera del tutto disomogenea, tanto che per la trattazione delle pratiche amministrative, per il rilascio delle licenze e per la gestione dei rapporti con gli altri servizi di trasporto ognuno di essi ha operato e opera in maniera del tutto disarticolata ed autonoma, generando, di conseguenza, situazioni di diseguaglianza e disparità di trattamento che non hanno, purtroppo, consentito di garantire, anche, una quantificazione armoniosa in ambito regionale del fabbisogno reale dei mezzi di trasporto.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

All’articolo 4 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15336/A02, a firma del consigliere Cirillo, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si intende porre un criterio chiaro rispetto alle organizzazioni sindacali chiamate a operare le designazioni del proprio componente all'interno della Commissione consultiva regionale di cui all'articolo 4 e correggere il riferimento al rappresentante del MIT che precedentemente era indicato con un acronimo oggi superato.

L’emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15336/A02.

L’emendamento è approvato.

 

Articolo 4

(È approvato così come emendato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Articolo 6

(È approvato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

All’articolo 8 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15336/A06 a firma del consigliere Cirillo, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si intende prevedere che la prova d'esame prevista dall'articolo 8 abbia luogo su base regionale e non provinciale. L'emendamento ha carattere ordinamentale, non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15336/A06.

L'emendamento è approvato.

 

Articolo 8

(È approvato così come emendato)

 

All’articolo 9 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15336/A08 a firma del consigliere Cirillo, a cui cedo la parola per le illustrazioni. Prego.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si intende sostituire il comma 1 dell'articolo 9 della proposta di legge, sopprimere il secondo periodo del comma 2, attese le modifiche introdotte con la sostituzione del comma 1, e chiarire che le funzioni di segretario della Commissione, di cui all'articolo 9, sono svolte da un dipendente regionale e non da un dipendente degli Enti Camerali.

L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15336/A08.

L'emendamento è approvato.

 

Articolo 9

(È approvato così come emendato)

 

All’articolo 10 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15336/A10 a firma del consigliere Cirillo, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si intende definire con maggiore chiarezza la qualificazione del termine “stazione per il trasporto pubblico di linea” e nel secondo periodo viene aggiunto in riferimento ai nodi di trasporto al fine di completare nelle previsioni normative tutte le realtà esistenti di snodo, di traffico merci e persone. L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15336/A10.

L'emendamento è approvato.

 

Articolo 10

(È approvato così come emendato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Articolo 12

(È approvato)

 

Articolo 13

(È approvato)

 

Articolo 14

(È approvato)

 

Articolo 15

(È approvato)

 

Articolo 16

(È approvato)

 

Prima di passare alla votazione finale, esaminiamo l'emendamento protocollo numero 15336/A04 a firma del consigliere Cirillo che apporta alcune correzioni all'intero articolato.

Cedo la parola al proponente per l'illustrazione.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con la presente proposta emendativa si intende chiarire che il riferimento nel testo della proposta di legge alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura è quella dell'Ente territorialmente competente. Tale specifica che appare lapalissiana è necessaria vista la formulazione attualmente presente nella proposta di legge.

L'emendamento ha carattere ordinamentale e non produce nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

CAPUTO Pierluigi (Forza Azzurri), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15336/A04.

L'emendamento è approvato.

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, così come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. 

Il provvedimento è approvato, così come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 168/12^ di iniziativa del consigliere G. Neri, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, n. 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria)”

PRESIDENTE

Passiamo al terzo punto all'ordine del giorno, relativo alla proposta di legge numero 168/12^ di iniziativa del consigliere Neri, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 novembre 2019, numero 48 (Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria)”.

Cedo la parola al relatore, consigliere Neri, per illustrare il provvedimento. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente.

La presente proposta di legge è volta a modificare alcuni articoli della legge regionale 29 novembre 2019, numero 48, al fine di renderla maggiormente rispondente alle esigenze degli operatori del settore.

L’intervento di novellazione propone, in particolare, il ripristino delle definizioni e la previsione di un articolato ad hoc dedicato alla disciplina del Centro servizi, del Consorzio e della Società consortile operanti nel settore funebre, recependo le istanze del territorio.

Presidente, nasce dalla necessità di regolamentare il settore perché questa legge è stata falcidiata più volte dalla Corte costituzionale; quindi, interveniamo proponendo tutta una serie di modifiche per rendere la legge più fruibile da parte degli operatori e per consentire a chi è nel settore di fare degli investimenti, certo di avere un supporto normativo stabile e duraturo nel tempo. Grazie.

PRESIDENTE

Ci sono interventi? Non ci sono interventi.

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

All’articolo 5 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15277/A02 a firma del consigliere Neri, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

All'articolo 5, è eliminato il seguente periodo: “, anche in qualità di soli soci,” e, dopo le parole “associazioni di volontariato.” è aggiunto il seguente periodo: “Le attività in essere devono adeguarsi alle disposizioni previste dal presente articolo entro il 31 dicembre 2023”.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A02.

L'emendamento è approvato.

Articolo 5

(È approvato così come emendato)

All’articolo 6 sono pervenuti degli emendamenti. Iniziamo dall'esame dell'emendamento protocollo numero 15277/A06 a firma del consigliere Neri, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, all'articolo 8, comma 9, le parole “31 dicembre 2023” sono sostituite con le seguenti: “28 febbraio 2024”.

Presidente, sottolineo che nel depositare l'emendamento, per errore, è stato scritto 28 febbraio 2023.

PRESIDENTE

Concluso, collega Neri?

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, ripeto, 28 febbraio 2024.

PRESIDENTE

Va bene. Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A06.

L'emendamento è approvato.

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 15277/A04 a firma del consigliere Neri, che apporta modifiche ai numeri 3) e 4) del comma 2 dell’introducendo l’articolo 8-bis, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, ai numeri 3) e 4) del comma 2 dell’articolo 8-bis, inserito nella legge regionale 48/2019 dall’articolo 6 della proposta di legge numero 168/12^, la parola “tre” è sostituita dalla seguente: “due”. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A04.

L'emendamento è approvato.

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 15277/A07 a firma del consigliere Neri, che apporta modifiche al comma 4 dell'introducendo articolo 8-bis, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. All'articolo 8-bis, comma 4, le parole “30 settembre 2023” sono sostituite con le parole “30 novembre 2023”.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A07.

L'emendamento è approvato.

 

Articolo 6

(È approvato così come emendato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Articolo 8

(È approvato)

 

All’articolo 9 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15277/A03 a firma del consigliere Neri, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

All'articolo 9, comma 1, lettera c), volto ad aggiungere il comma 7 all’articolo 13 della legge regionale 48/2019, le parole “30 aprile 2023” sono sostituite con le parole “31 luglio 2023” e le parole “di cui all’articolo 8-bis”, alla fine della lettera a), sono sostituite dalle seguenti: “di cui all’articolo 13-bis”.

Presidente, preciso che per ogni emendamento presentato non esiste e non deriveranno oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A03.

L'emendamento è approvato.

 

Articolo 9

(È approvato così come emendato)

 

Dopo l'articolo 9 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 15277/A05 a firma del consigliere Neri, a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. In questo caso istituiamo un nuovo articolo dopo l'articolo 9. Sostanzialmente indichiamo quali sono i requisiti strutturali delle case funerarie, disciplinandole, descrivendo e indicando quali sono i requisiti strutturali delle case funerarie. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 15277/A05.

L'emendamento è approvato, pertanto è inserito un nuovo articolo.

 

Articolo 10

(È approvato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, così come emendata, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento è approvato, così come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 126/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell'esercizio finanziario 2022, della relazione sulla gestione 2022 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi”

PRESIDENTE

Passiamo all’esame della proposta di provvedimento amministrativo numero 126/12^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2022, della relazione sulla gestione 2022 e del Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi”. Cedo la parola al consigliere Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia), relatore

Grazie, Presidente. Con la presente proposta di provvedimento amministrativo l’Assemblea è chiamata ad approvare il rendiconto del Consiglio regionale relativo all'esercizio finanziario 2022, la relazione sulla gestione dell'esercizio 2022 ed il Piano degli indicatori di bilancio e dei risultati attesi.

Al 31 dicembre 2022 risultano iscritti alla contabilità del Consiglio: residui attivi, per euro 31.088.830,14; residui passivi, per euro 6.669.118,20; fondo cassa, per euro 27.982.108,60.

L'avanzo di amministrazione alla data del 31 dicembre 2022 è risultato pari ad euro 43.539.112,09 e risulta essere così ripartito: avanzo vincolato euro 11.213.574,24, tali i vincoli derivanti dall'applicazione di leggi statali; avanzo accantonato euro 6.447.051,76 (per fondo contenzioso, passività potenziali, fondo crediti di dubbia esigibilità, eccetera); avanzo destinato agli investimenti euro 12.134.690,53 (per interventi di riqualificazione di Palazzo Campanella e altre spese destinate ad investimento); avanzo libero euro 13.743.795,56.

La quota libera del risultato di amministrazione potrà essere utilizzata, dopo l'approvazione da parte del Consiglio regionale del rendiconto e contestualmente alle verifiche degli equilibri di bilancio, per la finalità previste dalla legge.

Le risultanze del rendiconto del Consiglio regionale della Calabria confluiranno nel bilancio consolidato della Regione Calabria, in ottemperanza alle disposizioni contenute nell'Allegato del Decreto legislativo numero 118 del 2011.

Sul presente provvedimento la Commissione speciale di vigilanza, nella seduta del 25 luglio 2023, ha approvato la relazione prevista nell'articolo 110, comma 1, lettera c) del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale.

Il Collegio dei Revisori dei conti con verbale numero 40 del 19 luglio 2023 ha espresso parere favorevole.  

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cirillo. Non ci sono altri interventi.

Passiamo all’esame e votazione del provvedimento. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti e della relazione della Commissione speciale di vigilanza.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso che è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 127/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione ‘Indirizzi regionali per la programmazione e la definizione del dimensionamento della rete scolastica e dell'offerta formativa - Linee Guida per il triennio 2024/2025 – 2026/2027’”

PRESIDENTE

Passiamo al quinto punto all'ordine del giorno, riguardante la proposta di provvedimento amministrativo numero 127/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione ‘Indirizzi regionali per la programmazione e la definizione del dimensionamento della rete scolastica e dell'offerta formativa - Linee Guida per il triennio 2024/2025 – 2026/2027’”.

Cedo la parola alla consigliera Straface per illustrare il provvedimento. Prego.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatrice

Grazie, Presidente. Il provvedimento giunge in Consiglio dopo un iter molto corposo e non poteva essere altrimenti dato il tema delicato e di vitale importanza che stiamo trattando questa sera: parliamo del mondo della scuola che rappresenta il futuro dei nostri giovani e dei nostri territori.

Si tratta di un'azione amministrativa fortemente voluta dal presidente Occhiuto e portata avanti con grande capacità e caparbietà dal vicepresidente Princi in sinergia, naturalmente, con il Dipartimento istruzione, formazione e pari opportunità, che non esito a definire fondamentale per tre ordini di motivi.

Il primo motivo è la temporalità. Il Governo regionale interviene, finalmente, dopo più di un decennio a mettere ordine nel sistema scolastico regionale, se noi pensiamo che l'ultimo dimensionamento risale al 2012, mentre in provincia di Cosenza risaliamo addirittura al 2008. Questa inazione non ci ha permesso di organizzarci e di metterci soprattutto al passo con i cambiamenti e, infatti, ci ritroviamo con la legge di bilancio la numero 197 del 2022, che sopprime 79 autonomie scolastiche entro l'anno scolastico 2024/2025, di cui 14 in provincia di Catanzaro, 29 in provincia di Cosenza, 8 in provincia di Crotone, 11 in provincia di Vibo Valentia e 17 in provincia di Reggio Calabria.

L'altro elemento è rappresentato dalla concertazione.

Il provvedimento che andiamo ad approvare oggi nasce da un rapporto costante di interlocuzione non soltanto con gli Enti locali ma anche e soprattutto con le sigle sindacali, dalle quali è giunto un plauso bipartisan per un lavoro che è stato enorme – grazie, vicepresidente Giusy Princi - e faticoso, ma che finalmente – dico: finalmente - ci permetterà di riorganizzare la rete scolastica in maniera ottimale e di implementare soprattutto l'offerta formativa guardando quella che è la crescita e lo sviluppo dei territori.

Ci tengo a sottolineare che per questo lavoro abbiamo ricevuto i complimenti anche da altre Regioni, sia di centrodestra sia di centrosinistra, a conferma questo della bontà della direzione intrapresa.

L’altro elemento è rappresentato dalla salvaguardia dei territori, elemento questo di fondamentale importanza.

C'è da fare subito una prima precisazione: i criteri che sono contenuti in questo provvedimento rientrano nelle indicazioni già date dal Governo Draghi per accedere ai Fondi del PNRR. Governo sostenuto anche dal Partito Democratico che, dunque, ha già approvato gli indirizzi riportati oggi nel testo in esame.

Poi, prima di entrare nel merito, c'è da fare una seconda precisazione: quello che stiamo esaminando e approvando oggi in Consiglio non è il Piano di riorganizzazione e su questo non bisogna fare, assolutamente, confusione. Tale provvedimento contiene i criteri per l'ottimizzazione dell'attuale assetto organizzativo della rete scolastica e dell'offerta formativa erogata dalle scuole presenti sul territorio regionale, nonché le modalità procedimentali per perseguirla.

Come abbiamo detto, la Legge di bilancio ha ridisegnato l'assetto regionale, portando da          360 a 281 autonomie scolastiche. Inoltre, dall'anno scolastico 2023/2024, vengono meno le deroghe applicate in periodo di Covid per cui i parametri per calcolare le scuole autonome, con dirigente e direttore amministrativo, sarebbero stati 600 su 400, e avrebbero quindi determinato la soppressione – dico: avrebbero determinato la soppressione - di tutti gli Istituti scolastici con una popolazione sotto i 600 studenti e sotto i 400 nei Comuni in deroga. Per Comuni in deroga, naturalmente, intendiamo i Comuni montani e con minoranze linguistiche. Sulla base di tale criterio, invece, molti Istituti scolastici delle zone di montagna e delle aree interne, che attualmente hanno meno di 400 alunni, sarebbero stati soppressi o destinati alle reggenze. I nuovi criteri che noi stiamo adottando, frutto del lavoro che è stato portato avanti - lo dico con grande senso di orgoglio - dall'assessore Princi e dal Dipartimento, prevedono, invece, come soglie: 1000 come numero massimo di studenti per avere un'autonomia e 600 come numero minimo.

Ma - questo è il dato importante - il provvedimento ci permette di avere la possibilità di derogare ai numeri in base alle analisi del territorio di riferimento e pertanto di salvaguardare quelle aree che si presentano particolarmente svantaggiate che altrimenti sarebbero state a rischio di soppressione.

Le Province e la Città metropolitana, nel formulare alla Regione la propria proposta di riorganizzazione della rete scolastica, fermo restando il numero di autonomie calcolate sulla base del contingente assegnato, potranno adottare le necessarie compensazioni sulla base dei seguenti criteri: nelle aree scarsamente popolate, nelle aree periferiche e che si caratterizzano per condizioni di particolare isolamento si può tendere a costituire/mantenere autonomie scolastiche con un numero di almeno 600 alunni; nelle aree ad alta densità demografica, in particolare nei Comuni capoluogo e nei Comuni superiori ai 15.000 abitanti, si può tendere a costituire/mantenere autonomie scolastiche con un numero di almeno 1.000 alunni.

Sarà possibile, inoltre, sempre in virtù del criterio compensativo, costituire e mantenere autonomie con un numero di alunni differenti rispetto ai parametri numerici sopra esposti nei seguenti casi: inferiore a 600, per tutelare i territori particolarmente fragili da un punto di vista socioeconomico, isolati e inaccessibili; superiori alle 1000 unità nelle aree ad alta densità abitativa o centri urbani.

Vorrei prendere come esempio, un caso recentissimo, quello del Comune di Longobucco. Se ci si fosse basati solo sui meri indicatori numerici, quella comunità avrebbe perso un Istituto scolastico e le famiglie degli studenti avrebbero dovuto sobbarcarsi spostamenti quotidiani in altre città per garantire l'istruzione ai propri figli. Avendo, invece, la possibilità di valutare oggettivamente le casistiche, dato il grosso problema di mobilità che affligge il Comune di Longobucco e il suo circondario si è potuti andare in deroga e mantenere aperto l'Istituto.

Questa è la portata epocale del provvedimento: la salvaguardia delle aree interne, delle aree penalizzate, delle aree che hanno bisogno di sentire, finalmente dopo 12 anni, le Istituzioni vicino. La normativa punta proprio ad armonizzare la distribuzione delle Istituzioni scolastiche a livello territoriale sulla base della densità abitativa, degli sviluppi demografici della popolazione scolastica nel breve periodo e delle caratteristiche del territorio, del disagio socioeconomico e della povertà educativa.

Inoltre, attraverso l'Osservatorio regionale per il diritto all'istruzione e il diritto allo studio, voluto dalla Regione Calabria, Settore istruzione, sarà fruibile una lettura georeferenziata del territorio che permetterà alle Province, alle Città Metropolitane e a ciascun Comune di individuare le aree territoriali e scolastiche con maggior disagio e rischio di dispersione scolastica.

Nelle Linee guida operative, vengono, inoltre, fornite agli Enti locali sia indicatori di contesto, che consentono di individuare le aree maggiormente critiche, sia informazioni aggiornate sulla rete scolastica, sulle singole Istituzioni scolastiche e sui PES - Punti di erogazione dei servizi.

Le Province, le Città Metropolitane, nel formulare alla Regione la propria proposta di riorganizzazione della rete scolastica, dovranno assicurare che il numero complessivo delle autonomie corrisponda al contingente organico assegnato a ciascuna Provincia e Città Metropolitana.

Qual è l'obiettivo che viene perseguito dalla Regione Calabria? È quello di promuovere dei processi di intesa con le Istituzioni scolastiche e territoriali, permettere di realizzare programmi ed interventi che siano volti a contrastare la povertà educativa, l'abbandono scolastico, la dispersione implicita ed esplicita, promuovere ed accompagnare la costituzione di Poli per l'infanzia, ridurre i divari territoriali nel primo e nel secondo ciclo.

Il provvedimento, quindi, ha un duplice scopo: da un lato stabilisce i criteri su cui si dovrà basare la riorganizzazione della rete scolastica, dall'altro mira ambiziosamente a implementare e migliorare qualitativamente l'offerta formativa, che sarà confrontata con l'offerta degli Istituti Tecnici Superiori e dei Poli Tecnici Professionali e programmare, anche, alla luce della riforma che è stata inserita all'interno del PNRR.

La curvatura dell'offerta formativa sarà data soprattutto da che cosa? Dallo studio di quelle che sono le peculiarità e le vocazioni del territorio, questi saranno i punti di forza e di sviluppo che dovranno essere rafforzati attraverso la formazione specializzata. In tal modo avremo degli Istituti che saranno confacenti alle reali esigenze produttive, che saranno capaci di offrire agli studenti un pacchetto di competenze in grado di garantire loro un futuro e ai territori soprattutto una crescita produttiva e costante.

Io vorrei fare l'esempio di un grande Polo Tecnico che potrà nascere proprio nella nostra città, consigliere Graziano, nella città di Corigliano-Rossano, dove attraverso l’accorpamento avremo la possibilità di avere uno dei più grandi Poli Tecnici perché andremo ad accorpare l'Istituto Agrario, Alberghiero, del Turismo, l'Istituto Nautico, il Geometra, gli Istituti professionali; sono quegli Istituti che saranno legati a quelle che sono le vocazioni del territorio, a quelle che sono le peculiarità, perché i nostri studenti dovranno avere delle competenze qualificate, che siano legate a quelle che sono le specificità del territorio.

Il provvedimento, naturalmente, non comporta oneri a carico del bilancio annuale e pluriennale.

La nostra Regione, purtroppo, ha numeri poco positivi riguardo all’abbandono scolastico e una società che non investe nella scuola è una società che non cresce e non migliora.

In questa ottica, le linee guida vogliono tracciare un binario stabile che è mancato per troppo tempo e lo stallo nei settori più importanti genera soltanto delle problematiche che vanno sicuramente nella direzione contraria al cambiamento.

Investire sul mondo della scuola significa investire sul futuro di tutti noi e della nostra terra. Obiettivo di questo Governo regionale, guidato dal presidente Occhiuto, è lavorare a riforme importanti, riforme che producano un cambiamento in ogni Settore e che migliorano la vita dei calabresi, e quello di oggi ne è un esempio.

Oggi, con questo provvedimento, andiamo a gettare le basi del nuovo dimensionamento scolastico che fortificherà il nostro sistema di istruzione, lo renderà più sicuro, lo renderà più attrattivo, più efficiente, più funzionale. Oggi costruiamo un altro pezzo di futuro per i nostri ragazzi, consapevoli del fatto che ad una migliore offerta formativa corrisponde una vita migliore, ed è esattamente per fare questo che la gente ci ha dato la fiducia e noi a questa fiducia non possiamo e non dobbiamo venire meno.

L'istruzione è il grande motore dello sviluppo personale, è l'arma più potente che si può utilizzare per cambiare il mondo. Un bambino, un'insegnante, un libro, una penna, possono e devono cambiare il mondo.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Straface. Ha chiesto di intervenire il collega Lo Schiavo. Ne ha facoltà.

LO SCHIAVO Antonio Maria (Gruppo Misto)

Presidente, ritengo che questo sia, forse, il punto più importante della seduta odierna, ancora più di quello dei Consorzi.

Devo dire che, onestamente, mi sembra paradossale il ragionamento che ha fatto la consigliera Straface, la quale parte da una premessa: dalla difesa della scuola come motore dello sviluppo e come necessità per questa Regione di uscire dall'isolamento in cui si trova. Poi, però, va a esaltare un Piano di dimensionamento scolastico che, in realtà, va su tutt'altra strada.

Io avrei capito se le argomentazioni fossero state diverse e cioè: “Di fronte a una legge di bilancio che ci mette dei paletti così rigidi, con la pressione dell'Unione Europea, noi abbiamo fatto il possibile”. Avrei capito un intervento di questo genere, ma addirittura esaltare come riforma epocale un Piano che si chiama dimensionamento, ma in realtà effettua tagli sulla scuola pubblica, veramente lo trovo paradossale e surreale. E non lo dico io, lo dice il Sole 24 ore: “Il piano di dimensionamento scolastico con i numeri scelti nella legge di bilancio del Governo colpirà per il 70 per cento le Regioni meridionali”. Questo lo dice il Sole 24 ore.

Quando i tagli colpiscono al 70 per cento le Regioni meridionali - purtroppo la crisi demografica anche dei nostri studenti, fa incidere in questi termini sulle nostre Regioni - non posso che essere preoccupato; anzi, mi sarei aspettato che questo Governo regionale, al pari delle altre Regioni meridionali, al di là di ogni posizione politica di ciascuno, avesse impugnato alla Corte costituzionale il provvedimento stesso, la legge di bilancio in materia di competenza; l'ha fatto De Luca in Campania, lo sta facendo la Puglia, l'ha fatto l'Emilia Romagna, l'ha fatto la Toscana. Noi non abbiamo seguito quella strada, non abbiamo detto che questo è un taglio alla scuola pubblica, un colpo di grazia che diamo alla scuola pubblica. No! Cosa facciamo? Quasi, quasi esaltiamo i numeri che ci vengono dati e diciamo quasi che questa è una cosa buona per la Calabria.

Quando si taglia sulla scuola pubblica non è mai una cosa buona.

E il problema qua non riguarda solo le dirigenze e le Segreterie. Ho visto - tra l'altro sono figlio di insegnanti e conosco la storia - l'Istituto comprensivo, ad esempio, di Vallelonga, che è nella mia Provincia, che attualmente comprende: per la primaria, Brognaturo, Capistrano, Monterosso, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Simbario, Spadola, Vallelonga, Vazzano; per la scuola di secondo grado, Capistrano, Monterosso, Pizzoni, San Nicola; cioè 13 sezioni e 30 classi di scuola.

Ma, secondo voi, accorpare le scuole in posti così difficili, anche di accesso, per un Dirigente scolastico è una cosa buona? È una riforma epocale? Secondo me noi avremmo dovuto difendere fino in fondo l'idea che sulla scuola non si può fare risparmio, anche se lo dice l'Europa, anche se lo dice il PNRR. Noi dovevamo sostenere il principio che sulla scuola non si può fare economia. Noi questo abbiamo: la scuola.

E la scuola è l'unica arma per far uscire la Calabria dalla difficoltà, dall'isolamento, dalla povertà culturale e anche dalla povertà economica in cui si trova.

Invece ho apprezzato il lavoro scientifico - si vede che c'è un lavoro scientifico dietro - e non voglio attaccare chi non ha responsabilità; cioè io capisco che l'Assessore ha avuto una serie di difficoltà nel trovare una compensazione a dei criteri numerici, ragionieristici che penalizzano la Calabria; questo lo capisco, però, Assessore, - ho avuto modo di confrontarmi anche con persone del Settore, come lo è lei – benché comprenda l'accorpamento delle Dirigenze - non lo condivido - che è frutto di una logica imposta che non condivido, avrei preferito che la Calabria avesse lo stesso atteggiamento del Meridione, perché questo colpisce la scuola pubblica del Meridione.

Ma anche e, soprattutto, io sono preoccupato, Assessore, perché i parametri per la riorganizzazione dei punti di erogazione del servizio. Qua non parliamo più di Presidi e Segretari delle scuole, parliamo proprio delle scuole vere e proprie, parliamo proprio dei plessi scolastici nei Comuni. Qui noi diamo dei criteri, Assessore, e cioè per i punti di erogazione del servizio noi prevediamo una soglia minima di iscrizione e una soglia minima in deroga. Lei nelle Linee guida cita un DPR del 2009, io sono andato a vedere questo DPR ma non mi pare che esso introduca questi criteri di soglia minima e di soglia minima in deroga; queste sono discrezionalità della politica, è una scelta politica che nelle Linee guida lei ha inserito.

Assessore, secondo me, con le soglie minime in deroga che lei ha stabilito, con questo tipo di criteri, sono convinto che tantissimi Comuni perderanno scuole del primo ciclo di istruzione. Non mi riferisco alle scuole secondarie che ogni Comune può avere, ovviamente, mi riferisco al primo ciclo di istruzione.

Se lei prevede la deroga e stabilisce dei criteri rigidi di deroga relativamente soltanto ai plessi montani o nei plessi ubicati in territori particolarmente isolati oppure il criterio dei tempi di percorrenza, lei non sta introducendo, come deroga, la possibilità che i Comuni, anche se non sono montani, possano salvare la propria scuola. E, se i Comuni, pur avendo un Comune vicino con un plesso scolastico di un ciclo primario, in relazione a questi criteri, vedono scomparire la propria Istituzione scolastica in quel territorio, è un fallimento dello Stato, è un fallimento della politica, è un fallimento di tutti noi.

Senza una scuola un Comune non può esistere, viene meno anche la sua funzione basilare. E poi, Assessore, noi viviamo in una Regione in cui i trasporti sono veramente scarsi, abbiamo difficoltà nell'erogazione del trasporto pubblico. Come pensiamo che i bambini possano essere trasportati da un Comune all'altro?! Parlo di bambini molto piccoli, ovviamente.

Il costo sociale di questa operazione è enorme, così come è alto il costo sociale della dispersione scolastica che la Calabria ha; infatti, è tra le prime Regioni di questo Paese, purtroppo, per dispersione scolastica.

Le chiedo, Assessore, nel rivedere le Linee guida, di prendere in considerazione come soglia in deroga anche i Comuni in cui, in relazione a questi criteri, si perde il Plesso scolastico, indipendentemente se essi siano montani o meno; altrimenti, vedrete quante scuole noi perderemo in Calabria e, quando avremo meno scuole, altro che riforma epocale, altro che riforma di efficientamento del servizio, andatelo poi a spiegare ai cittadini di quei Comuni che si vedranno privati della propria scuola.

Attenzione, quindi, capisco le difficoltà, capisco le maglie rigide in cui ci troviamo, ma ci stiamo muovendo su un terreno molto delicato. Mi affido, pertanto, alla sensibilità politica di chi è ancora in tempo per potere rendere queste Linee guida più elastiche, forse più flessibili, anche in deroga, rispetto a tante situazioni che in Calabria vi sono. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Iacucci. Ne ha facoltà.

IACUCCI Francesco Antonio (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Colleghi, componenti della Giunta - il presidente Occhiuto è andato via - oggi noi siamo chiamati a votare le Linee guida della Regione Calabria per la riorganizzazione della rete scolastica, alla luce dell'assetto normativo delineato dalla legge di bilancio nazionale.

Il Piano nazionale varato dal governo Meloni, con legge del 29/12/2022, a partire dall'anno scolastico 2024/2025, comporterà forti e drammatici tagli dal mondo della scuola. L'approvazione delle Linee guide è una fase del provvedimento attuativo di un Piano nazionale ingiusto e discriminante verso il Mezzogiorno e la Calabria.

L'accorpamento degli Istituti si configura come un vero e proprio taglio che, ancora una volta, andrà a colpire le Regioni e i territori più deboli, incentivando lo spopolamento dei piccoli centri e finendo per incrementare i divari territoriali. Si tratta di una scelta precisa, in continuità con quanto già realizzato in passato: un accanimento dettato da una visione deformata ed economicistica della scuola.

L'ultima finanziaria produrrà, come ha spiegato il Ministro dell'istruzione, Valditara, risparmi che andranno da 5,4 milioni di euro nel 2024 a 88 milioni di euro nel 2032. Come si può considerare questa una vittoria o un investimento sulla scuola pubblica?

Un dimensionamento così perseguito, attraverso la diminuzione di figure centrali quali quelle del Dirigente scolastico e del Direttore dei servizi generali e amministrativi e per il tramite di numerosi accorpamenti, basato su finalità restrittive e su un'economia di risparmio, rischia di essere fortemente divisivo e comporta inevitabilmente una sensibile riduzione delle Istituzioni scolastiche, con gravi conseguenze sulla vita di studenti e studentesse. Come fu per la riforma Gentile, illo tempore, e al netto della coperta corta, che ha caratterizzato l'ultima legge di bilancio, si tratta comunque dell'ennesima razionalizzazione miope e di corto respiro.

Come ha spiegato il Presidente di ANIEF: “Il dimensionamento scolastico deve essere rivisto perché va contro le stesse Linee guida del PNRR, che intendono superare il vecchio rapporto numero di alunni per classe per giungere a un servizio più legato ai risultati. Per garantire il successo formativo bisogna aumentare le sedi di Presidenza, drasticamente ridotte già di un terzo negli ultimi 10 anni, nonostante rappresentino un presidio dello Stato, e assegnare docenti alle classi in base ai reali fabbisogni e alle sfide educative”.

Le fusioni saranno concentrate per il 70 per cento nel Mezzogiorno a causa del calo demografico, dell'emigrazione e di una situazione preesistente più complessa. La più penalizzata dovrebbe essere la Campania con circa 150 fusioni, segue la Sicilia con 109, la Calabria con 79, la Puglia 66, la Sardegna 45, il Lazio 37. In valori percentuali, però, la più penalizzata è la Basilicata e a seguire è la Calabria.

È vero che il calo demografico è una triste realtà di tutto il Paese, ma proprio il decremento demografico, invocato come causa prima e ragione strutturale nelle esigenze del dimensionamento, poteva e doveva, viceversa, costituire l'occasione per sdoppiare le classi, affrontare finalmente il problema delle classi sovraffollate, cosiddette classi pollaio, riducendo il numero degli alunni per singola classe, e aumentare l'organico docente e ATA, reintegrando l'organico aggiuntivo del periodo Covid.

Il calo demografico non si affronta tagliando i servizi, semmai aumentandoli!

È vero, come ha sottolineato la vicepresidente Princi, che è sicuramente un'autorevole, apprezzata dirigente scolastica, che le Regioni non hanno competenze sul numero delle autonomie regionali che vengono, invece, definite dal Ministero, ma ci saremmo aspettati almeno un tentativo per impedire quanto avverrà dal prossimo anno scolastico.

D'altra parte, non è accettabile che il Governo si giustifichi dicendo: “Ce lo chiede l'Europa” e la Regione si giustifichi dicendo: “Ce lo impone il Governo”.

Nello specifico, nella nostra Regione si perderanno 29 autonomie nella provincia di Cosenza, 14 a Catanzaro, 8 a Crotone, 17 a Reggio Calabria, 11 a Vibo Valentia.

Di fronte a una scure così impietosa ancora una volta i vertici della Regione tacciono.

E mentre Campania, Puglia, Emilia-Romagna, Toscana hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale, Sardegna e Abruzzo hanno protestato nella Conferenza Stato-Regioni, la Calabria china la testa dinanzi al diktat del Governo, anche quando a rimetterci sono i cittadini calabresi, i nostri giovani, il nostro sistema educativo.

Questa accettazione supina da parte dell'esecutivo calabrese di provvedimenti che ci danneggiano non ci è nuova, lo abbiamo visto anche con il disegno di legge Calderoli sull'autonomia differenziata, eppure, ogni volta che avviene un così palese appiattimento su posizioni governative e chiaramente antimeridionaliste, mi chiedo se non si stia tradendo il mandato degli elettori calabresi.

Sono gli interessi dei calabresi che dovremmo tutelare, battendoci tutti insieme, maggioranza e opposizione; eppure, quando si tratta di alzare la voce, tutelare gli interessi del Mezzogiorno e della Calabria, si preferisce chinare la testa.

Ci saremmo aspettati che nelle sedi di confronto con il Governo qualcuno avesse provato a sollevare questi argomenti e a difendere la nostra Regione; avevamo chiesto alla Giunta regionale e al suo Presidente - credo che sia importante ribadirlo - come Consiglio regionale - lo ricordiamo - tutti uniti, maggioranza e opposizione, con un ordine del giorno, votato all'unanimità nella venticinquesima seduta del 20 aprile scorso, di impegnarsi in tutte le sedi istituzionali per contrastare le norme nazionali.

In che modo la Giunta ha dato seguito a questa richiesta unanime del Consiglio? Neanche davanti ad una mozione bipartisan ci si è sentiti come Giunta in dovere di attivarsi per come richiesto. Ancora una volta, il Consiglio regionale è rimasto inascoltato e considerato marginale e quell'ordine del giorno è stato totalmente disatteso.

Nell'ultima Conferenza Stato-Regioni sull'argomento, solo 5 Regioni hanno espresso voto contrario e 4, come ho già detto, hanno presentato ricorso per lesione delle competenze regionali in materia di istruzione e autonomia scolastica, denunciando i gravi rischi che le norme introdotte rischiano di produrre sul sistema di istruzione, soprattutto nei territori fragili. Anche in questo caso, la Calabria e il suo Presidente muti e servili.

Tuttavia, non è questa oggi la sede per numerare i danni che questo Governo sta arrecando al Paese e al Mezzogiorno, ma sicuramente la questione del dimensionamento scolastico non è una battaglia di bandiera. Si tratta di fatti concreti che incideranno sulla vita quotidiana dei calabresi e penalizzeranno i territori già più fragili, con una forte riduzione del diritto allo studio: a venire accorpate per prime saranno le piccole scuole dei nostri Comuni montani e dell'entroterra poco collegati. Immaginate il danno che si arreca ad una famiglia che deve mandare i figli nella scuola di un Comune più grande, non raggiungibile dal piccolo centro con mezzi di trasporto pubblici. In questo sarà accompagnato l'accorpamento e la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni, con un Piano anche di servizio pubblico degli scuolabus che consentono di raggiungere questi luoghi con più facilità. Ci saranno famiglie che non potranno permettersi di garantire il diritto allo studio ai propri figli e, a un certo punto, si arrenderanno, aumentando la dispersione scolastica, oppure saranno costretti a trasferirsi nei centri più grandi, accentuando lo spopolamento dei piccoli borghi.

In ogni caso una sconfitta per tutti noi.

Ma non solo, l'eventuale perdita di autonomie scolastiche comporterebbe la perdita di tanti posti di lavoro, come giustamente ha fatto rilevare la CGIL, di cui condividiamo totalmente il documento e i rilievi mossi. Si stima che saranno centinaia i posti di lavoro persi tra personale di segreteria e DSGA. Mi chiedo e vi chiedo: possiamo reggere il danno sociale che ne deriverebbe?

Ma non solo, Istituti accorpati significano difficoltà organizzative e gestionali per i Dirigenti scolastici che non riuscirebbero a garantire la necessaria presenza nei vari Istituti. Né tantomeno con simili tagli nei prossimi 3 anni si potranno avere immissioni in ruolo di nuovi dirigenti scolastici. Una dirigente scolastica sarda ha chiesto ironicamente al Ministro Valditara di venire commissariata perché, dal 2024, si troverebbe a dover gestire dislocati plessi in 40 Comuni diversi. Questo già succede anche in Calabria, in provincia di Cosenza: l'autonomia scolastica di Mangone è formata da più di 1000 alunni, dislocati in più di 10 Comuni. Con l'accorpamento previsto, tante saranno le situazioni analoghe a quelle sarde e a quelle di Mangone.

Venendo al provvedimento oggi in esame, è chiaro che qualunque programmazione, anche la migliore, non può non venire inficiata da tagli così significativi come quelli imposti dal Governo.

Bisogna dare atto che, in qualche modo, nelle Linee guida regionali si cerca di aggirare l'ostacolo; infatti, al punto 3.1.1, con l'istituzione di un criterio compensativo, si prevede di mantenere le autonomie scolastiche nelle aree più periferiche fino a 600 alunni “per tutelare” - dicono le Linee guida – “territori particolarmente fragili dal punto di vista socio-economico, isolati e inaccessibili”. Tuttavia, nelle stesse Linee guida si è tenuto a precisare: “fermo restando il numero di autonomie calcolate sulla base del contingente assegnate dal Ministero a livello regionale e ribaltate a livello provinciale”.

Pur volendo dare merito, sia all'assessore Princi sia all'Osservatorio per il diritto allo studio, di aver individuato un'espediente che potrebbe tutelare le aree disagiate, nulla cambia sul fronte delle autonomie che verranno perse e allo stesso tempo si verrebbero a creare Istituti strapieni con poco personale.

Se poi si considera che, su 360 autonomie attuali, 27 sono sottodimensionate e 47 sono in deroga, appare difficile che il criterio compensativo 600 e 1000 possa funzionare nella realtà. Ovviamente, ce lo auguriamo ma temiamo non sarà sufficiente.

Proprio in questa sede, qualche giorno fa, il Corecom presentava un allarmante report sulla povertà educativa. Nella nostra Regione, più del 60 per cento degli studenti non raggiunge il livello base delle competenze in italiano, mentre quelle in matematica sono disattese dal 70 per cento; l'abbandono scolastico si attesta al 14 per cento, ampiamente al di sopra della media nazionale, e su 5 giovani sotto i 30 anni ben 3 non lavorano e non studiano. Questi dati, già preoccupanti, si intrecciano con quelli relativi alla Povertà Educativa Digitale, vero e proprio banco di prova delle generazioni future. Un divario digitale, che rappresenta un'ulteriore dimensione della povertà e che alimenta e acuisce il fenomeno della povertà educativa. La Calabria è la regione con il minor numero di famiglie collegate a Internet, la regione in cui le famiglie non possono garantire ai giovani computer adeguati e connessioni veloci e nelle scuole non è garantita la presenza di PC e tablet.

In Calabria non possiamo permetterci di arretrare ancora di più e non possiamo, in tutta coscienza, votare questo provvedimento.

Concludendo, la vicepresidente Princi ha voluto ribattere ad un comunicato del gruppo consiliare del PD di cui faccio parte, in cui esprimevamo le nostre preoccupazioni, asserendo “che la scuola deve essere tutelata e salvaguardata da tutti perché ha già pagato lo scotto di una politica che non si è mai assunta la responsabilità”. Con assoluto rispetto, questo invito andrebbe rivolto agli esponenti del governo della sua stessa area politica.

Ha, inoltre, sostenuto che dal 2012 non viene varato un Piano di dimensionamento. Ci tengo a precisare che - io sono stato Presidente della provincia di Cosenza - la provincia di Cosenza ha sempre presentato il suo Piano di dimensionamento nei tempi stabiliti dalla norma, recependo le richieste e le esigenze dei territori e degli Istituti scolasti, confrontandosi con tutti gli attori del variegato mondo scolastico, a cominciare proprio dalle sigle sindacali, dagli Enti locali, dai dirigenti scolastici. È singolare che, dopo 4 anni di Governo regionale del centrodestra, ci si possa continuare a nascondere dietro gli errori, che certo sono stati fatti, del passato.

L'assunzione di responsabilità ora tocca a noi, a tutti noi. E siccome so che l'assessore Princi ha veramente e convintamente a cuore la scuola calabrese, chiedo a lei e al presidente Occhiuto di fermarsi e di impugnare il provvedimento del Governo. Adottiamo qualunque atto necessario perché si rivedano i tagli compiuti nella legge di bilancio 2023, chiedendo di investire in conoscenza e formazione, in qualità e quantità dell'insegnamento e dell'offerta formativa, nell'istruzione come ascensore sociale per tutti i giovani. Facciamo questa battaglia insieme per il futuro della scuola e degli studenti calabresi che un giorno ci giudicheranno per quanto abbiamo fatto.

Secondo Calamandrei, la scuola è un organo "costituzionale" come il Governo, il Parlamento e la magistratura e ha il compito non di generare risparmi per le casse dello Stato, ma di educare i nostri figli e i nostri nipoti che non sono numeri, ma cittadini del domani. Per questo motivo, per questi motivi, il gruppo del PD voterà contro il punto all'ordine del giorno. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Iacucci. Ha chiesto di intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Sarò molto breve perché tanti spunti importanti sono stati già dettagliati negli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Quello che voglio sottolineare è che questo tema del dimensionamento scolastico, centrato fondamentalmente su aspetti di natura economica e sulla denatalità, è in realtà un attacco al cuore del futuro della nostra nazione e ancora di più di queste nostre regioni così deboli e così fragili. La scuola - è stato ribadito in maniera molto precisa e del resto penso che voi ne siate tutti consapevoli - è veramente il pilastro fondamentale su cui si costruiscono le società, si costruisce il tutto, si costruiscono le vite e il destino delle persone. La scuola ha il compito fondamentale di evitare la desertificazione culturale e, a seguito di una desertificazione culturale che coglie la nostra regione in pieno, anche la desertificazione delle popolazioni.

La nostra è una terra che se ne sta andando, nonostante i pochi migranti che arrivano e tentano di restare. E questa situazione è molto peggiorata dopo il Covid. Nulla è più uguale dopo il Covid e di questo forse il nostro Governo - è anche il mio Governo, purtroppo - non se ne sta rendendo conto e taglia. Che cosa? Taglia dove ci sono situazioni che devono essere protette, taglia soprattutto nelle regioni del Sud, fragilissime, con dispersione scolastica - l'abbiamo sentito - percepita al 14 per cento, con i test Invalsi più bassi d'Italia, con il numero di neet più alto - siamo il 28,3 per cento - con le persone che si laureano solamente se hanno delle famiglie già di cultura dietro. Difatti, solamente l’8 per cento dei ragazzi le cui famiglie non abbiano già dei laureati arrivano a laurearsi.

Quindi, le fragilità si sommano alle fragilità: se c'è una fragilità scolastica e se c'è una povertà culturale, c'è una povertà economica e, se questo viene messo insieme, c'è un pessimo utilizzo dei servizi sanitari e manca la salute, perché le persone povere da un punto di vista culturale non sanno salvaguardarsi e hanno il peggiore utilizzo dei servizi sanitari.

Quindi, la domanda che mi faccio, ma che vi faccio, è esattamente: c'è un bisogno fortissimo di scuola - noi abbiamo un bisogno fortissimo di scuola -, non di dimensionamenti, non di tagli, il Governo invece risponde in questa maniera, e il governo regionale cosa avrebbe dovuto fare? Impugnare, chiedere deroghe, perché siamo speciali, tristemente speciali, da questo punto di vista.

Andava richiesta la deroga per la specificità dei nostri territori. Non viviamo nella Pianura Padana, assessore Princi! Viviamo in una terra -  lei lo sa bene - ancora con strade a dorso di mulo, in cui i trasporti sono quelli che sono, in cui abbiamo ancora strade degli anni ‘60 - almeno all'epoca erano manutenute, adesso neanche questo – abbiamo ponti che cadono, abbiamo la SS106 dove contiamo i morti quotidianamente, abbiamo ancora treni che sembrano carri bestiame e che impediscono trasferimenti non dico facili, ma almeno umani.

Quindi, questo taglio delle 79 dirigenze a livello scolastico - che significa accorpamenti di istituti, significa riduzione di personale, pluriclassi - riteniamo che sia assolutamente dannoso non solo per gli studenti e per le famiglie, ma per la nostra collettività.

Poi, però, abbiamo assistito alla venuta del ministro Valditara che ci ha propagandato questa “Agenda Sud”: allora la mano destra non sa che fa la mano sinistra oppure questo è tutto uno show? Fondamentalmente, è un'operazione di marketing. Perché questa “Agenda Sud”, quando andiamo a guardare, seleziona 150 scuole nel resto d'Italia, ma per arrivare a che cosa? Per arrivare a definire quello che già noi conosciamo: esiste un divario profondissimo tra il Nord e il Sud. Onestamente, una presa per i fondelli!

Ora, l’assessore Princi, - lo hanno già sottolineato i miei colleghi e l'ho già detto in Commissione – che è persona di cultura, di livello, che assolutamente ha a cuore la scuola, per la quale ha fatto i salti mortali e sono convinta che questa situazione sia passata anche contro il suo volere personale, ci ha presentato i dati che sono una cartografia a bollino rosso. Bollino rosso dato da tutta una serie incroci di indicatori importanti: indicatori economici, sociali, di povertà, di lavoro che non c'è, di Comuni commissariati. Quindi, parliamo di una definizione assolutamente scientifica, metodologicamente corretta, scientificamente disperata. Rispetto a questo, se questa è la fotografia, noi cosa facciamo? Tagliamo ancora di più, invece di protestare in maniera vivace.

Questo comporterà anche il mancato rientro di tutta una serie di dirigenti scolastici calabresi, che abbiamo mandato fuori perché qui non c’era posto e che avevano fatto domanda di trasferimento. Questo continuerà a impoverire la nostra terra: noi mandiamo via i cervelli, come non avesse importanza! Li mandiamo via perché non ne abbiamo bisogno, li mandiamo via perché evidentemente abbiamo deciso che questa è una terra che deve essere cancellata.

Ci saranno perdite - lo hanno segnalato i miei colleghi prima - di personale, riduzione di sedi, ci sarà una complessità gestionale che non aiuterà questa collettività a crescere.

Quindi, noi continuiamo a esprimere assolutamente voto contrario, ma mi associo alla richiesta che ha fatto il collega Iacucci di un ripensamento rispetto a questo Piano di ridimensionamento. Sarebbe un segnale straordinariamente in avanti, assessore Princi, se, dopo avere realizzato tutto questo lavoro - è un lavoro importante e che resta fondamentale per la costruzione e per l'impegno -, la Regione Calabria e questa maggioranza decidessero realmente di camminare in una maniera diversa e di allinearsi a quelli che sono i bisogni dei calabresi.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Straface. Ne ha facoltà.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Solitamente, quando preparo una relazione, ho l'abitudine di studiare i dati, i numeri, le date di riferimento e, poi, magari, fare anche delle riflessioni politiche.

Ho ascoltato degli interventi che sono stati fatti e che denotano che, probabilmente, non si è letto fino in fondo quello che è stato predisposto da parte di questa Giunta regionale e, in particolar modo, dall’assessore, vicepresidente, Princi.

Fa bene, consigliere Lo Schiavo, quando parla di “una svolta epocale”. Sì, è una svolta epocale per le competenze della Regione Calabria. È una svolta epocale! Mi chiedo pure dove fossero il consigliere Lo Schiavo oppure il PD quando il governo Draghi ha stabilito i criteri che dovevano essere applicati per la soppressione di alcune scuole. Questa Giunta regionale non sopprime assolutamente nulla! Nella mia relazione ho detto: “non facciamo confusione, perché non stiamo parlando di un Piano di riorganizzazione”. Non compete a noi predisporre il Piano di riorganizzazione.

È una svolta epocale dal momento che vengono stabiliti dei criteri per l'ottimizzazione e l'implementazione dell'offerta formativa della rete scolastica. Nulla è stato soppresso, quindi cerchiamo di non creare confusione nei cittadini calabresi.

Perché, se qualcuno ha soppresso qualcosa, è quel governo Draghi che il vostro partito ha appoggiato abbondantemente.

Noi non abbiamo soppresso assolutamente nulla.

Abbiamo parlato delle zone disagiate proprio nelle compensazioni e nei criteri che sono stati indicati. Ho voluto parlare della scuola di Longobucco che vive un disagio particolare legato ai collegamenti. Sono stati stabiliti dei criteri che vanno a tutelare le aree interne, che vanno a tutelare le aree montane.

Come si fa a non considerare - è stato trattato con una superficialità enorme - il fatto che l'ultimo Piano risale al 2012, consigliere Iacucci? Nella Provincia di Cosenza, l'ultimo piano risale al 2008! Viviamo in questa provincia e lei lo dovrebbe sapere bene! Ed è proprio grazie a questa inazione che oggi ci troviamo a dover affrontare alcune situazioni.

È facile dire: “assessore Princi, impugniamo la legge”, “facciamo questo, facciamo quell'altro”. Noi siamo consapevoli - lo diciamo veramente con grande orgoglio – di essere riusciti, attraverso questi criteri - ripeto sono dei criteri, delle linee guida non è nessun Piano di riorganizzazione -, a tutelare alcune scuole che vivono un disagio legato, in particolar modo, alla povertà educativa.

Poi, sicuramente, l'assessore Princi entrerà meglio di me nel merito tecnico. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Gelardi. Ne ha facoltà.

GELARDI Giuseppe (Lega Salvini)

Grazie, Presidente. Corre l'obbligo di fare un po' di chiarezza. Io posso parlare in qualità di ex dirigente e di ex presidente dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP). Ho partecipato a diversi Piani di dimensionamento e devo dire che questa volta, come in passato, - poi dirò perché - l’assessore Princi, insieme ai suoi collaboratori del Dipartimento, ha fatto un ottimo lavoro.

I numeri non li ha inventati l’assessore Princi: le pluriclassi, gli Istituti omnicomprensivi che ci sono in Calabria non ci sono in nessun’altra regione. In tutte le altre regioni d'Italia, del centro-nord, il dimensionamento scolastico si affronta con cadenze biennali e triennali, nella Provincia di Cosenza - è stato ricordato poc'anzi dalla collega Straface - il Piano è fermo al 2008, nelle altre Province l'ultimo piano serio e concreto è stato fatto nel 2012! All'epoca, l'assessore Calabrese, già assessore della Provincia di Reggio Calabria, ha posto in essere un Piano di dimensionamento lacerante. Io sono stato uno tra i dirigenti più feriti. Avevo un Istituto omnicomprensivo, sono andato a parlare con l’assessore Calabrese che mi ha detto: “Preside Gelardi, so che lei se la cava, che è bravo, però gli Istituti omnicomprensivi sono contro legge”. A Reggio Calabria ce n’erano due: uno a Gioia Tauro e l’altro a Oppido Mamertina. L’assessore ha avuto il coraggio di assumersi delle responsabilità - come sta facendo l'assessore Princi – con il sorriso mi ha detto: “Cercherò di trovare una soluzione, le darò una possibilità”. Mancavano 80 alunni per avere l'autonomia come Preside, per non perdere un indirizzo, un plesso di 300 alunni, una scuola media intera, e, quindi, per salvaguardare la scuola, il sindaco, il DSGA. L’assessore Calabrese mi ha detto: “Ti do una possibilità, prendi un altro plesso…”. Allora si poteva fare, ora è scorretto nei confronti delle altre Regioni, nei confronti del Ministero.

In Calabria, l’assessore Princi manda ancora in deroga - non ricordo bene quante - quattro o cinque scuole omnicomprensive, tra Cosenza e Vibo, con il sistema della compensazione. I numeri sono ministeriali e sono quelli: se non ci sono gli alunni, non si possono fare le classi. Sono validi a Udine, a Sassari o a Palermo.

Il nostro guaio è che non siamo realisti, per fortuna questa Giunta e questo Consiglio dimostrano coraggio nell’affrontare i problemi e per provare a risolverli.

Non è che non conosciamo le difficoltà e le problematiche che possono dare le riforme come quella che abbiamo approvato poc'anzi, però ci assumiamo la responsabilità, non guardiamo al ritorno politico, cerchiamo di essere realisti per il bene della nostra regione.

È vero che spesso i dati delle prove Invalsi ci penalizzano, ma non possiamo fare di tutta l'erba un fascio. Siamo anche attaccati ogni anno per il cento e lode dei diplomati.

Ieri sera ho avuto il piacere, l’orgoglio e l'onore, di premiare una grandissima scienziata che è nata a Palmi e ha studiato a Palmi - andate su internet a vedere il curriculum, è una delle migliori nel mondo -, si chiama Sandra Misale; mentre ero lì mi ha salutato una mia ex studentessa che, diplomata a pieni voti, ha frequentato l'Università di Messina dove è una delle più valenti giovani ricercatrici. Quindi, non dobbiamo sempre denigrare.

Purtroppo, ben vengano anche i tagli se servono a migliorare la qualità dei servizi, perché non ha senso fare delle pluriclassi per mantenere un'Istituzione o un plesso dove 3 alunni di prima elementare vanno a interagire con 7 alunni della terza classe e con altri 6 di una quinta classe. È meglio spostarsi a 10 chilometri di distanza per frequentare una classe adeguata e con numeri più rilevanti.

Poi, ricordo che sono arrivati in Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, presieduta dal collega Molinaro, degli appelli dei Sindaci dei Comuni di Platì, di Africo, di San Luca, di cui il Presidente si è fatto carico interessando l’assessore Princi che - senza penalizzare i grossi centri da 15.000 abitanti in su – facendo ricorso al criterio di compensazione ha detto: “Salvaguardiamo l’Istituzione scolastica in questi centri a rischio di devianza mafiosa, ‘ndranghetista; dunque, si è cercato di tener conto di questi, tant’è vero che ha fatto una graduatoria con i bollini: bollino rosso, livello 1, livello 2, livello 3, livello 4 dove lei dice che si vanno a salvaguardare le scuole più a rischio, oltre ai Comuni dove i Sindaci hanno fatto un accorato appello.

Inoltre, sono previsti - sono in fascia 4 - i Comuni sciolti per mafia.

Ritengo, quindi, che la Commissione, la vicepresidente Princi, la consigliera Straface e tutti noi ci siamo prodigati per trovare la giusta quadra ed elaborare la migliore offerta formativa senza nascondere la testa sotto la sabbia.

La vicepresidente Princi ha cercato di raschiare il fondo del barile, ma se poi non c’è più niente, che facciamo, sfondiamo il barile?

Pazienza!

Io mi sono rimboccato le maniche.

Da 80 alunni che mi mancavano, la mia è diventata una delle scuole più grandi della Provincia e un centro d'eccellenza e, nel giro di 4-5 anni sono arrivato a 1.600 alunni.

La mia scuola era diventata la prima nella classifica delle scuole calabresi.

Ricordo che nel Piano di dimensionamento del 2012 erano rimaste 606 Istituzioni scolastiche.

Purtroppo, nel giro di 13 anni, si sono dimezzate; anzi, siamo arrivati al di sotto del 50 per cento e, sicuramente, la colpa non è né della vicepresidente Princi, né della politica, né della maggioranza né dell'opposizione perché i numeri, come dicevo prima, sono reali e non farlocchi!

Pertanto, bisogna intervenire per cercare di trovare la soluzione migliore.

Ben venga, quindi, questo dimensionamento!

Mi voglio complimentare ancora con lei e con il suo gruppo di lavoro, anche perché ha avuto l'accortezza e il garbo di fare un percorso di concertazione con i sindacati e con l’USR offrendo a tutti la possibilità del confronto e della condivisione delle decisioni.

Complimenti ancora!

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Gelardi. Cedo la parola alla vicepresidente Princi per le conclusioni. Prego, vicepresidente Princi.

PRINCI Giusy, Vicepresidente della Giunta regionale

Buonasera. Grazie, Presidente. Mi dispiace essere rimasti in pochi in Aula perché, come diceva prima il consigliere Lo Schiavo, è un argomento che richiede massima attenzione, condivisione e, quindi, sensibilità da parte dei presenti.

Intanto, consentitemi un grande ringraziamento e un plauso alla Presidente della terza Commissione, la consigliera Straface, e a tutti quanti i componenti della Commissione; in particolar modo, oltre che al consigliere Gelardi, che da tecnico ha fatto una disamina puntuale, al consigliare Laghi che, entrando nel merito proprio in occasione della seduta di Commissione, ha avuto chiari quelli che erano gli argomenti che sottendono le Linee guida oggetto di delibera odierna e, quindi, li ha pienamente sostenuti.

Complimenti alla consigliera Straface per la sua relazione, molto puntuale e dettagliata.

Puntuale anche perché mi fa piacere che lei abbia chiarito che in questo contesto noi andiamo a deliberare i criteri che disciplineranno il Piano di dimensionamento scolastico.

Consentitemi, altresì, un grande ringraziamento anche al Dipartimento istruzione, al direttore generale, Gatto, e al dirigente del Settore, Perani.

Voglio ricordare che ci hanno lavorato le persone.

L'Osservatorio per il diritto allo studio è uno strumento che permette di geo referenziare le aree di maggiore disagio socioeconomico della Regione.

Trovo inesatto dire che ringraziamo l'Osservatorio proprio perché è quel portale su cui un lavoro certosino e sapiente delle risorse umane e professionali ha fatto sì che avessimo una lettura chiara della situazione in Calabria.

Consigliere Iacucci, lo dico a lei così come alla consigliera Bruni, io vi ho invitati esplicitamente, lo dico anche in questo contesto, di lasciare la scuola al di fuori di ogni strumentalizzazione di carattere politico.

Non creiamo confusione perché, se la scuola sta pagando lo scotto di una politica irresponsabile è perché c'è stata sempre demagogia, poca serietà e poca responsabilità.

Ricordo i numeri che voi avete menzionato attraverso una lettura puntuale e dettagliata.

Ricordo una dispersione scolastica esplicita del 14 per cento e una dispersione scolastica implicita tra il 50 e il 70 per cento, documentata dall'ultimo rapporto Invalsi, ovvero dispersione implicita di ragazzi che, pur diplomandosi, non acquisiscono adeguate competenze in Italiano e Matematica.

Ricordo una povertà educativa a cui voi brillantemente avete fatto cenno.

Povertà educativa che è impressionante, l'abbiamo detto durante la scorsa seduta, e che vede i nostri ragazzini con aspettativa di vita media, inferiore ai ragazzini di altre parti d'Italia.

Pertanto, chiedo a me stessa, ai calabresi e soprattutto a voi: dove sono finite le risorse del decreto legislativo numero 65 del 2017, le cosiddette risorse "Buona scuola”, che avrebbero permesso di realizzare tantissimi servizi per le scuole dell'infanzia, servizi educativi che non sono stati assolutamente da voi richiesti?

Sono risorse che si sarebbero perse e che questo governo regionale ha recuperato.

Si tratta di oltre 10 milioni di euro, su cui stiamo intervenendo cercando di azzerare la povertà educativa d’intesa con le tante amministrazioni comunali virtuose di cui è testimone anche l’assessore Calabrese che a breve vedrà inaugurata una moderna struttura di scuola dell'infanzia, di asilo nido, proprio nel Comune di Locri.

Perché vi ho chiesto di non fare confusione e demagogia?

Perché potremmo sciorinare fino a domani mattina tutti i dati che riguardano la dispersione scolastica.

Sono dati che rilevo, ne sono scandalizzata e indignata, anche da donna di scuola, ma appartengono a una politica purtroppo pregressa che non ha mai avuto a cuore - ce lo possiamo dire - la scuola, in tutte quante le sue componenti. Richiamando quanto appena riferito dalla consigliera Straface: l'ultimo dimensionamento risale al 2012 e ha interessato la Provincia di Reggio Calabria quando vi era l'allora assessore Calabrese.

A Cosenza risale al 2008, ma siccome la matematica non è un’opinione, l'ho detto la scorsa volta e lo dico in questo contesto, a Cosenza ci sono 23 reggenze, ovvero Istituzioni sottodimensionate in deroga.

In Regione Calabria, purtroppo, c'è la scure delle 70 Autonomie che saranno soppresse, e ora vi dirò il perché; ma, con il presidente Occhiuto, abbiamo detto che ne guadagneremo tre e, quando si dicono le cose, si parla con contezza.

Io non permetto a nessuno di dire che diamo i numeri a caso; non per altro, ma perché dietro il lavoro c'è grande serietà e responsabilità da parte di chi ci opera nella quotidianità!

Perché abbiamo detto questo?

Intanto, in Calabria abbiamo 23 Istituzioni scolastiche sotto i 300 alunni e 47 tra i 300 e i 500 che, in tutto, fanno 70; quindi, al momento, abbiamo 70 Istituzioni sottodimensionate, ovvero in deroga.

Perché abbiamo questo quadro? Perché il dimensionamento in Calabria non si è mai fatto poiché la politica, trasversalmente parlando, non si è mai assunta la responsabilità.

Non facendo tale dimensionamento, che cosa è successo?

Che si è sempre intervenuti con la proroga e, quindi, gli Istituti sottodimensionati sono rimasti in deroga con dei reggenti.

Ritornando, quindi, alla mia espressione “Guadagniamo 3 autonomie”, voi sapete che in periodo di Covid i parametri erano 500-300 e da quest'anno sarebbero stati ripristinati i criteri ante Covid, ovvero 600-400.

Se avessimo ripristinato i criteri ante Covid, le autonomie scolastiche che si sarebbero perse sarebbero state 81 perché, lo ricordo, non si è fatto un dimensionamento scolastico dal 2008 a Cosenza e dal 2012 nelle altre Province.

Entrando nello specifico, come si è intervenuti sulle nostre linee guida che vanno a definire – lo ripeto ancora una volta per non creare confusione – i criteri del dimensionamento scolastico?

Qual’ è la prerogativa delle Regioni per cui vi chiedo, cortesemente, di tenere distanti il Governo nazionale e il governo regionale?

Noi siamo un’Assise regionale e dobbiamo votare i criteri; gli stessi criteri, consigliere Lo Schiavo, della Regione Campania, di cui ho le linee guida.

Trovo inutili quelle che sembrano quasi frasi fatte, quando dite: “Impugniamo il provvedimento!”

Non è possibile impugnare il provvedimento!

Nel decreto ministeriale viene richiamato il contingente organico dei DS (Dirigenti scolastici) e dei DSGA (Direttore dei servizi generali e amministrativi) e noi come Regione abbiamo l'obbligo di deliberare il Piano di dimensionamento scolastico entro il 30 novembre prorogabili di ulteriori giorni, ovvero il 30 dicembre.

Qualora non dovessimo deliberarlo, saremo commissariati e ci saranno altri che lo faranno per noi!

Chiariamolo questo affinché non si crei confusione. La politica facciamola in altre materie, cortesemente!

A tal proposito, nonostante la Regione Campania abbia una situazione peggiore della nostra perché perde 106 Autonomie scolastiche, ha comunque deliberato.

Ecco le linee guida della Regione Campania –vi invito a consultarle! – tra i cui criteri si prevede che le scuole debbano avere un tetto che non superi le 1.000 unità e non sia al di sotto delle 900, riportando quelli che sono i parametri nazionali.

Noi che cosa abbiamo fatto: intanto, non corrisponde al vero che noi non abbiamo impugnato; piuttosto, non avrebbe avuto senso fare una seduta di Consiglio regionale o una riunione di Giunta regionale poiché non avrebbe sortito nessun effetto, considerato che tutte le Regioni ci hanno provato.

Ho partecipato alla Conferenza Stato-Regioni dove insieme alle altre Regioni abbiamo cercato di ribellarci al numero delle Autonomie che, in questo caso, da sempre sono state imposte a livello centrale.

Non è una prerogativa delle Regioni, assolutamente! La prerogativa della Regione è quella di definire la rete scolastica e l'offerta formativa, ai sensi del decreto legislativo numero 112 del 1998 e della legge Bassanini numero 59 del 1997, articolo 21.

Questa è la prerogativa delle Regioni!

Le Regioni non hanno competenza assoluta perché il numero delle Autonomie, da sempre, è stata una prerogativa del Governo centrale.

Mentre per il precedente Governo centrale e i numeri che ho richiamato prima, erano 600-400 dopo il periodo di Covid. Che cosa è successo con il Governo Draghi?

In coerenza con il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza), quali sono stati i criteri che a livello ministeriale hanno utilizzato nel definire i numeri delle Autonomie scolastiche delle Regioni?

Hanno utilizzato quale criterio l'andamento demografico della popolazione scolastica che, in virtù di questo – avallato questo criterio dal Governo Draghi, quindi, e sostenuto fortemente dal Partito Democratico –, diventava anche – aggiungo – necessario perché era l'unico modo attraverso cui avere le risorse del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza); quindi, un criterio sostenuto, sulla base del quale le Autonomie scolastiche assegnate alla Regione Calabria sono state 79; in Campania molte di più; Emilia-Romagna, 52, Friuli-Venezia Giulia, 12; Umbria, 61; Molise, 31.

Consigliere Iacucci, lo chiedo a lei, Poiché è stato Presidente di Provincia, perché queste Regioni, secondo lei, hanno avuto minori soppressioni di Autonomie? Perché queste Regioni – ed è storia, potete andare a consultarlo – negli anni, hanno effettuato un Piano di ridimensionamento; per cui, essendo intervenuti in maniera graduale e costante negli anni, hanno perso un minor numero di Autonomie.

Questa è storia!

Se noi fossimo stati più attenti e se ci fosse stata una politica più vigile, certamente avremmo avuto una situazione e un quadro diversi.

A proposito di minestrone, invito a non farlo assolutamente perché fuorviamo la gente, e non è giusto fuorviarla proprio nelle materie che afferiscono all’Istituzione scolastica.

Lei parlava prima di classi-pollaio perché non è possibile una classe di 30 studenti; sono perfettamente d'accordo su questo perché il rapporto ideale sarebbe 1-12, un'insegnante ogni 12-15 alunni.

Tuttavia, bisogna essere attenti prima di pronunciarsi!

Sa qual è il decreto che non c'entra niente col dimensionamento? Il decreto a cui lei faceva riferimento è il decreto “Mangia classi” che risale – lo vada a consultare – al 1993.

Sa chi era il Ministro allora? Rosa Russo Iervolino, un ministro del Partito Democratico! Ad allora risale il famoso problema delle classi-pollaio che noi ci siamo trascinati!

Se lo vada a trovare il decreto “Mangia classi”, così parliamo con contezza e storicizziamo quello che diciamo, perché cumulare tutto quanto si rischia di arrecare un danno a una politica comunicativa fuorviante che va a ledere gli interessi della scuola.

Tanti sono i messaggi che ho ricevuto dal personale scolastico, oltre 200, di docenti e dirigenti, che sono indignati perché dicono: “Sulla scuola, non solo la politica ha fatto tanti danni nel passato, ma sarebbe opportuno che ora si lavorasse con serietà e responsabilità”.

Questo lo chiedono a me, affinché rivolga questo appello a voi, e io lo giro a tutta l’Aula, a cui chiedo collaborazione.

A proposito di questo, l'ho fatto in Commissione, lo faccio oggi pubblicamente a lei, presidente Straface e a tutta quanta la maggioranza, che avreste voluto rispondere con un comunicato alle falsità che sono state dette in merito alla scuola, io ho chiesto la cortesia che voi non interveniste proprio per lasciare la scuola al di fuori, ed è stato così fatto.

Altra cosa che non corrisponde.

Abbiamo, dunque, chiarito che il numero delle Autonomie viene stabilito a livello centrale e, quindi, non è prerogativa delle Regioni.

Il consigliere Laghi mi chiedeva notizie, che non ha ritrovato perché non c’entrano niente i PES in quanto la soppressione delle Autonomie scolastiche va a interessare, lo ricordo, i dirigenti e i dirigenti dei settori amministrativi, cosiddetti segretari.

Non tocca assolutamente i Plessi.

Quello che lei ha visto sono le deroghe a che cosa? Si tratta del decreto legislativo numero 81 del 2009. Se vuole lo possiamo trovare insieme; nello specifico, è il Titolo I, laddove si parla di riorganizzazione della rete scolastica. Glielo posso anche mandare.

Proprio questo decreto, mi pare che sia l'articolo 7, non voglio sbagliare, però è il Titolo primo, va a definire i numeri minimi per conservare l'Autonomia dei Plessi; quindi, è del 2009, e non c’entra niente con questa operazione.

Che cosa abbiamo definito noi secondo questo decreto e perché non c'entrano le Regioni?

Perché sulla base di quei parametri poi viene assegnato il personale docente in quel caso e, quindi, il personale ausiliario, i collaboratori scolastici.

Cosa abbiamo stabilito? A quei parametri fissi abbiamo abbassato il tetto con delle deroghe che abbiamo dato a quei parametri, e le deroghe, così come lei giustamente ha detto, laddove trattasi di Plessi montani, laddove un Plesso è distante di almeno 15 chilometri dai più vicini centri abitati, minoranze linguistiche e altre situazioni, noi interveniamo con la deroga.

Più che altro, acquisiremo i Piani dalle Province e Città metropolitane dopo aver fornito i criteri, che delibereremo quest'oggi.

Abbiamo, dunque, definito le deroghe.

A proposito di trasporti, di cui si è parlato, io sono d’accordissimo perché noi dobbiamo mettere nelle condizioni, intanto – quindi, faccio mio, consigliere Iacucci, il suo appello, ma ne avevamo già discusso anche con la consigliera Mannarino – si sta lavorando proprio sulla riorganizzazione della rete di trasporti perché si possa definire non tanto l'offerta formativa curriculare, che comunque viene garantita, ma l'extra scuola, perché se noi pensiamo che i ragazzini si devono fermare in orario pomeridiano a frequentare le attività di ampliamento dell'offerta formativa, al momento non c'è il mezzo di trasporto; per cui, stiamo intervenendo con l’USR (Ufficio scolastico regionale) affinché venga riorganizzata anche la rete delle scuole e ci sia un accordo affinché le scuole definiscano le stesse giornate, lo stesso orario extrascolastico e si riesca così a garantire la copertura dei servizi di trasporto perché un pulmino deve avere un determinato numero di studenti affinché possa essere attivata la corsa.

Inoltre, con la nuova programmazione abbiamo previsto – ve lo dico in anticipo e lo comunico anche al consigliere Alecci che è molto attento rispetto il diritto allo studio –l'acquisto per tutti i Comuni della Regione dei pulmini elettrici; lo stiamo prevedendo con la nuova programmazione perché il trasporto deve essere garantito in sicurezza e i Comuni devono essere nelle condizioni di poterlo garantire al meglio anche rispetto al criterio dell’assoluta sostenibilità ambientale.

Altra cosa a cui faceva riferimento la consigliera Bruni, creando un po' di confusione: il ministro Valditara è venuto in Calabria e ha lanciato l'Agenda Sud che non c'entra niente con il dimensionamento.

Ecco perché vi chiedo di tenere distinte le cose, altrimenti facciamo confusione.

Il ministro Valditara ha lanciato il Programma di finanziamento di 150 Istituzioni scolastiche non solo della Calabria, ma di tutto il Sud.

In Calabria saranno una cinquantina gli Istituti dove maggiori sono i disagi e in cui, quindi, per le lacune in Italiano e Matematica, si interverrà con percorsi di potenziamento.

Consapevoli che effettivamente si tratta di un intervento che va a penalizzare il numero delle scuole coinvolte, stiamo intervenendo con 7 milioni di euro, intanto.

Difatti, andremo a potenziare il numero delle scuole coinvolte; ne coinvolgeremo altre 70.

Abbiamo calcolato 20 mila euro a Istituto; 200 ore di potenziamento per Italiano e Matematica.

Abbiamo coinvolto anche il mondo accademico calabrese e l’Università “Bocconi” di Milano come Università terza perché, sul dato aggregato che forniranno le scuole, attraverso un gruppo di ricercatori, andremo a monitorare l'effettiva ricaduta dei percorsi formativi per capire quanto il nostro intervento riesca a migliorare le performance degli studenti.

Se l’intervento, come speriamo, sarà efficace, allora aumenteremo la platea degli Istituti scolastici.

Tutto questo nasce da una concertazione con l’USR (Ufficio scolastico regionale).

Concertazione, questo mi piace puntualizzarlo, che c'è sempre stata per quel che riguarda il nostro insediamento.

Dico “nostro” perché il presidente Occhiuto ci ha sempre tenuto che fossero coinvolte le parti sindacali.

Tutto quello che voi avete ricevuto e visionato è stato condiviso con le parti sindacali e con tutte quante le organizzazioni, l'ho già detto in altre occasioni.

C'è un verbale e ci sono anche le registrazioni che raccontano.

Si sono fatti i complimenti, ma i complimenti non sono stati fatti all'Osservatorio che, ripeto, è uno strumento; i complimenti, comunque, vanno fatti al gruppo, non all'assessore o al dirigente regionale, al dirigente di Settore, ma è una condivisione perché, nel momento in cui abbiamo affrontato il tema dei criteri che devono essere deliberati, ci siamo confrontati con le parti sindacali e l’esigenza che ne è nata, dovendo comunque ridurre 79 Autonomie scolastiche, era proprio quella, a seguito della fotografia impressionante che abbiamo nelle aree interne, di salvaguardare le aree più disagiate.

Partendo da questo tipo di bisogno e di esigenza che è stata rappresentata, che tipo di criterio è stato individuato?

Ho detto quello della Campania “Campania 1900”.

Si è individuato il criterio della compensazione poiché a livello centrale dicono: “Noi vi diamo il numero di autonomie, ma non c'è come prima un vincolo dimensionale”.

Prima si diceva 600-400.

Oggi non c'è vincolo dimensionale; oggi noi dobbiamo rientrare in quel numero di autonomie. Per cui, l'operazione che è stata fatta è stata quella di partire dalle 79 autonomie, distribuirle e ribaltarle su scala provinciale, sulla base proprio dell'andamento demografico della popolazione scolastica.

Quindi, che tipo di criterio a salvaguardia delle aree interne? Quello della compensazione: intervenendo nei centri con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti, con Istituzioni scolastiche anche superiori alle 1.000 unità, così le autonomie recuperate vanno a salvaguardare le aree interne, e così si evita – mi dispiace che sia andato via il consigliere Laghi – quello di cui parlava prima il consigliere, ovvero quegli accorpamenti disordinati di 15-16 Plessi per raggiungere il numero minimo.

Questo si va a evitare perché noi potremmo riuscire, laddove – ed ecco l'importanza dell'Osservatorio che ci dà una lettura georeferenziata del bollino rosso – abbiamo queste situazioni critiche, lasciare Autonomie anche con 100-200 abitanti perché si compensa nelle grandi aree interne.

Io vengo da una scuola dove eravamo arrivati a 2.200 ragazzi; cioè, accorpare dei grossi centri è meno doloroso che farlo nei centri interni.

Questa è stata la ratio che ci permetterà di rientrare nel numero delle autonomie ed effettuare dopo anni un Piano di dimensionamento importante.

Parallelamente, siamo intervenuti con un'offerta formativa che anche in questo diventi funzionale perché nel passato venivano insistentemente dati a tutti quanti indirizzi senza alcuna ricaduta che, magari, poi non si sarebbero potuti neanche attivare perché non c'era l'organico da parte dell'USR.

Cosa abbiamo fatto? Abbiamo previsto intanto la costituzione dei Poli liceali, dei Poli tecnico-professionali e poi degli indirizzi che siano fortemente coerenti con quelle che sono le vocazioni produttive dei territori.

In tutto questo – scusate se mi sono dilungata, ma così chiudo – noi accompagneremo la Città Metropolitana di Reggio e le Province con cui, intanto, la concertazione c'è già stata, oltre che col mondo sindacale, e e abbiamo già condiviso i criteri.

Adesso costituiremo un tavolo di lavoro formato da una componente per ogni organismo (USR, Anci, Province e il nostro rappresentante coordinato dalla dirigente Perani) e si andrà ad accompagnare le amministrazioni provinciali nel realizzare dei Piani coerenti con le linee di indirizzo e a salvaguardia di quelle che sono le aree interne.

Dopodiché, acquisiremo le loro proposte e interverremo con l'approvazione finale del Piano che sarà comunque sempre condiviso, perché questo mi è stato chiesto dai sindacati e io l'ho ribaltato anche ai Presidenti di Provincia affinché ogni Piano provinciale sia condiviso col mondo sindacale.

Dopodiché, entro novembre, in quest’Aula approveremo il Piano di dimensionamento.

Vi chiedo scusa se mi sono dilungata, ma erano dei chiarimenti per me doverosi in quanto rappresento una componente scolastica ed era giusto chiedere coerenza e rispetto. Questo lo dico anche per il futuro, cortesemente.

Noi siamo a vostra disposizione per qualsiasi esigenza di confronto e anche qualsiasi tipo di emendamento, che è quello che ho chiesto alla consigliera Bruni in Commissione. Dovendoci confrontare sui criteri, bisogna stabilire se vanno bene o meno. Non c'è stata alcuna proposta emendativa in Commissione.

Vi prego, confrontiamoci nel merito e interveniamo! Siamo qui per dare qualsivoglia chiarimento e, soprattutto, per permettere insieme a voi di salvaguardare la scuola, visto che non è stato mai fatto! Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Princi. Ha chiesto di intervenire il consigliere Iacucci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

IACUCCI Franco (Partito Democratico)

Sarò brevissimo. Posso capire tutto, cara Vicepresidente, però, non capisco perché, se è lei a parlare di scuola non lo fa in modo strumentale mentre altri, invece, sì.

Non prenda il vizio del presidente Occhiuto che fa i rimproveri, sale in cattedra e ci fa lezione perché io parlo di scuola con il rispetto dovuto e con la capacità di chi sa quale sia la sua importanza in Calabria e in Italia.

Lei non ha risposto alle domande che abbiamo fatto!

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Qual è la domanda?

IACUCCI Franco (Partito Democratico)

Pur avendo dato atto all'Osservatorio e a lei per il lavoro svolto in riferimento alla situazione data, abbiamo contestato una cosa, ovvero che nel corso di una seduta di Consiglio regionale in quest’Aula, all'unanimità, si è dato mandato alla Giunta regionale e al presidente Occhiuto di contestare le decisioni del Governo centrale, ma dai verbali della Conferenza Stato-Regioni non si evince nessuna parola di contestazione per quel metodo e per quelle decisioni.

Su questo l’abbiamo chiamata a rispondere e non sui criteri, che sono positivi; quindi, non sfugga alle domande.

Poi parla della ministra Iervolino, ma nel 1993 il Partito Democratico non c'era ancora! C’era la ministra Iervolino, ma col Partito Democratico non c'entrava niente! Inoltre, cara Vicepresidente, durante il Governo Draghi, c’era anche Forza Italia e non solo il Partito Democratico!

Lasciamo stare queste cose!

Io sto parlando di un provvedimento contenuto nella Legge finanziaria del Governo Meloni, che può anche darsi scaturisca da un lavoro preparatorio del Governo Draghi, ma ora c’è un provvedimento preciso per il quale esprimiamo una forte critica nei confronti del presidente Occhiuto e del governo calabrese, in quanto riteniamo che vi fosse il dovere di prendere atto di quanto chiesto dal Consiglio regionale e di difendere la Calabria a fronte delle decisioni prese dall’attuale Governo Meloni, che sta dimostrando di essere contro il Mezzogiorno.

Inoltre, vorrei capire una cosa: da dove, lei e la consigliera Straface, avete evinto che l'ultimo Piano di dimensionamento della Provincia di Cosenza risalga al 2008! Dove ha preso questa notizia? Le posso mandare la delibera; anzi, l'ho mandata, ma pare che non ci sia connessione, quindi, non le è ancora arrivata!

La Provincia di Cosenza l’ultimo Piano di dimensionamento lo ha fatto e lo ha approvato con delibera numero 26 del 10 dicembre 2019, non nel 2008! Poi non si è potuto più fare perché c’è stata la pandemia Covid-19.Non dia queste notizie perché non le fanno onore!

Dalla consigliera Straface ne ho sentite tante, ma di lei mi dispiace, non le dica più queste cose!

Nel suo assessorato può trovare la delibera del Consiglio provinciale di Cosenza che nel 2019 ha approvato il Piano di dimensionamento, nel quale non si scopre niente di nuovo quando si dice che ci sono le parti sociali, gli enti locali e i dirigenti scolastici; questo l'abbiamo sempre fatto in Provincia di Cosenza con grande fatica, con grande senso di responsabilità e di confronto.

Pertanto, vi invito a visionare questa delibera della Provincia di Cosenza del 2019. Caro preside Gelardi, anche lei è disinformato! Pertanto, annuncio il mio voto contrario.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la vicepresidente Princi. Ne ha facoltà.

PRINCI Giuseppina, Vicepresidente della Giunta regionale

Nel precisare che i dati sono stati acquisiti dal Dipartimento, preciso che il dimensionamento è stato fatto rispetto all'offerta formativa.

Difatti, essendo diversi gli ambiti, parliamo di offerta formativa e di dimensionamento relativamente alla rete scolastica.

Sicuramente voi l’avrete fatto, come tantissime altre Province, sull'offerta formativa, quindi, sugli indirizzi.

 

(Voci fuori microfono)

 

Appunto!

Non entro nel merito della scuola perché gli ambiti sono diversi.

Non possiamo intervenire creando strumentalizzazioni a livello governativo e mi fa piacere che lei abbia evidenziato la bontà dei criteri, in quanto noi deliberiamo proprio rispetto a questo.

Lei pensa che a noi faccia piacere che siano state soppresse 79 Autonomie scolastiche?

Non ci fa piacere!

Noi avremmo preferito un'Autonomia per ogni Istituzione scolastica: 150 in più, anziché 79 in meno! Tuttavia, subiamo come tutte le altre Regioni.

Quello che le posso dire è che noi non avremmo potuto fare nulla. Io ho presentato un emendamento condiviso con i sindacati, però è stato bocciato dal MEF (Ministero economia e finanze). Le farò avere questo emendamento in cui si chiedeva che fosse abbassato a 700 il tetto con le deroghe varie delle aree montane e che il MEF non ci ha fatto presentare poiché non si rientrava nella spesa.

Noi abbiamo fatto il possibile, non è che non l'abbiamo fatto.

Ciò che chiedo, forse mi sarò espressa male, è che, cortesemente, le competenze del Governo centrale rimangano da un lato. Noi ci dobbiamo confrontare in ambiti diversi e su prerogative che non ci appartengono perché noi non interveniamo - lo ripeto per l'ultima volta - sui numeri delle Autonomie scolastiche; tant’è che, come le ho fatto vedere, la Regione Campania ha deliberato le linee guida.

L'alternativa sarebbe stata quella di essere commissariati facendo sì che gli altri facessero per noi.

Detto questo, cortesemente, ritorniamo a quello che deve essere un clima di serenità e di collaborazione. Noi ci siamo. Venga al Dipartimento a vedere quelli che sono stati i Piani pregressi.

A maggior ragione lei, che conosce bene il territorio, potrà dare supporto all’ente provinciale affinché possa essere realizzato e lavorato un Piano che vada a salvaguardare proprio le aree interne dove maggiore è il disagio. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Procediamo alla votazione per appello nominale. Grazie.

CIRILLO Salvatore, Segretario questore

Fa la chiama.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti: 17. Hanno risposto sì: 14 consiglieri; hanno risposto no: 3 consiglieri. Pertanto, il provvedimento è approvato nel suo complesso.

 

(Hanno risposto sì i consiglieri: Caputo, Cirillo, Comito, Crinò, De Francesco, Gallo, Gelardi, Gentile, Giannetta, Mancuso, Mannarino, Molinaro, Raso e Straface.

Hanno risposto no i consiglieri: Alecci, Bruni e Iacucci)

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 62/12^ di iniziativa del consigliere E. Alecci recante: “Anticipo fondi regionali per il Diritto allo Studio”

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 61/12^ di iniziativa del consigliere Alecci: “Anticipo fondi regionali per il diritto allo studio”.

Cedo la parola al proponente per l'illustrazione. Prego, consigliere Alecci.

ALECCI Ernesto (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Visto l'orario, proverò in due minuti a relazionare.

Intanto, voglio ringraziare la vicepresidente Princi, con la quale abbiamo condiviso l'opportunità di portare in Aula questo provvedimento su un tema che ha un impatto importante su circa 15.000 studenti, bambine, bambini e ragazzi che, purtroppo, hanno una disabilità o una difficoltà nell’apprendimento.

In Regione Calabria quello che succede dopo il 1985 con l'istituzione della legge numero 27 in qualsiasi altro posto sarebbe inaccettabile; in Calabria, però, è diventato normale che la Regione, attraverso la Giunta regionale, approvi il Piano di diritto allo studio che prevede dei fondi per la mensa e per i trasporti, ma soprattutto una quota importante quasi del 50 per cento per l'assistenza specialistica che si aggiunge al sostegno già presente nelle scuole.

Piano che viene approvato solitamente nel mese di ottobre o di novembre e che poi trasferisce le risorse sui Comuni, quindi, sugli Istituti scolastici ad anno scolastico inoltrato, molto spesso anche nel mese di gennaio.

Gli amministratori comunali o i dirigenti scolastici capiscono bene la sofferenza delle famiglie che vedono i propri ragazzi in alcune ore della giornata scolastica soli e senza insegnante di sostegno.

Un tema importante che possiamo quantomeno risolvere in prima istanza con un provvedimento di una banalità assurda che, purtroppo, non è mai stato preso in considerazione in quest’Aula dalla Giunta regionale, neppure negli anni in cui governava il centrosinistra, e l’ho più volte sottolineato.

Non è mai troppo tardi; quindi, in maniera molto semplice, si impegna la Giunta regionale a dare indirizzo al Dipartimento, di stanziare prima dell’inizio dell'anno scolastico almeno il 30 per cento dei fondi previsti anche negli anni precedenti per poi effettuare un conguaglio, magari, anche con risorse aggiuntive, come la Giunta in maniera opportuna ha fatto anche negli anni passati, rimodulando quello che è il Piano del diritto allo studio.

Ritengo che tale atto potrà portare sollievo a tanti bambini e anche a tante famiglie.

Un atto, come dicevo prima, molto semplice nella sua elaborazione, ma che avrà un impatto importante per le famiglie che vivono situazioni di fragilità che solo chi non vive in maniera diretta non riesce fino in fondo a capire.

Mi auguro che all'interno di questa Assise tutti quanti noi di fronte a un provvedimento di questo tipo voteremo favorevolmente.

Più breve di così non potevo essere.

Vi ringrazio per l'attenzione e ringrazio chi è rimasto fino a tarda ora.

Purtroppo, caro Presidente – anche il presidente Occhiuto febbricitante è rimasto fino a serata avanzata – dispiace per i colleghi anche di opposizione che vanno via prima, al netto di chi ha motivazioni personali e familiari, però credo che sia opportuno rimanere fino alla fine dei lavori anche quando si tratta di dimensionamento scolastico o di disabilità nelle scuole.

La reputo una mancanza di rispetto verso di noi e soprattutto verso i calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Procediamo alla votazione della mozione per appello nominale. Grazie.

CIRILLO Salvatore, Segretario questore

Fa la chiama.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti:15 consiglieri.  

 

(Hanno risposto sì i consiglieri: Alecci, Bruni, Caputo, Cirillo, Comito, De Francesco, Gallo, Gelardi, Gentile, Giannetta, Iacucci, Mancuso, Mannarino, Molinaro e Raso)

 

La mozione non può essere approvata per mancanza del numero legale.

Collega Alecci, la sua mozione sarà il primo punto all'ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio regionale anche perché si tratta di una mozione che reputo importante.

Mi unisco alle sue doglianze per la mancanza del numero legale perché non ci sono consiglieri di serie A e consiglieri di serie B, chi ha da fare e chi non ha da fare.