XII^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

 

N. 28

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SEDUTA Di GIOVEDì 22 GIUGNO 2023

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FILIPPO MANCUSO

E DEL VICEPRESIDENTE PIERLUIGI CAPUTO

 

Inizio lavori h. 13,55

Fine lavori h. 17,54

 

 


Presidenza del presidente Filippo Mancuso

La seduta inizia alle 13,55

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

CIRILLO Salvatore, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

 

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Grazie, signor Presidente. Ho chiesto la parola perché credo sia doveroso informare il Consiglio regionale, quindi i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione, che stamattina ho provveduto ad assumere direttamente le deleghe del professor Minenna, perché - gli organi di informazione ne hanno dato notizia - stamattina il professore Minenna è stato interessato, su disposizione la Procura di Forlì, da un provvedimento di custodia cautelare domiciliare per fatti risalenti al periodo nel quale era direttore generale dell'Agenzia delle Dogane.. Opera per legge, quindi, la sospensione dell'Assessore e, per evitare ritardi all'attività amministrativa, ho provveduto ad assumere direttamente le deleghe a suo tempo conferite all'assessore Minenna. Chiaramente la giustizia farà il suo corso

Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e confermo, però, anche la fiducia nei confronti del professor Minenna. Sono dispiaciuto perché stava facendo un ottimo lavoro, soprattutto nell'ambito della programmazione comunitaria, e confido che possa dimostrare la sua completa estraneità ai fatti contestati. Il Decreto (DPGR) arriverà in giornata al Consiglio regionale – credo -, ma poiché oggi siamo in Consiglio a discutere di altre questioni e io sono qui tra di voi, ho ritenuto doveroso informarvi formalmente, ma anche per le vie brevi prima dell'arrivo del DPGR, della decisione che ho assunto stamattina.

PRESIDENTE

Grazie, Presidente.

In morte dell’onorevole Silvio Berlusconi

PRESIDENTE

Onorevole Presidente della Giunta, assessori, colleghi consiglieri, abbiamo punti di grande rilievo all’esame dell’odierna seduta del Consiglio regionale, ma prima consentitemi di fare, in quest’Aula di democrazia e pluralismo politico, un doveroso riferimento alla scomparsa dell’ex premier Silvio Berlusconi: una delle figure centrali della politica italiana ed europea degli ultimi decenni, fondatore e federatore del centrodestra, protagonista di primo piano in politica come nel sistema della comunicazione, dell’editoria e dello sport; imprenditore di valore, politico appassionato, capace di innovare rompendo gli schemi e dotato di una profonda sensibilità umana.

Questo Consiglio regionale lo ricorda, in particolare, quando fu chiamato ad inaugurare, a marzo 2005, nella funzione di Presidente del Consiglio dei ministri, l’Auditorium Nicola Calipari di Palazzo Campanella.

L’infrastruttura, che gli piacque moltissimo e per la quale ebbe parole di apprezzamento, come tutti sapete, ha subito il crollo della copertura il 31 luglio del 2020.

Mi piace riferire, brevemente, che il Consiglio regionale, dopo che l’Ufficio di Presidenza ha stanziato complessivamente 12 milioni di euro per la ricostruzione dell’Auditorium, è prossimo all’individuazione della migliore proposta progettuale, a seguito del concorso internazionale d’idee già espletato e finalizzato a realizzare un’opera ispirata ai più avanzati criteri architettonici, tecnologici e di sostenibilità.

Mentre rivolgiamo sentimenti di cordoglio alla famiglia di Silvio Berlusconi, ai suoi effetti più cari e alle innumerevoli personalità che, dentro Forza Italia e Mediaset, con lui hanno condiviso uno straordinario percorso politico, vi invito ad osservare un minuto di silenzio.

 

(I consiglieri e i presenti in Aula si levano in piedi e osservano un minuto di silenzio)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Presidente, vorrei chiedere l'inserimento della mozione relativa alla SIN Calabria-Crotone-Cassano-Cerchiara, che è stata condivisa con tutti i capigruppo di maggioranza e di minoranza.

PRESIDENTE

Votiamo per l’inserimento della mozione della collega Bruni. La mozione è inserita.

Ha chiesto di intervenire la consigliera Gentile. Ne ha facoltà.

GENTILE Katya (Forza Italia)

Mi scusi, Presidente, io invece vorrei chiedere notizia a lei, in qualità di garante di questo Consiglio regionale, in riferimento all'attuazione della legge regionale numero 6 del 24 febbraio 2023, che entrava in vigore il 31 di marzo, non essendoci stati, ad oggi, atti dai quali si evinca che si è avviato un procedimento amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE

Collega Gentile, si riferisce ai lavoratori dell'ex legge 12?

GENTILE Katya (Forza Italia)

Sì, esattamente.

PRESIDENTE

Io so che ci sono state delle riunioni - questo è risaputo - però ci sono state delle difficoltà per individuare il percorso. Penso che vada redatto un progetto al quale stanno già lavorando. Assessore Calabrese, se lei ci vuole dare qualche riferimento.

CALABRESE Giovanni, Assessore al lavoro

Grazie, Presidente. Buongiorno a tutti: Presidente della Giunta, consiglieri, colleghi assessori.

In merito alla legge 24 febbraio 2023, è stata avviato l’iter istruttorio per la contrattualizzazione delle persone interessate, appunto, come supporto ai Dipartimenti, agli enti locali sui fondi del PNRR. In data 20 aprile il Dipartimento lavoro ha richiesto al Dipartimento programmazione i relativi capitoli di spesa con dato ufficiale e in data 12 maggio 2023 il Dipartimento programmazione ha risposto con la richiesta dei progetti necessari per l'attuazione di quanto disposto dalla legge 24 febbraio 2023, la numero 6. Il progetto è stato trasmesso dal relativo Dipartimento lavoro in data 8 giugno 2023. In data 9 giugno, proprio su mio impulso, si è tenuta presso l’Assessorato al lavoro una riunione partecipata dalle forze sindacali, dalla parte politica e dalla parte eccezionali – erano presenti anche il dottore Cosentino e il dottore Giovinazzo per quanto riguarda il Dipartimento agricoltura e il Dipartimento al lavoro – e si è convenuto circa l'iter da portare avanti. In data di ieri, il Dipartimento programmazione ha convocato il Dipartimento lavoro per dare seguito appunto all’iter. Siamo in attesa dei progetti per poter dare definitiva applicazione del dispositivo normativo.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Calabrese. Collega Gentile, penso che ci siamo, si sta dando seguito alla legge da noi approvata.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Intanto, abbiamo preso atto di una comunicazione del presidente Occhiuto in merito a un problema che si è verificato un'ora fa, che riguarda un provvedimento restrittivo nei confronti di un Assessore della Giunta regionale.

Prendiamo atto di questa comunicazione del Presidente, ma sicuramente nelle prossime ore, nei prossimi giorni come Partito Democratico promuoveremo iniziative in merito a questa vicenda, che riteniamo preoccupante per questo Consiglio regionale, anche per le ricadute che potrebbe avere sulla sua immagine e sulla Giunta regionale. Abbiamo preso atto oggi della comunicazione, ci fermiamo qua, non vogliamo strumentalizzare nulla, però mi sembra giusto dire e affermare la posizione del Partito Democratico in questa Aula.

Detto ciò, propongo un inserimento all'ordine del giorno di questo Consiglio regionale che riguarda la problematica relativa al sequestro dei traghetti da parte delle autorità che rischia di compromettere non solo la navigabilità, ma anche di far perdere a tante persone interessate, che lavorano in questo mondo, il posto di lavoro.

Quindi, chiediamo al Presidente della Giunta regionale che si attivi in maniera fattiva verso le autorità nazionali e regionali.

Presidente, non conosce il problema? Presidente, conosce il problema? No.

Allora, per mancanza di alcuni servizi relativi ai disabili e alle donne partorienti sono stati sequestrati dei traghetti della Caronte da quindici giorni a questa parte. Mi dicono che anche durante il trasporto della sua persona e del Ministro Salvini si è verificato questo fenomeno - mi dicono - però non ho elementi per confermare questo dato.

Quindi noi chiediamo, insieme anche alla minoranza tutta penso, al Presidente della Giunta regionale che si attivi per risolvere questa problematica, per garantire non solo la navigabilità, ma anche per dare sicurezza e tranquillità ai lavoratori interessati a questo problema.

PRESIDENTE

Chiedo scusa, sono stati sequestrati per quale motivo? Per il mancato rispetto di norme?

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Esattamente.

PRESIDENTE

Quindi lei in questa mozione cosa chiede? Di disattendere queste norme?

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Assolutamente no!

PRESIDENTE

Allora cosa chiede?

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Chiedo che il Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale si attivino per capire e comprendere la problematica, per aiutare a risolvere, se c'è, questo disservizio. Questo chiediamo!

PRESIDENTE

Di questo lei non ha parlato prima con tutti i capigruppo. Poteva venire e ne avremmo discusso. Mi sembra un po' improvvisato.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, abbiamo avuto un incontro.

PRESIDENTE

Sì, ma se non ci dà l'opportunità di approfondire. Non possiamo approvare una mozione contro i provvedimenti dell'autorità giudiziaria o degli uffici del lavoro, mi sembra fuori luogo!

Magari dopo l’esame dei primi punti all'ordine del giorno, chieda una sospensione, ci riuniamo cinque minuti per vedere se sia il caso…

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Questo stavo proponendo!

PRESIDENTE

Va bene. Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale

Presidente, se la Giunta è d'accordo, se il Consiglio regionale è d'accordo, sono anche disponibile a delegare, a nome della Giunta, il consigliere Bevacqua presso l'autorità giudiziaria, presso il Governo per rappresentare tutto il Consiglio regionale e il governo regionale, per capire se questo provvedimento dell'autorità giudiziaria possa essere revocato o meno nell'interesse delle partorienti. Grazie, Presidente.

Proposta di legge numero 176/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l'apprendimento permanente”

PRESIDENTE

Avviamo i lavori con il primo punto all’ordine del giorno relativo alla proposta di legge 176/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l'apprendimento permanente”.

Ricordo all'Aula che, ai sensi dell'articolo 54, comma 3, dello Statuto regionale, con legge approvata a maggioranza di due terzi dei componenti del Consiglio regionale, la Regione può istituire enti, aziende, società regionali anche a carattere consortile con enti locali e con altre Regioni, nonché partecipare o promuovere intese anche di natura finanziaria. Cedo la parola al relatore, consigliere Straface, per illustrare il provvedimento. Prego.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente, Presidente della Giunta, assessori, colleghi consiglieri.

La presente proposta di legge rappresenta la concretizzazione di una ambiziosa linea di indirizzo politico del presidente Occhiuto e della sua Giunta. Sin dal suo insediamento, il Governatore ha infatti preso atto dell’esigenza di una radicale riforma del sistema legislativo che regola il mercato del lavoro in Calabria, ancorato ad una normativa molto datata, la legge regionale numero 5 del 2001, che richiedeva un intervento di ampio respiro per metterla al passo dei profondi cambiamenti che questo settore ha registrato nell’ultimo quarto di secolo.

Il prodotto è un disegno di legge moderno, al quale ha lavorato con impegno e attenzione il Dipartimento guidato dal direttore Roberto Cosentino e guidato dall’assessore Giovanni Calabrese, che ha – lo voglio sottolineare – una prima certificazione di qualità nella metodologia attraverso la quale questo disegno di legge viene elaborato.

Una metodologia ispirata al dialogo con le organizzazioni sindacali e aperta al contributo delle parti sociali, per come riconosciuto dalle stesse organizzazioni sindacali. Vorrei anche ringraziare i componenti della terza Commissione. Proprio in occasione delle audizioni delle organizzazioni sindacali, veniva riconosciuta un’inversione di tendenza rispetto a quello che è il coinvolgimento delle parti sociali e delle organizzazioni. Naturalmente parliamo di quel mondo che conosce quelle che sono le vere problematiche del lavoro, le sue criticità e le sue potenzialità

La proposta di legge vuole dunque rappresentare un unico contenitore ed evidenzia le diverse articolazioni delle competenze nazionali e regionali, frutto naturalmente di un percorso condiviso tra l'Assessorato al lavoro e le organizzazioni sindacali, tenendo conto di quanto emerso durante gli anni relativamente alle esigenze e al percorso di cambiamento del sistema regionale del lavoro.

Venendo ai contenuti, la proposta di legge vuole dotare la Regione Calabria di una regolamentazione del mercato del lavoro e delle politiche attive che sia in linea con le recenti disposizioni legislative nazionali, le quali, a partire dal decreto legislativo numero 150 del 2015, hanno riordinato il sistema del lavoro, prevedendo anche un preciso ruolo delle Regioni per quanto riguarda la materia di riferimento.

L’obiettivo principale del nuovo progetto normativo è quello di disciplinare e riformare compiutamente il sistema delle politiche del lavoro, della formazione, dell’apprendimento permanente e del sostegno all’autoimpiego.

Ma non solo: tale riforma viene integrata con il quadro degli strumenti di programmazione e di attuazione.

Da questo punto di vista, la disciplina del mercato del lavoro viene inserita in una dimensione nuova, attraverso l’individuazione di soggetti aventi il compito di dare un indirizzo dinamico alla materia.

Quali sono le novità di questa proposta di legge?

La proposta ha introdotto degli aspetti innovativi nella gestione del mercato del lavoro e delle politiche attive, prevedendo: la costituzione di una rete regionale dei servizi e delle politiche del lavoro; il Tavolo regionale per i servizi e per le politiche del lavoro; un’unità di intervento e di gestione delle crisi aziendali; un ruolo più centrale dell’Osservatorio sul Mercato del Lavoro; un più incisivo presidio del Sistema Informativo del lavoro (SIL).

Al Titolo IV, la proposta di legge ha previsto, inoltre, un Sistema regionale delle politiche attive del lavoro, riordinando in un unico testo i maggiori istituti funzionali ad un’applicazione uniforme delle politiche attive su tutto il territorio regionale. Tra questi troviamo: il modello di profilazione degli utenti; la gestione del sistema regionale integrato di certificazione delle competenze; lo strumento del tirocinio formativo e di orientamento; l’apprendistato; il sostegno all’autoimpiego e la promozione del lavoro autonomo.

Un altro aspetto importante è la promozione di un sistema regionale di inclusione attiva e di integrazione. Questo è un aspetto importante perché va a coordinare e a integrare i servizi sociali e del lavoro, quale punto di incontro tra il lavoro e il welfare, prevedendo la possibilità di ampliare le categorie dei partecipanti alle misure di sostegno al reddito e di inclusione.

Al Titolo V ha previsto interventi per l’apprendimento permanente e la formazione, la cui rete costituisce uno strumento attuativo della programmazione regionale, operando in maniera integrata con le politiche in materia di istruzione, formazione, lavoro, welfare ed inclusione sociale e collegata, naturalmente, alle strategie per la crescita economica.

Punto centrale della proposta di legge è la trasformazione dell’Azienda Calabria Lavoro in Agenzia del Lavoro, ARPAL, la cui dotazione organica è costituita dal personale con contratto a tempo indeterminato e determinato di Azienda Calabria Lavoro, dando, così, maggiore stabilità a circa 370 dipendenti provenienti dal precariato storico regionale.

Tale passaggio è parte di un percorso incentrato sulla lotta al precariato cui si è fatto portavoce il presidente Occhiuto, mettendo in campo tutte le procedure amministrative e normative per raggiungere tale risultato.

Qual è l’obiettivo primario? Siamo consapevoli e coscienti delle grosse sacche di precariato che vive la Regione Calabria e l’obiettivo primario è quello di ridurre, in modo graduale, il precariato storico fino al suo completo assorbimento.

La proposta di legge risponde, inoltre, ad una esigenza di cambiamento del sistema regionale del lavoro, individuando nel potenziamento dei centri per l’impiego – questa rappresenta l’altra forte novità di questa riforma - il nodo nevralgico dell’intero sistema regionale.

La riforma che si intende attuare guarda i Centri per l’impiego quale infrastruttura di base necessaria per l’erogazione dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro, sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) da assicurare sull’intero territorio regionale e definiti, naturalmente, dall’ordinamento.

Accanto ai Centri per l’impiego è previsto il coinvolgimento di soggetti accreditati privati, i quali concorrono all’attuazione delle politiche del lavoro e all’erogazione dei medesimi servizi.

La proposta di legge rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’ambito di un percorso di riforma delle politiche attive già avviato lo scorso anno dall’amministrazione regionale, attraverso la messa a bando di numerosi posti di lavoro al fine di potenziare, in termini di risorse umane, i centri per l’impiego. All’esito delle procedure selettive ad evidenza pubblica, la Regione Calabria ha contrattualizzato 177 unità di categoria C, circa 50 unità di categoria D, ai quali seguirà a breve la contrattualizzazione di altre 279 unità.

Per quanto concerne l’aspetto di riqualificazione infrastrutturale, la Regione sta provvedendo, attraverso un dialogo continuo con gli enti locali e con le amministrazioni comunali, al potenziamento sia delle strutture che ospitano i dipendenti regionali e che costituiscono naturalmente l’interfaccia della Regione con l’utenza esterna sia dei sistemi informativi ed informatici, al fine di migliorare in termini qualificati l’erogazione di servizi e delle misure di politica attiva. 

L’attuale testo normativo si prefigge, quindi, di soddisfare le esigenze presenti, evidenziando le specificità attuali ed in modo ancor più incisivo attraverso il Programma GOL del PNRR e della programmazione europea 2021-2027, coniugando le misure della politica attiva a quelle della politica inclusiva, quindi politiche del lavoro e del welfare, che integreranno anche gli aspetti sociosanitari.

Il fondamento dell’intervento normativo, su cui è necessario ritornare proprio per via della sua portata, è senza dubbio rappresentato dall’istituzione dell’Agenzia regionale per le politiche attive e i servizi per l’impiego (ARPAL). Si tratta di un ente tecnico-operativo strumentale della Regione che diventerà uno strumento utile per governare tutti i processi inerenti alle politiche attive del lavoro, svolgendo una fondamentale funzione di supporto alla Regione e all’attività dei Centri per l’impiego.

Oltre alle funzioni ereditate da Azienda Calabria Lavoro, ARPAL acquisisce anche altre funzioni, rendendo l’Agenzia ancora più centrale rispetto all’attuazione delle politiche attive del lavoro. Tra queste, alcune funzioni risultano del tutto innovative, come la funzione di formare e selezionare il personale della Giunta regionale e degli enti sub-regionali.

In questa fase, mi corre l’obbligo di fare alcune puntualizzazioni e precisazioni che sono emerse anche durante i lavori della terza Commissione. Si vuole precisare che Azienda Calabria Lavoro non sarà posta in liquidazione, proprio in virtù della trasformazione in atto, questo per garantire un percorso evolutivo e rispondente alle esigenze della Regione, attraverso la transizione di personale e funzioni.

L’Agenzia, di fatto, opererà, in piena continuità rispetto ad Azienda Calabria Lavoro, con la dotazione organica e strumentale di detta azienda, che è necessaria per esercitare tutte quelle funzioni che vengono attribuite alla medesima proposta di legge.

Sostanzialmente è stata compiuta la scelta di mantenere all’interno del perimetro regionale la rete dei centri per l’impiego e quindi del personale, questo per garantire equilibrio tra l’assetto organizzativo che ha incorporato gli stessi centri per l’impiego a partire dal 2018, così da poter affiancare un’agenzia che sia più operativa e snella.

Fondamentale in questo percorso è stato, inoltre, il confronto ed il supporto dato dal Dipartimento del Segretariato generale, dal Dipartimento economia e finanze, ciò a dimostrazione di una base solida su cui si erge la stessa proposta di legge dal punto di vista sia tecnico-giuridico sia legato agli equilibri di bilancio relativamente alla ricognizione delle risorse che sono attualmente a disposizione di Azienda Calabria Lavoro e che transiteranno in ARPAL.

Per ciò che attiene la composizione di ARPAL, la proposta di legge ha previsto due organi che restano in carica tre anni: il direttore generale ed il revisore unico.

Quanto al personale, la dotazione organica iniziale dell’ARPAL si comporrà da personale con contratto a tempo indeterminato e determinato di Azienda Calabria lavoro così come richiamato all’articolo 20, comma 3.

In questa sede si vuole evidenziare l’impegno nel reperimento, anche graduale, di risorse economiche da garantire sul bilancio regionale, al fine di assicurare quella copertura finanziaria necessaria per la stabilizzazione e per la trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo parziale a tempo pieno dei dipendenti che confluiranno in ARPAL, coerentemente con le finalità che sono proprie della stessa proposta di legge e con l’obiettivo soprattutto di garantire stabilità agli stessi dipendenti.

La proposta di legge è un testo innovativo, anche nelle scelte che sta compiendo rispetto al passaggio da un ente pubblico ad un ente pubblico non economico. Già in passato è stata superata la regola generale dell’assunzione di personale tramite pubblico concorso, laddove ci si sia trovati in presenza di disposizioni normative speciali che espressamente prevedevano il trasferimento di risorse umane e strumentali da un ente ad un altro, in virtù di un dislocamento di funzioni.

Ho voluto fare questa puntualizzazione perché è stata oggetto di dibattito durante i lavori della Commissione. Ciò è esattamente quello che avviene nel caso di specie, difatti, dalla trasformazione di Azienda Calabria Lavoro in ARPAL Calabria, fondata sul trasferimento di funzioni e servizi erogabili dalla nuova Agenzia, deriverebbe, quindi, il trasferimento della dotazione organica e strumentale in forza ad Azienda, consentendo con ciò una piena continuità nella gestione e nell’espletamento delle attività istituzionali. Pertanto, sarebbe improprio ragionare di costituzione di un nuovo rapporto di impiego, trattandosi di trasformazione di un già esistente rapporto di lavoro in essere, come acclarato anche dalle sentenze della Corte costituzionale numero 209 del 2015 e numero 55 del 2017.

La governance sarà affidata, pertanto, esclusivamente ad organi di natura tecnica, di alta qualificazione, che opereranno sulla base dell’indirizzo politico dell’Assessorato al lavoro.

Ciò rappresenta una conferma dell’attenzione della Giunta Occhiuto alle politiche occupazionali, visto che la transizione del personale assicura stabilità ai rapporti di lavoro in essere, oltre ad assicurare piena continuità nella gestione e nell’espletamento delle attività istituzionali, senza la costituzione di un nuovo rapporto di impiego, ma attraverso la trasformazione di un rapporto di lavoro già in essere.

Il governatore Occhiuto, l’assessore Calabrese, in sinergia con il Dipartimento e le rappresentanze sindacali, hanno intrapreso la strada giusta per assicurare migliori condizioni di occupabilità, per porre un argine deciso al precariato ed all’emigrazione lavorativa.

Da ciò ne deriva che, se è vero che nella pubblica amministrazione si entra per concorso, è altrettanto vero che vi sono moltissimi esempi legittimi di accesso alla pubblica amministrazione come stabilizzazioni e trasformazioni. Quindi, non sarebbe la prima volta che viene avviato un percorso del genere, oltretutto in maniera legittima.

In conclusione, abbiamo avuto la riforma per quanto riguarda il sistema idrico e dei rifiuti, abbiamo avuto la riforma del sistema sanitario e adesso, dopo ben 22 anni, abbiamo finalmente anche la riforma del mercato del lavoro.

La sfida è entusiasmante e sono certa che lo saranno anche i risultati. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Straface. Ha chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Ho accolto l'invito del presidente Occhiuto di studiare un po' di più. Lui qualche giorno fa ha detto a questa opposizione, quella del PD, che dobbiamo studiare un po' di più. Io l'ho fatto, Presidente; mi auguro, poi, a fine anno di ricevere la pagella e di essere promosso, perché già ai miei ho dato tante preoccupazioni durante il liceo, non ne vorrei dare altre ormai a 46 anni.

Riguardo questa riforma - poi lascerò la parola al collega Mammoliti che probabilmente sicuramente ha argomentazioni anche più puntuali rispetto alle mie - non entro nel merito, collega Straface, dell'ottimo intento di iniziare a segnare un percorso per l'utilizzo di quei tanti lavoratori che da anni danno un contributo a questa regione e che con questa riforma avrebbero una casa un po’ più accogliente dove poter continuare a offrire il loro contributo.

Mi sembra, però, che questa proposta di legge in alcuni punti sia abbastanza confusa, contraddittoria. Ad esempio, vorrei evidenziare una nota di colore – immagino che voi lo sappiate, però mi aspettavo un emendamento, ma non l'ho trovato – che in vari articoli si trova citata l’ANPAL, in altri casi l’ANPAL servizi, ma sapete che qualche giorno fa è stata sospesa; non esiste più, possiamo anche depennarla da questa proposta di legge. C'è stato un Consiglio dei ministri qualche giorno fa e l'ANPAL non esiste più, le funzioni e il personale verranno ritrasferiti all'interno del Ministero quando il DPCM sarà pubblicato. Quindi, per evitare di fare una gaffe, sarebbe opportuno, quanto meno, sostituire la dizione ANPAL e inserire invece il Ministero per il lavoro.

Questo fa capire, però, che forse c'è stata poca attenzione nella predisposizione di questa proposta di legge che è un unicum a livello nazionale. Le Regioni che hanno attivato l'Agenzia per il lavoro - sono circa una decina sul territorio nazionale - hanno previsto di inserire anche la gestione dei centri per l'impiego, perché, come sapete, il mercato del lavoro ultimamente ha delle evoluzioni molto rapide e quindi bisogna essere subito pronti e reattivi. In questo momento, invece, abbiamo spesso una sovrapposizione di quelli che sono i compiti e le funzioni. In alcuni casi, infatti, l'Agenzia regionale per il lavoro trasferisce le proposte alla Regione, in altri casi invece si parla di attuazione e, quindi, non si capisce se l'ARPAL è un'agenzia di supporto oppure un'Agenzia operativa; in alcuni articoli l'ANPAL promuove i tirocini, però i tirocini poi sono di competenza, invece, dei centri per l'impiego; c’è, quindi, anche una duplicazione delle attività da parte di questi enti che si sovrappongono tra loro. Bisogna anche capire i privati con debbano poi interfacciarsi: se con il Dipartimento del lavoro regionale o con i responsabili dei centri per l'impiego o con i funzionari dell'ARPAL. Questo ancora non è chiaro.

Si mischiano anche i livelli regionali con i livelli nazionali; ad esempio, si tirano in campo i fondi professionali per la formazione continua. Questo Ente nazionale non può sedersi a Tavoli regionali. Immagino voi sappiate che i fondi interprofessionali hanno l'interlocuzione esclusivamente con il Governo nazionale e non può avere interlocuzione con il livello regionale. Quindi suggerisco che anche questo venga eliminato nell'articolo 6, alla lettera i). Dopodiché, mentre sul revisore si dice che avrà una durata di 3 anni e non potrà essere rinnovato, sul direttore non si dice nulla; si dice che è un incarico fiduciario da parte del Presidente della Giunta regionale. Bene, giusto, ma dopo i tre anni che succede? Può essere rinnovato? Decade con termine del mandato della Giunta regionale o rimane in carica?

Poi: può essere rinnovato per quante volte? Quindi, ci potremmo trovare, unico caso in Italia, un direttore dell'Agenzia per il lavoro regionale che rimane in carica vita natural durante? Ci sono, insomma, alcuni punti che, secondo me, meritavano un maggiore approfondimento e di essere discussi in maniera differente.

E, poi, – chiudo perché non la voglio fare lunga – anche sul dispiegamento del personale: ho provato a guardare Agenzie per il lavoro regionali che stanno ottenendo negli anni ottimi risultati, quella, ad esempio, della Regione Toscana e quella dell'Emilia-Romagna; hanno un organico di circa 900 dipendenti, di cui circa una cinquantina all'interno degli uffici centrali, tutti gli altri sono dispiegati sui territori perché il vero lavoro che si fa è quello a contatto con le persone, con i Comuni, con i territori. In Calabria, unico caso in Italia, avremmo la metà di questi dipendenti, circa 400-500 dipendenti, all'interno di una sede a fare che cosa?

Non sarebbe più opportuno, magari, utilizzarli sui territori come fanno altre Regioni che hanno 900 dipendenti per 4-5 milioni di abitanti e di questi dipendenti la maggior parte è sui territori e non negli uffici?!

Quindi, insomma, ci sono un po' di cose che andrebbero chiarite.

È apprezzabile lo sforzo da parte di questo Consiglio regionale e della Giunta, su una riforma che in Calabria bisognava fare, che la Calabria e i calabresi aspettano da tanti anni, ma credo che la montagna abbia partorito un topolino e uno sforzo in più sicuramente si sarebbe potuto fare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci. Ha chiesto intervenire la collega Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Certamente, è fondamentale questo avanzamento legislativo con la creazione di un’Agenzia, anche se sembra quasi uno spostamento di etichetta. Il problema del lavoro nella nostra regione è certamente enorme assieme alla sanità. Noi siamo quasi al 30 per cento del tasso di disoccupazione, se ci mettiamo dentro i Neet e ci mettiamo dentro anche il lavoro che manca, soprattutto per le donne, abbiamo certamente un problema.

Questo per dire che è lecito, onesto e fondamentale il passaggio nella creazione e nella strutturazione di un'Agenzia che si occupa di lavoro, che dà lavoro e che, soprattutto, crea il lavoro.

Ebbene, è su questo che forse non abbiamo letto un grande futuro di visione all'interno di questa proposta legislativa che pure abbiamo discusso in Commissione e alla quale abbiamo presentato, tra l'altro, molti emendamenti.

Qual è il percorso? Il percorso è quello di trasformare un Ente pubblico non economico in un Ente pubblico economico e, dunque, in questo modo, sanare, tra virgolette, le persone che sono a contratto e che sono precarie; quindi, sicuramente un tema importante perché per noi il lavoro, il lavoro stabile soprattutto, è certamente fondamentale, irrinunciabile direi, soprattutto per noi della sinistra, per noi che abbiamo da sempre a cuore un lavoro qualificato.

Però, francamente, non mi tranquillizzano le rassicurazioni sia della consigliera Straface sia del direttore Cosentino sulla possibilità straordinaria dell’accesso al pubblico impiego – così come sembra che non abbiano neanche tranquillizzato il Settore assistenza giuridica di questo nostro Consiglio regionale – perché lo sappiamo perfettamente che nella Pubblica Amministrazione le assunzioni devono essere fatte attraverso concorsi; questa possibilità straordinaria, a questo punto, potrei invocarla per tante altre situazioni che esistono in Calabria e la cosa mi farebbe molto piacere. Onestamente, invece, temo che questo possa essere fonte di impugnativa e, quindi, francamente, mi dispiacerebbe.

L'altro elemento di criticità che trovo e troviamo è il fatto che non sono stati previsti fondi sufficienti perché questa possa essere una costruzione importante. Sempre il direttore generale Cosentino definiva il testo dinamico, l'assessore Calabrese ci ha tranquillizzato sulla possibilità che in futuro ci possano essere, via via, una serie di fondi e di emendamenti. Noi avevamo presentato un emendamento che ritenevamo importante perché ci aiutava a pianificare i fondi anche per il futuro e soprattutto a comprendere, via via, come le persone con contratto part-time potessero, nel tempo, ulteriormente passare a full-time o, ancora, con un ricambio generazionale che, verosimilmente, arriverà perché tanti di questi lavoratori sono sull'orlo della pensione.

Questo emendamento non è stato approvato, noi lo abbiamo registrato con dispiacere, tuttavia, insomma, la nostra attenzione a questo mondo del lavoro è assolutamente totale per cui accoglieremo, certamente, positivamente questo aspetto che adesso il collega Mammoliti si appresterà, da par suo, a dettagliare meglio in quelli che sono gli aspetti positivi e nelle criticità.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruni. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Intanto, preliminarmente, nel prendere in atto delle comunicazioni del Presidente e sperando che l'Assessore possa dimostrare, naturalmente, la sua piena estraneità, auspico che la giustizia naturalmente faccia il suo corso. Apprezzo la disponibilità del Presidente a voler delegare il capogruppo del Partito democratico di interessarsi in merito a quella problematica che lo stesso consigliere Bevacqua aveva sottoposto all'attenzione di questa seduta. Non so se sia una provocazione o una volontà del Presidente per dimostrare una proficua collaborazione con l'opposizione.

Tuttavia, io dico, Presidente, nell'uno e nell'altro caso, per il ruolo che rivestiamo, a partire da lei che naturalmente è il Presidente della Regione, non ci possiamo sottrarre dall'affrontare, comunque, alcune criticità e alcune problematiche che afferiscono al problema della mobilità, al problema dei servizi, al problema dell'impatto che si potrebbe avere anche nelle conseguenze in merito ad alcune lavoratrici e lavoratori e anche nell’esigibilità di alcuni servizi per categorie fragili.

Quindi, l'auspicio lo colgo in maniera favorevole e in maniera positiva.

Per quanto riguarda il testo del provvedimento che stiamo discutendo, i colleghi hanno giustamente, in maniera appropriata, fatto delle osservazioni molto puntuali che io auspico che la maggioranza possa cogliere con lo spirito costruttivo e collaborativo anche con cui sono state poste e, naturalmente, l'approccio non può che essere di questa natura. Parliamoci chiaramente: non siamo di fronte ad una radicale riforma, siamo di fronte ad un adeguamento normativo che è una cosa sostanzialmente, culturalmente e politicamente diversa. Tuttavia, l'adeguamento normativo, che noi naturalmente apprezziamo – ci mancherebbe altro – doveva essere fatto già dal 2015; è un impianto normativo che risale a tantissimi anni fa e l'adeguamento normativo avvenuto nel 2015 imponeva questo aggiustamento; però, l'approccio doveva essere questo e, quindi, per fare diventare la riforma tale c’è tutta una sfida che va riempita di contenuti, tenendo conto delle osservazioni puntuali ed appropriate che, secondo me, sia Ernesto Alecci sia Amalia Bruni hanno puntualmente, in maniera appropriata, avanzato.

La riforma va, quindi, riempita di contenuti, va costruita; dobbiamo realizzare l'azione riformatrice; al momento, c'è un approccio di adeguamento normativo ed io vorrei sottolineare anche un aspetto politico, non secondario da questo punto di vista, e cioè vorrei che venisse anche qui valutato molto responsabilmente l'atteggiamento propositivo e costruttivo del Partito democratico. È evidente a tutti: siamo uomini che facciamo politica da tanti anni, è chiaro che forse senza il nostro senso di responsabilità oggi questo provvedimento non riuscirebbe a vedere la luce.

Quindi, non mi pare che ci stiamo ponendo come una forza politica che, a prescindere, in maniera pregiudiziale sui provvedimenti assume delle posizioni di divergenza, come, a volte, veniamo additati o tacciati. Mi sembra che in questa situazione, invece, dimostriamo con grande responsabilità - anche in presenza del fatto che la maggioranza non avrebbe i numeri per farla passare, oggi - che il Partito democratico, responsabilmente, dialoga e ragiona sul tentativo di voler costruire un vero impianto di riforma di questo provvedimento. Questo credo sia l’obiettivo finale a cui dobbiamo tutti quanti insieme traguardare, maggioranza che governa e penso anche, in maniera positiva e costruttiva, l’opposizione.

Tuttavia, anche qui - al di là del numero legale che è un aspetto non banale - noi potevamo approcciare questo testo di legge in tantissimi modi, con tantissimi rilievi, alcuni sono stati fatti, altri li potevamo anche accentuare, ribadire e affrontare.

Invece, noi abbiamo voluto questo approccio di responsabilità, di collaborazione positiva perché se, in Calabria, su queste problematiche, a partire dal lavoro, si può attivare realmente un percorso nel quale finalmente anche la nostra Regione non solo si adegua dal punto di vista normativo, ma comincia a praticare realmente quelle politiche attive che sono necessarie per dare risposte occupazionali, noi riteniamo che sia un elemento strategico, culturale, economico e sociale molto positivo. Purtroppo, nel corso di questi anni, per una serie di ragioni, che sono sotto gli occhi di tutti, abbiamo, per la stragrande maggioranza dei casi, attivato esclusivamente solo, quasi sempre, politiche passive.

Quindi, l'approccio è di questa natura e, naturalmente, però, approcciando con queste modalità, noi auspichiamo che questo provvedimento non si riduca meramente ad un adeguamento normativo, ma che assuma, per davvero, l'impianto dell’azione di riforma sulle politiche attive e, quindi, in materia di servizi per il lavoro.

Parliamoci chiaramente: ci sono diverse modalità di soluzione che interessano le Regioni del nostro Paese. La Toscana, per esempio, incorpora anche il sistema del Centro per l'impiego dentro questa operazione di Agenzia, ma ci sono altre Regioni, come l’Emila Romagna, la Lombardia, l'Umbria, che hanno, invece, un impianto analogo. Anche qui io ho trovato molto efficace e anche paradigmatico il pensiero che abbiamo avuto nel corso delle interlocuzioni positive che si sono aperte anche con l'Assessore - ho partecipato, insieme alla vicepresidente, nella terza Commissione, che è la Commissione competente, e debbo dare atto anche all'Assessore che ha partecipato anche alla Commissione bilancio - anche audendo le organizzazioni sindacali in merito ad alcune problematiche. Ed ho trovato molto efficace e paradigmatica l'espressione del dirigente Roberto Cosentino che, giustamente, lo definisce un testo dinamico che accompagna un percorso. Da questo punto di vista, credo che sia molto esemplificativo e rappresentativo dello stato dell’evoluzione che questo provvedimento deve avere: un testo dinamico, quindi, che adegua l'impianto normativo, ma che, poi, accompagna un percorso.

Il percorso deve essere quello della riforma, dell’attivazione delle risorse necessarie sia umane sia finanziarie per mettere nelle condizioni anche la nostra Regione di assolvere a questa funzione e a questa missione fondamentale che è, appunto, quella soprattutto delle politiche attive del lavoro.

Abbiamo, così come sono state anche dette, tre questioni che io trovo centrali e fondamentali, oltre alle osservazioni anche critiche e costruttive che sono state avanzate.

Abbiamo, innanzitutto, la questione delle risorse umane: abbiamo una quantità di risorse notevole dal punto di vista delle risorse umane, che da anni si occupano di Calabria lavoro e, nel corso di questi anni, a mio avviso, hanno maturato una professionalità, un know how, una capacità e un'esperienza che andrebbero adeguatamente valorizzate. Degli impegni anche sul piano politico sono stati in qualche modo assunti durante la discussione in Commissione bilancio con il presidente Montuoro, alla presenza dell'Assessore; cioè è vero che oggi non esistono maggiori risorse rispetto a quelle già dedicate e a quelle già autorizzate per l'utilizzo di questi lavoratori però, così come diceva la consigliera Bruni, noi avevamo presentato un provvedimento anche per impegnare il governo nei tre anni successivi a reperire le risorse necessarie affinché queste risorse umane potessero essere, appunto, passate a tempo indeterminato, full-time, con l'utilizzo degli istituti che prevede lo status della nuova condizione, compresa tutta la contrattazione integrativa, il salario accessorio e tutto quanto è necessario.

Da questo versante, noi prestiamo un’attenzione vigile, continuativa, particolare al fatto che tutte le risorse umane debbono essere utilizzate nel migliore dei modi anche perché i compiti e le funzioni a cui verranno assegnati sono importanti e noi siamo fiduciosi che, sia nella ricerca delle pieghe del bilancio degli anni successivi sia nell'utilizzo di Fondi comunitari, così come è avvenuto per altre fattispecie anche negli anni precedenti, sicuramente si riusciranno a trovare quelle risorse necessarie per valorizzare al meglio intanto le risorse umane; le risorse umane sono un aspetto non secondario, ma le risorse finanziarie – parliamoci chiaramente –, Assessore, le risorse aggiuntive che servirebbero per fare questa operazione di passaggio di full-time e, quindi, dei maggiori costi che servirebbero per questo nuovo compito e questa nuova funzione non sono sufficienti, non servono solo per le risorse umane, ma servono anche per offrire all'Agenzia e a tutto l'intero sistema quella necessaria condizione per poter assolvere a questo compito e a questa funzione.

Quindi, attraverso le risorse disponibili è giusto ricercare ulteriori finanziamenti per aiutare il processo reale che è, appunto, il processo di riforma.

E, poi, non per ultima, la missione che riteniamo, appunto, strategica.

La missione per noi è l'aspetto politico preponderante e fondamentale, che deve essere il riferimento a cui traguardare con ogni azione utile e con ogni azione positiva anche perché, nella gestione operativa, il Piano degli interventi, che dovrà essere redatto a cura della Regione, dovrà avere queste capacità di coordinamento di tutte le risorse disponibili che interagiscono su queste materie su cui noi sappiamo che ci sono diverse risorse.

Da questo punto di vista, abbiamo apprezzato, la vicepresidente Bruni ed io, che in Commissione un nostro emendamento sia stato approvato, quello per il quale questo Piano verrà predisposto dalla Giunta regionale, previo coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. Quindi, anche un nostro emendamento è stato approvato e va nella direzione di una collaborazione positiva con una parte importante che interagisce in questa problematica e che sono le organizzazioni sindacali.

L'approccio di sistema integrato ci deve mettere nelle condizioni - questo è un appello alla responsabilità dell'Assessore e della Regione - di mettere a sistema e a fuoco le risorse che sono disponibili; Assessore, abbiamo già parlato, noi abbiamo la Missione 5 del PNRR con la garanzia “Occupabilità lavoro” che destina alla Calabria qualcosa come quasi 50 milioni di euro, non sono risorse marginali o poche risorse; sono risorse cospicue che, se utilizzate proficuamente possono intervenire nella drammatica situazione del nostro mercato del lavoro a dare qualche risposta di politica attiva, facendo interagire anche con un elemento di coerenza le cospicue risorse dei fondi comunitari della nuova programmazione 2021/2027; sulle politiche giovanili sono oltre 100 milioni di euro; quindi, sull'inclusione sociale, se noi mettiamo insieme la quantità delle risorse degli strumenti che sono disponibili, sono molto fiducioso che saremo nelle condizioni di poter dare anche in Calabria sul versante delle risposte occupazionali, delle politiche attive del lavoro, dei primi segnali importanti ai tantissimi giovani e, soprattutto, ai tanti inoccupati.

Anche su questo, Assessore, mi permetto di sollecitare nell'ambito sia della sua competenza e della sua funzione sia del governo regionale, richiamando anche la relazione programmatica che, all'epoca, all'insediamento il Governatore ha fatto. Noi dobbiamo sicuramente traguardare e puntare al superamento del precariato, che è un aspetto fondamentale, però, noi, oltre al precariato, dobbiamo guardare anche ai disoccupati, agli inoccupati cioè a coloro i quali non hanno mai lavorato, ai giovani diplomati e laureati che, purtroppo, sono costretti ad andare via, impoverendo culturalmente, economicamente e socialmente la nostra regione; abbiamo bisogno, quindi, di un Piano del lavoro che abbia la visione di affrontare e superare il precariato e di dare risposte anche ai giovani disoccupati e agli inoccupati, a quelli che non hanno mai lavorato.

Con questo auspicio, Assessore, come è stato detto, con grande senso di responsabilità voteremo a favore di questo provvedimento.

Abbiamo presentato alcuni emendamenti in merito ad alcune problematiche - la vecchia Commissione tripartita che non si capiva bene che competesse avesse, che funzione svolgesse – e vi invitiamo a valutare quegli emendamenti in maniera positiva perché ciò darebbe maggiore forza alla disponibilità positiva, proficua e collaborativa del nostro gruppo a sostenere e votare queste riforme.

Infine, come diceva il dottore Roberto Cosentino, è un testo dinamico che accompagna un percorso. Assessore, avete fatto questa scelta dell'Agenzia dei Centri per l'impiego, in altre Regioni hanno fatto altre scelte.

Nessuno ci impedisce, qualora poi ci dovessimo accorgere che questa scelta non è rispondente alle esigenze o agli obiettivi che si intendono realizzare, di effettuare gli aggiustamenti necessari, utilizzando le valutazioni delle criticità che sono state offerte per valutare, eventualmente, altre opzioni che possono stabilire di mettere dentro una visione di sistema anche l'Agenzia con i Centri per l'impiego per rispondere meglio agli obiettivi e a quella che è la missione principale. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mammoliti. Ha chiesto d’intervenire il consigliere Montuoro. Ne ha facoltà.

MONTUORO Antonio (Fratelli d’Italia)

Grazie Presidente, buon pomeriggio a tutti.

Intervengo a nome del gruppo Fratelli d'Italia per sottolineare il prezioso lavoro che è stato svolto nella redazione di questa legge. Un disegno di legge che rappresenta una svolta importante nella tematica del lavoro in Calabria, già approvata alla Giunta regionale e dalla terza e seconda Commissione consiliare.

La normativa regionale attualmente vigente risale al 2001, legge regionale numero 5, e si fonda su disposizioni legislative ormai superate da tempo, per questo, dopo più di vent'anni, si propone una riforma che rappresenta una nuova e importante prospettiva per le politiche attive del lavoro in Calabria. Una legge quadro che rivisita le norme per il mercato del lavoro, le politiche attive, l'apprendimento permanente e le misure per la formazione dei disoccupati, tra cui l'autoimpiego.

In particolare, lo scopo principale del progetto normativo è quello di disciplinare compiutamente il sistema delle politiche del lavoro, della formazione, dell'apprendimento permanente attraverso il suo perno principale: l'istituzione dell'Agenzia regionale per le politiche attive e i Centri per l'impiego, l'ARPAL-Calabria - tramite la trasformazione di Azienda Calabria Lavoro -, chiamata a operare quale organismo tecnico della Regione dotato di personalità giuridica, autonomia organizzativa, amministrativa, patrimoniale e contabile.

ARPAL-Calabria diventerà così un Ente strumentale della Regione dotato di personalità giuridica di diritto pubblico con autonomia organizzativa, contabile e gestionale e subentrerà in tutti i rapporti attivi e passivi di Azienda Calabria Lavoro, conservandone tutti i compiti istituzionali. Ad ARPAL spetterà, poi, il compito di supportare i Centri per l'impiego nell'erogazione di servizi per il lavoro e delle misure di politica attiva connesse con funzioni e compiti della Regione, oltre alla gestione del sistema informativo del lavoro in accordo con ANPAL.

Un disegno di legge che ridisegnando l'intero assetto del sistema del lavoro in Calabria, atteso per anni, darà un forte impulso all'attività di programmazione sulle politiche del lavoro, mantenendo uno sguardo attento e vigile alle problematiche del precariato consolidato.

Sotto il profilo finanziario, la proposta di legge è stata analizzata dalla seconda Commissione che ho l'onore di presiedere; si deve evidenziare che, dal punto di vista tecnico, la relazione finanziaria è molto dettagliata e indica articolo per articolo le ragioni dell'invarianza finanziaria o la quantificazione degli oneri che le disposizioni stesse generano.

Inoltre, hanno contribuito a rendere completo il percorso della legge in seconda Commissione le organizzazioni sindacali: Fp-CGIL Calabria, CISL-Fp Calabria e UIL-Fpl Calabria, che ringrazio per il prezioso contributo, per l'approccio costruttivo e per i suggerimenti che hanno fornito.

Concludo facendo, a nome del gruppo consigliare Fratelli d'Italia, un grande plauso all'assessore Calabrese che, anche se da pochi mesi in questo ruolo, si è già distinto per l'impegno, l'attenzione e la preparazione che riserva nello svolgimento delle deleghe che gli sono state assegnate. Quindi, caro Assessore, il nostro plauso e l’orgoglio del gruppo Fratelli d'Italia rispetto al lavoro prezioso che ha portato avanti e che sicuramente darà i suoi frutti.

Prendo atto anche della relazione del consigliere Mammoliti, Vicepresidente della Commissione bilancio - lo ringrazio per la proficua collaborazione durante lo svolgimento dei lavori della Commissione e insieme al quale abbiamo concordato l'audizione delle organizzazioni sindacali - e penso che, quando si tratta di provvedimenti così importanti che possono dare risposte concrete a una tematica molto delicata per la nostra regione, la sinergia istituzionale sia sempre vincente. Sono sicuro che questo sia solo l'inizio di un cammino che percorreremo insieme. Grazie anche e soprattutto alla sinergia molto intensa nei lavori di Giunta e di Consiglio regionale. Ringrazio nuovamente l'Assessore anche per aver voluto partecipare personalmente ai lavori della seconda Commissione per testimoniare la grande importanza e l’attenzione ai lavori della stessa. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la collega Straface. Ne ha facoltà.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Vorrei fare una piccola premessa prima di replicare al consigliere Domenico Bevacqua, probabilmente il suo intervento è stato ascoltato dato che, con celerità e immediatezza, è arrivata la decisione del GIP che - notizia ANSA - concede la facoltà d'uso per i sei traghetti sequestrati. Quindi, è riuscito veramente a intervenire rispetto a quello che ha messo in risalto.

Detto questo, ho ascoltato gli interventi, in particolar modo quello del consigliere Alecci, il quale dice che non si tratta di una vera e propria riforma - l'ha detto anche il consigliere Mammoliti -, ma di un semplice adeguamento normativo. Sinceramente, ho letto la relazione tecnica perché mi corre l'obbligo, da relatrice, di leggerla - sinceramente non è che le apprezzi tanto, preferisco più fare degli interventi politici – e una riforma del genere, consigliere Alecci, non può essere considerata, in maniera così riduttiva, un semplice adeguamento normativo.

Vorrei ricordare che intanto ci sono voluti 22 anni per arrivare a una riforma e mi chiedo come mai questa riforma non sia stata fatta prima. Quindi, onestà intellettuale e politica soprattutto vogliono che questa minoranza almeno riconosca alla maggioranza, alla Giunta, di aver messo mano finalmente a una riforma così importante che non è soltanto un adeguamento normativo. Evidentemente, quello che ho illustrato rispetto alle novità contenute nella proposta di legge, non è stato ascoltato abbastanza bene. Giusto per citarne qualcuna: parliamo di Osservatorio sul lavoro, parliamo dell'Unità di crisi, parliamo del Tavolo regionale, parliamo delle certificazioni di competenze, parliamo di politiche di inclusione, parliamo di coordinamento delle politiche del lavoro con quelle sociali e delle politiche del lavoro con il welfare, parliamo del potenziamento dei Centri per l'impiego, parliamo di una nuova Agenzia che, finalmente, va a eliminare un carrozzone politico che è stato fatto negli anni passati, parliamo di un'Agenzia che, finalmente, dà certezza di stabilità a 370 persone, parliamo di una Giunta e di un Presidente che finalmente stanno mettendo mano a quelle sacche di precariato che probabilmente non abbiamo realizzato noi, ma che abbiamo ereditato, stiamo mettendo mano a provvedimenti amministrativi, normativi che sicuramente porteranno all’assorbimento totale di questo precariato.

Poi, lei, assessore Calabrese, ha fatto riferimento all’ANPAL che è stata inserita come riferimento nella proposta di legge; innanzitutto vorrei dire che il decreto sulle politiche del lavoro, che modifica tutto l'assetto, ancora non è stato ancora convertito in legge e, oltretutto, questo è l'ultimo problema perché basta fare un semplice emendamento e inserire al posto dell'ANPAL il Ministero del lavoro.

Abbiate l'onestà intellettuale e politica di riconoscere a questa Giunta che finalmente sta mettendo mano a delle riforme serie che guardano a delle politiche del lavoro legate a una crescita economica del territorio, al vero ruolo dei Centri per l'impiego. Altro che doppioni! E abbiate anche l’onestà di votare questa riforma all’unanimità perché è questo che si aspettano i tanti cittadini e, soprattutto, i tanti disoccupati calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente, sarò più sintetico del solito. La proposta di legge che stiamo discutendo, a mio modo di vedere, è tanto doverosa quanto lodevole, in quanto si inserisce su una vecchia normativa che era obsoleta e non più praticabile. Trattandosi poi di mercato del lavoro, quindi di un aspetto di particolare delicatezza, è certamente meritorio essersi occupati dell'argomento.

Tuttavia, questa iniziativa lodevole nelle intenzioni, a mio parere, nell'architettura dell'articolato di legge presenta qualche sbavatura. Per cui, anticipo il mio voto di astensione perché certamente si tratta di un argomento di grande rilevanza e di grande delicatezza - fra l'altro devo dire, facendo parte della Commissione, ho anche apprezzato gli emendamenti, di maggioranza e minoranza, che hanno modificato in parte questa legge anche opportunamente, per esempio evidenziando il ruolo importante delle persone con disabilità -, però rimangono, a mio parere, tre elementi che, comunque, lasciano tutt'oggi delle perplessità. Il primo è la copertura finanziaria che non sembra completamente garantita, anche prospetticamente. Il secondo è l’inquadramento normativo di figure professionali che transitano - da quello che è stato, per me, possibile leggere e capire - da contratti privati a contratti pubblici - non tutti, ma una quota parte - che però dovrebbero prevedere dei concorsi pubblici.

Infine, ma non da ultimo, anche la semplificazione normativa avrebbe, secondo me, suggerito una riduzione, una semplificazione dei tanti organismi che sono previsti dalla legge e che rischiano di innescare dei ritardi burocratico-amministrativi di cui certamente non si sente il bisogno. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie, collega Laghi. Ha chiesto d’intervenire l’assessore Calabrese. Ne ha facoltà.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche per il lavoro e formazione professionale

Grazie, Presidente. Ho ascoltato con molta attenzione la discussione svoltasi in Aula su questo importante provvedimento. Ringrazio la presidente Straface per l'esposizione dell’impianto normativo proposto dalla Giunta regionale.

Sinceramente, ritengo che siamo davanti a una vera riforma del mercato del lavoro e delle politiche attive del lavoro. Riforma necessaria, a mio avviso, in Calabria.

Come ha detto prima il consigliere Montuoro, mi sono insediato solamente da qualche mese in Regione Calabria - il mio incarico risale al primo dicembre, se non ricordo male - e tra le prime questioni che mi sono posto e di cui ho chiesto al direttore generale del Dipartimento, dottore Cosentino, vi è lo stato della normativa del lavoro in Calabria e la situazione del precariato consolidato a carico della Regione.

Quello che è stato riportato è sconcertante - ringrazio il dottore Cosentino per la collaborazione fattiva, quotidiana, nella direzione del Dipartimento -: vi è una legge, consigliere Mammoliti, datata, 19 febbraio 2001, ma soprattutto nulla è stato fatto rispetto alla modifica normativa del 2015 a seguito della quale sarebbe stato, a mio avviso, necessario un intervento del Consiglio regionale.

Da qui abbiamo cercato di rimboccarci le maniche per cercare di arrivare ad avere una norma di riferimento importante per la Regione Calabria, considerato che il lavoro lo troviamo al primo punto della Costituzione Italiana e rientra nell'agenda politica di tutti i partiti nazionali, di ogni ordine e grado. Non sentiamo parlare di altro che, consigliera Bruni, delle problematiche del lavoro, indipendentemente dall’appartenenza alla maggioranza o all’opposizione. Il problema che si è posto il mio partito, Fratelli d'Italia, se lo è posto l’intera maggioranza consiliare ed è l'obiettivo che mi ha dato il presidente Occhiuto: arrivare al più presto a formulare il testo di una proposta di riforma del lavoro in Calabria.

Siamo partiti da una vecchia proposta - l'unica che abbiamo rinvenuto, quella fatta nella precedente legislatura dall’allora consigliere Filippo Pietropaolo, oggi Assessore regionale - e su quel testo abbiamo lavorato confrontandoci con le forze sindacali, con i consiglieri di maggioranza e di opposizione, con il Dipartimento, con il Ministero del lavoro, per cercare di arrivare a una proposta adeguata che consenta di poter iniziare a pianificare misure importanti per il lavoro in Calabria.

Non vi dico quello che abbiamo trovato, consigliera Straface, nel settore del precariato a carico della Regione Calabria: dalla legge numero 31 del 2016, alla legge numero 40 del 2013, alla legge numero 28 del 2008, che riguarda dei lavoratori che in parte possiamo definire precari - non lo sono esattamente - e che fanno riferimento all'Azienda Calabria Lavoro; il bacino in cui ci sono tante anomalie , i TIS (Tirocinanti di inclusione sociale) che costituiscono un’altra anomalia che riscontriamo quotidianamente e che porta tantissimi problemi al Dipartimento e all’Assessorato al lavoro, e tanti altri.

Ci siamo impegnati sin dal primo momento sulla legge numero 15 del 2008 che riguarda un bacino importante; infatti, la Giunta ha approvato la dotazione organica di Azienda Calabria Lavoro e questo provvedimento ha consentito la stabilizzazione di 67 persone all’inizio dell'anno 2023. Persone che, insieme all'altro contingente di Azienda Calabria Lavoro, oggi transiteranno, grazie anche a una norma che abbiamo condiviso con la Funzione pubblica, nella nuova Agenzia regionale che dovrà occuparsi di lavoro. Abbiamo cercato di trovare una soluzione che potesse portare a una soluzione, cercando non di dare stabilità, perché sono persone che hanno già un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma di dare tranquillità, essendo un contratto di lavoro stabile.

Poi, sicuramente si accede alla pubblica amministrazione attraverso un pubblico concorso, ma non dimentichiamo che questi lavoratori hanno superato una selezione pubblica.

Consigliere Alecci, non è un testo confuso, c'è tanta confusione sul mondo del lavoro in Calabria, dato che è un comparto che è stato completamente trascurato per vent'anni.

I dati, purtroppo, rendono evidente quello che è successo nella nostra Regione, indipendentemente dal colore politico di chi ha governato la Regione negli ultimi 20 anni. Oggi stiamo cercando di mettere ordine, consigliere Mammoliti, tramite una riforma che è il punto di partenza per il futuro, per l'utilizzo di quelle importanti risorse economiche e finanziarie che abbiamo a disposizione e che già abbiamo iniziato a utilizzare: ieri è stato pubblicato un importante bando in pre-informazione per l'assunzione a tempo determinato/indeterminato nel comparto del turismo. Serve ordine, serviva ordine, è quello che abbiamo cercato di fare.

Per quanto riguarda ANPAL è in corso una riforma, parte dell’ANPAL verrà assorbita dal Ministero del lavoro, ma ci sarà, probabilmente, una nuova Agenzia. Quando sarà definita andremo a sostituire la dicitura all'interno del testo con un emendamento, ma è una fase successiva non possiamo assolutamente farlo adesso.

Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla stesura di questa riforma.

Per quanto riguarda i Centri per l'impiego: alcune Regioni prevedono i Centri per l'impiego all'interno dell'Agenzia, altre non lo fanno. C'è un problema, però: in Calabria abbiamo avviato un piano di potenziamento dei Centri per l'impiego che non è solo strutturale e infrastrutturale, ma che comprende anche delle assunzioni. Sono già stati espletati, grazie all'impegno del presidente Occhiuto e dell'assessore Pietropaolo, diversi concorsi, alcuni sono in itinere, a regime avremo 700, 800 dipendenti nei Centri per l’impiego.

Però, attenzione, questa riforma va fatta in modo graduale. Nessuno esclude, consigliere Mammoliti, che un domani, quando saremo a regime, quando avremo tutti questi dipendenti, potremo passare, in modo graduale, i Centri per l'impiego, quando saremo in una fase operativa, all'interno della nuova Agenzia.

È un problema che ci siamo posti, un problema politico, ma questa scelta l'abbiamo condivisa anche con i sindacati che hanno capito il perché, la ratio, di questa scelta.

Ma nulla è definitivo, intanto si è partiti, dopo che per vent'anni non si era fatto nulla, e questo lo ritengo fondamentale.

Non penso che la montagna abbia partorito il topolino, assolutamente no. Questa riforma era necessaria, fondamentale per poter oggi avviare un percorso assolutamente importante nel mondo del lavoro in Calabria. Ritengo che, grazie a queste nuove norme che mancavano da 20 anni, andremo a riformare il mercato del lavoro e, attraverso il Piano per il lavoro, andremo a gettare le basi per un nuovo patto con i cittadini calabresi.

Concludo dicendo che il lavoro è fondamentale in Calabria, è quello che è mancato ai calabresi. Oggi assistiamo a una continua “emorragia” di calabresi costretti a spostarsi al nord Italia e anche all'estero per mancanza di lavoro, quello che intendiamo fare, come governo regionale, è creare le condizioni affinché i calabresi possano rimanere in Calabria e non si creino delle situazioni di precariato umiliante. Tenete conto che il 30 per cento dei bacini di precariato ha lavoratori con oltre 55 anni di età, nei TIS, su 4.067 persone, 800 hanno più di 61 anni di età.

Noi, con questa miopia politica - avendo creato queste situazioni -, stiamo creando i poveri del futuro. Questo è quello che dobbiamo impedire. Dobbiamo intervenire oggi per rimediare a questa situazione veramente assurda e imbarazzante.

E poi, il lavoro - l'abbiamo sempre detto, lo sostengono tutti - è un deterrente nei confronti della criminalità organizzata ed è questo l'impegno – ritengo - di tutte le forze oggi sono presenti in questo Consiglio ed è l’obiettivo anche della Giunta del presidente Occhiuto.

Rinnovo un ringraziamento al mio partito, Fratelli d'Italia, per la fiducia e per l'apprezzamento dichiarato tramite il consigliere Montuoro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, assessore Calabrese. Invito i colleghi a prendere posto per le procedure di voto.

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche per il lavoro e formazione professionale

Scusi, Presidente, sugli emendamenti presentati dal consigliere Mammoliti, dichiaro il parere favorevole da parte dell'Esecutivo.

PRESIDENTE

Lo dichiarerà per singolo emendamento. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

All’articolo 5 è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 12332, a firma del consigliere Mammoliti a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Leggo sinteticamente il testo dell'emendamento: “Dalla presente proposta emendativa non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. All'articolo 5 (Competenze della Regione e livelli essenziali delle prestazioni e degli standard di servizio) dopo la lettera g) del comma 1 è inserita la lettera h) servizi di informazione, orientamento, consulenza, recruitment e placement a livello comunitario attraverso la rete EURES - Servizi europei per l'impiego, attraverso l'apposito settore istituito nell'ambito del Dipartimento competente”.

PRESIDENTE

Grazie. Parere del relatore?

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche per il lavoro e formazione professionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento. L'emendamento è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 5.

Articolo 5

(È approvato così come emendato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

All’articolo 8 è pervenuto l'emendamento, protocollo numero 12333, a firma del consigliere Mammoliti a cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Anche dalla presente proposta emendativa non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Il testo recita: <<Il comma 3 dell'articolo 8 (Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro) viene così sostituito: “Il Tavolo di cui al comma 1 è presieduto dall'Assessore regionale con delega in materia di lavoro o da un suo delegato e si avvale, per le funzioni di segreteria e assistenza tecnica del personale, dell'apposito Settore istituito nell'ambito del Dipartimento competente”>>.

Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Parere del relatore?

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche per il lavoro e formazione professionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento. L'emendamento è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 8.

Articolo 8

(È approvato così come emendato)

All’articolo 9 è pervenuto l'emendamento, protocollo numero12334, a firma del consigliere Mammoliti a cui cedo la parola per l'illustrazione. Prego.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Anche dalla presente proposta emendativa non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Il testo prevede che il comma 2 dell'articolo 9 (Unità di intervento e di gestione delle crisi aziendali) viene così sostituito: “L'Unità è presieduta dal dirigente generale del Dipartimento competente per la materia del lavoro o suo delegato e si avvale, per le funzioni di segreteria ed assistenza tecnica del personale, dell'apposito Settore istituito nell'ambito del Dipartimento competente”. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Parere del relatore?

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

CALABRESE Giovanni, Assessore alle politiche per il lavoro e formazione professionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento. L'emendamento è approvato.

Pongo in votazione l’articolo 9.

Articolo 9

(È approvato così come emendato)

Articolo 10

(È approvato)

Articolo 11

(È approvato)

Articolo 12

(È approvato)

Articolo 13

(È approvato)

Articolo 14

(È approvato)

Articolo 15

(È approvato)

Articolo 16

(È approvato)

Articolo 17

(È approvato)

Articolo 18

(È approvato)

Articolo 19

(È approvato)

Articolo 20

(È approvato)

Articolo 21

(È approvato)

Articolo 22

(È approvato)

Articolo 23

(È approvato)

Articolo 24

(È approvato)

Articolo 25

(È approvato)

Articolo 26

(È approvato)

Articolo 27

(È approvato)

Articolo 28

(È approvato)

Articolo 29

(È approvato)

Articolo 30

(È approvato)

Articolo 31

(È approvato)

Articolo 32

(È approvato)

Articolo 33

(È approvato)

Articolo 34

(È approvato)

Prima di votare alla legge nel suo complesso, ha chiesto di intervenire il collega Alecci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Devo dire la verità, ho apprezzato molto l'intervento dell'assessore Calabrese e mi ha tranquillizzato sul percorso, dico però che bisogna anche accettare le sottolineature fatte da un'opposizione costruttiva. Quando la collega Straface parla di un voto coraggioso, io direi piuttosto un voto necessario. Difatti lei dovrebbe sapere che questa proposta di legge può essere approvata solo con 21 voti favorevoli che oggi la maggioranza non ha. Mi sembra che questo sia un dato politicamente importante: la proposta passa grazie a una minoranza responsabile che è qui in Aula e che riconosce gli sforzi fatti in materia di lavoro.

Mi sembra anche - lo ha sottolineato l'Assessore - che la necessità che ci sia una cinghia di trasmissione rapida, veloce, tra la testa e le braccia sia il punto di caduta, assessore Calabrese, perché la scelta che prevede che i Centri per l'impiego siano slegati dall'Agenzia comporta che si debba passare per il Dipartimento per poter mettere a terra delle azioni e questo potrebbe far perdere tempo.

In tutte le altre Regioni - l'ho verificato – in cui è presente l'Agenzia - sono dieci - i Centri per l'impiego sono sempre coordinati dall'Agenzia per poter mettere a terra le misure in maniera veloce e non dover passare verso altre procedure un po’ più lunghe.

Quella confusione di cui parlavo in maniera propositiva si trova nell'articolo 5 del testo, nel quale l'Agenzia per il lavoro in alcuni punti supporta i Centri per l'impiego, in altri propone alla Regione, in altri ancora dà attuazione a progetti, in altri ancora attua anche interventi per la formazione, per i tirocini, interventi che, invece, sono in capo ai Centri per l'impiego.

Quindi, va benissimo come punto di partenza, però, nelle prossime settimane, sarebbe meglio incontrarsi per lavorare per rendere questa proposta sempre migliore. Quindi - lo ha già anticipato il consigliere Mammoliti - il voto del gruppo PD è favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, collega Alecci. Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato, per come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Prima di passare al secondo punto, vorrei ringraziare la minoranza per l'onestà intellettuale dimostrata, votando favorevolmente il provvedimento. Una bella dimostrazione che, quando si parla di interessi comuni, ci siete. Va bene così e non come nella precedente seduta in cui avete abbandonato l’Aula senza affrontare la discussione.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 124/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge regionale 5.4.2008 n. 8 'Riordino dell'organizzazione turistica regionale' - Approvazione proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025 '”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 2 all'ordine del giorno, relativo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 124/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge regionale 5 aprile 2008 numero 8 'Riordino dell'organizzazione turistica regionale' - Approvazione proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025 '”. Cedo la parola alla consigliera Gentile per illustrare il provvedimento. Prego.

GENTILE Katya (Forza Italia), relatore

Grazie. signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi consiglieri, gentile pubblico e gentili signori della stampa.

Il presente provvedimento amministrativo, in attuazione dell’articolo 3 della legge regionale numero 8 del 2008, recante “Riordino dell'organizzazione turistica regionale", riguarda la proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025, approvata dalla Giunta con delibera 190 del 28 aprile 2023 a cui è stato data parere favorevole all’unanimità dei presenti in sesta Commissione, il 29 maggio scorso.

Con l'occasione consentitemi di fare un ringraziamento a tutti i componenti della Commissione che ho l'onore di presiedere per il grande spirito di collaborazione.

L’elaborazione della proposta, frutto di un lavoro sinergico tra il presidente Occhiuto, che ha la delega al turismo, e il Dipartimento competente a guida della dottoressa Cauteruccio, che con l’occasione ringraziamo per il lavoro svolto, ha fatto tesoro delle sollecitazioni pervenute da tutti gli stakeholders durante gli Stati Generali del Turismo, tenuti lo scorso anno - fortemente voluti dall’ex assessore Orsomarso -, con i quali si era inteso dar vita ad un nuovo approccio di programmazione turistica che parta dal basso.

In sintesi, attraverso il PRSTS, partendo dall’analisi dello stato, delle dinamiche e della competitività dell’offerta turista calabrese, si identificano e si definiscono: la strategia capace di valorizzare e integrare in un’ottica turistica il patrimonio culturale, naturale, paesaggistico e territoriale della Calabria, garantendo una fruizione sostenibile, accessibile e responsabile;  la creazione di marchi per aree turistiche da veicolare attraverso il brand “Calabria Straordinaria”; il potenziamento delle infrastrutture complementari al turismo; la promozione di nuove forme di ospitalità e l’innalzamento del livello qualitativo della ricettività calabrese; un percorso che preveda la formazione e riqualificazione professionale del comparto turistico; le azioni di marketing che contribuiscono a posizionare adeguatamente l’offerta turistica regionale e a veicolare sui mercati di riferimento i suoi fattori distintivi di bellezza e attrattività; le azioni di sostegno alla domanda turistica; gli interventi operativi attraverso cui dare attuazione annualmente a tale visione strategica, tenendo conto delle risorse finanziare regionali, statali e comunitarie; il potenziamento dell’Osservatorio regionale sul turismo, attraverso cui garantirsi una funzione di monitoraggio della qualità dell’offerta turistica. 

Attraverso questo documento di pianificazione triennale si intende offrire una nuova narrazione turistica della Calabria, anche con l’utilizzo di forme di turismo innovative.

Nel Piano si fa strada l’idea di turismo esperienziale e di turismo green e di turismo lento, molto richiesti post-pandemia, attraverso cui veicolare il nostro patrimonio storico-culturale, di tradizioni e di bellezze ambientali e paesaggistiche, in un’ottica sostenibile, accessibile e responsabile.

In questa direzione è bene ricordare che concreti strumenti di supporto allo sviluppo turistico calabrese sono stati forniti anche da questo organo legislativo e recepiti dal Piano.

Il Consiglio regionale, infatti, è intervenuto recentemente fornendo alcuni dispositivi normativi necessari, quali, ad esempio, la legge regionale numero 12 del 15 marzo 2023 recante “Disposizioni per la realizzazione, il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei Cammini di Calabria.” e la disciplina dei Marina Resort, annoverata tra le forme di turismo “innovativo”.

In un’ottica di fattiva collaborazione tra colleghi di maggioranza e opposizione, sono stata tra i firmatari e i promotori di questi ed altri progetti di legge mirati allo sviluppo turistico calabrese. Disegni di legge, mi piace ricordarlo, che sono stati approvati in quest’Aula all’unanimità.

Questo dato oggettivo deve ricordare a tutti noi che rappresentiamo il popolo calabrese che si possono raggiungere importanti traguardi su temi strategici e fondamentali, a patto che si lavori con uno spirto costruttivo che accomuni maggioranza ed opposizione, sempre nel rispetto delle diverse visioni politiche.

L’ auspicio è che questo esempio, empiricamente provato, possa servire a stemperare i toni e venga emulato anche su altre tematiche, altrettanto strategiche per la nostra regione.

Le diverse azioni previste dal Piano saranno supportate da un’attività di marketing tramite un progetto di comunicazione strategica per il riposizionamento dell'immagine complessiva della regione e per una progressiva riscrittura dello storytelling basato sul metodo dei Marcatori Identitari Distintivi (MID), ovvero quegli elementi caratterizzanti l'eredità naturalistica, storica, artistica, culturale ed enogastronomica di una Calabria che vuole farsi conoscere ed apprezzare.

Tra gli elementi caratterizzanti dell’intero territorio calabrese, un’attenzione particolare va certamente dedicata all’eccellenza storico, artistica e culturale rappresentata dai Bronzi di Riace.

Per dare continuità e storicità alla promozione degli eventi, celebrati magistralmente lo scorso anno dalla Vicepresidente della Giunta regionale, Giusy Princi, e dal Presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, in occasione del 50° anniversario del ritrovamento delle statue, e per capitalizzare gli ottimi risultati ottenuti in termini di visitatori e di presenze turistiche, è stata licenziata da quest’Assise all’unanimità la proposta di legge recante: “Istituzione del mese dei Bronzi di Riace”, proposta bipartisan sottoscritta dal consigliere Tavernise e dalla sottoscritta, attraverso cui si è istituzionalizzato un progetto continuativo di conoscenza e promozione della cultura della Magna Grecia, rappresentata dai due guerrieri, sull’intero territorio regionale che si svolgerà a cavallo tra il mese di luglio e quello di agosto.

Coinvolgere l’intero territorio regionale sulle attività turistiche significa creare maggiore consapevolezza e le giuste sinergie con le Istituzioni che operano e conoscono i territori.

Parola chiave, quindi, non può che essere sussidiarietà, attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione delle Istituzioni e delle associazioni del territorio, partendo dalle Proloco che già svolgono un ruolo importante in ambito turistico e che possono svolgere un ruolo ancor più decisivo se organizzate in rete nell’accoglienza turistica.

Ed è solo lavorando in sinergia che si può realizzare anche una destagionalizzazione dell’offerta turistica, attraverso, ad esempio, la valorizzazione del “turismo delle radici”.

Ritengo sia importante sottolineare questo aspetto strategico – a mio avviso fondamentale- previsto all’interno del Piano, ossia l’investimento per la crescita della qualità delle strutture ricettive, che consentirà alla Calabria di offrire un livello di servizi adeguato alla domanda turistica.

Correlato a questo obiettivo si prevede, inoltre, lo sviluppo di azioni in ambito di formazione e riqualificazione del personale dello stesso comparto. È indispensabile formare e specializzare figure professionali qualificate di cui si avverte la carenza all’interno del mercato del lavoro turistico calabrese. Penso, ad esempio, alle figure dei bagnini, delle guide turistiche, dei governanti di Piano, di strutture ricettive di livello elevato e via dicendo.

In tale ottica si sta lavorando con l’assessore Calabrese - colgo anche l'occasione per ringraziarlo anche per tutto l'impegno che sta dimostrando nel suo ruolo, anche rispetto alla richiesta che ho fatto prima rispetto alla legge regionale numero 6 del 2023 - che ha la delega alle politiche del lavoro e alla formazione e con il direttore del Dipartimento, Cosentino, affinché la Regione possa dotarsi di percorsi formativi adeguati al fine supportare tale pianificazione. Non di meno, è fondamentale creare forme di collaborazione, attraverso la realizzazione di accordi e convenzioni con le Università calabresi che offrono tra i propri corsi di laurea una formazione di tipo turistico.  

Per concludere, è indubbio che un concreto incremento turistico di una regione come la Calabria, che ha uno sviluppo costiero pari a 800 chilometri ed è fonte inesauribile di ricchezze naturali, passi attraverso una seria politica di salvaguardia ambientale.

In tale direzione, il presidente Occhiuto ha posto come prioritario, sin dal suo insediamento, nell’agenda di governo, il massimo impegno per la tutela dell’ambiente e sono tangibili gli interventi che sta portando avanti nelle diverse forme per la lotta alla mala depurazione, agli incendi e all’abusivismo.

Questo, ovviamente, deve essere supportato da un cambio di mentalità e dal raggiungimento della consapevolezza che ogni cittadino calabrese rappresenta il primo baluardo a difesa e a promozione del proprio territorio.

I presupposti per fare bene credo che ci siano tutti, per questo motivo chiedo al presidente Occhiuto di continuare a lavorare bene come sta facendo e di condurci a fare l’agognato salto di qualità, andando a concretizzare tutte le azioni che sono state messe in cantiere in questo scorcio di legislatura.

Non possiamo avere più alibi, per cui tutti dobbiamo lavorare nella stessa direzione e ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità, partendo dalla struttura burocratica della Regione, che in alcune occasioni e su determinate tematiche, per come appare evidente, stenta a seguire il passo e gli indirizzi politici espressi dal Presidente e da questa maggioranza, per cui, nonostante tutti gli sforzi, si rischia a volte di non centrare gli obiettivi.

Dobbiamo avere il coraggio di rimuovere gli ostacoli, anche con la sostituzione dei dirigenti, se necessario.

Per quanto mi riguarda, sono sempre disponibile ad assumermi la responsabilità dei miei errori, ma non quella dovuta ad inadempienze e negligenze altrui.

Chiariamo ai dirigenti, che pretendono di sterilizzare leggi del Consiglio, ritardandone e stravolgendone l’attuazione, mortificando di fatto il ruolo dei consiglieri e del Consiglio regionale stesso - ricordiamolo tutti bene, è sovrano – che, se vogliono dettare l'indirizzo politico, devono candidarsi e farsi eleggere.

Nel complimentarmi sinceramente con te, Presidente, per il grande lavoro che stai portando avanti con impegno, dedizione e passione, tra mille difficoltà, vecchie incrostazioni, cattive abitudini della burocrazia regionale, voglio rinnovarti la fiducia e la totale disponibilità a ogni tipo di collaborazione.

Il presidente Berlusconi ci ha insegnato che dobbiamo porci traguardi ambiziosi e tu, caro Presidente, rappresenti la Calabria ambiziosa, orgogliosa, coraggiosa, accogliente, produttiva che non si arrende, che vuole dimostrare al mondo che ha tutte le carte in regola per raggiungere quegli ambiziosi obiettivi ed io, questa maggioranza e tanti altri calabresi ci rivediamo in questa Calabria.

Andiamo avanti, Presidente. Non molliamo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Gentile. Ha chiesto di intervenire il consigliere Tavernise. Ne ha facoltà.

TAVERNISE Davide (Movimento Cinque Stelle)

Grazie. Presidente Mancuso, sarebbe bello e corretto che, magari, adesso che interveniamo noi dell'opposizione, anche il presidente Occhiuto potesse ascoltare gli interventi che facciamo, in modo tale che, a fine dibattito, possa, poi, dare un contributo, riflettendo su quali siano le nostre idee.

In questo caso voglio fare un intervento propositivo e costruttivo, perché criticare un’azione sul turismo penso che non faccia il bene della Calabria; quindi, penso che sul turismo ci sia bisogno di prendere un po’ quelle che sono le idee da parte di tutti, anche dell’opposizione. Mi auguro che il Presidente rientri in Aula e ascolti il mio intervento.

Vorrei, presidente Mancuso, iniziare il mio intervento da una frase che il Presidente ha pubblicato pochi giorni fa sui suoi canali social. È una frase che ha ripreso da Russell Crowe “Tutto il mondo dovrebbe vedere la Calabria”, aggiungendo il commento “Noi è da un po’ di tempo che lo diciamo”. È una frase che ci rende orgogliosi in particolare se detta da un attore, da un premio Oscar come Russell Crowe, che afferma che tutto il mondo dovrebbe vedere la Calabria e apprezzare la sua bellezza. Presidente Occhiuto, tutti quanti noi ci auguriamo che i turisti, non solo dalle altre regioni, ma anche quelli esteri, possano venire nella nostra terra e apprezzare le immense qualità che la Calabria possiede. Però vorrei, con lei, fare un'analisi di quanto sia difficile, presidente Occhiuto, arrivare in Calabria.

Ho fatto un po’ di giri sui motori di ricerca per verificare i prezzi dei voli nei nostri aeroporti, soprattutto nei due aeroporti minori che abbiamo in Calabria, Crotone e Reggio Calabria: Crotone oggi ha due voli andata e ritorno dalle altre regioni, Bologna e Bergamo, aeroporto Orio al Serio; Reggio Calabria, anche qui due voli, Roma e Milano. Sono andato a vedere, presidente Occhiuto, i prezzi, da Milano Linate per Reggio Calabria alla data di oggi, con la compagnia aerea Airways, costa 279 euro; presidente Mancuso, solo andata e per una sola persona, alla data di oggi, 22 giugno. Per quanto riguarda Crotone, un volo da Bergamo Orio al Serio verso Crotone, sempre alla data di oggi, partenza alle 15,50, quindi sta partendo in questo momento da Milano verso Crotone, costa a persona 335 euro, solo andata. Sempre riguardo a Reggio Calabria, Fiumicino - Reggio Calabria, stasera alle 21,35, un volo, solo per una persona, solo andata, costa 272 euro. Presidente Occhiuto, si rende conto che per quattro persone venire in Calabria, solo con voli di andata, per Crotone o per Reggio Calabria, verrebbe a costare almeno 1.000 euro a famiglia, solo andata?! Se ci aggiungiamo anche il ritorno, solo per raggiungere tramite gli aeroporti la nostra terra, ci vogliono 2000 euro. Capisce che, così, la frase di Russell Crowe, “Tutto il mondo dovrebbe vedere la Calabria”, risulta, poi, essere soltanto uno slogan?! Mi auguro, Presidente, lo spero vivamente con tutto il cuore, che lei faccia sentire la sua voce con le compagnie aeree affinché investano di più nella nostra terra. È inaccettabile che questi prezzi possano ancora essere in commercio nel 2023, perché 2.000 euro solo di voli rendono la nostra terra inaccessibile.

Ma non possiamo parlare, presidente Mancuso, di turismo senza mobilità. Penso sia stato un errore quello di spacchettare l'assessorato al turismo da quello alla mobilità e ai trasporti, perché mobilità e trasporti camminano a braccetto. Oggi questa Giunta ha come Assessore ai trasporti e alla mobilità l'assessore Staine - mi dispiace che non sia presente oggi perché volevo che, anche lei, desse il suo contributo - e la delega al turismo è in capo al presidente Occhiuto. Anche qui, Presidente, un suo omologo, il Presidente della Regione Lombardia, Fontana, pochi giorni fa, sui social, pubblica: “111 nuovi treni regionali in servizio nel 2023 per la Lombardia”. Sono i famosi Blues e i famosi POP. Sapete, colleghi, quanti nuovi treni sono arrivati in Calabria nel 2023? Sono arrivati 7 POP su 14, che percorreranno la linea tirrenica, e un solo Blues su 13 che dovrebbero percorrere la linea ionica. Tra l'altro, il secondo Blues era previsto per giugno ma, ad oggi, siamo al 22 di giugno, purtroppo se ne sono perse le tracce. Anche qui, Presidente, penso che, al di là della sua idea e della sua proposta di legge - ieri ho seguito la sua diretta Instagram, ho sentito che, probabilmente, il Governo impugnerà la legge sulla liberalizzazione dei 200 nuovi NCC - la cosa più importante che dobbiamo far emergere come Consiglio regionale e che deve far emergere oggi il Governatore, Assessore al turismo, è quale sia l'idea di turismo nel momento in cui si arriva in Calabria, che tipo di turisti vogliamo portare qui. Purtroppo, tolta la Costa degli Dei, presidente Mancuso, riusciamo a far venire in questa regione soltanto turisti dalla Campania e dal Lazio che arrivano in Calabria con un solo mezzo: la macchina.

Penso che, se vogliamo dare un'immagine diversa della nostra terra, Presidente, dobbiamo investire solo ed esclusivamente sui trasporti e sulle infrastrutture, sui treni e sugli aeroporti. So che sto dicendo qualcosa che risulta essere scontato, però, ad oggi, purtroppo, questo tipo di azione non è stata fatta.

Le mie critiche a questo Piano del turismo prescindono - lo ribadisco pubblicamente – dall’apprezzabile lavoro svolto dalla sesta Commissione, con a capo la collega Gentile; una Commissione che ha dimostrato in questi due anni di lavorare bene, senza fare distinzione tra maggioranza e opposizione. Le poche leggi approvate, per quanto riguarda il turismo, sono partite da iniziative dei consiglieri della sesta Commissione; mi riferisco alla istituzione del mese dei Bronzi di Riace, all'istituzione dei cammini regionali, ai Marina resort, che ha citato prima la collega Gentile. Però, Presidente, abbiamo un problema serio con le infrastrutture - lei è venuto qui da Catanzaro - e non è accettabile che nel 2023 ad Altilia Grimaldi e a Pizzo ci sia un'autostrada ad una corsia. Presidente, mi auguro che lei faccia sentire ancor di più la sua voce con ANAS perché la Calabria è stanca di ricevere contentini da ANAS e da RFI. Ecco perché, poi, tra virgolette, mi incazzo quando si parla di Ponte sullo Stretto: non perché sono contro a priori, ma perché le strade e le ferrovie in questa regione ancora, ad oggi, non sono moderne.

Mi auguro che su questo spinga sempre di più e poi, Presidente, un po’ più di partecipazione, almeno sul turismo, è quello che chiedono gli stakeholder, è quello che chiedono gli addetti al settore, è quello che chiedono i sindacati. Purtroppo, gli Stati generali dello scorso anno, che sono stati un evento importante realizzato dall'assessore Orsomarso, mi sarei augurato venissero replicati anche quest'anno. Purtroppo, quest'anno non sono stati organizzati gli Stati generali, non c'è stato alcun incontro di concertazione con gli addetti al settore.

Penso, Presidente, che questo sia stato un errore e poi, secondo me, bisognava continuare, a livello comunicativo, sulla strada percorsa - lo dico senza problemi - dall'ex Assessore al turismo, Fausto Orsomarso. L’anno scorso di questi periodi le stazioni ferroviarie, gli aerei avevano delle gigantografie con il nome della nostra terra, “Calabria straordinaria”, presente nei punti di incontro più importanti della nostra nazione. Quest'anno, purtroppo, non li abbiamo.

Quest'anno, purtroppo, il tanto decantato e annunciato spot della Gregoraci, che mi sembra sia costato - lo leggevo su un editoriale di LaC News 24 - 75.000 euro, purtroppo, presidente Mancuso, non è ancora stato pubblicato. Sugli Studios: anche qui, si vuole puntare sul cinema per far innamorare, ancor di più, della nostra terra, per far conoscere ancor di più la nostra terra a chi abita fuori regione, ma non si hanno novità, è rimasto un progetto ancorato che aveva annunciato la compianta Jole Santelli.

Presidente Mancuso, sempre LaC News 24 ci fa una fotografia della percentuale di incremento del turismo in Calabria e non possiamo accettare, girandoci dall'altra parte, che il dato dell'incremento di turisti in Calabria, nel 2022, rispetto al 2021, sia solo del 3,6 per cento, quando, invece, in una regione confinante alla nostra che è la Lucania l’aumento del flusso turistico è stato del 22 per cento.

Bisogna assolutamente lavorare di più, ascoltando quelle che sono le proposte e ve lo dico da operatore del settore. Oggi mi sono pervenute, così come agli altri colleghi dell'opposizione, delle proposte da parte della CGIL Calabria. Mi auguro che la CGIL abbia fatto pervenire queste proposte anche all'Assessore al ramo e Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, perché la modifica alla legge regionale numero 8 del 2018 e gli interventi sul Testo unico sul turismo rappresentano delle idee importanti che possono portare delle migliorie.

Presidente Occhiuto, è vero, abbiamo 800 km di costa e siamo, come dice Russell Crowe, una regione che tutto il mondo dovrebbe visitare e dovrebbe conoscere, ma se non diamo la possibilità a chi vuol venire in Calabria di raggiungerla, purtroppo, ancora una volta, saremo gli ultimi e fanalino di coda anche nel turismo.

Io che lavoro tutti i giorni nel settore del turismo e – penso - tutti quanti voi che amate questa terra non possiamo accettare una situazione del genere. Il mio voto sul Piano del turismo, quindi, non sarà favorevole, perché è un testo da migliorare, ma non sarà nemmeno contrario. Annuncio, concludendo il mio intervento, un voto di astensione e mi auguro che, soprattutto sui trasporti, si possa fare di più, perché si deve fare di più. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Grazie, signor Presidente. Come ricorderà, in Aula più volte sono intervenuto in tema di turismo perché lo considero l'unica vera industria che può portare sviluppo e occupazione in Calabria, la più importante, quella che, sicuramente, può incidere sul PIL regionale in maniera significativa come in tante altre regioni meridionali. La Calabria, purtroppo, anche dal punto di vista turistico, è il fanalino di coda, ma tanti sforzi si stanno facendo e, quindi, era importante avere un piano regionale aggiornato, moderno.

Credo che quello di oggi sia un voto importante, ma credo che il turismo, però, abbia la necessità di maggiore attenzione. Il presidente Occhiuto, oggi, oltre a svolgere il ruolo di Presidente della Giunta regionale è anche Commissario alla sanità, da oggi assume anche le deleghe di assessore all'ambiente e alla programmazione, svolgeva le deleghe anche di assessore ai lavori pubblici e, in ultimo, come quinta delega, come quinta attività, tratteneva per sé anche le deleghe al turismo. Insomma, una sola persona si deve occupare, pur riconoscendone capacità e competenze, di tutti questi temi. Ricordo solo un altro che era uno e trino. Capisco le ambizioni del Presidente, ma spingersi a tanto mi sembra un po’ eccessivo.

Presidente, vediamo di trovare qualche assessore in gamba per ricoprire dei ruoli importanti come quello del turismo.

Devo dire la verità: ho letto con attenzione tutto quanto il testo, ci sono tanti spunti interessanti, mi sembra, però, - anche qui, spero di non urtare la permalosità della collega Gentile, credo che sia differente da quella della collega Straface con la quale, ogni tanto, simpaticamente, ci scambiamo delle idee – che manchino dei settori cruciali che ho evidenziato, più volte, anche all'interno delle Commissioni. Ad esempio, quello del turismo che si svolge tramite i camper, del quale non se ne parla proprio e che in Calabria ha già, da qualche anno, una certa vivacità e che in Italia vede muoversi sui camper circa 3 milioni di italiani e 2,5 milioni di turisti stranieri, per un giro d'affari di oltre due miliardi di euro. Tutte le Regioni, nessuna esclusa, stanno puntando su questo tipo di turismo che, dal punto di vista ambientale, è sostenibile e, quindi, questo potrebbe essere un modo per non consumare territorio con delle strutture ricettive e creare delle aree all'aperto attrezzate per chi ha voglia di venire in Calabria con i camper.

Ho presentato una proposta di legge, collega Gentile, sul mototurismo. Il mototurismo registra 12 milioni all'anno di presenze in Italia, circa un milione e mezzo di italiani ogni anno effettuano il mototurismo, la maggior parte sono stranieri che arrivano in Italia. Nell'elenco delle regioni che più riescono ad intercettare il mototurismo - il 22 per cento va in Toscana, il 10 per cento nelle Dolomiti, poi la Sardegna, la Sicilia, la costiera amalfitana per il 5 per cento - la Calabria proprio non si trova perché, probabilmente, su questo ha investito troppo poco.

Riguardo al turismo da diporto - lo diceva prima il collega Tavernise e lo sa bene il presidente Occhiuto che gira le coste con i droni, sugli elicotteri - abbiamo 800 km di coste ma pochissimi porti, pochi attracchi e, quindi, quello che potrebbe essere un turismo importante, che è citato, in questo caso, all'interno di questo Piano, ma credo abbia una dotazione finanziaria troppo bassa.

Allora il mio augurio è che nella prossima programmazione - ahimè, non la farà il l'assessore Minenna, il quale, mi auguro, possa tornare nelle sue funzioni al più presto - si investa un po’ di più nel turismo da diporto perché questi 800 km di costa debbono essere occupati, per quanto possibile, da darsene di medie dimensioni per favorire quello che potrebbe essere uno sviluppo interessante dal punto di vista economico.

Sulla destagionalizzazione, ricordo che l'assessore Orsomarso puntava tantissimo sulle attività al di fuori della stagione estiva, come quella del Natale, invece, adesso vedo poche cose al di fuori dalla stagione balneare, di quella turistica principale, dell'alta stagione. Si parlava di grandi concerti, di grandi eventi che potessero dare risalto a livello nazionale ed internazionale alla nostra regione anche nel periodo invernale, però, poi, all'interno del Piano c'è molto poco.

Chiudo con due chicche che, immagino, sposerà l'assessore Gallo, visto che, per quanto riguarda il PSR, la spesa è stata fatta in maniera importante, anche lì avevo presentato due proposte di legge che poi ho ritirato proprio per spirito di collaborazione con la maggioranza, una sull'olio turismo e una sull’enoturismo, ma nel Piano non se ne parla in maniera chiara, c'è solo un solo piccolo riferimento alle vie dell'olio turismo e poi non si parla d’altro. Mi sembra che poter legare il turismo al settore agroalimentare, scommettendo come stanno scommettendo in altri territori, sia importante per l'identità regionale e per attrarre turisti stranieri interessati al turismo esperienziale. Quindi, bene il Piano come punto di partenza, ma mancano cose che reputo importanti e che potranno essere integrate.

Il mio augurio è che la Regione Calabria voglia veramente scommettere sul turismo, perché credo che questo settore possa dare grande soddisfazione non solo dal punto di vista della crescita economica, ma anche delle risorse umane che, così, potranno restare o tornare a vivere nella nostra regione. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Preliminarmente vorrei dire alla collega Straface che il presidente Schifani ha chiesto il dissequestro di due navi di proprietà della Caronte, ma che non vengono in Calabria, vanno alle Eolie. Quindi, è stato il presidente Schifani a determinare questo miglioramento apparente della situazione della Caronte, ma solo negli interessi corretti e giusti della Sicilia. Quindi, il discorso che poneva il collega Bevacqua ovviamente non è risolto, perché il rischio è, comunque, di rimanere realmente imbottigliati. Di questo ne parleremo dopo.

Il turismo è innegabile che per noi sia una fonte o, in questo momento, ancor più una speranza; è vero che sono programmati 68 milioni di arrivi in Italia e anche sui flussi la Calabria sembrerebbe essere piuttosto ben messa, perché si parla di 1.200.000 arrivi e 1.500.000 presenze, passando, per valore percentuale, dal 2,5 al 3,6 percento quest'anno, rispetto al 2022.

Però, questo Piano per il turismo - lo abbiamo studiato - secondo noi presenta delle criticità, una tra tutte quella di non essere stato concordato e discusso con le parti sociali. È un provvedimento adottato senza assolutamente averle ascoltate e noi come Partito Democratico ci chiediamo come mai voi non riteniate, spesso e volentieri, di dover ascoltare le parti sociali: non è stato fatto in Commissione, non è stato fatto per nulla. Noi che riteniamo che le parti sociali siano stakeholder all'interno di questo documento, di questa prospettiva di cammino, di sviluppo per la Regione Calabria, non possiamo non segnalarvi questa lacuna. Perdiamo un'occasione in questa maniera, perdiamo l'occasione, soprattutto, di sentire le persone, la collettività che in questo settore lavora, che ha delle idee che possono essere ascoltate, messe in piedi, soprattutto nella prospettiva di un maggiore coinvolgimento democratico per questa nostra terra.

Siete sicuramente attenti a quello che è il mondo delle imprese e delle loro rappresentanze, un po’ meno, anzi per nulla, alle lavoratrici e ai lavoratori.

L'altro elemento di critica che ritroviamo è che, nonostante sia un bellissimo testo, ci sembra un tema, perché all'interno di questo Piano del turismo noi ci raccontiamo sempre che la Calabria è straordinaria, che la Calabria è bellissima, che abbiamo 800 km di costa, che tutti la devono venire a vedere; dopodiché, però, non è dato conoscere un'analisi dei dati che riporti quanti ambienti sono stati visitati, come sono stati visitati, quante e quali sono le strutture, la loro tipologia e, ancora, per esempio, se si tratta di turismo culturale o di turismo di montagna, cioè quali sono, area per area, le caratteristiche, le strutturazioni, il personale che ci lavora, quali sono le linee di indirizzo che possono essere seguite per creare ulteriore ricchezza o, anzi, partire col crearla.

Quindi, questo cosiddetto Piano ci sembra particolarmente lacunoso, in assenza di linee di indirizzo precise che ci dicano come questo turismo deve camminare, in quali parti si deve sviluppare.

Faccio un esempio per tutti: il sistema termale. L'anno scorso il presidente Occhiuto ha salvato le Terme Luigiane. Io vivo in una città che si chiama Lamezia Terme, le Terme di Lamezia sono bellissime, straordinarie, come tutte le altre Terme della Calabria, ma l'attività di queste Terme è assolutamente infinitesimale e parcellare. Se noi non creiamo anche in questa direzione un aiuto sostanziale, con uno sviluppo e anche risorse che immesse in questa direzione, è chiaro che non andiamo da nessuna parte e, come dicevo, rimaniamo al livello del tema.

Quando parliamo poi di turismo sostenibile e responsabile, dobbiamo pensare chiaramente ad uno sviluppo turistico che non danneggi la nostra realtà.

È sotto gli occhi di tutti, basta andare a Napoli. Napoli è quotidianamente, così come altre grandi, bellissime città d’Italia, invasa da milioni di turisti, è diventata un unico grande ristorante all'aperto in cui tutto si disfa e anche la vita quotidiana dei cittadini è messa in discussione.

Io non vorrei un turismo di questo tipo, vorrei un turismo sostenibile, che fosse incanalato, incastrato all'interno della nostra terra, rispettando le tre dimensioni che lo caratterizzano: l'equo accesso alle risorse da parte di tutti i gruppi sociali; l’equa redistribuzione di un reddito turistico per la comunità locale; il controllo dell'aumento dei prezzi nelle località turistiche, per esempio affitti, parcheggi, beni di prima necessità.

Ho ascoltato l'altra sera un rappresentante dell'amministrazione comunale di Tropea che faceva riferimento all'innalzamento dei prezzi per il parcheggio, salutando questo con grande contentezza, perché “così arrivano finalmente i ricchi e se ne vanno i poveri”. Personalmente non ritengo che questa sia una soluzione socialmente accettabile.

Dunque, vi chiedo: quali sono le azioni che voi intendereste intraprendere per rafforzare anche la qualità delle imprese, considerata per esempio l'elevatissima irregolarità che noi abbiamo nel settore alberghiero? Quali sono le azioni che volete mettere in piedi nella transizione ambientale e nella transizione digitale che riguarda evidentemente anche il turismo? La Commissione europea ha definito ben 27 aree che bisogna rispettare perché questo accada. E dunque, un altro elemento di criticità è quello della visione internazionale che manca: non possiamo riferirci a una serie di villaggi turistici che hanno la cosiddetta targhetta internazionale e che sono pure in odore di mafia e sono stati anche oggetto di attenzione da parte della magistratura.

Vi consiglierei e ci consiglierei, come politica calabrese, sicuramente di cominciare a sognare - il sogno è quello che ci caratterizza e che deve caratterizzare la politica - ma una politica attenta deve mettere gli strumenti perché questo avvenga e, dunque, deve indirizzare verso un turismo che sia in grado di fornire un valore aggiunto al territorio, assicurando, soprattutto, una sostenibilità di natura economica, ambientale, culturale e sociale per il futuro, in coerenza con una strategia europea e, soprattutto, con una sostenibilità economica per tutti i territori calabresi.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Dopo gli interventi che hanno articolato posizioni molto puntuali in merito ai contenuti di questo provvedimento, mi limiterò a fare esclusivamente delle considerazioni di carattere più squisitamente politico.

Tra l'altro, così come diceva appropriatamente la consigliere la consigliera Bruni, Presidente, quello che è avvenuto con lo sblocco dei servizi di linea, grazie all'intervento del suo collega, Schifani, dimostra che i contenuti di quell'ordine del giorno che noi avevamo indicato sono validi perché è giusto interessarsi e preoccuparsi, così come ha positivamente fatto in altre occasioni lambite da vicende giudiziarie. Mi riferisco, per esempio, alla positiva conclusione dell’avvio dei cantieri dell'ospedale di Vibo, anche quelli interessati da vicende giudiziarie.

Non è vero, quindi, che un Presidente o un governo o chi possiede ruoli di rappresentanza politica e istituzionale non si debba interessare anche in presenza di vicende delicate e di vicende giudiziarie che, naturalmente, attengono al lavoro della magistratura, nella piena fiducia. È chiaro, però, che le conseguenze comunque comportano di farsi carico di alcune problematiche che ne possono derivare.

Lo dico, Presidente, perché nella mia storia, nel mio impegno sia sociale sia politico, personalmente, ho sempre aborrito un’idea, una visione, un approccio della Calabria alla Lombroso: noi calabresi, noi meridionali siamo geneticamente fatti così. L'ho sempre aborrita questa convinzione, che pure è molto diffusa nel nostro Paese, e per questa ragione richiederebbe molta oculatezza nelle scelte che vengono operate. Se noi in Calabria non assumiamo questa dimensione dell'affermazione della legalità come caratteristica imprescindibile per la tenuta democratica, la crescita civile e lo sviluppo produttivo, secondo il mio modesto punto di vista, possiamo fare tutti i piani del mondo, ma probabilmente non produrranno gli effetti positivi, concreti, operativi che invece produrrebbero se prestassimo questa l'attenzione necessaria a questa problematica.

Questo lo dico, collegandomi anche alla discussione che stiamo facendo, perché il settore del turismo, che è, come è stato detto, uno dei settori nevralgici dell'economia calabrese, è stato lambito da vicende giudiziarie e anche i contenuti di questo Piano, Presidente, si ispirano alla enfatizzazione e alla valorizzazione di alcuni brand. Noi dovremmo, quindi, prestare molta attenzione e molta cautela nella ispirazione ad alcuni brand che pure, come è stato detto dalla consigliere Bruni, sono stati e sono oggetto di indagine giudiziaria.

Mi permetto, pertanto, di offrire questo approccio di natura squisitamente politica perché, oltre a quelle problematiche che sono state riferite, c'è anche un approccio politico di governo e di sistema.

Parliamoci chiaramente, è sotto gli occhi di tutti, alcuni dati sono incontrovertibili, non possiamo non tenerne conto: alcune verifiche ispettive svolte in questo settore dimostrano che addirittura il 100 per cento delle imprese controllate è irregolare. Non sono dati inventati dall’osservatorio di un'organizzazione sindacale, sono dati ufficiali che possiamo attingere dagli istituti che sono per questa finalità demandati.

Presidente, è chiaro: in questo anno abbiamo assunto, avete assunto, con un provvedimento legislativo, la proroga del passaggio del Piano definito prima della pandemia. Era inevitabile, l'avevamo anche detto in quelle occasioni che stavamo prorogando un Piano e stavamo utilizzando le risorse di un Piano che era stato definito in una condizione, in un contesto economico, sociale e sanitario diverso da quello attuale, che era appunto quello antecedente al Covid. Quindi, l'adeguamento del Piano è un obiettivo strategico importante, è un obiettivo strategico positivo che aiuta a rendere più congeniale alla situazione attuale uno dei settori nevralgici della vita economica della nostra Regione.

Tra l'altro, basta anche guardare l'ultima relazione della Banca d'Italia per capire la strategica importanza di questo segmento dell'economia calabrese. I servizi e il turismo sono un aspetto preponderante, un aspetto fondamentale e, anche da questo versante, pur nella convinzione che anche il settore primario e il settore manifatturiero svolgono una funzione importantissima, sono dell'avviso che il sistema di sviluppo sostenibile o è integrato o non lo è.

Non ho mai creduto ad un'idea dello sviluppo calabrese che possa essere solo turistica o che possa essere solo manifatturiera o possa essere solo dell'agricoltura, c'è bisogno di una visione integrata, di una visione di sistema per mettere a fuoco le grandi potenzialità economiche e produttive che ci sono.

Eppure, Presidente, come lei sa, ho potuto anche apprezzare, a volte con sincerità, il suo attivo dinamismo che ha messo in campo su una serie di settori nevralgici, introducendo elementi anche di riforma; sui risultati valuteremo e vedremo. Però, anche qui - lo diceva il collega Ernesto Alecci - Presidente, alcuni suoi predecessori hanno ingolfato l'azione amministrativa della Regione perché hanno trattenuto una serie di deleghe e di competenze importantissime nella Regione; ciò sarebbe potuto andare bene per un piccolo ente, ma per una dimensione come quella regionale trattenere a sé una serie di deleghe importantissime rischia naturalmente di determinare un effettivo e reale ingolfamento nell'azione amministrativa e nei risultati positivi che, invece, noi auspichiamo si debbano produrre per affrontare il deficit di sviluppo produttivo e il deficit dei diritti di cittadinanza in cui versa la nostra regione.

Quindi, per questa ragione, noi riteniamo che anche i contenuti delle azioni che sono previste nel Piano, con una serie di valutazioni che possono piacere o meno, debbano avere una caratteristica di approccio di sistema, di visione integrata; dobbiamo capire, però, e vogliamo conoscere come effettivamente poi si declinano quelle azioni, quei contenuti sui quali - debbo dire la verità - ho registrato, in maniera responsabile, alcune posizioni di una categoria importante del mondo sindacale, della Filcams CGIL, che, comunque, riconosce anche in questo Piano degli aspetti che potrebbero, se governati e attrezzati bene, offrire momenti significativi di rilancio di questo settore. Penso all'Osservatorio regionale, penso alla definizione del testo unico, per esempio.

Quindi non è vero che ci sono approcci di natura esclusivamente pregiudiziale o posizioni precostituite sul merito. No! Ci sono tantissime criticità, che sono quelle che abbiamo detto, e ulteriori criticità che si potrebbero semplicemente evitare, Presidente. Lo dico perché in alcune occasioni ha dimostrato anche da questo versante disponibilità ad un dialogo, ad un confronto con le parti sociali di questa regione, anzi, proprio in questo Consiglio, a volte ha enfatizzato, scavalcandoci quasi a sinistra, un rapporto e un dialogo con le organizzazioni sindacali. A volte, però, si determinano situazioni nelle quali non si capisce perché le organizzazioni sindacali di categoria, nella definizione di questo Piano, in un settore importante come quello appunto dei servizi, in questo caso del turismo, invece non potrebbero offrire e dare un contributo. Presidente, è questa la sollecitazione che mi permetto di offrirle, di sollecitarle più che offrirle.

L'approccio ai contenuti, Presidente, - parliamoci chiaramente - per uno che viene da una certa formazione, benché possano anche essere nel merito in qualche modo condivisibili, è chiaro che sono curvati esclusivamente o principalmente verso il settore produttivo e le imprese; si presta poca o non adeguata attenzione al mondo del lavoro. In questo settore, invece, viene occupata una forza lavoro significativa, seppur stagionale, anche con gli strumenti positivi che si stanno mettendo in campo, penso per esempio ai bandi per incentivare l'assunzione. Ma anche qui, qual è il rilievo che viene fatto, Presidente? Noi non possiamo dare degli incentivi a pioggia a prescindere perché, se noi lo facciamo, il sistema della garanzia dell'affermazione dei diritti, della sicurezza e della legalità in questa regione non lo affermeremo mai. Se un'impresa sa che, a prescindere dal proprio comportamento, comunque nel bando avrà diritto ad ottenere i finanziamenti pubblici è chiaro che poi avremo quei dati secondo cui a seguito dei controlli il 100 per cento delle imprese in alcuni settori risulta addirittura irregolare.

Allora io penso che sia giusto - concludo, Presidente - prestare un'attenzione dedicata, precipua, specifica a questa problematica dei lavoratori del mondo del lavoro, perché - su questo convengo - noi e voi, come responsabilità di governo, insieme dobbiamo valutare l'approccio della declinazione di queste azioni, le ricadute operative e concrete che si hanno sia sul sistema delle imprese e quindi sulla condizione economica e produttiva ma, soprattutto, anche sul sistema e sulla condizione della crescita occupazionale.

Per cui, Presidente, mi permetto nel concludere di fare appello alla sua responsabilità che, quando vuole, sa mettere in campo con grande approccio politico e istituzionale.

Siccome il Piano è triennale e voi avete la disponibilità di definire poi i Piani annuali, vi pregherei, nella definizione e nell'attuazione di questi ultimi, di recuperare queste criticità e queste difficoltà che sono state osservate, in maniera tale che si possa aprire anche in questo settore una stagione positiva e propositiva per assumere provvedimenti e decisioni che possano migliorare concretamente le condizioni di vita e di lavoro non solo di chi lavora, ma anche del sistema produttivo complessivamente. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo nel suo complesso. Il provvedimento è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 131/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Ratifica dell'intesa tra le Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia in materia di governance del fenomeno migratorio e promozione di politiche di inclusione sociale e lavorativa della popolazione straniera”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 131/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Ratifica dell'intesa tra le regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia in materia di governance del fenomeno migratorio e promozione di politiche di inclusione sociale e lavorativa della popolazione straniera”.

Cedo la parola alla consigliera De Francesco per illustrare il provvedimento, prego.

DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, signor Presidente, colleghi consiglieri, Assessori, Presidente della Giunta, signori del pubblico e della stampa.

La proposta di legge 131/12^ che sto per esporvi è stata ampiamente discussa ed esaminata in Commissione affari istituzionali ed infine licenziata lo scorso 4 maggio dalla stessa Commissione. Colgo l'occasione per ringraziare tutti i componenti della Commissione consiliare affari istituzionali, che mi onoro di presiedere, per la sempre fattiva e solerte collaborazione.

Mi avvio, quindi, all'illustrazione della proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Intesa fra le Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia in materia di governance del fenomeno migratorio e promozione di politiche di inclusione sociale e lavorativa della popolazione straniera”.

La proposta di legge costa di quattro articoli e prevede la ratifica del suddetto accordo che è allegato alla proposta di legge.

Come si evince dalla deliberazione di Giunta regionale, l’Agenda europea ha posto la migrazione come una priorità politica dell’UE che interessa i Paesi europei sulla migrazione, presentata dalla Commissione al Parlamento e al Consiglio europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni il 13 maggio del 2015, e ha affermato che le nuove questioni sociali devono essere affrontate in modo globale e che, quantomeno, occorre evitare azioni a compartimenti in gruppi separati che non comunicano fra loro, in modo da sviluppare una politica condivisa che integri e abbracci contemporaneamente le molteplici sfaccettature del fenomeno.

Quindi, una cooperazione interistituzionale e interregionale, una governance multilivello, con caratteristiche peculiari che determinano e individuano un’importante espressione dell'azione democratica e della partecipazione sociale, attraverso catene decisionali per realizzare forme concrete di “democrazia partecipativa” a favore dell'integrazione dei migranti, coniugando accoglienza e sicurezza e concentrandosi su cinque Assi principali: istruzione e apprendimento; lavoro; accesso ai servizi essenziali; alloggio e governo del territorio.

Le regioni meridionali, in particolare, hanno visto una notevole espansione degli stranieri nell'ultimo decennio. Nella nostra regione sta diventando sempre più eterogenea, sia per quanto riguarda gli aspetti sociodemografici occupazionali sia per quanto riguarda le richieste inerenti alle politiche di integrazione.

Tale situazione determina una mobilità interprovinciale e interregionale di tipo rotatorio, in particolare in relazione alla forza lavoro impiegata in occupazioni stagionali e basate su diversi periodi di coltivazione e produzione; per queste ragioni, a difesa di generare problemi comuni alle diverse aree regionali, bisogna rafforzare la cooperazione interregionale sull'inclusione sociale e lavorativa degli stranieri tra le Regioni.

L'immigrazione è un tema molto caldo ed è sempre stato al primo posto dell’agenda politica in una situazione in cui le conseguenze sociali ed economiche hanno avuto un forte impatto. Un problema dove c'è uno sforzo costante per fare dell'immigrazione italiana dove si richiama un'attenzione maggiore da parte dell'Europa, perché si ritiene che siano necessarie risposte comuni dall’UE per affrontare il fenomeno migratorio.

Negli ultimi giorni desta grande preoccupazione la gestione dei flussi migratori in arrivo sulle coste meridionali e questo è un tema particolarmente importante anche perché si estende al campo della politica estera e interna. È tempo che l'immigrazione sia presentata come una questione globale, che comprenda un'azione nel quadro internazionale e nell'Unione europea.

Con specifico riferimento al Protocollo d'intesa oggetto di ratifica, le Regioni firmatarie convengono di costituire un coordinamento interregionale in materia di governance del fenomeno migratorio al fine di migliorare e rafforzare la capacità di ciascuna Amministrazione e di rispondere sempre più adeguatamente alle sfide che la presenza di persone straniere pone sui propri territori.

L'accordo persegue le seguenti finalità: programmare e realizzare in modo coordinato e condiviso interventi innovativi per l'incremento delle rispettive capacità di azione istituzionale e di coinvolgimento di tutti gli stakeholders territoriali e l'expertises necessarie; rafforzare il sistema di lavoro a rete, sviluppato nel periodo di programmazione 2014-2020, attraverso iniziative congiunte di rafforzamento della capacità amministrativa ai diversi livelli interregionale e transnazionale, regionale e locale; migliorare il sistema degli interventi di inclusione socio-lavorativa e alloggiativa delle persone straniere presenti, in riferimento alle politiche ed agli interventi previsti dal nuovo ciclo di programmazione 2021-2027 nelle sue diverse articolazioni; accrescere i livelli di diffusione delle conoscenze e delle pratiche significative di intervento maturate negli ultimi anni attinenti alle tematiche concernenti la presenza di persone straniere regolarmente presenti, favorendo approcci di valorizzazioni in termini di benefici, attuali e potenziali, che esse possano apportare alle economie locali, regionali e nazionale, nonché a livello UE ed extra UE.

Tra le misure da intraprendere vi sono: la co-progettazione verticale (istanze nazionali e transnazionali) e orizzontale (tra le Regioni firmatarie) di politiche e di interventi da attivare nei corrispettivi territori; la costituzione e il consolidamento di strumenti comuni per il monitoraggio del fenomeno migratorio; la realizzazione di studi e ricerche, in forma singola o congiunta, nonché di seminari, scambi di esperienze e buone prassi interregionali e transnazionali, visite di studio nei territori a maggiore problematicità e criticità sociale.

Nel Protocollo vengono poi dettagliati la governance operativa, la durata, la validità e l'assenza di oneri finanziari.

La proposta di legge, invece, si compone di 4 articoli.

L'articolo 1 prevede la ratifica dell'accordo fra la Regione Calabria e le Regioni Basilicata, Campania, Puglia e Sicilia in materia di governance del fenomeno migratorio e promozione di politiche di inclusione sociale e lavorativa della popolazione straniera.

L'articolo 2 concerne l'ordine di esecuzione.

Gli articoli 3 e 4 riguardano, rispettivamente, la copertura finanziaria e l'entrata in vigore. La proposta non comporta oneri finanziari a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Voterò volentieri questa proposta di legge su cui mi permetto di fare qualche rapida considerazione. Riguarda il fenomeno migratorio, cioè, riguarda persone che io immagino vorrebbero stare bene a casa loro - ognuno di noi credo abbia in animo di stare individualmente bene a casa propria - ma che sono costrette spesso a migrazioni per eventi per loro incontrollabili, che possono essere guerre, siccità, problemi collegati alla crisi climatica.

Ed è una cosa assolutamente opportuna e lodevole, a mio modo di vedere, che delle Regioni si consorzino per avere una politica comune nei confronti dei migranti, anche se, come è noto, è una materia concorrente. Però se da una parte lo Stato in maniera abbastanza asettica ci dice come e quanto tempo debbono stare i migranti, allora nel momento in cui queste persone, questi ospiti, vengono sui nostri territori si accendono delle altre problematiche che sono certamente di pertinenza regionale.

Penso all'assistenza sociale, all'assistenza sanitaria, penso all'istruzione, penso all'abitazione, in una parola penso a politiche di inclusione che rendano queste persone, che hanno sostanzialmente l'unico difetto di essere state più o meno costrette ad andare in un Paese straniero, a entrare, se lo vogliono, in un tessuto connettivo che li accolga e che dalla loro energia e dalla loro iniziativa si nutra e con loro collabori; non è una visione fantasiosa o irrealistica perché basti pensare a quanti piccoli borghi non sono diventati delle “Ghost Town”, delle città fantasma, proprio perché sono state abitate dai migranti; basti pensare come i migranti alzino il tasso di natalità nelle nostre Regioni e nella nostra Nazione che ha raggiunto ormai livelli disastrosi.

Potrei dilungarmi ancora molto, però, per amor di sintesi - credo di avere già detto le cose principali - plaudo e voto favorevolmente questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Non ci sono richieste di intervento. Passiamo all’esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento, unitamente all'allegato, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 150/12^ di iniziativa dei consiglieri F. Mancuso, V. Fedele, recante: “Riconoscimento e sostegno del progetto 'Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere'”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 4, proposta di legge numero 150/12^ di iniziativa dei consiglieri Mancuso e Fedele, recante: “Riconoscimento e sostegno del progetto ‘Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere’”.

Cedo la parola alla consigliera Straface per illustrare il provvedimento, prego.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Ho il dovere di ringraziare i proponenti che sono il Presidente del Consiglio, Mancuso, e Valeria Fedele.

È una proposta di legge che merita particolare attenzione e con la quale si vuole dare un segnale forte, caratterizzata dal principio della legalità, ma soprattutto da un principio fondamentale che è quello legato all'inclusione da parte dei tanti giovani, ragazzi che sono vittime del fenomeno della ‘ndrangheta.

La proposta di legge in oggetto, composta da 5 articoli, mira a consolidare nel tempo la promozione ed il sostegno economico da parte della Regione Calabria verso le iniziative socio-culturali del progetto “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”, promosso in ambito nazionale dall’Associazione culturale no profit per il bene sociale “BiEsse” al fine di sensibilizzare e coinvolgere i giovani studenti di tutti gli istituti di ordine e grado regionali sui contenuti ai principi della legalità, attraverso l'attivazione di un percorso educativo condiviso.

Colgo l'occasione anche per salutare la presidente dell'Associazione che è qui presente in Aula, la dottoressa Bruna Siviglia.

La progettualità non tende soltanto alla sensibilizzazione degli studenti ai temi fondamentali del vivere civile, dell'etica pubblica e della legalità, ma mira al coinvolgimento attivo di quei giovani che, loro malgrado, vivono in quei contesti che noi condanniamo fortemente e dai quali, però, possono uscire, comprendendo di avere una possibilità di cambiamento.

Sempre nella seduta della terza Commissione del 17 maggio è stata audita la presidente dell'Associazione BiEsse, la dottoressa Bruna Siviglia, e devo dire che ci ha trasmesso emozioni forti, facendoci vivere intensamente la battaglia di un giudice minorile per liberare i minori dalla 'ndrangheta.

La Regione Calabria con questa proposta di legge si impegna a sostenere la progettualità, ravvedendola come differente ed incisiva. Vi sono molti percorsi di educazione alla legalità, ma lo strumento concreto che è la progettualità può fornire ai ragazzi, che, purtroppo, vivono loro malgrado in contesti in cui la 'ndrangheta è presente, è quello di capire che si può cambiare, che lo Stato c'è, che essere liberi da quel sistema è possibile, che un'alternativa c'è sempre.

A questo progetto hanno aderito le scuole nazionali che durante le ore di educazione civica leggono il libro “Liberi di Scegliere”, un progetto che è un percorso continuo tra associazioni, scuole e giovani di cui hanno parlato tutte le televisioni del mondo.

Inoltre, attraverso il libro e l'omonimo film “Liberi di Scegliere”, che verranno letti e proiettati nelle scuole, i ragazzi si approcciano ai temi trattati con un maggiore coinvolgimento anche grazie a testimonial di eccezione, come l'attore Alessandro Preziosi, che interpreta proprio il giudice Di Bella. Attraverso le storie lette nel libro, storie vere raccontate dal magistrato in 25 anni di lavoro nei Tribunali minorili, si apre un nuovo mondo, un nuovo mondo per loro e potranno raccontarlo attraverso un testo scritto o la realizzazione di un cortometraggio. Sentire raccontare dai protagonisti veri, reali che sono riusciti a venire fuori dai contesti estremamente pericolosi, apre ai ragazzi un mondo nuovo di prospettive oltre che sensibilizzarli fortemente al tema della legalità e toccarli profondamente perché sono storie forti di riscatto che non si ascoltano tutti i giorni e sono raccontate dai loro coetanei.

Va infatti sottolineato il carattere culturale molto forte dell'iniziativa, che coinvolge i ragazzi che escono da esperienze negative, ed evidenzia come il progetto di legge, con il coinvolgimento delle scuole, possa avere ricadute positive sul territorio.

Anche per questo è importante che la Regione sostenga il lavoro dell'associazione BiEsse che, attraverso il lavoro che svolge, crea spesso un legame forte con gli studenti; sono stati molti quelli che hanno trovato il coraggio di confidarsi con i dirigenti scolastici, cercando il rapporto con l'Associazione, con il giudice Di Bella, per avere un consiglio, un ascolto, un aiuto, un percorso da seguire su come poter uscire da contesti delicati.

La legge è composta da 5 articoli e comporta oneri, per come si desume dall'articolato della stessa.

Abbiamo l'articolo 1 che valorizza e sostiene il progetto culturale “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”; al comma 2, per l'impegno a sostenere un premio culturale “Giustizia e Umanità Liberi di Scegliere”, verranno assegnate annualmente cinque borse di studio nel limite massimo delle risorse destinate dal testo normativo, da intitolare a vittime delle mafie ed assegnare ai migliori studenti o istituti scolastici.

È un testo di legge che merita particolare attenzione e che ha mosso la sensibilità del Presidente del Consiglio, Filippo Mancuso, quale primo firmatario, e dalla consigliera regionale Valeria Fedele.

È un testo di legge che va nella direzione di salvare quei tanti giovani, quei tanti ragazzi che vivono in dei contesti criminali; è un testo di legge che può dare l'opportunità di dire: “Potrà esserci una vita migliore”. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento. Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Vorrei dire due parole per ratificare – vale anche come espressione di voto - la nostra positività nei confronti di questa proposta legislativa, come del resto già fatto in Commissione; è evidente che questo è un tema fondamentale sul quale bisogna spendersi, aiutare i nostri ragazzi e, soprattutto, rendere la collettività più consapevole che il problema della 'ndrangheta e delle mafie è chiaramente è un problema per tutta la collettività e il cammino iniziato da quest'associazione è egregio, va rispettato, va certamente aiutato.

Ma vorrei rendere edotti i colleghi consiglieri, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Giunta, che il progetto nazionale “Liberi di Scegliere”, che è presentato in questo momento in Parlamento, rischia persino di non essere finanziato. Quindi, penso che noi possiamo, vista l'unanimità di intenti rispetto a questa situazione, presentare, se voi sarete d'accordo, assieme a me, una mozione in cui cerchiamo di esercitare una pressione positiva nei confronti del Governo perché il progetto “Liberi di Scegliere” possa continuare ad essere finanziato a livello nazionale. Sarebbe nefasto se un progetto del genere non continuasse e si darebbe ulteriormente merito alla Regione Calabria se intervenisse perché il progetto nazionale ha bisogno assolutamente di andare avanti.

Chiudo con dichiarazione di voto positiva e favorevole nei confronti di questa proposta legislativa da parte di tutto il PD.

PRESIDENTE

Grazie, collega Bruni. Passiamo alla votazione.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 162/12^ di iniziativa dei consiglieri P. Straface, K. Gentile, G. Gallo, recante: “Riconoscimento del Carnevale di Castrovillari”

PRESIDENTE

Passiamo al punto cinque, la proposta di legge numero 162/12^ di iniziativa dei consiglieri Straface, Gentile, Gallo, recante: “Riconoscimento del Carnevale di Castrovillari”.

Cedo la parola alla consigliera Straface per illustrare il provvedimento, prego.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Grazie, Presidente. Colgo l'occasione per ringraziare per la presenza il presidente della Pro Loco della città di Castrovillari che saluto, Iannelli Eugenio.

Questa proposta di legge porta la firma della sottoscritta, della collega Katya Gentile e dell'assessore Gianluca Gallo.

È una proposta di legge con la quale si intende promuovere il Carnevale di Castrovillari con l'obiettivo di riconoscerlo tra le attività culturali, quale evento a carattere e d’interesse regionale.

Premesso che nell'iter legislativo e durante la trattazione in Commissione - saluto anche e ringrazio i componenti della Commissione, il consigliere Ferdinando Laghi, che hanno partecipato alla stesura e al dibattito di questa proposta di legge - è stata appurata la valenza storica del Carnevale di Castrovillari che diventa una manifestazione importante, ma che rappresenta, soprattutto, uno degli eventi folkloristici più forti e più sentiti della regione e non solo della regione Calabria.

La più antica notizia di eventi pubblici, a Castrovillari, realizzati in occasione del carnevale, risale al 1635; negli anni venti del novecento fu costituito a Castrovillari, a cura del professore Aldo Schettini, il gruppo denominato Canterini di Castrovillari, abbigliato con il costume tradizionale “pacchiana”; la prima manifestazione progettata dalla Pro Loco di Castrovillari è datata 1959, quando viene organizzata la prima edizione del Carnevale del Pollino e Festival Internazionale del Folklore. Da allora, e grazie ad un lavoro importante, si sono svolte 65 edizioni, che hanno registrato quest'anno - cara consigliera Katya Gentile, vi abbiamo partecipato personalmente - oltre 100.000 presenze di spettatori nell'arco di 10 giorni di manifestazione. Questo rappresenta anche quel turismo culturale, identitario ed ecco perché è considerato, a giusta ragione, uno degli appuntamenti italiani carnascialeschi tradizionali più interessanti.

Nell'anno 2017, è stato inserito dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo nell'elenco dei Carnevali storicizzati italiani, un vanto per l'intera città ma un vanto anche per la Regione Calabria.

Anche per questo, visto il grande lavoro di promozione della Calabria a livello internazionale che il Dipartimento cultura sta compiendo, valorizzandone l'immagine anche da un punto di vista culturale, è importante la storicizzazione e il sostegno di questa manifestazione.

A volte, assessore Princi, nella cultura in passato si è investito pochissimo; questa Amministrazione regionale, grazie all'ottimo lavoro che sta portando avanti l'assessore Princi con delega alla cultura,-vuole realizzare un'inversione di tendenza, attraverso quella programmazione di cui necessita finalmente un settore così importante che è rappresentato, appunto, dalla cultura: valorizzare le aree interne, promuovere il turismo attraverso la cultura e, soprattutto, tutelare quelle che sono le identità del territorio.

E il Carnevale di Castrovillari è anche cultura e lo conferma il lavoro che la Pro Loco di Castrovillari ha fatto in tutti questi anni e che continua a fare in modo encomiabile, perché sono davvero tante le manifestazioni che vanno a riempire un arco temporale di 10 giorni e che fanno del Carnevale di Castrovillari un “unicum” nel panorama culturale dell'intera Calabria, nonché un vero attrattore turistico che, in un periodo tipicamente destagionalizzato, richiama numerosi turisti provenienti non soltanto dalla Calabria, ma anche dalle regioni limitrofe.

Un grande evento che incide positivamente sull'intero indotto economico del territorio, che contribuisce alla crescita sociale e culturale dell'intero comprensorio e che diffonde l'immagine di Castrovillari su tutto il territorio nazionale.

Nei 10 giorni di kermesse hanno luogo molteplici attività che vanno dalle sfilate dei gruppi mascherati, i carri allegorici, eventi culturali, il coinvolgimento delle scuole, la gastronomia. Ma la cosa importante di questo Carnevale, oltre a rappresentare una forma di turismo culturale, gastronomico, storico-artistico, è che sta diventando un vero attrattore turistico e di sviluppo territoriale, una risorsa per il marketing e per gli operatori del settore.

Il Carnevale di Castrovillari è da sempre proiettato verso l'internazionalizzazione dell'evento, interessando ospiti e turisti sulle tradizioni del folklore del mondo intero; quest'anno hanno partecipato gruppi folkloristici che provenivano da tutta Europa, tra cui il gruppo folkloristico dell’Ucraina.

È una proposta di legge che merita particolare attenzione ed è formata da 4 articoli.

Con l’articolo 1 abbiamo il riconoscimento, quale evento a carattere regionale storicizzato, del Carnevale di Castrovillari.

L'articolo 2, invece, prevede la promozione del Carnevale da parte della Giunta e del Consiglio regionale, attraverso i siti istituzionali e altri strumenti divulgativi, senza maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

Abbiamo presentato naturalmente un emendamento, di cui darò lettura successivamente, ma che preferisco illustrare in questo contesto e che inserisce la previsione secondo cui la Regione, nell'ambito degli strumenti di programmazione dell'attività di promozione culturale regionale, nei limiti massimi delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, in osservanza delle disposizioni europee e nel rispetto dei principi di concertazione e sussidiarietà, possa prevedere bandi, progetti, misure e iniziative per promuovere il Carnevale di Castrovillari.

Merita particolare attenzione, ma merita soprattutto il voto unanime dell'intero Consiglio perché, quando parliamo di eventi culturali, di eventi culturali storicizzati, non facciamo altro che parlare della crescita culturale della nostra regione Calabria. Grazie.

 

Presidenza del vicepresidente Pierluigi Caputo

 

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Straface. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente. Annuncio preliminarmente, ad ogni buon conto, il mio voto favorevole, ma per pura appartenenza territoriale.

I prodromi del Carnevale di Castrovillari, sulla cui rilevanza non mi dilungo perché l’ha brillantemente descritta la collega Straface, risalgono addirittura al 1.600 per arrivare alle ultime 65 ininterrotte edizioni e al riconoscimento nazionale, esattamente nel 2017, da parte del Ministero dei beni e attività culturali che lo ha incluso tra i Carnevali storicizzati italiani.

Di che cosa aveva e ha bisogno questo evento? Ha bisogno di poter programmare con la dovuta anticipazione temporale le attività da mettere in atto, proprio perché si tratta di avere un collegamento internazionale o addirittura planetario, allora bisogna sapere per tempo, all'indomani del termine dell'evento, come cominciare il successivo e la pietra angolare, con ogni evidenza, per cominciare il successivo sono le risorse economiche.

Da unico castrovillarese eletto in Consiglio regionale, ho cercato di supportare e migliorare questa proposta. Inizialmente non ce n'era bisogno, Presidente, perché la proposta originaria prevedeva 60.000 euro all’anno da utilizzare come finanziamento delle attività del Carnevale di Castrovillari ed era una cosa fondamentale per quanto ho prima detto. Purtroppo, questo aspetto economico è stato falcidiato in Commissione e lì ho cercato di reintrodurlo con apposito emendamento che, purtroppo, è stato bocciato. Francamente, non pensavo - ripeto che voterò favorevole, voterò positivamente, è la mia città e il Carnevale è un evento che mi rappresenta - che sarebbe stato portato all’esame del Consiglio perché, in realtà, svuotato dal certo elemento di finanziamento, questa legge non ha tanto significato, non comporta nessun reale vantaggio.

Fra l'altro, se posso permettermi, anche l'emendamento che ci informa che “la Regione può…” in questo anno e mezzo di legislatura, ho imparato che le proposte di legge e le leggi non sono potenziali sono prescrittive.

Quindi, un eventuale finanziamento o viene individuato o non viene individuato, in questo caso non viene individuato. La ricaduta pratica della legge, rispetto a una possibilità di programmazione del Carnevale di Castrovillari, è, purtroppo, dico, sostanzialmente nulla.

A questo - e vado a concludere - si accompagnano altre iniziative, più d'una, che successivamente alla proposta di legge sul Carnevale di Castrovillari, sono state presentate, per eventi assolutamente illustri e importanti della nostra regione, che hanno trovato altro trattamento; per altro trattamento intendo trattamento economico. Quindi, a mio parere, in realtà, si sono utilizzati per eventi culturali di preminente importanza due pesi e due misure nei riguardi del Carnevale e della città di Castrovillari che, a mio parere, non avrebbero meritato, né l’uno né l’altra, questo trattamento. Ribadisco il mio voto favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Laghi. Ha chiesto intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto (Partito Democratico)

Grazie. Preannuncio già nell'immediato il voto favorevole a questo provvedimento. Conoscevo questo Carnevale per un caro amico che me ne parlava, ma non ho mai potuto parteciparvi; magari la collega Straface ci inviterà, non so che mascherina utilizzerà per l'evento, però ci andrò volentieri. Sicuramente il voto è favorevole.

Quando si dà visibilità ad eventi così importanti è bene sostenerli. Vorrei, però, fare insieme a tutti quanti voi una riflessione per capire se la condividete: eventi di questo tipo, o anche di tipo differente, sono diversi sul territorio calabrese - non tantissimi a dire la verità con numeri così importanti, però ce ne sono diversi - molto spesso però, Presidente, rischiano di non avere rappresentanza all'interno dell'Aula del Consiglio regionale, ad esempio, non ci sono consiglieri regionali eletti della provincia di Crotone; quindi, molto spesso, eventi-spot come questi sono portati avanti da consiglieri di alcuni territori che, dico giustamente, difendono quelle che sono le attività all'interno di quei territori - potrei farlo io per il mio territorio - e si rischia di fare una corsa a quelle che sono le dotazioni finanziarie nei pochi capitoli liberi di bilancio regionale nei quali chi prima arriva meglio alloggia, rischiando poi -lo sottolineava anche il collega Laghi - di non lasciare risorse per chi arriva successivamente.

Allora, probabilmente, da questo punto di vista, per ogni settore si potrebbe provare a programmare e a fare una ricognizione degli eventi, delle manifestazioni e dei temi su tutto il territorio regionale e decidere assieme, all'interno del Consiglio regionale, in maniera chiara, come distribuire le risorse finanziarie, senza rischiare di dare rappresentatività e voce solo chi ha la possibilità di essere rappresentato in quel territorio, togliendo la possibilità di accedere ai finanziamenti a chi arriva un po’ dopo. Credo che in quel modo veramente noi da consiglieri regionali riusciremo a rappresentare tutto il territorio regionale, non solo una porzione.

Detto ciò, però, sicuramente, l'iniziativa è meritevole quindi preannuncio da parte del Partito Democratico il voto favorevole.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Ha chiesto di intervenire la consigliera Bruni. Ne ha facoltà.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Intervengo per rimarcare anche io il voto positivo all’iniziativa del Carnevale di Castrovillari. Mi dispiace solamente che, appunto, non ci siano i fondi.

A proposito di questo, anche ultimamente in Commissione abbiamo varato quest'altra proposta legislativa sulla Varia di Palmi e io ho riproposto, per l'ennesima volta, - lo riproporrò fino a stremarvi - che penso sia assolutamente indispensabile fare una legge quadro per queste manifestazioni, soprattutto queste così importanti. Mettere tutto lì, trovare dei finanziamenti e fare in modo che questo ulteriore volano di sviluppo turistico abbia un sostegno importante e che, quindi, non sia lasciato, anno dopo anno, appunto, alla capacità solamente dei luoghi e delle persone che si immolano realmente, ormai da decenni, per portare avanti queste iniziative.

 

Presidenza del presidente Filippo Mancuso

 

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Mattiani. Ne ha facoltà.

MATTIANI Giuseppe (Forza Italia)

Buonasera, Presidente. Intervengo soltanto per complimentarmi con la consigliera Straface per il grande lavoro che ha portato avanti, perché oggi non è solo la questione economica e del riconoscimento delle somme economiche per una festa che dà valenza e importanza all'evento. Chiaro è che sicuramente è importante avere delle somme economiche, ma quando si è discusso - in una delle sedute di Commissione sono stato anche presente - si ragionava, oltre che sul riconoscimento della festività e di quello già previsto a livello nazionale dal Ministero, di dare un riconoscimento regionale anche al Carnevale di Castrovillari; oggi, però, sarebbe stato forse troppo limitante prevedere 60 mila euro per il Carnevale quando invece si può pensare che, attraverso dei bandi regionali, quale ad esempio quello dei Grandi Eventi, oppure attraverso dei bandi europei, si riuscirebbe e si riuscirà - sono convinto - ad ottenere delle somme ben superiori a quelle delle 60 mila euro.

Vorrei ancora una volta complimentarmi con la consigliera Straface per questa grande iniziativa e il riconoscimento e perché, il fatto stesso che questo evento sia riconosciuto come regionale, può entrare a pieno diritto tra gli eventi che poi potranno partecipare al bando per i Grandi Eventi regionali e, quindi, vedersi riconoscere somme superiori ai 60 mila euro che erano preventivati nella fase iniziale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, collega Mattiani. Ha chiesto di intervenire la consigliera Gentile. Ne ha facoltà.

GENTILE Katya (Forza Italia)

Grazie, signor Presidente. Sarò velocissima perché la collega Straface – lo hanno detto anche i colleghi della minoranza – è stata brillante, chiara ed esaustiva in tutto, ma ci tengo particolarmente a fare un brevissimo intervento su questo argomento - come ha detto giustamente il collega Laghi - per vicinanza territoriale a quel territorio, ma soprattutto per l'importanza di questo Carnevale.

Vorrei ringraziare, intanto, la collega Straface per aver voluto coinvolgere, conoscendo la nostra vicinanza a quel territorio, sia me sia l'assessore Gallo su questa proposta di legge. È importante, soprattutto su questi argomenti che diventano effettivamente attrattori culturali, come la manifestazione di Castrovillari, a prescindere dal discorso delle risorse economico - finanziarie che possono essere appostate nella legge, che ci sia una storicizzazione dell'evento, così come avvenuto per il riconoscimento da parte del Ministero, proprio per quello che rappresenta l'evento in sé.

Tra le altre cose, ha un ruolo fondamentale e importante anche il Festival del folklore e per questo voglio ringraziare ancora una volta la vicepresidente Princi per aver accolto anche questa proposta, quindi essere stata sensibile e, come al solito, impegnata e determinata nel portare avanti anche questo Protocollo d'intesa che esiste finalmente anche in Regione Calabria, come in altre Regioni d'Italia, proprio per riconoscere l'importanza di tutto il materiale etnografico che abbiamo in Calabria.

Da ultimo, voglio salutare il presidente Iannelli - lo vedo presente qui - immagino che sarà emozionato – conoscendolo - per questo grande riconoscimento. Ma questo è un riconoscimento che va soprattutto al grande lavoro che ha fatto la Pro Loco di Castrovillari in tutti questi anni, sotto la guida del presidente Iannelli in particolare, sotto la direzione artistica dell'amico Gerardo Bonifati. Per cui, il grande plauso va a voi che anche quest'anno, nella sessantacinquesima edizione, ci rendete orgogliosi di queste cento mila presenze nella regione Calabria. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto d’intervenire la consigliera Straface. Ne ha facoltà.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia), relatore

Vorrei ringraziare tutti i consiglieri regionali che sono intervenuti esprimendo già un voto favorevole.

Vorrei, però, intervenire per replicare al consigliere Laghi, ma in maniera sempre bonaria, sottolineando che quello che stiamo facendo questa sera, in questa Assise regionale, con il riconoscimento regionale di un evento storicizzato, ritengo che sia un fatto storico per la città di Castrovillari. Limitare il capitolo di spesa a 50 mila euro ritengo che sia fortemente riduttivo nei confronti di un evento così importante.

Il riconoscimento regionale del Carnevale di Castrovillari lo proietta verso quella che è la programmazione dei fondi comunitari e anche dei fondi nazionali. Ritengo che non sia una cosa di poco conto potersi inserire nella programmazione dei bandi del POR rispetto agli eventi culturali riconosciuti attraverso apposita legge.

Considerate che, anche quest'anno, il Carnevale di Castrovillari, attraverso il bando cultura, ha ricevuto un contributo di 100 mila euro, proprio perché questa manifestazione è stata riconosciuta come un evento storicizzato e importante. È in questa direzione che va questa proposta di legge, che, ripeto, non può essere ridotta a un capitolo di bilancio di 50 mila euro. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire la Vicepresidente. Ne ha facoltà.

PRINCI Giusy, Vicepresidente della Giunta regionale

Buonasera a tutti. Intanto mi complimento con la Presidente della Commissione cultura, la consigliera Straface, perché questa è un'opportunità che viene data al territorio di Castrovillari nello specifico, ma a tutta quanta la Calabria, perché noi vogliamo fortemente legare il turismo alla cultura. Per cui saluto anche e ringrazio la presidente Gentile, con la quale stiamo collaborando per far sì che la nostra regione veda, attraverso la cultura e il turismo, un'occasione per dare ossigeno all'economia. Non dimentichiamo che usciamo da due anni di Covid!

Condivido quello che ha detto il consigliere Alecci, perché ci sono tanti eventi che possiamo considerare storicizzati che danno lustro ai territori. Ne riparleremo, perché la Calabria è ricca di specificità. Nello specifico, stiamo parlando di Castrovillari. Sono veramente migliaia le persone che sono presenti, annualmente, nel territorio e, quindi, hanno la possibilità di apprezzare un evento che dà lustro, in termini identitari, a questa realtà.

Rappresentando il Settore istruzione, nello specifico cultura, e avendo anche la delega al bilancio, avrei voluto intervenire anche economicamente, ma purtroppo non è possibile con il nostro bilancio regionale, perché tutti sappiamo come sia ingessato. Dal 2012 sono state definanziate parecchie leggi, perché non c'è stata la possibilità di garantirne la copertura.

Stiamo cercando di sbloccare gli avvisi – avete visto gli stanziamenti importanti che abbiamo finalizzato in tal senso –, ben tre sono prossimi: uno è legato ai piccoli eventi culturali; l'altro agli eventi storicizzati - tra cui il Carnevale di Castrovillari e sarà inserito anche il folklore, perché - lo richiamato prima la consigliera Gentile - abbiamo da poco sottoscritto un Protocollo e daremo anche a questa categoria, che è fortemente identitaria di una parte della Calabria che ha delle radici in tal senso, la possibilità di partecipare ai bandi; un altro avviso che sarà pubblicato - in questo caso interverremo attraverso la Film Commission - riguarderà i Grandi Eventi.

Per cui, sono prossimi tre avvisi pubblici relativi alla cultura, attraverso cui possiamo sostenere queste importanti iniziative che al momento - lo ripeto - non avremmo avuto la possibilità di finanziare attraverso il nostro bilancio, perché - è stato giustamente detto - sarebbero stati insufficienti anche 50 mila euro vista la portata del Carnevale e i costi.

Recentemente, attraverso il bando - è già stato finanziato - abbiamo stanziato – mi sembra - 100 mila euro, come ha detto già la consigliera Straface.

Stiamo provvedendo con degli stanziamenti importanti, così come ha fortemente puntualizzato il presidente Occhiuto sin da quando ci siamo insediati: vogliamo dare specificità ai nostri territori, valorizzando quello che è identitario e richiamando un turismo che diventa non solo intraregionale, ma anche extraregionale. Quindi, grazie, ne approfitto per salutare anche la comunità di Castrovillari che sostiene l'evento. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Non ci sono interventi. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Presidente, vorrei intervenire per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie. Ribadisco il mio voto favorevole, ma ho fatto una proposta… questa proposta di legge nasce con una dotazione non di 50, ma di 60 mila euro. Quindi, i proponenti hanno proposto questa dotazione economica che non sarà enorme, ma era ed è fondamentale perché all'indomani della chiusura dell'evento, già il giorno dopo, si può programmare con una cifra di partenza cosa fare l'anno successivo.

L'altra cosa evidente è che, se il “drenaggio” dei fondi deve essere fatto attraverso bandi, ci si chiede perché fare una legge; si partecipa direttamente al bando. Visto che il Carnevale di Castrovillari è riconosciuto a livello nazionale, ha tutto quel “pedigree” di cui ha parlato la collega Straface, non si capisce perché fare la legge.

Infine, concordo con la vicepresidente Princi e con il collega Alecci, questa è stata una delle motivazioni del taglio dei 60 mila euro in Commissione - ribadito, poi, con il voto contrario al mio emendamento che prevedeva la reintroduzione - cioè: facciamo un inquadramento complessivo, a cui poi faranno riferimento i singoli eventi, per spalmare su tutto il territorio regionale uguali possibilità. Senonché – questo è il problema dei due pesi e due misure –, dopo questa proposta di legge ne sono venute altre che, invece, non hanno seguito questo andamento e questa attesa di una legge quadro, ma sono state - ci mancherebbe, eventi estremamente importanti, come il Carnevale di Castrovillari - invece diversamente valutate.

Quindi, voto favorevole per appartenenza territoriale come unico rappresentante eletto di Castrovillari nel Consiglio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Va bene così. Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

All’articolo 2 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 12290 a firma della consigliera Straface, a cui cedo la parola per l’illustrazione, prego.

STRAFACE Pasqualina (Forza Italia)

Lo do per letto, Presidente, perché l'ho illustrato durante la presentazione della proposta di legge.

PRESIDENTE

Va bene. Non c'è bisogno del parere del relatore. Il parere della Giunta?

PRINCI Giusy, Vicepresidente della Giunta regionale

Favorevole.

PRESIDENTE

Grazie. Pongo in votazione l’emendamento. L’emendamento è approvato.

Pongo in votazione l'articolo 2.

Articolo 2

(È approvato così come emendato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato così come emendato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 123/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL)”

PRESIDENTE

Passiamo ora al punto 6: “Proposta di provvedimento amministrativo numero 123/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2023-2025 dell'Agenzia regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria”.

Cedo la parola al collega Montuoro per illustrare il provvedimento, prego.

MONTUORO Antonio (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. La proposta di provvedimento posta oggi all’ordine del giorno di questa Assemblea è stata licenziata a maggioranza dei presenti dalla seconda Commissione nella seduta del 31 maggio ultimo scorso. La proposta è relativa al bilancio di previsione 2023/2025 dell'ARPACAL Calabria.

Durante i lavori della Commissione abbiamo audito il Commissario straordinario dell'Ente, il generale Emilio Errigo - che ringrazio per la puntuale relazione in cui ha esposto il prezioso lavoro che sta svolgendo alla guida dell'Ente e ha illustrato il provvedimento e fornito i chiarimenti richiesti -, e il dirigente del Servizio contabilità e bilancio dell'ARPACAL, il dottor Luca Buccafurri. Alla seduta di Commissione ha partecipato anche la dirigente di settore del Dipartimento territorio e tutela dell'ambiente, avvocato Elvira Costantino, la quale ha confermato l'istruttoria di competenza del Dipartimento.

Sul provvedimento, inoltre, è pervenuta la nota del Dipartimento economia e finanze con la quale il direttore generale, nel confermare i rilievi, le riserve, le raccomandazioni illustrate nell’istruttoria di competenza, ritiene che non sussistano motivi ostativi all'approvazione della proposta di bilancio di previsione del 2023-2025 dell’ARPACAL da parte del Consiglio regionale.

Il Revisore unico dell’Ente, con verbale numero 3 del 10 marzo 2023, attesta la corrispondenza delle previsioni di bilancio 2023-2025 alle norme di legge nazionali e regionali vigenti in materia; rileva la coerenza interna, la congruità, l’attendibilità contabile delle previsioni di bilancio ed esprimere parere favorevole all'approvazione del bilancio di previsione dell'ARPACAL, riferito al triennio 2023-2025, e dei relativi allegati.

Il Dipartimento territorio e tutela dell’ambiente evidenzia che, con delibera numero 93 dell’8 marzo 2023 è stato assunto il provvedimento di cui all’articolo 6, comma 6, della legge regionale numero 43 del 2016 relativa alle misure di contenimento delle spese ai sensi l'articolo 6, comma 1, lettera a) e b) della legge regionale numero 43 del 2016, asseverate da parte dell'Organo di revisione.

A conclusione delle istruttorie effettuate, il Dipartimento esprimere favorevole al bilancio di previsione 2023/2025 dell’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Regione Calabria.

Il Comitato di indirizzo, con verbale del 22 marzo 2023, ha espresso parere favorevole all'approvazione del bilancio di previsione finanziario 2023/2025 e del Piano delle attività 2023.

Il Dipartimento economia e finanze, nell’istruttoria di competenza, evidenzia che il raggiungimento degli equilibri di bilancio viene ottenuto attraverso l'applicazione della parte vincolata del risultato di amministrazione presunto, per un totale di euro 777.736,40 suddiviso in euro 683.736,40, di cui 556.256,40 per il finanziamento di spesa corrente ed euro 127.480,00 per spese in conto capitale nell’annualità 2023 e in euro 47.000,00 rispettivamente per le annualità 2024 e 2025, in ossequio al principio contabile applicato alla contabilità finanziaria, punto 9 e punto 2 dell’allegato 4/2 del decreto legislativo 118 del 2011.

Il Dipartimento ha, dunque, verificato con esito positivo la corretta applicazione del suddetto principio da parte dell'Ente, analizzando la quota vincolata dell’avanzo di amministrazione presunto applicato, cioè la stessa è andata a finanziare le sole spese di quegli specifici progetti di investimento in ragione dei corrispondenti vincoli determinati dall'Ente.

Con riferimento all'avvenuta applicazione della parte vincolata dell’avanzo di amministrazione presunto, il Dipartimento ha provveduto a un ulteriore controllo al fine di verificare se il totale dell'avanzo vincolato rientri nei limiti di quelle disposizioni introdotte all'articolo 1, comma 897, della legge numero 145 del 2018, ritenendo che i suddetti limiti sono stati pienamente rispettati.

Per quanto riguarda il Fondo crediti di dubbia esigibilità, il Dipartimento raccomanda all'Ente, nel corso dell'esercizio 2023, di aggiornare le previsioni di spesa di cui al Fondo crediti di dubbia esigibilità verificandone, a seguito dell'attività di gestione, la congruità; provvedendo a una sistematica analisi dello stesso sulla base di eventuali variazioni apportate agli stanziamenti di competenza dei relativi capitoli di entrata, nonché con riferimento all'effettivo andamento degli incassi.

Per quanto concerne il Fondo pluriennale vincolato, il Dipartimento evidenza che lo stesso risulta correttamente appostato, tuttavia, il Dipartimento economia e finanze raccomanda all'Agenzia, a seguito dell'approvazione della procedura di riaccertamento dei residui 2022, di provvedere alle dovute variazioni di bilancio, apportando i seguenti correttivi al Fondo pluriennale vincolato per la parte corrente e capitale di cui alla proposta di bilancio di previsione 2023-2025, nel rispetto del principio contabile applicato della competenza finanziaria potenziata.

A conclusione dell'attività istruttoria, il Dipartimento economia e finanze ritiene possibile procedere da parte della Giunta regionale alla trasmissione della proposta di bilancio di previsione 2023-2025 dell’Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPACAL) al Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 57, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002 numero 8. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Alecci. Ne ha facoltà

ALECCI Ernesto (Partito Democratico)

Intervengo molto velocemente, signor Presidente, solo per una riflessione sul fatto che, come ha sottolineato anche il commissario Errigo, anche questa volta i fondi che verranno trasferiti per la gestione dell'ARPACAL non raggiungeranno l'1 per cento che sarebbe previsto.

Come tutti noi possiamo osservare ogni giorno, dopo la battaglia per la sanità che porta avanti il presidente Occhiuto, c'è quella sulla tutela dell'ambiente, del mare. Eppure, l'Agenzia regionale calabrese per la tutela dell'ambiente non ha le risorse finanziarie, non le ha da sempre.

Quindi, attenzione, non è una responsabilità che si dà a questo governo regionale, ma purtroppo tutto ciò ci consegna oggi un’Agenzia svuotata delle proprie funzioni: molte attività di controllo, di monitoraggio, vengono affidate all'esterno; un'Agenzia che non è stata capace – l’ho già ribadito in quest'Aula - di utilizzare i 2 milioni di euro del finanziamento ministeriale per la tutela delle acque che, ahimè, purtroppo è stato perso.

Quindi quella che è una delle agenzie più importanti presenti nella nostra regione, che dovrebbe tutelare l'ambiente e quindi la salute di noi i calabresi, purtroppo non riesce a mettere in campo quelle che sono e sarebbero le sue funzioni, demotivando anche il personale. In questi anni tanto personale ha chiesto il trasferimento in altri uffici regionali. Molto spesso le professionalità non riescono a esprimersi perché tante attività non vengono portate avanti. Quindi, credo che bisognerebbe fare una riflessione su questo.

Mi auguro che le risorse si stiano trovando, vengano messe in campo e soprattutto che l'ARPACAL possa tornare ad avere quel ruolo centrale che ha in altre regioni, ma che purtroppo, ad oggi, nella nostra regione va avanti a singhiozzo. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Ha chiesto di intervenire il collega Mammoliti. Ne ha facoltà.

MAMMOLITI Raffaele (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Naturalmente voglio ribadire le riflessioni fatte nella Commissione bilancio, nella quale – devo dire la verità – ho molto apprezzato l'intervento del generale Errigo che ha dimostrato un approccio di grande sensibilità istituzionale alla Commissione per i modi e per quello che ha riferito in merito anche agli obiettivi principali che questo Ente dovrebbe realizzare - è stato detto - relativamente al diritto ambientale e ad alcuni diritti costituzionali.

Mi sono astenuto dal voto della proposta in Commissione e credo che, come PD, ci asterremo anche in Aula, perché le riflessioni reiterate che facciamo non mi pare vengano tenute in considerazione anche nei passaggi successivi. Queste riflessioni sono anche, secondo me, elementi di criticità che dovrebbero, invece, essere valutati con grande attenzione e con interesse se vogliamo mettere questi Enti strumentali nelle condizioni di poter assolvere alla loro funzione e alla loro missione istituzionale.

Intanto – non lo dico io, lo dice il revisore – c'è una tardiva predisposizione del bilancio dopo il termine dell'esercizio precedente, che è il 31 dicembre.

Poi vi è una consistenza rilevante anche del fondo di cassa, a dimostrazione che, nonostante la strategicità della missione e degli interventi, una quantità di risorse non è tempestivamente ed efficacemente spesa.

Per quanto concerne l'1 per cento ricordato poc'anzi, c'è da evidenziare un ulteriore peggioramento in questo bilancio dove, per mantenere la stessa quantità di risorse, addirittura si è ulteriormente abbassata l'aliquota; quindi, non solo non si realizza l'aliquota del finanziamento previsto del sistema sanitario regionale, che sarebbe dell'1 per cento, ma lo 0,46 per cento previsto in questa situazion non è garantito e, addirittura, per mantenere lo stesso importo l’aliquota per il 2022 passa da 0,46 a 0,42 per cento.

Altro che riallineamento verso l'1 per cento: c'è un ulteriore abbassamento dell’aliquota destinata per la funzione e la missione principale.

Anche se, da questo punto di vista, il Generale ha fatto sapere che si sarebbe attivato per le nuove risorse – un milione e 500.000 euro per nuove risorse umane per quanto riguarda il personale - nel mio intervento ho posto il problema della stabilizzazione di alcuni lavoratori precari e soprattutto l'esigenza e la necessità che anche questo ente strumentale, così come previsto dalla legge numero 68 del 1999, si impegni a garantire il rispetto delle categorie fragili.

Per questa ragione, annuncio il voto di astensione del Partito democratico. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Grazie a lei, consigliere Mammoliti. Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 125/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2022, ai sensi dell'art. 3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2022-2024 e al bilancio di previsione 2023-2025 del Consiglio regionale della Calabria”

PRESIDENTE

Passiamo al punto sette all’ordine del giorno relativo alla proposta di provvedimento amministrativo 125/12^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2022, ai sensi dell’'articolo 3, comma 4, decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2022-2024 e al bilancio di previsione 2023-2025 del Consiglio regionale della Calabria”.

Cedo la parola al consigliere Cirillo per illustrare il provvedimento. Prego, consigliere Cirillo.

CIRILLO Salvatore (Coraggio Italia)

Grazie, Presidente. Con il presente provvedimento, il Consiglio regionale della Calabria è chiamato ad approvare il riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2022 e le conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2022-2024 e al bilancio di previsione 2023-2025, così come stabilito dall'Ufficio di Presidenza con deliberazione numero 24 del 14 giugno 2023.

L'approvazione del riaccertamento dei residui è propedeutica all'approvazione del rendiconto dell'esercizio 2022 del Consiglio regionale.

Dalle attività di riaccertamento dei residui attivi e passivi effettuati dagli uffici competenti del Consiglio regionale è risultato che, al termine dell'esercizio 2022: l'ammontare dei residui attivi, è pari a euro 31.088.000; l’ammontare dei residui passivi, è pari a euro 6.669.000; la consistenza finale del fondo pluriennale vincolato da iscrivere all'entrata del bilancio dell'esercizio 2023, è pari a euro 8.862.000, di cui euro 5.891.000 per spese correnti ed euro 2.971.000 per spese in conto capitale; le risultanze del presente provvedimento saranno inserite nel rendiconto del Consiglio regionale relativo all'esercizio 2022.

Con il presente provvedimento sono, infine, approvate le variazioni, sia al bilancio di previsione 2022-2024 sia al bilancio di previsione 2023-2025, necessarie per l'adeguamento delle previsioni di competenze e di cassa delle risultanze del riaccertamento dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2022.

Sul presente provvedimento, il Collegio dei revisori dei conti, con verbale numero 35 del 5 giugno 2023, ha espresso parere favorevole.

Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Cirillo. Prendiamo atto del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti. Pongo in votazione il provvedimento.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Mozione numero 58/12^ di iniziativa dei consiglieri Bruni, Bevacqua, Comito, Crinò, De Nisi, Gelardi, Graziano, Laghi, lo Schiavo, Neri e Tavernise, recante: "Sin Calabria-Crotone-Cassano-Cerchiara"

PRESIDENTE

Passiamo alla mozione numero 58/12^ di iniziativa dei consiglieri Bruni, Bevacqua, Comito, Crinò, De Nisi, Gelardi, Graziano, Laghi, Lo Schiavo, Neri, Tavernise, recante: “Sin Calabria-Crotone-Cassano-Cerchiara”.

Cedo la parola alla proponente per l'illustrazione. Prego, consigliera Bruni.

BRUNI Amalia (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Ringrazio ovviamente tutti i Capigruppo che hanno voluto sottoscrivere questa mozione e tutti i colleghi del Partito Democratico.

La mozione nasce dal fatto che i Sin, ovvero i Siti di interesse nazionale, altro non sono che delle aree contaminate molto estese, chiaramente molto pericolose, che lo Stato ha voluto mettere sotto osservazione per eventuali interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo o delle acque.

In Italia vi sono 46 Siti e in Calabria esiste il sito Crotone-Cassano-Cerchiara.

Questo sito di Crotone, che tutti conosciamo molto bene, è stato identificato addirittura nel 2001 dal Ministero e, a seguito, appunto, dell’eliminazione delle industrie e il rilascio, purtroppo, sul suolo di tutta questa serie di sostanze radioattive e di metalli pesanti estremamente pericolosi per la salute dell'uomo, è stata comunque prevista una bonifica di quest'area industriale.

Ci fu la sentenza del Tribunale di Milano passata in giudicato, che condannò Eni a pagare 72 milioni di euro e a procedere nella bonifica.

Nel 2019 venne stipulato un progetto di bonifica che prevedeva esattamente l'asporto e il trasferimento di tutti questi materiali; dopodiché, praticamente, Eni ha invece proposto, a distanza di anni, di tombare questo materiale.

Nel febbraio 2023 c 'è stata una Conferenza dei servizi, dove la Regione, il Comune, la Provincia di Crotone e gli enti tecnici, si sono opposti decidendo che, comunque, questi rifiuti fossero trasportati fuori dalla regione.

Eni ha contestato il verbale di diniego alla modifica di questo intervento già deliberato; quindi, situazione particolarmente grave! Perché?

Vengo all'aspetto medico.

Lo studio Sentieri, che è uno studio coordinato tra il Ministero della salute e il Ministero dell'ambiente ed è sviluppato dall'Istituto Superiore di Sanità, dal 2006 attenziona tutti i Sin in Italia e ovviamente anche il sito di Crotone-Cassano-Cerchiara. Come lo attenziona? Lo attenziona sui dati di mortalità, sui ricoveri ospedalieri e, più recentemente, anche sulle malformazioni alla nascita.

Poiché il dato puntuale di un unico anno evidentemente è molto poco rappresentativo e significativo, da quando questo studio è nato, quindi sui diversi risultati che ci sono stati negli anni, è sempre stato osservato un eccesso di rischio in entrambi i generi per la mortalità generale e per tutti i tumori maligni esattamente nell'area di Crotone.

In particolare, un eccesso di tumore epatico per entrambi i generi: nei soli maschi, un eccesso di tumori allo stomaco, di linfomi, di tumore della vescica, e nelle femmine di tumori della mammella.

Dopodiché, questo eccesso di rischio per la mortalità generale e anche per le malattie del sistema cardiocircolatorio sono state osservate altrettanto in Cassano e Cerchiara e, soprattutto, in questi due paesi è riportata una mortalità con forte evidenza di associazione proprio per queste fonti, esattamente anche per il tumore epatico.

Ora, queste patologie provocano un ulteriore eccesso di ricoveri e, dunque, questa mortalità tumorale è particolarmente alta nell'area.

Voi sapete che noi come calabresi moriamo già due anni prima del resto della popolazione italiana e, nell'area di Crotone-Cassano-Cerchiara, c'è una mortalità prematura che è soprattutto maggiorata del 6, 7 per cento nei maschi e del 10,8 per cento nelle femmine; quindi, coloro che vivono in quell'area muoiono ancora prima di noi calabresi che già moriamo prima degli italiani.

La gravità della situazione è peggiorata dal fatto che l'area è ad alto rischio; anzi, ha un alto indice di deprivazione socioeconomica.

Vi chiederete cosa c'entra la deprivazione socioeconomica con i tumori.

È tristemente dimostrato che le aree più povere e più deprivate da un punto di vista socioeconomico sono quelle che, purtroppo, peggio fanno la prevenzione, peggio utilizzano i servizi sanitari.

Ebbene, il 61 per cento degli abitanti con deprivazione socioeconomica risiedono nelle aree maggiormente inquinate.

Dunque, oggi dobbiamo prendere atto che: il problema del Sin di Crotone non è mai stato risolto; numerosissimi Commissari si sono succeduti senza trovare una soluzione; lo stato delle cose, secondo numerosi studi, comporta ovviamente dei gravissimi rischi per la salute e l'ambiente dei cittadini dei Comuni di Crotone, Cassano e Cerchiara; l’interesse ambientale è un interesse sensibile, tutelato dalla Costituzione e dalla legislazione comunitaria.

Tutto ciò premesso e considerato, vogliamo impegnare il Presidente della Giunta regionale: a coordinare l'insieme delle Istituzioni calabresi tese a contrastare anche in sede giudiziaria il tentativo dell'Eni di stravolgere il deliberato della Conferenza dei servizi; a sostenere in sede governativa e, nello specifico, tramite il Ministero dell'ambiente, il Ministero della salute e il Ministero dello sviluppo economico, le ragioni delle Istituzioni calabresi; a sollecitare soprattutto il Governo alla nomina del Commissario del Sin Calabria. Vi ringrazio.

PRESIDENTE

Grazie, consigliera Bruni. Ha chiesto di intervenire il consigliere Laghi. Ne ha facoltà.

LAGHI Ferdinando (De Magistris Presidente)

Grazie, Presidente.  Ho sottoscritto volentieri questa mozione perché da oltre 10 anni mi occupo anche dei Sin e, in particolare, del Sin calabrese.

Ha detto bene la consigliera Bruni: lo Stato italiano e i vari Governi si limitano a osservare in maniera abbastanza censurabile il fatto che un decimo della popolazione italiana, sei milioni di persone, abita nelle aree italiane che sono state individuate come Sin; ciò comporta, per questi sei milioni di persone, un rischio maggiore e una durata di vita, per alcuni di essi, inferiore.

Tra l'altro, lo studio Sentieri, che è uscito a febbraio nella sua sesta edizione, non ha la forza di uno studio epidemiologico vero e proprio, poiché è uno studio ecologico; però, spalmato su tutto il territorio nazionale, con queste caratteristiche, è evidente che è rappresentativo di quello che succede.

Inoltre, il Sin di Crotone non casualmente viene chiamato Crotone-Cassano-Cerchiara, infatti Crotone è collegata con due paesi che sono a 100 chilometri di distanza proprio per il criminale smaltimento che ha portato queste sostanze tossiche e cancerogene ad essere utilizzate come ammendante agricolo nella nostra terra anziché andare in Sardegna in apposite discariche.

Questa roba deve essere portata via e non essere tombata per continuare ad avvelenare i cittadini calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Alecci. Ne ha facoltà.

ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Intanto, complimenti alla collega Amalia Bruni, ma anche a tutti i Capigruppo per aver sottoscritto questa mozione.

La cosa che ci dovrebbe far riflettere è che, in questo momento, la stessa Eni che conferisce rifiuti altamente tossici infischiandosene della Calabria, dei calabresi e dei governi regionali che nelle Conferenze dei servizi dicono “No” a questo tipo di atteggiamento, produce invece utili abnormi, propone dei parchi offshore, installa nuove pale eoliche e in Calabria fa business.

Dunque, la stessa Eni che viene in Calabria, alla quale la Regione Calabria autorizza l'installazione di pale eoliche – probabilmente, il numero più alto rispetto ad altre regioni italiane –, che si sta preparando per fare investimenti miliardari di fronte le coste calabresi – condivisibili o meno dal punto di vista ambientale o della sua utilità –, poi produce un danno in termini di salute e di benessere dei calabresi stessi.

Noi non possiamo e non dobbiamo essere terra di conquista; ciò che però mi meraviglia è la rassegnazione di tutti quanti noi di fronte a questi atteggiamenti.

Ci sarebbe veramente da scendere per le strade e fare una rivoluzione.

Eppure, nonostante Eni continui a inquinare e ad avvelenare i calabresi, i calabresi che fanno? Continuano a dare autorizzazioni per far sì che Eni produca utili e vantaggi paragonabili a una finanziaria di uno Stato come l'Italia.

Andate a vedere che utili e che giro d'affari ha ogni anno in Calabria questa società, che poi ci lascia i suoi veleni e le scorie all'interno dei terreni calabresi.

Mi auguro che il futuro Assessore all'ambiente della Regione Calabria affronti questo tema con autorevolezza e decisione per andare sui tavoli romani e far sentire forte la voce che arriva dalla Calabria. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Alecci. Pongo in votazione la mozione.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

La seduta è tolta.

 

La seduta termina alle 17,54

 

Allegati

 

Congedi

Hanno chiesto congedo: Billari, Lo Schiavo, Neri, Talerico, Pietropaolo.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Approvazione Rendiconto Generale relativo all'esercizio finanziario 2022 - (deliberazione G.R. n. 282 del 12.6.2023)” (PL n. 195/12^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per l’esame di merito e alla Commissione - speciale di vigilanza per il parere di propria competenza.

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei Consiglieri regionali:

Bevacqua, Alecci, Billari, Bruni, Iacucci, Mammoliti “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 23 luglio 2003, n. 11 (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di Bonifica)” (PL n. 183/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Gelardi, Mancuso, Raso, Molinaro “Istituzione delle palestre della salute” (PL n. 184/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Mancuso e Gallo “Disciplina dell’agricoltura sociale” (PL n. 185/12^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero per il parere finanziario.

Mancuso e Gallo “Norme in materia di unione di comuni montani” (PL n. 186/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Lo Schiavo “Semplificazioni delle certificazioni sanitarie in ambito scolastico. Integrazioni e modifiche alla legge regionale n. 19 del 4 settembre 2001 (Norme sul procedimento amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso. Disciplina della Pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria)” (PL n. 187/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Montuoro, Raso e Mancuso “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47, recante (Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria)” (PL n. 188/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito, alla seconda Commissione Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario e alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili per il parere di cui all’Articolo numero 66, comma 2 del Regolamento interno del Consiglio regionale della Calabria.

Molinaro, Gelardi, Raso, Mancuso “Unità di Pedagogia Scolastica per lo sviluppo della comunità educante e per la promozione del diritto all'educazione e all'istruzione nella Regione Calabria” (PL n. 189/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Comito “Disposizioni di semplificazione delle certificazioni sanitarie in ambito scolastico” (PL n. 190/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Alecci “Norme sulla disostruzione pediatrica” (PL n. 191/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Straface e Graziano “Istituzione del Parco naturale regionale “Valle del Coriglianeto” (PL n. 192/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Straface, Caputo, Mannarino, Crinò “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della fibromialgia e istituzione del Registro regionale” (PL n. 193/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

De Nisi e Graziano “Modifica dei confini territoriali dei Comuni di Filadelfia, Francavilla Angitola e Polia della provincia di Vibo Valentia” (PL n. 194/12^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Tavernise “Educazione in natura e disciplina degli agri-nido e agri-asilo” (PL n. 196/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Tavernise “Disposizioni per il contrasto dei fenomeni di delocalizzazione delle attività produttive e la salvaguardia dei livelli occupazionali” (PL n. 197/12^).

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per l’esame di merito.

Tavernise “Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale della dismenorrea e il contrasto di effetti discriminatori da essa derivanti” (PL n. 198/12^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Alecci ““Istituzione Riserva Naturale Regionale “Dune di Giovino”” (PL n. 199/12^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente per l’esame di merito e alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero per il parere finanziario.

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

 È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:

“Riaccertamento ordinario dei residui attivi e passivi al 31 dicembre 2022, ai sensi dell’art. 3, comma 4, del Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e conseguenti variazioni al bilancio di previsione 2022-2024 e al bilancio di previsione 2023-2025 del Consiglio regionale della Calabria - (deliberazione U.P. n. 24 del 14.6.2023)” (PPA n. 125/12^).

Parere favorevole su deliberazione della Commissione consiliare competente

La sesta Commissione consiliare permanente, nella seduta del 29 maggio 2023, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 207 dell’11 maggio 2023, recante: “Adozione del Piano Esecutivo Annuale di Promozione Turistica 2023”.

(Parere numero 25/12^).

La seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 31 maggio 2023, ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 218 dell’11 maggio 2023, recante: ““Piano di Azione e Coesione (PAC) Calabria 2007/2013. Riprogrammazione economie accertate e somme in competenza su Linee di azione afferenti al Pilastro I “Misure anticicliche”. Approvazione proposta di rimodulazione schede intervento III.5 “Programma di efficientamento e rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione delle stazioni di sollevamento dei reflui urbani dei Comuni costieri della Regione Calabria” e II. 8 “Avviso Pubblico per la realizzazione dei Contratti Locali di Sicurezza”. Approvazione proposta di rimodulazione del Piano finanziario””.

(Parere numero 24/12^).

Parere favorevole della Commissione consiliare competente

La seconda Commissione consiliare permanente, nella seduta del 31 maggio 2023, ha espresso parere favorevole al Decreto Dirigenziale n. 4635 del 31 marzo 2023, concernente: “Apertura di una nuova cava per l’estrazione di tout-venant di origine calcarea sita nella frazione Scaliti in località Castellara nel Comune di Filandari (VV). Azienda S. Moviter di Corso Salvatore, via Catanzaro 12 – 89900 Vibo Valentia”.

(Parere numero 22/12^).

Elezione alla carica di Vicepresidente di Commissione consiliare

In data 31 maggio 2023, il consigliere regionale Ferdinando Laghi è stato eletto Vicepresidente della quarta Commissione consiliare.

Comunico che, in data 20 giugno 2023, il Consigliere regionale Pierluigi Caputo è stato eletto Vicepresidente della Commissione Speciale di Vigilanza.

Promulgazione di legge regionale

 In data 19 maggio 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 114 del 22 maggio 2023:

1) Legge regionale n. 20 del 19 maggio 2023, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 19 novembre 2020, n. 25 (Promozione dell’istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili)”;

2) Legge regionale n. 21 del 19 maggio 2023, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 3 agosto 2018, n. 28 (Disposizioni per il riconoscimento della rilevanza sociale dell’endometriosi e istituzione del Registro regionale)”.

In data 24 maggio 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sottoindicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 116 del 24 maggio 2023:

- Legge regionale n. 22 del 24 maggio 2023, recante: “Norme in materia di Aree protette e sistema regionale della biodiversità”.

In data 26 maggio 2023, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sottoindicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 118 del 26 maggio 2023:

1) Legge regionale n. 23 del 26 maggio 2023, recante: “Modifiche alla legge regionale 18 giugno 1984, n.14 (Provvidenze in favore dei mutilati ed invalidi civili e del lavoro)”;

2) Legge regionale n. 24 del 26 maggio 2023, recante: “Interventi normativi sulle leggi regionali n. 19/1986, n. 28/1986, n. 7/1996, n.19/2002, n. 15/2006, n. 22/2010, n. 45/2012, n. 2/2013, n. 24/2013, n. 30/2016, n. 9/2018, n. 5/2021, n. 8/2023, n. 9/2023 e disposizioni normative”.

Deliberazione della Giunta regionale

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 236 del 29 maggio 2023 recante: “Chiusura dei conti all'esercizio finanziario 2022. riaccertamento ordinario dei residui attivi, passivi e determinazione delle economie di spesa (art. 3, comma 4, del d. lgs. 23 giugno 2011 n. 118) e ricognizione dei residui attivi e passivi non rientranti nel riaccertamento ordinario dei residui (titolo ii del d. lgs.118/2011)”;

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 258 del 9 giugno 2023, recante: “Adempimenti conseguenti alla chiusura dei conti relativi all'esercizio finanziario 2022”;

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 259 del 9 giugno 2023, recante: “Approvazione Conto Giudiziale del Tesoriere. Esercizio finanziario 2022”;

La Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 281 del 12 giugno 2023, recante: “Parifica Conti Giudiziali degli agenti della riscossione - Esercizio finanziario 2022”.

Comunicazione petizione popolare

È pervenuta una petizione popolare per chiedere la realizzazione della strada che collega il territorio del Comune di Bocchigliero (CS) e la frazione Ortiano del Comune di Longobucco (CS) alla strada “Sila-Mare”.

Dichiarazione infondatezza questione di legittimità costituzionale

La Corte costituzionale, con sentenza n. 125/2023, ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 2, commi 3, secondo periodo, 4, 5 e 6, della legge della Regione Calabria 7 luglio 2022, n. 22 (Misure per fronteggiare la situazione emergenziale sanitaria), promosse, in riferimento agli artt. 3 e 117, commi secondo, lettera l), e terzo, della Costituzione, dal Presidente del Consiglio dei ministri.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2023-2025:

1.      deliberazione della Giunta regionale numero 221 dell’11 maggio 2023;

2.       deliberazioni della Giunta regionale numeri 223, 226, 227, 228, 229, 230, 231, 232, 233, 234, 237, 238, 239, 240 e 241 del 29 maggio 2023;

3.      deliberazioni della Giunta regionale numeri 262, 263, 264, 265, 266, 267, 268, 269, 270, 271, 272, 273, 274 e 275 del 9 giugno 2023;

4.      deliberazione della Giunta regionale numero 286 del 14 giugno 2023.

Interrogazioni a risposta immediata

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con Legge regionale 20 aprile 2022, n. 10 - “Organizzazione dei servizi pubblici locali dell’ambiente”, la Regione Calabria ha inteso dettare norme sulla regolazione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica relativi al settore dei rifiuti urbani e al servizio idrico integrato;

- per l'esercizio associato delle funzioni pubbliche relative al servizio idrico integrato e al servizio di gestione dei rifiuti urbani, previste dal decreto legislativo n. 152 del 2006 e già esercitate, rispettivamente, dall’Autorità Idrica della Calabria (AIC) di cui alla legge regionale n. 18/17 (Disposizioni per l’organizzazione del servizio idrico integrato) e dalla Comunità d’ambito territoriale ottimale di cui alla legge regionale n. 14/14 (Riordino del servizio di gestione dei rifiuti urbani in Calabria), la citata legge, all’art. 4, ha istituito l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche Calabria (Arrical) cui partecipano obbligatoriamente tutti i Comuni della Calabria e la Città metropolitana di Reggio Calabria;

- lo stesso art. 4 prevede che l'Autorità eserciti le proprie funzioni per l'intero ambito territoriale ottimale costituito, ai sensi dell’art. 3, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza di cui al comma 1 dell'art. 118 della Costituzione, dall'intero territorio regionale;

- con riferimento al Servizio idrico integrato, l’art. 18-bis (Disposizioni transitorie in merito) prevede, al comma 2, che l’Autorità Rifiuti e Risorse Idriche della Calabria definisce, entro sessanta giorni dall’individuazione del gestore unico, l’elenco delle società degli enti locali e degli altri organismi pubblici che possono essere conferiti nella società SORICAL S.p.A., gestore unico del Servizio idrico integrato, per la necessaria integrazione;

- pertanto, lavoratori e competenze oggi in capo agli enti locali e/o a consorzi e società partecipate dagli stessi dovranno essere trasferite all’Arrical per lo svolgimento dei compiti assegnati;

- il Regolamento di organizzazione dell’Arrical, n. 2 del 2 marzo 2023, approvato con Deliberazione del Commissario straordinario, con i poteri del Consiglio direttivo d’ambito, stabilisce: - all’art. 6, comma 2, rubricato “Principi di organizzazione”, che, tra le funzioni del Direttore generale, vi è quella della definizione della macro-organizzazione, costituita dalle strutture organizzative di massima dimensione ai sensi dall’art. 2 comma 1, del D. Lgs. n. 165/2001;

- all’art. 7, comma 1, che “La struttura organizzativa dell'amministrazione si articola in unità organizzative, di diversa entità e complessità, ordinate, di norma, per funzioni omogenee e finalizzate allo svolgimento di attività finali, strumentali e di supporto, ovvero al conseguimento di obiettivi determinati o alla realizzazione di programmi specifici”;

- all’art. 7, comma 2, che “La determinazione delle unità organizzative di massima dimensione, convenzionalmente definite "Aree", è operata dalla Direzione generale, nell’ambito dell’esercizio della facoltà di macro-organizzazione, ed è finalizzata alla costituzione di aggregati di competenze omogenee tra loro combinate in funzione del migliore conseguimento degli obiettivi propri del programma di governo dell'ente, in funzione della duttilità gestionale interna delle strutture e della loro integrazione”;

- all’art. 13, comma 1, che “Il Direttore generale è competente all'adozione dell'atto di definizione della macro-organizzazione ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 2, comma 1, del D. Lgs. n. 165/2001”;

- con Decreto del Commissario straordinario n. 54 del 29/12/2022, sono stati affidati ad un professionista esterno i Servizi di supporto e assistenza specialistica in materia di organizzazione e gestione del personale, nei quali rientra anche la definizione dell’assetto organizzativo dell’Autorità;

- in data 27.03.2023, sulla base della relazione del professionista incaricato, il Commissario straordinario con proprio provvedimento ha approvato la macro organizzazione dell’Autorità, costituita dalle strutture organizzative di massima dimensione;

- in data 23.05.2023, Filctem CGIl, Femca CISL e Uiltec UIL, hanno chiesto, in relazione al quadro normativo di riferimento per la riforma del settore e alla luce del cronoprogramma di subentro di Arrical aggiornato il 22 febbraio 2023, la riattivazione del “Tavolo Istituzionale Servizio Idrico Integrato, condiviso il 9 dicembre 2022 alla presenza del Presidente della Giunta regionale” al fine di tutelare i lavoratori presenti nelle gestioni esistenti e all’interno dell’indotto storico di Sorical;

- la richiamata richiesta appare del tutto condivisibile alla luce non solo della necessità di tutelare i livelli occupazionali e, con essi, esperienze e professionalità maturate, ma anche di assicurare che il complesso trasferimento delle competenze avvenga in maniera tempestiva e, soprattutto, ordinata. Tutto quanto sopra premesso, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

se e quali tempestive iniziative intenda adottare al fine di dare seguito alla descritta richiesta delle OO.SS.

(143; 30/05/2023).

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

il 14 giugno scorso, da quanto si apprende da notizie di stampa, un ottantatreenne è stato aggredito e ferito gravemente da un cinghiale nella frazione Piani di Acquaro, nell’entroterra vibonese, il fatto è accaduto poco prima delle 7.00 nei pressi dell’abitazione dell’uomo che affaccia su un terreno agricolo di sua proprietà e solo l’intervento di un figlio dell’aggredito ha evitato il peggio;

detto episodio non è altro che la manifestazione più immediata ed evidente di un problema più profondo che trova la propria radice nella proliferazione dei cinghiali su tutto il territorio italiano dovuta soprattutto all’azione dell’uomo;

negli scorsi decenni, infatti, questi ungulati sono stati introdotti in gran numero, a volte anche illegalmente, in diverse località a scopo venatorio, un reintegro così intenso, e spesso fuori dai rigidi confini stabiliti dalle normative, tanto che per lungo tempo si è ritenuto che questi cinghiali non avessero nemmeno un’origine italiana, bensì ungherese;

il sovrannumero di cinghiali, dovuto alla loro reintroduzione e alla capacità di riprodursi abbastanza rapidamente, ha determinato e determina una serie di gravi conseguenze: incidenti stradali, danneggiamento dei campi coltivati e dei raccolti e, naturalmente, forti disagi ai cittadini con conseguenze anche di tipo sanitario;

in particolare la presenza così numerosa di cinghiali ha reso, soprattutto nei piccoli centri interni della regione con un’economia sostanzialmente agricola, assai difficoltosa la coltivazione di orti e capi, devastati costantemente dall’azione degli ungulati;

dette circostanze stanno costringendo numerosi agricoltori, disperati, a fermare le proprie attività con un impoverimento della già precaria economia calabrese e con un progressivo abbandono di terreni che, incolti, rimangono esposti al rischio incendi e soggetti ad eventi alluvionali;

appare di tutta evidenza come sia necessaria un’azione di sistema che nel breve periodo riduca al minimo i disagi e assicuri adeguati ristori agli agricoltori, ma che nel lungo periodo porti ad una soluzione definitiva;

nel breve periodo sarebbe utile rendere più efficiente il sistema dei ristori, attuare una corretta gestione dei rifiuti, e incentivare, attraverso specifici bandi, la realizzazione di recinzioni per proteggere le colture, come fatto in altre regioni con evidenti riscontri positivi;

nel medio-lungo periodo sarebbe utile, introdurre le catture dei cinghiali con i c.d. chiusini che si sono dimostrate efficaci riuscendo a essere più selettive rispetto al prelievo venatorio e realizzare misure di prevenzione con la costruzione di recinti elettrificati dei boschi;

in ultimo, come extrema ratio e come sollecitato anche da importanti associazioni di agricoltori, si potrebbe valutare di chiedere al Governo nazionale e/o al Commissario straordinario alla Peste suina africana di porre in essere, utilizzando le cautele del caso, un eventuale piano straordinario di abbattimento dei cinghiali, infatti, oggi si stima che in Italia ci siano 1.5 milioni di esemplari, una cifra raddoppiata in pochi decenni;

le iniziative poste in essere dal Governo nazionale di ampliare le modalità di caccia, affinché si possa ridurre il numero di esemplari in circolazione non appare, infatti, una soluzione risolutiva in quanto la caccia venatoria colpisce una porzione relativamente ridotta della popolazione e, come facilmente intuibile, quelli rimasti non fanno altro che ritornare nei boschi e continuare a proliferare. Tutto quanto sopra premesso, il sottoscritto consigliere regionale interroga l’Assessore regionale competente

per sapere:

se e quali tempestive iniziative si intenda adottare per affrontare la questione descritta.

(146; 16/06/2023).

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

sono note le criticità del sistema dei trasporti calabrese e, in particolare, dell'area della Sibaritide che versa in una situazione di drammatico isolamento;

il territorio della Calabria del nord-est è direttamente collegato con Roma e il resto del Paese, via ferro, con un unico treno veloce a lunga percorrenza: il Frecciarossa Sibari-Bolzano;

per favorire i passeggeri e pendolari della costa ionica nell’utilizzo del Frecciarossa (ex Frecciargento) Sibari-Roma-Bolzano, con un accordo stipulato nell’aprile 2021 tra l’Autorità Regionale dei Trasporti della Calabria e Trenitalia, la Regione Calabria ha istituito un servizio treno-navetta da e per Sibari per garantire le coincidenze. Considerato che: la coppia di treni regionali, come anche le navette sostitutive, che raccolgono i viaggiatori dal crotonese e dal basso ionio da Crotone verso Sibari e sulla tratta inversa, in coincidenza con le partenze e gli arrivi della suddetta Freccia, sono spesso in ritardo al mattino, facendo perdere la coincidenza, e non attendono l’arrivo della Freccia in stazione alla sera, in caso di ritardo del treno veloce, partendo puntuali e assolutamente vuoti e creando ovviamente disagi e disservizi enormi per quei cittadini che viaggiano per questioni di salute, lavoro e studio;

l’ultimo grave caso si è verificato sabato 17 giugno, quando il Frecciarossa FR8519 è arrivato nella stazione di Sibari con 38 minuti di ritardo, alle 23:09. I 50 viaggiatori che avrebbero dovuto proseguire verso Sud non hanno trovato, però, nessuna coincidenza né servizi sostitutivi. Il treno regionale REG12979 delle 22:41 era infatti già partito, in perfetto orario ma vuoto, da Sibari e anche il bus sostitutivo fuori dalla stazione aveva preso la strada verso Crotone. Ma sono tante anche le segnalazioni dell’arrivo in ritardo, la mattina, dell’altro treno regionale REG5646 che non riesce sempre a giungere a Sibari prima della partenza del Frecciarossa. Tenuto conto che: non è accettabile che dei viaggiatori possano perdere la coincidenza con il Frecciarossa la mattina per andare a Salerno, Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Verona, Rovereto e Trento oppure rimanere ferme nello spiazzale della stazione di Sibari fino a tarda notte cercando di capire come tornare a casa quando la Regione finanzia una coppia di treni con l’unico e dichiarato scopo di garantire la coincidenza con il solo treno veloce che può assicurare un collegamento con il resto dell’Italia;

è indispensabile cercare di limitare i disservizi sulla tratta ionica sia per supportare il sistema economico e turistico di territori troppo spesso abbandonati e non considerati sia per non far perdere ai viaggiatori e pendolari della costa ionica la fiducia in un treno come il Frecciarossa che, essendo un servizio a mercato, ha bisogno di continuare ad avere una folta utenza, come quella che ha avuto finora, per continuare a garantire il servizio. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

che iniziative urgenti intende assumere la Regione Calabria nei riguardi di Trenitalia per rimodulare le coincidenze e gli orari dei treni-navetta al servizio del Frecciarossa Sibari-Bolzano, per evitare i continui disagi patiti dai viaggiatori e pendolari della costa ionica e per favorire lo sviluppo sociale, turistico ed economico di una zona così vasta e fondamentale della Calabria.

(147; 20/06/2023).

Interrogazioni a risposta scritta

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria è da più tempo interessata ad un piano di rientro sanitario che rende necessaria la riorganizzazione della rete ospedaliera al fine del raggiungimento degli obiettivi di risanamento della medesima da disservizi e sprechi e per garantire i minimi Livelli Essenziali di Assistenza, con la nostra regione ultima in Italia in termini di offerta sanitaria;

- l’iter relativo alla realizzazione degli ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro prende le mosse da un accordo di programma risalente, addirittura, al 2007. Nel marzo del 2010 sono stati approvati i tre progetti preliminari elaborati dalle tre Aziende Sanitarie Provinciali di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Cosenza riguardo ai tre nuovi ospedali da realizzare;

- successivamente, dando attuazione alle indicazioni del Ministero della Salute, si sono modificate le procedure da porre in campo per la realizzazione degli ospedali, passando da appalti di lavori a concessioni di lavori pubblici. Gli importi degli interventi sono così passati da circa 100 milioni di euro mediamente per ognuno dei tre ospedali a 140 milioni di euro per quelli di Vibo Valentia e della Sibaritide e circa 150 milioni di euro per l'ospedale della piana di Gioia Tauro. Nel 2011 il Commissario delegato per la gestione dell’emergenza sanitaria in Calabria ha approvato i progetti preliminari per la gara di concessione di lavori pubblici. L’espletamento delle procedure di gara è stato avviato nel 2013 e, dopo i controlli previsti dalle norme, sono stati sottoscritti i contratti di concessione nel 2014 per l'ospedale della Sibaritide e quello di Vibo Valentia e nel 2015 per l'ospedale della piana di Gioia Tauro. Considerato che: - le tre strutture nosocomiali si trovano in fasi di avanzamento differenti, ma in tutti e tre i casi le vicende che si sono susseguite negli anni, caratterizzate da difficoltà di natura tecnica, burocratica e progettuale, hanno causato rallentamenti sia nella fase progettuale sia nell’avvio della fase esecutiva;

- l’ospedale della Sibaritide è un ospedale spoke da 376 posti letto, 330 ordinari day hospital e day surgery e 46 posti letto tecnici. Il quadro economico del progetto posto a base di gara ammonta a quasi 144 milioni di euro. Il contratto di concessione, che prevede lo sviluppo della progettazione definitiva ed esecutiva a cura del concessionario e la realizzazione dell’opera, è stato stipulato il 9 settembre del 2014 tra la Regione Calabria, l'ASP di Cosenza e la Società “Ospedale della Sibaritide”, società consortile per azioni. Il progetto definitivo è stato consegnato nel settembre 2016 e il 27 luglio 2017, con decreto regionale, ne è stata disposta l'approvazione. In seguito, si è deciso di avviare ed approvare uno stralcio per la realizzazione di attività di cantierizzazione, movimentazione della terra e bonifica degli ordigni bellici, per consentire di dare avvio ai lavori nelle more dello sviluppo del progetto esecutivo dell'opera principale. Nel settembre 2017 il concessionario ha trasmesso il progetto esecutivo stralcio dei lavori prioritari a cui è stata data attuazione. Il progetto esecutivo completo dell'opera, invece, è stato approvato nel maggio 2019 e il 4 novembre del 2020 è avvenuta la formale consegna dei lavori. Al 31 marzo 2023 sono state completate le strutture di fondazione, i solai a livello -1, 0, +1 e +2, sono stati gettati i 398 pilastri in acciaio della struttura ospedaliera, è stato armato il solaio del livello +3. La struttura principale dell’ospedale è pressoché conclusa ma adesso i lavori si sono sostanzialmente fermati, ad esclusione di pochissimi operai che si starebbero dedicando a lavori di second’ordine. Per quanto riguarda l'avanzamento contabile si è giunti al SAL numero 27 per le prestazioni rese fino al 31 marzo 2023, per un importo complessivo di 21 milioni di euro, pari al 24,06% dell’importo contrattuale. Complessivamente erano stati emessi già stati di avanzamento lavori per lo stralcio delle opere prioritarie per 5 milioni e mezzo di euro, per cui, complessivamente, sono stati eseguiti i lavori per 26 milioni e 902 mila euro;

- l’ospedale di Vibo Valentia ha una dotazione di 339 posti letto di cui 287 ordinari e 52 posti letto tecnici. Pur partendo dall'importo di 143 milioni di euro, ad oggi il quadro economico del progetto definitivo approvato porta un impegno di spesa di 190 milioni 784 mila euro. Il contratto di concessione è stato sottoscritto il 12 settembre 2014 tra la Regione Calabria, l’ASP di Vibo Valentia e la Società “Vibo Hospital Service S.p.A.”. Nel mese di giugno 2015 il concessionario ha trasmesso alla Regione un aggiornamento del progetto preliminare posto a base di gara, al fine di adeguare la progettazione a nuove esigenze sanitarie e funzionali. L'area individuata ha evidenziato delle problematiche di natura ambientale e si sono rese necessarie opere complementari e idrogeologiche, idrauliche e stradali. Sono intervenuti anche dei provvedimenti di sequestro di alcune aree da parte dell'Autorità giudiziaria. Tutto ciò ha comportato un prolungamento dei tempi. Il 19 aprile 2022 è stato ordinato al concessionario l'avvio della progettazione esecutiva e, così come fatto per l'ospedale della Sibaritide, anche per quello di Vibo Valentia è stata prevista la realizzazione di uno stralcio esecutivo urgente delle opere esterne che comprendono la cantierizzazione, i movimenti terra, le opere idrauliche per la messa in sicurezza dell'area. Il progetto definitivo, dopo avere espletato la fase di riequilibrio del Piano Economico Finanziario, è stato approvato il 6 luglio 2022. Il 17 maggio 2023 è stato sottoscritto il verbale di consegna dei lavori relativamente al progetto stralcio delle opere esterne. Il progetto esecutivo dell'edificio ospedaliero, invece, è ancora in fase di sviluppo e risulta in fase di verifica a cura della Società RINA Check S.r.l.;

- l'ospedale della piana di Gioia Tauro ha una dotazione di 339 posti letto, di cui 297 ordinari e 42 posti letto tecnici. Il quadro economico del progetto ad oggi ammonta a complessivi 158 milioni di euro. Il contratto di concessione è stato sottoscritto il 20 aprile 2015 tra la Regione Calabria, l’ASP di Reggio Calabria e la Società “Ospedale della piana di Gioia Tauro”, società consortile a responsabilità limitata. Nell'ottobre del 2016 è stato sottoscritto il protocollo d'intesa tra la Regione Calabria e la Prefettura e subito dopo è stato emanato l'ordine di servizio per l'avvio della progettazione definitiva. Durante lo sviluppo del progetto definitivo sono emerse rilevanti problematiche di carattere geologico e geotecnico dell'area di sedime del nuovo ospedale e, per escludere la presenza di faglie attive, sono state effettuate due successive campagne di approfondimento geognostico. Si è dovuto comunque rivedere il progetto del nuovo ospedale e nel mese di marzo 2018 è stata riavviata la progettazione definitiva. Così come per Vibo, anche per l'area dell'ospedale della piana di Gioia Tauro sono state necessarie ulteriori campagne di indagini ambientali, ultimate nel mese di settembre 2022 e con la conclusione che il sito non è affetto da contaminazione e che i superamenti dei valori di soglia sono attribuibili a valori di fondo di origine naturale. Il 27 febbraio 2023 è stato disposto al concessionario di presentare entro 90 giorni il progetto definitivo del nuovo ospedale. Tenuto conto che: - il 5 aprile 2023, in sede di audizione presso la Terza Commissione Sanità, Attività sociali, culturali e formative del Dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria, è emerso che per la struttura della Sibaritide vi sono criticità legate agli incrementi dei costi delle materie prime, rispetto al prezziario del 2013, usato come riferimento, che, secondo alcune stime, determineranno, a detta del Dirigente, un aumento per circa 42 milioni di euro del costo dell’opera con conseguenti problematiche legate al reperimento degli ulteriori fondi e all’approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario. È stato poi emanato un ordine di servizio per una variante al progetto esecutivo in fase di realizzazione al fine di conformare il progetto alle previsioni normative obbligatorie del Decreto-legge del 19/05/2020 n. 34, quindi per adeguare, in seguito all’emergenza pandemica, l'assetto ospedaliero alle previsioni di separazione dei percorsi del Pronto Soccorso e potenziamento dei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. La consegna del progetto di variante è prevista per il 29 maggio 2023 ma prima dell’approvazione del progetto è necessario effettuare un'operazione di riequilibrio del Piano Economico Finanziario. Alcuni organi di stampa riferiscono che tra la variante in fase di progettazione per adeguare una struttura partorita nel 2012-13 – e con essa il Piano Economico Finanziario – al 2023 necessitino circa 80-90 milioni di euro. L’obiettivo, secondo il Dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici, è quello di completare l'opera entro la fine del 2025. Dopo due anni di lavoro incessante, i cantieri ad oggi sono sostanzialmente inattivi in attesa dell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario e conseguentemente si prevedono ulteriori ritardi;

- sempre nella stessa seduta di Commissione del 5 aprile il Dirigente regionale audito ha riferito che per la struttura di Vibo Valentia, ai fini della consegna dei lavori del progetto stralcio, è stato chiesto alla Procura della Repubblica di adottare un provvedimento autorizzativo per poter procedere al collegamento idraulico tra le opere previste nel progetto e il fosso Calzone, sotto sequestro al momento dell’audizione, che è il ricettore finale individuato dal progetto esecutivo stralcio quale luogo per lo scarico delle acque. Ottenuto questo dissequestro da parte della Procura di Vibo Valentia, il 17 maggio sono stati consegnati i lavori ma solo per le opere esterne. Si resta in attesa del progetto esecutivo. La previsione di ultimazione dell'opera, secondo il Dirigente, è la primavera dell'anno 2026;

- per la struttura della Piana di Gioia Tauro il Dirigente regionale ha riferito nell’audizione che anche in questo caso è necessario adeguare il progetto alla normativa del Decreto-legge del 19/05/2020 n. 34, con le modifiche per il Pronto Soccorso e i reparti di terapia intensiva e sub intensiva. Entro il 29 maggio 2023, quindi, il concessionario dovrà consegnare il progetto definitivo del nuovo ospedale ed entro il 12 giugno dovranno essere presentati i fascicoli delle varianti, che consentiranno anche per questa struttura di valutare il maggiore impatto economico rispetto al progetto posto a base di gara. Nel frattempo, è in fase di sviluppo il piano per l'interramento dell'elettrodotto di Terna, il cui progetto esecutivo è stato trasmesso il 14 marzo 2023 ed è stato demandato a Sorical Spa lo sviluppo di un progetto di adduzione idrica del nuovo ospedale, per un importo di 1 milione e 200mila euro. Il Dirigente ha riferito che il completamento dell'opera dovrebbe avvenire tra la fine del 2026 e la primavera del 2027. Preso atto che: - nella stessa audizione del 5 aprile 2023 il dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria ha rassicurato i componenti della Terza Commissione sulla disponibilità di risorse per ovviare agli aumenti dei costi, riferendo di circa 400 milioni di euro da programmare, previa sottoscrizione di un accordo di programma con il Ministero della Salute e della possibilità di usufruire delle risorse del Decreto Aiuti;

- i contratti di concessione dei nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo valentia e della Piana di Gioia Tauro non prevedono la possibilità di riconoscere premi di accelerazione agli esecutori in caso di ultimazione e consegna delle opere in tempi inferiori a quelli contrattuali;

- dalle notizie assunte a mezzo stampa emerge preoccupazione in merito al rispetto della tempistica sopra indicata, ai fondi effettivamente disponibili, all’aumento dei costi che ha portato al fermo dei lavori per l’ospedale della Sibaritide e alle continue problematicità, cavilli, ritardi di varia natura che, come successo in tutti questi anni, possono mettere un freno alla realizzazione di presidi sanitari così fondamentali per garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se e come intende assumere ogni utile e necessaria iniziativa nei riguardi del Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria per quanto riguarda il reperimento dei fondi necessari al riavvio dei lavori, al momento fermi, per l’ospedale della Sibaritide e per avere contezza in merito al rispetto della tempistica indicata per i tre ospedali in sede di Commissione dal dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici e ai motivi di eventuali ritardi;

2. il cronoprogramma per ognuno dei nuovi ospedali, con un dettagliato piano dei lavori dei prossimi mesi e fino all’ultimazione e messa in esercizio e dei fondi disponibili per il completamento o l’avvio delle opere;

3. quale sia la situazione attuale in merito alla sottoscrizione dell’accordo di programma con il Ministero della Salute e se siano risolte o come risolvere le problematiche relative al nuovo Piano Economico Finanziario, al progetto di variante, alle criticità legate all’aumento del costo dell’opera e al reperimento dei fondi per poter riiniziare in tempi brevissimi i lavori di completamento dell’ospedale della Sibaritide e non accumulare altri ritardi rispetto alla messa in esercizio prevista;

le problematiche relative alla acquisizione della piena disponibilità dell’area e al progetto esecutivo per l’ospedale di Vibo Valentia;

le problematiche relative al progetto definitivo, ai fascicoli delle varianti, al nuovo Piano Economico Finanziario, al piano per l'interramento dell'elettrodotto e al progetto di adduzione idrica per l’ospedale della Piana di Gioia Tauro.

(142; 29/05/2023).

Lo Schiavo. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la “Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp” è un’eccellenza nel campo gastronomico calabrese, ed è stata iscritta all’elenco europeo delle “Denominazioni di origine e indicazioni geografiche protette” il 28 marzo 2008 con Reg. CE n. 284/2008 della Commissione;

- la “Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp”, grazie al lavoro di valorizzazione e tutela del medesimo Consorzio, ormai in essere da diversi anni, rappresenta con successo in Italia e all’estero il meglio dell’agroalimentare calabrese;

- le principali zone di coltivazione sono riferibili ai comuni del Vibonese e che il territorio di Briatico rappresenta una delle principali aree produttive;

- tale area, per l’approvvigionamento idrico, ha fatto riferimento nel corso degli anni al bacino idrico del torrente Murria;

• l’acqua del torrente Murria negli ultimi tempi è stata compromessa da residui fognari che ne hanno inficiato l’uso per l’irrigazione dei campi;

- da diversi mesi, i produttori hanno lanciato l’allarme rispetto all’approvvigionamento idrico dei campi dettato dall’impossibilità di accedere al suddetto bacino irriguo;

- per sopperire a dette carenze idriche, anche grazie all’intervento della Regione, sono stati eseguiti interventi sul torrente Murria allo scopo di realizzare una serie di bypass utili a rimettere in funzione il bacino irriguo con acqua non contaminata;

- che lo stesso bacino necessita di interventi di bonifica;

considerato che:

- gli agricoltori, riuniti nel Comitato Murrìa, avevano lanciato l’allarme circa la modalità dei lavori in essere sul torrente, a loro giudizio approntati in modo tecnicamente discutibile;

- le recenti e violente piogge hanno divelto e danneggiato i tubi necessari alla realizzazione dei by-pass e quindi ripristino della vasca irrigua;

- secondo il “Comitato Murria” la stagione di produzione della Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp nella zona di Briatico risulta già compromessa ed è a rischio anche quella dei prossimi anni;

- bisogna dunque intervenire, e con una certa urgenza, a porre rimedio ai notevoli danni economici causati ai produttori dall’alluvione verificatasi nei giorni scorsi;

- non è concepibile che nella esecuzione di lavori così urgenti e delicati non si sia tenuta in considerazione una probabile piena del torrente e non siano state messe in atto azioni a tutela delle infrastrutture in corso di realizzazione;

preso atto che: risulta urgente e improcrastinabile un intervento istituzionale a sostegno degli agricoltori e per la salvaguardia della salute pubblica nell’agro di Briatico;

si interroga la Giunta regionale

per sapere:

1) quali iniziative urgenti intenda assumere per il ripristino delle opere realizzate sul torrente Murria al fine di scongiurare la grave carenza idrica per le coltivazioni della “Cipolla rossa di Tropea Calabria Igp”;

2) quali interventi di bonifica sono previsti sul bacino idrico per rendere l’acqua conforme e salubre per l’irrigazione e riportare all’effettiva operatività il bacino stesso;

3) quali interventi di sostegno economico si intendono attivare a tutela delle imprese agricole ed ortofrutticole della zona, danneggiate dagli eventi su esposti, onde evitarne il fallimento.

(144; 13/06/2023).

Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- con la DGR n. 478 del 12.11.2021, la Giunta regionale, a fronte delle numerose procedure di esecuzione in atto nonché al fine di tutelare i diritti dei dipendenti a tempo indeterminato dell’Ente e la par condicio creditorum, ha disposto, ai sensi dell’art. 15, commi 1 e 5 bis, del D.L. 98/2011, convertito con modificazioni dalla L. 15 luglio 2011, n. 111, la liquidazione coatta amministrativa (LCA) per il CORAP, e ricorrendo a tale procedura indifferibile ed urgente per scongiurare il depauperamento del patrimonio consortile posto che il CoRAP, ente pubblico economico e strumentale della Regione Calabria ai sensi e per gli effetti delle ll.rr. n. 38/2001 e n. 24/2013, dell’art. 36, c. 4 e 5 della L. n. 317/1991 e delle ancora vigenti disposizioni di cui agli artt. 50-54 del DPR n. 218/1978 è titolare di funzioni pubbliche e di pubblico interesse in materia di sostegno allo sviluppo industriale dei territori. In particolare, l’Ente consortile promuove, sotto la vigilanza, il controllo e l’indirizzo regionale, nell’ambito degli agglomerati industriali attrezzati ed infrastrutturali dallo stesso consorzio, le condizioni necessarie per la creazione, l’insediamento e lo sviluppo di attività produttive nei settori dell’industria e dei servizi;

- tale condizione di LCA è stata confermata con la DGR n. .. del 13.03.2023, per effetto della quale l’attuale Commissario Liquidatore CoRAP, dott. ... ..., è stato prorogato nell’incarico “per un periodo di ventiquattro mesi, termine massimo di proroga dell’incarico” e pertanto sino al 13.03.2025, come confermato dal DPGR n. .. del 15.03.2023, salvo ulteriori interventi regionali;

- il fondamento giuridico dell’attuale condizione di vigenza ed esecuzione della procedura di LCA, disposta dalle DGR sopra richiamate, è contenuta nei commi 1 e 5 bis dell’art. 15 del D.L. 98/2011, convertito e modificato dalla L. 15 luglio 2011, n. 111;

- il comma 5 bis stabilisce che: “Le disposizioni di cui al comma 1 possono essere applicate anche agli enti sottoposti alla vigilanza delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano. La liquidazione coatta amministrativa è disposta con deliberazione della rispettiva giunta, che provvede altresì alla nomina del commissario e agli ulteriori adempimenti previsti dal comma 1”;

- il c. 5 bis ha costituito l’autorizzazione giuridica per porre il CoRAP, annoverato tra gli “… enti sottoposti alla vigilanza delle regioni” (l.r. n. 38/2001 e art. 36, c. 4, L. n. 317/1991), nella condizione di LCA con “deliberazione della rispettiva giunta …” e conseguente “… nomina del commissario”. Ma il c. 5 bis sancisce anche che “Le disposizioni di cui al comma 1 possono essere applicate anche agli enti sottoposti alla vigilanza delle regioni” e la “ ... deliberazione della rispettiva giunta … provvede … agli ulteriori adempimenti previsti dal comma 1”.

- gli “ulteriori adempimenti previsti dal comma 1” a cui deve imperativamente provvedere la delibera regionale riguardano:

“1. Fatta salva la disciplina speciale vigente per determinate categorie di enti pubblici, quando la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di un ente sottoposto alla vigilanza dello Stato raggiunga un livello di criticità tale da non potere assicurare la sostenibilità e l'assolvimento delle funzioni indispensabili, ovvero l'ente stesso non possa fare fronte ai debiti liquidi ed esigibili nei confronti dei terzi, con decreto del Ministro vigilante, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, l'ente è posto in liquidazione coatta amministrativa;

-i relativi organi decadono ed è nominato un commissario.

Il commissario provvede alla liquidazione dell'ente, non procede a nuove assunzioni, neanche per la sostituzione di personale in posti che si rendono vacanti e provvede all'estinzione dei debiti esclusivamente nei limiti delle risorse disponibili alla data della liquidazione ovvero di quelle che si ricavano dalla liquidazione del patrimonio dell'ente;

ogni atto adottato o contratto sottoscritto in deroga a quanto previsto nel presente periodo è nullo. L'incarico del commissario non può eccedere la durata di tre anni e può essere prorogato, per motivate esigenze, una sola volta per un periodo massimo di due anni. Decorso tale periodo, le residue attività liquidatorie continuano ad essere svolte dal ministero vigilante ai sensi della normativa vigente.

Le funzioni, i compiti ed il personale a tempo indeterminato dell'ente sono allocati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro vigilante, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nel Ministero vigilante, in altra pubblica amministrazione, ovvero in una agenzia costituita ai sensi dell'articolo 8 del decreto legislativo n. 300 del 1999, con la conseguente attribuzione di risorse finanziarie comunque non superiori alla misura del contributo statale già erogato in favore dell'ente. Il personale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento nonché l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il predetto trattamento economico risulti più elevato rispetto a quello previsto è attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con lo stesso decreto è stabilita un'apposita tabella di corrispondenza tra le qualifiche e le posizioni economiche del personale assegnato. Le disposizioni del presente comma non si applicano agli enti territoriali ed agli enti del servizio sanitario nazionale.”

il sopra citato comma 1, in specie il terzo periodo relativo all’allocazione delle “funzioni, i compiti ed il personale a tempo indeterminato dell'ente” deve essere adattato al quadro normativo ed amministrativo regionale;

- il combinato disposto del c.1 e del c. 5 dell’art. 15 del D.L. n. 98/2011 richiede espressamente già nell’atto deliberativo regionale di messa in LCA dell’Ente una previsione esecutiva regionale dovendo risolvere le due questioni previste dal c. 1: l’allocazione delle “funzioni, dei compiti e del personale a tempo indeterminato” e la individuazione di una entità giuridica al fine di garantire la continuità delle funzioni pubbliche assegnate dallo Stato e dalla Regione al CoRAP.

Dato atto che:

la scelta del percorso allocativo e/o della forma costitutiva del nuovo ente costituisce una criticità ancora incerta da parte della Regione e lungamente sollecitata dalle OO.SS. al fine di tutelare i dipendenti consortili e dichiarando, in ultimo, lo stato di agitazione e l’ennesimo confronto con la Regione anche attraverso l’istituzione di un Tavolo istituzione di negoziazione;

- la condizione di stato di agitazione sindacale e la richiesta di un Tavolo di negoziazione appare del tutto legittima e condivisibile alla luce dei termini di applicazione combinata del c. 1 e del c. 5 bis dell’art. 15 del D.L. n. 98/2011, non solo della necessità di tutelare i livelli occupazionali e, con essi, esperienze e professionalità maturate, ma anche di assicurare che il complesso trasferimento delle competenze avvenga in maniera tempestiva e, soprattutto, ordinata a termini di legge. Tutto quanto sopra premesso, interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

- se e quali tempestive e formali iniziative sono state individuate ed assegnate al Dipartimento competente, alla UO_5.1 Attività legislativa su proposta della Giunta regionale del Settore Legislativo del Dipartimento 1 – Segretariato Generale e/o alla Avvocatura regionale per l’attività di supporto e consultazione al Presidente per le modalità di esecuzione del combinato disposto di cui ai c. 1 e 5 bis dell’art. 15 del D.L. n. 98/2011;

tenuto anche conto che dalla DGR 96/2023 si è desunto che “con nota/PEC acquisita al protocollo del Dipartimento n. 110821 del 09.03.2023, il Commissario Liquidatore ha trasmesso una relazione tecnico-giuridica sullo stato della procedura di liquidazione, evidenziando la necessità, ai sensi dell’art.15, comma 1, della Legge 15 luglio 2011, n.111, di allocare al più presto le funzioni, i compiti ed il personale a tempo indeterminato nell’Amministrazione vigilante, in altra pubblica amministrazione, ovvero in un’agenzia costituita ai sensi dell’art.8 del decreto legislativo n.300 del 1999 “;

- se e quali iniziative sono state assunte dal Presidente, nella qualità. di Autorità di vigilanza ai sensi e per gli effetti delle norme del R.D. n. 267/1942 applicabili e compatibili con i poteri del “giudice delegato”, posto che il Commissario liquidatore, nella qualità di pubblico ufficiale come riportato nelle premesse della DGR n. 96/2023, in data 31.10.2022 ha provveduto a depositare lo stato passivo presso il Tribunale di Catanzaro e lo stesso Commissario Liquidatore ha effettuato, altresì, la ricognizione patrimoniale del CORAP ed ha trasmesso alla Regione Calabria i relativi elenchi con nota del 6.03.2023, prot. n. 1858.

(145; 15/06/2023)

Billari, Bevacqua, Iacucci, Alecci, Bruni, Mammoliti. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

-  nel territorio della provincia di Reggio Calabria, in seguito alla chiusura negli anni ’90 dell’Ospedale Psichiatrico della città, sono sorte delle strutture residenziali con gestione mista pubblico-privata in accordo alle disposizioni normative regionali allora vigenti;

-  nel 2008 la regione Calabria si è dotata di una legge, la n. 24, che disciplina l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private;

-  le strutture residenziali psichiatriche operanti sul territorio dell’ASP di Reggio Calabria sono rimaste escluse dal processo di accreditamento, in attesa del quale la stessa Azienda Sanitaria aveva sottoscritto con le strutture un cosiddetto “contratto ponte” per permettere loro di continuare ad operare;

-  il Dipartimento tutela della Salute della Regione Calabria, analizzando la situazione esistente nell’ASP di Reggio Calabria, anche con l’istituzione di Tavoli tecnici, aveva individuato un percorso specifico per far transitare le strutture residenziali psichiatriche preesistenti verso il nuovo regime di accreditamento in tempi brevi;

-  successivamente, il Dipartimento Salute della Regione Calabria, disattendendo in toto il percorso che esso stesso aveva stabilito, anziché procedere alla “conversione” delle sole strutture preesistenti, ha disposto che gli accreditamenti avvenissero attraverso una graduatoria delle istanze pervenute, stilata in ordine cronologico, con il risultato che nella graduatoria sono state inserite strutture nuove e sono state escluse alcune strutture preesistenti;

-  l’ASP di Reggio Calabria ha deciso, qualche tempo dopo, di bloccare i ricoveri causando un ulteriore penalizzazione a queste strutture a gestione mista, dove peraltro opera anche il proprio personale, in attesa che si completi il processo di accreditamento;

-  l’ultima azione intrapresa dalla Regione Calabria risale al mese di marzo di quest’anno, quando, alle cooperative coinvolte nella gestione delle residenze psichiatriche dell’ASP suddetta viene comunicato che nel giro di pochi mesi si sarebbe proceduto all’ampliamento dei posti letto, all’accreditamento di tutte le strutture preesistenti e allo sblocco dei ricoveri. Considerato che:

- ad oggi il processo di accreditamento in capo alle cooperative impegnate nel servizio delle strutture residenziali psichiatriche dell’ASP di Reggio Calabria non si è ancora completato e le cause sono tutte da ricondurre all’inerzia dell’ASP stessa e della Regione Calabria alla quale si aggiungono le pastoie burocratiche sussistenti fra la Regione Calabria e il governo in merito al “Tavolo Adduce”;

-  il blocco dei ricoveri, tuttora in vigore, ha prodotto e produce gravissime conseguenza sulle famiglie e sugli utenti, costretti ad “emigrare” per fruire altrove dell’assistenza, senza contare gli effetti finanziari negativi per l’ASP 5, che oltre a continuare a corrispondere gli stipendi al proprio personale impiegato nella gestione delle strutture miste, deve anche rimborsare ad altre aziende sanitarie la retta per i pazienti residenti nel territorio di competenza;

-  le strutture residenziali psichiatriche sorte nel territorio della città di Reggio Calabria, in seguito alla chiusura dell’Ospedale Psichiatrico, oltre a rappresentare sin da subito un’esperienza all’avanguardia sul territorio nazionale, sono riuscite, negli anni, a costituire un piccolo patrimonio sociale che purtroppo in gran parte si sta perdendo, con gravissime conseguenze sul piano sociale per pazienti, familiari e lavoratori;

-  i lavoratori e gli operatori del settore ancora attivi rischiano di perdere il posto di lavoro, come è già avvenuto per diversi di loro assieme alle cooperative costrette a rinunciare al servizio a causa del protrarsi di queste condizioni insostenibili. Rilevato che:

-  la Regione Calabria ha espresso inequivocabilmente la volontà di risolvere l’annosa vicenda della situazione drammatica in cui versa l’assistenza residenziale psichiatrica nella provincia di Reggio Calabria;

-  le strutture psichiatriche a gestione mista dell’ASP di Reggio Calabria, in quanto strutture sanitarie pubbliche, sono da considerarsi accreditate secondo le disposizioni della LR n. 19/2009, cosiddetta legge Loiero, che all’art. 65 comma 3 primo periodo recita “L’accreditamento definitivo di singoli reparti e servizi di strutture delle aziende sanitarie o di singoli reparti o servizi delle aziende ospedaliere già attivi, riconvertiti o ristrutturati nonché delle sperimentazioni gestionali di cui all'articolo 9 bis del decreto legislativo n. 502/19923, è differito alla ultimazione degli adeguamenti complessivi delle strutture dove gli stessi sono collocati. Pertanto dalla loro attivazione le stesse strutture devono essere considerate provvisoriamente accreditate.” Tanto premesso e considerato interrogano il Presidente della Regione Calabria, anche in qualità di Commissario ad acta della sanità regionale,

per sapere:

-  le motivazioni del permanere del blocco dei ricoveri presso le strutture psichiatriche dell’ASP di Reggio Calabria e quali azioni si intendono operare per procedere all’ immediato sblocco dei ricoveri al fine di garantire ai pazienti psichiatrici, ai loro familiari e ai cittadini tutti un’adeguata assistenza sanitaria, per tutelare il diritto alla salute in quanto diritto imprescindibile sia come diritto individuale, che come diritto collettivo;

-  le ragioni che hanno ritardato l’accreditamento delle strutture psichiatriche afferenti all’ ASP di Reggio Calabria, pur sapendo, attraverso dichiarazioni ufficiali, che è volontà della Regione Calabria di ampliare la rete territoriale per la psichiatria, permettendo così di riprendere il percorso degli accreditamenti;

-  le intenzioni della Regione Calabria a voler emanare ogni atto necessario affinché si individui il percorso migliore per porre fine a questa preoccupante situazione e pervenire immediatamente al doveroso e definitivo accreditamento delle strutture psichiatriche preesistenti sul territorio e ancora attive.

(148; 21/06/2023).

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

- un corpo estraneo può provocare una ostruzione parziale o completa delle vie aere con insufficiente passaggio d’aria e la necessità di un rapido intervento soccorritore;

- per le Linee guida del Ministero della Salute il soffocamento rappresenta “un problema rilevante di salute pubblica”, in quanto a esso sono da attribuirsi le principali cause di morte nei bambini di età inferiore ai 3 anni, anche se la quota di incidenti afferenti a tale fattispecie rimane elevata fino al 14° anno di età”, tale problematica, tuttavia, non esclude la popolazione adulta, con particolare riferimento agli anziani;

- si stima che in Europa, ogni anno, 500 bambini muoiano a causa del soffocamento, di cui 50 in Italia;

- le richiamate linee guida hanno evidenziato che in relazione alla quota degli incidenti per soffocamento in Italia negli ultimi anni è stato rilevato un “trend stabile (…) con circa 1.000 ospedalizzazioni all’anno, con conseguenti costi elevati associati alla diagnosi, al trattamento e alle eventuali sequele. Le stime più recenti, calcolate includendo i “quasi eventi” e gli episodi di minore gravità (che si sono risolti grazie all’intervento della famiglia, senza necessità di rivolgersi ai sanitari) mostrano come l’incidenza reale del fenomeno sia 50 – 80 volte superiore rispetto a quella dei ricoveri (circa 80.000 episodi stimati per anno in Italia), mentre tra il 60% e l’80% degli episodi di soffocamento risulta imputabile al cibo”. Preso atto che: - gli episodi di soffocamento oltre che dal cibo possono essere causati da corpi estranei;

al riguardo il Progetto “Susy Safe” ha reso possibile l’attivazione di un registro di controllo per le lesioni causate da indigestione, aspirazione, inalazione o inserimento di corpi estranei nel quale vengono raccolti i dati provenienti da tutti i paesi, al fine di fornire un profilo di analisi di rischio per tutti i prodotti causanti il soffocamento, nella prospettiva di creare un sistema di controllo riguardo i casi di soffocamento nei giovani consumatori causati da prodotti mal progettati o mal confezionati;

- nel corso degli ultimi anni a livello internazionale molti giovani e associazioni professionali hanno profuso un forte impegno sul fronte della prevenzione del soffocamento causato da alimenti, elaborando specifiche linee di indirizzo rivolte alle famiglie e agli adulti responsabili della cura dei bambini (es. educatori), con particolare riferimento a coloro i quali prestano servizio presso mense (scolastiche, centri estivi, ecc.) frequentate da bambini;

- le Linee guida ERC 2021 su Basic Life Support and Defribillation basate sul Consenso Scientifico Internazionale sulla Rianimazione Cardiopolmonare (ILCOR) con Raccomandazioni sul Trattamento (CoSTER) del 2020, comprendono: il riconoscimento dell’arresto cardiaco;

l’allertamento dei servizi di emergenza;

le compressioni toraciche;

le ventilazioni;

la defibrillazione semiautomatica esterna con DAE;

la misurazione della qualità della RCP;

le nuove tecnologie;

la sicurezza;

l’ostruzione delle vie aeree del corpo estraneo. Considerato che: - la manovra di Heimlich è una tecnica di primo soccorso finalizzata a rimuovere un’ostruzione delle vie aeree, particolarmente indicata per risolvere in modo rapido i casi di soffocamento;

una manovra efficace ma non abbastanza conosciuta e diffusa nei risvolti operativi;

- alla luce dei dati epidemiologici sopra richiamati che vedono in particolare nei bambini i più colpiti dell’ostruzione delle vie aeree con conseguente perdita della o insorgenza dei danni anossici, si rende necessario rendere sempre più diffusa la conoscenza e la preparazione all’esecuzione delle giuste manovre di disostruzione, con particolare riferimento alla manovra di Heimlich.

Impegna la Giunta regionale

ad attivarsi per promuovere e implementare, reperendo le indispensabili risorse finanziarie, le attività finalizzate a divulgare, mediante specifiche campagne informative e protocolli d’intesa con le istituzioni scolastiche, la pratica delle manovre di disostruzione, con particolare riferimento alla manovra di Heimlich, presso quanti operano a stretto contatto con i bambini, sia nel mondo della scuola che del tempo libero.

(57; 06/06/2023) Alecci.

Il Consiglio regionale, premesso che:

- i siti di interesse nazionale (SIN) sono aree contaminate molto estese classificate come pericolose dallo Stato e necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari;

- i SIN sono stati definiti dal decreto legislativo n. 22 del 1997 e dal decreto ministeriale n. 471 del 1999, ripresi poi dal decreto legislativo n. 152 del 2006, art. 252, che stabilisce che essi sono individuabili in relazione alle caratteristiche del sito, alla quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell'impatto sull'ambiente circostante in termini sanitari ed ecologici, nonché di pregiudizio per i beni culturali e ambientali;

- il sito di interesse nazionale "Crotone-Cassano-Cerchiara" è stato incluso nell'elenco dei siti di bonifica di interesse nazionale dal DM numero 468/2001 e con DM 26 novembre 2002 è stata individuata la perimetrazione ai sensi dell'articolo 1 comma 4 della legge 426/1998;

- il 29 settembre 2017, presso il Ministero dell’Ambiente, si è svolta la conferenza dei servizi al fine di esaminare la proposta della Regione Calabria sulla ridefinizione del perimetro del sito di bonifica;

- con decreto 9 novembre 2017 del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare è stato ridefinito il perimetro;

- l’area perimetrata a terra ricadente all'interno del Comune di Crotone è pari a circa 834 Ha e quella perimetrata a mare è pari a circa 1448 Ha;

- è stata prevista la bonifica dell'area industriale in questione riconosciuta anche da una sentenza del Tribunale di Milano passata in giudicato che ha condannato ENI al pagamento della somma di 72 milioni di euro, già versata al Ministero dell'Ambiente e della sicurezza energetica, per il danno ambientale provocato al sopracitato Sin;

- nel 2019 venne stipulato il Progetto operativo di bonifica (POB) Fase 2 che prevedeva, da parte di ENI, l'asporto ed il trasferimento, fuori dalla Regione Calabria, di tutti i rifiuti della bonifica pericolosi per la salute pubblica;

- nonostante tale accordo, ENI proponeva, invece, in un secondo momento, di «tombare» parte del sito industriale trasferendo il resto a distanza di pochi chilometri, ovvero in una discarica privata detta Columbra, adiacente tre zone abitate: il centro della Città di Crotone, il quartiere conosciuto come Papanice, il Comune di Cutro;

- il Ministero interrogato ha convocato una Conferenza dei servizi per il 9 febbraio 2023 avente ad oggetto «Variante al POB fase 2 -realizzazione di una discarica di scopo per rifiuti TENORM con amianto derivante dalle operazioni di bonifica della discarica ex Fosfotec "Farina-Trappeto" all'interno del sito ENI Rewind di Crotone»;

- a questa conferenza le istituzioni locali (Regione, Comune e Provincia di Crotone) e gli enti tecnici hanno confermato il deliberato preso con la conferenza dei servizi decisoria e cioè che i rifiuti debbano essere trasportati fuori dal territorio regionale;

- ENI ha contestato il verbale di diniego alla modifica dell'intervento già deliberato. Considerato che: - l’obiettivo dello studio Sentieri (promosso dall’Istituto Superiore di Sanità di concerto con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Ambiente) è la rilevazione sistematica e longitudinale dei dati di mortalità e ospedalizzazione, e più’ recentemente anche delle anomalie congenite (AC) delle popolazioni residenti nei siti di interesse per le bonifiche;

- le principali contaminazioni rilevate nell’ambito del Sin calabrese di Crotone Cassano e Cerchiara sono da metalli pesanti come arsenico, cadmio, mercurio, piombo, zinco e non, composti inorganici, composti organici dei vari natura, ivi inclusi gli alifatici clorati, materie prime di natura chimica e metallurgica, residui di lavorazione ad elevato contenuto di radioattività;

- sono stati osservati eccessi di rischio in entrambi i generi per la mortalità generale e per tutti i tumori maligni in Crotone;

- in particolare su Crotone la mortalità per cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizione ambientale risulta in eccesso per il tumore epatico e nei soli maschi un eccesso di tumori allo stomaco, linfomi e tumore della vescica e nelle femmine tumore della mammella;

- eccessi di rischio per la mortalità in generale e per le malattie del sistema cardiocircolatorio e per tumori nei soli maschi, sono stati osservati in Cassano e Cerchiara;

- in Cassano e Cerchiara è riportata la mortalità per cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizione ambientale in eccesso per il tumore epatico in entrambi i generi;

- tutti i tumori in età giovanile dai 0 ai 29 anni nei due comuni di Cerchiara e Cassano provocano un eccesso di ricoveri;

- l’eccesso di mortalità tumorale si osserva da un lungo periodo (Sentieri 2011 e studi ivi citati) ed i valori di mortalità e ospedalizzazione mostrano un rischio superiore all’atteso per tumori epatici in entrambi i generi, tumore mammario femminile e neoplasia vescicale e linfomi non Hodgkin nei maschi;

- gli eccessi dei tumori procedono di pari passo alle ospedalizzazioni - nell’ambito del wp5 epidemiologia molecolare del progetto CISAS al fine di valutare fra inquinanti ambientali e salute umana, lo studio sui bambini appena nati ha stabilito che i fattori inquinanti influenzano la crescita, ma anche lo sviluppo del feto;

Tenuto conto che: - i Comuni di Cassano allo Ionio e Cerchiara hanno un alto livello dell’indice di deprivazione socio-economica (fonte Sentieri, 2023) mentre il Comune di Crotone ha un livello di deprivazione intermedio;

- il 61,1% degli abitanti del sito risiede nelle sezioni di censimento ad alto livello di deprivazione - il tasso standardizzato di mortalità prematura per malattie croniche mostra, rispetto al riferimento regionale un aumento pari al +6.7% nei maschi e +10.8% nelle femmine. Preso atto che: - in Calabria, ad oggi, il problema del Sin di Crotone non è mai stato risolto;

- numerosi Commissari si sono succeduti senza trovare una soluzione;

- lo stato delle cose secondo numerosi studi comporta gravi rischi per la salute e per l’ambiente dei cittadini dei Comuni di Crotone – Cassano - Cerchiara;

- l’interesse ambientale è interesse sensibile tutelato dalla costituzione e della legislazione comunitaria. Tutto ciò premesso e considerato

impegna la Giunta regionale

il Presidente della Giunta regionale 1) a coordinare l’insieme delle istituzioni calabresi tese a contrastare anche in sede giudiziaria il tentativo dell’ENI di stravolgere il deliberato della conferenza di Servizi;

2) a sostenere in sede governativa e nello specifico tramite il Ministero dell’Ambiente, il Ministero della Salute e il Ministero dello Sviluppo Economico le ragioni delle istituzioni calabresi;

3) a sollecitare il Governo alla nomina del Commissario del Sin Calabria.

(58; 19/06/2023) Bevacqua, Bruni, Comito, Crinò, De Nisi, Gelardi, Graziano, Laghi, Lo Schiavo, Neri, Tavernise.

Risposta scritta ad interrogazione

È pervenuta risposta scritta all’interrogazione:

Tavernise. Al Presidente della Giunta regionale.

Premesso che:

- la Regione Calabria è da più tempo interessata ad un piano di rientro sanitario che rende necessaria la riorganizzazione della rete ospedaliera al fine del raggiungimento degli obiettivi di risanamento della medesima da disservizi e sprechi e per garantire i minimi Livelli Essenziali di Assistenza, con la nostra regione ultima in Italia in termini di offerta sanitaria;

- l’iter relativo alla realizzazione degli ospedali della Sibaritide, di Vibo Valentia e della Piana di Gioia Tauro prende le mosse da un accordo di programma risalente, addirittura, al 2007. Nel marzo del 2010 sono stati approvati i tre progetti preliminari elaborati dalle tre Aziende Sanitarie Provinciali di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Cosenza riguardo ai tre nuovi ospedali da realizzare;

- successivamente, dando attuazione alle indicazioni del Ministero della Salute, si sono modificate le procedure da porre in campo per la realizzazione degli ospedali, passando da appalti di lavori a concessioni di lavori pubblici. Gli importi degli interventi sono così passati da circa 100 milioni di euro mediamente per ognuno dei tre ospedali a 140 milioni di euro per quelli di Vibo Valentia e della Sibaritide e circa 150 milioni di euro per l'ospedale della piana di Gioia Tauro. Nel 2011 il Commissario delegato per la gestione dell’emergenza sanitaria in Calabria ha approvato i progetti preliminari per la gara di concessione di lavori pubblici. L’espletamento delle procedure di gara è stato avviato nel 2013 e, dopo i controlli previsti dalle norme, sono stati sottoscritti i contratti di concessione nel 2014 per l'ospedale della Sibaritide e quello di Vibo Valentia e nel 2015 per l'ospedale della piana di Gioia Tauro. Considerato che: - le tre strutture nosocomiali si trovano in fasi di avanzamento differenti, ma in tutti e tre i casi le vicende che si sono susseguite negli anni, caratterizzate da difficoltà di natura tecnica, burocratica e progettuale, hanno causato rallentamenti sia nella fase progettuale sia nell’avvio della fase esecutiva;

- l’ospedale della Sibaritide è un ospedale spoke da 376 posti letto, 330 ordinari day hospital e day surgery e 46 posti letto tecnici. Il quadro economico del progetto posto a base di gara ammonta a quasi 144 milioni di euro. Il contratto di concessione, che prevede lo sviluppo della progettazione definitiva ed esecutiva a cura del concessionario e la realizzazione dell’opera, è stato stipulato il 9 settembre del 2014 tra la Regione Calabria, l'ASP di Cosenza e la Società “Ospedale della Sibaritide”, società consortile per azioni. Il progetto definitivo è stato consegnato nel settembre 2016 e il 27 luglio 2017, con decreto regionale, ne è stata disposta l'approvazione. In seguito, si è deciso di avviare ed approvare uno stralcio per la realizzazione di attività di cantierizzazione, movimentazione della terra e bonifica degli ordigni bellici, per consentire di dare avvio ai lavori nelle more dello sviluppo del progetto esecutivo dell'opera principale. Nel settembre 2017 il concessionario ha trasmesso il progetto esecutivo stralcio dei lavori prioritari a cui è stata data attuazione. Il progetto esecutivo completo dell'opera, invece, è stato approvato nel maggio 2019 e il 4 novembre del 2020 è avvenuta la formale consegna dei lavori. Al 31 marzo 2023 sono state completate le strutture di fondazione, i solai a livello -1, 0, +1 e +2, sono stati gettati i 398 pilastri in acciaio della struttura ospedaliera, è stato armato il solaio del livello +3. La struttura principale dell’ospedale è pressoché conclusa ma adesso i lavori si sono sostanzialmente fermati, ad esclusione di pochissimi operai che si starebbero dedicando a lavori di second’ordine. Per quanto riguarda l'avanzamento contabile si è giunti al SAL numero 27 per le prestazioni rese fino al 31 marzo 2023, per un importo complessivo di 21 milioni di euro, pari al 24,06% dell’importo contrattuale. Complessivamente erano stati emessi già stati di avanzamento lavori per lo stralcio delle opere prioritarie per 5 milioni e mezzo di euro, per cui, complessivamente, sono stati eseguiti i lavori per 26 milioni e 902 mila euro;

- l’ospedale di Vibo Valentia ha una dotazione di 339 posti letto di cui 287 ordinari e 52 posti letto tecnici. Pur partendo dall'importo di 143 milioni di euro, ad oggi il quadro economico del progetto definitivo approvato porta un impegno di spesa di 190 milioni 784 mila euro. Il contratto di concessione è stato sottoscritto il 12 settembre 2014 tra la Regione Calabria, l’ASP di Vibo Valentia e la Società “Vibo Hospital Service S.p.A.”. Nel mese di giugno 2015 il concessionario ha trasmesso alla Regione un aggiornamento del progetto preliminare posto a base di gara, al fine di adeguare la progettazione a nuove esigenze sanitarie e funzionali. L'area individuata ha evidenziato delle problematiche di natura ambientale e si sono rese necessarie opere complementari e idrogeologiche, idrauliche e stradali. Sono intervenuti anche dei provvedimenti di sequestro di alcune aree da parte dell'Autorità giudiziaria. Tutto ciò ha comportato un prolungamento dei tempi. Il 19 aprile 2022 è stato ordinato al concessionario l'avvio della progettazione esecutiva e, così come fatto per l'ospedale della Sibaritide, anche per quello di Vibo Valentia è stata prevista la realizzazione di uno stralcio esecutivo urgente delle opere esterne che comprendono la cantierizzazione, i movimenti terra, le opere idrauliche per la messa in sicurezza dell'area. Il progetto definitivo, dopo avere espletato la fase di riequilibrio del Piano Economico Finanziario, è stato approvato il 6 luglio 2022. Il 17 maggio 2023 è stato sottoscritto il verbale di consegna dei lavori relativamente al progetto stralcio delle opere esterne. Il progetto esecutivo dell'edificio ospedaliero, invece, è ancora in fase di sviluppo e risulta in fase di verifica a cura della Società RINA Check S.r.l.;

- l'ospedale della piana di Gioia Tauro ha una dotazione di 339 posti letto, di cui 297 ordinari e 42 posti letto tecnici. Il quadro economico del progetto ad oggi ammonta a complessivi 158 milioni di euro. Il contratto di concessione è stato sottoscritto il 20 aprile 2015 tra la Regione Calabria, l’ASP di Reggio Calabria e la Società “Ospedale della piana di Gioia Tauro”, società consortile a responsabilità limitata. Nell'ottobre del 2016 è stato sottoscritto il protocollo d'intesa tra la Regione Calabria e la Prefettura e subito dopo è stato emanato l'ordine di servizio per l'avvio della progettazione definitiva. Durante lo sviluppo del progetto definitivo sono emerse rilevanti problematiche di carattere geologico e geotecnico dell'area di sedime del nuovo ospedale e, per escludere la presenza di faglie attive, sono state effettuate due successive campagne di approfondimento geognostico. Si è dovuto comunque rivedere il progetto del nuovo ospedale e nel mese di marzo 2018 è stata riavviata la progettazione definitiva. Così come per Vibo, anche per l'area dell'ospedale della piana di Gioia Tauro sono state necessarie ulteriori campagne di indagini ambientali, ultimate nel mese di settembre 2022 e con la conclusione che il sito non è affetto da contaminazione e che i superamenti dei valori di soglia sono attribuibili a valori di fondo di origine naturale. Il 27 febbraio 2023 è stato disposto al concessionario di presentare entro 90 giorni il progetto definitivo del nuovo ospedale.

Tenuto conto che: - il 5 aprile 2023, in sede di audizione presso la terza Commissione Sanità, Attività sociali, culturali e formative del Dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria, è emerso che per la struttura della Sibaritide vi sono criticità legate agli incrementi dei costi delle materie prime, rispetto al prezziario del 2013, usato come riferimento, che, secondo alcune stime, determineranno, a detta del Dirigente, un aumento per circa 42 milioni di euro del costo dell’opera con conseguenti problematiche legate al reperimento degli ulteriori fondi e all’approvazione del nuovo Piano Economico Finanziario. È stato poi emanato un ordine di servizio per una variante al progetto esecutivo in fase di realizzazione al fine di conformare il progetto alle previsioni normative obbligatorie del Decreto-legge del 19/05/2020 n. 34, quindi per adeguare, in seguito all’emergenza pandemica, l'assetto ospedaliero alle previsioni di separazione dei percorsi del Pronto Soccorso e potenziamento dei reparti di terapia intensiva e sub-intensiva. La consegna del progetto di variante è prevista per il 29 maggio 2023 ma prima dell’approvazione del progetto è necessario effettuare un'operazione di riequilibrio del Piano Economico Finanziario. Alcuni organi di stampa riferiscono che tra la variante in fase di progettazione per adeguare una struttura partorita nel 2012-13 – e con essa il Piano Economico Finanziario – al 2023 necessitino circa 80-90 milioni di euro. L’obiettivo, secondo il Dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici, è quello di completare l'opera entro la fine del 2025. Dopo due anni di lavoro incessante, i cantieri ad oggi sono sostanzialmente inattivi in attesa dell’aggiornamento del Piano Economico Finanziario e conseguentemente si prevedono ulteriori ritardi;

- sempre nella stessa seduta di Commissione del 5 aprile il Dirigente regionale audito ha riferito che per la struttura di Vibo Valentia, ai fini della consegna dei lavori del progetto stralcio, è stato chiesto alla Procura della Repubblica di adottare un provvedimento autorizzativo per poter procedere al collegamento idraulico tra le opere previste nel progetto e il fosso Calzone, sotto sequestro al momento dell’audizione, che è il ricettore finale individuato dal progetto esecutivo stralcio quale luogo per lo scarico delle acque. Ottenuto questo dissequestro da parte della Procura di Vibo Valentia, il 17 maggio sono stati consegnati i lavori ma solo per le opere esterne. Si resta in attesa del progetto esecutivo. La previsione di ultimazione dell'opera, secondo il Dirigente, è la primavera dell'anno 2026;

- per la struttura della Piana di Gioia Tauro il Dirigente regionale ha riferito nell’audizione che anche in questo caso è necessario adeguare il progetto alla normativa del Decreto-legge del 19/05/2020 n. 34, con le modifiche per il Pronto Soccorso e i reparti di terapia intensiva e sub intensiva. Entro il 29 maggio 2023, quindi, il concessionario dovrà consegnare il progetto definitivo del nuovo ospedale ed entro il 12 giugno dovranno essere presentati i fascicoli delle varianti, che consentiranno anche per questa struttura di valutare il maggiore impatto economico rispetto al progetto posto a base di gara. Nel frattempo, è in fase di sviluppo il piano per l'interramento dell'elettrodotto di Terna, il cui progetto esecutivo è stato trasmesso il 14 marzo 2023 ed è stato demandato a Sorical Spa lo sviluppo di un progetto di adduzione idrica del nuovo ospedale, per un importo di 1 milione e 200mila euro. Il Dirigente ha riferito che il completamento dell'opera dovrebbe avvenire tra la fine del 2026 e la primavera del 2027.

Preso atto che: - nella stessa audizione del 5 aprile 2023 il dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria ha rassicurato i componenti della Terza Commissione sulla disponibilità di risorse per ovviare agli aumenti dei costi, riferendo di circa 400 milioni di euro da programmare, previa sottoscrizione di un accordo di programma con il Ministero della Salute e della possibilità di usufruire delle risorse del Decreto Aiuti;

- i contratti di concessione dei nuovi ospedali della Sibaritide, di Vibo valentia e della Piana di Gioia Tauro non prevedono la possibilità di riconoscere premi di accelerazione agli esecutori in caso di ultimazione e consegna delle opere in tempi inferiori a quelli contrattuali;

- dalle notizie assunte a mezzo stampa emerge preoccupazione in merito al rispetto della tempistica sopra indicata, ai fondi effettivamente disponibili, all’aumento dei costi che ha portato al fermo dei lavori per l’ospedale della Sibaritide e alle continue problematicità, cavilli, ritardi di varia natura che, come successo in tutti questi anni, possono mettere un freno alla realizzazione di presidi sanitari così fondamentali per garantire il diritto alla salute dei cittadini calabresi. Tutto ciò premesso e considerato interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

1. se e come intende assumere ogni utile e necessaria iniziativa nei riguardi del Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dal disavanzo del settore sanitario della Regione Calabria per quanto riguarda il reperimento dei fondi necessari al riavvio dei lavori, al momento fermi, per l’ospedale della Sibaritide e per avere contezza in merito al rispetto della tempistica indicata per i tre ospedali in sede di Commissione dal dirigente del Settore edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici e ai motivi di eventuali ritardi;

2. il cronoprogramma per ognuno dei nuovi ospedali, con un dettagliato piano dei lavori dei prossimi mesi e fino all’ultimazione e messa in esercizio e dei fondi disponibili per il completamento o l’avvio delle opere;

3. quale sia la situazione attuale in merito alla sottoscrizione dell’accordo di programma con il Ministero della Salute e se siano risolte o come risolvere le problematiche relative al nuovo Piano Economico Finanziario, al progetto di variante, alle criticità legate all’aumento del costo dell’opera e al reperimento dei fondi per poter riiniziare in tempi brevissimi i lavori di completamento dell’ospedale della Sibaritide e non accumulare altri ritardi rispetto alla messa in esercizio prevista;

le problematiche relative alla acquisizione della piena disponibilità dell’area e al progetto esecutivo per l’ospedale di Vibo Valentia;

le problematiche relative al progetto definitivo, ai fascicoli delle varianti, al nuovo Piano Economico Finanziario, al piano per l'interramento dell'elettrodotto e al progetto di adduzione idrica per l’ospedale della Piana di Gioia Tauro.

(142; 29/05/2023).

(Risposta)

Proposta di legge n. 176/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per il mercato del lavoro, le politiche attive e l'apprendimento permanente - Deliberazione di Giunta regionale n. 182 del 20/04/2023” (deliberazione consiliare n. 197)

Capo I

Finalità della legge e principi

Art. 1

(Finalità)

1. La presente legge, nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento dell’Unione europea, del quadro delle competenze istituzionali definito dalla Costituzione della Repubblica Italiana e della normativa nazionale, disciplina il sistema del mercato del lavoro, delle politiche attive del lavoro e dell’apprendimento permanente nella Regione Calabria e il relativo quadro degli interventi e degli strumenti di programmazione e attuazione.

2. La Regione riconosce e tutela il lavoro come strumento di inclusione e autonomia della persona e opera attraverso le disposizioni di cui alla presente legge per affermare le condizioni per renderlo effettivo, regolare e dignitoso attraverso un efficace sistema di politiche attive, di servizi per l’impiego, di formazione per il lavoro.

3. In attuazione dell’articolo 27 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, firmata a New York il 13 dicembre 2006, ratificata ai sensi della legge 3 marzo 2009, n. 18, che istituisce l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, la Regione promuove l’inclusione lavorativa quale componente irrinunciabile del percorso individuale di ogni persona disabile verso la vita indipendente nonché elemento qualificante di progresso economico e sociale della comunità di appartenenza.

4. La Regione promuove e sostiene, quale parte dei diritti individuali, l’apprendimento permanente, inteso come qualsiasi attività intrapresa dalle persone, nelle varie fasi della vita, al fine di migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze.

5. La Regione interviene per garantire l’integrazione tra le politiche volte a sostenere la capacità d’agire delle persone, nel rapporto tra interventi di inclusione sociale, formazione e attivazione al lavoro e favorendo il superamento delle politiche assistenziali in un sistema di promozione sociale e del lavoro.

6. La Regione riconosce la centralità della persona nell’accesso alle politiche per il lavoro e valorizza il ruolo dei soggetti pubblici, degli operatori pubblici e privati autorizzati e accreditati e persegue l’integrazione tra i servizi dell’istruzione, della formazione e del lavoro, in coerenza con la Strategia europea per l’occupazione.

7. La Regione Calabria, con la presente legge, trasforma Azienda Calabria Lavoro, nell’“Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro - ARPAL Calabria”, ente pubblico non economico strumentale, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e avente autonomia amministrativa, organizzativa, contabile e gestionale.

Art. 2

(Principi delle politiche del lavoro)

1. Le politiche regionali in materia di lavoro e apprendimento permanente sono rivolte:

a) alla promozione dell’eguaglianza in termini di opportunità, tenuto conto delle potenzialità e delle aspirazioni degli individui;

b) allo sviluppo delle capacità individuali e della possibilità di effettuare ed esercitare le proprie scelte lungo il corso della vita, attraverso i servizi informativi, l’orientamento e la partecipazione alle misure di formazione ed attivazione;

c) alla prevenzione della disoccupazione attraverso l’aggiornamento, la riqualificazione e il rafforzamento delle competenze dei lavoratori, nell’ambito del sistema dell’apprendimento permanente e della formazione continua, e attraverso la predisposizione, nell’ambito delle politiche attive, di percorsi di aggiornamento e riqualificazione delle competenze dei disoccupati;

d) all’affermazione della parità delle donne e degli uomini nella vita sociale, culturale ed economica;

e) al contrasto a ogni forma di discriminazione basata su condizioni fisiche, etniche e di nazionalità, lingua, religione, opinioni politiche, caratteristiche personali, economiche e sociali;

f) a promuovere l’occupazione, l’attivazione al lavoro e l’occupabilità e potenziare il sistema di incontro fra domanda e offerta di lavoro;

g) ad assicurare i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi per il lavoro a tutti i cittadini, previsti dalla legge statale, garantendo altresì standard minimi e condivisi delle prestazioni e un adeguato grado di copertura territoriale dei servizi;

h) ad assicurare i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi rivolti al riconoscimento e alla certificazione delle competenze, anche ai fini dell’accesso a ulteriori opportunità di apprendimento;

i) a realizzare un sistema integrato dei servizi per il lavoro costituito dai soggetti pubblici e privati autorizzati e/o accreditati e assicurare agli utenti la facoltà di scelta per l’accesso alle relative prestazioni;

j) a garantire la presa in carico dei lavoratori e dei disoccupati e prevedere misure specifiche per il loro inserimento lavorativo attraverso l’utilizzo del patto di servizio personalizzato;

k) a prevedere strumenti e servizi rivolti alla rilevazione dei fabbisogni professionali delle imprese e alla conseguente gestione del rapporto tra domanda e offerta, per ridurre il rischio di disallineamento;

l) a promuovere e sostenere l’autoimpiego e l’avvio di nuove attività di lavoro autonomo come misure ordinarie e disponibili di attivazione al lavoro e di reimpiego per i disoccupati, anche a integrazione delle misure rivolte all’innovazione del sistema economico - produttivo;

m) ad affiancare gli strumenti nazionali di sostegno al reddito con misure regionali di politica attiva che favoriscono l’effettiva ricollocazione dei lavoratori tramite percorsi personalizzati di reimpiego e utili all’acquisizione di nuove competenze;

n) a garantire la condizionalità, ossia l’obbligo di tutti i soggetti beneficiari di strumenti di sostegno al reddito alla partecipazione attiva alla ricerca del lavoro;

o) a prevedere azioni idonee a garantire l’inserimento e la permanenza nel mercato del lavoro delle persone con disabilità, dei soggetti maggiormente vulnerabili e a rischio di esclusione sociale e dei lavoratori immigrati;

p) a prevedere e ad assicurare il raccordo con il sistema dell’istruzione e della formazione tecnica e professionale per la formazione delle competenze richieste dal mercato del lavoro e la conseguente pianificazione dell’offerta formativa e scolastica;

q) a collaborare alla attivazione e promozione del sistema della formazione tecnica superiore ITS e dell’offerta formativa e universitaria idonea alla promozione di competenze in grado di rispondere alla domanda del mercato del lavoro;

r) a prevedere la massima semplificazione amministrativa e la completa digitalizzazione dei processi di erogazione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive per un accesso diretto dei lavoratori;

s) a rafforzare il sistema di monitoraggio e valutazione degli effetti delle politiche attive, dei servizi del lavoro, e delle misure rivolte alla formazione per il lavoro.

2. Le politiche regionali in materia di lavoro sono coordinate con le politiche per lo sviluppo economico, l’istruzione, la formazione professionale, il diritto allo studio, la ricerca e le politiche sociali, attraverso l’esercizio della programmazione, attuato nel rispetto e in applicazione del dialogo sociale.

3. Le politiche attive regionali sono erogate assicurando il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni, definiti a livello nazionale.

Capo II

Strumenti e governance del sistema dei servizi per il lavoro

Art. 3

(Piano degli interventi di politica del lavoro. Strumenti di programmazione)

1. In attuazione dei programmi di sviluppo della Regione, la Giunta regionale, previo confronto con le parti sociali, adotta il Piano degli interventi di politica del lavoro, teso a favorire la programmazione integrata delle misure di politica attiva del lavoro e a coordinare l’impiego di tutte le risorse finanziarie ad esse destinate, rinvenienti da ciascuna delle fonti di finanziamento previste.

2. Il Piano ha durata triennale da aggiornare in correlazione con l’approvazione del bilancio annuale di previsione o del suo assestamento.

3. Il Piano delinea il quadro di contesto con riferimento alle dimensioni e condizioni, ai cambiamenti e alle prospettive del mercato del lavoro, indica gli obiettivi, le sfide e le priorità degli interventi in relazione ai programmi di sviluppo, le disposizioni di attuazione e i requisiti di accesso, i documenti attuativi dei singoli interventi e progetti.

4. Il Piano è predisposto dal dipartimento competente per la materia del lavoro e approvato dalla Giunta regionale.

5. I piani operativi regionali e territoriali della Regione in attuazione di programmi o accordi di carattere nazionale o sovranazionale sono adottati in coerenza con il Piano degli interventi.

6. Il Piano degli interventi comprende una sezione metodologica sul monitoraggio e la valutazione nell’ambito della quale sono presentati, per l’insieme degli obiettivi, sfide e priorità e per i singoli interventi previsti gli indicatori di realizzazione, copertura, risultato immediato e di lungo periodo, nonché gli indicatori di performance e finanziari.

7. Il Piano degli interventi è corredato da un piano di comunicazione che cura l’informazione e la comunicazione sugli interventi programmati con specifiche iniziative volte ad accompagnare l’avvio e l’attuazione degli stessi, promuovendone e supportandone il buon esito e assicurando la corretta pubblicizzazione degli strumenti e delle opportunità prodotte e dei risultati raggiunti.

Art. 4

(Funzioni e compiti della Regione)

1. La Regione, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa vigente, esercita il ruolo di indirizzo, programmazione e pianificazione in materia di politiche per il lavoro e governa il sistema regionale dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, attuando gli interventi volti a favorire l’inserimento lavorativo delle persone e, in particolare:

a) definisce la strategia regionale per l’occupazione in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive;

b) assicura l’esistenza e la funzionalità dei propri uffici territoriali denominati centri per l’impiego, garantendone la diffusa ed equilibrata presenza sul territorio;

c) adotta criteri generali e modelli di intervento per favorire l’omogeneità e l’efficacia dei servizi e delle prestazioni;

d) individua le tecnologie digitali e le infrastrutture regionali dedicate quali strumenti essenziali per garantire l’accesso ai servizi ed alle politiche per il lavoro;

e) svolge le funzioni di monitoraggio e di valutazione dei risultati e degli effetti delle politiche del lavoro e delle prestazioni erogate;

f) definisce, sulla base della normativa vigente, il regime di accreditamento dei soggetti che operano nel territorio regionale;

g) garantisce la presenza e la funzionalità di un nodo di coordinamento regionale del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive), con tecniche di interoperabilità e scambio di dati e secondo un’ottica di massima integrazione anche con gli altri sistemi informativi regionali e nazionali, avvalendosi dell’ARPAL Calabria;

h) esercita i compiti di indirizzo, vigilanza e controllo sull’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro e ne approva gli atti fondamentali ai sensi delle disposizioni contenute nella presente legge.

Art. 5

(Competenze della Regione e livelli essenziali delle prestazioni e degli standard di servizio)

1. La Regione garantisce nel proprio territorio, nei limiti delle risorse nazionali e comunitarie disponibili, i livelli essenziali delle prestazioni dei servizi e delle politiche attive del lavoro, per come definiti dall’articolo 28 del d.lgs. 150/2015, attraverso il sistema regionale dei servizi per l’impiego di cui all’articolo 7 della presente legge, a favore di disoccupati, lavoratori e imprese, assicurando:

a) lo svolgimento delle funzioni e dei compiti in materia di lavoro che garantiscono la presenza e la funzionalità dei centri per l’impiego e la disponibilità di servizi e misure di politica attiva del lavoro;

b) adeguati percorsi per l’inserimento e il reinserimento nel mercato del lavoro, anche attraverso interventi di aggiornamento, formazione, riqualificazione e rafforzamento delle competenze;

c) misure di attivazione al lavoro dei disoccupati, dei beneficiari di ammortizzatori sociali e degli interventi di integrazione al reddito attraverso meccanismi che incentivano la ricerca attiva di una nuova occupazione nel rispetto del principio di condizionalità;

d) l’adempimento dei compiti connessi ai servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili), effettuando uno specifico monitoraggio degli effetti ottenuti con le procedure di assunzione previsti dalla legge medesima;

e) l’avviamento a selezione presso la pubblica amministrazione, ai sensi dell’articolo 16 della legge 28 febbraio 1987, n. 56 (Norme sull’organizzazione del mercato del lavoro);

f) l’erogazione dei servizi del lavoro ai sensi dell’articolo 18 del d.lgs. 150/2015 e del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 (Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni) convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, a partire dalla profilazione degli utenti e la stipula del patto di servizio personalizzato di cui all’ articolo 20 del d.lgs. 150/2015;

g) i servizi di assistenza alla ricollocazione, in riferimento alle relative misure nazionali e regionali, al fine di ottenere un servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro presso i servizi competenti.

h) i servizi di informazione, orientamento, consulenza, preselezione, recruitment e placement a livello comunitario attraverso la rete EURES – servizi europei per l’impiego, di cui al Regolamento (CE) n. 2016/589 del Parlamento Europeo del 13 aprile 2016, attraverso l’apposito settore istituito nell’ambito del dipartimento competente.

2. La Regione favorisce la definizione e l’aggiornamento costante degli standard di servizio e dell’unità di costo standard in relazione all’erogazione dei LEP definiti dalla normativa statale, al fine di costruire un sistema regionale trasparente di gestione delle risorse dedicate ai servizi e alle politiche attive del lavoro.

Art. 6

(Rete regionale dei servizi e delle politiche del lavoro)

1. La Regione, per le finalità di cui alla presente legge, promuove, coerentemente con quanto previsto dall’articolo 1 del d.lgs. 150/2015, la rete regionale dei servizi e delle politiche per il lavoro, costituita dai seguenti soggetti, individuati in relazione alle funzioni ad essi attribuite dalla normativa vigente:

a) centri per l’impiego regionali;

b) Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro – ARPAL Calabria;

c) agenzie per il lavoro e altri soggetti autorizzati o accreditati per i servizi per il lavoro, ai sensi dell’articolo 12 del d.lgs. 150/2015 e delle disposizioni regionali in materia;

d) ANPAL Servizi SpA;

e) INPS regionale Calabria;

f) INAIL regionale Calabria;

g) Ispettorato territoriale del lavoro;

h) Fondazione Consulenti per il Lavoro;

i) fondi interprofessionali per la formazione continua di cui all' articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 (Legge finanziaria 2001) promossi dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e regionale;

j) enti bilaterali e patronati costituiti dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e regionale;

k) università;

l) camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;

m) Comuni;

n) organismi formativi accreditati ai sensi delle disposizioni regionali in materia.

2. La rete regionale dei servizi e delle politiche per il lavoro ha il compito di garantire il diritto al lavoro e alla formazione attraverso interventi destinati a migliorare l’efficienza del mercato del lavoro e ad assicurare, attraverso l’attività posta in essere dai servizi competenti, alle imprese il soddisfacimento dei fabbisogni di competenze e ai lavoratori il sostegno all’inserimento al lavoro, anche attraverso la promozione dell’occupabilità.

3. La rete di cui al presente articolo si coordina, per il tramite dell’ARPAL Calabria, con le reti per l’apprendimento permanente di cui all’articolo 29.

Art. 7

(Sistema regionale dei servizi per l’impiego)

1. Il sistema regionale dei servizi per l’impiego è costituito dalle strutture organizzate per l’esercizio integrato delle funzioni e delle azioni attuative.

2. Fanno parte del sistema regionale dei servizi per l’impiego:

a) il dipartimento regionale competente per la materia del lavoro;

b) il Tavolo regionale per i servizi e le politiche attive del lavoro;

c) l’Unità di intervento e di gestione delle crisi aziendali;

d) l’Osservatorio sul mercato del Lavoro;

e) i centri per l’impiego regionali;

f) l’ARPAL Calabria.

Art. 8

(Tavolo regionale per i servizi e le politiche del lavoro)

1. Al fine di assicurare il confronto con le parti sociali nella proposta, verifica e valutazione delle linee programmatiche dei servizi e delle politiche del lavoro, è istituito il Tavolo regionale per i servizi e le politiche per il lavoro.

2. Il Tavolo regionale svolge la funzione permanente di osservazione e sintesi delle dinamiche del mercato del lavoro regionale sulla base delle quali individua le linee di indirizzo strategico in materia di politiche del lavoro, gli obiettivi e le priorità di intervento che confluiscono nel Piano di cui all’articolo 3 e propone i relativi aggiornamenti annuali. Per lo svolgimento delle funzioni di osservazione e proposta il Tavolo si avvale delle analisi e documentazioni prodotte dall’Osservatorio di cui all’articolo 10.

3. Il Tavolo regionale è presieduto dall’Assessore regionale con delega in materia di lavoro o da un suo delegato e si avvale, per le funzioni di segreteria ed assistenza tecnica del personale, dell’apposito settore istituito nell’ambito del dipartimento competente.

4. Il Tavolo regionale è composto, oltre che dagli assessori regionali competenti per materia, dai seguenti soggetti: i responsabili regionali dell’Inps, dell’Inail, di ANPAL Servizi Spa, della Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, dell’Ufficio scolastico regionale, dell’Ordine dei consulenti del lavoro, dalla consigliera regionale di parità, nonché da ulteriori esperti di comprovata qualificazione e competenza.

5. La Giunta regionale con propria deliberazione istituisce il Tavolo, stabilendone modalità di funzionamento e durata.

6. I componenti del Tavolo regionale vi partecipano a titolo gratuito, senza alcun onere a carico del bilancio regionale.

7. Il confronto con le parti sociali previsto dalle disposizioni del presente articolo si svolge esclusivamente con le parti sociali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro, dei lavoratori e delle professioni, nell’ambito del Tavolo regionale.

Art. 9

(Unità di intervento e di gestione delle crisi aziendali)

1. Al fine di assicurare il confronto con le parti sociali in relazione alla individuazione di strumenti utili all’intervento e alla gestione di crisi settoriali o aziendali e conflitti di lavoro è istituita l’Unità di intervento regionale per le politiche del lavoro a favore dei lavoratori delle aziende in crisi.

2. L’Unità è presieduta dal dirigente generale del dipartimento competente per la materia del lavoro o suo delegato e si avvale, per le funzioni di segreteria ed assistenza tecnica del personale, dell’apposito settore istituito nell’ambito del dipartimento competente.

3. La Giunta regionale con propria deliberazione stabilisce la composizione, le modalità di funzionamento e la durata dell’Unità, i cui componenti partecipano a titolo gratuito.

4. Il confronto con le parti sociali previsto dalle disposizioni del presente articolo si svolge esclusivamente con le parti sociali comparativamente più rappresentative dei datori di lavoro, dei lavoratori, nell’ambito dell’Unità.

5. L’Unità opera nel rispetto della normativa statale in materia di rilancio delle attività industriali, salvaguardia dei livelli occupazionali, sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale delle aree colpite da crisi industriale e di settore di cui al decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120 (Misure di sostegno e di reindustrializzazione in attuazione del piano di risanamento della siderurgia) convertito, con modificazioni, dalla legge 15 maggio 1989, n. 181.

6. Nella gestione delle crisi aziendali, l’Unità coordina le proprie attività con l’ARPAL Calabria, cui è affidata l’attuazione delle politiche attive e la ricollocazione collettiva dei lavoratori in contesti di crisi industriale e di area territoriale di crisi, nonché in raccordo con l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL), coerentemente con quanto disposto dall’articolo 9, comma 1, lettere o) e p) del d.lgs. 150/2015, e con il dipartimento regionale competente in materia di attività produttive, attraverso gli strumenti contemplati dalla normativa in materia.

7. L’Unità, sulla base della normativa vigente, svolge i seguenti compiti:

a) effettua la mappatura, il monitoraggio e la ricognizione preventiva dei casi di crisi aziendali occupazionali e territoriali;

b) predispone la selezione delle situazioni prioritarie di possibile tensione;

c) svolge attività di raccolta di dati e informazioni presso enti, istituzioni e associazioni, in materia di andamento dell’occupazione, con particolare attenzione alle aree a maggiore rischio demografico e socioeconomico;

d) propone le opportune strategie di utilizzazione intersettoriale delle risorse disponibili;

e) formula le proposte strategiche idonee a prevenire le fasi acute di eventuali crisi, mediante l’utilizzazione degli strumenti programmatori di medio e lungo periodo;

f) funge da prima interfaccia operativa con gli interlocutori sociali, economici e sindacali in tutti i casi di manifestazioni, proteste e situazioni di tensione sociale e occupazionale;

g) effettua un’attività di confronto e concertazione di primo impatto;

h) mette in campo in via d’urgenza tutti gli strumenti istituzionali e operativi per la risoluzione di breve periodo delle situazioni di tensione;

i) espleta attività di mediazione nei conflitti di lavoro collettivi e sulle crisi aziendali;

j) sigla accordi e protocolli;

k) svolge l’esame congiunto previsto nelle procedure relative agli interventi di integrazione salariale straordinaria e quello previsto nelle procedure di licenziamento collettivo su base regionale;

l) favorisce la composizione dei conflitti e la migliore gestione delle relazioni industriali e sindacali;

m) esamina gli accordi di transizione occupazionale previsti dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 (Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro), volti al recupero occupazionale dei lavoratori in esubero e all’utilizzo di politiche attive dirette alla rioccupazione dei lavoratori.

Art. 10

(Osservatorio sul mercato del Lavoro)

1. La Regione realizza il sistema regionale di analisi del mercato del lavoro e di monitoraggio e valutazione dell’efficacia delle politiche del lavoro, in raccordo con l’Osservatorio sul mercato del lavoro e avvalendosi del Sistema informativo di cui all’articolo 11, allo scopo di fornire un supporto alla programmazione regionale e alle attività dell’ARPAL Calabria.

2. L’Osservatorio è istituito presso l’ARPAL Calabria e sviluppa le proprie linee di azione secondo gli indirizzi dettati dal dipartimento competente per la materia del lavoro e dalla programmazione regionale.

3. L’Osservatorio opera perseguendo le seguenti finalità:

a) disporre di analisi ed elaborazione dei dati di tipo strutturale e congiunturale, delle tendenze e dei fenomeni relativi al mercato del lavoro;

b) fornire la base statistica per le attività di programmazione regionale delle politiche del lavoro e per la pianificazione operativa degli interventi e delle misure di politica attiva promosse tramite ARPAL Calabria;

c) monitorare l’attuazione degli interventi di politiche del lavoro e dei servizi erogati;

d) acquisire le informazioni sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese, anche mediante il coinvolgimento delle parti sociali, per la promozione delle politiche attive e dell’offerta di apprendimento anche ai fini dell’aggiornamento dei repertori regionali degli standard professionali, di percorso formativo e di certificazione;

e) rilevare i dati utili alla verifica del raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni dei servizi e delle politiche attive del lavoro regionali;

f) elaborare le analisi e i rapporti sulla valutazione e l’impatto degli incentivi, delle misure, delle politiche attive del lavoro e dell’apprendimento;

g) effettuare il monitoraggio dei servizi erogati anche al fine di verificare l’efficacia, l’efficienza e il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni, garantendo una adeguata diffusione dei risultati;

h) raccordarsi con i sistemi nazionali di analisi del mercato del lavoro, e di monitoraggio e valutazione delle politiche e dei servizi per il lavoro.

4. I soggetti pubblici e privati accreditati ai sensi dell’articolo 13, nonché gli altri soggetti appartenenti alla rete di cui all’articolo 6, mettono a disposizione del sistema regionale di analisi e monitoraggio di cui al presente articolo, anche mediante apposite convenzioni, le informazioni necessarie per l’esercizio delle funzioni di monitoraggio regionale del mercato del lavoro, incluse quelle utili alla misurazione dei livelli di efficacia e di efficienza dei servizi erogati.

5. L’Osservatorio opera anche in collaborazione con l’Ufficio statistico regionale e con il dipartimento regionale competente in materia di attività produttive e sviluppo economico, svolgendo la funzione di collettore ed elaboratore dei dati rilevati dal sistema di cui al presente articolo, per il tramite del dipartimento competente in materia di lavoro e formazione professionale.

6. L’Osservatorio realizza report di monitoraggio e analisi della domanda delle imprese e dei fabbisogni professionali, distinti in ragione delle specifiche settoriali e territoriali, attraverso l’attività dei servizi alle imprese dei centri per l’impiego.

7. I dati relativi ai fabbisogni professionali rilevati ed elaborati trimestralmente dall’Osservatorio costituiscono la base informativa per la promozione e pianificazione dell’offerta formativa finanziata, anche in ragione dei programmi di politica attiva e di accompagnamento al lavoro, gestiti dall’ARPAL Calabria attraverso i centri per l’impiego e dalla rete dei soggetti accreditati.

8. L’Osservatorio assicura la fruibilità dei dati relativi al mercato del lavoro di cui dispone, nel formato open data, ed elabora rapporti trimestrali sulla propria attività, dei quali garantisce la massima diffusione.

Art. 11

(Sistema informativo regionale del lavoro)

1. La Regione promuove la digitalizzazione dei servizi per il lavoro e delle misure di politica attiva del lavoro e dell’offerta formativa e favorisce l’accesso diretto degli utenti a tali servizi.

2. In vista dell’implementazione del sistema informativo unico nazionale, ai sensi dell’articolo 13 del d.lgs. 150/2015 e dell’articolo 6 del decreto-legge 4/2019 convertito dalla legge 26/2019, il sistema informativo in uso alla Regione, deve garantire l’omogeneità, l’interconnessione e la fruibilità dei dati con il SIL, anche attraverso la valorizzazione e il riutilizzo delle componenti informatizzate esistenti.

3. Le attività di sviluppo e gestione operativa del sistema informativo del lavoro sono attribuite all’ARPAL Calabria per le parti di competenza regionale, in coordinamento con l’ANPAL, in attuazione di apposito atto di indirizzo del dipartimento competente in materia di lavoro e formazione professionale, al fine di supportare la programmazione regionale, il coordinamento e il funzionamento della rete regionale di servizi per il lavoro, la cooperazione tra operatori pubblici e privati autorizzati e accreditati e garantire la fruibilità dei servizi online da parte dei cittadini e delle imprese.

4. Il Sistema informativo regionale rappresenta lo strumento di erogazione e di accesso ai servizi previsti dalla presente legge, costituisce la base informativa per la formazione del fascicolo elettronico del lavoratore, persegue finalità statistiche e di monitoraggio delle politiche del lavoro e opera anche come sistema di supporto alla rilevazione e promozione dei fabbisogni formativi e professionali delle imprese.

5. Il Sistema informativo regionale è realizzato con tecniche di interoperabilità e in un’ottica di condivisione di informazioni nonché di scambio di dati e di integrazione con altri sistemi informativi regionali, statali e unionali, al fine di costituire un patrimonio informativo comune in materia di lavoro, di istruzione e sociale.

Art. 12

(Centri per l’impiego regionali)

1. I centri per l’impiego sono uffici territoriali della Regione costituiti ai sensi dell’articolo 18 del d.lgs. 150/2015 per lo svolgimento delle funzioni e compiti ivi previsti.

2. L’istituzione o la modifica dei centri per l’impiego avviene con deliberazione della Giunta regionale, che ne determina il bacino di competenza territoriale nel rispetto della vigente normativa statale e regionale.

3. I centri per l’impiego assicurano, nei confronti dei disoccupati e dei lavoratori beneficiari di strumenti di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro e a rischio di disoccupazione, l’erogazione dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro di cui all’articolo 18, comma 1, del d.lgs. 150/2015.

4. I centri per l’impiego svolgono altresì i compiti e le funzioni previste dalla legge 68/1999, garantendo i servizi per il collocamento mirato delle persone con disabilità e provvedono, ai sensi dell’articolo 16 della legge 56/1987, all’avviamento a selezione presso le amministrazioni pubbliche del personale in possesso di qualifiche per le quali è richiesto il solo requisito della scuola dell’obbligo.

5. I centri per l’impiego assicurano i servizi alle imprese in relazione alla domanda di lavoro, con particolare riferimento a:

a) incontro tra domanda e offerta, ricerca di personale, con pubblicazione on line delle offerte di lavoro e preselezione dei candidati sulla base dei requisiti richiesti;

b) informazioni e consulenza su incentivi, agevolazioni contributive e fiscali per le assunzioni di personale;

c) procedure amministrative (comunicazioni obbligatorie, collocamento mirato, ecc.);

d) misure di politica attiva di interesse delle imprese;

e) forme contrattuali e dispositivi utili all’inserimento (apprendistato, tirocini, ecc.);

f) informazioni su contrattualistica e normativa in materia di lavoro;

g) promozione dei profili, delle competenze e della professionalità delle persone registrate nelle banche dati.

6. I centri per l’impiego regionali sono chiamati ad erogare la gamma dei servizi e delle prestazioni previste in base ai livelli essenziali delle prestazioni definiti dall’ordinamento.

Art. 13

(Soggetti e funzioni degli operatori accreditati)

1. La Regione eroga i servizi per il lavoro direttamente, attraverso i centri per l’impiego regionali, o mediante il coinvolgimento dei soggetti accreditati ai sensi del presente articolo, nel rispetto dell’articolo 7 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro) e dell’articolo 12 del d.lgs. 150/2015, i quali concorrono, come stabilito dall’articolo 18, comma 2, del medesimo d.lgs. 150/2015, all’attuazione delle politiche del lavoro e all’erogazione dei servizi.

2. Il regime di accreditamento dei servizi per il lavoro nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 7 del d.lgs. 276/2003, secondo i criteri definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell’articolo 12, comma 1, del d.lgs. 150/2015, è definito dalla Giunta regionale, sulla base dei seguenti principi:

a) rendere trasparente ed efficiente il mercato del lavoro;

b) promuovere la rete dei soggetti che intervengono sul mercato del lavoro;

c) sostenere le iniziative volte a incrementare l’occupazione;

d) garantire la presenza del sistema integrato di servizi per il lavoro;

e) favorire l’accesso alle misure di attivazione al lavoro;

f) garantire i livelli essenziali delle prestazioni di cui al d.lgs. 150/2015 nel rispetto degli standard di servizi previsti a livello statale e regionale.

3. L’accreditamento degli operatori di cui all’articolo 12, comma 3, del d.lgs. 150/2015 è riconosciuto ai soggetti privati autorizzati ope legis ai sensi dell’articolo 6 del d.lgs. 276/2003.

4. I soggetti accreditati operano nel sistema dei servizi per il lavoro a integrazione dei centri per l’impiego, anche al fine di sviluppare e ampliare sul territorio il sistema dei servizi e fornire misure anche specialistiche per l’inclusione lavorativa delle persone disabili e per altre determinate categorie di utenti.

5. La Regione promuove la semplificazione delle procedure di accreditamento delle agenzie per il lavoro e altri operatori che erogano servizi per il lavoro.

Capo III

Agenzia regionale per le politiche attive – ARPAL Calabria

Art. 14

(Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro)

1. Azienda Calabria Lavoro, istituita dall’articolo 19 della legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5 (Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego), è trasformata, entro il termine di novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, in “Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro – ARPAL Calabria”.

2. L’ARPAL Calabria è ente strumentale della Regione, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico con autonomia organizzativa, contabile e gestionale e subentra in tutti i rapporti attivi e passivi di Azienda Calabria Lavoro, conservandone tutti i compiti istituzionali.

3. L’organizzazione e il funzionamento dell’ARPAL Calabria sono disciplinati dalla presente legge e dallo Statuto adottato dal direttore generale e approvato con deliberazione della Giunta regionale.

4. Le attività di gestione amministrativa, patrimoniale, contabile e di erogazione dei servizi sono disciplinate con appositi regolamenti adottati dal direttore generale in conformità alla presente legge e allo Statuto e sottoposti all’approvazione della Giunta regionale.

Art. 15

(Funzioni dell’ARPAL Calabria)

1. L’ARPAL Calabria è ente tecnico-operativo e strumentale della Regione e provvede a:

a) supportare i centri per l’impiego nell’erogazione dei servizi per il lavoro e delle misure di politica attiva connesse alle funzioni e ai compiti della Regione disciplinati dalla presente legge, nonché tutti gli altri compiti in materia di lavoro, formazione e apprendimento permanente ad essa affidati dalla Regione;

b) garantire il raccordo con l’ANPAL di cui all’articolo 4 del d.lgs. 150/2015;

c) gestire il sistema informativo regionale del lavoro di cui all’articolo 11, in raccordo con l’ANPAL, nonché il nodo di coordinamento regionale con il sistema nazionale e, in ogni caso, le attività di competenza della Regione nell’ambito del sistema informativo unico del lavoro;

d) proporre alla Regione standard qualitativi aggiuntivi ai livelli essenziali delle prestazioni, di cui all’articolo 2, comma 1, del d.lgs. 150/2015;

e) proporre alla Regione standard qualitativi aggiuntivi per l’accreditamento e le autorizzazioni regionali dei soggetti pubblici e privati e gestire il sistema regionale di accreditamento e autorizzazione ivi compresa la tenuta dell’albo dei soggetti accreditati e autorizzati, monitorando il mantenimento degli standard e dei requisiti definiti dalla disciplina di riferimento;

f) supportare la Regione nell’attuazione degli standard qualitativi regionali di cui alla lettera d), monitorarne gli scostamenti e intervenire al fine di garantire il raggiungimento dei risultati qualitativi attesi nei tempi previsti;

g) proporre alla Regione gli ambiti territoriali ottimali per l’organizzazione dei servizi pubblici per il lavoro;

h) supportare la programmazione regionale tramite proposte per l’attuazione delle politiche del lavoro;

i) dare attuazione a progetti attribuiti dalla Regione nell’ambito delle politiche attive per il lavoro;

j) promuovere misure di politiche attive del lavoro, anche attraverso la realizzazione di progetti d’inserimento lavorativo, utilizzando l’istituto del tirocinio formativo e di orientamento;

k) promuovere interventi che aumentano il numero di imprese disponibili a ospitare i giovani assunti con i contratti di apprendistato e tesi a favorire la diffusione dell’istituto;

l) promuovere e sostenere l’autoimpiego come misure ordinarie e disponibili di attivazione al lavoro e di reimpiego per i disoccupati, anche in integrazione con le misure rivolte all’innovazione del sistema economico- produttivo;

m) favorire il ricorso al sistema di formazione duale in raccordo con le imprese e la promozione del duale nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), coerentemente con quanto disposto dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali 2 agosto 2022, n. 139 (Linee guida per la programmazione e attuazione dei percorsi di istruzione e formazione professionale (leFP) e di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS) in modalità duale);

n) attuare interventi integrati rivolti alle persone con disabilità e con fragilità e vulnerabilità in integrazione con i servizi sociali dei Comuni e i dipartimenti di salute mentale delle aziende sanitarie locali;

o) collaborare con l’Unità di intervento e di gestione delle crisi aziendali di cui all’articolo 9, al fine di fornire assistenza e consulenza nella gestione delle crisi aziendali;

p) supportare la Regione nella gestione e realizzazione delle misure per l’attuazione di politiche attive per la ricollocazione collettiva dei lavoratori in contesti di crisi industriale e di area territoriale di crisi, coerentemente con quanto disposto dall’articolo 26;

q) coordinare l’Osservatorio sul mercato del lavoro di cui all’articolo 10, per le diverse funzioni integrate previste e per l’attività di rilevazione, elaborazione, analisi e monitoraggio delle dinamiche occupazionali e della domanda delle imprese;

r) curare il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni dei servizi per il lavoro;

s) supportare la programmazione dell’offerta formativa con riferimento alle dinamiche del mercato del lavoro;

t) svolgere supporto tecnico ai dipartimenti regionali in coerenza con lo Statuto dell’Agenzia;

u) supportare la Regione nelle attività di reclutamento, aggiornamento, formazione e sviluppo professionale del personale della Giunta regionale e degli enti sub-regionali strumentali;

v) svolgere tutte le altre funzioni di gestione assegnate con la presente legge.

2. L’ARPAL, in attuazione del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 (Definizione delle norme generali e dei livelli essenziali delle prestazioni per l'individuazione e validazione degli apprendimenti non formali e informali e degli standard minimi di servizio del sistema nazionale di certificazione delle competenze), è l’ente titolato a erogare, sulla base di specifiche disposizioni regionali, i servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze.

3. L’ARPAL è individuata quale organismo per l’esecuzione delle operazioni e dei programmi regionali cofinanziati da risorse dello Stato e dell’Unione europea.

4. Con deliberazione della Giunta regionale, all’ARPAL possono essere attribuite ulteriori attività gestionali rispetto a quelle conferite dalla presente legge, di natura tecnica e strumentali alle politiche per il lavoro.

Art. 16

(Organi dell’ARPAL)

1. Sono organi dell’ARPAL Calabria e restano in carica per tre anni:

a) il direttore generale;

b) il revisore unico.

Art. 17

(Direttore generale dell’ARPAL)

1. Il direttore generale dell’ARPAL Calabria è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, e individuato tra i soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) sulla base dell’istruttoria compiuta dal competente dipartimento sull’esame dei curriculum dei candidati.

2. L’incarico del direttore generale è disciplinato con contratto di diritto privato, ha carattere di esclusività e durata triennale. Il conferimento dell’incarico è subordinato, per i dipendenti pubblici, al collocamento in aspettativa senza assegni per tutto il periodo dell’incarico. Al direttore generale si applica la normativa in materia di inconferibilità e incompatibilità, secondo quanto disposto dal decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico).

3. Il trattamento economico del direttore generale è equiparato a quello riconosciuto ai dirigenti generali dell’Amministrazione regionale e i relativi oneri sono a carico del bilancio dell’ARPAL Calabria.

4. Il direttore generale è il rappresentante legale dell’ARPAL Calabria, adotta tutti gli atti necessari a garantirne la gestione e il funzionamento, definisce gli obiettivi e i programmi da attuare, verifica la corretta ed economica gestione delle risorse, nonché l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa, in coerenza con gli indirizzi fissati dalla Giunta regionale ed è responsabile dei risultati raggiunti in attuazione degli stessi.

5. In particolare, rientrano nella esclusiva competenza del direttore generale:

a) la responsabilità dell’organizzazione e della gestione dell’ARPAL Calabria, nel rispetto delle disposizioni di cui alla presente legge e dello Statuto;

b) l’utilizzo del personale, l’emanazione di direttive e la verifica del conseguimento dei risultati, dell’efficienza ed efficacia dei servizi, nonché della funzionalità delle strutture organizzative;

c) l’adozione dello Statuto dell’ARPAL Calabria da sottoporre all’approvazione della Giunta regionale ai sensi dell’articolo 14;

d) l’adozione e attuazione del Piano annuale e del Piano triennale delle attività dell’ARPAL;

e) l’adozione del bilancio preventivo pluriennale e annuale dell’ARPAL;

f) l’adozione del bilancio di esercizio e della relazione annuale sui risultati conseguiti;

g) l’adozione dei regolamenti e degli atti di organizzazione dell’ARPAL;

h) l’adozione della dotazione organica e del piano triennale dei fabbisogni del personale;

i) la presentazione alla Giunta regionale di una relazione annuale sull’attività svolta dall’ARPAL.

6. Il Presidente della Giunta regionale, previa deliberazione della Giunta stessa, dichiara la decadenza dall’incarico di direttore nei casi previsti dalla normativa vigente e quando sussistono i seguenti motivi:

a) sopravvenute cause di incompatibilità;

b) gravi violazioni di legge;

c) persistenti inadempienze agli indirizzi regionali;

d) gravi irregolarità nella gestione.

Art. 18

(Organo di revisione)

1. L’organo di revisione è costituito dal revisore unico dei conti e da un supplente, i quali, designati dal Presidente della Giunta regionale, sono scelti mediante sorteggio da un elenco predisposto a seguito di avviso pubblico, i cui iscritti devono possedere i requisiti previsti dai principi contabili internazionali, avere la qualifica di revisori legali di cui al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati), ed essere in possesso di specifica qualificazione professionale in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria anche degli enti territoriali, secondo i criteri individuati dalla Corte dei conti. Il direttore generale dell'ARPAL Calabria provvede alla nomina del revisore unico dei conti e del revisore supplente con specifico provvedimento. L’incarico di revisore unico dei conti e del revisore supplente dura tre anni. L’incarico di revisore unico dei conti e di revisore supplente può essere conferito al medesimo soggetto per una sola volta.

2. Nel provvedimento di nomina è determinato il compenso lordo ai sensi della normativa vigente in materia. Il compenso del componente supplente dell’organo di revisione è consentito esclusivamente in caso di effettiva sostituzione, in misura corrispondente alla durata della sostituzione stessa, e previa decurtazione della medesima somma al titolare.

3. In caso di decadenza, rinuncia o morte del revisore unico ovvero di impossibilità derivante da qualsivoglia causa a svolgere l'incarico per un periodo tale da non consentire il regolare svolgimento dell’attività istituzionale dell’ente, subentra nell’incarico il revisore supplente fino alla scadenza naturale dell’organo.

4. Il revisore unico dei conti, nell’esercizio delle funzioni di controllo e verifica sulla regolarità amministrativa, contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ARPAL Calabria, provvede:

a) alla redazione, prima dell’approvazione del bilancio di previsione, di una relazione sullo stesso o su eventuali variazioni;

b) alla redazione, prima dell’approvazione del rendiconto generale annuale, di una relazione sulla gestione e sui risultati economici e finanziari;

c) alla verifica, almeno trimestrale, della situazione di cassa e dell’andamento finanziario e patrimoniale;

d) alla vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dall’ARPAL Calabria e sul suo concreto funzionamento;

e) a riferire immediatamente al Presidente della Giunta regionale la sussistenza di gravi irregolarità di gestione.

Art. 19

(Vigilanza e controllo sull’ARPAL)

1. La Giunta regionale esercita le funzioni di vigilanza e controllo sull’attività dell’ARPAL Calabria, anche avvalendosi delle relazioni del revisore unico.

2. Sono sottoposti all’approvazione della Giunta regionale:

a) lo Statuto;

b) il regolamento di organizzazione;

c) il piano annuale e triennale delle attività;

d) la relazione annuale sull’attività svolta;

e) la dotazione organica e il piano triennale dei fabbisogni del personale;

f) il bilancio di previsione annuale e pluriennale;

g) il conto consuntivo.

Art. 20

(Personale dell’ARPAL Calabria)

1. L’organico complessivo di personale dell’ARPAL Calabria è definito nella dotazione organica adottata ai sensi dell’articolo 17 e sottoposta all’approvazione della Giunta regionale.

2. Al personale dell’ARPAL Calabria si applica il trattamento giuridico ed economico previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni locali.

3. La dotazione organica inziale dell’ARPAL Calabria, compatibilmente con la dotazione finanziaria dell’Agenzia, è costituita dal personale con contratto a tempo indeterminato e determinato di Azienda Calabria Lavoro, che sia stato individuato mediante procedure selettive in attuazione di leggi o provvedimenti regionali e in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

Art. 21

(Bilancio e risorse finanziarie dell’ARPAL Calabria)

1. L’ARPAL Calabria dispone dei seguenti mezzi finanziari:

a) trasferimenti statali connessi alle funzioni;

b) trasferimenti regionali, nella misura determinata con legge di bilancio;

c) finanziamenti regionali finalizzati agli interventi e ai servizi di cui alla presente legge;

d) contributi o trasferimenti da parte di soggetti privati e pubblici per la realizzazione degli scopi istituzionali.

2. I finanziamenti concessi per le finalità di cui alla presente legge sono cumulabili con quelli previsti da altre normative comunitarie, statali o regionali, sempre che non sia da queste diversamente stabilito, secondo le procedure e le modalità previste dalle norme medesime.

Capo IV

Sistema regionale delle politiche attive del lavoro

Art. 22

(Profilazione degli utenti e costi standard)

1. Il sistema regionale delle politiche attive del lavoro prevede l’adozione del modello di riferimento europeo basato sulla profilazione delle capacità lavorative degli utenti in coerenza con gli standard nazionali.

2. La remunerazione dei soggetti attuatori delle politiche attive avviene su costi standard delle attività e delle misure di attivazione, sia a processo che a risultato, per i soggetti accreditati alla formazione e al lavoro.

Art. 23

(Sistema regionale della certificazione e validazione delle competenze)

1. La Regione gestisce il sistema regionale integrato di certificazione delle competenze, volto al riconoscimento a livello nazionale delle qualificazioni regionali e all’attuazione delle politiche regionali per l’apprendimento.

2. Fanno parte del sistema regionale integrato di certificazione delle competenze e riconoscimento dei crediti formativi:

a) il repertorio regionale delle qualificazioni e degli standard di processo, costituito dai repertori degli standard professionali, formativi e di certificazione;

b) il sistema informativo di accesso e gestione, integrato con il sistema informativo di cui all’articolo 11.

3. L’individuazione e la validazione delle competenze, sulla base dei requisiti stabiliti dalla Giunta regionale con proprie deliberazioni, nel rispetto della normativa statale vigente e previo confronto con le parti sociali, compete:

a) alla Regione, attraverso l’ARPAL Calabria;

b) agli organismi formativi accreditati in possesso degli specifici requisiti aggiuntivi definiti per i servizi in oggetto;

c) ai soggetti accreditati per i servizi per il lavoro in possesso degli specifici requisiti aggiuntivi definiti per i servizi in oggetto.

4. Le qualificazioni regionali afferenti al repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di cui all’ articolo 8 del d.lgs. 13/2013, nonché relative a una attività o professione oggetto di regolamentazione, hanno valore sul territorio nazionale e i relativi attestati costituiscono titolo per l’ammissione ai pubblici concorsi come disposto dall’ articolo 14 della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (Legge-quadro in materia di formazione professionale).

5. Le qualificazioni di cui al presente articolo sono rilasciate dalla Regione, attraverso ARPAL Calabria, nel rispetto dei livelli essenziali di prestazione stabiliti dalla normativa statale vigente:

a) in esito ad apprendimento formale, attraverso certificazione delle competenze;

b) in esito ad apprendimenti non formali e informali, a seguito di individuazione e validazione, seguita da certificazione delle competenze.

6. La certificazione è rilasciata da specifiche commissioni, sulla base del rispetto dei principi di terzietà, indipendenza e oggettività del processo valutativo. La composizione delle commissioni è disciplinata con propria deliberazione dalla Giunta regionale.

Art. 24

(Tirocinio formativo e di orientamento)

1. Il tirocinio è riconosciuto dalla Regione, nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto della normativa statale, quale strumento atto a favorire l’orientamento delle scelte professionali, la formazione e l’acquisizione di competenze professionali utili all’inserimento e al reinserimento lavorativo.

2. Per tirocinio si intende qualsiasi esperienza di apprendimento in contesto lavorativo, anche se diversamente denominata, svolta presso datori di lavoro pubblici o privati che non si configura come rapporto di lavoro.

3. La regolamentazione dei tirocini extracurriculari, nonché le misure volte a incentivare la trasformazione dei tirocini in rapporti di lavoro, anche attraverso l’attribuzione di una premialità per i soggetti promotori, misurata in considerazione della classe di profilazione e del contratto di assunzione del tirocinante, sono disciplinate dalla Giunta regionale, nel rispetto della normativa statale. La Regione può intervenire anche con propri fondi o a valere sulla programmazione europea per promuovere i tirocini presso le imprese all’interno di specifici programmi di inserimento lavorativo, anche a cofinanziamento di oneri a carico del soggetto ospitante.

Art. 25

(Apprendistato)

1. La Regione promuove il contratto di apprendistato nelle tipologie previste dal decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni), al fine di:

a) favorire l’accesso all’occupazione da parte dei giovani;

b) facilitare il collegamento tra la scuola, le istituzioni formative e le imprese;

c) favorire gli apprendimenti.

2. Sono definiti, con deliberazioni di Giunta regionale, ai sensi del d.lgs. 81/2015, previo confronto con le parti sociali:

a) la regolamentazione dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica;

b) gli indirizzi per la programmazione della formazione finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e trasversali nell’ambito dell’apprendistato professionalizzante e la disciplina della relativa offerta formativa pubblica;

c) la regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attività di ricerca o per percorsi di alta formazione;

d) la programmazione finanziaria degli interventi formativi in apprendistato;

e) la programmazione di eventuali azioni di sistema in materia di apprendistato.

Art. 26

(Interventi di politica attiva in aree di crisi)

1. La Regione promuove, compatibilmente con le risorse nazionali e comunitarie disponibili, interventi specifici di supporto all’attivazione al lavoro e al reimpiego dei lavoratori in contesti di crisi industriale e di area di crisi di cui all’articolo 9, definiti ai sensi della normativa vigente, con riferimento agli interventi di competenza regionale.

2. La Regione sostiene, compatibilmente con le risorse nazionali e comunitarie disponibili, gli interventi di formazione, sostegno all’autoimpiego, promozione di nuovo lavoro autonomo, creazione di cooperative di ex dipendenti e tutte le misure di sostegno alla promozione delle competenze e del capitale umano in contesti territoriali di crisi.

3. L’ARPAL Calabria, sulla base della programmazione europea, nazionale e regionale e dei programmi e atti di indirizzo della Giunta regionale, realizza le attività operative di cui al presente articolo, anche in collaborazione con le strutture regionali competenti, coerentemente con quanto disposto dall’articolo 15.

Art. 27

(Promozione dell’autoimpiego e del lavoro autonomo)

1. La Regione promuove l’autoimpiego e il lavoro autonomo nell’ambito della programmazione regionale e comunitaria quale strumento di politica attiva per l’accesso al mercato del lavoro e il reimpiego.

2. La Regione sostiene l’autoimpiego e l’avvio di attività di lavoro autonomo, anche ai sensi dell’articolo 12, comma 2, della legge 22 maggio 2017, n. 81 (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato), con particolare riferimento ai settori che offrono maggiori prospettive di crescita e alle iniziative proposte dalle donne, dai giovani, dai lavoratori espulsi dal mercato del lavoro o da altre categorie di soggetti svantaggiati o con disabilità.

3. Alle iniziative di cui al comma 2 è garantito il sostegno attraverso i servizi di orientamento e assistenza previsti dalla presente legge sia nella fase di progettazione che di avvio delle attività, anche stipulando convenzioni non onerose ai sensi dell’articolo 10, comma 1 della legge 81/2017.

4. La Regione promuove, compatibilmente con le risorse nazionali e comunitarie disponibili, l’avvio di attività di lavoro autonomo nella forma e attraverso lo strumento del microcredito, anche attraverso specifiche forme di sostegno e garanzia finanziaria, in coordinamento con le iniziative dell’Ente nazionale per il microcredito.

5. La Regione sostiene, attraverso gli interventi della programmazione regionale e comunitaria, la promozione di servizi a supporto della creazione di nuovo lavoro autonomo e professionale e di sviluppo dell’idea imprenditoriale, anche nell’ambito della attivazione delle misure finalizzate a supportare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro in esito a percorsi di istruzione, formazione professionale e apprendimento comunque denominati.

Art. 28

(Sistema regionale di inclusione attiva ed integrazione tra i servizi sociali e del lavoro)

1. La Regione promuove il sistema regionale di inclusione attiva, in attuazione delle specifiche linee guida approvate in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e nell’ambito del Fondo nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

2. La Giunta regionale, compatibilmente con le risorse nazionali e comunitarie disponibili, con proprie deliberazioni e nell’ambito delle misure programmate, può disporre l’ampliamento delle categorie dei partecipanti alle misure di sostegno al reddito, inclusione e attivazione sostenute ai sensi della normativa e programmazione nazionale di riferimento e valutare l’adozione di iniziative specifiche.

3. La Regione promuove e sostiene, compatibilmente con le risorse nazionali e comunitarie disponibili, la definizione di intese con le aziende sanitarie, i Comuni, gli ambiti sociali per la presa in carico, l’affiancamento e l’attivazione di persone svantaggiate o con disabilità con elevato deficit di occupabilità e prese in carico dai servizi sociali del territorio, anche in attuazione della legge 22 dicembre 2021, n. 227 (Delega al Governo in materia di disabilità) e dei relativi decreti attuativi in materia di realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato e delle misure di attivazione previste per i beneficiari delle misure per l’inclusione attiva previste dalle disposizioni nazionali e regionali.

4. Al fine della presa in carico dei cittadini svantaggiati e dell’attuazione delle misure di attivazione previste per i beneficiari delle misure di inclusione sociali nazionali e regionali, i centri per l’impiego, i soggetti della rete del lavoro e i servizi coinvolti nelle misure di attivazione previste per i beneficiari delle misure di inclusione attiva, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), e delle disposizioni di cui al regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati, condividono le informazioni, individuate dalla Giunta regionale con propria deliberazione, necessarie all’attivazione degli interventi di cui al presente articolo volte a definire le difficoltà sociosanitarie e lavorative contenute nei sistemi informativi.

Capo V

Interventi per l’apprendimento permanente e la formazione

Art. 29

(Rete regionale per l’apprendimento permanente)

1. In riferimento alle intese tra Stato e Regioni rispetto al Piano strategico nazionale per lo sviluppo delle competenze della popolazione adulta ed alla promozione dell’apprendimento permanente, come definito ai sensi dall’articolo 4, comma 51, della legge 28 giugno 2012, n. 92 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita), la Regione promuove la rete regionale per l’apprendimento permanente.

2. Le reti territoriali per l’apprendimento permanente sono forme associative stabili a natura volontaria, dotate di specifici requisiti di qualità, integrazione e specializzazione.

3. La Giunta regionale, con propria deliberazione, individua, previo confronto con le parti sociali, gli organismi di formazione e gli altri soggetti che operano nell’ambito dell’istruzione, della formazione, del lavoro e dell’inclusione sociale che costituiscono le reti di cui al presente articolo e ne stabilisce le modalità di funzionamento.

4. Le reti di cui al presente articolo costituiscono lo specifico strumento attuativo della programmazione regionale e operano in maniera integrata con le politiche in materia di istruzione, formazione, lavoro, welfare e inclusione sociale per garantire la capacità di azione del sistema regionale dell’offerta di apprendimento, collegata alle strategie per la crescita economica.

5. Le reti territoriali per l’apprendimento permanente operano in modo integrato con la rete regionale dei servizi per le politiche del lavoro di cui all’articolo 6.

Art. 30

(Accreditamento degli enti formativi per la qualifica professionale)

1. La Regione provvede all’accreditamento degli enti formativi, nel rispetto delle linee guida elaborate in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del d.lgs. 150/2015 e disposizioni successive, al fine di garantire standard elevati di qualità del sistema dell’offerta formativa regionale.

2. I criteri e le modalità per l’accreditamento sono definiti dalla Giunta regionale previo confronto con le parti sociali nell’ambito delle funzioni del Tavolo di cui all’articolo 8, tenendo conto dell’accesso al finanziamento pubblico, delle diverse tipologie di attività formativa, differenziandosi per capacità gestionali, logistiche, economiche, professionali e relazionali richieste.

3. La Regione, attraverso l’accreditamento, promuove un sistema orientato ai risultati, anche occupazionali, e alle performance degli enti e sostiene interventi di formazione orientati al lavoro e al reimpiego, anche attraverso le modalità della remunerazione a processo degli interventi formativi per inoccupati e disoccupati, come previsto dall’ordinamento e dalle disposizioni attuative dei programmi di politica attiva del lavoro.

Capo VI

Sistema di valutazione e disposizioni finali

Art. 31

(Clausola valutativa)

1. Il Consiglio regionale e la Giunta regionale, secondo le rispettive competenze, valutano l’impatto, i risultati e l’efficacia delle politiche attive del lavoro e dell’apprendimento permanente disciplinati dalla presente legge.

2. La Giunta regionale ogni anno presenta al Consiglio regionale una relazione che fornisce informazioni sulle attività svolte, i soggetti coinvolti e gli effetti rispetto alle politiche attive del lavoro, alla formazione permanente e per il lavoro, al sostegno al lavoro autonomo e alle diverse misure previste dalla presente legge.

3. La Giunta regionale, per la predisposizione della relazione di cui al comma 2, si avvale dell’ARPAL Calabria quale struttura di supporto e, come fonte di rilevazione e di elaborazione, dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro.

4. L’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro e l’ARPAL Calabria sono tenuti alla elaborazione di un documento congiunto di carattere semestrale sull’impatto delle misure di politica attiva adottate sul territorio regionale.

Art. 32

(Norma finanziaria)

1. Gli oneri finanziari derivanti dagli articoli 14, 17, 18 e 20, quantificati a regime nel limite massimo di 6.436.196,15 euro, trovano copertura a valere sulle risorse già destinate ad Azienda Calabria Lavoro e allocate per 807.621,32 euro alla Missione 15, Programma 01 (U 15.01) e per 5.628.574,83 euro alla Missione 15, Programma 03 (U 15.03), su ciascuna delle annualità di previsione 2023-2025.

2. Per gli esercizi successivi, la copertura degli oneri di cui al comma 1, è garantita, in via continuativa, ai sensi dell’articolo 38 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n.118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi), in sede di approvazione del bilancio di previsione.

Art. 33

(Abrogazioni)

1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge è abrogata la legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5 (Norme in materia di politiche del lavoro e di servizi per l'impiego in attuazione del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469).

Art. 34

(Entrata in vigore)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 124/12^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge regionale 5.4.2008 n. 8 “Riordino dell'organizzazione turistica regionale”. Approvazione proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2023/2025 - Deliberazione di Giunta regionale n. 190 del 28/04/2023” (deliberazione consiliare n. 198)

Il Consiglio regionale

premesso che l’articolo 3 della legge regionale 5 aprile 2008, n. 8 (Riordino dell’organizzazione turistica regionale):

·      prevede, al comma 1, che “la Giunta regionale elabora il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile con l’obiettivo di aumentare in maniera sostenibile la competitività nazionale e internazionale delle destinazioni turistiche regionali, migliorando la qualità dell’offerta e l’orientamento al mercato dei pacchetti turistici territoriali e valorizzando gli specifici vantaggi competitivi locali, in primo luogo le risorse naturali e culturali”;

·      dispone, al comma 2, la durata di tre anni del Piano, la possibilità di aggiornamento annuale nonché l’approvazione dal Consiglio regionale entro il 30 giugno dell’anno precedente il triennio di riferimento;

·      declina, al comma 3, i seguenti contenuti del Piano:

-     il Piano di Marketing Turistico Regionale, che definisce la strategia di mercato e le azioni di marketing per il posizionamento e la promozione dell’offerta turistica regionale;

-     la definizione della strategia e l’individuazione delle azioni per migliorare la competitività e la sostenibilità ambientale delle destinazioni e dei prodotti turistici regionali;

-     i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie;

vista la deliberazione della Giunta regionale n. 142 del 11 aprile 2019, con la quale è stato approvato il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2019/2021;

tenuto conto che con legge regionale 28 dicembre 2021, n. 40 è stata prorogata di un anno la redazione e l’approvazione del nuovo Piano Regionale