
XIII^ LEGISLATURA
PRIMA COMMISSIONE
Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale, riforme,
POLIZIA LOCALE, DEMANIO E PATRIMONIO DELLA REGIONE
N. 5
RESOCONTO
SOMMARIO
_________
SEDUTA DI
giovedì 16 aprile 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE ORLANDINO GRECO
Inizio lavori h. 15.19
Fine lavori h. 16,17
INDICE
PRESIDENTE, *, *, *
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente), *
DE FRANCESCO Luciana (Fratelli d’Italia)
MINNICI Sonia, funzionaria IEQ Settore assistenza giuridica
RANUCCIO Giuseppe (Partito Democratico)
BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente), *
MINNICI Sonia, funzionaria IEQ Settore assistenza giuridica
Presidenza del presidente
Orlandino Greco
La seduta inizia alle 15.19
Verificata
la presenza del numero legale e approvato il verbale della seduta precedente,
dà avvio ai lavori della Commissione.
Illustra il fenomeno crescente del
sovraindebitamento nel contesto economico e sociale, evidenziando come esso
coinvolga un numero sempre più ampio di famiglie, professionisti, lavoratori
autonomi e piccole e medie imprese.
Sottolinea che tale dinamica è aggravata
dalla crisi economica, dall’aumento dei costi energetici, dalle difficoltà di
accesso al credito e dalla riduzione della capacità reddituale, determinando
diffuse situazioni di insolvenza strutturale.
Riferisce quindi il quadro normativo di
riferimento, richiamando il decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14 (Codice
della crisi d’impresa e dell’insolvenza), il decreto ministeriale n. 202 del
2014 e l’articolo 2086 del Codice civile, evidenziando che tali strumenti sono
finalizzati alla prevenzione e alla gestione della crisi, con particolare
attenzione ai soggetti non fallibili.
Precisato, tuttavia, che l’esperienza
applicativa ha evidenziato criticità operative e difficoltà di accesso alle
procedure, evidenzia la compatibilità della proposta di legge con l’ordinamento
costituzionale, specificando che essa si colloca nell’ambito delle competenze
regionali in materia di sviluppo economico, politiche sociali e tutela del
consumatore, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione e in coerenza
con i principi di sussidiarietà e adeguatezza di cui all’articolo 118, nonché
con l’ordinamento dell’Unione europea e con la direttiva (UE) 2019/1023.
Ravvisa, nel contesto socioeconomico
regionale, una significativa diffusione delle situazioni di sovraindebitamento,
aggravata dalla scarsa conoscenza degli strumenti normativi e dalla debolezza
strutturale del tessuto produttivo locale.
Evidenzia, quindi, che le crisi sono spesso
intercettate in fase avanzata, riducendo le possibilità di risanamento,
individuando tra le principali criticità applicative: la disomogeneità nelle
prassi operative degli Organismi di Composizione della Crisi (OCC); la
difformità nei regolamenti e nei criteri di determinazione dei compensi; le
difficoltà di accesso alle procedure per i soggetti vulnerabili; i ritardi
nella gestione delle pratiche e l’assenza di tutela nella fase preliminare; il
limitato accesso al patrocinio a spese dello Stato.
Propone, pertanto, l’istituzione del Garante
regionale per il sovraindebitamento e la crisi d’impresa, quale figura
indipendente con funzioni di monitoraggio, coordinamento e promozione delle
buone prassi, precisando che tale figura opererebbe come presidio istituzionale
volto a migliorare l’efficienza del sistema.
Precisa, quindi, le finalità dell’intervento:
favorire l’accesso alle procedure di composizione della crisi; rafforzare la
tutela dei soggetti economicamente vulnerabili; garantire uniformità
applicativa; promuovere la prevenzione della crisi; sostenere la continuità
aziendale e i livelli occupazionali.
Illustra, poi, le funzioni attribuite al
Garante e la disciplina in materia di sua incompatibilità, prevedendo obblighi
di astensione nei casi di conflitto di interessi, senza introdurre limitazioni
generalizzate all’esercizio della professione.
Evidenziato che la proposta è strutturata
secondo criteri di semplificazione e non comporta nuovi o maggiori oneri
strutturali, prevedendo un limite massimo di spesa annua pari a euro 50.000,
destinato all’indennità e ai rimborsi del Garante, precisa che la struttura di
supporto è composta da personale già in servizio presso il Consiglio regionale.
Infine, evidenzia che l’intervento normativo è finanziariamente sostenibile,
coerente con gli equilibri di bilancio e idoneo a produrre effetti positivi in
termini di miglioramento dell’accesso alle procedure, riduzione delle
situazioni di insolvenza e rafforzamento del sistema economico regionale.
Illustra la scheda di analisi tecnico-normativa.
Aderendo alle osservazioni contenute nella
scheda di analisi tecnico normativa, ritiene superflua e inutile l’istituzione
dell’ennesima Autorità garante, in aggiunta a quelle già esistenti e che
giudica ripetitiva, senza effettivi poteri e contraria ai principi di spending review.
Reputa, altresì, opportuna un’analisi del
contesto esistente e la valutazione rispetto all’opportunità di istituire una
figura che appare illegittima e soggetta a rischio di impugnativa.
Elenca, pertanto, le criticità che, a suo
dire, rendono la proposta illegittima, incompatibile e priva del principio di
buon andamento e imparzialità dell’azione amministrativa e contabile.
Alla luce delle osservazioni e delle
criticità indicati, chiede il ritiro della proposta di legge.
Esprime apprezzamento per la proposta in
discussione e, dissentendo dalle osservazioni del consigliere Bruno, esplicita
le motivazioni e gli aspetti positivi che delineano l’istituzione dell’Autorità
garante, sottolineandone la validità in termini di azione e di aiuto nei
confronti di coloro i quali si trovano ad affrontare problemi legati
all’indebitamento e che spesso si inseriscono nel circuito dell’usura e, in
casi estremi, arrivano anche a togliersi la vita.
Pur non ravvedendo conflitti di interesse,
suggerisce di procedere con l’audizione degli Ordini professionali, al fine di
chiarire meglio la validità dell’iniziativa.
Condivide quanto riferito dal consigliere
Rosa e comunica che nelle prossime sedute si procederà alle audizioni degli
Ordini professionali.
Ritiene che la delicatezza dell’argomento meriti
un’attenzione particolare e una discussione approfondita e costruttiva.
Pertanto, invita la Commissione a procedere
agli opportuni approfondimenti, anche alla luce delle osservazioni pervenute, per
creare uno strumento utile e concreto.
Ricordato che la Regione Calabria si è già
attivata per il sostegno alle vittime di usura, chiede il rinvio della
trattazione per ulteriori approfondimenti.
Evidenziata l’importanza della discussione
odierna, reputa utile e doveroso intervenire sul tema del sovraindebitamento e,
ricordato il ruolo delle Commissioni per gli opportuni approfondimenti, invita
a procedere in tal senso, al fine di chiarire i dubbi rispetto alla validità,
al ruolo e all’efficacia della figura da istituire.
Ribadisce la
sua forte contrarietà, motivata non da una posizione ideologica ma da rilievi
giuridici sostanziali. Ritiene, difatti, che la proposta presenti evidenti
profili di contrasto con la normativa nazionale, in particolare con l’articolo
117 della Costituzione, come evidenziato anche dal Settore assistenza giuridica
e contesta l’istituzione di un nuovo organismo che, a suo avviso,
interferirebbe con competenze attribuite per legge ai Tribunali e agli
Organismi di Composizione della Crisi (OCC).
Sottolinea che
la Regione non può e non deve assumere un ruolo di assistenza sociale alle
famiglie e alle imprese indebitate, poiché tali ambiti sono già normati e
presidiati da soggetti competenti. Inserisce, inoltre, queste osservazioni in
una più ampia critica politica alla creazione di nuove figure istituzionali e
incarichi, a suo avviso inutili e superflui in un’ottica di spending review.
Evidenzia, infine, che le funzioni previste avrebbero potuto essere svolte
dagli Uffici legali regionali e ribadisce che il garante proposto non rientra
né nella mission della legge nazionale né in quella degli OCC.
Invita a una
lettura più attenta e completa dei pareri del Settore assistenza giuridica,
precisando che il garante non avrebbe funzioni giurisdizionali ma di
monitoraggio, coordinamento, promozione e segnalazione. Evidenzia che
l’obiettivo non è forzare le competenze né creare sovrapposizioni, bensì
affrontare in modo costruttivo una questione di grande rilevanza sociale.
Sottolinea, inoltre, la volontà di aprire il confronto per giungere a una
valutazione oggettiva a tutela delle imprese e delle famiglie colpite da
situazioni di crisi spesso indipendenti dalla loro gestione.
Dichiarata la propria adesione alle posizioni critiche espresse dal
collega Bruno, inquadra la proposta all’interno di una sequenza di interventi
normativi e istituzionali che, a suo giudizio, hanno alimentato il sospetto di
un “poltronificio”. Pur riconoscendo la delicatezza e la gravità del tema della
crisi d’impresa, sottolinea che la normativa vigente già disciplina tali
situazioni. Evidenzia, poi, come il nodo centrale resti la definizione delle
funzioni del garante, che non può in alcun modo interferire con l’autorità
giudiziaria. Osserva, infine, che prima di impegnare risorse pubbliche, è
necessario chiarire competenze, obiettivi e legittimità legislativa regionale, per
non rischiare di istituire un organismo con capacità di intervento molto
limitate.
Richiamato il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza del 2019 e
sottolineato che la complessità delle procedure e la scarsa conoscenza da parte
dei cittadini rendono comunque necessario avere un punto di riferimento, annuncia
l’apertura della fase delle audizioni, seguita dalla presentazione degli
emendamenti.
(La Commissione rinvia)
Illustra la proposta che disciplina la
modifica territoriale della località Cancino, formalmente appartenente al
Comune di Zaccanopoli ma di fatto integrata con il Comune di Zambrone. Riferisce
che tale località, abitata da circa tredici famiglie, usufruisce dei servizi di
Zambrone ed è separata da esso da una sola strada, mentre dista circa quindici
chilometri dal centro di Zaccanopoli. Sottolineato, poi, che la proposta mira a
riconoscere una situazione sociale, urbanistica e funzionale, chiarisce che l’obiettivo
è consentire a queste famiglie di essere formalmente residenti nel Comune in
cui di fatto già vivono e sono integrate.
Informa che hanno chiesto di essere
ascoltati i sindaci dei Comuni interessati, presenti fuori dall’Aula, e dispone
che siano auditi.
(Vengono auditi:
il Sindaco del Comune di Zambrone;
il sindaco del Comune di Zaccanopoli)
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
Esprime parere favorevole alla proposta,
segnalando tuttavia l’esigenza di attenzione sugli aspetti procedurali, in
particolare, sul possibile rischio di dover ricorrere a un referendum esteso a
tutti i residenti, come indicato in precedenti pronunce del Consiglio di Stato.
Chiarisce che il rilievo del Consiglio di
Stato riguardava un caso diverso, in cui il referendum era stato limitato a una
frazione, mentre nel caso in esame non si è svolta alcuna consultazione.
Evidenziata, quindi, la differenza sostanziale delle situazioni, conferma che
l’iter seguirà correttamente la procedura prevista e sottolinea che, a
differenza di casi analoghi del passato, in questa situazione vi è piena
convergenza da parte di entrambi i comuni coinvolti.
Dichiara parere favorevole.
Esprime apprezzamento per il lavoro del
proponente, sottolineando il valore simbolico e concreto della proposta, che
risolve una questione risalente a oltre due secoli e restituisce dignità e
riconoscimento istituzionale a una piccola comunità.
Conclude assicurando la massima
accelerazione dell’iter legislativo, con la rapida calendarizzazione delle
audizioni e delle audizioni dei Dipartimenti competenti.
(La Commissione rinvia)
Quindi, esauriti
i punti all’ordine del giorno, toglie la seduta.
La seduta termina alle 16.17
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia Helen Romeo