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X^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

_________

 

N. 71

 

SEDUTA DI martedì 28 maggio 2019

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE NICOLA IRTO E DEL

VICEPRESIDENTE GIUSEPPE GENTILE

 

Inizio lavori h. 16,02

Fine  lavori h. 17,42

 

 

Presidenza del presidente Nicola Irto

La seduta inizia alle 16,02

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

GIUDICENADREA Giuseppe, Segretario questore f.f.

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Chiedo l’inserimento all'ordine dei lavori di due ordini del giorno: il primo, protocollo numero 15835, riguarda le Ferrovie della Calabria; il secondo, protocollo numero 15834, riguarda lo smembramento di alcune realtà dell'Anas in Calabria rispetto al Piano nazionale.

PRESIDENTE

Votiamo l’inserimento. Sono inseriti.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Ricordo anche l'ordine del giorno a firma mia e del consigliere Gallo, relativo alla vicenda dei sorveglianti idraulici.

PRESIDENTE

È già inserito all’ordine del giorno, consigliere Pedà.

Come stabilito in Conferenza dei capigruppo, abbiamo inserito, tra le altre, la proposta di legge numero 436/10^ a firma dei consiglieri Giudiceandrea, Nucera, Romeo, Arruzzolo, Parente, Orsomarso.

 

Proposta di legge numero 436/10^ di iniziativa dei consiglieri Giudiceandrea, Nucera, Romeo, Arruzzolo, Parente, Orsomarso e altri, recante: “Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e di adeguamento al d.l. n. 174/2012”

PRESIDENTE

Prego, consigliere Giudiceandrea, ha facoltà di illustrare il provvedimento.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Finalmente arriviamo all’approvazione di una proposta di legge recante “Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti, di reversibilità e di adeguamento al decreto legge numero 174 del 2012”, così detta “Legge Monti”.

Arriva all’esame del Consiglio regionale la normativa che prevede la rideterminazione dei vitalizi per gli ex consiglieri regionali e la realizzazione, finalmente, di un sistema contributivo che consenta ai consiglieri regionali in essere e a quelli futuri di partecipare al sistema previdenziale nazionale attraverso una dazione, una sottrazione dal proprio stipendio di una percentuale dello stesso.

Non si tratta di percentuali minime come previsto in precedenza; è stata la Conferenza Stato-Regioni a determinarne la percentuale e la ringraziamo, presidente Irto, per il lavoro che ha voluto portare avanti presso la Conferenza Stato-Regioni, arrivando ad una normativa che sia armonizzata su tutto quanto il Paese e per tutte quante le Regioni.

Come ben sappiamo, proponiamo un progetto di legge unico che prevede la riduzione dei vitalizi degli ex consiglieri regionali e l'introduzione del sistema contributivo per i consiglieri in essere e quelli futuri, a differenza di altre Regioni dove, invece, i due progetti di legge sono distinti e separati.

Ritengo che non sia una norma epocale: era ed è una norma semplice; era ed è una norma doverosa; era ed è una norma costituzionale che oggi approveremo all’unanimità, visto che è stata firmata da tutti i capigruppo di maggioranza ed opposizione in seno alla Conferenza dei capigruppo.

Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame del provvedimento:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

 Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Articolo 8

(È approvato)

 

Articolo 9

(È approvato)

 

Articolo 10

(È approvato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Articolo 12

(È approvato)

 

Articolo 13

(È approvato)

 

Articolo 14

(È approvato)

 

Articolo 15

(È approvato)

 

Articolo 16

(È approvato)

 

Articolo 17

(È approvato)

 

Articolo 18

(È approvato)

 

Articolo 19

(È approvato)

 

Articolo 20

(È approvato)

 

Articolo 21

(È approvato)

 

Articolo 22

(È approvato)

 

Articolo 23

(È approvato)

 

Votiamo la legge nel suo complesso, comprensiva di allegati, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 435/10^ di iniziativa dei consiglieri Arruzzolo e Giudicenadrea, recante: “Interpretazione autentica dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 2 marzo 2005, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale a finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2005, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 435/10^ di iniziativa dei consiglieri Arruzzolo e Giudiceandrea.

Prego, consigliere Arruzzolo, può illustrare il provvedimento.

ARRUZZOLO Giovanni (Nuovo Centro Destra)

Si illustra da sé, Presidente.

PRESIDENTE

Poniamo in votazione il provvedimento:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 434/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica alla legge regionale n. 37 del 31 dicembre 2015 s.m.i., recante: 'Procedure per la denuncia, il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica'”

PRESIDENTE

Il terzo progetto di legge inserito oggi su decisione della Conferenza dei capigruppo è la proposta di legge numero 434/10^ di iniziativa della Giunta regionale.

Chiedo all'assessore Musmanno di intervenire per illustrare il provvedimento. Prego, assessore Musmanno, può illustrare il provvedimento.

MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture

Il provvedimento in discussione è stato approvato questa mattina in sede di Giunta regionale e lo proponiamo immediatamente all'attenzione del Consiglio regionale per una sua celere approvazione.

Si tratta, fondamentalmente, del recepimento del decreto legge, cosiddetto “Sblocca cantieri” che dà facoltà alle Regioni di definire gli interventi che sono soggetti ad autorizzazione sismica in tre tipologie, vale a dire: interventi per i quali è necessaria l'autorizzazione; opere che, invece, sono di minore importanza, per i quali è sufficiente il deposito e opere irrilevanti dal punto di vista dell'autorizzazione sismica, tanto è vero che per queste ultime non è neanche pensabile di utilizzare né l'autorizzazione né il deposito.

Il disegno di legge che proponiamo prevede di demandare al Dipartimento competente l'elaborazione degli elenchi di opere, quindi la classificazione delle opere nelle tre tipologie.

Questa operazione darà immediatamente la possibilità di ridurre il carico degli uffici del Genio civile dal momento che gli interventi di minore rilevanza, andando in deposito, non avranno più la necessità di seguire l'iter autorizzativo.

Per tutti gli interventi in deposito è previsto, però, un controllo a campione nella misura del 5 per cento, così come era avvenuto per i progetti depositati prima dell'entrata in vigore della legge numero 37 che noi qui stiamo emendando.

In aggiunta c'è un'ulteriore modifica piuttosto importante che riguarda le opere di interesse nazionale, presentata dai soggetti che a livello nazionale eseguono interventi sul territorio calabrese e, quindi, sono interventi gestiti sostanzialmente da Anas, Ferrovie e dalle Autorità di bacino per i porti di interesse nazionale.

Emulando una legge della Regione Toscana, stabiliamo che queste opere non vanno più in autorizzazione agli uffici del Genio civile.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente. Proprio in data 17 maggio avevo scritto al Presidente della Giunta regionale rispetto all’attuazione delle disposizioni del decreto legge numero 32 del 2019, cosiddetto “Sblocca cantieri”, auspicando un intervento della Giunta regionale rispetto a questo tema. La Regione Umbria è sensibile a queste cose, visti anche gli eventi sismici che si sono verificati spesso in quel territorio, e, proprio avant’ieri ce n'è stato uno anche dalle nostre parti.

Avevo detto che era necessario e urgente aderire allo “Sblocca cantieri” anche per la situazione incresciosa che ormai da molto tempo vede il Genio civile di Reggio Calabria non riuscire a smaltire le pratiche in tempo utile.

Vi ringrazio e sono favorevole rispetto a questo intervento di legge ed auspico che, finalmente, possa sbloccare le pratiche ferme ormai da tempo presso il Genio civile di Reggio Calabria, rendere più snello e funzionale l'ufficio e, nello stesso tempo, garantire ai professionisti che lavorano in questo settore di velocizzare le pratiche e avere, al contempo, un maggiore intervento in maniera strutturale di tutte quelle che vengono presentate.

Certamente è un fatto importante perché sbloccare i cantieri significa attuare quel moltiplicatore keynesiano che permette ai cittadini di avere le legittime autorizzazioni per poter edificare, ma anche a tutto l'indotto che opera nel settore di poter ripartire e, così, creare occupazione e posti di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Passiamo all'esame del provvedimento.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

 Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Articolo 6

(È approvato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Articolo 8

(È approvato)

 

Articolo 9

(È approvato)

 

Votiamo la legge nel suo complesso, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Chiedo che venga inserita all'ordine del giorno la delibera di Giunta regionale che riguarda il disegno di legge: “Storicizzazione e risorse del precariato storico”.

Su questo disegno di legge, anche i colleghi – a partire dal collega Gallo – si sono detti favorevoli.

È opportuno però precisare che, a causa di un incidente occorso al funzionario responsabile, ad oggi la delibera risulta essere carente e, pertanto, va integrata.

Chiedo, dunque, che venga inserita all'ordine del giorno per poi essere discussa. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, siamo perfettamente d’accordo all’inserimento della proposta del collega Romeo; eravamo pronti anche a votarla quest’oggi; comunque, la voteremo nella prossima seduta per questo problema di natura tecnica. Grazie.

PRESIDENTE

Votiamo l'inserimento. La delibera è inserita ma, al fine di avere la completezza della parte documentale, sarà discussa direttamente nella prossima seduta di Consiglio regionale.

Proposta di legge numero 433/10^di iniziativa dei consiglieri Tallini e Romeo, recante: “Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge regionale 27 aprile 2015, n. 11”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 433/10^ di iniziativa dei consiglieri Tallini e Romeo, recante: “Interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge regionale 27 aprile 2015, numero 11”.

Prego, consigliere Tallini, può illustrare la proposta.

TALLINI Domenico (Forza Italia)

La proposta di legge tende ad eliminare un’anomalia che rischia di creare una grave disfunzione all'ente Ferrovie della Calabria.

In sostanza, questo disegno di legge limita alla materia di competenza del trasporto pubblico locale la normativa regionale in materia di spending review applicata alle Società partecipate; in ultimo l’articolo 1 della legge regionale numero 11 del 2015, così come modificato dall'articolo 5 della legge regionale numero 43 del 2016, prevede misure del tutto assimilabili a quelle di una Pubblica amministrazione incidendo sulle spese di personale e su altre spese ordinariamente vincolanti nella Pubblica amministrazione.

Le riduzioni previste sono significative e non sembrano tener conto della natura di società che opera sul mercato e che, in quanto tale, potrebbe subire variazioni significative dei costi di produzione e approvvigionamento e anche nella produzione del fatturato, in relazione alle prestazioni effettuate.

In particolare, si deve rammentare che Ferrovie della Calabria non è una Società in house, pertanto, potrebbe prestare servizi ad altri committenti, prevalentemente pubblici in ragione dell'oggetto sociale, oltre che per la stessa Regione che, in effetti, ha pronunciato l'ampliamento dei servizi sulla rete ferroviaria. L'ampliamento del fatturato e della produzione avrebbe benefiche ricadute in termini di economie di scala, ma tale efficientamento sarebbe precluso dalla rigidità della norma.

In sostanza, con la presente si chiede di stabilire per legge che Ferrovie delle Calabria non sia soggetta all'osservanza della spending review, che provocherebbe all'interno, così come ha già provocato, un po' di ritardo – ed io condivido lo spirito di questa iniziativa, per questo l’ho sottoscritta – e un indebitamento che, di fatto, ne pregiudicherebbero le funzioni; un debito che, di fatto, porterebbe la società al default, poiché ci sono anche delle iniziative che potrebbero apparire anomale ma tali non sono; infatti nelle norme sono previsti dei controlli per l'attuazione della spending review e ci sono delle relazioni e delle ammende fatte per milioni di euro da parte della stessa Regione nei confronti di Ferrovie della Calabria che, se dovessero essere rispettate, manderebbero in default questo importante settore dei trasporti della Calabria.

Con questo provvedimento, dunque, diamo una mano, nel rispetto della legge, dello spirito e delle funzioni che questo importante settore di Ferrovie della Calabria svolge quotidianamente; anzi, ci aspettiamo che, eliminato questo pericolo, questo settore, così come da anni aspettiamo, possa essere non solo potenziato, ma possa rappresentare il vero Trasporto pubblico locale che i calabresi aspettano da tempo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Ritengo che l’iniziativa illustrata dal consigliere Tallini sia giusta, ma non sufficiente.

La situazione di Ferrovie della Calabria e, in particolare il quadro economico, non è rassicurante e non solo perché oggi siamo costretti a modificare una decisione della Giunta regionale che applicava la spending rewiew anche a Ferrovie della Calabria per un aggravio di circa 15 milioni di euro.

Il consigliere Tallini ha detto bene: si tratta di una società di trasporto e, quindi, di erogazione di servizi primari a cui la spending review non poteva essere applicata. Ma c'è qualcosa di più che rischia di far saltare Ferrovie della Calabria, non solo il quadro economico, ma anche un'altra decisione della Giunta regionale che appare anacronistica: il dipartimento ha intimato a Ferrovie della Calabria in questi mesi di avviare le procedure di dismissione delle quote di partecipazione alla società consortile CO.ME.TRA.

Ferrovie della Calabria partecipa alla società CO.ME.TRA, ma gran parte di Ferrovie della Calabria è dentro CO.ME.TRA.

Dismettere quelle azioni significherebbe sostanzialmente mettere sul mercato il 95 per cento di quello che è oggi Ferrovie della Calabria. Cosa significherebbe questo? Quali conseguenze porterebbe? Intanto una gara pubblica di evidenza europea, con la modifica e, quindi, con l'avvio di una procedura di dismissione di 400 unità di personale, di 350 autobus, di beni e servizi.

Ora ci dobbiamo mettere d'accordo, anzi la Giunta regionale si deve mettere d'accordo: vuole avviare veramente le procedure di dismissione di Ferrovie della Calabria da CO.ME.TRA. e, quindi, distruggere Ferrovie della Calabria - resterebbe, si e no, il 5 per cento di quello che è oggi Ferrovie della Calabria - o aspettare? Gli atti parlano chiaro, il dirigente del Dipartimento trasporti ha chiesto al Consiglio di amministrazione di Ferrovie della Calabria di dismettere le quote.

Questo è un altro passaggio che noi non possiamo eludere. Mi sarei aspettato, anche su questo, una norma che andasse al superamento di questa procedura di dismissione e anche un chiaro intendimento su come procedere, per quanto riguarda quello che prevede la legge regionale numero 35 del 2015, sulla riforma dei trasporti.

Si deve giocare sulle linee guida per avviare un altro aspetto importantissimo, se vogliamo rilanciare il trasporto pubblico in Calabria, perché adesso siamo al palo, perché non abbiamo risorse. Il Governo nazionale sta operando una serie di tagli che gravano sulla Calabria, ma non abbiamo avuto modo di vedere gli atti deliberativi che dovrebbero consentire di avviare le procedure per la scissione di Ferrovie della Calabria e avrebbero permesso di recuperare 20 milioni all'anno di IVA né sappiamo - questo è un altro impegno che era stato preso - qual è lo stato delle procedure di gara che dobbiamo fare entro pochi mesi per scongiurare il rischio che l'Europa ci dichiari in infrazione.

Tutto questo desta forte preoccupazione, se poi andiamo a vedere il ritardo nell' applicazione dell'Accordo di programma tra Stato e Regione, sottoscritto il 2002, che certificava il debito in 89 milioni di euro e stanziava 65 milioni di euro, utilizzando le risorse del Fondo sviluppo e coesione, fino a un limite massimo di 120 milioni di euro.

Non solo questo, ancora non mi risulta che sia stata perfezionata l'operazione di conferimento dei beni immobiliari, quantificati in 22 milioni di euro, che venivano inclusi tra le risorse sufficienti alla copertura degli oneri necessari per regolare le partite debitorie della società.

Queste criticità, questa mancata capacità di mantenere e di sostenere un cronoprogramma, rischia di mettere in difficoltà - voglio ricordare che, da qualche tempo, questa Azienda è totalmente pubblica, regionale -, di far saltare quel progetto, quell’ipotesi di riforma e di rilancio del sistema del trasporto pubblico locale.

Non è un caso che non solo i trasporti, ma anche i rifiuti si trovino in queste condizioni. Abbiamo due aspetti dolenti dell’incapacità di portare avanti quelle riforme necessarie che erano i pilastri di un progetto di governo che doveva rilanciare i servizi nella nostra regione.

Alla luce di quanto detto, in particolare sui trasporti - ci sarà occasione di parlare anche dei rifiuti - il rischio è di fare passi indietro e non dare quei servizi essenziali – in questo caso per il trasporto pubblico - a migliaia e migliaia di cittadini calabresi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Intervengo sul tema dei trasporti in generale e nello specifico su Ferrovie della Calabria, perché dopo tanti anni il re è nudo.

Dico al collega Guccione che l'amministratore unico di Ferrovie della Calabria aveva una mission, assegnata da questa Giunta regionale, da questa maggioranza: portare a compimento questa riorganizzazione, scissione e andare via.

Non vorrei che dietro la preoccupazione ci sia l'esigenza dell’amministratore di permanere in questo ruolo.

Vedete, negli scorsi anni, Ferrovie della Calabria ha avuto tanti amministratori che venivano da fuori, ministeriali. Sono stati loro a produrre i danni che abbiamo trovato.

Mi sono occupato per soli 16 mesi di trasporti e Ferrovie della Calabria era un'azienda aggiudicataria di contratti - in una terra avara di lavoro - fornendo il trasporto pubblico locale su ferro e su gomma ai calabresi; era un'azienda che non poteva fallire mai. Eppure, in una logica perversa di gestione - che ha tutta una sua storia politica, legata anche ad un pezzo di sindacato di questa Calabria -, trovammo che fuori dalla Calabria aveva accumulato debiti per 130 milioni di euro. C'è toccato intervenire – il consigliere Guccione ricorderà -, c'è toccato fare tagli - che è una cosa impopolare in questa regione -, c’è toccato adeguare le tariffe che erano ferme al 1997 – cioè la parte di contribuzione privata rispetto alla parte mancante alla contribuzione pubblica -, c'è toccato rimuovere le sovrapposizioni gomma-gomma e gomma-ferro tra Aziende, fare il controllo satellitare delle flotte. In soli 16 mesi, salvare un'azienda che aveva un buco di 130 milioni.

Collega Nucera, non era fantascienza, era scienza: incassava 44.000.000 e costava 67 milioni di euro, senza che nessuno avesse mai chiesto conto del perché un'azienda dovesse costare.

Tutta questa situazione aveva portato ad un’azienda sana con anche una prospettiva futura, oggi ci ritroviamo, dopo quattro lunghi anni, avendo fatto anche degli interventi…

Mi chiedo se si stia andando verso la revisione della visione aziendale, del piano industriale.

Dico umilmente all’assessore Musmanno - che io chiamai per la sua competenza universitaria, pur non conoscendolo direttamente, in quella fase in cui mi occupai di trasporti, a dare un contributo scientifico per costruire il controllo satellitare delle flotte - che dopo 4 anni questa azienda dove aveva una prospettiva.

È toccato a noi, come sempre, come sulla sanità, pagare i debiti, chiudere gli ospedali.

Ribadisco: o il commissario si dimette, perché - aiutatemi a capire – aveva la mission di portare a compimento questa riorganizzazione funzionale di Ferrovie della Calabria – che la si condivida o no - oppure si chiarisca perché questa azienda, per la quale avevamo recuperato un futuro, oggi ritrova tante incertezze sul piano economico.

 Mi sembra di capire che anche la Regione debba tante risorse a Ferrovie della Calabria. Quote anche leggere, come 1.000.000 di euro che ci si è dimenticati di allocare in bilancio. Tante sofferenze vengono fuori da distrazioni e, se mi posso permettere, con il grande rispetto che devo all'assessore Musmanno, da scarsa capacità di previsione. Comprendo le difficoltà di contorno, però questo è quello che appare.

Ribadisco, sono d'accordo - poi vado alla parte propositiva - che questa azienda, a prescindere dalle parti politiche, è un'azienda che abbiamo fatto diventare finalmente calabrese. È toccato a noi prendere le quote, il patrimonio di questa azienda che stava ancora in capo ai ministeri e veniva gestita dai soliti commissari ministeriali a cui non interessava che producesse debiti che poi dovevano pagare i calabresi.

Credo che sul tema delle ferrovie e dei trasporti in generale, nel tempo che è rimasto a questo governo regionale, si possa trovare un punto di incontro proprio su Ferrovie della Calabria che - ribadisco - è diventata un’azienda calabrese che ha un patrimonio di mezzi, uomini, esperienze, e credo che, al saldo degli errori - ogni tanto leggiamo cose ci fanno anche rabbrividire, però si va avanti -, si possa condividere una prospettiva definitiva, senza il gioco del commissario che chiede l’intervento del Consiglio regionale.

 Questa è la mia posizione chiara e penso – ripeto, tolgo la parte della polemica politica come se fossimo a zero e fossimo noi da quella parte – che Ferrovie della Calabria vada tenuta in piedi con saggezza e responsabilità.

Giuseppe Pedà che ha guidato Ferrovie della Calabria - lo nominammo in quella fase - conosce a fondo questa realtà.

Penso che le speculazioni di terzi, siano essi commissari o meno, non devono far parte di quest’Aula e che l'approfondimento di questa riorganizzazione vada fatto seriamente, magari in maniera bipartisan. Io sarò qui a valutarla criticamente in positivo, perché è un bene di questa regione che va salvaguardato, perché su questi temi, purtroppo - questo posso dirlo con presunzione -, a noi è toccato mettere la faccia, mentre altri, come sempre, ci hanno messo le mani. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Grazie, Presidente. Faccio una dichiarazione di voto in modo irrituale all'inizio dell'intervento. Non v’è dubbio che questa interpretazione autentica dell'articolo 1 della legge regionale del numero 11 del 2015, presentata dai colleghi Tallini e Romeo, vada approvata. Il nostro voto è favorevole.

Colgo, però, l'occasione per cercare di fare un poco di chiarezza in quest’Aula rispetto alla strategia della Giunta su Ferrovie della Calabria.

Diceva bene il consigliere Guccione, Ferrovie della Calabria era e continua ad essere strategica nell'agenda della Giunta regionale. In questa delibera, di attuazione della delibera numero 424 del 2017, la numero 657 del 2018, si chiede a Ferrovie della Calabria di alienare, a titolo oneroso, le proprie azioni all'interno del consorzio CO.ME.TRA.

Qui comincia a nascere in me un po' di confusione, se è vero che A.M.A.CO. di Cosenza e F.D.C. hanno fatto un piano industriale per la definizione di un nuovo percorso, dovrebbe decadere con l’alienazione di Ferrovie della Calabria dal consorzio CO.ME.TRA. anche questo piano industriale, di cui parte è in fase assai avanzata.

Vedo un po' di confusione – Assessore, mi perdoni – riguardo la posizione della Giunta regionale rispetto a questo servizio pubblico sostenuto da Ferrovie della Calabria all'interno di CO.ME.TRA. con almeno il 30 per cento su 9.000 milioni di chilometri effettuati da CO.ME.TRA in un anno.

Non v’è dubbio che l’alienazione di Ferrovie della Calabria pone in sé il problema fondamentale per cui tutti noi siamo preoccupati: su 720 dipendenti, Ferrovie della Calabria ne utilizza 400 nel settore automobilistico.

Chi prende in carico questi lavoratori con una gara ad evidenza europea? È veramente a rischio la tranquillità di questi lavoratori, nell'immediato, non in modo prospettico e lungimirante.

Per non parlare, poi, del patrimonio immobiliare di Ferrovie della Calabria che, probabilmente, è anche alla base del piano industriale di Ferrovie della Calabria per cercare di cadenzare il debito e la diseconomia di cui parlava prima il collega Orsomarso.

Abbiamo già perso circa 60 milioni - mi corregga se sbaglio Assessore - per quanto riguarda il rimborso dell'IVA, cosa che non sarebbe successa se Ferrovie della Calabria si fosse scissa nel tempo opportuno nei due rami di azienda, gestionale e di manutenzione, e fosse nata ART.CAL. - se non ricordo male la dicitura.

Ricordo perfettamente anche - non me ne voglia nessuno - una interrogazione presentata proprio dal collega Guccione, se non ricordo male a settembre-ottobre del 2018, e la risposta della Giunta è stata: “da qui a breve si procederà alla scissione dei due rami e alla nascita di ART.CAL.”.

È nata questa nuova agenzia? O ancora, dopo sei mesi dall'interrogazione del collega Guccione, nulla è stato fatto? Sono questi gli interrogativi che prendono spunto da questa interpretazione autentica della legge 11 del 2015, ma che necessitano di una risposta chiara rispetto alle necessità di 400 dipendenti ed anche alla visione strategica che ha questa Giunta rispetto a Ferrovie della Calabria. Deve essere dismessa? Deve essere alienata? Cosa rimane in campo nell'ambito del consorzio CO.ME.TRA. di tutti i piani aziendali, della costituzione dei nuovi contratti di servizio per i chilometri che lascerebbe liberi Ferrovie della Calabria? Che cosa hai intenzione di fare questa Giunta rispetto alla nascita dell'agenzia di rete e mobilità? Questi interrogativi, secondo me, sono addirittura prioritari rispetto al voto già dichiarato dal nostro gruppo sulla proposta di legge presentata dai colleghi Tallini e Romeo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Grazie, signor Presidente, abbiamo l’opportunità di correggere un’anomalia che è quella della riduzione – così e semplicemente – stabilita da questa legge di spending review, non tenendo conto delle peculiarità di alcune società partecipate, come Ferrovie della Calabria, che – volevo chiarire – non sono dei “carrozzoni”.

Ferrovie della Calabria è una società che – come ha detto il collega Orsomarso – doveva essere trasferita alla Regione da molto tempo e che è stata trasferita dal Ministero soltanto nel settembre del 2013, salvando così – all’epoca erano 980 i lavoratori a libro matricola – non soltanto quei lavoratori. Spesso diamo un messaggio sbagliato, in quanto dire “salviamo i lavoratori” sembrerebbe che non fanno nulla e che salviamo 1000 stipendi.

Ferrovie della Calabria – per chi non lo sapesse – gestisce 880.000 km treno l’anno più 150.000 di sostitutivi, 10 milioni di km bus l’anno e serve 208 Comuni.

Questi lavoratori la mattina si alzano alle 4 e, spesso, guidano autobus che hanno una media di vetustà superiore a quella europea, da 12 a 15 anni, e ringrazio l’attuale Amministrazione per aver, comunque, comprato dei nuovi bus: sono pochi e dobbiamo cercare fino a fine legislatura, assessore Musmanno e presidente Oliverio, di approfittare anche dei fondi nazionali per poter riorganizzare questo parco mezzi.

Credo, naturalmente, che questa legge – presentata in maniera super partes dai colleghi Tallini e Romeo – vada approvata, però volevo porre l’accento anche sul futuro di questa società perché mi pare – lo dico al collega Guccione che è intervenuto prima – che sia stata un po’ abbandonata a sé stessa; cioè quando viene nominato un amministratore poi deve essere anche seguìto soprattutto nella guida di una società così importante che rappresenta grossa parte del trasporto pubblico locale.

Ricordo proprio che sulla mia richiesta di riconvertire le vecchie linee taurensi sulla Piana di Gioia Tauro per servire l’ospedale di Palmi, presidente Oliverio, il suo delegato, Franco Pacenza, mi promise un tavolo tecnico con le Ferrovie della Calabria proprio per ragionare su una metro-tranvia di superficie economica, con poco impatto ambientale, che potesse servire i Comuni della Piana per garantire il trasporto pubblico in quella zona, soprattutto per il futuro e costruendo ospedale di Palmi, che, nel caso in cui non si garantisse un trasporto pubblico locale, creerebbe in quell’area una grossa congestione. E l’opportunità di avere una struttura a rete fissa sulle vecchie linee delle Calabro lucane è così ghiotta che non dovremmo lasciarcela scappare.

Ho sentito che le Ferrovie della Calabria avevano 150 milioni di debiti, in verità erano 60-80 milioni. Volevo precisare che non erano dei debiti, ma crediti che, all’epoca, la Regione non versava alle Ferrovie della Calabria per un contenzioso.

Questo per rimarcare che gli uomini e le donne che lavorano in quell’azienda non sono produttori di debiti bensì di un servizio, che è garantito ogni giorno nelle zone montane dove nevica e – come dicevo – partono alle 4 di mattina con dei mezzi che non sono all’avanguardia.

So della richiesta, assessore Musmanno, – e, poi, vorrei conferma – di finanziamento per l’acquisto di alcuni treni – mi dicono a cremagliera – per servire la zona di Catanzaro.

Anche qui dovremmo vedere di comprarne di più e, fino a fine legislatura, vorrei che tutto il parco mezzi rotabile potesse essere quantomeno migliorato se non sostituito, perché l’assessore Musmanno e l’assessore Russo, che sono esperti più di me, sanno che dall’ordine di acquisto del treno fino alla consegna passano – se va bene – un paio di anni.

Quindi, anche lì lasciare al futuro governo la possibilità di avere questa azienda con un parco mezzi migliore. 

Considerato che sia il collega Guccione sia il collega Orsomarso hanno palesato la necessità di stare più vicino a questa azienda che rappresenta grossa parte del trasporto pubblico locale in Calabria, la proposta di un tavolo tecnico – che mi era stato promesso dal delegato Pacenza per la zona della Piana per ragionare sulla proposta della metro Piana, della tramvia – dovrebbe essere estesa a tutta l’azienda che – come diceva il collega Orsomarso – è guidata da un ottimo amministratore, un professionista che, tra l’altro, ho conosciuto perché era direttore delle Ferrovie Sangritane, ma, certamente – e lo vediamo – è stata lasciata un po’ così a sé stessa, anche se buone cose sono state fatte.

Quindi, annunciando certamente il voto favorevole, vi chiedo di intervenire anche sull’altra anomalia che è quella dell’uscita dal Consorzio e, quindi, da CO.ME.TRA., che comporterebbe di lasciare al Consorzio con i privati i servizi semplicemente così come sono e, quindi, trasferire grossa parte delle maestranze e del parco rotabile delle Ferrovie della Calabria a CO.ME.TRA., lasciando così – ripeto – il trasporto pubblico locale in mano ai privati. 

Pertanto, annunciando nuovamente il voto favorevole, chiedo anche un incontro al presidente Oliverio ed alla Giunta per ragionare, insieme ai consiglieri che vorranno prenderne parte, su come stare vicino a questa azienda e poterla così guidare in questo processo che doveva, assessore Musmanno, essere più celere, ma per vari motivi – che comprendo perché la guidai – è stato rallentato.

Ne approfitto anche per ringraziarla, assessore, per la vicenda dei due famosi intercity – per i quali le avevo chiesto di intervenire su Trenitalia – che erano stati bloccati dopo il braccio di ferro con i siciliani per un ritardo di 4 minuti.

Trenitalia ha sbloccato la fermata nella stazione di Gioia Tauro di questi due intercity che dal 9 giugno saranno operativi: ho fatto il primo biglietto per il 9 giugno, quindi salirò sull’intercity che porterà a Roma, grazie – devo dire – al suo interesse per aver approfondito la materia ed averla portata a compimento. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gallo. Ne ha facoltà. Poi, interverrà l’assessore Musmanno.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Signor Presidente, colleghi consiglieri, per la verità, avevo detto al collega Pedà – che me lo aveva chiesto – che non sarei intervenuto, ma, anche all’esito del suo intervento, ho deciso di intervenire sulla questione delle Ferrovie della Calabria, un’azienda di proprietà interamente regionale, con un pacchetto azionario completamente di proprietà della Regione Calabria: quindi, un’azienda da tutelare, da promuovere e da rilanciare.

Devo dare atto all’assessore Musmanno ed al presidente Oliverio che, per la verità, nel corso di questa legislatura, è stato fatto un investimento anche per il parco macchine con l’acquisto di nuovi autobus sia pure con un finanziamento governativo.

Credo, però, – poiché il tema della discussione è stato allargato da molti colleghi anche rispetto all’esame dell’attuale proposta di legge – che sia necessario ampliarlo ulteriormente.

Questa è la mia proposta poiché, certamente, da lustri e non da questa legislatura, il trasporto pubblico locale non brilla nella nostra regione e credo che andrebbe fatta anche una riforma e una razionalizzazione del trasporto pubblico locale, per le quali penso sia fondamentale il ruolo dell’azienda regionale delle Ferrovie della Calabria.

E, quindi, la mia proposta qual è? Naturalmente, sì – lo ha già detto il collega Pedà – alla proposta di legge perché è chiaro che l’azienda Ferrovie della Calabria va salvaguardata e migliorata, anche oltre questa proposta di legge, in un’ottica più ampia, attraverso una relazione sulla vicenda dell’assessore che – credo – abbia lavorato in questi anni sul trasporto pubblico locale.

La mia proposta, infatti, è quella di svolgere una seduta tematica di Consiglio regionale dedicata al trasporto pubblico locale, che abbia soltanto questo punto all’ordine del giorno, nella quale ci sarà una puntuale e precisa relazione dell’assessore per, poi, discutere e ragionare di una razionalizzazione, utilizzando al meglio le Ferrovie della Calabria.

Rispetto a quanto diceva il collega Pedà voglio, però, – passando a Ferrovie e a Trenitalia – manifestare una preoccupazione che ho già espresso in queste ore a proposito dei collegamenti da Sibari per Taranto e viceversa.

Sembrerebbe – lo voglio dire all’assessore perché c’è molto allarmismo nell’area della Sibaritide e dell’Alto Jonio – che, a partire proprio dal 9 giugno, vengano cancellati non soltanto i treni – che nella tratta sono cancellati da tempo – ma anche i servizi sostitutivi.

Manifesto una grande preoccupazione perché quell’area è isolata e non può essere sopportato un ulteriore isolamento per cui chiedo all’assessore, se le cose stanno in questo modo, di intervenire pesantemente su Trenitalia per evitare questo ulteriore ceffone alla Sibaritide nel collegamento con Taranto e per fare in modo che, eventualmente, venga ripristinato un minimo di servizio.

Quindi – ripeto – chiedo all’assessore di verificare questa situazione perché, in questi giorni, si è creato questo allarme nell’area ed anche di intervenire con prontezza perché, eventualmente, dobbiamo evitare quest’ulteriore scippo e questo ulteriore danno.

 

Presidenza del vicepresidente Giuseppe Gentile

PRESIDENTE

La parola all’assessore Musmanno, prego.

MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture

Grazie, Presidente. I temi che sono stati posti alla mia attenzione e a quella del Governo regionale e del presidente Oliverio, vanno al di là della questione meramente tecnica e relativa alla proposta di legge, a firma dei consiglieri Romeo e Tallini, comunque valutata positivamente, almeno da tutti gli interventi che mi hanno preceduto.

Per cui mi soffermo poco su questo aspetto, richiamando la necessità di utilizzare, poi, norme, che apparentemente sembravano più stringenti e che, invece, si attagliano perfettamente, in particolare la legge Madia, ad una società che gestisce servizi di trasporto pubblico, quindi con imposizione di obbligo di servizio pubblico.

È stato, evidentemente, un errore che ha caratterizzato la precedente Giunta regionale, visto che la norma non è stata approvata durante l’attuale Governo regionale.

Siamo intervenuti perché le linee-guida, presentate nel progetto di scissione da Ferrovie della Calabria, erano in contrasto con la normativa sulla spending review.

Quindi, come Giunta regionale non possiamo che esprimere parere favorevole sulla proposta di legge.

Colgo l’occasione per richiamare brevemente alcune questioni che sono state poste: la partecipazione di Ferrovie della Calabria nel capitale della società consortile CO.ME.TRA. e l’eventuale ripristino della posizione di Ferrovie della Calabria all’interno di CO.ME.TRA. è un provvedimento di tipo amministrativo.

Quindi, consigliere Guccione, non abbiamo necessità di una norma specifica regionale per ripristinare, anche in questo caso, una situazione che non impatta de facto sui futuri affidamenti, regolati da una legge che prevede, per tutti i servizi automobilistici su gomma, la procedura di gara, perché le normative in vigore non consentono, nel settore sulla gomma, procedure di affidamento diretto, tranne che per servizi in house che, ovviamente, non è possibile gestire attraverso Ferrovie della Calabria perché, come è noto, non è una società in house.

Il tema, invece, è delicato per quanto riguarda la prosecuzione degli affidamenti attuali, in regime di prorogatio dei contratti esistenti, che, in previsione dell’uscita di Ferrovie della Calabria dal consorzio CO.ME.TRA., impedisce di fatto ad un socio di poter esercitare tali servizi.

Su questo, però, stiamo intervenendo perché giammai ci sarà l’idea di modificare gli affidamenti su gomma a Ferrovie della Calabria, che rappresenta un asset importante per la Regione Calabria, in particolare per la Giunta regionale.

Vorrei ricordare, pertanto, tutta una serie di azioni messe in campo per porre Ferrovie della Calabria al centro di un progetto, che non è fine a sé stesso ma di tipo strategico.

In particolare, vorrei ricordare a tutti i presenti che gli ultimi tagli di servizi di trasporto pubblico su gomma e su ferro, che hanno caratterizzato il trasporto pubblico locale in Calabria, risalgono al 2014. Dal 2015 in poi, cioè fino al giorno odierno, non abbiamo mai operato un taglio di un chilometro, sia nel settore ferroviario sia in quello su gomma. Tant’è vero che le risorse assegnate a tutte le società di trasporto pubblico locale sono rimaste, sostanzialmente, invariate.

Questo che sembra un risultato di poco conto deve fare, invece, riferimento alle risorse utilizzate per gestire il trasporto pubblico locale in Calabria, prevalentemente di tipo statale e          che sono state, nel corso di questi anni, tagliate pesantemente, per poter intervenire su manovre che hanno consentito allo Stato di recuperare risorse.

Ricordo soltanto che i contratti di servizio, ogni anno, si adeguano all’inflazione e nessuna norma nazionale ha consentito che il Fondo nazionale trasporto si potesse adeguare all’inflazione. Per cui, come Governo regionale siamo passati, dal 2015 ad oggi, dai 15 milioni di euro, erogati sul fondo regionale, sul bilancio regionale, per il trasporto pubblico locale, ai 44 milioni di euro, che attualmente eroghiamo per compensare i tagli del Fondo nazionale trasporti, che arrivano inevitabilmente ogni anno.

Questo è un dato che vorrei venisse portato all’attenzione di tutti, così come il dato che emerge dall’applicazione del Decreto legislativo numero 50 del 2016, che modifica radicalmente i criteri di attribuzione delle risorse del Fondo nazionale, che fino a quell’anno prevedeva una quota del 10 per cento. Quota variabile, che veniva assegnata alle Regioni, in funzione del livello di efficientamento del servizio di trasporto pubblico e che, da quell’anno in poi, è aumentata, passando dal 10 al 40 per cento, rendendo per una Regione come la Calabria, che deve servire 405 Comuni, su un territorio distribuito orograficamente con 800 chilometri di linea ferroviaria, e con i ricavi tariffari che, per le Aziende di trasporto, sono più della metà rispetto a quelli di altre Regioni, come la vicina Puglia, che conta circa 252 Comuni e 800 chilometri di servizi ferroviari.

Veniamo al tema di Ferrovie della Calabria per rimarcare, innanzitutto, l’impegno della Giunta regionale a garantire un maggiore efficientamento del livello dei servizi ferroviari, dal momento che, da quando siamo in Giunta regionale fino ad oggi, i servizi ferroviari principali, erogati su linea ferroviaria da Ferrovie della Calabria, in particolare sulla linea Catanzaro-Cosenza, sono risultati interrotti per la presenza di due frane e finalmente siamo riusciti a garantire il ripristino del servizio. Entro l’anno ci sarà la possibilità di far viaggiare treni, che ripristineranno il servizio lungo la tratta, che è stata oggi martoriata e che ha reso impossibile l’efficientamento di Ferrovie della Calabria.

Per quanto riguarda il progetto di scissione, ricordo che esso è uno dei cardini importanti della legge regionale numero 35 del 2015 che è stata approvata nell’arco di sei mesi, anche con il consenso unanime del Consiglio regionale, e che dava la possibilità a Ferrovie della Calabria di scindersi in due soggetti, uno dei quali per dare luogo e vita all’Agenzia rete e mobilità che, sostanzialmente, mutuava quello che oggi, a livello nazionale, avviene con Rete ferroviaria italiana. Agenzia rete e mobilità avrebbe dovuto cioè gestire le infrastrutture ferroviarie e, unitamente ad esse, anche i contratti di servizio, che oggi ammontano – lo ricordo – a circa 245 milioni di euro ed una parte importante, il 10 per cento, di questi contratti è IVA.

Quindi, immaginando una società in grado di operare in modo fiscalmente attivo sul territorio, avremmo potuto garantire, sin dal 2016, un recupero di IVA, di una quota di 20 milioni di euro, che assomma, in 3 anni, correttamente a 60 milioni di euro.

È ovvio, quindi, che da quello che la legge imponeva, tutti quanti noi, incluso l’assessore, si sono impegnati per garantire che, il giorno successivo all’approvazione della legge, Ferrovie della Calabria potesse scindersi e questo è stato un impegno che abbiamo cercato di onorare, nel rispetto, però, delle normative vigenti; perché è vero quello che si dice, però è anche altrettanto vero, nel rispondere ad un’interrogazione del consigliere Guccione che poneva proprio questo tema, che abbiamo chiarito le motivazioni che hanno impedito a Ferrovie della Calabria di arrivare alla scissione.

Motivazioni dovute essenzialmente al fatto che, in assenza del trasferimento del patrimonio per come previsto dall’Accordo di programma del 2012, il progetto di scissione era sostanzialmente monco, ma il trasferimento poteva avvenire soltanto dopo l’approvazione del primo bilancio utile da parte di Ferrovie della Calabria, perché – com’è noto – le norme sulla legge Madia precludono operazioni finanziarie nei confronti di Aziende che chiudono in rosso i bilanci.

Purtroppo il primo bilancio in attivo da parte di Ferrovie della Calabria, che abbiamo dovuto aspettare, è stato nel 2017, approvato, nell’assemblea dei soci, nell’ottobre del 2018.

L’operazione di scissione, tecnicamente, si sarebbe potuta consumare non prima dell’ottobre del 2018, perché, per tre anni consecutivi, Ferrovie della Calabria ha chiuso con un bilancio in rosso; il primo bilancio con colore verde era del 2017.

A quel punto – come, tra l’altro, ho risposto nell’interrogazione al consigliere Guccione – abbiamo potuto assumere gli atti fondamentali per avviare il progetto di scissione, che resta un impegno, dal punto di vista del bilancio regionale, che si potrà concretizzare con data indicata 1° gennaio 2020.

Quindi il 1° gennaio 2020 dovremmo arrivare a completare il progetto di scissione o surrogati di esso.

Perché vi dico che, ancora oggi, la scissione non si è consumata?

Perché, purtroppo, Ferrovie della Calabria, quando si trattava di andare al dunque, non concludeva con la consegna delle linee guida, che sono alla base del progetto di scissione.

Le linee guida, nell’ambito del Piano industriale, sono il documento che Ferrovie della Calabria deve consegnare alla Regione che in base ad esso delibera l’approvazione del progetto di scissione, che si deve concretizzare; quindi, la scissione deve poi essere completata da Ferrovie della Calabria. Non è la Regione che dispone la scissione, è Ferrovie della Calabria che, dal punto di vista societario, si deve scindere, in ossequio alle linee guida che sono approvate dalla Regione Calabria.

È accaduto che l’attuale amministratore unico di Ferrovie della Calabria ha evidenziato delle perplessità rispetto al progetto di scissione, presentato nei mesi precedenti dal direttore generale di Ferrovie della Calabria, Giuseppe Lo Feudo, che, ricordo, è andato in quiescenza dal 1° aprile di quest’anno.

Di fronte, quindi, ad un’indicazione specifica, chiara, evidenziata dall’attuale amministratore unico di Ferrovie della Calabria, che rileva sostanzialmente delle forti criticità rispetto alle linee guida, presentate fino a quell’istante e che sembravano essere il documento alla base della delibera di Giunta regionale che dava il via alla scissione, abbiamo iniziato un’operazione di approfondimento, ancora in corso, per comprendere bene quali siano tali criticità, al netto di alcune osservazioni – che qui non ripeto, ma che il consigliere Orsomarso ha evidenziato in maniera estremamente puntuale e che ci portano ulteriormente ad approfondire quest’aspetto – mettendo in campo, tuttavia, una procedura più attenuata, che ci consentirebbe di garantire lo stesso risultato.

Vale a dire: discutere di un progetto di generazione di un ramo di azienda da parte della stessa società, che è una forma alternativa alla scissione, che ci garantisce lo stesso risultato e sulla quale, probabilmente, tutte le criticità a base della scissione, ovviamente, potranno essere più agevolmente superate.

Tutto questo è in corso di discussione. Dò la mia personale disponibilità, così come quella dell’intera Giunta regionale, a discutere, in una prossima seduta di Consiglio regionale, del problema di Ferrovie della Calabria e di tutto il trasporto pubblico locale in generale, non appena avremo chiarito le indicazioni che Ferrovie della Calabria ci sta portando sul tavolo.

Aggiungo che nel bilancio regionale, lo scorso anno, abbiamo messo a disposizione 750 mila euro per poter coprire una parte dei debiti di Ferrovie della Calabria. Questa norma, però, consigliere Orsomarso, non ha trovato applicazione – non era un milione, ma 750 mila euro – perché, purtroppo, questa parte della legge regionale è stata impugnata dal Governo nazionale per il mancato rispetto delle norme sugli aiuti di Stato.

Questa norma, che era stata introdotta, è stata espunta e, quindi, quell’atto non è stato possibile, concretamente, metterlo in campo per quest’iniziativa da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Rapidamente: sul Piano-bus abbiamo discusso; c’è anche un ulteriore addendum al Piano, di cui sicuramente beneficerà l’Azienda.

Rispondo chiaramente per quanto riguarda la questione Trenitalia. Innanzitutto, c’è un errore nel caricamento dei sistemi informatici per quanto riguarda i servizi treno, perché non sono stati cancellati gli Intercity.

Ricordo che fino al 23 giugno, per lavori di esecuzione sulla galleria Santomarco, c’è un riflesso sul servizio di trasporto ferroviario che ha anche impatto sulla linea jonica.

Sui servizi sostitutivi entriamo in un altro campo, che è quello del contratto di servizio con Trenitalia, di cui forniremo dati, da qui a breve, in Consiglio regionale, ma vorrei tranquillizzare tutti, compresi gli utenti del trasporto ferroviario e bus sostitutivi, che i servizi, in particolare quelli della tratta tra Sibari e Metaponto, non saranno certamente cancellati.

Credo di aver toccato tutti gli argomenti. Solo una precisazione sull’Accordo di Programma del 2002. Gli 89 milioni di euro, promessi dallo Stato per Ferrovie della Calabria, hanno trovato atti concreti soltanto per 65 milioni; la procedura si è arrestata perché, nel frattempo, sono stati formulati dei rilievi sulla normativa degli aiuti di Stato.

Con il Governo centrale siamo impegnati per il recupero di queste somme, che vanno in contrapposizione con il trasferimento dei beni, che ammontano complessivamente a oltre 20 milioni di euro, e sono stati messi in campo per sopperire alla mancanza del trasferimento delle risorse finanziarie sui 24 milioni restanti.

Quindi o si trasferiscono le somme – che, peraltro, sono congelate presso il Ministero competente – oppure, in alternativa, procediamo con il trasferimento dei beni.

Dal 2002 non è stata neanche mai avviata con il Ministero dei beni culturali la procedura per la verifica sulla storicizzazione dei beni e, quindi, sulla possibilità dei vincoli di tali beni; cosa che, invece, abbiamo avviato, in modo tale che, appena si sbloccherà la situazione, saremo nelle condizioni, eventualmente, di trasferire i beni.

Credo che la questione sia piuttosto complessa su tutto il comparto, per cui, tranquillizzando tutti, sia i viaggiatori sia il personale di Ferrovie della Calabria, rinvio ad un successivo approfondimento in Consiglio regionale.

Resta un asset importante e credo che quello che abbiamo fatto, quello che stiamo facendo, anche con questa norma, e quello che faremo in futuro ci darà ampia ragione sulla nostra posizione nei riguardi di Ferrovie della Calabria. Grazie.

 

Presidenza del presidente Nicola Irto

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Presidente, intervengo per dichiarazione di voto. Sono d’accordo sulla proposta di legge; anzi, su questa questione avevo presentato un ordine del giorno che è agli atti, però francamente rimango preoccupato sul destino di Ferrovie della Calabria e del trasporto pubblico locale calabrese.

È evidente, diceva un saggio, che la situazione è eccellente ma al decimo piano della Cittadella c’è il caos!

Il dipartimento mobilità e lavori pubblici ha inviato due note al vertice di Ferrovie della Calabria, con riferimento all’applicazione della spending review e, il 20 febbraio 2019, sempre lo stesso dipartimento ha chiesto a che punto fosse la cessione a titolo oneroso della quota di partecipazione, detenuta dalla società consortile CO.ME.TRA. e su questo è stata chiesta una relazione.

Capite bene gli effetti dell’applicazione di una norma di questo tipo su Ferrovie della Calabria!

Assessore, mi sarei aspettato una presa di posizione: la revoca di questa disposizione!

Ergo, vuol dire che, se il dipartimento ha fatto questo, lei è d’accordo, la Giunta regionale è d’accordo, il Presidente è d’accordo!

Perché una cosa sono i fatti e una cosa sono le relazioni che si leggono in Consiglio regionale!

I fatti sono contrastanti rispetto a quanto lei ha detto. Anche perché nella risposta data alla mia interrogazione lei ha omesso di dire… - sentite, sentite! - “…seguirà, nello spazio di pochi giorni, l’assunzione degli atti deliberativi per arrivare alla procedura di scissione in capo a Ferrovie della Calabria” - era il 23 novembre 2018!

Ora mi si dice che bisogna attendere al 2020! Pochi giorni - qualche anno! Carta canta! I calabresi non hanno l’anello al naso!

Da questo punto di vista i fatti sono più duri delle questioni. Per questo rimango preoccupato, perché c’è pressapochismo nell’affrontare queste questioni… e oggi risolviamo un piccolo problema.

Caro assessore, caro Presidente, perché non cacciate l’amministratore delegato di Ferrovie della Calabria, di una società completamente di proprietà della Regione!?

Perché non lo cacciate? Perché non cacciate l’amministratore delegato? È di una vostra società; una società di cui siete i proprietari! Perché non lo cacciate, se lo ritenete responsabile di un comportamento anomalo? Siete ricattati? Avete il “carbone bagnato”?! Fatelo allora! Non venite qui a sproloquiare sul rilancio di Ferrovie della Calabria!

PRESIDENTE

Consigliere Guccione, il voto è favorevole o contrario? È favorevole.

Passiamo alla votazione del provvedimento.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Votiamo la proposta di legge nel suo complesso, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 217/10^ di iniziativa del consigliere M. Mirabello, recante: “Interventi per l’assistenza a favore dei ciechi pluriminorati”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 217/10^, d’iniziativa del consigliere Mirabello, recante: “Interventi per l’assistenza a favore dei ciechi pluriminorati”. Il consigliere Mirabello ha facoltà di illustrarla, prego.

MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico), relatore

Grazie, Presidente. Questa proposta di legge, approvata all’unanimità e licenziata con il parere favorevole dalla terza Commissione, nella seduta del 7 dicembre 2017, è la sintesi di una fitta interlocuzione che siamo riusciti a mettere in campo con un’importante associazione, l’Unione Italiana Ciechi, che si occupa delle pluriminorazioni, nelle sue articolazioni regionali e provinciali, in particolare, per quanto riguarda i ciechi.

Da questa fitta interlocuzione è venuto fuori un testo di legge, che ritengo possa essere uno strumento utile ad alleviare le situazioni di disagio e di pluriminorazione che si intendono combattere e, al contempo, possa anche dare supporto, sostegno, formazione ai nuclei familiari, che si trovano ad affrontare, molto spesso in solitudine, situazioni di disagio importanti.

Volevo ricordare all’Aula - giusto per rifarmi anche agli aspetti che sono stati evidenziati nella relazione - che si parla di pluriminorazione nell’ipotesi in cui su uno stesso soggetto siano compresenti distinte minorazioni invalidanti, ad esempio un soggetto affetto da cecità e cardiopatia; queste forme di menomazione possono essere funzionalmente in concorso o, in alcuni casi, meramente coesistenti.

Si tratta, come i colleghi comprendono bene, di situazioni complesse, alle quali abbiamo il dovere di fornire risposte il più possibile complete anche in merito all’accompagnamento dei soggetti pluriminorati.

La proposta di legge, da questo punto di vista, prevede alcuni aspetti particolari, che proverò ad enucleare velocemente: l’attività di supporto e di consulenza alle famiglie dei pluriminorati, attraverso varie formulazioni di progetti specifici; la preparazione ed il sostegno alla frequenza della scuola comune; l’assistenza didattica extrascolastica e, soprattutto, la garanzia di una forma di assistenza domiciliare, maggiormente qualificata e meglio distribuita su tutto il territorio regionale calabrese. Aspetto questo molto importante per combattere le difficoltà quotidiane e che anche la Regione affronta in ordine all’erogazione dei servizi.

Per questa ragione ritengo importante tale proposta di legge, che rappresenta uno strumento valido, come tanti fra quelli che abbiamo messo a disposizione delle categorie più svantaggiate.

Credo che l’Aula possa e debba pronunciarsi all’unanimità, approvando il testo stesso. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo alla votazione del provvedimento.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(Applausi)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mirabello. Ne ha facoltà.

MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico)

Presidente, chiedo che sia anteposto il nono punto all’ordine del giorno, con la trattazione immediata.

PRESIDENTE

Pongo ai voti la richiesta.

 

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 415/10^ di iniziativa del consigliere M. Mirabello, recante: “Modifica alla legge regionale n. 2/2019”

PRESIDENTE

Il consigliere Mirabello ha facoltà di illustrare la proposta di legge.

MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Si tratta di un’importante modifica alla legge regionale numero 2 del 2019, che abbiamo approvato all’unanimità e che introduceva la costituzione dei distretti turistici regionali.

Su segnalazione del Governo nazionale è stata richiesta una modifica che semplificasse il quadro procedimentale, relativo all’approvazione dei protocolli d’intesa ed ai procedimenti per l’individuazione dei distretti turistici.

Chiedo, pertanto, che l’Aula si pronunci, approvando questo testo di legge, composto di quattro articoli e finalizzato a semplificare la procedura per l’approvazione dei distretti turistici regionali.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame ed alla votazione del provvedimento.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della proposta di legge nel suo complesso, con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

Sull’ordine dei lavori

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, chiedo l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge numero 411 del 2018.

PRESIDENTE

Inseriamo la proposta di legge richiesta, a firma dei consiglieri Giudiceandrea e Gallo, già licenziata dalle Commissioni competenti.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, riguardo all’ordine dei lavori vorrei aggiungere altro.

PRESIDENTE

Prego, sull’ordine dei lavori ha 2 minuti.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Ancora una volta la maggioranza di Governo non ha i numeri per proseguire con la seduta di Consiglio regionale. Peraltro, la minoranza, in maniera responsabile, ha garantito il numero legale su argomenti e punti che interessano i calabresi.

Siamo stati presenti in Aula sulla proposta relativa al “taglio dei vitalizi”, sul decreto “sblocca-cantieri”; siamo stati presenti in Aula su un provvedimento che avrebbe atterrato le Ferrovie della Calabria; naturalmente anche sulla questione che riguarda i non vedenti.

Adesso, però, Presidente, credo non ci siano le condizioni per proseguire la seduta di Consiglio regionale.

Ancora una volta la maggioranza di Governo, al di là dei congedi, non ha i numeri.

Credo sia avvenuto tutto quello che abbiamo segnalato in questi mesi, in questi anni: tantissimi colleghi consiglieri di centrosinistra hanno sostenuto, anche in maniera evidente, candidati di altre forze politiche e di centro-destra!

PRESIDENTE

Consigliere Gallo, concluda!

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, c’è una situazione di dissolvimento della maggioranza. Credo sia un’agonia che non possa continuare, che deve avere termine.

Chiediamo al presidente Oliviero di prenderne atto e di convocare al più presto le elezioni regionali, non oltre il mese di novembre! Non si pensi di andare oltre il mese di novembre!

Pensiamo che non ci siano più le condizioni per proseguire.

Chiediamo, Presidente, che non si prosegua la seduta di Consiglio regionale perché la maggioranza non ha i numeri. Per questo abbandoniamo l’Aula.

 

(Alcuni consiglieri di minoranza abbandonano l’Aula)

Proposta di legge numero 261/10^ di iniziativa del consigliere F. Sergio, recante: “Istituzione del premio di studi economici in memoria di Don Carlo De Cardona”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 261/10^, d’iniziativa del consigliere Sergio, recante: “Istituzione del premio di studi economici in memoria di Don Carlo De Cardona”. Il consigliere Sergio può illustrarla, prego.

SERGIO Franco (Moderati per la Calabria)

Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli componenti della Giunta regionale, la presente proposta mira a promuovere una rassegna regionale di studi economici in memoria di Don Carlo De Cardona, illustre calabrese che ha impegnato la propria esistenza nella costruzione di opere sociali e nelle conquiste democratiche e civili della Regione.

Politico e presbitero, protagonista del meridionalismo calabrese, nel periodo a cavallo tra il XIX e il XX secolo, viene ricordato come una delle figure più carismatiche e discusse del Partito Popolare italiano, è stato fondatore delle leghe contadine e operaie e di istituzioni economiche volte allo sradicamento dell’usura ai danni dei ceti più umili.

Considerato che tra i principi statutari a cui la Regione ispira la propria azione politica, al fine di consentire uno sviluppo economico e sociale libero dai condizionamenti illegali e con l’intento di contrastare il sempre più crescente fenomeno mafioso, vi è la promozione di iniziative volte a valorizzare le figure esemplari che hanno dato lustro alla nostra terra, impegnando la propria esistenza nella costruzione di opere sociali e nelle conquiste democratiche e civili della Regione, appare opportuno che la Regione Calabria promuova un premio in memoria di una così esemplare personalità. Tale premio dovrebbe stimolare la ricerca nell’ambito degli studi economici del terzo settore, oltre che favorire giovani ricercatori nella prosecuzione della carriera accademico-universitaria sullo studio di tematiche di alto valore sociale.

Il premio consiste nel finanziamento, per i primi due classificati in graduatoria, delle spese sostenute per la pubblicazione della tesi di dottorato; la graduatoria verrà stilata dopo l’apposito bando indetto dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.

Detti premi saranno conferiti, ad insindacabile giudizio della Commissione giudicatrice, alle due migliori tesi di dottorato, discusse prima dell’anno di bando del premio, purché le stesse non siano state ancora pubblicate all’atto del pronunciamento della Commissione medesima.

Ai fini della buona riuscita di tale riconoscimento è fondamentale che la Commissione giudicatrice sia composta da 5 membri, nominati dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, e, al fine di rafforzare l’autorevolezza del premio, da un dirigente del Consiglio che la presiede, da tre docenti universitari, indicati previa intesa dalle tre Università calabresi, da una personalità del mondo della cultura, notoriamente affermata e riconosciuta, indicata dalla Conferenza episcopale calabrese. È opportuno che il premio venga rivolto ai dottori di ricerca sotto i 40 anni, che abbiano discusso le tesi di dottorato e conseguito il titolo nel periodo compreso tra il 2016 fino alla durata di scadenza del bando, con una tesi nelle seguenti materie: diritto regionale e delle autonomie; diritto pubblico dell’economia; storia economica; economia sociale; economia politica; economia agraria e dello sviluppo territoriale; economia dell’innovazione; diritto del lavoro; sociologia del lavoro, psicologia del lavoro.

L’attestato relativo all’avvenuta attribuzione del premio è consegnato dal Presidente del Consiglio regionale.

Il testo di legge si compone di 6 articoli. L’articolo 1 istituisce il premio; l’articolo 2 indica l’oggetto; l’articolo 3 detta i principi d’indizione del bando pubblico; l’articolo 4 disciplina la composizione della Commissione giudicatrice; infine, l’articolo 5 contiene la disposizione finanziaria e l’articolo 6 la norma di chiusura. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all’esame ed alla votazione del provvedimento.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Articolo 6

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, con autorizzazione al coordinamento formale. Il provvedimento è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giudiceandrea, ne ha facoltà.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Chiedo l’inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge 411/10^ che ha come oggetto la modifica della norma sull’invecchiamento attivo, a firma mia e del consigliere Gallo.

PRESIDENTE

L’abbiamo inserita su proposta del consigliere Gallo prima che uscisse.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Ah, la ringrazio!

PRESIDENTE

Il consigliere Gallo è cofirmatario con lei della legge. Ha chiesto di intervenire il consigliere Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Presidente, atteso che abbiamo approvato, comunque, norme importanti come quelle relative al decreto “sblocca cantieri”, la legge che riguarda i distretti, l’importante e attesa legge inerente la rideterminazione dei vecchi vitalizi e il passaggio al regime contributivo, nelle more, insomma, di tagli e di elementi di incostituzionalità, chiederei il rinvio dei punti rimanenti alla prossima seduta di Consiglio. Siccome i punti che seguono si possono approvare in una prossima seduta di Consiglio, penso che, dopo questa pausa elettorale, il Consiglio dovrebbe tornare a riunirsi per produrre, al di là di questo confronto con la maggioranza, altre leggi. Credo che, insomma, oggi si possa rinviare.

Quindi chiedo di poter riaggiornare la seduta nel più breve tempo possibile con l’impegno nostro, al di là della critica legittima che ha fatto il collega Gallo ad una maggioranza che sembra non avere più i numeri, di stare in Aula, anche votando contro, quando si approvano leggi che riguardano i calabresi, come appunto quello inerente il decreto “sblocca-cantieri” che abbiamo votato in questa seduta.

Quindi in questa giornata, vista la posizione del collega, che nasce forse da incapacità comunicativa, non lo so, direi che oggi abbiamo fatto cose utili e chiederei, quindi, il rinvio della seduta di Consiglio regionale e di conseguenza dei punti rimanenti all’ordine del giorno che non mi sembra siano così importanti. Insomma, possiamo rinviarli alla prossima seduta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Presidente, ho ascoltato la richiesta di rinvio del collega Orsomarso. Non abbiamo difficoltà, però abbiamo svolto una Conferenza dei capigruppo, da lei presieduta, nella quale abbiamo deciso di seguire un ordine del giorno. Se non venisse rispettato significherebbe che in quella Conferenza dei capigruppo avremmo dovuto decidere diversamente.

Naturalmente non mi riferisco al collega Orsomarso, la cui linearità e correttezza è nota a me e a tutti. Dopodiché, c’è una richiesta di rinvio, abbiamo approvato i punti che erano fondamentali. Questo Consiglio ha ripreso a lavorare quindi chiedo che venga riconvocata urgentemente la Conferenza dei capigruppo ed una seduta di Consiglio regionale. Ma non si adducano motivazioni politiche, perché così non è!

Per il resto va bene.

PRESIDENTE

Poniamo in votazione il rinvio dei rimanenti punti all’ordine del giorno alla prossima seduta di Consiglio regionale.

 

(Il Consiglio approva)

 

La seduta è tolta.

La seduta termina alle 17,42

Allegati

Congedi

Ha chiesto congedo: Aieta, Ciconte, Neri, Salerno, Scalzo, Sculco, Corigliano

 

(È concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazione a Commissioni

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di legge di iniziativa della Giunta regionale:

 

“Modifica alla legge regionale n. 37 del 31 dicembre 2015 s.m.i., recante: 'Procedure per la denuncia, il deposito e l’autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica' – (deliberazione G.R. n. 203 del 28.5.2019)” (PL n. 434/10^)

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

 

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri regionali:

 

Battaglia – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 5 novembre 2009, n. 40 (Attività estrattive nel territorio della Regione Calabria)” (PL n. 427/10^)

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Mirabello – “Interpretazione autentica del comma 2 dell’articolo 14 della legge regionale 21 dicembre 2005, n. 17” (PL n. 428/10^)

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Sergio – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 25 gennaio 2019, n. 4” (PL n. 429/10^)

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

D'Acri – “Norme per il sostegno e la valorizzazione dell’agricoltura familiare” (PL n. 430/10^)

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Irto, Romeo, Nucera, Gallo, Parente, Arruzzolo – “Modifica dell’articolo 18 legge regionale 30 ottobre 2003, n. 15 'Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche in Calabria'” (PL n. 431/10^)

È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Bova – “Modifiche alla legge regionale 13 marzo 2019, n. 6 (Integrazione delle Aziende ospedaliere della città capoluogo della Regione)” (PL n. 432/10^)

È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Tallini, Romeo “Interpretazione autentica dell’articolo 1 della legge regionale 27 aprile 2015, n. 11”

(PL n. 433/10^)

È stata assegnata alla quarta Commissione - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Arruzzolo, Giudiceandrea – “Interpretazione autentica dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 2 marzo 2005, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2005, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)” (PL n. 435/10^)

È stata assegnata alla prima - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere (depositata e approvata direttamente in Aula).

 

(Così resta stabilito)

 

Giudiceandrea, Nucera, Romeo, Arruzzolo, Parente, Orsomarso – “Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e di adeguamento al d.l. n. 174/2012” (PL n. 436/10^)

 

È stata assegnata alla prima - Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale - ed alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere (depositata e approvata direttamente in Aula).

 

(Così resta stabilito)

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale:

 

“Bilancio di previsione 2019-2021 dell’Azienda Regionale per lo Sviluppo dell’Agricoltura Calabrese (ARSAC) – (deliberazione G.R. n. 192 del 21.5.2019)” (PPA n. 255/10^)

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

“Bilancio di previsione dell’Ente per i Parchi Marini Regionali 2019-2021 (EPMR) – (deliberazione G.R. 193 del 21.5.2019)” (PPA n. 256/10^)

È stata assegnata alla seconda Commissione - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

 

È stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri:

 

Irto, Romeo, Nucera, Gallo, Parente, Arruzzolo - “Proposta di legge al Parlamento recante: Proposta di modifica e integrazione alla legge 11 gennaio 2018, n. 4 'Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli organi per crimini domestici' (PPA n. 257/10^)

È stata assegnata alla terza Commissione – Sanità, Attività sociali, culturali e formative - per il parere.

(Così resta stabilito)

 

Integrazione risposta all’interrogazione n. 447 dell’1 marzo 2019

In data 3 maggio 2019 è pervenuta integrazione alla risposta all’interrogazione n. 447 dell’1 marzo 2019.

 Promulgazione legge regionale

In data 30 aprile 2019, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato la sotto indicata legge regionale e che la stessa è stata pubblicata telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 50 del 3 maggio 2019:

Legge regionale 30 aprile 2019 n. 7, recante: 'Abrogazione della legge regionale 26 giugno 2018, n. 22 (Disposizioni in materia funeraria e di polizia mortuaria)'.

 

 

In data 2 maggio 2019, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 50 del 3 maggio 2019:

1. Legge regionale 2 maggio 2019 n. 8, recante: 'Modifiche e integrazioni alla legge urbanistica della Calabria (l.r. 19/2002)';

2. Legge regionale 2 maggio 2019 n. 9, recante: 'Riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118';

3. Legge regionale 2 maggio 2019 n. 10, recante: 'Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118'.

 

In data 7 maggio 2019, il Presidente della Giunta regionale ha promulgato le sotto indicate leggi regionali e che le stesse sono state pubblicate telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 51 dell’8 maggio 2019:

1. Legge regionale 7 maggio 2019 n. 11, recante: 'Disposizioni relative alla Città Metropolitana di Reggio Calabria in materia di gestione dei rifiuti urbani. Modifiche alla l.r. 14/2014';

2. Legge regionale 7 maggio 2019, n. 12, recante: 'Ratifica dell’accordo per l’istituzione dell’Area integrata dello Stretto tra la Regione Siciliana, la Regione Calabria, la Città metropolitana di Messina, la Città metropolitana di Reggio Calabria e la Conferenza permanente interregionale per il coordinamento delle politiche nell’Area dello Stretto'.

Deliberazione Corte dei Conti numero 57/2019

In data 9 maggio 2019, è pervenuta la deliberazione della Corte dei Conti – Sezione regionale di controllo per la Calabria - n. 57/2019, inerente la relazione annuale sulla tipologia delle coperture finanziarie adottate nelle leggi regionali approvate nel 2018 e sulle tecniche di quantificazione degli oneri, ai sensi dell’articolo 1, comma 2, D.L. n. 174/2012.

Emanazione di regolamento regionale

In data 30 aprile 2019, il Presidente della Giunta regionale ha emanato il sotto indicato regolamento regionale e che lo stesso è stato pubblicato telematicamente sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 50 del 3 maggio 2019:

Regolamento regionale n. 10 del 30 aprile 2019, concernente: 'Modifica al Regolamento regionale n. 14, recante la disciplina delle strutture ausiliarie, del 10 agosto 2017 e s.m. ed i.'.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio di previsione finanziario 2019-2021:

 

Deliberazione Giunta regionale n. 660 del 31.12.2018;

Deliberazione Giunta regionale n. 663 del 31.12.2018;

Deliberazione Giunta regionale n. 161 del 26.4.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 162 del 26.4.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 166 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 174 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 175 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 176 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 177 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 178 del 2.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 194 del 21.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 195 del 21.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 196 del 21.5.2019;

Deliberazione Giunta regionale n. 197 del 21.5.2019.

 

Interrogazioni a risposta scritta

 

Esposito, Pedà, Scalzo - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere -  premesso che:

 

- in data 28/12/2017 sono stati pubblicati gli avvisi interni per il conferimento degli incarichi di responsabile delle strutture a valenza dipartimentale del servizio veterinario area A, B e C presso l’ASP n. 8 di Vibo Valentia;

- sono state correttamente espletate tutte le procedure previste dalla normativa vigente e dal CCNL in materia di affidamento degli incarichi, compresa la proposta di designazione dei dirigenti a cui conferire gli incarichi da parte del direttore del dipartimento di prevenzione pro tempore;

- a tutt'oggi sono già stati affidati da tempo gli incarichi di SSVD compresi nel nuovo atto aziendale.

Considerato che:

- è interesse legittimo dei dirigenti interessati rivendicare la conclusione dell'iter amministrativo ai fini del corretto riconoscimento del trattamento economico nonché il rispetto delle norme cogenti in materia di trasparenza degli atti della pubblica amministrazione e delle leggi anticorruzione;

- sono letteralmente cadute nel vuoto le numerose diffide fatte dalle sigle sindacali di categoria al fine di ottenere la corretta applicazione delle norme contrattuali in tema di assegnazione degli incarichi, diffide alle quali la DG non si è nemmeno degnata di rispondere, ritenendo che tutti i dirigenti hanno pari dignità per quanto concerne l'affidamento degli incarichi, nonché tutte le sollecitazioni del Direttore del dipartimento di prevenzione pro tempore con la relativa richiesta di procedere correttamente all'assegnazione dei predetti incarichi;

- anche l'ufficio del commissario al piano di rientro con missiva a firma dell'ing. Massimo Scura, commissario pro tempore, ha più volte sollecitato l'affidamento degli incarichi al fine soprattutto di scongiurare il mancato raggiungimento dei LEA. - stessa sorte è toccata ai dirigenti del SIAN, dell'Igiene e Sanità Pubblica e della Medicina del Lavoro che ormai da tempo aspettano che venga affidato temporaneamente l'incarico di struttura complessa per come legittimamente previsto dall'ex art. 18 del CCNL della dirigenza medica e veterinaria in attesa dell'espletamento dei concorsi;

- simile stato di cose potrebbe ingenerare un concreto pericolo di collasso del sistema di servizi così importanti, come quelli della prevenzione, in quanto potrebbero comportare seri rischi alla salute dei cittadini, atteso che tali servizi garantiscono il funzionamento di tutti i controlli in tema di sicurezza alimentare, oltre che dar luogo eventualmente a gravissime ipotesi delittuose nonché ad evidenti responsabilità di natura disciplinare ed erariale. Alla luce di questa gravissima ed oltremodo intollerabile situazione, si interroga il Presidente della Giunta regionale e la Giunta -:

 

le vere motivazioni che hanno portato il Dirigente dell'Asp di Vibo Valentia a non procedere, ad un anno e mezzo dal regolare espletamento degli avvisi pubblici, all'assegnazione degli incarichi delle strutture semplici a valenza dipartimentale dei servizi veterinari dell'Asp di Vibo Valentia. Si chiede, altresì, alle SSLL sulle reali motivazioni per le quali la dott.ssa Caligiuri non ha proceduto all'affidamento provvisorio dell'incarico ai sensi dell'ex art. 18 del CCNL della dirigenza medica e veterinaria delle strutture complesse del dipartimento di prevenzione, nonché di attivare ogni potere di verifica ed indagine interna al fine di accertare la reale natura del comportamento della Dirigente e nel contempo attivare le procedure urgenti al fine di procedere all'assegnazione di tutti gli incarichi del dipartimento di prevenzione.

(474; 29/04/2019)

 

 

Guccione - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

• la Stazione Unica Appaltante della Regione Calabria può contare oggi solamente su 24 dipendenti, a fronte di una pianta organica di 129 dipendenti. Il personale attualmente in servizio è ripartito in tre sezioni: amministrativa, tecnica, osservatorio;

• in particolare la sezione tecnica è carente di personale rispetto agli ambiziosi obiettivi e alle molteplici competenze affidatele dalle complesse normative in materia di appalti pubblici;

• la carenza di personale risulta evidente se si prende in esame la pianta organica di altri Enti di diverse regioni, chiamati a svolgere gli stessi compiti della Stazione unica appaltante della Regione Calabria, come ad esempio: Soresa-Regione Campania con 90 dipendenti, Aria (soggetto per gli acquisti in Lombardia) con 600 dipendenti, Innova Puglia con 179 dipendenti;

• nonostante ripetuti impegni non è stato attuato alcun potenziamento di personale. L'ultimo incontro si è tenuto il 2 agosto 2018, con i direttori generali di Aziende Ospedaliere, Asp e il Presidente della Giunta regionale. In quella sede era stato preso l'impegno di rafforzare la Sua, quale strumento strategico ai fini della trasparenza ed economicità del sistema;

• nonostante l'impegno e l'abnegazione del dg e dei pochi dipendenti, la Sua ha saputo dimostrare che centralizzando le gare di appalto non solo si garantisce la legalità, ma anche la qualità dei servizi e delle prestazioni e si riesce a realizzare un grande risparmio economico per le casse finanziarie pubbliche;

si interroga la S.V. -:

 

quali iniziative urgenti intende adottare: - per impedire che una struttura così importante e strategica possa essere costretta alla paralisi amministrativa vista la grave carenza di organico. Mancano all'appello oltre 104 dipendenti per permettere alla Sua di lavorare e impedire infiltrazioni e tentativi di condizionare il sistema degli appalti pubblici, garantendo legalità ed economicità alle casse della Regione Calabria. Si chiede quali iniziative intende adottare per aumentare rapidamente il personale qualificato per come previsto dalla dotazione organica della Sua, e per evitare che questo mancato rafforzamento possa essere interpretato come un tentativo per depotenziare la stessa Stazione unica appaltante.

(475; 03/05/2019)

 

 

Bevacqua - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

• Calpark S.C.p.A. nasce da un'intesa di programma del 7 dicembre 1990 tra il Ministero per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, il Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica ed il Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica, che prevedeva "Lo sviluppo dei Parchi Scientifici e Tecnologici nelle aree meridionali";

• la società ha per oggetto la prestazione di servizi per l'innovazione tecnologica, gestionale ed organizzativa alle piccole imprese industriali, commerciali, di servizi ed alle imprese artigiane;

• attualmente il capitale sociale di Calpark è detenuto per il 26,5% ciascuno da Università della Calabria e Università della Magna Grecia, mentre l’Università di Reggio Calabria detiene il 7% e Fincalabra poco più del 22%.;

• Fincalabra SpA, società della Regione Calabria, istituita nel 1984 con legge regionale 7/1984 è stata costituita nel 1989;

• la Regione Calabria, con la legge regionale 9/2007, ha acquisito la totalità delle azioni di Fincalabra, che è così divenuta organismo in house providing;

• Fincalabra è soggetta all'attività di Direzione e Coordinamento della Regione Calabria.

Rilevato che:

• dal mese di gennaio 2019 non vengono erogati gli stipendi ai dipendenti della società e un primo incontro fissato all'Ispettorato del lavoro di Cosenza, anche con le rappresentanze sindacali, non ha prodotto effetti per l'assenza di alcuni dei rappresentanti della proprietà;

• da circa 25 anni Calpark, unico parco scientifico e dell'innovazione in regione, ha svolto un ruolo fondamentale nel campo della innovazione tecnologica, contribuendo non poco alla crescita di esperienze imprenditoriali e start-up industriali fortemente avanzate;

• il passivo della società, nel raffronto tra debiti e crediti, ammonta a circa cinquantamila euro;

ma, senza interventi immediati e una programmazione adeguata, è destinato ad allargarsi;

• tutti i soci hanno il dovere di sentirsi chiamati direttamente in causa di fronte al rischio di chiusura;

in particolare, al di là della questione prettamente tecnica delle partecipazioni societarie, Calpark si è venuta configurando quale prezioso braccio operativo dell'Università della Calabria in tema di trasferimento tecnologico e di innovazione;

Stante che: Calpark ha dimostrato di saper perseguire l'obiettivo fondamentale di promuovere e generare innovazione, competitività e sviluppo, promuovendo l'interazione tra le strutture tecnico-scientifiche di ricerca (Università, Centri di Ricerca), il mondo produttivo ed imprenditoriale e le istituzioni -:

 

quali iniziative ha inteso e intende intraprendere l’esecutivo regionale per evitare la perdita di un patrimonio di conoscenze e professionalità accumulato da soggetti particolarmente esperti nella progettazione e nella rendicontazione dei fondi europei e per concorrere a individuare un percorso non solo di salvezza ma di rilancio rispetto a uno strumento storico e irrinunciabile dell'innovazione tecnologica per la Calabria.

(476; 06/05/2019)

 

 

Greco - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- con Avviso del 06/07/2018, pubblicato sul BURC dell'11/07/2018, è stato emanato l'Avviso Pubblico per il sostegno di Progetti di Valorizzazione dei Borghi della Calabria, riservato ai Comuni, di cui alla Programmazione Regionale Unitaria 2014-2020, Valorizzazione Turistica e Culturale dei Borghi della Calabria;

- il predetto Avviso ha previsto la scadenza per la presentazione delle domande di agevolazione per il giorno 30 luglio 2019, successivamente prorogata al 21/09/2018;

-con Decreto n. 1737 del 14/02/2019 è stata nominata la Commissione di Valutazione delle proposte ai sensi dell'Art. 12 comma 2 dell'Avviso;

- con Decreto n. 4534 del 09/04/2019 sono stati Approvati gli Elenchi delle Proposte Ammesse e non Ammesse di cui agli Allegati n. 1 (Proposte Ammesse) e n. 2 (Proposte Non Ammesse);

- le Proposte Ammesse, di cui all'All. 1, risultano 361 e le Proposte non Ammesse, di cui all'All. 2, risultano 35;

- il predetto Decreto 4534 prevede "Di provvedere con successivo atto alla pubblicazione delle Graduatorie Definitive", -ai sensi dell'Art. 12, comma 6 i progetti saranno ammessi a finanziamento fino ad esaurimento delle risorse disponibili, sulla base dell'ordine decrescente del punteggio ottenuto nel contesto di una graduatoria unica in cui confluiranno tutti i restanti interventi proposti;

- come si evince dall'All. l, l'Elenco dei "Comuni Ammessi" è stato redatto sulla base del solo protocollo di arrivo delle proposte e non di una valutazione di merito da parte della Commissione ai sensi dell'Art. 12, comma 6, che ne determinerà investimenti ammissibili, contributo concedibile e punteggi;

Preso atto che: -le proposte devono essere ancora valutate nel merito (investimenti ammissibili, contributo concedibile, ecc.) e che alle stesse dovrà essere attribuito il punteggio ai sensi all'Art.12 comma 3 dell'Avviso sulla base del quale verrà pubblicata la graduatoria provvisoria e determinato, pertanto, il posto effettivo in graduatoria di ciascun Comune;

Considerato che: -l'Avviso prevede un contributo pari al 100% degli investimenti con un minimo di € 300.000 ed un massimo di € 1.500.000;

-come indicato in premessa, le domande ammesse di cui all'All. 1 sono pari a n. 361;

-la dotazione finanziaria è di € 100.000.000;

Considerato inoltre che: -le numerose sollecitazioni ricevute da parte di Sindaci di Comuni della Regione ed il forte eco della notizia sulla stampa regionale, nella convinzione che l'All. 1 al Decreto 4534 è da considerarsi quale elenco definitivo delle domande ammesse a ricevere il contributo richiesto -:

 

1) di chiarire, dandone ampia diffusione, la vera natura degli elenchi pubblicati e che l'ammissione al contributo verrà successivamente stabilita dalla Commissione sulla base dei punteggi attribuiti ai sensi dell'Art. 12, comma 3 dell'Avviso;

2) di chiarire che, solo successivamente, verrà redatta e pubblicata la graduatoria provvisoria dei progetti finanziati (sulla base delle risorse disponibili) ed eventualmente non finanziati (a causa dell'esaurimento dei fondi), così come previsto all'Art. 12 dell'Avviso, comma 6;

3) per le 361 domande in elenco, a quanto ammonta il totale dei contributi richiesti;

4) se, preso atto sia della numerosità delle domande e sia del rilevante contributo ammissibile previsto (Max € 1.500.000 per ogni domanda), si prevede lo stanziamento di ulteriori fondi e di quanto si intende incrementare l'originaria dotazione di € 100.000.000;

5) se l'Amministrazione, al fine di anticipare i tempi di istruttoria delle domande, intende nominare più Commissioni di valutazione;

6) se, al fine di ridurre i tempi di attuazione, sono state già avviate le azioni previste dall'art. 24 dell'Avviso che prevede, al fine di determinare effettive e concrete ricadute sociali ed economiche sul territorio a che l'Amministrazione regionale provveda ad attivare forme di indirizzo e coordinamento e a realizzare i seguenti interventi a livello trasversale e strategico: a. Azioni di marketing territoriale e promozione dei borghi della Calabria;

b. Realizzazione di prodotti e servizi divulgativi e promozionali;

c. Realizzazione di ambienti virtuali e sistemi informativi basati sulle tecnologie ICT per la promozione e la fruizione;

d. Azioni di accompagnamento e di rafforzamento amministrativo rivolte alle amministrazioni beneficiarie.

(477; 24/04/2019)

 

 

Greco - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

 

- la mozione n.59/X sulla Valorizzazione turistica dell'Altopiano Silano a firma dei consiglieri O. Greco, G. Aieta, D. Bevacqua, G. Giudiceandrea, C. Guccione, F. Sergio, M. D'acri approvata nella seduta del Consiglio regionale dell'uno agosto 2016;

- la mozione n.59/X impegnava il Presidente e la Giunta regionale ad approvare il Masterplan per lo sviluppo turistico dell'Altopiano silano allegato alla mozione e a redarre uno studio di fattibilità, con relativa individuazione dei fondi necessari, per l'identificazione dei progetti organici di investimento nelle località principali dell'area di sviluppo turistico, Camigliatello Silano e Lorica, che rappresentano i nuclei abitativi e turistici più importanti della zona;

- a distanza di quasi tre anni non si hanno notizie sullo stato dell'arte dello studio di fattibilità e sull'individuazione delle risorse necessarie alla realizzazione del Masterplan per lo sviluppo turistico dell'Altopiano silano -:

 

l) quale sia lo stato dell'arte dello studio di fattibilità per lo sviluppo turistico dell'Altopiano silano;

2) se siano state individuate le risorse per la realizzazione del Masterplan;

3) se la realizzazione del Masterplan per lo sviluppo turistico dell'Altopiano silano sia ancora una priorità della Giunta regionale.

(478; 08/05/2019)

 

 

Nicolò - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

-la legge regionale n. 27 del 2018:"Promozione delle attività di recupero e ridistribuzione delle eccedenze alimentari per contrastare la povertà e il disagio sociale" pubblicata sul Burc il 6 agosto 2018, promuove l'attività di recupero e distribuzione delle eccedenze alimentari a favore delle persone in stato di povertà o disagio sociale, al fine di tutelare le fasce più deboli della popolazione;

-il sottoscritto, con interrogazione n. 418 del 26/11/2018 e n. 431 del 25 gennaio c.a., interrogava il Governo regionale al fine di conoscere lo stato dell'arte rispetto agli adempimenti previsti all'art. 4 della Legge regionale n. 27/2018;

-la risposta alla prima interrogazione, pervenuta in data 18 dicembre 2018, non risulta esaustiva rispetto ai quesiti posti, limitandosi a riferire di attività propedeutica ad una non meglio precisata "azione di stretto raccordo con gli Ambiti territoriali in grado di costruire e attivare in maniera partecipata le modalità di analisi del fabbisogno, della valutazione degli effetti delle politiche distributive e i criteri per la determinazione della soglia di povertà e disagio sociale";

Considerato che non è pervenuta risposta in merito al secondo atto di sindacato ispettivo del 25 gennaio c.a. -:

 

- quale sia lo stato dell'arte rispetto agli adempimenti di competenza della Giunta regionale previsti dall'art. 4 della legge regionale n. 27/2018.

(479; 08/05/2019)

 

 

Guccione - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

• con delibera 339 del 12-04-2007 dell'ex As 3 di Rossano veniva affidato, per la durata di tre anni, il servizio di ristorazione per un importo di 1.951.000,00 più Iva. Colazione, pranzo e cena: euro 11,80 più Iva;

• con le delibere 1440 del 01-04-2010;

1233 del 25-03-2011;

539 del 28-02-2012 l'Asp di Cosenza (che ha assorbito la As 3 di Rossano) prorogava il servizio di ristorazione per gli anni 2010-2011-2012;

• con delibera 3085 del 30-10-2012 dell'Asp di Cosenza, veniva affidato in aggiunta, sempre alla stessa ditta e senza alcuna indizione e procedura di gara, il servizio di ristorazione degenti del P.O. di Castrovillari e il CAPT di Lungro;

• con delibera 1876 del 30-10-2015 dell'Asp di Cosenza, veniva affidato temporaneamente (invece sono trascorsi circa quattro anni) sempre alla stessa ditta e sempre senza procedura di gara, il servizio di ristorazione ospedaliero per i presidi di Paola e Cetraro - per un importo giornaliero per la fornitura di colazione, pranzo e cena di euro 13,397 oltre Iva. Nella delibera si specificava che il pranzo e la cena venivano preparati nel centro cottura di Castrolibero, distante 35 minuti dal presidio ospedaliero di Paola e 50 minuti dal presidio di Cetraro;

• in data 2015 con decreto dirigenziale Stazione unica appaltante numero 10959 del 13-10-2015 venivano aggiudicati alcuni lotti di procedura di gara per il servizio di ristorazione in alcuni ospedali calabresi. Esempi: per l'ospedale Pugliese-Ciacco di Catanzaro il servizio di ristorazione veniva aggiudicato a euro 10,99 (colazione, pranzo e cena). All'Azienda ospedaliera Bianco-Melacrino-Morelli di Reggio Calabria euro 9,22 (colazione, pranzo e cena). Prezzo inferiore di oltre tre euro a quello che l'Asp di Cosenza ha riconosciuto con delibera 1876/2015 per i servizi di ristorazione per i presidi di Paola e Cetraro;

• la Regione Calabria attraverso la Sua (Stazione unica appaltante) con decreto del direttore generale n. 15575 del 15-11-2013, indiceva una procedura di gara per l'affidamento del servizio di ristorazione delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria. Importo complessivo della gara: euro 62.910.604,94 più Iva - suddivisa in sette lotti. In particolare, per il quarto lotto, quello dell'Asp di Cosenza, l’importo previsto era di euro 19.927.347,40 oltre Iva - durata 36 mesi;

• nell'ambito della gara del servizio di ristorazione delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria non veniva mai aggiudicato il lotto quattro denominato: "servizio di ristorazione degenti dell'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza", come si evince dal decreto del direttore generale della Sua numero 10317 del 30-08-2016. Da allora ad oggi non è stato più espletato alcun bando di gara per i presidi ospedalieri appartenenti all'Asp di tutta la provincia di Cosenza. Ininterrottamente e in costante regime di prorogatio l'azienda continua a fornire il servizio di esternalizzazione della mensa, in assenza di qualsivoglia aggiudicazione di gara di evidenza europea come prescritto dalla legge. Continuando la propria attività con più di dieci anni di proroghe si è vista aumentare le proprie commesse e i propri fatturati pagati dall'Asp di Cosenza. Nello stesso tempo sono stati finanche aumentati i presidi ospedalieri oggetto della fornitura: si sono aggiunti la Casa Albergo di Oriolo, l’Hospice di Cassano allo Jonio, il Centro Dialisi di Cosenza e il Centro Salute Mentale di Montalto Uffugo;

• l'Asp di Cosenza in definitiva allo stato attuale continua a intrattenere rapporti commerciali ed economici per la fornitura del servizio mensa esternalizzato su tutto il territorio provinciale con l'azienda, la quale doveva solo per il triennio 2007-2010 essere affidataria del servizio mensa dell'ex As n.3 di Rossano. Ma scaduto il triennio ha continuato e continua in regime di prorogatio non solo l'originale servizio ma si è esteso a tutti i presidi della provincia di Cosenza afferenti all'Asp;

• la Regione Calabria attraverso la Sua non ha inteso oggi indire alcuna gara. L'Asp di Cosenza anch'essa non ha proceduto ad avviare nessuna procedura di gara, continuando in questo modo a pagare milioni di euro in regime di una chiara e illegittima proroga (sine die) e in barba a ogni regola e rispetto della concorrenza, con un aggravio di costi enormi per le casse pubbliche;

• in data 24-10-2016 con nota numero 0320030 il direttore generale della Sua, dott. Mario Donato, inviava ai direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria e al direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Calabria, una nota nella quale invitava a seguire le indicazioni operative, di uniformarsi con le proprie attività di acquisizione di beni e servizi al Dpcm del 24-12-2015 al fine di scongiurare potenziali situazioni di danni erariali e connessi profili di responsabilità amministrativi e contabili;

• con nota 0256763 del 24-07-2018 sempre il direttore generale della Sua invitava i direttori generali di aziende ospedaliere e sanitarie della Calabria di attuare gli adempimenti operativi per le gare centralizzate in cui si può leggere che "il ricorso in proprio alla proroga di contratti per la fornitura di beni e servizi in assenza dei presupposti che lo giustificano e/o in violazione dei limiti temporali previsti dalla normativa di riferimento e sopra richiamati, dà luogo ad affidamenti diretti in violazione dei principi generali dell'evidenza pubblica per i quali è senz'altro avvisabile la responsabilità contabile e amministrativa" -:

 

quali iniziative urgenti intende adottare per vigilare su ciò che è avvenuto e continua ad avvenire all'Asp di Cosenza. Non è più tollerabile la situazione in cui si trova l'Azienda sanitaria provinciale di Cosenza dove regnano disordine e caos amministrativo. Forniture di beni e servizi ottenute con proroghe di fatto illegittime, in violazione ai principi di concorrenza, trasparenza e senza alcuna procedura di gara.

(480; 17/05/2019)

 

 

Mirabello - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

la Giunta regionale della Calabria con delibera n.355 del 31 luglio 2017 ha definito il "Documento programmatico di difesa del suolo" al fine di conseguire l'obiettivo della mitigazione del rischio idrogeologico con l'azione 5.1.1 programmando interventi per la protezione dalle frane e dalle alluvioni dei centri abitati e interventi strategici lungo gli assi di collegamento stradale e ferroviario. Considerato che: lo stesso piano, attingendo ai fondi del Por 2014/2020 e del Patto per lo sviluppo della Calabria, è stato dotato di risorse finanziarie sufficienti a fronteggiare il quadro completo dei bisogni del territorio regionale, dando priorità assoluta alla mitigazione del rischio idrogeologico e dell'erosione, stanziando le somme occorrenti per la realizzazione delle opere di difesa costiera considerate prosecuzione e completamento degli interventi già in corso e finanziati col precedente Por 2007/2013. Che: tali interventi per come previsto dovevano essere coerenti ai piani di settore pertinenti (PAI, PSEC, PGRA);

con priorità a interventi inquadrati in Master Plan redatti a scala di bacino o di versante capaci di definire le strategie integrate di mitigazione del rischio e di adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso un uso congiunto di interventi strutturali e non strutturali. Visto che: nella DGR 355/2017 all'allegato A "programmazione PATTO FSC" nell'AREA 14 e nell'AREA 15 sono stati inseriti nella programmazione gli Interventi integrati per il completamento delle opere di difesa costiera lungo il litorale Nicotera-Joppolo-Ricadi e lungo il litorale Tropea-Parghelia-Zambrone-Briatico-Vibo Valentia-Pizzo Calabro per uno stanziamento di euro 850.000.000 -:

 

quali siano, in virtù del Documento programmatico di difesa del suolo varato dalla Giunta regionale della Calabria nel 2017 in relazione all'erosione costiera ed in considerazione dei ripetuti solleciti inoltrati presso i dipartimenti regionali di competenza oltre che degli eventi erosivi causati dalle mareggiate durante la stagione invernale, gli atti conseguenziali prodotti ad oggi nonché i tempi previsti per la cantierizzazione degli interventi ricadenti nell'AREA 14 e nell'AREA 15 (litorale Nicotera-Joppolo-Ricadi) e (litorale Tropea- Parghelia-Zambrone-Briatico-Vibo Valentia-Pizzo Calabro).

(481; 27/05/2019)

Interpellanze

Gallo - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- la Regione Calabria, nell'ambito delle politiche messe in atto dall'Unione Europea, dal Governo e dal Parlamento, ha promosso misure di contrasto alla crisi occupazionale adottando, tra l'altro, soluzioni per i lavoratori espulsi dai processi produttivi percettori di ammortizzatori sociali in deroga e per i lavoratori disoccupati;

- tra Regione Calabria e Segretariato Regionale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per la Calabria è stato siglato un Protocollo - repertorio n. 235 del 30 marzo 2016 - avente ad oggetto la realizzazione di interventi per soggetti disoccupati e disoccupati in possesso dello status di percettori di ammortizzatori sociali in deroga, attraverso esperienze formative on the job da effettuarsi presso il Segretariato Regionale, le Soprintendenze, il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, il Polo Museale Regionale, gli Archivi di Stato, la Soprintendenza Archeologica della Calabria, i Parchi, Musei ed aree Archeologiche statali, la Biblioteca Nazionale Universitaria;

- con decreto dirigenziale n. 6160 del 30.05.2016, modificato e integrato con decreto dirigenziale n. 7001 del 17.06.2016, è stata approvata la "Manifestazione di Interesse per la selezione di massimo 627 soggetti, da parte di disoccupati e disoccupati in possesso dello status di percettori di ammortizzatori sociali in deroga, per un percorso di qualifica in grado di offrire maggiori opportunità lavorative";

- con i sopraindicati decreti sono state impegnate rispettivamente le somme di € 3.500.000,00 (impegno n. 1626/2016) e di € 508.800,00 (impegno n. 4154/2016) sul Bilancio 2016 (Programma Ordinario Convergenza — Cap. U4302060201) "Spese per la realizzazione di misure innovative e sperimentali di tutela dell'occupazione e di politiche attive del lavoro collegate ad ammortizzatori sociali in deroga" a totale copertura della spesa prevista;

- con decreto dirigenziale n. 8479 del 18/07/2016 è stato nominato il Nucleo di valutazione, composto da personale regionale, come previsto dall'art. 8 della citata Manifestazione di interesse, ricostituito con D.D.G. n.12729/2016 a seguito della presa d'atto delle dimissioni di alcuni componenti;

- con D.D.G. n. 402 del 23/01/2017 si è provveduto a prendere atto dei verbali del Nucleo di valutazione e ad approvare la graduatoria provvisoria degli ammessi al percorso formativo delle Aree I e II, l'elenco ammessi al colloquio dell'Area III secondo quanto previsto dall'art. 8 della Manifestazione d'interesse, l'elenco degli esclusi di tutte le Aree;

- con decreto dirigenziale n. 6372 del 16/06/2017 sono stati approvati la graduatoria definitiva degli ammessi al percorso formativo delle Aree I e II distinti in "disoccupati" e "disoccupati percettori", l'elenco degli ammessi al colloquio dell'Area III e l'elenco degli esclusi di tutte le Aree, elaborati dal Settore competente sulla scorta dell'esito dell'esame dei ricorsi;

- con D.D.G. n. 6649 del 2/06/2017 e s.m.i. si è provveduto a nominare la commissione per il colloquio di valutazione dei candidati dell'Area III previsto dall'art. 8 della Manifestazione d'interesse;

- con nota prot. n. 3802 del 30/05/2018 del Segretariato Regionale MIBACT, acquisita al prot. SIAR n.193887 del 01/06/2018, la Commissione per i colloqui, di cui al D.D.G. n.6649/2017 e s.m.i., ha trasmesso al Dipartimento Lavoro, Formazione e Politiche Sociali, Settore n. 6, la documentazione riguardante tutti gli atti relativi agli esiti dei colloqui orali dei candidati riferiti all'Area III dell'Avviso;

- con D.D.G. n.7879 del 19/07/2018, pubblicato sul portale istituzionale e sul BURC n.78 del 30/07/2018, sono stati approvati la graduatoria provvisoria Area III e l'elenco degli assenti al colloquio;

- per censurabili ragioni imputabili all'operato dell'Assessorato competente, la procedura di selezione si protraeva dunque per quasi un anno e mezzo, consentendo alle unità selezionate dell'Area I e II di iniziare a prestare le proprie attività soltanto a far data dal primo marzo 2018, per un periodo di 12 mesi con riconoscimento di indennità mensile commisurata in euro 500, da erogarsi a cura di Calabria Lavoro;

- con riferimento agli ammessi ricadenti nell'Area III, invece, dei 332 presenti in graduatoria ne venivano avviati al tirocinio in 300, mentre la rimanente parte veniva esclusa dallo scorrimento delle graduatorie;

- tale situazione si appalesa come inutilmente discriminatoria ed oltremodo illogica ed odiosa, anche alla luce del tempo trascorso tra la presentazione delle domande, il completamento della fase di valutazione e la data effettiva di inizio dei tirocini;

- contrariamente a quanto avvenuto per i tirocinanti di altri settori, ai tirocinanti del comparto Mibact non veniva concessa la possibilità di estendere la durata del tirocinio da 12 a 24 mesi, né alle richieste e proposte in tal senso avanzate anche dallo scrivente in sede istituzionale venivano date risposte;

- detti lavoratori, al pari dei loro colleghi, sono indispensabili per l'apertura ed il funzionamento dei musei, parchi archeologici, biblioteche, gallerie, palazzi e soprintendenze ai quali sono assegnati, arricchendo un già solido patrimonio di conoscenze e professionalità del quale difficilmente si potrà fare a meno, anche in ragione della carenza di personale e dei continui pensionamenti non seguiti da nuove assunzioni;

tanto premesso, interpella il Signor Presidente della Giunta regionale calabrese -:

 

- se il Governo regionale, nella persona del Presidente della Giunta regionale, sia a conoscenza della situazione;

- se ritenga quanto esposto coerente con l'indirizzo politico ed il programma di governo;

- se e come la Giunta regionale intenda adoperarsi per avviare al tirocinio le circa 30 unità dell'Area III al momento esclusi dallo stesso, a seguito di scorrimento delle graduatorie, previo reperimento delle risorse necessarie;

- se e quali provvedimenti la stessa Giunta regionale abbia in programma di assumere per garantire parità di trattamento tra tutti i tirocinanti, sia in ordine alla durata dei tirocini sia in relazione al valore del tirocinio prestato quale titolo preferenziale per la partecipazione ad eventuali concorsi per assunzioni a tempo indeterminato.

(40; 09/05/2019)

Risposta scritta ad interrogazione

 

Orsomarso - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

 

la Deliberazione della Giunta Regionale della Calabria n. 102/2015, apportando una modifica alla Legge Regionale n. 40/2009, ha imposto ai Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese l'obbligo di attivare le procedure per la modifica della Concessione delle acque Termali Terme Luigiane da perpetua a temporanea. I due Comuni, pur avendo attivato le procedure necessarie ad ottemperare a quanto dettato dalla legge Regionale modificata, ritengono tale deliberazione inappropriata alla specifica situazione delle Terme Luigiane e, per questo, hanno presentato alla Regione Calabria una richiesta di revoca della Deliberazione della Giunta Regionale della Calabria n. 102/2015;

Considerato che: la nota con cui i Comuni richiedono la revoca della Delibera 102/2015 è supportata da elementi su cui è opportuno avvenga una determinata e veloce valutazione;

la questione delle Terme Luigiane è attualmente ancora non risolta, stante i ritardi burocratici che si stanno perpetrando per la definizione della concessione in capo ai Comuni Concessionari;

ai Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese è stato proposto con nota n. 14072 del 14/1/2019 a firma della direzione generale del Dipartimento Regionale sviluppo economico attività produttive, di concedere ulteriore proroga del contratto ormai scaduto il 16/4/2016 e già prorogato al 1l/12/2018 alla società S.A.TE.CA. spa;

che il rimpallo tra Comuni e Regione sul tema della perpetuità della concessione, lascia indefinita l'avvio delle procedure per un bando di gara pubblico al fine di individuare il contraente per la gestione del bene comune e, quindi, nell'immediato anche l'attivazione delle procedure atte a garantire la continuità del servizio termale senza interruzioni -:

 

quali siano le azioni che la Regione Calabria ha intrapreso o intende intraprendere al fine di:

a) dirimere il tema della proroga da parte dei Comuni/ Regione alla società S.A.TE.CA. spa, per la gestione, anche temporanea, di strutture termali Comunali, nonché per l'uso delle acque minerarie termali;

b) se sia stata esaminata la nota con cui i Comuni di Acquappesa e Guardia Piemontese hanno chiesto la revoca della Delibera dì GR n.102/2015;

c) quali siano le motivazioni del ritardo in merito della Regione Calabria per la definizione delle procedure o degli atti sopra indicati.

(432; 30/01/2019)

 

Risposta: “Con riferimento a quanto in oggetto, si precisa che le problematiche evidenziate sono state affrontate e superate con il coinvolgimento di tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati dalla Legge Regionale n. 40 del 2009.

Di fatto, per quanto concerne la stazione termale delle "Terme Luigiane", l'iter previsto dalla D.G.R. 102/15 è tutt'ora in corso.

Sul punto, si allega il verbale redatto presso la Prefettura di Cosenza in data 08.02.2019 e il resoconto della riunione tecnica tenuta presso il Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive in data 19.03.2019.”

 

Dott. Fortunato Varone (Dirigente Generale)

 

 

Guccione - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

la Regione Calabria per gestire i servizi di brokeraggio utilizza una gara scaduta il 7 febbraio del 2014, oltre quattro anni fa. Il servizio è proseguito ugualmente, di proroga in proroga, non rispettando quanto previsto da una delle clausole del contratto che dà la possibilità di usufruire del servizio per un massimo di 120 giorni dalla data di scadenza;

l'istituto della prorogatio appare illegittimo visto che di fatto ha violato le norme sull'anticorruzione e la trasparenza -:

 

quali sono le ragioni del perché non si riesce a bandire, a distanza di quattro anni dalla scadenza del contratto, una nuova gara di appalto per i servizi di brokeraggio, e se ritiene necessario avviare una verifica di tutti i contratti e le gare che risultano in prorogatio e che rischiano di causare un grave danno alla Regione Calabria.

(434; 06/02/2019)

 

Risposta: “Con l'interrogazione consiliare in menzione l'on Carlo Guccione chiede di conoscere le ragioni per le quali a distanza di quattro anni non si riesce a bandire una nuova gara per il servizio di brokeraggio.

Con nota di pari data, trasmessa dalla S.V in data 12 febbraio u.s. allo scrivente Dipartimento è stato richiesto l'accesso agli atti di gara espletati nel periodo intercorrente tra il 2008 e il 2010 e a tutta la documentazione che possa giustificare la prorogatio.

In ordine all'accesso agli atti si trasmette la seguente documentazione, già in parte informalmente anticipata con comunicazione di posta elettronica del 21 febbraio u.s.:

      decreto n. 14105/2008;

      documentazione di gara 2008 (Bando, disciplinare, capitolato e relativi allegati);

      decreto 131/2009;

      decreto 18885/2009;

      decreto 829/2010;

      contratto rep. 85/2010.

Sì trasmette, altresì, la nota del dirigente pro tempore del Dipartimento prot. 68397 del 22 febbraio 2014, indirizzata alla S.U.A., con la quale nel richiedere la disponibilità a curare la procedura di gara per il nuovo affidamento del servizio viene fatto esplicito riferimento alla proroga del contratto conformemente all'art. 3, che prevede la proroga esclusivamente per il periodo di 120 giorni.

Successivamente a tale comunicazione, nessun atto relativo alla proroga del contratto risulta agli atti di questa Direzione Generale.

In ordine all'indizione di una nuova procedura di gara, a seguito di incarico da parte del dipartimento Bilancio è stato, quindi, assunto il decreto 14128/2014 (determina a contrarre per il nuovo affidamento del servizio) della Stazione Unica Appaltante.

A seguito della nota prot. 383585/2015 della SUA, veniva quindi avviato il procedimento per l'approvazione dei documenti di gara e, verificato il disinteresse del comparto sanitario per lo svolgimento di un'unica gara, si procedeva ad una complessa ricognizione delle esigenze delle strutture organizzative della Giunta, nonché ad una interlocuzione con la Stazione Unica Appaltante ed il Consiglio regionale (al quale si concordò di estendere la copertura dei servizi da affidare in un’ottica di semplificazione ed economicità dell'azione amministrativa).

Nel 2016, pertanto, con decreto 5822, a firma del Dipartimento Bilancio e del Dipartimento Organizzazione e Personale, sono stati approvati i nuovi documenti di gara ed è stata formalmente incaricata la Stazione Unica Appaltante per l'espletamento della stessa.

Tale procedura, correttamente bandita dalla SUA con decreto 2823/2017, è stata sospesa e quindi revocata, al fine di aderire a specifiche richieste del comparto sanitario, contrastanti con le precedenti determinazioni, perché i servizi in affidamento venissero estesi altresì agli Enti del S.S.R.

Con DDG n. 13808 del 26 novembre 2018 dei Dipartimenti "Tutela della Salute", "Bilancio Patrimonio e Finanze" e "Organizzazione e Risorse umane" (peraltro sottoscritto dallo scrivente già il 03.07.2018 ed inoltrato in pari data tramite il sistema SFERA al Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della salute per i conseguenti adempimenti), all'esito di una serie di incontri, si è proceduto ad integrare in unico capitolato le esigenze dei diversi soggetti appaltanti.

Successivamente all'adozione di tale decreto, con nota prot. 427937 del 14/12/2018 il dirigente del Dipartimento "Tutela della Salute" ha espresso alcune perplessità in merito al metodo utilizzato per il calcolo della base d'asta e ha conseguentemente richiesto al RUP di procedere ad ulteriori verifiche, di cui ad oggi, presumibilmente anche in considerazione delle dimissioni dall'incarico di RUP del dipendente del Dipartimento Tutela della Salute a ciò deputato (pervenute il 21/12/2018), non è stato trasmesso alcun esito così da poter porre in essere eventuali rettifiche.

Tanto si doveva per quanto di competenza.

Distinti saluti”

 

Dott. Giuseppe Palmisani (Dirigente del Settore Gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare)

Dott. Filippo De Cello (Dirigente Generale reggente)

 

 

Bova - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

in data 10/01/2019 la Giunta Regionale prendeva atto della volontà del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, dr.ssa Francesca Palumbo, di non proseguire nell'incarico;

in data 14/01/2019 il Dipartimento "Organizzazione, Risorse Umane" della Regione Calabria pubblicava un Avviso interno riservato ai Dirigenti di ruolo della Giunta della Regione Calabria, per il conferimento dell'incarico di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza della Giunta della Regione Calabria;

in data 04/02/2019, con la deliberazione di Giunta n. 52, la dr.ssa Giovanna La Terra veniva nominata nuova Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza;

dagli organi di stampa si è appreso che in data 11/02/2019 la dr.ssa Giovanna La Terra avrebbe inviato una nota alla Giunta Regionale con cui comunicava la sua intenzione di rinunciare all'incarico di cui sopra;

considerato che i fatti sopra esposti hanno creato una negativa attenzione mediatica nei confronti della Regione Calabria, finita al centro delle cronache locali e nazionali per via delle ipotesi di reato contestate alla dr.ssa Rizzo e per le due rinunce all'incarico da parte delle dirigenti Palumbo e La Terra;

il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza è garanzia della trasparenza, della legalità e dello sviluppo della cultura dell'integrità, e deve assicurare completezza, chiarezza e aggiornamento delle informazioni pubblicate dall'Ente segnalando i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione. Elementi, questi, che diventano prioritari ed essenziali per la Calabria, Regione la cui immagine è stata troppe volte martoriata da inchieste giudiziarie concernenti la sua classe dirigente -:

 

quali siano le motivazioni alla base delle rinunce all'incarico comunicate dalla dr.ssa Palumbo e dalla dr.ssa La Terra;

quali siano i parametri di riferimento utilizzati dalla Giunta Regionale per la scelta del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza;

quali siano, ad oggi, i dirigenti in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa vigente;

alla luce della rinuncia della dr.ssa La Terra, unico dirigente ad essersi candidata all'avviso di cui sopra, come intenda procedere la Giunta Regionale nell'individuazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza.

(438; 19/02/2019)

 

Risposta: “Ad integrazione di quanto riferito dal dipartimento ORU ed in particolare in riferimento al quesito: Quali siano le motivazioni alla base delle rinunce all'incarico comunicate dalla dott.ssa Palumbo e dalla dott.ssa La Terra. Si precisa quanto segue: Con tre missive del 3 ottobre 2018, 21 novembre 2018 e 18 dicembre 2018, la dott.ssa Francesca Palumbo "rimetteva l'incarico" lamentando nella prima nota la scarsa collaborazione del Dipartimento Organizzazione e Risorse umane, nella seconda oltre la scarsa collaborazione del dipartimento personale anche il contenuto di una nota dell'OIV nella quale il citato organismo suggeriva una modifica regolamentare che andava ad incidere in maniera significativa sull'incarico della RPCT in termini di autonomia ed in termini di disincentivazione allo svolgimento dell'incarico ed, infine, nell'ultima nota, la RPCT, lamentava la scarsa collaborazione da parte dell'Ufficio procedimenti disciplinari. Sempre nell'ultima nota, faceva presente, lamentandosi per la sua immagine, che erano apparsi articoli di giornale, precisamente su Corriere della Calabria, in cui l'avv. Tassone, dirigente del settore giuridico, membro dell'UPD, metteva in dubbio la legittimità della nomina come RPCT (richiamando la delibera di nomina). In virtù dell'ultima nota, lo scrivente Assessore, con pec del 18 dicembre 2018, ore 15.34, scriveva al dipartimento ORU chiedendo informazioni dettagliate su quanto lamentato dalla RPCT nelle tre note, al fine di avere elementi per poter relazionare alla Giunta. Con pec del 4 gennaio 2019, il Dirigente Generale del Dipartimento ORU relazionava ampiamente, confutando le lagnanze della dott.ssa Palumbo. Alla prima Giunta utile, cioè in data 10 gennaio 2019 lo scrivente Assessore relazionava sulla questione e cioè circa la volontà di dimettersi della dott.ssa Palumbo da responsabile dell'anticorruzione, spiegandone i motivi, e facendo altresì presente quanto confutato dal dipartimento personale. In quella occasione, la Giunta, anche in virtù del fatto che è in itinere un procedimento all’Anac sulla questione, non entrando nel merito, decideva, vista la poca serenità della dott.ssa Palumbo ad espletare l'incarico, di accogliere le dimissioni dando mandato al Dipartimento personale di procedere con l'avviso per la manifestazione dell'incarico di RPCT. A tale avviso perveniva la sola candidatura della dott.ssa Giovanna La Terra e, visto il curriculum dell'unica candidata, reputandolo soddisfacente per l'incarico da ricoprire, la Giunta la individuava quale nuovo responsabile RPCT. All'indomani dell'individuazione della Giunta, si sono susseguiti una serie di articoli di stampa sulla nuova RPCT su una "presunta condanna" per aver indebitamente percepito alcune indennità economiche a seguito di ispezione del MEF. In tale contesto, la dott.ssa La Terra, in data 11 febbraio 2019, scriveva alla Giunta, per il tramite della sottoscritta, di voler rinunciare all’incarico non perché, cosi come denunciato dai giornali non avesse i requisiti per la nomina, ma per motivi personali e di opportunità, e cioè perché il clima di scarsa serenità avrebbe sovraesposto lei e la stessa Amministrazione.

 

Dott.ssa Mariateresa Fragomeni (Assessore al bilancio, programmazione economica e finanziaria, politiche del personale)

 

In risposta all'interrogazione a risposta scritta n. 438/10 che la S.V. ha rivolto al Presidente della Giunta regionale in ordine alla nomina del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e del Responsabile della Trasparenza, di seguito, in base agli atti d'ufficio, si riportano gli elementi tecnici forniti dal Dipartimento Organizzazione e risorse umane competente in materia. rif. Quesito Quali siano i parametri di riferimento utilizzati dalla Giunta regionale per la scelta del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e del Responsabile della Trasparenza. I parametri di riferimento sono quelli previsti dalla vigente normativa. In particolare: - la Legge 6 novembre 2012 n. 190 recante "Disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" che, al fine di prevenire e reprimere i fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni, ha, tra l'altro, introdotto la figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e il cui art. 1, comma 7, a mente del quale l'organo di indirizzo politico di ciascuna pubblica amministrazione designa il responsabile della prevenzione della corruzione; - l'art. 43, comma 1, del d.lgs. 33/2013, secondo il quale il Responsabile della Prevenzione della Corruzione svolge di norma le funzioni di Responsabile della Trasparenza; - l'art. 15 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico); - la Circolare della Funzione Pubblica n. 1 del 25 gennaio 2013 recante "Legge n. 190 del 2012-Disposizioni per la prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione" ai sensi della quale: - la scelta del Responsabile della Prevenzione della Corruzione deve preferibilmente ricadere su Dirigenti di ruolo, che non siano stati destinatari di provvedimenti giudiziali di condanna, né di provvedimenti disciplinari, che abbiano dato dimostrazione nel tempo di comportamento integerrimo e che non si trovino in situazioni di conflitto di interessi; - nella scelta del Responsabile della Prevenzione deve essere evitata la designazione di dirigenti incaricati di quei settori che sono considerati tradizionalmente più esposti al rischio della corruzione; - non risultano compatibili con la funzione di RPC i dirigenti inseriti negli uffici di diretta collaborazione dell'organo politico; - l'incarico di Responsabile della Prevenzione si configura come incarico aggiuntivo da conferire a dirigente già titolare di incarico dirigenziale, senza che debba intervenire una modifica e/o integrazione dell'atto di conferimento dell'incarico. rif. Quesito Quali siano, ad oggi, i dirigenti in possesso dei requisiti stabiliti dalla normativa vigente. La Giunta regionale al fine di procedere all'individuazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e del Responsabile della Trasparenza ha dato mandato allo scrivente Dipartimento di pubblicare specifico avviso interno riservato ai Dirigenti di ruolo della Giunta della Regione Calabria. I Dirigenti a tempo indeterminato della Giunta della Regione Calabria, per poter presentare la propria candidatura devono essere in possesso dei seguenti requisiti: - Essere titolare di funzioni di Dirigente Generale o Dirigente di Settore; - Non appartenere ad uffici di diretta collaborazione dell'organo politico; - Non essere stati destinatari di provvedimenti giudiziali di condanna né di provvedimenti disciplinari; - Non trovarsi in condizioni di potenziale conflitto d'interessi con l'incarico e le funzioni ascritte, ai sensi della normativa vigente, al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e al Responsabile della Trasparenza. rif. Quesito Alla luce della rinuncia della dott.ssa La Terra, unico dirigente ad essersi candidata all'avviso di cui sopra, come intenda procedere la Giunta regionale nell'individuazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e del Responsabile della Trasparenza. La Giunta regionale, nella seduta del 15 febbraio 2019, nel prendere atto della rinuncia della dott.ssa La Terra ha "dato mandato al Dirigente Generale del Dipartimento Organizzazione e Risorse umane di pubblicare, con ogni urgenza, un nuovo avviso interno per l'individuazione del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza…”. L'estratto del processo verbale della seduta di Giunta del 15 febbraio 2019 è stato trasmesso, per i consequenziali adempimenti di competenza, al Dipartimento "Organizzazione e Risorse Umane" con nota prot. n. 67991 del 18 febbraio 2019. In data 25/02/2019 sul portale dipartimentale è stato pubblicato l'Avviso interno, riservato ai Dirigenti di ruolo della Giunta della Regione Calabria, per il conferimento dell'incarico di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e di Responsabile della Trasparenza della Giunta della Regione Calabria con scadenza 15 gg. dalla data di pubblicazione. Tale Avviso è andato deserto non essendo pervenuta nessuna candidatura. Successivamente, nella seduta del 02/04/2019 la Giunta regionale con deliberazione n. 140 ha individuato il nuovo RPCT.

Firmato Dirigente Generale del Dipartimento organizzazione e risorse umane dott. Bruno Zito”

 

Dott. Bruno Zito (Dirigente generale Dipartimento Organizzazione, Risorse Umane – Controlli)

 

 

Aieta - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

con la Legge di Bilancio 2019 (n. 145/2018) si è previsto "un Piano di cessione di immobili pubblici" al fine di garantire - al netto delle quote non destinate al Fondo per ammortamento dei titoli di Stato o alla riduzione del debito degli enti - un introito minimo di 950 milioni di euro per l'anno 2019 e di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021;

pertanto nella medesima Legge di Bilancio si è stabilito che: al fine di incentivare la realizzazione del piano di cessione, nonché l'attivazione di nuovi investimenti in armonia con il tessuto sociale di riferimento, il piano può individuare modalità per la valorizzazione dei beni medesimi, ivi compreso l'adeguamento della loro destinazione, nonché per l'attribuzione agli enti territoriali di una quota non inferiore al 5 per cento e non superiore al 15 per cento del ricavato della vendita degli immobili alla cui valorizzazione i predetti enti abbiano contribuito;

tra i beni identificati e che potrebbero essere oggetto del piano di cessione, il Demanio provinciale di Cosenza ha indicato il Complesso Monastico di Santa Maria in Valle Josaphat di Badia, luogo della Città del Santo che — oltre a racchiudere una storia millenaria — rappresenta uno dei riferimenti identitari più stabili nel tempo. Il Monastero, situato a confine tra i Comuni di Paola e San Lucido, comunemente noto col nome di Badia Luta, nel 1921 è stato acquistato dall'Azienda Speciale del Demanio Forestale di Stato e da oltre dieci anni è affidato in sub-comodato d'uso gratuito ad un'associazione di volontariato (Auser) che ne ha fatto un rinomato centro culturale e didattico;

nel 1997, il complesso monumentale è stato oggetto di importanti lavori di ristrutturazione, nonché di una interessante campagna di scavi finanziata dalla Soprintendenza BAAAS della Calabria;

la struttura oggi ospita un Museo archeologico, frutto di finanziamento concesso nel 2005 al Comune di Paola - a sua volta comodatario principale della Badia - dalla Regione Calabria (P.O.R. Calabria 2000/2006 — Determinazione n. 126 del 29.12.2005);

la decisione di inserire il Monastero Badia Luta tra i beni oggetto del piano di cessione, con contestuale inserimento dello stesso nell'elenco dei beni pubblici da dismettere, si pone in netto contrasto con quanto statuito dal Decreto n. 141 del 25.07.2013 a firma del Direttore Regionale, con cui la Soprintendenza di Cosenza ha dichiarato Badia "Bene culturale di interesse storico e artistico " ai sensi dell'art. 10 comma 1 del D.Lgs. 42/2004 e s.m.i.;

il complesso monumentale di Badia secondo quanto statuito dal D.Lgs. 42/2004, Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi degli art. 53 e 54, può, a tutti gli effetti, essere considerato demanio culturale, vista l'importanza del sito dal punto di vista archeologico, e pertanto a tutti gli effetti inalienabile;

nonostante ciò, il Monastero rischia, in applicazione della nuova legge di Bilancio, di essere messo all'asta, con conseguente ed invitabile perdita di ogni risorsa artistica e culturale fino ad oggi spesa, sia dalla Regione Calabria sia dal territorio locale che ha da sempre considerato il complesso come bene appartenente al patrimonio e all'identità collettiva -:

 

alla luce di quanto sopra esposto, quali iniziative intenda assumere al fine di fare in modo che, anche in considerazione dei finanziamenti concessi in passato per il recupero e l'allestimento del Museo, si possa procedere e chiedere che il Monastero di Badia possa diventare a tutti gli effetti patrimonio della Regione ai sensi dell'art. 54 comma 3 del D.Lgs. 42/2004, atteso che la restante parte di Badia (a monte del monastero) e i terreni limitrofi, sono già di proprietà della Regione Calabria, gestiti - nello specifico - da Calabria Verde.

(454; 13/03/2019)

 

Risposta: “Con l'interrogazione in oggetto l'on. Giuseppe Aieta chiede di sapere in relazione all'immobile in oggetto rientrante tra gli immobili statali alienabili, giusta determinazione della locale Agenzia del Demanio nell'ambito del "Piano di cessione di immobili pubblici" atti a garantire un introito allo Stato per gli anni 2020 e 2021, quali iniziative la Regione intende assumere in considerazione dei finanziamenti concessi in passato per il recupero del museo al fine di acquisire l'immobile al patrimonio regionale. Preliminarmente si specifica che la superficie lorda coperta è pari a 722,60 mq., la superficie lorda scoperta è pari a 100,90 mq. e l'area pertinenziale è pari a 305,00 mq., il valore di stima dell'immobile si aggira su circa 500.000,00 euro.

Ciò premesso si precisa quanto segue:

L'acquisto di immobili da parte delle amministrazioni pubbliche è attualmente disciplinato, tra le altre disposizioni, dall'articolo 12 del D.L. 98/2011, recante “acquisto, vendita, manutenzione e censimento di immobili pubblici" convertito con modificazioni, dalla legge 15/07/20111 n.111 e novellato dall'art. 1, comma 138, della legge 24/12/2012 n.228, che ha arricchito il dispositivo di tre ulteriori commi ed in particolare dei commi 1-bis, 1-ter e 1- quater.

Il comma 1-ter disciplina proprio i presupposti degli acquisti immobiliari degli enti territoriali, disponendo che anch'essi, dal 1° gennaio 2014 "al fine di pervenire a risparmi di spesa ulteriori rispetto a quelli previsti dal patto di stabilità interno (....) effettuano operazioni di acquisto di immobili solo ove ne siano comprovate documentalmente l'indispensabilità e l'indilazionabilità attestate dal responsabile del procedimento.

A decorrere, quindi, dall'esercizio 2014, benché sia venuto meno il divieto in capo alle pubbliche amministrazioni di procedere ad acquisti immobiliari, al di là di alcune tassative eccezioni, le predette operazioni sono sottoposte ad un peculiare regime vincolato.

La modalità di documentazione dell'indispensabilità e della indilazionabilità delle operazioni di acquisto di immobili sono state oggetto di uno specifico decreto ministeriale, emanato il 14/02/2014 n. 108, nonché delle connesse istruzioni operative riportate nella circolare n.19 del Ministero dell'Economia e delle finanze del 23/06/2014.

Il requisito della indispensabilità, attestata dal responsabile del procedimento, attiene alla assoluta necessità di procedere all'acquisto di immobili in ragione di un obbligo giuridico incombente all'amministrazione nel perseguimento delle proprie finalità istituzionali ovvero nel concorso a soddisfare interessi pubblici generali meritevoli di intensa e specifica tutela.

Il requisito della indilazionabilità, sempre attestata da responsabile del procedimento, afferisce all'impossibilità di differire l'acquisto senza compromettere il raggiungimento di obiettivi istituzionali o incorrere in procedimenti sanzionatori.

La Circolare del MEF n. 19 del 23/06/2014, che fornisce indicazioni circa l'attestazione del responsabile del procedimento, stabilisce che deve essere prodotta unitamente alla comunicazione del piano triennale di investimento entro il 31 dicembre di ogni anno, ovvero con gli eventuali aggiornamenti entro il 30 giugno dell'anno successivo, e non deve essere generica, ma deve esporre le concrete motivazioni poste a fondamento delle operazioni di acquisto.

Anche la Corte dei Conti è intervenuta, con deliberazione n.40/2017/PAR della sez. controllo per la Basilicata, in relazione al requisito dell'indispensabilità per l'acquisto di immobili da parte della PA, interpretando il significato della locuzione "assolutamente necessario" come mancanza di soluzioni alternative (all'acquisto immobiliare) ugualmente idonee ai fini dell'adempimento dell'obbligo giuridico in questione. Ha ritenuto, quindi, che nel caso di acquisti immobiliari da parte di un ente territoriale, debbano coesistere i seguenti tre elementi essenziali:

1.    un obbligo di legge funzionale al perseguimento dei propri fini istituzionali ovvero un obbligo di legge funzionale a concorrere al perseguimento di interessi pubblici generali meritevoli "di intensa e specifica tutela";

2.    mancanza di soluzioni alternative equipollenti, in termini di efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa e sana gestione delle risorse finanziarie;

3.    indifferibilità dell'acquisto, pena la compromissione del fine perseguito ovvero la soggezione a specifiche sanzioni.

I tre requisiti secondo la Corte devono sussistere ex ante rispetto alla decisione di acquisto, coesistere, essere comprovati documentalmente ed essere attestati dal responsabile del procedimento non in modo generico, ma esponendo o documentando le concrete motivazioni poste a fondamento delle operazioni di acquisto.

La Corte dei Conti sez. di controllo per la Toscana, con deliberazione n.110/2017/PAR è intervenuta sull'interpretazione dell'art. 12 comma 1-ter del DL 98/2011 chiarendo se l'applicazione della prima parte della norma " (...) al fine di conseguire ulteriori risparmi di spesa consente agli enti territoriali l'acquisto di immobili quando ne sia comprovata l'indispensabilità e l'indilazionabilità'' possa essere esclusa quando l'acquisto dell'immobile avvenga con contributi di terzi, come per es. risorse del Cipe o di privati, costituendo l'acquisto un'operazione neutra. La Corte ha inteso, infatti, il riferimento al divieto di nuovi acquisti non già ricomprendendo qualsivoglia contratto ricadente tra

quelli che identificano il trasferimento della proprietà di un immobile verso il corrispettivo del prezzo, bensì, considerate le finalità del divieto, nel senso di considerare solo i contratti che determinano un onere di spesa a carico dell'ente.

Al riguardo sia la sez. regionale di controllo nella citata deliberazione ed in quella n.3/2015, sia le sezioni riunite con la deliberazione n.7/2011 (in sede nomofilattica) hanno espresso il principio in base al quale le disposizioni di legge che impongono limitazioni alla spesa degli enti locali non si applicano alle spese degli enti che non siano finanziate a carico dei loro bilanci, ma che siano interamente a carico per es. dei fondi comunitari o di privati.

Conseguentemente, è da escludere un acquisto con fondi ordinari, ferma restando la possibilità di verificare la disponibilità di risorse comunitarie.

Tanto si doveva per quanto di competenza.

Distinti saluti”

 

Dott. Giuseppe Palmisani (Dirigente del Settore Gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare)

Dott. Filippo De Cello (Dirigente generale)

 

 

Greco - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- ai fini dell'affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale, la legge regionale n. 35/2015 ha determinato un unico bacino regionale con la possibilità di articolarlo in più ambiti territoriali/lotti di affidamento;

- in data 26 maggio del 2016 è stato pubblicato l'avviso di pre-informazione che prevede la gara per tutti i servizi di TPL su gomma della Regione per una durata di nove anni dall'aggiudicazione e un valore stimato di circa 120 milioni di euro annui al netto dell'IVA per lo svolgimento di circa 50 milioni di bus Km/annui;

- preordinatamente all'espletamento della gara devono essere tuttavia effettuati determinati atti di programmazione dei servizi previsti dalla stessa legge regionale n. 35/2015, in coerenza con la normativa nazionale cornice di cui al D.Lgs. n. 422/1997 e s.m.i., che allo stato attuale non risultano ancora adottati: - la procedura di definizione dei servizi minimi prevista dall'art. 5 della L.R. n. 35/2015 risulta essere stata avviata ma non conclusa;

- il Piano attuativo del TPL ed il Programma attuativo del TPL, di cui rispettivamente, agli artt. 8 e 9 della richiamata L.R. n. 35/2015 non sono allo stato definiti;

- l'organizzazione del bacino territoriale in più lotti ambiti di affidamento, in ossequio a quanto disposto dall'art. 48, commi 1-4, del D.L n. 50/2018, non risulta ad oggi essere stata adottata, anche a causa della solo parziale attuazione di quanto previsto dall'art. 13 della legge regionale circa attribuzioni, competenze e funzioni dell'ART-CAL -:

 

- se siano adottati, anche ai sensi della normativa nazionale di cui al D.Lgs. n. 422/1997 ed all'art. 48, commi 1-4, del D.L. n. 50/2017, gli atti di programmazione (piano regionale dei trasporti, piani di bacino, piano dei servizi, definizione bacini di mobilità) preordinati alle procedure di affidamento dei servizi;

e nel caso in cui siano stati predisposti se ne chiede copia;

- in caso negativo, invece, se non sia opportuno accelerare le procedure di adozione degli atti di programmazione (piano regionale dei trasporti, piani di bacino, piano dei servizi, definizione bacini di mobilità) preordinati alle procedure di affidamento dei servizi.

(463; 01/04/2019)

 

Risposta: “Nel processo di attuazione delle previsioni della legge n. 35 del 2015 è possibile distinguere due piani di intervento: da un lato, la valutazione concernente l’istituzione e l’avvio di operatività di taluni degli organismi previsti in tale impianto normativo e, dall’altro, la realizzazione degli ulteriori strumenti previsti.

Sotto il primo profilo, occorre evidenziare l’istituzione e l’avvio delle attività dell'Osservatorio della Mobilità, dell'ArtCal, del Comitato della mobilità e dell’Agenzia regionale reti e mobilità.

In particolar modo, l'Osservatorio della Mobilità è stato istituito con la D.G.R. n. 541 del 2015, recante "Approvazione nuova struttura organizzativa della G.R. e metodologia di graduazione delle funzioni dirigenziali - revoca della struttura organizzativa della Giunta regionale approvata con D.G.R. n. 428 del 20 novembre 2013”, nell’ambito del Dipartimento “Lavori pubblici, infrastrutture e mobilità”, incardinato nel Settore “Supporto gestione area trasporti, Osservatorio mobilità e sicurezza stradale”.

Con D.G.R 410 del 2016 è stato approvato lo schema di composizione del Comitato della Mobilità,

previsto dall’art. 10 della l.r. n. 35/2015, con funzioni consultive in materia di livello dei servizi minimi, tariffe e agevolazioni tariffarie, Piano attuativo del trasporto pubblico locale, Programma pluriennale del trasporto pubblico locale, nonché sulle ulteriori questioni di indirizzo politico-amministrativo in materia di trasporto pubblico locale. Con D.G.R. n.111 del 30 marzo 2017, è stata determinata la nomina dei primi otto componenti del Comitato della Mobilità, con il Decreto del Dirigente Generale n. 4802, è stata decisa la nomina di altri sei componenti. Con il Decreto del D.G. a. 4800 dell'11 maggio 2017 sono stati nominati infine, i componenti della Segreteria tecnico-amministrativa.

Con D.G.R. n. 148 del 2016 (pubblicata sul Burc n. 27 del 20 marzo 2017) sono state individuate le

modalità e i termini per la costituzione dell’Agenzia regionale reti e mobilità prevista dall’art.13, comma 25, della l.r. n. 35 del 2015. Tale organismo è stato costituito mediante scissione parziale della s.r.l. Ferrovie della Calabria per scorporazione del ramo d’azienda relativo alle attività di gestione e manutenzione delle infrastrutture della rete ferroviaria regionale non interconnessa.

La D.G.R. n. 117 del 2017 definisce, all’allegato 1, l’oggetto sociale dell’Agenzia regionale Reti e Mobilità S.pA., nonché le indicazioni e prescrizioni, allegato 2, per la costituzione della stessa.

Con D.G.R. n. 157 del 2017 è stato avviato l’iter di determinazione del livello sui servizi minimi, di cui all’art. 5 della l.r. n. 35 del 2015. A seguito dei pareri di legge, la D.G.R. n. 134 del 19/04/2018 ha approvato la determinazione del livello sui. servizi minimi del Trasporto Pubblico Locale, da sottoporre all’intesa con gli Enti Locali. Con successiva D.G.R n. 418 del 24.09.2018 la Giunta regionale ha preso atto del raggiungimento dell’intesa. Infine il Consiglio regionale con deliberazione n. 347 del 16/11/2018, modificata con deliberazione n. 354 del 29/11/2018, ha definitivamente approvato il livello dei servizi minimi.

Il Piano Regionale dei Trasporti della Calabria è stato adottato con D.G.R. n. 503 del 06/12/2016, approvato con D.C.R. n.157 del 19/12/2016.

Con D.G.R. n. 12 del 2017 è stato previsto un sistema di agevolazioni tariffarie per i servizi di trasporto pubblico locale, ai sensi dell’art. 7 della l.r. n. 35/2015, per i soggetti individuati dalle Linee d’indirizzo per l’attivazione di contrasto alla povertà e di inclusione sociale attiva di cui alla D.G.R. n. 284 del 2016 recante “Approvazione prima bozza del Piano Regionale di contrasto alla povertà”.

L’articolo 9 della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 35 riguarda il Programma pluriennale del Trasporto Pubblico Locale. La Giunta regionale ha approvato per la prima volta una programmazione sul trasporto pubblico con un orizzonte pluriennale con deliberazione n. 578 del 28/12/2016.

Un ulteriore programma aggiornato è stato presentato nell’anno 2018, nel mese di giugno all’attenzione del Comitato dalla mobilità, che ha ritenuto tuttavia opportuno trattare lo stesso al termine del processo di approvazione dei servizi minimi. Allo stato una nuova versione è in corso di consultazione presso il Comitato della Mobilità. Essa si basa anche sulle determinazioni e comunicazioni degli enti locali conseguenti all’approvazione del livello dei servizi minimi e sarà a breve presentata al Comitato della Mobilità.

Con D.G.R. n. 35 del 2018 sono stati individuati i dati economici e trasportistici che le aziende esercenti, il servizio di trasporto pubblico locale devono trasmettere all’Osservatorio della Mobilità secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 2, della l.r. n. 35 del 2015.

Per quanto riguarda i dati economici, sono stati individuati quali dati rilevanti i costi e ricavi dell’operatore economico, con specifico approfondimento e articolazione dei dati sui ricavi tariffari.

Tali dati, costituiscono informazioni essenziali, anche solo su base statistica aggregata, per:

      la redazione e la valutazione dei piani economico finanziari in caso di affidamento diretto;

      una migliore comprensione dei costi di produzione del servizio, per la stima di costi standard o comunque di riferimento quale base d’asta per gli affidamenti mediante gara, per individuare i margini di efficienza da tenere in conto anche per la determinazione dei corrispettivi e dei connessi fattori di aggiornamento, sulla base delle previsioni dell’art. 6 della LR. n. 35 del 2015 e della delibera n. 49/2015 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti.

I ricavi tariffari rappresentano un fattore rilevante ai fini della ripartizione delle risorse statali destinate al trasporto pubblico locale (cfr. art 27 del D.L. 50/2017, convertito con modificazioni dalla L. 96/2017). La loro conoscenza consente di rilevare i servizi più efficienti differenziandoli da quelli meno produttivi, infine garantiscono, attraverso opportuni modelli statistici, la stima del numero di passeggeri.

Per quanto riguarda i dati, trasportistici, la rilevazione dell’offerta (km e posti-km) e della domanda servita (passeggeri, passeggeri-km) contribuisce a stimare il coefficiente di riempimento dei mezzi di trasporto, da cui si determina l’efficienza del sistema.

Con D.G.R. n. 36 del 2018 sono stati specificati i sistemi informativi e telematici che gli operatori del servizio di trasporto pubblico locale devono utilizzare per trasmettere all’Osservatorio della Mobilità, le informazioni sui servizi programmati ed effettuati e sugli utenti, serviti, per la gestione del rapporto contrattuale e per l’informazione all’utenza secondo quanto indicato all’art 11, comma 2, della l.r. n. 35 del 2015.

I sistemi previsti sono quelli ritenuti indispensabili per l’informazione all’utenza e la certificazione del servizio reso e non costituiscono particolare innovazione rispetto al quadro attuale, ad eccezione dei servizi ferroviari sulla rete regionale che devono essere adeguati.

Gli operatori di servizi su gomma sono obbligati a trasmettere alla Centrale Operativa regionale (CORe) le informazioni sui servizi programmati e, in tempo reale, le informazioni sui servizi effettuati, ai fini della certificazione della percorrenza e dell’informazione all’utenza, anche in tempo reale.

Gli operatori, di servizi ferroviari, in alternativa all’utilizzo diretto della CORe, possono utilizzare sistemi informativi del gestore dell’infrastruttura (es. “Piattaforma Integrata Circolazione (PIC)” di RFI), se è distinto dall’operatore cui è affidato il servizio.

La D.G.R. n. 39 del 2018 disciplina l’individuazione dei servizi di libero mercato ai sensi dell’art. 17, comma 1, lettera a), della l.r. n. 35 del 2015.

La deliberazione ARTCAL n. 45 del 2018 determina i criteri per l’istituzione degli ambiti territoriali non sovrapposti di cui all'art. 15 della L. r. n.35/2015.

Ad oggi è stata predisposta una riforma del sistema tariffario che era stata inserita nell’ordine del giorno dell’ultima adunanza collegiale del Comitato della Mobilità, convocata per giorno 17 maggio 2019, ma nella quale non si è raggiunto il numero legale di partecipanti. Verrà pertanto riproposta nella prossima riunione del Comitato che si svolgerà intorno al 31 maggio.

Cordiali saluti”

 

Prof. Roberto Musmanno (Assessore alle Infrastrutture)

 

 

Nicolò - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- il presidio ospedaliero di Polistena versa in una situazione di estrema criticità ascrivibile al disfunzionamento di tac e radiologia;

considerato che: - tale situazione arreca un vulnus al diritto alla salute degli utenti, costretti a recarsi presso strutture sanitarie private o altri presidi ospedalieri;

- con interrogazione n. 397 del 27.09.2018, il sottoscritto, aveva evidenziato la necessità di nuove strumentazioni e lavori strutturali;

ritenuto che: - nonostante le rassicurazioni pervenute tramite risposta scritta del 24.10.2018, in cui si indicavano futuri investimenti in alta tecnologia (tac e risonanza magnetica) e rinnovo di attrezzature elettromedicali obsolete e necessarie, ad oggi si riscontra che sebbene siano state acquistate tre risonanze magnetiche, le stesse risultano ancora imballate, in attesa di trovare il posto giusto dove allocarle. Il sottoscritto Consigliere regionale interroga il Presidente della Giunta -:

 

- quali azioni impellenti si intendono esperire al fine di garantire la funzionalità di taluni servizi fondamentali come tac e risonanza magnetica del presidio ospedaliero di Polistena.

(464; 01/04/2019)

 

Risposta: “Con riferimento all'interrogazione a risposta scritta di cui all'oggetto a firma dell’On.le A. Nicolò si fa presente che le tre risonanze magnetiche da installare presso i Presidi Ospedalieri di Polistena, Melito di Porto Salvo e Locri sono state acquistate tramite convenzione CONSIP. Relativamente alla risonanza magnetica del Presidio Ospedaliero di Polistena si precisa che, essendo mutato, nel frattempo, il sito di installazione per problemi di natura statica, si è provveduto ad individuare un nuovo sito e, di concerto con l'Amministrazione Comunale è stata avviata la procedura per addivenire ad un a Conferenza dei servizi approvativa del progetto esecutivo. Per quanto concerne, invece, la TAC del Presidio Ospedaliero di Polistena, si precisa che è stata aggiudicati la nuova TAC e che, in attesa della messa in funzione della stessa, si sta procedendo al ripristino dell'attuale TAC, per la quale si è provveduto al noleggio di un tubo radiogeno in luogo dell'acquisto dello stesso, il cui costo non si sarebbe mai ammortizzato.”

 

Dott. Antonio Belcastro (Dir. Gen. Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie)

 

 

Nicolò - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- i centri dialisi di Taurianova e Palmi versano in una condizione di estrema criticità ascrivibile alla carenza di personale medico;

considerato che:

- tale situazione è potenzialmente idonea a compromettere la continuità relativa al mantenimento dei LEA per l'attività emodialitica;

il sottoscritto consigliere regionale interroga il Presidente della Giunta -:

 

- quali sono le azioni intraprese e da intraprendere al fine di risolvere le criticità in una logica volta a garantire la continuità dei trattamenti agli utenti dialitici.

(465; 04/04/2019)

 

Risposta:

“Con riferimento all'interrogazione a risposta scritta di cui all'oggetto, a firma dell'On. Nicolò si fa presente che le criticità evidenziate presso i centri di dialisi di Taurianova e Palmi sono ascrivibili alla carenza di personale medico, dovuta ad un deprivamento di risorse umane, non ultimo due decessi verificatisi recentemente. A ciò si aggiunge la dilazione dei tempi con cui doveva essere attuato lo specifico piano assunzionale per l'U.O. di nefrologia e dialisi dei Presidi Ospedalieri di Taurianova e Palmi, di cui agli appositi DCA del Commissario ad acta per il piano di rientro, per come di seguito specificato: - Con DCA 55/2018 è stata esperita la procedura di mobilità per numero due posti di Dirigente medico, che è andata deserta; - Con DCA 154/2018 sono stati autorizzati due posti di Dirigente medico, le cui procedure concorsuali sono in corso di definizione; - Con i DCA 112/2017 e DCA 55/2018 sono stati autorizzati tre posti di dirigente Medico, la cui procedura concorsuale è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 15/03/2019. Al fine di sopperire a tale criticità, nelle more dell'espletamento delle procedure concorsuali, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria con provvedimenti n. 11614/2018 e n. 89/2019 ha avviato le procedure per la copertura dei posti vacanti, con la stipula di contratti a tempo determinato. Tali procedure sono in corso di definizione. Per quanto concerne, invece, le procedure di assegnazione degli Infermieri professionali, si è proceduto all'assunzione di un infermiere presso la dialisi di Taurianova e uno presso la dialisi di Palmi.”

 

Dott. Antonio Belcastro (Dir. Gen. Dipartimento Tutela della Salute e Politiche Sanitarie)

 

 

Greco - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- ai sensi dell'art. 3 della L.R 5 aprile 2008, n. 8, la Giunta regionale elabora il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile con l'obiettivo di aumentare in maniera sostenibile la competitività nazionale e internazionale delle destinazioni turistiche regionali, migliorando la qualità dell'offerta e l'orientamento al mercato dei pacchetti turistici territoriali e valorizzando gli specifici vantaggi competitivi locali, in primo luogo le risorse naturali e culturali;

- il Piano ha durata triennale e può essere aggiornato annualmente, ed è approvato dal Consiglio regionale entro il 30 giugno dell'anno precedente il triennio di riferimento;

- il Piano mantiene la sua validità fino all'approvazione del successivo;

- il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile deve contenere: a) la definizione della strategia di mercato e alle azioni di marketing per il posizionamento e la promozione dell'offerta turistica regionale - Piano di Marketing Turistico Regionale;

b) la definizione della strategia e l'individuazione delle azioni per migliorare la competitività e la sostenibilità ambientale delle destinazioni e dei prodotti turistici regionali;

c) le modalità operative per l'applicazione delle norme di cui all'articolo 1, comma n. 583 e seguenti che non hanno subìto le censure della Corte Costituzionale, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Legge Finanziaria 2006);

d) i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie;

- ai sensi dell'Art. 4 della L. R n. 8/2008 il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile si attua attraverso Programmi Annuali di attuazione predisposti e approvati dalla Giunta regionale entro il 30 settembre dell'anno antecedente a quello di riferimento;

- la Giunta regionale, ai sensi dell'art. 4 della L.R 8/2008, informa semestralmente la competente Commissione consiliare sullo stato di attuazione del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile e dei Programmi Annuali di Attuazione. Chiede al Presidente della Giunta Regionale e al Direttore Generale competente -:

 

1) quale sia il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile attualmente in vigore, quando questo sia stato approvato e se sia scaduto ai sensi della L. 8/2008;

2) qualora il periodo di validità dell'ultimo Piano triennale approvato sia stato superato, come si sia proceduto ad attuare le politiche turistiche regionali in questo periodo di tempo;

3) come, in questi anni di vacatio del piano triennale, si sia potuto approvare il piano esecutivo annuale, e modificarlo di anno in anno, senza aver aggiornato invece il propedeutico piano triennale;

4) in particolare, sul tema della promozione turistica, come si sia operato, quali fiere turistiche internazionali, fiere eventi, borse ha inteso partecipare la Regione Calabria, quali costi dettagliati siano stati sostenuti dalla Regione, quali le strategie di comunicazione e di promozione, chi ha fornito i servizi di comunicazione e organizzazione delle stesse;

5) altresì, se è in itinere la redazione di un nuovo Piano, quali i tempi previsti di approvazione, se siano stati adeguatamente coinvolte tutte le parti sociali, le associazioni di categoria, i portatori d'interesse, come prescritto dalla legge di riferimento e quali sono le gli obiettivi e le linee strategiche nonché la Dotazione Finanziaria Complessiva prevista.

(468 del 15/04/2019)

 

Risposta:

“In riferimento all'oggetto emarginato, si comunica quanto segue:

- Il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile, approvato con deliberazione del Consiglio Regionale della Calabria n. 140 del 7/11/2011, ha una validità triennale e, per come previsto dal comma 2 dell'art. 3 della L.R. 8/2008, mantiene la sua validità fino all'approvazione del successivo; pertanto, lo stesso risulta tutt'oggi vigente.

- Le politiche turistiche regionali attuate nel corso di questi anni nonché le azioni di promozione e di marketing coerenti con il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile, sono state realizzate esclusivamente in quei mercati nazionali ed esteri individuati dal Piano.

- L'art. 4 della L.R. 8/2008, prevede, al comma 1, che il Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile si attui attraverso i Piani Esecutivi annuali che possono essere integrati in funzione degli obiettivi da raggiungere e contengono le schede dei progetti da realizzare nel corso dell'annualità di riferimento del Piano Esecutivo Annuale. I Piani annuali sono stati approvati a seguito di verifica e rilascio, da parte del competente Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria, del prescritto parere di coerenza programmatica al Piano Regionale.

- Tutte le manifestazioni fieristiche nazionali ed internazionali, cui ha partecipato la Regione Calabria attraverso il Dipartimento Turismo, rientrano nell'elenco delle manifestazioni, borse e workshop previste dal Piano di Marketing allegato al Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile. Trattasi di manifestazioni di incontro domanda/offerta e di promozione dei prodotti turistici regionali. I costi sostenuti per il periodo 2015 - 2018 sono elencati nella tabella allegata alla presente. Le Società aggiudicatarie dei servizi richiesti per la partecipazione alle manifestazioni sono state individuate ai sensi della vigente normativa in materia di appalti pubblici seguendo il principio di rotazione. Allo scopo gli uffici del Dipartimento sono a disposizione per fornire tutti i dettagli in merito.

- Con D.G.R. n. 142 del 11/04/2019 è stata approvata la proposta del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile (PRSTS) per il triennio 2019/2021. Al fine di favorire un processo di partecipazione con tutti gli stakeholders per poi addivenire all'elaborazione definitiva del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile condiviso e capace di dare risposta ai fabbisogni territoriali, con nota prot. 110159/SIAR del 15.3.2019, è stato invitato il partenariato istituzionale ed economico sociale regionale ad uno specifico incontro in data 22 marzo 2019, in cui si sono stati illustrati gli obiettivi e le linee strategiche del redigendo piano. La bozza del Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile è stata pubblicata sul sito istituzionale della Regione Calabria indicando nella relativa news i termini e le modalità per la trasmissione, su apposita casella di posta elettronica, delle istanze e delle osservazioni da parte del partenariato istituzionale, economico e sociale. Si è provveduto, quindi, ad esaminare e ad accogliere le istanze trasmesse dal sopra citato partenariato laddove ritenute coerenti con gli obiettivi programmatici di questa Giunta. L'importo complessivo del Piano è stimato in Euro 38.338.053,24 per il triennio 2019/2021. La proposta di Piano Regionale di Sviluppo Turistico Sostenibile 2019/2021 ed i relativi allegati è stata trasmessa dalla Segreteria di Giunta al Consiglio Regionale per il seguito di competenza.”

 

Dott.ssa Sonia Tallarico (Dir. Gen. Dipartimento Turismo e Spettacolo)

 

 

Greco e Sergio - Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

 

- l’art. 194 del Tuel disciplina l'ambito di applicazione nonché le procedure di riconoscibilità dei debiti fuori bilancio, ossia delle obbligazioni contratte in maniera difforme dallo schema ordinario dei princìpi giuscontabili;

- il riconoscimento di debiti fuori bilancio, effettuato al momento dell'approvazione dell'atto di Rendiconto della Gestione, può riguardare esclusivamente i debiti fuori bilancio relativi alle passività pregresse non contabilizzate;

dette passività, infatti, non erano considerate al momento dell'approvazione del Bilancio di Previsione, ma risultavano dall'ultimo Consuntivo approvato;

- il Ministero dell'Interno con Circolare 20 settembre 1993 n.F.L.21/1993 ha definito il debito fuori bilancio "come un'obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di danaro che grava sull'ente ( . . . ) assunta in violazione delle norme, giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli Enti Locali”;

- nell'attuale sistema giuscontabile sono riconoscibili i debiti fuori bilancio derivanti da: sentenze esecutive. Sono da ritenersi "esecutive" sia le sentenze passate in giudicato, sia le sentenze immediatamente esecutive;

copertura di disavanzi di consorzi, di aziende speciali e di istituzioni nei limiti degli obblighi derivanti da statuto, convenzione o atti costitutivi. purché sia stato rispettato l'obbligo di pareggio del bilancio, disciplinato dall'art. 114 tuel, ed il disavanzo derivi da fatti di gestione;

ricapitalizzazione, nei limiti e nelle forme previste dal codice civile o da norme speciali, di società costituite per l'esercizio di servizi pubblici locali;

procedure espropriative o di occupazione d'urgenza per opere di pubblica utilità;

acquisizione di beni e servizi, in violazione degli obblighi di cui ai commi 1, 2 e 3 dell'art. 191 del Tue, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente, nell'ambito dell'espletamento di pubbliche funzioni e servizi di competenza;

- con Circolare del Ministero degli Interni del 14 novembre 1997, n. F.L. 28/1997, vennero apportate delle novità in materia di debiti fuori bilancio. Di particolare rilievo è la modifica delle tipologie dei debiti fuori bilancio che possono essere sanati permanentemente. Delle cinque tipologie fissate dall'articolo 37, comma 1, del decreto legislativo n. 77 del 1995, poi confluito nel Testo Unico Enti Locali all'art. 194, è stata modificata l'ultima, quella della lettera e);

- il Ministero ha osservato come, nonostante le norme cogenti in materia di procedura di spesa ribadite dalla legge 8 giugno 1990, n. 142, il problema relativo all'esistenza dei debiti fuori bilancio resta una realtà patologica nella vita dell'ente locale, per la quale è obbligatorio porre in essere tutte le misure idonee ad impedire la formazione dei predetti debiti;

- il riconoscimento dei debiti fuori bilancio spetta all'organo consiliare, sebbene sia stata avanza in dottrina l'ipotesi che tale onere spetti all'organo gestionale (responsabile di servizio o di settore), in maniera conforme all'ordinario regime delle competenze di spesa;

- tuttavia occorre, per l'adozione di detti debiti, un provvedimento di natura programmatica e quindi politica, attraverso delibera di giunta, se lo stanziamento è capiente, ovvero di consiglio, se occorre modificare il bilancio;

- tale soluzione, fermo restando che la norma, inderogabile ex art. 152 Tuel, pare affidare tale competenza esclusivamente al consiglio, probabilmente al fine di evidenziare la natura patologica dei debiti fuori bilancio nonché per scoraggiare la sciagurata prassi di effettuare spese senza copertura;

Considerato quanto sopra evidenziato e sottolineato il numero di debiti fuori bilancio portati, nel corso di questa legislatura, all'attenzione del Consiglio regionale. Chiede al Presidente della Giunta Regionale e al Direttore Generale competente -:

 

1) quanti, in termini numerici, sono stati, ad oggi e dalla prima seduta di questa consiliatura, i debiti fuori bilancio portati, dalla Giunta regionale, all'approvazione del massimo consesso calabrese;

2) quali, di questi debiti fuori bilancio, sono derivati da sentenze passate in giudicato;

3) se, tali debiti, potevano essere evitati attraverso delle procedure di transazione tra le parti, portando, di conseguenza, ad un risparmio per le casse della Regione Calabria;

4)quanti e quali sono, i debiti fuori bilancio, di altra natura, che nulla hanno a che vedere con sentenze passate in giudicato.

(469; 15/04/2019)

 

Risposta: “In riscontro alla Interrogazione a risposta scritta n. 469/10^, presentata dall’On. Orlandino Greco e dall'On. Franco Sergio, in ordine allo stato dei debiti fuori bilancio della Regione Calabria, con riferimento agli atti adottati in merito dalla Giunta Regionale, si espone quanto segue.

Premesso che la disciplina relativa ai debiti fuori bilancio è stata riformata dall'entrata in vigore del

D. Lgs. 23 giugno 2011, n. 118, in primo luogo occorre precisare che i debiti riconosciuti dall'anno 2015 ad oggi dall’amministrazione regionale sono ascrivibili esclusivamente alle ipotesi di cui all’art.73, co, 1, lettere a), d) ed e) del D. Lgs. 118/2011.

Con riguardo alla lett. a), occorre evidenziare come l'attuale formulazione faccia riferimento alle sole sentenze esecutive, ritenendo perfezionato l'obbligo di pagare in conseguenza dell'esecutività delle stesse. La giurisprudenza contabile ha inteso, però, estendere l'ambito applicativo della previsione di cui all'art. 73, co. 1, lett. a) del D. Lgs. 118/2011, anche al decreto ingiuntivo non opposto, ritenendo che l'espressione "sentenze esecutive" vada intesa nel senso di "provvedimenti giudiziari esecutivi da cui derivino debiti pecuniari a carico dell'Ente". In base a tale interpretazione, gli uffici regionali hanno, pertanto, incluso nell'ambito applicativo della lett. a) le sentenze esecutive e i decreti ingiuntivi non opposti {atti equiparati).

Per come può desumersi dalle tabelle di seguito inserite, la maggior parte dei debiti riconosciuti rientra in tate tipologia e riguarda, nella quasi totalità dei casi, eventi risalenti ad anni antecedenti alla presente consiliatura, come esplicitato tempo per tempo nelle tabelle allegate alte delibere di Giunta prepositive dei disegni di legge. Ciò deriva dal fatto che, trattandosi di debiti riconosciuti a seguito dello svolgimento e della conclusione di procedimenti giudiziari, il fisiologico protrarsi dei tempi di durata dei procedimenti medesimi comporta che l'adozione degli atti di riconoscimento del debito, da parte dell'amministrazione soccombente, intervenga solo diversi anni dopo l'avvio dei procedimenti medesimi. In tali casi, ovvero in tutte le situazioni nelle quali la Regione è condannata a seguito di sentenza di condanna o atto equiparato, il riconoscimento del debito deve avvenire obbligatoriamente da parte degli uffici interessati, in quanto il mancato tempestivo riconoscimento comporta la possibilità dell'avvio, da parte dei soggetti vittoriosi in giudizio, di azioni esecutive di pignoramento, con conseguente aggravio per le casse regionali. Tale principio, del resto, è rafforzato dalla previsione del comma 4 dell'art. 73, secondo il quale, in caso di mancato riconoscimento dei debiti da parte del Consiglio regionale entro sessanta giorni dalla ricezione della proposta di riconoscimento stesso, la legittimità dei debiti si intende riconosciuta.

Alla lett. a) sono ricondotti anche i decreti di regolarizzazione amministrativa adottati dagli uffici regionali a seguito di procedure esecutive conclusesi con pagamento delle somme pignorate da parte del tesoriere, nella sua qualità di terzo debitore dell'Ente. Il decreto di regolarizzazione amministrativa consiste in un atto il cui scopo precipuo è quello di fornire un'analitica disamina della fattispecie che ha generato il pignoramento, al fine di concludere l'iter anche da un punto di vista contabile. Come noto, infatti, a seguito del prelievo coattivo delle somme presso la Tesoreria regionale, il Dipartimento Bilancio provvede ad effettuare un'attività di regolarizzazione contabile dei provvisori di uscita sul conto di tesoreria, afferenti le citate procedure esecutive pagate e quietanzate, individuando le risorse finanziarie sulle quali far gravare la spesa cui ha dovuto far fronte l'amministrazione regionale in sede di pignoramento. Il decreto di regolarizzazione amministrativa, pertanto, ha, tra le altre, anche la finalità dì individuare le risorse finanziarie del bilancio regionale sulle quali far gravare la spesa sostenuta in ragione della procedura esecutiva, esplicitando l'eventuale presenza di impegni già esistenti correlati alle fattispecie per cui è stata avviata e conclusa la procedura esecutiva, al fine di consentire la successiva operazione di regolarizzazione contabile. In assenza di tale indicazione da parte dei Dipartimenti, l'ufficio competente è, comunque, legittimato ad individuare autonomamente la copertura finanziaria necessaria.

Il ragionamento illustrato per i debiti da sentenza o atto equiparato può essere esteso, per analogia, ai casi di riconoscimento del debito fuori bilancio ex art. 73, co. 1, lett. d), ovvero ai casi di riconoscimento per procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità.

La fattispecie si riferisce alle procedure espropriative nelle quali, all'atto dell'emissione del decreto di esproprio viene fissata l'indennità da corrispondere all'espropriato. Nel caso in cui l'espropriato non dovesse accettare l'indennità determinata dall'ente espropriante, inevitabilmente si instaura un contenzioso da cui può derivare sentenza a sfavore dell’amministrazione regionale con conseguente generazione di debito fuori bilancio. Anche in tali ipotesi la Regione si trova davanti a provvedimenti giudiziari di condanna cui è tenuta ad ottemperare.

Le uniche fattispecie nelle quali l'Amministrazione effettua una valutazione scevra da qualsiasi tipo

di atto giudiziale di condanna sono, pertanto, quelle di cui alla lett. e). Trattasi di fattispecie di acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa, rispetto alle quali gli uffici effettuano una valutazione di inevitabile soccombenza dell'ente in caso di contenzioso e si

determinano a favore del riconoscimento del debito al fine di scongiurarne il rischio.

Le passività riconosciute come debiti fuori bilancio hanno trovato copertura, nelle varie annualità, mediante l'utilizzo delle risorse allocate, in sede di predisposizione dei bilanci di previsione, sul "Fondo per debiti nei confronti di enti, persone fisiche e giuridiche, istituzioni ed organismi vari derivanti da attività dell'amministrazione regionale" (capitolo di spesa U8201043501), Detto "Fondo” è destinato a garantire la copertura finanziaria di tutti i debiti rientranti nelle tipologie di spesa individuate all'art.73 del Dlgs 118/2011.

Di seguito vengono riportate le tabelle contenenti i dati numerici richiesti. In particolare le tabelle indicano:

1) Quanti, in termini numerici, sono stati, ad oggi e dalla prima seduta di questa consiliatura, i debiti fuori bilancio portati, dalla Giunta regionale all'approvazione del massimo consesso calabrese:

a. nella colonna “Numero Decreti per DGR" è inserito il numero di decreti contenuti nelle varie DGR approvate cui sono seguite le relative leggi regionali;

b. nella colonna “importo totale dei debiti riconosciuti'' sono inseriti gli importi totali riconosciuti per le varie DGR approvate cui sono seguite le relative leggi regionali.

2) Quali di questi debiti fuori bilancio, sono derivati da sentenze passate in giudicato:

a. nella colonna "Decreti in DGR per tipologia di debito" è inserito il numero di decreti contenuti nelle varie DGR approvate cui sono seguite le relative leggi regionali, suddivisi per tipologia ai sensi dell'art. 73, co. 1, D. Lgs. 118/2011. La tipologia richiesta nell'interrogazione, al punto 2), è quella ascrivibile all’art. 73, co.l, lett. a), D. Lgs. 118/2011;

b. nella colonna "importo per tipologia del debito lett. a" è riportato, per le DGR approvate cui sono seguite le relative leggi regionali, l'importo complessivo riconosciuto per debiti ascrivibili all'art. 73, co.l, lett. a) D. Lgs. 118/2011.

3) Quanti e quali sono, i debiti fuori bilancio, di altra natura, che nulla hanno a che vedere con sentenze passate in giudicato:

a. nella colonna "Decreti in DGR per tipologia di debito" è inserito il numero di decreti contenuti nelle varie DGR approvate cui sono seguite le relative leggi regionali, suddivisi per tipologia ai sensi dell'art. 73, co. 1, D. Lgs. 118/2011. Come evincibile dai dati rilevati e inseriti, le altre tipologie di debiti riconosciuti, oltre a quelli derivanti da sentenze passate in giudicato o atti equiparati, appartengono alle categorie di cui all'art. 73, co. 1. Lett. d) e lett. e), D. Lgs. 118/2001, ovvero lett. d) - procedure espropriative o di occupazione d’urgenza per opere di pubblica utilità e lett. e) - acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa.

b. Nelle colonne "Importo per tipologia del debito lett. d” e "Importo per topologia del debito lett. e" sono indicati gli importi complessivi riconosciuti per le due categorie di DF3 riconosciuti oltre quelli derivanti da sentenze passate in giudicato o atti equiparati.

Si evidenzia come lo scrivente Dipartimento non sia competente a rispondere alla domanda relativa alla possibilità di evitare le procedure di riconoscimento dei DF3 già concluse con attività transattive. Tale informazione può essere fornita esclusivamente dai Dipartimenti competenti che hanno adottato i decreti di riconoscimento e che hanno, conseguentemente, effettuato ogni valutazione necessaria prima della predisposizione degli atti cui ci si riferisce.

 

Leggi regionali per debiti fuori bilancio anno 2015

 

n.

progr.

L.R. n.

del

importa per
tipologia dei
debito lett. a

importo

per

tipologia

del

debito
lett. b

Importo
 per
tipologia
del

debito
  lett. c

importo

per

tipologia

del

debito
lett. d

importo per
tipologia dei
debito lett. e

importo
totale dei
debiti

riconosciuti

Numero

decreti
per DGR

Decreti in
DGR per
tipologia di
debito

1

22 del
27/11/2015

2.590.145,99

4.027.722,67

6.617.868,66

24

14 lett a}*
10 lett e)

2

27 del
15/12/2015

1.549.140,75

152.432,81

1.701.573,57

23

19 lett. a) *

4 lett. e)

TOTALE

4.139.286,75

 

 

 

4.180.155,48

8.319,442,23

47

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Leggi regionali per debiti fuori bilancio anno 2016

 

n.

progr.

LR. n.
del

importo per
tipologia del
debito lett. a

Importo

per

tipologia

dei

debito
lett. b

Importo
 per
tipologia
del

debito

lett. c

importo

per
tipologia
del

debito

lett. d

Importo per
tipologia
del debito
lett. e

Importo
totale dei
debiti

riconosciuti

Numero
decreti
per DGR

Decreti in
DGR per
tipologia di
 debito

1

25 del
05/08/2016

3.414.960,51

556.202,82

3.971.163,33

44

40 lett. a)

4 lett. e)

2

42 del
27/12/2016

253.537,16

263.537,16

11

 

11 lett. a)

TOTALE

3.678.497,67

 

 

 

556.202,82

4.234.700,49

55

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Leggi regionali per debiti fuori bilancio anno 2017

 

n.

progr.

L.R. n.

de!

Importo per
tipologia del
debito lett. a

Importo

per

tipologia

del

debito
lett b

Importo

per

tipologia

dei

debito
lett c

importo

per
tipologia
del

debito

lett. d

Importo

per

tipologia
del

debito

lett. e

Importo totale
dei debiti
riconosciuti

Numero

decreti
per DGR

Decreti in
DGR per
tipologia di
debito

1

5 del

01/02/2017

758.968,44

758.968,44

2

2 lett. a)

2

22 del
05/07/2017

2.085.053,46

20.094,41

275.269,08

2.381.416,95

22

12 lett. a) di
cui 1 di
regolarizzazio
ne

amministrati
va +1 lett. d)
+ 9 lett. e)

3

23 del
05/07/2017

120.586,15

31.676,99

152.263,14

6

4 lett. a) *

2 lett. e)

4

33 del
06/10/2017

337.854,13

266.993,33

604.847,51

7

5 lett. a) *

2 lett. e)

5

34 del
06/10/2017

25.493,37

80.000,00

105.493,37

3

2 lett. a) *

1 letti e)

6

36 del
31/10/2016

40.385,80

40385,80

4

4 lett. a)

7

48 del
21/12/2017

32.562,70

329,66

32.892,36

5

5 lett. a) di
cui 1 di
integrazione

+

1 lett. e)

8

49 del
21/12/2017

26.440,76

558,22

25.993,98

6

5 lett. a) di
cui 1 di
regoiarizzazio

ne

amministrati

va +

1 lett e)

TOTALE

3.428.344,31

 

 

20.094,41

654.827,33

4.103.266,55

56

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Leggi regionali per debiti fuori bilancio anno 2018

 

n,

progr.

L.R. n.
del

Importo per
tipologia del
debito lett. a

Importo
per

tipologia

del

debito
lett. b

importo

per

tipologia

del

debito
lett. c

Importo

per

tipologia

del

debito
lett. d

Importo

per

tipologia
del debito
lett. e

Importo
totale dei
debiti

riconosciuti

Numero

decreti
per DGR

Decreti in
DGR per
tipologia di

debito

1

16 del
21/06/2018

2.269.250,93

8.898,67

2.278.149,60

10

9 lett. a) *

1 lett. e)

2

33 del
07/08/2018

299.897,56

299.897,56

5

6 lett. a)

3

36 del
02/10/2018

57.011,33

57,011,33

5

5 Ietti a|

4

43 deL
21/12/2018

120.903,95

12.777,90

133.581,85

2

1 lett. a) *

1 lett. e)

5

44 del
21/12/2013

177.796,54

—.

177.796,54

3

3 lett. a)

6

45 del
21/12/2018

626.270,13

526.270,13

3

3 lett. a)

TOTALE

3.551.130,44

 

 

 

21.676,57

3.572.807,01

29

 

 


Leggi regionali per debiti fuori bilancio anno 2019

 

n.

progr.

L.R. n.

del

importo per
tipologia del
debito lett.

a

Importo

per

tipologia

dei

debito
 lett. b

 

Importo

per

tipologia

del

debito
lett. c

Importo
per

tipologie
dei
debito

Importo per
tipologia
 del debito
lett. e

Importo
totale dei
debiti

riconosciuti

Numero

decreti
per DGR

Decreti in
DGR per
tipologia di
debito

1

10 del
02/05/2019

63.708,17

 

63.708,17

4

4 lett. a)

TOTALE

63.708,17

 

 

 

 

 

63.708,17

4

 

 

 

 

 

 

Dott.ssa Saveria Cristiano (Dirigente del Settore Affari Generali Giuridici ed Economici)

Dott. Filippo De Cella (Dirigente Generale)


 

Proposta di legge numero 436/10^ di iniziativa dei consiglieri Giudiceandrea, Nucera, Romeo, Arruzzolo, Parente, Orsomarso e altri, recante: “Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità e di adeguamento al d.l. n. 174/2012” (Del. n. 392)

CAPO I

Rideterminazione della misura degli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità ai sensi della legge 145/2018

 

Art. 1

(Finalità e ambito di applicazione)

 

       1.  Il presente Capo I contiene disposizioni per l’attuazione dell’articolo 1, commi 965, 966 e 967, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021), in conformità con l’Intesa del 3 aprile 2019 (rep. n. 56/CSR), sancita, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3), in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (Allegato A), di seguito denominata Intesa, e con l’Ordine del giorno n. 01/2019 del 17 aprile 2019 della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome (Allegato B), di seguito denominato Ordine del giorno, entrambi allegati alla presente legge quali parti integranti.

       2.  Le disposizioni del presente Capo I si applicano agli assegni vitalizi diretti, indiretti e di reversibilità, in corso di erogazione o non ancora erogati o sospesi, di seguito denominati assegni vitalizi, considerando il loro importo lordo, senza tenere conto delle riduzioni temporanee di cui all’articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2018, n. 11 (Interventi straordinari a carico degli assegni vitalizi e delle quote per la reversibilità e abrogazione dell’adeguamento ISTAT).

 

Art. 2

(Rideterminazione e modalità di calcolo)

 

       1.  Gli importi degli assegni vitalizi di cui all’articolo 1, comma 2, sono rideterminati, su base annua, secondo le modalità previste dal presente articolo e dall’articolo 3.

       2.  La rideterminazione di cui al comma 1 è effettuata moltiplicando il montante contributivo individuale, quantificato ai sensi dell’articolo 3, per il coefficiente di trasformazione, di cui alla Tabella 2 allegata all’Intesa, relativo all’età anagrafica del titolare dell’assegno vitalizio alla data di decorrenza del vitalizio stesso, assumendo come età anagrafica quella di cui alla Nota metodologica costituente parte integrante della predetta Intesa.  Per anni di decorrenza del trattamento antecedenti il 1976 o successivi al 2018 si applicano, rispettivamente, i coefficienti del primo o dell'ultimo periodo disponibile.

       3.  Le frazioni di anno sono valutate con un incremento pari al prodotto tra il numero dei mesi e un dodicesimo della differenza tra il coefficiente di trasformazione dell’età immediatamente superiore e quello dell’età inferiore a quella del titolare dell’assegno.

       4.  L’assegno vitalizio rideterminato non deve essere inferiore all’importo ottenuto applicando all’assegno vitalizio di cui all’articolo 1, comma 2, le aliquote di cui all’Allegato 1 dell’Ordine del giorno (All. B), per come approvate dall’Intesa e modificate dall’Ordine del giorno, individuate in ragione della differenza, espressa in termini percentuali, tra l’assegno vitalizio e l’assegno rideterminato ai sensi dei commi 1, 2 e 3.

       5.  L’ammontare dell’assegno vitalizio rideterminato ai sensi del presente articolo non può essere, comunque, inferiore a due volte il trattamento minimo INPS, salvo che l’assegno vitalizio in godimento antecedentemente a detta rideterminazione non sia già inferiore a tale soglia.

       6.  Se la spesa complessiva necessaria per il pagamento degli assegni vitalizi, rideterminati ai sensi del presente articolo, al momento della prima applicazione del presente Capo I, è superiore al limite di spesa di cui al punto 1) della lettera c) dell’Intesa, le aliquote base dell’Allegato 1 all’Ordine del giorno (All. B)  sono incrementate per parametri del valore 0,1 fino al raggiungimento del predetto limite di spesa e restano applicabili anche agli assegni vitalizi da erogare successivamente alla prima applicazione.

       7.  Se l’importo dell’assegno vitalizio, rideterminato ai sensi dei commi 2 e 3 e dell’articolo 3, è più favorevole rispetto a quello dell’assegno vitalizio rideterminato ai sensi del comma 4, non si applica l’Allegato 1 all’Ordine del giorno (All. B). L’importo dell’assegno vitalizio rideterminato non può, comunque, superare quello dell’assegno vitalizio che sarebbe spettato ai sensi della normativa previgente, senza tenere conto delle riduzioni temporanee di cui all’articolo 1 della l.r. 11/2018.

       8.  L’assegno vitalizio di cui all’articolo 13 della legge regionale 24 maggio 1980, n. 11 (Norme sul fondo di previdenza dei consiglieri regionali della Calabria) e quello di cui all’articolo 15 della legge regionale 14 febbraio 1996, n. 3 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consiglieri regionali) sono ricalcolati in base al numero degli anni di contribuzione effettiva, se superiori al quinquennio, ovvero nella misura minima corrispondente a cinque anni di contribuzione, qualora l’inabilità si è verificata durante il primo quinquennio di contribuzione.

       9.  Gli assegni vitalizi di reversibilità e indiretti sono calcolati applicando all’assegno vitalizio rideterminato la quota prevista, rispettivamente, dagli articoli 21 e 22 della l.r. 3/1996.

 

Art. 3

 (Montante contributivo individuale)

 

       1.  Il montante contributivo individuale è determinato su base annua applicando, alla base imponibile contributiva di cui al comma 2, l’aliquota percentuale determinata ai sensi del comma 3. L’ammontare così ottenuto si rivaluta, su base composta, al 31 dicembre di ciascun anno, secondo quanto stabilito nella Nota metodologica di cui all’Intesa (All. A).

       2.  Per base imponibile contributiva si intende l’indennità mensile di carica consiliare al lordo, per come quantificata dalla normativa regionale tempo per tempo vigente, sulla base dei dati riportati nella Tabella 1 dell’Intesa (All. A), aumentata nella misura di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato). 

       3.  La quota di contribuzione posta a carico del beneficiario dell’assegno vitalizio è pari all’aliquota percentuale della base imponibile contributiva, prevista dalla normativa regionale vigente durante l’espletamento del mandato. Nella quota di contribuzione è inclusa l’aliquota dell’eventuale contribuzione ai fini del completamento volontario del quinquennio di legislatura, per come determinata dalla normativa regionale vigente nell’ultimo giorno di ciascuna legislatura completata. Nella quota di contribuzione è, inoltre, inclusa l’aliquota dell’eventuale contribuzione aggiuntiva finalizzata al trattamento di reversibilità, per come determinata dalla normativa regionale vigente in ciascun mese delle legislature alle quali si riferisce.

       4.  La quota di contribuzione a carico del Consiglio regionale è pari a 2,75 volte quella a carico del beneficiario di cui al comma 3.

       5.  Per quanto non espressamente previsto nel presente articolo, si applicano l’Intesa (All. A) e l’Ordine del giorno (All. B).

 

Art. 4

(Rivalutazione)

 

       1.  Gli importi degli assegni vitalizi, per come rideterminati, sono rivalutati annualmente, a partire dall’anno successivo all’applicazione della rideterminazione, sulla base dell’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo (FOI), come pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana.

 

 

CAPO II

Introduzione del nuovo trattamento previdenziale basato sul metodo

di calcolo contributivo e modifica alla l.r. 3/1996

 

Art. 5

(Ambito di applicazione)

 

       1.  Il presente Capo II, recependo le indicazioni di cui all’Ordine del giorno (All. B),  detta disposizioni in materia di trattamento previdenziale in favore dei consiglieri regionali e del Presidente della Regione, di seguito denominati consiglieri regionali, eletti nella undicesima legislatura e successive, basato sul metodo di calcolo contributivo, ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettera f) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e dell’articolo 2 del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174 (Disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali), convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

 

Art. 6

(Indennità a carattere differito)

 

       1.  Ai consiglieri regionali cessati dal mandato spetta una indennità a carattere differito, corrisposta in dodici mensilità. A tal fine, sull’indennità mensile di carica al lordo, di cui all’articolo 1, comma 1, della l.r. 3/1996, è operata la trattenuta nella misura stabilita dall’articolo 9, comma 3. L’indennità a carattere differito ha la stessa natura giuridica dell’istituto già previsto dall’articolo 14 della l.r. 3/1996.

       2.  In caso di opzione per la conservazione del trattamento economico presso l'amministrazione di appartenenza, di cui all’articolo 25 della l.r. 3/1996, i consiglieri regionali hanno facoltà di versare mensilmente i contributi, nella misura di cui all’articolo 9, comma 3, per ottenere la maturazione dell’indennità a carattere differito relativa al periodo per cui ha avuto effetto la predetta opzione.

       3.  L’importo dell’indennità a carattere differito è rivalutato automaticamente ogni anno, sulla base dell’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo (FOI).

       4.  L’indennità a carattere differito spetta, inoltre, al consigliere regionale divenuto totalmente e permanentemente inabile al lavoro, per come accertato, a termini di legge, nel corso di esercizio del mandato, indipendentemente dal possesso dei requisiti di cui all’articolo 7. Se l’inabilità totale e permanente al lavoro è dipendente dall’esercizio del mandato, essa spetta solo se l’inabilità si è verificata o viene accertata entro il termine massimo di cinque anni dalla cessazione dalla carica. La persistenza dei requisiti può essere verificata d’ufficio, in qualsiasi momento, disponendo, in mancanza, la revoca del beneficio. 

Art. 7

(Requisiti per l’indennità a carattere differito)

 

       1.  I consiglieri regionali cessati dal mandato conseguono il diritto all’indennità a carattere differito al compimento dei sessantacinque anni di età e a seguito dell’esercizio del mandato assembleare per almeno cinque anni, anche non consecutivi, nell’Assemblea legislativa della Regione Calabria.

       2.  Per ogni anno di mandato assembleare oltre il quinto, l’età richiesta per il conseguimento del diritto è diminuita di un anno, fino al limite di sessanta anni.

       3.  Ai fini del calcolo della durata del mandato, la frazione di anno si computa come anno intero, se corrisponde ad almeno sei mesi e un giorno; non ha effetti se la durata è di sei mesi o inferiore.

       4.  Il consigliere regionale, anche nei casi di sostituzione temporanea di altro consigliere, può versare le quote di contribuzione per il tempo occorrente al completamento del quinquennio relativo alla legislatura. Non è ammesso alla contribuzione volontaria il consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata.

       5.  La restituzione dei contributi versati è ammessa solo per il consigliere regionale che non consegue il requisito minimo di cinque anni di mandato, di cui al comma 1, anche non consecutivi. Sono oggetto di restituzione i contributi effettivamente versati, senza interessi e rivalutazione monetaria.   

 

Art. 8

(Sistema contributivo)

 

       1.  A decorrere dall’entrata in vigore del presente Capo II, l’indennità a carattere differito, corrisposta in dodici mensilità, è determinata con il metodo di calcolo contributivo, moltiplicando il montante individuale dei contributi versati, calcolato ai sensi dell’articolo 9, per il coefficiente di trasformazione di cui alla Tabella A dell’Allegato 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 247 (Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l’equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale), per come rideterminati ai sensi dell’articolo 1, comma 11, della legge 8 agosto 1995, n. 335 (Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare), correlato all’età del consigliere regionale alla data del conseguimento del diritto alla predetta indennità.

       2.  Per le frazioni di anno, si applica un incremento pari al prodotto tra il numero di mesi e un dodicesimo della differenza tra il coefficiente di trasformazione dell’età immediatamente superiore a quella del consigliere regionale e quello dell’età immediatamente inferiore.

 

Art. 9

(Montante contributivo individuale per l’indennità

a carattere differito)

 

       1.  Il montante contributivo individuale è determinato applicando alla base imponibile contributiva, di cui al comma 2, l’aliquota di cui al comma 3. La contribuzione così ottenuta si rivaluta, su base composta, al 31 dicembre di ciascun anno, con esclusione della contribuzione dello stesso anno, al tasso annuo di capitalizzazione di cui al comma 4.

       2.  La base imponibile contributiva è determinata, in analogia a quanto previsto per i pubblici dipendenti, sulla base dell’indennità mensile di carica al lordo nella misura di cui all’articolo 1, comma 1, della l.r. 3/1996, applicando l’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092 (Approvazione del testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato), con esclusione di qualsiasi ulteriore indennità di funzione o del rimborso delle spese di esercizio del mandato.

       3.  La quota di contributo a carico del consigliere è pari all’8,80 per cento della base imponibile; la quota a carico del Consiglio regionale è pari a 2,75 volte la quota a carico del consigliere.

       4.  Il tasso annuo di capitalizzazione è dato dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo (PIL) nominale, calcolata dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT), con riferimento al quinquennio precedente l’anno da rivalutare. In occasione delle revisioni della serie storica del PIL operate dall’ISTAT, il tasso di variazione da considerare ai fini della rivalutazione del montante contributivo è quello relativo alla serie preesistente, anche per l’anno in cui si verifica la revisione, nonché, per gli anni successivi, quello relativo alla nuova serie.

 

Art. 10

(Decorrenza dell’indennità a carattere differito)

 

       1.  L’indennità a carattere differito è corrisposta ai consiglieri regionali a partire dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale, una volta cessati dal mandato, compiono l'età richiesta per conseguire il diritto.

       2.  Se il consigliere regionale, alla data di cessazione del mandato, è già in possesso dei requisiti di cui all'articolo 7, l’indennità a carattere differito è corrisposta a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di cessazione del mandato.

       3.  In caso di cessazione del mandato per fine legislatura, il consigliere regionale che ha già maturato il diritto all’indennità a carattere differito la percepisce a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello della fine della legislatura.

 

Art. 11

(Sospensione dell’erogazione dell’indennità a carattere differito)

 

       1.  Se i consiglieri regionali già cessati dal mandato rientrano a far parte del Consiglio regionale della Calabria, l’indennità a carattere differito, eventualmente già in corso di erogazione, resta sospesa per tutta la durata del nuovo mandato consiliare. Alla cessazione del nuovo mandato l’indennità a carattere differito è ripristinata, tenendo conto dell'ulteriore periodo di contribuzione.

       2.  L'erogazione dell’indennità a carattere differito è, inoltre, sospesa:

            a)  in caso di elezione al Parlamento europeo, al Parlamento nazionale o ad altro Consiglio regionale;

            b)  in caso di nomina a componente del Governo nazionale (Presidente del Consiglio dei ministri, ministro, viceministro, sottosegretario di Stato), della Commissione europea o di una Giunta regionale (presidente, assessore, sottosegretario).

       3.  Nei casi di cui al comma 2 è fatta salva la facoltà di optare per l’indennità a carattere differito in luogo degli emolumenti spettanti per la carica ricoperta, se la vigente normativa di riferimento consente al titolare di rinunciare agli emolumenti connessi alla carica o all’incarico.

       4.  In caso di elezione o nomina a una delle cariche di cui al comma 2, il consigliere regionale deve darne comunicazione, entro trenta giorni, al competente ufficio del Consiglio regionale, il quale può comunque procedere di propria iniziativa, in ogni momento, alla verifica della sussistenza di una delle cause di sospensione.

       5.  L'erogazione dell’indennità a carattere differito è sospesa a decorrere dalla data di assunzione della carica o dell’incarico di cui al comma 2 ed è ripristinata dal giorno successivo alla data della cessazione degli stessi.

 

Art. 12

(Esclusione dell’indennità a carattere differito)

 

       1.  In attuazione dell’articolo 2, comma 1, lettera n) del d.l. 174/2012, l’indennità a carattere differito è esclusa, ai sensi degli articoli 28 e 29 del codice penale, se il titolare del trattamento in godimento è condannato in via definitiva per uno dei delitti di cui al libro II (Dei delitti in particolare), titolo II (Dei delitti contro la pubblica amministrazione) del codice penale e la condanna ha comportato l’interdizione dai pubblici uffici. L’esclusione decorre dalla data di passaggio in giudicato della sentenza e ha durata pari a quella dell’interdizione.

       2.  L’esclusione di cui al comma 1 si applica, inoltre, al condannato in via definitiva per uno dei delitti di cui agli articoli 416-bis e 416-ter del codice penale, ovvero per i delitti aggravati, ai sensi dell’articolo 7 del decreto-legge 13 maggio 1991, n. 152 (Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell’attività amministrativa), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203, con decorrenza dalla data di passaggio in giudicato della sentenza di condanna.

 

Art. 13

(Trattamento di reversibilità)

 

       1.  In caso di decesso del consigliere regionale che ha esercitato il mandato per un periodo non inferiore a cinque anni, ovvero in caso di consigliere cessato dal mandato, ma già titolare dell’indennità a carattere differito di cui all’articolo 6, comma 1, ovvero ancora in attesa di maturare il requisito anagrafico per avere diritto all’erogazione della stessa ai sensi dell’articolo 7, è riconosciuto, a domanda, un trattamento di reversibilità, su base mensile, ai seguenti familiari superstiti:

            a)  al coniuge, fino a che resta allo stato vedovile; il trattamento è escluso se è stata pronunciata a carico del coniuge superstite sentenza di separazione, passata in giudicato, con addebito. Il medesimo trattamento si applica al componente dell’unione civile di cui alla legge 20 maggio 2016, n. 76 (Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze);

            b)  ai figli legittimi, legittimati, naturali riconosciuti o giudizialmente dichiarati, agli adottivi e ai minori in stato preadottivo, nei casi di cui all’articolo 25, comma 4, della legge 4 maggio 1983, n. 184 (Diritto del minore ad una famiglia), fino al ventiseiesimo anno di età e se fiscalmente a carico del consigliere deceduto. Il medesimo trattamento è riconosciuto ai figli minorenni del figlio premorto, se conviventi e posti fiscalmente a carico del consigliere deceduto;

            c)  ai figli inabili a proficuo lavoro in modo permanente e assoluto, che versano in stato di bisogno e che, alla data della morte del consigliere, erano conviventi e posti fiscalmente a carico del consigliere deceduto.

       2.  Il trattamento di reversibilità è stabilito nelle seguenti percentuali applicate all’indennità a carattere differito maturata o in corso di erogazione:

            a)  al coniuge, senza figli aventi diritto, nella misura del 60 per cento;

            b)  al coniuge: con un figlio avente diritto, nella misura dell’80 per cento; con due figli aventi diritto, nella misura dell’85 per cento; con tre o più figli aventi diritto, nella misura del 90 per cento;

            c)  se il coniuge manca o non ne ha diritto, al figlio unico avente diritto, nella misura del 70 per cento; a due figli aventi diritto, nella misura dell’80 per cento; a tre o più figli aventi diritto, nella misura del 90 per cento. In presenza di più figli, l’importo complessivo è diviso in parti uguali tra gli stessi. In caso di perdita da parte di uno o più figli del diritto alla quota, si determina la redistribuzione, in parti uguali, tra i figli che mantengono il diritto.

       3.  Il trattamento di reversibilità è percepito dai beneficiari di cui al presente articolo a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui il consigliere è deceduto. A tal fine, gli stessi presentano apposita domanda, entro dieci anni dalla morte del consigliere, al competente ufficio del Consiglio regionale, allegando la documentazione attestante il possesso dei requisiti richiesti. La persistenza dei requisiti può essere verificata d’ufficio in qualsiasi momento, disponendo, in mancanza, la revoca del trattamento.

       4.  Il trattamento di reversibilità si rivaluta automaticamente ogni anno, sulla base dell’indice ISTAT di variazione dei prezzi al consumo (FOI).

       5.  Per gli effetti di cui al presente articolo è applicata una trattenuta mensile pari al 3 per cento dell’indennità mensile di carica al lordo, di cui all’articolo 1, comma 1, della l.r. 3/1996.

       6.  Se il decesso del consigliere regionale avviene per causa dipendente dall’esercizio del mandato, il trattamento di reversibilità di cui al presente articolo è dovuto indipendentemente dal possesso del requisito anagrafico e dei cinque anni di mandato richiesti dal comma 1.

       7.  Ai beneficiari del trattamento di reversibilità, diretto o indiretto, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 11 e 12.

 

Art. 14

(Indennità di fine mandato)

 

       1.  L’indennità di fine mandato compete ai consiglieri regionali, comunque cessati dal mandato, e non immediatamente rieletti. Spetta, inoltre, agli eredi, per come individuati dal libro II del codice civile, in caso di decesso del consigliere regionale in corso di espletamento del mandato. Essa non è dovuta in caso di annullamento delle elezioni o dichiarazione di ineleggibilità.

       2.  La misura dell’indennità di cui al comma 1 è stabilita, in conformità alla deliberazione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano del 6 dicembre 2012, in un dodicesimo dell’indennità di carica al lordo, di cui all’articolo 1, comma 1, della l.r. 3/1996, percepita dal consigliere su base annua, per ogni anno di mandato esercitato o frazione di anno e fino a un massimo di dieci anni. Se l’esercizio del mandato supera i dieci anni, il calcolo dell’indennità di fine mandato si effettua sui primi dieci anni.

       3.  Il consigliere regionale che ha già beneficiato della liquidazione dell’indennità di cui al presente articolo ha diritto, in caso di rielezione non immediata, alla corresponsione di una ulteriore indennità per i mandati successivi, per un numero di anni che, sommato agli anni per i quali è già intervenuta la liquidazione, non supera i complessivi dieci anni.

       4.  Per gli effetti di cui al presente articolo è applicata una trattenuta mensile pari all’1 per cento dell’indennità mensile di carica al lordo, di cui all’articolo 1, comma 1, della l.r. 3/1996.

Art. 15

(Cumulo)

 

       1.  Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 11 e 13, comma 7, l’indennità a carattere differito è cumulabile con analoghi istituti previsti per gli eletti alla carica di parlamentare europeo, di parlamentare della Repubblica italiana, di consigliere o di assessore di altra Regione, nonché con ogni trattamento di quiescenza a qualsiasi titolo spettante.

 

Art. 16

(Rinunciabilità all’indennità a carattere differito)

 

       1.  I consiglieri regionali possono rinunciare a ciascuna delle indennità previste dal presente Capo II, mediante apposita dichiarazione, da rendere agli uffici competenti del Consiglio regionale, entro e non oltre sessanta giorni decorrenti dalla data della proclamazione. In caso di dichiarata rinuncia non si applicano le trattenute previste, rispettivamente, dall’articolo 9, comma 3, e dagli articoli 13, comma 5, e 14, comma 4.

       2.  In caso di rinuncia all’indennità a carattere differito non trovano applicazione le disposizioni in materia di reversibilità e fine mandato.

 

CAPO III

Disposizioni finali

 

Art. 17

(Disposizioni per i consiglieri eletti nella decima legislatura)

 

       1.  Le disposizioni del Capo II, ove compatibili, si applicano anche ai consiglieri regionali eletti nella decima legislatura che, entro il termine perentorio di sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, presentano al competente ufficio del Consiglio regionale, apposita richiesta nella quale manifestano la volontà di effettuare il necessario versamento delle quote arretrate di contribuzione.

       2.  Le quote arretrate di contribuzione a carico del consigliere regionale possono essere versate in un’unica soluzione, ovvero secondo un piano di rateizzazione della durata massima di trentasei mesi.

       3.  In ogni caso, l’erogazione delle indennità a carattere differito e di fine mandato, nonché del trattamento di reversibilità previsti dal presente Capo II, è subordinata all’avvenuto saldo del complessivo importo dovuto. La rivalutazione di cui all’articolo 9, comma 1, decorre dalla data dell’ultimo versamento, ovvero, se il consigliere non ha ancora maturato il requisito anagrafico, si procede alla rivalutazione del montante contributivo corrisposto a decorrere dalla data di completo versamento dei contributi e sino al conseguimento del prescritto requisito anagrafico.

 

Art. 18

(Modifica l.r. 3/1996)

 

       1.  Al comma 3 dell’articolo 25 della l.r. 3/1996 le parole: “fissa mensile di cui all’articolo 1 lettera f)”, sono sostituite dalle seguenti: “mensile al lordo di cui all’articolo 1, comma 1”.

       2.  Gli articoli 26 e 27 della l.r. 3/1996 sono sostituiti dal seguente:

“Art. 26

(Assegno in caso di sospensione dalla carica)

 

       1.  Al consigliere regionale sospeso ai sensi dell’articolo 8 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell'articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190), è corrisposto, per tutta la durata della sospensione, un assegno mensile pari all’indennità di carica al lordo di cui all’articolo 1, comma 1, ridotta del 40 per cento, a decorrere dalla data del provvedimento con il quale l’Ufficio di Presidenza formalizza la sospensione del consigliere regionale.

       2.  Al consigliere regionale che sostituisce quello sospeso competono, per la durata della sostituzione, gli emolumenti di cui all’articolo 1.

       3.  In caso di sentenza definitiva di proscioglimento, al consigliere regionale sospeso è corrisposto, con riferimento al periodo di sospensione, un assegno pari alla differenza tra quanto erogato ai sensi del comma 1 e gli emolumenti di cui all’articolo 1, comma 1, con esclusione delle spese di esercizio del mandato.”.

 

Art. 19

(Disposizione di rinvio)

 

       1.  Ai consiglieri regionali, eletti o nominati nella decima legislatura e successive, si applicano, inoltre, gli articoli 1, 2, 3, 9, 11, 24, 25 e 26 della l.r. 3/1996, per come modificata dalla presente legge.

 

Art. 20

(Clausola di invarianza)

 

       1.  Dall’attuazione delle disposizioni di cui alla presente legge non discendono nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.

 

 

Art. 21

(Abrogazioni)

 

       1.  La l.r. 11/2018 è abrogata a decorrere dalla data di cui all’articolo 23, comma 2.

 

Art. 22

(Comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri)

 

       1.  In attuazione e per i fini di cui all’articolo 1, comma 967, della l. 145/2018, la presente legge è trasmessa al Dipartimento per gli affari regionali e autonomie della Presidenza del Consiglio dei ministri entro quindici giorni dalla sua approvazione.

 

Art. 23

(Entrata in vigore ed efficacia)

 

       1.  La presente legge entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

       2.  La rideterminazione degli assegni vitalizi di cui al Capo I della presente legge decorre, nei suoi effetti, dal primo dicembre 2019.

(Allegati)

 

Proposta di legge numero 435/10^ di iniziativa dei consiglieri Arruzzolo e Giudicenadrea, recante: “Interpretazione autentica dell’articolo 10, comma 1, della legge regionale 2 marzo 2005, n. 8 (Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale a finanziario (collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2005, art. 3, comma 4, della legge regionale n. 8/2002)” (Del. n. 393)

Art. 1

(Interpretazione autentica comma 1, articolo 10, l.r. 8/2005)

 

 

       1.  Il comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale 2 marzo 2005, n. 8 (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2005), di soppressione dell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 13 maggio 1996, n. 8 (Norme sulla dirigenza e sull'ordinamento degli Uffici del Consiglio regionale), deve intendersi come confermativo, senza soluzione di continuità, dei rapporti di lavoro in essere alla data della sua entrata in vigore.

 

Art. 2

(Clausola di neutralità finanziaria)

 

       1.  Dall'attuazione della presente legge non discendono nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

 

Art. 3

(Entrata in vigore)

 

       1.  La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

(Allegati)

Proposta di legge numero 434/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifica alla legge regionale n. 37 del 31 dicembre 2015 s.m.i., recante: 'Procedure per la denuncia, il deposito e l'autorizzazione di interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica'” (Del. n. 394)

Art. 1

(Modifiche al titolo della l.r. 37/2015)

 

       1.  Nel titolo della legge regionale 31 dicembre 2015, n. 37 (Procedure per la denuncia degli interventi di carattere strutturale e per la pianificazione territoriale in prospettiva sismica) le parole “la denuncia degli” sono sostituite dalle seguenti: “l'esecuzione di”.

 

Art. 2

(Modifiche all'articolo 2 della l.r. 37/2015)

 

       1.  Dopo il comma 1 dell'articolo 2 della l.r. 37/2015 sono inseriti i seguenti:

       “2. Fino al recepimento da parte della Regione Calabria delle linee guida di cui all'articolo 3, comma 2, del decreto legge 18 aprile 2019, n. 32 (Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l’accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici) è demandata al dipartimento competente in materia l'adozione di specifiche elencazioni per l'individuazione, dal punto di vista strutturale, degli interventi di cui al comma 1 del medesimo articolo e delle varianti di carattere non sostanziale per le quali non occorre il preavviso di cui all'articolo 93 del d.p.r. 380/2001.

       3. La Regione, entro sessanta giorni si adegua alle previsioni delle linee guida di cui al comma 2. Decorso il predetto termine, le previsioni regionali in contrasto con le linee guida non trovano applicazione”.

 

Art. 3

(Modifiche all'articolo 3 della l.r. 37/2015)

 

       1.  L'articolo 3 della l.r. 37/2015, è sostituito dal seguente:

 

“Art. 3

(Autorizzazione sismica)

 

       1.  La realizzazione di interventi "rilevanti nei riguardi della pubblica incolumità" di cui all'articolo 94bis del d.p.r. 380/2001, così come definiti nell'elencazione di cui all'articolo 2, comma 2, è soggetta alla preventiva autorizzazione ai sensi dell'articolo 94, comma 1, del d.p.r. 380/2001.

       2.  La realizzazione di interventi di "minore rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità" di cui all'articolo 94bis del d.p.r. 380/2001, così come definiti nell'elencazione di cui all'articolo 2, comma 2, è soggetta al preventivo deposito del progetto secondo le modalità definite dal regolamento regionale.

       3.  I progetti di cui al comma 2 sono soggetti a controllo su un campione minimo pari al 5 per cento, estratto con criteri automatici e predefiniti; le verifiche sono effettuate dal competente settore tecnico regionale con le stesse modalità previste per il rilascio delle autorizzazioni.

       4.  La realizzazione di interventi "privi di rilevanza nei riguardi della pubblica incolumità" di cui all'articolo 94bis del d.p.r. 380/2001, così come definiti nell'elencazione di cui all'articolo 2, comma 2, non è soggetta alle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3. Tali progetti sono trasmessi allo Sportello unico per l'edilizia, qualora già istituito, o comunque, all'amministrazione comunale competente per territorio, con le modalità stabilite nel regolamento attuativo della presente legge.

       5.  I principi per la redazione del progetto, l'esecuzione e il collaudo delle costruzioni sono definiti dalla legge 2 febbraio 1974, n. 64 (Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche), dalla legge 5 novembre 1971, n. 1086 (Norme per la disciplina delle opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica), dal d.p.r. 380/2001, parte Il "Normativa tecnica per l'edilizia" - capo Il e capo IV, dalle relative norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 e, nel caso di opere pubbliche, dalla normativa europea e statale in materia di contratti pubblici.

       6.  Le indicazioni applicative, da utilizzare per l'ottenimento delle prescritte prestazioni, possono essere desunte da normative di comprovata validità e da altri documenti tecnici elencati nelle norme tecniche per le costruzioni previste dall'articolo 52 del d.p.r. 380/2001.”.

 

Art. 4

(Introduzione dell’articolo 3 bis della l.r. 37/2015)

 

       1.  Dopo l'articolo 3 della l.r. 37/2015 è inserito il seguente:

 

“Art. 3 bis

(Controlli sulla sicurezza sismica delle opere e delle infrastrutture statali 

o di interesse statale)

 

       1.  Le attività di vigilanza e controllo per la sicurezza sismica sulle opere pubbliche la cui programmazione, progettazione, esecuzione e manutenzione è di competenza dello Stato ai sensi dell'articolo 93 comma 1, lettere b), c), d), e) ed h), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59) sono svolte dalle competenti amministrazioni statali.

       2.  Le attività di vigilanza e controllo per la sicurezza sismica sulle strade e autostrade e relative pertinenze, la cui programmazione, progettazione, esecuzione e manutenzione è di competenza dello Stato ai sensi dell'articolo 98 comma 1, lettera a), e comma 3, lettere c), d) ed e), del d.lgs. 112/1998, sono svolte dalle competenti amministrazioni statali.

       3.  Le attività di vigilanza e controllo per la sicurezza sismica sulle opere inerenti ai servizi di trasporto pubblico di interesse nazionale di cui all'articolo 104, comma 1, lettera b), del d.lgs. 112/1998, sono svolte dalle competenti amministrazioni statali.

       4.  Ai sensi dell'articolo 104, comma 1, lettere d), e), f), s) e bb), del d.lgs. 112/1998 sono svolte dalle competenti amministrazioni statali le attività di vigilanza e controllo per la sicurezza sismica sulle opere inerenti a:

            a)  trasporti e impianti fissi di interesse nazionale;

            b)  rete ferroviaria di interesse nazionale;

            c)  porti di rilievo nazionale e internazionale.”

 

Art. 5

(Modifiche all'articolo 4 della l.r. 37/2015)

 

       1.  L'articolo 4 della l.r. 37/2015 è così modificato:

            a)  la rubrica è sostituita dalla seguente: (Denuncia o autorizzazione dei lavori);

            b)  al comma 1, le parole “trasmissione del progetto” sono sostituite dalle seguenti: “richiesta di autorizzazione”;

            c)  il comma 2 è abrogato;

            d) al comma 3:

                 1)                                    dopo la parola: “denuncia” sono inserite le seguenti: “, le istanze”;

                 2) dopo la parola: “progettuali” sono inserite le seguenti: “degli interventi di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 3”; 

                 3) le parole: “il progetto vidimato digitalmente, con l'esito dell'istruttoria” sono sostituite dalle seguenti: “l'autorizzazione o il diniego, ovvero l'attestazione di avvenuto deposito";

            e)  dopo il comma 3 è inserito il seguente:

“3 bis. Le istanze sono trasmesse con le modalità indicate nel regolamento regionale di attuazione”;

            f)  al comma 4, le parole da: “vidimati” a “legge” sono sostituite dalle seguenti: “e dell'autorizzazione, ovvero dell'attestazione di avvenuto deposito, con obbligo di custodia e di esibizione ai funzionari, ufficiali o agenti indicati dall'articolo 103 del d.p.r. 380/2001. Copia degli stessi è custodita in cantiere per le verifiche di legge, ai sensi dell'articolo 66 del d.p.r. 380/2001;

            g)  i commi 5, 6 e 7 sono abrogati;

            h)  al comma 8, le parole da: “L'autorizzazione” ad “avviata” sono sostituite dalle seguenti: “Ove l'esecuzione dell'opera non sia stata avviata, l'autorizzazione o il deposito divengono inefficaci”.

 

Art. 6