
XIII^ LEGISLATURA
TERZA COMMISSIONE
SANITÀ E ATTIVITÀ SOCIALI E FORMATIVE
N. 11
RESOCONTO SOMMARIO
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SEDUTA DI
martedì 28 luglio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ANGELO BRUTTO
Inizio lavori h. 11,44
Fine lavori h. 12,58
INDICE
Audizione dei
Presidenti degli Ordini dei Fisioterapisti della Calabria
CELESTINO
Teresa, Dipartimento salute e servizi sanitari,*
MADEO Rosellina
(Partito Democratico)
BEVILACQUA
Gianpaolo (Lega Salvini Calabria)
CARACCIOLO
Simona, Dipartimento lavoro, imprese e aree produttive
GRECO Filomena (Casa
Riformista - Italia Viva)
LAGHI Ferdinando
(Tridico Presidente),*,*
CELESTINO Teresa, Dipartimento salute e servizi sanitari
GRECO Filomena (Casa Riformista – Italia Viva)
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
MINNICI
Sonia, funzionaria IEQ dell’Area legislativa
CELESTINO Teresa, Dipartimento salute e servizi sanitari
LO PRESTI Sara, Dipartimento per l’inclusione sociale, la
sussidiarietà e il welfare di comunità
MADEO Rosellina (Partito Democratico)
MINNICI
Sonia, funzionaria IEQ dell’Area legislativa
Presidenza del presidente Angelo
Brutto
La seduta inizia alle 11.44
Approvato
il verbale della seduta precedente, dà avvio ai lavori della Commissione.
Dispone l’avvio dell’audizione.
(Vengono auditi:
il Presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti
di Reggio Calabria;
il Presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti
di Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia;
il Presidente dell’Ordine dei Fisioterapisti
di Cosenza;
intervengono le consigliere Greco e Madeo, il consigliere Laghi e il Presidente della
Commissione.)
Comunica che il dirigente generale del
Dipartimento Salute e Servizi Sanitari, impossibilitato a partecipare, ha
delegato l’avvocato Teresa Celestino. Precisa, inoltre, che non sono stati
presentati emendamenti alla proposta e che, preso atto del parere del
Dipartimento, la Commissione procederà direttamente all’esame dell’articolato.
In rappresentanza del Dipartimento Salute e
Servizi Sanitari, esprime una valutazione favorevole sulla proposta di legge,
sottolineando la particolare rilevanza sanitaria, sociale e culturale
dell’iniziativa.
Sottolinea, poi, che la tempestività
dell’intervento nei casi di ostruzione delle vie aeree può risultare decisiva
per salvare una vita o evitare conseguenze permanenti e che la proposta
contribuisce a rafforzare la cultura della prevenzione e della sicurezza,
promuovendo una responsabilità condivisa nella tutela dei minori.
Pur condividendo pienamente le finalità del
testo, richiama l’attenzione su alcuni aspetti applicativi, soffermandosi in
particolare sull’articolo 2. Evidenzia, infatti, che la norma prevede lo
svolgimento dei corsi attraverso Centri di formazione accreditati, senza nuovi
oneri a carico del bilancio regionale, e ritiene opportuno approfondire le
modalità concrete con cui tali attività verranno organizzate e rese fruibili
sull’intero territorio regionale. Osserva, infatti, che la formazione richiede
competenze, organizzazione e risorse specifiche e ritiene utile chiarire come
tali attività potranno essere effettivamente garantite.
Precisa che la norma non prevede attività
“senza oneri”, bensì “senza nuovi oneri” per il bilancio regionale,
evidenziando che le attività formative potranno essere realizzate utilizzando
risorse già inserite all’interno della programmazione ordinaria dei corsi
finanziati dalla Regione Calabria e che, una volta approvata la legge, potranno
essere inseriti anche percorsi specifici relativi alle tecniche salvavita e di
disostruzione pediatrica. Precisa, inoltre, che la Giunta regionale e i Dipartimenti
interessati provvederanno a definire criteri e standard organizzativi, nel
rispetto delle risorse già disponibili, evitando la necessità di individuare
nuove coperture finanziarie.
Evidenzia che la preoccupazione espressa
dalla rappresentante del Dipartimento appare comprensibile, poiché una norma di
questo tipo rischierebbe di trasformarsi in una semplice dichiarazione
d’intenti qualora non fosse accompagnata da strumenti concreti di attuazione.
Osserva tuttavia che il chiarimento fornito
dal Presidente consente di comprendere come le attività formative possano
essere ricomprese nella programmazione regionale già esistente.
Chiarisce che l’osservazione precedente nasce
esclusivamente dall’esigenza di garantire un’effettiva applicazione della legge
e ricorda che il Dipartimento già autorizza enti e associazioni che svolgono
attività di formazione nelle materie del primo soccorso e della rianimazione
cardiopolmonare e che tali attività comportano inevitabilmente costi
organizzativi e la presenza di istruttori qualificati.
Ribadisce che la Giunta regionale mantiene
comunque la facoltà di effettuare eventuali variazioni di bilancio qualora lo
ritenga necessario, ma sottolinea che l’indirizzo espresso dalla proposta di
legge è quello di utilizzare prioritariamente le risorse già disponibili.
Pone in votazione gli articoli 1, 2, 3, 4,
5, 6, 7, 8 e 9 che sono approvati all’unanimità e la proposta di legge nel suo
complesso, che viene approvata all’unanimità con autorizzazione al
coordinamento formale, e nomina relatore in Consiglio regionale il consigliere
Caputo.
(La Commissione approva)
Chiede il rinvio della discussione della
proposta di legge a una successiva seduta della Commissione.
Dispone il rinvio e contestualmente la
riapertura dei termini per la presentazione di eventuali emendamenti.
(La Commissione rinvia)
Informato che il direttore generale del
Dipartimento lavoro non ha potuto partecipare alla seduta, delegando la
dottoressa Simona Caracciolo a rappresentare il Dipartimento, invita il
consigliere Laghi a illustrare la proposta.
Presenta la proposta di legge evidenziando
come essa affronti un tema di particolare rilevanza sociale, economica e
giuridica, riguardante la tutela del diritto a una retribuzione adeguata.
Richiamati, quindi, gli orientamenti dell’Unione Europea, i principi sanciti
dall’articolo 36 della Costituzione italiana e la giurisprudenza della Corte di
Cassazione, che riconoscono il diritto del lavoratore a una retribuzione
sufficiente a garantire una vita libera e dignitosa, ricorda che il tema è
stato recentemente affrontato anche dalla Corte costituzionale in relazione a
iniziative legislative assunte da altre regioni italiane(Puglia
e Toscana). Sottolinea, poi, che la proposta mira a garantire un livello minimo
di tutela salariale nei contratti riconducibili alla Regione Calabria e
considera tale obiettivo una misura essenziale per la difesa della dignità dei
lavoratori.
Esprime, a nome del Dipartimento, una
valutazione favorevole ai principi generali della proposta, riconoscendo che
essa si muove nella direzione di contrastare fenomeni di lavoro sottopagato ed
è coerente con il principio costituzionale della giusta retribuzione.
Tuttavia, richiama l’attenzione
sull’intervenuta approvazione della normativa nazionale contenuta nel
decreto-legge numero 62 del 2026, successivamente convertito nella legge numero
112, che ha introdotto il concetto di “salario giusto”. Evidenzia, quindi, che
la disciplina nazionale non individua una soglia monetaria rigida, ma collega
la retribuzione ai trattamenti economici definiti dalla contrattazione
collettiva più rappresentativa.
Osserva, pertanto, che l’introduzione di una
soglia fissa di 9 euro potrebbe determinare disallineamenti rispetto
all’evoluzione della normativa e della contrattazione nazionale, obbligando la
Regione a continui aggiornamenti del testo legislativo. Sottolinea, inoltre,
che la recente giurisprudenza costituzionale lascia aperti alcuni margini
interpretativi, ma invita comunque a considerare attentamente il nuovo quadro
normativo statale.
Rileva come, mentre si discute
frequentemente di autonomia differenziata e di maggiori competenze regionali,
quando si affrontano questioni legate ai diritti sociali e alle tutele del
lavoro, emergano immediatamente limiti alla capacità normativa delle Regioni.
Pur riconoscendo la fondatezza delle
osservazioni tecniche formulate dagli uffici e dal Dipartimento, condivide il
principio del salario minimo e annuncia la propria astensione rispetto alla
proposta, motivandola con le criticità già evidenziate nel corso
dell’istruttoria.
Ritiene che la comparazione con le
esperienze legislative di altre Regioni non debba essere considerata conclusiva
e sottolinea che esistono differenze sostanziali tra le varie normative
regionali sottoposte all’esame della Corte costituzionale.
Evidenziato, poi, che la proposta si ispira
principalmente all’esperienza della Regione Puglia e richiama il valore etico
del principio che intende affermare, ossia la necessità di garantire ai
lavoratori una soglia minima di dignità economica, alla luce delle osservazioni
formulate dal Dipartimento e dagli uffici legislativi, propone il rinvio della
discussione per consentire ulteriori approfondimenti tecnici, l’esame della
documentazione pervenuta e l’eventuale audizione di esperti e soggetti qualificati
in materia giuslavoristica.
Accoglie la proposta di rinvio avanzata dal
consigliere Laghi e riconosce l’importanza dei contributi emersi durante la
discussione. Osserva, tuttavia, che i pareri tecnici pervenuti contengono
rilievi significativi che meritano un’attenta valutazione.
Considera però che la fissazione di una
soglia retributiva oraria uniforme potrebbe paradossalmente favorire un
appiattimento verso il basso delle retribuzioni in alcuni settori nei quali i
contratti collettivi già prevedono trattamenti più elevati. Ritiene, pertanto,
più efficace il concetto di “salario giusto”, legato all’evoluzione della
contrattazione collettiva e all’andamento dell’inflazione.
Richiama, infine, l’importanza del ruolo
svolto dalle organizzazioni sindacali nella definizione dei contratti
collettivi nazionali e sottolinea come il Governo abbia recentemente promosso
il rinnovo di numerosi contratti di lavoro.
Precisato che il riferimento alla soglia dei
9 euro deve essere interpretato come una soglia minima di tutela e non come un
limite generalizzato valido per tutte le categorie, ribadisce che la proposta
non intende sostituirsi alla contrattazione collettiva, principale strumento di
regolazione dei rapporti di lavoro, ma soltanto affiancarla nel perseguimento
dell’obiettivo di garantire condizioni economiche dignitose ai lavoratori.
Preso atto delle precisazioni del
consigliere Laghi, dispone il rinvio della proposta a una successiva seduta
della Commissione per ulteriori approfondimenti istruttori.
(La Commissione rinvia)
Ricordato che la materia era
già stata disciplinata da una recente
normativa del 2025, che ha introdotto una significativa valorizzazione della
figura dell’autista di ambulanza, riconoscendone anche il ruolo di soccorritore,
evidenzia, tuttavia, come tale legge non abbia ancora trovato piena attuazione
nell’ambito dell’organizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza. Precisa, in
tal senso, che alcuni sindacati hanno sollecitato il Dipartimento salute ad
avviare un Tavolo di confronto finalizzato all’adeguamento delle procedure e
dell’organizzazione alle disposizioni previste dalla normativa vigente.
Con
riferimento alla proposta di legge presentata dal Presidente del Consiglio
regionale, sottolinea che il provvedimento amplia la platea dei potenziali
beneficiari, prevedendo il coinvolgimento di istituti ed enti abilitati alla
certificazione delle competenze professionali.
Inoltre,
precisa che tali attività di certificazione dovranno essere svolte
esclusivamente da enti accreditati, in possesso dei requisiti previsti dalla
normativa e dotati di sistemi di qualità conformi agli standard certificativi
ormai consolidati e riconosciuti a livello nazionale.
Precisato che la modifica
odierna riguarda un aspetto tecnico rilevante che si inserisce nella normativa
già esistente, riferisce che il Dipartimento non ha osservazioni e informa,
inoltre, che sta già predisponendo la realizzazione di corsi di formazione.
Illustra la scheda di
analisi tecnico-normativa.
Sottolineata l’impossibilità
di esaminare e approfondire la proposta di legge, chiede se i soggetti
coinvolti siano quelli già in forza al sistema sanitario.
Precisa che i soggetti in
forza al sistema sanitario sono già ricompresi dalla norma, mentre i soggetti terzi che vorrebbero la
certificazione possono ottenerla attraverso gli enti di certificazione.
Ritiene che l’argomento meriti
un approfondimento e che alcuni passaggi necessitino di maggiori precisazioni. Pur
ritenendo doveroso procedere al riconoscimento delle competenze a persone che
per anni hanno svolto determinate mansioni, reputa necessario approntare
meccanismi idonei.
Ritiene
che non essendo fissati dei paletti in tale proposta di legge, viene data
moltissima discrezionalità alla Giunta.
Rinvia il punto alla seduta successiva.
(La Commissione rinvia)
Espresso un giudizio favorevole sulla proposta, che reputa misura di buon
senso, auspica che possa ottenere il sostegno condiviso di tutte le forze
politiche, prima in Commissione e successivamente in Consiglio regionale.
Evidenziato
come la norma sia finalizzata a promuovere attività ludiche, ricreative e
sociali all'interno delle strutture sanitarie e socioassistenziali, sottolinea
il valore umano e civile dell'iniziativa, rappresentando, a suo giudizio, un
importante strumento per contribuire ad alleviare le sofferenze legate ai
percorsi di cura e migliorare il benessere dei pazienti.
Precisa,
inoltre, che l'accesso degli enti del Terzo Settore alle strutture avverrà
attraverso protocolli standardizzati, definiti tra le aziende sanitarie e i
soggetti iscritti in un apposito elenco predisposto dal Dipartimento delle politiche
sociali, e che tali attività dovranno svolgersi nel pieno rispetto delle norme
in materia di igiene, prevenzione delle infezioni, sicurezza e tutela della
privacy. Infine, evidenziato che il contributo offerto dagli operatori e dai
volontari coinvolti potrà favorire il benessere psicofisico dei pazienti,
concorrendo positivamente all'efficacia dei percorsi terapeutici e
assistenziali, comunica che proporrà al Presidente del
Consiglio di essere cofirmatario della proposta di legge.
Riferisce che il
Dipartimento ha espresso parere favorevole all'iniziativa
legislativa, evidenziandone la piena coerenza con i principi di umanizzazione
delle cure, centralità della persona e miglioramento della qualità
dell'assistenza sanitaria e socio-assistenziale.
Evidenzia,
inoltre, che l'iniziativa si inserisce pienamente nel più ampio processo di
umanizzazione dell'assistenza promosso a livello nazionale e regionale, volto a
coniugare l'efficacia clinica con la qualità delle relazioni di cura. Chiarisce,
quindi, che, in tale contesto, sono stati valorizzati gli interventi capaci sia
di migliorare il benessere complessivo della persona assistita e dei familiari
sia di contribuire alla riduzione del disagio emotivo connesso
all'ospedalizzazione.
Informa che all’esito
dell’istruttoria svolta dal Dipartimento non
sono emersi profili di criticità tali da ostacolare il prosieguo dell'iter di
approvazione del provvedimento e che è stato rilevato, in particolare, che la
proposta persegue finalità pienamente coerenti con i principi costituzionali di
tutela della salute, solidarietà sociale e sussidiarietà orizzontale,
promuovendo l'umanizzazione dei percorsi di cura attraverso attività svolte in
forma volontaria e gratuita dagli enti del Terzo Settore.
Precisa,
quindi, che il provvedimento garantisce il pieno rispetto dell'autonomia
organizzativa delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale,
attribuendo alle direzioni delle strutture ospitanti il coordinamento delle
attività e il compito di assicurare l'osservanza dei protocolli organizzativi,
igienico-sanitari e di sicurezza.
Sottolinea
l'importanza e la necessità della norma, evidenziando che, accanto alle cure
mediche, occorre garantire un adeguato sostegno psicologico e promuovere una
maggiore umanizzazione dei percorsi assistenziali. Chiede, pertanto, di poter
sottoscrivere la proposta di legge
Illustra la scheda di
analisi tecnico-normativa.
Rinvia il punto alla seduta successiva.
(La Commissione rinvia)
Esauriti i punti
all’ordine del giorno, toglie la seduta.
La seduta termina alle 12,58
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia
Helen Romeo