Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
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Il settore turistico, alberghiero e della ristorazione rappresenta uno dei pilastri strategici per lo sviluppo economico, occupazionale e sociale della Regione Calabria, beneficiando annualmente di ingenti stanziamenti di fondi pubblici regionali ed europei destinati alla promozione del territorio e al sostegno delle imprese;
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Numerose inchieste giornalistiche, tra cui recenti approfondimenti pubblicati dagli organi di stampa locali, nonché ripetute denunce da parte delle organizzazioni sindacali di categoria (Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs), continuano a far emergere una realtà allarmante caratterizzata da diffusi fenomeni di "lavoro nero", "lavoro grigio" (contratti part-time fittizi a fronte di orari a tempo pieno), mancato rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), straordinari non retribuiti e turni massacranti che minano la dignità e la sicurezza dei lavoratori stagionali, in larga parte giovani calabresi;
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Tale deprecabile fenomeno non solo calpesta i diritti costituzionali dei lavoratori e priva i giovani di una prospettiva di futuro nella propria terra, alimentando lo spopolamento della Calabria, ma genera altresì una gravissima forma di concorrenza sleale ai danni di quegli imprenditori onesti che operano nel rispetto delle regole e dei contratti collettivi;
Considerato che:
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Ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, sebbene la vigilanza ispettiva e sanzionatoria in materia contrattuale sia in capo all'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), la Regione Calabria ha competenza concorrente in materia di "Tutela e sicurezza del lavoro" e competenza esclusiva sulla programmazione economica e sullo sviluppo turistico;
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Il D.Lgs. 81/2008 (art. 7) istituisce il Comitato Regionale di Coordinamento, organismo presieduto dal Presidente della Giunta Regionale (o da un suo delegato), deputato proprio a pianificare e coordinare le attività di vigilanza tra le ASP (Servizi per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro), l'INL, l'INPS, l'INAIL e le Forze dell'Ordine, al fine di orientare i controlli nei settori e nei territori a più alto rischio di irregolarità;
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È preciso dovere politico e istituzionale della Giunta Regionale vigilare affinché le ingenti risorse pubbliche investite per la promozione del brand "Calabria" non vadano a finanziare, neanche indirettamente, attività commerciali o ricettive che basano il proprio profitto sul dumping salariale e sullo sfruttamento;
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO,
SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE ALLO SVILUPPO ECONOMICO, LAVORO, POLITICHE ATTIVE E TURISMO
Per sapere:
1.Se e quando sia stato convocato il Comitato Regionale di Coordinamento nei mesi precedenti la stagione estiva in corso, al fine di sollecitare e concordare con l'Ispettorato Nazionale del Lavoro e le forze dell'ordine un piano straordinario di ispezioni e controlli mirati nei principali poli turistici e balneari della Calabria;
2. Quali siano i dati in possesso della Regione Calabria, per il tramite dei servizi ispettivi delle ASP, relativi ai controlli effettuati in materia di salute, sicurezza e rispetto dei turni di riposo nei luoghi di lavoro del comparto turistico-ricettivo nell'ultimo trimestre;
3. Se la Giunta non ritenga urgente e doveroso introdurre nei bandi regionali di finanziamento, di incentivazione e di concessione demaniale una "clausola sociale di condizionalità" vincolante, che preveda l'esclusione automatica o la revoca immediata dei fondi pubblici per tutte quelle aziende turistiche sanzionate in via definitiva per sfruttamento del lavoro, caporalato o utilizzo di manodopera irregolare, istituendo al contempo un "Protocollo per il Turismo Legale e Dignitoso" in Calabria.
20/07/2026
E. BARBUTO