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IX^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

___________

 

42.

 

SEDUTA DI LUNEDÌ 23 LUGLIO 2012

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO E DEL VICEPRESIDENTE ALESSANDRO NICOLÒ

 

 

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

La seduta inizia alle 16,08

PRESIDENTE

La seduta è aperta. Si dia lettura dei verbali delle sedute precedenti.

Fausto ORSOMARSO, Segretario Questore f.f.

Legge i verbali delle sedute precedenti.

(Sono approvati)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni

Fausto ORSOMARSO, Segretario Questore f.f.

Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO

Signor Presidente, intervengo solo per chiedere l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge numero 324/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante “Approvazione proposta di legge di ratifica di raccordo tra Regione Campania e Regione Calabria relativa alla gestione dell’istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno”.

Si tratta di un parere finanziario ex articolo 72 del Regolamento.

PRESIDENTE

L’onorevole Imbalzano chiede l’inserimento di un parere che è passato alla unanimità in Commissione e che riguarda l’Istituto zooprofilattico ed il relativo accordo tra Regione Calabria e Regione Campania.

Pongo in votazione la richiesta di inserimento all’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

Interrogazione a risposta immediata numero 235/9^ del 2 aprile 2012 a firma del consigliere Talarico D. “In ordine alla esclusione dal Piano stralcio per la bonifica di siti inquinati e ad alto rischio delle aree intorno al fiume Oliva in provincia di Cosenza”

PRESIDENTE

Sono le 16,28, possiamo procedere con l’ora dedicata alle interrogazioni a risposta immediata.

La prima interrogazione a risposta immediata è la numero 235/9^ del 2 aprile 2012, a firma del consigliere Talarico D., “In ordine alla esclusione dal Piano stralcio per la bonifica di siti inquinati e ad alto rischio delle aree intorno al fiume Oliva in provincia di Cosenza” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore all’ambiente. Per sapere – premesso che:

la Regione Calabria ha predisposto  uno stralcio dell’elaborando “Piano regionale di bonifica dei siti inquinati”, stanziando la somma di 45 milioni di euro per la bonifica di alcuni siti inquinati e ad alto rischio ricadenti nel territorio di 17 comuni della Calabria;

tra i Comuni individuati nel Piano stralcio non figurano quelli di Amantea, Serra d’Aiello, Aiello Calabro, S. Pietro in Amantea, nei cui territori ricadono i siti inquinati della vallata del fiume Oliva, dove sarebbero stati interrati centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti tossici, come risulta dalla rilevazione in loco di sostanze nocive e radioattive (Cesio 137);

i dati sull’inquinamento relativi alle aree di che trattasi sono suffragati dalle risultanze dei carotaggi effettuati su incarico della Procura della Repubblica di Paola e dai risultati delle analisi chimiche e radiometriche eseguite su campioni di terreno, di acque emerse e di sottosuolo;

dette analisi sono state effettuate da agenzie istituzionali e certificate dall’ISPRA, che ne ha peraltro diretto i lavori redigendo anche un piano di caratterizzazione;

è assolutamente fondata la protesta dei sindaci del Tirreno cosentino, che, proprio sulla questione, hanno chiesto un incontro urgente presso il Dipartimento regionale Politiche dell’Ambiente, chiedendo che lo stesso si attivi in tempi certi per l’attuazione di interventi dì bonifica nelle aree di che trattasi -:

1. quali ragioni hanno indotto il Dipartimento regionale Politiche dell’Ambiente ad escludere dal Piano di bonifica le aree ricadenti nella vallata del fiume Oliva nel Tirreno cosentino;

2. quali azioni si intendono avviare, nel breve periodo, per dare attuazione alla bonifica delle suddette aree.”

La parola all’onorevole Talarico.

Domenico TALARICO

Presidente, si tratta del Piano regionale di bonifica dei siti inquinati che è stato redatto dall’assessorato all’ambiente, che ha stanziato una somma di 45 milioni di euro per la bonifica di alcuni siti inquinati ad alto rischio e ricadenti in 17 comuni della Calabria.

Tra questi comuni, però, non figuravano o non figurano quelli di Amantea, Serra d’Aiello, Aiello Calabro e San Pietro in Amantea. L’interrogazione è ormai datata e per questo faccio appello a lei e all’Ufficio di Presidenza affinché la trattazione delle interrogazioni a risposta immediata sia inserita in tutte le sedute di Consiglio regionale, altrimenti tutte le interrogazioni che noi avanziamo nei confronti della Giunta e del Presidente non avranno alcuna ragione d’esistere perché, poi, magari il problema viene risolto o addirittura si complica.

In quei territori, sopra citati, ricadono i siti inquinati della cosiddetta vallata del fiume Oliva. I rifiuti tossici sarebbero centinaia di migliaia di tonnellate, come risulta da una serie di rilievi. Vi è anche una indagine da parte della Procura della Repubblica di Paola che ha incaricato alcuni tecnici di produrre delle analisi chimiche e radiometriche che sono state eseguite su campioni di terreno. Da queste analisi effettuate anche da agenzie istituzionali oltre che dai tecnici incaricati dalla Procura risulta evidente un inquinamento abbastanza consistente.

La domanda che ho formulato a lei e al Presidente della Giunta è questa: avevo chiesto di sapere le ragioni per cui questi  comuni - ed in particolare quelli interessati da questo forte fenomeno di inquinamento – fossero esclusi dal Piano di cui sopra, finanziato con 45 milioni di euro e quali iniziative intende prendere o ha già preso, a questo punto, per far in modo che questi siti inquinati vengano ricompresi nel Piano dal suo assessorato, dal suo dipartimento a suo tempo elaborato.

Non so se parlare al passato o al presente visto che sono passati ormai diversi mesi da quando è stata presentata l’interrogazione. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, assessore Pugliano.

Francesco PUGLIANO, assessore all’ambiente

Grazie, Presidente. Credo che questa interrogazione dell’onorevole Talarico possa essere unificata con quella numero 237/9^ che è sullo stesso tema ma che reca la firma degli onorevoli Mirabelli, Aiello, Censore, De Gaetano e Guccione. Credo che l’interrogazione non sia retrodatata anche perché il tema è stato abbondantemente affrontato anche con i sindaci dei comuni oggetto di interrogazione.

C’è da rendere molto comprensibile che non stiamo parlando di 17 comuni che sono entrati nel Piano stralcio che ha attivato la Regione Calabria e comprende i siti ad alto rischio. Il Piano regionale delle bonifiche, che è datato 2002, divide in 4 livelli di rischio i siti inquinati e da bonificare.

Credo sia facilmente comprensibile - quindi nulla di inspiegabile come l’altra interrogazione segnala - perché in questo primo Piano stralcio abbiamo posto attenzione prioritariamente ai siti ad alto rischio, definiti tali dal Piano regionale delle bonifiche, datato 2002.

Ora di questi siti ad alto rischio solo 18 sono i siti che sono stati confermati tali a seguito di indagini di caratterizzazione e di analisi di rischio;  il precedente Governo regionale ha inserito con un bando nel 2006 realizzando le indagini di caratterizzazione di analisi di rischio e le progettazioni per la bonifica di questi siti ad alto rischio.

Il sito del fiume Oliva non solo non era censito nel Piano regionale delle bonifiche ma non aveva, ancora, queste indagini di caratterizzazione e di analisi di rischio.

Il 27 aprile, successivamente a questo Piano stralcio, la Procura di Paola - che va ringraziata - ha fornito al dipartimento regionale, all’assessorato regionale, il fascicolo di indagine nel quale c’è anche la relazione dell’Ispra, relativa alla caratterizzazione realizzata, che esclude presenza di radionuclidi. Lo preciso per una corretta informazione, anche per correggere i dati inseriti nella interrogazione e per tranquillizzare i cittadini di quel territorio.

Non c’è, quindi, presenza di radioattività.

Quella relazione parla di presenza di rifiuti riconducibili ad attività di lavorazione di marmi o laterizi, quindi materiali edilizi e, nello stesso tempo, indica, comunque, che c’è bisogno di messa in sicurezza e o di bonifica.

Tra le altre cose, anche per correggere un altro dato della interrogazione che parla di centinaia di migliaia di tonnellate, la relazione Ispra apre una forbice tra 24 mila e 140 mila metri cubi.

Per tranquillizzare, comunque, e dopo aver spiegato perché non c’è il fiume Oliva in questo Piano stralcio, mi pare ovvio che si iniziasse dai siti ad alto rischio certificato di inquinamento.

Altra cosa da dire - e tranquillizzo l’onorevole Talarico e cerco di rassicurare anche i cittadini di quel territorio – è che la Regione Calabria nel momento in cui ha ricevuto il fascicolo della Procura di Paola con la relazione Ispra ha attivato le procedure e le risorse finanziarie per avviare, al di fuori da questo Piano stralcio, con priorità assoluta le attività di bonifica per il fiume Oliva.

Il fiume Oliva sarà il primo sito ad essere bonificato e stiamo accantonando le risorse finanziarie ed attivando le indagini suppletive che servono per poter mandare a gara i lavori di bonifica; stiamo attivando procedure e risorse per garantire priorità a quel sito e garantire il prelievo e lo smaltimento dei rifiuti da quel sito.

PRESIDENTE

Grazie, assessore. Prego, onorevole Talarico.

Domenico TALARICO

Mi ritengo soddisfatto della risposta dell’assessore. Naturalmente la mia soddisfazione è strettamente legata alla fiducia riposta nell’assessore circa non solo l’attivazione della procedura che egli stesso ha indicato ma soprattutto per quanto riguarda i tempi di realizzazione.

Lui stesso, certamente, ha negato, suffragando questo disconoscimento con dati certi, che l’inquinamento non sia delle proporzioni di cui la stampa ha dato notizia o alcuni documenti tecnici o pseudo-tecnici e di questo non possiamo che esser tutti contenti.

Lei riconosce che, comunque, in quell’area c’è una forte fonte di inquinamento provocata da questi residui di tipo edilizio ecc.

Se così è, possiamo tranquillizzare i cittadini e gli amministratori che in tempi brevi, mi pare di aver capito, la Regione completerà il procedimento previsto dalla legge per destinare le risorse occorrenti alla bonifica di quel sito.

Stando così le cose, mi ritengo, naturalmente, soddisfatto. Grazie.

Interrogazione a risposta immediata numero 236/9^ del 3 aprile 2012 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata erogazione dei fondi agli Enti e associazioni che gestiscono i servizi socio-assistenziali a favore dei minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria (legge regionale 8 agosto 1996, n. 21)”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 236/9^ del 3 aprile 2012 a firma del consigliere Nucera “In ordine alla mancata erogazione dei fondi agli Enti e associazioni che gestiscono i servizi socio-assistenziali a favore dei minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria (legge regionale 8 agosto 1996, n. 21)” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore al lavoro, alla formazione professionale, alla famiglia e alle politiche sociali. Per sapere – premesso che:

la Regione Calabria con legge regionale 8 agosto 1996, n. 21, recante “Servizi socio- assistenziali a favore di minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria”, disciplina l’organizzazione e la gestione dei servizi socio-assistenziali a favore dei minori sottoposti a provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria ed assicurando, in base all’art. 8, comma 3, le somme necessarie per l’espletamento del servizio;

l’art. 4, comma 1, della suddetta legge regionale prevede la stipula di apposite convenzioni per l’espletamento del servizio tra la Regione Calabria e soggetti abilitati;

a tale scopo con legge regionale 23.12.2011, n. 48, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2012 e pluriennale 2012/2014” (legge finanziaria 2011), ha previsto la somma di € 4.000.000,00 per lo svolgimento dell’attività socio-assistenziale dei Gruppi Appartamento operanti in Calabria;

però, le somme spettanti agli enti gestori non sono state accreditate, indispensabili per le spese di gestione relative all’anno 2011 (affitto locale, pagamento degli stipendi agli operatori), e ciò mette a serio rischio la sopravvivenza dei Gruppi Appartamento;

la mancata assegnazione delle somme spettanti agli enti gestori dei Gruppi Appartamento determinerebbe un grave pregiudizio nell’erogazione del servizio all’utenza, oltre che la perdita di posti di lavoro e professionalità;

enti ed associazioni svolgono un ruolo rilevante per la nostra società e rappresentano, anche e soprattutto grazie alla dedizione e all’umanità degli operatori, una garanzia di civiltà ed esempio d’integrazione e accoglienza sociale per i minori sottoposti a provvedimenti dell’autorità giudiziaria -:

a) se ci sono motivi ostativi per cui la Regione Calabria non ha provveduto, ad oggi, ad erogare le competenze spettanti per l’anno 2011 agli enti e associazioni per la gestione dei Gruppi Appartamento;

b) se la Regione Calabria intende provvedere all’erogazione delle somme spettanti agli enti e associazioni per la gestione dei Gruppi Appartamento, nonché i tempi della liquidazione delle competenze.”

Non vedo l’onorevole Nucera, pertanto l’interrogazione è decaduta.

(Così resta stabilito)

Interrogazione a risposta immediata numero 237/9^ del 4 aprile 2012 a firma dei consiglieri Guccione, De Gaetano, Censore, Mirabelli, Aiello F. “Sull’esclusione del fiume Oliva dal piano regionale di bonifica nonostante risulti una delle aree più inquinate della Calabria”

PRESIDENTE

Passiamo adesso all’interrogazione a risposta immediata numero 237/9^ del 4 aprile 2012 a firma dei consiglieri Guccione, De Gaetano, Censore, Mirabelli, Aiello F. “Sull’esclusione del fiume Oliva dal piano regionale di bonifica nonostante risulti una delle aree più inquinate della Calabria” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

la Regione Calabria è a conoscenza da tempo del pesante inquinamento della Valle del fiume Oliva, i cui dati sono emersi a seguito di analisi predisposte su richiesta della Procura della Repubblica di Paola e da analisi effettuate su campioni di terreno, del sottosuolo e sulle acque compiuti dall’Arpacal e certificati dall’ISPRA;

i campioni prelevati lungo il corso del fiume Oliva tramite 100 carotaggi di terreni e l’esame dei valori di 35 piezometri piazzati nelle acque del torrente sono stati effettuati tra il 27 aprile e il 7 luglio 2010;

dalle analisi risulta che quasi 100 mila tonnellate di rifiuti tossici sono stati interrati nell’area nel corso di più anni e che gli effetti sulla salute della popolazione possono essere molto gravi;

la Regione Calabria non può disconoscere l’assoluta rilevanza del problema, considerata l’attenzione mediatica che la vicenda ha suscitato in questi anni, sia per le richieste di intervento avanzate dai sindaci dei Comuni di Aiello Calabro, Amantea, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea e dal Comitato Civico "De Grazia" sia per l’azione dei cittadini sfociata nell’ottobre del 2009 in una grande manifestazione popolare svoltasi ad Amantea;

già nel 2004 l’Ente Regione, precedentemente alle indagini condotte dalla Procura di Paola, riconoscendo la gravità della situazione ed i pericoli per la salute delle popolazioni abitanti nell’area, aveva inserito la vallata dell’Oliva tra le zone da bonificare con urgenza con particolare riferimento ai siti di Foresta e Carbonara;

recentemente l’area è stata oggetto anche delle attenzioni della Commissione Ambiente del Parlamento Europeo (ENVI), recatasi sul posto nel mese di novembre 2011, che ha ribadito la necessità della bonifica;

la notizia dell’esclusione del fiume Oliva tra i siti da bonificare da parte della Regione Calabria è stata oggetto di una forte sollecitazione da parte dei Sindaci dei Comuni di Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea che, in una lettera indirizzata al Presidente della Regione e all’Assessore Regionale all’Ambiente, dissentono completamente dalle scelte fatte dal Dipartimento regionale alle Politiche Ambientali e ribadiscono con fermezza la priorità dell’area del Fiume Oliva ed il diritto alla necessaria bonifica;

risulta davvero illogico ed incomprensibile come il fiume Oliva, che a differenza di altri siti è dotato del piano di caratterizzazione necessario per la bonifica, pur risultando una delle aree più inquinate della Calabria, venga escluso dal piano di bonifica predisposto dalla Regione -:

perché non si è ancora presa coscienza della grave situazione ambientale che caratterizza quella area e dell’urgenza della bonifica;

le ragioni dell’esclusione del fiume Oliva dal piano regionale di bonifica;

quali azioni si intendono avviare, nel breve periodo, per dare attuazione all’ormai improcrastinabile bonifica.”

Questa interrogazione è stata assorbita dalla risposta che ha dato l’assessore all’interrogazione precedente.

Interrogazione a risposta immediata numero 239/9^ del 5 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine al futuro dell’ospedale di Lungro”

PRESIDENTE

Si passa alla interrogazione a risposta immediata numero 239/9^ del 5 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine al futuro dell’ospedale di Lungro” di cui do lettura: “ Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

all’interno del Piano di Riordino dell’ASP di Cosenza per come pubblicato in data 22 settembre 2011 si prevede la conversione dell’ospedale di Lungro in Centro di Assistenza Primaria Territoriale (CAPT) ;

con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 106 del 20 ottobre 2011 (nella sua qualità di Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario della Regione Calabria) viene previsto come termine ultimo e perentorio per l’articolazione definitiva della rete ospedaliera la data del 31 marzo 2012;

per questa data viene stabilita inoltre la dismissione dei posti letti ritenuti in esubero, depotenziando di fatto nel caso specifico l’ospedale di Lungro che insiste in un territorio che necessita invece di mantenere una struttura complessiva ospedaliera e di posti letti sufficienti contrariamente a quanto ritenuto e previsto nel succitato decreto;

con lettera del 04 gennaio 2011 l’Amministrazione Comunale di Lungro - cofirmatari i sindaci dei comuni di Acquaformosa, Firmo, Altomonte e San Donato chiedevano in ragione e per conto dei loro territori la sospensione di ogni azione in ragione di ridimensionamento e/o accorpamento dell’ospedale di Lungro per la funzione strategica che ricopre nel territorio;

ai sensi della legge regionale numero 15 del 2003 recante “Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria” vengono nell’articolo 24 elencati tutti quei servizi ritenuti fondamentali e nello specifico le sedi scolastiche di qualsiasi ordine e grado, le strutture sanitarie, gli uffici postali e amministrativi, sono ritenuti servizi fondamentali per la difesa della cultura e del territorio dei Comuni di cui all’art. 1 della legge prima citata -:

quali azioni intende intraprendere in ordine all’importanza .strategica che ricopre nel territorio l’ospedale di Lungro e nei paesi che su di esso gravitano con un supplemento di approfondimento con riferimento proprio all’obbligo derivante dal rispetto di una legge regionale vigente che impone il mantenimento di tutti quei servizi ritenuti fondamentali come le strutture sanitarie necessarie nel concorrere a garantire la difesa della cultura dei paesi ricompresi nella legge regionale prima citata (legge regionale numero 15 del 2003).”

Non vedo in Aula il consigliere Aiello Ferdinando, pertanto l’interrogazione è decaduta.

Interrogazione a risposta immediata numero 240/9^ del 5 aprile 2012 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato di attuazione del decreto riguardante l’acquisto di comunicatori oculari per pazienti affetti da patologie neuromotorie progressive da parte delle Asp calabresi”

PRESIDENTE

Si passa alla interrogazione a risposta immediata numero 240/9^ del 5 aprile 2012 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato di attuazione del decreto riguardante l’acquisto di comunicatori oculari per pazienti affetti da patologie neuromotorie progressive da parte delle Asp calabresi” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

nel dicembre 2010 è stato pubblicato un decreto del Dirigente del Settore 3 - Dipartimento Tutela della Salute e Politiche sanitarie (numero 18179 – 13 dicembre 2010), che prevede l’impegno dei fondi necessari alle ASP calabresi per l’acquisto a carico della Regione dei comunicatori oculari;

il decreto dirigenziale demandava alle ASP la valutazione sull’acquisto sia dal punto di vista del numero che del modello dei comunicatori, rendendosi necessaria una personalizzazione dei dispositivi rispetto alle richieste dei pazienti affetti da patologie neuromotorie progressive;

il Dipartimento della Giunta regionale competente ha espletato tutti i passaggi necessari per coinvolgere le 5 ASP calabresi;

allo stato attuale, solo le ASP di Cosenza e Crotone risultano essersi dotate di un numero adeguato di comunicatori oculari come da decreti dirigenziali di erogazione di fondi numeri l4907 del 29 novembre 2011 e 13989 del 8 novembre 2011, l’ASP di Catanzaro ha acquistato un solo dispositivo, mentre le ASP di Vibo Valentia e Reggio Calabria, non hanno acquistato comunicatori oculari nonostante le necessità certificate;

i comunicatori oculari sono strumenti indispensabili per migliorare la qualità della vita ai pazienti affetti da patologie neuromotorie progressive, tra cui la SLA e che il costo di un dispositivo potrebbe risultare proibitivo per i soggetti di fasce più deboli -:

quali iniziative intenda intraprendere, in qualità di commissario ad acta per la sanità calabrese per superare il gap tra province, sollecitando le ASP a rimuovere gli ostacoli burocratici e fare in modo che anche i pazienti con tali necessità che risiedono nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro e Vibo Valentia possano essere messi in condizione di dotarsi di comunicatori oculari.”

Prego, onorevole Giordano, ha facoltà di parlare.

Raccomando ai colleghi di rimanere nei minuti assegnati sia per la domanda che per la risposta.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, rimarrò strettamente nei tempi europei anche perché questa interrogazione è del 5 aprile e già posso anticipare in parte la risposta che ritengo di ricevere dalla Vicepresidente, Antonella Stasi: su impulso di questa interrogazione si sarebbe sbloccata la procedura - che era ferma - che vedeva la mancata consegna di questi importanti strumenti per coloro che sono affetti dalla Sla, da questa terribile malattia, patologia, anche da parte dell’Asp di Reggio Calabria così come è avvenuto nelle Asp di Crotone e di Cosenza.

Prendo atto che - nonostante  venga trattata oggi dopo quattro mesi – l’interrogazione è servita a dare impulso ed a risolvere un problema che languiva ed era fermo da quasi un anno.

La domanda che rivolgo alla dottoressa Stasi è questa: in che tempi, quando e con quali modalità sarà espletata la consegna per completare il fabbisogno all’interno delle Asp calabresi per regolarizzare e normalizzare questa importante situazione. Voglio ricordare l’impegno che il Consiglio regionale nella sua interezza ed il governo regionale hanno assunto verso questi soggetti che hanno questa patologia molto grave e verso l’associazione di tutela che è l’Aisla calabrese. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, dottoressa Stasi.

Antonella STASI, Vicepresidente della Giunta regionale

Grazie, Presidente. Onorevole Giordano, in effetti l’interrogazione è di aprile, ma bisogna dire che è stata messa più volte all’ordine del giorno ed è stata rinviata una volta per mancanza di tempo ed un’altra volta probabilmente perché qualcuno era assente.

Intanto apprezziamo che, comunque, ad oggi abbiamo già un risultato. Vorrei ricordare che si tratta di un progetto, cioè i fondi di cui stiamo parlando non sono altro che un progetto che ha questa denominazione: “Facilitazione della comunicazione ai pazienti con gravi patologie neuro-motorie, monitoraggio, valutazione e ottimizzazione di un percorso assistenziale”.

E’ un progetto che, tra l’altro, è stato in qualche modo impegnato dal 2010 in avanti ed oggi vede la conclusione. Grazie, quindi, all’attivazione, finalmente si potrà concludere in tempi brevissimi anche nelle ultime Asp, considerando che i dipartimenti stanno sollecitando le Asp perché, in effetti, questi fondi sono andati in perenzione amministrativa.

Bisogna affrettarsi per giungere immediatamente al completamento di quanto previsto nel progetto. Ci auguriamo e auspichiamo che sia a brevissimo termine.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Ovviamente, così come avevo fatto nelle premesse, mi dichiaro soddisfatto per la soluzione del problema che si trascina da tempo.

L’occasione è utile per chiedere alla Vicepresidente e al dipartimento di vigilare affinché le Asp siano sollecite per evitare che si creino nel prossimo futuro ulteriori perdite di tempo e ulteriori strozzature che non consentano la regolare e felice conclusione di questo progetto che, lei ricordava, è importantissimo per i portatori di Sla.

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

Interrogazione a risposta immediata numero 241/9^ del 27 aprile 2012 a firma del consigliere Giordano “In ordine alla realizzazione del terzo ed ultimo lotto della strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 241/9^ del 27 aprile 2012 a firma del consigliere Giordano “In ordine alla realizzazione del terzo ed ultimo lotto della strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla programmazione. Per sapere – premesso che:

recentemente un Comitato di cittadini della vallata del Gallico di Reggio Calabria ha denunciato gravi inadempienze di ordine burocratico da parte del governo regionale in ordine alla realizzazione del terzo e ultimo lotto della strada a scorrimento veloce Gallico/Gambarie inserita dell’ambito dei finanziamenti europei (POR -FESR 2007/2013) per un importo pari ad euro 65.000.000,00;

in particolare sembra che con lettera del 25 gennaio 2012 diretta alla Regione Calabria e al competente Ministero dello Sviluppo economico la Commissione europea abbia espresso dei rilievi e delle osservazioni al formulario aggiornato riguardante l’opera presentata dalla regione in data 4 novembre 2011 richiedendo all’Autorità di gestione, in ragione di alcuni aspetti critici sulle caratteristiche e sugli aspetti economici finanziari dell’elaborato progettuale, di fornire ulteriori elementi entro tre mesi dal ricevimento della missiva;

il termine assegnato per l’invio di quanto richiesto al fine di permettere alla Commissione di esprimere le relative valutazioni è andato a scadere in data 25 aprile 2012 e non sembra che le osservazioni richieste siano state inviate dai competenti organismi regionali provocando così l’interruzione della procedura in esame secondo quanto previsto dal regolamento CEE numero 1083 del 2006;

il ritardo accumulato rischia di pregiudicare i finanziamenti per la realizzazione di un’opera importante per il territorio reggino con ricadute negative sull’economia locale -:

se effettivamente la Commissione europea abbia inviato una lettera, datata 25 gennaio 2012, con la quale vengono evidenziati rilievi e osservazioni sull’elaborato progettuale riguardante la strada a scorrimento veloce Gallico/Gambarie, come meglio specificato in premessa e se ad oggi, alla luce dei termini perentori disposti con la suddetta comunicazione, sia stato inviato quanto richiesto;

in caso contrario, quali problematiche di natura tecnica impediscano i relativi adempimenti per portare a compimento l’elaborato progettuale e rendere così l’opera cantierabile;

quali azioni si intendono intraprendere, ove sussistano i ritardi denunciati, per sbloccare in via d’urgenza l’iter burocratico attualmente interrotto dalla decisione della Commissione europea al fine di completare tutti gli aspetti procedurali che portino alla realizzazione di un’opera nevralgica per il territorio calabrese e più specificatamente per la provincia di Reggio Calabria.”

Prego, onorevole Giordano, ha facoltà di illustrare l’interrogazione.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, questa interrogazione è del 27 aprile e riguarda il progetto del terzo e ultimo lotto della strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie.

Una breve premessa. Voglio ricordare a tutti i colleghi ed a coloro che ci ascoltano che i lavori presero l’avvio nel lontano 1983, stiamo quindi parlando di un’opera che attende di essere completata e definita da quasi 30 anni.

Rispetto alle ultime vicende, si è verificato che l’Unione europea ha chiesto chiarimenti in ordine al procedimento perché la Regione si è fatta carico dell’inserimento nel Por Fesr 2007-2013 per l’importo di 65 milioni di euro inserendola nella categoria dei Grandi progetti.

Orbene, i Grandi progetti per essere tali devono ubbidire ad una prassi tecnico-amministrativa di caratura europea ed in virtù di questo l’Unione europea ha sindacato rispetto al procedimento avanzato dalla Regione.

Devo premettere che soggetto attuatore di quest’opera è la Provincia di Reggio Calabria che si è fatta carico, all’indomani della conclusione del secondo lotto da parte dell’Anas, attraverso le risorse che sono state sottratte e che appartenevano alle cosiddette opere sulla viabilità provinciale che erano state finanziate dal Governo Prodi nella Finanziaria 2007 e che, nel 2008, il Governo Berlusconi, per varare il decreto taglia Ici, tolse alle regioni del sud ed in particolare a Sicilia e Calabria.

Da quel momento, questo progetto ha conosciuto una fase di stallo che oggi, se le procedure vengono messe in atto in maniera corretta, potrebbe trovare una felice conclusione nonostante il tempo trascorso.

Questa è un’opera fondamentale e vitale non solo per le popolazioni e per l’area della vallata del Gallico, ma soprattutto per la stazione turistica montana più importante di Reggio Calabria: Gambarie. Nello scacchiere del disegno della città metropolitana-  che vede ormai i contorni prossimi nell’arco di quest’anno - quest’opera è di fondamentale e di vitale importanza.

Con questa interrogazione, sulla scorta delle osservazioni e delle censure che sono state poste dalla Unione europea, sapendo che la Provincia di Reggio Calabria il 9 maggio ha trasmesso gli atti alla Regione e alla Unione europea, chiedo di sapere come  il Governo regionale intende seguire questo iter delicatissimo, come intende proteggere questo finanziamento che è inserito nella scheda dei grandi progetti  - nella quale sono ricomprese anche le due metropolitane - e anche quale sia lo stato dell’arte al momento ed, infine, come intende il Governo regionale completare e far sì che possa concludersi positivamente questo procedimento.

PRESIDENTE

Dovrebbe rispondere l’assessore Gentile che non è presente in Aula. Risponde, pertanto, l’assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Onorevole Giordano, tanto sta a cuore all’amministrazione guidata dal governatore Scopelliti e tanto per noi tutti rappresenta una priorità che in sede di rimodulazione del Programma operativo regionale, il Por Fesr 2007-2013, dovendosi decidere di intervenire sulla realizzazione di importanti infrastrutture, la Gallico-Gambarie è stata inserita tra le infrastrutture da inserire nell’elenco dei grandi progetti da inviare alla Commissione europea.

Da quel momento l’amministrazione, più propriamente il dipartimento lavori pubblici e il dipartimento programmazione, hanno lavorato di concerto, presentando gli adempimenti richiesti dalla Commissione e rispondendo alle puntuali e precise richieste di chiarimenti provenienti dalla Commissione.

Se la Presidenza mi autorizza insieme al collega Gentile presenteremo una memoria puntuale e precisa degli atti predisposti dai due dipartimenti. Siamo in perfetta sincronia con la tabella di marcia dettataci dalla Commissione europea.

Diceva bene: la Provincia di Reggio Calabria è l’ente attuatore, ci ha chiesto una proroga di due mesi per avere la possibilità, attraverso i suoi uffici, di redigere la documentazione nella maniera più completa e più appropriata.

Siamo certi che da parte della Provincia di Reggio Calabria arriveranno tutti i chiarimenti nei tempi previsti e di conseguenza riteniamo che non ci sia nessun problema e nessuna difficoltà a portare a realizzazione una infrastruttura che noi, ripeto, riteniamo fondamentale e centrale.

E tanto la riteniamo fondamentale e centrale per lo sviluppo, non tanto e non solo di questa vostra provincia di Reggio Calabria ma della intera regione, che appunto abbiamo reperito tutte le risorse per realizzarla dall’inizio alla fine. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Non posso dichiararmi soddisfatto, non per l’impegno dell’assessore Mancini sul quale non ho dubbi, avendolo visto in prima persona nelle battute iniziali di questa seconda vicenda dei chiarimenti chiesti dalla Commissione europea. L’ho visto impegnato anche presso l’assessorato di sua competenza con i sindaci della vallata. C’è però un dato: la Provincia di Reggio Calabria le schede e le alternative progettuali - perché si parla di tre alternative progettuali – le ha trasmesse già il 9 maggio.

Mi sarei aspettato oggi di ricevere qualche certezza riguardo un procedimento che deve essere seguito con grandissima attenzione.

Chiedo, però, all’assessore Mancini – l’assessore Gentile non è in Aula – la possibilità, prima della pausa del 3 agosto, di poter trattare l’argomento in quarta Commissione per poter verificare e per poterci confrontare sulla documentazione che Regione e Provincia hanno inviato alla Commissione europea e per poter avere la serenità di verificare che questo procedimento stia proseguendo in maniera spedita e che non ci siano ulteriori interruzioni e censure in modo da poter approdare alla soluzione definitiva.

Interrogazione a risposta immediata numero 242 del 30 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine alla precaria situazione del Campo Rom prospiciente il fiume Crati in località Via Popilia-Cosenza”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 242 del 30 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine alla precaria situazione del Campo Rom prospiciente il fiume Crati in località Via Popilia-Cosenza” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alle politiche sociali. Per sapere – premesso che:

si rileva la straordinaria presenza di tantissimi bambini Rom su tutto il territorio regionale - con forte concentrazione in alcune aree della Calabria - ed in particolare poi tra le altre in quella ad oggetto della presente interrogazione;

l’attuale concentrazione di nuclei familiari comunitari di etnia Rom a ridosso del fiume Crati genera, per l’assenza strutturata di taluni servizi minimi, motivo di allarme circa la loro stessa incolumità anche per le continue avverse condizioni climatiche che più volte negli ultimi giorni hanno determinato allarme in tal senso per il forte rischio di esondazione dello stesso fiume Crati;

si somma alla precaria condizione ambientale del campo prima citata la pressoché totalità di assenza di ogni seppur minimo servizio a supporto delle condizioni igieniche generali a favore della comunità Rom e in particolare poi, delle condizioni di salute dei bambini e delle bambine;

diverse sono le politiche e le strategie di inclusione dei cittadini comunitari di etnia Rom e di non discriminazione sollecitate dalla stessa UE;

in tal senso numerose sono anche le fonti di finanziamento finalizzate ad arginare e rimuovere fenomeni discriminatori e vessatori come quelli tra gli altri con riferimento alle attuali condizioni in cui vivono diversi nuclei familiari nel campo Rom di Cosenza -:

quali azioni urgenti si intendono favorire per mettere in sicurezza l’area prospiciente il fiume Crati al fine di evitare eventuali esondazioni che travolgerebbero di fatto quasi l’intero campo Rom;

come e in quanto tempo la Regione interverrà per supportare anche attraverso idonee azioni della Protezione civile regionale le locali amministrazioni al fine di erogare e garantire idonei servizi primari a tutt’oggi vacuamente promessi e tutt’ora inesistenti;

quali progetti, strategie ed azioni sono alla data della presente interrogazione messe in atto o in corso di definizione con riferimento alle politiche e strategie di inclusione dei cittadini comunitari di etnia Rom e in che modo sono, o saranno coinvolte, le diverse associazioni strutturate e non che in maniera volontaria quasi sempre sussidiano l’assenza delle istituzioni e dei servizi che le stesse dovrebbero garantire;

quali azioni si intendono favorire poi, circa il miglioramento delle condizioni di vita complessiva dei tantissimi bambini che vivono nel campo in questione”.

L’onorevole Aiello non è presente, pertanto l’interrogazione decade.

Interrogazione a risposta immediata numero 243 del 30 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine alla promozione e realizzazione dei piani regionali di integrazione linguistica e sociale degli stranieri e sugli effettivi trasferimenti economici a favore dei Comuni che ospitano cittadini di Paesi terzi in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati politici”

PRESIDENTE

Siamo, adesso, all’interrogazione a risposta immediata numero 243 del 30 aprile 2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine alla promozione e realizzazione dei piani regionali di integrazione linguistica e sociale degli stranieri e sugli effettivi trasferimenti economici a favore dei Comuni che ospitano cittadini di Paesi terzi in attesa del riconoscimento dello status di rifugiati politici” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alle politiche sociali. Per sapere – premesso che:

Il Ministero dell’Interno - Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione ha bandito azioni di sistema volte a promuovere l’erogazione di servizi di formazione linguistica, educazione civica ed orientamento sviluppando e/o consolidando i processi organizzativi e le relative reti locali di governance;

l’azione intende promuovere la realizzazione di piani regionali d’integrazione linguistica e sociale degli stranieri e che tali piani sono finalizzati ad assicurare un sistema integrato per la formazione linguistica e l’orientamento civico degli stranieri;

i piani regionali d’integrazione linguistica e sociale sono articolati nelle seguenti tre aree:

area formazione: finalizzata ad erogare corsi di integrazione linguistica e sociale per i cittadini di paesi terzi regolarmente soggiornanti sul territorio regionale;

area supporto: finalizzata a potenziare le strutture formative locali, sviluppare la formazione dei formatori, attivare servizi di assistenza tecnica, promuovere forme innovative di didattica e realizzare nuovi materiali didattici e formativi;

area servizi: finalizzata a favorire l’accoglienza di cittadini stranieri, favorire l’integrazione dei servizi educativi, attivare servizi finalizzati a favorire l’accesso dei cittadini stranieri ai percorsi formativi, ecc.;

i progetti possono essere presentati esclusivamente da Regioni, Regioni a statuto speciale o Provincie autonome e che in qualità di partner possono partecipare gli enti locali, le fondazioni, le Ong, le associazioni o le Onlus, le cooperative, gli organismi di diritto privato senza fini di lucro, associazioni sindacali, datoriali, organismi di loro emanazione/derivazione, sindacati, le Università e per essa i singoli dipartimenti universitari, gli Istituti di ricerca, gli uffici scolastici e gli enti e le società regionali;

la scadenza prevista per formalizzare e presentare la candidatura per tale azione è prevista per il giorno 30 aprile 2012 alle ore 18,00;

viva è la protesta e la preoccupazione di diverse Amministrazioni comunali che per prime hanno garantito la loro disponibilità nell’accogliere da diversi Paesi terzi uomini, donne e bambini stranieri in fuga da evidenti situazioni di conflitto; le previste rimesse economiche in favore di tali Comuni allo stato attuale per come denunciato dai Sindaci di Riace e Acquaformosa difettano ad arrivare causando danni e disservizi in danno delle locali amministrazioni e degli stessi stranieri dei paesi terzi accolti:

quali azioni o progetti sono stati finora realizzati o sono in corso di definizione al fine di poter candidare la nostra regione nel rispetto dei tempi prima indicati a poter partecipare all’assegnazione di eventuali risorse riconosciuteci in conseguenza della nostra capacità progettuale che sommano complessivamente come fondo disponibile su base nazionale a € 12.000.000,00;

quali organizzazioni del terzo settore, enti pubblici o altri soggetti territoriali sono stati eventualmente coinvolti e quale il criterio adottato circa la selezione degli stessi;

se non sia il caso attesa la situazione di emergenza prima denunciata di operare in maniera prioritaria o esclusiva all’interno dell’area tre prevista dal bando del Ministero dell’Interno con riferimento alle politiche dell’accoglienza dei cittadini provenienti da Paesi terzi in maniera tale da poter ricercare idonee risorse economiche che possano in linea con le azioni del bando contribuire a sostenere anche gli sforzi delle locali amministrazioni comunali impegnate nelle politiche attive della pace e dell’accoglienza”.

Anche questa interrogazione decade.

Interrogazione a risposta immediata numero 244 del 30 aprile 2012 a firma dei consiglieri Battaglia, Censore, De Gaetano, Franchino, Guccione “Sul perdurare del debito sanitario in Calabria”

PRESIDENTE

E’ stata presentata interrogazione a risposta immediata numero 244 del 30 aprile 2012 a firma dei consiglieri Battaglia, Censore, De Gaetano, Franchino, Guccione “Sul perdurare del debito sanitario in Calabria” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che: nella riunione congiunta del tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti regionali con il Comitato permanente per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza nella Regione Calabria svoltasi il 04 aprile 2012 è emersa una situazione di grave emergenza sanitaria per il ritardo nella ridefinizione delle reti assistenziali ospedaliere, territoriali e emergenza-urgenza e che tale situazione crea gravissime disfunzioni che potrebbero generare criticità tali da determinare i presupposti per l’avvio della procedura prevista all’articolo 2, comma 84 della Legge 191 del 2011. Tale articolo, infatti, al comma 84, recita testualmente: "Qualora il Presidente della Regione, nominato Commissario ad acta per la redazione e l’attuazione del Piano, ai sensi dei commi 79 o 83, non adempia in tutto o in parte all’obbligo di redazione del Piano o agli obblighi, anche temporali, derivanti dal Piano stesso, indipendentemente dalle ragioni dell’inadempimento, il Consiglio dei Ministri, in attuazione all’articolo 120 della Costituzione, nomina uno o più commissari ad acta di comprovate e qualificate professionalità ed esperienza in materia di gestione sanitaria per l’adozione e l’attuazione degli atti indicati nel Piano e non realizzati":

quali sono le ragioni che, anche per l’anno 2011, hanno determinato il perdurare del debito sanitario, nonostante che l’atto di commissariamento abbia automaticamente comportato per i cittadini calabresi l’aumento di Irap e Irpef per un gettito annuale pari a circa 140 milioni di euro;

come mai in Calabria si continui a produrre debito sanitario, nonostante si sia registrato il pensionamento di circa mille addetti del sistema sanitario regionale (medici, paramedici, infermieri e tecnici);

se risulta a vero che il disavanzo sanitario per l’anno 2011 abbia prodotto l’applicazione degli automatismi fiscali, determinando un ulteriore incremento delle aliquote fiscali di Irap e Addizionale Regionale Irpef per l’anno d’imposta in corso rispettivamente nella misura di 0,15 e 0,30 punti e l’applicazione del blocco automatico delle assunzioni fino al 31 dicembre 2013;

per quale ragione gli ospedali "Spoke" della Calabria risultino essere sottodimensionati per quanto riguarda i posti-letto rispetto a quanto previsto dal Decreto numero 106 del 20 ottobre 2011, considerato che al 31 marzo 2012 sono stati dismessi ben 17 ospedali di cui sei già depotenziati e undici da riconvertire entro il 31 marzo 2012 senza che, preventivamente, siano stati potenziati i servizi sanitari territoriali e realizzati i tredici Centri di assistenza primaria territoriale (CAPT) o Case della Salute che, attualmente, rimangono solo disegnati sulla carta;

per quale motivo, dopo due anni di Commissariamento del sistema sanitario calabrese, si registra una grave e persistente incapacità a fare uscire la Calabria dall’emergenza sanitaria e come mai, in alcuni territori della nostra regione si siano create condizioni di vera e propria "desertificazione" sanitaria che mettono a rischio i livelli essenziali di assistenza e che pongono ulteriormente in seria difficoltà gli stessi ospedali "Hub" e "Spoke" che operano già in condizioni sottodimensionate e che vengono "stressati" da una domanda crescente che deriva dal fatto che interi territori sono stati abbandonati a se stessi e lasciati senza alcun servizio sanitario alternativo ai presidi ospedalieri dismessi. Una tale situazione non farà altro che aumentare l’enorme piaga dell’emigrazione sanitaria che ogni anno fa già spendere alla nostra Regione 247 milioni di euro e che dimostra come il più grande ospedale calabrese continua ad essere quello fuori dalla nostra regione;

quali sono le iniziative che si intendono adottare di fronte alla gravità dell’attuale stato della sanità in Calabria e se, rispetto a quanto da Lei verbalizzato nel corso della riunione del 04 aprile 2012 del Tavolo Massicci in cui Lei stesso ha comunicato che nei prossimi giorni si rapporterà direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri per rassegnare, eventualmente, nelle sue mani le dimissioni dall’incarico di commissario, non ritenga utile, alla luce di tutto questo, far conoscere ai calabresi le sue determinazioni al fine di evitare un ulteriore deterioramento e aggravamento delle condizioni del sistema sanitario regionale”.

Chi la illustra? Interrogazione decaduta per mancanza dei firmatari della stessa.

Interrogazione a risposta immediata numero 246 del 18 maggio 2012 a firma del consigliere D. Talarico “In ordine alla situazione dei lavoratori della società TESI S.p.A. in fallimento”

PRESIDENTE

Siamo all’interrogazione a risposta immediata numero 246 del 18 maggio 2012 a firma del consigliere D. Talarico “In ordine alla situazione dei lavoratori della società TESI S.p.A. in fallimento” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

con legge 17 giugno 1996 numero 14 (BUR numero 62 del 20 giugno 1996), la Regione Calabria costituiva la società Tesi S.p.A., con ragione sociale afferente al settore delle tecnologie dell’informazione; la società era tra le partecipate di Fincalabra SpA;

attualmente la società è sottoposta a curatela fallimentare e 25 suoi ex dipendenti sono soggetti a regime di mobilità, con trattamento di sostegno al reddito previsto dagli ammortizzatori sociali;

tali lavoratori hanno più volte sottoposto all’attenzione della Giunta regionale la questione di una soluzione definitiva al problema che li riguarda, richiamando i casi similari in cui la Regione Calabria ha salvato numerosi posti di lavoro (vedasi, ad esempio, la recente soluzione della problematica degli ex lavoratori di Sviluppo Italia Calabria);

la Regione potrebbe trarre vantaggi dalla valorizzazione dei predetti lavoratori, nell’ambito di un’iniziativa di rilancio delle politiche pubbliche nel campo delle tecnologie dell’informazione;

constatato che le promesse di interessamento alla problematica, manifestate dalla Vicepresidente di Giunta nella riunione con una delegazione di ex lavoratori di Tesi, tenutasi in data 23 gennaio 2012, non hanno sortito effetto alcuno:

quali iniziative si intendono assumere a favore dei 25 ex lavoratori della società TESI SpA;

se non si valuti discriminatorio ai danni degli ex lavoratori della società TESI SpA il fatto che altri posti di lavoro relativi a società partecipate della Regione siano stati salvati attraverso specifiche iniziative e scelte politiche della Giunta regionale;

perché la legge regionale numero 28 del 2008, integrata dalla legge regionale numero 8 del 2010, è stata applicata solo ad una parte esigua degli ex lavoratori di Tesi, mentre giace presso il Dipartimento regionale lavoro una istanza inevasa, depositata da 25 ex lavoratori di Tesi in data 23 settembre 2010, nella quale si richiedeva l’applicazione dei benefici della suddetta legge regionale numero 28 del 2008, per come emendata dalla legge regionale numero 8 del 2010”.

E’ assente il presentatore; l’interrogazione, pertanto, è decaduta.

Interrogazione a risposta immediata numero 247 del 18 maggio 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, D. Talarico “In ordine alla prospettiva futura della società SoRiCal S.p.A.”

PRESIDENTE

Do lettura dell’interrogazione a risposta immediata numero 247 del 18 maggio 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, D. Talarico “In ordine alla prospettiva futura della società SoRiCal S.p.A.: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:

lunedì 14 u.s., nell’ambito di una conferenza stampa allestita dalla Giunta regionale presso la sede della Presidenza della Regione a Palazzo Alemanni di Catanzaro, si è parlato della situazione riguardante la società a capitale misto pubblico-privato per la gestione dell’approvvigionamento e la fornitura all’ingrosso dell’acqua ad uso potabile sul territorio della Regione Calabria Sorical S.p.A.;

nell’occasione è stato dichiarato che, a seguito del disimpegno della multinazionale francese Veolià dalla società di che trattasi, la Regione individuerà un nuovo socio privato attraverso un bando pubblico da approvarsi a breve;

tale decisione contrasta esplicitamente con l’esito del referendum sull’acqua pubblica svoltosi nel giugno dell’anno scorso, allorquando più di 800 mila cittadini calabresi hanno espresso, democraticamente, la loro contrarietà a qualsiasi forma di gestione privatistica del ciclo integrato delle acque;

fino ad oggi, ancorché la Regione detenesse la maggioranza del pacchetto azionario della società mista, a determinare la politica societaria è stato esclusivamente il socio privato, secondo una logica di profitto;

ciò, peraltro, è alla radice di numerosi contenziosi tra la medesima società ed una serie di comuni, che hanno contestato l’imposizione (unilaterale) di tariffe illegittime per la fornitura dell’acqua potabile ed il mancato avvio degli investimenti pur previsti nella convenzione tra Sorical S.p.A. e la Regione;

l’Acqua, come ha stabilito il referendum celebratosi meno di un anno fa, costituisce un bene comune, vale a dire un bene che appartiene a tutti e che deve essere di conseguenza gestito pubblicamente, senza che su di esso sia realizzato alcun profitto -:

se non sia il caso di sospendere ogni decisione in riferimento alla riorganizzazione del ciclo integrato delle acque in Calabria ed alla sua gestione, coinvolgendo parimenti il Consiglio regionale in una discussione di merito sulla prospettiva futura della società Sorical S.p.A;

quali iniziative si intendono assumere per garantire che la gestione delle acque in Calabria non finisca in mani private, con conseguente stravolgimento della volontà popolare, per come si è espressa in occasione del referendum svoltosi nello scorso mese di giugno.”

L’onorevole Giordano illustra l’interrogazione, però dovrebbe rispondere l’onorevole Gentile, il quale è assente. Nessuno dei componenti della Giunta regionale si assume la responsabilità del compito di rispondere; l’interrogazione, pertanto, onorevole Giordano, è rinviata.

Interrogazione a risposta immediata numero 248/9^ del 22 maggio 2012 a firma del consigliere F. Aiello “In ordine alla mancata erogazione dei fondi, peraltro previsti in bilancio al capitolo 62010203, a favore delle strutture che ospitano minori a rischio”

PRESIDENTE

Si passa alla interrogazione a risposta immediata numero 248/9^ del 22 maggio 2012 a firma del consigliere F. Aiello “In ordine alla mancata erogazione dei fondi, peraltro previsti in bilancio al capitolo 62010203, a favore delle strutture che ospitano minori a rischio di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alle politiche sociali. Per sapere – premesso che:

i Gruppi Appartamento sono strutture convenzionate con la Regione Calabria;

gli stessi si occupano della rieducazione e del reinserimento di minori sottoposti a tutela giudiziaria sia dell’area amministrativa che di quella penale, ricoverati a seguito di provvedimento del Tribunale dei Minorenni sia di Catanzaro che di Reggio Calabria;

sono le uniche strutture della Regione Calabria ad essere regolamentate da una legge, la 21/96, che nel garantire la massima trasparenza nei costi, prevede il pagamento di due rate anticipate ad inizio semestre e successivamente rendicontatone conclusiva;

ad oggi non solo non è stato versata alcuna anticipazione ma addirittura si devono ancora riscuotere somme maturate nel 2010;

il responsabile del procedimento, sig. Nicola Capicotto, con atteggiamento palesemente ostruzionistico, ritarda , per colpa di una incapacità palese, in maniera sistematica tutte le procedure creando notevoli disagi sia alle strutture che agli operatori stessi;

grazie ai ritardi accumulati sia nella riallocazione dei fondi perenti, (la comunicazione del dirigente Dott. Filippo De Cello è datata 21 febbraio 2012 e la richiesta di riallocazione è del 4 aprile 2012) sia per la stipula della nuova convenzione scaduta il 31/12/2011 è firmata il 14.05.2012 con responsabilità enormi da parte del responsabile del procedimento che con protervia, in una escalation di bugie ed atteggiamenti pretestuosi, ritardava di oltre due mesi la definizione della convenzione stessa;

lo stesso responsabile, sig. Capicotto, disattendeva finanche quanto concordato in mia presenza con il Direttore generale dott. Bruno Calvetta -:

quali azioni questo Dipartimento intende intraprendere nei confronti del sig. Nicola Capicotto, in quanto è evidente oramai a tutti che lo stesso non ha né competenze tecniche, né capacità di analisi, ne rapidità di esecuzione ne tanto meno, ed è la cosa assolutamente essenziale, buon senso, considerato che la sua gestione si ripercuote in maniera assolutamente negativa su un servizio che dura da oltre trenta anni e che è stato di aiuto per tanti e tanti ragazzi”.

E’ assente l’onorevole Aiello, l’interrogazione è decaduta.

Interrogazione a risposta immediata numero 249/9^ del 25 maggio 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, Talarico D. “Sul ripristino della linea ferroviaria Lamezia Terme – Catanzaro Lido”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 249/9^ del 25 maggio 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, Talarico D. “Sul ripristino della linea ferroviaria Lamezia Terme – Catanzaro Lido” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore ai trasporti. Per sapere – premesso che:

il 21 novembre 2011, sulla linea ferroviaria Lamezia Terme - Catanzaro Lido, un treno viaggiatori regionale con 21 persone a bordo, intorno alle ore 18:40, ha sviato in prossimità del ponte sul torrente Cancello e si è adagiato sul fianco destro, mentre la pila lato Lamezia Terme e le tre arcate del ponte appena attraversato crollavano rovinosamente;

già nel 2009, a seguito di precedenti fenomeni alluvionali, era crollato un ponte stradale contiguo al ponte ferroviario. In conseguenza di tali eventi, l’amministrazione provinciale di Catanzaro, il 20 gennaio 2011, aveva segnalato che la situazione dell’alveo del torrente Cancello, in corrispondenza della briglia e del ponte stradale crollati, si era ulteriormente aggravata, precisando che un’eventuale progressione del fenomeno avrebbe potuto compromettere la stabilità del retrostante ponte ferroviario;

quanto accaduto dimostra il cattivo livello di manutenzione della linea in questione, in passato si sono anche verificati significativi episodi di malfunzionamento degli apparati di segnalamento, che lo scorso 21 novembre stava per determinare una vera e propria tragedia;

ancora oggi questa linea ferroviaria risulta interrotta ed il traffico ferroviario viene garantito da autobus sostitutivi, con enormi disagi per i viaggiatori, che impiegano circa 1 h e 20 minuti per raggiungere Catanzaro Lido da Lamezia Terme, e atteso che le due città distano circa 30 km in linea d’aria e 41 km stradali;

in data 10 dicembre 2011 la dott.ssa Stasi, Vicepresidente della Regione Calabria, ha firmato un verbale di accordo con il ministro Barca per finanziare con 1 milione di euro uno studio di fattibilità per l’elettrificazione della linea Lamezia Terme-Catanzaro Lido;

la linea ferroviaria Catanzaro Lido-Lamezia Terme Centrale, oggi a semplice binario non elettrificato, è stata realizzata nel corso dell’ultimo ventennio del 1800 ed inaugurata definitivamente nel 1899. A quell’epoca le tecniche costruttive di tipo tradizionale non consentivano l’esecuzione di opere (scavi, ponti, rilevati) della portata di quelle che oggi possiamo ammirare nelle nuove tratte. Le linee ferroviarie seguivano le curve di livello e le rive delle valli scavate dai fiumi, di conseguenza erano tortuose e lontane dai centri abitati situati sulle colline, e spesso attraversavano zone ad elevato rischio idrogeologico. Di conseguenza, gli attuali tempi di percorrenza risultano davvero poco competitivi nei confronti dei mezzi di trasporto su gomma e non migliorerebbero significativamente effettuando una mera opera di elettrificazione della linea esistente;

vi è, inoltre, una drammatica necessità di dare rilancio e sviluppo al settore del trasporto ferroviario locale, che parta da una ricognizione delle esigenze della popolazione e tenga conto che le due città di Lamezia Terme e Catanzaro Lido ambiscono sempre più a costituire un’area metropolitana, per flussi di traffico, scambi economici e culturali;

il capoluogo di regione, Catanzaro, risulta oggi drammaticamente isolato dai punto di vista ferroviario;

l’istmo di Catanzaro rappresenta un’area strategica per l’intera penisola italiana, punto di passaggio fondamentale per tutta la Calabria centro-orientale;

occorre integrare le regioni del Meridione con il resto della penisola, favorendo lo scambio di merci e persone, d’idee ed esperienze, così contribuendo al rafforzamento del concetto stesso di Nazione ed alla scomparsa di fenomeni malavitosi, frutto di questo stesso isolamento, che determina stagnazione culturale ed economica -:

quali urgenti iniziative, per le parti di loro competenza, intendano adottare e quali saranno i tempi di ripristino del ponte crollato, risposta che la popolazione tutta del comprensorio Lamezia Terme-Catanzaro è ancora in attesa di conoscere;

se non intendano attivarsi, per quanto di competenza, per sviluppare e realizzare un piano strategico d’azione congiunto con Ferrovie dello Stato e il Ministero delle Infrastrutture per il potenziamento della linea in esame, a partire dalla progettazione della rettifica del tracciato esistente – eventualmente finanziandolo come snodo complementare al corridoio n. l per l’Alta Velocità ferroviaria, come più volte sollecitato alle istituzioni dal locale sindacato dei trasporti Fast Confsal – opera sicuramente più utile alla popolazione locale rispetto alla sola elettrificazione”.

Si prepari l’assessore Fedele per la risposta.

Prego, onorevole Giordano, ha facoltà di intervenire.

Giuseppe GIORDANO

Il 21 novembre del 2011, sulla linea ferroviaria Lamezia-Catanzaro un treno viaggiatori con 21 persone, intorno alle 18,40, ha subìto quasi un deragliamento sul ponte del torrente Cancello e solo per un caso fortuito non si è verificata, in quella occasione, una strage.

In conseguenza di questi eventi, l’amministrazione provinciale, il 20 gennaio 2011, aveva già – quindi con largo anticipo – segnalato la situazione che si poteva verificare, il livello di pericolo che c’era su questa linea ferroviaria, sollecitando tutti gli opportuni interventi e un monitoraggio continuo su quella linea ferroviaria, in particolare su quel tratto in cui si è verificato questo deragliamento.

C’è da dire che questa è una zona ad elevato rischio idrogeologico, per cui è conosciuto il livello di pericolo che c’è in questo tratto e quindi nell’intero bacino.

Con questa interrogazione, stante il tempo trascorso, vogliamo sapere quali iniziative sono state, per le parti di competenza della Regione, adottate e quali si intendono adottare per ripristinare e dare risposte a questo tratto su questa linea, soprattutto perché è un comprensorio con un notevole bacino di utenza; non è possibile che ci sia un’ulteriore inerzia da parte di tutti i soggetti competenti, pertanto vogliamo sapere quali sono le iniziative, i tempi e con quali modalità verranno attuate.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Fedele.

Luigi FEDELE, assessore ai trasporti

In merito a quanto chiedeva adesso il collega Giordano che ha presentato questa interrogazione, insieme ai colleghi De Masi e Talarico del suo gruppo, riguardo alla linea ferroviaria Lamezia Terme-Catanzaro Lido, vediamo di fornire alcuni elementi che possano rispondere alla sua interrogazione.

Intanto, preliminarmente si precisa che la competenza della linea ferroviaria Catanzaro Lido-Lamezia Terme centrale è statale, pertanto la gestione e manutenzione è affidata alla rete ferroviaria italiana.

Il ponte crollato – come lei ben ricordava prima – collocato lungo la linea in questione, era posto sotto sequestro, fino a qualche giorno fa, dall’Autorità giudiziaria. Quindi, in questo periodo di sequestro non era possibile nessuna azione concreta di ripristino, né evidentemente alcuna azione regionale di sollecito in tal senso, per cui non potevamo in nessun modo portare avanti iniziative, finché questa opera non veniva dissequestrata.

Fortunatamente, da qualche giorno, l’opera è stata dissequestrata e abbiamo dato subito impulso con un intervento, affinché si ripristinino al più presto i lavori e quindi credo che, da quanto ci hanno assicurato, a distanza di 15-20 giorni, ma penso nell’arco di un mese, inizieranno i lavori e quindi l’opera sarà completata e potrà essere fruita di nuovo per servire quel territorio che – come lei ricordava – è molto importante e quindi ha bisogno di quest’opera.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Ringrazio l’assessore per la risposta, mi dichiaro soddisfatto se i tempi sono questi, però voglio anche pregare l’assessore di voler seguire con attenzione lo sviluppo di questo procedimento.

Un’ultima cosa, come proposta: essendo, comunque, un tratto che diventa lo snodo complementare per il Corridoio 1, forse è il caso, ovviamente di concerto col Ministero delle infrastrutture, di ipotizzare, per il futuro, un’alternativa che possa meglio garantire e meglio servire il bacino di utenza, quindi rafforzare questa tratta, che diventa fondamentale.

Quindi, se il Presidente ci consente e l’assessore vuole anche dare un cenno, sarebbe… Grazie.

Interrogazione a risposta immediata numero 250/9^ del 30 maggio 2012 a firma del consigliere Franchino: “Sul pagamento dei contributi consortili indipendentemente dal beneficio correlato all’opera di bonifica”

PRESIDENTE

La prossima interrogazione a risposta immediata è la numero 250/9^ del 30 maggio 2012 a firma del consigliere Franchino, che l’ha ritirato in quanto la ritiene superata da altre risposte fornite dell’assessore Trematerra.

Interrogazione a risposta immediata numero 251/9^ del 1 giugno 2012 a firma del consigliere Mirabelli “Sulla grave crisi della Casa di Cura Madonna della Catena”

PRESIDENTE

Si passa adesso allinterrogazione a risposta immediata numero 251/9^ del 1 giugno 2012 a firma del consigliere Mirabelli “Sulla grave crisi della Casa di Cura Madonna della Catena” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale nella qualità di commissario straordinario alla sanità. Per sapere – premesso che:

la Casa di Cura Madonna della Catena è accreditata con il Servizio sanitario regionale per le seguenti branche specialistiche: Riabilitazione intensiva per n. 106 posti letto; Riabilitazione estensiva per n. 16 posti letto; Lungodegenza per n. 16 posti letto; Dh di riabilitazione intensiva per n. 15 posti letto;

la medesima struttura risulta essere autorizzata al funzionamento di ulteriori 60 posti letto di riabilitazione estensiva;

la Casa di Cura Madonna della Catena è stata contrattualizzata per l’anno 2011 per le prestazioni di: Riabilitazione intensiva pari a n. 106 posti letto; riabilitazione estensiva pari a n. 16 posti letto; Lungodegenza per n. 13 posti letto;

nell’ambito di una riorganizzazione del servizio sanitario regionale, tra l’altro imposto dal piano di rientro, l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza in data 6.10.2011 aveva predisposto un piano di riorganizzazione che prevedeva per la predetta struttura la seguente dotazione: Riabilitazione intensiva n. 80 posti letto; Riabilitazione estensiva n. 40 posti letto; Lungodegenza medica n. 20 posti letto;

successivamente, la rimodulazione dei posti letto è stata avocata dal Dipartimento tutela della salute da un sub-commissario;

in data 29 maggio 2012 tutte le strutture private accreditate sono state convocate presso il Dipartimento Tutela della salute ed, in particolare, alla casa di Cura Madonna della Catena sono stati comunicati i posti letto che si intendono assegnare sulla base di una rimodulazione di tutto il sistema, assegnando alla Clinica i seguenti posti letto: Riabilitazione intensiva n. 40 posti letto; Riabilitazione estensiva n. 16 posti letto; Lungodegenza medica n. 13 posti letto;

la predetta Casa di cura si trova da circa un anno in una grave crisi societaria che ha visto subentrare nella proprietà la Banca Unicredit che aveva concesso dei mutui a cui non era seguita la dovuta solvibilità societaria: che vi lavorano attualmente 180 dipendenti e che con i tagli proposti vedono la prospettiva di perdita del posto di lavoro; che i tagli ipotizzati sono del 62% e, pertanto, si vanifica l’opera di un concordato preventivo che doveva mettere le basi per un rilancio aziendale e salvaguardare i livelli occupazionali;

in siffatta situazione i dipendenti, pur garantendo i livelli assistenziali previsti dalla normativa vigente nei confronti dei ricoverati, hanno proclamato lo stato di agitazione interessando la Presidenza della Giunta regionale, della provincia di Cosenza, il Sindaco di Cosenza, l’azienda sanitaria provinciale e tutte le istituzioni presenti sul territorio;

ad altre strutture, in virtù di reale necessità e per programmazione sanitaria, pur non avendo la specificità riabilitativa sono stati assegnati posti letto di riabilitazione intensiva -:

se è al corrente della vicenda della Madonna della Catena e come intendere procedere per evitare che il territorio della Provincia di Cosenza non perda una struttura di primaria importanza che offre buona sanità ai cittadini di tutta la Calabria”.

La illustra l’onorevole Mirabelli.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

E’ un’interrogazione che riguarda, esclusivamente, una casa di cura abilitata e accreditata per la riabilitazione, la “Madonna della catena”, ha rappresentato e spero possa ancora rappresentare un’eccellenza in questa nostra Calabria, sia perché ha una dotazione in termini di accreditamento abbastanza elevata, sia perché è una delle poche strutture che riusciva a dare risposte seriamente alla riabilitazione di qualsiasi tipo non solo per la provincia di Cosenza, ma per l’intera regione e, addirittura, annoverava anche la possibilità di avere – e ha avuto per molto tempo, visti i ricoveri, oltre mille all’anno – anche pazienti che venivano da fuori regione, diminuendo, quindi, di fatto, agendo in maniera seria sulla emigrazione sanitaria.

E’ una struttura che è sempre stata considerata, dalla politica, ma anche, in generale, dagli operatori sanitari,  di eccellenza, con un budget di quasi 10 milioni di euro, con 170-180 lavoratori e con un accreditamento abbastanza cospicuo proprio perché, essendo, nella sanità, quello della riabilitazione uno dei nervi scoperti, anche in termini di posti letto, sin dall’inizio era stata fornita, vista l’efficienza e la professionalità del personale, di una dotazione in posti letto abbastanza forte. E’ stata accreditata all’inizio per una riabilitazione estensiva; per 106 posti letto per quella intensiva, estensiva per 16 posti letto, per lungo-degenza per altri 16 posti letto, per day hospital e riabilitazione intensiva per ulteriori 15 posti letto.

Questo accreditamento e questa dotazione, di fatto, negli anni sono  rimasti con piccole rimodulazioni, tant’è che la stessa azienda sanitaria provinciale di Cosenza aveva predisposto un piano di rimodulazione ed organizzazione nell’ambito del contenimento della spesa che, di fatto, non modificava il numero globale, anzi forse l’aumentava, perché si passava dagli 80 posti letto della riabilitazione intensiva a 40 posti letto dell’estensiva, a 30 posti letto, in generale quasi 150-160 posti letto, cambiava poco.

In realtà, cosa è successo? Che in una delle ultime riunioni – e mi riferisco a quella del 29 maggio del 2012 –, quando sono state convocate tutte le cliniche presso il dipartimento tutela della salute, è stato comunicato ufficialmente alla clinica che quella dotazione non esisteva più, che ci sarebbe stato un taglio sulla riabilitazione intensiva portando il numero di letti da 106 a 40, sulla estensiva a 16 posti letto, sulla lungo-degenza a 13 posti letto.

Di fronte a una notizia come questa, dove si evidenzia un indebolimento sostanziale e strutturale di questo contesto, vista la reale situazione in cui verte, purtroppo, la società che ha gestito sempre l’impresa – chiamiamola così – la “Madonna della catena”, che per una grave crisi societaria, per un’insolvenza con l’Unicredit, che è stata quella che ha dato maggiore esposizione bancaria, concedendo mutui che poi erano diventati insolventi ed entrando, di conseguenza, in una procedura di tipo fallimentare quasi con un’amministrazione controllata da parte del tribunale di Cosenza, è ovvio che i dipendenti, che sono 180, hanno capito la pericolosità di questa situazione.Un taglio del 62 per cento di posti letto, a fronte di una situazione debitoria abbastanza cospicua, rende questa azienda non allettante ad un eventuale concordato o ad un eventuale nuovo acquirente o alla riproposizione di una nuova società, per cui mette a serio rischio non solo i posti di lavoro, ma la stessa  esistenza di un’azienda.

E’ ovvio che non si capisce, nell’inquadramento generale, anche il fatto che si pongono dei posti letto, attenzione, per la riabilitazione ad una struttura già vocata, che avrebbe bisogno di essere rafforzata per poterla riportare al meglio, da un punto di vista societario, sul mercato, ma si vanno a dare posti letto a cliniche che non avevano una storia di riabilitazione, cioè che non hanno, professionalmente, una capacità di poter dare queste risposte, ma che dovrebbero attrezzarsi, e mi riferisco alle varie cliniche che fino all’altro ieri avevano posti letto solo per acuti.

Non si capisce bene, allora, qual è la ratio, si toglie ad una per riconvertire posti letto, ad esempio la cardiologia della medicina nelle strutture private per eccellenza per acuti anche di Cosenza, per dargli, poi, ulteriori 20-30 posti, quindi andare a dividere la differenza che perde la “Madonna della catena” a cliniche che non hanno una storia di capacità riabilitativa.

Si è sentito il bisogno, quindi, su sollecitazione non dell’azienda, che non esiste, ma esclusivamente dei dipendenti, di intervenire sul Presidente Scopelliti, sul commissario straordinario attraverso questa interrogazione per capire – sicuramente è a conoscenza della situazione – le intenzioni che ha come commissario straordinario della sanità, per cercare di porvi rimedio, al fine di non chiudere questa importantissima struttura che, secondo me, è un fiore all’occhiello della sanità calabrese e sarebbe un male perderla.

PRESIDENTE

Risponde la Vicepresidente della Giunta regionale, dottoressa Stasi.

Antonella STASI, Vicepresidente della Giunta regionale

Onorevole Mirabelli, in effetti questa casa di cura ha una storia, non solo in termini di sanità, ma anche in quanto dà posti di lavoro con numeri importanti; infatti, parliamo di 180 dipendenti.

Nell’ottica del riordino della rete ospedaliera per acuti e per non acuti, c’è stata una riduzione complessiva all’interno della sanità calabrese sia nel settore pubblico sia nel settore privato. Ovviamente in quest’ottica, soprattutto quando ci sono strutture private in difficoltà, come appunto la casa di cura, si rischia di non sopportare queste riduzioni drastiche. 

Mi risulta, però, che proprio la settimana prossima ci sarà un incontro del commissario De Lia con il consulente nominato, questo commissario Crimbari, in cui ci sarà un’interlocuzione per proporre e verificare determinate situazioni non solo in termini di nuovo budget, ma anche in termini di rimodulazione dei posti letto, proprio per dimostrare di predisporre un’offerta che sia sostenibile per la clinica stessa, per i dipendenti e soprattutto per la continuità anche in futuro.

Tutto questo, però, incastrato in quelli che sono i numeri regionali, gli obiettivi regionali – questo lo sappiamo – ma ci risulta anche che ci sia già un offerente che, in qualche modo, su un’ipotesi che sta portando avanti il commissario, potrebbe essere disponibile a subentrare e, quindi, a mettere in equilibrio la struttura.

La settimana prossima ci sarà questo incontro e vediamo un po’ cosa succede; noi ci auguriamo che sia risolutivo e che possa, comunque, concludersi con un buon esisto per la casa di cura, per i dipendenti e sicuramente per la popolazione che, in qualche modo, usufruisce di questi servizi sanitari.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Mirabelli, due minuti per la replica.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Prendo atto della risposta della Vicepresidente che ringrazio e spero veramente che da questo incontro possa nascere qualcosa di positivo. 

Vi anticipo – considerato che il dottor Cribari lo conosco bene ed ho anche parlato con lui – che è ovvio che un’azienda di questa portata, con una posizione debitoria alle spalle, per essere appetibile ad un nuovo acquirente debba essere messa nelle condizioni di poter svolgere anche un minimo di profitto.

Alla luce di quei numeri senza dubbio non potrà essere presa - ripeto le parole del dottor Cribari – in considerazione neanche una forma di concorrenza e si rischia, addirittura, di perdere l’accreditamento all’autorizzazione.

Perché questa interrogazione? Nasce dal fatto, soprattutto, che credo che partendo da una sensibilità forte si possa trovare una sintesi, una soluzione anche perché – restando ai numeri – nell’ambito della logica del ridimensionamento dei costi della spesa nella riabilitazione, non degli acuti, ci sono ancora spazi per la provincia di Cosenza; ed anche perché credo che in termini di posti letto la provincia di Cosenza nella parte riabilitativa non sia ancora arrivata al plateau consentito per legge per poter assicurare i Lea.

Ecco perché non si capiva la motivazione di questo taglio a fronte di una situazione …

Spero e prendo per buone le vostre parole affinché ci sia una sensibilità forte da parte del commissario straordinario, da parte del Presidente della Giunta regionale, affinché si possa riportare la casa di cura ad un numero di posti letto apprezzabile, al fine di poterla reinserire sul mercato.

Interrogazione a risposta immediata numero 252/9^ del 7 giugno 2012 a firma del consigliere Censore: “In ordine all’avviso per il conferimento dell’incarico di dirigente di Settore e di Servizio presso la Giunta regionale” 

PRESIDENTE

La prossima interrogazione a risposta immediata è la numero 252/9^ del 7 giugno 2012 a firma del consigliere Censore: “In ordine all’avviso per il conferimento dell’incarico di dirigente di Settore e di Servizio presso la Giunta regionale” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

in data 30 maggio 2012, il Dipartimento regionale Organizzazione e Personale ha emanato un avviso per il conferimento di incarichi di dirigente di Settore e di Servizio presso la Giunta Regionale;

tra i posti disponibili risulta esserci anche quello del Dirigente di Settore del Piano di Rientro del dipartimento Tutela della salute e politiche sanitarie;

il Piano di Rientro obbliga le Regione Calabria al vincolo del blocco delle assunzioni e del turn-over nel settore sanitario;

il conferimento di incarico di dirigente di Settore per il piano di Rientro segna di fatto un atto che può dirsi in netto contrasto con i vincoli tuttora in corso del Piano di Rientro;

il conferimento degli incarichi di dirigente sopra menzionati comporta un sicuro aggravio di spesa che va ad incidere pesantemente sul bilancio regionale;

la paventata mobilità extra comparto del personale delle pubbliche amministrazioni prevista nell’avviso risulta essere in contrasto con l’attuale normativa regionale e nazionale vigente -:

se la Giunta regionale non ritenga più utile ricoprire preventivamente i posti resi disponibili di Dirigente con personale di livello dirigenziale già in servizio presso la Giunta o il Consiglio regionale, consentendo così un utile risparmio di risorse.

La presente viene trasmessa per conoscenza al Tavolo di monitoraggio interministeriale per la verifica sugli atti del Piano di Rientro ed al Ministero del tesoro”.

Essendo assente l’onorevole Censore, l’interrogazione è decaduta.

Interrogazione a risposta immediata numero 253 del 7.06.2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine al mancato avvio dei progetti a favore dell’inclusione sociale dei bambini Rom e sui criteri di scelta dei Comuni, delle scuole e delle professionalità coinvolte e individuate a tale scopo”

PRESIDENTE

Do lettura dell’interrogazione a risposta immediata numero 253 del 7.06.2012 a firma del consigliere Aiello F. “In ordine al mancato avvio dei progetti a favore dell’inclusione sociale dei bambini Rom e sui criteri di scelta dei Comuni, delle scuole e delle professionalità coinvolte e individuate a tale scopo”: “Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla cultura, università e ricerca scientifica. Per sapere - premesso che:

con precedente interrogazione a risposta scritta del primo marzo ultimo scorso lo scrivente chiedeva in ordine all’interrogazione in oggetto numerosi riscontri e notizie particolari circa il progetto a favore dei bambini Rom quali beneficiari delle azioni tese alla loro inclusione sociale e contro la dispersione scolastica;

attraverso alcuni comunicati e dichiarazioni da parte dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione della Regione Calabria si dava per certo l’avvio degli stessi progetti in coincidenza dell’anno scolastico 2011/2012;

alla data della presente interrogazione manca meno di una settimana per il termine delle attività scolastiche e che nessuno dei progetti a sostegno dell’inclusione dei bambini Rom sull’intero territorio regionale è invece partito;

dalla lettura degli atti resi disponibili si evincono palesi difformità circa la presenza della figura dei facilitatori che seppur individuati nel progetto generale, scompaiono poi nel dettaglio dei progetti finanziabili per come organizzati dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione;

nulla è emerso dalla risposta pervenuta dall’Assessorato in questione con nota n. 3349/SP del 17 aprile 2012 circa le questioni di merito sollevate e riferibili alla scelta delle associazioni, scuole, professionisti e dei Comuni coinvolti nella progettazione attraverso il lavoro di un tavolo tecnico non meglio specificato nelle sue articolazioni;

rientra nelle buone prassi il coinvolgimento diretto delle etnie beneficiare e non già delle sole associazioni seppur rappresentative delle istanze delle diverse etnie Rom presenti in Calabria;

sempre dalla risposta alla precedente interrogazione con nota di cui sopra emerge ancora - una non meglio specificata volontà dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione di avviare solo genericamente nel 2012 il programma di inclusione sociale dei bambini Rom, successivamente alla necessaria riallocazione di fondi;

dalla pubblicazione del libro Progetto Rom - allegato a sostegno e risposta alla mia precedente interrogazione non emergono invece per come dovrebbero alcune aree a forte concentrazione di talune etnie Rom al momento presenti nel nostro territorio risultando di conseguenza assenti le relative scuole dell’obbligo scolastico -:

quali sono state le modalità precise ed esaustive che hanno portato alla scelta di talune collaborazioni necessarie alla realizzazione del progetto di inclusione sociale e di contrasto alla dispersione scolastica a favore dei bambini Rom;

quali sono i motivi che hanno determinato il mancato avvio degli stessi, nonostante siano stati presentati in occasione della visita del ministro Riccardi (dicembre 2011) come operativi;

quali i motivi del mancato inserimento della figura del facilitatore nei progetti;

a che punto è la necessaria riallocazione dei fondi a favore del progetto sui bambini Rom;

perché i risultati a cui giunge il tavolo tecnico attraverso i suoi esperti per come emerge dal libro - Progetto Rom - non evidenzia Comuni come Bisignano e Corigliano Calabro che al momento registrano invece una discreta presenza di bambini Rom;

se sono state direttamente coinvolte le comunità Rom e nello specifico quali”.

Essendo assente l’onorevole Aiello, l’interrogazione è decaduta.

Interrogazione a risposta immediata numero 254 del 7.06.2012 a firma del consigliere Giordano “Sulla realizzazione di una società di gestione dell’interporto di Gioia Tauro”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 254 del 7.06.2012 a firma del consigliere Giordano “Sulla realizzazione di una società di gestione dell’interporto di Gioia Tauro” di cui do lettura: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

il porto di Gioia Tauro, localizzato nel cuore del Mediterraneo, favorisce una potenzialità d’uso molteplice sia come hub sia come transhipment e lo stesso si sviluppa su un territorio di ca. 7 milioni di mq (incluso lo specchio d’acqua) suddiviso in: Zona Portuale di ca. 3,2 milioni di mq, 1° Area industriale ASI di ca. 0,6 milioni di mq , 2° Area industriale ASI di ca. 3 milioni di mq;

dal 2008 in poi il Porto di Gioia Tauro ha evidenziato segnali di perdita di competitività, dovuti all’apertura di nuovi porti che presentano vantaggi logistici assimilabili, sia a una serie di altri fenomeni legati a fattori economici e sociali del territorio;

tale situazione comporta sempre più la necessità di sviluppare e rafforzare il retroporto puntando sulla diversificazione delle attività e sulla polifunzionalità del porto fra le quali: magazzinaggio, ottimizzazione dei carichi per il trasporto interno, gestione informatica e pratiche doganali, lavorazioni accessorie legate al ciclo logistico (confezionamento, etichettatura, prezzatura, codice a barre), controlli quantitativi e qualitativi, gestione delle giacenze, raccolta ed eliminazione prodotti scaduti, gestione dei resi, movimentazione e gestione imballaggi vuoti, gestione e preparazione degli ordini e spedizione; pianificazione della distribuzione e trasporto del prodotto finito;

attraverso l’Accordo di Programma Quadro per il polo logistico intermodale di Gioia Tauro si prevede un investimento di oltre 450 milioni di euro per la realizzazione di interventi nell’area e ,in sintesi, gli investimenti previsti riguardano la difesa della stabilità del transhipment, la realizzazione di un gateway ferroviario per collegare il porto ai principali nodi di scambio del paese, la realizzazione di un secondo canale portuale e banchina sud al fine di dedicare ampi spazi alle merci soggette a "trattamento in loco" e sempre nel rispetto della vocazione di transhipment del porto, la realizzazione di una piattaforma logistica, volta a favorire un processo di delocalizzazione produttiva ed il conseguente aumento di lavoro qualificato, l’attuazione di azioni di marketing territoriale, al fine di incentivare l’attrazione di investimenti nell’area;

in questo contesto assume un rilievo particolare l’interporto quale complesso organico di strutture e servizi integrati e finalizzati allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto, comunque comprendente uno scalo ferroviario idoneo a formare e ricevere treni completi ed in collegamento con porti, aeroporti e viabilità di grande comunicazione". In pratica esso si "configura come un’infrastruttura plurifunzionale integrata di trasporti intermodali e servizi logistici avanzati;

gli interporti, proprio per le funzioni da essi svolti, rappresentano un elemento fondamentale nel sistema logistico ed intermodale e la loro installazione costituisce uno dei principali fattori di sviluppo. Attraverso la loro concentrazione nell’area, infatti, si otterrebbe la possibilità di sfruttare rilevanti sinergie interaziendali. Il risultato di questa collaborazione ed integrazione consisterebbe non solo nell’attrazione di grandi flussi di merci ma anche nella lievitazione del valore aggiunto creato dall’intero sistema interportuale;

alla luce delle considerazioni suesposte e in ragione delle giustificate preoccupazioni che interessano da mesi gli operatori del settore, le forze sindacali e i vari Enti istituzionali -:

quali siano, all’interno della programmazione regionale e comunitaria gli interventi previsti per lo sviluppo e il rafforzamento dell’interporto di Gioia Tauro;

se nelle determinazioni del governo regionale vi sia la finalità di costituire una società di gestione dell’interporto gioiese al fine di mettere a sistema, rendendola multifunzionale, la struttura portuale in caso affermativo quali iniziative si intendono intraprendere per velocizzare la costituzione della suddetta società di gestione e che caratteristiche andrà ad assumere la stessa rispetto alla governance”.

Prego, onorevole Giordano, ha facoltà di parlare.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, quest’Aula, nel corso di questi quasi 30 mesi di mandato, ha affrontato diverse volte la questione del porto di Gioia Tauro anche con documenti, quali approvati alla unanimità e quali hanno segnato, comunque, una accorata volontà di decidere e di affrontare compiutamente  quello che doveva essere e può essere ancora il volano di sviluppo non solo per la Calabria ma per l’intero Mezzogiorno.

Ebbene, in sintesi cosa chiediamo con questa interrogazione? Chiediamo di sapere quali sono i passi che si vogliono muovere e che si stanno muovendo per la creazione dell’interporto. In conseguenza di ciò, quindi, con quale strumento si vuol creare il sistema interporto, la governance dell’interporto e se il Governo regionale ritiene di dover varare una società di gestione.

L’Accordo di programma quadro per il polo logistico intermodale prevede un investimento di 450 milioni di euro laddove la direttrice è sempre quella del rafforzamento del transhipment, ma vi è la strategia avvertita e più volte sottolineata da parte delle istituzioni e da parte di coloro i quali hanno disegnato strategicamente le linee in cui debbono muoversi i porti in Italia e in cui hanno avuto successo e si sono rafforzati i porti nello scacchiere del Mediterraneo, che è quella, proprio, della creazione di una piattaforma plurifunzionale integrata per favorire i trasporti intermodali e la logistica avanzata.

In questo contesto voglio ricordare che Genova e Trieste, nonostante l’infelice posizione geografica, sono riusciti a realizzare, anche con l’ausilio di importanti colossi bancari e mi riferisco ad Unicredit che ha finanziato le attività l’interporto di Genova verso Alessandria e Trieste che traguarda Monfalcone con un importante investimento sempre da parte dell’Unicredit.

Allora, noi vogliamo sapere quali sono le iniziative per far decollare, per mettere a sistema il porto di Gioia Tauro e per renderlo competitivo in maniera compiuta e non più semplicemente con dichiarazioni di principio. Ciò non può che passare dal mettere a sistema un interporto che già, di fatto, esiste ed ha le condizioni per poter partire.

Questo è il senso della interrogazione che vuol essere uno stimolo per non far cadere ancora una volta nell’oblio la questione e per poi parlare di porto di Gioia Tauro solo quando ci sono i venti di crisi, la crisi occupazionale o quando chi lavora in regime di monopolio viene a batter cassa per aver benefici fiscali e non si cura invece di come deve essere disegnata una strategia di sviluppo di lunga gittata.

La Regione si deve far carico di questo e noi chiediamo con questa interrogazione qual è lo stato dell’arte e quali sono le iniziative che il governo regionale ha messo in campo.

PRESIDENTE

Prego, Vicepresidente Stasi, può rispondere.

Antonella STASI, Vicepresidente della Giunta regionale

Grazie, onorevole, per aver posto questo quesito. Sono d’accordo con lei: non bisogna mai dimenticarsi di Gioia Tauro e soprattutto non lo fa questa Giunta regionale che porta avanti non dico quotidianamente ma quasi una serie di iniziative che riguardano il porto ed il transhipment e, in qualche modo, l’intera area di Gioia Tauro.

In riferimento alla sua prima domanda: cosa si sta facendo per la società dell’interporto, cioè se è prevista la realizzazione della società, dico che, intanto, poteva essere prevista un po’ di tempo fa, prima dell’Apq siglato.

Oggi quel che è previsto è sicuramente un importante bando che uscirà a giorni sul gateway ferroviario che supera, in qualche modo, il concetto di creare una società di interporto perché, ovviamente, con i 20 milioni di fondi pubblici che saranno messi a bando, il soggetto che si proporrà avrà la possibilità di realizzare un complesso importante che contiene tutto quello che comprende un interporto e, probabilmente, anche qualche cosa in più.

All’interno del bando sono previsti anche piazzali, parliamo di circa 140 mila metri quadri di piazzali e 10 mila metri quali uffici direzionali, oltre alla realizzazione, ovviamente, di veri e propri binari. Una stazione ferroviaria con circa 1.200 metri lineari di nuovi binari; parliamo di 4 nuovi binari e di tutto quello che abitualmente comprende un interporto oltre che ovviamente la gestione dell’interporto stesso.

Noi lo chiamiamo gateway perché, in effetti, questa è la denominazione data principalmente all’interno dell’Apq. Probabilmente si parlerà di società interporto ma non lo si potrà fare se non dopo aver individuato il nuovo interlocutore.

A questo aggiungo: che cosa sta facendo la Giunta regionale? Voglio riepilogare cosa sta facendo la Giunta regionale. Intanto, oltre a portare avanti l’Apq con tutti gli interventi  previsti al suo interno, sappiamo che da qui a non molto, oltre al bando per il gateway, partirà anche il bando per gli incentivi alle imprese; parliamo di 25 milioni di euro più altri 25 milioni che il Ministero dello Sviluppo economico sta concludendo per portare avanti questo bando con 50 milioni di euro destinati ad imprese che vorranno insediarsi. Abbiamo voluto prevedere anche l’obbligatorietà che siano legate alla logistica proprio perché siamo convinti che bisogna rafforzare il transhipment, prima priorità assoluta di questa Giunta regionale ed in qualche modo i risultati si vedono.

Solo nel mese di giugno – lo voglio ricordare - Gioia Tauro ha avuto 260 mila teu che è una cifra importante che in qualche modo ci riporta al 2009 o al 2008 quando Gioia Tauro aveva complessivamente, a livello di annualità, dei numeri che lo facevano ricordare nelle classiche mondiali dei porti di transhipment.

Se mantiene questo trend probabilmente supererà nell’anno addirittura i 2 milioni 800 mila teu. Diciamo che il trend è in crescita e continuiamo a lavorare, soprattutto auspichiamo che Msc ci dia delle risposte importanti così come sta facendo e, ovviamente, che anche Msct riveda la posizione nei confronti dei propri dipendenti, affinché, in qualche modo, questo numero di cassaintegrati che ha individuato possa scender; sicuramente, il problema sarà oggetto di nuovi tavoli che già nella settimana prossima faremo e ai quali parteciperemo anche come Giunta regionale.

Poi, lo abbiamo già detto qualche mese fa, sta per partire il ferro-bonus con fondi di bilancio del Consiglio regionale. Oggi siamo quasi pronti e il bando partirà da qui a non molto ricalcando la normativa nazionale con fondi regionali. Questo per far partire immediatamente il trasporto ferroviario anche prima di realizzare il gateway e soprattutto per rendere più attrattivo lo stesso bando del gateway.

A queste sono associate altre misure. A Gioia Tauro abbiamo destinato come Consiglio regionale, come fondo di bilancio, 8 milioni di euro. Con il ferro-bonus, riusciremo a destinare non più di 2 milioni di euro per il 2012 ma se servirà continueremo a rifinanziare la proposta soprattutto se avremo delle risposte e delle richieste importanti.

Tutto questo, ovviamente, associato ad un bando sul gateway ferroviario dove ci aspettiamo degli interlocutori importanti ed internazionali che possono partecipare.

In questa fase c’è già stata una richiesta di preinformazione e quindi staremo a vedere cosa succede nei prossimi mesi. Sicuramente l’occasione che ha in questo momento Gioia Tauro non ce l’ha probabilmente nessun altro porto nel bacino del Mediterraneo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Prendo atto della risposta articolata che ha dato la dottoressa Stasi. Staremo qui attenti e vigili affinché si continui a parlare del porto nelle prossime settimane e finalmente, soprattutto, se il bando è pronto – come dice la Vicepresidente  ci sia idealmente la posa della prima pietra. Tutto questo perché l’Apq non sia semplicemente un grande progetto ma diventi qualcosa di concreto perché si possa, veramente, parlare di interporto e creare quel sistema può creare competitività e far guadagnare, rispetto alla scala mondiale, le posizioni che il porto di Gioia Tauro sta già guadagnando, benché non certamente nell’ultimo mese, nell’ultimo periodo. Il Porto di Gioia Tauro ha un grande potenziale che può essere solo accompagnato se si crea questo sistema su cui siamo tutti sostanzialmente d’accordo.

Interrogazione a risposta immediata numero 255 dell’11 giugno 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, Talarico D. “In ordine ai presunti fondi regionali necessari per la ristrutturazione dello stadio Ceravolo di Catanzaro”

PRESIDENTE

Si passa all’interrogazione a risposta immediata numero 255/9^ dell’11 giugno 2012 a firma dei consiglieri De Masi, Giordano, Talarico D. “In ordine ai presunti fondi regionali necessari per la ristrutturazione dello stadio Ceravolo di Catanzaro” che recita: “Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

dagli organi di stampa si apprende che nell’ambito di una convention tenutasi presso l’auditorium Casalinuovo, in occasione del recente turno elettorale amministrativo di Catanzaro, il Presidente della Giunta regionale "ha detto di aver deciso di stanziare 5 milioni di euro per la ristrutturazione dello stadio Ceravolo";

in data 29 marzo l’assessore regionale Tallini, a seguito di un incontro avuto con l’assessore regionale al bilancio ed alla programmazione nazionale e comunitaria, ha diffuso un comunicato nel quale si apprende che "I cinque milioni di euro pubblicamente promessi dal Presidente della Regione, Scopelliti, per la ristrutturazione dello stadio Ceravolo di Catanzaro non erano, come qualcuno aveva insinuato, né una promessa da marinaio, né tanto meno una promessa preelettorale, bensì una concreta realtà" (www.catanzaroinforma.it);

dallo stesso sito si apprende che la somma da destinare alla ristrutturazione dello Stadio comunale di Catanzaro verrebbe reperita dalla riprogrammazione delle quote residue rinvenienti dal Fondo di sviluppo e coesione 2000 - 2006, relative alla Calabria;

il centro-sinistra catanzarese aveva, a suo tempo, sottolineato come queste affermazioni potessero rappresentare meri proclami pre-elettorali;

su il Quotidianoweb.it, in data 22 maggio 2012, il Sindaco di Catanzaro ha ribadito che "per il completamento di questi lavori e per ottemperare a tutte le richieste della Lega Pro e a quelle previste per rispettare le normative sulla sicurezza, sarà fondamentale attingere al fondo di 5 milioni di euro messi a disposizione dal Presidente Scopelliti";

in tale occasione il Sindaco di Catanzaro ha aggiunto che provvederà "personalmente a sollecitare gli uffici della Regione affinché la somma necessaria per questa tranche di interventi sia messa a disposizione dell’amministrazione comunale";

altri impianti sportivi, quali lo Stadio di Crotone e quello di Reggio Calabria, pur ospitando eventi di maggiore importanza e più ampia risonanza, risultano essere ugualmente obsoleti e, pertanto, meritevoli di ristrutturazione;

non si riescono a comprendere, se la notizia dovesse risultare verosimile, i criteri utilizzati dalla Giunta regionale per destinare fondi regionali ad una struttura sportiva anziché ad altre ugualmente obsolete -:

i criteri utilizzati dalla Giunta nella destinazione dei fondi regionali ad una struttura sportiva anziché ad altre ugualmente obsolete;

se il Presidente della Giunta regionale intenda finanziare la ristrutturazione di altri impianti sportivi, quali lo Stadio di Crotone e quello di Reggio Calabria, ugualmente fatiscenti”.

L’interrogazione viene rinviata per assenza dell’assessore Gentile.

Interrogazione a risposta immediata numero 256/9^ del 14 giugno 2012 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato degli indennizzi a seguito dell’evento alluvionale del 2 novembre 2010 verificatosi in Gioia Tauro”

PRESIDENTE

La prossima interrogazione a risposta immediata di cui do lettura è la numero 256/9^ del 14 giugno 2012 a firma del consigliere Giordano “Sullo stato degli indennizzi a seguito dell’evento alluvionale del 2 novembre 2010 verificatosi in Gioia Tauro”: “Al Presidente della Giunta regionale nella qualità di commissario delegato per la Regione Calabria. Per sapere - premesso che:

si apprende dagli organi di stampa che a causa di ritardi e/o inadempienze burocratiche imputabili al comune di Gioia Tauro, si appalesa il rischio di perdere congrui finanziamenti statali disposti con ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri, la n. 3918 del 18 gennaio 2011, destinati, fra gli altri, alle vittime dell’alluvione verificatosi in data 2 novembre 2010 nella cittadina gioiese;

il Sindaco del comune Bellofiore in recenti dichiarazioni ha stigmatizzato i facili allarmismi e ha rassicurato la cittadinanza sull’iter burocratico, evaso regolarmente secondo i dettami previsti dall’ordinanza del Commissario delegato che stabilisce direttive per l’istruttoria delle richieste di accesso ai contributi, e che, pertanto, a breve i finanziamenti previsti saranno erogati;

numerosi cittadini, molti dei quali aderenti al comitato Valle Amena, paventano, al contrario, che sulla base di una deliberazione della Corte dei Conti, la n. 21 del 22 marzo 2012, vi siano state carenze nella procedura amministrativa e per tale motivo hanno avanzato una richiesta di chiarimento al primo cittadino senza, però, ottenere alcun riscontro;

sulla questione lo stesso sottosegretario, onorevole Franco Torchia, ha avuto modo in passato di sollecitare i vari comuni interessati agli eventi alluvionali ad "attrezzarsi adeguatamente con tecnici preparati per evitare non solo lungaggini burocratiche, ma anche di perdere delle risorse importanti";

la comunità gioiese giustamente pretende di essere informata sugli sviluppi della vicenda ponendo fine così a legittime preoccupazioni sul futuro dei finanziamenti, essenziali per un adeguato ristoro dei danni subiti e per un recupero del tessuto urbano e produttivo -:

quale sia lo stato attuale dell’iter burocratico riguardante l’assegnazione dei fondi statali per le vittime dell’alluvione del 2 novembre 2010, con particolare riferimento al comune di Gioia Tauro;

se effettivamente sono state riscontrate delle carenze o inadempienze nel carteggio documentale inviato dal suddetto comune di Gioia Tauro ,

ove sussistano delle problematiche quali iniziative si intendono intraprendere per evitare che vengano persi i finanziamenti governativi finalizzati agli interventi a favore della comunità gioiese”.

L’onorevole Giordano ha facoltà di parlare.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, grazie. Questa interrogazione è stata  presentata per capire lo stato dell’arte di una vicenda che ha avuto contorni altalenanti e che riguarda i procedimenti per il ristoro alla popolazione e all’amministrazione, quindi attraverso l’amministrazione di Gioia Tauro per l’alluvione che si è verificata il 2 novembre 2010.

Le recenti dichiarazioni del sindaco di Gioia Tauro protendevano a rassicurare il Comitato dei cittadini, costituito subito dopo questo tragico evento che ha colpito la cittadina di Gioia Tauro, che, attraverso un confronto con le istituzioni, era riuscito ad ottenere delle garanzie in ordine agli interventi e al ristoro della popolazione ma anche agli interventi per la messa in sicurezza del fiume Budello che rappresenta un vero pericolo incombente sulla città di Gioia Tauro.

Intendiamo con questa interrogazione ricevere i chiarimenti perché se da un lato l’amministrazione di Gioia Tauro dice che questi fondi non sono andati persi dall’altro lato ci risulta che potrebbe essersi verificata una interruzione amministrativa che potrebbe aver fatto perdere queste risorse che sono importanti e vitali per la comunità di Gioia Tauro.

Chiedo al sottosegretario Torchia lo stato dell’arte dell’iter burocratico e, nell’ipotesi che ci sia un blocco dell’iter o il rischio della perenzione di questi fondi, quali iniziative il governo regionale intenda mettere in campo per risolvere il problema.

PRESIDENTE

La parola al sottosegretario Torchia.

Franco TORCHIA, sottosegretario alla protezione civile e meteo regionale

Grazie, Presidente. In seguito agli eccezionali eventi che hanno colpito la Calabria nel settembre e nel novembre 2010, il Governo con una ordinanza di protezione civile ha stanziato la somma di 7 milioni di euro. Successivamente, il Presidente Giuseppe Scopelliti, ha individuato i comuni della Calabria che erano stati danneggiati dagli eventi meteorologici e con una lettera ha chiesto ai Comuni di trasmettere le schede con la contabilizzazione delle spese sostenute relativamente agli interventi di somma urgenza.

L’istruttoria delle pratiche da parte della struttura del commissario delegato è stata velocissima tanto è vero che già due giorni prima che le somme fossero accreditate presso la Regione, il 29 luglio cioè, il commissario delegato aveva provveduto ad emanare una ordinanza per la liquidazione di circa 41 amministrazioni comunali.

Il totale della somma liquidata è stata pari al 70 per cento degli importi ritenuti ammissibili. Devo dire, quindi, che in poco meno di due mesi il commissario straordinario per l’emergenza aveva liquidato le somme urgenze.

Esaurita la prima e più importante fase, la struttura inizia ad esaminare le richieste pervenute dai comuni relativamente alle spese che le amministrazioni avevano sostenuto nella prima emergenza per l’autonoma sistemazione di nuclei familiari la cui abitazione fosse stata distrutta in tutto o in parte, ovvero fosse stata anche solamente sgomberata.

In data 26 gennaio 2012 il Presidente Scopelliti in qualità di commissario delegato ha emanato una prima concessione di un primo stralcio di contributi che riguardavano 4 comuni per un totale pari a 131 mila euro.

Tra questi comuni c’era anche quello di Gioia Tauro che doveva essere assegnatario di un rimborso per contributi ai nuclei familiari e per spese alberghiere pari a 90 mila euro. Ovviamente il contributo e l’ordinanza del commissario delegato dovevano essere sottoposti al visto di legittimità da parte della Corte costituzionale.

La sezione regionale di controllo della Calabria con deliberazione del 12 aprile ricusava il visto di legittimità perché secondo la Corte dei conti i comuni di Gioia Tauro e di Reggio Calabria non potevano essere destinatari di contributi in quanto avrebbero presentato la documentazione in ritardo e non tutta regolare.

Ora per quanto ci riguarda, per quanto riguarda la struttura del commissario delegato, dobbiamo dire che le schede che sono state trasmesse dal comune di Gioia Tauro e dal comune di Reggio Calabria rientrano nei termini perché la documentazione è stata trasmessa in due fasi. La prima fase è stata trasmessa per e-mail, quindi per posta elettronica, e la seconda fase comprendeva la documentazione cartacea per posta. Per noi faceva fede la documentazione trasmessa anche per posta elettronica.

La Corte costituzionale asserisce che il comune di Gioia Tauro nella nota di trasmissione avvenuta per posta elettronica non avrebbe indicato in modo chiaro ed evidente che in una fase successiva avrebbe trasmesso anche le schede di censimento. Cioè le schede di censimento per posta elettronica non erano state trasmesse.

Abbiamo preso atto della deliberazione della Corte costituzionale e non abbiamo potuto procedere alla liquidazione e quindi il commissario non ha potuto emettere i provvedimenti di liquidazione.

Nel frattempo abbiamo dovuto interessare il dipartimento nazionale e siamo costantemente in contatto con l’ufficio giuridico, anche in questi giorni, perché le problematiche relative al visto preventivo della Corte dei conti ci coinvolgono quasi quotidianamente come voi leggete sui giornali. Quindi il nostro problema e la nostra preoccupazione riguardano quei nuclei familiari che sono stati sgomberati e che sono stati costretti ad abbandonare le proprie abitazioni.

C’è un problema: ha fatto bene l’onorevole Giordano a richiamare l’attenzione perché noi diciamo sempre che chi deve produrre gli atti amministrativi, in particolari i comuni, lo deve fare secondo i tempi e le modalità prescritte. Ci dovrebbero facilitare il compito e tra l’altro è importante precisare questo: più volte noi abbiamo sollecitato, telefonicamente, il comune di Gioia Tauro ed i tecnici nonché lo stesso sindaco a presentare per tempo la documentazione corredata di tutta la documentazione e anche delle schede. E’ ovviamente chiaro che se poi le schede arrivano in formato cartaceo il giorno successivo a quello della trasmissione del formato elettronico la Corte costituzionale fa i rilievi. La Corte costituzionale fa il suo mestiere.

Se il comune di Gioia Tauro non avesse aspettato l’ultimo giorno per trasmettere la documentazione forse non ci saremmo trovati in queste condizioni. Adesso dobbiamo cercare di sbrogliare la matassa con tutto quel che ne consegue e ci stiamo adoperando affinché i cittadini di Gioia Tauro non perdano queste risorse.

Stiamo cercando di vedere quale forma adottare per riproporre tutto alla Corte dei conti che in ogni caso deve dare il visto di legittimità.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Intanto ringrazio per la chiarezza non solo della scansione delle procedure che ha fatto il sottosegretario Torchia e per come ci ha messo in condizione di comprendere bene le inadempienze che risiedono, secondo quanto lui dice, proprio in capo al comune di Gioia Tauro.

Questa cosa dispiace perché ne fa le spese una cittadinanza che è stata costretta o ad allontanarsi, ad avere ancora le case inagibili e, dopo quasi due anni, non ha nessuna soluzione.

Oltre ad esprimere l’amarezza per questa vicenda voglio pregare il sottosegretario Torchia di voler mettere in atto tutte le iniziative che possono risolvere questo problema davanti alla Corte dei conti che, tra l’altro, non è nuova a procedimenti e a censure su procedimenti.

Chiedo di valutare se ci siano le condizioni per una eventuale anticipazione di risorse alla popolazione Gioia Tauro, ancorché l’amministrazione di Gioia Tauro abbia dimostrato delle pesanti inadempienze e negligenze amministrative, per non far pesare sulla cittadinanza queste inadempienze e dare una risposta che la cittadinanza ha il diritto di avere in tempi rapidi.

La prego, e su questa questione intendo tornare, di valutare insieme alla Giunta e alla protezione civile le misure che possono in qualche modo risolvere il problema anche con una anticipazione da parte della Regione.

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Giordano. E’ passata l’ora a disposizione per le interrogazioni a risposta immediata.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Loiero. Ne ha facoltà.

Agazio LOIERO

Presidente, ho presentato una interrogazione a risposta immediata. Ora non so se proceduralmente si possa trattare oggi ma se fosse possibile la illustrerei e chiederei ai banchi del Governo di rispondere oggi, altrimenti la rinviamo. Ne chiedo quindi l’immediato inserimento all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Onorevole Loiero, cosa riguarda l’interrogazione che lei ha presentato?

Agazio LOIERO

Riguarda la situazione dei richiedenti asilo in Calabria.

PRESIDENTE

Se l’Aula è d’accordo vista l’urgenza e l’importanza dell’argomento posti dall’onorevole Loiero, possiamo far illustrare l’interrogazione e il sottosegretario Torchia potrà rispondere, considerato che è una emergenza abbastanza seria per la nostra Regione. Pongo ai voti la richiesta di inserimento.

(Il Consiglio approva)

Interrogazione a risposta immediata numero 274/9^ di iniziativa del consigliere Loiero “In ordine all’emergenza dei richiedenti asilo in Calabria”

PRESIDENTE

Prego, onorevole Loiero, ha facoltà di illustrare nei tre minuti a sua disposizione l’interrogazione a risposta immediata numero 274/9^ “In ordine all’emergenza dei richiedenti asilo in Calabria”.

Agazio LOIERO

La situazione dell’accoglienza ha raggiunto, in questa Regione, punte estreme di sofferenza. I Comuni sono stati costretti ad anticipare fondi che vista la crisi economica non hanno; è una condizione difficile, lo capiamo, che ha eroso tutti gli enti locali e le associazioni, gli enti gestori, il tutto si aggrava anche per una complessità burocratica e per un supposto impedimento della Corte dei conti.

Nei tre minuti a disposizione chiedo al Presidente della Giunta cosa bisogna fare per poter preservare questo modello calabrese. Stiamo parlando di un pezzo di Calabria positivo e conosciuto in tutto il mondo perché le politiche virtuose e solidali della Calabria, quelle socialmente avanzate sono conosciute nel mondo.

Chiedo al Presidente di premere presso la protezione civile nazionale e regionale perché questa situazione si sblocchi.

Voglio ricordare solo en passant che di questa situazione di alcuni Comuni virtuosi che facevano della politica dell’accoglienza un elemento cardine della propria politica, parlò un famosissimo regista davanti alla platea dei Premi Nobel a Berlino, ero presente, e disse che la vera utopia non era la caduta del muro – eravamo nel 2009 – ma era la politica dell’accoglienza che alcuni Comuni fanno in Calabria, nella parte più difficile della Calabria.

Concludendo, Presidente, sbloccare una situazione di questo genere non è solo esibire una politica di qualità ma è anche stabilire una convenienza della Regione e della Giunta in particolare. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie. Per la risposta do la parola al sottosegretario Torchia.

Franco TORCHIA, sottosegretario alla protezione civile e meteo regionale

Grazie, Presidente, vede, onorevole Loiero, anche noi crediamo a quel modello di accoglienza, tanto è vero che nonostante le difficoltà mi sono presentato immediatamente a dare la mia solidarietà e la vicinanza ai Sindaci che erano scesi in sciopero della fame.

Capisco che la questione della mancata erogazione dei fondi e delle risorse dovute agli enti gestori per le prestazioni effettivamente rese è un problema drammatico che sta percorrendo, però, tutta la Calabria.

Avevo poc’anzi parlato della problematica della Corte dei conti e di tutti gli atti che la Protezione Civile deve sottoporre al visto di legittimità della Corte dei conti.

Tutto questo cancan, tutta questa situazione che è scoppiata in questi giorni è derivata proprio dalla mancata registrazione, da parte della Corte dei Conti regionale, dei dispositivi di pagamento che erano stati già emessi parzialmente dal soggetto attuatore a dicembre dello scorso anno.

Diciamo che l’iter procedurale era stato già seguito. Ma mentre nelle altre Regioni la Corte dei Conti appone il proprio visto agli atti dei soggetti attuatori e dei commissari, rapidamente, senza entrare nel merito, in Calabria l’orientamento della sezione di Catanzaro è diverso ed ha creato effettivamente molte difficoltà operative.

Tra l’altro, più volte, anche in sede di Conferenza Stato-Regioni, ho sollevato questa problematica e questa differenza di interpretazione che la Corte dei Conti calabrese fa rispetto alle altre sezioni regionali.

Alla fine, però, siamo stati costretti a sottoporre la problematica al Prefetto Gabrielli in quanto commissario delegato per l’emergenza nord-Africa. Il Prefetto ha prontamente interessato il Presidente Giampaolino, e senza entrare nel merito della questione ha segnalato che a seguito di questa decisione della sezione di controllo regionale erano intervenute pesanti questioni di ordine pubblico in Calabria che rischiavano anche di aumentare le tensioni sociali.

Ora, nel mese di giugno, dopo aver più volte riproposto i dispositivi di pagamento il soggetto attuatore della protezione civile ha depositato nuovamente presso la Corte dei Conti, 17 dispositivi di pagamento per il visto di legittimità.

Bisogna precisare alcune cose: il dispositivo numero 273 relativo alle spese, al pagamento delle spese di trasporto migranti è stato immediatamente ammesso al visto, i restanti 16 dispositivi di pagamento sono stati oggetto di rilievo e trasmessi per le controdeduzioni nell’adunanza del 5 luglio.

La Corte dei conti nell’adunanza del 5 luglio ha ricusato il visto per 15 ordinanze mentre ha ammesso il visto di controllo per l’ordinanza numero 265. Perché dico questo? Perché è molto importante? Perché per questa ordinanza il relatore è stato un magistrato mentre per le altre 15 ordinanze, quindi dispositivi di liquidazione, il relatore è stato un altro magistrato.

Vorrei capire, adesso, ed è una domanda che ci siamo posti, perché all’interno della stessa sezione di controllo ci sono due interpretazioni diverse. Forse che per la Calabria ci sono due pesi e due misure? Questo è un problema che stiamo cercando di risolvere ed ovviamente non ho voluto né voglio entrare nel merito delle decisioni della Corte dei Conti che è un organo di controllo ma è giusto e chiaro che bisogna risolvere il problema.

Ho comunicato, nei giorni scorsi, quando sono andato a Riace, la decisione del soggetto attuatore di procedere al riconoscimento del debito che dovrà andare, ovviamente, anche questa alla Corte dei conti. Per programmazione la Corte dei conti – è una cosa strana - accetta gli atti del commissario delegato della protezione civile solo di giovedì ed ha 7 giorni per mettere o ricusare il visto per la registrazione.

Abbiamo, grazie alla mediazione del Presidente Giampaolino, cercato tutti i contatti per verificare se possiamo accelerare al massimo questo procedimento di riconoscimento del debito e speriamo – anche domani ci sarà un contatto – di portare il riconoscimento del debito nella giornata di mercoledì, cioè dopo domani, affinché la Corte possa decidere rapidamente prima di una settimana.

Questo chiederemo alla sezione della Corte dei conti. Una volta che la Corte dei conti ha apposto il visto di legittimità potremo procedere rapidamente alla liquidazione e questo significa che la liquidazione potrà avvenire già ai primi di agosto.

Ovviamente abbiamo manifestato anche un’altra disponibilità ai sindaci ai quali per telefono sia ieri che l’altro ieri ho detto che potevamo certificare il credito in attesa dell’ordinanza di riconoscimento. Questo perché poteva dare già oggi e domani la possibilità di rivolgersi alle banche o ai centri commerciali per poter attivare il sistema di fornitura degli alimenti.

Questo era un dato importante e ovviamente sono rammaricato perché i sindaci non hanno voluto accettare questa disponibilità in quanto vogliono continuare nella loro protesta dicendo “aspettiamo il dispositivo di liquidazione”.

Su questo stiamo andando avanti e ovviamente speriamo che tra domani o dopodomani la situazione si possa sbloccare per addivenire nel giro di una settimana al pagamento delle liquidazioni che i soggetti e gli enti gestori stanno aspettando con tanta pazienza. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie al sottosegretario Torchia. La parola all’onorevole Loiero.

Agazio LOIERO

Presidente, non mi sento soddisfatto del quadro che ci ha proposto il sottosegretario e lo dico malgrado la sua buona volontà, so che è anche andato sul posto ma, devo dire che ci è andato al terzo giorno dello sciopero della fame e lo dico per stabilire i tempi.

Poi il garbuglio che è stato qui evidenziato con la Corte deiconti: ho l’impressione che siano nate tante cooperative negli ultimi tempi che alla fine diventa esso stesso un garbuglio per la Corte dei Conti.

Vedete, la Corte dei Conti è un organo terzo che abbiamo sempre rispettato anche quando è stato critico con la gestione della politica di cui facevamo parte, il centro-sinistra era perno. Sappiamo che essendo organo terzo le carte deve averle a posto.

Ultima cosa. Spero che in una settimana questa situazione si sblocchi altrimenti bisognerà trovare misure alternative e non c’è dubbio su questo. Non possiamo far morire quella realtà specie a Riace o Caulonia dove sono davvero assurte a simbolo di una Calabria diversa. Conviene a voi, conviene alla Regione.

Ultima cosa: mi chiedo come mai non si attua quella legge che il centro-sinistra ha approvato nella scorsa legislatura e che quando è stata presentata dal sottoscritto presso l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati davanti ad Amnesty International, fu alla unanimità deciso si portarla al Parlamento per farla diventare una legge nazionale.

Dico che lo abbiamo fatto ed abbiamo un patrimonio culturale importante in difesa di questa gente che viene da terre lontane, dove ci sono guerre e malattie.

Qui non ci sono molte donne, ma mi sono sempre chiesto cosa spinge una donna incinta con un bimbo di due anni dietro, a salire su una imbarcazione che probabilmente al 50-60 per cento potrà  naufragare.

Eppure salgono e vengono sulle nostre coste. Lo dico senza enfasi: abbiamo un cimitero che è drammatico, qui, nel canale di Sicilia e non si sa quante sono le migliaia e migliaia di donne e uomini, ma soprattutto donne, che muoiono.

Abbiamo uno strumento in mano che ci potrebbe far mostrare al Paese un segno di alterità. Altrimenti, si parla solo di ‘ndrangheta quando si parla di Calabria? Ecco, vi vorrei richiamare a questa sensibilità.

PRESIDENTE

Grazie onorevole Loiero, si conclude così il question time.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Possiamo procedere col primo punto all’ordine del giorno che riguarda il “Progetto di realizzazione della centrale a carbone a Saline Joniche. Dibattito e conseguente determinazione”

La parola alla Vicepresidente Stasi.

Antonella STASI, Vicepresidente della Giunta regionale

Chiedo l’inversione del punto all’ordine del giorno perché sta per arrivare il Presidente Scopelliti. Data l’importanza della trattazione e considerato che la sua presenza è fondamentale chiedo se è possibile invertire l’ordine del giorno e spostare questo punto all’ultimo punto all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Anche perché l’inserimento all’ordine del giorno di questo punto è stato chiesto attraverso una lettera che il Presidente Scopelliti ha rivolto al Consiglio regionale. E’ opportuno che ci sia questa inversione anche per consentire al Presidente di iniziare il dibattito.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Presidente, sull’ordine dei lavori. Le chiedo, gentilmente, di far distribuire l’ordine del giorno approvato da questo Consiglio ed inerente sempre lo stesso punto all’ordine del giorno che riguarda la realizzazione della centrale a carbone a Saline Joniche.

Questo Consiglio ha votato già un ordine del giorno che però non vedo agli atti. Se gentilmente partiremo da là, lo farà distribuire e gliene sarò grato perché ,voglio dire, non è che questo Consiglio approva un ordine del giorno e non è successo niente. L’abbiamo già votato ma non lo vedo agli atti. Chiedo che gentilmente venga distribuito. Grazie.

PRESIDENTE

Prego gli uffici di provvedere alla distribuzione dell’ordine del giorno per come richiesto dall’onorevole Tripodi.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, convengo col collega Tripodi sulla necessità che i colleghi abbiano, tutti, il deliberato che nel novembre del 2010 all’ unanimità questo Consiglio ha adottato confermando una decisione già presa nella passata legislatura. La decisione è quella di dire che la Calabria ha detto “No, al carbone”.

Fatta questa premessa a nome del mio gruppo e, ritengo, a nome dei firmatari della mozione non ho trovato nel fascicolo, Presidente Talarico – ma non so se manca nel mio fascicolo o se i colleghi non hanno ricevuto – le mozioni che sono state presentate. Una mozione recava la firma mia e di altri 25 colleghi di maggioranza e di minoranza e l’altra mozione che recava anche la firma del collega Nucera.

Detto questo, ritengo, Presidente, che non ci sia alcuna necessità di spostare l’ultimo punto e addirittura di portarlo in coda quando si può – se il Presidente Scopelliti sta per arrivare come sentivo dire – iniziare già il dibattito. Il Presidente Scopelliti su questa cosa si è espresso e l’Aula può iniziare partendo dalla illustrazione, per l’ennesima volta, della mozione che abbiamo presentato ed aprire, quindi,  un dibattito per, poi, dare la possibilità al Presidente Scopelliti di concludere col suo intervento  e arrivare ad una decisione. Perché stasera questo Consiglio, comunque, deve arrivare ad una decisione.

Non possiamo rinviare, ed avevo già avvertito della gravità della situazione il 26 giugno quando – purtroppo – ci trovammo 10 colleghi su 50 preoccupati dei termini della scadenza prossima. Voglio ribadire a tutti che il 28 luglio scadono i termini per l’impugnativa in sede giurisdizionale con tutte le conseguenze che questo provvedimento e questo procedimento porta nell’economia di una procedura e di una decisione che non può non vedere questo Consiglio confermare, anche come voce corale di una Calabria, che ha detto no al carbone e come voce corale delle amministrazioni che si sono espresse, l’amministrazione provinciale,  le amministrazioni comunali ma soprattutto le associazioni dei cittadini.

Per questo motivo, Presidente, le chiedo di non mettere ai voti la proposta – mi dispiace perché la veemenza del mio intervento, con la quale sto esprimendo la mia posizione, non è diretta alla collega Stasi, – ma cerca di aprire il dibattito che, certamente, sono convinto vedrà il contributo di tutti i gruppi politici e della Giunta in questa Assise.

(Applausi)

PRESIDENTE

Intanto vorrei pregare il pubblico di non applaudire perché non siamo in uno stadio, ma di ascoltare in silenzio gli interventi che ci sono sia di maggioranza sia di minoranza. Se cominciate a fare i tifosi, dovrò far sgombrare l’Aula e questo ve lo dico in premessa riguardo al dibattito che ci sarà successivamente.

Onorevole Giordano, la presenza del Presidente Scopelliti anche nel dibattito che deve esser fatto dall’Aula è necessaria in quanto penso che il Presidente della Giunta deve avere l’opportunità di ascoltare tutti gli interventi che verranno fatti per poi procedere con il proprio.

Peraltro questa seduta del Consiglio regionale – glielo voglio ricordare – è stata preceduta anche da una lettera del Presidente Scopelliti  che vorrà illustrare, sicuramente, qual è esattamente la sua idea rispetto a questo argomento.

Penso che la proposta della Vicepresidente sia estremamente dettagliata e pertinente. Ritengo di porla ai voti dell’Aula per approvare, non il rinvio all’ultimo punto, non è così, ma il rinvio ad appena il Presidente sarà qui. Peraltro c’è un ordine del giorno abbastanza nutrito, potremo proseguire e quando arriverà il Presidente Scopelliti provvederemo a discutere e parlare del punto inerente la centrale a carbone di Saline Joniche.

Se siamo d’accordo pongo in votazione la proposta della Vicepresidente Stasi per, poi, procedere con l’ordine del giorno.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Se il presidente Scopelliti arrivasse in tarda serata cosa facciamo? Non discutiamo il punto stasera? No, le dico, così come l’ha posto lei, non ho nessun problema sull’ importanza della presenza del Governatore ma se non arrivasse?

(Interruzione)

No, così come è posto non è che si dice che è già partito e magari fra un’ora  o un’ora e mezza arriva. E’ partito? Non è partito? E’ ancora al Tavolo Massicci come ho sentito dire. Mi ha capito? Nessuno nega l’importanza della presenza in Aula.

Considerato che già l’altra volta avevamo aggiornato su richiesta del Presidente del gruppo del Pdl a stasera, bene, ci deve essere il Presidente Scopelliti. Ma ci dite che arriverà fra un’ora e mezzo-due ore o tre ore? Ci dite all’incirca quando arriverà? Mi ha capito, Presidente?

Se, ad un certo punto, non ci sono più finiamo  punti all’ordine del giorno che facciamo? Siccome davvero il rilievo politico e la presenza del Presidente della Regione ecc., che facciamo? Ce ne andiamo? Stasera non possiamo concludere come l’altra volta. Ma anche questo è dettato dal buonsenso.

Nessuno  si vuole porre di traverso. Anche io voglio sentire quel che dice, non un anno fa, ma quel che dice stasera il Presidente della Regione. E’ un fatto di assoluto rilievo ma vorrei anche capire, per sua valutazione o del Segretario generale  della Giunta con cui si consulterà, all’incirca a che ora possiamo presumere arriverà qui il Presidente. Questa è la sostanza della richiesta dell’onorevole Giordano.

Questa è una mia valutazione. Nessuno vuol discutere in assenza di, ma è giusto che ci diciate “badate, è quest’ora e noi riteniamo che alle 20 o alle 21, il Presidente arriva e facciamo una discussione”. Altrimenti sembra un discorso tra matti.

Pure noi vogliamo sentire la posizione di oggi e di domani del Governo e del Presidente della Giunta, perché così non si può andare avanti, qualcosa non funziona. Insomma, qualcosa che non sta funzionando c’è.

PRESIDENTE

Il Presidente sta per partire da Roma, è sull’aereo e sarà qui per le 19 o 19,30 al massimo.

Purtroppo oggi c’è stata la concomitanza del Tavolo Massicci dove la Regione Calabria non poteva essere assente. Ha concluso il Tavolo Massicci che parla di sanità e quindi per le 19,30 massimo, penso, sarà qui.

Pongo in votazione la proposta della Vicepresidente Stasi.

(Il Consiglio approva)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 179/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria) per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Possiamo procedere col punto tre all’ordine del giorno che riguarda la Proposta di provvedimento amministrativo numero 179/9^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione dell’ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell’ambiente della Calabria) per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Grazie, Presidente, prima di entrare nel merito della relazione sul bilancio di previsione Arpacal, nella mia qualità di Presidente della Commissione bilancio, avverto l’esigenza di fare qualche sottolineatura che vale per tutti gli enti sub-regionali.

Viviamo una crisi, ormai, non più delicata ma drammatica, sostanzialmente in questo Paese le notizie di oggi non sono assolutamente incoraggianti sulla Borsa, sullo spread. Viste  le notizie di questi giorni sul rischio default di alcune Regioni, tutti siamo chiamati a fare la nostra parte,  a riflettere ed accelerare quel processo di riforma di tutte le articolazioni regionali.

Dico queste cose perché il sistema degli enti sub-regionali così come è venuto fuori in questi mesi dall’esame dei bilanci -e credo che oggi esamineremo gran parte di questi bilanci-, non funziona più nelle forme attuali. Garantisce più prebende che qualità dei servizi, mancano controlli veri e monitoraggi sistematici sulla gestione di tutti gli enti.

Troppo debole e quasi formale è anche il sistema di controllo dei revisori dei conti. Manca, lo dico ai colleghi assessori, un approfondito controllo da parte dei dipartimenti deputati alle verifiche con l’obiettivo di migliorare sia la qualità dei servizi che vengono resi dagli enti sub-regionali e anche sul fronte della razionalizzazione della gestione degli enti stessi.

Un esempio soltanto. Le attività che abbiamo esaminato in questi bilanci sono spesso formati dai residui attivi problematici o comunque di difficile realizzo per cui credo che sia ineludibile ormai avviare un processo di riforma di tutto il sistema degli enti sub-regionali perché lo stesso decreto della spending review non ce lo consentirà più a partire dalle prossime settimane e a partire dai prossimi mesi.

E’ per questo che noi sottoponiamo all’Esecutivo, preliminarmente, le proposte di istituire nella fase preliminare un sistema di Audit efficace, un sistema di controllo di gestione interno che sia autonomo e che sia alle dipendenze della Presidenza della Giunta regionale, del dipartimento della Presidenza della Giunta regionale, con l’obiettivo, ovviamente, di monitorare, in questa fase, in forma continua e sistematica, l’attività di questi enti per valutare la qualità e la quantità delle prestazioni e dei risultati rispetto agli obiettivi che vengono assegnati.

Il mancato raggiungimento di questi obiettivi deve poter autorizzare anche la revoca degli amministratori incapaci o inadempienti.

Queste cose cari colleghi e signor Presidente, avevo il dovere di dirle. Mi rendo conto che stasera l’attenzione dei presenti in Consiglio è dedicata soprattutto alla vicenda della centrale di Saline. Ma stasera siamo chiamati ad approvare – come dicevo – una serie di bilanci di previsione e di consuntivi di questi enti sub-regionali che hanno un grande rilievo ed una grande importanza perché la loro approvazione condiziona la vita di questi enti.

Parlando del bilancio di previsione Arpacal 2012 ricordo che nella seduta del 31 marzo la Commissione ha licenziato positivamente la proposta di provvedimento amministrativo relativa al bilancio Arpacal 2012.

La deliberazione di Giunta regionale nel proporre l’approvazione del bilancio di previsione ha raccolto l’insieme delle prescrizioni, delle osservazioni e delle raccomandazioni formulate dal Collegio dei revisori e dai dipartimenti competenti.

Non richiamo queste prescrizioni che do per acquisite nella relazione che abbiamo trasmesso alla Presidenza del Consiglio regionale.

Ricordo soltanto che il dipartimento Ambiente oltre che attestare il contenimento delle spese ai sensi della legge regionale 22/2010 ha relazionato sulla corrispondenza dei capitoli delle entrate iscritte nel bilancio Arpacal ed i capitoli dell’uscita inseriti nel bilancio della Regione. Analisi che è stata condivisa dal dipartimento Bilancio.

Il Collegio dei revisori ha suggerito all’Agenzia di operare nell’immediato futuro facendo riferimento a modelli organizzativi e lineari con la individuazione di centri di costo e di responsabilità.

Il dipartimento delle Politiche dell’ambiente, infine, ha prescritto la rettifica, in sede di assestamento, delle risultanze del riaccertamento delle partite di credito e debito.

Infine la seconda Commissione bilancio ha approvato il bilancio di previsione Arpacal 2012 facendo proprie le prescrizioni indicate nella delibera di Giunta regionale, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori e dal dipartimento bilancio, nonché le assicurazioni del commissario dell’Arpacal emerse in sede di audizione, che ha dichiarato quasi avviate le procedure necessarie al riaccertamento dei residui attivi e passivi.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Il gruppo del Partito democratico, Presidente, si astiene.

PRESIDENTE

Con l’astensione del gruppo del Partito democratico e di tutta la minoranza pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 179/9^.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 171/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Cosenza per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Si passa adesso al prossimo punto all’ordine del giorno che recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 171/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Cosenza per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione bilancio da me presieduta ha licenziato il 14 giugno la proposta di provvedimento amministrativo relativa al bilancio di previsione Aterp di Cosenza per l’esercizio finanziario 2012.

Dalle relazioni allegate alla proposta di provvedimento si evince, ancora una volta, come sia assai attuale il problema delle morosità tipico di tutte le Aterp regionali.

In questo caso il fenomeno ha registrato un rallentamento nell’abbattimento del problema, continuando ad alimentare la consistenza dei residui attivi e provocando un avanzo di amministrazione di oltre 7 milioni di euro.

Da qui ne è conseguita la raccomandazione dei dipartimenti lavori pubblici e bilancio di non utilizzare l’avanzo di amministrazione presunto a copertura delle maggiori uscite ed entrate previste per lo più realizzatisi con residui attivi riconducibili ad entrate derivanti da crediti per locazione e morosità che non hanno ancora natura certa.

Il Collegio dei revisori nell’esprimere parere favorevole raccomanda di non utilizzare nemmeno parzialmente l’avanzo di amministrazione fino a quando non sarà definito il riaccertamento di tutti i residui attivi.

Il dipartimento lavori pubblici ha concordato con tutte le raccomandazioni esposte dal Collegio dei revisori e col parere favorevole espresso per l’approvazione del bilancio 2012 ritenendo abbastanza attendibili e congrue le previsioni di entrata e di spesa.

Devo dire che rispetto alle prescrizioni contenute nella legge regionale 22/2010 di razionalizzazione e riordino della spesa pubblica regionale, la Commissione ha preso atto che la redazione del bilancio di previsione 2010 tiene conto del contenimento della spesa per consulenze, studi ed incarichi professionali nonché del contenimento della spesa per il personale in osservanza delle disposizioni contenute nell’articolo 9 della stessa legge per come attestato e, peraltro, confermato dallo stesso commissario architetto Gagliardi.

Il dipartimento bilancio nella sua relazione istruttoria raccomanda all’Ente di concorrere in maniera costante alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per come prescritto dalle disposizioni normative regionali e di eseguire, anche in questo caso, il riaccertamento dei residui passivi.

In conclusione la seconda Commissione ha preso atto della dichiarazione di regolarità dell’atto resa dai dirigenti della Giunta regionale competenti per materia ed ha approvato il provvedimento amministrativo facendo proprie le prescrizioni,  le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori, dal dipartimento lavori pubblici e dal dipartimento bilancio della Giunta regionale che sono meglio specificate nella deliberazione che sottoponiamo all’esame del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano, non ci sono interventi.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 171/9^ con l’astensione della minoranza.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 172/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Reggio Calabria per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Andiamo avanti col punto cinque all’ordine del giorno che recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 172/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Reggio Calabria per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione bilancio nella seduta del 14 giugno ha licenziato la proposta di provvedimento amministrativo relativa al bilancio di previsione Aterp di Reggio Calabria per l’esercizio finanziario 2012.

Brevemente preciso che il Collegio dei revisori dei conti dell’Azienda ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio di previsione con una serie di prescrizioni e raccomandazioni che sono, peraltro, inserite nella proposta di delibera che abbiamo inviato al Presidente del Consiglio regionale e che per motivi di tempo, non leggo.

Il dipartimento lavori pubblici ha espresso parere favorevole per l’approvazione del bilancio di previsione 2012 e nel contempo raccomanda di gestire meglio la problematica della questione dei canoni di locazione, eterno problema sia per quanto riguarda l’esercizio in corso che per le morosità.

Ciò non significa soltanto – lo voglio sottolineare – inviare lettere raccomandate per interrompere i termini di prescrizione ma porre in essere una accurata e celere azione di gestione e recupero degli stessi.

Il dipartimento bilancio ha espresso, anch’esso, parere favorevole invitando l’Ente ad un accurato monitoraggio delle spese per evitare previsioni che siano o meno ottimistiche e che possono mettere a repentaglio l’equilibrio economico dell’Ente raccomandando di avviare le procedure necessarie ad ottemperare la normativa del decreto legislativo 118/2011 in materia di armonizzazione dei bilanci e di non utilizzare la quota disponibile dell’avanzo di amministrazione fino a quando non verrà approvato il consuntivo 2011.

La Giunta regionale nella delibera di approvazione ha demandato agli organi dell’Aterp di Reggio Calabria la puntuale applicazione delle prescrizioni contenute nella nota del dirigente del settore bilancio e programmazione economica.

Conclusivamente la Commissione bilancio, dopo una approfondita discussione, ha approvato il bilancio facendo proprie le prescrizioni indicate nella delibera di Giunta regionale, le prescrizioni, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori, dai dipartimenti regionali competenti e con le ulteriori prescrizioni di effettuare il riaccertamento dei residui attivi e passivi nonché di individuare forme di recupero della morosità più efficaci rispetto a quanto fino ad oggi operato e che sono meglio specificate nella deliberazione che si sottopone all’esame del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano.

Pongo in votazione il bilancio Aterp di Reggio Calabria.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 173/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) per l’anno finanziario 2012 e pluriennale 2012-2014”

PRESIDENTE

Proseguiamo col prossimo punto all’ordine del giorno che recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 173/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARCEA (Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura) per l’anno finanziario 2012 e pluriennale 2012-2014”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Signor Presidente, vorrei brevemente soffermare l’attenzione su alcuni aspetti gestionali e contabili rilevati dal Collegio dei revisori dei conti e dai dipartimenti regionali competenti a margine del voto espresso dalla seconda Commissione bilancio nella seduta del 14 giugno.

In primo luogo l’Azienda prevede di terminare l’esercizio 2012 con un avanzo di amministrazione pari a 624 mila euro circa. Ciò è dovuto al conseguimento di adeguate economia di spesa come attestate dal Collegio dei revisori.

Lo stesso organo sul versante dell’entrata ha messo in luce che il contributo erogato dalla Regione è pari a 2 milioni 200 mila euro e risulta insufficiente rispetto alle reali esigenze dell’Ente tenendo conto che i residui attivi generati negli anni precedenti, che hanno permesso la piena operatività dell’Agenzia, si sono erosi.

Su tale aspetto nella relazione istruzione del dipartimento bilancio si specifica che il contributo regionale è utilizzato esclusivamente per far fronte a spese del personale, mentre le altre spese sono finanziate con un avanzo di amministrazione derivante da economie realizzate negli anni precedenti.

Tale avanzo, presunto, nel 2012 non può essere utilizzato, dagli organi dell’Agenzia, fino a quando non sarà approvato il conto consuntivo 2011. Inoltre al fine di non compromettere gli equilibri di bilancio e assicurare la piena sostenibilità finanziaria dell’Ente, il dipartimento bilancio ha raccomandato all’Arcea, nelle more di approvazione del consuntivo 2011, in attesa di un eventuale aumento dello stanziamento del capitolo relativo al trasferimento regionale, di effettuare esclusivamente le spese di carattere strettamente obbligatorio.

Lo stesso dipartimento ha, infine, raccomandato all’Azienda di conformarsi alle disposizioni in tema di armonizzazione dei bilanci di cui al decreto legislativo 118/2011.

Il dipartimento agricoltura, dal canto suo, ha espresso parere favorevole all’approvazione del documento contabile nulla rilevando sotto il profilo della legittimità e del merito.

Fatta questa, necessaria, premessa la seconda Commissione facendo proprie le prescrizioni, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori, dai dipartimenti regionali competenti e dalla Giunta regionale ha approvato il bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012-2014 con l’ulteriore prescrizione di provvedere al riaccertamento dei residui attivi e passivi dell’Ente.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano.

Possiamo procedere alla votazione della proposta di provvedimento amministrativo numero 173/9^ con l’astensione della minoranza.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 175/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (A.R.C.E.A.) – Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2007”

Proposta di provvedimento amministrativo numero 176/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (A.R.C.E.A) – Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2008”

PRESIDENTE

Si passa adesso alle proposte di provvedimento amministrativo: numero 175/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (A.R.C.E.A.) – Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2007”; numero 176/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (A.R.C.E.A) – Approvazione Rendiconto Generale relativo all’esercizio finanziario 2008”

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Signor Presidente, poiché la problematica è comune farò una breve relazione sugli esercizi finanziari, sui rendiconti 2007 e 2008 approvati dalla Commissione bilancio nella seduta del 14 giugno.

Ho scelto di fare un’unica relazione sia per brevità di tempo, sia perché i due documenti contabili presentano caratteristiche assai simili.

In primo luogo premetto che si tratta di una riproposizione di provvedimenti che erano stati licenziati dalla Commissione bilancio sul finire della scorsa legislatura, ma che non furono, poi, approvati dall’Assemblea nell’ultima seduta disponibile.

Conseguentemente con l’avvio della nuova legislatura ai sensi dell’articolo 65 del Regolamento interno, i provvedimenti ancorché licenziati a suo tempo dalla Commissione bilancio decadono e devono essere riproposti dopo la nuova approvazione da parte della nuova Giunta regionale.

Nel merito, in entrambi, si riscontra il parere favorevole del Collegio dei revisori che ha verificato la regolarità delle procedure per la contabilizzazione delle spese e delle entrate in conformità alle vigenti disposizioni di legge e del Regolamento dell’Arcea; il rispetto del principio della competenza finanziaria nella rilevazione degli accertamenti e degli impegni e dell’equivalenza tra gli accertamenti di entrata e gli impegni di spesa dei capitoli relativi ai servizi per conto terzi.

Il Collegio, tuttavia, ha riscontrato una scarsa capacità di previsione dei valori finanziari disposti in bilancio, desunta dall’eccessivo scostamento tra le previsioni di entrata e di spesa esposte nei bilanci di previsione 2007 e 2008 e gli stessi valori riscontrati nei rispettivi conti consuntivi.

Devo dire che lo stesso direttore dell’Agenzia segnalava, nella propria relazione di accompagnamento dei rendiconti, l’insufficienza del contributo regionale per poter far fronte alla totalità delle spese che l’Ente dovrà sostenere annualmente e dare copertura ai fabbisogni generati dalla gestione corrente.

Il dipartimento agricoltura ha espresso parere favorevole all’approvazione di entrambi i rendiconti nulla rilevando sotto il profilo della illegittimità e del merito.

Il dipartimento bilancio constatata la concordanza delle risultanze delle attività e delle passività finanziarie dell’Azienda a fine esercizio, con la consistenza dei residui attivi e passivi e la consistenza di cassa, ha concluso la relazione istruttoria con esito favorevole segnatamente e limitatamente alla propria competenza contabile.

I documenti contabili chiudono con avanzi di amministrazione rispettivamente di euro 2 milioni 585.589 nel 2007 ed euro 3 milioni 158.832 nel 2008.

In conclusione la Commissione bilancio ai fini dell’approvazione dei provvedimenti ha fatto proprie le risultanze del Collegio dei revisori, dei dipartimenti regionali competenti e della Giunta regionale, formulando una ulteriore prescrizione all’Agenzia e cioè di provvedere al riaccertamento dei residui attivi e passivi.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano, non ci sono altri interventi.

Possiamo procedere alla votazione della Proposta di provvedimento amministrativo numero 175/9^ con l’astensione della minoranza.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato) 

Considerato che anche per questa è stata fatta la relazione da parte dell’onorevole Imbalzano, pongo in votazione la Proposta di provvedimento amministrativo numero 176/9^ con l’astensione della minoranza.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 180/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “ATERP – CROTONE – Rendiconto Consuntivo Esercizio Finanziario 2010”

PRESIDENTE

Si passa adesso al punto nove all’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 180/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “ATERP – CROTONE – Rendiconto Consuntivo Esercizio Finanziario 2010”.

Onorevole Imbalzano, anche su questo punto la relazione è stata già svolta? Va bene.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 180/9^.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 150/9^ d’Ufficio, recante: “Programma di attività per l’anno 2012, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 gennaio 2001, numero 2 – CORECOM”

PRESIDENTE

Si passa al punto 10 all’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 150/9^ d’Ufficio, recante: “Programma di attività per l’anno 2012, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 gennaio 2001, numero 2 – CORECOM”.

La relazione è allegata e si dà per letta.

Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 150/9^.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 167/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARDIS (Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catanzaro per l’anno finanziario 2011”

Proposta di provvedimento amministrativo numero 168/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ARDIS (Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catanzaro per l’esercizio finanziario 2012”

PRESIDENTE

Si passa alle proposte di provvedimento amministrativo: numero 167/9^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione dell’ARDIS (Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catanzaro per l’anno finanziario 2011” e numero 168/9^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione dell’ARDIS (Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) di Catanzaro per l’esercizio finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Signor Presidente, la relazione riguarderà i bilanci di previsione dell’Ardis di Catanzaro sia per il 2011 che per il 2012 approvati dalla Commissione bilancio nella seduta del 5 luglio 2012.

Ho scelto di elaborare voglio precisarlo un’unica relazione per illustrare entrambi i documenti contabili anche in questo caso per problemi di tempo, ma soprattutto perché presentano problematiche simili.

In primo luogo vi è stato un copioso carteggio tra i dipartimenti agricoltura e bilancio da un lato e il commissario Ardis dall’altro lato al fine di chiarire le corrispondenze tra partite creditorie di competenze e partite pregresse esposte dalla stessa Ardis nei confronti della Regione Calabria.

L’oggetto della verifica ha riguardato in particolare il capitolo relativo all’assegnazione di fondi della Regione per il funzionamento generale e per l’autorizzazione dei servizi dell’Ente esposti nel bilancio Ardis nel 2012 per 1 milione 200 mila euro in termini di competenza e per 3 milioni 880 mila euro circa come residui attivi presunti.

Dall’esame della documentazione allegata al bilancio di previsione 2012 è possibile rilevare che vi sia accordo tra i soggetti che hanno espresso parere sull’importo che la Regione erogherà per l’anno 2012, che il dipartimento cultura ha quantificato in 1.176 mila euro in luogo di 1 milione 200 mila euro esposti in bilancio. La differenza di 24 mila euro sarà oggetto di rettifica in sede di riassestamento del bilancio. Nello stesso capitolo sono esposti residui attivi per 3 milioni 880 mila euro.

Dall’esame della documentazione da parte della Commissione emerge che questo importo è pari per il 2012 a 1 milione 700 mila euro, alla quota per l’annualità 2011 per i finanziamenti che la Regione eroga all’Ardis ai sensi della legge regionale numero 34 del 2001.

La restante parte, pari a euro 2.180.601,00, è, invece, riferita a spese anticipate dall’Ardis per il pagamento delle competenze del personale ex Isef transitato ai sensi del decreto del Dirigente generale del Dipartimento “Organizzazione e Personale” numero 3.372 del 14 marzo 2005 per le quali ha richiesto rimborso alla Regione.

Questa richiesta di rimborso, però, è stata oggetto di contestazione da parte dei dipartimenti regionali ed è stato istituito, a tal fine, nel marzo scorso, un tavolo tecnico interdipartimentale per pervenire ad una soluzione definitiva della problematica senza, tuttavia, produrre alcun esito.

In sede di seduta di Commissione, il dipartimento cultura ha sciolto i dubbi relativamente all’esistenza del credito dell’Ardis nei confronti della Regione. La Commissione stessa ha preso atto che l’Ardis ha risposto ad alcune richieste formulate dai dipartimenti cultura e bilancio ed, in particolare, è stato acceso in bilancio un apposito capitolo in cui sono accantonate annualmente somme per la definizione della vicenda inerente la copertura finanziaria del costo del personale ex Isef.

Inoltre, il dipartimento bilancio ha formulato l’indicazione di separare in un altro capitolo l’esposizione in bilancio dei residui attivi relativi al personale ex Isef distinguendo le somme dovute dalla Regione in modo da migliorare la trasparenza dello stesso documento contabile.

Dal punto di vista formale, per entrambi i bilanci di previsione 2011 e 2012 si è riscontrato il parere favorevole del Collegio dei revisori e dei dipartimenti regionali competenti sebbene con prescrizioni, raccomandazioni ed osservazioni ad alcune delle quali ho brevemente accennato.

La seconda Commissione consiliare, dal canto suo, preso atto delle prescrizioni, osservazioni e raccomandazioni formulate dai soggetti summenzionati e considerata la necessità di garantire il regolare funzionamento dell’Ente il cui presupposto risiede proprio nell’approvazione, nei termini, del bilancio di previsione per l’anno di riferimento, ha approvato i bilanci previsionali 2011 e 2012 dell’Ardis con la richiesta all’Agenzia di adottare le seguenti misure correttive: che, oltre al non utilizzo della quota di avanzo presunto di amministrazione fino all’approvazione del conto consuntivo 2011 – raccomandato dal dipartimento bilancio – siano adottati i necessari provvedimenti per sciogliere la riserva in ordine ai crediti vantati presso la Regione Calabria allocati al capitolo dell’entrata 2101001; di procedere ad un immediato riaccertamento formale e sostanziale dei residui attivi e passivi con la conseguente verifica della sussistenza degli equilibri finanziari ed economici attenendosi, nelle more, alle sole spese di carattere obbligatorio; di integrare l’accantonamento parziale già operato nei bilanci di previsione anno 2011 e 2012 fino alla totale copertura del credito presunto vantato dalla Regione ed allo stato ancora non riconosciuto; di dare mandato alla Giunta regionale di procedere ai controlli ed alle verifiche sull’avvenuta adozione delle misure correttive; di far proprie tutte le prescrizioni e raccomandazioni dei dipartimenti, del Collegio dei revisori e della Giunta regionale meglio specificate nella delibera che abbiamo inviato alla Presidenza del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano, per la relazione.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 167/9^ con l’astensione del gruppo Italia dei valori e dell’onorevole Mirabelli e con il parere favorevole del Partito democratico.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 168/9^ per la quale è stata già svolta la relazione, con il medesimo risultato della votazione del provvedimento precedente.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 181/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Vibo Valentia per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Si passa al successivo punto tredici all’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 181/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della provincia di Vibo Valentia per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Presidente, si tratta di un bilancio approvato dalla Commissione nella seduta del 5 luglio e rispetto al quale devo fare particolari precisazioni.

Premetto, intanto, che il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio di previsione 2012 in merito alla competenza e parere non favorevole in merito ai residui evidenziando incertezze sulla quantificazione degli stessi con una serie di osservazioni e raccomandazioni prima fra tutte quella che il risultato di amministrazione presunto al 31 dicembre 2011, è da ritenersi, anche se concorre a garantire il pareggio del bilancio, un discorso aleatorio in ragione della situazione annosa e staticizzata dei residui.

Osservazione, anche questa condivisa dal dipartimento lavori pubblici che, nell’esprimere parere favorevole, raccomanda di intensificare il rapporto con l’utenza dando piena attuazione al regolamento sulle morosità e di incrementare il recupero forzato delle somme dovute.

La delibera di Giunta regionale propone al Consiglio regionale di approvare il progetto di bilancio presentato demandando agli organi dell’Azienda la puntuale osservanza delle raccomandazioni formulate dal dipartimento bilancio. Quest’ultimo esprime parere favorevole ma con diverse raccomandazioni tra le quali la non utilizzazione della quota disponibile dell’avanzo di amministrazione fino a quando non saranno riaccertati i residui attivi e passivi. E’, quindi, approvato dagli organi dell’Azienda il conto consuntivo 2011.

Nel corso delle discussioni in Commissione è stato audito il rappresentante dell’Ente al quale è stato chiesto di produrre idonea documentazione che attestasse le azioni intraprese successivamente all’approvazione del bilancio di previsione 2012.

La suddetta richiesta aveva ragion d’essere poiché il parere del Collegio dei revisori inizialmente rilasciato era favorevole per la competenza e non favorevole per i residui.

La documentazione trasmessa alla Commissione attesta i passi in avanti compiuti dall’azienda che ha eseguito il riaccertamento dei residui attivi e passivi nel corso del 2012 e sul quale si è avuto un primo parere favorevole del Collegio dei revisori espresso a giugno 2012 che si completerà nel corso dell’esame del rendiconto consuntivo 2011.

La seconda Commissione ha approvato, alla luce di quanto precedentemente esposto, il bilancio di previsione facendo proprie le prescrizioni, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori dei conti, dai dipartimenti regionali competenti che ne hanno curato l’istruttoria, dalla Giunta regionale e accompagnando il provvedimento di approvazione con la richiesta all’Aterp di Vibo Valentia dell’adozione delle seguenti misure correttive: che oltre al non utilizzo della quota di avanzo presunto di amministrazione fino all’approvazione del conto consuntivo anno 2011 – raccomandato dal dipartimento bilancio, peraltro, già previsto dalle norme di contabilità – siano adottati tutti i necessari provvedimenti per ripristinare le condizioni di approvazione dei conti consuntivi mai trasmessi a questo Consiglio regionale corrispondendo alle prescrizioni formulate dal Collegio dei revisori e dai dipartimenti competenti; di apportare nel rispetto delle procedure indicate dalle norme e dai regolamenti di contabilità dell’Aterp di Vibo Valentia le opportune variazioni di bilancio anche in sede di assestamento; di dare mandato alla Giunta regionale di procedere ai controlli ed alle verifiche sull’avvenuta adozione delle misure correttive.

PRESIDENTE

La relazione è conclusa possiamo procedere a votare la proposta di provvedimento amministrativo numero 181/9^ con l’astensione del gruppo di Italia dei valori e dell’onorevole Bova.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 182/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della Provincia di Catanzaro per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Si passa al punto quattordici all’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 182/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della Provincia di Catanzaro per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Si tratta, Presidente, di un bilancio di previsione relativo all’Aterp 2012 di Catanzaro approvato dalla Commissione nella seduta del 5 luglio scorso.

In Commissione, abbiamo audito il direttore generale dell’Ente che ha fornito importanti delucidazioni in ordine all’andamento della gestione dell’azienda e, più precisamente, ha dichiarato che si è provveduto a riaccertare i residui attivi e passivi. La morosità è stata ridotta di 800 mila euro ed è stato predisposto apposito piano degli indicatori per come previsto dalla legge regionale 47/2011. Inoltre è stato approvato il conto consuntivo 2011 registrando una riduzione del disavanzo economico rispetto all’anno precedente.

La Commissione ha dato atto che il Collegio dei revisori nella sua relazione istruttoria ha ritenuto attendibili e congrue le previsioni di entrata e di spesa in quanto coerenti, sia con i fatti amministrativi rilevati negli esercizi precedenti con quelli emersi nel corrente esercizio, sia con l’attività programmata.

Viene attestato, ancora, che i valori previsionali tengono conto delle disposizioni normative di contenimento della spesa pubblica contenute nella legge regionale 22/2010.

Per quanto riguarda l’eterno problema delle morosità il Collegio dei revisori invita l’ente a seguire nell’azione di recupero delle morosità esistenti in ordine ai canoni di locazione non sottacendo, però, le azioni già poste in essere dall’Azienda che ha conseguito importanti obiettivi.

Ulteriore monito contenuto nella relazione è quello di proseguire nella chiusura dei cantieri al fine di utilizzare le economie che ne derivano per gli investimenti ritenuti necessari e per aderire agli obiettivi indicati dal Programma operativo regionale. Raccomandazione ribadita dal dipartimento lavori pubblici.

Lo stesso dipartimento ha espresso parere favorevole per l’approvazione del bilancio di previsione esercizio finanziario 2010 ritenendo abbastanza attendibili e congrue le previsioni di entrata e di spese. Persiste un disavanzo di amministrazione che ammonta a 616 mila euro circa che, comunque, è presento perché dovrà essere rideterminato in seguito alla chiusura dei conti al 31 dicembre 2011.

Da qui la raccomandazione al dipartimento bilancio di monitorare la spesa, di carattere discrezionale, fino a quando non sarà approvato il conto consuntivo 2011 stesso, al fine di evitare un aumento dello stesso per l’anno successivo.

Lo stesso dipartimento bilancio, altresì, ha raccomandato di conformarsi alle disposizioni in tema di armonizzazione dei bilanci di cui al decreto legislativo 118/2011 e della legge regionale 47/2011.

Conclusivamente la Commissione bilancio preso atto della dichiarazione di regolarità dell’atto, resa dai dirigenti della Giunta regionale competente per materia, ha approvato il provvedimento amministrativo facendo proprie le prescrizioni, le osservazioni e le raccomandazioni espresse dal Collegio dei revisori, dal dipartimento lavori pubblici, dal dipartimento bilancio e dalla Giunta regionale meglio dettagliate nella deliberazione che si sottopone all’esame di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Non ci sono richieste di parola, pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 182/9^ con il parere favorevole del gruppo del Partito democratico e con l’astensione del gruppo Italia dei valori e del gruppo Misto.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 183/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della Provincia di Crotone per l’anno finanziario 2012”

PRESIDENTE

Il punto quindici all’ordine del giorno riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 183/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione dell’ATERP (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale Pubblica) della Provincia di Crotone per l’anno finanziario 2012”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Si tratta, Presidente e onorevoli colleghi, del bilancio di previsione 2012 approvato nella seduta del 5 luglio scorso dalla Commissione, da me presieduta.

Su questo documento contabile il Collegio dei revisori ha espresso parere favorevole all’approvazione del bilancio con la raccomandazione condivisa dal dipartimento lavori pubblici di proseguire nell’azione di recupero della morosità e nel controllare costantemente gli incassi rateizzati e monitorando le entrate continuando a perseguire nelle azioni di sfratto degli utenti morosi al fine di garantire un regolare incasso degli importi rateizzati.

Il dipartimento bilancio non ha rilevato elementi ostativi alla trasmissione del documento contabile in Giunta. Tuttavia, raccomanda all’Azienda di non utilizzare l’avanzo fin quando non saranno apportate le necessarie correzioni al bilancio in seguito all’approvazione del conto consuntivo 2011 dagli organi dell’Azienda considerato che tali dati si basano su residui attivi e passivi ancora provvisori.

Lo stesso dipartimento bilancio ribadisce la necessità di seguire una approfondita analisi dei residui attivi esposti in bilancio al fine di accertare l’effettiva esigibilità delle somme iscritte ed eliminare dal documento contabile eventuali residui risultati privi di titolo giuridico.

Infine il dipartimento bilancio, raccomanda all’Azienda di avviare le procedure necessarie per garantire l’ottemperanza della legge regionale 47/2011 che ho più volte richiamato nel corso delle precedenti relazioni.

Si prende atto che l’Azienda ha realizzato importanti azioni di contenimento della spesa attuando la riduzione complessiva degli oneri per il personale in attività di servizio per 170 mila euro.

Infine la Commissione ha espresso le proprie favorevoli determinazioni sul documento contabile facendo proprie le raccomandazioni e le prescrizioni del Collegio dei revisori, del dipartimento lavori pubblici, dal dipartimento bilancio e dalla Giunta regionale che sono meglio dettagliate nella deliberazione che si sottopone all’esame del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Nessuno chiede di parlare, pertanto, pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 183/9^ con il parere favorevole del gruppo del Partito democratico e con l’astensione del gruppo Italia dei valori e del gruppo Misto.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di legge numero 192/9^ di iniziativa del consigliere Imbalzano, recante: “Misure a favore dei Consorzi di garanzia collettiva fidi in agricoltura”

PRESIDENTE

Passiamo adesso al punto sedici all’ordine del giorno che riguarda la Proposta di legge numero 192/9^ di iniziativa del consigliere Imbalzano, recante: “Misure a favore dei Consorzi di garanzia collettiva fidi in agricoltura”.

L’onorevole Imbalzano, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Presidente, si tratta di una proposta di legge di iniziativa del sottoscritto, una legge che ritengo di grande importanza per l’economia calabrese e che finalmente estende anche al settore agricolo di questa regione il sistema dei consorzi fidi, oggi diffuso per altri comparti.

E’ una legge che abbiamo fortemente voluto e realizzato in parte di concerto con le associazioni di categoria, perché il problema del credito è sotto gli occhi di tutti in questa regione e lo è a maggior ragione per il comparto agricoltura.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, non entro nella descrizione dei singoli articoli perché, ovviamente, man mano che andremo avanti avremo occasione di commentare le funzioni più importanti di questa legge.

Voglio solo ricordare che i Confidi in agricoltura destineranno il 30 per cento dei finanziamenti a beneficio delle aziende che operano con il sistema delle organizzazioni dei produttori, delle cooperative e dei consorzi agrari. La concessione di garanzie fornite dai Confidi per operazioni di finanziamento per investimenti in agricoltura avverrà in base al regime de minimis.

Abbiamo anche superato il problema, sempre latente, delle disposizioni comunitarie. Crediamo di aver proposto una buona legge che, sicuramente, farà gli interessi dell’economia della nostra regione.

PRESIDENTE

Si tratta di una legge che, come si evince leggendo la relazione, è stata approvata alla unanimità dalla Commissione. Il finanziamento è di 200 mila euro. Non essendoci emendamenti possiamo procedere con la votazione.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Per dichiarazione di voto. Il gruppo del Partito democratico esprime voto positivo perché in Commissione c’è stata la partecipazione del partenariato e le associazioni dell’agricoltura hanno condiviso questo provvedimento anche per dare una boccata di ossigeno alle imprese che operano in un comparto strategico ed importante della nostra regione. Per questo motivo condividiamo il provvedimento e votiamo positivamente. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico Domenico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

In realtà non so se in Commissione è stata approvata alla unanimità, perché noi, come gruppo, avevamo mosso dei rilievi critici, non tanto rispetto allo spirito della legge che apprezziamo e sosteniamo, ma abbiamo rilevato, anche ascoltando le associazioni agricoli presenti in Commissione, che il budget previsto perché questa legge possa produrre effetti positivi per l’agricoltura calabrese è davvero esiguo.

Per cui io annuncio il voto contrario, ma voto a favore dello spirito che ha animato l’onorevole Imbalzano, la Commissione che ha lavorato su questo testo ed anche in questa sede esprimiamo i nostri dubbi circa l’efficacia dello stesso provvedimento.

Cogliamo l’aspetto positivo e la sensibilità nei confronti di questo settore. Lo strumento utilizzato è importante e fondamentale, ma per essere davvero efficace ha bisogno di esser sostenuto e assistito da una corposa dotazione finanziaria che, francamente, non compare in questo testo, perché 200 mila euro sono davvero irrisorie, sarebbero davvero una goccia nell’oceano dell’agricoltura calabrese e questo anche per ammissione delle stesse associazioni agricole che hanno avuto modo di esprimere certamente apprezzamento per lo strumento, ma perplessità rispetto alla dotazione finanziaria -, grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Intervengo, Presidente, per esprimere un voto a favore di questa importante legge e un plauso all’onorevole Imbalzano, estensore di questa proposta di legge che ho condiviso fin dall’inizio perché apre un tipo di approccio differente e va, forse, a colmare delle lacune nell’ambito delle politiche attive ed economiche a sostegno dell’agricoltura.

E’ ovvio che la dotazione finanziaria è quella che è perché siamo in periodo di magra, ma l’essenza e la sostanza della legge non può che essere sposata e condivisa.

Sarebbe stato sicuramente meglio mettere 20 milioni al posto di 200 mila euro, ma bisogna far tesoro delle proprie risorse.

Per cui, condividendo appieno l’impostazione che ha dato l’onorevole Imbalzano e l’intera Commissione, penso che questa legge vada sostenuta perché tende a rafforzare in un momento difficile l’economia delle imprese agricole calabresi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiappetta. Ne ha facoltà.

Giampaolo CHIAPPETTA

Presidente, anche io intervengo per dichiarazione di voto e confermo e ribadisco il voto favorevole del gruppo del Popolo delle libertà già espresso in sede di Commissione e ribadito qui in Aula.

Ho preso la parola per esprimere apprezzamento al collega Imbalzano che si è fatto promotore insieme a tutti i colleghi della Commissione, questa volta in una logica bipartisan, in relazione, appunto, anche alle riflessioni che sono state evidenziate un attimo fa dall’intervento del collega Mirabelli. Non per far polemica, ma credo che sia opportuno evidenziare, a mio parere, la positività del fatto che vengano assunti dei provvedimenti legislativi, così come quello del quale stiamo parlando, con un’ampia condivisione delle forze politiche presenti in Consiglio regionale.

Lo hanno detto bene sia il collega Imbalzano che il collega Mirabelli, qui si tratta di far di necessità virtù, cioè: si è avuta la possibilità di dotare finanziariamente e con un minimo di risorse necessarie per dare un segnale importante che le organizzazioni professionali e di categoria aspettavano da tempo rispetto anche a questo provvedimento legislativo.

Vi è da dire – e questo lo dico senza voler far polemica con il collega del gruppo di Italia dei valori che ha evidenziato la criticità rispetto anche alla esiguità della dotazione finanziaria – che anche nel contesto normativo della legge si fa espresso riferimento alla possibilità di impiegare ulteriori risorse che possano provenire da fondi comunitari e quant’altro.

Ecco perché confermo, Presidente e colleghi consiglieri, il voto favorevole del Pdl ed esprimo grande apprezzamento a questa iniziativa legislativa che va nella direzione auspicata dal Presidente Scopelliti ad inizio di legislatura.

PRESIDENTE

Non essendoci altre richieste di parola pongo in votazione la legge articolo per articolo.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 10.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 178/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Adozione della revisione del PSR CALABRIA 2007-2013, accettata dalla Commissione Europea con Comunicazione n.Ref. Ares (2012) 281476 del 9 marzo 2012”

PRESIDENTE

Il punto diciassette all’ordine del giorno recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 178/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Adozione della revisione del PSR CALABRIA 2007-2013, accettata dalla Commissione Europea con Comunicazione n.Ref. Ares (2012) 281476 del 9 marzo 2012”.

L’onorevole Parente, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Claudio PARENTE, relatore

Grazie, Presidente, onorevoli colleghi, il provvedimento apporta una serie di modifiche al testo del programma approvato da questo Consiglio regionale che in particolare interessa l’istituzione di due nuove misure.

La prima misura numero 126 riguarda la ricostituzione del potenziale produttivo disperso per effetto di calamità naturali e si rivolge ad imprese e ad enti locali sia per interventi di ripristino e di prevenzione nel settore della viabilità rurale, dell’acquedottistica e dell’elettrificazione.

La seconda misura numero 215 è inserita nel programma per soddisfare la direttive europea per il benessere degli animali e consiste in un premio corrisposto agli allevatori che intendono adeguarsi alle buone prassi relative alla conduzione degli impianti zootecnici.

Tra le principali modifiche apportate al programma di sviluppo rurale vi è poi una revisione del piano finanziario che ha portato ad una diversa distribuzione delle risorse per 44 milioni di euro. Vi è stato un incremento delle misure 211 e 212 rispettivamente al servizio delle indennità compensative stabilite per le aree montane e per quelle svantaggiate con le contestuali diminuzioni dei pagamenti agro-ambientali.

In ultimo vi è da rilevare come il provvedimento ampli il novero delle culture teoricamente e potenzialmente biologiche: oggi può diventare coltura biologica anche la coltura della noce, del nocciolo e del castagno.

La discussione in Commissione ha poi riguardato lo stato di salute del programma la cui realizzazione al 31 dicembre 2011 ha centrato i target di spesa previsti. Il dibattito in Commissione ha anche permesso di focalizzare alcune criticità legate, soprattutto, alla capacità dell’impresa privata di cofinanziare il programma. Infatti, le difficoltà indotte dalla crisi economica si riverberano sulla capacità dei beneficiari di rendicontare e di ottenere le fideiussioni richieste come, ad esempio, nella misura 123 dedita all’accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali dove sono interessate le 50 più importanti aziende agro-alimentari della nostra regione.

L’Autorità di gestione ha assicurato il proprio monitoraggio di questi interventi e l’adozione di misure adeguate su cui la sesta Commissione proseguirà il lavoro costante di controllo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, molto brevemente, noi confermiamo il voto contrario espresso in Commissione dal collega Maiolo, non tanto per una questione di merito perché in realtà, come ben sa l’assessore, anche la Giunta regionale di centro-sinistra aveva avviato queste modifiche del Psr.

Esprimiamo voto contrario per un problema di merito, nel senso che la proposta arriva in Commissione e poi in Aula, dopo essere stata licenziata dalla Commissione europea. Il percorso, invece, dovrebbe essere esattamente al contrario, altrimenti il ruolo della Commissione e del Consiglio in generale compresa l’Aula viene sminuito.

Dopo che il provvedimento riceve il parere favorevole della Commissione europea è chiaro che il ruolo del Consiglio regionale diventa di semplice ratifica.

Per cui, Presidente Talarico, se mi ascolta, mi rivolgo a lei chiedendole di fare rispettare le prerogative del Consiglio.

Il nostro è un voto contrario che sarebbe sbagliato definire di protesta, ma finalizzato a sottolineare l’esigenza di rispetto della metodologia e delle prerogative del Consiglio regionale.

Per cui tramite lei noi chiediamo alla Giunta regionale quando ci sono provvedimenti di modifica dei programmi europei di far passare la proposta dalla Commissione competente, dall’Aula e poi sottoporla al vaglio della Unione europea.

Ribadisco, quindi, il voto contrario per queste ragioni di merito e mi appello a lei chiedendole di far rispettare le prerogative di partecipazione ai processi decisionali da parte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Non vi sono altre richieste di parola, pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 178/9^.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di legge numero 77/9^, recante: “Qualificazione del territorio rurale mediante la valorizzazione di produzioni tipiche – fave e piselli risorsa dell'Alto Jonio Cosentino”

PRESIDENTE

Andiamo avanti con il punto diciotto all’ordine del giorno che riguarda la Proposta di legge numero 77/9^, recante: “Qualificazione del territorio rurale mediante la valorizzazione di produzioni tipiche – fave e piselli risorsa dell'Alto Jonio Cosentino”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

(Interruzione)

Chiede il rinvio del punto alla prossima seduta del Consiglio regionale?

Sandro PRINCIPE

Presidente, poiché il collega Franchino è esperto in materia e per motivi familiari ha dovuto lasciare i lavori del Consiglio, chiedo il rinvio di questo punto per consentire al collega Franchino di partecipare ai lavori.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta di rinvio alla prossima seduta del Consiglio della proposta di legge numero 77/9^ per consentire anche all’onorevole Franchino, esperto in materia, di poter essere presente.

(Il Consiglio approva)

Esame abbinato

Proposta di legge numero 53/9^ di iniziativa del consigliere Mirabelli, recante: “Istituzionalizzazione della Festa di San Francesco

Proposta di legge numero 60/9^ di iniziativa del consigliere Caputo, recante: “Misure per la valorizzazione della figura di San Francesco di Paola, Patrono della Calabria e della Gente di Mare d'Italia

PRESIDENTE

Il punto diciannove all’ordine del giorno riguarda l’Istituzione della festa di San Francesco di Paola.

L’onorevole Salerno, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Nazzareno SALERNO, relatore

Presidente, questa proposta di legge nasce da due proposte che sono state unificate e che recano la firma dei colleghi Mirabelli e Caputo. Questa proposta di legge riguarda la figura di San Francesco di Paola, Patrono della Calabria e della gente di mare e assume un significato particolare per la ricorrenza nel 2016 del sesto centenario della nascita del Santo.

Si compone di 5 articoli, compresa la norma finanziaria e prevede il 26 febbraio quale anniversario della proclamazione del Santo. Viene costituito un comitato nominato dal Presidente della Giunta regionale composto dallo stesso Presidente, dal Padre provinciale, dal sindaco del comune di Paola, da un rappresentante della Regione Calabria e dai Presidenti delle province di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria e Vibo Valentia.

Il comune di Paola, dovrà fornire poi la sede istituzionale. E’ previsto, inoltre, un contributo annuale di 50 mila euro per l’esercizio del 2012 e per gli esercizi successivi il contributo verrà, poi, determinato in base alle reali disponibilità delle risorse finanziarie del bilancio.

Questo provvedimento è stato licenziato alla unanimità in Commissione. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico Domenico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Presidente, ho più di una perplessità rispetto a questa proposta di legge e vorrei chiedere al Presidente del Consiglio se può una istituzione laica per definizione istituire una festa di tipo religioso con tutto il rispetto per la religione e per chi professa sentimenti religiosi. Mi pare, però, che sia un azzardo e che non compete a noi istituire feste religiose.

San Francesco è già patrono della Calabria ed ha già un posto importante nella religiosità di ognuno di noi. Francamente, mi pare eccessivo e non so quale sia la vera finalità dell’istituzione di questa legge se non quella, probabilmente, di utilizzare – consentitemi il termine – il “marchio” di San Francesco di Paola che è stato già bistrattato, anzi dileggiato, nel corso del cinquecentenario.

Molti colleghi sono a conoscenza del fatto che la stessa Regione Calabria, il comune di Paola, tutti gli enti e le istituzioni che sono richiamate in questo testo di legge erano tenuti – qualche anno fa – a metter in campo celebrazioni importanti e tali da rendere il Santo quale forte attrattore del turismo religioso oltre che un veicolo per realizzare opere importanti in quel di Paola e nel resto della Calabria.

Inviterei il Presidente Salerno e gli altri colleghi a verificare gli esiti del cinquecentenario di San Francesco di Paola e se chi aveva la responsabilità di farlo ha contribuito a migliorare l’immagine del Santo di Paola e ad onorare, anche dal punto di vista religioso, il Patrono della Calabria.

Ecco perché, intanto, c’è un problema che riguarda questa come le altre istituzioni. Sono cose che non competono a noi ma che, casomai, deve decidere la comunità religiosa. Non possiamo sovrapporre date e ricorrenze ad altre ricorrenze stabilite dalla tradizione, dalla devozione, da altri organi e autorità non di tipo civile ma religioso.

Inviterei il consigliere Salerno ed il Presidente del Consiglio a riflettere ulteriormente su questa proposta di legge e riprendere ognuno il proprio ruolo e le proprie competenze per evitare invasioni di campo che non fanno certo onore al sentimento religioso di ognuno e tanto meno alla comunità religiosa devota a San Francesco di Paola.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Personalmente, credo – pur prendendo per buone le parole del consigliere Talarico - che serva questa legge, questo riconoscimento, questa istituzionalizzazione che non ha soltanto una valenza prettamente religiosa, perché non avremmo avuto necessità di farlo; San Francesco di Paola è già riconosciuto di per sé come un Santo di una certa entità soprattutto in Calabria, in quanto calabrese, per cui è ovvio che sarebbe stato superfluo ed aleatorio voler riproporre un riconoscimento esclusivamente di tipo religioso-mistico. Sarebbe stata poca cosa.

Noi diamo un giusto riconoscimento ad un calabrese che nel passato si è distinto con la sua vita e con le sue opere. In un momento difficile come quello che vive la Calabria pensiamo che questo Santo con la sua immagine possa andare al di là della stessa spiritualità e religiosità e possa diventare un attrattore, come lo è stato anche l’istituzionalizzazione di Padre Pio in Puglia, che non è una cosa lieve.

C’è un turismo di ritorno di tipo religioso e anche di tipo culturale per chi è credente sia nella genesi stessa del pensiero cristiano, ma al di là del pensiero cristiano c’è un mondo laico attratto da questi momenti di incontro di tipo spirituale che scemano poi in momento festivo soprattutto di aggregazione sociale ed anche di tipo culturale e di pensiero per cui penso che la Calabria faccia bene a darsi questo riconoscimento.

Perché, attenzione, non stiamo dando un riconoscimento al Santo; con questa legge noi istituzionalizziamo la festa di San Francesco ma ci stiamo dando, noi stessi, come calabresi e come ente Regione, un riconoscimento che è quello di identificarci in un modo di essere e di vivere che dovrebbe essere quello che tutti quanti noi, in maniera seria al di là dei propri convincimenti religiosi, dovremmo in tutti i modi cercare di copiare come esempio in un momento così difficile ed in una realtà socio-economica così debole, privata ed indebolita di riferimenti di principi di tipo anche culturale per alcuni aspetti visto quello che succede quotidianamente.

Penso che questa possa essere una legge che il Consiglio regionale possa far propria sperando che non resti lettera morta, questo è il problema.

Caro Presidente, questa legge – mi riferisco anche all’amico Caputo perché possiamo dire che l’abbiamo presentata quasi insieme – ha avuto un iter molto lungo di quasi due anni. Qui, voglio dire, non è che si stava parlando di andare a rivedere la Costituzione italiana. 

Pertanto, pregherei la Presidenza del Consiglio e anche le Commissioni di abbreviare i tempi sugli iter procedurali per far sì che una legge possa essere approvata in tempi rispettabili e giusti dalla presentazione. Dopo due anni questo percorso, questi ritardi, questi rallentamenti mi sembrano poco giustificabili.

Credo che facciamo bene a farla nostra con la speranza che possa avere una ricaduta in termini concreti e non restare lettera morta come tante altre leggi importanti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, voteremo a favore di questa proposta di legge perché la laicità non impone particolari riconoscimenti, del resto San Francesco è il Santo Patrono della Calabria ed a noi sembra che questa proposta sia apprezzabile anche se, ritengo, che dovrà essere poi verificata sulla base delle iniziative del Governo Monti perché c’era in predicato di eliminare anche la festa di Santo Stefano.

E’ questa perplessità che più che altro ci impone di affermare questa opinione e non tanto l’iniziativa legislativa perché, ripeto, non vediamo una lesione dei principi di laicità rispetto ad una iniziativa di questo tipo.

Piuttosto, sento il dovere – per il lavoro che ognuno di noi ha fatto nel recente passato – di ricordare che in occasione del cinquecentenario della nascita del Santo la Giunta regionale dell’epoca non rimase inerte nel senso che, oltre ad attribuire al Comitato istituito con un provvedimento del competente Ministero un contributo di 100 mila euro, noi distribuimmo in tutte le scuole un Dvd che illustrava la vita del Santo e facemmo rappresentare in tutte e cinque le province un musical su San Francesco di Paola. Riproponemmo anche la rappresentazione del drammaturgo Zicarelli “Francesco e il Re” sia a Paola che al teatro Rendano di Cosenza che al teatro San Carlo di Napoli con una magistrale interpretazione del ruolo del Re di Francia da parte di Philippe Leroy.

Avviammo anche – lo dico all’assessore Caligiuri – una mostra iconografica di San Francesco. Ho preso la parola soprattutto per ricordare questa iniziativa. Se lei, assessore, ha la bontà di chiedere al suo direttore generale di cercare tra le carte del dipartimento, troverà un decreto con il quale si destinarono con i fondi europei 500 mila euro per una mostra iconografica di San Francesco che aveva lo scopo di portare in Calabria i dipinti che rappresentano il Santo e che sono presenti – certamente – in modo molto numeroso in Europa ed al di fuori del continente europeo.

Poi, però, di questa iniziativa non se ne è saputo più nulla, ma, assessore Caligiuri, la ricordo perché potrebbe esser ripresa insieme alla vostra iniziativa per celebrare Mattia Preti.

Ribadisco l’opinione espressa nella precedente seduta del Consiglio: queste iniziative si possono finanziare con i fondi europei e non è necessario, quindi, scomodare il triste ed esiguo bilancio regionale.

Per cui se, nel verificare le filiere adeguate del Por 2007-2013, troverà conferma rispetto alle mie modeste parole, insieme alla celebrazione di questo grande pittore calabrese, Mattia Preti, lei potrebbe anche riprendere questa iniziativa della mostra iconografica di San Francesco; avevamo anche individuato il responsabile artistico di questa iniziativa che è il famosissimo professor Strinati che, fino a poco tempo fa, ha diretto il polo museale romano.

Il mio intervento è esaurito ma ribadisco, per le ragioni che ho espresso prima, il nostro voto favorevole.

A proposito di laicità, però, vorrei dire al Presidente Talarico e all’assessore Trematerra che ho trovato poco adeguate più che altro le mostre di santini di San Francesco presenti in qualche importante comune della Calabria; ci sono mostre permanenti sulla figura di San Francesco, sotto il profilo sempre della iconografia e c’è qualche buon dipinto ma poi ci sono centinaia di santini. Questo sì, mi sembra un eccesso e, quindi, mi sembra sinceramente esagerato per una istituzione laica come un comune fare delle mostre di santini. L’iniziativa dei colleghi è, invece, apprezzabile in quanto atto di omaggio, rispetto e devozione verso questa grande figura che non è stata importante soltanto sotto il profilo religioso e dell’insegnamento in primo luogo del valore della carità, ma è stata anche una grande figura sotto il profilo dell’insegnamento civile per l’opera svolta presso la corte di Francia e per l’anticipazione che San Francesco di Paola è riuscito ad offrire allo stesso mondo cattolico e al Vaticano che con qualche secolo di ritardo, poi, ha preso per intero l’insegnamento di questo Santo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Caputo. Ne ha facoltà.

Giuseppe CAPUTO

Presidente, sarò brevissimo per dichiarare che, a dir la verità, sono rimasto meravigliato dall’affermazione del collega Talarico nel suo intervento. Non credo che abbiamo “confessionalizzato” il Consiglio nel momento in cui stabiliamo che attraverso questa proposta riassunta dal relatore Salerno – la proposta del consigliere Mirabelli o quella del sottoscritto – si decide niente di più se non riconoscere un ruolo che San  Francesco ha avuto. E’ il Patrono della Calabria e si tratta di festeggiamenti che raccolgono – è bene sottolinearlo – attorno alla figura di San Francesco anche le istituzioni, per cui abbiamo ritenuto di andare in questa direzione.

Da questo punto di vista ci sembra molto strano che si sia voluto puntualizzare questo: dare il giusto rilievo ad una ricorrenza anche da un punto di vista economico – diciamocelo con grande chiarezza –  perché chi ha assistito negli ultimi anni alla festa di San Francesco vede quante migliaia di fedeli quel Santo riesce a raccogliere e a richiamare.

Da questo punto di vista abbiamo ritenuto importante che il Patrono della Calabria venisse festeggiato specialmente in funzione del 2016 in cui ricorre il sesto centenario della nascita per cui dovremmo, credo, attrezzarci in tempo per dare il giusto rilievo anche nel 2016. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, intervengo soltanto per confermare quanto avevo già espresso in sede di Commissione, cioè il voto favorevole su questa proposta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, il voto del gruppo è stato già espresso dal capogruppo. Vorrei soltanto aggiungere una preoccupazione e mi riallaccio all’intervento del collega proponente la legge.

Ho una preoccupazione inversa. Può darsi che poi l’intenzione sia positiva, ma, in maniera particolare, ho una preoccupazione in relazione alla istituzione della “Marcia della penitenza” che avrà luogo nella città di Paola.

Mi sembra più una cosa legata ad una organizzazione e decisione in ambito religioso che nostra. Poi non so qual sia l’intenzione del proponente in ordine alla “Marcia della penitenza” perché noi non stiamo istituendo la “Marcia della pace” o altro. Mi sembra una manifestazione molto legata alla iniziativa del Convento, della Curia di Cosenza.

Da questo punto di vista ho grossissime perplessità ed inviterei a togliere questo punto per ribadire la nostra autonomia ma, soprattutto, la nostra non ingerenza in alcuni aspetti particolari di manifestazioni legate al Santo.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola possiamo, pertanto, procedere con la votazione dell’articolato e con gli emendamenti.

E’ stato presentato un emendamento protocollo 15885, a firma del consigliere Chiappetta, che così recita: “Nell’ambito delle celebrazioni annuali in onore di San Francesco di Paola la Regione Calabria celebra la ricorrenza e l’anniversario della proclamazione del Santo di Paola come Patrono della Calabria e istituisce la “Marcia della penitenza” che avrà luogo nella città di Paola nella data annualmente individuata dall’autorità religiosa”.

(Interruzione)

Mi dicono gli uffici che è stato già inserito nella proposta di legge così come è stata approvata dalla Commissione consiliare. Bisogna votarlo?

(Interruzione)

Voglio ricordare che nel testo, all’articolo 1, comma 3 è già previsto come stabilito dalla Commissione. C’è già scritto “nella stessa data la marcia della penitenza”…

(Interruzioni incomprensibili)

Nella prima versione c’era scritto il 26 febbraio mentre in questa c’è scritto che la data sarà fissata annualmente. Questa è la differenza.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico Domenico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Presidente, vorrei richiamare l’attenzione del consigliere Salerno. Rispetto alla proposta di legge vorrei capire - come credo lo voglia anche il consigliere Bova - se siamo qui per mettere in piedi una proposta di sostegno per le cose che abbiamo detto – per ultimo il capogruppo del Partito democratico – sulla figura di San Francesco di Paola e alle sue celebrazioni oppure se vogliamo istituire eventi puramente religiosi che, per rispetto del sentimento delle autorità religiose, non possono, onestamente, appartenere a questo Consiglio.

Presidente, se viene meno questa proposta, così come anche la questione relativa alla individuazione della data, sono disponibilissimo a proporvi di aumentare anche la dotazione finanziaria per le cose che sono state dette e che vanno al di là, anche, del sentimento religioso.

Non possiamo noi istituire una “Marcia della penitenza”. Penso che questo sia davvero troppo e non sia consentito al Consiglio regionale.

Se viene meno questo aspetto, annuncio il mio voto favorevole alla proposta del consigliere Salerno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, su questo punto anche noi riteniamo che ci sia una invasione di campo perché la celebrazione del Santo, il riconoscimento storico-culturale di questa figura, non consente ad una istituzione laica come il Consiglio regionale di mettere in atto iniziative che sono di diritto canonico e come tali appartengono ai titolari delle Curie.

Ho già stigmatizzato le mostre in luoghi civici ed in istituzioni civili delle figurine di San Francesco perché mi sembra un eccesso.

Chiederei ai colleghi della maggioranza, al collega Chiappetta, di ritirare l’emendamento, che è poi praticamente già contenuto nella legge, e chiederei ai colleghi della maggioranza di eliminare il comma 3 dell’articolo 1, perché rappresenta, effettivamente, una invasione di competenza.

A noi non compete istituire eventi che hanno una chiarissima finalità di carattere religioso. L’istituzione di una “Marcia” del genere appartiene alla competenza di Sua Eccellenza l’Arcivescovo di Cosenza non al Consiglio regionale.

Peraltro, mi pare che ci sia una volontà unanime di approvare questo provvedimento e l’eliminazione del comma 3 ricompatta anche il gruppo di Italia dei Valori così che ci sarebbe anche la votazione di tutti i gruppi. Quindi, chiederei agli amici della maggioranza se si possa abrogare il comma 3 dell’articolo 1 e al collega Chiappetta chiedo di ritirare il suo emendamento che è, peraltro, ripetitivo rispetto ad una norma già contenuta nella proposta di legge.

(Interruzione incomprensibile dell’onorevole Bova)

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiappetta. Ne ha facoltà.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Presidente, mi pare che la discussione si stia avviando verso una sorta di surrealismo, rispetto alle cose che sono state dette; è strano anche il comportamento dei colleghi che in sede di Commissione assumono una iniziativa, poi ritornano in sede di Consiglio ed hanno, probabilmente, una sorta di ravvedimento postumo.

Presidente - lo dico anche ai colleghi che sono intervenuti sulla discussione sorta su questo emendamento – chiariamo, anche ad onore della stampa affinché questa possa poi riportare fedelmente quello che viene detto in Consiglio regionale, che questo emendamento non è  modificativo, sostitutivo o integrativo rispetto a quello che è stato approvato in Commissione alla unanimità dei gruppi presenti in Consiglio regionale.

Dico questo, Presidente, perché il provvedimento, presentato dal collega Mirabelli per la minoranza e dal collega Caputo per la maggioranza, è stato assunto in una logica bipartisan, rappresentando le diverse necessità e le diverse esigenze di un riconoscimento. Onorevole Principe, avendo lei evidenziato l’alta statura autorevole del nostro arcivescovo di Cosenza, Monsignor Nunnari, che non vuole sconfinare nei campi che sono propri del Consiglio regionale, voglio precisare che noi non ci possiamo e non ci vogliamo sostituire a quelle che sono le competenze ed i ruoli delle autorità religiose.

Questo documento, a firma del sottoscritto e condiviso anche dagli altri colleghi, è servito – ma sarebbe più corretto dire “sarebbe dovuto servire” – esclusivamente a precisare che nel momento in cui si è dato un riconoscimento, contenuto nel contesto di tutta la norma del collegato al disegno di legge alla “Marcia della penitenza”, la data indicata nel testo normativo era quella del 26 febbraio esclusivamente perché si è ritenuto di individuarla temporalmente esclusivamente per il 2012.

Quindi, l’emendamento è stato esclusivamente presentato per dire che anno per anno la data della “Marcia della penitenza” verrà individuata non dal Consiglio regionale ma dall’autorità religiosa preposta a queste cose, sia esso l’Ordine dei minimi nazionale e non regionale. Non togliamo la religiosità di Paola alla Calabria sol perché si trova, collega Battaglia, nella provincia di Cosenza piuttosto che nella provincia di Reggio Calabria. Perché questo vorrebbe dire adottare una logica campanilistica che, credo, non possa e non debba appartenere a questo Consiglio regionale.

Detto questo, Presidente Talarico, appunto perché credo di aver dato le motivazioni che sono state poste a base di questo emendamento, non ho alcun problema a ritirarlo se questo serve a troncare questo discorso e questo dibattito – mi consenta il termine, Presidente – surreale.

PRESIDENTE

Se ho capito bene la minoranza è d’accordo a votare alla unanimità tutta la proposta di legge però c’è una riflessione aggiuntiva che la maggioranza deve fare sull’articolo 1, comma 3, che riguarda l’istituzione della “Marcia”.

Se la maggioranza è d’accordo noi procediamo a votare alla unanimità abrogando l’articolo 1, comma 3.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

Presidente, non v’è dubbio che è bene dialogare ed io ho sempre sostenuto questo, per carità, ci mancherebbe.

Vorrei anche sottolineare alcuni passaggi che sono fondamentali per noi che facciamo politica e che siamo addetti ai lavori.

In Commissione questa proposta di legge, nata da un esame abbinato di due proposte presentate dal consigliere Mirabelli e dal consigliere Caputo, è stata esaminata e ci sono stati, sicuramente degli emendamenti. E’ venuto fuori un testo che oggi è qui in Aula e che in Commissione è stato votato all’unanimità.

Per carità, massimo rispetto nei confronti di tutti i colleghi consiglieri, ognuno per il proprio pensiero e ad ognuno per la propria fede religiosa, ci mancherebbe. Sinceramente non trovo, però, nulla di male e non penso si tratti di invasione quando si parla di “Marcia della penitenza”. Oltretutto stiamo discutendo e stiamo per approvare una proposta di legge che riconosce l’importanza del Santo Patrono della Calabria e la Regione Calabria sta per approvare una legge per quanto riguarda la ricorrenza del sesto centenario della nascita.

Non penso che la “Marcia della penitenza” possa rappresentare motivo di discordia. Stiamo parlando della proposta di legge per la festività del Santo Patrono e penso che anche la “Marcia della penitenza” possa essere contemplata in questa proposta di legge. Non penso si tratti di nessuna invasione anche perché alla fine nel Comitato che sarà costituito farà parte anche il rappresentante dell’Ordine dei minimi. Si tratta, quindi, di una iniziativa condivisa con l’Ordine dei minimi.

Ritengo che su questo non ci possano essere divisioni o problemi tale da non consentire un’approvazione unanime della proposta già approvata all’unanimità in Commissione.

Per quanto riguarda l’emendamento del collega Chiappetta, credo che in pratica non introduca nulla di nuovo se non lasciare la possibilità al Comitato di stabilire la data di questo evento. Il resto era stato già contemplato nel progetto di legge, messo a disposizione di tutti i colleghi consiglieri prima ancora di arrivare in Aula.

Inviterei l’Aula a non farne una questione di principio. Collega Talarico, anche il collega Giordano si è espresso ed ha votato favorevolmente in Commissione; penso che questo non debba esser un motivo per non votare alla unanimità la legge in Aula.

Credo che il problema si possa superare e si possa procedere con la votazione di questa proposta di legge così com’è, integrando anche l’emendamento del collega Chiappetta che, in pratica, anziché lasciare il 26 febbraio come data della ricorrenza prevede che la stessa sia individuata annualmente dal Comitato. Grazie.

PRESIDENTE

Lo dico anche ai colleghi di maggioranza: l’obiettivo è cercare di approvare la proposta all’unanimità, come avete fatto in Commissione. Questo è il senso: che il Consiglio regionale deliberi in maniera unanime una legge che riguarda il Patrono della Calabria senza divisioni e contrapposizioni tra maggioranza e minoranza.

Spero possa esserci uno sforzo da parte della maggioranza per approvare la legge all’unanimità. Mi sembra che anche il gruppo di Italia dei Valori sia disponibile a votarla.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, volevo dire al collega Salerno che noi, in effetti, non eravamo rappresentati in Commissione quando è stato approvato questo testo perché come sa nella terza Commissione era presente l’onorevole Loiero. Scalzo è subentrato a Loiero con grande ritardo e quando è stato approvato questo testo, il collega Scalzo non c’era.

Pregherei il collega Salerno, poiché mi sembra minimale sotto il profilo dell’importanza la questione della “Marcia della penitenza”, di accogliere anche gli auspici del Presidente Talarico e di approvare l’articolo 1 eliminando il comma 3.

Il problema non riguarda tanto l’emendamento del collega Chiappetta, che era esplicativo, ma il comma 3 dell’articolo 1; nel caso in cui venisse eliminato voteremo convintamente. Peraltro è bene che questa legge sia approvata all’unanimità. Insisto con i colleghi della maggioranza per venire incontro a questa impostazione che noi abbiamo modestamente illustrato in Consiglio.

PRESIDENTE

Ha facoltà di intervenire l’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, prendo brevemente la parola per sostenere la sua proposta di arrivare, di giungere all’approvazione unitaria di questo progetto di legge verso il quale esprimo apprezzamento, così come per i proponenti e per il lavoro che la Commissione ha portato avanti.

Su questi temi ritengo giusto che il Consiglio debba esprimere la propria posizione. Penso pure che non sia il caso di sminuire questa proposta di legge che ha un forte significato simbolico e di riconoscimento.

Parlo perché ho vissuto all’interno dei festeggiamenti di San Francesco una serie di iniziative. La penitenza inizia con la Quaresima e nel passato questa “Marcia della penitenza” si è sempre svolta a Paola, con la partecipazione dell’ordine e di padre Giovanni, la prima domenica in cui iniziava la Quaresima.

Spostare questa iniziativa della penitenza durante i festeggiamenti di San Francesco penso sia inopportuno. E penso sia inopportuno anche per il principio di lasciare alle autorità religiose il compito di programmare tutto il calendario dei festeggiamenti che nel corso di quel mese si svolgono nella città di Paola.

Chi conosce Paola e chi conosce i festeggiamenti che l’Ordine dei minimi, di intesa con la Curia di Cosenza, organizza, sa che in quei festeggiamenti ci sono una serie di iniziative. Il 2 maggio, ad esempio, è la giornata della solidarietà e ci sono altre iniziative che si svolgono durante il calendario di quei festeggiamenti.

Per questo concordo e apprezzo anche la disponibilità del collega Chiappetta a voler ritirare l’emendamento perché ritengo che andremo ad incidere in una sfera che non è di nostra competenza ed anche perché, ripeto, la penitenza inizia con la Quaresima e questa marcia si sta svolgendo da dieci anni nella città di Paola e raccoglie tutte le comunità minime della nostra regione e del nostro Paese per svolgere questa attività.

Direi che questa proposta vada approvata ed all’unanimità perché le sia data la giusta importanza altrimenti dovremmo andare a regolamentare altre giornate ed altre manifestazioni che pure nell’ambito di quel calendario si svolgono e che non sono di nostra competenza.

Per questo accolgo l’invito del Presidente Talarico ad approvarla alla unanimità e invito anche io il collega Chiappetta a ritirare sia l’emendamento sia la modifica dell’articolo 3 della legge citata.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Mirabelli.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Presidente, anche io condivido che il comma 3 sia tolto anche perché ha un aspetto troppo fortemente religioso ed è necessario che questa  Assise approvi un progetto votato alla unanimità.

Faccio mie le parole del collega Magarò: il calendario liturgico e le feste non le impone la politica o il Consiglio regionale ma fanno capo direttamente all’Arcivescovo. Nella nostra proposta - e penso anche in quella del collega Caputo - questo passaggio non esisteva, sarà stato aggiunto poi in Commissione, senza dubbio con spirito di arricchimento.

Però, si tratta di una peculiarità estremamente religiosa e che fa capo esclusivamente, non solo in termini di calendarizzazione ma anche come momento mistico-religioso, all’Arcivescovo.

Credo che togliere il comma 3 non modifichi di fatto l’essenza stessa e la sostanza della proposta di legge per cui chiedo alla maggioranza di escludere questo comma 3 dell’articolo 1 in modo da poter votare la proposta all’unanimità.

PRESIDENTE

Prego, collega Talarico.

Domenico TALARICO

Rispetto ai rilievi del consigliere Salerno devo specificare che non impegno il gruppo di Italia dei Valori perché mi pare che in Commissione il rappresentante del gruppo si sia espresso a favore della proposta.

La mia, quindi, è un’opinione del tutto personale e se volete anche in dissenso rispetto al mio gruppo, essendo io l’unico posseduto dal demonio del gruppo di Idv e per questo destinato all’inferno.

Comprenderete insomma anche la libertà della mia posizione.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Dattolo.

Alfonso DATTOLO

Giusto per consolare il collega Talarico, non vorrei che qualche fuoco dell’inferno lambisse poi il Consiglio regionale. Ritengo, però, che il collega Salerno abbia fatto un ottimo lavoro in Commissione unificando le proposte dei colleghi Mirabelli e Caputo.

Certo, anche i testi che passano all’unanimità in Commissione, ritengo possano essere modificati e migliorati dal Consiglio – collega Salerno – per renderli comunque armonici rispetto alle nostre competenze.

Ritengo che il principio del riconoscimento civile che facciamo come Consiglio sia lo sforzo più importante. Da cattolico penso che non stia a noi istituzionalizzare la “Marcia della penitenza”, senza  sancire qualcosa che attiene ad una sfera esclusivamente religiosa.

Da capogruppo dell’UDC, forza di maggioranza, ritengo che ci possano essere anche le condizioni per rendere il 26 febbraio un giorno sentito da tutti, veramente, sotto l’aspetto del Patrono e soprattutto di una figura che ha dato lustro alla Calabria.

Penso che il Consiglio regionale calabrese debba fare questo così come faremo anche della giornata dedicata all’astronomo di Cirò Aloysius Lilius, perché il Consiglio regionale ha il compito pregnante di riconoscere queste figure dal punto di vista civile.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola, passiamo alla votazione dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1, con l’abolizione del comma 3. Su questa proposta mi pare ci sia l’unanimità del Consiglio.

(E’ approvato)

Naturalmente è approvato senza il comma 3.

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiappetta. Ne ha facoltà.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Presidente, intervengo solo per comunicare che il Presidente Scopelliti sta per arrivare, così come era stato concordato all’inizio dei lavori del Consiglio regionale e così come era stato suggerito da lei, Presidente, e condiviso da tutti i gruppi, da qui a poco si procederà – se lei e gli altri colleghi lo vorranno – alla discussione sul punto che è stato rinviato. Questa proposta di legge è stata già inserita all’ordine del giorno, come richiesto, è stata approvata in Commissione con un’ampia maggioranza ed è relativa alla ratifica dell’accordo tra la Regione Calabria e la Regione Campania per la disciplina delle modalità di organizzazione e funzionamento dell’istituto zooprofilattico e sperimentale del Mezzogiorno. Chiedevo, Presidente, se era possibile procedere alla discussione ancora prima di quest’altro punto all’ordine del giorno, vale a dire la proposta di legge recante “Norme per la promozione e la disciplina del volontariato”, sì da poter rendere ancora più celeri e spediti i lavori del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

L’onorevole Chiappetta chiede, praticamente, prima di procedere con l’ordine del giorno, di trattare questo punto che è stato già inserito all’ordine del giorno anche perché c’è l’urgenza di approvarlo. Questo punto riguarda l’istituto zooprofilattico del Mezzogiorno; poiché c’è un accordo con la Regione Campania che ha già provveduto ad approvare questa legge, adesso dobbiamo ratificare questa legge che è stata approvata ad ampia maggioranza dalla Commissione. Se ne chiede adesso la trattazione immediata così poi possiamo dedicare più tempo alla discussione quando arriverà il Presidente Scopelliti.

(Interruzione)

E’ passata alla unanimità in Commissione con l’astensione del gruppo del Partito democratico. Il relatore di questa legge è l’onorevole Caputo. Vuole aggiungere qualcosa?

(Interruzione di registrazione)

Proposta di legge numero 324/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione proposta di legge di ratifica dell'accordo tra Regione Campania e Regione Calabria relativo alla gestione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno”

PRESIDENTE

Possiamo procedere, quindi, perché c’è la ratifica della norma e ci sono due emendamenti, a firma dell’onorevole Imbalzano, entrambi emendamenti da approvare; c’è qualche abrogazione e qualche sostituzione. Il relatore è l’onorevole Caputo? Ha chiesto di intervenire il relatore, onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO, relatore

Intervengo brevemente, solo per una rapida relazione sulla proposta di legge che è volta a dare attuazione al Decreto legislativo numero 270 del 30 giugno 1993 che detta “Norme relative al riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali a norma dell’articolo 1, comma 1 lettera b) della legge 3 ottobre 1992, numero 421”. A partire dal 1993, nelle more dell’inserimento degli organi previsti dal citato Decreto legislativo, si sono succeduti diversi provvedimenti di nomina dei commissari dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno dei quali l’ultimo, nominato dalla Regione Campania, è ancora attualmente in carica. Si tratta di un Ente a valenza bi-regionale e, quindi, il ritardo nel dare attuazione al richiamato Decreto legislativo è da ricondurre, prevalentemente, alle difficoltà nel definire un testo condiviso dalle due Regioni competenti, cioè Calabria e Campania. Con delibera di Giunta regionale numero 622 del 23 dicembre 2011 si è provveduto, finalmente, ad approvare lo schema di accordo che è stato sottoscritto dai Presidenti delle Giunte regionali della Calabria e della Campania in data 31 gennaio 2012 e al quale occorre, a mente dell’articolo 117 della Costituzione, comma 8, procedere alla rettifica con legge regionale.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Imbalzano. Possiamo procedere con la votazione dell’articolato. Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

All’articolo 2 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33082, a firma dell’onorevole Imbalzano, che così recita: “Al comma 1 della proposta di legge n.324/9^, le parole “dell’ultima”sono sostituite con le parole “della presente”. Nessuno chiede di parlare; pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2, come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 3 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33082/b……

(Interruzione)

Sì, è stato già approvato in Commissione. Mi ha anticipato, onorevole Tripodi. L’emendamento protocollo numero 33082/b è ritirato perché è stato già approvato in Commissione. Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso, come emendata.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di legge numero 276/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per la promozione e la disciplina del volontariato”

PRESIDENTE

Siamo al punto venti all’ordine del giorno che recita proposta di legge numero 276/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme per la promozione e la disciplina del volontariato”. L’onorevole Salerno, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Nazzareno SALERNO, relatore

Presidente, questa è una proposta di legge della Giunta regionale che riguarda il volontariato e che si propone di adeguare in questa materia la normativa regionale. Vengono riconosciute e valorizzate, in pratica, le iniziative di solidarietà e l’opera sociale svolte dalle associazioni di volontariato. La proposta stabilisce anche la possibilità per le organizzazioni di volontariato di stipulare convenzioni con la Regione e con gli enti locali e la partecipazione del volontariato alla programmazione degli interventi promossi dalla Regione e dagli enti locali. Viene istituita l’Assemblea e la Consulta regionale del volontariato, nonché la Conferenza regionale del volontariato. Anche questa proposta di legge è stata licenziata dalla Commissione. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Scalzo. Ne ha facoltà.

Antonio SCALZO

Presidente, intervengo per esprimere, a nome del gruppo del Partito democratico, il voto favorevole per questa che riteniamo una proposta di legge importante al fine di rafforzare la percezione di senso civico e di sussidiarietà di cui il Paese e la nostra Regione hanno bisogno. In Commissione abbiamo già espresso soddisfazione ed il voto favorevole che confermiamo anche qui, in Aula. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola per la discussione generale, passiamo all’articolato. Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

All’articolo 3 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/A, a firma dell’onorevole Magarò, che così recita: “All’articolo 3, comma quarto, lettera b) dopo le parole <quota di adesione> sono aggiunte le seguenti parole <e senza ricoprire incarichi direttivi>”. Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Presidente, c’è un altro emendamento, protocollo numero 33155/1, che è lo stesso ed è a firma dei colleghi Giordano, De Masi e Talarico, che recita “All’articolo 3, comma quarto, lettera b) dopo le parole <quota di adesione> sono aggiunte le seguenti <e senza ricoprire incarichi direttivi>”. Penso che entrambi possano essere accettati, visto che hanno lo stesso contenuto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione i due emendamenti, protocollo numero 33078/A e protocollo numero 33155/1, accorpati con il parere favorevole del relatore.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3 come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 4 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 33078/B, a firma dell’onorevole Magarò. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Magarò. Ne ha facoltà.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 33078/B è ritirato. All’articolo 4 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/2, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Talarico, che così recita: “L'art. 4 è sostituito dal seguente:

<1. Sono promosse, riconosciute e valorizzate le aggregazioni tra singole associazioni dirette a favorire lo strutturarsi di reti in base:

a)                      all'ambito territoriale che può di volta in volta rispondere al territorio di un comune, di una provincia o della stessa regione;

b)                      allo scopo d'intervenire su aree tematiche comuni apportando le competenze maturate nel servizio per risolvere situazioni di marginalità o esclusione sociale.

2. Le reti devono essere composte da almeno dieci soggetti.>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento si commenta da sé. Non lo ritiro anche se era praticamente identico a quello del collega Magarò, perché ritengo che questo emendamento, così come è formulato, conferisca all’articolo maggiore incisività e slancio. Lo stesso assessore Stillitani, quando chiesi il termine per gli emendamenti, diede alla Commissione la possibilità di presentazione degli stessi in Aula. Fermo restando l’impianto della proposta di legge, che condivido, chiedo l’esame in maniera serena degli emendamenti che abbiamo presentato – lo voglio ricordare, senza polemica o altro – durante la fase di approvazione che ha seguito l’iter della Commissione, perché, secondo lo stesso circuito degli attori del volontariato, questi sono emendamenti che possono far meglio funzionare una legge molto importante e molto attesa. Grazie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Il parere è contrario, considerato che questo emendamento prevede l’abrogazione completa dell’articolo 4 che va poi a stravolgere lo stesso contenuto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 33155/2.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/C, a firma dell’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 33078/C è ritirato. Sempre all’articolo 5 c’è un altro emendamento, protocollo numero 33155/3, a firma degli onorevoli Giordano, De Masi, Talarico Domenico, che così recita: “All’art. 5, comma 6, dopo le parole <l’esistenza di gravi e documentate disfunzioni riscontrate nello svolgimento delle attività> sono aggiunte le seguenti <segnalate anche dalle organizzazioni di volontariato>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento non è abrogativo ma rappresenta semplicemente una aggiunta nelle attività che va a documentare le gravi e documentate disfunzioni che si riscontrano nello svolgimento delle stesse; viene aggiunto, cioè: “segnalate anche dalle organizzazioni di volontariato”. Si riconosce alle associazioni di volontariato un contributo anche in queste specifiche azioni. Se il relatore intende valutarlo, ne sarei grato.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 33155/3.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 5 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 33078/D, a firma dell’onorevole Magarò, che così recita: “All’art. 5, alla fine del comma 10, sono aggiunte le seguenti parole <fatte salve le reti con ambito territoriale regionale che si iscrivono direttamente al Registro regionale del volontariato”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Magarò. Ne ha facoltà.

Salvatore MAGARO’

L’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 33078/D.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/4, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Talarico Domenico, che così recita: “All’art. 5, alla fine del comma 10, sono aggiunte le seguenti parole <fatte salve le reti con ambito territoriale regionale che si iscrivono direttamente al Registro regionale del volontariato”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Penso sia da accogliere perché è lo stesso.

PRESIDENTE

E’ stato già approvato, quindi, viene accorpato nell’emendamento precedente.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/E a firma del consigliere Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento, allora, è ritirato. All’articolo 5 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/5, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “All’art. 5, comma 12, le parole <quale aggregazione delle sezioni provinciali e delle reti territoriali> sono soppresse.” Questo emendamento, onorevole Giordano, è simile a quello dell’onorevole Magarò.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento si commenta da sé. Si chiede la soppressione per quanto riguarda le parole al comma 12 “quale aggregazione delle sezioni provinciali e delle reti territoriali” in quanto riteniamo sia più corretta una rete di livello regionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 5, come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 6 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/F, a firma dell’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 33078/F è ritirato. Sempre all’articolo 6 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/6, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “All’art. 6, comma primo, alla lettera c) le parole <le metodologie di intervento, la qualificazione dei volontari impiegati> sono soppresse”. Ha chiesto la parola l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 6 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/G, a firma dell’onorevole Magarò. L’emendamento è ritirato. Sempre all’articolo 6 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/7, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “Al comma 1, dell’art. 6, la lettera d) è abrogata”. Ha chiesto la parola l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

All’articolo 10 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/8, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “Al comma 2, dell’articolo 10 le parole <specialmente delle associazioni di piccole dimensioni> sono soppresse”. Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, con questo emendamento chiediamo che venga eliminata la parte che recita: “specialmente delle associazioni di piccole dimensioni” perché avvertiamo il pericolo che si possa andare verso una sorta di sistemi di contributi a pioggia che penalizzi parecchio il volontariato in quanto favorirebbe una parcellizzazione eccesiva. Invito il relatore a valutarlo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Penso che quanto contenuto dall’articolo 10, comma 2, dà particolare attenzione a questo tipo di associazioni di piccole dimensioni. Sarà la Giunta regionale che valuterà scrupolosamente, di volta in volta, la questione. Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 10.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 11.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 12.

(E’ approvato)

All’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/10, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “Al quarto comma dell’art. 13 le parole <composta da dieci membri> sono sostituite dalle seguenti <composta da tredici membri>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/H, a firma dell’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento, allora, è ritirato. Si passa all’emendamento protocollo numero 33155/9, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “Al quarto comma dell’art. 13 dopo le parole <portatori di interessi di aree tematiche non rappresentate nella composizione della Consulta stessa> aggiungere le seguenti <anche in rappresentanza delle reti>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 13 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 33078/F, a firma dell’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento, allora, è ritirato. Sempre all’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/11, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “All’art. 13, dopo il comma 4 è inserito il seguente <4bis: Al fine di garantire una adeguata rappresentanza territoriale i membri eletti sono espressione di due membri ciascuno per ognuna delle province. I restanti tre membri vengono eletti in rappresentanza dei soggetti iscritti direttamente al Registro regionale di cui all’art. 5, comma 10>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’emendamento si commenta da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/L, a firma del consigliere Magarò.

Salvatore MAGARO’

Presidente, ritiro l’emendamento.

PRESIDENTE

L’emendamento, allora, è ritirato. All’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/12, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “All’art. 13, quinto comma, lettera a) le parole <se richiesto> sono soppresse e dopo le parole <esprimere parere> sono aggiunte le seguenti <obbligatorio e non vincolante>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, invito il relatore a valutarlo con una certa attenzione perché, diversamente, il ruolo stesso della Consulta si svuoterebbe di contenuti. Riteniamo sia necessario che gli atti pervengano alla Consulta sebbene questa, in quanto tale, non debba esprimere un parere vincolante ma che, comunque, si debba esprimere, il tutto anche per conferire alla Consulta la dignità e la stessa funzione che questa legge intende attribuirle.

 

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/M, a firma dell’onorevole Magarò. L’emendamento è ritirato. Sempre all’articolo 13 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/13, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “All’art. 13, sesto comma, le parole <entro il termine fissato dalla richiesta> sono soppresse e sostituite dalle seguenti <entro trenta giorni dalla richiesta>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento viene meno perché si trattava del termine fissato per l’espressione del parere della Consulta.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato. Pongo in votazione l’articolo 13.

(E’ approvato)

All’articolo 14 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33078/N, a firma dell’onorevole Magarò, che recita così: “Al primo comma dell’articolo 14, le parole <l’assessore regionale alle politiche sociali convoca ogni tre anni la Conferenza regionale del volontariato> sono sostituite dalle seguenti <L’asse regionale alle politiche sociali convoca ogni due anni la Conferenza regionale del volontariato>”. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Magarò. Ne ha facoltà.

Salvatore MAGARO’

Propongo di convocare la Conferenza regionale del volontariato ogni due anni anziché ogni tre. L’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Nazzareno SALERNO, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

All’articolo 14 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 33155/14, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Domenico Talarico che recita così: “Al primo comma dell’art. 14, il numero <tre> è sostituito dal seguente <due>”. Questo emendamento è assorbito dal precedente, pertanto va bene così. Possiamo accorpare gli emendamenti ed approvarli insieme. Pongo in votazione l’articolo 15.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 16.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 17.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 131/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di legge al Parlamento – Istituzione della giornata regionale del calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”

PRESIDENTE

Si passa, adesso, all’ultimo punto all’ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 131/9^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Proposta di legge al Parlamento – Istituzione della giornata regionale del calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò”; su questo c’è anche una legge regionale che però non è all’ordine del giorno. Ha chiesto di intervenire l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO, relatore

Grazie, Presidente, sarebbero in pratica due le proposte di legge. Questa che abbiamo all’ordine del giorno è la proposta di legge che la Giunta regionale fa al Parlamento nazionale; ci sarebbe, poi, l’altra proposta di legge regionale che riguarda l’istituzione della giornata regionale del calendario in memoria di Aloysius Lilius da Cirò ma non è all’ordine del giorno. Sarebbe il caso, quindi, di approvarle entrambe assieme: sia quella diretta al Parlamento sia la nostra vera e propria, la proposta regionale, che sarebbe più importante dell’altra approvare.

(Interruzione)

Sì, tutte e due sono state approvate in Commissione.

PRESIDENTE

L’onorevole Salerno chiede che vada alla prossima seduta di Consiglio regionale di giorno 3 agosto per l’approvazione sia la legge regionale sia la proposta di legge di iniziativa parlamentare. Possiamo inserirla alla prossima seduta di Consiglio regionale visto che, se ho capito bene, è passata alla unanimità e sarà approvata nella seduta del 3 agosto. Abbiamo concluso l’ordine del giorno e, nel frattempo, è anche arrivato il Presidente Scopelliti. Possiamo procedere con la trattazione del punto che riguarda il “Progetto di realizzazione della centrale a carbone a Saline Joniche - Dibattito e conseguenti determinazioni”. Prima di iniziare chiamo i capigruppo al banco della Presidenza per due minuti di sospensione.

 

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

 

La seduta sospesa alle 20,07 è ripresa alle 20,37

PRESIDENTE

Non è possibile! Chi deve rilasciare interviste vada fuori, dall’Aula, a dire come la pensa. Qui siamo nella massima Assise calabrese, quindi pregherei tutti di accomodarsi, di evitare qualsiasi tipo di commento e di ascoltare, un po’ tutto il dibattito che faremo, oggi,  in Aula con massima attenzione. Dopo la riunione con la maggioranza, abbiamo fatto una riunione con i capigruppo, quindi, adesso, possiamo procedere col punto all’ordine del giorno.

Progetto di realizzazione della Centrale a carbone a Saline Joniche – Dibattito e conseguenti determinazioni

PRESIDENTE

Do subito la parola al Presidente della Giunta regionale, onorevole Scopelliti, che ha inviato una lettera al Consiglio, chiedendo l’inserimento del punto all’ordine del giorno e quindi poter esprimere la sua valutazione, la sua riflessione in merito alla questione, dando la possibilità, poi, ai gruppi di intervenire e dire la propria.

La parola al Presidente Scopelliti.

Giuseppe SCOPELLITI, Presidente della Giunta regionale

Credo che sia giusto evidenziare che nella penultima seduta, grazie alla sua sensibilità, non si è tenuto il confronto su questo tema, su un ordine del giorno presentato dai colleghi della minoranza, perché effettivamente non soltanto vi era l’assenza di diversi consiglieri regionali, ma perché era opportuno farlo in un contesto ideale, nel senso che l’assenza del Presidente e anche di alcuni rappresentanti della Giunta, su un tema così importante, non poteva certamente essere di ausilio a una discussione che già in Aula abbiamo fatto, quindi anche su questo qualche perplessità la manifesto, nel senso che l’Aula si è già pronunciata diverse volte, lo ha fatto anche questa amministrazione, quindi per quello che ci riguarda, l’indirizzo assunto dalla nostra amministrazione non è diverso rispetto a quello che abbiamo già approvato.

Poi, i fatti nuovi non competono a questa amministrazione, vanno registrati, sono atti assunti dal Governo centrale, dal Governo Monti, da un Presidente del Consiglio che ha fatto un provvedimento, con tutte le prescrizioni del caso – adesso quanto questo sia vincolante o meno non so – però c’è un provvedimento che è stato autorizzato.

Vorrei su questo tema, visto che i consiglieri Chiappetta, Bilardi, Dattolo e Serra hanno presentato un ordine del giorno, fare delle considerazioni. Dobbiamo cercare di superare le vecchie logiche della politica, dobbiamo riuscire a guardare avanti e a dare un contributo utile alla crescita dei nostri territori. Penso che un no, detto in maniera secca, non sia funzionale né ai territori né alle popolazioni e, quando si fa questo, secondo me si corre il rischio di incappare nella semplice demagogia, nel senso che qui c’è un provvedimento assunto dalla maggioranza del 2005, quindi, il Presidente Chiaravalloti che metteva in campo un piano che tendeva, il 9 febbraio del 2005, a non fornire ulteriori intese, in sede di Conferenza di servizi indetta dal ministero dello sviluppo economico e dell’ambiente per la realizzazione di centrali termoelettriche sul territorio regionale, quindi dava una serie di indicazioni molto utili su questo comparto. Poi ci sono state le successive delibere di Giunta, quella del 2009 e tutto il resto, però mi domando se chi governa, nel momento in cui ha lo strumento di gestione della cosa pubblica, si può limitare soltanto a dire “no”!

Certo, oggi, un no detto dai colleghi del centro-sinistra ha un senso, non hanno lo strumento per governare, non hanno la gestione e le risorse per poter investire, però quanto tempo si è perso, ancora una volta, attraverso la politica del rinvio, attraverso la politica incapace di gestire e governare i processi, attraverso quella politica che dice no, per essere in pace con se stessa, ma che comunque non produce alcun vantaggio ai territori. Siamo di fronte a uno scenario in cui c’è parte della popolazione che è favorevole a questo investimento, parte della popolazione che è decisamente contraria.

Credo che l’autorevolezza di un’Assemblea legislativa che si pronuncia dicendo “no” è soltanto un atto di arroganza di una classe dirigente che fa una scelta e siccome ha la potestà per farlo, perché comunque ha il compito di governare, lo fa, facendo una scelta, dicendo: “Noi siamo contrari, quindi diciamo no”, “Siamo favorevoli e diciamo sì”. Invece – ed è contenuto in quest’ordine del giorno che stiamo presentando, che i colleghi hanno presentato e spero l’Aula possa votare –  vorremmo fare un ragionamento nuovo, superando quello che è successo in tutti questi anni, dove dovevamo dire sì a sostegno degli ambientalisti, dovevamo amoreggiare con quelli che, magari, avevano voglia di fare questo intervento, indipendentemente dalla validità del progetto. Noi l’abbiamo detto più volte, abbiamo un approccio culturale che è contrario, fondamentalmente, a un intervento del genere, però questo può essere un elemento di valutazione che ci spinge a dire: “Sì, noi siamo contrari, però siamo in pace con noi stessi”. Sì, ma quando hai il compito di governare, devi riuscire a trovare anche delle soluzioni.

Oggi, discutiamo di un provvedimento che, forse, nel 2009 potevano assumere coloro che governavano la Regione, nel senso che non basta dire no, altrimenti qualcuno deve spiegare quell’obbrobrio che è stato costruito quarant’anni fa, a cosa servirà per i prossimi quarant’anni, cioè dovremo spiegare ai nostri figli e ai nostri nipoti a cosa è servita quella struttura.

Credo che il nostro compito debba essere quello di andare oltre l’aspetto semplice e riduttivo del no. Dico all’Aula che noi siamo contrari, ma non siamo contrari perché dobbiamo soddisfare una parte della popolazione o gli ambientalisti o chissà quale bisogno, perché quel tratto di territorio di tutto ha bisogno, tranne che certamente di un investimento del genere. Però in quella parte di territorio, al quale diamo un valore enorme, perché chi, come me, ha fatto il sindaco della città di Reggio Calabria sa molto bene quanto sia ormai il nostro territorio vittima della cementificazione selvaggia, frutto della connivenza tra la politica e l’affarismo imprenditoriale degli anni 1970-80, quando imperversava la logica della cementificazione, e noi non abbiamo nessuna parte di territorio, non abbiamo aree da dedicare ad investimenti produttivi, a investimenti utili e funzionali a quella che è la vocazione di quel territorio. Quello è un tratto di territorio tra i più belli in assoluto della Calabria, per chi lo conosce, però il problema di fondo che abbiamo è che non possiamo certamente dire no ed accontentare una parte della popolazione, perché lì qualcuno voleva costruire un’oscenità e quindi noi, a questo punto, ci alziamo dicendo: “Abbiamo detto no e siamo soddisfatti!”. No, noi diciamo no e proponiamo ai colleghi in Aula di fare una scelta alla quale da diversi mesi sto lavorando in sintonia anche con Invitalia, cominciando a pensare che quella struttura possa diventare o possa costituire un percorso di archeologia industriale riconvertita ad un’idea – perché no? – di vocazione turistica, che è la vocazione naturale di quel territorio.

Volete dare una risposta a coloro che dicono sì e a coloro che dicono no? I cittadini che dicono sì sono convinti che la centrale sia la più grande soluzione al problema e dicono sì perché per quarant’anni nessuno ha mai dato un’alternativa a quella parte di territorio, perché mai nessuno si è speso, pensando o producendo uno sforzo per dire che quell’area va riconvertita ad una soluzione che sia in sintonia con il territorio stesso che è stato violato, violentato decenni addietro ed, oggi, deve recuperare la sua dignità perduta a causa di un intervento decisamente fallimentare, voluto da chi, ancora una volta, dai vertici della politica pensa di calare le soluzioni.

Sono passati quasi quarant’anni da quelle famose logiche. Oggi c’è una capacità di autodeterminarsi da parte dei territori, che significa coraggio delle scelte, capacità di sintesi, capacità di essere propositivi, che noi oggi, questa sera, mettiamo in campo, perché riteniamo che, al di là di quelli che possono essere venduti o possono essere stati comprati, troveremo la soluzione e la condivisione.

Ricapitolando: percorso condiviso, già da diverso tempo, con Invitalia; immaginare un concorso internazionale per capire cosa si possa realizzare in quel sito sul versante turistico; l’impegno dell’Aula in questo documento per dire: “Bene, utilizziamo i prossimi fondi Fas, se ne avremo ancora a disposizione rispetto a quello che già oggi bolle in pentola, in considerazione degli impegni già assunti, i fondi comunitari 2014-2020, molto probabilmente e l’ok e l’indirizzo da parte dell’Aula per individuare le risorse necessarie per investire su quel territorio, per fare un’azione di riconversione funzionale a chi voglia, domani, intervenire per realizzare qualcosa di importante”.

Ecco, credo che questo sia l’obiettivo dell’Aula, l’indirizzo, la risposta, perché altrimenti faremo un torto alle nostre intelligenze dicendo no. Diciamocelo molto chiaramente.

Avevamo predisposto un documento, salvo la volontà degli amministratori. Gli amministratori si sono riuniti – nelle prossime settimane, li riuniremo pure noi– e hanno deciso di capire che cosa voglia fare la Regione. Lo so che alcuni amministratori sono decisamente favorevoli, ma date a un amministratore la soluzione, dicendo “lì vogliamo costruire una prospettiva sul versante turistico, vi diamo un’opportunità strategica, la Regione si impegna a mettere i soldi da qui a quando scriverà il nuovo Por”, allora incominciamo a ragionare su cosa e su come determinare lo sviluppo di quell’area. Questo diventa sicuramente molto più accattivante di un’oscenità che viene costruita e non si sa dove possa portare il futuro di quell’area, di quel territorio.

Credo che questa sia la dimostrazione che una classe dirigente che vuole essere puntuale, rispetto ai problemi, mette in campo soluzioni nuove. Certo, se poi l’Aula lo riterrà – ed è contenuto anche nel documento – noi procederemo al ricorso, perché andremo nuovamente a Roma alla Conferenza dei servizi a ribadire il nostro no; poi, magari il Governo potrà con arroganza recuperare il provvedimento e deliberare ancora di andare avanti, ma se dovesse servire, saremo pronti a fare il ricorso, così come più volte è stato anche chiesto dal territorio, da quelli che esprimono un parere difforme a questo tipo di iniziativa.

Questo tipo di scelta, oggi, proponiamo ai colleghi del centro-sinistra, perché ci sono molte forme di tecnologia avanzate e fonti energetiche alternative che possono essere realizzate. Non capiamo perché la Calabria debba diventare l’oggetto del desiderio da parte di realtà che vogliono creare qui questo tipo di soluzioni, questa è la posizione che noi, oggi, intendiamo assumere in Aula e siccome è una posizione – credo – abbondantemente lineare e spero anche condivisa, perché se proprio ieri anche lo stesso capogruppo del Pd sui mezzi di informazione si è catapultato a ribadire una posizione di contrarietà, noi siamo contrari, ma alla contrarietà di una classe dirigente che, rispettosamente, essendo minoranza non ha lo strumento di governo oggi, a una classe dirigente che dice no, noi diciamo no con una prospettiva, e se la prospettiva è la stessa che avete sempre immaginato voi o alcuni di voi, credo che ci potremmo trovare tutti quanti insieme a votare questo documento, quindi quest’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del Presidente Scopelliti e, conoscendo la sua cultura – intendo politica e il suo profondo rispetto per le istituzioni – francamente, ha cercato, ci sta dicendo che la discussione o la commistione sull’area, di cui stiamo discutendo e la decisione di stasera sono strettamente correlate. Allora partirei da una posizione leggermente diversa, Presidente, intanto chiariamo una vicenda, che è quella riguardante la centrale; una volta chiarita quella, siamo in Aula per discutere di altro, ma siccome abbiamo tutti rispetto – lei per primo – delle istituzioni, lascio stare il provvedimento che abbiamo adottato all’unanimità in quest’Aula e tutto il rispetto per i sindaci dell’area che si sono riuniti – dice lei – per capire cosa dice la Regione. Intanto, tengo presenti le delibere di Consiglio comunale fatte in quell’area, Presidente,  le posso assicurare che nella massima Assemblea territoriale dei Comuni, ad iniziare dal Comune di Montebello, hanno votato all’unanimità no a questo tipo di intervento – questo è un dato, un fatto incontrovertibile – ed eccetto il Comune di Melito Porto Salvo, non mi risulta che altri Comuni abbiano aderito a questa iniziativa; e anche all’interno della comunità melitese le posso assicurare che in questi giorni, formazioni politiche locali, tipo “Melito Futura” e quant’altro, hanno raccolto 400-500 firme da presentare a sostegno della mozione per il no. Questo è il dato delle autonomie locali.

Poi le fornisco un altro dato, lì dove vuole sorgere questa iniziativa il sottoscritto, insieme a un altro Tripodi e questo Consiglio regionale ha individuato  una zona umida, il cosiddetto pantano di Saline, che è una zona sottoposta a  tutela ambientale.

Delle due, o è l’una o è l’altra, quindi, giustamente, condivido la sua speranza o, perlomeno, la sua proposta – usiamo questo termine– di fare qualcosa di diverso, ma intanto va chiusa una vicenda e, Presidente, lei non l’ha messo in evidenza, ma ho fatto una riflessione: il Governo approva un atto e dà l’autorizzazione di Valutazione d’impatto ambientale , quando questa Regione, in tempi non sospetti – ed è legge regionale – ha approvato un Piano energetico regionale che non prevede il carbone. E anche qua, delle due o è l’una o è l’altra.

Anche in questo caso –non mi sento migliore degli altri e non mi sento di sposare né la causa del sì né la causa del no, faccio delle mie considerazioni da consigliere regionale, da chi fa politica a tutela di un territorio e analizzo – spero – in modo asettico un progetto che, per quanto riguarda la garanzia della salute, non fornisce certezza, è nell’incertezza degli effetti che può provocare una centrale a carbone.

Vede, Presidente, un Comune vicino a Saline, Motta San Giovanni, ha avuto decine, se non centinaia, di vittime per silicosi, tuttora, quel paese sta pagando una tragedia derivante della necessità del lavoro. E oggi ci assumiamo la responsabilità di esporre una popolazione molto più grande di Motta San Giovanni agli stessi effetti?!

Francamente, in coscienza, non me la sento, Presidente, e non me la sento per una ragione non solo dal punto di vista medico, ma soprattutto perché ( anche qua dobbiamo fare un’altra considerazione) abbiamo costretto, negli anni passati – l’onorevole Dattolo o i colleghi che sono di Crotone lo sanno – l’Enel a cambiare da carbone a turbogas su Crotone con questa motivazione e in nessuna parte d’Europa fanno nuovi interventi con questo genere di sfruttamento di energia.

Anche qua, da semplice consigliere regionale, che opera in politica una considerazione me la faccio: un Governo fa un provvedimento a dispetto delle leggi regionali e la Regione Calabria non si tutela?! Presidente, mi perdoni! Allora tuteliamo, intanto, il patrimonio legislativo di questa Regione e opponiamoci con atti attraverso un percorso amministrativo, ma, poi, politicamente – e questo è l’importante – dobbiamo ribadire un fermo no alla centrale a carbone  mettendo in esame una possibile prospettiva di sviluppo che è diversa da quella a carbone. Intanto, però, dobbiamo chiudere questa vicenda, una vicenda che, peraltro, consideravo già chiusa, in cui non c’era bisogno più di fare discussioni in merito, stante la volontà del territorio nella sua massima espressione, che non sono i sindaci – mi perdonino i sindaci – ma i Consigli comunali, e stante la volontà dell’ente Provincia, derivante da una delibera fatta all’unanimità anche dall’ente Provincia e da questo Consiglio regionale.

Siccome ritengo – lo do per scontato, Presidente – che lei ha un profondo rispetto per le istituzioni, tutto questo non lo possiamo mettere in discussione, né io né lei. Allora vi è da impugnare questo atto e non solo per partecipare ad una Conferenza Stato-Regioni in cui ribadiamo la nostra volontà di dire no, ma perché dobbiamo essere ossequiosi, intanto, nei confronti di un sistema legislativo  vigente nella nostra Regione. Se, poi, qualcuno si vuole assumere la responsabilità politica di indicare un’altra strada, stiamo qua a discutere, ma questo lei l’ha detto in modo lapalissiano, veritiero, “non esiste questo problema” e se non esiste questo problema, la vicenda è chiusa.

La mia posizione è questa, dando anche per scontata un’altra cosa, Presidente – e concludo, perché non voglio prendere molto tempo ai colleghi che vogliono intervenire – che, a 5 metri da dove insiste una struttura che già produceva energia, sulla superstrada, passa la condotta che porta il gas verso Reggio. Avrei preferito che, magari, avessero detto “va beh, la facciamo a turbogas” ed anche là c’era da sviluppare un ragionamento, ma non sicuramente un qualcosa in cui –  lo dico con molta coscienza e consapevolezza di quello che dico – dobbiamo mettere in discussione – veramente al contrario di quello che diceva Monti ieri – la tutela della salute della futura generazione.

Su questo, personalmente – lo dico molto chiaramente – non ci sto!

PRESIDENTE

Raccomando sempre i colleghi di stare nell’ambito dei minuti che abbiamo detto in Conferenza dei capigruppo, di fare sette-otto minuti ad intervento.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, per come si è svolta la storia di questa questione, in realtà forse i sette-otto minuti possono essere anche troppi, perché mi pare che un dato sia evidente: la Calabria, da più tempo, è contraria all’utilizzo del carbone per sviluppare energia elettrica. Mi pare che, sotto questo profilo, non ci piova, almeno dalle dichiarazioni che abbiamo sempre affermato, c’è questa consapevolezza e su questo punto insistiamo e non intendiamo discutere, perché il gruppo del Partito democratico è nettamente contrario, anche per ragioni di macroeconomia con riferimento alla regione, in quanto siamo una regione che esporta energia. Ora, se una regione ne può produrre di più, fa sempre comodo, ma una regione come la nostra, se deve esportare di più, che esporti producendo energia pulita da fonti rinnovabili e non certamente da carbone. Sono deliberati che hanno interessato tutte le Giunte e tutti i Consigli regionali degli ultimi dieci anni.

Quindi il primo punto su cui dobbiamo essere chiari è ribadire il nostro no alla centrale a carbone, del resto Scopelliti su questo è stato molto chiaro: quando si dice che la costa di Montebello e di Saline è uno dei punti più intriganti sotto il profilo paesaggistico del Paese, intendo dell’Italia, con questo, potrebbe dire Peppino De Filippo, “ho detto tutto!”.

Ora, salto il primo punto, quindi è un no chiaro; salto ad altri due punti che riteniamo pregiudiziali per un nostro voto ad una mozione, ad un ordine del giorno comune.

Cosa fare di quell’area? Condivido la cultura di governo per cui rappresentiamo una forza che vuole essere riformista, anzi all’interno del mio partito condivido quella teoria che vuole un’intesa tra progressisti e moderati, partendo dalla convinzione che il Partito democratico è nato per fare già al suo interno questa sintesi fra moderati e progressisti. Certo che ci sforziamo di esprimere una cultura di governo, quindi sono perfettamente d’accordo che si debba, insieme al no, dire cosa fare di quell’area, utilizzando risorse disponibili.

Mi fa piacere che la Giunta si sia resa conto che c’è in discussione il programma 1420, perché le altre Regioni sono molto avanti in questa discussione e, per la parte che mi riguarda, non condivido le cose dette da Caligiuri, che vuole più fondi per l’istruzione e meno per la ricerca. Dico che ci vogliono più fondi per l’istruzione e più fondi per la ricerca, caro assessore Caligiuri.

Allora nessuna difficoltà ad assumere, ora per allora, un impegno di sfruttamento di quell’area in modo coerente, per dare un segnale di sviluppo alle popolazioni.

Vorrei ricordare al Presidente Scopelliti – che non è che ci piace parlare del recente passato,  un giudizio elettorale negativo non è che può cancellare qualche positività che pure c’è stata – che mi pare che nella precedente legislatura era stato approvato un progetto di sfruttamento turistico dell’area, peraltro approvato anche dal Cipe. Vogliamo andare oltre e far precedere l’utilizzazione più naturale dell’area attraverso uno studio di fattibilità? Nulla quaestio. Sotto questo profilo, siamo perfettamente d’accordo. Non archeologia industriale, Presidente Scopelliti, perché l’archeologia industriale esiste nel momento in cui c’è stato l’esercizio dell’attività industriale. Siccome a Saline, come del resto a Lamezia Terme, ahimè, questo esercizio è mancato, lasciamo perdere l’archeologia industriale. Impegniamoci, ora per allora, con i fondi Por 2014-2020, facciamo precedere la destinazione, dell’area, la più naturale, per lo sviluppo turistico, da uno studio di fattibilità, questo è un segno di serietà e siamo d’accordo.

Quindi, ho detto la premessa a un no secco e chiaro alla centrale a carbone, un sì alla proposta di governo che anche noi, nel recente passato, avevamo fatto. In mezzo, però, ci sono altri due compiti che spettano a questa Regione: primo compito, impugnare in via amministrativa davanti alla competente giurisdizione amministrativa l’autorizzazione data dal Governo Monti. Su questo dobbiamo essere chiari, perché – caro Presidente Scopelliti – su questo punto, è per mancanza mia di comprendonio, non ho visto molta chiarezza. Secondo punto: impugnare la pratica dinanzi alla Corte costituzionale, perché non possiamo essere scippati di quelle che sono prerogative della Regione.

Allora, per concludere, Presidente Talarico, e stare nei tempi: primo punto, no secco ribadito alla centrale a carbone; secondo punto, impegno di chi rappresenta la Regione, ad impugnare dinanzi alla giurisdizione amministrativa l’autorizzazione rilasciata dal Governo Monti; terzo punto, un impegno – scusate la cacofonia, ma a quest’ora può essere anche consentito – di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale l’esproprio di potestà riconosciute dalla Costituzione alla Regione Calabria da parte del Governo; quarto punto, un impegno per la programmazione 2014-2020, preceduto da uno studio di fattibilità, di dare a quell’area la migliore destinazione per lo sviluppo del territorio ed anche per dare una soddisfazione ed una speranza ai giovani di quell’area, perché, naturalmente, oggi ci sono sirene che fanno intravedere grandi miracoli rispetto alle speranze dei giovani, ma  queste speranze dobbiamo alimentarle concretamente e non v’è dubbio che l’impegno che assumiamo di destinare ingenti risorse a quell’area per l’utilizzazione più consona, che certamente sarà quella turistica, preceduta da uno studio di fattibilità. Se si è d’accordo su questi quattro punti il gruppo del Partito democratico è pronto a dare un voto favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Presidente e consiglieri, ho avuto modo di leggere poco fa l’ordine del giorno presentato dai gruppi di maggioranza e lo dico senza fronzoli: l’intervento del Presidente della Regione rappresenta una base di discussione. Non mi arrampico sugli specchi, però, secondo me, dato che anche noi  ci arrangiamo nello scrivere e nel leggere, sarebbe stato opportuno lavorarci assieme. Rappresenta, comunque, una base su cui lavorare e da questo parto.

Poco fa ho sentito gli interventi dei consiglieri Principe e Pasquale Tripodi che condivido. Non perchè abbiamo una debolezza progettuale dobbiamo diventare prigionieri di una sorte di sindrome di Stoccolma, per la quale, non avendo idee, alla fine subiamo ed esaltiamo la suggestione e il fascino perverso che deriva dai conquistatori.

Il Presidente Scopelliti ha fatto riferimento ad esempi negativi - senza fronzoli, anche qui lo condivido – in riferimento sia ad insediamenti inventati senza programmazione, qual è stata l’ex Liquichimica, ma anche, come capita - purtroppo è capitato al Sud –  investimenti che avevano un senso in un altro quadro, come le Grandi Officine Riparazione che ci hanno dato quando le ferrovie si ritraevano non tanto e solo dalla Calabria e dalla Ionica, ma addirittura dall’intero Sud.

Porto un solo esempio: a Gioia Tauro i potenti di allora avevano fatto, addirittura, un accordo con gli Stati Uniti d’America, con società proprietarie di miniere di carbone che, ad un certo punto, rischiavano di farci perdere d’animo. Noi abbiamo messo un punto fermo e cioè che quanto subìto dal territorio ed imposto allo stesso è in sé una cattiva politica.

Attenzione! In un’epoca in cui parlare di sviluppo quantitativo aveva ancora senso. Nell’epoca attuale, la parola crescita è sulla bocca di tutti, ma non se ne vede nemmeno una virgola, fatta eccezione per i Paesi in ritardo di sviluppo, per quanto giganteschi, come la Cina o l’India, o nel caso della Germania. La Germania è la punta dell’iceberg di uno scambio diseguale alla lunga inaccettabile dell’interpretazione della moneta unica, in cui noi paghiamo lo sviluppo dell’Est della Germania e tutto il resto, come il superamento delle difficoltà delle banche tedesche. Peraltro, voglio ricordare che nella Germania così evoluta, il sistema bancario è più arretrato di quello italiano, sia per dimensioni sia per logica e sportelli e regge perché sono i più forti in questo patto leonino che impongono agli altri. Stasera, però, dobbiamo parlare d’altro, il tempo è poco.

Il punto qual è? Non vorrei che straparlassimo e criticassimo l’attuale Governo su un terreno che è pure discutibile e ci limitassimo a stare zitti quando questo Governo - che dovrebbe occuparsi molto di più di politica finanziaria e di risanamento delle finanze pubbliche - interviene su questioni di livello ordinario. L’energia rientra nella legislazione concorrente e - con tutti i limiti di cui parliamo - nel passato i vari Governi hanno fatto riferimento a questo quando sono intervenuti e in un Paese democratico sarà così fino a quando, con un patto generale,  non si cambieranno le cose.

Presidente Scopelliti, non mi scandalizzo che lei nel suo intervento ad un certo punto abbia detto indirettamente e con eleganza: “Ma quando eravate al governo voi, oltre che dire no, che cavolo avete combinato!?”. Chi è senza peccato, Presidente Scopelliti, scagli la prima pietra! Se questo è possibile dirlo alla prova dei fatti, senza arrampicarsi sugli specchi. Il Governo precedente ha assunto alcune decisioni che facevano rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta ed attribuivano al potere centrale una prerogativa che, secondo me, non è costituzionale e che sottrae alle Regioni il diritto su questioni oggetto di legislazione concorrente. Il limite è mio che sono modesto, ma anche più generale.

Per cui il punto qual è, stasera? Saluto come fatto positivo se alla fine – ed io mi sforzerò di andare in questa direzione - licenzieremo un ordine del giorno, un documento che, da un lato, sì, è impegnativo e dall’altro imporrà, poiché siamo persone d’onore, a chiunque governerà la Regione di portarlo avanti; se ognuno si impegnerà per i prossimi cinque anni, alla fine il risultato sarà positivo.

Ho guardato il documento superficialmente, l’ho avuto poco fa. Non vorrei - e un passaggio finale del dispositivo lo leggo così – che mentre a Roma si discute o, meglio – come dite voi – si ricercano soluzioni, Sagunto sia espugnata! Il punto attuale, non da studiare, ma da rendere efficace, è impugnare a livello amministrativo il decreto del Governo rispetto alla valutazione di impatto ambientale e, incidentalmente, sollevare anche ricorso alla Consulta, perché quello che il Governo si è arrogato di decidere è un qualcosa che, secondo me, provoca un vulnus rispetto alla Costituzione. Noi dobbiamo avere le carte, abbiamo bisogno - non per fare le guerre - a questo proposito di un sostegno più attivo con cui richiamare le popolazioni nel momento in cui un piano verrà presentato.

Non ho difficoltà, non ho paura. La sfida che noi portiamo avanti non so se la affronteremo da soli, non so quale sia la strategia, perché qui le strategie stanno fallendo; alla fine alle persone dovremo dire che, in qualche modo, com’è avvenuto per generazioni con fatica, la risalita – che sarà difficile – ha bisogno di una unità di intenti; che ogni cittadino sia messo nelle condizioni di decidere se si fa una cosa anziché un’altra, così come a decidere se Presidente della Regione debba essere lei o un altro, come è stato lei. Alla fine ognuno di noi, al di là del censo, del genere e di tutto il resto, deve poter decidere; debbono capire ai vari livelli che qui non stiamo scherzando.

Non sottovaluto la Sei, né sottovaluto quel sito, qui gli anni passano e questi insistono. Perché insistono? Ovviamente, ovunque vadano non li accolgono a braccia aperte, anni fa nemmeno sapevano dell’esistenza della Calabria; questo vuol dire che hanno difficoltà a fare la centrale in un altro posto e vuol dire che ritengono che qui ci siano margini per poterla realizzare e non solo con l’iniziativa di ordine giuridico-amministrativo, con una iniziativa dispiegata in cui ognuno possa esercitare le proprie funzioni; gli si dice, non perché noi vogliamo esercitare violenze, che a questo tipo di disperazione non siamo arrivati e questo lo dobbiamo dire a chi pensa che alla Calabria possa essere messo un bavaglio. Noi, alla fine, dobbiamo pagare la supponenza, l’arroganza, la prepotenza insopportabile della mafia o, se volete, della ‘ndrangheta e di un certo modo di far finta di battersi contro di essa che ci vuole comunque imporre delle cose; noi non decidiamo mai, non possiamo decidere fino in fondo su come liberarci da questa piaga insopportabile.

Attenzione che il punto è delicato! Badate, tutto questo non ha solo un valore contro questo insediamento che non ci compete; in un campo generale, al di là dei difetti dei siciliani o dei lombardi, vedo un attacco troppo grave; a un certo punto, in questo attacco generale viene fuori che di tutti i disastri italiani, per buona parte, derivano dalle autonomie o perché qualcuno si è montato la testa.

Noi, senza perdere la testa, seguendo in maniera pedissequa le regole democratiche, dobbiamo dire no.

In tutto questo, caro Presidente, bene, c’è una sfida per confrontarsi. Lei vuole fare una competizione per dimostrare di assumersi la responsabilità di dire che è in grado di fare un passo in più? Bravo, bravo! Mi auguro che questa cosa abbia successo, tant’è vero che qualcosa la vorrei aggiungere. Lei, giustamente, per un piano strategico pensa ad una riflessione più approfondita e ad un qualcosa che deve avere il sostegno e le risorse di un Europa che non fallisce, non solo come moneta, e che può fare ricorso ai finanziamenti del prossimo ciclo europeo. Per fare in modo che tutto non rimanga una landa desolata, però, dobbiamo vedere qui e ora non tutto ma su cosa si possa intervenire per forzare in quella direzione; se il punto fondamentale è il capitale sociale che noi abbiamo, non formazione di perdita di tempo, ma un qualcosa che faccia capire non solo che altre vie non possono essere seguite e che noi non aspettiamo la prossima legislatura per avviare qualche cosa e, ancora, se questo significa priorità e scelte, lei ha il dovere e il diritto di sottoporci queste condizioni, senza rinviare a tempi indefiniti.

Noi critichiamo, per esempio, il credito bancario per tante cose. Ma chi l’ha detto che le risorse dei calabresi… Io le faccio un esempio: la Regione ha una tesoreria, è stato un mio rovello per anni. Chi ha detto che una parte del risparmio dei calabresi, 100 milioni di euro, non possa diventare un fondo chiuso a sostegno di un progetto di crescita sostenibile e accelerata dalla Regione? E se questo significa il 5 per cento di un investimento generale, il 5 per cento, uguale a 10 milioni, significherebbe un intervento, graduale nel tempo, di 2 miliardi.

Non voglio illudere nessuno, ma chi lo dice che non si possa pensare ad un passaggio ulteriore con le banche che vengono al Sud? Non mi riferisco a quell’invenzione - che non so se ci sarà mai - della Banca del Sud, ma a tutta una serie di banche che nel passato si sono occupate di credito, in tutto il Paese, penso ad esempio al Credito emiliano che riguardava il piccolo artigianato di risparmiatori cattolici.

In questo senso, ora et labora. Da un lato, quindi, fronteggiamo e a livello tecnico-amministrativo facciamo ricorso al Tar e, in caso di mancata intesa, ricorso incidentale per la costituzionalità del provvedimento che accentra su Roma; contemporaneamente, avviamo una sfida sul futuro che parta da subito. Se alla fine lei potrà dire “io sono andato di una virgola più avanti di dove sono prima”, per me è un successo, perché il punto – l’ha detto Tripodi – è anche fare in modo che il Governo Monti predichi bene e non razzoli male, perché lui dice che i politici e la politica pensano alle prossime elezioni, mentre lui pensa alle giovani generazioni; ma le giovani generazioni sono dappertutto, soprattutto laddove non hanno prospettiva di nessun tipo.

Il dispositivo finale, secondo me, va rafforzato e modificato; con le modifiche di cui parlo, noi stasera nel documento dobbiamo dire “sì” o “no”. Sotto questo aspetto, come ha visto, non sono strumentale; tra l’altro anche in situazioni e in tornanti meno difficili vi sono state una convergenza delle idee e delle sfide che hanno consentito che un passettino avanti lo facessimo; è il caso, ad esempio – lei lo sa, qualcuno ha parlato di inciuci – di quando il Senato aveva già approvato nell’allora legge sul federalismo fiscale le città metropolitane. E’ stato un piccolo obiettivo, per me e anche per lei magari è stato grande.

Penso che in quell’occasione, benché poi il sindaco di Reggio Calabria - che è una città importante – sia diventato Presidente della Regione, abbiamo potuto ottenere un risultato importante; difficilmente un intero Consiglio regionale e i sindaci avrebbero potuto fare di meglio.

Se lo stesso risultato non lo otterremo oggi, non è perché il destino ci dica “è bravo”, perché Golia è troppo forte, è perché noi facciamo finta di voler vestire i panni di Davide; in fondo la disperazione è tanta, per cui è molto comodo essere presi dalla sindrome di Stoccolma. Stasera, però, ho sentito altre parole ed altri fatti.

Le chiedo semplicemente che il documento finale corrisponda ai fatti che vogliamo produrre, che si dica “sì, sì, “no, no”. Con questo spirito, stasera facciamo un passo in avanti. Non è un documento che dice “no”, il no deve essere chiaro, così come deve essere chiaro quello che vogliamo fare, tutto qui.

PRESIDENTE

Raccomando ai consiglieri di contenere il loro intervento nel tempo prestabilito. Toglierò la parola dopo 7-8 minuti come concordato.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Sulla. Ne ha facoltà.

Francesco SULLA

Intervengo anche perché stimolato dall’intervento del Presidente Scopelliti, che – penso – necessiterebbe di un ulteriore approfondimento. Ritengo che il Presidente, del cui intervento condivido tantissime cose, farebbe bene ad approfondire quello che è successo, perché le cose che dice le condivido, ma non sono invenzioni di questo momento oppure trovate originali. Credo che, tante volte, il Presidente usi dei toni e delle forme che gli fanno assumere un atteggiamento di supponenza che non giova ad un ragionamento che, invece, nel complesso spesso condivido.

Vedete, ho avuto modo di seguire l’iter di questo provvedimento che oggi stiamo discutendo direttamente negli anni 2008 e 2009, però – come qualcuno ha rilevato – era già iniziato nel 2005, non solo con i provvedimenti di Giunta regionale, ma anche con il Piano energetico regionale. Nel 2008 e nel 2009 noi portammo in discussione in sede di Conferenza dei servizi la problematica, che era stata ampiamente condivisa con il Presidente della Provincia, con la Giunta provinciale, con tutti i sindaci interessati, e sulla base di quel mandato e di quel ragionamento ci presentammo forti e autorevoli a quel tavolo di trattative, che portò il ministero dell’ambiente a chiederci di formalizzare il nostro diniego all’intesa che si doveva sottoscrivere, per interrompere l’iter della Conferenza dei servizi per la valutazione di impatto ambientale. Noi facemmo questo e il ministero ci diede, poi, conferma della sospensione dell’iter. 

Questo fu comunicato alla società, la quale inviò delle osservazioni al ministero e, naturalmente, la forza della società non era trascurabile; si riavviò un procedimento sulla base della considerazione che non era corretto dal punto di vista formale quello che si era attuato, cioè ciò che il ministero aveva chiesto ossia di deliberare e formalizzare il nostro diniego all’intesa doveva essere prodotto a valle e non durante il procedimento che si stava svolgendo per la valutazione di impatto ambientale.

Quindi, era ripresa la valutazione di impatto ambientale, però nulla impediva che, in sede di ministero, si riproponesse il nostro diniego e non si giungesse all’intesa anche perché, trattandosi di materia concorrente, la conclusione positiva di tutto l’iter, quindi poi l’autorizzazione finale, necessitava di questa intesa.

Penso che le forzature che si stanno producendo in questo momento debbano essere rintuzzate in tutti i modi, perché non si tratta di dire un no senza argomentazioni considerato che in tutti gli atti che sono stati prodotti e portati avanti dalle precedenti Giunte regionali le ragioni del nostro diniego sono sempre state sufficientemente argomentate. D’altronde, la valorizzazione e l’utilizzo del territorio è una prerogativa di natura regionale e, quindi, di questo penso che il ministero e anche la Presidenza del Consiglio debbano assolutamente tenere conto. 

Quindi, credo che si debba essere chiari sull’intenzione del Consiglio regionale che deve essere conseguente ai tanti pronunciamenti che ha già manifestato in passato e che, quindi, nel documento, che condivido – certo, se l’avessimo concordato tutti insieme, avremmo potuto dare ognuno il contributo per l’esperienza che ha vissuto, quindi renderlo forse un po’ più incisivo, ma comunque va bene anche così – debba essere chiaro il fatto che, entro il 28, mi pare che siano i termini previsti, dovrà essere fatta quest’azione di ricorso e di impugnativa della proposta finale, dell’autorizzazione rilasciata dal Governo.  Se non si comincia a porre rimedio a questa prima questione sarebbe poi difficile per la Giunta portare avanti tutte le cose che diceva il Presidente.

Quindi, mi auguro che si vada in questa direzione, cioè di rendere ancora più chiaro ed esplicito il passaggio che la Giunta regionale deve compiere per evitare che vada avanti questa forzatura che il Governo sta producendo.  

Invece, condivido appieno il primo punto, quello dei fondi Fas e, quindi, di poter fare qualcosa, come dice il Presidente della Giunta nella sua valutazione del non dire un semplice no, ma di dire cosa si vuol fare di un territorio. Lo condivido tanto che, quando abbiamo avuto la possibilità con altri colleghi di dire la nostra, proponemmo un progetto che fu approvato dal Cipe, che tentava di recuperare le risorse sull’articolo 252 bis del decreto legislativo 152 del 2006; allora, avanzammo un progetto che fu concordato con i sindaci e con la Provincia per un utilizzo di quell’area interessata da precedenti investimenti industriali rimasti lì, le cosiddette cattedrali nel deserto, per cercare di rafforzare la nostra posizione rispetto alla tesi che sostenevamo in sede di Governo, ma anche per dare una reale possibilità a quel territorio di guardare ad uno sviluppo più consono alle bellezze naturali e alla conformazione di quell’area che è davvero molto interessante e molto bella.

Purtroppo, però, Presidente, questi fondi su cui noi facevamo affidamento, così come i fondi Fas, non furono più disponibili per le scelte che il Governo Berlusconi, allora, decise di mettere in campo. Quindi, quelle risorse furono distratte per altri obiettivi e non fu possibile arrivare alla conclusione dell’iter che allora proponemmo.

Se oggi, visto che siamo in sede di riprogrammazione dei fondi comunitari, il Presidente della Giunta e la Giunta si presentassero con un progetto che offre queste possibilità e queste garanzie di sviluppo a quel territorio, personalmente non potrei che esprimere, anzi – lo dico già da adesso – il plauso, perché condivido pienamente che non si possa dire solo di no, ma bisogna avere delle proposte alternative. Intanto, però, cominciamo ad attivare tutto quello che è necessario per bloccare l’iter che si sta tentando di mettere in campo, forzando decisioni che davvero non sono accettate.

Noi abbiamo nei nostri atti - la Giunta li ha perché sono negli archivi – quello che ci scrisse il ministero dell’ambiente già allora, quando disse che non era possibile concedere un’autorizzazione senza la condivisione della Regione; questo dichiarò ed abbiamo gli atti. Poi,  o contemporaneamente, pensiamo a come dare una prospettiva.

“Se” – e lo diceva bene il Presidente – “voi dell’opposizione oggi non avete più la possibilità di mettere in campo risorse, di fare le scelte che spettano al governo”, noi, però, se il Governo regionale le mettesse in campo davvero – ed io mi auguro che si riesca a farlo – non potremmo che esserne contenti, perché in queste questioni non ci può essere maggioranza e minoranza; questo è un problema che attiene la salute, i processi di sviluppo del nostro territorio e guai a chi può pensare o a chi può illudersi di prendersi i meriti in un senso o in un altro, perché qui o si vincono le battaglie e il merito è della Calabria o si perde la battaglia e il demerito è di tutta la Calabria.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Gaetano. Ne ha facoltà.

Antonino DE GAETANO

Anch’io voglio intervenire, questa sera, per dare il mio contributo. Sono d’accordo con quanto ha detto il mio capogruppo, l’onorevole Principe, perché da tempo noi come Partito democratico abbiamo detto che siamo contro quest’opera inutile e vorrei ricordare a tutti che il protocollo di Kyoto, non più di qualche anno fa, ha stabilito che le emissioni di carbone devono essere abbattute in maniera sensibile nei prossimi anni. Infatti, e mi ricollego a quello che diceva il consigliere Bova,  questa società svizzera – non trovando in nessun Paese europeo la possibilità di fare una centrale a carbone, proprio per quello che dice il protocollo di Kyoto e che tutti i Paesi del mondo stanno cercando di applicare e sono, quindi, contro quest’opera perché fortemente inquinante, tranne alcuni Paesi come la Cina o anche gli Stati Uniti, che ancora hanno un’altra politica ambientale – viene in Calabria e tenta e ritenta, facendo promesse e andando a giocare, come sempre si fa in questi casi, puntando sul fatto che in quel territorio c’è fortissima disoccupazione e povertà, dicendo a tutti che con questa nuova opera ci saranno centinaia e centinaia di posti di lavoro, tentando la nostra gente e anche i nostri amministratori. 

Anche su questo – lo diceva il consigliere Tripodi – i Consigli comunali si sono espressi in maniera chiara, sono tutti contrari; se c’è qualche sindaco che ha qualche interesse di natura diversa, si assumerà le sue responsabilità, ma i Consigli comunali in tutta quell’area hanno votato all’unanimità contro questa centrale a carbone.

Credo che noi non possiamo fare veramente un salto nel buio e tornare a trent’anni fa. La Calabria non si merita il carbone, ma si merita un altro tipo di sviluppo e quell’area ha necessità di investire sul turismo. Sono d’accordo con il primo punto che il Presidente Scopelliti ci ha presentato: lavoriamo sui prossimi fondi Fas e cerchiamo di trovare delle soluzioni appropriate per mettere in campo risorse, progetti, per dare realmente una prospettiva alla gente, perché è vero che non possiamo essere la Regione del no o essere la politica del no a tutti i costi. Noi dobbiamo essere la Regione e la politica del no perché quella è un’opera inutile, dannosa per la salute, per la popolazione e per lo sviluppo, ma dobbiamo dare nuove prospettive per quell’area.

Vedete, su un punto non sono d’accordo con il documento che ha presentato la maggioranza, sul punto due, su cui vi inviterei, colleghi, a ragionare in maniera attenta. Il punto due dice in maniera esplicita: “ad accertare in seguito alla verifica del rispetto delle prescrizioni imposte dal Governo alla società “Sei” per la realizzazione della centrale di Saline, la sussistenza giuridica delle condizioni per procedere alla presentazione di apposita impugnativa del decreto di autorizzazione rilasciato dal Governo”.

Che cosa vuol dire, colleghi? Che se, per esempio, la “Sei” ha rispettato tutte le prescrizioni, noi non impugniamo il decreto e che, quindi, siamo a favore della realizzazione dell’opera? Credo che noi dovremmo, in ogni caso, impugnare quel decreto. Ovviamente, può essere che questa sia una mia interpretazione, però vorrei che si esplicitasse meglio, che fosse più chiaro che oggi noi nel documento che può essere questo con una serie di aggiunte che possiamo fare insieme, ma può essere anche un altro documento che partoriamo insieme diciamo due cose chiare: che noi andremo ad impugnare il decreto davanti agli organi giurisdizionali e che la Regione impugnerà il decreto davanti alla Corte costituzionale, per l’espropriazione da parte del Governo delle prerogative che sono proprie della Regione. Su questi punti credo che noi non possiamo tornare indietro, dobbiamo dirlo in maniera chiara.

Sul resto credo che dobbiamo lavorare ed è importante che oggi questo Consiglio regionale approvi all’unanimità un documento che sia chiaro e che, subito dopo, il governo regionale compia tutti gli atti necessari per rendere esplicito e con forza questo atto di indirizzo che noi approviamo questa sera, altrimenti saranno belle parole che non serviranno alla popolazione e alla Calabria e saranno l’ennesima beffa per questa nostra regione.

Allora, concludendo, sono d’accordo su una parte di questo documento; il Pd ha detto chiaramente che siamo contrari a quest’opera, siamo favorevoli a lavorare insieme con i prossimi fondi Fas e daremo il nostro contributo in quest’Aula alla maggioranza per trovare i fondi per fare un nuovo progetto di sviluppo per quell’area, ma dobbiamo chiaramente dire che la Regione è contraria e, se il Governo non cambia idea, utilizzare tutti gli strumenti che la legge ci dà per bloccare quest’opera infausta per il nostro territorio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Penso che su un punto di notevole importanza, come quello che stasera è qui in discussione, i consiglieri regionali e le forze politiche debbano evidenziare con estrema chiarezza la propria posizione. Per quanto mi riguarda e anche a nome del gruppo di appartenenza, Progetto democratico, siamo contrari alla realizzazione della centrale a carbone non solo nella zona di Saline Joniche, ma in qualsiasi altra zona della Calabria. A me sembra una vecchia storia che si ripete, che parte da tanti anni fa, già negli anni ‘80 qualcuno aveva visto nell’area di Gioia Tauro la possibilità di andare ad impiantare una centrale; anche allora grandi discorsi, grandi discussioni, grandi liti, anche in Consiglio regionale, fino a quando anche questo tentativo riuscì a non sortire effetto, quasi quasi come se la Calabria fosse diventata – almeno da molto tempo – il posto dove si può fare tutto e il contrario di tutto. Anche allora era stata fatta una forzatura, oggi si ripropone, sembrerebbe, quasi nello stesso modo – perché di forzatura dobbiamo parlare – e voglio aggiungere che, di recente, in Germania sembrerebbe che la stessa società abbia presentato una richiesta per realizzare una grossa centrale termoelettrica a carbone nel territorio tedesco, in un land tedesco. Vi posso garantire che il Governo ha impugnato immediatamente quella proposta, l’ha respinta, perché? Per un semplice motivo: perché i tedeschi, intelligentemente, hanno, già da tempo, puntato su due parametri importanti di tipo economico: l’innovazione tecnologica, che hanno applicato in tutti i settori, e, in maniera fortissima, le politiche di energia alternativa; hanno puntato esclusivamente su quella green economy che sembrerebbe dare effetti positivi al Pil. Bene, è ovvio che i tedeschi, intelligentemente e coscienziosamente, si sono indirizzati su altre forme di aumento del Pil, utilizzando l’energia pulita ed è ovvio che in Calabria siamo fuori dal mondo, qualora dovessimo accettare passivamente la realizzazione di una centrale a carbone che, onestamente, anche per il modo in cui è stata posta dal Governo Monti, è qualcosa che evidenzia un atto di arroganza, di forzatura, una scarsa considerazione delle istituzioni e, in modo particolare, del popolo calabrese, anche perché tutti quanti sanno benissimo che il Governo Monti, il Governo tecnico, dovrebbe sapere meglio di altri che le politiche sul territorio, le linee di pianificazione, le linee di sviluppo li decide il Governo regionale, il Consiglio regionale. Non possiamo certamente abdicare al nostro ruolo, sarebbe una lesa maestà nei confronti della Regione e delle istituzioni. E’ ovvio che ci sono, da parte nostra, anche delle sentenze, come la sentenza numero 383 del 2005 della Corte costituzionale, -a cui poi si sono rifatti anche i dinieghi della Regione Calabria di quel tempo nei confronti di questa ipotesi di realizzazione di una centrale a carbone- che evidenziano chiaramente, soprattutto su questo aspetto specifico, come un Governo, al di là del proprio Decreto, deve concertare in maniera preventiva con i Governi regionali per poter avere, poi, l’assenso da parte del territorio regionale a ricevere l’installazione di eventuali centrali. Questo non è stato fatto, non si sa per quale oscuro motivo non è stata considerata la volontà popolare, i Comuni, la Regione stessa, il Piano energetico della Regione Calabria; questo Governo, di fatto, ha così autorizzato. E’ ovvio che abbiamo il dovere morale, caro Presidente, di dover redigere un documento serio, ma più che questo che evidenzierebbe chiaramente o sì o no alla centrale a carbone nella zona di Saline Joniche, abbiamo la necessità di dover impugnare questo Decreto e anche con estrema velocità, non possiamo perdere tempo, impugnarlo al Tar, alla Corte costituzionale, nelle sedi opportune, al fine di potere bloccare questa dannosa iniziativa per la Calabria. Dico dannosa per un semplice motivo: perché il problema qua non dipende dalla volontà politica, né tantomeno può essere addebitata ad una sindrome di Stoccolma. Questo non è stato fatto forse neanche nel passato, quando fu realizzata l’ex Liquichimica su Saline Joniche che non partì mai. Oggi abbiamo la necessità di evidenziare la pericolosità come dato tecnico, questo è un problema di tipo tecnico, perché le centrali a carbone, anche quelle più evolute, secondo la letteratura e i dati scientifici in possesso, sono pericolose cinque-sei volte di più del peggiore impianto a gas. Le quantità che si andrebbero a produrre, visto che è una centrale di 1.300 megawatt di ossido di carbonio, di anidride carbonica, di biossido di azoto, di tante sostanze che sono pericolose, di polveri fini per le quali non c’è filtro che tenga, sono talmente enormi che finirebbero per inquinare completamente e definitivamente, per ammazzare una delle zone più belle della Calabria e, soprattutto,  col mettere a rischio la salubrità dell’ambiente e la salute delle persone, di intere popolazioni.

 Attenzione, caro Presidente, non si parla solamente della salute della zona ionica – che già è molto importante –, ma dato che con i venti si può arrivare anche a distanze ben più grosse, oltre i 50-60-70 chilometri, abbiamo il problema che diventi non solo di importanza locale o provinciale ma d’importanza regionale. Ecco perché bisogna fare i conti con quelle che da sempre sono state le circostanze che venivano prese in considerazione rispetto a determinate iniziative, vale a dire, sono necessarie le valutazioni di impatto ambientale e c’è grande documentazione scientifica, non dobbiamo inventarci niente; questi impianti moderni sulle centrali a carbone hanno ancora necessità di essere messe veramente a regime nel modo migliore. L’innovazione tecnologica non è riuscita ancora ad eliminare il rischio dei contaminanti, ci vorranno cinque-dieci-quindici anni, tant’è che in nessuna parte d’Europa oggi vengono viste come motivo d’investimento, perché ci sono forme di investimento migliori che danno più garanzie e che offrono anche opportunità di ritorno economico, quasi nello stesso modo dell’utilizzo al massimo di una centrale a carbone. Ecco perché è giusto il discorso che ha tenuto il consigliere De Gaetano, il quale ha parlato di una circostanza seria, il trattato di Kyoto. Scusate un po’, stiamo parlando della forestazione, abbiamo 650 mila ettari di boschi. Se li avessimo certificati già cinque-sei-sette anni fa, avremmo potuto guadagnare 50-55 milioni di euro – tanti sono –all’anno solo utilizzando i famosi certificati verdi per quanto riguarda esclusivamente la quantità di ossigeno libera e la quantità di anidride carbonica assorbita.

Non vorrei che una realtà socio-economica povera come quella della Calabria finisse per fare arricchire un gruppo di società per potersi precludere anche questa opportunità di entrate, vanificando il tutto, addirittura andando in perdita, perché diventando produttori di 20 mila tonnellate al giorno di anidride carbonica, finiremmo per diventare quasi come un Paese industrializzato, come la Cina, il Canada, gli Stati Uniti d’America, senza avere, di fatto, neanche un minimo di Pil su cui sostenere certe richieste, cioè saremmo veramente beffardi con noi stessi perché finiremmo per dover essere equiparati come una regione inquinante senza avere un Pil, un reddito pro capite uguale a quello degli Stati Uniti o dei cinesi o dei giapponesi. Queste assurdità vanno anche segnalate, evidenziate, perché vi è la necessità di dover fornire, caro Presidente, una risposta seria. Capisco le difficoltà per chi governa, è vero, chi governa ha, molto probabilmente, responsabilità diverse da chi fa opposizione, forse chi fa opposizione avrà anche meno responsabilità perché non partecipa direttamente alle scelte di responsabilità che la gestione impone, però – attenzione – su un discorso di questo, secondo me, non c’è distinzione fra maggioranza e minoranza, dovremmo essere tutti gli stessi, dovremmo vedere il problema in un’ottica reale, per quello che è. Per cui capisco che con un Governo come quello Monti che, nonostante sia appoggiato dalla politica e dai partiti, cerca sempre il distinguo e va avanti come un treno, senza poi evidenziare alcun risultato -basti vedere dal lato finanziario quello che sta portando a casa: non sta riscuotendo nessun dato positivo- però, abbiamo anche il dovere morale, da buoni calabresi, di preservare il nostro ambiente. Concordo con lei, Presidente, nel momento in cui mi evidenzia un’alternativa e l’alternativa per quella zona era stata già indicata dal precedente Governo, dal centro-sinistra: ha una vocazione sua naturale, una vocazione artistica, turistica, quelle sono le vocazioni, la natura stessa ce le offre; dobbiamo sfruttarle meglio, cercando in tutti i modi di evitare questi insediamenti che finiscono – parliamoci chiaramente – per arricchire poche persone e per danneggiare tutti quanti. Questo è il vero problema.

Le chiedo, allora, che su quest’ordine del giorno ci sia un po’ più di chiarezza. Lo diceva bene il consigliere De Gaetano: il secondo punto, effettivamente, non si comprende bene, cioè il ricorso all’impugnativa di questo Decreto lo dobbiamo comunque tentare, al di là se poi verificheremo, negli anni, l’esistenza di strumenti tecnologici avanzati che riescono a filtrare o, comunque, ad abbattere o a ridurre quasi a zero il rischio dell’esposizione. Oggi siamo tenuti, qui, a dover fornire una risposta e la chiarezza si impone al Consiglio regionale, non possiamo giocare, quasi quasi far capire che siamo contro, ma che, comunque, potremmo anche, forse, aspettare. No, non abbiamo il tempo! Dobbiamo chiarire meglio, signor Presidente, il secondo punto. Possiamo anche votare questo documento, sempre che ci sia una chiarezza in quello che ha intenzione di fare questo Consiglio regionale, la maggioranza di questo Consiglio, perché la minoranza si è già espressa nel votare contro la realizzazione della centrale a carbone su Saline di Montebello Ionico. Aspettiamo da parte vostra una maggiore chiarezza in questo documento, in modo tale da poterlo votare all’unanimità.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

La ringrazio, Presidente, è arrivato anche il mio turno dopo una lunga attesa. Non voglio ripetere gran parte degli interventi che sono stati sciorinati, esplicati in maniera chiara ed esaustiva rispetto ad una questione che abbiamo sentito ed avvertito e ci ha portato il 26 giugno a proporre in quest’Aula l’ordine del giorno, la mozione condivisa, sottoscritta da una larga base di questo Consiglio regionale, sia dell’intera minoranza sia di tanti consiglieri di maggioranza. Presidente, questa è una seduta spartiacque, stasera ci giochiamo la dignità di questa istituzione, della Calabria, per il presente e per le future generazioni. Nel suo intervento ha richiamato le decisioni assunte da questa istituzione, dal Piano energetico regionale, che risale a due legislature fa, peraltro, confermato dalla sua amministrazione e da quella precedente che ha detto “no” al carbone. Questo è un punto inconfutabile ed ineludibile su cui non c’è nulla da discutere; non è in discussione! C’è la corale decisione del 15 novembre del 2010, che non è nata in quest’Aula, è nata da una spinta diffusa, sentita dalla popolazione di questa Provincia, delle amministrazioni comunali, dei Consigli comunali che si sono espressi all’unanimità e hanno detto “no” a questo progetto con un appello accorato; hanno detto “sì” ad una Calabria che non può essere più una colonia, non può essere quella Calabria che, quarant’anni fa, col miraggio di insediamenti produttivi improponibili, è stata relegata ad una condizione di eterno degrado, sfiducia, sottosviluppo e vassallaggio. Questo è il senso di un ragionamento, di una seduta, oggi, che deve segnare questo spartiacque, con un “no” secco; è un modo per dire che questa Calabria, questa istituzione vuole decidere del proprio futuro e non può accettare di essere colonizzata per l’ennesima volta. Presidente, sarò breve e non voglio ricorrere a metafore per rappresentare questo nostro sentimento, questa nostra posizione; qui c’è da mettere sul tavolo dei punti dai quali nessuno può scappare. Va ribadito, intanto, il “no” politico; secondo punto, il “sì” a tutto quello che abbiamo detto, che diciamo da anni: allo sviluppo turistico, ad una prospettiva, ad un progetto -ho anche condiviso la necessità di un confronto in quest’Aula al fine di costruire un’alternativa. Ben venga la prospettiva dei fondi sulla programmazione 2014-2020, sulla quale dovremmo immediatamente confrontarci; ben vengano tutte le altre prospettive che possono giungere dal basso; ben venga una concertazione, una cooperazione con le amministrazioni, con le associazioni, con gli attori locali, con tutti coloro i quali intendono decidere di giocarsi questa partita, che è alternativa al carbone, a una visione di Calabria che non ci appartiene, una partita che si può giocare a una condizione: che quest’Aula, stasera, sancisca il suo impegno con un voto. Sono disponibile a votare una mozione, non necessariamente la mozione che ho presentato con 26 firme, possiamo pensare, anzi, chiedo che venga redatta da quest’Aula una mozione unica che, però, deve avere questi punti sui quali non indietreggiamo di un millimetro: l’impegno per il ricorso presso la sede giurisdizionale e l’autorizzazione Via. Dobbiamo anche ricordarci un’altra questione: il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, ha agito in conflitto con un altro dicastero, il Ministero dei beni culturali, che ha dato parere contrario a questo progetto. Ce lo vogliamo dimenticare? O ci vogliamo dimenticare che quest’area è un sito di interesse comunitario, tutelato da direttive dell’Unione europea, direttive precise per le quali il Ministero dei beni culturali e tutti gli enti amministrativi, i Comuni, la Provincia, che è competente per materia sotto il profilo dei beni culturali, la Regione con le delibere del 2008, hanno denegato il parere e l’intesa? Il Governo ha compiuto un atto che deve essere impugnato presso la Consulta, perché non è solo una violazione di poteri, è un atto illegittimo sotto ogni profilo, è un atto che cancella la potestà di questa istituzione. La dignità di questa istituzione deve essere un nostro preciso dovere. Quindi, Presidente, il ricorso presso la sede giurisdizionale competente, il Tar, per l’autorizzazione Via e l’impugnativa presso la Consulta per violazione delle potestà regionale e dei princìpi costituzionali. Queste sono le questioni sulle quali, stasera, non indietreggiamo di un millimetro. Se questo è, voteremo insieme all’Aula, anzi, l’auspicio, l’accorato appello – anche perché sono stato il primo a depositare un tale ordine del giorno – è affinché si realizzi una mozione che abbia questo contenuto e che vada oltre, perché ai no vanno anche offerte delle prospettive. Siamo disponibili, fin da subito, a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità per ragionare, per trovare una via di sviluppo, un progetto. Avevo iniziato una battaglia, non a caso, sette-otto mesi fa, quando si parlò del Piano del turismo sostenibile per l’area grecanica perché aveva una ragione precisa, una filosofia precisa, perché quell’area era ed è candidata a diventare patrimonio dell’Unesco. Ci dobbiamo misurare con queste situazioni, questa è una classe dirigente che guarda alle prossime generazioni, non una classe dirigente col cappello in mano, pronta a raccogliere qualche prebenda o col miraggio di posti di lavoro che non ci saranno, per una tecnologia che anche i cinesi hanno rifiutato. Questo dovrebbe farvi riflettere: la Cina ha detto no alla “Sei”, alla “Repower”, diciamolo con chiarezza! Credo che su questo non dobbiamo aggiungere altro. Nel confermare la disponibilità ad una soluzione che consenta a quest’Aula, ancora una volta, di esprimersi all’unanimità, ritengo che i punti fondamentali siano questi e, sulla base di questi punti che ho enunciato e che hanno richiamato i colleghi che mi hanno preceduto, l’onorevole Principe e l’onorevole Bova, ci siamo e proseguiamo con questa battaglia per la dignità della Calabria, di Saline Ioniche e di tutta la Provincia.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Spero di farcela in sette minuti, conto di farcela, ma in ogni caso lei è tenuto a segnalarmi il tempo, perché davvero voglio essere breve nella speranza che la brevità mi aiuti ad essere quanto più chiaro possibile.

Potevo non intervenire, in fondo sono state dette tante cose condivisibili, e tutto quanto non rappresenta una novità rispetto a quanto altre volte già questo Consiglio regionale ha detto, scritto e deliberato. L’unica novità è il tentativo che fa il Presidente Scopelliti di confrontarsi, per quanto riguarda questa proposta di realizzazione di questa centrale, non su una posizione di retroguardia difensiva sul no, punto e basta, ma annunciando il tentativo di voler mettere in campo un progetto di ipotesi di sviluppo alternativo.

E’ una novità che sappiamo bene, però, che deve essere pensata, definita; per essere perseguita realisticamente, richiede sostanzialmente strumenti, forze finanziarie istituzionali che, quantomeno, abbiano chiaro il senso della finalità pure. Perseguire l’idea di un polo di attrazione turistica di eccellenza a livello internazionale non è una cosa semplice, che si fa dalla sera alla mattina, ma non per questo dobbiamo rinunciarci, perciò è apprezzabile quanto dice Scopelliti. Per il resto – parliamoci chiaro – è il solito refrain che andiamo ripetendo dal 2004. Anche dagli interventi dell’opposizione, non c’è niente di nuovo; l’unica novità vera – se la vogliamo dire – che c’è sul panorama istituzionale e amministrativo, è il decreto che ha firmato – diciamole con nome e cognome le cose – il Presidente del Consiglio, Monti, e il ministro dell’ambiente, Clini. Questa è l’unica vera, grande, straordinaria novità che dal 2005 – è stato detto – ad oggi è venuta emergendo.

Se è così, noi non possiamo parlare come se parlassimo tre anni fa, un mese o due mesi fa, cioè il giorno prima della sottoscrizione di questo decreto, perché altrimenti la nostra posizione è inutile, inefficace, è soltanto una presa di posizione di testimonianza istituzionale quasi a voler dire di fronte alle popolazioni: “se sosteniamo le ragioni del no, ci mettiamo la coscienza a posto”, però, quasi quasi, è come se ci girassimo dall’altra parte.

Il punto qual è? Forse è venuto il momento o di attrezzarci e su questo discutiamo – poi vengo alla proposta, l’altra volta non ho inteso firmare, proprio perché facevo questo ragionamento, la richiesta che ha fatto Giordano, la mia firma non è apposta a quel documento. può essere una soluzione, su questo dico la mia–, dobbiamo vedere come dimostriamo gli attributi come Calabria, come Governo e Consiglio regionale, per sviluppare un confronto di merito con il Governo, innanzitutto, rispetto alle scelte di politica energetica nazionale, nelle quali strategicamente la Calabria deve essere coinvolta.

Per esempio, a nessuno passi l’idea che, se facciamo una discussione stasera su Saline, poi in questa Regione che ha votato il Piano energetico regionale con il no al carbone proposto da questi banchi all’allora governo della Regione Calabria attraverso un emendamento, si faccia un’altra discussione su Rossano.

Cosa sta avvenendo a Rossano, anche qui con una contraddizione, secondo me, delle organizzazioni sindacali? L’Enel propone una riconversione della centrale che oggi funziona a turbogas, prima funzionava ad olio combustibile poi vi è stato un adeguamento in base alla legge nazionale. Di fronte a questa proposta che l’Enel legittimamente fa, le popolazioni, il movimento sindacale, le organizzazioni sociali, le organizzazioni professionali dicono: “noi vogliamo difendere la nostra vocazione agricola e turistica” e si fermano lì, senza pensare, per esempio, che l’attuale centrale che funziona a turbogas è molto più inquinante di quello che potrebbe essere una futuribile centrale innovativa e riconvertita,. Lì partimmo con l’olio combustibile, non con il turbogas, ma succede che quando l’Enel minaccia la chiusura – e arrivo a questo punto – abbiamo i sindacati che protestano. “come? licenzi i lavoratori?”, le istituzioni che protestano e difendono la centrale altamente inquinante.

Arriviamo al punto, non so se il Presidente della Giunta è informato istituzionalmente di tutto questo, ho letto l’altro ieri sui giornali una dichiarazione pubblica del Presidente della Provincia di Cosenza e mi auguro che – non ho motivo di dubitare – la posizione espressa dal Presidente Oliverio sia fondata su degli atti, la notizia che viene fuori qual è? Che l’Enel sembra avrebbe ritirato la proposta di conversione, ma non si decide cosa si vuole fare su quel sito.

Nel frattempo è stata chiusa la centrale che prima funzionava con il combustibile ed adesso funziona a turbogas, i lavoratori dell’Enel sono stati trasferiti ad altri siti, anche in Calabria, quella famosa, famigerata, discussione che c’è stata su Laino Borgo investe una parte di questi lavoratori. Sapete qual è il risultato? Io ho il sospetto che - magari fuori da queste sede e comunque in sedi che non riguardano e non rispettano l’orientamento della Regione - in Italia per quanto riguarda la politica energetica si sia deciso - al di là delle scelte che si fanno in tutte le altre Regioni, dove si prevedono o sono già in atto centrali a carbone -, probabilmente, che una centrale in Calabria si deve fare ed è quella di Saline Ioniche, escludendo Rossano. Non sto protestando per questa ragione, solo che bisogna dirlo chiaramente, perché allo stato, se questa è la decisione, l’Enel ha chiuso, non si va avanti con la nuova centrale, con la riconversione, la forza lavoro è stata spostata, l’Enel ha il dovere di intervenire e fare la bonifica, investimenti immediati per riportare quel sito alle sue condizioni naturali, e tutto questo non avviene!

Se avviene tutto questo a Rossano, che sta succedendo su Saline Ioniche? Vi confesso che l’ho appreso nella sua determinazione, nell’ordine del giorno che ha presentato la maggioranza, non ho letto – me li procurerò domani – né gli allegati al decreto  che hanno firmato Monti e Clini né, quindi, il merito di queste 59 prescrizioni, però ho letto il decreto e la nostra linea, secondo me, deve essere più intelligente e articolata, se vogliamo difendere la scelta fatta nel Piano energetico regionale.

Cosa dice questa? Innanzitutto, stiamo al merito: il ricorso. Sono d’accordo con quanto ha detto il consigliere Mirabelli. Certo, poi ho capito meno altre espressioni, perché – chiedo scusa al collega Giordano – a un certo punto gli è scappato: “non è un no secco, ma non ci stiamo a subire”, che è una posizione giusta, intelligente, ma che vuol dire? E’ secco? Non è secco? Non ci stiamo a subire?

Il punto qual è? Quello che è avvenuto con il decreto non è un procedimento ordinario, è stato il Ministero dell’ambiente che ha invocato la procedura che attiva di fatto i poteri sostitutivi dello Stato. Perché si pronunciano il ministro Clini e il Presidente Monti? Non perché si registrano discordanti pareri tra la Regione e lo Stato o tra le Regioni, i Comuni e lo Stato – diciamo le cose come stanno, diciamo la verità –, ma, da quanto si evince dal decreto stesso, intervengono e firmano perché, prima di tutto, c’è un contrasto tra amministrazioni dello Stato, tra il Ministero dei beni culturali e il Ministero dell’ambiente, e questo porta il Ministero dell’ambiente a chiedere al Governo l’attivazione di quella procedura. Attivazione avvenuta con la firma del Presidente del Consiglio - che non è Berlusconi e non è nemmeno Bersani, è il professor Monti - sostenuto da Pdl, Pd e Udc,  badate, non sto criticando il sostegno al Presidente Monti, ma su un investimento di questa portata che vale la costruzione di una centrale a carbone di circa 1.400 megawatt - quindi non sono bazzecole -, se ci sono orientamenti sensibili, diversi, politicamente rilevanti, penso che debbano far sentire la loro voce almeno i Presidenti dei gruppi parlamentari alla Camera e al Senato!

Tutto questo non c’è stato, ho il sospetto che passino su di noi come carri armati! Se le cose stanno così, allora, vediamo di “mettere i piedi nel piatto”, perché– come ci dice l’ordine del giorno, ce lo ricorda nella premessa della maggioranza – qual è la vera procedura – non vedo Principe,  lui è molto bravo su queste cose - ? Sapete come si autorizza definitivamente questa centrale?

Si può autorizzare questa centrale con decreto ministeriale del Presidente della Repubblica. Il decreto che hanno ottenuto finora non è nulla, è un passo del procedimento autorizzativo, per l’autorizzazione finale: “in caso di mancata definizione dell’intesa con la Regione o le Regioni interessate, lo Stato esercita il potere sostitutivo ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione”, parliamo di un potere costituzionale, non di un potere legislativo ordinario, “nel rispetto del principio di sussidiarietà”, eccetera, eccetera, si decide, lo Stato autorizza le opere in questione con decreto del Presidente della Repubblica – badate – “su proposta del Ministro delle attività produttive, previo concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio”, viene escluso anche il Ministero dei beni culturali.

Ho sentito parlare – sentivo dire – di costituzionalità e incostituzionalità – vedo qui un esimio professore di diritto –, un timore ce l’ho: è chiaro che ha ragione il consigliere Mirabelli - l’unico intervento che in alcuni passaggi condivido - il quale ad un certo punto dice “il ricorso lo dobbiamo fare lo stesso, anche se”, sappiate che  quell’“anche se” ha un peso, perché se facciamo il ricorso e lo perdiamo, lo bocciano, non abbiamo più diritto di parola per sempre.

Né vale ricordare la vicenda di Gioia Tauro e del suo porto - Bova è stato un protagonista –, non ci prendiamo in giro. Erano gli anni caldi del tradimento che pesava ancora sulla pelle dei calabresi e ancora di più sui regimi del mancato quinto centro siderurgico, del fallimento di Saline e quell’investimento venne impedito dal referendum organizzato da Bova e da tanti altri, un referendum che si concluse con il pronunciamento delle popolazioni per difendere la polifunzionalità del porto. Grazie a quella scelta non si fece la centrale a carbone e grazie a quel referendum, oggi ci troviamo un porto invidiato da tutto il mondo. Badate, non fu, paradossalmente, una scelta strategica di un Governo nazionale, fu il frutto di quel tipo di battaglia giusta e intelligente. Altrimenti, oggi non ci troveremo in queste condizioni.

In più – e anche qui –, il decreto che dice? Dice una cosa molto seria e impegnativa: “Visto il parere negativo espresso dalla Regione Calabria, di cui alla nota in data 18 agosto 2008” – e poi aggiunge “considerato che le motivazioni negative della Regione Calabria sono state valutate non ostative all’espressione del parere di compatibilità ambientale da parte della Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale”, si va avanti con quel tipo di procedura, cioè la posizione di questa Regione, non di un’altra, è stata considerata non ostativa.

Che dico? Non si tratta di pronunciarci e di fare il tifo tra noi tra sì e no, dico che non voglio apparire stupido, non voglio essere annoverato nell’elenco dei calabresi stupidi che, oltretutto, hanno la responsabilità di sedere in questo Consiglio regionale, quelli che fanno finta di non vedere e di non accorgersene. Dobbiamo fare davvero una battaglia? Facciamo pure il ricorso con quell’“anche se”, ma perché? Perché, se scadono i termini – non sapevo scadessero –, non è giusto si dica che il mancato ricorso è stato causato dalla scadenza dei termini. Ma il punto vero qual è? Che dobbiamo trovare una sede - a cominciare nel rapporto e nel confronto col Governo - in cui discutere nel merito queste scelte e capire a cosa leghiamo, noi e il Governo nazionale, il destino del modello di sviluppo di questa regione, che non è il modello di sviluppo di un’area, ma della regione intera. Per quanto riguarda, poi,  il comparto del settore dell’energia, vogliamo sapere quali sono gli orientamenti e le scelte che propone questo Governo, non quello che verrà dopo le elezioni o quello che c’era prima, perché se avete visto il parere della Regione è fermo e risale al 2008, la domanda che ha fatto la società mi pare che risalga, addirittura, a ben tempo prima del 2008 ed arriviamo ad oggi a questa determinazione.

Il tema qual è? Entriamo, per esempio, nel merito delle 59 prescrizioni – ripeto, non mi ci soffermo, stasera, perché non le conosco – e vediamo se è possibile far valere una scelta per impedire la cosa e andiamo al confronto con il Governo. Cerchiamo di capire quale sia la politica del Governo, sapendo che c’è oltre ai progetti di Rossano e Saline – me lo lasci dire il Presidente della Giunta regionale – un altro progetto: la realizzazione del rigassificatore a Gioia Tauro, si sta discutendo sul dove, come, quando e perché. Penso che non sia sbagliato, per quanto riguarda noi, tornare in questa legislatura, per esempio, in questo Consiglio o nelle sedi propedeutiche, comprese le Commissioni consiliari, a rileggere la stessa convenzione che ha stipulato la Regione con la società proponente. Probabilmente possiamo fare un aggiornamento. Non sono stato mai contrario ideologicamente o pregiudizialmente al rigassificatore.

Ricordate che abbiamo discusso in queste sale e ci siamo battuti perché si facesse un certo percorso su Gioia Tauro, vogliamo sapere a che punto è. Perché di noi si discute in Italia quando c’è la crisi energetica o quando c’è il blocco ,come è successo un po’ di tempo fa, si parla di dove siano le scelte strategiche, ma noi in Calabria non lo sappiamo! E se è confermata la scelta del rigassificatore a Gioia Tauro, pur difendendo la polifunzionalità del porto, io ritengo che quella convenzione, che firmammo noi quando eravamo al governo, oggi può essere aggiornata e può dare molto di più alla Calabria.

Perché dico questo? Perché, caro Giordano, non bisogna dimenticare – vedo lì Nuccio Barillà e lo saluto con estremo piacere – cosa è successo in questa regione: nel 2004 il Governo Berlusconi autorizzò la realizzazione di ben cinque centrali termoelettriche, senza che nessuno se ne accorgesse e senza che mai se ne sia discusso in queste sedi! Di queste cinque, quattro in pochi anni sono state realizzate e sono già in produzione, la quinta non è stata realizzata non perché ci sia stata l’opposizione di Barillà o della Regione o del Comune, ma soltanto perché la linea che doveva caricare la produzione energetica non sopportava il carico, altrimenti anche la quinta sarebbe stata realizzata. Questione che pone il problema dell’elettrodotto – come diceva Guccione prima –, ci stiamo battendo da anni per un tratto di qualche chilometro, perché Terna interri l’elettrodotto che attraversa l’Italia, e non ci riusciamo. E poi ci illudiamo di fare così le battaglie?! Mettiamo i piedi nel piatto sulle questioni di merito!

Beh, quelle quattro centrali sono state realizzate. Sapete qual è il risultato? Che se producono danni, alla Calabria rimangono, ma il gettito fiscale di quelle centrali non va alla Calabria, perché c’è una legge in Italia che prevede che il gettito fiscale sia orientato verso i territori in cui ci sono le residenze fiscali delle ditte. Se facciamo i conti per le quattro centrali, il gettito fiscale potrebbe incidere– non è cosa di poco conto – di circa 3 o 4 punti sul prodotto interno regionale lordo calabrese e noi come Calabria lo stiamo perdendo.

Vediamo se riusciamo a fare una proposta politica.

Certo, bisogna difendere anche il no – badate –, ma se non è così,  avverto che stasera non stiamo facendo altro che una liturgia funebre, quasi una sorta di excusatio non petita, accusatio manifesta. Se vogliamo il no e abbiamo la legge, - fermo restando che leggo sul decreto, e nessuno ha detto una parola, “la Regione non è ostativa” - c’è bisogno che lo continuiamo a ripetere?! Scusate, sembra che ripeterlo significhi, sostanzialmente, “state tranquilli, noi siamo sempre lì”, ma intanto le cose vanno avanti. Io non sono di quest’avviso.

Ripeto, non voglio essere iscritto tra gli stupidi, stolti calabresi che, oltretutto, risiedono in questo Consiglio regionale!

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

PRESIDENTE

E’ iscritto a parlare il capogruppo dell’Udc, onorevole Dattolo. Prego, ne ha facoltà.

Alfonso DATTOLO

Cercherò di fare un intervento abbastanza contenuto, perché capisco che sono state dette tante cose, soprattutto dai banchi della minoranza, a volte comprensibili e a volte un po’ meno, però noi partiamo da un’apertura che c’è stata oggi da parte del Presidente Scopelliti su un tema sensibile, che penso possa tranquillamente costituire – come hanno detto molti amici, a cominciare dal collega Sulla – un punto di partenza per chi intende assumersi le proprie responsabilità e contribuire in maniera decisiva allo sviluppo del territorio. Io, se fossi un consigliere della provincia di Reggio Calabria, sarei stato contento di ascoltare una proposta politico-amministrativa da parte di questa maggioranza. 

Intervengo anche come Presidente della Commissione ambiente. Nell’ordine del giorno – nel terzo punto, nelle conclusioni – c’è scritto che non ci vorremmo neanche sottrarre al confronto con i  soggetti interessati, amministratori, rappresentanti di associazioni, del mondo civile, per poter comunque discutere pacatamente, partendo da una considerazione ossia che il Governo nazionale non può porsi in contrasto con il Piano energetico regionale e con le normative europee.

Il collega Adamo pone delle perplessità. Mi perdoni il mio scarso intuito, ma non ho capito se alla fine è contrario o favorevole alla realizzazione della centrale a carbone.

C’è una direttiva, la numero 28 del 2009, in attuazione della quale il legislatore nazionale ha emanato il decreto numero 28 del 3 marzo 2011, il cui articolo 37 definisce i trasferimenti statistici tra le Regioni per il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni definite dalla Comunità europea.

Questo è il dato tecnico, su cui chiaramente è difficile non tenere conto della difficoltà europea, ma se, in materia finanziaria, valgono le politiche economiche della Merkel, varranno, in materia ambientale, anche quelle stabilite dal Parlamento europeo. Questo per restare in un clima di confronto sereno e, addirittura, questo decreto legislativo rimanda ad un decreto del ministero dello sviluppo economico, che fissa la forma e la natura delle sanzioni a cui vanno incontro le Regioni qualora non siano rispettati gli obiettivi.

Mi sembra, naturalmente, un provvedimento da tenere in considerazione, perché non conosco benefattori che sono venuti ad investire in Calabria, non conosco magnati che sono venuti a valorizzare l’enorme patrimonio naturale, né turistico, ma semplicemente a proporre investimenti;  fino a quando fossero stati investimenti sull’energia alternativa, sul solare, sul fotovoltaico e sull’eolico, va bene, perché su quello, probabilmente, abbiamo perso l’opportunità come amministratori di poter essere soggetti attivi nello sviluppo del territorio, entrando nelle società di capitale che venivano ad investire e a sfruttare il nostro territorio, non accontentandoci delle briciole che ci sono state proposte e che hanno contribuito soltanto a deturpare l’ambiente.

Per restare proprio in un tema assolutamente lineare e trasparente, ritengo che l’ordine del giorno che viene proposto sia esaustivo delle argomentazioni che vengono richieste e non per un mero esercizio di dare voce ai richiedenti, a coloro che di volta in volta cercano o alimentano la scelta del no a tutti i costi.

Faccio una riflessione, collega Adamo. Noi abbiamo abdicato molte volte al ruolo della politica: lo abbiamo fatto nella gestione dei rifiuti, nella gestione della depurazione. La politica molte volte ha preferito rinunciare ad assumersi le proprie responsabilità e sono stati i privati che hanno sfruttato le politiche ambientali con i sindaci impotenti e incapaci di trovare delle soluzioni di sviluppo del proprio territorio, anche alla richiesta di una discarica comune consortile che mettesse insieme tutti i Comuni. In questo senso, tanti anni di emergenza hanno prodotto miliardi di euro di spese che non hanno risolto i problemi, questo perché la politica non ha voluto assumersi responsabilità.

Questa sera il Presidente Scopelliti, anche con un pizzico di senso di appartenenza al territorio, conoscendo questa zona, ha fatto bene a rilanciare lo sviluppo di un territorio che non può essere soltanto quello di gruppi industriali che vengono in Calabria per cercare di “sfruttare” quello che è inimmaginabile, con delle ricadute che sono minime. E noi,  ripeto – io vengo da un’area, quella di Crotone che, purtroppo, sta pagando un prezzo altissimo al sogno di una industrializzazione, al sogno della chimica, a quello che doveva essere ed è sempre stato il motore trainante del Sud per tantissimi anni – oggi ci troviamo le macerie di quelle scelte industriali.

Su questo confronto, sulle aperture sul documento da parte dei colleghi della minoranza, ritengo che possiamo scrivere una pagina politica importante per questa Regione, non mettendo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, prendendo atto che il Governo, firmando quel decreto, ha forzato di gran lunga la mano, ma soprattutto dimostrandoci pronti ad avere delle iniziative alternative che possano rilanciare il nostro territorio e il destino dei calabresi.

PRESIDENTE

E’ iscritto a parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Ritengo che l’intervento del Presidente Scopelliti, intanto, abbia reso obsoleto questo documento presentato dalla maggioranza. Non ho capito se il collega Dattolo insiste per votare il documento così come formulato, perché l’intervento del Presidente Scopelliti è diverso da quello che in precedenza i capigruppo della maggioranza hanno espresso con la presentazione e la firma del documento. Se non ho capito male, il Presidente Scopelliti ha espresso una forte volontà di superamento dell’attuale situazione proponendo un’alternativa, bocciando, di fatto, la proposta della centrale a carbone – questo è emerso – e chiedendo a quest’Aula un pronunciamento di impegno per quanto concerne sia la futura programmazione 2014, sia eventuali fondi Fas che possono essere recuperati nell’ambito di una politica nazionale. Quindi, l’Aula si dovrebbe esprimere riformulando anche in parte il documento al punto 1 delle conclusioni, nel senso che il Consiglio regionale assume come centrale, non la centrale a carbone, ma la questione Saline e impegna, fin da oggi, il Governo, sia l’attuale sia quello che verrà nel 2015, nella programmazione e in altri fondi a presentare un grande progetto alternativo alla centrale a carbone che oggi ci viene proposta dalla “Sei”.

Guardate, la provincia di Reggio Calabria non può, da un lato, vivere su una prospettiva turistica e, dall’altro, avere la centrale a carbone, il rigassificatore, il termovalorizzatore con due linee, altre centrali idroelettriche che sono state costruite nel territorio.

Quindi, ritengo che stasera, proprio in relazione all’intervento del Presidente Scopelliti, debba decidere il Consiglio. Ma se questo è, non può certo trovare accoglimento un documento che – come veniva detto in precedenza da altri colleghi – presuppone un intervento sul piano giurisdizionale solo ed esclusivamente nell’ipotesi in cui la “Sei” non rispetti le prescrizioni date dal Governo, perché se rispetta queste prescrizioni, la questione è chiusa, è inutile discutere di futuro o di programmare interventi su quell’area. Questo è il punto decisivo, se veramente ed effettivamente si vuole impegnare quest’Aula, e quindi il Governo regionale, a predisporre un ricorso giurisdizionale che vada ad individuare i punti che salvaguardano l’autonomia legislativa ed anche aspetti amministrativi presenti nel decreto.

Del resto, se anche la Calabria insieme ad altre Regioni ha impugnato la legge nazionale che fissava il numero dei consiglieri regionali, – ricorso che la Consulta nei giorni scorsi ha rigettato – non credo che ci siano grandi problemi ad impugnare questo tipo di provvedimento.

E’ chiaro che questo non basta, perché se siamo convinti – e qui ha ragione il mio ex capogruppo Nicola Adamo –, è necessario sviluppare una forte iniziativa politica che coinvolga non solo i partiti, ma anche i parlamentari che non debbono essere chiamati in quest’Aula solo per discutere di tribunale o di difese delle Province, devono essere chiamati ad un’assunzione di responsabilità complessiva rispetto alla Calabria e possono essere chiamati, nella misura in cui quest’Aula ha la capacità anche di assumere decisioni chiare, forti, che hanno la capacità di costruire il futuro.

Allora, da questo punto di vista, c’è la disponibilità che è stata dichiarata, ma una disponibilità che deve trovare un riscontro puntuale e preciso in quello che si scrive. Da quest’Aula deve uscire una decisione politica per il futuro, accompagnata, anche con i pericoli che evidenziava Nicola Adamo,  da un ricorso rispetto a questo provvedimento; però, se c’è una forte e chiara iniziativa politica, la decisione giurisdizionale, comunque, se ci sarà e se sarà negativa, avrà un impatto irrilevante, se contemporaneamente la Calabria ha la capacità e la forza per far cambiare idea a questo Governo nazionale rispetto alle decisioni assunte.

Quindi, ritengo, Presidente dell’Assemblea, che se veramente tutti insieme si vuole scrivere una pagina nuova e diversa per il futuro – ed io prendo per buono quello che ha dichiarato il Presidente Scopelliti – è necessario sospendere, alla fine della seduta, i lavori per scrivere altro, perché se dovesse passare questo, credo che il primo a non poter votare questo documento, in ragione delle cose dette, sia proprio il Presidente Scopelliti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO

Interverrò brevemente, anche perché dopo un intero pomeriggio che ci ha visti eccezionalmente impegnati e alla luce anche del dibattito che c’è stato in queste ultime ore, c’è poco da aggiungere. Intervengo più per fare quasi una dichiarazione di voto che per un intervento vero e proprio, ma lo faccio per un paio di motivi: il primo – lo consentiranno i colleghi delle altre province – è un fatto quasi doveroso dare un contributo; poi il documento, in qualche modo, richiama la responsabilità di questo Consiglio regionale attraverso le Commissioni e chi parla è Presidente della Commissione attività produttive, direttamente coinvolta; poi voglio ricordare che, all’inizio di questa legislatura, ho presentato una mozione, discussa in questo Consiglio regionale e approvata, sullo sviluppo dell'area grecanica dell’area di Saline e, più complessivamente, del territorio dell’area grecanica.

Credo, alla luce degli interventi che abbiamo ascoltato che la posizione chiara e propositiva espressa dal Presidente Scopelliti abbia tolto argomenti – io ho sentito diversi interventi assai responsabili dei colleghi del centro-sinistra, per tutti cito quello del consigliere Mirabelli, per non fare torto a nessuno, che è il Vicepresidente della Commissione – a chi pensava di venire qui, stasera, a fare comizi, cavalcando tigri ed accedendo non ad un dibattito sereno, ma ad un dibattito demagogico – consentitemi di dire, senza offendere nessuno – quindi cavalcando soltanto linee oltranziste.

Ritengo, invece, che il no della maggioranza sia abbastanza chiaro ed è indiscutibile, perché stasera ha aleggiato anche un atteggiamento quasi di equivocità nei confronti del documento illustrato, e questo non è assolutamente pensabile. Coglierei, invece, e valorizzerei – mi auguro che l’opposizione faccia  questo – l’atteggiamento, la dichiarazione autorevole e responsabile del Presidente Scopelliti, laddove per la prima volta – credo, almeno in questa legislatura – ha proposto per il comprensorio di Saline e dell’intera area grecanica un progetto di sviluppo; ovviamente, è tutto da elaborare, ma nel momento in cui dichiara la disponibilità formale e forte di destinare a quel territorio risorse imponenti e consistenti, sarà compito di questo Consiglio regionale, nelle sedi istituzionali proprie delle Commissioni che vengono citate nel documento presentato, elaborare un progetto di sviluppo che sia assolutamente congeniale alla vocazione naturale di questo territorio, ascoltando e di concerto con i sindaci, le associazioni, con le organizzazioni sindacali. 

Il resto, beh, sono tutti argomenti sicuramente interessanti; ne abbiamo ascoltati di interessanti anche in ordine alla necessità o possibilità di fare ricorso alla Corte costituzionale o in altre sedi, però il dato politico di fondo è questo: per la prima volta, viene proposto un progetto di sviluppo vero, tutto da elaborare sicuramente, e viene affermata autorevolmente, ufficialmente e formalmente in quest’Aula la forte volontà di destinare un forte impegno non solo di carattere finanziario, per un’area che è tra le più degradate dell’intera regione.

Per questo ritengo che il documento vada approvato, perché finalmente nell’area grecanica ci si avvii a voltare pagina, si apra una pagina nuova e monumenti come le Officine Grandi Riparazioni e – perché no? – anche quel grande monumento allo spreco che insiste ancora nell’area di Saline, possano essere degli strumenti che dovranno essere valorizzati ed utilizzati per uno sviluppo vero di quel territorio.

PRESIDENTE

Ha concluso gli interventi l’onorevole Imbalzano, non ho più iscritti a parlare. La parola al Presidente Scopelliti per la replica.

Giuseppe SCOPELLITI, Presidente della Giunta regionale

Intervengo brevemente, avendo ascoltato gli interventi dei colleghi, una parte in Aula e una parte nella sala adiacente all’Aula. Mi pare, sostanzialmente, che, al di là di alcune considerazioni, ci sia un’ampia condivisione sul percorso che abbiamo messo in campo – mi pare di capire – salvo qualche richiesta che ha voluto fare qualche rilievo sul punto 2, dove viene sottolineata l’esigenza di un ricorso a prescindere, diciamo così. Ma non abbiamo alcuna difficoltà, perché l’ho detto nell’intervento da parte nostra, siamo pronti a fare il ricorso, il ricorso qui scritto “ad accertare in seguito alla verifica del rispetto delle prescrizioni imposte per la realizzazione della centrale”, cioè se queste prescrizioni ci sono, se diventano elemento che non consente il superamento e la procedura non va avanti, diventa chiaro che abbiamo fatto un intervento inutile, era subordinato alla procedura, ma se l’Aula non ha alcuna difficoltà, come non abbiamo nessuna difficoltà, avendo assunto una posizione in maniera molto chiara e netta, non c’è nessuna preclusione da parte nostra nel modificare questo punto, dicendo che la Regione, nei modi e nei tempi previsti, così come attraverso l’iter di questa vicenda, interverrà facendo ricorso e quindi  impugnando questo provvedimento.

Ognuno ha espresso il suo giudizio sulla legislazione concorrente, su tutta una serie di cose, sulla storia, addirittura Rosario Mirabelli è partito anche da Gioia Tauro, probabilmente aveva i calzoncini corti quando manifestava contro la centrale.

(Interruzione)

Ma tu i calzoncini li avevi prima di me, nel senso che hai qualche anno più di me, tenti di nasconderlo, ma è così, ce l’hai qualche anno più di me! Cerca di nascondersi dietro il fatto che, avendo perso qualche capello, pensa che questo non influisca nell’insieme!

Quindi mi pare di capire – non vorrei sbagliare – anche dagli interventi sia di De Gaetano, di Battaglia, che degli altri, sia emerso – come da Bova e Adamo – questo tipo di indirizzo e, se questo è, noi siamo ben lieti di puntualizzare il punto 2 e passare all’approvazione di quest’ordine del giorno all’unanimità, se lo ritenete opportuno, mi pare diventi un ulteriore segnale di attenzione verso il territorio e anche un gesto, una risposta di grande responsabilità che tutto il gruppo dirigente, oggi, che siede in questi banchi offre come motivo e momento di valutazione al territorio, oggi a Saline, domani in qualsiasi altro luogo e parte del territorio dove necessita l’intervento e la capacità di reazione da parte di un gruppo dirigente.

Presidente, penso che con questa brevissima modifica, questa puntualizzazione, si possa procedere alla votazione.

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

Non so se c’era qualche altro punto o bastava solo il punto 2 nel dibattito anche da parte dei consiglieri… L’onorevole Principe?

Sandro PRINCIPE

Presidente, penso che la stesura dei punti di impegno del Presidente e della Giunta non possa che essere affidata al coordinamento formale, perché su questo aspetto dobbiamo essere molto precisi, perché – a mio modesto avviso – c’è una impostazione non convergente, cioè intanto non mi pare che dal documento emerga un no chiaro alla centrale a carbone, quindi questo va specificato. Secondariamente, il punto 2 che determina? L’eliminazione anche del punto 1, perché se la società autorizzata si attenesse scrupolosamente alle 53 prescrizioni, la centrale sarebbe fatta.

Chiedo scusa se non ho capito, ma poiché il punto 2 subordina l’impugnativa alla verifica del fatto che la “Sei” si attenga  alle 53 prescrizioni, intanto può darsi che i termini siano già scaduti, ma se la società si attiene alle prescrizioni, si realizza la centrale. Quindi anche il punto 1 dovrebbe convivere con la centrale.

La nostra posizione è che l’impugnativa avvenga a prescindere, cioè l’autorizzazione governativa impone delle prescrizioni. Se la società autorizzata si attiene alle prescrizioni, la messa è detta; passata la festa, gabbato il Santo! Quindi, per quanto ci riguarda, ci vuole la dichiarazione di principio di assoluta negatività alla centrale e poi dire con chiarezza che impugniamo comunque il provvedimento autorizzativo in sede giurisdizionale e amministrativa e impugniamo anche davanti alla Consulta questo scippo di potestà della Regione perpetrato dal Governo.

Questo dà un significato di conseguenzialità all’impegno di utilizzare i futuri fondi Fas per un progetto di natura turistica, preceduto da uno studio di fattibilità. Mi fa piacere che il centro-destra usi spesso questo termine per la prima volta che, per la verità, da bambini abbiamo sentito porre in essere da altre culture, ma vorrei dire al collega Imbalzano, che pure proviene da una cultura che me lo rende vicino e caro, non possiamo dimenticare che, non più tardi di qualche anno fa, si era stabilito non solo il no alla centrale, ma di utilizzare l’area per un intervento turistico di grande rilievo, si erano trovati anche i fondi, il Cipe aveva approvato il tutto, ma dopo lo scippo dei fondi Fas, questa cosa è andata a farsi benedire.

Quindi, caro Presidente Scopelliti, noi siamo pronti a fare la nostra parte, a darti grande sostegno per utilizzare i futuri fondi, però dobbiamo essere chiari sotto l’aspetto di reazione al provvedimento autorizzativo, perché riteniamo che il punto 2 non prefiguri una reazione adeguata che ci consenta di votare l’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Il Presidente Scopelliti cosa dice?

Giuseppe SCOPELLITI, Presidente della Giunta regionale

Nel frattempo che il collega Principe attiva il coordinamento formale, altrimenti la demagogia rischia di superare ogni limite, voi fate pure il coordinamento formale; noi, se ci consentite, ce ne andiamo, nel senso che votiamo e poi chi vuole si faccia il coordinamento formale, Presidente. Abbiamo detto che siamo contrari alla centrale a carbone, in questo documento c’è scritto, e che vogliamo immaginare un processo di sviluppo di quell’area sul comparto turistico e con Invitalia da quattro mesi – e nessuno di voi lo sapeva – stavo lavorando, anzi da sette mesi sto lavorando a questo progetto, a questa ipotesi.

E’ inutile fare ricorso alla Corte se viene bloccata la procedura, ma se questo può farvi stare tranquilli, da qui ai tempi previsti dalla normativa e così via, ci impegniamo su questo documento a dire che facciamo ricorso alla Consulta, al Tar, al Tar della Lombardia o – se vi pare ancora meglio – quello del Lazio e così via, però votiamo questo documento. E non ci raccontate le barzellette che i soldi erano i soldi quelli dei Fas. I Fas ci sono, cioè qualcuno ancora non ha capito in Calabria che i fondi per il Sud, il Piano per il Sud sono fondi Fas, quindi non ci hanno scippato niente di particolare, ci hanno tolto per provvedimento sancito, anche di indirizzo del Consiglio dei Ministri – e non so se poi è stato (Incomprensibile)… il Parlamento ha approvato – un 10 per cento dei fondi Fas a tutte le Regioni italiane.

I fondi Fas li stiamo prendendo quando votiamo i fondi per l’Università, quando abbiamo votato i fondi per la depurazione, quando abbiamo votato 1 miliardo e 100 milioni di euro per il Piano per il Sud, questi sono fondi Fas. Ma è possibile che non ci rendiamo conto e raccontiamo le barzelletta agli italiani e ai calabresi dicendo che i fondi Fas ce li hanno scippati! L’altro giorno l’ha scritto uno che ha fatto il Presidente della Regione. Vi rendete conto che i fondi Fas ci sono, ce li stanno dando?! Come facciamo a raccontare che i fondi Fas ce li hanno scippati! Probabilmente, ci è venuta quest’idea – non so se interessante, geniale è eccessivo – di dire che su Saline il no non basta, mettiamoci i soldi.

Ecco, chi vuole votare questo provvedimento e metterci i soldi, lo vota, perché se ci raccontate che i soldi li avevate messi pure voi, peccato, però, che non li abbiamo trovati, altrimenti non li avremmo tolti, ci raccontiamo sempre queste belle barzellette, che i soldi li avevamo messi, l’avevamo pensato, però…

La politica si fa con gli atti! Non abbiamo trovato nulla, questo è quello che vogliamo fare noi. Ci siete? Volete votare? Bene, Presidente, metta in votazione con queste due modifiche e andiamocene a casa, perché altrimenti corriamo il rischio di stare qui a parlarci ancora addosso, perché ogni volta, dopo che parlo, replica sistematicamente il capogruppo del Pd e, se mi consente il Regolamento, lo stile e il buonsenso dice che, quando chiude il Presidente, si mette in votazione e non ci sono altre repliche, a meno che lei non pensi che questo sia un fatto di garbo e di correttezza istituzionale, fate pure, però, Presidente, mettiamo in votazione. Chi vuole votare, dica si a questo provvedimento con queste due modifiche, col coordinamento formale, ribadendo il no alla centrale, il ricorso da parte della Regione e il fatto che vogliamo mettere i soldi per costruire finalmente su Saline, se sarà possibile, attraverso i nuovi fondi comunitari o eventualmente Fas –parlo di fondi comunitari perché sui Fas non so se ci sono ancora, se c’è  capienza in prospettiva e quanto ancora abbiamo disponibile come Fas – sui fondi comunitari disegnare un’azione del 2014-2020 destinata e finalizzata a Saline, perché se mettiamo una voce sui fondi Por, non ce la toglierà nessuno, non potremo dire che qualcuno ce l’avrà scippata, non potremo raccontare ai cittadini di Montebello e di Saline che forse qualcuno, mentre ci giravamo, ci ha fatto un taglio, li mettiamo là e abbiamo risolto.

Se Tripodi è d’accordo, possiamo procedere in questa direzione.

PRESIDENTE

L’onorevole Adamo aveva detto che voleva intervenire? No.

(Interruzione)

Avevo dato la parola alla minoranza. Siccome l’obiettivo è quello di fare un ordine del giorno comune, se nella discussione ci eravamo dimenticati di qualche punto… Sul punto 2 il Presidente aveva dato piena ed ampia disponibilità alla modifica e l’abbiamo modificato in tal senso.

(Interruzione)

Sì, la facciamo adesso. Chi ha preparato il testo, lo possiamo aggiungere e lo modifichiamo.

(Interruzione)

Le do la parola.

Sandro PRINCIPE

Presidente Talarico, siccome la responsabilità è sua, se cortesemente – chiedo scusa, non voglio fare polemiche sui fondi Fas, perché Scopelliti è molto bravo dal punto di vista espositivo, ma i fondi Fas sono stati prima presi e poi riprogrammati, ma non per le cose stabilite dalla Regione, lasciamo perdere! – ripete i punti che sono no alla centrale, sì al finanziamento per ragioni turistiche e quant’altro e i due ricorsi in via amministrativa e alla Corte costituzionale.

Se il Presidente Talarico riprende queste cose, votiamo a favore.

PRESIDENTE

Stiamo ripetendo tutti la stessa cosa, non c’è diversità e siamo tutti d’accordo. Quindi, se prestate un attimo di attenzione, poniamo in votazione l’ordine del giorno, in modo tale da sciogliere la seduta e poi scriverlo. Mi sembra che tutte le dichiarazioni siano a verbale, bene o male ci siamo intesi in tutto.

(Interruzione)

Ma lei deve aggiungere qualcosa?

(Interruzione)

Ci scordiamo di qualcosa? Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Solo 30 secondi per formulare il punto 2: “impegna il Presidente della Giunta regionale ad opporsi, sulla base di quanto già deliberato in via amministrativa, all’iter autorizzativo finalizzato alla realizzazione della centrale termoelettrica alimentata a carbone a Saline Ioniche e, contestualmente, ad impugnare presso gli organi giurisdizionali il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri indicato in premessa, sollevando anche giudizio di legittimità costituzionale dell’articolo 1 sexies, comma 4 bis, del decreto legislativo 239/2003, in quanto contrastante con l’articolo 117 della Costituzione, nonché, sempre con riferimento alla medesima norma, sollevare giudizio per conflitto di attribuzione, ai sensi dell’articolo 134 della Costituzione, fra potere dello Stato e della Regione in materia di energia, per come previsto dagli articoli 117 e 118 della Costituzione. Il tutto al fine di evitare che lo stesso decreto autorizzativo, trascorsi i termini di legge, diventi definitivo e inoppugnabile”.

Questa è la formulazione del secondo punto.

PRESIDENTE

Voleva aggiungere qualcosa?

Nicola ADAMO

Sulla base dell’intervento che ho svolto, per quanto mi riguarda, valutate quelle considerazioni che ho pronunciato, non partecipo alla votazione.

PRESIDENTE

Possiamo procedere a votare l’ordine del giorno. Il punto 1 va bene, il punto 3 va bene pure, sul punto 2 facciamo coordinamento formale, per redigere la versione definitiva; poi, nei giorni successivi, possiamo procedere a farlo. Pongo in votazione l’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva all’unanimità)

(E’ riportato in allegato)

La seduta è tolta.

La seduta termina alle 23,13

 

Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo i consiglieri Aiello F., Aiello P., Grillo, Pacenza.

(Così resta stabilito)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio forestale regionale (Delibera G.R. n. 302 del 28.06.2012)” (P.L. n. 353/9^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare – Assetto e utilizzazione del territorio – protezione dell’ambiente.

(Così resta stabilito)

“Modifica dell’articolo 2 della legge regionale 12 dicembre 2011, n. 43 (Unione tra i comuni) – (Delibera G.R. n. 311 del 28.6.2012)” (P.L. n. 354/9^)

E’ stata assegnata alla quinta Commissione consiliare - Riforme e decentramento.

(Così resta stabilito)

Annunzio di proposta di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissione

E’ stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Por Calabria Fse 2007-2013. Proposta di revisione finanziaria. Incremento finanziario Asse II “Occupabilità” e Asse VI “Assistenza tecnica” del Por – Anno 2012 – Revoca Dgr n. 44 del 2 febbraio 2012. Presa atto ed adempimenti (Delibera G.R. n. 283 del 15.6.2012)” (P.P.A. n. 185/9^)

E’ stata assegnata alla sesta Commissione consiliare - Affari della Unione europea e relazioni con l’estero.

(Così resta stabilito)

Richiesta parere della Commissione

La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 316 del 5 luglio 2012, recante: "Approvazione, ai sensi dell'articolo 1 della legge regionale 12 dicembre 2008, n. 40 delle Direttive di attuazione dell'Asse IV - POR CALABRIA FESR 2007-2013 - Qualità della vita e inclusione sociale - linea di intervento - 4.3.1.3 - Azioni di sostegno alle imprese per migliorare le condizioni di sicurezza" (Parere n. 45)

E’ stata assegnata alla sesta Commissione consiliare - Affari della Unione europea e relazioni con l’estero.

(Così resta stabilito)

Parere favorevole su deliberazione

La sesta Commissione, con nota n. 33062 del 20 luglio 2012, ha comunicalo che nella seduta del 19 luglio 2012 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 260 dell'1 giugno 2012, recante: "Piano per l'anno 2012 degli interventi di cui alla L.R. 33/2004 e s.m.i.. Articolo 28, L.R. 33/2004, modificata ed integrata con legge regionale 20 luglio 2009, n. 22. (Parere n. 44)

Dimissioni di consigliere regionale da Commissione consiliare

L’onorevole Ferdinando Aiello, ha rassegnato le dimissioni da componente la Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta, giusta comunicazione del 27 giugno 2012, acquisita agli atti in data 5 luglio 2012 al protocollo generale n. 30871.

Promulgazione di leggi regionali

In data 28 giugno 2012, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali. Le stesse sono state pubblicate sul supplemento straordinario n 2 e n. 3 del 7 luglio 2012 al B.U.R. n. 12 del 2 luglio 2012:

Legge regionale 28 giugno 2012, n. 26, recante: "Approvazione Rendiconto Generale relativo all'esercizio finanziario 2011";

Legge regionale 28 giugno 2012, n. 27, recante: "Assestamento del bilancio di previsione della Regione Calabria per l'esercizio finanziario 2012 e del bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014 a norma dell'articolo 22 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8";

Legge regionale 28 giugno 2012, n. 28, recante: "Modifica dell'articolo 25 della legge regionale 13 giugno 2008, n. 15";

Legge regionale 28 giugno 2012, n. 29, recante: "Attuazione del comma 4 dell'articolo 118 della Costituzione sulla sussidiarietà orizzontale".

Emanazione di regolamenti regionali

In data 19 giugno 2012, il Presidente della Giunta regionale ha emanato i sotto indicati regolamenti regionali. Gli stessi sono stati pubblicati sul supplemento straordinario n. 5 del 27 giugno 2012 al B.U.R. n. 11 del 16 giugno 2012:

Regolamento regionale n. 5 del 19 giugno 2012 concernente: "Modifiche ed integrazioni al regolamento regionale 19 ottobre 2009, n. 15 concernente: Regolamento per la concessione di contributi alle vittime della criminalità ed in materia di usura, ai sensi della legge regionale n. 31 del 16 ottobre 2008";

Regolamento regionale n. 6 del 19 giugno 2012 concernente: "Regolamento sulla mobilità interna al personale non dirigenziale della Giunta regionale".

In data 28 giugno 2012, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale. Lo stesso è stato pubblicato sul supplemento straordinario n. 3 del 7 luglio 2012 al B.U.R. n. 12 del 2 luglio 2012:

Regolamento regionale n. 7 del 28 giugno 2012 concernente: "Procedure per la denuncia, il deposito e l'autorizzazione di intendenti di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica di cui alla legge regionale n. 35 del 19 ottobre 2009. Abrogazione regolamento regionale n. 18 dell'1 dicembre 2009".

In data 10 luglio 2012, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale. Lo stesso è stato pubblicato sul supplemento straordinario n. 1 del 19 luglio 2012 al B.U.R. n. 13 del 16 luglio 2012:

Regolamento regionale n. 8 del 10 luglio 2012 concernente: "Abrogazione regolamento regionale n. 8 del 10 maggio 2010 (Istituzione dell'Ufficio Legislativo della Giunta regionale della Calabria)".

Approvazione di risoluzioni

Il Comitato regionale di controllo contabile, nella seduta del 6 giugno 2012, ha approvato la Risoluzione n. 2 sull'attività conoscitiva relativa al patrimonio immobiliare delle aziende sanitarie provinciali e delle azienda ospedaliere della Regione Calabria.

La sesta Commissione, nella seduta del 19 luglio 2012, ha approvato la Risoluzione in materia di attuazione della legge regionale n. 32/2010, articolo 1, comma 6.

Interrogazioni a risposta immediata

Talarico D. Al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore all’ambiente. Per sapere – premesso che:

il Comitato WWF del Medio-Alto Tirreno cosentino ha segnalato alle competenti autorità (Soprintendente per i Beni Paesaggistici per la Provincia di Cosenza in primis) una serie di abusi che si starebbero commettendo sulla scogliera di Santa Maria in località Zilletta del Comune di Bonifati (CS);

detta scogliera è ricompresa nel Parco marino della Riviera dei Cedri ed assoggettata a vincolo paesaggistico;

in tale segnalazione sono contenute precise informazioni ed immagini inequivocabili sull'opera di cementificazione della punta del promontorio della Zilletta;

detto promontorio è classificato ad alto rischio idrogeologico ed è attraversato per giunta da una galleria ferroviaria, che ne rende ancora più precaria la stabilità geomorfologica;

sulla roccia prospiciente il mare dello stesso promontorio, da circa un mese si sta lavorando alla costruzione di una scala, che, con ogni evidenza, reca oltraggio al paesaggio ed all'ambiente circostante;

per tali lavori il Sindaco della cittadina tirrenica afferma di non aver ricevuto alcuna richiesta di inizio lavori né alcun progetto;

nonostante le ripetute sollecitazioni del WWF, né l'Amministrazione comunale di Bonifati, né la Soprintendenza per i Beni Paesaggistici, né l'ufficio competente per il nulla osta paesistico - ambientale della Provincia di Cosenza, né la Regione Calabria avrebbero finora assunto le dovute iniziative atte ad impedire ulteriori scempi ed a sanare le situazioni più critiche venutesi a creare in quell'area;

tali casi di abusivismo e di stravolgimento dell'assetto paesaggistico costituiscono esempi di una più generale condizione di illegalità riscontrabile nei processi di edificazione sulle nostre coste;

a tal riguardo, risulta straordinariamente eloquente l'ultimo rapporto di Legambiente denominato Mare Monstrum, nel quale la Calabria viene ad essere collocata al quarto posto nella speciale classifica delle regioni che hanno fatto registrare più abusi edilizi sul demanio marittimo, dopo Sicilia, Campania e Puglia;

secondo lo stesso rapporto, sarebbero quattrocentoventuno le infrazioni alle normative edilizie e paesaggistiche accertate in Calabria solo nel 2011 (il 13,3% del totale nazionale), con 432 provvedimenti tra denunce e arresti e 132 sequestri;

nello stesso documento, viene preso in considerazione il fenomeno delle cosiddette "case fantasma" (Immobili non accatastati) nelle città costiere in cui i casi di abusivismo edilizio sono più numerosi;

a tal proposito, al secondo posto dopo Napoli si collocherebbe la città di Reggio Calabria, con 6.237 immobili non accatastati;

non potrà esserci una politica efficace per il settore turistico senza affrontare seriamente la piaga dell'abusivismo e della cementificazione delle nostre coste;

la Calabria è tra le regioni a più alto rischio idrogeologico -:

quali concrete iniziative, di tipo conoscitivo ed interdittivo, si intendono assumere riguardo ai casi di abuso e di modificazione dell'assetto paesaggistico-ambientale in località S. Maria nel Comune di Bonifati (CS);

se non sia il caso di assumere come prioritaria la lotta all'abusivismo ed alla cementificazione selvaggia sulle nostre coste, nel quadro delle politiche di sostegno e di rilancio dell'economia turistica regionale e di tutela del territorio.

(264; 29.06.2012)

Giordano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

a seguito di uno stato di agitazione dei lavoratori della società Tec Veolia, che gestisce l'impianto termovalorizzatore di Gioia Tauro, ancora una volta si assiste ad un blocco del ciclo di smaltimento dei rifiuti su tutta l'area della piana;

la problematica Veolia investe sotto diversi aspetti la nostra regione e nello specifico la società ritiene di abbandonare la gestione dell'impianto per delle rivendicazioni legati a presunti crediti vantati (100 milioni di euro) a cui si accompagnano le presunte perdite riscontrate che sarebbero pari a 7 milioni di euro nel 2009 e 10 milioni di euro nel 2010. Il tutto con conseguenze sullo stato di occupazione delle maestranze attualmente in stato di agitazione;

ormai periodicamente l'area in questione vive situazioni allarmanti sotto il profilo ambientale e sanitario le cui causali sono molteplici, ora legate al suddetto impianto, ora riconducibili alla protesta dei lavoratori di Piana Ambiente;

in questo quadro desolante l'attuale blocco dell'impianto termovalorizzatore sta creando disagi e, nonostante le rassicurazioni fornite dal Commissario per l'emergenza ambientale ai lavoratori in stato di agitazione sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, la situazione rimane critica come denunciato da alcuni sindaci e amministratori della Piana;

emerge ancora una volta la fragilità del sistema in un contesto che potrebbe diventare grave se la raccolta non dovesse ripartire in tempi brevissimi, come già verificatosi nei mesi scorsi per situazioni analoghe -:

anche attraverso un rapporto da assumere dallo stesso Commissario per l'emergenza ambientale, lo stato attuale sulla gestione del termovalorizzatore, le criticità esistenti e le soluzioni individuate per il superamento delle stesse;

se conseguentemente, nonostante le rassicurazioni del Commissario per l'emergenza ambientale, sussista il reale pericolo di una cessazione, sia pur provvisoria, dell’attività dell'impianto a seguito delle decisioni della società Veolia;

se da parte del Commissario per l'emergenza ambientale siano stati adottati dei piani alternativi per la raccolta e io smaltimento dei rifiuti ogniqualvolta si verifica il blocco dell'impianto e quali iniziative, in ogni caso, sono state intraprese per rispondere con urgenza alla difficile situazione ambientale e sanitaria che i comuni della piana di Gioia Tauro stanno vivendo in questi giorni;

se, alla luce della conclusione della gestione commissariale prevista per la fine dell'anno, quali azioni l'Ente regione stia ponendo in essere per il rientro alla gestione ordinaria e in che mondo intenda programmare una pianificazione complessiva sull'intero territorio regionale del ciclo di gestione dei rifiuti che garantisca una efficace operatività al momento della cessazione della fase emergenziale.

(265; 29.06.2012)

Giordano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

l'art. 11 della legge n. 27/2012 "Potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica, accesso alla titolarità delle farmacie, modifica alla disciplina della somministrazione dei farmaci e altre disposizioni in materia sanitaria", al comma 3 ha previsto che le Regioni bandiscano il concorso straordinario per soli titoli per la copertura delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e per quelle resesi vacanti a seguito delle scelte effettuate dai vincitori del concorso;

l'iter amministrativo prevede che ciascun comune, sulla base dei dati ISTAT sulla popolazione residente al 31 dicembre 2010 e dei parametri di cui al comma 1, individua le nuove sedi farmaceutiche disponibili nel proprio territorio e invia i dati alla Regione entro e non oltre 30 giorni dall'entrata in vigore della legge ed entro 60 giorni dall'invio dei dati da parte dei comuni le regioni bandiscono il concorso straordinario per soli titoli, per la copertura delle sedi farmaceutiche di nuova istituzione e per quelle vacanti;

sempre ai sensi della normativa sopra richiamata, qualora il comune non provveda a comunicare alla regione l'individuazione delie nuove sedi disponibili entro il termine di cui al comma 2 dell'art 11 la regione provvede con proprio atto a tale individuazione entro i successivi sessanta giorni. Nel caso in cui le regioni non provvedano nel senso indicato ovvero non provvedano a bandire il concorso straordinario e a concluderlo entro i termini di cui al comma 3 del medesimo art. 11 il Consiglio dei Ministri esercita i poteri sostitutivi di cui all'articolo 120 della Costituzione con la nomina di un apposito commissario che provvede in sostituzione dell'amministrazione inadempiente anche espletando le procedure concorsuali;

i termini previsti per i comuni, ai fini della individuazione delie nuove sedi farmaceutiche, sono andati a scadere il 26 aprile 2012 mentre le incombenze a carico delle regioni dovevano essere espletate entro e non oltre il 26 giugno 2012;

allo stato dagli atti ufficiali della regione Calabria risulterebbe che gli adempimenti richiesti non siano stati ancora evasi con ripercussioni negative sullo sviluppo economico di un settore che vedrebbe la creazione di nuovi numerosi posti di lavoro e benefici per i consumatori -:

quali sia allo stato l'iter delia procedura prevista dalla normativa indicata in premessa e più specificatamente se vi siano stati comuni inadempienti e se la regione abbia esercitato i relativi poteri sostitutivi;

se la stessa Regione abbia adempiuto alle incombenze di legge e siano state attivate le relative procedure per la indizione del bando di concorso;

in caso contrarlo quali iniziative si intendono intraprendere per velocizzare l'iter amministrativo al fine di rispondere con urgenza alle istanze della categoria e dei consumatori.

(266; 02.07.2012)

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

nei giorni scorsi le OO.SS. FAIB Confesercenti, FEGICA Cisl, ANISA Confcommercio hanno denunciato in una lettera inviata al dott. Pietro Ciucci, Presidente dell'Anas, al dott. Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico e ai Presidenti delle Regioni Calabria, Campania e Basilicata una situazione non più sostenibile da parte dei gestori delle aree di servizio della tratta autostradale A3 Sa-Rc per lo stato di crisi e di abbandono in cui versano le loro imprese, sia sul piano commerciale che su quello della sicurezza, della distribuzione e del costo del carburante;

i prezzi del carburante praticati dalla compagnie petrolifere sulla tratta Sa-Rc risultano essere almeno di cinque centesimi superiori rispetto ai prezzi praticati nelle altre autostrade italiane;

dal 2011 le concessioni ai gestori autostradali della Sa-Rc vengono concesse solo in proroga, senza che venga espletata alcuna gara per le concessioni pluriennali ed impedendo così, da oltre quindici anni, che si possano predisporre ed effettuare gli investimenti necessari all'ammodernamento e alla messa in sicurezza delle aree di servizio presenti su questa importante tratta autostradale;

i lavori di ammodernamento vanno avanti da oltre dieci anni;

tutto ciò ha causato forti disagi e limitazioni al traffico automobilistico, provocando una lenta ma continua diminuzione dello stesso;

dal mese di gennaio ad oggi si è registrato un calo di vendite di carburante di circa il 20%;

il calo della vendita del carburante ha raggiunto il 50% se rapportato agli anni 2006-2007;

analogo calo riguarda tutti i servizi di ristoro, di vendite non-oil, di servizi di soccorso, non trascurando anche l'indotto di carattere commerciale che si crea nell'ambito territoriale delle zone di accesso e di uscita;

ad oggi, per il completamento definitivo dei 494 chilometri della tratta Sa-Rc, mancano circa 59 chilometri ancora da progettare e che sono totalmente privi della relativa copertura finanziaria che ammonta ad oltre tre miliardi di euro e che, a tal proposito, nell'ultima riunione del Consiglio regionale della Calabria è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno attraverso cui si chiede al Governo nazionale di mettere a disposizione le risorse necessarie per il completamento definitivo dell'intera tratta autostradale Sa-Rc;

è forte e reale il rischio che la più importante arteria viaria che collega la Calabria alle altre regioni del Mezzogiorno e al resto del Paese, fondamentale per qualsiasi sviluppo economico del Sud e della nostra regione, possa rimanere un perenne cantiere senza nessuna certezza sul completamento definitivo dell'opera;

a fronte di tutto ciò, le OO.SS. succitate hanno avvertito l'esigenza di avanzare una serie di proposte e di assumere alcune iniziative finalizzate al superamento dell'attuale stato d'impasse per dare nuovo impulso alla risoluzione dei problemi che rischiano di provocare il licenziamento di tutti gli addetti alle attività di rifornimento e dei servizi della Sa-Rc -:

quali iniziative urgenti si intendono adottare a sostegno delle giuste rivendicazioni sindacali e per sollecitare l'Anas, nella sua doppia qualità di ente concedente e concessionario, al rilascio immediato delle concessioni in prorogatio da almeno dieci anni. Il protrarsi di tale situazione ha impedito e continua ad impedire, infatti, ai gestori privati di effettuare gli investimenti necessari all'ammodernamento delle aree di servizio della Sa-Rc che, attualmente, sono tra le più vetuste e meno sicure d'Italia;

inoltre, anche quali misure s'intendono assumere per impedire che il costo del carburante praticato dalle compagnie petrolifere ai gestori delle aree di servizio della Sa-Rc, che risulta essere di almeno cinque centesimi superiore rispetto a quello praticato in altre aree del Paese, diventi un'ulteriore tassa a discapito di tutti quegli automobilisti che decidono di attraversare la Sa-Rc.

(268; 06.07.2012)

Scalzo. Al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore alla cultura, istruzione e ricerca. Per sapere - premesso che:

la Corte Costituzionale, con sentenza n. 147/2012, ha dichiarato incostituzionale l'intero comma 4 dell'art. 19 del decreto legge n. 98 del 2011 (convertito in legge n. Ili del 2011 e modificato dalla legge n. 183 del 2011 ) che prevedeva:

"Per garantire un processo di continuità didattica nell'ambito dello stesso ciclo di istruzione, a decorrere dall'anno scolastico 2011-2012 la scuola dell'infanzia, la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado sono aggregate in istituti comprensivi, con la conseguente soppressione delle istituzioni scolastiche autonome costituite separatamente da direzioni didattiche e scuole secondarie di 1° grado; gli istituti compresivi per acquisire l'autonomia devono essere costituiti con almeno 1.000 alunni, ridotti a 500 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzate da specificità linguistiche." (Art. 19 , comma 4);

il piano deliberato dalla Regione Calabria ha comportato la perdita di ben 99 autonomie scolastiche e la contestuale realizzazione di mega-istituti comprensivi composti da almeno 1.000 alunni ( in alcuni casi di oltre 1500 alunni);

è rimasto in vigore il comma 5 dell'art. 19 della legge citata che recita: "Alle istituzioni scolastiche autonome costituite con un numero di alunni inferiore a 500 unità . ridotto fino a 300 per le istituzioni site nelle piccole isole, nei comuni montani, nelle aree geografiche caratterizzale da specificità linguistiche, non possono essere assegnali dirigenti scolastici con incarico a tempo indeterminato. Le stesse sono conferite in reggenza a dirigenti scolastici con incarico su altre istituzioni scolastiche autonome." (I parametri numerici di 500 e 300 previsti dalla legge 111/2011 sono stati successivamente modificati e aumentati a 600 e a 400);

altre 86 istituzioni scolastiche calabresi di comuni montani o di zone disagiate dall'1 settembre 2012 non saranno dimensionate secondo i parametri di 600 o di 400 alunni e che. pertanto, saranno affidate in reggenza a dirigenti di altri istituti, con tutti i danni possibili e immaginabili;

la Regione aveva rinunciato ad esercitare la facoltà di far valere la richiesta contenuta nel documento della Conferenza delle regioni approvato nella seduta del 27 ottobre 2011 che la Regione aveva rinunciato ad esercitare la facoltà di far valere la richiesta contenuta nel documento della Conferenza delle regioni approvato nella seduta del 27 ottobre 2011. che prevedeva invece che vi fosse un'applicazione graduale delle norme sul dimensionamento spostando il completamento delle operazioni all'anno scolastico 2014-2015;

la delibera regionale sul dimensionamento scolastico rischia , da un lato . di vanificare la lotta alla piaga della mortalità scolastica , dall'altro di peggiorare la qualità del servizio scolastico e l'innalzamento dei livelli di istruzione degli studenti calabresi che negli ultimi anni sono precipitati agli ultimi posti fra le regioni d'Italia _:

se questa Amministrazione intenda adottare celermente le opportune iniziative urgenti nel merito . affinché vengano salvaguardate le autonomie scolastiche dei comuni montani e a forte disagio sociale, le minoranze linguistiche residenti nel territorio della Calabria così come avvenuto in altre parti del territorio italiano, riscrivendo per l'immediato - alla luce della sentenza della Corte Costituzionale - il piano per il dimensionamento della rete scolastica della Calabria, con effetto dal 1° settembre 2012 e favorendo un'applicazione graduale delle norme sul dimensionamento, spostando il completamento delle operazioni all'anno scolastico 2014-2015.

(270; 06.07.2012)

Guccione.  Al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore ai lavori pubblici. Per sapere – premesso che:

sulla Gazzetta Ufficiale n. 138 del 15 giugno 2012 è stata pubblicata la Deliberazione del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica del 06.12.2011 avente per oggetto "Interventi nel settore dei sistemi di trasporto rapido di massa. Riparto risorse ex art. 63 del Decreto Legge 25.06.2008 n. 112, convertito dalla Legge 06.08.2008 n. 133. (Deliberazione n.91/2011)";

nella deliberazione in questione si afferma che, per il sistema metropolitano Cosenza-Rende-Unical, le analisi a sostegno della richiesta di contributo comunitario e del cofinanziamento statale sono state sviluppate al netto dell'Iva, nonostante il soggetto attuatore ne abbia dichiarato la non recuperabilità;

conseguentemente, il finanziamento statale espressamente richiesto (30 milioni di euro) e il cofinanziamento dichiarato (110,5 milioni di euro) non consentono la copertura totale del costo dell'intervento (160 milioni di euro, comprensivi dell'IVA non recuperabile)

il Ministero proponente ha, pertanto, rilevato la necessità che il soggetto attuatore verifichi la disponibilità di ulteriori risorse per l'integrale finanziamento dell'opera;

il Comitato interministeriale della Programmazione Economica ha deliberato, tra l'altro, l'approvazione dei programmi d'intervento fermo restando che l'erogazione dei contributi è, comunque, subordinata alla verifica dell'integrale copertura del costo delle opere, comprensivo dell'eventuale Iva non recuperabile -:

se sono state già messe in atto le misure conseguenti per reperire le risorse necessarie per l'integrale copertura, così come richiesto dal Comitato Interministeriale della Programmazione Economica, per la realizzazione del Sistema Metropolitano Cosenza-Rende-Unical;

qualora tutto ciò non dovesse essere ancora avvenuto, si correrebbe il rischio serissimo che l'opera non sia più realizzabile e che le risorse possano essere dirottate su altre infrastrutture collocate in graduatoria ma, al momento, non finanziate.

(271; 09.07.2012)

Guccione, Censore, Mirabelli, Ciconte, Aiello F., Talarico D., De Gaetano. Al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore all'agricoltura, foreste e forestazione. Per sapere – premesso che:

l'Altopiano Silano, il cui Parco Nazionale è stato inserito recentemente nella lista propositiva (Tentative list) dei siti naturalistici mondiali per il Patrimonio Mondiale dell'Umanità di cui fanno parte quei siti che gli Stati proponenti ritengono di eccezionale valore universale e, quindi, adatti per il successivo inserimento nella "World Heritage List" dell'Unesco, ossia fra i beni candidati a diventare Patrimonio Mondiale dell'Umanità, rappresenta un patrimonio naturalistico e paesaggistico di valore unico ed inestimabile, un serbatoio ricchissimo di biodiversità e di habitat naturali che sono fra i più importanti della foresta a livello mondiale per la conservazione della diversità biologica nel bacino del Mediterraneo;

tale patrimonio è oggetto da più tempo da un attacco criminale e indiscriminato, più volte denunciato da diversi sindaci e amministratori locali e dai vertici del Corpo Forestale dello Stato che hanno evidenziato a più riprese il progressivo e devastante disboscamento di tutto il territorio Silano;

in alcuni territori della provincia di Cosenza, in particolare in quelli ricadenti nei comuni di Longobucco, Acri, Spezzano della Sila e San Giovanni in Fiore, opererebbe da tempo una vera e propria associazione a delinquere, la cosiddetta "mafia dei boschi" che, attraverso l'azione di ditte boschive compiacenti e senza scrupoli e con la complicità di tecnici all'uopo assoldati, sottoporrebbe questi territori a devastanti incendi e a continui e ripetuti tagli irrazionali abusivi, distruggendo enormi quantità di boschi di proprietà di privati ed Enti pubblici e devastando la flora e la fauna di questi territori;

da recenti rapporti del Corpo Forestale dello Stato si è appreso che sarebbero migliaia gli alberi tagliati indiscriminatamente, senza alcuna autorizzazione o prescrizione di legge, per soddisfare le esigenze del cosiddetto "mercato del legname";

tale "mercato", stando ad alcuni rapporti giudiziari scaturiti dall'apertura di appositi fascicoli d'indagine da parte di diverse Procure della Repubblica che avrebbero già individuato le possibili ipotesi di reato, sarebbe in gran parte illegale e clandestino e potrebbe essere gestito dalla criminalità organizzata, che ne ricava enormi profitti tanto che alcune intimidazioni e minacce compiute contro gli amministratori locali e, negli anni scorsi, contro lo stesso comandante del Corpo Forestale dello Stato potrebbero avere la stessa matrice;

nei giorni scorsi un gruppo di associazioni naturalistiche regionali e nazionali (Altura, Arci, Enpa, Italia Nostra, Lipu, Man, Wwf, Cnp e Gettini di Vitalba) ha denunciato con forza "i continui scempi perpetrati anche all'interno di aree protette ai danni dell'ingente e prezioso patrimonio forestale come, in particolare, nel Parco Nazionale della Sila";

nuovi tagli forestali intensi, irrazionali ed illegali, che hanno messo a nudo il manto vegetale, causando danni rilevami all'ecosistema, (con conseguente rischio di dissesto idro-geologico), oltre che al paesaggio montano, sono stati denunciati nei giorni scorsi dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato;

ormai da qualche anno, le risorse naturali che stanno all'origine della costituzione del Parco Nazionale della Sila vengono sempre più spesso sottoposte ad uno sfruttamento incompatibile con la necessità, valida ovunque ma inderogabile in un'area protetta, di tutelare l'ecosistema forestale";

si stanno mettendo a serio repentaglio habitat unici ed insostituibili per la fauna più importante del Parco (come l'astore, il picchio nero, il gatto selvatico ecc.), senza contare il grave danno arrecato al paesaggio;

in conseguenza di ciò, in tutta l'area compresa all'interno del Parco Nazionale della Sila, è notevolmente aumentato il traffico pesante su gomma con il transito continuo di un gran numero di tir/camion carichi di grossi tronchi di alberi che percorrono ogni giorno a velocità sostenuta la Strada Provinciale 51, che collega la Sila, passando da Trepidò e Cotronei, alla statale 107 -:

quali iniziative si intendano assumere per rafforzare le attività d'indagine di protezione, prevenzione e repressione dei fenomeni illegali in relazione al taglio abusivo e clandestino di migliaia di ettari di bosco che stanno impoverendo e saccheggiando l'inestimabile patrimonio Silano e per disporre il definitivo divieto di transito di Tir e camion sulla Strada Provinciale 51.

(272; 10.07.2012)

Giordano, De Masi, Talarico D.. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

i Sindaci Domenico Lucano di Riace, Giovanni Manoccio di Acquaformosa hanno iniziato uno sciopero della fame per sensibilizzare l'opinione pubblica rispetto le criticità dei progetti denominati 'Emergenza Nord-Africa" che hanno visto i Comuni e le Associazioni accogliere i Migranti provenienti dai paesi sub sahariani nella passata primavera-estate;

in particolare, le amministrazioni interessate subiscono, da oltre un anno, la mancata erogazione delle risorse causata da un contrasto amministrativo tra la Protezione Civile Regionale e la Corte dei Conti sezione Calabria dovuto alla mancata registrazione, da parte della stessa sezione regionale di controllo, delle convenzioni stipulate dal soggetto attuatore della Regione Calabria con gli enti gestori prima del 29 luglio 2011 e ciò in ragione dell'orientamento della Corte dei Conti di porre, al visto preventivo, non solo gli atti del Commissario delegato, ma anche quelli dei soggetti attuatori;

tale ostacolo sta mettendo in ginocchio il sistema "Asilo" ed il sistema di "Accoglienza," due esperienze di eccellenza nel panorama nazionale ed internazionale, e allo stato, si prefigura li rischio concreto, come denunciato dai due sindaci, di rivolte sociali, nonostante l'impegno degli amministratori e dei tanti operatori per garantire il diritto all'accoglienza -:

se effettivamente i fondi erogati al dipartimento regionale della Protezione civile a favore degli enti locali interessati ai progetti di accoglienza agli immigrati siano bloccati per ragioni di ordine burocratico;

quali iniziative siano state assunte autonomamente dalla Regione, anche nei confronti delia sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, per sbloccare una situazione che rischia di creare tensioni sociali nei territori di riferimento;

quali iniziative, in caso negativo, intende intraprendere il governo regionale per garantire i finanziamenti sopra richiamati e se non ritenga opportuno, in attesa di dirimere le problematiche di ordine giuridico, impegnare in via provvisoria risorse finanziarie all'interno del bilancio regionale, nello specifico sui fondi allocati nel capitolo delle politiche sociali, stante l'alto valore di inclusione sociale nascente dai progetti di accoglienza messi in atto dagli enti locali.

(273; 19.07.2012)

Loiero. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

oggi, in Calabria, così come in altre Regioni d'Italia, la situazione dell'accoglienza sta raggiungendo punte d'estrema sofferenza poiché troppo spesso i Comuni interessati si sono trovati, loro malgrado, a dover anticipare dei fondi, condizione tanto più complicata se collocata in un momento di crisi economica come quello attuale, che peraltro ha registrato una notevole riduzione dell' erogazione dei trasferimenti erariali verso le autonomie locali;

in considerazione del fatto che questo meccanismo ha eroso tutti i soggetti interessati: gli enti locali, le associazioni, gli enti gestori ma soprattutto, per ironia della sorte, chi ne ha pagato le conseguenze maggiori sono stati proprio i richiedenti asilo, sottoposti a innumerevoli disagi e privazioni e ad una quasi totale sospensione dei diritti sociali e dei diritti umani, che riguarda tanto i rifugiati quanto i cittadini calabresi residenti nei comuni interessati;

a ciò s'aggiunga la complessità burocratica, che ha gravato oltre misura sui quei piccoli Comuni, come Riace, dove la situazione è diventata estremamente critica e potrebbe avere ricadute pesanti;

poiché in Calabria la situazione sembrerebbe complicarsi a causa di un supposto impedimento burocratico con la Corte dei conti;

questa situazione va ormai avanti da mesi e non poteva non essere a conoscenza delle istituzioni regionali preposte -:

se, quando e cosa intende fare. Più specificatamente:

cosa s'intende fare per una felice soluzione di questa drammatica situazione che riguarda un pezzo di Calabria positivamente conosciuto, in Italia e all'Estero, come esempio di politiche virtuose, ospitali e solidali, in un territorio che, al contrario, troppo spesso tristemente assurge a simbolo di quella potentissima criminalità organizzata che è conosciuta col nome di 'ndrangheta;

se non ritenga utile voler sollecitare con urgenza il Ministero degl'Interni nella persona della Ministro Cancellieri e la Protezione civile nazionale, unitamente a smuovere quanto è in nel suo potere verso la Protezione civile regionale, al fine di un fattivo interessamento volto all'erogazione dei fondi per una repentina risoluzione del problema;

nell'eventualità in cui questa situazione dovesse permanere e non conoscere una soluzione in tempi brevi, se non ritenga opportuno ipotizzare adeguate misure di sostegno, volte ad individuare reti di salvataggio per quei Comuni maggiormente esposti, magari attraverso la formula della fideiussione bancaria stipulata dalla Regione e destinata ai Comuni interessati.

(274; 20.07.2012)

Talarico Domenico. All’Assessore all’agricoltura. Per sapere – premesso che:

in alcune zone montane del territorio calabrese una presenza spropositata di cinghiali sta arrecando danni considerevoli al settore agricolo, in special modo a quello degli ortaggi e della viticoltura;

questo animale, alterato nel suo profilo genetico, quindi più somigliante al maiale nero, riproducendosi rapidamente, sta arrecando danni anche alle infrastrutture civili ed alle specie vegetali selvatiche, costituendo nondimeno una minaccia alla stessa incolumità delle persone;

partecipando ad una serie di riunioni con gruppi di agricoltori, in particolar modo nei comuni di Parenti e Pedivigliano (CS), nei cui territori il fenomeno è particolarmente presente, ho potuto raccogliere le preoccupazioni dei partecipanti, nonché la loro richiesta, rivolta alle autorità competenti, di intraprendere iniziative volte a fronteggiare l'annoso problema;

nelle richieste degli agricoltori, come nello spirito della presente interrogazione, non vi è alcun intento lesivo dei diritti dei cacciatori, ma solo l'auspicio che siano tutelati gli agricoltori e la loro sicurezza, unitamente a quella dei ricercatori di funghi;

gli agricoltori chiedono la predisposizione di un progetto contenente misure in grado di limitare la presenza del cinghiale nelle aree coltivate, evitando altresì che lo stesso sconfini nei centri abitati;

le aree montane della provincia di Cosenza più colpite dal fenomeno sono state peraltro interessate negli anni passati da iniziative di ripopolamento della specie animale -:

quali iniziative si intendono intraprendere, per quanto di competenza della Regione, a tutela, nelle aree montane, delle colture e della stess