
XIII^ LEGISLATURA
QUARTA COMMISSIONE
AMBIENTE, LAVORI PUBBLICI,
INFRASTRUTTURE, URBANISTICA, AREE PROTETTE E PARCHI, EDILIZIA, VIABILITÀ E
TRASPORTI, PROTEZIONE CIVILE
N. 4
RESOCONTO SOMMARIO
_________
SEDUTA DI
venerdì 27 marzo 2026
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERGIO FERRARI
Inizio lavori h. 14,30
Fine lavori h. 17,49
INDICE
AZZARÀ Daniela, Dipartimento governo del territorio,
difesa del suolo e politiche per la casa
GIANNETTA Domenico (Forza Italia)
MINNICI Sonia, funzionaria IEQ del Settore assistenza
giuridica
PRESIDENTE,
*, *, *,
*
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente)
MORONI Claudio, dirigente generale del Dipartimento infrastrutture,
*, *, *, *, *, *, *, *
PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia),
*
ROSA Riccardo (Noi Moderati),
*
AZZARÀ
Daniela, Dipartimento Governo del territorio, difesa del suolo e politiche
per la casa,
*
MINNICI Sonia,
funzionaria IEQ del Settore assistenza giuridica
FERRARA Annamaria, funzionaria IEQ Area del processo
legislativo e assistenza giuridica
MORONI Claudio, dirigente generale del Dipartimento
infrastrutture
LAGHI Ferdinando (Tridico Presidente),
*
RASPA
Simona, funzionaria IEQ Segretariato generale
Presidenza
del presidente Sergio Ferrari
La seduta inizia alle 14.30
Approvato
il verbale della seduta precedente, dà avvio ai lavori della Commissione.
PRESIDENTE
Propone
l’inversione del punto 3 con il punto 1 all’ordine del giorno.
(Così
resta stabilito)
Proposta di legge numero
53/13^ di iniziativa del consigliere D. Giannetta, recante: “Disposizioni
normative in materia di demanio marittimo”
Comunicato
che sulla proposta di legge è pervenuta richiesta di audizione, riferisce che
la quinta Commissione ha già espresso parere favorevole.
GIANNETTA Domenico (Forza Italia)
Sottolinea che la proposta di legge si inserisce nel più ampio contesto
normativo e giurisprudenziale, nazionale ed europeo, per assicurare procedure
competitive improntate ai principi di trasparenza, imparzialità e pubblicità,
in relazione alle specifiche condizioni dei territori e alle caratteristiche
delle risorse disponibili.
Rileva che la giurisprudenza
europea e nazionale ha ribadito l’obbligo di selezione pubblica in presenza di
scarsità della risorsa o di interesse transfrontaliero certo, ammettendo
esclusivamente proroghe tecniche limitate al tempo necessario per l’espletamento
delle procedure di gara.
Evidenzia, poi, che l’obbligo
di applicazione della normativa eurounitaria deve essere valutato caso per caso
dall’amministrazione competente, in relazione alla presenza, anche alternativa,
della scarsità della risorsa e dell’interesse transfrontaliero certo, secondo i
criteri elaborati dalla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Sottolinea, quindi, che con
l’approvazione del provvedimento si introduce una disciplina derogatoria,
motivata dagli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio
regionale, prevedendo una proroga temporanea delle concessioni, al fine di
consentire l’ammortamento degli investimenti necessari al ripristino delle
strutture balneari, pertanto, ribadisce che la proroga non è generalizzata ed
automatica bensì le gare si faranno laddove sono necessarie.
Evidenzia, inoltre, che tale
misura è finalizzata a garantire la continuità dei servizi turistici, la
ripresa delle attività economiche e l’efficacia delle iniziative statali di
rilancio del settore, evitando ripercussioni negative sulla stagione balneare e
sull’intero comparto turistico regionale.
AZZARÀ Daniela, Dipartimento
governo del territorio, difesa del suolo e politiche per la casa
Riferisce
il parere favorevole del Dipartimento che, al contempo, suggerisce di apportare
una modifica all’articolo 2, e precisamente sostituire la parola “proroga” con
la parola “estensione” fino al tempo utile. Sottolinea, inoltre, che le
attività turistiche sul demanio possono avere ricadute dannose anche sulle aree
interne.
Chiede
che il Dipartimento trasmetta formalmente il suggerimento illustrato.
MINNICI Sonia, funzionaria IEQ del Settore
assistenza giuridica
Illustra la scheda di analisi tecnico-normativa.
Complimentandosi
con il consigliere Giannetta per la proposta di legge, ritiene che ci sia
l’emergenza e la necessità di risolvere la problematica, pertanto, vista la
volontà di superare le criticità, si dichiara disponibile ad approvarla nella seduta
odierna.
Rinvia
il punto con l’apertura dei termini per la presentazione degli emendamenti.
(La
Commissione rinvia)
Comunica che le consigliere Barbuto e
Scutellà hanno chiesto che sia audito l’Amministratore delegato di RFI.
Riferisce che il Piano regionale dei trasporti costituisce uno strumento
di pianificazione strategica fondamentale nell’ambito delle politiche regionali
per lo sviluppo economico e territoriale; che è stato adottato con D.G.R. n.
503 del 6 dicembre 2016 e successivamente valutato positivamente dalla
Commissione europea nel 2017. Sottolinea che alla luce degli interventi
realizzati o programmati, nonché dei cambiamenti intervenuti nel contesto
regionale, nazionale ed europeo, si è reso necessario procedere al suo
aggiornamento con particolare riferimento: all’attualizzazione del contesto
socio-economico; all’approfondimento delle analisi in materia di sicurezza;
all’aggiornamento del quadro infrastrutturale e degli interventi previsti per
le diverse modalità di trasporto.
Inoltre, riferisce
che, nel corso dell’elaborazione, si è tenuto conto delle attività necessarie
all’avvio e allo svolgimento della Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che
accompagna l’intero processo di pianificazione, nonché dei principali strumenti
di pianificazione e programmazione sopravvenuti a livello nazionale ed europeo.
Precisa, poi, che nell’attuale fase ancora preliminare di elaborazione del
Piano, il Dipartimento, sulla base di un rapporto sugli impatti ambientali
significativi attesi, ha avviato delle consultazioni con l'autorità competente
e con i soggetti competenti in materia ambientale, al fine di definire la
portata ed il livello di dettaglio delle informazioni da includere nel Rapporto
ambientale e recepire contributi e osservazioni utili.
Riferisce,
inoltre, che il nuovo Piano, adottato dalla Giunta su proposta del presidente
Occhiuto: è coerente agli indirizzi previsti dalla delibera di Giunta regionale
n. 37/2022 e fotografa la situazione attuale, aggiornando il quadro conoscitivo
alla luce delle più recenti dinamiche socio-economiche e delle evoluzioni del
contesto di riferimento; analizza, affronta e punta a superare le principali
criticità del sistema dei trasporti regionale; illustra la visione strategica
del futuro, orientata al rafforzamento dell’accessibilità, al miglioramento
della connettività, all’incremento della resilienza delle infrastrutture e alla
promozione della sostenibilità del sistema dei trasporti.
Auspica, pertanto,
la più ampia condivisione sul provvedimento, considerato che lo sviluppo di un
territorio è strettamente connesso alla qualità e all’efficienza delle sue
infrastrutture.
Avvalendosi della proiezione di slide che
rappresentano anche la cartografia dei territori, illustra il Piano
regionale dei Trasporti, così come deliberato dalla Giunta regionale,
descrivendo il suo stato attuale e le motivazioni che ne hanno reso necessario
l’aggiornamento, atteso che si tratta di un documento strategico anche per
l’accesso ai fondi europei per il quale sottolinea la necessità di un costante
aggiornamento.
Nello specifico, riferisce che il Piano è stato
redatto con un approccio moderno e all’avanguardia rispetto agli ultimi
vent’anni, soprattutto a seguito degli eventi pandemici, degli scenari di
guerra che stanno interessando il mondo globale, ma anche in virtù della
complessità morfologica, che caratterizza il territorio calabrese rendendo la
regione isolata dalle altre, il calo demografico, il reddito pro capite,
l’elevato rischio sismico e idrogeologico, nonché la presenza abitativa nelle
aree interne.
Alla luce delle criticità illustrate, descrive in
dettaglio i dieci macro ambiti che lo compongono: accessibilità e connessioni; trasporto
pubblico e servizi di mobilità; sistema logistico e merci; portualità e sistema
aeroportuale; mobilità sostenibile (urbana e territoriale); sostenibilità
ambientale ed energetica; innovazione tecnologica e digitalizzazione; sicurezza
e resilienza; governance e regolazione; monitoraggio e valutazione del Piano.
Illustra una mappatura degli interventi relativa
alle infrastrutture suddivisa in: infrastrutture invarianti già finanziate;
infrastrutture invarianti da realizzare (parzialmente o non finanziate), tra
cui tratti della SS106; interventi da sviluppare con studi di fattibilità
;interventi di resilienza e messa in sicurezza della rete esistente.
Pone, inoltre, l’accento sull’importanza
della realizzazione della Metropolitana regionale che ha come obiettivo:
frequenze ogni 40–60 minuti e maggiore efficienza rispetto all’attuale TPL.
Rispetto all’impatto finale, elenca: un
aumento della resilienza della rete trasportistica, anche in caso di eventi
catastrofici; una significativa riduzione della CO₂; un incremento del PIL calabrese di circa 4% annuo, sommando effetti
diretti, indiretti e indotti; un miglioramento della qualità della vita,
dell’accessibilità e dell’efficienza dei servizi.
(Il dottore Moroni, a beneficio del
prosieguo dei lavori, si impegna a trasmettere agli Uffici della Commissione copia
delle slide utilizzate per la presentazione del Piano)
Osservato che l’aeroporto di Crotone sta
registrando incrementi significativi di passeggeri, sottolinea la necessità di
renderlo maggiormente accessibile e chiede, quindi, se sia stata prevista
un’integrazione più stretta con l’alta velocità, ad esempio attraverso una
fermata ferroviaria direttamente presso l’aeroporto.
Conferma che l’integrazione è stata
pienamente considerata. Precisa, però, che l’elettrificazione della linea
ionica non permetterà velocità paragonabili all’alta velocità in senso stretto,
ma consentirà comunque di estendere verso Crotone i servizi rapidi come, ad
esempio, quelli ottenuti con l’utilizzo di Eurostar.
Sottolinea inoltre che la Calabria sarà la
prima regione in Italia ad attivare, da maggio, il sistema ERTMS: un controllo
evoluto della marcia che verrà installato su tutte le linee calabresi nei
successivi due anni e mezzo e che migliorerà notevolmente puntualità e
regolarità del servizio.
Chiarisce poi il concetto di “metropolitana
di superficie”, spiegando che non è altro che l’organizzazione coordinata dei
treni regionali con frequenze regolari, simile ai sistemi presenti a Milano,
Venezia, Napoli o Taranto.
Chiede conferma circa il carattere essenziale del
sistema RTS, osservando che l’incremento futuro del numero dei treni rende tale
infrastruttura funzionale al potenziamento del servizio ferroviario regionale.
Conferma che il sistema RTS costituisce uno degli
investimenti necessari per la realizzazione della metropolitana regionale, in
quanto consente di superare gli attuali limiti di esercizio e di sostenere un
numero più elevato di corse, evitando che il ritardo di un singolo convoglio
comprometta l’intera programmazione giornaliera. Evidenzia, inoltre, che il
potenziamento del sistema produrrà effetti positivi anche sui collegamenti con
l’aeroporto di Crotone. Precisa che l’elettrificazione della linea ionica è in
corso per la tratta nord e che la Regione Calabria ha finanziato, nell’ambito
del POR 2021-2027, anche l’elettrificazione della tratta Catanzaro
Lido-Roccella, il cui completamento è previsto entro il 2027.
Rilevato che permane la criticità relativa
all’aeroporto di Crotone, il quale non dispone di una fermata ferroviaria
dedicata, sottolinea che l’intensificazione dell’elettrificazione e il
potenziamento della rete ferroviaria non risolvono, di per sé, il problema
della distanza tra la stazione ferroviaria e lo scalo aeroportuale.
Riferisce che il Piano prevede ulteriori dieci
stazioni, finalizzate alla creazione di nodi di interscambio, e ribadisce che
l’intervento deve essere letto in una prospettiva complessiva e graduale.
Evidenzia che l’attuazione progressiva della pianificazione consentirebbe di conseguire
benefici già nelle fasi iniziali, anche con riferimento al territorio di
Crotone e ai relativi collegamenti aeroportuali; puntualizza, inoltre, che
permangono rilevanti criticità connesse all’elettrificazione della linea
ionica, non soltanto sotto il profilo ferroviario, ma anche sotto quello
energetico. Riferisce, in proposito, che Terna incontra difficoltà nel
garantire l’approvvigionamento di energia elettrica nelle quantità necessarie
per l’attivazione delle sottostazioni sulla linea ferroviaria ionica e che,
pertanto, risulta necessario un adeguamento infrastrutturale dell’intero arco
ionico. Conclude evidenziando come tali elementi confermino la complessità del
sistema dei trasporti e la stretta interconnessione tra infrastrutture
ferroviarie ed energetiche.
Chiede chiarimenti in merito alla scelta del
tracciato dell’alta velocità nel tratto Praia–Paola, domandando se tale opzione
rappresenti una decisione definitiva da parte di RFI ovvero se permanga
l’alternativa Praia–Tarsia, con possibili ricadute progettuali. In secondo
luogo, con riferimento allo schema dei servizi ferroviari e su gomma, evidenzia
come il tracciato interno della Calabria Citra, attualmente previsto su gomma,
potrebbe essere oggetto di una futura riconversione su ferro, al fine di riequilibrare
il sistema dei trasporti regionali. Sottolinea, inoltre, che l’asse centrale,
storicamente penalizzato rispetto alla direttrice costiera, necessita di un
recupero infrastrutturale per evitare il consolidarsi di una “Calabria a due
velocità”, ritenuta non sostenibile sotto il profilo territoriale ed etico.
Chiarisce che la Regione Calabria, per il tramite
del Dipartimento Infrastrutture, ha mantenuto una posizione di neutralità
rispetto alle alternative progettuali, supportando la soluzione ritenuta
tecnicamente più praticabile da RFI. Evidenzia, quindi, che le criticità
principali del tracciato interno, in particolare sotto il massiccio del
Pollino, sono connesse ai limiti tecnici delle linee ferroviarie ad alta
velocità, che richiedono pendenze ridotte e, pertanto, la realizzazione di
gallerie di notevole estensione e complessità, assimilabili per caratteristiche
al traforo del Monte Bianco.
Precisa, inoltre, che tali interventi comportano
rilevanti rischi di natura ambientale e idrogeologica, con particolare
riferimento alla possibile compromissione delle risorse idriche, tra cui quelle
dell’acquedotto Abate Marco, con conseguenze significative per
l’approvvigionamento idrico dell’area di Cosenza. Sottolinea, quindi, che tali
elementi hanno orientato la scelta verso la direttrice tirrenica.
Evidenzia altresì che, sotto il profilo strategico,
la priorità per la Regione è garantire la realizzazione dell’alta velocità in
tempi certi, ritenendo secondaria la specifica localizzazione del tracciato
rispetto all’obiettivo di assicurare il collegamento della Calabria al sistema
ferroviario nazionale, osservando che un’eventuale opzione progettuale più
complessa potrebbe determinare ritardi, compromettendo l’accesso della regione
all’alta velocità.
Aggiunge, inoltre, che la realizzazione dell’alta
velocità assume rilievo anche in una prospettiva di sistema nazionale, in
particolare in relazione al collegamento con la Sicilia e al miglioramento
complessivo dei tempi di percorrenza. Richiama, in tale contesto, il ruolo
strategico del collegamento stabile sullo Stretto quale elemento di superamento
dell’isolamento infrastrutturale.
Precisa, infine, che la costruzione di una rete
ferroviaria efficiente deve seguire una logica sequenziale, privilegiando in
primo luogo la realizzazione della rete principale e il trasferimento della
domanda di mobilità dalla gomma al ferro, attualmente pari al 91% su trasporto
privato. Solo successivamente, evidenzia, sarà possibile valutare l’estensione
della rete a ulteriori tratte interne, inclusa quella prospettata tra Laino e
Tarsia.
Esprime alcune considerazioni relative alle
caratteristiche orografiche del territorio.
Pur riconoscendo la possibilità teorica di
ulteriori sviluppi infrastrutturali, ribadisce che le attuali condizioni
tecniche ed economiche impongono di concentrare le risorse sulla realizzazione
della rete principale, quale presupposto indispensabile per ogni successivo
ampliamento del sistema ferroviario regionale.
Ringrazia per l’illustrazione svolta e chiede
chiarimenti in merito al quadro complessivo degli investimenti, con particolare
riferimento alla copertura finanziaria, alla provenienza delle risorse e alla
tempistica di attuazione degli interventi. Sottolinea, inoltre, il valore
strategico della metropolitana regionale, intesa come strumento di
potenziamento e integrazione delle infrastrutture esistenti.
Fornisce chiarimenti sul quadro finanziario,
precisando che gli interventi risultano coperti mediante diverse fonti, tra cui
PNRR, legge di bilancio, PR 2021-2027, FSC e ulteriori risorse europee,
destinate anche alla resilienza della rete stradale. Riferisce che, a fronte di
un fabbisogno complessivo pari a circa 33 miliardi di euro, risultano
attualmente coperti circa 21,6 miliardi. Evidenzia, inoltre, che numerosi
interventi presentano scadenze ravvicinate, mentre per altri, quali la galleria
Santo Marco e il completamento di alcuni tratti strategici, si prevedono tempi
di realizzazione pluriennali. Sottolinea, infine, che diverse opere risultano
già in fase attuativa, con l’avvio delle attività propedeutiche e la
progressiva risoluzione di criticità tecniche emerse in sede di progettazione
ed esecuzione.
Ringrazia per il contributo illustrativo,
ritenendolo utile ai fini dell’approfondimento della documentazione. Evidenzia,
tuttavia, una forte preoccupazione in ordine al futuro infrastrutturale della
Calabria, rilevando come le difficoltà orografiche incidano negativamente non
solo sulla mobilità, ma anche sull’accesso ai servizi sanitari, sullo sviluppo
economico delle aree interne e sull’andamento demografico. Sottolinea, quindi,
la necessità che la programmazione infrastrutturale sia letta anche alla luce
delle priorità politiche e sociali, con particolare riguardo alla tutela delle
aree interne e ioniche. Rileva, infine, che l’insufficienza delle risorse
disponibili e l’incertezza dei tempi di attuazione rischiano di perpetuare la
marginalità geografica e infrastrutturale della Regione, con ulteriori ricadute
negative sulla qualità della vita e sulla permanenza della popolazione nei
territori più fragili.
Condivise le osservazioni del consigliere Laghi
sulle criticità esistenti in particolare nella zona jonica, evidenzia che il
Piano in esame nasce proprio con l’obiettivo di superare tali problematiche.
Rilevato che la vera sfida per la Calabria consiste
nell’utilizzare efficacemente le ingenti risorse già disponibili, più che nel
reperirne di nuove, precisa che l’attuazione del Piano è prevista in larga
parte entro il prossimo decennio, mettendo in luce il significativo ritardo
accumulato nei decenni trascorsi.
Ringraziato l’ingegnere Moroni e i consiglieri per
l'approfondito dibattito, condivide che il tema centrale è rappresentato dalla
capacità di spesa.
Richiede, quindi, all’ingegnere Moroni di corredare
la documentazione da inviare con un cronoprogramma dettagliato degli interventi
previsti, dei tempi della spesa.
Sottolinea che il Piano è stato redatto con il
supporto di esponenti del Comitato tecnico scientifico e delle Università
calabresi, dettagliatamente riportati nel documento.
Rinvia la trattazione.
(La Commissione rinvia)
Propone l’inversione dell’ordine dei lavori con la
trattazione immediata del punto quattro dell’ordine del giorno, che è
approvata.
Riferito, preliminarmente, che il consigliere
proponente è stato invitato a partecipare alla seduta odierna, comunica che la
proposta in esame ha registrato il parere favorevole della quinta Commissione
consiliare.
Sottolineato che l’intervento normativo è
finalizzato ad integrare l’applicazione della legge regionale numero 17 del
2005, al fine di consentire alle attività balneari colpite dagli eventi
atmosferici nei Comuni inclusi nelle ordinanze conseguenti alla delibera del
Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2026 di riprendere rapidamente
l’operatività, evidenzia che sono state introdotte misure di semplificazione e
maggiore flessibilità nelle procedure previste dalla legge regionale.
Precisato che per la sola stagione balneare 2026 è
previsto il rilascio di autorizzazioni e licenze suppletive in situazioni
specifiche, riferisce che: l’articolo 1 introduce tre nuovi commi, quali, il
comma 9, che consente, quando l’area demaniale concessa risulta danneggiata o
non accessibile, di utilizzare un’area alternativa previa autorizzazione
comunale; il comma 9‑bis, che
permette il rilascio di autorizzazioni/licenze suppletive per il 2026 al
ricorrere di determinate condizioni; il comma 9‑ter, che autorizza
i Comuni a individuare nuove aree di arenile per garantire la continuità delle
attività degli operatori colpiti dagli eventi atmosferici; l’articolo 2
introduce la clausola di invarianza finanziaria; l’articolo 3 stabilisce
l’entrata in vigore immediata della legge e conferma l’assenza di oneri a
carico della Regione.
Riferisce il parere favorevole del Dipartimento,
trattandosi di una disposizione di carattere temporaneo, limitata, appunto,
all’anno 2026, analogamente a quella prevista nel periodo dell’emergenza
sanitaria da Covid.
Evidenziati i danni causati dagli eventi
metereologici, precisa che il provvedimento prevede la possibilità per le
Amministrazioni comunali di autorizzare una nuova collocazione delle attività
balneari danneggiate.
Illustra la scheda di analisi tecnico-normativa.
Precisa che l’installazione di strutture omologate
per la distribuzione di viveri e bevande non influisce sul vincolo
paesaggistico.
Propone il rinvio della trattazione, che è
approvato.
(La Commissione rinvia)
Riferisce, preliminarmente, il parere favorevole
reso, ai sensi dell’articolo 66, comma 2 del Regolamento interno del Consiglio
regionale, dalla Quinta e dalla Terza Commissione consiliare.
Evidenziato che gli incidenti stradali
rappresentano una delle principali cause di mortalità e disabilità, con forte
impatto sociale ed economico, riferisce che la proposta risponde alla necessità
di dotare la Calabria di un sistema stabile, strutturato e integrato di
monitoraggio e governo della sicurezza stradale.
Illustra, quindi, i tre obiettivi principali della
legge, che riguardano: il rafforzamento del sistema regionale di monitoraggio
tramite il riconoscimento formale del Centro regionale di monitoraggio e
governo degli incidenti stradali nella regione Calabria (CRISC) e il
consolidamento dei Centri provinciali di monitoraggio; l’aggiornamento della
piattaforma CRISC e lo sviluppo di sistemi intelligenti di trasporto coerenti
con i Piani di mobilità e la normativa europea sulla qualità dell’aria; la
promozione della cultura della sicurezza stradale attraverso programmi
formativi e strumenti digitali innovativi.
Rilevato che il CRISC è operativo dal 2015 sulla
base di protocolli con ISTAT e con la Provincia di Crotone, specifica che la
proposta di legge ne formalizza l’istituzionalizzazione, superando la
precarietà amministrativa e garantendo stabilità, continuità e riconoscimento
istituzionale.
Evidenziato che la Regione non introduce nuove
strutture, né duplicazioni funzionali, chiarisce che la legge valorizza
un’esperienza già attiva, in coerenza con il SISTAN e con i modelli
organizzativi previsti dal Protocollo nazionale per l’incidentalità stradale.
Sottolineato che la scelta di mantenere la sede del
CRISC presso la Provincia di Crotone persegue principi di efficienza e
risparmio amministrativo, riferisce che tale collocazione favorisce anche lo
sviluppo di un potenziale polo tecnologico, con applicazioni evolute quali
l’intelligenza artificiale per l’analisi predittiva.
Rilevato che i Centri provinciali sono riconosciuti come
articolazioni territoriali del CRISC senza nuovi oneri, specifica che essi continueranno ad operare con personale,
competenze e strumenti già presenti nelle rispettive Province.
Evidenzia, altresì, che il provvedimento prevede
l’istituzione della Consulta regionale
sulla sicurezza stradale, che
svolge funzioni di raccordo tecnico–istituzionale, proposta e coordinamento tra
Regione, Enti locali, scuole, associazioni e CRISC.
Sottolineato che la legge attribuisce rilievo
strategico ai programmi di educazione stradale, allo sviluppo tecnologico e
alla progettazione finanziabile con risorse regionali, nazionali ed europee,
riferisce che viene prevista anche la Giornata
regionale della sicurezza stradale.
Rilevato il principio di neutralità finanziaria
della legge, specifica che gli unici costi previsti riguardano il potenziamento
tecnologico della piattaforma CRISC entro il limite di 60.000 euro annui per il
triennio 2026–2028.
Evidenzia, infine, che il testo si compone
di 19 articoli che procede ad illustrare nel dettaglio.
Riferisce la
condivisione del Dipartimento acché il CRISC sia potenziato e valorizzato, suggerendo
di esplicitare per le strade principali un percorso di mappatura.
Precisato che il
CRISC opera già da 15 anni in Calabria, evidenzia che la rilevazione
sistematica di incidenti in periodi determinati manifesta la necessità di
migliorare l’efficienza stradale, ferma restando l’utilità di tutti gli
strumenti di monitoraggio.
FERRARA Annamaria, funzionaria IEQ Area del processo legislativo e assistenza giuridica
Illustra la scheda di analisi tecnico-normativa.
Rinvia il punto e apre i termini per la
presentazione degli emendamenti.
(La Commissione rinvia)
Informa che il dirigente generale del
Dipartimento per la sostenibilità ambientale ha comunicato l’impossibilità di
essere presente ai lavori odierni causa impegni assunti precedentemente.
Illustra la diffusione
e le caratteristiche delle sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche
(PFAS), evidenziandone l’ampio impiego per le proprietà idrorepellenti e
antiaderenti, nonché la persistenza ambientale e la capacità di bioaccumulo.
Sottolinea, inoltre, i rilevanti rischi sanitari connessi all’esposizione
cronica, richiamando la classificazione del PFOA come cancerogeno certo (Gruppo
1 IARC) e del PFOS come possibilmente cancerogeno (Gruppo 2B), oltre alle
patologie a carico di diversi sistemi dell’organismo.
Evidenzia il ritardo
della Regione Calabria nel monitoraggio, precisando che le attività analitiche
sulle acque potabili sono state avviate solo nel 2023 e quelle sulle acque
superficiali nel 2024, in assenza di dati pubblici.
Riferisce, tuttavia,
che recenti indagini attestano la presenza diffusa di PFAS nel pescato e nelle
acque potabili e precisa che i dati ARPA Calabria (2021-2023) evidenziano, in
alcune specie ittiche, valori superiori ai limiti normativi e che, nelle acque
potabili, la presenza di PFAS è stata rilevata nel 92 per cento dei campioni
analizzati.
Rileva, inoltre, una
correlazione tra contaminazione e aree aeroportuali, connessa all’uso di
schiume antincendio contenenti PFAS.
Illustra i contenuti
della proposta di legge, che prevede la definizione di valori limite di
emissione, misure nelle aree contaminate e l’istituzione di un Comitato
tecnico-scientifico regionale con il compito di monitorare il fenomeno. Precisa
che i limiti si fondano su criteri aggiornati improntati al principio di
precauzione.
Dà lettura della nota
con cui il Dipartimento ambiente segnala la necessità, sebbene in Italia
esistano normative sui PFAS, di rafforzarne applicazione e monitoraggio e che,
nel rilevare che la proposta prevede controlli senza copertura finanziaria né
indicazioni sugli oneri, suggerisce misure aggiuntive, quali: sostituzione dei
PFAS, filtrazione acque, bonifica siti, informazione pubblica e valutazione
dell’efficacia, chiarendo la governance delle procedure VIS e VIPC; indi
dispone l’avvio dell’audizione.
(Viene audito il Direttore
generale di ARPACAL.
Interviene il
Presidente della Commissione)
Illustra la scheda di analisi
tecnico-normativa.
Giudica la proposta di
forte interesse e impatto per la Calabria e per la tutela della salute,
condividendone la ratio, ma nutre dubbi sull’aspetto economico poiché
non è prevista la copertura finanziaria.
Precisa che la proposta
di legge non prevede copertura finanziaria perché finalizzata al monitoraggio
con la strumentazione in dotazione di ARPACAL.
Precisato che
l’attività è insita tra quelle di ARPACAL, ritiene opportuno aumentare il
trasferimento di risorse all’ente sub regionale.
Indi, rinvia il
punto per ulteriori approfondimenti e apre i termini per la presentazione degli
emendamenti.
(La Commissione rinvia)
La seduta termina 17.49
La funzionaria IEQ
Dott.ssa Giada Katia
Helen Romeo