XI^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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N. 11

 

SEDUTA Di martedì 10 novembre 2020

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE DOMENICO TALLINI

 

 

 

Presidenza del presidente Domenico Tallini

La seduta inizia alle 16,44

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura dei verbali delle sedute precedenti.

MANCUSO Filippo, Segretario questore

Dà lettura dei verbali delle sedute precedenti.

(Sono approvati senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Prima di passare al primo punto all'ordine del giorno, devo dare comunicazione di una missiva pervenuta e indirizzata al Consiglio regionale, da parte del consigliere Domenico Bevacqua.

“Comunicazioni in ordine alla seduta del Consiglio regionale Calabria del 10 novembre 2020.

Gentile presidente Tallini, in merito alla odierna seduta consiliare sono, mio malgrado, costretto a comunicarle la mia impossibilità ad essere presente.

I postumi dei non lievi inconvenienti dovuti al contagio da Covid-19, necessitano della osservanza di un ulteriore breve periodo di opportuno riposo, e mi impediscono di partecipare a quella che sarà l'ultima seduta di questa Legislatura regionale, drammaticamente segnata.

Mi dispiace molto non poter partecipare ai lavori, così come mi dispiace, non poter salutare personalmente te e tutti i colleghi, con l’augurio di un’attività politico-istituzionale che abbia sempre come premessa l’indispensabile, il rispetto reciproco e, come finalità irrinunciabile, l'implementazione dei valori democratici, costituzionali ed il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini.

La prego di farsi latore in Assemblea di queste mie brevi righe.

Mi permetta di concludere con un appello che, auspico, possa trovare unanime consenso: il Covid-19 non è affatto uno scherzo, e nessuno può sapere in che modo reagirà il proprio corpo, se ne viene colpito.

Bisogna mettere da parte il cinismo e l'egoismo politico per portare con noi la coscienza di essere responsabili verso tutti i nostri simili, specie i più fragili”.

In qualità di Presidente di questo Consiglio regionale, mi permetto di condividere lo spirito dell’auspicio del consigliere Bevacqua e credo di interpretare la volontà dell'intero Consiglio regionale nel mandargli l’augurio per una definitiva guarigione, che lo possa restituire pienamente alla vita e all'attività politica.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, chiedo che venga inserita all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo relativa alla convalida del consigliere regionale Antonio Billari, ai sensi degli articoli 18 e 19 del Regolamento interno del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Pongo ai voti la proposta di inserimento del collega Neri. Il punto all'ordine del giorno è inserito all'unanimità dei presenti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Presidente, chiedo l’inserimento della proposta di provvedimento amministrativo numero 74/11^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione 20/22 del Consiglio regionale della Calabria. Assestamento e variazione”. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo ai voti la proposta del Segretario-questore, Mancuso, che è inserita all’ordine del giorno.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Francesco Pitaro. Ne ha facoltà.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Grazie, Presidente. Intervengo per una breve dichiarazione in merito a quella che dovrebbe essere l'ultima seduta di Consiglio regionale di questa Legislatura.

Con riferimento all’odierna seduta, ho ricevuto cinque convocazioni e ognuna presentava un ordine del giorno diverso, sempre più pieno e gonfio.

Presidente, non devo essere io a ricordare a quest'Aula che la morte della povera presidente Santelli ha determinato lo scioglimento di questo Consiglio regionale.

E non devo certo essere io a ricordare a quest'Aula che lo scioglimento del Consiglio regionale determina una fase di prorogatio.

In regime di prorogatio, il Consiglio regionale può svolgere solo atti indifferibili ed urgenti.

Né varrebbe dire che il Consiglio regionale, ad oggi, non è stato ancora congedato perché davanti al dato formale, ha prevalenza il dato sostanziale, cioè l’essersi verificato l'evento interruttivo della morte della Presidente.

Dunque, Presidente, a seguito della morte della governatrice Santelli, questo Consiglio regionale si trova in una fase di prorogatio e può adottare solo atti indifferibili ed urgenti.

Non lo dico io, ma lo ha detto più volte la Corte costituzionale.

Perché la Corte costituzionale ha detto questo?

Perché, nell’imminenza delle elezioni, bisogna evitare che si adottino atti diretti a carpire la volontà elettorale, la cosiddetta captatio benevolentiae.

Nella prima convocazione, però, all’ordine del giorno c'erano 10 punti; mentre nell'ultima, arrivata ieri sera, ce ne sono 21!

Pertanto, a parte la legge indifferibile ed urgente che è la doppia preferenza di genere, tutti gli altri atti non hanno il carattere della indifferibilità e dell’urgenza e si dimostrano, quindi, degli atti volti a carpire la volontà elettorale.

Si tratta di atti che, se approvati da questo Consiglio regionale, sarebbero ictu oculi illegittimi e illegali, perché è stato stabilito dalla giurisprudenza.

Diciamocelo chiaramente, quando si parla di atti che riguardano gli agriturismi, le Pro loco e la formazione di Consorzi, è di tutta evidenza che non si tratti di atti indifferibili ed urgenti.

Dunque, questa seduta di Consiglio regionale sostanzialmente sembra fatta per fare campagna elettorale. Io non ci sto!

PRESIDENTE

Se lo ritiene, deve fare una mozione d'ordine e non un intervento; altrimenti faremmo un intervento e un'ora di dibattito solo per questo.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Presidente, in qualità di consigliere regionale, ho la possibilità di svolgere un mio intervento?

PRESIDENTE

Sì, nei limiti di quanto prevede il Regolamento interno del Consiglio regionale.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Perfetto, ancora non li ho superati.

Concludo dicendo che la seduta odierna, con 21 punti non indifferibili ed urgenti, tranne quello sulla doppia preferenza di genere, è la dimostrazione di un Consiglio regionale che vuole fare campagna elettorale.

Ricordo sempre che i calabresi sono lì a guardarci e non sono né tonti, né rimbambiti, né fessi, ma pretendono rispetto.

Pertanto, Presidente, parteciperò al punto relativo alla doppia preferenza di genere, a quello relativo al congedo, e annuncio sin d'ora che il mio voto contrario all'ultimo punto, quello relativo alla intitolazione del Palazzo regionale alla governatrice Santelli in quanto, pur essendo vicinissimo al dramma, ritengo che si tratti di un provvedimento contra ius, illegale ed illegittimo, perché non sono stati rispettati i requisiti di legge. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tassone. Ne ha facoltà.

TASSONE Luigi (Partito Democratico)

A nome del gruppo del Partito Democratico, volevo dire che oggi voteremo la proposta di legge sulla doppia preferenza di genere, in quanto riteniamo che si tratti di un atto politico di grande rilevanza, oltre che di un argomento indifferibile ed urgente.

Fatto questo, per la legge e per noi consiglieri del Partito Democratico, le funzioni di questo Consiglio regionale sono finite, perché ci si può pronunciare soltanto su atti urgenti e indifferibili.

Dopo di ciò, bisogna prendere atto della morte della presidente Santelli e ridare la parola ai cittadini calabresi andando alle urne nei modi e nei tempi previsti dalla legge e tenendo conto di quella che è la situazione dell’emergenza Covid-19 in corso.

Rispetto a questo, importanti costituzionalisti nei giorni scorsi hanno dichiarato in maniera chiara che questo Consiglio regionale non può adottare nessun atto, se non di estrema urgenza; quindi, come gruppo del Partito Democratico non presteremo il fianco a qualsiasi altro tipo di iniziativa che abbia uno scopo puramente elettorale, se non addirittura clientelare!

Pertanto, voteremo la proposta di legge per l'introduzione della doppia preferenza di genere e abbandoneremo l'Aula. Grazie.

PRESIDENTE

Mi permetto solo di fare una brevissima considerazione, rispetto alla seduta odierna.

Innanzitutto, il collega Francesco Pitaro era assente all'ultima Conferenza dei capigruppo.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Io sono sempre stato presente, Presidente.

PRESIDENTE

No, all’ultima riunione era assente.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

No, io sono sempre stato presente.

PRESIDENTE

No, era assente.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Qualcuno gli può dire che io ero presente?

PRESIDENTE

Scusate, ma vi dico che era assente. Chi la rappresentava? All'ultima Conferenza dei capigruppo non c'era.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Io sono stato presente a tutte le Conferenze dei capigruppo.

PRESIDENTE

All'ultima seduta di Consiglio regionale, no!

PITARO Francesco (Gruppo misto)

All'ultima seduta di Consiglio regionale ero assente, ma è un'altra cosa.

PRESIDENTE

All'ultima Conferenza dei capigruppo era assente.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Presidente, all'ultima Conferenza dei capigruppo ero presente. Basta, mi fermo qui. Grazie.

PRESIDENTE

Va bene, io comunque mi permetto di ricordarle che alla Conferenza dei capigruppo, a cui poi è seguita l'altra seduta di Consiglio regionale, lei non c’era. Forse, mi starò sbagliando.

TASSONE Luigi (Partito Democratico)

Presidente, la convocazione della seduta di Consiglio regionale che ha preceduto questa, non l'abbiamo discussa.

Nell’ultima Conferenza dei capigruppo c'eravamo. C'ero io che ho sostituito il collega Domenico Bevacqua e anche il collega Pitaro era presente.

PRESIDENTE

Va bene.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Prendiamo le registrazioni delle telecamere, Presidente; altrimenti non finiamo più.

PRESIDENTE

All'ultima seduta di Consiglio regionale, dove sono state date anche delle indicazioni, il consigliere Francesco Pitaro non era presente. Va bene?

In ogni caso, andiamo al sodo della questione: se era presente o meno, questo è un piccolo dettaglio rispetto alle altre cose.

Collega, in sede di Conferenza dei capigruppo ci siamo detti che avremmo convocato il Consiglio regionale con un ordine del giorno che poi, praticamente, poteva anche essere integrato.

Questo ordine del giorno, che poteva essere integrato secondo un criterio che, nel rispetto delle norme e del Regolamento, gli uffici ci hanno detto come doveva essere concepito, e cioè che, fino a quando non c'era la presa d’atto – e questo è un Consiglio regionale convocato entro il decimo giorno dalla morte della nostra compianta Presidente – questo è un Consiglio regionale con all'ordine del giorno tutto quello che era già in itinere e con le cose che, come si è detto, questa Presidenza avrebbe ritenuto legittimo o compiuto inserire all'ordine del giorno.

Ora, qual è il problema?

Il problema è questo, collega Francesco Pitaro: lei sta ipotizzando che 2-3 mesi prima che morisse la presidente Santelli, questa maggioranza avrebbe messo in campo una serie di iniziative, per poi farsi la campagna elettorale.

Solo così si può spiegare quello che lei ha detto.

Qual è la differenza tra quello che lei dice ed il famoso periodo di prorogatio, che sono gli ultimi 6 mesi?

Credo che ci sia una bella differenza tra la fine di una Legislatura che è durata 5 anni ed una che, invece, si è bruscamente interrotta per un evento traumatico, dove tutto ciò che era in itinere e che era materia da portare in Consiglio regionale in questi mesi, non era certamente campagna elettorale, ma bensì attività ordinaria.

Campagna elettorale sono quei provvedimenti populisti che qualcuno pensa di utilizzare per mettere fumo negli occhi degli elettori.

Io non credo che ci si trovi davanti ad una situazione del genere.

Bisogna ammetterlo con grande onestà, anche perché ci sono i fatti che lo dicono e, con grande lealtà, anche noi ci rendiamo conto che abbiamo cercato di evitare che argomenti che potrebbero essere strumentalizzati e che potrebbero avere queste caratteristiche non venissero in Aula.

Alcuni di questi, non ho voluto portali in Aula, proprio per evitare interventi come il suo.

Almeno fino a quando non arriveremo alla presa d'atto della morte del Presidente, voglio evitare che ci sia e si sviluppi un dibattito su questo, perché ci sono anche cose importanti da fare e credo che nessuno in questo momento voglia fare campagna elettorale, ma siamo tutti animati dal fatto che vogliamo votare solo quelle cose che erano in itinere e che sono importanti per dare delle risposte in questo momento alla Calabria.

Visto che è l'ultima seduta e considerata la decisione del Governo che non ci fa votare entro 60 giorni, quando avremmo voluto noi e quando avrebbe voluto lo schieramento a cui lei appartiene, non possiamo pensare di rinviare tutto ad aprile o maggio, per poi contestualmente dire che dobbiamo stare fermi e non fare nulla.

In questo caso, io le dico: mettiamoci tutti d'accordo, portiamo le dimissioni e andiamocene a casa perché, a quel punto, non faremo altro che scaldare i banchi e non faremmo nessuna cosa utile per la Calabria.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Presidente, non voglio polemizzare, ma solo chiarire il mio pensiero.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Chiedo scusa, ma se si apre il dibattito voglio intervenire anche io. Stiamo aprendo un dibattito?

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Sì, va bene, ma siccome sono stato chiamato in ballo, ho il dovere di chiarire.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Non è un fatto personale.

PRESIDENTE

Collega Pitaro, guardi ogni volta vuole fare una domanda, la faccio intervenire anche in deroga alle regole e ai Regolamenti.

Lei richiama sempre il Regolamento e poi, con i suoi interventi e con le sue repliche, viola continuamente il Regolamento e le regole.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Presidente, scusi mi ha detto che io non ero in Conferenza dei capigruppo e io ero in Conferenza. Posso replicare?

Io ho sempre chiesto a quest’Aula il rispetto delle regole. La regola che sto richiamando è semplice.

PRESIDENTE

La regola per lei non può essere una deroga. La regola dice che lei deve aspettare perché ci sono colleghi che devono intervenire.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Ho finito, però ho capito che lei non vuole farmi parlare quando dico le cose che non le convengono.

Io sto invocando il rispetto di una regola che ha sancito la Corte costituzionale, non io, e che prevede che l'evento interruttivo determini il regime di prorogatio.

Cosa vuol dire? Vuol dire che noi stiamo in sella al Consiglio regionale fino alla proclamazione del nuovo, ma possiamo adottare atti solo e soltanto indifferibili ed urgenti.

Mi auguro che questa regola l'abbiamo compresa tutti. Grazie.

PRESIDENTE

Consenta anche a me di derogare alla regola, dicendo che, se lei sarà felice di impugnare gli atti che faremo e che interessano la Calabria, io sarei contento di vedere chi li impugna e chi non vuole che arrivino a favore dei cittadini calabresi.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, entro nel merito della questione ricollegandomi a quello che dice il collega Pitaro e sono d'accordo con lui. Il consigliere Pitaro dice: “L'evento interruttivo determina, poi, il passaggio a un depotenziamento del Consiglio regionale”.

Ma l'evento interruttivo va certificato, perché il Regolamento del Consiglio regionale è chiaro, dice: in caso di interruzione, di rimozione o di morte, il Consiglio regionale ne prende atto e da quel momento scatta il depotenziamento.

Ora, che la morte, rispetto all'interruzione o all’assenza, sia un evento insuperabile questo è ovvio, ma in punto di diritto, in ogni caso, il Consiglio deve prendere atto della morte. Perché se dobbiamo andare, invece, verso il ragionamento del consigliere Pitaro, allora vorrebbe dire che in caso di morte, il fatto è oggettivo, è inoppugnabile, quindi, in ogni caso il Consiglio è già depotenziato, negli altri casi, invece, allora si deve fare la procedura che stiamo facendo oggi. Non è così. Perché anche in caso di morte, noi abbiamo, oggi, l'obbligo normativo di prendere atto della morte della presidente Santelli.

Quindi, fino a quando non prendiamo atto, sicuramente questo Consiglio è nel pieno delle sue funzioni. Poi, lo posso anche capire, da un punto di vista logico, non ci potrebbe essere nessuna causa che oggi purtroppo, ahimè, ahinoi per lei, ci faccia prendere atto di un qualcosa di diverso rispetto, per esempio, alla rimozione. Ma la legge è questa e la dobbiamo applicare, cioè in punto di diritto noi dobbiamo per forza prenderne atto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Di Natale. Ne ha facoltà.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Presidente, intanto grazie per avermi concesso la parola per una breve riflessione. Qualche giorno fa ho fatto una provocazione all’Aula, perché noi non ci troviamo in un momento ordinario, ci troviamo in un momento particolare della nostra Legislatura. Ci troviamo anche in un momento particolare della vita del nostro Paese.

Iniziamo i lavori della seduta di Consiglio con cinque ore di ritardo. Ho capito che questo non va bene, però - fatemela passare - perché siamo in un momento particolare.

C’è gente, fuori da quest’Aula, che non sta a casa, ma in una tenda di un ospedale ad aspettare di trovare posto nelle nostre strutture ospedaliere.

Questo è un fatto di coscienza e di responsabilità e non ci sto a far parte di un agglomerato che non si occupa di questi problemi. Bisogna avere responsabilità al di là dello schieramento di destra e di sinistra, perché ritengo che oggi tutti dobbiamo dimostrare, nessuno escluso, di essere responsabili.

È di poco fa la notizia di una persona di 21 anni, morta a Milano per Covid-19.

Presidente, questa mattina ho ricevuto…

CRINÒ Giacomo Pietro (Casa delle Libertà)

Presidente, quindi ora facciamo una discussione?! Non lo so, non capisco perché mi sto perdendo.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Collega che dobbiamo fare? Non facciamo la discussione? E che dobbiamo fare? Dobbiamo Giocare?! Fammi il piacere!

CRINO’ Giacomo Pietro (Casa delle Libertà)

…il tuo intervento sul ritardo del Consiglio. Presidente, per favore, ma non è possibile…

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Sono stato in silenzio, ora la pregherei di non interrompere, ne ho il diritto, come hanno diritto tutti gli altri.

PRESIDENTE

Consigliere, se non vuole essere interrotto si attenga all'ordine del giorno. Lei parla per mozione d'ordine? Tempo 3 minuti e finisce l’intervento, va bene?

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Presidente, mi faccia capire, hanno parlato tutti, come mai adesso c’è questo problema?

PRESIDENTE

No, i suoi colleghi…

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Mi faccia parlare. Sto dicendo, che c’è gente…

PRESIDENTE

Collega, deve intervenire sull'ordine del giorno. Sta parlando per mozione d'ordine?

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Stamattina c’era gente che è dovuta rimanere nella propria abitazione perché non ha trovato posto nelle strutture ospedaliere e come Assemblea regionale abbiamo il dovere di intervenire.

Oggi, mi ricollego a quello che dicevano i colleghi consiglieri, c'è un ordine del giorno in cui - tolta la tematica sulla doppia preferenza di genere che voteremo e che è una questione importante di democrazia - sono state inserite delle proposte di legge, degli atti che non so con quale ordine cronologico sono stati presi, perché anche io avevo presentato delle proposte e le mie, guarda caso, non sono inserite, come magari quelli di qualcun altro.

Ma la riflessione più grave che voglio porgere all'attenzione dell'Assemblea è che non c'è un solo atto che riguarda una riflessione condivisa di questa Assemblea sulla grave emergenza, di come aprire i nostri ospedali e i nostri posti letto di terapia intensiva per la nostra popolazione. Presidente, è questo il tema che ritengo sia da mettere in capo all’ordine del giorno, a questo ritengo si debba dare priorità.

Se, poi, questo intervento non è pertinente con l'ordine del giorno, con il momento che viviamo, con tutto quello che i nostri cittadini stanno passando, ditemelo voi.

Presidente, ritengo, quindi, che il Consiglio regionale, peraltro le competenze del Consiglio regionale…

PRESIDENTE

Collega, l’abbiamo capito.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Presidente, ho finito. Le competenze del Consiglio regionale, non lo dico né io, né il collega Pitaro, né altri, ma lo ha stabilito il Governo con il Consiglio dei Ministri, stabilisce appunto che noi stiamo in carica per gli atti indifferibili ed urgenti relativamente anche e soprattutto alla questione pandemica, quindi emergenza Coronavirus. Di questo problema facciamocene carico, vi prego siate responsabili, siamo responsabili tutti quanti, perché i calabresi ci guardano. Grazie.

PRESIDENTE

Prima di dare la parola al consigliere Mancuso, intervengo solo per dire ai calabresi - informati che il Consiglio regionale era convocato ad una certa ora - che i consiglieri regionali entrati in ritardo in Aula consiliare, erano fuori da questa Aula a lavorare per rendere il più possibile concrete le proposte da discutere, considerato che questa è l'ultima seduta di Consiglio. Collega Di Natale, se lei ha fretta di chiudere in un'ora la seduta di Consiglio, perché ha altro da fare, questo è un suo problema.

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Presidente, ma che sta dicendo, quale fretta, io sono qui dalle 12,00! Si vergogni, Presidente! Quale fretta?! Si vergogni…

PRESIDENTE

Consigliere, questo è un suo problema. Aspetti e non faccia, come ha fatto l’altra volta, demagogia attraverso facebook, facendo il video in Aula.

Lei è scorretto e glielo dice il Presidente. È scorretto!

DI NATALE Graziano (Io resto in Calabria)

Presidente, io fretta? La seduta era convocata alle 12,00 e ora sono le 17,00.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Presidente, intervengo brevemente. Ci hanno accusato che portiamo in Aula pratiche per la campagna elettorale, ma mi sembra che adesso questi atti di esibizionismo siano veramente campagna elettorale. Senza entrare nel merito delle questioni giuridiche su cui ha già fatto l’intervento il collega Neri, che ne sa più di me, volevo dire al collega Pitaro che le pratiche che portiamo oggi sono solo la conclusione di un iter ben preciso.

Mi limito a leggere la data dei protocolli di alcune di esse: 28 luglio 2020, 7 agosto 2020, 10 agosto 2020, 28 settembre 2020, 1 aprile 2020, 5 ottobre 2020, 29 maggio 2020, 25 settembre 2020, 29 settembre 2020. Potrei andare ancora avanti. Quindi l'iter è iniziato ben prima di questa seduta di Consiglio o perlomeno non dopo la morte della povera presidente Santelli. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Irto. Ne ha facoltà.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Prendo la parola dopo aver ascoltato il consigliere Mancuso.

Consigliere Mancuso, che vuol dire elencare le date del protocollo? Lei lo sa qual è la prima proposta di legge presentata in questa Legislatura? Lo sa qual è?

La prima proposta di legge presentata, in questa Legislatura, l’ho firmata io sulla trasparenza delle donazioni in sanità. Se dovessimo usare questo metodo ci sarebbe quel progetto di legge, altri progetti di legge presentati dal Gruppo del Partito Democratico come la riorganizzazione sanitaria, e ce ne sarebbero altri. Mi fermo, però, a quello che ha detto il Presidente del Consiglio regionale, cioè che è stato fatto un elenco anche attraverso l'aiuto degli uffici, secondo cui pare ci sia scritto cosa è indifferibile ed urgente.

Secondo il Gruppo del Partito Democratico - ribadisco che il mio intervento vuole essere di rimessa in ordine di una discussione - noi voteremo solo la doppia preferenza di genere, partecipando anche a un dibattito se da questa scaturirà, ma non alle altre proposte di legge.

Al consigliere Neri dico: condivido, è vero bisogna prendere atto della morte della presidente Santelli. Probabilmente se si legge bene il Regolamento era il primo atto che il Consiglio doveva trattare dopo quell’avvenimento, quindi già nella seduta di sabato scorso. Comunque, oggi, doveva essere il primo punto all'ordine del giorno, il primo atto che il Consiglio avrebbe dovuto discutere, secondo il Regolamento. Questo lo dico come discussione di dibattito tra di noi, non per innescare un’ulteriore polemica.

Confermo che noi saremo disponibili a stare in Aula a votare, anche a discutere, sulla doppia preferenza di genere, ma non sugli altri punti. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle Libertà)

Presidente, io credo che così come è stata annunciata, con la pacatezza e l'equilibrio che ha dimostrato in questo intervento il collega Irto, la posizione del Partito Democratico vada rispettata. È una posizione politica, espressa, ripeto, con pacatezza e moderazione, quindi questo centrodestra la rispetterà, perché è insita in quello che è il ruolo di ogni consigliere regionale e dei gruppi politici che noi rappresentiamo.

È vero, la prima proposta di legge presentata in questa XI^ Legislatura è quella che porta la firma del collega Irto, in merito alla trasparenza delle donazioni in sanità. Per correttezza e per completezza, il collega Irto sa che, immediatamente, l’ho inserita all’ordine del giorno della prima seduta della Commissione Sanità, poi non è stata licenziata perché è stata, momentaneamente, ritirata dal collega Libero Notarangelo che ha chiesto una rivisitazione in base alle osservazioni del Settore assistenza giuridica che aveva prodotto delle eccezioni nella scheda tecnica, per cui…

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Ma non tutti i provvedimenti inseriti all’ordine del giorno sono stati licenziati dalle Commissioni competenti.

ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle Libertà)

Ho condiviso la legittima posizione politica, ho risposto su un dato amministrativo, se io non fossi intervenuto sembrava quasi omissione da parte di quella Commissione non averla licenziata.

Il collega Notarangelo ben ricorda che quella proposta di legge è stata congelata, momentaneamente, per essere aggiustata rispetto alle eccezioni poste dalla scheda tecnica del Settore assistenza giuridica.

Questo per dovere di cronaca e per la verità che, in quest'Aula, ci dobbiamo dire.

Presidente, per quanto riguarda l'ordine del giorno, una volta introdotte quelle che sono state le mozioni e altre proposte legislative, come quella della Giunta delle elezioni per il collega Billari, credo che possiamo speditamente andare avanti e cominciare a discutere del primo punto all'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Intervengo giusto per un chiarimento, rispetto a quello che diceva il consigliere Irto.

Non è corretto consigliere Irto per un semplice motivo, perché quello che dice lei sarebbe corretto se il Regolamento dicesse: il Consiglio regionale si riunisce e prende atto della morte del Presidente.

Il Regolamento è chiaro, dice: il Consiglio con apposita delibera, quindi, sostanzialmente parla di un atto all'interno del Consiglio regionale. Dove posizionarlo, quindi, se all'inizio o alla fine questo poco conta, l’importante è che il Consiglio faccia una delibera, non una seduta di Consiglio ad hoc sulla presa d'atto di una delle cause di impedimento.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Presidente, intanto, non stiamo dando uno spettacolo bello ai calabresi. Si dice che bisogna andare a votare, e io mi auguro che lei, presidente Spirlì, dopo quello che ha deciso il Consiglio dei Ministri, tenga conto delle vicende pandemiche, nella scelta della prima data possibile. Questo è un primo punto politico.

Secondo: Presidente, io la stimo, ma non si può arrivare in Aula senza fare una riunione dei Capigruppo, senza fare una riunione dell'Ufficio di Presidenza, una riunione così delicata. Ribadisco il concetto: noi non dobbiamo dare l’impressione che c’è l’assalto alla diligenza, perché, mi permetta, Presidente, quell'ordine del giorno costruito in quel modo è un assalto alla diligenza della maggioranza, perché lei l’ha concordato solo con la maggioranza. Questo è un atto politico al di là delle questioni di merito.

E possiamo far finta di non sapere che voi della maggioranza avete messo, volutamente, all'ultimo posto la presa d'atto della morte della presidente Santelli, proprio per fare quello che volete, senza tener conto che la legge dice che lo dovevamo fare nella prima seduta di Consiglio, quando abbiamo discusso, su sua proposta, sulla “zona gialla”; dovevamo prenderne atto lì; la legge dice la prima seduta di Consiglio non dice la seconda.

Voi avete già commesso un errore istituzionale, avete fatto un errore giuridicamente illegittimo. Ora lo volete ribadire qui.

Voi sapete che all’ordine del giorno si possono inserire provvedimenti con la maggioranza dei due terzi dei presenti. Il voto dell’Aula deve essere dei due terzi; vi siete fatti un ordine del giorno costruito solo con i voti della maggioranza e non avete i due terzi dei voti. Questo è un altro motivo di illegittimità.

Allora si decida e si facciano le cose seriamente. Votiamo la legge sulla doppia preferenza, poi si prende atto di quello che è accaduto, si congedano i consiglieri, e il Consiglio rimarrà in carica solo per questioni indifferibili e urgenti.

Presidente, è già successo. Il Presidente del Consiglio in carica era il presidente Talarico, io ero in Aula e in quella fase fu rispettata la legge, furono rispettate le procedure. In quella seduta di Consiglio si approvò solo la modifica della legge elettorale, perché altro non si poteva fare, perché era urgente e indifferibile, perché la Corte Costituzionale l’aveva impugnata.

Noi in quella sede facemmo solo quella modifica e in questo senso la legge sulla doppia preferenza è indifferibile e urgente, perché altrimenti scattano i poteri sostitutivi del Governo e sarebbe una vergogna per questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Collega Guccione, lo dico sommessamente perché lei solitamente, come questa sera, è molto garbato quando pone le questioni politiche e chiaramente merita anche altrettanto garbo nelle risposte, ma le voglio solo ricordare che, quando abbiamo fatto la riunione dei Capigruppo, abbiamo detto quello che veniva inserito all'ordine del giorno; l’abbiamo fatta nell'aula Calipari, in più ho detto che nel frattempo mi sarei assunto la responsabilità - come Presidente del Consiglio, trovandomi in una situazione di grande eccezionalità - di tutto quello che poteva essere aggiunto all'ordine del giorno.

Mi permetto di dire ai colleghi che sono in Aula e soprattutto a quello schieramento che soltanto pochi mesi fa, meno di un anno fa, in quest'Aula aveva una maggioranza guidata da un altro Presidente che molte volte ho dato atto all’allora Presidente del Consiglio, Irto, che portava a fine Legislatura leggi ordinarie di grandissimo rilievo per l'opinione pubblica; ricordo alcune di queste leggi, le ho votate pure io, perché quel Governatore non aveva nemmeno la maggioranza, però, insieme ad una parte del centrodestra decidemmo di dare una mano alla Calabria e decidemmo di votare.

E questo avveniva nel mentre quel Governatore non dava la certezza nemmeno di quando si doveva votare, cioè allungava sine die la Legislatura per portare in Aula provvedimenti altro che elettorali, ad uso personale e non elettorale. Mi sia consentito, con grande onestà intellettuale, che in una fase come questa anche queste cose ce le dobbiamo dire.

Noi siamo in una fase eccezionale. Abbiamo fatto un ordine del giorno, io mi sono impegnato a rispondere personalmente, come Presidente del Consiglio, sul piano politico e se volete rispondo, anche, sul piano amministrativo e penale, se questo è quello che vuole questo schieramento.

Abbiamo il dovere nei confronti dei calabresi di fare e definire tutto quello che può essere utile ai calabresi, non un dibattito di pregiudizi.

Quando arriveranno i provvedimenti potrete intervenire ed esprimervi nel merito dei provvedimenti, se sono di natura elettorale o se invece sono di natura di interesse generale e che, probabilmente, vanno anche a soddisfare le esigenze di cittadini che magari hanno votato quello schieramento. Quindi vi chiedo con sommessa…

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Presidente, mi scusi, ma che significa che lei ha inserito all’ordine del giorno della seduta di Consiglio l'abrogazione delle elezioni primarie? Qual è questa urgenza? Ha inserito l’abrogazione della legge regionale numero 25/2009, “Norme per lo svolgimento delle elezioni primarie” e dov'è l’urgenza? Mi spieghi questa cosa che va a modificare. Qual è, Presidente?

PRESIDENTE

Collega Guccione, glielo posso spiegare e grazie anche dell'osservazione.

A parte che io su questo ho interloquito anche con esponenti del suo schieramento, però non voglio dire quello che ci siamo detti, nel corso di alcune telefonate, con dei consiglieri, ma andiamo nella direzione di voler dare subito e velocemente la parola ai cittadini; abbiamo uno strumento che sono le primarie che, in termini di tempi, si sovrappongono con i tempi del Regolamento, dello Statuto e della legge.

È di ieri il provvedimento del Consiglio dei Ministri che ci dà la possibilità o ci darebbe la possibilità, ma quando abbiamo fatto l'ordine del giorno abbiamo ritenuto di iscrivere o l’abrogazione o la sospensione, perché lo facciamo con grande…pur avendo i numeri noi per abrogarla quella legge. Perché il centrosinistra l’ha approvata, non è servita a niente, serve soltanto a chi, al momento, può utilizzarla come strumento per dilazionare i tempi di fissazione della data delle elezioni.

Le volevo dare pure questo, visto che ci ha sollecitato, stamattina 19 consiglieri regionali della maggioranza, alla luce del decreto del Consiglio dei ministri di ieri, hanno ritenuto di sottoscrivere un documento e trasmetterlo al Presidente f.f. per chiedere che le elezioni regionali siano celebrate nella prima data utile.

Il Consiglio dei ministri dice che si potrà votare dal 10 di febbraio.

Noi diciamo che i 90 giorni scadono il 10 di marzo; dunque, la prima data utile a partire da oggi è il 14 febbraio.

Abbiamo detto che vogliamo votare nella domenica della prima data utile.

Voi siete d'accordo, visto che è il Governo che vi rappresenta ad aver indicato questo arco di tempo e questo calendario?

Se siete d'accordo, sottoscrivete anche voi la missiva con cui chiediamo al Presidente facente funzioni, anche per addivenire a quello che state dicendo voi e cioè arrivare a dare alla Calabria un Governo autorevole, legittimato ed eletto dai calabresi, qualunque esso sia.

Se siete disponibili, sottoscrivete quella richiesta con cui, magari, saremo più forti ed autorevoli con il Presidente f.f. ed anche con il Governo, nel manifestare la nostra volontà di andare subito al voto.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Irto. Ne ha facoltà.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Presidente, chiedo scusa, lei mi ha citato e visto che le parole si possono dire, ma restano verbalizzate, è giusto che io specifichi meglio.

Lei ha detto che, alla fine della scorsa Legislatura, sono stati approvati atti e progetti di legge.

È vero che il centro-destra di allora votò quei provvedimenti, però c’è da dire che prima di ogni Consiglio regionale, prima di ogni ordine del giorno, era tutto concordato in Conferenza dei capigruppo, con tanto di verbale all’unanimità, presidente Tallini.

PRESIDENTE

Stiamo parlando di una sola seduta, cioè questa.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Io sto specificando rispetto a un rilievo che lei ha fatto.

PRESIDENTE

Mario Oliverio non è morto; è ancora vivo.

IRTO Nicola (Partito Democratico

Io sto parlando del profilo istituzionale della scorsa Legislatura, da lei ha richiamato, e ho fatto solo questa specifica.

Rispetto alla domanda che lei ha fatto: il Governo ha dato dei paletti e noi ci atterremo alla legge.

Io non firmerò nessun documento. Noi non firmeremo nessun documento.

Sa perché, Presidente? Perché riconosciamo il suo ruolo.

Perché la legge dice che la data delle elezioni deve essere indetta dal Presidente facente funzioni, concordandolo con lei, non il contrario.

Pertanto, sarà il presidente f.f, Spirlì a dire quando si potrà votare, comunicandolo e concertandolo con il Presidente del Consiglio regionale, che non è parte di una maggioranza, ma rappresenta tutto il Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Il consigliere Guccione lo ha chiesto a me e alla maggioranza e noi gli abbiamo dato la risposta che chiedeva.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Lei ha dato la risposta, non l’ha data la maggioranza.

Le sto dicendo, rispetto alla domanda che lei ha fatto rivolgendosi ai banchi della minoranza, che noi non firmeremo nessun documento.

Noi aspetteremo che sia la legge a decidere con il presidente ff. Spirli, che deve concertare la data con lei e con il Presidente della Corte d'Appello di Catanzaro.

Noi riconosciamo il ruolo del Presidente del Consiglio regionale e non tiriamo nessuno per la giacchetta; quindi sia il presidente ff. Spirlì a dire quando votare, lo concerti con lei e si vada alle urne.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Aieta. Ne ha facoltà.

AIETA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Signor Presidente, la vorrei riportare sulla terra, perché ho l'impressione che, essendo qui nell' “Astronave”, stiamo viaggiando su Marte.

Vorrei ricordare, Presidente, che lei non deve parlare a nome della maggioranza.

Lei finora ha svolto il ruolo di equilibrio che si addice al Presidente del Consiglio e la invito a mantenere ancora questa linea, perché questa Assise è ancora in carica e, dopo il Decreto di ieri, rimarrà in carica con piena potestà legislativa solo in riferimento alla emergenza pandemica.

Invece di trovarci davanti un ordine del giorno di 21 punti aggiornati fino alla mezzanotte scorsa, signor Presidente – e glielo dico anche a tutela della sua funzione – avremmo voluto parlare di un'ordinanza, per esempio, che il Presidente facente funzioni rivolge alle Aziende ospedaliere, alle Aziende sanitarie, intimando che, se entro 5 giorni non attiveranno le procedure, interverrà la Protezione civile regionale.

Non si capisce, però, se l'ordinanza è riferita al decreto 91 del 18 giugno o se è un'altra cosa rispetto a quel decreto perché, a quanto pare, ci sono territori che rimangono scoperti e non si capisce, per esempio nell’area nord, questi 74 posti letto di riconversione di Degenza ordinaria, dove vengono allocati.

Chi lo fa? Il commissario Bettelini, per esempio, nell'Azienda sanitaria provinciale, che dal 18 giugno non ne ha creato uno di posti letto?

Chi lo fa? Chi garantisce? Chi garantisce su questo?

Io sono in linea con la posizione del Partito Democratico.

Noi verremo in Aula quando lei ci convocherà e quando ci porterà a discutere dell'emergenza pandemica.

Stanno litigando dalla parte della maggioranza. Mi dispiace per voi, ma è il momento di mantenere la calma.

Signor Presidente, noi voteremo la legge sulla parità di genere e andremo via, perché lei ci dovrà riconvocare sull'emergenza, sull'ordinanza, sull’attuazione del decreto 91, sui posti letto che non sono stati fatti, su Cotticelli che era il vostro ottavo assessore.

Su questo ci deve convocare e su questo noi verremo a discutere e a dare una mano come già vi abbiamo detto qualche giorno fa.

PRESIDENTE

Collega Aieta, mi pare che soltanto due giorni fa, abbiamo convocato un Consiglio straordinario per parlare di questo, dunque il Consiglio regionale ha avuto una grande opportunità per dire queste cose.

Guarda caso, sono state dette alcune cose; se quello che è stato detto per lei è insufficiente, per me non c'è nessun problema che, anche se questo argomento non è iscritto all'ordine del giorno, si possa a riaprire una discussione che, per me, ha la priorità su tutto il resto.

Se c'è qualcosa di nuovo, la dica.

Quello che sta dicendo potrebbe anche trovare l'interesse dell'Aula in questo momento.

Io credo che nessun consigliere regionale sarà fermato durante un intervento in cui si vorrà parlare di questo.

Come lei stesso ha detto – lo hanno detto anche i colleghi Guccione e Irto – in linea assoluta noi potremmo parlare solo di emergenza Covid-19.

Per quanto mi riguarda, una volta terminata questa seduta di Consiglio regionale, domani mattina ne posso convocare un’altra, per tornare a parlare di questo, per parlare dell’ordinanza del Presidente facente funzioni e di quello che volete, non abbiamo problemi di nessun genere per affrontare questa problematica.

Piuttosto, c'è chi in questo momento dovrebbe vergognarsi per aver mandato in Calabria commissari incapaci!

Lo dico da Presidente del Consiglio regionale, sapendo di rappresentare anche voi.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

 

(Applausi)

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Grazie, Presidente. Saluto gli assessori e i colleghi consiglieri.

Io sono veramente esterrefatto di come sta andando avanti questo Consiglio regionale.

Capisco che siamo in campagna elettorale, anche se voi non volete essere in campagna elettorale, però state facendo la caciara da campagna elettorale, anche perché, secondo ciò che ha deciso il vostro Partito ieri sera, ci aspettano mesi...

(Interruzione)

I Partiti al Governo sono LeU e il Partito Democratico, che sono di sinistra.

Se rinnegate anche i vostri Partiti di Governo, allora oggi siamo veramente al paradosso. Al Governo ci siete voi, non noi; oppure siete senza sigle in quest’Aula?

Lei è un rappresentate del Partito Democratico, anche se è stato candidato in una lista ad esso collegata.

Sicuramente questa è un’Aula in cui c’è un centro-destra e un centro-sinistra.

Al Governo della nazione c’è la sinistra, manca anche il centro.

Siete al Governo con i populisti e avete deciso di colonizzare e bloccare la Calabria, di prorogare un decreto votato da voi e che contraddice ciò che più volte avete invocato in quest’Aula, cioè la fine del commissariamento.

Avete riunito il Consiglio dei ministri per tre volte in quattro giorni unicamente sulla Calabria.

Siamo diventati l’argomento principale dell’Italia.

Perché tutta questa manfrina del Governo e questi provvedimenti a iosa sulla Calabria?

Perché volete spostare le elezioni e lo avete confermato oggi.

Collega Irto, nessuno ha detto al Vicepresidente Spirli di non esercitare le sue prerogative previste per legge.

Non c'è bisogno che lei glielo ricordi, perché non credo che il presidente ff. Spirlì non sappia cosa prevede la normativa.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Solo ad adiuvandum. Ci ha chiesto lui di firmare il vostro documento.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Non ho capito.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Il presidente Tallini ci ha chiesto di firmare il documento che avete mandato al presidente ff. Spirlì.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Non ho capito bene, ma le dico cosa abbiamo fatto: collega Irto, noi abbiamo fatto un documento che il presidente Tallini ha ritenuto di rendere pubblico all’Aula per una questione di trasparenza, credo; non deve essere un documento segreto coperto dalla privacy.

Abbiamo chiesto, nella massima libertà democratica, come membri della maggioranza e di questo Consiglio eletto, di poter dire la nostra idea.

La nostra idea è quella che, in una situazione economica, sociale e sanitaria qual è quella attuale, di votare nel più breve tempo possibile. Anche lo stesso Governo ieri ha detto che siamo in emergenza Covid; del resto, ci avete dichiarato zona rossa, mi pare.

Se siamo zona rossa, vuol dire che l'emergenza sanitaria c'è; allora abbiamo bisogno di un Consiglio regionale che possa esercitare le funzioni a pieno.

Oggi avete rimarcato che dopo questa seduta, non potremo fare nulla. Questo non è proprio vero, ma anche se lo fosse, significherebbe che volete prorogare e non votare a febbraio, ma a metà aprile. Lo ha detto chiaramente ieri il Governo.

Perciò volete tenere la Calabria prigioniera per sei mesi, senza un governo e con alla guida i commissari della sanità che vengono dall’Emilia Romagna.

Non facciamo confusione fra la Maria, donna Maria, Gino Strada e tutte queste cose che vanno a riempire gli occhi e la bocca dei cittadini calabresi.

Ne avete tolto uno, che dice di essere stato avvelenato in un'intervista televisiva.

Avvelenato da chi? Dai suoi stessi amici, che ora lo sostituiscono e vengono a fare i commissari al posto suo. Uno che dice: “Sto arrivando in Calabria”; ebbene, stiamo aspettando il dottor Zuccatelli che viene in Calabria a risolvere il problema della pandemia.

Un po' di dignità! Cosa c'è in questo ordine del giorno?

Vogliamo dare ai calabresi qualcosa del lavoro che abbiamo fatto nelle Commissioni o vogliamo semplicemente stare inattivi per sei mesi come volete voi? Noi questo non lo vogliamo! La Conferenza dei capigruppo l'abbiamo fatta.

È vero che l’ordine del giorno ha molti punti, ma sono tutte proposte già discusse in Commissione.

Nessuno di essi ha valore clientelare e sfido chiunque, nella discussione di merito che faremo, a dire se quel punto rappresenta clientele o prebende elettorali. Voi siete abituati a fare così. Ricordiamo gli ultimi Consigli regionali che avete fatto, quando avete addirittura rivoluzionato la sanità in Calabria.

Avete chiuso le Aziende sanitarie locali per accentrare il potere e noi sappiamo bene qual è il vostro progetto con Zuccatelli: è quello, cari miei, di favorire le lobbie affaristiche clientelari che ci sono nella sanità italiana.

Questo volete fare! Volete fare un unico calderone dei debiti, dei 2 milioni di euro e oltre che ci sono. Sicuramente farete anche l'Azienda unica calabrese.

Siete abituati ai colpi di mano a danno dei territori. Saranno 3 anni tristi per questa Regione, cari colleghi! Si farà l’opposto di quello che voi avete detto in Aula e che avete detto più volte nei comunicati stampa, perché mi ricordo bene i vostri comunicati stampa; lo dico anche al collega Guccione.

Cerchiamo di essere seri e di fare il nostro lavoro con diligenza. Andiamo a fare questa seduta di Consiglio regionale, che non può perdersi in una manfrina come quella che avete architettato in questo momento.

Andiamo a discutere questi punti, Presidente, perché sono questioni importanti, che la Calabria si aspetta di avere; sono provvedimenti necessari per la Calabria e per i calabresi e non possiamo aspettare sei mesi per dare alla Calabria e ai calabresi delle norme e delle leggi, rispondendo al compito che ci hanno assegnato quando ci hanno votato. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle Libertà)

Presidente, avevo condiviso la legittimazione rispetto alle posizioni del Partito Democratico, però credo che il dibattito, seppur in modo breve, abbia spostato il tiro su quella che invece è una querelle completamente di tipo elettorale.

Ha fatto bene lei, Presidente, a ricordare la fine Legislatura di poco meno di un anno fa, quando eravamo in quest'Aula in una situazione paradossale in cui quel centro-sinistra che governava non aveva più i numeri ed ha chiesto spesso, frequentemente, sulla logica anche di alcune proposte di legge che avevano una certa consistenza ed un certo merito, ma anche su altre proposte di legge che avevano delle caratteristiche non di assoluta urgenza e indifferibilità, l'aiuto di quella opposizione, che è stata fondamentale per approvare quelle leggi.

Oggi siamo in una posizione completamente diversa. Oggi ci troviamo alla fine della Legislatura per un fatto tragico, ma con la presenza di un governo regionale che gode la piena legittimazione anche politica di un centro-destra che è coeso accanto alla Giunta regionale.

Questi due aspetti politici differenziano nettamente quella fine Legislatura con quella attuale.

Oggi c'è un governo con un facente funzioni, c'è una Giunta, c'è un centro-destra che vuole governare, così come gli elettori ci hanno chiesto a gennaio 2020.

Io non ho sentito una sola parola da parte del Governo nazionale rispetto all’ipotesi di dare in capo alla Regione Calabria – perché al Governo ce l'abbiamo – la responsabilità del commissariamento ad acta. Costituzionalmente era possibile.

Questa è la prova provata di un atteggiamento manu militari del Governo nei confronti della sanità.

Ero stato facile profeta una settimana fa, 10 giorni fa, nel dire che il dottore Zuccatelli sarebbe diventato commissario ad acta.

Oggi ve ne dico un'altra, non perché sia diventato veggente: probabilmente Zuccatelli ha bisogno già di una badante o di un badante; magari sarà Strada, non sarà Strada, sarà qualche altro, perché già il Governo si è pentito di aver nominato Zuccatelli, tant'è che stanno ricorrendo ad altri rimedi; quindi, o non sono riusciti a convincere Zuccatelli a dimettersi, caro assessore, oppure non si dimette Zuccatelli e gli metteranno qualcuno vicino in quell'equilibrio Partito Democratico-Movimento Cinque Stelle.

Sono pazzo, sono veggente.

Avevo previsto Zuccatelli, commissario ad acta 10 giorni fa, e l’ho detto sulla stampa; adesso dico che, probabilmente ci sarà bisogno di un badante accanto a Zuccatelli, che può essere Strada come sub-commissario o co-commissario della sanità calabrese. Questa è un’occupazione manu militari della sanità.

Ce la dobbiamo dire tutta, e mi meraviglio che i colleghi dell’opposizione non siano chiari, come siamo stati chiari noi a quel fine Legislatura, quando abbiamo chiesto elezioni subito.

Noi, che il governo ce l'abbiamo, la maggioranza di centro-destra è coesa, vogliamo andare alle elezioni subito. I colleghi dell’opposizione, probabilmente hanno una posizione divergente.

Lei è autorevole, Presidente; lei e il facente funzioni dovete stabilire la data con il Presidente della Corte d’Appello, ma, in una democrazia ampia e veramente plurale, chiedere all’opposizione che cosa ne pensa, credo che sia un momento di stima e anche di correttezza politica.

Questa correttezza politica è stata vista, invece come un’invasione e hanno respinto al mittente, vale a dire al Presidente del Consiglio regionale, la responsabilità di una data delle elezioni.

La data, per quanto riguarda la coalizione e il governo di centro-destra, che è stato legittimato dal voto dei calabresi a gennaio 2020, è il 14 febbraio, perché è quella la data più recente che ci ha imposto il Consiglio dei ministri ieri sera.

È vero, collega Aieta, il Consiglio dei ministri di ieri sera ci lascia una potestà anche legislativa, se è connessa all’emergenza sanitaria, ma le ultime due righe del comunicato stampa del Consiglio dei ministri calcano ancora di più l'atteggiamento di occupazione militare della nostra sanità, perché le disposizioni di cui sopra integreranno il contenuto del decreto legge “Misure urgenti eccetera eccetera...”.

Questo significa rilanciare, mentre da questo Consiglio regionale si chiede al presidente Mattarella di non votare il decreto Calabria e, all'unisono, perché dagli interventi politici di ieri, di oggi e di domani, anche da parte dei colleghi dell’opposizione, è chiaro che tutti, destra e sinistra, diciamo stop al commissariamento.

I colleghi dell'opposizione oggi non hanno il coraggio di dirlo, perché hanno una grande opportunità: il premier Conte non dice nulla e il ministro Speranza agisce con i propri candidati alle elezioni mandandoli in Calabria per fare il bene della Calabria.

Io non ho visto un grande sussulto all’Azienda ospedaliera “Pugliese-Ciaccio”, né all’Azienda ospedaliera “Mater Domini”, né all'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, che oggi ha una responsabile, la Bettelini.

Guarda caso, Zuccatelli per un periodo da supermanager, è stato pure direttore generale, commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.

In quei passaggi nessuno ha fatto male.

Oggi sta facendo male la Bettelini o Tizio o Caio, che non abbiamo messo noi, non abbiamo messo noi, perché sono tutti commissari del Governo, prima Lega-MoVimento 5 Stelle, reiterati e, quindi, con assunzione di responsabilità politica anche dal Partito Democratico, LeU, ministro Speranza e quant'altro.

C'è una situazione ormai vergognosa su tutto il territorio nazionale per quanto riguarda il Covid-19, di cui responsabile è il Governo.

In Calabria c’è una situazione vergognosa per quanto riguarda la sanità.

Noi vogliamo interrompere questa situazione vergognosa andando alle urne e restituendo legittimamente ai cittadini le loro decisioni.

Anche se abbiamo vinto le elezioni meno di un anno fa, lo diciamo noi perché oggi siamo privi di quella guida che avrebbe voluto porre in essere 5 anni per cambiare la Calabria, ma andiamo subito al voto.

Se i colleghi dell'opposizione vogliono fare tatticismi, non ci interessa.

Questa maggioranza inviterà il Presidente f.f., Spirlì, e il Presidente del Consiglio regionale, Domenico Tallini, ad andare dal Presidente della Corte d’Appello e indicare il 14 febbraio come prima data utile per le elezioni.

Ogni altro atteggiamento sarà responsabilità di chi lo metterà in atto.

Colleghi, presidente Tallini, io credo che purtroppo non voteremo il 14 febbraio, perché c'è un atteggiamento ormai chiaro che viene dal Governo, tacitamente confermato dei colleghi di centro-sinistra – non sono Cassandra, non sono un veggente come qualcuno potrebbe farmi apparire – ma ho paura che il Governo, il Partito Democratico soprattutto, ci porterà alle elezioni non prima di maggio 2021.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Signor Presidente, grazie per avermi dato la parola.

Non volevo intervenire, ma sono stato sollecitato dagli interventi degli amici dell'opposizione. Noi sabato abbiamo fatto una seduta di Consiglio ad hoc sull'emergenza Covid-19, sulla questione del commissariamento, sulla Calabria da zona rossa a zona gialla e in quella circostanza ognuno di noi ha avuto la possibilità di esprimersi al meglio. Capisco che ritorniamo sul punto che non è oggi all'ordine del giorno perché evidentemente anche i colleghi dell'opposizione capiscono e percepiscono la particolarità del momento sennonché avere una sensibilità rispetto a noi del centrodestra su quello che è il momento. Mi viene da chiedere come si possa immaginare di addossare, anche minimamente, responsabilità ad altri, quando sono in capo esclusivamente alla coalizione di centrosinistra.

Per affermazione diretta del commissario Cotticelli che su domanda di Giletti ha detto: “Ma lei gravitava nel mondo della politica? Chi l'ha nominata?”, dice: “Io ero vicino al ministro Grillo e mi hanno nominato il ministro Grillo”.

Oggi si tenta addirittura, in modo maldestro, di dire: “No, l'amico Cotticelli era l'ottavo assessore di questa Giunta”. Allora vorrei ricordare questo: mentre noi sabato eravamo qua in quest’Aula a discutere, a cercare di risolvere, eventualmente, con delle proposte anche quelle che sono le problematiche del momento, il Governo, in via d'urgenza, alle 21:30 di sabato sera, si riuniva permettere una pezza che sarebbe stata peggio del buco, come io avevo detto qualche giorno prima. E qual è questa pezza che ha messo il Governo? La nomina di Zuccarelli, una persona negazionista, di 76 anni che assolutissimamente è indegno - e mi assumo le responsabilità di quello che sto dicendo - di ricoprire quel ruolo.

È normale che, se il Governo utilizza questi atteggiamenti, scatena la rabbia nelle piazze; quella rabbia che fa bruciare le tessere elettorali; quella rabbia che porta centinaia, se non migliaia di persone nelle piazze. Questa non può essere una cosa normale, perché a vederla, nonostante noi siamo rappresentanti delle Istituzioni e dobbiamo avere un certo decoro e un certo contegno, ci bolle il sangue nelle vene; probabilmente a voi no, ma a noi sì e, quindi, queste sono le cose che sicuramente non bisogna sottovalutare, perché oggi non bisogna avere differenza tra le piazze e palazzi. I palazzi, soprattutto quelli dove sono vissuti dai rappresentanti del popolo, devono avere la bontà, in questo momento, di dare una chiara e netta lettura di quello che è il sentimento popolare.

Voi venite a dire a noi che facciamo delle speculazioni in tal senso? Non esistono le speculazioni; dobbiamo avere anche in quest'Aula un dibattito corretto, senza speculazioni.

Quindi quello che io tenevo a sottolineare è che, purtroppo, i vostri tentativi maldestri, ancora una volta, di addossare colpe ad altre persone, non fanno altro che ritorcersi contro voi stessi, perché per fortuna i cittadini non sono con i paraocchi e sono con gli occhi aperti. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Non ci sono altri iscritti a parlare.

Possiamo passare al primo punto iscritto all'ordine del giorno che è la proposta di legge 55/11^ di iniziativa dei consiglieri Tallini, Minasi, Pitaro, Aieta, Pietropaolo, Arruzzolo, Crinò, Pitaro F. e Graziano, recante: “Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale)”

AIETA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Presidente, mi scusi, chiedo scusa, credo che sarebbe opportuno approvare prima la convalida del collega Billari per proseguire.

PRESIDENTE

Assolutamente.

AIETA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Grazie.

PRESIDENTE

Ringrazio il consigliere Aieta per avermi segnalato… mi pare che sia scontato questo.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 77/11^ d’Ufficio, recante: “Convalida del consigliere Andrea Billari ai sensi degli articoli 18 e 19 del Regolamento interno del Consiglio regionale

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento numero 77/11^ d’Ufficio, recante: “Convalida del consigliere Andrea Billari ai sensi degli articoli 18 e 19 del Regolamento interno del Consiglio regionale”.

Pongo ai voti la proposta. La proposta è approvata.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 55/11^ di iniziativa dei consiglieri D. Tallini, C. Minasi, V. Pitaro, G. Aieta, F. Pietropaolo, G. Arruzzolo, F. Pitaro, G. Crinò, G. Graziano, recante: “Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale)”

PRESIDENTE

Colleghi consiglieri, con l'adozione di questo testo normativo la Calabria colma un ritardo in materia di promozione delle pari opportunità tra donne e uomini e nell'accesso alle cariche elettive della Regione.

La Calabria è una delle quattro regioni italiane che non si sono adeguate alla Legge numero 20 del 2016, le altre sono: il Piemonte, la Valle d'Aosta e il Friuli Venezia Giulia. Altre due regioni inadempienti, la Liguria e la Puglia, che sono andate al voto a settembre, si sono viste imposte dal Governo l'introduzione della preferenza di genere.

Noi che andremo al voto prevedibilmente nel mese di febbraio, per quanto ci riguarda il 14 di febbraio, non possiamo subire la stessa umiliazione di Liguria e Puglia e intendiamo licenziare autonomamente questo testo che, nelle nostre intenzioni, dovrebbe essere e dovrebbe favorire una maggiore presenza femminile in quest’Aula.

Una considerazione importante è che la normativa da sola non basterà ad alzare la percentuale di presenza femminile in Consiglio regionale. Sicuramente è uno strumento prezioso ed essenziale, ma deve essere accompagnato anche da un cambio di mentalità, un cambio culturale da parte di tutti i partiti che devono valorizzare, senza esitazione, l'enorme potenzialità costituita dalle donne. Noi cominciamo a fare la nostra parte.

Sicuro di interpretare il sentimento di tutti voi - oltretutto io sono stato il primo firmatario della proposta di legge su mandato di tutti i consiglieri regionali rappresentati dai Capigruppo - quindi di interpretare il sentimento di tutti voi, dedico questo testo alla memoria della presidente Jole Santelli, la prima donna nella storia del regionalismo calabrese ad assumere la carica di Presidente e ringrazio, ovviamente, per la spinta che hanno dato al provvedimento, le colleghe Flora Sculco e Tilde Minasi, alle quali auguro di essere riconfermate nelle prossime elezioni. Così come mi auguro che in quest’Aula il numero delle elette sia molto più alto nella futura Legislatura di quella attuale.Vi ringrazio.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Irto. Ne ha facoltà.

IRTO Nicola (Partito Democratico)

Presidente, come prima ho potuto criticare qualche passaggio istituzionale, allo stesso modo, in questo caso faccio i complimenti al Consiglio regionale, al Presidente del Consiglio, ai Capigruppo che hanno condiviso questo percorso di legge, firmando la proposta di legge e portandola in approvazione.

Colmiamo un ritardo storico. Ci abbiamo provato diverse volte, ci abbiamo provato nella scorsa Legislatura e, finalmente, si arriva con un percorso complicato ma sano, perché allargato e condiviso davvero con tutte le forze politiche.

Ero tra quelli che voleva che questa norma ci fosse anche alle ultime elezioni del 2020.

Non ce l'abbiamo fatta ad approvarla, però nonostante questo io mi sento di dire grazie a tutti i colleghi che l'hanno sottoscritta, pensata, portata oggi in Aula. Noi abbiamo il compito, il dovere, oggi, tutti di ringraziare anche quello straordinario dibattito esterno a quest'Aula che c'è stato sul tema della doppia preferenza di genere, che è venuto da associazioni culturali, che è venuto dal mondo della cultura impegnato, che è venuto da movimenti civici, che è venuto anche dagli organismi che la Regione stessa ha. Penso alla Commissione pari opportunità e penso a tutti quelli che hanno cercato di dare un contributo, a volte anche urlato e gridato dall'esterno, però è stato un contributo che ha stimolato e ha aiutato per arrivare alla definizione, oggi, di questo progetto di legge.

Era un atto dovuto. Credo che la Calabria non si dovrà fermare sulla questione della parità di genere. Dobbiamo fare dei passi in avanti negli organismi di governo legati alla Regione Calabria per avere rappresentanza di genere in maniera marcata e piena, così come la normativa nazionale vuole per gli organismi nazionali collegati al Ministero.

È un percorso ancora lungo da fare, ma oggi si mettono un punto ed una pietra miliare nella nostra regione.

Per questo ringrazio il Presidente del Consiglio, ringrazio tutti i Capigruppo per questo straordinario sforzo e ringrazio soprattutto chi, in questi anni, anche in maniera forte e dura, ci ha stimolato su un dibattito che ci doveva essere e su una norma che ci doveva essere. È arrivata purtroppo in ritardo, ma l'importante è che sia arrivata. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sainato. Ne ha facoltà.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Grazie Presidente, in riferimento all'oggetto volevo solamente segnalare una cosa.

Ringrazio la collega Sculco che il 6 luglio presentò la proposta di legge sulla doppia preferenza. L'8 luglio la presentai pure io, ma chiedo di intervenire non perché ho presentato la proposta di legge, ma per ricordare che questa legge era stata sollecitata dalla presidente Santelli, che oggi non è qui con noi. Me l'ha chiesto, l'abbiamo vista, l’abbiamo fatta, l'abbiamo depositata, poi il presidente Tallini, giustamente, insieme alla Conferenza dei Capigruppo, l’ha fatta sua, insieme anche a quella depositata anche dalla collega Sculco. Però vorrei ricordare a me stesso e all'Aula che la presidente Santelli - penso che si sia sentita pure con la collega Sculco più volte - ci sollecitò per approvare questa legge.

Arriva oggi perché stiamo per finire, ci stiamo per congelare, quindi, faccio un plauso all’Aula, a tutti quelli che ora interverranno e sicuramente voteranno.

Vorrei che si ricordasse che la prima che chiese questa legge - la chiese al sottoscritto e io la sottoposi agli uffici e quant'altro e abbiamo avuto pure il parere favorevole - fu proprio Jole Santelli. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la consigliera Sculco. Ne ha facoltà.

SCULCO Flora (Democratico Progressisti)

Grazie, signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi. Oggi, intervenendo in quest’Aula, non posso nascondere di provare anche una particolare commozione, che credo coinvolga tutti noi, per la scomparsa prematura e dolorosa della presidente Jole Santelli, di cui oggi si prende formalmente atto.

Per questo evento tragico, ognuno di noi ha avvertito un sentimento di smarrimento, di vuoto e di sconforto.

La sua figura, le sue doti, le sue qualità umane e professionali sono state riconosciute da tutti i calabresi e hanno avuto unanime condivisione, persino, a Roma.

È una perdita che ricorderemo sempre: il primo Presidente donna nella storia del regionalismo calabrese.

Nei giorni scorsi, in un apposito comunicato, ho voluto ricordare l'incontro che avevamo avuto pochi giorni prima della sua prematura scomparsa e, in quella circostanza, abbiamo parlato di molte cose importanti e significative problematiche della nostra terra. L’abbiamo fatto con quella competente semplicità di cui lei era capace, ma il tema che più ci appassionò, come è stato anche ricordato, fu quello della modifica della legge elettorale e dell’introduzione della doppia preferenza. Lei aveva seguito anche gli sforzi che nella passata Legislatura erano stati compiuti, quando la proposta era stata presentata, era stata approvata dall'apposita Commissione consiliare competente e, poi, approdata in Aula, purtroppo, era stata bocciata.

La Presidente condivideva i contenuti della modifica della legge elettorale, ma soprattutto riteneva che non andasse approvata solo per dovere istituzionale e convenimmo immediatamente che era giunto il tempo di superare ogni ostacolo ed ogni resistenza e che fosse arrivato il tempo di allineare la Calabria a tutte le altre Regioni che hanno già adottato questa modalità. Questo convincimento ha dato, evidentemente, probabilmente, una spina potente e forte affinché oggi, in questa seduta, si passasse all'esame dalla definitiva approvazione di un provvedimento che è tanto atteso e desiderato dai calabresi. Oggi porremo fino ad una lunga via crucis caratterizzata da innumerevoli rinvii.

Sono trascorsi cinque anni dalla presentazione e dall'approvazione nella Commissione competente della proposta di legge, il provvedimento che noi oggi discutiamo.

È stato un cammino quello di questo provvedimento non certo semplice, irto di ostacoli, di variegati umori e anche di resistenze che ne hanno rallentato una sua più rapida conclusione.

Tuttavia, finalmente, il provvedimento viene portato in Aula perché si realizzi un’approfondita, responsabile e seria discussione.

Io non entro nel merito di ogni singolo aspetto della proposta. In questi anni abbiamo avuto tante molteplici occasioni per discutere della proposta di legge, per cui oggi siamo nelle condizioni di poter assumere una decisione positiva.

La Calabria, come è stato ricordato al Presidente del Consiglio, è tra le poche Regioni che non ha, fino ad oggi, adottato questo provvedimento. Siamo ancora, ma lo saremo solo per poco, fanalino di coda e a questa arretratezza culturale, che ha caratterizzato per questi lunghi anni, non potevamo arrenderci e non potevamo rassegnarci.

La Calabria ha fame di democrazia e ha fame di partecipazione e la legge sulla doppia preferenza offre questa possibilità ad una parte che in questi lunghi anni è stata inspiegabilmente esclusa.

Per quanto mi riguarda, sin dal primo momento del mio insediamento ne ho fatto una battaglia, in cui contrapposti non erano gli interessi di genere né di una sola parte, ma in gioco vi era la crescita, l'evoluzione democratica e l'emancipazione culturale di questa regione.

Vorrei ricordare anche in questo senso, in questa direzione ci sono da annoverare altre significative conquiste, che noi abbiamo realizzato nella precedente legislatura, con l'approvazione dell'intero Consiglio regionale, come l'emendamento allo Statuto che ha inserito l'obbligo della composizione della Giunta di rispettare una presenza di genere non inferiore al 30 per cento. Quello è stato un primo passo verso l'affermazione del principio di democrazia paritaria, un tema che in Calabria, prima di allora, veniva affrontato, direi, quasi con cautela, a bassa voce, sottotono, quasi per evitare che ci fossero atteggiamenti di lesa maestà.

Diciamo che il tema non è stato per nulla orecchiabile, come se non fosse, invece, fondamentale per la vita democratica della nostra comunità.

Quello è stato un passaggio storico e bisogna riconoscere che anche per le battaglie che sono state condotte nella precedente legislatura, che hanno innalzato il livello dell’iniziativa e della proposta, il tema ha ripreso fiato ed è uscito dal lungo letargo nel quale era stato infilato.

A quel primo importante risultato, però, non è seguito quell’ulteriore passo che avrebbe potuto strappare la Calabria a logiche settarie e che relegano, ancora oggi, la politica ad una prerogativa per soliti pochi.

Purtroppo il precedente Consiglio regionale non ne ha accolto le potenzialità e le necessità Tuttavia oggi, finalmente, si approva il provvedimento. Voglio rivolgere un particolare e sentito ringraziamento per averlo voluto riproporre, valorizzandolo con l'autorevole firma dei Capigruppo e del Presidente del Consiglio regionale.

Sono particolarmente soddisfatta della giornata di oggi perché sono sempre stata convinta – e lo sono ancor di più ora dopo l’esperienza della presidente Jole Santelli – che adottare meccanismi legislativi che promuovono l’accesso delle donne alle cariche elettive ha l’esclusivo obiettivo di qualificare ed ampliare l’impegno e la partecipazione alla vita democratica e politica di questa regione.

Lo sostengo nella piena consapevolezza che il rinnovamento di cui hanno tanto bisogno le Istituzioni passa anche attraverso una maggiore e magari compiuta democrazia paritaria. La legge che stiamo approvando questa sera non è finalizzata a soddisfare una rivendicazione corporativa, ma promuove e sollecita un cambiamento, anche culturale, che non può che fare bene alla Calabria ed ai calabresi.

In questi 5 anni ho fatto la mia parte. L’ho fatta perché ci credevo e ci credo e perché penso che le donne abbiano smesso di stare in disparte, dietro le quinte o affacciate alla finestra a guardare e hanno deciso di essere protagoniste della vita politica ed istituzionale di questa regione.

ANASTASI Marcello (Io resto in Calabria)

Signor Presidente, vorrei prendere la parola, se possibile. La ringrazio.

Rivolgo anche il mio più cordiale saluto a Nino Spirlì, come Presidente f.f. della Regione Calabria, e saluto in modo particolare le donne che sono presenti in Aula dall’inizio della Legislatura e con le quali abbiamo avuto la possibilità di interagire, collaborando, discutendo e ragionando sulle questioni della Calabria.

Ricordo anche, in modo particolare, in questo momento, la presidente Jole Santelli, che ho avuto il grande piacere di poter conoscere in questa sede apprezzando le sue doti, la sua forza di andare avanti nonostante i problemi, dimostrando sempre grande dignità e di essere una delle tante donne in Italia che si sono impegnate in politica per affrontare e risolvere i problemi della gente. Quella stessa gente che ci sta seguendo in questo momento da casa e che, probabilmente, come me, è rimasta, non dico sconcertata, ma, probabilmente, ha provato un grande disagio per l’avvio dei lavori della seduta odierna di Consiglio regionale.

Non sono abituato ad arringhe e scontri, quindi, mi riesce difficile riuscire a contestualizzami in seno ad un luogo nel quale dovremmo preoccuparci in primis dei bisogni e delle necessità dei calabresi che ci seguono in questo momento da casa e per questo motivo avevo dato la mia disponibilità ad entrare in politica, soltanto per poter determinare azioni finalizzate al bene comune della mia gente e della Calabria.

Un grande bene sarà, certamente, la possibilità oggi di discutere ed approvare la legge che riguarda la parità di genere: un fatto importantissimo, un momento storico per la politica regionale calabrese e ringrazio lei, Presidente del Consiglio, per essere stato il primo firmatario.

Ringrazio le consigliere Sculco e Minasi, presenze femminili che hanno dato prestigio a questa Assise, come anche le figure di Sandra Savaglio e di Domenica Catalfamo.

Grazie per la vostra cordiale e pronta disponibilità nei confronti di noi consiglieri e per il lavoro che state portando avanti a favore dei nostri corregionali.

A tutte le donne che ci seguono da casa dico che è un momento davvero importante che, finalmente, riscatta la figura delle donne calabresi perché, anche loro, insieme a noi, non si sentono cittadini italiani di serie B.

Finalmente, abbiamo la possibilità di apportare modernità in questo contesto, dare spazio alle donne che sino adesso hanno avuto modo di conquistarselo con grande sacrificio e dimostrando sempre di essere all’altezza della situazione, a volte anche molto meglio degli uomini.

Lo posso affermare con piena convinzione, visto che il mondo della scuola, in modo particolare, è prevalentemente costituito da donne e, soprattutto, nel mondo dell’istruzione, ma anche della sanità ed in altri ambiti come quello politico – ricordo in primis Nilde Iotti – le donne continuano a manifestare la loro genialità, raffinatezza e femminilità che non può che essere un valore aggiunto per noi e per i lavori che verranno condotti in futuro in seno a questa Assise.

Ringrazio veramente di cuore per il fatto che oggi, finalmente, la Calabria si possa allineare alle altre Regioni italiane, potendosi esprimere in merito alla legge che garantirà la parità di genere per le prossime elezioni regionali. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la consigliera Minasi. Ne ha facoltà.

MINASI Clotilde (Lega Salvini)

Grazie, Presidente, credo che il termine più adatto oggi per definire questo primo punto all’ordine del giorno sia “finalmente!” e non uso questo avverbio a caso, dal momento che la genesi di questa legge, come avete sottolineato un po’ tutti, ha avuto un iter abbastanza tormentato.

Per quanto mi riguarda, ricordo che nel 2014, insieme alla collega Albano, avevo presentato un emendamento alla riforma della legge elettorale – che, però, ovviamente, non andò a buon fine – che, fra l’altro, rispondeva ad un’iniziativa di natura popolare sottoscritta da oltre 7 mila corregionali.

Questo percorso ha, poi, visto protagonista la collega Sculco, ahimè con gli stessi risultati. Oggi, però siamo qui per garantire – ribadisco, finalmente – un adeguamento della nostra Regione ai dettami normativi in materia e a rendere tangibile, finalmente, il concetto di partecipazione femminile alla sfera istituzionale della Calabria.

Per questo non posso che ritenermi soddisfatta per l’introduzione di questo strumento della preferenza di genere che, ovviamente, consentirà un migliore accesso delle donne alle cariche elettive, nell’ottica di una rappresentazione democratica completa, rendendo concreto il concetto di pari opportunità che spesso viene sbandierato, ma, altrettanto spesso, disatteso.

D’altronde, come ho più volte evidenziato, sia pubblicamente sia a mezzo stampa, ho sempre sostenuto che una giusta rappresentanza non si traduce nel voler tutelare la donna in quanto tale – non siamo una riserva speciale – ma bensì nel garantire numeri adeguati in quei luoghi destinati ad occuparsi e ad analizzare le questioni di una cittadinanza che è composta anche da una parte femminile, le cui problematiche più volte non assurgono a elemento di discussione non per scarso interesse, ma perché la componente quasi in toto maschile – spesso solo maschile – tende a non considerarle, non vivendole, ovviamente, sulle proprie spalle.

Quindi, è superfluo sottolineare l’essere concorde ad uniformare la Calabria alle altre realtà del Paese, dando vita ad un cambiamento che ha suscitato vivo interesse in larghi segmenti della nostra collettività ed a tutti i livelli del nostro assetto sociale.

Credo che oggi Palazzo Campanella lanci l’auspicato ed atteso segnale di progresso e voglio ringraziare il presidente Tallini per aver voluto dedicare questo momento alla presidente Santelli … scusate…

 

(Applausi)

 

… perché lei ha sempre, nella sua attività politica, dato grande spazio alle donne.

Spero che, da questo momento in poi, come tutti avete detto, si possa veramente avere un sempre maggiore numero di donne all’interno dell’Assise. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Francesco Pitaro. Ne ha facoltà.

PITARO Francesco (Gruppo misto)

Presidente, intervengo brevemente per dire che con l’approvazione di questa legge sulla doppia preferenza di genere, la normativa regionale, finalmente, si adegua a quella italiana ed europea.

Del resto, gli articoli 3 e 51 della Costituzione prevedono anche per la Regione l’obbligo di garantire la parità di accesso alle cariche elettive ed anche di rimuovere gli ostacoli che riguardano la vita sociale, culturale ed economica.

D’altronde, in questa direzione va anche il sistema elettorale nazionale, nonché la legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti con cui si mira proprio a garantire una competizione elettorale equilibrata tra uomo e donna.

È chiaro che se poi consideriamo il grave ritardo con cui la Calabria arriva a questa legge, c’è poco certamente da entusiasmarsi. Oggi, facciamo sostanzialmente il nostro dovere.

Personalmente, sono convinto che i ritardi della Regione, le micro e macro inadempienze regionali, siano anche imputabili all’assenza delle donne nei gangli politici, amministrativi ed istituzionali della Regione.

Adesso, però, si volta pagina, ma non dobbiamo pensare di cavarcela soltanto con la parità di accesso tra uomini e donne alle cariche elettive, perché dobbiamo certamente fare di più e mi riferisco alla mancata attuazione ad oggi dell’articolo 37 della Costituzione sulla parità uomo-donna nel campo del lavoro.

È noto, infatti, che le donne – e cito dati ricavati da un recentissimo saggio di Luca Bianchi e Antonio Fraschilla – sono meno pagate degli uomini, più esposte alla precarietà ed alla povertà e spesso occupate in ruoli occupazionali non adeguati alle capacità professionali ed ai titoli di studio posseduti.

Il tasso di disoccupazione femminile è notevolmente superiore rispetto a quello maschile e nel meridione è il doppio, anzi oltre il doppio, rispetto al centro-settentrione.

Oggi, facciamo il nostro dovere e, finalmente, le donne potranno entrare nella politica regionale, ma, attenzione, perché al di fuori di questo Palazzo c’è un altro tema da affrontare: donne - welfare, donne – lavoro, su cui occorrerà certamente intervenire presto. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente, volevo fare soltanto una brevissima riflessione, senza entrare ovviamente nel merito dell’importanza della norma. Consigliere Pitaro, non è che le donne adesso potranno entrare in questo Palazzo o in politica. Lo potevano fare anche prima.

Dico semplicemente una cosa: in una situazione normale come quella che viviamo ogni giorno nelle nostre famiglie e nei nostri ambienti, una legge del genere, probabilmente, non avrebbe avuto neanche senso di esistere perché le donne – e tutti noi maschi lo sappiamo bene – hanno un valore aggiunto che è dato dalla loro sensibilità, dalla competenza e dalla passione che mettono nel fare le cose.

Ho il privilegio di militare in un partito nel quale le donne hanno un peso importante. La nostra leader nazionale è una donna: conoscete Giorgia Meloni, per la passione che mette ogni giorno in ciò che fa e la competenza dovuta a studio ed approfondimento e non è un caso che, oggi, lei abbia un riscontro così positivo nell’opinione pubblica.

Anche a livello regionale, abbiamo una leader, l’onorevole Wanda Ferro, coordinatore regionale del partito, che ogni giorno dà il senso e la passione che ha per la politica e per l’attaccamento verso la sua terra, la sua regione, occupandosi quotidianamente di mille problemi.

Abbiamo avuto, poi, l’esempio di Jole Santelli che, indiscutibilmente, ha dimostrato non soltanto competenza e capacità politica, ma anche molta sensibilità verso le problematiche più importanti.

La politica ha bisogno delle donne. Tutto il mondo e tutte le attività hanno bisogno delle donne, perché laddove vanno ad occuparsi seriamente di problemi e di attività riescono a dare un valore aggiunto alle cose.

L’auspicio, quindi, che faccio è che, effettivamente, dopo l’approvazione di questa legge, le donne partecipino con passione e con reale attaccamento alla vita politica della nostra regione. L’invito che faccio anche a tutti noi è di fare in modo che, nelle prossime competizioni elettorali, le donne siano più presenti non perché volute dai maschi – perché può succedere anche questo e, care consigliere e assessori donne, sarebbe un grave danno, ancora peggiore – ma perché lo vogliono loro, perché la legge ovviamente ce lo impone, ma per loro volontà.

Quindi, l’auspicio – ripeto – è che ci sia un numero sempre maggiore di donne che, con passione, partecipino a questa vita ed il nostro dovere di maschi è quello di cercare di favorire, nei nostri ambiti, il più possibile questa partecipazione. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Grazie. Ovviamente, annuncio il mio voto favorevole alla proposta di legge sulla doppia preferenza di genere.

Oggi, per la Calabria, attraverso questa Assise, arriva un momento storico, perché, dopo un percorso difficile ed anche abbastanza tortuoso, si ripristina il principio di pari opportunità e non discriminazione.

Si compie un passo in avanti, quindi, come dicevamo, per adeguarci alla normativa nazionale, anche se in ritardo, e si compie attraverso questa legislatura, correggendo, sicuramente, il tiro rispetto al passato.

Non vedo l’ora – credo un po’ come tutti – che in Italia queste iniziative volte a ripristinare l’equilibrio avvengano in automatico, perché, ovviamente, siamo tutti a favore della parità di genere e non possiamo essere diversi nella vita così come in politica.

Siamo uguali per diritto di nascita e dobbiamo essere uguali nel godimento dei diritti.

Sarebbe bello pensare ad una politica veramente inclusiva che veda la presenza delle donne nella vita politica e negli organismi elettivi senza nessuna condizione che le metta in minoranza da nessun punto di vista.

In questo momento, si impone ad ognuno di noi anche l’apertura e la chiusura di una parentesi per quanto riguarda la annualità del 2020.

Abbiamo avuto in quest’anno la prima Presidente donna della storia della Calabria, che sicuramente è stata la miglior Presidente del regionalismo calabrese perché ha saputo interpretare in maniera autentica i valori tipici del calabrese: l’amore, l’orgoglio ed il riscatto di essere calabresi. Questo oggi non lo dobbiamo dimenticare perché ha saputo veramente rappresentare quel sentimento autentico di ognuno di noi che rappresentiamo la Calabria.

Sicuramente Jole Santelli è stata la prima Presidente donna che è arrivata anche laddove tanti Presidenti uomini non sono riusciti ad arrivare.

Questo è un esempio grandissimo, ma non è il solo anche a livello nazionale e mondiale. Quest’anno, il 2020, ha anche un altro primato, perché vede all’interno della politica americana il primo vicepresidente donna nella storia di quella Nazione.

Eppure, nonostante ciò, continuiamo a fare una battaglia culturale per ripristinare gli stessi diritti tra uomo e donna. Basta vedere i dati della presenza femminile all’interno di quest’Aula, dove ci sono soltanto due donne elette.

È evidente che le correzioni legislative per ripristinare questo stato di fatto non devono far emergere la disuguaglianza, ma, piuttosto, devono garantire le uguaglianze sempre e a tutti i costi.

Analizziamo alcuni dati: nel 2014 la Calabria è stata la penultima Regione – seconda solo alla Basilicata – in termini di rappresentanza di donne con un’unica presenza femminile.

Nel 2019 sono state elette due donne e, per fortuna, con la legge sulla parità di genere negli organi esecutivi, all’interno di quest’Aula, ce ne sono state altre due in rappresentanza della Giunta.

Questo è un problema che dobbiamo cercare di superare e migliorare perché è di natura sociologica.

Abbiamo anche all’interno di questa Assise, nel Consiglio Regionale, la Commissione pari opportunità che ha sempre portato avanti delle battaglie di genere, che non sono state sufficienti perché, purtroppo, abbiamo visto che c’è sempre stata una discriminazione basata sul sesso. Si sono anche rese necessarie correzioni attraverso leggi ed azioni giudiziarie, perché questa cultura maschilista si trasforma anche in violenza nei confronti delle donne.

Si è detto tanto, ma, come ho detto all’inizio, con questa legge siamo riusciti finalmente a portare a casa un risultato storico.

Il processo culturale necessita di un cambiamento lento, che, però, per fortuna, ci ha portato all’approvazione di questa legge.

Il voto di oggi crea una spaccatura rispetto al passato e sono convinto che la Calabria oggi si doti veramente di una norma che garantirà in maniera equa la rappresentanza di uomini e donne nel prossimo Consiglio regionale. Il tempo ci darà ragione.

Ci auguriamo, per chi di noi sarà eletto, che nella prossima Legislatura possa stare accanto a delle colleghe che sappiano rappresentare al meglio la Calabria. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pitaro, ne ha facoltà.

PITARO Vito (Jole Santelli Presidente)

Grazie, Presidente, colleghi. Stavo riflettendo se intervenire o no, innanzitutto perché il momento dell’approvazione di questa legge è solenne. È implicito, anche, il richiamo, quasi fisiologico, alla figura della compianta Presidente. Inoltre, visto che ci avviciniamo alla campagna elettorale, parlare in maniera diversa, rispetto ai miei colleghi, su questa legge potrebbe attirare le antipatie dell'elettorato, in particolar modo di quello femminile.

Però, oggi, vorrei anche uscire da quest’Aula, così come sono entrato, a testa alta.

Quindi, brevemente, dico che questa legge, la cui proposizione ho firmato e che oggi voterò per il semplice fatto che ci viene imposta dal rischio di ricorsi e, anche, di possibile annullamento delle elezioni, per me è vergognosa, mortifica chi fa politica, chi ha fatto e fa la politica con passione, chi ha lavorato negli anni, chi lavora perché vuole crescere nell'ambito della politica e chi può dare qualcosa alla politica. Mortifica soprattutto le donne che fanno politica. Non vorrei essere, oggi, nei panni degli assessori donna di questa Giunta, perché la domanda, che viene naturale e che loro dovrebbero farsi, è: “siamo qui perché siamo state valutate persone capaci o perché siamo donne?”

Penso, al contrario di quello che ha detto la collega Sculco, che oggi la compianta Presidente avrebbe avuto dei seri dubbi sull’approvazione di questa legge, perché ritengo che quando ha pensato all'assessore Catalfamo, all'assessore Savaglio, non l’ha fatto perché sono due donne, ma perché sono due persone che potevano far crescere la Calabria, due donne che potevano far voltare pagina alla Calabria.

Quando sento il richiamo alla normativa sul lavoro, capisco ancora di più che, oggi, anche noi consiglieri, forse, abbiamo perso di vista qual è il ruolo della politica. Ricordo a me stesso, che la politica si fa per passione, non garantisce le categorie svantaggiate all'interno dei partiti, bensì garantisce l'accesso alla politica da parte delle donne.

Questo è ben visibile, perché, negli anni, è cambiata non solo la normativa, ma anche l'impostazione di tutti noi, che facciamo politica nei partiti, rispetto al ruolo delle donne. È cambiato anche nel modo di fare politica, nel modo di vivere i partiti.

Le donne capaci, le donne che hanno la passione della politica, le donne che hanno qualcosa da dare alla Calabria e alla nostra comunità, sono le donne che si sono sempre spese, indipendentemente da quote rosa e da parità di genere.

Penso che Tilde Minasi, prima di fare il consigliere regionale, quando è stata chiamata a ricoprire l'incarico di assessore della città di Reggio Calabria, come la Savaglio e la Catalfamo, sia stata indicata e voluta per le competenze e non perché donna.

Voterò a favore perché siamo costretti dalla scure costituzionale, da qualche Ministro che, a differenza mia, non ha le mani ancora sporche di colla dei manifesti che ha dovuto attaccare per le altre candidature e anche per la mia.

Il messaggio che oggi posso dare alle donne è questo. La politica, come dicevo prima, si fa se si pensa di poter dare qualcosa; non è un viaggio turistico, non è un qualcosa di cui poi ti puoi pentire e, soprattutto, le donne che vogliono fare politica devono pensare di fare qualcosa per il territorio, di fare campagne elettorali, perché alle prossime elezioni, nella mia lista, se ci saranno donne che vogliono battersi per essere elette, non basterà la carta d'identità con l'indicazione del sesso, ma ci vorrà ben altro. Ci vorranno programmi, ci vorranno voti, ci vuole una proposta seria, ci vuole un qualcosa che vada al di là del sesso.

Era giusto dirlo, anche se questo, logicamente, mi attirerà le antipatie della collega Sculco e di tante elettrici donna, però è giusto così. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Anch'io, Presidente, ho pensato a lungo se intervenire per il timore di essere frainteso.

Penso che le donne siano un valore aggiunto, in Giunta e in Consiglio, in tutti i campi lavorativi ed espressione della società civile. Non c’è bisogno di conferme, è acclarato.

La legge elettorale, invece, che stiamo per votare - già vigente nelle elezioni comunali -, rischia di far passare questa legge progressista, che deve tutelare il genere femminile, quasi come una mortificazione.

Bisogna stare molto attenti. Perché? Chi fa politica da tanto tempo sa che esistevano le preferenze multiple e che sono state abolite per evitare le scalate elettorali, cioè per evitare che persone senza voti venissero portate avanti da altri colleghi e si ritrovassero elette, poi, nei vari Consigli.

Dobbiamo stare molto attenti, perché non vorrei che questa parità di genere si trasformasse in uno sfruttamento delle donne.

Ben vengano le donne nelle liste, ben venga la doppia preferenza, ma nel momento in cui si accoppiano nelle preferenze un uomo ed una donna, il risultato elettorale potrebbe risultare alterato da preferenze che, magari, con il voto singolo non ci sarebbero state.

Quindi, ben vengano le proporzioni nelle liste elettorali, il 40% e anche il 50%, bene la presenza delle donne in Giunta, ma io avrei preferito che il voto fosse rimasto singolo. Grazie.

PRESIDENTE

Mi sembra che non ci sia più nessuno iscritto a parlare, quindi passiamo all'esame e alla votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

 (Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 (Applausi)

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Passiamo al punto 2 all'ordine del giorno, la proposta di provvedimento amministrativo numero 50/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione del Piano Finanziario, del differimento del termine per la conclusione degli interventi e delle schede nuove operazioni”.

Cedo la parola relatore, consigliere Neri, per illustrare il provvedimento.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, in relazione a questo punto chiedo di accorpare il punto 2, il punto 5 ed il punto 6 all'ordine del giorno, perché sono tutte proposte di provvedimento amministrativo relative ai PAC. Quindi, se l’Aula non ha niente in contrario, potremmo trattarle tutte insieme, anche per omogeneità di tema.

PRESIDENTE

Si mette ai voti la proposta del consigliere Neri che chiede che si accorpino in un’unica discussione alcuni punti iscritti all'ordine del giorno: i punti 2, 5 e 6.

la proposta del consigliere Neri è approvata all'unanimità dei presenti.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 50/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione del Piano Finanziario, del differimento del termine per la conclusione degli interventi e delle schede nuove operazioni”
Proposta di provvedimento amministrativo numero 51/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario. Approvazione schede intervento”
Proposta di provvedimento amministrativo numero 54/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione schede intervento 'StaInCalabria', 'InCalabria', 'II.13 Interventi stradali e aeroportuali', 'III.6 Politiche attive del lavoro'. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario”

PRESIDENTE

Prego, consigliere Neri, ha facoltà di illustrare le proposte.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia), relatore

La proposta di provvedimento amministrativo numero 50/11 è stata già licenziata dalla seconda Commissione il 15 settembre scorso. Ha una duplice funzione: sostenere da un lato il settore turistico e dall'altro il comparto sportivo. Due settori di importanza strategica per lo sviluppo locale, anche da un punto di vista sociale, soprattutto per la salvaguardia degli operatori turistici, delle associazioni e delle società sportive colpite dall’attuale emergenza del Covid-19.

Con questo provvedimento si approvano alcune schede di intervento per nuove operazioni legate ai settori anzidetti, nonché si prende atto del differimento del termine di conclusione degli interventi sino al 31.12.2021 e si approva il piano finanziario PAC 2007/2013.

La proposta di provvedimento amministrativo numero 51/11^, è stata licenziata dalla seconda Commissione nella seduta, sempre, del 15 settembre. Si propone di implementare e gestire i dati di rete di monitoraggio per fenomeni di dissesto nel territorio regionale, derivanti non solo da quello idrogeologico, ma anche dalle precarie condizioni strutturali di numerosi centri urbani in Calabria.

Per quanto riguarda, invece, la proposta di provvedimento amministrativo numero 54/11^, la Giunta regionale sottopone all’approvazione di quest’Aula la rimodulazione di alcune schede di intervento del Piano di Azione e Coesione afferenti a settori strategici del tessuto economico e sociale del nostro territorio, come il turismo, le politiche per il lavoro, la mobilità ed i trasporti.

Ciò premesso, sottopongo all’Aula l'esame delle suddette proposte di provvedimento amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE

Abbiamo approvato la proposta del collega Neri per la discussione in un unico punto dei punti 2, 5 e 6 iscritti all'ordine del giorno, ma procediamo all’approvazione mediante tre votazioni separate.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 50/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione del Piano Finanziario, del differimento del termine per la conclusione degli interventi e delle schede nuove operazioni”

PRESIDENTE

Pertanto pongo in votazione il provvedimento relativo numero 50/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione del Piano Finanziario, del differimento del termine per la conclusione degli interventi e delle schede nuove operazioni”

Approvato all'unanimità dei presenti.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 51/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario. Approvazione schede intervento”

PRESIDENTE

Pongo ai voti la proposta iscritta al punto 5 dell'ordine del giorno, proposta di provvedimento amministrativo 51/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario. Approvazione schede intervento”. Approvato all’unanimità.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 54/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione schede intervento 'StaInCalabria', 'InCalabria', 'II.13 Interventi stradali e aeroportuali', 'III.6 Politiche attive del lavoro'. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario”

PRESIDENTE

Pongo ai voti la proposta di provvedimento amministrativo numero 54/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione schede intervento 'StaInCalabria', 'InCalabria', 'II.13 Interventi stradali e aeroportuali', 'III.6 Politiche attive del lavoro'. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario”. La proposta è approvata all’unanimità.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’assessore, il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca, assessore all’agricoltura, welfare, politiche sociali e per la famiglia

Presidente, chiedo ai colleghi l'introduzione all'ordine del giorno di due punti che hanno il carattere dell’indifferibilità e dell’urgenza. Mi riferisco al bilancio consolidato, al conto consuntivo anno 2019 di Arcea, ente erogatore per le risorse in agricoltura e al bilancio di previsione 2020.

Perché l’indifferibilità e l’urgenza, egregi colleghi?

Questi atti, certamente per l'emergenza Covid, come accade anche per gli enti locali, sono stati differiti nell'approvazione e, quindi, arrivano alla nostra attenzione solo in questa circostanza. Ma voglio segnalare alla vostra attenzione che, per una serie anche di situazioni generate da chi ha governato la Regione prima di noi, Arcea si trova in un momento di difficoltà. È oggetto di un audit da parte della Commissione europea ed anche del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per cui dal 21 al 23 ci sarà quest’audit in remoto della Commissione europea.

Non sarebbe un segnale positivo se ci presentassimo a quest’audit senza avere gli strumenti finanziari fondamentali di Arcea, vale a dire il conto consuntivo 2019 ed il bilancio di previsione 2020 approvati, sia pure, naturalmente, nella consapevolezza che siamo alla fine dell'anno.

Per cui è un atto indifferibile ed urgente per il quale chiedo al Consiglio regionale di favorire l'introduzione dei punti all'ordine del giorno.

PRESIDENTE

Su proposta del consigliere Gallo si chiede di inserire all'ordine del giorno la proposta di provvedimento amministrativo 71/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2011 dell'Agenzia regionale Calabria per la regolazione in agricoltura dell'Arcea”. Facciamo due votazioni separate.

Pongo in votazione l’inserimento della proposta di provvedimento amministrativo numero 71/11^ che è inserita all'ordine del giorno.

Adesso si propone di inserire all'ordine del giorno il provvedimento amministrativo 76/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 dell'Agenzia regionale per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA)”. È inserita. 

Ha chiesto la parola il consigliere Mancuso. Ne ha facoltà.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Chiedo l'inserimento all'ordine del giorno della proposta relativa al riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio derivante dalla prestazione professionale in assenza del preventivo impegno di spesa, ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011 numero 118, e della proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del bilancio consolidato del gruppo di amministrazione pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2019”.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'inserimento all'ordine del giorno della proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del bilancio consolidato del gruppo di amministrazione pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2019”, testé illustrata dal consigliere Mancuso, e del riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio derivante dalla prestazione professionale in assenza del preventivo impegno di spesa, ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011 numero 118.

I provvedimenti sono inseriti all’ordine del giorno.

 

(il Consiglio inserisce)

Proposta di legge numero 64/11^ di iniziativa dei consiglieri regionali Tallini, Neri, Crinò, Molinaro, Giannetta, Arruzzolo, Raso e De Caprio, recante: “Abrogazione della legge regionale numero 25/2009 (norme per lo svolgimento di elezioni primarie per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta Regionale)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 64/11^ di iniziativa dei consiglieri regionali Tallini, Neri, Crinò, Molinaro, Giannetta, Arruzzolo, Raso e De Caprio, recante: “Abrogazione della legge regionale numero 25/2009 (norme per lo svolgimento di elezioni primarie per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta Regionale)”.

Ricordo – e lo sottopongo anche alla valutazione del Consiglio regionale – che la discussione su questo argomento nasce da più valutazioni.

Intanto, una valutazione storica, da quando il centro-sinistra – perché questa è una legge del centro-sinistra e, proprio per questo, ho cercato di parlare con esponenti del centro-sinistra – ha inserito e trasformato una proposta in legge, da allora, dal 2005 se non erro, durante la Legislatura del governatore Loiero, non è stata mai utilizzata, perché questo strumento non ha mai dato l'opportunità a nessuno di celebrare primarie.

Evidentemente, l'istituto delle primarie, che allora andava molto di moda e che, come voi sapete, oggi ha molti limiti ed è considerato un istituto che ha visto anche diverse modifiche, modi e criteri di applicazione, è fortemente messo in discussione.

C'è un'altra ragione, però, che ci induce a pensare di revocarla o di congelarla: noi abbiamo questa legge che, come voi ricordate, nella scorsa Legislatura, proprio verso la fine, quando il presidente Oliverio non voleva fissare la data delle elezioni, aveva pensato di avviare la procedura in ritardo per celebrare, secondo quanto stabilito dallo Statuto, le primarie.

Questa legge delle primarie, soprattutto in casi come il nostro, in cui i tempi ristretti entro cui si può pianificare la celebrazione delle elezioni coincidono e si sovrappongono con le procedure per celebrare le primarie, comporterebbe l’indizione delle primarie con decreto del Presidente e poi dovremmo aspettare per capire se ci sono forze politiche disponibili a celebrarle e, nel caso in cui queste forze politiche dovessero ricorrere all'istituto delle primarie, dovremmo addirittura aspettare – non conosco i termini, forse 20 giorni – per dare l'opportunità a forze politiche o esponenti di forze politiche che intendono sottoporsi a selezione di primarie per partecipare alle imminenti elezioni regionali; cosa che, in questo momento, sarebbe impossibile.

Tra l'altro, noi non sapevamo che il decreto del Governo ci impediva anche di votare, rinviando le elezioni regionali e dicendo che prima di 90 giorni non le possiamo celebrare; ancor di più, ci suggerisce di non procedere all’indizione delle elezioni primarie.

Abbiamo due ipotesi: una è quella di revocarle – una legge che, tra l'altro, per applicarla costa circa 6 milioni di euro – perché, voi sapete, che le elezioni primarie sono a carico delle Regioni; la Regione dovrebbe, non solo indirle e fare l'ordinanza, ma in caso di partecipazione di più di un concorrente, avrebbe anche l'obbligo di accollarsi le spese di tutta un'organizzazione per lo svolgimento delle primarie.

Tutto questo ambaradan costerebbe alla Regione circa 6 milioni di euro.

In una circostanza come questa, addirittura, le primarie ci impedirebbero di fare quello che i calabresi in questo momento vogliono, e cioè che si vada subito al voto.

Ai colleghi che hanno abbandonato l’Aula e che ci accusavano di non voler decidere la data del voto, ribadiamo che, per votare subito, noi abbiamo addirittura proposto di revocare una legge, quella delle primarie, che potrebbe darci la possibilità di essere da intralcio alla fissazione e allo svolgimento delle elezioni che noi vogliamo si svolgano prima possibile; addirittura, se vogliamo, possiamo congelarla, perché possiamo dire che c'è un emendamento alla proposta di legge delle primarie, se proprio vogliamo continuare ad essere gentili e garbati con un'opposizione che, invece, si comporta in maniera sleale, lasciando in piedi questa legge inutile che è servita solo a qualcuno per fare strumentalizzazioni e per cercare di mettere in atto procedimenti di rinvio per allungare il più possibile la Legislatura. Potremmo anche lasciarla in piedi, però possiamo proporre un emendamento alla legge che preveda che nell'attuale condizione si congeli la legge a causa dell'emergenza Covid-19.

Sta a voi consiglieri valutare qual è la soluzione migliore, ma quello che a noi preme come Consiglio regionale è mandare questo messaggio all'opinione pubblica: questo Consiglio regionale ha già sottoscritto stamattina un documento con cui si impegna, alla luce del calendario dettatoci dal Consiglio dei Ministri di ieri, di votare alla prima data utile.

La prima data utile sarebbe il 10 di febbraio; noi diciamo che vogliamo votare la prima domenica utile, dopo la data indicateci dal Ministero degli Interni, dal Ministro, dalla Presidenza del Consiglio, e cioè il 14; lo abbiamo scritto su un documento e per evitare che ci possano essere intralci o alibi per alcuno, stiamo dicendo: o revochiamo questa legge che ci impedirebbe di rispettare quel termine, oppure la congeliamo perché, magari, domani potremmo ricevere attacchi strumentali da parte di un centro-sinistra che pensa, o che pensava, che questo fosse uno strumento importante di democrazia, anche se poi si è dimostrato uno strumento inutile di democrazia; però, per evitare attacchi strumentali noi potremmo votare l'emendamento che ne congeli l'efficacia per questa Legislatura.

Cedo la parola al consigliere Mancuso per l’illustrazione della proposta.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Passo alla lettura della legge emendata con la sospensione. Se si voterà emendata così com'è, passerà questa; altrimenti leggerò la proposta per l'abrogazione.

La proposta emendativa alla legge regionale nasce da un'attenta riflessione svolta in relazione al perdurare dell'attuale situazione di emergenza epidemiologica Covid-19, dichiarata dall'organizzazione Mondiale della sanità in data 30 gennaio 2020, in atto nelle nostre regioni.

Infatti, è di tutta evidenza che, allo stato attuale, stante l'aggravarsi della diffusione del Covid-19, occorre evitare ogni occasione di possibile causa di contagio e assembramento, e limitare al massimo le situazioni di potenziale pericolo per la cittadinanza.

Pertanto, al fine di contenere la diffusione del contagio, si propone la sospensione dell'Istituto delle primarie esclusivamente in occasione delle imminenti elezioni regionali.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Per quanto attiene alle ragioni che lei ha dettagliatamente esposto, mi trovano assolutamente convinto della inutilità di questa legge che obbliga all’espletamento delle primarie, che reputo un'attività democratica che i Partiti possono comunque svolgere soprattutto senza gravare sui costi della Regione Calabria; quindi, sono assolutamente d'accordo.

Nonostante questo, ritengo che sia opportuno in questa fase – forse, per non urtare la suscettibilità dell'opposizione – andare all'approvazione, almeno per quello che ci riguarda. della sospensione di questa legge nel caso delle prossime elezioni.

PRESIDENTE

Io mi permetto di suggerire un altro emendamento: di approvare la sospensione e, nel caso in cui qualcuno volesse ricorrere, di trasferire i costi e le spese a carico di chi vuole fare le primarie, e non a carico dei calabresi.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Questo mi sembra ovvio.

PRESIDENTE

No, non è ovvio perché la legge, per come è oggi, prevede che sia la Regione a pagare.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Si, ma se noi la sospendiamo, Presidente, non c’è…

PRESIDENTE

La sospendiamo, ma l'emendamento contempla anche questo aspetto: qualora in una prossima Legislatura, qualcuno vorrà ricorrere a questa legge, lo dovrà fare a spese proprie non a spese della comunità calabrese.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Dunque, oggi lo sospendiamo e, poi, per le prossime Legislature, nell'emendamento c'è scritto che, eventualmente….

PRESIDENTE

Contestualmente diciamo che, comunque, quando si ricorrerà alle primarie, si dovranno fare a spese proprie e non dei calabresi. Il concetto è questo.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Va bene, è chiaro. Noi siamo d’accordo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire la consigliera Minasi. Ne ha facoltà.

MINASI Clotilde (Lega Salvini)

Anch'io Presidente, seppur contraria a questo Istituto, credo che, comunque, oggi non ci convenga abrogare la legge e, comunque, penso che la soluzione migliore sia quella di sospenderla, con l'aggiunta che, se eventualmente domani si dovessero riprendere a fare le primarie, queste assolutamente non possono essere a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sainato. Ne ha facoltà.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Ho ascoltato attentamente quanto da lei riferito e, se non erro, lei diceva che la Regione deve comunque impegnare delle somme.

Approfitto della presenza dell'assessore al bilancio, per capire se queste somme sono previste o vanno trovate in bilancio per poter essere impegnate.

Da quello che ho letto, mi pare che non sono previste; mi può dare conferma?

Inoltre, vorrei sapere se l’importo previsto per le primarie si potrebbe impiegare per fronteggiare l'emergenza Covid-19; quindi, non solo sospenderlo, ma andare ad utilizzare questa somma che, al momento, non si può utilizzare perché ha una specifica destinazione.

TALARICO Francesco, assessore al bilancio e politiche del personale

No, queste somme si trovano quando servono; quindi, se fosse passata la legge sulle primarie e non si fosse sospesa, noi avremmo dovuto trovare nel bilancio una cifra necessaria che, diversamente, nel bilancio non è prevista.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Benissimo, non c’è. Si trovano quando servono. La risposta è chiara, ma a danno di chi?

Dobbiamo anche capire.

Queste somme, che di solito venivano inserite in bilancio per fare le primarie – che poi non si sono fatte, come diceva il Presidente, ma ipotizziamo che domani mattina si svolgano le primarie – una volta stornate, in quali capitoli vanno a gravare?

Chi è che paga? Su quale settore gravano? Sul settore dell'ambiente o sull'agricoltura?

Ci potrebbe spiegare, cortesemente, dove viene penalizzata la Calabria a favore delle primarie?

TALARICO Francesco, assessore al bilancio e politiche del personale

Questa legge, ad oggi, non è stata mai utilizzata, nel senso che non c’è stata mai l’esigenza di individuare le risorse.

Si tratta, più che altro, di una legge approvata nelle Legislature passate, ma mai applicata. Naturalmente, le risorse ivi previste, andrebbero sottratte alle esigenze dei calabresi.

Se si facessero le primarie, le risorse andrebbero sottratte all’agricoltura, all’ambiente, ai servizi sociali, ai lavori pubblici eccetera, per essere destinati a questo.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Grazie, assessore.

TALARICO Francesco, assessore al bilancio e politiche del personale

Saluto positivamente questo anche perché, per celebrare le elezioni, dovremmo fare una variazione nel prossimo bilancio regionale e trovare 8 milioni di euro.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Questo va ad avvalorare ancora di più il pericolo che aveva evidenziato più volte il presidente Tallini.

Oltre a mettere le mani in tasca ai calabresi, andremmo a depotenziare dei settori che sono in sofferenza per svolgere le primarie che, per quanto possano essere legittime, in questo momento, ritengo debbano cedere il posto ad altre priorità in Calabria, soprattutto in futuro. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Definiamo l'emendamento che è stato presentato ed integrato anche dall'altra proposta condivisa da tutti cioè che, nel caso un giorno saranno attivate le primarie, queste non dovranno svolgersi a spese dei cittadini calabresi, ma a spese di chi le vorrà attivare.

Se ci saranno forze politiche o movimenti che vorranno fare le primarie, troveranno le risorse per pagare il loro svolgimento.

Non è giusto che debbano pagare i cittadini calabresi.

PRESIDENTE

Collega Neri, possiamo vedere come integrare l'emendamento?

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente posso intervenire?

PRESIDENTE

Il centrosinistra che non ha mai utilizzato la norma, che non l’ha mai fatta funzionare, domani griderà allo scandalo. Allora congeliamola. Possiamo farlo, abbiamo dieci mila motivazioni: prima di tutto perché vogliamo andare velocemente al voto, quindi credo che la soluzione di congelarla sia la migliore.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia)

Presidente, in questa fase, proporrei di sospendere gli effetti della norma per questa Legislatura e poi di valutare con più calma, tutti insieme, eventuali modifiche alla legge, anche per evitare costi ingenti alla Regione e studiare, però, un quadro normativo che ci consenta di superare indenni eventuali ricorsi.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame e alla votazione del provvedimento. È stato presentato un emendamento al titolo della proposta di legge, a mia firma, protocollo numero 22730/A01.

Parere della Giunta? Parere del relatore?

(La Giunta esprime parere favorevole)

Pongo in votazione l’emendamento al titolo che è approvato all'unanimità.

All’articolo 1 è stato presentato un emendamento a mia firma, protocollo numero 22730/A02.

Parere della Giunta? Parere del relatore?

(La Giunta esprime parere favorevole)

Pongo in votazione l'emendamento che è approvato all’unanimità.

Pongo in votazione l’articolo 1 così come emendato.

(È approvato come emendato)

Articolo 2.

(È approvato)

Articolo 3.

(È approvato)

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, così come è stata emendata, che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Presidente, chiedo una breve sospensione della seduta per approfondire alcuni punti all'ordine del giorno che seguono.

PRESIDENTE

Certo, facciamo una riunione in Aula così evitiamo di dare l'idea che il Consiglio si fermi, noi, invece, sappiamo che sospendiamo 5 minuti solo per semplificare i lavori dell'Assemblea.

 

(Così resta stabilito)

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente.

 

La seduta sospesa alle 19,43 riprende alle 20,24

Proposta di provvedimento amministrativo numero 72/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: "POR Calabria FESR FSE 2014/2020 – Presa d'atto della proposta per la revisione del POR CALABRIA FESR-FSE 2014/2020 “Coronavirus Response Investment Initiative” (CRII). Modifiche al REG. (UE) 1303/2013 e 1301/2013 approvata dal Comitato di Sorveglianza del Programma"–

PRESIDENTE

Riprendiamo i lavori della seduta con la proposta di provvedimento amministrativo numero 72/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: "POR Calabria FESR FSE 2014/2020 – Presa d'atto della proposta per la revisione del POR Calabria FESR-FSE 2014/2020 “Coronavirus Response Investment Initiative” (CRII). Modifiche al REG. (UE) 1303/2013 e 1301/2013 approvata dal Comitato di Sorveglianza del Programma"–

Cedo la parola al relatore, consigliere Neri.

NERI Giuseppe (Fratelli d’Italia), relatore

Grazie, Presidente. Sostanzialmente questa proposta di provvedimento amministrativo riguarda la riprogrammazione del Por Calabria 2014-2020 a valere sui fondi FESR-FSE, provvedimento già approvato dalla Giunta regionale.

In via esemplificativa questa proposta avrà l'effetto di riprogrammare fondi per circa 500 milioni di euro così suddivisi: per l'emergenza sanitaria 140 milioni di euro; per l'istruzione e la formazione 45 milioni di euro; per le attività economiche 180 milioni di euro; per il lavoro 100 milioni di euro; per il sociale 35 milioni di euro. Questo, sostanzialmente, è come vengono ripartiti 500 milioni di euro che sono oggetto della proposta. In ragione di ciò chiedo e sottopongo all'Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono richieste di intervento. Pongo in votazione il provvedimento che è approvato.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Il punto 5 e il punto 6 all’ordine del giorno sono stati già approvati.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 6/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Programma Regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste Regionali anno 2020”

PRESIDENTE

Passiamo all'esame del punto 7 dell'ordine del giorno che riguarda la proposta di provvedimento amministrativo numero 6/11^ d'iniziativa della Giunta regionale, recante: Programma regionale per le attività di sviluppo nel settore della Forestazione e per la gestione delle Foreste regionali anno 2020. Cedo la parola al relatore, consigliere Molinaro.

MOLINARO Pietro Santo (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. Il provvedimento in oggetto riguarda il piano annuale di Forestazione 2020, proposto dalla Giunta regionale con delibera numero 27 dell’1° prile 2020 e licenziato all'unanimità dalla sesta Commissione il 28 settembre. Nella seduta conclusiva della Commissione competente abbiamo raccomandato alla Giunta regionale, per il prossimo anno, di predisporlo secondo i criteri e secondo soprattutto la tempistica prevista nella legge 20 del 1992.

Ritengo che sia un atto importante per questo Consiglio, ormai siamo ad anno concluso, quindi lo sottopongo all'attenzione e all'approvazione dell'Aula. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono richieste di intervento. Pongo in votazione il provvedimento che è approvato all’unanimità dei presenti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 54/11^ di iniziativa dei consiglieri V. Pitaro, G. Arruzzolo, G. Neri, F. Pietropaolo, C. Minasi, G. Graziano, G. Crinò, recante: “Modifiche e integrazioni agli articoli 12, 13 e 14 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 14 (Nuova disciplina per l'esercizio dell'attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 54/11^ di iniziativa dei consiglieri V. Pitaro, G. Arruzzolo, G. Neri, F. Pietropaolo, C. Minasi, G. Graziano, G. Crinò, recante: “Modifiche e integrazioni agli articoli 12, 13 e 14 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 14 (Nuova disciplina per l'esercizio dell'attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole)”.

Cedo la parola al consigliere Vito Pitaro per illustrare il provvedimento.

PITARO Vito (Jole Santelli Presidente), relatore

Grazie, Presidente. Fermo restando che l’attività degli agriturismi è disciplinata da una legge nazionale, abbiamo cercato di colmare e di correggere alcune disfunzioni a cui, di fatto, questa legge portava l'esercizio dell'attività di agriturismo. In particolare questa legge mira a modificare i requisiti di modalità di iscrizione nell'elenco regionale al fine di assicurare la continuità dell'attività agrituristica.

L’elemento principale, centrale di questa legge è che in fase di applicazione della normativa regionale in vigore sono emerse talune difficoltà relative ai casi di subentro nella titolarità dell'azienda agricola da parte di coloro che hanno diritto di continuare nella conduzione della stessa.

Per cui all'articolo 13 di questa legge inseriamo il comma 5-quater che recita: “Nel caso di subentro a qualsiasi titolo, anche in forma societaria, nella conduzione dell'azienda agrituristica, i soggetti subentranti possono essere iscritti nell'elenco di cui al comma 1 purché rientrino nella categoria di imprenditori agricoli di cui all'articolo 3, posseggano i requisiti di cui al comma 5-bis o si impegnino a soddisfare le condizioni di cui alla lettera b) del comma 5-bis entro sei mesi dall’iscrizione, pena la decadenza.” Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame e alla votazione del provvedimento. Al titolo della proposta di legge è stato presentato un emendamento, protocollo numero 22203/A01, che, brevemente, viene illustrato dal consigliere Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

L’emendamento protocollo numero 22203/A01 integra il titolo, dopo le parole “agli articoli”, è inserita la seguente: “2”; in pratica, poi, l’emendamento, protocollo numero 22203/A02, invece prevede che agli agriturismi ubicati nel territorio regionale, che svolgono le attività agrituristiche di cui al presente articolo in rapporto di connessione e collegamento all'attività principale di coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali, non si applica la tassa di concessione regionale sull'autorizzazione igienico-sanitaria per l'apertura e la vidimazione delle attività ricomprese nelle tabelle allegate al Decreto Legislativo 22 giugno 1991, numero 230.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

GALLO Gianluca, assessore all’agricoltura, welfare: politiche sociali e per la famiglia

La Giunta è favorevole. Noi diamo attraverso questo provvedimento una risposta al settore agrituristico che in particolare è stato colpito e continua ad essere colpito dal problema Covid-19 perché ha subito il fermo dovuto al lockdown e quindi questa è una risposta che noi diamo all'intero comparto agrituristico, cercando di defalcare le spese del comparto.

Presidente, voglio solo aggiungere che questa modifica alla normativa sugli agriturismi è una modifica naturalmente parziale. La legge sugli agriturismi risale ad un decennio addietro, stavamo lavorando, insieme alle organizzazioni agricole, a una manutenzione della normativa, ma intanto approviamo queste norme che sono di stringente attualità. Tutte norme, lo voglio sottolineare, sono state concertate strettamente con tutte le organizzazioni agricole di categoria che ne hanno naturalmente approvato la stesura. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento al titolo della proposta di legge che è approvato.

All’articolo 1 è stato presentato un emendamento a mia firma, protocollo numero 22203/A02. Parere della Giunta?

GALLO Gianluca, assessore all’agricoltura, welfare: politiche sociali e per la famiglia

Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Esprimo parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 22203/A02 che è approvato all’unanimità dei presenti.

Pongo in votazione l’articolo 1 così come emendato.

(È approvato come emendato)

Articolo 2.

(È approvato)

Articolo 3.

(È approvato)

Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso, così come è stata emendata, che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 53/11^ di iniziativa dei consiglieri G. Crino', C. Minasi, F. Pietropaolo, G. Graziano, G. Arruzzolo, V. Pitaro, recante: “Modifica delle disposizioni transitorie sui requisiti strutturali e organizzativi delle strutture socio-educative per la prima infanzia, di cui all'articolo 23 della I.r. 15/2013. (BURC n. 65 del 30 giugno 2020). Proroga del termine di adeguamento”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 9 all'ordine del giorno riguardante proposta di legge numero 53/11^ di iniziativa dei consiglieri Crinò, Minasi, Pietropaolo, Graziano, Arruzzolo, V.Pitaro, recante: “Modifica delle disposizioni transitorie sui requisiti strutturali e organizzativi delle strutture socio-educative per la prima infanzia, di cui all’articolo 23 della legge regionale 15/2013. (BURC n. 65 del 30 giugno 2020). Proroga del termine di adeguamento”

Cedo la parola al consigliere Crinò per illustrare brevemente il provvedimento.

CRINO´ Giacomo Pietro (Casa delle Libertà), relatore

Grazie, Presidente. Un preliminare e doveroso ringraziamento all’assessore Gallo e al suo dipartimento competente che ha sollecitato questa iniziativa.

Si tratta della modifica delle disposizioni transitorie sui requisiti strutturali ed organizzativi delle strutture socio-educative per la prima infanzia di cui all’articolo 23 della legge regionale 15/2013. Trattasi della proroga del termine di adeguamento. Con l'articolo 23 così modificato dalla legge regionale numero 7 del 2020 era stato fissato al 31 dicembre 2020 il termine assegnato alle strutture socio-educative, sia pubbliche sia private, per adeguare i requisiti strutturali ed organizzativi previsti dalla legge e dal successivo Regolamento.

L'adeguamento comporta tuttavia una serie di modifiche strutturali nonché di misure organizzative complesse che diverse strutture hanno ancora in corso e non hanno del tutto completato anche per i costi di non poco conto da sostenere. Pertanto si rende necessario fissare un nuovo ed ultimo termine in modo che tutti coloro che gestiscono questi servizi possano mettersi in regola ed evitare, in caso di mancato adeguamento, la chiusura e la conseguente interruzione delle attività con conseguenze anche sui lavoratori, sulle famiglie che verrebbero private di questi importanti servizi.

Rideterminando da ultimo il nuovo termine per l'adeguamento, si rende altresì necessario che il Regolamento attuativo 23 settembre 2013, numero 9, previsto all'articolo 10 ed approvato con delibera della Giunta regionale numero 313 del 2013, tenuto conto che risale a ben 7 anni fa, fissi i termini allineati ed aggiornati alla data di entrata in vigore della presente legge. Pertanto si rende necessario autorizzare la Giunta ad apportare al Regolamento le opportune modifiche sui termini ivi previsti anche nelle disposizioni transitorie altrimenti si vanificherebbero le modifiche apportate ai termini di legge.

Da ultimo e concludo, si precisa che l'attuazione della normativa contenuta nel disegno di legge non comporta nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1.

(È approvato)

Articolo 2.

(È approvato)

Articolo 3.

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso che è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 56/11^ di iniziativa dei consiglieri V. Pitaro, L. Tassone, recante: "Istituzione Consorzio Costa degli Dei"

PRESIDENTE

Passiamo al punto 10 all'ordine del giorno riguardante la proposta di legge numero 56/11^ di iniziativa dei consiglieri V. Pitaro, L. Tassone, recante: Istituzione Consorzio Costa degli Dei. Mi permetto di dire: ritengo che, con la dichiarazione fatta in Aula, il collega Tassone abbia ritirato la propria adesione su questa proposta e prendo atto della sottoscrizione del collega Pietropaolo. Cedo la parola al relatore Vito Pitaro. Velocemente, collega.

PITARO Vito (Jole Santelli Presidente), relatore

Grazie, Presidente. Molto velocemente. Effettivamente sono un po' imbarazzato perché questa legge che è stata sottoscritta stasera, che abbiamo condiviso ed elaborato col collega Pietropaolo, in realtà era stata anche condivisa con il collega Luigi Tassone, però, come lei ha esternato prima, il consigliere Tassone con la considerazione sull'illegittimità di questi punti all'ordine del giorno, è come se avesse ritirato, ahimè, la firma da un provvedimento importantissimo per tutto il nostro territorio non solo provinciale, ma anche regionale.

Brevemente, questa legge mira a costituire un Consorzio tra i comuni della Costa degli Dei che sono i comuni di Pizzo, di Vibo Valentia, di Briatico, di Zambrone, di Parghelia, di Tropea, di Ricadi, di Joppolo e di Nicotera.

Parliamo di una delle zone più belle al mondo che possiamo definire come un paradiso per noi e anche per i turisti. Purtroppo è una zona che non è stata valorizzata negli anni per mancanza di grossi investimenti, di grosse infrastrutture e comunque di un’attenzione particolare da parte delle amministrazioni e dei governi regionali precedenti.

Quindi con questa proposta di legge miriamo a creare un Consorzio che leghi questi Comuni della Costa degli Dei e che permetta con delle risorse - peraltro noi daremo un contributo per il momento di 150 mila euro - di poter provvedere a valorizzare il patrimonio culturale, artistico, faunistico della Costa degli Dei e soprattutto a manutenere quelle che sono le strade che certamente non portano a una regolare viabilità e quindi ad un accesso regolare dei turisti in queste zone. Quindi chiedo a tutti i consiglieri di voler votare questa proposta di Istituzione del Consorzio. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pietropaolo. Ne ha facoltà.

PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d’Italia)

Intervengo brevemente per sottolineare l’importanza di un’iniziativa che, secondo me, vuole essere l’inizio di un sostegno fattivo per un territorio che, in Calabria, rappresenta l'elemento di spicco dal punto di vista turistico.

La zona di costa che va da Pizzo Calabro a Nicotera e che comprende Tropea e Capo Vaticano, rappresenta l'eccellenza probabilmente nell'ambito delle coste calabresi per quanto concerne l'aspetto turistico.

Volevo semplicemente precisare che, ovviamente, questo è un primo tassello sia per quanto attiene l'importo stanziato sia per le iniziative con esso realizzabili e che, al momento, sono veramente molto ridimensionate.

Questo, però, è un segnale che serve a far capire l'importanza di andare avanti su questa linea, ed auspico che il prossimo Consiglio regionale possa prendere le mosse da questa iniziativa per istituire o realizzare investimenti e supporti molto più cospicui per questa zona, che va assolutamente valorizzata. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all'esame e alla votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, che è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 50/11^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mancuso e De Caprio, recante: “Disciplina delle associazioni Pro Loco”

PRESIDENTE

Proseguiamo con la proposta di legge numero 50/11^ di iniziativa dei consiglieri regionali Mancuso e De Caprio, recante: “Disciplina delle associazioni Pro Loco”.

Cedo la parola al relatore, consigliere Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. La proposta nasce da un lavoro del collega De Caprio, del consigliere Crinò e mio.

La presente proposta di legge pone l'obiettivo strategico di rilanciare la promozione turistica in Calabria attraverso il riordino a livello regionale della disciplina inerente le Pro Loco, associazioni private senza scopo di lucro, che svolgono attività di interesse turistico previste dagli articoli 14, 15 e 16 della legge regionale numero 8 del 5 aprile 2008.

Dopo lunghi anni di oblio dovuti alla soppressione di alcune competenze delle Province, con la presente proposta di legge, si intende implementare la vigente disciplina coordinandola con altre disposizioni di legge statali e regionali.

In particolare, la proposta di legge prevede la possibilità per le Pro loco di svolgere attività nel settore sociale e del volontariato, considerato che le Pro Loco sono in procinto di entrare a pieno titolo nel mondo del Terzo settore.

Ulteriore finalità della legge è quella di ridefinire le relazioni della Pro Loco con la Regione attraverso il riconoscimento della loro più importante struttura associativa, l'Unpli, la possibilità per le Regioni di stipulare accordi finalizzati a sostenere l’Unpli Calabria nelle sue attività di coordinamento e rappresentanza delle Pro Loco iscritte e la previsione di un unico Albo regionale invece di cinque Albi provinciali.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame e alla votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Articolo 8

(È approvato)

Articolo 9

(È approvato)

Articolo 10

(È approvato)

Articolo 11

(È approvato)

Articolo 12

(È approvato)

Articolo 13

(È approvato)

Articolo 14

(È approvato)

Articolo 15

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, che è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 63/11^ di iniziativa del consigliere Minasi, recante: “Modifiche e integrazioni alla legge regionale 36/2008, 47/2011 e 47/2018”.

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 63/11^ di iniziativa della consigliera Minasi, recante: “Modifiche e integrazioni alle leggi regionali 36/2008, 47/2011 e 47/2018”.

Cedo la parola alla consigliera Minasi per illustrare il provvedimento.

Prego, consigliera Minasi

MINASI Clotilde (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. Come sappiamo, la legge regionale “Norme di indirizzo per programmi di edilizia sociale”, fissa i principi generali per la tutela del diritto alla casa e, a tal fine, assegna risorse finanziarie per favorire l'accesso alla proprietà della casa, ma anche guardando alla riqualificazione delle aree degradate oltre che a contrastare la rigidità del mercato degli affitti e dell'acquisto della prima casa.

L'amministrazione regionale, inoltre, ha approvato, con apposita deliberazione di Giunta regionale del 2014, un atto di indirizzo per la predisposizione di un programma operativo nel settore dell'edilizia sociale, prevedendo appunto un programma pilota e sperimentale destinato alla locazione permanente e finalizzato a sostenere modelli abitativi solidali da attuare nella città con popolazione superiore ai 30 mila abitanti.

La crisi economica, aggravata ulteriormente dall'emergenza Covid-19, ha provocato un rallentamento a tale programma e ritardi attuativi, in particolare sugli interventi che prevedevano la vendita degli alloggi.

Alla luce di ciò, la presente proposta, intende consentire ai soggetti attuatori di interventi inseriti nei suddetti programmi, di ultimare i lavori entro il 31 dicembre 2023; annullare d'ufficio le comunicazioni di avvio dei procedimenti di revoca e le determinazioni dirigenziali del Dipartimento regionale preposto, con il quale erano state disposte le revoche dei finanziamenti concessi a decorrere dal 31 gennaio 2020; ed ancora, consentire a tutti soggetti attuatori di interventi finanziati, i cui lavori siano stati sospesi per sopravvenute impossibilità, di richiedere la delocalizzazione degli interventi.

Ovviamente, le modifiche e le integrazioni a questa legge non comportano oneri a carico del bilancio regionale.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame e alla votazione del provvedimento.

All'articolo 1 sono pervenuti alcuni emendamenti: il primo è l'emendamento protocollo numero 22861, a firma del consigliere Mancuso, a cui cedo la parola perché lo illustri.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

L'intervento emendativo, mira a modificare la data indicata alla lettera b) dell'articolo 1 della proposta di legge numero 63/11^ che fissa alla data del 31 gennaio 2020 il termine oltre il quale devono essere considerate nulle le comunicazioni di avvio dei procedimenti di revoca con le quali sono state disposte le revoche dei finanziamenti concessi ai soggetti attuatori.

Alla lettera b) dell'articolo 1 della proposta di legge numero 63/11^, le parole “31 gennaio 2020” sono costituite dalle seguenti “1 gennaio 2020”.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

TALARICO Francesco, assessore al bilancio e politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento protocollo numero 22861, che è approvato.

Passiamo all’emendamento protocollo numero 22892, a firma del consigliere Mancuso, a cui cedo la parola per l’illustrazione.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

L'intervento emendativo mira a ripristinare la possibilità di delocalizzare gli interventi finalizzati, atteso l'annullamento d'ufficio di tutte le comunicazioni di avvio dei procedimenti di revoca con le quali sono state disposte le revoche del finanziamento concesso a decorrere dal primo gennaio 2020.

La delocalizzazione era prevista solo per la legge numero 47 del 2018, ma non per la numero 36 del 2008; quindi, è altresì consentito a tutti i soggetti attuatori di interventi finanziati ai sensi della legge numero 36/2008, di richiedere, entro il 31 dicembre 2021, la delocalizzazione degli interventi sulla base di criteri definiti con decreto del Dirigente generale del Dipartimento infrastrutture 10 agosto 2016, numero 9871.

PRESIDENTE

Parere della Giunta? L’assessore Talarico si rimette all'Aula.

Non ci sono richieste di intervento.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 22892, che è approvato.

Pongo in votazione il provvedimento.

Articolo 1

(È approvato, come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento il suo complesso, che è approvato, come emendato, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 58/11^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta e Anastasi recante: “Norme per l'utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche”.

PRESIDENTE

Passiamo al punto tredici all’ordine del giorno, la proposta di legge numero 58/11^ di iniziativa dei consiglieri Giannetta e Anastasi, recante: “Norme per l'utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche”.

Mi permetto di segnalare all’Aula che, avendo abbandonato l'Aula, il consigliere Anastasi si è dissociato dalle proposte iscritte all'ordine del giorno.

Pertanto, la proposta di legge è ascritta ai colleghi Giannetta ed Arruzzolo.

Cedo la parola al relatore, consigliere Giannetta, per l’illustrazione del provvedimento.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia), relatore

Posto che il farmaco ha una funzione fondamentale nella terapia e che deve essere affidato a professionalità esperte, questa legge mira ad ottimizzare i principi di qualità, efficienza ed economicità delle pubbliche amministrazioni, quindi, anche a sostegno di un risparmio. Pertanto, solo il farmacista dovrà dispensare farmaci nelle strutture sanitarie ed assistenziali - questo è il concetto - per migliorare il sistema salute calabrese e, di conseguenza, valorizzare anche il ruolo del professionista.

In tal modo, la Regione introdurrebbe una normativa tesa ad innalzare i termini di efficienza ed efficacia delle prestazioni.

Per questa ragione, occorre innanzitutto evidenziare che la proposta de qua rientra e riguarda con evidenza la materia della tutela della salute annoverata tra quelle di legislazione concorrente nell'articolo 117, comma 3, della Costituzione, essendo finalizzata ad accrescere i profili organizzativi e gestionali della sanità regionale in termini di qualità, funzionalità ed economicità, come dicevamo prima, seppure nel rispetto dei principi fondamentali posti dalla legge statale.

Allo stato attuale, infatti, qual’ è la differenza sostanziale?

Nelle strutture sanitarie, i capisala infermieri, al di fuori delle loro competenze, detengono un armadio farmaceutico e dispensano i farmaci.

Questa anomala situazione comporta, peraltro, un costo elevato per il sistema sanitario perché i frequenti errori nella gestione, somministrazione e controllo della terapia farmaceutica, possono provocare danni ai pazienti, aumentare i giorni di ricovero, non garantire prestazioni sanitarie ottimali, e questo si traduce in maggiori oneri per il sistema sanitario calabrese.

In tal modo, invece, la struttura può garantire appropriatezza terapeutica e un razionale e ottimale utilizzo dei farmaci, evitando così errori di dispensazione che mettono a rischio la salute del paziente potendo causare le cosiddette malattie iatrogene; si possono generare risparmi sulla degenza perché migliora l'aderenza terapeutica e sulla stessa gestione dei farmaci, essendo il farmacista preposto all'individuazione ed al controllo dei farmaci stessi.

La finalità, inoltre, è quella di tutelare le figure professionali specializzate; in tal caso, il farmacista abilitato che, come già descritto, è esperto del farmaco e di tutte le problematiche ad esso connesse, preparatore e dispensatore, nonché preposto a svolgere ottimizzazione della terapia.

Si tratta, dunque, di una norma di civiltà e di equità professionale, oltre che di tutela e garanzia dei professionisti ma soprattutto dei pazienti e disciplina, soprattutto dal punto di vista legislativo, la presenza del farmacista negli Istituti di ricovero e di riabilitazione, nelle residenze socio-sanitarie assistite, presso i servizi per i tossicodipendenti, nelle Case protette, Comunità terapeutiche, Istituti di cura privati ed in tutte le strutture ove vengono utilizzati i medicinali.

Ciò consentirebbe di affidare la responsabilità e il coordinamento di una serie di azioni inerenti il ciclo gestionale dispensativo del farmaco all'unico professionista sanitario formato per questo compito, ossia il farmacista.

Dunque, la direzione corretta è questa ed è tempo che la Calabria adotti norme ed atti che tutelino la qualità e che accrescano, nel contempo, l'efficienza di un sistema sanitario ancora oggi carente e deficitario.

La proposta – e mi avvio alle conclusioni – consta di 7 articoli.

La proposta di legge si illustra da sé.

PRESIDENTE

Passiamo all'esame e votazione del provvedimento.

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso, che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 17/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Promozione dell'Istituto della comunità energetica da fonti rinnovabili”.

PRESIDENTE

Passiamo al punto 14 all’ordine del giorno.

Proposta di legge numero 17/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Promozione dell'Istituto della comunità energetica da fonti rinnovabili”.

Cedo la parola al relatore, consigliere Molinaro, per una illustrazione succinta del provvedimento. Prego, consigliere Molinaro.

MOLINARO Pietro Santo (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. Si tratta di una proposta di iniziativa della Giunta regionale, assunta con deliberazione numero 110 del 29 maggio 2020 e discussa in sesta Commissione mediante l'audizione del dirigente del Dipartimento regionale.

La proposta disciplina l'istituzione delle Comunità energetiche da fonti rinnovabili in Calabria, in armonia con i principi e gli orientamenti comunitari in materia di stimolo all'autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili da parte dei cittadini e delle comunità, al fine di promuovere la produzione a bassa emissione di carbonio, il risparmio energetico e la tutela dell'ambiente.

Con il provvedimento proposto a quest'Aula, la Regione, senza oneri per il bilancio regionale, promuove l'istituzione di Comunità energetiche rinnovabili per la produzione, lo scambio, l'accumulo e la cessione di energia rinnovabile ai fini dell'autoconsumo per la riduzione della povertà energetica e sociale e per la realizzazione di forme di efficientamento e di riduzione dei prelievi energetici.

Si costituiscono le Comunità energetiche su iniziative di uno o più Enti locali.

La proposta consta di 7 articoli. La parola all’Aula per la discussione e la votazione. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Raso. Ne ha facoltà.

RASO Pietro (Lega Salvini)

Intervengo solo per fare un plauso all'assessore all'ambiente De Caprio e alla Giunta regionale per aver approvato questa iniziativa che, nello spirito ecologico, mira al raggiungimento degli obiettivi comunitari per la salvaguardia dell’ambiente e anche per l’aspetto economico dei Comuni.

Infatti, uno o più Enti locali si possono associare per costituire queste Comunità, quindi possono produrre energia e distribuirla.

Si tratta di un grande risultato, anche all’insegna del risparmio per gli Enti locali che possono trovare anche una risorsa utilizzando le Comunità energetiche per le fonti alternative.

PRESIDENTE

Passiamo quindi all'esame e alla votazione del provvedimento:

 Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Articolo 4

(È approvato)

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

Articolo 7

(È approvato)

Pongo in votazione la proposta di legge numero 17/11^ nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 47/11^ di iniziativa del consigliere P. Molinaro, recante: “Modifica dell'articolo 23 della legge regionale 12/10/2012, n. 45 "

PRESIDENTE

Passiamo alla trattazione del punto 15 all'ordine del giorno, la proposta di legge numero 47/11^ d’iniziativa del consigliere regionale Molinaro, recante: “Modifica dell'articolo 23 della legge regionale 12/10 2012, numero 45”. Cedo la parola relatore al consigliere Molinaro, relatore, per illustrare il provvedimento

MOLINARO Pietro Santo (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. Si tratta, sostanzialmente, di un’integrazione al comma 5 dell’articolo 23 della legge regionale numero 45 del 2012, per consentire la modifica dei piani di coltura per sostituire le specie esotiche introdotte con le specie autoctone già presenti nell'area, per esempio bergamotto e cedro. Sostanzialmente diamo la possibilità di recuperare dei terreni, soprattutto in un’area dove questa produzione è molto specifica, visto che, grazie a Dio, il mercato premia queste produzioni. Sottopongo all’Aula e al voto la proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi passiamo all'esame del provvedimento:

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso con richiesta di autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

 (È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 48/11^ di iniziativa del consigliere P. Molinaro, recante: “Modifica dell'articolo 17 della legge regionale 23/07/2003, n. 11”

PRESIDENTE

Continuiamo con la trattazione della proposta di legge 48/11^ di iniziativa del consigliere Molinaro, recante: “Modifica articolo 17 della legge regionale del 23/07/2003 numero 11”. La parola al consigliere Molinaro per l’illustrazione del provvedimento.

MOLINARO Pietro Santo (Lega Salvini), relatore

Grazie, Presidente. La proposta va ad integrare la legge numero 11 del 2003 e intende introdurre una semplificazione procedurale che determina un risparmio per i consorzi di bonifica e, conseguentemente, un risparmio per i consorziati. Sostanzialmente il comma 2 dell'articolo 17 della suddetta legge prevede che il perimetro di contribuenza sia reso pubblico con il mezzo della trascrizione, ai sensi dell'articolo 58 del Regio Decreto 215 del 1933. Al riguardo si evidenzia, innanzitutto, che il richiamato articolo 58 del RD n. 215 del 1933 è impreciso poiché esso si riferisce ai perimetri consortili, istituto differente rispetto al cosiddetto perimetro di contribuenza, la cui disciplina della pubblicità, sempre per mezzo della trascrizione, è sancita dall'articolo 10 del medesimo Regio Decreto. In sostanza, pur tenendo conto del refuso redazionale, la norma vigente prevede l'obbligo della trascrizione per dare pubblicità ai perimetri di contribuenza, ma il suddetto oneroso obbligo di trascrizione dei perimetri di contribuenza, per i consorziati e per il consorzio di bonifica, può essere sostituito dalla legislazione regionale con altra forma di pubblicità, infatti si identifica come efficace la pubblicazione sul BURC della nostra Regione, così come hanno fatto altre Regioni in Italia. Sottopongo all’Aula e al voto la proposta di legge. Grazie.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giannetta. Ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Ringrazio il consigliere Molinaro per questa importante proposta di legge. Mi permetto di suggerire sotto forma di emendamento quanto segue, per dare, appunto, la possibilità ai consorzi di bonifica di pubblicare, sul BURC, quanto previsto dalla legge dal primo giugno del 2021.

PRESIDENTE

C'è un emendamento del collega Giannetta, protocollo numero 22913, che mettiamo ai voti. Pongo in votazione l’emendamento proposto dal consigliere Giannetta. È approvato.

Procediamo alla votazione dei tre articoli di cui si compone la legge:

Articolo 1

(È approvato, per come emendato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Pongo in votazione la proposta di legge nel suo complesso prendendo atto dell'emendamento approvato proposto dal collega Giannetta.

 

(Il Consiglio approva)

 (È riportata in Allegati)

 

Volevo comunicare all’Aula che il parere della Giunta sull'emendamento protocollo numero 22892, all'articolo 1 della proposta di legge numero 63/11, è da ritenersi di rimessione all'Aula, così come il parere successivo.

Mozione numero 42/11^ di iniziativa dei consiglieri F. Mancuso, G. Graziano, recante: “Prosecuzione delle attività mediante l'uso di beni del demanio marittimo, lacuale e fluviale oggetto di concessione demaniale. Art. 182 del D.L. n. 34/2020, nella versione modificata della legge di conversione n. 77 del 17 luglio 2020 (GU n. 180 del 18.7.2020 - Suppl. Ordinario n.25)”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 17 all'ordine del giorno e quindi alla trattazione della mozione a firma dei consiglieri Mancuso e Graziano “Sulla prosecuzione dell'attività mediante l'uso di beni del demanio marittimo lacuale e fluviale oggetto di concessione demaniale. Articolo 182 decreto legge 34/2019, nella versione modificata della legge di conversione numero 77 del 17 luglio 2020. Gazzetta Ufficiale 180 del 18 settembre eventi supplemento ordinario numero 25”. Illustra la mozione il consigliere Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Presidente con questa mozione si vuole fare chiarezza sulla confusione che si sta verificando in tutti gli Enti comunali e regionali italiani. Infatti dopo la legge Bolkestein si sta approvando, a singhiozzo, il rinnovo delle concessioni demaniali al 2033, nonostante lo stesso rinnovo sia stato oggetto di una legge, la 145 del 2018, e del Decreto Rilancio, con i quali provvedimenti normativi si dava indirizzo al rinnovo delle concessioni demaniali. Molte Regioni e molti Comuni ancora sono indietro sul rinnovo di queste concessioni demaniali al 2033. Sul rinnovo si sono espresse anche delle sezioni regionali del TAR in modo un po’ equivoco, però adesso ha risolto tutto il TAR della Toscana nella sentenza proprio di ieri, del 9/11/2020, nella quale vengono prorogate ex legge 145/2018. Quindi il giudice ha riconosciuto la legittimità della proroga al 2033 di tutte le concessioni demaniali e con questa proposta, quindi, si vuole dare indirizzo al Presidente della Regione e alla Giunta regionale, incaricando il Dipartimento ambiente, settore demanio pubblico, in modo che dia indirizzo ai Comuni di procedere all'estensione della durata delle concessioni demaniali marittime attualmente in essere, ai sensi della legge 17 luglio 2020, numero 77, formalizzati con l'adozione di un provvedimento, per ciascuna singola concessione, di natura ricognitivo- dichiarativa, fatto salvo quanto previsto dal Codice della Navigazione in materia di revoca decadenza e rinuncia. Grazie.

PRESIDENTE

La mozione oltre che dai consiglieri Mancuso e Graziano è sottoscritta anche dai consiglieri Paris e De Caprio. Pongo in votazione la mozione esposta testé dal collega Mancuso.

 

(Il Consiglio approva)

 (È riportata in Allegati)

Ordine del giorno numero 7, a firma dei consiglieri Tallini, Esposito, Minasi, Neri, Paris e Crinò 'Medici ex condotti'

PRESIDENTE

Passiamo al punto 18 e quindi alla trattazione dell'ordine del giorno a firma dei consiglieri Tallini, Esposito, Minasi, Neri, Paris e Crinò “Medici ex condotti. Cedo la parola al collega Esposito per l'illustrazione.

ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente. È un ordine del giorno che nasce in seguito ad una sentenza del Consiglio di Stato che ha equiparato lo status dei medici condotti a quello dei dipendenti sanitari. Nonostante questa equiparazione, la stessa sentenza del Consiglio di Stato evidenziava l'arbitrarietà, invece, della differenziazione del trattamento retributivo per gli uni e per gli altri sul territorio nazionale.

Tantissime Regioni, probabilmente tutte, si sono adeguate e le Aziende Sanitarie hanno trasferito i giusti emolumenti ai medici ex condotti. Per quanto riguarda, invece, la Regione Calabria, nulla è stato fatto ad oggi e questo ha portato anche ad un forte lievitare dei contenziosi con delle, probabili, somme aggiuntive che le Aziende Sanitarie dovranno pagare nel momento in cui soccomberanno davanti al giudice ordinario.

Il Ministero della Salute aveva rendicontato, monitorato il problema, aveva individuato delle risorse, aveva, anche, individuato la platea degli ex medici condotti in circa 1000, di questi almeno un quinto sul territorio regionale. Il Ministero della Salute aveva adottato nel 2017 un’apposita direttiva con, anche, le somme e un provvedimento, poi, da affidare, tramite le Regioni, alle Aziende Sanitarie.

La Regione Calabria ha attivato, stavolta, un tavolo di lavoro presenziato da funzionari regionali, dalle aziende sanitarie e anche dai rappresentanti sindacali di categoria. Questo tavolo di lavoro, al gennaio del 2020, aveva emanato la giusta direttiva da trasferire alle aziende sanitarie al fine di porre rimedio a questa arbitraria differenziazione tra i medici ex condotti e i dipendenti del sistema sanitario.

Ad oggi, ancora ad oggi, nulla è successo e questa assurda sperequazione su tutto il territorio nazionale, che chiama in causa gli ex medici condotti e alcuni medici condotti calabresi ancora in servizio, riteniamo debba essere sanata.

Per cui il Consiglio regionale, per quello che può essere di sua competenza, invita le Aziende Sanitarie Provinciali della Regione Calabria ad adottare con urgenza e sollecitudine, al fine di prevenire quei contenziosi di cui parlavo prima e quindi una eventuale maggiore spesa derivante da questi contenziosi, i provvedimenti di perequazione retributiva nei confronti di questa categoria. Inoltre si invitano le Aziende Sanitarie a provvedere con sollecitudine a dare notizia degli atti transattivi che i medici di questa categoria hanno posto in essere, tant'è che ci sono degli atti transattivi con le varie Aziende Sanitarie con i quali i medici condotti, tramite i loro sindacati di categoria, hanno offerto la disponibilità di vedersi pagati gli emolumenti degli ultimi 2-3 anni, perché questo consentirebbe, poi, un ricalcolo degli aspetti pensionistici di questi medici che sono ormai in pensione. Naturalmente per il resto degli emolumenti sono disponibili ad una successiva rateizzazione. Di fronte a tanta disponibilità c'è ancora omissione, inerzia da parte dell'Azienda Sanitaria. Quindi questo Consiglio regionale invita le Aziende Sanitarie a porre in essere ogni azione che ponga i medici ex condotti calabresi alla stessa stregua dei medici condotti italiani.

PRESIDENTE

Grazie, collega Esposito. Pongo in votazione l'ordine del giorno.

 

(Il Consiglio approva)

 (È riportato in Allegato)

Mozione numero 40/11^ di iniziativa del consigliere M. Anastasi, recante: "Riconoscimento dell'Eccidio di Rizziconi come unica strage nazista in Calabria"

PRESIDENTE

Passiamo al punto 19 all'ordine del giorno e quindi alla trattazione della mozione numero 43/11^ a firma del consigliere regionale Anastasi “riconoscimento dell'eccidio di Rizziconi come unica strage nazista in Calabria.

Il punto non viene trattato per mancanza del proponente.

 

(Il Consiglio rinvia)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 74/11^, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 del Consiglio regionale della Calabria: assestamento e variazioni”

PRESIDENTE

Si prosegue con la proposta di provvedimento amministrativo numero 74/11^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 del Consiglio regionale della Calabria: assestamento e variazione”. Cedo la parola al collega Mancuso per illustrare il provvedimento.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini)

Presidente, con la presente proposta di provvedimento amministrativo il Consiglio regionale è chiamato ad approvare l’assestamento e le conseguenti variazioni di bilancio di previsione 2020/2022 del Consiglio regionale della Calabria. Tale proposta è stata approvata dall'Ufficio di Presidenza con deliberazione numero 45 del 3 novembre 2020 e successivamente modificata con deliberazione numero 52 del 10 novembre 2020 al fine di aderire a quanto rilevato dal Collegio dei revisori dei conti. Il bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2020-2022 è stato approvato con deliberazione consiliare numero 463 del 10 dicembre 2019. A seguito delle variazioni apportate con l'approvazione del presente provvedimento sono garantiti gli equilibri generali di bilancio per il triennio 2020-2022. Sul presente provvedimento il Collegio dei revisori, con verbale 57 del 6 novembre 2020, ha espresso parere favorevole.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi. Pongo in votazione il provvedimento, prendendo atto del parere favorevole del collegio dei revisori.

 

 (Il Consiglio approva)

 (È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere De Caprio. Ne ha facoltà.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

Presidente, chiedo l’inserimento all'ordine del giorno della mozione riguardante l’abolizione del pagamento della tassa di concessione regionale, per l’anno 2021, a carico delle agenzie di viaggio. Rilevata la crisi alla quale le agenzie stanno, purtroppo, assistendo, causa Covid-19, e, quindi, al ridimensionamento del flusso turistico, chiedo che venga inserita all'ordine del giorno tale mozione che impegna la Giunta e il Presidente a volere intervenire proprio sul sull'oggetto della mozione.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi. Pongo in votazione la proposta d'inserimento all'ordine del giorno avanzata dal collega De Caprio.

 

(Il Consiglio inserisce)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 71/11^, recante: “Rendiconto esercizio 2019 dell’Agenzia Regionale Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo 71/11 di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2019 dell'agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (Arcea)”. Il collega Morrone può illustrare la proposta.

MORRONE Luca (Fratelli d’Italia), relatore

Dal rendiconto annualità 2019 risulta che, relativamente alla domanda unica, annualità 2018, l’ARCEA ha raggiunto il target di spesa previsto dalla normativa di riferimento relativamente alla gestione del fondo FEAGA di cui al regolamento Ue numero 1307/2013 pari al 95% dell'ammontare erogato nell'anno 2019, per la campagna 2018, e che costituisce la soglia utile per consentire all'organismo pagatore regionale di realizzare spesa per tale campagna, oltre il 30 giugno 2019, con fondi comunitari e non con fondi nazionali o regionali.

L'ammontare complessivo erogato è stato pari a euro 206.305.949, 06 e ha interessato 178.843 pagamenti. Con riguardo allo sviluppo rurale l’Agenzia ha proseguito, nel corso del 2019, la propria attività di pagamento erogando la somma complessiva di euro 154.855.869,38 in favore di 25.004 beneficiari. Il rendiconto rappresenta, quindi, la modalità di utilizzo delle risorse finanziarie stanziate in favore all'Agenzia per raggiungimento degli obiettivi sopra descritti, unitamente alle connesse attività di controllo che costituiscono parte integrante e qualificante del processo di erogazione degli aiuti comunitari e che rendono, in concreto, l'ARCEA anche un presidio di legalità nell'utilizzo dei fondi comunitari. Tecnicamente le istruttorie condotte sul documento contabile, sia dal revisore dei conti sia dalle strutture amministrative regionali competenti, attestano il rispetto dei principi contabili e l’equilibrio di bilancio da parte dell'ARCEA. Ciò premesso, sottopongo all’ Aula l'esame della proposta di provvedimento amministrativo in oggetto.

PRESIDENTE

Non ci sono altri interventi. Pongo in votazione il provvedimento numero 71/11^: La proposta di provvedimento amministrativo d’iniziativa della Giunta regionale, numero 71/11^, è approvata.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 76/11^, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 dell’Agenzia Regionale Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA)”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo numero 76/11^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 dell'Agenzia regionale Calabria per le erogazioni in agricoltura (ARCEA)”. Cedo la parola al collega Morrone per illustrare il provvedimento.

MORRONE Luca (Fratelli d’Italia), relatore

Per quanto riguarda il bilancio pluriennale 2020-2022, lo stanziamento a favore di ARCEA è stato ridotto, a causa dell’applicazione di un taglio lineare del 10 per cento, applicato a seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19.

Questa riduzione ha comportato notevoli difficoltà nella rimodulazione dello schema di bilancio, con conseguenze pesantemente negative per la stessa sopravvivenza dell'Agenzia.

È infatti pervenuta, in data 2 giugno 2020, una nota dei servizi della Commissione UE, la quale ha richiesto alla Direzione generale delle politiche internazionali e dell'Unione Europea del Ministero dell’agricoltura, nella sua veste di autorità competente per la supervisione nell'operato di organismi pagatori nazionali, di valutare concretamente la revoca del riconoscimento ad ARCEA della funzione di organismo pagatore, oltre a richiedere una rettifica finanziaria di circa 30 milioni di euro.

La richiesta della Commissione Europea scaturisce dal mancato adempimento da parte di ARCEA del Piano di interventi correttivi imposti dal Ministero con nota protocollo numero 1813 del 22 marzo 2019.Tale Piano, che aveva come scadenza il 21 marzo 2020, prevedeva principalmente l’avvio delle procedure per l'implementazione della dotazione organica dell'Agenzia.

La Commissione Europea eseguirà, dal 23 al 27 novembre 2020, un audit sulle capacità di ARCEA di continuare ad esercitare il proprio ruolo di organismo pagatore della Regione Calabria, stante l'impossibilità di rispettare la scadenza imposta dal Ministero.

Come l'Agenzia ha più volte rappresentato, l'avvio dell'iter di reclutamento di nuovo personale è imprescindibilmente correlato all’approvazione dei documenti contabili dell'Agenzia stessa, quale elemento necessario ma non sufficiente.

Occorre, infatti, che l'Agenzia sia dotata di uno stanziamento finanziario sufficiente al potenziamento della propria struttura operativa, completando la pianta organica che allo stato attuale presenta gravi lacune rispetto al numero di dipendenti previsto, nonché potenziandolo ulteriormente.

Allo stato, stante il taglio lineare applicato, l'Agenzia ha grandi difficoltà anche nell'approvvigionamento dei servizi informatici che le sono necessari per garantire la continuità del flusso dei pagamenti dei contributi comunitari alle imprese agricole calabresi che ammontano a oltre trecento milioni di euro su base annua.

Pertanto, l’approvazione del bilancio di previsione dell’organismo pagatore regionale costituisce un passaggio fondamentale per l'Agenzia che potrà affrontare l'audit di fine novembre potendo dare dimostrazione che l'Amministrazione regionale ha concretamente posto le basi per poter procedere all'avvio delle procedure di implementazione della propria dotazione organica, la quale rimane un obiettivo da perseguire per la stessa sopravvivenza dell'ente.

Ciò premesso sottopongo all’Aula l’esame della proposta di provvedimento amministrativo.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi, quindi pongo in votazione il provvedimento amministrativo 76/11^ d'iniziativa della Giunta regionale, recante: “Bilancio di previsione 2020-2022 dell'Agenzia regionale per l’erogazione in agricoltura (ARCEA)”.

La proposta di provvedimento amministrativo è approvata.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 73/11^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del Bilancio consolidato del gruppo di amministrazione pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l’esercizio 2019 –D.lgs. 23 giugno 2011, n.118 e ss.mm.ii.”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo 73/11^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante “Approvazione del bilancio consolidato del gruppo di amministrazione pubblica al Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2019 – D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii.” La parola al relatore consigliere Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Con la presente proposta di provvedimento amministrativo il Consiglio regionale è chiamato ad approvare il bilancio consolidato del gruppo amministrazione pubblica del Consiglio regionale, relativo all’esercizio 2019.

Tale proposta è stata approvata dall'Ufficio di Presidenza con deliberazione numero 43 del 3 novembre 2020. Il bilancio consolidato, previsto all'articolo 11-bis del decreto legislativo 118/2011, è disciplinato dal principio contabile concernente il bilancio consolidato.

Risulta essere composto dai seguenti documenti contabili: conto economico consolidato, stato patrimoniale consolidato, relazione sulla gestione che comprende la nota integrativa. Sul presente provvedimento il Collegio dei revisori, con verbale numero 58 del 9 novembre 2020, ha espresso parere favorevole.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi, pertanto pongo in votazione, così come è stata illustrata, la proposta di provvedimento amministrativo numero 73/11^ d’iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Approvazione del bilancio consolidato del gruppo di amministrazione pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2019, D.lgs. 2019 del 23 giugno 2011 n. 118”.

È approvata alla unanimità dei presenti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Proposta di legge numero 61/11^ di iniziativa del consigliere Mancuso, recante: “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da prestazione professionale, in assenza del preventivo impegno di spesa. Ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche”

PRESIDENTE

Proposta di legge numero 61/11^ di iniziativa del consigliere Mancuso, recante: “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da prestazione professionale, in assenza del preventivo impegno di spesa. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, numero 118 e successive modifiche”. Cedo la parola al relatore Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Con il presente disegno di legge si intende dare attuazione a quanto espressamente previsto dal legislatore nazionale in ordine al procedimento necessario al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale, derivanti da sentenza esecutiva. Tale debito fuori bilancio è stato già riconosciuto con deliberazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale numero 46 del 3 novembre 2020. Alla posizione debitoria, di cui al presente progetto di legge, si riconosce la legittimità che deriva da una prestazione professionale resa in virtù del conferimento di un incarico professionale da parte del Presidente del Consiglio regionale protempore con decreto numero 10 del primo ottobre 2013, in assenza del preventivo impegno di spesa.

Sulla presente proposta di legge, il Collegio dei revisori, con verbale numero 59 del 9 novembre 2020, ha espresso parere favorevole.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi, passo pertanto all’esame e votazione del provvedimento numero 61/11^.

Articolo1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

Pongo in votazione il provvedimento nel suo complesso, la proposta di legge numero 61/11^ di iniziativa del consigliere Mancuso, recante: “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da prestazione professionale in assenza del preventivo impegno di spesa. Ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 23 giugno 2011 n. 118 e successive modifiche”.

La proposta di provvedimento amministrativo numero 61/11^ è approvata con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Si ricorda che prendiamo atto anche del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

 Mozione numero 47 di iniziativa del consigliere De CaprioSull’ abolizione pagamento tassa di concessione regionale agenzie di viaggio – anno 2021

PRESIDENTE

Mozione numero 47 del 09 novembre 2020: “Abolizione pagamento tassa di concessione regionale agenzie di viaggio - anno 2021”. Se la vuole illustrare in soli due minuti, perché ha già fatto l'intervento, collega De Caprio.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

La Regione Calabria, con legge numero 1 del 31/12/1971, ha istituito la tassa sulle concessioni regionali, attualmente disciplinata dalla legge regionale numero 11 del 1995 e dalle successive modifiche della legge regionale numero 36 del 2001 e della legge regionale numero 7 del 2004, articolo 3, comma 1.

In sintesi, la mozione impegna il Vicepresidente f.f. della Giunta e la Giunta regionale a voler valutare, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa in materia, la possibilità per le agenzie di viaggio di essere esonerate dal pagamento della tassa di concessione regionale per l'annualità 2021, per consentire al settore turistico una maggiore ripresa a partire dal prossimo anno. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono interventi. Pongo ai voti la mozione numero 47, presentata dal collega De Caprio e inserita all'ordine del giorno. La mozione del collega De Caprio è approvata all'unanimità dei presenti.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Informo che sono stati invertiti gli ultimi due punti all'ordine del giorno, pertanto il punto 21 diventa il punto 20.

(Così resta stabilito)

Proposta di provvedimento amministrativo n. 69/11^ d'Ufficio, recante: “Presa d'atto dell'intitolazione della Cittadella regionale al Presidente della Regione Calabria, On. Avv. Jole Santelli”

PRESIDENTE

Proposta di provvedimento amministrativo 69/11^ d'Ufficio, recante: “Presa d'atto dell’intitolazione della Cittadella regionale al Presidente della Regione, on. avv. Jole Santelli”.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Il Consiglio regionale, vista la deliberazione di Giunta regionale numero 289 del 19 ottobre 2020 recante: “Intitolazione della Cittadella regionale al Presidente della Regione Calabria, on. avv. Jole Santelli”, vista la legge regionale 19 ottobre 2004, numero 25; premesso che in data 15 ottobre 2020 è improvvisamente e prematuramente venuta a mancare l’onorevole avvocato Jole Santelli, Presidente della Regione Calabria, lasciando l’Ente priva della sua guida politico-istituzionale;

considerato che l'on. avv. Jole Santelli in appena otto mesi del suo mandato si è distinta per l'altissimo impegno profuso in favore della Calabria, manifestando, con tenacia e determinazione, in ogni sede istituzionale la sua inequivocabile volontà di promuovere una nuova immagine della propria terra;

tenuto conto che l'Amministrazione regionale intende onorare e perpetuare la memoria del suo Presidente, prima donna Presidente della Regione Calabria, che ha sempre amato e onorato la sua terra, impegnandosi fino all'ultimo con tenacia e coraggio nello svolgimento delle proprie funzioni;

il Presidente del Consiglio regionale e tutti i consiglieri regionali, nel tradurre anche i desiderata della collettività calabrese e i segni di assoluta stima provenienti dalle più alte cariche dello Stato: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il Presidente del Consiglio dei Ministri ,Giuseppe Conte, i Presidenti della Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati, dalla Conferenza Stato -Regioni, nonché in considerazione delle espressioni di ammirazione che si sono registrate intorno alla figura del presidente Jole Santelli da tutto il mondo politico, dalle amministrazioni locali, dalla società civile, hanno proposto, affinché la Regione Calabria dia un segno tangibile, capace di commemorare la figura del presidente Jole Santelli, l'intitolazione del palazzo della Cittadella regionale, quale simbolo delle Istituzioni e dell'unità della Calabria.

Ritenuto doveroso condividere ed accogliere il predetto intendimento in una presa d'atto da parte della massima Assise regionale che lasci perennemente impresso nella memoria di tutti l'intenso impegno politico istituzionale dell' onorevole avvocato Santelli e il suo indiscusso esempio di orgoglio, forza e dignità nella guida dell'Ente regionale, riportandola all'attenzione, alla considerazione del dibattito nazionale, anche in un periodo storico caratterizzato da una straordinaria emergenza sanitaria;

rilevata, pertanto, l'opportunità di intestare la sede degli uffici della Giunta regionale al presidente avvocato Jole Santelli, a imperitura memoria dell'impegno politico istituzionale dalla stessa profuso nella vita pubblica e della dedizione al perseguimento degli interessi della collettività calabrese;

delibera di prendere atto dell'intitolazione al Presidente della Giunta regionale, onorevole avvocato Jole Santelli, della sede degli uffici alla Giunta regionale che avrà la seguente denominazione: “Cittadella regionale Jole Santelli”.

 

(Applausi)

PRESIDENTE

Un doveroso saluto, cari colleghi consiglieri regionali.

Vorrei oggi condividere con voi l’enorme ondata emotiva che ha suscitato in tutto il Paese l’improvvisa scomparsa della Presidente, onorevole Jole Santelli, prima donna ad assumere la guida della Calabria dalla nascita delle Regioni a Statuto ordinario.

Tante sono state le manifestazioni di stima e di rispetto nei confronti della presidente Santelli che sono venute, in maniera assolutamente bipartisan, dalle più alte cariche dello Stato e in particolare dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dai Presidenti di Senato e Camera, Elisabetta Casellati e Roberto Fico, dalla Conferenza Stato-Regioni.

Tanta ammirazione e considerazione si è registrata attorno alla figura dell'onorevole Jole Santelli da tutto il mondo politico, culturale e della comunicazione del Paese. Spontaneo e sincero è stato l'omaggio, anche questo bipartisan, venuto dalle centinaia di Sindaci che hanno voluto dare l'estremo saluto alla presidente Santelli a nome delle loro popolazioni e delle cinque province della Calabria.

Vorrei, in quest’Aula, sottolineare come la scomparsa del presidente Santelli abbia unito nel dolore tutto il popolo calabrese, senza distinzione territoriale, ideologica e culturale, provocando una reazione emotiva fraterna e solidale.

Il nome dell'onorevole Jole Santelli è divenuto il simbolo dell'unità della Calabria, non guasta mai ribadirlo, che si è riconosciuta nella straordinaria vicenda politica e umana di una donna coraggiosa che amava smisuratamente la sua terra.

L’onorevole Santelli ha sempre onorato, con la sua vita esemplare e il suo impegno politico, le Istituzioni che è stata chiamata a servire: dal Parlamento al Governo ed infine alla Presidenza della Regione Calabria.

Nel corso della sua breve esperienza alla guida della Calabria, ha dimostrato profondo rispetto per tutte le componenti politiche di maggioranza e di opposizione che formano la massima Assemblea democratica della Regione. Pertanto, oggi, in quest'Aula prendiamo atto che la Giunta regionale della Calabria ha tempestivamente accolto la nostra richiesta di intitolare il palazzo della Cittadella regionale alla Presidente, on. Jole Santelli, quale simbolo delle Istituzioni e dell'unità della Calabria, indicandola come esempio e riferimento alle nuove generazioni, non solo per la sua esemplare vicenda politica e istituzionale, ma soprattutto per il coraggio con cui ha affrontato la vita.

Tale decisione rappresenta un grande contributo al superamento di tutti i campanilismi e alla formazione di una nuova e più radicata identità regionale che punti sull’orgoglio dell'appartenenza e sulla speranza per un futuro migliore.

Ho sentito nella dichiarazione di un collega che avrebbe voluto che il Palazzo fosse intitolato ad altri personaggi. Si è parlato di palazzo degli Itali o palazzo Cassiodoro, ne abbiamo sentite tante.

Io dico soltanto a questi amici che, quando alla lodevole iniziativa di intitolare la Cittadella a tanti personaggi illustri si frappone la storia, come è accaduto in questi momenti, noi dobbiamo rispettare la sua volontà . La storia ha detto che il palazzo deve chiamarsi “Jole Santelli”. Grazie.

Pongo ai voti il provvedimento amministrativo numero 69/11^ d'Ufficio, recante: “Presa d'atto dell'intitolazione della Cittadella regionale alla Presidente della Regione Calabria, on. avv. Jole Santelli.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportato in Allegati)

 

(Vivi e prolungati applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 70/11^ d'Ufficio, recante: “Presa d'atto della morte del Presidente della Giunta regionale (articolo 60, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 70/11^, recante: “Presa d'atto della morte della Presidente della Giunta regionale (articolo 60, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale)”.

Cedo la parola al relatore Mancuso per l’illustrazione del provvedimento. Prego, consigliere Mancuso.

MANCUSO Filippo (Lega Salvini), relatore

Il Consiglio regionale della Calabria, acquisita la notizia della morte della Presidente della Giunta regionale, onorevole avvocato Jole Santelli, in data 15 ottobre 2020; visto l'articolo 126, comma 3 della Costituzione, che dispone che la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie del Presidente della Giunta regionale, comportano le dimissioni della Giunta o lo scioglimento del Consiglio regionale;

considerato che l'articolo 33, comma 6, della legge regionale 19 ottobre 2004, numero 25 dello Statuto della Regione Calabria, stabilisce che si proceda parimenti a nuove elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta in caso di rimozione, impedimento permanente, morte, incompatibilità sopravvenute e dimissioni volontarie del Presidente; tenuto conto che l'articolo 60, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale statuisce che: “Il Consiglio regionale con apposita delibera accerta, ovvero prende atto dei casi di incompatibilità sopravvenuta, rimozione, impedimento permanente o morte del Presidente della Giunta.

A tal fine, il Consiglio regionale è convocato dal Presidente entro dieci giorni dall’acquisizione della notizia e, al termine della votazione, ove il Consiglio regionale abbia assunto la deliberazione suddetta, il Presidente congeda definitivamente i consiglieri”.

Ritenuto di dover provvedere in merito nel rispetto alle sopra citate disposizioni, delibera di prendere altro della morte della Presidente della Regione Calabria, onorevole avvocato Jole Santelli, ai sensi dell'articolo 60, comma 2, del Regolamento interno. 

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente. Voglio rivolgere un ringraziamento, perché momento di massima emozione per me, stasera, è stato volgere lo sguardo e vedere i dirigenti, i funzionari e i dipendenti, seppur pochi, battere le mani insieme a noi, perché noi potevamo elargire l'ennesimo omaggio alla nostra Presidente e voi, spontaneamente, vi siete alzati in piedi; ciò testimonia l'amore che questa terra, che i cittadini semplici come voi – ma anche noi siamo semplici cittadini – avevano per la presidente Jole Santelli.

Quando si è deciso di intitolare il Palazzo della cittadella a Jole Santelli avevo delle perplessità. Lo ammetto!

La relazione che ha accompagnato quella presa d'atto mi ha convinto – ne ero convinto anche prima – ma, ancor di più – non me ne vogliate di retorica – l’emozione che ho percepito nell'ascoltare le motivazioni dell'intitolazione di quel Palazzo ha reso ancora più convincente il mio “sì” pronunciato a voce alta.

Mi dispiace profondamente che questo Consiglio regionale si congedi in questo modo, ahimè, vergognoso.

Questo punto all'ordine del giorno avrebbe meritato un'Aula nella sua pienezza.

Mi sarei aspettato – e voglio rivolgere un ringraziamento alla collega Flora Sculco – un colpo di teatro, ma di quel teatro di vita, vero e sostanziale, con il rientro dell'opposizione in Aula a questo punto dell'ordine del giorno. 

Ciò avrebbe reso ancor più nobile la posizione politica di abbandonare l'Aula dal secondo fino al penultimo punto, rientrando in Aula per rendere un vero omaggio – non formale omaggio – alla Presidente della Regione Calabria, tanto amata dai calabresi, come è stato testimoniato in quelle giornate tristi di lutto che hanno visto i calabresi e l'Italia intera stringersi al dolore della famiglia di Jole Santelli.

Del resto, in questa breve Legislatura, abbiamo assistito ad atteggiamenti di un’opposizione che, spesso, ha preferito abbandonare l'Aula quando si è trovata in disaccordo e in divergenza con le posizioni della maggioranza, come se fosse stato uno sfregio vincere quelle elezioni; ma oggi noi siamo qui perché dobbiamo onorare quella memoria. 

A distanza di meno di un anno, ci accingiamo ad un’altra fine di Legislatura, che non è passata invano, perché abbiamo avuto la fortuna – per chi la conosceva, anche se non molto bene come il sottoscritto – di diventare amico di Jole Santelli e di conoscerla meglio, apprezzandone la forza e la decisione politica ma, nello stesso tempo, la sua dolcezza di donna e la sua cordialità, abbinata anche ad una forte determinazione nei confronti della vita.

Del resto, non poteva essere diversamente, perché non si è mai rassegnata – e lo dico anche da medico – alla sua malattia e a quel triste destino a cui sapeva di andare incontro.

Da quella malattia, come spesso accade, ha tratto una forza superiore che l’ha portata ad offrire gli ultimi mesi della sua vita alla sua terra.

Quell’incredibile forza e quell'energia di vita rimane per noi un insegnamento da trasmettere ai nostri figli, ai nostri nipoti ed ai calabresi.

Non è stata mai aggressiva in questa Legislatura, così come non lo è mai stata nel Parlamento italiano, anche quando le sue posizioni erano diverse dalle nostre, dalla mia o di ognuno di noi.

Riusciva a risolvere quelle differenze di veduta con autorevolezza, non con autoritarismo; spesso anche con una risata che la faceva diventare autorevole e non autoritaria. 

Del resto, l’autorevolezza l'ha dimostrata nei primi mesi di questa Legislatura, dove, seppur accompagnata dalla sua Giunta, dal Consiglio regionale e anche dai dirigenti, spesso ha voluto assumere delle decisioni da sola e con coraggio.

La presidente Santelli, seppur in pochi mesi, aveva avviato un percorso che necessitava di cinque anni, perché forte era la voglia e la determinazione di invertire le tendenze negative di questa terra, ma soprattutto forte era la consapevolezza di determinare un'azione vera di distacco rispetto al passato.

Ebbene Jole, hai gettato un seme! Oggi noi quel seme lo dobbiamo innaffiare e curare perché dobbiamo raccogliere quell’eredità.

Il centro-destra deve raccogliere quell’eredità perché il momento di omaggio alla memoria di una grande donna che faceva politica, ci insegna che, anche in questi frangenti, dobbiamo fare politica.

Il centro-destra deve raccogliere l’azione politica di Jole Santelli e, a maggior ragione, deve avere una forte volontà di cambiamento e discontinuità con il passato.

Dobbiamo mettere in campo, colleghi, iniziative politiche forti per acquisire maggiore credibilità, prima agli occhi dei calabresi e poi agli occhi degli italiani; quella credibilità che l'Italia le ha riconosciuto in un funerale di Stato - ricordava bene lei, presidente Tallini: dal cordoglio espresso dal presidente Mattarella, alla presenza del premier Conte, del Presidente della Camera – seppur delegato –, della Presidente del Senato, del ministro Lamorgese e quant'altri, oltre che tutti i dirigenti di Forza Italia, quel Partito che lei si è messa sul cuore e nella testa fino all'ultimo secondo.

Ci sarebbe stato – sono convinto – anche il presidente Berlusconi, se i motivi di malattia non l'avessero tenuto distante dalla Calabria.

L'ultima riflessione voglio dedicarla alla tanto amata famiglia di Jole Santelli, quella famiglia che, insieme alla politica, ha rappresentato la sua vita, alla quale ha lasciato forse un'eredità più grande, che non ha un prezzo materiale: la sorella, i nipoti e coloro i quali nella famiglia Santelli nasceranno hanno l’eredità di onorare, di essere fieri, di essere sorelle, nipoti e quant'altro, di una grande donna, la donna Jole Santelli.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere De Caprio. Ne ha facoltà.

DE CAPRIO Antonio (Forza Italia)

Grazie, Presidente. Questo è un momento particolare, non solo per questa esperienza istituzionale, questo impegno nella massima Assise regionale che perde il più valoroso dei Presidenti che mai questa terra, tanto meravigliosa quanto amara, abbia mai avuto.

Personalmente perdo un'amica.

Quel giorno, quel giovedì, ho perso un'amica; una guida, una persona che è stata in grado di dare – anche solo con lo sguardo – ad un giovane impegnato in politica degli insegnamenti, delle strade da seguire che, poi, mi hanno condotto, assieme a lei, a sedere tra questi banchi.

Non è semplice, non solo a livello personale o politico; non lo è per la Calabria che oggi deve prendere atto della decadenza di una Presidente che è entrata nello scenario della politica regionale e nell'impegno istituzionale a gamba tesa.

È entrata a testa alta, petto in fuori, libera – e sappiamo cosa significa essere liberi in questa terra – per dare una speranza; se noi siamo qui, forse l'aspetto più aulico del nostro sedere tra questi scranni, è quello di dare o, perlomeno, creare delle speranze per i nostri figli, i nostri nipoti ed i figli di questa terra.

Lei ci era riuscita facendo diventare dei sogni, atti e fatti di un’istituzione, dell'istituzione regionale.

Come ha ben detto il collega Esposito – e devo ringraziare la collega Sculco che è rimasta in Aula – i colleghi dell'opposizione sapevano quali erano gli ultimi punti all'ordine del giorno. Lo sapevano!

Avrei salutato di buon grado il loro rientro in Aula per chiudere degnamente e dignitosamente questa undicesima Legislatura, però hanno ritenuto opportuno agire così, come d'altronde stanno facendo in questo periodo, che per me rappresenta è un bruttissimo incubo perché il grande incubo del Coronavirus, affiancato alla perdita della più grande Presidente che questa Regione abbia avuto, altro non è che un incubo.

Loro che fanno?

Fanno lo show sulla questione del Coronavirus e poi abbandonano l'Aula, in un momento che mette in gioco le sensibilità non solo dei presenti, ma di un'intera popolazione. 

Un grazie alla famiglia di Jole – lasciatemela chiamare così – perché ha dato la possibilità a me che la conoscevo da un po' di tempo, ai colleghi che hanno stretto rapporti di fiducia e di amicizia in questi otto mesi di avventura regionale, di poter piangere e di poterla piangere.

Questo per me è stato un onore.Grazie, Jole! Spero, e mi auguro, che questa maggioranza sappia fare tesoro degli insegnamenti che una grande donna, un grande politico di questa terra, ha impartito e lasciato a tutti noi.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Caputo. Ne ha facoltà.

CAPUTO Pierluigi (Jole Santelli Presidente)

Grazie, Presidente. Anch'io mi associo ai ringraziamenti che il collega De Caprio fa alla collega Sculco perché è l'unica componente della minoranza rimasta in Aula.

Riesce veramente difficile trattenere le emozioni in questi momenti, quando si è chiamati a ricordare una donna come Jole Santelli; la prima Presidente donna della Regione Calabria, alla quale era impossibile non affezionarsi, per quel che lei ha rappresentato sia come donna sia come politico e, da ultimo, come amministratrice, anche se per poco tempo, della Regione Calabria.

Avevo dato anch'io il mio modesto contributo alla sua elezione e questo mi aveva inorgoglito, mi aveva fatto condividere con lei la gioia per il nuovo corso che si era aperto, con il suo insediamento, per il futuro della Regione Calabria.

Purtroppo, ciò che si è verificato il 15 ottobre scorso ha interrotto bruscamente questo percorso.

Jole resterà a futura memoria della nostra storia, della storia della Calabria, così come quella della città di Cosenza, dove aveva ricoperto il ruolo di Vicesindaco – lei Vicesindaco ed io Presidente del Consiglio – dando l'importante e innegabile contributo alla valorizzazione della città, soprattutto per quanto attiene alle attività culturali ed artistiche.

Jole Santelli rappresenta un esempio di donna coraggiosa che ha messo da parte la sua malattia per occuparsi della sua amata Calabria, fino all'ultimo giorno. 

Jole è stata la prima Presidente della Regione Calabria, ma ha avuto anche ruoli importantissimi sia in Parlamento sia nel Governo nazionale e quanto lei fosse stimata e tenuta in considerazione a Roma e nel Paese lo si è compreso ancora di più nel giorno dei suoi funerali, per i quali sono giunte a Cosenza le più alte cariche dello Stato, dal Presidente del Consiglio dei ministri al Ministro dell'interno, dal Presidente del Senato al Vicepresidente della Camera dei deputati.

Jole Santelli si è messa al servizio della sua terra accettando la candidatura alla Presidenza della Regione, anteponendo l'interesse generale alla sua salute personale. Una donna tenace, una grande combattente, e lo si è visto per come ha affrontato la sua malattia, senza darlo a vedere e sempre col sorriso sulle labbra.

In tutto il suo agire nella politica, nelle istituzioni e anche nella vita di tutti i giorni, si è sempre battuta per le pari opportunità e perché le donne avessero riconoscimenti importanti nei ruoli apicali della Pubblica amministrazione.

Non a caso, oggi approviamo la legge sulla doppia preferenza di genere.

Il fatto di essere la prima Presidente donna della Regione Calabria l'avrà certamente riempita d'orgoglio.

Le sue qualità innate, la sua ferrata volontà, il decisionismo, il suo essere sempre pronta ad affrontare le situazioni, anche le più spinose, le ha consentito di reggere qualsiasi confronto e di risultare molto più pragmatica e incisiva di tanti politici che non hanno dalla loro queste qualità e che passano come dei temporeggiatori.

Dio solo sa quanto ci sarebbe ancora bisogno di lei in questa fase così terribile per la Regione Calabria.

Con l'incalzare della pandemia e la sanità calabrese sempre più bistrattata da decisioni calate dall'alto che, con fare colonizzatore, trattano questa terra come se fosse agli ultimi posti della classifica mondiale, affidandone le sorti a personaggi caricaturali che ben figurerebbero in palcoscenici d'avanspettacolo e non certamente in contesti nei quali in gioco c'è la salute di un'intera popolazione, la riforma radicale del Sistema sanitario dovrà diventare il nostro imperativo categorico.

L'esperienza di questi giorni deve, una volta per tutte, farci interrogare sugli errori del passato che nessuno può più permettersi di commettere.

Quando in una società civile manca l’assistenza sanitaria adeguata, con strutture attrezzate e ospedali specializzati, manca tutto, manca la vita.

Ciao Presidente! Ciao Jole!  

 

PRESIDENTE

Ha chiesto d’intervenire il consigliere Giannetta, ne ha facoltà.

GIANNETTA Domenico (Forza Italia)

Per il rapporto intimo, personale, di amicizia, oltre che politico, che mi legava a Jole non potevo, ovviamente, anch'io non esprimermi, per pochi minuti, ricordando la nostra Presidente.

Non voglio fare un discorso di commiato perché credo che Jole non volesse questo, Jole ama essere ricordata per come era in vita. Va raccontata, sicuramente, come una persona che ha rivoluzionato il modo di fare politica nella nostra terra, nella nostra regione.

 A lei bastava poco perché ha messo da parte il politichese, invece andava fiera di quello che riusciva a fare nel contatto umano con le persone, quella empatia che ci metteva nello sguardo, quel rapporto personale e umano che ha sempre impostato con tutti al di là del colore politico; ed è riuscita a guardare lontano, a guardare oltre gli steccati ideologici sempre con il buon senso della madre premurosa e della buona madre di famiglia.

Questo l’ha resa da subito popolare ancor di più nel suo ruolo di Presidente della Regione, rispetto a quello di deputata, l'ha portata ad essere la Jole regionale ma, soprattutto, la Jole nazionale, quella che sapeva metterci la faccia, quella che sapeva trovare le parole e il senso giusto in ogni occasione, anche e non solo tra la sua gente, ma anche dal punto di vista mediatico perché sapeva, veramente, bucare lo schermo.

Lei ha fatto tanto per ridare a questa regione dignità, cosa che forse non ha fatto nessun altro, anzi sono certo che non ha fatto nessun altro Presidente in questi 50 anni di regionalismo calabrese.

Lei cercava sempre di portare un'immagine positiva della nostra regione e cercava, soprattutto, di far capire ai Calabresi le grandi potenzialità di questa terra, il grande orgoglio calabrese che tutti noi dobbiamo tirare fuori anche in suo onore.

Proprio qualche giorno fa nella trasmissione di Giletti, quando lei ha fatto tanto per dare dignità e orgoglio a questa terra, ci ritroviamo ad avere e a vedere una trasmissione dove, quasi quasi, noi calabresi siamo le persone da non frequentare - lo ha detto il generale Cotticelli -, le persone sono tutte corrotte, sono tutte, come dire, gente da malaffare.

Non è così! I calabresi non sono quelli, non sono quello, non siamo questo e lei, veramente, ha cercato di fare di tutto per lanciare un'immagine positiva. In quella trasmissione abbiamo sacrificato la Calabria sull'altare di un Governo che non ha capito nulla rispetto a quello che la Calabria è, rispetto a quello che la Calabria vuole fare.

È ovvio: la Calabria ha problemi atavici, nella Calabria ci si scontra con mentalità a volte arretrate, ma la Calabria è una terra dalla doppia faccia, come le medaglie, e se da un canto abbiamo tanta gente che, magari, ancora non crede nelle proprie potenzialità, dall'altro abbiamo tante persone che sono capaci.

Quindi, dobbiamo mettere da parte tutti quei ragionamenti che si fanno e che ci fanno calare dall'alto i cosiddetti geni che solo perché vengono definiti tali, forse, non necessariamente, hanno tutti il patentino della legalità. Jole questo l'aveva capito ecco perché ha fatto di tutto per rilanciare l'immagine positiva della Calabria, di questa nostra regione.

Per questo noi, oggi, abbiamo un compito storico, caro presidente Tallini: quello di raccogliere il testimone di quell’eredità, su un cambiamento culturale che lei ha voluto e che noi abbiamo il diritto, dovere di prendere veramente di petto, con forza, con coraggio, con grande passione e amore - come quello che lei ci metteva - ed andare avanti anche in suo nome.

Questo sentimento rivoluzionario noi lo dobbiamo portare avanti, lo dobbiamo portare avanti con forza e con enfasi e dobbiamo anche comprendere, in questo momento, i nostri cittadini che, forse, si sentono un poco allo sbando.

Dobbiamo capire, come ho detto nell'intervento precedente, la rabbia che c'è, in un momento particolare, di fronte a un Governo che tratta male la Calabria, di fronte alla gente che, giustamente, brucia le schede elettorali e dà un segnale forte alla democrazia. Su questo dobbiamo fare battaglie, così come abbiamo fatto battaglie tutti insieme, insieme a Jole.

Non ci possiamo permettere il lusso di abbassare la guardia e dobbiamo rivendicare, a gran voce, l'autorevolezza di una regione che con tanta dignità, con tanto amore e con tanta passione si muove ogni giorno, dal primo dei lavoratori all'ultimo dei politici. Credo che Jole non avrebbe voluto tutto questo e non avrebbe permesso tutto questo. Noi tutti quanti, insieme, oggi, dobbiamo raccogliere la sua forza, il suo pensiero, il suo messaggio per far sì che la nostra regione abbia, sempre, quell’ orgoglio e quel riscatto che lei ci ha insegnato.

Mi avvio alle conclusioni.

Forse noi calabresi non è che non abbiamo l'orgoglio necessario, ce l'abbiamo, eccome, ma lei è stata brava a risvegliarlo, è stata brava a farci capire le nostre potenzialità e l'ha fatto non solo con i cittadini, l'ha fatto anche con chi gli è stata accanto, da tanti anni, in battaglie politiche, con chi magari l'ha seguita da poco tempo in modo tale che lei potesse veramente dare a ognuno di noi il giusto riconoscimento. Noi, come dicevo prima, e veramente concludo, abbiamo questo dovere di raccogliere il testimone del messaggio importante di Jole e tutti quanti insieme traghettare questa fase di Legislatura in un'altra fase storica importante della nuova Legislatura che verrà, raccogliendo quello che lei ha seminato per raccogliere successivamente i frutti di un ragionamento e di un pensiero forte per come era Jole Santelli. Grazie.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro)

Presidente, colleghi consiglieri, Presidente della Giunta e assessori, parlare di una persona che non c'è più è molto difficile perché il ricordo di quello che è stato porta sempre a fare un viaggio lungo nel tempo, negli anni in cui uno l'ha frequentata, un viaggio quasi infinito parlare di quello che è stata Jole e ancora di più per lei, ecco perché oggi non voglio soffermarmi solo sulla figura di una donna, di una calabrese e di una rappresentante istituzionale, voglio andare più avanti, voglio parlare di Jole parlando nel futuro, parlando di quella Calabria, di quei sogni e di quell'immagine futuribile che lei aveva della nostra regione, pur navigando, spesso, in una direzione che non era proprio quella diritta ma, molto spesso, era ostinata e contraria a quella che, naturalmente, uno immaginava.

La presidente Santelli era una persona illuminata - possiamo dirlo - sapeva guardare oltre le sfide della normalità, sapeva immaginare alla perfezione quello che sarebbe potuto essere andare oltre l'ostacolo. Questo perché tra i talenti che portava con sé ce n'era uno in particolare che era quello di non avere paura, non avere paura della paura, di affrontarla, di rischiare per poi tramutare la paura in coraggio. Jole Santelli è stata una persona coraggiosa, lo è stata nell'affrontare, da sola, con grandissima dignità e sempre con il sole in faccia, una lunga malattia che l'ha segnata ma non l'ha piegata.

È stata coraggiosa perché ha saputo imporsi con animo fermo ed autorevole in quel mondo della politica che, soprattutto al Sud, è stato, quasi sempre, un mondo maschilista. È stata coraggiosa perché ha saputo affrontare la grande sfida del Governo della nostra regione, della Calabria.

Tra le tante amenità che, purtroppo, abbiamo ascoltato in questi giorni, nel circo grottesco che è andato in scena nella vicenda Covid in questi ultimi giorni in Calabria, ho ascoltato una frase giusta, non tanto per il contesto in cui è stata detta, quanto per la verità che racchiude in sé: “Se ci fosse stata la presidente Santelli quello che è accaduto in questi giorni non sarebbe accaduto”.

A dirlo è stato l'ex commissario alla sanità della Calabria e credo sarebbe stato proprio così, perché Jole ci aveva abituato al suo decisionismo, la Calabria non sarà sarebbe stata mai messa alla berlina per colpa di una classe politica inetta, travestita da burocrate. Aveva a cuore la nostra regione, l'ha seguita fino all'ultimo istante con la sua testa dura e con quella voglia spasmodica del bello, proprio una voglia innata che aveva Jole; del resto questa regione non la si può governare se non sia ha la concezione dei suoi valori autentici che rappresentano la sua anima e il fulcro da cui ripartire anche per il futuro.

Non saremo finiti nel turbinio delle polemiche perché Jole aveva un altro talento, era decisionista, era terribilmente testarda, io questa cosa gliela dicevo sempre, era la persona più testarda che abbia mai conosciuto nel perseguire gli obiettivi e i progetti. Jole quando si metteva in testa una cosa difficilmente non andava fino in fondo.

Certo non era una persona che si sottraeva al confronto, tantomeno allo scontro. Io ho avuto qualche scontro con Jole Santelli negli anni passati, quando c'erano da difendere dei principi e delle posizioni, e ho vivida memoria di confronti accessi che alla fine si risolvevano con una pacca sulle spalle, con il suo immancabile sorriso, perché Jole non era una persona dal rancore, era una persona decisa, ferma, forse anche un poco schiva del chiasso, del rumore ma era sincera fino alla fine, ecco perché non era rancorosa.

Ed è proprio in questo clima di sincerità, di rispetto reciproco che è nata l'idea Calabria di Jole Santelli, quell'idea che, in una sfolgorante avventura, ha portato questa classe di governo alla guida della nostra Regione.

 Già dalle prime battute di questa storia amministrativa, durata troppo poco ma, sicuramente, intensa in ogni istante, vissuta appieno, si era capito che questa sarebbe potuta essere, davvero, la volta buona per la nostra regione, per la nostra Calabria. Una terra che finalmente era ritornata a parlare al plurale, una terra che aveva iniziato a ritagliarsi degli spazi di notorietà nelle cronache nazionali e non solo per i suoi mali atavici, per la mafia e per la sua malapianta difficile da estirpare.

 Di recente si era iniziato a parlare di Calabria in addizione per le scelte, innovative e coraggiose, anche in tema di emergenza Covid, come abbiamo visto, che hanno fatto da apripista e guida al resto del Paese. La Calabria era ribaltata sui network italiani ed europei per la sua capacità di progettare, di costruire, di riformare finalmente su basi diverse, su basi nuove.

Avevamo iniziato un percorso impervio, difficile, coraggioso per scalare e venire a capo della drammatica gestione sanitaria della nostra regione. C'eravamo confrontati quasi quotidianamente in questi mesi con la presidente Santelli per trovare una soluzione adeguata affinché ai calabresi potesse essere finalmente restituito il sacrosanto diritto alla salute, affinché gli stessi calabresi potessero ritornare ad avere fiducia nelle istituzioni dopo che le stesse istituzioni, in modo colpevole, hanno sottratto loro ospedali, servizi e anche il benché minimo di assistenza sanitaria.

Con questo percorso, forse oggi invece di stare qui a fare una commemorazione, come purtroppo è questa - non avremmo mai voluto farlo - probabilmente avremmo iniziato a parlare di una riforma sanitaria epocale che Jole al decimo piano della cittadella aveva abbozzato e che voleva portare a termine prima della fine della Legislatura. Badate bene, parliamo di cose concrete, non di cose fantasiose, di promesse come, purtroppo, noi calabresi siamo stati abituati a subire da parte di una classe politica spesso senza scrupoli e priva di sentimenti.

Nell'idea di nuova sanità Jole Santelli e questa maggioranza ci hanno creduto e noi continuiamo e continueremo a crederci. Lo scrivevo proprio ieri sera, in otto mesi di legislatura, nonostante l'emergenza Covid e nonostante la Regione sia stata esautorata completamente dal governo della sanità, qualche risultato importante, riconosciuto da tutti, lo abbiamo portato a casa e fra questi c'è sicuramente quello di aver avviato i cantieri, quelli veri, non quelli buoni solo per le passerelle, del nuovo ospedale della sibaritide.

Non abbiamo gridato al miracolo, non abbiamo fatto alcuna festa, ma a Corigliano-Rossano, appena una settimana fa, è stato scritto un piccolo pezzo di storia con l'avvio dei lavori dei cantieri che, tra qualche mese, faranno innalzare il corpo della costruzione.

Se quell’ ospedale si farà - sempre che i nuovi commissari, inviati dal Governo, lo tengano a cuore con le nuove competenze che sono state loro assegnate anche in tema di edilizia sanitaria - il merito sarà anche e soprattutto di Jole Santelli che ha ereditato un gomitolo ingarbugliato e difficilissimo da sbrogliare, ma lo ha fatto mettendo ogni cosa al suo posto e dando l'input affinché, finalmente, si avesse un cronoprogramma serio dei lavori, di cui oggi si vedono i frutti.

Mi avvio alle conclusioni.

Oggi ricordiamo una grande donna, un politico verace, portabandiera pulito - perché Jole era pulita - della nostra Calabria ed è perciò che siamo qui ad intitolare la cittadella regionale ad una figura illuminata, lungimirante, una figura - dicevo poc'anzi - che tutti ricorderanno con rispetto e con affetto. Dispiace solo una cosa: che mentre oggi ci troviamo qui a commemorare una donna una cittadina, una rappresentante delle istituzioni che non c'è più, in molti dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa per le vili e sibilline accuse mosse nei confronti di questa persona anche dopo la sua morte, per responsabilità civili che non erano sue.

In questi giorni abbiamo assistito a un teatrino di giustificazioni assurde, smentite puntualmente dalla verità dei fatti. L'odio cieco di certa politica non può arrivare a tanto, la nostra Jole rispettosa com'era della dignità, che è concessa all'uomo per essere tutelata e difesa, questo non l'avrebbe mai consentito per nessuno. Ancora una volta addio, Presidente, ora tocca a noi coltivare i germogli che hai seminato, farli crescere e renderli produttivi per la terra di Calabria. Grazie.

SAINATO Raffaele (Fratelli d’Italia)

Grazie, Presidente. Nel ricordare Jole vorrei fare un intervento un po' diverso, associandomi a tutto quello che è stato detto fino adesso, ma, in più, vorrei aggiungere un qualcosa di diverso, perché adesso tocca a noi. Adesso tocca a noi e mi rivolgo per primo al presidente Tallini, al Presidente f.f., alla Giunta, a noi consiglieri regionali: il miglior modo per ricordare Jole e, quindi, quella strada che ha tracciato per il presente e soprattutto per il futuro è, ognuno per la nostra competenza, di fare quadrato e concludere questi tre mesi per come Jole avrebbe fatto, non facendo altro.

Questo è il miglior modo per ricordare Jole.

Ho sentito, da parte di tutti, la commozione e quant'altro, ma noi abbiamo questo dovere, abbiamo il dovere, presidente Spirlì, presidente Tallini, Giunta, onorevoli consiglieri, di buttare il cuore oltre l'ostacolo. Sono tre mesi duri, tre mesi di battaglia, tre mesi che dobbiamo affrontare col Covid, con problemi che continuano ad esserci nel settore dell'ambiente, che ci sono nell'agricoltura, che ci sono nei lavori pubblici, ma dobbiamo farlo come abbiamo fatto in questi giorni in cui ci siamo riuniti e abbiamo fatto quadrato tra di noi. Avevamo, forse, idee diverse, ma poi, alla fine, siamo andati tutti verso la strada comune.

Chi oggi non è in Aula - secondo me, poco importa il perché - non è presente nemmeno in mezzo alla gente! Questo l'abbiamo dimostrato il 26 di gennaio, lo dimostreremo anche il 14 febbraio.

Adesso spetta a noi, non possiamo sbagliare, non possiamo sbagliare nessun tipo di intervento, che sia di emergenza Covid, che sia dei lavori pubblici, che sia dell'ambiente. È vero andiamo sull'ordinario, non possiamo legiferare, possiamo venire solo ad approvare atti urgenti, atti di bilancio, ma dobbiamo continuare, dobbiamo dare risposte ai cittadini su quello che si può fare e si deve fare.

Dobbiamo farlo nel nome di Jole Santelli perché così facendo ci presenteremo il 14 febbraio, in una nuova campagna elettorale, a dare continuità a quello che Jole, insieme a noi, insieme a tutti, aveva tracciato.

 Questo vi chiedo, lo chiedo con forza alla Giunta, al Presidente facente funzioni e al presidente Tallini. Mi rivolgo alla Giunta, al Presidente e al presidente Tallini perché voi dovete rappresentare un poco tutti; il presidente Tallini rappresenta tutti noi consiglieri regionali e quindi ci tiene uniti, il Presidente, insieme alla Giunta, sicuramente, farà quadrato insieme a noi.

È questo che ci chiede la gente, è questo che vuole la gente, questo è quello che voleva Jole. Quindi se siamo bravi a fare questo, dimostriamo di fare questo, vuol dire che, veramente, quello che abbiamo detto, quello che si è detto fino ad ora e che si dirà domani per Jole ha un valore, un valore vero, il valore che ci chiedono i cittadini. Chiudo dicendo che Jole ci ha lasciato il 15 di ottobre, il 15 ottobre era il giorno di Santa Teresa. Invito chi non la conosce, ad andare a leggere chi era Santa Teresa. Santa Teresa era la prima donna nominata dottore della chiesa - il Presidente vedo che annuisce perché conosce - non è stato, forse, un caso che il 15 ottobre, nella stessa giornata di Santa Teresa, Jole ci ha lasciati e per chi, come me, come tanti di voi, è credente ha un significato.

Grazie Jole, forza Calabria, andiamo avanti per come abbiamo inteso dal 26 gennaio fino alla fine, senza lasciare niente sul campo. È quello che ci chiedono i calabresi è quello che ci ha insegnato, tracciato, in questi 8 mesi, Jole Santelli. Grazie.

 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca, assessore all’agricoltura, welfare, politiche sociali e per la famiglia

Signor Presidente del Consiglio, signor Vicepresidente facente funzioni, colleghi consiglieri, mai avrei voluto prendere la parola per commemorare, insieme a voi, la nostra presidente Jole Santelli che è stata, come avete ricordato più volte ognuno di voi, il primo Presidente donna di questa Regione e che in pochi mesi, in 8 mesi, credo abbia lasciato - anzi, ne sono convinto, ne siete convinti voi, ma soprattutto i calabresi - una traccia indelebile del suo passaggio in questa Regione.

I calabresi hanno vissuto momenti di grandissima tristezza lo scorso 15 ottobre per più giorni, quando hanno saputo, di prima mattina, che il loro Presidente, la loro Presidente non c'era più e non avrebbe potuto continuare a guidare questa terra, per come ha fatto per solo 8 mesi.

Credo che stasera in questa Aula, semideserta purtroppo, di fronte ad alcuni valori e anche ad un concetto, ad un sentimento, che è la pietas umana non ci siano appartenenze che tengano; chi voleva andar via, poteva dire che avrebbe voluto spostare anche il momento della commemorazione, non la presa d'atto ad altro punto all'ordine del giorno, anche perché insieme a noi hanno partecipato e hanno sottoscritto - ne ho chiesto prima conferma al presidente Tallini - la richiesta di intitolazione della Cittadella regionale alla nostra Presidente. La prima donna Presidente, non il primo Presidente che ha perduto la vita mentre svolgeva questa funzione, ma per la giovane età, per il servizio che ha reso a questa terra e a questa regione da rappresentante Istituzionale, da Parlamentare, da Sottosegretario, da Presidente della Regione, io credo che sia stato giusto intitolare la Cittadella e non solo per un fatto emozionale, ma affinché rimanga scolpita una traccia del suo passaggio per sempre anche attraverso l'impegno e il voto di questo Consiglio regionale.

Dicevo: avrebbero potuto rimanere insieme a noi perché, credo che commemorare e ricordare una figura di così alto profilo, peraltro Istituzionale, avrebbe accettato qualche sconto che purtroppo non è stato fatto, come, invece, avrebbe fatto, Jole Santelli, che era donna delle Istituzioni, donna aperta al confronto che non faceva differenza tra maggioranza e minoranza quando si trattava di ragionare e di discutere di problemi della nostra terra.

Io ho avuto la fortuna in questi mesi di avere, in un rapporto non risalente lontano nel tempo, ahimè, un rapporto che è stato intenso, fraterno.

Una delle cose più belle che ha detto di me un funzionario, un alto funzionario della Regione, è che aveva l'impressione che mi trattasse come un fratello più piccolo ed è probabilmente vero. Ero più grande di lei di un mese, ma nei miei confronti aveva affetto, aveva considerazione, aveva stima che cercavo di ricambiare con gli stessi sentimenti.

Ho cercato di farlo nei mesi in cui ho avuto l’onore, grazie a lei - non ho mai avuto l'occasione di ringraziarla pubblicamente - per avermi voluto conferire un incarico di grande responsabilità, quello di assessore di questa Regione e l'ho fatto dicendole spesso che io lavoravo per lei come Presidente, ma soprattutto per i calabresi e mi ha messo in condizione di farlo.

Io di questo le sarò sempre grato, perché in una politica che è un agone difficile, che è una giungla in cui spesso si ricevono calci negli stinchi e non solo, lei ha voluto valorizzarmi e ha voluto darmi incarichi di responsabilità. Io di questo le sarò grato.

Ma le sarò grato per l’impegno che lei ha profuso in questi mesi e perché ci ha insegnato, ha insegnato a me e ad ognuno di noi, credo tanto: il rispetto delle Istituzioni che forse avevamo già, ma che abbiamo affinato in questo periodo e anche come con decisione, determinazione, coraggio, grande forza, senza mai parlare della sua condizioni di salute, con una grandissima dignità, con una grande passione ha servito la nostra Regione in questi mesi.

Lo scorso gennaio, in campagna elettorale, dicevo ai miei amici che noi avremmo avuto un Presidente che aveva grandi rapporti romani, che avrebbe riqualificato la nostra Regione utilizzando il suo patrimonio personale di rapporti romani e così è stato.

Forse i calabresi hanno capito troppo tardi la capacità e la statura del loro Presidente, quando alle sue esequie, purtroppo, hanno visto partecipare il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Presidente del Senato, il vicepresidente della Camera, il Ministro degli Interni, degli altri colleghi Presidenti di Regione. Aveva, quindi, rapporti romani che utilizzava e che ha utilizzato, in questi mesi, al servizio della nostra Regione.

Io ho visto più volte prendere il telefono, chiamare Ministri e convincerli delle sue posizioni. Una delle grandi vittorie di Jole Santelli è stata nel mese di marzo, un sabato notte, l’aver chiuso, per proteggere noi calabresi, i confini della nostra Regione; aver poi indotto, dalla piccola Calabria, per la statura e per la stima che aveva a tutti i livelli, il Governo centrale a prendere la stessa decisione qualche ora dopo, con un'ordinanza a firma del Ministro degli Interni, Lamorgese, e del Ministro della Salute, Speranza.

Così come altre decisioni, sempre prese a tutela dei calabresi.

Spesso le ho sentito dire: “Beh, io non posso non proteggere i calabresi, non posso non tutelare i calabresi”, l'ha detto anche quando ha avuto momenti di frizione con i Commissari nell'ultima fase, nell’ultimo periodo.

Così come è stata materna - lo dicevo nella precedente seduta di Consiglio - allorquando eravamo in Giunta - lo voglio ricordare perché questa è un’immagine che non dimenticherò mai - allorquando, quasi alla fine del periodo di lockdown, disse con fare materno: “i calabresi sono stati bravi e sono stati i più bravi in assoluto” e, tutto sommato, lo sono ancora per come si stanno adeguando, forse, a questa decisione ingiusta della dichiarazione di zona rossa, ma lo stanno facendo con grande diligenza; disse: “I calabresi sono stati bravi, ho deciso di dare loro un premio!” Così l’ordinanza di riapertura dei ristoranti e dei bar con i tavolini all'aperto che ha indotto tante polemiche, ma che in effetti è stata una grande mossa, una geniale mossa anche per riportare la nostra regione all'attenzione nazionale, perché lei ne aveva la forza.

In campagna elettorale dicevo pure che il nostro Presidente aveva grande senso politico e credo che l'abbia dimostrato in questi mesi. Un Presidente capace; un Presidente che aveva anche l'intuito di arrivare un attimo prima rispetto ad altri; una donna - oggi abbiamo votato la preferenza di genere che probabilmente spingerà altre donne all'interno del Consiglio regionale, all'interno di questa Assise - capace di capire le dinamiche politiche, molto più di tanti uomini. Questo lo hanno verificato in tanti.

Dicevo, anche, che noi avremmo eletto un Presidente che avrebbe avuto la capacità di delegare, vale a dire non un Presidente accentratore, non un Presidente come è stato nella storia di questa Regione, che magari soffocava i suoi assessori o coloro i quali aveva delegato, o meglio Presidenti che con una mano conferiscono una delega e con l’altra magari stringono o riprendono la stessa delega.

Un Presidente che ha fatto lavorare ognuno di noi. C’è qui il Presidente f.f. Spirlì, c'è il Capitano Ultimo, ognuno di noi ha avuto il conferimento delle deleghe e ha avuto pieno mandato nell’esercizio delle sue deleghe.

Quando qualcosa non funzionava interveniva il Presidente e magari dava un giro di vite, ma nessuno di noi è stato mai compresso nella sua azione di assessore.

Un Presidente che sapeva fare squadra con la Giunta; un Presidente che credo sapesse fare squadra anche con i consiglieri e con le porte del decimo piano sempre aperte.

Il decimo piano, per chi ci ascolta, è il piano di appannaggio del Presidente della Regione. In precedenza le porte del decimo piano erano sempre chiuse, i consiglieri regionali dovevano bussare, i cittadini dovevano bussare.

Con Jole Santelli le porte del decimo piano erano sempre aperte, perché la sua filosofia è che la Cittadella era la casa di tutti i calabresi, la casa dei Sindaci calabresi, per cui le porte dovevano essere aperte per tutti. In una concezione di Regione trasparente da parte di una donna che, ripeto, ha servito le istituzioni, ha avuto rapporti di grande valore, che mai è stata scalfita, durante oltre 20 anni di impegno politico ai massimi livelli, dal ben che minimo sospetto. Non parliamo nemmeno di avvisi di garanzia, dal ben che minimo sospetto; che è stata Parlamentare più volte, Sottosegretario, vicepresidente della Commissione antimafia, infine, Presidente della Regione. Un esempio per tutti noi.

Un esempio da seguire, un esempio, se possibile, da cercare, immodestamente per ognuno di noi, di ripetere e credo che questo debba essere l'impegno che possiamo stasera assumere di fronte ai calabresi affinché quell’esempio, quella traccia di un passaggio non rimanga, ahimè, una traccia che non lascia un solco, che non lascia una piantina.

E questo deve essere l'impegno che noi assumiamo stasera tra di noi e di fronte ai calabresi, per i mesi che rimangono alla fine della Legislatura, per stare anche ognuno di noi vicino all'altro. Non siamo avversari e non lo dobbiamo essere, non lo siamo stasera, non lo saremo domani, anzi, dobbiamo come squadra consiglieri regionali, Giunta, cercare di portare a termine nella maniera migliore possibile questa Legislatura, perché è una fase difficilissima, perché la pandemia sta ritornando violentemente, sta colpendo la nostra regione.

Purtroppo altri mancano all’appello e mi riferisco a chi avrebbe dovuto gestire in questa fase di grande difficoltà l'emergenza Covid-19. Forse dobbiamo, come ha fatto in queste ultime ore il vicepresidente Spirlì con un'ordinanza, surrogarci alle inefficienze, alle mancanze di chi questa emergenza l'avrebbe dovuta affrontare per mestiere e mi riferisco ai Commissari e ad un Governo che negli ultimi giorni ha assestato 4 colpi, non voglio dire mortali, perché questa è una terra grande, di grande dignità che è abituata a vivere le difficoltà e quindi abituata a capire, a comprendere, a subire e a rialzarsi forse più forte di prima.

Negli ultimi quattro giorni questo Governo patrigno - lo dobbiamo dire stasera, anche se stiamo ricordando la presidente Santelli - ha assunto una serie di decisioni inique, ci ha dichiarato zona rossa, ha prolungato un odioso Decreto salute che è fallito nei primi 18 mesi e lo ha prolungato di altri 2 anni, ha nominato un Commissario di fuori regione che non è gradito in quest’Aula, a questi consiglieri regionali, a questa Giunta regionale e nonostante tutto è andato avanti.

E infine rispetto ad una decisione che compete a noi, al Presidente facente funzione della Giunta regionale, sentito il Presidente del Consiglio regionale e d'accordo col Presidente della Corte d'Appello ha anche spostato inopinatamente la data delle elezioni che noi dobbiamo andare a svolgere.

Noi vogliamo andare a votare il più presto possibile perché è giusto, è coerente.

Lo dicevamo nella passata Legislatura, insieme ai colleghi che erano presenti in quest'Aula, che avremmo dovuto evitare di prolungare quella Legislatura senza fine dagli scarsi risultati.

Oggi con la stessa coerenza dobbiamo dire: “dobbiamo andare al voto prima possibile”, non dobbiamo far pensare ai nostri conterranei che noi rimaniamo un giorno in più rispetto a quello che c'è concesso. E per questo, anche per dimostrare, come avrebbe voluto Jole Santelli, che le Istituzioni non si occupano, ma che le Istituzioni si servono, noi questo dobbiamo cercare di dimostrare affinché, ripeto, quel germoglio che è stata in questi mesi e in questi anni Jole Santelli possa diventare una piantina e poi possa diventare un albero, magari secolare. Perché no?!

Io credo che l'esempio di Jole Santelli debba essere un esempio che ognuno di noi deve serbare e ricordare sempre, perché serva a questa terra come stimolo, come monito, se necessario, per una terra che ha bisogno di un riscatto e che in questi ultimi giorni, proprio perché non ha il suo guerriero, il suo difensore, il suo Presidente, probabilmente sta subendo qualche colpo di troppo.

E allora l'impegno di ognuno di noi deve essere quello di ricercare la dignità e la forza per una ripartenza di una terra che oggi è fiaccata, sembra non trovare pace dal momento della perdita del suo Presidente, ma che da questo momento di crisi deve ripartire e lo possiamo fare anche con i colleghi che stasera non hanno inteso rimanere insieme a noi. Lo possiamo fare come classe dirigente, se solo quell’esempio lo sappiamo, veramente, impreziosire, attraverso un impegno all'interno delle Istituzioni per come avrebbe voluto Jole Santelli.

PRESIDENTE

Non essendoci altri interventi, pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 70/11^ d'Ufficio, recante: “Presa d'atto della morte del Presidente della Giunta regionale, articolo 60, comma 2, del Regolamento interno del Consiglio regionale” che è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in Allegati)

 

Ricordo che la seduta di Consiglio sarà convocata solo per approvare provvedimenti urgenti e indifferibili. Grazie.

 

La seduta termina alle 22,47

Allegati

Congedi

Ha chiesto congedo il consigliere Bevacqua.

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

Bevacqua, Guccione, Irto, Notarangelo, Tassone “Progetto TerraFerma. Prevenzione del rischio idrogeologico e sostenibilità della presenza antropica” (PL n. 49/11^).

È stata assegnata alla quarta Commissione – Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - Per il parere.

 

Mancuso “Disciplina delle Associazioni Pro Loco” (PL n. 50/11^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili ed alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero – per il parere.

 

Caputo “Riconoscimento delle agevolazioni tariffare sul trasporto pubblico locale per i sordi. Integrazione alla l.r. 35/2015” (PL n. 51/11^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

Pietropaolo “Disposizioni regionali per il turismo equestre e la valorizzazione delle attività con gli equidi” (PL n. 52/11^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili ed alla seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero – per il parere.

 

Crinò, Minasi, Pietropaolo, Graziano, Arruzzolo, Pitaro Vito “Modifica delle disposizioni transitorie sui requisiti strutturali e organizzativi delle strutture socio-educative per la prima infanzia, di cui all'articolo 23 della l.r. 15/2013. (BURC n. 65 del 30 giugno 2020). Proroga del termine di adeguamento” (PL n. 53/11^).

È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

Pitaro Vito, Arruzzolo, Crinò, Neri, Pietropaolo, Minasi, Graziano “Modifiche e integrazioni agli articoli 12, 13 e 14 della legge regionale 30 aprile 2009, n. 14 (Nuova disciplina per l'esercizio dell'attività agrituristica, didattica e sociale nelle aziende agricole)” (PL n. 54/11^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili ed alla Seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero – per il parere.

 

Tallini, Minasi, Vito Pitaro, Aieta, Pietropaolo, Arruzzolo, Francesco Pitaro, Crinò, Graziano, Anastasi “Norme in materia di rappresentanza e doppia preferenza di genere. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1 (Norme per l'elezione del Presidente della Giunta regionale e del Consiglio regionale)” (PL n. 55/11^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

Pitaro Vito, Tassone “Istituzione Consorzio Costa degli Dei” (PL n. 56/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

Di Natale “Misure per tutelare gli agricoltori dai danni provocati dalla fauna selvatica e valorizzazione della filiera dell’utilizzo della carne di cinghiale” (PL n. 57/11^).

È stata assegnata alla sesta Commissione - Agricoltura e foreste, Consorzi di bonifica, Turismo, Commercio, Risorse naturali, Sport e Politiche giovanili ed alla Seconda Commissione - Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero – per il parere.

 

Giannetta, Anastasi, Arruzzolo “Norme per l'utilizzo dei farmaci nelle strutture pubbliche e private” (PL n. 58/11^).

È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

De Caprio “Sviluppo e valorizzazione dei piccoli comuni” (PL n. 60/11^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 Mancuso “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio derivante da prestazione professionale, in assenza del preventivo impegno di spesa, ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, e successive modifiche” (PL n. 61/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

Pietropaolo” Interventi a favore di persone affette da disturbi dello spettro autistico” (PL n. 62/11^).

È stata assegnata alla terza Commissione - Sanità, Attività sociali, culturali e formative ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

Minasi “Modifiche ed integrazioni alla l.r. 36/2008, alla l.r. 47/2011 e 47/2018” (PL n. 63/11^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

 

Tallini, Neri, Crino’, Molinaro, Giannetta, Arruzzolo “Abrogazione della legge regionale n. 25/2009 (Norme per lo svolgimento di “elezioni primarie” per la selezione di candidati alla elezione di Presidente della Giunta regionale)” (PL n. 64/11^).

È stata assegnata alla prima Commissione - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale ed alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

Ritiro proposta di legge da parte del consigliere proponente

Minasi “Proroga dei termini dei programmi regionali di edilizia residenziale finanziati dalla l.r. 36.2008. Modifica alle leggi regionali 47/2011 e 47/2018” (PL n. 59/11^).

Con nota prot. 22621 del 5.11.2020 il consigliere Minasi ha comunicato di ritirare la proposta di legge n. 59/11^;

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo e loro assegnazione a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

“Piano di Azione e Coesione (PAC) 2007/2013. Approvazione rimodulazione schede intervento “StaInCalabria”, “InCalabria”, “II.13 Interventi stradali e aeroportuali”, “III.6 Politiche attive del lavoro”. Approvazione rimodulazione del Piano Finanziario – (Deliberazione G.R. n. 273 del 28.9.2020)” (PPA n. 54/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

“Rendiconto esercizio 2019 dell’Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura (ARCEA) - (Deliberazione G.R. n. 322 del 26.10.2020)” (PPA n. 71/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

“POR Calabria FESR FSE 2014/2020 – Presa d'atto della proposta per la revisione del POR CALABRIA FESR-FSE 2014/2020 “Coronavirus Response Investment Initiative” (CRII)”. Modifiche al REG. (UE) 1303/2013 e 1301/2013 approvata dal Comitato di Sorveglianza del Programma” (PPA n. 72/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

“Rendiconto esercizio 2019 dell'Ente per i Parchi Marini Regionali (EPMR) – (Deliberazione G.R. n. 357 del 9.11.2020)” (PPA n. 75/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

“Bilancio di previsione 2020 - 2022 dell'Agenzia Regione Calabria per le Erogazioni In Agricoltura (ARCEA) – (Deliberazione G.R. n. 358 del 9.11.2020) (PPA n. 76/11^).

È stata assegnata alla seconda Commissione – Bilancio, programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

 

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza:

“Approvazione del Bilancio Consolidato del Gruppo di Amministrazione Pubblica del Consiglio regionale della Calabria per l'esercizio 2019 - D.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 e ss.mm.ii. – (Deliberazione U.P. n. 43 del 3.11.2020)” (PPA n. 73/11^);

“Bilancio di previsione 2020-2022 del Consiglio Regionale della Calabria: assestamento e variazioni – (Deliberazione U.P. n. 45 del 3.11.2020)” (PPA n. 74/11^).

 

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa d’Ufficio:

“Designazione di sette membri effettivi e sette supplenti in rappresentanza della Regione nel Comitato misto delle servitù militari (art. 322, comma 3, d. lgs. 66/2010)” (PPA n. 55/11^);

“Nomina di tre membri, compreso il Presidente, di cui uno in rappresentanza delle minoranze, del Comitato regionale per le comunicazioni – CORECOM (art. 5, l.r. 22 gennaio 2001, n. 2 – art. 19 l.r. 5 ottobre 2007, n. 22)” (PPA n. 56/11^);

“Nomina di tre esperti della Regione, di cui uno in rappresentanza della minoranza, nella Consulta regionale per la difesa e tutela delle professioni (articolo 5, comma 1, lettera c), legge regionale n. 27/2001)” (PPA n. 57/11^);

 “Nomina del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza (art. 3 l.r. 12 novembre 2004, n.28 – art. 7, l.r. 10 luglio 2008, n. 22)” (PPA n. 58/11^);

“Nomina del Garante della salute della Regione Calabria (art. 4 l.r. 10 luglio 2008, n.22)” (PPA n° 59/11^);

“Nomina di cinque esperti nell’Osservatorio regionale dello sport (articolo 10, legge regionale 22 novembre 2010, n. 28)” (PPA n. 60/11^);

“Nomina del Difensore civico della Regione Calabria (legge regionale 16 gennaio 1985, n. 4 - articolo 7, legge regionale 10 luglio 2008, n. 22)” (PPA n. 61/11^);

“Nomina di due componenti, di cui uno espresso dalla minoranza, in rappresentanza della Regione Calabria, nel Consiglio di amministrazione del Consorzio del Bergamotto (articolo 7, legge regionale 14 ottobre 2002, n. 41)” (PPA n. 62/11^);

“Nomina di due membri nominati dal Consiglio regionale nel Consiglio di amministrazione di “FINCALABRA S.p.a” (articolo 3, comma 6, lettera a) legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 e ss.mm.ii.)” (PPA n. 63/11^);

“Designazione di due membri nel Comitato di indirizzo di “FINCALABRA S.p.a.” (articolo 3, comma 6, lettera a) legge regionale 11 maggio 2007, n. 9, introdotto dall’ articolo 11 comma 2, legge regionale 16 maggio 2013, n. 24)” (PPA n. 64/11^);

“Nomina del Presidente e di un membro effettivo da parte del Consiglio regionale nel Collegio sindacale di “FINCALABRA S.p.a.” (articolo 3, comma 6, lettera b) legge regionale 11 maggio 2007, n. 9 e ss.mm.ii.)” (PPA n. 65/11^);

“Nomina di tre componenti, tra cui il Presidente, nel consiglio di amministrazione della Casa degli Oli extravergini d’oliva di Calabria (articolo 6, legge regionale 10 febbraio 2011, n. 2)” (PPA n. 66/11^);

“Nomina di un membro effettivo e uno supplente - iscritti all’Albo dei revisori dei conti – del Collegio dei sindaci, costituito in forma monocratica, dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC), ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della legge regionale 20 dicembre 2012, n. 66” (PPA n. 67/11^);

“Nomina di un membro effettivo e uno supplente - iscritti nel registro dei revisori legali di cui all’art. 2 d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 – di Revisore unico dei conti dell’Azienda Calabria Verde (articolo 7, comma 1, della legge regionale 16 maggio 2013, n. 25)” (PPA n. 68/11^);

“Presa d’atto dell’intitolazione della Cittadella regionale al Presidente della Regione Calabria, On. Avv. Jole Santelli” (PPA n. 69/11^);

“Presa d’atto della morte del Presidente della Giunta regionale (articolo 60, comma 2 del Regolamento interno del Consiglio regionale)” (PPA n. 70/11^);

“Convalida del Consigliere regionale Antonio Andrea Billari ai sensi degli articoli 18 e 19 del Regolamento interno del Consiglio regionale” (PPA n. 77/11^).

Richiesta parere alla Commissione consiliare competente

La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 344 del 9 novembre 2020 recante:

“Regolamento regionale di applicazione della legge regionale n. 16 del 15/9/2020 concernente procedure per la denuncia il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica” (PARERE N. 9/11^).

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente.

Parere favorevolmente espresso dalla Commissione consiliare competente

La quarta Commissione consiliare, con nota protocollo n. 21334 del 13 ottobre 2020, ha comunicato che nella seduta del 12 ottobre 2020 ha espresso parere favorevole al decreto dirigenziale n. 4272 del 15 aprile 2020, recante:

 “Autorizzazione, ai sensi dell’art. 26 della L.R. 40/2009, per la coltivazione di una cava di inerti e contestuale recupero ambientale in località Candeloro nel Comune di Motta San Giovanni (RC). Ditta Edilcem srl Unipersonale. Amministratore unico Sig. Ambrogio Leonardo” (PARERE N. 1/11^).

La quarta Commissione consiliare, con nota protocollo n. 21340 del 13 ottobre 2020, ha comunicato che nella seduta del 12 ottobre 2020 ha espresso parere favorevole al decreto dirigenziale n. 4878 del 29.04.2020, recante:

“Autorizzazione, ai sensi dell'art. 26 della L.R. 40/2009, per l’Apertura, coltivazione e sistemazione finale di una cava a cielo aperto per l’estrazione di inerti in località Saetta del Comune di Spezzano Albanese (CS). Ditta Edil Servizi Srl.” (PARERE N. 5/11^).

Parere favorevole su deliberazione

La quarta Commissione consiliare, con nota protocollo n. 22883 del 10 novembre 2020, ha comunicato che nella seduta del 10 novembre 2020 ha espresso parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale n. 344 del 9 novembre 2020 recante:

“Regolamento regionale di applicazione della legge regionale n. 16 del 15/9/2020 concernente procedure per la denuncia il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica” (Parere n. 9/11^).

Trasmissione deliberazione della Giunta regionale

Comunico che la Giunta regionale ha trasmesso la deliberazione n. 289 del 19 ottobre 2020 concernente:

“Intitolazione della Cittadella regionale al Presidente della Regione Calabria Onorevole Avv. Jole Santelli”.

Comunicazioni inerenti atti della Corte dei Conti

La Corte dei conti - Sezione Controllo per la Calabria Catanzaro – ha trasmesso la delibera n. 199/2020: “Bilancio di Previsione Regione Calabria 2020/2022”.

Trasmissione relazione annuale sull’attività del Garante regionale dei diritti delle persone detenute

Il Garante regionale dei diritti delle persone detenute ha trasmesso la relazione annuale sull’attività svolta nell’anno precedente.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2019-2021:

  1. deliberazioni Giunta regionale n. 297, 300, 301, 302, 305, 306, 307, 308, 309, 310, 311, 313, 314, 315, 317 del 19 ottobre 2020
  2.  deliberazioni Giunta regionale n. 321, 323, 325 del 26 ottobre 2020
  3.  deliberazioni Giunta regionale n. 334, 335, 336, 337, 338, 339 del 2 novembre 2020
  4.  deliberazioni Giunta regionale n. 347, 348, 349, 350, 351, 352, 353 del 9 novembre 2020

Interrogazioni a risposta scritta

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che con interrogazione scritta n. 42 del 29/06/2020 il sottoscritto interrogava il Presidente della Giunta Regionale a riguardo della "Valutazione spese Consorzi di Bonifica della Provincia di Cosenza";

- che in risposta all'interrogazione di cui sopra, con nota del 2/09/2020, Prot. n. 279216, a firma dell'Assessore all'Agricoltura e Risorse Agroalimentari Avv. Gianluca Gallo, si è omesso di rispondere alla circostanza, volta a conoscere se i rappresentanti delle provincie siano stati nominati secondo i dettati della Legge regionale n. 39 del 4 agosto 1995. Tutto ciò premesso, S'INTERROGA l'On. Presidente della Giunta

per sapere:

ulteriormente se nella, designazione per i rappresentanti delle provincie è stato rispettato il disposto dell'art. 8 delle Legge regionale del 4 agosto 1995, n. 39 "Disciplina della proroga degli organi amministrativi e delle nomine di competenza regionale".

(70; 30/09/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che con interrogazione n. 42/XI, a firma del sottoscritto, è stata richiesta al competente Organo una valutazione sulle spese dei Consorzi di Bonifica della Provincia di Cosenza;

- che, a tale interrogazione è pervenuta risposta scritta in data 02.09.2020;

- che, a seguito della suddetta risposta, il Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Ionio Cosentino di Trebisacce comunicava, con propria nota protocollo n. 6139 del 28/07/2020, in atti al protocollo regionale n. 248649 del 29/07/2020, testualmente che: "le spese del contenzioso sono riportate nel bilancio di previsione, mentre il valore del contenzioso risulta relazionato ed allegato, al bilancio consuntivo 2019, unitamente agli atti del Revisore";

- che, la predetta comunicazione risulta essere per nulla esaustiva e che, per tale motivo si rendono opportuni ulteriori chiarimenti;

- che, presso il predetto Consorzio di Bonifica, si è proceduto ad impegnare risorse per nuove assunzioni (vedi delibera della Deputazione Amministrativa n. 139 del 10/08/2020), violando i principi generali in materia di efficienza, trasparenza, economicità e pubblicità degli atti, giusto comma 1 art. 36 L.R.n. 11/2003;

- che, a mente dell'art. 38 della predetta L.R. n.11/2003 codesta Regione, con apposita struttura, è deputata al costante controllo degli atti del Consorzio e, qualora vengono riscontrati gravi irregolarità amministrative e/o in presenza di gravi violazioni di leggi, regolamenti e direttive regionali venga applicato il comma 1 dell'art. 35 della sopra citata L.R . n. 11/2003;

tutto ciò premesso, s'interroga l'On. Presidente della Giunta

per sapere:

il debito per: - le mensilità arretrate al lordo delle ritenute di legge:

a) del personale impiegatizio, a tempo determinato e a tempo indeterminato;

b) degli operai a tempo determinato e a quelli a tempo indeterminato;

c) del personale impiegatizio e operaia tempo indeterminato idraulici-forestali;

- il trattamento fine rapporto (TFR) del personale impiegatizio e operai a tempo indeterminato;

- il trattamento fine rapporto (TFR) del personale impiegatizio e operai a tempo indeterminato idraulici forestali;

- eventuali ditte esecutrice dei lavori per la gestione e la manutenzione degli impianti irrigui consortili per le ultime tre annualità (2018, 2019 e 2020);

- eventuali fornitori per la gestione e la manutenzione degli impianti irrigui consortili per le ultime tre annualità (2018, 2019 e 2020);

- contributi previdenziali e assistenziali (IRPEF, INPS,IRAP) del personale impiegatizio e operai a tempo indeterminato idraulici forestali;

- contributi previdenziali e assistenziali (IRPEF,INPS,IRAP) del personale impiegatizio e operai a tempo determinato e a tempo indeterminato;

- l'ENPAIA (Ente Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura), TFR e Previdenza;

- consumo di energia elettrica non pagata;

- eventuale contenzioso con ENEL per importi non pagati;

- il contenzioso tributario, con certificazione del numero dei ricorsi tributari negli ultimi tre anni (2018, 2019 e 2020);

- le spese legali controparte del contenzioso tributario;

- il contenzioso - sezione lavoro - promosso dal personale trasferito al Consorzio di Bonifica a seguito della soppressione del Consorzio Sibari - Crati di Cosenza;

- le spese legali controparte per il contenzioso - sezione lavoro - promosso dal personale trasferito al Consorzio di Bonifica a seguito della soppressione del Consorzio Sibari - Crati di Cosenza;

- eventuali contenziosi con ditte e/o fornitori;

- il mancato pagamento delle rate del mutuo di cui alla legge regionale 20 novembre 2006 n. 12 comunicando, altresì, se il predetto Consorzio di Bonifica abbia fornito la dovuta "delegazione di pagamento" prevista dal contratto per l'accensione del mutuo in argomento.

(71; 01/10/2020)

 

F. Pitaro. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che l'Assistente Sanitario opera nella Sanità Italiana fin dal 1925 ed il D.M. 69/1997 ne qualifica definitivamente il profilo quale operatore nella prevenzione, promozione ed educazione alla salute;

- che l'assistente sanitario, disciplinato dal relativo Codice Deontologico, fa parte dell'Ordine FINO TSRM PST RP: Federazione Nazionale Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione, in rappresentanza di ben 19 professioni Sanitarie e 61 Ordini Provinciali e interprovinciale;

- che le Professioni Sanitarie, afferenti al suddetto Ordine, sono iscritte nei relativi Albi all'interno dei quali è prevista una Commissione d'Albo;

- che tali Professioni Sanitarie sono dotate di un Profilo Professionale che ne determina le competenze e gli ambiti;

- che, inopinatamente, nelle dotazioni organiche delle Aziende Sanitarie ed Ospedaliere della Regione Calabria non è prevista la figura dell'assistente sanitario;

- che è attivo un Corso di Laurea Triennale abilitante per assistente sanitario presso gli Atenei UMG di Catanzaro e UNICAL di Rende, il quale accesso è subordinato al superamento del concorso nazionale di ammissione (legge 264 del 2 Agosto 1999);

- che i laureati nel profilo di Assistente Sanitario presso gli Atenei calabresi ogni anno, pertanto, sono costretti ad emigrare offrendo le loro competenze alle strutture sanitarie pubbliche delle altre regioni italiane, trovando consequenziale riconoscimento ed affermazione, o, in alternativa, a restare disoccupati nella loro regione nonostante siano in possesso di un titolo abilitativo all'esercizio della professione di assistente sanitario;

-che, pertanto, da un canto in Calabria vi è il corso di laurea triennale per assistente sanitario e dall'altro canto, tuttavia, gli assistenti sanitari non trovano spazio nelle strutture sanitarie pubbliche della Regione Calabria;

-che tutto ciò, peraltro, può influire negativamente anche sulla sopravvivenza del detto corso di laurea. Tutto ciò premesso, con il presente atto, si CHIEDE al Presidente della Giunta Regionale:

per sapere:

se ha contezza di quanto sopra esposto e del fatto che la figura professionale di assistente sanitario non trovi adeguata collocazione all'interno delle strutture sanitarie pubbliche della Regione Calabria e cosa intende fare e quali atti e provvedimenti intende adottare al fine di permettere agli assistenti sanitari di potere svolgere le loro prestazioni nelle strutture sanitarie pubbliche calabresi e al fine di permettere alle azienda sanitarie ed ospedaliere calabresi (e conseguentemente all'intera comunità) di potere beneficiare delle competenze specifiche della figura dell'assistente sanitario.

(72; 05/10/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- con delibere della Giunta Regionale n. 104 del 25.05.2020 e n. 141 del 15.06.2020 la Regione Calabria, al fine sia di scongiurare la scomparsa delle microimprese del settore turistico- ricreativo e la conseguente perdita di posti di lavoro determinata dell’emergenza COVID 19 e, sia per sollecitare la capacità di spesa delle famiglie e dei giovani si proponeva di stimolare la domanda di servizi turistici regionali attraverso gli Avvisi Pubblici “StaInCalabria” e “InCalabria”.

− la misura “StaInCalabria” prevedeva la concessione da parte della Regione Calabria di voucher in favore dei nuclei familiari residenti in Calabria, il cui reddito ISEE non fosse superiore ad € 20.000,00, colpiti da forte disagio economico aggravato e/o determinato dell’emergenza COVID 19. La dotazione finanziaria complessiva veniva fissata in € 14.500.000,00. Il contributo complessivo concedibile a ciascun nucleo familiare veniva stabilito per un massimo di € 320,00, da utilizzare per sostenere le spese relative all'acquisto di un pacchetto soggiorno di almeno 3 notti, presso strutture ubicate in Calabria;

-che la misura “InCalabria” prevedeva la concessione da parte della Regione Calabria in favore di giovani di età compresa tra i 18 ed i 24 anni, con ISEE, riferito al nucleo di appartenenza, non superiore a € 9.000,00, colpiti da forte disagio economico aggravato e/o determinato dell’emergenza COVID 19, di voucher per un valore massimo di € 200,00, da utilizzare per le spese relative all'acquisto di beni e servizi turistici, ricreativi e/o culturali offerti da strutture ubicate sul territorio regionale. La dotazione finanziaria complessiva veniva stabilita in € 12.500.000,00. Il buono poteva essere concesso una sola volta per ciascun soggetto richiedente ed utilizzato entro il 30 ottobre 2020.

− che con successiva delibera n. 273 del 28.09.2020 la Giunta Regionale rimodulava gli interventi delle misure “StaInCalabriae “InCalabria”. −

per la misura “StaInCalabria” veniva ridotta la dotazione finanziaria, assegnando € 13.000.000,00, mentre veniva innalzato sia il limite di reddito ISEE per accedere al beneficio ad € 45.000,00, così come il valore massimo del voucher ad € 1.500,00 a famiglia, mentre il termine di validità dello stesso veniva prorogato al 31.10.2021;

- per la misura “InCalabria” veniva ridotta la dotazione finanziaria, assegnando € 10.000.000,00, mentre venivano elevati fino a 35 anni l'età per accedere al beneficio ed il valore dell’ISEE non superiore a € 30.000,00, così come il valore del voucher veniva aumentato fino ad € 500,00, con possibilità di un ulteriore aumento fino ad € 1.000,00, con validità fino al 31.10.2021;

- che tale rimodulazione è dovuta sicuramente al fallimento dei suindicati bandi regionali poiché si è registrata una bassa adesione degli esercizi commerciali e delle strutture ricettive, nonché una limitata partecipazione dei potenziali destinatari;

-che non è condivisibile la scelta di come è stata effettuata la rimodulazione dei suddetti bandi, in quanto si concede la possibilità di usufruire di denaro pubblico a famiglie e giovani calabresi che possono tranquillamente permettersi già da sé una vacanza o accedere a servizi come bar, ristoranti ecc., ledendo un principio fondamentale per l’accesso ai benefici pubblici che è quello del “bisogno”;

- che non si comprende perché mai se gli esercizi commerciali e le strutture ricettive calabresi non hanno aderito finora, lo facciano per il futuro;

- che nella gestione del surplus delle risorse finanziare derivato dai suindicati bandi, ci si sarebbe aspettata una maggiore attenzione verso i tanti calabresi senza un lavoro, i tanti lavoratori precari, i disabili, gli anziani, i giovani inoccupati, categorie che a stento riescono ad arrivare a fine mese. Tutto ciò premesso, S’INTERROGA

per sapere:

per conoscere quali iniziative la Giunta Regionale ha intenzione di promuovere per ovviare a questa grave forma di ingiustizia sociale.

(73; 09/10/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- la decisione del commissariamento dell’Ato 1 Cosenza è risultata, a distanza di oramai 10 mesi, fallimentare. In quanto non solo non si è avuta la capacità di individuare siti in cui allocare l’ecodistretto provinciale e le discariche di servizio, ma si è portata la gestione dei rifiuti ad uno stato emergenziale soprattutto nel periodo estivo, a causa dell’esaurimento della già compromessa capacità di conferimento in discarica;

- ad aggravare la situazione è intervenuta la Giunta regionale, la quale con decreto n.101 del 23 luglio u.s. ha disposto il commissariamento dell’intero ATO1, investendo il commissario ing. Francesco Viscomi di redigere, in base a precise direttive, i contratti di servizio con i comuni, sostituendo il tecnico all’ATO;

- uno dei punti fermi da prevedere nei suindicati contratti è rappresentato dal riconoscimento del costo relativo al conferimento dei rifiuti in discarica direttamente al gestore, conferendo allo stesso la capacità di tariffazione diretta del servizio nei confronti dei comuni fruitori e allo stesso tempo lasciandogli ampia discrezionalità di impedire l’accesso agli impianti ai comuni non in regola con i pagamenti delle fatture emesse;

- tale “modus operandi” consente ad un privato di fatturare direttamente ai comuni, determinando un considerevole aumento delle tariffe di conferimento dei rifiuti, rispetto a quelle approvate dall’assemblea ATO del 31 dicembre 2019;

- tale gestione ha determinato la decisione di numerosi sindaci a non sottoscrivere la convenzione tra il comune ed il gestore, nella fattispecie la società Calabria Maceri, anche in considerazione del fatto che molte amministrazioni hanno palesato dubbi sulla legittimità amministrativa di un atto stipulato tra pubblico e privato, tant’è che alcuni sindaci hanno avanzato richiesta al commissario di rilascio di un’autorizzazione per essere esonerati da eventuali responsabilità, derivate dalla sottoscrizione dei suddetti contratti. Autorizzazione mai ricevuta;

- molte riserve, negli ultimi mesi, sono state avanzate sulle tariffe individuate dal Commissario ad Acta, sia per i rifiuti RUR che per la frazione FORD, tant’è che il Presidente dell’ATO di Cosenza ha inviato al Commissario richieste di chiarimento in riferimento alle deliberazioni n. 1 del 04.08.2020 e n. 2 del 12.08.2020 adottate dallo stesso, senza ricevere risposta alcuna;

- tale incresciosa situazione non ha fatto altro di consentire che la gestione dei rifiuti della Provincia di Cosenza sia a completo appannaggio della società Calabria Maceri, la quale non soddisfatta del considerevole aumento delle tariffe, rende noto ai comuni che le discariche a servizio sono in fase di esaurimento, paventando la possibilità di dover conferire i rifiuti fuori regione, con un cospicuo aggravio dei costi, vedendo lievitare la tariffa iniziale di €170,00/t ad € 285,00/t. Tutto ciò andrebbe a gravare sui bilanci dei singoli comuni, anche di quelli che virtuosi che hanno posto, con non pochi investimenti, al centro della propria azione amministrativa la raccolta differenziata, raggiungendo anche ottimi risultati, con l’intento di diminuire il carico della Tari ed al contempo di preservare e tutelare l’ambiente. Tutto ciò premesso,

per sapere:

quali siano le politiche che la Giunta Regionale ha intenzione di promuovere per ovviare a questa gestione nefasta dei rifiuti.

(74; 12/10/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che, a metà maggio, con il “Decreto Rilancio”, il Governo ha stanziato le risorse per mettere in sicurezza ed allestire un numero 7.500 posti letto di terapia intensiva;

- che, il Governo ha programmato e previsto una soglia di sicurezza di 14 posti in terapia intensiva ogni 100mila abitanti;

- che la Regione Calabria presenta al momento una dote di 10,5 posti per 100mila abitanti;

- che alla stessa erano sono stati destinati circa 51 milioni di euro per la riorganizzazione della rete ospedaliera e che era stato assicurato un piano per l’attivazione di ben 400 posti letto di terapia intensiva e subintensiva

− che la Regione Calabria ai 146 posti pre-Covid ne ha aggiunto solo 6, raggiungendo quota 152, a fronte di un numero ben maggiore previsto nel decreto di riordino della rete ospedaliera;

-che con nota ufficiale della Regione si definiva anche la collocazione delle nuove postazioni e nello specifico si prevedeva l’attivazione di 110 nuove postazione nell’area nord nelle strutture di Paola, Rogliano e Rossano

− che presso l’Ospedale di Paola i lavori per l’ultimazione dei posti letto per la terapia intensiva sono stati portati a termine, ma risultano totalmente inoperativi attesa la mancanza della strumentazione necessaria per renderli funzionanti. Tutto ciò premesso, S’INTERROGA

per sapere:

l’On. Presidente della Giunta per conoscere i motivi per i quali i posti di terapia intensiva risultano ancora non operativi e dipiù si chiede di conoscere le motivazioni dei ritardi nelle procedure di potenziamento presso gli Hub calabresi.

(75; 14/10/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

che il diritto allo studio è uno dei diritti fondamentali della persona, riconosciuto tale dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ed a livello nazionale dalla nostra Carta Fondamentale, tant’è che l’art. 34 della Costituzione riconosce il diritto allo studio nei confronti di tutti i cittadini;

che da anni uno degli obiettivi primari nel garantire il diritto allo studio è quello di attuare politiche volte ad assicurare l’integrazione degli alunni disabili nel contesto scolastico, onde porre le basi e le condizioni per una piena e reale integrazione sociale del diversamente abile;

che la Regione Calabria ha sottoscritto con l’Ufficio scolastico regionale accordi per favorire l’assistenza agli alunni disabili, che frequentano le scuole calabresi;

che uno degli obiettivi della Regione Calabria in materia di politiche del lavoro e del welfare è quello di favorire l’impiego dei disoccupati e di percettori di ammortizzatori sociali in deroga;

che per garantire il diritto allo studio degli alunni diversamente abili ed al contempo porre sollievo alla grave crisi occupazionale la regione Calabria ha attuato percorsi formativi per esperienze professionalizzanti presso le scuole calabresi, in favore di disoccupati e di percettori di ammortizzatori sociali in deroga, con profilo di operatore per l’assistenza ai disabili. che l’educatore professionale è una figura fondamentale per gli alunni svantaggiati, in grado di offrire un’assistenza specialistica per il recupero delle potenzialità dell’allievo ed il raggiungimento di livelli sempre più avanzati di autonomia;

che è inconcepibile, nonostante la ripresa delle attività scolastiche a settembre u.s., la situazione in cui si sono venuti a trovare i tirocinanti educatori professionali i quali, ad oggi, non hanno avuto la possibilità di completare il periodo contrattuale e sono stati lasciati privi di qualsiasi sostentamento. Il tutto aggravato dal fatto che non è stato garantito un servizio essenziale per gli alunni diversamente abili;

che la scelta più opportuna sarebbe rappresentata dal mettere in campo misure idonee atte a riconoscere la dignità che questi lavoratori meritano, attraverso politiche volte a portare alla stabilizzazione delle posizioni lavorative dei tirocinanti, anche per garantire la continuità educativa specializzata per gli alunni disabili. Tutto ciò premesso, S’INTERROGA

per sapere:

quali siano le politiche che la Giunta Regionale ha intenzione di promuovere in favore dei lavoratori tirocinanti del MIUR con la qualifica di educatori professionali.

(76; 15/10/2020)

 

Giuseppe Graziano. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- l’art. 20 della legge Madia, Dlgs 75/2017, recante “Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni”, recita al comma 2 quanto segue “……le amministrazioni, possono bandire, in coerenza con il piano triennale dei fabbisogni di cui all'articolo 6, comma 2, e ferma restando la garanzia dell'adeguato accesso dall'esterno, previa indicazione della relativa copertura finanziaria, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che possegga tutti i seguenti requisiti:

 a) risulti titolare, successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015, di un contratto di lavoro flessibile presso l'amministrazione che bandisce il concorso;

b) abbia maturato, alla data del 31 dicembre 2017, almeno tre anni di contratto, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, presso l'amministrazione che bandisce il concorso”;

- il Dipartimento Organizzazione delle Risorse Umane, in ossequio a quanto indicato dalla Legge Madia, Dlgs 75/2017, ha effettuato una ricognizione del personale con contratto di lavoro flessibile avente i requisiti sopra richiamati;

- la DGR n. 142 del 18.06.2020 e smi, di approvazione del Piano Triennale del Fabbisogno 2020-2022 e del piano assunzionale dell’anno corrente, redatto sulla base delle specifiche richieste avanzate formalmente dai Direttori Generali dei dipartimenti interessati, ai sensi del Dlgs 165/2001, nell’Allegato A, indica il numero dei destinatari delle procedure speciali riservate interne (50 dei posti disponibili) pari a n.14 unità di categoria D, le stesse già indicate nella DGR n. 329 del 22 luglio 2019 di approvazione del fabbisogno relativo all’anno 2019 e di cui all’atto interno prot. n.368969 del 24.01.2019, redatto dal dipartimento Organizzazione delle Risorse Umane, per le quali le procedure concorsuali previste, sono rimaste inevase;

- tra le unità di categoria D, risultano nell’atto interno sopra richiamato, tra le altre, le 5 unità del Dipartimento Ambiente, prorogate nelle more delle procedure di stabilizzazione, per le quali, il Direttore Generale protempore ha formalizzato richiesta, prot. n 129206 del 28.03.2019 e prot. n.177138 del 28.05.2020, di stabilizzazione, ricorrendo effettive esigenze funzionali del Dipartimento medesimo e, comunque, nel rispetto dei principi generali in materia di programmazione del fabbisogno e di dotazione organica ai sensi dell’art. 35, comma 4, del Dlgs. n. 165/01;

- la Legge Madia prevede l’avvio delle procedure speciali di stabilizzazione entro il 31.12.2020, per coloro i quali risultano titolari di contratto di lavoro flessibile (art. 20 comma 2). Si interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

quali procedimenti improrogabili ed urgenti si intendono assumere in merito ed in particolare se si intende procedere alla pubblicazione del bando per dare avvio alle procedure speciali di stabilizzazione di cui sopra entro il 31.12.2020, per le 5 unità previste per il Dipartimento Ambiente, nonché per tutte le altre, poiché tale è la data ultima per poter avviare le procedure di stabilizzazione per i titolari di contratto di lavoro flessibile ai sensi dell’art. 20 comma 2 della medesima legge.

(77; 19/10/2020)

 

F. Pitaro. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che in data 20 ottobre u.s. è stato presentato alla Festa del cinema di Roma il cortometraggio "Calabria, terra mia" scritto e diretto da Gabriele Muccino.

 - che l'opera, commissionata dalla Regione Calabria per l'importo di euro 1.700.000,00 e senza bando pubblico, è stata proiettata in anteprima assoluta nel Teatro Studio "Gianni Borgna", alla presenza di Muccino, degli attori protagonisti, Raoul Bova e Rocìo Munoz Morales, e del producer Alessandro Passadore.

- che, il cortometraggio, prodotto da Viola film per Regione Calabria, dura 8 minuti e racconta la storia di un uomo (Bova) che porta la sua compagna (Munoz Morales) a conoscere per la prima volta la Calabria, in un viaggio alla scoperta degli angoli più suggestivi della regione, in cui i protagonisti assoluti sono gli agrumi più caratteristici del luogo - il bergamotto, il cedro, le clementine e il limone di Rocca Imperiale-, che rappresentano il filo conduttore dell'opera.

- che l'obiettivo del corto doveva essere quello di promuovere il territorio della Regione Calabria evidenziando il suo patrimonio ambientale e naturale e architettonico e storico al fine di attrarre i turisti;

- che, tuttavia, il 'corto' del regista Muccino è, da qualsiasi punto lo si osservi, soporifero, irreale e anacronistico e tutto lascia pensare che rientri appieno nelle strategie politiche demagogiche che si ispirano al 'panem et circenses' della Roma antica. Strategie che, però, nella società del primo ventennio del XXI secolo, collidono con i criteri dell'efficienza, efficacia ed economicità che debbono informare gli atti della pubblica amministrazione. In questo caso, poi, con un esito imprevisto: il 'combattimento dei gladiatori' costato 1 milione e 700mila euro che ha suscitato non consenso nell'opinione pubblica, ma sdegno generale. Sdegno e repulsione virali sui social e ampiamente motivati da numerosi intellettuali, scrittori, storici, giornalisti e ambientalisti calabresi. • Che, tuttavia, il corto non ha evidenziato né messo in risalto le bellezze naturali e lo straordinario patrimonio storico e culturale ed architettonico calabrese;

- che sostanzialmente il cortometraggio non ha svolto la funzione cui esso era destinato ed ha dato una immagine dei territori calabresi distorta e irreale nonché incapace, ictu oculi, non solo di emozionare ma anche di attrarre turismo;

- che, pertanto, il 'corto' è inutilizzabile perché privo dei contenuti basilari per promuovere la Calabria, e che, se diffuso, anziché giovamento produrrebbe un danno avendo dato una immagine irreale e distorta e fuori tempo della Calabresi e dei calabresi e del territorio regionale;

- che, pertanto, la Regione Calabria così facendo ha attribuito intuitu personae un incarico per la cifra enorme di un milione e settecentomila euro senza che, tuttavia, il cortometraggio commissionato abbia raggiunto le finalità per le quali avrebbe dovuto essere realizzato. Tutto ciò premesso e considerato, con il presente atto, si CHIEDE al Presidente della Giunta Regionale in carica p..t e alla Giunta Regionale di sapere:

per sapere:

a) quali obiettivi la Regione si proponeva di conseguire commissionando l'opera;

b) se detti obiettivi discendono da desideri soggettivi ed astratti o invece l'esito della consultazione formale di competenze specifiche;

c) se l'opera, cosi come realizzata, è coerente con gli obiettivi;

d) nel caso anche la Giunta regionale rilevasse difformità fra gli obiettivi e il risultato, quali azioni si intendono intraprendere per tutelare gli interessi della Regione e garantire che il danaro pubblico sia stato bene utilizzato;

e) come si è pervenuti alla quantificazione della spesa: la proposta è stata valutata tecnicamente in base ad indagini di mercato o altre modalità di cui c'è traccia formale o la si è accettata sic et simpliciter;

f) in base a quali parametri e/o valutazioni, se non dovesse esserci stato alcun ricorso a consulenze specifiche, il responsabile del relativo procedimento amministrativo ha reputato congrua la somma di l milione e 700mila euro per sei minuti reali di filmato;

g) se la Regione intende proporre azioni dirette ad ottenere la restituzione dei soldi pubblici, e se è sì, come intende farlo.

(78; 23/10/2020)

 

F. Pitaro. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

- che è stata diffusa la notizia dagli organi di stampa secondo cui il Commissario Straordinario del A.O. Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, dr. Zuccatelli, vorrebbe trasferire il Reparto di Geriatria dell'Ospedale Pugliese di Catanzaro all'A.O.U. Mater Domini;

-che il Rettore dell'Università Magna Graecia ha chiarito sugli organi di stampa la impossibilità di procedere al detto annunciato trasferimento;

- che l'intenzione del Commissario Zuccatelli si fonderebbe sulla necessità di far fronte all'avanzata dei contagi da COVID-19 e, indi, di creare nuovi posti letto/covid da collocare negli spazi;

- che, tuttavia, non è possibile collocare posti-covid lì dove si trova oggi collocato il reparto di geriatria e ciò perché nelle immediate vicinanze vi è il blocco operatorio e l'ingresso del pronto soccorso e, pertanto, a tale annunciato trasferimento ostano ragioni di tipo tecnico/strutturale;

- che, inoltre, il reparto di geriatria, che insiste all'interno dell'Ospedale Pugliese, funziona in modo efficiente ed è inserito all'interno di un ospedale regionale nel quale si trova il pronto soccorso nonché tutti i reparti medico/clinici, sempre attivi in ogni ora del giorno, di cui gli anziani hanno bisogno;

- che è infatti noto a tutti che il reparto di geriatria non è un reparto qualsiasi e che nello stesso non avvengono ricoveri programmati ma il reparto accoglie circa il 60% degli ingressi al Pronto Soccorso;

- che trattasi di un reparto dove giungono gli ultra sessantacinquenni spesso in gravi condizioni e che necessitano di interventi urgenti per poter essere stabilizzati;

- che, pertanto, trattasi di pazienti fragili che hanno esigenza di effettuare esami o interventi in urgenza o soltanto delle consulenze indifferibili;

- che, pertanto, l'annunciato trasferimento determinerebbe l'improvvisa sottrazione dal Pugliese di un reparto efficiente e funzionante che dà risposte immediate e complete agli anziani ricoverati per collocarlo all'interno del Policlinico nel quale i poveri anziani non potrebbero ricevere le dovute e complete cure mancando all'interno dello stesso il Pronto Soccorso e non essendovi reparti funzionanti di cui gli stessi anziani potrebbero avere bisogno con la conseguente necessità che nelle ore della notte i ricoverati debbano essere trasferiti in ambulanza presso il competente reparto esistente e funzionante all'interno del Pugliese;

- che tutto ciò, pertanto, si rifletterebbe negativamente sulla salute dei poveri ed incolpevoli anziani i quali non potrebbero godere delle dovute cure che invece avrebbero ed hanno all'interno dell'efficiente e funzionante reparto di geriatria del Pugliese;

- che, del resto, il funzionamento dell'A.O.U. Mater Domini, costituita dalla Regione Calabria e dall'Università Magna Graecia, è disciplinato da un protocollo d'intesa sottoscritto dai due enti (Regione e Università) all'interno del quale è stabilito quali sono i reparti che devono esservi all'interno del Policlinico;

- che, inoltre, non si è proceduto alla necessaria consultazione del Primario del Reparto di Geriatria né del Direttore del Dipartimento e nemmeno alla benché minima istruttoria diretta a valutare gli effetti dell'annunciato trasferimento sulla salute degli anziani e senza nemmeno valutare la impossibilità tecnico/strutturale di poter collocare al posto del reparto di geriatria posti letto per i pazienti affetti da covid;

- che l'annunciato trasferimento sta creando agitazione all'interno della comunità per le ragioni sopra esposte. Tutto ciò premesso, con il presente atto si CHIEDE alla Giunta Regionale ed al suo Presidente in carica p.t., anche interloquendo con il Dipartimento Salute nonché con i vertici dell'A.O. Pugliese Ciaccio e dell'A.O.U. Mater Domini di sapere:

per sapere:

a) se è vero che vi è l'intenzione di trasferire il funzionante ed efficiente reparto di geriatria dall'A.O. Pugliese Ciaccio di Catanzaro all'A.O.U. Mater Domini di Catanzaro;

b) ove mai tale notizia fosse vera come si intende procedere al fine di arrestare l'annunciato trasferimento dell'efficiente e funzionante reparto di geriatria dal Pugliese al Policlinico che avrebbe effetti negativi e devastanti sulla salute dei poveri ed incolpevoli anziani che non potrebbero godere di tutte le prestazioni sanitarie di cui potrebbero godere all'interno del Pugliese dotato di Pronto Soccorso e di tutte le specialistiche attive 24 ore su 24 che, invece, sono assenti all'interno del Policlinico.

(79; 28/10/2020)

 

Di Natale. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

che, con nota, prot. SIAR n. 361653 del 05 novembre 2020 indirizzata ai centri per l’impiego ed agli Enti ospitanti, si comunicava che a seguito del DPCM 3 novembre 2020 ed alla conseguente indicazione della Regione Calabria quale territorio caratterizzato da uno scenario di massima gravità (zona rossa), i tirocini di cui all’oggetto venivano sospesi;

che, tale sospensione veniva giustificata dal fatto che i tirocini non rientrano tra le attività per le quali sono giustificabili gli spostamenti in quanto attività non lavorative e attività non indifferibili;

che, in virtù dell'iniziativa di politica attiva, l’obiettivo della Regione è sempre stato quello di favorire l’occupabilità di detti soggetti al dichiarato fine di contrastare la disoccupazione di lunga data assicurando un sostegno al reddito;

che, i percettori di mobilità di fatto hanno svolto e svolgono una vera e propria prestazione lavorativa indispensabile per gli enti, pur essendo inquadrati come tirocinanti;

che, difatti, gli interventi ammissibili e finanziati sono quelli di interesse generale rivolti alla collettività e destinati a migliorare i servizi resi ai cittadini ed al funzionamento della Pubblica Amministrazione;

che, i progetti finora svolti hanno riguardato i settori della manutenzione ordinaria di edifici e strutture dell’ente pubblico, la manutenzione ordinaria della viabilità, la manutenzione di aree verdi, servizi di pulizia guardiania e portierato, servizi socio assistenziali;

che sono settori in cui la loro attività è stata di vitale importanza per gli Enti ospitanti;

che, soprattutto in questo particolare momento, la sospensione comporta un danno sia per gli Enti che per gli stessi tirocinanti che vedranno interrompere anche le relative indennità mensili;

che, ormai gli avvisi, per l’attivazione dei progetti, vengono fatti da parecchi anni e gli stessi tirocinanti hanno acquisito un buon livello di conoscenza, così come può rilevarsi dai libretti delle attestazioni sulle competenze acquisite, che il soggetto promotore è tenuto a rilasciare;

che, molti Enti, che hanno difficoltà a mandare avanti i lavori esterni per mancanza di manodopera, hanno fatto espressa richiesta di poter assorbire tali figure e che in questi casi come in molti altri la sospensione potrebbe comportare notevoli problemi di gestione dei servizi essenziali;

che, le “Linee guida in materia di tirocini. Modifica DGR n. 268 del 29 luglio 2013” all’articolo 15 stabiliscono che “La Regione Calabria potrà promuovere misure agevolative atte a sostenere i tirocini nonché interventi tesi alla trasformazione dei tirocini in contratti di lavoro subordinato”;

tutto ciò premesso e considerato, S’INTERROGA l’On. Presidente della Giunta,

per sapere:

affinché in primo luogo riesamini la nota relativa alla sospensione dei tirocini atteso che di fatto si tratta di vere e proprie prestazioni lavorative in settori essenziali per ogni Ente ed inoltre attuare tutte le misure necessarie per far si che vengano promosse le misure agevolative atte a sostenere i tirocini ed a trasformarli in contratti di lavoro subordinato, per quei tirocinanti che abbiano acquisito le conoscenze richieste nei progetti presentati dagli enti ospitanti.

(80; 06/11/2020)

 

Francesco Pitaro. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

che la Regione Calabria ha emesso avvisi pubblici aventi ad oggetto: "Concessione di contributi regionali finalizzati alla realizzazione e riqualificazione di impianti sportivi";

che, inoltre, la LR N. 28/2010 ha previsto agli artt. 14 e 15 le erogazioni di contributi in favore delle ASD e SSD;

che, inoltre, la Regione Calabria ha emesso l'Avviso Pubblico avente ad oggetto: "Sport in Calabria" per la concessione di contributi una tantum a fondo perduto destinato alle Associazioni e alle Società dilettantistiche operanti in Calabria a causa della pandemia da covid 19;

che, tuttavia, il bando per la "Concessione di contributi regionali finalizzati alla realizzazione e riqualificazione di impianti sportivi" è fermo e, ad oggi, nonostante sia decorso un lungo lasso di tempo, non sono stati erogati i fondi e contributi;

che, inoltre, con riferimento ai contributi di cui agli artt. 14 e 15 della LR 28/2010 nulla è stato erogato in favore delle associazioni e società sportive e dilettantistiche aventi diritto;

che, ancora, anche con riferimento all'avviso pubblico "Sport in Calabria" diretto a dare sostegno e contributi una tantum alle associazioni e società sportive dilettantistiche per far fronte all'emergenza covid, nessuna somma è stata erogata;

che tutto ciò lede direttamente e immediatamente i soggetti interessati e le ASD e SSD che hanno legittimamente presentato, a seguito dei bandi e degli avvisi, le domande dirette ad ottenere gli annunciati contributi;

che, pertanto, da un canto la Regione ha emesso avvisi e dall'altro i soggetti partecipanti non hanno ottenuto le somme loro dovute. Tutto ciò premesso, con il presente atto, si CHIEDE

per sapere:

al Presidente della Giunta Regionale e alla Giunta Regionale:

a) se hanno contezza di quanto dedotto nel presente atto e che nessuna somma è stata ad oggi erogata ai soggetti aventi diritto e titolo ad ottenere i chiesti e dovuti contributi annunciati con gli avvisi de quibus;

b) cosa intendono fare e quali atti e provvedimenti intendono adottare al fine di accelerare le istruttorie e di permettere alle associazioni sportive e dilettantistiche di ottenere i contributi e i finanziamenti annunciati con i detti avvisi pubblici.

(81; 09/11/2020)

Mozioni

Il Consiglio regionale, premesso che:

- l'articolo l della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ed in particolare i commi 682 e 683, ha esteso per anni 15, con decorrenza dalla data in entrata in vigore della stessa legge, la durata delle concessioni disciplinate dal comma l dell'art. l del D.L. 5 ottobre 1993, n. 400, convertito con modificazioni della legge 4.12.1993, n.494. - in particolare, il recente decreto legge "rilancio Italia", n. 34/2020, nella versione modificata della legge di conversione n. 77 del 17 luglio 2020 (GU n. 180 del 18.7.2020- Suppl. Ordinario n.25), all'art. 182 dispone: "2. Fermo restando quanto disposto nei riguardi dei concessionari dell'articolo 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, per le necessità di rilancio del settore turistico e al fine di contenere i danni, diretti e indiretti, causati dall'emergenza epidemiologica da Covid-19, le amministrazioni competenti non possono avviare o proseguire, a carico dei concessionari che intendono proseguire la propria attività mediante l'uso di beni del demanio marittimo, lacuale e fluviale, i procedimenti amministrativi per la devoluzione delle opere non amovibili, di cui all'articolo 49 del codice della navigazione, per il rilancio o per l'assegnazione, con procedure di evidenza pubblica, delle aree oggetto di concessione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto". CONSIDERATO CHE - tale intervento normativo è finalizzato al rilancio del settore turistico ed inoltre a contenere i danni diretti e indiretti derivanti dall'emergenza Covid-19 a carico dei concessionari demaniali che intendono proseguire la propria attività con uso di beni del demanio marittimo. - l'emergenza sanitaria ha messo a dura prova la tenuta economica dell'intero settore turistico regionale, che riveste un'importanza strategica per l'intera economia calabrese. - una cessazione anticipata delle concessioni arrecherebbe grave danno economico agli operatori in quanto impossibilitati ad ammortizzare i costi sostenuti, atteso che i concessionari demaniali, dopo la legge 145/18, che prevedeva la proroga delle concessioni demaniali, hanno, in molti casi, provveduto ad effettuare investimenti nelle proprie strutture. RILEVATO, pertanto, che appare quanto mai opportuno creare il giusto supporto e le adeguate opportunità per i concessionari demaniali dell'intero territorio regionale calabrese.

Impegna la Giunta regionale,

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale A prendere atto della normativa vigente e, in particolare della necessità di adeguarsi a quanto attualmente stabilito dell'art. 182 , comma 2, del D.L. n. 34/2020, convertito in legge n. 77 del 17 luglio 2020 (GU n. 180 del 17/07/2020- Suppl. Ordinario n.25): "Fermo restando quanto disposto nei riguardi dei concessionari dell'articolo 1, commi 682 e seguenti, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 per la necessità di rilascio del settore turistico e al fine di contenere i danni, diretti ed indiretti, causati dall'emergenza epidemiologica covid-19, le amministrazioni competenti non possono avviare o proseguire, a carico dei concessionari che intendono proseguire la propria attività mediante l'uso di beni del demanio marittimo, lacuale e fluviale, i procedimenti amministrativi per la devoluzione delle opere non amovibili, di cui all'art. 49 del codice di navigazione, per il rilascio o per l'assegnazione, con procedure di evidenza pubblica, delle aree oggetto di concessione alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto;

a dare indirizzo univoco a livello regionale, incaricando il dipartimento ambiente settore demanio pubblico, al fine della produzione degli atti di estensione della durata di tutte le concessioni demaniali marittime attualmente in essere ai sensi della legge 17.7.2020, n. 77, formalizzati con l'adozione di un provvedimento per ciascuna singola concessione di natura ricognitivo/dichiarativo, fatto salvo quanto previsto dal codice della Navigazione in materia di revoca, decadenza e rinuncia;

ad adottare atti ricognitivi che prevedano la data di estensione al 31.12.2033, previa acquisizione della manifestazione di volontà di accedere alla prosecuzione delle attività di cui all'art. 182 D.L. n. 34/2020 come convertito dalla legge 17.7.2020, n.77, corredata dall'impegno a corrispondere il canone e ad ottemperare agli altri oneri o adempimenti imposti dalla legge, quali, ad esempio, l'estensione della garanzia e la registrazione dell'atto ricognitivo.

(42; 08/10/2020) Mancuso, Giuseppe Graziano

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

che, con decreto del Presidente della Repubblica n. 277 del 09 giugno 2000, veniva approvato il regolamento recante la disciplina sulla agevolazione fiscale a favore dell’aziende esercitante l’attività di autotrasporto merci, di autoservizi di competenza statale, regionale e locale degli Enti pubblici esercenti le attività di trasporto di cui al Decreto “Burlando” (D.L. 19 novembre 1997 n. 422) con la quale veniva conferito alle Regioni le funzioni e i compiti in materia di trasporto pubblico di cui all’art. 4 comma 4 della Legge n. 59 del 15 marzo 1997, inerente in materia di trasporto pubblico di interesse Regionale e locale;

che, il D.P.R. n. 277/2000, conosciuto anche come Carbon Tax, prevede il rimborso da parte dello Stato di una parte della spesa sostenuta per il carburante;

che, hanno anche diritto all’agevolazione Carbon Tax scuolabus, minibus e autobus che percorrono tratte su licenza comunale, regionale e/o statale;

che, da ultimo e per quanto qui interessa, l’informativa dell’Agenzia Dogane e Monopoli del 25 settembre 2020 con la quale vengono indicati i criteri per ottenere il rimborso relativo al terzo trimestre dell’anno 2020, in merito all’individuazione dei soggetti che possono usufruire dell’agevolazione in questione, conferma che il beneficio sopra descritto spetta anche per l’attività di trasporto persone svolta da:

1) enti pubblici o imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al Decreto Legislativo 19 novembre 1997, n. 422, ed alle relative leggi regionali di attuazione;

2) imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale di cui al Decreto Legislativo 21 novembre 2005, n. 285;

3) imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale di cui al citato Decreto Legislativo n. 422 del 1997;

4) imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario di cui al Regolamento (CE) n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009;

che, con la medesima informativa si evidenzia che, in relazione ai consumi effettuati tra il 1° luglio ed il 30 settembre 2020, la misura del beneficio riconoscibile, in attuazione dell’art. 24-ter, comma 1, del D. Lgs. n. 504/95 e del punto 4-bis dell’allegata Tabella A, è pari a euro 214,18 per mille litri di prodotto;

che, la Legge di Bilancio 2020 ha disposto l’esclusione dell’agevolazione accise gasolio, prevista per alcune attività di trasporto merci e passeggeri, dei veicoli appartenenti alla categoria Euro 3 e inferiori a partire dal 1° ottobre 2020. Per il 1° gennaio 2021 è, invece, prevista l’esclusione dei mezzi di categoria euro 4;

che, per l’effetto, a partire dal 1° gennaio 2021, i veicoli che potranno accedere al beneficio dell’utilizzo del gasolio commerciale, gravato da una minore accisa e al conseguente meccanismo di rimborso parziale, dovranno essere di categoria emissiva Euro 5 o superiore;

che l’intento del legislatore circa l’eliminazione di questi veicoli dal rimborso accise gasolio nasce dalla necessità di indurre le imprese che esercitano attività di trasporto merci e passeggeri a provvedere al rinnovo del parco mezzi;

che lo scopo del provvedimento, quindi, è collaborare attivamente al processo di decarbonizzazione che interessa i Paesi membri Ue. Così, anche l’Italia interviene per disincentivare l’uso di mezzi di trasporto le cui emissioni CO2 provocano danni alla salute dell’uomo e all’ambiente. Che, oltre a perseguire le finalità di tutela dell’ambiente e della salute, gli enti che svolgono le predette attività potrebbero trarre un grande beneficio economico dal suddetto rimborso. Tutto ciò premesso, rilevato e considerato, IMPEGNA IL PRESIDENTE E

impegna la Giunta regionale

affinché provvedano a mettere in campo tutte le misure, anche sotto forma di contributi, che possano incentivare il ricambio del parco mezzi degli enti pubblici locali ed imprese che esercitano attività di trasporto merci e passeggeri per le quali è prevista l’agevolazione gasolio.

(43; 26/10/2020) Graziano Di Natale

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- circa 6500 tirocinanti calabresi della Pubblica Amministrazione, da anni in attesa di risposte, precari senza un contratto di lavoro regolare e abbandonati dalle istituzioni. Considerato che:

- i tirocinanti della PA sono ex percettori di mobilità in deroga i quali, a seguito dell’accordo quadro del 2016 della Regione Calabria - di concerto con i sindacati confederali, – sono stati indirizzati a questo tipo di attività che, nonostante riguardi mansioni equivalenti a quelle delle ordinarie categorie di dipendenti pubblici, non permette a questi lavoratori di godere della stessa stabilità contrattuale, degli stessi diritti e della stessa retribuzione di tutti dipendenti pubblici;

- nel 2010 vengono istituiti i tirocini, sempre e solo destinati a percettori (e poi ex percettori) di mobilità in deroga, requisito per poter accedere ai tirocini stessi. Essi si svolgono nei tribunali, nella scuola, nell’ambito dei beni culturali, dei comuni;

- in particolare questi ultimi lavoratori, licenziati nel dicembre 2011, dopo la cassa integrazione hanno percepito solo 22 mesi di mobilità in deroga – dal 14/09/2012 al 31/07/2014 – invece dei 36 mesi previsti, l’ultima tranche della mobilità è stata erogata solo nel 2016;

- nel periodo in cui percepivano la mobilità in deroga – essi sono stati obbligati a svolgere tirocini con rimborso spese pari a 200, a 300 o 400 euro e gli ultimi lavoratori ad andare in mobilità in deroga sono quelli che hanno inoltrato richiesta entro il 04/08/2014;

- una volta interrotta la corresponsione della mobilità, la Regione Calabria aveva assicurato, i fondi destinati alle politiche passive sarebbero stati investiti nelle politiche attive (i tirocini) al fine di poter reinserire i soggetti nel mondo del lavoro;

- nel 2016, a seguito delle intese raggiunte dalla Regione Calabria con le Corti di Appello e Procure Generali della Calabria, la Magistratura Amministrativa e contabile e istituzioni assimilate, con il Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo per la Calabria e infine con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria veniva avviato un contingente complessivo di 2227 disoccupati ex percettori di mobilità in deroga in percorsi di formazione e di qualifica in grado di offrire maggiori opportunità lavorative, di durata annuale a cui sarebbero seguiti ulteriori percorsi di perfezionamento presso gli uffici dei relativi ministeri, dislocati in territorio regionale;

- in attuazione della D.G.R. n. 366 del 18 ottobre 2013 avente ad oggetto l’atto di indirizzo per la definizione di linee d’intervento a favore dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga "Politiche attive e passive", con la quale veniva approvato un Piano operativo per coniugare gli interventi di sostegno al reddito con le azioni di politica attiva in favore dei lavoratori percettori in deroga, un contingente di circa 4000 tirocinanti veniva avviato in ulteriori tirocini di formazione da svolgere nell’ambito degli Enti Locali;

- dai tirocini di formazione, in particolare, si è giunti ai tirocini di inclusione sociale, sottoprodotto dei tirocini precedenti che, citando il provvedimento, «puntano a sostenere progetti rivolti a fornire supporto operativo al miglioramento dei servizi resi ai cittadini». Considerato che:

-l'emergenza sanitaria in corso, dovuta alla diffusione del virus Covid-19, sta determinando l'istituzione, da parte della Regione Calabria, di zone rosse sul territorio regionale e l'obbligo, da parte dalle ASP, di quarantene fiduciarie o obbligatorie;

- è necessario programmare misure di sostegno al reddito corrispondendo delle indennità una tantum, al fine di tutelare chi svolge tirocini di inclusione sociale o è residente presso enti ospitanti dichiarati zone rosse e chi si trova in stato di quarantena;

- l'assenza di linee guida che normano i tirocini ed un chiaro riferimento a eventi straordinari come la pandemia in corso non possono esimere la Regione Calabria ed il governo dall'intervenire;

- la circolare inviata il 19/10/2020, a firma dal Direttore Generale del Dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche Sociali della Regione Calabria agli enti ospitanti pubblici e privati e ai centri per l'impiego lascia i lavoratori senza alcun sostegno economico, il che è inaccettabile e poco rispettoso della dignità dei tirocinanti calabresi. Tutto ciò Premesso e considerato:

impegna la Giunta regionale

in particolare l’Assessore al Lavoro, affinché promuova un tavolo di concertazione insieme, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro del Pubblico Impiego, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Ministro per il Sud, al Ministro dei Beni Culturali, Ministro dell’Istruzione e Il Ministro della Giustizia • di contemplare in un disegno di legge misure finalizzate alla sottoscrizione di un inquadramento contrattuale che superi la forma del tirocinio sia esso formativo e di inclusione sociale. Così da offrire al personale tirocinante la dignità e le tutele sociali che spettano loro;

- di contemplare in un disegno di legge misure strutturali che sostengano economicamente e nell’immediato, in caso di impossibilità di svolgere il servizio legate a restrizioni Covid, le figure dei tirocinanti della PA e chiunque direttamente o indirettamente stia subendo le nefaste conseguenze dell'attuale emergenza sanitaria ed economica.

(44; 04/11/2020) Anastasi

 

Il Consiglio regionale, premesso che:

- l’economia calabrese vive un anno di profonda crisi a causa dell’emergenza sanitaria e della sua attuale evoluzione, che ha costretto il Governo centrale ad attuare nuove restrizioni;

- in particolare ad essere duramente colpite dalla pandemia e dalla sua considerevole ripercussione sul tessuto socio economico sono anche gli operatori del settore turistico, in particolar modo le agenzie di viaggio e i tour operator calabresi, costretti a sostenere ingenti costi a fronte di una consistente riduzione di utenza;

- le stesse agenzie tra il lockdown di marzo e le nuove restrizioni rischiano la chiusura a causa di una perdita di fatturato che raggiunge in alcuni casi anche l’80/90%, atteso che la ridotta mobilità nazionale ed estera ha fortemente contratto le domande di viaggi e di vacanze;

rilevato che

- la Regione Calabria con legge n. 1 del 31/12/1971 ha istituito la tassa sulle concessioni regionali, attualmente disciplinata dalla L.R. n. 11 del 10/04/1995 e successive modifiche L.R. n. 36 del 10/12/2001 L.R. n. 7 del 16/03/2004 art. 3 comma 1.

Considerato

 - che risulta necessario, ora più che mai, sostenere l’economia calabrese, soprattutto per ciò che riguarda il settore turistico ed in particolare le agenzie di viaggio che, nonostante gli aiuti finora elargiti, risultano fortemente provate dall’emergenza in atto a causa della persistente crisi;

- che un segnale di vicinanza potrebbe essere rappresentato dall’abolizione - per l’anno 2021 – della tassa di concessione regionale ai sensi e per gli effetti delle norme ivi citate;

- che tale piccolo aiuto rappresenterebbe un segnale concreto per le agenzie di viaggio duramente colpite ma potenzialmente strategiche per un territorio, come quello calabrese, a forte vocazione turistica;

tutto ciò premesso,

impegna la Giunta regionale

il Presidente f.f. della Giunta e la Giunta Regionale - a voler valutare – nel rispetto di quanto previsto dalla normativa in materia - la possibilità per le agenzie di viaggio di essere esonerate dal pagamento della tassa di concessione regionale per l’annualità 2021, per consentire al settore turistico una maggiore ripresa a partire dal prossimo anno.

(47; 09/11/2020) De Caprio

Risposta scritta ad interrogazione

È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

 

Graziano. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

-con la riforma del Titolo V della Costituzione italiana la competenza su fiumi e torrenti è passata in capo al Settore Demanio idraulico della Regione Calabria;

-il territorio della provincia di Cosenza è solcato per metà dal fiume Crati, uno dei corsi d’acqua più importanti della regione nonché riconosciuto bacino idrico di rilevanza nazionale;

-il bacino del Crati, attraverso le canalizzazioni in capo ai Consorzi di Bonifica, rappresenta una fonte di approvvigionamento idrico per l’agricoltura del territorio della medesima Valle e dell’intero comprensorio della Sibaritide;

-le acque del fiume sfociano nel quadrante settentrionale calabrese del Mare Jonio;

-il fiume ha numerosi affluenti tra i quali, i più importanti, i torrenti Coscile e Mucone;

in località Thurio, nel comune di Corigliano-Rossano, in prossimità della foce del fiume, e in località Diga, nel comune di Tarsia, sono istituite le riserve naturali Foce del Crati e Diga di Tarsia. Considerato che -Nei mesi scorsi uno degli affluenti del Crati, il torrente Mucone, è stato interessato da una vasta operazione di polizia ambientale che ha evidenziato numerosi reati dovuti allo sversamento incontrollato nelle acque di numerosi materiali inquinanti che, inevitabilmente, sono confluiti nel corso idrico principale;

-in prossimità del ricongiungimento tra il torrente Mucone ed il fiume Crati diversi cittadini e associazioni denunciano da tempo il presunto sversamento nelle acque di cisterne di rifiuti tossici;

-l’accesso incontrollato agli argini, lungo buona parte del corso d’acqua, ha favorito nel corso degli anni il perpetrarsi di numerosi crimini ambientali tra i quali l’abbandono di rifiuti pericolosi e di scarichi abusivi;

-il monitoraggio costante della salubrità dell’acqua del fiume è essenziale per garantire una sicura irrigazione dei campi di agricoltura intensiva oltre che la pulizia del mare e tutte le ricadute turistiche ad essa connessa;

si interroga il Presidente della Giunta regionale

per sapere:

-quali improcrastinabili ed urgenti provvedimenti la Regione Calabria ha assunto ed intende assumere per verificare lo stato di salute delle acque del Fiume Crati;

-se, dopo la vicenda giudiziaria che ha interessato l’affluente Mucone, a forte rischio inquinamento, sono state attivate tutte le azioni necessarie a tutela e ripristino dell’intero ecosistema, considerando anche l’impatto eventuale sull’ecosistema costiero;

-se la Regione Calabria ha provveduto a varare un piano tutela e salvaguardia della fauna e della fauna del fiume Crati anche in considerazione della presenza, lungo il corso d’Acqua di ben due riserve naturali (Diga Tarsia e Foce Crati);

-se esiste un piano di sorveglianza idraulica che monitori costantemente il corso del fiume che, si ricorda, risulta tra i più importanti della regione.

(19; 12/05/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Aieta. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

-che con il D.Lgs n. 171/2016 entrato in vigore il 18.09.2016, al fine di garantire efficienza, imparzialità e trasparenza nella scelta dei vertici delle aziende sanitarie, si sono stabiliti i criteri e le modalità di nomina dei Direttori sanitari ed amministrativi delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale;

-che all’art. 3 del D.Lgs n. 171/2016 si è espressamente stabilito: Il Direttore generale, nel rispetto dei principi di trasparenza, nomina il direttore amministrativo, il direttore sanitario e, ove previsto dalle leggi regionali, il direttore dei servizi socio sanitari, attingendo obbligatoriamente agli elenchi regionali di idonei, anche di altre regioni, appositamente costituiti, previo avviso pubblico e selezione per titoli e colloquio, effettuati da una commissione nominata dalla Regione, specificando -all’art. 5 comma 1- di poter far ricorso ad elenchi di altre Regioni solo nel caso in cui non si sia provveduto alla costituzione di un proprio elenco;

-che in merito alla nomina dei Direttori Sanitari ed Amministrativi, l’art. 4 del Decreto Calabria (Decreto legge n.35 convertito in legge n. 60/2019) ha tuttavia specificato che la nomina dei dirigenti deve obbligatoriamente avvenire attingendo agli elenchi regionali, istituiti nel rispetto del D.lgs n. 171/2016 e che sia consentito attingere ad elenchi fuori Regione solo nel caso in cui non sia stato possibile, attraverso un avviso pubblico finalizzato, acquisire la disponibilità ad assumere l’incarico;

-che la Regione Calabria con deliberazione n. 395 del 28 agosto 2019 ha approvato gli elenchi regionali individuando i soggetti idonei alla nomina di Direttore sanitario e Direttore amministrativo del Servizio sanitario della Regione Calabria;

-Che nonostante ciò, si è proceduto alla nomina dei vertici, attingendo ad elenchi fuori Regione, violando così il dettato normativo previsto;

-che il caso più eclatante riguarda l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, ove il Direttore generale nella scelta, sia del Direttore sanitario che del Direttore amministrativo, ha deliberatamente eluso la normativa vigente provvedendo a nominare ai vertici soggetti estranei all’elenco regionale, attingendo, per quanto riguarda la nomina del Direttore sanitario all’elenco della Regione Lombardia, per quanto riguarda la nomina del Direttore amministrativo all’elenco della Regione Campania;

-che nella specie, per il Direttore sanitario, con delibera n. 307 del 27.09.2019, a seguito di avviso pubblico ove hanno partecipato 13 candidati iscritti all’elenco della Regione Calabria, si è espressamente violata la normativa vigente nominando professionista attinto all’elenco della Regione Lombardia;

-che invece per il Direttore amministrativo, dopo ben tre avvisi pubblici a cui hanno partecipato candidati calabresi iscritti all’elenco regionale, si è proceduto, con delibera n. 56 del 15.04.2020, alla nomina di professionista attinto all’elenco della Regione Campania;

-che ancora una volta si registra, a discapito dell’intera collettività, una gravissima violazione di legge in quanto si è agito in spregio alle regole vigenti oltre che ai principi di trasparenza ed imparzialità atti a garantire il buon andamento della Pubblica amministrazione;

-che una simile scelta, oltre che contraria alla legge e ai principi ad essa sottesi, si pone in netto contrasto con la dichiarazione programmatica del Presidente della Regione Calabria che ha dichiarato che ove esistono professionalità calabresi occorre utilizzarle e valorizzarle al meglio;

per sapere:

tanto premesso e considerato: si chiede al Presidente della Giunta Regionale, alla luce di quanto sopra esposto, di conoscere quali iniziative intenda assumere al fine di verificare la regolarità nei procedimenti di nomina dei vertici e di conseguenza quali iniziative intende assumere al fine di garantire, nella scelta dei vertici delle aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio sanitario nazionale, il rispetto della legge e dei principi di legalità, imparzialità e trasparenza nell’esercizio dell’attività amministrativa.

(28; 31/05/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Tassone. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

-con decreto 184/2019 firmato dalla struttura commissariale che guida la sanità calabrese sono stati stanziati 300 mila euro del Patto per lo Sviluppo della Calabria per l'intervento di adeguamento del blocco operatorio di ginecologia del punto nascita dell'ospedale di Soverato, sospeso dallo scorso mese di agosto 2019 in attesa degli interventi necessari per migliorare gli standard assistenziali;

visto che:

-nel mese di agosto del 2019 il commissario Cotticelli aveva da subito autorizzato i lavori di ripristino del punto nascita dell'ospedale di Soverato per permettere a tutto il comprensorio di avere finalmente una struttura adeguata e sicura per la tutela della salute delle mamme e dei neonati;

e che:

-il Punto nascita dell'ospedale di Soverato riveste un ruolo di notevole importanza nel panorama regionale in quanto serve, oltre alla comunità del Basso Jonio, anche quelle delle Preserre catanzaresi e delle Serre vibonesi, contribuendo a dare efficaci risposte in termini sanitari e a decongestionare i centri Hub e Spoke;

rilevato che: -In data 25/02/2020 è stata pubblicata la manifestazione d'interesse per individuare la ditta che effettuerà i lavori di riqualificazione del Punto Nascite del presidio ospedaliero di Soverato, per un importo di 300mila euro;

e che:

-il suddetto avviso presentava come scadenza la data del 13/03/2020, ad oggi quindi sono passati circa due mesi. Si interroga il Presidente della Regione Calabria

per sapere:

1- alla luce di quanto esposto sopra in considerazione del fatto che la manifestazione è ormai scaduta da due mesi abbondanti si chiede di conoscere l'esito della procedura di evidenza pubblica o eventualmente lo stato dell'arte della stessa;

2- che iniziative intende intraprendere la Regione Calabria al fine di velocizzare i tempi per il ripristino del punto nascita del presidio ospedaliero di Soverato.

(30; 05/06/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

•entro il 7 maggio 2020 andava approvato l'atto aziendale dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza. Il dipartimento Salute della Regione Calabria ha rilevato sostanziali incoerenze rispetto alle linee di programmazione definite con la Commissione preposta;

•nel 2019 l'indebitamento dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza è aumentato rispetto al 2018;

•non sono state rispettate le riduzioni di spesa sul consumo di beni e servizi;

•non sono stati raggiunti gli obiettivi sanitari: colecisti, femore e riordino sale operatorie;

•entro il 9 giugno 2020 bisognava avviare le procedure di verifica sulla dottoressa Giuseppina Panizzoli, attualmente commissario dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza, in base a quanto previsto dall'articolo 2 del decreto legge 35 del 30 aprile 2019 (il Commissario ad acta, almeno ogni sei mesi, è tenuto ad effettuare una verifica straordinaria sull'attività dei direttori generali. La verifica è volta altresì ad accertare se le azioni poste in essere da ciascun direttore generale sono coerenti con gli obiettivi di attuazione del Piano di rientro. In caso di valutazione negativa del direttore generale, il Commissario ad acta è tenuto a dichiarare l'immediata decadenza dall'incarico, nonché a risolverne il relativo contratto). L'ufficio del Commissario ad acta - struttura costituita dal generale Saverio Cotticelli e dal sub commissario Maria Croceo - non ha provveduto a tale adempimento. Alla luce delle gravi violazioni e criticità in cui versa l'AO di Cosenza si interroga la S.V.

per sapere:

quali iniziative urgenti intende adottare per fare in modo che all'interno dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza vengano garantiti gli obiettivi finanziari e sanitari, rispettando con trasparenza le leggi, a partire dall'articolo 2 del decreto legge 35/2019 che sarebbe stato volutamente non messo in atto, visto che la verifica del lavoro della dottoressa Panizzoli avrebbe comportato la sua decadenza da commissario dell'Azienda Ospedaliera di Cosenza non avendo neanche approvato, entro il 7 maggio 2020,l'atto aziendale.

(34; 15/06/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Bevacqua. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

•ripetute e continuate esternazioni del personale sanitario in forza presso l'Ospedale Spoke di Castrovillari denunciano da tempo la mancata disponibilità di essenziali dispositivi medicali;

atteso che, in particolare, appaiono accertati:

•l'impossibilità di utilizzo della TAC, dal mese di novembre 2019, a causa della rottura dell'iniettore del mezzo di contrasto;

•l'impossibilità di utilizzo del mammografo, dal 30 aprile 2020, a causa della mancata manutenzione prescritta;

•l'impossibilità di utilizzo dell'ecografo dedicato alla senologia, dal mese di gennaio 2020, per rottura della sonda relativa e mancata sostituzione per come idoneamente richiesto;

chiede

per sapere:

se il Dipartimento Salute della Regione Calabria sia correttamente informato di quanto sopra riportato e quali provvedimenti di competenza intenda assumere per porre soluzione immediata, nonché quali azioni istituzionali intenda intraprendere in merito il Presidente della Giunta Regionale.

(35; 16/06/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Bevacqua. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

-in relazione all'Unità Operativa complessa Pediatria "M. Misasi", ubicata al piano terra dello S.O. "Annunziata" di Cosenza, lo spazio disponibile era stato diviso in due sezioni delle quali una allestita in ambiente sterile, dedicata a soggetti immunodepressi e capace, negli ultimi anni di garantire una assistenza di assoluta eccellenza;

adducendo una carenza di personale infermieristico, l'attuale Direzione Sanitaria ha disposto nei giorni scorsi il trasferimento della degenza di chirurgia pediatrica nei medesimi spazi finora riservati esclusivamente ai soggetti immunodepressi;

atteso che: la prossimità con pazienti ordinari e relativi visitatori, comporta il manifestarsi di evidenti rischi di notevole entità per i giovani soggetti affetti da gravi patologie leucemiche ed oncologiche: decine di famiglie sono in apprensione anche nel timore che le nuove disposizioni possano preludere a un ridimensionamento o addirittura a una chiusura dell'area dedicata alla oncoematologia, chiede di sapere:

per sapere:

se il Dipartimento Salute della Regione Calabria sia correttamente informato di quanto sopra riportato e quali provvedimenti di competenza intenda assumere per porre soluzione immediata, nonché quali azioni istituzionali intenda intraprendere in merito il Presidente della Giunta Regionale.

(37; 17/06/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

• le Associazioni regionali di categoria Unindustria-Sezione Sanità, Uneba, Aiop, Anaste, Aris, Agidae, Crea lo scorso 11 giugno, dopo numerose sollecitazioni, hanno inviato una lettera indirizzata al presidente della Regione Jole Santelli, al commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro Saverio Cotticelli, al sub commissario Maria Crocco e alla dirigente del Dipartimento Tutela della salute Francesca Fratto avente come oggetto: “Sollecito conclusione procedure amministrative relative alle nuove autorizzazioni e ai nuovi accreditamenti;

• già l’8 aprile e il 21 aprile 2020 avevano chiesto a che punto fosse la conclusione delle procedure amministrative relative alle nuove autorizzazioni e ai nuovi accreditamenti;

• nonostante per tutte le pratiche ci siano le delibere delle competenti Aziende sanitarie l’iter burocratico non si è ancora concluso a causa dell’assenza di personale che provvede a stilare i Decreti e a sottoporli alla firma del Direttore generale e della Struttura commissariale;

• è da oltre nove mesi che le pratiche giacciono in attesa di definizione;

• alla nota firmata dalle Associazioni di categoria hanno risposto il commissario e sub commissario per l’attuazione del Piano di rientro confermando che la mancata conclusione delle procedure amministrative relative alle nuove autorizzazioni e ai nuovi accreditamenti è dovuta all'assenza presso il Settore “Rilascio autorizzazioni e accreditamento Strutture sanitarie – Servizi ispettivi” di personale che deve procedere all'attività istruttoria di che trattasi;

• il commissario Saverio Cotticelli e il sub commissario Maria Crocco hanno confermato che il Settore in questione è privo del relativo Dirigente responsabile dal 19 novembre 2019. Attualmente risultano in servizio due unità di personale e precisamente il responsabile dell’U.O. “Organismo Tecnicamente accreditante” e un dipendente di cat. A. Vista la carenza di organico ribadivano la necessità di porre in essere i provvedimenti utili all'assegnazione del personale atto ad espletare l’attività istruttoria delle pratiche in giacenza e a predisporre i relativi provvedimenti di autorizzazione all'esercizio ovvero all'accreditamento;

• già precedentemente, in data 20 maggio 2020, la Dirigente generale reggente del Dipartimento Tutela della Salute Francesca Fratto in una nota indirizzata all'assessore al Bilancio Francesco Talarico, al dirigente generale del Dipartimento Risorse Umane Bruno Zito, al presidente Jole Santelli e al commissario Saverio Cotticelli, segnalava l'assoluta assenza di personale del Settore “Rilascio autorizzazioni e accreditamenti Strutture sanitarie – Servizi ispettivi” sottolineando l'assoluta necessità di procedere a individuare con urgenza almeno una unità di personale di categoria “B”, una di categoria “C” e una di categoria “D”. Si interroga la S.V.

per sapere:

quali iniziative urgenti intende adottare per fare in modo che si sblocchi l'iter di conclusione delle procedure amministrative relative alle nuove autorizzazioni e ai nuovi accreditamenti. È paradossale che un Settore si fermi per l'assenza di personale e che nonostante i numerosi solleciti la situazione continui a rimanere immutata. In questo modo non si possono avviare le attività per le quali la maggior parte delle Aziende ha anche fatto ricorso al Credito Bancario per sostenere l'investimento. Non è più sostenibile che un Dipartimento strategico come quello per la Tutela della Salute sia carente di sei dirigenti e 83 unità di personale.

(43; 30/06/2020)

Risposta:

(Allegato)

 

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Premesso che:

•il Dipartimento Tutela della salute e Politiche Sanitarie della Regione Calabria e l'ufficio del commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro hanno approvato il Documento di riordino della Rete ospedaliera in emergenza Covid-19 per la Regione Calabria;

•l'organizzazione della Rete ospedaliera in emergenza Covid-19 dovrà essere attiva ed efficiente già dai mesi di settembre/ottobre per fronteggiare al meglio una possibile recrudescenza della pandemia ed evitare il caos e la disorganizzazione dei mesi scorsi;

•per l'Azienda Ospedaliera di Cosenza sono previsti 34 posti letti aggiuntivi di terapia intensiva: n. 6 posti letto negli spazi dell'attuale Terapia Intensiva, di cui due di Terapia Intensiva Pediatrica;

n. 28 posti letto attraverso la ristrutturazione dell'intero secondo piano del plesso "Medicine" all'interno dello stabilimento dell'Annunziata contiguo strutturalmente e funzionalmente al plesso Dea. Sono previsti inoltre 28 posti di terapi