Il Consiglio Regionale,
Premesso che:
- che la violenza di genere e quella basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere rappresentano gravi violazioni dei diritti umani, compromettendo la salute fisica e psicologica delle vittime;
- che secondo l’indagine condotta dall’Istat nel 2025, sono circa 6 milioni e 400mila (il 31,9%) le donne italiane dai 16 ai 75 anni di età che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita (a partire dai 16 anni di età) e il 18,8 ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali;
tra queste ultime, a subire stupri o tentati stupri sono il 5,7% delle donne;
- che nell’anno 2024, si sono registrati 19.518 accessi di donne in Pronto Soccorso (PS) con indicazione di violenza, nel 2023 erano 16.896;
- che si è registrato, quindi, un incremento del 13,3% rispetto all’anno precedente;
- che, inoltre, secondo gli ultimi dati forniti dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, relativamente al 2025 sono stati registrati 286 omicidi, con 97 vittime donne, di cui 85 uccise in ambito familiare/affettivo;
di queste, 62 hanno trovato la morte per mano del partner o ex partner;
- che trattasi di un allarme diffuso su tutto il territorio nazionale;
- che già la Regione Veneto, con la Deliberazione della Giunta Regionale n. 37 del 21 gennaio 2025 e la Regione Lombardia con la Deliberazione della Giunta Regionale n. XII/5694 del 02.02.2026, hanno istituito un codice di esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per le vittime di violenza basata sul genere e/o sull'orientamento sessuale e identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle prestazioni sanitarie successive alle dimissioni dal Pronto Soccorso, incluse quelle psicologiche e di specialistica ambulatoriale connesse alla violenza subita.
CONSIDERATO CHE
- la Convenzione di Istanbul, ratificata dall'Italia con la Legge 27 giugno 2013, n. 77, impone agli Stati di adottare misure legislative per proteggere le vittime di violenza, garantendo servizi di supporto adeguati;
- il DPCM 12 gennaio 2017 ha incluso tra i livelli essenziali di assistenza le attività di prevenzione, individuazione precoce e assistenza nei casi di violenza di genere e sessuale, prevedendo che tali servizi siano a carico del Servizio Sanitario Nazionale;
- la Regione Calabria, pur disponendo di una rete di supporto per le vittime, non ha ancora istituito un codice di esenzione specifico per la compartecipazione alla spesa sanitaria in favore delle vittime di violenza di genere e/o basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere.
RILEVATO CHE
- l'assenza di un codice di esenzione specifico può rappresentare un ostacolo economico per le vittime nell'accesso alle cure necessarie, compromettendo il loro percorso di recupero e reintegrazione e che l’adozione di misure simili a quelle implementate già da altre Regioni potrebbe rafforzare la tutela delle vittime in Lombardia, garantendo un accesso più equo e tempestivo ai servizi sanitari necessari.
Tutto ciò premesso, ritenuto e considerato,
Impegna la Giunta regionale
per quanto di competenza
- a Istituire un codice di esenzione regionale dalla compartecipazione alla spesa sanitaria a favore delle vittime di violenza di genere e/o per motivi legati all'orientamento sessuale e all'identità di genere, garantendo l'accesso gratuito alle necessarie prestazioni sanitarie (comprese le prestazioni psicologiche, di specialistica ambulatoriale e le prestazioni nell’ambito della riabilitazione) e farmacologiche connesse alla violenza subita;
- a estendere l’applicazione della stessa esenzione di pagamento anche agli orfani di femminicidio;
- a definire in tempi rapidi le modalità operative per l'attivazione e l'utilizzo del codice di esenzione, in collaborazione con le Aziende Sanitarie Provinciali (ASP), le Aziende Ospedaliere (AO), i centri antiviolenza e i consultori, ed alle associazioni della Rete Antidiscriminazioni;
- a promuovere campagne informative per informare e sensibilizzare la popolazione sull'esistenza del codice di esenzione e sulle modalità di accesso alle prestazioni sanitarie gratuite.
19/02/2026
G. MATTIANI