IX^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

___________

 

28.

 

SEDUTA DI MARTEDI’ 20 DICEMBRE 2011

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO E DEL VICEPRESIDENTE ALESSANDRO NICOLÒ

 

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

La seduta inizia alle 13,04

PRESIDENTE

La seduta è aperta, si dia lettura del verbale della seduta precedente.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni e mozione

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Legge le interrogazioni e le interpellanze presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE

E’ pervenuta risposta scritta alle interrogazioni numero 17 del 23 giugno 2010 a firma del consigliere Salerno; numero 29 del 4 agosto 2010 a firma del consigliere Ciconte; numero 46 del 8 ottobre 2010 a firma dei consiglieri Censore, Guccione, Sulla e Aiello; numero 54 del 20 ottobre 2010 a firma del consigliere Nucera; numero 56 del 28 ottobre 2010 a firma del consigliere Nucera; numero 66 del 22 novembre 2010 a firma del consigliere Mirabelli; numero 67 del 23 novembre 2010 a firma del consigliere Nucera; numero 77 del 4 gennaio 2011 a firma del consigliere Ciconte; numero 106 del 14 marzo 2011 a firma dei consiglieri Guccione e Aiello Ferdinando; numero 110 del 25 marzo 2011 a firma del consigliere Nucera.

(Sono riportate in allegato)

Concluse le comunicazioni, se i colleghi prendono posto, iniziamo i lavori del Consiglio regionale.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nicolò. Ne ha facoltà.

Alessandro NICOLO’

Presidente, chiedo l’inserimento al primo punto all’ordine del giorno del provvedimento amministrativo numero 157/9^ riguardante il bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’anno 2012.

PRESIDENTE

L’onorevole Nicolò chiede l’inserimento all’ordine del giorno del provvedimento amministrativo numero 157/9^ riguardante il bilancio di previsione del Consiglio regionale, prima di procedere con l’esame del bilancio di previsione pluriennale regionale.

Pongo in votazione la richiesta dell’onorevole Nicolò.

(E’ approvata)

Al primo punto all’ordine del giorno, quindi, viene inserito il provvedimento amministrativo numero 157/9^ riguardante il bilancio di previsione del Consiglio.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 157/9^ d’Ufficio, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’esercizio finanziario 2012” (Del. U.P. n. 111 del 19.12.2011)

PRESIDENTE

Il primo punto all’ordine del giorno recita proposta di provvedimento amministrativo numero 157/9^ d’Ufficio, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’esercizio finanziario 2012” (Del. U.P. n. 111 del 19.12.2011).

Prego, onorevole Nicolò.

Alessandro NICOLO’, relatore

Brevemente, Presidente, per illustrare all’Aula il bilancio della stessa massima Assise calabrese che è il frutto di un lavoro che ha visto, sì, impegnato l’Ufficio di Presidenza, ma responsabilmente nel tempo anche la Conferenza dei capigruppo alla unanimità in una politica dei tagli che ha investito diversi settori.

Una politica dei tagli che porta a una riduzione da 79 milioni di euro a 73 milioni di euro e quindi un bilancio che guarda fortemente al contenimento della spesa.

In questo contesto, ribadisco l’approvazione dello stesso alla unanimità dell’Ufficio di Presidenza e della stessa conferenza dei capigruppo stamani, ci tengo a precisare che la riduzione riguarda tutti i comparti, come potete riscontrare nei vari capitoli. C’è solo un incremento di spesa che è previsto per il finanziamento al “progetto stage”. Un finanziamento del  quale si è fatto carico il Consiglio regionale.

Dopo questa breve relazione sottopongo all’Aula l’approvazione dello stesso documento contabile.

PRESIDENTE

Dopo la relazione dell’onorevole Nicolò, Vicepresidente del Consiglio regionale, che peraltro è allegata anche agli atti del bilancio del Consiglio, si sono già tenuti Ufficio di Presidenza e Conferenza dei capigruppo, pongo in votazione il provvedimento amministrativo numero 157/9^ riguardante il bilancio di previsione del Consiglio regionale per l’anno 2012.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di legge numero 280/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2012) art. 3, comma 4 della legge regionale n. 8/2002”

PRESIDENTE

Si passa adesso al secondo punto all’ordine del giorno che recita proposta di legge numero 280/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2012) art. 3, comma 4 della legge regionale n. 8/2002”.

Prego i colleghi di prendere posto. L’onorevole Fedele, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

Luigi FEDELE, relatore

Grazie. Presidente.Egregi colleghi nell’aprire la discussione sulla manovra di bilancio 2012 voglio offrire un contributo in merito alle linee operative e agli indirizzi seguiti dalla Giunta regionale nel predisporre la proposta del documento contabile presentato oggi all’Assemblea e già approvato dalla competente Commissione bilancio.

La premessa necessaria all’esame del provvedimento è rappresentata dalle condizioni di contesto: è  nota a tutti la situazione di grave crisi economico-finanziaria che investe l’Europa e ripercuote i suoi effetti sul versante della spesa pubblica.

Lo Stato, le Regioni e gli enti locali sono coinvolti nella crisi determinata dall’alterazione di variabili macroeconomiche e ne subiscono le conseguenze anche per effetto di politiche di spreco portate avanti negli anni passati.

Ciò è più che mai vero per la Calabria, dove è nota a tutti la situazione del bilancio regionale ereditata dall’amministrazione Scopelliti, caratterizzata da numeri che allo stato impediscono la copertura finanziaria delle uscite autorizzate dai provvedimenti legislativi o legata ad obbligazioni giuridicamente vincolanti già venute in essere nei confronti dei beneficiari.

In numerose occasioni, l’assessore Mancini ha avuto modo di sottolineare la gravità del disavanzo che storicamente contraddistingue il bilancio regionale con una disponibilità di risorse autonome ed insufficienti a far fronte ad una spesa regionale difficilmente comprimibile senza adeguati correttivi e soprattutto senza l’avvio di un processo di riforma della spesa con interventi di natura strutturale.

Questa necessità ha assunto un ulteriore significato alla luce delle novità introdotte dalle due manovre finanziarie approvate dal Governo in estate, i cui contenuti incidono profondamente sul bilancio regionale limitando, ulteriormente, la disponibilità delle risorse trasferite dallo Stato nonché i limiti di spesa consentiti dalle Regioni per assicurare il rispetto del Patto di stabilità.

Le riforme estive e l’ultimo decreto “Salva Italia”, infatti, non hanno portato all’auspicata inversione di marcia rispetto alle decisioni assunte col Decreto Tremonti 2010. Il bilancio 2012, pertanto, sarà condizionato ancora una volta dai tagli e dai trasferimenti statali disposti con la legge  numero 122/2010 relativi alla gran parte dei fondi normalmente trasferiti dallo Stato a titolo “Bassanini” e altri trasferimenti ordinari, fino ad adesso serviti per il finanziamento di funzioni e servizi essenziali.

Nelle linee operative del Governo Monti si intravede qualche segnale in controtendenza, come il recupero delle risorse sul trasporto pubblico locale e maggiori spazi di spesa sul Patto, ma le condizioni in cui operare restano difficilissime, soprattutto per gli effetti di un sistema ereditato da 40 anni di regionalismo nei quali le politiche di spesa non sono state accompagnate da corrispondenti ed adeguate azioni sull’entrata.

La situazione del Patto di stabilità, in particolare, resta il vero problema delle Regioni del Mezzogiorno, dal momento che produce conseguenze sulle politiche di crescita della Regione da realizzare attraverso l’impiego dei fondi comunitari, visto il ristretto spazio finanziario entro cui operare.

Proprio per tale aspetto, il bilancio 2012 è in qualche modo un bilancio figlio del Patto di stabilità, in quanto tutta una serie di previsioni di spesa, seppur dotate di adeguato stanziamento in bilancio, non possono materialmente trasformarsi in spesa.

Malgrado ciò la Giunta Scopelliti ha operato uno sforzo enorme al fine di consegnare alla Calabria un bilancio che, nonostante tutti i problemi evidenziati, contiene importanti novità e segna un’altra tappa importante nel percorso di rinnovamento intrapreso da questo Governo regionale.

L’elemento che contraddistingue il bilancio 2012 sta nel fatto che si tratta del primo documento contabile ad essere approvato secondo i criteri imposti dalla legislazione nazionale che fissano nel 2014  l’anno ics per l’avvio di tutta una serie di rivoluzionarie novità.

Dal 2014, infatti, sarà obbligatorio il pareggio di bilancio e sempre nel 2014 entrerà in vigore a pieno regime il federalismo fiscale e le norme che introducono il principio di armonizzazione dei bilanci ed il bilancio consolidato.

Per tali ragioni la discussione sul bilancio di previsione 2012 deve necessariamente aprire l’orizzonte anche agli assetti finanziari degli anni successivi, così da fare in modo che l’amministrazione Scopelliti sia in linea con le altre Regioni nel processo di riforma avviato.

Per raggiungere il pareggio di bilancio, la Giunta ha operato tre linee operative: il potenziamento delle entrate, anche attraverso la lotta all’evasione dei tributi regionali; la riduzione delle spese, attraverso un necessario programma di tagli alle leggi di spesa e alle spese di funzionamento; la riduzione del fabbisogno, attraverso alcuni interventi di riforma.

Il risultato di tale azione è il bilancio nettamente più equilibrato di quello degli anni precedenti che pone argine al fenomeno dell’incremento delle spese.

Certo, un risultato di questo tipo determina dei sacrifici. Sacrifici da parte dei destinatari delle leggi di spesa che dovranno fare i conti con stanziamenti più contenuti rispetto ai fabbisogni determinatisi nel corso degli anni.

Ma sacrifici anche per i destinatari dei tributi regionali chiamati a concorrere responsabilmente e a sostenere il sistema Calabria in un quadro di assoluta discontinuità rispetto ad un passato che ci restituisce aliquote di imposte ferme da decenni, tributi mai riscossi e scarsa attenzione al preoccupante fenomeno dell’evasione.

Entrata e spesa, dunque, dovranno incontrarsi in un punto di equilibrio reale. Tale punto di equilibrio fissato per il 2012 al livello di 800 milioni di entrate libere e spese autonome dovrà ulteriormente scendere negli anni successivi: è in ciò che il bilancio che l’Aula si appresta a discutere rappresenta un virtuoso anello di congiunzione verso il pareggio effettivo. Un pareggio in cui non ci saranno più fabbisogni di spesa che non trovano copertura finanziaria.

Il bilancio 2012, in materia di entrata, prevede interventi che, dal punto di vista organizzativo e legislativo, mirano ad un diretto aumento del gettito tributario e ad una estensione dell’anagrafe contribuente così da contrastare l’aspetto più problematico dell’evasione che riguarda proprio i soggetti non censiti, gli evasori totali e come tali non sottoposti al controllo delle strutture tributarie.

E’ infatti fuori da ogni dubbio il fatto che le potenzialità delle entrate tributarie regionali siano decisamente più alte rispetto agli attuali livelli. Pertanto non era più procrastinabile l’avvio di un’azione mirata a valutare il potenziale di entrata tributaria e quindi l’attuale gap di riscossione della Regione Calabria per poi prevedere tutti gli interventi necessari per avviare le necessarie attività di accertamento e riscossione dei tributi.

Al riguardo, con il Collegato al bilancio viene disposta la rideterminazione degli importi della tassa di circolazione per i veicoli storici; l’istituzione del catasto delle utenze idriche concernente le concessioni regionali di derivazioni di acqua; la rideterminazione sulla imposta delle concessioni marittime ad uso turistico e della tassa sulle concessioni regionali; l’adeguamento del tributo per il deposito in discarica dei rifiuti solidi; il miglioramento degli aspetti procedurali in materia di imposta regionale sulla benzina per autotrazione e l’istituzione dell’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili.

Alcuni sacrifici connessi a queste scelte in materia tributaria voglio sottolineare che riguardano contribuenti che in Calabria non hanno mai pagato a differenza di quanto previsto dalle altre Regioni del Mezzogiorno.

Come già sottolineato prima per far fronte al fabbisogno finanziario inerente alla copertura delle spese a legislazione vigente, escluse quelle ulteriori previste da eventuali norme e nuove leggi di spesa, occorrerebbe al momento disporre in termini di risorse autonome di circa 1.050 milioni di euro.

Ciò rappresenta un disavanzo che può essere definito ormai strutturale, per curare il quale è necessario proseguire nell’azione di contenimento della spesa già avviata dall’amministrazione Scopelliti.

Tale obiettivo presuppone, naturalmente, una azione di taglio a valere della spesa finanziata dalle leggi alla quale con rigore il bilancio di previsione 2012 ha, necessariamente, dovuto far ricorso.

La manovra tuttavia non ha seguito l’impostazione dei tagli lineari ma le riduzioni di spesa sono state effettuate tenendo conto della natura degli stanziamenti.

I capitoli destinati a finanziare i settori sensibili come le politiche sociali, gli enti strumentali con elevato volume di personale ed i trasporti, sono stati assoggettati a tagli di natura decisamente più contenuta rispetto ad altri settori nella consapevolezza di poter intervenire su specie difficilmente comprimibili e connessa a situazione di allarme sociale.

Sulla base di tale linea operativa il bilancio della Regione riserva la dovuta attenzione alle categorie sociali più deboli dal momento che, ad esempio, 70 milioni di euro sono destinati per il lavoro e il precariato, di cui 32,5 milioni per gli Lpu e 18 milioni per l’ex fondo sollievo e 9,5 milioni e 7 milioni di euro per altro precariato.

Nel bilancio sono previsti, inoltre, 53 milioni di euro quali quote a carico del bilancio regionale per il comparto di spesa inerente alle attività di forestazione che dovrebbero essere sufficienti insieme ai 160 milioni di euro stanziati dalla legge finanziaria dello Stato per l’anno 2010 anche grazie all’attivazione secondo quando sostenuto dal dipartimento dell’agricoltura e l’istituto della Cassa integrazione per due mesi per il periodo invernale che dovrebbe comportare un risparmio di almeno 35 milioni di euro.

Questa sui forestali può dirsi una importante azione di riforma strutturale della spesa realizzata dalla Giunta Scopelliti. Mantenimento dei livelli essenziali, dunque, insieme a rigore nella spesa.

In proposito una attenzione particolare è stata prestata nel bilancio 2012 alla riduzione delle spese di funzionamento che dopo un trend decrescente hanno ripreso a salire a causa dell’aumento del costo del personale, dei fitti, luce, telefono e gas.

Le spese di funzionamento sono state ridotte del 15 per cento ed è questo un importante segnale di virtuosità. In tale ottica il bilancio 2012 rappresenta una tappa ulteriore nel percorso di riduzione dei costi della politica già avviata in Consiglio regionale con la recente legge relativa ai vitalizi, consulenti e strutture.

Lo stesso bilancio del Consiglio regionale che abbiamo approvato da qualche minuto ne è testimone in quanto sono stati già ridotti 6 milioni di euro rispetto al bilancio precedente.

Le riduzioni di spesa effettuate, infine, hanno determinato anche una redistribuzione dei finanziamenti per avviare il percorso di soluzione di alcuni problemi strutturali come quello delle Rsa per il quale la Giunta ha deciso di desinare una parte dei tagli per 15 milioni al pagamento delle rette socio-sanitarie.

Inoltre la Giunta ha deciso di destinare parte delle risorse ad interventi nuovi per caratterizzare il bilancio 2012 come un provvedimento significativo ed innovativo sul versante della crescita e dello sviluppo.

In tale direzione sono state stanziate nuove risorse per l’area di Gioia Tauro da destinare ad un programma di incentivazione alle imprese del valore di 8 milioni di euro.

Importanti risorse sono state destinate al settore agricolo della piana di Sibari, 3,5 milioni da destinare allo sviluppo delle imprese agricole.

E’ stato istituito un fondo regionale per le attività produttive di oltre 5 milioni di euro ed incrementata la disponibilità di risorse per lo sviluppo turistico attraverso la promozione territoriale con voli e compagnie aeree in grado di portare in Calabria nuovi visitatori finanziando con 3 milioni di euro e più la legge charter per portare più turisti in Calabria.

Concludendo è un bilancio innovativo che nell’area della crisi coniuga rigore sicuramente, perché è necessario, ma insieme anche crescita nel segno dell’azione intrapresa dall’amministrazione della Giunta Scopelliti.

PRESIDENTE

Conclusa la relazione del relatore al bilancio, onorevole Fedele, procediamo con la relazione dell’assessore Mancini.

Se ci sono colleghi che intendono intervenire possono prenotarsi recandosi ai banchi della Presidenza.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Grazie, signor Presidente, anche quest’anno, per la seconda volta consecutiva in questa nona legislatura, l’ultima seduta dell’anno del Consiglio regionale è dedicata all’esame ed all’approvazione del bilancio di previsione della legge finanziaria e del collegato normativo ad essa connesso.

E’ un risultato importante che, insieme al rispetto del target di spesa dei fondi strutturali richiestoci dalla Unione europea ed insieme al rispetto del Patto di stabilità impostoci dal Governo nazionale, colloca la Calabria tra le Regioni virtuose nel nuovo scenario.

E’ un risultato importante che dà lustro a tutta quanta l’Istituzione regionale, a tutti coloro i quali – a prescindere dalle funzioni che occupano – sono stati chiamati a rappresentarla. E’ un risultato di cui ritengo che tutti quanti dobbiamo essere orgogliosi.

Per questo mi sia consentito di ringraziare i colleghi della Giunta regionale per il lavoro che hanno svolto in questa fase di preparazione ai documenti contabili, ai colleghi di maggioranza, ad iniziare dal relatore, onorevole Fedele, che ha esposto, da par suo, il contenuto della manovra, che hanno condiviso e sostenuto con lealtà il nostro lavoro; ma anche ai consiglieri delle forze di opposizione che, pur non rinunziando a far conoscere il loro pensiero e ad esprimere le loro critiche, hanno condiviso il percorso temporale che tutti quanti noi, insieme, ci siamo prefissati.

Mi sia consentito, poi, ringraziare il Presidente del Consiglio regionale, onorevole Franco Talarico, che in un momento difficile ha deciso di condurre i lavori della Commissione bilancio e, grazie alla sua guida, alla sua collaborazione e al suo sostegno, siamo oggi ad affrontare l’esame del Consiglio.

Grazie, signor Presidente, non tanto dalla mia modesta persona, ma ritengo anche dal Presidente della Giunta regionale, da tutta la Giunta regionale e da tutti quanti noi per il contributo importante, positivo e propositivo che lei ha voluto fornirci.

Colleghi, viviamo un momento difficile. E’ nota a tutti la situazione di grave crisi finanziaria che investe l’Europa e, più in generale, la Comunità internazionale e che ripercuote i suoi effetti sul versante della spesa pubblica.

Lo Stato, le Regioni e gli enti locali sono coinvolti nella crisi e lo è anche la Calabria.

Questa crisi, purtroppo, rende ancora più difficili le possibilità di manovra e di azione della nostra Istituzione che al suo insediamento ha ereditato una situazione complessa e, per certi aspetti, drammatica, dovuta alla mancata copertura finanziaria delle uscite autorizzate dai provvedimenti legislativi o legate ad obbligazioni giuridicamente vincolanti già venute in essere nei confronti dei beneficiari.

In questo contesto ci muoviamo e siamo chiamati a fare le nostre scelte, avendo come bussola e come obiettivo finale quello di raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2014, come ho già avuto modo di esprimere nella relazione al documento di programmazione economica e finanziaria che rappresenta, appunto, la summa delle politiche economiche e finanziarie di bilancio della Regione Calabria.

E’ un obiettivo che dobbiamo ottenere nella declinazione triplice della spesa, pari alle entrate senza ricorrere all’indebitamento e insieme con la introduzione della competenza finanziaria, cioè la previsione di quelle risorse che effettivamente si potranno spendere e, poi, del bilancio consolidato che, siamo convinti, porterà alla luce il livello di indebitamento degli Enti strumentali delle Società partecipate.

Per arrivare a questo obiettivo, il pareggio di bilancio, per il 2012 la Calabria potrà contare su 800 milioni di euro di risorse cosiddette disponibili -è stato ben evidenziato nella relazione del relatore, onorevole Fedele.

Considerate – i colleghi ricorderanno – che l’anno scorso, nel 2010, discutevamo di come allocare 870 milioni, quest’anno dobbiamo fare i conti con 70 milioni di euro in meno rispetto all’anno passato.

E’ questo il quadro nel quale ci muoviamo. Un bilancio che vale 9 miliardi di euro che, però, al netto dei fondi comunitari, dei fondi strutturali, della parte dedicata alla sanità, vale 800 milioni rispetto alle risorse cosiddette disponibili.

Rispetto a questo quadro di complessità nazionale, di difficoltà, l’Amministrazione, guidata dal Governatore Scopelliti, non ha scelto la strada di arrivare a dei tagli generalizzati e cosiddetti lineari, ma, al contrario, ha deciso, da una parte, di aggredire le emergenze presenti sui nostri territori, tentando di dar loro una risposta compiuta, precisa e positiva.

Dall’altra la nostra amministrazione ha deciso, insieme, di fornire risposte a quell’esigenza di crescita presente nella nostra Comunità.

Per questo da una parte abbiamo allocato, in qualche modo, risposte per il sociale: 70 milioni di euro al lavoro, al precariato. Abbiamo allocato 15 milioni di euro, offrendo, finalmente, risoluzione all’annosa questione che riguarda le RSA, stanziando fondi importanti che risolvono, una volta per tutte, l’annosa questione delle rette per il settore socio-sanitario.

Dall’altra, insieme, abbiamo offerto un avvio di risoluzione in prospettiva al settore della forestazione.

Sono quei due buchi neri che abbiamo colmato. Da una parte, la vicenda che riguarda il sociale e le strutture socio-sanitarie e, dall’altra, la forestazione che, col combinato disposto dell’allocazione delle risorse in bilancio e dell’accordo sottoscritto dal Presidente Scopelliti, dall’Assessore delegato, Trematerra, e della mia modesta persona, insieme alle organizzazioni sindacali ed insieme alla riforma che è in discussione in questi giorni, in questo periodo, in Consiglio regionale, definisce una prospettiva di risoluzione rispetto a questo quadro, conosciuto per la sua difficoltà storica.

Da una parte, quindi, risposte alle emergenze sociali, proposte risolutive rispetto ai due grandi buchi neri del bilancio, ma, dall’altra, anche interventi mirati rispetto alla crescita che vanno ad affiancarsi alla corretta predisposizione delle risorse europee dei fondi strutturali.

Anche lì, il collega ed amico Fedele ha tratteggiato i contorni della manovra. Sta a me, in qualche modo, andare per flash ed evidenziare la posta di bilancio per 8 milioni di euro per l’area di Gioia Tauro, per 3,5 milioni di euro per la piana di Sibari e per le imprese agricole che lì vi operano, per 5 milioni di euro allocati per le attività produttive che consentiranno di rafforzare la collaborazione con nuove compagnie aeree che dovranno servire il territorio regionale e, con esse, i 3,5 milioni di euro che andranno a supportare i nuovi voli charter per consolidare, rafforzare ed aumentare la presenza turistica, non solo nella nostra Regione.

Questi interventi che minano e puntano a rafforzare il percorso di crescita della nostra Comunità regionale si aggiungono, poi, ad un nuovo mutuo di 4,5 milioni di euro per la realizzazione di nuove opere pubbliche predisposte e definite per indicazione dal collega Gentile.

Da una parte abbiamo aggressione rispetto alle emergenze; dall’altra, investimento per la crescita, il tutto accompagnato dal rigore che, mai come in questa fase di difficoltà, è richiesto a tutti coloro i quali hanno l’onore di rappresentare le nostre Istituzioni.

Prima il collega, Vicepresidente, Nicolò, ha informato dell’importante lavoro posto in essere dall’Ufficio di Presidenza, in fase di approvazione del bilancio del Consiglio regionale che va nella direzione marcata rispetto alla compressione delle spese.

A questo elemento aggiungerei l’indicazione del percorso di compressione delle spese che riguardano il funzionamento adottate con questo bilancio che raggiunge, addirittura, il 15 per cento e che tocca dei picchi molto elevati rispetto alle voci che riguardano proprio la Presidenza della Giunta regionale che supera, addirittura, il 30 per cento in meno rispetto all’anno precedente.

In conclusione, colleghi, nel quadro fornito e con le poche risorse a nostra disposizione, riteniamo di avere svolto un buon lavoro e di presentare oggi all’esame dell’Aula un buon provvedimento dal punto di vista politico, economico e finanziario.

Noi tutti siamo, naturalmente, aperti ai contributi migliorativi che dovessero pervenire oggi attraverso le proposte emendative in quest’Aula. Contributi da parte di tutti, anche quelli delle forze di opposizione.

Così come abbiamo fatto in Commissione, dove dei 19 emendamenti approvati, 9 portavano la firma dei colleghi di opposizione. Questo a testimoniare, quindi, la nostra apertura nei confronti di un percorso che deve necessariamente arrivare all’approvazione del documento contabile.

E’ del tutto evidente, però, che 800 milioni di euro sono le risorse allocate e questi 800 milioni devono essere le risorse con cui, insieme, definire l’allocazione.

Ben vengano le proposte emendative, ma è evidente che tali proposte devono essere ispirate dalla volontà di lasciare invariati i saldi.

Da questo punto di vista mi permetto di chiedere di anticipare la richiesta dell’Esecutivo di ritirare tutti quegli emendamenti che comportano un aggravio di spesa e che, sol per questo, non possono essere né esaminati né, di conseguenza, approvati.

Alcuni colleghi hanno presentato tutta una serie di emendamenti il cui costo comporterebbe una nuova manovra del Governo Monti…!

Consiglierei, di conseguenza, il ritiro. E’ questo lo spirito col quale abbiamo affrontato questa manovra, la fase dell’approvazione, della discussione in Commissione, e, oggi, della discussione in Consiglio.

Mai come in questo momento i calabresi si aspettano da noi, dalla Giunta, dalla maggioranza e dal Consiglio serietà. Sono convinto che questa serietà, che ha contraddistinto i nostri lavori in questa fase, consentirà, anche in queste ore, di arrivare a tagliare il traguardo della approvazione di questo bilancio che, come dicevo in apertura del mio breve intervento, dà lustro a tutta l’Istituzione, a prescindere dalle funzioni che ognuno di noi è chiamato ad esercitare e consentirà, ad iniziare dal 2 gennaio prossimo, di poter liquidare quei tanti pagamenti che tanti calabresi aspettano e che, purtroppo, siamo stati obbligati a bloccare per rispettare i vincoli molto stretti e complicati del Patto di stabilità.

Ritengo che in questo momento di difficoltà i calabresi si aspettano da tutti quanti noi anche questa risposta che mi auguro possa essere positiva. Grazie.

PRESIDENTE

Grazie all’assessore Mancini per la relazione che si è aggiunta a quella dell’onorevole Fedele.

Conclusa questa prima fase possiamo passare al dibattito generale.

Ricordo i termini temporali che sono di 10 minuti per intervento nel dibattito generale.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Grazie per la parola, signor Presidente. Come gruppo del Partito democratico vogliamo, chiaramente, entrare nel merito di questo bilancio, anche perché è il primo vero bilancio che ci  interessa perché nella scorsa legislatura, fino ad aprile, governava il centro-sinistra.

Avremmo voluto poter dire, signor Presidente, che il senso di consapevolezza intorno alla pesante crisi ci avrebbe potuto condurre ad una condivisione delle scelte inserite in questo bilancio, nel momento storico che attraversa il Paese, che è un momento in cui si discute di responsabilità politica, di condivisione dell’azione di programmazione economica e finanziaria, anche in Calabria.

Lo ricordava l’assessore Mancini. Molti nostri emendamenti sono passati e, quindi, c’è stata una apertura da parte vostra per migliorare alcuni aspetti del bilancio ma l’apertura è stata scarsa, anche perché la maggioranza ha deciso di blindare questo bilancio rispetto al quale i calabresi aspettano risposte vere e concrete alle tante emergenze che vive la nostra Regione.

Certo, parlavo di responsabilità prima e devo, chiaramente, riconoscere che le manovre del Governo nazionale hanno pesantemente ridotto i tagli a favore delle Regioni.

La dotazione di risorse libere è minore rispetto allo scorso anno di ben 70 milioni di euro ma rispetto a questo rimangono discutibili alcune scelte operate sulle previsioni di spesa del bilancio. Scelte, operate da parte di questo Governo, che non aggrediscono i problemi che riguardano il lavoro, i trasporti, la forestazione, la protezione civile, gli emolumenti per i lavoratori delle Comunità montane, le strutture accreditate che da tempo hanno lanciato un grido di allarme poiché le banche hanno chiuso i rubinetti e per questo non possono attingere ai fidi bancari.

Pensiamo che la situazione sia davvero grave, che ci sono gravi difficoltà e che, purtroppo, un bilancio ingessato e burocratico non può risolvere i problemi se non interviene tagliando costi inutili e incrementando le risorse destinate alle priorità territoriali.

Le scelte operate dalla Giunta regionale non ci lasciano, purtroppo, intravedere queste possibilità; non si vedono aiuti alle famiglie. Perché parlo delle famiglie? Perché le famiglie, purtroppo, a seguito del decreto “Salva Italia” sono costrette ancora a subire il peso della imposizione.

Il gruppo del Partito democratico è consapevole di tutte le difficoltà che ci sono, ma da parte di questa maggioranza non c’è alcuna volontà a ridisegnare un nuovo quadro della finanza sia in termini di spesa sia in termini di finanza.

Perché dico questo? Avreste dovuto avere il coraggio di tagliare enti inutili e carrozzoni, invece in questo bilancio vediamo resuscitare Fincalabra alla quale si dà la possibilità di acquisire nuove partecipazioni finanziarie. In questo bilancio vediamo la costruzione di nuovi carrozzoni, la creazione di società in house per la gestione della “Fondazione calabresi nel mondo”. 

In questo bilancio non vediamo la messa a valore del patrimonio. In questo bilancio l’attività del patrimonio è fissata in soli 3 milioni di euro. E voi pensate di far cassa attraverso una delibera che avete fatto nell’ultima seduta di Giunta regionale attraverso la quale vendete i beni di questa Regione!

Non si va avanti così, signor Presidente, perché secondo me non avete cultura di governo. Il centro-destra è imploso tra mille contraddizioni, è incapace di andare avanti e di governare questa Regione. Non è possibile che cancelliate voi stessi e che vi sconfessiate giorno per giorno.

Nel bilancio dello scorso anno avevate appostato 10 milioni di euro per le famiglie bisognose, ma avendo tenuto conferenze stampa, guarda caso, i 10 milioni di euro e gli interventi sono finiti nel nulla.

Sempre nel bilancio dell’anno scorso, all’articolo 1 avevate inserito una importante azione di contrasto alla criminalità, prevedendo soldi per la videosorveglianza, per aiutare i tribunali ed i presidi delle forze dell’ordine.

Ebbene, in questo bilancio, cancellando queste norme, avete cancellato voi stessi. Una cosa è cancellare le norme del passato e un’altra è cancellare gli interventi che avete sbandierato e propagandato ai  sette venti.

Il fatto è che il tappo è saltato veramente e lo dimostra anche la vicenda di Catanzaro con le dimissioni del Sindaco Traversa. Il centro-destra è in affanno, lo ha percepito la gente e lo percepiscono i calabresi perché, ad oggi, abbiamo letto sui giornali anche la nuova graduatoria che si aggiunge all’altra relativa al bando della edilizia popolare.

Adesso ci troviamo col paradosso di avere in Calabria due graduatorie, e non parliamo di una cosa di poco conto, ma di 150 milioni di euro, che, messi a regime, avrebbero fruttato 1 miliardo di euro. Soldi che aspettavano le imprese per poter avviare lavori, le famiglie, che aspettavano di poter ricevere un alloggio, quando, invece, rispetto a tutto questo, il 18 gennaio si pronuncerà il Consiglio di Stato.

In questo bilancio continuate la proroga del commissariamento di Arssa ed Afor, nonostante abbiate sbandierato ai sette venti la riforma della forestazione che versa in uno stato di difficoltà, tanto è vero che non ci sono gli emolumenti per garantire i lavoratori dei Consorzi di bonifica, quelli dell’Afor, quelli del fondo sollievo, i sorveglianti idraulici. Non ci sono i fondi per i lavoratori delle Comunità montane; questa riforma, quindi, stenta a partire.

In questo bilancio, invece, avete inserito, guarda caso, perché vi piace la propaganda, che entro 60-90 giorni, non ricordo quant’è, farete una ricognizione puntuale e precisa degli Enti strumentali.

Non sono come “lo smemorato di Collegno” ma, guarda caso, questa postilla era già stata sollevata quando abbiamo tagliato i costi alla politica. C’era stato, allora, l’impegno da parte vostra che entro 90 giorni avreste operato una ricognizione degli Enti strumentali; ma voglio essere “lo smemorato di Collegno”! E dico che l’avete presentata nuovamente perché dovete mettere un po’ di fumo a questo bilancio.

Vorrei continuare, però, in maniera ordinata in questa mia disamina relativa al bilancio.

Avete programmato, giustamente, dico io, 8 milioni di euro per intervenire su una zona in crisi che è quella di Gioia Tauro.

Plaudiamo a questa previsione perché anche noi ci siamo più volte spesi per la zona di Gioia Tauro, ma avremmo preferito che per questi interventi si utilizzassero i fondi comunitari, non le risorse ordinarie di bilancio.

Questo fatto, invece, certifica tutt’altro. Signor Presidente Talarico, le chiedo, cortesemente, di ristabilire un po’ di ordine in sala perché mi pare che questo non sia il modo di discutere di ciò che riguarda il futuro dei calabresi.

Se si devono fare le comunelle si sospende la seduta, si facciano le comunelle e, poi, ricomincia la seduta.

PRESIDENTE

Prego gli onorevoli colleghi di tornare a sedere.

Bruno CENSORE

L’altra volta abbiamo abbandonato l’Aula perché quando c’è stata la discussione sulla sanità il Presidente Scopelliti se ne era andato.

Oggi, mentre discutiamo del futuro dei calabresi, si è venuta a creare una comunella intorno al Presidente Scopelliti. E’ una mancanza di rispetto per la opposizione.

PRESIDENTE

Onorevole Censore, è già un minuto oltre, ma le concedo un altro minuto. Concluda il suo intervento. Prego, però, i colleghi di prendere posto, cortesemente. Vale per l’intervento dell’onorevole Censore e per tutti gli interventi che ci saranno in futuro, altrimenti sospendo la seduta e l’aggiorniamo al prossimo anno.

Prego i colleghi di stare al loro posto così continuiamo, chi vuol parlare si accomodi fuori.

Prego, onorevole Censore, ha un altro minuto a sua disposizione. Ha già parlato 12 minuti.

Bruno CENSORE

Grazie, ma ho avuto l’onore da parte del mio gruppo  di esserne il portavoce e, siccome abbiamo senso di responsabilità, parlerò io e qualche altro collega.

Ritengo, quindi, di potere sforare, poi, è Natale e penso che qualche minuto in più si possa concedere come dono.

Dicevo che stavo parlando di Gioia Tauro e dicevo che questo intervento è stato previsto con risorse ordinarie.

Volevamo sapere a che punto è l’Apq di Gioia Tauro perché anche sull’Apq di Gioia Tauro ci erano state date ampie rassicurazioni sulla partenza di Gioia Tauro.

Siccome siamo adusi a leggere giornalmente la stampa, gradiremmo avere qualche informazione nel merito, considerato che non abbiamo trovato notizie.

Per stringere, Presidente, il gruppo del Partito democratico avrebbe voluto un bilancio proiettato verso la crescita e con una visione strategica del futuro. Abbiamo trovato, invece, un documento asettico e privo di prospettive dove manca la questione basilare. La questione basilare in questa Regione Per noi rimane il lavoro e, di conseguenza, i disoccupati.

In questo bilancio non c’è un rigo per i disoccupati, per il lavoro. La situazione rimane drammatica dal punto di vista sociale e, quindi, secondo me, vanno previsti dei tagli.

Questo bilancio va riqualificato e ci vuol coraggio per far questo! Solo così, solo se si ha coraggio si porterà un’azione riformatrice che sarà salutare per la nostra Regione.

Signor Presidente, abbiamo presentato degli emendamenti che richiedono maggiori garanzie per gli operai che lavorano nella forestazione, anche perché svolgono un importante compito rispetto alla messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico.

Chiediamo anche maggiori risorse non solo per i lavoratori ma anche per i trasporti, per i servizi socio-assistenziali. C’è ancora una nostra volontà a condividere con voi un percorso, prima della discussione degli emendamenti.

Se questo non ci sarà, se non ci saranno i correttivi, questa manovra, chiaramente, sarà foriera di squilibri economici, sociali, squilibri che potrebbero portare danni irreparabili alla Regione in comparti delicati e decisivi.

Per questa ragione, signor Presidente, se non ci sono le opportune modifiche, senza quindi la dovuta responsabilità della maggioranza di correggere le proprie scelte, il gruppo del Partito democratico voterà contro quello che potrebbe rilevarsi il peggiore bilancio dell’ultimo decennio. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO

Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signori colleghi, desidero, preliminarmente, dare atto all’assessore Mancini di un grande ed intelligente impegno supportato da un dipartimento altrettanto valente che ha recepito, sicuramente, le indicazioni politiche del Presidente Scopelliti. La sua manovra è nel solco la sua manovra  tracciato dall’attuale maggioranza a partire dalla manovra di assestamento del luglio 2010.

Un lavoro che a me, caro onorevole Censore, appare assai responsabile perché coniuga rigore inevitabile, ineludibile ma anche grande attenzione all’efficienza al fine di rendere la spesa regionale la più produttiva possibile. E non solo quella che naturalmente – penso alle risorse comunitarie – è  volta agli investimenti.

Il suo è stato sicuramente un compito non facile proprio come diceva, poc’anzi, in quanto  inserito in un contesto nazionale ed internazionale del tutto eccezionale.

E’ noto a tutti che il Paese vive ormai da mesi sul ciglio di un baratro con rischi drammatici per i risparmi delle famiglie italiane e anche calabresi.

Una manovra obbligata ad accentuare la correzione di rotta avviata fin dal luglio 2010. Una correzione di rotta che nelle dinamiche che per anni, dico da sempre, hanno caratterizzato l’andamento della spesa pubblica regionale a fronte di risorse autonome oggi assai risicate.

Ne abbiamo avuto contezza esaminando la bozza di bilancio in seconda Commissione in questi giorni ed anche ieri esaminando il bilancio del Consiglio regionale in seno al Comitato di controllo contabile.

Per questo, il bilancio che stiamo esaminando, cari colleghi, è un bilancio per molti aspetti obbligato ad adottare misure idonee a conseguire il rispetto del patto di stabilità interno. Continuando quegli interventi di carattere strutturale che hanno invertito in poco più di 18 mesi una tendenza troppo prolungata soprattutto per quanto riguarda i bilanci degli enti sub-regionali. Prolungata e votata allo sperpero e agli sprechi, quindi un bilancio idoneo ad avviare quel processo che deve portare al raggiungimento, entro il 2014, di un pareggio effettivo di bilancio non virtuale al di là dello stesso limite legislativo che ormai è insuperabile.

Quindi una manovra orientata ad un utilizzo più che mai razionale delle risorse autonome,  parallela anche al raggiungimento degli obiettivi che sono in corso di raggiungimento per quanto riguarda l’utilizzo dei fondi comunitari sia Fse che Fesr, sia in termini di impegno che di rendicontazione della spesa.

Faccio una considerazione anche di carattere tecnico, non avulsa rispetto alla discussione che stiamo facendo: devo esprimere un apprezzamento anche per la decisione politica di anticipare i primi adempimenti mirati a rendere coerente l’ordinamento contabile regionale con i nuovi principi in tema di finanza pubblica che pure sono imposti dalla legge 118/2011 che ha prescritto ormai di armonizzare gli schemi di bilancio ed i sistemi contabili di tutte le autonomie locali senza aspettare il 2013 e senza correre il rischio di andare fuori tempo massimo.

E’ ormai prossima l’approvazione degli ultimi decreti attuativi della legge sul federalismo fiscale che ci imporrà il rispetto di norme capestro.

Bene ha fatto l’assessore Mancini a dare questo taglio al bilancio di quest’anno.

Vedete, cari colleghi ed onorevole Censore, fare delle osservazioni anche critiche rispetto a questo bilancio è la cosa più semplice e più pleonastica di questo mondo perché tutti conosciamo i bisogni dei forestali e i problemi dei precari.

A questo proposito voglio fare una battuta e ricordo, a chi mi ha preceduto, che in poco più di un anno questa maggioranza ha investito oltre 100 milioni di euro per avviare più di 3 mila giovani al lavoro in Calabria.

Conosciamo bene le difficoltà del comparto agricolo e ci rendiamo perfettamente conto che la coperta è troppo corta per i grandi problemi ereditati dal passato e per quelli  nuovi che abbiamo sotto la nostra attenzione.

Ma è una manovra imposta, figlia delle leggerezze del passato,  di un passato senza regole, anche contabili, che ha prodotto una dilatazione della spesa regionale allargata; basta ricordare per un istante cosa è avvenuto e cosa abbiamo esaminato in questi 20 mesi a proposito di bilanci degli enti subregionali. Finalmente, alcuni, in corso di riforma.

Per questo, quindi, non basta più chiedere risorse aggiuntive o rivendicarne  nuove, ma bisogna guardare in casa nostra e questo bilancio nel solco del lavoro che è stato compiuto in questi 20 mesi continua questa opera meritoria.

Per questo considero, l’introduzione finalmente della contabilità economico-patrimoniale accanto a quella finanziaria, una grande acquisizione, perché non possiamo chiedere risorse se non mettiamo ordine nel sistema contabile di questa Regione, per avere finalmente un quadro di insieme, un bilancio consolidato così come avviene da decenni nel mondo del privato.

Finalmente si parla di controllo di gestione ma di controllo di gestione vera con un monitoraggio degli andamenti economico-finanziari che non devono essere solo sulla carta.

E’ chiaro che è un mutamento di carattere culturale che  deve riguardare, certo, la struttura burocratico-amministrativa della Regione ma soprattutto la classe politica regionale che non può più pensare alle casse pubbliche come ad un bancomat senza limiti di prelievo.

I nodi, quindi, sono venuti naturalmente al pettine e spetta a noi farcene carico indipendentemente dal ruolo e dagli schieramenti.

E’ tempo, quindi, di una generale corresponsabilità, è tempo che questa classe dirigente sia chiamata a far scelte e a prefigurare priorità, altrimenti non facciamo che sterili rivendicazioni e sterili elenchi di problemi che sicuramente sono presenti.

Non ricorderò – è stato fatto in questi giorni anche con dichiarazioni – le scelte che sono state fatte dalla maggioranza regionale. Venivano ricordate le risorse per l’area di Gioia Tauro, venivano ricordati i fondi per i sistemi aeroportuali calabresi.

Ma voglio sottolineare, per esempio, l’istituzione del fondo unico per le attività produttive o per gli interventi che sono stati preventivati per realizzare le opere pubbliche nei nostri comuni con una importante novità acquisita in seno alla seconda Commissione. Su queste cose ci sarà un parere – mi auguro attento – da parte dell’Esecutivo regionale rispetto alle proposte che andremo ad avanzare.

Infine, un’altra sottolineatura la voglio fare sul completamento dei lavori del Museo nazionale della Magna Grecia, che rischiava di rimanere un’ opera incompiuta ed è quest’opera che permetterà ai Bronzi di Riace, che costituiscono una delle maggiori attrattive turistiche del nostro Paese, di tornare nella loro sede naturale.

Mi avvio alla conclusione.

C’è chi vede, come è giusto è legittimo, il bicchiere mezzo vuoto. E’ facile, dicevo, sollevare critiche e dubbi su scelte che invece considero oculate,  quindi preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.

Perché una manovra che ha, necessariamente, l’onere strategico di essere di svolta sul piano finanziario ed economico, dubito potesse consentirci diversi margini di intervento.

Abbiamo, in ogni caso, lo strumento parallelo dei fondi comunitari su cui si è intrapreso un percorso che considero virtuoso. Ovviamente dovranno continuare ad essere orientati, come si è fatto fino ad oggi, in direzione dello sviluppo e della crescita.

Quello sarà il vero banco di prova, non per la maggioranza ma per l’intero Consiglio regionale che deve essere, insieme alla Commissione, coinvolto fino in fondo su scelte che devono necessariamente essere condivise.

Chiudo ribadendo la mia personale convinzione, che la strada intrapresa in questi 18 mesi era l’unica praticabile ed è quella, che in fondo, ci ha portato alla prima premialità di 220 milioni di euro nel settore della sanità ed ai 500 milioni di euro strappati qualche giorno fa al tavolo tra Stato e Regioni sulle infrastrutture, senza dimenticare la cifra non trascurabile dei 60 milioni per la rete scolastica.

L’alternativa, cari colleghi, quindi, sarebbe stato il rischio concreto di esporre questa Regione ad un disastro economico, catastrofico non solo per le tasche attuali delle famiglie calabresi ma anche per le speranze future dei nostri giovani.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Grazie,signor Presidente, personalmente capisco - e lo dico come premessa – la difficoltà in cui la Giunta, oggi, si trova a dover affrontare questo delicatissimo problema.

Una difficoltà su un bilancio che, senza necessari approfondimenti, si evidenzia e si classifica da solo come un bilancio delineato da una incertezza per ogni singola posta di spesa, da una costante sensazione di precarietà. Oserei dire un bilancio disarmante rispetto a quelle che sono le problematiche calabresi, le criticità, le situazioni storiche consolidate che in un modo o nell’altro il bilancio deve comunque affrontare. Né tanto meno possiamo pensare, nell’ambito di una seduta di bilancio preventivo, di poter giustificare una certa impostazione con l’artifizio di una eventuale variazione di bilancio in corso d’anno attraverso altri assestamenti di bilancio.

Perché questo farebbe capire che si può sperare in un qualcosa che può ancora venire, ma qualora non dovesse addivenire e mi riferisco alle sorgenti finanziarie di riferimento per colmare quelle voci di spesa che sono insufficienti – e voi lo sapete benissimo – a poter coprire le spese di gestione ed anche le stesse spese del costo del personale dei vari enti strumentali e non solo, ebbene, qualora dovesse incepparsi o non esserci questo trasferimento, il pareggio di bilancio sarebbe solo, caro consigliere Imbalzano, un qualcosa di virtuale o di inesistente.

Capisco che ci si muove in un periodo di grande difficoltà finanziaria ed economica che non riguarda solo la Regione Calabria ma l’intera Italia, l’Europa, il mondo.

In Italia abbiamo il problema del debito pubblico che c’è anche nella Regione Calabria, ma è anche vero che questo bilancio, specularmente, quasi rappresenta il contesto ed il modo di essere e di vivere in questa Regione Calabria.

Una Regione deficitaria sotto il piano dello sviluppo economico, con un sistema economico molto debole ed aleatorio, incapace attraverso, quella rete di piccole e medie imprese, di poter incidere positivamente sul prodotto interno lordo calabrese.

Questo bilancio evidenzia la necessità di adoperarsi per puntare fortemente sul sistema della impresa, sul lavoro e sulla occupazione produttiva perché abbiamo bisogno, proprio per poter far funzionare i servizi di incrementare e di implementare, soprattutto, quei settori da cui si possa ricavare ricchezza. E da qui gettito fiscale che serve a poter sopperire alla mancanza di quei trasferimenti finanziari che dallo Stato centrale, storicamente, venivano elargiti alla Calabria.

Quindi, è su questa linea che un bilancio avrebbe dovuto puntare in termini di fattori di crescita e di investimenti, la propria attenzione.

E’ anche vero, purtroppo, che ci troviamo di fronte ad una situazione contingenziale locale che fa paura. Non posso non dover, negativamente, evidenziare che anche sui vari settori, dal trasporto all’Afor, non si riuscirà a garantirà alcun servizio, perché il commissario liquidatore dell’Afor che è venuto in Commissione non ha giustamente evidenziato la possibilità positiva di poter anche con piccoli ritocchi aggiustare i conti.

Sembrerebbe che la differenza in corso d’anno, da dover reintegrare, si aggiri intorno a 114 milioni di euro, una bella cifra rispetto anche alla somma  prevista che già rispetto allo scorso anno è di 27 milioni di euro in meno.

Se a questa andiamo ad aggiungere che anche il meccanismo della cassa integrazione non copre, di fatto, questo deficit, questa differenza economica perché la cassa integrazione rispetto ad un fabbisogno mensile di 12 milioni di euro riesce a coprirne solo 9.

Per cui ci ritroveremmo, per due o tre mesi con ulteriori 3 milioni al mese di deficit che non riusciremo a coprire.

E’ ovvio che di fronte ad una situazione che vede poste messe nel capitolato di bilancio in termini di uscita e di spesa insufficienti, un problema, un qualcosa ce lo dobbiamo anche domandare.

Come si può uscire da questa situazione?Certamente non abbiamo la bacchetta magica, né possiamo tanto meno cercare d’inventarci fantasiosamente cose che dovrebbero invece trovare nella programmazione e nella pianificazione, nel tecnicismo più puro e più pulito, la risposta.

Mi sarei aspettato dal collegato alla finanziaria - al di là di tutti quegli interventi, anche giusti, per quanto riguarda la contabilità ed il sistema di controllo che già la legge 138 dell’ultima finanziaria impone agli enti locali – di trovare nel collegato alla finanziaria sull’Arssa, sull’Afor, sulla questione del fondo sollievo, dei piani di riforma strutturali dai quali capire se conviene tenere questi enti sub- regionali aperti o conviene chiuderli.

C’è la necessità di far un passaggio, una riflessione, su questi enti strutturali che assorbono in termini economici l’iradiddio , bisogna andare a rivedere la loro funzionalità in modo tale da poter, in qualche modo, farli lavorare perché si tratta di operai idraulici-forestali ed amministrativi che servono alla Calabria per i problemi che la Calabria porta in sé storicamente.

Per cui evito e sgombro il pensiero dal fatto che qualcuno possa voler vedere un revisionismo in senso negativo. Cioè di eliminare e mandare a casa gli operai idraulico-forestali non se ne parla proprio perché sono essenziali per poter attuare una programmazione ed una pianificazione in questi settori. Quindi, è ovvio che nell’ambito di una nuova pianificazione sia sui trasporti che sull’Afor, se nel collegato avessimo avuto questi piani strutturali, questi piani industriali collegati alla finanziaria, avremmo potuto capire da qui a due-quattro anni se era possibile un ridimensionamento dei costi o meno. Se era giustificabile mantenere in vita queste spese enormi.

Sappiamo benissimo che solo l’Afor incide per quasi 300 milioni di euro all’anno rispetto ai 53 previsti sul bilancio e rispetto ai 160 di contributo che ci aspettiamo dal Governo Monti come è stato anche per l’anno scorso.

Un altro passaggio importante è quello sulle strutture socio-sanitarie. Anche questo è un problema anche se  di diversa natura, rispetto agli enti strumentali, per un semplice motivo: qui ci sono responsabilità dirette da parte del commissario ad acta il quale con il tanto amato e vituperato decreto 18  avrebbe dovuto impostare una pianificazione in termini di fabbisogno reale per quanto riguarda il servizio socio-assistenziale sanitario.

Benissimo, sono stati previsti 3.030 posti letto che poi sono diventati 3.015 sapendo benissimo che questo impegno prevede una spesa fissa che è a carico, per quanto riguarda il sociale, di 40 milioni di euro.

Ebbene sul capitolato di spesa di bilancio ce ne troviamo solamente 15 con una differenza di 25 milioni di euro.

Mi permetto di dire a chi di dovere che questo è un argomento molto delicato non solo per la caratterizzazione filantropica del servizio stesso ma soprattutto per il fatto che questi imprenditori, queste case di cura non vengono pagati.

Del 2011 non hanno avuto una lira e non hanno avuto pagato neanche l’intero anno del 2010. Anticipano nei confronti delle banche le spese, nonostante la legge preveda la possibilità per loro di dover essere puntualmente pagati.

Nel 2012 è ovvio che si andranno a preoccupare, ma per un semplice motivo. Non tanto per l’inadeguatezza del fondo previsto, ma per il fatto che anche se volessero anticipare non potranno più ricorrere all’indebitamento bancario in termini di anticipazione, perché le banche non fanno più alcun credito. Sono bloccati.

E’ ovvio quindi che dal momento in cui c’è il vincolo del decreto 18, almeno questo, non dico l’Afor, l’Arssa o il fondo sollievo che sono tutti negativi come poste di bilancio proprio perché non ci sono le disponibilità, sicuramente questo fondo doveva essere esautorato completamente in termini di vincolo di spesa, doveva essere garantito a tutti gli effetti visto che per il 2011 non è stato garantito e visto, ancora di più, che per il 2010 è risultato incompleto.

Pensate che solo nel 2010 sono stati pagati dai 5 ai 7 mesi quindi abbiamo già un debito che ci portiamo dall’anno 2010.

E’ ovvio che poche cose sono state poste in essere, perché ritornando alla questione dell’Afor, quando il commissario evidenzia delle problematiche di una certa delicatezza e serietà, ma soprattutto, quando evidenzia che nel bilancio non viene riportato il ripianamento e l’anticipazione di cassa in riferimento all’anno passato che è di circa 38 milioni di euro, è ovvio che in lui, che è il commissario, si evidenzia una certa preoccupazione.

Quindi è qua il problema. Per quale motivo dobbiamo far durare in eterno un commissariamento? il commissariamento è un costo aggiuntivo, il commissariamento dovrebbe chiudere e liquidare l’azienda, non portarla avanti. Non possiamo far diventare il commissario, di fatto, il Presidente dell’Ente.

Ha un ruolo ben specifico, un ruolo che, purtroppo, non fa bene perché dovrebbe pensare, pure, a cantierizzare questi operai idraulici-forestali.

Allora la necessità, e qui un appello all’assessore, di mettere subito mano alla legge dell’Afor per vedere come porre in essere un piano di riforma strutturale, me lo sarei l’aspettato già oggi nel collegato alla finanziaria, , per l’Arssa, per l’Afor e per il fondo sollievo. Ma per quale motivo? Per accelerare i tempi perché non possiamo non far niente né tanto meno ci possiamo prendere il lusso di inserire nella posta di bilancio la spesa per il pagamento degli stipendi delle Comunità montane, è una cosa assurda e non capisco perché è stato posto in essere, dal punto di vista lessicale, in questo modo,è ovvio che non si vuole più attribuire alle Comunità montane più nessuna funzione, non so se è utile o non è utile accorparli ma credo che sia difficile, perché lo status giuridico delle Comunità montane è differente dall’ente pubblico economico in cui abbiamo previsto l’Afor almeno nelle nostre proposte, sia quella dell’assessore che la mia. E’ ovvio che c’è necessità, assessore, di metterci mano velocemente. E molto probabilmente un voto di astensione l’avreste pure potuto ricevere proprio in virtù di questa difficoltà e concludo proprio per il fatto che la situazione è quella che è.

Ma è ovvio che di fronte ad un’assenza nel collegato finanziario di una serie di programmazione di piani, di riforma, di ristrutturazione, di riammodernamento, di rivitalizzazioni e di nuovi piani industriali, l’assenza di queste proposte non solo sul settore dell’agricoltura dove è posta in essere già quella dell’Arssa, che è arrivata però in ritardo e quella dell’Afor giace ancora in Commissione, ma anche su altre questioni ci pone in una difficoltà oggettiva. Quella, cioè,  di poter acclarare questo bilancio in termini positivi anche perché al di là delle politiche di investimento dei fondi comunitari non trapela ancora quell’interessamento per quanto riguarda un sistema di politica differente rispetto al consolidato del lontanissimo passato, rispetto ad una nuova impostazione che oggi, purtroppo, non ha più come riferimento lo Stato centrale, non c’è più la possibilità dell’anticipazione e quindi dell’indebitamento per poter dare delle risposte.

Ci vuole quindi una politica nuova, un sistema di amministrazione, ma anche un sistema di programmazione mirato e volto a risolvere i problemi nonché a rendere le molte cose  autosufficienti in modo da poter alleggerire, di fatto, l’utilizzo delle nostre risorse autonome che sono molto deboli e precarie. Grazie.

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

 

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, oggi ci stiamo accingendo ad un passaggio fondamentale per le sorti della Regione non solo per il bilancio di previsione 2012 ma per quello che questo bilancio metterà in campo e segnerà per il futuro della nostra Regione.

Anticipo già che la posizione del nostro gruppo è nettamente contraria, non per un atteggiamento di opposizione pregiudiziale ma perché riteniamo che a fronte di uno scenario socio-economico che potremmo definire devastante gli interventi prospettati appaiono insufficienti e generici.

Ci domandiamo, a questo punto, cosa sia stato fatto in quest’ultimo anno per incidere in maniera sostanziale sulla spesa.

Quel poco che si è fatto – sempre insufficiente – è stato fatto per dare esecuzione ai tagli previsti da Finanziarie varate dal Governo nazionale perché costretto. Al contrario, nella presente legislatura non si è fatto nulla per intaccare i meccanismi di spesa generati ripetitivamente da tantissimi anni. Meccanismi di sprechi che hanno pregiudicato e che, se non affrontati, – come questo bilancio non ha la forza e la volontà di fare– pregiudicheranno in maniera irreversibile ed inesorabile le sorti di questa Regione.

In questo contesto drammatico aggiunto ad una politica nazionale che ha dimenticato il Sud, il Mezzogiorno e la Calabria si fanno dei tagli che vanno a colpire settori essenziali di questa Regione. Parliamo della spesa sociale, del fondo per la famiglia, del trasporto pubblico locale già cancellato dal Governo nazionale.

Ebbene, a fronte di questo scenario con una pressione tributaria regionale che ha raggiunto i livelli massimi, tant’è che non è possibile aumentare ulteriormente alcuni tributi fondamentali, si risponde con tagli che sono generalizzati e con indicazioni sommarie sulla necessità di razionalizzare la spesa.

Per questo il nostro giudizio, purtroppo, è completamente negativo, atteso che manca una visione strategica degli interventi che dovrebbero determinare una finanza regionale che da un lato tuteli le fasce più deboli della popolazione e dall’altro individui i punti e gli sprechi da eliminare.

Una lettura più attenta delle voci di spesa ci consegna una Regione in grave stato di sofferenza ma senza che da parte del Governo regionale ci sia la capacità di individuare concretamente le riforme strutturali che dovevano rappresentare e rappresentano un passaggio ineludibile se si vorrà evitare il rischio default che potrebbe correre questa Regione.

Non bastano le buone intenzioni. Servono atti concreti che fino ad ora non si sono visti e che lo stesso bilancio, debolissimo, non riesce ad individuare.

Balza agli occhi! Come il mancato intervento sugli enti strumentali sia sotto il profilo della loro soppressione e sia sotto il profilo della loro razionalizzazione per evitare sprechi non più rinviabili.

Assistiamo ancora una volta ad un aumento di alcuni tributi senza che ci si renda conto che l’aumento progressivo illimitato porterà la società calabrese - già in crisi per altri fattori concorrenti – ad una condizione di collasso economico.

Se questo è il contesto, appare veramente problematico riuscire ad individuare la linea di condotta regionale nella predisposizione del bilancio, atteso che proprio sulla gestione delle risorse autonome si assiste ad un balletto di cifre prive di un denominatore comune. Ma sembra tutto collegato ad attività di gruppi di pressione o, peggio, di interesse secondo la classica logica che potrebbe ingenerare, invece, una guerra tra poveri.

Tale valutazione nasce prima di tutto dalla mancata sforbiciata alle spese, agli sprechi superflui dove si poteva incidere e far di più e non è stato fatto.

Poi, peggio, con l’attribuzione di risorse in aumento per capitoli di spesa non strategici. Il turismo per il quale è stato varato un piano di sviluppo qualche mese addietro che usufruisce anche di fondi comunitari consistenti. In questo bilancio vengono individuati dei capitoli generici che definiamo inutili e probabilmente dai contorni poco chiari.

C’è un aumento di contributi ad enti inefficienti ed inutili come i vari consorzi o enti strumentali che sono stati autentici carrozzoni di questa Regione.

Dall’altro lato però, si massacrano alcuni settori, quale quello delle politiche sociali; le norme per il diritto allo studio che viene messo in discussione; viene cancellato il trasporto pubblico locale e vengono messi in ginocchio gli enti locali per i mancati trasferimenti per servizi essenziali.

Abbiamo veramente serie difficoltà a giudicare questo documento finanziario perché mette in ginocchio e soffoca la Calabria.

In questo contesto, pur giudicando in maniera negativa e avendo una preoccupazione per quello che potrebbe accadere in questa Regione, noi di Italia dei Valori non ci siamo sottratti a voler dare il nostro contributo, a voler incidere ed avviare in quest’Aula un confronto serrato a saldi invariati.

Ripeto che abbiamo ritenuto di fare delle scelte, di presentare degli emendamenti per caratterizzare la nostra azione politica che va nella direzione della tutela delle fasce più deboli, della popolazione calabrese prevedendo integrazioni di somme a favore delle classi disagiate, dei livelli essenziali di assistenza, con dei tagli in capitoli che riteniamo non strategici e, comunque, non prioritari in questo momento di difficoltà economica.

L’assessore Mancini ci ha sfidato nella seduta del  Consiglio regionale nel quale ci confrontammo sul Dpefr.

Noi questa sfida l’abbiamo voluta cogliere in senso propositivo, nel senso di un confronto e, certamente, non abbiamo inondato il bilancio ed i documenti collegati con emendamenti di spesa. Sarebbe stato facile e provocatorio, ma abbiamo voluto, così come abbiamo fatto nello scorso bilancio, sfidare e ci siamo voluti confrontare a nostra volta con la capacità di confronto che ha questo Governo regionale. Facendo delle scelte con i nostri emendamenti che non aumentano la spesa, ma fanno delle scelte e vanno in direzioni precise per ridistribuire le risorse secondo criteri di equità e di salvaguardia delle classi più deboli.

Ciò non toglie che il documento finanziario, purtroppo, mostra dei limiti reversibili e pertanto non può avere il nostro sostegno. A questo punto vi chiediamo di rispondere ai calabresi quando sulla proposta di impinguare fondi sulle politiche sociali e sulla non autosufficienza sapranno che gli emendamenti – come è stato fatto in Commissione – non saranno accolti.

Perché? Perché avete voluto creare ulteriori fondi per il turismo che saranno gestiti direttamente dal Governatore, che non è in Aula, o avete negato delle risorse per i familiari delle vittime del lavoro che dovranno ancora una volta accontentarsi di briciole.

Non avete previsto i fondi per le gravi patologie.

Nel frattempo, di contro, si aumentano ed alimentano delle strutture, delle Fondazioni in house degli autentici carrozzoni che in questo momento bisognava decisamente evitare.

Manca, insomma, in questo momento una visione operativa fattuale e strategica di quello che si vorrà fare. Non basta indicare, infatti, la necessità di rivedere gli enti strumentali quando a distanza di un anno si trovano sempre più famelici ed inutili.

Non basta dire che bisogna tagliare i costi degli apparati istituzionali quando pletore di personale esterno vengono inserite, senza alcuna valorizzazione del personale interno. Non basta dire che è necessario operare dismissioni di partecipazioni societarie quando si creano, come dicevo prima, altre società in house: quella per la valorizzazione dei siti archeologici o quella prevista nel Collegato, la trasformazione della “Fondazione per i calabresi nel mondo”.

Ed ancora negate, voi stessi, quello che è stato stabilito con la relazione alla legge regionale numero 22 del 2010 sulla misura di razionalizzazione e riordino della spesa pubblica regionale.

Mi riferisco all’articolo 5 che doveva prevedere un piano di dismissione e di soppressione di Comitati, enti, fondazioni ed organismi le cui funzioni dovevano essere ricondotte alle strutture dipartimentali.

L’articolo 6 e l’articolo 8 per la verifica sulle leggi regionali di spesa che doveva essere attuato entro il 30 settembre 2010, attraverso dei report, e non è stato fatto.

Allora delle due l’una: o ci sono dipartimenti che sono inefficienti, e su questo dovreste incidere in maniera decisa e seria, oppure il problema – come noi crediamo – è politico, ed allora dovete avere l’onestà di dirlo alla Calabria.

Insomma, bisognava sostenere priorità ed individuare percorsi virtuosi. Raggiungerli non significa fare proclami a cadenza annuale, ma fare delle scelte che non avete voluto fare, consegnando una Calabria che, purtroppo, vediamo scivolare nel baratro.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Serra. Ne ha facoltà.

Giulio SERRA

Signor Presidente, onorevoli colleghi consiglieri, prendo la parola in un momento molto delicato per la Calabria, ed in modo particolare per l’Italia. Tanto è vero che per cercare di rimettere la macchina in carreggiata, in riferimento alla situazione economica, si è affidata la gestione del Paese ad un Governo tecnico, il Governo Monti, di cui tutti parliamo in questi giorni. Tutte le mattine apprendiamo proposte e controproposte o altre misure che potrebbero, veramente, mettere in ginocchio in modo particolare le Regioni meridionali e la Calabria.

Oggi, però, ci apprestiamo a licenziare il bilancio proposto dalla Giunta e dall’assessore Giacomo Mancini. Ho seguito con attenzione il suo intervento e lo sforzo per cercare di venire incontro ad una serie di richieste che, sicuramente, ognuno di noi vorrebbe venissero qui discusse.

Però ci troviamo in una situazione economica che implica un bilancio molto ingessato, in cui gran parte dei fondi a disposizione vengono destinati alla sanità, ai soggetti cui bisogna dare le risposte, ai precari ed ai problemi che ci portiamo dietro di anno in anno.

Ho partecipato all’approvazione del primo bilancio nel 2007 e c’erano margini di manovra e più disponibilità economica.

Ho partecipato a molte riunioni di Commissione, in cui si è tenuto anche un confronto dialettico con la minoranza di quel tempo; oggi apprendo da parte dell’assessore Mancini la grande apertura – se così si può dire – nei confronti di istanze dello stesso gruppo che si trova dall’altra parte. Comunque è così.

Alla fine, anche dall’intervento dello stesso onorevole Censore si percepisce una parziale soddisfazione, che capisco. Se c’è da parte della minoranza, c’è anche da parte della maggioranza e siamo comunque qui a tentare di andare avanti e risolvere gli annosi problemi che ci trasciniamo da anni.

Il problema della sanità, dicevo prima, assorbe quasi l’80 per cento del bilancio regionale.

Abbiamo imboccato una strada che deve portare negli anni alla eliminazione di alcuni rami secchi. C’è anche una serie di esigenze nel mondo della scuola a livello di strutture e per quanto riguarda i precari della scuola.

Capisco anche lo sforzo profuso in una serie di interventi che sono stati fatti in provincia di Cosenza con l’assessore Caligiuri che vorrebbe soddisfare una serie di istanze propositive nei confronti delle richieste di sindaci, di dirigenti scolastici o di associazioni; poi, però, si torna a casa con le mani vuote. Si vorrebbe fare tanto, ma guardando cosa c’è in questo portafoglio non troviamo molti soldi spendibili, perché sono stati già canalizzati.

E’ lo stesso discorso che hanno fatto l’altro giorno quando c’è stata la riunione di tutti i capigruppo con i Presidenti delle Comunità montane che giustamente chiedevano rassicurazioni sul problema dei dipendenti. A parte la riforma, che è un discorso che andremo a discutere, c’è stato l’impegno del Presidente Talarico e di tutti i capigruppo, però ancora lamentano di non percepire gli stipendi e si deve dare una risposta.

Qualcuno dice che emendamenti non ne sono stati presentati. Ma quali emendamenti si possono presentare? Ho visto che in tutto sono un centinaio, legati ad una serie di situazioni che forse richiedono risposte, nonostante il rispetto nei confronti degli assessori e dello stesso assessore Mancini. Siamo qua per cercare di andare avanti.

E’ un anno che andiamo a chiudere con i risultati per quanto riguarda il discorso economico… negativi ma a livello nazionale. Debbo dire che, poi, in fin dei conti la stessa Giunta e lo stesso Consiglio stanno dimostrando sulle grosse problematiche di essere compatti.

Capisco che ci debba essere un confronto che possa portarci ad un dibattito acceso, ma alla fine credo che dobbiamo licenziare questo documento contabile che ci permette dall’anno nuovo – così diceva l’assessore Mancini - di dare risposte a tante aziende, a tanti operatori, a tante associazioni a tante persone, ditte individuali che aspettano di essere pagate e che non possono essere pagate per il famoso patto di stabilità.

Se noi riusciamo a limitare i danni di questo percorso, con l’anno nuovo possiamo dare risposte immediate, anche se il Governo sta rivedendo quello che è il discorso del patto di stabilità, perché ci sono tanti enti e tanti comuni che non possono erogare fondi per rispettare il patto; l’economia si ferma perché quando le aziende non riescono a percepire quanto spetta loro per lavori eseguiti non riescono neanche a pagare i propri dipendenti e si assiste al verificarsi di una situazione che non può essere più accettata.

Apprezzo lo spirito con cui l’intero Consiglio regionale si appresta a discutere i vari articoli di questo bilancio, però mi auguro che dall’anno prossimo si realizzi quanto detto dall’assessore Mancini e dal Presidente Scopelliti, anche grazie all’ottimo risultato raggiunto con i residui del Tavolo Massicci, per quanto riguarda il discorso sui fondi della sanità. E che, quindi, indipendentemente da quello che può essere un discorso nazionale, la Giunta regionale e quindi la Calabria possa riprendere, anche lentamente, a realizzare le aspettative dei calabresi, dei tanti giovani che vogliono ricevere formazione; non dico un posto di lavoro perché è difficile.

Ho apprezzato una serie di iniziative, intraprese dall’assessorato formazione e lavoro per l’avviamento di alcuni giovani,  scadute di recente, giorno 18, ma anche una serie di iniziative di tutto l’apparato regionale.

Mi riferisco all’industria, alla formazione, alla cultura per dare la possibilità e la speranza a tanti giovani che possono trovare un percorso che li possa formare e contribuire a trovare, in seguito, il giusto riconoscimento dopo tanti anni di studio.

Un pensiero particolare va anche a tante persone che sono disoccupate, a tante persone che aspettano una risposta. Questo deve essere il nostro sforzo, eliminando i rami secchi così come abbiamo già detto nella seduta di Consiglio di agosto.

Abbiamo valutato una rivisitazione degli enti strumentali per cercare di ridurre, di accorpare e quindi di sprecare il meno possibile; lo abbiamo fatto anche rivedendo i costi della politica, primo atto di questo governo e di questo Consiglio regionale.

Sono stati rivisti alcuni costi, effettuati alcuni tagli, prima che il Governo nazionale intervenisse.

Ebbene credo che la grande disponibilità di tutto il Consiglio, il grande senso di responsabilità dei consiglieri sia della maggioranza sia della minoranza ci consentirà, oggi, di licenziare questo bilancio, con l’augurio che il 2012 ci veda uniti, maggioranza e minoranza, sulle grosse problematiche, per la loro risoluzione e per dare risposte alla Calabria, al popolo calabrese, ai tanti giovani disoccupati, ai tanti precari, alle tante persone. Entro la fine dell’anno molte aziende stanno chiuderanno le proprie attività, perché incapaci di assorbire e reperire economie sul mercato nazionale e internazionale, anche in riferimento alla forza lavoro.

Dobbiamo fare, allora, uno sforzo e mi auguro che il prossimo anno, il 2012, possa far riprendere, lentamente, il percorso che si è interrotto e che negli ultimi anni tende a diminuire e non a farci fare un passo più avanti.

Voglio porgere gli auguri a tutti, ai calabresi, alle tante persone indigenti che soffrono ed aspettano una risposta riguardo le prestazioni e le erogazioni dei servizi sanitari, in considerazione del fatto che i fondi sono sempre meno spendibili sulla sanità.

Concludo, ringraziandovi per l’attenzione e sperando che la Calabria nel 2012, insieme a noi tutti, possa fare un passo in avanti in termini di qualità e di risposte concrete. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Domenico Talarico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Signor Presidente, che il bilancio sia un documento, un atto sempre meno importante lo dimostra la scarsa attenzione, la scarsa presenza in quest’Aula, la consueta assenza del Presidente della Giunta e anche del Consiglio.

Del bilancio, evidentemente, non gliene frega niente a nessuno, perché contiene poche cose e perché, per le ragioni che sono state dette, in qualche modo fotografa l’esistente.

Ho apprezzato una frase del consigliere Censore che diceva che la Giunta regionale fino all’anno scorso ha gestito un bilancio che non era tutto di sua competenza, c’erano delle propaggini originarie o originate nella precedente legislatura. Oggi questo bilancio, invece, è tutto di responsabilità dell’attuale Giunta.

Dimostra che la tensione riformistica di questa Giunta è calata moltissimo rispetto alle intenzioni strombazzate prima, durante e dopo la campagna elettorale. Evidentemente ci si è resi conto che la realtà è molto più complicata delle intenzioni e della propaganda e che, quindi, questo bilancio condanna, in qualche modo, l’attuale Giunta regionale a fare i conti con un documento contabile sempre più piccolo e con una Regione sempre più piccola rispetto alle intenzioni, alle pretese ed alle aspirazioni del Presidente Scopelliti.

Registriamo che i numeri nel bilancio sono scarsi, che la spesa comunitaria ormai si afferma come una spesa sostitutiva e non più aggiuntiva delle risorse regionali e nazionali, che la fase attuale, quella europea e mondiale, rende sempre più complicata la redazione di un bilancio e che, insomma, quest’anno possiamo dire con un po’ di mestizia e anche, forse, con qualche soddisfazione che il bilancio bancomat non c’è più; il bilancio della miriade di contributi alle associazioni e alle sagre di tutta la Regione.

E’ vero, molte cose che sto dicendo non sono figlie della responsabilità di questa Giunta, ma sono figlie di un contesto molto più complicato rispetto al passato. Però, noi ci chiediamo, soprattutto dalla opposizione, ce lo siamo chiesti nelle competenti Commissioni – in particolare nella Commissione bilancio – se si poteva far di più, se si poteva far di meglio rispetto a quello che è stato fatto e se si potevano stabilire delle priorità.

Noi diciamo di sì, che si poteva fare di più e meglio di com’è stato fatto ed abbiamo anche avanzato, come Italia dei Valori, - lo diceva bene il collega Giordano nel precedente intervento – delle proposte sotto forma di emendamento.

Abbiamo affidato alla stampa ed in altre riunioni le nostre riflessioni e quindi non ci siamo posti di fronte a questo bilancio ed al competente assessore con la lancia in resta per dire di no in maniera pregiudiziale.

Abbiamo puntato molto - perché riteniamo che sia una esigenza della Calabria e dei calabresi – su un nodo importante e fondamentale. Se il quadro complessivo è questo, è difficile. L’assessore lo ha definito un bilancio ingessato.

Perché non sforzarsi di liberare risorse? Perché non ci si è sforzati di contenere la spesa ed evitare che una spesa finalizzata ad enti inutili o poco produttivi non venisse ridotta ulteriormente? Ancora una volta in questo bilancio siamo costretti a dire al Presidente della Giunta regionale che alcuni nodi devono essere sciolti e non possono essere più prorogati e ci riferiamo alla miriade di consorzi attivi – si fa per dire – in tutta la Regione che vanno riformati, soprattutto dal punto di vista della spesa. Ci riferiamo all’Afor, all’Arssa alle Comunità montane.

A tal proposito vorrei dire che abbiamo discusso per mesi nella competente Commissione bilancio e affari istituzionali di una probabile riforma dell’Arssa, dell’Afor e delle Comunità montane che avrebbe dovuto concludersi – nelle intenzioni dell’assessore competente – entro il 31 dicembre 2011.

Oggi stiamo per approvare il bilancio e di quella riforma non vi è più traccia. Dov’è, allora, la tensione riformatrice di questa Giunta, se non si affrontano le questioni vere dalle quali si possono ricavare nuove risorse? Oppure una parte delle risorse attuali va ancora una volta destinata a questi enti per la loro sopravvivenza senza però garantire prospettive serene per i lavoratori e soprattutto per le finalità istituzionali delle aziende partecipate, degli enti strumentali di questa Regione?

Ci saremmo aspettati che il bilancio per il 2012 avesse, in qualche modo, ordinato e regolamentato, indicato una prospettiva per queste macchine mangiasoldi, spesso legate da una effettiva produttività rispetto alle finalità istituzionali.

Il consigliere Giordano parlava anche delle società in house. Le società in house nascono come funghi in questa Regione ed è un modo, come dire?, non tanto per rispondere ad una domanda di efficienza nei servizi della stessa Regione ma, a nostro modo, è un modo per eludere l’elemento della concorrenzialità, per destinare risorse a soggetti che spesso li spendono a loro piacimento, che assumono a loro piacimento eludendo, scavalcando il ricorso al concorso pubblico.

Su questo problema c’è anche una chiara avvertenza, una raccomandazione - per dirla in termini tecnici - della Unione europea, una censura grave di cui la Regione Calabria dovrebbe prendere atto.

Il ricorso alla società in house non può essere un abuso per eludere una serie di vincoli, spesso posti a garanzia della concorrenzialità, del merito, della effettiva necessità di questi strumenti.

Ecco tutto ciò non è stato fatto. Poteva essere, invece, avviato in maniera seria e rigorosa, così come le grandi questioni vengono rinviate ai fondi Por e mi riferisco a Gioia Tauro, alla viabilità, alla sanità, al grande tema del dissesto idrogeologico che assilla la nostra Regione e che è quanto mai attuale in questo momento.

Qualcuno potrebbe dire “ma il bilancio mica è la panacea della Calabria” ma forse è un documento utile e significativo per contenere alcune indicazioni di prospettiva del governo di questa Regione.

Mi auguro che, invece, nella gestione della grande partita dei fondi comunitari ci sia più avvedutezza e rigore, soprattutto più coraggio, perché senza coraggio non si vincono le sfide, cosiddette riformiste.

Abbiamo, invece, registrato moltissimo coraggio nelle dichiarazioni pubbliche, in questo sforzo verbale del Presidente della Giunta e della sua Giunta, ma nella realtà questo sforzo non si è mai registrato, anzi è stato vanificato ed ha lasciato il posto ad un continuismo, ad una tradizione che noi e anche pezzi del centro-destra abbiamo aspramente criticato nel recente passato.

Il consigliere Giordano ha avanzato anche alcune proposte sotto forma di emendamenti relativamente alla cooperazione, alle persone non autosufficienti e al grande tema della criminalità. Anche qui denunciamo la scomparsa di risorse importanti che avrebbero in qualche modo contribuito ad affrontare il grave problema della criminalità nella nostra Regione che non si risolve con l’apposizione di targhe.

Perfetto, è un bel gesto di educazione civica, ma trasformiamo la Commissione anti ‘ndrangheta in una Commissione per la divulgazione della cultura civica della nostra Regione.

La lotta alla mafia dal nostro punto di vista è qualcosa di più serio e concreto che non trova accoglienza nel bilancio regionale se è vero, come è vero, che alcune poste di bilancio sono scomparse rispetto all’anno scorso.

Queste nostre considerazioni le affidiamo all’assessore, al Presidente e all’intero Consiglio. Nella seconda fase molte delle cose che ho detto, che abbiamo detto insieme al collega Giordano, le troverete sotto forma di emendamenti che, mi auguro, nell’interesse della Calabria possano trovare quanto meno attenzione e considerazione, perché riteniamo che la loro approvazione possa essere considerata un passo in avanti rispetto al miglioramento ed alla qualificazione di un bilancio, certamente difficile, forzatamente contenuto ma in ogni caso un bilancio che, a nostro avviso, non riflette l’esigenza di coniugare efficienza e rigore e, soprattutto, di dare prospettiva alla nostra Regione.

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Giordano, circa qualche eccezione da lei sollevata vorrei tranquillizzarla perché in Aula è presente la Vicepresidente della Giunta, con l’assessore ed una nutrita partecipazione di esponenti dell’Esecutivo.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Orsomarso. Ne ha facoltà.

Fausto ORSOMARSO

Grazie, Presidente, parto dalle considerazioni del collega Domenico Talarico. Ci accingiamo ad approvare oggi un bilancio che è, tra l’altro, emendabile, quindi con tutti i contributi che il collega Talarico, come rappresentante di Italia dei Valori e in generale la minoranza ma anche pezzi della maggioranza possono offrire  anche in quest’Aula al di là dei lavori della Commissione,  attraverso sub-emendamenti,  per dare uno spunto positivo e anche dei suggerimenti che da questa maggioranza vengono se portati non in politichese…

E purtroppo non chi siede in Consiglio ma esponenti autorevoli molte volte, deputati della minoranza di centro-sinistra calabrese,   tutto hanno fatto in questi mesi rispetto al lavoro della maggioranza e di Scopelliti che non portare stimoli positivi.

Quando, ad esempio, si fa riferimento alle società carrozzoni, io penso che siamo molto intervenuti sia in termini di lavoro legislativo abolendo tutta una serie di leggi che finanziavano cose incredibili, che abolendo anche quel malcostume che vedeva maggioranza e minoranza unite.

Tant’è che finalmente questa Calabria ha una opposizione vera perché non c’è più l’inciucio di dividere, cioè ti do tre-quattro milioni per finanziare tutto, per esempio, lo scibile umano che riguarda i territori e poi riguarda l’elettorato e le cosiddette clientele.

C’è un percorso che tenta di diventare virtuoso. Molte cose ce le saremo scordate, su molte cose potremo fare di più, molte cose avremmo potuto fare se non ci fossimo trovati… perché poi lì non è una pezza giustificativa in un momento in cui il debito sovrano dell’Italia che fa parte dell’esistenza di una istituzione…

Quindi quei Bot, lo Spread oggi supera i 500 punti  nonostante ci sia Monti…  E interessa il governo delle Istituzioni ed a cascata anche le nostre Regioni perché noi abbiamo poi un pezzo di quel patto, rientriamo in una economia europea e mondiale.

Se ha problemi Obama, se ha problemi Sarkozy e la Merkel che pensavano di sbeffeggiare il Paese penso che ci sia un riverbero su questo bilancio e vale - se non vado errato per  quello che ci ha ben raccontato cercando di fare i salti mortali l’assessore Mancini – in Calabria 70 milioni di euro in meno aggiungendo le rinnovate esigenze. Significa aggiungere 30 milioni in più e quindi circa 30 milioni da poter allocare.

Quindi noi ci dimensioniamo oggi rispetto ad un bilancio di previsione che avrà il secondo momento che è l’assestamento che noi facciamo puntualmente a differenza del passato entro luglio.

Essendoci interrogati sui diversi settori di competenza, quindi i trasporti e la sanità anche se non rientra in bilancio, le politiche sociali e quant’altro con quello che avevamo a disposizione.

Speriamo e ci auguriamo di non poter sbagliare.

Vorrei fare degli esempi anche in positivo perché poi il bilancio diventa l’oggetto di una discussione politica tout court.

Ripeto che faccio un invito anche nelle dichiarazioni di voto al collega Talarico perché elenchi  quelle strutture carrozzone  che non funzionano perché noi su questo e su una struttura carrozzone-madre…

Poi non me ne voglia nessuno perché in questa Calabria chi ci incontrava per strada quando non eravamo amministratori regionali e soprattutto oggi che siamo amministratori regionali, ci ricorda una struttura “esemplare” che è quella della forestazione calabrese.

Ebbene, penso che questa Giunta, questo assessore al bilancio, questa maggioranza hanno su un tema sensibile utilizzando  strumenti veri  - e quindi va ringraziato anche l’assessore Trematerra su questo tema-  non gli artifici contabili,   che è un elemento di vitale importanza, son intervenuti con l’utilizzo della cassa integrazione su un’azienda che può diventare con questo aspetto quasi esemplare…

Deve avere una vocazione quasi più produttiva.

Se io guardo al bilancio dell’anno scorso – lo ricordo a memoria –,  a questo serve allocare risorse nelle poste di bilancio al di là del denunciare insieme eventuali carrozzoni.

Anche in quelle società in house dove è stata messa mano è stata fatta una ripulitura di tanti dirigenti che in quelle società – non messi sicuramente dal centro-destra – prendevano 150 mila euro l’anno e sono stati mandati a casa, mettendo in campo tutti gli strumenti.

Poi, vivaddio, la corruttibilità umana appartiene anche a me.

Se ad essere selezionata in un percorso di direzione c’è una persona che posso anche conoscere sono anche contento ma la meritocrazia, il rispetto delle regole ci appartengono per definizione e per impegno ideale.

Lì dove anche noi dovessimo sbagliare sono pronto a raccogliere ogni suggerimento di Talarico e di tutta la minoranza per denunciare insieme eventuali disfunzioni.

Quindi non parliamo e non spariamo nel mucchio ma parliamo ai calabresi dicendo che con queste politiche su una serie di fattori rispetto alle poche risorse stiamo agendo…

E voglio fare un esempio perché ho alla mia sinistra l’assessore Capua e mi pare da dati che non sono da confutare che si stia andando bene .

Perché poi, guardate, io lo dico con un appello molto umile per quanto determinato alla minoranza ma soprattutto alla informazione calabrese.

In questo anno ci siamo resi conto molte volte e il Presidente Scopelliti per vicende che poi riguardano la Calabria e noi anche, riguardano anche affetti, che  quando c’è l’errore personale questo Consiglio regionale paga anche degli aspetti negativi.

Ma non possiamo immaginare che ci sia un percorso dove tutta l’intera Istituzione calabrese è vocata al male o è vocata a “cazzeggiare” – perdonatemi se utilizzo un termine forte –.

Io credo, umilmente, che dobbiamo interrogarci quando si parla di bilancio su che cosa si fa e su che cosa si fa con queste risorse e su cosa si produce.

Io penso a Capua.

L’anno scorso se non vado errato, assessore Capua, abbiamo allocato 2 milioni e mezzo di euro nella quota parte che riguardava il bilancio libero delle risorse per l’internazionalizzazione ed a distanza di un anno, dopo una serie di interventi, di fiere - io con Capua non ci sto tutti i giorni a contatto perché ognuno è impegnato su altri livelli – tutto ciò trova forse poco spazio nella informazione…

Comunque ha trovato spazio,  perché  non devo  certificare io il dato che l’export in Calabria è passato  da uno 0,0 a  non so che cosa con un intervento minimo, non centinaia di milioni di euro ma 2 milioni e mezzo,  individuando nei diversi Paesi obiettivi,  rispetto a quello che è lo stato delle nostre aziende calabresi e questo  non riguarda la programmazione comunitaria,  assessore…

Penso che su quel livello da solo un anno e mezzo non ci si possa aspettare risultati, arriveranno anche risposte di un lavoro che è fatto tutti i giorni sui tavoli del sudore, non sulla presenza mediatica sulla stampa a consegnare… o a fare quant’altro.

Allora dico: interroghiamoci, dove c’è di sbagliato? Interroghiamoci: se questa maggioranza sostiene carrozzoni sono il primo a dire e ad essere censore interno di questa maggioranza – non il collega Censore ma la vocazione politica di questo aggettivo -.

Tutto quello che non funziona censuriamo ,  perché  io lo sento come classe dirigente tutto e per questo interrogo anche la classe dirigente, anche la stampa…

Noi dobbiamo fare lo sforzo perché c’è uno sforzo per  poter dare le good news ogni tanto ai calabresi fra i tanti problemi che abbiamo.

Allora un esempio concreto è questo: i 2 milioni e mezzo dell’anno scorso che diventano in poco tempo un dato positivo.

Poi questa Giunta deve operare nelle  ristrettezze, abbiamo dovuto tagliare anche settori sensibili come i trasporti, ma  ieri sera eravamo ancora a lavorare per capire quanto poter recuperare quei servizi minimi che riguardano poi il trasporto scolastico ed i cittadini.

Scopelliti ha però fatto una scelta nelle ristrettezze. Non sarò io a dirlo, lo ribadirà lui in Aula, ma   ci sono dei settori sensibili.

Per  Gioia Tauro  sono stati allocati 8 milioni di euro che possono rappresentare il vero volano di sviluppo, per  un porto, e chi vi  ha operato per tanti anni è stato  a stretto contatto con le diverse maggioranze che si sono alternate, rispetto al quale  non si era mai fatto un progetto di sviluppo serio.

Ebbene Scopelliti è volato da Aponte a Ginevra, non so dove è andato a trovarlo tutte e tre le volte, se non sbaglio, in cui l’ha incontrato ed ha pianificato un progetto possibile di sviluppo, ma poi non so se ce la faremo perché l’umiltà è interrogarci nelle azioni quotidiane e quindi chiederci  se l’allocazione delle poste e la migliore spesa di quelle poste  produrrà effetti concreti e veri per la Calabria.

L’effetto concreto è il circa più cinque  sull’export, l’effetto concreto è 8 milioni che produrranno se c’è quella leva, quella interlocuzione seria con l’azienda;  bisogna capire quanto questi poi non diventino aiuti di Stato perché poi l’Europa interviene sugli aeroporti, sui porti ma sono uno strumento che ha una proiezione, che significherà attrarre investimenti dei privati, significherà recuperare la Cig dalla Cassa integrazione e significherà dopo un periodo di start-up di chi entra come nuovo socio nella società  (che si chiama se non sbaglio Mct, ma non ricordo neanche il nome) attrarre produttività e quindi nuovo spacchettamento a terra e tutto quello che significa seguire anche gli  Apq.

Cioè, darsi una priorità. La priorità in questo bilancio fra le ristrettezze è diventata Gioia Tauro con 8 milioni di euro per questa Giunta regionale che non è campanilistica, per cui non è solo la priorità del reggino o della Piana di Gioia  ma dell’intera maggioranza…

La priorità sono i voli charter sul turismo perché quando ci si interroga, rispetto ai carrozzoni, dove mettere risorse, forse questa Regione potrà – ed anche questo con grande determinazione e forte umiltà – recuperare qualche dato. Se non ci interrogheremo molte volte politicamente se abbiamo fatto un più uno o un più due, un più tre o un meno uno… che è roba da terzo mondo!

Questa Giunta, questi dirigenti di questa Giunta sono impegnati a realizzare dopo 5 anni, investendo anche quest’anno 5 milioni di euro, al di là del piano sul turismo approvato, per attrarre attraverso nuovi voli charter nuovi flussi turistici.

Ci dicono, mi dicono - e anche su questo forse bisognerebbe stare più attenti su  quello che avviene sui documenti contabili – passeremo da 40 mila ad 80 mila polacchi. Vuol dire che c’è stato un lavoro per attrarre anche flussi importanti.

Vorrà dire che noi con questi bilanci, nonostante le ristrettezze arriveremo – ci auguriamo – alla fine di 5 anni a dare un dato che potrà rappresentare un più 30 per cento e quella sarà la vittoria finale.

Io su questi e altri temi… poi chi è più competente di me sulle singole materie interverrà.

Io credo che è, e lo diceva bene in Commissione in questi giorni ma anche sui giornali l’assessore Mancini col suo dirigente Manna, il miglior bilancio possibile rispetto ad una situazione italiana, europea e mondiale in cui la Calabria è sempre ultima, anche ultima per definizione. Dove però c’è una speranza che è quella di chi crede che quelle poche cose si possono fare.

Vi faccio un esempio. Non servono necessariamente i soldi per avere maggiori servizi. Assessore Principe, nei giorni scorsi non abbiamo potuto inaugurare – si fa per dire – un nuovo treno regionale che abbiamo chiesto prima di formare il contratto con Trenitalia perché, purtroppo, la dinamica nazionale tagliava i treni a lunga percorrenza su cui stiamo facendo una battaglia. Ci sembrava fuori luogo inaugurare quel treno e non si fa soltanto con i bilanci.

Eppure abbiamo messo 9 milioni di euro di soldi nostri per acquisto di materiale rotabile ma è stata una interlocuzione forte e serrata con Trenitalia, a cui abbiamo ricordato ogni giorno, ogni settimana ed ogni mese dell’anno e mezzo in cui siamo stati che non siamo cittadini di serie “B”, cittadini con l’anello al naso e che erano necessari treni nuovi.

Ebbene, da circa 3 settimane, però - la stampa giustamente non può riportarlo perché se non si fanno le inaugurazioni non lo riporta – viaggia per i pendolari Reggio Calabria-Cosenza un treno regionale nuovo di Trenitalia.

Viaggeranno a gennaio due ulteriori treni e ci saranno a disposizione – già deliberati – 9 milioni di euro di acquisto di materiale rotabile, di treni nostri.

La Regione Lombardia, l’Emilia Romagna i treni propri li hanno acquistati 15-20 anni fa e noi lo facciamo soltanto oggi. Ovviamente quando metti in campo 9 milioni di euro per acquisto di nuovi treni, li vedrai dovendo partecipare ad un appalto/concorso nazionale, con il quale acquisteranno 600 milioni di euro per tutta Italia  e nel tempo te li consegneranno.

Però la good news è che c’è un treno nuovo per i pendolari, altri due arriveranno.

C’è un impegno costante. Io credo che in questa stagione di mille difficoltà dobbiamo interrogarci ed io cerco di farlo responsabilmente perché poi molte volte la poltrona, l’Aula ti fa vivere nel mondo dei sogni. Confrontandomi quotidianamente con la vita reale, con la gente che non comprende, che è incazzata, che è arrabbiata, che non può comprendere. Tu hai 70 milioni di euro in meno e devi fare di necessità virtù.

Prima di me si è occupato di trasporti il collega Tripodi – lo guardo – e sa quanto è problematica quella questione quando ci chiamano i singoli cittadini, gli studenti, i presidi e quant’altro.

Io non voglio fare l’apologia, cioè non voglio costruire l’idolo Scopelliti o l’idolo della maggioranza ma penso che però rivendicare quello che abbiamo fatto, che diversi assessori di questa Giunta hanno fatto – poi si poteva fare di più o di meglio, aiutiamolo, aiutatelo anche dalla minoranza, fate dei sub/emendamenti in positivo, non ragioniamo sempre col “Piove governo ladro” – ma partiamo nonostante quelle poche risorse dello scorso anno e di questo anno da dei risultati concreti.

Di quello vorrei discutere e su quello vorrei  essere interrogato dai cittadini. Però io so che in un anno e mezzo non possiamo fare le rivoluzioni, ma io so per quanto riguarda me e per quanto riguarda altri che in soli 9 mesi è arrivato un nuovo treno, che a gennaio altri ne arriveranno, che nel campo turistico si guarda in prospettiva a fare un più 30 per cento e sono messe in campo delle azioni che non scollegate.

Talarico non c’è più in Aula,  non possiamo farci le analisi, collega Talarico, a distanza di tempo. Perché è vero che noi non immaginavamo che anche la necessità di un nuovo Governo Monti ci tagliava 16 milioni di euro sulle risorse sociali, un altro problema in meno.

Non puoi immaginare work in progress tutti i terremoti - e tocchiamo ferro perché la Calabria sta tremando – politici o istituzionali che ti modificano un percorso.

Però questo è il secondo bilancio di previsione di questa maggioranza che  ha un nesso logico ma non so se poi sarà pratico, ma perlomeno lo ha logico ed in alcuni campi è diventato anche pratico.

Confrontiamoci su questo. Diteci cosa poteva fare di più Capua in tutto questo anno con i 2,5 milioni di euro che l’anno scorso gli abbiamo dato e che hanno rappresentato un più 4. Sono dati non chiacchiere, non è il politichese.

Diciamo i carrozzoni: chiamiamoli con nomi e cognomi.

Su questo, credo, rispetto all’idea che  molto spesso viene se si è attenti o meno in Aula, se si partecipa o meno al dibattito ci dobbiamo interrogare. Sulle cose concrete, che poi interessano il futuro dei cittadini calabresi.

Guardate che ho 40 anni e prima di essere di centro-destra sono un cittadino calabrese, e guardo con una prospettiva diversa – ovvia e logica – rispetto a chi ne ha 70. Credo che questa Regione e quindi anche il bilancio di questa Regione che fa delle scelte, fatte salve le risorse, abbia necessità di rivoluzioni normali, quotidiane, tutti i giorni. Di comportamenti e di atti che cambiano e modificano la Calabria tutti i giorni.

Questo, secondo me, c’è in questo bilancio. Questo secondo me c’è nello sforzo di Giacomo Mancini, che non serve il proprio  interesse specifico e la propria  maggioranza ma che cerca di mettere in campo nel miglior modo possibile lavorando, rivedendo i conti a fianco di Scopelliti, degli assessori, dei consiglieri e anche in Commissione e della maggioranza, cerca di appostare quelle risorse avendo una vocazione a far meglio.

Su questo ci siamo interrogati, su questo ci confronteremo all’interno dell’Aula e fuori dall’Aula.

Ripeto, quando si fa un ragionamento populistico, troppo politico,  a stare sul pezzo, parliamo di carrozzoni. Ma denunciamoli in Aula, sono pronto a mettere una firma, a certificarlo, a verificarlo.

Parliamo di cose che non hanno funzionato, stimoliamo gli assessori e questa maggioranza, ma non continuiamo a parlare un linguaggio che la Calabria e l’Italia non può comprendere più.

Io dico che la frontiera vera di questo bilancio che è una continuità del precedente e degli assestamenti che lo seguiranno per noi è la vocazione a far recuperare, visti i tempi, più posizioni alla Calabria. E se noi abbiamo una pecca rispetto alle ristrettezze,  su questo stiamo provvedendo anche con una proposta di legge.

Io vorrei guardare non più a chi fa la voce grossa ed ha sempre, diciamo, uno spazio per farsi ascoltare.

Vorrei  guardare alle tante giovani generazioni e questo sarà l’impegno di questi ultimi tre anni e mezzo e li dico come ultimi perché ho ansia di partecipazione e di fare a cui dobbiamo dare grandi risposte.

Su questo chi mi ha preceduto l’ha detto. Non è sulle risorse libere ma sui fondi comunitari. Nel solo primo anno sono stati stanziati e deliberati 100 milioni di euro che oggi diventano realtà e se c’è qualcuno che si pagherà in più a Natale o dopo Natale, dopo aver firmato, è grazie ad un provvedimento che è diventata legge e bando e poi la solita logica calabrese della opposizione è realtà.

C’è qualcuno che nelle scorse ore, nelle scorse settimane ha firmato i contratti e nello specifico 3.700 nuovi occupati su un provvedimento… non basterà solo questo ma è un dato di partenza. Cioè troviamo dei punti di incontro.

Io l’ho detto anche a Guccione e chiudo veramente perché siamo interrogati insieme a lui ed insieme ad altri ed apprezzo anche Principe, ovviamente stiamo, sul pezzo, giocando il nostro ruolo anche con una dialettica forte.

Interroghiamoci su due-tre grandi temi a partire da questo bilancio che, ovviamente ha avuto i tempi e le misure che ha.

E su questo per farci capire meglio, per la sanità credo che un risultato in più rispetto al dibattito passato è arrivato perché partiamo da un più 30 per cento di quelle risorse che mancavano alla Calabria liberate dal Tavolo Massicci.

Un grande risultato della task force e di Scopelliti. Ma su questo, su sanità, su servizi, su trasporti ed in primis sui giovani se volete, se vorrete- da questa parte almeno sta nelle mie corde ma credo che stia nelle corde di tutti- troviamo un punto dove ovviamente la maggioranza siamo noi.

E’ giusto che le scelte e l’impostazione vengano  date dalla maggioranza; ma se una minoranza vorrà farlo in modo puntuale noi siamo pronti, lo eravamo ieri e lo saremo anche per il futuro. Vi ringrazio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Signor Presidente, innanzitutto la ringrazio per avermi dato la parola. In un primo momento pensavo di intervenire per dichiarazione di voto. Intanto si registra sempre un abbassamento del livello di attenzione man mano che si va avanti e il lavoro che ci aspetta è molto lungo ed anche duro.

Ma essendo chiaro l’orientamento del gruppo del Partito democratico, preferisco portare un modesto contributo in questa fase per conferire o tentare di conferire alla discussione sul bilancio, una connotazione di natura politica.

E’ vero che il bilancio è un documento contabile, però il documento contabile deve essere normalmente l’esplicazione numerica di un disegno politico.

Ora, come il disegno politico sia abbastanza nebuloso viene fuori anche dai numeri e nel particolare questa nebulosità, anche con i miglioramenti che noi abbiamo tentato e tenteremo di introdurre, è stata evidenziata in modo abbastanza chiaro ed incisivo dal collega Censore.

Quindi, io preferisco far un ragionamento che guardi ad un futuro bilancio sulla base di un modello di sviluppo e sulla base degli strumenti che noi potremmo avere a disposizione. Perché, vedete, vorremmo dire ai colleghi, anche ai miei colleghi della minoranza, che questo non è il primo bilancio del centro-destra.

Il primo bilancio dell’amministrazione Scopelliti è stato fatto lo scorso anno e questo è il bilancio del 2012 e quindi è la seconda annualità piena in termini di programmazione di questo Governo.

Ed allora noi avremmo dovuto fare una riflessione su come vediamo la Calabria del futuro. Vedete, quello che sta succedendo in Italia e nel mondo evidenzia un dato: è fallita la globalizzazione.

Dicendo questo non voglio fare un ragionamento antiliberista di sinistra contro la destra,  ma faccio una riflessione  guardando alla storia di questo ultimo decennio ed anche più indietro.

Ci avevano raccontato che con un liberismo sfrenato ed attraverso la globalizzazione si sarebbero risolti tutti i problemi. Oggi invece verifichiamo che la globalizzazione piuttosto che curare i mali questi mali li produce.

Se pensiamo solo a due mali, la crisi finanziaria che è precipitata in Italia è figlia della globalizzazione. Se guardiamo alla concorrenza sleale che avviene tra le classi lavoratrici…

Io quando penso alla Cina che si definisce comunista mi viene da ridere sinceramente: una risata amarissima.

Vedete cosa succede in un Paese che è stato alfiere dell’internazionalismo proletario, paroloni grossi ed enormi, grandi enfatizzazioni. Allora in questo Paese che succede? Succede che avviene lo sfruttamento più bieco della classe operaia che viene sottopagata, senza sistemi di sicurezza, senza tutela dell’ambiente e questa classe operaia cosa fa? Fa concorrenza ai colleghi operai dei Paesi evoluti,  ché dovendo garantire sistemi di sicurezza - che spesso, peraltro, non assicurano  -, dovendo garantire livelli di costo del lavoro adeguato ecc., succede che gli operai dei Paesi ricchi vengono – attraverso anche la delocalizzazione – messi sul lastrico dagli operai del grande Paese comunista, di una delle patrie del comunismo.

Allora noi un pensiero dobbiamo farlo. Cioè, questa regione certamente ha bisogno di alcuni fondamentali ,per cui continuo a sostenere che se la Calabria non viene infrastrutturata,  possiamo fare tutti i ragionamenti che vogliamo ma la Calabria non avrà avvenire.

Perché essere sempre e comunque periferia incide anche sulla commercializzazione e sulla concorrenzialità dei prodotti, è fuor di dubbio.

Questa regione per crescere ha bisogno di infrastrutture che ci deve dare il Governo nazionale , di maggiore sicurezza e di lotta alla criminalità che ci deve dare il Governo nazionale  ed ha bisogno, a mio avviso, anche di centri di ricerca adeguati e di tante altre cose che possiamo fare anche  da noi.

Perché, vedete, parlare dei giovani e della occupazione dei giovani senza porsi il problema dello sviluppo è una stupidità.

L’occupazione dei giovani… io non voglio entrare nel ragionamento sull’articolo 18, del contratto unico del lavoro, lasciamo perdere. Certo per avere occupazione ci vuole sviluppo.

Chiedo allora a Mancini ed attraverso lui a Scopelliti e a tutta la Giunta: come vogliamo coniugare una globalizzazione ormai cadente con le risorse del localismo calabrese? E’ ritornato il tempo in un quadro globale che fa acqua da tutte le parti, dibattersi per dare alla regione quei fondamentali, vedi infrastrutture per competere e poi puntare anche sul locale?

Allora se questo ragionamento, caro amico Orsomarso, ci porta ad una risposta positiva, noi dobbiamo impostare  bilanci che siano coerenti con una riforma più sistematica dell’Ente Regione.

Cioè il bilancio di oggi – non voglio infierire sui numeri, lo ha fatto già Censore anche se con garbo e senza esagerare – è ingessatissimo e non è in grado di assolvere nessuna funzione in termini di sviluppo. Stenta, affanna a coprire una serie di servizi essenziali come la forestazione, l’assistenza socio-sanitaria, la stessa sanità. Potremmo fare un lungo elenco che è stato già fatto e non aggiungo altro.

Questo modello di Regione, allora, può reggere nel futuro? Guardate che il bilancio 2013 sarà ancora più duro rispetto all’attuale e mi pare che potrebbe avere effetti terribili anche sulla assistenza sanitaria, addirittura sui ricoveri. E’ arrivato o no il momento di dire basta con la Regione accentratrice e gestoria che vuole vedere tutto, fare tutto e gestire tutto? E poi vede anche la classe dirigente che vuole vedere tutto, far tutto, gestire tutto e poi vede anche la classe dirigente politica della Regione esser schiava della burocrazia.

Parliamoci chiaramente: io non punto il dito contro la burocrazia regionale. E’ dimostrato che uno dei cancri dell’amministrare in questo Paese è la burocrazia. Spesso i politici – cioè i politici che vanno ad assumere ruoli istituzionali – sono schiavi del burocrate di turno che li indirizza in una o nell’altra direzione, secondo anche proprie scelte e conoscenze. Perché nei meandri della burocrazia è molto difficile districarsi da parte degli eletti del popolo.

Allora, penso sia arrivato il momento di pensare al bilancio del 2013 sulla base di una Regione che dovremmo finalmente riformare.

Mi rendo conto che chi gestisce il potere in un determinato momento storico ha una difficoltà a mollare una parte del proprio potere e rinvia sempre questo momento che, prima o poi dovrà avvenire, alla prossima legislatura.

Io una parolina in più penso di poterla dire perché questi uguali ragionamenti li ho fatti anche nella legislatura passata.

Questo perché sono un fautore non di una Regione che io chiamo “Piccolo Stato Hag-accentratore”. Noi siamo un surrogato e il caffè Hag è un surrogato del vero caffè, noi siamo un surrogato piccolo dello Stato accentratore.

Nella legislatura passata così come è stato fatto col piano di rientro il centro-sinistra ha avuto un atto di resipiscenza. Perché, badate all’ultimo comma dell’articolo 46 dello Statuto; bene,  noi abbiamo modificato insieme lo Statuto dicendo che con legge regionale si deve stabilire quali sono le competenze che oggettivamente debbono appartenere alla Regione e tutto il resto va affidato al sistema delle autonomie locali.

Naturalmente ci sono materie che debbono restare di competenza regionale, parlo delle eccellenze - vedi Gioia Tauro –, di iniziative che necessariamente hanno una ampiezza ed uno spessore di carattere regionale.

Anche in un modo egualitario perché ci sono territori che sono rimasti più indietro rispetto alla media regionale di cui noi ci dobbiamo far carico.

Penso che sia arrivato il momento di porre mano a questa riforma ed in questo modo si potrà avere un bilancio che non affanna perché, se nel discorso globale che incomincia a manifestare delle crepe si insiste sui fondamentali a cui abbiamo diritto, vedi infrastrutture, poi si punta sul locale.

Ma nel momento in cui si punta sul locale, la Regione deve spogliarsi dei  poteri gestionali e deve diventare istituzione che legifera, programma, che dà indirizzi e che controlla.

Guardate, noi dobbiamo anche essere in sintonia con i tempi.

Sta per sparire la Provincia. Voi avete presentato una riforma che noi vogliamo discutere perché vi troviamo molte falle  e parlo dell’Afor insieme alle Comunità montane.

In ogni caso si pone il problema di questi ultimi enti  e penso più ad uno sbocco in una  unione dei Comuni montani,  stabilendo con rigore quali siano .

Allora una architettura istituzionale che vede la Regione alleggerita, che legifera, programma e dà indirizzi e controlli ed in basso i comuni, i comuni montani… ed in questo quadro non voglio dire anche se ci sono o non ci sono carrozzoni.

Caro amico Orsomarso, ci vogliamo prendere in giro dicendo che non esistono i carrozzoni? Esistono oggi come esistevano ieri. Ma come fai a riformare, eliminandolo, cambiando i connotati al carrozzone se non hai un quadro generale di riforma istituzionale? La riforma che voi avete preparato sull’Afor andrà ad impattare sugli scogli di una mancata visione generale di una riforma istituzionale.

Siamo, quindi, propinatori di questa linea e nei prossimi mesi – mi auguro addirittura nelle prossime settimane – presenteremo un apposito disegno di legge che va in questa direzione.

Secondo punto e concludo, ma sul primo punto vorrei parlare solo di due aspetti aggiuntivi, caro assessore Mancini.

Se vogliamo dar forza alle autonomie locali dobbiamo anche irrobustire con un minimo sostegno finanziario le associazioni delle autonomie locali.

Oggi abbiamo due momenti di sintesi delle autonomie locali: Anci e Lega. Peraltro, l’Upi e l’Uncem ormai non esistono più anche se in bilancio troviamo delle poste. Se è possibile, come prima anticipazione di una riforma istituzionale che punta sulle autonomie come braccio operativo della programmazione regionale le chiederei di assegnare delle risorse in più perché queste istituzioni di sintesi possano meglio funzionare.

Seconda questione: il Por Calabria.

So che quando parliamo del Por Calabria giustamente l’assessore Mancini diventa più attento, ma obiettivamente dobbiamo dire che oggi il Por Calabria mancando questo disegno, ma anche per deficienze del momento che viviamo, non mi pare che possa rappresentare quella reale speranza di rilancio della economia calabrese. Per una serie di ragioni.

La prima ragione. Riconoscete che negli ultimi due anni c’è stato un rallentamento degli impegni e della spesa perché a marzo 2010 gli impegni erano al 30 per cento e oggi dopo due anni siamo al 40, lo avete detto voi.

La spesa a marzo 2010 era al 9 per cento e oggi siamo al 20. Praticamente cioè sono passati 5 dei sette anni di vigenza del Por che rappresentano oltre il 70 per cento dell’arco temporale e noi siamo al 40 per cento degli impegni.

Questo è un primo dato che implica un segnale di crisi.

Il secondo  è una domanda di fondo alla quale voi dovete dare una risposta. Ma il Por Calabria rimane nella sua natura di strumento che, come dire?, mette in campo risorse aggiuntive e quindi a quelle che sono le competenze dei vari enti: lo Stato dalla sua parte, la Regione dalla sua parte, i comuni dalla loro parte?

Rimane questa natura del Por? Oppure il Por Calabria farà la fine che in parte fece la Cassa per il Mezzogiorno diventando strumento sostitutivo? Caro assessore Mancini, nel momento in cui parliamo di bilancio a questa nostra domanda voi dovete dare una risposta perché quello che ci ha detto Scopelliti nell’ultima seduta, cioè che il Por sembrerebbe che sarà ciò che rimane utilizzato per le infrastrutture, per la banda larga, per il sostegno alla occupazione che vuol dire sostegno alla futura disoccupazione, cioè cassa integrazione soprattutto nel nord… Se significa investimenti nel settore del dissesto idrogeologico, per carità di Dio, è una delle emergenze di questa Regione che dobbiamo aggredire ma questa è una competenza dello Stato.

Nel momento in cui il Por sarà utilizzato per queste filiere, naturalmente è fallito il Por Calabria.

L’ultima annotazione è su una positività. Perché, voglio dire, che la Giunta abbia l’intenzione ed ha programmato di investire su Gioia Tauro 8 milioni di euro è una cosa assolutamente apprezzabile, naturalmente col filtro della Commissione competente per quanto riguarda le filiere.

Però su Gioia Tauro qualche altra cosa dobbiamo dirla. Perché quando chi parla si riferiva alle eccellenze che dovranno restare di competenza regionale anche in considerazione di una auspicata riforma del sistema, Gioia Tauro è certamente una di queste.

Vorrei chiedere allora al Presidente, all’assessore al bilancio, all’assessore alla innovazione che fine ha fatto il distretto tecnologico di Gioia Tauro che dimostra quanto siano miseri 8 milioni per una eccellenza.

Quando noi avviammo il distretto tecnologico di Gioia Tauro, lì avevamo investito 25 milioni di euro per l’avvio di quel distretto. In quei progetti-caro assessore Caligiuri, ti pregherei di verificarlo- c’erano anche progetti pilota per fare le cose che si intendono fare con gli 8 milioni che voi avete assegnato a Gioia Tauro.

Cioè, uno screening delle merci che arrivano a Gioia Tauro per vedere come potevano assemblarsi in loco per fare un prodotto.

Allora, caro assessore Caligiuri, nel momento in cui parliamo di riforma del sistema diventa inaccettabile che si prosegua senza programmazione e con investimenti che vanno a perpetuare la vecchia pratica dell’intervento a pioggia e mi riferisco ai cosiddetti poli di innovazione che voi avete tanto propagandato e che, personalmente, giudico illegittimi.

C’è una legge sulla ricerca che impone un piano triennale che questa Giunta non ha mai presentato all’attenzione del Consiglio.

Ma lasciamo stare l’aspetto formale che può anche non vederci impegnati a fare gli investigatori – non è il nostro mestiere ! – ma, voglio dire: con 36 miseri milioni di euro si possono fare nove poli di innovazione, assessore Caligiuri? Se noi per avviarne due, Gioia Tauro e Crotone, investimmo 50 milioni di euro!

Allora se si crede veramente ad una riforma del sistema, vedremo quando presenteremo la nostra legge come si comporterà la maggioranza. Se crediamo ad un Por che va rimodulato per restare però un Por che assicura risorse aggiuntive, se crediamo alle eccellenze a Gioia Tauro vanno destinati non miseri 3,5 milioni di euro per un polo di innovazione che non capisco cosa dovrebbe fare se c’è già il distretto tecnologico che va implementato. Quindi in virtù di una politica che programma e concentra gli investimenti questo è uno degli esempi in cui gli investimenti vanno concentrati su una eccellenza che, effettivamente, può dare una speranza anche ai nostri giovani.

Queste considerazioni confermano il voto contrario del gruppo del Partito democratico. Nel prossimo anno ci faremo promotori di queste iniziative legislative che quando verranno nelle Commissioni ed in Aula saranno argomento per un confronto ed eventualmente, mi auguro, in questo caso per una sintesi riformatrice che guardi ad una Regione del futuro leggera, che programmi, legiferi e controlli e che aiuti il locale ad emergere rispetto ad un globale che fa acqua da tutte le parti.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Signor Presidente, poche considerazioni mi accingo a fare, alcune di natura politica, altre di natura tecnica.

Quando si parla e si discute del bilancio, si parla di tutto e di più, è un tema a svolgimento libero ed ognuno può addentrarsi in valutazioni, in ragionamenti, può avanzare proposte. Io penso che questa fase di discutere di tutto e di più dobbiamo lasciarcela alle spalle, perché la situazione si è enormemente modificata, lo stato dell’economia, delle risorse, se volete anche la vocazione degli enti si è modificata enormemente.

Io penso che discutere di bilancio significhi, dal mio punto di vista, guardare avanti, lontano, cercare di utilizzare bene le risorse che abbiamo a disposizione, avviare una seria programmazione, cercare di incidere e di utilizzare al meglio le risorse che abbiamo, per tentare di modificare in meglio lo stato della nostra regione.

Il ragionamento che l’onorevole Principe, poco prima, ha fatto mi convince, perché noi dobbiamo discutere e valutare questi 41 anni di regionalismo italiano, quali sono stati i benefici, quali le ombre, quali le difficoltà e come siamo in grado di disegnare un impianto istituzionale nuovo e moderno che tenga conto della situazione attuale, della crisi che attraversa il mondo, l’Europa, il Paese e di come vogliamo ridisegnare il sistema delle autonomie, del decentramento. Più volte ci abbiamo provato anche come Regione in base alle varie leggi che lo Stato ha varato e più volte abbiamo fallito, purtroppo; da anni le Province aspettavano i Regolamenti di attuazione per le deleghe che a loro abbiamo conferito.

Io penso che avviare una discussione su questa questione di prospettiva sia utile e penso che su questa questione il Consiglio dovrà ritornare a discutere.

Tornando al bilancio che oggi stiamo per discutere e per approvare, io penso che la bussola che ha guidato il lavoro che l’assessore Mancini e la Giunta hanno portato in campo parli di due parole: la crescita e il mantenimento dei livelli essenziali. Seppure in una difficoltà obiettiva di risorse che sono sempre di meno a disposizione, mantenere i livelli essenziali penso sia una grande cosa, se ci riusciamo; mantenere i livelli essenziali per quanto riguarda le categorie più deboli, coloro i quali sono in difficoltà e soprattutto per quanto riguarda i precari, il lavoro e le strutture socio-sanitarie, è una linea di intervento che condivido e che faccio mia e, per quanto mi riguarda, questi livelli essenziali devono essere mantenuti anche nei prossimi anni attraverso una regolamentazione migliore e attraverso anche una certezza.

Penso che l’altra parola importante pronunciata dall’assessore Mancini, la crescita, debba camminare di pari passo al mantenimento dei livelli essenziali. Noi riusciremo a modificare, a cambiare, ad innovare questa nostra regione se puntiamo sullo sviluppo, sulla ricerca, sull’innovazione, se tentiamo, dal mio punto di vista, di mettere in atto azioni concrete per la crescita della nostra regione.

Alcune misure, alcune azioni concrete di crescita, per quanto mi riguarda, ci sono e sono abbastanza evidenti nel bilancio che viene presentato, che tengono conto delle risorse che abbiamo a disposizione. Penso pure che una famiglia che deve gestire la propria attività debba puntare ad eliminare gli sprechi, ad utilizzare al meglio le risorse, e in questa proposta di bilancio, ci sono entrambe le cose.

Puntare su Gioia Tauro, incentivare le imprese, puntare allo sviluppo dell’agricoltura, allo sviluppo del turismo, ecco, sono alcune azioni concrete e mirate che penso vadano salutate con molta attenzione e con interesse. Sono questi gli elementi essenziali su cui si deve investire.

Io sono certo che l’assessore Mancini vuole, pensa di fare di più, ma lui, come le famiglie, deve tenere conto delle risorse che ha a disposizione e, rispetto a queste, penso che lo sforzo compiuto vada salutato con interesse e con attenzione, non solo perché ha ridotto del 15 per cento tutte le spese, ma soprattutto perché ha puntato molto sulla crescita e ha cercato di evitare i finanziamenti a pioggia e di finalizzare le poche, ma significative risorse sulla crescita e su queste aeree che ritengo siano importanti.

Io penso che i benefici di questo bilancio si vedranno. Mi permetto, però, di dire all’assessore Mancini, alla Giunta e al Presidente una questione che ritengo essenziale, che me la sono fatta nel corso della mia non breve attività politica e legislativa: noi abbiamo messo in campo, nel corso di questi ultimi due anni, tante idee positive, tante buone azioni. Il punto, la domanda che io vorrei porre alla Giunta è l’attuazione di questi programmi, l’attuazione di queste idee, l’attuazione di queste azioni concrete. Sono troppo lunghi i tempi di attuazione delle nostre buone idee, una volta approvato il bilancio, dal giorno dopo si deve lavorare per attuarle ed in tempi certo, cioè oltre a fare e a fare bene in questo bilancio, si è fatto e si è fatto anche bene, seppure le difficoltà a disposizione. La questione decisiva, per quanto mi riguarda, è quella dei tempi di attuazione di queste azioni e di questi programmi. Troppi ritardi, dal mio punto di vista, troppe cose che possono essere fatte in tempi certi vengono volutamente allungate, perché dietro l’allungamento dell’iter burocratico, purtroppo, poggiano molte volte situazioni di clientela, di assistenza e di non libertà da parte degli enti locali.

Io invito la Giunta, l’assessore Mancini e anche il Consiglio a lavorare su questo campo. Se decidiamo di fare un investimento, se decidiamo di mettere in campo un’azione concreta, non è la stessa cosa farla dopo un mese o dopo tre anni, è importante farla dopo un mese. E qui suggerisco all’assessore Mancini e al Presidente di applicare quel principio che viene applicato in tutta Europa, che è la filosofia anche dei fondi europei, di premiare coloro i quali sono in grado di dare risposte concrete e di penalizzare quelli che non lo fanno, anche nei riguardi di quegli assessorati che hanno a disposizione risorse, azioni concrete e che non si attivano per fare in tempi certi queste cose.

Di solito, la cultura dominante – ed io ho alle spalle anche una non breve esperienza di attività amministrativa – gli amministratori concentravano le risorse nell’ultimo periodo delle elezioni. Io penso che questa cultura debba essere superata, noi dobbiamo lavorare prima, subito realizzare le nostre azioni concrete. Sono d’accordo che in questa operazione decisivo è anche il compito e il ruolo della burocrazia.

Io vorrei ricordare che abbiamo approvato, di recente, un’importante legge che va in questa direzione e mi auguro che la Giunta emani al più presto un Regolamento.

Ho preso ad esempio le Poste Italiane, che quando ognuno di noi spedisce una raccomandata o un pacco postale, sa quando quella raccomandata e quel pacco arrivano a destinazione. A me piacerebbe una burocrazia nella quale possiamo contare su tempi certi, mi piacerebbe vedere e sognare una burocrazia che dia risposte certe ad un sindaco, ad un cittadino, ad un amministratore locale.

Ecco, accelerare le buone azioni ritengo sia necessario e indispensabile anche per rendere concrete le cose positive che pur ci sono. Se le cose positive si ritardano nell’attuazione, per quanto mi riguarda è una questione che non condivido e che, secondo me, continua ad aumentare la sfiducia verso le istituzioni.

Dunque, questo bilancio contiene, seppure le ristrettezze economiche, una bussola di orientamento, è la bussola giusta che ci fa andare – ritengo – in una fase diversa e nuova. Il problema, dal mio punto di vista, è l’attuazione di queste poche, ma significative ed importanti scelte strategiche. Per questo il mio appello, il mio invito, una volta approvato il bilancio, è di dare corpo immediatamente a queste azioni, di scegliere un crono programma per attuarle, perché purtroppo anche nello scorso bilancio molte buone idee ancora non sono state attuate.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Io non faccio delle considerazioni di carattere generale, perché il mio intervento è stato stimolato dal collega Orsomarso, quindi vuole essere una risposta a lui, allorquando diceva che in quest’Aula si era in precedenza parlato di carrozzoni, senza indicare delle soluzioni.

La Calabria, a mio giudizio, è seduta su una marea di debiti di cui non conosce nemmeno l’esistenza, non l’ente Regione, la Calabria in quanto tale. Allora, collega Orsomarso, per aderire alla sua richiesta, cioè quella di abbandonare il fumoso linguaggio politico, ho presentato due emendamenti e credo che potrebbero trovare la sua adesione: un primo emendamento sopprime il consiglio di amministrazione dell’Arpacal, che non ha ragione di esistere, non è mai esistito, l’avete introdotto voi l’anno scorso con un emendamento alla finanziaria, perché quell’Ente  poteva e può continuare ad operare senza consiglio di amministrazione, così come era stato pensato fin dagli anni 2000. E’ una sovrastruttura inutile che ha dei costi.

Il secondo emendamento prevede l’accorpamento – io sono contro le società in house per definizione – dando mandato alla Giunta per una proposta organica, entro 90 giorni di “Calabria lavoro”, Field e “Calabria etica”, perché sono dei soggetti che, per alcuni aspetti, si sovrappongono nell’attività, quindi vi è la necessità di una razionalizzazione con un indirizzo preciso, perché già nella precedente finanziaria, poi con un ordine del giorno di settembre, era stato dato incarico alla Giunta di procedere a un riordino. La Giunta oggi si presenta in Aula, chiedendo 60 giorni per lavorare attorno a queste cose.

Noi, fin da stasera, possiamo dare un’indicazione precisa, concreta che non usa il linguaggio che lei ha definito “fumoso” della politica, che va al cuore di un problema che esiste, un problema di carattere generale che non riguarda solo la Regione Calabria o questa maggioranza, ma noi abbiamo gli strumenti per intervenire concretamente.

Quindi fra poco, quando passeremo alla fase degli emendamenti, ci sono due indicazioni precise che potranno essere migliorate e che, certamente, vanno nella direzione di una razionalizzazione con il contributo di tutti, perché queste proposte non tentano di colpire qualcuno, non mettono in discussione nessuno, tentano di riorganizzare un sistema che, per certi aspetti, a mio giudizio in questi anni ha creato solo confusione.

Siccome siamo in una fase delicata, io ritengo che di altri aspetti dovremmo discutere nei prossimi mesi, perché – dicevo prima – sono convinto che la Calabria come territorio, quindi non come ente Regione, è seduta su una montagna di debiti che provengono da decine di società miste, società in house, oltre agli enti strumentali, aziende che in questi anni sono stati create dai Comuni, dalle Province e anche dalla Regione. Da questo punto di vista il rischio è che, quando il sistema esploderà, tutti si rivolgeranno alla Regione come ente e questo ente non sarà in condizioni di dare risposte.

Quindi, intanto, stasera possiamo dare una indicazione precisa con il contributo di tutti, quel contributo che lei ha richiesto nel suo intervento e che potrà vedere un’indicazione, una soluzione unitaria nell’interesse della Calabria.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Dattolo, che chiuderebbe gli interventi per la discussione generale. Ne ha facoltà.

Alfonso DATTOLO

Nel chiudere questo dibattito abbastanza intenso, per alcuni versi rapido, su uno strumento di programmazione che è lo strumento più importante con cui si misura l’attività e soprattutto la programmazione di un’amministrazione importante come la Regione, non posso non sottolineare l’importanza anche quest’anno di aver provveduto entro dicembre a portare questa pratica in Aula per la relativa approvazione.

Naturalmente, vorrei sottolineare anche l’enorme difficoltà che sottolineava l’assessore Mancini nel mettere insieme, soprattutto dal punto di vista finanziario, quelli che sono i tagli che si è dovuto sopportare per mettere insieme e, soprattutto con una coperta così corta, chiaramente le problematiche non mancano.

Io dico che, in questo periodo, le difficoltà che sono state affrontate da parte della nuova amministrazione regionale sono state enormi, problemi che si sono espressi in maniera virulenta soprattutto sul fronte occupazionale; qualcosa di positivo è stato fatto in tema di sanità, ma la sanità non basta, in Calabria non bisogna solamente ricondurre il tutto al problema della sanità. Se alcuni settori sono stati un po’ più penalizzati,  dopo l’approvazione di questo strumento, anche perché sono venti mesi, quindi un terzo della legislatura, ritengo che un primo pit stop – per usare un termine automobilistico – sia doveroso, necessario per fare il punto della situazione tra gli assessori e i consiglieri di maggioranza per l’attività svolta, soprattutto ritengo anche per alcune situazioni che debbono essere sicuramente ben articolate all’interno dei lavori anche delle Commissioni.

Vedete, nel sottolineare alcune piccole sfumature, devo dire che per me è inopportuno che le Commissioni licenzino dei testi di legge che poi non hanno finanziamento all’interno del bilancio regionale. Anche su questo io ritengo che una riflessione sia doverosa , perché è necessario soprattutto dire ai calabresi che ci deve essere un collegamento tra l’attività della Giunta e l’attività delle Commissioni, noi dobbiamo, all’interno del Consiglio regionale,  mettere insieme, dal punto di vista legislativo, tutte le situazioni che necessitano, che sono carenti, per portarle alla luce, soprattutto ridare una nuova dignità ordinamentale.

Vengo all’altro nodo critico: la ricognizione degli enti strumentali. Se è vero che noi facciamo fronte a delle carenze dal punto di vista economico, a dei trasferimenti, a un inasprimento della manovra fiscale che è andata, ahimè, a colpire le tasche degli italiani, è altrettanto vero che un compito lo possiamo e lo dobbiamo svolgere – lo dicevo prima ad alcuni colleghi di maggioranza prima di entrare in Aula .

Noi dobbiamo avere un quadro preciso della situazione che riguarda gli enti strumentali, perché probabilmente ci sono doppioni all’interno delle varie fondazioni, ci sono degli enti che necessitano di un restyling e la stagione delle riforme stenta a decollare.

Abbiamo avuto la possibilità di approvarne pochissime all’interno del Consiglio regionale, e questo è uno dei punti sui quali l’impegno del Consiglio deve essere completo, totale, perché anche dall’altra parte – quindi mi rivolgo agli amici dell’opposizione – sulle riforme strutturali – l’ho detto in Commissione – non ci possono essere prese di posizione che non vadano nell’interesse dei calabresi. Il futuro passa necessariamente, perché non possiamo pensare che nei prossimi anni ci saranno concessioni da parte del Governo nazionale su alcuni settori come è stato nel passato.

Per cui il problema che oggi viene solamente posto come una sorta di appendice si svilupperà, così come è stato per la sanità, in maniera virulenta sia nel settore della forestazione sia nel comparto agricolo, di conseguenza la possibilità che ci possano essere, se non vengono approvate in maniera urgente le azioni che la Giunta regionale ha posto in essere, c’è sicuramente il pericolo che si vada a debordare da quella che è una strada virtuosa che questa amministrazione intende controllare.

E, proprio per completezza,  ritengo che, in fase di assestamento, alcune cose vadano riviste.

Abbiamo parlato di politiche per la famiglia che sta molto a cuore all’Udc come partito. Probabilmente su questo una piccola riflessione successiva andrà fatta, perché in settori come le politiche sociali, le politiche per il lavoro, è necessario sicuramente mettere in campo, oltre alle borse lavoro che sono state una delle più grandi iniziative che ha ottenuto questa Giunta, anche delle misure che possano coinvolgere la spesa dei fondi comunitari in maniera ancora più pregnante.

E’ sicuramente uno strumento importante quello che approviamo oggi, segna anche la fase di una iniziativa, quella legislativa, che deve fare necessariamente, a tappe forzate, la propria parte; la ristrutturazione degli enti subregionali, così come si era preso  un impegno, non può più attendere. Questa è una sfida che questa amministrazione regionale penso che debba affrontare e saper risolvere con il coinvolgimento anche delle opposizioni.

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

In questo momento particolare che sta vivendo il Paese di una crisi senza precedenti, parlare di bilancio oggi qui in Consiglio regionale penso metta un po’ in difficoltà tutti quanti noi, al di là dello schieramento politico, quindi anche al di là del ruolo che svolgiamo, dal consigliere, all’assessore, al Presidente della Giunta regionale.

Non v’è dubbio che è un momento particolarissimo, dove le ristrettezze, purtroppo, ci costringono a fare delle scelte obbligate, magari tagliare lì dove c’era bisogno, invece di aumentare i capitoli del bilancio.

Certo, ho visto gli emendamenti presentati sia dalla minoranza che dai colleghi consiglieri della maggioranza, anch’io ho sottoscritto qualche emendamento, questo significa che vi è anche un’esigenza di dare peculiare attenzione ad alcuni capitoli che riguardano dei settori particolari. Mi riferisco, in particolar modo, al sociale, laddove effettivamente in una regione come la nostra vi è tanto bisogno di attenzione, di essere più vicini a queste problematiche di questo settore.

Io capisco le difficoltà dell’assessore Mancini, che ringrazio per il lavoro che svolge, ma invito anche lui un attimo, nelle possibilità che ci sono dal punto di vista tecnico, a tenere conto di quelli che sono i contenuti degli emendamenti, anche se certamente non possono essere accolti tutti quanti, ma in ogni caso a recepirli anche come raccomandazione, da tenere presente poi per un futuro in occasione dell’assestamento di bilancio, perché – come ha detto il collega Dattolo, che ha fatto un intervento molto equilibrato –  “dopo questo bilancio facciamo un attimo il punto della situazione”. Io penso che, più che fare un punto vero e proprio della situazione, di come stanno le cose, sia importante individuare quei punti particolari, quei problemi particolari che oggi affliggono la nostra regione – come dicevo nella seduta precedente – e  cercare di trovare delle convergenze, evitando polemiche, scontri opposizione e maggioranza, cercando di convergere e trovare la soluzione.

Quello della sanità è un problema che il Presidente Scopelliti sta affrontando con grande determinazione, alcuni risultati sono arrivati, ma non v’è dubbio che è un settore molto delicato, laddove non è facile ottenere delle risposte immediate in termini anche di servizi efficienti e di qualità, ragion per cui è necessario, a mio avviso, convergere.

Certo, il bilancio è uno strumento politico che viene fatto dalla maggioranza, ma un segnale c'è stato anche in Commissione, alcuni emendamenti della minoranza sono stati accolti. Certo, le posizioni della minoranza sono completamente diverse da quelle della maggioranza, ma pur nel rispetto del distinguo dei ruoli e comunque anche dei programmi che ognuno in sede di campagna elettorale ha presentato, penso che si possano trovare delle convergenze su dei temi molto importanti: parlo del sociale, della sanità, ma anche dell’ambiente, che è una questione  delicatissima.

Per non dimenticare, poi, assessore Mancini, il problema che noi abbiamo, e che permane, dei precari, il problema degli Lsu, Lpu, dei lavoratori del Pollino, di tutti quei lavoratori che fanno parte di quei progetti che, purtroppo, sono soggetti a rinnovo, magari a sei mesi, a un anno, eccetera.

Certo, è un peso enorme per la Regione Calabria dal punto di vista di far quadrare i conti del bilancio, ma sono problemi che ci sono, che affliggono questa nostra regione; noi, bene o male, abbiamo il dovere di cercare di dare quelle risposte per contribuire a risolvere questi problemi.

Io ho firmato qualche emendamento che riguarda queste problematiche e mi auguro che, in fase di trattazione degli emendamenti – e sono convinto perché conosco le qualità dell’assessore Mancini – dato che penso che sia l’assessore Mancini, ma anche il Presidente della Giunta su questi problemi sono molto attenti, mi auguro che possa arrivare anche qualche segnale positivo.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Grillo.

Alfonsino GRILLO

Signor Presidente, onorevoli colleghi, premetto che non vorrei essere nei panni dell’assessore Mancini in questo momento particolare della vita calabrese, ma anche italiana per questa crisi che incombe, e lo ringrazio per la mole di lavoro che è riuscito in queste settimane a produrre e a dare alcune risposte concrete, in un momento difficile come quello che stiamo vivendo in Calabria e in Italia.

Nell’analizzare questa legge finanziaria regionale per il 2012, noto innanzitutto il carattere dei provvedimenti generali nel suo articolato. Le misure, sia dal lato dell’entrata che dal lato della spesa, si rivolgono a tutta la popolazione calabrese, mentre nel passato abbiamo dovuto spesso registrare finanziarie concepite come leggi-provvedimento, nelle quali molte norme avevano un ristretto numero di destinatari.

Come prima positività, quindi, c’è l’esistenza di una legge tesa veramente alla soddisfazione dell’interesse generale. Guardando dentro l’articolato, mi preme sottolineare tre punti qualificanti: innanzitutto, il riordino del settore artigianato, che purtroppo continua ad essere la cenerentola dell’economia calabrese. Come molti di voi, mi piacerebbe che l’artigianato venisse valorizzato per come merita, non solo per aiutare gli artigiani a crescere, ma anche per cercare di risollevare le sorti di questo comparto.

Considero un grande segno di attenzione questo articolo 18, che propone l’adozione di iniziative volte ad una migliore produzione e ad un’intesa divulgazione delle lavorazioni artistiche, che tende a stabilire un rapporto più diretto fra gli operatori economici e il dipartimento.

Leggo con grande soddisfazione che nel bilancio è stato stanziato anche un fondo per l’artigianato, che è molto più cospicuo rispetto agli anni precedenti. Mi farebbe piacere, a questo punto, vedere declinata questa norma in politiche attive nei confronti del settore e, a questo proposito, invito l’assessore competente ed il suo dipartimento ad insistere sulla divulgazione di più e sulla produzione, perché anzitutto bisogna far conoscere quello che abbiamo e poi, magari, dedicarsi a forme nuove di artigianato.

Altro punto qualificante della manovra è l’articolo 28: realizzazione di opere pubbliche da parte degli enti locali. Qui la Regione Calabria dimostra di avere attenzione anche per i piccoli Comuni, presumiamo favorirà proprio i piccoli Comuni e quelli medi e la concessione mutui ai Comuni per la realizzazione di opere pubbliche. Ho detto “presumo”, perché dato il limite di impegno di appena 4 milioni e mezzo di euro, mi sembra preferibile che vengano finanziate le opere pubbliche dei piccoli Comuni, anziché un’opera di una città più grande di dimensioni, perché è evidente che andrebbe ad assorbire gran parte di quanto stanziato.

Invito anche in questa occasione l’assessore al ramo a individuare una procedura di assegnazione che dia priorità agli enti pubblici di piccole dimensioni, i quali hanno ormai quasi tutti un bilancio assorbito dalle spese correnti e quindi sono quasi completamente ingessati.

Altro punto qualificante, infine, la Regione Calabria, a differenza dello Stato italiano e di altre Regioni che chiedono soltanto sacrifici, sacrifici e sacrifici, senza un minimo di compensazione dal lato della spesa, abbiamo trovato una somma ragguardevole di 15 milioni di euro per il sociale: mi riferisco all’istituzione del fondo regionale per le prestazioni socio-sanitarie delle strutture accreditate di competenza e del settore delle politiche sociali. Il campo dell’assistenza socio-sanitaria, negli anni passati, è stato trascurato, addirittura bistrattato e le conseguenze penso le abbiamo avvertite tutti noi che abbiamo le antenne sul territorio; almeno, per quanto mi riguarda, ho dovuto raccogliere le lamentele degli operatori del settore e della disperazione di chi vive situazioni di disagio e non riceve più da anni prestazioni che dovrebbero essere addirittura scontate perché di una nazione civile. Questa operazione spero darà adeguate risposte sia alle professionalità calabresi che agli utenti.

Concludo, caro Presidente, invitando la Giunta, però, ad occuparsi nell’anno che verrà della riforma della macchina amministrativa istituzionale. Ci sono in campo varie riforme che riguardano l’Afor, le Comunità montane, credo sia necessario intervenire con tempestività per guadagnare economie necessarie, invece, per le attività che sono quelle della sanità e socio-sanitarie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Ritengo che il bilancio che oggi stiamo approvando qui in Consiglio regionale, che stiamo presentando da parte della maggioranza, che ha visto durante i lavori della Commissione anche il contributo della minoranza per renderlo più adeguato possibile rispetto a quella che è la condizione economica e sociale della nostra regione, deve comunque essere preso in considerazione rispetto a quella che è la condizione economica nella quale versano oggi il Paese e la nostra regione, nonché tiene presente quelli che sono stati i tagli che il Governo nazionale ha imposto in questo periodo al bilancio regionale, ben 70 milioni di euro in meno – come diceva l’assessore Mancini – rispetto a quella che era la manovra dell’anno precedente.

Questo ci induce anche a dover riflettere su quelle che sono le condizioni nelle quali ci troviamo oggi con la spesa regionale, rispetto a quelli che sono i settori più importanti di questa regione e che la spesa regionale viene fortemente focalizzata ed impegnata nel contesto di quella che è la spesa sanitaria, la spesa per il personale, la spesa per il trasferimento agli enti locali in base al trasferimento di competenza, la spesa che riguarda l’attività dei servizi sociali e delle attività legate al funzionamento della macchina amministrativa complessiva.

Allora, in questo contesto, è chiaro che si pone un interrogativo: quale bilancio bisognava portare all’esame del Consiglio regionale? Un bilancio che potesse far sì che la macchina regionale potesse andare avanti e quindi coprire anche quei servizi necessari ai cittadini e indicasse in quale direzione il bilancio regionale doveva fare il suo sforzo prioritario e maggioritario. Io penso che la scelta fatta nel contesto di quello che è il quadro di bilancio che noi stiamo cercando di approvare sia stata oculata,  ha visto la Giunta regionale fare alcune scelte importanti: una di queste scelte ritengo sia stata quella di mantenere comunque la qualità degli interventi nel contesto di quello che è il ridimensionamento della spesa; non si poteva pensare di poter tagliare completamente gli interventi di carattere sociale, gli interventi per quanto riguarda il rientro della spesa sanitaria, per quanto riguarda la difesa del suolo, per quanto concerne gli ammortizzatori sociali, che hanno una rilevanza estrema nel contesto di quella che è la manovrabilità del bilancio.

Allora, su questo, le scelte, nel momento in cui vengono fatte, vengono fatte in funzione del mantenimento di una equità sociale che consente a questa regione di poter rimanere, pur nelle difficoltà economiche che stiamo attraversando, in un contesto che ci dia la possibilità di riprendere il cammino di sviluppo che non è mai partito all’interno di questa regione. E qui c’è la necessità non tanto attraverso lo strumento del bilancio, ma principalmente attraverso l’utilizzo dei fondi europei, di creare quelle occasioni che consentano a questa regione di poter superare la difficoltà economica che attraversa il mondo dell’impresa e che attraversa il mondo infrastrutturale della nostra regione.

Durante questo anno 2011, noi dobbiamo anche verificare quelli che sono stati gli indicatori economici e sociali di questa regione, non possiamo sottacere che il 2011 è stato un anno importante per quanto riguarda la spesa e l’impegno dei fondi europei. Noi, dalla relazione fatta dal Comitato di verifica nazionale per quanto riguarda la spesa dei fondi europei, abbiamo visto che quest’anno la Regione Calabria si colloca al primo posto, tra le Regioni meridionali, tra le Regioni che hanno avuto un trend di spesa più positivo; e gli impegni fatti quest’anno sui fondi europei consentono a questa Regione di poter dire che si è mantenuto un impegno elevato per consentire al 2012 di avere un trend di spesa ancora più elevato rispetto al 2011.

Questo che prospettiva ci dà? Ci dà la prospettiva di poter aiutare quelli che sono i processi di innovazione all’interno delle imprese, i processi di sostegno dell’economia regionale, ma nello stesso tempo dà l’opportunità a questa Regione anche di poter investire fortemente sulle necessità infrastrutturali della nostra regione. Non dobbiamo dimenticare che quest’anno è stato anche l’anno che ha sbloccato una parte dei fondi Fas; non dobbiamo dimenticare che l’ultimo incontro che c’è stato tra le Regioni del Mezzogiorno e il ministro dell’economia ha consentito a questa Regione di poter rimettere in campo oltre 500 milioni di euro per attività legate allo sviluppo regionale; non dobbiamo dimenticare che, attraverso l’attività di risparmio che c’è stata sulla sanità, abbiamo avuto la possibilità di avere la prima premialità degli 800 milioni del Fondo sanitario nazionale,  si tratta di ben il 30 per cento di queste risorse, quindi 220 milioni di euro che potranno essere, per una parte, utilizzati per poter pagare le aziende che hanno lavorato all’interno della nostra regione e quindi è giusto che abbiano i loro compensi per poter rientrare dal debito della sanità, l’altra parte sarà senz’altro utilizzata per rimettere in moto il sistema sanitario regionale.

Allora il bilancio, in se stesso, viene utilizzato da parte delle Regioni per poter lavorare sulle questioni essenziali . Non è un bilancio che può creare lo sviluppo – io ho sentito in questi giorni una polemica che c’è stata da parte anche di alcuni colleghi consiglieri regionali –, non si può pensare che il bilancio della Regione, oggi, possa essere lo strumento che crea sviluppo all’interno di questa regione. Il bilancio della Regione, oggi, è uno strumento che può affrontare alcune problematiche che riguardano i servizi essenziali della nostra regione, ma certamente lo strumento di sviluppo non sono e non possono che essere i fondi comunitari.

Allora lì la concentrazione nostra deve essere portata, dobbiamo far sì che le spese dei fondi europei siano finalizzate allo sviluppo e che non siano disperse in mille rivoli, come è avvenuto nel passato  il  che non ha consentito a questa regione di poter avere indicatori quali il Pil e la qualità della vita, in un contesto di indicatori più elevati rispetto a quelli che abbiamo oggi.

Allora io penso che, oggi, noi dobbiamo approvare questo bilancio che ci viene sottoposto, verificandone alcuni contenuti nel contesto di quello che sarà il dibattito anche sugli emendamenti, per verificare se è possibile migliorare su alcune cose, perché nessuno qui ha chiuso le porte a niente, ma dobbiamo anche mettere in considerazione che questo, purtroppo, è l’unico bilancio possibile che oggi possiamo portare all’attenzione di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Salvatore PACENZA

Intervenire a questo punto del dibattito non è certamente semplice, perché sono stati sciorinati già dati di tipo tecnico-finanziario, sono state fatte considerazioni politiche anche di un certo rilievo, però, per partecipare compiutamente a questo dibattito, credo sia opportuno mettere in evidenza alcuni aspetti che, probabilmente, già alcuni colleghi hanno sottolineato, ma credo che sia bene, a questo punto, ribadire.

Innanzitutto, c’è da certificare l’appropriatezza cronologica del bilancio che viene approvato per il secondo anno consecutivo nei termini previsti. Questo, ovviamente, dà la possibilità di non ricorrere all’esercizio provvisorio e sicuramente costituisce un vantaggio notevole non solo dal punto di vista politico, ma anche per quelle che sono le implicazioni di carattere finanziario per tutti coloro i quali attendono, giustamente, che il bilancio regionale venga approvato nei termini.

Quindi, da questo punto di vista, sicuramente va fatto un plauso all’azione politico-istituzionale del dipartimento egregiamente guidato dall’assessore Mancini, che in un contesto non facile, in una fase storica molto particolare, difficile, una contingenza di carattere internazionale estremamente intricata e complicata dal punto di vista finanziario, l’assessore Mancini è riuscito nei termini a portare in Aula il bilancio, che speriamo oggi possa essere licenziato.

L’altro aspetto è di tipo politico, questo per onestà intellettuale e anche per voler dare merito all’azione delle opposizioni che, per quanto mi è stato dato di sapere, per quanto letto, per quanto ho saputo dai colleghi che hanno partecipato ai lavori della Commissione bilancio, hanno dato un contributo fattivo, concreto a questi lavori, facendo in modo che tutto quello che si discuteva in Commissione potesse avere un qualcosa di costruttivo, anche – si è visto – dal lato della opposizione.

L’auspicio è che ora, nella fase della revisione delle proposte emendative, i colleghi delle opposizioni possano mantenere questo atteggiamento, che sicuramente continuerà ad essere costruttivo e propositivo, raccogliendo, quindi, quelle che sono state le indicazioni e l’input venuti dall’assessore Mancini, gli emendamenti di spesa, perché – è bene ribadirlo – stiamo lavorando, abbiamo lavorato con un bilancio rispetto al quale e dentro il quale ci si poteva muovere veramente poco.

Le cifre sono state sciorinate, credo che dal contesto tecnico-analitico sia venuta fuori quella che è stata l’indicazione politica di questa amministrazione regionale, indicazione politica che ha puntato l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali che hanno riguardato e stanno riguardando la quotidianità dei calabresi.

Io prendo ad esempio le strutture socio-sanitarie, che durante l’anno in corso, l’anno che sta per concludersi, hanno veramente sofferto per le difficoltà di carattere economico nelle quali si sono dovute dibattere. Bene, da questo punto di vista sono stati trovati i fondi, per far sì che queste strutture non debbano ancora patire mese per mese quello che deve essere il loro futuro. Ricordiamo l’importante ruolo svolto da queste strutture socio-sanitarie, che territorialmente vanno a fare camera di compensazione rispetto all’opera sanitaria che viene svolta nelle strutture ospedaliere ed opera che viene svolta essenzialmente per soggetti particolari: pensiamo, una per tutte, ai diversamente abili nei centri diurni.

Altro aspetto che ci dà un’indicazione di carattere politico in questo bilancio è quello dei trasporti. Sono notizie dell’ultima ora che l’amministrazione regionale è riuscita a trovare nelle pieghe del bilancio i fondi necessari per assicurare un’adeguata copertura del trasporto pubblico in Calabria.

Altro aspetto che riguarda una particolare condizione è quella degli aeroporti, dove la Giunta regionale ha pensato di impiegare dei fondi che riguardano la charteristica e il finanziamento di alcune compagnie aeree.

Ecco, questo dà l’idea, grosso modo ed in maniera non esaustiva, di quella che è stata l’azione politica in un contesto finanziario difficile. La speranza e l’auspicio è che tutti quanti insieme, in maniera costruttiva, sicuramente ognuno per la propria parte, si possa riuscire ad approvare un bilancio che i calabresi stanno attendendo.

PRESIDENTE

Grazie all’onorevole Pacenza. E’ l’ultimo intervento sul dibattito generale sulla manovra finanziaria di bilancio che, quindi, possiamo ritenere concluso; possiamo passare alla lettura, all’esposizione e alla votazione successiva degli emendamenti che i colleghi consiglieri hanno presentato alla manovra economico-finanziaria.

Partiamo col provvedimento generale recante “Norme di tipo ordinamentale finanziario (Collegato alla manovra di finanza regionale)”.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

All’articolo 2 c’è un emendamento a firma dell’onorevole Mirabelli, protocollo numero 59460, che così recita: “All’articolo 2 è aggiunto il seguente comma <Le disposizioni di cui all’art. 9, comma 2, della legge regionale n. 22/2010 si applicano anche agli enti strumentali della Regione che siano enti pubblici economici”, che è simile a quello dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59519, che viene subito dopo, che così recita: “L’articolo 9, comma 2, della legge regionale numero 22/2010 va interpretato nel senso che esso si applica anche agli enti di cui alla legge regionale 24 dicembre 2001, n. 38. Gli eventuali oneri aggiuntivi non sono a carico del bilancio regionale”. C’è solo l’aggiunta “al bilancio regionale”.

La parola all’onorevole Mirabelli.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Presidente, lo do per letto, perché con me al momento non ne ho copia, l’aveva il capogruppo Fedele.

PRESIDENTE

L’emendamento dei consiglieri Fedele e Mirabelli riguarda la legge regionale numero 22 del 2010, l’articolo 9, comma 2, che, com’è adesso, non si applica agli enti di cui alla legge regionale numero 38 del 2001.

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento in discussione.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2 come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 3 c’è un emendamento a firma degli onorevoli Censore e Principe che non sono presenti in Aula, quindi decade.

(Interruzione)

Demetrio BATTAGLIA

Si illustra da sé.

PRESIDENTE

Onorevole Battaglia, lo fa suo?

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, potrebbe essere accolto, però con l’aggiunta “il parere non vincolante entro 30 giorni”. Con questa aggiunta, il parere è positivo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Salvatore PACENZA

Le sarei grato se da qui in avanti potesse leggere il numero di protocollo dell’emendamento. Grazie.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 59374, a firma degli onorevoli Censore e Principe, che così recita: “All’art. 3, aggiungere il comma 4 <Il recupero delle risorse di cui ai commi precedenti saranno oggetto di apposito piano di riutilizzo che sarà adottato con delibera della Giunta regionale e trasmesso alla competente Commissione consiliare per il relativo parere>”, lo pongo in votazione con la modifica che ha proposto il relatore.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

All’articolo 10 c’è un emendamento a firma dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59484 che così recita: “All’articolo 10, comma 2, le parole <2 euro> sono sostituite dalle parole <un euro e settanta centesimi>”.

Luigi FEDELE, relatore

Siccome l’articolo 10, al comma 2, prevedeva che il diritto fisso di sospensione dovuto nell’anno 2013 dai rivenditori di autoveicoli è determinato nell’importo di 2 euro, era stato aumentato del 20 per cento. Non è possibile, perché non è previsto dalla norma, si può aumentare al massimo del 10 per cento, quindi viene corretto con 1 euro e 70 centesimi al posto di 2 euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59484.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 10 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 11.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 12.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 13.

(E’ approvato)

All’articolo 14 c’è un emendamento a firma dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59487, che così recita: “All’art. 14 le parole <per l’anno> sono sostituite dalle parole <dall’anno>”

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, si tratta dell’importo sulle tasse delle concessioni regionali, l’articolato prima recitava “per l’anno 2012”, l’emendamento, invece, prevede che sia “dall’anno 2012”; solo questa sostituzione.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59487.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 14 come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento a firma dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59487, che così recita: “All’art. 15, i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:

<2. Dopo l’articolo 3 della legge regionale n. 16/2000 è aggiunto il seguente articolo:

Art. 3bis

1.      A decorrere dal primo gennaio dell’anno 2013 l’ammontare dell’imposta dovuta è determinata moltiplicando il quantitativo dei rifiuti conferiti, espressi in chilogrammi per le aliquote di seguito indicate:

a)      Per i rifiuti del sistema minerario, estrattivo, edilizio, lapideo e metallurgico:

1)      0,01033 euro per chilogrammo, se vengono conferiti in discarica per inerti;

2)      0,02066 euro ogni chilogrammo se vengono conferiti in discariche di altro tipo;

b)      Per rifiuti speciali diversi da quelli sopraindicati:

1)      0,01033 euro ogni chilogrammo, per i rifiuti ammissibili al conferimento in discarica per inerti;

2)      0,02066 euro ogni chilogrammo, se vengono conferiti in discarica per rifiuti non pericolosi o in impianti di incenerimento senza recupero di energia termica dalla combustione ad esclusione di quelli derivanti dalla selezione meccanica dei rifiuti urbani o di selezione e valorizzazione della raccolta differenziata;

c)      Per i rifiuti pericolosi o per i codici a “specchio” per i quali siano superati i limiti di sostanze pericolose.

1)      0,01033 ogni chilogrammo, se vengono conferiti in discarica previo trattamento di inertizzazione o di innocuizzazione autorizzato dall’autorità competente oppure se vengono conferiti in impianti di incenerimento senza recupero di energia termica dalla combustione;

2)      0,02582 euro ogni chilogrammo, se vengono conferiti tal quali in discarica;

d)     per i rifiuti solidi urbani;

1)      0,015495 euro ogni chilogrammo se conferiti tal quali in discarica;

2)      0,005335 euro ogni chilogrammo se conferiti in discarica a seguito di separazione meccanica dei rifiuti solidi urbani o di selezione e/o valorizzazione della raccolta differenziata, secca o umida; il contenuto di sostanza organica non deve essere superiore al 10%, oltre il quale si considerano tal quali;

3)      0,02582 euro ogni chilogrammo, se prodotti in ambiti territoriali corrispondenti a quelli ottimali, soppressi con legge 26 marzo 2010, n. 42 e diversi da quelli ove ha sede la discarica, fatti salvi eventuali accordi di pianificazione e le previsioni del Piano gestione rifiuti regionale e fino all’attribuzione delle funzioni già esercitate dalle autorità di ambito territoriale ai sensi della legge 23 dicembre 2009, n. 191”.

3.      All’articolo 5 della legge regionale n. 16/2000 è aggiunto il seguente comma:

“6. Nei riguardi dei soggetti di cui all’art. 2, comma 1, che omettono di presentare la dichiarazione annuale o la presentano in modo infedele, ovvero che pur avendo presentato la dichiarazione omettono in tutto o in parte, di effettuare i versamenti alle scadenze stabilite per due volte consecutive, ovvero per tre volte non consecutive nell’arco di vigenza del contratto di servizio e dell’autorizzazione, è disposta la revoca dell’affidamento dello stesso e dell’atto autorizzativo con provvedimento motivato adottato dalla competente struttura, anche su espressa segnalazione del settore Tributi della Regione entro e non oltre i 60 giorni”.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, l’emendamento riguarda le tasse sui rifiuti. E’ stato rimodulato perché c’erano delle incongruenze e gli uffici l’hanno sistemato, per poter far sì che a decorrere da gennaio 2013 l’imposta possa essere calcolata e determinata.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59487.

(E’ approvato)

All’articolo 15, comma 2, c’è un emendamento, protocollo numero 59502, a firma dell’onorevole Gallo che così recita: “All’art. 15, comma 2, lett. d) n. 1, dopo le parole <se conferiti tal quale in discarica> sono aggiunte le parole <per i comuni sedi di discarica pubblica controllata continuano ad applicarsi le tariffe di cui all’originario art. 3, comma 4, legge regionale 16/2000>”. Consigliere Gallo, lo può illustrare.

Gianluca GALLO

E’ ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 59502 è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 15 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 16.

(E’ approvato)

All’articolo 17 c’è un emendamento a firma dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59486, che così recita: “Art. 17 sono apportate le seguenti modifiche:

-          Al comma 1, le parole <1 gennaio 2012> sono sostituite dalle seguenti parole <sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della presente legge>.

-          I commi 6 e 7 sono sostituiti dai seguenti:

<6. La Giunta regionale potrà elevare l’imposta fino al 15% nel caso in cui il decollo o l’atterraggio dell’aeromobile avvenga nel periodo e fasce orarie di maggiore utilizzazione individuate dal Ministro dei trasporti e della navigazione con proprio decreto.

7. La Giunta regionale dispone in merito:

a) alle modalità di accertamento, di liquidazione, di  riscossione, di recupero e di rimborso dell’imposta nonché all’applicazione delle sanzioni;

b) all’eventuale stipulazione di apposite convenzioni con le società di gestione dell’aeroporti, ovvero con i fiduciari di cui all’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1982, n. 1085 per l’espletamento delle attività di cui alla lettera a)>”.

Luigi FEDELE, relatore

La possibilità che prima era del direttore generale di disporre in merito alle modalità di accertamento, liquidazione dell’imposta e delle sanzioni viene trasferita  alla Giunta.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59486.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 17 come emendato.

(E’ approvato)

Adesso c’è un emendamento istitutivo dell’articolo 17 bis a firma dell’onorevole Fedele, protocollo numero 59486, che così recita: “Art. 17bis <1. Al fine di ottemperare alle disposizioni di cui all’art. 28, comma 1, del decreto legge 6 dicembre 201, n. 201 l’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche è determinata a decorrere dall’anno d’imposta 2011 nella misura del 2,03 per cento”.

Luigi FEDELE, relatore

Si tratta solo di un chiarimento rispetto alle ultime novità introdotte dal decreto Monti per renderlo più leggibile e per poter meglio intervenire, solo un adeguamento al decreto Monti.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59486, istitutivo dell’articolo 17 bis.

(E’ approvato)

Emendamento a firma dell’onorevole Magarò, protocollo numero 59415: “Al punto 2, dell’art. 28 della lr 29.12.2010, n. 34, dopo la parola <apparecchi> vengono aggiunte le seguenti parole <radiologici, detenuti dagli odontoiatri>. Pertanto la stesura corretta del punto 2 dell’art. 28 della legge 29 dicembre 2010, n. 34 nella nuova formulazione è la seguente <in applicazione dell’art. 55 del decreto legislativo n. 446/97 a decorrere dal 1° gennaio 2011 le tasse di ispezione dovute per la detenzione di apparecchi radiologici, detenuti dagli odontoiatri di radioterapia e di radium terapia sono abrogate>”. Prego, onorevole Magarò.

Salvatore MAGARO’

Si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59415.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59478 a firma dell’onorevole Pacenza. Prego, onorevole Pacenza, può illustrarlo.

Salvatore PACENZA

Si illustra da sé.

PRESIDENTE

E’ ritirato?

Salvatore PACENZA

Aspettiamo – sì, va bene –  la riunione tecnica.

PRESIDENTE

E’ ritirato.

C’è un altro emendamento, protocollo numero 59503, a firma dell’onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

E’ ritirato.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 59568, a firma dell’onorevole Adamo, che così recita: “L’articolo 18, comma 2 è così sostituito: <Alla legge regionale 24 dicembre 2001, n. 38, recante: “Nuovo regime giuridico dei consorzi per le aree i nuclei e le zone di sviluppo industriale viene apportata la seguente modifica:

all’art. 18 comma 2 le parole <dalla Giunta regionale> sono sostituite da <dal Presidente della Regione>;

l’articolo 18, comma 3 è sostituito dal seguente: <3. Nell’esercizio del potere di vigilanza il Presidente della Regione può disporre ispezioni atte alla verifica del regolare funzionamento dei consorzi. All’esito delle verifiche laddove siano accertate perdite di esercizio pari a due volte l’ammontare del fondo consortile desunte dall’ultimo bilancio approvato, ovvero gravi irregolarità amministrative, il Presidente della Regione dispone con proprio decreto lo scioglimento degli organi elettivi del consorzio provvedendo alla nomina di un commissario straordinario>;

l’articolo 21 è sostituito dal seguente: “1. Al fine di incrementare la competitività delle imprese la Regione su istanza dei consorzi provvede attraverso l’impiego prioritario dei fondi comunitari al finanziamento delle opere atte alla costituzione delle aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) di cui al D.Lgs. 112/1998 e ss.mm.ii.;

2.      Il Presidente della Regione provvede con proprio atto al riconoscimento delle qualificazione Apea dei territori consortili, o di parte di essi, dotati delle strutture e degli impianti idonei ad assicurare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza. La Giunta regionale approva il regolamento sulla costituzione delle Apea sulla base di una proposta unitaria predisposta dai consorzi industriali coordinati dall’assessore regionale alle attività produttive>”.

Nicola ADAMO

Questo emendamento l’ho fatto mio, ma in sede di Commissione consiliare era stato presentato dai colleghi Fedele e Chiappetta. Perché l’ho ripresentato? Per due ragioni: la prima, da quanto risulta anche dal resoconto sommario dell’andamento del dibattito della Commissione e per quanto ricordi, questo emendamento era stato approvato; poi non ce lo ritroviamo nel testo. Certo, poi, il resoconto più dettagliato precisa che era stato approvato in maniera parziale. La seconda ragione per la quale intendo riproporlo è che lo condivido nel merito, perché la prima parte riguarda, addirittura, una semplificazione dell’articolo 18 così come ci è stato presentato al testo all’esame all’Aula. In particolare, trovo un po’ forte ed eccessiva quella norma secondo la quale con legge regionale si va a normare la competenza e il potere di un Comitato direttivo del Consorzio. I poteri dei Comitati direttivi sono normati dallo Statuto del Consorzio.

Inoltre, la possibilità di predisporre programmi per aree e riconoscimento, quindi, di aree produttive ecologicamente attrezzate non è da sottovalutare, può essere uno strumento innovativo che ci consentirebbe, come Calabria, di essere più avanzati rispetto ad altre Regioni.

Per cui la mia proposta è di ripristinare l’emendamento così come era stato formulato dai consiglieri Chiappetta e Fedele o da Fedele e Chiappetta, sapendo che subito dopo del mio emendamento c’è una riproposizione da parte del collega Chiappetta di questa norma, quindi i due emendamenti possono essere unificati; infatti, ho visto che quasi corrispondono, ci sono leggere modifiche.

Pertanto la mia proposta è di inserirlo e per questo chiedo l’accoglimento da parte della Giunta.

PRESIDENTE

In Commissione era arrivato un emendamento, al quale faceva riferimento l’onorevole Adamo, a firma degli onorevoli Chiappetta e Fedele. Una parte di quell’emendamento è stato votato ed approvato in Commissione, adesso l’altra parte l’ha fatta propria l’onorevole Adamo.

Dopo c’è un altro emendamento a firma sua, onorevole Chiappetta, che è uguale, con protocollo numero 59485, che così recita: “All’articolo 18, comma 2, le lettera a), b), c), d), e) g), h) e i) sono sostituite nel modo seguente:

<3. Nell’esercizio del potere di vigilanza il Presidente della Regione può disporre ispezioni atte alla verifica del regolare funzionamento dei consorzi. All’esito delle verifiche laddove siano accertate perdite di esercizio pari a due volte l’ammontare del fondo consortile desunte dall’ultimo bilancio approvato, ovvero gravi irregolarità amministrative, il Presidente della Regione dispone con proprio decreto lo scioglimento degli organi elettivi del consorzio provvedendo alla nomina di un commissario straordinario>;

l’articolo 21 è sostituito dal seguente: “1. Al fine di incrementare la competitività delle imprese la Regione su istanza dei consorzi provvede attraverso l’impiego prioritario dei fondi comunitari al finanziamento delle opere atte alla costituzione delle aree produttive ecologicamente attrezzate (Apea) di cui al D.Lgs. 112/1998 e ss.mm.ii.;

2. Il Presidente della Regione provvede con proprio atto al riconoscimento delle qualificazione Apea dei territori consortili, o di parte di essi, dotati delle strutture e degli impianti idonei ad assicurare la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza. La Giunta regionale approva il regolamento sulla costituzione delle Apea sulla base di una proposta unitaria predisposta dai consorzi industriali coordinati dall’assessore regionale alle attività produttive>”.

Se vuole esprimere la sua valutazione, così li accorpiamo e poi in coordinamento formale li sistemiamo.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Presidente, giusto ad integrazione e chiarimento, anche in relazione al passaggio che è stato fatto in Commissione a cui – credo - che quanto fatto dal collega Adamo sia in linea e in aderenza; in Commissione è stato presentato un emendamento a firma del mio capogruppo, onorevole Fedele, e del sottoscritto che rendeva – come poterlo definire – più esaustivi e più chiari alcuni passaggi all’interno di una norma rispetto alla quale si è ritenuto di presentare l’emendamento.

Credo ci sia stata un po’ di confusione all’interno della Commissione, tant’è che da parte del sottoscritto è stato ripresentato l’emendamento – sia pure solo a firma del sottoscritto e non a firma anche dell’onorevole Fedele – perché credo che sia opportuno al fine di assicurare lo snellimento delle procedure e per impedire che ci possa essere anche una successiva censura da parte del Governo, relativa a qualche probabile ed evidente vizio di legittimità della norma, che poi è il motivo per il quale si è ritenuto di assumere anche lo stesso provvedimento.

Naturalmente, in relazione a quelli che sono gli aspetti tecnici dello stesso emendamento, mi appello a quelle che sono le considerazioni e le argomentazioni che sull’argomento vorrà evidenziare anche l’assessore competente che ha delega in materia, anche in relazione al chiarimento che sarà opportuno fare rispetto allo stesso contenuto dello stesso emendamento.

PRESIDENTE

L’assessore Caridi condivide l’emendamento? Sì, lo condivide l’assessore quindi possiamo procedere alla votazione.

Solo le prime due righe, le parole differenti tra questo e l’altro, cioè le parole “si sostituisce dalla Giunta regionale col Presidente della Giunta”.

Prego, onorevole Chiappetta.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Scusi, il collega Adamo ha pedissequamente ripresentato l’emendamento che è stato discusso in Commissione. Ricordava lei che in Commissione è stato comunque già adottato il primo comma di questo emendamento e quindi se lo si vuole riprendere, adottare ed approvare sulla base delle considerazioni dell’assessore Caridi, credo che sia più corretto, anche perché più esplicito, prendere in considerazione ed approvare l’emendamento a firma del sottoscritto.

PRESIDENTE

Possiamo votare l’emendamento con il coordinamento formale.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento con autorizzazione al coordinamento formale.

(E’ approvato)

Si passa adesso all’emendamento protocollo numero 59375, a firma dei consiglieri Censore e Principe, che così recita: “Il presente articolo viene interamente abrogato”.

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Stiamo parlando dell’articolo 18bis vero?

PRESIDENTE

Sì.

Bruno CENSORE

Questo emendamento si riferisce all’acquisizione da parte di Fincalabra di partecipazioni finanziarie in società partecipate.

Noi pensiamo che la mission di Fincalabra non sia questa anche perché le partecipate hanno generato grossi danni in termini di esborso finanziario alle casse della Regione.

Quando diciamo che manca il coraggio diciamo, appunto, questo. Cioè andiamo ad aiutare chi è già morto? Questo supporto finanziario alle società partecipate lo ritengo non utile alle casse della Regione ed ai bisogni dei calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Prima di procedere con l’approvazione del 18bis – mi diceva il Segretario generale – dobbiamo votare l’articolo 18.

Pongo in votazione l’articolo 18.

(E’ approvato)

L’onorevole Censore ha illustrato l’emendamento. Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Intervengo brevemente sull’articolo 18 per rispondere anche all’onorevole Grillo che esaltava questo articolo.

In realtà con questo articolo non si introduce niente di nuovo per l’artigianato anzi c’è una regressione rispetto a quanto conteneva la legge riformata.

Nel senso che la legge all’epoca presentata dall’onorevole Nucera che accoglieva il principio sussidiario orizzontale viene abrogata e viene portato tutto in capo al dipartimento.

Credo che sarebbe un articolo da abrogare integralmente.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Nucera.

Giovanni NUCERA

Presidente, anche io non sono molto d’accordo sull’idea di modificare completamente l’articolo 18 proprio perché svilisce il senso ed il significato della legge regionale numero 15 approvata nel 2002 e che è ancora attuale, in quanto garantiva un certo rapporto di sussidiarietà tra l’Ente Istituzione Calabria e le organizzazioni che si occupano di artigianato, in un coinvolgimento diretto e di condivisione democratica del rapporto e della verifica all’interno della gestione stessa.

Per cui, siccome non prevede un grosso impegno di spesa e particolare tipicità dell’azione, il mantenerlo non comporta nulla di eccezionale, ma modificarlo comporterebbe mortificare e svilire la legge.

PRESIDENTE

Ma di quale articolo sta parlando, onorevole Nucera?

(Interruzione)

L’articolo 18 lo abbiamo già votato. Siamo all’esame dell’articolo 18bis.

(Interruzione)

Parere del relatore sull’emendamento a firma dei consiglieri Censore-Principe, protocollo numero 59375.

Luigi FEDELE, relatore

Negativo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59375.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 18bis.

(E’ approvato)

All’articolo 19 c’è un emendamento, protocollo numero 59308, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi, Talarico che così recita: “Il comma 2, dell’art. 19 è abrogato”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento richiede l’abrogazione del comma 2 dell’articolo 19 per riportarlo nella versione originaria nella quale era previsto, per quanto riguarda la programmazione dei fondi della cultura, affinché sia garantita la massima trasparenza attraverso avvisi pubblici e non iniziative dirette regionali.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

L’emendamento protocollo numero 59302, a firma dell’onorevole Nicolò che non vedo in Aula, è decaduto.

Luigi FEDELE, relatore

E’ ritirato, Presidente.

PRESIDENTE

E’ ritirato. Anche il successivo, emendamento protocollo numero 59303, a firma dell’onorevole Nicolò è ritirato, così come quello ancora successivo, protocollo numero 59305, sempre a firma dell’onorevole Nicolò.

E’ stato presentato un emendamento istitutivo dell’articolo 19bis, protocollo numero 59325, a firma dell’onorevole Giordano che così recita: “Dopo l’articolo 19 è inserito il seguente art. 19bis <la legge regionale 19 aprile 1995, n. 22, recante: “Istituzione Progetto donna” è abrogata>”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, con questo emendamento chiediamo l’abrogazione della legge regionale numero 22 del 1995 che riguarda il “Progetto Donna” dal momento che esiste la legge regionale che prevede l’istituzione della Commissione per le pari opportunità, che sta già operando. Ci sembra che sia un doppione ed un duplicato tenere in piedi un fondo che viene sistematicamente finanziato a fronte di risorse che potrebbero essere incanalate e dare maggiore impulso ad una Commissione per evitare una duplicazione di ruoli e funzioni.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 19 è stato presentato emendamento protocollo numero 59377, a firma dei consiglieri Principe e Censore, che così recita: “All’art. 19 si aggiunge il comma 3 <Allo scopo di assicurare la continuità di funzionamento dei centri Sistemi bibliotecari territoriali, regolarmente costituiti e funzionanti il personale appartenente al ruolo regionale può essere assegnato a tempo indeterminato alle dipendenze funzionali dei Centri sistemi bibliotecari a domande degli interessati e previo assenso dei Consigli di gestione dei sistemi, per l’espletamento delle funzioni previste dall’art. 9 della legge regionale 17/85 fermo restando la relativa appartenenza al ruolo regionale>”.

Prego, onorevole Principe.

Sandro PRINCIPE

Presidente, praticamente, con la legge regionale numero 25 del 1995 il personale regionale che era in servizio presso i Sistemi bibliotecari è stato lasciato in servizio presso questi sistemi.

Con questo emendamento - e se verrà accolto ai fini del coordinamento formale dovrò fare una precisazione - noi facciamo in modo che il personale regionale che ha intenzione di lavorare presso i Sistemi possa farlo. Poiché l’assessore Caligiuri ne fa un problema di “ok” dell’amministrazione regionale, nel momento in cui si dice “può essere assegnato” mi pare che la preoccupazione dell’assessore sia contenuta nel “può essere”.

Dato che dovrà disporre l’assegnazione all’amministrazione regionale, cioè personale più dipartimento di competenza, nel “può essere” c’è tutta la discrezionalità della Regione. Non c’è pertanto bisogno, a mio avviso, di appesantire la norma; basta il “può essere”.

Certamente anche un dipendente del dipartimento agricoltura potrebbe chiedere di andare presso i Sistemi.

Se il dipartimento dell’agricoltura dice no o dice no il dipartimento che così egregiamente – tranne i poli di innovazione – dirige l’assessore Caligiuri il “può” diventa “no”.

Ora se la maggioranza ha intenzione di accogliere l’emendamento dobbiamo però premettere questa dicitura “il comma 1 dell’articolo 3 della legge regionale numero 25 del 26 aprile 1995 è così sostituito….” e  poi prosegue “allo scopo… ecc. ecc..”. Non so se è chiaro.

Onorevole Fedele, io avrei capito le preoccupazioni dell’amministrazione. Se invece del “può”, dottore Zoccali, ci fosse scritto “deve” a quel punto…

Ma il “può” presuppone sempre una valutazione.

(Interruzione)

Certo, certo.

(Interruzione)

Noi solleviamo questo aspetto perché nel mondo della cultura i Sistemi bibliotecari sono tra le Istituzioni che funzionano di più. Non volete approvarlo? Pazienza.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Anche sull’emendamento precedente presentato dall’onorevole Giordano sull’abrogazione del “Progetto Donna” c’è stato il parere negativo sia del relatore che della Giunta, ma io per sbaglio ho detto “approvato”. Naturalmente è respinto, non è approvato, assolutamente. Possiamo anche ripeterlo.

Pertanto l’emendamento protocollo numero 59325 è respinto.

Pongo in votazione l’articolo 19.

(E’ approvato)

Andiamo avanti con l’emendamento del consigliere Nicolò, protocollo numero 59283.

Luigi FEDELE, relatore

L’onorevole Nicolò ne chiede il ritiro.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato, così come quello successivo sempre a firma del consigliere Nicolò, protocollo numero 59296.

Più avanti c’è un emendamento a firma dell’onorevole Gentile, protocollo numero 59432, che così recita: “Il comma 8 dell’art. 17 della LR. N. 32/96 successivamente sostituito dall’art. 28 della LR n. 8 del 26 febbraio 2010 è modificato: <I compensi spettanti al Presidente, ai componenti la Commissione e al segretario verbalizzante sono determinati nella misura prevista dalla legge regionale 5.5.1990, n. 40 e successive modifiche. Le spese per il funzionamento delle Commissioni sono a carico dei comuni; la Giunta regionale cura la successiva ripartizione degli oneri sostenuti tra i comuni direttamente interessati alle graduatorie approvate dalla Commissione. Gli stessi comuni entro 30 gg. dalla notifica della ripartizione dovranno provvedere alla liquidazione delle spese direttamente ai componenti della Commissione stessa. Nel caso i comuni non provvedano al rimborso delle spese entro 40 giorni dalla richiesta la Giunta regionale nomina con oneri a carico del comune inadempiente commissario ad acta un funzionario regionale che provvede al rimborso>”.

(Interruzione)

No, più avanti c’è un emendamento a firma dell’onorevole Gentile che rimodifica l’articolo 20 ma è stato, erroneamente, inserito all’articolo 25nonies.

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, gran parte di questo emendamento era già inserito nel collegato quindi non c’è motivo che sia posto ai voti.

Invece, l’ultimo capoverso dove recita “i comuni non provvedono al rimborso delle spese entro 40 giorni dalla richiesta la Giunta regionale nomina, con oneri a carico del comune inadempiente, commissario ad acta e… provvede al rimborso” può essere approvato.

PRESIDENTE

Possiamo votare questo emendamento così come modifica l’articolo 20.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 20.

(E’ approvato)

All’articolo 21 è stato presentato emendamento protocollo numero 59457, a firma del consigliere Salerno, che così recita: “All’art. 21 del P.L. n. 280/9^ sono aggiunti i seguenti commi:

1.      Al fine di rendere concreta applicazione quanto previsto dall’art. 31 comma 4 della legge regionale n. 10 del 2003 un contingente di 50 operai idraulico-forestali è assegnato a far data 1 gennaio 2012 al Parco naturale regionale delle Serre che lo utilizzerà per la gestione dell’area protetta eseguendo gli interventi in economia col metodo dell’amministrazione diretta secondo quanto previsto per gli altri enti utilizzatori di manodopera idraulico-forestale.

2.      In applicazione dell’art. 45 comma 3 della legge regionale n. 10/2003 la Regione Calabria con decreto del Presidente della Giunta concede in uso gratuito al Parco naturale regionale delle Serre le aree demaniali della foresta “Prasto” e dell’area umida dell’Angitola il quale le amministra e attiva in esse azioni sperimentali di educazione ambientali ed utilizzo sostenibile delle risorse>”.

Prego, onorevole Salerno.

Nazzareno SALERNO

Presidente, si tratta di un emendamento che riguarda il Parco regionale delle Serre, l’unico Parco della Regione Calabria, e con cui si dà la possibilità innanzitutto di rendere concreta l’applicazione dell’articolo 31, comma 4, della legge regionale numero 10 e di assegnare la zona umida dall’Angitola e l’area della foresta demaniale “Prasto” al Parco naturale delle Serre che le amministrerà ed attiverà una serie di azioni sperimentali di educazione ambientale ed utilizzo sostenibile delle risorse.

Questo consentirà anche al Parco delle Serre di rendersi autonomo rispetto a quello che è ogni anno il contributo della Regione Calabria. A partire dal 2013 il Parco, con questo tipo di gestione, potrà acquisire anche una autonomia dal punto di vista finanziario.

Bruno CENSORE

Chiedo scusa, Presidente, in questo emendamento è inserita anche la possibilità per 50 operai idraulico-forestali di transitare nel Parco. Adesso non ricordo se nella legge questo è permesso temporaneamente o definitivamente. Chiedo che cortesemente possiate controllare questa questione.

PRESIDENTE

Onorevole Salerno, prego.

Nazzareno SALERNO

La legge regionale numero 10 del 2003 prevede il passaggio di questi operai non per un periodo temporaneo ma, per quanto riguarda gli operai nella zona ricadente nell’area Parco, di passare al Parco regionale delle Serre.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole però con autorizzazione al coordinamento formale, per verificare che non ci siano modifiche necessarie da apportare.

PRESIDENTE

Onorevole Giordano, prego.

Giuseppe GIORDANO

Solamente per puntualizzare, Presidente, perché certamente è apprezzabile che aree importanti di pregio ambientale e naturalistico siano valorizzate.

La mia preoccupazione per quanto riguarda l’area umida dell’Angitola è che le zone umide devono avere un carattere di conservazione e tutela molto stringente. Mi preoccuperei nella declinazione del fatto che si possono effettuare attività di educazione ambientale.

Proporrei all’onorevole Salerno, nella definizione di questo passaggio che si sostituiscano le parole “azioni sperimentali” con le parole “di conservazione e valorizzazione sostenibile delle risorse” per evitare che ci sia una possibile educazione ambientale - è un termine amplissimo – e quindi la possibilità e la discrezionalità che questa divenga un’area che per varie attività e per vari motivi perda l’essenza della stessa zona umida e della stessa ragione per le quali le zone umide debbano essere preservate, subendo, in qualche modo, un utilizzo non corretto che possa causare la perdita delle caratteristiche uniche e di grande pregio che poi sono quelle della conservazione della fauna per le quali le zone  umide sono espressamente deputate.

(Interruzione)

Se si vuole procedere, poi, con autorizzazione al coordinamento formale…

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

Questa dicitura è stata ripresa proprio dalle parole riportate dal piano perché questa zona già rientra nell’area del Parco regionale delle Serre. Non è nessuna forzatura e nessuna modifica rispetto a quello che è previsto per questa zona umida.

D’altra parte l’Ente Parco ha proprio questo compito, il dovere cioè di tutelare queste zone ed in particolare questa zona umida dell’Angitola che fa già parte del Parco regionale delle Serre.

Non si va a modificare nulla ma si tratta di prevedere che, anziché essere gestita come oggi avviene dal Consorzio ecc., sia gestita direttamente dal Parco. Comunque, sopra il Consorzio c’è sempre il Parco che ha avuto già un finanziamento negli anni passati proprio per effettuare questi progetti di sperimentazione e di studio nella zona umida dell’Angitola.

Collega Giordano, l’emendamento non va a modificare niente e sono il primo a dire che anzi va ancora di più valorizzata questa zona.

Giuseppe GIORDANO

Potremmo aggiungere “in coerenza con le finalità di conservazione della fauna” va bene?

Nazzareno SALERNO

Per me va bene.

Giuseppe GIORDANO

Va bene.

PRESIDENTE

Con questa integrazione proposta dall’onorevole Giordano pongo in votazione l’emendamento.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole con l’integrazione suggerita ed autorizzazione al coordinamento formale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 21.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 22.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 23.

(E’ approvato)

All’articolo 24bis è stato presentato un emendamento, protocollo numero 59378, a firma dei consiglieri Principe e Censore che così recita: “All’art. 24bis dopo le parole <coordinamento e supervisione dell’attività medesima> si aggiunge <il provvedimento di cui sopra assunto dalla Giunta regionale deve essere trasmesso per il relativo parere alla competente Commissione consiliare>”.

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Signor Presidente, dopo alcune rivisitazioni relativamente agli assetti degli organismi della Fondazione Field ed all’attività della Fondazione, con l’emendamento si prevede che l’atto di indirizzo debba promanare dalla Giunta.

Noi chiediamo che questo provvedimento venga in Commissione per il parere di competenza così che il Consiglio non sia esautorato di importanti compiti ed abbia modo di visionare l’attività di un ente importante quale è la Field. Grazie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 24bis.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 25.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 25bis.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 25ter.

(E’ approvato)

E’ stato presentato l’emendamento istitutivo dell’articolo 25quater, protocollo numero 59241, a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano, che così recita: “Art. 25quater <Il termine di cui al comma 1 dell’art. 27 (Procedimento semplificato) della legge regionale n. 18 del 21 agosto 2007 s.m.i. (Norme in materia di usi civici) è prorogato al 31 dicembre 2012.

3.      Dopo il comma 5 dell’art. 28 (Canoni corrispettivi) della legge regionale n. 18del 21 agosto 2007 s.m.i. (Norme in materia di usi civici) è inserito il seguente comma: <<6. Sono consentite per le sole aree agricole, le seguenti detrazioni rispetto all’importo determinato ai sensi della normativa vigente:

a.       Il 40 per cento per gli occupatori coltivatori diretti;

b.      Il 30 per cento per gli occupatori imprenditori agricoli professionali;

c.       Il 20 per cento per gli occupatori che dimostrano di avere acquisito il bene oggetto di legittimazione e di affrancazione con contratti di acquisto presso notai e regolarmente trascritti alla conservatoria dei registri immobiliari.

Le detrazioni di cui al punto “a” e al punto “b” non sono cumulabili. Le qualifiche di coltivatore diretto e di imprenditore agricole professionale devono essere certificate dall’Inps di competenza>”.

Prego, onorevole Imbalzano.

Candeloro IMBALZANO

Si tratta, Presidente, di un emendamento di modifica alla legislazione vigente per l’eliminazione delle disparità di trattamento sulle determinazioni del valore reale tra terreni edificatori e terreni agricoli per il calcolo enfiteutico di legittimazione ed il calcolo del prezzo di affrancazione.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Su questo emendamento dei colleghi Nucera ed Imbalzano ho presentato due emendamenti successivi che sono stanzialmente identici; uno è l’emendamento protocollo numero 59328 che recita “Dopo l’articolo 25 ter è aggiunto il seguente <Art. 25quater (modifica legge regionale n. 17/2011: Il termine di cui al comma 1 dell’art. 1 della legge regionale 30 giugno 2011 n. 17 è prorogato al 31 dicembre 2012>”.

Rispetto alla materia degli usi civici con l’emendamento protocollo numero 59328, che richiama il primo comma dell’emendamento a firma dei colleghi, è prevista la proroga al 31 dicembre 2012. Mentre, per quanto riguarda le detrazioni rispetto agli importi determinati che sono stati già esposti dal collega Imbalzano, ho presentato l’emendamento protocollo numero 59331 che così recita: “Dopo l’articolo 25 quater è aggiunto il seguente: Art. 25quinquies (Norme in materia di usi civici) <All’art. 1 della legge regionale 31 marzo 2009, n. 10, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: 2. Sono consentite per le sole aree agricole le seguenti detrazioni rispetto all’importo determinato ai sensi della normativa vigente:

a)      Il 40% per gli occupatori coltivatori diretti;

b)      Il 30 per cento per gli occupatori imprenditori agricoli professionali;

c)      Il 20 per cento per gli occupatori che dimostrano di avere acquisito il bene oggetto di legittimazione e di affrancazione con contratti di acquisto presso notai e regolarmente trascritti alla conservatoria dei registri immobiliari.

Le detrazioni di cui al punto “a” e al punto “b” non sono cumulabili. Le qualifiche di coltivatore diretto e di imprenditore agricole professionale devono essere certificate dall’Inps di competenza>”.

Ritengo che i tre emendamenti, avendo lo stesso tenore letterale e funzionale, possano essere accorpati.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Non ho nulla in contrario all’accorpamento degli emendamenti. E’ una procedura che si segue con estrema facilità; quando il collegato è quello, i punti di riferimento per esporre gli emendamenti sono quelli ed anche le ragioni dell’attenzione, ovviamente, poi tendono a coincidere.

L’emendamento firmato da me e dal consigliere Imbalzano ha due aspetti entrambi fondamentali, Presidente, che possiamo discutere.

Uno è di carattere temporale ed afferisce al primo comma dell’emendamento stesso, cioè una trasposizione di data al 31 dicembre 2012.

Ovviamente - qui lo dico anche per la stampa - stiamo parlando di una materia importante che afferisce l’esercizio delle funzioni amministrative in tema di usi civici e anche della gestione delle terre civiche.

Una materia molto importante su cui il Consiglio regionale più volte si è soffermato e su cui oggettivamente molto si punta sul recupero di attività agricole fondamentali per dare un incremento anche allo sviluppo economico dei territori, soprattutto localmente.

Qui si tratta, allora, di razionalizzare meglio i tempi, considerata la lungaggine delle burocrazie e le difficoltà che vi sono sul modo di applicare concretamente le leggi all’interno dei territori e dei vari uffici e molte volte anche negli assessorati.

Si tratta di posporre una data che è quella del 31 dicembre 2011 al 31 dicembre 2012.

La seconda parte dell’emendamento è un secondo comma che invece richiama un aspetto molto più delicato che afferisce anche la funzione economica della gestione di queste terre, per sviluppare ulteriormente l’utilizzo del sistema, per garantire i piccoli coltivatori e per abbattere progressivamente la tenuta complessiva.

Ovviamente, mi rendo conto che incidiamo in un settore particolare e noi potremmo trasformare questo emendamento, relatore, anche in una raccomandazione - nella seconda parte – per l’assessorato perché in sede di riverifica della legge sugli usi civici possa tener conto di una maggiore attenzione e quindi di una minore pressione fiscale su questa categoria di lavoratori agricoli, soprattutto i piccoli coltivatori diretti che necessitano di esser sostenuti nelle loro battaglie.

Questo è l’emendamento a firma Nucera-Imbalzano e mi pare che anche quello del collega Giordano coincida. Pertanto, se lei è d’accordo, collega Imbalzano, in linea di massimo potremmo racchiudere tutto in quest’ambito di intervento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Giuseppe GIORDANO

Chiedo. Accorpiamo gli emendamenti e li poniamo ai voti singolarmente?

(Interruzione)

Un unico emendamento di natura ordinaria? Va bene.

PRESIDENTE

Parere del relatore.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, su questi emendamenti accorpati il parere è favorevole solo sul primo comma che proroga il termine al 31 dicembre 2012. Per il resto, come ben diceva l’onorevole Nucera, formuliamo una raccomandazione all’assessorato affinché possa seguire meglio questa problematica. Quindi, ripeto, il parere è favorevole soltanto sul primo comma che sposta il termine al 31 dicembre 2012.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme a quello del relatore.

Giuseppe GIORDANO

Il mio primo emendamento viene accorpato con l’emendamento a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano?

PRESIDENTE

Quale era il suo emendamento?

Giuseppe GIORDANO

Il mio emendamento ha il protocollo numero 59328, mentre rimane in piedi quello con protocollo numero 59331.

PRESIDENTE

Ma il suo emendamento è lo stesso.

Giuseppe GIORDANO

L’emendamento protocollo numero 59328 riguarda la proroga dei termini, quindi viene accorpato all’emendamento a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano, mentre chiedo che venga messo ai voti l’emendamento protocollo numero 59331. 

PRESIDENTE

Sì certo.

Pongo in votazione il primo comma dell’emendamento a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano.

(E’ approvato)

Pongo in votazione il secondo comma.

(E’ respinto)

Andiamo avanti con l’emendamento, a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano, protocollo numero 59242, che così recita: “Art. 25quater (Riordino fondiario e ricambio generazionale in agricoltura) <1. L’art. 17, comma 3, della legge regionale n. 22 dell’11 agosto 2010, (Misure di razionalizzazione periodico della spesa pubblica regionale) è abrogato>”.

Prego, onorevole Imbalzano.

Candeloro IMBALZANO

Signor Presidente, si tratta di un emendamento volto a ripristinare una norma che avrebbe contribuito a rendere efficiente e competitiva l’agricoltura agevolando il ricambio generazionale che, più volte anche in quest’Aula con la mozione dello scorso mese di agosto, avevamo sollecitato così come l’ampliamento della direzione aziendale delle aziende agricole attraverso la concessione agevolata di affitti di terreni agricoli disponibili da parte dei comuni.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, c’è un mio emendamento di contenuto analogo e che riguarda la misura per il riordino fondiario e ricambio generazionale che, tra l’altro, quest’Aula aveva trattato in occasione della mozione approvata il 2 agosto dalla quale stanno scaturendo questi emendamenti che hanno una radice ed una visione convergente. Questo non può che farmi piacere rispetto ad un tema così importante che è quello dell’agricoltura. Anche in questo caso, se i colleghi sono d’accordo, gli emendamenti possono essere accorpati.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Siamo d’accordo all’accorpamento.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Nucera.

Giovanni NUCERA

Chiedo scusa, Presidente, è opportuno spendere qualche parola in più perché questo è un emendamento strano nel senso che l’articolo posto alla base di questo emendamento è un articolo strano.

Noi con la legge numero 8 del 2010, che è il collegato alla finanziaria 2010, abbiamo approvato l’articolo 12 che parla di riordino fondiario e di ricambio generazionale in agricoltura. Oggi, invece, procediamo ad abrogare ciò che avevamo approvato meno di un anno fa per cui vorrei comprenderne le motivazioni considerato che in bilancio ci sono 16 milioni di euro.

Ma a prescindere da questo, se il problema è di abrogare questo articolo, perché immagino che l’assessorato avrà un programma molto più ampio da illustrarci e penso che, quindi, sotto questo punto di vista sia stato già avviato un processo di riordino, lo dica chiaramente in maniera da rasserenarci, altrimenti non comprendiamo la ratio per cui questo articolo viene abrogato.

Solo questo.

Immagino che ci sia, come diceva l’assessore prima un programma che ingloba completamente questo articolo, che dà attuazione all’articolo 8 ma che, ovviamente, deve avere campo libero per integrarsi meglio nel contesto complessivo della programmazione assessorile.

PRESIDENTE

Prego, assessore Trematerra.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Grazie, Presidente, solo per dire che abbiamo abrogato questo articolato nel bilancio dell’anno precedente perché il piano di sviluppo rurale prevede misure che vanno in questa direzione e solo per questo, a suo tempo è stato abrogato questo articolato perché ci sono misure che servono ad andare verso il ricambio generazionale e verso il riordino fondiario.

Abbiamo misure alternative che sono già attive verso le quali, ovviamente, ci stiamo muovendo. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Vorrei capire se stiamo ponendo ai voti …

PRESIDENTE

Stiamo facendo la discussione sugli emendamenti. Dopo sentiamo il parere del relatore o lo vuol sentire prima? Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Sentito l’assessore, inviterei i presentatori al ritiro altrimenti il parere sarà contrario.

PRESIDENTE

L’onorevole Nucera si è dichiarato soddisfatto dalla risposta dell’assessore.

Prego, onorevole Imbalzano.

Candeloro IMBALZANO

Ci deve essere l’impegno, ovviamente, che si riprenda una discussione approfondita nelle sedi delle Commissioni competenti. Grazie.

Giovanni NUCERA

Prendiamo atto della risposta dell’assessore. Ne avevamo parlato prima ed effettivamente il processo è già avviato.

PRESIDENTE

I due colleghi di maggioranza hanno accolto l’invito del ritiro. Lei, onorevole Giordano?

Giuseppe GIORDANO

Ritengo, invece, Presidente, che sia necessario e non vedo il motivo per il quale non debba essere reintrodotto anche se ci sono le misure del Psr che l’assessore ha citato poc’anzi. Riteniamo sia importante, per evitare equivoci, una questione delicatissima che riguarda una ricomposizione strategica fondiaria dell’agricoltura calabrese, delle misure che vadano in qualche modo a dare la stura e a rinnovare anche la classe degli imprenditori agricoli.

Vogliamo porre ai voti l’emendamento che abbiamo presentato anche se era all’articolo successivo, non all’articolo 27. Avevo chiesto l’accorpamento pensando che si potesse votare, se così non è, ne prendo atto, ma ritengo sia necessaria la reintroduzione dell’articolo 8.

PRESIDENTE

Procediamo con il ritiro dell’emendamento Nucera-Imbalzano.

Il successivo emendamento è ritirato? Anche questo.

Dopo c’è l’emendamento a firma dell’onorevole Giordano che abbiamo già discusso ed approvato, quello precedente proroga il termine, l’emendamento protocollo numero 59328 a firma del consigliere Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Era la proroga ed è approvato.

PRESIDENTE

È stato approvato.

Dopo c’è un emendamento a firma dell’onorevole Chiappetta protocollo numero 59488 è ritirato.

Adesso c’è un emendamento protocollo numero 59517, a firma del consigliere Gallo che così recita: “Art. 25quater <1. Il comma 1 dell’art. 26 della legge regionale n. 20 del 19 ottobre 1992 è così sostituito <<1. Il personale della forestazione, impiegato e di cantiere di cui al D.L. 15.06.1984, n. 23 convertito nella legge 4.8.1984, n. 442 riveste le qualifiche e ricopre i livelli previsti dai contratti di lavoro vigenti (CCNL - Contratto collettivo nazionale di lavoro e Cir – Contratto integrativo regionale). La relativa spesa grava sui capitoli di bilancio relativi agli interventi di forestazione approvati dalla Regione e non sulle spese generali riconosciute dalle leggi regionali vigenti agli enti attuatori (di cui all’art. 7 della LR. 20 del 19.10.1992). La norma si applica al personale in servizio presso gli enti attuatori le attività di forestazione, alla data del 31.12.2011 che abbia svolto la funzione impiegatizia presso lo stesso Ente nell’ultimo anno in maniera ininterrotta>>”.

Prego, onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

Signor Presidente, questo emendamento serve a sanare una problematica che attiene al personale della forestazione. Una parte del personale della forestazione rinveniente dal settore operaio è stato impegnato in questi anni nel settore impiegatizio, ma questa figura non esiste nei contratti collettivi nazionali di lavoro.

Questa spesa grava sui capitoli di bilancio relativi agli interventi di forestazione e, di fatto, attraverso questa norma si va a sanare una deficienza esistente, poiché questa figura non è stata mai ricompresa nei contratti collettivi nazionali di lavoro e non comporta nessun aggravio di spesa sul bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Possiamo procedere. Parere del relatore?

(Interruzione)

Prego, onorevole Guccione.

Carlo GUCCIONE

Dubito che non ci sia aggravio di spesa, non so cosa dice l’assessore…

PRESIDENTE

Assessore Trematerra.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Si tratta di questo, questi operai hanno svolto e stanno svolgendo una funzione di tipo impiegatizio, siccome il contratto collettivo nazionale di lavoro non prevede questa fattispecie, ci potrebbero essere anche ricorsi da parte di questi lavoratori per farsi riconoscere questo tipo di qualifica ed ad oggi i Consorzi di bonifica non avendo, appunto, la possibilità di riconoscerli, li pagano attraverso le spese generali e non sui piani di forestazione come gli altri lavoratori.

Questa è una fattispecie che c’è solo nei Consorzi di bonifica che oggi attraverso le spese generali, il 7 per cento che viene riconosciuto per la progettazione, sono costretti a pagare questo personale che non può essere pagato, invece, con i progetti di forestazione.

Quindi, non c’è un aggravio di spesa perché la Regione, in questo caso il dipartimento agricoltura, trasferisce sempre le stesse risorse al Consorzio.

PRESIDENTE

L’assessore ha detto che non ci sono maggiori oneri sul bilancio della Regione.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Faccio mie le considerazioni dell’assessore Trematerra che assicura non ci sono aggravi di spesa, pertanto il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo numero 59331, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi e Talarico, così recita: “Dopo l’art 25 quater è aggiunto il seguente: Art 25 quinquies (Norme in materia di usi civici) <All’art 1 della legge regionale 31 marzo 2009, n. 10, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: 2. Sono consentite per le sole aree agricole le seguenti detrazioni rispetto all’importo determinato ai sensi della normativa vigente:

a)      Il 40% per gli occupatori coltivatori diretti;

b)      Il 30 per cento per gli occupatori imprenditori agricoli professionali;

c)      Il 20 per cento per gli occupatori che dimostrano di avere acquisito il bene oggetto di legittimazione e di affrancazione con contratti di acquisto presso notai e regolarmente trascritti alla conservatoria dei registri immobiliari.

Le detrazioni di cui al punto “a” e al punto “b” non sono cumulabili. Le qualifiche di coltivatore diretto e di imprenditore agricole professionale devono essere certificate dall’Inps di competenza>” che abbiamo già trattato e pongo in votazione.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

E’ stato presentato emendamento protocollo numero 59335, a firma dei consiglieri Giordano, De Masi e Talarico, che così recita: “Dopo l’art 25 quinquies viene aggiunto il seguente: art 25 sexies (Disciplina concernente l’abbattimento di alberi di ulivo)

1.      In deroga al divieto di cui al decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475 e s.m.i., è consentito l’abbattimento di alberi di olivo secondo le disposizioni di cui al presente art, fatti salvi i vincoli e lo specifico regime sanzionatorio per gli oliveti realizzati a fronte della erogazione di contributi pubblici.

2.      Nei terreni dove non ricorrono vincoli di ordine paesaggistico o idrogeologico l’abbattimento degli alberi di ulivo è consentito previa comunicazione inoltrata almeno trenta giorni prima dal proprietario o dal conduttore in possesso del consenso del proprietario, al comune dove è ubicata la superficie ad oliveto oggetto dell’intervento, ai fini della verifica della conformità dell’intervento con gli strumenti urbanistici; decorso tale termine l’abbattimento si intende consentito.

3.      Nei casi in cui l’area ove sono ubicate le piante sia sottoposta a tutela o vincoli di ordine paesaggistico o idrogeologico, l’abbattimento su domanda del richiedente può essere autorizzato dal comune previo provvedimento favorevole dell’autorità competente in materia.

4.      A compensazione degli alberi da abbattere è previsto l’obbligo di impiantare altrettanti alberi di olivo nel medesimo o in altri fondi di proprietà o condotti dal richiedente stabilendo altresì modalità e termini dell’impianto.

5.      Nei casi in cui venga rilevata la non conformità degli interventi di cui al comma 1 con gli strumenti urbanistici l’abbattimento può essere autorizzato dal comune qualora ricorrano le seguenti circostanze:

a)      La morte fisiologica della pianta o la permanente improduttività o la scarsa produttività dovuta a cause non rimuovibili;

b)      L’eccessiva fittezza del sesto di impianto tale da recare danno all’oliveto o da rendere disagevoli le operazioni culturali;

c)      L’esecuzione delle opere di miglioramento fondiario finalizzate alla conservazione della stabilità del suolo, a evitare l’erosione dei terreni, a mantenere o ripristinare la corretta regimazione delle acque superficiali a migliorare l’accessibilità ai fondi;

d)     L’esecuzione di interventi edilizi di natura privata purché autorizzati dall’ente competente in materia,

e)      L’esecuzione di opere di pubblica utilità;

6.      Le circostanze di cui alle lettere a), b) e c) del comma precedente sono accertate dalle competenti strutture della Giunta regionale su richiesta del proprietario.

7.      Non sono sottoposti alla presente disciplina:

a)      Gli alberi di ulivo con finalità esclusivamente ornamentale o decorativa dei giardini e parchi;

b)      Gli alberi monumentali di ulivo inseriti nell’elenco di cui alla legge regionale 7 dicembre 2009, n. 47 “Tutela e valorizzazione degli alberi monumentali e della flora spontanea autoctona della Calabria”;

c)      Gli alberi di ulivo estirpati nell’ambito di azienda vivaistica da soggetto titolare dell’autorizzazione”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente è un altro emendamento che riguarda il delicato comparto dell’agricoltura, in questo caso dell’olivicoltura calabrese.

Ferma restando tutta la normativa a tutela degli alberi di ulivo, è previsto l’abbattimento, laddove ci siano circostanze come la morte fisiologica della pianta o un adeguamento al sesto d’impianto e comunque, ripeto, in conformità alle leggi che tutelano gli alberi monumentali di ulivo e a tutte le altre che valorizzano questi aspetti, per un numero limitato, 5 piante l’anno, per consentire il rinnovamento e la possibilità per i impianti spesso improduttivi o che necessitano proprio dell’estirpazione dell’impianto.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Imbalzano.

Candeloro IMBALZANO

Rispetto a questo emendamento del consigliere Giordano, vi è un analogo emendamento protocollo numero 59244/A a firma mia e del collega Nucera che così recita: “Articolo 27bis:

< 1. La Regione Calabria tutela il patrimonio olivicolo, quale elemento caratterizzante il paesaggio, l’ambiente e il territorio agricolo regionale, coniugando tali valori con l’esigenza di assicurare la convenienza economica alla coltivazione agricola delle piante di ulivo e con la presente norma disciplina le deroghe al divieto di abbattimento in luogo Decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475 s.m.i..

2. In deroga al divieto di cui al decreto legislativo luogotenenziale 27 luglio 1945, n. 475 e s.m.i., è consentito l’abbattimento di alberi di olivo secondo le disposizioni di cui al presente articolo, fatti salvi i vincoli e lo specifico regime sanzionatorio per gli oliveti realizzati a fronte della erogazione di contributi pubblici.

3. Nei terreni dove non ricorrono vincoli di ordine paesaggistico o idrogeologico l’abbattimento degli alberi di ulivo è consentito previa comunicazione inoltrata almeno trenta giorni prima dal proprietario o dal conduttore in possesso del consenso del proprietario, al comune dove è ubicata la superficie ad oliveto oggetto dell’intervento, ai fini della verifica della conformità dell’intervento con gli strumenti urbanistici; decorso tale termine l’abbattimento si intende consentito.

4. Nei casi in cui l’aera ove sono ubicate le piante sia sottoposta a tutela o vincoli di ordine paesaggistico o idrogeologico, l’abbattimento su domanda del richiedente può essere autorizzato dal comune previo provvedimento favorevole dell’autorità competente in materia.

5. A compensazione degli alberi da abbattere è previsto l’obbligo di impiantare altrettanti alberi di olivo nel medesimo o in altri fondi di proprietà o condotti dal richiedente stabilendo altresì modalità e termini dell’impianto.

6. In ogni caso possono essere abbattuti per singola azienda agricola fino a cinque alberi di ulivo per biennio, previa comunicazione di cui al comma 3.”>, che credo possa essere unificato con l’emendamento protocollo numero 59335.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Nucera.

Giovanni NUCERA

Presidente, per quanto sostenuto dal collega Imbalzano, con cui ho affrontato la materia e condiviso questi emendamenti, ritengo oggettivamente che la Regione debba intervenire su questa materia, avendo anche il supporto dell’assessorato che chiamo in causa.

Non possiamo continuare a tollerare che interi impianti olivicoli vengano sradicati con la vocazione naturale che questi hanno, non solo dal punto di vista agricolo e di sviluppo, ma anche per le piante di antico retaggio che devono essere tutelate.  Sono le piante più antiche che abbiamo.

L’intera piana di Gioia Tauro, la Sibaritide, gli oliveti della piccola Sila, così come quelli della piana lametina, devono trovare una tutela da parte della Regione.

Mi rendo conto che non è un emendamento, ho letto l’emendamento del consigliere Giordano ed, effettivamente, è una vera e propria legge. Per cui, assessore, se lei vuole ed è nelle condizioni, chiediamo l’approvazione della legge.

Se ritiene di dover approfondire gli elementi tecnici, lo dica e siamo disposti a ritirare l’emendamento.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Imbalzano.

Candeloro IMBALZANO

Avevo chiesto l’accorpamento, però il collega Nucera ha introdotto un argomento di grande interesse.

Si tratta, sostanzialmente, di ridare economicità all’attività olivicola della regione intera, con un occhio particolare alla piana di Gioia Tauro che ormai ha uliveti sostanzialmente inutilizzabili. Questi emendamenti sono molto di più, credo che meritino una attenzione particolare e, quindi, una esplicitazione dell’assessore Trematerra. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, assessore.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Presidente, è importante la sensibilità dei consiglieri  verso la materia oggetto di questo emendamento.

Ho visto l’articolato, è una materia molto complessa. Considerato che l’emendamento porta la firma sia di consiglieri di maggioranza che di minoranza, riterrei più utile, per lo stesso provvedimento, che ne discutessimo in Commissione e non approvare questo testo.

Fatta salva la volontà del dipartimento di addivenire ad una soluzione che va ricercata e, sicuramente, questa ampia platea di interesse dei consiglieri farà in modo che si possa approvare questa legge in tempi rapidi.

Chiedo il ritiro, quindi, dell’emendamento per poterne discutere in Commissione. Grazie.

Giuseppe GIORDANO

Posso?

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Dopo aver ascoltato l’assessore Trematerra, vista l’importanza e la delicatezza della materia e constatata la disponibilità dell’assessore e del dipartimento ad affrontare con legge ed approfondire ulteriormente questi aspetti, vi è la nostra disponibilità al ritiro con questo impegno.

Confido nel fatto che a brevissimo in Commissione tratteremo questo progetto di legge, grazie.

Bruno CENSORE

Presidente, chiedo scusa.

PRESIDENTE

Sì, però do io la parola, altrimenti diventa un mercato.

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Ad integrazione di quanto diceva il consigliere Giordano e l’assessore Trematerra, volevo ricordare all’Aula che nella scorsa legislatura avevo presentato una proposta che è diventata legge che, chiaramente, poi non ha visto le fasi successive. Doveva essere fatto un regolamento, questa è l’occasione per rivedere quella legge, integrarla con le cose importanti che diceva il consigliere Giordano ed avere il regolamento dalla Giunta.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Lo rinviamo in Commissione va bene?

Luigi FEDELE, relatore

Lo rinviamo in Commissione.

PRESIDENTE

L’emendamento è rinviato in Commissione.

(Così resta stabilito)

E’ stato presentato l’emendamento protocollo numero 59339 a firma Giordano che così recita: “Dopo l’art. 25 sexies è aggiunto il seguente: Art. 25 septies (modifiche alla legge regionale 29/2008) <L’art. 9 della legge regionale 14 agosto 2008, n. 29 è sostituito dal seguente: “Le disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 della presente legge sono applicabili a decorrere dalla richiesta del parere di compatibilità da parte della Commissione europea ai sensi degli articoli 87 e 88 del trattato Ce. La Giunta regionale provvede con propria deliberazione a disciplinare ove necessario, i rapporti giuridici sorti in pendenza dell’ottenimento del parere qualora il medesimo parere non attesti la compatibilità delle predette norme agli artt. 87 e 88 del Trattato Ce>”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, l’articolo prevede la sostituzione dell’articolo 9 della legge regionale numero 29 del 2008 della quale ci siamo occupati anche ad agosto con una mia interrogazione e che riguarda - l’assessore Trematerra ricorderà – una legge importante per il comparto agro-alimentare calabrese che è bloccata perché non è mai pervenuto il parere di compatibilità agli articoli 3 e 4.

Con questa sostituzione eliminiamo quella parte dell’articolato che a causa di questo parere blocca l’applicabilità di una legge fondamentale approvata nel 2008 alla unanimità e che è urgente diventi operativa.

Questo è il senso dell’intervento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

E’ stato presentato un emendamento protocollo numero 59342 a firma dell’onorevole Giordano che così recita: “Dopo l’art. 25 septies è aggiunto il seguente Art. 25octies (Modifiche ed integrazioni alla LR n. 11/2003 “Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale ordinamento dei Consorzi di bonifica)

1.      Il comma 5 dell’art. 9 della legge regionale 11/2003 è sostituito dal seguente:

Le spese generali seguono le norme del D.lgs n. 163 del 12 aprile 2006 e s.m.i. e del regolamento approvato con decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 5 ottobre 2010 e possono essere forfettizzate”.

2.      All’art. 9 dopo il comma 5 della LR. N. 11/2003 aggiungere il seguente:

6. Ove le spese generali vengano forfettizzate la percentuale è fissata dalla Giunta regionale con riferimento al costo della progettazione, direzione lavori e collaudo. Detta percentuale va liquidata in misura proporzionale all’avanzamento dell’intervento e non è soggetta a rendicontazione. La forfettizzazione è di norma adottata soprattutto nel caso in cui l’intervento viene eseguito con personale interno alla struttura consortile”.

3. All’art. 25, comma 8 della LR. 11/2003 dopo la parola “ordinaria” è aggiunto “e al ripristino” dopo la parola “diretta” è aggiunto “senza limiti di importo nelle more di una compiuta disciplina regionale di attuazione del D.Lgs 163 del 12 aprile 2006”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo è un emendamento che riguarda la modifica della legge regionale numero 11 del 2003. Parliamo dei Consorzi di bonifica.

E’ un emendamento che pone in essere delle modifiche che vanno ad uniformare la legge regionale al codice dei contratti e degli appalti, rispetto alla forfettizzazione delle spese, alla rendicontazione e alla possibilità che si pongano in essere, in amministrazione diretta dei Consorzi, oltre alle opere di manutenzione ordinaria anche gli interventi di ripristino previsti dalla legge.

E’ una questione importante che consente dei risparmi, la possibilità di una maggiore incisività dei Consorzi di bonifica in un momento delicato e particolare. C’è anche il conforto dell’autorità di vigilanza su queste questioni specifiche.

Vi è quindi una coerenza ed una rispondenza alla norma madre nazionale nel rispetto della potestà della Regione di poter intervenire e rendere efficiente un comparto importante. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, assessore.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Grazie, chiedo il ritiro perché c’è una norma nazionale. Quindi, non bisogna legiferare in tal senso e, nella eventualità, comunque, non è necessaria una legge, ma è sufficiente semplicemente un decreto dirigenziale.

Chiedo il ritiro di questo emendamento.

PRESIDENTE

Onorevole Giordano, prego.

Giuseppe GIORDANO

Ritengo invece che questo emendamento abbia un senso ed eviti interpretazioni e confusione delle attività che, ripeto, sono molto importanti.

Prendo atto che non c’è la volontà di affrontarlo e chiedo che venga messo ai voti.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Autorità di vigilanza e lavori pubblici? È sempre lo stesso emendamento o un altro? E’ lo stesso, quello che abbiamo respinto, giusto? È respinto.

E’ stato presentato un emendamento protocollo numero 59345, a firma del consigliere Giordano, che così recita: “Dopo l’art. 25octies è aggiunto il seguente: Art. 25nonies <1. Il comma 1 dell’art. 26 della LR. N. 20/1992 è sostituito come segue: “Il personale della forestazione impiegato e di cantiere proveniente dalla legge 442 del 4 agosto 1984 riveste le qualifiche e ricopre i livelli previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro vigenti (Ccnl e Contratto circoscrizionale parte impiegati e parte operai). Il personale è retribuito sugli interventi di forestazione finanziati dalla Regione agli enti attuatori di cui all’art. 7 e non ricade sulle spese generali riconosciute dalle leggi regionali vigenti agli stessi enti per l’esecuzione degli interventi>”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento sostituisce l’articolo 26 della legge regionale numero 20 del 1992. Il personale della forestazione impiegato e di cantiere proveniente dalla legge 442, riveste le qualifiche e ricopre i livelli previsti dai contratti di lavoro vigenti ed è retribuito sugli interventi di forestazione finanziati dalla Regione e dagli enti attuatori di cui all’articolo 7 e non ricade sulle spese generali riconosciute dalle leggi regionali vigenti e dagli stessi enti per l’esecuzione degli interventi.

PRESIDENTE

Era stato già approvato prima a firma dell’onorevole Gallo?

Luigi FEDELE, relatore

Era ricompreso in quello dell’onorevole Gallo, quindi è assorbito. Una volta che gliene passiamo uno, onorevole Giordano!

PRESIDENTE

Procediamo.

L’emendamento successivo a firma dell’onorevole Gentile lo abbiamo già votato.

E’ stato presentato un emendamento protocollo numero 59511 a firma degli onorevoli Giordano, De Masi, Talarico D., che così recita: “Art. 25decies <Dopo il comma 7 dell’art. 24 della legge regionale 23 luglio 2003, n. 11 (Disposizioni per la bonifica e la tutela del territorio rurale. Ordinamento dei Consorzi di bonifica ) è aggiunto il seguente comma: 8. Entro il 30 giugno 2012 i Consorzi adeguano o elaborano i piani di classifica tenuto conto anche degli strumenti urbanistici vigenti, individuando gli immobili ricadenti nei periodi di contribuenza>”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Sempre in tema, Presidente, di Consorzi di bonifica questo emendamento, molto importante, prevede che entro il 30 giugno 2012 i consorzi facciano un piano di adeguamento e di riclassificazione tenendo conto degli strumenti urbanistici vigenti, quindi delle aree che non sono più agricole, ma sono divenute urbanizzate. Si individuano, quindi, correttamente, gli immobili che devono ricadere nell’ambito del perimetro di contribuenza e che pagheranno in virtù del fatto di essere terreni agricoli.

Verrebbe, così, fatta chiarezza rispetto a quegli immobili che non godono più di interventi di bonifica in quanto non sono più terreni agricoli.

Entro quella data si dà mandato ai consorzi di fare questo aggiornamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

Giuseppe GIORDANO

Voglio ricordare ai colleghi che su questa questione anche le Commissioni tributarie hanno severamente bocciato il fatto che, in virtù dei mancati aggiornamenti, i Consorzi di bonifica abbiano gravato di tributi i cittadini che non sono più nell’ambito di un perimetro di aree.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

(Interruzione)

Onorevole Giordano, è già bocciato questo emendamento. Andiamo avanti.

E’ stato presentato un emendamento protocollo numero 59510 a firma degli onorevoli Talarico Domenico, Serra, Magarò che così recita: “Art. 25 undicies. Il comma 1 è sostituito dal seguente: “Il contributo consortile di bonifica è costituito dalle quote dovute da ciascun consorziato per il funzionamento dei Consorzi ed è applicato secondo i seguenti criteri: a) per le spese afferenti il conseguimento dei fini istituzionali e comunque a fronte di effettivo beneficio fondiario; b) per le spese riferibili al successivo art. 24, comma 1, lettera b) sulla base del beneficio>”.

Prego, onorevole Talarico.

Domenico TALARICO

Presidente, si tratta di un emendamento alla norma che regola l’imposizione dei tributi da parte dei Consorzi di bonifica ai proprietari dei terreni che ricadono nel perimetro dei Consorzi.

In realtà, il tributo oggi è dovuto a prescindere da qualsiasi forma di intervento dello stesso consorzio sui terreni in questione.

Noi vorremmo con questo emendamento - che è bipartisan - legare il tributo ad un eventuale beneficio fondiario da parte dello stesso consorzio.

Non versare il tributo gratis, cioè senza alcuna corresponsione in termini di investimenti, di servizi, ma legarlo ad un beneficio reale da parte dei proprietari.

Si tratta di stabilire una regola di giustizia e di equità. Tutto qui.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Inviteremmo i colleghi al ritiro di questo emendamento, altrimenti il parere sarà contrario.

PRESIDENTE

Possiamo procedere al ritiro o votarlo.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

Domenico TALARICO

Possiamo verificare, Presidente, chi vota a favore e chi contro per favore?

PRESIDENTE

Votiamo per alzata di mano,  pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto con due astensioni)

Emendamento protocollo numero 59534 a firma degli onorevoli Serra, Rappoccio, Salerno che così recita: “All’art. 2, comma 2, della legge regionale n. 9/2008 concernente <Istituzione del Parco Marino regionale Riviera dei Cedri> sono apportate le seguenti modifiche “dopo le parole (…) scoglio della Regione (Acquappesa)” sono aggiunte le seguenti <nonché i fondali marini dell’Isola di Dino - Capo Scalea, i fondali marina dell’isola di Cirella - Diamante che sono i cinque siti del Parco Riviera dei cedri>”.

Prego, onorevole Serra.

Giulio SERRA

Presidente, l’emendamento in questione mira a rimuovere alcuni dubbi interpretativi scaturenti da una non felice formulazione del testo della legge regionale numero 9 del 2008 concernente “Istituzione del Parco marino regionale Riviera dei Cedri” che sembra prima circoscrivere a tre i siti costituenti il Parco medesimo – articolo 2, comma 2 – e dopo inglobare correttamente anche i due siti Sic dei fondali marini dell’Isola di Dino Capo Scalea e dell’isola di Cirella di Diamante nell’area interessata dalla perimetrazione del Parco.

Attraverso la modifica normativa proposta che non comporta alcuna innovazione sostanziale né una nuova perimetrazione del Parco si esplicita l’inclusione dei due siti Sic dei fondali marini citati nell’ambito del Parco marino Riviera dei Cedri e, quindi, la piena operatività rispetto agli stessi delle relative norme di salvaguardia.

PRESIDENTE

Prego, assessore Pugliano.

Francesco PUGLIANO, assessore all’ambiente

Chiedo all’onorevole Serra il rinvio al coordinamento formale per una preventiva verifica tecnica.

PRESIDENTE

L’assessore chiede un ritiro per una verifica tecnica per poi ripresentarlo.

Giulio SERRA

Scusate, deve essere discusso in coordinamento formale previa verifica tecnica, quindi viene recepito, assessore?

Dovremmo avere i tecnici sul posto ed accertarlo.

(Interruzione)

Carlo GUCCIONE

Presidente, ma come si fa?

Giulio SERRA

Viene ritirato e va  in coordinamento formale?  L’emendamento va o bocciato o approvato.

Francesco SULLA

E’ normale o si approva o si boccia.

Giulio SERRA

Approvato con verifica in coordinamento formale.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Quindi, com’è?

Giulio SERRA

Approvato con l’impegno in coordinamento formale di verificare le questioni tecniche dice l’assessore.

Francesco SULLA

Onorevole Serra, ma in coordinamento formale si possono solo aggiustare le questioni formali, l’essenza è approvata

(Interruzione)

Francesco PUGLIANO, assessore all’ambiente

Non possiamo assumerci la responsabilità di approvare senza che ci sia una verifica.

(Interruzione)

Chiedo il ritiro se non vi è la verifica tecnica che non può essere fatta in Consiglio regionale.

Giulio SERRA

Chiedo che venga votato e poi passi in coordinamento formale. Venga intanto recepito dall’Aula.

Francesco PUGLIANO, assessore all’ambiente

Chiedo la verifica tecnica da parte del dipartimento regionale.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Stiamo parlando dell’emendamento protocollo numero 59534 a firma dell’onorevole Serra. Se ne chiede l’approvazione.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole con il coordinamento formale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme al relatore.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento con autorizzazione al coordinamento formale.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59484 a firma del consigliere Fedele che così recita: “Il comma 10 dell’art. 13 della legge regionale n. 34/2010 è abrogato”.

Si commenta da sé.

Parere del relatore e della Giunta favorevoli.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59508 a firma dei consiglieri Talarico Domenico, Serra, Magarò che così recita: “Art. 25quaterdecies. All’art. 3, comma 2 del Dpgr n. 27 del 20.02.2010 dopo la frase <coincide con il perimetro del neo costituito consorzio> è aggiunta la seguente dicitura <sono esclusi da tale perimetro i terreni che nel Piano di classificazione dei consorzi sono identificati come asciutti>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Signor Presidente, l’emendamento in questione è strettamente legato al precedente.

Proponiamo di escludere dalla imposizione tributaria dei Consorzi di bonifica quei terreni qualificati come asciutti oltre a quelli impraticabili, su cui non si svolge alcuna attività agricola.

Pertanto ne chiediamo l’esclusione dal perimetro che riguarda l’imposizione tributaria dei consorzi. Crediamo sia una questione di giustizia.

PRESIDENTE

Prego, assessore Trematerra.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Noi abbiamo due tipi di tributi: diretti e indiretti.

I diretti sono ovviamente per quei terreni che sono sottoposti ad attività da parte dei Consorzi, ma ci sono dei terreni come ha detto il consigliere Talarico, cosiddetti secchi, dove non c’è attività del consorzio e si parla di tributi indiretti. Questi vengono pagati in una misura molto minore per tenere in piedi il consorzio.

E’ un tributo che viene dato a prescindere se su quel territorio ci sia o meno attività. Per semplificare – ma non è la stessa cosa, ovviamente – come la quota fissa che si paga per la luce, per la Sip o quant’altro. Al di là del consumo, paghi una quota fissa.

Chiedo che questo emendamento venga ritirato.

(Interruzione)

Sì, per la Telecom ma il telefono e l’energia elettrica comunque si usano. I terreni asciutti non servono a nulla per l’attività.

(Interruzione)

Domenico TALARICO

Perché il proprietario di un determinato comune della Calabria deve pagare per una attività che non esiste.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

C’è un vantaggio indiretto anche sulla proprietà che è considerata secca. Si paga il tributo non dov’è l’attività, ma anche perché  si può trarne un beneficio anche se sul terreno non vengono fatti interventi o è una zona secca.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Talarico.

Domenico TALARICO

Vorrei segnalare al Presidente che ci sono realtà urbanizzate da 40 anni, in cui  i proprietari dei terreni su cui sorgono palazzi di 6 piani, continuano a ricevere avvisi di pagamento.

Si tratta di ristabilire un minimo di ordine, nessuno vuol togliere nulla ai consorzi ma è ridicolo che dopo 40 anni si continuino a pagare tributi o comunque a ricevere avvisi di pagamento per una attività che non esiste e che probabilmente non è mai esistita.

PRESIDENTE

Possiamo procedere al voto? L’abbiamo già votato in Commissione se non sbaglio.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

C’è un emendamento protocollo numero 59423, a firma dell’onorevole Gentile, che così recita: “Il comma 4 dell’art. 59 ter della L.R. del 25.11.1996 n. 32 è modificato: <Le  Aterp ed i comuni redigono ulteriori piani di vendita del patrimonio immobiliare di proprietà nella misura massima prevista dalla legge 24 dicembre 1996, n. 560 e successive modifiche ed integrazioni e li trasmettono alla Regione entro il 31.12.2012. La Regione modifica, integra o approva i piani di vendita entro i successivi 30 giorni. Decorso tale termine gli enti proprietari procedono comunque all’alienazione degli immobili in favore dei soggetti possessori degli stessi con le modalità previste dalla legge n. 560/1993>”.

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

E’ una procedura per velocizzare l’alienazione degli immobili, è uno snellimento. Pertanto il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59558, a firma dell’onorevole Battaglia, che così recita: “E’ abrogato l’art. 12, comma 1, della legge regionale 11 agosto 2010, n. 22”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Si illustra da sé. Riguarda l’amministrazione dell’Arpacal.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 26 è stato presentato emendamento protocollo numero 59555, a firma dell’onorevole Battaglia, che così recita: “L’art. 26 è interamente soppresso”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Si chiede l’abrogazione dell’intero articolo 26.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 25.

(E’ approvato)

C’è un altro emendamento, a firma degli onorevoli Censore e Principe, protocollo numero 59380, che così recita: “Il comma 1 del presente articolo è abrogato”.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Presidente, avevo detto già in sede di Commissione che questo articolo era formulato male perché vengono revocati i finanziamenti ai Comuni che non hanno dato inizio ai lavori o non hanno contratto il mutuo.

L’espressione “revocato d’ufficio” è un po’ forte perché un Comune può avere un contenzioso a seguito della gara d’appalto o, magari, perché è pendente il ricorso di una ditta, oppure ci può essere un parere ostativo della Sovrintendenza.

Direi, quindi, di acquisire le motivazioni e poi, eventualmente, revocare il finanziamento, non revocarlo d’ufficio.

Mi pare che non si vada incontro agli enti locali. Si può, allora, riformulare questo articolo in sede di coordinamento formale e, così, si è più vicini ai Comuni perché “revocare d’ufficio” mi pare sia una espressione molto forte. Grazie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Il successivo emendamento, protocollo numero 59553, a firma dell’onorevole Battaglia, così recita: “La lettera a) del comma 1 dell’art. 26 è sostituita: a) 31 marzo 2012 per i finanziamenti concessi ed i cui atti autorizzativi sono stati pubblicati sul Burc prima del 31 marzo 2010”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Questo, Presidente, è un emendamento che tenta di migliorare l’articolo perché la lettera a) recita: “31 marzo 2012 per i finanziamenti concessi prima del 31 marzo 2010”.

Siccome il termine “concessi” è equivoco, ho aggiunto “i cui atti autorizzativi sono stati pubblicati sul Burc prima del 31 marzo 2010”.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Sempre a firma dell’onorevole Battaglia è stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59554, che così recita: “All’art. 26, comma 1, aggiungere la seguente lettera c): <c) sono esclusi i mutui autorizzati dall’art. 6 della L.R. n. 1/2006>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Richiamo la sua attenzione, Presidente, su questo che è un emendamento delicato.

Ho presentato un emendamento per escludere da questa procedura i mutui che sono stati autorizzati dall’articolo 8 della legge regionale 1 del 2006.

Si tratta dell’intervento che fu predisposto dal Consiglio regionale per la città di Locri dopo l’evento dell’omicidio del povero Vicepresidente Fortugno.

Era un intervento molto complesso che ad oggi non è stato realizzato perché ci sono stati problemi di natura burocratica e tecnica; con questo emendamento, quindi, si salva quella operazione che fu fatta dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

E’ stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59381, a firma dell’onorevole Censore, che così recita: “Al presente articolo 26 si aggiunge il comma 5 <Il dipartimento urbanistica entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge trasmette alla Commissione consiliare competente una ricognizione dettagliata sullo stato degli interventi in essere riguardanti la misura del Por “Centri storici” vista la mancata disponibilità della quota sponda originariamente prevista a carico dei fondi Fas>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, questa è una cosa molto seria. Molti Comuni sono stati beneficiari di una misura del Por che era rivolta ai centri storici.

Cosa è successo? E’ venuta meno la quota sponda da parte del Governo, la quota dei fondi Fas, e molti Comuni si ritrovano con queste opere a metà o con contenziosi con le imprese. E’ una quesitone, quindi, che il Dipartimento urbanistica deve studiare. Si può iniziare, intanto, una ricognizione sullo stato dell’arte per tutta la situazione che riguarda questi Comuni e cercare, poi, di risolverla.

Ci appelliamo alla vostra sensibilità e ci aspettiamo che questo emendamento venga accolto.

Pietro AIELLO, assessore all’urbanistica

Questa difficoltà l’ha scoperta adesso? Prego? Sapete benissimo, quindi, che è questione che non ci appartiene, assolutamente!

Chiedo scusa, sono state firmate convenzioni senza impegno di spesa. Abbiamo trovato questa aberrazione e stiamo lavorando insieme col Presidente della Giunta per cercare di attenuare il disagio perché, purtroppo, le convenzioni firmate hanno dato, consequenzialmente, l’autorizzazione al Comune senza avere liquidità disponibile.

Grazie all’impegno del Presidente della Giunta a Roma, quindi, stiamo valutando la possibilità, tramite il Ministero delle Regioni, di rimpinguare questo capitolo.

Quindi, Presidente, non se ne parla proprio. Assolutamente.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

E’ stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59571, a firma dell’onorevole Adamo, che recita così: “All’articolo 26 viene aggiunto il seguente comma 5 <Per gli interventi finanziati attraverso l’impiego dei fondi Por Fesr 2000-2006 (risorse liberate), fondi Por Fesr 2007-2013, di risorse statali o regionali comunque denominate al fine di rendere uniformi le direttive emanate da ogni dipartimento regionale, i quadri economici di ciascun progetto devono prevedere spese generali pari al 15% dell’ammontare lordo del finanziamento concesso e/o approvato. Per i progetti in via di realizzazione l’eventuale necessità di modificare i q.e. già approvati è autorizzata la modifica della voce “imprevisti” dei menzionati q.e>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Su questo emendamento era stato assunto in Commissione un orientamento positivo. Il Governo si era pronunciato ma non è stato formalmente approvato in Commissione perché io stesso, che ero stato già presentatore di questo emendamento, in quella sede avevo assunto l’impegno di verificare quella indicizzazione del 15 per cento, nella relazione con l’assessore Mancini, per quanto riguarda il riconoscimento delle spese generali rispetto ai progetti.

Ho proceduto con la verifica su base documentale sia rispetto alle direttive che emana il Ministero dell’economia e delle finanze, sia rispetto alle direttive europee, ed anche rispetto a quello che avviene, ormai di prassi, in maniera consolidata alla Regione, per esempio, per quanto riguarda tutte le azioni concernenti le responsabilità del Dipartimento lavori pubblici.

Mi fa concludere dicendo che quel 15 per cento non è modificabile. Il problema non è di avviare una sorta di trattativa; lo spirito della norma è proprio quello di una razionalizzazione tendente ad uniformare l’azione della Regione per evitare che ci siano diversificazioni; per cui ci sono progetti dove vengono riconosciute spese generali al 15 per cento, quasi la totalità dei lavori pubblici e altri dipartimenti che si muovono in direzioni diverse nonostante quelle che sono le direttive ministeriali ed europee.

L’Europa fa addirittura riferimento al tetto del 20 per cento, nemmeno del 15 per cento.

Chiarito tutto questo all’assessore Mancini, nella qualità di rappresentante del Governo, che esprime il parere del Governo su questo punto, chiedo di valutare le mie osservazioni e di accogliere – confermando l’orientamento espresso già in Commissione - l’emendamento così come è stato ripresentato. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Mancini. Ne ha facoltà.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Quello che ha detto l’onorevole Adamo è tutto giusto e perfetto, nel frattempo, però, abbiamo proceduto con delle verifiche con le strutture tecniche che ci spingono ad esprimere un parere contrario sia perché la questione non può essere regolata con fonte legislativa, sia perché i regolamenti comunitari non consentono l’attuazione della proposta dell’onorevole Adamo ed, infine, perché vi è un aggravio, vi è una disposizione retroattiva che non si potrebbe applicare.

Se l’onorevole Adamo lo ritiene, pongo agli atti il parere tecnico che mi costringe ad esprimere un parere negativo da parte della Giunta regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Non insisto più di tanto. Mi sembra che se avviene, per esempio, quanto decide e determina il Dipartimento lavori pubblici, cioè che il 15 per cento è riconosciuto alle spese generali rispetto al quadro economico del progetto, vuol dire che tutto questo è compatibile con le norme vigenti.

Che poi sia una materia puramente regolamentare e non sottoponibile ad una competenza legislativa la trovo dubbia questa indicazione.

Lo spirito è, in ogni caso, quello di uniformare; non voglio drammatizzare più di tanto ma preferisco non far bocciare l’emendamento; preferisco a questo punto allegare il parere tecnico.

Se l’assessore è d’accordo alleghiamo il parere tecnico, si va ad una ulteriore verifica e se la materia è di tipo regolamentare si può al limite emanare anche una circolare da parte del Presidente della Giunta o da parte dell’assessore al bilancio.

L’importante è che lo spirito sia quello di approfondire per definirla per come è, non bisogna fare forzature perché poi non è una questione di aggravio o meno.

Pertanto, se c’è l’impegno dell’assessore a verificare o meno  questo tentativo di norma in sede amministrativa, a questo punto, e non più in sede legislativa sulla base di quel parere tecnico e, magari, pervenire ad una circolare che tenda ad uniformare da parte della Giunta regionale, io sono d’accordo. Lo ritiro, non lo metto in votazione.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Quanto detto dall’onorevole Adamo mi sembra condivisibile e guidato dal buon senso. Va bene, quindi, il ritiro; depositiamo agli atti il parere tecnico e lo rimandiamo ad un successivo approfondimento. Grazie.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

(Così resta stabilito)

Pongo il votazione l’articolo 27.

Francesco SULLA

Presidente, dobbiamo votare prima l’articolo 26.

(Interruzione)

Chiedo la parola per esprimere palesemente un voto contrario all’articolo 26 perché sono convinto – lo verificheremo fra qualche mese – che questo articolo creerà enormi problemi nella sua gestione.

Sono convinto che alla data del 31 marzo 2012 i Sindaci ed i Comuni non saranno nelle condizioni di adempiere a quanto qui previsto relativamente ai finanziamenti che sono stati concessi e che poi sono stati rallentati per alcune perplessità che il Governo regionale aveva manifestato.

Avremo, quindi, da un lato, Comuni che, probabilmente, saranno costretti a far fronte ad impegni giuridicamente vincolanti, come progettazioni ed altro, e, dall’altro, una serie di contenziosi al Tar o in altre sedi che provocheranno sicuramente problemi di non poco conto alla Giunta regionale e, quindi, alla Regione Calabria.

Per cui su questo articolo poteva forse essere inserita una data un po’ più ragionevole del 31 marzo. Questo creerà sicuramente dei problemi, quindi il mio voto è assolutamente contrario.

(Interruzione)

Chiederei di verificare la data, inserire invece del 31 marzo il 31 giugno e di non venire, poi, qui a chiedere proroghe altrimenti diventiamo ridicoli. Perché questo succederà da qui alla fine di marzo.

I Comuni non saranno nelle condizioni di adempiere anche perché la Giunta regionale, per ragioni legittimissime, ha avuto qualche difficoltà ed ha rallentato, poi riprendendoli, alcuni progetti, ma ha creato qualche difficoltà.

Sono sicuro, quindi, da amministratore comunale, così come tanti di noi siamo stati, che vi saranno problemi seri per la gestione di questo articolo.

Vi invito a spostare questa data del 31 marzo di qualche mese e portarla almeno al 30 giugno.

PRESIDENTE

L’obiettivo della norma è quello di non lasciare somme ferme.

Francesco SULLA

Avete perfettamente ragione, non possiamo lasciare soldi e lavori fermi; la ratio è condivisibile ma i termini vanno cambiati.

PRESIDENTE

Lei propone, quindi, un sub-emendamento per avere tre mesi in più.

Francesco SULLA

Almeno tre mesi se avete già iniziato degli studi. Altrimenti poi ci troveremo come è successo altre volte a dover fare proroghe perché saremo subissati dalla pressione dei Sindaci che non riusciranno a rispettare questa data.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole con questa modifica, Presidente.

PRESIDENTE

Accogliamo la modifica; al comma a) invece del “31 marzo” si sposta il termine al “30 giugno 2012”. Sono, quindi, tre mesi in più.

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 26.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 27.

(E’ approvato)

All’articolo 27bis c’è un emendamento, protocollo numero 59301, a firma dell’onorevole Nicolò, che recita così: “Dopo l’art. 27, aggiungere l’articolo 27bis <al comma 5 dell’art. 59ter della legge regionale 25 nov. 1996, n. 32 e successive modificazioni ed integrazioni sono soppresse le parole <Ai fini della riformulazione dei piani di dismissione, sono esclusi dalla vendita i fabbricati di costruzione inferiore ai 10 anni>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE, relatore

L’emendamento si illustra da sé, Presidente, il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

C’è, adesso, un emendamento a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano.

Giovanni NUCERA

L’abbiamo affrontato prima, Presidente, riguarda la questione degli alberi di ulivo su cui l’assessore ha dato rassicurazioni. L’emendamento è ritirato, così come il successivo. Erano sub-emendamenti all’emendamento che era stato ritirato.

Ce n’è un altro sempre a mia firma, sempre sugli alberi di ulivo; si trattava di sub-emendamenti. Sono tutti ritirati quelli a firma Nucera-Imbalzano.

PRESIDENTE

Si passa all’emendamento, protocollo numero 59312, a firma dell’onorevole Giordano, che così recita: “Al comma 1 dell’art. 28 l’inciso <nonché per le finalità di cui all’art. 1 della legge regionale 29 dicembre 2010 n. 34> è soppresso”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, con questo emendamento chiediamo la soppressione della parte di articolo 28, comma 1, della legge regionale numero 34 del 2010 dove, oltre agli interventi a favore degli enti locali, si prevede di finanziare interventi per uffici giudiziari e presidi delle forze dell’ordine che sono di competenza esclusiva dello Stato.

In una situazione nella quale la Regione stessa non riesce a garantire gli interventi di sua stretta competenza per gli enti locali, non comprendiamo perché si debba sostituire allo Stato, quando ci sono specifici interventi speciali che derivano da Apq e dal Pon sicurezza che possono soccorrere alle carenze degli immobili giudiziari e delle infrastrutture per le forze dell’ordine.

Ci appelliamo al senso di responsabilità per far sì che questa Regione garantisca quello che è di sua stretta competenza, e che non riesce a garantire, senza andare a spaziare su interventi che non le competono.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Presidente, voto decisamente contro questo emendamento, auspicando che anche il Governo regionale voti contro l’emendamento proposto dal consigliere Giordano e da altri consiglieri di cui non comprendo le firme.

Per due ordini di motivi. Uno perché il consigliere Giordano fa appello al senso di responsabilità. Sarebbe da irresponsabili accettare questo emendamento, punto primo.

Punto secondo, collega Giordano, mi dispiace dirtelo. Il senso, l’aiuto, il rispetto sussidiario che dobbiamo alle forze dell’ordine in una realtà come quella calabrese non può demandare tutte le responsabilità allo Stato.

Necessariamente anche gli enti locali devono farsi carico di questi passaggi.

Non è una novità, per esempio, che i fitti delle caserme dei carabinieri vengano pagati dai Comuni.

Non è una novità, per esempio, che proprio in quest’Aula –la scorsa legislatura lei non c’era –sono stati presi provvedimenti importanti a sostegno dell’attività delle forze dell’ordine in generale e dell’attività anche di lotta alla mafia.

Non è un caso che proprio in quest’Aula abbiamo approvato tantissimi provvedimenti, anche col suo voto, che vanno a difesa dell’aiuto e del sostegno all’attività di ordine giudiziario.

Abbiamo anche sottoscritto delle convenzioni. Il Presidente Scopelliti recentemente ha sottoscritto una convenzione con la quale alcuni dipendenti vengono pagati dalla Regione Calabria col progetto “Calabria Lavoro”, se non ricordo male, e  prestano servizio negli uffici giudiziari.

Non capisco perché lei si voglia intestardire su un emendamento che, fra le altre cose, è contro la natura e lo stile del suo Partito e ci propone un emendamento abrogativo che non ha senso. Mi perdoni. E’ un eccesso di ostruzionismo che non serve a nessuno.

Giuseppe GIORDANO

Sono assolutamente inaccettabili ed anche offensive queste considerazioni perché sul tema della legalità, dell’ordine pubblico e del sostegno all’azione della giustizia, non vogliamo certamente essere i primi della classe, ma siamo sensibili. Così come credo debbano essere tutte le istituzioni e la politica.

Invito l’onorevole Nucera a leggersi l’articolo 28, comma 1, che prevede interventi per i Comuni e per gli enti locali.

Non stiamo dicendo che ci vogliamo sottrarre alla possibilità che la Regione possa in qualche modo fare la propria parte in un settore che è carente e che ha dimostrato tutta la disattenzione di un determinato orientamento politico in questi anni, ma non possiamo far sì che si sostituiscano gli interventi degli enti locali che sono sempre più carenti ed asfittici per dei progetti, certamente importanti, ma realizzabili con altre fonti di finanziamento che deve garantire uno Stato che deve fare la propria parte fino in fondo, in quanto ha anche gli strumenti finanziari e legislativi specifici e che devono espressamente andare con questa destinazione.

Questo è il senso del nostro emendamento tendente a far sì che la Regione si faccia carico delle materie che sono di sua stretta ed esclusiva competenza e non supplisca alle carenze degli altri, dimenticando le proprie competenze.

E’ come se un buon padre di famiglia trascurasse i propri figli per andare a fare beneficienza altrove.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Credo che su questo argomento sia opportuno non fare demagogia e populismo ed affrontare la questione nei termini, così com’è.

L’emendamento dell’onorevole Giordano ha un senso perché la prima parte del collegato, l’articolo 1, che votammo lo scorso anno, se ricorda, fu emendata dal sottoscritto.

Lì era previsto un accordo di programma e, quindi, una moltiplicazione dei 10 milioni di euro che il Consiglio regionale aveva stanziato ed individuato per supportare tutta una serie di attività di cui la nostra terra ha bisogno.

A distanza di più di un anno non sappiamo cosa è avvenuto con quell’accordo di programma, se quelle somme sono state utilizzate e se hanno avuto un effetto moltiplicatore così come era nell’idea. Non abbiamo notizia di quel che è successo.

A prescindere dalle valutazioni su chi deve fare cosa e come farla, ci sarebbe la necessità, in questo momento, di capire se quelle somme che sono state impegnate hanno avuto un effetto pratico o sono lì in attesa che si possa stipulare un accordo col Governo nazionale.

Se così è, non ha senso appesantire, in una situazione difficile e complicata, il bilancio della Regione perché abbiamo già dato il segnale dell’attenzione con l’ultima finanziaria.

Se quelle somme sono state utilizzate tutte per intero e c’è la necessità di un rifinanziamento, la proposta che viene dalla Giunta regionale ha una logica. Se così non è, mi pare che abbia una logica maggiore l’emendamento presentato dal consigliere Giordano.

Senza impelagarci in una questione per capire se è utile o non è utile intervenire e sostituirsi allo Stato, è chiaro che, in una Regione come la nostra, ognuno deve fare la propria parte con qualcosa in più ed il Consiglio regionale in questi anni lo ha fatto; ma se oggi non c’è questa necessità perché quelle somme non sono state ancora spese, non ha senso introdurre, nell’esercizio 2012, una clausola di questo tipo se non per dire che stiamo continuando a fare una cosa che, però, non produce effetti.

Affronterei, quindi, il problema da questo punto di vista, e da questo punto di vista mi pare che l’emendamento del consigliere Giordano abbia un senso.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Ci sono, a seguire, all’articolo 28, una serie di emendamenti a firma dell’onorevole Nicolò che sono tutti ritirati.

Pongo in votazione l’articolo 28.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 28bis.

(E’ approvato)

All’articolo 29 è stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59315, a firma dell’onorevole Giordano, che così recita: “All’art. 29, comma 1, dopo le parole <il sostegno degli investimenti e delle Pmi e delle microimprese” sono aggiunte le seguenti “e delle società cooperative assimilabili alle Pmi>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento riguarda l’articolo 29, comma 1, con il quale “dopo il sostegno degli interventi e delle piccole e medie imprese e delle micro imprese” si aggiunge il periodo “e delle società cooperative assimilabili alle piccole e medie imprese”.

E’ un emendamento importante che concede la possibilità di fruire di queste misure anche alle società cooperative.

PRESIDENTE

C’è anche un altro emendamento, protocollo numero 59382, a firma dei consiglieri Censore e Principe, che così recita: “All’art. 29, comma 1, dopo le parole <il sostegno degli investimenti della Pmi e delle microimprese> si aggiunge la parola <cooperative>”.

Bruno CENSORE

Sì, Presidente, c’è un altro mio emendamento e dell’onorevole Principe.

PRESIDENTE

Li potremmo trattare insieme.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione gli emendamenti, protocolli numeri 59315 e 59382.

(Sono respinti)

E’ stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59532, a firma del consigliere Battaglia, che così recita: “All’art. 29 sono aggiunti i seguenti commi:

1.      Al fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese  e delle imprese  artigiane di cui alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 viene stanziato un importo di euro 600.000,00 quale fondo di garanzia la cui gestione è affidata al soggetto previsto dall’articolo 3 della predetta legge.

2.      Entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge il Dipartimento attività produttive dovrà erogare al soggetto gestore di cui all’art. 3 della legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 la somma stanziata.

Alla copertura finanziaria si provvede con le risorse allocate all’Upb 2.2.02.02 (capitolo 22020207) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2010>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Questo emendamento, Presidente, ha il fine di tentare - perché di questo si tratta, di un tentativo – di aiutare le piccole e medie imprese della Calabria nell’accesso al credito, in una fase difficile e complicata. E’ uno strumento indispensabile e, tra l’altro, la somma che è stata individuata è di 600 mila euro che non è certamente rispondente ai bisogni generali delle imprese, ma è una attenzione, un passo significativo in una direzione che tenta di stare accanto alle piccole imprese che, in questo momento, sono le uniche che in qualche modo tengono in piedi la Calabria.

L’approvazione di questo emendamento credo, pertanto, sia un segnale importante, un segno di attenzione particolare a questo settore.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE, relatore

Onorevole Battaglia, visto che lei ha redatto l’emendamento, nella parte in cui è scritto “il fondo di garanzia la cui gestione è affidata al soggetto previsto” chi sono questi soggetti?

Demetrio BATTAGLIA

E’ il Consorzio unitario del fondo di garanzia, previsto dalla legge regionale numero 12 del 2004, che il Consiglio regionale aveva individuato nel 2004; Fidart, è il Consorzio delle piccole e medie imprese.

Ho mutuato la parte dalla legge del 2004 per come è scritta.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Parere della Giunta?

(Interruzione)

Sì, facciamo una sospensione di 10 secondi.

(Interruzione)

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, il parere sull’emendamento è contrario ma vorrei fare una raccomandazione alla Giunta: quando andrà, poi, a distribuire questo fondo di garanzia stia molto attenta a questa problematica, rispetto al soggetto previsto, il Consorzio delle piccole e medie imprese.

Il parere per l’emendamento in sé è, però, contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Conforme al relatore con l’impegno di lavorare per trovare una soluzione tecnica compatibile anche con quanto si era detto e concordato in sede di Commissione con l’onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, chiedo la votazione per appello nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE

L’onorevole Nucera può procedere alla chiama.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 42. Hanno risposto sì 14, hanno risposto no 28. Astenuti nessuno.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Amato, Battaglia, Bova, Censore, De Gaetano, De Masi, Giordano, Guccione, Maiolo, Mirabelli, Principe, Sulla, Talarico D.

Hanno risposto no i consiglieri: Aiello Pietro, Bilardi, Bruni, Caputo, Caridi, Chiappetta, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Imbalzano, Magarò, Magno, Nicolò, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Rappoccio, Salerno, Scopelliti, Serra, Stillitani, Talarico Francesco, Tallini, Trematerra.)

PRESIDENTE

Si passa all’emendamento, protocollo numero 59530, a firma del consigliere Battaglia, che così recita: “La Giunta regionale è autorizzata a concedere alle piccole e medie imprese e alle imprese artigiane della Calabria i contributi in conto interessi di cui al comma 3, articolo 1 della legge regionale n. 40 del 12 dicembre 2008 sugli interventi disciplinati dalla legge 25 luglio 1952 n. 949 per un importo massimo di 4.000.000,00 di euro (quattro milioni di euro). La relativa copertura finanziaria è assicurata dalle risorse finanziarie disponibili sul capitolo 22020204 fondo unico per le imprese>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, anche su questo emendamento preannuncio la richiesta di voto per appello nominale perché ritengo che alcune decisioni, che alcune impostazioni, alla fine, devono trovare un riscontro pratico.

Nel corso del 2011 il fondo unico per le imprese, ad oggi, 20 dicembre, non è stato utilizzato dalle piccole e medie imprese e dall’artigianato.

C’è stata una rimodulazione ad agosto che prevedeva un intervento di circa 3 milioni di euro per abbattere i tassi di interesse che è inutile ricordare come siano alti in Calabria, al limite del tasso di usura.

Questo intervento della Giunta regionale, però, non ha ancora trovato un momento pratico, nel senso che non è stato individuato il giusto soggetto, cioè Fincalabra, per la gestione di queste misure.

Se si vuol continuare ad affidarsi a Fincalabra è già un indirizzo per la Calabria, cioè il sostegno solo ad alcune imprese e non al sistema imprenditoriale vero.

Con questo emendamento chiediamo di individuare, ora e fin dal 1° gennaio, una misura di 4 milioni di euro da destinare alle piccole e medie imprese ed alle imprese artigiane per abbattere i tassi di interesse che in questo momento vengono praticati dal sistema bancario.

Con l’emendamento di prima si tentava di favorire l’accesso al credito. Voglio ricordare, senza far polemiche, che nel 2011, nel collegato presentato dalla Giunta regionale c’era l’emendamento da me proposto per un importo di 100 mila euro.

L’unica differenza era la finalizzazione perché a distanza di un anno la Giunta regionale non ha predisposto il regolamento e quindi quelle somme non sono state utilizzate.

Avete descritto gli scenari internazionali dell’economia: ci troviamo ad affrontare una situazione di emergenza con una incapacità di velocizzare gli interventi, con una idea e, ancora dopo mesi e mesi, nei meandri dei dipartimenti, le decisioni devono essere passate di stanza in stanza.

Se si vuole dare allora un segnale vero e forte per il 2012 a quel sistema che sta tenendo in piedi la Calabria, a quel sistema che in questi due anni non ha licenziato un dipendente, questo è il momento di prenderne atto e di operare.

Per questo motivo chiedo su questo emendamento l’appello nominale affinché ognuno, in maniera individuale, si assuma le proprie responsabilità rispetto a questo sistema che è in grandissima sofferenza e che con grande sofferenza sta portando avanti la Calabria.

PRESIDENTE

L’onorevole Nucera può procedere alla chiama.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 41. Hanno risposto sì 13, hanno risposto no 28. Astenuti nessuno.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Amato, Battaglia, Bova, Censore, De Gaetano, De Masi, Giordano, Guccione, Maiolo, Mirabelli, Principe, Sulla, Talarico D.

Hanno risposto no i consiglieri: Aiello Pietro, Bilardi, Bruni, Caputo, Caridi, Chiappetta, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Imbalzano, Magarò, Magno, Nicolò, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Rappoccio, Salerno, Scopelliti, Serra, Stillitani, Talarico Francesco, Tallini, Trematerra.)

Pongo in votazione l’articolo 29.

(E’ approvato)

All’articolo 29bis è stato presentato l’emendamento, protocollo numero 59348, a firma del consigliere Giordano, che così recita: “Dopo l’art. 29 è inserito l’art. 29bis (Interventi urgenti a favore del settore agricolo e agro-alimentare)

1.      Considerata la persistente crisi economica e finanziaria del settore agricolo e agro-alimentare, la Giunta regionale entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge, presenta al Consiglio un programma di misure straordinarie per il sostegno alle imprese agricole singole e associate;

2.      Gli aiuti di cui al comma 1, con riferimento agli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato vigenti possono riguardare:

a)      misure per facilitare l’accesso al credito con particolare riferimento ad operazioni di credito agrario di conduzione e di conto anticipazione sui conferimenti dei prodotti;

b)      la ristrutturazione dei debiti a breve termine esistenti di natura agraria per le imprese in difficoltà”

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, Presidente, questo emendamento è al titolo “Interventi urgenti in favore del settore agricolo e agro-alimentare”. Con questo articolo la Giunta regionale è impegnata, entro 60 giorni dall’approvazione di questa legge, a presentare al Consiglio un programma di misure straordinarie a sostegno delle imprese agricole.

Le misure tendono, in particolare, a facilitare l’accesso al credito, con particolare riferimento alle operazioni di credito agrario di conduzione, di conto anticipazione sui conferimenti dei prodotti e per la ristrutturazione dei debiti a breve termine esistenti di natura agraria per tutte quelle imprese in difficoltà.

E’ un emendamento importantissimo in un momento di particolare congiuntura negativa per il sistema agricolo agroalimentare.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO

Presidente, analogo emendamento è stato presentato da chi parla e dall’onorevole Nucera ed è l’emendamento iscritto al protocollo numero 59243 che così recita: “Art. 35bis: La Giunta regionale entro 60 giorni dall’approvazione della presente legge presenta al Consiglio regionale un programma di misure straordinarie per il sostegno delle imprese agricole singole ed associate che nel rispetto delle vigenti norme comunitarie in materia di aiuti di Stato può riguardare:

a)      misure per facilitare l’accesso al credito, con particolare riferimento ad operazioni di credito agrario di conduzione e di conto anticipazione sui conferimenti dei prodotti;

b)      la ristrutturazione dei debiti a breve termine esistenti, di natura agraria per le imprese in difficoltà”.

Faccio presente che nelle Commissioni è in corso di discussione una mia proposta di legge per agevolare l’accesso al credito delle aziende agricole e, quindi, da questo punto di vista, se il progetto di legge andrà in porto prima dei 60 giorni – ma su questo, ovviamente, nessuno può dare garanzie – è chiaro che l’emendamento verrebbe automaticamente meno.

Vero è che vi è comunque l’esigenza di misure straordinarie per l’agricoltura, in particolare per l’agrumicoltura e l’olivicoltura calabrese, in particolare per la piana di Gioia Tauro.

Giovanni NUCERA

Posso, Presidente? Richiamo l’emendamento, iscritto al protocollo numero 59243, che discutiamo ora, così guadagneremo tempo dopo. Lo ha già detto il consigliere Imbalzano, ma questo emendamento presentato dal consigliere Giordano lo richiama completamente, ha lo stesso spirito e la stessa natura ed, in qualche passaggio, anche le stesse parole.

Si tratta, semplicemente, assessore, di uno sprone a quella che è l’attività che lei sta già compiendo.

Mi rendo conto che non ha la bacchetta magica, non ha impegno di spesa; volendo racchiudere tutto quanto nelle buone intenzioni, è una forte raccomandazione che le stiamo ponendo affinché possano essere avviati al più presto quei progetti e quei programmi, quelle azioni e quei momenti di stimolo per rilanciare in maniera forte l’agricoltura nel nostro territorio.

Lo ha già detto il consigliere Imbalzano, per facilitare l’accesso al credito e anticipare, possibilmente, anche il sostegno di cassa, fornendo quell’aiuto necessario alle aziende agricole affinché possano continuare la loro attività per lo sviluppo stesso della Calabria.

La prego di accogliere l’emendamento, così com’è, e che valga, eventualmente, anche come raccomandazione.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, il parere è contrario; inviteremmo l’onorevole Giordano e gli altri consiglieri al ritiro, altrimenti il parere è contrario.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, posso?

PRESIDENTE

Prego.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, non è per insistere e mi rendo conto anche delle difficoltà in questo momento per l’assessorato.

Sono temi e materie troppo delicati che necessitano di tempi rapidi per essere affrontati.

Ritengo che, al di là delle buone azioni e delle raccomandazioni, ci vogliano azioni da mettere in campo.

Non intendo, quindi, ritirare l’emendamento. Se, però, l’assessore è d’accordo posso prevedere un tempo di 90-120 giorni, invece che considerare un tempo di 60 giorni, in maniera tale che la Giunta regionale possa procedere con le verifiche e predisporre una serie di azioni che vadano tutte nella direzione auspicata, altrimenti ritengo comunque che l’emendamento debba rimanere tale, oltre le raccomandazioni, e voglio, quindi, che venga messo ai voti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Trematerra. Ne ha facoltà.

Michele TREMATERRA, assessore all’agricoltura

Presidente, accetto il suggerimento come raccomandazione al fine di porre attenzione su queste questioni, così come su tantissime altre questioni sulle quali, però, stiamo ponendo molta attenzione. Avete sollevato alcune questioni, come per l’accesso al credito, e tutta una serie di impasse che può vivere il sistema agricolo calabrese e, più in generale, tutto il sistema economico, soprattutto in questo momento in cui è difficile l’accesso al credito per il costo e per tutta quella che è la crisi che stiamo vivendo.

Come tale, ovviamente, da parte nostra e del dipartimento, c’è non solo la buona volontà ma l’indicazione di lavorare in questa direzione.

Per quanto mi riguarda accettiamolo come raccomandazione, non come un provvedimento di legge perché queste cose vanno risolte al di là dell’approvazione di un testo; per cui, come raccomandazione sì, altrimenti, se dovesse essere posto ai voti, ci sarà il parere negativo da parte della Giunta regionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Si passa all’emendamento, protocollo numero 59349, a firma del consigliere Giordano, che così recita: “Dopo l’art. 29bis è aggiunto l’art. 29ter (Riordino fondiario e ricambio generazionale in agricoltura. Ripristino art. 12 L.R. n. 8/2010).

1.      La Regione al fine di rendere più efficiente e competitiva l’agricoltura regionale, intende agevolare il ricambio generazionale, la ristrutturazione e l’ampliamento della dimensione media aziendale attraverso le erogazioni di agevolazioni per l’affitto di terreni agricoli.

2.      Possono accedere alle agevolazioni per la messa a disposizione di terreni agricoli da destinare all’affitto per una durata minima di 10 anni le seguenti tipologie di beneficiari:

a)      imprenditori agricoli che rientrano nelle condizioni previste dalla misura del prepensionamento dal Regolamento (Ce) 169812005;

b)      imprenditori agricoli che conducono aziende non economicamente competitive, dove per aziende non economicamente competitive si intendono le aziende che non raggiungo il 70 per cento della redditività prevista dal Psr Calabria 2007/2013;

c)      proprietari di terreni agricoli che svolgono altre attività.

3.      Possono concorrere all’assegnazione di terreni agricoli in affitto a condizioni agevolate:

a)      i giovani agricoltori che non hanno ancora compiuto 40 anni in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP);

b)      i giovani che non hanno ancora compiuto 40 anni che intendono esercitare attività agricola, a condizione che acquisiscano, entro 12 mesi dalla stipula del contratto di affitto, la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP);

c)      le società di persone e società cooperative aventi per oggetto sociale la conduzione di terreni, a condizione che oltre la metà dei soci rientrino nelle categorie eleggibili agli interventi di riordino fondiario;

d)     le società di capitali aventi per oggetto sociale la conduzione di terreni, ove le quote dei giovani agricoltori costituiscano oltre il 50 per cento del capitale sociale e gli organi di amministrazione della società siano costituiti in maggioranza da giovani agricoltori che rientrano nella categoria di cui alla lettera a);

e)      gli imprenditori agricoli professionali (IAP) sia in forma singola che associata che non hanno ancora compiuto 55 anni;

4.      La Regione Calabria attraverso procedure di evidenza pubblica individuerà:

a)      i terreni agricoli resi disponibili per affitti della durata minima di 10 anni;

b)      gli affittuari dei terreni di cui al precedente comma 3, per la costituzione di imprese valide sotto il profilo tecnico-economico, dando priorità ai giovani agricoltori.

5.      E’ istituita con delibera della Giunta regionale presso l’assessorato all’agricoltura la <Commissione fondiaria> di seguito denominata Commissione con il compito di stabilire i tariffari per la determinazione dei canoni di affitto di riferimento cui dovrà essere applicata l’agevolazione.

La Commissione è così composta:

a)      dal direttore generale del dipartimento competente o un suo delegato con funzione di Presidente;

b)      dal dirigente del servizio competente per le attività di conciliazione e patti agrari con funzione di segretario;

c)      da un professore della facoltà di agraria di estimo rurale;

d)     da un rappresentante per ogni organizzazione agricola maggiormente rappresentativa a livello nazionale e regionale;

6.      La Giunta regionale della Calabria con proprio atto stabilisce:

a)      i criteri per la determinazione dei canoni di affitto dei terreni in base al loro stato di produttività;

b)      i criteri e le modalità di selezione degli affittuari dei terreni.

7.      I soggetti che rientrano nella categoria di cui alla lettera a) del comma 2 possono beneficiare degli aiuti al prepensionamento previsti dal Regolamento (Ce) 1968/2005 alle seguenti condizioni:

a)      avere almeno 55 anni senza aver compiuto l’età pensionabile al momento della presentazione della domanda di aiuto;

b)      cessare definitivamente ogni attività agricola ai fini commerciali; possono però continuare a svolgere attività agricole non commerciali e conservare la disponibilità degli edifici in cui continuare ad abitare;

c)      avere esercitato l’attività agricola nei 10 anni che precedono la cessazione;

d)     nel caso in cui il cedente sia succeduto come conduttore dell’azienda agricola dopo la morte del conduttore, dovrà dimostrare di aver versato i contributi previdenziali agricoli per gli anni in cui ha lavorato nell’azienda del conduttore e di avere regolarizzato la propria posizione previdenziale una volta divenuto imprenditore. La somma dei due periodi non potrà essere inferiore ai 10 anni;

e)      nel caso in cui il richiedente riceva già dallo Stato una pensione, l’aiuto al prepensionamento può essere erogato in via complementare, tenuto conto dell’importo della pensione; pertanto il cumulo tra pensione erogata dallo Stato e aiuto al prepensionamento cofinanziato dal Feasr non può superare il livello massimo previsto dalla misura 113 del Psr. In caso di indisponibilità di risorse cofinanziate sarà possibile concedere un aiuto di Stato equivalente. In ogni caso l’aiuto non può superare un periodo complessivo di 15 anni e non può andare oltre il 75° compleanno del beneficiario.

8.      Soggetti che rientrano nella categoria di cui alla lettera b) del comma 2 possono beneficiare di un aiuto di Stato alla cessazione dell’attività agricola che deve essere quantificato come incentivo alle seguenti condizioni:

a)      avere almeno 55 anni senza avere raggiunto l’età pensionabile al momento della presentazione della domanda;

b)      cessare definitivamente ogni attività ai fini commerciali; possono però continuare a svolgere attività agricole non commerciali e conservare la disponibilità degli edifici in cui continuare ad abitare.

9.      I soggetti  che rientrano nella categoria di cui alla lettera c) del comma 2 sono proprietari che non esercitano l’attività agricola; pertanto, nel caso che rientrino nei requisiti previsti per le Pmi dal Regolamento (Ce) 1998/2006, possono beneficiare di un aiuto “de minimis” a condizione di non dare avvio ad alcuna attività agricola;

10.  L’aiuto massimo ammissibile sarà adottato con deliberazione della Giunta regionale e sarà calcolato secondo le modalità previste dalla decisione della Commissione europea 02.09.2003 C(2003)3219 del 2 settembre 2003 relativa all’aiuto di Stato N 12112003.

Ai soggetti di cui al comma 2 l’aiuto decorre dalla data della stipula del contratto di affitto con il soggetto di cui al comma 3 individuati dalla Regione secondo le procedure di cui ai commi 4 e 6.

11.  La Regione Calabria potrà decidere di avvalersi di soggetti terzi di cui all’articolo 45 della legge 203/1982 per dare esecuzione al regime di agevolazione sugli affitti. La Regione regolerà i rapporti con i soggetti terzi con una specifica convenzione e i costi saranno detratti dal canone di affitto che verrà corrisposto al beneficiario a decorrere dalla stipula del relativo contratto.

12.  La copertura finanziaria delle agevolazioni di cui ai commi precedenti è determinata per l’esercizio finanziario 2011 in euro 500.000,00 ed è garantita dall’Upb 2.02.04.06 capitolo 22040602 (spese destinate ai programmi di riorganizzazione del settore agricolo e agroalimentare)”-

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, voglio ricordare a tutti i consiglieri e all’intero Consiglio regionale che su questa materia, con la mozione numero 51 del 2 agosto, l’Aula si era già espressa all’unanimità, recuperando tutto quello che era il contenuto dell’articolo 8 che era abrogato.

Voglio ricordare la delicatezza della questione sul riordino fondiario e sul ricambio generazionale, misure su cui l’Unione europea ha disposto una direttrice specifica; c’è stato anche un provvedimento adottato quando il Commissario europeo era l’onorevole Frattini, certamente non un esponente di Italia dei Valori.

Parliamo del 2004, quindi di 7 anni fa. C’è tanto tempo da recuperare su questa materia che è delicata ed ineludibile se si vuole veramente dare impulso e ridare concretamente vigore al sistema agricolo ed agro-alimentare calabrese.

Per questo motivo – lo avevo detto nella precedente dichiarazione – chiedo che venga messo ai voti e votato per appello nominale. Grazie.

Giovanni NUCERA

Chiedo scusa, Presidente, ma questo emendamento lo abbiamo votato prima. Che significato ha rivotare per appello nominale un emendamento che è stato già votato?

Giuseppe GIORDANO

No, onorevole Nucera, questo è l’emendamento numero 59349.

Giovanni NUCERA

Presidente, mi oppongo all’appello nominale chiesto dall’onorevole Giordano perché abbiamo già votato questo emendamento.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, questo emendamento non è stato votato.

Questo è l’emendamento protocollo numero 59349. Le chiedo, per le motivazioni che ho espresso, che venga posto ai voti per appello nominale. Su questa materia c’è un crinale su cui va fatta una scelta precisa.

Ho ricordato, tra l’altro, che il Consiglio regionale il 2 agosto si è espresso all’unanimità. Per queste motivazioni le chiedo che sia disposto il voto per appello nominale.

PRESIDENTE

Prego onorevole Nucera, proceda con la chiama.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 38. Hanno risposto sì 11, hanno risposto no 27. Astenuti nessuno.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Amato, Bova, Censore, De Gaetano, De Masi, Giordano, Guccione, Maiolo, Principe, Sulla, Talarico D.

Hanno risposto no i consiglieri: Aiello Pietro, Battaglia, Bilardi, Bruni, Caputo, Caridi, Chiappetta, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Imbalzano, Magarò, Magno, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Rappoccio, Salerno, Serra, Stillitani, Talarico Francesco, Tallini, Trematerra.)

Pongo in votazione l’articolo 30.

(E’ approvato)

All’articolo 31 è stato presentato emendamento, protocollo numero 59557, a firma del consigliere Battaglia, che così recita: “All’art. 31, comma 3 sostituire le parole <localizzate nell’area di Gioia Tauro> con le parole <che si localizzano nell’area industriale di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno>”.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, questo è un articolo che in linea generale tenta di dare una risposta all’area di crisi di Gioia Tauro.

Ho qualche perplessità sui modi in cui si andrà avanti, nel senso che mi sarei aspettato già una indicazione progettuale, considerato che si tratta solo di dare un supporto finanziario.

Ho tentato, però, comunque, di dare un senso a questo articolo perché, a mio giudizio, c’è un passaggio che rischia di creare molti equivoci ed è necessario fin da subito delineare e delimitare l’area di intervento, perché presumo che si voglia intervenire sul retroporto per rilanciare le attività manifatturiere.

Se di questo si tratta, secondo me bisogna inserire la dizione non genericamente “area di Gioia Tauro”, perché area di Gioia Tauro può significare tutto e niente; può significare il Comune di Gioia Tauro e tutta la Piana.

Se l’intervento è destinato, invece, al retroporto e, quindi, alle imprese che vogliono andare dentro l’area industriale, è necessario inserire questo emendamento che, sostanzialmente, si rivolge alle imprese che si localizzano nell’area industriale di Gioia Tauro, San Ferdinando e Rosarno.

Tutti voi sapete che l’area industriale ricade nei tre Comuni, non c’è un’area industriale di Gioia Tauro, ma c’è un’area industriale di Gioia Tauro-San Ferdinando e Rosarno.

Un’altra correzione che, a mio giudizio, deve essere fatta ed introduce in questo senso l’emendamento è che nell’articolo si parla di imprese localizzate, esistenti oggi, mentre noi approviamo l’articolo.

Ho inserito “che si localizzano nell’area industriale”; questo è il senso dell’emendamento che cerca di dare una delimitazione che credo sia rispondente alla intenzione della Giunta regionale perché credo che la Giunta avesse questa intenzione.

E’ solo un emendamento tecnico, quindi, che tenta di chiarire senza equivoci per il futuro qual è la destinazione di questo finanziamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, chiedo scusa, per dichiarazione di voto. Non chiedo l’appello nominale per non creare problemi all’Aula ma per dichiarazione di voto devo dire che respingere questo emendamento significa ingenerare, almeno nel sottoscritto, il dubbio che non si voglia in realtà intervenire nel retroporto di Gioia Tauro e quindi nell’area industriale. Questo significa non voler mettere imprese da localizzare e lasciare imprese localizzate, che in realtà si vuol fare un intervento che niente ha a che vedere con lo sviluppo del porto e del retroporto di Gioia Tauro perché l’emendamento aveva solo il significato tecnico di individuare l’area industriale che è l’unica deputata allo sviluppo e che è l’unica area esistente nel retroporto.

Dare una indicazione alle imprese quindi, ed escludere… perché quando si dice localizzate cosa significa? Che questi incentivi li possono avere imprese già localizzate che hanno avuto altri incentivi per localizzarsi in quell’area? Questo è il dubbio che avevo e per questo ho presentato l’emendamento.

A questo punto il dubbio rimane e per intero. Nel prosieguo l’Aula si assumerà la responsabilità nel prossimo anno di capire cosa sta votando. Non sta votando un intervento strategico per lo sviluppo del porto e del retroporto ma sta votando altro.

Se questo è, credo che l’articolo che andrete a votare porrà dubbi non solo a me, ma a tutti gli operatori e a tutte le persone che vogliono investire ed ha una finalità diversa da quella che, invece, viene rappresentata.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Onorevole Battaglia, intanto per chiarire meglio affinché lei non abbia dubbi possiamo farlo come sub-emendamento orale, questo tipo di finanziamento si riferisce al porto di Gioia Tauro e al transhipment, è scritto area di Gioia Tauro ma lo chiariamo meglio, si riferisce al porto di Gioia Tauro.

Demetrio BATTAGLIA

Chiedo scusa, se si riferisce al porto di Gioia Tauro ci può essere una impresa che considerato… conosciamo i terreni del porto e sono terreni molto limitati. L’insediamento può avvenire nell’area portuale o può avvenire nel retroporto dove ci sono le aree industriali. Se non si delimita questo non si capisce dove andranno le imprese.

Lei sta dicendo che volete fare un intervento dentro il porto e se dentro il porto non c’è l’area antistante che è quella industriale, perché non deve essere individuata fin da ora e non lasciare la dizione “area di Gioia Tauro” che è generica e, tra l’altro, non abbraccia tutto il porto.

Onorevole Fedele, lei sa bene che una parte dei terreni del porto sono del comune di San Ferdinando e del comune di  Rosario, quindi sono intervenuto tecnicamente per dare una indicazione.

Se poi questo non è… lei oggi dice il porto… però delimitiamolo.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Possiamo farlo come un sub-emendamento orale a sostegno del disegno produttivo del porto. Chiariamo, quindi, che non sono insediamenti industriali ma stiamo parlando del sistema produttivo del porto.

PRESIDENTE

Con questo sub-emendamento, proposto dal relatore pongo in votazione l’emendamento.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Accogliamo pertanto l’emendamento orale dell’onorevole Fedele.

Si passa all’emendamento protocollo numero 59294 a firma del consigliere De Masi che così recita: “All’articolo 31 della proposta di legge numero 280/9^ al titolo ed al comma 1, le parole <dell’area di Gioia Tauro> vengono così sostituite <delle aree di Crotone e di Gioia Tauro>”

Prego, onorevole De Masi.

Emilio DE MASI

Presidente, con questo emendamento si propone di sostituire alle parole “dell’area di Gioia Tauro” le parole “anche l’area di Crotone e di Gioia Tauro”.

Non è un capriccio campanilistico ma la rievocazione di un meritorio impegno assunto dal Governatore della Calabria, Scopelliti, che ha chiesto al Governo nazionale un po’ di tempo fa il riconoscimento di aree di crisi in Calabria esattamente per Gioia Tauro e Crotone.

Mi sembrerebbe di proporre una misura che, in qualche modo, risulta coerente esattamente con un atto meritorio della Giunta. Grazie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 31.

(E’ approvato)

All’articolo 31 bis è stato presentato l’emendamento protocollo numero 59297 a firma dell’onorevole De Masi che così recita: “Dopo l’articolo 31 viene aggiunto l’art. 31 bis che è il seguente:

<Art. 31 bis (Istituzione e finanziamento dell’Osservatorio Epidemiologico - Ambientale regionale (Oearc))

1.      La Regione Calabria favorisce in ossequio ai principi della Costituzione, del proprio Statuto e della normativa comunitaria e nazionale nonché agli atti di indirizzo una incisiva ed organica tutela dell’ambiente nei suoi vari aspetti, con l’obiettivo di garantire le condizioni indispensabili al progetto civile, agli interessi fondamentali della collettività ed alla qualità della vita.

2.      La Regione Calabria istituisce l’Osservatorio Epidemiologico - Ambientale regionale (Oearc) con il compito di realizzare, sostenere e predisporre attività di ricerca Epidemiologica - Ambientale finalizzata alla comprensione ed alla tutela dello stato di salute della popolazione nell’ambito della Regione.

3.      L’Osservatorio ha competenza regionale al fine di assicurare una conoscenza capillare sistematica ed organizzata delle condizioni dell’ambiente e della salute e consentire una tempestiva ed efficace azione di prevenzione, conservazione e risanamento.

4.      La Regione Calabria istituisce la sede dell’Osservatorio Epidemiologico-Ambientale regionale nella città di Crotone sito di “Interesse nazionale”.

5.      Per l’istituzione dell’Osservatorio epidemiologico ambientale regionale, le competenti strutture della Giunta regionale adottano i provvedimenti necessari per la realizzazione degli interventi diretti a garantirne la completa funzionalità, mediante l’attuazione delle risorse Por Calabria Fesr 2007-2013.

6.      Gli oneri per la realizzazione degli interventi di cui al comma 5, determinati per l’anno 2012 in euro 4.000.000,00 del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012, sono assicurati quanto a euro 2.500.000,00 con le risorse allocate all’Upb 3.07.01.04, quanto ad euro 1.500.000,00 con le risorse allocate all’Upb 3.07.01.05 anche mediante rimodulazione finanziaria del corrispondente Asse III del Por Calabria Fesr 2007-2013>”.

Prego, onorevole De Masi.

Emilio DE MASI

Ritiro il mio emendamento, Presidente.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 32.

(E’ approvato)

E’ stato presentato un emendamento, protocollo numero 59295, sempre a firma del consigliere De Masi, istitutivo dell’articolo 32 bis, che così recita: “Dopo l’art. 32 viene aggiunto l’articolo 32 bis che è il seguente:

<Art. 32 bis (Modifica all’art. 5 comma 11, della legge regionale n. 40 del 12 dicembre 2008)

1.      Il comma 11 dell’art. 5 della legge regionale n. 40 del 12 dicembre 2008 è sostituito dal seguente:

Ai fini del completamento dei teatri di Crotone e di Vibo Valentia le competenti strutture della Giunta regionale adottano i provvedimenti necessari per la realizzazione degli interventi diretti a garantire la completa realizzazione dei teatri di Crotone e Vibo Valentia mediante l’utilizzazione delle risorse del Por Calabria Fesr 2007-2013.

2.      Gli oneri per la realizzazione degli interventi di cui al precedente comma determinati per l’anno 2012 in euro 5.000.000,00 sono assicurati con le risorse allocate all’Upb 5.6.01.01 del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012 anche mediante rimodulazione finanziaria del corrispondente Asse V del Por Calabria Fesr 2007-2013>”.

Prego, onorevole De Masi.

Emilio DE MASI

Presidente, qui si tratta di richiamare una legge approvata nella scorsa legislatura che prevedeva uno stanziamento necessario per il completamento delle strutture teatrali rispettivamente della città di Crotone e di Vibo Valentia.

Conosco un po’ meglio la situazione della mia città dove gran parte dei lavori per la realizzazione di questa importantissima e fondamentale struttura sia dal punto di vista culturale che specificatamente teatrale è realizzata al 70-80 per cento.

La zona circostante rimane degradata per l’impossibilità finanziaria di provvedere al suo completamento tanto più che questo Consiglio in precedenza si era pronunciato esattamente per assicurare i fondi indispensabili per completarlo, così come per Vibo Valentia, chiedo che si ottemperi a questo impegno del Consiglio e si provveda. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Sulla.

Francesco SULLA

Mi associo e faccio mio l’emendamento del collega De Masi. Vorrei dire che mi pare che i fondi previsti per finanziare l’articolo 32 siano stati reperiti proprio spostando e rimodulando fondi che erano stati previsti per il completamento dei teatri di Crotone e di Vibo Valentia. Penso che lasciare delle opere a metà sia davvero un fatto non certamente positivo per la nostra Regione.

Non c’è dubbio che la previsione del completamento del Museo di Reggio Calabria è cosa meritoria, ma penso che uno sforzo bisogna farlo per assicurare che le scelte che erano state a suo tempo assunte per Vibo Valentia e per Crotone vengano onorate, perché non è una questione di schieramenti politici ma penso che la cultura e la fruibilità di questi luoghi, nelle uniche due province che non ce l’hanno, è una questione che dovrebbe interessare tutti noi.

Non solo faccio mio l’emendamento ma sono convinto che non può essere neanche letto come una contrapposizione tra Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone.

Va bene l’emendamento fatto prima, ma non può essere fatto a scapito delle due province di Crotone e di Vibo Valentia.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, volevo dire che il mio capogruppo esprimerà, chiaramente, un voto positivo per il finanziamento del Museo nazionale di Reggio Calabria, ma per me sarebbe, perché ho sottoscritto questo emendamento dopo il collega De Masi, un segnale importante che si completasse, all’interno di questa rimodulazione, il teatro di Crotone e si iniziassero i lavori di quello di Vibo Valentia per il quale ci sono già delle risorse nazionali stanziate in un apposito capitolo.

Chiaramente l’opera non è stata iniziata perché c’era un problema relativamente al sito in cui ubicare l’opera. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, come ha anticipato il collega Censore brevemente interverrò con dichiarazione di voto sull’articolo 32 spiegando perché lo voteremo. Anticipo, però, una piccola critica con riferimento all’articolo 32 nel suo complesso.

Vorrei dire all’assessore che manca qualunque riprogrammazione di questo asse del Por Calabria.

Cioè la Giunta, a nostro modesto avviso, sta commettendo l’errore che ripete però spesso, di prendere gli assi del Por per finanziare provvedimenti particolare.

Sarebbe stata più corretta una riprogrammazione complessiva e siccome parliamo di cultura, dell’asse che si riferisce agli attrattori culturali ed ai contenitori culturali.

Voglio dire che il contenuto in tema di cultura è sempre superiore al contenitore, ma se il contenitore non c’è non riesce ad esprimere il contenuto e questo vale per i musei ed anche per i teatri.

Inviterei, quindi, la Giunta ed in particolare l’assessore al bilancio e alla cultura di accantonare questo emendamento De Masi-Censore e oggi De Masi-Censore-Sulla perché nel momento in cui voi prendete i fondi per completare Palazzo Piacentini, cosa sacrosanta, sarebbe il caso di avere una visione più ampia.

Aggiungo che quando nacque l’idea di investire su Palazzo Piacentini, questo è nato in un contesto di atto aggiuntivo all’Apq beni culturali. Se lei va a controllare, lo fece il mio successore professore Cersosimo che impiegò 7 mesi per portarlo in Giunta, un provvedimento già pronto.

Ma quel provvedimento già pronto non riguarda solo il Piacentini, cioè il Museo Magna Grecia.

L’assessore ride, ma la verità non deve né suscitare ilarità né incazzature, scusate il termine. E’ la verità, appunto. Quella rimodulazione dell’Apq beni culturali contiene una quindicina di provvedimenti. Mi ricordo che l’allora direttore generale Orlando, molto stitico e che faceva il paio col professore Cersosimo, prima che arrivasse Cersosimo si complimentò con la modesta persona che parla per dire “avete fatto un ottimo programma per quanto riguarda teatri e musei”.

Non toccammo le biblioteche perché lei si renderà conto che mesi prima avevamo fatto un bando di 3 milioni per le biblioteche. Lei si sta divertendo a presentare queste biblioteche, definite, realizzate e quant’altro.

Assessore, allora, la preghiera: accantoniamo l’emendamento De Masi-Censore-Sulla e vediamo di completare Crotone e di avviare Vibo Valentia.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Dattolo. Ne ha facoltà.

Alfonso DATTOLO

Ritengo che, sull’emendamento presentato dal consigliere De Masi, un impegno da parte della Giunta possa esserci in fase di rimodulazione.

Condivido quanto dice il consigliere Principe non tanto per una forma di compensazione rispetto ad una manovra che non prevede nulla verso quel territorio, ma per completare un luogo che può essere un emblema di rinascita e di valenza culturale per i rapporti e le tradizioni storiche di quella città.

Mi auguro che ci sia da parte della Giunta questa sensibilità, visto che si parla di turismo e cultura come aspetto pregnante di questa nuova stagione calabrese. Ritengo che l’emendamento che ha presentato il collega De Masi debba essere preso nella considerazione che merita.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Invito al ritiro dell’emendamento con le motivazioni che hanno esposto sia il consigliere Principe sia i consiglieri che sono intervenuti successivamente, con una raccomandazione alla Giunta affinché si provveda per cercare di realizzare, nei limiti del possibile, questi altri teatri oltre a quello di Reggio Calabria che è ormai alla fase finale.

Proporrei il ritiro, se il consigliere De Masi è d’accordo, non è il caso che venga bocciato quando c’è una unità di intenti che va in questa direzione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente e onorevole Fedele, se si potesse accantonare per dare la possibilità agli organi tecnici della Giunta di verificare se con il Por queste iniziative possono essere portate avanti. Non è che chiediamo di impegnare fondi di bilancio che sappiamo non esserci, ma nel Por i fondi ci sono, a meno che non siano serviti per altro, perché da assessore alla cultura ho lasciato molti milioncini per queste cose.

La richiesta è di accantonarlo per verificare, obtorto collo, che almeno sia trasformato in un ordine del giorno che sia approvato dall’intero Consiglio, perché una semplice raccomandazione mi sembra poco.

Chiediamo l’accantonamento, ma se questo non è possibile per ragioni di studio, che diventi un ordine del giorno e sia approvato alla unanimità. Va bene?

Luigi FEDELE, relatore

Credo che possa essere recepito come ordine del giorno, che è qualcosa in più rispetto alla raccomandazione.

Lo trasformiamo in ordine del giorno e poi seguiremo l’iter, insieme, nel prosieguo della legislatura.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, su questo punto volevo spendere altre due parole. Non è di campanile e me ne guarderei bene per la città di Reggio Calabria, per la provincia e anche per i colleghi reggini di centro, di destra e di sinistra perché, sono alla seconda legislatura, e so che rispetto ai problemi di Reggio Calabria e della provincia sono sempre concordi.

Ritengo importante il finanziamento per il Museo nazionale di Reggio Calabria perché lo diceva il consigliere Principe questo è uno dei musei più importanti della Calabria. Ma questo non può essere fatto a scapito delle piccole province, che sono province marginali, sottraendo risorse che per legge erano previste per questi enti.

Penso che due pesi e due misure non si possano fare. Se c’è una rimodulazione questa non deve penalizzare alcuni territori e contemporaneamente trovare le risorse per far fronte su tre direttrici. Vorrei stigmatizzare questo fatto. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Salvatore PACENZA

Presidente, credo che l’assessore Mario Caligiuri possa dare qualche direzione in più, perché sono stati previsti bandi relativi a linee di intervento proprio nell’ambito culturale.

Si parlava all’epoca, in Commissione Politiche Comunitarie, di intervento per il completamento dei teatri di Vibo Valentia e Crotone. Per cui, se si ha un pochino di pazienza, penso che l’assessore ci possa dire un qualcosa in più.

PRESIDENTE

Lo possiamo allora trasformare in un ordine del giorno?

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Presidente, al di là delle considerazioni positive sul fatto che si va a finanziare il Museo di Reggio Calabria, voglio richiamare all’Assemblea che l’assessore Caligiuri nel mese di agosto ha fatto un bando per quanto riguarda il finanziamento dei musei regionali con finanziamento di un tetto di 400 mila euro.

Vorrei chiedere all’assessore Caligiuri se i fondi, individuati all’interno dell’articolo 32, fanno parte di quelli di cui c’è già l’avviso oppure sono diversi.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Pongo in votazione la trasformazione dell’emendamento in ordine del giorno ed il suo immediato inserimento all’ordine dei lavori.

(Il Consiglio approva)

(Interruzione)

Ordine del giorno numero 38, di iniziativa dei consiglieri De Masi, Sulla, Bruni, Censore, Dattolo, Mirabelli e  Pacenza, “Sulla rimodulazione finanziaria del Por Calabria, Asse V – FESR 2007 – 2013

PRESIDENTE

Do lettura dell’ordine del giorno: “Il Consiglio regionale, impegna

La Giunta regionale ad effettuare la rimodulazione finanziaria del Por Calabria – Asse V – FESR 2007 – 2013, allo scopo di consentire il completamento del teatro di Crotone e l’avvio dei lavori pubblici per la realizzazione del teatro di Vibo Valentia.

Le somme rispettivamente necessarie ammontano a 2.500.000,00 euro per Crotone e 2.500.000,00 ero per Vibo Valentia.

Il Consiglio, inoltre, fissa entro la data di fine giugno 2012 il termine entro il quale la Giunta deve completare il predetto iter per l’impegno in tutte le sue implicazioni istituzionali ed amministrative.”

Bruno CENSORE

Presidente è un ordine del giorno che impegna la Giunta a rimodulare un asse del Por e nell’ordine del giorno diamo anche un tempo, altrimenti è una presa in giro, siamo veterani rispetto a queste cose.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Pongo ai voti l’ordine del giorno, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 280/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2012) art. 3, comma 4 della legge regionale n. 8/2002”

-Seguito-

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 59379, a firma dei consiglieri De Masi e Censore, è ritirato.

All’articolo 33 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 59171, a firma del consigliere Mirabelli, che così recita: “All’art. 33 il capitolo 62010213 del bilancio regionale 2012 <Spese a carico del bilancio regionale per il pagamento delle rette socio sanitarie> deve essere incrementato di ulteriori € 25.000.000,00 (venticinque milioni) al fine di garantire una copertura di € 40.000.000,00 (euro quaranta milioni)”

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Presidente, questo emendamento riguarda un argomento abbastanza delicato, non dico serio perché sono tutti seri gli argomenti che si discutono in Consiglio, ma è molto delicato nella sua essenza.

Si riferisce ad una richiesta di incremento per le prestazioni erogate dalle strutture socio-sanitarie per pazienti anziani e disabili, è ovvio pazienti anziani non autosufficienti.Un incremento per la totale copertura dell’anno 2012, di circa 25 milioni rispetto ai 15 milioni di euro che sono stati messi nel capitolato di spesa del bilancio per l’anno 2012.

Questa richiesta è suffragata da due motivazioni. La prima per far fede al decreto 18 dell’ottobre 2010 nell’ambito del quale si prevede un fabbisogno in posti letto ed in postazioni per 3 mila e 30 posti letto da accreditati.

A questo fa seguito un ulteriore decreto fatto dal commissario ad acta, giustamente il numero 1 del 5 gennaio 2011 che riduce di circa 15 posti letto,  riconoscendo la necessità di avere questa presenza importante e fondamentale nell’ambito di quello che è il riordino della rete territoriale.

L’aspetto più importante è che per evitare un ritorno negativo di quella che è stata una impostazione storica sbagliata…

Mi riferisco all’anno 2010 in cui, anche allora nel fondo che prevedeva queste prestazioni, la quota assegnata era una quota insufficiente tant’è che per quell’anno queste strutture sono riuscite ad avere spettanze per 5-6 mesi.

Anche nell’anno 2011, visto che nulla era stato previsto, il servizio è andato avanti. Ci ritroviamo con un anno e mezzo di arretrati da dover liquidare, per queste prestazioni, agli operatori.

E’ ovvio che le strutture socio-sanitarie che hanno 4 mila 500 dipendenti ed assistono in continuità assistenziale 4 mila persone, 4 mila calabresi, anziani non autosufficienti e disabili, per poter mantenere questo importantissimo e giusto servizio hanno dovuto far ricorso ad un indebitamento sempre più forte e marcato con le varie banche.

Banche che hanno concesso le anticipazioni bancarie ma che oggi, alla luce di un mancato rientro nei tempi più giusti hanno iniziato a fare opere di richiamo per poter far ritornare queste anticipazioni, per far pagare a questi operatori le anticipazioni di questi prestiti che le banche hanno concesso. E non erogano più ulteriori anticipazioni.

E’ ovvio che se questi operatori non sono messi nelle condizioni o di rientrare o quanto meno tramite una giusta attestazione che dimostri alle banche la copertura del fondo per l’intero anno questo servizio, molto probabilmente proprio perché non troverà sponda a livello bancario, non potrà più essere effettuato.

Mettiamo quindi a rischio già col 1° gennaio 2012 la possibilità di una eventuale dismissione di questo servizio, una chiusura di queste strutture. Questo non è allarmismo ma è una realtà reale proprio perché è stato sottoscritta, è stata evidenziata ed è ben motivata dagli operatori stessi.

Né tanto meno possiamo pensare, attraverso diversi meccanismi, alla necessità di poter coprire questo fondo aumentando la retta a carico dell’utente.

Dovete sapere che per quanto riguarda la quota sociale – lo sapete meglio di me – la somma complessiva è di 56 milioni di euro di cui 40 a carico del fondo sociale e 16 milioni a carico dell’utente. Questa non è una utenza che si può permettere il lusso di andare a pagamento in case di cura privata perché campa con pensioni molto limitate e quasi tutti con indennità civili e con pensioni di accompagnamento, quindi con 800-900 euro al mese.

Una situazione di grande difficoltà da un punto di vista economico per le famiglie, ed in modo ancora più marcato per queste persone e per le loro situazioni, automaticamente andare a caricarsi un ulteriore balzello sarebbe, secondo me, un qualcosa di veramente antisociale anche perché di fatto, anche incrementando il balzello non riusciremmo a coprire immediatamente questi 25 milioni in più che servono per poter far sì che questo fondo possa essere esaustivo almeno per i 12 mesi e soprattutto essere una dimostrazione pratica della volontà e della sensibilità del Consiglio regionale e della Regione Calabria soprattutto non solo nei riguardi di questi utenti che in fin dei conti non sono che pazienti, ma soprattutto da poter esibire nei confronti del mondo bancario per poter ulteriormente tirare avanti, avere ulteriori crediti e anticipazioni per poter espletare un servizio decoroso.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Chiedo perdono, poiché ci siamo persi nell’ordine del giorno non ho potuto fare la dichiarazione sull’articolo 32, sul finanziamento al Museo di Reggio Calabria.

Vorrei che gli uffici santificassero che noi votiamo a favore non solo perché ci riconosciamo nell’iniziativa attuale, ma perché come è ben noto la Giunta di centro-sinistra ha fatto in modo che il Museo di Reggio Calabria entrasse fra le prime sette opere per onorare i 150 anni dell’unità d’Italia e quindi siamo contenti che con questo finanziamento si completi l’opera.

Per questo votiamo a favore e personalmente mi sento di dire che è anche una dimostrazione di come si intende il ruolo di amministratore regionale che al di là dell’atto e del luogo di nascita quando ci sono eccellenze queste vanno tutelate e sostenute.

Vale per Reggio Calabria e ci auguriamo che valga anche per Crotone e Vibo Valentia.

PRESIDENTE

Allora viene verbalizzato. Procediamo con l’emendamento Mirabelli.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Parere contrario, perché non c’è la copertura finanziaria. In ogni caso se in futuro ci saranno dei finanziamenti a livello nazionale, vedremo in sede di assestamento se si può trovare qualche soluzione, ma al momento non è possibile.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario, signor Presidente, però vorrei argomentare seppur rapidamente questo parere.

Ho ascoltato con grande attenzione l’esposizione e l’illustrazione del consigliere Mirabelli che però forse avrebbe dovuto evidenziare il fatto che l’amministrazione guidata dal Presidente Scopelliti, rispetto a questa che lei giustamente chiama emergenza, ha stanziato 15 milioni di euro che non c’erano, ed in questo contesto di grave crisi e difficoltà...

(Interruzione dell’onorevole Principe) )

Rintracciarli ed allocarli rispetto all’emergenza che anche lei nota.

Bene, di questi 15 milioni di euro gli uffici competenti, dal punto di vista politico e tecnico, ci spiegano che servono, occorrono e bastano per rispondere al fabbisogno.

Lei ci spiega che bisognerebbe fare di più e di meglio e ci indica anche come fare di più e di meglio individuando le risorse, i 25 milioni di euro.

Ci mancherebbe. L’unico elemento che però manca, onorevole Mirabelli, nella sua esposizione e nella sua proposta emendativa è dove trovare queste risorse il che non è proprio un dettaglio.

Mi auguro, premesso che si può fare sempre di più e di meglio, però che anche da parte sua ci possa essere il riconoscimento rispetto alla capacità che questa amministrazione ha avuto di riempire un grande buco nero del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Mirabelli.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Assessore, capisco che la quota necessaria è 40 milioni di euro, ma non spetta a me andare a reperire le risorse. Mi rifaccio esclusivamente a due decreti, il numero 18 e il numero 1 del 5 gennaio 2011, che impongono alla Regione, sulla base della vostra rideterminazione del numero dei posti letto, per la continuità socio-assistenziale sanitaria, visto che avete previsto questo fabbisogno di 3.015 posti letto…

Prima erano 3.030, nel decreto numero 1 del 5 gennaio 2011 sono scesi di 15 posti, per si impone a voi, doverosamente, la copertura finanziaria per quei posti letto che avete previsto all’interno del decreto.

Quindi non  può ribaltare a me il problema. E’ ovvio che bisognava molto probabilmente capire se questi posti letto sono necessari o meno. Apprezzo la capacità del Presidente di essere riuscito a trovare questi 15 milioni di euro ma purtroppo dovendomi rifare ad un decreto legge che è vincolante…perché questo decreto  numero 18 non può essere considerato vincolante per alcune cose e poco vincolante per altre questioni!

Per quanto mi riguarda, o lo si accetta in pieno o si veda di modificarlo anche su altri aspetti e mi riferisco alle reti territoriali ospedaliere.

Per cui è ovvio che se lì sono previsti questi numeri di posti letto, sta a voi trovare la giusta copertura, che è doverosa agli anziani non autosufficienti o ai disabili.Se ci fosse stata la possibilità di coprire almeno il doppio, non dico a 40 ma anche a 30 milioni di euro la quota, avremmo dato forse la possibilità agli operatori di potersi esporre nei confronti del mondo bancario.

La richiesta e il senso del ragionamento si basano sul fatto che a questi signori, che hanno queste strutture socio-sanitarie a cui sono stati riconosciuti con giusto decreto i posti letto assegnati, le banche non fanno più credito per l’anno 2012. Anzi hanno chiesto immediatamente nei primi 10 giorni di gennaio – do io la comunicazione – il rientro dalla esposizione bancaria.

Se non ci si ottempera in qualche maniera, molto probabilmente, perché hanno un anno e mezzo di scoperto, al di là delle responsabilità è così purtroppo, automaticamente si corre il rischio reale di vedere chiuse queste strutture e di veder consegnati chissà a chi questi pazienti che sono difficili da poter gestire anche in ambiente familiare.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guccione. Ne ha facoltà.

Carlo GUCCIONE

Al di là del segnale che ha voluto dare la Giunta, andiamo alla sostanza della questione perché credo che qui si appalesi una inadempienza della Giunta regionale che, rispetto ai decreti che citava l’onorevole Mirabelli, crea un punto di criticità che, comunque, avrà una ricaduta sulla spesa sanitaria.

Questi pazienti, che oggi sono trattati in queste strutture private, comunque ad un certo punto saranno costretti ad appoggiarsi a strutture pubbliche e ad intasare gli ospedali, non c’è una possibilità di trattamento di questi pazienti. Ci sarà quindi un meccanismo perverso che rischia di non essere governato.

C’è bisogno di uno sforzo in questa direzione, perché se pensiamo solo a tagliare il rischio è concreto che i servizi alla persona, in questa direzione, rischiano poi di gravare sulla spesa regionale.

La Regione ha preso un impegno con queste strutture private e nel tempo credo che dobbiamo trovare il modo affinché questo impegno, al di là degli sforzi che sono stati compiuti, sia riconosciuto.

Attenzione, perché noi parliamo di uomini e donne in carne ed ossa che hanno bisogno di questi servizi e che le famiglie non sono in grado di gestire e che, comunque, dovranno trovare una loro collocazione in una struttura sanitaria.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, volevo riagganciarmi alla questione per dire che avevamo presentato un emendamento alla legge finanziaria riguardante l’impinguamento del capitolo relativo alla questione che era stata discussa adesso.

Chiaramente mi trovo in linea con i colleghi. Intanto speriamo che si trovino le risorse aggiuntive, ma qualora non ci dovessero essere, da parte vostra ci deve essere una azione per consentire a queste strutture di sottoscrivere i contratti per le prestazioni previste, così queste possono presentare alle banche un qualcosa una volta che la copertura è assicurata, una copertura che si può assicurare anche con la variazione successiva, quindi con l’assestamento di bilancio.

Pertanto la nostra raccomandazione è diretta a garantire a queste strutture la continuità dei servizi e dei livelli occupazionali. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento col parere negativo del relatore e della Giunta.

Francesco SULLA

Presidente, era stato chiesto se c’è una disponibilità…

PRESIDENTE

Accettiamolo come raccomandazione alla Giunta, però lo deve dire il relatore.

Luigi FEDELE, relatore

Onorevole Censore, le raccomandazioni chieste da lei non le abbiamo mai rifiutate, pertanto è accolta anche questa volta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Sulla. Ne ha facoltà.

Francesco SULLA

Il problema è questo. Domani mattina queste strutture dovranno assicurare dei servizi a meno che non gli mandiate una lettera e gli diciate che non lo debbono fare più. Chiaro? Il primo gennaio questi servizi devono continuare o no? Per poter continuare ci vuole almeno un contratto sottoscritto tra le parti che chiede che queste prestazioni vengano effettuate.

Ora, il dipartimento sanità lo firma, e devono firmarlo anche i servizi sociali altrimenti non si perfeziona l’atto. Per cui si va avanti senza avere un contratto e mi pare davvero una forma strana di procedere. Non è  più questione economica, ma il problema è di assicurare la continuità della prestazione e quindi mettere nelle condizioni di avere un qualche documento che li garantisca sulle prestazioni, perché altrimenti chi li garantisce?

I servizi sociali dovrebbero, ferma restando la copertura che si troverà col riassesto di bilancio, quando sarà possibile, almeno garantire i servizi. Sono state richieste delle prestazioni ma non si sa come pagarle, non ci si impegna a pagarle.

Come si fa a chiedere delle prestazioni e a dire che non si sa come pagarle!

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Chiedo il voto nominale su questo emendamento.

PRESIDENTE

Scusi, i suoi colleghi le hanno chiesto di trasformare questo emendamento in un ordine del giorno.

Bruno CENSORE

Non abbiamo chiesto questo. Presidente?

PRESIDENTE

Cosa avete chiesto? Una raccomandazione alla Giunta?

Bruno CENSORE

Abbiamo chiesto che l’assessore Mancini, che rappresenta il Governo, assuma questo impegno formalmente nella seduta odierna.

PRESIDENTE

Non si può approvare un ordine del giorno su quello che lei dice?

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Chiedo di votare l’emendamento, Presidente,  anche perché la risposta già in parte c’è stata.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 33 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 59307, a firma del consigliere Nicolò, che è ritirato.

C’è un emendamento successivo all’articolo 33, protocollo numero 59456, a firma dei consiglieri Salerno, Chiappetta, Serra, Gallo, Parente, Vilasi, che così recita: “All’art. 33 è aggiunto il seguente comma <La Regione Calabria (dipartimento politiche sociali) e le aziende sanitarie ed ospedaliere – tenuto conto del Dpgr n. 44 dell’8 giugno 2011 che ha modificato ed integrato il Dpgr n. 20 dell’1 marzo 2011 “Approvazione schema tipo di contratto per la disciplina dei rapporti con gli erogatori privati accreditati, ex art. 8 quinquies, D.Lgs 502/92 e s.m.i. – Obiettivo G01.S02.04 – G02.S06.03” (che contempla, tra l’altro, il pagamento alle strutture convenzionate degli interessi di ritardato pagamento una volta trascorsi i tempi previsti in contratto) – sono tenute ad accettare cessioni di credito pro-solvendo dalle strutture convenzionate. Possono altresì concordare con i relativi cessionari (Factoring, Istituti bancari, e/o società finanziarie) dilazioni di pagamento, a titolo oneroso ad un tasso di interesse non superiore a quello praticato dalle rispettive Tesorerie>”.

Prego, onorevole Salerno.

Nazzareno SALERNO

Presidente, questo è un emendamento che abbiamo firmato come componenti di maggioranza della terza Commissione. Chiedo solo due minuti di sospensione.

PRESIDENTE

La seduta è sospesa, invito i capigruppo ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

(I capigruppo si recano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 20,02 è ripresa alle 20,09

Sull’ordine del lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

Presidente, abbiamo approfondito un po’ l’argomento, chiedo di trasformare questo emendamento in ordine del giorno affinché si possa uniformare, innanzitutto, il comportamento dell’azienda sanitaria e ospedaliera e anche del dipartimento e dei dirigenti, al fine di accettare queste cessioni di credito e di impegnare anche l’assessore a procedere, comunque, a dei contratti semestrali rinnovabili per avere la copertura finanziaria e di impegnare l’assessore a recuperare le somme necessarie in sede di assestamento per i successivi sei mesi del 2012.

PRESIDENTE

Con questa proposta dell’onorevole Salerno, chiedo il parere del relatore.

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole a trasformare l’emendamento in ordine del giorno.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la trasformazione dell’emendamento in ordine del giorno che verrà successivamente esaminato.

(E’ approvato)

Proposta di legge numero 280/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2012) art. 3, comma 4 della legge regionale n. 8/2002”

-Seguito-

PRESIDENTE

L’emendamento a firma del consigliere Nicolò, protocollo numero 59309, è decaduto per assenza del proponente.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, faccio mio l’emendamento dell’onorevole Nicolò.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento, protocollo numero 59309, a firma del consigliere Nicolò, di cui do lettura: “All’art. 33 aggiungere il seguente articolo <Art. 33bis (modifiche al comma 6 della legge regionale 19 marzo 2004, n. 11, part. 96) dopo le parole <Cardiochirurgia interventista presenti nel SSR> aggiungere <E’ istituito altresì all’interno del Centro di cardiochirurgia dell’Ospedale Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, il centro di cardiochirurgia pediatrica>”.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 33.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 34.

(E’ approvato)

All’articolo 35, comma 2, è stato presentato l’emendamento protocollo numero 59500, a firma dell’onorevole Gallo, che così recita: “All’art. 35, comma 2, lett. a) dopo le parole <relativi ai comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti> sono aggiunte la parole <ed a quelli con popolazione inferiore già utilmente collocati nella graduatoria di cui al D.M. n. 176/A del 12 febbraio 2007 e non integralmente finanziati>”.

Prego, onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

Presidente, nel manifestare apprezzamento per la volontà della Giunta di finanziare i contratti di quartiere impegnando 40 milioni di euro, il mio emendamento è finalizzato a far sì che ci sia un finanziamento per i comuni anche di popolazione inferiore ai 30 mila abitanti già utilmente collocati nella graduatoria del Ministero delle infrastrutture in base al Dm del 12 febbraio 2007 e non integralmente finanziati. Non comportano ulteriori spese ma rimane in minima parte nell’ambito del programma.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 35.

(E’ approvato)

All’articolo 35 bis è stato presentato l’emendamento protocollo 59243 a firma dei consiglieri Nucera e Imbalzano che è stato già discusso, pertanto è ritirato.

Così come è ritirato l’emendamento successivo, protocollo numero 59499, a firma dell’onorevole Gallo.

L’emendamento protocollo numero 59237 dell’onorevole Nucera è ritirato. Anche gli emendamenti protocollo numero 59238, 59239, 59240, a firma del consigliere Nucera, sono ritirati.

E’ stato presentato, sempre a firma dell’onorevole Nucera, l’emendamento protocollo numero 59526 che così recita: “Art. 35 bis: Al comune di Palmi è concesso un contributo di € 200.000,00 per la realizzazione della festa della Varia che si svolge a Palmi nel mese di agosto con allocazione all’area di intervento 5 (Attività culturali, sportive, ricreative e del culto) 52010114 dello stato di previsione della spesa di bilancio 2012”.

Prego, onorevole Nucera.

Giovanni NUCERA

Presidente, questo è un emendamento con il quale si chiede un contributo di 200 mila euro a favore della festa della “Varia” di Palmi. Perché questo emendamento? Abbiate un attimo di pazienza ed ascoltate. Non è un semplice emendamento di spesa né un emendamento tendente a fare proselitismi inutili.

Ascoltate bene perché la motivazione ha un fondamento serio per la Calabria.

Si tratta della realizzazione della festa della “Varia” di Palmi per l’anno 2012 che rientra in un contesto più ampio riferibile al fatto che la “Varia” di Palmi, insieme ai “Gigli” di Nola, ai “Candelieri” di Sassari, alle “Macchine di Santa Rosa” di Viterbo, fa parte della “Rete delle grandi macchine a spalla italiane”, candidata per il 2012 e il 2013 a patrimonio dell’umanità.

In particolare questa candidatura della festa  è tra le due indicate sulle 10 italiane, presentate dallo Stato, in qualità di parte della Segreteria generale dell’Unesco a Parigi, meritevole di essere riconosciuta patrimonio della umanità.

Il dossier di candidatura presentato dal coordinamento della Rete a Parigi, nello scorso mese di marzo, é corredato da un piano di salvaguardia che le quattro comunità italiane che fanno parte della suddetta Rete, che ho detto prima, dovranno mettere in atto entro l’anno 2012.

Pertanto, la realizzazione della festa è l’elemento più importante di questo piano e serve a rafforzare questa candidatura.

Visto l’obiettivo prestigioso, lo sforzo deve essere congiunto ed utile a far sì che la festa della “Varia” possa svolgersi, perché lo sapete che non si svolge tutti gli anni, ma ogni tot periodo.

Quest’anno, 2012, deve svolgersi alla presenza dei commissari dell’Unesco; sono le fasi finali di selezione.

La Calabria al momento è l’unica Regione d’Italia a non avere un sito Unesco e non ci sono altre candidature, per capirci. Quindi, è evidente, a tutti noi, quella che dovrebbe essere la ricaduta turistica, economica e sociale di un riconoscimento nazionale di una festa calabrese che si configura per l’importanza e la secolarità, come elemento identificativo della nostra cultura, della tradizione, del nostro ordinario patrimonio culturale immateriale.

Un contesto, questo, che potrebbe far diventare la Calabria importante e rappresentare un valore aggiunto ed elemento di uno sviluppo sostenibile basato sulla valorizzazione, promozione della nostra identità, rafforzando il senso di appartenenza.

In termini brevi, stiamo rischiando una partita importantissima; è la partita di quanti, in rete, nel contesto con altre Regioni d’Italia hanno già provveduto a dare la giusta identità al sistema e noi dovremmo aiutare il comune di Palmi al finanziamento perché la festa, quest’anno, si possa realizzare.

Un contributo di 200 mila euro da parte della Regione Calabria significa mettere la Regione Calabria al pari con le altre Regioni come l’Umbria, le Marche, la Sardegna e la Campania. Metterle, quindi, in rete con altre Regioni per dare la possibilità di avere per la prima volta nella storia un riconoscimento ufficiale dell’Unesco.

So che l’assessore Caligiuri – ecco perché lo interpellavo – ha già lavorato in questo senso.

C’è una sensibilità istituzionale da parte del Consiglio e della Giunta regionale, anzi più del Governo regionale. Oggi si tratta di prendere atto. Non si chiedono i 200 mila euro, Presidente, perché qui nessuno è venuto a chiedere soldi su questo emendamento, ma qui si chiede un atto di riconoscimento del Consiglio regionale e di sostegno successivo per come la Regione Calabria vorrà entrare in questo processo affinché a Palmi venga data l’opportunità – e per la prima volta anche alla Calabria – di far inserire una manifestazione calabrese in un particolare contesto, visto che è tra le due selezionate in Italia.

Questo è l’emendamento, Presidente.

Chiedo all’assessore se vuole integrare, atteso che ritengo sia una cosa utile e un riconoscimento ufficiale per la Calabria.

PRESIDENTE

Prego, assessore Caligiuri.

Mario CALIGIURI, assessore alla cultura ed ai beni culturali

Il riconoscimento Unesco ai beni immateriali è un fatto molto significativo in quanto la nostra Regione, tranne il duomo di Cosenza, non ha riconoscimenti di questa qualità e di questo valore.

Avere questa possibilità significa porre l’attenzione sulle tradizioni e sulla cultura, soprattutto su quella cultura che è stata considerata subalterna, che è importante e che rappresenta la nostra vera identità e che si collega con le tradizioni religiose che sono importanti e radicate all’interno della nostra regione secondo la definizione del Beato Giovanni Paolo II.

Diventa, allora, importante la proposta che ha avanzato l’onorevole Nucera. Stiamo seguendo questo riconoscimento Unesco vedendo di utilizzare anche il ruolo che ha la Regione Calabria, che è quello di coordinatore degli assessori regionali d’Italia alla cultura e ai beni culturali, e quindi per competenza segue anche le candidature Unesco a livello nazionale. Vedremo di sponsorizzare e sostenere questa legittima aspettativa che fa onore a tutta la Calabria.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Principe.

Sandro PRINCIPE

Presidente, ho ascoltato con interesse le parole del consigliere Nucera e faccio mie le sue considerazioni e qualunque provvedimento lei intendesse proporre a questo Consiglio per la “ Varia” di Palmi.

Lo dico a ragion veduta perché da modesto assessore alla cultura, come predecessore antico del professore Caligiuri, promossi la valorizzazione della “Varia” assicurandole 160 milioni di euro che consentirono a questa grandissima tradizione di Palmi di entrare in contatto con le altre 7 città che hanno tradizioni di questo tipo.

Quindi, caro assessore Caligiuri, apprezziamo sempre le belle parole che fanno sempre bene ma in virtù anche di un impegno profuso in questa direzione gradiremmo che alle parole seguissero i fatti.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Grazie, onorevole Presidente, dopo l’intervento dell’onorevole Principe dovrei aggiungere poco se non anche la considerazione della importanza di questo emendamento che riguarda la “Varia” di Palmi, uno straordinario presidio delle grandi risorse immateriali che ha questa Regione per la quale prendo atto anche del riconoscimento che l’assessore vuole rivolgere.

Lo invito vivamente a far seguire fatti che possano consentire questa candidatura per la “Varia”, motivo di forte orgoglio per la Calabria intera, nel momento in cui, forse, in questo momento è l’unica candidatura effettiva, come richiamava l’onorevole Nucera, benché sia sempre in itinere la candidatura dell’area grecanica.

Il nostro voto è favorevole qualunque sia il provvedimento. Sarebbe preferibile che fosse proprio l’emendamento per consentire un percorso più veloce e più efficace, ma qualunque sia la decisione che assumerà l’assessore Caligiuri, ripeto, che da parte nostra c’è il voto favorevole.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, credo che su questo tema ci sia unanimità e questo significa che i temi che solleva l’onorevole Nucera sono di grande importanza e rilevanza. Del resto sulla “Varia” di Palmi credo ci sia unanimità da parte di tutti. Anche la risposta dell’assessore Caligiuri credo che vada in questa direzione ed è un patrimonio che non possiamo perdere.

Direi di trasformare questo emendamento in ordine del giorno con l’impegno dell’assessore Caligiuri a seguire questa pratica che è certamente importante non solo per la Calabria ma anche per Palmi.

Demetrio BATTAGLIA

Quindi non lo votiamo l’emendamento?

Bruno CENSORE

Invito il collega Nucera a non ritirarlo.

PRESIDENTE

Risentiamo un attimo l’assessore per concludere l’argomento.

Mario CALIGIURI, assessore alla cultura ed ai beni culturali

Per tranquillizzare l’onorevole Principe, voglio dire che noi, in genere, alle parole facciamo sempre seguire i fatti.

PRESIDENTE

Allora possiamo trasformarlo in un ordine del giorno.

Demetrio BATTAGLIA

Siamo pronti, Presidente, a votare favorevolmente l’emendamento.

Bruno CENSORE

Invitiamo il collega Nucera a non ritirarlo perché è un emendamento condiviso.

Giovanni NUCERA

È ritirato.

Bruno CENSORE

Come ritirato, se noi lo sosteniamo tutti?

PRESIDENTE

E’ ritirato, andiamo avanti.

Bruno CENSORE

E’ vocato al suicidio. Va bene.

PRESIDENTE

Andiamo avanti.

E’ stato presentato l’emendamento protocollo numero 59384, a firma dei consiglieri Principe e Censore, che così recita: “All’art. 36 (Disposizioni finanziarie diverse) al comma 2, le parole <è autorizzato nell’arco temporale 2012-2016 l’accantonamento in bilancio> vengono sostituite dalle seguenti <è autorizzato nell’arco temporale 2012-2014 l’accantonamento in bilancio>”.

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Presidente, è stata trovata una copertura finanziaria per i debiti pregressi del trasporto pubblico locale. Chiediamo che questo piano di rientro venga spalmato sulle annualità previste dal bilancio, quindi in un triennio e non fino al 2016 perché ciò non è consentito dalla legge. Diciamo quindi che vengano sostituite le parole “è autorizzato nell’arco temporale 2012-2014”. Grazie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario perché è consentito dalla legge, quindi non c’è problema.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

E’ stato presentato l’emendamento protocollo numero 59443, a firma del consigliere Magno.

Prego, onorevole Magno.

Mario MAGNO

Presidente, l’emendamento viene ritirato in considerazione del fatto che per rassicurazioni avute dal delegato del Presidente ai trasporti, onorevole Orsomarso, la questione sarà trattata nell’ambito del piano dei trasporti che sarà realizzato a partire dall’anno 2012.

Voglio solo sottolineare che questa necessità di finanziamento di 4 milioni e mezzo di euro è indispensabile per poter coprire i chilometraggi di percorrenza degli autobus comunali nella città di Lamezia Terme, in quanto gli attuali chilometraggi riconosciuti dalla Regione Calabria sono enormemente insufficienti rispetto all’estensione territoriale e all’ambito urbano della città, considerando il fatto che la società Multiservizi deve anche servire l’area industriale di Lamezia Terme che è distante oltre 11 chilometri dal centro abitato e dall’aeroporto internazionale di Lamezia Terme.

Anche in considerazione che nel contesto di quella che è la distribuzione nei chilometraggi regionali la città di Lamezia Terme, pur presentando una estensione territoriale molto più elevata delle altre città calabresi come Catanzaro e Cosenza, ad esempio, ha un chilometraggio riconosciuto di 4 volte inferiore rispetto a queste città.

Chiedo all’onorevole Orsomarso di voler confermare quanto da noi discusso.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Orsomarso.

Fausto ORSOMARSO

Potrebbe diventare, anche questo, un ordine del giorno ed è ovvio che siamo impegnati a partire dal prossimo gennaio, come abbiamo fatto con la razionalizzazione di tipo finanziario nel primo anno, a realizzare un nuovo Piano regionale dei trasporti.

Ricordo all’Aula ed ai consiglieri che la Calabria è dotata di un Piano regionale dei trasporti che risale a 20 anni fa e gli aspetti di uno sviluppo sicuramente importante come quello dell’area lametina che 20 anni fa non aveva le esigenze di trasporto di oggi devono essere considerati – fatte salve le risorse che dovranno essere rimodulate complessivamente – tenendo presente un chilometraggio adeguato.

Quindi, lo porteremo all’attenzione del Consiglio per emendarlo e votarlo. Ci aspettano 6-7 mesi di lavoro per realizzare il nuovo Piano regionale dei trasporti.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

Il prossimo emendamento ha protocollo numero 59556, è a firma del consigliere Battaglia e così recita: “E’ soppresso il comma 5, dell’art. 36”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, l’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione il comma 5 dell’articolo 36 sul quale si chiede autorizzazione al coordinamento formale.

(Interruzione)

Il relatore ha chiesto sul comma un coordinamento formale.

Noi acconsentiamo e procediamo al coordinamento formale sul comma 5.

(E’ approvato)

Il prossimo emendamento protocollo numero 59521, a firma del consigliere Fedele, così recita: “All’art. 36 è aggiunto il seguente comma 6 <La Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Fondazione Mediterranea Terina destinataria di un finanziamento del Miur a valere sui fondi Pon “Ricerca e competitività” 2007-2013 un contributo straordinario di euro 3.900.000,00 per la regolarizzazione dei debiti previdenziali, fiscali e contributivi. L’importo di cui sopra sarà erogato in tre annualità di euro 1.300.00,.00 per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014>”.

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, questo emendamento riguarda la “Fondazione Terina”. Il Ministero ha dato un contributo di 15 milioni di euro alla “Fondazione Terina” che però non può accedere a questo contributo perché ha dei debiti pregressi e quindi il Durc è negativo.

Per poter recuperare questo finanziamento bisogna prima pagare i debiti degli anni passati e poi accedere al finanziamento, altrimenti i 15 milioni di euro andrebbero persi.

PRESIDENTE

C’è un sub-emendamento del consigliere Gallo, protocollo numero 59890, che così recita: “Alle risorse necessarie all’annualità 2012 si farà fronte con le riduzioni degli stanziamenti dei capitoli di seguito indicati: 15101203 per euro 200mila; 12040101 per uro 200mila; 1002104 per euro 900mila”. Prego, onorevole Gallo, ha facoltà di illustrarlo.

Gianluca GALLO

Presidente, il sub-emendamento individua le risorse per finanziare questi 3 milioni 200 mila euro per il 2012: un primo milione e 300 mila euro con i capitoli 1501203, per 200 mila euro, capitolo 12040101, per 200 mila euro, e capitolo 1002104, per 900 mila euro.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, ritengo che questo emendamento sia inammissibile per due motivi. Il primo motivo deriva dal fatto che non esiste la copertura finanziaria nemmeno sul capitolo indicato.

Tra l’altro, se per cortesia ci fate avere il sub-emendamento scritto, che non c’è, non esiste un sub-emendamento per cui non so di cosa parliamo.

Presidente, non c’è un sub-emendamento.

(Interruzione)

Non è stato presentato il sub-emendamento.

PRESIDENTE

Non è stata distribuita la copia?

Demetrio BATTAGLIA

Lei ce l’ha? Se me lo fornisce, per cortesia. Aspettiamo la fotocopia e poi interveniamo.

(Interruzione)

PRESIDENTE

È agganciato a questo emendamento.

Demetrio BATTAGLIA

Non è protocollato, il sub-emendamento non c’è, non esiste. Se ci date il sub-emendamento protocollato.

PRESIDENTE

Ha solo questa eccezione formale o anche  di merito da fare?

Demetrio BATTAGLIA

Intanto non c’è un sub-emendamento.

PRESIDENTE

Mentre predispongono le copie può sollevare l’eccezione.

Demetrio BATTAGLIA

No, discutiamo sul sub-emendamento. Se non è protocollato, non lo può presentare in questo momento. Doveva essere presentato al momento della distribuzione degli emendamenti. Questi sono i sub-emendamenti.

Non c’è copertura finanziaria e la cosa ancora più grave è che si attua un intervento per coprire una omissione di contributi previdenziali e probabilmente anche fiscali, non probabilmente, è scritto, contributi previdenziali e fiscali per un importo di quasi 3 milioni di euro quando quest’Aula non riesce a stanziare un euro per il settore imprenditoriale.

Si pongono due problemi. Uno: di inammissibilità perché non c’è copertura finanziaria. Due: si pone un problema – non voglio usare una parola grossa – anche di etica politica nel senso che andiamo a coprire anni di omissioni contributive a prescindere da chi ha gestito la struttura.

Stiamo facendo sostanzialmente un condono nei confronti di una società, di un ente regionale. Di questo in parole povere si tratta. Credo che quest’Aula, sul piano del principio, non possa accettare un emendamento di questo tipo perché, se questo è, come dicevo nel mio intervento sulla relazione al bilancio, dato che la Calabria è seduta su una montagna di debiti prepariamoci a centinaia di questi interventi per eliminare il disvalore che in questi anni si è creato.

Non riesco a capire perché non diamo questi soldi per aiutare le imprese che non hanno pagato l’Inps in questi anni.

Perché così come la “Fondazione Terina” ha il problema del Durc, migliaia di imprese hanno lo stesso problema, tra l’altro, creato dalle pubbliche amministrazioni che non hanno pagato in questi anni.

Da questo punto di vista, ci sono due aspetti, uno di inammissibilità formale che pongo alla Presidenza ed uno di responsabilità di quest’Aula.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole, Presidente, però volevo ricordare all’onorevole Battaglia che non c’è nessun problema di ammissibilità perché un sub-emendamento in Aula si può presentare. Poi, qui c’è un finanziamento del Ministero per 15 milioni di euro che verrebbe perso. Non ci possiamo permettere, come Calabria, di perdere questo finanziamento.

Negli anni scorsi, la gestione passata, che certamente non era opera del centro-destra, ha creato questi problemi e non dobbiamo lasciare la Fondazione in questo stato.

C’è la possibilità di non perdere il finanziamento, altrimenti nessuno avrebbe proposto questo intervento. Se noi spendiamo questi fondi è per recuperare 15 milioni di euro già finanziati dal Ministero.

Francesco SULLA

Scusi, ma ha fatto una verifica per dire che le responsabilità sono della Giunta precedente? In questi due anni hanno regolarmente pagato i contributi? Ho capito. Poi faremo la verifica.

(Interruzione)

Visto che state amministrando da un anno e mezzo, se non hanno pagato entro questo anno e mezzo, allora è responsabilità non solo della Giunta precedente ma anche di quella attuale.

PRESIDENTE

Onorevole Sulla, chi deve intervenire si prenoti, alzi la mano e gli darò la parola. Siccome su questo emendamento può intervenire un consigliere a favore ed uno contro, lei è già intervenuto, poi potrà fare la dichiarazione di voto.

C’è già stato un intervenuto a favore.

Prego, onorevole Magno.

Mario MAGNO

Presidente, intervengo a favore di questo emendamento per un atto di giustizia nei confronti di questa Fondazione.

Devo dire sia all’onorevole Battaglia sia all’onorevole Sulla che sono intervenuti su questa questione, che certamente la situazione della “Fondazione Terina” non dipende dall’attuale amministrazione della stessa.

Quando, circa 5 anni fa, è stata istituita la Fondazione dalla Giunta che ci ha preceduto con una legge regionale, la fondazione aveva una base di lavoratori che era molto, ma molto, inferiore rispetto a quella che si è trovata la nuova amministrazione.

Voglio dire agli onorevoli Sulla e Battaglia che questa Fondazione, pur non avendo le capacità finanziarie ed economiche per poter gestire la propria attività, si trova sul groppone ben 51 dipendenti ai quali non viene pagato lo stipendio da oltre sei mesi, onorevole Battaglia.

Mettiamo, quindi, questa Fondazione nelle condizioni di poter operare, altrimenti dovremmo prendere provvedimenti di natura diversa. Una possibilità per rimettere in moto questa Fondazione è quella di poter fruire di questo finanziamento del Miur, di oltre 11 milioni di euro ed oggi, per poter avere questo tipo di finanziamento, è necessario che almeno la Fondazione sia in regola con il Durc, che è un certificato necessario per poter accedere a quelli che sono i fondi pubblici.

Se oggi non facciamo questo, di fatto, abbiamo decapitato la Fondazione e la stiamo chiudendo. Ci vuole responsabilità da parte di questo Consiglio regionale per far sì che questa Fondazione possa continuare a vivere, ed è una Fondazione che non abbiamo creato noi ma che ha al suo interno una serie di eccellenze dal punto di vista della ricerca che, certamente, non sono inferiori a nessun istituto di ricerca regionale.

E’ una Fondazione collegata con l’Università Mediterranea di Reggio Calabria e svolge ricerca nel campo agro-alimentare sui prodotti di qualità.

Riteniamo, come maggioranza, di non poterci oggi assumere una responsabilità che vada a chiudere definitivamente la Fondazione, ma dobbiamo far sì che abbia una occasione di rilancio.

PRESIDENTE

Non posso più dare la parola, adesso provvediamo a votare e poi le darò la parola per dichiarazione di voto.

Pongo in votazione il sub-emendamento dell’onorevole Gallo.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole, Presidente. Volevo tranquillizzare l’onorevole Battaglia che la copertura finanziaria per come ha espresso ed illustrato l’onorevole Gallo esiste ed è a saldo zero. Per questo il parere, da parte della Giunta, non può che essere favorevole.

PRESIDENTE

(Interruzione)

Onorevole, le darò la parola sull’articolo. Vuole parlare due volte? Parli due volte.

Demetrio BATTAGLIA

Grazie, Presidente, il sub-emendamento, ritorno a dire, è inammissibile perché non è agganciato a nessun emendamento, per come è stato presentato. C’è scritto “sub-emendamento” e poi l’emendamento viene proposto in una forma differente.

Tra l’altro, teoricamente se uno volesse fare finta di capire che è agganciato all’emendamento dell’onorevole Fedele, ha solo una copertura annuale…

(Interruzione)

Lei lo può accettare perché lo ritiene, ma lo devo accettare anche io, devo capire che si tratta di un sub-emendamento ad un emendamento presentato.

Pertanto, le faccio una eccezione formale come Presidente e ritorno a ribadire l’inammissibilità dell’emendamento sulla base di quanto dichiarato.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il sub-emendamento.

Demetrio BATTAGLIA

Chiedo di parlare, Presidente, per dichiarazione di voto.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Il suo voto è contrario.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, ho chiesto di parlare per dichiarazione di voto sull’emendamento.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Grazie, Presidente, per ribadire tutte le considerazioni fatte perché è inutile in quest’Aula continuare a richiamare gli occupati, le possibilità di licenziamento ecc.. perché lo sbocco finale purtroppo con questo tipo di politiche - che non sono iniziate oggi - non c’è.

Onorevole Magno, ho votato contro, su questi argomenti, come componente della maggioranza dal 2009 in poi, da quando sono entrato in Consiglio.

Ritengo che non solo accompagneremo questi enti al fallimento con una serie di interventi di questo tipo, ma nel caso specifico c’è anche il problema che sotto la copertura del finanziamento ministeriale andiamo a sanare delle gravissime situazioni, togliendo risorse a settori veramente produttivi della nostra terra, oltre ad andare incontro a problemi procedurali che dovranno essere risolti dal Segretario generale che dovrebbe avere, su alcune cose, un minimo di funzione in quest’Aula.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il sub-emendamento.

(E’ approvato)

Si passa adesso all’emendamento protocollo numero 59410, a firma del consigliere Fedele, che così recita: “Dopo l’articolo 36 si aggiunge l’art. 36sexies  (Disposizioni urgenti in materia di servizio idrico integrato”

1.      Entro il 31 marzo 2012 la Giunta regionale sulla base delle risultanze del piano di ricognizione di cui al comma 3 dell’art. 47 della legge regionale 29 dicembre 2010 n. 34 presenta al Consiglio regionale una proposta di legge avente ad oggetto il riordino della disciplina del servizio idrico integrato in conformità alla competenza attribuita alla Regione stessa dall’art. 2, comma 186bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2010) come modificato dall’art. 1, comma 1, del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, convertito con modifiche con legge 26 febbraio 2011, n. 10.

2.      Sino all’effettivo insediamento dei nuovi organi previsti dalla legge di riforma, la continuità amministrativa dei servizi svolti dai cessati organismi è garantita dai commissari liquidatori, in raccordo con il dipartimento lavori pubblici. A tal fine e per assicurare anche la continuità gestionale, i commissari potranno anche promuovere la sottoscrizione di appositi protocolli di intesa con i comuni (titolari del servizio di singoli segmenti del ciclo dell’acqua fin quanto non sarà affidato il servizio al gestore unitario individuato con le procedure indicate nella legge di riforma) finalizzati alla regolamentazione dei rapporti tra i medesimi comuni con gli eventuali gestori provvisori esistenti per un periodo transitorio che comunque non potrà superare il 30 settembre 2012”.

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Con questo emendamento si affronta il problema della soppressione degli enti da ambito Ato come era previsto dalla legge finanziaria 2010. C’era un termine che prorogava fino al 31 marzo 2011 le funzioni.

Questo termine è stato spostato, poi, al 31 dicembre 2011 e adesso si propone, con questo emendamento, di spostarlo al 30 settembre 2012 e non oltre per assicurare la continuità gestionale a questi enti in attesa che si definisca tutta la situazione.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 36 come emendato.

(E’ approvato)

Avevamo già approvato l’articolo 36 con autorizzazione al coordinamento formale sul comma 5.

Questo è invece articolo 36sexies, sono tutti a seguire.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59410.

(E’ approvato)

Il successivo emendamento, protocollo numero 59628, a firma del consigliere Gallo così recita: “Lo stanziamento di cui al capitolo di bilancio 5123102 – Upb 2.2.04.02.02 relativo al contributo all’Associazione regionale allevatori è incrementato di 1.533.673,8 euro (766.386,9 euro/anno) finalizzati all’impegno della quota parte regionale del programma dei controlli funzionali per le annualità 2011 e 2012 svolte dall’associazione regionale allevatori (Ara) per ogni specie, razza o tipo generico di cui al decreto del dirigente generale del Ministero delle politiche agricole n. 2119 del 6 ottobre 2011. Sono autorizzate le conseguenti modifiche al Ddl “legge finanziaria” e al Ddl “bilancio di previsione della Regione Calabria per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014”.

Prego, onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

Presidente, la nostra Regione è stata destinataria di un finanziamento da parte del Ministero per un programma di controlli funzionali da parte dell’associazione regionale allevatori.

E’ necessario un cofinanziamento da parte della Giunta, da parte della Regione. Quindi, l’emendamento è finalizzato ad ottenere la parte del cofinanziamento necessaria per mettere in movimento le somme ministeriali. Grazie.

PRESIDENTE

Prego, assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Grazie, signor Presidente, il parere nella formulazione così definita dal presentatore non può essere che negativo perché non c’è la copertura finanziaria. Però, sottopongo al presentatore la possibilità, in qualche modo, di far una modifica nel corso dei lavori e prevedere la copertura di 252 mila euro da attingere ai fondi della legge regionale numero 19 del 1990. In tal caso il parere sarebbe positivo.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

Sono d’accordo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole con la formulazione proposta dall’assessore.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento così come riformulato

(E’ approvato)

E’ stato presentato un altro emendamento, protocollo numero 59560, a firma del consigliere Battaglia, che così recita: “La Giunta regionale entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge procede alla soppressione degli enti aziende, agenzie regionali comunque denominate operanti nel settore delle politiche attive del lavoro, di contrasto all’emersione ed ai fenomeni dell’usura.

La Giunta regionale entro i successivi 30 giorni propone al  Consiglio regionale l’istituzione di un soggetto giuridico deputato alla gestione delle politiche attive del lavoro, del contrasto all’emersione e dei fenomeni dell’usura”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, con questo emendamento si dà mandato alla Giunta regionale affinché, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge, si proceda alla soppressione di enti, aziende, agenzie regionali che operano nel medesimo settore. Sostanzialmente sono Field, Calabria lavoro e Calabria etica.

Dopo di ché si dà mandato alla Giunta regionale, proprio perché si sta tentando di dare un contributo alla riorganizzazione, di proporre l’istituzione di un nuovo ed unico soggetto giuridico per la gestione di tutte queste politiche che in questo momento sono frammentate tra tre soggetti.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE, relatore

Presidente, potremmo anche accettare questo emendamento trasformandolo in ordine del giorno perché l’assessore sta lavorando su questa problematica. Chiaramente, apprezziamo questo emendamento per il contenuto ma lo trasformiamo in un ordine del giorno se l’onorevole Battaglia è d’accordo.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, ringrazio l’onorevole Fedele. Se va bene all’Aula c’è l’emendamento, altrimenti l’ordine del giorno e visto che l’assessore è impegnato in questa direzione vedremo i frutti del suo impegno nei prossimi mesi.

PRESIDENTE

Allora procediamo con la votazione dell’emendamento.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Si passa all’emendamento protocollo numero 59716, a firma dei consiglieri Dattolo, Bilardi e Fedele che così recita: “Dopo l’art. 36 aggiungere <1. La Giunta regionale entro 120 giorni dall’entrata in vigore della presente legge determina i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto.

2. Le province nei sei mesi successivi all’approvazione dei suddetti criteri provvedono ad individuare le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti inerti contenenti amianto di intesa con i comuni interessati.

3. Nelle more dell’approvazione del piano di localizzazione dei siti idonei così come disciplinato dal comma 2, sono sospesi i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti delle autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione>”.

Prego, onorevole Dattolo.

Alfonso DATTOLO

Presidente, si tratta della localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti inerti contenenti amianto e un ordine del giorno che il Consiglio ha approvato all’unanimità e riguarda la questione del territorio provinciale di Crotone.

Si rende opportuno, adesso, demandare alla Giunta i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei alla realizzazione e all’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti di amianto e un intervento di individuazione delle zone idonee da parte delle province di intesa dei comuni.

La cosa più importante, però, è che nelle more di ciò e nel rispetto del principio di precauzione, siano sospesi i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti di quelle autorizzazioni rilasciate e ancora valide.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

E’ stato presentato un emendamento, protocollo numero 59596, a firma del consiglieri Dattolo e Gallo, che così recita: “Dopo l’art. 36 aggiungere <1. Il termine finale per l’attuazione del Piano di stabilizzazione previsto dall’art. 8 della legge regionale 30 gennaio 2001, n. 4 come modificato da ultimo dalla legge regionale 29 dicembre  2010, n. 34 è fissato al 31 dicembre 2012.

2. Alla copertura degli oneri di cui al comma 1 si provvede con le risorse del fondo nazionale per l’occupazione di cui all’art. 1 del decreto legislativo 28 febbraio 2000, n. 81 e con risorse regionali determinate con legge finanziaria regionale allocate all’Upb 4.3.02.02 (Capitoli 2323214 e 43020209) dello stato di previsione della spesa di bilancio 2010.

3. La Giunta regionale è autorizzata a detrarre in compensazione dalle somme da erogare per l’anno 2012 agli enti sottoscrittori di apposite convenzioni per l’attuazione delle finalità di cui alle leggi regionali 30 gennaio 2001, n. 4 e 19 novembre 2003, n. 20 le risorse attribuite in applicazioni di leggi regionali e non utilizzate dagli enti medesimi>”

Prego, onorevole Dattolo.

Alfonso DATTOLO

Presidente, si tratta di promuovere i termini per l’attuazione del piano di stabilizzazione del bacino Lsu-Lpu. Lo abbiamo già fatto l’anno scorso con la legge regionale del 29 dicembre numero 34.

Vorremmo che fosse fissato il termine al 31 dicembre 2012. Poi, c’è un sub-emendamento anche per la copertura finanziaria del consigliere Salerno.

PRESIDENTE

Prego, onorevole De Gaetano.

Antonino DE GAETANO

Volevo dire, Presidente, che condivido l’emendamento e che hanno fatto bene i colleghi ad avanzare una proposta.

I colleghi parlano di prorogare fino al 31 dicembre 2012. Il prossimo anno ci ritroveremo sempre con lo stesso problema, a prorogare nuovamente perché ovviamente mi auguro che nessuno pensi di mandare a casa gli Lsu e gli Lpu.

Chiedo, quindi, anche per dare più sicurezza e stabilità – tanto lo faremo lo stesso il prossimo anno – di mettere come data il 31 dicembre 2014 o 2015 quando finirà la legislatura per dare maggiore sicurezza e stabilità.

Questa è una pratica che facciamo da anni, proroghiamo sempre i termini. Negli anni passati avevamo dato una scadenza triennale ma da due anni stiamo dando una scadenza annuale e secondo me è inutile continuare con queste proroghe. Ogni anno ci troviamo con gli enti in difficoltà che aspettano la proroga all’ultimo giorno, con i lavoratori che sono in subbuglio.

Questo ovviamente non comporta una spesa ma è solo un termine di legge. E’ più utile darci una scadenza di questo tipo per dare più sicurezza e stabilità ed evitare il malessere sociale che è presente tra i lavoratori e le lavoratrici.

PRESIDENTE

È stato presentato un sub-emendamento, protocollo numero 59866, a firma del consigliere Salerno, che così recita: “2.700.000 euro sono traslati dal capitolo n. 43020209 che presenta la necessaria disponibilità al capitolo n. 43020107 al fine di garantire la copertura finanziaria per i sostegni al reddito dei lavoratori di cui al’art. 2 della l.r. 15/2008. In sede di assestamento di bilancio 2012 il capitolo n. 43020209 verrà rimpinguato in riferimento alle risorse necessarie per garantire il pagamento dei sussidi e delle ore integrative ai lavoratori Lsu – Lpu”.

Prego, onorevole Salerno, ha facoltà di illustrarlo.

Nazzareno SALERNO

Presidente, più che altro è una questione tecnica di carattere figurativo per dare la possibilità di poter pagare i lavoratori di cui all’articolo 2 della legge regionale numero 15 del 2008. Si tratta di questo.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Guccione.

Carlo GUCCIONE

Condivido l’emendamento presentato dagli onorevoli Dattolo e Gallo perché ritengo che questa questione non possa essere affrontata solo attraverso l’emergenza ma che si debba stabilire un tempo utile e necessario affinché ci si avvii – come si dice in gergo tecnicamente – a prosciugare il bacino degli Lsu e degli Lpu.

Molto è stato fatto durante la legislatura passata sulla stabilizzazione, ma dobbiamo vedere termini e modi perché questa questione venga affrontata e risolta.

Avevamo cominciato a parlare in terza Commissione sanità, rispetto a questa cosa. Ritengo che la proposta presentata con l’emendamento Dattolo-Gallo e col sub-emendamento Salerno debba essere approvata.

E se, come ha detto l’onorevole De Gaetano, riusciamo ad avere un lasso di tempo che non sia annuale ma che possa essere allungato di qualche anno, ritengo che questo ci possa permettere di affrontare la questione con maggiore serenità ed efficacia.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il sub-emendamento a firma del consigliere Salerno.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59596, come sub-emendato.

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole.

Antonino DE GAETANO

Se la Giunta vorrà, ovviamente, darà parere positivo.

PRESIDENTE

Con autorizzazione al coordinamento formale.

Antonino DE GAETANO

Coordinamento formale, perfetto.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole al sub emendamento presentato dall’onorevole Salerno dal quale vanno eliminate le ultime due righe.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento, come sub-emendato, con autorizzazione al coordinamento formale perché le ultime due righe del sub-emendamento dell’onorevole Salerno vanno modificate.

Bruno CENSORE

Presidente, a nome del Partito democratico esprimo il voto favorevole all’emendamento Dattolo. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento, è approvato alla unanimità, non ci sono eccezioni.

(E’ approvato)

Andiamo avanti con gli emendamenti. Il successivo a firma del consigliere Nicolò è decaduto. Gli altri sono ritirati.

E’ stato presentato emendamento, protocollo numero 59420, a firma dell’assessore Gentile, che riguarda il piano nazionale di edilizia abitativa e che così recita: “Dopo l’art. 36 (Programma regionale di edilizia residenziale sociale di cui all’art. 8 del Dpcm 16 luglio 2009 <Piano nazionale di edilizia abitativa>)

1.      La Giunta regionale è autorizzata ad impegnare la quota parte di cofinanziamento a carico della Regione Calabria individuata nella deliberazione di G.R. n. 204 del 20.05.2011, in € 4.920.017,50.

2.      Lo stanziamento complessivo per la realizzazione del programma regionale di edilizia residenziale sociale di cui all’art. 8 del Dpcm 16 luglio 2009 è fissato in euro 4.920.017,50 da allocare sul capitolo 3202135 del bilancio 2012”.

Prego, assessore.

Giuseppe GENTILE, assessore ai lavori pubblici e infrastrutture

Ci serve contrarre il mutuo per avere la possibilità di discutere col Ministero con il quale c’è un Apq da chiudere.

(Interruzione)

Lo ritiriamo

PRESIDENTE

Quindi, l’emendamento protocollo numero 59420 dell’onorevole Gentile è ritirato.

Emendamento protocollo numero 59570, a firma dell’onorevole Adamo, che così recita: “Dopo l’art. 36 inserire il seguente testo: <Il dipartimento attività produttive per l’esercizio finanziario 2012 è autorizzato a concedere all’Ente autonomo fiera Cosenza un contributo di € 350.000 (trecentocinquantamila) allocato all’Upb 2.02.03.02 (capitolo 22030206) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2012, da destinare alle retribuzioni maturate dall’agosto 2010 a tutto il 2011 dal personale dipendente>”.

Nicola ADAMO

Questo emendamento è stato già discusso ampiamente, perché presentato – sempre da me – in sede di Commissione. Abbiamo convenuto anche lì, in questa occasione, per il ritiro in Commissione, perché si sarebbe fatta una verifica sulla copertura finanziaria ai fini di un accoglimento.

Ora, indipendentemente dalla norma finanziaria, sul merito vorrei svolgere alcune considerazioni, perché sia chiaro anche il perché ho presentato questo emendamento. Non è mia intenzione proporre un emendamento per stare nella concezione della estensione e della dilatazione della spesa anche fatta in maniera frammentaria e specifica, particolare e mirata; se ci fate caso, gli emendamenti che portano la mia firma, ancor più quelli che portano la mia firma insieme a quella dell’onorevole Bova, sono emendamenti normativi che tentano, in qualche modo, di abbozzare o prefigurare percorsi, per quanto minimi, di riforme strutturali.

Su questo emendamento ho avanzato un’esplicita richiesta anche di tipo finanziario e di spesa. Perché? Parliamo dell’ente Fiera di Cosenza. Ho portato con me tutta la documentazione delle varie leggi regionali finanziarie ed anche dei provvedimenti di commissariamento.

Vedo qui l’onorevole Gentile, oggi assessore regionale ai lavori pubblici, che nell’anno 2004 era assessore regionale alle attività produttive e da quella responsabilità ha emanato lui stesso un decreto conseguente a delibera di Giunta regionale coerente con gli indirizzi della legge regionale che non solo decideva di nominare un commissario per l’ente Fiera, addirittura nella persona del dirigente generale alle attività produttive, ma disponeva anche una norma finanziaria per la patrimonializzazione di questo ente. Negli anni successivi, sempre in regime di commissariamento, sciolti gli organi dell’ente Fiera con i decreti di commissariamento che sono stati prorogati, rinnovati e comunque ufficializzati, si è protratto questo problema fino all’ultima finanziaria dell’anno 2010.

Da allora, tutto tace e tutto rimane fermo. Perché? Perché in quest’Aula si è convenuto – lo ricordava l’assessore Mancini in sede di Commissione – non una riforma, ma una soppressione di questo ente consorziato, partecipato di fatto dalla Regione Calabria che ha assunto su di sé, nel corso dei lunghi anni, il maggiore onere a proprio carico ed anche di altri enti pubblici, vedi il Comune di Cosenza, il Comune di Rende e l’amministrazione provinciale di Cosenza. Si è convenuto sul fatto che non di riforma si trattava, ma di soppressione.

Bene, io dico che quell’orientamento va mantenuto. Stasera non sto qui a proporre un emendamento di spesa per mantenere in vita, di fatto, un ente paralizzato ed inutile, dobbiamo essere conseguenti con gli impegni che si assumono, perché se non si è conseguenti, succede quello che è successo da un anno e mezzo a questa parte. Lasciare l’ente Fiera in uno stato di abbandono, come se  fosse figlia di nessuno, non ci illudiamo che consenta di abbattere i costi, che si cancellino le nostre responsabilità – parlo di responsabilità amministrative e comunque istituzionali. Per un ente sottoutilizzato o, addirittura, paralizzato qual è l’ente Fiera che non può più fruire della stessa struttura fieristica, perché è stata chiusa con disposizione, anche questa di fatto, del magistrato, i costi sono destinati ad aumentare. E un giorno i conti debbono tornare e torneranno, ovviamente, prima di tutto sulle casse regionali.

Il punto qual è? In questo anno e mezzo non si è riusciti. L’assessore Mancini concludeva, dicendo in Commissione: “Bene, riproviamoci”. Io ho dato, per quanto riguarda la mia responsabilità nelle fila della minoranza – a questo proposito, dicevo minoranza della minoranza –, la mia disponibilità a presiedere anche in questo incontro in sede istituzionale, per chiudere e definire la partita e chiudere una brutta pagina, una brutta vicenda, si tratta solo di affrontare il problema per circa 10 unità lavorative che, stando alla legge che fa capo ed è coerente al rispetto del Codice Civile, diventa una responsabilità che non riguarda soltanto la Regione, ma anche gli altri enti soci partecipanti.

Non è da escludere che, tra queste unità lavorative, ci sia qualcuno vicino alla soglia della quiescenza, per cui un Piano di razionalizzazione mirato a chiudere questa partita, penso che debba essere necessariamente sostenibile. A fronte di tutto ciò, però, rimane il fatto che questi 10 dipendenti, 11-12-13 – adesso mi sfugge l’esattezza del numero, ma sono quelli che oggi ho citato – sono da diciotto mesi senza salario. E in questi diciotto mesi, proprio per gli impegni che ha sostenuto la Regione, a loro è stato di fatto negato, nell’attesa di una risoluzione del problema, anche di fare altri percorsi, che potevano portare pure l’ente a proporre progetti che davano la possibilità del godimento a questi lavoratori di alcuni strumenti di ammortizzamento sociale, sia la cassa integrazione sia la messa in mobilità.

Questi lavoratori sono stati beffati due volte, anzi tre volte: l’attesa della loro sistemazione definitiva, perché sono assunti a tempo determinato in una struttura produttiva, facente capo al Consorzio per quanto riguarda la competenza dei soci; nessun pagamento da diciotto mesi a questa parte del salario; la possibilità anche di agganciarsi a un minimo di speranza di mantenimento che lo Stato offre per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali.

Continuare così non va bene, per cui la proposta che ho fatto di 350 mila euro – badate – è il 50 per cento del costo necessario per azzerare la questione.

Ora mi rivolgo all’assessore Mancini perché è competente del bilancio. L’assessore Mancini, oltre ad esprimere e ad evidenziare le difficoltà che ha incontrato nel momento in cui, in sede istituzionale, ha riscontrato la disattenzione e la distrazione degli altri enti, ha dato la disponibilità – questo lo voglio dire – non soltanto a riprovare per quanto riguarda il percorso, ma anche a verificare come questa transazione, per chiudere, si possa in qualche modo finanziare. Come? Non facciamo storie sulla questione finanziaria – lo dico all’assessore alle attività produttive, ma anche al Presidente della Giunta – non voglio che questa competenza, questa responsabilità venga racchiusa nella risposta del parere che deve dare l’assessore Mancini alla norma che ho presentato. Ho visto che è stato addirittura rifinanziato con risorse proprie, se capisco bene, il Fondo unico per le attività produttive. Che questa cifra si metta lì, si finalizzi a quel fondo e, magari, mettiamo una norma – se vogliamo, suggelliamola – che finanzi per 350 mila euro questo passaggio; è la norma che decide, contestualmente, l’irreversibilità della decisione della chiusura.

Certo, detto questo – lo voglio dire assessore Mancini, una questione che non riguarda questo – non significa che con la chiusura dell’ente Fiera rinunciamo al progetto fieristico per Cosenza, un progetto che nasce quand’era assessore, illo tempore, l’onorevole Gentile, fu progettato e ideato in quella fase, a Cesare quel che è di Cesare, ripreso da me quando ho avuto la responsabilità – fortuna o sventura che sia – di ricoprire per qualche mese la carica di assessore ai lavori pubblici. E’ andato avanti, è stato addirittura finanziato con fondi aggiuntivi negli anni recenti dalla Giunta guidata da Loiero, si è bloccato per le difficoltà nate sul sito, perché ha richiesto un intervento di bonifica. Io penso che quel progetto vada ripreso, discutiamo poi a chi affidarlo.

Del resto, su questo non vi sfuggirà il fatto che, sulla base adesso della norma che sta per varare il Parlamento col suo voto al Senato che sopprime le Province, noi dobbiamo rivedere e riordinare tutto il sistema delle competenze e delle funzioni, perché la soppressione delle Province non solo il Governo Monti e il Parlamento della Repubblica italiana delegano e rimandano alle Regioni la competenza di fare entro un certo periodo questo riordino, ma impongono delle responsabilità che sono grandi quanto una casa. Dobbiamo rivedere, quindi, la “34”, la “15”, tutte le competenze di gestione che abbiamo passato, perché quando cessa il mandato delle amministrazioni provinciali cosentine, catanzaresi, crotonesi, calabresi, beh, non c’è dubbio che noi siamo ancora qui e non possiamo farci trovare impreparati a quella data.

Dobbiamo riordinare il sistema istituzionale e, nell’ambito di questo riordino, anche le funzioni che possono riguardare un progetto come quello fieristico, che va rilanciato, costruito e realizzato nell’area urbana cosentina. Noi lo possiamo assegnare e non necessariamente dobbiamo assegnarlo a un ente come l’ente Fiera, si può discutere e si possono trovare altre forme.

Questo mi sentivo di dire. Non sarà sfuggito il fatto che, al di là dell’emendamento che ho formalmente presentato per iscritto, la novità riguarda l’indicazione della fonte di finanziamento – mi sento di farlo ora, dopo che abbiamo già approvato un articolo che finanzia quel fondo, il Fondo unico per le attività produttive – in sede di coordinamento formale o attraverso una sospensione di due minuti, un comma, una norma che precisi che questo non è per mantenere in vita ciò che non va, che sia appunto l’avvio dell’azzeramento di questo Consorzio.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio ed alla programmazione

Anche questa volta non ho nulla da eccepire rispetto alla ricostruzione che ha fornito all’Aula l’onorevole Adamo rispetto allo svolgimento dei lavori in Commissione.

Rispetto all’emendamento così formulato, non posso che dare il parere negativo, in quanto in questa formulazione è del tutto evidente che non è prevista l’allocazione delle risorse. Cosa diversa, invece, è stata l’esposizione dell’onorevole Adamo, il quale, infatti, faceva riferimento a tutto un lungo articolato, complesso e difficile iter che ha avuto l’ente Fiera di Cosenza rispetto a questi anni, questi decenni, che si è concluso con una crisi che è sotto gli occhi di tutti rispetto all’istituzione, che io ritengo, il collega Gentile, i colleghi di maggioranza, riteniamo che dovrà essere affrontata e risolta in un’ottica di prospettiva e di investimento proprio in un nuovo ente Fiera. Da questo punto di vista, si sfonda una porta aperta e non si può che essere concordi, però oggi l’onorevole Adamo pone un altro punto, se capisco bene il suo argomentare, quello di trovare, in qualche modo una risposta rispetto alla situazione di difficoltà che vivono i lavoratori che da più tempo non percepiscono lo stipendio, rispetto ai quali l’onorevole Adamo propone una soluzione.

Ebbene, egli – come lui può insegnarmi, naturalmente – non è il primo o comunque è sempre stato coerentemente impegnato rispetto a questa dinamica, faceva riferimento al lavoro svolto in passato dall’onorevole Gentile. Io stesso, nel momento in cui mi sono insediato, ho ricevuto la visita gradita di una parte di rappresentanza di questi lavoratori, ai quali ho assicurato attenzione e interesse, e quell’attenzione e quell’interesse tanto sono stati fattivi, che per dipanare questa materia complessa e complicata – lei stesso, onorevole Adamo, ha potuto riferire della complessità di questa materia – come Giunta regionale abbiamo chiesto un parere all’organismo preposto, in qualche modo, a fare luce e dipanare le tante intricate matasse della legislazione regionale, con i tanti interventi molto spesso – mi sia consentito di dire – fatti in maniera disorganica e disorganizzata.

Ebbene, l’Avvocatura o, meglio, il Comitato di consulenza giuridica della Regione Calabria ha espresso un parere che io mi sono permesso, questa volta, di portare e di offrire alla valutazione dell’Assemblea. In quel parere, tra l’altro richiesto da un sindacato dell’Unione sindacale regionale della Cisl Calabria che portava alla nostra attenzione questa situazione, si dice perfettamente – lo voglio citare perché sono quattro-cinque righe quelle di conclusione – “alla stregua degli esiti della presente consultazione diretta a sondare i rapporti intercorrenti tra il Consorzio fieristico cosentino e la Regione Calabria, non sono rinvenibili argomentazioni giuridiche atte a fondare l’esistenza di un obbligo specificamente gravante sulla Regione nei confronti del personale dipendente dell’ente Fiera”.

Per cui le richieste formulate da parte della Cisl Calabria, per come su esposte, non potranno trovare positivo riscontro. Questo ci dice il Comitato di consulenza giuridica, che è l’organismo preposto a guidare l’amministrazione regionale, in maniera più precipua la Giunta regionale, rispetto al governo di queste situazioni.

Siccome oggi ci deve guidare necessariamente l’etica della responsabilità, rispetto a coloro i quali legittimamente si rivolgono a noi, a questi lavoratori noi dobbiamo esibire necessariamente questo parere che, se poi si va a leggere, individua come responsabili rispetto alla situazione dei lavoratori i soci fondatori dell’ente Fiera, unici responsabili di definire un percorso.

Detto questo – ed è questa la verità desumibile dagli atti, dalle carte – rispetto a questa dinamica, l’amministrazione guidata dal governatore Scopelliti non si tira indietro, anche rispetto ai suoi intendimenti e alle sue proposte. Noi diciamo che, ove i soci fondatori dovessero decidere – questa volta mi si consenta – nei fatti, con gli atti e non a parole, di provvedere a questa emergenza, a questa situazione, è del tutto evidente che la Regione non si tirerà indietro. Ci siamo consultati con l’assessore Caridi, abbiamo in qualche modo fatto riferimento anche alla sua proposta di accedere a questo fondo, tra l’altro configurato e rimpinguato nel corso del collegato, quindi se il consigliere Adamo e tutta l’Aula dovesse essere d’accordo, noi possiamo prendere l’impegno, attraverso una riformulazione al suo emendamento, di individuare un capitolo, le risorse e l’obbligo giuridico derivante da una proposta emendativa che, una volta approvata, diventerebbe legge, di intervenire, però fatto salvo l’intervento precedente degli enti fondatori.

Rispetto a questa configurazione, io non posso che esprimere parere favorevole.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Sfuggirà all’onorevole Mancini che, essendo qui in sede redigente per quanto riguarda la competenza legislativa, sicuramente ha una sua ratio, una sua importanza, un suo significato il parere che è stato citato, ma ovviamente quel parere deve essere chiaro sulla base di quale quesito è stato posto, oltretutto nemmeno da un organo istituzionale, da un’organizzazione sindacale, e soprattutto capire se quel parere tiene conto di una legge regionale che questo Consiglio regionale e non altri Consigli regionali hanno approvato. Mi riferisco alla legge regionale numero 9 del 2007, dove l’articolo 28, addirittura dal titolo “Disposizioni in materia di personale”, al comma 4 testualmente recita: “Le disposizioni della legge regionale 4 aprile 1986, numero 13, e della legge regionale 23 ottobre 2006, numero 10, in conformità alle norme contenute nell’articolo 5, commi 4 e 5, della legge regionale 11 agosto 2004, numero 18, e nell’articolo 4, comma 1, della legge regionale 2 marzo 2005 numero 8 e successivi atti attuativi, sono estese al personale dipendente dell’ente autonomo Fiera di Cosenza in servizio alla data di inizio della gestione commissariale straordinaria regionale e la Giunta è autorizzata ad adottare i conseguenti provvedimenti per l’attuazione della presente norma”.

Noi, cioè, abbiamo una legge che, di fatto, ci dice che si applicano per i dipendenti del Consorzio ente Fiera, in servizio alla data dell’entrata in vigore della gestione straordinaria commissariale regionale, i benefici previsti dalla legge regionale già vigente – vengono citate le norme specifiche – e che sono stati applicati in analogia per altri enti Fiera, tipo l’ente Fiera di Reggio Calabria.

Dobbiamo metterci d’accordo: se un parere giuridico dato ad una richiesta di un sindacato è superiore e sovrano alla legge regionale della Regione, ben mi sta, altrimenti così non è, perché la legge, fino a quando non è abrogata, va attuata. E questa è la legge. Siamo noi che siamo omissivi, è l’amministrazione regionale che, sin dal 2007, si è limitata a dare soldi e a non applicare questa norma. Questa norma va applicata, altrimenti abroghiamola.

In ogni caso, se capisco bene, un passettino l’assessore Gentile l’ha fatto, però anche per la nostra dignità istituzionale, se vogliamo affrontare davvero il problema, può essere una scelta politica quella di subordinare l’intervento alla volontà dei soci fondatori o partecipanti, quali siano Comuni e Province, ma noi non possiamo fare una norma, per quanto la si possa riscrivere, assessore Mancini, dove subordiniamo la sua applicazione, magari individuando anche una spesa finanziaria, a quello che fa nel comune di Cosenza la Provincia di Cosenza. Questo no.

Allora rivediamolo il mio emendamento, del resto la sua preoccupazione la capisco, tant’è che nell’emendamento che faccio? Questi soldi li vincolo rigidamente, li finalizzo agli stipendi del personale, perché è da diciotto mesi che non si pagano, non per pagare le spese di gestione o altre spese che, magari, allo stato sono comunque inevase. Rivediamolo emendamento.

Lo rivediamo adesso? Non rinviamo in sede di coordinamento formale, perché poi non se ne esce più; magari, mentre il dibattito va avanti, se possiamo dare incarico ai dirigenti di prevedere una forma, vincoliamolo ancora più stretto.

(Interruzione)

Ah, l’abbiamo già fatto? Perché, a questo punto, va bene.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio ed alla programmazione

Mi sembra, se ho capito bene, che l’onorevole Adamo concordi sull’impostazione, quindi l’emendamento potrebbe essere così riformulato: “Al fine di consentire la copertura di una parte delle mensilità arretrate per il personale dell’ente Fiera di Cosenza, è autorizzato per l’esercizio finanziario 2012 con specifica destinazione il contributo straordinario di euro” – mi dice il collega Caridi – “150 mila, allocati all’Upb 2.2.03.02, capitolo 2.2.03.02.06 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo. L’erogazione del contributo di cui al precedente comma è subordinata” – perché questo è evidente – “alla contestuale compartecipazione alle spese per la quota loro spettante da parte dei soci fondatori. La copertura degli oneri derivanti dalla presente disposizione si prevede con la contestuale riduzione dello stanziamento previsto dal successivo articolo 29 relativo al Fondo unico per le attività produttive”. Mi sembra che non faccia una grinza.

Nicola ADAMO

Però, quando dice che “l’erogazione del contributo è subordinata alla quota” si riferisce rispetto alle spettanze maturate alla data di oggi? Cioè – la preciso meglio – se avanzano 18 mensilità, si fanno i calcoli, è 1 milione, d’accordo? Quanto compete alla Regione e agli enti partecipanti? Alla Regione – faccio l’esempio – competono 500 mila euro: vorrà dire che i 150 mila euro si spendono perché sono al di sotto di quello che competente alla Regione di 500 mila euro. Non è che quel subordinato, poi, il dirigente lo interpreta che se non cacci una lira subito, il Comune o la Provincia, quei soldi rimangono vincolati e paralizzati. E’ diverso.

Se mettiamo, allora, la precisazione che tutto questo è subordinato alle spettanze interamente maturate alla data di oggi, sì, perché sicuramente con i 150 mila euro ci stiamo, altrimenti se quei soldi si bloccano perché il Comune non caccia un euro, la provincia non caccia un euro, magari non per volontà politica, perché non dispongono di risorse finalizzate in questo momento. Poiché siamo in fase di approvazione dei bilanci di tutti gli enti, è chiaro che il problema nasca. Facciamo la norma, ma è come se non ci fosse, se non è come dico io.

PRESIDENTE

Così come formulato possiamo porlo in votazione? Prego, onorevole Battaglia.

(Interruzione)

Sì, come lei ha detto.

(Interruzione dell’onorevole Adamo)

Chiariamola questa cosa.

(Interruzione dell’onorevole Adamo)

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio ed alla programmazione

Parliamo di cittadini della mia città come della sua città, però anche qui facciamoci guidare dall’etica della responsabilità. E’ vero che il Comitato di consulenza non è la Cassazione, però è l’organismo al quale questa amministrazione chiede di dipanare la matassa che per sua stessa ammissione è molto, molto, molto ingarbugliata. Lei ha citato un testo e una norma, io le posso citare dieci pagine, ma non arriveremmo al punto. Il punto è, caro onorevole Adamo, che la Regione, rispetto all’ente Fiera, viene dopo i soci fondatori, a differenza di quanto avviene per il Comune di Reggio Calabria o, meglio, per la Fiera di Reggio Calabria, per esempio, nella quale la Regione, invece, è socio fondatore.

Quindi, il punto è: la Regione non può essere considerata come una mammella alla quale poi mungere, anche perché qui il latte, purtroppo, è finito! Ci mancherebbe! Noi non ci tiriamo indietro, però, vivaddio, chi è titolato a dover provvedere non può far finta di niente, non può girare la testa dall’altra parte e spiegare nelle pubbliche assemblee che è la Regione che deve provvedere, perché che la Regione debba provvedere non c’è scritto da nessuna parte. Qui mettiamo un punto fermo rispetto a come stanno le cose.

Dopodiché il suo intervento, il combinato disposto che esce da questo emendamento mi sembra che sia una soluzione in punto di diritto, un punto di diritto molto chiaro, però il punto di diritto è quello che la Regione può intervenire subito dopo che interviene chi ha diritto ad intervenire o, meglio, ha il dovere di intervenire – è questo – contestualmente, tra l’altro, qui dice, “è subordinato alla contestuale compartecipazione alle spese”. Più di così! Le chiedo scusa, non voglio convincerla.

(Interruzione dell’onorevole Adamo)

Come?

Nicola ADAMO

Stante le condizioni che noi conosciamo benissimo, per le difficoltà della vicenda, della problematica, temo che quella norma rimarrà inapplicata, nel senso che se c'è un’interpretazione rigida, quella contestualizzazione non so se riesce ad averla, stante le difficoltà che ci sono. Noi dobbiamo farci carico di dare una risposta al problema sociale finalizzato a quegli obiettivi, questo sì, e siccome parliamo di 150 mila euro, non dell’intero importo delle passività maturate, non solo per i dipendenti ma anche per quanto riguarda le spese per la messa in liquidazione, io penso che, tenuto conto delle altre leggi regionali finanziarie che si sono susseguite negli anni fino al 2009-2010, in qualche modo almeno una virgola la possiamo mettere per dare un’interpretazione più elastica e dare la possibilità del godimento.

Comunque, decidete voi in sede di coordinamento formale.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Intervengo non per esprimere un voto negativo o positivo, ma per evidenziare che è iniziato un progressivo percorso che ci sarà ancora in Consiglio e poi sicuramente continuerà in Giunta, perché le contingenze, alla fine, hanno il sopravvento sulla programmazione e si abbasserà il Fondo unico a favore delle imprese. Nel momento in cui lo abbassiamo di 150 mila euro, ad esempio, ove si volesse intervenire per abbattere gli interessi alle imprese, stiamo togliendo quasi 2 milioni di euro di mutui che le imprese potrebbero attivare.

Dico questo  non  perché sono contro l’emendamento, ma per sottolineare che, quando in precedenza è stato proposto di staccare un pezzo del Fondo unico a favore delle piccole e medie imprese e delle imprese artigiane, è perché c’era questa preoccupazione che ha dei precedenti nel 2011 e nel 2012. Volevo sottolineare solo questo.

PRESIDENTE

Possiamo procedere alla votazione dell’emendamento per come riformulato in coordinamento formale. Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Con queste modifiche, favorevole.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento così come riformulato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59536 a firma degli onorevoli Serra, Rappoccio, Salerno che così recita: “Nella proposta di bilancio annuale 2012 – Stato di previsione della spesa la previsione di competenza del capitolo 3313106 relativo al “Contributo nelle spese di funzionamento all’istituto di servizio e assistenza sociale (Isas) di Cosenza” è pari ad euro 100.000,00”.

Giulio SERRA

Ho presentato questo emendamento che non ha oneri aggiuntivi, perché l’anno scorso era stato allocato sul capitolo 3313106 un contributo di 130 mila euro per l’Isas di Cosenza, quest’anno, forse, penso che erroneamente non ci sia più la copertura finanziaria, non è stata messa nessuna somma. Quindi volevo farlo rilevare all’Aula, per questo ho presentato questo emendamento, che può essere allocato all’Upb 5.2.01.02 del capitolo 52.01.02.61 dello stato di previsione della spesa di bilancio 2012. Questo per informare in modo particolare l’assessore e il dipartimento del bilancio.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio ed alla programmazione

Nella configurazione dell’emendamento, non quello che è stato presentato che comporterebbe un aggravio di spesa e non sarebbe accettabile, nella definizione così come è uscita dall’illustrazione dell’onorevole Serra, essendo a saldo zero ed essendoci il parere favorevole del collega alla cultura, che prima abbiamo interpellato sull’argomento, il parere non può che essere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Favorevole con questa riformulazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59536 per come riformulato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 59482, a firma degli onorevoli Fedele, Dattolo, Bilardi, Serra, che così recita: “Dopo l’art. 36 è aggiunto il seguente articolo 36bis (Modifiche all’art. 18 della legge regionale 12 giugno 2009, n. 19)

L’articolo 18 della legge regionale 12 giugno 2009, n. 19 recante “Istituzione della Fondazione dei calabresi nel mondo” è sostituito dal seguente:

<Art. 18

1.      La Regione Calabria in attuazione dei propri principi statutari e nel rispetto delle proprie competenze anche con riferimento agli aspetti richiamati nella legge regionale 29 dicembre 2004, n. 33, in quanto coerenti, promuove la costituzione della Fondazione dei calabresi nel mondo, organismo in house per la programmazione, l’attuazione e la gestione anche a valere sulle risorse finanziarie della programmazione operativa cofinanziata dai fondi strutturali comunitari, di interventi finalizzati allo sviluppo ed al consolidamento delle relazioni sociali, economiche, produttive, istituzionali e culturali con le comunità di calabresi residenti all’estero.

2.      La Fondazione non ha scopo di lucro, opera orientando ogni sua attività alla crescita ed allo sviluppo del territorio calabrese agendo nell’esclusivo recepimento degli indirizzi strategici ed operativi emanati dalla Regione Calabria nello svolgimento delle attività previste dal proprio Statuto approvato dalla Giunta regionale.

3.      E’ autorizzata la concessione alla Fondazione dei calabresi nel mondo di un contributo annuo per le spese di funzionamento della Fondazione stessa. Per l’anno 2012 il contributo è pari ad euro 100.000,00 allocato all’Upb 6.2.01.06 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo.

4.      La Fondazione dei calabresi nel mondo presenta alla Giunta regionale, che lo approva, un piano delle attività articolato in azioni ed interventi.

5.      La Giunta regionale è autorizzata a compiere tutti gli atti necessari a promuovere la costituzione della fondazione dei calabresi nel mondo e sue eventuali future modifiche ed aggiornamenti>.

Disposizione di copertura finanziaria: Alla copertura finanziaria si provvede con le risorse allocate all’Upb 8.2.01.04 accantonate in sede di Commissione bilancio in occasione dello stralcio del presente emendamento”.

Luigi FEDELE, relatore

E’ l’istituzione della Fondazione dei calabresi nel mondo. La Regione Calabria promuove la costituzione della fondazione, questo organismo in-house, per l’attuazione della gestione anche di risorse di programmazione dei fondi comunitari, di interventi finalizzati allo sviluppo e al consolidamento delle relazioni sociali, economiche, produttive, istituzionali e culturali con le comunità dei calabresi residenti all’estero che, come tutti sanno, sono veramente molto numerosi.

Credo che abbia uno scopo molto nobile, è una fondazione che non ha scopo di lucro, quindi l’abbiamo proposta insieme ai colleghi Dattolo, Bilardi e Serra.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Visto che l’ora è un po’ tarda, voglio cominciare con una cosa piacevole: al mio paese, a ferragosto, c’è una fiera importante e una volta, quando ero ragazzo, venivano due fratellini che facevano il gioco dei tre specchi, sotto uno di questi c’era la matta e questi la facevano apparire e scomparire a loro piacimento.

Ora, questo emendamento era stato ritirato in Commissione e, se la memoria mi aiuta, addirittura il Presidente Talarico che presiedeva la seduta, adduceva a base del ritiro un parere negativo dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale, e questa è una prima questione rispetto alla quale chiedo al Presidente Talarico dove è andato a finire quel parere negativo.

Oltre a questo, entrando nel merito, quando parliamo di tagliare gli sprechi, quando parliamo di riqualificare la spesa, noi diciamo che siamo contrari alla istituzione e costituzione di nuovi organismi, di nuovi carrozzoni, perché con questa operazione si crea un’altra società in house. Significa che, intanto, c’è un appostamento di 100 mila euro su questo bilancio e sui prossimi; oltre a questo, questa società in house andrà a gestire risorse comunitarie. Che cosa significa che andrà a gestire risorse comunitarie? Le risorse comunitarie sono iscritte in bilancio, però laddove la Comunità europea non riconosce le spese che la società in house realizza, chiaramente queste in futuro graveranno sul bilancio regionale, così come stasera sono gravati i contributi non pagati della fondazione “Terina”.

Per questo, a nome del gruppo del Partito democratico, esprimo parere contrario e chiedo al Presidente Talarico di leggerci il parere negativo dell’ufficio legislativo del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Prima vorremmo sentire il parere dell’ufficio legislativo, poi interverrò, Presidente. Poiché il parere è stato letto in parte in Commissione, vorrei capire se l’ufficio legislativo ha cambiato parere.

(Interruzione)

Appunto. Dato che il Presidente Talarico nella prima formulazione ha preso atto che l’ufficio legislativo aveva espresso un parere negativo, allora riformulo la richiesta dell’onorevole Censore: questo emendamento, questa proposta è andata all’ufficio legislativo per un parere?

PRESIDENTE

Le rispondo io, perché presiedevo la Commissione. Su questo articolo c’erano una serie di emendamenti abrogativi, era l’articolo 24 del Collegato. Non si è provveduto a votare quegli articoli perché l’ufficio legislativo aveva eccepito sull’articolo determinate valutazioni rispetto alla fondazione.

 (Interruzione dell’onorevole Censore)

No, sull’articolo. C’era un articolo approvato dalla Giunta che è arrivato in Commissione, poi c’erano degli emendamenti che sopprimevano l’articolo 24 del Collegato. Dopodiché c’è stata una discussione, non si è provveduto a votare l’abrogazione, ma si è ritenuto più opportuno, alla luce anche di un parere che aveva fatto la Commissione, stralciare l’articolo per un approfondimento legislativo. Adesso quell’articolo – mi risulta – è stato modificato ed è posto oggi come un emendamento al collegato da parte dei colleghi capigruppo.

Mi sembra che ci sia stata linearità dei nostri comportamenti. Non è che c’è stata una bocciatura della maggioranza, un voto che, magari, avrebbe potuto provocare un qualcosa; è stato stralciato ed abbiamo deciso di fare un approfondimento. Gli uffici l’hanno fatto, hanno predisposto un testo nuovo che oggi viene sottoposto all’Aula.

Demetrio BATTAGLIA

Questo testo ha passato il vaglio dell’ufficio legislativo, lei questo sta dicendo.

PRESIDENTE

I colleghi hanno formulato un provvedimento legislativo, si sono confrontati con gli uffici della Giunta regionale, ed è stato presentato un emendamento che possiamo tranquillamente porre ai voti.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, lei ha esposto correttamente l’iter, però ha fatto una piccola omissione: quel parere dell’ufficio legislativo – presumo – del Consiglio regionale era di incostituzionalità della proposta presentata dalla Giunta.

Oggi ci viene presentato questo emendamento. La richiesta che era stata avanzata dal collega Censore è se questo emendamento ha avuto il vaglio dell’ufficio legislativo del Consiglio, questo per evitare che permangano i dubbi di incostituzionalità dell’ufficio legislativo stesso. Se non c’è stato, ce lo dica, perché faccio un intervento politico. Solo questo volevamo sapere.

Bruno CENSORE

Al di là di quello che dice il collega Battaglia, che è sacrosanto, il problema è di merito, è politico. Praticamente andate a costruire un altro giocattolo sulle tasche dei calabresi. In questo bilancio voi non avete previsto misure per il lavoro, sono tagliati servizi essenziali, mentre andate a costruire nuovi organismi in house per la gestione dei fondi comunitari. Questo è il senso, che poi parere sotto o parere sopra, il mio professore di diritto amministrativo diceva che il diritto amministrativo è come un elastico: lo si stende e lo si accorcia come si vuole!

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Il parere è favorevole, ma vorrei dire ai colleghi che qua, stasera, ci sono circa 200 emendamenti nel complesso. Nessuno di questi emendamenti credo che abbia un parere degli uffici giuridici o meno.

Per quanto riguarda quello della Commissione, noi l’abbiamo ritirato quella sera perché c’erano dei rilievi. L’emendamento che stiamo discutendo e che io con i colleghi capigruppo della maggioranza abbiamo firmato è completamente diverso, rinnovato, sfoltito da quei problemi che i giuristi avevano rilevato. Quindi non capisco di cosa stiamo a discutere, quando nemmeno tutti gli altri emendamenti, molto più complicati, hanno ricevuto parere.

Per quanto ci riguarda, il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Scopelliti. Ne ha facoltà.

Giuseppe SCOPELLITI, Presidente della Giunta regionale

Intervengo per una semplice considerazione, altrimenti passa un messaggio distorto e voi siete molto bravi in questo; tra l’altro venite dall’esperienza del Partito comunista, diceva Lenin, “dici tante volte…”…

(Interruzione)

No, un gruppo di voi dice: “Dici tante volte una bugia, fino a quando diventa verità”!

Qui c’è un problema di fondo: la fondazione “Calabresi nel mondo” l’avete inventata voi, l’avete istituita voi. Oggi noi stiamo recuperando questa esperienza, per cercare di realizzare un qualcosa che possa diventare a supporto dell’azione e che non diventi soltanto un ente o un’associazione che gestisce i rapporti con l’esterno.

Non c’è una previsione su cui andiamo a gestire, a mettere soldi, risorse del bilancio regionale. Nell’eventualità, diventando una fondazione in house come si suol definire, diventa uno strumento di azione anche dell’amministrazione. Se questo significa non mettere i soldi per i disoccupati, togliere le risorse per i lavoratori e tutto il resto, è pure demagogia, perché comunque non c’è niente di nuovo, quello era e questo rimane.

(Interruzione)

No, non è che siamo in continuità con Loiero, noi siamo per l’evoluzione della specie, soprattutto rispetto all’esperienza vostra, e proprio da una semplice associazione che nasceva in funzione di un mandato e di una mission,  passiamo alla possibilità di diventare l’interlocutrice questa fondazione, questa realtà dei calabresi nel mondo, abbiamo creato questo strumento per cercare di produrre un’azione di natura diversa, quindi a più ampio raggio, tutto qua, come ipotesi di lavoro, ma non comporta spese, investimenti, dispendio di energie e di risorse, è soltanto una modifica della mission della fondazione stessa.

PRESIDENTE

Possiamo porlo ai voti?

(Interruzione)

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Voglio fare solo due osservazioni, sia rispetto all’intervento dell’onorevole Fedele sia all’intervento del Presidente Scopelliti.

Per quanto riguarda l’onorevole Fedele, a me pare che assimilare gli emendamenti presentati con questo sia fuori luogo per un semplice motivo, perché questa proposta ha già avuto una censura dei incostituzionalità da parte degli uffici legislativi. Voi vi assumete la responsabilità di riprenderla, però non assimiliamo le proposte, siamo di fronte a fattispecie diverse.

Per quanto concerne, invece, l’intervento del Presidente Scopelliti, qui il punto non è chiudere o non chiudere una fondazione, ma è razionalizzare tutto il sistema delle società in house. Io, prima, avevo presentato un emendamento che affidava alla Giunta il compito entro 90 giorni di arrivare a un unico soggetto, chiudendo gli altri soggetti esistenti, Calabria lavoro, Field, Calabria etica, ed anche, eventualmente, questa nuova struttura poteva confluire in un unico soggetto, questo per avere un’azione razionale; poi, lei sa meglio di me che relativamente non comporta spese tenere in piedi tante strutture, quando le stesse azioni si possono condurre e portare avanti con un’unica struttura. D’altra parte, questo era l’impegno assunto anche dalla Giunta sia con il Collegato del 2010, sia con l’ordine del giorno dell’intero Consiglio, sia con questo Collegato, dove chiedete 60 giorni per fare un intervento di razionalizzazione.

Ora, a fronte di questo, proponete una nuova società in house – consigliere Orsomarso, lei che voleva avere elementi specifici – allora questa attività in un unico soggetto riformato può trovare un contenitore ed avere un contenuto.

Voglio solo osservare che la famosa lettera della Banca Centrale Europea di questa estate allo Stato italiano conteneva anche questa raccomandazione, cioè di non creare tutte queste società e tentare di chiudere quelle esistenti, proprio perché non è vero che non c’è un aggravio quantomeno di amministrazione, oltre che di spesa. Voi, però, fate una scelta strategica, noi abbiamo il dovere di fare delle osservazioni di merito che non sono fine a se stesse, ma che hanno un obiettivo di razionalizzazione. Ho la sensazione che nel 2012 questa razionalizzazione non ci sarà, perché stiamo aggiungendo a fine 2011 un altro soggetto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Orsomarso. Ne ha facoltà.

Fausto ORSOMARSO

Vorrei dire al collega Battaglia che, secondo me, l’intervento, per stare sul pezzo, per chi vuole fare una opposizione attenta, era di denunciare alcune società che già c’erano ed operavano.

Per quanto ci riguarda – è la risposta anche del capogruppo Fedele – l’assessore ha un orizzonte  che guarda nella direzione della razionalizzazione. Ma mi pare che siano le stesse società, perché, altrimenti, qui non ci comprendiamo, ha ragione il Presidente Scopelliti; noi prevediamo  un’allocazione di 100 mila euro, per la “Fondazione dei Calabresi del mondo”, che è una spesa, per quanto ci riguarda, ma in prospettiva è una risorsa, per chi non lo sapesse, mai sfruttata, perché abbiamo assistito a convegni in cui si arrivava e gli si chiedeva di che cosa avessero bisogno. Lì, semmai, c’è qualcuno che vi risponde: “Diteci di che cosa avete bisogno voi”! Sono circa 8 milioni fra oriundi ed emigrati e ritengo che questo provvedimento, per quanto sia necessaria la razionalizzazione, non rappresenti un costo eccessivo, ma qualcosa su cui investire.

Allo stesso modo mi sembra di ricordare, come riverbero, che c’era un tale Muzzì del Pd che è Presidente di una di quelle società in house

Demetrio BATTAGLIA

Questo che cosa c’entra!

Fausto ORSOMARSO

Mi faccia finire, si fanno due pesi e due misure. Se lei è stato nella precedente consiliatura l’artefice della nomina a Presidente della Fondazione Field di Mario Muzzì, che, fino a qualche giorno fa, sulla stampa difendeva il suo operato, di cui la Calabria non si è accorto, io spero, invece, si accorga dell’operato della Fondazione Field e che, comunque, si possa andare nella direzione di ridurre tali enti.

I due pesi e le due misure sono queste; cioè fare politichese, quando – ripeto – fino all’altro giorno, una settimana fa – ancora il Presidente Muzzì cercava di capire come potesse stare abbarbicato alla Fondazione Field!

(Interruzione)

Ritengo che la doppia lezione, la doppia misura non paghi, …

Demetrio BATTAGLIA

Lei, per stare sul pezzo, dovrebbe guardare i lavori della Commissione del 2009.

Fausto ORSOMARSO

Presidente, chiedo scusa, ma penso che la dichiarazione di voto ci sia già stata, quindi, esprimo il voto favorevole di questa maggioranza per un provvedimento che valuteremo da qui a tre anni.

Questa è la dimensione e la differenza, il Presidente Muzzì in cinque anni il nulla – noi speriamo diversamente per la “Fondazione dei Calabresi del mondo” e su questo ci dimensioneremo.

Questa è la differenza di cui parlavo, per cui sono pronto a controfirmare con lei ogni mozione, ordine del giorno, emendamento, però, non fateci la morale delle elezioni. Pensate al Presidente Muzzì!

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Talarico. Ne ha facoltà.

Domenico TALARICO

Ho già espresso a nome del gruppo parere contrario e una forte censura per le società in house, non tanto per le risorse che vengono attribuite, per ultima alla società in house “Calabresi nel mondo”, quanto per la tipicità dello strumento, che è un modo per eludere il controllo, l’evidenza pubblica nella selezione del personale ed anche in delicatissime pratiche; pensiamo ad alcune società in house della Regione Calabria, che in questo momento gestiscono ingenti risorse di provenienza comunitaria e che, per la selezione e la destinazione di queste risorse, non rispondono e, anzi, si sottraggono, a qualsiasi controllo del Consiglio e di altri organi regionali, ma rispondono esclusivamente al Presidente e, qualche volta, ai suoi assessori.

Quindi, per noi, questo è un modo per creare un ennesimo strumento privatistico di tipo casereccio, più che in house, che non risponde a princìpi di trasparenza, di efficienza, come, invece, vorrebbe farci credere la proposta del Presidente Scopelliti.

Per queste ragioni, oltre che per l’assorbimento di risorse che potrebbero essere demagogicamente destinate altrove, noi siamo fermamente contrari.

PRESIDENTE

Possiamo procedere a votare, dopo queste dichiarazioni di voto. Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 59482.

(E’ approvato)

Si passa all’emendamento protocollo numero 59563, a firma degli onorevoli Bova e Adamo, che così recita: “Art. 36ter <Le aziende ospedaliere e tutti i presidi ospedalieri operanti sul territorio regionale che erogano attività di degenza sia in regime ordinario che diurno sono accorpati in un’unica Azienda ospedaliera regionale che sarà denominata Azienda regionale ospedaliera. La Giunta regionale è autorizzata entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge ad espletare ogni atto propedeutico all’attuazione della seguente norma>”.

Giuseppe BOVA

Anche se si abusa del termine “riforma”; l’emendamento riguarda una proposta di riforma dell’organizzazione dei presìdi ospedalieri regionali, – le chiedo scusa, onorevole Presidente Scopelliti, volevo richiamare la sua attenzione, poiché la riguarda anche direttamente in qualità di assessore e commissario alla sanità –  che non costa un euro, casomai ne fa risparmiare, e si propone di accorpare in un’unica azienda sia le aziende ospedaliere regionali che i presìdi ospedalieri operanti in regione. 

Quindi, al cittadino-utente calabrese si propone, relativamente agli ospedali, una struttura unica, dando efficienza ed efficacia al lavoro, senza perdere tempo in propaganda, in spot, per quanto riguarda le forniture e la mobilità all’interno del territorio nazionale; inoltre, è una proposta che taglia i costi anomali della politica, perché di direttore generale ce ne sarebbe uno, e affida alla Giunta regionale ed a lei, Presidente, il compito di definire, nel termine di 90 giorni, questo progetto.

Non c’è, quindi, un atteggiamento corporativo volto a guardare indietro, è, innanzitutto, in qualche maniera, una sfida a noi stessi. Anche in epoca di vacche magre, in cui non ci sono risorse, ecco un qualcosa che non solo non chiede più risorse, ma che fa risparmiare e dà un esempio di buona politica amministrativa.

Credo che, per il resto, l’emendamento si illustri da sé.

PRESIDENTE

C’è un sub-emendamento dell’onorevole Salerno protocollo numero 59874 che così recita: “Al comma 6 dell’art. 7 della legge regionale n. 9/2007 è aggiunto, alla fine, il seguente periodo <Se l’accordo col Ministero dell’interno non è più necessario, l’accorpamento delle aziende sanitarie n. 11 di Reggio Calabria e n. 9 di Locri avviene, entro il 31 gennaio 2012, attraverso la nomina dell’organo di vertice della nuova Azienda sanitaria, il cui territorio di riferimento corrisponde alla circoscrizione provinciale di Reggio Calabria e, ove necessario, la nomina dei commissari liquidatori per le aziende preesistenti>”.

Prego, onorevole Salerno.

Nazzareno SALERNO

Ho presentato un subemendamento a questo emendamento che, in pratica, riguarda l’accorpamento delle aziende sanitarie numero 11 di Reggio Calabria e numero 9 di Locri, che avviene il 31 gennaio 2012 attraverso la nomina di un organo di vertice della nuova azienda sanitaria.

“Al comma 6 dell’articolo 7 della legge regionale numero 9 del 2007 è aggiunto, alla fine, il seguente periodo “se l’accordo col ministero dell’interno non è più necessario, l’accorpamento dell’azienda sanitaria numero 11 di Reggio Calabria e numero di Locri avviene entro il 31 gennaio 2012, attraverso la nomina dell’organo di vertice della nuova azienda sanitaria, il cui territorio di riferimento corrisponde alla circoscrizione provinciale di Reggio Calabria e, ove necessario, la nomina dei commissari liquidatori per le aziende preesistenti”. Questo perché? Perché oggi queste aziende non sono più commissariate, quindi non c’è bisogno del parere del Ministero dell’interno, pertanto è giusto prenderne atto, modificare e procedere.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Luigi FEDELE, relatore

Siamo favorevoli al subemendamento, mentre per quanto riguarda l’emendamento dei colleghi Adamo e Bova, che è veramente molto interessante, credo, tra l’altro, che, in una discussione più ampia sulla sanità che la Giunta regionale vorrà fare, esso possa rappresentare un punto di grande rilevanza. Ritengo che anche la stessa maggioranza si debba interrogare su questo aspetto, perché chiaramente non è una proposta da sottovalutare o da prendere sottogamba.

In questo momento in cui siamo in pieno Piano di rientro e con un commissariamento in atto, questi aspetti vanno valutati con maggiore attenzione, però, per quanto mi riguarda, credo che, intanto, potremmo trasformare questo emendamento in un atto indirizzo, in un ordine del giorno verso la Giunta, e indubbiamente ritengo che debba essere anche un argomento di discussione all’interno della maggioranza, per arrivare ad una soluzione che, in qualche modo, si possa avvicinare a quella proposta dagli onorevoli Adamo e Bova.

Quindi, esprimo parere favorevole per il subemendamento, mentre proporrei la trasformazione in ordine del giorno dell’emendamento a firma dei consiglieri Adamo e Bova.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Per quanto riguarda il subemendamento proposto dal consigliere Salerno, possiamo considerarlo un atto consequenziale alla normativa già vigente, perché l’accorpamento delle Asl è avvenuto per l’intero territorio calabrese e si richiama all’articolo 7 della legge finanziaria del 2007. L’accorpamento per le Asl di Locri e di Reggio Calabria, come espressamente previsto dall’articolo 7, non si è compiuto perché – come ricordava il consigliere Salerno – era in atto un commissariamento straordinario d’intesa con il Ministero dell’interno per inquinamento mafioso.

Se quella fase è conclusa e si torna alla gestione ordinaria, va da sé che anche quelle Asl vanno accorpate, come dice la legge, per cui ritengo persino pleonastica una nuova legge e, a mio avviso, sarebbe sufficiente, in virtù di quella già esistente, una delibera della Giunta regionale che dispone tutti gli atti amministrativi propedeutici alla messa in liquidazione delle vecchie Asl e alla costituzione ed avvio della nuova azienda sanitaria provinciale.

Capisco il subemendamento che ha presentato il collega Salerno, però, se la legge può dare maggiore conforto, per quanto pleonastica, facciamola pure, ad adiuvandum; diciamo, comunque, che è una norma che non contraddice lo spirito della legge esistente, la rafforza, la potenzia, quindi, mi dichiaro a favore.

Per quanto riguarda l’emendamento presentato da me e dal consigliere Bova, il consigliere Fedele ha fatto una proposta. Discutiamone. Alla luce di questa proposta, non chiedo che questa sera si metta ad ogni costo in votazione questo emendamento, però, affinché sia compreso fino in fondo lo spirito con il quale si delibera decidendo di votare anche quell’indirizzo di cui parlava adesso il consigliere Fedele, è bene precisare alcune questioni, che sono contenute tutte dentro lo schema enunciato dall’onorevole Bova nell’illustrare l’emendamento.

Faccio alcune considerazioni di premessa politica e concludo, poi entrerò nel merito.

Con questo emendamento abbiamo inteso lanciare una sfida riformista o riformatrice, che dir si voglia, intanto al Presidente Scopelliti e alla maggioranza, ma lo diciamo con molta schiettezza e trasparenza anche a coloro che sono seduti in questi banchi. A noi non convincono due cose: la prima, la camicia di forza del Piano di rientro, che ci hanno imposto il Governo e il tavolo Massicci –  ritorno tra un attimo sull’argomento–; la seconda, non ci convince un atteggiamento di questa opposizione, che affiora quotidianamente qua e là sui territori della Calabria, per esempio per quanto riguarda l’organizzazione della rete ospedaliera, di rincorrere sul terreno dei localismi quella che è l’interpretazione dell’attuazione del Piano di rientro determinato dal tavolo Massicci.

Diciamo basta ai localismi e la proposta per rompere i localismi, per ottimizzare le risorse finanziarie, per dare al territorio maggiori servizi e più qualificati non può non essere quest’altro passo verso l’accorpamento. Noi stiamo proponendo di chiudere tutte le aziende ospedaliere vigenti, di passare sotto la responsabilità di questa azienda unica tutti i presìdi ospedalieri che oggi sono governati dalle Asp, garantire una piena complementarità ed integrazione di una rete ospedaliera funzionante ed efficiente che si confronta con le competenze assegnate alle aziende sanitarie provinciali a cui è demandato esclusivamente il compito di fare assistenza e prevenzione sul territorio.

Che cosa è questo, in sostanza? E’ un nuovo modello organizzativo che non ci fa discutere più nello schema dell’ospedale di Lungro, di Polisten