
XIII^ LEGISLATURA
QUARTA COMMISSIONE
AMBIENTE, LAVORI PUBBLICI,
INFRASTRUTTURE, URBANISTICA, AREE PROTETTE E PARCHI, EDILIZIA, VIABILITÀ E
TRASPORTI, PROTEZIONE CIVILE
N. 10
RESOCONTO SOMMARIO
_________
SEDUTA DI
mercoledì 8 luglio 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERGIO FERRARI
Inizio lavori h.13.13
Fine lavori h. 15.28
INDICE
Audizione in
materia di edilizia sociale – l.r. 36/2008; l.r. 23/2020, l.r. 42/2023
BRUNO Vincenzo (Tridico
Presidente),*
CONGIUSTA Giovanna, funzionaria dell’Area legislativa
IIRITI Daniela (Fratelli
d’Italia)
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
BARBALACE
Carmela, dirigente del Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento
5 Stelle),*
CONGIUSTA
Giovanna, funzionaria dell’Area legislativa
LAGHI Ferdinando (Tridico
Presidente)
BARBALACE
Carmela, dirigente del Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale
FERRARA Annamaria, funzionaria IEQ dell’Area
legislativa
MINNICI Sonia, funzionaria
IEQ dell’Area legislativa
MINNICI Sonia, funzionaria
IEQ dell’Area legislativa
Presidenza del presidente Sergio
Ferrari
La seduta inizia alle 13.13
Approvato
il verbale della seduta precedente, dà avvio ai lavori della Commissione.
Introduce il primo punto all’ordine del
giorno, dedicato all’audizione in materia di edilizia sociale con riferimento
alle leggi regionali n. 36/2008, n. 23/2020 e n. 42/2022, sottolineando come il
tema dell’edilizia sociale abbia assunto negli anni una rilevanza crescente non
soltanto sotto il profilo urbanistico e infrastrutturale, ma anche per il suo
diretto impatto sulla qualità della vita delle comunità e sulla garanzia del
diritto all’abitare. Evidenzia, inoltre, che il modello dell’housing sociale,
previsto dalla normativa regionale, si inserisce in una più ampia prospettiva
nazionale ed europea, nella quale la casa viene considerata una vera e propria
infrastruttura sociale.
Rileva inoltre che l’audizione si svolge in
una fase particolarmente importante per le politiche abitative regionali,
caratterizzata dalla necessità di completare gli interventi già avviati,
superando le criticità emerse nel corso dell’attuazione dei programmi e, al
contempo, avviare una nuova stagione di rigenerazione urbana fondata su una
programmazione più efficace e su investimenti in grado di rispondere ai nuovi
bisogni abitativi e alle trasformazioni sociali ed economiche della Calabria.
Comunica, infine, che il Presidente dell’ANCE
Calabria ha fatto pervenire una nota con cui giustifica la propria assenza e
preannuncia l’invio di un contributo scritto per la Commissione.
Dispone, quindi, l’avvio delle audizioni.
(Vengono auditi: un rappresentante della
Legacoop Calabria;
intervengono: il rappresentante del
Dipartimento governo del territorio, il Presidente della Commissione e il
consigliere Laghi)
Conclude preannunciando la redazione di una
nota indirizzata al Dipartimento governo del territorio per chiedere chiarimenti
sulle problematiche evidenziate dagli auditi.
Illustra la proposta di legge in materia di
riutilizzo delle acque reflue depurate, risultato di un percorso di
approfondimento sviluppato insieme a tecnici, dirigenti regionali e
professionisti del settore.
Sottolinea, quindi, che la proposta non si
limita a disciplinare aspetti tecnici della depurazione, ma intende introdurre
un nuovo modello di governo della risorsa idrica, coerente con i principi
dell’economia circolare, della sostenibilità ambientale e dell’efficienza
amministrativa. Evidenzia, inoltre, come l’Unione Europea abbia
progressivamente promosso una visione nella quale gli scarti non vengono più
considerati semplicemente rifiuti da eliminare, ma risorse da recuperare e
valorizzare. In questo quadro, ritiene che anche il settore idrico debba abbandonare
la logica tradizionale del semplice prelievo, utilizzo, depurazione e scarico
delle acque, orientandosi invece verso il loro recupero e riutilizzo.
Richiamate, poi, le criticità che
interessano la Calabria, caratterizzata da frequenti emergenze idriche, osserva
che, nonostante tali difficoltà, una grande quantità di acqua depurata continua
a essere dispersa, pur potendo essere riutilizzata dopo opportuni processi di
affinamento.
Sottolinea, inoltre, l’assenza, nella
legislazione regionale, di una disciplina organica sul riuso delle acque reflue.
Spiega, poi, che la proposta punta a
superare una gestione emergenziale del settore, fondata su interventi
successivi alle crisi, per passare a una pianificazione preventiva basata su
conoscenza, programmazione e monitoraggio delle infrastrutture. Evidenzia,
quindi, come, in tale prospettiva, una delle novità principali consista nella
progressiva separazione delle acque meteoriche dalle acque reflue all’interno
delle reti fognarie, consentendo di ridurre i volumi trattati dai depuratori e
migliorare l’efficienza degli impianti. Rileva, difatti, che la sostenibilità
economica di questa scelta può essere perseguita attraverso una diversa
impostazione progettuale e mediante l’utilizzo dei finanziamenti già
disponibili.
Affronta, inoltre, il tema del recupero dei
nutrienti contenuti nei fanghi di depurazione, evidenziando come sostanze quali
fosforo e azoto possano essere valorizzate e reimmesse nei cicli produttivi,
riducendo i costi di smaltimento e contribuendo alla sostenibilità del sistema.
Parallelamente, richiama l’attenzione sull’efficienza energetica degli
impianti, sostenendo la necessità di promuovere modelli orientati
all’autosufficienza energetica attraverso il recupero delle risorse prodotte
dai processi di depurazione e l’impiego di fonti rinnovabili.
Valorizza, ancora, la fitodepurazione,
considerata una soluzione particolarmente adatta per piccoli Comuni e aree
interne.
Successivamente, si sofferma sui sistemi di
accumulo dell’acqua affinata, ritenuti essenziali per garantire la
disponibilità della risorsa nei periodi di maggiore necessità e ribadisce che
l’intero sistema è costruito attorno a rigorosi meccanismi di controllo e
monitoraggio della qualità delle acque, escludendo qualsiasi deroga agli
standard europei e nazionali e ponendo la tutela della salute pubblica come
principio prioritario.
Riferendosi, poi, al contenuto della scheda
di analisi tecnico-normativa predisposta dall’Area legislativa del Consiglio
regionale, esprime apprezzamento per il lavoro svolto, evidenziando come le
osservazioni formulate non mettano in discussione l’impianto della proposta, ma
riguardino principalmente aspetti di coordinamento normativo e miglioramento
tecnico del testo; comunica, pertanto, di aver già predisposto un testo
coordinato che recepisce integralmente tali osservazioni e manifesta la
disponibilità a presentare i relativi emendamenti.
Infine, chiarisce che la proposta rispetta
pienamente il riparto costituzionale delle competenze tra Stato e Regione,
intervenendo sugli aspetti organizzativi, programmatori e gestionali del
servizio idrico senza incidere sugli standard di tutela ambientale riservati
alla legislazione statale e assicura che il provvedimento non comporta nuovi o
maggiori oneri per il bilancio regionale, in quanto fondato sul principio
dell’invarianza finanziaria e sull’utilizzo degli strumenti già previsti
dall’ordinamento.
CONGIUSTA Giovanna, funzionaria dell’Area legislativa
Illustra la scheda di analisi tecnico-normativa.
IIRITI Daniela (Fratelli d’Italia)
Espresso plauso per l’iniziativa legislativa in esame, sottolinea che l’azione del Governo regionale è orientata al rilancio del sistema della depurazione attraverso lo stanziamento di consistenti risorse, destinate non soltanto all’efficientamento degli impianti, ma anche alla tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Evidenziato l’impegno della Regione sul tema, rileva che agli interventi strutturali si affiancano attività di monitoraggio finalizzate a garantire un controllo più efficace della qualità delle acque e dell’efficienza dei sistemi di depurazione.
Sottolineata, altresì, l’attività promossa dall’assessore Montuoro in materia di tutela delle acque, precisa che sono stati attivati strumenti innovativi, tra cui l’impiego di battelli per la raccolta rapida dei rifiuti presenti nei corsi d’acqua, nonché l’imminente avvio di un’applicazione dedicata al monitoraggio dello stato delle acque.
Evidenziata la rilevanza strategica delle politiche ambientali per il territorio regionale, auspica un’azione condivisa tra tutte le forze politiche su temi considerati fondamentali per il futuro della Calabria.
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
Ritenuto che la proposta di legge in esame affronti in maniera complessiva il tema della gestione e della tutela delle risorse idriche, sottolinea come la qualità delle acque rappresenti una questione centrale anche con riferimento alle acque piovane, ravvisando la necessità di garantire una tutela integrata dell’intero patrimonio idrico regionale.
Rileva, quindi, il paradosso rappresentato dalla persistente crisi idrica in Calabria, pur in presenza di ingenti disponibilità di risorse idriche, precisando che le fonti esistenti, se adeguatamente messe in rete, potrebbero garantire oltre 520 litri di acqua al giorno per abitante, quantità ampiamente superiore al fabbisogno medio giornaliero.
Evidenziata l’elevata dispersione della risorsa idrica lungo le reti e nelle condotte obsolete, con perdite che raggiungono percentuali comprese tra il 50 e il 60 per cento, reputa tale spreco particolarmente grave nel contesto regionale caratterizzato dalla crescente riduzione delle precipitazioni.
Rilevata la discrepanza tra la disponibilità potenziale della risorsa e il suo effettivo utilizzo, manifesta alcune perplessità in ordine alla gestione dei bacini idrici della Sila e alle relative modalità organizzative.
Rilevata, quindi, la problematica inerente alla gestione dei fanghi di depurazione, che rappresentano, a suo avviso, una delle principali criticità ambientali del sistema, ricorda l’intervento normativo nazionale che ha ampliato le possibilità di utilizzo dei fanghi in agricoltura, evidenziando, al riguardo, l’impegno dell’Associazione ISDE-Medici per l’ambiente nel contrastare tale impostazione, ritenuta non sufficientemente cautelativa sotto il profilo sanitario e ambientale.
Rilevati, poi, da un lato, gli effetti derivanti dai processi di combustione e incenerimento dei fanghi, considerati fattori che contribuiscono all’aumento delle emissioni climalteranti e all’aggravamento della crisi climatica, evidenzia, dall’altro lato, la possibilità di utilizzare i fanghi come ammendanti in agricoltura, precisando che tale impiego dovrebbe essere subordinato alla presenza di determinati requisiti.
Ribadita la necessità di adottare soluzioni maggiormente sostenibili, reputa opportuno escludere il ricorso all’incenerimento dei fanghi, privilegiando modalità di gestione compatibili con gli obiettivi di tutela ambientale e della salute pubblica.
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente)
Ringraziati i colleghi per il sostegno espresso al provvedimento in esame, condivide le osservazioni formulate dal consigliere Laghi in merito alla pericolosità dei fanghi di depurazione, concordando che la gestione e l’eventuale utilizzo in agricoltura devono avvenire nel pieno rispetto delle disposizioni nazionali ed europee e delle necessarie garanzie di sicurezza.
Ritenuto che il provvedimento sia certamente migliorabile, sottolinea le persistenti criticità del sistema della depurazione in Calabria, ancora interessato da procedure di infrazione comunitaria.
Rilevata la necessità di affrontare in maniera organica le problematiche del settore, evidenzia che l’iniziativa legislativa in esame trae origine dall’esperienza maturata nel corso dell’attività di amministratore locale e rileva la necessità di fornire strumenti operativi utili agli Enti territoriali chiamati quotidianamente a confrontarsi con tali problematiche.
Ribadita, infine, la disponibilità ad accogliere contributi migliorativi, conferma la volontà di recepire i suggerimenti formulati nella scheda di analisi tecnico-normativa, al fine di rafforzare ulteriormente l’efficacia del provvedimento.
Evidenziato che la proposta contribuisce a colmare la mancanza di una disciplina organica in materia, auspica che il prosieguo della trattazione del provvedimento in Commissione avvenga con la massima condivisione.
Indi, rinvia la trattazione.
(La Commissione rinvia)
Precisato che la proposta di legge in
discussione, di iniziativa della consigliera Barbuto, è sottoposta all’esame
della Quarta Commissione ai fini dell’espressione del parere, ai sensi
dell’articolo 66 del Regolamento interno del Consiglio regionale, riferisce che
sono stati convocati la consigliera proponente, il dirigente generale del
Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale, il dirigente generale
del Dipartimento agricoltura, aree interne e politiche di connessione
territoriale, il dirigente generale del Dipartimento per la sostenibilità
ambientale e il dirigente generale del Dipartimento governo del territorio,
difesa del suolo e politiche per la casa.
Sottolineato che il provvedimento reca
disposizioni per la valorizzazione dell’enoturismo, dell’oleoturismo e del
turismo connesso alle produzioni agroalimentari di qualità attraverso
l’istituzione delle “Strade dei Sapori di Calabria”, evidenzia che la proposta
si inserisce nel quadro delle iniziative volte alla promozione integrata del
patrimonio agroalimentare e del territorio rurale calabrese, con l’obiettivo di
rafforzare il collegamento tra attività produttive, filiere locali e offerta
turistica.
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5 stelle)
Sottolineato che la proposta di legge è
all’esame anche della Commissione Agricoltura per il parere ai sensi
dell’articolo 66 del Regolamento interno, precisa che essa nasce dall’esigenza
di dotare la Regione di uno strumento normativo moderno ed efficace,
finalizzato a integrare le eccellenze produttive e agroalimentari calabresi con
l’offerta turistica regionale.
Evidenziata la necessità di superare una
promozione limitata a singole manifestazioni e fiere di settore, rileva che
tali iniziative producono spesso effetti episodici e non strutturali, rendendo
necessario un modello stabile di valorizzazione del territorio e delle sue
produzioni.
Sottolineato l’obiettivo di incrementare i
flussi turistici durante tutto l’arco dell’anno, precisa che la proposta mira a
sostenere e valorizzare le imprese del comparto agroalimentare.
Riferisce, poi, che il riconoscimento delle
“Strade dei Sapori” nasce dall'aggregazione spontanea dei territori in Comitati
Promotori, che si trasformano poi in Comitati di Gestione ai quali sono
affidate le attività operative, ferma restando in capo alla Regione l’attività
di monitoraggio e vigilanza.
Evidenziato il ruolo dei Comitati di
gestione, con particolare riferimento all’implementazione della segnaletica
smart e delle mappe interattive, finalizzate a rendere facilmente individuabili
i luoghi di interesse e le imprese aderenti presenti sul territorio, manifesta
alcune perplessità in merito alle osservazioni formulate dal Dipartimento
agricoltura, ribadendo, tuttavia, la disponibilità ad approfondire gli aspetti
evidenziati.
Richiamata la scheda di analisi
tecnico-normativa, che non contiene rilievi ostativi sul testo, ribadisce la
piena disponibilità al confronto con il Dipartimento competente, anche
attraverso l’attivazione di un Tavolo tecnico.
Comunica che il
Dipartimento agricoltura ha fatto pervenire una nota con la quale ritiene che
la proposta, seppure ispirata da finalità condivisibili, non evidenzia con
sufficiente chiarezza il valore aggiunto dell’intervento normativo rispetto
agli strumenti già disponibili e presenti, rilevando ulteriori elementi di
criticità sotto il profilo del coordinamento, dell’assetto della disciplina e
della sostenibilità organizzativa e finanziaria; pertanto, il Dipartimento
esprime parere contrario.
Sottolinea, inoltre, che
anche il Dipartimento governo del territorio, difesa del suolo e politiche per
la casa, attraverso una nota, ha precisato che non si rilevano profili di
competenza in materia di pianificazione urbanistica.
BARBALACE Carmela,
dirigente del Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale
Sottolineato che
il Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale accoglie positivamente
la proposta di legge in esame, elenca una serie di rilievi e/o di criticità
emersi dalla lettura del testo, alcuni dei quali potrebbero essere refusi. Giudicato
pregevole, inoltre, che la proposta si ponga tra gli obiettivi la
valorizzazione di enoturismo e turismo agroalimentare, ma, nonostante ciò, rileva
che non sembra essere coinvolto il Dipartimento turismo che cura le politiche e
gli indirizzi che riguardano la promozione. Infine, alla luce dei rilievi
emersi, riferisce che a parere del Dipartimento alcuni articoli debbano essere
riformulati.
CONGIUSTA Giovanna, funzionaria
dell’Area legislativa
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
BARBUTO Elisabetta Maria (Movimento 5
Stelle)
Manifesta la
massima disponibilità sia a un confronto con i Dipartimenti interessati sia a redigere
un testo che accolga le osservazioni emerse.
Precisa che la Commissione deve esclusivamente
esprimere parere ai sensi dell’articolo 66 del Regolamento interno e, in tal
senso, chiede ai consiglieri di esprimersi.
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
Apprezzando la proposta di legge, annuncia
il suo parere favorevole.
Pone in votazione il parere richiesto sulla
proposta di legge e registra il parere favorevole all’unanimità dei presenti.
(La Commissione esprime parere favorevole)
Illustra la proposta,
finalizzata a chiarire e integrare il quadro normativo vigente, con particolare
riguardo alle strutture esercitate in modalità glamping,
al fine di garantire maggiore certezza applicativa e uniformità interpretativa.
Ricorda che la legge regionale n. 14 del 2025 ha rappresentato un importante
traguardo per il turismo all’aria aperta in Calabria, colmando un vuoto
normativo di lunga durata, sottolineando come la prima fase applicativa e il
confronto con gli operatori del settore abbiano evidenziato la necessità di
alcuni interventi correttivi e di affinamento.
Precisato che la proposta mira
principalmente a disciplinare in modo chiaro il fenomeno del glamping, evitando incertezze interpretative e
favorendo gli investimenti, sottolinea che il glamping
non viene configurato come una nuova categoria ricettiva autonoma, bensì come
una modalità organizzativa interna alle strutture all’aria aperta già
esistenti, nel rispetto del principio della gestione unitaria.
Evidenzia, quindi, che
particolare attenzione è stata dedicata al coordinamento con la disciplina
urbanistica ed edilizia, prevedendo che l’installazione di unità abitative
mobili e reversibili, prive di fondazioni stabili, non determini
automaticamente un mutamento della destinazione d’uso delle aree, ferma
restando l’applicazione della normativa statale nei casi di trasformazioni
permanenti. Altresì, riferisce che la proposta disciplina il glamping in area agricola come attività connessa ai
sensi dell’articolo 2135 del Codice civile, introducendo un limite massimo del
30 per cento della superficie aziendale complessiva destinabile a tale
attività, al fine di garantire un equilibrato rapporto tra turismo e vocazione
produttiva dei terreni agricoli.
Infine, richiama le
disposizioni di semplificazione amministrativa previste dal testo, tra cui
l’adeguamento della modulistica SCIA e il ricorso alla relazione tecnica
asseverata, nonché la neutralità finanziaria dell’intervento, attestata dalla
relazione tecnica e dalla clausola di invarianza finanziaria contenuta nel
provvedimento.
Infine, ribadisce che la
proposta costituisce un’opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio
regionale.
BARBALACE Carmela,
dirigente del Dipartimento turismo, cultura e identità territoriale
Precisato che il provvedimento
la coinvolge direttamente, in qualità di dirigente del Settore chiamato a dare
attuazione alle disposizioni su tutto il territorio regionale, evidenzia come i
rilievi formulati possano agevolare significativamente l'attività
amministrativa. Esprime pertanto il pieno apprezzamento del Dipartimento per
l'integrazione alla legge n. 14 e conclude precisando che trasmetterà agli
uffici della Commissione l'elenco dettagliato delle osservazioni formulate.
FERRARA Annamaria, funzionaria IEQ dell’Area legislativa
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
Pone in votazione il parere richiesto sulla
proposta di legge e registra il parere favorevole all’unanimità dei presenti.
(La Commissione esprime parere favorevole)
Precisa che la Commissione sulla proposta è
chiamata a esprimere il parere previsto, ai sensi dell’articolo 66 del
Regolamento interno, e sottolinea la rilevanza strategica del provvedimento per
lo sviluppo turistico ed economico della Calabria.
Evidenzia, quindi, che la proposta mira a
colmare un vuoto normativo che riguarda le cosiddette strutture ricettive
innovative, quali alloggi esperienziali ed ecosostenibili, tra cui case sugli
alberi, alloggi galleggianti, palafitte e altre forme di ospitalità non ancora
disciplinate dalla normativa regionale. Sottolinea, inoltre, come la Calabria
sia tra le poche Regioni italiane a non avere ancora regolamentato tali
tipologie ricettive e come l’intervento legislativo consenta di intercettare
nuovi segmenti del mercato turistico, caratterizzati da una crescente domanda
di esperienze sostenibili e a contatto con la natura.
Richiama, ancora, gli aspetti ambientali
contenuti nel testo, evidenziando che: vengono previsti rigorosi criteri di
sostenibilità e specifici divieti localizzativi; è stabilito, in particolare,
che le strutture non possano avere un collegamento permanente al terreno e
debbano essere facilmente rimovibili, nel pieno rispetto delle normative
urbanistiche, edilizie, ambientali e paesaggistiche vigenti; è vietata la loro
realizzazione in aree prive di idoneità idrogeologica, nei siti della Rete
Natura 2000 e in prossimità di alberi monumentali o di esemplari che possano
costituire habitat per la fauna selvatica.
Evidenziato che la finalità principale del
provvedimento è quella di fornire una disciplina chiara alle strutture
ricettive innovative già presenti sul territorio regionale, ma prive di una
regolamentazione specifica, sottolinea che la mancanza di una cornice normativa
favorisce situazioni di abusivismo e di esercizio dell’attività ricettiva senza
adeguate regole di riferimento.
Rileva, inoltre, che la proposta consente di
adeguare la normativa regionale alle recenti disposizioni fiscali introdotte a
livello nazionale, in particolare per quanto riguarda le locazioni brevi
gestite in forma non imprenditoriale, per le quali la normativa statale ha
fissato limiti precisi.
Ribadisce, infine, che la proposta non
introduce alcuna liberalizzazione indiscriminata, ma prevede rigorose tutele
ambientali e paesaggistiche, assicurando il rispetto della Rete Natura 2000,
delle aree sottoposte a tutela e degli alberi monumentali, oltre alla
previsione di verifiche tecniche tese a garantire la sicurezza degli utenti, la
stabilità delle strutture e l’idoneità degli elementi naturali utilizzati per
l’installazione.
Comunica che è pervenuto il parere del
Dipartimento governo del territorio che, pur evidenziando alcune criticità e
osservazioni tecniche, esprime una valutazione favorevole sulla proposta,
subordinandola però al recepimento delle modifiche e integrazioni suggerite nel
parere stesso.
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
Pone in votazione il parere richiesto sulla
proposta di legge e registra il parere favorevole all’unanimità dei presenti.
(La Commissione esprime parere favorevole)
Precisa che il provvedimento si inserisce
nel più ampio processo di aggiornamento della normativa urbanistica regionale
alla luce delle recenti innovazioni introdotte a livello nazionale, in
particolare dal cosiddetto decreto “Salva Casa” e dalle modifiche apportate al
Testo unico dell’edilizia. Ricorda, quindi, che le Regioni hanno la possibilità
di intervenire nell’ambito delle proprie competenze per assicurare
un’applicazione uniforme e coerente sul territorio.
Sottolinea, poi, che la proposta interviene
su diversi aspetti organizzativi e procedurali della legge urbanistica
regionale. Tra questi evidenzia l’adeguamento del sistema informativo
territoriale e dell’Osservatorio delle trasformazioni territoriali alla nuova
organizzazione amministrativa della Regione, la semplificazione delle procedure
di aggiornamento del quadro territoriale regionale a valenza paesaggistica e
l’ampliamento delle procedure semplificate per la pianificazione urbanistica
comunale; altresì, evidenzia, come sia dedicata particolare attenzione alla
modifica dell’articolo 57 della legge regionale, relativa ai mutamenti di
destinazione d’uso degli immobili.
Sottolinea, infine, che il provvedimento
punta a incentivare il recupero urbano e a limitare il consumo di nuovo suolo,
riducendo le rigidità amministrative che spesso rallentano gli interventi di
riqualificazione.
Riferisce, poi, che è pervenuto il parere
del Dipartimento governo del territorio che esprime una valutazione
complessivamente favorevole sotto il profilo tecnico.
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
Ricordato che la proposta è esaminata in
prima lettura, dispone il rinvio del provvedimento, al fine di consentire
ulteriori approfondimenti e l’eventuale recepimento delle osservazioni
formulate.
(La Commissione rinvia)
Non essendovi altri punti all’ordine del
giorno, dichiara quindi conclusa la seduta.
La seduta termina alle 15.28
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia
Helen Romeo