Intervento del Consigliere Paolo Naccarato
(Testo consegnato dal consigliere)

 

Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, la Commissione Consiliare per l'autoriforma della Regione Calabria è organo fondamentale per il futuro della nostra regione, per lo sviluppo della nostra vita democratica, per la nostra stessa credibilità, e per la stabilità dell'Esecutivo già sottoposto talvolta ad incomprensioni per una carenza di dialogo tra Governatore e Consiglio e tra Governatore e la sua maggioranza o una parte della sua maggioranza, fatto che rientra nel più generale problema dei rapporti tra il Presidente della Regione e l'intero Consiglio alla luce della nuova Legge Costituzionale, che ha generato alcune incertezze, e che rischiano di accentuare talune divaricazioni proprio per la mancanza della normativa che a noi spetta varare. Tale insediamento, a mio parere, non ci possiamo permettere il lusso di rinviare oltre, se non vogliamo coscientemente contribuire all'aggravarsi di tale già delicata situazione.

Il piccolo movimento che ho creato insieme ad altri amici in Calabria, non è nato per accaparrarsi poltrone di sottogoverno o incarichi di qualsivoglia natura, ma è venuto alla luce, almeno per me, con l'intendimento di creare un riferimento positivo ed utile al fine di intercettare tutto quell'elettorato che non si riconosce nel centro sinistra e che tuttavia non vota ancora per il centro destra, il tutto con l'ambizione di apportare un positivo contributo al lavoro comune, all'insegna di un rapporto serio di leale sostegno al Governo Regionale e di totale condivisione delle responsabilità di maggioranza nell'ambito della Casa delle Libertà. Seppur nell'auspicio e nella prospettiva che, dopo le lezioni politiche di primavera si possa sviluppare anche in Calabria con il consenso ed il concorso primario di Forza Italia una iniziativa volta a costituire un unico soggetto politico unitario che aderendo al PPE faccia proprie le tradizioni cristiane umanitarie che caratterizzano il popolarismo come partito delle libertà nell'orizzonte di un'Europa cristiana. E ciò naturalmente in primo luogo insieme agli amici del CCD e del CIDU senza l'apporto dei quali tutto diventerebbe più difficile.

Personalmente, chi mi conosce lo sa, non sono né un pavido né un prevaricatore, ma cerco, quando me ne è data l'opportunità, di rappresentare il mio punto di vista e le ragioni della mia parte, magari con qualche eccesso passionale ma sempre con il dovuto rispetto personale e politico verso ciascuno, in primo luogo consapevole dei doveri verso i cittadini che mi hanno eletto all'interno della coalizione che ha vinto le ultime elezioni regionali ed alle quali un contributo - che alla fine è risultato decisivo, proprio presso quell'elettorato incerto - ha dato il Senatore Francesco Cossiga con il suo personale, generoso e straordinario impegno in Calabria durante la campagna elettorale.

L'ostracismo che in qualche misura oggi si vorrebbe consumare nei nostri riguardi, mi dispiace non certo per la mia persona, ma soprattutto perché rischia di apparire evidente che non si vogliano apprezzare i positivi contributi di idee, di proposte e di iniziative, oltre che di impegno sul territorio di tanti e tanti amici che si sono riconosciuti via via in questi mesi nella nostra iniziativa politica quali membri a pieno titolo della Casa delle Libertà; e che vedono così deluse attese ed aspettative che hanno già provocato tensioni ed equivoci nelle scorse settimane. Quasi quasi autorizzando il dubbio - al quale io non credo - di chi ritiene che non ci si vuole riconoscere un ruolo politico. Ma ripeto, io so che così non è.

La Commissione per l'autoriforma dello Statuto è però cosa ben più importante dei rapporti fra alleati o delle attese di una parte seppur legittime.Credo che le nostre difficoltà, le nostre incapacità o le nostre divisioni non possono ricadere negativamente sui cittadini calabresi e sulle altre istituzioni, rinviando in modo così clamoroso un adempimento fondamentale ed improcrastinabile.

Naturalmente in questo c'è in primo luogo una responsabilità di maggioranza, ma più in generale dell'intero Consiglio. Perché se non si procedesse oggi, così come prevede la legge e come con puntuale correttezza istituzionale il Presidente del Consiglio On. Caligiuri ha provveduto a fare, inserendo tale elezione al primo punto dell'Ordine del Giorno, io credo verremmo meno ad un nostro preciso dovere. Daremmo anzi una ennesima negativa immagine di questa sofferente regione al resto del Paese, e non ottempereremmo ad un obbligo di legge da tutti noi votata, che ci prescrive l'elezione nella prima seduta dopo la pubblicazione della legge istitutiva, per giunta dichiarata urgente.

La nostra Regione purtroppo è già ultima in tante cose: poiché tutte le altre regioni hanno già provveduto, è forse il caso che si provveda anche noi con un soprassalto di dignità, di senso di responsabilità e senso dei dovere.

Signor Presidente, Onorevoli Colleghi, mi è molto dispiaciuto che indiscrezioni sulla stampa abbiano motivato questa ipotesi di rinvio a causa di alcune presunte divisioni all'interno della maggioranza, che di fronte a due legittime disponibilità, incapace di scegliere e di esprimersi, rinvia sine die l'insediamento della Commissione medesima, pensando di coprire così una supposta spaccatura.

E molto mi duole che uno dei due aspiranti i giornali lo abbiano individuato nella mia persona, naturalmente onorato e lusingato di una ipotesi del genere, ma che in questo modo, finisce con il rappresentarmi come corresponsabile di una inadempienza che io considero di tale gravità al limite di una violazione dei nostri doveri, tanto più che sono certo che esistano in quest'aula candidati in grado di raccogliere, oggi, maggioranze larghe ed ampie.

Non è tanto il tentativo di veder formalizzato in qualche misura la marginalità dell'UPR rispetto alla maggioranza che mi interessa in questo momento, bensì l'unità della maggioranza stessa, (anche considerato che chi dovrebbe maggiormente farsi carico di tale prioritaria esigenza con quel minimo senso di responsabilità, non lo fa come già in passato!). Perché sono molto preoccupato che spaccatura dopo spaccatura, lesione dopo lesione, la Casa può finire per crollare addosso a tutti noi.

Del resto, gli stessi differenti giudizi che spesso si registrano, le distinzioni o anche qualche dissenso, le stesse differenti visioni che pur esistono su alcuni importanti temi circa le risposte politiche che bisogna dare ai molti, anzi troppi problemi calabresi, la diversa partecipazione ai processi decisionali, risentono troppo della differente considerazione in cui sin qui sono stati tenuti i vari gruppi consiliari che formano la maggioranza, ed in presenza di una forte carenza di dialogo e per giunta con poca capacità di ascolto. E ciò non è sempre frutto di singole volontà, bensì proprio del persistere di una incertezza sui ruoli e sulle funzioni di ciascuno nel quadro delle regole che devono presiedere ai corretti rapporti fra gli organi del Consiglio Regionale, il Presidente della Regione e la Giunta.

E non si possono per giunta deludere così le tante attese per l'avvio della grande stagione delle riforme, dopo che giustamente si è provveduto a promuovere una grande campagna di comunicazione sui mezzi di informazione al fine di coinvolgere tutta la pubblica opinione calabrese.

Avevo dato la mia disponibilità a guidare la Commissione al di fuori di ogni logica spartitoria o peggio risarcitoria rispetto alla mia parte, ma sulla base di una indicazione unanime da parte della maggioranza naturalmente con una forte attenzione ed apertura verso l'opposizione: una candidatura quindi offerta alla valutazione dell'intero Consiglio Regionale della Calabria.

Ringrazio naturalmente chi ha creduto che il mio personale impegno potesse risultare utile al lavoro di tale delicata Commissione ed in primo luogo ringrazio il gruppo consiliare del CDU che ha inteso sostenere apertamente e senza indugi tale ipotesi.

Ma pur di favorire il raggiungimento del positivo risultato, adempiendo al nostro diritto-dovere di eleggere l'Ufficio di Presidenza della Commissione vi prego - Sig. Presidente, ed Onorevoli Colleghi - di considerare accantonata e revocata la disponibilità del sottoscritto, lungi dal volere anche solo apparire come una possibile causa di spaccatura della maggioranza.

lo sono abituato ad assumere le mie responsabilità alla luce del sole, perché non tollero infingimenti, e perché non mi piacciono i comportamenti pretestuosi o capricciosi che finiscono con il calpestare la dignità delle persone oltre che caratterizzarsi per "deplorevoli giochi di palazzo", magari tesi più a privilegiare l'interesse proprio che l'interesse generale della Calabria.

Pertanto, Signor Presidente, poiché come dicevo all'inizio non sono né un pavido né un prevaricatore, o peggio un irresponsabile, le chiedo con estremo rispetto ma con grande fermezza di procedere alle votazioni, secondo l'Ordine dei Giorno, per l'elezione dei Presidente e dell'ufficio di Presidenza della Commissione di cui alla Legge Regionale del 18/12/2000 n. 21.