IX^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

__________

 

14.

 

SEDUTA DI MERCOLEDI’ 22 DICEMBRE 2010

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE FRANCESCO TALARICO E DEL VICEPRESIDENTE ALESSANDRO NICOLO’

 

 

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

La seduta inizia alle 13,28

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Per espressa e unanime richiesta dei capigruppo, la seduta è aggiornata alle ore 16,00

La seduta sospesa alle 13,28 è ripresa alle 18,08

Mario MAGNO, Segretario Questore f.f.

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni e mozione

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Legge le interrogazioni e la mozione presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

PRESIDENTE

E’ pervenuta risposta scritta all’interrogazione numero 34 del 15 settembre 2010 a firma dei consiglieri Guccione, Franchino, Sulla, Censore, Aiello F.

(E’ riportata in allegato)

Relazione unica su:

proposta di provvedimento amministrativo n. 88/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Documento di programmazione economico finanziaria della Regione Calabria (Dpefr) per gli anni 2011-2013 (articolo 2, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8)”;

proposta di legge n. 108/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2011). Articolo 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002”;

proposta di legge n. 109/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 (Legge Finanziaria)”;

proposta di legge n. 107/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione della Regione Calabria per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013”

PRESIDENTE

Conclusasi la lettura delle comunicazioni, possiamo procedere con l’ordine del giorno. Il primo punto reca la proposta di provvedimento amministrativo numero 88/9^ di iniziativa della Giunta regionale: “Documento di programmazione economico finanziaria della Regione Calabria (DPEFR) per gli anni 2011-2013 (articolo 2, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8)”.

Proporrei al relatore, visto che poi ci sono i punti due, tre e quattro che riguardano il bilancio regionale, di fare una relazione unica che riguardi sia il DPEFR sia il bilancio regionale nel termine di quindici minuti, che è quello assegnato per la relazione introduttiva.

La parola all’onorevole Morelli.

Francesco MORELLI, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, raccogliamo in un unico intervento i quattro punti all’ordine del giorno, sottolineando soprattutto come il documento di programmazione economica e finanziaria sia stato esaminato in Commissione bilancio nel merito, quindi l’iter procedurale si concluderà oggi con l’esame da parte di questo Consiglio regionale.

Ovviamente, dopo di me l’assessore Mancini illustrerà i contenuti del documento e, comunque, desidero riprendere alcuni temi dibattuti nel corso dei lavori di Commissione, che dovranno caratterizzare le scelte di finanza pubblica regionale, in particolare mi riferisco all’evoluzione normativa che regola il patto di stabilità interno, il federalismo fiscale e gli effetti da esso prodotti sulle finanze di questa Regione.

Nel documento di programmazione economica e finanziaria sono ricostruiti tutti i passaggi normativi e fondamentali che hanno attuato l’incipit comunitario per il rispetto degli equilibri di bilancio.

Le difficoltà che questa Regione ha incontrato nel rispettare gli obblighi previsti si registrano a partire dal 2007, da quando non è stato più possibile sottrarre dalla spesa complessiva i fondi comunitari e le spese per le infrastrutture. Le difficoltà si sono amplificate, in quanto l’anno di riferimento preso come base per il calcolo delle limitazioni è stato il 2005, anno in cui la spesa regionale è stata mediamente inferiore.

PRESIDENTE

Se facciamo un po’ di silenzio in Aula, cioè chi vuole parlare lo faccia fuori!

Prego, onorevole Morelli.

Francesco MORELLI, relatore

Dicevamo, è stato l’anno 2005, in cui la spesa regionale è stata mediamente inferiore al triennio precedente di circa 200 milioni di euro. Da quel momento, la Regione ha dovuto contemperare le esigenze di spesa per le infrastrutture e lo sviluppo, con le soglie massime di impegno di pagamenti imposti dai vincoli del patto di stabilità.

Come già a noi noto, nel 2008 la Regione ha sforato il patto di stabilità, invece nel 2009 ha provveduto al rientro, anche grazie ad alcune modifiche normative che hanno permesso di espungere dalle verifiche di stabilità le spese per il trasporto pubblico locale, quelle per la concessione di crediti e, per una parte, anche le spese comunitarie.

Da qui la necessità di proseguire nello sforzo avviato con l’assestamento di bilancio, approvato nello scorso agosto, di contenere i costi senza gravare il peso fiscale e, comunque, considerando l’economia calabrese.

Questo documento di programmazione consentirà, quindi, di attuare una politica di rigore ed è accompagnato da un preciso piano di pagamenti approvato dalla Giunta regionale con la delibera numero 620 di quest’anno. Ciò permetterà di attuare un sistema di controllo concomitante e in grado di evitare nuovi sforamenti del patto di stabilità.

Qui mi preme ricordare le gravi sanzioni introdotte dall’articolo 14 ai commi 4, 5 e 6 del Decreto Legge 78 del 2010, in base alle quali le Regioni che non rispettano il patto di stabilità interno relativo agli anni 2010 e successivi sono tenute a versare alle entrate del bilancio statale, entro 60 giorni dal termine stabilito per la certificazione relativa al rispetto del patto di stabilità, l’importo corrispondente alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato.

Si tratta di sanzioni non sostenibili per la nostra Regione, pertanto, per come detto nel documento di programmazione economica e finanziaria, occorre rispettare gli obiettivi programmatici già fissati per l’anno 2010 dalla normativa vigente in euro 1 miliardo e 420 milioni e, in termini di pagamenti, 1 miliardo e 675 milioni di euro.

Quindi vengo alla seconda parte del ragionamento, che riguarda il federalismo fiscale. Con questo processo i conti regionali subiranno una profonda trasformazione, segnata dal passaggio da una finanza derivata ad una rappresentata dalle risorse proprie, che imporrà alla realtà territoriale una maggiore responsabilizzazione ed un conseguente controllo democratico da parte dei cittadini.

I due elementi di novità che mi permetto di sottolineare riguardano, comunque, il primo, il superamento del criterio della spesa storica per appostare stanziamenti di competenza, il secondo, la copertura statale dei soli livelli essenziali di assistenza per le funzioni fondamentali, quali la sanità, l’assistenza e l’istruzione, che verranno valorizzati secondo il metodo dei costi standard.

Si tratta di due innovazioni che porteranno questa Regione a perdere una serie di trasferimenti statali, oltre che la compartecipazione regionale all’accisa sulla benzina, che è destinata alle Province.

Il documento di programmazione mette in evidenza le problematiche che occorre affrontare, anche con riferimento alla linea politica che questa Regione deve tenere nel confronto con il Governo centrale. Non v’è dubbio che la nostra Regione dovrà chiedere alcune modifiche a quanto è in corso di approvazione a livello nazionale sulla materia di federalismo fiscale e del patto di stabilità. Ricordo, appunto, che noi siamo per un federalismo fiscale solidale.

Le possibili soluzioni che il documento di programmazione prospetta sono non solo tecniche, ma anche legate ad un confronto politico nel quale questa Regione dovrà chiedere la rielaborazione dell’articolo 14, comma 4, del decreto legge numero 122 del 2010 sopra richiamato e l’eliminazione di alcuni effetti distorsivi prodotti dalla scelta dell’anno di riferimento per il 2005.

Ovvero, in ultima analisi, bisognerà proporre al Governo di integrare la normativa vigente, nel senso di non applicare tutte le sanzioni previste per il mancato rispetto del patto di stabilità, ma solo quella relativa all’articolo 14, comma 4, del Decreto Legge 122 del 2010, appunto nel caso in cui il superamento dell’obiettivo di spesa sia determinato dalla maggiore spesa in conto capitale, registrata per interventi realizzati con la quota di finanziamento nazionale e correlati ai finanziamenti dell’Unione europea.

Questo, per quanto concerne la parte squisitamente tecnica.

Per quanto concerne una parte squisitamente organizzativa, mi preme in questa fase, in questo momento, ringraziare le strutture del dipartimento bilancio e le strutture della Commissione che in sinergia hanno lavorato per consentire in tempi rapidi di giungere all’approvazione del bilancio odierno. Ovviamente, un particolare ringraziamento va ai colleghi della maggioranza e della minoranza che, ancorché intervenendo con proposte costruttive, hanno sempre cercato di operare nel bene per la nostra Regione.

Questo ci consentirà di poter parlare, Presidente Talarico,sulla proposta di bilancio di previsione per l’anno 2011, ancor prima dei termini previsti dalla scadenza naturale, di una Calabria normale per un bilancio previsionale normale.

PRESIDENTE

Grazie all’onorevole Morelli per la relazione. La parola all’assessore al bilancio, Giacomo Mancini.

(Interruzione)

Invito i capigruppo ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

Sull’indagine giudiziaria denominata “Reale 3”

PRESIDENTE

Prima di dare la parola all’assessore Mancini, su delega da parte dei capigruppo di maggioranza e di minoranza e del Presidente della Giunta, ci è sembrato opportuno, prima di procedere con l’ordine del giorno, dire qualcosa in merito a quanto è accaduto nei giorni scorsi, i gravi arresti che ci sono stati, che hanno coinvolto anche un collega in Consiglio regionale. Ci sembrava doveroso fare qualche riflessione.

Intanto, questo è un Consiglio regionale che si è insediato da poco, che sta lavorando in grande sinergia, in grande collaborazione e non condividiamo e rigettiamo totalmente al mittente qualsiasi opera di strumentalizzazione rispetto al lavoro che questo Consiglio regionale sta facendo, perché attraverso la collaborazione di tutti, attraverso la collaborazione dei gruppi di maggioranza e di minoranza, stiamo tutti lavorando per cercare di costruire condizioni migliori e una crescita complessiva della nostra regione.

Qualsiasi errore ci sia stato, personale, da parte di un esponente di un Consiglio regionale sarà valutato dalla magistratura, dalle forze dell’ordine, a cui noi siamo riconoscenti sempre e comunque per l’azione che stanno facendo in Calabria attraverso un’azione repressiva, attraverso dei risultati tangibili che si stanno ottenendo nella nostra regione.

Questo errore personale non può coinvolgere l’istituzione, questo ci tengo a ribadirlo, perché questo Consiglio regionale sta cercando, fin dall’inizio della sua legislatura - ma io l’estendo anche alle precedenti esperienze – di lavorare con l’apporto di tutti contro la criminalità organizzata, contro qualsiasi azione che riguardi complessivamente l’inquinamento della nostra Regione.

E’ uno sforzo difficile quello che ci attende e che ha coinvolto anche coloro che ci hanno preceduto, sia le maggioranze di centro-sinistra sia quelle di centro-destra. Qui siamo tutti uniti e compatti contro la criminalità organizzata, grazie all’azione repressiva che conducono bene le forze dell’ordine e la magistratura, ma anche attraverso l’azione preventiva che la politica e le istituzioni devono compiere.

Noi vogliamo essere giudicati sugli atti che compiamo durante la legislatura e rispetto a quello che approveremo nel suo prosieguo, rispetto ai pochi mesi dal nostro insediamento, perché questo penso che debba essere il metro di valutazione.

Già nella precedente legislatura- devo dare atto, io ero nei banchi del Consiglio regionale – tante azioni sono state intraprese rispetto a queste questioni, quindi questo deve essere da monito a ciascuno di noi per lavorare, impegnarci e difendere questa Istituzione. Non consentiamo a nessuno che vive fuori dalla nostra regione e non conosce le sue dinamiche di strumentalizzarne o affossarne l’immagine, perché, fra tante difficoltà e questioni che sono sotto gli occhi di tutti, stiamo cercando di svolgere il nostro compito attraverso la collaborazione e il lavoro di tutti.

Volevo fare, quindi, queste poche riflessioni a nome di tutto il Consiglio regionale, affinché i mezzi di informazione, tutti coloro che hanno a cuore il bene di questa regione sappiano qual è la nostra posizione e come, spesso, la criminalità organizzata ma anche la zona grigia ad essa attigua cerchino sempre e comunque, attraverso anche delle lobby di potere, di condizionare la nostra azione.

Noi vogliamo – ripeto – essere giudicati per quello che riusciamo a fare, non attraverso le strumentalizzazioni. In questi giorni ho letto di un auspicato “scioglimento del Consiglio regionale”, e le solite idee di strumentalizzazione rispetto a questi temi. Non è giusto – e lo dico con grande forza e vigore – che l’errore di un singolo, che dovrà essere giudicato dalla magistratura, coinvolga l’Istituzione nel suo complesso.

In questo sforzo corale, che stiamo cercando di compiere tutti insieme, ritengo che si sia sempre lavorato in quest’Aula: continueremo a farlo in grande sintonia e in grande sinergia, maggioranza e minoranza. Penso che questa sia l’immagine della Calabria nuova e positiva che vogliamo costruire per il prossimo futuro e che ci saranno certamente grandi sforzi da parte di tutti, sia per aggredire la criminalità organizzata sia per cercare di favorire condizioni di sviluppo e di occupazione essenziale. La criminalità organizzata si combatte anche grazie all’esistenza di un gruppo che insieme procede alla guida della Regione, riuscendo a produrre occupazione e sviluppo. Penso che questa sia l’essenza.

Ci tenevo a dire queste parole iniziali rispetto a quello che è avvenuto in questi giorni, rispetto a quello che abbiamo letto tutti quanti, per dire che questo è un Consiglio regionale unito, che rigetta al mittente un certo tipo di considerazioni e che vuole andare avanti sulla strada della crescita economica, sociale e culturale della regione.

Ne abbiamo veramente bisogno e considero che questa sia l’essenza di questo messaggio che ho voluto dare, qui, all’inizio dei lavori, proprio per ricostruire quell’immagine, ma anche, nella sostanza, quella Calabria che tutti quanti noi desideriamo, che è una Calabria non della strumentalizzazione o dell’affossamento o delle facili discussioni come potrebbe essere in questi momenti.

Noi vogliamo andare avanti, vogliamo essere giudicati per quello che produciamo. In questo siamo uniti ed è il messaggio che dai banchi del Consiglio regionale vogliamo far pervenire non solo ai calabresi, ma a tutto il nostro Paese, a tutta l’Italia e a tutti coloro che fanno politica, proprio per sostenere lo sforzo di crescita della Calabria.

Grazie.

Proposta di provvedimento amministrativo n. 88/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Documento di programmazione economico finanziaria della Regione Calabria (Dpefr) per gli anni 2011-2013 (articolo 2, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8)”

Proposta di legge n. 108/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2011). Articolo 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002”

Proposta di legge n. 109/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2011 e pluriennale 2011-2013 (Legge Finanziaria)”

Proposta di legge n. 107/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione della Regione Calabria per l'anno finanziario 2011 e bilancio pluriennale per il triennio 2011-2013”

Ripresa della discussione

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini per la relazione al bilancio.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Oggi discutiamo il primo bilancio della nuova stagione della Calabria guidata dal governatore Scopelliti. Egli, nel marzo scorso, fu investito da un enorme consenso popolare rispetto all’ambizione di cambiare, finalmente, in profondità la nostra regione.

Oggi, attraverso la discussione e – io mi auguro – l’approvazione di questo importante atto, noi marchiamo tante importanti novità e tanti segnali di cambiamento. Innanzitutto, i tempi: il nostro obiettivo è quello di arrivare alla promulgazione, per la prima volta nella storia del regionalismo calabrese

(Interruzione)

La promulgazione ,è la prima volta…

(Interruzione)

Il nostro obiettivo è quello di arrivare alla promulgazione, per la prima volta nella storia di quarant’anni di regionalismo calabrese, della legge di bilancio entro dicembre . Per raggiungere questo obiettivo, caro onorevole Loiero, abbiamo avviato un’azione determinata fin dall’inizio: fin dal mese di agosto, il 31 agosto il dipartimento bilancio ha iniziato a concertare con tutti i dipartimenti le esigenze, il 9 di novembre abbiamo approvato in Giunta questo atto fondamentale rispetto alla vita della nostra regione, il 10 dicembre abbiamo iniziato i lavori della Commissione bilancio, il 20 dicembre abbiamo approvato in Commissione bilancio questo atto ed oggi, 22 dicembre, lo discutiamo in quest’Aula.

Questo lavoro, fitto e incalzante, è stato reso possibile dalla determinazione del governatore Scopelliti che, fin dall’inizio e fin dall’insediamento di questa legislatura, ha fissato come obiettivo quello per la prima volta di rispettare i tempi e i termini di legge, ed è stato possibile grazie al lavoro di squadra della Giunta regionale, grazie al quale ogni assessore ha dato il proprio contributo, ha espresso i propri suggerimenti, ha lavorato per rendere importante e solido l’impianto di cui oggi noi discutiamo.

Siamo oggi qui grazie anche alla condivisione e alla collaborazione – e per questo lo voglio ringraziare – del Presidente della Commissione bilancio, l’onorevole Franco Morelli, e per il sostegno di tutte le forze di maggioranza che, attraverso l’azione dei loro capigruppo, hanno sostenuto e guidato il percorso che oggi ci porta in quest’Aula.

E’ evidente – e lo voglio rimarcare – che è stato anche importante il contributo pervenutoci dai settori più illuminati delle forze di minoranza, che con spirito costruttivo e collaborativo si sono, in qualche modo, proposti all’esame della nostra piattaforma programmatica e non hanno esitato a far pervenire le loro idee e le loro indicazioni per cambiare il quadro della nostra terra.

Da questo punto di vista, poiché lo ha citato l’onorevole Loiero, voglio sottolineare il fattivo contributo dell’onorevole Nicola Adamo, che in una fase passata ha avviato i lavori di approvazione di bilanci in termini importanti e che, in questa nuova stagione, ha collaborato insieme al collega onorevole Bova, insieme a tutta una serie di colleghi onorevoli consiglieri regionali, dando il loro contributo soprattutto su una serie di materie di cui approfondiremo la portata e l’entità, ma che fin da subito può essere apprezzato in termini positivi.

Quindi il dato dei tempi è il primo dato che segna la novità: per la prima volta – ripeto – l’obiettivo è quello di arrivare alla promulgazione della legge finanziaria entro l’anno precedente rispetto al quale essa produrrà i propri effetti.

Poi cambiamento, novità rispetto ai contenuti, rispetto all’impianto che noi abbiamo pensato per la Calabria e per i calabresi. Collegandomi con l’importante intervento del Presidente Talarico, del Presidente della nostra Assemblea, voglio sottolineare – mi sia consentito con orgoglio – il fatto che il primo bilancio della nuova stagione guidata dal governatore Scopelliti abbia, nel primo articolo, la dicitura e la sostanza di aver preso provvedimenti di contrasto alla criminalità organizzata. Nel nostro primo bilancio, al primo articolo, fissiamo quella che deve essere la nostra frontiera, la nostra sfida, non soltanto della nostra attività politica, ma della nostra vita. E con questo simbolico e importante gesto e provvedimento amministrativo fissiamo, in maniera chiara, da che parte sta questa Giunta, questa maggioranza e – consentitemi di dirlo, ricollegandomi alle espressioni giuste del Presidente Talarico – questa istituzione regionale e l’intero Consiglio, cioè contro la criminalità organizzata.

E poi tante novità importanti riguardo al merito: attraverso questo bilancio sosteniamo le famiglie, abbiamo stanziato 10 milioni di euro per le famiglie numerose e bisognose; una vicinanza alle imprese con la velocizzazione dell’iter dei pagamenti e anche per la definizione di un sistema di garanzie delle imprese che soffrono una patologia; e, ancora, una collaborazione evidente con la Chiesa calabrese, il cui legame, il cui collegamento, attraverso l’azione del governatore Scopelliti e di tutti quanti noi, vogliamo continuamente alimentare.

E poi la sfida a ridare nuova dignità alle istituzioni regionali: abbiamo previsto uno stanziamento importante per reperire le risorse per la ultimazione della costruzione della Cittadella regionale e insieme abbiamo previsto un percorso condiviso, allargato, importante per snellire la burocrazia regionale e renderla più efficiente; insieme abbiamo definito un tragitto per dare nuova linfa all’economia e supporto alle istituzioni locali, ad iniziare dai Comuni, per i quali abbiamo previsto la realizzazione di rilevanti opere pubbliche. E questo è stato l’impianto all’insegna del cambiamento della Calabria, al quale vogliamo arrivare.

A questo impianto, in sede di presentazione del maxiemendamento, abbiamo voluto aggiungere un elemento importante e centrale, che caratterizza ed ha caratterizzato fin da subito l’azione riformatrice e di cambiamento del governatore Scopelliti, cioè quello della sanità e, in particolare, l’aggressione all’enorme mole del debito sanitario accumulatasi nel corso degli ultimi anni e dei decenni passati.

Per farlo, abbiamo introdotto la possibilità, su invito delle risultanze del “tavolo Massicci”, abbiamo stabilito un impegno di 30 milioni di euro per trent’anni, per aggredire, per ripianare in prospettiva il debito sanitario e per offrire ai calabresi una sanità migliore, più efficiente e soprattutto più vicina alle esigenze dei cittadini, che chiedono di avere cure importanti e risolutive in senso positivo in Calabria.

Per farlo, abbiamo chiesto il contributo ai calabresi, abbiamo in qualche modo previsto la cosiddetta Irba, che è una imposta regionale sulle benzine per autotrasporti, seguendo da questo punto di vista il percorso avviato da undici, su venti, Regioni italiane.

Dai banchi dell’opposizione, ho letto in questi giorni una serie di polemiche, che dicono che era un percorso sbagliato il nostro, era una scelta che andava in contrasto con l’impostazione più generale, mentre invece undici Regioni già in precedenza avevano avviato questo percorso. Noi l’avviamo oggi per ripianare una situazione che noi, certamente, non abbiamo prodotto, anzi che abbiamo ereditato, ed abbiamo seguito, cari onorevoli colleghi, l’esempio di altre Regioni.

Quindi ad oggi, a chi ci contesta, noi replichiamo che prima di noi, ad iniziare dal 2008, la scelta di ricorrere all’Irba l’avevano già adottata la Toscana del governatore Martini, l’Umbria della governatrice Lorenzetti, il Lazio del governatore Marrazzo, la Campania del governatore Bassolino, le Marche del governatore Spacca, la Liguria di Burlando e il Piemonte del governatore Bresso e anche la Puglia del governatore Vendola. Questo lo dico per amore di verità.

Ritengo che abbiamo fatto un buon lavoro, proporzionato alle risorse di cui oggi dispone la Calabria e muovendosi rispetto ai parametri di spesa, che noi dobbiamo rispettare. Il governatore Scopelliti per primo è stato protagonista di discussioni e dinamiche importanti e insieme collaborative in sede di rapporto con il Governo centrale e in sede di Conferenza delle Regioni.

Da questo punto di vista, abbiamo introdotto parametri nuovi rispetto – mi si scusi il gioco di parole – al rispetto delle regole: approviamo e puntiamo ad arrivare alla promulgazione del bilancio, della finanziaria rispettando la legge; abbiamo rispettato la legge rispetto all’alto monito che è pervenuto anche alla nostra Regione dalla più alta carica del nostro Paese, dal Presidente Napolitano, che ha fissato il punto del rispetto delle leggi di stabilità come punto importante e qualificante di ogni istituzione.

Noi, per parte nostra, abbiamo – e lo diciamo con orgoglio – rispettato i parametri della spesa, per quanto abbiamo avviato la nostra nuova stagione ereditando una difficoltà iniziale: la passata Giunta aveva speso più della metà, nei soli primi tre mesi, delle somme che la legge fissava in 1 miliardo e 400 milioni di euro, che la Calabria poteva spendere in tutto il 2010; al 31 di marzo erano stati spesi più di 750 milioni di euro. Nonostante ciò, definendo un percorso virtuoso, oggi possiamo dire che rispetteremo il patto di stabilità, per come richiestoci dalle istituzioni nazionali.

Con altrettanto orgoglio, oggi possiamo dire di essere anche virtuosi rispetto alla spesa che ci deriva dai fondi comunitari: abbiamo, in qualche modo, rispettato i parametri fissatici dalla Commissione, spendendo, certificandolo in maniera incontrovertibile, la spesa di 267.775.034 euro, rispettando il parametro e spendendo 14 milioni di euro in più e dimostrando la virtuosità della nostra amministrazione.

Quindi sono questi i parametri, la sfida e le traiettorie che anche attraverso questo bilancio intendiamo seguire, cioè spendere bene le risorse e in senso positivo, spenderle in maniera virtuosa, spendere bene le risorse che ci provengono dalle risorse autonome del bilancio regionale e spendere bene i fondi comunitari. E’ questo il nostro primo bilancio, è questo il bilancio di una stagione che non ammette assalti alla diligenza, che non ha perseguito la divisione di risorse in tanti e troppi rivoli sempre improduttivi e che, invece, ha preferito investimenti in settori e in attività utili alla crescita della nostra terra.

I calabresi, a fine marzo scorso, hanno scelto il governatore Scopelliti per la sua idea e la sua volontà ferma di cambiare. Attraverso la definizione di questa manovra finanziaria, io posso dire che il cambiamento si vede e si tocca con mano.

PRESIDENTE

Aveva chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ricordo a tutti coloro che dovranno intervenire che il tempo a loro disposizione è dieci minuti, quindi, passati i dieci minuti, sarò costretto a togliere la parola.

Prego, onorevole Principe, ha facoltà di intervenire.

Sandro PRINCIPE

Signor Presidente, la ringrazio e, naturalmente, in dieci minuti è difficile sintetizzare il nostro pensiero su tutta la manovra, quindi mi scuseranno i colleghi e in particolare il Presidente della Giunta e l’assessore Mancini, se dovrò necessariamente accorpare i concetti.

Il primo concetto che mi viene in mente è che noi dobbiamo stare attenti a non confondere la realtà delle cose con le immagini, perché forse noi non saremo illuminati – e poi ognuno sceglie di essere illuminato dall’organo illuminante che più gli aggrada – ma obiettivamente questo ammonimento benevolo, modesto di non confondere gli slogan con la realtà sentiamo di farlo, perché ammesso e non concesso che questo è il primo bilancio nella storia del regionalismo calabrese che si approva entro l’anno precedente, ciò non è vero, perché l’illuminato onorevole Adamo, da assessore al bilancio, con Presidente forse il meno illuminato onorevole Loiero, nel 2005 riuscì, grazie al supporto dell’intera maggioranza dell’epoca, a raggiungere questo obiettivo.

Non vorrei provocare gli scongiuri di tutti gli uomini della maggioranza, perché non credo di avere queste qualità, ma se non avessi a cuore le sorti dei cittadini calabresi, per cui non mi sento di augurare che questo bilancio non produca effetti, potrei dire che il precedente non porta bene, perché anche la Giunta di centro-sinistra fece questo scoop di natura pubblicitaria, ma poi alla fine, per una serie di ragioni – molte ingiuste, alcune evidentemente anche giuste – sappiamo come è andata a finire.

Lasciamo da parte questo aspetto della discussione, poi l’amico consigliere Orsomarso mi dirà che Principe abbaia alla luna e, vedete, anche in questa affermazione c’è una certa cultura democratica, perché quando chi è perdente o ha perduto – non perdente, perché ogni tanto abbiamo anche vinto – si permette di far sentire la propria voce, viene subito redarguito, dicendo che abbaia alla luna. C’è insita una certa cultura non propensa ad accettare il confronto.

Poi c’è un altro aspetto che mi sento di dire, ché se andiamo a leggere la fattoria degli animali, chi abbaia è il cane! Io sono un vecchio cane, quindi anche se mi si volesse mettere il guinzaglio, potrei essere poco utile a chi il guinzaglio mi vorrebbe mettere, ma i cani giovani debbono stare molto attenti perché, quando poi vengono guidati attraverso il guinzaglio, la cosa potrebbe non deporre bene.

Sulla manovra finanziaria non dico molto perché, onestamente, se vi illudete che attraverso questa manovra andiamo ad attaccare quelle che sono le emergenze di questa regione, vuol dire che non ci siamo proprio come analisi! E dicendo questo, non è che voglio fare un addebito all’attuale Presidente e all’attuale maggioranza.

Man mano che gli anni sono passati, il bilancio della Regione è diventato sempre di più ingessato. Voglio dire che semmai, con riferimento a questo ingessamento del bilancio, piuttosto che procedere con la solita falce che taglia ogni anno il 10, il 15 per cento a tutti i capitoli, se ci fosse la capacità di essere illuminati - non da parte di esponenti della minoranza, ma da parte di esponenti della maggioranza - si dovrebbero fare piuttosto dei tagli finalizzati, per esempio tagliare meno nel settore della cultura, che oggi è all’evidenza di tutta la dialettica e del confronto nazionale, con un allarme di tutti i centri della cultura.

Caro assessore Caligiuri, la Calabria non esce da questa emergenza, perché tutte le filiere della cultura in questo momento sono ferme. Non c’è il tempo per dimostrarlo, ma avremo occasione nei prossimi mesi di dimostrare, parola per parola, numero per numero, argomento per argomento, come la cultura sia ferma.

Con questo bilancio veramente noi pensiamo di risolvere problemi di infrastrutture, di servizi, del lavoro, che sono le vere emergenze di questa regione? Diciamo la verità! Se queste emergenze si vogliono aggredire, la Calabria ha bisogno di due cose: innanzitutto, di una maggiore solidarietà del Governo centrale, che non c’è, ed io ritengo che compito di una classe dirigente regionale, del suo Presidente, della Giunta e di questo Consiglio sia quello di farsi sentire a Roma perché la Calabria abbia più solidarietà, non farlo in via esemplificativa perché non c’è il tempo; altra questione è spendere bene i fondi comunitari.

Guardate, noi forse come centro-sinistra avremo avuto dei difetti e, siccome non siamo illuminati dallo Spirito Santo che ci dà saggezza – e fatemi fare un intreccio fra cristianesimo e paganesimo – lo Spirito Santo non ci dà il cervello di Atena, avremo commesso tanti errori, ma abbiamo anche qualche merito, per modestia diciamo qualche piccolo merito, soprattutto per quanto riguarda i fondi comunitari. Ebbene, i fondi comunitari sono uno strumento importante che, nei campi che ho citato, dalle infrastrutture al lavoro, ai servizi, può dare una spinta di cambiamento. Ma vorrei dire all’amico onorevole Mancini di non farsi prendere troppo la mano dalla propaganda, perché i fondi comunitari in questo momento sono fermi, non c’è alcun segnale di movimento dei fondi comunitari. Qui ognuno di noi dà i numeri, io potrei citare altri numeri, con i numeri non ci comprendiamo.

La sostanza è che i fondi comunitari sono fermi.

Detto questo, sotto il profilo generale ed essendo i minuti così pochi, sento il dovere di fare alcune benevoli critiche sul collegato alla finanziaria. Prendo atto che su alcuni argomenti la maggioranza ha dimostrato una limitata apertura, perché alcuni nostri emendamenti sono stati accolti, in particolare è stato accolto l’emendamento sull’articolo primo, laddove il gruppo del Partito democratico ha proposto che l’iniziativa venisse inserita nell’Accordo di Programma Quadro “Legalità e sicurezza”, per continuare un impegno importante della Regione Calabria per la legalità, a sostegno delle forze dell’ordine e della magistratura. Non dimentichiamoci che negli anni precedenti molti milioni di euro sono stati trasferiti al sistema della sicurezza, sostituendoci a quelli che erano compiti dello Stato. Non dimentichiamoci dell’istituzione della Stazione unica appaltante: forse l’attuale Giunta alla Sua non crede molto, ma sono opinioni e noi, da democratici, siamo abituati a rispettare le altrui opinioni, ma la Sua è uno strumento importante per la lotta alla criminalità organizzata, che – si sa – attinge molto al settore degli appalti.

Abbiamo trovato apertura per quanto riguarda l’eliminazione della soglia dei 10 mila abitanti per le opere pubbliche dei Comuni da sostenere ed anche un nostro emendamento che voleva aumentare il plafond è stato accolto, sia pure mettendo in piedi un nuovo capitolo a parte. Così come abbiamo trovato apertura nel limitare il fondo di garanzia alle piccole e medie imprese, di allargare l’incentivazione dell’esodo ai dipendenti delle Province, mentre debbo dire che non ha trovato accoglienza la nostra proposta per quanto riguarda i 10 milioni di sostegno alle famiglie, perché noi avremmo preferito l’attuazione della legge regionale n. 1 del 2004, perché sinceramente non so il regolamento che la Giunta metterà in campo – le chiedo scusa un paio di minuti, onorevole Presidente –perché avrebbe dato la possibilità, a mio avviso, di favorire, senza correre il rischio di arrivare ad una eco regionale, le famiglie che vivono un reale disagio.

Andiamo alle cose che non condividiamo assolutamente – Presidente, me le deve far elencare –, ne salto qualcuna, dico le più importanti.

Noi abbiamo proposto emendamenti soppressivi e chiediamo al Presidente Scopelliti e ai capigruppo della maggioranza di riflettere sulle nostre proposte di soppressione, perché non si può dire che così fanno tutti o così è stato sempre fatto. Ma non v’è dubbio che il collegato alla finanziaria è diventato un autobus come quelli a due piani, dove si mette di tutto e di più, addirittura articoli che sono delle vere e proprie leggi! Questo non depone bene per l’istituto regionale, per questa Assemblea, per il suo Presidente e per ognuno di noi.

Andiamo a questo autobus e vediamo chi sono le persone salite!

Sull’Irba dico solo una battuta. Voi mi potrete obiettare: “Ma per il ripianamento del debito le risorse da qualche parte andavano prese!”. E’ un’argomentazione, però bisogna premettere che, se non ci fosse stato il commissariamento, questa disposizione non sarebbe stata necessaria, perché il commissariamento che questa Giunta ha voluto, a cui la precedente amministrazione si è strenuamente opposta, ha portato come prima conseguenza l’inasprimento fiscale per i calabresi.

Riguardo l’Ato regionale, ed io mi rivolgo anche all’amico onorevole Gentile, che in tanti anni di attività amministrativa ha dimostrato, dal suo punto di vista, anche tanta saggezza: veramente noi pensiamo di mettere in piedi un Ato regionale con una norma contenuta in un collegato?!

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

PRESIDENTE

Il tempo a sua disposizione è scaduto, per cui la prego di avviarsi alla conclusione.

Sandro PRINCIPE

Mi attengo, ma io non ho controllato se l’assessore Mancini ha sforato di qualche minuto, rappresento il gruppo di maggiore opposizione, mi consenta di concludere.

PRESIDENTE

Onorevole Principe, l’assessore Mancini ha esposto la sua relazione. Abbiamo concordato i tempi per gli interventi, per cui la prego di essere celere nelle sue conclusioni.

Sandro PRINCIPE

Mi consenta di elencare gli articoli che noi chiediamo di sopprimere senza addurne le motivazioni. Dell’Ato ho già detto, tremo al pensiero – anche se io non condivido che l’Ato diventi regionale, perché già non si è stati capaci di fare gli Ato provinciali – di cosa succederà accorpando queste gestioni, peraltro assolutamente inefficienti.

Non condividiamo che i fondi ordinari dell’ambiente siano trasferiti al commissario governativo, che è sempre una longa manus del Governo centrale, quindi noi diamo a un’autorità che ha compiti centrali risorse regionali.

Non condividiamo una nuova legge sull’artigianato fatta in un collegato alla finanziaria e siamo contrari ad una nuova legge sull’energia, perché stiamoci attenti a quello che andiamo a fare, cioè attraverso l’escamotage di dare la possibilità ai Comuni di fare l’istanza, l’accordo, da un lato si sfora il plafond della potenza attribuita per legge alla Regione, dall’altro si violano le norme sulla concorrenza e poi si aprono degli spiragli a determinate imprese.

L’ultima cosa: siamo contrari alla norma che elimina l’incompatibilità tra il consigliere regionale, il Presidente della Provincia, gli assessori provinciali, i sindaci e gli assessori comunali. Ma veramente ce l’immaginiamo un Presidente della Provincia che diventa pure consigliere regionale! Penso che una norma di questo tipo leda principi generali del Paese, perché in tutto lo Stato italiano una norma di questo tipo non viene applicata. Quindi, invitiamo la maggioranza a ritirare le norme di questo tipo.

Chiedo scusa se ho sforato, ma per carità debbo dire che una discussione così importante da racchiudere in dieci minuti porta necessariamente a delle lacune. Vedo che il Presidente è molto fiscale, ci inchiniamo alla fiscalità, chiedo scusa ancora e ringrazio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Imbalzano. Ne ha facoltà.

Candeloro IMBALZANO

Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, onorevoli colleghi, credo che sia doveroso dare, anzitutto, atto all’assessore Mancini del notevole impegno che ha profuso per predisporre una manovra finanziaria, quella del 2011, secondo le chiare indicazioni politiche del Presidente Scopelliti, con un lavoro qualitativamente assai apprezzabile; un compito certo non facile – e non poteva esserlo – però assolto egregiamente, in coerenza con una necessità più che mai ineludibile di questa Regione.

Devo dare altrettanto atto al Presidente Morelli – è giusto farlo – e a tutti i colleghi che hanno fatto parte della seconda Commissione, che comunque hanno partecipato ai suoi lavori, sia di maggioranza sia di opposizione, di un impegno gravoso svolto con serietà e tempestività per rispettare i tempi che ci eravamo auto-assegnati. Un lavoro serio, quello della Commissione, che con le audizioni di tante componenti della società calabrese ci ha consentito di delineare un quadro sufficientemente chiaro di tante di queste componenti di questo territorio, delle sue deficienze, dei suoi punti di forza o di alcuni punti di forza, delle iniziative e delle scelte che tutti assieme dovremo compiere nei prossimi mesi, sia come Consiglio regionale che come Esecutivo.

E’ una manovra che contiene scelte strategiche di alto profilo, sia pure in un contesto economico e finanziario assai precario, che ben conosciamo e che, per quel che riguarda, avevamo sufficientemente tratteggiato già in sede di dibattito sull’assestamento di bilancio nel luglio-agosto del 2010.

E’ una manovra necessariamente di risanamento o, anzitutto, di risanamento, di razionalizzazione della spesa, di lotta agli sprechi, alle rendite di posizione, ma anche una manovra orientata, per quello che era possibile, allo sviluppo e alla solidarietà, l’unica possibile, a fronte di un quadro nazionale orientato a contenere soprattutto il deficit pubblico di questo Paese, quindi assai avaro verso le istituzioni locali, a partire dalle Regioni del Sud.

E’ una manovra che ha cominciato, finalmente, ad affrontare la voragine ereditata del comparto della sanità, che vedrà nel medio e lungo termine questa istituzione impegnata a fare i conti con un accantonamento costante di 30 milioni di euro annuali, per estinguere i guasti di questi decenni e che peseranno sulla capacità di destinare risorse sufficienti o adeguate agli investimenti che avremmo voluto fare.

Proprio nel settore della sanità è stata messa in campo una poderosa opera di rilancio sul piano della qualità dei servizi, con uno sforzo parallelo di combattere ogni forma di malaffare, nella piena consapevolezza che il Piano di rientro comporterà, nel breve periodo, anche malumori più o meno diffusi, ma nella certezza che questo sforzo inevitabile sarà apprezzato nel medio periodo da una società calabrese sempre più matura e sempre meno lusingata dalle sirene di una demagogia a buon mercato e che troverà scarsa udienza nell’opinione pubblica della nostra regione.

E’ una manovra, quindi, attenta a coniugare rigore e sviluppo, dando ossigeno alle famiglie calabresi con scelte qualificanti, in nome di una solidarietà sociale che non può essere mai smarrita, anche in tempi di vacche magre, ma anche un bilancio attento particolarmente al sistema produttivo – lo ricordava poc’anzi con qualche accenno l’assessore Mancini – da sostenere e sviluppare non soltanto con risorse comunitarie, con bandi capaci di irrobustire le strutture economiche e finanziarie delle nostre aziende, gracili sotto il profilo dei mezzi propri, perciò strutturalmente penalizzate nella competizione dei mercati nazionali e internazionali.

Proprio la scelta di consentire lo smobilizzo dei crediti della Regione costituisce uno strumento vitale per ridare liquidità e vigore a centinaia di imprese della nostra regione, stremate in questi anni dai cronici ritardi nei pagamenti di gran parte degli enti pubblici di ogni angolo del nostro Paese e non soltanto di questa regione.

Questa è una delle sfide di fondo, se vogliamo assumerci le responsabilità che ci competono e di cui comunque dobbiamo farci carico, con un occhio particolarmente attento alle aree più marginalizzate di questa regione. Senza sviluppo condanneremmo non soltanto la gracile struttura economica della nostra regione, ma anche la permanente precarietà ai nostri giovani, nei cui confronti questo governo regionale ha già dimostrato con i fatti, in questi primi mesi, di voler intervenire efficacemente con bandi imponenti per volume di risorse mobilitate, per aiutare l’inserimento lavorativo di giovani e meno giovani, di donne e uomini, su cui, però, qualche osservazione anche noi vogliamo farla, se è vero, come è vero, da quello che appare, da quello che sembrerebbe, che i soliti furbi l’avrebbero fatta da padrone.

Quindi, da questo punto di vista, noi solleciteremo la mobilitazione nel 2011 di ulteriori risorse per altri bandi con criteri ancora, se è possibile, più appariscenti e senza dar luogo, come purtroppo è stato fatto, ad esempi come quello delle poste private utilizzate di notte.

Naturalmente, questi sforzi che il governo regionale sta cominciando a compiere dovranno essere supportati dalle istituzioni a cui lo stesso governo regionale fa riferimento: penso, anzitutto, a Fincalabra – l’ho detto in Commissione – una società finanziaria che ha compiti di enormi importanza e che non ha una struttura burocratica, una società in house che utilizza soltanto – ci è stato detto – due consulenti esterni e una short list, di cui ci ripromettiamo di capire meglio i criteri di utilizzo.

Lo diciamo perché ancora rimangono in piedi irrisolte le vicende che riguardano i 140 lavoratori di “Sviluppo Italia”, che in questi anni hanno fornito un prezioso apporto per la crescita delle nostre imprese e per i quali incombe ancora lo spettro della mobilità. Ma lo diciamo anche perché, da oltre un anno, i circa 70 dipendenti dell’ex “Eurofiditalia” attendono il riconoscimento degli ammortizzatori sociali, pur vantando una sperimentata capacità nel settore del credito alle famiglie ed avendo avuto Fincalabra assegnata la gestione del bando del microcredito varato di recente.

Penso anche all’Afor, la cui proroga fino al 30 giugno deve essere considerata superabile, alle cinque Aterp provinciali, per le quali si impongono, da una parte, una moderna ristrutturazione funzionale, dall’altra l’utilizzo di manager veramente qualificati, meglio se sperimentati, e non certo luogo dove collocare, delusi dai risultati elettorali.

PRESIDENTE

Onorevole Imbalzano, ha ancora a sua disposizione due minuti.

Candeloro IMBALZANO

E’ una manovra attenta ai problemi della mobilità regionale, ai trasporti, con un contenzioso più aperto che mai con Anas e Trenitalia in settori come quello della mobilità stradale e ferroviaria, per i quali necessitano risorse imponenti che debbono venire da fonti statali straordinarie. Non è possibile risolvere il problema della mobilità in questa regione con risorse di ordinaria amministrazione, perché il problema della mobilità in Calabria non riguarda soltanto questa regione, ma riguarda l’intero Mezzogiorno e deve essere inserito nel contesto dei corridoi internazionali.

E’ una finanziaria che ha varato un esodo, un accompagnamento di tanti lavoratori, non sempre motivati, a fronte di tanti giovani capaci che attendono di fornire un apporto qualificato.

In definitiva, si è finalmente imboccata – ne siamo convinti – una strada virtuosa, invertendo una tendenza che, se malauguratamente perpetuata, avrebbe travolto quel poco che ancora resiste in questa regione. Ciò sarà possibile grazie a un bilancio che è un vero documento contabile di programmazione, che non ha soggiaciuto alla tendenza abbastanza diffusa nelle istituzioni a tutti i livelli di gonfiare le entrate o i residui attivi, tanto per pareggiare l’attivo e il passivo.

Chiudo, sottolineando che quello che andiamo per approvare è un bilancio che, finalmente, ha messo in piedi un processo di dismissione di immobili, che rendono e sono funzionali soltanto agli interessi di coloro che spesso ne detengono il possesso e ne traggono i veri profitti. Insomma, una finanziaria nuova e responsabile, che costituisce un banco di prova e una cartina di tornasole per legittimare questa classe dirigente regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Credo di dover riconoscere che l’assessore Mancini ha conferito al suo impegno un entusiasmo che ha rappresentato in modo eccessivo, che un po’ cozza con i contenuti di questo strumento.

Un approccio ideologico alla legge finanziaria sarebbe sicuramente fuori luogo e fuori tempo e, poiché non mi appartiene per storia questa attitudine, è evidente che non indulgerò a contestazioni preconcette, così come in un impianto dialettico che risenta di una vocazione ideologica. Penso, però, di soffermarmi su aspetti salientemente politici, se non addirittura culturali, con una qualche fondatezza ed anche con una certa umiltà.

Credo che ormai sia vigente da più lustri, nella coscienza politica di tutti è davvero diffuso, il costume di ritenere il bilancio non già una scheda algebrica o un insieme di cifre messe in fila, allo scopo di conseguire un risultato di pareggio, ma il bilancio, senza scomodare le visioni più moderne e raffinate delle filosofie politiche, è uno strumento attraverso il quale si consegue sviluppo, probabilmente è il vero strumento attraverso il quale si deve perseguire sviluppo.

Vorrei richiamare il contenuto descrittivo della legge regionale numero 22 dell'11 agosto del 2010, che recita “Misure di razionalizzazione e riordino della spesa”, laddove nella relazione introduttiva questi concetti, magari con minore enfasi di quanto non li stia descrivendo io, sono descritti, salvo che poi, per quello che cercherò brevemente di spiegare nella seconda parte dell’intervento, non conoscono un riscontro operativo o propositivo.

In questa dicitura si dice che occorre rivedere tutte quelle voci di spesa che perdurano da anni e che hanno assunto carattere di strutturalità, senza produrre alcun beneficio pubblico” – è inappuntabile questa affermazione, assolutamente condivisibile – che occorre abbandonare la logica di incremento della spesa, che bisogna avviare una verifica sulle leggi regionali di spesa, ridurre le spese del funzionamento, incidere sulle spese crescenti degli enti subregionali e razionalizzare le partecipazioni; e poi si aggiungeva che, entro il 30 settembre, si sarebbe provveduto ad emanare come delle linee di indirizzo operativo di questo assunto, ovviamente fin qui unicamente teorico, cosa che non si è assolutamente fatta.

Non nego che qualche luce si possa ravvisare nel contesto di questo dispositivo, ma devo affermare, in tutta franchezza, che persistono e sono nette molte, molte ombre. E’ un bilancio sostanzialmente piatto, che effettua – e mi pare l’abbia detto efficacemente nel suo intervento l’onorevole Principe – tagli cosiddetti lineari, senza davvero concepire ed intervenire sui punti di criticità effettiva di una spesa che risente di condizionamenti sicuramente antichi e che, tuttavia, proseguono anche nel contesto dell’indirizzo che voi avete conferito a questi strumenti.

Non c’è quell’inversione di rotta, onestamente, di cui ha parlato l’assessore Mancini, perlomeno non è percepibile e non credo che sia un’opinione unicamente e modestamente personale. Quindi io rilevo, sul piano dialettico, che c’è un’assoluta discrepanza tra un enunciato di premessa a questo documento e tutti i punti che conseguentemente, incoerentemente, vanno in una direzione praticamente opposta.

Vorrei fare qualche esempio, per essere esplicativo ed insieme rapido. Ripeto, alcune delle indicazioni di contestazione formulate dall’onorevole Principe mi agevolano. Ovviamente sono costretto a rimuoverle, perché mi ero proposto di rappresentarle; evidentemente non è più il caso neanche di ribadirle, ma qualche esempio credo che occorra farlo.

Non nego che ci sia, da parte di questa amministrazione – e mi scuso se, in qualche misura, indago un aspetto che qualche ora fa il Presidente Talarico ha descritto con senso di responsabilità e con un senso istituzionalmente ecumenico che gli fa onore – credo che nella sincerità della motivazione che vi sospinge quale strumento attraverso il quale contrastare il fenomeno criminale, a prevedere e pianificare ristrutturazione o costruzione di nuovi edifici giudiziari o di caserme vere e proprie, francamente non rappresenti una delineazione del tutto coerente rispetto alle enunciazioni che fate e le fate con sincerità. Cioè un’istituzione come la Regione, soprattutto in una realtà come la Calabria, provvede ad impiegare risorse ed impegni politici ed istituzionali attraverso incentivazioni di dinamiche economiche e sociali che, se non sono le uniche ragioni su cui la proliferazione di quel fenomeno si sviluppa, sicuramente ne rappresentano una parte significativa e, secondo me, addirittura prevalente.

Gli interventi sulla famiglia – devo dirlo con molta franchezza – mi ricordano, per il modo molto semplificativo o semplicistico con cui vengono descritti e si proiettano nella loro attuazione, un po’ una sorta di modello di welfare ottocentesco, un po’ arcaico, anacronistico; evoca, alla mia sensazione – molto modesta – politica una sorta di raffigurazione di quegli enti paternalistici che caratterizzavano l’attività istituzionale dei Comuni degli anni ’50 o ’60, e come non si investigassero con efficacia e puntualità le ragioni vere che sottendono i bisogni diffusi e profondi di moltissime famiglie calabresi.

Ed è qui la sfida, è qui che davvero si coglie una sorta di propensione a far prevalere la foga propagandistica rispetto ad un sentimento che, magari, sarà sincero, ma che ancora non si esprime con puntualità nella sua proficuità politica. Questo va assolutamente denunciato, così come va denunciato che alcuni emendamenti che, in un settore come questo e in altri, abbiamo presentato come Italia dei valori e altri da parte di altre opposizioni, sono stati disinvoltamente respinti, quasi come se funzionasse una sorta di sinergia automatica ed inviolabile tra esecutivo e Commissioni consiliari, quindi il Consiglio stesso.

Anche in questi meccanismi che si protraggono in questo funzionamento automatico, è percepibile una sorta di difficoltà ad affrancare il Consiglio rispetto a condizionamenti che pregiudicano la sua autonomia e la sua efficacia istituzionale risiede esattamente nella cifra dell’autonomia che riesce ad esprimere.

Non credo di rappresentare concetti surreali.

PRESIDENTE

Onorevole De Masi, la invito a concludere il suo intervento, ha un minuto a disposizione.

Emilio DE MASI

Così i rilievi valgono per gli aiuti alle imprese che trovano difficoltà per il deficit del sistema bancario e per altre ragioni, così come mi piace concludere con questo richiamo, che la cifra della modestia di questo strumento risiede esattamente – e l’onorevole Principe l’ha detto – nel distacco con il quale si prende in considerazione la volontà di restituire alla cultura la dignità di strumento che promuove davvero economicità e sviluppo, e questo noi lo enunciamo con particolare indignazione, cioè un’indignazione istituzionale. Mi sembra che riecheggi nel vostro atteggiamento quella propensione un po' “tremontiana”, che ha avuto di recente quell’espressione infelice attraverso la quale ebbi a dire: “Insomma, meglio un panino che Dante Alighieri!” o cose del genere.

E’ per questo che non possiamo che essere contrari all’impianto complessivo del vostro strumento.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola l’onorevole Orsomarso. Ne ha facoltà.

Fausto ORSOMARSO

Intervengo non già sul bilancio che abbiamo condiviso come gruppi e rispetto al quale la relazione dell’onorevole Morelli e il buon lavoro fatto in Commissione dove, testimoniato dalla relazione di Giacomo Mancini, c’è stato un contributo importante di una minoranza – per parafrasare Principe – senza guinzagli, quindi bene ha fatto Giacomo Mancini, ma quasi per fatto personale, per sostenere questa ipotesi di bilancio.

 Per una serie di vicende che appartengono a questa terra – lo dicevamo in questi giorni, in queste ore, quando ci siamo sentiti telefonicamente con alcuni colleghi –, il lavoro entusiasta di questi mesi ( che è fatto anche di tanti dibattiti, di dibattiti a cui abbiamo partecipato, organizzati dal gruppo di Italia dei valori, che ringraziamo per i momenti di confronto), l’entusiasmo di chi, lavorando otto-dieci ore al giorno, immaginando con grande umiltà, perché non sappiamo se riusciremo a cambiare la Calabria - io non lo so, ci proviamo, dopo quarant’anni ci proviamo - nonostante questo entusiasmo, nonostante una serie di provvedimenti, poi ti pieghi alla solita logica non della good news, ma di quelle notizie che ci riportano sempre sulle prime pagine dei giornali.

A questo non ci vogliamo e non ci dobbiamo abituare, è per questo che io dico che abbiamo lavorato per rafforzare i princìpi che ci piace di più sottolineare, le imprese, per esempio, rispetto alle quali abbiamo avuto in questi giorni apprezzamenti sulla stampa, la costruzione di percorsi di legge, per questo ringrazio Dattolo, per la legge sul Piano casa, riconosciuta valida dall’Ance e dagli imprenditori, quegli stessi imprenditori che ci ringraziano per quella norma che riguarda la velocità nei pagamenti, bloccati, per un valore di 1 miliardo e 200 milioni negli ultimi cinque anni in questa Regione.

E ci piace sottolineare che, rispetto a un bilancio che lascia pochi margini, noi abbiamo fatto due scelte importanti – l’ha detto bene Mancini : finanziare il sostegno alle misure e agli strumenti, alle infrastrutture anti-‘ndrangheta e, per la prima volta in quarant’anni di storia, destinare 10 milioni di euro a favore di quelle famiglie troppe volte dimenticate, rispetto a vicende – se volete, definiamole così – spartitorie della politica e della rappresentazione di questioni locali molte volte anche inutili.

Onorevole Principe, lei diceva “all’amico Orsomarso” e io dico “all’amico Principe”, ho utilizzato appositamente “abbaiare alla luna” nel rispondere al suo tentativo legittimo dal punto di vista della minoranza, perché era un termine molto caro ad un Principe che entra nella storia della politica della Calabria, utilizzato in consessi istituzionali. Ho parafrasato quel termine, avendolo ascoltato in tanti anni, perchè, seppure giovane, non sono piegato al giovanilismo. L’Istat i giovani li classifica dai 18 ai 35 anni, io – ahimè – viaggio verso i 40 e, nel frattempo, ho accumulato un po’ di esperienza professionale, ho due figli e un altro è in arrivo, quindi mi piacerebbe continuare ad essere giovane, ma purtroppo per l’Istat non lo sono più, lo sarò forse nelle movenze, nelle espressioni, non lo so.

Si è trattato di un riferimento anche affettivo, un termine utilizzato da un Principe che si è ritagliato uno spazio nella storia politica della Calabria. Ed io potrei risponderle – non volevo utilizzarlo perché immaginavo di fare una nota stampa – anche con quella favola-metafora utilizzata in modo un po’ vigliacco e volgare sulla coda di paglia che oggi utilizza sul “Quotidiano della Calabria” Pantaleone Sergi. Di questo Pantaleone Sergi e dei vari Pantaleone Sergi che danno quell’interpretazione di oggi, di fatti, di storia, che riguardano le persone della Calabria, credo che non abbiamo bisogno. Non credo, però, sia utile rispondere con quella favola-metafora, penso che i guinzagli, le museruole, tutti quei termini, che appartengono ad una storia rispetto alla quale vediamo che in giro crescono fenomeni di primavere varie, non rappresentino la nuova stagione della Calabria, fatta di gente che dice che vuole ribellarsi ai guinzagli e alle museruole, che a noi non sono mai appartenuti.

Quindi, – ripeto – nel rispondere ho proprio utilizzato quelle parole “abbaia alla luna”, facendo una citazione di cui lei poteva essere contento. Evidentemente non è stato così!

Così procediamo velocemente, anche con il vostro contributo critico, ad approvare il primo bilancio di questa legislatura . Mi auguro che sia il primo di quei tanti bilanci che possa modificare, nel tempo, alcune cose che sembrano immodificabili, per non confondere, per la prima volta nella storia della nostra regione, la realtà con la fantasia. Noi abbiamo visto per tanti anni tanta fantasia, vorremmo stare con i piedi per terra.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Mirabelli. Ne ha facoltà.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con estrema attenzione gli interventi dei colleghi che mi hanno preceduto. Oggi affrontiamo un bilancio previsionale di questa nuova esperienza amministrativa di questa nuova Giunta e, senza dubbio, dobbiamo riconoscere che il periodo che stiamo vivendo a livello nazionale, ma soprattutto calabrese, è molto difficile dal punto di vista economico, anche perché spesso, in momenti di grande difficoltà, Regioni deboli come la Calabria esaltano ancora di più le loro difficoltà.

Quindi, se da un lato ci troviamo di fronte ad una regolamentazione che ci vincola in maniera forte a tentare in tutti i modi di contenere la spesa, a fare di tutto per stare dentro i parametri e i limiti di quello che è il famoso patto di stabilità interna, dall’altro ci troviamo di fronte ad una situazione che necessita di un rinvigorimento forte, di un bilancio capace, strutturato, in modo tale da poter affrontare quelle che sono croniche emergenze.

Ebbene, dalla lettura e dall’approfondimento che in questi giorni abbiamo fatto in Commissione bilancio, è emersa una debolezza strutturale di questo bilancio, un bilancio previsionale che, di fatto, non affronta le problematiche, non per tentare di risolverle, ma quantomeno per cercare di dare una nuova impostazione, una nuova caratterizzazione rispetto anche al passato, tale da poter incidere profondamente.

Da qui è nato anche il mio dissenso rispetto all’articolo 1 del Collegato alla finanziaria, in merito alla questione degli interventi che questa Giunta poneva in essere per contrasto alla mafia e alla ‘ndrangheta. Da qui è nato anche l’emendamento a firma mia e del consigliere Nicola Adamo, che prevedeva nel comma 1 la possibilità di utilizzare parte di questi fondi, che venivano anche dal POR, per dare maggiore sicurezza ai cittadini, soprattutto nelle aree urbane o extraurbane, attraverso la realizzazione e il potenziamento di impianti video.

E’ ovvio che sono contrario per quanto riguarda la questione dell’investimento dei 500 mila euro per vent’anni per la realizzazione di infrastrutture specifiche, vale a dire carceri, caserme e quant’altro, non perché abbiamo una posizione contraria alla possibilità di dover dare un aiuto, al di là degli Accordi di Programma Quadro, alle forze dell’ordine o alla magistratura, ma per un semplice ragionamento: pensiamo che questo fatto finisca per indebolire queste nostre poche risorse disponibili di bilancio ordinari in termini di spesa, in quanto queste realizzazioni, queste infrastrutture sono di competenza specifica del Governo nazionale. Ed è ovvio cosa si evidenzi dal punto di vista politico: una latitanza del Governo nazionale. Noi, in parole molte povere, ci andremmo a sostituire a quelle che sono le competenze statali centrali, utilizzando già le nostre risorse che sono minimali e deboli rispetto alle problematiche che abbiamo da affrontare.

Capiamo benissimo che c’è, da parte dello Stato centrale, ma soprattutto del Governo nazionale, del Governo Lega-Berlusconi, un pilatesco abbandono al nostro destino. E questo fatto era già scontato nell’aria, perché nel momento in cui non si dà neanche la possibilità di considerare la Calabria, per i problemi che ha, che sono di riverbero anche a livello nazionale, un qualcosa di diverso, è ovvio che capiamo che possiamo considerarci come calabresi abbandonati da questo Governo nazionale. Secondo me il peggiore problema che ha la Giunta Scopelliti sta proprio nel Governo nazionale. Infatti, anche sui fondi Fas ci rendiamo conto che il Governo se ne lava le mani, con un indirizzo ben preciso, considerato che servono per poter utilizzare al meglio i fondi della Comunità europea perché quasi tutti, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, prevedono cofinanziamenti. Quando non vengono dati a chi ha bisogno, andando a violare giuridicamente la stessa normativa di legge, e vengono dati al Nord per altre questioni, a chi è già forte dal punto di vista economico, è evidente lo stato di continuo abbandono.

Penso, quindi, che fare i conti in una regione così difficile da poter gestire, con problemi che ormai si sono cronicizzati, con un problema serio che è quello di un difficoltoso riuscire a far quadrare un sistema economico produttivo, significa chiaramente anche dover considerare che, oltre allo sviluppo economico che doveva essere l’obiettivo principale insieme al contrasto alla ‘ndrangheta, andava di pari passo considerata la necessità, in questa fase, di dare un sostegno a chi ne ha la necessità.

Allora, anche qua, il contrasto alla povertà. E’ ovvio che in un momento di vacche magre, di difficoltà a movimentare la spesa nel migliore dei modi, 10 milioni di euro, per come li possiamo andare ad utilizzare, non modificano lo status economico di chi è sofferente da un punto di vista economico. Sarebbe forse stato meglio pensare, invece, a qualcosa di diverso, a mettere al centro come obiettivo al contrasto alla povertà la necessità di creare sviluppo e quindi impresa nella nostra regione, cercando in tutti i modi di rafforzare il capitolo, l’articolato che prevede l’intervento della Regione e della Giunta regionale a favore della piccola e media impresa.

Mi domando che senso abbia avere un fondo di garanzia di sostegno alle imprese di 200 mila euro, quando sappiamo benissimo quella che è, purtroppo, la necessità delle imprese oggi in Calabria, che si trovano a fare i conti con un sistema bancario, con un accesso al credito sempre più difficoltoso e sempre più chiuso nei loro confronti.

E’ ovvio che c’era la necessità di andare un po’ più in là, non basta avere soltanto la garanzia che la Regione dà per le imprese che vantano crediti nei confronti dell’ente stesso. Questa è una norma già prevista dalla legge, bisognava fare qualcosa di più. Se si vogliono sostenere le nostre imprese, anche rispetto a quello che avanzano le stesse imprese nei confronti delle Regioni, necessitava mettere nell’articolato un qualcosa di diverso, cioè l’obbligatorietà di far pagare in tempi utili e veloci, quindi velocizzare la spesa a favore delle imprese, di quelle imprese che, giustamente, avevano avuto a che fare o avevano svolto lavori per conto della Regione. Oggi ci troviamo, invece, di fronte a momenti di grande difficoltà, imprese che avanzano da mesi e mesi il giusto profitto che dovrebbero ricevere da parte della Regione.

Non è sufficiente portare la letterina in banca per poter garantire ancora un’esposizione bancaria. L’esposizione bancaria sappiamo che, protratta nel tempo e non coperta subito, provoca una perdita all’impresa, perché si incide sul profitto economico.

Su questo articolato bisogna fare qualcosa di più ed aggredire le problematiche esistenti.

Il contenimento della spesa è doveroso perché capisco che, per poter utilizzare al meglio i fondi della Comunità europea, dobbiamo cercare in tutti i modi di contrarre la spesa ordinaria di bilancio, per far sì che il patto di stabilità possa essere tutto quanto a garanzia di un maggiore impegno di spesa da parte dei fondi della Comunità europea che rappresentano l’unica sorgente finanziaria a cui la Calabria può guardare con estremo interesse e con forte rigore.

Però, è anche vero che, nel contempo, non è possibile minimamente pensare di poter utilizzare la mannaia dei tagli in maniera orizzontale, lineare o verticale, puntando esclusivamente ad indebolire la nostra capacità di risposta verso il bisogno, il disagio e verso quelle politiche sociali che in una regione difficile come questa, hanno necessità, invece, di essere maggiormente sostenute in questa fase, per evitare un allargamento della forbice fra chi sta bene e chi sta male.

Anche su questo, quindi, al di là di quello che hanno fatto le altre Regioni, capisco che era necessario intervenire sul debito sanitario, che si è protratto negli anni, che noi pensavamo fosse pari ad 1 miliardo e 200 mila euro, ma, a quanto pare, si ferma già a 1 miliardo nel 2005.

Allora non ci sembra una cosa normale intervenire sull’accisa sulla benzina, per fare questo prelievo indifferenziato nelle tasche dei calabresi, dove si mette allo stesso livello chi sta bene, chi è ricco e chi è poverissimo, chi – per dirla con molta popolarità e molta tranquillità – va a fare benzina per 5 euro e chi va a fare il pieno con 100 euro.

Qua sta la difficoltà a poter accettare. Sicuramente siamo convinti che fosse necessario intervenire.

PRESIDENTE

Onorevole, la invito a concludere, è scaduto il tempo a sua disposizione.

Rosario Francesco Antonio MIRABELLI

Presidente, lo so, le chiedo scusa, ma pensavo che, poiché sono un novello in questo Consiglio regionale, trattandosi di un bilancio previsionale di una Regione e non certamente di un Comune, dieci minuti fossero pochi, insomma, ci vuole un dono di sintesi da Padreterno!

Un’altra cosa che dovrebbe essere affrontata con molta tranquillità è la questione degli enti strumentali, cioè Afor e Arssa: hanno o non hanno una funzione in questa nostra Regione? Che senso ha porle in liquidazione e poi uscire pazzi fra le righe del nostro bilancio per trovare 160 milioni di euro, per poterle ancora giustamente sostenere e pagare almeno gli stipendi?!

Queste sono cose che non è possibile fare, perché l’Afor e l’Arssa le metti in liquidazione, sapendo che abbiamo quasi 10 mila dipendenti tra fondo sollievo, operai idraulico-forestali e operai di bonifica che, essendo a tempo indeterminato, non potranno essere tolti.

Quindi a cosa serve spendere soldi per le liquidazioni? Sopratutto quando abbiamo la necessità di far ripartire, su quelle che sono veramente le problematiche più gravi di questa regione, una forza lavoro così ingente che, utilizzata bene, potrebbe dare risposte sull’erosione, sul dissesto idrogeologico, sulla canalizzazione delle acque reflue e quant’altro!

Ecco, queste erano le problematiche che noi avremmo voluto vedere affrontate in questo bilancio, per cercare di essere chiari, di non tralasciare le cose così e, spesso, anche in maniera paradossale e contraddittoria, cercare di avere delle risposte, anche negative per alcuni aspetti, ma delle risposte chiare.

Da questo bilancio, che definisco un bilancio che non affronta le problematiche, ma piuttosto è di contenimento, di mantenimento, un po’ leggero, molto semplice per alcuni aspetti, molto probabilmente, ritengo che non riusciremo ad aggredire, quantomeno nella sua impostazione iniziale, le problematiche calabresi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Se ascolta anche l’assessore al bilancio, che ha sottolineato nella sua relazione, come se fosse un valore in sé, il fatto che portiamo in Aula il 22 dicembre la manovra riguardante la previsione per il 2011, vorrei ripetere qui quello che ho detto in sede di Commissione, nel momento in cui il documento contabile e la relazione ci venivano presentati. Per carità, non sono abituato a cambiare valutazione a seconda delle sedi della discussione, ma ho detto che, da parte dell’assessorato si era prodotto uno sforzo onesto e lo ribadisco. In qualche modo, non perché mi consento mai di correggere, ho visto, oggi, rispetto a questioni che non riguardano le mie considerazioni, ma riguardano – e ce le hanno anche gli amici giornalisti – quello che è nero su bianco, cioè per iscritto, dal dipartimento e dall’assessore, che, presentandoci il bilancio, hanno scritto che esiste una parola chiave che si chiama patto di stabilità.

Che c’è scritto, assessore Mancini, a pagina 10 nella relazione tecnica ai disegni di legge di cui parliamo, che i suoi uffici ci hanno presentato? “In tale situazione la Regione Calabria si trova di fronte ad un bivio drammatico, dove però, questa volta, le strade sono tutte senza uscita. Per rispettare il patto di stabilità, la Regione dovrà rinunciare ad effettuare gran parte della spesa Por e quella dei Fas, negando alle generazioni future ogni possibilità di sviluppo e di cambiamento. Se fa, invece, la scelta di spendere comunque tali risorse in investimenti, ne deve restituire, in base al decreto Tremonti, la parte equivalente all’investimento realizzato, rinunciando al 50 per cento delle risorse comunitarie”. Ed aggiunge la sua relazione che “occorrerebbe, da parte del Governo, a parere della Regione Calabria, che venisse disposta l’abrogazione dell’articolo 14”, eccetera, “in maniera che le Regioni del Sud e la Calabria non perdano le risorse necessarie allo sviluppo e alla coesione; eliminare la base di calcolo fissata nel 2005”, che anche questo impedisce alcune operazioni in questa fase alle Regioni meridionali; infine, di “fare in modo che gli investimenti per lo sviluppo non vengano conteggiati e non pesino come un macigno per le risorse da utilizzare per gli investimenti”. E aggiunge il documento presentatoci dall’assessore Mancini, a nome della Giunta, che “il Governo nazionale, seppure lo volesse” – e non lo sappiamo – “troverebbe nelle Regioni del Centro-Nord una difficoltà”.

Quindi, veda, non penso di poter parlare a nome di tutta la minoranza e, forse, nemmeno di tutto il gruppo che rappresento, sicuramente – non si offenderà, onorevole – posso parlare per me e l’onorevole Adamo: se abbiamo tenuto questo atteggiamento, è perché noi – forse perché siamo una sorta di gruppo di rifugiati politici – avvertiamo, quanto e più di altri, in maniera evidente, la responsabilità verso la nostra terra e, in secondo ordine, occorre immaginare che questo livello, senza confusione di ruoli, non deve in alcun modo avere un atteggiamento ostativo rispetto alla possibilità di dire quello che si vuole fare da subito.

Ma quello che si vuole fare da subito, secondo me, assessore Mancini, non è l’inizio di nessuna nuova era, è semplicemente rispondere al quesito del primum vivere. Rimane tutta la questione – tenterò di esprimere qualche idea – del deinde philosophari, del cosa fare per tentare di contrastare questa situazione, però ad un patto, perché patti avanti, amicizia lunga, assessore Mancini e onorevoli signori della Giunta! Non va bene, non va bene chiunque lo faccia - questo non è nessun inizio di una nuova era - quando si fa un bando e la notte stessa tutto si esaurisce, cioè la possibilità per i calabresi che ne hanno diritto di poter concorrere, competere ed utilizzare in maniera virtuosa i fondi. Questo non va bene, assessore Mancini.

Non mi dichiaro in partenza, ritengo che questo bilancio debba ancora passare per la spesa ordinaria dalla cruna dell’ago rispetto ad alcune proposte che vengono fatte, che sono inserite, perché ci sono spese – non tutto è così – che non si motivano, in un’epoca di rigore e di equità; né da parte della Giunta né del Consiglio, per l’indirizzo in quella direzione.

Pertanto, di volta in volta, nei vari punti controversi interverrò e dirò perché non sono d’accordo e, sulla base di questo, alla fine farò una valutazione sul primum vivere perché, se rimane così, non c’è dubbio che la stessa Giunta e la maggioranza non sono coerenti rispetto all’enunciato del loro documento.

C’è una seconda questione, non ce la possiamo togliere così: che si fa, assessore Mancini, onorevoli signori della Giunta, da qui al momento in cui ci proporrete l’assestamento di bilancio, se la situazione è, come è, drammatica e se è vero che le promesse del Governo e del ministro Tremonti non troveranno risposta, perché a livello europeo i padroni del vapore, a partire dalla Germania, hanno rispedito al mittente l’idea degli Euro bond?

Quindi, non c’è dubbio che, rispetto alle risorse europee, la stretta, la corda dell’impiccato per cui se li utilizzi esci dal patto, altrimenti li perdi, non trova una risposta positiva.

E allora, se la responsabilità verso la nostra regione e gli interessi dei più deboli, a partire dalle nuove generazioni, non è quell’elemosina che si fa all’angolo delle strade o alle famiglie calabresi, è un punto serio. Quest’esame, tutti noi e voi, che siete maggioranza, lo dobbiamo superare. Lo Stato non è solo la risposta degli Euro bond.

Personalmente, assieme al collega Adamo, qualche settimana fa, avevamo sottolineato molto criticamente, l’atteggiamento dell’Anas rispetto all’Autosole. Lo sviluppo, il lavoro e il futuro di questa terra non sono solo quello che direttamente possiamo fare noi. Vengono o non vengono? Viene o non viene il dottore Ciucci o il capo di Ferrovie Italia, il dottore Moretti? E ci debbono dire che cosa fanno, qual è il contributo nazionale ad un’operazione di questo tipo. Questo lo vogliamo sapere prima dell’assestamento di bilancio.

O, ancora, se mi consentite, ci sono alcune iniziative straordinarie che si possono assumere. Chi lo dice? Quando, durante la Giunta Chiaravalloti, si fece la convenzione con la Sorical, noi abbiamo sollevato alcune osservazioni, perché dicevano che avrebbero investito quasi 1 miliardo di euro nei trent’anni di convenzione, ma non dicevano quando! Sono passati questi anni e quella spesa non c’è stata. Non sarebbe una cosa di poco conto non solo per la qualità del servizio e la qualità dell’acqua o quanto arriva ai cittadini, ma anche per enfatizzare sviluppo, interventi e lavoro, se si concentrasse nei prossimi tre anni una parte consistente di quell’intervento.

Infine, noi possiamo togliercela con la propaganda sulla Banca del Sud o sugli interessi usurari delle banche e non dire nulla su un fatto: noi abbiamo un rapporto come Regione Calabria e come Consiglio regionale con alcune banche. Si dice anche, in questi giorni in cui aumentavano gli indicatori delle inoccupazioni e delle disoccupazioni, che su una cosa, malgrado anche qui ci sia un lieve regresso, gli italiani ancora, e quelli del Sud, sono all’avanguardia, ossia sulla quantità di risparmio. Chi dice che queste tesorerie, attraverso l’idea di un fondo chiuso, non possano recuperare 100 milioni, 150 milioni di euro dei fondi calabresi da reinvestire, per esempio, per misure anticicliche nella riqualificazione del tessuto urbano? E’ tutto investimento e lavoro. Tutto questo non turba il patto di stabilità in quanto sono misure straordinarie su cui ognuno di noi vorrebbe fare il proprio lavoro.

Lei, assessore Mancini, ha ricordato che undici Regioni prima della Calabria hanno inserito l’accisa sulla benzina, ma le dico una cosa: non è che sono contro tutto in linea di principio, ma in una situazione in cui fino ad oggi la Calabria si riverbera dentro quell’area, con la situazione e la condizione degli Lpu e quelli che non sono neanche questo, non sono nulla, che cosa avverrà nel prossimo triennio? In altri Paesi, certo, che avevano meno problemi di noi, in un’epoca in cui tutti erano meno egoisti, si era pensato di prevedere una misura di 0,50 centesimi.

Immagini se risorse, una parte pubblica e una parte privata, venissero destinate a finanziare attività giovanili, non il prestito d’onore. Noi abbiamo bisogno di non dormire la notte su queste cose!

Oppure, che fine ha fatto la possibilità di ragionare con chi ha il controllo a Gioia Tauro della logistica e della rottura carichi?

Dentro tutto questo, capisco che lei ha fatto uno sforzo onesto, lo rispetto comunque, ma ho il dovere di chiedere a lei che è assessore al bilancio e alla maggioranza, di procedere in questa direzione e se, come sottolineava all’inizio della seduta l’onorevole Talarico, noi siamo convinti che questa sede deve essere un presidio attivo di legalità, in cui non possiamo distinguere – come faceva Giovanni XXIII° cinquant’anni fa – l’errore dall’errante, perché se qualcuno ha sbagliato, è giusto che si sia rigorosi su questo terreno, ma il presidio di legalità è quando noi diamo una chance, una prospettiva ai tantissimi giovani che oggi non ce l’hanno.

Detto questo, lo sforzo è apprezzabile, altrimenti, pur con le migliori intenzioni, è il discorso – lo dico con rispetto – delle cicale: pure chi è onesto…

Le cicale cantano una sola estate: l’estate di una maggioranza è di cinque anni. Il dramma è che non si può aspettare che qualcuno fallisca, perché siamo a un punto inedito, cioè mai nel dopoguerra, che è il tempo della mia età, abbiamo vissuto un periodo come questo, non tanto e non solo di crisi, ma di assenza di prospettive.

Bestemmio se le chiedo e chiedo a tutta la maggioranza di fare meno propaganda, più lavoro e più sfida sulle cose concrete?! Per quanto mi riguarda, come tutti i rifugiati, penso che questa sia la mia terra e che non debba aspettare cinque anni per dire che ci può essere una buona giornata in cui ci si saluta e “buongiorno” può significare “buongiorno”. Ma se così non è, nessuno di voi si deve arrabbiare se ognuno è particolarmente severo, perché la severità non è verso voi, ma verso noi stessi.

Il fatto che qualcuno pensi che la Calabria sia diventata per tutti una sorta di discarica di rifiuti tossici e radioattivi, dove si interviene non per ribonificarla, ma per poter dire che tutto quello che non va nel resto d’Italia “buttiamolo in Calabria”, gli altri possono tentarlo, io lo contrasto e qui dentro, tra di noi, dobbiamo essere particolarmente severi.

Seguirò i lavori punto per punto, interverrò sulle questioni e, alla fine, se il documento di bilancio è sobrio, non abbiamo bisogno di propaganda, di far finta che uno è d’accordo. Se così non è, sui punti si discute e allora vi si chiede coerenza con quello, che non a parole, ma nel vostro documento avete scritto.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Aiello Ferdinando. Ne ha facoltà.

Ferdinando AIELLO

Vorrei dire innanzitutto una cosa: stimo personalmente Giacomo Mancini, anche perché abbiamo iniziato insieme nel ’99 il nostro percorso politico.

Però penso, proprio perché amo un filosofo francese, che era Jacques Derrida - che ormai non c’è più - che prima di parlare chiedeva perdono, visto che il clima è questo, allora vorrei parafrasarlo, perché pare, a detta di qualcuno della maggioranza, che se l’opposizione parla, debba chiedere scusa e perdono per quello che dice! Non penso che sia un concetto ampio di democrazia!

Dico questo perché, per ricollegarmi alle ultime parole dell’onorevole Bova, se è vero, come è vero – e sono d’accordo con quello che il Presidente del Consiglio ha detto nella sua relazione – che in Calabria questo Consiglio regionale, questa istituzione vuole combattere la ‘ndrangheta, è anche vero che, quando si arriva alla stesura di un bilancio, bisogna calibrare gli interventi affinché questo possa avvenire. E dico questo non a caso, perché voglio soffermarmi su un piccolo dato, anche se l’onorevole Principe ha un po’ sviscerato una mancanza di anima di questo bilancio, ma non per volontà di Giacomo, perché è una decisione della maggioranza, ripeto, ossia su un solo dato, che è quello che poi lo caratterizza ossia come tu vai ad intervenire nella società e vai a colpire quelli che sono i fenomeni di degrado sociale.

Guardate, noi siamo qui da un mese e assistiamo a manifestazioni costanti di Lsu, Lpu, stagisti, forestali, fondo sollievo, per citare solo il dato delle politiche sociali: mancano i fondi nel bilancio delle politiche sociali, i gruppi appartamento, le strutture socio-assistenziali, tutto ciò che mantiene un sistema a livello regionale, che non può essere garantito attraverso la stesura di questo bilancio. E non lo dico per mera strumentalizzazione politica, non mi interessa – mi conosce, Assessore Mancini, non è questa la mia cultura – lo dico per sollevare un problema a questa maggioranza e prego di prenderlo in considerazione.

Il collega Orsomarso lo diceva nel suo intervento – lo ripete sempre –, ma ancora per l’Istat anche io sono giovane, quasi per un anno non ci rientro, però ne ho due di figli e non tre, Fausto, ma penso che non sia un ottimo intervento stabilire una cifra in bilancio pari a 10 milioni di euro per le famiglie. Uno potrebbe dire: “Questo è un pazzo!”. Non è così che si segna, Fausto, la politica nuova e innovativa che tu dici in Consiglio regionale, ma è andando alla realizzazione di un Piano sociale che deve essere girato alle amministrazioni comunali che gestiscono i piani di zona. Solo in quel modo si evita il clientelismo. E’ una goccia nell’oceano mettere quella cifra a disposizione di un qualcosa che non servirà e non cambierà lo stato della vita di nessuno in questa terra, se non si rafforza il sociale, il lavoro, l’occupazione, tutto ciò che può essere sviluppo.

Guardate, ho presentato pochi emendamenti: avevo chiesto, insieme ai colleghi di prevedere la cifra che serve per il fondo sollievo. Abbiamo fatto una discussione in una seduta del Consiglio regionale sul dissesto idrogeologico: quasi tutti i colleghi erano convinti della necessità di avere una forestazione che funzionasse e che desse un servizio a questa terra, anche attraverso la prevenzione. Allora ho fatto un emendamento per prevedere le somme che servivano per la forestazione, e anche quello è stato bocciato!

Se tu fai una stesura di bilancio, devi prevedere quello che è il minimo del riconoscimento della spesa, che è quella ed è consolidata. In un assessorato alle politiche sociali vi sono debiti pregressi – che non sono responsabilità dell’Assessore Mancini, ma di una storia di gestione – di quasi 39 milioni di euro, vi è una necessità di bilancio di quasi 70 milioni di euro e se ne prevedono 25! Non si può! Non so come farà l’assessore al lavoro di questa Regione a gestire la sua quotidianità dal primo gennaio in poi o come farà l’assessore Trematerra a gestire i forestali e il fondo sollievo dal primo gennaio in poi.

Allora questo significa anche serietà all’interno di un Consiglio regionale, quando si va a predisporre una stesura di bilancio, che non è dettato, Assessore Mancini, dalla costrizione della necessità di bilancio, però bisognava fare delle scelte e, questo sì, anche impopolari, ma occorreva garantire ciò che è consolidato.

Sul welfare siamo carenti e, se lo siamo, non si può dare una risposta seria. Non ci nascondiamo – lo ripeto – attraverso una considerazione specifica, che la famiglia è come se fosse una lavatrice della coscienza dei consiglieri regionali! Non è una lavatrice di coscienza la famiglia! Tutti noi teniamo alla famiglia, ma ci vuole un welfare costruito sul territorio, se si vuole tutelare la famiglia; occorre una sanità, un sociale, costruiti sul territorio, una garanzia occupazionale, se si vuole dare stabilità e dignità ad un nucleo familiare.

Allora, se consideriamo questo, vediamo che non è stata un’innovazione così grande, perché è un calcolo ragionieristico che porta ad una non definizione di quello che potrebbe essere un programma più complessivo di gestione della Regione, e in questo ha ragione l’onorevole Bova, quando dice “lo vedremo da qui a tre o quattro mesi se questo è stato un bilancio in grado di servire alla Calabria e ai calabresi”. Secondo me, arrivare in regime di assestamento di bilancio per modificare qualcosa che stiamo dicendo ancora una volta stasera, penso che questo sia un atteggiamento di una opposizione responsabile che dà la possibilità di riflettere in quest’Aula, sede di democrazia – perché il confronto deve avvenire in quest’Aula, se questa è sede di democrazia – di un’opposizione che riesce a dare un contributo, dicendo “noi pensiamo questo e vogliamo interloquire in questo modo con la maggioranza, presentando emendamenti per la costruzione di un percorso”.

Non so come la pensa la maggioranza sul lato regionale. Penso una cosa: non solo Sorical, in questa terra, non ha mai fatto quegli investimenti che aveva promesso, ma ritengo che bisogna tutelare almeno i beni comuni dei cittadini, se tenete alle famiglie, e rendere totalmente pubblica la gestione delle acque. L’acqua è un bene comune, non si può effettuare una speculazione, almeno questo, se si tiene alle famiglie.

Quindi, trovate le forme per allontanare il pericolo di una gestione privata delle acque, se si vuole dignità in questa terra, anche perché ci sarà un referendum nazionale e saremo e sarete travolti come politica, per chi non ha questa posizione, da una vittoria schiacciante su un referendum dell’acqua. Non ci sono mille proroghe che tengano in questo!

Se si tiene alla famiglia, bisogna andare in questa direzione non attraverso una speculazione, che è una costante speculazione senza aver rifatto una rete idrica. Presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale, chiedendo quanti euro sono stati spesi nella direzione del rifacimento della rete idrica in questa regione.

Allora, se vogliamo abolire il sistema di clientele, di posizionamento anche da parte di chi non è stato eletto e non ha avuto una ricompensa elettorale, è questo che bisogna tagliare definitivamente, tutti questi enti in cui trova collocazione strumentale chi non ha avuto un riconoscimento del popolo e poi viene messo nei vari consigli di amministrazione.

Concludo – come ho iniziato, così come ho detto, che amavo Deridda – dicendo che un altro che mi fa molta simpatia, collega Guccione, è Giordano Bruno, e scusateci se vogliamo dire la nostra in questa sede e “bruciateci vivi”, ma con la dignità di chi è stato eletto all’opposizione e ha il dovere morale di sollevare alcune questioni, anche perché come opposizione – scusate se lo ricordo – quando c’è stato da votare un provvedimento legislativo all’unanimità, per il benessere di tutti i cittadini calabresi perché condiviso, per esempio la legge sullo sport, è stato votato, quindi vuol dire che l’opposizione è responsabile, c’è una responsabilità collettiva e non interessi di parte o di singoli.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Vorrei dare il mio contributo alla discussione generale dicendo anch’io che sul bilancio di cui discutiamo c’è stato uno sforzo da parte della Giunta, da parte dell’assessore, un lavoro alacre in Commissione, al quale anche noi come minoranza abbiamo dato il nostro contributo rispetto a temi importanti, a questioni che hanno rilevanza sociale ed economica nella nostra terra; c’è stata una convergenza su alcuni punti, quindi, registriamo che c’è stato il tentativo – di un tentativo si tratta – da parte di questa maggioranza di affrontare le emergenze calabresi e una volontà di approvare il bilancio entro il 31 dicembre, in ossequio alla legge.

Si ricordava che è la seconda volta che questo accade nella storia del regionalismo calabrese, però nei fatti ne esce un bilancio parziale, perché non si ha contezza delle entrate, non c’è stato il riaccertamento dei residui, non c’è la copertura per importanti voci di spesa, lo diceva il collega Aiello poc’anzi, ed egli stesso è stato estensore di alcuni emendamenti che sono stati bocciati, attraverso i quali si chiedeva la copertura di spesa per i lavoratori del fondo sollievo, delle comunità montane, dell’Arssa, dell’Afor.

E’ un bilancio quasi tecnico, quindi, da qui a marzo-aprile, questa maggioranza avrà l’incombenza di fare una prima variazione, di venire in Consiglio regionale per affrontare i tanti problemi che ci sono; è chiaro ed è sotto gli occhi di tutti che c’è una flessione per quanto riguarda l’occupazione – lo leggevamo oggi tutti sulla stampa – c’è una crisi forte e si sente particolarmente nella nostra terra.

Dicevo che, da qui a poco tempo, il Consiglio regionale sarà chiamato nuovamente a rivedere il bilancio complessivo. Noi, in Commissione, all’inizio avevamo detto che era un bilancio lineare, pulito, però poi, in itinere, è cambiato, in quanto la Giunta regionale ha presentato un maxiemendamento attraverso il quale è stato reso meno lineare e pulito, quindi, alla fine, si è rispolverato un uso invalso in questa Regione, indipendentemente da chi ha amministrato, la destra e la sinistra: i bilanci sono contenitori dove si abrogano, si integrano, si modificano leggi e, addirittura, in un bilancio per così dire tecnico, si vanno a modificare questioni rilevanti per la nostra regione.

Addirittura in questo collegato si va a proporre la modifica del servizio idrico integrato e lo si fa con un colpo di mano, senza coinvolgere i Comuni, quindi l’Anci, e le Province, ed esponendo la Regione ad un contenzioso, quindi a un danno erariale che poi dovranno pagare i contribuenti calabresi. Perché danno erariale? Perché voi andate, intanto, a modificare gli Ato provinciali rispetto a delle obbligazioni che le Province hanno contratto per affidare le gestioni, quindi con dei contratti, alcuni in via di perfezionamento, altri che si sono perfezionati, ma violando una normativa che è statuita con la legge Galli che attribuisce la competenza agli enti locali. Voi potevate fare un Ato e l’Ato lo potevano fare le Province, cioè se gli ambiti non erano ottimali – perché questo è anche vero – allora erano le Province che dovevano costituire l’Ato. Che c’entra la Regione!

Poiché rispetto a questa situazione si vuole fare la riscossione – e diciamolo chiaramente – e la riscossione la vuole fare la Sorical, si vuole togliere questa materia ai Comuni. Dunque, che cosa si vuol fare? Si vuole privatizzare, a un certo punto, l’acqua, cioè un bene e voglio vedere, poi, quali saranno le questioni relative alla tariffa.

Quindi, mentre ci sarà un referendum nazionale per l’acqua come bene pubblico – lo diceva il collega poc’anzi – voi andate verso la privatizzazione!

Un bilancio che era lineare l’avete farcito come si farcisce un sandwich!

In questo bilancio prorogate il commissariamento dell’Arssa e dell’Afor, questi due enti che sono allo sbando; ma non solo fate questo, addirittura è un bilancio di enunciazione, perché enuncia le questioni ma non le affronta, ad esempio quelle relative al fondo di garanzia per le imprese – lo diceva il collega Imbalzano – lo si vuole dare a Fincalabra, che è un ente – per bocca di un esponente autorevole della maggioranza, ripeto le sue parole – che non ha le strutture, ha solo due persone in organico, quando c’è un ente preposto alla gestione di questo fondo, che addirittura quello che avete previsto è un fondo esiguo.

È stata inserita la posta della valorizzazione e della redazione del patrimonio. Questa è una cosa sacrosanta, ma deve essere fatto uno sforzo maggiore rispetto all’alienazione del patrimonio, per quanto riguarda la valorizzazione di beni in possesso dei privati, di beni che vanno censiti, inventariati, bisogna alienarne di più, quindi la posta che è stata indicata in bilancio è fittizia.

E’ stato normata, in un articolo di questo collegato, la sospensione delle autorizzazioni al commercio. Non ho interessi nel settore, però ritengo che sia una forzatura. Che potere ha una Regione a sospendere per 150 giorni un diritto che, magari, è di un cittadino o di un imprenditore!

Vedo una forzatura, come anche sulla questione del contenzioso tributario, poiché se noi vogliamo parlare di bilancio, questo si qualifica per le entrate. Allora, dov’è l’azione di questa Regione per reperire entrate?! L’azione che avete posto in essere è solo quella di rafforzare le entrate attraverso i tributi. Questa è una politica sbagliata: le entrate bisogna qualificarle attraverso una politica seria.

Sul contenzioso va fatta una discussione ad hoc, va fatto una seduta del Consiglio regionale ad hoc, perché c’è molta evasione. Allora non si può risolvere il contenzioso come volete risolverlo voi, solo ricorrendo all’ausilio di qualche avvocato esterno per affidargli il patrocinio di qualche causa. Questo sa di clientelismo! La materia del contenzioso è una questione seria e va affrontata in maniera organica.

Presidente, vedo che lei mi fa cenno di concludere, ma ci sono tante questioni da affrontare e, chiaramente, poi sui singoli punti vorrei intervenire, come anche sulla questione della legge sulle incompatibilità. In Italia c’è un monito da parte del Presidente della Repubblica, un richiamo all’etica della politica e noi, in Calabria, torniamo a doppie cariche! Intanto, ritengo che la disposizione sia in contrasto con le leggi nazionali, ma chiaramente la vogliamo rendere normale questa Regione o Giannantonio Stella deve scrivere ogni giorno di questa Regione?!

Mi avvio alla conclusione e dico che sicuramente c’è stato il tentativo da parte della maggioranza di affrontare le questioni, però con questo bilancio in Calabria cambierà poco, perché è un bilancio ingessato, che non affronta i problemi dello sviluppo, della crescita, della disoccupazione, della criminalità, del degrado sociale.

E’ un bilancio che, per quanto riguarda le risorse libere, è pari a 850 milioni, ma se assommiamo le risorse comunitarie, arriva al pari di bilancio della Lombardia. Allora la partita si gioca sulle risorse comunitarie, per cui su questo vogliamo vedere quali sono i bandi, qual è la programmazione e qual è la spesa.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Serra. Ne ha facoltà.

Giulio SERRA

Prendo la parola, signor Presidente e onorevoli consiglieri, dopo la relazione introduttiva sia del Presidente della Commissione che dell’assessore Mancini, che ringrazio, non solo per l’impegno profuso in questa maratona, nella preparazione a questa seduta di oggi, che ha visto la collaborazione – lo diceva lo stesso assessore – dei gruppi consiliari di maggioranza, ma che ha espresso nei confronti della minoranza un plauso per la collaborazione su alcuni emendamenti, e questo è un fatto di notevole importanza.

Avendo vissuto negli anni scorsi anche una serie di riunioni, di maratone – consentitemi – per l’approvazione degli ultimi bilanci regionali, debbo esprimere grande soddisfazione a tutti, in modo particolare al Presidente Scopelliti, perché, fin dall’insediamento, ha posto alcuni paletti importanti, che andavano verso una razionalizzazione e una serie di economie che hanno comportato e comportano in questo bilancio alcuni sacrifici.

L’introduzione dell’Irba, anche questo sacrificio che viene chiesto ai calabresi, in un momento in cui c’è una sanità ereditata negli anni dai governi di centro-destra e di centro-sinistra, che ha portato ad una situazione deficitaria, ma anche ad una carenza forte di alcuni servizi, sui quali, spesso, non si può intervenire perché c’è una crisi economica e una carenza di fondi spaventosa, quindi anche qua bisogna partire bene.

Ebbene, comprendo anche alcuni interventi fatti sulla stampa un po’ da tutti, dal mondo dell’associazionismo, dalla difesa dei consumatori ed altro, però dobbiamo avere il coraggio e non dobbiamo aspettare, come si è fatto negli ultimi anni, quando, per decidere di intervenire sul ridimensionamento della sanità, su alcune strutture ospedaliere, abbiamo discusso tre anni, fino all’ultima seduta del Consiglio regionale e, poi, non si è avuto il coraggio di intervenire; abbiamo lasciato languire una situazione sulle strutture sanitarie e oggi paghiamo fortemente questo malessere.

Noi abbiamo fatto un lavoro insieme sicuramente alla Giunta, al Presidente, ma come Commissione sanità, ringrazio il Presidente Salerno, perché ci siamo recati nei luoghi più disperati e abbiamo trovato delle situazioni della sanità in Calabria che ci hanno fatto vivere anche momenti di aggressione – chi si ricorda – perché c’è, in atto, uno stato di agitazione forte, cari amici, in quanto dobbiamo avere il coraggio di dare risposte e servizi qualificati e seri.

Quindi, dobbiamo avere il coraggio di intervenire anche sul discorso di recuperare i fondi, perché spesso chi inizia con il piede giusto, poi, può dire di avere imboccato la strada e di aver portato a termine il programma presentato agli elettori.

Ebbene, mi auguro che, con l’immissione di questa tassa si possano recuperare i cosiddetti 30 milioni di euro all’anno che, moltiplicati, vanno ad intervenire su quello che è il discorso del debito pregresso, quindi è anche un fatto importante. Capisco che non sarà accettato, ma comprendo anche chi potrà dire fra due anni “perché non siete intervenuti prontamente, quando sapevate la situazione?!”. Pertanto, questo è il primo obiettivo.

Poi ho apprezzato molto e ho condiviso, nelle varie riunioni di maggioranza che ci sono state, quella che è la destinazione dei 10 milioni di euro per le famiglie. Lo abbiamo detto, abbiamo rinunciato, anche io personalmente, ad una battaglia che ho sostenuto nell’altro bilancio per andare a recuperare 4 milioni di euro, che erano stati destinati ad associazioni o ad interventi in Calabria, destinati da suggerimenti dei vari consiglieri, per poter intervenire fortemente su quella che è un’indigenza che esiste.

Altro che intervenire sulle imprese! Sulle imprese ci sono dei fondi ad hoc, ci sono i fondi europei, c’è anche una serie di incentivazioni che va dalla dilatazione del pagamento dei mutui, di intervenire … Ma anche le imprese devono avere il coraggio e devono essere pronte a ripartire, perché quando, da parte del Governo regionale, viene emanato un provvedimento che dice “io ti faccio ricapitalizzare i mutui, ti do la possibilità di andare a dilungare quello che è il pagamento di alcune scadenze”, credo che questa sia una risposta forte.

Lo abbiamo detto sempre, noi non dobbiamo dare alle imprese il contributo a fondo perduto, ma piuttosto dire “noi ti diamo una mano, ti aiutiamo a partire, però tu devi dimostrare che devi andare avanti e poter camminare, con il nostro aiuto, da solo”. Non possiamo assistere ad una serie di vicissitudini che si sono verificate in provincia di Cosenza, ma anche in altre realtà del vibonese o dello stesso catanzarese, di alcuni finanziamenti, come quelli previsti dalla legge“ 488del 1992, per la quale sono stati presi i soldi da coloro che definisco cosiddetti “prenditori”, ma non imprenditori.

Noi dobbiamo essere forti, come abbiamo fatto una scelta forte per combattere la ‘ndrangheta, la mafia con una serie di provvedimenti – lo diceva lo stesso assessore Mancini – indicati al primo punto, per intervenire su questi problemi specifici che viviamo tutti i giorni. C’è stato un intervento del Presidente Talarico all’inizio della seduta che ha focalizzato anche qual è il ruolo di questo Consiglio regionale, un ruolo forte a difesa dei valori e dei princìpi fondamentali della democrazia, dell’alto consenso con espressioni di forte solidarietà nei confronti di alcuni eventi importanti vissuti in Calabria e in Italia, a causa di una crisi economica che fa spavento.

Ebbene, ritengo che abbiamo imboccato la strada giusta ed apprezzo anche quando si è deciso di predisporre interventi seri verso gli enti locali, che languono per le ristrettezze economiche imposte dal Governo centrale, a causa del federalismo, e per la forte crisi esistente a livello mondiale. Dobbiamo dare la possibilità agli enti locali di intervenire con dei finanziamenti per sopperire alle carenze economiche, in considerazione di quello che viviamo in Calabria, del dissesto idrogeologico che ha peggiorato fortemente la viabilità e lo stato di urbanizzazione e della viabilità che, in senso generale, vivono le varie province.

Rappresenta anche un grande atto di solidarietà nei confronti delle famiglie che hanno subìto l’alluvione di Gioia Tauro, da parte di questo Governo regionale destinare 500 mila euro per fronteggiare a quella che è una situazione drammatica.

E non condivido quando qualcuno dice: “Non condividiamo che il consigliere regionale possa essere anche il sindaco di un Comune”. Ma come è possibile?! Se il sindaco può fare il consigliere provinciale, l’europarlamentare può fare il sindaco o altro, come può essere che l’incompatibilità normalmente si riferisca solo ai consiglieri regionali? Poi, sarà il consigliere regionale, se eletto, a scegliere se mantenere o no la doppia carica, ma non possiamo noi provocare quello che spesso viene definito, anche in altre realtà, come situazione di ristrettezza per quanto riguarda il ruolo di consigliere.

Finisco e annuncio, anticipatamente, il voto favorevole del gruppo “Insieme per la Calabria”, che ho il piacere di rappresentare insieme al collega onorevole Antonio Rappoccio, anche se non siamo in dichiarazione di voto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Gaetano. Ne ha facoltà.

Antonino DE GAETANO

Credo – l’hanno già detto molti colleghi, Principe, Aiello, Censore, Bova – che questo sia un bilancio deludente, perché le dichiarazioni roboanti del dopo campagna elettorale fatte dall’amministrazione regionale, dalla Giunta, ci avevano annunciato un cambiamento epocale. Ebbene, nell’atto principale che la Giunta regionale ha a sua disposizione, che è il bilancio, di questo cambiamento epocale non c’è traccia, non vi è una grande riforma, almeno una riforma che possa dare il segno di un cambiamento di passo. Al contrario, vediamo una grossa difficoltà in alcuni settori – lo diceva benissimo il collega Ferdinando Aiello – perché questo bilancio non tiene conto delle esigenze vere della nostra regione.

Catanzaro e Reggio Calabria sono assediate, ormai giornalmente, da tantissimi precari che vengono a chiedere alla Regione la possibilità di continuare a lavorare, perché molti di essi dipendono dalla Regione, dai bilanci del Consiglio regionale e della Giunta regionale. Abbiamo avuto gli Lsu-Lpu, gli stagisti, abbiamo grosse difficoltà in sanità, dove bisogna sicuramente attuare un Piano di rientro, ma questo non può andare contro gli utenti e i lavoratori. E’ scoppiato il caso di Cosenza, ma in piccolo c’è stato anche a Reggio Calabria e Catanzaro, ci sono centinaia di medici precari, di infermieri precari che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Guardate, veramente è da pazzi, è da folli pensare di risolvere il problema della sanità eliminando questi medici e questi infermieri precari, perché sono quegli stessi medici ed infermieri precari che mandano avanti le strutture. Abbiamo una carenza enorme, in alcuni settori: alcuni ospedali, senza la possibilità di far lavorare questi medici, chiuderebbero immediatamente alcuni reparti. Non parlo di reparti secondari, ma delle cardiologie, delle ortopedie, dei reparti di chirurgia interventistica. Stiamo parlando di cose fondamentali.

Credo, quindi, che in questo bilancio manchi proprio il segno di un’attenzione verso le fasce deboli della nostra regione.

Vedete – lo dicevano bene i miei colleghi – in questo bilancio mancano i fondi per coprire nei dodici mesi le somme che riguardano gli Lsu-Lpu: ci è stato spiegato che saranno messi in un secondo momento, ma è un campanello d’allarme, è un segnale. Manca una strategia di stabilizzazione e questo – per amore della verità – non dipende soltanto dalla Giunta regionale, ma soprattutto dal Governo nazionale. Noi vorremmo una levata di scudi da parte di questa amministrazione contro Berlusconi e Brunetta, che stanno colpendo la Calabria e, nello stesso tempo, in questa legge di bilancio che è stata approvata, chiamata ora ex legge finanziaria, legge di stabilità, hanno approvato fondi per la stabilizzazione per la Campania e la Sicilia.

Torniamo sempre alla stessa logica, di mettere in secondo piano la Calabria, sia verso le altre Regioni meridionali sia verso il Nord, se è vero, come è vero, che la Lega Nord ha dilapidato molti dei fondi Fas che spettavano al Mezzogiorno per pagare, per esempio, le multe delle quote lattee. Su questo avremmo voluto anche qui una levata di scudi.

Ma mancano i fondi anche per gli ex articolo 7, che rappresentano importanti categorie di lavoratori della nostra regione, del Comune di Acri, dell’Asl di Vibo, ed in altre realtà della nostra regione. Ritengo che non sia possibile chiudere la porta in faccia a queste categorie, perché in un momento di crisi economica esistente in Italia e nel mondo, in Calabria non possiamo penalizzare queste categorie, perché ciò potrebbe significare il tracollo per la nostra regione, in cui manca l’iniziativa privata.

E’ veramente emblematico, poi, assessore al bilancio e Presidente, il taglio di fondi fatto nel settore delle politiche sociali. Lo diceva benissimo il consigliere Ferdinando Aiello: siamo veramente all’incredibile! Noi l’abbiamo sollevato questo problema nell’audizione, l’ho sollevato io, ma lo hanno fatto anche altri colleghi ed abbiamo trovato l’assessore Stillitani anche lui d’accordo con noi. Ma non basta. Noi chiediamo che in questo bilancio venga modificata e aumentata la somma, perché con quella che c’è non si può fare nessuna politica per le fasce deboli della nostra regione.

Questo è un punto fondamentale, colleghi. Credo che la differenza che c’è tra una buona amministrazione e una cattiva amministrazione si veda nella qualità dei servizi che si danno alle persone più in difficoltà e che hanno più bisogno di un intervento statale, pubblico o regionale.

L’altro aspetto riguarda la norma che avete previsto, questi 10 milioni di euro di bonus per la famiglia. Colleghi, quando si fa un intervento a favore delle fasce deboli, sono per mia forma mentis sempre d’accordo, ma ritengo che questa operazione, pur lodevole dal punto di vista delle intenzioni, non risolverà niente. Sarà come una sorta di bonus - come è stato fatto con la prima Finanziaria ad opera di Tremonti nel Governo Berlusconi, con la previsione del bancomat alle fasce deboli. Non risolve nessun problema. Credo che, invece, andasse fatto un altro tipo di operazione.

Si è aperto un dibattito in Calabria sul reddito di cittadinanza e credo che andasse fatta un’operazione in quella direzione. Il sottoscritto ha presentato una legge che va in quella direzione, è stata presentata in Consiglio regionale, l’avevo presentata nella scorsa legislatura e l’ho ripresentata in questa. Sembra che ora il dibattito in Calabria, lanciato da quotidiani calabresi, sia cresciuto e ci sia più consapevolezza verso questo strumento, soprattutto in questo momento di difficoltà economica ed anche perché sembra che la Comunità europea abbia finalmente tolto il veto che prima imponeva verso queste forme di sussidi. Con la crisi economica la Comunità europea ha dato il via libera a pagare anche la cassa integrazione, infatti il Governo nazionale ha preso i fondi dai fondi Fas.

Quindi, se si può pagare la cassa integrazione, si può anche finanziare il reddito sociale! Perché non finanziare con i fondi europei, che molte volte vengono dispersi in mille rivoli e non danno una prospettiva, il reddito sociale?

Ho presentato una proposta di legge, ma, colleghi, nessuno vuole il diritto di primogenitura, la potete presentare voi e trovare un accordo. A noi interessa risolvere i problemi – come diceva Bova – e vogliamo, anche in questa legislatura dall’opposizione, facendo un’opposizione intransigente, ma allo stesso tempo propositiva, dare dei contributi per risolvere i problemi, perché a noi interessa che vengano risolti. Per questo ritengo che questa legge vada approvata e vada data la possibilità alle fasce deboli calabresi di avere una prospettiva, un’ancora di salvezza, dando il segno che c’è una Regione che pensa anche al loro futuro.

Credo che andasse fatto molto di più sull’occupazione, sui trasporti, sull’ambiente, che andassero fatte operazioni più coraggiose. Non è stato fatto, credo che sia stato un errore, perché le grandi operazioni si fanno ad inizio legislatura. Noi saremo qui, in questi cinque anni, a dare indicazioni utili.

Questo bilancio non ci soddisfa, l’abbiamo detto e continueremo a dirlo, abbiamo presentato degli emendamenti migliorativi, per questo il nostro sarà un voto contrario e speriamo che almeno nella fase di discussione degli emendamenti questo bilancio che, dal nostro punto di vista, è molto deludente, possa essere migliorato.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Cercherò di essere ancora più breve del tempo che mi viene concesso, per ribadire anche quello che chiaramente ha espresso il capogruppo nell’esordio del suo intervento, per ribadire che questo è un bilancio che tradisce tutte le aspettative dei calabresi. Voglio ricordare all’assessore Mancini che il 4 agosto, in quest’Aula, ad inaugurare una stagione, l’assestamento di bilancio era stato declinato, secondo l’esigenza di rivedere tutte le voci di spesa che, perduranti, hanno assunto un carattere definitivo ed hanno minato la stabilità dei conti.

Quindi, avete detto che avreste abbandonato la logica di tipo incrementale della spesa corrente, che ci sarebbe stata un’attenta verifica e un monitoraggio su quelle leggi regionali che incidono sulla spesa e non producono nulla, che si sarebbero ridotte le spese di funzionamento e si sarebbero razionalizzate le partecipazioni regionali. Di tutto questo, cari colleghi, non solo non vi è traccia, ma vi è un’evidente e stridente controtendenza nel documento che avete presentato. Tuttavia, noi non ci siamo esentati dal volere contribuire alla discussione, ad offrire anche delle soluzioni che, poi, negli emendamenti che abbiamo presentato, saranno evidenziate in maniera più chiara.

Noi riteniamo che questo sia un bilancio ingessato, piatto, che non dà risposte e che non consente di trincerarsi dietro quanto previsto nel documento di programmazione economica e finanziaria, rifugiandosi nel patto di stabilità. E’ una cosa gravissima e qua sottende anche un mancato spirito di reazione rispetto a un Governo la cui scure sta colpendo inesorabilmente il Sud, le Regioni del Mezzogiorno. Analogamente avete agito con lo stesso spirito, con la stessa filosofia “tremontiana”, facendo tagli lineari ingiustificati, tagliando dove, invece, andavano rafforzati gli autentici presìdi di spesa e di investimento.

Sono stati ricordati il welfare, il sociale, le politiche della famiglia: ancora una volta, c’è una controtendenza. Noi siamo convinti, invece, che là c’è da rafforzare e da incidere e negli emendamenti abbiamo anche offerto una sponda.

Siamo convinti che vadano rafforzati i Piani di zona, che ci voglia una logica di sussidiarietà e di sinergia con gli enti locali. Voi in questo documento e nel Collegato, che è stato definito da qualcuno come un autobus, avete tradito questa filosofia, questa ragione. Io credo che questo sia un autobus a più piani, dove entra tutto e di tutto! Avete costruito un autobus e l’avete messo su un piano inclinato, verso il dirupo e il baratro.

Credo che ci sia tanto da riflettere su questo documento che avete presentato e su cui noi, punto per punto, interverremo, ci confronteremo per farvi vedere che il Piano, la filosofia è drasticamente sbagliata.

Avete introdotto l’Irba, l’accisa, che poi si rifletterà inesorabilmente sul consumatore e sull’utente finale.

Avete presentato nel Collegato una riforma, in un articolato brevissimo un riordino degli Ambiti territoriali ottimali , sul quale vi inviterei a riflettere. Pur essendo favorevole a un riordino complessivo delle funzioni amministrative e dei compiti di governo, pur essendo favorevole ineludibilmente anche per quello che riguarda la norma, che ha previsto la soppressione degli Ato, potevate e dovevate venire in Aula a confrontarvi con un testo di legge coordinato, ragionando su come costruire ambiti, una politica di ambito, una politica che avesse quello che la stessa norma richiama: la sussidiarietà, l’adeguatezza e la differenziazione, per avere efficienza, efficacia amministrativa e risposte certe.

A tutto questo, invece, preferite rifuggire e rifugiarvi in altre cose.

Allora, per questi motivi – ripeto – noi non rifuggiremo al confronto, punto per punto – lo abbiamo detto – vi dimostreremo che alcuni provvedimenti sono drammaticamente sbagliati.

Avete declinato la lotta alla criminalità con il finanziamento di caserme, degli uffici giudiziari. Noi, invece, riteniamo che la lotta alla criminalità abbia bisogno anche di altre cose: del rafforzamento dell’impresa sana, della microimpresa, dell’utilizzo dei beni confiscati che sono un segnale importante e l’abbiamo dimostrato, anche, durante le audizioni nella Commissione consiliare antimafia.

Su queste cose ci confrontiamo punto per punto, ma non possiamo che essere profondamente delusi e ribadire la nostra contrarietà a questo provvedimento che non dà risposte alla Calabria.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che sarebbe sbagliato se dovessimo vivere questa discussione, il dibattito generale, ma anche la valutazione di esame dei singoli emendamenti secondo un rito che è proprio di uno schema e di un dibattito precostituito: il dovere d’ufficio per l’opposizione, il dovere d’ufficio per la maggioranza.

Badate bene, non sto invocando una interlocuzione tesa a convergenze ad ogni costo su contenuti, proposte ed emendamenti tra opposizione e maggioranza. Sotto questo aspetto, voglio tranquillizzare qualche amico dell’opposizione che, soprattutto in una sede istituzionale e in un’occasione come questa – stiamo discutendo del documento contabile di bilancio – non invoco nessuna pratica di inciucio. Del resto, per chi conosce letteralmente il significato della parola, fa l’inciucio chi grida di più, alza la voce, apparentemente fa il massimalista e poi, sotto banco, si mette d’accordo. Non è inciucio ed è trasparenza ed assunzione di responsabilità istituzionale per la funzione che ognuno ricopre se, invece, su questioni di merito e di contenuti il confronto possa avvenire con senso di obiettività e di responsabilità, facendo prevalere il dissenso, quando è necessario il dissenso, ma riconoscendo giustezza di atti e di linee di indirizzo parziali o meno, quando questo non ha motivo di esistere, se non per una ragione di pregiudizialità.

Con questo approccio, con questa intenzione mi sono approcciato all’esame di questo documento di bilancio. Ho partecipato ai lavori della Commissione consiliare e debbo dire che non è per l’opposizione una diminutio, non è una diminutio se dall’opposizione qualcuno dice che la Giunta regionale fa bene, l’assessore regionale al bilancio fa bene ad approvare il bilancio nei termini previsti dalla legge.

Badate, so che significa tutto questo, cinque anni addietro ero in quei banchi e so bene che, per arrivare a questo risultato, il Presidente Loiero, Presidente di allora, è stato costretto a minacciare il voto di fiducia per mantenere l’impegno che la legge prescrive. Approvare il bilancio entro il 31 dicembre dell’esercizio in corso, il bilancio di previsione per l’anno successivo, significa creare un elemento di normalità, perché nel regionalismo ormai quarantennale della Calabria abbiamo avuto anni nei quali addirittura il bilancio di previsione si approvava a novembre dell’esercizio in corso: quello che avrebbe dovuto essere un bilancio consuntivo veniva approvato come bilancio di previsione.

Anche il ricorso all’esercizio provvisorio è stato sempre pensato e visto come un adempimento obbligatorio per coprire una lacuna e un’omissione di responsabilità da parte del Governo oppure come un modo per liberarsi dal peso, mettersi a posto la coscienza. Addirittura, siamo arrivati al punto che si è dovuta prevedere con legge una dilatazione dei tempi dell’esercizio provvisorio, perché mentre prima si parlava dei tre dodicesimi, quindi la scadenza era prevedibile fino al 31 marzo dell’anno successivo, e in questa Regione l’esercizio provvisorio è previsto per quattro dodicesimi, estendendolo di ancora un mese, al 30 aprile dell’anno successivo.

Quando questo avviene, per chi ha fatto l’assessore al bilancio – e qui dentro ci siamo alcuni che hanno avuto questa esperienza – sa bene che, a quel punto, la partita è giocata. Se si intende esercitare un minimo di controllo e di tenuta del banco della spesa - perché poi si parla soprattutto e solo di questo - a quel punto ogni azione è inefficace ed anche le variazioni di bilancio che intervengono nel corso dell’esercizio non possono non essere variazioni che di sanatoria, non più variazioni di programmazione.

Pertanto, se l’assessore Mancini quest’anno fa approvare il bilancio entro il 31 dicembre, penso che gli vada dato atto e va detto che, se quest’Aula glielo consente, va dato atto anche a quest’Aula, perché è un adempimento che compete all’Assemblea legislativa. Non dobbiamo avere alcuna remora a fare tutto questo.

Seconda questione, nel merito: penso che noi dobbiamo avere senso pratico e realismo. Badate, sarebbe sbagliato se da questi banchi, oggi, da parte nostra, soprattutto per chi l’ha fatta l’esperienza, si discutesse come se noi l’esperienza dei cinque anni che ci siamo messi alle spalle non l’avessimo fatta. E anche qui non lo dico per criticare Loiero, l’esperienza che abbiamo fatto, lo dico per riflettere autocriticamente, partendo da me per primo, su un’esperienza che ci ha fatto capire come è complesso e difficile il governo della Calabria e, se non partiamo dalla complessità e dalla difficoltà che porta oggettivamente in sé la funzione di governo di questa Regione, anche nel merito di questioni assai complicate – parlo di questioni sociali, oltre che di questioni istituzionali – non è che non avremo la forza morale di fare la critica al governo, non avremo la forza noi dall’opposizione di affermare una proposta che abbia la credibilità di lavorare per l’obiettivo dell’alternanza, perché è giusto che da questi banchi si lavori per l’alternanza. Ma l’alternanza si deve affermare attraverso un mandato popolare che riconosca al governo di aver governato male e all’opposizione di aver fatto un’opposizione. capace di mettere in campo un progetto e una proposta alternativa.

Se questa sfida dovessimo farla sul bilancio – diciamoci la verità – per le condizioni strutturali date, pensiamo per un attimo se avesse vinto Loiero, stasera quale ipotesi di bilancio avremmo potuto portare noi? Dico che, se la facciamo sul bilancio, non possiamo partire da alcuni assunti che, in qualche modo, già Bova ha richiamato: innanzitutto, il contesto mutato rispetto al rapporto con lo Stato per quanto riguarda la tenuta dei conti e in rapporto alla vicenda europea. Bova ha fatto riferimento agli Eurobond, ha fatto riferimento esplicito ad uno Stato che è costretto a fare i conti con i parametri del debito pubblico italiano che sono più del doppio di quelli consentiti dall’Europa, quindi altre manovre che necessariamente dovranno essere pesanti, che farà il Governo nazionale, alle quali , per far quadrare i conti, noi ci dobbiamo opporre.

Anzi se una critica facciamo, è che dobbiamo far sentire di più anche dal Governo regionale la voce contro un Governo nazionale che fa altre scelte rispetto al Sud e alla Calabria. Dovete, però, mettere in conto che Tremonti non va per la leggera e le prime ad essere tagliati saranno soprattutto le finanze e le risorse che lo Stato è chiamato annualmente a trasferire agli enti locali e alle Regioni; anzi, non è da escludere che ci sarà persino un tentativo di limitazione delle competenze che con il riordino del Titolo V° della Costituzione sono state trasferite alle Regioni e non solo per le Regioni a Statuto ordinario, ma anche per quelle a Statuto speciale.

Se questo è vero, io come l’ho letta la bozza che ha proposto l’assessore Mancini alla Commissione? L’ho definita così: un impianto pulito, senza grande presunzione di voler cambiare il mondo, trasparente perché le norme sono leggibili e chiare e soprattutto il tentativo - che mi auguro si riesca a tenere in quest’Aula - di puntare al contenimento, evitare la dilatazione della spesa ed impostare un metodo che non consentisse alla stessa Aula, sostanzialmente, una discussione basata su emendamenti che erano e sarebbero stati irrisolvibili. Tant’è che questa sfida ho inteso accettare, assessore Mancini, e se lei ci fa caso, in tutti gli emendamenti che portano la mia firma non ne ho presentato nessuno che proponeva modificazioni di norme finanziarie, né sostitutive, per quanto ammissibili e legittime, né aggiuntive. Era questo, infatti, lo sforzo che si faceva negli anni passati, sapendo che i margini per una finanza da programmare autonomamente, gli ambiti sono ormai abbastanza risicati e ristretti.

Il problema qual è? Noi dovremmo avere la forza di interrogarci su come aumentare le entrate e non solo contenere i costi. Certo, sul contenimento dei costi c’è da fare tanto e molto. Ho sempre sostenuto, per esempio, che la cittadella regionale è un atto di riforma strutturale, perché quando parte quest’opera, non c’è dubbio che avrà un’incidenza per quanto riguarda la programmazione delle spese di funzionamento, significativa, se pensiamo qual è la mole dei fitti che solo nella città capoluogo, per sostenere gli uffici regionali, si paga annualmente. E’ una riforma che abbiamo introdotto, anzi me la ritrovo in questo testo, perché si è addirittura dovuto provvedere alla copertura finanziaria e anche cospicua, oltre 30 milioni, 35 milioni, una cosa di questo tipo, per consentire il completamento dei lavori previsti per quell’opera. E questa è una misura strutturale. Ci vogliono altre misure strutturali, ma se vogliamo liberare i fondi dal trasporto pubblico locale o dalla forestazione, non può essere questo il documento su cui avviene la riforma strutturale, va fatto un lavoro di programmazione a monte che consente di avere la possibilità di finanziare progetti produttivi, dove si investono risorse anche europee che vengono utilizzate davvero per la cura del territorio e per l’utilizzo dei lavoratori idraulico-forestali; oppure che si chiuda questa vicenda con i bacini di rete, con il nuovo Piano, passando dal sistema delle concessioni al sistema dei contratti di servizio e si va a rivedere il trasporto pubblico locale, per avere – come si deve fare per la sanità – un trasporto pubblico locale più efficiente per i cittadini e meno costoso per la Regione.

Le leggi per fare questo ci sono, il problema è di andare avanti.

In questa logica io che penso? Che ci possono essere altre cose che ci possiamo inventare per aiutare gli enti locali: il 16 bis l’ho concepito in questa logica, quello che oggi è diventato articolo 16 bis. Oppure, è ammissibile che il gettito fiscale delle grandi produzioni energetiche termoelettriche o quelle rinvenienti dalla trasformazione e dalle estrazioni metanifere vadano alle Regioni dove c’è la residenza fiscale dei produttori energetici e non vengano alla Calabria che, invece, produce queste energie?! Lo Stato questa legge non l’ha cambiata.

Vediamo se la Giunta regionale ha la volontà e la forza di incontrarsi al tavolo col Governo e dire “facciamo un accordo di programma, perché quella quota di gettito fiscale, che è molto superiore a quanto noi ricaviamo dall’aumento dell’Irpef, l’autotrazione,” – tutte le tasse che dobbiamo mettere perché siamo Regione commissariata – “vediamo se la possiamo trasferire come fondi liberi e autonomi alla programmazione regionale”.

Ci stiamo su questa partita? Allora, se ci stiamo su questa partita con questo carattere, vediamo chi avanza proposte migliorative, questa è la sfida.

Alcuni emendamenti sono stati accolti, altri no; ovviamente, rimane il bilancio della maggioranza di governo. All’opposizione il compito, se ne ha la forza, di migliorarlo ed evitare – magari spero che sia l’ultima volta – che da questi banchi, perché questo è anche un limite di cui soffre il dibattito – mi rivolgo ai colleghi dell’opposizione –soprattutto in vista di appuntamenti così impegnativi, non ci sia la responsabilità da parte di nessuno di noi a provare a vedere se siamo in grado di presentare proposte ed emendamenti unitari, che rispondano alla coerenza di un progetto dell’opposizione. Questo limite lo sentiamo tutti. Se andate a vedere la firma degli emendamenti, non trovate la firma di nessun gruppo politico, trovate solo la firma, l’articolazione e la frammentazione dei singoli consiglieri regionali o di gruppi di consiglieri regionali. E’ inutile che ce le nascondiamo queste cose.

Se dico questo, inciucio con Scopelliti?! Ditelo pure, ma questo, per quanto mi riguarda, è un dovere democratico ed istituzionale. E poi, siccome qualcuno dice “abbiamo anche i capelli grigi”, è chiaro che, quando è battaglia politica, si fa battaglia politica! Se debbo avvertire che alcuni colleghi che da questi banchi hanno soltanto rincorso gli emendamenti che ho fatto io per chiederne l’abrogazione, è chiaro che a quel punto non è più un problema di rapporto con la maggioranza, ma è un problema di assunzione di responsabilità dentro questo schieramento. Questo è il tema.

Ho concluso, sui singoli emendamenti poi mi riservo di intervenire punto per punto.

PRESIDENTE

E’ iscritto a parlare – e conclude i lavori sulla discussione generale – l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Voglio fare alcune considerazioni, stasera, su questo bilancio che è stato presentato, anche perché alcuni interventi che ho sentito in quest’Aula li ritengo, obiettivamente, ingenerosi, perché ricordo a me stesso e sicuramente non ai colleghi che un bilancio di previsione consta di alcuni momenti di verifica, il momento di assestamento del bilancio e del consuntivo, per cui le strategie prodotte nel bilancio vanno a verifica non solo dell’opposizione, ma anche della stessa maggioranza.

Mi sarei aspettato, su alcune cose che ho sentito, che l’opposizione, se si voleva o riteneva di confrontarsi sul bilancio, presentasse un bilancio sostitutivo in cui articolasse nella sua proposta in quest’Aula, che poi è quest’Aula che vota il bilancio proposto dalla Giunta, una visione diversa capace di aggredire e affrontare i problemi della Calabria, perché altrimenti ritorniamo alle gestioni degli anni precedenti, che tutti abbiamo condannato. Diciamo di volere una visione nuova anche della gestione delle risorse ma ci fermiamo alla critica, poi nel momento della proposta, la proposta manca.

Vogliamo capire, oltre la critica, qual è la proposta, per poterci confrontare su una proposta. Però veniamo ai fatti, perché poi le parole rimangono tali e i fatti sono fatti: un assessore al bilancio con la sua Giunta presenta un bilancio che approviamo nei termini, con le conseguenze che diceva l’onorevole Adamo, dando avvio ad un processo virtuoso in questa legislatura e in questa Calabria.

Altro fatto: quello che è scritto è scritto e non possiamo dire qualcosa di diverso da quello che è scritto, lo possiamo dire e verificare a consuntivo se quello che abbiamo scritto riusciamo a verificarlo. Perché la Giunta, in uno dei passaggi fondamentali della finanza regionale, prevede questi quattro punti, per cui anche in Commissione nelle discussioni che ci sono state – l’opposizione mi deve dare atto di quello che dico – non c’è stata una chiusura sulla discussione, c’è stata l’apertura di una discussione ampia, franca sui problemi, accettando molte delle indicazioni che aveva dato l’opposizione, anche in virtù di un orientamento della maggioranza di fare un bilancio quanto più condiviso.

Però la Giunta – e lo voglio leggere quello che scrive la Giunta nel documento e lo fa in uno dei punti più salienti e più pregnanti dell’impostazione del bilancio, nella programmazione regionale unitaria 2007-2013 – dice che “vuole concentrare la sua azione su questi quattro punti: la concentrazione delle risorse in termini di ipotesi sia di fattori che di intervento; la promozione delle pari opportunità; il consolidamento del ruolo del partenariato istituzionale e sociale, nell’elaborazione e attuazione della strategia di sviluppo del programma; il rafforzamento della governance, assicurare a tutti i livelli per un’efficace attuazione la politica degli interventi programmati”. Questo dice la Giunta.

Su queste dichiarazioni, ovviamente, vi rendete conto meglio di me che l’impostazione che si dà al bilancio è sulle risorse disponibili, con i problemi che tutte le forze di governo hanno riscontrato sia nei cinque anni passati sia nei cinque anni ancora precedenti, in cui i termini di bilancio, i termini economici non sono cambiati. Quella è la coperta! E le scelte in questo bilancio – voglio dare atto che ne abbiamo parlato pure in Commissione – su alcuni settori sono state obbligate non solo dalla natura dell’entità dell’intervento economico da fare, ma anche delle poste in gioco che abbiamo avuto in questi ultimi tempi. O pensate che anche noi della maggioranza non ci rendiamo conto che i problemi sull’occupazione ci sono, sulla sanità ci sono, sul welfare sono quelli che fino ad oggi abbiamo discusso e sulle piccole e medie imprese e quant’altro ci sono, sui trasporti pure?! Eppure abbiamo fatto di necessità virtù.

E’ ovvio che quello che diceva l’onorevole Adamo è, di fatto, la constatazione reale di una gestione che, al di là delle nostre intenzioni, ci consentirebbe di fare il bilancio che vorremmo, ma non quello che è. E’ per queste motivazioni che non entro nel merito dei singoli provvedimenti, perché la discussione l’abbiamo fatta e tutti sappiamo come è stata condotta.

E’ per queste motivazioni che, con convinzione, come gruppo dell’Udc esprimiamo già il nostro voto positivo in questo bilancio.

Proposta di provvedimento amministrativo n. 88/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Documento di programmazione economico-finanziaria della Regione Calabria (Dpefr) per gli anni 2011-2013 (articolo 2, comma 3, della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8)”

PRESIDENTE

Non è iscritto più nessuno a parlare, passiamo al primo punto dell’ordine del giorno, ovvero alla proposta di documento di programmazione economico-finanziaria della Regione Calabria (Dpefr).

Ci sono due emendamenti a firma dell’onorevole Tripodi. Il primo, protocollo numero 10372, recita: “Ai dieci punti della programmazione aggiungere il seguente punto: <<11) Internazionalizzazione ed attrazione degli investimenti esteri.>>”.

Lo vuole illustrare?

Pasquale Maria TRIPODI

L’emendamento sul documento di programmazione propone di aggiungere un paragrafo, dopo il punto 10, sull’internalizzazione della Stazione degli investimenti esteri. Questo l’abbiamo presentato perché c’è stata una discussione, abbiamo assistito a un convegno, che è stato veramente fatto bene, in cui la Regione si è impegnata anche a promuovere alcune azioni che riteniamo siano indispensabili per questa ragione.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10372.

(E’ approvato)

Il secondo emendamento, protocollo 10373, sempre a firma dell’onorevole Tripodi, recita: “Al documento di programmazione economico-finanziario per il triennio 2011 - 2013 aggiungere il punto 1.13:

<<1.13 INTERNAZIONALIZZAZIONE E ATTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI ESTERNI

1.13.1 Internazionalizzazione.

La Regione Calabria promuove l'internazionalizzazione economica del territorio come elemento prioritario di sostegno ad una politica di crescita del sistema produttivo, finalizzata a creare e intensificare alleanze strategiche per attivare sinergie produttive e commerciali nei settori promettenti dell'economia calabrese.

L'obiettivo generale è di elevare il grado di apertura internazionale del sistema regionale, attraverso un'azione pubblica efficace ed efficiente, in grado di incidere concretamente sullo sviluppo regionale.

La Calabria, oggi, presenta un divario consistente in termini di competitività nei confronti delle regioni europee più dinamiche. La Regione si trova all'ultima posizione per quanto attiene l'indice di vitalità economica del tessuto produttivo (investimenti fissi lordi, PIL per occupato, percentuale export su PIL, investimenti diretti esteri, tasso di industrializzazione) distante oltre 10 punti dalla media del Mezzogiorno e circa 40 da quella nazionale. Nell'insieme, la distribuzione per attività economica evidenzia una maggiore concentrazione nei segmenti produttivi tradizionali, orientati al soddisfacimento della domanda locale e, in particolare, a quella legata ai consumi alimentari e al ciclo dell'edilizia (prodotti per costruzioni, mobili, etc). Nonostante la consistenza numerica delle imprese agroalimentari calabresi, i volumi e le qualità delle produzioni non sono risultati competitivi nei mercati extraregionalì.

Ad oggi, la capacità di penetrare i mercati esteri da parte delle imprese locali è, oltre che molto ridotta, ancora fortemente spontanea e frutto di iniziative sporadiche, mentre la costituzione di veri e propri investimenti diretti all'estero rimane un'opzione scarsamente percorsa.

Per quanto concerne, in particolare, le opportunità dei mercati emergenti, secondo le stime del fondo Monetario Internazionale, entro il 2020 la popolazione mondiale con reddito pro capite superiore ai 30 mila dollari aumenterà di circa 170 milioni di individui, di cui solo un terzo nei paesi avanzati e per la restante parte in quelli emergenti. Soprattutto i BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) vedranno crescere a ritmi sostenuti il bacino di potenziali acquirenti di beni di consumo di fascia qualitativa medio-alta.

Nel 2009 le esportazioni dal Sud hanno subito una flessione molto pesante, pari al 29,4%; la quota del Mezzogiorno sul totale dell'export italiano è bruscamente diminuita, attestandosi su un valore di poco superiore all'8%. Ancora più bassa è la quota meridionale nelle partecipazioni produttive italiane all'estero, pari al 3% in termini di addetti. L'aspetto più preoccupante è la scarsa capacità dei territori del Sud di attrarre investimenti stranieri: appena il 5% sul totale degli addetti nelle partecipazioni estere in Italia.

Gli ultimi dati disponibili al 2010 evidenziano l'esistenza di 915 operatori all'export (la metà della Basilicata che nel 2009 ha registrato un fatturato export pari a 1.523 milioni di euro).

Macrosettori: focalizzando l'analisi sui macrosettori, il 43,1% del valore dell' export regionale è costituito dalla metalmeccanica e dall'elettronica, seguono il settore alimentare (19,6%) ,chimica, gomma e plastica (19%), agricoltura e pesca (12,6%).

Nella metallurgia (+40 per cento nel 2009) c'è stata una forte crescita nei "metalli di base preziosi altri metalli non ferrosi" grazie alle esportazioni in India, Germania, Emirati Arabi e Albania. I "mobili" sono cresciuti del 30,2 %. Gli altri mezzi di trasporto hanno fatto registrare risultati positivi a partire dal 2004; tutti gli altri settori di specializzazione regionale hanno invece subito decrementi: in particolare prodotti dell'agricoltura e alimentari (-13,9 e -9,3 per cento), chimica (­16,7 per cento), macchinari (-25,1 per cento). Mercati di sbocco: con riferimento ai mercati di sbocco, la Germania si conferma il principale segue il Marocco (che ha mantenuto la seconda posizione grazie alle commesse nei mezzi di trasporto), gli Stati Uniti,la Polonia, la Spagna, la Francia. In espansione le vendite nei Paesi Bassi, Grecia, Singapore, Albania, Qatar e Kazakistan

Dal quadro d'insieme, di certo non confortante, emerge l'importanza di definire azioni e politiche capaci di favorire il "posizionamento" del sistema economico-produttivo regionale – anche attraverso lo sviluppo di un mercato e di una cultura dei servizi per l'internazionalizzazione, attraverso il coinvolgimento del partenariato, promuovendo la crescita dimensionale delle imprese, favorendo al contempo processi di aggregazione e fornendo strumenti finanziari e metodologici adeguati per il rilancio del sistema produttivo. È altresì essenziale, promuovere maggiori sinergie con il sistema universitario e della ricerca ed investire, in modo mirato, nell'affiancamento e nella formazione di personale qualificato in grado di guidare l'azienda nelle scelte strategiche per l'avvio di processi d'internazionalizzazione di successo.

L'azione regionale sarà dunque preordinata ad invertire la tendenza che individua nella Calabria là regione con il tasso nazionale più basso di internazionalizzazione produttiva; per tale ragione, tutte le linee di intervento perseguono un duplice fine:

1.      migliorare la capacità delle imprese di avviare e sviluppare processi di internazionalizzazione efficaci e duraturi;

2.      favorire l'incontro tra i prodotti regionali e le tendenze di consumo dei Paesi individuati.

In tal senso i Progetti-Paese/Settore costituiscono gli strumenti metodologici necessari per superare le logiche meramente esportative e favorire il passaggio ad un modello di presidio dei mercati esteri. Le debolezze strutturali dell'apparato economico-produttivo, rendono necessaria l'adozione di adeguate misure volte a creare le condizioni per supportare la nascita ed il rafforzamento di raggruppamenti di PMI e consorzi per l'export in grado competere sul mercato globale.

Appare di fondamentale importanza:

·         avviare una strategia di posizionamento della Calabria nell' area del Mediterraneo, favorendo partnership imprenditoriali e rafforzando la presenza produttiva nei mercati selezionati;

·         migliorare il coordinamento delle politiche volte alla promozione del sistema produttivo sui mercati esteri e intensificare le sinergie con gli attori istituzionali nazionali ed internazionali, i1 partenariato economico e sociale, gli enti e le associazioni di categoria;

·         rafforzare le attività dello Sportello regionale per l'Internazionalizzazione, anche attraverso una cooperazione più efficace con il Ministero dello Sviluppo Economico, l'Istituto nazionale per il Commercio Estero, la Società per le Imprese all'estero, l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa;

·         promuovere strumenti integrati per l'internazionalizzazione, per valorizzare le produzioni calabresi, migliorare le capacità di internazionalizzazione delle PMI e favorire il trasferimento di conoscenze tecniche e specialistiche;

·         realizzare Progetti Paese/Settore per concentrare le risorse in interventi di internazionalizzazione verso aree geografiche/settori produttivi funzionali allo sviluppo del sistema territoriale;

·         rafforzare i consorzi per l'export;

·         regolamentare più efficacemente la partecipazione della Regione Calabria ad eventi e manifestazioni fieristiche internazionali che favoriscano le produzioni locali e le relazioni economiche con i mercati target;

·         attivare strumenti finanziari per l'internazionalizzazione (ad es. fondo regionale di Venture Capital, fondi di garanzia a favore delle PMI) in grado di sostenere gli investimenti esteri delle imprese calabresi;

·         sostenere la partecipazione ai Programmi di Cooperazione Territoriale 2007-2013 e intercettare le opportunità previste dallo strumento europeo di partenariato e di vicinato (ENPI);

1.13.2 Attrazione degli investimenti esterni

A differenza di molte regioni italiane che soffrono per un eccesso di sviluppo quantitativo la Regione Calabria possiede enormi margini di crescita e, per il periodo 2007-2013, ingenti risorse finanziarie a valere sui fondi strutturali e sul Fondo Aree Sottoutilizzate il cui effetto moltiplicatore potrebbe generare nel presente periodo di programmazione un'importante fase di sviluppo, in grado di attenuare le criticità che da sempre scoraggiano l'attrazione di investimenti esteri.

Non esistono vincoli fisici alla crescita delle attività economiche, mentre appare certamente migliorabile la produttività delle risorse utilizzate.

La presenza di un sistema universitario regionale, territorialmente e funzionalmente articolato, è forse la leva più importante per conseguire qualità sociale e sviluppo innovativo Un numero in continua crescita di giovani scolarizzati e, sovente, laureati sono pronti per essere inseriti nel mercato del lavoro. Il fattore produttivo per eccellenza, il capitale umano, è dunque particolarmente abbondante e non conosce strozzature dal punto di vista dell'offerta.

Lo stock ampio e articolato di "risorse immobili" pregiate può consentire alla Calabria di avviare processi di sviluppo endogeno su basi solide. La regione possiede un patrimonio considerevole di risorse, per lo più ancora intatte e/o scarsamente valorizzate. Presìdi archeologici eccellenti, boschi, parchi e riserve naturali coprono ampie superfici del territorio regionale mentre patrimoni culturali e architettonici sono diffusamente presenti in regione.

Si evidenziano, inoltre, numerosi enti di ricerca attivi (scienze agrarie, chimica, scienze mediche e biologiche, ecc.), ampie specializzazioni del settore agroindustriale, concentrazioni imprenditoriali nel settore metalmeccanico, lo sviluppo di realtà produttive nei settori ICT e nautica; la dinamicità del tessuto produttivo di alcune provincie calabresi.

In tale contesto, la Regione deve promuovere un processo di apertura del sistema economico e favorire la localizzazione di capitali, investimenti, competenze e flussi di consumo provenienti dall'esterno, di qualità elevata, che garantiscano significative ricadute in termini di integrazione con i sistemi produttivi locali (indotto, reti tra imprese, innovazione tecnologica, etc)

Per il perseguimento di tale obiettivo, superando le criticità del passato, si intende coinvolgere attivamente le Istituzioni locali, le Università, le Camere di Commercio, le Associazioni di Categoria, gli Istituti di Credito e gli altri enti ed organismi nazionali ed internazionali con i quali avviare partnership strategiche.

L'ambizione è di far assurgere la Calabria al ruolo di ponte, in termini economici logistici e culturali, tra la sponda Nord e quella Sud del Mediterraneo, valorizzando i fattori e le specificità locali e, nel complesso, le componenti principali di attrattività territoriale.

Appare decisivo a tal fine svolgere un' attenta ricognizione delle opportunità localizzative, avviare forme di collaborazione per la semplificazione amministrativa, offrire agevolazioni agli investitori esteri, sviluppare intese e collaborazioni con le autorità dei Paesi selezionati, promuovere una nuova immagine del sistema regionale.

In sintesi, saranno avviate iniziative sinergiche volte alla definizione e all'attivazione:

·         del sistema di offerta regionale (Pacchetti localizzativi) per l'insediamento di imprese esterne, in collaborazione con le istituzioni ed enti competenti e con le Aree di Sviluppo Industriale;

·         di un programma pluriennale di iniziative specifiche di marketing localizzativo regionale, rivolto ai principali stakeholder ed operatori dei settori strategici di interesse, attivi in Italia e sui mercati esteri ritenuti prioritari ai fini dell'attrazione di investimenti in Calabria;

·         di piani/programmi di marketing localizzativi territoriali in relazione ai settori produttivi strategici ed alle tipologie di investimenti su cui incentrare le attività di attrazione, agevolando l'insediamento di imprese straniere, specie se operanti in settori a forte contenuto tecnologico e di conoscenza;

·         di un sistema di servizi informativi integrati per i potenziali investitori, finalizzati a fornire informazioni qualificate sul sistema territoriale ed imprenditoriale regionale, nonché sulle opportunità e modalità di investimento, oltre a garantire servizi di assistenza tecnica per la predisposizione e realizzazione dei piani di investimento.>>”.

Pasquale Maria TRIPODI

Si illustra da sé.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, su che cosa?

PRESIDENTE

“Internazionalizzazione e attrazione degli investimenti esterni”.

(Interruzione)

Dice l’onorevole Tripodi che si illustra da sé. E’ uguale all’altro.

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10373.

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, è approvato a maggioranza.

Proposta di legge n. 108/9^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2011). Articolo 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002” – Discussione dell’articolato

Articolo 1 (Programma di interventi per il contrasto alla ‘ndrangheta)

PRESIDENTE

Il secondo punto è il “collegato alla manovra finanziaria regionale per l’anno 2011. Articolo 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002”.

All’articolo 1 c’è un emendamento protocollo numero 10707 a firma del gruppo Italia dei valori: “L’articolo 1 è sostituito dal seguente:

“1. Al fine di rafforzare il sistema di contrasto alla criminalità organizzata e supportare il percorso di un effettivo riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata, favorendo lo sviluppo di microimprese che possano offrire un’alternativa alle carenze occupazionali nella regione, la Giunta regionale è autorizzata a ricorrere all’indebitamento, sulla base delle disposizioni di cui al Titolo III della legge regionale 8 febbraio 2002, n. 8, per il recupero e la ristrutturazione degli immobili confiscati ed assegnati agli enti locali e agli organismi non-profit.

2. Il mutuo o prestito obbligazionario per spese di investimento a carico del bilancio regionale con rata annuale massima di 500 mila euro sarà contratto per una durata massima di anni venti anni in più soluzioni a mezzo di più atti di erogazione e quietanza, subordinatamente al verificarsi delle condizioni di volta in volta ritenute necessarie dall’istituto finanziario ai fini del suo intervento.

3. Il programma degli interventi previsto nel comma 1 è approvato dalla Giunta regionale in raccordo con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, previa verifica del numero e dello stato degli immobili acquisiti al patrimonio dello Stato e pubblicazione di apposito avviso ed acquisizione di manifestazioni di interesse inerenti le idee progettuali da realizzare”.

La parola all’onorevole Giordano per l’illustrazione dell’emendamento.

Giuseppe GIORDANO

Avevo detto nella discussione generale che con questo emendamento riteniamo che la linea per condurre la battaglia contro la ‘ndrangheta e la criminalità non possa non passare necessariamente da un segno tangibile che diamo sull’utilizzo, sul recupero e sulla ristrutturazione degli immobili confiscati, che sono assegnati e agli enti locali e ad organismi non-profit.

L’articolo 1 viene sostituito con questo articolo 1, con queste finalità, dove si prevede la possibilità di utilizzo di un mutuo o prestito obbligazionario per spese di investimento a carico del bilancio regionale con rata annuale massima di 500 mila euro, contratto per una durata massima di venti anni in più soluzioni a mezzo di più atti di erogazione e quietanza, secondo le condizioni di volta in volta ritenute necessarie dall’istituto finanziario ai fini del suo intervento.

Il programma degli interventi, che quindi andranno a favorire la possibilità dello sviluppo delle microimprese e andranno sul piano di valorizzare i beni confiscati e dare un segno tangibile di lotta sia di creare delle possibilità occupazionali nella regione, il programma di interventi – dicevo – rispetto al comma 1 sarà approvato dalla Giunta regionale in raccordo con l’Agenzia nazionale dei beni confiscati, previa verifica del numero e dello stato degli immobili acquisiti al patrimonio dello Stato e pubblicazione di apposito avviso ed acquisizione di manifestazioni di interesse.

Presidenza del Presidente Francesco Talarico

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Parere della Giunta? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10707.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 10749 a firma dell’onorevole Battaglia: “Al comma 1 dell’articolo 1, dopo la parola “infrastrutture” aggiungeremateriali ed immateriali”;

dopo la parola “videosorveglianza” aggiungere le parole “per esigenze di mobilità anche gestionale”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, già in Commissione è stato accolto l’emendamento a mia firma, che proponeva l’accordo di programma per tentare di dare una soluzione a questo problema, quindi si è trovata una unanimità rispetto all’esigenza di attivare e continuare una linea di azione.

Con questo emendamento preciso meglio, cioè inserisco, considerato che ci troviamo di fronte alla possibilità di stipulare un accordo di programma quadro, alcuni elementi, cioè le infrastrutture materiali e immateriali ed aggiungere oltre alla videosorveglianza “per esigenze di mobilità anche gestionale”.

Sono termini che, in genere, negli accordi quadro nazionali che vengono stipulati per la sicurezza si trovano e daranno la possibilità alla Giunta regionale di avere un margine di manovra anche economica maggiore rispetto all’emendamento che abbiamo approvato in Commissione.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è favorevole, anche questa volta, alla proposta emendativa dell’onorevole Battaglia così come era stato in Commissione.

PRESIDENTE

Quindi il parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

(Interruzione)

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 1 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10746 a firma dell’onorevole Battaglia che così recita: “Dopo il comma 4, dell’articolo 1 è aggiunto il seguente comma: “La Giunta regionale è autorizzata a promuovere la definizione di accordi con gli istituti bancari per l’estinzione di ipoteche o altri gravami trascritti sui beni confiscati e che ne ostacolano l’assegnazione ed il riutilizzo per un importo massimo di euro 1.500.000,00.

La copertura finanziaria è assicurata dallo stanziamento previsto al capitolo di bilancio 82010416 che presenta le necessarie disponibilità”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, con questo emendamento si tenta di raccogliere in parte l’emendamento che è stato presentato dal gruppo di Italia dei valori e bocciato. Questo emendamento prevede solo uno stanziamento di 1 milione 500 mila euro utilizzando una dizione che è contenuta nella proposta già approvata in Commissione, era la proposta dell’onorevole Magarò, che dovremmo approvare in Aula.

Prevedo questa somma che ha già una copertura finanziaria in quanto nel fondo globale, nella proposta della Giunta vi è un milione di euro per l’intero anno 2011. Ed allora in questa sede, sostanzialmente, con questo emendamento anticipiamo una manovra che poi nel 2011 a mio giudizio non avrebbe copertura.

Ho copiato un comma della legge che è stata già approvata alla unanimità in Commissione tentando di dare una copertura immediata.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

(Interruzione)

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 1 come emendato.

(E’ approvato)

Articolo 2 (Interventi urgenti di contrasto alla povertà)

PRESIDENTE

All’articolo 2 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 10708 a firma del gruppo di Italia dei Valori che così recita: “Al comma 3, dell’art. 2, dopo le parole <<di cui alla legge regionale n. 1 del 2004 (politiche regionali per la famiglia)>> sono aggiunte le seguenti: <<e le linee previste dalla legge regionale 26 novembre 2003, n. 23 (realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria)>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Questo emendamento propone, praticamente, di ricondurre ai principi essenziali della legge 23 del 2004, ai suoi principi e alle linee guida lo spirito della legge attuale attraverso soprattutto il coinvolgimento dei comuni.

PRESIDENTE

Mi viene detto che sull’articolo 2 è stato presentato un emendamento completamente sostitutivo. Su questo emendamento ha chiesto di intervenire il relatore.

Francesco MORELLI, relatore

“Al fine di offrire sostegno alle famiglie numerose in stato di bisogno economico, la Giunta regionale è autorizzata ad avviare un programma di aiuti utilizzando come indicatore il quoziente familiare e quanto previsto dall’articolo 4, comma 7 della legge regionale 2 febbraio 2004, numero 1. Il programma finalizzato all’obiettivo di assicurare un contributo economico ai nuclei familiari calabresi è regolamentato con apposito atto proposto dal dipartimento lavoro sulla base delle linee guida approvate dalla Giunta regionale relative ai programmi di aiuti entro 60 giorni, previo parere della competente Commissione consiliare da emanare entro 30 giorni. Per gli oneri connessi alla risoluzione delle norme di cui al presente articolo è autorizzata per l’esercizio finanziario 2011 la spesa, nel limite massimo di euro 10 milioni, a valere sulle risorse allocate all’Upb 6.2.01.05 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2011”.

Bruno CENSORE

Presidente, chiedo scusa, intanto il Regolamento non è possibile presentare emendamenti e non può essere considerato nemmeno un sub-emendamento perché è interamente sostitutivo di un articolo. Mi pare, quindi, che siamo fuori dalle regole, grazie.

Giovanni NUCERA

E’ un sub-emendamento, collega Censore.

(Interruzione)

Bruno CENSORE

Il sub-emendamento deve essere collegato ad un emendamento. Non rida, consigliere Nucera, perché in queste materie è una vecchia volpe e ci ha fatto scuola.

Il sub-emendamento si deve collegare ad un emendamento che riguardi la stessa materia.

Qui, intanto, non siamo ad un sub-emendamento ma ad un emendamento che non potrebbe essere nemmeno tale in quanto viene sostituito tutto l’articolo.

PRESIDENTE

Nella sostanza tra l’emendamento presentato e l’articolo di legge, al di là dell’aspetto formale che condivido, non ci sono differenze sostanziali.

Se lo guardiamo, può essere meglio riscritta e più snellita la nuova versione. Stiamo facendo le copie. Lo distribuiamo e se è migliorativo …

(Interruzione)

Qualcosa fatta meglio…

(Interruzione)

Al di là delle eccezioni formali che condivido e va benissimo, sto solo dicendo di valutare se c’è la volontà dell’Aula perché questo emendamento venga discusso.

(Interruzione)

Bruno CENSORE

Ma, Presidente, non era una questione che riguardava…

PRESIDENTE

Mi faccia finire, onorevole Censore.

Valutiamo se questo emendamento migliora, così come è formulato, l’articolo 2 per renderlo più snello e comprensibile, perché ho visto che sostanzialmente riprende tutte le cose che sono scritte nell’ articolo.

Se adesso prendete la copia e verificate che ci possa essere questa condivisione, l’approviamo nella nuova versione.

Bruno CENSORE

Non è modo di procedere. Intanto, Presidente, la Commissione viene esautorata di poteri. In Commissione abbiamo lavorato!Altrimenti a questo punto si fa in Aula il bilancio o non si fa per niente…

PRESIDENTE

No, no, condivido l’eccezione formale.

Bruno CENSORE

Poi, su questo abbiamo discusso, lavorato, presentato anche degli emendamenti.

PRESIDENTE

Onorevole Censore, ho già detto che condivido l’eccezione formale e se lei la mantiene pongo in votazione così com’è l’articolo 2.

Sto dicendo all’Aula nel suo complesso che se l’emendamento, come è predisposto, può essere migliorativo rispetto alla previsione, siamo tutti d’accordo e lo approviamo; altrimenti poniamo in votazione l’articolo così com’è ed andiamo avanti.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole Guccione. Ne ha facoltà.

Carlo GUCCIONE

Credo, Presidente, che rischiamo di introdurre una metodologia sbagliata, un precedente che, secondo me, rischia di svuotare il Regolamento e le leggi che stanno alla base del funzionamento del Consiglio regionale.

Va bene che la maggioranza ha presentato più emendamenti della minoranza, è un fatto politico rilevante secondo me che un bilancio venga discusso da una maggioranza che ha presentato più emendamenti della minoranza. Siamo all’assurdo, vuol dire che qualcosa che all’interno della maggioranza non funziona.

Arriviamo pure al punto di stravolgere le regole per introdurre un emendamento interamente sostitutivo nel mentre sono scaduti i termini e nel mentre ci sono delle regole che vanno nella direzione opposta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Brevissimamente, Presidente, al di là del tono usato dal collega Guccione, che posso anche capire, vista la posizione cui si ritrova ad intervenire sull’argomento, stiamo parlando della necessità di discutere l’emendamento presentato da Italia dei Valori.

C’è un emendamento presentato da Italia dei Valori che prevede l’inserimento nel contesto di uno spirito di riferimento che in fondo, tutto sommato, possiamo anche condividere.

Ci inseriamo, proprio per l’apertura che quell’emendamento rappresenta, con un sub-emendamento che contribuisce a rendere attivo l’intero articolo 2 della legge.

Quindi dov’è questa volontà di voler a tutti i costi criminalizzare un atteggiamento che a noi sembra congruo rispetto alla determinazione che anche l’Aula si può dare.

Mi pare che sia eccessiva la posizione, collega Guccione.

PRESIDENTE

Per favore, intanto, accomodiamoci tutti nei banchi di riferimento e ricostituiamo l’ordine, altrimenti diventa un manicomio.

Ha chiesto di intervenire l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Ero in piedi per via della posizione con la quale abitualmente intervengo, non era una manifestazione di una muscolarità particolare.

Lei ha riconosciuto correttamente, Presidente, che sul piano formale è inammissibile la richiesta di introdurre un emendamento, che non è neanche tale perché abroga completamente…

Se è così mi permetto di ricordarle che nel momento in cui lei riconosce che è inammissibile, in questo contesto non può neanche sottoporre a votazione questa proposta che viene da altre parti e quindi penso che debba necessariamente ripiegare sulla discussione del nostro emendamento.

Altrimenti come ha detto l’onorevole Guccione, qui si realizza un precedente pericolosissimo che viola la regola fondamentale, la cornice del funzionamento del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Presidente, dobbiamo distinguere le questioni di merito dalle questioni formali perché a volte la forma è sostanza.

Sul piano dei principi e della logica qualunque testo è migliorabile. Quindi l’argomentazione che un testo può essere migliorato, arrivati a questo punto della discussione e delle procedure è un argomento che non regge.

In questa fase, lei ci deve fare la cortesia di applicare il Regolamento perché poi si fanno dei precedenti che sono pericolosi.

Le ricordo che una situazione di questo tipo ce la siamo trovati rispetto all’Arpacal e lei ha fatto passare come sub-emendamento ciò che era un emendamento presentato fuori tempo massimo.

La pregherei di non ripetere questo tipo di operazione altrimenti l’Aula diventa ingovernabile e per poter governare adeguatamente l’Aula ci deve fare la cortesia istituzionale di far rispettare le regole.

Questo è un emendamento presentato fuori tempo massimo ed è, pertanto, inammissibile.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il sottosegretario Sarra. Ne hafacoltà.

Alberto SARRA, sottosegretario alle riforme e semplificazione amministrativa

Riallacciandomi all’autorevolissimo intervento dell’onorevole Principe e di tutti coloro che l’hanno preceduto, l’eccezione formale è fondata e non c’è ombra di dubbio, però è anche vero che l’Aula è sovrana per cui se c’è una volontà dell’Aula che è migliorativa come testo – cioè se c’è un testo che è migliorativo –, non mi pare che ci si possa dividere su un problema di questo tipo che riguarda le famiglie bisognose.

Se il Consiglio regionale, che ha potestà legislativa, riesce a migliorare un testo che va nell’interesse della intera collettività regionale, con specifico riferimento alle famiglie numerose, credo che l’Aula possa esprimersi senza per questo venir meno a quelle che sono le regole auree.

Mi permetto di ricordare a me stesso che la regola principale è quella che l’Aula è sovrana. Per cui se il Consiglio regionale ritiene di dar buona prova di sé e mi pare che i presupposti – scusate se do questa lettura forse immediata – ci siano, credo che questo testo possa essere approvato con la formulazione migliore nell’interesse di tutti.

Il problema formale esiste e questo l’ho evidenziato in premessa.

Chiarito questo, però, ritengo anche che l’Aula è sovrana e questa è la legge principale che governa l’Assemblea legislativa regionale.

Quindi mi permetto di chiedere un minimo di volontà in questa direzione nell’interesse generale non nell’interesse dell’approvazione di una norma fine a sé stessa.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Presidente, vorrei richiamare i colleghi sull’articolo 97 del nostro Regolamento.

L’articolo 97 del nostro Regolamento parla di correzione di forma e dà la possibilità a quest’Aula, ove non si cambi il contenuto del testo di un emendamento,…

Lo leggiamo insieme perché io non sono il detentore assoluto di verità, ma leggo l’articolo 97 che dice “Prima della votazione finale, i relatori, la Giunta o un Consigliere, nel termine massimo di tre minuti espone all'attenzione del Consiglio sulle correzioni di forma che il progetto richiede e proporre le conseguenti modificazioni”.

Ora, su quell’articolo noi non abbiamo modificato né il contenuto economico né, tanto meno, l’orientamento legislativo. Abbiamo semplicemente corretto la forma per come vogliamo che quell’articolo possa essere votato da quest’Aula.

Mi appello all’articolo 97 e lo sottopongo ai colleghi per vedere se ci sono le motivazioni per andare incontro a questa forma di approvazione.

PRESIDENTE

Ripeto il concetto che avevo detto all’inizio: dal punto di vista formale siamo totalmente d’accordo che l’emendamento, siccome è interamente sostitutivo, non possa essere messo in votazione.

Se l’Aula nella sua interezza dopo averlo letto – lo abbiamo distribuito proprio in questo momento, quindi recepisco in pieno le eccezioni formali che sono state messe in campo dalla minoranza e voglio far rispettare il Regolamento – riterrà che nel merito della questione possiamo procedere leggendolo almeno

Mi sembra che vengano ripetuti gli stessi concetti in maniera diversa, però, non ci sono novità rispetto al testo iniziale e all’emendamento previsto.

Mi rivolgo alla minoranza: se c’è la volontà di approvarlo così come nella nuova formulazione bene, altrimenti pongo in votazione l’articolo 2 come previsto.

Prego, sottosegretario Sarra.

Alberto SARRA, sottosegretario alle riforme e semplificazione amministrativa

Credo, senza aggiungere altro, che se la proposta è migliorativa - e ci permettiamo di offrirla alla valutazione, la verificate - possa passare col consenso di tutti. Però fate la verifica, vi prego. Se è migliorativa nell’interesse della predisposizione di una legge e adeguata anche dal punto di vista della predisposizione lessicale e degli obiettivi, credo possa passare. E’ giusto, però, che voi la guardiate.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Ferdinando Aiello. Ne ha facoltà.

Ferdinando AIELLO       

Presidente, lo dico sia all’onorevole Tripodi che all’onorevole Sarra: la proposta non è migliorativa ma è alternativa perché qui si parla di una gestione del dipartimento e di una eventuale graduatoria.

Qui nell’emendamento si fa riferimento alla legge numero 23 del 2003, sono due cose completamente diverse : lì c’è un sistema integrato, i comuni gestiscono i piani di zona, e qui, invece, si dà al dipartimento la gestione. Sono due gestioni diverse.

PRESIDENTE

Quale? L’emendamento De Masi parla della legge numero 23.

Ferdinando AIELLO

Siccome ancora so leggere un pochino in italiano c’è scritto “e le linee previste dalla legge regionale 26 novembre 2003, numero 23”. De Masi.

E quell’altro, non me ne voglia l’onorevole Morelli, sono due proposte… qui si parla di gestione da parte del dipartimento lavoro sulla base delle linee guida approvate dalla Giunta regionale. Sono due cose diverse.

Una cita la “23” ed un’altra cita…

Non è un sub-emendamento, sono alternative, cambia completamente la forma.

(Interruzione)

Onorevole Nucera, cambia completamente la forma. Tra l’altro è pure irregolare la forma di gestione che state promuovendo se riconoscete una legge regionale.

(Interruzione)

Cambia completamente la forma.

PRESIDENTE

Se ho capito bene, la minoranza eccepisce il rispetto formale del Regolamento.

(Interruzione)

Questo mi sembra di aver capito.

Pongo in votazione l’emendamento di Italia dei Valori. Parere della Giunta? Parere del relatore? Contrario.

(E’ respinto)

No, non è un sub-emendamento ma è un emendamento completamente sostitutivo. Siccome ci sono delle regole - lo dico prima di tutto alla maggioranza - che devono essere rispettate, e non c’è da parte della minoranza la volontà di accogliere questo emendamento, che non cambia sostanzialmente il merito, ma viene posta una eccezione formale e dato che sono il garante di questa Assemblea, accolgo questa eccezione formale e pongo in votazione l’articolo 2 come previsto dalla Commissione.

(E’ approvato)

Articolo 2 bis (Programma di aiuti alle famiglie colpite dall’alluvione di Gioia Tauro)

PRESIDENTE

All’articolo 2 bis c’è un emendamento protocollo numero 10653 a firma degli onorevoli Censore, Guccione e Ferdinando Aiello che così recita: “All’articolo 2 bis, dopo le parole <Comune di Gioia Tauro> aggiungere <e nei comuni costieri della provincia di Vibo Valentia>. Le risorse finanziarie necessarie di 200.000,00 euro saranno incrementate a valere sul capitolo 5114105, Upb 2.2.0402”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, per quanto riguarda questi interventi, cioè questo programma di aiuti alle famiglie colpite da alluvione, concordo sul fatto che vada dato un qualche segnale alle famiglie e alle imprese di Gioia Tauro.

Dato, però, che nello stesso periodo e nello stesso mese di novembre 2010 anche altre zone della Calabria, in particolar modo i comuni costieri del vibonese: Parghelia e Zambrone, sono state investite da questa alluvione, da questo nubifragio, chiedo che la stessa misura sia applicata ai cittadini dei Comuni dell’altra provincia. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 2 bis.

(E’ approvato)

Articolo 3 (Disposizioni per la cessione dei crediti delle imprese)

PRESIDENTE

All’articolo 3 è stato presentato emendamento protocollo numero 10743 a firma dell’onorevole Fedele che così recita: “All’art. 3, comma 1, secondo rigo, le parole <o di aziende sanitarie> sono abrogate”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, questo emendamento è ritirato perché assorbito da quello successivo, sempre a mia firma.

PRESIDENTE

Allora, l’emendamento protocollo numero 10743 è ritirato.

Sempre all’articolo 3 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10709 a firma del gruppo Italia dei Valori che così recita: “Al comma 1 dell’art.3, dopo le parole <aziende sanitarie> si aggiungono le seguenti <o dagli enti sub-regionali e strumentali regionali, dagli enti locali i cui interventi sono stati finanziati dall’ente Regione>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Con questo emendamento, Presidente, si chiede di aggiungere oltre agli enti che già sono previsti nell’articolo anche gli enti sub-regionali strumentali che possono, praticamente, fruire dall’autorizzazione alla cessione assoluta dei crediti vantati dalle imprese nel rispetto dei limiti fissati dalla legge.

Quindi soltanto l’estinzione ad altri enti che non sono contemplati nell’articolo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento con il parere contrario della Giunta e del relatore.

(E’ respinto)

All’articolo 3, è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10700 a firma dell’onorevole Fedele che così recita: “Allo scopo di sostenere le imprese interessate da ritardi di pagamento da parte della Regione o di aziende sanitarie per forniture di beni e servizi o per la realizzazione di opere pubbliche, la Regione Calabria e le aziende sanitarie, senza oneri a proprio carico, possono certificare – su istanza motivata – alle imprese il credito certo ed esigibile per rientrare nei parametri dell’accordo “Basilea 2”, autorizzando atti di cessione pro-soluto dei crediti vantati dalle imprese nel rispetto dei limiti fissati dal decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 (Misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e imprese e per ridisegnare in funzione anticrisi il quadro strategico nazionale) convertito con modificazioni, dall’articolo 1 della legge 28 gennaio 2009, n. 2 e dal patto di stabilità interno, fermo restando il disposto di cui all’articolo 46 della legge regionale 8/2002”.

Prego, onorevole Fedele.

Luigi FEDELE

Presidente, è come ho accennato prima. Siccome si è estesa anche alle aziende sanitarie la possibilità del ripiano dei debiti attraverso la cessione del credito, devono essere le singole aziende sanitarie – questo emendamento dice questo – a certificare il credito, non la Regione perché non è in grado di poterlo fare.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Intervengo perché penso che sia possibile unificare la discussione su questo emendamento con quello successivo a firma mia e di altri consiglieri, Bova e Mirabelli, protocollo numero 10730 che così recita: “Al comma 3 dell’articolo 3, aggiungere il seguente testo: <<Per quanto riguarda le imprese interessate da ritardi di pagamento, operanti nel settore sanitario la certificazione del credito certo ed esigibile deve essere fatta dalle aziende sanitarie provinciali o ospedaliere>>”.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

E’ assorbito dall’emendamento presentato dal consigliere Fedele.

Nicola ADAMO

Appunto…

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole sia a questo emendamento che, naturalmente, a quello protocollo numero 10730, a firma dell’onorevole Adamo ed altri perché, evidentemente, assorbito da quello dell’onorevole Fedele.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione i due emendamenti per come integrati.

(Sono approvati)

Pongo in votazione l’articolo 3 nel suo complesso come emendato.

(E’ approvato)

Articolo 4 (Fondo di garanzia per le imprese e gli operatori economici)

PRESIDENTE

All’articolo 4 è stato presentato emendamento protocollo numero 10742 a firma del consigliere Fedele che così recita: “All’articolo 4, comma 2, le parole <<aventi sede operativa nel territorio della Regione Calabria>> sono abrogate”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, è una precisazione per evitare di incorrere in contrasto con le regole comunitarie sulla concorrenza.

Queste aziende devono avere sede operativa nel territorio della regione Calabria.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 4 è stato presentato emendamento protocollo numero 10710 a firma del gruppo Italia dei Valori che così recita: “Al comma 2, dell’articolo 4, dopo le parole <<mancati incassi dovuti dalla Regione>> sono aggiunte le seguenti <<dagli enti sub-regionali e strumentali regionali, dagli enti locali i cui interventi sono stati finanziati dall’ente Regione>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

L’emendamento prevede di aggiungere nell’apposito articolo le seguenti parole “dagli enti sub-regionali e strumentali regionali, dagli enti locali i cui interventi sono stati finanziati dall’ente Regione”.

Si riferisce a quel fondo di garanzia presso la società per azioni Fincalabra.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10710.

(E’ respinto)

Ancora all’articolo 4 è stato proposto l’emendamento protocollo numero 10711 a firma del gruppo Italia dei Valori che così recita: “Il comma 4, dell’articolo 4 è sostituito dal seguente: <Per l’istituzione del predetto fondo di garanzia è autorizzata, per l’esercizio finanziario 2011, la spesa nel limite massimo di euro 410.000,00 con variazione in aumento delle risorse allocate all’Upb 2.2.02.02 e con contestuale diminuzione delle risorse di cui all’Upb 1.204.09 del successivo articolo 12 del quale è prevista l’abrogazione>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Questo emendamento è al comma 4 dell’articolo 4, il fondo di garanzia, si intende implementarlo per l’esercizio finanziario 2011 con “la spesa nel limite massimo di euro 410.000,00” in luogo dei 200 mila euro che erano previsti dal comma 4.

La compensazione la effettuiamo con “la contestuale diminuzione delle risorse di cui all’Upb del successivo articolo 12 del quale abbiamo chiesto l’abrogazione”. Si tratta di incentivi all’avvocatura.

PRESIDENTE

Parere del relatore e della Giunta? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 4 è stato proposto emendamento protocollo numero 10654 a firma dei consiglieri Censore, Guccione e Ferdinando Aiello che così recita: “L’articolo 4 è così sostituito:

Al fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese artigiane di cui alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 viene stanziato un importo di euro 850.000,00 quale fondo di garanzia la cui gestione è affidata al soggetto previsto dall’articolo 3 della predetta legge.

Entro 60 giorni dalla approvazione della presente legge, il dipartimento attività produttive dovrà erogare al soggetto gestore di cui all’art. 3 della legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 la somma stanziata.

Alla copertura finanziaria si provvede con euro 200.000,00 a valere sulle risorse allocate all’Upb 2.2.02.02 dello stato di previsione della spesa di bilancio 2011, euro 150.000,00 a valere sul capitolo 5114105, Upb 2.2.04.02 euro 500.000,00 a valere sul fondo unico”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, noi con questo emendamento chiediamo intanto l’implementazione del fondo, perché 200 mila euro sono poche, con l’aumento a 850 mila euro. Siamo convinti che Fincalabra non abbia la capacità amministrativa e le risorse umane per poterla gestire.

C’è la legge regionale numero 12 del 2004 che prevede chi debba essere il soggetto gestore per quanto riguarda il fondo di garanzia. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 4 è stato presentato emendamento protocollo numero 10750 a firma dell’onorevole Battaglia che così recita: “Dopo il comma 5, dell’articolo 4, sono aggiunti i seguenti commi:

Al fine di favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese artigiane di cui alla legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 viene stanziato l’importo di euro 800.000,00 quale fondo di garanzia la cui gestione è affidata al soggetto previsto dall’articolo 3 della predetta legge.

Entro 60 giorni dalla approvazione della presente legge, il dipartimento attività produttive dovrà erogare al soggetto gestore di cui all’art. 3 della legge regionale 14 aprile 2004, n. 12 la somma stanziata.

Alla copertura finanziaria si provvede con euro 800.000,00 a valere sulle risorse allocate all’Upb 2.2.04.02 dello stato di previsione della spesa di bilancio 2011”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Grazie, Presidente, il mio emendamento non sostituisce come quello illustrato precedentemente dal collega Censore, l’intero articolo 5. Non perché io non condivida l’impostazione del collega Censore, ma perchè ritengo che la filosofia e le finalità dell’articolo 5 non saranno raggiunte. Prendo atto, però, che il Governo e la maggioranza ritengono invece, questa, una filosofia da seguire.

Rimane però fuori il problema vero dei fondi di garanzia. Il problema riguarda le piccole e medie imprese. Da questo punto di vista, è necessario, allora, aggiungere un’altra parte della finalità che è quella che riguarda la gestione ordinaria o gli stessi investimenti rispetto ai quali gli istituti di credito non concedono spazio allo sviluppo delle nostre imprese.

L’emendamento, quindi, vuole aggiungere sempre destinando alle finalità della legge 2004, richiamata prima, un fondo di 800 mila euro da reperire sul fondo unico destinandolo a tutte le imprese della Calabria che hanno necessità per il 2011 di effettuare investimenti.

Voglio dire, e concludo, che questo emendamento sostanzialmente velocizza la spesa e dà un supporto operativo al dipartimento delle attività produttive.

Voi nelle dichiarazioni programmatiche di insediamento del governo avete evidenziato la vostra sensibilità e la vostra predisposizione a perseguire il rafforzamento dei Confidi.

Questo è il momento di mettere in atto quanto da voi enunciato all’insediamento del Consiglio. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Contrario. Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10750.

(E’ respinto)

Ancora all’articolo 4 è stato proposto emendamento protocollo numero 10745 a firma dell’onorevole Morelli che così recita: “Al fine di favorire lo sviluppo delle imprese artigiane calabresi al comma 5 dell’articolo 4, sono aggiunti i seguenti commi:

4. La Giunta regionale è autorizzata a costituire un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese artigiane la cui gestione è affidata al soggetto previsto dall’articolo 3 della legge regionale 14 aprile 2004, n. 12.

5. Entro 60 giorni dalla approvazione della presente legge, la Giunta approva apposito regolamento di attuazione.

6. Alla copertura finanziaria si provvede con euro 200.000,00 a valere sulle risorse allocate all’Upb 2.2.04.02 dello stato di previsione della spesa di bilancio 2011”.

Prego, onorevole Morelli.

Francesco MORELLI, relatore

Presidente, in effetti si tratta di una modifica all’articolo 4 che insieme a Fincalabra riguarda anche le piccole e medie imprese, individuando ai sensi della legge regionale, articolo 3 della legge regionale 14 aprile 2004, anche un soggetto deputato per le imprese artigiane. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è favorevole nel momento in cui l’emendamento del Presidente della Commissione dovesse essere riformulato nella maniera…

PRESIDENTE

Formulato come?

Francesco MORELLI, relatore

Sostanzialmente per dare un segnale concreto sia alla Finanziaria regionale, che in questo caso a Fidart, le 200 mila euro poste in essere dalla finanziaria regionale sono 100 mila da accreditare a Fidart come soggetto attuatore e 100 mila per Fincalabra.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Così formulato il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, a me pare curioso questo modo di procedere da parte della maggioranza, non dico del Governo regionale.

Nel senso che avete appena bocciato un emendamento che richiamava la legge del 2004 ricordata dall’onorevole Morelli e che era stato presentato perché in questa Commissione bilancio- che ha esaminato il collegato ed ha ascoltato tutta la Calabria, come ha evidenziato l’onorevole Morelli – Fincalabra si è presentata in Commissione e come detto all’inizio dall’onorevole Imbalzano, ci ha detto che non ha strutture e che non ha capacità.

Aggiungo io che è un semplice Confidi iscritto al “106” della Banca d’Italia senza avere le capacità tecniche e le esperienze perché non è mai riuscito ad operare in questo settore.

Dobbiamo allora essere molto chiari. Il mio emendamento che è stato bocciato, aveva la funzione di velocizzare quello che dovrà essere - perché è un impegno della Giunta – adottato con una serie di atti amministrativi che porteranno questa amministrazione regionale ove dovesse mantenere fede agli impegni presi nei confronti della piccola e media impresa a produrre atti amministrativi solo alla fine del 2011.

L’emendamento, invece, dava subito al dipartimento delle attività produttive la facoltà di procedere.

Oggi, presentare un emendamento come fa il Presidente Morelli che indica sempre la legge del 2004 e poi addirittura si fa una trattativa in cui metà di questa somma deve essere data a Fincalabra a me sembra fuori luogo.

Ricordo a tutti che Fincalabra ha 51 milioni di euro che non riesce ad utilizzare. Ricordo a tutti che Fincalabra, come ci è stato detto da uno dei suoi responsabili, non ha nemmeno la capacità di capire cosa è un Confidi. Va allora fatta una scelta netta.

Se voi volete veramente intervenire positivamente in questo settore… capisco la differenza che c’è tra il mio emendamento e quello dell’onorevole Morelli. Nel mio prevedevo 800 mila euro e lui ne prevede 200.

Abbiamo detto che questa istituzione vuole sostenere lo sviluppo; 200 mila euro a fronte di un fondo unico che non è immenso, ma c’è, mi sembrano quasi una mortificazione rispetto alle nostre imprese.

L’altra differenza che c’è tra il mio emendamento e quello dell’onorevole Morelli è che nel mio davo incarico al dipartimento entro 60 giorni di definire le procedure. Il suo emendamento prevede che la Giunta si riunisca ed emani regolamenti che già ci sono dai tempi dell’onorevole Tripodi e quindi, sostanzialmente, impone delle pastoie burocratiche in più.

A me sembra sconcertante quanto sta avvenendo come impostazione. Ma se a voi va bene…

Però, onorevole Imbalzano, dobbiamo essere anche conseguenti rispetto a quello che ascoltiamo, a quello che diciamo ed a quello che poi andiamo a votare. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono altri interventi.

Prego, onorevole Censore.

Bruno CENSORE

Mi ricollego a quanto diceva il collega Battaglia.

Nell’emendamento che avevo presentato, il protocollo numero 10654, c’è un richiamo preciso ad una legge regionale del 2004 che non ha fatto il centro-sinistra e che è una legge alla quale ci dobbiamo conformare.

Allora, se per una parte del fondo che voi avete previsto, 100 mila euro ci conformiamo e per altri 100 mila euro non ci conformiamo, vuol dire che qui le leggi le mettiamo sotto i piedi.

Che diventa , un mercato? Chiedo, quindi, il rispetto della legge anche perché questa legge, affida a Fidart la gestione ed è una gestione più snella, operativa e più immediata.

Non vedo, allora, tutta questa resistenza tenendo in considerazione, pure, che Fincalabra effettivamente per bocca di un consigliere di amministrazione ha solo due persone in organico e sta, attualmente, gestendo tre nuovi bandi ed uno vecchio che riguarda le uve del cirotano.

Voglio dire andiamo o non andiamo incontro alle imprese. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento a firma Morelli come riformulato. Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Così come formulato il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento col parere favorevole del relatore.

(E’ approvato)

All’articolo 4 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10732 a firma dei consiglieri Adamo, Bova, Mirabelli che così recita…

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, chiedo scusa sull’ordine dei lavori.

Ormai è passato l’emendamento a firma dell’onorevole Morelli, ma non credo che, così come è stato fatto per l’articolo 2, si possa procedere.

(Interruzione)

PRESIDENTE

E’ una distribuzione di somme, quindi questo non glielo consento.

Demetrio BATTAGLIA

Questo è un emendamento sostitutivo.

Questo lo dico per il futuro, per chiarirci perché vedo girare qui altri emendamenti, per evitare problemi.

PRESIDENTE

Non si preoccupi, come ho fatto per questo faremo per gli altri. Su questo non ci sono dubbi.

Siamo all’emendamento protocollo numero 10732 a firma dei consiglieri Adamo, Bova, Mirabelli che così recita: “All’articolo 4, il comma 5 è interamente sostituito dal seguente testo <Il presente articolo si applica anche ai crediti del settore sanitario in coerenza e nel rispetto del vigente piano di rientro dei disavanzi>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Assessore, questo articolo è conseguente a quanto abbiamo approvato prima.

La modifica al comma 3, articolo 3. Se non si modifica pure il comma 5 di questo articolo 4, di fatto l’approvazione dell’emendamento precedente è inefficace e serve solo per la certificazione, ma non è applicabile a tutta l’attività rispetto al fondo di garanzia per le aziende operanti nel settore.

Per cui si richiamano l’una con l’altro, anzi la modifica che è stata fatta prima è propedeutica a questo altrimenti non serve.

Diciamo che è una forma di coordinamento di fatto…

PRESIDENTE

Ci vuole il coordinamento formale…

Nicola ADAMO

Va scritto. Perché il comma 5 è rimasto invece secondo la vecchia filosofia e continuo ad affermare che non si applica. Invece noi diciamo “si applica”.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, posso intervenire sull’emendamento dell’onorevole Adamo?

Guardi, onorevole Adamo, ho l’impressione che noi stiamo scrivendo il libro dei sogni perché immaginare che con 200 mila euro, con una filosofia che poi i fatti dimostreranno sarà travolta…

(Interruzione)

No, il fondo di garanzia. Lo vuole allacciare al fondo di garanzia dell’articolo 5?

(Interruzione)

Allora, immaginare con 200 mila euro quando in banca c’è un rapporto di uno a uno, se non c’è una contrattazione forte – ma la contrattazione che ha fatto Fincalabra per i bandi che ha è di uno ad uno – , significa che si possono garantire in tutto 200 mila euro per il 2011. Lei vuole agganciare pure gli operatori sanitari che hanno crediti immensi? Lo facciamo, ma a mio giudizio è demagogico.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sull’emendamento dell’onorevole Adamo?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

L’interpretazione che fornisce l’onorevole Adamo sembra convincente. Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4 come emendato nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 5 (Interventi per assicurare la realizzazione della Cittadella Regionale)

PRESIDENTE

All’articolo 5 è stato presentato emendamento protocollo numero 10703 a firma del consigliere Nucera che così recita: “Dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti commi:

5. La Giunta regionale è autorizzata ad adibire previa verifica del progetto di costruzione della Cittadella regionale un locale idoneo all’esercizio del culto religioso nel rispetto della sensibilità di ogni persona. I fondi per la realizzazione dell’opera sono compresi nelle spese generali di costruzione dell’intera Cittadella.

6. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale è autorizzato ad adibire un locale al piano terra, all’esercizio del culto religioso, nel rispetto della fede di ogni singola persona. Per la realizzazione di tale opera è previsto un importo di € 10.000,00 da prelevare dal fondo globale per il finanziamento delle leggi”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Presidente, dovrei dire che l’emendamento si commenta da sé ma è giusto aggiungere due parole.

Con questo emendamento chiedo di aggiungere ai quatto commi già previsti dall’articolo 5, i commi 5 e 6 e di prevedere fra i 34 milioni 200 mila euro destinati per la costruzione della Cittadella, la possibilità di 3.400 euro per realizzare nel complesso generale del progetto della Cittadella regionale un locale da adibire a culto religioso.

Lo stesso chiedo che venga effettuato su un locale da reperire al piano terra del Consiglio regionale.

Ho previsto una spesa di 10 mila euro, ma è eccessiva e la possiamo anche eliminare. Un locale da adibire a culto religioso perché non è pensabile che due palazzi così autorevoli ed importanti, così indicativi e così fortemente radicati nella storia e nella tradizione della nostra regione, siano sprovvisti di un’area dove, per chi ha fede, ci si possa raccogliere in preghiera.

Visto che non è stato fatto per lettera perché io l’ho segnalato più volte, lo faccio per legge.

Giuseppe BOVA

Se non frequenta non si raccoglie mai. E’ tutto un dato esteriore il suo.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Presidente, chiedo al relatore di trasformare l’emendamento in ordine del giorno e sulla votazione all’ordine del giorno la Giunta esprime parere favorevole.

Giovanni NUCERA

Posso, Presidente? Ovviamente accolgo l’invito della Giunta ma trattandosi di un Consiglio autorevole che mantiene le promesse fatte, siccome lo facciamo coram populo anche davanti alla stampa, mi auguro che questo si trasformi veramente in realtà.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato e viene trasformato in ordine del giorno da sottoporre alla Giunta e al Consiglio.

Pongo in votazione l’articolo 5 come emendato.

(E’ approvato)

Articolo 6 (Interventi per la realizzazione di opere pubbliche di rilevante interesse regionale)

PRESIDENTE

All’articolo 6 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10729 a firma dell’onorevole Ferdinando Aiello che così recita: “All’articolo 6, dopo il comma 4 aggiungere <<la Giunta regionale è autorizzata a concedere al comune di San Demetrio Corone, provincia di Cosenza, per attività di assistenza agli immigrati presenti sul territorio del comune un contributo di euro 100.000,00 allocati all’Upb 6.2.01.02 dello stato di previsione della spesa dello stesso bilancio>>”.

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre a firma dell’onorevole Aiello è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10725 che così recita: “All’articolo 6 dopo il comma 4 aggiungere <<La Giunta regionale è autorizzata a concedere al comune di San Demetrio Corone, provincia di Cosenza, per attività di assistenza agli immigrati presenti sul territorio del comune un contributo di euro 100.000,00 allocati all’Upb 3.2.03.01 dello stato di previsione della spesa dello stesso bilancio>>”.

L’emendamento si commenta da sé.

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 6 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 7 (Norme per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro del personale regionale degli enti, delle aziende e delle società regionali)

PRESIDENTE

All’articolo 7 è stato presentato emendamento protocollo numero 10712 a firma del gruppo Italia dei Valori che così recita: “All’articolo 7 sono apportate le seguenti modifiche:

alla fine del comma 10 dell’articolo 7 è aggiunto il seguente periodo <in ogni caso la copertura dei posti dovrà avvenire tramite mobilità interna anche favorendo il passaggio fra i dipendenti dei ruoli del Consiglio, della Giunta e degli enti sub-regionali e strumentali>.

Al comma 11 bis dell’art. 7, il periodo <dall’indennità di cui al comma 1 del presente articolo viene, tuttavia detratta a carico di tale personale, la quota già corrisposta quale premio per l’avvenuto passaggio ad altro ente> è soppresso”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Riguarda il metodo attraverso il quale i posti che si renderanno disponibili, a seguito dell’applicazione definitiva di questa legge, possono essere ricoperti.

Si indica, quindi la mobilità interna facendo anche il passaggio tra i dipendenti dei ruoli della Giunta ed enti sub-regionali.

Poi c’è l’emendamento al comma 11 dello stesso articolo in cui si aggiunge alla parte finale la previsione che dall’indennità di cui al comma 1 del presente articolo viene detratta a carico di tale personale la quota già corrisposta quale premio .

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

(E’ respinto)

Si passa all’emendamento protocollo numero 10649 a firma del consigliere De Gaetano che così recita: “All’articolo 7, al comma 1, dopo le parole amministrazione regionale si aggiunge <<i dipendenti delle comunità montane>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Gaetano. Ne ha facoltà.

Antonino DE GAETANO

Presidente, l’emendamento prevede di allargare la possibilità del pensionamento anticipato anche ai dipendenti delle Comunità montane, per il semplice fatto che – come sappiamo – stanno gravando da un po’ di tempo a questa parte, a causa del Governo Berlusconi, in parte sul bilancio della Regione Calabria.

Questo può snellire non solo gli organici ma anche dare la possibilità alla Regione, in prospettiva, di risparmiare.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Anche io e gli onorevoli Guccione e Ferdinando Aiello abbiamo presentato un emendamento protocollo numero 10655 sulla stessa materia, solo che è esteso anche ai lavoratori delle Ferrovie della Calabria.

L’emendamento recita: “All’articolo 7, aggiungere il comma 11 ter: <<I benefici previsti dalla presente legge sono estesi al personale delle Comunità montane, ai dipendenti delle ferrovie della Calabro-Lucane e al personale del comparto sanità salvaguardando i Lea>>”.

PRESIDENTE

E’ esteso anche al personale del comparto sanità. A tutti e tre.

Incominciamo a porre in votazione l’emendamento De Gaetano. Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 7 è stato proposto emendamento protocollo numero 10706 a firma del consigliere Nucera che così recita: “Al comma 12 dell’art. 7 (Norme per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro del personale regionale, degli enti, delle aziende e delle società regionali) del disegno di legge n. 108/9^ presentato dalla Giunta regionale “Provvedimento generale, recante norme di tipo ordinamentale-finanziario. Collegato alla manovra di finanza regionale (Art. 3, comma 4, della legge regionale 4.2.2002, n. 8)” le parole <<nei sei mesi antecedenti>> sono sostituite con le parole <<a decorrere dall’1 giugno 2010 e sino alla…>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Presidente, al comma 12 dell’articolo 7 sostituirei le parole <<nei sei mesi antecedenti>> con le parole <<a decorrere dall’1 giugno 2010 e sino alla pubblicazione…>>” e via dicendo.

Quindi è una sostituzione di termini soltanto. Mi pare che la Giunta sia d’accordo, vero, onorevole Mancini?

PRESIDENTE

Ha letto nel pensiero? Ha già anticipato?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

L’onorevole Nucera, tra le tanti doti, ha anche quella di leggere nel mio pensiero quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10655 che è stato già illustrato dall’onorevole Censore “sulla risoluzione anticipata del rapporto di lavoro”.

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 7 è stato presentato un emendamento, protocollo numero 10652, a firma dei consiglieri Ciconte, Mirabelli, Bruni che così recita: “Il comma 14 della suddetta legge è abrogato e sostituito dal seguente <<La presente norma si estende anche al personale del Servizio sanitario regionale salvaguardando, comunque, quanto previsto dal comma 4 dello stesso articolo, demandando all’atto aziendale la determinazione del piano di fabbisogno annuale economico-finanziario necessario a consentire l’esodo del personale del comparto sanitario>>”.

I proponenti sono assenti. Prego, onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Penso che l’incentivo all’esodo sia una pratica virtuosa. Se è possibile applicarla ed estenderla alle aziende sanitarie che, indirettamente sono interessate è un bene.

(Interruzione)

Ai fini di accompagnare il rientro. Sulle Comunità montane e sull’azienda del trasporto pubblico locale può essere più complessa. Però sulla sanità può essere secondo me possibile.

Pur non essendo a mia firma, lo faccio mio in assenza dei firmatari.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? Contrario. Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Non essendoci altri emendamenti pongo in votazione l’articolo 7 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 8 (Programma di valorizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare)

PRESIDENTE

All’articolo 8 non ci sono emendamenti, pertanto pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Articolo 9 (Disposizioni per il recupero delle somme trasferite agli enti utilizzatori di Lsu/ Lpu)

PRESIDENTE

All’articolo 9 non ci sono emendamenti, pertanto pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

All’articolo 9 bis è stato proposto emendamento protocollo numero 10621 a firma del consigliere Fedele che così recita: “Dopo l’articolo 9 del disegno di legge è aggiunto il seguente articolo <<Art. 9 bis – Partecipazione della Regione Calabria alla Società “Progetto Magna Grecia”

1. La Giunta regionale è autorizzata a promuovere e perfezionare mediante la stipula di tutti gli atti che si renderanno necessari all’uopo, la costituzione di una società in house a capitale interamente pubblico con partecipazione maggioritaria della Regione Calabria, allo scopo di valorizzare e provvedere alla gestione unitaria ed integrata del patrimonio archeologico calabrese.

2. La Giunta regionale adotta ogni provvedimento finalizzato alla costituzione della società, ivi compreso lo Statuto sociale, alla definizione dell’oggetto sociale, alla previsione dei suoi organi sociali ed alla individuazione delle forme di partecipazione e controllo.

3. Alle finalità di cui al presente articolo è destinata la somma di euro 61.200 iscritta la Upb 5.2.01.01 del bilancio 2011>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Per valorizzare e provvedere alla gestione unitaria ed integrata del patrimonio archeologico calabrese si pensa di istituire una società in house per gestire questo nostro patrimonio che, certamente, è di grande importanza e rilevanza.

Non comporta molti oneri di spesa perché sono 61 mila 200 euro, per cui credo che possa essere accertato che servirà sicuramente a valorizzare il nostro patrimonio archeologico.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, qual è l’emendamento, chiedo scusa?

PRESIDENTE

Prego, onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Tentare di rimettere ancora in piedi altre società in house! Il Consiglio regionale e la Giunta regionale dovrebbero fare una valutazione complessiva anche sulle società in house che ci sono. Ritengo che un intervento di questo tipo non può far parte di un collegato che la Giunta aveva presentato come snello ed efficace e che è diventato, però, un insieme di proposte e di leggi che probabilmente non hanno una coerenza. Per cui esprimo un voto negativo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Articolo 10 (Disposizioni in materia di anagrafe zootecnica)

PRESIDENTE

All’articolo 10 non ci sono emendamenti, pertanto lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Articolo 10 Bis (Regolazione unitaria del servizio idrico integrato)

PRESIDENTE

All’articolo 10 bis è stato presentato emendamento protocollo numero 10714 a firma del gruppo di Italia dei valori che così recita: “Al quinto comma dell’articolo 10 bis dopo le parole <<comprendente specificatamente la gestione tecnico-amministrativa delle utenze idriche finali>> vengono aggiunte le seguenti <<e le individuazioni degli ambiti ottimali di gestione>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

La materia del servizio idrico integrato è delicatissima e merita certamente un dibattito ed un articolato ragionamento. In questa direzione – anche perché abbiamo riserve e dubbi – rispetto all’articolato proposto nel collegato, che avrebbe, intanto, meritato un provvedimento ad hoc abbiamo riserve e dubbi sulla effettiva costituzione dell’Ato unico regionale, senza che ci sia una valutazione rispetto ai principi che vengono definiti e declinati dalla legge stessa, che sono quelli di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza rispetto agli ambiti.

Con l’emendamento proponiamo l’adozione di un successivo testo di legge che arrivi in Aula e definisca qual è l’ambito ottimale per la gestione del servizio idrico integrato.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sull’emendamento?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere sull’emendamento protocollo numero 10714 è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre a firma del gruppo di Italia dei valori è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10713 che così recita: “Il secondo comma dell’articolo 10 bis è sostituito dal seguente: <Con successiva legge sarà definito l’ambito territoriale ottimale secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza richiamati dall’art. 186 bis della legge 23 dicembre 2009, n. 191>”.

PRESIDENTE

Parere del relatore e della Giunta? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Si passa all’emendamento protocollo numero 10656 a firma degli onorevoli Censore, Guccione e Ferdinando Aiello che così recita: “Abrogazione dell’articolo 10 bis”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Censore. Ne ha facoltà.

Bruno CENSORE

Presidente, è lo stesso in materia di soppressione del servizio idrico integrato.

PRESIDENTE

C’è pure un emendamento protocollo numero 10766 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo e Maiolo che recita: “L’articolo 10 bis è soppresso”. Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Chiedo di parlare su questo emendamento altrimenti il mio viene assorbito e non posso più intervenire.

Se mi consente, vorrei chiedere al rappresentante del Governo, l’assessore Mancini, ma parlando a lui mi rivolgo anche al Presidente Scopelliti, di ritirare questo articolo 10 bis perché noi mettiamo in atto con il collegato un processo che è estremamente pericoloso.

A parte la censura di prammatica sui collegati dove si fanno addirittura delle leggi, ci rendiamo conto di cosa stiamo facendo? Mi rivolgo anche agli assessori all’ambiente, alle infrastrutture e ai lavori pubblici che mi pare siano competenti.

Cioè, noi facciamo un grande carrozzone che difficilmente potrà gestire un servizio così delicato.

Quello che voi state proponendo è un combinato disposto tra la vecchia Cassa per il Mezzogiorno che all’epoca aveva le competenze dall’adduzione fino ai serbatoi di distribuzione più le gestioni dei comuni.

Penso che questa sia una operazione di una superficialità estrema.

Per la parte che ci riguarda, siamo pronti a discutere di questo argomento perché una cosa la dobbiamo dire. Non è che le Province hanno brillato in materia perché l’Ambito ottimale dovevano gestirlo le province. Infatti la legge Galli così è nata.

Le Province calabresi non hanno brillato.

Mettiamoci allora al lavoro su un testo che riordini tutto il settore e per la parte che ci riguarda non solo assicuriamo la più onesta e leale collaborazione ma chiederemo al Presidente della Commissione prima ed al Presidente del Consiglio dopo di dare una corsia preferenziale alla proposta.

Spesso sentiamo richiami ad una volontà di collaborazione, a tener presente che la Calabria è in una situazione difficile e tutti dobbiamo dare un contributo, ma quando vi offriamo la nostra collaborazione in modo serio non con l’articoletto, la virgola o l’emendamento mirato, le porte ci vengono chiuse.

Assessore Mancini, la pregherei di riflettere su questo punto e se è necessario di ritirare questo articolo, di accogliere il nostro emendamento e fare un ragionamento legislativo serio su un settore delicatissimo.

Ma ci rendiamo conto che se si rompe un grande serbatoio… Prendiamo l’Abbatemarco. C’è una fase di transizione delicatissima, che voi non avete concordato con le province perché non c’è stata nessuna volontà di confronto e di collaborazione.

Insisto su questo punto e mi auguro di recepire un segnale di apertura che noi prenderemo veramente in seria considerazione nel rispetto dei rispettivi ruoli che abbiamo e nell’interesse dei nostri concittadini.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sugli emendamenti protocollo numero 10656 e protocollo numero 10766?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Parere contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione i due emendamenti.

(Sono respinti)

Articolo 10 Ter (Disposizioni in materia di personale A.Fo.R)

PRESIDENTE

All’articolo 10 è stato presentato emendamento protocollo numero 10692 a firma del consigliere Tripodi che così recita: “Art. 10 ter, comma 2 (assegnazione funzionale del personale regionale) <<Il personale in servizio alla data del 31.12.2010 presso il Centro radio regionale dell’Afor viene assegnato funzionalmente al servizio della protezione civile continuando a svolgere compiti e mansioni di propria specifica pertinenza>>”.

Prego, onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Presidente, si tratta di rendere più organico e più omogeneo il servizio del Centro radio della protezione civile.

C’è un iter avviato dalle amministrazioni precedenti, sia dall’amministrazione Chiaravalloti che Loiero, lo sappiamo tutti.

Si tratta di 22 unità che sono, di fatto, parte dell’organico regionale e sono inquadrate al momento nei ruoli dell’Afor.

Si tratta, semplicemente, di riunificare il Centro radio dell’Afor con quello della protezione civile. Non c’è incremento di spesa, le posizioni sono uguali e quindi si tratta semplicemente di una questione di equità di trattamento rispetto alle funzioni svolte.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Favorevoli.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 10 bis nel suo complesso.

(E’ approvato)

All’articolo 10 ter è stato presentato emendamento protocollo numero 10641 a firma dell’onorevole Bilardi che è ritirato.

Sempre all’articolo 10 ter è stato presentato emendamento protocollo numero 10738 a firma dei consiglieri Adamo, Bova, Mirabelli che così recita: “L’articolo 10 ter è interamente soppresso”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Ho proposto la soppressione, Presidente, perché secondo me la copertura dei posti vacanti in dotazione organica attraverso i trasferimenti all’Afor non è possibile.

Certo mi si può obiettare che sarà il Governo nazionale ad impugnare la norma. Ma affermeremmo un principio che contrasta, secondo me, con tutta la norma di base che prevede l’organizzazione delle piante organiche della pubblica amministrazione locale e regionale.

Non è un giudizio di merito ma è proprio la insostenibilità secondo me, poi valutate.

PRESIDENTE

Ha facoltà di parlare l’onorevole Principe.

Sandro PRINCIPE

L’emendamento che abbiamo presentato in Commissione è stato respinto. In effetti tra tutta una serie di norme viene fuori che non diamo speranza ai giovani di poter assumere dei ruoli di qualità in questa Regione e poi vedremo anche nelle istituzioni.

Mi sembra, al di là di ogni ragione che ha espresso l’onorevole Adamo e che io condivido che ci sia anche questo aspetto di cui dovremo un po’ tener conto. Faccio mio l’emendamento a firma degli onorevoli Adamo, Bova e Mirabelli.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 10 ter nel suo complesso

(E’ approvato)

Articolo 10 Quater (Disposizioni in materia di conferimento di incarichi dirigenziali)

PRESIDENTE

All’articolo 10 quater è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10767 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 10 quater è soppresso”.

L’emendamento si commenta da sé.

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 10 quater.

(E’ approvato)

Articolo 10 Quinquies (Disposizioni in materia di stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 10 quinquies con un coordinamento formale perché c’era già un norma che era ripetuta prima.

(E’ approvato)

Articolo 10 Sexies (Direttive regionali in materia di commercio in sede fissa)

PRESIDENTE

All’articolo 10 sexies è stato presentato l’ emendamento protocollo numero 10768 a firma degli onorevoli Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 10 sexies è soppresso”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

L’emendamento si commenta da sé, Presidente. Vorrei prendere qualche secondo al Consiglio. Penso che questa sia una norma di una gravità a mio avviso – ma lo dico con grande umiltà – inaudita, perché noi nello stesso provvedimento omnibus da un lato diamo un sostegno alle piccole e medie imprese con un fondo di garanzia. Piccole e medie imprese, come concetto, frutto di un miglioramento e anche di una nostra battaglia.

Andiamo poi a modificare le norme mentre la partita è in gioco.

Cioè, immaginiamo in un qualunque comune di questa Regione che ci sia un’azienda che abbia fatto degli investimenti, che è salita negli uffici comunali - onorevole relatore e assessore – e si è accertata sulla compatibilità urbanistica dell’insediamento, poi è andata nell’ufficio a fianco o al piano di sotto o al piano di sopra per accertarsi se il piano commerciale prevede la possibilità di un determinato insediamento.

Ha poi dovuto incaricare dei progettisti per fare il progetto. Magari ha dovuto combattere con una banca per avere delle anticipazioni e via discorrendo, non voglio essere lungo, e noi inseriamo in corso d’opera una norma che, praticamente per 150 giorni sospende iniziative di questo tipo.

Penso che questa sia una cosa di una gravità inaudita ed anche qui noi insistiamo perché sia soppresso questo articolo richiamando la maggioranza ad un normale senso di responsabilità. Perché non si può incidere in modo così violento su quelli che sono i processi normali di iniziative imprenditoriali, tanto più se sono conformi alle norme vigenti.

Sono cose che non si verificano neanche nei paesi più sperduti. Non cito i continenti perché potrei offendere gli abitanti di un qualche continente del terzo mondo.

Faccio appello al vostro senso di responsabilità per ritirare questa norma accogliendo il nostro emendamento interamente soppressivo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 10 sexies.

(E’ approvato)

Articolo 10 Septies (Trasferimento risorse economiche al Commissario Delegato per l’Emergenza nel Settore Rifiuti per lo svolgimento delle funzioni previste dall’OPCM 3731 del 16 gennaio 2009 e dall’OPCM 3886 del 9 luglio 2010)

PRESIDENTE

All’articolo 10 septies è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10758 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 10 septies è soppresso”.

Penso che l’emendamento si commenti da sé, vero onorevole Principe?

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 10 septies.

(E’ approvato)

Titolo II Disposizioni in materia di entrate e tributi regionali

Articolo 11 (Collaborazione tra gli organi regionali in materia tributaria)

PRESIDENTE

All’articolo 11 l’onorevole Fedele ha presentato l’emendamento protocollo numero 10831, che così recita: “Il comma 3 dell’articolo 11 viene così modificato: <<Quando nei giudizi avente ad oggetto in’imposizione tributaria la Regione si costituisce tramite l’Avvocatura, la struttura tributaria regionale fornisce le informazioni, le motivazioni e le ragioni giuridiche sottese all’atto tributario o amministrativo impugnato e tutta la documentazione probatoria occorrente per l’espletamento dell’attività di difesa, almeno trenta giorni prima del termine per la costituzione in giudizio”. Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, è un emendamento tecnico. Nei giudizi avente ad oggetto una imposizione tributaria la Regione si costituisce tramite l’Avvocatura, la struttura tributaria regionale deve fornire le informazioni, le motivazioni e le ragioni giuridiche sottese all’atto tributario o amministrativo impugnato e tutta la documentazione probatoria occorrente per l’espletamento dell’attività di difesa 20 giorni prima del termine per la costituzione in giudizio.

Quindi è solo un fatto tecnico.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 11 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 12 (Disposizioni in materia di contenzioso tributario regionale)

PRESIDENTE

All’articolo 12 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10715 a firma del gruppo Italia dei valori. Per assenza dei proponenti l’emendamento è decaduto.

Pongo in votazione l’articolo 12.

(E’ approvato)

Articolo 13 (Partecipazione dei comuni all’accertamento)

PRESIDENTE

All’articolo 13 non vi sono emendamenti, pertanto pongo in votazione l’articolo 13.

(E’ approvato)

Articolo 14 (Modifiche alla legge regionale 10 aprile 1995, n. 11)

PRESIDENTE

All’articolo 14 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10747 a firma dell’onorevole Battaglia che così recita: “All’articolo 14, comma 1, lettera a) le parole <<o taciti>> sono abrogate”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Chiedo l’abrogazione della parola “tacito” perché non si capisce se ci troviamo di fronte ad un provvedimento che è un silenzio rigetto o un silenzio accoglimento. Non capisco il senso, per questo ho presentato l’emendamento. Se poi in Aula ci viene chiarito meglio…

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

Demetrio BATTAGLIA

Avevo chiesto un chiarimento.

(Interruzione)

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

La norma parla chiaro.

Francesco SULLA

Abbiamo chiesto un chiarimento per votarlo pure noi con convinzione, con coscienza.

(Interruzione)

Cioè siamo deficienti a non capirlo?

(Interruzione)

L’ha capito solo l’assessore Mancini. E’ già un passo avanti.

PRESIDENTE

Pongo in votazione…

Francesco SULLA

Se la maggioranza l’ha capito! Se ce lo chiarisce qualcun’altro è lo stesso, non deve chiarirlo per forza l’assessore Mancini. Anche se c’è un altro che ce lo chiarisce, noi ci accontentiamo. Purché qualcuno ce lo chiarisca.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Possiamo votarlo?

Parere della Giunta e del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 14 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 15 ( Modifiche alla legge regionale 28 agosto 2000, n. 16)

PRESIDENTE

All’articolo 15 è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10759 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 15 è soppresso”.

L’emendamento si commenta da sé.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Anche qui all’articolo 15 c’è un emendamento con una richiesta di chiarimento nel senso che dopo la lettera b) si dice “dove non è possibile determinare i rifiuti ecc., ecc.,” si “provvede a stimare in maniera discrezionale il tonnellaggio conferito”.

Successivamente al punto 2, invece, viene indicato un criterio. Da un lato c’è una discrezionalità, dall’altro, invece, viene indicato un criterio. Mi sembra abbastanza confusa la formulazione per questo si chiede l’abrogazione.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 15 bis (Modifiche alle legge regionale n. 30 del7 agosto 2002 così come modificata dalla legge regionale del 29 ottobre 2010 n. 26)

PRESIDENTE

All’articolo 15 bis non ci sono emendamenti pertanto lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Titolo III Disposizioni in materia di sanità

Articolo 15 ter (Accesso all’anticipazione statale per il ripiano dei debiti pregressi della Sanità)

PRESIDENTE

All’articolo 15 ter è stato presentato l’emendamento protocollo numero 10622 a firma dei consiglieri Salerno, Parente, Chiappetta, Gallo, Serra, Bilardi, Pacenza, che così recita: “La Giunta regionale è autorizzata ad espletare le pratiche per l’accensione di un mutuo finalizzato all’estinzione della massa debitoria contratta per l’erogazione dei servizi prestati dalle strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie a far data dall’anno 2004 sino al 15 dicembre 2010. L’importo di euro 3.000.000,00 (tremilioni) sullo stanziamento previsto nel capitolo di bilancio 4331103 è destinato e vincolato quale rateo del mutuo”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

Grazie, signor Presidente, avevamo presentato questo emendamento firmato da componenti della Commissione, dall’onorevole Bilardi, dall’onorevole Pacenza per un problema serio.

Abbiamo le strutture socio-sanitarie private che, in pratica, ad oggi si trovano con 14 mensilità di arretrati come retta che la Regione non riesce a pagare.

Parliamo di un debito di circa 43-44 milioni di euro e questo parte dal periodo del 2004 fino al 15 dicembre 2010.

Per il 2011 abbiamo anche delle carenze di risorse in questo settore di cui, comunque, in fase di assestamento, in fase di variazione bisognerà tenere conto.

Avevamo proposto di destinare 3 milioni di euro di quanto previsto nel capitolo 433103 per l’assunzione di un mutuo.

Discutendo con i tecnici sono state rappresentate delle difficoltà per poter accedere a questo tipo di procedura.

Dico che, comunque, è un problema che questo Consiglio regionale e la Giunta si devono porre ed affrontare in maniera definitiva.

Parliamo di strutture socio-assistenziali che ospitano disabili, persone non autosufficienti, di Rsa. Capite bene il disagio che si andrebbe a provocare facendo perdurare questa situazione.

Parliamo di oltre 5 mila dipendenti, 5 mila lavoratori che lavorano in queste strutture, quindi di un problema molto serio.

In Commissione abbiamo più volte ascoltato le associazioni che rappresentano queste strutture.

Riceviamo quotidianamente delle comunicazioni che ci lamentano questo stato di cose, questa enorme difficoltà ad andare avanti.

Prendiamo atto delle difficoltà tecniche che ci sono per avviare questa procedura ma riteniamo doveroso, assieme ai colleghi, di dover trasformare – visto che tecnicamente non è possibile dare applicazione e seguito a questo emendamento – questo emendamento in una raccomandazione che il Consiglio regionale dovrà comunque affrontare a breve per dare una risposta a questo problema molto serio.

Non ho altro da aggiungere se non quello di affrontare quanto prima possibile il problema in Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, molto brevemente solo per sottolineare che tutto il gruppo, tutta la maggioranza ma credo anche i colleghi della opposizione sono d’accordo su quanto testé detto dal collega Salerno.

In effetti quando si parla di strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie che certamente sono destinate ad accogliere persone con gravi problemi, credo che non si possa essere insensibili.

In effetti è anche vero che c’è un grande credito che queste aziende vantano nei confronti della Regione. Indubbiamente i colleghi si sono resi conto, anche noi abbiamo studiato il problema, che non si può procedere con un mutuo ecc., però chiaramente la Giunta deve prendere atto di questo problema e farsene carico perché da qui a poco i problemi aumenteranno. Bisognerà trovare nell’anno che viene una soluzione a questo problema che non riguarda un singolo ma riguarda intere categorie che vanno sicuramente tutelate.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Presidente, intervengo per esprimere, come gruppo, non solo la condivisione dell’emendamento ma anche per denunciare questo momento di grande sofferenza in cui versano queste strutture.

Anche noi ci associamo affinché questo problema sia preso nella giusta considerazione e venga risolto al più presto possibile per come ha esposto il collega Salerno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiappetta. Ne ha facoltà.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Dopo le considerazioni che ha espresso il mio capogruppo, il Presidente della Commissione sanità collega Salerno, e da ultimo anche il collega capogruppo dell’Udc, penso che non ci sarà bisogno di intervenire ulteriormente.

Ma il mio intervento, lo dico anche ai colleghi della minoranza, vuole essere non solo una sollecitazione ed una esortazione per come ha fatto bene il Presidente Salerno il quale ha esplicitato altrettanto bene anche le motivazioni che hanno convinto tutti i colleghi della maggioranza presenti nella terza Commissione a presentare questo emendamento.

Prendo la parola, ripeto, perché credo che al di là di quella che è stata la chiusa della sollecitazione del collega Salerno, cioè la raccomandazione al Presidente della Giunta, all’Esecutivo perché si possa esaminare con grande attenzione, attesa anche la valenza sociale di quello che stiamo trattando per una possibile soluzione rispetto a quelle che sono le problematiche annose del settore…

Ma inviterei, e credo che su questo non si possa non essere d’accordo, anche la minoranza - e quindi anche i colleghi della minoranza presenti in Aula - a voler esplicitare il pensiero rispetto a questo che è un argomento che non può non esser posto nell’agenda del Governo regionale e quindi anche nell’agenda del Consiglio regionale perché le considerazioni e le riflessioni che ha espresso il Presidente Salerno, credo debbano appartenere al Consiglio regionale nella sua totalità e nella sua interezza.

Mi permetto di aggiungere sollecitando, naturalmente, anche i colleghi della minoranza e sollecitando soprattutto l’Esecutivo regionale ( e prendendo atto delle difficoltà procedurali che ci sono per la realizzazione pratica, concreta ed operativa, consequenziale di questo emendamento) a voler esaminare con grande attenzione la problematica che è stata posta all’attenzione del Consiglio attraverso questo emendamento, perché al più presto si possa trovare un’adeguata soluzione rispetto a quelle che sono le problematiche che si trascinano stancamente per la soluzione da più tempo e soprattutto per impedire che anche in futuro possa accadere quello che si è verificato in passato.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Salvatore PACENZA

Grazie, Presidente, intervengo per aggiungere rispetto a questo argomento e rispetto alle argomentazioni già portate a sostegno da parte dei colleghi che sono intervenuti prima di me, perché riteniamo che sia un aspetto sul quale ci giochiamo molto dal punto di vista sociale.

Sono state presentate e sono giacenti in Commissione una serie di proposte di legge che attengono alla non autosufficienza.

Queste proposte di legge aspettavano un intervento sostanziale di tipo economico per poter vedere la luce.

La presentazione di questo emendamento aveva l’intenzione di mettere insieme in un unico dispositivo le preoccupazioni non solo dei proponenti, ma crediamo, di tutto l’intero Consiglio, rispetto ad un argomento che sicuramente non ha un percorso facile.

Ricordo che uno degli aspetti del piano di rientro, uno dei tre aspetti assistenziali riguarda proprio il rafforzamento della rete territoriale.

All’interno della rete territoriale trovano giusta collocazione le Adi, le case protette, le Rsa.

Se non facciamo in modo che queste strutture possano sopravvivere attraverso il ripiano dei debiti che sono maturati dal 2004 fino al 15 dicembre 2010, credo che il rafforzamento della rete territoriale troverà enormi difficoltà.

Per cui ribadisco e reitero l’invito alla Giunta regionale affinché possa prendere in esame in maniera prioritaria questo aspetto.

Sappiamo ed abbiamo attivato tutte le possibilità giuridiche rispetto ad un eventuale mutuo da contrarre. Non è possibile, ne prendiamo atto e trasformiamo questo emendamento in una richiesta di tipo politico.

Speriamo, che l’occasione di questa sera sia utile per porre con forza all’attenzione del Governo regionale un problema che credo interessi molti calabresi. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Ferdinando Aiello. Ne ha facoltà.

Ferdinando AIELLO

Presidente, intervengo per dire che faccio mio questo emendamento dei colleghi della maggioranza altrimenti in qualità di Vicepresidente della Commissione non sarei consequenziale col lavoro svolto dalla stessa. Dicevano bene sia l’onorevole Salerno che i colleghi Chiappetta e Pacenza.

Anche per essere consequenziale rispetto all’intervento che feci durante la relazione sul bilancio, penso che questo problema vada risolto anche immediatamente non solo perché si manda al collasso quello che è il territorio ed i servizi che sono dati nel territorio, ma anche perché si manda al collasso un numero abbastanza alto di lavoratori che si trovano all’interno di queste strutture.

Quindi per salvaguardare i diritti e dei lavoratori e di chi necessita di un’assistenza, sia essa assistenza domiciliare o data da centri diurni o case famiglia o tutto ciò che ha non solo un sostanziale interesse all’interno del territorio regionale ma ha una integrazione necessaria in questo momento tra sociale e sanità.

Se questo viene meno saremo al collasso non solo della rete ospedaliera ma anche dei servizi sanitari territoriali.

Non so se adesso la proposta che faceva Salerno di raccomandazione può bastare. Penso che l’assessore Mancini debba prenderla a cuore e già stasera dare una risposta concreta su ciò che la Giunta intende fare, altrimenti rischiamo di far venire meno un impegno politico e di serietà che è stato preso all’interno della Commissione. Ma non è solo questo, penso anche ad una risposta a tutti i cittadini calabresi che necessitano dei servizi nel territorio.

L’onorevole Chiappetta diceva alla opposizione; per quanto mi riguarda parlo a titolo personale ovviamente, penso che la Giunta stasera debba immediatamente dare una risposta su questo emendamento che non va nell’interesse dei consiglieri che lo hanno presentato - io lo faccio mio – ma va nell’interesse dei calabresi tutti.

Quindi, penso, che la risposta la Giunta sia doveroso che la dia in questa sede ed in questo momento. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guccione. Ne ha facoltà.

Carlo GUCCIONE

Presidente, francamente su questo punto mi sarei aspettato qualcosa di più concreto.

Sì che siamo alla vigilia di Natale ma io ho partecipato – non faccio parte della Commissione sanità – a diverse riunioni in cui questo problema è stato sviscerato in tutta la sua gravità.

Se il Consiglio regionale , dopo mesi di discussione in Commissione, su un punto che riguarda diverse migliaia di lavoratori si trova ad esprimere ancora auspici senza nessun atto che va nella direzione non dico di risolvere il problema ma di incominciare ad affrontarlo, significa che noi stiamo dimostrando la nostra impotenza rispetto allo stesso.

Ci vuole una volontà politica forte per avviare un atto amministrativo che va nella direzione di risolvere il problema, altrimenti fra qualche mese saremo qui a discutere il fallimento ed il licenziamento di migliaia di persone che oggi lavorano in queste strutture sanitarie.

Altrimenti facciamo solo del buonismo e ci sta tutto, siamo quasi a Natale, ma non adempiamo al nostro compito che è quello di essere gli attori principali di scelte politiche e di atti amministrativi che vanno nella direzione di dare risposte ai calabresi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Solo brevissimamente per dire, Presidente, che c’è un ulteriore emendamento protocollo numero 10677 che ha, in fondo, la stessa natura di quello che stiamo discutendo.

Chiedo che si accenda un mutuo per finanziare le politiche sociali della nostra Regione.

Le motivazioni sono uguali per tutti, le sensibilità sono altrettanto forti ed altrettanto determinate. Ci rimettiamo anche alla valutazione complessiva che la Giunta fa, sicuramente sensibile ed attenta alle politiche sociali, per determinare al più presto senza rinviare ulteriormente ogni decisione che riterrà più opportuna per accelerare il processo di integrazione delle categorie più deboli della nostra terra.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Salerno. Ne ha facoltà.

Nazzareno SALERNO

Giusto un attimo, Presidente: prendo atto degli interventi dei colleghi, anche della minoranza.

Ribadisco che questo è un problema molto serio che, penso, da qui a breve saremo comunque costretti ad affrontare e risolvere.

Voglio sottolineare anche che, comunque, questa situazione di debito che noi abbiamo, onorevole Mancini, ci crea anche dei problemi e dei costi.

Ci potrebbe essere un danno di carattere erariale perché, capite bene, che su una cifra di 43 milioni di euro se la Regione deve pagare interessi per ritardati pagamenti parliamo di una cifra che si potrebbe aggirare sui 5 milioni di euro l’anno.

Cioè, più permane questa situazione più si danneggia economicamente la Regione.

Questo è uno. L’altro aspetto è proprio quello che ci sono oltre 5 mila dipendenti e da qui a breve rischiamo di trovarci magari con dei provvedimenti di licenziamento, perché le strutture non riescono, perché non hanno liquidità, a pagare gli stipendi.

Certamente vi ho dato prima la mia disponibilità e quella dei firmatari dell’emendamento a ritirarlo, a trasformarlo in raccomandazione, in ordine del giorno, però è importante sentire un attimo anche il parere autorevole dell’assessore Mancini riguardo a come si intende affrontare questo problema, incominciando un percorso ed arrivare, comunque, ad una soluzione. Grazie.

PRESIDENTE

La parola all’assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Grazie, signor Presidente, la Giunta apprezza l’iniziativa dei proponenti dell’emendamento. Registra positivamente il dibattito e la convergenza che si sono sviluppati. Assicura ai proponenti, all’Aula che l’assessore al ramo e tutta la Giunta, tutto il Governo regionale oltre ad essere da tempo a conoscenza dell’emergenza sono da tempo al lavoro per tentare di affrontarla e di risolverla.

Si è detto che dal punto di vista tecnico non è questa la strada più giusta. Pertanto apprezzo il comportamento conseguente dei proponenti nel voler ritirare l’emendamento certo che con il contributo della Giunta, con il contributo del Consiglio e di tutti si definirà un percorso per arrivare alla positiva soluzione dell’emergenza.

PRESIDENTE

Quindi l’emendamento è accolto da parte della Giunta come raccomandazione.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

No, la Giunta accetta il ritiro dell’emendamento, si chiede il ritiro che è stato già proposto dai proponenti.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 15 ter come è nel testo originario.

(E’ approvato)

Si passa all’articolo 15 ter al quale è stato presentato un emendamento protocollo numero 10716 a firma del gruppo Italia dei valori che così recita: “L’articolo 15 ter è abrogato”.

Prego, onorevole Giordano.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, con questo emendamento si chiede l’abrogazione dell’istituenda imposta regionale sulla benzina, Irba, che automaticamente sarà una mannaia per il consumatore e per l’utente finale.

PRESIDENTE

C’è anche un altro emendamento sullo stesso argomento, protocollo numero 10760, a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 15 quater è soppresso”.

Parere della Giunta su entrambi gli emendamenti?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione gli emendamenti.

(Sono respinti)

Pongo in votazione l’articolo 15 quater.

(E’ approvato)

E’ stato presentato emendamento protocollo numero 10769 a firma del consigliere Magarò che così recita: “In applicazione dell’articolo 55 del decreto legislativo n. 446/97 a decorrere dal 1° gennaio 2011 le tasse di ispezione dovute per la detenzione di apparecchi di radioterapia e di radium terapia sono abrogate”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magarò. Ne ha facoltà.

Salvatore MAGARO’

Presidente, l’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Siamo sempre all’articolo 15 quinquies al quale è stato presentato un emendamento protocollo numero 10733 a firma dell’onorevole Adamo che così recita: “Dopo l’articolo 15 quater del collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2011 inserire il seguente articolo <<L’articolo 10 della legge regionale n. 22/2010 non è applicabile ai membri del collegio dei revisori dei conti delle Aterp i cui contratti o le stesse nomine siano stati rispettivamente firmati o decretate in data antecedente alla entrata in vigore della stessa legge>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Presidente, è un articolo che si illustra da sé. E’ una sorta di interpretazione autentica - non ce ne sarebbe nemmeno bisogno se l’amministrazione funzionasse linearmente - per evitare la retroattività di questa legge che non viene messa in discussione, l’articolo 10 della “22/2010” si precisa che questa norma non è applicabile ai contratti già firmati perché solleciterebbe contenziosi.

Per cui siccome ne abbiamo già discusso in Commissione con queste precisazioni, faccio invito all’assessore Mancini che esprime il parere della Giunta ad accoglierla per quello che è, non con la volontà di andare in contrasto o modificare la legge 10 della razionalizzazione della spesa.

PRESIDENTE

Consigliere Adamo, non solo per le Aterp ma penso che valga per tutti i revisori.

(Interruzione)

La stessa cosa riguarda i revisori di altri enti. Insomma il parere della Giunta com’è su questa cosa?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Comprendiamo lo spirito ma il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre all’articolo 15 quinquies è stato presentato emendamento protocollo numero 10736 a firma dei consiglieri Magno, Adamo e Bova che così recita: “Dopo l’articolo 15 quater del collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2011 inserire il seguente testo: <<La Giunta regionale è autorizzata nell’ambito delle attività della programmazione degli obiettivi di sviluppo economico, sociale, territoriale e del riordino istituzionale ad affidare alla fondazione Field in qualità di Ente in house della Regione Calabria, la progettazione e realizzazione del programma “Sviluppo di competenze e scambio di esperienze propedeutiche alla costituzione delle unioni o fusioni di comuni calabresi. Animazione dei sistemi locali e territoriali” in coerenza con la L.R. n. 15/2006 e la legge n. 122 del 30 luglio 2010, comma 28.

La copertura finanziaria delle attività del programma di cui al comma precedente per un triennio pari all’importo di euro 6.000.000,00 è a valere sui fondi “Programma operativo – Fse 2007/2013 – Asse VI (assistenza tecnica) e asse VII (capacità istituzionale)>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Presidente, questo emendamento nasce dalla esigenza di accelerare le procedure di attuazione per quanto riguarda le Unioni dei comuni.

Molte Unioni di comuni dopo la promulgazione della legge regionale, purtroppo hanno subito e subiscono tuttora un grave ritardo in considerazione del fatto che all’interno di questi sistemi non è facile che ci sia anche una animazione di natura territoriale che consenta ai comuni di poter prendere coscienza che è necessario dover mettere in campo questa nuova forma istituzionale per consentire un abbattimento dei costi nella gestione dei comuni stessi.

Con questo emendamento si chiede, insieme agli onorevoli Adamo e Bova, che si possa approvare uno specifico progetto-programma da delegare all’associazione Field che consenta, attraverso questo programma operativo dell’associazione, di poter far sì che si dia una accelerata a questa importante riforma regionale che è stata apportata negli anni passati e che comunque ritengo molto valida.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Invito al ritiro. Se si insiste a voler la votazione , il parere sarà contrario.

PRESIDENTE

Parere contrario con invito al ritiro, allora?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Invito al ritiro. L’argomento merita un approfondimento ed un’azione da parte della Giunta. E’ evidente che se dovesse essere votato ed in qualche modo bocciato, questo approfondimento si diluirebbe nel tempo.

Mario MAGNO

In pratica l’assessore ritiene che questo provvedimento possa essere approfondito da parte della Giunta? Va bene, se sarà approfondito lo ritiriamo.

PRESIDENTE

Sempre all’articolo 15 quinquies è stato presentato emendamento protocollo numero 10734 a firma dei consiglieri Adamo, Bova e Mirabelli che così recita: “Dopo l’art. 15 quater aggiungere <<La Giunta regionale è autorizzata alla spesa di euro 10.000.000,00 finalizzata al cofinanziamento dei provvedimenti di sostegno al “fitto casa” in coerenza all’art. 11 legge 431/1998>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Questa modifica era riferita all’articolo 2. Siccome era stata riproposta la formulazione così come era stata fatta in Commissione, essendo stato già approvato l’articolo 2, il fondo di 10 milioni sarebbe aggiuntivo o si interpreta in maniera sostitutiva dell’articolo che abbiamo già approvato oppure, secondo me, non è ammissibile.

L’orientamento è di utilizzare i fondi che vengono usati come sostegno alla povertà attraverso la legge nazionale 431 che prevede un sostegno alla Regione per il contributo di “fitto casa”.

Un modo anche per cofinanziare una misura che negli anni successivi, senza la partecipazione della Regione, costringerà lo Stato ad un restringimento delle risorse da trasferire.

Però, ripeto, siccome l’articolo 2 è stato già approvato se c’è un orientamento a valutarlo ed a trovare una formula come integrarlo va bene, altrimenti lo ritiro pure.

(Interruzione)

E’ puramente formale, non è rispetto alla questione sostanziale, diciamo.

PRESIDENTE

Allora l’emendamento non è accolto perché è stato già incardinato.

Sempre all’articolo 15 quinqui es è stato presentato emendamento protocollo numero 10735 a firma dei consiglieri Adamo, Bova e Mirabelli che così recita: “Dopo l’articolo 15 quater aggiungere il seguente testo <<I finanziamenti previsti nel bilancio regionale per l’esercizio degli anni 2008, 2009 e 2010 a copertura della legge regionale 24/1987 e non attivati costituiscono un fondo unico regionale da utilizzare per gli obiettivi della stessa legge attraverso un programma di interventi da definire a seguito di un bando pubblico il cui testo sarà trasmesso dalla Giunta regionale alla Commissione consiliare permanente competente che è tenuta ad esprimere parere entro e non oltre il termine massimo di giorni 30>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Presidente, l’emendamento si illustra da sé.

Le somme non utilizzate sulla legge regionale numero 24 del 1987 per i mutui alle opere pubbliche ed ai comuni, con la proposta di istituire un fondo unico, definire un bando, poi assumere il parere della Commissione consiliare e procedere.

Parlo di fondi, se ci sono, non attivati.

PRESIDENTE

Parere della Giunta su questo emendamento?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre a firma degli onorevoli Adamo, Bova e Mirabelli all’articolo 15 quinquies è stato presentato emendamento protocollo numero 10737 che così recita: “La Giunta regionale è autorizzata ad affidare all’azienda ferroviaria regionale “Ferrovie della Calabria Srl” una quota di servizi ferroviari su rete Rfi non superiore al 15% del totale dei servizi oggetto di contratto di servizio con Trenitalia Spa”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Questo emendamento dà l’opportunità per affrontare un punto che già il collega Bova introduceva nel suo intervento sul dibattito generale.

E’ stata sufficiente una giornata di neve con le difficoltà ed il disagio che è stato creato in alcune aree del nord in particolare in Toscana perché il Presidente della Regione Toscana citasse, addirittura, ai danni aziende come Anas e Ferrovie.

Noi siamo la Regione che subisce non soltanto i ritardi nell’ammodernamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria, ritardi che andrebbero spiegati.

Ribadiamo in questa sede – l’ha proposto in una occasione pubblica il Presidente della Giunta regionale Scopelliti – che condividiamo lo spirito di quella proposta e lo ribadiamo stasera che sarebbe il caso - onorevole Presidente del Consiglio perché l’ha fatto anche con la sua intesa il Presidente Scopelliti, e l’ho ascoltato con le mie orecchie – che per esempio il dottor Ciucci venisse a renderci conto delle ragioni di questi ritardi perché non sempre le ragioni sono corrispondenti alla realtà.

Sia per quanto riguarda probabilmente aspetti tecnici o più propriamente amministrativi soprattutto per quanto riguarda l’attività del general contractor, ma anche per quanto riguarda le ragioni attraverso le quali si spiega con un contesto ambientale soprattutto per alcuni tratti dell’autostrada che crea difficoltà ed ostruzione alla velocizzazione dei lavori.

Abbiamo un’azienda, le ferrovie italiane, che fa registrare carenza di investimenti e di ammodernamenti infrastrutturali per quanto riguarda le comunicazioni nazionali ed extra regionali. Tutti sappiamo, infatti, dove si ferma l’alta velocità, tutti sappiamo che non è sostituita nemmeno dalla velocizzazione nella tratta meridionale che interessa la Calabria, nemmeno nel collegamento con la Sicilia, e tutti sappiamo in che condizioni viaggia la gran parte dei nostri treni.

Ferrovie italiane, a cui si gira, attraverso un contratto di servizio da parte della Regione Calabria, una quota cospicua del fondo nazionale trasporto destinata a queste risorse - che ammonta intorno ai 100 milioni - prende dalle Regioni ma alle Regioni dà poco, soprattutto dà poco ad una Regione come la nostra.

Addirittura il Presidente della Toscana, Rossi, chiedeva che fine facessero i 230 milioni che la Regione Toscana dà per i contratti di servizio a Ferrovie.

Dico semplicemente che se noi approviamo questa norma di indirizzo - perché la considero tale e mi rivolgo anche all’onorevole Orsomarso – una volta divenuta norma legislativa, darà più forza al Governo regionale.

Così che si possa dire “cara Ferrovia, vieni a discutere con la Calabria”, non soltanto a chiedere il prolungamento dei contratti, ma anche sulla contrattazione degli investimenti. L’alternativa qual è? Fino ad un tetto massimo del 15 per cento – non è detto che debba essere per forza il 15 per cento – io comunque a te Ferrovie dico che provvedo, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale su rotaia, rivolgendomi - considerata la libera concorrenza prevista per legge anche sullo svolgimento del servizio su rete di Trenitalia - alla mia azienda ferroviaria pubblica che, ovviamente, è quella in concessione e che dovrebbe essere definitivamente trasferita dal Tesoro e dai Trasporti alla Regione Calabria.

Per cui velocizzerei i collegamenti tra le città.

Si discute tanto sulla chiusura della linea delle Taurensi. Potrebbe esserci anche un’alternativa sulla linea Trenitalia con il servizio che fa l’azienda regionale ferroviaria della Calabria. Ma anche i collegamenti con le città capoluogo attraverso la rete di Trenitalia potrebbero diventare, addirittura, competitivi con il trasporto su gomma, non soltanto quello pubblico attraverso gli autobus, tanto per intenderci, ma anche con il trasporto su gomma di tipo individuale e privato.

La ferrovia è competitiva anche con l’autostrada in tratte che, per esempio, collegano le singole città capoluogo.

Al tempo stesso, se è vero quello che leggo sulla stampa e cioè che in questo momento la nostra azienda, addirittura, sarebbe impegnata nell’attuazione di un piano industriale che prevede dei tagli rispetto al mantenimento, per garantire la qualità e l’efficienza di alcuni servizi, noi se andassimo a fare quanto proposto daremmo una risposta anche da questo versante.

Ripeto che la norma è solo di indirizzo, è uno strumento che serve per programmare razionalmente anche la contrattazione delle risorse , trasferite dallo Stato, di cui si dispone la Regione.

Per cui penso che sarebbe cosa giusta e saggia che, per dare più dignità anche alla nostra interlocuzione con la grande azienda, si approvasse questa norma e si verificassero gli effetti.

Siamo sempre qui, se gli effetti saranno positivi sicuramente avremmo tradotto questa volontà in azioni che concretamente darebbero degli indubbi vantaggi ai calabresi per quanto riguarda il trasporto ed all’economia calabrese per quanto riguarda gli indicatori economici.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Orsomarso. Ne ha facoltà.

Fausto ORSOMARSO

Presidente, ritengo sulla base delle osservazioni fatte su altri emendamenti, che la proposta del consigliere Adamo sia importante.

Ritengo che la Giunta possa non approvarla ma che sarebbe opportuno che fosse ritirata per poter essere approfondita per tutta una serie di questioni che snocciolo velocemente.

Abbiamo scoperto in questi giorni, in cui è partito il tavolo triangolare: Regione-Ministero-Ferrovie della Calabria, che il debito non è più di 68 milioni di euro, il deficit strutturale, ma è di 82 milioni di euro.

C’è un nuovo piano industriale che dovrà essere applicato.

Direi di più: c’è da aggiungere che non soltanto questa parte dei servizi potrebbero essere affidati all’azienda ferroviaria storica della Calabria, ma anche alcuni servizi che riguardano il porto di Gioia Tauro. Va da sé che è un tipo di approfondimento talmente importante che non lo si può licenziare oggi perché è legato poi a tutta una serie di meccanismi.

Accetterei la proposta utile ed importante dell’onorevole Adamo, così come su altri emendamenti, come raccomandazione, non approvandola in Aula, perché consta di tutta una serie di approfondimenti che riguardano il piano industriale e le risorse che vanno trovate per salvare un’azienda che oggi rischia da qui a febbraio di portare i libri in tribunale.

Sarebbe, quindi, non efficace rispetto alla prospettiva. C’è un problema serio, un problema disatteso forse per troppi anni ed oggi - l’abbiamo discusso nei giorni scorsi anche con l’onorevole Caputo - non riguarda solo Ferrovie della Calabria ma anche Trenitalia.

C’è una interlocuzione che il Presidente Scopelliti ha avviato con il ministro Matteoli. C’è una interlocuzione tecnica che gli uffici regionali del dipartimento stanno svolgendo con Trenitalia e Ferrovie della Calabria. Noi anche su Trenitalia, su una questione così importante, siamo disposti a presentare un ordine del giorno comune, maggioranza e minoranza, per evitare di fare sconti a chicchessia, anche ad un governo che oggi è di centro-destra.

Ribadisco che vi è grande attenzione verso la tematica e sull’opportunità di questo emendamento. Secondo me è opportuno ritirarlo ed approfondirlo insieme a tutte le questioni che in tutto il mese di gennaio dovranno essere affrontate in modo serrato anche da quest’Aula.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Ho richiesto di intervenire anche sulla base della proposta che ha fatto l’onorevole Orsomarso.

Se l’orientamento della maggioranza e del Governo è quello di non approvare, di non inserire questa norma in questa legge, io la ritiro per non sottoporla alla bocciatura.

Perché? Perché secondo me questo è un tema che rimane comunque aperto ed il fine di questo emendamento non è tanto rivolto alla opportunità che si può dare all’azienda di Ferrovie della Calabria. Sarebbe un modo diverso, attraverso la manifestazione di una volontà politica, che noi esprimiamo con legge per impostare in maniera qualitativamente diversa il rapporto e la contrattazione con Trenitalia. Quello è il punto.

Non si tratta nemmeno di una questione riguardante il Governo, ma il rapporto tra alcune di queste grandi aziende - e non a caso ho introdotto nel ragionamento l’Anas e ci metto anche Trenitalia – e la Calabria.

Dobbiamo decidere se su questo punto insieme la vogliamo fare o no una battaglia. Oltre tutto altre Regioni lo fanno.

Collega Orsomarso quando ho sentito Rossi al Tg nazionale che usava parole pesanti come pietre nei confronti di Ferrovia e di Anas e dei loro amministratori delegati per il disagio di quella mezza giornata, di quella nottata rispetto alle nevicate che ci sono state, ho pensato quale diversità ci fosse tra il peso specifico di una Regione – me ne rendo conto – come la Toscana e la nostra.

Però credo sia arrivato il tempo - sapendo qual è il trascorso che ci mettiamo dietro le spalle, qual è il grado di abbandono anche di questi servizi - che anche noi su questo facessimo una battaglia unitaria, che si gridasse anche su questo all’inciucio.

Non è possibile che Trenitalia chieda una gara di rinnovo di un contratto estendibile per 12 anni. Perché se fate un contratto per 12 anni per Trenitalia ci siamo giocati per tutti questi anni la partita. Hai voglia di gridare al vento! Poi, magari, ci dobbiamo sorbire le macerie del trasporto pubblico locale regionale.

Ed allora ritiro l’emendamento proprio per evitare di determinare una volontà che non è quella che la maggioranza sta esprimendo.

Su questo argomento, però, troviamo le sedi, il tavolo e le forme per alzare il tiro e discutere seriamente nella difesa degli interessi dei calabresi.

Mario MAGNO

Giusto per rispondere. Ripeto, onorevole Adamo, che è difficile approvare l’emendamento rispetto a tutte le questioni sul campo: la crisi importante ed economica di Ferrovie della Calabria e poi l’interlocuzione con Trenitalia cui non abbiamo fatto sconti fin dal primo momento che ci siamo insediati.

Tant’è che il Presidente Scopelliti ha invitato pubblicamente Ciucci dell’Anas e Trenitalia a venire in questo Consiglio regionale. Non vuol dire che questo ammonimento, questa interlocuzione - che diventa poi fatto concreto - sulla gestione non possa trovarci impegnati in tutto un lavoro a gennaio, anche in sede di Consiglio regionale.

E’ un problema di opportunità non approvarlo, perché non sappiamo che quadro complessivo avremo da qui a qualche giorno. Però l’apprezziamo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Se capisco bene l’interessante dibattito sviluppatosi, sulla scorta dell’interessante emendamento proposto con primo firmatario l’onorevole Adamo, l’emendamento è stato ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 15 quater.

(E’ approvato)

Articolo 16 (Modifiche alla legge regionale 29 marzo 1999, n. 8 recante “Provvidenze in favore di soggetti affetti da particolari patologie”)

PRESIDENTE

All’articolo 16 è stato presentato emendamento protocollo numero 10722 a firma dell’onorevole Nicolò che però è ritirato.

(Interruzione)

Questo emendamento, protocollo numero 10722 è stato approvato in sede di Commissione.

(Interruzione)

Giovanni NUCERA

Ho presentato un sub-emendamento all’emendamento Nicolò che si integra perfettamente con l’emendamento Nicolò.

Il collega Nicolò dice che era stato già approvato in Commissione.

(Interruzione)

Mettetevi d’accordo voi.

Alessandro NICOLO’

L’emendamento nel testo del Collegato non è recepito, assessore.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Chiedo scusa, basta consultare il testo di legge che stiamo votando alla pagina 34. E’ proprio prevista questa norma.

Alla pagina precedente questa norma è rubricata come articoli che non hanno superato il vaglio della copertura finanziaria. Nei verbali della Commissione lei avrà modo di trovare che il parere della Giunta era favorevole nel momento in cui si fosse evidenziata la mancanza di spesa.

Tale mancanza di spesa è stata sventuratamente accertata dai dipartimenti competenti e quindi tale norma è priva di copertura finanziaria.

Quindi, signor Vicepresidente, la pregherei di accogliere l’invito dell’onorevole Fedele e di ritirare l’emendamento. Grazie.

PRESIDENTE

Allora l’emendamento protocollo numero 10722 è ritirato così come il sub-emendamento a firma dell’onorevole Nucera.

Pongo in votazione l’articolo 16 come proposto nel collegato.

(E’ approvato)

Articolo 16 bis (Modifiche alla legge regionale 42/2008)

PRESIDENTE

All’articolo 16 bis è stato proposto emendamento protocollo numero 10761 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 16 bis è soppresso”.

L’emendamento si commenta da sé.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Ritengo che questo articolo abbia la filosofia di sostenere l’intervento pubblico e non privato e non quella illustrata dall’onorevole Principe nel suo intervento nel dibattito generale.

Tant’è che, al contrario di altre norme che erano state previste e proposte in questa Regione, poi non approvate, non si propone un intervento misto pubblico-privato e, ove mai il privato dovesse entrare in gioco in questa storia, è prevista una procedura concorsuale che non riguarda né la Regione né tanto meno può essere superato da qualsiasi affidamento privato.

E’ una scelta che fa il comune per quanto riguarda la propria capacità realizzativa e non è il privato che è chiamato ad essere soggetto proponente. Per cui penso che sia di aiuto ai comuni se vogliono usufruire di questa possibilità.

Comunque, è una opportunità. Altrimenti anche questa rimarrebbe una norma regolamentatrice e di indirizzo. Non vi è nessun appesantimento della legge già operante.

Per questa ragione sono contro l’emendamento a firma Principe.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe, ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

A parte le argomentazioni dell’onorevole Adamo che prendo per buone per rispetto al collega, anche se, poi, andando ad interpretazioni dottrinarie o giurisprudenziali, è tutto da verificare se l’ente pubblico mantiene la maggioranza assoluta del 51 per cento. In ogni caso questa è una norma che viola i principi della concorrenza.

Peraltro, non solo viola i principi della concorrenza che valgono sia nel rapporto tra privati che nel rapporto tra pubblico e privato, ma è una norma che vanifica i tetti stabiliti dalla precedente legislazione regionale.

La cosa che lascia più perplessi è che i Megawatt che vengono proposti con questa procedura vanno oltre il plafond stabilito dalla legge.

Peraltro, non vedo per quale motivo l’ente pubblico si dovrebbe sottrarre alla valutazione di impatto ambientale per avere una procedura facilitata come se gli enti pubblici calabresi, ma lo dico in generale, si segnalassero per essere campioni della tutela ambientale.

Se giriamo un po’ per la regione, notiamo che è l’esatto contrario, per la gran parte.

Questa è anche una ulteriore perplessità per cui manteniamo l’emendamento soppressivo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Solo per precisazione, Presidente, perché nessuno dice che l’ente pubblico non si debba sottoporre alla Via. Si fa un ragionamento sulla potenza ed al limite questo prevede lo screening.

Volevo poi dire che il tetto massimo è stato impugnato dal Governo,mi riferisco alla legge 42. Il consigliere Sulla era assessore e ne parlavamo adesso. Non c’è più il tetto massimo, anzi c’è l’obbligo del tetto minimo per cui la concorrenza non sottrae al privato proprio nulla.

E’ un incentivo a promuovere e soprattutto a sollecitare il pubblico ad intervenire in questo campo che per il momento è tutto privato.

Ora, mi rendo conto che sostenere il pubblico da parte mia può essere considerato una anomalia secondo – non certamente - l’onorevole Principe. Ma queste battaglie le ho sempre fatte sia sul pubblico che per quanto riguarda l’altra norma sul gettito fiscale da far lasciare in Calabria alle grandi aziende. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere della Giunta è contrario all’emendamento soppressivo e quindi favorevole all’articolo.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 16 bis nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 17 (Modifiche alla legge regionale 9 febbraio 2004, n. 3)

PRESIDENTE

All’articolo 17 è stato presentato emendamento protocollo numero 10638 a firma dei consiglieri Gallo, Chiappetta, Salerno, Dattolo, Pacenza che così recita: “Dopo l’ultimo capoverso dell’articolo 17 del collegato alla legge finanziaria 2011 aggiungere <<3) Per gli oneri connessi all’esecuzione delle norme di cui alla predetta legge regionale 9 febbraio 2004, n. 3, cap. di bilancio n. 52010244, è autorizzata per l’esercizio finanziario 2011 la spesa di € 1.000.000,00>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Gallo. Ne ha facoltà.

Gianluca GALLO

La legge regionale numero 3 del 2004, la legge sui teatri calabresi, è una legge che nel corso di questi anni ha prodotto tutta una serie di conseguenze favorevoli e nel settore anche la creazione di tanti posti di lavoro.

La dotazione prevista inizialmente superava il milione di euro. Nel corso degli anni tale dotazione è stata diminuita. Quest’anno la dotazione era di 400 mila euro rispetto ai 500 mila euro dello scorso anno.

Riteniamo che per continuare il lavoro virtuoso, assicurato dalla rivoluzione culturale rappresentata dalla legge regionale numero 3 del 2004 si debba aumentare la dotazione da 400 mila euro ad un milione di euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

La Giunta chiede al proponente, apprezzandone l’iniziativa, di ritirare l’emendamento a causa di una mancanza di copertura finanziaria.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Prego, onorevole Gallo.

Gianluca GALLO

Presidente, la Giunta poi magari in sede di assestamento può trovare delle risorse, eventualmente, per coprire almeno in parte le somme necessarie?

PRESIDENTE

Prego, assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Come l’onorevole Gallo sa, le “vie del Signore sono infinite”. Quindi mi auguro che, visto che la Giunta apprezza la sua iniziativa, che il Signore ci illumini.

Gianluca GALLO

Va bene, l’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Principe.

Sandro PRINCIPE

Vorrei far mio l’emendamento dell’onorevole Gallo con questa precisazione: mi rendo conto – l’ho già detto nella breve discussione che ci è stata consentita – che tutto il comparto della cultura è stato ridimensionato enormemente sotto il profilo finanziario, con riferimento ai fondi propri della Regione.

Se mi ascolta, assessore Mancini…

Però, con i fondi comunitari – se si studia bene il Por Calabria – ci sono una serie di filiere che non solo interessano le varie branche della cultura, ma interessano in modo particolare anche la filiera teatrale.

La mia proposta, che può essere accettata dal Governo regionale – sarebbe anche una notizia questa sera –, è di finanziare l’emendamento proposto dall’onorevole Gallo con i competenti riferimenti del Por Calabria 2007-2013. Ritengo che in sede di coordinamento formale questo obiettivo si possa raggiungere magnificamente.

PRESIDENTE

Prego, assessore Mancini.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Pur apprezzando la via indicata dall’onorevole Principe (del quale la Giunta ha approvato tutta una serie di proposte emendative in Commissione, quando l’onorevole Principe legittimamente non era presente, ma le sue proposte emendative sono state approvate), per quanto riguarda questo percorso proposto al momento non siamo in grado di rispondere positivamente.

Invito, quindi, – apprezzando lo spirito costruttivo col quale l’onorevole Principe si è posto – a ritirare anch’egli l’emendamento a prima firma Gallo che era stato poc’anzi ritirato dal primo firmatario.

Sandro PRINCIPE

Assessore Mancini, intanto la ringrazio per aver sottolineato che io non ero presente in Commissione. Lei ha fatto parte del Parlamento nazionale e sa che non avviene quasi mai che i capigruppo siano obbligati a partecipare in Commissione bilancio.

Mi rendo conto che siamo alla Regione Calabria, ma il gruppo del nostro Partito era presente ed ha proposto anche a mia firma una serie di emendamenti.

Detto questo ho l’impressione di non essere stato chiaro, per cui la mia mancanza di chiarezza le ha impedito di comprendere la mia proposta.

Siccome sui fondi comunitari ci sono enormi risorse, lei potrebbe anche accantonare questo emendamento ed intanto far studiare ai suoi tecnici se si può coprire – anche come raccomandazione eventualmente alla Giunta – con i fondi comunitari.

Noi così daremmo un po’ di ossigeno all’attività teatrale calabrese che rischia di languire.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Se la soluzione proposta dall’onorevole Principe è quella di trasformare l’emendamento in raccomandazione, questa sarà vagliata approfonditamente e con la volontà di risolvere il problema.

PRESIDENTE

Possiamo allora trasformare l’emendamento in raccomandazione. Pertanto l’emendamento viene ritirato.

Sempre all’articolo 17 è stato presentato emendamento protocollo numero 10718 a firma del gruppo Italia dei valori che così recita: “Dopo il comma 2 dell’articolo 17 aggiungere il seguente comma <<3. Per gli oneri connessi all’esecuzione delle norme di cui alla presente legge è autorizzata per l’esercizio finanziario 2011 la spesa di euro 1.000.000,00 a valere sul capitolo di bilancio n. 520410244>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole De Masi. Ne ha facoltà.

Emilio DE MASI

Si tratta in sostanza di un emendamento che ripropone quello che ha illustrato l’onorevole Gallo e su cui poi l’onorevole Principe ha avuto modo, da par suo, di fornire una indicazione abbastanza ragionevole, insomma.

Premettiamo che confidiamo nell’assoluta buona fede, nell’onestà politica ed intellettuale della Giunta ed in particolare dell’assessore Mancini.

Però, trattandosi di un settore la cui sofferenza potenzialmente si trasforma in una sofferenza della cultura che, come abbiamo detto nell’intervento generale, suscita sviluppo, oseremmo chiedere un impegno maggiormente preciso, in modo che si abbiano garanzie.

Credo non siano sfuggiti a nessuno, quanto meno alla Giunta, la ricchezza di proposte, di attività, il tasso occupazionale che è indotto dalle attività teatrali, la capacità che induce in termini di modificazione del costume.

Cioè, questo è davvero un appuntamento di civiltà che rischieremmo di mancare, privando il settore del contributo finanziario che tra l’altro non è elevatissimo. Penso che la cifra richiesta sia davvero al minimo per poter garantire – come ha detto l’onorevole Principe – la prosecuzione di un’attività sempre più ricca e sempre più proficua sul piano culturale. Grazie.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 17 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 18 (Modifiche alla legge regionale 12 giugno 2009, n. 19)

PRESIDENTE

All’articolo 18 è stato presentato emendamento protocollo numero 10590 a firma dei consiglieri Magno, Chiappetta e Pacenza che così recita: “All’articolo 2 della legge regionale n. 19 del 12.6.2009 si aggiunge il comma 19 che così recita <<La Giunta regionale nell’ambito delle risorse finalizzate all’attuazione della presente legge è autorizzata a concedere un contributo pari ad euro 60.000,00 a favore della fondazione “I Sud del mondo”>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Magno. Ne ha facoltà.

Mario MAGNO

Presidente, l’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 18 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 19 (Modifiche alla legge regionale 10 ottobre 2002, n. 39)

PRESIDENTE

All’articolo 19 è stato presentato emendamento protocollo numero 10719 a firma del gruppo Italia dei valori che così recita: “L’articolo 19 è abrogato”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Grazie Presidente, l’emendamento è proposto per abrogare l’articolo 19 con il quale la Giunta regionale avrebbe la potestà di prevedere “forme di incentivazione per il personale amministrativo dell’Avvocatura regionale che partecipa alle attività finalizzate al recupero delle somme”.

A nostro avviso non ha bisogno di nessuna incentivazione il settore dell’Avvocatura, che ha un numero congruo ed ampio di personale che può svolgere un compito che secondo noi è doveroso e non ha bisogno di nessuna incentivazione.

Pertanto ne chiediamo l’abrogazione.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrari.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 19 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 20 (Modifiche alla Legge regionale 13 maggio 1996, n. 7)

PRESIDENTE

All’articolo 20 è stato presentato emendamento protocollo numero 10724 a firma del consigliere Fedele che così recita: “All’articolo 10, comma 1 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 7 tra le parole <…Regione…> e <…è istituita…> è aggiunto il seguente periodo <…e, ai fini del contenimento della spesa e del rispetto del patto di stabilità, degli enti strumentali della Regione, previa adozione di apposite convenzioni stipulate in conformità alle modalità individuate nel rispetto della normativa in materia, da apposito regolamento di attuazione, che la Giunta regionale adotterà entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge…>”.

L’emendamento è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 20 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 21 (Modifiche alle leggi regionali 5 maggio 1990, n. 52 e 12 agosto 2002, n. 34)

PRESIDENTE

All’articolo 21 è stato presentato emendamento protocollo numero 10603 a firma dell’onorevole Gallo che così recita: “All’art. 21 le parole <sentite le amministrazioni comunali> sono sostituite dalle parole <previo parere vincolante delle amministrazioni comunali>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Gallo. Ne ha facoltà.

Gianluca GALLO

Presidente, molto brevemente, con l’articolo 21 si affida alla Regione Calabria la gestione delle riserve naturali – in particolare di quella del Crati – all’associazione ambientale “Amici della terra Italia” la quale predispone il programma di gestione sentite soltanto le amministrazioni comunali di Cassano Ionio, Corigliano, Tarsia e Santa Sofia d’Epiro nei cui territori si trova la foce del Crati ed il percorso del Crati.

Ho previsto in questo articolo la sostituzione delle parole <sentite le amministrazioni comunali> con le parole <previo parere vincolante delle amministrazioni comunali>”.

Ne ho discusso prima con l’assessore e sembra che il parere vincolante sia un po’ troppo forte e quindi limiti l’azione dell’associazione.

Eliminerei ulteriormente la parola <vincolante> lasciando <previo parere dell’amministrazione comunale> anziché <sentite le amministrazioni comunali>.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sull’emendamento?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Ai fini della registrazione, perché rimanga a verbale, rispetto all’emendamento protocollo numero 10718, illustrato dall’onorevole De Masi, vorrei precisare che le considerazioni laconiche rispetto al mio parere contrario sono le stesse che hanno motivato la contrarietà all’emendamento dell’onorevole Principe.

Questo giusto per il rispetto che si deve al collega.

PRESIDENTE

Sempre all’articolo 21 è stato proposto emendamento protocollo numero 10637 a firma dell’onorevole Gallo che così recita: “(Modifiche all’art. 96, lett. g) della legge regionale n. 34 del 12.8.2002) dopo la parola <regionale> aggiungere <ivi compresi i canali di collegamento ricadenti sul territorio demanio pubblico fra il mare e la portualità interna>”.

Prego, onorevole Gallo. Ha facoltà di intervenire.

Gianluca GALLO

Presidente, questa è una modifica all’articolo 96 della legge 34 del 2002, allorché si fa riferimento alle competenze della Regione. Fra le competenze della Regione c’è la previsione generale sul sistema portuale.

Inserisco i canali di collegamento ricadenti sul territorio del demanio pubblico fra il mare e la portualità interna, perché attraverso questa norma - che non è una norma di spesa - probabilmente si possono affrontare in maniera migliore una serie di problematiche che in questi anni hanno occupato non poco le vicende della Regione Calabria, degli enti locali e la stampa regionale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 21 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 22 (Modifiche alla legge regionale 2 maggio 2001, n. 7)

PRESIDENTE

All’articolo 22 è stato presentato emendamento protocollo numero 10614 a firma del consigliere Pacenza.

Salvatore PACENZA

Presidente, l’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 22.

(E’ approvato)

Articolo 22 bis (Modifiche alla Legge Regionale n. 38/2001 “Nuovo regime giuridico dei Consorzi per le aree, i nuclei e le zone di sviluppo industriale)

PRESIDENTE

All’articolo 22 bis è stato presentato emendamento protocollo numero 10731 a firma dei consiglieri Adamo, Bova, Mirabelli che così recita: “L’articolo 22 bis è interamente soppresso”.

L’emendamento si illustra da sé.

Parere della Giunta e del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Anche l’emendamento protocollo numero 10762 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che recita: “L’articolo 22 bis è soppresso” è respinto.

Pongo in votazione l’articolo 22 bis.

(Interruzione)

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il comma 2 dell’articolo 22 bis deve essere abrogato perché già assorbito dal comma 1 e ne rende difficile l’interpretazione.

PRESIDENTE

Assessore, lei propone che il comma 2 “è abrogato il secondo capoverso dell’articolo 8” sia cassato? Va bene.

Pongo in votazione l’articolo 22 bis come emendato.

(E’ approvato)

Articolo 22 Ter (Modifiche alla L.R. n. 40/2009 “Attività estrattiva nel territorio della Regione Calabria)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 22 ter.

(E’ approvato)

Articolo 22 Quater (Modifiche alla L.R. n.8/89 “Disciplina dell'artigianato)

PRESIDENTE

All’articolo 22 quater è stato proposto emendamento protocollo numero 10763 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’art. 22 quater è soppresso”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

A me pare curioso che da un lato si tenti di coinvolgere come ha fatto il Presidente Morelli nella discussione tutte le forze sociali presenti in questa regione e d’altro lato si presenti un maxi emendamento finale al termine della discussione dei lavori, ove si interviene in maniera pesante stravolgendo un assetto istituzionale che in atto c’è nella Regione Calabria, per quanto concerne la vicenda delle Commissioni provinciali dell’artigianato e d’altro lato, ancora, si rinvii ad un testo unico per poi definire compiutamente la vicenda senza ascoltare gli attori sociali che in questo settore hanno una forte presenza in termini di sostegno alle imprese.

Da questo punto di vista ritengo che questo articolo debba essere abrogato.

Ho presentato anche un sub-emendamento, ove l’articolo non dovesse essere abrogato, di sostegno al settore dell’artigianato.

E’ chiaro che va in discussione ove il primo emendamento non venga approvato.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sull’emendamento soppressivo?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Sempre l’onorevole Battaglia ha presentato un sub-emendamento protocollo numero 10838 che così recita: “All’articolo 22 si aggiunge il comma 15 così formulato <<La Giunta regionale è autorizzata a concedere contributi in conto interessi a valere sulla legge 949 del 25.7.1952 secondo le modalità definite dall’art. 1 legge 40/2008. A tal fine viene stanziata la somma di euro 2.000.000 a valere sulle risorse allocate Upb 2.2.04.02>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, con questo emendamento si intende rifinanziare l’articolo 1 della legge regionale numero 40 del 2008 che aveva previsto un intervento per riattivare la legge 949 del lontano 1952 che in Calabria aveva funzionato, ottenendo effetti molto positivi fino al 2006.

Con lo stanziamento che abbiamo previsto nel 2008 sono stati prodotti investimenti per circa 100 milioni di euro che hanno consentito al comparto dell’artigianato di operare una forte innovazione tecnologica nei laboratori e, soprattutto, non solo di mantenere l’occupazione ma di implementarla.

Consideriamo che da circa 9 mesi questo tipo di contributo è bloccato, stiamo parlando di un contributo in conto interessi a favore delle imprese che operano investimenti mediante l’indebitamento bancario.

All’inizio della seduta abbiamo discusso a lungo sui fondi di garanzia che dovrebbero consentire l’accesso al credito con un esito non certamente positivo per il settore.

Oggi con questa norma andiamo ad affrontare l’altro problema drammatico delle imprese calabresi che sono gli alti tassi di interesse.

La “949” ricordo a tutti che consente un contributo pari al tasso di riferimento stabilito mensilmente dal Ministero e quindi con un abbattimento molto concreto di quello che è il tasso passivo delle imprese.

Chiedo l’approvazione di questo emendamento che, tra l’altro, va ad incidere sul fondo unico delle imprese. Non tocca settori diversi da quelli della imprenditoria e su questo chiedo una votazione per appello nominale.

Siccome parliamo sempre di sostegno alle piccole imprese in tutti i convegni ed in tutte le occasioni, penso che sia necessaria anche una assunzione di responsabilità politica rispetto ad un settore che ha necessità di ripartire.

Chiedo, pertanto, l’appello nominale Presidente.

PRESIDENTE

Parere della Giunta sul sub-emendamento?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Demetrio BATTAGLIA

Chiedo la votazione per appello nominale, Presidente.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Nucera, proceda con l’appello nominale.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Si potrebbero fare tre minuti di sospensione in Aula per dare l’opportunità ai consiglieri di rientrare.

PRESIDENTE

Faccia l’appello lentamente, onorevole Nucera.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

Presidente, faccio intanto notare che nell’elenco che mi è stato presentato come prospetto dei consiglieri manca il nome dei consiglieri regionali.

I consiglieri regionali si chiamano con nome e cognome.

Questo è un atto di rispetto alle persone. Quindi chiedo scusa fin da ora se nel corso della lettura sbaglierò qualche nome.

Vengono indicati con i numeri. Inizio col numero 1, mi autorizza, Presidente? Leggo lentamente affinché tutti capiscano il nome che chiamo.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 39. Hanno votato sì, 11. Hanno votato no, 28.

Pertanto l’emendamento è respinto.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Aiello F., Battaglia, Bova, Censore, De Gaetano, De Masi, Guccione, Principe, Scalzo, Sulla.

Hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Bilardi, Caputo, Caridi, Chiappetta, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Magarò, Magno, Morelli, Nicolò, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Rappoccio, Salerno, Scopelliti, Serra, Stillitani, Talarico F., Tallini, Trematerra, Tripodi.)

Articolo 22 quinquies (Modifiche alla legge regionale 13 Luglio 2010, n. 17)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 22 quinquies.

(E’ approvato)

Articolo 22 sexies (Modifica all’articolo 25, comma 2 della legge regionale 13 giugno 2008, n. 15 per come integrato con leggi regionali 31 dicembre 2008, n. 44, 17 agosto 2009, n. 29, 31 dicembre 2009, n. 58 e 13 luglio 2010, n. 18)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 22 sexies.

(E’ approvato)

Articolo 22 septies (Modifiche alla legge regionale 19 febbraio 2001 n. 5)

PRESIDENTE

All’articolo 22 septies è stato presentato emendamento protocollo numero 10753 a firma dell’onorevole Battaglia che così recita: “L’articolo 22 septies è abrogato”.

L’emendamento si illustra da sé.

(Interruzione)

L’emendamento è decaduto per assenza del proponente.

Pongo in votazione l’articolo 22 sexies.

(E’ approvato)

Articolo 22 octies (Modifiche alla legge regionale 11 agosto 2010 n. 22)

PRESIDENTE

All’articolo 22 octies è stato presentato emendamento protocollo numero 10764 a firma dei consiglieri Principe, Battaglia, Scalzo, Maiolo che così recita: “L’articolo 22 octies è soppresso”.

L’emendamento si illustra da sé.

Parere della Giunta e del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo nel suo complesso.

(E’ approvato)

All’articolo 22 è stato presentato emendamento protocollo numero 10602 a firma degli onorevoli Tripodi, Gallo che così recita: “Dopo l’articolo 22, è aggiunto l’articolo 22 bis così formulato <<Art. 22 (Modifiche alla legge regionale 30 luglio 2010, n. 20) - All’articolo 1 della legge regionale 30 luglio 2010, n. 20 le parole <limitatamente alla sola stagione estiva 2010> sono sostituite dalle parole <limitatamente alle sole stagioni estive 2010 e 2011>>”.

Con questo emendamento si chiede l’istituzione del 22 nonies.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Gallo. Ne ha facoltà.

Gianluca GALLO

Presidente, qualche mese addietro abbiamo approvato una norma che, per il rilascio di talune concessioni stagionali balneari, era limitata all’anno 2010.

Con questa norma proroghiamo l’efficacia della legge d’accordo con il dipartimento e con l’assessore anche per la stagione estiva 2011.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

All’articolo 22 decies è stato presentato emendamento protocollo numero 10604 a firma del consigliere Gallo che così recita: “Il comma 4 dell’art. 2 della legge regionale n. 36/2008 attualmente recita <<4. Il dipartimento regionale lavori pubblici ed acque è autorizzato altresì ad utilizzare le eventuali somme residue rinvenienti dalla programmazione di cui al precedente comma 1 per programmi finalizzati al completamento di alloggi Erp incompiuti e alla realizzazione di infrastrutture finalizzate all’abbattimento delle barriere architettoniche di alloggi Erp, ovvero può concedere contributi a fondo perduto per un importo massimo del 50 per cento della spesa complessiva per l’installazione di impianti di approvvigionamento di risorsa idrica>>”. Il suddetto comma è così sostituito <<4. Il dipartimento regionale lavori pubblici ed acque è autorizzato altresì ad utilizzare le eventuali somme residue rinvenienti dalla programmazione di cui al precedente comma 1 per il finanziamento dei restanti programmi denominati “contratti di quartiere II” ammessi nel D.M. n. 176/A del 12 febbraio 2007 e non finanziati secondo l’ordine della graduatoria ministeriale approvata>>”

Ha chiesto di parlare l’onorevole Gallo. Ne ha facoltà.

Gianluca GALLO

Con questo emendamento, Presidente, di fatto ristabiliamo il principio dell’ordine delle graduatorie.

Con legge regionale numero 36 del 2008 questo Consiglio regionale e quindi la Regione Calabria ha deciso di finanziare alcuni comuni che erano inseriti in una graduatoria, del Ministero delle infrastrutture, denominata contratti di quartiere.

Attraverso questo finanziamento, però, di fatto superano comuni che erano stati già considerati utilmente dal Ministero delle infrastrutture e che hanno avuto finanziamenti non pari alle richieste.

Quindi attraverso questa norma si ristabilisce il principio dell’ordine della graduatoria.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Sempre all’articolo 22 undecies è stato presentato emendamento protocollo numero 10606 a firma dei consiglieri Serra e Rappoccio…

(Interruzione)

L’emendamento è ritirato.

Anche l’emendamento protocollo numero 10650 a firma dei consiglieri Salerno, Bilardi, Imbalzano è ritirato.

Si passa all’emendamento protocollo numero 10640 a firma dei consiglieri Orsomarso e Magno che così recita: “La legge regionale 31/2009, per come rettificata dalla legge regionale 52/09, è così modificata:

<<All'art. 1, subito dopo le parole “...ricercando soluzioni occupazionali stabili di tutti i lavoratori appartenenti al bacino individuato dalla stressa,” si inseriscono le parole “modificato con l'art. 18, comma 1 della legge regionale 26 febbraio 2010, n. 8”>>;

l'art. 2 è così integralmente sostituito: <<Il personale tecnico-amministrativo necessario per la costituzione dei presidi idraulici sarà individuato attraverso percorsi di formazione professionale, nell'ambito del personale della L.R. 28/2008, che ha usufruito degli ammortizzatori sociali ordinari e straordinari ivi compresi i trattamenti in deroga a seguito della cessazione dei servizi esternalizzati nei singoli dipartimenti regionali ai sensi dell'art. 6 della legge regionale 22 maggio 2002 n. 23, nonché al personale, percettore o meno di ammortizzatori sociali, che abbia svolto, alla data del 31.12.2007, almeno due anni di attività alle dipendenze di Enti o Organismi pubblici o pubblico-privati, al cui capitale sociale, a maggioranza pubblica, partecipa direttamente o indirettamente, la Regione Calabria, ovvero di imprese fornitrici di servizi in regime di esternalizzazione resi in favore della Regione Calabria, ivi comprese le imprese fornitrici di servizi informatici attualmente in stato fallimentare, nonché di Enti strumentali della stessa Regione Calabria che abbiano partecipato alla manifestazione di interesse espletata in forza del DDG Dipartimento «Formazione professionale, lavoro e politiche sociali» n. 17910 del 14.11.2008, da inquadrare in ruolo attraverso idonee procedure selettive successive alla formazione ai sensi del D.P.R. 487 del 1994”.

L'art. 4 è così integralmente sostituito: “La copertura finanziaria per l’attuazione di quanto previsto dagli articoli precedenti è assicurata, attraverso la legge regionale 14.8.2008 contenente “norme per la ricollocazione dei lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali in deroga” per Euro 4.600.000,00, CAP. 43020108 - U.P.B. 4.3.02.01 da spostare sul Capitolo della legge regionale 19.10.2009, n. 31. Per l'esercizio finanziario 2011, la copertura è pari ad Euro 3.400.000,00 per come prevista al Cap. 32040517 - U.P.B. 3.2.04.05>>”.

L’emendamento è ritirato.

Antonino DE GAETANO

Presidente, l’emendamento lo faccio mio. Posso intervenire?

PRESIDENTE

Prego, onorevole De Gaetano.

Antonino DE GAETANO

Ho seguito, Presidente, questa norma anche nella scorsa legislatura. Si tratta di una norma secondo me importante e quindi i consiglieri Magno e Orsomarso hanno fatto bene a presentarla.

So che ci sono delle difficoltà, ma chiedo alla Giunta di fare uno sforzo perché significa mandare a casa 300 persone. In questo momento di crisi, in Calabria, non ci possiamo consentire il lusso di mandare a casa 300 ragazzi che da circa 13 anni hanno lavorato in sostanza presso la Regione.

La seconda questione: nella scorsa legislatura abbiamo stabilizzato la prima parte di quella tranche. Se noi non andiamo a stabilizzare questi lavoratori, nella sostanza coloro che abbiamo stabilizzati la volta precedente non potranno essere messi nelle condizioni di lavorare. E’ come se gli dessimo uno stipendio senza che possano fare il loro lavoro.

Credo che su questo ci voglia uno sforzo. Troviamo i modi ma questo è un emendamento che va approvato.

Faccio appello al Presidente Scopelliti e all’assessore al bilancio perché questa è una questione fondamentale che riguarda il precariato calabrese.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Mario MAGNO

Presidente, sulla votazione precedente mi astengo.

PRESIDENTE

Si passa all’emendamento protocollo numero 10751 a firma del consigliere Battaglia che così recita: “Al comma 6 dell’articolo 3 della legge regionale n. 9/2007 il periodo compreso tra le parole <<E’ altresì istituito un comitato di indirizzo…>> fino alla fine del periodo <<imprenditori industriali calabresi>> è abrogato”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

L’emendamento propone l’abrogazione del Comitato di indirizzo di Fincalabra che nella precedente legge addirittura veniva posta, attraverso una norma, in capo agli industriali calabresi.

Questa norma rischia di creare una anomalia nel senso che noi abbiamo Fincalabra con delle funzioni ancora da definire, con un comitato di indirizzo che per legge pone a capo dello stesso un rappresentante dell’associazione industriali e contemporaneamente abbiamo, sia pure per valutazioni politiche, il Presidente di Fincalabra che è stato fino a qualche giorno fa Presidente regionale di Assindustria, di Confindustria Calabria, e comunque uno del sistema della grande impresa calabrese se così si può definire il sistema industriale calabrese.

Fin dall’inizio c’era il rischio di un conflitto di interessi. Oggi quel rischio si è materializzato e ritengo non possa persistere una norma che prevede in capo ad una espressione di una categoria del mondo imprenditoriale sia l’indirizzo sia la gestione di una società che, certamente, funziona poco, che certamente già il precedente Governo non ha fatto bene a rendere quasi strategica nel settore economico calabrese. E mi pare che continui a far male l’attuale Governo a perseguire quella linea.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Il parere è contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 22 quindecies è stato presentato emendamento protocollo numero 10727 a mia firma che così recita: “Modifica all’art. 10 della legge regionale 11 agosto 2010, n. 23 – <<All’articolo 10 della legge regionale 11 agosto 2010, n. 23 come modificato dall’art. 1 della legge regionale 22 novembre 2010, n. 32 il comma 7 è sostituito dal seguente <<7. Alla copertura finanziaria, stimata per l’esercizio finanziario 2010 in euro 200.000,00 in ordine alla stipula dei contratti di cui al comma 1, si provvede con le risorse allocate all’Upb 4.3.02.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo. Per l’esercizi finanziario relativo all’anno 2011 la Giunta regionale ha quantificato le risorse occorrenti in ordine alla stipula dei contratti di cui al comma 1 in euro 3.000.000,00 alla cui copertura finanziaria si provvederà con le risorse allocate nell’apposito Upb dello stato di previsione della spesa del bilancio regionale>>”.

Questo emendamento riguarda, sostanzialmente, il finanziamento degli stages.

Siccome abbiamo approvato una legge che riguarda la proroga dei contratti per il 2011, di un anno.

(Interruzione)

Noi in una seduta di Consiglio regionale di novembre abbiamo approvato una norma che riguarda la proroga dei contratti.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, non troviamo questo emendamento.

PRESIDENTE

Si tratta dell’emendamento protocollo numero 10727 all’articolo 22 quindicies.

L’emendamento, sostanzialmente, riguarda il finanziamento degli stages per un altro anno.

Abbiamo messo 10 mila euro per ogni stagista che assegniamo alle amministrazioni locali. Siccome nel bilancio non era prevista questa somma si prevedono 3 milioni di euro per l’anno 2011 per il finanziamento di questa posta in bilancio.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guccione. Ne ha facoltà.

Carlo GUCCIONE

Presidente, lei ha fatto molto bene a presentare questo emendamento perché ricordo che quest’Aula ha discusso di questa questione qualche settimana fa ed ha preso formale impegno che nel bilancio si allocassero 3 milioni di euro, così come concordato, per sopperire al finanziamento di quest’anno.

Abbiamo aumentato anche la quota a 10 mila euro per stagista. Credo che questo Consiglio questa sera debba tener fede all’impegno che unanimemente ha preso qualche settimana fa.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Presidente, non entro nel merito dell’emendamento, però al momento non siamo in grado di poter né addivenire ad un parere favorevole sulla cifra che lei evidenzia sia necessaria. Quindi il quantum saremo in grado di definirlo al termine dei nostri lavori.

La pregherei, quindi, di trovare una formula che rispetto al quantum, alla quantificazione della spesa demandi alla conclusione dei nostri lavori.

Bruno CENSORE

Assessore, però avevamo preso l’impegno per tre milioni di euro.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Impegni ce ne sono tanti, soldi pochi.

PRESIDENTE

Possiamo fare così: votiamo l’emendamento così come proposto, poi la cifra la indicheremo in un secondo momento – siccome si prevede anche una manovra di assestamento nel mese di giugno che dovremo fare dopo il riaccertamento dei residui perenti che ci sono all’interno del bilancio.

Per quanto riguarda la cifra invece, poi, alla fine di tutti gli emendamenti valutiamo quanto sia l’importo che si può mettere in questa tornata di bilancio, sapendo che alla fine dell’anno, compreso l’assestamento che ci sarà poi a giugno, bisognerà reperire i 3 milioni di euro per metterli a disposizione degli stagisti.

Questo era il senso dell’intervento dell’assessore Mancini.

Prego onorevole Guccione.

Carlo GUCCIONE

Presidente, a quanto capisco c’è un impegno della Giunta a reperire i 3 milioni di euro, ovviamente, siccome l’assestamento avviene a giugno, la cifra che andrà ad essere allocata in questo capitolo, in questo emendamento, dovrà almeno coprire fino a giugno-luglio del prossimo anno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

E’ evidente che è una questione simile a quella del teatro.

Con i fondi comunitari e con l’Fse queste iniziative si possono finanziare, per cui impegniamo la Giunta in sede di assestamento a coprire la cifra tra quella che sarà reperita stasera ed i 3 milioni quanto meno con i fondi comunitari, se non si trovano altre disponibilità.

PRESIDENTE

Possiamo votare con questa raccomandazione dell’onorevole Principe.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Articolo 23 (Disposizioni diverse)

PRESIDENTE

All’articolo 23 è stato presentato emendamento protocollo numero 10659 a firma dei consiglieri Chiappetta e Morelli che così recita: “All'articolo 23 del disegno di legge inerente "Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale finanziario. Collegato alla manovra di finanza regionale per l'anno 2011" (articolo 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)", sono aggiunti i commi 7 e 8:

« 7. Al fine di sostenere le iniziative dell'Ente Fiera di Cosenza per lo sviluppo dell'economia del territorio di riferimento e per potenziare l'inserimento della produzione delle imprese del settore agro-alimentare nel mercato nazionale ed internazionale, è destinato un finanziamento di euro 200.000,00 per consentire l'utilizzo dei locali, delle strutture logistiche e degli spazi attrezzati della C.O.M.A.C. S.R.L..

8. La copertura finanziaria degli oneri derivanti dall'autorizzazione alla spesa di cui al precedente comma, quantificati per l'esercizio finanziario 2011 in euro 200.000,00, con iscrizione di tale importo all'U.P.B. 2.2.03.02.03 (capitolo 22030206), è garantita dalle risorse finanziarie allocate all'U.P.B. 8.1.01.01 "Fondi per provvedimenti legislativi in corso di approvazione recanti spese di parte corrente dello stato di previsione della spesa del bilancio 2011", che viene ridotta per l'importo di euro 200.000,00 ».

Ferdinando AIELLO

Presidente, faccio mio l’emendamento.

PRESIDENTE

Stava per intervenire l’onorevole Chiappetta.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Levo dall’imbarazzo e dall’impaccio il cofirmatario onorevole Morelli, non foss’altro per la sua qualità di relatore, condividendo quello che è stato evidenziato nell’emendamento e mi permetto di rubare solo un minuto all’Aula per ripercorrere le tappe di questo emendamento che è stato presentato già a suo tempo in sede di Commissione a firma di altri colleghi.

Ed è stato poi ritirato perché così si è deciso per cercare di facilitare anche l’esecutività dei lavori.

Viene adesso riproposto e viene ad essere considerato sotto un duplice aspetto.

Se si legge l’articolato di questo emendamento si vede bene che sono ad essere considerate due istituzioni: il Comac che è un consorzio del mercato agricolo calabrese allocato nella provincia di Cosenza e l’Ente fiera di Cosenza, anche questo con allocazione nella città di Cosenza.

L’emendamento prevede, anche se è descritto abbastanza bene, la possibilità che l’Ente fiera - che da un po’ di anni a questa parte non riesce a svolgere le attività istituzionali per una inidoneità logistica, per una mancanza di sede - utilizzi parte degli spazi espositivi del Comac per riprendere quella che è l’attività istituzionale.

Quindi, da una parte si tende a favorire la ripresa delle attività di un ente che in passato ha dato dimostrazione, nonostante le difficoltà e le criticità del momento, anche di grandi successi nel settore di interesse; dall’altra si dà la possibilità al Consorzio, al Comac, che attraversa un momento di illiquidità da un po’ di anni a questa parte - nonostante le imponenti risorse finanziarie che sono state utilizzate nel corso degli anni - di cercare di sopperire ai bisogni momentanei in relazione di un vero e proprio business plan che possa rilanciare la struttura.

Per evitare, Presidente, – lo dico anche con una assunzione di responsabilità tipica di chi amministra la cosa pubblica – che il rischio reale per ambedue le strutture sia quello da qui a breve di un vero e proprio default finanziario.

Dico anche all’assessore Mancini ed al dipartimento che l’assessore regge, col quale assessore abbiamo anche cercato di trovare una soluzione, che gli do atto pubblicamente di aver tentato di individuare una soluzione percorribile che potesse assolvere a quelle che sono le funzioni tipiche di cui all’emendamento presentato, anche se, naturalmente, la ristrettezza delle risorse finanziarie - bene evidenziata e bene illustrata anche negli interventi che mi hanno preceduto sia da parte del relatore del provvedimento che dell’assessore Mancini - non ha reso possibile, allo stato, l’individuazione di un percorso che potesse individuare una adeguata risorsa finanziaria per sopperire a quelle che sono le necessità – ancora lo ripeto – di ben due enti.

Allora, Presidente e assessore Mancini, capendo il momento di difficoltà e soprattutto l’impostazione che si è voluta dare da parte del Presidente Scopelliti, da parte dell’Esecutivo regionale, da parte della maggioranza a questo bilancio, chiedo, nei limiti del possibile e del consentito, di trovare una soluzione che – sia pure nelle ristrettezze economiche imposte da questa legge finanziaria – possa individuare un percorso che in grado di sopperire a quelle che sono le esigenze momentanee, le criticità e le difficoltà momentanee sì da poter creare condizioni di quella che io definisco una possibile vivibilità economica e finanziaria alle due strutture.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Adamo. Ne ha facoltà.

Nicola ADAMO

Penso che l’onorevole Chiappetta abbia dettagliatamente illustrato le ragioni che sostengono questo emendamento. Vorrei aggiungerne solo una.

La posta finanziaria che viene indicata non è da considerare un costo. Sicuramente è un esborso per le casse regionali per le finalità che l’articolo prevede, però attraverso questo investimento si può evitare uno spreco quantitativamente superiore a quelle che potrebbero essere le 200 mila euro.

Se dovessimo assistere passivamente alla difficoltà che ancora in questa fase di transizione il Comac sta attraversando, rischieremmo un arretramento di tutto il progetto, con tutto quel che significa sia in termini passivi, per quanto riguarda il mancato e pieno utilizzo della struttura – parlo proprio dell’impianto –, sia per quanto riguarda il costo sociale, rispetto allo svolgimento dell’attività economica e di mercato.

In più c’è la questione dell’Ente fiera che addirittura potrebbe trasferire la propria sede in questo posto.

Perciò, l’invito che faccio alla Giunta è di accogliere questo emendamento con una interpretazione ed uno spirito che non è coerente alla dilatazione della spesa, ma all’impedimento dello svolgimento di uno spreco che in assenza di questo contributo potrebbe registrarsi nei prossimi mesi.

Quindi voto a favore dell’emendamento.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Aiello. Ne ha facoltà.

Ferdinando AIELLO

Grazie, Presidente, ho fatto mio questo emendamento degli onorevoli Chiappetta e Morelli perché condivido quel che l’onorevole Chiappetta ha detto nel suo intervento.

Penso sia necessario da parte della Giunta approvare questo emendamento per dar la possibilità di salvare una situazione che veramente diventerà poi insostenibile ed anche perché ritengo questo un settore importante per quanto ci riguarda.

Credo giusto e doveroso da parte mia far mio questo emendamento con la preghiera alla Giunta perché è una cosa che riguarda tutto il Consiglio, di approvare e dare la possibilità - proprio per quanto detto dall’onorevole Chiappetta – di uscire da una condizione di criticità e di difficoltà che altrimenti potrà portare ad un punto di non ritorno e quindi ad una situazione paradossale che non fa altro che colpire, ancora una volta, dei settori che per noi sono strategici e che soprattutto ci danno la possibilità di avere una visibilità.

La pregherei di far passare quindi questo emendamento.

Carlo GUCCIONE

Presidente, anche io annuncio il voto favorevole all’emendamento Chiappetta-Morelli.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

La Giunta apprezza molto lo spirito con il quale l’onorevole Chiappetta, primo firmatario di questo emendamento, si pone.

Un consigliere regionale che sposa una causa ben più che legittima e meritevole certamente dell’attenzione di quest’Aula. La sposa con determinazione e con passione. Ma nel momento in cui si rende conto che il contesto economico-finanziario non consente di aggredire l’emergenza per come egli avrebbe voluto, se ne fa carico e recede dalla sua legittima iniziativa.

Apprezzo, quindi, l’atteggiamento costruttivo e rispetto alla richiesta di mettere in votazione pervenuta dai consiglieri di opposizione, esprimo parere contrario.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Francesco MORELLI, relatore

Condivido a pieno quanto esplicitato dall’onorevole Chiappetta. Non solo perché sono cofirmatario con lui quanto convinto sostenitore delle sue argomentazioni.

E’ che purtroppo noi siamo responsabili e coscienti della congiuntura economica negativa e mi vedo costretto ad adeguarmi alle decisioni dell’Esecutivo. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

All’articolo 23 è stato presentato emendamento protocollo numero 10627 a firma del consigliere Nicolò che così recita: “All’articolo 23, è aggiunto il seguente comma 7 <<al comma 2 dell’art. 6 della legge regionale 21 gennaio 2009, n. 1, le parole “ruolo sanitario” sono sostituite con “sistema sanitario regionale”>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nicolò. Ne ha facoltà.

Alessandro NICOLO’

Questo è un emendamento aggiuntivo ed attenziona la legge regionale numero 1 del 2009. Precisamente va ad emendare l’articolo 6 comma 2 nella parte in cui riguarda le procedure concorsuali per la dirigenza.

Intendo in questa parte sostituire il termine “ruolo” con “sistema sanitario”.

Leggo l’articolo “Per il personale della dirigenza del ruolo sanitario si procederà ad apposita selezione concorsuale con la riserva del 50 per cento dei posti a favore di quello con rapporto a tempo determinato individuato ai sensi del comma 1 in possesso dei requisiti previsti dalla norma vigente”.

Con la sostituzione “sistema sanitario” consentiremmo anche di dare dignità agli altri precari che prestano attività lavorativa in seno alle strutture regionali di detto sistema.

PRESIDENTE

Parere del relatore e della Giunta? Favorevoli.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

All’articolo 23 è stato presentato emendamento protocollo numero 10660 a firma del consigliere Chiappetta che così recita: “All’art. 23 del disegno di legge inerente <Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale-finanziario. Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2011> (art. 3, comma 4, legge regionale 8/2002) è aggiunto il seguente comma 9: <<All’art. 7 della legge regionale 7 marzo 2000, n. 10 dopo il primo comma è aggiunto il seguente 1bis “Gli acquirenti dei suddetti beni immobili possono richiedere la rateizzazione del prezzo di vendita per un periodo massimo di tre anni, sulla base del tasso di riferimento fissato dalla Commissione della Unione europea secondo quanto previsto dai regolamenti (Ce) 68/2001, (Ce) 69/2001 e (Ce) 70/2001>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiappetta. Ne ha facoltà.

Gianpaolo CHIAPPETTA

Presidente, si tratta di dare la possibilità - si riferisce al patrimonio in dismissione dell’ex Arssa – agli acquirenti di poter procedere anche alla rateizzazione per un periodo massimo di tre anni sulla base di un tasso di riferimento fissato dalla Commissione della Comunità europea.

C’è da precisare che è stato concordato con il dipartimento ed ha ottenuto già il via libera da parte degli stessi dipartimenti competenti.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Parere favorevole con vivo apprezzamento per l’iniziativa dell’onorevole Chiappetta.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

All’articolo 23 bis è stato presentato emendamento protocollo numero 10619 a firma dell’onorevole Fedele che così recita: “Dopo l’articolo 23 del progetto di legge in oggetto è aggiunto il seguente articolo <<1. La Regione Calabria attribuisce ai servizi aeroportuali connessi al trasporto aereo di passeggeri e merci svolti dalle società dalla stessa partecipate (società aeroporto S. Anna Spa, Sacl Spa. e Sogas Spa) la missione di servizi odi interesse economico generale ai sensi dell’articolo 106 comma 2 del Tfue (trattato sul funzionamento della Unione europea) con impostazione di servizio pubblico a vantaggio della collettività regionale.

2. Al fine di assicurare gli obblighi di servizio pubblico di cui al comma 1, la Giunta regionale approva, sentita la Commissione assembleare competente, lo schema di convenzione da stipulare tra la Regione e le rispettive società di gestione che deve rispettare le condizioni previste per la compensazione degli oneri di servizio pubblico>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, dopo l’articolo 23 si tratta di aggiungere quest’altro articolo con il quale la Regione Calabria attribuisce ai servizi aeroportuali la missione di servizio di interesse economico generale, il tutto con una impostazione di servizio pubblico.

Serve perché quando la Regione Calabria vuole dare dei finanziamenti ai tre aeroporti, alle tre società che gestiscono gli aeroporti, potrebbe incorrere nelle sanzioni della Comunità europea.

Per evitare questo e prima di fare questo articolo, si consente alla Regione la possibilità di sostenere i tre aeroporti della Regione Calabria.

PRESIDENTE

Parere del relatore e della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 23.

(E’ approvato)

All’articolo 23 bis è stato presentato un emendamento protocollo numero 10720 a firma del gruppo Italia dei valori che così recita: “Dopo l’art. 23 è inserito il seguente art. 23 bis <La legge regionale 19 aprile 1995, n. 22, recante “Istituzione progetto donna” è abrogata>>”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Giordano. Ne ha facoltà.

Giuseppe GIORDANO

Presidente, con questo articolo chiediamo l’abrogazione della legge 19 aprile 1995 che istituisce il “Progetto donna”. Certamente non è una proposta antifemminista.

L’abbiamo motivato anche in Commissione, per consentire che i ruoli, le funzioni ed anche i progetti vengano concentrati sulla Commissione pari opportunità e quindi dare maggiore impulso e forza ad una Commissione che sta già lavorando e che bene può fare ed allo stesso tempo per realizzare un contenimento della spesa.

PRESIDENTE

Parere della Giunta e del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ respinto)

Articolo 24 (Modifiche ed integrazione alla L. R. 26 febbraio 2010, n.7)

PRESIDENTE

All’articolo 24 è stato presentato un sub-emendamento protocollo 10836 a firma dei consiglieri Fedele e Tripodi che così recita: “Sopprimere l’articolo 24” .

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fedele. Ne ha facoltà.

Luigi FEDELE

Presidente, l’emendamento si illustra da sé, si tratta di abrogare l’articolo 24.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio, programmazione e fondi europei

Favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Articolo 25 (Modifiche legge regionale 13 maggio 1996 n.8)

PRESIDENTE

All’articolo 25 è stato presentato emendamento protocollo numero 10752 a firma dell’onorevole Battaglia che così recita: “L’articolo 25 è abrogato”.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Battaglia. Ne ha facoltà.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, questo emendamento tenta di abrogare l’articolo 25 che sostanzialmente reintroduce la doppia figura del segretario generale e del direttore generale mutuando un sistema organizzativo che è proprio di alcuni enti locali, dei grandi comuni e delle province.

Ora a me non pare che noi ci troviamo in un ente in cui ci sia una attività gestionale forte, con un impatto esterno e quindi la necessità sia pure ipotetica - ma poi una ipotesi che diventerà nei fatti reale perché altrimenti non si capirebbe il motivo - di questa ipotesi di duplicazione.

Noi avremmo due figure inutili per quello che è il funzionamento e le finalità di questo Consiglio aggiungendo, tra l’altro, ulteriori costi nel momento in cui si cammina su un doppio binario e questi binari, tra l’altro, vanno in direzione opposta. Vi è continuamente un proclama che è teso a ridurre i costi complessivi perché le entrate sono ridotte, la necessità di una razionalizzazione, l’impossibilità da parte del Presidente Morelli di dare risposte all’ente Fiera di Cosenza proprio perché c’è questa grave situazione congiunturale economica.

Il Consiglio regionale, invece di continuare in maniera chiara, forte e visibile l’abbattimento dei costi, introduce due figure che non hanno ragione di esistere, due figure in presenza di un ente che – come dicevo prima – non può essere assimilato a modelli gestionali di una amministrazione pubblica che ha il dovere di essere presente sul territorio con interventi di varia natura, con procedure complesse, con gestioni contrattuali e di personale.

Aggiungo pure che nell’articolo in questione si tenta di eliminare un requisito legislativo, così come è stato fatto in precedenza con la direzione di “Calabria lavoro”, cioè togliere dei requisiti professionali che, invece, sono necessari per andare a ricoprire la figura di direttore generale o per stare in posizioni apicali presso l’Ufficio di Presidenza.

Volete abolire alcuni requisiti? Però abbassate anche i costi di questo personale, perché questo personale ha dei costi in virtù della sua professionalità ed esperienza accertata. Se voi eliminate l’esperienza professionale, così come è stato fatto per “Calabria lavoro”, così come viene fatto per l’Ufficio di Presidenza, create nel sistema un vulnus non solo normativo, ma anche gestionale.

Allora, o si ha il coraggio di dire “non è vero che stiamo riducendo i costi, perché ci sono necessità, eccetera” e ognuno si assume le responsabilità, oppure, se questa è la linea, questo articolo non può rimanere nel collegato, perché contrasta con il programma del Governo regionale, della maggioranza e della linea che l’intero Consiglio si è dato, allorquando è andato a ridurre i costi che riguardavano, giustamente, le strutture e i rimborsi dei consiglieri.

Non si può utilizzare una doppia morale, si deve tentare di essere coerenti fino in fondo e, siccome non si tratta di eliminare una cosa, ma si tratta di evitare di introdurla o, meglio ancora, di reintrodurla, siamo ancora in tempo per sopprimere l’articolo 25 e dare una risposta di coerenza e di continuità rispetto all’impostazione che lei, Presidente Talarico, e il Presidente Scopelliti avete dichiarato alla Calabria. In coerenza con le vostre dichiarazioni, io chiedo che questo mio emendamento venga approvato.

PRESIDENTE

Intanto, la rassicuro che non ci sarà aumento di spesa rispetto a questa norma, glielo dico perché il bilancio del Consiglio regionale è un atto pubblico trasparente, può andare a vederlo tranquillamente. Questo è il primo aspetto.

Il secondo aspetto è che qui c’è scritto “può”, non è che c’è un obbligo da parte dell’Ufficio di Presidenza di istituirlo.

Aggiungo che, per la delicatezza oggi delle funzioni che il Segretario generale somma in capo alla stessa persona di direttore generale e di Segretario generale, soprattutto col nuovo ruolo delle Regioni che è un ruolo legislativo, di approfondimento, di questioni giuridiche che devono essere anche di assistenza complessiva all’Aula e all’Ufficio di Presidenza, alle Commissioni, a tutta questa organizzazione, penso che la separazione delle due funzioni tra direttore generale e Segretario generale sia un aspetto essenziale. Peraltro, tantissime altre Regioni ce l’hanno. Questo assicurerebbe un’efficienza maggiore del Consiglio regionale.

Aggiungo che non ci sarà un aggravio di spesa, che è essenziale, e lo voglio rimarcare, perché è essenziale rispetto a quello che noi faremo per il futuro. Qui c’è solo la possibilità di poterlo istituire, non è detto che verrà istituito.

Quindi, con la rassicurazione, anche all’assessore Mancini, che non vi è aggravio di spesa.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Sì, la Giunta si rimette alla valutazione dell’Aula.

PRESIDENTE

Onorevole Morelli, parere del relatore?

Francesco MORELLI, relatore

Ci adeguiamo all’esecutivo.

Bruno CENSORE

Chiedo l’appello nominale, Presidente.

Fausto ORSOMARSO

Presidente, se avessero la bontà di stare in Aula anziché andare a casa, avrebbe senso anche l’appello nominale, giusto come appunto!

PRESIDENTE

Sono rimasti gli irriducibili!

Prego, onorevole Nucera, proceda con la chiama.

Giovanni NUCERA, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione sull’emendamento protocollo numero 10752: presenti e votanti, 38; hanno votato sì 10; hanno votato no 28.

(E’ respinto)

(Hanno risposto si i consiglieri: Adamo, Aiello F., Battaglia, Bova, Censore, Giordano, Guccione, Principe, Scalzo, Sulla.

Hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Bilardi, Caridi, Chiappetta, Dattolo, Fedele, Gallo, Gentile, Grillo, Imbalzano, Magarò, Magno, Morelli, Nicolò, Nucera, Orsomarso, Pacenza, Parente, Pugliano, Rappoccio, Salerno, Scopelliti, Serra, Stillitani, Talarico F., Tallini, Trematerra, Tripodi.)

Emendamento protocollo numero 10702 a firma dell’onorevole Nucera: “All’articolo 25, dopo il comma 5, è inserito il seguente comma:

5 bis. All’articolo 10 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 8, dopo il comma 3 è inserito il seguente comma: 3 bis. Per particolari esigenze di programmazione legislativa, mediante lo studio e l’approfondimento dei processi di sviluppo della Regione Calabria, è consentito l’utilizzo, in posizione di comando presso le strutture speciali dei consiglieri regionali, per un tempo determinato, di personale specializzato in servizio presso le Aree di sviluppo industriale (Consorzio Asi) della Calabria, in deroga a quanto previsto dal presente articolo e senza ulteriore aggravio di spesa per il bilancio del Consiglio regionale”.

Giovanni NUCERA

Si commenta da sé.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Per commentarsi meglio, avrebbe bisogno di quella riformulazione.

Giovanni NUCERA

Sì, con l’aggiunta “massimo sei mesi”.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Bruno CENSORE

Lo assumiamo noi l’emendamento, Presidente.

PRESIDENTE

All’emendamento si apporta la modifica “sei mesi”. Parere della Giunta?

Bruno CENSORE

No, lo adottiamo noi, Presidente.

Francesco SULLA

Presidente, non abbiamo capito cosa stiamo votando. Questo emendamento lo faccio mio e volevo capire…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Parere favorevole con la rimodulazione espressa dall’onorevole Nucera.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Bruno CENSORE

Qual è la rimodulazione, assessore?

(Interruzione)

Noi non lo sappiamo qual è la rimodulazione! Dobbiamo sapere qual è la rimodulazione?!

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10702, con la modifica che riguardava i sei mesi.

(E’ approvato)

Bruno CENSORE

Bisogna leggerlo, deve rimanere a verbale, così come è modificata, così resta agli atti del Consiglio. Al microfono!

PRESIDENTE

E’ previsto un termine di sei mesi.

(Interruzione)

Emendamento protocollo numero 10704.

Francesco SULLA

No, questo emendamento lo faccio mio e chiedo il voto per appello nominale.

(Interruzione)

Bruno CENSORE

Ma assorbito da cosa, consigliere Nucera?!

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 10704 a firma Nucera e Nicolò è ritirato.

L’emendamento protocollo numero 10676 a firma Nucera è ritirato.

Giovanni NUCERA

Presidente, vorrei commentare un attimo questo emendamento, che è anche a firma dell’onorevole Tripodi.

Demetrio BATTAGLIA

Qual è, Presidente Talarico? Non riusciamo a capirlo. Cosa stiamo votando?

Bruno CENSORE

Che cosa stiamo discutendo?

Giovanni NUCERA

L’emendamento protocollo numero 10676 a firma Tripodi e Nucera. Va bene? Calmi? Possiamo iniziare? Ci date il via? Aspettiamo il vostro permesso!

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Giovanni NUCERA

Siamo già al protocollo numero 10676. Con questo emendamento si chiede, da inserire come ultimo comma dell’articolo 25, il recepimento delle disposizioni di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 12 febbraio 1993, numero 39.

(Interruzione)

Glielo dico subito: è una legge che prevede norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell’articolo 2, comma 1, e via dicendo.

E’ una legge di recepimento di una legge statale.

(Interruzione)

Allora “le amministrazioni, d’intesa con le autorità, riservano una quota dei posti di dirigente della dotazione complessiva della medesima qualifica, per l’inquadramento del personale specificatamente qualificato nello svolgimento di attività relative ai sistemi informativi automatizzati, purché in possesso dei requisiti richiesti per l’accesso a tale qualifica”. Questo è l’articolo.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Invito al ritiro, altrimenti parere contrario.

Giovanni NUCERA

Va bene, ritirato.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 10676 è ritirato.

Emendamento protocollo numero 10613 a firma Nicolò e Amato è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 25 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Articolo 26 (Interpretazione autentica articolo 23, comma 1, lettera b) della legge regionale n. 22 del 11 agosto 2010)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 26.

(E’ approvato)

Articolo 27 (Modifiche alla legge regionale 22/95 – Istituzione Progetto Donna)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 27.

(E’ approvato)

Articolo 28 (Finanziamento Ufficio Consigliere di parità)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 28.

(E’ approvato)

Articolo 29 (Modifica ed integrazione alla legge regionale 15 marzo 2002 n. 13)

PRESIDENTE

All’articolo 29 è stato presentato un emendamento, protocollo numero 10739, a firma dell’onorevole Bova: “L’articolo 29, comma 4 ter, è abrogato”.

Giuseppe BOVA

Nel momento in cui c’è un subemendamento completamente sostitutivo lei deve mettere in votazione prima il subemendamento, perché il mio che senso aveva? Che, rispetto ai gruppi che hanno un proprio habeas corpus, cioè di piena autonomia, nessuna funzione ordinaria del Consiglio poteva intervenire.

Nel momento in cui c’è un subemendamento che sostituisce nel complesso, quello non può essere posto in votazione.

PRESIDENTE

C’è un subemendamento completamente sostitutivo?

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, chiedo scusa, dal punto di vista procedurale, questa volta non sono d’accordo con l’onorevole Bova, perché c’è un punto fondamentale: c’è un emendamento a mia firma che propone l’abrogazione dell’articolo 29 e deve essere messo per primo perché, se viene abrogato l’articolo 29, non ha ragione né il successivo emendamento né soprattutto il subemendamento.

Quindi, chiedo che prima venga discusso il mio emendamento e poi il subemendamento che, eventualmente, renderebbe pleonastico l’emendamento dell’onorevole Bova.

PRESIDENTE

E’ eccezione ineccepibile!

Emendamento protocollo numero 10748 a firma Battaglia: “L’articolo 29 è interamente abrogato”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Ritengo che questo articolo vada abrogato, senza possibilità di introdurre variazioni, perché io richiamo l’Aula a due princìpi contenuti nella legge regionale numero 13 del 2002, che è l’ultima norma che organizza e rende funzionale dal punto di vista anche economico i gruppi presenti in questa Assemblea. Nell’ambito di questa norma, come ritengo doveva essere, è stata ribadita l’autonomia dei gruppi e la loro possibilità e capacità organizzativa sotto gli aspetti funzionali e gestionali.

Ho presentato una norma, che giace in Commissione, di abrogazione complessiva del finanziamento ai gruppi. L’ipotesi contenuta nell’articolo 29 rafforza quella previsione normativa, nel senso che rende questo Consiglio come un’Assemblea dove esistono 50 monogruppi, e questo non è possibile, perché la logica del finanziamento, se si vuole tenere,- sono pure contro la logica generale - comunque deve ricondurre ad una unità e ad un funzionamento reale dei gruppi per attività di consulenza legislativa, per studi, per ricerche, per rappresentanza, tutto quello che la legge prevede.

Così come è formulato, questo articolo stravolge l’impianto normativo. Se si vuole andare avanti su questo articolo, è necessario mettere mano al passaggio successivo. Se, poi, si vuole regolamentare in maniera diversa la presenza dei gruppi in questo Consiglio, non è la sede dell’approvazione del Collegato per farlo.

Propongo l’abrogazione totale. Ove questo mio emendamento non dovesse passare, poi interverrò sul subemendamento che è stato presentato, che secondo me presenta una violazione dello spirito e della forma della legge sul funzionamento dei gruppi, che può essere modificata, ma non in questa sede, con una riflessione generale in ordine all’opportunità dell’esistenza in vita con strutture del Consiglio dei gruppi stessi.

Per cui ritengo che in questo momento, in questo Collegato che è già stato appesantito da norme che sicuramente dovevano trovare una presenza in un altro momento legislativo, questo articolo 29 debba essere espunto perché si tratta di un Collegato che ha altre finalità, altre ambizioni che non sono certamente quelle di intervenire con una sorta di provvedimento amministrativo, nell’ambito dell’attività legislativa forse più alta che ha il Consiglio.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

La Giunta si rimette all’Aula.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Si rimette all’Aula.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10748, che sopprime l’articolo 29.

Demetrio BATTAGLIA

Secondo me dovrebbe essere ritirato l’articolo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10748.

(E’ respinto)

Subemendamento protocollo numero 10834 degli onorevoli Fedele, Bilardi, Tripodi, Serra, che riguarda l’Ufficio di Presidenza.

(Interruzione)

Abbiamo votato.

Demetrio BATTAGLIA

Tre hanno alzato le mani.

(Interruzione)

Va beh, passiamo agli altri subemendamenti e votiamo lì.

(Interruzione dell’onorevole Sulla)

PRESIDENTE

Abbiamo votato!

(Interruzioni)

Subemendamento dell’onorevole Fedele, che praticamente supera tutto l’articolo 29, quindi si illustra da sé.

Demetrio BATTAGLIA

Presidente, io non ce l’ho: se lo può leggere, per cortesia.

PRESIDENTE

Il subemendamento protocollo numero 10834 recita: “L’Ufficio di Presidenza adotta apposito Regolamento che ne disciplina le procedure e le modalità di utilizzazione”.

Prego, onorevole Battaglia.

Demetrio BATTAGLIA

Guardate, noi possiamo fare tutto, però tentare di sostituire con un provvedimento amministrativo – perché l’Ufficio di Presidenza può fare provvedimenti amministrativi – una legge, mi sembra eccessivo.

Ricordo all’Ufficio di Presidenza e al Presidente che si vuole assumere questa responsabilità che, nell’ambito della legge, “ciascun gruppo, sulla base di autonome scelte, organizza il proprio funzionamento e individua le iniziative da porre in essere, provvedendo alle relative spese, senza alcuna limitazione di importo all’interno delle somme globalmente assegnate”, cioè questo Consiglio regionale ha dato l’autonomia per legge e non potrà essere un provvedimento amministrativo da lei adottato con l’Ufficio di Presidenza, salvo che non venga abrogato – e non mi pare sia stato proposto – la legge stessa, che anche in altri articoli assegna l’autonomia.

Ho la sensazione che ci avviamo su un percorso molto delicato, per cui rinnovo l’invito. Poi vogliamo discutere complessivamente della questione? Non in questa sede. Sono contro il subemendamento, ma continuo a rinnovare l’invito a ritirare l’articolo 29, perché l’articolo 29, anche con il subemendamento presentato dall’onorevole Fedele, aprirà dei contenziosi e un percorso che, a mio giudizio, creerà un problema dentro questa istituzione.

Noi abbiamo dei gruppi regionali: si vuole modificare il funzionamento? Si vuole modificare il sostentamento? Si vuole eliminare il finanziamento, come io ho proposto con una legge? Discutiamone in quella sede, ma non certamente in questa e con quel procedimento, perché lei, Presidente Talarico, si assumerà la responsabilità rispetto a un iter che, a mio giudizio, non può avere una prevalenza sulla forma legislativa di questo Consiglio e andrà ad incidere autonomamente, senza nemmeno la Conferenza dei capigruppo, nell’autonomia e nella gestione dei gruppi; andrà ad incidere come Ufficio di Presidenza ed è un precedente pericoloso per la vita stessa dei gruppi, per il funzionamento dei gruppi.

Questa è la posizione personale che esprimo, non so se complessivamente il centro-sinistra la fa propria.

PRESIDENTE

La parola al sottosegretario Sarra.

Alberto SARRA, sottosegretario alle riforme e semplificazione amministrativa

Riguardo il principio del rispetto della gerarchia delle fonti, quanto evidenzia l’onorevole Battaglia credo abbia un fondamento, nel senso che qualunque modifica è assolutamente legittima e può essere approvata seguendo l’iter legislativo, così come regolamentato e disciplinato dalla legge.

Ritengo che una modifica di questo tipo, che in qualche modo trasferisce o delega ad un organo amministrativo una competenza che è specificamente legislativa, crei qualche situazione di disagio sul rispetto della gerarchia delle fonti, nel senso che una legge può essere abrogata attraverso un provvedimento uguale e contrario. Non credo si possa delegare all’Ufficio di Presidenza la gestione di un fatto squisitamente legislativo.

Per cui credo che, previa la bontà dell’iniziativa, che mi sento anche in questa sede di sostenere, debba seguire un iter assolutamente differente rispetto a quello previsto con questo articolato, quindi credo che si possa mantenere buona l’iniziativa, però trasferendola seguendo un percorso assolutamente differente.

PRESIDENTE

Altri interventi? Invito i capigruppo ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

(I capigruppo si avvicinano al tavolo della Presidenza)

Il subemendamento protocollo numero 10834 è ritirato, è ritirato pure il protocollo numero 10739 dell’onorevole Bova, quindi l’articolo 29 viene abrogato.

Articolo 30 (Cessazione del rapporto di lavoro)

PRESIDENTE

All’articolo 30 c’è un emendamento protocollo numero 10820 a firma mia, che riguarda il rapporto di lavoro. C’è scritto: “fatte salve particolari esigenze connesse agli aspetti organizzativi e funzionali del Consiglio regionale”.

E’ stato distribuito. Parere della Giunta?

(Interruzione)

Recita: “il rapporto di lavoro dei dipendenti del Consiglio regionale superiore a 40 anni di contributi si risolve con un preavviso di sei mesi”. Sostanzialmente si aggiunge “fatte salve particolari esigenze connesse agli aspetti organizzativi e funzionali del Consiglio regionale”. E’ lo stesso provvedimento che ha approvato la Giunta regionale, ossia la possibilità che per esigenze specifiche si possa procedere alla proroga, nei casi in cui ci sia questa necessità.

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

La Giunta su tutte le materie che riguardano il Consiglio si rimette all’Aula.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10820.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 30 come emendato.

(E’ approvato)

Articolo 31 (Selezione per titoli ed esami destinata al personale del Consiglio regionale)

PRESIDENTE

All’articolo 31 c’è un emendamento protocollo numero 10642 a firma mia e del Presidente Scopelliti: “L’articolo 31 del disegno di legge, recante <<Selezione per titoli ed esami destinata al personale del Consiglio regionale>> è soppresso”.

Francesco MORELLI, relatore

Presidente, c’è una riformulazione sull’articolo 31.

Bruno CENSORE

Chiedo scusa, che significa una riformulazione?

(Interruzione)

Non ce l’abbiamo.

(Interruzione dell’onorevole Sulla)

Francesco MORELLI, relatore

Presidente, comunque si illustra da sé.

Bruno CENSORE

Non ce l’abbiamo. Ce lo spiegate, cortesemente?

PRESIDENTE

Onorevole Morelli, prego.

Francesco MORELLI, relatore

Sostanzialmente, è una maggiore specificazione come via di principio in positivo: “Per la copertura di posti di qualifica dirigenziale vacanti nei ruoli della Regione Calabria” – quindi Consiglio regionale e Giunta – “si procede tramite corso-concorso, a cui possono partecipare dipendenti regionali in possesso dei requisiti previsti per l’accesso alla qualifica dirigenziale”.

PRESIDENTE

Ci sono interventi su questo emendamento?

Francesco SULLA

La mia domanda è questa: l’emendamento protocollo numero 10642 è stato discusso, viene discusso, è ritirato?

PRESIDENTE

Prima c’è l’emendamento protocollo numero 10833.

Francesco SULLA

Che è soppressivo. Che si fa? Prima di tutto si modifica e poi si sopprime? Mi pare una cosa inusuale.

PRESIDENTE

Quello non è stato ritirato, bisogna votarlo per abrogare l’articolo. Poi c’è questa norma che riguarda una modifica.

Francesco SULLA

Prima votiamo l’abrogazione?

PRESIDENTE

Certo, c’è un emendamento soppressivo firmato da me e dal Presidente Scopelliti, quindi si pone in votazione quell’emendamento che sopprime quello e poi c’è un emendamento all’articolo 31 proposto dall’onorevole Morelli.

Quindi poniamo in votazione l’emendamento protocollo numero 10642. Parere della Giunta?

(Interruzione)

Francesco SULLA

E’ presentato dai due Presidenti e si rimette all’Aula? Non ho capito questa cosa!

(Interruzione)

Scusa, il Presidente della Giunta presenta un emendamento e ci rimettiamo all’Aula?!

(Interruzione dell’assessore Mancini)

PRESIDENTE

Ricapitoliamo: prima si vota l’emendamento protocollo numero 10642, che prevede la soppressione dell’articolo 31. Poi c’è un emendamento a firma Morelli che riguarda il ripristino di una versione simile.

Francesco SULLA

Se ho capito bene, stiamo votando il protocollo numero 10642.

PRESIDENTE

Ha chiesto la parola l’onorevole Principe. Ne ha facoltà.

Sandro PRINCIPE

Non sono un esperto di Regolamento, ma se votiamo la soppressione dell’articolo 31, secondo me è chiusa la discussione sul 31. Se il testo presentato dall’onorevole Morelli è un testo dell’ultimo momento o era già presentato…

PRESIDENTE

No, era già protocollato.

Bruno CENSORE

No, è protocollato oggi, Presidente, in data 22 dicembre!

PRESIDENTE

Come tanti altri emendamenti protocollati oggi.

Sandro PRINCIPE

E’ stato protocollato oggi, si tratta di un subemendamento, in realtà, quindi andrebbe votato il subemendamento, perché se viene soppresso l’articolo, poi il subemendamento dove si attacca?! A qualcosa deve attaccarsi! Pregherei di valutare questo aspetto.

PRESIDENTE

Possiamo procedere alla votazione e votiamo prima la soppressione. Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10642.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 10833 a firma Morelli. Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 10833.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 10705 a firma Nucera: è ritirato.

Emendamento protocollo numero 10693 a firma Gallo, Mirabelli, Serra: è ritirato.

Emendamento protocollo numero 10697 a firma Bilardi, Imbalzano, Magno: è ritirato.

Articolo 32 (Stabilizzazione personale addetto alla sbobinatura)

PRESIDENTE

Mi sembra che non sia possibile l’applicazione dell’articolo 32, che riguarda l’ingresso nella pubblica amministrazione di figure professionali, quindi penso che non sia approvabile.

Possiamo votare la soppressione dell’articolo 32 col parere della Giunta, perché non è applicabile, mi sembra, dal punto di vista tecnico.

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Da questo punto di vista, il voto sull’articolo non può che essere negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario.

Pongo in votazione l’articolo 32.

(E’ respinto)

Articolo 33 (Disposizioni in materia di personale in servizio all’Ente Autonomo Fiera di Reggio Calabria)

PRESIDENTE

L’articolo 33 riguarda l’ente Fiera di Reggio Calabria. Non ci sono emendamenti.

Luigi FEDELE

Sull’articolo 33 posso parlare, Presidente? Sarebbe bene che approvassimo il primo comma e cassassimo il secondo.

PRESIDENTE

Quindi possiamo votare l’articolo 33, primo comma.

Bruno CENSORE

Presidente, senza un subemendamento, si cassa così, a voce?! A voce si procede?!

PRESIDENTE

Si tratta di un emendamento illustrato dal consigliere Fedele.

Bruno CENSORE

Presidente, è una nuova regola?! Forse perché è tardi!

(Interruzioni)

PRESIDENTE

Possiamo procedere con la votazione. Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione il comma 1 dell’articolo 33.

(E’ approvato)

Parere della Giunta sul comma 2?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Parere favorevole sulla proposta emendativa presentata dall’onorevole Fedele.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Francesco SULLA

Chiedo di parlare sul secondo comma, perché mi pare che ci fosse un accordo tra il Comune, la Provincia e la Regione per farsi carico del personale. Sono d’accordo sul fatto di abrogare questo comma e di riprendere la discussione così come l’avevamo lasciata.

PRESIDENTE

Quindi è d’accordo sull’abrogazione del secondo comma.

Pongo in votazione il comma 2 dell’articolo 33.

(E’ respinto)

Articolo 33 bis a firma dell’onorevole Sulla, emendamento protocollo numero 10774: “Articolo 33 bis. Al fine di garantire la continuità di funzionamento del centro di monitoraggio sulla sicurezza stradale, la Giunta regionale è autorizzata a concedere alla Provincia di Crotone un contributo di euro 150 mila a valere sulle risorse allocata all’Upb 2.3.01.01 (capitolo 23010108) dello stato di previsione della spesa del bilancio 2011, relative alle assegnazioni statali per l’attuazione del Piano per la sicurezza stradale”.

Francesco SULLA

Sarò rapidissimo, perché questo emendamento è stato presentato per garantire il prosieguo di un’attività che è apprezzata unanimemente, anche in Commissione l’altra volta si è discusso del centro monitoraggio che c’è a Crotone. Non vedo, però, l’onorevole Orsomarso, il quale pare avesse una proposta di superamento di questa formulazione, così come io l’ho presentata.

Fausto ORSOMARSO

Noi chiediamo all’onorevole Sulla di ritirare l’emendamento, perché c’è, interpellata la Giunta, la volontà di avvalersi di questa esperienza, di questo know-how riconosciuto a livello regionale in Calabria del Centro di sicurezza stradale, quindi provvederà la Giunta a far proseguire questa iniziativa, creando, tra l’altro, le condizioni per duplicarla nelle altre province.

Francesco SULLA

Il problema è come si provvede nell’immediato, almeno per consentire il prosieguo, la non interruzione del servizio.

Fausto ORSOMARSO

E’ un impegno della Giunta, quindi è un impegno formale.

Francesco SULLA

La Giunta si impegna a farlo? Non so, io sono d’accordo. A me interessa che non si disperda questa esperienza che sta andando avanti. Se c’è l’impegno della Giunta, il Presidente è anche qui, sono d’accordissimo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

Giacomo MANCINI, assessore al bilancio programmazione e fondi europei

Se si insiste nella votazione, il parere è contrario, altrimenti si va nella direzione esposta dal consigliere Orsomarso.

(Interruzione)

Se si insiste nella votazione, è contrario, altrimenti l’accogliamo come raccomandazione per risolvere il problema.

PRESIDENTE

Quindi è ritirato con questa raccomandazione.

Francesco SULLA

Se c’è l’impegno della Giunta, va bene così.

Titolo V – Ulteriori disposizioni di carattere ordinamentale e finanziario

Articolo 34 (Integrazioni alla legge regionale n. 1 del 7 febbraio 2005 recante “Norme per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale”)

PRESIDENTE

All’articolo 34 c’è un emendamento a firma dei consiglieri Censore, Guccione, Aiello, protocollo numero 10698, che chiede l’abrogazione dell’articolo 34.

Bruno CENSORE

Presidente, di questo articolo con i colleghi abbiamo chiesto l’abrogazione, intanto perché c’è una normativa nazionale, il Testo unico sugli ordinamenti locali, il 267, che come norma principale statuisce le incompatibilità; oltre a questo, c’è una sentenza della Corte costituzionale rispetto a una votazione che c’era stata nel Consiglio regionale della Lombardia.

La Corte costituzionale si è così pronunciata, dicendo che, “se da un lato è vero che le Regioni, in forza del nuovo articolo 122, come modificato con la legge costituzionale numero 1 del 1999, beneficiano di una competenza normativa concorrente che permette loro di disciplinare i casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente e dei membri della Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali, dall’altro è altresì incontestabile che tale competenza debba svolgersi nell’alveo dei princìpi fondamentali stabiliti con legge statale”. Sentenza della Corte costituzionale numero 233 del 2003.

Quindi noi chiediamo l’abrogazione e, caso mai, secondo l’orientamento della Giunta, il voto per appello nominale.

PRESIDENTE

Altri interventi sul punto? Prego, onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Innanzitutto, vorrei sapere, se lei è in grado di fornire all’Aula l’esito della votazione che c’è stata su questo punto in sede di Commissione consiliare, perché nullaosta – con il collega Censore ne discutevo prima – ma mi pare che sia stato formalizzato un voto in Aula in sede di Commissione consiliare unanime, tranne l’astensione del collega Nucera.

Perché faccio questa affermazione? Perché è chiaro che, dal momento che i colleghi Guccione e Censore presentano un emendamento soppressivo, è del tutto legittimo, ma hanno maturato un orientamento diverso – per come ricordo io, ma può darsi che non sia così; ricordo che è stato ribadito dal Presidente della Commissione, l’onorevole Morelli, il fatto che si sia votato tutti all’unanimità, tranne l’astensione di Nucera – in questi due giorni da quello che è stato espresso. Ripeto, è assolutamente legittimo, avviene spesso, qualche volta lo è stato anche per me, solo che le argomentazioni a sostegno di una tesi debbono essere supportate con contenuti che, in qualche modo, diano fondatezza a questa valutazione diversa.

Il collega Battaglia, che oltretutto ha presentato un emendamento – su cui mi consentirà, siccome intervengo una sola volta, di prendere la parola subito e quindi evito di parlare dopo – era assente, l’ha presentato e, sostanzialmente, lo presenta in una forma che non mette in discussione il principio, cioè il principio di riconoscere a quest’Aula, al Consiglio regionale la competenza della materia legislativa. Io dico la competenza e – lasciatemelo dire – anche la sovranità, perché infatti Battaglia per l’emendamento che presenta – e chiedo scusa se l’anticipo, poi lo illustrerà lui – non dice che il Consiglio regionale non può rimuovere la causa di incompatibilità della carica di consigliere regionale con le altre cariche che sono in oggetto perché c’è una motivazione politica, perché è illegittimo, perché è incostituzionale, propone questa rimozione soltanto per i Comuni superiori a una popolazione di 15 mila abitanti. Va da sé che, se è ammissibile, costituzionale, legittimo e motivabile per i Comuni superiori a 15 mila abitanti, il principio ce lo ritroviamo tutto.

Ma il principio è fondato su che cosa? Dall’articolo 122 della Costituzione, innanzitutto. Che dice l’articolo 122 della Costituzione? “Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale, nonché dei consiglieri regionali, sono disciplinati con legge della Regione” – aggiunge – “nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi”.

Questo articolo 122, che è stato novellato, ha avuto un seguito, addirittura il Parlamento in data 2 luglio 2004, ha legiferato un’apposita legge, denominata dalla declaratoria “Disposizione di attuazione dell’articolo 122, primo comma, della costituzione”, cioè i princìpi fondamentali – quindi poi per noi ci sarebbe il rispetto dei princìpi fondamentali – sono stati richiamati specificatamente con una legge apposita che non è interpretativa, ma è la legge che declina e dimensiona le disposizioni dei princìpi fondamentali riferiti espressamente all’articolo 122 della Costituzione. E se leggete questa legge che è di pochi articoli – sono in tutto cinque – nelle disposizioni disciplinate sull’articolo 122 non trovate che sono princìpi fondamentali, indiscutibili, a carico delle competenze dello Stato queste delle incompatibilità.

L’incompatibilità, quindi, viene demandata alla Regione.

In più, il secondo comma dell’articolo 122, signor Presidente del Consiglio, che cosa dice - parlo dell’articolo costituzionale -? Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio – badate bene, onorevole Caputo – o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad un’altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo. Cioè che cosa fa, in questo caso, il legislatore costituente? Nello stesso articolo 122, norma costituzionale, nel comma successivo, quando organizza e regolamenta la competenza sulla definizione delle incompatibilità o delle ineleggibilità, esplicita quali sono quelle incompatibilità addirittura costituzionali e, tra queste incompatibilità, non elenca il caso dell’appartenenza al Consiglio regionale o alla Giunta comunale o alla Giunta provinciale. Vorrà dire – qui una differenza c’è – che, mentre quelle incompatibilità elencate dall’articolo 122 sono insindacabili e non sarebbe stato ammissibile nemmeno un disegno di legge da parte del Presidente del Consiglio regionale in questa sede, per quanto riguarda le altre lascia alla facoltà della Regione.

E il merito di questa norma qual è? Vi faccio una domanda: ma è o no, secondo voi, un ibrido quello dell’incompatibilità tra consigliere regionale e sindaco o anche il Presidente della Provincia? Secondo me lo è. Se noi avessimo dovuto discutere del caso di ineleggibilità, ha una ratio la ineleggibilità; ma, vi chiedo. : se un consigliere regionale – e lo può fare, perché l’incompatibilità si scioglie anche dopo l’avvenuta elezione – si dovesse candidare a sindaco, voi mi direte: “Ma che domanda è!”. La domanda ha un senso. Voi pensate che, dopo l’avvenuta elezione a sindaco, quel consigliere regionale possa optare per continuare a rimanere nel Consiglio regionale e rinunciare a quel mandato popolare e riportare quel Comune il giorno dopo di nuovo ad elezioni o, di fatto, è un’opzione obbligata?

Quella norma esistente e quindi quell’ibrido, la limitazione dell’elettore, del diritto di elettorato passivo per il sindaco che, se si candida ed opta alla Regione mentre fa il sindaco ed opta per il Consiglio regionale, beh, quel sindaco deve mettere in discussione il proseguimento naturale della sua consiliatura e, attraverso la sua personale opzione, costringe un elettorato intero di una comunità a subire una scelta che non le è dovuta, sia per ordine costituzionale che legislativo. Ripeto, l’ineleggibilità sarebbe un’altra cosa.

Allora il problema qual è? Il cumulo delle cariche? Intanto, l’articolo che è stato approvato e che è nel testo prevede che, per quanto riguarda l’indennità di carica, c’è l’opzione e deve scegliere per l’una o per l’altra. Per quanto riguarda il cumulo della carica in questo caso, io non voglio fare riferimento al Parlamento, perché sapete che per il parlamentare c’è una norma alla rovescia lì: il parlamentare si può candidare a sindaco e a Presidente della Provincia. E’ vero?

(Interruzione)

Non è vero il contrario, invece. E si può esercitare, senza dover sciogliere alcuna incompatibilità, il doppio mandato e, magari, anche la doppia indennità, se non è avvenuta la questione. Non voglio, però, riferirmi all’esperienza parlamentare.

Il cumulo delle cariche – stavo dicendo – è oggetto di materia politica. Ripeto, se si fosse trattato dell’ineleggibilità, nulla osta, ma l’incompatibilità è affidata ad una scelta etica, politica – chiamatela come volete – del soggetto che è chiamato a svolgere il doppio incarico, a valutare se – se ne assume la responsabilità – è in grado di svolgere l’uno e l’altro incarico. Non può essere una limitazione che si impone per legge in questo contesto normativo che – ripeto – pone questa questione come un ibrido.

Del resto queste questioni non è che non sono state discusse in altri tempi. Mi sono permesso di presentare questa proposta alla Commissione e l’ha votata all’unanimità, tranne il voto di astensione di Nucera, però in altri momenti se n’è discusso, anche in fase redigente dello Statuto. Non c’è stata la volontà politica di dichiarare l’inammissibilità della norma, di procedere in questa direzione.

Se quest’Aula dovesse avere la volontà politica di approvare la norma, allora deve essere nella sua facoltà e nella sua sovranità approvarla.

Né può reggere l’obiezione – lo dico all’onorevole Mancini che è assessore al bilancio – “stiamo parlando della legge finanziaria”. Assessore Mancini, noi non siamo la Corte costituzionale e non siamo nemmeno il Governo nazionale, lo voglio dire. Ho letto una dichiarazione dell’onorevole Principe. Secondo me, ha spiegato come non esistono profili di incostituzionalità, però soprattutto nel dubbio quest’Aula deve rivendicare il potere legislativo che la legge dello Stato le assegna, oltretutto non si può anteporre la nostra funzione o addirittura sostituirla a quella che è la funzione della Corte costituzionale. Lasciamo al Governo nazionale – perché noi chiediamo anche in deroga alla legge nazionale – di decidere su questa norma il proprio atteggiamento, la propria scelta e poi attendiamo serenamente.

Ove mai ci fosse un’impugnativa del Governo, il pronunciamento della Corte costituzionale, in fondo la giurisprudenza può essere un buon viatico per l’interpretazione della norma, perché checché ognuno si sforzi – perché abbiamo discusso in questi giorni nei corridoi –, non trovate allo stato sentenza di Corte costituzionale che questa forma possa mettere in discussione, anzi qualche sentenza costituzionale riferita, per esempio, al caso della Lombardia, se la troviamo e la interpretiamo, dovremo interpretarla come il riconoscimento della sovranità dell’Aula della Regione Lombardia a legiferare sull’incompatibilità.

Poi la Corte costituzionale cosa non riconosce? Non il principio, ma il fatto che anche lì, in Lombardia, per alcuni Comuni fosse consentita la rimozione della causa di incompatibilità e per altri Comuni non lo fosse. La Corte costituzionale ha messo in discussione questa diversità, e non diamo interpretazioni politiche.

Certo, sappiamo, c’è una sessione elettorale imminente, il Paese è chiamato al voto per quanto riguarda le elezioni amministrative. Non è che non mi renda conto che un articolo di questo tipo fa discutere anche sotto questo aspetto, apprezzo persino le benevole o maliziose insinuazioni che possono apparire anche sulla stampa. Stamattina ne ho letta qualcuna e mi sono simpaticamente divertito, perché è un modo per far discutere e perché, forse, è un fatto di responsabilità se in un contesto nel quale la crisi dei partiti è sempre più forte, la funzione di questi partiti è sempre più forte, addirittura questa crisi mette a repentaglio il sistema bipolare.

E’ un fatto di responsabilità se anche da quest’Aula, che è l’Aula sovrana, il consesso massimo di questa Regione, si discute di questi temi attraverso anche forme e provvedimenti di legge. Questo interrogativo non lo lascio a quest’Aula perché stasera lo si risolva, ma sicuramente sarà un interrogativo sul quale, nei prossimi giorni o alla luce del pronunciamento del governo, poi discuteremo anche intorno agli effetti che potrebbe avere questa norma.

Presidenza del Vicepresidente Alessandro Nicolò

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Parlo perché, ferma restando la legittimità di avere opinioni diverse o contrapposte, il riferimento che si fa a pronunciamenti della Consulta non è per nulla appropriato. Noi abbiamo discusso due legislature fa, Presidente del Consiglio l’onorevole Fedele, in sede redigente di bilancio in Commissione e della legge elettorale, di un’altra fattispecie opposta a quella di cui discutiamo e il riferimento che si fa a quella fase è molto disinvolto. La Consulta si è pronunciata non sulla fattispecie dell’incompatibilità in generale, ma su quella della