INTERROGAZIONE n. 195 del 16/08/2021
Sui recenti incendi nell���Area Grecanica e sul Monte Zomaro/Cittanova-Parco Nazionale d���Aspromonte in Provincia di Reggio Calabria.

Al Presidente della Giunta regionale

Premesso che:
• nei primi giorni del mese di Agosto 2021, si sono verificati in più parti della Provincia di Reggio Calabria, numerosissimi incendi boschivi di varia estensione e gravità, che hanno distrutto e gravemente compromesso numerose aree boschive del Parco Nazionale d’Aspromonte, tanto sul versante dell’area Grecanica quanto sul Monte Zomaro, con danni ingenti alla flora e alla fauna, distruzione di rare specie vegetali e gravi danni alle molte attività economico-produttive e la perdita anche di vite umane;
• le fiamme sviluppatesi prima di poter essere efficacemente domate dalle forze di soccorso a disposizione, risultate numericamente inferiori come uomini e come mezzi rispetto al reale bisogno, hanno seriamente compromesso una parte importante di quel patrimonio boschivo che da poco era stato riconosciuto Patrimonio Universale dell’Unesco;
• nei giorni precedenti ai gravi incendi divampati nelle aree aspromontane - e nel resto del territorio nazionale - era stato preannunciato dagli esperti meteo l’arrivo di un’eccezionale ondata di caldo non casualmente soprannominata “Lucifero” per le elevate temperatura che avrebbe provocato. Tanto avrebbe dovuto rappresentare un forte segnale d’allarme tale da giustificare un allertamento di uomini e mezzi atti a scongiurare il pericolo degli incendi;
• gli esperti meteo facendo riferimento alle alte temperature in arrivo anche sulla Regione Calabria, avevano lasciato bene intendere con il loro preavviso l’alto rischio che l’eccezionale fenomeno atmosferico avrebbe sicuramente potuto favorire con maggiore facilità rispetto ad altri periodi lo sviluppo di incendi soprattutto ai danni delle aree più vulnerabili e fra queste soprattutto le aree boschive montane;
• secondo le prime ricostruzioni, il fuoco sarebbe inizialmente divampato nell’area grecanica, in vari punti tra Bagaladi e altri comuni limitrofi, più o meno nello stesso orario mentre sul monte Zomaro di Cittanova, secondo alcune testimonianze, nelle stesse aree già in passato interessate da incendi. Considerato che: • anche in altre aree territoriali, periferiche e non, della Provincia di Reggio Calabria e non prettamente montane si sono verificati altri incendi di particolare gravità e che per gli stessi, nella stragrande maggioranza dei casi, non è stato possibile garantire alcun soccorso antincendio per via della mancanza di uomini e mezzi che in alcuni contesti risultavano irraggiungibili telefonicamente anche per mancanza di copertura di rete;
• tale situazione ha certamente contribuito all’aggravarsi dei danni subiti per il fuoco e per la mancanza di soccorso nel territorio reggino, nel quale non pochi abitanti hanno assistito impotenti allo spettacolo drammaticamente pietoso della perdita delle loro proprietà agricole, dei loro animali, delle loro aziende e perfino di alcuni loro familiari;
Ciò premesso, i cittadini calabresi si domandano a giusta ragione se fosse stato possibile evitare tali disastri alla luce dei ripetuti appelli da parte dei meteorologi nazionali riguardanti l’eccezionale ondata di caldo che si sarebbe abbattuta sui nostri territori e di cui lo stesso Consigliere regionale interrogante ne aveva amplificato la risonanza con propri comunicati stampa risalenti a prima ancora dello scoppio degli incendi, lanciando grida di allarme rimaste inascoltate e andate purtroppo ignorate;
che • molti testimoni – soggetti danneggiati dai roghi - riferiscono di aver visto l’arrivo di aerei antincendio o altro solo molto dopo il divampare dei roghi che hanno distrutto parte del patrimonio boschivo essendo costretti – molti di costoro - nella prima fase, a combattere da soli contro il fuoco con mezzi inadeguati, tentando di salvare come possibile quanto di loro proprietà senza poter usufruire dell’intervento delle forze d’emergenza della Regione preposte alla tutela e salvaguardia del territorio;
evidenziato che: • alla Regione Calabria competono la programmazione e il coordinamento delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi;
il Piano regionale antincendi, triennio 2020-2022, Anno 2021, approvato dalla Giunta Regionale con la deliberazione n. 22/19 del 17 giugno 2021, riconosce che la lotta attiva agli incendi boschivi e rurali “è da considerarsi una priorità, nonché un servizio pubblico essenziale in quanto finalizzato a garantire l’incolumità e la sicurezza della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente (articolo 1 della legge n. 146 del 1990);
Chiede al Presidente F.F. della Giunta Regionale Nino Spirlì,
Per sapere:
• di accertare se ben altro fosse stato possibile fare per evitare quanto accaduto e se si sia convinti, dimostrandone la veridicità dei fatti, che tutte le parti direttamente interessate alle attività di prevenzione e di soccorso antincendio si siano effettivamente attivate secondo i tempi previsti e se abbiano opportunamente operato con la professionalità dovuta al fine di poter contenere i danni subiti dal territorio, dai suoi abitanti e dai centri abitati nonostante l’asserito dispiegamento massiccio di uomini e mezzi;
• di accertare se sia stata per tempo effettuata una concreta ricognizione del numero dei Vigili del Fuoco, e dei volontari della Protezione Civile abilitati alle attività di spegnimento degli incendi, del numero dei mezzi a loro disposizione e della loro piena efficienza operativa al fine di poter fronteggiare adeguatamente le problematiche che si sono verificate, per contenerne in minor tempo l’entità dei danni subiti dal territorio e dai suoi abitanti atteso che – tanti agricoltori e allevatori si sono trovati da soli, non soltanto nella fase drammatica dello spegnimento degli incendi, ma anche nella successiva fase della bonifica del suolo e che, purtroppo, alcuni di loro sono morti;
• di conoscere quali iniziative saranno intraprese nell’immediatezza al fine di individuare e perseguire eventuali responsabili di ritardi, disservizi, della sottovalutazione degli avvisi relativi alla pericolosità dell’anticiclone Lucifero, della mancata predisposizione di uomini e mezzi in numero sufficiente alle necessità di manutenzione ordinaria dei parchi e delle aree montane oggetto di possibili incendi;
• di conoscere le ragioni per le quali in una regione con le caratteristiche geoorografiche che contraddistinguono la Calabria, il parco dei velivoli antincendio del tipo Canadair (recte Canadian Air) sia assolutamente insufficiente e per quale ragione nulla è stato finora fatto per dotare la Regione Calabria di una propria struttura aerea antincendio;
chiede • di conoscere l’esatto numero di veicoli antincendio realmente efficienti e/o utilizzati e attualmente disponibili nel parco veicoli delle varie strutture esistenti (Protezione Civile – Calabria verde – etc);
l’interrogante inoltre domanda • che si avvii al più presto quanto dovuto seguendo procedure trasparenti, assicurando che necessità particolari o clientelari o contrapposizioni ideologiche non ledano il bene comune, allo scopo di varare un progetto complessivo di riqualificazione ambientale che salvaguardi l’eventuale mutamento significativo del paesaggio, l’habitat di specie animali protette e di piante autoctone presenti nei vari contesti che per resilienza hanno la capacità di potersi rigenerare da sole nonostante abbiano subito danni dal fuoco degli incendi di questi giorni evitandone quindi il loro taglio;
• elaborare un progetto di intervento immediato di riqualificazione ambientale e di prevenzione per eventuali danni ulteriori che potrebbero verificarsi a seguito di fenomeni atmosferici temporaleschi che andrebbero a favorire oggi con maggiore facilità il fenomeno del dissesto idrogeologico;
• promuovere azioni di riqualificazione ambientale che assicurino la biodiversità nella fase di ripiantumazione la salvaguardia delle tipologie autoctone, preservandole dal loro eventuale taglio, grazie alla presenza di esperti botanici universitari di Scienze Agrarie di Reggio Calabria, che conoscono benissimo il nostro territorio, che possono indicare quali piante per loro natura risultino resilienti al fuoco anche una volta incendiate hanno la possibilità di rigenerarsi da sole;
• redigere un piano veramente funzionale di sorveglianza H24 delle nostre aree boschive e montane utilizzando al fine della ottimizzazione del servizio di sorveglianze soluzioni tecnologiche avanzate di controllo del territorio tenendo conto che, caldo a parte, il problema degli incendi è anche culturale e che attraverso la scuola e i mass media bisogna attivare messaggi educativi per tentare di debellare il fenomeno della piromania;
• prevedere con urgenza un piano di ristori per i danneggiati dagli incendi e di risarcimento a coloro che hanno a causa dei roghi subito perdite di vite umane;
• ed infine un piano di emergenza che garantisca la presenza di più uomini e mezzi, una flotta aerea antiincendio con basi operative dislocate in tutte le province della Regione Calabria.

Allegato:

16/08/2021
M. ANASTASI