CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA
Seduta n. 10 del 08/06/2026 - Diretta testuale e streaming

Consiglio regionale del 08/06/2026


DIRETTA DALL'AULA - 10^ SEDUTA

di lunedì 8 giugno 2026

Presidenza del Presidente Salvatore CIRILLO

 

Il Presidente dà avvio ai lavori con la lettura e l'approvazione del verbale della seduta precedente.

Comunicazioni all'Aula.

Il Presidente invita l'Aula ad osservare un minuto di silenzio, in memoria dei braccianti uccisi pochi giorni fa ad Amendolara.

L'Aula, levatasi in piedi, osserva un minuto di silenzio.

Il Presidente inserisce il punto all'ordine del giorno:

Discussione sulle misure di contrasto al caporalato, allo sfruttamento del lavoro e alle condizioni dei lavoratori migranti in Calabria

Interviene il consigliere LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente) (le immagini dell'eccidio rimarranno negli occhi di tutti, dichiara. Bisogna individuare fatti e contesto, per evitare il perpetrarsi di simili atti. In primo luogo in Italia mancano 3600 ispettori del lavoro e il numero delle irregolarità in ambito lavorativo in Calabria è il più alto della nazione. Quella dell'ispettore del lavoro è una figura non appetibile. Importante la condivisione di banche dati finalizzate alla individualizzazione delle criticità. Oltre ai controlli, bisogna individuare modelli organizzativi, investigativi e di contrasto. Esiste la responsabilità penale diretta anche per i datori di lavoro. Esiste la legge, la n. 3/2016, di contrasto al caporalato. Esistono limitazioni di lingua e di trasporto; i mediatori culturali sono, a tal uopo, per nulla secondari. Assai importante fare riferimento ad un indice di congruità tra i risultati economici ottenuti e la forza lavoro impiegata. I fatti impongono una forte azione repressiva nei confronti dei caporali e delle aziende che fanno prevalere gli introiti sulla sicurezza del lavoro. La manifestazione di sabato è stata testimonianza di mobilitazione e di lotta per ricordare Amin Fazal Khogjani, Ullah Ismat Qiemi, Safi Iayjad, e Waseem Khan, finalizzata ad evidenziare un fenomeno dilagante e dirompente. La condizione denunciata è una condizione di schiavitù. Nessuno si può chiamare fuori dalla lotta. Ringrazia alcuni sindacalisti della CGIL per il lavoro fatto a tutela dei più deboli).

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Interviene il consigliere ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico) (informa di aver partecipato alla manifestazione di Amendolara ed è stato spiacevole non avere notato la partecipazione della Maggioranza. Manifesta grande disagio per quanto da consigliere regionale non ha fatto, per quanto accaduto, per quanto poco è stato fatto per evitare fatti del genere. Spesso si garantisce la presenta a fiere ed eventi di vario tipo, dichiara, troppe poche volte ci si è chiesto cosa ci sia dietro ad alcuni successi nell'agroalimentare, dimostrando uno scollamento dal mondo reale. Si prova a dare un'immagine nuova della Regione che viene messa in discussione e svilita dai fatti, dichiara. Propone di mettere in atto uno strumento di certificazione di qualità che dimostri che il prodotto è frutto del lavoro dell'azienda che opera nel rispetto delle regolarità del lavoro e nel rispetto della persona).

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Interviene il consigliere BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) (momento vissuto con grande disagio, trattasi di una realtà sotto gli occhi di tutti per troppi anni. Si chiede, retoricamente, se debba essere necessario un ulteriore fatto criminoso per avere un ulteriore sussulto. La regione Calabria si è dotata di una legge, dichiara, la n. 9/2018 che andrebbe applicata, è uno strumento nelle mani del Consiglio da tenere in debita considerazione. Chiede la convocazione di una seduta urgente della Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta e della criminalità diffusa per avviare un'ampia discussione e non solo. La tragedia di Amendolara pone di fronte ad interrogativi che non posso essere elusi sulla condizione degli lavoratori e dei lavoratori che vivono, di fatto, in un zona grigia. Si è di fronte ad un contesto che può diventare terreno fertile per la 'ndrangheta. I lavoratori migranti sono le prime vittime di sfruttamento e ricatto da parte della criminalità organizzata che si sostituisce allo Stato e consolida la propria influenza. Propone l'avvio di audizioni che coinvolgano i prefetti, le forze dell'ordine, l'ispettorato del lavoro e tutti i soggetti interessati alla gestione del settore. Plaude all'iniziativa della CGIL e del mondo sindacale per l'iniziativa di sabato u.s. in Amendolara).

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Interviene la consigliera SANTOIANNI Elisabetta (Forza Italia) (la tragedia di Amendolara ha sconvolto tutti. Esprime solidarietà alle famiglie interessate da un lutto così grave, causato dal vile attentato ai danni dei lavoratori. Informa della convocazione straordinaria della VI Commissione durante la quale, alla presenza delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di categoria, è stata affrontata la problematica con grande senso di responsabilità nel tantivo di dare risposte concrete. La Calabria ha un'alta vocazione agricola che va tutelata e salvaguardata. Esiste una legge che negli articoli 36 e 37 parla del contrasto al caporalato che potrebbe essere aggiornata e rafforzata con il supporto di tutto il Consiglio regionale).

Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) (difficile affrontare la discussione in una seduta che alcuni giornalisti hanno ritenuto routinaria. Riferisce di non aver partecipato alla manifestazione di Amendolara, forse sbagliando, per il disagio di dover ammettere che non si è provveduto all'applicazione di una legge e non si è provveduto a far funzionare organismi preposti a ciò. Menziona la normativa di riferimento mai applicata, la proposta del consigliere Tavernise, riproposta dalla consigliera Barbuto, costretta al ritiro della stessa, in attesa della riproposizione di una ad hoc da parte della maggioranza. Bisogna avere il coraggio di fare un ragionamento serio sul lavoro irregolare, le vittime erano regolarmente assunte, dunque deve cambiare il paradigma, esiste una forma di sfruttamento che si insinua anche in presenza di un contratto regolare. I problemi attengono ai trasporti, alla logistica, alla lingua. La qualità del lavoro non deve essere misurato solo dalla busta paga, ma anche dal tenore di vita. Il ghetto si combatte costruendo inclusione (e riguarda la comunità tutta), ponendo attenzione ad ogni strumento a ciò finalizzato. Importante non far ricadere la responsabilità solo sulle imprese, bisogna pretendere il rispetto delle regole, creare un sistema che sostenga quelle che operano nella legalità).

Interviene il consigliere MATTIANI Giuseppe (Lega Salvini Calabria) (ringrazia il Presidente per la sensibilità dimostrata e per aver inserito al primo punto la discussione sui fatti cruenti di Amendolara. Inconcepibile un eccidio così efferato per aver rivendicato i propri diritti. Al di là delle casacche e l'appartenenza partitica, serve lavorare insieme per contrastare il fenomeno del caporalato e l'influenza di fenomeni malavitosi. Sì ad una immigrazione controllata, no ad una immigrazione non controllata che diventa braccio armato e manovalanza della malavita organizzata. Non si può pervenire alla criminalizzazione delle aziende agroalimentari generalmente intese perchè il settore dell'agroalimentare è strategico per l'economia calabrese, bisogna tutelare le aziende virtuose e perseguendo quelle irregolari).

Interviene la consigliera MADEO Rosellina (Partito Democratico) (L'immane tragedia vissuta non ha solo le caratteristiche della sfrontatezza, e della violenza, ma è una strage annunciata. Concorda sul fatto che non può generalizzarsi, ma l'esistenza di 12.000 lavoratori irregolari in Calabria è un dato di fatto. Fiera di aver partecipato alla manifestazione di sabato perché non è vero che si hanno, tutti, le stesse responsabilità. Necessario agire in maniera razionale, premiare le aziende virtuose, punire quelle irregolari. La legislazione statale individua sempre nuovi reati da perseguire senza predisporre le misure atte a contenerli. Servono maggiori controlli e non sottovalutare e stigmatizzare le manifestazioni del dissenso. Sicuramente, tra le forze di minoranza e di maggioranza esistono idee diverse sulla gestione del fenomeno e dell'idea di Italia, ma il problema è comune e deve essere affrontato concretamente. Non basta il tavolo tecnico preannunciato, sarebbe opportuno, dischiara, richiamare la proposta di legge del consigliere Tavernise della precedente legislatura e ripresa dalla consigliera Barbuto).

Interviene il consigliere POLIMENI Marco (Forza Italia) (ringrazia le istituzioni per la sensibilità dimostrata. I tragici fatti di Amendolara impongono la riflessione, ma anche e soprattutto l'agire. Accolta favorevolmente la proposta della presidente Santoianni di istituire un tavolo tecnico, propone la premialità per le aziende virtuose. Ritiene necessario pervenire alla predisposizione di un rapporto annuale sugli infortuni nel campo del lavoro e sulle misure adottate. Quale presidente della Commissione contro il fenomeno della 'ndrangheta, accoglie la proposta di Enzo Bruno, già annunciata in sede di VI Commissione, di avvio delle consultazioni ed audizioni per pervenire alla predisposizione di proposte concrete. La Calabria deve essere capace di produrre eccellenze agricole e, contestualmente, tutelare i lavoratori).

Interviene la consigliera SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle) (grave errore limitarsi ai comunicati stampa, dichiara, necessario agire concretamente. Il caporalato è un fenomeno strutturale che destabilizza gli equilibri interni e penalizza le imprese oneste. Se le leggi esistono, qualcosa non funziona, mancano evidentemente il controllo e la vigilanza. I flussi emigratori vengono utilizzati e strumentalizzati in prossimità delle elezioni senza, mai, soffermarsi sulla reale gestione del fenomeno. Rivolgendosi al consigliere Mattiani, contesta il principio che detterebbe le modalità di intervento per la gestione del fenomeno. Si chiede se siano stati spesi i fondi del PNRR, ormai inutilizzabili e se siano stati correttamente gestiti. Evidenzia che la Commissione anti'ndrangheta è stata convocata poche volte, a dimostrazione che gli strumenti esistenti non vengono utilizzati).

Interviene il consigliere ROSA Riccardo (Noi Moderati) (l'eccidio di Amendolara ha determinato un disastro, ma non ci sono risultati di indagini che evidenzino l'interessamento di aziende calabresi. Nulla di quello che è accaduto pone ombre sulla gestione dell'agricoltura in Calabria. Sbagliato criminalizzare le aziende agricole calabresi e tutto ciò che gravita attorno ad esse. Bisogna essere attenti nel far riferimento al sistema fieristico, mettendolo in antitesi alla corretta gestione delle aziende).

Interviene la consigliera BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 Stelle) (contesta il merito dell'intervento Rosa, dagli interventi non è scaturita, dichiara, alcuna forma di criminalizzazione delle aziende, ma il fatto atroce si è verificato in Calabria e non si può negare la circostanza. La proposta di legge a firma Tavernise è stata ostacolata e, riproposta, ne è stato chiesto il ritiro. Il PNRR non è stato utilizzato proficuamente. La situazione abitativa dei lavoratori non è dignitosa. Necessario mettere da parte la distrazione e l'ipocrisia nei confronti delle persone e voltarsi dall'altra parte di fronte alla sofferenza costante di persone costrette ad abbandonare le proprie case, il proprio paese ed i propri affetti).

Interviene il consigliere RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico) (come detto dagli intervenuti, quanto verificatosi è un fatto di una crudeltà inaudita, nessuno intende attribuire responsabilità al Governo nazionale, al presidente Occhiuto, o alle aziende, ma il problema esiste ed è una piaga sociale. Qualcosa in più avrebbe potuto e dovuto essere fatta. Le proposte di legge avanzate dal Partito Democratico sullo sfruttamento, la violazione della dignità delle persone e la schiavizzazione delle stesse, non sono state prese in debita considerazione. Le risorse messe in campo dall'amministrazione regionale, 15 milioni di euro, non si comprende come si intendano utilizzare. Il tema dell'immigrazione non può essere sottaciuta, nessuna misura idonea è stata messa in campo per il contrasto alla immigrazione clandestina. Il fenomeno del caporalato deve essere regolamentato, vanno previste misure abitative idonee e forme di integrazione efficaci. Necessario mettere in campo un nuovo approccio culturale per regolarizzare il settore, rigettando le teorie leghiste secondo le quali si farebbe della Calabria una regione da terzo mondo).

Interviene il consigliere FERRARI Sergio (Forza Italia) (importante il momento di riflessione e di condanna per quanto accaduto, esprime cordoglio e la propria di vicinanza alle famiglie dei lavoratori vittime di un eccidio così cruento. Il contrasto al caporalato riguarda la legalità, la dignità del lavoro e la gestione del mondo produttivo. Non si è di fronte ad episodi isolati ma ad un problema strutturale. Evidenzia come l'immigrazione rappresenti una necessità anche per gli imprenditori che, purtroppo, spesso sconfina i fenomeni di illegalità. Bisogna ammettere che le misure di prevenzione o di repressione non sono state efficaci. Serve un approccio incrociato di prevenzione ed inclusione e rappresenta una sfida per il modello di sviluppo che ci si vuole dare. Il lavoro non può diventare fenomeno di marginalità invece che di inclusione. Bisogna gestire il fenomeno sapendo che dietro ci sono le persone).

Interviene il consigliere FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico) (evidente che si sia scossi per quanto avvenuto e che il dibattito debba tenere conto delle diverse sensibilità, ma non si può tacere sulla condizione in cui versano i lavoratori invisibili. Da oltre quarant'anni si assiste a fenomeni simili e si continua a far finta di nulla. Il dibattito non si può ridurre ad un elogio dell'imprenditoria sana e onesta calabrese. Troppo comodo, si è pienamente coscienti che imprese fondano il loro reddito sullo sfruttamento irregolare del lavoro. Non si può disconoscere il fenomeno, considerato che dal 2018 la regione si è dotata di una legge per affrontare il fenomeno del caporalato e di fenomeni di illegalità diffusa. Rammenta che la legge prevedeva l'istituzione di presidi sanitari mobili, il trasporto dei lavoratori, distribuzione di acqua e viveri per il lavoratori stagionali. Si assiste al ripetersi dell'istituzione di organismi atti ad affrontare la problematica: nel 2022 veniva previsto un tavolo tecnico dall'assessore Minasi che avrebbe dovuto rappresentare un passaggio decisivo per il contrasto al caporalato fino al 2027, data di conclusione della programmazione comunitaria 2020/2027, un tavolo è stato previsto anche dall'assessora Straface e dalla presidente delle VI Commissione. Il punto è che le misure esistono, la gestione è ferma, riflesso di un Paese e di un Governo che discute in maniera ossessiva di immigrazione e mai di sfruttamento, straparla quando si parla di sbarchi e non di schiavitù, si indigna degli eccidi e non della retribuzione del lavoro a tre euro all'ora. 30.000 lavoratori anche oggi, con mezzi di fortuna, hanno raggiunto il luogo di lavoro senza alcuna certezza e tutela nella speranza di vivere un giorno in più).

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Interviene il consigliere GIANNETTA Domenico (Forza Italia) (rivolge un pensiero alle vittime della strage di Amendolara, venuti in Italia per avere una opportunità di miglioramento, inaccettabile che ciò accada, la Magistratura chiarirà nel merito, dichiara, ma la strage ha acceso i riflettori sullo sfruttamento lavorativo e caporalato, che si manifesta ovunque esista sopraffazione. La Calabria non può essere identificata con chi sfrutta e delinque, ma deve essere identifica per la solidarietà e l'ospitalità di cui è capace. Ritiene giusta e significativa la costituzione della Calabria come parte civile nel processo. Il caporalato è un fenomeno diffuso concentrato nelle regioni meridionali ma in diffusione esponenziale anche la nord. Migliaia di imprenditori agricoli rispettano le regole, chi non lo fa, dichiara, è nemico del lavoratori e delle imprese oneste. La lotta del caporalato è una battaglia per l'agricoltura non contro. La risposta deve essere ferma, lungimirante e strutturale, la regione Calabria ha affrontato il fenomeno con sistemi di inclusione e regolarizzazione del lavoro, ma non ha funzione ispettive. Dati incontrovertibili parlano di una Calabria in espansione nel settore, ma il fenomeno dell'immigrazione clandestina ha incrementato e determinato la incontrollabilità dei flussi e la gestione dei fenomeni ad essa collegati. Condivide le decisioni scaturite in sede di VI Commissione con la proposta di istituzione di un tavolo tecnico permanente ed in sede governativa sulla repressione del fenomeno del caporalato. L'auspicio è che la Calabria sappia trasformare il momento tragico in un contrasto efficace dei fenomeni illegali e di sostegno alle imprese)

 

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Interviene la consigliera IIRITI Daniela (Fratelli d'Italia) (non è enfatizzando un fatto che si scuotono le coscienze, le coscienze sono state scosse da un fatto terribile, dichiara. Non concorda con la riflessione del consigliere Falcomatà e sul distinguo e addebito delle responsabilità ad alcuni piuttosto che ad altri. Nessuno nega la presenza del fenomeno "caporalato", la maggioranza lotterà alacremente contro il fenomeno. Molto poteva essere fatto, ma molto è stato fatto dal Governo Meloni. La responsabilità è una responsabilità diffusa: della politica, degli organi di stampa, dei sindacati, degli ispettori del lavoro. Il problema è comune ed deve essere affrontato nella sua globalità ed assieme. Ringrazia la presidente Santoianni per aver previsto una seduta ad hoc della VI Commissione e la proposta, in quel contesto, di istituzione di un tavolo tecnico. Non possono esserci steccati ideologici su una problematica di tale gravità, prosegue, ma è necessario stigmatizzare il fenomeno e lavorare fattivamente per il superamento dello stesso. Non è partecipando alle manifestazioni che si combatte il caporalato e la Calabria non è solo caporalato. L'uomo non è solo braccia e deve essere considerato in quanto uomo).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di inclusione sociale, sussidiarietà e welfare, pari opportunità, benessere animale, Pasqualina STRAFACE (esprime il sentimento di cordoglio nei confronti delle famiglie delle vittime di Amendolara. Dietro questa vicenda, dichiara, non ci sono numeri e statistiche, ma persone che hanno perso la vita alla ricerca di una vita migliore. Il caporalato è un fenomeno esteso e complesso che non ha una sola causa, né può essere combattuto con un unico mezzo. Si è di fronte ad una responsabilità collettiva. Il 30 di aprile si è riaperto il tavolo alla presenza di tutti i soggetti interessati, l'idea di istituire una cabina di regia permanente, avviare un piano abitativo e di trasporti. Tre linee di intervento: socio assistenziale; sociale dell'abitato; unità mobili per il trasporto dei migranti. Un progetto già attivo riguarda la Piana di Gioia Tauro e la sibaritide. Riattivato il tavolo per agire sul degrado sociale e sfruttamento della tendopoli di San Ferdinando (illustra le misure adottate, smantellamento e trasferimento degli immigrati presso gli alloggi in Rosarno). Presa in carico, integrazione ed inclusione sociale di 416 migranti. Importante l'azione di sensibilizzazione dei sindaci. Necessario menzionare il Progetto Incipit sulla tratta degli esseri umani (investiti 80 miliardi); un progetto per affiancamento dei centri per l'impiego e, inoltre, l'apertura di un bando per l'apertura di sportelli informativi in 7 comuni. Tanto a dimostrazione che l'amministrazione era, già, consapevole della necessità di intervenire ed affrontare le problematiche connesse all'immigrazione ed allo sfruttamento del fenomeno. L'auspicio è che la discussione odierna faccia da stimolo e continui ad essere da stimeolo per il superamento di problemi che riguardano il 5% della popolazione calabrese).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di agricoltura e relative attività di promozione, ivi incluse le fiere nazionali ed internazionali, risorse agroalimentari, forestazione, aree interne, minoranze linguistiche e trasporto pubblico locale, Gianluca GALLO (importante l'iniziativa dell'Aula su un problema così grave. Ritiene sia stato un dibattito aperto, giusto, ognuno con la propria sensibilità, sensibilità dimostrata dal presidente Occhiuto per aver chiesto la convocazione del Consiglio e del presidente Cirillo per aver concesso e calendarizzato in tempi strettissimi una seduta ad hoc. La magistratura accerterà le responsabilità, ma dalle prime notizie sembrerebbe che i lavoratori oggetto dell'eccidio cruento ad Amendolara non prestassero la loro opera in aziende calabresi. L'Assemblea, comunque, non ha ceduto al tentativo di criminalizzazione e strumentalizzazione. Il fenomeno è stato frutto di politiche sbagliate, anche europee, che hanno lasciato l'Italia sola, pensando che potesse affrontare in solitudine la problematica. La legge sul caporalato prevede la confisca dei terreni nei confronti dei proprietari delle aziende irregolari, ma ha spostato a valle la gestione del fenomeno. L'agroalimentare calabrese è costituito da piccole e medie imprese, i fenomeni connesse al caporalato riguardano soprattutto le grandi imprese. Ciononostante, dichiara, il sistema delle imprese deve avere la capacità di reagire a questi fenomeni, si chiede loro di essere più maturi, di prevedere percorsi formativi tali da ancorare il lavoratore all'azienda in un rapporto di reciproca utilità. La Regione ha messo in atto misure di premialità per le aziende virtuose. Il fenomeno migratorio irregolare attanaglia il Paese, ma deve essere gestito e gestito da paese civile. Il fatto di Amendolara ha riguardato essere umani, un tavolo permanente può catalizzare le proposte e trovare soluzioni con il supporto di tutti, con responsabile e senza strumentalizzazioni).

 

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Interviene il Presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto (ringrazia il Presidente per la convocazione del Consiglio, raccogliendo la sollecitazione da parte dei rappresentanti sindacali che ringrazia per l'attenzione costante riservata al fenomeno. Tragedie del genere devono stimolare discussioni ulteriori ed anche un impegno ulteriore. Al di là degli esiti delle indagini non si può essere insensibili rispetto ad un fenomeno qual è il caporalato, la mancata inclusione, il fenomeno abitativo. Come evidenziato dagli interventi degli assessori molto si è fatto: lo smantellamento della baraccopoli di San Ferdinando, la disponibilità delle abitazioni (social house, gestite dalle associazioni) i finanziamenti per l'acquisto di pulmini. Si parla di un fenomeno che riguarda la Calabria, ma non è solo della Calabria, corretto che il Consiglio se ne faccia carico ed interroghi le coscienze. Necessario, però, non autoflagellarsi ed addebitare alle aziende fenomeni più generali e non del tutto riconducibili ad esse. La legge del 2016 che prevede le sanzioni per il caporalato (confisca dei terreni) ha spostato le dinamiche dello sfruttamento, lungo la filiera del lavoro, interessando il trasporto, l'approvvigionamento alimentare ecc. Misure ad hoc sono state adottati per il reperimento di mediatori linguistici. Per rendere un servizio efficace non bisogna accentrare, ma trovare modalità di finanziamento sussidiario attraverso il terzo settore. Sicuramente il contrasto alla 'ndrangheta è funzionale al superamento del fenomeno. Dalla riunione tenutasi in prefettura alla presenza del ministro, sembrerebbe che tutte le istituzioni si siano adoperati al massimo, singolarmente, quello che manca è fare sistema. Tema importante è il controllo dei flussi migratori, nessuno può essere d'accordo sui flussi irregolari, ma è evidente che nel territorio alcuni mestieri vengono garantiti solo dagli immigrati. La regione Calabria, oggi, anch'essa vittima di tale eccidio è la stessa regione che, a seguito della vicenda di Cutro, ha dimostrato, a dispetto di tutto e tutti, grande accoglienza e solidarietà, avendo ben presente il fenomeno emigratorio che ha riguardato i sui cittadini. La soluzione della problematica non può che passare dalla garanzia e certezza del lavoro. Invita il Consiglio, di fare una norma ad hoc e farsi carico del trasporto, in sicurezza, delle salme).

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Sull'ordine dei lavori, interviene il consigliere BRUTTO Angelo (Fratelli d'Italia) (chiede l'inserimento all'ordine del giorno della Proposta di Legge n. 82 recante "Misure a sostegno del completo svuotamento del bacino regionale dei soggetti individuati all'articolo 3, comma 3-quater.1, del decreto legge 22 aprile 2023, n.44, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2023, n. 74.").

Il Presidente pone ai voti la richiesta, che viene approvata.

Interviene il consigliere ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico) (stigmatizza le modalità usate ed il fatto che venga chiesto l'inserimento di una norma di cui nessuno ha contezza. Correttezza istituzionaleavrebbe suggerito, dichiara, il coinvogimento dei Presidenti dei Gruppi consiliari per una sintetica informativa).

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Interviene il presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto (informa che è stato chiesto l'inserimento della proposta sui TIS per la stabilizzazione dei lavoratori utilizzati dai Comuni)

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Interviene il consigliere ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico)

Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) (pur condividendo l'urgenza, contesta la modalità e la tempistica. Fa presente che era già stato chiesto l'inserimento della Mozione a firma Barbuto, considerata l'impossibilità della consigliera di rimanere in Aula, ed è stato negato)

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Interviene la consigliera MADEO Rosellina (Partito Democratico) (la questione dei TIS sta a cuore a tutti, non è ammissibile la modalità usata ed il tentativo di far passare la minoranza dalla parte di quelli contro a prescindere).

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Interviene il consigliere FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico) (rileva che fino a qualche minuto prima si richiamava il senso istituzionale e subito dopo si registra l'assunzione di atteggiamenti per nulla istituzionali e la mancanza di rispetto nei confronti delle minoranze. Esistono dei precedenti che inducono a pensare che la maggioranza mostra i muscoli o tiene un profilo basso a seconda delle esigenze).

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Interviene la consigliera SCUTELLÀ Elisa (Movimento 5 Stelle) (sarebbe stata necessaria, dichiara, una breve interlocuzione per consentire l'apporto di tutti)

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Interviene il consigliere DE CICCO Francesco (Democratici Progressisti Meridionalisti) (rivolgendosi al Presidente del Consiglio, stigmatizza la scarsa attenzione riservata alle istanze della minoranza, rammenta di aver inoltrato una interrogazione all'assessorato al lavoro, senza ricevere risposta e di aver presentato una proposta di legge sulle case popolari mai portata in discussione).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive del lavoro, turismo, fiere nazionali ed internazionali, Giovanni CALABRESE (precisa che la proposta è stata elaborata negli ultimi giorni e che è stato impossibile trasmetterla in tempo utile. Informa che l'obiettivo è quello di ppervenire alla stabilizzazione di ulteriori 1800 tirocinanti).

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Interviene il consigliere BRUTTO Angelo (Fratelli d'Italia) (illustra il provvedimento)

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Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) (tutti i consiglieri hanno a cuore la stabilizzazione, dichiara. Necessario preoccuparsi anche dei Comuni che fra quattro anni dovranno farsi carico del pagamento degli stipendi. Chiede che fine abbiano fatto i corsisti di Bocchigliero ed altri non menzionati nella proposta. Rimane la mancanza di rispetto nei confronti dei consiglieri che svolgono con impegno il lavoro in seno alle commissioni).

 

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive del lavoro, turismo, fiere nazionali ed internazionali, Giovanni CALABRESE (chiede scusa al consigliere De Cicco per la mancata risposta alla interrogazione dallo stesso presentata. Ribadisce la necessità di pervenire alla stabilizzazione di concerto con i sindacati, i sindaci ed i soggetti interessati. Si è cercata una soluzione, non facile, anche grazie all'emendamento a firma Cannizzaro, all'ausilio dei Centri per l'impiego. Rivendica un'azione assidua per il superamento del precariato).

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Interviene il consigliere BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) (chiede all'assessore di prendere atto del fatto che il Consiglio regionale della Calabria non è composto solo dalla maggioranza. Rammenta che da anni ci sono state dimostranze continue e che unitamente alla consigliera Barbuto aveva chiesto un incontro che è stato negato. Invita al rispetto delle istituzioni e al riconoscimento dei ruoli).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive del lavoro, turismo, fiere nazionali ed internazionali, Giovanni CALABRESE.

Interviene il consigliere ALECCI Ernesto Francesco (Partito Democratico) (esprime perplessita sull'adozione di alcune misure come l'incentivo economico per l'uscita volontaria e l'accompagnamento alla pensione per gli over 60 che ritiene potrebbero continuare a dare il proprio contributo, evitando di ridurre la forza lavoro all'interno dei comuni, già deficitari. Chiede delucidazioni sui criteri di selezione e sulle modalità di stabilizzazione dei lavoratori, con l'auspicio che per le decisioni future venga coinvolta l'opposizione).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive del lavoro, turismo, fiere nazionali ed internazionali, Giovanni CALABRESE. (riferisce sulle modalità di stabilizzazione, e sulla possibilità di farlo grazie all'emendamneto Cannizzaro (e, quindi ai fondi statali) ai fondi regionali. La scelta relativa all'accompagnamento all'uscita degli over 60 era l'unica sostenibile. Garantisce l'impegno a rifinanziare la stabilizzazione anche dopo il 2027, auspica di poter trovare una soluzione per i bacini ancora aperti e per i progetti montani).

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Interviene il consigliere FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico) (chiede delucidazioni sulla finanziabilità delle misure oltre il 2027. Sarebbe, inoltre, auspicabile, dichiara, l'estensione dell'orario oltre le diciotto ore e passare progressivamente all'impiego a tempo pieno).

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Interviene la consigliera BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 Stelle) (reputa inopportuna la terminologia usata nel definire un "blitz" la presenza alla Cittadella per la con il lavoratori della società Konecta, che non aveva nulla di strumentale e che è facoltà dei consiglieri assumere iniziative a tutela dei lavoratori. Chiede, pertanto, che si individuino soluzioni concrete a tutela del lavoro).

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Interviene il consigliere GRECO Orlandino (Lega Salvini Calabria) (storicamente, dichiara, la problematica legata alla stabilizzazione dei precari è stata di difficile approccio. Rammenta di aver vissuto tale difficoltà prima da consigliere regionale e successivamente da sindaco, esprime, pertanto apprezzamento per le azioni assunte e per la proposta in discussione).

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Interviene il consigliere ROSA Riccardo (Noi Moderati) (quanto sin qui fatto, dichiara, non lascia adito a strumentalizzazioni di sorta. I risultati sono tangibili ed apprezabili).

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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di sviluppo economico, lavoro e politiche attive del lavoro, turismo, fiere nazionali ed internazionali, Giovanni CALABRESE (precisa che per la stabilizzazione si è dovuto attingere a risorse europee e che la copertura è sufficiente per quattro anni. Garantisce massima disponibilità ad andare incontro alle istanze dei lavoratori a tutela del lavoro).

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Il Presidente pone ai voti gli articoli:

Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) per dichiarazione di voto ( stigmatizza alcuni atteggiamenti e prese di posizione che non sembrano tenere conto delle esigenze di tutte le categorie per come rappresentate dagli interventi. Auspica che il provvedimento sia utile a tutte le categorie di precariato, annuncia voto favorevole).

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Interviene il consigliere FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico) per dichiarazione di voto (annuncia voto favorevole)

Art. 1 - approvato
Art. 2 - approvato
Art. 3 - approvato
Art. 4 - approvato

Il Presidente pone ai voti la proposta di legge nel suo complesso.

Il Consiglio approva.

Il Presidente, preso atto del parere favorevole del Collegio dei Revisori dei conti, pone ai voti la proposta.

Il Consiglio approva.

Interviene il Presidente del Consiglio, Salvatore CIRILLO (garantisce alla consigliera il sostegno di tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione).

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Interviene il consigliere FERRARI Sergio (Forza Italia) (la problematica, dichiara, impone grande senso di responsabilità e rispetto per tutti coloro che hanno subito gli effetti negativi dell'inquinamento. Doveroso, nel rispetto di chi si è prodigato per il superamento dello stallo che si era venuto a determinare, presentare il quadro aggiornato delle azioni messe in campo. Negli ultimi anni si è data una certa celerità all'opera di bonifica, avviate interlocuzioni per lo smaltimento dei rifiuti e per il trasporto dei rifiuti pericolosi fuori dal territorio, in discariche preposte a ciò. Rimane la necessità della vigilanza continua per evitare di tornare indietro e garantire continuità al percorso di bonifica avviato).

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Interviene il consigliere BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) (la mozione è finalizzata ad accendere un focus su Crotone, dichiara. Da anni si parla di risamamento e bonifica, ma la testimonianza della consigliera Barbuto certifica che a Crotone si muore di inquinamento. Rammenta che ciclicamente, da più parti, vengono sollecitati interventi e che nel recente passato è stato chiesto alla prefettura di internenire sulla carenza di ispettori spisal, preposti alla verifica degli esiti della bonifica ).

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Interviene il consigliere LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente) (ringrazia la consigliera Barbuto per l'iniziativa. Rammenta alcune azioni, all'uopo avviate, per la sensibilizzazione sui siti inquinati e sulla ricaduta negativa sulla salute dei cittadini. Evidenzia come solo il 5% dei territori interessati da fenomeni di inquinamento è stato oggetto di bonifica. Ritiene che spese della bonifica debbano essere a carico di chi ha introiettato guadagni a dispetto della salubrità del territori e dei sui abitanti. Reputa dirimente l'attivazione del registro tumori ed il loro aggiornamento).

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Il Presidente pone ai voti la Mozione.

Il Consiglio approva.

Il Presidente inserisce il punto all'ordine del giorno:

Proposta di Provvedimento Amministrativo n. 65/13^ di iniziativa della Giunta regionale recante: ' Bilancio di previsione 2026-2028 dell'Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA) '  

Interviene il consigliere PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d Italia) che illustra la proposta in trattazione

(Presidenza del vice presidente Giacomo Pietro Crinò)

Il Presidente pone ai voti la proposta

Il Consiglio approva.

Interviene la consigliera MADEO Rosellina (Partito Democratico) (la volontà di andare spediti, dichiara, porterà inevitabilmente la Giunta regionale e la maggioranza a commettere un uleriore errore sulla gestione dei consorzi di bonifica che si andrà ad aggiungere a quello fatto con l'aprovazione della legge oggetto della modifica odierna. E' emersa, dichiara, in sede di discussione in Commissione, una certa contrarietà anche da parte delle associazioni di categoria, contrari alla gestione del tutto privatistica dei consorzi di bonifica, soprattutto in presenza della mancata corresponsione delle spettanze ai dipendenti in quiescenza ai quali non è stato, ancora, corrisposto il TFR. Reputa un errore grave la scelta della Regione di rinunciare ad alcune prerogative. Auspica un intervento efficace a superamento della mancata corresponsione di quanto di loro spettanza).

 

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(Presidenza del presidente Salvatore Cirillo)

Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) (evidenzia il suo disappunto sulla modifica alla legge 39/2023, disappunto, peraltro provato e manifestato nella circostanza della sua approvazione. Critica, dunque, per l'accentramento della gestione allora e per la eliminazione di importanti forme di vigilanza previste dall'approvanda proposta di modifica, che potrebbe portare ad una sostanziale privatizzazione dell'ente. Fa un breve excurs sull'origine della problematiche finanziarie dei consorzi da quando hanno svolto l'ettività di forestazione per conto della regione, alla stabilizazione del personale che ha aumentato i costi, senza che la Regione concorresse in maniera adeguata, e costretto i consorzi ad accendere dei muti, garantiti dalla stessa Regione. Evidenzia, inoltre, un'altra criticità riguardante la trasformazione dei crediti vantati dai consorzi nei confronti della Regione in debiti a loro carico dopo il riordino del 2023, nonché la rinuncia ai contenziosi avviati per il riconoscimento di tali somme, giudicando tale passaggio penalizzante, soprattutto in relazione agli obblighi verso lavoratori e fornitori, come il pagamento del TFR. Per quanto sopra, esprime la propria contrarietà all'approvazione del provvedimento, auspica che un'attenta riflessione porti alla revisione del provvedimento ed alla predisposizione di una normativa più confacente e risolutiva delle criticità evidenziate dai sindacati e dalle organizzazioni di capegoria audite.

 

 

 

 

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Interviene il consigliere RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico) (RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico) (ricorda il contesto politico ed il braccio di ferro utilzzato nel 2023 in occasione dell'approzaione della legge 39, oggetto dell'odierna modifica. Oggi la maggioranza smentisce se stessa e propone un modello di gestione dei consozi di bonifica diametralmente opposto, dichiara. Si passa dall'accentramento scaturito dalla legge 39 alla rinuncia di importanti strumenti di controllo e vigilanza tra cui il piano di classifica col rischi di compromette o diminuire significativamente il controllo pubblico di un ente che, però, gestisce funzioni di rilievo pubblico e impone contributi, circostanza non previste per un soggetto privato, ne discende l'incostituzionalità della norma. Illustra una serie di criticità relative al nuovo organo di revisione contabile, la gestione delle opere pubbliche. La maggioranza, interviene, modificando profondamente la legge, ma non credendo, di fatto, sulla bontà della modifica, ravvisandone le criticità. Critico nella fase di accentramento delle competenze, ritiene necessarie le modifiche finalizzate a prerservare il ruolo della Regione messo a rischio. Esprime, pertanto, il voto contrario.

 


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Interviene l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di agricoltura e relative attività di promozione, ivi incluse le fiere nazionali ed internazionali, risorse agroalimentari, forestazione, aree interne, minoranze linguistiche e trasporto pubblico locale, Gianluca GALLO.

Per dichiarazione di voto, interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) (annuncia voto contrario).

Il Presidente pone ai voti l'articolato:

Art. 1 - approvato
Art. 2 - approvato
Art. 3 - approvato
Art. 4 - approvato
Art. 5 - approvato
Art. 6 - approvato
Art. 7 - approvato
Art. 8 - approvato
Art. 9 - approvato
Art. 10 - approvato
Art. 11 - approvato
Art. 12 - approvato
Art. 13 - approvato
Art. 14 - approvato
Art. 15 - approvato
Art. 16 - approvato
Art. 17 - approvato
Art. 18 - approvato
Art. 19 - approvato
Art. 20 - approvato
Art. 21 - approvato
Art. 22 - approvato

Il Presidente pone ai voti la proposta nel suo complesso con autorizzazione al coordinamento formale.

Il Consiglio approva.

Interviene la consigliera MADEO Rosellina (Partito Democratico) ( esprime soddisfazione per il lavoro svolto in Commissione, ringrazia la presidente Santoianni per il clima di collaborazione garantito in sede di discussione in Commissione. Reputa importante l'ascolto riservato agli operatori del settore, ritiene che la proposta possa rappresentare un volano si sviluppo per il settore agricolo e turistico.

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Interviene la consigliera GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva) ( soddisfatta per il lavoro svolto, evidenzia che, per dubbi sorti, ma che potranno essere dissipati in futuro, dal testo sono stati esclusi alcune specie di tartufo. conferma il voto favorevole preannunciato dalla consigliera Madeo).

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Il Presidente pone in votazione gli articoli:

Art. 1 - approvato
Art. 2 - approvato
Art. 3 - approvato
Art. 4 - approvato
Art. 5 - approvato
Art. 6 - approvato
Art. 7 - approvato
Art. 8 - approvato
Art. 9 - approvato
Art. 10 - approvato
Art. 11 - approvato
Art. 12 - approvato
Art. 13 - approvato

Il Presidente pone ai voti la proposta nel suo complesso.

Il Consiglio approva.

Sull'ordine dei lavori, interviene il consigliere GIANNETTA Domenico (Forza Italia) (chiede il rinvio dell'ultimo punto all'ordine del giorno).

Il Presidente pone ai voti la richiesta di rinvio, che viene approvata.

Il Presidente, esaurito l'ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.

La seduta è tolta.