MOZIONE n. 35 del 10/04/2026
Iniziative urgenti e straordinarie per impedire la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli Comuni della Calabria.

Il Consiglio Regionale,

Premesso che:
• è in atto un processo concreto e immediato di chiusura delle scuole nei piccoli Comuni calabresi, determinato dall’applicazione rigida dei parametri minimi per la formazione delle classi, che sta già producendo effetti gravi e potenzialmente irreversibili;
• il diritto all’istruzione, garantito dagli artt. 33 e 34 della Costituzione, costituisce un livello essenziale delle prestazioni ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera m), e non può essere subordinato a criteri meramente numerici e contabili;
• nei Comuni con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti la scuola rappresenta un presidio imprescindibile di coesione sociale, culturale e istituzionale, spesso l’ultimo servizio pubblico rimasto;
• numerosi Sindaci stanno segnalando il diniego sistematico all’attivazione delle prime classi con meno di 15 alunni, con conseguente rischio di soppressione dell’intera offerta scolastica locale;
CONSIDERATO CHE: • i parametri attualmente applicati discendono dal D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 e dalle misure di razionalizzazione della spesa di cui all’art. 64 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112;
• tali disposizioni risultano oggi profondamente inadeguate rispetto al mutato contesto demografico, caratterizzato da un drastico calo delle nascite e da fenomeni di spopolamento che colpiscono in modo particolare la Calabria;
• l’applicazione uniforme e burocratica di tali norme sta determinando, di fatto, la cancellazione del diritto allo studio in ampie porzioni del territorio regionale;
RILEVATO CON ESTREMA PREOCCUPAZIONE CHE: • la chiusura dei plessi scolastici comporta una compressione sostanziale del diritto allo studio, imponendo agli studenti disagi logistici rilevanti e compromettendo l’accesso equo all’istruzione;
• tale fenomeno accelera la desertificazione sociale ed economica delle aree interne, contribuendo allo svuotamento dei piccoli centri e alla perdita irreversibile di comunità;
• si determina una evidente contraddizione tra gli obiettivi di coesione territoriale e le scelte amministrative concretamente adottate;
RICHIAMATI • lo Statuto della Regione Calabria e, in particolare l’art. 2, in materia di sviluppo equilibrato del territorio e contrasto agli squilibri e l’art. 34, in materia di diritto allo studio DENUNCIATO • l’atteggiamento eccessivamente restrittivo degli Uffici scolastici competenti, che stanno applicando le norme senza adeguata considerazione delle specificità territoriali;
• il grave ritardo del legislatore nazionale nell’adeguare la normativa al nuovo contesto demografico;
RITENUTO CHE: • sia necessario un intervento politico immediato e non più rinviabile per impedire la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni;
Impegna la Giunta regionale
1. ad attivare immediatamente ogni interlocuzione istituzionale utile, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, per ottenere una revisione strutturale dell’art. 64 del D.L. 25 giugno 2008, n. 112, adeguandolo al nuovo contesto demografico;
2. ad assumere una posizione politica netta e formale nei confronti del Governo nazionale, chiedendo con urgenza la sospensione dell’applicazione rigida dei parametri di cui al D.P.R. 20 marzo 2009, n. 81 per i Comuni sotto i 3.000 abitanti e nelle aree interne;
3. a esercitare pienamente le competenze regionali in materia di programmazione della rete scolastica, adottando indirizzi vincolanti finalizzati al mantenimento dei plessi nei piccoli Comuni e utilizzando in modo estensivo tutti gli strumenti derogatori previsti dall’ordinamento;
4. ad aprire con urgenza un tavolo di crisi permanente con l’Ufficio Scolastico Regionale, ANCI Calabria, le Province e i rappresentanti dei territori, per impedire la chiusura delle classi e dei plessi già a partire dal prossimo anno scolastico;
5. a destinare risorse regionali straordinarie per sostenere i servizi scolastici nei territori a rischio, anche attraverso modelli organizzativi innovativi e flessibili;
6. a farsi promotrice di una mobilitazione istituzionale coinvolgendo i parlamentari calabresi, affinché venga affrontata con urgenza una questione che riguarda la sopravvivenza stessa delle comunità locali;
7. a riferire con urgenza al Consiglio regionale sugli esiti delle iniziative intraprese.

Allegato:

10/04/2026
F. GRECO