
XIII^ LEGISLATURA
SECONDA COMMISSIONE
BILANCIO, PROGRAMMAZIONE ECONOMICA, AFFARI DELL’UNIONE EUROPEA
E RELAZIONI CON L’ESTERO
congiunta con
COMMISSIONE
SPECIALE DI VIGILANZA
N.13
RESOCONTO SOMMARIO
_________
SEDUTA DI venerdì
11 settembre 2026
PRESIDENZA DEI PRESIDENTI FILIPPO MARIA PIETROPAOLO
E RICCARDO ROSA
Inizio lavori h. 12,15
Fine lavori h.
14,47
INDICE
PRESIDENTE PIETROPAOLO, *, *, *
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)
BUONAIUTO
Stefania, dirigente generale Dipartimento bilancio, finanze e patrimonio, *
DE CICCO
Francesco (Democratici Progressisti)
FALCOMATÀ Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva), *
MAZZULLA Luigi, componente Collegio dei revisori dei
conti
NICITA Rocco, componente Collegio dei revisori dei
conti, *
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 Stelle)
FALCOMATÀ
Giuseppe (Partito Democratico)
GRECO Filomena (Casa Riformista - Italia Viva)
Presidenza dei presidenti Filippo
Maria Pietropaolo e Riccardo Rosa
La seduta inizia alle12.15
Dato
atto delle presenze e delle richieste di congedo e verificata la presenza del
numero legale dei componenti della Seconda Commissione, procede
all’approvazione del verbale della seduta precedente.
Apre
la seduta dando atto delle presenze e delle richieste di congedo e verificata
la presenza del numero legale dei componenti della Commissione speciale di
vigilanza, procede all’approvazione del verbale della seduta precedente.
Evidenzia che la Commissione di vigilanza, nella sua relazione, è chiamata a esprimersi sul rendiconto nell’ambito delle proprie funzioni di controllo e verifica politico-amministrativa. Precisa, inoltre, che l’analisi è stata svolta sulla base del rendiconto regionale, del parere del Collegio dei revisori, della deliberazione di parifica della Corte dei conti e delle relazioni dei magistrati contabili e della Procura regionale.
Sottolinea, poi, che la Corte dei conti, con deliberazione numero 169/2026, ha parificato il rendiconto 2025, rilevando soltanto alcuni errori materiali nella composizione delle quote vincolate del risultato di amministrazione e chiedendone la rettifica, che la Regione ha successivamente effettuato attraverso una specifica deliberazione di Giunta.
Nel merito dei risultati, richiama il significativo miglioramento del risultato di amministrazione disponibile, passato da circa 53 milioni di euro a oltre 307 milioni di euro, il rafforzamento del patrimonio netto e il miglioramento del risultato economico dell’esercizio. Segnala inoltre risultati positivi nella gestione dei fondi europei, con il raggiungimento degli obiettivi di spesa e il superamento dei rischi di disimpegno.
Pur riconoscendo i progressi registrati, richiama l’attenzione sulle osservazioni formulate dalla Corte dei conti sulla necessità di rafforzare ulteriormente i sistemi di controllo, migliorare la ricognizione patrimoniale, monitorare le partecipazioni regionali e proseguire il percorso di efficientamento del settore sanitario. Conclude chiedendo l’approvazione della relazione della Commissione speciale di Vigilanza da trasmettere al Consiglio regionale.
Ricostruisce il procedimento che ha condotto all’approvazione del rendiconto 2025, ricordando che il documento è stato approvato dalla Giunta regionale e successivamente trasmesso alla Corte dei conti per il giudizio di parifica.
Richiamate le disposizioni normative che disciplinano il controllo della Corte dei conti sui rendiconti regionali, ricorda che la Sezione regionale di controllo ha espresso giudizio favorevole alla parifica, chiedendo esclusivamente alcune rettifiche di carattere tecnico relative alle quote vincolate del risultato di amministrazione.
Evidenzia, quindi, che la Giunta regionale ha provveduto a recepire le prescrizioni formulate dalla magistratura contabile attraverso una successiva deliberazione, correggendo gli allegati interessati e aggiornando il disegno di legge sul rendiconto.
Ricorda, poi, che il rendiconto rappresenta il principale strumento di verifica dei risultati della gestione finanziaria e patrimoniale dell’ente e richiama il parere favorevole espresso dal Collegio dei Revisori dei Conti, che ha ritenuto il documento complessivamente regolare e conforme alla normativa vigente.
Evidenziato che il rendiconto è stato approvato entro i termini previsti e successivamente sottoposto al giudizio della Corte dei conti, che ha espresso una sostanziale parifica piena, precisa che l’unica criticità rilevata riguardava un errore materiale relativo alla classificazione di una quota vincolata del risultato di amministrazione, originato dall’errata imputazione di una somma derivante da finanziamenti sanitari coperti da mutuo statale. Chiarisce, quindi, che la rettifica non ha prodotto alcuna variazione dei saldi complessivi di bilancio.
Illustra, inoltre, i risultati del rendiconto consolidato tra Giunta e Consiglio regionale, evidenziando un utile di esercizio superiore a 414 milioni di euro, significativamente più elevato rispetto a quello registrato nell’esercizio precedente.
Richiama infine alcuni dati patrimoniali, tra cui il valore delle immobilizzazioni, delle infrastrutture regionali, delle attività finanziarie e dei fondi accantonati a tutela dei crediti dell’ente.
Ricorda che il Collegio ha espresso parere favorevole sul rendiconto, con verbale numero 32 del 27 maggio 2026 e che, successivamente, a seguito della deliberazione della Corte dei conti, ha verificato, con un nuovo verbale, che la Regione avesse recepito integralmente le prescrizioni formulate dalla magistratura contabile, correggendo l’allegato relativo alle risorse vincolate e aggiornando i documenti contabili interessati.
Sottolinea, pertanto, che il Collegio ha preso atto della regolarizzazione degli aspetti evidenziati dalla Corte e della corretta approvazione del rendiconto consolidato.
Svolge un approfondimento tecnico sulle principali grandezze finanziarie del rendiconto 2025 confrontandole con i dati del 2024, evidenziando in particolare: l’aumento dei residui attivi e dei residui passivi e il miglioramento del risultato di amministrazione disponibile; l’andamento del fondo di cassa; l’andamento dei fondi accantonati e dei fondi vincolati; il risultato di amministrazione disponibile.
Infine, riferisce che il rendiconto 2025 rispetto a quello del 2024 è caratterizzato da un rafforzamento del risultato disponibile, dalla crescita dei fondi vincolati e da una gestione che, secondo il Collegio, giustifica il giudizio favorevole espresso sia sul rendiconto originario sia su quello rettificato a seguito della parifica della Corte dei conti.
Ringrazia i componenti del Collegio dei
Revisori e i dirigenti del Dipartimento bilancio per i chiarimenti forniti.
Si associa ai ringraziamenti espressi dal presidente Pietropaolo.
Rilevato, preliminarmente, che il Rendiconto in esame è stato parificato dalla Corte dei conti a garanzia della corretta gestione finanziaria, evidenzia, tuttavia, che le osservazioni formulate dalla Corte non riguardano esclusivamente errori materiali, ma anche aspetti sostanziali rispetto ai quali auspica venga fornito un puntuale riscontro.
Pur sottolineando che il risultato di amministrazione alla fine del 2025 si presenta formalmente positivo, sottolinea che la parte effettivamente disponibile si riduce a circa 307,5 milioni di euro, che la Corte chiarisce essere un dato formale e non risorse liberamente spendibili; al riguardo, la Corte riferisce, altresì, che la crescita della parte disponibile è stata favorita dall’azzeramento del Fondo Anticipazioni di Liquidità consentito dalla legge statale numero 199 del 2025.
Evidenziata, poi, la riduzione del Fondo di cassa pari a circa 482 milioni di euro a fine esercizio, precisa che, al netto della componente sanitaria, la quota liberamente utilizzabile risulta pari a circa 102 milioni di euro.
Riferisce, inoltre, nel dettaglio, altre osservazioni della Corte dei conti relative, in particolare: alla commistione tra cassa sanitaria e cassa ordinaria, evidenziando, al riguardo, che risorse destinate alla sanità sono state temporaneamente utilizzate per altre finalità e successivamente reintegrate, senza garantire una netta separazione contabile tra i due ambiti; alla consistenza dei residui attivi e passivi, rispetto ai quali la Corte segnala la presenza di crediti particolarmente datati e di difficile riscossione; alla necessità di rafforzare il Fondo crediti di dubbia esigibilità, rilevando, nello specifico, che non tutti i crediti risultano integralmente coperti e che permane un’esposizione al rischio di mancato incasso; alla presenza di debiti fuori bilancio per circa 17 milioni di euro derivanti da contenziosi, rispetto ai quali la Corte invita ad adottare misure preventive per ridurre l’insorgenza di nuove controversie; alla particolare gravità della situazione sanitaria, sottolineando il mancato trasferimento tempestivo delle risorse dalla Regione alle Aziende sanitarie che costringe queste ultime a sopperire alle difficoltà di cassa ricorrendo alle anticipazioni di tesoreria.
Sottolineata, poi, la riduzione della cassa sanitaria e la perdurante consistenza dei residui sanitari attivi e passivi, riferisce che la Corte ha rilevato, in particolare: che una parte rilevante di tali poste deriva da esercizi precedenti e continua a presentare elementi di incertezza; un peggioramento del saldo negativo tra mobilità sanitaria attiva e passiva, pari al 6 percento, rispetto al 2024; l’aumento della spesa farmaceutica complessiva con uno sforamento di circa 186 milioni di euro rispetto al tetto previsto, rispetto al quale la Corte osserva che le misure adottate dal 2023 non hanno prodotto un’inversione di tendenza; l’aumento del costo del personale sanitario con un aumento dei contratti a tempo determinato e la riduzione di quelli a tempo indeterminato; il mancato allineamento dell’inventario, del catasto e della contabilità patrimoniale.
Sottolineato, ancora, che la Corte, benché abbia riconosciuto che la Regione ha evitato il disimpegno automatico, conseguito anche mediante riprogrammazioni, sostituzione di interventi e utilizzo di risorse nazionali per completare operazioni non più certificabili, ha rilevato che risultano progetti non ancora funzionanti e numerosi interventi da completare con risorse statali.
Evidenziato, infine, che le censure espresse riguardano le scelte politiche e amministrative che hanno prodotto tali risultati, pur rilevando la regolarità formale del Rendiconto in discussione, rileva, tuttavia, che il giudizio deve essere espresso soprattutto sulla base dei risultati concretamente conseguiti.
Pertanto, per le motivazioni illustrate, esprime parere contrario sul provvedimento.
Condivise le osservazioni della
consigliera Greco, evidenzia le criticità riscontrate dalla Corte dei conti
nella gestione dei residui attivi e passivi, che registrano sensibili aumenti
rispetto all’esercizio precedente, sottolineando, al riguardo, che la Corte
ritiene non pienamente rispettati i princìpi di veridicità e attendibilità che
devono presiedere alla formazione del bilancio.
Evidenziati, poi, i dubbi espressi
dalla Corte in merito al Fondo crediti di dubbia esigibilità, rileva la
necessità di comprendere le ragioni della riduzione rispetto all’esercizio
precedente, verificando se sia stata effettuata un’effettiva valutazione della
capacità di riscossione dei crediti iscritti in bilancio.
Riferisce, poi, che la
Corte ha formulato osservazioni anche in materia di debiti fuori bilancio,
rilevando che alcuni riconoscimenti sarebbero stati approvati senza il parere
del Collegio dei revisori e che non risultano informazioni circa l’eventuale
avvio di procedimenti disciplinari nei confronti dei funzionari responsabili,
in particolare nei casi di debiti derivanti da sentenze esecutive.
Sottolineate, infine, ulteriori
criticità connesse alla gestione dei fondi FESR, registra il divario tra le
risorse programmate e quelle effettivamente erogate, ritenendo che tale aspetto
richieda ulteriori approfondimenti e chiarimenti.
Condivise le osservazioni formulate dai consiglieri Greco e Falcomatà, rileva una difformità tra le risultanze riportate negli atti contabili e la situazione effettivamente esistente, sottolineando la necessità di un maggiore approfondimento sui residui attivi cancellati in quanto ritenuti non più esigibili.
Rileva, quindi, l’entità delle somme oggetto di cancellazione e sottolinea la necessità di conoscere le iniziative adottate e gli eventuali strumenti correttivi previsti per evitare il ripetersi di analoghe situazioni e garantire una più efficace attività di recupero dei crediti.
Fornisce chiarimenti sui rilievi formulati in merito ai residui attivi, precisando
che le poste relative ai tributi regionali affidati alla riscossione coattiva
risultano integralmente o pressoché integralmente coperte dal Fondo crediti di
dubbia esigibilità. Riferisce, poi, che, alla luce dei più recenti orientamenti
richiamati dalla Corte dei conti, le poste di più risalente iscrizione dovranno
essere stralciate dalla contabilità finanziaria e mantenute nella contabilità
economico-patrimoniale, senza incidere sul risultato di amministrazione, in
quanto alla riduzione dei residui attivi corrisponde una contestuale riduzione
dell’accantonamento al Fondo.
Precisato, inoltre, che la consistenza del Fondo
crediti di dubbia esigibilità è rideterminata annualmente sulla base
dell’andamento delle riscossioni e dei residui dell’ultimo quinquennio,
evidenzia l’adozione di criteri prudenziali di accantonamento e chiarisce che
anche la Corte dei conti ne ha riscontrato la congruità rispetto ai nuovi
criteri. Con riferimento ai residui del settore sanitario, riferisce che alcune
poste hanno natura meramente contabile, in particolare quelle relative alla
mobilità sanitaria, mentre l’eliminazione di residui connessi a progetti non
realizzati avviene, di norma, contestualmente alla cancellazione delle
corrispondenti poste passive.
Evidenzia che l'incremento dei debiti fuori
bilancio è riconducibile anche al diverso orientamento adottato nella gestione
delle sentenze esecutive, in base al quale l'utilizzo del Fondo contenzioso è
preceduto dal riconoscimento del relativo debito fuori bilancio. Sottolinea,
pertanto, che l'aumento delle fattispecie riconosciute non corrisponde
necessariamente all'insorgenza di nuove passività, ma riflette anche una
diversa modalità di rappresentazione e regolarizzazione contabile di
obbligazioni già esistenti.
Rileva, inoltre, i progressi compiuti nell'attività
di ricognizione e valorizzazione del patrimonio regionale, evidenziando
tuttavia la necessità di proseguire tale percorso anche in vista
dell'attuazione del nuovo sistema di contabilità Accrual.
Chiarisce, infine, che le differenze emerse
nell'ambito della circolarizzazione dei rapporti creditori e debitori con le
società partecipate derivano prevalentemente dai differenti criteri e tempi di
contabilizzazione adottati dalla Regione e dagli organismi partecipati. Precisa
che le necessarie operazioni di riallineamento e le eventuali rettifiche
contabili saranno effettuate in sede di assestamento di bilancio.
Precisa che né il decreto legislativo numero 118
del 2011 né la normativa regionale prevedono l’obbligo del parere del Collegio
sulle proposte di riconoscimento dei debiti fuori bilancio, diversamente da
quanto previsto per gli enti locali. Ricorda, in proposito, che il Collegio
aveva comunque espresso tali pareri in passato, cessando successivamente di
renderli dopo aver segnalato l’assenza di uno specifico obbligo normativo, pur
dando atto dell’indicazione della Corte dei conti circa l’opportunità di proseguire
tale attività.
Evidenzia, poi, che l’incremento dei residui
attivi, pari a circa un miliardo di euro, è riconducibile per circa 536 milioni
di euro a entrate in conto capitale e, per una parte rilevante della restante
quota, a trasferimenti e crediti verso pubbliche amministrazioni, circostanza
che spiega l’assenza di un corrispondente incremento del Fondo crediti di
dubbia esigibilità.
Riferisce, inoltre, che la riduzione del fondo di
cassa nel 2025 è determinata in misura significativa dalla diminuzione della
liquidità sanitaria giacente presso la Regione, passata da circa 577 milioni a
circa 277 milioni di euro, per effetto del trasferimento delle risorse agli
enti del Servizio sanitario regionale. Valutato positivamente tale andamento,
ritiene che il trasferimento della liquidità possa aver contribuito a ridurre
il fabbisogno finanziario degli enti sanitari e il ricorso alle anticipazioni
di cassa, precisando che una quota particolarmente rilevante dei debiti fuori
bilancio riconosciuti nel 2025 deriva da atti di pignoramento presso terzi.
Esprime una valutazione negativa sul Rendiconto
2025, ritenendo che le risultanze contabili non trovino adeguato riscontro nel
miglioramento dei servizi e nella tutela dei diritti dei cittadini calabresi.
Richiama, a titolo esemplificativo, le criticità relative all’edilizia popolare
e al servizio idrico e annuncia, pertanto, il suo voto contrario.
GRECO
Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
Pur prendendo atto della riduzione dell'incidenza
dell'indebitamento sanitario rispetto al 2024, evidenzia che dall'analisi della
relazione della Corte dei conti emergono alcuni elementi di incoerenza e
criticità che impongono una valutazione prudente del quadro complessivo.
Sottolinea, pertanto, che i dati positivi registrati non consentono di ritenere
integralmente superate le problematiche evidenziate.
PRESIDENTE
PIETROPAOLO
Ringraziati i rappresentanti del Dipartimento Bilancio e il Collegio dei revisori
dei conti per il lavoro svolto, richiama gli elementi positivi evidenziati
anche dalla Corte dei conti, sottolineando come negli ultimi anni
l'Amministrazione regionale abbia profuso un impegno significativo nel
risanamento e nel rafforzamento della gestione finanziaria.
Rileva, anche, che, dalla lettura complessiva dei dati e delle
valutazioni contenute nel documento, emerge un risultato che fino a pochi anni
fa sarebbe apparso difficilmente conseguibile ed evidenzia, infine, che, pur in
presenza di numerose sfide ancora aperte, è doveroso riconoscere gli sforzi
compiuti da tutti i soggetti coinvolti nel percorso che ha consentito il
raggiungimento di tali risultati.
Concorda con il Presidente
della Commissione bilancio e pone in votazione la relazione sul Rendiconto che
è approvata a maggioranza.
(La Commissione speciale di
vigilanza approva la relazione sul Rendiconto)
Pone in votazione gli articoli
1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14 che sono approvati a maggioranza
e la proposta di legge nel suo complesso che è approvata a maggioranza con
autorizzazione al coordinamento formale. Comunica che in Aula sarà egli stesso
relatore.
(La Commissione bilancio
approva)
Illustra
il contenuto della deliberazione n. 157/2026 della Corte dei conti sulle
coperture finanziarie delle leggi regionali approvate nel 2025, evidenziando
come il referto sia finalizzato a verificare la corretta quantificazione degli
oneri, l'attendibilità delle coperture e la sostenibilità finanziaria degli
interventi legislativi, precisando
le competenze spettanti in proposito alla Commissione speciale di vigilanza.
Richiamati, quindi, i criteri
utilizzati dalla magistratura contabile per l'analisi delle leggi regionali,
riferisce i principali dati emersi, soffermandosi sul ricorso alle clausole di
invarianza finanziaria e sull'entità degli oneri previsti dalle disposizioni
legislative esaminate.
Riferisce, quindi, le
valutazioni positive contenute nella deliberazione, evidenziando che la Corte
dei conti ha rilevato una riduzione delle leggi onerose, il rafforzamento del
sistema istruttorio regionale, una maggiore tracciabilità delle verifiche finanziarie
e il ricorso ai fondi speciali quale modalità ordinaria di copertura delle
leggi di spesa. Riferisce, inoltre, che, secondo la Corte, tali strumenti hanno
contribuito a migliorare la qualità della legislazione finanziaria regionale,
pur permanendo margini di ulteriore consolidamento.
Dà quindi conto delle
criticità evidenziate dalla Corte, relative soprattutto all'ampio utilizzo
delle clausole di invarianza finanziaria, spesso accompagnate da relazioni
tecniche ritenute non sufficientemente analitiche nella quantificazione degli
oneri e nella dimostrazione della disponibilità delle risorse. Richiama inoltre
le osservazioni riguardanti i possibili effetti finanziari indiretti derivanti
dall'istituzione di nuovi servizi o dall'attribuzione di ulteriori funzioni
amministrative alle strutture regionali.
Riferisce, infine, i rilievi
formulati dalla Corte in ordine all'iter legislativo, con particolare riguardo
ai casi di immediata entrata in vigore delle leggi e alle situazioni nelle
quali alcuni provvedimenti sono stati approvati senza il preventivo esame della
Commissione competente o senza il parere finanziario della Commissione
Bilancio. Infine, sottolinea la necessità, evidenziata dalla stessa Corte, di
garantire per ciascun provvedimento un rigoroso rispetto delle regole di
copertura finanziaria e di programmazione della spesa.
Sottolinea
che le osservazioni formulate dalla Corte dei conti non evidenziano soltanto
criticità, ma riconoscono anche l'esistenza di strumenti istruttori e di
controllo già in grado di garantire risultati positivi. Richiama, a tal fine,
il caso ReDigit quale esempio di buona pratica.
Evidenziato,
poi, come la crescente complessità delle decisioni pubbliche richieda un
rafforzamento delle competenze finanziarie e contabili dei consiglieri
regionali, ribadisce la necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza
degli effetti economici delle scelte normative, precisando che la valutazione
degli oneri e delle coperture deve fondarsi su analisi prudenziali,
adeguatamente motivate e accompagnate da strumenti di monitoraggio.
Rilevata,
ancora, l'importanza dei fondi speciali nella programmazione e copertura degli
interventi legislativi, sottolinea il ruolo svolto dalla Commissione Bilancio,
con il supporto degli uffici consiliari e del Dipartimento bilancio,
nell'analisi delle relazioni tecnico-finanziarie, nella verifica delle
coperture e nella valutazione degli effetti sugli equilibri complessivi del
bilancio regionale.
Riferisce,
in proposito, che l'esperienza maturata nell'esame dei provvedimenti ha confermato
la necessità di rafforzare la collaborazione tra Commissione bilancio,
Dipartimento bilancio, Dipartimenti di merito e soggetti proponenti, al fine di
garantire una valutazione condivisa degli impatti finanziari, organizzativi e
amministrativi delle disposizioni legislative, con particolare attenzione agli
oneri indiretti e riflessi.
Illustra
quindi alcune azioni operative volte a rendere più efficace l'attività
istruttoria, tra cui l'avvio tempestivo del confronto istituzionale sui
provvedimenti più complessi, il monitoraggio costante dell'andamento della
spesa e la verifica periodica dello stato di attuazione delle leggi, delle
risorse stanziate, degli impegni assunti e dei pagamenti effettuati, estendendo
tale attività di ricognizione anche alle leggi assistite da clausola di
neutralità finanziaria sulle quali la Corte dei conti ha espresso rilievi.
Infine,
manifesta la disponibilità della Commissione bilancio a proseguire il percorso
di collaborazione con la Commissione speciale di vigilanza, gli uffici
consiliari, il Dipartimento bilancio, i Dipartimenti regionali competenti e i
proponenti delle leggi, ritenendo utile acquisire il contributo degli auditi
sulle modalità di svolgimento delle attività istruttorie e sulle possibili
forme di ulteriore cooperazione istituzionale.
Rivendicato il ruolo dell’opposizione, respinge l’idea che ogni rilievo critico debba essere interpretato come una posizione pregiudizialmente contraria all’operato della Giunta regionale e sottolinea che le osservazioni formulate dall’opposizione hanno carattere costruttivo e sono finalizzate al miglioramento dell’azione amministrativa.
Riferendosi, poi, al rendiconto e alla relazione illustrata in Commissione, evidenzia che, accanto agli aspetti positivi richiamati dalla Presidenza, meritano attenzione anche le criticità segnalate dalla Corte dei conti. Richiama in particolare le osservazioni relative all’iter legislativo regionale, tra cui l’approvazione di alcune leggi senza il preventivo parere della Commissione Bilancio e la qualità delle relazioni tecnico-finanziarie, spesso ritenute insufficientemente dettagliate per consentire una verifica approfondita delle coperture e degli equilibri di bilancio.
Precisa, preliminarmente, che il suo approccio è orientato alla segnalazione delle criticità quando queste emergono, così come al riconoscimento degli aspetti positivi quando presenti.
Richiama, quindi, le osservazioni formulate dalla Corte dei conti e ricorda che molte delle problematiche evidenziate sono state già sollevate più volte durante i lavori della Commissione Bilancio. In particolare, si sofferma sul tema delle leggi approvate con clausole di invarianza finanziaria, sostenendo che spesso esse restano prive degli strumenti necessari per essere effettivamente attuate.
Fa riferimento, poi, a diversi interventi legislativi regionali che, pur avendo finalità condivisibili e importanti ricadute sociali ed economiche, non hanno trovato concreta applicazione per l’assenza di adeguate risorse finanziarie e organizzative; pertanto, ritiene necessario rafforzare il supporto tecnico ai consiglieri regionali nella predisposizione delle relazioni tecnico-finanziarie e nella verifica delle coperture economiche.
Sottolinea, inoltre, la necessità di considerare, nella valutazione finanziaria delle leggi, non solo l’impatto sul bilancio regionale, ma anche gli effetti che queste possono produrre sui bilanci degli enti locali, soprattutto nei casi in cui vengano imposti nuovi obblighi o oneri ai Comuni e agli altri enti pubblici.
Infine, giudica le osservazioni della Corte dei conti quali un’opportunità per migliorare il processo legislativo regionale e per rendere le leggi maggiormente efficaci e concretamente applicabili.
Si sofferma su alcuni aspetti evidenziati dalla Corte dei conti, in particolare sul frequente ricorso alle clausole di invarianza finanziaria, rilevando come la magistratura contabile non contesti tale strumento in sé, ma richiami la necessità di una maggiore chiarezza e di una più puntuale dimostrazione dell’effettiva assenza di oneri. Osserva, difatti, che la Corte segnala spesso una genericità delle disposizioni finanziarie che non consente di verificare con certezza la sostenibilità economica delle norme e la reale disponibilità delle risorse necessarie alla loro attuazione; altresì, si sofferma sul ruolo delle Commissioni consiliari nella formazione delle leggi, così come evidenziato dalla Corte che ne ha censurato il mancato coinvolgimento in alcuni procedimenti legislativi, evidenziando come ciò possa indebolire i meccanismi di verifica preventiva e ridurre le garanzie procedurali previste dall’ordinamento.
Chiede pertanto di comprendere se tali criticità siano riconducibili esclusivamente alla fase iniziale della legislatura oppure se rappresentino problemi strutturali del processo legislativo regionale.
Pur riconoscendo la fondatezza delle osservazioni formulate dai consiglieri, sottolinea che la Corte dei conti richiama la necessità di una maggiore attenzione nella fase di predisposizione e di esame delle proposte di legge ed evidenzia che la Commissione ha già svolto, in più occasioni, un’attività di approfondimento e di verifica, arrivando anche a rinviare alcuni provvedimenti alle Commissioni di merito quando le relazioni finanziarie o i pareri dei Dipartimenti non risultavano sufficientemente completi.
Ritiene, inoltre, che il miglioramento del procedimento legislativo passi attraverso una maggiore interlocuzione preventiva tra proponenti delle leggi, Dipartimenti regionali competenti e Commissione Bilancio, in modo da verificare con maggiore accuratezza la sostenibilità e l’effettiva attuabilità delle norme.
Richiama, infine, il suggerimento della Corte dei conti relativo al monitoraggio delle leggi la cui operatività è subordinata all’adozione di successivi regolamenti o atti della Giunta, ritenendo utile rafforzare il controllo su queste fasi attuative per evitare che alcune disposizioni restino prive di concreta applicazione.
Non essendovi ulteriori interventi, pone in votazione la relazione sulla Deliberazione della Corte dei conti – Sezione regionale di controllo per la Calabria numero 157/2026 avente ad oggetto “Relazione annuale sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nel 2025 e sulle tecniche di quantificazione degli oneri” che viene approvata a maggioranza, con l’astensione della consigliera Barbuto.
(La
Commissione speciale di vigilanza approva)
Prende atto della relazione e della sua avvenuta approvazione da parte della Commissione speciale di vigilanza.
(La Seconda Commissione prende atto)
Esauriti i punti, dichiara chiusa la seduta.
La
seduta termina alle 14.47
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia
Helen Romeo