INTERROGAZIONE n. 97 del 14/05/2026
In relazione alla posizione della Giunta regionale sulla attuazione della L.R. 14/2011 sull’amianto e mancato aggiornamento del "Piano Regionale Amianto Calabria (PRAC)"

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
- L'amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale molto utilizzato nei decenni passati per le sue notevoli qualità di isolamento termico e di resistenza alle alte temperature. Fino agli anni 80 è stato prodotto in maniera massiccia grazie alle ottime proprietà tecnologiche e alla sua economicità che ne hanno favorito un ampio utilizzo sia nel settore civile che in quello industriale. Per anni, infatti, l'amianto è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni tant'è che esso è stato utilizzato in circa 3.500 prodotti per diverse applicazioni, sia nel settore edilizio, utilizzato come copertura di strutture e capannoni, in edifici prefabbricati (come scuole e ospedali);
che nel settore industriale, dove ha trovato utilizzo come isolante termico ad alta temperatura, e come materiale isolante nei mezzi di trasporti (treni, navi, autobus ecc.), nonché nelle guaine per rivestimenti di tubazioni, nastri, corde, cartoni ecc.;
- Tutto ciò assume una forte rilevanza se si pensa alla diffusa presenza di coperture in cemento amianto in stato di degrado ampiamente diffuse sul territorio calabrese che, dal telerilevamento regionale, ammontano ad una superfice di circa 15 milioni di metri quadrati, avendo considerato. A oggi le suddette coperture in etemit insieme agli altri manufatti contenenti amianto (tubazioni, canne fumarie e cassoni) costituiscono una fonte di esposizione in grado di creare un rischio concreto per la salute pubblica;
- L'amianto, infatti, si distingue dagli altri silicati per la sua capacità di sfaldarsi in fibrille longitudinali con diametri inferiori al micron. Questa estrema sottigliezza (oltre 1300 volte inferiore a quella di un capello) conferisce alle fibre una perfetta inalabilità, permettendo loro di raggiungere le profondità alveolari e di permanere nel corpo umano a causa della loro elevata biopersistenza;
- L’amianto è inserito nel Gruppo 1 (cancerogeno certo per l'uomo), essendo un agente capace di indurre patologie neoplastiche attraverso un'azione diretta e dose-correlata, agendo come potente promotore oncogeno soprattutto a livello polmonare e pleurico, causando, nel tempo, malattie asbesto correlati quali mesotelioma, asbestosi, tumori al polmone, alla laringe, allo stomaco e al colon, danni respiratori, placche o ispessimenti pleurici e complicanze cardiocircolatorie. Si tratta di malattie lungo latenti che interessano l'apparato respiratorio che possono comparire anche a distanza di 40 anni per le quali non è possibile stabilire una dose-soglia, ovvero una concentrazione di fibre d'amianto al di sotto della quale si può essere certi di non contrarre malattie. - L’utilizzo dell'amianto è stato vietato in Italia con la Legge 27 marzo 1992 n. 257, che ha stabilito i termini e le procedure per interrompere le attività inerenti l'estrazione e la lavorazione dell'asbesto e di prodotti che lo contengono nonché la loro commercializzazione;
- Secondo i dati diffusi dall'ONA, l'Osservatorio Nazionale Amianto, dagli anni 90 ad oggi in Calabria si sarebbero verificati circa 600 decessi per mesotelioma, e molti altri (circa 2500) ascrivibili a malattie asbesto correlate. - sul territorio regionale incombono situazioni di conclamato inquinamento ambientale da amianto laddove le aree del territorio presentano strutture, per lo più vecchi opifici, in notevole stato di degrado e di abbandono che necessitano di urgenti interventi di messa in sicurezza e definitiva bonifica secondo una graduatoria di priorità che la Regione è tenuta a stabilire;
in queste situazioni il danno ambientale aumenta in modo esponenziale con notevole rischio per la salute pubblica. CONSIDERATO CHE - La Regione Calabria, consapevole della pericolosità derivante all'ambiente e alla salute umana dall'esposizione all'amianto, ha approvato la legge regionale 27 aprile 2011, n. 14 (Interventi urgenti per la salvaguardia della salute dei cittadini: norme relative all'eliminazione dei rischi derivanti dalla esposizione a siti e manufatti contenenti amianto), che prevede una serie di attività in carico alla Regione e dispone, tra le altre cose, all'articolo 4, l'adozione del Piano Regionale Amianto per la Calabria (PRAC), di durata quinquennale e soggetto a aggiornamento biennale, e, all'articolo 12, l'onere della Giunta regionale di riferire periodicamente al Consiglio regionale sulle modalità di attuazione della legge e sui risultati ottenuti in merito alla tutela della salute, alla bonifica, al sostegno alla ricerca e alla promozione di iniziative di informazione, e di presentare ogni due anni una relazione alla commissione consiliare competente per riferire in materia di bonifica dei siti, di efficacia delle diverse disposizioni previste dalla legge e di eventuali criticità emerse;
- Il P.R.A.C. - Piano Regionale Amianto per la Calabria è stato approvato nel dicembre 2016 e pubblicato sul BUR Calabria n. 42 dell'otto maggio 2017, e ad oggi non risulta aggiornato o modificato. Avendo una durata quinquennale, a maggio 2022 si sarebbe dovuto procedere all'approvazione di un nuovo PRAC;
- Il PRAC prevede, fra le altre cose, che "Tutti gli organi che hanno un ruolo nella bonifica dei siti con amianto devono adoperarsi affinché l'amianto, sotto qualsiasi forma, venga eliminato dal territorio calabrese entro 10 anni dall'entrata in vigore del PRAC';
- La competenza sulla realizzazione della mappatura completa delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto e degli interventi di bonifica di particolare urgenza, prevista dalla legge 23 marzo 2001, n. 93, è attribuita alle Regioni e Province autonome con Il decreto del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio 18 marzo 2003, n. 101;
- In assenza del suddetto PRAC, i Comuni non hanno diritto a concorrere perla concessione dei fondi per le bonifiche;
PRESO A TTO CHE - Nel mese di gennaio 2020, l'allora Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, ha approvato il “Piano di bonifica da amianto", previsto nel secondo addendum al Piano operativo "ambiente", approvato dal Cipe con delibera n. 55 del 2016, e adottato con provvedimento ministeriale, con il quale è stato previsto lo stanziamento di 385 milioni di euro per la bonifica dall'amianto negli edifici pubblici, ed in particolare per la rimozione e lo smaltimento nelle scuole e negli ospedali;
- Lo stanziamento assegnato alla Regione Calabria è stato di € 43.276.093,85. Tuttavia, il Governo Nazionale ha successivamente revocato questo finanziamento e i fondi, inizialmente destinati ai soli edifici pubblici sono stati rimodulati per interventi generali di bonifica dall'amianto;
TENUTO CONTO CHE - In Calabria la presenza di manufatti e tetti in amianto è ancora massiccia e preoccupa per i rischi che potrebbe provocare alla salute dei cittadini;
- Emergono responsabilità politiche, istituzionali sul mancato aggiornamento del PRAC, condizione che denota il sostanziale immobilismo regionale rispetto a tale materia per la quale non esiste un progetto nell'agenda politica. TUTTO CIO' PREMESSO E CONSIDERATO INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
Per sapere:
- Le ragioni del mancato aggiornamento del PRAC (scaduto nel 2022) e dell'inattuazione della L.R. 14/2011, che determina di fatto un vuoto normativo che blocca l'erogazione dei contributi per le bonifiche (art. 11 L.R. 14/11 e 17.1 PRAC), e comporta la permanenza sul territorio di un concreto rischio espositivo all'amianto;
- Se, a distanza di anni dall'approvazione della L.R. 14/2011, siano stati effettivamente stanziati fondi nel bilancio regionale o se la legge risulti ad oggi priva di copertura finanziaria, Impedendo di fatto l'attuazione del citato art. 11;
- Quali siano le azioni urgenti che si intendono avviare per definire un protocollo operativo che guidi i Sindaci nella gestione del rischio nei siti ove l'amianto è presente in varie forme;
- Perché i comuni che hanno regolarmente completato censimento, mappatura e approvato il PAC non abbiano a tutt'oggi ricevuto alcun finanziamento: - Se non si ritenga indispensabile Istituire uno Sportello Regionale Amianto (come suggerito dal citato tavolo tecnico dell'ONA del 06 06 2024), o un settore specifico che agisca da cabina di regia, fornisca assistenza tecnica ai comuni e stabilisca ordini di priorità trasparenti per l'accesso ai contributi.

Allegato:

14/05/2026
F. DE CICCO