Commissione contro la 'ndrangheta in Calabria
di martedì 21 luglio 2026
Presidenza del Presidente Marco POLIMENI
Il Presidente dà avvio ai lavori con la lettura e l'approvazione del verbale della seduta precedente.
Il Presidente inserisce il punto all'ordine del giorno:
Audizione dell'On. Antonio Montuoro, Assessore regionale con delega Legalita', sicurezza e valorizzazione dei beni confiscati
Interviene il Presidente POLIMENI Marco (Forza Italia) che introduce il punto in trattazione (informa che la presente audizione, è finalizzata a contribuire, relativamente alla gestione dei beni confiscati, a trasformare una vittoria giudiziaria in una opportunità per il territorio, consapevoli del lavoro messo in campo sulla valorizzazione dei beni confiscati. Ritiene che il compito della commissione, infatti, sia garantire all'esecutivo ed agli organi di giustizia un supporto ulteriore, attraverso lo studio del fenomeno e dei riflessi dello stesso sul territorio, alla lotta alla criminalità organizzata. Solo attraverso una convergenza istituzionale il fenomeno mafioso può essere affrontato, dichiara. Chiede all'assessore se non sia opportuno valutare la richiesta pervenuta da un collaboratore di giustizia e vittima della mafia in ordine alla possibilità di destinarem i beni confiscati alle vittime della mafia. Ritiene necessario, comunque, al di là di ogni altra forma di intervento, rendere i beni confiscati immediatamente fruibili).
,Interviene il consigliere BRUNO Vincenzo (Tridico Presidente) (condivide l'impostazione data dal Presidente ai lavori della commissione. La confisca dei beni alla criminalità organizzata, argomento oggetto dell'odierna audizione, ritiene essere stata fondamentale e la legge Rognoni-La Torre dirimente per la lotta alla criminalità organizzata. Reputa fondamentale la sensibilizzazione sul fenomeno, pervenire alla reale applicazione della norma e renderla efficace attraverso la previsione della confisca, ma anche attraverso l'assegnazione dei beni in tempo utile. Bisogna, di fatto, chiudere gli spazi ancora accessibili alla criminalità. La presenza dell'assessore ritiene essere emblematica della corretta impostazione data ai lavori della commissione e la legge sullo sgombro dello Scordovillo, approvata all'unanimità, sintomatica della comune volontà di intervenire, proficuamente, allo smantellamento dei presidi illegali. A tal uopo, a fronte di quanto opportunamente avviato, ritiene necessario convincere i sindaci dei territori ad intervenire sul tessuto sociale per rendere applicabile la norma).
,Interviene la consigliera IIRITI Daniela (Fratelli d Italia) (ritiene condivisibili gli interventi del presidente e del consigliere Bruno a dimostrazione che la commissione non può avere steccati ideologici, vista la materia trattata e l'ambito di intervento. Sottolinea la lungimiranza del presidente Occhiuto nell'aver previsto una delega ad hoc e ritiene che i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Tiene a sottolineare che i beni confiscati, più che il raggiungimento di un obiettivo di natura economica, rappresentino un riscatto sociale. Ritiene necessario e opportuno ricordare le vite sacrificate nella lotta alla criminalità, ma, anche fondamentale dimostrare la forza dello Stato attraverso l'intervento a vario titolo, non ultimo l'istituzione di presidi di legalità nei beni confiscati alla mafia).
,Interviene il consigliere DE CAPRIO Antonio (Forza Italia) (ritiene condivisibili le argomentazioni dei consiglieri intervenuti e del Presidente, precisa che il suo intervento è teso a dare un input diverso che attiene all'utilizzo oltre che dei beni immobili anche delle somme di denaro sequestrati alla 'ndrangheta che, solitamente, confluiscono nel FUG (Fondo Unico Giustizia). Sarebbe giusto, dichiara, che i cittadini dei territori vessati dal fenomeno venissero risarciti attraverso l'erogazioni di servizi, interventi per la sanificazione del territorio e di tutti quegli interventi funzionali alla sua riabilitazione).
,Viene audito l'assessore con competenze di indirizzo politico in materia di valorizzazione del capitale umano ed innovazione nel lavoro pubblico, legalità e sicurezza, valorizzazione dei beni confiscati, cooperazione internazionale ed ambiente, Antonio MONTUORO. (concorde su quanto evidenziato dagli interventi e sulle criticità che nel tempo si sono appalesati nella gestione e riutilizzo dei beni confiscati, richiama la deliberazione n. 682 del 2023 adottata proprio per superare dette criticità e per coinvolgere gli enti locali ed in stretta collaborazione con l'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati e con il Ministero dell'Interno, con i quali è stato rinnovato il Protocollo d'intesa finalizzato a rafforzare il supporto tecnico-amministrativo ai territori. Evidenzia il corposo impegno di risorse finalizzato alla riqualificazione degli immobili, alla demolizioni di quelli irrecuperabili ed a sostegno dei soggetti assegnatari per favorirne la gestione. Si sofferma sulle iniziative promosse a favore dei presidi di legalità - caserme dell'Arma dei Carabinieri, immobili della Polizia di Stato, sostegno alle associazioni antiracket e antiusura, potenziamento dei sistemi di videosorveglianza. Richiama importanti iniziative finalizzate alla prevenzione e rivolte alle scuole. Ravvisa la necessità di pervenire alla modifica della legge n. 9 per renderla più efficace e rispondente al programma regionale. In risposta all'intervento Bruno e con riferimento allo sgombro dello Scordovillo, informa che alcune famiglie sono già state ricollocate in beni confiscati e che si sta operando sul territorio per il superamento degli ostacoli di ordine sociale. In riferimento alla proposta De Caprio dichiara la sua disponibilità a promuovere iniziative condivise sul Fondo unico giustizia (FUG) e di darne tempo per tempo conto alla Commissione, riconoscendo il ruolo e l'importanza della stessa)
,Interviene il Presidente Marco POLIMENI ( ringrazia l'Assessore per la disponibilità dimostrata e per il lavoro sin qui messo in campo, ritiene sia opportuno condividere un percorso finalzzato alla modifica della legge regionale 9, col supporto tecnico degli uffici competenti. Concorda sull'attivazione di iniziative che vedano il coinvolgimento del Fondo unico di giustizia e deigli organismi soovraordinati per un'attenta valutazione sulla possibilità/opportunità di destinare i beni confiscati anche ai testimoni di giustizia e alle vittime della mafia. Evidenzia, inoltre, alcune criticità di natura gestionale che impedisco la piena valorizzzione degli immobili come messo in risalto dalla relazione tecnica che consegna quindi agli atti della Commissione).
,Interviene l'ing. Giuseppina Antonella Sette, Dirigente del Settore "LEGALITA' E SICUREZZA- ATTUAZIONE L.R. N. 9/2018- VALORIZZAZIONE BENI CONFISCATI" (per ulteriori approfondimenti di ordine tecnico e di gestione dei beni confiscati e sugli atti amministrativi messi in campo, tesi al coinvolgimento deigli enti pubblici e delle associazioni per l'assegnazione e gestioni dei beni confiscati )
,Interviene il Presidente Marco POLIMENI (invita la dirigente a fornire ulteriori chiarimenti in merito alle modalità di destinazione dei beni confiscati in relazione alla finalità del loro utilizzo, quando, cioè, differirisce dalle finalità collettive - esempio: sostegno di singoli soggetti, quali imprenditori vittime di racket o di mafia).
Interviene l'ing. Giuseppina Antonella Sette ( evidenzia l'esistenza di un vulnus normativo visto che l'articolo 48 del Codice antimafia individua i soggetti destinatari dei beni confiscati senza includere le vittime di racket e di mafia e che il limite possa essere superato solo da un intervento legislativo. Richiama le recenti disposizioni che consentono ai Comuni di concedere in locazione beni confiscati anche per attività a scopo di lucro, a condizione che i relativi proventi siano reinvestiti per finalità sociali o per interventi di manutenzione straordinaria degli immobili, evidenzia come tale possibilità possa rappresentare un elemento di svolta per sostenere la gestione e la valorizzazione del patrimonio confiscato. Rimane la difficoltà di reiserimento sociale delle vittime di recket e dei testimoni di giustizia che risulta essere disincentivante e che non può che essere affrontata solo attraverso interventi normativi a ciò finalizzati)
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Interviene la consigliera IIRITI Daniela (Fratelli d Italia) (richiama una recente audizione di un collaboratore di giustizia che evidenziato i limiti della normativa vigente in materia, reputa necessario, pertanto, pervenire ad un approfondimento per l'individuazione di soluzioni a favore delle vittime di racket, soluzioni normative che consentano di conciliare le finalità pubbliche del riutilizzo dei beni confiscati con l'esigenza di offrire un effettivo sostegno e ristoro a titolo di risarcimento del danno subito)
Interviene l'ing. Giuseppina Antonella Sette ( pur riconoscendo una certa evoluzione della normativa relativamente alla destinazione dei beni a privati oltre che ad associazioni o enti pubblici, evidenzia che eventuali soluzioni volte a consentire forme diverse di destinazione dei beni richiedono una modifica della normativa statale di riferimento, in quanto i vincoli attualmente previsti discendono direttamente dalle disposizioni del Codice antimafia).
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Il Presidente, esaurito l'ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.
La seduta è tolta.