
XIII^ LEGISLATURA
RESOCONTO SOMMARIO
N. 6
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SEDUTA DI martedì 27 gennaio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SALVATORE CIRILLO
E DEL VICEPRESIDENTE GIACOMO PIETRO CRINÒ
Inizio lavori h. 15,14
Fine lavori h. 19,02
INDICE
DE FRANCESCO Luciana, Segretario
questore
Per la “Giornata della Memoria”
Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry
OCCHIUTO Roberto, Presidente
della Giunta regionale
Sui danni causati in Calabria dal ciclone Harry – ripresa
della discussione
ALECCI Ernesto Francesco (Partito
Democratico)
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito
Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista
– Italia Viva)
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)
SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5
Stelle)
SANTOIANNI Elisabetta (Forza
Italia)
CAPUTO Pierluigi (Occhiuto Presidente), relatore
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GIANNETTA Domenico (Forza Italia), *,
*
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)
RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva), *, *
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia), relatore
SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia)
GIANNETTA Domenico, (relatore)
GIANNETTA Domenico (Forza
Italia), relatore
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito
Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista
– Italia Viva)
SANTOIANNI Elisabetta (Forza
Italia), *
GIANNETTA Domenico (Forza
Italia)
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente)
BRUTTO Angelo (Fratelli
d’Italia)
DE CICCO Francesco (Democratici Progressisti Meridionalisti)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito
Democratico)
GIANNETTA Domenico (Forza
Italia), relatore
GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva), *
MADEO Rosellina (Partito
Democratico)
MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini
Calabria)
Interrogazioni ex art. 121 Reg. Int.
Interrogazioni a
risposta scritta
RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
Presidenza del
presidente Salvatore Cirillo
La seduta
inizia alle 15,14
Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a
dare lettura del verbale della seduta precedente.
Dà lettura del verbale della seduta precedente.
(È approvato senza
osservazioni)
“Presidente, colleghe e
colleghi, voi tutti presenti in Aula, in apertura dei lavori desidero ricordare
che oggi è la “Giornata della Memoria”. È un momento in cui, come Istituzioni,
sentiamo il dovere di ricordare le vittime della Shoah e di ogni persecuzione
basata sull’odio e sulla discriminazione.
La memoria non è un
esercizio rivolto al passato, ma un impegno per il presente. Ci chiede di
vigilare sulle nostre parole e sulle nostre decisioni, per educarci ed educare, soprattutto le giovani generazioni, al rispetto
della dignità umana.
Da quest’Aula vogliamo
affermare con forza che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio non trova
spazio nelle nostre comunità.
Il nostro impegno,
come Consiglio regionale della Calabria, è tradurre la memoria in scelte
concrete e responsabili a tutela della dignità della persona, della libertà e
della democrazia”.
(L’intervento del Presidente è riportato integralmente)
“Allo stesso modo, il nostro
impegno civile ci chiede oggi di rivolgere un pensiero alle comunità calabresi
duramente colpite dalla violenta ondata di maltempo dei giorni scorsi.
A loro, ai Sindaci e
agli amministratori locali, che con coraggio stanno affrontando danni e disagi,
esprimo la piena vicinanza mia e di questa Assemblea.
In queste ore si è
attivata una forte sinergia istituzionale, che ha visto il coinvolgimento
costante degli amministratori locali, della deputazione calabrese e della
Regione, e che ha portato il Governo a riconoscere lo stato di emergenza.
È nostro compito, di
tutti, stare accanto ai territori e alle comunità colpite perché nessuno venga
lasciato solo”.
(L’intervento del Presidente è riportato integralmente)
OCCHIUTO Roberto, Presidente
della Giunta regionale
Riferisce di aver partecipato, alla presenza del Presidente
del Consiglio, del sottosegretario Mantovano, del ministro Musumeci e dei
Presidenti delle Regioni Calabria, Sicilia e Sardegna, a una riunione svoltasi
a Palazzo Chigi, precisando che la Calabria è stata la prima Regione a
richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, successivamente
estesa anche alle altre Regioni e poi approvata dal Governo.
Puntualizza, quindi, che alla dichiarazione dello stato di
emergenza seguirà un’ordinanza della Protezione Civile con la nomina dei
Presidenti delle Regioni quali commissari delegati, atto necessario per
consentire interventi urgenti in deroga al Codice della Protezione Civile.
Comunica, pertanto, che è stato disposto un primo
stanziamento complessivo di 100 milioni di euro,
ripartiti in parti uguali tra le tre Regioni, destinato a coprire le primissime
spese sostenute dai Comuni per le attività di somma urgenza e di ripristino.
Evidenzia, inoltre, che è in corso una prima ricognizione
dei danni, propedeutica all’adozione di un decreto-legge che garantirà le
risorse necessarie alla ricostruzione, secondo il modello già adottato dopo
l’alluvione in Emilia-Romagna. Riferisce, altresì, che le stime preliminari,
ancora approssimative, quantificano i danni in circa 300 milioni di euro per la
Calabria, 200 milioni per la Sardegna e 750 milioni per la Sicilia.
Sottolineata la particolare vulnerabilità di numerosi tratti
di lungomare, realizzati con criteri non adeguati agli eventi meteorologici
estremi, segnala la necessità di interventi urgenti di messa in sicurezza e comunica
che l’assessore Mancuso e il Presidente della Protezione Civile, Costarella,
stanno lavorando alla costituzione di una struttura dedicata alla ricognizione
rapida dei danni.
Ritiene, quindi, che prioritariamente sia necessario un
intervento immediato per il ristoro dei danni subiti da privati ed esercenti,
richiamando le gravi situazioni riscontrate a Catanzaro Lido e lungo il
litorale ionico, dove numerose attività economiche risultano distrutte o
gravemente compromesse.
Chiede, inoltre, l’attivazione di un piano straordinario di
mitigazione del rischio e di difesa delle coste, comprensivo di interventi di
ripascimento e di ulteriori opere realizzabili in deroga, al fine di affrontare
contemporaneamente più criticità.
Riferisce, ancora, che i Presidenti delle tre Regioni hanno
rappresentato al Governo posizioni convergenti, sottolineando la necessità di
interventi rapidi e risorse adeguate e segnala di aver posto all’attenzione del
Governo anche il tema delle concessioni demaniali e della necessità di valutare
eventuali interlocuzioni con l’Unione europea, considerata la distruzione
totale di alcuni stabilimenti balneari.
Espresso, poi, un sentito ringraziamento al sistema di
Protezione Civile regionale, ai Sindaci e ai volontari per l’attività svolta,
che ha consentito di evitare vittime grazie alle evacuazioni tempestive e agli
interventi immediati sul territorio, evidenzia l’impegno dei volontari nelle
operazioni di sgombero di sabbia e fango e nella manutenzione urgente delle
infrastrutture.
Richiama, infine, il tema dell’abusivismo edilizio e
dell’uso improprio del suolo, ricordando i risultati del Protocollo d’intesa
sottoscritto con Legambiente, che ha consentito un incremento degli
abbattimenti negli ultimi anni e auspica che siano precluse nuove ricostruzioni
in aree esposte a rischio, citando il caso del complesso residenziale di Bova
quale esempio emblematico delle criticità generate da scelte urbanistiche del
passato.
Infine, ribadisce l’impegno del Governo regionale a ottenere
tutte le risorse necessarie per la ricostruzione e sottolinea la necessità di
rafforzare una cultura del rispetto dell’ambiente e del territorio, quale
presupposto indispensabile per la tutela della sicurezza e della vita dei
cittadini.
Dà lettura delle comunicazioni.
Ringrazia il Presidente
della Giunta per le informazioni fornite in merito alle procedure attivate e
agli stanziamenti previsti per il ristoro dei danni subiti da privati e
imprenditori colpiti dagli eventi calamitosi. Si associa, inoltre, ai
ringraziamenti rivolti ai volontari e al sistema di Protezione civile
regionale, ricordando come nella scorsa Legislatura il Consiglio regionale
abbia approvato all’unanimità una riforma organica della Protezione civile,
definita una pagina significativa della politica regionale.
Espresso anch’egli
apprezzamento per l’impegno dei volontari, dei Sindaci e degli amministratori
locali che stanno operando per sostenere le comunità colpite, richiama il ruolo
costruttivo che anche la minoranza è chiamata a svolgere per contribuire alla
crescita e alla sicurezza del territorio regionale.
Sottolinea, quindi, una
criticità già evidenziata in passato, ricordando di aver presentato nel marzo
2022 un’interrogazione all’allora assessore ai lavori pubblici sul grave
ritardo nella spesa delle risorse destinate alla difesa delle coste,
evidenziando che all’epoca risultavano disponibili 65 milioni di euro già
stanziati ma non utilizzati, destinati a interventi di mitigazione del rischio
di erosione costiera.
Ricorda, pertanto, che le
motivazioni sottese ai ritardi già nel 2022 apparivano non più adeguate,
considerato il tempo trascorso, richiamando in proposito passaggi letterali
della risposta all’interrogazione a suo tempo ricevuta.
Rileva, quindi, che a
distanza di quattro anni, molti degli interventi programmati sulle coste ionica
e tirrenica non risultano ancora avviati e sottolinea come eventi recenti
abbiano dimostrato la gravità dei rischi, evidenziando che, se il fenomeno avesse
colpito altri tratti di costa, le conseguenze avrebbero potuto essere ancora
più gravi.
Conclude affermando che, oltre alla necessità di
reperire risorse, è indispensabile garantirne la tempestiva spesa.
MANCUSO
Filippo, Vicepresidente della Giunta regionale con
competenze di indirizzo politico in materia di lavori pubblici, urbanistica,
difesa del suolo e politiche della casa
Precisa, a
chiarimento di quanto emerso nel dibattito, che le osservazioni formulate dal
consigliere Alecci sono in parte condivisibili, ma ritiene necessario fornire
alcune precisazioni. Conferma, infatti, che i ritardi accumulati sono stati in
parte determinati dall’emergenza Covid-19, ma evidenzia che, delle risorse
complessivamente disponibili pari a 65 milioni di euro, interventi per circa 47
milioni risultano già avviati.
Aggiunge che
ulteriori criticità sono derivate dall’aumento generalizzato dei prezzi, che ha
interessato l’intero mercato degli appalti pubblici, incidendo sui tempi di
realizzazione delle opere e riferisce che, per i restanti 18 milioni di euro,
sono già state affidate le progettazioni relative agli interventi programmati.
Evidenzia
infine che, nel corso di recenti riunioni istituzionali dedicate ai temi della
difesa del suolo, la Regione Calabria è stata indicata come esempio virtuoso
per la capacità di spesa, risultando tra le Regioni che hanno investito
maggiormente in questo settore. Pur riconoscendo che il dissesto idrogeologico
rappresenta una criticità particolarmente rilevante per il territorio
calabrese, ribadisce che vi sono atti ufficiali che attestano l’impegno e i
risultati conseguiti dall’Amministrazione regionale.
Ringrazia, preliminarmente, il presidente Occhiuto
per l’opportunità di intervenire su un tema di particolare rilevanza alla luce
degli ingenti danni causati, negli ultimi giorni, dal ciclone Harry, che ha
colpito, in particolare, la fascia ionica catanzarese, mettendo in seria difficoltà
numerose piccole e medie imprese operanti nei settori del turismo,
dell’artigianato e della manifattura.
Reputa che la prima stima dei danni, pari a
300 milioni di euro, sia inevitabilmente destinata ad aumentare, considerata la
gravità delle criticità che interessano anche l’entroterra e il sistema viario
provinciale, in particolare nella provincia di Catanzaro, già compromesso da
difficoltà strutturali e finanziarie.
Sottolineata la necessità di sollecitare
Comuni e Province a una puntuale ricognizione dei danni, ritiene che la
problematica del dissesto idrogeologico non possa essere affrontata
esclusivamente in fase emergenziale, ma richieda, piuttosto, un’azione
strutturata e preventiva.
Rilevata l’esistenza di Piani e studi
elaborati al riguardo negli anni passati, evidenzia, tuttavia, che le opere previste
sono state realizzate solo in parte, nonostante la disponibilità delle risorse
finanziarie.
Rivolto l’invito a promuovere un patto
condiviso tra tutte le forze politiche del Consiglio regionale per l’attuazione
di un Piano straordinario di prevenzione e difesa del territorio, sollecitando
un maggiore intervento del Governo nazionale, chiede, altresì, di valutare
l’attivazione del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, al fine di
sostenere i territori colpiti e garantire ristori rapidi, anche in vista della
prossima stagione turistica.
Espressa, infine, vicinanza alle comunità
maggiormente colpite, in particolare agli abitanti di Catanzaro Lido e delle
località costiere, assicura il pieno sostegno dell’opposizione per l’attuazione
di iniziative condivise finalizzate a tutelare la sicurezza dei cittadini e il
futuro economico della Calabria.
Sottolineati i
danni ingenti subiti, in particolare, dai Comuni del litorale catanzarese a
causa delle mareggiate degli ultimi giorni, riferisce, nello specifico, il
crollo di numerose strade e di tratti di lungomare, con una stima dei danni inevitabilmente
destinata ad aumentare.
Ritenuto che l’assenza di vittime sia dovuta
soprattutto al corretto funzionamento della macchina dell’emergenza, sia sotto
il profilo della comunicazione, attraverso gli avvisi della Protezione civile,
sia per le azioni coordinate della Regione, che hanno consentito evacuazioni
tempestive e interventi efficaci, sottolinea, in particolare, la prontezza di intervento
dei volontari, degli operatori della Protezione civile e degli amministratori
locali.
Evidenzia, altresì, oltre al coinvolgimento
umano del presidente Occhiuto, la tempestività della richiesta dello stato di
emergenza, deliberato in 48 ore, cui è seguita la risposta immediata del
Governo con lo stanziamento di 100 milioni di euro per le somme urgenze.
Invita, quindi, alla coesione politica di
fronte alle calamità, auspicando, in momenti di emergenza, una posizione
unitaria della classe dirigente regionale, evitando le polemiche, riferendosi
nello specifico alle dichiarazioni dei consiglieri di opposizione.
Sottolineata, infine, la necessità di
effettuare interventi strutturali sulle coste, reputa che l’erosione del
litorale rischi di compromettere le attività turistiche e gli stabilimenti
balneari, rendendo necessarie azioni congiunte e non divisive.
Evidenziato che le risorse stanziate dal
Consiglio dei ministri risultano del tutto insufficienti rispetto alla gravità
dei danni subiti dalla Calabria, reputa che i 33 milioni previsti appaiono
sproporzionati se confrontati con gli ingenti investimenti nazionali in spese
militari e con le risorse stanziate per le Olimpiadi di Milano-Cortina, attinte
queste ultime, persino, dal Fondo per le vittime di mafia.
Sottolineato che la risposta del Governo è
percepita come inadeguata e politicamente sbilanciata, rileva l’assenza della
Presidente del Consiglio in Calabria, diversamente da quanto avvenuto in altre
regioni colpite in passato.
Ritenuto che la Calabria abbia bisogno
non soltanto di interventi di protezione costiera, ma anche di ripascimento per
mitigare l’impatto delle mareggiate, sottolinea la necessità e l’urgenza di
colmare la lacuna normativa sull’estrazione dei materiali nelle fiumare, misura
considerata utile sia per la sicurezza del territorio sia per l’economia
locale.
Evidenzia, infine, che l’opposizione si
dichiara disponibile a collaborare su interventi strutturali e condivisi, al
fine di colmare le carenze normative e garantire una reale messa in sicurezza
delle coste calabresi.
Ringraziato, preliminarmente, il presidente
Occhiuto per l’informativa ricevuta, ricorda interventi costieri programmati
negli anni 2015‑2016 e mai avviati, tra cui opere finanziate con fondi
POR e lavori urgenti per porti e litorali.
Sottolineata la necessità di fornire
adeguato supporto ai sindaci, spesso lasciati soli di fronte alle difficoltà e
alla pressione dei cittadini, chiede alla Giunta di attivare rapidamente tutte
le risorse disponibili, sia quelle già assegnate sia quelle provenienti dal
Governo.
Ritenuto che gli eventi climatici estremi
tenderanno a ripetersi, imponendo interventi non solo sulle coste ma anche sui
fiumi e sulle aree montane, rileva che occorrono operazioni di pulizia delle
spiagge, rimozione di rifiuti e plastica e interventi strutturali su tutto il
sistema idrogeologico.
Rivolto un sentito ringraziamento ai volontari
del terzo settore, manifesta solidarietà alle famiglie e alle imprese colpite.
Sottolineato, infine, che l’autonomia
differenziata desta forte preoccupazione, reputa che settori come sanità,
istruzione e tutela ambientale debbano restare di competenza statale perché Regioni
fragili come la Calabria non avrebbero risorse sufficienti per affrontare
emergenze di tale portata.
Stigmatizzate le dichiarazioni del
consigliere Polimeni relativamente al ruolo dell’opposizione, respinge le
accuse di pessimismo e le censure per una diversa narrazione della Calabria da
parte dell’opposizione.
Giudicati insufficienti i 33 milioni di euro
destinati alla Calabria rispetto alla richiesta di 300 milioni e rispetto alla
spesa nazionale in armamenti, esprime indignazione anche per l’assenza della
Presidente del Consiglio nei territori colpiti.
Ritenute inopportune le polemiche di
fronte a una tragedia di tale portata, reputa, altresì, strumentali le
osservazioni relative all’assenza della Presidente del Consiglio nei territori
colpiti.
Riferito che qualche giorno fa una
delegazione istituzionale, insieme al presidente Occhiuto, ha visitato i
territori colpiti, sottolinea che la presenza di deputati e rappresentanti del
Governo costituisce il segno tangibile di un impegno politico concreto e
operativo.
Ribadito quanto affermato dal presidente
Occhiuto in merito allo stanziamento dei 33 milioni, che costituiscono soltanto
la prima tranche di risorse, precisa che tali fondi coprono le somme
urgenze e i primi interventi di messa in sicurezza, con ulteriori finanziamenti
attesi nelle fasi successive.
Manifestato apprezzamento per il
funzionamento della gestione dell’emergenza, grazie, a suo avviso, a una
rete istituzionale efficiente, che ha garantito l’incolumità dei cittadini,
sottolinea l’immediata attivazione della richiesta dello stato di calamità da
parte della Giunta regionale.
Rivolto l’invito a fare fronte comune, valutando
con obiettività il lavoro svolto, reputa necessario manifestare solidarietà,
sensibilità e impegno verso le imprese, le famiglie e i territori colpiti,
nella convinzione che la Calabria saprà rialzarsi.
Chiede l’inserimento all’ordine dei lavori
di un ordine del giorno relativo alla revisione della disciplina sull’origine
doganale dei prodotti agricoli e alimentari.
Pone ai voti l’inserimento dell’ordine del
giorno che è approvato.
Illustra
la proposta di legge che mira a disciplinare e sostenere l’utilizzo
dell’intelligenza artificiale in Calabria, favorendone la diffusione nei
diversi settori economici e sociali della regione e introducendo un primo
scenario sperimentale su scala regionale, a costo zero per l’Ente, volto a
garantire un uso etico, sicuro e trasparente, promuovendo l’innovazione,
valorizzando le competenze presenti sul territorio e diffondendo una cultura
digitale che coinvolga Istituzioni, Enti locali, Sistema educativo, imprese e
cittadini.
Evidenzia,
inoltre, che il provvedimento riveste un rilevante interesse strategico, poiché
intende dotare la Calabria di un quadro normativo organico in materia di
intelligenza artificiale, collocando la Regione come la prima in Italia ad
affrontare in modo strutturato una tecnologia destinata a incidere
profondamente sull’organizzazione della Pubblica amministrazione, sui servizi
ai cittadini e sui processi decisionali.
Spiega,
poi, che la proposta si inserisce nel più ampio contesto del processo
regolatorio europeo avviato a partire dal 2020, fondato sulla consapevolezza
dell’impatto crescente dell’IA sulla società, sul lavoro, sulla formazione e
sull’economia, e sulla necessità di un intervento legislativo tempestivo per
governarne i cambiamenti.
Prosegue
informando che il testo si articola attorno a tre elementi: i principi
generali, con particolare attenzione alla promozione di un’adozione
responsabile dell’IA nella Pubblica amministrazione regionale, finalizzata al
miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e all’efficientamento
delle procedure interne; l’istituzione di un registro regionale delle persone
fisiche e giuridiche operanti nel campo dell’intelligenza artificiale,
accompagnato da meccanismi di premialità nei bandi regionali; l’istituzione di
un Ufficio regionale per l’IA, con funzioni di coordinamento, promozione,
informazione e monitoraggio.
Infine,
evidenzia che la proposta di legge esprime la volontà di investire sull’intelligenza
artificiale e sulle nuove tecnologie come leve di sviluppo per la Calabria e
ricorda che essa è stata oggetto di un approfondito esame nella precedente Legislatura,
con audizioni qualificate e invita tutte le forze politiche, incluse quelle di
minoranza, a sostenere il provvedimento, riconoscendone il valore strategico
per il futuro della regione.
Premesso
di non avere complessivamente un’idea pregiudiziale sulla proposta, si riserva,
però, di formulare alcune critiche, avanzando osservazioni migliorative.
Evidenzia, quindi, come, nonostante il testo sia già stato esaminato dalla
competente Commissione consiliare nella precedente Legislatura, l’attuale
Assemblea sia in larga parte composta da nuovi consiglieri e, pertanto, per
molti si tratta di un primo esame del provvedimento che meriterebbe ulteriori
approfondimenti.
In
particolare, apprezza l’istituzione di strumenti di monitoraggio etico, i
meccanismi di premialità a sostegno dell’economia locale e il principio della
cosiddetta “riserva di umanità”, che garantisce il controllo umano sui processi
decisionali automatizzati, tuttavia, esprime dubbi circa possibili profili di
incostituzionalità, soprattutto in relazione all’uso dell’intelligenza
artificiale in ambito sanitario e al trattamento dei dati personali, materie di
competenza esclusiva dello Stato.
Inoltre,
contesta la previsione dell’invarianza finanziaria, ritenuta inadeguata
rispetto alla necessità di investire in modo significativo sull’intelligenza
artificiale, in particolare nella formazione del personale e nell’assunzione di
figure altamente specializzate, al fine di garantire un utilizzo competente e
responsabile di tali strumenti. Chiede, poi, ulteriori chiarimenti in merito ai
criteri di premialità previsti nei bandi, sia sotto il profilo della loro
natura (punteggi aggiuntivi o risorse economiche) sia rispetto al rischio di
creare disparità di trattamento tra i soggetti beneficiari. Segnala, infine, la
necessità di integrare il testo con riferimenti più espliciti alla sicurezza
informatica, considerata la crescente frequenza degli attacchi cyber e di
correggere alcuni refusi presenti nel provvedimento. Alla luce di tali
considerazioni, propone un nuovo passaggio in Commissione, al fine di evitare
che la legge resti una dichiarazione di intenti e di garantire una corretta
attuazione. Annuncia, infine, che se la proposta di riesame verrà respinta si
asterrà dal voto.
Sottolineata
l’importanza che il Consiglio regionale affronti il tema dell’intelligenza
artificiale, alla luce delle molteplici applicazioni già note e delle
potenzialità ancora inesplorate, evidenzia, quindi, come questa trasformazione
rappresenti una rivoluzione di enorme portata che necessita di essere governata
per evitare utilizzi impropri o potenzialmente dannosi.
Rilevato,
poi, che la proposta di legge giunge in Aula senza essere stata esaminata dalle
Commissioni nell’attuale Legislatura, richiama il fatto che tale circostanza ha
impedito ai nuovi consiglieri di contribuire con osservazioni o proposte.
Osserva, inoltre, di non comprendere l’urgenza che avrebbe determinato
l’inserimento all’ordine del giorno odierno, considerato che nella stessa
relazione introduttiva si ammette l’assenza di un quadro regolatorio europeo e
nazionale definito. Chiede, pertanto, su quale base il Consiglio regionale sia
chiamato a legiferare in attesa di una futura e non meglio precisata proposta
di legge nazionale annunciata dal Ministro per l’innovazione tecnologica.
Riferendosi,
ancora, al contenuto della proposta, osserva che la stessa introduce
l’istituzione di un registro regionale dell’intelligenza artificiale, la
previsione di premialità nei bandi regionali per soggetti iscritti al registro
e la creazione di un ufficio regionale dedicato, ma comporta anche la nomina di
due esperti da parte della Giunta e di uno da parte del Consiglio regionale.
Pur riconoscendo che si tratterebbe di incarichi a titolo gratuito, ne
evidenzia comunque la rilevanza curriculare.
Richiama,
infine, la necessità di un approccio serio e approfondito e ribadisce l’obbligo
per tutti i consiglieri, di maggioranza e di opposizione, di valutare con
attenzione le implicazioni legate all’uso dell’intelligenza artificiale. Alla
luce di tali considerazioni, chiede il rinvio della proposta in Commissione,
ritenendo che non sussistano condizioni di urgenza tali da impedirne un
ulteriore approfondimento.
Manifestato
apprezzamento nei confronti della proposta di legge in discussione, sottolinea
come rappresenti un significativo passo in avanti nel rendere l’Amministrazione
più efficiente e maggiormente proiettata verso l’innovazione.
Rivolto,
quindi ,un plauso al consigliere Caputo per aver portato in Aula una proposta sulla
materia, annuncia la volontà di sottoscriverla, anche alla luce
dell’emendamento presentato, volto a rafforzarne i contenuti con particolare
riferimento alla sperimentazione in ambito sanitario, contribuendo al
miglioramento complessivo del sistema sanitario regionale.
Illustra,
quindi, i principali punti dell’emendamento da lui proposto, articolato su tre
direttrici: il miglioramento delle liste d’attesa; il rafforzamento
dell’assistenza territoriale, al fine di ridurre il ricorso improprio ai Pronto
soccorso e consentire il monitoraggio da remoto dei pazienti più fragili; il supporto
al processo diagnostico attraverso strumenti di intelligenza artificiale,
incrementando la qualità delle diagnosi e favorendo l’individuazione delle
patologie più complesse.
Sottolinea,
inoltre, che si tratta di un percorso da promuovere in stretta collaborazione
con le Università calabresi, ritenute attori fondamentali per garantire
competenze e affidabilità scientifica.
Rivolge,
quindi, un invito alla minoranza a dimostrare senso di responsabilità e a
votare unanimemente la legge, preannunciando l’illustrazione degli emendamenti
e del subemendamento presentati.
Evidenzia
come l’intelligenza artificiale sia ormai parte strutturale della quotidianità,
generando importanti opportunità ma anche rischi concreti e richiama il lungo
percorso avviato dall’Unione Europea che, da oltre sei anni. è impegnata nella
definizione di un quadro regolatorio sull’utilizzo dell’intelligenza
artificiale, cui stanno seguendo, a cascata, norme nazionali e provvedimenti
regionali volti a indirizzare l’impiego degli strumenti digitali. Ricorda,
inoltre, il contributo fornito nel 2023 dalla Conferenza delle Regioni, che ha
affrontato il tema mettendo in evidenza, tra le altre criticità, il rischio
delle cosiddette AI divide, ovvero la possibilità che si crei un divario
tra chi è in grado di utilizzare correttamente l’intelligenza artificiale e chi
ne è escluso.
Fa
riferimento, poi, alla legge numero 132 del settembre 2025, osservando che tale
provvedimento non sembra essere richiamato nel testo oggi all’esame dell’Aula.
Sottolineato,
quindi, che l’assenza di raccordi espliciti con la normativa statale impone una
riflessione aggiuntiva, alla luce della delicatezza e della natura fortemente
tecnica delle materie trattate, giudica fondata la richiesta di rinviare il
testo all’esame della Commissione, affinché vi sia il tempo necessario per
apportare contributi migliorativi che l’argomento richiede.
PIETROPAOLO
Filippo Maria (Fratelli d’Italia)
Ringrazia preliminarmente il consigliere
Caputo e la consigliera De Francesco, già Presidente della prima Commissione
consiliare, per aver riportato all’esame dell’Aula la proposta di legge, già
presentata e discussa nella precedente Legislatura e successivamente rielaborata
durante il periodo in cui egli stesso deteneva la delega alla transizione
digitale, anche grazie al contributo delle Università della Calabria.
Evidenzia che la materia dell’intelligenza
artificiale costituisce un ambito peculiare, nel quale una legislazione
eccessivamente prescrittiva rischierebbe di limitare lo sviluppo di un settore
caratterizzato da rapidità evolutiva e da ingenti investimenti economici.
Ritiene, pertanto, necessario preservare la
libertà di iniziativa degli operatori, pur mantenendo un quadro di orientamento
strategico da parte delle istituzioni.
Sottolinea come la politica abbia il dovere
di guardare con lungimiranza al futuro del territorio, adottando scelte capaci
di incidere non solo nell’immediato, ma anche nei prossimi decenni.
Osserva, poi, che la proposta di legge non
introduce vincoli o restrizioni per chi intenda investire nell’intelligenza
artificiale, ma mira a definire alcune linee guida su come la Regione intenda
accompagnare e monitorare tale sviluppo.
Indica, quindi, tra i principali ambiti
d’intervento la modernizzazione della pubblica amministrazione, la
digitalizzazione dei processi e l’adozione progressiva di strumenti basati su
sistemi intelligenti, già ampiamente diffusi nelle amministrazioni europee.
Precisa che l’obiettivo non è frenare
l’innovazione, ma garantire un’attenta vigilanza per evitare potenziali danni o
controindicazioni, ponendo sempre al centro la tutela della persona.
Richiama, in tal senso, i principi espressi
nei documenti dell’Unione Europea, che orientano l’immissione sul mercato e
l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale verso la sicurezza, la
privacy, la trasparenza, la non discriminazione e il benessere sociale e
ambientale.
Affermando che si tratta di un settore senza
confini fisici o giuridici rigidi, nel quale non possono essere introdotti
“paletti” che ne limitino l’evoluzione, ritiene che l’unico elemento
imprescindibile sia il rispetto dei valori etici che caratterizzano la comunità
italiana ed europea.
Sottolinea, quindi, la necessità di un
controllo umano costante sugli algoritmi capaci di apprendimento automatico,
affinché il loro utilizzo rimanga coerente con i principi fondamentali della
società.
Infine, giudica la proposta di legge capace
di avviare correttamente i processi nel settore, pur riconoscendo, come
osservato in precedenza, che ogni normativa può essere ulteriormente migliorata
nel tempo, in coerenza con l’evoluzione della materia.
Presidenza del vicepresidente Giacomo Pietro Crinò
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Attesa
l’importanza della proposta in discussione e della relazione del consigliere
Caputo, che spiega le ragioni per le quali la proposta di legge sia stata
portata direttamente all’esame dell’Aula, nonostante l’insediamento recente
delle Commissioni, evidenzia la necessità di approfondirne nuovamente i
contenuti, al fine di verificare se le osservazioni raccolte nel corso delle
audizioni siano state integralmente recepite nel testo, motivo per cui aveva
predisposto un intervento volto a sottolineare le fragilità della proposta
stessa.
Giudica,
pertanto, la proposta poco strutturata e in parte generica, poiché ritiene che
si limiti a richiamare principi già definiti dall’Unione Europea, introducendo,
per contro, elementi che potrebbero invadere ambiti di competenza statale.
Sottolinea,
inoltre, criticità legate all’istituzione di registri, premialità nei
finanziamenti e alla nomina di esperti, senza che sia chiaro quale sia
l’effettiva portata operativa del provvedimento.
Esprime
dissenso rispetto all’affermazione, avanzata in precedenza, secondo cui
l’intelligenza artificiale sarebbe un settore da regolamentare il meno
possibile e dichiara forti preoccupazioni per l’impatto che tali tecnologie
potrebbero avere sulla vita dei cittadini, già oggi condizionata dall’uso dei
social, e teme che l’intelligenza artificiale, se non adeguatamente
disciplinata da figure competenti, possa risultare invasiva nei diversi
contesti della società e del sistema produttivo.
Per tali
ragioni si associa alle posizioni espresse dai colleghi Falcomatà e Laghi,
ritenendo opportuno riportare la proposta in Commissione per un ulteriore
approfondimento, volto a costruire un testo più solido e maggiormente
rispettoso delle competenze normative e delle esigenze di tutela dei cittadini.
Riferisce poi
di essersi inizialmente orientata verso un voto contrario, ma di aver
rivalutato la propria posizione alla luce dell’emendamento presentato dal
consigliere Giannetta, giudicato favorevolmente per quanto concerne
l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario per la
riduzione delle liste d’attesa, il supporto diagnostico, l’analisi dei dati
clinici e il monitoraggio domiciliare, che rappresentano una prospettiva
rilevante e meritevole di attenzione, tanto da aver valutato l’opportunità di proporre
una Commissione speciale dedicata.
Precisa, poi,
che tali interventi, seppur condivisibili, non sono sufficienti a compensare le
criticità dell’impianto generale della legge e, pertanto, annuncia il proprio
voto di astensione, auspicando che la maggioranza accolga la richiesta di
rinviare il provvedimento in Commissione, al fine di utilizzare al meglio gli
strumenti consiliari e offrire ai cittadini una normativa più efficace e
compiuta sull’intelligenza artificiale, destinata a incidere in modo
significativo sulla vita quotidiana.
Esprime
apprezzamento per la proposta in discussione, la cui applicazione reputa
urgente e utile attraverso il coinvolgimento delle Regioni. In particolare,
richiama un recente convegno tenutosi a Roma, presso la Camera dei deputati,
dedicato all’intelligenza artificiale e alla necessità di un importante
processo riformatore nelle Regioni sottolineando che, nel corso di
quell’iniziativa, numerosi relatori hanno rivolto apprezzamenti alla Regione
Calabria per l’attenzione mostrata sul tema e per gli approfondimenti in corso,
con particolare riferimento al lavoro svolto dall’Università della Calabria.
Precisato che
l’inserimento della proposta di legge è avvenuto secondo le modalità previste
dalla Conferenza dei capigruppo, ritiene non condivisibili le contestazioni
della minoranza relative al mancato passaggio in Commissione.
Smentisce, in
particolare, l’affermazione secondo cui la proposta sarebbe priva di
riferimenti normativi, richiamando l’articolo 2, comma 1, che cita
espressamente il Regolamento (UE) 2024/1689, e reputa non corretto ignorare
l’entrata in vigore della legge statale n. 132 del 23 settembre 2025, che ha
dato attuazione nell’ordinamento italiano alle previsioni europee.
Evidenzia che
il Regolamento europeo, articolato e dettagliato, costituisce il riferimento
principale cui la proposta di legge regionale rinvia e che esso individua i
beni da tutelare, ovvero: la persona, l’impresa, lo Stato e la democrazia,
ponendo in rilievo il ruolo dell’impresa quale attore fondamentale per lo
sviluppo economico.
Sottolinea,
poi, che l’istituzione dell’Osservatorio, prevista dal testo, non comporta
oneri per il bilancio regionale e si inserisce pienamente nella cornice
normativa europea.
Ritiene,
quindi, che l’approvazione della legge pone la Regione tra le prime in Italia a
dotarsi di una disciplina organica in materia di intelligenza artificiale e ricorda,
inoltre, che l’assessore Minenna detiene una delega specifica sulla transizione
digitale, settore destinato a incidere profondamente sulla vita dei cittadini e
delle imprese.
In conclusione,
ritiene che la proposta di legge contribuisce a
regolamentare in maniera adeguata un ambito già diffusamente presente nel
quotidiano, costituendo motivo di orgoglio per la buona politica regionale, e
annuncia il voto favorevole.
Passa all’esame
dell’articolato e pone ai voti gli articoli 1, 2, 3 che sono approvati.
Riferisce, poi,
che dopo l’articolo 3 è pervenuto un sub emendamento all’emendamento 2739,
protocollo numero 2905, a firma del consigliere Giannetta.
GIANNETTA
Domenico (Forza Italia)
Illustra il sub
emendamento all’emendamento 2739 che mira a specificare meglio che l’avvio del
programma sperimentale ivi previsto rientra nell’ambito dell’attività di
promozione dello stesso programma e che i progetti pilota sono individuati
“prioritariamente” negli ambiti di cui alle lettere del comma 1.
Recepito il
parere favorevole della Giunta regionale e del relatore, pone ai voti il
sub-emendamento, che è approvato, e riferisce che è pervenuto un ulteriore
emendamento, protocollo numero 2739/A01, aggiuntivo dell’articolo 3-bis.
GIANNETTA
Domenico (Forza Italia)
Illustra
l’emendamento protocollo numero 2739/A01 aggiuntivo dell’articolo 3-bis
che prende le mosse dalla consapevolezza delle criticità strutturali del
Sistema sanitario della Regione Calabria, per cui si rende necessario il
ricorso alle nuove tecnologie e, in particolare, all’IA, al fine di
sperimentare best practices in grado di incidere in modo concreto sulle
principali aree di sofferenza, ovvero: la riduzione delle liste d’attesa,
perseguibile attraverso l’impiego di algoritmi predittivi per l’ottimizzazione
delle agende di prenotazione, così da minimizzare i tempi di inattività tra le
prestazioni e garantire ai cittadini un accesso più tempestivo alle cure; il
rafforzamento della Medicina Territoriale mediante sistemi di monitoraggio
remoto intelligente, capaci di consentire la gestione dei pazienti cronici direttamente
al domicilio, riducendo al contempo la pressione sui Pronto soccorso e sui
reparti ospedalieri; a sostenere l’eccellenza clinica attraverso l’utilizzo
dell’Intelligenza Artificiale quale strumento di supporto alle decisioni
diagnostiche, contribuendo alla riduzione del margine di errore e
all’accelerazione dei processi di individuazione delle patologie complesse.
Recepito il
parere favorevole della Giunta regionale e del relatore, pone ai voti
l’emendamento aggiuntivo dell’articolo 3-bis, che è approvato, pertanto l’articolo
3-bis è inserito nel testo.
Indi, pone ai
voti gli articoli 4, 5, 6, 7, 8, 9 che sono approvati, e la proposta di legge
nel suo complesso, che è approvata per come emendata con autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il
Consiglio approva)
Presidenza del presidente Salvatore Cirillo
PIETROPAOLO
Filippo Maria (Fratelli d’Italia)
Precisato che il
provvedimento si compone della deliberazione di Giunta regionale, delle
relazioni istruttorie del Dipartimento agricoltura, del Dipartimento bilancio,
finanze e patrimonio e del parere del Collegio sindacale, costituito in forma
monocratica, riferisce che l’organo di controllo ha attestato il rispetto del
pareggio finanziario complessivo di competenza, nonché degli equilibri di parte
corrente e in conto capitale, verificando altresì che il saldo di cassa non
negativo garantisce il rispetto dell’articolo 40 del decreto legislativo numero 118 del 2011.
Evidenzia che, con
riferimento alle norme sul contenimento della spesa (spending review),
il Collegio ha accertato che lo stanziamento previsto nel bilancio di
previsione 2026-2028 per le spese di personale, al lordo degli oneri riflessi e
dell’IRAP, nonché per le spese di funzionamento, non supera i limiti di spesa
impegnata per l’esercizio 2022,
riferisce, inoltre, che in merito all’accantonamento al Fondo crediti di dubbia
esigibilità (FCDE) l’organo di controllo evidenzia, come specificato nella nota
integrativa, che nel corso dell’esercizio 2025 parte della riscossione delle
utenze degli acquedotti rurali è stata ceduta alla SORICAL, determinando una
significativa riduzione delle previsioni di entrata per l’esercizio 2026.
Comunica, quindi, che all’esito delle verifiche svolte l’organo di revisione
ritiene congrue le previsioni di spesa e attendibili le entrate, coerente la
previsione di spesa per investimenti con il programma amministrativo e il piano
di sviluppo dell’Azienda, nonché attendibili le previsioni di cassa in
relazione all’esigibilità dei residui attivi e delle entrate di competenza, e
congrue rispetto al rispetto dei termini di pagamento, dei cronoprogrammi,
delle scadenze di legge e degli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia
esigibilità.
Puntualizza, infine,
che, preso atto del parere favorevole del Collegio sindacale e del Dipartimento
bilancio, anche il Dipartimento agricoltura esprime parere favorevole sul
bilancio di previsione 2026-2028, formulando alcune raccomandazioni all’Ente, tra
cui l’esigenza di un puntuale monitoraggio delle voci di spesa nel corso
dell’esercizio e il contenimento degli impegni per le spese di funzionamento
entro il limite di euro 147.730,85.
Ringrazia i componenti
della Commissione bilancio che nella seduta hanno approfondito i diversi
argomenti inerenti al bilancio Arsac alla presenza
dei rappresentanti dell’ente.
Pur riconoscendo la
correttezza formale, sotto il profilo contabile, del provvedimento in esame, ritiene
che esso rappresenti una scelta politica incapace di fornire adeguate
rassicurazioni rispetto al sostegno che il comparto agricolo calabrese
necessita, restituendo, per contro, l’immagine di un ente in difficoltà nello
svolgimento della propria missione istituzionale di sviluppo e supporto al
settore agricolo.
Ricordato di aver già
espresso voto contrario in Commissione, rilevando l’assenza di risposte
adeguate ai quesiti posti ai dirigenti dell’ente e del Dipartimento Agricoltura,
rileva che la maggior parte del bilancio è assorbita dai costi di
funzionamento, mentre risultano marginali le risorse dedicate a investimenti,
innovazione e sostegno diretto alle imprese. Rileva, inoltre, il rischio che le
attività promozionali — partecipazione a fiere ed eventi — rimangano iniziative
autoreferenziali, prive di reali ricadute economiche sui territori e sulle
filiere.
Segnala, poi, la debole
connessione tra sperimentazione agricola e applicazione pratica nelle aziende,
la presenza di strutture sottoutilizzate e l’assenza di indicatori economici
chiari per valutare l’impatto dell’azione dell’ente e richiama le criticità
legate all’erogazione di contributi per sagre e iniziative celebrative,
attività non coerente con le finalità dell’ARSAC e priva di monitoraggio sugli
effetti generati.
Formula, inoltre,
rilievi: sulla gestione degli impianti di risalita di Camigliatello Silano,
ritenuta estranea alle funzioni dell’ente e caratterizzata da costi elevati e
ricavi incerti, senza una contabilità separata che consenta una valutazione
trasparente; sulla gestione liquidatoria dell’ex ARSSA, che continua a generare
squilibri di parte corrente coperti mediante entrate straordinarie, soluzione
non sostenibile per un ente che dovrebbe programmare interventi di lungo
periodo.
Infine, rileva uno
scollamento crescente tra ciò che l’ARSAC dovrebbe essere e ciò che di fatto, a
suo dire, è diventata. Annuncia, pertanto, il voto contrario del suo gruppo,
auspicando una revisione complessiva dell’ente, aderente alla sua originaria mission.
Espresso rammarico per
le considerazioni formulate dalla consigliera Greco, rileva che il bilancio
dell’ARSAC è stato esaminato compiutamente in Commissione e che la direttrice
Caligiuri abbia fornito risposte esaustive a tutte le domande sollevate,
incluse quelle relative alla gestione stralcio. Precisa che tale gestione è
pubblicata in maniera trasparente sul sito dell’ente, con l’elenco completo dei
beni posti annualmente in vendita, i cui proventi contribuiscono alle entrate
dell’ARSAC senza gravare su quelle regionali.
Ricorda, quindi, che il
percorso di trasferimento degli acquedotti verso Sorical sarà completato nel
2026 e che l’impianto sciistico di Camigliatello passerà a breve alle Ferrovie
della Calabria, riducendo ulteriormente i costi diretti a carico dell’ente.
Rivendicato il valore
del lavoro svolto dall’ente, soprattutto nel campo della promozione, attività che
giudica necessaria per rafforzare la visibilità della Calabria oltre i confini
regionali, sottolinea che l’ARSAC opera quotidianamente quale braccio operativo
del Dipartimento Agricoltura, con risultati apprezzati e riconoscibili.
Conclude esprimendo un
plauso al lavoro svolto dall’ente e dal personale, ritenendolo meritevole di
riconoscimento.
Interviene per fatto
personale precisando che le risposte ricevute in Commissione, pur formalmente
fornite, non sono risultate soddisfacenti nel merito e non hanno dissipato le
perplessità espresse, motivando il voto contrario già in quella sede.
Sottolinea che le osservazioni formulate trovano riscontro anche nei rilievi
dell’organo di revisione e ribadisce che la questione centrale resta di natura
politica, attinente al ruolo dell’ARSAC quale strumento di sviluppo e
innovazione per le imprese agricole.
Ribadisce, richiamando
la relazione illustrativa, che l’organo di revisione ha attestato il rispetto
del pareggio finanziario, degli equilibri di bilancio e delle norme in materia
di spending review e accantonamenti, giudicando congrue e attendibili le
previsioni di entrata e di spesa. Evidenzia, inoltre, che le attività di
promozione e valorizzazione svolte dall’ARSAC sono rivolte anche ai mercati
esterni e contribuiscono a rafforzare la consapevolezza e la competitività del
sistema agricolo regionale.
Interviene per
dichiarazione di voto, confermando il suo voto contrario e ribadendo la propria
competenza e conoscenza diretta del settore agricolo e vitivinicolo calabrese.
Precisa, inoltre, di non contestare in assoluto le iniziative promozionali, ma
di ritenere necessario valutarne con maggiore rigore i ritorni effettivi per le
imprese, auspicando una revisione complessiva del ruolo e delle funzioni
dell’ARSAC.
Pone ai voti la proposta di provvedimento amministrativo numero 41/13^ di iniziativa
della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2026 - 2028
dell'Azienda Regionale per lo Sviluppo dell'Agricoltura Calabrese, che è
approvata con l’autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Proposta
di legge numero 31/13^ di iniziativa dei consiglieri D. Giannetta, A. Brutto,
G. Mattiani, P. Caputo, V. Pitaro, recante: “Adempimento degli impegni assunti
con il Governo in attuazione del principio di leale collaborazione”
Illustra la proposta,
precisando che: gli articoli 1, 2 e 3 intervengono su tre distinte leggi
regionali (numero 26, 27 e 28 del 30 maggio 2025), accomunate dalla stessa
finalità, introducendo specifiche previsioni di garanzia, in coerenza con la
normativa statale quadro in materia di aree protette; l’articolo 4 interviene
su definizioni lessicali e integra la disciplina con clausole di garanzia
relative al coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato e alla loro
collaborazione con le istituzioni pubbliche; l’articolo 5 modifica una legge
regionale vigente al fine di chiarire che le risorse generate dalle attività
previste confluiscono annualmente nella parte libera del risultato di
amministrazione; l’articolo 6 interviene su più disposizioni normative,
rendendole omogenee alle previsioni nazionali, sempre in attuazione degli
impegni assunti con il Governo; l’articolo 7 elimina una specifica previsione
ritenuta non coerente con il quadro ordinamentale vigente; l’articolo 8
introduce modifiche alla legge regionale n. 25 del 30 maggio 2025, al fine di
garantire la neutralità finanziaria delle disposizioni in materia di pedagogia
scolastica e di comunità educante; l’articolo 9 prevede la clausola di
invarianza finanziaria, trattandosi di norme di carattere ordinamentale, e l’articolo
10 dispone l’entrata in vigore della legge il giorno successivo alla
pubblicazione sul BURC, considerata l’urgenza di adempiere agli impegni assunti
con il Governo. Conclude precisando che la proposta non comporta nuovi o
maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Pone
in votazione gli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 che sono approvati,
indi la proposta di legge nel suo complesso che è approvata con richiesta di
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Ricorda all’Aula che, ai sensi dell'articolo 58, comma 1, dello
Statuto regionale, “lo Statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale
con legge assunta a maggioranza assoluta dei suoi componenti con due
deliberazioni successive, adottate ad intervallo non minore di due mesi”.
Precisato, quindi, che la modifica, in prima lettura, è stata
approvata nella seduta del 20 novembre 2025, sottolinea che, nella seduta
odierna, considerato che la discussione generale è stata già effettuata, gli
interventi saranno solo per dichiarazioni di voto.
GIANNETTA
Domenico (Forza Italia), relatore
Sottolineato
che l’Aula è chiamata alla seconda lettura della proposta di legge statutaria,
dopo la prima approvazione avvenuta il 20 novembre, ricorda che lo Statuto
regionale vigente prevede una Giunta composta da un massimo di sette assessori,
includendo nel computo il Presidente della Giunta regionale.
Illustra,
pertanto, l’articolo 1 della proposta di legge di revisione statutaria che
interviene sull’articolo 35 dello Statuto, adeguandone la disciplina alle
recenti modifiche della normativa statale e sottolinea che la nuova lettera b)
del citato articolo consente alle Regioni con popolazione fino a due milioni di
abitanti di aumentare fino a due unità il numero massimo di assessori previsti,
continuando a includere il Presidente della Giunta nel computo dei componenti.
Evidenzia che
l’articolo 1, comma 3, della legge n. 122/2025 permette alle Regioni di
adeguare i rispettivi ordinamenti statutari entro i limiti degli stanziamenti
di bilancio e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Precisa,
quindi, che la proposta di revisione statutaria utilizza un rinvio mobile alla
normativa statale, così da evitare future modifiche dello Statuto qualora il
legislatore nazionale dovesse intervenire nuovamente sulla materia.
Illustra, poi,
l’articolo 2 della proposta, che introduce la possibilità per il Presidente
della Giunta regionale di nominare fino a due sottosegretari, con compiti di
supporto al mandato, al fine di assicurare un più efficiente coordinamento
dell’azione di governo, specificando che la disciplina attuativa sarà rimessa a
una successiva legge regionale.
Ribadisce,
inoltre, che la proposta ha natura esclusivamente ordinamentale e non comporta
oneri a carico del bilancio regionale, come confermato anche dalla relazione
tecnico-finanziaria, e ricorda che la normativa statale attribuisce alle
Regioni piena autonomia nel definire la propria organizzazione, nel rispetto
dei principi costituzionali di buon andamento e autonomia organizzativa.
Conclude
segnalando che la proposta introduce facoltà, non obblighi, e rimette agli
strumenti legislativi successivi ogni disposizione attuativa.
Pone
in votazione gli articoli 1, 2 e 3 che sono approvati, indi la proposta di
legge nel suo complesso che è approvata con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra il
testo modificato della mozione, condiviso con tutti i Capigruppo, relativo al
riconoscimento del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Trebisacce quale
struttura permanente. Premesso, quindi, che i Vigili del Fuoco svolgono un
ruolo essenziale nella tutela dei cittadini e del territorio, ricorda che la
provincia di Cosenza è la più estesa della Calabria e presenta un’orografia
complessa.
Rilevato che,
per indisponibilità di personale, il distaccamento volontario di Trebisacce è
chiuso dal luglio 2024, sottolinea che il Comune ha già messo a disposizione
gratuitamente un immobile ristrutturato e idoneo alle esigenze logistiche del
presidio.
Ricordato, poi,
che le amministrazioni comunali interessate, insieme al Comando provinciale dei
Vigili del Fuoco, hanno più volte sollecitato il Ministero dell’Interno per
ottenere la trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in
distaccamento permanente, richiama quanto evidenziato dallo stesso Dipartimento
dei Vigili del Fuoco, secondo cui la complessità del territorio e l’alto numero
di interventi effettuati nei periodi di apertura rendono ormai indifferibile
garantire continuità operativa attraverso una sede permanente. Alla luce di
tali considerazioni, riferisce che la mozione impegna il Presidente della Regione e la Giunta ad attivarsi
presso il Governo nazionale per: sollecitare le risorse necessarie al
potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco; richiedere con urgenza la
trasformazione del distaccamento volontario di Trebisacce in distaccamento
permanente, compatibilmente con le risorse finanziarie progressivamente
disponibili.
Condiviso
quanto esposto dal consigliere Laghi, riferisce alcuni elementi emersi nel
corso di un recente incontro avuto con una delegazione dei Vigili del Fuoco e
di avere, conseguentemente, presentato un’interrogazione avente la stessa
finalità della mozione discussa, volta a sollecitare la trasformazione del
distaccamento da volontario a permanente.
Sottolineato
che, nella risposta ricevuta, è stato ribadito che la competenza in materia è
di natura ministeriale, evidenzia che, pur nel rispetto delle attribuzioni istituzionali,
esiste un ambito di volontà politica
attraverso il quale la Regione Calabria, e in particolare il Presidente della
Giunta, possono esercitare un ruolo attivo nell’interlocuzione con il Governo
nazionale.
Evidenziato che
il territorio interessato è molto ampio e caratterizzato da esigenze
emergenziali che richiedono un potenziamento stabile del presidio operativo,
ritiene necessario che la Regione assuma
un’iniziativa forte e determinata presso il Ministero dell’Interno, affinché la
richiesta di riconoscimento del distaccamento permanente possa trovare concreta
realizzazione.
Infine, ritiene
che, benché l’approvazione della mozione costituisca un importante atto
d’indirizzo, sarà determinante l’impegno effettivo della Regione nel tradurre
tale atto in risultati concreti.
Pone
in votazione la mozione che è approvata con richiesta di autorizzazione al
coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Illustra
i contenuti del provvedimento, riferendo, preliminarmente, che: la giurisprudenza
nazionale ed europea riconoscono nella disciplina dell’origine doganale una
norma di natura fiscale che non permette di fornire ai consumatori informazioni
trasparenti per una corretta individuazione della provenienza geografica; vi
sono dei rischi economici e reputazionali derivanti dalla commercializzazione
di alimenti etichettati come Made in Italy, ma realizzati con ingredienti
provenienti da altri Paesi e che in Italia hanno subito soltanto l'ultima
trasformazione sostanziale o economicamente giustificata; sebbene ai sensi
delle norme doganali, le operazioni minime o non economicamente giustificate
non hanno alcuna rilevanza ai fini dell'attribuzione dell'origine, nondimeno
tali norme risultano inadeguate ed insufficienti ad evitare i casi di falsa
evocazione dell’origine dei prodotti che costituiscono il patrimonio
agroalimentare italiano.
Precisa,
quindi, che l’ordine del giorno impegna il Presidente della Giunta a:
promuovere tutte le azioni necessarie presso le competenti sedi istituzionali,
anche tramite il Comitato europeo delle Regioni, affinché sia avviata la
procedura di modifica della disciplina sull'origine del codice doganale, al
fine di prevedere, quale esclusivo criterio di individuazione dell'origine dei
prodotti, l'indicazione del luogo di provenienza di cui al Regolamento (UÈ) n.
1169/2011, per garantire la trasparenza e la corretta informazione ai
consumatori; intraprendere le opportune interlocuzioni con i parlamentari
europei eletti nella circoscrizione di pertinenza della Regione affinché gli
stessi siano resi edotti dell'iniziativa, sensibilizzandoli circa l'importanza
della modifica della disciplina sull’origine doganale; attivarsi nell'ambito
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province
autonome con il medesimo obiettivo.
Conclude
precisando che l’ordine del giorno non produce effetti normativi, ma è un atto
di indirizzo politico auspica massimo sostegno.
Dispone una
breve sospensione dei lavori.
La seduta sospesa alle 18,00
riprende alle 18.10
Evidenziato,
preliminarmente, che l’ordine del giorno in discussione è stato presentato in
Aula senza un previo confronto con la minoranza, rileva come tale modalità
operativa stia diventando, nei primi mesi di Legislatura, prassi consolidata.
Sottolinea, inoltre, che dal testo non sembra emergere alcuna preventiva
interlocuzione con le associazioni di categoria e con le associazioni dei
consumatori, sebbene tali soggetti siano direttamente interessati, come
dimostrato dai frequenti richiami a “produttori” e “consumatori”.
Osserva, poi,
che prima di impegnare il Presidente della Regione a portare la questione in
sede di Conferenza Stato–Regioni o a confrontarsi con i parlamentari europei
eletti nella circoscrizione, sarebbe stato opportuno verificare se il contenuto
dell’ordine del giorno fosse stato oggetto di uno studio approfondito sugli
effettivi benefici derivanti dall’esclusione dei prodotti agricoli
dall’articolo 60 del Regolamento europeo citato nel provvedimento.
Chiede, quindi,
di conoscere quali vantaggi concreti tale esclusione comporterebbe per i
consumatori e quali per i produttori, rilevando che tali elementi non risultano
chiaramente esposti nel testo, e se sia stato svolto un confronto con le altre Regioni
per comprendere se esse siano favorevoli o meno a sostenere una tale richiesta in
sede europea.
Infine, chiede
quali siano le ragioni, nonostante la natura prettamente agricola del tema
trattato, dell’assenza in Aula dell’assessore competente.
Ritenuta chiara la relazione illustrativa e
precisato che trattasi di un atto di indirizzo a tutela del comparto
agroalimentare, non comprende le censure al provvedimento da parte del
consigliere Falcomatà.
Espresse, preliminarmente, alcune
perplessità sul provvedimento in esame, sottolinea che la minoranza non è stata
messa nelle condizioni di esaminare, preventivamente, l’ordine del giorno, né
di discuterlo in modo approfondito, condividendo, al riguardo, quanto già
evidenziato dal consigliere Falcomatà.
Sottolineato come la tutela del made in
Italy, in particolare dei prodotti calabresi, rappresenti un obiettivo comune
a tutti i gruppi consiliari, rileva la mancanza di un confronto con le
associazioni di categoria e i soggetti direttamente interessati, non
comprendere appieno le ragioni e gli effetti dell’iniziativa.
Rivolto l’invito alla maggioranza a
sottoporre i provvedimenti di questa natura alle Commissioni competenti,
affinché possano essere valutati, studiati e migliorati in un confronto
istituzionale corretto, precisa che, pur condividendo i principi generali di
valorizzazione e tutela dei prodotti agricoli, non si sente, nelle condizioni
attuali, di esprimere un voto favorevole su un testo che impegna direttamente
il Presidente della Regione su scelte di rilievo europeo senza un adeguato
approfondimento.
Chiede, pertanto, il ritiro dell’ordine del
giorno al fine di compiere un esame più approfondito e meditato in Commissione.
Pone ai voti l’ordine del giorno che è
approvato con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio approva)
Chiede l’inserimento all’ordine del giorno
della proposta di legge numero 35/13^ relativa alla proroga delle graduatorie
dei concorsi pubblici di Enti e Aziende del Servizio sanitario regionale.
Pone ai voti la richiesta di inserimento
all’ordine del giorno avanzata dal consigliere Giannetta che è approvata.
Illustra la proposta di legge in
discussione, sottolineando come la possibilità di utilizzare gli elenchi già
esistenti di candidati idonei consentirebbe di evitare nuovi procedimenti
selettivi, riducendo gli sforzi organizzativi e le lungaggini amministrative
connesse a ulteriori pubblicazioni di concorsi, al fine di colmare le carenze
sopravvenute nella dotazione organica degli Enti regionali.
Precisato che la previsione di una proroga
della durata di 24 mesi rientra pienamente nella potestà legislativa regionale
e risponde al principio di buon andamento dell’amministrazione, preservando il
capitale umano già formato e immediatamente disponibile, riferisce che la
proposta si compone di tre articoli che procede ad illustrare nel dettaglio: l’articolo
1 prevede la proroga di ulteriori 24 mesi dell’efficacia delle graduatorie
vigenti con scadenza entro il 2026, al fine di garantire continuità nei servizi
pubblici, efficienza amministrativa e contenimento della spesa regionale;
l’articolo 2 introduce la clausola di invarianza finanziaria, chiarendo che
dall’attuazione della legge non derivano nuovi o maggiori oneri per il bilancio
regionale; l’articolo 3 disciplina l’entrata in vigore anticipata della
normativa, ritenuta necessaria in relazione all’imminente scadenza di alcune
graduatorie.
Conclude chiedendo il sostegno dell’Aula,
sottolineando che il provvedimento mira a garantire stabilità amministrativa ed
efficienza gestionale.
Sottolineato il
persistere di un problema di metodo nella gestione dei lavori consiliari,
poiché atti e proposte vengono inseriti senza consentirne un approfondimento
preventivo, reputa che tale prassi ostacoli il confronto democratico,
limitando, di fatto, la possibilità dell’opposizione di contribuire in modo
efficace alle decisioni legislative.
Evidenziato che
la proposta di legge sulla proroga delle graduatorie sanitarie è stata
comunicata solo pochi minuti prima della discussione, pur condividendo
l’esigenza di consentire lo scorrimento per gli idonei in attesa, sottolinea la
necessità di considerare anche coloro che dal 2024 hanno maturato titoli e
aspettano nuove opportunità.
Rilevato che
anche l’ordine del giorno sulle origini doganali dei prodotti agricoli è stato
aggiunto tardivamente, evidenzia che la minoranza avrebbe voluto esprimere
contributi e proposte, esercitando il proprio ruolo di stimolo e di controllo.
Comunica,
quindi, il voto di astensione, poiché avrebbe auspicato un confronto compiuto e
tempestivo, atteso che, essendo la scadenza delle graduatorie nota da tempo, il
provvedimento avrebbe potuto essere calendarizzato con congruo anticipo, così
come è avvenuto per la seconda lettura delle modifiche statutarie.
Conclude
auspicando un metodo di lavoro più ordinato e rispettoso del ruolo di tutti i
consiglieri, in coerenza con l’idea del presidente Occhiuto di un Consiglio
regionale ambizioso e realmente aperto al confronto democratico.
Stigmatizzata la modalità adottata per
l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge in esame, rileva,
innanzitutto, l’assenza di un confronto preventivo né con la minoranza né in
sede procedurale, invitando ad essere maggiormente rispettosi di ruoli e
procedure.
Sottolineato come l’ipotesi della proroga
fosse nota da giorni, non comprende le ragioni della mancata calendarizzazione,
definendo l’inserimento improvviso del provvedimento in Aula un “blitz”, che
impedisce, di fatto, ogni reale valutazione al riguardo.
Rilevata, altresì, l’assenza nella relazione
illustrativa di espliciti riferimenti alle ragioni dell’urgenza del
provvedimento, ribadisce che il provvedimento avrebbe dovuto essere programmato
e motivato, e non improvvisato a ridosso del voto.
Rilevato che la Conferenza dei capigruppo e
le Commissioni vengono ripetutamente scavalcate, ritiene che tale metodo comprometta
il corretto funzionamento istituzionale e chiede, pertanto, il rinvio della
proposta in Commissione per un esame più approfondito.
Constatata ancora una volta la trattazione
in emergenza delle problematiche in materia sanitaria, formalizza una forte
critica all’impostazione dei lavori e comunica, infine, il suo voto di
astensione.
Stigmatizzati con decisione gli interventi
dei colleghi di opposizione, reputa che, in una situazione di emergenza
sanitaria quale quella calabrese, anche un provvedimento approvato all’ultimo
minuto possa risultare indispensabile e indifferibile.
Ricordato che le graduatorie oggetto della
proposta riguardano concorsi già espletati e persone idonee che attendono di
essere chiamate, mentre la sanità calabrese soffre una carenza cronica di
personale, sottolinea la necessità e l’urgenza di procedere con le assunzioni,
sfruttando le graduatorie già esistenti.
Giudicata vergognosa la posizione
dell’opposizione di contrarietà al provvedimento esclusivamente per ragioni
politiche e procedurali, rileva, altresì, che la proroga si pone in linea con
quanto previsto dal decreto “Milleproroghe”, che all’articolo 5, comma 8,
estende al 31 dicembre 2026 i termini relativi ai contratti a tempo determinato
avviati dal 2021.
Ritenuto incoerente che l’opposizione si
opponga oggi a un provvedimento che risponde a una necessità primaria dei
cittadini, sottolinea la volontà della maggioranza di realizzare azioni
concreta per rispondere ai bisogni del territorio.
Annuncia, infine, il suo voto favorevole.
Espresso rammarico
per l’atteggiamento assunto dalla maggioranza, sottolinea che le censure
manifestate non riguardano il merito del provvedimento, ma il metodo seguito,
che giudica inadeguato e irrispettoso delle procedure e del ruolo della
minoranza.
Rilevato come
l’inserimento direttamente in Aula del provvedimento, pur trattandosi di una
scadenza nota da tempo, impedisca qualsiasi confronto preliminare, sia tra i
gruppi di minoranza sia nella Conferenza dei Capigruppo, reputa che tale
modalità di conduzione dei lavori rischi di generare confusione anche
all’esterno, inducendo i cittadini calabresi a interpretare erroneamente il
voto di astensione come una presa di posizione contraria agli scorrimenti delle
graduatorie, diversamente da quanto ritenuto dalla minoranza.
Sottolineato
che il voto di astensione non rappresenta una contrarietà al provvedimento, ma
è, piuttosto, dovuto all’impossibilità di approfondire il provvedimento, evidenzia
che, accanto al diritto degli idonei a essere chiamati, va considerato anche il
diritto di quanti, dal 2021 in avanti, hanno conseguito nuovi titoli e
auspicano la possibilità di partecipare a futuri concorsi.
Rivolto
l’invito a evitare atteggiamenti che possano generare tensioni o
fraintendimenti, reputa necessario un confronto costruttivo e rispettoso
ribadendo la richiesta di chiarimenti circa le ragioni per le quali il
provvedimento sia stato inserito solo a fine seduta.
Infine,
conferma, a nome del gruppo Riformisti–Italia Viva–Daremo, il voto di
astensione, motivato esclusivamente dall’assenza di un percorso istruttorio
adeguato.
Sottolineata la precipua finalità del
provvedimento in discussione, evidenzia che i vantaggi dell’intervento sono
due: da un lato, la possibilità di assumere tempestivamente medici e operatori
sanitari, rispondendo alla nota carenza di personale nelle strutture regionali;
dall’altro, il risparmio di tempo e di risorse economiche derivante
dall’evitare l’avvio di nuovi concorsi.
Ritenuta contraddittoria l’odierna posizione
di astensione assunta dalla minoranza rispetto alle iniziative politiche intraprese
nelle precedenti settimane, richiamando in particolare la manifestazione a
Polistena contro la carenza di medici e il rischio di riduzione dei servizi
sanitari, osserva come la proroga delle graduatorie rappresenti una risposta
immediata e concreta per rafforzare gli organici delle strutture sanitarie
regionali.
Ritenuto necessario, in alcune circostanze,
anteporre all’interesse politico quello dei cittadini, precisa che
l’inserimento del provvedimento all’ordine del giorno anche in tarda serata
risponde unicamente a tale esigenza e non a ragioni di carattere politico.
Ribadita, infine, la necessità prioritaria
di garantire il diritto alla salute dei calabresi, invita tutte le forze politiche a sostenere
la proposta, quale gesto di rispetto nei confronti dei cittadini e delle
aspettative che ripongono nelle Istituzioni regionali.
Annuncia, infine, il suo voto favorevole.
Ravvisata la
mancanza di coerenza nelle posizioni espresse dall’opposizione, ricorda la
partecipazione, solo pochi giorni fa, di numerosi esponenti sia di maggioranza
sia di minoranza alla mobilitazione di Polistena per denunciare la grave
carenza di personale sanitario, mentre oggi si critica l’inserimento in Aula,
sebbene in tarda serata, di un provvedimento che mira proprio a rafforzare gli
organici del sistema sanitario regionale.
Pur
riconoscendo che l’inserimento all’ordine del giorno non è avvenuto secondo il
percorso ordinario, sottolinea che la procedura adottata risponde all’esigenza
di intervenire tempestivamente su un tema in grado di portare benefici
immediati.
Ricordato che,
rispetto al passato, oggi, tutte le graduatorie, gli idonei e le date di
scadenza sono pubblicati sul sito della Regione Calabria, consentendo ai
cittadini e ai consiglieri di prenderne visione, reputa superflua una relazione
tecnica più estesa, attesa la piena accessibilità e disponibilità dei dati.
Sottolineato che
il provvedimento incide in misura limitata sulle graduatorie complessive, reputa
che anche pochi idonei chiamati in servizio possono fare la differenza,
talvolta contribuendo a salvare vite umane.
Invita, quindi,
l’opposizione ad assumersi la responsabilità politica della scelta, entrando
nel merito del provvedimento e decidendo se sostenere o meno il rafforzamento
degli organici sanitari, manifestando, al contempo, la disponibilità a programmare
in Commissione l’esame delle future scadenze previste per il 2027, così da
evitare ulteriori interventi urgenti.
Ribadita
l’utilità della proposta in esame, sottolinea l’importanza di votarla
favorevolmente nell’interesse dei cittadini.
Affermato,
innanzitutto, che il voto di astensione annunciato dalla minoranza è pienamente
legittimo, osserva tuttavia una certa contraddizione, poiché da un lato
l’astensione viene presentata come una forma di non contrarietà al
provvedimento, mentre dall’altro si contestano con forza le modalità con cui
esso è stato inserito all’ordine del giorno.
Ritiene, quindi, che
l’atteggiamento dell’opposizione potrebbe essere interpretato come tentativo di
non deludere i cittadini che trarrebbero beneficio dal provvedimento, al tempo
stesso, non concedendo una vittoria politica alla maggioranza. Osserva che, pur
comprendendo le critiche procedurali, sarebbe auspicabile che su questioni che
riguardano direttamente le esigenze dei calabresi si potesse trovare una
convergenza più ampia.
Sottolinea,
quindi, che lo scorrimento delle graduatorie rappresenta uno strumento efficace
per velocizzare le procedure di assunzione, evitare nuove e lunghe selezioni e
consentire risparmi alla finanza pubblica, contribuendo a rafforzare il sistema
sanitario regionale caratterizzato da significative carenze di personale.
Conclude
affermando che, nel valutare il provvedimento, occorre porre sulla bilancia il
beneficio che può derivare ai cittadini rispetto ai rilievi sul metodo e
annuncia il voto favorevole.
Specificato, in
via preliminare, che le affermazioni pronunciate nel dibattito non possono
mettere in discussione il suo impegno in qualità di consigliere nella tutela
dei diritti dei cittadini calabresi, ritiene necessario precisare che
l’astensione annunciata dalla minoranza non può essere interpretata come una
posizione contraria ai diritti dei lavoratori inseriti nelle graduatorie, ma
come la conseguenza delle modalità con cui il provvedimento è stato sottoposto
all’Aula e richiama la necessità di evitare toni e modalità che possano
contribuire a generare tensioni o contrapposizioni indebite.
Mette in evidenza,
infatti, che la proposta è stata inserita all’ordine del giorno alle 18:30,
senza un previo confronto in Conferenza dei Capigruppo e senza che la minoranza
fosse informata con il necessario anticipo, nonostante la scadenza delle
graduatorie fosse nota da tempo.
Ritiene, difatti,
legittimo chiedere perché lo scorrimento delle graduatorie non sia stato
valutato o avviato con maggiore anticipo.
Conclude
respingendo ogni riferimento che possa mettere in dubbio la volontà della
minoranza di tutelare i diritti dei cittadini calabresi e conferma il voto di
astensione del gruppo Casa Riformista–Italia Viva.
Intervenendo per
dichiarazione di voto, precisa di avere, inizialmente, valutato la possibilità
di esprimere voto favorevole, ma afferma di aver riconsiderato la propria
posizione alla luce di quanto emerso nel dibattito, assumendo piena
responsabilità del voto contrario che intende esprimere. Motiva tale scelta
rilevando una mancanza di rispetto, a suo giudizio, sia nei confronti dei
consiglieri regionali sia delle Istituzioni e dei cittadini calabresi. Ritiene,
infatti, che, laddove il provvedimento relativo alla proroga delle graduatorie
fosse stato così urgente e rilevante per il sistema sanitario regionale, la
maggioranza avrebbe dovuto portarlo all’attenzione del Consiglio con congruo
anticipo, consentendone un approfondimento.
Pone in votazione
gli articoli 1, 2 e 3 e la legge nel suo complesso, che viene approvata con
autorizzazione al coordinamento formale.
(Il Consiglio
approva)
Ricorda all’Aula
la procedura di svolgimento delle interrogazioni.
Comunicato che, nelle more dell’avvio della seduta, è pervenuta risposta
scritta all’interrogazione, ricorda che l’interrogante ha comunque diritto
di replica.
Rinuncia alla
facoltà di replica.
Comunicato che, nelle more dell’avvio della seduta, è pervenuta risposta
scritta all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare
dopo la risposta ricevuta.
Si dichiara
parzialmente soddisfatta della risposta scritta fornita dalla Giunta regionale
e giudica positivo che sia stata riportata attenzione sulla chiusura dell’ente
e che si preveda la nomina di un commissario straordinario per affrontare la
situazione debitoria e riattivare l’Istituto.
Tuttavia, chiede
quali atti concreti seguano all’enunciazione di intenti e afferma che
continuerà a vigilare sulla vicenda, poiché l’Ente in questione era nato con
grandi aspettative per lo sviluppo del patrimonio culturale calabrese.
Comunicato che
nelle more dell’avvio della seduta è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare dopo la risposta
ricevuta.
Rinuncia alla
facoltà di replica.
Comunicato che
nelle more dell’avvio della seduta è pervenuta risposta scritta
all’interrogazione, ricorda che l’interrogante può replicare dopo la risposta
ricevuta.
Si dichiara
insoddisfatto della risposta del direttore del Dipartimento, evidenziando varie
criticità: il sistema 116/117, destinato alle cure non urgenti, non è ancora
attivo e non esiste una data prevista; molte aree, soprattutto di notte e nei
festivi, sono senza medico di continuità assistenziale; i tempi di intervento
indicati dal Dipartimento non corrispondono ai dati reali presenti nei report
sindacali; le piante organiche non risultano affatto coperte.
Critica fortemente
l’affermazione secondo cui, in futuro, il servizio di Emergenza Urgenza dovrà
contare maggiormente sugli infermieri, interpretandola come una rinuncia alla
medicalizzazione delle ambulanze, in ciò ravvisando una gestione inadeguata del
sistema.
Esauriti i punti all’ordine del giorno,
toglie la seduta.
La seduta
termina alle 19.02
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada
Katia Helen Romeo