X^ LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

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n. 63

 

SEDUTA Di MERCOLEDì 19 DICEMBRE 2018

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE NICOLA IRTO E

DEL VICEPRESIDENTE GIUSEPPE GENTILE

 

Presidenza del Presidente Nicola Irto

 

La seduta inizia alle 13,45

PRESIDENTE

Dà avvio ai lavori, invitando il Segretario questore a dare lettura del verbale della seduta precedente.

TALLINI Domenico, Segretario questore

Dà lettura del verbale della seduta precedente.

 

(È approvato senza osservazioni)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Dà lettura delle comunicazioni.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Prima di entrare nel merito dell'ordine del giorno, anche a seguito dell'esito delle valutazioni condivise con la Conferenza dei Presidenti dei gruppi consiliari allargata all'Ufficio di Presidenza, abbiamo il dovere verso i calabresi di iniziare la seduta odierna, nell'esercizio del nostro ruolo istituzionale, con una breve riflessione sulla vicenda che ha riguardato il presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio.

Ribadiamo il pieno e assoluto rispetto del lavoro della Magistratura, verso la quale nutriamo la massima fiducia.

Nello svolgimento delle doverose attività di indagine, auspichiamo un celere accertamento della verità, attesa anche la delicatezza della funzione istituzionale del presidente Oliverio, la cui storia è sempre stata chiara, essendo stato chiamato democraticamente dai cittadini alle elezioni regionali del 2014 a svolgere la massima funzione di governo della Regione.

Esprimo un ringraziamento ai colleghi dell'Ufficio di Presidenza, ai Presidenti dei gruppi consiliari tutti e a tutti i consiglieri, per il senso di responsabilità dimostrato in queste ore che, sul versante politico-istituzionale, sono molto delicate e impongono il massimo impegno per portare avanti l'attività di questa Istituzione, nell'interesse del popolo calabrese.

Siamo certi che i lavori della seduta di oggi, il cui ordine del giorno prevede la trattazione di materie delicate, a cominciare dal bilancio della Regione Calabria per il 2019, si svolgeranno con lo stesso senso di rigore, di sobrietà e di responsabilità che deve contraddistinguere questa Istituzione.

Sul piano umano, consentitemi, auguro al presidente Oliverio di poter chiarire nel più breve tempo possibile dinnanzi alla Magistratura la propria posizione. Grazie.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Presidente, sottopongo alla sua valutazione la richiesta di un minuto di raccoglimento per ricordare il giovane Antonio Megalizzi, vittima dei fatti di Strasburgo. Grazie.

PRESIDENTE

Accordiamo questo minuto di raccoglimento.

In memoria di Antonio Megalizzi, vittima di un attentato a Strasburgo

PRESIDENTE

Vi invito ad osservare un minuto di silenzio.

 

(I consiglieri ed i presenti si levano in piedi ed osservano un minuto di silenzio)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, ho ascoltato attentamente il suo dire in questo intervento e dò atto, anche nella Conferenza dei capigruppo che ha preceduto questo Consiglio regionale, della sua compostezza istituzionale e del suo invito all’intera Assemblea allo svolgimento di questa seduta per l'approvazione di punti importanti nell'interesse dell’intera Calabria, dal bilancio ad altri provvedimenti che sono oggi all'ordine del giorno; però, onorevoli colleghi, bisogna anche dire che non possiamo fare finta che in questi giorni nulla sia successo.

Come opposizione consiliare abbiamo dimostrato dal primo momento, a caldo con delle dichiarazioni, una grande civiltà nell'approccio e, oserei dire, anche una grande compostezza.

Non siamo giustizialisti, lo abbiamo detto dal primo giorno; forse, in altre circostanze e da altri banchi, per situazioni analoghe, non si è verificata la stessa cosa, ma noi manteniamo la nostra dirittura.

Riteniamo che la legge costituzionale imponga una regola fondamentale: la presunzione di innocenza fino al giudizio definitivo e, quindi, abbiamo – lo voglio ribadire – un approccio prudente nei confronti di quanto accaduto; abbiamo altrettanto rispetto nei confronti del lavoro della Magistratura che esercita l'azione penale, l'azione inquirente rispetto alla quale, in altre circostanze, ognuno di noi ha avuto la capacità di misura.

Ricordo, Presidente, anche in altre circostanze i suoi inviti alla misura nei nostri confronti rispetto anche alla Magistratura e ci aspetteremmo che anche altri, oggi, in reazione a questi provvedimenti nel rispetto dei calabresi, avessero e abbiano reazioni misurate nei confronti del lavoro di un altro ordine dello Stato che è la Magistratura.

Ultimamente si è verificato spesso che, all'esito di provvedimenti giudiziari da parte degli organi inquirenti, ci siano state reazioni oltre misura e più volte in questa terra, quasi quasi come se ci fossero degli intoccabili; io, invece, ritengo che l'approccio debba essere di grande prudenza e di grande rispetto fino alla totale conoscenza delle carte del processo.

Confesso che non ho avuto il tempo di leggere le pagine dell’ordinanza, ma qui voglio argomentare sul piano squisitamente politico: in Consiglio Regionale non si possono fare processi, non siamo chiamati qui a giudicare, i processi si fanno altrove; ci sarà chi, su queste vicende darà una valutazione nelle aule di giustizia; però, valutazioni sul piano strettamente politico, egregi colleghi, le dobbiamo fare, perché molto spesso in questi giorni chi ci  ha sentito, ci ha chiesto se avremmo invitato il presente Oliverio alle dimissioni, all’esito di questa vicenda giudiziaria, di questo provvedimento pesante della Magistratura.

Non credo che possiamo invitare il presidente Oliverio alle dimissioni; forse possiamo dirgli di fare serene valutazioni, ma le serene valutazioni, il presidente Oliverio, l'uomo Oliverio, le deve fare guardando indietro nel tempo e a quanto è accaduto, non nel corso di altre Legislature, cari colleghi, ma nel corso di questa Legislatura.

Ricordate che, nel 2015, ci fu un'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, indagine denominata “Rimborsopoli”; beh, in quella Giunta, nella prima Giunta Oliverio, erano uomini di punta, consiglieri regionali che oggi ancora siedono tra le fila del Consiglio: era vicepresidente il collega Ciconte; era potente assessore il collega Guccione; era, addirittura, Presidente del Consiglio il collega Scalzo.

Ebbene, all'esito di quell’indagine, di quella bufera giudiziaria, il cui processo credo sia in corso ancora oggi per cui non c'è stata nemmeno una sentenza di primo grado – stiamo parlando di fatti risalenti al 2015 – quei componenti della Giunta e quel Presidente del Consiglio furono di fatto costretti alle dimissioni, con una pesante volontà del presidente Oliverio.

Lo abbiamo detto in più circostanze ed in riferimento ad altri; dunque, credo che la serena valutazione il presidente Oliverio la debba fare rispetto alla doppia morale; su questi argomenti non si può avere una doppia morale!

Se si impone di fare un passo indietro ad altri, beh, di fronte ai calabresi probabilmente sarebbe giusto in questa fase – anche per essere più libero di difendersi – che quel passo indietro ci fosse; ma noi le dimissioni al presidente Oliverio non le possiamo chiedere, perché su questi argomenti non facciamo speculazioni; noi al presidente Oliverio le dimissioni le abbiamo chieste più volte e su altri argomenti, perché riteniamo che ci sia un totale fallimento dell'azione di governo di questa Giunta regionale e soprattutto del presidente Oliverio, ormai dopo 4 anni dal suo insediamento e nell'ultimo anno di Legislatura.

Penso, Presidente – e mi avvio alla conclusione – che c'è, di fatto, un’assenza di visione progettuale; in questi anni è mancata completamente una visione progettuale nel totale immobilismo e lentezza in ogni azione che viene condotta dalla Giunta regionale.  Abbiamo discusso, anche in maniera dura, per l’approvazione dell’ultimo DEF (Documento di Economia e Finanza) approvato nella scorsa seduta di Consiglio regionale, nella quale abbiamo contestato al presidente Oliverio che i Fondi comunitari non sono stati spesi se non in minima parte; il bilancio è completamente ingessato ad esclusione di qualche mancia erogata per tenere insieme la maggioranza;  c'è in atto una crisi pesante degli Lsu-Lpu sulla quale c'è una responsabilità evidente del Governo nazionale ma, rispetto alla quale, il presidente Oliverio nel 2015 aveva promesso a questi lavoratori una stabilizzazione che non è avvenuta; c'è stato un tentativo di riforma del Welfare miseramente fallito.

 Consentitemi, egregi colleghi, l'ho detto più volte: la principale responsabilità del presidente Oliverio è quella di non essere stato in grado in questi anni di tenere unita una maggioranza che oggi, forse, si ritrova unita per questioni estranee a quanto accade rispetto alle questioni politiche; una maggioranza che ha volutamente diviso, mortificando l'azione dei consiglieri regionali di maggioranza, a più riprese in un anno.

Credo che il presidente Oliverio dovrebbe prendere atto di questo fallimento totale e fare una serena valutazione politica sulle dimissioni.

A noi non interessa fare sciacallaggio.

Credo che sia opportuno che questa pagina, che è un’ulteriore pagina difficile per questa terra, possa indurre ad un minimo di riflessione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giudiceandrea. Ne ha facoltà.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Grazie, Presidente.

Con il massimo apprezzamento per le parole volte alla ricerca del garantismo e di una valutazione serena di quelli che sono i fatti che oggi vedono assente il Presidente della Giunta regionale, credo che la parte grave sulla quale accentrare e concentrare la nostra discussione sia proprio quella del fatto che, ancora una volta, la parte eletta dal popolo, un Presidente di Regione, eletto dal popolo, in qualche modo viene inibito, seppur parzialmente in questo caso, perché non abbiamo un provvedimento d'arresto e di inibizione dalle funzioni; il Presidente con l'obbligo di dimora, come sa chi conosce qualcosa di diritto penale, può convocare la Giunta, può firmare gli atti; si tratta solo di un limite di carattere geografico; è stato relegato nella sua San Giovanni in Fiore per qualche giorno, nella speranza che il Tribunale della libertà, già reclamato dai suoi legali, vedrà mettere fine rapidamente a questa situazione che è incresciosa per i calabresi, e non tanto per chi la subisce; purtroppo siamo abituati, e lo sanno bene i colleghi che siedono tra i banchi del centro-destra, ad assistere ad una politica effettuata attraverso le camere di Giustizia; non sarà sicuramente questo il caso, perché abbiamo assoluto rispetto nei confronti della Magistratura che avrà sicuramente fatto tutto quello che era nelle sue possibilità per dipanare una situazione complicata come quella degli appalti che, in qualche modo, non possono essere riconducibili a questa Legislatura.

Ebbene, abbiamo goduto e godiamo della fiducia degli elettori e, in qualche modo, dobbiamo essere loro rappresentanti fino all'ultimo giorno di mandato; non può essere un provvedimento di questo tipo, l'inibizione a poter uscire dal luogo di residenza per fatti che ancora non sono conclamati come reato, a poter far pretendere di gridare alle dimissioni, se non una ragione di carattere squisitamente politico che capiamo, quello di chi si trova dall'altra parte e ha la frustrazione di non governare questa Regione e di vederla governata invece molto, molto, molto bene. Allora capiamo quelle che sono le ragioni che muovono a spingere sull'acceleratore della richiesta di dimissioni che, per carità, nessuno dotato di un minimo di intelletto o di conoscenza del diritto in questo momento può nemmeno lontanamente immaginare.

Va ovviamente da questi banchi, deve andare, Presidente da questi banchi, la massima solidarietà a tutti coloro i quali oggi si trovano attinti da provvedimenti della Magistratura riconoscendosi assolutamente innocenti.

Fa parte del gioco delle parti, colleghi; oggi capita, ed è capitato ad una parte, ad un Presidente di Regione, ad altri amministratori o ex amministratori brillanti che hanno avuto a cuore soltanto l'amore enorme per il loro territorio e – lo dico da presilano e silano – di portare a termine un lavoro che, altrimenti – ahi noi – sarebbe stato destinato alla ruggine, sarebbe stata l'ennesima cattedrale nel deserto; invece, nonostante ci sia stata la morte di un operaio, il compianto Bloise, nonostante ci sia stato l'arresto da parte della DDA dell'impresa, la stessa DDA – che oggi attinge con un provvedimento di inibizione, in qualche modo, della libertà del Presidente di spostarsi dal suo luogo di residenza – consegna a quello stesso Presidente e al suo staff la possibilità di portare a termine i lavori; è un paradosso tutto quanto italiano che ci spiegheremo alla fine di questa vicenda che ha qualcosa di paradossale e kafkiano, se vogliamo.

Grazie davvero agli uomini della minoranza di questo Consiglio regionale per la maturità che hanno saputo dimostrare, anche in questo caso, e non solo. 

Va detto che il consigliere Gallo, probabilmente si è perso due anni e mezzo di amministrazione e, nonostante si siano verificati casi eclatanti e gravi, da questa parte mai si è pensato di puntare il dito su chi ha delle vicende di carattere personale che vanno risolte in altri luoghi, cioè nelle aule giudiziarie.

Si è parlato di politica, si è parlato di passato, si è imputata qualche responsabilità al passato, non solo alla precedente Legislatura, ma alle precedenti Legislature perché la Regione Calabria è difficile da amministrare; lo è stata per chi ci ha preceduto; lo è sicuramente per chi oggi è al governo e rappresenta tra questi banchi il popolo calabrese; lo sarà per chi verrà domani.

L'auspicio è che si possa dare continuità, per la prima volta in questa Regione, ad un lavoro che è stato realizzato con una svolta di tendenza enorme in tutti i campi.

Il ringraziamento va agli uomini e alle donne della Giunta della Regione Calabria, che in questi giorni stanno lavorando alacremente, anche in assenza del presidente Oliverio e lo faranno, continueranno a farlo fino all'ultimo giorno di mandato, quando il presidente Oliverio ritornerà, come speriamo molto presto, a sedere tra questi banchi. Grazie. 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Presidente, intervengo soltanto per dire che, in coerenza con quanto stabilito in Conferenza dei capigruppo, come gruppi Fratelli d’Italia e Misto, abbiamo dato mandato al collega Gianluca Gallo di rappresentare tutta la posizione della minoranza, rispetto alla quale siamo intervenuti sull’opinione pubblica, proprio per accelerare i lavori e occuparci anche del bilancio; quindi, evitiamo il nostro intervento che è stato già ben riassunto dal collega Gallo. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Non sono qui per chiedere le dimissioni del presidente Oliverio. Non lo sono perché, su queste questioni, ero e rimango garantista, nel senso che non basta un avviso di garanzia, non basta un'indagine o l’avvio di un'indagine per epurare o togliere un membro di Giunta regionale o chiedere le dimissioni di un Presidente.

Il garantismo non vale solo per sé stessi ma vale principalmente per gli avversari.

È questo il punto politico: c’è chi tenta di fare operazioni o tentativi maldestri di pensare che ci dobbiamo difendere dalla Magistratura o sottrarci alla Magistratura.

Siamo rappresentati istituzionali, semplici cittadini eletti dal popolo e abbiamo ancora di più l'obbligo, se ci vengono contestazioni, di difenderci nelle sedi opportune.

Qui c'è un fatto, un precedente: che si è stati garantisti a fasi alterne.

In quest’Aula qualcuno, qualche anno fa, giustificò l'epurazione di una Giunta regionale per aprire una fase nuova; allora mi opposi a questo, dicendo che non basta un avviso di garanzia e non è la Magistratura ad aprire fasi nuove, ma deve essere la politica a farlo e il principio è che bisogna attenersi a quello che prescrivono la Costituzione e le leggi.

Questa cosa che ho preteso per me e per gli altri colleghi di Giunta regionale, la pretendo anche per il presidente Oliverio, anche se in quella fase si è comportato diversamente.

Non sono per le doppie morali; non sono per un garantismo a fasi alterne e chi pensa che in politica ci si possa dimenticare anche le storie personali di 40 anni di frequentazione, di amicizia e di scontro politico, si sbaglia; per me contano; per altri non hanno contato, ma per me oggi contano e quello che pretendevo per me e per gli altri colleghi di Giunta, lo prendendo per il presidente Oliverio, ma qui c'è una questione tutta politica.

In questi anni non ho fatto le mie dimostranze rispetto alle questioni di come si procedeva, ma rispetto all'impegno che abbiamo preso con i cittadini di governare la Calabria; oggi i nodi vengono al pettine.

Sui rifiuti siamo in piena emergenza. Abbiamo indetto una gara per portare i rifiuti fuori regione, è di questi giorni. Forse dovremo riaprire le discariche! E qui si parlava di “discariche zero”!

Sulla questione dei trasporti ancora non siamo riusciti a fare la scissione, anche se l'assessore aveva messo per iscritto un mese fa che si trattava di una questione di giorni, ma questa scissione non si è ancora fatta.

Abbiamo perso 43 milioni di euro che potevano essere investiti nel sistema del Trasporto pubblico locale.

Ci apprestiamo a fare una gara e sia il pubblico sia le aziende private, forse, non potranno partecipare perché ancora non si sono messe insieme.

Non abbiamo affrontato la questione della So.ri.cal.

Più volte ho chiesto al Presidente che si era impegnato a venire qui a discutere e a fare un’informativa sulla So.ri.cal.

Abbiamo un'azienda, di cui deteniamo il 52,5 per cento della proprietà, che è posta in liquidazione.

Mi auguro – lo dico qui in Consiglio regionale – che le notizie che mi hanno dato, secondo cui la So.ri.cal si appresterebbe a fare da 18 a 32 assunzioni a tempo determinato, non siano vere.

Me lo auguro perché quando manca il capitano o l’ammiraglio della nave i topi ballano, non perché scappano ma perché cercano di arraffare qualcosa.

Mi auguro che non siano vere, così anche per quanto riguarda la sanità.

Si vuole riflettere su dove, in questi quattro anni, ci ha portato un’impostazione della sanità che rischia di far tornare la Calabria ancora indietro; addirittura, con il blocco del turnover, IRAP e IRPEF ai massimi livelli.

Qui ci sta un problema di fallimento.

Di questo dobbiamo discutere! Per questo ho chiesto la presenza del presidente Oliverio, tant'è che ho detto di vedere i tempi del riesame e di spostare più in là l'approvazione del bilancio al 28, 29 o 30 di questo mese; l’abbiamo fatto altre volte, se questo può permettere che il Presidente sia presente, perché è ovvio che da questa situazione non se ne esce campando sul quotidiano; da questa situazione non se ne esce in questo modo; il rischio è che la chiusura di questa Legislatura venga anticipata, non solo per le vicende giudiziarie, ma anche per l'incapacità politica di portare avanti quel progetto politico; o c'è una massima responsabilità – tant’é che oggi sono venuto solo per partecipare al voto dei provvedimenti urgenti come il bilancio, la questione che riguarda la modifica alla legge di Fincalabra per l'assunzione della legge 28 e per prorogare i termini del “Piano casa” – o c'è questa volontà o, ancora, il rischio è che in modo inesorabile ci avviamo alla chiusura anticipata della Legislatura.

Serve una responsabilità comune che ci permetta di andare oltre il nostro orto e avviare veramente quella discontinuità col passato, che è mancata e che anche oggi paghiamo cara rispetto alla situazione in cui si è venuta a trovare la Calabria.

Sono venuto qui febbricitante proprio per ribadire questi concetti; non sono animato da spirito vendicativo; in me prevale sempre la politica.

Io so quando certi provvedimenti fanno male alla persona e alle famiglie.

Parlo sempre con rispetto di tutte queste cose, anche al mio peggior avversario; sono cose che segnano profondamente le persone.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Grazie, Presidente.

Quando si discute di questi fatti, il rischio di essere banali e formali è forte, nel senso che, probabilmente, di getto siamo portati a frasi di circostanza.

Credo, invece, che questo atteggiamento vada dismesso e che quelle frasi di circostanza siano vere e pregnanti anche oggi in merito all’indiscutibile condivisione che bisogna avere; abbiamo grande stima e rispetto per il lavoro degli inquirenti e, quindi, della Magistratura; anzi, dobbiamo maggiormente e con forza dire che questo lavoro va non solo aiutato, ma anche condiviso perché insieme riusciamo a creare una nuova cultura in questa terra che vada a sgomberare di ombre e di dubbi un'area nebulosa che incide negativamente su tutti, nessuno escluso, in termini politici e anche sociali e dei singoli cittadini.

Grande rispetto e ausilio ai lavori della Magistratura, l'ho detto; poi, ognuno di noi nel suo DNA è, come si suol dire, garantista.

Non sono un garantista sul piano tecnico-giuridico perché lì, lo dice il nostro Codice, si parte da una presunta innocenza, fin quando non viene poi provata la colpevolezza.

Sono un garantista sul piano squisitamente politico, in quanto nella nostra vita non abbiamo mai sfruttato gli incidenti di percorso; i momenti di dolore e di difficoltà dei nostri avversari che vengono raggiunti da un dispositivo giuridico, non li abbiamo mai utilizzati in modo strumentale dal punto di vista delle accuse politiche.

Tali eravamo, tali siamo e tali rimaniamo, senza momenti di fase alterna, come può essere la freccia delle macchine che si accende e si spegne.

Del resto, ha detto bene prima il collega di minoranza che mi ha preceduto, il nostro è un giudizio politico su quello che è sotto gli occhi dei calabresi; noi non siamo altro che la voce dei calabresi in questa massima Assise e la voce dei calabresi è un fallimento a 360 gradi di questa maggioranza.

Poi entriamo nei vari temi che sono stati anche affrontati dal collega Guccione: la sanità, il lavoro. Anche oggi abbiamo delle pratiche che, secondo me, necessitano di un approfondimento, vedi la stabilizzazione dei lavoratori ex legge 28, che da 287 sono diventati 291. Queste sono le fasi di nebulosità che insieme dobbiamo cercare di chiarire per non lasciare dubbio alcuno sulle procedure politiche che il Consiglio regionale si assume anche la responsabilità di andare a votare.

Vorrei fare un’ulteriore – e vado veramente alle conclusioni, Presidente – valutazione e riflessione politica.

Apro e chiudo una parentesi: grande stima degli assessori tecnici che sedete in Giunta; oggi più di ieri il vostro lavoro diventa difficile senza una guida politica, ripeto, non mi rivolgo a nessuno di voi in particolare, ma nutro stima anche apprezzata nei nostri rapporti, tra virgolette, quotidiani. Il problema è politico! Mi chiedo, e credo che se lo chiedano anche i colleghi che siedono tra i banchi della maggioranza, se oggi tra quei banchi ci fosse un vicepresidente – sa la stima che le porto – politico, degli assessori che si definiscono espressione del popolo, Guccione, Aieta, Greco, credo che una Giunta così fatta avrebbe la capacità e l'autorevolezza di poter traghettare fino alla conclusione dei lavori della Magistratura questa fase così delicata.

Questo è un altro dei danni che in questa Legislatura si è fatto con quella variazione statutaria; ho letto e ho apprezzato che il collega Gallo ha posto una modifica anche di quella norma; quindi, credo che questo sia un altro aspetto politico che dobbiamo mettere in campo.

Se così è, che facciamo?

Ho già parlato, per esempio, con il Presidente della Commissione di cui mi onoro di essere componente; credo – amici e colleghi della maggioranza – che la politica delle Commissioni e del Consiglio regionale, in questo momento, debba dare supporto ad una Giunta tecnica senza guida politica; è questo il vero problema, poi se andremo alle elezioni fra due mesi, tra 4 mesi, lo decideranno gli inquirenti, lo deciderà la politica, quando non sarà più in grado di assumersi questa responsabilità di guida senza il Presidente, fin quando non saranno chiariti anche i termini della prescrizione di cui è stato portatore.

Credo che ci sia una sola possibilità – ecco l'equilibrio, e vediamo se dalle parole ai fatti, i colleghi di maggioranza percepiscono il nostro equilibrio e il nostro senso di responsabilità – e cioè stabilire un cronoprogramma snello in tutte le Commissioni; in ogni Commissione 3-4 punti condivisi dalla politica, maggioranza e minoranza, e portati all'attenzione come induzioni della Giunta nel ribaltare l'altra forte criticità che abbiamo subito in questi quattro anni, ovvero una situazione di prevaricazione del momento gestionale nei confronti del momento politico; è il momento di riappropriarci di questa responsabilità ma, anche qui – vado alle conclusioni, Presidente – dipende da quella sensibilità che a parole dite, colleghi della maggioranza.

Ho parlato con il presidente Mirabello e mi sono dichiarato disponibile, al di là della pratica occasionale che è giusto anche esaminare in Commissione; in ogni Commissione, 3-4 punti fondamentali condivisi sia da maggioranza sia da minoranza e non sono di nessuno e li portiamo all'attenzione dei calabresi in attesa poi di spegnere questa Legislatura – non saremo noi, naturalmente, a dirlo perché l'abbiamo già detto sul piano squisitamente politico – però nell’attesa la politica deve governare, tra virgolette, questa fase difficile e la politica è disponibile, anche la minoranza lo è, ad assumersi questa responsabilità solo se c'è apertura vera dai banchi della maggioranza.

Su questo percorso ci siamo perché in questo momento abbiamo una Giunta senza guida politica, senza nessuna esperienza politica e, se è vero come è vero che sono stati etichettati come tecnici, poniamo rimedio ad una delle grandi storture di questa Legislatura dove gli eletti del popolo non siedono fra i banchi della Giunta regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Sarò breve e mi atterrò ai cinque minuti che ho a disposizione per esprimere innanzitutto apprezzamento e condivisione per l'impostazione istituzionale data a questa seduta, così come condivido e apprezzo l'atteggiamento della minoranza su questo aspetto doloroso che, sicuramente, per chi fa la politica e svolge il ruolo istituzionale con abnegazione, onestà e rigore, pone un problema di difficoltà oggettiva e soggettiva nel portare avanti sedute come quella a cui oggi siamo chiamati; credo che debba sempre prevalere il senso di responsabilità verso il ruolo che svolgiamo e verso i nostri cittadini.

Oggi siamo chiamati – per questo apprezzo molto l’atteggiamento della minoranza e anche del collega Guccione, voglio dirlo chiaramente e pubblicamente – ad approvare un atto fondamentale per l'economia calabrese: il bilancio regionale; siamo chiamati anche ad esprimere solidarietà e ad avere rispetto per il Presidente della Giunta regionale, oggi chiamato rispondere davanti alla Magistratura di accuse per cui sicuramente dimostrerà la sua innocenza, conoscendo il suo rigore morale e la sua onestà; però credo che sia rispettoso, anche nei confronti del Presidente, non sviluppare, non portare avanti oggi nostre analisi o nostre riflessioni, ma dargli la possibilità un domani di poter maturare liberamente la sua decisione su come vorrà, dopo l'interrogatorio di garanzia e dopo la decisione del Tribunale della libertà, continuare, non continuare, difendersi o meno.

Credo sia rispettoso nei confronti del Presidente non aprire una discussione, come invece abbiamo fatto. Apprezzo molto l'impostazione del Presidente del Consiglio, dell'opposizione e del consigliere Guccione per le posizioni note che ha avuto nei mesi passati e che ha fatto emergere nel suo intervento con forza e determinazione.

Oggi l’appello che mi sento di fare a questo Consiglio regionale è quello di approvare il bilancio con la massima tranquillità e serenità, di aspettare la decisione che il presidente Oliverio maturerà nei prossimi giorni e di programmare una seduta di Consiglio regionale per discutere questo tema, capendo che questa potrebbe essere un'occasione, lo dico ai miei colleghi di maggioranza, su cui riflettere per rilanciare l'azione politico-amministrativa e per ricreare un clima di condivisione e di serenità che non abbiamo avuto in questi anni. Dobbiamo dirlo con franchezza, altrimenti nascondiamo i limiti dimostrati in questi anni di Legislatura, legati al carattere di ognuno, alla nostra incapacità di fare sintesi e di fare squadra; abbiamo avuto dei limiti e abbiamo delle problematiche politiche importanti da affrontare – ne citavano qualcuno il collega Esposito o il collega Guccione – a cui dobbiamo rispondere nei prossimi mesi.

Credo che questo Consiglio regionale abbia la possibilità di dimostrare che è all'altezza della situazione; che ha contenuti, qualità, espressioni importanti; che ha un'idea e una visione della Calabria e che sa anche assumersi delle responsabilità in momenti difficili, come stiamo facendo oggi; è un momento difficile, inutile nasconderlo; è un momento difficile per chi ha subito un provvedimento come quello che ha colpito il Presidente, ma anche per chi ha condiviso con lui un'esperienza in questi anni; è un momento difficile per la Giunta che, come diceva il collega Esposito, ha ancora più difficoltà perché sono tecnici e, quindi, politicamente non hanno una visione tale da poter essere riconosciuti sul territorio.

Chiedo a loro in questi giorni di fare uno sforzo maggiore, di stare più vicini ai territori, al Consiglio regionale e al presidente Oliverio; credo che da questa occasione potrebbe nascere un momento importante di rilancio dell'attività amministrativa, di condivisione di un progetto politico e soprattutto di uno spirito di squadra di cui credo la Calabria abbia bisogno, se vogliamo davvero pensare a qualcosa di positivo, proficuo e funzionale, da qui a qualche anno.

Apprezzo molto lo spirito sia del Presidente del Consiglio sia dell'opposizione e credo che questa maggioranza debba approfittare di questo momento per fare una riflessione più seria e più approfondita al suo interno. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tallini. Ne ha facoltà.

TALLINI Domenico (Forza Italia)

Colleghi, signor Presidente del Consiglio regionale, abbiamo apprezzato molto il fatto che abbia iniziato i lavori senza nascondere la testa nella sabbia rispetto a quanto è avvenuto in questi giorni, a testimonianza del fatto che ancora c’è una politica che affronta e vuole affrontare la realtà, la vuole affrontare con argomenti, con idee, con la dignità di tutta la politica, quella che lei rappresenta, ma anche quella dell’opposizione, anche quella rappresentata in tutti gli schieramenti.

Oggi è un momento importante per questo Consiglio regionale, anche per questa piccola introduzione, per questa piccola pagina, per il modo in cui il Consiglio regionale affronta questo argomento che ci stiamo apprestando a scrivere come Consiglio regionale, anche ai fini del proseguo della Legislatura. Diciamo subito che non abbiamo voluto nascondere nessuna discussione e che al presidente Oliverio auguriamo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati e di superare la tempesta mediatica che si è abbattuta sulla sua figura.

Chiaramente siamo consapevoli che si parli oggi di avvisi, di ipotesi di reato e non di rinvio a giudizio o addirittura di condanne. Ecco, lo dobbiamo dire anche alla Calabria, non possiamo che esprimere contestualmente la massima fiducia nei confronti della magistratura, che sta conducendo indagini delicate con la massima professionalità e la massima serietà.

E qua voglio inserire un ragionamento, che mi è stato suggerito dal collega Guccione, quando dice, ed io sono d’accordo con lei, collega Guccione, che nessuno può essere garantista a fasi alternate. Nessuno deve pensare di esercitare il garantismo a fasi alternate. Siamo d’accordo perfettamente con lei.

Aggiungiamo anzi che sarebbe piccola cosa, se pensassimo di limitarci all’episodio tra il collega Guccione e il presidente Oliverio. Pensiamo invece di aggiungere una cosa in più rispetto a questo concetto: nessuno può essere garantista a schieramenti alternati!

Questa è la vera lezione che oggi noi, come opposizione di centro-destra, pensiamo, anche con la condivisione piena, culturalmente maturata, da parte della maggioranza. Nessuno può essere garantista a schieramenti alternati. Perché quando si è stati garantisti a schieramenti alternati… Oggi il dado è tratto.

Oggi sappiamo che ci sono altri schieramenti che non ragionano così e che fanno un uso strumentale della delazione della Magistratura che oggi è un metodo e uno strumento per ottenere consenso elettorale.

Dobbiamo riflettere! Oggi sembra quasi imbarazzante parlare di questi argomenti perché siamo addetti ai lavori, si parla di politica. Poi c’è l’uso della Magistratura e parlare sotto l’azione della Magistratura sembra quasi condizionante e non sai dove le parole ti portano, anche introducendo argomenti, misurando termini e concetti.

Ebbene, abbiamo sempre pensato, e lo pensiamo tutt’ora e lo ribadiamo, che non è la Magistratura che condiziona la politica.

No. Riflettete bene. È la politica che fa dell’azione della Magistratura l’uso strumentale, com’è successo prima al centro-sinistra nei confronti del centro-destra e come poi ha subito il centro-sinistra stesso da parte di forze politiche. È l’uso strumentale della legittimazione della Magistratura rispetto all’attività, al populismo che si utilizza per cercare il consenso elettorale.

Alla fine qual è l’effetto negativo? Si tratta di quando l’azione della Magistratura viene strumentalizzata come gogna mediatica o come criminalizzazione dell’avversario politico. Credo che oggi ci sia piena e consapevole maturità in tutti noi che il problema ha una portata molto più vasta di quella che avremmo potuto immaginare e, fino a quando questa Regione non aveva vissuto un coinvolgimento a questi livelli, forse abbiamo pensato di essere esenti da tutto ciò, ma oggi abbiamo la consapevolezza che tale momento è arrivato e qua deve scattare la reazione del Consiglio regionale. Quale può essere la reazione del Consiglio regionale? Il Consiglio regionale può giocare un ruolo, e ha ragione, qua mi sento di dare ragione, sempre in coerenza con ciò che si dice, al consigliere Guccione, laddove parla dell’effetto che ci sarà, l’effetto che provocherà questa cosa, che è una cosa, allo stato, dimensionata nei suoi contorni ma non sappiamo quale sarà l’evoluzione.

Ma non è solo questo!

È l’effetto e l’aspetto di ciò che succede che può determinare una situazione come quella che oggi viviamo.  Mi deve lasciare esprimere questo concetto! Me lo deve lasciare esprimere!

Per esempio, le dico, presidente Irto, - e invito tutto il Consiglio regionale ad ascoltare, perché questo è il modo giusto per affrontare le questioni – che ieri sono stato alla Cittadella regionale.

Le posso dire che c’era un silenzio e un deserto nei corridoi che sembrava quasi surreale! Poi ho guardato fuori e ho visto che i dipendenti c’erano. Si respira un’aria surreale alla Cittadella.

Dobbiamo essere in grado di inviare un messaggio di fiducia anche agli organi esecutivi perché se non si dà un messaggio di fiducia agli organi esecutivi, ai dipendenti, ai dirigenti, alle strutture burocratiche, rilevando che c’è una macchina che comunque va avanti, rischiamo davvero la paralisi e sotto la paralisi rischiamo davvero di sacrificare i veri interessi della città. E come lo possiamo fare? Un po’ la strada è stata indicata dal consigliere Orsomarso, in maniera particolare, anche dal consigliere Guccione.

Ci sono problemi. Il Consiglio regionale si riappropri anche del proprio ruolo di indirizzo e di determinazione legislativa, d’iniziativa legislativa rispetto ai rifiuti, ai trasporti, alla So.ri.cal., ai fondi, alla spesa comunitaria, alla sanità. La sanità - e chiudo il mio intervento - rappresenta una grandissima occasione per cercare di andare fino in fondo, consigliere Guccione.

Abbiamo un fondato sospetto sulla norma emanata dal Governo. Non sono un giurista ma, nel momento in cui ti commissariano in tutte le competenze, se la sanità è delegata in materia alle Regioni, è come se facessero una riforma costituzionale e non un provvedimento particolare. Perché il commissario è commissario ad acta, non è un commissario che si sostituisce nella delega della sanità per l’intera Regione e per tutte le questioni che riguardano la sanità nella Regione!

Quella è una riforma della Costituzione che, praticamente, fa un’eccezione, che crea una regione a statuto speciale, che è la Regione Calabria: a tutti viene delegata la materia della sanità e ad una regione a Statuto speciale come la Calabria non viene delegata la sanità.

Concludo questo mio intervento, dicendo che aspettiamo di avere notizie, sviluppi più tranquillizzanti rispetto alla situazione descritta.

Non faremo sciacallaggio e ribadisco la nostra personale preoccupazione sugli effetti che si ripercuoteranno sulla Calabria, anche dal punto di vista dell’immagine.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Aieta. Ne ha facoltà.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Signor Presidente, anch’io apprezzo molto il clima di quest’Aula, apprezzo molto anche la capacità delle opposizioni di fare massa critica e di non strumentalizzare la vicenda. Se fossimo in un Paese normale queste vicende non si strumentalizzerebbero. Ovviamente utilizzare fatti come questi ha origini lontane e ha origini, purtroppo, anche in quella parte di sinistra che negli anni novanta, pur di abbattere, disarcionare una classe dirigente di altissimo livello, ha distrutto questo Paese.

Quindi apprezzo molto le forze politiche che sono in Aula; non apprezzo quelle che agitano dimissioni; non apprezzo quelle che tentano di strumentalizzare.

Non apprezzo l’abuso d’ufficio, signor Presidente, sul quale il presidente dell’Anac, Cantone, colui il quale si occupa di verificare la regolarità degli appalti pubblici, è più volte intervenuto, dicendo che su questo reato andavano rideterminati i confini, rideterminate le condotte, perché l’abuso d’ufficio per gli amministratori è un reato in cui si incappa con facilità, non avendo confini certi, non avendo confini chiari. Così come, signor Presidente, anche le responsabilità derivanti dalla Legge Severino, che per l’abuso d’ufficio e per la condanna in primo grado obbliga alle dimissioni degli organi istituzionali. Sono obbrobri giuridici! Nella terra di Cesare Beccaria questi sono obbrobri giuridici!

Per cui non mi preoccupo di contestare l’azione della Magistratura che, tra l’altro, ha liberato interi territori, a cominciare da quello di mia provenienza.

È stato terribile l’altra mattina vedere il nome di un uomo rigoroso, che ha combattuto una vita, trovarlo associato ad una ditta amica della cosca Muto. Conosco il Presidente; lo conosco dagli anni in cui hanno ammazzato il segretario capo della Procura della Repubblica, Giannino Losardo, nella mia città e si facevano le battaglie contro quella cosca e contro tutte le cosche della Calabria.

È stato terribile, atroce, un dolore quasi fisico! Leggere quei comunicati stampa che poi la Magistratura stessa in conferenza stampa ha confermato. Li ringrazio, hanno chiarito che non si tratta di abuso d’ufficio con metodo e aggravante mafiosa. Questo è stato importante.

Sono sicuro, straconvinto che il Presidente chiarirà la sua posizione.

Ne sono convinto perché ne conosco da 15 anni la rettitudine, la linearità perché con lui abbiamo più volte discusso di questi problemi; più volte abbiamo discusso dei problemi che afferivano territori difficili e di come parare i colpi della criminalità organizzata che non ti lascia scampo!

Non ti lascia scampo se non riesci a mettere insieme un’alleanza educativa, un’alleanza forte sui territori. Ecco perché è sbagliato tentare di far passare che quando si difende Oliverio si attacca la Magistratura.

Non è così! Perché apprezziamo il lavoro che hanno fatto e apprezziamo, però, le sentenze.

Ci piace spettacolarizzare gli arresti e non le sentenze perché spesso per il reato di abuso d’ufficio - e vi prego di guardarvi le statistiche! - c’è un’alta percentuale, altissima percentuale, di assoluzione.

Ho guardato le carte, signor Presidente, perché sono abituato così, non aspetto le sentenze. Perché se nelle carte leggo che un amministratore si siede con i boss per dividersi gli appalti per me quell’amministratore è già condannato.

Ho letto le carte; le ho fatte leggere ai miei avvocati perché sono legato al presidente Oliverio da lealtà e da sentimento vero, legato da un sentimento che poggia le proprie basi proprio su ciò che penso dell’uomo e del politico, della sua lealtà, della sua onesta, del suo rigore.

Ho letto le carte; non vedo intercettazioni con mafiosi perché gli fanno schifo! Come fanno schifo a noi!

Vedo, però, in quelle carte la voglia spropositata di dare un’opera a questa terra, dove tante opere sono incomplete, sono ecomostri. Questo sì, questo l’ho visto e di questo, ovviamente, gli siamo grati, però credo che oggi abbiamo fatto bene ad affrontare quest’argomento.

Signor Presidente, la ringrazio molto perché sfuggire a questa discussione sarebbe stato, questo sì, un reato gravissimo. Per cui esprimo la mia totale vicinanza al Governatore della Calabria con la certezza, ovviamente, che sulla sua posizione si chiarirà tutto con i magistrati, perché, ripeto, signor Presidente, sarebbe impossibile ritrovarsi con un uomo, conosciuto la 15 anni, che su certi argomenti ha avuto un rigore spesso maniacale.

PRESIDENTE

Chi vuole intervenire della minoranza? In Conferenza dei capigruppo avevamo stabilito che il primo intervento in Aula sarebbe stato della minoranza e che avrebbe concluso la maggioranza.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pasqua. Ne ha facoltà.

PASQUA Vincenzo (Gruppo Misto)

Grazie, Presidente. Sento il dovere di intervenire. Come minoranza abbiamo già espresso in maniera cristallina la nostra posizione, attraverso un comunicato stampa, ma qui è il momento di alzare la testa e ribadire un concetto a tutti i calabresi.

La politica deve riassumere un ruolo centrale. Non possiamo temere l’azione della Magistratura perché non abbiamo nulla da nascondere. E se abbiamo qualcosa da nascondere questo lo dimostreremo nelle aule giudiziarie.

È una nostra precisa responsabilità e un nostro dovere quello di riappropriarsi di un ruolo che abbiamo ormai smarrito.

Per quello che mi riguarda è chiaro che il presidente Oliverio affronterà nelle aule di Tribunale il proprio percorso processuale e fino ad allora nessuno vuole assumere posizione ma rimane fermo il fatto che se avessimo dovuto seguire l’indicazione che dallo stesso è provenuta ad inizio Legislatura, per i fatti che il collega Gallo ha già ricordato, allora, pur non condividendo, dovremmo dire che il presidente Oliverio si dovrebbe dimettere.

Non siamo qui - lo torno a ribadire - per sollevare questioni interne tra maggioranza e opposizione o altro. Siamo qui per sostenere una linea chiara affinché tutti i cittadini calabresi capiscano che rivendichiamo un ruolo di assoluta centralità.

Massimo rispetto per la magistratura, per gli organi inquirenti e, soprattutto, per gli organi giudicanti ma in questo rivendichiamo la centralità dell’azione politica. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Grazie, Presidente. Grazie, colleghi, assessori della Giunta regionale. Oggi, quando in Conferenza dei capigruppo alcuni colleghi hanno chiesto al presidente Irto di poter dibattere su questo tema, avevo espresso qualche perplessità.

Non certo per sopprimere un dibattito. Avevo detto: è opportuno farlo, farlo bene, farlo alla presenza del presidente Mario Oliverio.

Devo dire, tuttavia, che questo dibattito di oggi segna un punto di grande maturità dell’Assemblea regionale calabrese, per il quale ringrazio tutti i colleghi, a partire da coloro che siedono nei banchi del centro-destra, la cosiddetta minoranza.

Ne ho apprezzato l’equilibrio, il tono, il contenuto. Così come ho apprezzato gli altri interventi. Tuttavia oggi c’è un punto, visto che abbiamo scelto di discuterne, che non può essere eluso.

Il Consiglio regionale della Calabria oggi si riunisce per discutere documenti fondamentali per la vita della Regione, in assenza del Presidente della Giunta regionale.

Quella sedia è scandalosamente vuota. È stato impedito ad un uomo innocente, trasparente, con una storia indiscutibilmente prestigiosa di esercitare il suo mandato. Lo hanno detto tanti colleghi, tante persone in questi giorni! Un uomo che ha fatto della sua storia umana, personale e poi politica e amministrativa, una storia ricca di impegno, passione, dedizione al bene comune e al rigore morale. Coinvolto in una operazione non si sa perché. Avete tutti letto le carte - poi tornerò su questo aspetto -, sinceramente non si capisce di cosa il presidente Oliverio è accusato. Quali condotte hanno reso necessaria questa richiesta da parte della Procura.

Non si comprende. È un fatto molto grave e non è vero che il presidente Oliverio ha intenzione di sottrarsi all’ordinamento previsto dalla nostra Costituzione.

Domani sarà ascoltato dal GIP, ha già depositato ricorso al Tribunale della Libertà ma, poiché non ha nulla da temere, non ha scheletri nell’armadio, può camminare a testa alta e con la schiena dritta di fronte a chiunque, di fronte a chiunque, ha detto con chiarezza che considera queste accuse infamanti. E ha fatto bene!

Non è una posizione di attacco alla Magistratura. È una posizione che ribadisce la necessità di avere fiducia nella giustizia, perché ci sono politici che possono avere fiducia nella giustizia, e sono tanti, così come ci sono tanti cittadini che possono averla e ci sono tanti magistrati che fanno tante cose serie e ci sono magistrati che sbagliano.

Non ci sono santuari; non ci sono eroi, ha detto il presidente Oliverio.

Vedremo nel merito la condotta del nostro Presidente. Sia giudicata subito, celermente, rapidamente e si faccia chiarezza, lo dico qui, in Consiglio regionale. Si faccia chiarezza su un provvedimento abnorme ed infondato e si faccia chiarezza sulle ore che lo hanno fatto conoscere al mondo, presidente Irto.

Si faccia chiarezza, lo chiedo io. Perché in quelle ore lì, prima che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro svolgesse la sua conferenza stampa, l’ordinanza era già nelle mani di media e organi di stampa.

È il primo annuncio e tanti annunci della notizia successiva per 4 lunghissime ore hanno confuso il presidente Mario Oliverio dentro una vicenda incredibile, accusandolo addirittura di avere favorito la mafia!

L’aggravante del metodo mafioso è stata inventata contro Mario Oliverio, un fatto inesistente ma di questo si è discusso e su questo si è formata una opinione.

Non prendiamoci in giro! A lui viene contestato un reato di abuso d’ufficio ma, ben prima, ben prima, della conferenza stampa, il Presidente della Commissione nazionale antimafia, il senatore Morra, chiedeva già le dimissioni del Presidente della Giunta regionale della Calabria, senza sapere di cosa stesse parlando.

O forse sapeva? Sapeva? E perché ha parlato? Non sapeva? E perché ha parlato?

Ho letto su un profilo Facebook con data 4 dicembre 2018, e io sono uno che le cose le porta fino in fondo, che un militante di un movimento politico, diverso da quelli rappresentati in quest’Aula, il Movimento 5 Stelle, preannunciava al Segretario politico di un partito, che ho l’onore di rappresentare immeritatamente, che ci sarebbero stati dei provvedimenti contro il governatore Mario Oliverio e faceva due nomi, dicendo chi se ne stava occupando.

Ne parlo perché ne ho traccia. Non faccio altri nomi per non violare la privacy; li farò all’interno di un esposto che presenterò tramite un avvocato, perché su queste cose va fatta chiarezza, tutta e fino in fondo! Tutta e fino in fondo!

Perché il presidente Morra ne parla? Cosa ne sa prima? e, soprattutto, perché il presidente Morra e l’onorevole Ferrara chiedono le dimissioni del presidente Oliverio, che ha la stessa imputazione del sindaco, o della sindaca, se preferite, di Roma, del sindaco, o della sindaca, se preferite, di Torino, che militano nel loro stesso partito?

Questa è doppia morale. Altro che quella del presidente Oliverio!

Perché hanno parlato esponenti di primo piano di un movimento politico che ha costruito i suoi successi sul giustizialismo, godendo anche degli errori del PD e del centro-sinistra!

Hanno ragione i colleghi che lo hanno sottolineato! Hanno ragione! Dobbiamo rivedere alcuni errori commessi. Avete ragione. Lo riconosco.

Godendo anche dei nostri errori sul tema della giustizia e del rapporto fra la giustizia e le istituzioni e la politica, chiedono le dimissioni dopo avere cambiato le loro regole per non chiedere le dimissioni dei sindaci Raggi e Appendino.

Perché? Su questi temi bisogna discutere così come stiamo facendo noi, in maniera pubblica, trasparente, assumendosi le responsabilità delle cose che si dicono, perché non passi nella nostra regione un concetto grave, che tutto è mafia, perché intanto non è tutto mafia.

La ‘ndrangheta c’è; c’è la ‘ndrangheta e ci sono le sue evoluzioni. È il nemico numero uno dello sviluppo della Calabria. Ha distrutto la Calabria.

Tuttavia se tutto è ‘ndrangheta, se tutto è mafia, poi niente è mafia.

Se si infangano le persone come Mario Oliverio si fa un regalo alla criminalità e chi si rende responsabile di questo regalo si assume una grande, grande, grande responsabilità.

Questo pensa il capogruppo del PD. Altro che barzellette annunciate via Facebook! Altro che posizioni come quella del senatore - pare non più Ministro degli Interni - Salvini che, tra una foto con un pregiudicato e un banchetto con pregiudicati per ‘ndrangheta, annunciava ieri urbi et orbi: “Questione risolta. La mafia sarà sconfitta fra 4 mesi…insomma il tempo che necessita”.

Povera Italia! Povere istituzioni! Poveri noi!

Fra una foto con un pregiudicato e un banchetto con imputati per mafia annuncia e poi fa un post nel quale dice: “Ci sono problemini, in Calabria tornerò” …per fare strumentalizzazioni elettorali. Discutiamo di questo, colleghi. Discutiamo dell’azione del presidente Oliverio che ha improntato la sua vita e questa Legislatura alla legalità perché la razionalizzazione, la messa in liquidazione di Enti, di Comitati, di Aziende, spesso ha anticipato la sacrosanta azione della Magistratura, che ringraziamo per il lavoro che svolge contro la ‘ndrangheta e contro i poteri criminali.

Il presidente Oliverio fino a quattro giorni fa è venuto a Reggio Calabria in Prefettura col Procuratore della Repubblica, con il Prefetto, con il Questore, con il comandante dei Carabinieri, con il comandante della Guardia di Finanza, a firmare un Protocollo che attesta la spesa delle risorse della Regione per consentire al Ce.dir. e, quindi, alla Procura di Reggio Calabria, al Tribunale di Reggio Calabria, alla Distrettuale Antimafia di avere un front-office, risorse tecniche e logistiche ed altro.

Impegno concreto di Mario Oliverio contro la mafia e contro i poteri criminali! Altro che chiacchiere e show in televisione! Ecco!

Il presidente Oliverio uscirà presto da questa vicenda; ne uscirà perché le carte parlano chiaro e ne uscirà perché è un uomo adamantino, onesto, perbene, ma non rinuncerà, e noi con lui, a difendere la giustizia e a difendere la dignità e i diritti delle persone.

Su questo torneremo perché siamo convinti che la Calabria debba uscire da un pregiudizio e siamo convinti che l’azione del presidente Oliverio, di forte discontinuità, debba essere tollerata e prevista anche in Calabria, dove quelli come Oliverio - gliel’ho detto tante volte! - spesso finiscono o arrestati o ammazzati.

E potremmo parlare - concludo, Presidente! - della rotazione dei dirigenti, degli interventi sull’anticorruzione, di quello che è già in programma!

Per adesso taccio. Ringrazio l’Aula e il suo Presidente per la maturità dimostrata ma su questi temi diremo la nostra, in maniera trasparente e pubblica, e faremo la nostra battaglia.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Rispetto a quanto deciso dai capigruppo, dopo i punti 1, 2, 3 e 4 all’ordine del giorno c’è la proposta d’inserimento da parte di tutti i capigruppo, allargata ai componenti dell’Ufficio di Presidenza, di 3 proposte di legge, numero 397/10^, 373/10^ e 395/10^. Si tratta, rispettivamente, del cosiddetto Piano casa e della manutenzione della legge anti ‘ndrangheta, con relatore il consigliere Arturo Bova; la proposta di legge numero 395/10^, riferita alla legge regionale numero 28 del 2008 che, per capirci, è una delibera della Giunta regionale. Pongo in votazione l’inserimento di queste proposte all’ordine del giorno. Sono inserite.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giudiceandrea. Ne ha facoltà.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

C’è la richiesta d’inserimento di un ordine del giorno, firmato da tutta quanta la maggioranza, per sollecitare il Governo alla firma del Global Compact.

PRESIDENTE

C’è anche una mozione, a firma del consigliere Nicolò. Li inseriamo, però, tutti e due in coda all’ordine del giorno.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Chiedo l’inserimento all’ordine dei lavori della mozione sullo stato di calamità a favore delle imprese agricole danneggiate dagli eventi atmosferici sulla Locride.

PRESIDENTE

Consigliere Nicolò, lo ha già depositato in Presidenza. Prego il consigliere Giudiceandrea di depositarlo pure alla Presidenza. Ha chiesto di intervenire il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Credo che proprio in queste ore sia necessario che arrivi a Roma la voce unanime del Consiglio regionale al presidente Conte, al Presidente della Camera dei deputati e a quello del Senato della Repubblica e che si risolva definitivamente la questione degli Lsu-Lpu.

La invito, se il Consiglio regionale è d’accordo, ad inviare un telegramma urgente ai Presidenti sopra richiamati.

PRESIDENTE

Lo farò. Grazie, consigliere Guccione.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Prego.

PRESIDENTE

Chiedo l’autorizzazione all’Aula, di poter scrivere immediatamente al Presidente del Consiglio dei Ministri sulla vicenda Lsu-Lpu. Quest’Assemblea regionale non si vuole girare dall’altra parte e non vuole non affrontare una questione importante per la vita di tantissimi nostri corregionali.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 247/10^ di iniziativa dell'Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2019-2021”

PRESIDENTE

Iniziamo col primo punto all’ordine del giorno. Proposta di provvedimento amministrativo numero 247/10^ di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza, recante: “Bilancio di previsione del Consiglio regionale per gli esercizi 2019-2021”.

Chiedo al consigliere Neri di illustrare il provvedimento. Prego.

NERI Giuseppe (Moderati per la Calabria)

Grazie, Presidente. Il bilancio di previsione del Consiglio regionale della Calabria per gli esercizi 2019/20/21 è stato redatto sulla base delle disposizioni e dei modelli previsti dal Decreto legislativo numero 118 del 23 giugno 2011, così come modificato e integrato dal Decreto legislativo numero 126 del 10 agosto 2014.

Con l’esercizio precedente il bilancio di previsione del Consiglio regionale ha durata triennale e ha natura autorizzatoria per l’intero triennio, poiché gli stanziamenti di spesa rappresentano limiti all’assunzione di impegni e sarà, pertanto, possibile impegnare iniziative previste su annualità successive all’esercito 2019, purché sussista la copertura finanziaria nella specie.

Il bilancio di previsione dell’esercizio 2019 è redatto in termini sia di competenza sia di cassa.

Le articolazioni del bilancio di previsione, sia per la parte entrate sia per quella delle spese, sono definite per legge e, pertanto, non sono modificabili.

Le entrate del bilancio di previsione sono suddivise per titoli, in base alla fonte di provenienza, e per tipologia, in base alla natura dell’entrata.

Le spese del bilancio di previsione sono articolate in Missioni e Programmi, sulla base rispettivamente delle funzioni esercitate e degli aggregati omogenei di attività.

Le spese sono poi classificate per Titoli, sulla base della natura della spesa.

L’unità di voto in Consiglio regionale è costituita per l’entrata della tipologia e per la spesa del Programma.

Rientrano nelle entrate per trasferimenti correnti le somme che la Giunta regionale trasferisce per il funzionamento del Consiglio regionale, che ammontano ad euro 58 milioni di euro, per ognuno degli esercizi compresi nel bilancio in corso di approvazione, come previsto per l’esercizio 2018; le somme trasferite dall’Agcom per il finanziamento delle funzioni delegate al Co.re.com. Calabria e gli stanziamenti per le spese sono stati quantificati sulla base dell’effettiva necessità dell’Assemblea legislativa. In particolare, gli stanziamenti previsti per le indennità dei consiglieri e per i vitalizi degli ex consiglieri corrispondono agli importi previsti dalla legislazione vigente.

Le spese per il personale e per il funzionamento dei gruppi consiliari sono stati quantificati sulla base della legge regionale numero 13 del 15 marzo 2002.

Le spese per personale addetto alle strutture amministrative, nonché i connessi oneri a carico del datore di lavoro, sono state stanziate sulla base dell’unità di personale effettivamente in servizio e della previsione massima di spesa consentita dai vincoli assunzionali.

Le altre spese di funzionamento del Consiglio regionale sono quantificate sulla base delle obbligazioni giuridiche, contratte o da contrarre, per garantire il regolare mantenimento delle attività consiliari.

Le spese per funzioni delegate trovano copertura finanziaria nei contributi in entrata da parte dell’Agcom. Infine, la previsione di spesa, nel rispetto e nei limiti previsti dall’articolo 6 del Decreto legislativo numero 78 del 31 maggio 2010, in materia di spese per studi e incarichi di consulenza, relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza, missioni, attività di formazione, acquisto, manutenzione e noleggio autovetture.

Sul presente provvedimento il Collegio dei revisori dei conti ha espresso parere favorevole con proprio verbale numero 236 del 14 dicembre 2018. Grazie.

PRESIDENTE

Prima di votare il provvedimento, prendiamo atto della relazione della Commissione speciale di vigilanza, resa ai sensi dell’articolo 13, comma 5, del Regolamento interno di amministrazione e contabilità del Consiglio regionale e del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo.

 

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 391/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2019)”

PRESIDENTE

Il secondo punto all’ordine del giorno è la proposta di legge numero 391/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2019)”.

Ha facoltà di illustrare la proposta di legge il relatore Aieta. Prego.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico), relatore

Signor Presidente, la proposta di legge oggi in discussione è stata approvata a maggioranza dalla seconda Commissione nella seduta del 13 dicembre scorso.

Com’è a tutti noto, con il Collegato possono essere disposte modifiche ed integrazioni a disposizioni legislative regionali aventi riflessi sul bilancio.

Questo disegno di legge si compone di 20 articoli. Più nello specifico, gli articoli 1 e 2 dettano disposizioni in materia di Enti strumentali della Regione.

L’articolo 1 estende anche ad essi e alle Agenzie ed Aziende regionali, in caso di superamento dei termini previsti per l’approvazione di bilanci e rendiconti, il divieto di procedere a nuove assunzioni.

L’articolo 2, invece, introduce delle regole nelle modalità di liquidazione dei contributi ordinari a favore di detti enti.

L’articolo 3 apporta modifiche alla legge regionale numero 8 del 1995, in materia di edilizia residenziale pubblica.

L’articolo 4 apporta modifiche alla legge regionale numero 14 del 14 aprile 1983 sulla formazione dell’anagrafe, dell’utenza e censimento degli alloggi di proprietà pubblica.

L’articolo 5 modifica la legge regionale numero 57 del 22 dicembre 2017, sostituendo, rispettivamente, le parole “30 settembre 2018” con le parole “30 giugno 2019” e le parole “30 settembre 2018” con le parole “30 aprile 2019”.

L’articolo 6 modifica, invece, la legge regionale numero 32 del 25 novembre 1996, riguardante la disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

L’articolo 7 interviene sulla legge regionale numero 9 del 17 maggio 1996, in particolare le modifiche riguardano gli articoli 17 e 22: la modifica all’articolo 17 è finalizzata a garantire la continuità delle attività svolte dalle Commissioni d’esame in materia per l’abilitazione venatoria; per quanto riguarda le modifiche relative all’articolo 22, riguardano, in particolare, la sostituzione della lettera e), che disciplina l’erogazione del contributo alle associazioni venatorie.

L’articolo 8, invece, introduce delle modifiche alla legge regionale numero 11 del 2003, adeguando il riferimento alla struttura regionale, deputata al controllo sugli atti dei Consorzi e aumentando il termine a disposizione della suddetta struttura di controllo per l’esame delle pratiche.

L’articolo 9 modifica la legge regionale numero 18 del 2013 in materia di rifiuti, prorogando il termine del 31 dicembre 2018, previsto dall’articolo 2 bis, che consente di integrare le autorizzazioni degli impianti privati di trattamento e smaltimento dei rifiuti al 30 giugno 2020.

L’articolo 10 è, invece, finalizzato ad adeguare la materia dei controlli in tema di contenimento della spesa all’attuale struttura regionale, passando dal dipartimento bilancio ad un apposito Settore istituito presso il dipartimento Organizzazione e Risorse Umane.

L’articolo 11 introduce una modifica all’articolo 38 della legge regionale numero 47 del 2011, relativa alla programmazione di opere pubbliche finanziate con fondi regionali. Attraverso detta modifica si cerca di evitare la restituzione da parte degli Enti locali, beneficiari dei finanziamenti, di somme erogate dalla Regione alla sola presentazione del Piano di ammortamento del mutuo, senza l’effettivo inizio dei lavori.

L’articolo 12 interviene sulla legge regionale numero 44 del 2016 e riguarda interventi non iniziati o non completati, risalenti ad almeno 10 anni, oggetto di contributo regionale pluriennale.

Con l’articolo 14 si va, invece, ad incidere sul settore delle politiche per la casa.

Attraverso questa norma si intende consentire il completamento degli interventi finanziati con il Programma operativo del settore delle politiche della casa.

L’articolo 15 contiene alcune disposizioni relative alle Società in house della Regione Calabria.

L’articolo 16 modifica la legge regionale numero 13 del 5 aprile del 1983, prevedendo che si possa procedere all’approvazione delle leggi di modifica delle circoscrizioni territoriali senza effettuare il referendum consultivo, qualora le aree interessate dalle modifiche siano prive di popolazione residente ed i Comuni coinvolti diano il proprio consenso.

L’articolo 17 fornisce uno strumento per dare certezza a rapporti pendenti e non definiti, derivanti dall’assegnazione di alloggi regionali, costruiti a seguito di eventi calamitosi.

L’articolo 18 incide sulla legge regionale numero 20 del 2007, riguardante il sostegno dei Centri di antiviolenza e delle Case di accoglienza per donne in difficoltà, con l’intento di ridurre il numero di abitanti, relativo al bacino di utenza previsto per la concessione dei contributi diretti al finanziamento dei progetti antiviolenza.

Il provvedimento si conclude con gli articoli 19 e 20, relativi rispettivamente alla clausola d’invarianza del provvedimento ed alla sua entrata in vigore.

Il Consiglio delle Autonomie locali, nella seduta del 12 dicembre 2018, con deliberazione numero 4 ha espresso parere favorevole alla proposta di legge.

La Commissione di vigilanza, riunitasi il l3 dicembre 2018, ha espresso anch’essa parere favorevole al provvedimento, con l’invito rivolto all’Amministrazione regionale a procedere a quanto specificato nel corpo dei relativi verbali.

Ai lavori della Commissione ha partecipato il Direttore generale del Dipartimento bilancio, il dottor De Cello, e la dirigente del Settore bilancio, la dottoressa Buonaiuto, i quali hanno apportato un proficuo contributo alla discussione ed alla comprensione dei provvedimenti di bilancio.

Alla stessa Commissione ha partecipato l’assessore al bilancio, la dottoressa Fragomeni, esperendo le sue relazioni.

Ciò premesso, signor Presidente, sottopongo all’Aula l’esame della proposta di legge in oggetto.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Aieta. Per la Giunta regionale interviene l’assessore Fragomeni. Prego.

 

Presidenza del vicepresidente Giuseppe Gentile.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Grazie. Sul Collegato faccio ovviamente un intervento sia per quanto riguarda la legge di stabilità, la manovra, il bilancio, sia per quanto riguarda il Collegato alla manovra di finanza regionale, anche perché il consigliere Aieta ha già esposto tecnicamente il suo contenuto.

Innanzitutto vorrei ringraziare il dipartimento, la Giunta regionale e quindi la seconda Commissione e il Consiglio regionale perché in poco più di 20 giorni, oltre ad aver portato a casa la parifica piena del rendiconto 2017, si è riusciti ad approvare in Aula il bilancio consolidato, l’assestamento di bilancio, il DEFR, ed oggi, si spera, il bilancio 2019-2021.

L’inizio di questa Legislatura è coinciso quasi perfettamente con l’entrata in vigore (a partire dal 1° gennaio 2015) del processo di riforma della contabilità degli enti territoriali, avviata con il decreto legislativo numero 118 del 2011 sull’armonizzazione contabile, che ha profondamente modificato il sistema previgente, interessando tutte le amministrazioni pubbliche italiane e creando un sistema contabile omogeneo, al fine di realizzare un efficace coordinamento della finanza pubblica e per rispondere con maggiore efficienza alle verifiche disposte in ambito europeo, per la realizzazione di obiettivi di revisione della spesa pubblica e per la determinazione di fabbisogni e costi standard.

Si tratta di un processo di cambiamento che, nonostante il tempo trascorso dall’entrata in vigore della riforma, è tutt’ora in atto, dato che investe l’attività dell’intero apparato regionale, rispetto al quale, gli uffici del bilancio hanno certamente un compito fondamentale di coordinamento e vigilanza, ma non sono i soli attori coinvolti.

Si tratta, quindi, di attuare e far recepire un cambiamento radicale che richiede: una diversa modalità di formazione dei bilanci rispetto al passato; una programmazione attenta e rigorosa della spesa; una diversa modalità di gestione delle risorse; il rispetto della tempistica degli adempimenti da parte dei dipartimenti; il superamento delle resistenze di tipo culturale, basato sull’atavica convinzione che le regole contabili debbano restare confinate in un ambito ristretto e specialistico, legato sostanzialmente al momento dell’impegno e della liquidazione della spesa.

Su questi aspetti è stato fatto molto (altrimenti non si sarebbe avuta la parifica del rendiconto 2017), ma il percorso è ancora lungo e richiede ancora del tempo prima che l’Amministrazione recepisca in toto la portata della riforma.

Assieme all’adozione dei nuovi principi contabili, la normativa sul pareggio di bilancio, introdotta a partire dal 2016, ha completamente modificato le modalità di redazione del documento contabile, centrata necessariamente sul mantenimento degli equilibri fra le entrate e la spesa.

In tale ambito diventa prioritario intervenire, sul lato delle entrate, con una decisa azione di:

- recupero dell’evasione (soprattutto riguardo al bollo auto);

- recupero dei crediti relativi al mancato riversamento da parte dei Comuni delle tariffe pagate dai cittadini per la fornitura del servizio idropotabile ante 2005 e per lo smaltimento dei rifiuti solidi ed urbani per il periodo 2015-2018.

Si tratta di questioni che se non vengono affrontate e normalizzate, porteranno inevitabilmente ad una drastica riduzione della disponibilità di cassa, che potrebbe pregiudicare, in maniera irreversibile, il futuro di questa Regione.

Basti pensare che la Regione deve incassare, ante 2005, circa 265 milioni di euro, mentre sul versante dei rifiuti il credito verso i Comuni ammonta già a 324 milioni di euro. Credo che siano dati che si commentano da soli.

Dal lato della spesa, occorre razionalizzare le attività degli enti strumentali, delle fondazioni e delle partecipate, che impegnano risorse regionali importanti.

Il percorso di normalizzazione, che ha visto l’approvazione degli oltre 60 rendiconti arretrati, necessari per l’approvazione del bilancio consolidato, ha assorbito molte energie umane e logistiche ma ora necessita di un’attenta e costante attività di vigilanza da parte dei dipartimenti regionali, al fine di evitare quanto successo in passato ed ottenere i risparmi di spesa previsti dalla normativa vigente, vista la carenza di risorse autonome regionali.

Ai fini degli equilibri, riveste un’importanza decisiva anche il controllo teso ad evitare la proliferazione dei debiti fuori bilancio per ridurre in via progressiva i pignoramenti presso la tesoreria regionale, che hanno sottratto circa 200 milioni di euro negli ultimi 6 anni, pignoramenti effettuati spesso da terzi, in procedimenti in cui la Regione molto spesso è impossibilitata a difendersi.

Il contesto prettamente regionale entro il quale si è incardinata la manovra di bilancio è stato per così dire arricchito anche da alcune disposizioni contenute nella Legge di stabilità statale che incidono in maniera rilevante sul bilancio delle Regioni.

Tra queste ce ne sono due, in particolare, che riguardano molto da vicino la Regione Calabria e precisamente contenute negli articoli 61 e 75.

La previsione dell’articolo 61 della legge di stabilità in via di approvazione, che è recepita dall’articolo 3 del disegno di legge di stabilità regionale, ha recepito l’accordo concluso in sede di Conferenza Stato – Regioni, con Intesa numero 188 del 15 ottobre 2018, in materia di concorso regionale alla finanza pubblica, in rilancio degli investimenti, di cui dirò meglio in seguito.

La previsione del secondo articolo, l’articolo 75, riguarda essenzialmente la riduzione dei costi della politica nelle Regioni, con particolare riferimento alla questione dei vitalizi dei consiglieri regionali. In pratica, se la norma dovesse essere confermata, in via definitiva, così come disposta dall’articolo 75, la Regione avrebbe al massimo 6 mesi di tempo per adeguarsi al dettato normativo. Dopodiché si perderebbero risorse per oltre 500 milioni di euro.

Su questo aspetto, dunque, faccio appello alla massima sensibilità e al senso di responsabilità del Consiglio regionale, perché le conseguenze della mancata o tardiva applicazione di questa disposizione si tradurrebbero nel blocco temporaneo dei trasferimenti statali, in particolare del fondo perequativo di 446 milioni di euro, che serve a finanziare gran parte delle spese correnti regionali, con un impatto immediato sulle disponibilità di cassa della Regione.

Entrando nel merito della manovra e dei numeri, il bilancio di competenza effettivo della Regione per l’anno 2019, al netto delle contabilità speciali, ammonta complessivamente a 6,2 miliardi di euro.

Si tratta, però (come si è potuto vedere anche dalle tabelle riassuntive del bilancio), in gran parte, di risorse a destinazione vincolata, mentre le entrate, libere da vincoli, da destinare a finalità autonomamente definite dalla Regione, ammontano, invece, a circa 782 milioni di euro circa, pari, come già ricordato in precedenza, al 12,59 per cento delle risorse attualmente iscritte in bilancio.

Rientrano nelle risorse vincolate le risorse destinate al finanziamento del Servizio sanitario regionale, che sono il 59,7 per cento, l’annualità 2019 del POR Calabria e del PAC 2014-2020, le risorse del FSC (Fondo di Sviluppo e Coesione) 2014-2020, nonché ulteriori fondi di natura vincolata, assegnati a vario titolo dallo Stato ad altri soggetti. Le entrate per i mutui sono relative al cofinanziamento del POR 2014-2020.

A parte la sanità, che riveste un peso notevole all’interno del bilancio, c’è da sottolineare che le entrate vincolate, finanziate con il POR, il PAC e il Fondo Sviluppo e Coesione, sono comunque considerevoli ed esse rappresentano un’opportunità di sviluppo che deve essere colta, in quanto esse finanziano sostanzialmente spese per investimento che, se utilizzate velocemente e correttamente, possono finalmente incidere sullo sviluppo reale della Regione. Spesso l’attenzione verso queste risorse viene sottovalutata ma sono proprio queste risorse destinate agli investimenti, se finalmente sbloccate, come ha cercato di fare la Giunta Oliverio, possono fare la differenza, in termini di creazione di sviluppo ed occupazione, e far crescere il PIL della Regione di ben oltre il 2 per cento, certificato da Svimez.

Le altre voci dello stato di previsione dell’entrata, con vincolo di destinazione di una certa rilevanza, risultano essere al momento i 130 milioni di euro per progetti per la difesa del suolo e tutela ambientale, realizzati dai lavoratori idraulico-forestali; i 208 milioni di euro del Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale; il Fondo nazionale per le politiche sociali, per un importo al momento fissato in 11 milioni e mezzo di euro; i 21 milioni e mezzo di euro per la stabilizzazione degli LSU-LPU (ne mancano circa 30 per ricostituire i Fondi che lo Stato aveva assicurato negli ultimi 4 anni); i circa 16 milioni di euro dei Fondi per la non autosufficienza e i 19 milioni di euro per i Centri per l’impiego.

A queste risorse si aggiungeranno le risorse di cui all’accordo concluso in sede di Conferenza Stato-Regioni, con l’intesa del 15 ottobre 2018, in materia di rilancio degli investimenti, che è stato sancito all’articolo 61 della Legge di stabilità statale e all’articolo 3 del disegno di legge di stabilità regionale, oggi in discussione.

L’accordo fra il Governo e le Regioni a statuto ordinario è intervenuto su una situazione a legislazione vigente che prevedeva un taglio di circa 4 miliardi e mezzo in capo alle Regioni, di cui 189 circa a carico della Regione Calabria. Taglio che avrebbe riguardato il settore delle politiche sociali, della non autosufficienza, dei disabili, il settore dei trasporti, dell’edilizia scolastica, del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso ai canoni in locazione.

D’altro canto le Regioni, forti di alcune sentenze della Corte Costituzionale sull’utilizzo dell’avanzo di bilancio, avrebbero potuto rompere le regole del pareggio, andando ad incidere negativamente sui saldi dei conti complessivi allargati della pubblica amministrazione. Allora, l’accordo è stato proprio quello di evitare da un lato i tagli alle Regioni e dall’altro costringere le stesse a destinare l’equivalente delle risorse ad investimenti aggiuntivi, utilizzando appunto una quota dell’avanzo vincolato o, in mancanza, risorse proprie o, se possibile, con ricorso al debito.

Gli investimenti dovranno essere nuovi rispetto a quelli già previsti nel bilancio ed essere finalizzati ad opere pubbliche nei settori di cui dicevo prima.

L’accordo prevede una tempistica stringente nella realizzazione degli investimenti, che dovranno essere effettuati con un cronoprogramma ben stabilito e scandito per i prossimi 5 anni.

Impresa sicuramente non facile, vista la tempistica e viste le modalità con cui viene effettuato il monitoraggio e le sanzioni in caso di mancato rispetto delle regole.

L’obiettivo per la Regione Calabria, pertanto, nel prossimo quinquennio, inclusi i due accordi già partiti nel 2017 e nel 2018, è quello di effettuare investimenti per complessivi 256 milioni di euro in 5 anni, da realizzare secondo uno stringente cronoprogramma, da rispettare sia in termini di impegni giuridicamente vincolanti che di pagamenti da effettuare entro scadenze già prestabilite.

Gli ambiti di intervento di questi 256 milioni di euro riguardano per 22 milioni e mezzo il settore dell’edilizia residenziale, per 22 milioni e mezzo il settore delle opere pubbliche, per 22 e mezzo milioni interventi sui borghi, per 189 milioni di euro circa interventi di messa in sicurezza sugli edifici scolastici (ma di questo dirò a breve).

Per quanto concerne le entrate della sanità nel bilancio corrente è stata inserita la previsione riferita al 2018 assestato, determinata in 3 miliardi e mezzo di euro, importo che include i 15 milioni di euro destinati al finanziamento del Fondo dotazione dell’ARPACAL e la mobilità passiva, compresa quella internazionale, stimata in circa 354 milioni di euro.

Questo dato conferma come il sistema sanitario regionale continui a presentare criticità gravi, sia dal punto di vista della capacità di offrire un sevizio di qualità e sicurezza ai cittadini sia dal punto di vista del rigore della spesa delle risorse.

Gli otto anni di commissariamento del settore non solo non hanno invertito il trend negativo ma hanno ulteriormente aggravato i conti pubblici, senza riuscire a ridurre il debito pregresso, realizzando un ulteriore deficit di oltre 70 milioni di euro, tra l’altro, a fronte dello scadimento del livello essenziale di assistenza e dell’indiscriminato taglio dei servizi territoriali ed ospedalieri.

Ebbene, bisogna prendere atto che, ancora una volta, si è di fronte ad un fallimento sancito e confermato da tutti i verbali ministeriali analizzati in questi anni, dai dati evidenziati nella relazione di parificazione, dai risultati indiscutibili che sono sotto gli occhi di tutti i cittadini calabresi e che sanciscono, evidentemente, il fallimento della gestione commissariale.

Anni di commissariamento non solo non sono serviti a risolvere alcuni annosi problemi della nostra sanità, quali inefficienze, sprechi, localismi, ma addirittura li hanno, paradossalmente, aggravati.

L’obiettivo del risanamento finanziario non è stato raggiunto, anzi la situazione rilevata per l’anno 2018 è destinata a peggiorare ulteriormente nel 2019, per come è emerso dalle risultanze dell’ultimo Tavolo di verifica del 15 novembre scorso, in base alle quali si prevedono, a seguito dello sforamento dei conti sanitari, per un ammontare di circa 70 milioni di euro, le azioni sanzionatorie del blocco del turn over nelle Aziende sanitarie ed ospedaliere e l’aumento al massimo dell’addizionale Irpef per i cittadini calabresi.

In tale direzione è apparso doveroso ricorrere alla Corte Costituzionale contro la decisione del Governo nazionale di continuare su questa fallimentare e scellerata strada della gestione commissariale perché è sotto gli occhi di tutti che per invertire la tendenza di uno dei principali, se non del più importante settore, qual è quello della sanità, è necessario avere una gestione diretta regionale e questo l’abbiamo potuto vedere nell’inversione di tendenza negli altri settori con dati oggettivi, dati Svimez e della Banca d’Italia.

Passiamo ora sul versante della spesa. Ovviamente in vigenza del pareggio di bilancio, la spesa ricalca sostanzialmente le caratteristiche dell’entrata. Anche dal lato della spesa, infatti, sui 6,2 miliardi di euro, il 58,4 per cento è rappresentato da spese per la sanità; le risorse per investimenti (POR e FAS) rappresentano il 21,4 per cento circa del bilancio puro di competenza; il 7,9 riguarda altri fondi a destinazione vincolata. Ne deriva che la spesa finanziata con risorse autonome rappresenta solo il 12,3 per cento della spesa complessiva in termini di competenza totale.

Come già specificato in precedenza, la spesa finanziata con risorse autonome è fissata in 782 milioni di euro per il 2019. È questo l’importo sul quale la Giunta regionale prima ed il Consiglio Regionale poi possono operare delle scelte di carattere discrezionale, fermo restando che in ogni caso gran parte di tale importo è destinato a spese di carattere obbligatorio (quale personale, mutui, contratti, accantonamenti) o utilizzato per far fronte alle emergenze sociali ed occupazionali della Regione e, quindi, difficilmente rimodulabile.

La difficile manovrabilità delle risorse regionali è dimostrata nella Tabella riportata nella relazione tecnica a pagina 12, dalla quale si può facilmente evincere come le spese di funzionamento e per il personale del Consiglio e della Giunta regionale, che rappresentano il 25,4 per cento, coprono un quarto della disponibilità totale.

La spesa per i mutui assunti dalla Regione o comunque a carico della stessa e a titolo di contributo per i mutui assunti dagli Enti locali, rappresenta il 19,6 per cento delle spese autonome. Personale, contratti e mutui rappresentano in termini aggregati il 45 per cento circa del totale.

Questo dato, riferito a spese di carattere obbligatorio, dimostrerebbe che teoricamente il bilancio della Regione potrebbe anche essere considerato con margini di manovra abbastanza ampi, se non fosse che un ulteriore 23 per cento circa è destinato a spese per gli Enti subregionali e precariato storico, con in testa gli Lsu per il 5,6 per cento, e quindi sostanzialmente per spese di personale.

Per la parte rimanente una percentuale importante è destinata alla sanità, il 3,7 per cento in gran parte rette socio-sanitarie e indennizzi ai soggetti emotrasfusi con sangue infetto, alla quota regionale per le politiche sociali e ad altre leggi sensibili, quali il cofinanziamento regionale per i trasporti, il diritto allo studio e la protezione civile.

Quindi, analizzando i dati delle tabelle riassuntive emerge un peso notevole degli accantonamenti che sono necessari per preservare gli equilibri di bilancio.

Fondi crediti di dubbia esigibilità presentano un valore pari a circa 61 milioni di euro, se riferito solo all’anno 2019.

Se a questo si aggiungono gli accantonamenti di competenza 2019 per il fondo contenzioso, per i pignoramenti, per le perdite delle società e per eventuali debiti fuori bilancio, si evince facilmente la difficile rimodulabilità fra le diverse voci di bilancio.

Pur in questo quadro di risorse limitate occorre, però, sottolineare come si è riusciti a confermare, se non in qualche caso ad aumentare, il quadro finanziario dello scorso anno, confermando i finanziamenti delle leggi regionali di spesa e continuando in una progressiva opera di risparmio e di razionalizzazione delle spese di funzionamento della Giunta regionale.

In estrema sintesi, la proposta di utilizzazione dei 782 milioni di euro di risorse autonome contiene: il finanziamento delle spese obbligatorie per il personale della Giunta regionale; le spese di funzionamento di carattere obbligatorio, relative all’acquisizione di beni e servizi; le spese per il funzionamento del Consiglio regionale; la previsione della copertura finanziaria delle rate di ammortamento inerenti ai mutui contratti; la spesa per far fronte ai contributi agli enti locali per mutui contratti per la realizzazione di opere pubbliche; la spesa per sostenere le funzioni tornate in capo alla Regione ma rimaste ancora alle Province; il finanziamento di spese per la sanità a carico del bilancio regionale; il trasferimento di 123 milioni di euro agli Enti subregionali; gli stanziamenti per il precariato per un importo complessivo pari a 55,4 milioni di euro; la spesa di 28,5 milioni di euro per la copertura della quota regionale delle rette inerenti le prestazioni socio-sanitarie; il finanziamento per il diritto allo studio; il finanziamento di 33 milioni di euro, quale quota regionale destinata al trasporto pubblico locale, oltre la quota del Fondo nazionale trasporti; il finanziamento di 19,5 milioni di euro circa e altre leggi regionali di natura settoriale, quale turismo, cultura, agricoltura, urbanistica, ambiente; gli accantonamenti di risorse per far fronte ai pignoramenti, a titolo di fondo rischi per la copertura delle perdite di Società partecipate e per eventuali debiti fuori bilancio; gli oneri non ripartibili per un totale di ulteriori 23 milioni di euro circa.

Mi preme sottolineare come non era affatto scontata la sostanziale riconferma degli stanziamenti del 2018, soprattutto per quanto riguarda le fasce di precariato, i trasferimenti agli enti strumentali di fondi per il diritto allo studio.

Quando parlo di sostanziale riconferma degli stanziamenti del 2018 significa che per quei settori non ci sono stati né tagli né riduzioni e tutto ciò, in una contingenza di risorse limitate, non era né semplice né scontato da garantire.

Non è affatto semplice garantire la copertura di queste spese o per il personale di tutti questi enti, soprattutto in presenza delle nuove regole di bilancio, così come sopra ricordato.

Il bilancio 2019 non è però solo la riproduzione pedissequa degli stanziamenti dello scorso anno; ci sono diverse novità che adesso andrò ad illustrare.

I principali interventi alla manovra finanziaria 2019/2021 con risorse autonome sono volute dal Governo regionale, pur in un quadro di difficoltà e di vincoli, come sopra ricordato. Nel settore degli investimenti, all’interno di quel ventaglio di opzioni, nel citato accordo del 15 ottobre, la Giunta regionale ha deciso di effettuare nuovi investimenti, per circa 188 milioni di euro (in 5 anni) sull’edilizia scolastica. Si tratta di un settore importantissimo e del quale è perfino superfluo sottolineare l’importanza, non solo per l’aspetto legato strettamente alla didattica, ma anche e soprattutto sotto l’aspetto della sicurezza.

Oltre ai nuovi investimenti la Giunta regionale ha deciso di affrontare la critica situazione finanziaria delle società partecipate, stanziando (lo troverete nell’articolo 2 della legge di stabilità): 2,5 milioni di euro per Fincalabra, attraverso cui si vuole garantire, per il tramite della legge finanziaria regionale, il soddisfacimento di specifici fabbisogni di supporto tecnico alle funzioni amministrative dei Dipartimenti regionali; 9 milioni di euro in 3 anni per il Corap, (3 milioni annui), con l’obiettivo di risollevare le finanze di tale Ente per far giocare allo stesso un ruolo importante nello sviluppo dell’economia regionale; 750 mila euro per accelerare la liquidazione di FIELD, i cui creditori stanno adesso aggredendo Azienda Calabria Lavoro. Attraverso tale stanziamento, richiesto dal Commissario liquidatore, si va ad effettuare una transazione con i creditori medesimi al 40 per cento della massa debitoria.

Andando avanti, senza aver operato tagli rispetto agli stanziamenti del 2018, siamo riusciti anche ad inserire delle importanti novità, che permetteranno alla nostra Regione di occuparsi di alcune criticità che, soprattutto in quest’anno, quasi interamente trascorso, si sono manifestate in maniera più devastante.

In primo luogo mi riferisco al finanziamento della legge numero 18 del 2009, la legge cioè per l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, per la cui realizzazione la Regione ha stanziato 1 milione di euro.

Si tratta di una scelta che, in questo particolare momento storico-politico, ritengo sia coraggiosa e si tratta anche di una scelta coerente, non solo con la storia e la sensibilità, che la Calabria ha sempre dimostrato nei confronti dei soggetti più deboli, ma anche in coerenza con i principi fondatori della nostra Costituzione.

Un altro settore sul quale abbiamo ritenuto utile investire come Giunta regionale è poi quello dei trasporti. A partire dal 2020 e 2021 si è passati, come cofinanziamento a carico del bilancio regionale, al contributo statale di 208 milioni di euro, dai 33,2 milioni di euro del 2019, a circa 45 milioni di euro nel 2020, a 48 milioni di euro nel 2021, per consentire all’Agenzia preposta di effettuare finalmente le gare per la gestione dei servizi del Trasporto pubblico locale.

Si tratta di un notevole impegno in uno dei settori chiave per lo sviluppo di una regione, soprattutto in Regioni come la Calabria, che risulta essere molto sottodimensionato rispetto alle esigenze della popolazione.

La manovra prevede anche un aumento delle spese per le politiche sociali, che passa da 22,5 milioni di euro del 2018 a 25,4 milioni del 2019.

Tra queste va menzionato il Fondo regionale per la non autosufficienza (cioè di circa 2,1 milioni di euro in più nel 2019). Si tratta di un investimento finalizzato a rendere operativo anche il cofinanziamento statale e che consente di fornire un aiuto ed un sostegno vitale a persone con gravissime disabilità e anziani non autosufficienti, che necessitano di assistenza domiciliare continua.

La manovra ha previsto, infine, l’istituzione di un Fondo regionale per la realizzazione di interventi urgenti, destinati al sostegno di famiglie ed imprese colpite dal maltempo, cioè per coloro che hanno subito danni causati da eventi calamitosi.

Le misure sono così suddivise:

- 1 milione di euro per l’emergenza vera e propria in favore di famiglie ed imprese colpite dalle avversità atmosferiche a partire dal 1° gennaio 2018;

- 3 milioni di euro, implementabili a 5 milioni, per istituire un Fondo di ingegneria finanziaria, attraverso Fincalabra, per concessioni di prestiti alle imprese ubicate in aree del territorio regionale, per le quali è stato dichiarato lo stato di calamità naturale e sono stati quindi previsti particolari tipi di prestiti e microcredito.

In sede di Commissione, inoltre, sono stati inseriti, a seguito di alcuni emendamenti, altri due interventi che ritengo importanti: un intervento di 500 mila euro da destinare ai Comuni per la costruzione di parchi giochi inclusivi o l’adattamento di quelli esistenti e il finanziamento di un limite di impegno di 500 mila euro per gli investimenti, per favorire l’accesso ai mutui per opere pubbliche da parte dei Comuni, che genereranno un ulteriore livello di investimenti per 10 milioni di euro a carico del bilancio regionale.

In conclusione, questi sono sinteticamente gli interventi di maggiore rilievo della manovra di bilancio 2019/2021. Si tratta di una manovra che è stata predisposta nell’ambito di un contesto nazionale difficile, un contesto nazionale che ha richiesto, ancora una volta, alle Regioni a Statuto ordinario di concorrere al mantenimento degli equilibri di finanza pubblica, tramite contributi via via più ingenti, che hanno gravato in maniera pesante sulla capacità di spesa della Regione.

Pur con i tanti vincoli e le tante limitazioni, tuttavia, questo Governo Regionale è comunque riuscito a mantenere ed ottimizzare la spesa, senza operare tagli su settori come quello del sostegno al precariato e, in generale, a quegli enti strumentali che, in un momento congiunturale difficile, come quello attuale, danno comunque lavoro a migliaia di famiglie.

Si tratta di una manovra che si è occupata del presente, ma anche del futuro.

Ci sono stati infatti importanti incrementi di risorse nel settore dei trasporti che riteniamo possano avere già un ritorno nel breve periodo e, naturalmente, un’importante implementazione del livello degli investimenti nel settore della sicurezza delle scuole.

Abbiamo affrontato con risorse importanti, aggiuntive a quelle che speriamo darà lo Stato, il grave disagio di famiglie ed imprese, derivante dagli eventi calamitosi che hanno flagellato la Calabria in questo terribile 2018.

In conclusione, ritengo che in un cammino oggettivamente difficile ed ancora in divenire, la manovra di bilancio debba essere accolta positivamente, poiché si è riusciti, sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio, a migliorare il livello dei servizi forniti dalla Regione e a creare ulteriori occasioni di crescita e sviluppo. Grazie.

PRESIDENTE

Ringraziamo l’assessore per la relazione. Ha chiesto di parlare il consigliere Orsomarso, ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Intervengo dapprima sulla relazione dell'assessore che, ovviamente, come fatto tecnico è stata letta, quindi farò un intervento complessivo su tutti i punti che seguiranno e che abbiamo già discusso in Commissione bilancio, per motivare un chiaro voto contrario alla programmazione di previsione per il futuro anno 2019.

Abbiamo discusso prima e considero ormai esaurito l’argomento - lo dico al capogruppo del PD che ha fatto la sua parte -, penso che chiuda la vicenda sottolineare in quest'Aula il buon lavoro del giudice Gratteri. E’ un fatto dovuto e mi sento di farlo indipendentemente da chi deve difendere la propria onorabilità per questioni in cui non ha responsabilità.

Noi ribadiamo, invece, la bocciatura del presidente Oliverio ed è il motivo per cui c’è stata, più volte, una crisi evidente nella maggioranza che ha portato a dover sostituire assessori in corsa, ad avere bocciature sul Documento economico finanziario (DEF) anche da esponenti importanti di questa sua maggioranza. Dal nostro punto di vista, la causa sono le cose che ha fatto male, le cose che non ha fatto, le cose sulle quali aveva fatto in quest’Aula roboanti dichiarazioni, ricorderete…

 

(Brusio in Aula)

 

Chiedo scusa, Presidente, se riuscissimo a intervenire in un clima un po' più ordinato, altrimenti diventa anche inutile motivare le ragioni di una bocciatura del bilancio di previsione.

Sono passati quattro anni e questo bilancio di previsione - che annuncia l'ultimo anno di legislatura della vostra maggioranza e del presidente Oliverio - certifica le difficoltà evidenti - l'ho detto in Commissione all'assessore Fragomeni che citava dati Svimez e quant'altro - di tutte le Regioni, tutti gli Enti locali, sulla base di quella che è stata l’attuazione del principio di armonizzazione, sulla base di una norma tecnica sulla spesa. I Governi centrali dovrebbero avere un confronto con l'Europa riguardo la quantità e la qualità delle spese imposte. Ad esempio, se si pensa a “Garanzia giovani”, il finanziamento ordinario dello Stato è stato interamente sostituito dal finanziamento straordinario dell'Obiettivo convergenza.

Tutte difficoltà che conoscevamo e che conosciamo in capo alla capacità ed alla possibilità di questa parte politica di costruire progetti e futuro per la Calabria e per i calabresi.

Questo bilancio, la difficoltà di produrre capacità di spesa, avendo dati positivi sul piano economico, sul trend, certifica proprio il fallimento di tutte le azioni.

Non ci può essere - non c'è stato negli scorsi anni -, in questo bilancio, un intervento attivo sul lavoro in Calabria, forse ne discuteremo perché sarà richiamato in Aula un pezzo di stabilizzazione che vede un percorso portato avanti dall’assessore Robbe.

Ci siamo confrontati lealmente su quello che avverrà oggi in Aula, ma è mancata totalmente un'azione di visione complessiva del governo regionale.

Non a caso, mai come oggi, c'è un assordante silenzio, finanche delle parti datoriali e sindacali che forse hanno incontrato il presidente Oliverio privatamente, ma non mi sembra che sia stato alimentato in questi anni, colpevolmente o meno, un confronto che potesse dare una direzione sugli investimenti produttivi.

Questo bilancio certifica qualcosa su cui penso che questo Consiglio regionale dovrà intervenire, perché il decreto – come si diceva in Conferenza dei capigruppo – relativo al commissariamento del Governo dà poteri straordinari al nuovo commissario. Straordinari! Il Consiglio regionale della Calabria non potrà legiferare mai più! Addirittura potrebbero modificare leggi in modo retroattivo, come quella discussa in Commissione.

Certifica le difficoltà rispetto ai dati sulla migrazione sanitaria e su tutto quello che abbiamo dovuto fare nella passata legislatura e che voi avete dovuto mantenere: le tasse al massimo e quant'altro.

Avete iniziato, nella vostra azione di governo, un percorso di confronto con l’allora commissario Scura - nominato dal Partito Democratico – che proprio sulla madre di tutte le battaglie - ricordava l'assessore Fragomeni che in questo bilancio di circa 6 miliardi e 200 milioni, il 60-70 percento delle risorse sono destinate alla sanità - vede il fallimento complessivo di un’azione di governo, perché non c'è stato confronto, programmazione.

Il populismo negativo che ha caratterizzato il presidente Oliverio nella campagna elettorale e nell’inizio di legislatura, ha avuto toni forti, ma che dimostravano - dal mio punto di vista, rispetto al bagaglio di esperienza che doveva avere - grande sufficienza nell'analisi. Perché non puoi promettere ai calabresi 100.000 rivoluzioni! Guardo l'Assessore alle infrastrutture e trasporti, ma ricordo a me stesso che Oliverio era lo stesso che quando non era Presidente della Regione prometteva l'aeroporto della sibaritide che, poi, non ha realizzato in quattro anni di governo.

Tra l'altro, con onestà intellettuale - lo sa l'assessore Musmanno, lo sanno gli altri assessori -, quando le ho condivise, ho votato leggi di riorganizzazione che ancora oggi hanno un grande ritardo, rispetto alle possibilità d'intervento, d’investimento. Al di là di quello che poteva essere fatto, abbiamo contezza delle misure risicate che hanno Regioni come la nostra ed in generale tutte le Regioni.

È una consapevolezza che deriva da una valutazione matura, anche se, in altri anni, abbiamo, invece, visto le opposizioni gridare: “non avete fatto nulla per la povertà! Non avete fatto nulla per le famiglie! Non avete fatto nulla per le Aterp, per le abitazioni! Non avete fatto nulla sulla sanità!”.

Penso che il contesto in cui vi muovevate fosse molto difficile, ma non c'è stato nulla che ci abbia portato a dire: “faccio una valutazione per astenermi o dare fiducia e votare”. No! Perché, in genere, le minoranze votano sempre contro i bilanci, è l'atto politico per eccellenza.

Mi sono interrogato, essendo calabrese, su quanto di buono potesse esserci, assessore Russo, non trovo nulla! C’ ho provato…

Anche rispetto ai dati, guardando i cicli economici, non si comprendono. Non c'è un'opera costruita, immaginata da questo governo.

Faccio un esempio pratico e su questo dovremmo avere la forza di portare avanti un confronto con il Governo, rispetto a temi che riguardano la Calabria e che sono stati anche quelli che – purtroppo - hanno visto il presidente Oliverio protagonista della vicenda di cui abbiamo parlato e su cui non ritorno.

È ovvio che non ha responsabilità il presidente Oliverio, questo governo regionale, rispetto alle risorse per i nuovi ospedali - che erano 160/170 e 168 milioni -, già assegnate perché vengono dalla programmazione del passato, ma in quattro anni non c'è stata nell’azione politica, al di là delle difficoltà, una possibilità di confronto forte con il Governo.

Perché quando delle grandi aziende italiane - come in questo caso quelle che hanno vinto gli appalti degli ospedali – sono, più o meno, tutte in fallimento -  mi sembra che ci sia il rischio che finanche le metropolitane non possano andare avanti perché stanno fallendo tutte le aziende -, serve una capacità politica di confronto forte.

Ho fatto una provocazione dicendo: “mandateci il genio militare a costruire gli ospedali”, perché è tangibile l’assenza politica di programmazione, di confronto anche con i calabresi.

Non puoi dire: “ho ereditato”, no! Hai ereditato, giustamente, ma devi affrontare le questioni nel momento in cui sei al governo e con la massima disponibilità.

Torno sempre alla sanità, perché se non vengono realizzati quei tre nuovi ospedali che faranno parte di una programmazione complessiva, non si arriverà mai a realizzare - con commissariamento o senza commissariamento - la razionalizzazione che porta a non avere costi di migrazione sanitaria, se non si ha una rete attrezzata non si potrà avere una nuova sanità.

Su questo sono state raccontate grandi bugie: “arriverò io e cambierò tutto”. Nella sanità, Oliverio non solo non ha cambiato nulla, ma abbiamo fatto passi indietro, perché mi sembra di capire che nell'ambito delle ASP - il cui governo non è stato emanazione di un commissario, ma delle scelte ponderate, giuste, legittime, del presidente Oliverio - anziché fare passi in avanti, facciamo passi indietro. Ci sono Asp che, anziché diminuire, hanno aumentato il debito.

 

(Brusio in Aula)

 

Presidente, proviamo a dare motivazioni serie, ma con l’Aula così è veramente difficile parlare, comunque ci provo.

Nella passata legislatura, non è stato bello, per me che entravo in Consiglio regionale a 38 anni, spiegare ai calabresi, del mio territorio o di altri territori, che avremmo dovuto, anziché aprire nuove strutture, chiudere, razionalizzare, a causa del debito storico.

Dopo questo percorso, non solo abbiamo dovuto subire la propaganda: “arriverò io e cambierò tutto”, ma, in quattro anni, abbiamo visto un lassismo che rischia di vanificare quel sacrificio dei calabresi che è costato, anche, tanti sputi in faccia, perché sembrava che volessimo distruggere tutto, anche se, purtroppo, era un atto dovuto. Ma, poi, anziché continuare il percorso con le assunzioni, non è stato fatto nulla. Parto da lì, dai debiti che continuano ad aumentare.

Turismo. Non mi sembra che ci sia stato, nell'ambito della strategia del turismo, un investimento di risorse di medio-lungo periodo che abbia portato nuovi arrivi, nuove economie e, quindi, anche nuove entrate alla Regione Calabria.

Questo bilancio certifica - lo dico all'assessore all'ambiente -, pur con le difficoltà complessive che ha la Regione, un passo indietro, perché, per quattro anni, si è congelato un percorso che prevedeva degli investimenti, fatti tra l'altro con una ricognizione delle manifestazioni d’interesse dei Comuni, per creare le strutture che necessitano.

Ricordo, ad esempio, Calabria Nord, per il quale il presidente Oliverio ci ha rappresentato l'idea, ma non abbiamo visto un grande investimento, no?

Il risultato della raccolta differenziata dei rifiuti. Anche su questo tema, pur riconoscendo tutte le difficoltà che ci sono, voglio dire una cosa - la dico al consigliere Giudiceandrea. Io mi ritengo, fino a prova contraria, rispetto all'impegno che posso dare, un calabrese perbene che prova ad onorare il proprio ruolo. Nella passata legislatura ho dovuto firmare un emendamento - l’ho fatto perché non avevo contezza di quali fossero i privati che operavano nel settore -, perché non poteva presentarlo l'Assessore all’ambiente, che consentisse l’utilizzo provvisorio delle discariche private esistenti, non sapendo nemmeno che a Celico ci fosse una discarica, perché il commissariamento sui rifiuti ci aveva consegnato un miliardo di debiti per non aver fatto nulla e aver prodotto soltanto discariche private.

Ricordo a me stesso e a quei territori che fui calunniato, non sapendo nemmeno chi riguardasse l’emendamento – perdonate la mia ignoranza, non è che devo conoscere necessariamente tutto –, dato che, grazie a Dio, non conosco nessuno degli operatori che operano in questo settore.

Abbiamo dovuto fare una proroga, il presidente Oliverio è alla quarta proroga. Alla quarta!!! E noi, per quel percorso, abbiamo dovuto ricevere gli insulti di gente poco perbene del Partito Democratico - non degli esponenti presenti in Consiglio regionale -  quasi come se fossimo i proprietari. Vi rendete conto?  Con quelle difficoltà! Noi non ci siamo mai permessi.

Eppure, il presidente Oliverio e quel pezzo di politica che dicevano: “sono quelli che hanno creato le discariche in quei posti, perché vengono da una stagione storica…” oggi sono, per la mancata apposizione di risorse in vari settori dell’economia calabrese, causa di un grave ritardo.

Bisogna dire a chi li ha sostenuti quando dicevano: “quando noi andremo lì, perché questi fanno gli interessi…” che siamo - mi ricordava il consigliere Guccione – all’ennesima proroga, per 4 anni, sugli investimenti che riguardano questo settore.

Ringrazio l'Assessore, devo dire che ho trovato assessori sempre disponibili al confronto e, quindi, faccio una critica alla programmazione.

Quello che voglio dire è che è l'ennesimo bilancio del presidente Oliverio, di questa Giunta - che è fatta di tante eccellenze che abbiamo imparato a conoscere e rispettare - che manca di unità di visione, di una prospettiva. E manca perché il presidente Oliverio ha sbagliato, esercitando il ruolo dell'uomo solo al comando; forse, se non lo avesse fatto, non si sarebbe trovato in quella situazione, perché, magari, l’assessore delegato avrebbe posto più attenzione, no? Ma avendo trattenuto a sé varie deleghe, mi rendo conto che poi operare…

Questo certifica che non c'è stato un solo settore, al di là anche dell'impegno degli assessori, in cui si sia lasciata una traccia.

Non è facile lasciare tracce. Ricordo nella passata legislatura quando - lo ricorderà il dottor De Cello che dirige il bilancio – c’era il problema degli stati di avanzamento, delle risorse, del Patto di stabilità, per cui si arrivava a giugno e non si poteva spendere, fu fatta una scelta - oltre alle classiche poste su forestali, Lsu e quant'altro - e si scelse di percorrere, con stati avanzamento veloci, l'idea di dare una “Cittadella” alla Regione e non pagare più fitti.

Mi dispiace sinceramente che non ci sia il presidente Oliverio, perché io voglio batterlo sulle idee, confrontandomi e superandolo, nonostante la sua esperienza, pensando di far parte di una generazione più forte e più adeguata, al di là della parte politica.  Mi dispiace veramente di non poter discutere del suo ultimo bilancio in sua presenza, ma questa è proprio la testimonianza di chi non c'è, non c'è rispetto a una stagione in cui devi poter dare alla gente la speranza che la politica abbia un senso perché lascia una traccia.

Certo avete fatto tante cose, a me è piaciuta - l'ho detto all'Assessore - la pianificazione di fondi europei che riguarda i piccoli borghi. Dal mio punto di vista, è una programmazione che serve a questa terra e può evitare lo spopolamento. Però devo denunciare che, poi, c'è stata una gestione negativa rispetto all'adesione dei Comuni, con quell’iniziativa che non si capiva se fosse rivolta a presentare i borghi o la ricandidatura del presidente Oliverio. Lasciatemi sottolineare questo aspetto.

Ho fatto una panoramica veloce, ho provato a farla, come sempre, responsabilmente, perché a questa terra bisogna dare sempre istituzioni che vanno rispettate, al di là di qualcuno - ne abbiamo 17 in Parlamento e i rappresentanti al Parlamento europeo - che non ha restituito nulla. Preferisco uno con il pugno alzato, che è distante da me anni luce, ma si confronta sui temi, rispetto ai populisti della falsa speranza che raccontano bugie finanche sui propri redditi.  Mi riferisco ai 5 Stelle. Perché bisogna davvero finirla.

Penso che la maturità di cui noi parliamo si concretizzi in un'opposizione seria a tutte quelle cose che il presidente Oliverio ha raccontato con enfasi, non avendo contezza che il tempo passa velocemente e che va lasciata una traccia.

Ripeto, noi abbiamo lasciato traccia con la “Cittadella” che significa aver rappresentato una speranza: meno fitti.

Penso che, fatti salvi gli sforzi, voi abbiate difficoltà in vari settori sia nella programmazione di sistema complessiva, sia sui fondi europei, ma soprattutto nel poter dire abbiamo gente onesta intellettualmente che si confronta. Penso che abbiate mantenuto un atteggiamento arrogante - questo sì – con il presidente Oliverio che impersona il lavoro di tutti. Sapete tutti benissimo che il presidente Oliverio ha fatto l'uomo solo al comando di questa legislatura, tant'è che tante cose sono state rallentate, nonostante lo sforzo del vostro contributo, come emerge oggi nei numeri di proiezione e di previsione del Defr – su cui avete avuto una bocciatura anche da pezzi della maggioranza.

Non dico che vi stimo tutti - sarei ipocrita nel dire che stimo tutti -, stimo tanta gente che fa politica anche dall'altra parte, a cui riconosco un ruolo e a cui, in un momento difficile per la politica e per le istituzioni, devo dire: “ci hai provato!”.

Quello che è mancato è proprio questo, la sintesi di un lavoro che ha un'anima, che ha una proiezione, che il presidente Oliverio ha rivendicato, ma che oggi, nei numeri, diventa difficoltà di lasciare una traccia anche in quest’ultimo anno.

In passato, facevo la programmazione dei PISL e non condivisi alcuni aspetti, perché secondo me bisognava concentrare risorse; purtroppo, mi resi conto dopo che quella bella programmazione è stata inficiata dall’azione di servitori infedeli, delinquenti – come li volete chiamare - per cui chi sbaglia, paga.

Quella programmazione, comunque, ha prodotto un po' di effetti sul ciclo, con numeri che miglioreranno. Così come la programmazione sui borghi non produrrà effetti oggi, ma dopodomani, nel 2020/2021. Se ci sarò - non so se ci sarò, lo decideranno i calabresi -, ricorderò che gli effetti di cui godono i calabresi derivano dalla vostra programmazione.

Per il resto - e chiudo, veramente, altrimenti la farei lunga - penso che la sintesi dei numeri per il 2019, trasferisca l'incapacità di aver programmato anche una sola cosa che diventi una pietra miliare. L'Assessore ed altri mi elencheranno tutte le riforme che sono state approvate, che magari, erano iniziate anche in passato: dal QTRP, alla riforma di trasporti e altre cose... Giustissimo.

Quello che manca in questo, come in tutti i bilanci, è quella scintilla che serve ai calabresi, la speranza. Io questo non l'ho intravisto.

Tutte le volte che ho voluto fare apprezzamenti, li ho fatti e so le motivazioni, ma per quanto riguarda il mio gruppo - poi lo farà anche il collega Alessandro Nicolò - annuncio voto contrario alla vostra manovra. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gallo, ne ha facoltà.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Si può fare una discussione generale anche su altri punti. Credo che questo sia un argomento che non è stato concordato in Conferenza dei capigruppo, ma reputo sia opportuno, anche sui punti a seguire che riguardano la stessa materia, confrontarsi attraverso una discussione di carattere generale.

Presidente, intervengo - lo devo dire - in un clima surreale. Siamo stati tacciati, da parte della stampa che ci ha intervistato fuori, di essere morbidi anche nei confronti di questa vicenda, commentando, poi, il nostro atteggiamento in Consiglio regionale. Devo dire che, onestamente, senza la presenza del presidente Oliverio, c'è meno gusto a fare opposizione, noi siamo per lo scontro frontale, siamo per lo scontro con l'avversario politico, che non è un nemico; siamo, quindi, affinché ci sia la dialettica che è il sale della democrazia e che vede la presenza di chi è contrapposto.

Il nostro riferimento politico è, naturalmente, il Presidente della Regione e, quindi, è chiaro che questo dibattito perde un po' di contenuti, perde un po' di sale, per la mancanza del Presidente. Ho ascoltato con difficoltà, perché l'assessore al bilancio si percepiva poco nel suo ragionamento e ha letto, poi, la relazione, così come il collega Aieta, e ho cercato di carpire, nelle pieghe di quella relazione, qualche notizia buona per la Calabria all'interno di questo bilancio. Devo dire che leggendo la tabella C, che è il sunto del bilancio di previsione, ho avuto un'impressione un po' desolante di questo bilancio, mi sono fatto un'idea, naturalmente la mia è l'idea di un capogruppo di opposizione, è un'idea che magari i colleghi di maggioranza, il Presidente della Giunta regionale che, naturalmente, ha partecipato alla stesura del bilancio, non condivideranno. Mi sono fatto l'idea di un bilancio pre-elettorale. Ci sono, nella tabella C, tutta una serie di piccoli finanziamenti a leggi regionali, cum grano salis, di euro 100, 150, 200 ,100, 150, 250 ad associazioni e gruppi che anche degli anni 70 e 80 sono stati finanziati con legge regionale. Torna un po', dobbiamo dire con grande sincerità, un'impostazione vetusta che, oggi, non vede le masse seguire questo tipo di politica, perché quando diamo 100.000 euro all'associazione X o all'associazione Y, ometto di fare nomi per evitare che qualcuno si offenda, pensando che, poi, fra un anno si ricorderanno di noi come un negli anni 70 e 80, secondo me tradiamo le aspettative dei calabresi. Mi sarei aspettato che ci fosse, all'interno del bilancio, qualche minimo investimento, qualche straccio di progetto per i territori, qualche investimento su Gioia Tauro, qualche investimento sulla sibaritide, grande tradita di questo Governo regionale, qualche idea, nel bilancio, e qualche contributo sulla nuova area urbana di Corigliano-Rossano.

Presidente Gentile, contestai, a gennaio, al presidente Oliverio, quando andammo all'approvazione di quella legge, il fatto che lui si facesse vanto di una iniziativa che non era del Consiglio regionale, che era dei territori e che, lui, nulla portava in dote in questo matrimonio. Nel bilancio 2019 non c'è traccia di alcun investimento, per esempio, in quella che, in questa legislatura è l'unica idea, vera, di crescita, di sviluppo per un’area e che è la realizzazione della nuova città di Corigliano-Rossano; nemmeno 1 euro di investimento, così come nulla si programma su altre aree strategiche.

Per il turismo si finanzia la legge sull’incoming turistico, con due milioni e mezzo di euro circa, si implementa, Presidente, il capitolo della legge 13 del 1985, forse, lei, c'era già nel 1985, la famosa legge 13 che elargiva contributi ad associazioni del territorio, segno evidente che la parcellizzazione del bilancio è il credo di questo Presidente e di questa Giunta regionale e forse anche, devo dire, viste alcune cose, di questa maggioranza.

Credo, quindi che manchi, lo dico con rammarico, un vero progetto di sviluppo, un vero progetto di crescita. Mi sarei aspettato che, in quest'ultimo anno di presidenza, Oliverio - è chiaro ed  evidente che noi non abbiamo bisogno di ricorrere alle strumentalizzazioni giudiziarie per dire ai calabresi che il presidente Oliverio non c'è più, non c'è più nell’ immaginario collettivo – lasciasse qualche traccia considerevole del proprio passaggio da Presidente della Regione Calabria, con un progetto reale di finanziamento, qualche decina di migliaia di euro di investimenti su aree, su ipotesi di sviluppo; se lo avesse fatto, sarebbe stato un servizio reso ai calabresi, soprattutto ai giovani calabresi.

Non c'è un'idea sul turismo e sullo sviluppo turistico, non si può affidare lo sviluppo turistico alla legge sull’incoming turistico, non c'è un'idea sullo sviluppo dell’enogastronomia, compare per la prima volta un investimento di 700.000,00 euro per la promozione dei prodotti enogastronomici calabresi ma ritengo sia troppo poco per parlare di un'idea di crescita e di sviluppo. Solo finanziamenti a pioggia su leggi regionali e devo dire, anche con rammarico, un'altra cosa: se si scorre la tabella C, collega D'Agostino, vedrai che per alcune leggi c'è il finanziamento per l'anno 2019 ma per l'anno 2020 e 2021 la previsione triennale è zero, segno evidente che quei finanziamenti e quei contributi sono finalizzati a svolgere la campagna elettorale come accadeva negli anni ‘80 e ‘90 e non è più possibile avere questo tipo di impostazione.

Come chicca, presidente Gentile, c'è stato - e devo dare atto al presente Mirabello dell'equilibrio, che gli riconosco, da Presidente della terza Commissione - l'inserimento di due articoli da parte del presidente Oliverio. Non credo fossero dell’intera maggioranza perché abbiamo avuto, in Commissione, la difesa estrema del provvedimento da parte del delegato alla sanità Franco Pacenza.,  Come l'anno scorso, si era cercato di infilare, presidente Gentile, con un emendamento al Collegato, del quale l'incolpevole Mirabello era firmatario, l'istituzione di un’Azienda Sanitaria unica regionale; quest'anno chi già si era macchiato di gravi colpe nei confronti della sanità calabrese, con provvedimenti approvati nell'ambito di una notte, aveva tentato di inserire una norma che prevedeva l'istituzione di Aziende Sanitarie o meglio il principio secondo il quale le Aziende Ospedaliere, degli ospedali hub calabresi, avrebbero dovuto inglobare la gestione gli ospedali spoke. Nel 2007, quando era un'altra epoca, e da lì sembra che siano passati non 10 anni ma 50 anni, in una notte di luglio - di solito, i bilanci e i Collegati si approvavano di notte quando gli altri consiglieri si stancavano - i soliti ignoti avevano cancellato le Aziende Sanitarie Territoriali e istituito le aziende Sanitarie Provinciali.

A distanza di 10 anni dobbiamo, cari colleghi, sottolineare, con forza, come quella riforma sia stata, come spesso amo definirla in Consiglio regionale, una deforma, ad esempio anche la riforma del Welfare è una deforma. Abbiamo la sanità peggiore del Paese in termini di servizi, con una mobilità passiva di circa 300 milioni di euro all'anno; abbiamo la sanità più indebitata d'Italia; nel 2014, il debito sanitario era intorno a 40 milioni, adesso è lievitato, con un peggioramento dei servizi, a 170 milioni, come dicono le proiezioni per il 2018.

Nel momento in cui avveniva il passaggio di consegne tra un commissario e l'altro si era pensato di inserire, nel Collegato, come norma autonoma o come allegato al Collegato, questa norma, senza discuterne con il commissario che, peraltro, viene dotato dal Governo di poteri che vanno oltre lo straordinario, con un evidente esproprio dei poteri del Consiglio regionale ma anche del territorio della Regione Calabria. Credo che, su questo, dovremmo ragionare: addirittura gli si danno i poteri di cassare, come fosse la Corte Costituzionale, le leggi regionali, annullarle con un provvedimento. Un vero e proprio abuso nei confronti dei calabresi e dei territori periferici.

Anziché ragionare con i sindacati, con gli operatori del settore, con gli ordini professionali, si era stabilito di procedere con forza. Abbiamo avuto una seduta di terza Commissione nella quale, noi dell'opposizione, in maniera compatta, ci siamo contrapposti fortemente e abbiamo minacciato anche di fare barricate, non perché fossimo contrari nel merito, perché nel merito qualcosa per migliorare la situazione forse si deve studiare, ma si deve studiare, si deve pianificare, presidente Russo. Abbiamo registrato come ieri, per fortuna, dopo un primo mostrare i muscoli, la maggioranza, in terza Commissione, sia rinsavita e si sia deciso di affrontare per come si deve il giusto percorso, affinché sia un percorso condiviso e soprattutto fruttuoso per i calabresi che hanno bisogno di ricorrere a cure ospedaliere.

Forse una rete ospedaliera potrebbe essere necessaria, ma va pianificata e va discussa con tutti. Addirittura in quel clima surreale, in questo clima surreale che c'è anche oggi, perché, oggi, svolgiamo una seduta di Consiglio regionale in un clima surreale, si era deciso di procedere nonostante la scheda di analisi tecnico-normativa (ATN) del Settore legislativo tacciasse di incostituzionalità piena questa norma. Voglio ragionare sul metodo, in termini politici mi sarebbe piaciuto confrontarmi oggi con il presidente Oliverio, per dirgli e per fargli queste considerazioni; sono sicuro che ci starà seguendo in diretta e, quindi, credo che alla prossima seduta di Consiglio regionale o nelle future sedute di Consiglio regionale potremmo avere il confronto politico che è necessario, perché a noi interessa, in maniera frontale, dire, a chi governa la Calabria, quanto, in questi anni, abbia fallito nella gestione. Allora, dicevo prima, le dimissioni del presidente Oliverio, noi non le chiediamo per i fatti giudiziari, chiediamo al Presidente di prendere atto - e anche questo bilancio è la conferma ulteriore - del fallimento pieno, dopo quattro anni di gestione, della Regione Calabria. Non è un problema soltanto etico, certo qualcosa di strano sarà accaduto e lo dimostrerà, eventualmente, la magistratura, ma credo che il fallimento politico amministrativo - del quale si sono resi conto, colleghi, tutti i calabresi - sia ormai ineluttabile. E allora quali dimissioni?!Noi chiediamo al presidente Oliverio di non pensare che il consenso possa derivare dal fatto che, un paio di mesi fa, conoscendo anche le possibili rappresaglie, 250 sindaci o 200 sindaci abbiano firmato un documento per la sua ricandidatura.

Vorrei vedere oggi se gli stessi lo firmerebbero perché, poi, bisogna anche conoscere gli uomini e le cose della nostra regione, con tutti i limiti e i difetti. Anche in quella circostanza, probabilmente, ci fu un errore di persona, perché credo che la fiducia quei sindaci non l'abbiano data, in fondo, al Presidente ma alla sua solerte segretaria che in più circostanze, in quei giorni, telefonò sul cellulare dei sindaci chiedendo la firma su quel documento.

Non abbiamo bisogno di sparare sulla croce rossa, non abbiamo bisogno di sparare attraverso la strumentalizzazione di fatti giudiziari su chi è, oggi, il nostro avversario politico. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti e lo abbiamo detto già nell'ultima seduta di Consiglio regionale quando abbiamo discusso il documento economico e finanziario della Regione Calabria. Questo è il vero fallimento. Anzi, oggi, i colleghi consiglieri regionali, come mai era accaduto nel 2018, hanno dato solidarietà, si sono, forse, riavvicinati, hanno fatto gruppo intorno al presidente Oliverio perché difendono, forse, anche se stessi. Dal gennaio 2018 in ogni seduta di Consiglio regionale vi sono state fibrillazioni dovute alla campagna elettorale alla Camera, dovute ai contraccolpi delle elezioni politiche, alla nuova Giunta e a tutta una serie di vicende che hanno visto il presidente Oliverio utilizzare, in questi quattro anni - lo voglio ribadire -, una doppia morale e rimanere sempre più isolato.

Il fallimento credo sia di tutta evidenza, credo sia del tutto evidente ai calabresi e anche questo documento di bilancio, questo documento finanziario, Presidente. Se volete posso entrare anche nel merito, leggendo i singoli emendamenti approvati in Commissione perché, per tenere unità la maggioranza, il presidente Oliverio era ricorso ad una serie di elargizioni nei confronti di chi, negli ultimi mesi, aveva alzato il prezzo della permanenza in maggioranza, approvando emendamenti per quasi 1.000.000 di euro, per tenere buoni, quelli che non ci stavano più.

Credo che questo, Presidente, sia un altro degli argomenti politici che utilizziamo per dare la misura di quanto, invece, bisogna prendere atto che un tempo è finito e bisogna dare di nuovo la parola agli elettori.

Non chiediamo le dimissioni per le vicende giudiziarie, lo voglio ribadire per l'ennesima volta, ma perché siamo pronti ad andare alle elezioni. Non è detto che le vinceremo, probabilmente le vinceremo, ma siamo consapevoli che, forse, per questi fallimenti e non solo per la questione morale, sia il caso di ridare, velocemente, la parola agli elettori e che il presidente Oliverio debba prendere atto che, ormai, una stagione si è conclusa. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua, ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Gli interventi del collega Gallo e del collega Orsomarso mi fanno ritornare indietro, con la memoria, al 4 marzo del 2018 quando un risultato elettorale ha spazzato via un modello di fare politica che è stato punito, amaramente, dagli elettori.

Vedo, negli interventi che mi hanno preceduto, la mancanza di consapevolezza di questo rischio e di questo pericolo, perché quando non si comprende, lo dico a tutti consiglieri regionali, di maggioranza e di minoranza, che oggi viviamo un momento di difficoltà e che se continuiamo a rimpallarci le responsabilità su un bilancio totalmente ingessato, un bilancio che per l’87,5 per cento è ingessato e per il 12,5 per cento, ovvero 780 milioni di euro, non è vincolato ma è condizionato da tante altre cose, non capiamo che ci facciamo male da soli, perché oggi ci siamo noi, domani ci sarete voi, ma spero ci saremo sempre noi.

Ci facciamo male da soli perché se affrontiamo così il dibattito sul bilancio, sapendo che abbiamo margini molto ristretti, abbiamo avuto oggi solo 2.000.000 di euro, caro collega, amico Gianluca, abbiamo la disponibilità 2.000.000 di euro che sono stati utilizzati tramite emendamenti nella Commissione in cui, anche tu, hai partecipato e dove, anche tu, hai presentato emendamenti che sono stati approvati. Quindi smettiamola di fare questo gioco, io dico a perdere, questo gioco che i calabresi non comprendono, questo gioco che massacra ancora di più la credibilità della politica, questo gioco che, alla fine, ci fa perdere tutti.

Vorrei sottolineare, ai consiglieri di maggioranza e minoranza, alcuni punti di questo bilancio: per la prima volta questa questo Consiglio regionale non registra un disavanzo. Questo punto, per me, è fondamentale dopo tanti anni di disavanzi, questa volta, il bilancio regionale non registra un disavanzo e per me questo è una goccia nel mare che dimostra l’aver messo in campo una politica attenta, volta a garantire ai calabresi non più spese, ma, quantomeno, la giusta tenuta della contabilità.

Con il decreto del 2011 - ricordiamoci le cose prima di fare, poi lo faccio un ragionamento politico più allargato - alcune spese, che consentivano una certa elasticità di investimento, sono state bloccate e questo è, secondo me, il punto di partenza su cui ragionare per  comprendere quali sono le azioni politiche, forti, da mettere in campo per dare ossigeno, per dare risposte ai cittadini che non possono essere previste in questo bilancio regionale perché le risorse a disposizione sono così misere che faremmo elemosina, non daremmo risposte ai calabresi. Allora la vera sfida che dobbiamo aprire, lo dico ai miei consiglieri regionali e ai consiglieri di minoranza, è quella di capire come incidere verso la Comunità Europea per avere libertà di scelta nelle spese e non imposizioni che vincolano i finanziamenti, che limitano le scelte o che riducono le scelte a tante misure che non risolvono i problemi. La vera sfida, che lancio ai colleghi di minoranza, è questa.

Ha fatto bene il Presidente del Consiglio regionale, Irto, a convocare, in Calabria, una seduta della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali per rivendicare, verso la Comunità Europea, un ascolto maggiore, la difesa di alcune prerogative, la concentrazione di interventi su determinate misure. Questa è la prima sfida che dobbiamo accettare e vincere e, poi, aprire un confronto con il Governo nazionale.

Questa maggioranza lo aveva fatto con il Patto per la Calabria che ha permesso di realizzare opere, di avviare cantieri, di avviare progetti su alcune misure importanti come il dissesto idrogeologico, il piano dei trasporti o altre cose.

Un'altra sfida che dobbiamo lanciare, su questo, condivido molto l'idea del presente Irto, è quella sulla sanità. Cari colleghi, noi dobbiamo porre in essere una battaglia per ritornare alla sanità statale, centralizzata, non è possibile, altrimenti, resistere a questa differenziazione oggi esistente tra nord e sud, perché, non so quanti di voi leggono i giornali, in questi giorni si percepisce la pressione che la lega, la regione Lombardia e la regione Veneto stanno facendo sul Governo, per applicare da subito l’autonomia sulle entrate differenziate. Queste sono le giuste battaglie se ci vogliamo differenziare politicamente.

 Capisco e comprendo che c'è bisogno di fare campagna elettorale, ognuno di noi ha un ruolo, chi d’opposizione, chi di maggioranza, ma se vogliamo affrontare i problemi sono questi i temi su cui confrontarci, misurarci e aprire una vertenza con il Governo nazionale. Poi, chi vince, vince, ma quanto meno abbiamo dato ossigeno al territorio calabrese, abbiamo dato delle risposte ai cittadini.

Ho condiviso, questa cosa la dico in Aula, lo dico al Presidente della Commissione sanità, il rinvio della proposta avanzata dalla Giunta, perché queste proposte vanno discusse, metabolizzate con un confronto alto, con la responsabilizzazione di soggetti, con la consapevolezza dei territori. Queste riforme non si possono imporre con un decreto e basta. Questo volevo dire con estrema franchezza ed onestà, perché se vogliamo parlare il linguaggio della verità dobbiamo essere corretti tra di noi. Poi, ripeto, ognuno di noi svolge il proprio ruolo di opposizione o di maggioranza.

Non mi aspetto che si alzi il consigliere Nicolò e dica di essere d'accordo con Bevacqua, la dialettica è questa però lanciamo la sfida, alta, verso il Governo nazionale e verso la Comunità Europea, per dimostrare che questo Consiglio regionale, nonostante le difficoltà, le debolezze, vuole avere un ruolo importante nelle scelte a livello nazionale ed europeo. Se lo facciamo insieme, otterremo dei risultati, se lo facciamo divisi, per ottenere solo qualche miseria, perderemo tutti, perderà la Calabria. 

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nicolò, ne ha facoltà.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Intervengo nella discussione generale riguardante la proposta di programmazione economica presentata dalla Giunta regionale ed all’esame di questa Assise e che ancor prima è stata valutata dalla Commissione competente. Rispetto alle proposte che sono pervenute dalla maggioranza e dalla minoranza, quelle della maggioranza sono state valutate, per la maggior parte, positivamente, quelle dell'opposizione negativamente. Repetita iuvant: avviene quello che è accaduto nello scorso esercizio con, adesso, l'aggravante di riscontrare un bilancio clientelare, perché è un bilancio, lo diceva in modo esaustivo chi mi ha preceduto,  che risponde alla logica pre-elettorale ed è triste dirlo ma è quanto è avvenuto in questi mesi in cui abbiamo riscontrato, lo dissimo in tutte le occasioni,  non da ora consigliere Gallo, già dal mese di giugno, quando, responsabilmente, si invitò il Presidente del Consiglio regionale, della Giunta regionale a valutare l'ipotesi di staccare la spina perché ci accorgemmo che in quest'Aula non c'erano i numeri.

Se non si riesce a governare l’Aula, che è la cartina di tornasole, non si riesce a garantire, ad assicurare neanche quel minimo che doveva essere garantito per quanto riguarda, almeno, l'emergenza. Altro che progettualità conclamata e proclamata alla vigilia della campagna elettorale e che ha consentito a questa coalizione di avere un consenso plebiscitario! Sono stati traditi gli elettori che hanno consegnato la responsabilità della guida della Regione, rispetto a quelli che erano gli obiettivi programmatici. Possiamo elencarne tantissimi, ma non mi vorrei soffermare perché sono sotto gli occhi di tutti le criticità tante volte richiamate al cospetto di quest'Aula. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire o cieco di chi non vuol vedere e, infatti, si è rifiutato il confronto, facendo venir meno quel profilo istituzionale che - devo dire - oggi c’è, per come è stato detto e condiviso anche grazie al comportamento responsabile della minoranza quando si è discusso del primo punto all'ordine del giorno, quello che riguardava la vicenda del presidente Oliverio. Non ci inseriamo nelle vicende che riguardano le competenze di altri organi, né per quanto concerne quelle della Magistratura giudicante, abbiamo sempre detto che non si commentano le sentenze, così nemmeno in quelle della Magistratura inquirente, rispettiamo il lavoro dei magistrati, altri sistemi devono pronunciarsi e speriamo, auspichiamo, perché è una pagina triste. Dicevo in una intervista, per la Calabria e i calabresi, che Oliverio dimostri la sua estraneità ai fatti. Però non ci possiamo sottrarre ad un giudizio politico, non ci possiamo sottrarre ad un giudizio che non giunge oggi. Molte osservazioni sono state fatte sulla negligenza, sull’ imperizia e, se volete, anche sull'incapacità di questa maggioranza, sono state fatte a ragion veduta con dei riscontri probatori che sono stati anche rappresentati in occasione di altre sedute consiliari. Oggi non possiamo che rafforzare quelle tesi, rispetto ad un bilancio che è la cartina di tornasole del clientelismo che, a sua volta, è il denominatore di questa coalizione. Andate a vedere le chiese finanziate, di competenza di quel consigliere o dell'altro consigliere, competenza territoriale, tra virgolette, o andate a vedere come viene esaltato l'associazionismo a discapito degli interventi strutturali che bisogna affrontare, rispetto a dei servizi che vengono ignorati, a scapito di quei Comuni i quali, attraverso le loro rappresentanze - e mi riferisco ai Sindaci, agli assessori - devono servire i loro territori.

Pure quest'anno vi presenterò gli stessi emendamenti dello scorso anno che mi sono stati caldeggiati, caro consigliere Pedà, dai Sindaci, dai consiglieri, che non sono della mia coalizione e che non hanno, però, la possibilità di potersi interfacciare con la Cittadella e, quindi, cercano voce e la cercano negli esponenti dell'opposizione per poter servire i territori.

Avremmo voluto che questo bilancio fosse un bilancio di servizio non un bilancio pre-elettorale. Come diceva, giustamente, il collega Gallo è un bilancio clientelare, passatemi anche il termine volgare ma questa è la realtà.

Non c'è programmazione, non c'è l'attenzione nei confronti di alcuni aspetti che spesso abbiamo evidenziato in merito a servizi prioritari, parliamo dell'erogazione del prezioso liquido, dell’acqua, ci siamo limitati a vedere l'inaugurazione della diga sul Menta. Però ci stanno, anche in questo settore, interventi che potrebbero essere affrontati, strutturalmente dalla Regione Calabria, attraverso il reperimento di Fondi comunitari che non vengono recepiti per incapacità. Poi, è inutile giocare a scaricabarile, la colpa o la responsabilità, se volete, è del dirigente di turno, ma è la politica che deve guidare e controllare i processi. Mi riferisco anche alla legge sull'osservatorio contro la violenza sulle donne; la Regione Puglia ha avuto un finanziamento di 11 milioni di euro dalla Comunità Europea, noi abbiamo approvato, qui, con soluzioni condivise, la costituzione di un osservatorio e lo scorso anno, su proposta della Giunta, è stato approvato l'osservatorio sui minori. Rispetto a quello che sto dicendo c'è da riscontrare che né l'uno, né l'altro esercitano le proprie funzioni, addirittura quello dello scorso anno, l’osservatorio sui minori, si è riunito solo una volta.

Non possiamo mettere in campo carrozzoni solo per apparire, o si è, o si è. Su questo concentriamo le nostre attenzioni, il nostro lavoro svolto attraverso il sindacato ispettivo, senza, mai, far venir meno la proposta. Se guardate le attività di produzione ci stanno anche delle nostre leggi, c'è quella sulle eccedenze alimentari che per poter vedere la luce ha avuto bisogno di 3 anni e lì non c'era nessun impegno di spesa. La legge approvata nella Commissione di merito all'unanimità, va in seconda Commissione con l'eccezione che ci sarebbero stati maggiori oneri finanziari, invece, poi, valutazioni di merito approfondite, fatte grazie al presidente Mirabello e a tutti i consiglieri, che valutarono, all'unanimità, l'assenza di maggiori impegni di spesa; la proposta, quindi, approda in Aula, viene approvata, ma ancora non è efficace nel raggiungimento dei suoi obiettivi, perché si tratta di una legge voluta dalla minoranza, dal sottoscritto, il proponente. Per cui altro che lotta alla povertà, è una legge approvata all'unanimità, collega Nucera, che risponde a logiche ispirate a nobili valori ed è ancora lì che stagna nei cassetti della Giunta regionale.

La stessa cosa per l'osservatorio inerente la lotta contro la violenza sulle donne, approvato, lo scorso anno, con l'impegno del presidente Oliverio di sostenerlo economicamente per renderlo funzionale ed efficace nelle sue finalità, anche questo, ma non lo dico io, lo dice l'intero organismo composto dal presidente Nasone, autorevole esponente che non è della mia parte politica, di cui io riconosco le qualità e le competenze e che, assieme all'avvocato Cusumano, si sta prodigando per rendere, tra virgolette, agibile ed efficace una programmazione che non può essere realizzata perché i soldi devono essere spesi altrove.

Basta applicarsi per intercettare i fondi comunitari, è lì la chiave di volta, quei fondi comunitari sui quali abbiamo visto scarsa attenzione. Non voglio esprimere giudizi e non voglio fare processi, perché - ribadisco - anche sul campo politico, nel versante politico, bisogna mantenere una posizione responsabile, quella posizione che è emersa oggi e che è stata apostrofata dal collega Romeo. Questo non significa che, noi, ci sottraiamo dall'esprimere le nostre valutazioni politiche e ribadisco che questo Consiglio si sarebbe dovuto sciogliere prima, per incapacità della governance che è manifesta ed è riscontrata e riscontrabile.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Grazie, Presidente.

Non vado a ripetere quanto già detto dai colleghi Gallo, Orsomarso e Nicolò, perché condivido in pieno sia l'impostazione sia il merito delle loro argomentazioni.

Tuttavia, da ognuno di loro – comincio dal consigliere Gallo, poi la problematica è stata ripresa anche dal collega Nicolò – sono state poste delle problematiche e dei quesiti che, secondo me, meritano anche una risposta perché, con molta curiosità, stavo andando a dare un'occhiata a questa famosa tabella C e, in effetti, volevo concentrare la mia attenzione su alcuni progetti, alcune leggi e alcune tematiche che trovano finanziamento nel 2019, assessore, e poi non lo trovano più per l'annualità 2020 e successive.

Pertanto, credo che se parliamo della promozione dei prodotti agroalimentari calabresi, con una spesa di ics euro e, nel 2020, questo finanziamento viene meno, allora vuol dire che, dal 2020 in poi, non crederemo più nella promozione dei prodotti agroalimentari calabresi; così come, per il 2019, viene finanziata una somma di 150 mila euro per il riconoscimento e la valorizzazione della funzione sociale svolta dalla comunità cristiana e vorrà dire che, dal 2020, diventeremo tutti atei e non crederemo più al valore del riconoscimento della funzione sociale svolta dalle comunità cristiane e così via.

Ad esempio, vicepresidente, non viene più riconosciuto il titolo di 90 mila euro che mantiene in vita l'istituto del Garante per l'infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria; c'è la volontà politica di togliere il Garante per l'infanzia e l’adolescenza in Calabria, visto che non c'è più il finanziamento per gli anni 2020 e2021?

Riprendo, più nello specifico, anche alcuni passaggi dell’intervento del collega Nicolò.

In questo bilancio di previsione, collega Bevacqua, anche se la manovra è ridotta nei termini di discrezionalità della politica, probabilmente si poteva sfruttare per dare corpo, anima e sostanza alle stesse leggi regionali che il Consiglio regionale ha votato; per esempio, quella delle eccedenze alimentari, secondo me, non andrà avanti, caro collega Nicolò, perché va anche sostanziata di un finanziamento minimo, affinché si possa mettere in atto la proposta di legge che lei ha proposto e che il Consiglio regionale ha votato all'unanimità.

Mi chiedo, quindi, se il non pensare a questi temi dal 2020 sia una forma di garbo istituzionale per l’amministrazione che verrà e, quindi, è già insita in questa previsione di bilancio una sconfitta annunciata di questo centro sinistra oppure, così come diceva il collega Gallo, si tratta di un tentativo di manovra di tipo elettorale per salvare il salvabile?

Non volevo intervenire; l’ho fatto dopo aver sentito il collega Bevacqua che, secondo me, ha rotto, anche con ripercussioni negative, quell'ordine al silenzio che avevo intelligentemente percepito dai banchi della maggioranza; abbiamo sentito le relazioni del collega Aieta e dell'assessore Fragomeni e pensavo che nessuno intervenisse dai banchi della maggioranza, anche per non sollecitare, con l’enfasi e la passione che alcune volte poi è negativa, altre reazioni da parte dei banchi della minoranza.

Non so se la sanità pubblica e centralizzata sia un guaio, collega Bevacqua; io ritengo che non sia assolutamente un guaio; anzi, se i due terzi del bilancio regionale parlano di sanità, allora ci dobbiamo confrontare rispetto al dramma che vive la sanità stessa, e qui rimango solo sul dato squisitamente politico.

Credo che una delle battaglie perse dal presidente Oliverio sia quella della sanità, non perché non è stato nominato Commissario ad acta – quella è una sconfitta già annunciata nel momento in cui è stato eletto nel novembre-dicembre 2014 – ma è una battaglia che gli ha fatto perdere il suo stesso Governo, la sua stessa parte politica, il Partito Democratico;  ciò nonostante, il Presidente ha voluto fortemente picchiare la testa contro il muro, che non era di gomma, ma era di cemento armato, ed ha perso quella battaglia.

Oggi, da un punto di vista politico, non posso ascoltare dai colleghi del Partito Democratico, della maggioranza, gridare con enfasi alla vittoria, perché il Governo giallo-verde ha rimosso l'ingegnere Scura.

Si tratta di una contraddizione di fondo, perché il Governo giallo-verde ha rimosso un uomo del Partito Democratico che non è stato coadiuvato e supportato in un confronto e in un dialogo, non del Partito Democratico calabrese, ma dal governatore Oliverio, perché anche il presidente Oliverio, nella battaglia della sanità, è stato lasciato da solo, anche, dal Partito Democratico calabrese; abbiamo assistito ad una presa di posizione a livello nazionale, con il decreto Renzi, con la nomina dell'ingegnere Scura e poi anche ad un defilarsi da parte degli organi regionali del partito che, in questa battaglia, hanno lasciato completamente da solo  il presidente Oliverio.

Oggi il Partito Democratico cerca, bleffando, di dare alla Calabria una notizia sbagliata, ovvero che l'unico vero cancro della sanità calabrese era l'ingegnere Scura.

Questo non è assolutamente vero! Significa bleffare e dire una non verità ai calabresi.

Come ha detto bene chi mi ha preceduto, il problema della sanità - che nasce dal Piano di rientro e poi dal commissariamento del giugno 2010 - tuttavia, fino agli anni 2014-2015, aveva partorito una ripresa in termini economici, se è vero come è vero che il debito da 269 milioni, a fine 2014 inizio 2015, era arrivato sulla soglia dei 50 milioni, ma con una cassa, dovuta alla premialità fiscale da parte della Regione Calabria, di oltre 100 milioni.

Era lì, secondo me, che questo centro-sinistra sarebbe dovuto intervenire, con una manovra che andasse a ridisegnare il Piano di rientro, perché soltanto con la rideterminazione del Piano di rientro si sarebbe potuto pensare come atto prodromico alla fine del commissariamento.

Non è stato fatto, è arrivato l'ingegnere Scura ed è vero che, da lì in poi, è stato un disastro economico perché dai 50 milioni del 2015 siamo passati a quella previsione di oltre 170 milioni di euro per quanto riguarda l'anno in corso.

Oggi è impensabile, anche con una riduzione della premialità fiscale per il cui aumento non c'è altra soluzione che quella di mettere mano nelle tasche dei calabresi.

Dobbiamo dire la verità: la sanità ha avuto questo inesorabile declino dal 2015 in poi, proprio per una lotta tra il presidente Oliverio e l'ingegnere Scura e oggi assistiamo ad un depauperamento notevole del dipartimento salute, che solo in questi giorni ha visto la nomina del nuovo direttore generale, dopo anni di facenti funzione; una nomina del direttore generale che è passata, anche qui, da un balletto di bandi per individuare risorse interne, che poi non erano idonei; poi è stato nominato il direttore facente funzione, però interno; un nuovo bando; insomma, anche qui un balletto che, secondo me, dovremo andare a rivedere, con tutti i passaggi amministrativi che lo hanno sostenuto.

Abbiamo, poi, anche una inevitabile responsabilità diretta sulla gestione della sanità, che va in capo al management delle Aziende sanitarie che, sicuramente, non è stato nominato dall'ingegnere Scura, ma è un'espressione di nomina squisitamente politica.

Dire ai calabresi che finalmente abbiamo eliminato il cancro della sanità, perché l'ingegnere Scura – uomo del Partito Democratico – è stato mandato a casa, da un Governo giallo-verde, significa gridare cose che non sono assolutamente vere.

Sul tema della sanità, credo che il centro-sinistra, la maggioranza e il presidente Oliverio, abbiano costruito il manuale perfetto di chi sa farsi male da solo, un manuale del masochismo che dovrebbe leggere chi ama questo tipo di attività, perché è perfetto per come siete riusciti a farvi male da soli.

Credo che dobbiamo ritornare anche a quella piccola capacità di manovra, caro collega Bevacqua, che in questo bilancio di previsione ci poteva essere; non voglio sentire nella massima Assise legislativa che la risoluzione dei problemi della Calabria non può passare dall'anima del bilancio previsionale di questa Regione; è un assurdo che non mi attribuisco e non vorrei che si sentisse in quest’Aula.

Quello che manca, ha ragione il consigliere Nicolò, è proprio la mancanza, sia pure nell'ambito ristretto di una manovra che magari è risicata, di un piano strutturale che va ad affrontare i problemi.

Come li avete affrontati?

Quei 2 milioni di cui lei parlava sono stati poi messi lì come una “regalia” ai consiglieri regionali di maggioranza; è vero, ha partecipato pure la minoranza a questo tavolo, ma diciamo come: con un finanziamento del collega Orsomarso di 100 mila euro, che altro non era che un emendamento in continuità con gli anni passati, e un emendamento del collega Gallo, che voleva portare gli effetti della legge regionale numero 32, da 30 mila a 100 mila euro e che è riuscito a portare a 50 mila euro.

È questo lo spazio che questa maggioranza ha dato ai colleghi dell'opposizione.

C'è un altro aspetto: il consigliere Nicolò poc'anzi ha detto che avrebbe potuto ripetere fino alla noia decine, centinaia e migliaia di emendamenti che in questi quattro anni sono stati respinti dai banchi della maggioranza, tant’è che, l'anno scorso, ho avuto modo di fare una battuta, perché alla fine avevo capito la parolina magica; quando questa maggioranza diceva: “l'emendamento si illustra da sé”, veniva approvato sia dalla Giunta sia dal Consiglio; in nessun emendamento il collega Nicolò ha detto “si illustra da sé” e sono stati tutti bocciati.

L’altra cosa strana è che arrivano in Aula decine e decine di emendamenti anche dai banchi della maggioranza che poi vengono ritirati; allora sono serviti solo per pulirsi la coscienza e far vedere a quei territori che sono stati presentati e che qualcuno come un cuor di leone si era battuto per quel territorio?

Anche qui si tratta di una manovra squisitamente elettorale.

Tutte queste considerazioni fanno sì che il nostro sarà un voto fortemente negativo sul bilancio.

Ritornando al Collegato, devo veramente ringraziare – stavolta parlo al singolare – il collega Michele Mirabello, perché nel Collegato alla finanziaria – mi guarda il collega Aieta –  rispetto a quanto è successo in Commissione bilancio, nel momento in cui  è stata estrapolata la delibera della Giunta regionale che andava a rivisitare gli spoke negli hub, con un riassetto delle Aziende sanitarie provinciali, c’è stato un blocco effimero in Commissione bilancio – mi perdoni, collega Aieta – perché poi c'è stata una accelerata con una doppia convocazione della Commissione sanità perché, passando in Commissione sanità, si pensava di dare alla minoranza la possibilità di potersi sfogare e quant'altro, per poi votarla il giorno dopo in Commissione e portarla mercoledì 19 dicembre all'approvazione dell’Aula.

Fortunatamente, c'è stata un’opposizione unita, coesa, ma anche un grande senso di responsabilità, che riconosco al Presidente della terza Commissione – la notte porta consiglio –  che il giorno dopo, nella stessa Commissione, ha preferito ritirare questa importante, anzi, importantissima proposta di legge, che va a rivisitare l'assetto della sanità calabrese.

Certo, è stata ritirata, caro collega Mirabello, ma adesso necessita di un percorso che dia sostanza a quella proposta di legge, ma soprattutto di un percorso che la renda inattaccabile, non solo con la condivisione con il Commissario. Si tratta di un elemento, fra virgolette, di costituzionalità perché, se non ci fosse quell’approvazione, sicuramente andrebbe ad interferire con uno dei compiti ed il ruolo del Commissario e, quindi, faremmo anche qui il nulla, grideremo, prometteremo, ma sicuramente non arriveremmo al risultato importante di andare a rivedere il riassetto delle Aziende sanitarie provinciali e, quindi, la rete degli acuti per quanto riguarda la rete ospedaliera degli acuti della regione.

Se non vogliamo semplicemente fare le cose che poi ci saranno tacciate di incostituzionalità, ho già chiesto al presidente Michele Mirabello una convocazione della Commissione affinché riusciamo, insieme, in modo condiviso, a predisporre su questa proposta un cronoprogramma, prima attraverso le audizioni, anticipate anche da alcune visite istituzionali di garbo; per cui le chiedo, nella sua qualità di Presidente della Commissione e - perché no?! - se lo riterrà opportuno, con la presenza del sottoscritto, nella qualità di vicepresidente, ma anche dei colleghi della Commissione sanità, con garbo istituzionale, di andare a salutare, nel momento in cui si insedierà, il nuovo Commissario ed il nuovo sub commissario della sanità in Calabria, dai quali non andremo proni e con il cappello in mano, ma semplicemente a dire quali sono le nostre idee, soprattutto se condivise da maggioranza e minoranza e capire se vi sia possibilità di condivisione e, in caso positivo, scegliere insieme a loro il percorso istituzionale e anche normativo più forte possibile, affinché non corriamo il rischio di fare leggi sulla sanità, caro collega Bevacqua, che poi ci vengono impugnate. Inevitabilmente poi, queste leggi passeranno prima dall'analisi e dalla radiografia del Tavolo Adduce e, laddove il Consiglio regionale dovesse andare avanti a picchiare la testa contro un muro, inevitabilmente passeranno poi anche da un'analisi della Corte Costituzionale, nel momento in cui il Consiglio dei Ministri dovesse vederci all'interno delle norme incostituzionali.

Se riusciremo a fare questo, nella condivisione con la nuova struttura commissariale, creando un parallelismo che poi va a convergere, riusciremo a portare in Aula, in tempi della politica più o meno brevi, ma rispettosi dei tempi stessi della politica, questo riassetto della rete degli ospedali acuti spoke negli hub, contestualmente alla proposta di legge già in fase avanzata di discussione in Commissione per l'integrazione delle Aziende ospedaliere “Pugliese-Ciaccio” e “Mater Domini”. Credo che, per quanto concerne la Commissione sanità, già di fatto, potremmo dire quello che ho detto nel mio primo intervento della giornata odierna rispetto ad un cronoprogramma che ci consenta di fare due, tre o quattro cose veramente di sostanza strutturale che, come ha riferito il collega Nicolò, mancano in questo bilancio e potremo sicuramente dire, in questo ultimo scorcio di Legislatura, di aver condiviso un percorso di rivoluzione e di riassetto importante e sostanziale del sistema sanitario regionale; basterebbero, tra virgolette, solo queste due cose perché ci vuole quella sensibilità che lei ha dimostrato, ma anche la condivisione di questo programma, che affido al Presidente della Commissione, nel suo ruolo.

Possiamo parlare anche di altre tematiche, ma voglio ribadire – credo di avere la condivisione dei colleghi della minoranza – che sia questo il percorso che vorremmo fosse portato avanti a fine Legislatura dai colleghi della maggioranza, partendo proprio dal lavoro delle Commissioni.

Un'altra cosa che chiederò al presidente Nicola Irto, riguarda le tante leggi che questo “legificio” ha prodotto in questi quattro anni, ma che non hanno avuto attuazione, vuoi per mancanza di volontà politica di attuarle, vuoi per mancanza di finanziamento.

È stato toccato il tema della violenza di genere; anche qui sarebbe stato importante trovare una condivisione tra maggioranza e minoranza per andare a posizionare, all'interno di un finanziamento certo, quella che è la proposta di legge che il sottoscritto, il collega Mirabello e l’allora consigliere regionale, oggi onorevole Wanda Ferro, abbiamo già discusso in più fasi in Commissione.

È su questi temi che vogliamo confrontarci: temi concreti, oggettivabili, dove ci auguriamo di trovare condivisione con i colleghi della maggioranza.

Se faremo questo, inevitabilmente, a fine Legislatura, costruiremo, pezzo per pezzo, quello che sarà il bilancio previsionale 2020 e potremo anche dire che è stato un bilancio condiviso; non chiederemo 20, 30, 40, 50 mila euro per quel territorio che ci appartiene, per poi presentarci a quegli elettori portando a casa quel risultato, ma chiederemo il finanziamento su queste quattro, cinque, sei proposte serie, dove anche noi vorremmo offrire il nostro contributo.

Speriamo di trovare questa disponibilità da parte dei colleghi, perché la sensibilità è insita in ognuno di noi; questa disponibilità ci potrà far dire che, se questa Legislatura arriverà  al termine, probabilmente non lo farà  in modo stantio, così tanto per riscaldare le nostre poltrone, ma lo farà attraverso un nuovo programma di fine Legislatura che sia veramente contingentato, non tanto alle chiacchiere e alle prebende di tipo elettorale, ma a quelle 4-5 tematiche che necessitano di risposta per la vita dei calabresi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Mirabello. Ne ha facoltà.

MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico)

Grazie, Presidente.

Intervengo per fare qualche velocissima considerazione in ordine, intanto, alla relazione introduttiva che l’assessore Fragomeni ha licenziato all'Aula su questi documenti di bilancio – parlo al plurale perché credo che quello che si racchiude nei provvedimenti che andremo a votare, sia un percorso unitario – e per ringraziarla per il lavoro che, con competenza, ha svolto per licenziare un documento di bilancio che riesce a contemperare il rigore e a liberare risorse, dando un’impostazione politica che, credo, emerga in maniera molto chiara dalle importanti argomentazioni che sono state oggetto del suo intervento.

Vorrei anche sottolineare qualche passaggio richiamato da alcuni colleghi e che testimonia, una volta tanto, il lavoro positivo che si svolge nelle Commissioni; non a caso parlo al plurale, perché vorrei richiamare la vicenda che è stata raccontata dai colleghi Gallo ed Esposito, in ordine all'emendamento al Collegato che era stato licenziato dalla Giunta regionale il 6 dicembre e che, intanto, in Commissione bilancio il collega Aieta, accogliendo una fondata ed argomentata richiesta del collega Pedà, ha rinviato alla Commissione sanità per la discussione.

Già questo passaggio, garantito con senso di responsabilità dal collega Aieta dimostra che, al di là delle discussioni, dei diversi angoli e sfumature da cui si vuole vedere la vicenda, vi sia stata la consapevolezza di trattare una materia delicata che andava approfondita e che abbiamo, sebbene in due sedute fitte, fissate a stretto giro una dietro l'altra nelle giornate di ieri e dell'altro ieri, discusso anche in Commissione sanità.

Si tratta di una questione di metodo che, al di là dei retroscena, dei processi alle intenzioni e quant'altro, ha comunque registrato un contributo – voglio dirlo io, prima di tutti – molto positivo da parte delle opposizioni consiliari in Commissione; un contributo che abbiamo voluto anche valorizzare, ragionando sulle argomentazioni concrete che sono state messe al centro della discussione su quel punto; un contributo che ha anche consentito alla maggioranza e al Presidente della Commissione di fare delle riflessioni utili al conseguimento di un obiettivo che – lo voglio ricordare all'Aula – non è nuovo, né dal punto di vista dell'impostazione logica né dal punto di vista dell'iter legislativo.

Ricordo all'Aula che, già nella scorsa Legislatura, il progetto di legge numero 382/9^, firmato dai consiglieri Chiappetta, Salerno, Serra e Parente, aveva affrontato lo stesso tema in maniera non dissimile da quella utilizzata dalla Giunta regionale, licenziando quel provvedimento in due sedute, senza audizioni.

Il provvedimento non è poi arrivato in Aula, ma anche in quella legge si prevedeva uno schema che, dal punto di vista dell'efficacia e dell'effetto finale, si poteva considerare sovrapponibile a quello proposto dalla Giunta regionale con la delibera del 6 dicembre.

Difatti, in quel provvedimento, in quel progetto di legge, era prevista la creazione di tre Aziende ospedaliere che racchiudevano gli hub e gli spoke ed era prevista finanche quella sorta di clausola di salvaguardia per le piccole Aziende sanitarie con l'inclusione degli spoke di Crotone e di Vibo Valentia all'interno delle Aziende sanitarie; col mantenimento, più che con l'inclusione.

Non va sottolineato solo questo, collega Esposito; voglio aggiungere – probabilmente la lunga esperienza di questi anni di Commissione ci ha distratti da questo aspetto – che un provvedimento fotocopia del progetto di legge della scorsa Legislatura, è stato depositato dal Movimento 5 stelle, con allegate le firme per un’iniziativa di legge popolare, completamente ricopiato – mi assumo la responsabilità di ciò che dico – dalla versione Chiappetta-Parente, la semplifico così.

Non parliamo, dunque, né di temi nuovi né di temi che non hanno interessato la sensibilità di tutte le forze politiche di questa terra; devo poi aggiungere che è tanta e tale la condivisione su quest'idea che, al di là di alcune questioni che ora riprenderò, i colleghi in Commissione hanno avuto anche modo di sottolineare come nel merito, probabilmente, ci fossero le condizioni per arrivare a una condivisione di questo testo di legge.

E’ proprio questo aspetto che ci ha convinto e mi ha convinto ad avviare qualche ulteriore step di approfondimento; più di ogni altra cosa, mi ha convinto quello spiraglio che mi diceva che un'intera classe dirigente calabrese aveva la consapevolezza della necessità e della possibilità di mettere mano a quella materia e – perché no?! – di farlo offrendo tutti, ognuno dalla propria parte politica, il proprio contributo; mi ha convinto e ci ha convinto, perché su questi temi mi sono confrontato col Presidente della Giunta regionale e con tanti colleghi di maggioranza che hanno voluto sottolineare la necessità di dare il proprio contributo a questa importante partita.

Nessun ritiro, dunque – capisco che il termine sia stato volutamente forzato dal collega Esposito, che a volte ha questa vis volutamente provocatoria – ma solo la necessità di un approfondimento condiviso di un testo di legge che può e deve arrivare in Aula, secondo il mio modesto parere, unitamente alla legge sull'integrazione delle Aziende sanitaria e ospedaliera “Mater Domini” e “Pugliese Ciaccio”. 

È questa l'impostazione politica che viene fuori da quelle sedute di Commissione e che vogliamo portare avanti con il contributo di tutti, con un'unica – e concludo, Presidente – precisazione: credo che in questa materia, anche il tempo abbia il suo grande significato e che non possa trascorrere questa Legislatura senza che noi, consiglieri regionali, ci riappropriamo, come tante volte è stato detto in quest'Aula, di una materia per la quale, già dal decreto di nomina del nuovo Commissario ad acta, emergono aspetti di forte incidenza ed incisività da parte del Governo nazionale.

Chiudo su un aspetto che ritengo di straordinaria importanza, richiamando un lavoro che è stato fatto con i colleghi Parente e Tallini, ancora una volta con un atteggiamento bipartisan.

Nella seduta di Commissione di ieri sera abbiamo discusso di un tema molto preoccupante e di grande rilevanza e che riguarda la situazione molto grave in cui versa il settore dell'assistenza territoriale, con particolare riferimento all’Asp di Catanzaro e alle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) che ivi insistono.

Su questo punto chiedo sin da ora al Presidente dell'Assemblea, per come concordato in Commissione con i colleghi e con le associazioni di categoria, di voler inserire all'ordine del giorno – lo avevo già preannunciato al presidente Irto – un documento che assume, ovviamente, la forma dell'ordine del giorno, firmato dal Presidente della Commissione, ma largamente condiviso dai colleghi di opposizione, che ha la funzione di segnalare al Commissario ad acta, come struttura commissariale e, quindi, in una forma anche di continuità amministrativa che è necessaria, visto che ci troviamo in una fase di transizione, i temi che, dopo l’inserimento all'ordine del giorno, chiarirò all'Aula in cosa consistono.

Sull’ordine dei lavori

MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico)

Pertanto, Presidente, concludo questo mio intervento, chiedendo formalmente che l'Aula si pronunci sull’inserimento di questo ulteriore ordine del giorno, ovviamente in coda alla seduta. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’inserimento all’ordine del giorno. È inserito.

Proposta di legge numero 391/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Provvedimento generale recante norme di tipo ordinamentale e procedurale (Collegato alla manovra di finanza regionale per l’anno 2019)” -  ripresa della discussione

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente.

Quando si interviene quasi per ultimo, c'è sempre il rischio di essere ripetitivo, quindi cercherò di non toccare i temi che hanno già esposto brillantemente i miei colleghi.

È chiaro che qualcosa la dobbiamo dire.

Facendo parte della Commissione sanità e avendo maturato in questi mesi un po' di esperienza anche nel welfare, avendo audito tante associazioni di cittadini calabresi che hanno veramente necessità di essere assistiti, di avere le istituzioni vicine, mi sarei aspettato per il futuro una maggiore attenzione verso queste persone.

Non voglio entrare nel merito, per non sembrare di voler cavalcare la tigre di chi ha bisogno, collega Esposito, quindi richiamo l'attenzione solo sul fatto che ci sono tante categorie, che stiamo ascoltando in Commissione sanità, di cittadini che lottano quotidianamente, nonostante siano stati toccati dal dolore di assistere dei loro familiari non abili e sui quali mi pare gravi anche il fatto di essere trascurati.

Non voglio entrare in polemica con i colleghi che sono intervenuti prima, dicendo che è un bilancio ingessato, però ho visto tanti emendamenti per campi di calcetto e campi da bocce e non saprei come andare da questi cittadini a spiegarmi.

È intervenuto bene e mi ha preceduto il collega Mirabello sulla Riforma della sanità e proprio io, sostituendo il collega Arruzzolo in Commissione bilancio, ho posto la questione su una velocizzazione che non aveva senso, richiamando proprio le precedenti audizioni in Commissione sanità per l'unificazione del “Pugliese-Ciaccio” e del “Mater-Domini”, ascoltando tutte le parti sociali, i direttori sanitari e il commissario Scura, che è stato sempre presente, e mi sono chiesto come si possa fare una riforma epocale per la sanità calabrese senza audire nessuno.

Devo dire che il presidente Aieta, con molta sensibilità, ha trasferito la discussione in Commissione sanità; lì ci siamo resi conto che non si poteva fare in due giorni, perché arriviamo alla discussione di questo bilancio, dopo due giorni di grande lavoro in Commissione sanità, dove potevamo spostare con un click, come si usa dire oggi, gli ospedali spoke, lasciando il territorio senza ed entrando nel merito di una riforma che va concertata con le parti sociali, con i medici, con gli infermieri, con le organizzazioni sindacali, con i paramedici e con tutti gli stakeholder di questo grande mondo che è, appunto, quello della sanità, che vede la  Regione Calabria fanalino di coda e che, dopo tutti questi anni di commissariamento, non ha avuto miglioramenti, Anzi, solo peggioramenti. perché con la proiezione – non vedo il collega Guccione che l'altra volta aveva convenuto con me in Commissione, la stessa cosa – della costruzione di nuovi ospedali dal 2007, intanto si sono chiusi quelli esistenti; non ci sono più medici.

Nella provincia di Reggio – non conosco le altre realtà, ma sarà così – ci sono tanti piccoli comuni che, comunque sono abitati, dove sono stati investiti parecchi soldi per la realizzazione di centri e costruzioni contro lo spopolamento, chiediamo di non spopolare, di restare a vivere lì senza una Guardia medica e dove la prima Guardia medica raggiungibile – parlo per esempio di Antonimina, Bova, Sant'Ilario, Serrata – è a decine di chilometri di distanza, con delle strade inarrivabili, impercorribili.

Se è questa la Calabria che vogliamo e che ci stiamo dando, non mi trovate d'accordo.

Ho visto pure dei salti di gioia per il cambio della guardia al commissariamento; io avrei fatto i salti di gioia per l’eliminazione del commissariamento, ridando potere alla Regione e legittimando chi è eletto direttamente dal popolo.

Saranno brillantissimi i commissari, ma non vedo come, da qui a un anno, possano prendere contezza di quello che l’ingegnere Scura ci ha messo 3 anni per iniziare a capire.

Andremo, come è giusto che sia, a trovare il commissario Cotticelli, cercandolo e pregandolo, anche trasferendo – presidente Mirabello – tutto il know how che abbiamo acquisito e che voi avete acquisito prima di me in questi anni, pregandolo di correre, perché non possiamo più aspettare.

Dobbiamo approvare quella legge della Riforma sanitaria anche per il reclutamento, perché non è possibile che, anche se oggi ci sono tanti posti già attivati dal commissario Scura, non vengano messi a bando e non vengano reclutati per rallentamenti incomprensibili da parte di molti – diciamoci la verità –  direttori generali nominati non da Scura, ma da questo governo regionale, che sono stati fermi; mi riferisco alla provincia di Reggio che è ferma e completamente immobile.

Sempre restando nel tema del welfare, non vedo traccia di quei 3 milioni di euro che dovevano andare a coprire il trasporto pubblico locale gratuito per le fasce sociali più disagiate, partendo dai disabili, passando da quelli che hanno reddito basso; ci sono delle situazioni dove, alcuni lavoratori, specialmente nelle città più grandi – mi riferisco, per esempio, a Cosenza – si sono spostati dalla città in periferia per pagare meno fitto, per avere poi la possibilità di mandare i figli a studiare al centro e noi dobbiamo consentire il trasporto pubblico a questi ragazzi.

Sono sempre sfortunato, perché quando parlo non c'è mai l'assessore Russo – forse lo fa apposta e se ne esce, quando ci sono, glielo chiederemo – al quale voglio chiedere – parlo alla sedia, tanto è uguale, assessore Musmanno – se ha fatto qualcosa per le infrastrutture a rete fissa; se ha fatto qualcosa con quei 53 milioni che avete deliberato dal Cipe e non state attivando la Cosenza-Catanzaro –scrivetelo – questo è il fallimento, 53 milioni pronti per fare la Cosenza-Catanzaro una via, una struttura fissa epocale che collegherebbe le due metropoli, collegherebbe le due strutture sanitarie e sono due anni che rimpallate con lo studio di fattibilità; se state facendo qualcosa per addivenire all'Ospedale Unico della Piana, una struttura a rete fissa che dia la possibilità alla gente di arrivare, altrimenti a Palmi si creerà un imbuto, un ingorgo e non se ne potrà uscire.

Avete la fortuna di avere la rete ferroviaria delle Calabro-lucane; di accedere ai Fondi comunitari; di fare una struttura nuova, leggera, una metropolitana che costerà la metà, 7 euro a kilometro contro i 15 di quelle vecchie carcasse a gasolio.

Mi spiegate se avete fatto qualcosa? Assessore Russo, la vedo rientrare.

Avrei gradito che ci fosse stata più prudenza sulla ZES; siete andati trionfanti “la ZES è fatta!”; abbiamo fatto un bel convegno a San Ferdinando.

Quelle sono cose che ripagano rispetto alla credibilità nella politica dei cittadini calabresi.

Perché siamo ancora fermi? Non è colpa vostra, lo so, non è stato nominato il Comitato; c'è qualche imperfezione; voglio capire perché, quando avete stabilito in tutte le aree i retroporti per gli altri porti, a Villa San Giovanni non ci sia retroporto?

Come mai l'area industriale di Campo Calabro non è inserita, visto che avete fatto questa grande ZES regionale?

Su queste cose c’è un fallimento, sull'operosità.

Questo è il grave problema di questo bilancio.

Poi ci sono delle leggi subito pronte, come quella presentata e votata dal consigliere Nicolò sulla possibilità di non buttare le eccedenze alimentari e, invece di attivarvi, la Giunta regionale è rimasta immobile, creando così due danni: non dando la possibilità a chi ha bisogno di poter avere un aiuto alimentare e creando dei rifiuti, perché poi quelli vanno nell'inceneritore.

Scusatemi se mi sono scaldato, però queste sono cose che percepiamo, perché quando camminiamo per strada – come camminate voi, camminiamo noi – e la politica ha perso credibilità; siamo fermi dappertutto.

Ditemi che cosa state facendo per gli artigiani? Per l'impresa? Ditemi cosa stiamo facendo per il turismo? Cosa significano due milioni e mezzo per l'incoming?

Finanziate la formazione, perché è un ottimo lavoro portare qui gli operatori turistici tedeschi. Complimenti!

Ci sono venuto nonostante abbia subito una forma di boicottaggio; sono stato lì presente perché ho sempre dato atto delle cose positive: l'acquisto dei pullman, l'acquisto dei treni – professore Russo – però se vogliamo portare i turisti e poi non gli diamo le strade; se riusciamo a farli atterrare negli aeroporti e poi non riusciamo a portarli a Tropea perché non c’è la strada per arrivarci, dovremo mettere una flotta di elicotteri per questa gente che viene. Questa è la verità.

Che cosa abbiamo fatto per dare l'opportunità agli imprenditori di fare formazione?

Non vedo traccia in questo bilancio; i cittadini, i lavoratori calabresi devono essere formati a riceverli; devono parlare un minimo di lingue.

Ricordo quando c'è stata un’ottima presenza con una nave da crociera a Reggio Calabria; siamo riusciti a mandarli via scontenti, perché non c'era nessuno che parlasse inglese, neanche tra le guide e gli operatori; non erano preparati a riceverli.

Avremo un ritorno negativo, perché se arriverà tanta gente l'anno prossimo, grazie all'intervento che avete fatto per il turismo, faranno un tam-tam mondiale che non tornerà più nessuno in Calabria, perché diranno che il personale era scortese, che non c'erano strade per arrivare e che non c'erano treni.

Ringrazio l’assessore Musmanno che si è occupato di quella nota che gli ho fatto per gli Intercity, ma sono delle cose che dovete guardare, non potete essere succubi dell’uno e dell'altro.

Non voglio fare la guerra dei poveri; non dobbiamo lottare tra Regioni –  tra Sicilia e Calabria, tra Calabria e Puglia, assolutamente no – però dobbiamo imporci, perché ce lo chiede la gente, ce lo chiede quella gente che è disperata e che ormai chiede pochissimo.

Una volta in Calabria si chiedeva il lavoro, ormai la gente ci ha pure rinunciato; però il diritto alla salute e alla sanità è prezioso e le persone ci chiedono il minimo, di avere delle Guardie mediche, di avere dei riferimenti.

Stessa cosa nell'impresa.

Ho visto un bando sull’artigianato dove, addirittura, si lasciano fuori le due più grandi Confederazioni che rappresentano gli artigiani.

Perché non concertate queste cose? Perché andate di fretta? Perché non fate intervenire tutti coloro che hanno esperienza? Sicuramente si potrebbero migliorare queste cose. Naturalmente il discorso è generale.

Sul turismo abbiamo l'opportunità – chi è l'assessore al turismo? – di avere il turismo termale in provincia di Reggio; ho scoperto che c'è gente che viene da Roma e va a Galatro e Antonimina; ho presentato due emendamenti per un piccolo aiuto, ma vogliamo rafforzarlo questo turismo termale?

Vogliamo dare l'opportunità di fare marketing e di fare delle operazioni? I bar aprono alle 9 e chiudono a mezzogiorno all'interno di questa struttura; la gente non può venire solo per il servizio che gli diamo, ma ha bisogno di tutte le attività collaterali.

Ecco perché vi chiedo maggiore attenzione verso tutte queste categorie e verso gli operatori con una concertazione perché, tra l'altro, nella vostra storia politica avete fatto della concertazione un cavallo di battaglia e non vedo perché, una volta arrivati al governo di questa Regione, avete smarrito la strada.

Concertate e ascoltate di più chi vi parla, anche la minoranza, perché non siamo dei mostri da respingere, ma spesso vi diamo buone idee e buoni consigli; lo potete vedere anche quando lavoriamo in Commissione, non abbiamo mai fatto questioni pregiudiziali di maggioranza o minoranza, ma abbiamo lavorato sempre per il bene della nostra comunità. Grazie.

Presidenza del presidente Nicola Irto

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Orlandino (Oliverio Presidente)

Grazie, Presidente.

Avevo deciso di non intervenire, ma il consigliere Pedà mi ha posto nelle condizioni e mi ha fatto sentire la necessità di intervenire per fare alcune considerazioni in merito alle cose che ha detto; soprattutto mi ha ricordato un bellissimo film di Totò, quando dovendo andare a pranzo diceva: “vai dal pizzicagnolo e, vedi l’uovo, se è fresco lo prendi, altrimenti desisti; poi vai dal macellaio e verifica, se la carne è fresca la prendi, altrimenti desisti”; e l’altro rispose: “ma che cos'hai, il cappotto o il paltò di Napoleone?”.

Non a caso il suo intervento mi ha riportato a questa immagine; per chi fa politica e chi ha avuto esperienze nella Pubblica Amministrazione sa che i bilanci sono fatti di numeri, inesorabilmente sono fatti di numeri, ma sa, consigliere Pedà e consiglieri tutti, quante cose avremmo voluto e vorremmo fare?

Sa quante strade e quanti emendamenti – almeno io – avevo preparato per chiedere all'Aula l'approvazione e per addivenire a soluzioni e intervenire su situazioni molto molto precarie sul territorio?

Abbiamo a che fare con i numeri, ed io ricordo due questioni: la prima mi pare essere stata il 9 gennaio 2015, se non ricordo male, quando intervenni durante la seduta di Consiglio sul bilancio di previsione e, in quell'occasione, feci alcune valutazioni; ricordo ancora che in quell'intervento dissi che non avrei più approvato nessun tipo di bilancio che avesse un disavanzo strutturale di 350 milioni di euro. Consigliere Pedà, 9 gennaio 2015: disavanzo strutturale del bilancio di previsione di circa 350 milioni di euro. Di che cosa vogliamo parlare?

C'è una Giunta regionale ed un Presidente che è stato capace di allineare, parificare il bilancio, di portare il bilancio in equilibrio – beh – mantenendo i servizi, non come qualcuno indicava, con la spending review, dare gli stessi servizi ad invarianza di spesa, ma facendo politiche che miravano e che hanno mirato non solo all’efficienza dei servizi erogati, al riequilibrio della spesa e, quindi, anche al risparmio della spesa pubblica.

Non v’è dubbio che noi partiamo da quei dati; se non consideriamo quello che c’era, ahi voglia a dire oggi. Altro che il paltò di Napoleone! Potremmo are di tutto. Volete elencati tutti gli emendamenti e tutte le cose che vorrei fare?

Potrei fare un comizio, potrei essere dall'altra parte e arringare l’Aula, come hanno fatto i consiglieri Pedà e Gallo per prendersi gli applausi.

Questo è un atteggiamento grillino e non di chi ha e fa valutazioni oggettive.

Discutiamo: quant'è la spesa libera del bilancio sulla quale possiamo ragionare?

Non è nemmeno, come si è detto prima, 782 milioni di euro, perché sui 782 milioni di euro ci sono tutte le spese obbligatorie: mutui, rate di ammortamento; tutto quello che serve e che nei bilanci comunali si chiamavano e si chiamano “spese necessarie al funzionamento dell’Ente”.

Su queste cose dobbiamo valutare, non discutendo del sesso degli angeli o arringando l’Aula per avere l'applauso di qualche scontento grillino e per dire che ci sono altri grillini in Aula.

Dobbiamo parlare di questi numeri e di questi dati.

Sarebbe stato molto, molto, molto, molto più apprezzato un intervento in questo Consiglio regionale dove, in modo molto chiaro, si poteva dire “scusate, gli accantonamenti per circa 61 milioni di euro al fondo crediti di dubbia esigibilità non li mettiamo? Siamo obbligati a mettere quello della salvaguardia dei bilanci futuri? Che cosa vogliamo fare sulla questione legata al finanziamento al diritto allo studio, 9.98 milioni di euro, che è stato un risultato importante raggiunto dalla Giunta?

Non li mettiamo? Li sostituiamo con altri?”

Può esserci una visione diversa – certo – ma parliamo di numeri.

Quando si vuole fare opposizione al bilancio, me lo hanno insegnato dal 1997, quando sedevo in Consiglio comunale e a quell'epoca ero consigliere di minoranza e il sindaco mi bacchettava e mi diceva “non puoi venire in Consiglio comunale impreparato; vieni con i numeri e rispetto a quei numeri fai una controproposta; metti insieme una visione diversa, rendila credibile”; ma discutere qui, come se avessimo il paltò di Napoleone, francamente non è una cosa fatta bene.

La seconda considerazione: il bilancio di previsione viene fuori subito dopo un’altra discussione molto importante che abbiamo avuto in Consiglio regionale, ovvero l'approvazione del DEF (Documento di Economia e Finanza).

Perché l'approvazione del DEF è fondamentale?

Perché in quell'occasione, all'interno di quello che è stata una previsione e di quello che è il raggiungimento anche degli obiettivi, ci sono degli indicatori che danno uno spaccato ed un quadro chiaro di quello che deve essere e di quello che è stato il raggiungimento della qualità della vita e dei risultati ottenuti in questa terra.

Non v’è dubbio che le scelte fatte finora, sono state scelte non importanti, ma di più, e oggi questo bilancio, che ricalca una filosofia degli ultimi quattro anni, non può che essere foriero di risultati positivi.

Le valutazioni andavano fatte nel merito, al di là della strumentalizzazione; tutto si può strumentalizzare, ma che ci sono dei capitoli che non vengono finanziati nell'annualità 2020/2021, quella sì che è pura strumentalizzazione; chi ha fatto bilanci, sa bene che queste sono alchimie contabili, ma non v’è dubbio che quello che conta è il bilancio dell'anno in corso e quello che ne faremo nel 2019.

Cosa diversa è se qualcuno dovrà dire, domani o dopodomani, atteso che – signori miei – il bilancio di previsione 2020, chi lo farà, se non questo Consiglio regionale?

Lo faremo noi, saremo noi a rifarlo.

Qualcuno potrà dire “ma come, non avevate…”; c'è addirittura una legge mia che viene finanziata solo per un anno, la legge sulla dieta mediterranea, ma non mi creo problemi, a me interessa che sia stata finanziata negli anni passati, che venga rifinanziata e che, allo stesso modo, faremo le battaglie per rifinanziarle; oggi, però, parliamo del bilancio di previsione – poi pluriennale – ma del bilancio di previsione 2019.

Parliamo di numeri, di atti e di risultati che questa Giunta regionale ha raggiunto.

Non mi dilungo, volendo esprimere soddisfazione per il lavoro fatto e volendo non speculare. Chiaramente sono d'accordo con chi mi ha preceduto, anche sul fatto della Riforma sanitaria.

Vi è la necessità ed io spingo affinché questo Consiglio si pronunci ed evitare altri commissariamenti, come i 20 punti di cui parlava poc'anzi anche il presidente Irto; i 20 punti che danno l'incarico al commissario per la sanità, un controllo ulteriore ed un commissariamento ulteriore delle prerogative di questo Consiglio e di questa Giunta regionale.

Non v’è dubbio, però, che una Riforma sanitaria non può essere patrimonio solo della maggioranza o di una parte della maggioranza; deve essere patrimonio di tutto il Consiglio regionale; hanno fatto bene, tutti, a partire dal presidente della Commissione, a riportare e quindi a rivedere i tempi per l'approvazione e per esprimere valutazioni e considerazioni.

Il dato fondamentale che emerge da questo bilancio è che non ci sono ulteriori tasse e che si mantengono spese importanti, soprattutto nell'ottica dei servizi sociali e della pubblica istruzione, che tutto quello che si poteva fare è stato fatto e che comunque è un bilancio che, seppur nella ristrettezza economica e nei vincoli di bilancio che abbiamo, parla di Calabria e parla di prospettiva. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Parente. Ne ha facoltà.

PARENTE Claudio (Forza Italia)

Grazie, Presidente.

Anch'io avevo pensato di non intervenire visto che i colleghi avevano, in modo puntuale, richiamato un po' tutti gli aspetti critici di questo bilancio che si va ad approvare; però non posso non fare qualche puntualizzazione su quello che è stato detto in relazione all'intervento del collega Pedà; se è vero che parliamo di bilancio e che i bilanci vanno salvaguardati ed equilibrati e va sempre cercato di mantenere un equilibrio economico-finanziario, non si può ribadire che tutto questo è stato fatto mantenendo la qualità dei servizi o incrementando addirittura la qualità dei servizi, perché allora potremmo parlare di tantissime cose.

Collega, lei è sicuro della qualità dei servizi nell'ambito sociale? Sono rimasti gli stessi di prima? È cambiato qualcosa? È sicuro della qualità della vita sotto gli aspetti ambientali? È sicuro – non tocchiamo il tasto – di quelli che sono i servizi sanitari?

I servizi sanitari, con tutte le colpe – e sono tante, tantissime – del Commissario che ha gestito questi anni, in un modo veramente capestro, lo dico con dati di fatto, perché la giustizia amministrativa lo ha più volte censurato e più volte bocciato; però mi chiedo domando quale sia stata l'azione di questa Giunta regionale, di questo governo regionale verso quei manager che hanno gestito le Aziende Sanitarie territoriali.

Abbiamo visto che su tanti manager si è aspettato quattro anni per prendere le decisioni, ma cosa ha vissuto il territorio in questi quattro anni? Cosa ha vissuto?

Vi assicuro che la qualità del nostro servizio sanitario ha toccato livelli che – come ho detto più volte – per alcuni aspetti sono paragonabili a quelli delle terre più svantaggiate. Facevo l’esempio del Burundi, ma nemmeno nel Burundi perché lì, in presenza di un’emergenza, c’è un ospedale di Emergency o di Medici Senza Frontiere. Invito qualcuno ad andare in un nostro pronto soccorso e stare quattordici ore in una barella per il controllo della pressione, per avere un ricovero dopo una settimana o ricevere prestazioni sanitarie di base da fare inorridire.

Siamo arrivati al punto che i nostri manager territoriali dell’Azienda sanitaria stanno provocando, addirittura, l’emigrazione sanitaria per la non autosufficienza.

Adesso avremo i nostri anziani che si andranno a ricoverare nelle regioni limitrofe, nonostante – per quattro anni – Roma, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ed il Ministero della Salute ci abbiano detto che l’assistenza territoriale è uno dei cardini di ogni sistema sanitario che funziona e, nonostante la grande e grave carenza, questo settore non è stato mai tenuto in considerazione.

Vogliamo parlare – non lo so – di quello che è successo con la legge sul servizio sociale? Ci sono voluti due anni per rimodulare una legge, censurata dal TAR, ma il tempo passa.

E, quindi, come si può asserire che i servizi sono rimasti gli stessi contenendo la spesa o recuperando l’aspetto finanziario? Dobbiamo ammettere che in alcuni settori la gestione è stata, veramente, – come dire – censurabile, fortemente censurabile. E mi collego – poiché sono stato chiamato in causa dal presidente Mirabello – a quella che lui ha detto essere una sovrapposizione quasi totale con la proposta di legge che presentammo nel 2012 sulla riorganizzazione delle Aziende sanitarie ospedaliere e territoriali.

Magari fosse stato così, presidente Mirabello! L’avremmo approvata in 30 secondi!

Purtroppo, si tratta di un progetto di legge raffazzonato, assolutamente contraddittorio perché per un aspetto le Aziende sanitarie dovevamo curare soltanto il territorio, poi vediamo che, invece, l’Azienda sanitaria di Crotone e di Vibo doveva curare gli ospedali di Crotone e di Vibo; ad un certo punto, abbiamo visto che alle Aziende ospedaliere veniva sottratta la gestione degli ospedali generali e degli ospedali di montagna, alterando, quindi, totalmente quella che è la riorganizzazione della rete ospedaliera.

Tutta una serie di incongruenze palesi che ci hanno portato a fare due giorni di battaglia in Commissione e, poi, dobbiamo dare atto, che il Presidente – in un modo che abbiamo definito operoso – si è ravveduto perché noi non volevamo che la proposta di legge fosse rigettata, ma che fosse discussa in modo concreto, che fosse una legge di riordino complessivo e non legata a quattro ospedali spoke che venivano gestiti dagli hub.

Questo per parlare del modus operandi che ha portato, poi, anche alla formulazione di questo bilancio e a quella che è l’attività di questo governo regionale.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario abbiamo dato la massima disponibilità al Presidente della Commissione e, quindi, alla maggioranza, di partecipare e di poter contribuire in modo fattivo a quella che è, innegabilmente, un’urgenza: il riordino del nostro sistema sanitario regionale, ormai fermo da tantissimi anni, nonostante l’evoluzione che c’è stata in questo settore; ma anche in questo caso è imprescindibile partire dall’integrazione dell’Azienda ospedaliera e dell’Azienda universitaria di Catanzaro anche perché, se dobbiamo andare a fare il riordino degli hub, come si fa a non costituire prima, dal punto di vista giuridico, questa nuova azienda, affinché si possano integrare, dal punto di vista funzionale, gli ospedali spoke del territorio ad essa poi attribuiti?

Quindi, ci dovrebbe essere un cronoprogramma, fatto in modo serio e puntuale, affinché venga rispettato. E non fare come è successo alle Aziende sanitarie territoriali che hanno impiegato ben quattro anni per fare i Piani di rete territoriale ed hanno avuto il coraggio di scrivere che, poi, ci voleva un altro cronoprogramma di un anno, un anno e mezzo, per attivare quello che andavano a scrivere.

Insomma, siamo veramente ai limiti, non so come giudicare un atto del genere.

Come può un’azienda sanitaria, che opera sul territorio da una vita, riparametrare una rete territoriale e dire che, poi, per attivare la diversificazione dei servizi ci vuole un anno e mezzo?

E, nel frattempo, si paralizza tutto.

Vogliamo sentire cosa ha vissuto la rete dei laboratori? Vogliamo sentire cosa ha vissuto la rete degli ambulatori polispecialistici?

Quindi, un disastro totale e, poiché stiamo parlando di un aspetto che interessa tutti i cittadini calabresi – il diritto alla salute, che è sancito dalla Costituzione – di un aspetto per il quale non ci può essere una maggioranza sola al comando, credo che, almeno in questo campo, in questo settore, il contributo della minoranza non solo vada cercato, ma dovrebbe anche essere valorizzato, se le proposte che andremo, poi, a fare saranno ritenute all’altezza della situazione.

Non mi dilungo anche perché il dibattito è stato abbastanza consistente e vi ringrazio per avermi ascoltato.

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, passiamo all’esame del provvedimento, articolo per articolo.

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Pongo in votazione l’articolo 2.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, comunico il voto contrario.

PRESIDENTE

Articolo 2.

(È approvato)

Dopo l’articolo 2, è pervenuto un subemendamento, protocollo numero 50080, a firma dei consiglieri Arruzzolo e Morrone, all’emendamento protocollo numero 49721.

Cedo la parola al consigliere Arruzzolo per l’illustrazione.

ARRUZZOLO Giovanni (Nuovo Centro Destra)

L’emendamento è ritirato.

PRESIDENTE

All’articolo 3 è pervenuto l’emendamento protocollo numero 49789, a firma del consigliere Battaglia, che è ritirato.

 

Pongo in votazione l’articolo 3.

(È approvato)

 

Dopo l’articolo 3, è pervenuto l’emendamento protocollo numero 49606, a firma dei consiglieri Gallo e Pedà. Cedo la parola al consigliere Gallo per l’illustrazione.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Lo illustro molto velocemente. È un emendamento, presentato come ogni anno, in Consiglio al Collegato alla finanziaria, – l’anno scorso era stato proposto dal consigliere Greco – per la proroga degli usi civici.

Sappiamo che è materia abbastanza delicata e di interesse anche soprattutto dei Comuni e di chi ha rapporti con i Comuni per gli usi civici, per cui proponiamo la proroga al 31 dicembre 2019.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

C’è il parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49606.

(È approvato) 

 

Articolo 4

(È approvato) 

Articolo 5

(È approvato) 

Articolo 6

(È approvato) 

Articolo 7

(È approvato) 

Articolo 8

(È approvato) 

Articolo 9

(È approvato) 

Articolo 10

(È approvato) 

Articolo 11

(È approvato) 

Articolo 12

(È approvato) 

Articolo 13

(È approvato) 

Articolo 14

(È approvato) 

Articolo 15

(È approvato) 

Articolo 16

(È approvato) 

Articolo 17

(È approvato) 

Articolo 18

(È approvato) 

Articolo 19

(È approvato) 

Articolo 20

(È approvato) 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso così come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale, autorizzando, altresì, il dipartimento bilancio ad apportare al testo di legge approvato tutte le modifiche necessarie, conseguenti all’approvazione degli emendamenti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 392/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità regionale 2019”

PRESIDENTE

Passiamo al punto 3 dell’ordine del giorno relativo alla proposta di legge numero 392/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Legge di stabilità 2019”.

Cedo la parola al consigliere Aieta per l’illustrazione del provvedimento.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico), relatore

Presidente, con il provvedimento oggi all’esame dell’Aula, che è stato approvato dalla Commissione a maggioranza nella seduta del 13 dicembre, la Regione adotta una legge di stabilità regionale che, come previsto dall’articolo 36 del decreto legislativo numero 118 del 2011, contiene un quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione.

Esso contiene esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza al primo anno considerato nel bilancio di previsione. Le nuove disposizioni normative in materia di armonizzazione dei bilanci hanno inciso sull’attività di programmazione e gestione delle risorse oltre che su tutto l’iter procedurale di formazione del bilancio.

La legge di stabilità consta di 11 articoli nei quali vengono dettate disposizioni di carattere finanziario quali:

- finanziamento dei fondi speciali di parte corrente e di parte in conto capitale per l’approvazione di nuove leggi regionali;

- partecipazioni regionali. Sono previste nuove voci di spesa per garantire il funzionamento del Corap; interventi per Fincalabra Spa, finalizzati a far fronte agli oneri derivanti dalla sottoscrizione di una convenzione per la fornitura di servizi ai dipartimenti regionali; agevolare la conclusione della liquidazione della fondazione Field mediante l’estinzione del contenzioso con i creditori con i quali sono state già effettuate le transazioni; 

- attuazione dell’accordo Stato-Regioni in materia di concorso regionale alla finanza pubblica, sottoscritta in data 15 ottobre 2018;

- nuove autorizzazioni di spesa;

- interventi a sostegno di famiglie ed imprese che hanno subito danni a causa degli eventi calamitosi verificatisi nel corso dell’anno 2018;

- definizione agevolata dei carichi affidati all’agente di riscossione;

- rifinanziamento delle leggi regionali per il triennio 2019-2021;

- modifica della legge regionale recante “Norme sul procedimento amministrativo, la pubblicità degli atti ed il diritto di accesso”.

Nel testo del disegno di legge e relativi allegati (tabelle A, B e C) sono elencate nel dettaglio le poste finanziarie. In Commissione abbiamo approvato alcuni emendamenti al disegno di legge in argomento relativi a nuove autorizzazioni di spesa, al rifinanziamento di leggi regionali e a modifiche alla legge regionale numero 35 del 2015, relative alla libera circolazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine sui servizi di trasporto pubblico locale.

Il Consiglio delle Autonomie locali, con deliberazione numero 5 del 12 dicembre 2018, ha espresso parere favorevole a tutti i provvedimenti di bilancio.

La Commissione speciale di vigilanza, nella seduta del 13 dicembre 2018, ha espresso parere favorevole e, ovviamente, anche a questa Commissione ha partecipato il direttore generale del dipartimento bilancio, il dottor De Cello, la dirigente, dottoressa Buonaiuto, e l’assessore al bilancio, dottoressa Fragomeni.

Tutto ciò premesso, sottopongo all’Aula l’esame del disegno di legge.

PRESIDENTE

Per la Giunta regionale c’è già stato l’intervento dell’assessore al ramo che ha illustrato la relazione sui tre punti all’ordine del giorno.

Non ci sono altri interventi. Passiamo all’esame del provvedimento, articolo per articolo.

 

Articolo 1

(È approvato)

Articolo 2

(È approvato)

Articolo 3

(È approvato)

All’articolo 4 sono stati presentati alcuni emendamenti. Gli emendamenti, a firma del consigliere Battaglia, protocollo numero 49569, 49570, 49568 e 49567 sono ritirati.

Poi, c’è l’emendamento protocollo numero 49628, a firma del consigliere Gallo, al quale cedo la parola per l’illustrazione.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Visto che tanti sono stati gli emendamenti presentati ed accolti nel settore degli edifici di culto, da parte della maggioranza, e poiché c’è uno stanziamento – con una norma del Collegato dello scorso anno – di un milione di euro per gli edifici di culto, mi sono permesso di presentare questo emendamento che recita testualmente: “La Giunta regionale è autorizzata a concedere un contributo di 200 mila euro al Santuario di Sant’Umile di Bisignano per la sua ristrutturazione con l’allocazione alla missione U0801 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2019-2021”.

Non è un emendamento di spesa, si tratta soltanto dell’allocazione di una somma per questo Santuario importante, del secondo Santo calabrese dopo San Francesco; è un luogo che ho avuto modo di visitare: la chiesa è inagibile e le cerimonie religiose si svolgono nel chiostro della chiesa stessa.

Credo che dare una risposta in questo senso e rendere fruibile la chiesa – so che, più volte, sul posto si sono recati anche assessori di questa Giunta, l’assessore Rossi, so che se ne è interessata l’assessore Corigliano – credo che sarebbe cosa buona e giusta anche perché va nell’orientamento che la maggioranza si è dato in Commissione e credo che questa previsione sia giusta anche perché – ripeto – rimane nell’alveo delle somme che il Consiglio regionale in questo bilancio destina agli edifici di culto, rifinanziando per un milione di euro la legge dello scorso anno, per cui ne propongo l’approvazione.

PRESIDENTE

Parere della Giunta su questo emendamento? Assessore?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49628.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49629, sempre a firma del consigliere Gallo, al quale cedo la parola per l’illustrazione.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Non ho mai presentato, in tanti anni di Consiglio regionale, degli emendamenti al bilancio che potessero essere emendamenti di spesa, anche per questioni di poco conto.

Ne ho presentati due pressoché analoghi: uno riguarda lo stanziamento di 10 mila euro per un’associazione che si chiama “La strada maestra” che a Cassano Ionio organizza  l’8 dicembre – ormai da 15 anni – una manifestazione per sensibilizzare alla fruizione dei centri storici; l’altro riguarda lo stanziamento di 10 mila euro per un’altra manifestazione di rilievo interregionale, organizzata dalla Proloco di Laino Borgo, che si chiama “La Giudaica” ed è una rappresentazione sacra che si svolge il venerdì Santo.

Ripeto, in tanti anni, non mi è mai capitato di presentare emendamenti di questo tipo; l’ho fatto semplicemente perché ho visto che in Commissione tanti sono stati gli emendamenti approvati dalla maggioranza – e li citavo in precedenza – in relazione anche a questioni analoghe a quelle che sottopongo all’attenzione dell’Aula.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49629.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49631, a firma del consigliere Gallo, al quale cedo la parola per l’illustrazione.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, l’ho illustrato in precedenza. È chiara, però, – e ne prendo atto – la chiusura da parte della Giunta e della maggioranza anche su questi argomenti.

Voglio solo ricordare alcuni degli emendamenti che sono stati approvati in Commissione per ricordarli anche a me stesso: ce n’è uno che dà 100 mila euro alle attività ricreative, culturali, sportive lavorative; un altro di 100 mila euro al convento dei frati minori cappuccini di Acri; un altro di 10 mila euro alla chiesa di San Francesco di Paola in Cetraro; un altro di 30 mila euro al santuario San Francesco di Paola in Catona di Reggio; un altro di 80 mila euro ad una associazione di volontariato che si chiama “Nuova solidarietà”; un altro di 15 mila euro ad una biblioteca di Soriano; un altro di 35 mila euro al Comune di Soriano; un altro di 30 mila al Comune di Cessaniti; un altro di 20 mila euro ad una associazione vittime della strada; un altro di 100 mila ad una fondazione Don Carlo De Cardona e via discorrendo … Ne potremmo citare ancora altri.

Capisco che in questo caso non stiamo dalla parte della maggioranza e, quindi, i nostri emendamenti non possono essere approvati per cui chiedo che si proceda al voto anche su questo che riguarda la Giudaica.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Mi permetto di dire al collega Gallo che, tra l’altro, è stato accolto anche un emendamento a sua firma, quindi … Comunque, il parere è negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49631.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49672, a firma del consigliere Pedà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Presidente, come ho detto nel mio precedente intervento, i due emendamenti – quindi, questo e quello successivo – sono rivolti a favorire sia le cure termali nella nostra provincia sia il turismo termale e sono degli aiuti a favore delle Terme di Antonimina e delle Terme di Galatro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49672.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49674, a firma del consigliere Pedà, al quale cedo la parola per l’illustrazione.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

L’emendamento precedente riguardava le Terme di Antonimina, questo riguarda le Terme di Galatro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49674.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49671, a firma del consigliere Gallo.

Prego, consigliere Gallo, può illustrarlo.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

L’emendamento si illustra da sé e riguarda – lo dico velocemente – l’unica dipendente ormai rimasta in forza alla fondazione Calabria Etica, in considerazione del passaggio all’Azienda Calabria Lavoro.

Ho parlato con il dirigente generale, De Cello, e credo ci sia qualche difficoltà, ma mi auguro e penso che, comunque, le attività di Calabria Etica dovrebbero continuare nella fase di liquidazione.

Oggi procederemo alla stabilizzazione di 280 persone – e questo mi fa piacere – e non vorrei che ne mandassimo a casa una sola.

PRESIDENTE

Ritira questo emendamento? 

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Vorrei ascoltare qualcuno della maggioranza.

PRESIDENTE

Adesso siamo in fase di votazione dell’emendamento. Lo ritira oppure lo mettiamo in votazione?

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Se, magari, c’è un impegno …

PRESIDENTE

La Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Non ho capito se l’emendamento è stato presentato.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Certo. Altrimenti il Presidente non avrebbe potuto richiamarlo.

PRESIDENTE

Assessore, si tratta dell’emendamento protocollo numero 49671.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Il parere è negativo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Negativo.

PRESIDENTE

Consigliere Gallo, lo ritira oppure lo mettiamo in votazione?

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Mettiamolo in votazione e respingiamolo …

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49671.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49802, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, ha facoltà di illustrarlo.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Presidente, è uno di quegli emendamenti che avevo anticipato nel corso del mio intervento sulla discussione generale sul bilancio di previsione.

Esso mira a raggiungere un obiettivo importante, quello di sostenere, attraverso un finanziamento – che, attenzione, deve essere dato al Comune di Reggio Calabria – la costruzione di un nuovo acquedotto che risolverebbe i problemi di una vallata – quella del Sant’Agata – rispetto alle criticità che riguardano questo settore e che vengono tra virgolette attribuite alla vetustà della struttura esistente. Per finanziare questo intervento si chiedono – a favore del Comune di Reggio, guidato dal sindaco Falcomatà – 500 mila euro con allocazione al programma U10.05 sullo stato di previsione del bilancio che testé si sta discutendo.

Sottopongo questo emendamento alla valutazione dell’Aula.

PRESIDENTE

Parere della Giunta?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49802.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49803, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, può illustrarlo.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Anche questo è un emendamento, non di cortesia, di quelli che si immaginano possano essere indirizzati alle associazioni alfa, beta e gamma – come diceva poc’anzi chi mi ha preceduto e come rappresentai sempre nel corso del mio precedente intervento – e che disegnano un po’ la geografia sul territorio di chi e a chi appartengono. 

Questo è un emendamento sempre a sostegno del Comune di Marina di Gioiosa – è lo stesso che presentai anche lo scorso anno – per i lavori di rifacimento della copertura del palazzetto dello sport: stiamo parlando di una struttura pubblica e di un emendamento che prevede un finanziamento di 500 mila euro a favore di un Comune, non di un’associazione, né sagra delle salsicce né sagra delle patate.

Premetto che il Comune è commissariato – non di centro-destra o centro-sinistra – quindi, è un’esigenza del territorio e della popolazione ed auspico che la politica si renda parte diligente per servire i territori attraverso un impegno che deve concretizzarsi anche in questo senso.

Per questo emendamento chiedo a favore del Comune la somma di 500 mila euro.

Lo sottopongo alla valutazione dell’Aula ed alla sensibilità dei consiglieri regionali della provincia di Reggio Calabria.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale.

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49803.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49804, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Un altro emendamento sempre a sostegno di un Comune, che è quello di Stilo, per la realizzazione – visto che si parla spesso di arredo urbano – di una piazza che consenta alla gente di ritrovarsi, socializzare e poter avere degli spazi aperti, liberi; anche da quel versante, ci hanno formulato queste richieste che vengono insistentemente rappresentate alla Cittadella; si tratta di rappresentanti istituzionali, almeno così ci dicono, che non riescono ad interloquire per poter far valere le ragioni del territorio.

Questo emendamento va nella direzione, nel significato dei contenuti testé rappresentati e prevede 50 mila euro – non 500 mila, non un milione, ma 50 mila euro – a favore di un piccolo Comune le cui casse, come ben sappiamo e conosciamo, sono al di sotto delle possibilità per alcuni interventi che meritano la giusta attenzione degli amministratori.

Lo sottopongo alla valutazione dei consiglieri e, in particolar modo, dei consiglieri regionali della provincia di Reggio Calabria, auspicando che la loro sensibilità li guidi a dare un consenso positivo a questo emendamento.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale.

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49804.

(È respinto)

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Giusto per sapere – non chiedo il voto per appello nominale – tutta la maggioranza è contraria e l’opposizione è favorevole?

PRESIDENTE

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49805, sempre a firma sua, consigliere Nicolò.

Prego, lo può illustrare.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si tratta di un emendamento a favore del Comune di Roccella Jonica, alla cui guida vi è un’amministrazione di sinistra.

È nostra sensibilità servire i territori, al di là degli schieramenti politici, come si diceva una volta; bisognerebbe applicare prima i principi e poi gli schieramenti, mentre qui vengono prima gli schieramenti e poi i principi.

Per il Comune di Roccella Jonica – sempre da parte di amministratori o da espressioni dell'associazionismo, quello reale – ci perviene una richiesta per quanto concerne il recupero della struttura ex ambulatorio ASP di via Cavone, per il cui intervento viene richiesta la somma di 100 mila euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49805.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49806. Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si prevede, o meglio, si vorrebbe prevedere – utilizziamo il condizionale che ormai è d'obbligo – la realizzazione di un'area ludica per consentire ai ragazzini di ritrovarsi, giocare e trascorrere il tempo libero.

Per quest’opera si chiede la somma – andiamo sempre al ribasso, Presidente, con l’auspicio che si trovi il modo di finanziare un progetto, un'opera di servizio, le vorrei definire così, perché sono funzionali a determinati obiettivi – di 40 mila euro; c'è anche la descrizione, per cui ci sono le condizioni economiche; se si volesse procedere e se la volontà politica esiste, si potrebbe realizzare quest'opera a favore dei ragazzi di Roccella Jonica.

La sottopongo al Consiglio regionale, al Presidente e alla valutazione della Giunta regionale.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49806.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49807, sempre a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si tratta di un emendamento a favore del Comune di Portigliola, con il quale si chiede la sistemazione e riqualificazione del tratto di Strada provinciale 81 del Comune di Portigliola, contrada Samburi; quindi, un finanziamento per la realizzazione e la sistemazione di una strada per garantire ai nostri concittadini una viabilità accettabile ed un minimo di vivibilità.

Anche per quest'opera si chiede un contributo di 50 mila euro.

Non sono somme altissime e vorrei che la Giunta regionale valutasse con senso di responsabilità e al di là degli schieramenti politici; si dice di voler istituzionalizzare la nostra azione, dando centralità al Consiglio regionale, ma in quest’Aula gli emendamenti della minoranza vengono sbattuti a terra senza un minimo di valutazione su questioni strutturali, parliamo di contributi a pioggia, come abbiamo potuto riscontrare per altri casi.

Per quest’opera si chiede la somma di 50 mila euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49807.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49808, a firma del consigliere Nicolò, che lo può illustrare. Prego.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Sempre in materia di prezioso liquido – si parla di acqua, si parla delle strade – e anche il Comune di Gerace rivendica un intervento strutturale in merito alla realizzazione di un acquedotto per il quale si chiede la somma di 400 mila euro.

Stiamo parlando del Comune di Gerace e, come prima per il Comune di Portigliola o di Gioiosa Jonica, ho il dovere di sottoporre all’Aula questa esigenza auspicando che, anche su questa, si possa riflettere e ragionare.

Per tale opera si chiede la somma di 400 mila euro ma, figuriamoci, se non ci sono 50 mila euro…

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49808.

(È respinto)

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49809, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, lo può illustrare.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Anche questo emendamento prevede un finanziamento al Comune di Placanica per la ristrutturazione e l'adeguamento di un campo di calcetto; si tratta di un intervento richiesto dagli amministratori di quel Comune, sensibilizzati da tanti giovani che vivono in una realtà, tra virgolette, dell'entroterra reggino, dove i collegamenti sono quelli che sono e questi territori rischiano di diventare “quartieri dormitorio”; pertanto, vorrebbero avere la possibilità di poter giocare a calcio.

Auspico che questo Consiglio regionale non neghi il diritto e la gioia a tanti ragazzini di vedere realizzata nella loro comunità una piccola opera, che poi è minima, un campo di calcetto.

Per quest'opera, collega Romeo, si chiedono 70 mila euro; certo, se non ci sono 400 mila euro per opere strutturali come gli acquedotti, capisco e comprendo bene che dopo la divisione dei pani e dei pesci che avete effettuato, non esistono più risorse per far fronte a quelli che sono i problemi reali dei calabresi; sono questi i problemi reali dei calabresi: la realizzazione di strutture, di infrastrutture, la manutenzione; sono queste le attenzioni che le Istituzioni devono rivolgere alla Calabria e ai territori.

Sono veramente amareggiato e mi rattrista il comportamento di questa maggioranza.

In tre Legislature non ho mai vissuto queste situazioni; quando occupavo i banchi della maggioranza, si discuteva, si ragionava sugli emendamenti degli esponenti di minoranza in un contesto in cui si dovevano trovare convergenze istituzionali; qui, invece, ci sono colpi di maggioranza rispetto ad un bilancio, ribadisco, clientelare ed elettorale.

Sottopongo anche questo emendamento con tristezza, sapendo che ci sarà l'ennesima bocciatura da parte della Giunta regionale.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49809.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49810, sempre a firma del consigliere Nicolò.

Prego, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si tratta di un emendamento che proviene dal Comune di Giffone, sempre in provincia di Reggio Calabria, per la riqualificazione del manto stradale, ovvero la possibilità di migliorare la viabilità nel tratto di strada Limina-Giffone che conoscete, che percorriamo tutti quando andiamo a partecipare ai vari incontri politici, elettorali; conosciamo i disagi e le difficoltà di chi, invece, percorre tutti i giorni quella strada per andare a lavorare, per andare a scuola, per andare all'università, per raggiungere gli ospedali, con tutti gli annessi e connessi e con tutte le difficoltà, anche rispetto all’impercorribilità. Per quest'opera chiediamo la somma di 100 mila euro per un intervento di riqualificazione che sottopongo alla valutazione della Giunta, senza speranze.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49810.

(È respinto)

 

Passiamo all’emendamento protocollo numero 49811, a firma del consigliere Nicolò. Prego, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si tratta di un intervento, sempre per il Comune di Gerace, provincia di Reggio Calabria, per i lavori di realizzazione dei marciapiedi della strada; marciapiedi, acquedotto, sono questi gli interventi che ci chiede la gente, per cui mi rendo parte diligente rappresentandoli in questa sede ed invitando la stampa a porre la giusta attenzione.

Sono qui da consigliere regionale e, rispetto al mandato conferitomi, per rappresentare quelle che sono le esigenze che ci vengono sottoposte quando incontriamo la gente nei territori, in occasione delle iniziative o delle passeggiate; sono esigenze della quotidianità e noi dovremmo avere rispetto di chi vive in quei territori, cosiddetti “dormitorio”, perché lo sono proprio a causa dei mancati collegamenti; se pensate ai tempi biblici che impieghiamo nella percorrenza della tratta Reggio-Locri, per raggiungere la Locride, immaginiamo chi quotidianamente deve fare quelle strade o camminare su quei marciapiedi impraticabili.

Per la realizzazione dei marciapiedi e la sostituzione dell’impianto di illuminazione – stiamo parlando anche di impianto di illuminazione – gli amministratori e gli assessori del Comune di Gerace chiedono una somma di 100 mila euro; sono sempre quegli assessori che vanno a bussare alla Cittadella ma non trovano ascolto, quella politica dell'ascolto tanto proclamata in campagna elettorale e poi ripudiata nell'operosità, anzi, inoperosità di questo governo.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49811.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49812, a firma del consigliere Nicolò. Prego, consigliere, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Sempre per il Comune di Gerace, si chiede il completamento dell'impianto sportivo sito in contrada Azzuria.

Il Comune di Gerace non ce la fa a realizzare la fase conclusiva di un'opera voluta anche dagli abitanti di quel territorio e per la quale si chiede un finanziamento di 100 mila euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49812.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49813, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, lo può illustrare.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Un altro emendamento che vorrei sottoporre all’attenzione e alla sensibilità della Giunta regionale è quello pervenuto dal Comune di Bivongi che chiede un contributo pari a 100 mila euro per i lavori di bonifica della discarica sita in località Vina; il Comune di Bivongi, sofferente per quanto concerne la liquidità, chiede all’Ente regionale la possibilità di intervenire con un contributo per la bonifica di una discarica; è un intervento che, secondo le stime e le valutazioni di quel Comune, si dovrebbe concretizzare con un contributo pari a 100 mila euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nucera. Prego, ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

A quanto ammonta la richiesta di contributo?

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Centomila euro, non un milione di euro, consigliere Nucera.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nucera per dichiarazione di voto. Prego, ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Sono favorevole a questo emendamento, consigliere Nicolò.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49813.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49814, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, lo può illustrare.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Anche questo emendamento mira ad affrontare le questioni che riguardano i Comuni ed il Comune di Cardeto chiede un contributo – attenzione – di 200 mila euro per il completamento del tratto della rete fognaria di località Badia fino al centro cittadino.

Tra l’altro, mi è giunta voce che per questo emendamento – ce n'è anche un altro – vi sono delle petizioni popolari, delle richieste da parte della gente, dei cittadini, per avere un servizio.

Per questo emendamento si chiede un contributo di 200 mila euro; si parla della rete fognaria.

La gente che paga le tasse e deve avere il diritto di poter vivere la quotidianità ci rappresenta queste esigenze e noi abbiamo il dovere di esporle al governo regionale, collega Nucera.

Per questo emendamento – non voglio strumentalizzare, andate a vedere voi stessi – ci sono petizioni e firme da parte della gente.

Si tratta di un Comune commissariato, per cui non è venuto l'amministratore di sinistra, di destra o di centro, e queste sono petizioni popolari per sostenere le ragioni di una richiesta.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49814.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49815, a firma del consigliere Nicolò. Prego, lo può illustrare.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Sono insensibili anche alle petizioni popolari. Il comune di Caulonia chiederebbe un finanziamento di 300 mila euro per interventi relativi al recupero del centro storico, la cosiddetta Rupe Majetta.

Si tratta di un intervento richiesto da amministratori, da consiglieri comunali di quel territorio con la speranza di poter ricevere una risposta.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49815.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49816, a firma del consigliere Nicolò.

Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

“Perdete le speranze, o voi che entrate”.

Questo emendamento è stato presentato nell’ambito dell’esercizio finanziario dello scorso anno, e riguarda le opere di illuminazione del Comune di Cittanova, per cui si chiedono 100 mila euro.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49816.

(È respinto)

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49817, a firma del consigliere Nicolò. Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Comune di Condofuri – ormai li cito, potrebbero essere tutti i 99 della provincia – per la realizzazione di un impianto di illuminazione; stiamo parlando di illuminazione pubblica, non privata di qualche area, corredata da una descrizione dettagliata delle frazioni, Presidente; siamo precisi nel rappresentare le esigenze, che forniscono dei dati anche importanti per comprendere le problematiche che riguardano le varie zone.

Si tratta di un impianto delle frazioni di Pietra e di via Tre Aree per cui si chiede un contributo di 80 mila euro. Comune di Condofuri, collega Nucera.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49817.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49820, a firma del consigliere Nicolò. Prego, consigliere Nicolò, può illustrare l’emendamento.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Si tratta di un emendamento finalizzato ad accogliere le richieste degli amministratori del Comune di Mammola – poveri Comuni, questo governo regionale non ascolta la loro voce – per interventi di manutenzione della strada di collegamento al Santuario San Nicodemo di Mammola, sito di notevole importanza sia per la valenza storica sia come itinerario turistico religioso; parliamo sempre di turismo differenziato, giovanile e religioso; pertanto, si chiede un intervento di manutenzione per consentire l'accesso e la possibilità di poter visitare luoghi religiosi e di notevole importanza anche storica, se vogliamo.

Anche qui viene richiesto un contributo di 50 mila euro che rappresento alla volontà politica della Giunta regionale e di questa maggioranza.

PRESIDENTE

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49820.

(È respinto)

 

Passiamo all'emendamento protocollo numero 49847, a firma del consigliere Bevacqua, cui cedo la parola per l’illustrazione. Prego.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Ritiro i quattro emendamenti che ho presentato.

PRESIDENTE

L’emendamento protocollo numero 49847 è ritirato, così come gli emendamenti protocollo numero 49848, 49849, 49850, tutti a firma del consigliere Bevacqua.

Pongo in votazione l’articolo 4.

(È approvato)

 

(Interruzione)

Non ci sono altri emendamenti.

Consigliere Pedà, ho il quadro generale qui davanti e se dico che non ci sono altri emendamenti, può stare tranquillo; gli emendamenti sono protocollati.

PEDA’ Giuseppe (Casa delle libertà)

Signor Presidente, la invito a sentire la registrazione; non sono stato io a sollevare il problema.

PRESIDENTE

Non so, se è stato lei o il consigliere Gallo; mi rivolgo a lei perché era il firmatario.

Consigliere Gallo, stia tranquillo, gli emendamenti sono protocollati, quindi il problema non si pone.

Articolo 5

(È approvato)

Articolo 6

(È approvato)

 

All’articolo 7 è pervenuto un emendamento, protocollo numero 49607, a firma dei consiglieri Gallo, Parente, Pedà, Orsomarso, Tallini.

Cedo la parola al consigliere Gallo per l’illustrazione. Prego.

GALLO Gianluca (Casa delle libertà)

Presidente, prima nella discussione di un altro emendamento, il relatore mi ha quasi rinfacciato e mi ha ricordato che, per quanto riguarda questo emendamento, che fa riferimento alla legge regionale numero 32/10^ del 2018, ovvero la legge per l'esercizio della navigazione dello Stombi, la posta per il 2019 era stata portata da 30 mila a 50 mila euro.

In effetti, la richiesta nell'emendamento era di 100 mila euro.

Perché era di 100 mila euro?

I ragionamenti che facciamo in Aula – che spesso si fanno e si dimenticano un attimo dopo – devono essere sicuramente menzionati, se non c'è il ricordo.

Quando approvammo questa norma, dissi sia alla maggioranza sia alla Giunta regionale – che, ricordo, si impegnò attraverso il vice presidente Russo – che la somma destinata probabilmente non era sufficiente, viste le necessità di ogni anno e che, di fatto, avremmo scaricato un problema addosso al Comune di Cassano senza risolverlo, non considerando che i laghi di Sibari sono il più grande porto turistico del Mediterraneo con 2500 posti barca, ed è grave che non ne abbiamo contezza e conoscenza.

La posta è stata portata in Commissione, da 30 a 50 mila euro.

Con tutto il rispetto – il collega Aieta capisce quel che voglio dire – l'altro giorno ho compiuto 50 anni – lo dico per prendermi i vostri auguri – e la mancetta non la prendo da quando ne avevo 12.

Cosa voglio dire? Che si tratta di una mancetta rispetto ad un problema molto più grave e, nel momento in cui ragioniamo anche di un bilancio che è stato costruito attraverso una serie di emendamenti che destinano delle somme a cose nobili ed importanti, credo che portare questo emendamento da 50 a 100 mila euro non sarebbe stata la fine del mondo e non lo è nemmeno in questa circostanza; lo dico ai colleghi della maggioranza e alla Giunta regionale, anche perché, quando approvammo la legge ascoltammo in Aula un impegno in questo senso da parte della Giunta regionale per tutti gli anni; per il 2018 non c'è stato – l’avevo chiesto all'assessore nell’assestamento –  c'era un impegno verbale dell'assessore e dovevamo portare la posta sul 2019 per una legge che, peraltro, abbiamo voluto insieme, una legge bipartisan condivisa anche dal collega Bevacqua, il quale si dice favorevole all'aumento della posta perché è consapevole delle problematiche.

Pertanto, credo che sarebbe opportuno un minimo di sensibilità da parte dei colleghi di maggioranza in questo senso e che non ci fosse una chiusura a riccio, perché portare il finanziamento da 30 a 50 mila euro – ve lo dico prima – non risolve la problematica.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Gallo. Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49607.

(È respinto)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Cedo la parola al consigliere Aieta per l’illustrazione dell’emendamento all’articolo 8.

Prego, consigliere Aieta.

AIETA Giuseppe (Partito democratico)

Signor Presidente, c'è l'emendamento alla proposta di legge numero 392/10^. Riformulo l'emendamento all’articolo 8, modifica alla legge regionale numero 35 del 31 dicembre 2015: “all'articolo 7 della legge regionale numero 35 del 31 dicembre 2015 ‘Norme per i servizi di trasporto pubblico locale’, dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi: 6 bis, dal primo gennaio 2019 è riconosciuto il diritto all'agevolazione tariffaria in misura massima dell’80 per cento sui servizi di trasporto pubblico locale, affidate ai sensi dell’articolo 16 della legge regionale numero 35 del 31 dicembre 2015, in favore di tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, al corpo della Guardia di Finanza e alla Polizia penitenziaria, nei limiti delle risorse disponibili; 6 ter: il competente dipartimento regionale definisce le tipologie di titoli di viaggio ricomprese nell'agevolazione, le modalità di compensazione e le forme di attuazione dell'agevolazione.

Gli oneri derivanti dall'attuazione del presente articolo, determinati nel limite massimo di euro 400 mila, trovano copertura negli stanziamenti allocati alla missione 10, programma 02U1002 della parte spesa di bilancio di previsione 2019-2021.

Alla copertura degli ulteriori 100 mila euro – prima era prevista una somma di 300 mila euro che adesso abbiamo portato a 400 mila euro – si provvede con la riduzione del Fondo speciale per le leggi parte in conto capitale per ciascuno degli anni 2019-2021”.

PRESIDENTE

Parere dell'assessore?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

È compensativa, quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Parere dell'assessore Musmanno?

MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture

Favorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà per dichiarazione di voto. Prego, ne ha facoltà.

PEDA’ Giuseppe (Casa delle libertà)

Su questo non possiamo che convenire.

Già mi pare che in Commissione, Presidente, avessimo votato all'unanimità questo provvedimento, quindi siamo favorevoli.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(È approvato)

 

Pongo in votazione gli articoli:

 

Articolo 8

(È approvato, come emendato)

 

Articolo 9

(È approvato)

 

Articolo 10

(É approvato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con autorizzazione al coordinamento formale.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale, autorizzando il Dipartimento bilancio ad apportare al testo di legge approvato ed ai relativi allegati, tutte le modifiche necessarie, conseguenti all'approvazione degli emendamenti o all'articolo riformulato dal relatore Aieta.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 393/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria”.

PRESIDENTE

Passiamo al punto 4 dell'ordine del giorno che è la proposta di legge numero 393/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Bilancio di previsione finanziario della Regione Calabria”.

Prego il consigliere Aieta di illustrare la proposta.

AIETA Giuseppe (Partito democratico)

Signor Presidente, questo provvedimento, approvato a maggioranza dalla seconda Commissione il 13 dicembre scorso, rappresenta il quadro delle risorse che la Regione prevede di acquisire e di impegnare, riferite, ovviamente, ad un orizzonte temporale di 3 anni.

Attraverso questo documento, gli organi di governo dell'Ente, nell'ambito ovviamente dell'esercizio della propria funzione di indirizzo e programmazione, definiscono la distribuzione delle risorse finanziarie.

Il bilancio di previsione è almeno triennale.

Le previsioni riguardano il primo esercizio e costituiscono il bilancio di previsione finanziario annuale e, come descritto nella relazione introduttiva dei provvedimenti, il bilancio di competenza della Regione per l'anno 2019, al netto delle partite di giro, dell'avanzo di amministrazione applicato e dell'eventuale anticipazione di cassa, compreso del Fondo pluriennale vincolato, ammonta complessivamente a circa 6 miliardi e 200 mila euro.

Si tratta, però, in gran parte di risorse a destinazione vincolata, vale a dire di somme il cui utilizzo può aver luogo solo per finalità stabilite da altri decisori istituzionali e con questi concordate.

Rientrano in tale area: le risorse destinate al finanziamento del servizio sanitario regionale, 3,7 miliardi di euro, circa il 60 per cento del totale; l'annualità 2019 del Por Calabria 14-20 e del Pac 14-20, 913 milioni di euro, pari al 14,7 per cento; le risorse del Programma di azione e coesione 14-20, calcolate in 305 milioni di euro, circa il 4,9 per cento; nonché ulteriori fondi di natura vincolata assegnata a vario titolo allo Stato da altri soggetti, 433 milioni di euro circa, pari al 7 per cento; le entrate per mutui, 40 milioni di euro, 0,65 per cento, sono relative al co-finanziamento del Por 14-20; le entrate libere da vincoli da destinare a finalità autonomamente definite dalla Regione, ammontano invece a circa 782 milioni di euro, pari al 12,7 per cento delle risorse attualmente iscritte in bilancio. È questo l'importo sul quale la Giunta regionale prima ed il Consiglio poi possono operare delle scelte di carattere discrezionale, fermo rimanendo che, in ogni caso, gran parte di tale importo è destinato a spese di carattere obbligatorio, cioè personale, mutui, contratti, accantonamenti o utilizzato per far fronte alle emergenze sociali ed occupazionali della Regione, quindi difficilmente manovrabili e rimodulabili.

Comunico che il Consiglio delle Autonomie Locali, con la deliberazione numero 6 del 12 dicembre 2018, ha espresso parere favorevole a tutti i provvedimenti.

Il Collegio dei revisori dei conti, con verbale numero 235 del 10 ottobre 2018 ha espresso anch’esso parere favorevole con osservazioni al disegno di legge di bilancio di previsione 19-21.

La Commissione speciale di vigilanza ha espresso parere favorevole.

Anche qui è stata di notevole aiuto la presenza del dipartimento bilancio, rappresentato dal direttore De Cello, dalla dottoressa Buonaiuto e, ovviamente, dalla dottoressa Fragomeni, che ringrazio per il contributo che hanno saputo profondere in questa discussione. Grazie.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Passiamo all'esame del provvedimento articolo per articolo:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Articolo 6

(È approvato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Articolo 8

(È approvato)

 

Articolo 9

(È approvato)

 

Articolo 10

(È approvato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Articolo 12

(È approvato)

 

Articolo 13

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati con autorizzazione al coordinamento formale e prendendo atto, altresì, del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

Il provvedimento, unitamente ai relativi allegati, è approvato con autorizzazione al coordinamento formale, autorizzando, altresì, il dipartimento bilancio ad apportare al testo di legge approvato ed ai relativi allegati tutte le modifiche rese necessarie e conseguenti alle modifiche apportate in seconda Commissione e in sede di approvazione in Aula, all'aggiornamento dei residui attivi passivi e in perenzione amministrativa, all'aggiornamento degli stanziamenti dei capitoli vincolati e delle economie vincolate derivanti dell'effettiva gestione del bilancio alla data odierna e all'allineamento dei conti del bilancio di previsione 2019-2021 della Regione con quelli del bilancio di previsione 2019-2021 del Consiglio regionale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 397/10^ di iniziativa dei consiglieri regionali Bevacqua, Greco, Giudiceandrea, Gallo, Parente, Scalzo, Orsomarso, Tallini recante: “Interventi di modifica alla legge regionale 11 agosto 2010, numero 21”.

PRESIDENTE

Come riformulato l'ordine del giorno, passiamo alla proposta numero 397/10^ di iniziativa dei consiglieri regionali Bevacqua, Greco, Giudiceandrea, Gallo, Parente, Scalzo, Orsomarso, Tallini recante: “Interventi di modifica alla legge regionale numero 21 dell’11 agosto 2010”.

Chi relaziona? Prego, consigliere Bevacqua.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Questa proposta mira a chiarire la portata normativa di alcune previsioni, oltre che estendere di ulteriori due anni il termine entro cui presentare le istanze per eseguire gli interventi in conformità alla legge.

MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture

La proposta, ovviamente, è basata sulla necessità di prorogare il Piano casa.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

Scusi, mi sono dimenticato di aggiungere che, contestualmente, c’è una proposta che modificherà ulteriormente la legge e che sarà oggetto delle sedute successive della Commissione da portare all’approvazione in Consiglio entro fine gennaio.

PRESIDENTE

Prego, assessore Musmanno.

MUSMANNO Roberto, assessore alle infrastrutture

Ci sono vari interventi di modifica che sono stati proposti sia dalla maggioranza sia dall'opposizione; ricordo i consiglieri Guccione, Sculco, Tallini e, credo, anche il consigliere Pedà.

L'impegno è quello di licenziare il testo nella versione qui concordata che, sostanzialmente, prevede modifiche sui termini, con un differimento di 2 anni, per cui la legge viene sostanzialmente prorogata rinviando, nello specifico, ad un esame di tutte le norme successive, sin dal prossimo mese di gennaio. Sarà cura del sottoscritto coordinare le varie proposte, raccordandomi poi con la quarta Commissione per l'esame e anche per l'audizione delle parti interessate.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tallini. Ne ha facoltà.

TALLINI Domenico (Forza Italia)

Annuncio il voto favorevole del gruppo di Forza Italia; ricordo all'Aula e ai colleghi che questo è uno dei pochi provvedimenti che si è dimostrato, lungo l'arco di questi anni, non solo un'esperienza nazionale che ha mosso l'economia in una fase difficile del Paese ma che, nel corso del tempo, si è rivelato uno strumento efficientissimo ed efficacissimo, non solo per muovere l'economia, ma anche per migliorare gli assetti urbanistici delle città.

Mi permetto di dire – faccio un esempio – che molte storture sono state eliminate proprio attraverso il Piano casa: per esempio, chi pensava di avere un capannone inutilizzabile, magari anche con un inserimento urbanistico e architettonico in contrasto con il contesto, può intervenire attraverso il Piano casa che – oltre a dare l'opportunità ad un’economia che sta dimostrando di essere forse l'unica in Calabria in grado di resistere e dare una continuità a tecnici, operatori del settore, fornitori e tutto quello che ruota attorno a un’attività edilizia – consente di migliorare anche questa tipologia di strutture.

Pertanto ritengo che, così come proposto, sia condivisibile ma, proprio per le cose che ho detto, ci sono aspetti che andrebbero migliorati, lo dico al Presidente della quarta Commissione, dove sono vicepresidente, al Presidente del Consiglio e ai colleghi.

Il Piano casa va migliorato, soprattutto per quanto concerne l’interpretazione, perché quando i vari tecnici dei Comuni ricevono richieste di concessione o permesso di costruire attraverso la procedura del Piano casa, ci sono una serie di interpretazioni che – guarda caso – variano da Comune a Comune.

Ciò significa che c'è un problema di chiarezza delle norme che va curato; non possiamo pensare che la stessa legge venga applicata dai Comuni in maniera diversa o a seconda di chi legge.

Credo che questa sia un’esigenza di giustizia, correttezza e trasparenza.

Ritengo, dunque, che i primi di gennaio la legge debba essere approfondita e migliorata attraverso l'esame in Commissione e poi, eventualmente, l'approvazione in Aula.

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Tallini.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Scalzo. Ne ha facoltà.

SCALZO Antonino (Moderati per la Calabria)

Esprimo il voto favorevole per questo provvedimento a nome del gruppo dei Moderati per la Calabria.

Si tratta di un provvedimento che non solo dà, ad un settore così importante, l'ossigeno da un punto di vista occupazionale, interessando un numero considerevole di operatori ma nello stesso tempo – la cosa che vorrei rimarcare – dà un forte rilievo alla riqualificazione urbana, in tempo di ristrutturazione, senza andare ad incidere su un aumento di volumi.

Sappiamo che la volumetria in Calabria è sufficiente, ma quello che manca è proprio la riqualificazione; quindi, agire in questa direzione, migliorando da un punto di vista urbanistico e dando la possibilità ad un settore così importante di mantenere un livello occupazionale –  anzi, di implementarlo – è un fatto estremamente positivo.

Pertanto, riteniamo di votare favorevolmente, approfondendo questo aspetto…

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDA’ Giuseppe (Casa delle libertà)

Presidente, insieme alla collega Sculco, avevamo approfondito meglio la materia, anche con l'ausilio di tanti tecnici.

So che lo ha fatto anche l'Ufficio di Presidenza, addivenendo a questa soluzione, quantomeno per prolungare il Piano casa, ed è stato un buon intervento per muovere l'edilizia, mantenendo così inalterato anche quello che è l'ambiente circostante.

Prendo per buono quanto detto dall'assessore Musmanno, cioè che a gennaio si interverrà per migliorare il testo prima di approvarlo.

Faccio un po’ come il Gabibbo, assessore, faccio il fiocco e ci rivedremo a gennaio; intanto, naturalmente condividiamo questa proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, passiamo all'esame del provvedimento.

Sull'articolo 1 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 50100, a firma del consigliere Bevacqua.

Prego, consigliere Bevacqua, può illustrare l’emendamento.

BEVACQUA Domenico (Partito democratico)

L’emendamento si illustra da sé.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l'emendamento che è approvato e l'articolo 1 che è approvato per come emendato.

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso che è approvata per come emendata con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 373/10^ di iniziativa del consigliere Bova recante: “Modifiche alla legge regionale 26 aprile 2018, n. 9 (Interventi regionali per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della ‘ndrangheta e per la promozione della legalità, dell'economia responsabile e della trasparenza)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 373/10^ di iniziativa del consigliere Bova: “Modifica alla legge regionale numero 9 del 26 aprile 2018”.

Cedo la parola al consigliere Bova per illustrare il provvedimento.

BOVA Arturo (Democratici progressisti)

Grazie, Presidente.

La proposta di legge numero 373/10^ è volta ad apportare alcune modifiche alla legge regionale numero 9 del 26 aprile 2018, la cosiddetta “Legge anti ‘ndrangheta”.

L’intervento di novellazione normativa si rende necessario al fine di adeguare alcune disposizioni regionali alle prescrizioni del Governo, in esecuzione degli impegni appositamente assunti nel contesto del principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.

Le modifiche proposte, che scaturiscono anche dalle esigenze di rivedere il Titolo IV della Costituzione, dedicato alla trasparenza patrimoniale e associativa dei componenti degli organi della Regione, dei titolari di cariche istituzionali di garanzia e di cariche direttive, sono finalizzate, invece, a superare problematiche applicative e ad evitare inutili duplicazioni delle disposizioni normative ivi previste, in alcuni casi prevenendone anche l'abrogazione.

Per farla breve e più comprensibile ai consiglieri, abbiamo assunto anche alcuni impegni nei confronti del Governo, perché si è intervenuti su una materia talvolta riservata alla potestà legislativa nazionale.

Faccio un esempio per tutti che è quello in materia di appalti, laddove una norma è stata salutata in tutta Italia, sia per lo spirito sia per quello che ha apportato.

Ne ha parlato proprio l'altro giorno lo stesso Procuratore nazionale antimafia.

Annuncio che il 9 gennaio – lei sta seguendo personalmente le vicende dei Presidenti di Commissione antimafia – sarà presentato un testo che, probabilmente, sarà sottoscritto da 14 Consigli nazionali.

Si tratta di una proposta di legge elaborata dalla Commissione anti ‘ndrangheta calabrese in materia di appalti sotto soglia, da riservare alle imprese che hanno denunciato il racket e che, da questo punto di vista, dà un segnale ben preciso.

Presidente, avevo dimenticato di aggiungere che il testo della legge è stato arricchito da 9 emendamenti, già depositati; me ne dovrei occupare di volta in volta, ma comunico già da adesso che si illustrano da sé; si tratta di correzioni più che altro formali al testo della legge.

Grazie.

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, possiamo passare all'esame del provvedimento.

Prima dell'articolo 1, c'è l'emendamento protocollo numero 46910 a firma del consigliere Bova che, come già annunciato, si illustra da sé. Lo pongo ai voti ed è approvato.

Sempre all’articolo 1, è pervenuto un altro emendamento, protocollo numero 46911, a firma del consigliere Bova e, anche questo, si illustra da sé.

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento che è approvato e l’articolo 1 che è approvato per come emendato.

Dopo l'articolo 1, è pervenuto l'emendamento protocollo numero 46913, sempre a firma sempre del consigliere Bova.

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46913 che è approvato.

 

Articolo 2.

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

All’articolo 6 è pervenuto l'emendamento protocollo numero 46915, a firma del consigliere Bova.

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46915 che è approvato e l’articolo 6 che è approvato per come emendato.

 

Articolo 7

(È approvato)

 

All’articolo 8 c'è un emendamento protocollo numero 46916, sempre a firma del consigliere Bova, che è il relatore stesso del provvedimento.

Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46916 che è approvato e l’articolo 8 che è approvato per come emendato.

All’articolo 9 c'è l'emendamento protocollo numero 46917, a firma del consigliere Bova. Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46917 che è approvato e l’articolo 9 che è approvato per come emendato.

All’articolo 10 è pervenuto un altro emendamento sempre a firma del consigliere Bova, protocollo numero 46918. Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46918 che è approvato e l’articolo 10 che è approvato per come emendato.

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Articolo 12

(È approvato)

 

Articolo 13

(È approvato)

 

All’articolo 14 è pervenuto un emendamento, protocollo numero 46919, sempre a firma del consigliere Bova. Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46919 che è approvato e l’articolo 14 che è approvato per come emendato.

 

Articolo 15

(È approvato)

 

Articolo 16

(È approvato)

 

Articolo 17

(È approvato)

 

Articolo 18

(È approvato)

 

Dopo l'articolo 18 è pervenuto un emendamento protocollo numero 46920, a firma del consigliere Bova. Parere della Giunta regionale?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Parere favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 46920 che è approvato.

 

Articolo 19

(È approvato)

 

Articolo 20

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso che è approvata con autorizzazione al coordinamento formale così come emendata.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 395/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Integrazione e modifiche alla legge regionale 19 febbraio 2001, n. 5”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 395/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante “Integrazioni e modifiche alla legge regionale numero 5 del 19 febbraio 2001”.

Cedo la parola all'assessore Robbe per illustrare il provvedimento.

Prego, assessore.

ROBBE Savina Angela Antonietta, assessore al lavoro e welfare

Grazie, Presidente.

Con questa delibera di Giunta regionale intendiamo portare avanti l'obiettivo di accelerazione del processo di stabilizzazione – ove ci siano le condizioni – di quei tanti lavoratori che, da anni, prestano servizio presso le amministrazioni locali, la Regione e gli Enti pubblici della Regione Calabria.

Su questo presupposto stiamo analizzando e valutando le situazioni di precariato, prese singolarmente, presenti, suscettibili di evoluzioni e tese alla stabilizzazione, per quanto le norme attuali consentano.

La legge regionale numero 28 del 14 agosto 2008, integrata dalla legge regionale numero 8 del 28 febbraio 2010, hanno consentito di realizzare progetti di politiche attive del lavoro per offrire impiego a lavoratori che usufruissero di ammortizzatori sociali, ordinari e straordinari, anche in deroga, o lavoratori che avessero svolto almeno due anni di servizio alle dipendenze di Enti ed organismi pubblici o privati.

Azienda Calabria Lavoro, Ente in house della Regione Calabria, è stata individuata quale soggetto per attivare le politiche attive del lavoro, per i lavoratori che appartengono al bacino della legge regionale numero 28 e della legge regionale numero 8.

Considerato che il 31 dicembre 2018 andrà a scadere la proroga dei contratti a tempo determinato dei lavoratori di cui alle leggi regionali numero 28 e numero 8, a seguito dell'incontro tra il Presidente della Regione Calabria, chi vi parla, i lavoratori di cui alle suddette leggi regionali e le organizzazioni sindacali, è stato sottoscritto un accordo tra Regione Calabria, Azienda Calabria Lavoro e le organizzazioni sindacali, teso a rendere possibile e salvaguardare il processo di stabilizzazione dei suddetti lavoratori.

Si è individuato, in Azienda Calabria Lavoro, il soggetto attraverso cui realizzare il processo di stabilizzazione e, a tal fine, si è reso necessario integrare gli articoli 20 e 27 della legge regionale numero 5 del 19 febbraio 2001, assegnando le risorse finanziarie necessarie.

Da ultimo, su espressa segnalazione di Azienda Calabria Lavoro, si è appreso che, per mero errore, sono state inserite ulteriori 4 unità lavorative, in aggiunta alle prime 287.

Stante l’esposta situazione, si chiede che venga approvato il disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale stralciando, a seguito del precitato rilievo, dalla relazione tecnico-finanziaria allegata allo stesso, la previsione contenuta alla pagina 2 della stessa relazione, afferente l'utilizzo delle risorse assegnate ad Azienda Calabria Lavoro per la stabilizzazione delle 4 unità lavorative, che pure collaborano con l’Ente medesimo.

Tale modifica si rende necessaria, atteso che, secondo quanto affermato nella comunicazione inviata ad Azienda Calabria Lavoro, i lavoratori in questione non hanno ancora maturato i requisiti per essere stabilizzati.

Tuttavia, la delicatezza della vicenda impone ulteriori approfondimenti, al fine di evitare possibili ed inutili, quanto ingiustificate, penalizzazioni.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Ho seguito questa questione in Commissione e l'ho seguita nel tempo; innanzitutto, c'è da ricordare una vostra responsabilità politica, perché questa Regione aveva prodotto una legge, la numero 1, su cui poi ci siamo prodigati a fare un’interpretazione autentica; per che cosa?

Attenzione, si produce – parliamo di lavoratori che non c'entrano con questa Legislatura e si sono creati nel tempo – una delle poche leggi non impugnate dalla Corte Costituzionale.

Cosa prevedeva?

Prevedeva che, a una certa data, i dirigenti – non la politica – sulla base di requisiti, certificassero lo status di precario storico, perché non possiamo pensare che nel momento in cui contrattualizziamo qualcuno nel 2015, ne possiamo creare altri; conviene fare i concorsi con cui la gente può entrare.

Su questo – l’ho detto altre volte – si registra un grande ritardo; dopo 4 anni – se non vado errato oggi abbiamo nominato il dirigente Capicotto in una Commissione – ancora si attende che le domande di tanti altri precari calabresi vengano valutate; si tratta di un ritardo di indirizzo politico bestiale su cui, insomma, pongo l'attenzione.

Di contro, dico pure – l'ho detto ad alcuni sindacalisti e ad alcuni lavoratori che abbiamo sentito in queste settimane e che seguono questa vertenza – che, pur non condividendo alcuni aspetti della stabilizzazione – perché la legge regionale numero 1 prevede un percorso di stabilizzazione della Pubblica Amministrazione – ritengo che lo sforzo che viene fatto con questo provvedimento, su cui ho annunciato il mio voto di astensione, risolve solo in parte una questione che riguarda 287 lavoratori a cui, purtroppo, la delibera di Giunta ne ha aggiunti anche quattro.

Non ho ben capito l’intervento dell’assessore, per cui chiedo: stiamo ritirando o stiamo votando questo provvedimento?

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore Robbe. Prego.

ROBBE Savina Angela Antonietta, assessore al lavoro e welfare

Ho chiesto di approvare il provvedimento con lo stralcio relativamente ai quattro lavoratori, riservandoci, però, di effettuare le verifiche rispetto agli stessi.

Chiederemo ad Azienda Calabria Lavoro di darci i documenti per verificare se ci sono o meno le condizioni anche per questi quattro.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Torno, quindi, all'intervento.

A mio avviso, avete sbagliato la delibera. Qual è il principio?

Stiamo parlando di un precariato storico e non possiamo permetterci di crearne altro; se una persona lavora con un contratto di Co.co.pro su un progetto che segue una situazione, non possiamo immaginare che…

Ci sarà un’esigenza della Regione.

Penso che – lo dico all'assessore – lei debba stimolare i dirigenti che in questi anni hanno fatto omissioni di atti d'ufficio nel valutare chi doveva avere i titoli – che poi è una cosa tecnica – perché non posso inventarmi, ad esempio “Fausto Orsomarso, ho fatto il consigliere per 7 anni e già mi stabilizzano”, non funziona così.

Ribadisco – e oggi sono evidenti i molti dubbi – fermo restando l'augurio per questo Natale, perché riconosco anche lo sforzo quando nel confronto con i sindacati si dice che nella Pubblica Amministrazione non c'è capienza per stabilizzare 287 precari; per questo mi astengo su questo procedimento che, comunque, dopo 20 anni di precariato, tranquillizza 287 famiglie e sul quale non possiamo che essere d'accordo.

Noi avremmo fatto diversamente,  l’ho detto all'assessore che ho sentito anche ieri – e che ringrazio – quando ha finito in Giunta, per avere conforto del percorso, perché – lo consegno agli atti, come ho fatto in Commissione – secondo me, questo percorso doveva partire prima e doveva riguardare un altro percorso, tant'è che un pezzo di sindacato non ha firmato; mi rendo anche conto che un lavoratore che ha un approccio che lo tranquillizza e che significa contratto a tempo indeterminato e che, forse, nello specifico, andava modificato lo Statuto dell'Ente in cui andare a stabilizzare, perché se diventava Ente pubblico non economico, quindi non privato, vi era la natura di Pubblica Amministrazione, quindi, ci poteva essere questo percorso.

È ovvio che per la tranquillità di quelle famiglie di cui vi siete occupati, non mi sento di votare contro e, quindi, mi asterrò; è, comunque, un plauso perché ogni precario in meno in questa Calabria è un fatto positivo, al di là di dove vengono.

La invito – assessore – a rispettare quel percorso.

Chi vuole aver riconosciuto lo status di precario, non può essere interpretato da Azienda Calabria Lavoro; a saldo di chi ha lavorato, mi sento anche a disagio quando quattro, tre, dieci, quindici persone possono trovare ristoro.

Quello che le chiedo è di seguire quel percorso, di sollecitare i dirigenti a valutare finalmente le tante domande di un precariato storico su cui la politica non entra.

Ci sono le norme nazionali; c'è una norma che ha avuto anche il riconoscimento, che è la legge regionale numero 1, che con la sua interpretazione autentica, appunto, fornisce tutte le maglie e le virgole per poter garantire chi ha diritto.

Per il resto, registro una pagina positiva, perché – ripeto – pur riscontrando le cose – vorrei ricordare, anche a memoria futura, che si poteva fare diversamente… Non posso che non sottolineare che lo sforzo di stabilizzazione è un fatto positivo.

Pertanto annuncio il mio voto di astensione. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Gallo. Ne ha facoltà.

GALLO Gianluca (Casa delle Libertà)

Presidente, preannuncio il voto favorevole su questo provvedimento, perché ritengo che affrontando una questione molto in là negli anni – visto che si tratta di precariato storico, peraltro introdotto nei primi anni 2000 – risolve una questione che è sul tappeto da tempo e che, peraltro, è oggetto della legge numero 1 del 2014 che approvammo a fine 2013 insieme al bilancio, in una riunione di 5 anni addietro.

Si conclude un percorso e si risolve un problema relativo al precariato di 287 persone; quindi, non si può non essere favorevoli rispetto ad un percorso che, più volte, abbiamo sollecitato.

Peraltro, un accordo della scorsa estate tra i sindacati e la Giunta regionale aveva fatto sì che si procedesse alla stabilizzazione soltanto di coloro i quali erano in forza alla Giunta regionale o agli Enti collegati, a danno di coloro i quali erano in forza ai Comuni; siamo insorti rispetto questa disparità di trattamento.

Noto con piacere che la Giunta regionale ha, invece, – come è giusto che sia – deciso di stabilizzare tutti i 287 lavoratori.

Certo – lo dico in maniera seria – non è questo il modo per accedere alla Pubblica Amministrazione, anche se Calabria Lavoro è una società in house della Regione; vale a dire, la Costituzione prevede che si acceda alla Pubblica Amministrazione attraverso pubblici concorsi e non è accaduto quasi mai in questa Regione. 

Visto che esiste un precariato storico, è necessario che – per il principio di legittimo affidamento che questi lavoratori ripongono nei confronti della Pubblica Amministrazione – sia avviato a risoluzione. 

Credo che con questo provvedimento, almeno per i lavoratori della legge regionale numero 28, si proceda nel senso giusto e nel senso indicato.

Speriamo che questi lavoratori vengano poi utilizzati al meglio e che non ci siano ulteriori spese per la finanza pubblica attraverso assunzioni di carattere diverso a Calabria Lavoro.

Si tratta anche di un messaggio che, in maniera molto seria, proviene dalla Regione Calabria rispetto a quanto, invece –  ahimè – sta accadendo a livello nazionale, dove il Governo del cambiamento, il Governo che era dalla parte del popolo e dalla parte dei più deboli, in questi giorni sta facendo consumare l'ennesimo dramma calabrese del Mezzogiorno; mi riferisco alla questione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

Il presidente Irto oggi ci ha invitati a sostenere ed approvare un documento che, con forza, manifesta la volontà del Consiglio regionale nei confronti di un Governo centrale che è sordo e insensibile rispetto ai lavoratori che si trovano all'interno della Pubblica Amministrazione ancor prima dei lavoratori della legge  regionale numero 28; stiamo parlando di lavoratori che operano all'interno dei Comuni o di altri Enti dal 1995, 1996, 1997 con progetti che hanno assicurato il funzionamento dei Comuni stessi.

Si tratta, quindi, di un messaggio politico forte che va a Roma a chi, in maniera insensibile e pasticciata, sta gestendo in questi giorni la vicenda dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

L'augurio per questo santo Natale è che ci sia un rinsavimento da parte del Parlamento e dei gruppi parlamentari che sostengono il Governo – Movimento 5 Stelle e Lega – e si dia la proroga e ulteriori finanziamenti per i lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

Un’ultima considerazione: l’assessore fa riferimento ai 4 lavoratori che, in maniera improvvida, erano stati inseriti nella delibera, facendo riferimento alla necessità di un approfondimento; a noi non interessano i nomi dei quattro, ma bensì il rispetto delle regole e delle procedure.

Il consigliere Orsomarso, in maniera diretta, ha detto che avete sbagliato la delibera.

Credo che l’aggiunta dei 4 lavoratori sarà l'ennesimo pasticcio se si dovessero rivelare non in possesso dei requisiti necessari ai fini della stabilizzazione; l’ennesimo pasticcio di una Giunta regionale e di un Presidente che, per alcuni versi, è lento ed immobile e, per altri, quando assume decisioni in fretta, lo fa creando qualche pasticcio.

Pertanto vi invito a guardare meglio le carte nel momento in cui vi apprestate ad approvare anche delibere o documenti delicati come questo perché, altrimenti, un'azione positiva come quella che stiamo conducendo come Consiglio regionale, con un impegno di spesa notevole per il bilancio regionale, rischia di farci fare l'ennesima figuraccia.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Tallini. Ne ha facoltà.

TALLINI Domenico (Forza Italia)

Prima di fare il mio intervento, volevo chiedere all’assessore che tipo di attività svolgono i quattro lavoratori precari; lavorano ad Azienda Calabria lavoro?

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Se non ricordo male, due lavorano presso Azienda Calabria lavoro e due presso i dipartimenti regionali.

TALLINI Domenico (Forza Italia)

Quindi due lavorano presso Azienda Calabria Lavoro e due presso i dipartimenti regionali.

Intervengo senza addentrarmi troppo nei particolari, per condividere insieme al collega Gallo l'iniziativa di stabilizzazione dei lavoratori precari.

Lo dico in coerenza con quanto abbiamo fatto in passato e anche convinto che le amministrazioni regionali dovrebbero continuare sulla strada della normalizzazione; il che significa che in questa regione non ci devono più essere lavoratori che si trovino nel bacino del precariato.

Abbiamo avuto i lavoratori delle leggi numero 1, 15 e 28; i giovani laureati; gli Lsu-Lpu.

Questo tipo di politica, in fondo, ha impedito alla Regione di seguire un sano intervento di rifornimento o di assunzione anche per categorie di professionalità; se c’erano posti liberi in organico, come quelli riconosciuti attraverso la legge sul precariato, e poi si sono dovuti occupare dei posti all'interno della pianta organica dell'Ente regionale, questi posti sono andati sicuramente a detrazione di quella disponibilità che si poteva mettere a concorso.

Ad esempio, abbiamo ancora un precariato anche nell'ambito dei dipendenti Lsu-Lpu stabilizzati – ve lo ricordo – che, pur essendo in gran parte persone qualificate – molti sono laureati –, sono ancora inquadrati in categorie basse perché, purtroppo, la legge di stabilizzazione degli Lsu-Lpu non prevede un inquadramento in categorie diverse.

Alla luce di quello che è avvenuto, ritengo che lo stesso ragionamento debba essere fatto anche per i quattro lavoratori precari per capire se ci sono altri che sono nelle stesse condizioni.

Sicuramente sappiamo che i precari della legge numero 28 sono un numero ben definito; se ne sono stati aggiunti altri, sicuramente sono funzionali ai progetti e al lavoro che dovranno svolgere in Azienda Calabria Lavoro una volta stabilizzati.

Ci sarà un motivo se il dirigente generale del dipartimento inoltra una pratica che riguarda un certo numero di lavoratori precari, aggiungendone quattro e se rischiamo di fare una discriminazione all'opposto o, piuttosto, rischiamo di non approfondire.

Penso che la Giunta regionale debba approfondire la reale utilità di stabilizzazione dei quattro lavoratori dipendenti che, se si trovano in questo elenco, hanno sicuramente dei requisiti, ma anche della stabilizzazione degli altri.

Ritengo di esprimere il mio voto favorevole, pur sapendo che sicuramente non soddisfa le ambizioni totali, ma credo che nessuno in questo momento può negare che si tratti di un provvedimento che dà una stabilità a lavoratori che da tantissimi anni si trovano in una situazione di grande precariato perché non sono mai stati assunti nella forma giusta e hanno avuto soltanto delle indennità; forse è venuto il momento che questi lavoratori siano utili per tante idee, se formati e indirizzati bene; gran parte di loro lavorano già all'interno del Palazzo regionale, nei vari dipartimenti e, probabilmente, avranno fatto esperienza; magari non sono quelli che sarebbero venuti fuori da una selezione pubblica ma, purtroppo, dobbiamo fare delle scelte che in questo momento, nostro malgrado, vanno anche nella direzione di non dare un posto di lavoro, ma piuttosto di evitare di mandare a casa quasi 300 famiglie che, sia pure in maniera precaria, sbarcano il lunario e lavorano da tantissimi anni.

Per queste ragioni, esprimo il mio voto favorevole alla stabilizzazione dei lavoratori della legge regionale numero 28.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Ringrazio il Presidente e i colleghi.

Questa sarà ricordata – assessore Robbe – come la Legislatura delle stabilizzazioni. Il programma del presidente Oliverio prevedeva di tirare fuori i lavoratori calabresi da una condizione di precarietà.

Pochi mesi fa si è fatto con i Centri per l'impiego dove il lavoro dell’assessore al personale e dell’assessore al lavoro ha consentito un futuro stabile ai precari dei Centri per l'impiego della Calabria; pochi giorni fa si è fatto a Reggio Calabria, dove sono stati stabilizzati circa 300 Lsu-Lpu; oggi l'assessore Robbe ci ha illustrato un provvedimento che riguarda la stabilizzazione dei precari della legge numero 28.

I colleghi del centro-destra – prima ho sentito il consigliere Tallini – hanno espresso parere favorevole e questo è un fatto di grande sinergia nell'interesse dei lavoratori.

Il presidente Oliverio ha impedito che questi bacini si ingrossassero, consentendo, invece, che si svuotassero per arrivare a un lavoro stabile e dare un futuro certo.

Sapete che c’è una interlocuzione conflittuale molto forte con il Governo sul tema degli Lsu calabresi.

Abbiamo previsto le somme e poi le abbiamo storicizzate, al fine di dare un segnale preciso di quella che è la concezione che il presidente Oliverio ha della questione lavoro, ovvero diritti e dignità per tutti.

Nella delibera di oggi è emerso un aspetto da approfondire, e si farà.

A tal proposito, plaudo all'intervento dell'assessore Robbe che ha evidenziato una questione da approfondire e si farà.

Il consigliere Tallini ha detto che bisogna lavorare alla stabilizzazione di questi lavoratori ed io sono d'accordo; bisogna lavorare per la stabilizzazione di tutti i lavoratori, secondo le norme e compatibilmente alle previsioni di legge.

Quando ci si accorge che qualcosa potrebbe rappresentare un problema, la si stralcia, si riconosce e si lavora per risolverla; questo è un fatto positivo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Greco. Ne ha facoltà.

GRECO Orlandino (Oliverio Presidente)

Intervengo per esprimere il voto favorevole del gruppo che rappresento.

Come diceva prima il collega Romeo, questa è una giornata importante, probabilmente storica per la Calabria, anche per come si è arrivati alla stabilizzazione voluta dal presidente Oliverio e da tutti quanti noi; non è stato un percorso semplice, ma abbastanza tortuoso.

Io stesso ho tentato, attraverso mozioni, interrogazioni e battaglie, di cambiare totalmente quello che era un andamento nella Pubblica Amministrazione.

E’ una giornata storica perché si è passati da chi favoriva il precariato o, addirittura, lo creava a chi, invece, lo elimina;  si è passati da una fase in cui si poteva fare campagna elettorale, ma non si è fatto; mi sarei aspettato, sempre nella coerenza e nell'onestà intellettuale, che anche in tema discussione di bilancio, i consiglieri – anzi, alcuni consiglieri di minoranza – avessero fatto riferimento a questo nuovo modello;  si è fatto riferimento addirittura a qualche emendamento o a qualche finanziamento di contributo approvati ed io sono stato uno che ha ritirato tutti gli emendamenti sia in Commissione sia in Consiglio, anzi, non li ho presentati.

Beh, la stessa onestà intellettuale doveva portare taluni consiglieri a dire che, se si sarebbe voluta fare campagna elettorale, si sarebbe potuto fare diversamente, creando altro precariato come hanno fatto altri.

Siamo qui nell’intento di eliminare, anzi, di sposare la linea della convergenza e della stabilizzazione, addirittura impegnando somme di bilancio che, secondo qualcuno, magari si potevano utilizzare per creare l'aeroporto di Castelfranco, di Castel Sibari o altro e, invece, si sono utilizzati per fare due cose: per la stabilizzazione di 287 precari, non creati da questa Giunta e da questo Consiglio regionale, e per storicizzare la spesa per gli Lsu-Lpu.

Questi sono segnali forti che vanno in direzione del lavoro duraturo e che caratterizzano l'azione politica di una maggioranza.

È una svolta storica che stabilisce una volta per tutte una linea di demarcazione tra chi vuole garantire il lavoro duraturo e chi, invece, ha utilizzato questi lavoratori in campagna elettorale o per campagna elettorale, solo e soltanto per una manciata di voti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Sergio. Ne ha facoltà.

SERGIO Franco (Moderati per la Calabria)

Annuncio il voto favorevole del gruppo Moderati per la Calabria.

Finalmente si chiude un’odissea per centinaia di lavoratori con l'augurio e la speranza che anche per le 4500 famiglie che oggi vivono in uno stato di disagio, di disperazione e di inquietudine, in un momento particolare dell'anno, possa esserci un'evoluzione positiva.

Pertanto, auspico che il Governo nazionale e quello regionale assumano lo stesso impegno per la risoluzione degli Lsu-Lpu, prima della fine della Legislatura.

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore Robbe. Prego.

ROBBE Savina Angela Antonietta, assessore al lavoro e welfare

Aggiungo questa cosa di proposito, a valle, però mi sembra doveroso ringraziare tutto il Consiglio regionale per aver rivolto l'attenzione, all'inizio dei lavori, alla questione dei lavoratori Lsu-Lpu.

Rispetto a questo, è giusto dire anche un'altra cosa, ovvero che la storicizzazione, voluta dal presidente Oliverio, che abbiamo effettuato sui fondi regionali, pari a circa 38 milioni e oltre, era finalizzata, e lo è tutt’ora, a costruire un percorso che potrà vedere la luce a condizione che anche il Governo nazionale continui a garantire le risorse e adotti una serie di provvedimenti che avevamo chiesto espressamente con il Presidente e che sono stati riproposti anche con un emendamento presentato da alcuni parlamentari.

Il percorso degli Lsu-Lpu è certamente più complesso rispetto a quello dei lavoratori della legge numero 28 perché parliamo di 287 lavoratori per la suddetta legge e di 4554 per il bacino Lsu-Lpu.

Nelle ultime ore sono pervenute delle proposte di emendamento che, probabilmente, verranno adottate dal Governo nella finanziaria; quelle proposte, contenute nell'emendamento, non ci consentiranno assolutamente di portare avanti il lavoro per come avevamo pensato, anche per quanto concerne gli Lsu-Lpu; pertanto, approfitto di questa occasione, per sottolineare questa esigenza e fare in modo che la nostra voce arrivi al Governo, soprattutto attraverso voi, affinché in queste ultime ore che hanno a disposizione, accolgano gli emendamenti che richiesti dalla Regione Calabria in maniera unitaria. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente, sarò brevissimo. Il voto favorevole lo ha già annunciato il mio capogruppo.

Colgo l'occasione per invitare gli amici della maggioranza, compreso il consigliere Greco che è stato così bravo – io non c'ero negli anni precedenti – a stabilizzare così tanti lavoratori che c'è un altro caso, già licenziato dalla prima Commissione – consigliere Romeo – che è quello dei lavoratori della Multiservizi che, così come i loro colleghi, hanno il diritto di rientrare nel bacino Lsu-Lpu; credo ci sia anche un emendamento in tal senso, il presidente Mirabello ha inserito anche il caso di alcuni lavoratori dell'area del vibonese e adesso la questione è passata in Commissione bilancio.

Pertanto, inviterei tutti ad essere molto celeri, visto che siamo stati così bravi a stabilizzare questi lavoratori, a farlo anche per i lavoratori della Multiservizi e delle altre aziende che sono fallite o che hanno avuto altri tipi di problemi e che hanno il diritto di rientrare nel bacino Lsu-Lpu. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all'esame e alla votazione del provvedimento:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso.

Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale, alla riformulazione della relazione illustrativa e della relazione tecnico-finanziaria.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

 

Permettetemi di dire che reputo molto importante questo momento in cui si approva un provvedimento che riguarda 287 lavoratori.

Ringrazio tutto il Consiglio regionale che stamattina in Conferenza dei capigruppo ha deciso di fare uno sforzo per richiamare in Aula questo provvedimento e portarlo in discussione oggi e per aver finalmente messo in campo un elemento di sicurezza per 287 lavoratori della Regione Calabria.

Sull’ordine dei lavori

SERGIO Franco (Moderati per la Calabria)

Signor Presidente, prima di relazionare sul prossimo punto, chiedo che venga inserita all’ordine del giorno la proposta di legge numero 332/10 recante: “Istituzione di un Osservatorio Università e mondo del lavoro”, già discussa in terza Commissione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’inserimento che è approvato.

Esame abbinato

Proposta di legge numero 370/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Interventi sulle leggi regionali 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018”

Proposta di legge numero 380/10^ di iniziativa del consigliere F. Sergio, recante: “Interventi sulle leggi regionali 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018”

Proposta di legge numero 390/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Interventi sulle leggi regionali 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018”

È in discussione in testo unificato: Interventi sulle leggi regionali 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018

PRESIDENTE

Passiamo al quinto punto all'ordine del giorno che riguarda le proposte di legge unificate numero 370/10^, 380/10^, 390/10^ recanti: “Interventi sulle leggi regionali numero 24/2013, 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 12/2018, 15/2018, 28/2018 e 31/2018.

Cedo la parola al relatore del provvedimento. Prego, consigliere Sergio.

SERGIO Franco (Moderati per la Calabria), relatore

Signor Presidente, colleghi consiglieri, la proposta in esame mira ad apportare alcune modifiche alle leggi regionali numero 37/2015, 21/2016, 11/2017, 1/2018, 3/2018, 5/2018, 24/2013, 12/2018, 15/2018, 28/2018, nonché ad abrogare la legge regionale numero 31 del 2018.

L'intervento di novellazione normativa si rende necessario anche al fine di dare seguito a taluni impegni assunti nei confronti del Governo, nel contesto di una interlocuzione improntata al principio di leale collaborazione tra Stato e Regioni.

Le modifiche proposte sono finalizzate a superare problematiche applicative ed evitare inutili duplicazioni delle disposizioni normative ivi previste, in alcuni casi prevedendone l'abrogazione espressa o, comunque, la riformulazione per scongiurare una qualsivoglia sovrapposizione con la normativa statale di riferimento, conformandone il contenuto al quadro ordinamentale vigente.

Inoltre, la modifica all'articolo 6 della legge regionale numero 11 del 2017 è finalizzata ad accogliere l’istanza del Sindaco del Comune di Casali del Manco, di prorogare di ulteriori 3 mesi oltre il termine di sei mesi dall’elezione dei propri organi, il termine entro il quale dovranno essere approvati dallo Statuto comunale e dal Regolamento di funzionamento del Consiglio comunale del neo Comune.

La proposta che si compone di 13 articoli, è stata deliberata all'unanimità dalla prima Commissione nella seduta del 11 dicembre 2018.

Il provvedimento è neutrale dal punto di vista finanziario, in quanto reca norme a carattere ordinamentale.

A tal fine, la Commissione bilancio si è espressa favorevolmente nella seduta del 13 dicembre scorso. Ringraziando tutti i componenti del Consiglio e della Commissione, chiedo l'approvazione della presente proposta di legge. Grazie.

PRESIDENTE

Passiamo all'esame dell'articolato:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Articolo 5

(È approvato)

 

Articolo 6

(È approvato)

 

Articolo 7

(È approvato)

 

Articolo 8

(È approvato)

 

Articolo 9

(È approvato)

 

Articolo 10

(È approvato)

 

Articolo 11

(È approvato)

 

Articolo 12

(È approvato)

 

Articolo 13

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge del suo complesso.

Il provvedimento è approvato con autorizzazione al coordinamento formale.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 227/10^ d'Ufficio, recante: “Approvazione Programma delle attività per l'anno 2019, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della legge regionale 22 gennaio 2001, n. 2, unitamente al relativo fabbisogno finanziario”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 227/10^ d'Ufficio recante: “Approvazione Programma delle attività per l'anno 2019 ai sensi dell'articolo 10, comma 1, della legge regionale numero 2 del 22 gennaio 2001, unitamente al relativo fabbisogno finanziario”.

Se non ci sono interventi, passiamo alla votazione del provvedimento che è approvato.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 368/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 368/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del decreto legislativo numero 118 del 23 giugno 2011”.

Cedo la parola all’assessore per illustrare il provvedimento.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Nella delibera di Giunta regionale, numero 430 dell’8 ottobre 2018, sono stati proposti i decreti trasmessi dai settori dei dipartimenti regionali per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ai sensi del decreto legislativo numero 118 del 2011, comma 1, lettera a) e lettera e), di seguito elencati: il decreto numero 8673 del 2 agosto 2018 di euro 120 mila 903, 95 e il decreto numero 7482 dell’11 luglio 2018 di euro 12 mila 777,90 per un totale di euro 133 mila 681,85.

Con riferimento ai decreti riconosciuti nel presente disegno di legge, si specifica quanto segue: relativamente al disegno di legge numero 8673 del 2 agosto 2018, ascrivibile alla lettera a) dell'articolo 73, comma 1 del decreto legislativo numero 118/2011, si è precisato che in merito agli interessi legali, con nota protocollo numero 252980 del 20 luglio 2018, l'Avvocatura regionale sede decentrata di Reggio Calabria, ha trasmesso la sentenza evidenziando che trattasi di sentenza immediatamente esecutiva ope legis.

Allo stato, la Regione è tenuta al solo pagamento delle somme ivi indicate e liquidate a titolo di sorte capitale, di cui potrebbe sempre chiederne la restituzione, laddove la già proposta impugnazione avverso la sentenza medesima, e in ragione della ritenuta intervenuta prescrizione del diritto fatto valere in giudizio, dovesse essere accolta dalla Corte d'Appello adita.

Relativamente al disegno di legge numero 7482 dell’11 luglio 2018, ascrivibile alla lettera e) dell'articolo 73, comma 1 del decreto legislativo numero 118/2011, è stato rilevato che la valutazione del dirigente competente è stata fatta sulla base della diffida ad adempiere presentata dall'avvocato di uno dei due creditori, successivamente alla quale è stato valutato il reale rischio di soccombenza della Regione in sede di eventuale giudizio.

Il decreto riporta la dichiarazione di utilità della spesa.

L'importo complessivo è pari ad euro 133 mila 681,85 a valere sul Fondo rischi per debiti fuori bilancio.

Non sono state rilevate particolari criticità da parte del settore competente per l'istruttoria.

PRESIDENTE

Passiamo alla votazione del provvedimento:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente ai relativi allegati, prendendo atto del parere favorevole del Collegio revisori dei conti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 379/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a) comma 1, dell'art. 73 del Decreto Legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 379/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a), comma 1, articolo 73 del decreto legislativo numero 118 del 23 giugno 2011”.

Cedo la parola all’assessore al bilancio. Prego.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Con la delibera di Giunta regionale numero 503 del 6 novembre 2018, sono stati proposti i decreti trasmessi dai dipartimenti infrastrutture, lavori pubblici, mobilità e urbanistica per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del decreto legislativo numero 118 del 2011, di seguito elencati: il decreto numero 11124 del 10 ottobre 2018, per un importo pari ad euro 132 mila 634,92; il decreto numero 10911 del 4 ottobre 2018, per un importo di euro 39 mila 276 e il decreto numero 12117 del 25 ottobre 2018, per un importo di euro 5 mila 885,62 ed un totale complessivo di euro 177 mila 796,54.

I debiti riconosciuti nel presente disegno di legge sono tutti ascrivibili alle ipotesi di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto numero 118/2011, in quanto trattasi di debiti derivanti dalla pronuncia di provvedimenti giudiziali a sfavore della Regione Calabria.

Pertanto risulta necessario il loro riconoscimento in quanto fattispecie nelle quali l'amministratore ha il dovere, non la facoltà, di procedere con l'ordinaria procedura di cui all'articolo sopracitato; del resto, lo stesso comma 4 dell'articolo 73 prevede la possibilità per la Giunta di procedere alle variazioni di bilancio anche nelle more del riconoscimento da parte del Consiglio regionale, qualora siano trascorsi 60 giorni dalla trasmissione al Consiglio medesimo da parte della Giunta regionale.

L'importo complessivo della delibera di Giunta è pari quindi ad euro 177 mila 796,54 a valere sul Fondo rischi per debiti fuori bilancio.

Non sono state rilevate criticità da parte del settore competente per l’istruttoria.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Chiedo scusa, assessore.

In ogni seduta di Consiglio regionale si dice sempre che non si porteranno più debiti fuori bilancio ma, puntualmente, ce li ritroviamo sempre.

Ci può far sapere a quanto ammontano questi debiti fuori bilancio e se è possibile evitare di discutere di queste cose in ogni seduta di Consiglio regionale? Io non li voterò più.

In ogni seduta di Consiglio regionale ci dice sempre la stessa storia; per una volta, vorremmo capire quali criteri si scelgono per inserire questi debiti fuori bilancio? Come vengono inseriti? C'è un elenco dei creditori?

Vorremmo capire. Ancora aspetto di sapere se è stata approvata o meno la legge di diminuzione dei costi della politica per i sottogoverni della Regione per la quale non mi è stata data risposta; così come non mi è stato detto se nelle società partecipate della Regione Calabria si percepiscono ancora quegli emolumenti; se la legge che abbiamo approvato nella prima seduta di Consiglio regionale di 4 anni sia in vigore; quanto si risparmia dalla legge approvata dal Consiglio regionale.

Voglio capire se – faccio un'ipotesi – i revisori prendono lo stesso stipendio di 4 anni fa o se è stato diminuito.

Ci sono risposte che si devono dare, assessore.

In merito a questi debiti fuori bilancio, sono due anni che diciamo che è l’ultima volta.

È possibile sapere quanti sono i debiti fuori bilancio e avere un elenco di priorità per sapere chi sono, volta per volta?

Assessore, la prego di rispondere alla mia domanda – non so se lei o il dottore De Cello – anche per quanto riguarda la legge che abbiamo approvato quattro anni fa. Grazie.

PRESIDENTE

Cedo la parola all’assessore. Prego.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Per chiarire: si tratta di debiti fuori bilancio da pagare, derivanti da sentenze; quindi, non possiamo sottrarci.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

A chi compete la scelta su chi deve pagare queste sentenze?

Ci sono tante sentenze che aspettano; quindi, o si fa una scaletta di chi è primo e di chi è ultimo o si fa un Regolamento; il Consiglio regionale deve conoscere i debiti che ha!

Lei o il dottore De Cello, ce li portate – tre/quattro per volta – e, ogni volta, diciamo che non li votiamo più; i consiglieri regionali non servono solo per alzare la mano ed approvare i debiti fuori bilancio nel bilancio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLÒ Alessandro (Gruppo Misto)

Credo che il consigliere Nucera stia facendo delle valutazioni e delle riflessioni responsabili su questioni di metodo; vorrebbe sapere – non penso di dover tradurre ciò che ha chiesto nel suo intervento – quali sono i criteri di scelta per affrontare i pagamenti dei debiti; sicuramente conosciamo tutti le procedure ma, premesso che abbiamo espresso parere contrario, è giusto che l’Aula conosca quali sono i principi rispetto agli equilibri di cui parlava il collega; qui equilibri non ce ne sono!

Vorrei conoscere tanti criteri perché guardiamo tutte le carte ormai – anzi, lo facciamo da tempo, non abbiamo cominciato adesso – per quanto riguarda, ad esempio, le scelte rispetto alle valutazioni delle Posizioni organizzative, dove bisogna puntare sulla meritocrazia con la M maiuscola o su altre questioni che approfondiremo da qui a breve e che riguardano tutto l’apparato della struttura organizzativa del Consiglio e della Giunta regionale.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Pedà. Ne ha facoltà.

PEDÀ Giuseppe (Casa delle Libertà)

Convengo con il consigliere Nucera.

Intanto, credo che ci sia un Regolamento per capire la priorità dei debiti che vanno pagati secondo una cronologia e, qualora non ci fosse, gradiremmo che fossero – atteso il nostro voto contrario – istituiti o, comunque, palesati i criteri che, di solito, scegliete volta per volta per approvare questi debiti fuori bilancio. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Neri. Ne ha facoltà.

NERI Giuseppe (Moderati per la Calabria)

A breve ci occuperemo anche dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale.

Per quanto riguarda i criteri, non si tratta di stabilirli qui, o che la Giunta e il Consiglio regionale possono quantificarli prima, proprio perché sono debiti fuori bilancio.

Non si può fare neanche un discorso di priorità perché si è obbligati a farli con legge, quindi, ogni qualvolta arrivano ad essere esecutivi, si portano in Consiglio regionale.  È logico che oggi la Giunta regionale ne porta 3, noi ne portiamo 4, ma è probabile che fra un mese ne porteremo altri tre che ad oggi non hanno ancora maturato.

L'unica possibilità che abbiamo e che ho già proposto al Presidente della seconda Commissione, è quella di non pagare immediatamente le sentenze di diritto del lavoro, anche di primo grado che in ogni caso, sono esecutive, ma di tentare di fare opposizione.

Da un'analisi che abbiamo fatto, Presidente, spesso e volentieri perdiamo il primo grado anche se la sentenza è esecutiva, ma vincendo il secondo grado non riusciamo a recuperare quello che abbiamo pagato in primo grado; quindi, per noi sarebbe economicamente vantaggioso allungare un po' i tempi perché rischiamo una somma sicuramente inferiore rispetto a quella che poi andremo a pagare; a mio avviso, non si può stabilire un criterio su quali sono le priorità o meno.

I debiti fuori bilancio sono quelli che diventano esecutivi e obbligatori per l'Ente. 

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Visto che c'è dottore De Cello e vista la risposta, posso chiedere più o meno quanti sono i debiti fuori bilancio della Regione Calabria?

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Nucera.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Non lo posso sapere? Decide lei, Presidente? Io sono sempre corretto. Mi faccia parlare. Le dà fastidio qualcosa? Ora vedremo i suoi debiti fuori bilancio.

PRESIDENTE

Consigliere Nucera, si sbaglia; sono della scorsa Legislatura.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Ho chiesto un chiarimento e ogni volta sembra che dico qualcosa che non devo dire. Assessore al bilancio, posso sapere quanti sono i debiti fuori bilancio della Regione Calabria? Ha un’idea? Sono un milione di euro? Cento milioni? Cinquanta milioni?

PRESIDENTE

Grazie, consigliere Nucera. Cedo la parola all’assessore Fragomeni.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

In parte ha risposto il consigliere Neri; in pratica non sono quantificabili, nel senso che non possiamo sapere quando arrivano le sentenze, fermo restando che, comunque, può sempre venire in assessorato.

La questione è che in base al decreto i dipartimenti hanno l'obbligo di riconoscere ogni sentenza che arriva, ovviamente dobbiamo pagare e siamo obbligati, non è una scelta; purtroppo è un obbligo, come in questo caso.

Aggiungo che c’è sempre l'elenco allegato alle delibere e, soprattutto, si tratta per il 99 per cento di debiti che derivano da anni vetusti, molto datati.

PRESIDENTE

Scusate, si è fatta questa discussione, ma adesso si va al voto. Senza polemica, assessore Fragomeni, ma vorrei precisare che nessuno può intervenire oltre ai consiglieri regionali eletti o agli assessori, come da sempre previsto dal Regolamento d’Aula.

 

Pongo in votazione l’articolato:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con autorizzazione al coordinamento formale, prendendo atto, altresì, del parere del Collegio dei revisori dei conti.

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 383/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a) comma 1, dell'art. 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 383/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio di cui alla lettera a) comma 1, dell'art. 73 del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 e s.m.i.”. Cedo la parola all’assessore Fragomeni. Prego.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Grazie, Presidente.

Nella delibera di Giunta regionale numero 535 del 19 novembre 2018 sono stati proposti i decreti trasmessi dal dipartimento Presidenza per il riconoscimento dei debiti fuori bilancio, ai sensi dell'articolo 73 del decreto legislativo numero 118 del 2011, di seguito elencati: il decreto numero 10846 del 3 ottobre, di euro 614 mila 761,73; il decreto numero 13148 del 14 novembre 2018, di euro 10 mila 712,22; il decreto 13187 del 15 novembre, di euro 796,18; per un totale complessivo di euro 626 mila 270,13.

I debiti riconosciuti nel presente disegno di legge sono tutti ascrivibili alle ipotesi di cui all'articolo 73, comma 1, lettera a) del decreto legislativo numero 118 del 2011, in quanto trattasi di debiti derivanti dalla pronuncia di provvedimenti giurisdizionali a sfavore della Regione Calabria.

Pertanto risulta necessario il loro riconoscimento in quanto fattispecie nelle quali l'amministrazione ha il dovere, e non la facoltà, di procedere con l'ordinaria procedura di cui all'articolo sopracitato.

Del resto, lo stesso comma 4 dell'articolo 73 prevede la possibilità per la Giunta regionale di procedere alle variazioni di bilancio anche nelle more del riconoscimento da parte del Consiglio regionale, qualora siano trascorsi 60 giorni dalla trasmissione al Consiglio medesimo da parte della Giunta regionale.

Nel corso dell'istruttoria da parte del settore competente, non sono state rilevate problematiche particolari; solo nel caso della valutazione del decreto numero 10846 del 2018 è stata riscontrata una discordanza tra l'importo riconosciuto e quello risultante dalla sommatoria dei valori parziali inseriti nella tabella di cui al testo precedente.

Per tale motivo, è stato chiesto al dipartimento Presidenza un chiarimento con Pec, presente agli atti.

Il dipartimento Presidenza ha riscontrato con Pec, chiarendo che l'importo da riconoscere ammonta ad euro 614 mila 761,73; l'importo complessivo è pari ad euro 626 mila 273,13, a valere sul Fondo rischi per debiti fuori bilancio.

PRESIDENTE

Passiamo alla votazione provvedimento:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con autorizzazione al coordinamento formale, prendendo atto, altresì, del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di legge numero 374/10^ di iniziativa del consigliere G. Neri, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lett. e) del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, come modificato ed integrato dal decreto legislativo 10 agosto 2014, n. 126”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di legge numero 374/10^ di iniziativa del consigliere Neri recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio del Consiglio regionale della Calabria, ai sensi dell'articolo 73, comma 1, lettera e) del decreto legislativo numero 118 del 23 giugno 2011 come modificato ed integrato dal decreto legislativo numero 126 del 10 agosto 2014.

Prego, consigliere Neri.

NERI Giuseppe (Moderati per la Calabria)

Anche in questo caso, si tratta di due debiti fuori bilancio per un importo complessivo di euro 89 mila 545, relativi a rimborsi spese di personale comandato ed all’adeguamento prezzi contrattuali per quanto riguarda i criteri di aggiornamento ISTAT.

Per quanto riguarda i rimborsi spese del personale comandato, l’importo è pari ad euro 9.058 euro e 3.334 euro; per quanto riguarda i rilevamenti dei prezzi contrattuali, ex articolo 115, l’importo è pari ad euro 66 mila e 10 mila; per un totale complessivo di euro 89.545 euro. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Scusi, consigliere Neri, vorrei capire una cosa: quando si comanda un dipendente a fare un servizio, viene inserito nei debiti fuori bilancio?

Perché si inserisce nei debiti fuori bilancio e non si paga il dipendente nel momento in cui compie il servizio? Perché si segue la procedura di debiti fuori bilancio per una missione? È più facile fare così? Nel momento in cui un dipendente o un collaboratore fa una missione, deve essere pagato.

Perché ci sono questi debiti fuori bilancio? È una moda? Perché si fa una causa e una sentenza?

NERI Giuseppe (Moderati per la Calabria)

Si tratta di rimborsi spese di personale comandato e adeguamento dei prezzi contrattuali ex articolo 115.

Che significa, consigliere Nucera, adeguamento prezzi concordati ex articolo 115? 

Significa che la Regione Calabria, il Consiglio regionale, ha un contratto con un fornitore esterno, nella specie il servizio di vigilanza, e lo ha stipulato per x euro e per un determinato numero di anni; quel contratto è valido a tutti gli effetti e il Consiglio regionale iscrive quella posta di bilancio. Cosa succede?

Che l'articolo 115 del decreto legislativo prevede che, anche a questo tipo di contratto, si debba fare l'adeguamento Istat; il soggetto contraente richiede al Consiglio regionale questo tipo di adeguamento; gli uffici fanno i conti e risulta che il contratto deve essere adeguato per 66.708 euro; quindi, diventa un debito fuori bilancio perché nel momento in cui è stato stipulato il contratto, non si poteva sapere tutto quello che sarebbe successo dopo; per cui, quella posta di bilancio non è stata prevista, però deve essere riconosciuta per legge.

Ovviamente parliamo sempre della scorsa Legislatura perché i debiti fuori bilancio, nel 99 per cento dei casi, maturano dopo 5-10 anni; si producono debiti fuori bilancio anche dopo 15 anni; quindi, non è una responsabilità diretta nostra, come non è responsabilità diretta della parte politica.

PRESIDENTE

Passiamo alla votazione dell’articolato:

 

Articolo 1

(È approvato)

 

Articolo 2

(È approvato)

 

Articolo 3

(È approvato)

 

Articolo 4

(È approvato)

 

Passiamo alla votazione della legge nel suo complesso, unitamente al relativo allegato, con autorizzazione al coordinamento formale, prendendo atto, altresì, del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 236/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Presa d’atto della Decisione della Commissione Europea C (2018) 6608 final del 4 ottobre 2018 di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 (FEASR) della Regione Calabria”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 236/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Presa d'atto della decisione della Commissione europea di modifica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 della Regione Calabria”.

Cedo la parola all’assessore Fragomeni. Prego.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

La proposta si illustra sé.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il provvedimento.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 239/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2017 dell'Azienda Calabria Lavoro”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 239/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2017 dell’Azienda Calabria Lavoro”.

Cedo la parola all’assessore Fragomeni. Prego, assessore.

FRAGOMENI Mariateresa, assessore al bilancio e programmazione economica e finanziaria, politiche del personale

Se permettete, Presidente, faccio un discorso unico visto che si tratta di tutte le approvazioni dei vari rendiconti degli Enti strumentali – Azienda Calabria Verde, Azienda Calabria Lavoro, Aterp, Arpacal, Istituto Regionale per la comunità Arbereshe di Calabria, Istituto Regionale per la comunità Grecanica di Calabria, Istituto Regionale per la comunità Occitana – che si inquadrano all'interno di un obiettivo più ampio che l'attuale amministrazione regionale si è posta fin dal suo insediamento, ovvero quello del riordino e della razionalizzazione degli Enti strumentali, Fondazioni e Società.

Al riguardo, occorre ricordare che il suddetto processo ha dovuto scontare notevoli ritardi accumulatisi in passato; l'iter perseguito si riconduce all'articolo 57 della legge regionale numero 8 del 4 febbraio 2002, che dispone che i Rendiconti degli Enti delle Aziende e delle Agenzie regionali vengano trasmessi ai rispettivi dipartimenti della Giunta regionale competenti per materia che, previa istruttoria conclusa con parere favorevole li invieranno al dipartimento bilancio per la definitiva istruttoria di propria competenza.

La Giunta, quindi, ha approvato i Rendiconti che oggi sono all'approvazione del Consiglio regionale.

Ovviamente, prima di arrivare in Aula, sono stati approvati in seconda Commissione tutti quanti, non rilevando particolari criticità.

Pertanto si chiede l’approvazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il provvedimento.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 240/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconti esercizi 2016 e 2017 dell'Istituto regionale per la comunità Occitanica di Calabria”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 240/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconti esercizi 2016/2017 dell'Istituto regionale per la comunità Occitanica di Calabria” per cui vale la relazione dell'assessore.

Pongo in votazione il provvedimento.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 241/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2017 dell'Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria (ATERP Calabria)”

PRESIDENTE

Passiamo alla proposta di provvedimento amministrativo numero 241/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante “Rendiconto esercizio 2017 dell’Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica Calabria” per cui vale la relazione della Giunta regionale.

Pongo in votazione il provvedimento.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 242/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconti esercizi 2016 e 2017 dell'Istituto regionale per la comunità Arbereshe di Calabria”

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 242/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconti esercizi 2016/2017 dell'Istituto regionale per la comunità Arbereshe di Calabria.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

 

Proposta di provvedimento amministrativo numero 243/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconti esercizi 2016 e 2017 dell'Istituto Regionale Superiore di Studi Elleno-Calabri per la comunità Greca di Calabria”

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 243/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconti esercizio 2016/2017 dell'Istituto regionale superiore di studi elleno-calabri per la comunità Greca di Calabria.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 244/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2017 – Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria (ARPACAL)”

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 244/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante: “Rendiconto esercizio 2017 Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria”.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 245/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Rendiconto esercizio 2017 dell'Azienda Calabria Verde”

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 245/10^ di iniziativa della Giunta regionale recante “Rendiconto esercizio 2017 della Azienda Calabria Verde”.

 

(Il Consiglio approva)

(È riportata in allegato)

Ordine del giorno numero 55“Sulla sottoscrizione di un appello per chiedere al Governo di sostenere il “Global compact”

PRESIDENTE

Invito il consigliere Giudiceandrea ad illustrare l'ordine del giorno. Prego.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Presidente, oggi è in discussione alla Camera deputati una risoluzione relativa al Global Compact, al fine di decidere sull’adesione o meno del nostro Paese al Testo comune sulle migrazioni.

Il Global Compact è un Testo comune sulle migrazioni conseguente alla dichiarazione dei principi adottata all'unanimità all'Assemblea generale dell'ONU nel 2016.

Già 164 Paesi hanno approvato il Testo comune; l'assenza dell'Italia tra i Paesi firmatari rappresenterebbe non solo un grave errore politico, ma un abbandono dei valori costituzionali di apertura e accoglienza anche illogica secondo i principi perché implica e suggerisce un cambio di prospettiva.

In linea di massima, la figura di chi emigra fuggendo dal proprio Paese non dovrebbe esistere, secondo il Global Compact; sarebbe compito della Comunità internazionale prevenire le migrazioni forzate sia politiche sia ambientali, garantendo ad ogni singolo essere umano il diritto di restare con la propria identità nel luogo dove è nato e sente in profondità le sue radici e solo laddove questo non fosse possibile, affidarsi all'asilo di un altro Paese.

La maggioranza ha firmato l'intero ordine del giorno.