XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO SOMMARIO
N. 8
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SEDUTA DI LUNEDì 30 marzo 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio lavori h. 17,03
Fine lavori h. 20,43
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
La seduta
inizia alle 17.03
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare
lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
Dà lettura delle comunicazioni.
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli
d’Italia), relatore
Riferisce,
preliminarmente, che il provvedimento è stato approvato all’unanimità dalla
Commissione competente il 16 marzo u.s.; ricordato, quindi, che la legge
regionale numero 24/2013 ha accorpato i cinque parchi marini regionali in un
unico ente strumentale della Regione Calabria, cui sono attribuite funzioni
tecnico-operative e gestionali in materia di tutela dei beni ambientali,
evidenzia che al sistema dei parchi marini si è successivamente aggiunto il
Parco marino regionale “Secca di Amendolara”, istituito con legge regionale
numero 16/2022. Precisa che il provvedimento è corredato dalla deliberazione
della Giunta regionale, dalle relazioni istruttorie dei Dipartimenti competenti
e dal parere del Revisore unico dei conti dell’Ente.
Riferisce,
poi, che il Revisore unico ha attestato la conformità del bilancio ai principi
contabili previsti dal decreto legislativo numero 118/2011, rilevando che le
previsioni risultano formulate nel rispetto della normativa vigente e delle
attività tecnico-operative connesse alla gestione dei parchi marini regionali,
garantendo il pareggio finanziario complessivo di competenza.
Precisa
che, con riferimento alla normativa regionale sul contenimento della spesa di
cui alla legge regionale numero 62/2023, il Revisore conferma la non
applicabilità della disciplina all’Ente, rammentando l’obbligo di trasmissione
dei dati del bilancio di previsione alla Banca dati delle
amministrazioni pubbliche (BDAP) entro trenta giorni dall’approvazione,
evidenziando che l’eventuale inosservanza comporterebbe il divieto di procedere
ad assunzioni di personale ai sensi dell’articolo 9, comma 1-quinquies,
del decreto-legge numero 113/2016.
Evidenzia,
poi, che il Revisore ha ritenuto congrue le previsioni di spesa, attendibili le
entrate e conforme la previsione dei mezzi di copertura finanziaria, attestando
altresì la correttezza delle previsioni di cassa in relazione all’esigibilità
delle entrate trasferite dalla Regione, ed è stato redatto nel rispetto della
normativa vigente, dello statuto dell’Ente, del regolamento di contabilità e
dei principi contabili applicati allegati al decreto legislativo numero
118/2011, esprimendo pertanto parere favorevole sulla proposta di bilancio.
Riferisce,
ancora, che il Dipartimento per la sostenibilità ambientale, nell’ambito
dell’istruttoria di competenza, ha richiamato le motivazioni contenute nella
relazione integrativa, ribadendo che la normativa sul contenimento della spesa
non può essere applicata con riferimento all’anno 2022, poiché l’Ente non era
ancora pienamente operativo, e troverà applicazione una volta completata la
struttura organizzativa dell’Ente, presumibilmente entro il 2027, quando sarà
possibile procedere alla quantificazione delle voci di spesa soggette ai
vincoli previsti dalla normativa vigente. Comunica, quindi, che il Dipartimento
vigilante ha espresso parere favorevole alla proposta di bilancio di
previsione.
Evidenzia,
inoltre, che il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, esprimendo parere
favorevole al provvedimento, al contempo ha: rilevato il rispetto
dell’equilibrio generale di bilancio; rilevato la mancata previsione
dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione né il recupero di disavanzo, non
emergendo dal prospetto del risultato presunto di amministrazione un disavanzo
per l’esercizio 2025; in riferimento ai trasferimenti regionali derivanti dalla
legge regionale numero 5/2021, relativi agli introiti delle concessioni di
grandi derivazioni idroelettriche, suggerisce all’Ente di individuare
puntualmente le spese connesse a tali entrate, procedendo all’assunzione dei
relativi impegni solo a seguito dell’effettivo trasferimento delle risorse, per
salvaguardare gli equilibri di bilancio; con riferimento al Fondo crediti di
dubbia esigibilità (FCDE), non risultano stanziamenti, non emergendo entrate
tali da rendere necessario il relativo accantonamento; raccomanda di
verificarne la congruità nel corso dell’intero periodo di riferimento del
bilancio; rileva che il Fondo pluriennale vincolato (FPV) risulta quantificato
in misura pari a zero, raccomandando all’Ente di procedere alle eventuali
variazioni conseguenti al riaccertamento ordinario dei residui per l’esercizio
2025.
Dichiarato il voto favorevole sul
provvedimento, sottolinea l’efficienza delle politiche di promozione,
salvaguardia, rispetto del mare e dell’ambiente attuate negli ultimi anni
dall’Ente Parchi marini.
Pur giudicando l’attrattività turistica
fondamentale per la regione perché capace di apportare sviluppo al territorio,
ritiene che particolare attenzione vada rivolta alla salute del mare,
contingentandone lo sfruttamento.
Riferisce, poi, che, tra qualche settimana,
l’Ente Parchi marini otterrà la certificazione europea del turismo sostenibile
(CETS), che, a suo avviso, contribuirà a favorire anche forme di turismo extra
stagionale.
Ringraziato il direttore dell’Ente per il
lavoro sin qui profuso, giudica fortemente positivo che si creino le condizioni
affinché la Calabria sia attrattiva anche nella stagione invernale.
Condivise le dichiarazioni del consigliere
Pitaro in merito al buon funzionamento dell’Ente Parchi marini dopo la nomina
del dottore Greco alla sua guida, di cui ha appreso i risultati nel corso della
sua audizione in Commissione, sottolinea la rilevanza di obiettivi di
destagionalizzazione turistica. In merito all’Ente, biasimata l’esiguità di
personale e giudicato necessario migliorare la struttura organizzativa
dell’Ente, annuncia il suo voto di astensione.
Evidenzia come il
tema dei Parchi marini imponga una riflessione di più ampio respiro in ordine
al turismo e allo stato di salute del mare, atteso che la loro naturale
vocazione è quella di tutelare e valorizzare la risorsa marina.
Sottolinea che,
negli anni precedenti, è stato svolto un significativo lavoro attraverso
specifiche misure finalizzate alla tutela del mare durante la stagione estiva
in diverse aree del territorio regionale. Rileva, tuttavia, che, per la
stagione 2025, gli interventi sono stati affidati a Sorical senza conseguire i
risultati positivi registrati negli anni passati, verosimilmente anche a causa
della ristrettezza dei tempi di attuazione.
Ribadisce,
pertanto, che i Parchi marini necessitano di interventi continuativi e di una
programmazione di lungo periodo, evidenziando altresì l’esigenza
imprescindibile di salvaguardare la risorsa mare, quale presupposto per
garantire condizioni di elevata qualità ambientale e favorire l’attrattività
turistica anche oltre la stagione estiva.
Annuncia, infine,
voto di astensione.
Intervenendo per dichiarazione di voto, precisa che
il riferimento al mare nella stagione invernale va inteso nell’insieme dell’indotto
turistico e della rete di servizi connessi, nell’accezione più affine al
concetto di turismo sostenibile.
Precisato che i Parchi marini nascono con la finalità
precipua di salvaguardare l’ambiente, riconosce, comunque, che attraverso di essi
si possano sviluppare forme di turismo in stagioni diverse da quella estiva e
che abbiano connessioni con ulteriori ambiti. Ciò premesso, annuncia il suo
voto favorevole al provvedimento.
Sottolineato che le condizioni del mare sono notevolmente
migliorate negli ultimi anni, e giudicato il provvedimento allineato e utile
alle finalità dell’Ente, annuncia il suo voto favorevole.
Pone in votazione il provvedimento, unitamente ai relativi
allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale, che è
approvato.
(Il Consiglio approva)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli
d’Italia), relatore
Riferito,
preliminarmente, che il provvedimento è stato approvato a maggioranza nella
seduta di seconda Commissione del 27 marzo u.s., precisa che si compone della
deliberazione di Giunta regionale, delle relazioni istruttorie dei Dipartimenti
competenti, nonché dei pareri espressi dal Revisore unico dei conti e dal
Comitato di indirizzo.
Riferisce,
quindi, che il Revisore unico dei conti ha attestato il rispetto del pareggio
finanziario complessivo di competenza e degli equilibri di bilancio, sia di
parte corrente sia in conto capitale, esprimendo parere favorevole anche in
ordine all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione presunto. Evidenzia,
altresì, che lo stesso ha verificato la congruità del Fondo rischi contenzioso,
la correttezza del calcolo del Fondo crediti di dubbia esigibilità e il
rispetto dei relativi accantonamenti, rilevando, con riferimento al Fondo di
garanzia dei debiti commerciali, la necessità di un accantonamento pari a euro
25.000,00, in ragione del mancato rispetto dei criteri normativi.
Riferisce,
ancora, che il Revisore unico ha attestato la conformità delle previsioni
finanziarie alle disposizioni normative vigenti, rilevandone la coerenza
interna, la congruità e l’attendibilità, ed ha espresso parere favorevole
all’approvazione del bilancio di previsione 2026/2028.
Comunica,
poi, che il Dipartimento sostenibilità ambientale ha espresso parere favorevole
alla proposta, evidenziando il rispetto delle misure di contenimento della
spesa pubblica, e che il Comitato di indirizzo ha parimenti espresso parere
favorevole.
Riferisce,
inoltre, che il Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, nell’ambito
dell’istruttoria di competenza, con riferimento al Fondo crediti di dubbia
esigibilità, ha raccomandato il suo adeguamento agli accantonamenti minimi di
legge in occasione della prima variazione utile, nonché l’aggiornamento delle
previsioni nel corso dell’esercizio 2026, in relazione all’andamento degli
incassi, e rilevato il corretto appostamento del Fondo pluriennale vincolato,
raccomandando tuttavia l’adozione dei necessari correttivi a seguito del
riaccertamento dei residui 2025, nel rispetto del principio della competenza
finanziaria potenziata.
Segnala,
infine, che il Dipartimento ha raccomandato all’Ente, in sede di redazione del
rendiconto di gestione 2025, la corretta compilazione della tabella relativa
alle risorse vincolate, in continuità con l’esercizio precedente.
Conclude
riferendo che, all’esito dell’attività istruttoria, il Dipartimento bilancio,
finanze e patrimonio ha espresso parere favorevole all’adozione del bilancio da
parte della Giunta regionale, ai fini della successiva trasmissione al
Consiglio regionale per il seguito di competenza.
Riferita, preliminarmente, la differenza tra
il provvedimento in esame, che è stato approvato a maggioranza nella
Commissione bilancio, rispetto a quello precedente approvato, invece,
all’unanimità, reputa che le ARPA, per la peculiarità delle funzioni svolte, debbano
essere Enti autonomi e non organismi strumentali della Regione.
Ritenuti evidenti gli sforzi compiuti negli
ultimi di anni per la costruzione di una Agenzia efficiente, rileva come la
tematica ambientale sia inscindibilmente collegata a quella della salute, con conseguenti
ricadute sanitarie sulla popolazione.
Sottolineato il ruolo strategico di Arpacal,
reputa necessario dotare l’Agenzia di strumenti adeguati, indispensabili, a suo
avviso, soprattutto in un contesto regionale caratterizzato da gravi criticità
ambientali.
Ravvisato negli ultimi anni un miglioramento
significativo delle capacità analitiche, operative e programmatorie dell’Ente,
sottolinea come i bilanci di previsione dell’Agenzia siano ora predisposti con
regolarità e nei tempi prescritti.
Preannuncia, quindi, il suo voto favorevole
al provvedimento, reputando essenziale sostenere l’Agenzia affinché continui la
propria attività con efficienza e continuità.
Condivisa, infine, la richiesta avanzata dal
Presidente della quarta Commissione di rafforzare la dotazione economica dell’Ente
per consentire un ulteriore potenziamento delle sue funzioni, auspica un
incremento delle risorse per consolidare il percorso positivo intrapreso.
Annunciato il
voto contrario al provvedimento in esame, ne sottolinea la differenza rispetto
al precedente relativo al bilancio dell’Ente Parchi Marini, riguardo al quale è
stata riconosciuta la buona gestione del Commissario e una programmazione sostenuta
adeguatamente dalle risorse finanziarie.
Evidenziato come,
nel caso dell’ARPACAL, esista una programmazione, ma priva delle risorse
necessarie, riferisce che in Commissione vi era stata una richiesta condivisa
di incremento dei finanziamenti per rafforzare un Ente ritenuto fondamentale
per la tutela ambientale e sanitaria.
Rilevato che
l’ARPACAL sta subendo una riduzione della propria capacità di controllo, in
particolare sullo stato del mare, sottolinea come la Giunta regionale, a suo
avviso, potenzi le funzioni e la disponibilità economica di Enti di gestione,
come ARRICAL e So.Ri.Cal, anche attraverso deroghe alla spending review
e maggiori trasferimenti finanziari, rispetto ad Enti che svolgono,
invece, funzioni di controllo.
Ritenuto che senza finanziamenti adeguati
l’ARPACAL non potrà operare in modo strutturale e incisivo, ribadisce il voto
contrario.
Sottolineata la crisi strutturale nella
quale versa da anni l’Arpacal, caratterizzata da numerose criticità e da una
pianta organica sempre più ridotta, rileva l’impossibilità per l’Agenzia di assolvere
adeguatamente alle proprie funzioni principali.
Ricordata la perdita di due milioni di
euro di fondi ministeriali destinati allo studio delle acque e la revoca dei
concorsi banditi per assumere personale, sottolinea l’importanza strategica
dell’Agenzia nella tutela delle acque, nel controllo dell’inquinamento
elettromagnetico e acustico e nel supporto tecnico all’Amministrazione
regionale, rilevando come le attuali carenze operative costringano spesso a
ricorrere a Enti privati, come l’Anton Dohrn, che costituisce, comunque, un’eccellenza
nazionale.
Affermato un intento non
polemico ma costruttivo, auspica che si riporti al centro del dibattito il
potenziamento dell’Agenzia e invita a rafforzare il personale specializzato
affinché l’Arpacal possa operare, come nelle altre regioni, a tutela del
territorio e a supporto dello sviluppo regionale.
Pone ai voti il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, con richiesta
autorizzazione al coordinamento formale, che è approvato.
(Il Consiglio approva)
Riferito,
preliminarmente, che il provvedimento in discussione è stato licenziato dalla
seconda Commissione nella seduta del 27 marzo, riferisce che esso è stato approvato con deliberazione di Giunta
regionale numero 87 del 27 febbraio 2026, riguardante la presa d’atto del
quadro esigenziale degli interventi complementari ai
programmi cofinanziati dai fondi strutturali europei per il ciclo di
programmazione 2021-2027 finalizzata all'avvio
della concertazione di un
atto aggiuntivo all'Accordo per lo
sviluppo e la Coesione del
16/02/2024.
Ripercorso preliminarmente l’iter che ha
condotto all’adozione del Decreto del Presidente della Giunta regionale numero 64/2025,
sottolinea che tale decreto ha individuato, sulla base della ricognizione
svolta dal Dipartimento Programmazione Unitaria in coordinamento con i
Dipartimenti competenti, il quadro dei fabbisogni territoriali meritevoli di
intervento.
Evidenziato che le esigenze rilevate
ricadono nelle Aree Tematiche del Documento FSC (aprile 2022) relativo ai
criteri generali della programmazione 2021‑2027, chiarisce che la
finalità era assicurare copertura finanziaria agli interventi tramite le
risorse del Fondo di Rotazione nell’ambito del POC 2021‑2027.
Rilevato che la dotazione finanziaria
complessiva disponibile ammonta a € 694.611.708,94, specifica che tali risorse
sono destinate a garantire il finanziamento degli interventi individuati, in
coerenza con la strategia di sviluppo territoriale delineata dalla Regione.
Riferisce, poi, che, a seguito di ulteriori
interlocuzioni istituzionali, è stata effettuata una rimodulazione dei
fabbisogni (nel rispetto dei principi di
demarcazione, complementarietà e addizionalità, nonché della coerenza
con il PR Calabria FESR-FSE+ 2021-2027) che ha comportato la riduzione di
alcune voci di spesa, anche in ragione della possibilità di mantenere taluni
interventi infrastrutturali sul FSC e della ridefinizione del fabbisogno nel
settore dell’edilizia sanitaria.
Evidenzia, inoltre, che, nelle more
dell'esame in Commissione, è pervenuta la deliberazione di Giunta regionale numero
109 del 25 marzo 2026, che modifica e integra la predetta delibera di Giunta
regionale numero 87/2026, che ha integrato il quadro esigenziale,
prevedendo un incremento delle risorse destinate al settore istruzione e
formazione, con particolare riferimento al finanziamento di borse di studio per
studenti meritevoli delle università del Mezzogiorno, compensato da una
riduzione nel settore turismo e ospitalità.
Conclude sottolineando che il quadro esigenziale costituisce la base per il negoziato da
condurre con le Amministrazioni nazionali ai fini dell’assegnazione delle
risorse del Fondo di rotazione.
Pone ai voti il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, con
richiesta autorizzazione al coordinamento formale, che è approvato.
(Il Consiglio approva)
Sottolinea, preliminarmente, che la
proposta di legge in esame presenta un duplice profilo: da un lato, risponde all’esigenza
di adeguare la normativa regionale sul diritto allo studio al decreto
legislativo numero 68 del 2012, colmando un vuoto legislativo rimasto irrisolto
per anni, dall’altro, ne evidenzia l’indirizzo politico, che mira a valorizzare
gli studenti universitari come risorsa strategica per la Calabria.
Precisato che il provvedimento introduce
la possibilità di attribuire, oltre alla borsa di studio, ulteriori incentivi a
favore degli studenti meritevoli, rileva come la riforma rivoluzioni il sistema
di erogazione delle borse di studio, atteso che viene superato il
modello della rendicontazione a spesa storica e sostituito con una
programmazione annuale del fabbisogno basata sulle stime delle università; a
tal fine, precisa che la Regione, secondo tale schema, programma risorse
regionali e comunitarie ed eroga il 70% entro il 15 settembre e il saldo a
gennaio dell’anno successivo.
Evidenziato che negli anni precedenti
la copertura delle borse di studio era stata assicurata grazie alla sensibilità
politica, pur con ritardi, precisa che ora la legge stabilisce un obbligo
permanente che tutela gli studenti e rende la Calabria la prima regione
italiana a introdurre un modello così avanzato.
Rilevato, infine, il largo sostegno
politico al provvedimento, approvato all’unanimità nelle Commissioni,
sottolinea che la legge rappresenta una “pagina di futuro” per la Calabria,
riconoscendo negli studenti uno degli asset strategici regionali.
Sottolineato come la proposta in esame
sia stata condivisa fin dall’inizio dalle minoranze in Consiglio regionale,
evidenzia che il provvedimento viene sostenuto con convinzione perché tutela
studenti, giovani, donne e categorie fragili, evidenziando che il Partito
democratico sarà sempre favorevole a interventi che rafforzano la formazione
come strumento di sviluppo sociale anche in Calabria.
Rilevato che molte famiglie calabresi
vivono difficoltà economiche tali da impedire ai figli di proseguire gli studi,
reputa che la riforma sulle borse di studio possa restituire respiro a nuclei
che oggi rinunciano all’università anche a causa dei ritardi nell’erogazione
delle risorse.
Ritenuto che la legge rappresenti
un passo importante per sostenere i giovani e il futuro della regione, ribadisce
il voto favorevole a sostegno della misura prevista.
Condiviso con
convinzione il provvedimento, attese le difficoltà economiche che gravano sulle
famiglie calabresi, soprattutto quando devono sostenere più figli negli studi
universitari, reputa che la legge introduca strumenti concreti di sostegno,
come borse di studio e ulteriori forme di aiuto, che rappresentano un
investimento fondamentale per garantire ai giovani l’accesso alla formazione e
per trattenere nelle università calabresi studenti che, altrimenti, sarebbero
costretti a spostarsi altrove.
Sottolineato che la proposta dimostra
come la minoranza non assuma posizioni pregiudiziali, ma sappia riconoscere e
sostenere i provvedimenti utili ai cittadini calabresi, rileva che tale
atteggiamento è stato già dimostrato su più atti – come quello sull’Ente Parchi
marini – e dichiara di rinnovarlo sul provvedimento in esame con un voto
favorevole convinto.
Evidenziato, infine, che il Consiglio sta
scrivendo una bellissima pagina per il futuro della Regione, auspica che simili
convergenze possano ripetersi anche in altre occasioni a beneficio dello
sviluppo economico e sociale della Calabria.
Sottolineato che la
posizione della minoranza non è pregiudizialmente contraria, evidenzia come l’opposizione valuti
con attenzione i provvedimenti ritenuti utili per lo sviluppo della Calabria e
dei comparti strategici dell’economia regionale.
Ricordato che la
proposta ha ottenuto sin dall’inizio il convinto sostegno del suo gruppo di
appartenenza e che essa è stata già condivisa in sede di Conferenza dei
capigruppo senza esitazioni, in quanto coerente con le esigenze del sistema
universitario calabrese, evidenzia le criticità derivanti dai fenomeni di
campanilismo tra gli atenei regionali e rileva la necessità di superare tali
dinamiche, al fine di costruire un sistema universitario unitario, orientato
prioritariamente alla formazione dei giovani calabresi e al contenimento della
migrazione intellettuale verso altre regioni o Paesi.
Ritiene, inoltre, che
il provvedimento contribuisca a rafforzare le opportunità formative sul
territorio regionale, favorendo la permanenza dei giovani in Calabria e
promuovendo una competizione sana tra le università, svincolata da logiche
localistiche.
Ravvisa, in
particolare, nella legge uno strumento idoneo a ricostruire il meccanismo
dell’ascensore sociale, evidenziando come, negli ultimi anni, le difficoltà
economiche delle famiglie abbiano limitato l’accesso agli studi universitari,
con conseguente perdita di numerosi talenti.
Ricorda, quindi, che,
in passato, analoghi strumenti hanno consentito a molti cittadini calabresi,
anche provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati, di raggiungere
elevati livelli professionali in ambito nazionale ed europeo.
Sottolinea, pertanto,
l’esigenza di evitare che la Regione continui a sostenere i costi formativi dei
giovani senza riuscire a trattenerne le competenze, con conseguente beneficio
per altri territori.
Conclude ribadendo il
pieno sostegno al provvedimento e confermando il voto favorevole quale
espressione di responsabilità istituzionale e di condivisione di misure
ritenute strategiche per il futuro della Calabria.
Esprime apprezzamento
per l’iniziativa legislativa, riconoscendo il contributo costruttivo
dell’opposizione e auspicando il mantenimento di un approccio responsabile
anche nella trattazione dei successivi punti all’ordine del giorno. Sottolinea,
inoltre, la validità del metodo adottato, evidenziando come la proposta di
legge derivi da un confronto diretto tra istituzioni e studenti universitari,
portatori delle principali istanze e criticità del sistema formativo regionale.
Evidenziata, poi, la
fragilità strutturale del sistema universitario calabrese, rilevando come esso
si sostenga prevalentemente su risorse proprie e regionali, a fronte di un
limitato apporto finanziario statale, precisa che tale condizione determina
difficoltà sia nella gestione ordinaria sia nello sviluppo delle attività
accademiche, rendendo necessario un intervento di sostegno organico.
Evidenziando le
persistenti disuguaglianze economiche tra le famiglie, rileva come, rispetto al
passato, i nuclei monoreddito incontrino maggiori difficoltà nel sostenere i
costi dell’istruzione universitaria, anche in presenza di strumenti quali le
borse di studio, i cui parametri non sempre risultano aderenti alle reali
condizioni economiche.
Ravvisa pertanto la
rilevanza dell’intervento regionale quale assunzione di responsabilità
istituzionale, sottolineando che, a differenza di altri contesti territoriali
in cui le università beneficiano di significativi apporti privati, in Calabria
il sostegno pubblico risulta determinante per la tenuta del sistema. Evidenzia
inoltre come tale misura contribuisca a contrastare la mobilità passiva degli
studenti, favorendo la permanenza sul territorio regionale.
Conclude sottolineando
il momento favorevole attraversato dal sistema universitario calabrese,
richiamando i recenti risultati positivi conseguiti dagli atenei regionali nei
ranking nazionali e ribadendo che l’intervento in esame rappresenta un
ulteriore passo verso il rafforzamento dell’offerta formativa e delle
prospettive per i giovani calabresi.
ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)
Esprimendo
apprezzamento per l’iniziativa e condividendone le finalità, evidenzia, tuttavia, la
necessità di individuare adeguate coperture finanziarie, affinché le misure
previste possano essere effettivamente attuate.
Rileva, inoltre, sulla
base delle sollecitazioni pervenute dai gruppi studenteschi, l’esigenza di
garantire la tempestiva erogazione delle risorse. Precisa che, frequentemente,
i contributi intervengono a rimborso di spese già sostenute dalle famiglie, quali
i canoni di locazione e l’acquisto di testi universitari e ribadisce, pertanto,
l’importanza di accelerare le procedure di assegnazione, in coerenza con gli
obiettivi indicati nella proposta, al fine di renderne più efficace l’impatto.
Auspica, quindi, una
convergenza unanime sul provvedimento, ritenendo che la riduzione dei tempi di
erogazione rappresenti un elemento qualificante e condivisibile.
Chiede, infine,
aggiornamenti in merito allo stato di attuazione della misura relativa al
cosiddetto “reddito di merito”, evidenziandone la rilevanza quale strumento di
sostegno agli studenti e di contrasto alla mobilità in uscita, auspicandone l’introduzione
entro il 2026.
OCCHIUTO Roberto, Presidente della Giunta regionale
Esprime apprezzamento
per l’iniziativa legislativa proposta dal consigliere Brutto, evidenziando come
il provvedimento abbia ottenuto un ampio sostegno sia da parte della
maggioranza sia, responsabilmente, da parte della minoranza. Sottolinea quindi
il carattere condiviso della legge, rilevando che difficilmente si sarebbe
potuto esprimere voto contrario su un intervento di tale natura.
Dichiara, pertanto, che
la Regione Calabria introduce per prima un modello innovativo nel panorama
nazionale, anticipando alle università le risorse destinate alle borse di
studio, diversamente da quanto avviene nelle altre regioni, dove i
finanziamenti sono erogati a consuntivo. Precisa che tale meccanismo consente,
da un lato, agli studenti di beneficiare tempestivamente dei contributi e,
dall’altro, alle università di programmare con maggiore efficacia gli
interventi in materia di diritto allo studio.
Sottolinea, inoltre,
l’entità degli investimenti regionali nel settore, con particolare riferimento
anche alle borse di specializzazione in ambito medico, e definisce il
provvedimento una riforma strutturale, già sollecitata nella precedente
legislatura ma rimasta inattuata, che si inserisce in una strategia più ampia
volta a contrastare il fenomeno della migrazione giovanile.
Ravvisa la necessità di
accompagnare tali interventi con politiche nazionali orientate ai giovani,
quali incentivi fiscali e strumenti a sostegno dell’occupazione giovanile,
nonché una revisione delle normative che ostacolano lo sviluppo delle start-up.
Osserva infatti che l’attuale contesto risulta meno favorevole rispetto ad
altri Paesi, limitando le opportunità per i giovani.
Giudica innegabile che
la decisione di lasciare la Calabria si manifesti frequentemente in
concomitanza con il percorso universitario e che, pertanto, il rafforzamento
del diritto allo studio rappresenti uno strumento determinante per offrire ai
giovani una reale possibilità di scelta, evitando che l’emigrazione costituisca
un obbligo.
In riferimento al “reddito
di merito”, oggetto di richiesta di aggiornamento, precisa che la misura è in
fase di definizione, con l’obiettivo di renderla operativa entro l’anno
accademico 2026. Annuncia, inoltre, che è in corso la valutazione
dell’estensione del beneficio non solo ai neodiplomati, ma anche agli studenti
già iscritti ai corsi universitari, alla luce dei dati che evidenziano un
significativo flusso migratorio anche successivamente al conseguimento della
laurea triennale.
Riferisce che il
reddito di merito sarà configurato come un sostegno economico svincolato dalle
spese specifiche di studio, destinato a studenti meritevoli, al fine di
incentivare la permanenza nelle università calabresi e precisa che sono in
corso approfondimenti tecnici per la definizione della platea dei beneficiari e
delle relative coperture finanziarie, anche attraverso interlocuzioni con i Rettori
degli atenei regionali.
Infine, conferma
l’impegno del Governo regionale nel rafforzare le politiche a favore dei
giovani e del diritto allo studio.
Passa
all'esame e votazione del provvedimento e riferisce che all’ articolo 1 è
pervenuto l'emendamento protocollo numero 8854 a firma del consigliere Brutto a
cui cede la parola per l'illustrazione.
BRUTTO Angelo (Fratelli d’Italia)
Illustra l’emendamento che
ha natura meramente tecnica ed è stato formulato a seguito delle osservazioni
emerse nel corso dell’istruttoria svolta in Seconda Commissione, al fine di
garantire maggiore chiarezza nella definizione delle fonti di finanziamento.
Ringrazia quindi il presidente
Filippo Pietropaolo per il contributo fornito, in particolare per la puntuale
individuazione delle coperture finanziarie.
Precisa che le attività
previste dai commi da 7 a 10 si configurano come parte integrante del ciclo di
programmazione e valutazione disciplinato dall’articolo 24, nell’ambito della
programmazione triennale, fermo restando quanto disposto dal comma 8 del medesimo
articolo.
Evidenzia inoltre che
la Regione, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e degli equilibri di
bilancio, nonché nei limiti delle risorse complessivamente disponibili,
persegue l’obiettivo della copertura integrale delle borse di studio,
attribuendo a tale finalità carattere prioritario nella programmazione delle
risorse nazionali e comunitarie.
Pone in
votazione: l'emendamento, protocollo numero 8854, che è approvato con il parere
favorevole della Giunta; l’articolo 1 che è approvato per come emendato; gli
articoli 2, 3 e 4 che sono approvati e proposta di legge nel suo complesso che
è approvata, come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
Illustra la proposta,
composta da 18 articoli, licenziata dalla Quinta Commissione nella seduta del
12 marzo 2026, con parere favorevole della Seconda Commissione bilancio,
espresso il 27 marzo 2026, per i profili finanziari.
Precisa che il
provvedimento si configura come intervento di manutenzione normativa,
finalizzato all’adeguamento di disposizioni obsolete all’evoluzione del quadro
normativo e organizzativo regionale; pertanto, interviene in diversi ambiti,
tra cui la semplificazione amministrativa, la disciplina degli usi civici, il
servizio idrico integrato e i trasporti non di linea. Aggiunge che sono
previsti ulteriori aggiornamenti settoriali riguardanti, tra l’altro, la
navigazione da diporto con natanti elettrici, le distanze per le case
funerarie, le cooperative e i meccanismi di compensazione per le comunità
montane, nonché disposizioni di razionalizzazione e abrogazione di norme prive
di copertura finanziaria.
Sottolinea che le
modifiche introdotte sono volte a garantire maggiore efficienza, celerità e
proporzionalità dell’azione amministrativa, in coerenza con gli obiettivi
programmatici della maggioranza regionale.
Evidenzia, inoltre, che
dal provvedimento non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
regionale, come attestato dalla relazione tecnico-finanziaria e dall’articolo
17.
Conclude proponendo
all’Aula l’approvazione del testo e precisa che l’entrata in vigore è prevista
dal giorno successivo alla pubblicazione.
Passa all’esame dell’articolato e riferisce
che all’articolo 1 è pervenuto l’emendamento a firma del consigliere Crinò.
CRINÒ
Giacomo Pietro (Occhiuto Presidente)
Illustra l’emendamento che sostituisce la
lettera e) del comma 1 dell’articolo 1 con la seguente: “e) all’articolo 4
comma 1 le parole: “il contributo per la costruzione delle infrastrutture e”
sono soppresse, le parole da: “agli Assessorati” a “per territorio,” sono
sostituite dalle seguenti: “al dipartimento competente in materia di turismo” e
le parole: “la capacità di gestione delle strutture che verranno costruite col
contributo della Regione nonché” sono soppresse.
Recepito il parere favorevole della Giunta
regionale e del relatore, pone ai voti l’emendamento che è approvato e l’articolo
1 che è approvato per come emendato.
Indi, pone ai voti gli articoli 2, 3, 4, 5,
6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16 che sono approvati e riferisce che dopo
l’articolo 16 sono pervenuti alcuni emendamenti aggiuntivi dell’articolo 16-bis.
Riferisce, quindi, che è pervenuto un emendamento
a firma del consigliere Polimeni.
Illustra l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 16-bis che
sostituisce il comma 4 dell’articolo 1 della legge regionale numero 6 del 2026.
Precisa che l’intervento mira ad assicurare un maggiore allineamento della
tipologia progettuale che può essere finanziata con le risorse dell’Azione
4.K.1 del PR Calabria FESR FSE 20221/2027.
Registrato il parere favorevole della Giunta regionale e del relatore,
pone ai voti l’emendamento che è approvato.
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Chiede se gli emendamenti siano corredati di
scheda di analisi tecnico-normativa e del parere dei Dipartimenti competenti.
Precisato che non è obbligatorio acquisire i predetti pareri per gli
emendamenti, riferisce che è pervenuto un altro emendamento protocollo a firma
dei consiglieri Brutto, Caputo, Pitaro, Mattiani e Giannetta.
BRUTTO
Angelo (Fratelli d’Italia)
Illustra l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 16-bis, che integra
l’articolo 1 della legge regionale numero 3 del 2026, al fine di limitare la
possibilità di proroga delle graduatorie vigenti solo a quelli che non hanno
beneficiato di precedenti interventi normativi di proroga, con la finalità di
evitare la reiterata proroga delle graduatorie derivanti da avvisi o selezioni
per reclutamenti approvate all’esito di procedure concorsuali degli enti e
aziende del servizio sanitario regionale.
Registrato il parere favorevole della Giunta regionale e del relatore,
pone ai voti l’emendamento che è approvato. Riferisce, poi, che è pervenuto un
ulteriore emendamento, a firma del consigliere Ionà.
IONA
Emanuele (Occhiuto Presidente)
Illustra l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 16-bis per
l’abrogazione della legge regionale numero 18 del 2025 con cui è stata
istituita l’Agenzia regionale per l’energia della Calabria che non è stata mai
costituita né sono stati approvati gli atti fondamentali per il suo
funzionamento, per cui la legge regionale non ha avuto alcuna attuazione.
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Chiede chiarimenti in merito agli emendamenti il cui iter e il contenuto
appaiono poco chiari, considerate le diverse materie non coerenti che
caratterizzano il provvedimento; altresì stigmatizza le procedure utilizzate
che ritiene, da un lato, indifferenti alle funzioni della minoranza e, dall’altro,
svilenti il lavoro delle Commissioni.
Riferisce che gli emendamenti sono pervenuti prima della seduta e,
registrato il parere favorevole della Giunta regionale e del relatore, pone ai
voti l’emendamento che è approvato.
OCCHIUTO
Roberto, Presidente della Giunta
regionale
Fornisce chiarimenti sul contenuto dell’emendamento proposto dal consigliere
Ionà, precisando che il suo obiettivo è l’abrogazione di una norma approvata nella
precedente Legislatura e mai produttiva di effetti che prevedeva la
costituzione di un’Agenzia per l’energia; pertanto, dichiara che la sua
abrogazione consentirà di evitare spese aggiuntive per enti sub regionali.
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Preso atto delle finalità dell’emendamento, sostiene che, a maggior
ragione, i consiglieri devono essere posti nelle condizioni di conoscere i
provvedimenti e stigmatizza il nebuloso se non inutile, a suo dire, contributo
offerto dalle Commissioni, considerato che provvedimenti discussi in quelle
sedi nella settimana precedente sono ancora oggetto di proposte di modifica
nella giornata odierna. Ribadisce, inoltre, che l’incoerenza delle materie
contenute nel provvedimento omnibus non consentono uno studio lineare e puntuale,
ritenendo che neanche i consiglieri di maggioranza abbiano reale contezza del
contenuto degli emendamenti proposti.
Stigmatizza l’atteggiamento della
consigliera Greco e della minoranza in generale ed evidenzia la validità delle
leggi omnibus, al fine di rendere più celeri i procedimenti. Precisa,
poi, che anche la minoranza avrebbe potuto presentare emendamenti ai
provvedimenti così come fatto dalla maggioranza, nel rispetto delle prerogative
democratiche di ogni consigliere.
Anch’egli ritiene che la minoranza avrebbe potuto presentare emendamenti
e sottolinea che il procedimento di presentazione è stato rispetto delle
procedure regolamentari.
ALECCI Ernesto (Partito Democratico)
Attese le procedure previste dal Regolamento interno, sottolinea
anch’egli l’importanza di discutere gli emendamenti in seno alle Commissioni,
non solo con riguardo al contenuto ma al buon senso istituzionale. Condivide,
infatti, le osservazioni della consigliera Greco in merito all’opportunità di
approfondire, laddove possibile, i provvedimenti in seno alle Commissioni
competenti.
Pone ai voti gli articoli 17 e 18 che sono approvati e la proposta di
legge nel suo complesso per come emendata con autorizzazione al coordinamento
formale.
(Il Consiglio approva)
Proposta di
Legge n. 58/13^ di iniziativa dei Consiglieri G. Mattiani, D. Giannetta, V. Pitaro, P.
Caputo, A. Brutto recante: “Disposizioni per l'attuazione della legge regionale
3 marzo 2026, n. 9 e manutenzione normativa”
MATTIANI
Giuseppe (Lega Salvini), relatore
Illustra la proposta di legge che nasce
dall'esigenza di dare attuazione allo Statuto regionale e di operare una
manutenzione normativa volta a coordinare le leggi vigenti in materia di
composizione della Giunta e delle strutture di supporto politico-istituzionale,
garantendo così uniformità di trattamento e certezza del diritto.
Riferisce che il fulcro della riforma è
contenuto nell'articolo 1, che integra la legge regionale n. 3/1996
introducendo due figure chiave: l'articolo 1-bis, disciplina gli
assessori "esterni" (non facenti parte del Consiglio regionale),
stabilendo che debbano possedere i medesimi requisiti di candidabilità dei
consiglieri e che il loro trattamento economico e giuridico sia totalmente
equiparato a quello dei consiglieri nominati assessori, includendo norme su
sospensione, aspettativa e pubblicità patrimoniale; in secondo luogo, l'articolo
1-ter istituisce formalmente fino a due Sottosegretari alla Presidenza
della Giunta regionale, definendone i compiti di supporto al Presidente e la
partecipazione alle sedute di Giunta regionale senza diritto di voto.
Riferisce poi che per tali figure è prevista
un'indennità specifica, composta dal 70% dell'indennità di carica e dall'80%
dell'indennità di funzione prevista per gli assessori.
Illustra poi: l’articolo 2 che si occupa
invece della dimensione operativa, modificando la legge regionale n. 7/1996 per
estendere ai Sottosegretari la possibilità di avvalersi di strutture di diretta
collaborazione con compiti di supporto tecnico e raccordo, per un massimo di tre
unità di personale per ciascun Sottosegretario; l’articolo 3, che introduce una
norma di coordinamento per chiarire gli effetti della nomina e precisa che, a
differenza di quanto avviene per gli Assessori, la nomina di un consigliere
regionale alla carica di Sottosegretario non comporta la sospensione dal
mandato consiliare né l'attivazione di meccanismi di supplenza o sostituzione
temporanea in Consiglio; l'articolo 4 definisce la copertura finanziaria
dell'intera operazione; l'articolo 5 dispone l'abrogazione di precedenti norme
ormai superate o potenzialmente sovrapponibili.
Censura il titolo
della proposta di legge, definita “manutenzione normativa”, giudicandolo fuorviante
e non corrispondete al suo reale contenuto, relativo invece gli emolumenti dei
sottosegretari, in passato aboliti e ora reintrodotti, e alla composizione
delle loro strutture.
Evidenzia,
inoltre, come queste figure non abbiano competenze chiare e siano assimilabili
a collaboratori, ma con compensi molto più elevati (circa 14.000 euro mensili).
Critica, ancora,
il costo complessivo dell’intervento normativo, stimato in circa 2,6 milioni di
euro, incluso il finanziamento per i nuovi assessori, e ricorda che, in
Commissione, emendamenti dell’opposizione volti a ridurre tali costi sono stati
respinti.
Propone, infine,
di destinare le risorse previste per il finanziamento di tali figure a settori
prioritari come borse di studio, sanità, dissesto idrogeologico e ambiente.
Conclude accusando la maggioranza di perseguire logiche di potere e annuncia il
voto contrario dell’opposizione.
Ritiene che la
proposta dimostri “l’ossessione” della maggioranza per il consolidamento del
potere e giudica i Sottosegretari figure prive di responsabilità e utilità
concreta, ma con costi elevati per la Regione.
Richiama, poi, le
difficoltà dei cittadini calabresi, tra cui sanità carente, infrastrutture
insufficienti, rischio alluvioni e povertà diffusa, ritenendo quindi
inopportuna la creazione di nuove cariche politiche. Accusa, quindi, il
presidente Occhiuto di ignorare le emergenze reali e di non aver dichiarato in
campagna elettorale l’intenzione di introdurre tali figure.
Infine, comunica
che l’opposizione non parteciperà alla discussione degli emendamenti per non
essere neanche testimone o, peggio, giudicata complice di tale decisione.
Difende la
legittimità della proposta, precisando che deriva da una modifica statutaria
approvata e non dichiarata incostituzionale.
Contesta,
inoltre, le cifre riportate dall’opposizione in riferimento ai costi, chiarendo
che lo stipendio dei Sottosegretari è equivalente a quello dei consiglieri
regionali e non pari a 14.000 euro netti.
Evidenzia,
ancora, che la maggioranza ha presentato un emendamento per ridurre i costi di
circa 600.000 euro, limitando le strutture di supporto dei Sottosegretari.
Sostiene, infine,
che tali figure possano contribuire a migliorare l’azione di governo e
ribadisce l’impegno della maggioranza a operare nell’interesse della Calabria.
Esprime forte
indignazione per la discussione in corso, ritenendo che non si stiano
affrontando le reali emergenze dei cittadini calabresi. Fa, quindi, emergere le
contraddizioni insite nell’andamento dei lavori, atteso che con il provvedimento
discusso in precedenza è stato eliminato un ente considerato costoso e, per
contro, con quello in discussione si stanno sostenendo ulteriori spese.
Richiamata, poi,
la situazione sanitaria della zona di Crotone, dove evidenzia gravi problemi di
salute pubblica, sostiene che le risorse previste per i Sottosegretari potrebbero
essere utilizzate per screening sanitari e interventi urgenti. Conclude
invitando a riflettere sulle priorità reali della popolazione.
Definiti populisti
gli atteggiamenti dell’opposizione, critica le modalità di dibattito in Aula, a
suo giudizio scorretti, e invita la Conferenza dei capigruppo a definire regole
più chiare sulle modalità di intervento.
Contesta, poi,
l’idea che i Sottosegretari siano semplici collaboratori, sostenendo che hanno
funzioni specifiche analoghe a quelle presenti a livello nazionale.
Pur riconoscendo che
si possa discutere sull’opportunità politica del provvedimento, accusa
l’opposizione di incoerenza, evidenziando che Regioni governate dal centrosinistra,
come Toscana ed Emilia-Romagna, hanno recentemente istituito la stessa figura.
Sottolinea,
inoltre, che l’obiettivo della misura è rafforzare l’efficienza dell’esecutivo
e aumentare la capacità di gestione, anche per intercettare risorse.
Infine, evidenzia
le altre priorità già affrontate dalla maggioranza, come gli interventi contro
il rischio idrogeologico finanziati con 186 milioni di euro, per le quali l’opposizione
non ha manifestato alcun interesse.
Ricordato
che in due regioni governate dal centrosinistra, Toscana ed Emilia Romagna, recentemente
sono stati nominati alcuni sottosegretari, ritiene inopportuno focalizzare il
dibattito sull’ammontare dell’indennità che loro andrebbero a percepire;
inoltre ritiene che l’aumento dei componenti della Giunta da 7 a 9 sia stata
una decisione che si è resa necessaria per meglio svolgere le funzioni
amministrative.
Condivide
quanto dichiarato dai consiglieri di minoranza in merito alla figura ibrida dei
sottosegretari, evidenziando che le aspettative dei calabresi sono senza dubbio
focalizzate su interventi diversi e risolutivi delle problematiche esistenti e non
certo sulla nomina dei sottosegretari. In merito all’istituzione della figura
del sottosegretario in altre Regioni, reputa che tale confronto non possa
prescindere dall’analisi del contesto sociale ed economico in cui esse operano
e che, rimarca, è difforme da quello calabrese.
Precisato
che le nuove figure dovrebbero aiutare il Presidente della Giunta, stigmatizza
l’inoperatività dell’esecutivo su tematiche di maggiore rilevanza, ricordando
in proposito il tempo e le risorse profusi, e ad oggi improduttivi, per consentire
il reclutamento di personale medico da ogni parte del mondo.
Evidenziato
che la relazione illustrativa di una proposta di legge dovrebbe, nelle sue
linee essenziali, chiarirne la ratio e le finalità perseguite, nella
fattispecie tale funzione appare disattesa, configurandosi, a suo avviso, come
un intervento normativo privo di una chiara e coerente giustificazione. Chiede,
pertanto, di conoscere con quali risorse finanziarie si intenda sostenere
l’istituzione delle nuove figure previste.
Sottolinea,
altresì, che l’introduzione della figura del sottosegretario — che non si
configura né come assessore né come dirigente — comporta la previsione di
incarichi retribuiti non accompagnati da un corrispondente livello di
responsabilità amministrativa o politica, ritenendo non sussistere alcuna
effettiva necessità di tale tipologia di ruoli nell’assetto organizzativo
regionale.
Ritiene,
infine, più opportuno orientare l’azione legislativa verso l’analisi e
l’eventuale recepimento delle migliori pratiche adottate da altre Regioni, in
particolare con riferimento all’organizzazione e alla gestione del sistema
sanitario.
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Ricordato che tra le
funzioni primarie del consigliere regionale rientra il controllo sull’operato
della Giunta, dichiara che, qualora avesse ritenuto la figura dei
sottosegretari effettivamente utile a fornire un contributo qualificato ed
efficace all’azione amministrativa dell’Esecutivo, avrebbe espresso il proprio
voto favorevole senza alcun pregiudizio. Tuttavia, osserva che nei quattro anni
precedenti non si è mai manifestata l’esigenza di introdurre tali figure,
elemento che induce a dubitare della loro reale necessità.
Rammenta, inoltre, che nel
programma del Presidente della Giunta tale previsione non risultava contemplata
e sottolinea come, sebbene la questione possa essere destinata a cadere presto
nell’oblio del dibattito politico, l’onere finanziario connesso all’istituzione
dei sottosegretari continuerà certamente a gravare sulle finanze dei cittadini
calabresi.
Esprime, infine, forti
perplessità in merito alla possibilità che i sottosegretari vengano individuati
anche tra i consiglieri regionali, rilevando una potenziale commistione di
ruoli che rischia di compromettere la funzione di controllo del Consiglio sull’operato
della Giunta, dal momento che il soggetto chiamato a vigilare finirebbe per
farne parte. Conclude affermando che i calabresi manifestano un crescente
disagio nei confronti di questo modo di procedere, che, a suo avviso, rischia
di produrre effetti negativi sul piano della credibilità istituzionale e
dell’efficacia dell’azione pubblica.
Rilevata
l’assenza del consigliere Falcomatà nella seduta della Commissione bilancio al
momento della votazione, sottolinea l’incoerenza delle sue critiche sui costi e
sulle funzioni dei sottosegretari, invitandolo a partecipare ai lavori e ad
approfondire i provvedimenti prima di intervenire in Aula.
Stigmatizzate
le sue affermazioni sul ruolo e sulle funzioni dei sottosegretari, precisa che
il loro ruolo è quello di coadiuvare l’azione del Presidente, chiamato a
governare una Regione complessa come la Calabria che richiede un assetto
organizzativo più strutturato rispetto ad altre Regioni.
Ricordate
le scelte amministrative compiute da Falcomatà quando era sindaco della Città
Metropolitana di Reggio Calabria, con la nomina di oltre trenta componenti
nello staff, con oneri a carico del bilancio metropolitano, ritiene infondate e
strumentali le critiche sui costi dei sottosegretari e ne rivendica, al
contrario, la legittimità e l’utilità quale supporto all’azione di governo
regionale.
Rilevata
la differenza tra una legge approvata all’unanimità anziché a maggioranza,
reputa il provvedimento in esame anacronistico e inopportuno per la Calabria, soprattutto
nell’attuale momento particolarmente difficile.
Ritenuto,
altresì, improprio il paragone con Regioni come la Toscana e l’Emilia-Romagna a
causa del notevole divario esistente, riferisce che la Calabria presenta un
tasso di povertà pari al 49 %, rispetto al 5 % della Toscana e al 10%
dell’Emilia-Romagna.
Ritenuto
che il Presidente della Giunta regionale non abbia, di fatto, bisogno di essere
supportato da tali figure, reputa tale decisione irresponsabile e fuori tempo.
Lo
invita, pertanto, al ritiro del provvedimento, avendo, peraltro, avuto la
fiducia dai calabresi con l’attuale compagnine amministrativa.
Rilevato
come l’introduzione dei nuovi assessori e sottosegretari abbia alimentato,
negli ultimi mesi, il dibattito politico delle forze di opposizione, censura le
accuse di inutilità di tali figure, non suffragate, a suo dire, da dati e da
motivazioni adeguate.
Rilevate
le problematiche della Calabria tali, a suo avviso, da richiedere
l’introduzione delle nuove figure, evidenzia che Emilia-Romagna e Toscana,
dello stesso colore politico dell’attuale opposizione, hanno istituito le
figure dei sottosegretari.
Ritiene,
infine, tale provvedimento un atto
legittimo a favore della crescita della Regione.
Espresse
perplessità su alcuni interventi dei consiglieri di maggioranza e ricordato che
in Toscana il centrodestra aveva contestato analoghe modifiche regolamentari,
sottolinea la necessità di una contestualizzazione seria del tema; riferisce,
quindi, che in quella Regione la misura era stata introdotta a invarianza
finanziaria, riassorbendo i costi mediante la riduzione delle spese dei
consiglieri e si dichiara favorevole ad adottare lo stesso modello.
Rilevato
un evidente nervosismo tra i banchi, con interventi che sviliscono, a suo
avviso, la qualità del dibattito, evidenzia che il costo previsto – pari a
14.470 euro – avrebbe potuto essere destinato ad altri settori prioritari.
Evidenziato
che il Regolamento interno del Consiglio prevede la figura del consigliere
delegato, che potrebbe coadiuvare l’azione del Presidente senza alcun aggravio
per il bilancio regionale, sottolinea che il presidente Occhiuto ha conseguito i
risultati significativi da lui stesso affermati governando con l’attuale
compagine amministrativa.
Ribadito
che le risorse impiegate potrebbero finanziare misure di maggiore impatto per
la collettività, afferma che tale scelta sarà percepita come un tradimento nei
confronti dei calabresi che hanno riposto fiducia nell’attuale governo
regionale e, per queste ragioni, annuncia che, insieme ai colleghi della
minoranza, abbandonerà l’Aula, non volendo essere né complici né spettatori di
tale tradimento.
(I
consiglieri della minoranza abbandonano l’Aula)
Riferito
che è stato presentato dal consigliere Alecci l’emendamento protocollo numero 8967/A01,
interamente soppressivo della proposta di legge in esame, lo dichiara decaduto
per l’assenza in Aula del proponente.
Passa,
quindi all’esame dell’articolo 1 e dichiara, altresì, decaduti: per l’assenza
in Aula del proponente consigliere Alecci gli emendamenti: protocollo numero
8968/A01, 8968/A02, 8968/A03, 8968/A04, 8968/A05, 8968/A06, 8968/A07, 8968/A09,
8968/A10; per l’assenza in Aula dei proponenti Bruno, Ranuccio e De Cicco, l’emendamento
protocollo numero 8866/A05; per l’assenza in Aula del proponente consigliere
Alecci gli emendamenti protocollo numero 8968/A11 e 8968/A12;
per
l’assenza in Aula dei proponenti Bruno, Ranuccio e De Cicco, l’emendamento
protocollo numero 8866/A04; per l’assenza in Aula del proponente consigliere
Alecci, l’emendamento protocollo numero 8968/A13; per l’assenza in Aula dei
proponenti Bruno, Ranuccio e De Cicco, l’emendamento protocollo numero
8866/A03, a firma dei consiglieri Bruno, Ranuccio e De Cicco; per l’assenza in
Aula del consigliere Alecci gli ’emendamenti protocollo numero 8968/A14,
8968/A08, 8968/A15, 8968/A16, 8968/A17 e 8968/A18.
Posto
ai voti l’articolo 1 che è approvato, passa agli emendamenti all’articolo 2
dichiarando decaduti: per l’assenza del proponente consigliere Alecci, gli
emendamenti protocollo numero 8969/A06, 8969/A07, 8969/A05, 8969/A02, 8969/A03,
8969/A04, 8969/A08, 8969/A10; per l’assenza dei proponenti consiglieri Bruno,
Ranuccio e De Cicco, l’emendamento protocollo numero 8866/A02, per l’assenza
del proponente consigliere Alecci, l’emendamento protocollo numero 8969/A011.
Passa,
quindi, all’emendamento protocollo 8969/A09 a firma dei consiglieri Brutto,
Mattiani e Pitaro.
Riferito
che avrebbe auspicato la discussione degli emendamenti, dà lettura
dell’emendamento, a firma di tutti i capigruppo, che prevede l’azzeramento del
90 percento dei costi.
Posto
ai voti l’emendamento che è approvato con il voto favorevole della Giunta e del
relatore, pone ai voti l’articolo 2 che è approvato come emendato.
Dichiarato,
altresì, decaduto l’emendamento all’articolo 3, protocollo numero 8866/A01, per
l’assenza in Aula dei proponenti consiglieri Bruno, Ranuccio e De Cicco, pone
ai voti l’articolo 3 che è approvato.
Dichiarati
decaduti per l’assenza del proponente, consigliere Alecci, gli emendamenti
all’articolo 4, protocollo numero 8970/A01, 8970/A02, pone ai voti l’articolo 4
che è approvato.
Dichiarati
decaduti gli emendamenti all’articolo 5 per l’assenza del proponente,
consigliere Alecci, protocollo numero 8971/A02, 8971/A03, 8971/A01 e pone ai
voti l’articolo 5 che è approvato.
Dichiarati
decaduti gli emendamenti all’articolo 6, per l’assenza del proponente,
consigliere Alecci, protocollo numero 8972/A01, pone ai voti l’articolo 6 che è
approvato
Reputa
doveroso replicare alle affermazioni del consigliere Alecci sull’invarianza
della spesa in Toscana e ne dettaglia le singole voci, evidenziando, altresì,
che in Toscana i costi aumentano perché al sottosegretario subentra un altro
consigliere e vi è, altresì, un aumento del personale a supporto.
Pone
ai voti la proposta di legge nel suo complesso che è approvata per come
emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
Rinvia
la trattazione per l’assenza in Aula dei proponenti.
(Il
Consiglio rinvia)
La
seduta termina alle 20.43
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia
Helen Romeo