Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
La Missione 6 "Salute" del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta per la Calabria un’opportunità storica, irripetibile e non differibile per superare i gravissimi e storici squilibri assistenziali acuiti da 16 anni di commissariamento della sanità regionale, abbattere la mobilità passiva e garantire il diritto alla salute nelle aree interne e montane.
La programmazione originaria e le successive rimodulazioni prevedono sul territorio calabrese la realizzazione di una rete di assistenza territoriale composta da circa un centinaio di nuove strutture, tra cui tra le 57 e le 63 Case di Comunità, 20 Ospedali di Comunità e 19 Centrali Operative Territoriali (COT), per un investimento complessivo stimato in circa 170 milioni di euro.
La data del 30 giugno 2026 costituiva una scadenza cruciale a livello nazionale per il completamento e/o lo stato di avanzamento vincolante dei progetti legati a tali presidi di medicina di prossimità.
Considerato che:
In data 1° luglio 2026, la Direzione Generale del Dipartimento regionale Tutela della salute (nella persona del DG ------) ha rassicurato l'opinione pubblica circa il formale rispetto delle scadenze PNRR relative alle Case di Comunità sul territorio calabrese.
Tuttavia, autorevoli inchieste giornalistiche, analisi di dati sindacali e report di monitoraggio indipendenti (tra cui Agenas, OpenPNRR, Openpolis e Corte dei Conti) hanno ripetutamente evidenziato come l’iter realizzativo in Calabria abbia accumulato nel corso del tempo ritardi significativi nelle fasi di progettazione esecutiva, appalto dei lavori, autorizzazioni e adeguamento degli immobili.
Al di là del mero dato edilizio o strutturale (il contenitore fisico), emerge in tutta la sua gravità il problema del funzionamento reale e operativo delle strutture (il contenuto): il PNRR finanzia la ristrutturazione e le tecnologie, ma non la spesa corrente per il personale sanitario, bloccata da tetti di spesa rigidi e aggravata da una cronica carenza di medici specialisti, infermieri di famiglia e personale sociosanitario.
Senza un piano straordinario di assunzioni e una profonda revisione dei criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale (che storicamente penalizzano le regioni del Mezzogiorno), si profila l'alto rischio di inaugurare scatole vuote: cattedrali nel deserto dotate di arredi e macchinari moderni, ma prive dell'organico minimo per garantire i turni assistenziali e la continuità delle cure.
Rilevato inoltre che:
Ad oggi manca una reale e visibile integrazione tra la nuova rete territoriale finanziata dal PNRR (Case e Ospedali di Comunità) e la rete ospedaliera (Hub e Spoke), quest'ultima ferma a un assetto risalente alle programmazioni del 2010 e condizionata dal protrarsi del regime straordinario di commissariamento della sanità.
Tale disallineamento programmatico rischia di vanificare l'obiettivo primario della riforma: decongestionare i Pronti Soccorso e offrire risposte adeguate e tempestive alla cronicità. Le aree interne e montane della nostra regione continuano a subire le diseguaglianze più marcate nell'accesso al diritto costituzionale alla salute, senza che sia chiara l’effettiva mappa dei servizi medici che verranno realmente erogati all'interno di ciascun presidio formalmente "concluso" entro il 30 giugno.
Preso atto che:
Con recentissima delibera dell'8-9 luglio 2026, la Giunta Regionale ha approvato il nuovo Piano di Rientro 2026-2028, finalizzato a ricondurre la sanità alla gestione ordinaria e a stimare un decremento dei costi della mobilità passiva extra-regionale pari a 22,5 milioni di euro nel biennio 2027-2028.
All'interno del medesimo provvedimento, la Giunta ha varato un Piano di riparto delle risorse per il potenziamento della rete territoriale pari a 54,5 milioni di euro, espressamente vincolati alla copertura delle spese di personale per le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e le COT, prevedendo altresì l'autorizzazione alle assunzioni in deroga ai tetti di spesa vigenti per la quota eccedente.
Se l'approvazione formale dello stanziamento e della deroga rappresenta un passo in avanti burocratico, l'efficacia della misura dipende interamente dalla rapidità, dalla trasparenza e dall'attrattività delle procedure concorsuali che le singole ASP dovranno bandire, onde evitare che i fondi rimangano inutilizzati o che i bandi vadano deserti nelle aree geograficamente più svantaggiate.
SI INTERROGA
il Presidente della Giunta Regionale, nella sua qualità di Commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria,
Per sapere:
Qual sia l’esatto e dettagliato stato di attuazione e rendicontazione, alla data di scadenza del 30 giugno 2026, di ciascuna delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti sul territorio regionale, specificando quante e quali strutture siano effettivamente completate, collaudate e pronte all’uso, e quali invece presentino ancora cantieri aperti o criticità tecnico-amministrative.
Quali siano i tempi stringenti e le modalità operative per l’emanazione dei bandi di concorso legati all’utilizzo dei 54,5 milioni di euro sbloccati dal nuovo Piano di Rientro 2026-2028, e come si intenda applicare la deroga ai vincoli di spesa per garantire l'immediata immissione in servizio di medici di medicina generale, pediatri, specialisti e infermieri di famiglia e comunità.
Con quali criteri di riparto geografico e assistenziale la struttura commissariale intenda distribuire i citati 54,5 milioni di euro alle singole ASP territoriali, e quali misure specifiche siano previste per incentivare il personale medico ad accettare gli incarichi presso le Case e gli Ospedali di Comunità situati nelle aree interne, montane e strutturalmente più isolate della Calabria.
Attraverso quali specifici provvedimenti di programmazione e relativi cronoprogrammi si intenda realizzare la piena e stabile armonizzazione tra la rete assistenziale ospedaliera e i nuovi presidi territoriali del PNRR, definendo chiaramente i percorsi di cura dei pazienti (PDTA) al fine di garantire la presa in carico delle cronicità, l'abbattimento delle liste d'attesa, la riduzione della pressione sui nodi di emergenza-urgenza (Pronti Soccorso) e il raggiungimento dell'obiettivo di riduzione della mobilità passiva stimato dal Piano per il biennio 2027-2028.
Quali garanzie e servizi specifici siano previsti per le comunità residenti nelle aree più disagiate, interne e montane della Calabria, affinché la riorganizzazione della sanità territoriale rispetti i principi di equità e prossimità nell’accesso alle cure.
05/08/2026
E. BARBUTO