X LEGISLATURA

 

RESOCONTO INTEGRALE

__________

 

12.

 

SEDUTA DI MARTEDI’ 10 NOVEMBRE 2015

 

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE NICOLA IRTO E DEL VICEPRESIDENTE FRANCESCO D’AGOSTINO

 

Presidenza del Presidente Nicola Irto

La seduta inizia alle 16,16

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni e mozioni

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Legge le interrogazioni e le mozioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

In morte delle vittime dell’alluvione che ha colpito la Calabria il 1 novembre 2015

PRESIDENTE

Prima di iniziare i lavori chiedo all’Aula di riservare un minuto di silenzio e di rivolgere il nostro sentimento di affetto alle famiglie che hanno perso i loro familiari in occasione dell’ultimo nubifragio che è avvenuto in Calabria ed in provincia di Reggio Calabria in particolar modo.

(I consiglieri ed i presenti si levano in piedi ed osservano un minuto di silenzio)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Aieta. Ne ha facoltà.

AIETA Giuseppe (Partito democratico)

Signor Presidente, chiedo di inserire un ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri regionali Guccione e del sottoscritto con oggetto “Rischio di mobilità dei lavoratori di Italcementi di Castrovillari”. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta avanzata dal consigliere Aieta di inserire l’ordine del giorno all’ordine dei lavori.

(E’ inserito)

Ha chiesto di parlare il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Analogamente anche io, Presidente, chiedo di iscrivere ai lavori della seduta odierna un ordine del giorno sulla Fondazione “Tommaso Campanella”, poiché al 31 ottobre 2015 tutti i dipendenti sono stati licenziati, benché in gran parte queste professionalità sono state recuperate, tranne 20-25 dipendenti. L’ordine del giorno è proposto affinché il Consiglio regionale ne possa discutere anche alla luce di una sentenza di qualche ora fa che vede soccombere la Regione Calabria nei confronti della Fondazione “Tommaso Campanella” per una cifra di oltre 80 milioni di euro che, di fatto, riapre la possibilità che anche altri dipendenti possano chiedere la non liquidazione della stessa già domani all’Eccellentissimo Prefetto di Catanzaro. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta di inserimento dell’ordine del giorno del consigliere Esposito all’ordine dei lavori.

(E’ inserito)

Ha chiesto di parlare il consigliere Bevacqua. Ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, anche io propongo di inserire un ordine del giorno che riguarda l’iniziativa della Coldiretti per la difesa del latte italiano firmata da me e dal consigliere D’Acri.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta di inserimento all’ordine dei lavori dell’ordine del giorno presentata dal consigliere Bevacqua.

(E’ inserito)

Proposta di legge numero 16/10^ di iniziativa del consigliere Irto, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio. Legge urbanistica della Calabria)”

PRESIDENTE

Siamo adesso al primo punto all’ordine del giorno che riguarda la proposta di legge numero 16/10^ di iniziativa del consigliere Irto, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio. Legge urbanistica della Calabria)”.

Prima di dare la parola al consigliere Bova, relatore di questa proposta di legge, consentitemi solo alcune brevi riflessioni riguardanti questo progetto di legge che mi ha visto elaborarlo e presentarlo già in quarta Commissione dove ebbe un parere unanime così come pure in Commissione bilancio.

Oggi molti sono gli interessi che esistono intorno alle realtà fluviali e che vanno intorno alla gestione specifica del rischio idraulico con gli annessi riverberi sul piano del dissesto idrogeologico, alla loro tutela e alla valorizzazione, all’uso economico e produttivo.

In sostanza questa norma, che abbiamo discusso ed approfondito in quarta Commissione, riesce sostanzialmente a mettere in campo due cose. Una è quella di organizzare davvero un pezzetto di governance territoriale cioè quando si dice “mettere assieme tutti gli attori che insistono su un territorio” in questo caso le aste fluviali. La seconda è quella di mettere un ulteriore ed importante strumento ad uso della pubbliche amministrazioni per poter prevenire il rischio di dissesto idrogeologico.

Crediamo che assuma una valenza ancora maggiore poter approvare oggi questa norma e dar tempo sei mesi alla Giunta regionale affinché possa arrivare a regolamento attuativo.

E da notare che la Commissione ambiente, prima dell’approvazione di questo provvedimento, ha audito anche il Centro italiano di riqualificazione fluviale di cui anche il Consiglio regionale si è onorato di ospitare qualche giorno fa il terzo congresso italiano, proprio in questa sede del Consiglio regionale. Grazie.

Ha chiesto di parlare il consigliere Bova. Ne ha facoltà.

BOVA Arturo (Democratici Progressisti)

Grazie Presidente.

Innanzitutto colgo l’occasione per esprimere il personale apprezzamento – ma ritengo che lo sia di tutta la Commissione – per il metodo che Ella ha dato alla Commissione.

Proprio l’approvazione del testo di legge, come lo abbiamo licenziato, del “contratto di fiume”, è emblematico del metodo partecipato partendo dal basso che Ella ha voluto introdurre.

La proposta di legge numero 16/10^, recante "Integrazione alla legge regionale 16 Aprile 2002, numero 19 (Norme per la tutela, Governo ed uso del territorio-Legge urbanistica della Calabria)" nasce dall'esigenza di promuovere una maggiore tutela e valorizzazione delle risorse idriche, attraverso un approccio nuovo di gestione della materia che vede il coinvolgimento dei cittadini e dei rappresentanti delle categorie portatori di interessi legati ai territori fluviali.

L'obiettivo che la legge si propone è quello di introdurre il cosiddetto "contratto di fiume" ovvero un modello di gestione integrata e partecipata delle risorse idriche definito su base volontaria e finalizzato alla riqualificazione non solo del sistema fluviale ma anche del relativo bacino idrografico.

Nel merito, il testo che si analizza si compone di due articoli. L'articolo 1 introduce l'articolo "40 bis" rubricato "contratti di Fiume" che integra la vigente legge urbanistica regionale; il primo comma definisce il Contratto di fiume e delinea le sue finalità rinviando alle Linee Guida per l'individuazione delle specifiche competenze dei vari attori interessati; il secondo comma impegna la Regione Calabria a promuovere la concertazione ed integrazione delle politiche di tutela e valorizzazione dei bacini e sottobacini idrografici; il terzo comma prevede il concorso dei contratti di fiume nella definizione, attuazione ed aggiornamento degli strumenti di pianificazione ognuno con riferimento al proprio bacino idrografico, ovvero, al Piano di gestione del rischio alluvioni e al Piano di gestione delle acque; il quarto comma estende il concetto di contratto di fiume anche alle diverse fattispecie declinate su diversi ambiti idrografici (ovvero contratto di lago, di costa ecc.); il quinto comma, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, dispone l'adozione della Giunta di un documento di indirizzo per l'attuazione dei contratti di fiume nonché di un programma per la promozione e il monitoraggio degli stessi.

L'articolo 2 prevede la formula di invarianza della spesa; da questo punto di vista, il nuovo istituto legislativo integra la legge urbanistica della Calabria che è norma di carattere ordinamentale e l'inserimento nel corpo della stessa di uno strumento di programmazione negoziata non produce ex se oneri finanziari.

I "contratti di fiume" rappresentano una diversa e più moderna modalità di gestione territoriale dei corsi d'acqua a cui, i soggetti interessati, possono aderirvi al fine di promuovere la concertazione e l'integrazione delle politiche a livello di bacino e sottobacino idrografico e per coordinare tutti gli strumenti di pianificazione e programmazione utili a rendere sicuro ed efficiente la gestione del fiume e le risorse economiche ad esso connesse.

Al fine di valutare la coerenza della norma con il quadro normativo vigente e la sostenibilità della stessa dal punto di vista finanziario, nel corso dei lavori delle rispettive Commissioni competenti (quarta Commissione Ambiente e territorio e seconda Commissione Bilancio e Programmazione comunitaria) sono stati auditi, più volte, i dipartimenti Ambiente e territorio, Bilancio e Programmazione comunitaria oltre che l'Autorità di bacino della Regione Calabria ed all'esito di questa approfondita fase istruttoria si è accertata la compatibilità della norma al quadro normativo regionale vigente ed ancora, la sua neutralità finanziaria rispetto al bilancio regionale.

Infatti, in relazione a quest'ultimo aspetto, il procedimento istruttorio compiuto ha attestato che i "contratti di fiume" potranno avvalersi tanto di forme di autofinanziamento o finanziamento privato ovvero potranno trovare fonti di finanziamento pubbliche a condizione che le azioni proposte siano coerenti con le finalità e gli interventi previsti nei limiti delle risorse disponibili per le politiche regionali di investimento (fondi strutturali europei e fondi Fas).

Mi permetto di aggiungere, a titolo personale, che, come noi sappiamo, il Piano nazionale di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico prevede l’investimento governativo di 7 miliardi di euro, più 2 miliardi recuperati dai fondi non spesi negli ultimi 15 anni per contrastare frane, alluvioni ed erosione costiera. Sappiamo che il sistema di accoglimento delle richieste di intervento sarà appannaggio del Governo centrale ed i governi regionali potranno incidere soltanto nella misura del 20 per cento rispetto all’accoglibilità di queste proposte.

Esaminando il Piano nazionale di prevenzione e di contrasto emerge che, per la captazione del finanziamento di questo intervento, sarà fondamentale dotarsi degli strumenti di aggregazione e di partecipazione ed al primo posto ci sono i contratti di fiume.

Non è importante soltanto istituire tali contratti, ma dovremo attivarci immediatamente affinché ci sia una maggiore sensibilizzazione sul territorio perché il rischio è proprio per il Sud, per le Regioni che non si doteranno di questi strumenti.

E’ più o meno quanto succede con l’Unione dei comuni ai fini della captazione dei fondi strutturali europei. Non vorrei che la Regione Calabria fosse danneggiata o, comunque, pregiudicata dal fatto di non aver presentato i progetti adeguati attraverso gli strumenti idonei.

Il contratto di fiume è il primo nella cosiddetta graduatoria. Ripeto di nuovo il ringraziamento al Presidente per come ha presieduto i lavori della Commissione ambiente nonché per questa profusione di interesse, di volontà e di azione nell’approvazione del contratto di fiume, di questo importante strumento di partecipazione.

Chiedo al Consiglio di approvare un testo così importante per il prosieguo della vita di questa regione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Bevacqua, ne ha facoltà.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, anche io intervengo per esprimere il mio apprezzamento verso il lavoro svolto dalla Commissione su una tematica così importante che dovrebbe qualificare di più l’attività del Consiglio regionale, che dovrebbe creare momenti di condivisione all’interno dell’Aula consiliare perché parliamo di argomenti che riguardano il futuro del nostro territorio e la prospettiva di crescita sociale ed economica e, quindi, la predisposizione di alcuni strumenti urbanistici che consentano di governare il territorio in maniera omogenea, collegiale e di vero coinvolgimento di tutti gli attori presenti sul territorio.

Questo articolo che viene inserito nella legge urbanistica regionale colma, certamente, una carenza obiettiva, allineando il nostro ordinamento normativo alle esperienze già maturate in diversi altri contesti europei, nonché regionali italiani.

Due sono gli elementi che vorrei sottolineare e l’ha già fatto bene il consigliere Bova.

Uno riguarda la base volontaria che presiede alla sua sottoscrizione, unitamente all'iter di attuazione che, in tutte le sue fasi, prevede una concertata partecipazione dal basso.

L’altro elemento riguarda l’aspetto democratico che fa parte del contratto di fiume perché con il coinvolgimento di tutti introduciamo un principio importante che è la responsabilizzazione cioè la precondizione del benessere collettivo. Ognuno si assume concretamente, nell'ambito delle proprie attribuzioni, impegni concreti per la realizzazione delle misure e delle azioni.

Sono individuate le responsabilità attuative e le relative risorse finanziarie con l'individuazione del soggetto coordinatore dell'azione, responsabile della relativa realizzazione, e degli altri soggetti coinvolti.

Insomma, i contratti di fiume rappresentano un’ottima occasione per ripensare il mondo che abitiamo e che molto spesso violentiamo a partire proprio dall’acqua.

Il collante che può tenere insieme le scelte di governo con gli interessi delle comunità locali non può che essere una buona governance basata – come dicevo prima – sul coinvolgimento diretto dei cittadini nell’affrontare le scelte che li riguardano, condividendo le decisioni e riportandole il più vicino possibile alle comunità locali, cioè là dove le decisioni hanno il loro effetto; una forma di governance attraverso la quale le decisioni possano diventare operative e durature, perché il frutto di un processo di reale condivisione.

I “contratti di fiume” rappresentano una straordinaria opportunità per poter canalizzare l’energia proveniente dai territori, per contribuire ad avviare l’opera pubblica della quale abbiamo più bisogno: la manutenzione del territorio, per trasformare l’emergenza in programmi di prevenzione, dandogli finalmente continuità di intenti e di risorse.

Ciò che viene messo in comune non è semplicemente un bene o una risorsa, ma un modo di agire sociale. Questa è la vera novità e la vera scommessa che abbiamo messo in campo con il “contratto di fiume”.

Si tratta di un esempio di partecipazione volontaria e di sperimentazione efficace di democrazia diretta, una interlocuzione affidabile fra istituzioni e comunità locali, all’interno della quale ognuno può riconoscersi e alla quale tutti noi dobbiamo contribuire.

Se i fiumi possono essere considerati la cartina di tornasole dei territori, dai fiumi si può ripartire per migliorare la gestione dei territori, invertendo però un ciclo. Non più risorse finanziarie-progetti-territori ma territori-progetti-risorse finanziarie.

Questa è la vera scommessa e su questo dobbiamo impegnarci e lavorare.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire l’assessore Rossi. Ne ha facoltà.

ROSSI Franco, assessore alla pianificazione territoriale ed urbanistica

Interverrò rapidamente su due livelli. Il primo è l’apprezzamento della Giunta e mio personale alla proposta di legge che abbiamo condiviso e che riteniamo un utile strumento nella governance dei territori, in particolare per la partecipazione che la legge prescrive e prevede. Crediamo sia un utile strumento per accelerare, dal basso, quel processo che manca nei nostri territori calabresi e questo bene comune che è l’acqua, il fiume, credo possa favorire molto questo processo di partecipazione collettiva e di assunzione delle responsabilità ai vari soggetti.

L’altro livello è che la Giunta regionale ha già aderito alla Carta nazionale dei contratti di fiume e si impegna, anche a nome del Presidente, a redigere in tempi brevissimi il regolamento previsto dalla legge, proprio per dare risposte concrete alle aspettative che ha questa legge. Grazie.

PRESIDENTE

Esauriti gli interventi passiamo all’esame del provvedimento con la votazione dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato all’unanimità)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato all’unanimità)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Sull’ordine dei lavori

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Presidente, in merito al secondo punto all’ordine del giorno, chiedo all’Aula di votare un rinvio e le chiedo di inserire lo stesso punto alla prossima seduta di Consiglio regionale già fissata per il 3 dicembre prossimo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Presidente il capogruppo del Partito democratico ha chiesto un rinvio. Se lei assume l’impegno di inserire la trattazione della proposta al primo punto all’ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio concordo con la richiesta, in caso contrario vorrei discuterla adesso.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Presidente, avevo fatto uguale richiesta. Per me va bene.

PRESIDENTE

Considerato che il provvedimento è arrivato dalla prima Commissione e dalla seconda Commissione con pareri unanimi e che unanimemente in Conferenza dei capigruppo si era deciso di inserirla oggi, non abbiamo problemi a poter transitare la trattazione di questa proposta per approfondimento tecnico al 3 dicembre prossimo.

Pongo in votazione la richiesta di rinvio alla seduta di Consiglio regionale già prevista per il 3 dicembre.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 35/10^ di iniziativa del consigliere Orsomarso, recante: “Modifica e integrazione della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri)”

PRESIDENTE

Il terzo punto all’ordine del giorno recita proposta di legge numero 35/10^ di iniziativa del consigliere Orsomarso, recante: “Modifica e integrazione della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri)”.

Ha chiesto di parlare il consigliere Orsormarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Presidente, non farò una descrizione pesante della norma, sulla quale abbiamo lavorato circa un anno e mezzo. E’ una norma che dovevamo portare in Aula nella scorsa legislatura finita prematuramente e che colma - a modesto avviso mio e dei giovani collaboratori che hanno lavorato insieme a me, quindi amministratori comunali e giovani imprenditori - un vuoto importante per la nostra regione.

Noi abbiamo presenze turistiche che fanno registrare i loro numeri nella struttura dell’accoglienza turistica a noi conosciuta a norma di legge, quindi B&B, campeggi, hotel e quant’altro;- invece in  altre Regioni che sono un po’ più avanti, come l’Emilia Romagna, c’è il dato che riguarda gli appartamenti ammobiliati ad uso turistico, cioè i classici appartamenti che nelle varie zone costiere o montane vengono fittati ad uso turistico, che non erano per nulla disciplinati, e rispetto ai quali questa Regione non ha mai dato nemmeno un orientamento di un minimo vincolo di qualità.

Se i colleghi hanno avuto la possibilità di leggere attentamente la proposta citerò gli articoli anche se non pedissequamente.

Sono previsti, per esempio, una serie di obblighi anche per chi vuole migliorare la qualità dell’offerta turistica della Regione. E’ ovvio che, non essendoci grosse possibilità di costruire grandi alberghi, la Regione registra gran parte di presenza turistica, che ad oggi non viene rilevata, nelle presenze presso case ammobiliate e fittate.

Ci sono, quindi, vari fenomeni che riguardano il dato economico di questa Regione. In molti comuni dove non ci sono alberghi, le presenze dei villeggianti in quegli appartamenti non vengono censite e quindi non rappresentano un valore né per i dati catastali degli immobili né per la capacità turistica di una località.

La proposta dà la possibilità di censire le presenze che ad oggi non lo sono e fornisce l’opportunità di dare una regolamentazione. Ben vengano gli emendamenti del collega Esposito che migliorano la legge nella misura in cui diciamo che gli appartamenti possono essere fittati per tre giorni soltanto quando non vanno a coincidere con il periodo di alta stagione degli hotel che hanno un dato di presenze pari al 2,8 giorni.

Quindi emendamenti che migliorano questa norma che, secondo me – modestamente non voglio dare un valore massimo perché sono firmatario di questa norma –, è una rivoluzione per la Calabria.

Siamo alla vigilia della spesa di un nuovo Por che impegna trasversalmente le risorse. Immaginate che effetti si produrranno qualora questa Giunta, qualora i dipartimenti dovessero decidere di impegnare 150 milioni di euro su una norma che permette di spendere bene in Calabria – perché parliamo di una ipotesi di norma di dare alle famiglie da 10 a 12 mila euro per migliorare gli appartamenti e quindi migliorare l’offerta turistica – e di creare un circuito virtuoso, perché questo significherebbe spesa per le piccole maestranze, spesa per chi vende finanche gli arredi ed i corredi di questi appartamenti spesso ammobiliati in modo approssimativo, per utilizzare un aggettivo leggero.

Una legge che impone dei vincoli e prevede tra l’altro la cedolare secca al 10 per cento prevista dal Governo, per cui c’è l’opportunità che chi fitta possa dichiarare per avere garanzie.

Se penso, ad esempio, alla realtà di Scalea, che conosco da vicino, anche a seguito di ragionamenti con le forze di polizia, è emerso che le presenze turistiche che durante il periodo estivo si concentrano in questi appartamenti senza essere censite favoriscono latitanti, gente che delinque.

Anche questo è un aspetto non banale che abbiamo valutato nel promuovere questa proposta di legge che penso sia una buona legge.

Sono previste dalla norma, tra l’altro, tre fasce di valutazione che devono essere affidate per dare una valutazione dell’accoglienza turistica negli appartamenti. Una minima e nuova offerta turistica è quello che ha fatto grande la regione Puglia.

In Puglia il mercato interno di immobili ristrutturati, anche a distanza di 60 chilometri dalle coste, ha rappresentato il grande volano in termini di numeri, di presenza, non necessariamente di qualità ma soprattutto di quantità di tanti giovani. La vecchia cultura vedeva le famiglie campane, romane e calabresi fittare gli immobili per più di un mese, questa legge risponde all’esigenza di una evoluzione di un mercato turistico, perché ormai, anche nel fittare gli appartamenti, si valuta di fittare a settimana, a quindicina o anche a pochi giorni.

Ritengo, quindi, che sia stato fatto un buon lavoro e per questo ringrazio tutti i giovani professionisti calabresi che hanno collaborato con me facendo un lavoro di badge marketing, e quindi anche di lettura e di cucitura, per adeguare alla Calabria questa norma che, se andrà bene e se questa Giunta vorrà, può rappresentare una capacità di spesa che in poco tempo cambierà il volto della regione migliorandone l’accoglienza, aumentando il Pil e, dando la possibilità a molte imprese di lavorare, ci restituirà una Calabria più organizzata e attrezzata.

Non ricordo i dati a memoria, ma sono milioni le notti non censite in questi appartamenti fittati male, con regole vecchie e speriamo che con questa nuova norma possano essere il principale volano per la nostra vocazione turistica.

Noi riteniamo che questo sia uno strumento veloce ed efficace per essere più accoglienti ed offrire anche più lavoro. C’è anche la parte – e la chiudo veramente qui – nella descrizione dei valori di questa norma che riguarda anche tutta l’organizzazione del mercato che ad oggi è gestito singolarmente dalle famiglie che prevede la possibilità che a Cetraro, che è il comune del presidente Aieta dove io villeggio, cooperative di giovani possano organizzare l’accoglienza turistica in quegli appartamenti, migliorando quindi la qualità dei servizi e della nostra accoglienza.

Grazie, spero di essere stato esaustivo e non aver appesantito articolo per articolo ma lo spirito di questa norma è questo fino a qui evidenziato. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Aieta. Ne ha facoltà.

AIETA Giuseppe (Partito democratico)

Signor Presidente, il collega Orsomarso ha tratteggiato i segmenti più importanti di questa modifica alla legge regionale numero 4 del 1995 in materia di classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri.

Mi tocca solo aggiungere che questa legge reca “disposizioni di carattere ordinamentale” che, ovviamente non comportano nuovi o maggiori oneri finanziari a carico del bilancio regionale. Per questo motivo è stata inserita, su suggerimento del dipartimento bilancio, la clausola di invarianza finanziaria.

Tra l’altro, devo aggiungere che dirimente è stata l’audizione che abbiamo tenuto coi dipartimenti bilancio, turismo, beni culturali, istruzione, cultura, ambiente e territorio i quali – appunto – non hanno rilevato alcun potenziale impatto di ordine economico-finanziario.

Dal punto di vista ordinamentale ovviamente il Settore legislativo ha dato il suo parere ed ha ritenuto questa proposta di legge compatibile con l’ordinamento normativo. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Poiché sono stato firmatario di alcuni emendamenti alla proposta di legge, ringrazio il collega Orsomarso per aver presentato questa modifica che serve, come ha detto lui e come ha ripetuto il Presidente della Commissione, Aieta, a far sì che le seconde case diventino un patrimonio per questa regione e lo diventino sotto forma di un reale censimento per questa unità immobiliare ed un reale censimento delle unità turistiche che vanno ad allocare questi immobili ma, soprattutto, che siano catalogate, raggruppate e, la cosa che più mi convince, è che siano verificate e controllate anche nella utilità dei fruitori di queste case-ferie.

Proprio in tal senso ho avuto un confronto col proponente, il consigliere Orsomarso, col quale abbiamo concordato – era questa la sua ma anche la mia logica – di migliorare questa proposta di legge, che è già meritoria, perché va a censire e catalogare un fenomeno che, lasciato in questo modo, non rappresenta una ricchezza ma bensì “un pericolo di immagine” che poi viene mediato fuori dalla regione Calabria da chi va ad occupare queste case e magari trova degli arredi di seconda o terza fascia, e così via di seguito.

Proprio in questa logica, mi sono permesso di presentare alcuni emendamenti, di cui uno lo ha già accolto il proponente della legge stessa, per quanto riguarda il minimo di giorni da poter locare queste seconde case.

Nella legge era previsto che ritornavano da 7 a 3 ed io ho chiesto l’abrogazione della lettera a) del comma 1 dell’articolo 3.

In una fase di successivo confronto con il collega proponente, eventualmente i 7 giorni, Presidente, si possono intendere solo ed esclusivamente per quanto riguarda l’alta ed altissima stagione, da lasciare alla possibilità dei proprietari di poterla locale anche per tre giorni nelle altre fasce stagionali. Così come anche ne faceva riferimento proprio il proponente cioè specificare meglio al primo capoverso dell’articolo 3, comma 3, dopo la parola “dai regolamenti comunali” inserire le parole “nonché ai requisiti sanitari di prevenzione come già previsto per il servizio di ricezione alberghiera e bed and breakfast”.

PRESIDENTE

Consigliere Esposito, illustrerà gli emendamenti dopo perché faremo la votazione articolo per articolo, successivamente.

Se non ci sono altri interventi passiamo all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

All’articolo 3 è stato presentato un emendamento, protocollo numero 49963, a firma del consigliere Esposito che ha facoltà di illustrarlo e di cui do lettura: “La lettera a) del comma 1 dell’art. 3 è soppressa; al comma 3, art. 3, al primo capoverso dopo le parole <dai regolamenti comunali> vengono inserite le parole <nonché ai requisiti sanitari di prevenzione come già previsti per il servizio di recezione alberghiera e bed and breakfast>”.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Avevo appena finito di decifrare l’emendamento dove alla lettera a) del comma 1 dell’articolo 3, questa parte è soppressa. La precedente legge parlava di 7 giorni, mentre questa proposta di legge introduce il termine minimo di 3 giorni. Se eventualmente l’Aula è d’accordo, i 7 giorni potrebbero fare riferimento solo ed esclusivamente ad alta ed altissima stagione e lasciare i tre giorni del proponente, il consigliere Orsomarso, per quanto riguarda gli altri periodi della stagione.

Al comma 3 dell’articolo 3, primo capoverso, proprio nella logica che diceva il consigliere Orsomarso del controllo e della verifica dei requisiti, dopo la parola “dei regolamenti comunali, nonché ai requisiti sanitari di prevenzione come già previsto per il servizio di ricezione alberghiera e bed and breakfast, perché così i requisiti sanitari sarebbero omologati anche ai bed and breakfast ai quali la legge stessa fa riferimento.

PRESIDENTE

Parere del relatore Aieta? Positivo. Parere della Giunta? Positivo.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3, come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 4 è stato presentato l’emendamento, protocollo numero 50123, a firma del consigliere Esposito che ha facoltà di parlare e di cui do lettura: “Il comma 4 bis dell’art. 4 è così sostituito <la casa per ferie, in relazione alla categoria di utenza ospitata o alla finalità specifica può assumere una specificazione tipologica purché concordata con il comune nel cui territorio è ubicata>”.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Presidente, presento questo emendamento, dopo averne ritirato uno nel fatto specifico perché, quando si parla di una specificazione tipologica aggiuntiva, non viene meglio chiarito quale questa possa essere perché lascia solo all’arbitrio dei comuni andare ad identificarla.

Potremmo decidere con il collega Orsomarso, valutando se ci sia la possibilità di meglio specificare che tipo di tipologia aggiuntiva possa essere; forse può essere lasciato in capo alla decisione del comune, saremmo più precisi. Stiamo parlando del comma 4bis dell’articolo 4, collega Orsomarso, quando parla di specificazione tipologica aggiuntiva.

Quella aggiuntiva lascia inteso lo scibile umano. Se si può specificare meglio, perché altrimenti lasciamo in capo alle decisioni del comune una decisione che potrebbe essere diversa da comune a comune ma anche tra comuni limitrofi.

Lasciando praticamente la previsione che c’era, anche per quanto riguarda gli alberghi connessi e quant’altro, in capo alla precedente legge.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Positivo. Parere della Giunta? Positivo.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4, come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

All’articolo 10 è stato presentato emendamento, protocollo numero 49958, a firma del consigliere Esposito di cui do lettura: “Al comma 1, dell’art.10, il comma 7 dell’art. 15 L.R. n. 4 del 1995 è così sostituito <7. All’attività ricettiva dei rifugi escursionistici e di montagna si applica l’istituto della segnalazione certificata di inizio attività (Scia) ai sensi dell’art. 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241 e del D.Lgs n. 59 del 2010 così come modificato dal D.Lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Alla suddetta segnalazione viene allegata, tra l’altro, una specifica dichiarazione rilasciata da strutture legalmente riconosciute ed operanti nell’ambito del soccorso ed orientamento, attestante che il custode della struttura è a conoscenza della zona, delle vie di accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi ed a posti di soccorso più vicini e che evidenzi che lo stesso sia in possesso delle cognizioni necessarie per effettuare un intervento di primo soccorso>”.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Giusto per mettere meglio in evidenza una attestazione che il custode della struttura deve avere e che non può essere lasciata ad una sua autocertificazione perché questa capacità del custode di conoscere la zona, le vie di accesso ai rifugi, ai rifugi limitrofi e quant’altro sia attestata da una struttura competente che può essere il comune stesso e anche per dare maggiore valenza a quella che può essere solo un’autocertificazione in capo alle caratteristiche che può avere il custode del rifugio.

PRESIDENTE

Col parere positivo del relatore pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 10, come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 11 è stato presentato un emendamento, protocollo numero 49964, a firma del consigliere Esposito che ha facoltà di illustrarlo e di cui do lettura: “La lettera a) del comma 1 dell’art. 11 è soppressa”.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Questo va in linea col primo emendamento e la lettera a) del comma 1 dell’articolo 11 è soppressa, così come era soppressa la lettera a) dell’articolo 1.

I 7 e i 3 giorni che abbiamo soppresso all’inizio del primo articolo vanno soppressi pure all’interno dell’articolo 11.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 11, come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 12 sono stati presentati due emendamenti il primo, protocollo numero 49961, a firma del consigliere Esposito che così recita: “Il comma 5 è così sostituito <La classificazione ha validità quinquennale>; il comma 7 è così sostituito <Il comune, oltre che alla scadenza naturale, procede d’ufficio a seguito di esposti o reclami alla verifica dei requisiti minimi obbligatori previsti dal livello di classificazione assegnato e qualora accerti una carenza degli stessi invita l’interessato ad adeguarsi alla normativa entro un termine non inferiore a 30 giorni, decorsi i quali emette provvedimento di sospensione dell’attività>; il comma 8 è così sostituito <il comune accertato che nei 30 giorni successivi al provvedimento di sospensione, la struttura non ha ottemperato ad adeguarsi ai requisiti minimi per il livello di classificazione posseduta, procede alla rettifica della classificazione. Contro tale provvedimento è possibile entro 30 giorni dalla data di notifica dell’atto, proporre ricorso al comune il quale nei successivi 90 giorni decide sul relativo esito>”.

Il secondo, protocollo numero 49962 a firma del consigliere Esposito così recita: “Al comma 1 dopo le parole <ai comuni> sono inserite le parole <per il tramite della Suap o di apposita conferenza dei servizi>”.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Presidente, per quanto riguarda la classificazione di queste case-ferie con uno, due e tre sorrisi si dava la classificazione come una volta acquisita non più determinabile, quindi per sempre.

Il comma 5, invece, è sostituito “la classificazione ha validità quinquennale” e il comma 7 pone il comune come organo di controllo e di verifica annuale o, a discrezione del comune o, anche in caso di eventuali esposti o reclami, il comune ha l’obbligo di verifica, così andiamo a determinare meglio anche chi deve essere l’organo di controllo della qualità di queste case-ferie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il primo emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione il secondo emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 12, come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 13.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 14.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 15.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso come emendata, con autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Proposta di legge numero 78/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale al decreto legislativo numero 39/2013”

PRESIDENTE

Siamo al quarto punto all’ordine del giorno che recita proposta di legge numero 78/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale al decreto legislativo n. 39/2013”.

La parola al consigliere Sergio, relatore.

SERGIO Franco (Oliverio Presidente), relatore

Signor Presidente, colleghi consiglieri, signor Presidente della Giunta, la proposta di legge della Giunta regionale reca “Disposizioni di adeguamento dell’ordinamento regionale al decreto legislativo 39/2013”. La presente legge ha lo scopo di adeguare l’ordinamento regionale della Calabria alle disposizioni dettate dal decreto legislativo 8 aprile 2013, numero 39, recante: “Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, numero 190”.

Invero, l’articolo 18 del succitato decreto legislativo, dopo aver disciplinato le sanzioni poste a carico dei componenti degli organi che abbiano conferito incarichi in violazione delle disposizioni dettate dal medesimo decreto in materia di inconferibilità e incompatibilità, prevede espressamente al comma 3 l’obbligo delle Regioni di adeguare i propri ordinamenti, individuando le procedure interne e gli organi che in via sostitutiva possono procedere al conferimento degli incarichi nel periodo di interdizione degli organi titolari.

La medesima disposizione, al successivo comma 4, prevede che, in caso di mancato assolvimento dell’obbligo di cui sopra, trovi applicazione la procedura sostitutiva di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, numero 131.

L’emanazione del presente provvedimento legislativo appare oltremodo necessario, ove si consideri che con comunicato del 14 maggio 2015 il Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione ha espressamente sollecitato le amministrazioni regionali, provinciali e comunali a dare tempestiva attuazione alle disposizioni dell’articolo 18 del disegno di legge 39/2013 e ad individuare gli organi che, nell’ambito della struttura organizzativa, possono procedere al conferimento in via sostitutiva dei nuovi incarichi.

Attraverso il presente disegno di legge, pertanto, si adegua il proprio ordinamento alla normativa nazionale mediante l’individuazione delle singole fattispecie delle procedure interne di accertamenti e contestazioni delle nullità degli incarichi e del soggetto competente a dichiararlo, sia per la Giunta sia per il Consiglio regionale; individua, inoltre, gli organi ed i componenti degli organi da sostituire e gli organi che, in via sostitutiva, possono procedere al conferimento degli incarichi nel periodo di interdizione degli organi titolari.

Le disposizioni contenute nel presente provvedimento hanno carattere ordinamentale e non comportano ulteriori oneri a carico del bilancio regionale, pertanto non si rende necessaria la relazione tecnico-finanziaria di cui all’articolo 39 dello Statuto della Regione Calabria.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Ha chiesto di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

OLIVERIO Gerardo Mario, Presidente della Giunta regionale

Presidente, innanzitutto ringrazio il consigliere Franco Sergio per l’esauriente relazione a questa proposta di legge. Mi preme evidenziare che la Calabria è la seconda Regione, dopo la Toscana, ad approvare un disegno di legge in rispondenza a quello che è il dettame del decreto legislativo 39 del 2013, che regola la materia dei poteri sostitutivi in caso di sospensione di uno o più organi della Regione, in relazione alle norme contenute nel decreto legislativo 39.

Credo che questo sia un fatto che va a merito del Consiglio regionale, approvare questa proposta di legge della Giunta, per evitare di incorrere, nella eventualità di atti sospensivi in conseguenza di irrogazione di sanzioni, in situazioni di confusione e di indeterminatezza circa le responsabilità degli organi preposti all’esercizio di queste funzioni.

Intervengo, innanzitutto, per fare una riflessione. Noi abbiamo avuto, in questi mesi – mi riferisco particolarmente alle settimane successive alla decisione dell’Anac di proporre la sospensione del Presidente della Regione, del sottoscritto, relativamente ai poteri di nomina – l’insorgere di una canea che è tutta protesa a fare una lettura di questo atto fuorviante rispetto al merito. Intanto, vorrei ricordare che l’atto proposto dall’Anac – poi vengo ad una riflessione – relativamente alle ragioni e al merito di questa determinazione – come ricorderete, come ricorderanno i colleghi consiglieri – è un atto relativo non a fatti corruttivi o a fatti che comportavano rischi in direzione di distorsioni e di esposizione su questo versante, ma si è trattato di un atto relativo ad una nomina.

Vorrei dire che da questo Consiglio regionale – per questo intervengo – a mio parere, deve essere espressa una sollecitazione al Parlamento, perché le norme contenute nel decreto legislativo alimentano la confusione; questa valutazione relativa all’applicabilità delle norme stesse è una valutazione espressa più volte dal dottore Cantone e non dal sottoscritto, e credo che ci sia un fondamento di verità in tutto ciò che ha determinato diverse iniziative legislative da parte di diversi gruppi e da parte di diversi parlamentari, circa la necessità di porre mano ad una legislazione che sia correttiva e tale da superare questa condizione di confusione e pasticciata che è contenuta in queste norme.

Questo lo dico a valle e a conclusione di un procedimento che ha visto il Tar del Lazio esprimere con chiarezza una valutazione e una posizione rispetto a questa vicenda; quindi lungi da me riflessioni che possano essere dettate dalla condizione nella quale io stesso mi sono venuto a trovare in conseguenza di questa confusione e di questo pasticcio. E’ un dato oggettivo questo e credo sia necessario, su questo punto, che il Parlamento intervenga rapidamente, perché credo che, quando si tratta di materia che coinvolge le rappresentanze istituzioni nel loro esercizio e nella loro funzione istituzionale, vada fatta chiarezza e con determinazione la necessaria correzione, per evitare che le istituzioni vengano tirate dentro un turbinio, che naturalmente non produce effetti positivi.

La seconda considerazione che vorrei fare è che siamo in presenza di una legislazione che, evidentemente, è dettata esclusivamente dalla preoccupazione di corrispondere alla canea dell’antipolitica, che alimenta un giustizialismo distorto che nulla ha a che fare con la necessaria azione di trasparenza, di rigore e di giustizia, alimenta situazioni, azioni ed atti che non sono rispondenti alla necessità di affermare e di rafforzare una linea e comportamenti di rigore e di trasparenza.

Ieri – non so quanti di voi lo hanno letto – il dottore Cantone, rispondendo ad una lettera di un autorevole giornalista del “Corriere della Sera”, del dottore De Marco – autorevole perché, come voi sapete e come soprattutto i giornalisti sanno, è una personalità che, nel quotidiano più importante del nostro Paese o tra i più importanti del nostro Paese, ha svolto e svolge un ruolo centrale, importante, è stato responsabile del “Corriere del Mezzogiorno” ed è un giornalista attento ed acuto –  che, domenica, ha sollevato questi interrogativi sui quali ritorno in Consiglio regionale, partendo dalla vicenda specifica; un articolo che, non a caso, ha evidenziato la contraddizione tra anticorruzione e giustizia; nel suo scritto, De Marco ha evidenziato l’incongruenza, la confusione determinata da questa normativa e dalla sua applicazione in modo particolare, evidenziando che c’è stato un errore marchiano nell’avere assunto questa iniziativa. Cantone, ieri, rispondendo alle osservazioni di De Marco, ha evidenziato che la responsabilità non è dell’Anac, bensì del responsabile dell’anticorruzione della Regione che ha irrogato la sanzione.

Tutto questo è vero e conferma la bontà delle nostre valutazioni, perché Cantone non mette in discussione l’incongruenza di questa decisione e la contraddittorietà di questa decisione, evidenzia che non è responsabilità dell’Anac, bensì di un altro organo, che è la responsabile regionale dell’anticorruzione.

Anche qui permettetemi di fare una riflessione. In questa materia, nella valutazione degli atti e soprattutto nell’azione di responsabilità rispetto agli atti che risultano essere in contraddizione o in violazione delle norme, io credo che – lo dico a rafforzare questa tesi – non ci possano essere che organi terzi che devono tutelare questo aspetto. Se questo, però, è vero, è altrettanto vero che, in sede di Tar, l’Anac si è costituita, legittimamente, con l’Avvocatura dello Stato a difesa di una tesi che, invece, viene contraddetta e proprio, per ultimo, dalla lettera che Cantone ieri ha scritto al “Corriere della Sera”. Lo voglio dire questo perché mai in queste settimane, prima del pronunciamento del Tar, il sottoscritto ha messo in discussione la bontà dell’iniziativa, lo spirito dell’iniziativa dell’Anac, che è stata evidenziata più volte da Cantone essere determinata dalla confusione normativa e non già da una valutazione di merito rispetto all’atto.

Perché ricordo questo e ho colto l’occasione per parlane? Perché noi dobbiamo aprire una discussione franca, libera. Ho impugnato quell’atto, malgrado la sospensione fosse limitata a tre mesi, un mese e mezzo dei quali largamente consumato. Bastava stare fermi, aspettare un altro mese e mezzo perché si chiudesse la vicenda.

L’ho impugnata per una questione di principio, perché rispetto a vicende di questa portata, che mettono in evidenza la inadeguatezza, la confusione di una legislazione, nella funzione che si esercita bisogna svolgere un ruolo attivo, perché questa è responsabilità. Io credo di avere contribuito con questa impugnativa a dare al Tar, ad un organo giurisdizionale, l’opportunità di poter pronunciare una valutazione, una decisione, una sentenza che è destinata a fare giurisprudenza.

Forse, se – come è avvenuto in altre realtà – ci fosse stata l’archiviazione, come era giusto fosse, perché nel provvedimento assunto per irrogare la sanzione nei confronti del Presidente della Regione, in quel provvedimento si evidenzia che non c’era né colpa grave né dolo, con una conclusione che è stata quella, invece, di irrogare comunque la sanzione, diversamente da quanto è avvenuto nella Regione Lazio, dove il responsabile dell’anticorruzione della Regione Lazio, sulla base di questa valutazione, ha archiviato la vicenda.

Io ho preso atto di questa decisione ed ho impugnato questa decisione perché fosse fatta chiarezza, non solo e non tanto, anche, rispetto alla responsabilità specifica, personale del Presidente e degli assessori che in quel momento hanno deliberato insieme al Presidente, ma perché fosse messo un punto fermo rispetto ad una legislazione che richiede di essere rapidamente superata dal punto di vista, quantomeno, della chiarezza nelle sue procedure applicative.

Altro è – e la faccio anche questa valutazione, non posso esimermi dal farla – il merito, che io non condivido; capirei una inconferibilità rovesciata di incarichi, capirei che, qualora un soggetto che ha esercitato potere in un ente economico, in un ente che esercita funzioni di potere, l’inconferibilità per un determinato periodo ad incarichi di rappresentanza; l’inconferibilità, l’incompatibilità agli incarichi di rappresentanza o la ineleggibilità, meglio, ad incarichi di rappresentanza e non viceversa. Questo è il merito, è il merito rispetto a quanto il legislatore ha deciso.

Non capisco come un candidato alle elezioni regionali o un candidato alle elezioni parlamentari o un candidato alle elezioni comunali che non viene eletto non abbia diritto ad essere utilizzato in diverse funzioni, sol perché ha avuto la colpa di candidarsi a rappresentare in una istituzione a qualsiasi livello le sue popolazioni.

E’ davvero, questa, l’esasperata ed incomprensibile scelta di una linea che non può essere assolutamente condivisa, anche quando questa linea è frutto di una scelta parlamentare.

Dico questo perché ritengo che su queste questioni si debba aprire una discussione forte, e questa discussione deve essere alimentata anche dal basso, perché in questa impostazione e in questa linea non c’è la richiesta di difesa di una casta, ma sono princìpi basilari di un ordinamento democratico. Queste riflessioni le faccio prendendo spunto dalla proposta di legge che è all’approvazione di questo Consiglio regionale e all’indomani del pronunciamento del Tar, perché ritengo che non possano essere sottovalutate vicende come questa e soprattutto non possa essere sottovalutata una legislazione che produce solo confusione e alimenta una deriva che non è finalizzata a colpire le distorsioni, la corruzione, la malapolitica, il malaffare, ma che affastella tutto e tutti, perché tutto possa essere assolto!

E’ proprio sulla base di queste riflessioni che mi sono permesso di chiedere la parola, perché, prendendo spunto dalla discussione su questa proposta di legge, si possano alimentare questo confronto e questa discussione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Tallini. Ne ha facoltà.

TALLINI Domenico (Gruppo Misto)

Buonasera a tutti, buonasera, signor Presidente, colleghi della Giunta, colleghi consiglieri regionali, soltanto un piccolo commento alle dichiarazioni del presidente Oliverio. Mi permetto sommessamente, proprio accogliendo il suo invito ad avviare un dibattito – sarà solo una breve considerazione oggi, ma credo che sia opportuno che si avvii davvero un dibattito su questi temi –, di dire che, secondo me, la via seguita dal presidente Oliverio è una via che, politicamente, non condivido; non mi sono fatto l’idea assoluta, nel momento in cui è arrivata la sospensione del provvedimento di Cantone, che il Presidente della Giunta regionale fosse un delinquente, né  tantomeno i calabresi.

Ritengo che, se il presidente Oliverio avesse sprecato energie, avesse utilizzato questo tempo e anche le risorse che sono servite per ridare una dignità - stando alle parole che abbiamo sentito -per risolvere altri problemi che affliggono la regione, secondo me da questo modestissimo punto di vista, probabilmente avrebbe fatto cosa migliore.

Se lei intervistasse i circa 2 milioni di calabresi per sapere cosa abbiano capito del provvedimento di sospensiva di tre mesi, le posso dire che ci sono tantissimi addetti ai lavori che questa cosa non l’hanno proprio capita. Ci fossimo dedicati di più a risolvere qualche problema dei calabresi o della macchina regionale, tanto per dire! Avessimo utilizzato i nostri legali per assistere i nostri dipendenti regionali! Voi sapete che la famosa sentenza che annulla e colpisce circa 1.200 dipendenti regionali e che crea un problema enorme nella macchina burocratica, è stata emanata senza che al processo al Consiglio di Stato la Regione si fosse costituita.

Questo diciamolo! La causa è stata di recente e probabilmente i legali erano tutti impegnati a sostenere il presidente Oliverio perché doveva cancellare quest’onta ricevuta da un amico dell’amico suo, Renzi, il Presidente del Consiglio, e Cantone espressione di questa linea politica!

Vi ringrazio e spero che il Presidente non mi abbia a malincuore per queste mie brevissime considerazioni che servono ad aprire un dibattito che poi potremo anche ampliare e sviluppare.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Colleghi, Presidente, consigliere Tallini, ho apprezzato il fatto che lei abbia colto l’essenza dell’intervento del presidente Oliverio, cioè quella di chiedere all’Aula e alla Calabria di aprire un dibattito su quella che è la vicenda della sanzione che lo ha riguardato, ma più in generale dell’attenzione che c’è rispetto alla politica nel suo rapporto con la giustizia nella nostra regione. Anche io mi limiterò in tre minuti ad intervenire su questo dibattito, proponendomi, insieme a lei e a tutti i colleghi che lo vorranno, di poter poi approfondire e confrontarci meglio.

A mio giudizio, diversamente dal suo, il presidente Oliverio ha vissuto con grande dignità la fase che lo ha visto soggetto ed oggetto di un provvedimento ingiusto; non si è pronunciato, lo ha rispettato, non è entrato nel merito ed ha ritenuto di dover ricorrere avverso quel provvedimento. Io dico che ha fatto bene a ricorrervi, proprio perché, al di là del provvedimento stesso, che poi il Tar ha giudicato sbagliato, accogliendo il ricorso, il tentativo di descrivere Mario Oliverio per quello che non è c’è stato in Calabria, non c’è stato da parte sua, collega Tallini, noi ne prendiamo atto con grande piacere, ma c’è stato da parte di alcuni organi di stampa, da parte di alcune forze politiche rappresentate in Parlamento, che hanno subito colto l’occasione per dire: “Beh, la Calabria, il presidente Oliverio, l’anticorruzione…”.

Proprio per stare al suo dire, che ho ascoltato con attenzione, che è quello degli addetti ai lavori e dei cittadini, è proprio vero che molti addetti ai lavori e molti cittadini non avevano capito nemmeno di che cosa si stesse parlando in quel caso lì. Proprio per questo ha fatto bene Mario Oliverio a fare ricorso, perché il cittadino comune, subalterno, bombardato da una propaganda demagogica e populista da parte di alcune forze politiche e da parte di alcuni organi di stampa, aveva capito che l’Autorità per l’anticorruzione, quindi per un fatto di corruzione, era intervenuta sanzionando Mario Oliverio, colpevole di avere nominato un uomo, il dottore Santo Giuffrè, che invece all’Asp di Reggio Calabria ha iniziato con grande coraggio con denunce, revocando atti, quindi non a chiacchiere, un’opera di bonifica, di pulizia e di trasparenza in merito ai doppi pagamenti nella sanità, che sono tema assai delicato a Reggio, in Calabria e nel Paese.

Vorrei ricordare da questo banco che lì, sulla vicenda della clinica Villa Aurora, c’è stata anche una certificazione dell’advisor regionale, Kpmg, pagato profumatamente dai calabresi, che non corrispondeva alla realtà.

Quindi, attenzione, ha fatto bene Mario Oliverio a dire “facciamo chiarezza”, ha utilizzato gli strumenti consentiti dalla legge, perché è un uomo rispettoso delle leggi e, in virtù di un principio di trasparenza, ha ottenuto giustizia, perché così si fa.

Oggi i calabresi sanno che il loro Presidente, come è suo costume, sua cultura, sua formazione e sua storia, ha agito correttamente. Questa non è una cosa che poteva passare tra parentesi e non doveva passare tra parentesi.

Su questo noi siamo disponibili ad aprire un dibattito, un confronto, a farlo liberamente e nel rispetto delle opinioni, per arrivare, possibilmente, ad una sintesi che ci dica una cosa: c’è una politica trasparente che rispetta le leggi e che pretende rispetto, perché proprio per questo è una politica autorevole.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Orsomarso. Ne ha facoltà.

ORSOMARSO Fausto (Gruppo Misto)

Intervengo brevemente perché ha detto già tanto nel suo intervento il consigliere Tallini, ma non posso esimermi dal fare una battuta rispetto a questo dibattito, avendo ascoltato l’intervento del capogruppo del Partito democratico – che mi auguro sia il capogruppo del Pd di nuova stagione, non voglio dire di nuova generazione, perché non è un problema di età ma di cultura – così come abbiamo visto in questi anni, devo dire il presidente Oliverio non tanto nella funzione di Presidente della Provincia, nemmeno di Presidente della Regione, composto rispetto ad una cultura del Pd.

Non posso esimermi – ripeto – perché avrete, non dico apprezzato – perché non richiediamo apprezzamenti – ma, perlomeno, valutato con obiettività un senso di responsabilità dimostrato in uno Stato che è al collasso, in uno Stato in cui ci sono molteplici difficoltà – l’abbiamo già detto in occasione del dibattito sui fondi Por – in cui la spesa risente anche delle sentenze del Tar, del Consiglio di Stato; oggi abbiamo aggiunto anche disposizioni in materia di anticorruzione, siamo in uno Stato in cui c’è una magistratura con la quale la politica dovrebbe tornare a fare un patto, perché non può intervenire in alcuni casi che riguardano colleghi consiglieri che, tra l’altro, non credo siano responsabili di quello che, pur legittimamente, una magistratura deve andare ad accertare.

C’è tutto un percorso da compiere anche in Calabria per la cultura politica, perché molto spesso alla Calabria quando si parla di alcune tematiche che non gli interessano piace essere europea o nazionale, ma si è sempre un po’ distratta.

Faccio questo appello perché voglio sottolineare per la difesa delle Istituzioni ed anche del presidente Oliverio, perché oggi abbiamo approvato le disposizioni in materia di anticorruzione relativamente al conferimento degli incarichi – che, insomma, era facile fare il commento: “oh, Oliverio è punito finanche dai suoi!”; invece, noi denunciamo, semmai, un ritardo sulle cose che si dovevano fare, su cui tra l’altro il presidente Oliverio è in evidente ostaggio di una maggioranza e di un partito che stanno cercando le sue forme, in termini – perdonatemi se lo dico in questa sede, non è tema da Consiglio regionale – finanche vergognosi rispetto ai tempi della politica.

Voglio fare soltanto questo appello per ricordarvi, ricordare soprattutto a chi siede e rappresenta il Pd, che c’è stato un Pd a livello nazionale e soprattutto in questa regione che si è espresso diversamente su vicende non dissimili rispetto ad una cultura di governo che deve vedere contrapposti sulle cose che si fanno o che non si fanno, sui programmi che si realizzano o meno e  non sull’ala del vostro Presidente di partito che, pur avendo atteggiamenti un po’ shakespeariani quando è in privato, poi è stato il primo giustizialista a dire – mi ricordo –“Scopelliti!” – giusto per citarne uno rappresentativo di tutta una generazione.

Faccio questo intervento per esortare il Pd calabrese, il Pd che ha una rilevanza nazionale sulla classe dirigente, alla cultura del rispetto delle Istituzioni, del garantismo, di uno Stato che funziona ed in cui poi ci dividiamo quando si trova qualcuno con le mani nella marmellata invece di dire “bene, non si salva nessuno”; dovete avere sempre questa cultura, non soltanto – e non riguarda voi, perché vi salvo come nuova generazione – quando vi fa comodo!

Sono intervenuto brevemente perché non potevo esimermi perché dovrà essere oggettivamente così, rispetto anche alla gran cassa dei rappresentanti del movimento Cinque Stelle, che in questo nostro Paese sono diventati quelli che danno lezioni di educazione e di costume.

Ci sarà un dibattito più ampio che va fatto al di fuori delle Istituzioni, ma voglio ricordarlo oggi e anche per il futuro, perché in passato molti vostri colleghi e molti rappresentanti istituzionali non hanno avuto questo garbo e questa grandezza istituzionale che noi pensiamo di mantenere a prescindere, anche nei confronti di chi proviene da un’altra parte.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Salerno. Ne ha facoltà.

SALERNO Nazzareno (Forza Italia)

Questa proposta di legge è stata trattata in Commissione, di cui mi onoro di far parte, Vicepresidente, con il collega Franco Sergio.

Ho ascoltato con molta attenzione l’intervento del presidente Oliverio e intervengo soltanto per un aspetto di carattere politico, e di questo parlavamo con il mio capogruppo Nicolò, che mi ha dato la possibilità di intervenire a nome del gruppo di Forza Italia. Noi siamo garantisti sempre, presidente Oliverio, e oltre ad essere garantisti sempre, siamo per il primato della politica. Noi riteniamo che anche l’Anac, così come voluta dal Governo e istituita, non si possa sostituire alle altre istituzioni dello Stato. E’ stato creato un organismo che, in pratica, si sostituisce alle Procure, ai tribunali, al Consiglio di Stato, al Tar, con dei procedimenti veloci e che non dà la possibilità alla controparte di potersi difendere! Noi interveniamo per questo.

Lei, presidente Oliverio, ha fatto bene ad opporsi, a costituirsi. Certo, poi, sugli aspetti, sui dettagli non mi voglio soffermare.

Quel giorno, in Commissione, avevo detto “è il momento che è sbagliato” perché l’avevamo portato in Commissione qualche giorno dopo che era intervenuto questo provvedimento nei suoi confronti, e ho preferito allontanarmi dalla seduta, ma non votare contro, proprio per quello che le dicevo prima, Presidente. Così come sono intervenuto in quest’Aula quando lei ha nominato la Giunta, quando io ho detto che bisogna rafforzare la politica, quella politica buona, quella in cui tutti quanti noi, soprattutto alcuni di noi che siamo qui in Consiglio regionale e crediamo e ci battiamo ogni giorno, in qualsiasi circostanza. Noi lo dobbiamo affermare e valorizzare.

Lei rappresenta i calabresi in questo momento ed ha il dovere di assumersi la responsabilità di quello che fa, delle nomine che sottoscrive, delle scelte che lei fa come governo. La valutazione non spetta, sinceramente, a chi, per esempio, come l’Autorità con un provvedimento semplice a sospendere un Presidente della Regione. Non è così, io dico che è la politica che deve valutare. Se lei sbaglia, presidente Oliverio, come ritengo che lei errori ne abbia fatti in questo anno di governo regionale, devono essere i calabresi a prenderne parte e devono esprimersi alle urne. Questo significa vivere in democrazia, questo significa dare la possibilità alle istituzioni, dare la possibilità a un governo regionale, a un Consiglio regionale di poter governare la propria regione e non che ci siano intromissioni, perché – se lei ricorda – anche in merito al commissariamento della sanità siamo intervenuti in quest’Aula; noi ribadiamo anche oggi che questo non va bene, perché è una politica di colonizzazione, qualcuno si sostituisce a chi, invece, ha il diritto-dovere di governare la Regione Calabria, presidente Oliverio.

Questo era l’intervento che volevamo fare come gruppo di Forza Italia, per dire che noi siamo garantisti sempre e non soltanto a senso unico, ma sempre e comunque, perché il diritto deve essere base fondamentale in un Paese democratico.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Graziano. Ne ha facoltà.

GRAZIANO Giuseppe (Casa delle Libertà)

Presidente, colleghi, condivido moltissimo l’intervento del collega Salerno sul garantismo e sul primato della politica. E’ necessario presentare oggi questa proposta di adeguamento alla legge 39 – che voterò favorevolmente dal punto di vista personale – però è anche giusto dire che non è possibile sospendere dall’incarico un Presidente o una Giunta regionale per aver fatto una nomina basata su un’attestazione di cui ognuno si assume la responsabilità. E’ la legge stessa a dover prevedere, in questi casi, esclusivamente l’obbligo della revoca. Poniamo il caso che fosse stata questa Giunta regionale a procedere alla nomina, noi in questo momento ci ritroveremmo, al di là del ricorso al Tar in cui il Presidente ha avuto la sospensiva, la Giunta intera sospesa, nel senso che non può fare incarichi. Questo vuol dire bloccare una Regione, bloccare la macchina amministrativa e non è possibile, come non è possibile rimettere la politica ad organi amministrativi sovraordinati leggi di tal genere oppure alla magistratura come per la legge Severino.

Allora cosa dico? Che questa legge è profondamente iniqua, che va bene revocare la nomina che è stata fatta non secondo le norme, ma cosa c’entra sospendere dal potere di nominare un Presidente della Giunta regionale o un’intera Giunta regionale, addirittura, oppure un Consiglio regionale o un Ufficio di Presidenza di un Consiglio regionale?! Mi sembra che ciò non sia possibile. Io non capisco come in Parlamento si sia potuto approvare una legge di tal genere. E’ evidente che sono prevalse altre logiche e altri poteri rispetto a quello politico.

Condivido moltissimo l’intervento di Salerno, chi ha vinto le elezioni deve avere il potere di governare, come ho dimostrato anche nella vicenda del referendum e lo attesto ancora oggi. Ma vado ancora oltre: anche la legge Severino è profondamente iniqua. Noi abbiamo due casi in Italia, quello di De Magistris e quello di De Luca. Mi chiedo perché negli enti locali ci debba essere la sospensione dalle funzioni per una condanna di primo grado per alcuni reati contro la pubblica amministrazione, invece i parlamentari no, per loro bisogna aspettare il terzo grado di giudizio?!

E’ chiaro che questa è una legge palesemente ingiusta ed iniqua. Non so cosa dichiarerà la Corte costituzionale in riferimento al ricorso del Presidente De Luca, ma è lampante che anche questa legge è stata fatta sotto la spinta di istanze della magistratura e di un populismo del momento. Noi non dobbiamo assolutamente, in questo Consiglio regionale, facci dettare il nostro lavoro dai movimenti populistici oppure dalla spinta del momento. Noi dobbiamo essere giusti, dobbiamo rendere atto al mandato elettorale che la gente ci ha dato e quindi dobbiamo, in questa assise che è la massima del Consiglio regionale, fare il nostro dovere, che è quello di legiferare e di governare per chi ha vinto.

Questo credo che sia giusto e legittimo in ogni organismo politico. L’organismo politico non deve assolutamente far venire meno quello che è il suo compito e non si deve assolutamente delegare altri organi a governare al proprio posto, perché altrimenti si delegittima la politica e non solo vorrebbe dire anche delegittimare il voto popolare, delegittimare i cittadini che hanno inteso votare. Questo non è consentito a nessuno!

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, passiamo all’esame del provvedimento. Non ci sono emendamenti.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso con autorizzazione al coordinamento formale

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Anche in riferimento al punto 3 l’Aula autorizza il coordinamento formale, che sarà articolato da quindici articoli.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 89/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Adozione della proposta di riprogrammazione del POR CALABRIA FSE 2007-2013, autorizzazione all'Autorità di Gestione a sottoporla ai membri del Comitato di Sorveglianza e a notificarla alla Commissione Europea”

PRESIDENTE

Il quinto punto all’ordine del giorno reca la proposta di provvedimento amministrativo numero 89/10^ di iniziativa della Giunta regionale: “Adozione della proposta di riprogrammazione del Por Calabria Fse 2007-2013, autorizzazione all'Autorità di Gestione a sottoporla ai membri del Comitato di Sorveglianza e a notificarla alla Commissione Europea”.

La parola al relatore del provvedimento, consigliere Aieta.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico), relatore

Signor Presidente, questo provvedimento che è all’esame prevede una proposta di riprogrammazione del Por Calabria Fse 2007-2013. Questa rimodulazione, in sostanza, comporterà una riduzione al livello minimo del 25 per cento del tasso di cofinanziamento nazionale a valere sulla quota statale del Por Calabria Fse 2007-2013, con conseguente aumento del tasso di cofinanziamento comunitario al 75 per cento.

Ci sono stati in Commissione il dottor De Marco, che rappresenta l’Autorità di gestione del Por Calabria Fse 2007-2013, e la dottoressa Rizzo, dirigente di settore, i quali hanno specificato che la dotazione finanziaria complessiva del programma scenderà da 690 milioni circa a 573 milioni di euro circa, con una riduzione pari a 117 milioni, che andranno a confluire nel Pac, nel Piano di azione e di coesione della Calabria.

L’esigenza di rivisitare e rimodulare il programma nasce dalla necessità di garantire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie e di salvaguardare il volume degli investimenti programmati, assicurando il completamento degli interventi.

Ovviamente, l’approvazione di questa proposta di provvedimento amministrativo passa al Consiglio e lo sforzo che fa la Giunta è quello di arrivare al 31 dicembre 2015 senza che vengano modificati o alterati la strategia e gli obiettivi del Por, al cui conseguimento contribuirà in modo considerevole il Pac regionale.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? No. Pongo in votazione il provvedimento in esame.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Proposta di legge numero 64/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive notificate all'amministrazione regionale e da acquisto di beni e servizi senza il preventivo impegno di spesa”

PRESIDENTE

Il sesto punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 64/10^ di iniziativa della Giunta regionale: “Riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive notificate all'amministrazione regionale e da acquisto di beni e servizi senza il preventivo impegno di spesa”.

La parola al consigliere Aieta, relatore del provvedimento.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico), relatore

Nello specifico, questo provvedimento si compone di una delibera nella quale la Giunta, con proposta di legge, ha come obiettivo quello di riconoscere la legittimità dei debiti fuori bilancio, derivanti da sentenze esecutive notificate all’amministrazione regionale e da acquisti di beni e servizi senza il preventivo impegno di spesa.

Questo disegno di legge si compone del parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, che è stato acquisito al protocollo generale del Consiglio regionale in data 21 settembre 2015.

I debiti fuori bilancio che vengono riconosciuti dal Consiglio sono, sostanzialmente, costituiti da sentenze esecutive, da copertura dei disavanzi di enti, società ed organismi controllati o comunque dipendenti dalla Regione, purché il disavanzo derivi da fatti di gestione, da procedure espropriative o di occupazione di urgenza, da acquisizione di beni e servizi in assenza del preventivo impegno di spesa.

Con questa delibera e con la conseguente proposta di legge si vuole procedere al riconoscimento della legittimità dei debiti fuori bilancio, derivanti da sentenze e decreti ingiuntivi esecutivi per un valore di circa 2 milioni e 590 mila euro, di cui 709 mila euro nascenti da sentenze divenute esecutive nell’anno 2015, e da 1 milione e 8, derivanti da sentenze esecutive relative agli anni 2013 e 2014, dall’acquisizione di beni e servizi in assenza di preventivo impegno di spesa per un valore complessivo di 4 milioni di euro.

In questo provvedimento, all’articolo 3 vengono indicate le forme di copertura per i debiti di bilancio, individuati i capitoli dove vengono allocate le risorse.

Il settore legislativo ha, tra l’altro, reso compatibile il disegno di legge con la normativa in materia di armonizzazione dei bilanci.

Alla seduta della Commissione ha portato il loro contributo la dottoressa Bonaiuto, che è dirigente del dipartimento bilancio, la quale ha manifestato l’urgenza e l’importanza del provvedimento.

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, passiamo all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Proposta di legge numero 67/10^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Modifiche alla legge regionale 18 dicembre 2013, n. 54 (Accelerazione della definizione di procedimenti agevolativi)”

PRESIDENTE

Il settimo punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 67/10^ di iniziativa della Giunta regionale: “Modifiche alla legge regionale 18 dicembre 2013, n. 54 (Accelerazione della definizione di procedimenti agevolativi)”.

La parola al consigliere Sergio, relatore del provvedimento.

SERGIO Franco (Oliverio Presidente), relatore

Signor Presidente, colleghi consiglieri, signor Presidente della Giunta, la proposta di legge in epigrafe intende introdurre alcuni correttivi alla legge regionale numero 54 del 2013 in materia di accelerazione della definizione di procedimenti agevolativi, in particolare essa vuole rendere maggiormente conforme al dettato dei princìpi costituzionali alcuni disposizioni contenute nella legge regionale appena menzionata. Infatti, le disposizioni contenute all’articolo 1, modifiche all’articolo 1 e all’articolo 3 della legge regionale numero  54 del 2013, renderebbero la disciplina regionale in tema di procedimenti agevolativi del tutto analoga a quella dettata dal legislatore statale.

La legge regionale numero 54 del 2013 ha introdotto disposizioni con le quali il legislatore regionale ha inteso recepire nell’ordinamento della Regione Calabria le ipotesi previste all’articolo 29 del disegno di legge numero 83 del 2012, di esonero dagli obblighi relativi al rispetto degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie a suo tempo assunte dai beneficiari delle agevolazioni indicate nel comma 1 del medesimo articolo 29, il quale testualmente recita: “In considerazione della particolare gravità della crisi economica che ha colpito il sistema produttivo, le imprese beneficiarie delle agevolazioni di cui all’articolo 1 del decreto legge 22 ottobre 1992 numero 415, convertito con modifiche dalla legge 19 dicembre 1992 numero 488 e di cui alla legge 25 febbraio 1992 numero 215, non sono più tenute al rispetto degli obblighi derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione dei lavoratori. Sono fatti salvi i provvedimenti già adottati”.

In particolare l’articolo 1, comma 2, della legge regionale 54 prevede che le imprese beneficiarie di agevolazioni a valere su fondi regionali o su risorse di cui al Pop 1994/99 e al Por 2000-2006, che alla data di entrata in vigore del decreto legge 83 abbiano completato e regolarmente collaudato gli investimenti anche in presenza di provvedimenti già adottato, sono esentate dal rispetto degli obblighi e delle prescrizioni derivanti dal calcolo degli indicatori utilizzati per la formazione delle graduatorie previste dalle direttive di attuazione, dai bandi e dai relativi provvedimenti di concessione.

La su riportata previsione di legge regionale, nell’introdurre l’esonero dagli obblighi connessi al rispetto degli indicatori utilizzati per la formazione di graduatorie relative alle agevolazioni, ne consente l’operatività, a differenza della normativa statale, anche nelle ipotesi in cui siano precedentemente intervenuti provvedimenti di revoca delle agevolazioni, eventualmente adottati proprio in ragione del mancato raggiungimento degli indicatori medesimi o dell’inadempimento di prescrizioni correlate alla concessione dell’aiuto e preclude all’amministrazione regionale di procedere al recupero conseguente alla predetta revoca delle somme indebitamente percepite.

L’articolo 1, comma 2, della legge regionale 54, contemplando detto esonero, anche in presenza di provvedimenti già adottati, si pone in contrasto con la corrispondente previsione di legge statale di cui all’articolo 29, comma 1, del disegno di legge 83/2012, ai sensi del quale sono fatti salvi i provvedimenti già adottati.

Tale previsione di legge regionale presenta, dunque, profili di illegittimità costituzionale per violazione dell’articolo 3 della Costituzione, atteso che, a fronte di situazioni omogenee relative ai beneficiari di agevolazioni che abbiano formato oggetto di provvedimenti di revoca, essa comporta, per i soggetti cui tali benefici siano stati erogati dalla Regione Calabria, una disciplina più favorevole ed ingiustificatamente differente rispetto a quella cui sono generalmente assoggettati, sul restante territorio nazionale, i destinatari di provvedimenti di revoca di agevolazioni per mancato rispetto degli indicatori suddetti.

La norma in questione, inoltre, prevedendo un esonero dagli obblighi connessi al rispetto degli indicatori utilizzati per la formazione di graduatorie relative ad agevolazioni erogate a valere su fondi comunitari e precludendo la ripetizione di tali erogazioni indebitamente percepite e pure in presenza di un pregresso provvedimento di revoca, confligge con i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, posti anche dall’articolo 117, comma 1, della Costituzione.

Si profila, altresì, una violazione del comma 2 del succitato articolo 117 con riferimento alla lettera 1, atteso che l’articolo 1, comma 2, della legge regionale 54, interferendo con la disciplina della ripetizione dei debiti di cui all’articolo 2033 del Codice Civile, invade la materia dell’ordinamento civile riservata alle potestà legislative esclusive dello Stato.

Poiché la normativa in esame non prevede alcuna specifica dotazione finanziaria né in relazione all’eventuale ammissione al beneficio di soggetti inizialmente esclusi per mancato rispetto degli indicatori, né in relazione ad una possibile restituzione a beneficiari di somme recuperate a seguito di revoche, né in relazione all’ipotesi in cui il bilancio regionale debba farsi carico nei confronti dell’Unione europea di risorse comunitarie indebitamente erogate e di cui non fosse possibile la ripetizione, essa contrasta, altresì, col principio costituzionale che impone la copertura finanziaria dettata dall’articolo 81, comma 3, della Costituzione, che trova applicazione per la legge regionale, per come ripetutamente affermato dalla Corte costituzionale, anche con riferimento a leggi della Regione Calabria.

Le medesime considerazioni fin qui svolte possono essere estese anche alla previsione di cui all’articolo 3, comma 1, della legge regionale 54, a mente del quale la Regione Calabria, attraverso i dipartimenti competenti per materia e previa richiesta da parte delle imprese interessate, da produrre entro 60 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, anche in presenza di provvedimenti già adottati, favorisce il completamento degli investimenti agevolati anche attraverso deroghe a termine di presentazione degli stati di avanzamento lavori e di ultimamente dei programmi di spesa, concedendo proroghe straordinarie comunque compatibili con i termini di spesa previsti dai programmi comunitari.

Si ritiene, pertanto, necessario presentare la proposta di legge al fine di espungere dal testo della legge regionale numero 54 ogni riferimento a provvedimenti già adottati.

A questo proposito, c’è un emendamento di precisazione che anch’io ho presentato a questa norma.

Presidenza del Vicepresidente Francesco D’Agostino

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Esposito. Ne ha facoltà.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Sono perfettamente in linea con quanto relazionato dal Presidente della prima Commissione, il consigliere Franco Sergio, ma proprio alla luce del lavoro fatto in Commissione, anche nella seconda Commissione, perché è stata soggetto anche in sede di Commissione bilancio, la pratica è stata soggetta ad una eventuale proposta di emendamento, che credo poi abbia fatto sua proprio il consigliere Sergio, e poiché abbiamo presentato un emendamento sempre nel merito, a firma mia, del consigliere Scalzo e del consigliere Tallini, credo che, dopo la relazione del collega Sergio, ci sia la necessità di andare a ritirare la pratica e portarla all’approvazione alla prossima seduta di Consiglio regionale, al fine di capire se, intanto, i due emendamenti sono sovrapponibili fra di loro e affinché possa essere predisposto un solo emendamento, anche perché parliamo di incentivi pubblici che poi, se non ben disciplinati in quest’Aula, potrebbero dare adito a notevoli fasi di ricorsi e contenziosi contro la Regione Calabria.

Quindi, nella logica in cui ha relazionato il consigliere Sergio, ma anche nell’eventualità di fare un unico emendamento rispetto a quelli già presentati, chiedevo all’Aula di voler momentaneamente soprassedere all’approvazione di questa pratica e portarla alla calendarizzazione della prossima seduta di Consiglio, che credo sia il 3 dicembre.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Tallini. Ne ha facoltà.

TALLINI Domenico (Gruppo Misto)

Chiedo un attimo di attenzione da parte del Presidente, perché ritengo che questo provvedimento vada approfondito; mi rifiuto che uno che fa politica, che pensa ai problemi della gente e soprattutto a quelli delle categorie produttive, possa produrre un atto come questo. Io penso, invece, che mentre lei era a Roma a seguire la sua vicenda, qualcuno proponeva degli atti che, secondo me, danneggiano i calabresi e categorie particolari di calabresi.

Quindi le dico e le chiedo di approfondire, ricordando che, quando noi aderimmo a questa proposta, lo facemmo perché questa proposta ci venne dall’associazione industriale e ci fecero capire che l’unico provvedimento che Monti, da Presidente del Consiglio, aveva fatto a favore delle categorie produttive, accanto a tantissimi provvedimenti nefasti, era stato questo e che noi, come Regione Calabria, dovevamo cogliere, e avevamo fatto quella proposta.

Ora, voi immaginate che cosa significa questa proposta per quelle attività produttive? Le attività produttive hanno utilizzato questi fondi e, chiaramente, oggi, se dovessero restituirli alla Regione perché c’è una decisione diversa… mi associo alla iniziativa del ritiro della pratica, ma non basta dire “la rinviamo”. Ci metto una motivazione ulteriore: vorrei che il presidente Oliverio riflettesse molto su questa delibera, pensando anche al fatto che ci sono stati dei giudizi, dei pronunciamenti, proprio di quella giustizia che lei diceva prima, che andava evocata, ma anche rispettata quando si pronuncia; ci sono dei giudizi già a favore dei privati che hanno espresso impugnativa agli atti e i tribunali amministrativi si sono già dichiarati a loro favore. C’è anche, Presidente, un pronunciamento della Corte costituzionale che, interessata, proprio qualche giorno si è pronunciata a favore di questi imprenditori che hanno avuto questi finanziamenti in una fase difficile.

Le aggiungo un motivo ulteriore: secondo me, come minimo, noi dovremmo aspettare che ci fosse anche l’altro pronunciamento, perché quando lei dà mandato – lei come Presidente, perché questa è una proposta della Giunta – agli avvocati nostri per sollevare il problema della costituzionalità di questa norma, io le ricordo soltanto che la Regione Sardegna, la Regione Calabria, la Regione Veneto e la Regione – mi pare – Puglia, hanno adottato questo provvedimento. Il provvedimento è stato inviato al Governo, il Governo non ha ritenuto di individuare nulla di illegittimo nel provvedimento, quindi noi abbiamo già in mano atti e documenti che possono attestare che gli atti sono stati legittimi e che sono legittimi.

Mi permetto soltanto di dirle di riflettere su queste cose. Non possiamo mettere il Consiglio regionale davanti ad una cosa così seria e in un momento così delicato per queste categorie, soprattutto in Calabria. Poi lei si deve anche, ogni tanto, proporre per cose positive, non solo perché revoca questo, revoca quello, revoca quell’altro, insomma, non è che può passare alla storia per essere stato il Presidente delle revoche! Mi auguro che su questa cosa rifletta, glielo dico con grande serietà, senza ironia e glielo dico anche perché ritengo che anche dalla sua maggioranza questa idea di ritirare per approfondimento sia un buon segnale che riguarda un argomento che non viene portato in Aula con gli occhi bendati, ma viene valutato, approfondito.

Ritengo che su questo prevarrà il buonsenso e sicuramente si contraddistinguerà per aver recepito i contributi anche delle categorie produttive, che sono nella direzione di aiutare gli imprenditori e non di danneggiarli.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Sergio. Ne ha facoltà.

SERGIO Franco (Oliverio Presidente), relatore

Signor Presidente, non solo per una questione di posizione bipartisan su questo tema, ma credo che possa essere accolta la richiesta di approfondimenti, anche perché ci troviamo in un momento in cui una recessione economica terribile pone il sistema produttivo in una condizione di disagio; per cui per evitare eventuali penalizzazioni per un sistema che oggi fa fatica a creare condizioni di crescita e di sviluppo ed anche per rendere omogeneo il trattamento tra le imprese di tutto il territorio nazionale, credo che possa essere accolta la richiesta di rinvio e di approfondimenti alla prossima seduta.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Guccione. Ne ha facoltà.

GUCCIONE Carlo (Partito Democratico)

Il ritiro del provvedimento da parte del relatore Sergio mi trova soddisfatto, perché ritengo che un provvedimento di tale portata - io non so poi come questi tipi di provvedimenti arrivino in Aula - abbia profili forti di illegittimità e di incostituzionalità. Se andate a leggere l’articolato credo che noi dobbiamo fare molta attenzione.

Si è discusso prima della vicenda dell’Anac, della sospensione del Presidente, ma noi dobbiamo introdurre meccanismi che consentano di verificare attentamente i provvedimenti che mirano a modificare leggi o parti di leggi, perché qua introduciamo elementi distorcenti nel sistema economico ed elementi distorcenti anche dal punto di vista giuridico e di diritti.

Per questo ritengo giusta la proposta fatta dal collega Sergio, ma ritengo che il Consiglio regionale debba dotarsi di una serie di strumentazioni che consentano che questi provvedimenti che hanno questi profili, secondo me, di illegittimità e di incostituzionalità, non vengano neanche portati in Aula. Da questo punto di vista, gli approfondimenti su questa materia serviranno a verificare questa situazione. Ecco qui il problema della trasparenza degli atti amministrativi, delle scelte delle modifiche legislative! Dobbiamo essere chiari ed impedire che surrettiziamente interessi che non hanno albergato fino ad oggi nella regione possano entrare con meccanismi di questo tipo.

PRESIDENTE

Ci sono altri interventi? No. Pongo in votazione la richiesta di rinvio del punto all’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 86/10^ di iniziativa del consigliere G. Giudiceandrea, recante: “Variazione al bilancio per l'esercizio finanziario 2015 ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8”

PRESIDENTE

L’ottavo punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 86/10^ di iniziativa del consigliere G. Giudiceandrea: “Variazione al bilancio per l'esercizio finanziario 2015 ai sensi dell'articolo 23 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8”.

Il relatore del provvedimento, consigliere Aieta, ha facoltà di intervenire.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico), relatore

Signor Presidente, si tratta di una variazione al bilancio dell’esercizio finanziario 2015. La seconda Commissione ha approvato questa proposta di legge di iniziativa del consigliere Giudiceandrea, che prevede una variazione che, nel merito della proposta, si compone di due articoli.

Nello specifico, all’articolo 1 si prevede di allocare 15 milioni di euro sull’unità previsionale di base 231002, al fine di garantire la prosecuzione dei servizi di trasporto pubblico locale, riducendo contestualmente dello stesso importo l’unità previsionale di base 231005, relativo alle spese per la copertura finanziaria dei debiti maturati nell’anno 2011 nei confronti di Trenitalia S.p.A., a valere sui contratti di concessione stipulati dalla Regione Calabria. E’, comunque, previsto che la variazione compensativa sia subordinata alla definitiva estinzione da parte della Regione di ogni pendenza pregressa con Trenitalia fino al 31 dicembre 2012.

Questa proposta è corredata da relazione tecnico-finanziaria, nella quale si specifica che la legge non comporta maggiori oneri a carico del bilancio regionale, considerato che si tratta di una variazione di tipo compensativo.

In Commissione è arrivato il parere del Collegio dei revisori dei conti, nel quale si cita testualmente: “Si esprime parere favorevole con prescrizione, cioè il parere favorevole del Collegio dei revisori è espresso a questa proposta di legge, ma rimane subordinato comunque alla preventiva ed imprescindibile conclusione delle pendenze pregresse con Trenitalia.

Presidenza del Presidente Nicola Irto

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, comunico che è stato presentato un emendamento interamente sostitutivo, protocollo 49731 a firma del consigliere Giudiceandrea:

“Articolo 1

(Rimodulazione delle risorse finanziarie destinate al Trasporto pubblico locale)

1. Al fine di garantire la totale copertura dei contratti di servizio stipulati con Trenitalia Spa per la gestione dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale, è autorizzata per l'esercizio finanziario 2015, quale ulteriore quota a carico del bilancio regionale distinta da quella iscritta a titolo di fondo nazionale trasporti di cui all'art. 16 bis del decreto legge 6 luglio 2012, 95, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 e dall'art. 1, comma 301, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, la maggiore spesa di euro 13.500.000,00 con allocazione all'UPB U.002.003.001.005 dello stato di previsione della spesa del bilancio medesimo.

2. Lo stanziamento dell'UPB U.002.003.001.002 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2015 è incrementato di euro 1.500.000,00 da destinare al rinnovo dei contratti collettivi di lavoro relativi al settore del trasporto pubblico locale.

3. Alla copertura finanziaria delle disposizioni di cui ai precedenti commi 1 e 2, si provvede mediante la riduzione di Euro 15.000.000,00 dello stanziamento di cui al capitolo U2301051001 allocato nella medesima UPB U002.003.001.005 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2015. Alle finalità di cui all'articolo 41, commi 5, 6, 7 della legge regionale 27 dicembre 2012, n.69 e successive modifiche ed integrazioni sono destinate le risorse di cui all'articolo 25, comma 11 quinquies, del decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, ai sensi di quanto disposto dal Decreto Interministeriale n. 197 del 12.06.2015.

4. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie modifiche al documento tecnico di cui all'articolo 10 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8.

Articolo 2

(Pubblicazione)

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria”.

Ha facoltà di illustrarlo.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Intervengo solo per giustificare l’emendamento, perché – come bene ha detto il presidente Aieta – il Collegio dei revisori dei conti aveva subordinato il parere favorevole al verificarsi della condizione della copertura. Questa condizione si è verificata medio tempore, per cui l’emendamento è interamente sostitutivo, non vi è più condizione, la partita di bilancio è percepibile, liquidabile, per cui non ci sono più i problemi che avevamo in precedenza e con l’emendamento chiudiamo la vicenda.

PRESIDENTE

A questo emendamento è anche pervenuto il parere favorevole dei Revisori dei conti?

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Sì.

PRESIDENTE

Parere del relatore sull’emendamento? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 49731.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso per come emendata.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Pongo in votazione l’autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 76/10^ di iniziativa dei consiglieri S. Romeo, F. Sculco, G. Arruzzolo, F. Cannizzaro, G. Giudiceandrea, O. Greco, A. Nicolò, recante: “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 2007, n. 1 (Istituzione e disciplina del Consiglio regionale delle Autonomie locali)”

PRESIDENTE

Il nono punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 76/10^ di iniziativa dei consiglieri S. Romeo, F. Sculco, G. Arruzzolo, F. Cannizzaro, G. Giudiceandrea, O. Greco, A. Nicolò: “Modifiche alla legge regionale 5 gennaio 2007, n. 1 (Istituzione e disciplina del Consiglio regionale delle Autonomie locali)”.

Questo è un provvedimento che era stato già portato all’altro Consiglio.

Ha chiesto di intervenire il consigliere Giudiceandrea.

GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti)

Sempre rapidamente, solo per spiegarne il contenuto. Con legge regionale del 27 aprile 2015, numero 11, è stato soppresso l’inserimento dei Presidenti delle comunità montane nei Consigli delle autonomie locali.

La presente legge viene fatta per raccordare formalmente l’intero testo della legge 1 del 2007 alle modifiche della citata legge del 2015.

PRESIDENTE

Se non ci sono altri interventi, passiamo all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Pongo in votazione l’autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

Proposta di legge numero 91/10^ di iniziativa dei consiglieri G. Neri, G. Arruzzolo, S. Romeo, A. Nicolò, F. Cannizzaro, O. Greco, recante: “Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 3 febbraio 2012, n. 4 (Misure in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro nonché di efficienza e trasparenza dell'Amministrazione del Consiglio regionale)”

PRESIDENTE

Il decimo punto all’ordine del giorno reca la proposta di legge numero 91/10^ di iniziativa dei consiglieri G. Neri, G. Arruzzolo, S. Romeo, A. Nicolò, F. Cannizzaro, O. Greco: “Modifica dell'articolo 8 della legge regionale 3 febbraio 2012, n. 4 (Misure in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro nonché di efficienza e trasparenza dell'Amministrazione del Consiglio regionale)”.

La parola al consigliere Neri, primo firmatario.

NERI Giuseppe (Democratici Progressisti), relatore

Sostanzialmente, la proposta di legge che stiamo presentando dal punto di vista strutturale va a modificare ed integrare l’articolo 8 della legge regionale numero 4 del 2012, adeguandolo al dettato normativo in merito all’incompatibilità e alle cause ostative alla nomina dei componenti degli organismi indipendenti di valutazione.

Pertanto la ratio di questa norma va individuata nella separazione delle funzioni di valutatore, riservando quest’ultima ai soggetti che abbiano i requisiti previsti dalla legge e che non abbiano rapporti di dipendenza né alcun tipo di rapporto giuridico con la pubblica amministrazione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Solo per sapere se c’è aggravio di spesa per questa proposta.

NERI Giuseppe (Democratici Progressisti), relatore

No, è chiaramente spiegato nella relazione tecnico-finanziaria che questa modifica non comporta nessun tipo di aggravio di spesa, è ad invarianza finanziaria.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola, pertanto si passa all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Pongo in votazione l’autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 90/10^ di iniziativa dei consiglieri S. Romeo, O. Greco, G. Arruzzolo, F. Cannizzaro, G. Nucera, A. Nicolò, recante: “Modifiche ed integrazioni al Regolamento interno del Consiglio regionale”

PRESIDENTE

Si passa all’undicesimo punto…

(Interruzione)

Ha chiesto di intervenire il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Ad inizio seduta ho depositato un emendamento a questo disegno di legge, quindi, quando ritiene, lo vorrei illustrare.

PRESIDENTE

Quando andiamo all’articolo per il quale è stato depositato.

L’undicesimo punto reca la proposta di provvedimento amministrativo numero 90/10^ di iniziativa dei consiglieri S. Romeo, O. Greco, G. Arruzzolo, F. Cannizzaro, G. Nucera, A. Nicolò: “Modifiche ed integrazioni al Regolamento interno del Consiglio regionale”.

La parola al primo firmatario, consigliere Romeo.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico), relatore

Con questa proposta di legge abbiamo inteso istituire una Commissione consiliare permanente che si occupi, nello specifico, di armonizzare la legislazione regionale con quella nazionale, elaborando proposte di revisione organica dello Statuto e del Regolamento interno, quindi si tratta di una Commissione per la riforma dello Statuto, sostanzialmente.

Potrete vedere l’articolato, poi magari, quando arriviamo al punto da emendare, illustrerò l’emendamento per fare chiarezza circa alcuni temi.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Volevo sapere se ci sono aggravi di spesa anche per questa Commissione. Chi deve rispondere? Risponde lei, Presidente?

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico), relatore

No, non ci sono aggravi di spesa e con l’emendamento che illustrerò la questione sarà sufficientemente definita.

PRESIDENTE

E’ stato presentato un emendamento da parte del consigliere Romeo ed altri, protocollo numero 50299. Passiamo, intanto, all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

All’articolo 3 è stato presentato un emendamento dal consigliere Romeo, a cui do la parola per l’illustrazione.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico), relatore

Articolo 3. Dopo l’articolo 28, propongo di fare così: “Articolo 28 bis. Comma 1. La Commissione permanente riforme ha il compito di: a) esaminare le proposte di legge di revisione dello Statuto regionale e le proposte di modifica al Regolamento interno del Consiglio regionale; b) armonizzare la legislazione regionale con quella nazionale, elaborando proposte di revisione organica dello Statuto e del Regolamento interno” e propongo di chiudere qui il testo legislativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 50299.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3 così come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Pongo in votazione l’autorizzazione al coordinamento formale.

(Il Consiglio approva)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 50/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”

PRESIDENTE

Il dodicesimo punto all’ordine del giorno reca la proposta di provvedimento amministrativo numero 50/10^ d'Ufficio: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza”.

Ricordo – chiedo di preparare il seggio elettorale – che, a norma dell’articolo 30 del Regolamento interno, l’elezione del Presidente e del Vicepresidente avviene con un’unica votazione a scrutinio segreto. Si può esprimere una sola preferenza. Risulta eletto Presidente il primo per numero di voti ottenuti e il Vicepresidente il secondo per numero di voti ottenuti.

Chiamo i consiglieri più giovani, Pasqua e Cannizzaro, a svolgere le funzioni di scrutatori.

(Interruzione)

Siamo in seggio elettorale. Intanto che istituiamo il seggio, ha chiesto di intervenire il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLO’ Alessandro (Forza Italia)

Presidente, così come scrissi e dichiarai nei mesi scorsi, per ovvie ragioni di metodo, prima ancora che di merito, Forza Italia chiese la presidenza della Commissione di vigilanza per una questione istituzionale, considerato che questa Commissione va assegnata alle opposizioni, ed oggi propone a quest’Aula quale Presidente della Commissione il consigliere Ennio Morrone, per le sue capacità, per le sue competenze, per la sua esperienza, con la convinzione che potrà dare un contributo, viste le qualità e i requisiti che possiede, a quest’Aula, alla massima Assise regionale, in un contesto in cui si dovrà svolgere un lavoro attento, oculato e di garanzia.

PRESIDENTE

Considerato che l’intervento del consigliere Nicolò, siamo in seggio elettorale, non era dovuto, visto che abbiamo dato la parola, posso dare la parola ad uno per gruppo, quindi ora al consigliere Tallini. Qualora si volesse intervenire, uno per gruppo consiliare e poi procediamo alla votazione.

Prego, consigliere Tallini.

TALLINI Domenico (Gruppo Misto)

Credo che l’occasione di oggi possa recuperare un vulnus che si è creato fra l’opposizione e la maggioranza. Faccio appello a tutti i componenti della maggioranza, allo spirito delle istituzioni, nel rispetto dei rispettivi ruoli delle opposizioni, quando si governa, e della maggioranza, quando questa amministra e governa senza pregiudizi e senza arroganza.

Abbiamo avuto delle incursioni a gamba tesa durante la nomina di altri ruoli istituzionali, nomine, riterremmo che questo vulnus si possa sanare con un elementare e semplice comportamento da parte della maggioranza.

Chiederei che la maggioranza, che non è interessata perché questa nomina spetta alla minoranza, si astenga su questa nomina e lasci per la prima volta alla stessa minoranza decidere chi dovrà rappresentarla in seno a questa importante Commissione.

Sono stato una vittima di questa sistema, ma guardo sempre avanti e mi appello anche alla sensibilità di tantissimi consiglieri e colleghi che sono in quest’Aula, rispetto ad un principio semplice che può o sanare o aumentare quella conflittualità che può nascere da questa mancanza di riconoscimento di dignità nei confronti di una opposizione a cui non mancheranno le occasioni, gli argomenti per fare l’opposizione non solo non costruttiva, ma io penso che, a quel punto, la dovremmo fare anche cattiva l’opposizione e con pregiudizio, perché solo così si può rispondere a degli atteggiamenti che, se dovessero verificarsi, da considerare intolleranti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il consigliere Cannizzaro. Ne ha facoltà.

CANNIZZARO Francesco (Casa della libertà)

Intervengo telegraficamente per chiedere ai colleghi consiglieri e a lei, Presidente, la sospensione della seduta per dieci-quindici minuti per un’esigenza interna ai nostri gruppi di minoranza, per un confronto interno, sperando che questa proposta venga accolta, ritrovando già anticipatamente la disponibilità dei colleghi, che in questo momento dicono di no, però che anticipatamente mi avevano detto di sì. Che lo dicano palesemente e pubblicamente!

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Nucera. Ne ha facoltà.

NUCERA Giovanni (La Sinistra)

Vedo che la minoranza ha qualche difficoltà e ritengo la proposta del consigliere Cannizzaro ricevibile, pertanto chiedo dieci minuti di sospensione, perché l’intervento che ha fatto il consigliere Tallini in parte lo condivido: se deve essere una scelta della minoranza, che se la discutano all’interno della minoranza.

PRESIDENTE

Le proposte mi pare che possano essere accomunate. Ci sono altri interventi? Pongo in votazione le proposte Cannizzaro e Nucera di sospensione di dieci minuti.

(Il Consiglio approva)

La seduta sospesa alle 18,39 è ripresa alle 18,59

Proposta di provvedimento amministrativo numero 50/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza” – Ripresa della discussione

PRESIDENTE

Iniziamo le operazioni di voto.

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Procediamo all’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di vigilanza.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Presidente, si vota il Presidente, il Vicepresidente e il Segretario?

PRESIDENTE

Il voto è unico, una preferenza: il primo che avrà riportato il maggior numero di voti sarà eletto Presidente della Commissione di vigilanza, il secondo sarà eletto Vicepresidente. Poi seguirà la votazione, dopo l’elezione del Presidente e del Vicepresidente, per l’elezione del Segretario.

(Sono distribuite le schede)

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Fa la chiama.

Ricordo all’Aula che può essere data una sola preferenza.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione speciale di Vigilanza.

Presenti e votanti 31. Hanno riportato voti: Morrone 16, Pasqua 7, Mangialavori 1. Schede bianche 6, schede nulle 1.

Proclamo, pertanto, eletto Presidente della Commissione speciale di Vigilanza il consigliere Morrone e Vicepresidente il consigliere Pasqua.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 51/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione speciale di vigilanza”

PRESIDENTE

Si passa ora alla elezione del consigliere Segretario della Commissione speciale di Vigilanza.

Si distribuiscano le schede.

(Vengono distribuite le schede)

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione del consigliere Segretario della Commissione speciale di Vigilanza.

Presenti e votanti 31. Hanno riportato voti i consiglieri: Giudiceandrea 18, D’Acri 1, Cannizzaro 1, Oliverio 3, schede bianche 8.

Pertanto proclamo eletto alla carica di consigliere Segretario della Commissione speciale di Vigilanza il consigliere Giudiceandrea.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 52/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro la ‘ndrangheta”

PRESIDENTE

Procediamo adesso con il punto 14 all’ordine del giorno che recita: “Proposta di provvedimento amministrativo numero 52/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro la ‘ndrangheta”.

Procediamo con l’istituzione del seggio elettorale. Si distribuiscano le schede.

(Vengono distribuite le schede)

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente della Commissione contro la ‘ndrangheta”.

Presenti e votanti 31. Hanno riportato voti i consiglieri Bova 19, Mangialavori 3, Cannizzaro 2, Arruzzolo 2, Tallini 1, schede bianche 4.

Pertanto dichiaro eletti alla carica di Presidente e Vicepresidente della Commissione contro la ‘ndrangheta rispettivamente i consiglieri Bova e Mangialavori.

(Applausi)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 53/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione contro la ‘ndrangheta”

PRESIDENTE

Passiamo adesso alla proposta di provvedimento amministrativo numero 53/10^ d'Ufficio, recante: “Elezione del Consigliere Segretario della Commissione contro la ‘ndrangheta”.

Si distribuiscano le schede.

(Vengono distribuite le schede)

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Colleghi, dobbiamo riprocedere alla votazione perché risulta mancante una scheda rispetto ai votanti registrati. Vi chiedo questa volta di avvicinarvi al seggio elettorale e di inserire la scheda nell’urna o di consegnarla direttamente ai commessi.

Procediamo alla distribuzione delle schede e vi chiedo di rimanere in Aula. Grazie.

(Vengono ridistribuite le schede)

NERI Giuseppe, Segretario Questore

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione per l’elezione del consigliere Segretario della Commissione contro la ‘ndrangheta”.

Presenti e votanti 27. Hanno riportato voti i consiglieri: Sergio 16, Nicolò 5, Greco 1, schede bianche 5.

Pertanto proclamo eletto alla carica di consigliere Segretario della Commissione contro la ‘ndrangheta il consigliere Sergio.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Prima di passare all’esame dell’ordine del giorno successivo aveva chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale, Oliverio. Prego.

OLIVERIO Gerardo Mario, Presidente della Giunta regionale

Presidente, brevemente, per sottoporre alla sua attenzione e a quella del Consiglio regionale l’opportunità di porre all’ordine del giorno di una prossima seduta di Consiglio una informativa ma anche un confronto di merito in relazione alla costruzione di un importante atto e strumento che in questi giorni ci vede impegnati: il “Patto per la Calabria”, sul quale è aperta una interlocuzione tra la Regione e il Governo.

Come sapete, il Presidente del Consiglio ha annunciato l’assunzione, l’adozione di un progetto per il Mezzogiorno, il cosiddetto “Masterplan” che è preceduto dalla sottoscrizione di patti con le singole Regioni.

Abbiamo avuto un incontro con la Presidenza del Consiglio per avviare questo percorso, questa interlocuzione e devo dire che stiamo lavorando e abbiamo prodotto un primo documento che sarà inoltrato al Governo, alla Presidenza del Consiglio e sulla base del quale si aprirà il confronto.

Ma prima che si concluda questo percorso anche per un confronto di merito - perché i tempi sono previsti per la fine di questo anno ed entro il 31 dicembre questo percorso si deve concludere – noi riteniamo – e lo propongo – che ci debba essere uno spazio da parte del Consiglio regionale perché si sviluppi un confronto anche su questo importante atto che sarà per la Calabria uno strumento di rilievo per quanto riguarda non solo la programmazione ma anche l’utilizzazione di importanti strumenti economico/finanziari, per affrontare nodi relativi allo sviluppo, alla crescita, alla riorganizzazione dei servizi e all’ammodernamento infrastrutturale della nostra regione.

Ho chiesto la parola solo per porre alla sua attenzione e a quella del Consiglio questa esigenza e, naturalmente, l’ho fatto a conclusione dei lavori del Consiglio affinché si valuti e si calendarizzi nella prossima seduta di Consiglio uno specifico punto all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Grazie, presidente Oliverio.

Ha chiesto di parlare il consigliere Cannizzaro. Ne ha facoltà.

CANNIZZARO Francesco (Casa delle Libertà)

Grazie, Presidente. Intervengo anzitutto per ringraziare i colleghi di aver accolto la proposta della sospensione dei lavori perché ho avvertito e abbiamo avvertito la necessità di creare un momento di confronto all’interno delle forze politiche di minoranza. Un confronto al quale, purtroppo, alcuni colleghi si sono sottratti.

I miei più sentiti auguri a tutti gli eletti, in particolar modo al presidente Morrone e grazie veramente di cuore al presidente Oliverio ed alla sua maggioranza per questa gentile concessione. Concedere questa Commissione alle forze politiche di minoranza non era un atto dovuto. Lo avete fatto e per questo vi ringraziamo e lo avete voluto evidenziare con una sensibilizzazione, un rafforzamento attraverso anche il sostegno del voto; tanto è vero che il Presidente viene eletto con 16 voti addirittura.

Questa partecipazione da parte della maggioranza la accogliamo con grande piacere.

Ancora una volta si evidenzia quello che è un rapporto ove ci sono dei dialoghi ed allora noi salutiamo con favore e con grande interesse questo risultato che, certamente, avremmo gradito fosse frutto di un maggiore coinvolgimento rispetto a tutte le forze politiche della minoranza.

Poi però quello che conta è il risultato e quindi grazie per questa sensibilità, per questa ulteriore attenzione con l’auspicio che questa attenzione possa essere ancora una volta ribadita e concentrata anche nel prosieguo di questa legislatura. Grazie.

PRESIDENTE

Ritenevo che la discussione fosse conclusa, il Presidente della Giunta ha chiesto di fare delle dichiarazioni ed ho accolto la richiesta del consigliere Cannizzaro. Pertanto per come dispone il Regolamento possono intervenire un consigliere per gruppo per non oltre tre minuti.

Il consigliere Cannizzaro è capogruppo, per il Gruppo Misto può intervenire il consigliere Tallini e poi il consigliere Nicolò.

TALLINI Domenico (Gruppo misto)

Presidente, solo tre minuti, nemmeno un secondo in più, visto che lei sta facendo segno e sta dando indicazioni al suo Presidente.

Solo per dire che avevo fatto una proposta che doveva sanare un vulnus che era quello che lei ha innescato in quest’Aula da quando la rappresentatività della minoranza doveva essere eletta a vari livelli.

Con la votazione del Vicepresidente del Consiglio abbiamo verificato che non abbiamo avuto la possibilità di votare con i voti nostri, tanto è vero che il collega Gentile è stato eletto con 10 voti.

Poi abbiamo notato che quando abbiamo voluto, abbiamo votato compatti. In occasione dell’elezione del consigliere Graziano ai voti della minoranza si sono aggiunti addirittura altri 10 voti della maggioranza.

Stasera, nonostante avessimo chiesto di evitare di interferire nelle vicende della minoranza, ancora una volta registriamo una entrata a gamba tesa.

Presidente Oliverio, le volevo dire che l’ho votata quale segretario della Commissione vigilanza. Ci sono stati tre voti in tutto e ci saranno stati altri due consiglieri che l’hanno pensata come me. Ma l’ho voluto fare solamente perché a lei spetta quel compito.

Io sono convinto che rispetto al Presidente dell’Anac lei veramente fosse innocente ed in buona fede in quel provvedimento, ma mi permetto di dire che, se dovessimo segnalare all’Anac un tentativo continuo di corruzione nei confronti della opposizione, un esito giudiziale avrà sicuramente un risultato diverso da quello che ha già avuto. Lei sta continuando, quindi, a corrompere l’opposizione.

Si ricordi che alla fine questa cosa non pagherà. Evidentemente il suo metodo non può dare un risultato di lungo respiro ma è un metodo di questa sera. Si renderà, però, conto alla distanza che il fiatone che sta già dimostrando di avere diventerà – lo dico sul piano politico – un arresto cardiaco che sicuramente farà beneficio all’intera popolazione calabrese e anche alla democrazia che in quest’Aula, attraverso i suoi comportamenti e i suoi atteggiamenti, non merita nemmeno la risposta, visto che questa sera abbiamo registrato per l’ennesima volta una offesa alle regole della istituzione e della democrazia.

Il Presidente del Consiglio – ed ho finito – pensava di iniziare la legislatura col cosiddetto garbo istituzionale e invece così non è stato.

Ancora una volta invece di usare il garbo istituzionale vuole incattivire l’opposizione? Avremo modo di dimostrarlo perché l’opposizione saprà fare l’opposizione. La maggioranza si allarga? Buon per lei, Presidente, ma guardi che lei si allarga in quest’Aula ma diventa minoranza nella opinione pubblica. Si vada a fare un giro così si renderà conto di persona. Buona fortuna.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Nicolò. Ne ha facoltà.

NICOLO’ Alessandro (Forza Italia)

Grazie Presidente, poco fa ho presentato all’Aula la proposta di elezione del consigliere Morrone, peraltro già annunciata nei mesi scorsi, e ne ho spiegato le ragioni. Questo è il fatto di merito.

Intanto la questione di metodo: la Commissione di Vigilanza viene assegnata alla opposizione, questo chiedemmo per una questione di civiltà politica e quest’Aula ha dato oggi un segnale importante in questa direzione.

Credo che il consigliere Morrone, la sua candidatura, la sua elezione condivisa dai componenti della opposizione, perché Graziano è un esponente della opposizione del Nuovo centro destra, sia una elezione istituzionale, e credo che si tratti anche di una condivisione rispetto ad una proposta e alle ragioni che hanno supportato una proposta nel merito, su un uomo di garanzia per l’esperienza, per il suo percorso istituzionale e per le sue competenze. Nessun inciucio tanto per sgombrare il terreno. Nessuno ha fatto accordi con nessuno. Noi abbiamo formulato questa proposta alla luce del sole e l’abbiamo rappresentata all’Aula senza andare a cercar voti da nessuna parte per come da stamani – mi giunge – erano in corso trattative.

A noi le trattative non sono mai riguardate e sfido chiunque a dirlo. Io non ho mai trattato con nessuno, abbiamo discusso in quest’Aula, lo abbiamo chiesto in quest’Aula ed in quest’Aula abbiamo votato. Viva la democrazia.

PRESIDENTE

Ha chiesto di intervenire il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.

OLIVERIO Gerardo Mario, Presidente della Giunta regionale

Per la verità ritengo – lo dico subito – di essere costretto a questo intervento ed è curioso farlo dopo mesi nei quali si è esortata la maggioranza a rispettare una – più che regola – consuetudine che è stata interrotta solo nella precedente legislatura, quella che abbiamo alle spalle, e che è stata battezzata con la nascita di questa della Commissione di vigilanza.

Commissione che a livello nazionale per quanto riguarda la Rai, in tutte le regioni, compresa la Calabria fino al 2010, è stata sempre diretta da un esponente della opposizione. Sono davvero incredulo – questa sera – che a conclusione di un percorso che vede ripristinare questa consuetudine che, credo, dovrebbe essere salutata positivamente perché c’è una maggioranza che non vuol fare atti famelici, cioè l’asso pigliatutto, ma una maggioranza che vuol ripristinare regole elementari nel funzionamento delle istituzioni senza far prevalere la logica di prendere una collocazione per accontentare magari qualcuno all’interno della maggioranza, si voglia fare polemica.

Faccio mera valutazione di ordine politico-istituzionale. Poi – vorrei dirlo – lo dico al consigliere Orsomarso che sta per andar via perché il consigliere Tallini naturalmente è scappato.

Vorrei dirlo tramite il consigliere Orsomarso anche al consigliere Tallini: noi nel rispetto di una proposta – l’unica – che è stata formalmente avanzata dal capogruppo della opposizione, consigliere Nicolò, l’abbiamo votata perché proveniente dal capogruppo della opposizione, di una delle opposizioni, la più consistente delle opposizioni, a cui si è deciso – ripristinando quella consuetudine – di assegnare la direzione della Commissione. Tutto qui.

Qual è l’inciucio? Ma di cosa stiamo parlando? C’è una opposizione che si poteva determinare, ritornare ed avanzare una proposta ma non mi pare che ci sia stato questo. Ed allora voglio dire questo per evitare di agitare in modo farneticante argomenti che non hanno fondamento e vorrei dire, in relazione alla vicenda dell’Anac, che qui ci sono stati atteggiamenti di garantismo a stagioni alterne perché non si tratta di garantismo.

Qui non siamo di fronte – lo voglio dire alla opinione pubblica – a vicende giudiziarie per le quali bisogna appellarsi al garantismo o all’innocenza fino a prova di condanna definitiva, ma siamo di fronte ad un provvedimento amministrativo per il quale io credo – per il buon funzionamento delle istituzioni – bisogna aprire una discussione. Non c’è nessun atto riguardante iniziative di ordine giudiziario, penale o cose di questo tipo.

Lo dico perché ogni qualvolta si fa una discussione relativa anche alla giustizia amministrativa vedo che c’è la preoccupazione di virare sempre e di sollevare sempre un polverone per ricorrere alla riproposizione di argomenti di garantismo peloso che non ci riguardano.

Se la mia fosse stata una vicenda giudiziaria, sarei stato zitto fino alla conclusione di un procedimento. Sto parlando di altro, ho parlato di altro, voglio ricordarlo al consigliere Tallini così come al consigliere Orsomarso.

Allora per essere molto chiari, perché questo intervento è stato ripreso dal consigliere Tallini su questo punto: finiamola con questi argomenti di bassa lega e con questa demagogia che non fa onore a chi li utilizza e soprattutto non fa onore ad una istituzione come il Consiglio regionale.

Rivendico il fatto di aver contribuito assieme ai consiglieri della maggioranza – ed alla opposizione che lo ha richiesto – a ripristinare una sana consuetudine per quanto riguarda le regole istituzionali ed il rapporto tra maggioranza e minoranza che non può esser confuso con la sfera e l’esercizio del governo, appunto, che attiene ad una distinzione dei ruoli rispetto a quelle che sono mere funzioni istituzionali.

Naturalmente per quanto riguarda il resto credo di poter dire “lo ha fatto il consigliere Nicolò” - ed io non devo aggiungere nulla – come capogruppo della opposizione e si è trattato di una scelta limpida anche nel voto, di una scelta determinata in coerenza col fatto che ritorna la opposizione alla direzione della Commissione di Vigilanza, una scelta che è stata coerentemente e rispettosamente fatta sulla base dell’indicazione che il capogruppo consigliere Nicolò, a nome del gruppo di Forza Italia, della più consistente opposizione in Consiglio, ha avanzato formalmente e pubblicamente in questo Consiglio regionale.

Legge regionale numero 39/1995 – Nomine di competenza del Consiglio regionale come da elenco allegato

PRESIDENTE

Andiamo al sesto punto all’ordine del giorno che riguarda la Legge regionale numero 39/1995 – Nomine di competenza del Consiglio regionale come da elenco allegato.

Ha chiesto di parlare il consigliere Romeo. Ne ha facoltà.

ROMEO Sebastiano (Partito Democratico)

Signor Presidente, grazie, colleghi, presidente Oliverio, propongo di rinviare questo punto inserendolo all’ordine del giorno della seduta del 3 dicembre.

PRESIDENTE

Pongo in votazione il rinvio con riammissione nella seduta di Consiglio regionale del 3 dicembre.

(Il Consiglio approva)

Allora il punto è rinviato e messo all’ordine del giorno della seduta del 3 dicembre.

Ordine del giorno numero 21 di iniziativa dei consiglieri Guccione e Aieta “In ordine al rischio di mobilità dei lavoratori Italcementi di Castrovillari”

PRESIDENTE

Siamo adesso all’ordine del giorno, protocollo numero 50157, di iniziativa dei consiglieri Guccione e Aieta “In ordine al rischio di mobilità dei lavoratori Italcementi di Castrovillari” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria,

premesso che:

il gruppo Italcementi, azienda leader a livello internazionale nel settore della produzione di materiale edile, impiega sul territorio nazionale circa 2700 lavoratori;

lo stabilimento produttivo di Castrovillari, realizzato agli inizi degli anni ‘70 (entrato in funzione il 30.6.1974), dopo la chiusura dell’impianto di Vibo Valentia, rappresenta l’unico sito industriale presente nel nostro territorio regionale, impegnando 76 addetti diretti e circa 200 addetti nell’indotto, garantendo negli anni una occupazione stabile in un territorio caratterizzato da un elevatissimo tasso di disoccupazione;

presso la cementeria di Castrovillari, nel corso degli anni, sono stati eseguiti molti lavori di ammodernamento per migliorare le performance ambientali dell’impianto; la gestione e controllo dell’intero ciclo produttivo, così come il monitoraggio delle emissioni in atmosfera, sono gestiti interamente dalla sala di controllo centralizzata; nel 1998 la cementeria ha ottenuto la certificazione di gestione della qualità ISO 9002 e nel 2003 la certificazione ambientale ISO 14001;

il gruppo Italcementi, a seguito della grave crisi che ha colpito l’intero comparto edile negli ultimi anni, ha sottoscritto a gennaio 2015, presso il Ministero del Lavoro, il primo anno di proroga della CIGS per proroga complessa dal 1 febbraio 2015 al 31 gennaio 2016 per 440 lavoratori, inclusi, purtroppo, anche i lavoratori del sito industriale di Castrovillari;

a seguito di una interpretazione restrittiva del comma 3 dell’art. 42 del decreto n. 148/2015, relativo alla riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, vi sarebbe l’impossibilità per Italcementi di poter chiedere la proroga della CIGS per l’anno 2016, con la drammatica conseguenza che per una parte consistente dei lavoratori si attiverebbe la procedura di mobilità;

considerato che:

la cessione degli impianti del gruppo Italcementi al gruppo tedesco Heidelberg si definirà entro il mese di luglio 2016, previo parere antitrust; per quella data l’azienda si è impegnata a presentare il piano industriale;

il territorio della provincia di Cosenza è destinatario di importanti finanziamenti pubblici per la realizzazione di interventi infrastrutturali di grande rilevanza (macro lotto SS 106, macro lotto A3 Cosenza Altilia, Ospedale della Sibaritide), i quali nel loro complesso possono e devono rappresentare un’occasione importante di rilancio del sito produttivo di Castrovillari e dell’intero territorio cosentino;

si ritiene indispensabile la concessione di una proroga degli ammortizzatori ordinari che consenta a tutti i lavoratori del gruppo di restare all’interno del perimetro aziendale in modo da poter chiedere al gruppo Heidelberg un piano industriale che preveda il rilancio occupazionale dei siti produttivi, ed in particolare quello di Castrovillari, in modo da impedire un ulteriore impoverimento del tessuto economico ed industriale di un territorio già debole come quello del Pollino,

impegna il Presidente della Giunta regionale della Calabria

a richiedere con urgenza ai Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro una ulteriore convocazione di un tavolo di confronto nazionale, sull’esempio di altre vertenze come Elettrolux, ecc, con il coinvolgimento di tutte le parti interessate pubbliche e private, a tutti i livelli, in ragione del numero elevato di lavoratori coinvolti dalla vertenza, al fine di indurre la nuova proprietà Heidelberg ad un confronto utile e costruttivo, che miri alla salvaguardia occupazionale e di prospettiva industriale;

a porre in essere ogni iniziativa utile per scongiurare la perdita di posti di lavoro assicurando congiuntamente al Ministero dello Sviluppo Economico e ad Invitalia, anche attraverso le risorse comunitarie 2014-2020, il sostegno finanziario ad un piano industriale di rilancio del sito produttivo di Castrovillari, sull’esempio di quanto definito per l’importante investimento nel settore automotive previsto per Gioia Tauro.”

Il consigliere Aieta ha facoltà di illustrarlo.

AIETA Giuseppe (Partito Democratico)

Signor Presidente, si tratta di un ordine del giorno che riguarda il rischio mobilità dei lavoratori della Italcementi di Castrovillari. Questo stabilimento produttivo è stato realizzato negli anni ‘70 ed impegna 76 addetti diretti e circa 200 addetti nell’indotto.

Presso questa cementeria storica di Castrovillari nel corso degli anni sono stati eseguiti molti lavori di ammodernamento per migliorare le performance ambientali dell’impianto stesso.

Il gruppo Italcementi, a seguito della grave crisi che ha colpito l’intero comparto edile negli ultimi anni, ha sottoscritto a gennaio 2015, presso il Ministero del Lavoro, il primo anno di proroga della Cassa Integrazione per proroga complessa dal 1 febbraio 2015 al 31 gennaio 2016 per 440 lavoratori, inclusi, purtroppo, anche i lavoratori del sito industriale di Castrovillari.

Questo è avvenuto a seguito di una interpretazione restrittiva del decreto numero 148/2015, articolo 42, comma 3, relativo alla riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, e per questo vi sarebbe l’impossibilità per Italcementi di poter chiedere la proroga della CIGS per l’anno 2016, con la drammatica conseguenza della procedura di mobilità per una parte consistente dei lavoratori.

Nei giorni scorsi a Castrovillari si è tenuto un consiglio comunale aperto nel quale le Istituzioni cittadine insieme ai parlamentari calabresi ed ai consiglieri regionali hanno deciso di trasferire al Consiglio regionale la richiesta di impegnare il Presidente della Giunta regionale a richiedere con urgenza ai Ministeri dello Sviluppo Economico e del Lavoro una ulteriore convocazione di un tavolo di confronto nazionale, sull’esempio di altre vertenze come Elettrolux, ecc,  e a porre in essere ogni iniziativa utile per scongiurare la perdita di posti di lavoro. Grazie.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’ordine del giorno di iniziativa dei consiglieri Aieta e Guccione.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Ordine del giorno numero 22 di iniziativa dei consiglieri Arruzzolo, Cannizzaro, Mangialavori, Mirabello, Orsomarso, Romeo, ed altri “Sulla salvaguardia dei livelli occupazionali ed il posto di lavoro dei lavoratori della Fondazione Tommaso Campanella”

PRESIDENTE

Ordine del giorno, protocollo numero 50297, di iniziativa dei consiglieri Arruzzolo, Cannizzaro, Mangialavori, Mirabello, Orsomarso, Romeo, ed altri “Sulla salvaguardia dei livelli occupazionali ed il posto di lavoro dei lavoratori della Fondazione Tommaso Campanella” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria,

premesso che,

la Fondazione "T. Campanella" è stata costituita nel 2004 per volontà della Regione Calabria e dell’Università degli Studi di Catanzaro che sono quindi i soci Fondatori;

l’attività, lo scopo e i fini sono stabiliti nello Statuto e posti in essere attraverso i rappresentanti dei due Soci fondatori in seno al Consiglio di Amministrazione;

fino a febbraio 2010 la Fondazione Campanella è stata finanziata dalla Regione Calabria alla stessa stregua delle ASP e delle Aziende Ospedaliere pubbliche;

con L. R. 35 del 2011 la fondazione Campanella è stata riconosciuta come Ente di diritto pubblico; legge successivamente dichiarata non conforme alla Costituzione, non nel merito, ma per assenza di copertura finanziaria;

con L. R. 50 del 2011 la Regione ha reiterato la volontà del riconoscimento della Fondazione quale ente di diritto pubblico, posponendo gli effetti alla fine del piano di rientro al quale era ed è sottoposta la Regione Calabria;

alla luce delle norme Statutarie della Fondazione Campanella e della governance, corroborato da illustre parere giuridico la Fondazione Campanella, può qualificarsi come una Fondazione di partecipazione strumentale al raggiungimento dei fini pubblici di Regione e Università;

la Fondazione Campanella è stata posta in liquidazione con decreto del Prefetto di Catanzaro;

al 31 Ottobre 2015 tutti i dipendenti sono stati tutti licenziati;

in massima parte i dipendenti fatti oggetto del suddetto licenziamento sono stati recuperati grazie alla riconosciuta esperienza, professionalità e capacità acquisite in oltre un decennio di lavoro;

al momento le uniche figure professionali per le quali non è prevista neanche la possibilità di partecipare ad un pubblico avviso sono in numero esiguo, e attengono quasi esclusivamente ai ruoli amministrativo e tecnico;

tra questi lavoratori ben 11 appartengono alle categorie protette di cui alla Legge 68 del 1999 che tutela e favorisce l’inserimento nel mondo del lavoro di persone affette da invalidità significativa;

più volte pubblicamente è stato assicurato che sarebbero stati mantenuti i livelli occupazionali in una regione la cui piaga della inoccupazione e/o disoccupazione è già drammatica;

atteso che la Fondazione è da considerarsi una Fondazione di partecipazione strumentale per i fini pubblici dei Soci Fondatori i lavoratori debbono essere intesi alla stregua di lavoratori di una Società partecipata o in house della Regione e pertanto, quelli eventualmente in esubero devono/possono essere ricollocati;

la L.R. 63 del 2012 all’art. 1 comma 6, sottopone la Fondazione Campanella ai dettami della L.R. 22/2010 annoverandola tra gli enti sub regionali;

quindi alla luce di quanto sopra potrebbe già applicarsi la disciplina recata dall’art. 1, commi 563-568, legge 27 dicembre 2013, n. 147, in materia di mobilità del personale dipendente da società controllate direttamente o indirettamente dalle pubbliche amministrazioni";

la ratio del recente decreto del Commissario per l’attuazione del Piano di rientro, n. 110 sulle stabilizzazioni dei precari per le considerazioni suesposte, potrebbe essere analogicamente applicato al personale che ha prestato servizio presso la Fondazione Campanella;

in particolare nella logica dell’accorpamento tra l’AOPC e l’AOMD trova al momento piena ed unanime condivisione l’istituzione di un unico Dipartimento Oncoematologico destinato presso il presidio ospedaliero del Ciaccio - De Lellis e che in tale logica può essere utile recuperare ulteriori professionalità maturate in quasi un decennio di attività nel settore Oncologico dal personale della ex Fondazione Tommaso Campanella,

impegna

il Presidente della Giunta ad individuare, di concerto per i ruoli sanitari con il Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro, lo strumento giuridico anche normativo idoneo a salvaguardare i livelli occupazionali e il posto di lavoro dei lavoratori della Fondazione "T. Campanella" che, allo stato attuale non hanno avuto modo di ricollocarsi”.

La parola al consigliere Esposito per illustrare l’ordine del giorno.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Grazie, Presidente, questo ordine del giorno è stato redatto dal sottoscritto ma condiviso da tutti i capigruppo di maggioranza e di opposizione ed ha trovato la sua redazione prima ancora che potessimo apprendere stamattina di una sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Catanzaro - sezione civile - nella causa tra la Fondazione “Tommaso Campanella” e la Regione Calabria avente ad oggetto la condanna della Regione al pagamento della somma di 82 milioni di euro in virtù di un credito vantato dalla Fondazione. Questo aspetto, per nulla secondario e di scarsa importanza, attribuisce maggiore valenza sostanziale all’ordine del giorno presentato in modo bipartisan da un gran numero di consiglieri regionali.

L’ordine del giorno mirava a far sì che al 31 ottobre 2016 tutta la forza lavoro della Fondazione “Tommaso Campanella” fosse posta in licenziamento ma frattanto per una serie …

(Interruzione)

Presidente, è difficile parlare con questo eco proprio dietro di me...

PRESIDENTE

Concluda, consigliere Esposito.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Devo ancora iniziare per cui se è necessario che proceda con l’illustrazione di questo ordine del giorno; continuo perché non vorrei una mera approvazione silenziosa del documento in quanto, a mio modesto avviso, proprio la sentenza di stamane riporta il problema della Fondazione “Tommaso Campanella” su un piano squisitamente politico oltre che giuridico.

Dal punto di vista giuridico c’è una sentenza di primo grado a favore della Fondazione “Tommaso Campanella” e a maggior ragione l’ordine del giorno, secondo me, deve trovare una sua sostanza politica condivisa in questa Aula.

L’ordine del giorno era limitato alla forza lavoro in quanto al 31 dicembre 2015 tutti i dipendenti della Fondazione “Tommaso Campanella” sono stati posti in licenziamento. Nel frattempo, la stragrande maggioranza di questi, per le loro riconosciute professionalità, è stata mantenuta in servizio attraverso bandi ed avvisi e altri hanno trovato sul mercato una nuova “occupazione”.

Ad oggi, se andiamo a fare una analisi dettagliata della forza lavoro della Fondazione “Tommaso Campanella” con la quale la politica in modo bipartisan – non con la fondazione ma con la forza lavoro – aveva preso l’impegno che neanche un posto di lavoro sarebbe andato disperso, alla fine della vendemmia – perdonatemi questo termine improprio e poco felice – credo che circa 27-28 unità delle pregresse 270 unità di forza lavoro della fondazione dal 1° novembre resteranno inesorabilmente a casa. 

Ritengo che questo ordine del giorno – anche mediante una serie di passaggi sul piano giuridico da sottoporre all’attenzione del Consiglio regionale, nella piena consapevolezza anche da parte del Presidente e del governo attivo di questa Regione – possa essere la base per  impegnare il Presidente e la Giunta a mettere in atto ogni iniziativa per recuperare queste 28 unità lavorative, di cui ben 11 appartengono alle cosiddette categorie protette che, in questo caso, di protezione non hanno nulla ma si trovano ancor di più nel baratro della disoccupazione, rispetto ai 260 loro colleghi che fortunatamente, invece, per la professionalità che hanno dimostrato in questi anni, e che è stata loro riconosciuta, hanno potuto ricollocarsi attraverso bandi ed avvisi pubblici.

Allora, Presidente, qui i problemi sono due. Innanzitutto l’approvazione di questo ordine del giorno in cui ci sono dei contenuti dal punto di vista giuridico che possono asseverare la Fondazione “Tommaso Campanella”, seppur ente giuridicamente privato, ad una “partecipata” della Regione Calabria e – ricordo a me stesso – quest’Aula ha salvato la forza lavoro dell’Ardis ricollocandola in un’altra società house della Regione stessa.

C’è di più, c’è una legge sulla stabilizzazione dei precari che è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, dalla quale è scaturita l’emanazione di un decreto del commissario ad acta di qualche giorno fa sui precari che mira alla stabilizzazione di circa 900 precari di cui 500 in via prioritaria e anche nel 2016.

Presidente, oggi in quest’Aula abbiamo parlato dello scibile umano ma credo che questa sia una problematica dal punto di vista giuridico-amministrativo e politico di assoluta importanza. Non l’ho mai fatto e le chiedo altri due minuti affinché io possa esplicitare il mio pensiero non soltanto sul piano giuridico ma anche e soprattutto sul piano politico che è quello che mi compete.   

Ritengo che poiché i lavoratori della Fondazione “Tommaso Campanella”, che resteranno disoccupati al 31 ottobre 2015, quasi tutti hanno avuto anche interlocuzione lavorativa con le unità operative dell’azienda Mater Domini, potrebbero ritrovare nel decreto del commissario ad acta gli spazi per l’esplicitazione e la risoluzione del loro problema della disoccupazione a 50 anni.

Se così non fosse, creeremmo una disuguaglianza fra i lavoratori della stessa Fondazione “Tommaso Campanella” ma, soprattutto, ripeto quanto successo stamane al Tribunale ordinario di Catanzaro, prima sezione civile, che è vero è una sentenza di primo grado che la Regione andrà ad appellare, ma dietro l’appello di questa sentenza è chiara in sé una volontà politica di chiudere, una ulteriore volta, la Fondazione “Tommaso Campanella”.

Sono convinto che alla luce di questa sentenza molti lavoratori in gruppo, in associazione, sigle sindacali o anche pro domo loro, andranno dall’Eccellentissimo Prefetto di Catanzaro a chiedere la revoca del decreto di liquidazione, decreto giustamente emanato dal Prefetto di Catanzaro che portava in sé l’impossibilità e l’incapacità della fondazione di adempiere alla ragione sociale per la quale era stata istituita per un problema di inottemperanza economica. Quella inottemperanza economica, se questa sentenza dovesse passare in giudicato nei vari gradi, verrebbe smontata e subentrerebbe quel che dicevo prima, Presidente, la volontà politica di andare a capire cosa si può salvare.

Tenete presente, colleghi, che è pendente presso lo stesso Tribunale ordinario un giudizio per una ulteriore somma di 40 milioni di euro. Se la consequenzialità e la ratio è quella che ha fatto sì che la Fondazione “Tommaso Campanella” vincesse due cause con decreto ingiuntivo e la Regione ha pagato, siamo di fronte ad una sentenza che, seppure appellata dalla Regione, tuttavia racchiude in sé altre due cause per le quali la Regione è stata condannata ed ha pagato con decreto ingiuntivo.

Allora, probabilmente anche dal punto di vista economico, amministrativo e contabile ci potrebbe essere la ratio di una transazione sui 40 milioni che ancora vertono come punto interrogativo. Non voglio ricordare a me stesso che proprio da questi banchi qualche mese invitai il presidente Oliverio, il Vicepresidente e tutta la Giunta, – caro collega Bova, l’abbiamo fatto insieme – ad un atto di transazione sulla vertenza giudiziaria pendente, perché all’epoca sarebbero bastati 29 milioni di euro per salvare la fondazione con un atto transattivo e non avremmo esposto la Regione al rischio di dover pagare quasi 60 milioni di euro di differenza.

Quel giorno dissi che pagare, in quel momento, con un atto transattivo, 29 milioni di euro avrebbe potuto essere azzardato ma avrebbe potuto portare ad un grande risparmio per le casse della Regione perché, in caso di una sentenza di condanna della Regione Calabria a 29 milioni di euro più uno, probabilmente, quell’euro avrebbe rappresentato in sé un danno erariale.

Non voglio dire “l’avevo detto”, sarebbe stupido e banale da parte mia, ma ora alla luce di una sentenza di primo grado che sarà appellata dalla Regione Calabria, dico di non lasciare debiti fuori bilancio a chi verrà dopo di noi. Soltanto così si potrà salvare la Regione dando una svolta vera e seria, affrontando i problemi, non demandandoli a chi verrà dopo di noi lasciando una Regione veramente poi al default.

E questa impostazione è in linea con la mia richiesta di rinvio dell’esame della proposta di legge inerente le agevolazioni finanziarie agli imprenditori alla seduta di Consiglio del 3 dicembre 2015. E’ facile emanare giudizi politici e votare pratiche senza pensare al dopo. Dobbiamo assumerci la responsabilità anche insieme agli uffici, perché oggi sarebbe facile da parte mia dire chi ha detto di no a quell’atto transattivo.

PRESIDENTE

Consigliere Esposito, il suo intervento sta andando oltre il tempo previsto.

ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Ho concluso. Chi ha detto di no, dal punto di vista tecnico, a quell’atto transattivo di 29 milioni di euro, si è assunto delle grandi responsabilità nel momento in cui nel secondo e terzo grado la Regione Calabria dovesse essere condannata a 82 più altri 40 milioni di euro che pendono. Sono soldi dei contribuenti, Presidente, e ritengo che i lavori di questa seduta possano proseguire anche oltre la mezzanotte ma questo Consiglio regionale su questo si deve confrontare e affrontare seriamente delle responsabilità rispetto alla forza lavoro ma anche rispetto alla Calabria.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare il consigliere Salerno. Ne ha facoltà.

SALERNO Nazzareno (Forza Italia)

Presidente, intervengo su questo punto perché nella passata legislatura ho seguito attentamente tutte le vicende della Fondazione “Tommaso Campanella”.

Ci sono altri consiglieri presenti in Aula, come il consigliere Scalzo, e siamo stati più volti chiamati in Consiglio regionale ad approvare delle leggi per salvare la Fondazione “Tommaso Campanella”, ma soprattutto per la mission della Fondazione.

Le cose, consigliere Esposito, sono andate, purtroppo, in un certo modo per questo problema del commissariamento della sanità che è stato devastante per la nostra regione ma che ritengo, purtroppo, continui ad essere tale.

Parliamo di una struttura che ha dato tanto alla Calabria, una struttura di riferimento e di eccellenza e che, purtroppo, ha dovuto subire le orecchie sorde di chi doveva, invece, sposare la causa e cercare di rafforzare quella struttura.

I dipendenti hanno rischiato grosso - dobbiamo dircela tutta fino in fondo - perché hanno effettivamente rischiato di trovarsi dalla sera alla mattina in mezzo alla strada. Tanta gente che lavorava e che svolgeva il suo lavoro ma che in un determinato momento ha rischiato di trovarsi in mezzo alla strada.

Fra questi i professionisti, i non professionisti, i tecnici eccetera.

La gran parte di questi ha trovato la giusta soluzione, anche se è stata una soluzione di ripiego, una seconda via per cercare di salvare il salvabile. Quest’opera va portata fino in fondo, sono d’accordo consigliere Esposito, e serve, a mio avviso, proprio l’input di questo Consiglio regionale alla unanimità per dire “completiamo l’opera”. Si tratta di poco più di 20 persone, di 20 lavoratori ed è giusto che questi vengano inseriti in quel contesto e che possa essere garantita loro la continuità a lavorare.

Un’ultima battuta la vorrei fare a proposito della sentenza che c’è stata oggi.

Abbiamo cercato in tutti i modi di portare avanti un discorso di transazione, cercando all’epoca di far ragionare  la struttura commissariale perché ritenevamo che con un discorso del genere si potevano anticipare quei problemi che sono venuti dopo per la Fondazione, cioè salvarla e far risparmiare tanti soldi anche alla Regione Calabria.

Non ci siamo riusciti, purtroppo, ci siamo sforzati in tanti. Ricordo che il consigliere Esposito aveva un ruolo diverso all’epoca, era direttore, e mi ricordo che più volte gli ho detto “resta, non ti dimettere perché dobbiamo salvare questa struttura”.

Baldo io, te lo dico, perché in quel momento ci credevo. Credevo che dovevamo portare fino in fondo quella missione senza demordere.

Purtroppo, a volte, come sta succedendo anche adesso, la politica diventa anche impotente e questo non è giusto perché ritengo che la politica debba essere sovrana perché siamo eletti dai calabresi per governare la Calabria. La volontà di un Consiglio regionale non è altro che la volontà dei calabresi.

Anche su questo va fatta una giusta riflessione, anche su quanto è accaduto in ordine alla sentenza. A volte magari le cose vengono sottovalutate o lasciate così, senza pensare a quel che potrebbe accadere, al dopo.

Quelli che siamo rimasti in quest’Aula – non ci siamo tutti – ritengo che siamo persone molto responsabili e che abbiamo il diritto/dovere di portare avanti questa battaglia, di dare la possibilità a questi dipendenti di avere la loro dignità, di restituire loro la dignità al lavoro e di cercare di far chiarezza su quanto accaduto in questi anni e che si sarebbe potuto evitare. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola. Pongo in votazione l’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Ordine del giorno numero 23 di iniziativa del consigliere Bevacqua “In ordine alle iniziative della Coldiretti per la difesa e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio”

PRESIDENTE

Siamo all’ ordine del giorno, protocollo numero 50237, di iniziativa del consigliere Bevacqua, “In ordine alle iniziative della Coldiretti per la difesa e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale della Calabria,

premesso che,

la difesa della tipicità del territorio e delle nostre produzioni agricole è rilevante in ogni circostanza ma, nell’attuale congiuntura economica, appare indispensabile, tanto più perché oggi va esercitata nei confronti di gruppi e potentati economici interessati a sostituire, attraverso la gestione di marchi che richiamano prodotti del Made il Italy, le nostre produzioni con prodotti provenienti da altri Paesi;

considerato che:

da tempo la Coldiretti è impegnata in una vera e propria battaglia in difesa del latte italiano e per l’affermazione della qualità nella logica del riconoscimento della validità della filiera corta nel comparto, quale chiave di volta per affrontare e superare l’attuale congiuntura negativa dovuta alla contrazione dei consumi;

stante che nel caso specifico della produzione di formaggi, si pretende di sostituire il latte, attualmente prodotto in centinaia di allevamenti, addirittura, con la polvere di latte;

rilevata la necessità che l’Italia si doti definitivamente di una normativa che consenta una adeguata e trasparente distinzione dei prodotti nazionali e locali, manifestando una scelta irrinunciabile per scongiurare l’omologazione dei prodotti calabresi operata mediante la sostituzione, nella fase di trasformazione, del latte del territorio con latte d’importazione sempre più disponibile sul mercato a causa della fine delle limitazioni produttive;

valutato che la Regione Calabria, pur se non con la dovuta continuità, ha sempre riconosciuto la necessità di assicurare al comparto zootecnia, attraverso l’ARA, importanti risorse per consentire lo svolgimento di servizi essenziali agli allevamenti e alla promozione dei prodotti;

appurato che, stime attendibili indicano che dal latte importato (pari a circa 749.000 q) si ricavano, oltre a latte fresco e UHT, formaggi e prodotti caseari con denominazione e assonanze italiane, prodotti senza latte, con “cagliate” spesso di incerta provenienza, che, sul mercato, si pongono in concorrenza al latte prodotto in Italia, consentendo alle multinazionali, quali Lactalis, di imporre ai nostri produttori un prezzo del latte di gran lunga inferiore ai costi di produzione e costringendoli ad una chiusura forzata delle stalle;

registrato che la Coldiretti, ha indetto nei giorni scorsi una mobilitazione nazionale in difesa del latte italiano e che mercoledì 11 novembre 2015, anche in Calabria, sono previste delle iniziative a tutela della difesa e della valorizzazione del latte prodotto dalle aziende calabresi,

impegna la Giunta regionale

a sostenere le manifestazioni e le iniziative finalizzate alla tutela della peculiarità della produzione di latte calabrese;

a dare il massimo sostegno a Coldiretti Calabria, alle cooperative e alle imprese di trasformazione locale dedite a migliorare e sostenere la qualità dei prodotti e impegnate a garantire la sicurezza alimentare ai cittadini consumatori, affinché sia riconosciuto il giusto valore al lavoro degli allevatori italiani e calabresi;

a porre all’attenzione dei cittadini le materie prime e il lavoro che precedono i prodotti che acquistano, nonché a informare in merito all’origine del latte utilizzato dall’industria di trasformazione, unitamente alle battaglie che tanti allevatori combattono per far fronte alla concorrenza delle multinazionali, cercando, attraverso produzioni di qualità, di continuare ad affermare il Made in Italy e il Made in Calabria

a intervenire presso il Governo centrale, al fine di sostenere una normativa che consenta una adeguata e trasparente distinzione dei prodotti nazionali e locali, anche in relazione all’effettivo rilancio del Sud del Paese in termini di valorizzazione dei prodotti del territorio.”

Prego, consigliere Bevacqua, ha facoltà di illustrarlo.

BEVACQUA Domenico (Partito Democratico)

Presidente, vista l’ora e le poche presenze, consiglierei di discutere gli ordini del giorno dalla prossima seduta di Consiglio regionale prima dell’inizio dei lavori perché poi diventa un parlarci addosso senza comprendere l’efficacia e l’importanza delle iniziative di cui discutiamo e stiamo discutendo stasera, così come quella illustrata poco fa dal consigliere Esposito, che richiederebbe un approfondimento vero e profondo da parte del Consiglio regionale perché sono tematiche che riguardano il futuro della nostra regione e della sanità di tanti nostri concittadini che rischiano di perdere il posto di lavoro.

Propongo al presidente Irto che dalla prossima volta gli ordini del giorno si discutano prima di partire con l’inizio dei lavori.

Detto questo la mia è una mozione politica a sostegno delle iniziative che la Coldiretti e altre associazioni stanno portando avanti a livello nazionale sulla difesa dei prodotti agro-alimentari e, soprattutto, in difesa del latte italiano.

C’è in corso una discussione forte con la Comunità europea e con il Ministero dell’agricoltura per quanto riguarda il prezzo del latte e la difesa del latte italiano. Credo che come istituzione calabrese dobbiamo dimostrare la nostra vicinanza e il nostro sostegno a chi lotta per difendere la qualità del prodotto italiano, le nostre produzioni, il lavoro dei nostri allevatori e, quindi, per difendere il marchio della qualità italiana.

Credo sia doveroso da parte del Consiglio regionale esprimere vicinanza ai nostri cittadini, ai nostri allevatori, alle associazioni che sostengono queste iniziative, approvando quest’ordine del giorno di vicinanza politica a chi lotta ogni giorno per difendere la propria qualità, il proprio lavoro e la dignità del lavoro che deriva dal saper portare un pezzo di pane a casa, garantendo la qualità del prodotto ed il marchio che oggi manca nella filiera nazionale ed europea.

Credo sia doveroso da parte nostra sostenere queste iniziative, star vicino ai lavoratori e a chi crede nella qualità del prodotto italiano, a chi crede in una enogastronomia di qualità, a chi crede nella forza della qualità dell’Italia e del “Made in Italy” e della qualità di una nicchia come quella agro-alimentare.

PRESIDENTE

Solo per comunicare al consigliere Bevacqua, in ordine alla sua richiesta di discussione degli ordini del giorno prima di ogni altro punto: quando si vota l’inserimento degli ordini del giorno, questi vanno alla fine, a meno che non si chieda di votare una anticipazione dell’ordine del giorno.

Questo è il Regolamento.

Pongo in votazione l’ordine del giorno proposto dal consigliere Bevacqua.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Sull’ordine dei lavori

SCULCO Flora (Calabria in rete)

Presidente, chiedo scusa perché c’è stato un errore. Chiedo ai colleghi consiglieri di restare un attimo e di prestare attenzione poiché volevo richiedere l’inserimento – visto che non l’ho fatto per una mera dimenticanza – di un ordine del giorno all’ultimo punto dell’ordine dei lavori di un argomento che riguarda la città di Crotone ed il suo rapporto con l’Eni, se posso brevemente esplicitarne il senso e chiedere l’approvazione dell’Aula.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta di inserimento dell’ordine del giorno della consigliera Sculco.

(Il Consiglio approva)

Ordine del giorno numero 24 di iniziativa della consigliera Sculco ed altri “Sulle vicende inerenti ENI Spa e la città di Crotone”

PRESIDENTE

Siamo all’ultimo punto all’ordine del giorno che riguarda l’ordine del giorno, protocollo numero 50322, di iniziativa della consigliera Sculco ed altri “Sulle vicende inerenti ENI Spa e la città di Crotone” di cui do lettura: “Il Consiglio regionale,

premesso che:

la vicenda Eni è una questione di vitale importanza per la città di Crotone, per l’intero territorio provinciale e per tutta la Calabria;

a Crotone l'ENI, e tutte le sue aziende consociate, per lunghissimo tempo, hanno realizzato produzioni ed attività di grande interesse ed utilità per l’intera economia nazionale;

l’Eni, nel tratto di mare antistante la città di Crotone, da decenni, estrae enormi quantità di metano pari a circa il 19% della produzione italiana destinata al mercato nazionale ed internazionale ottenendo ricchezza per se stesso e per l’intero Paese tranne che per Crotone;

la città di Crotone, fin dal 1921, è stata una delle realtà più industrializzate dell’intero Mezzogiorno con livelli occupazionali consistenti e con la formazione di una classe lavoratrice tra le più produttive e professionalizzate dell’intero Paese;

tutto questo ha avuto un doloroso epilogo negli anni '90 in un processo di deindustrializzazione e di desertificazione i cui effetti sono stati disastrosi e nefasti per l’economia locale e per quella regionale, con gravissime conseguenze sul tessuto sociale e sui livelli di reddito della popolazione intera;

cosa ancor più grave, di conseguenza, ormai da oltre 15 anni si sopportano i gravi danni ambientali prodotti nei confronti del territorio e dell’intera popolazione, senza che l’Eni affronti, con serietà e responsabilità, l’obbligo previsto dalla normativa europea, di realizzare una radicale “bonifica” dell’ex area industriale e ripristinare le condizioni per un nuovo sviluppo;

su queste problematiche, l’Eni è stata, in tutte le sedi giudiziarie, soccombente senza corrispondere per intero e quanto dovuto alla città di Crotone e nonostante ciò ha continuato ad avere nei confronti di Crotone un atteggiamento ostativo ed incurante;

l’ultimo episodio riguardante la mancata stipula della convenzione, prevista da un’apposita vertenza giudiziaria, scaduta nel 2011 e non ancora rinnovata, ha rappresentato un ennesimo affronto vissuto in modo insopportabile dall’intera popolazione;

di fronte a tutto questo l’intera vicenda che perdura ormai da lunghissimo tempo non può più essere considerata una normale ed ordinaria vertenza tra la città di Crotone ed il colosso economico Eni, ma per il suo significato e la sua incidenza deve essere assunta e ritenuta una questione di valore e di portata più ampia che deve impegnare il Consiglio regionale e la Giunta oltre che, in particolare modo, il Governo nazionale,

impegna

la Giunta regionale e il presidente Mario Oliverio:

di attivare utili e concrete occasioni di confronto con l’Eni allo scopo di assicurare a Crotone quanto gli spetta e, da tempo, gli è dovuto;

di interessare il Governo nazionale affinché attivi tutti i suoi poteri per indurre l’Eni ad un serrato confronto, con il pieno coinvolgimento della Regione e del Comune e, in questa occasione, ottenere dal Governo nazionale la immediata messa a disposizione dei 56 milioni di euro che l’Eni è stata costretta a pagare in conseguenza della sentenza del tribunale di Milano su alcuni dei danni ambientali che la stessa Eni ha prodotto su Crotone;

- di stabilire, attraverso un preventivo incontro con le Istituzioni e le rappresentanze locali e sociali regionali, i temi, i problemi e gli obiettivi da proporre e perseguire in una visione che affronti la questione non solo in termini di risarcimenti, ma soprattutto per un progetto di sviluppo per la città di Crotone.

Tutto ciò, in coerenza con le indicazioni del “Masterplan” per il Sud presentato nei giorni scorsi dal Governo che fra l’altro impegna le grandi aziende partecipate dallo Stato (ENI, FINCATIERI, FINMECCANICA, ENEL, FS, etc.) a dare un decisivo contributo per un nuovo e qualificato processo di crescita produttiva nel Mezzogiorno; infine, all’interno del “Patto per la Calabria”- che sarà oggetto di concertazione con il Governo nazionale - dovrà essere riconosciuta la particolarità e specificità della città di Crotone, anche in relazione al ruolo che l’ENI ha avuto ed ha in questa realtà territoriale.”

Prego, collega Sculco, ha facoltà di illustrarlo.

SCULCO Flora (Calabria in rete)

Chiedo scusa, Presidente, intanto per aver abusato del vostro tempo ma ritengo necessario che questo Consiglio regionale concentri un attimo l’attenzione su questo ordine del giorno che ha una sua particolarità e specificità perché riguarda – senza andare nelle premesse – il burrascoso ed annoso rapporto della città di Crotone con l’Eni.

Un rapporto che ha avuto recentemente un epilogo non desiderato della città di Crotone in quanto l’Eni ha bruscamente interrotto le trattative con la città.

E’ una vicenda annosa che riguarda la città di Crotone perché l’Eni realizza nella nostra città una duplice attività. Una attività estrattiva di gas metano in quanto estrae attraverso una propria piattaforma nel mare prospiciente la città di Crotone il 19 per cento di gas utile a soddisfare il fabbisogno nazionale e anche di gas utile al mercato internazionale, ottenendo ricchezza per sé stessa e per l’intero Paese, tranne che per la città di Crotone.

Fra l’altro la città di Crotone, fin dal 1921, è stata una delle realtà più industrializzate dell’intero Mezzogiorno con livelli occupazionali consistenti. Tuttavia questo ha avuto un doloroso epilogo negli anni '90 in un processo di deindustrializzazione e di desertificazione i cui effetti sono stati disastrosi per l’economia locale e per quella regionale perché ha provocato gravissime perdite in termini di livelli di reddito della popolazione intera.

Cosa ancor più grave, di conseguenza, ormai da oltre 15 anni, si sopportano i gravi danni ambientali che sono prodotti nei confronti del territorio e dell’intera popolazione, senza che l’Eni affronti, con serietà e responsabilità, l’obbligo previsto dalla normativa europea, di realizzare una radicale “bonifica” dell’ex area industriale e ripristinare, quindi, le condizioni per un nuovo sviluppo.

L’Eni su queste problematiche è stata, in tutte le sedi giudiziarie, soccombente senza corrispondere per intero e quanto dovuto alla città di Crotone.

Arrivo al punto, Presidente, chiedo, non essendo riuscita la città di Crotone in termini di istituzione a gestire da sola e a riequilibrare il rapporto a suo favore, fra Crotone ed Eni, chiedo che la Giunta regionale ed il Presidente Mario Oliverio attivino utili e concrete occasioni di confronto con l’Eni.

Chiedo, quindi, che intervenga il Governo regionale in questo rapporto senza inficiare l’autonomia della città di Crotone ma coadiuvandola in questa operazione; di interessare il Governo nazionale – perché ricordo che l’Eni è una società partecipata dallo Stato – ad attivare tutti i suoi poteri per indurre l’Eni ad un serrato confronto, con il pieno coinvolgimento della Regione e del Comune e, in questa occasione, ottenere dal Governo nazionale la immediata messa a disposizione dei 56 milioni di euro che l’Eni è stata costretta a pagare grazie ad una sentenza emessa nel 2013 del Tribunale di Milano su alcuni dei danni ambientali che la stessa Eni ha prodotto su Crotone.

E poi chiedo di stabilire, attraverso un preventivo incontro con le istituzioni e le rappresentanze locali e sociali regionali, i temi, i problemi e gli obiettivi da proporre e perseguire in una visione che affronti la questione, non solo in termini di risarcimento, ma, soprattutto, per un progetto di sviluppo per la città di Crotone.

Tutto ciò, in coerenza con le indicazioni del “Masterplan” per il Mezzogiorno – ed è stato preannunciato dal presidente Oliverio poc’anzi - che nei giorni scorsi, fra l’altro, il Governo ha presentato ed ha impegnato le grandi aziende partecipate dallo Stato - fra le quali Eni - a dare un decisivo contributo per un nuovo e qualificato processo di crescita produttiva nel Mezzogiorno.

Chiedo, infine, che – avremo modo di discuterne approfonditamente – quando saremo chiamati a parlare come Consiglio regionale del “Patto dello sviluppo” che la Calabria dovrà sottoscrivere, in concertazione con il Governo nazionale, a richiamare all’interno del “Patto per la Calabria” a riconoscere la particolarità e la specificità della città di Crotone, anche e soprattutto in relazione al ruolo che l’Eni ha avuto e continua ad avere in questa specifica realtà territoriale. Grazie.

PRESIDENTE

Non ci sono richieste di parola. Pongo in votazione l’ordine del giorno come illustrato in Aula.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

In mancanza di altri punti da esaminare all’ordine del giorno, la seduta è tolta.

La seduta termina alle 20,29

Allegati

Congedo

Ha chiesto congedo il Vicepresidente della Giunta regionale Viscomi.

(E’ concesso)

Annunzio di proposte di legge e loro assegnazioni a Commissioni

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposte di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Modifica ed integrazione delle leggi regionali n. 10/2000, n. 66/2012 e n. 8/2003 (art. 13 comma 2) concernenti l’Arssa - (Deliberazione G.R. n. 402 del 13.10.2015)” (P.L. n. 87/10^)

E’ stata assegnata alla seconda Commissione consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

(Così resta stabilito)

“Norme per i servizi di trasporto pubblico locale” - (Deliberazione G.R. n. 399 del 13.10.2015)” (P.L. n. 88/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente – ed  alla seconda consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

“Proroga del termine di cui all’art. 2bis della legge regionale 12 aprile 2013, n. 18 (Cessazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiuti. Disciplina transitoria delle competenze regionali e strumenti operativi) – (Deliberazione G.R. n. 406 del 21.10.2015)” (P.L. n. 89/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - – Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente – ed  alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

“Modifiche ed integrazioni all’art. 44 della legge regionale 5 aprile 1983, n. 13, recante: <Norme di attuazione dello Statuto per l’iniziativa legislativa popolare e per i referendum> - (Deliberazione G.R. n. 442 del 27.10.2015)” (P.L. n. 90/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

“Modifiche alla legge regionale 16 maggio 2013, n. 24 (Riordino enti, aziende regionali, fondazioni, agenzie regionali, società e consorzi comunque denominati con esclusione del settore sanità) - (Deliberazione G.R. n. 398 del 13.10.2015)” (P.L. n. 92/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Sono state presentate, inoltre, le seguenti proposte di legge di iniziativa dei consiglieri:

Sergio, Greco – “Norme urgenti in materia di gestione e manutenzione dei corsi d’acqua finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico” (P.L. n. 82/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente – ed  alla seconda consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Bova – “Modifica dei confini territoriali dei comuni di Petronà e Belcastro della provincia di Catanzaro” (P.L. n. 83/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Sergio, Greco – “Norme per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico” (P.L. n. 84/10^)

E’ stata assegnata alla terza Commissione consiliare - Sanità, Attività sociali, culturali e formative – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Giudiceandrea – “Modifiche alla legge regionale 4 agosto 1995, n. 39 e s.m.i.” (P.L. n. 85/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Giudiceandrea – “Variazione al bilancio per l’esercizio finanziario 2015 ai sensi dell’art. 23 della legge regionale 4 febbraio 2002, n. 8” (P.L. n. 86/10^)

E’ stata assegnata alla seconda Commissione consiliare - consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero.

(Così resta stabilito)

Neri, Arruzzolo, Romeo, Nicolò, Cannizzaro, Greco – “Modifica dell’art.8 della legge regionale 3 febbraio 2012, n. 4 (Misure in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro nonché di efficienza e trasparenza dell’amministrazione del Consiglio regionale)” (P.L. n. 91/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Orsomarso – “Modifica ed integrazione alla L.R. n. 32/1996 (Disciplina per l’assegnazione e la determinazione dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica)” (P.L. n. 93/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente – ed  alla seconda consiliare - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Annunzio di proposta di provvedimento amministrativo e sua assegnazione a Commissioni

E’ stata presentata alla Presidenza la seguente proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa dei consiglieri:

Romeo, Greco, Arruzzolo, Cannizzaro, Nucera, Nicolò – “Modifiche ed integrazioni al Regolamento interno del Consiglio regionale” (P.P.A. n. 90/10^)

E’ stata assegnata alla prima Commissione consiliare - Affari istituzionali, affari generali, riforme e decentramento – ed alla seconda - Bilancio programmazione economica, attività produttive, affari dell'Unione Europea e relazioni con l'estero – per il parere.

(Così resta stabilito)

Richiesta parere della Commissione consiliare

La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 253 del 27 luglio 2015, recante: "Modifica al Regolamento regionale di attuazione della l.r. 3 settembre 2012, n. 39, recante: «Istituzione della Struttura Tecnica di Valutazione VAS-VIA-AIA-VI.», pubblicata sul BUR n. 16 dell'1.9.2012, s.s. n. 2 dell'11.9.2012 e s.m.i. approvato con DGR n. 381/2013. Rettifica/integrazione e istituzione n. 2 Strutture Tecniche Straordinarie ". (Parere n. 10/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente.

(Così resta stabilito)

La Giunta regionale ha trasmesso per il parere della competente Commissione consiliare la deliberazione n. 407 del 21 ottobre 2015, recante: "Approvazione aggiornamento delle linee guida per la rimodulazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti della Regione Calabria". (Parere n. 11/10^)

E’ stata assegnata alla quarta Commissione consiliare - Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente.

(Così resta stabilito)


Designazione di consiglieri a Commissioni consiliari

Il Presidente del Gruppo consiliare "Oliverio Presidente", Orlandino Greco, con nota dal 16 ottobre 2015, acquisita al protocollo n. 47500 del 22 ottobre 2015, relativamente alla composizione delle Commissioni consiliari permanenti, ha indicato le seguenti variazioni:

il Consigliere regionale Vincenzo Pasqua, componente della IV Commissione consiliare;

il Consigliere regionale Orlandino Greco, componente della III Commissione consiliare.

Il Presidente del Gruppo consigliare "Partito Democratico", Sebastiano Romeo, con nota del 2 novembre 2015, acquisita in pari data al protocollo n. 48841, ha indicato quale componente della IV Commissione consiliare permanente il Consigliere Domenico Bevacqua.

Nomina di componenti dei Collegi sindacali delle Aziende Sanitarie della Calabria

Con Decreti del Presidente della Giunta regionale nn. 85, 86, 87, 88, 89, 90, 91 e 92 del 9 settembre 2015, sono stati nominati, rispettivamente, i componenti dei Collegi sindacali delle Aziende Sanitarie della Calabria:

Dr. Sandro Zaffina, Azienda Ospedaliere "Pugliese-Ciaccio" Catanzaro;

Dr. Rocco Nicita, Azienda Sanitaria Provinciale Reggio Calabria;

Dr. Sergio Tempo, Azienda Sanitaria Provinciale Cosenza;

Dr. Ferdinando Caldiero, Azienda Ospedaliera Cosenza;

Dr.ssa Luciana Santagati, Azienda Ospedaliera Reggio Calabria;

Dr. Luigi Dell’Aquila, Azienda Sanitaria Provinciale Crotone;

Dr. Renzo Federico Calabria, Azienda Sanitaria Provinciale Catanzaro;

Dr. Francesco Gammo, Azienda Sanitaria Provinciale Vibo Valentia.

Dichiarazione di illegittimità costituzionale di legge regionale

La Corte Costituzionale, con decisione n. 195/2015, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale della legge regionale 16 ottobre 2014, n. 27 (Norme in tema di donazione degli organi e tessuti).

Emanazione di regolamenti regionali

In data 28 ottobre 2015 il Presidente della Giunta regionale ha emanato i sotto indicati regolamenti regionali. Gli stessi sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria n. 71 del 28 ottobre 2015:

Regolamento regionale n. 12 del 28 ottobre 2015, concernente: “Abrogazione del Regolamento regionale n. 11 del 29 novembre 2012, recante: <Disposizioni relative all’ufficio legislativo della Giunta regionale>”;

Regolamento regionale n. 13 del 28 ottobre 2015, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale n. 10 del 16 giugno 2015 (Regolamento sulle modalità di conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale di livello non generale)”;

Regolamento regionale n. 14 del 28 ottobre 2015, concernente: “Modifiche al Regolamento regionale n. 3 del 20 marzo 2015 (Regolamento sulle modalità di conferimento degli incarichi di funzione dirigenziale di livello generale)”.

Trasmissione di deliberazioni

La Giunta regionale ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni di variazione al bilancio per l'esercizio finanziario 2015:

Deliberazione Giunta regionale n. 356 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 357 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 358 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 359 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 360 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 361 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 362 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 363 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 366 del 24 settembre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 374 del 13 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 410 del 21 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 425 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 426 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 427 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 428 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 429 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 430 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 431 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 432 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 433 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 434 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 435 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 436 del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 437del 27 ottobre 2015

Deliberazione Giunta regionale n. 438 del 27 ottobre 2015.

Interrogazioni a risposta scritta

Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

su scala regionale il trasporto su gomma, come parte di quello su rotaie è gestito dalle Ferrovie della Calabria (FC); società a responsabilità limitata di servizio e di trasporto pubblico;

il degrado del servizio in questione ha assunto dimensioni di rilievo. E ciò, in particolare, a causa della vetustà dei mezzi;

l’involuzione delle condizioni di viaggio si traduce in una vera e propria compressione del diritto a un trasporto che abbia i connotati della decenza;

ciò è chiaramente confliggente con un’idea moderna, dinamica e al passo coi tempi della realtà regionale;

tale involuzione investe un settore primario dei servizi appannaggio dell’utenza calabrese;

tutto questo è fonte di continui disagi;

in modo particolare molteplici sono state le segnalazioni ricevute e relative alla tratta Vibo Valentia - Cosenza;

gli autobus impiegati per tale tragitto risultano degni della sceneggiatura di un film dell’orrore: sporcizia diffusa, sedili divelti, abitacoli non proprio insonorizzati;

tutto ciò rende poco decoroso e affatto dignitoso il servizio offerto ai viaggiatori. A maggior ragione se si considera che il biglietto per tale tratta ha il costo di Euro 7,20; importo non proprio simbolico -:

quali iniziative intenda intraprendere, per ammodernare il servizio di pubblico trasporto regionale;

quale sia la strategia di superamento dei ritardi accumulati in tale settore;

quali siano i tempi e le modalità necessarie a rendere concrete dette iniziative;

se intenda operare con sollecitudine relativamente alla tratta sopra indicata (Vibo Valentia–Cosenza) per restituire ad essa dignità e decoro.

(95; 29.09.2015)

Aieta. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

in data 30.09.2015 si è conclusa la sperimentazione organizzativa della medicina generale con il progetto "Nuclei di Cure Primarie " della ASP di Cosenza;

le indicazioni legislative (L.189/2012-Balduzzi- e Patto della Salute 2014/2016, recepite con DCA 67/2015 (obiettivi di Piano) e DCA 76/2015 ("Riequilibrio Ospedale /territorio: consolidamento della rete dell'assistenza primaria") con le Cure Primarie, individuano nelle nuove forme associative della medicina generale, la gestione dei bisogni di salute per 24 h e sette gg.;

in questo nuovo approccio organizzativo e di funzione, il Medico di Medicina Generale rappresenta uno snodo fondamentale nel rapporto tra cittadini ed offerta del SSR; infatti, al Medico è affidato il compito di tradurre i bisogni sanitari del paziente in domanda di assistenza (es. prevenzione, educazione, prestazioni dirette, prescrizioni di farmaci, visite specialistiche, esami diagnostici, ricoveri, ecc.);

la criticità del rapporto tra bisogni e risorse disponibili, evidenzia, ancor più che in passato, la centralità del ruolo di Medico di Medicina Generale per governare i fenomeni dell'invecchiamento della popolazione e richiede un attento governo dei consumi sanitari;

sia i fenomeni in atto, sia il processo di contenimento della spesa, necessitano di "governare il sistema", pertanto, è necessario dare forza allo sviluppo delle forme associative costituite in team multiprofessionali (MMG. P.L.S. M.C.A. Specialisti Ambulatoriali, Infermieri, Assistenti sociali, Amministrativi), affidando loro un'azione "d'iniziativa" tale da garantire un efficace sistema di controllo delle patologie croniche che, se non contrastate, portano a ripetuti ricoveri, onerosi sia sotto l'aspetto economico che sociale;

in quest'ottica, l'ASP di Cosenza insieme alle OO.SS. dei MMG e gli Specialisti ambulatoriali, ha elaborato e realizzato una piattaforma comune di gestione con l'istituzione sperimentale, prima, dei Nuclei di Cure Primarie, e, oggi, UCCP/AFT, affidati ai MMG e Specialisti, volta a decentrare i servizi su base territoriale per monitorare e gestire le patologie croniche, quali diabete, sindrome metaboliche, Broncopneumopatia e Ipertensione ecc., cambiare gli stili di vita e ridurre gli accessi al Pronto Soccorso;

il DCA/67 individua nella "Linea Cure Primarie" la necessità di riorganizzare la medicina generale in AFT (Aggregazioni Funzionali territoriali) e UCCP (Unità Complesse Cure Primarie) e che il successivo DCA n.76 del 6.07.2015 recita " ... l'operatività in atto dei Nuclei di Cure primarie dovrà transitare, senza soluzione di continuità, nei nuovi modelli organizzativi..." riconoscendo in entrambi i DCA il valore propositivo e attuativo posto in essere con la sperimentazione affidata ai Nuclei di Cure Primarie nell' ASP di Cosenza;

le UCCP (Unità Complesse Cure Primarie) devono rappresentare la forma organizzativa attraverso la quale si potranno garantire, assieme alla Guardia Medica notturna, un'effettiva ASSISTENZA H24 e costituire un punto di riferimento valido, alternativo all'ospedale, per le urgenze di basso-medio livello (codici bianchi e verdi);

la ASP di Catanzaro si è attenuta al DCA n.76 del 6.07.2015, con determina del Commissario pro tempore che proroga l'attività dei Nuclei di Cure Primarie sino all'approvazione della contrattazione regionale della Medicina generale;

all'Asp di Cosenza è stato firmato Accordo Aziendale con le OO.SS. dei Medici di Medicina Generale e Specialisti ambulatoriali, maggiormente rappresentative, per l'attivazione e attuazione delle AFT e UCCP per gestire i bisogni assistenziali che non rappresentano condizione di emergenza e per il monitoraggio e controllo delle patologie croniche;

i Nuclei di Cure Primarie sono risultati l’unica virtuosa esperienza nel panorama dell'assistenza sul territorio, specie per i pazienti cronici, in quanto vedono il coinvolgimento in media di 20 medici di famiglia, Specialisti e Infermieri che, rispondendo ad un progetto educazionale preventivo e d'intervento sul bisogno perseguono l'obiettivo di fornire una risposta più adeguata alla domanda di salute; che nella provincia di Cosenza si sono registrate punte di eccellenza riscontrabili nei dati in possesso dell'ASP e riferiti alla riduzione degli accessi agli ospedali, spesso per cosiddetti "codici bianchi" e un significativo riscontro di malattie (vascolari, cardiache, pneumologiche) già in atto e non conosciute dal paziente, consentendo, cosi, di intervenire almeno 5 anni prima nel contrasto della malattia;

questa nuova esperienza della sanità cosentina è presente in altre Regioni del nord ormai da anni, con risultati apprezzati dal Ministero;

per una serie di ragioni, inspiegabili, si è interrotta tra i medici e il management dell'Asp, ogni comunicazione tanto da addivenire alla scadenza dei contratti per poi prorogarli per un solo mese mettendo a rischio la qualità di programmazione, prevenzione e cure dei medici operanti nei Nuclei di Cure Primarie, nonché l'aspettativa dei circa 30 operatori tra Infermieri e personale Amministrativo che vi operano -:

quali siano le motivazioni di tanta superficialità da parte del Commissario dell'Asp di Cosenza nel trattare una realtà (NCP) che ha dimostrato capacità di gestire le necessità assistenziali, anche di urgenza, monitorare e gestire i pazienti cronici, con riduzioni, in prospettiva, dei costi per il bilancio della Regione, e riduzione del ricorso all'ospedale, anche quando non necessario, in quanto la presenza di tali strutture evita gli accessi al pronto soccorso. E, cosa non secondaria, tanto apprezzata dall'utenza.

(96; 07.10.2015)

Graziano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere - premesso che:

la Legge 28 giugno 2012, n. 92 "Disposizioni in materia di mercato del Lavoro in una prospettiva di crescita" prevede un nuovo sistema di ammortizzatori sociali che sarà introdotto gradualmente ed entrerà pienamente a regime il 2017. In questo contesto, per consentire la graduale transizione verso il regime delineato dalla riforma, l'art. 2, con i commi 64, 65 e 66 della L. 92/2012 conferma, per il periodo 2013-2016, concessione e/o proroga, anche senza soluzione di continuità, di trattamenti di cassa integrazione in deroga e mobilità in deroga anche in riferimento a settori produttivi e ad aree regionali;

la Legge di stabilità 2014 n. 147 del 27 dicembre 2013, all'art. 1, co. 183 prevede, la possibilità di finanziare gli ammortizzatori sociali in deroga nelle Regioni Obiettivo Convergenza, in relazione a misure di politica attiva e ad azioni innovative e sperimentali di tutela dell'occupazione, attraverso la riprogrammazione dei programmi co finanziati dai Fondi strutturali 2007/2013 oggetto del Piano di Azione e Coesione;

la Regione Calabria - Dipartimento n. 6 - al fine di garantire una parità di trattamento dei lavoratori percettori per l'intero anno 2014 e in particolare di non concedere autorizzazioni di trattamenti in mancanza di copertura contabile, oltre la disponibilità finanziaria prevista dagli stanziamenti ministeriali e regionali, intende adottare, per l'intero anno 2014, le modalità ed i criteri di concessione di ammortizzatori sociali in deroga alla normativa vigente, previsti nell'Accordo Istituzionale regionale sottoscritto con le parti sociali in data 7 maggio 2015;

con la nota Dipartimentale n. 0127904 del 24 aprile 2015 viene notificata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la D.G.R. n. 124 del 20 aprile 2015 avente ad oggetto "Rifinanziamento dell'azione "Misure innovative e sperimentali di tutela dell'occupazione e politiche attive del lavoro collegate ad ammortizzatori sociali" del Piano di azione e coesione Calabria per € 41.865.761,06;

la Regione Calabria ha avuto assegnato risorse ministeriali complessivamente per € 94.968.026 + (€ 3.860.223 per le finalità di cui all'art. 6, comma 3, del Decreto interministeriale n. 83473 del 1° agosto 2014), in attesa di ulteriori assegnazioni ministeriali e delle previste autorizzazioni per l'utilizzo di quelle regionali derivanti dalla riprogrammazione del POR e del PAC Calabria;

dal 18/05/2015 presso la Procura di Castrovillari (CS), 30 lavoratori percettori di ammortizzatori sociali in deroga stanno sostenendo il tirocinio formativo previsto dalla Legge;

la Regione e l'Ente erogatore sono in netto ritardo con la corresponsione dei compensi spettanti ai Tirocinanti;

gli Uffici hanno comunicato ai succitati Lavoratori che le somme relative ai pagamenti sono disponibili ma che non sono ancora liquidabili;

il compenso mensile ammonta a Euro 400,00 e le ore di lavoro al mese sono pari a 80;

molti dei Tirocinanti dovranno rinunciare al tirocinio formativo, in quanto si tratta di lavoratori provenienti da paesi distanti dal luogo di lavoro e non più in grado di sostenere le spese di viaggio;

si tratta di cittadini calabresi che insieme alle loro famiglie si trovano quotidianamente ad affrontare problematiche di forte disagio da un punto di vista economico e sociale;

l'Ente Regione Calabria non può lasciare indietro i propri corregionali, soprattutto in materia di diritti costituzionalmente garantiti, come il diritto al lavoro -:

perché ad oggi i suddetti tirocinanti non ricevono la corresponsione di quanto dovuto;

quali iniziative intende assumere per liquidare, nel più breve tempo possibile, le mensilità spettanti ai Tirocinanti.

(97; 07.10.2015)

Graziano. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

il presidio ospedaliero della città di Castrovillari (CS) risulta essere una struttura strategica e vitale per l'intera area del Pollino;

l'assistenza sanitaria è un servizio che, seppur complesso, rientra tra i diritti inviolabili di ogni cittadino italiano;

l'ospedale di Castrovillari, ad oggi, registra molteplici criticità, sia da un punto di vista strutturale sia da un punto di vista di risorse umane;

tali criticità si traducono automaticamente in disservizio ed in potenziali minacce all'incolumità dei nostri corregionali dell'area di riferimento;

a tal proposito, occorre con urgenza ultimare i lavori di rifacimento e messa in sicurezza delle facciate esterne della struttura, che ad oggi risultano essere in una situazione precaria e di pericolo;

è necessario completare il nuovo complesso operatorio di chirurgia, già ultimato ma ancora in fase di collaudo e non fruibile dagli operatori sanitari;

è indispensabile portare a termine la ristrutturazione dell'ex reparto di cardiologia, destinato all'apertura di una sezione di lungodegenza da parte dell'U.O. di Medicina, adeguando quest'ultima di personale congruo;

è opportuno implementare il laboratorio di Emodinamica con personale medico ed infermieristico, così da garantire una funzionalità costante e continua;

si rilevano problemi comuni in tutte le UU.OO. relativamente al personale, che risulta essere carente;

appare di vitale importanza riaprire il reparto di Ortopedia, chiuso per insufficienza di personale;

ad oggi risultano in attività una sola unità medica ortopedica e due unità infermieristiche che, con estrema difficoltà, garantiscono l'assistenza minima non più soddisfacente;

il 2 aprile 2015 è stato approvato il DCA n. 9 dal Commissario al Piano di Rientro, concernente la riorganizzazione della rete ospedaliera, includendo anche l'Ospedale di Castrovillari;

lo stesso DCA n. 9 risulta, ad oggi, non essere applicato;

è stato approvato il 22 settembre 2015 dal commissario straordinario dell'ASP di Cosenza la Delibera n. 1674 relativa all'indizione dei bandi di concorso pubblico per unità di lavoro aggiuntive;

se il DCA n. 9 del Commissario al Piano di Rientro venisse applicato l'Ospedale Spoke di Castrovillari sarebbe così figurato (in termini di posti letto):

Medicina Generale 30 posti letto;

Cardiologia Emodinamica 18 posti letto;

Neurologia 10 posti letto;

Pneumologia 10 posti letto;

Oncologia 8 posti letto;

Lungodegenza 10 posti letto;

U.O. Coronarica 7 posti letto;

Chirurgia generale 30 posti letto;

Ortopedia 20 posti letto;

Ostetricia Ginecologia 25 posti letto;

Pediatria 10;

Riabilitazione Intensiva 30 posti letto;

Medicina Ch. Accettaz. Emergenze 4 posti letto (Osservazione Breve Int.);

Neonatologia 6 posti letto;

Emodialisi 12 posti letto;

Più le strutture semplici dipartimentali;

le carenze di personale possono essere superate con l'esecuzione del bandi di concorso pubblico previsti dalla delibera n. 1674 del Commissario ASP di Cosenza -:

quali iniziative intende perseguire per superare le criticità strutturali dell'Ospedale Spoke di Castrovillari;

quali provvedimenti intende adottare per porre fine alle inefficienze causate dalla carenza di personale medico e specializzato;

quali decisioni intende assumere per garantire la riapertura del reparto di ortopedia del Presidio ospedaliero;

quali azioni vuole intraprendere per garantire l'applicazione del DCA n. 9 del Commissario al Piano di Rientro già approvato.

(98; 14.10.2015)

Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

la figura di Ruggero I d'Altavilla merita speciale attenzione. Il personaggio fu coraggiosissimo condottiero, uomo di governo e, soprattutto, grande amante della Calabria;

il suo amore per la Calabria lo portò a stabilire quale sede centrale del governo normanno, la cittadina di Mileto cui diede lustro, onore e notorietà;

le traversie collegate ai sarcofagi contenenti le sue spoglie e quelle della moglie Eremburga, in sintesi, sono le seguenti: collocati originariamente nell'abbazia mausoleo fatta costruire dagli stessi Altavilla, i monumenti funerari furono prelevati da Mileto nel 1840 ad opera dell'esercito borbonico e poi trasferiti nel museo archeologico di Napoli dove tuttora sono ubicati, in posizione defilata;

il museo statale di Mileto sin dal 1997 si è adoperato, con formali iniziative per riportare in Calabria le spoglie di Ruggero I d'Altavilla e della sua anzidetta consorte;

per il ritorno dei due sarcofagi, entrambi di matrice neoclassica, nel tempo si sono prodigati, oltre al museo di Mileto, anche altre autorità, fra cui: comitati spontanei, la direzione regionale per i Beni e le attività culturali. Nonostante il generoso impegno, però, ad oggi il risultato non e stato ancora centrato;

il ritorno dei due sarcofagi contenenti le spoglie degli Altavilla non solo costituirebbe un significativo richiamo di natura turistica, con evidente benefici per l'indotto, ma sarebbe un atto di giustizia verso la citta di Mileto, verso i calabresi e verso lo stesso Ruggero I d'Altavilla e consorte così indissolubilmente legati alla terra di Calabria;

per tutte le operazioni di rientro urge coinvolgere anche il Polo museale regionale, di recente istituzione, di cui fa parte anche il museo di Mileto;

qualche mese addietro il ministro per i beni e le attività culturali, Dario Franceschini, si è pronunciato positivamente a tal proposito. Il tutto per come confermato in una intervista rilasciata a un noto quotidiano nazionale nell’ambito di un progetto teso a riportare presso le sedi di origine, le opere poste ai margini se non dimenticata presenti nei grandi musei;

il ministro Dario Franceschini ha espressamente dichiarato: “Il sarcofago di Eremburga nei depositi del museo archeologico di Napoli potrebbe andare insieme al sarcofago di Ruggero in Calabria, al museo nazionale di Mileto”;

sono parole significative che offrono una opportunità all’intero popolo calabrese, per una operazione dal forte valore culturale e simbolico, orientato al recupero consapevole della propria identità storica -:

quali iniziative intende intraprendere per accelerare e rendere reale il rientro dei sarcofagi contenenti le spoglie mortali di Eremburga e Ruggero I d’Altavilla;

quali siano i tempi e le modalità necessari a rendere concrete dette iniziative;

quali interventi sono tesi al coinvolgimento, nell’operazione in argomento, del Polo museale regionale.

(99; 14.10.2015)

Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

il museo statale di Mileto è stato istituito nel 1991 mediante convenzione tra il ministero per i Beni e le attività culturali, l'amministrazione provinciale di Catanzaro (oggi di Vibo Valentia), l'amministrazione comunale di Mileto e la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea;

inaugurato il 9 agosto 1997, il museo è stato il primo in Calabria con preponderanza di beni artistici e storici su quelli archeologici ed ha cosi acquistato uno spazio importante nel panorama culturale regionale;

esso è uno strumento prezioso per la rilettura critica dell'antica capitale normanna, distrutta dal terremoto che nel 1783 devastò la Calabria tutta;

tale museo è meta annuale di migliaia di visitatori, racconta il glorioso vissuto normanno della città e l’indissolubile intreccio con la più antica diocesi di rito latino del meridione d'Italia, fondata per volontà del conte Ruggero d'Altavilla nel lontano 1081;

la raccolta museale, divisa in sezioni determinate dalla sequenza cronologica, contiene il notevole patrimonio artistico, medievale e moderno della città;

il museo sta attraversando un momento di difficoltà gestionale ed è a rischio chiusura a causa del disimpegno da parte della Provincia di Vibo Valentia, la quale, così come da convenzione, per anni si è occupata della manutenzione dell'immobile (costo annuale circa 20 mila euro);

nel frattempo, il Mibact ha provveduto a realizzare a proprie spese un nuovo spazio espositivo di circa 500 mq e che, attualmente, il Parco archeologico medievale di Mileto antica è interessato da una corposa campagna di scavo, predisposta dalla Soprintendenza archeologica della Calabria con fondi Pon erogati dalla Regione -:

se intenda o meno avviare iniziative di concreto sostegno al museo civico di Mileto atte a garantire la sua ordinaria attività;

se intenda o meno supportare la funzionalità del museo di Mileto con interventi mirati al suo mantenimento;

se intenda o meno avviare una attività politica di coordinamento e di promozione presso le competenti autorità funzionali alla tutela ed alla valorizzazione del museo di Mileto.

(100; 14.10.2015)

Mirabello. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

con la legge 23 dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010) - art. 2 c.186-bis - venivano soppresse le Autorità d'Ambito Territoriali di cui agli articoli 148 e 201 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, obbligando le regioni ad attribuire con legge le funzioni già esercitate dalle Autorità;

la Regione Calabria al fine di ottemperare alle disposizioni normative nazionali approvava la Legge regionale 29 dicembre 2010, n. 34, che all'art.47, comma 1, così recita:

In attuazione dell'articolo 2, comma 186 bis, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, le funzioni di autorità d'ambito di cui all'articolo 148 del D.lgs. 152/2006, previste dagli articoli 41, 42 e 43 della legge regionale 3 ottobre 1997, n. 10, a decorrere dal 1 luglio 2011, sono esercitate, senza necessità di atti amministrativi di conferimento, dalla Regione Calabria, che subentra nei rapporti giuridici attivi e passivi individuati con deliberazione della Giunta regionale sulla base della situazione economica e finanziaria delle attuali Autorità d'Ambito;

la Regione Calabria in esecuzione del predetto art. 47 della Legge Regionale 34/2010, con la deliberazione di Giunta Regionale n. 452 del 05/12/2013, pubblicata sul B.U.R. Calabria n.3 del 01/02/2014, deliberava:

art. 1) di prendere atto delle ricognizioni, sullo stato patrimoniale ed economico delle ATO di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia certificate dai commissari liquidatori;

art. 2) il transitorio esercizio, da parte della Regione Calabria, delle funzioni ordinarie già in capo alle cessate AATO;

art. 5) di demandare ad atti di gestione da assumersi di concerto tra i Dipartimenti Regionali competenti l'eventuale subentro della Regione Calabria nei rapporti giuridici e nelle posizioni ancora attive riferibili alle funzioni di cui sopra (cfr. posizioni certificate dai Commissari Liquidatori quali riferibili alle attività istituzionali) ed in particolare di demandare ad atti di gestione da assumersi di concerto tra i Dipartimenti Regionali Infrastrutture e Lavori Pubblici e Organizzazione e Personale, la posizione del personale titolare di rapporto di lavoro a tempo indeterminato con i cessati Enti d'Ambito;

tra i rapporti giuridici attivi, per come certificato dai commissari liquidatori, figurano le posizioni del personale titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato presenti negli organici delle cessate ATO di Cosenza (5 unità) e di Vibo Valentia (2 unità) per un totale di n.7 dipendenti;

a tutt'oggi i competenti dipartimenti regionali non hanno assunto nessun atto di gestione, riguardante le posizioni del personale titolare di lavoro a tempo indeterminato presenti negli organici delle cessate ATO;

la conseguenza del subentro da parte della Regione Calabria nei rapporti giuridici attivi e passivi in capo alle cessate AATO, individuati con la delibera di giunta regionale n.425/2013, determina, chiaramente, il trasferimento del personale titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato presente negli organici delle cessate ATO;

gli atti di gestione e i provvedimenti conseguenziali necessari da assumersi di concerto tra i Dipartimenti Regionali Infrastrutture e Lavori Pubblici e Organizzazione e Personale non possono certo incidere sul diritto soggettivo dei singoli ex dipendenti AATO e che tali adempimenti configurano atti obbligatori nascenti dall'esercizio di un potere rimessi alla volontà dei predetti dipartimenti regionali, anche con riferimento ai tempi e alle modalità che non possono rimanere incerti e dilatati nel tempo e nello spazio soprattutto in considerazione del fatto che la deliberazione di identificazione dei rapporti giuridici in capo ai cessati AATO è del 5/12/2013 e ciò indipendentemente dalla fase di liquidazione delle AATO ancora in corso affidata, con deliberazione di G.R. n. 189 del 12/06/2015, al dirigente generale del dipartimento infrastrutture e lavori Pubblici;

l'Avvocatura Regionale, peraltro, in una comparsa di costituzione relativa ad una vertenza riguardante un Comune della provincia di Vibo Valentia riconosce che tra i rapporti giuridici in capo agli AATO, tra i quali figurano anche quelli relativi al personale titolare di contratto di lavoro a tempo indeterminato presente negli organici delle cessate ATO, i soli rilevanti sono quelli indicati nella deliberazione di Giunta Regionale n. 452 del 05/12/2013 salvo i successivi atti gestionali;

appare incomprensibile come mai malgrado la volontà chiara, da un parte, del legislatore regionale che, con la legge 29 dicembre 2010, n. 34, ha chiaramente inteso attribuire le funzioni di Autorità d'Ambito alla Regione Calabria, e dall'altra, del governo regionale che, attraverso la più volte richiamata deliberazione di Giunta Regionale n. 452/2013, ha riconosciuto i rapporti giuridici attivi e passivi in capo alle cessate AATO demandando ad atti di gestione da assumersi di concerto tra i Dipartimenti Regionali Infrastrutture e Lavori Pubblici e Organizzazione e Personale, la posizione del personale titolare di rapporto di lavoro a tempo indeterminato con i cessati Enti d'Ambito, a tutt'oggi non si sia data esecuzione al trasferimento del personale nei ruoli organici della Regione Calabria - :

quali atti di gestione intende adottare la Regione Calabria per assicurare la posizione del personale titolare di rapporto di lavoro a tempo indeterminato con i cessati Enti d'Ambito.

(101; 15.10.2015)

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

il Poliambulatorio di Amantea ha visto un incremento significativo delle prestazioni riferite al periodo 2012 - 2015. Nonostante il blocco del turnover, il mancato adeguamento tecnologico e il mancato acquisto di nuove attrezzature, si è passati dalle 130.870 prestazioni del 2012 alle 141.201 a luglio del 2015;

in base al decreto dell'Ufficio del commissario n. 76/2015 occorre individuare al più presto i locali dove ospitare le UCCP (Unità complesse di cure primarie) che vedrebbero la presenza h24 di medici di medicina generale, di specialisti e di medici di continuità assistenziale per la gestione di codici bianchi e il monitoraggio delle patologie croniche;

il Poliambulatorio di Amantea a tutt'oggi non risulta essere completato in ordine alla struttura e servirebbero delle risorse per il suo completamento al fine di implementare le attività e le prestazioni sanitarie;

l'Asp di Cosenza, nel documento di programmazione aziendale ha previsto, tra le altre cose, per il Poliambulatorio di Amantea la somma di 2 milioni 500mila euro: 800mila euro per il completamento della struttura esistente, 1 milione 200mila euro per la realizzazione degli impianti tecnologici, 500mila euro per l'acquisto di nuove attrezzature;

nonostante la carenza di personale, il poliambulatorio di Amantea ha incrementato i pazienti inclusi nell'Adi (assistenza domiciliare integrata), ha uno dei pochi Centri a gestione pubblica di riabilitazione estensiva dell'età evolutiva e reparti di radiologia, fisiokinesiterapia e dialisi che hanno ottime performance;

al suo interno opera un laboratorio di analisi che in questi primi mesi del 2015 ha già prodotto 111.523 prestazioni;

un recente decreto del commissario per l'attuazione del Piano di rientro, ing. Scura, vorrebbe chiudere il laboratorio di analisi di Amantea nell'ambito di una riorganizzazione del sistema dei laboratori pubblici e privati della Regione Calabria -:

quali iniziative si intendono adottare per il potenziamento del Poliambulatorio di Amantea considerato che tale struttura eroga prestazioni sanitarie importanti e che, se potenziato in termini di completamento della struttura e dotazione tecnologica, potrebbe offrire alla popolazione ancora più prestazioni e servizi sanitari di notevole qualità.

(102; 21.10.2015)

Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

la figura di Natuzza Evolo è una grande risorsa per l'umanità e per la Calabria in modo particolare per vari motivi e sotto molteplici profili;

lo è in primis, sotto il profilo spirituale. La mistica di Paravati è un indubbio riferimento cristiano di eccezionale caratura. L'emblema di una vita vissuta all'insegna della carità e dell'amore verso il prossimo;

Natuzza Evolo è stata anche un riferimento civile, col suo esempio di sobrietà e onestà. Una calabrese che ha offerto alla storia comportamenti improntati all'altruismo e alla solidarietà;

Natuzza Evolo, insomma, risulta un grande riferimento per la Calabria destinato ad arricchire la sua dimensione identitaria;

il processo di canonizzazione seguirà il suo percorso. È d'obbligo, però, relativamente al ruolo delle istituzioni, non farsi trovare impreparati;

affinché ciò accada è necessario avviare una stagione di puntuale e rigorosa progettualità, prima di tutto culturale;

la precedente amministrazione regionale ha già premiato un progetto presentato mediante i Pisl;

ciò costituisce un passaggio importante, ma non ancora sufficiente a garantire l'accoglienza dei flussi di pellegrini che si orienteranno verso Paravati;

la pianificazione dell'ente Regione andrà rivolta al potenziamento dei servizi, delle strutture ed infrastrutture funzionali al collegamento con la frazione di Mileto.

l'azione d'intervento, pertanto, non potrà essere limitata alla realizzazione di una sola strada di collegamento con la Sa-Rc;

la politica regionale, su tale versante, non può permettersi né improvvisazioni, né mediocrità. Urge, invece, una programmazione culturale e in termini di opere pubbliche ad ampio raggio che sia adeguata all'appuntamento e alle legittime attese dei calabresi -:

se e quali provvedimenti intenda adottare per assicurare, in merito al prefigurato evento di canonizzazione di Natuzza Evolo, per potenziare strutture e infrastrutture in direzione di Paravati di Mileto;

se e quali decisioni intenda assumere per garantire un percorso di crescita culturale e identitaria collegata a tale evento.

(103; 22.10.2015)

Guccione. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

tutti gli indicatori disponibili denunciano in Calabria una grave emergenza abitativa che coinvolge oltre il 22% delle famiglie (in locazione); a queste si aggiungono le categorie sociali più deboli: giovani coppie, famiglie monoreddito, anziani, donne in stato di disagio e persone diversamente abili;

esiste su tutto il territorio regionale un notevole patrimonio di edilizia residenziale pubblica quantificato in 38.900 alloggi, che versa purtroppo in stato di totale degrado e che necessita di adeguamenti in materia di sicurezza, risparmio energetico, recupero sociale ed ambientale;

manca da oltre vent'anni un piano straordinario di manutenzione e di riqualificazione degli immobili e di rigenerazione urbana dei quartieri degradati, finalizzato a ridurre i fenomeni di marginalizzazione e di abbandono sociale;

sono in itinere diversi programmi di recupero e di riqualificazione destinati alla realizzazione di nuova edilizia residenziale pubblica; tra questi il Programma di recupero e razionalizzazione degli alloggi Erp, ex Art. 4 L. 80/2014, fino ad oggi non adeguatamente seguito dal Dipartimento Regionale competente nel necessario rapporto col Ministero dei Lavori Pubblici;

il Bando di concorso per la realizzazione di alloggi di edilizia sociale da offrire in locazione o in proprietà ex L.36/08 risulta allo stato privo, sull'apposito capitolo di bilancio, delle somme necessarie per la prosecuzione degli interventi in itinere e che dovrebbe pertanto essere rimpinguato di una disponibilità finanziaria di almeno 80 milioni a fronte dei quasi 25 attuali;

non è stato attivato, ad oggi, il Fondo rotativo per costituire garanzie accessorie per la contrazione di mutui finalizzati all'edilizia sociale e che da circa 2 anni sono disponibili 10 milioni di euro;

il Piano nazionale di edilizia abitativa, ex Artt.8-12 del DPCM 16.7.2009 risulta tutt'ora bloccato, nonostante il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti abbia più volte sollecitato la Regione Calabria a sottoscrivere gli accordi con i soggetti finanziati, necessari per l'avvio del programma;

la Regione Calabria non ha ancora inviato al Ministero delie Infrastrutture e Trasporti il richiesto stato di attuazione del Programma di riqualificazione urbana per alloggi a canone sostenibile, ex Decreto Ministeriale N.2295 del 26.3.2008, finalizzato ad una puntuale ricognizione degli interventi avviati;

il MEF ha provveduto alla revoca del mutuo concesso in favore della Regione Calabria, sul Programma denominato 20.000 Abitazioni in affitto, per gravi inadempienze e che la Regione dovrà adesso garantire con fondi propri la copertura delle restanti somme necessarie; è necessario disporre una puntuale ricognizione su tutti gli interventi avviati tale da verificarne il reale stato di attuazione;

si rischia il definanziamento di numerosi interventi finanziati e/o co- finanziati dai Ministeri competenti, come i Contratti di Quartiere I-II o l'Art. 18 della Legge 203/91, perché ad oggi, nonostante il Ministero abbia formalmente richiesto al Settore Casa del Dipartimento regionale LL.PP. un fruttuoso e valido supporto tecnico ed amministrativo, attraverso una puntuale ricognizione su tutti i programmai avviati ma non ancora ultimati, non risulta sia stata mai avviata alcuna attività;

il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione ex L. 431/98 abbisogna di oltre 21 milioni di euro a fronte delle domande pervenute pari a 9.600; l'attuale disponibilità di 983.000 euro assegnate è in grado di soddisfare soltanto il 4% del fabbisogno abitativo;

da una prima verifica, emergerebbe che il Dipartimento regionale LL.PP./Settore casa disporrebbe di risorse inutilizzate pari ad Euro 150 milioni circa, allocate per una parte sul capitolo 20128/1208 della Cassa Depositi e Prestiti per l'edilizia sovvenzionata e, per altra parte, sui residui rinvenienti dai Buoni Casa -:

quali iniziative si intendono adottare, per l'urgente governo dell'emergenza abitativa regionale e per sbloccare tutti i programmi, finanziati per milioni di euro, di edilizia sovvenzionata, agevolata e convenzionata anzi elencati;

in riferimento, in particolare, agli oltre 150 milioni di euro disponibili ma non utilizzati, quali iniziative si intende intraprendere atteso che queste risorse potrebbero diventare un autentico moltiplicatore economico di investimenti privati in un settore strategico e delicato come quello del diritto alla casa;

se si ha intenzione di individuare in una task force la soluzione in grado di velocizzare gli iter amministrativi dei diversi programmi in corso con l'obiettivo di poter utilizzare tutte le risorse disponibili che da anni non vengono purtroppo utilizzate e che invece consentirebbero di recuperare e riqualificare interi quartiere di tutte le città calabresi.

(104; 26.10.2015)

Orsomarso. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

il 26 Ottobre del 2012 una scossa sismica del 5° grado della Scala Richter ha colpito le popolazioni dei Comuni del Pollino, a nord della Provincia di Cosenza, ai confini con la Basilicata, il cui epicentro è stato individuato nei pressi del Comune di Mormanno;

con delibera del Consiglio dei Ministri del 9 novembre 2012 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 268 del 16 novembre 2012) è stato dichiarato lo stato di emergenza in conseguenza dell'evento sismico;

con Ordinanza del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 20 Novembre 2012, n. 25 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 27 novembre 2012), al fine di fronteggiare l'emergenza derivante dall'evento sismico citato, sono stati nomini Commissari delegati i Prefetti di Cosenza e Potenza e gli stessi sono stati autorizzati, per il tramite dei Sindaci dei Comuni interessati, ad assegnare ai nuclei familiari, la cui abitazione principale alla data del sisma sia stata sgomberata e dichiarata inagibile, un contributo per l'autonoma sistemazione;

l'articolo 1, comma 290 della Legge di stabilità 2013 (Legge 24 dicembre 2012, n. 228 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n.302 del 29-12-2012 - Suppl. Ordinario n. 212) ha incrementato il Fondo di protezione civile, da destinare alla realizzazione di interventi, in conto capitale, anche nei territori colpiti dal sisma del 26/10/2012 verificatosi in Calabria e Basilicata;

con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2013 (Ripartizione delle risorse di cui all'articolo 1, comma 290, della legge 24 dicembre 2012, n. 228; pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n.71 del 25-3-2013) è stata disciplinata la “Ripartizione delle risorse di cui all'art. 1, comma 290, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228”;

con l'art. 1, comma 256, della Legge di Stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, pubblicata in Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 302 del 27-12-2013 - Suppl. Ordinario n. 87) sono state individuate le risorse in conto capitale assegnate per gli interventi di ricostruzione connessi al sisma di che trattasi, originariamente nella misura di 7,5 milioni di euro per l'anno 2014 e di 7,5 milioni di euro per l'ano 2015;

alcune disposizioni normative hanno previsto riduzioni sullo stanziamento originario di circa 1 milione di euro;

con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 aprile 2015 (pubblicato in Gazzetta n. 146 del 26/6/2015) sono state rideterminate le somme destinate per gli interventi in conto capitale per la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma in euro 13.913.616,00, ripartite nella misura di euro 6.954.750,00 per l'anno 2014 e di euro 6.958.866,00 per l'anno 2015;

sono trascorsi ben tre anni dal triste evento e ormai mesi dal decreto Ministeriale, senza che sia stato fatto nulla per la popolazione del Pollino colpita dal sisma -:

se è vero che lo Stato ha assegnato le risorse di cui sopra demandando alle Regioni la gestione della fase di ricostruzione post-sisma e, conseguentemente, conoscere i motivi di questo inspiegabile ritardo regionale nel determinare i criteri e le modalità di assegnazione dei fondi necessari alla ricostruzione in favore della popolazione del Pollino colpita dal sisma del 26 Ottobre del 2012.

(105; 26.10.2015)

Mirabello. All’assessore infrastrutture, lavori pubblici e mobilità. Per sapere – premesso che:

dagli organi di stampa che in data 28 ottobre 2015 lungo la Strada Provinciale SP 17, all'altezza dell'incrocio per Gasponi frazione del comune di Drapia (VV), si è verificato un grave incidente a causa del quale si è sfiorata la tragedia, incidente originato dal mal funzionamento del sistema frenante di un autobus del Consorzio CO.ME.TRA;

l'episodio ha messo a repentaglio la vita di circa 20 studenti che si trovavano a bordo del mezzo nonché quella del conducente il quale, grazie alla prontezza dei riflessi, è riuscito a limitare l'impatto e dunque i danni e conseguentemente ha garantito la quasi totale incolumità dei passeggeri;

il Decreto Legislativo n. 422 del 1997 attribuisce alle Regioni e agli Enti Locali le funzioni e i compiti in materia di trasporto pubblico;

la Regione Calabria con Legge regionale n. 67/2012 "Norme per i servizi di trasporto pubblico locale" testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alla Legge regionale 56/2013 stipula dei contratti di servizio con i Consorzi di trasporto pubblico locale tra i quali risulta anche quello del consorzio interessato alla vicenda -:

in che modo l'Assessorato infrastrutture, lavori pubblici e mobilità pensa di intervenire nei confronti dei consorzi convenzionati affinché assicurino una corretta manutenzione dei mezzi adibiti al trasporto pubblico al fine di garantire la sicurezza degli utenti;

quali urgenti iniziative si intendono intraprendere al fine di scongiurare ulteriori incidenti sulle autolinee di trasporto pubblico locale;

se l'assessore, professor Musmanno è a conoscenza di dati relativi allo stato di manutenzione dai mezzi utilizzati per il trasporto pubblico locale.

(106; 03.11.2015)

Mangialavori. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

con la legge regionale numero 9/2007 venne prevista la trasformazione del "Centro Servizi Avanzati Ricerca, Formazione e Sviluppo Agroalimentare della Calabria S.p.A" (Centro agroalimentare) in "Fondazione Mediterranea Terina Onlus", quale centro di ricerca industriale e alta formazione nei settori agricolo, agroalimentare, agro-industriale ed ambientale;

la legge regionale numero 24/2013. di riordino degli enti subregionali, ha autorizzato la Giunta regionale a procedere alla riorganizzazione della Fondazione;

con la delibera numero 17/2014, la Giunta regionale ha approvato il nuovo Statuto della Fondazione. Essa ha sede a Lamezia Terme, è organismo "in house" dell'unico socio fondatore, la Regione Calabria. La partecipazione alla Fondazione non è aperta ad altri soci, privati o pubblici;

al contempo è stato siffattamente ridefinito anche lo scopo della fondazione: "Ricerca industriale, sviluppo sperimentale, trasferimento tecnologico e divulgazione scientifica nel settore della qualità agroalimentare, della sicurezza alimentare e della salute";

ad oggi, la Fondazione non è stata concretamente oggetto di quel processo di sostanziale riforma deliberato dall'Assise con la citata legge regionale 24/2013. Nella prassi, infatti, la menzionata normativa non ha avuto la sua puntuale applicazione;

la circostanza è decisamente grave, se si considera lo stato di enorme disagio subito dai suoi 40 dipendenti che non percepiscono lo stipendio con la dovuta regolarità. Allo stato, oltre cinque le mensilità arretrate;

la situazione dei dipendenti è di rilevantissima sofferenza e fonte di immani disagi. E ciò anche in considerazione del fatto che spesso trattasi di lavoratori con situazioni familiari monoreddito;

l'amministrazione regionale, pertanto, ha il dovere di offrire soluzioni concrete affinché una struttura così importante non venga abbandonata al suo destino e sia fruibile dalla filiera agroalimentare reale cui essa dovrebbe indirizzare l'attività;

la Fondazione Terina è l'unico ente di ricerca della Regione Calabria, con laboratori all'avanguardia e fra i più importanti del Paese in materia di sicurezza e analisi dei prodotti agroalimentari;

nei giorni scorsi il vicepresidente della Giunta regionale, Antonio Viscomi, in relazione allo stato di difficoltà in cui versa la Fondazione Terina, ha invitato il Dirigente generale del Dipartimento "Bilancio" ad impegnare le risorse disponibili sugli spazi finanziari previsti dalla DGR 370/2015, adottala il 24 settembre c.a. al fine di garantire l'equilibrio di bilancio;

lo stesso vice-presidente della Giunta regionale ha invitato il Dirigente generale del Dipartimento "Agricoltura" a predisporre, con urgenza, un incontro per stabilire un percorso che possa portare con sollecitudine alla riallocazione definitiva del personale della Fondazione "Terina" per come previsto dalla legge 24/2013;

nonostante ciò, allo stato, le problematiche esposte non risultano essere superate -:

quale orientamento, decisioni e ulteriori iniziative, strategie politiche e condotta amministrativa siano state intraprese o in itinere tese ad offrire una soluzione concreta alle sorti della Fondazione Terina;

quali i provvedimenti adottati, funzionali a garantire, in modo particolare, ogni diritto riconducibile ai suoi quaranta dipendenti.

(107; 9.11.2015)

Sergio. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

nel nuovo POR Calabria 2014-2020, approvato recentemente dalla Commissione Europea, la ricerca e l'innovazione tecnologica rappresentano trasversalmente i punti chiave su cui è fondata l'intera architettura programmatica;

l'attuazione dei programmi di innovazione ha finora incontrato molteplici ostacoli dovuti sia all'estrema complessità dei programmi stessi sia alla limitata disponibilità interna di competenze specialistiche necessarie ad attuare velocemente le azioni previste dal Programma;

in passato, al fine di attivare le spese previste dai programmi, la Regione è ricorsa ad affidamenti esterni, sia a privati che ad enti extraregionali, con risultati non sempre lusinghieri;

la Regione Calabria partecipa, con Fincalabra, nel capitale del Parco Scientifico e Tecnologico della Calabria - Calpark S.C.p.A.;

detto capitale è quasi totalmente pubblico;

difatti, la maggioranza del Capitale Sociale di Calpark è posseduto, oltre che dalla Regione, dall'intero sistema regionale della Ricerca, ovvero dalle Università della Calabria, di Catanzaro e di Reggio Calabria oltre che dal CNR;

Calpark, in oltre 20 anni di attività, ha acquisito competenze specialistiche nella gestione, monitoraggio e governance di complessi progetti di ricerca nonché delle relative attività di controllo e verifica -:

quali sono gli indirizzi che codesta Giunta regionale intenderà intraprendere in merito al coinvolgimento del Consorzio Calpark nell'attuazione della nuova programmazione; quale ruolo la Giunta regionale intenderà assegnare al Consorzio Calpark nell'ambito delle strategie di innovazione;

quali servizi intenderà affidare direttamente al Consorzio Calpark evitando il ricorso a società esterne private e spesso extraregionali;

con quali modalità la Regione intenda affiancare Calpark alle strutture regionali con compiti di supporto tecnico per l'attuazione degli obiettivi tematici 1,2 e 3 del POR Calabria 2014-2020; si interroga, infine, Codesta Giunta regionale e per Essa l'On Presidente sulla necessità di avviare in tempi brevissimi un confronto con i tre atenei calabresi, soci di Calpark al fine di individuare le forme di collaborazione, tra la Regione Calabria e il medesimo Consorzio Calpark, utili a supportare proficuamente l'ente regionale nella veloce ed efficace attuazione dei suddetti obiettivi tematici previsti dal POR 2014-2020.

(108; 10.11.2015)

Nicolò. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

con comunicato stampa datato 3.11.2015 non facilmente identificabile nella sua paternità (in spregio al principio di trasparenza) giacché proveniente da un non meglio specificato Settore Regionale "Internazionalizzazione" si assume - senza alcuna firma - testualmente che: "in un recente intervento - si legge nella nota - il presidente del Gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, sostiene che in Expo Milano 2015 la Calabria avrebbe "perso una ulteriore preziosa occasione di visibilità e promozione". Dichiarazione che suscita stupore e sollecita interrogativi che andrebbero, invece, rivolti allo stesso Nicolò, consigliere da tre legislature, all'amministrazione che ha governato la Calabria negli ultimi cinque anni ed alla maggioranza consiliare che l'ha sostenuta, di cui lo stesso Nicolò ha fatto parte.'';

farebbe parte della normale dialettica politica un intervento di tal guisa firmato direttamente dal Presidente della Giunta regionale (cosa che inspiegabilmente non è avvenuta), poiché sarebbe un atto di propria competenza, viceversa susciterebbe notevoli perplessità lo stesso comunicato proveniente direttamente dalla burocrazia regionale che ha, invece, competenze tecniche sulle problematiche regionali; pertanto, nel caso di specie, ove fosse di un dipendente regionale la paternità di quel testo, lo stesso si sarebbe spinto oltre la misura consentita, travalicando la propria sfera di azione, suscettibile anche di richiamo disciplinare, giacché sarebbe entrato nel merito della polemica politica in senso stretto, ambiente di non sua pertinenza;

sia nell'uno o nell'altro caso occorre chiarire la posizione dell'esecutivo che di certo non si può nascondere dietro la burocrazia, qualora la polemica politica appartenga direttamente al Presidente, quale soggetto politico preposto al dibattito e, viceversa, qualora così non fosse, dovrebbe assumere i provvedimenti conseguenti nei confronti di quel burocrate, che sarebbe andato oltre la sfera di propria competenza -:

per sapere la paternità del testo del comunicato in oggetto e nel caso fosse di un dipendente regionale quali provvedimenti di richiamo intenderà assumere.

(109; 10.11.2015)

Mozione

Il Consiglio regionale,

premesso che:

in Calabria esistono diverse fonti di acque termali (Terme Luigiane, Antonimina, Cassano allo Jonio, Galatro, Lamezia Terme e Spezzano Albanese) e che esiste anche una legge che norma la gestione e lo sfruttamento di queste ultime (L.R. 38 del 2012);

in Calabria tendiamo ad utilizzare le risorse termali per fini strettamente collegati alle terapie mediche, mentre sarebbe opportuno valorizzarle, inserendole in un sistema di sviluppo turistico integrato, capace di creare sviluppo e occupazione, sfruttando al meglio le grandi potenzialità del nostro territorio: arte, cultura, natura, mare, terme, enogastronomia, superando, insomma, il concetto di stagionalità;

per come previsto al comma 5 dell'art. 1 (finalità della legge) della L.R. del 3 settembre 2012, n. 38, la Regione Calabria sostiene programmi e progetti atti ad ottimizzare la fruibilità dei servizi connessi allo sfruttamento delle risorse termali a mezzo di appositi piani finanziari ed incoraggiando le iniziative in comune tese a sviluppare distretti e filiere;

all'art. 2 (comuni termali) della L.R. del 3 settembre 2012, n. 38, vengono riconosciuti, tra i comuni termali della Regione Calabria, Guardia Piemontese ed Acquappesa (Terme Luigiane);

la capacità attrattiva della stazione termale "Terme Luigiane" è andata nel tempo riducendosi, anche in relazione ad un graduale decadimento dell'offerta (incentrata ad un esclusivo uso sanitario), determinando, di conseguenza, la progressiva diminuzione del flusso turistico che si rivolge alle strutture ricettive presenti ed operanti sul territorio;

le acque delle Terme Luigiane registrano un grado solfidrometrico pari circa a 173 mg/1, il più alto fra le acque termali italiane ed europee. Anche la temperatura naturale è straordinaria perché si aggira attorno ai 43°/47° C, laddove, invece, altri stabilimenti del sud e del nord sono costretti ad un riscaldamento indotto e forzato. Ma tutto questo non è sufficiente ed i dati statistici relativi alla fruibilità delle terme lo dimostrano;

la capacità attrattiva dell'area del medio ed alto tirreno cosentino, storicamente indotta anche dalla presenza del centro termale, ne è risultata, di riflesso, ridimensionata e notevolmente indebolita;

i Sindaci dei Comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese sono convenuti sull'opportunità di intraprendere un approccio integrato per la gestione e lo sviluppo economico e sostenibile delle risorse idrotermali del comprensorio "Terme Luigiane";

i Comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese si sono fatti promotori - presso le istituzioni della Provincia di Cosenza e dei Comuni di Cetraro, Fuscaldo e Paola - di iniziative volte ad integrare l'offerta termale con una offerta più ampia, che mira ad una funzione attrattivo-turistica che comprende un comparto all'interno del quale persiste una forte prospettiva di sviluppo per quel che concerne il turismo religioso, storico, culturale e portuale, con l'intento di generare, altresì, un volano di ripresa economica, in un'area (quella del medio ed alto tirreno cosentino) ammodernata e riallineata sul concetto di "benessere termale", in una prospettiva di Destagionalizzazione dell'offerta turistica sul territorio;

i Comuni promotori hanno indetto una assemblea generale, tenutasi a Guardia Piemontese in data 09/04/2015, alla quale hanno preso parte le Amministrazioni comunali d'Area (da nord a sud: Cetraro, Acquappesa, Guardia Piemontese, Fuscaldo e Paola), le Autorità del Distretto sanitario territorialmente competente, il Delegato del Responsabile regionale per le cure termali, l'impresa termale concessionaria dell'utilizzo delle acque termali, le associazioni sindacali e datoriali;

per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo locale integrato - di cui al punto precedente - il partenariato promotore ha sviluppato un programma integrato di interventi, nell'ambito del quale rivestono prioritaria importanza le progettualità finalizzate alla valorizzazione del polo termale delle "Terme Luigiane" e all'integrazione tra l'offerta termale con quella balneare-religiosa, e in particolare, l'infrastruttura di piccola portualità turistica di Cetraro, il presidio artistico-religioso del Santuario di San Francesco di Paola ed il centro storico, il borgo marinaro ed il patrimonio naturalistico e paesaggistico di Fuscaldo;

il raggiungimento dell'obiettivo di integrazione tra il settore dell'offerta termale e l'offerta legata al contesto d'Area può essere garantito, principalmente, per mezzo di interventi ben definiti, di seguito elencati:

riqualificazione del lido delle Terme Luigiane, recupero e riqualificazione del fiume Bagni, realizzazione di un centro direzionale amministrativo e sanitario, interventi di recupero e sistemazione urbana, interventi di recupero e sistemazione di impianti sportivi e di strutture per il tempo libero, realizzazione di strutture ed attività commerciali caratteristiche (es. locande, botteghe, ecc.), recupero e sistemazione sorgenti termali, realizzazione di un centro salutistico e beauty farm/Spa moderne ed attrezzate, recupero di fabbricati ad uso sociale, formazione di riqualificazione per addetti delle imprese termali e formazione di nuove figure professionali, attività di ricerca e sviluppo per l'uso delle risorse idrotermali, attività di promozione in Italia ed ali 'esterno, potenziamento mezzi di trasporto e collegamenti con gli impianti;

l'Accordo di Partenariato, adottato dalla Commissione Europea il 29 ottobre 2014, che rappresenta lo strumento di programmazione nazionale dei fondi strutturali e di investimento europei assegnati all'Italia per la programmazione 2014-2020, il quale definisce le disposizioni orientative per promuovere l'azione attraverso gli strumenti di integrazione territoriale, tra cui gli Interventi Territoriali Integrati (ITI), uno strumento di programmazione cui le Amministrazioni titolari di programmi potranno ricorrere ogni volta che intendano affrontare, esplicitamente, le esigenze di uno specifico territorio, facendo leva sull'integrazione di interventi di tipo differente ed utilizzando combinazioni di assi prioritari di uno o più programmi;

l'ITI è lo strumento suggerito per intervenire su un perimetro territoriale definito in funzione di specifici obiettivi da raggiungere, che si tratti della valorizzazione di uno o più attrattori culturali individuati, di una strategia d'area, offrendo la possibilità di far leva anche su fondi differenti e di incrociare le potenzialità di un programma;

la proposta POR FESR-FSE Calabria 2014-2020, declinando a livello regionale il quadro delle priorità di intervento delineato nell'Accordo di Partenariato, si riserva la possibilità di ricorrere agli Investimenti Territoriali Integrati, come strumento per rafforzare delle priorità programmatiche territoriali, al fine di rispondere a specifici bisogni o per valorizzare le opportunità di una determinata area sub-regionale, facendo leva sull'integrazione di interventi di tipo differente, utilizzando combinazioni di più assi prioritari all'interno del programma;

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale:

a reperire, prioritariamente, le somme connesse allo studio di fattibilità, che dovrà interessare l'intero comparto delle Terme Luigiane e le zone limitrofe ad esso;

a reperire, all'interno del POR CALABRIA 2014-2020, le somme necessarie affinché il programma integrato di interventi sopramenzionato, promosso dai Comuni di Acquappesa e di Guardia Piemontese, in partenariato con i Comuni di Cetraro, Fuscaldo e Paola, possa mutarsi in un concreto progetto di valorizzazione del sistema termale (in stretta sinergia con chi gestisce le acque termali) capace di innalzare, le Terme Luigiane ed il comprensorio del medio ed alto tirreno cosentino in un grande e robusto attrattore turistico, per la Calabria e per il Meridione tutto;

di salvaguardare e tutelare l'interesse pubblico di un percorso di rilancio del comparto delle Terme Luigiane che, con gli investimenti sopra evidenziati, potrebbe rappresentare un punto di svolta per un concreto rilancio turistico di una vasta area, con conseguenti ed inevitabili ripercussioni positive sull'occupazione e sull'economica locale.

(42; 12.10.2015) D’Acri, Greco, Sergio

Il Consiglio regionale,

premesso che:

la Calabria è una regione che ha dato i natali, nel corso della storia, a personaggi illustri in ogni campo dell'ingegno umano, eccellenze, talenti e maestrie che hanno consentito alla Calabria di  ergersi in passato a modello educativo e formativo per tutta l'Europa. Basti pensare che personaggi del calibro di Zaleuco, Pitagora, Milone, Cassiodoro, Leonzio Pilato, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella, Mattia Preti, Gioacchino da Fiore, per citarne alcuni, sono partiti dalla Calabria e hanno dimostrato al mondo il loro straordinario talento nella letteratura, nella giurisprudenza, nella filosofia, nell'arte, nella musica, nello sport, nella ricerca.

senza dover fare necessariamente un tuffo nel passato, è da evidenziare come ancora oggi, nonostante la gravi crisi sociale della nostra regione, siano sempre numerosi i talenti calabresi che danno lustro alla nostra comunità nel mondo. Letterati, filosofi, artisti, sportivi e ricercatori calabresi occupano posizioni di grande prestigio in diverse organizzazioni internazionali pubbliche e private. Tutto ciò non basta. Nonostante questo possa essere un ottimo biglietto da visita per la Calabria, infatti, non si può negare come l'immagine della nostra terra sia oscurata dai tanti problemi che ancora oggi la rendono poco attrattiva e dalla nostra incapacità di promuovere i nostri talenti e le nostre eccellenze. Una rappresentazione negativa della Calabria che si è consolidata nel tempo al punto tale che imprenditori, letterati, artisti e ricercatori tra i più importanti al mondo raramente decidono di investire e scommettere sulla nostra regione;

è indispensabile ricostruire l'immagine della Calabria ripartendo dall'autodetassazione dei pregiudizi, aprendosi al mondo e superando l'immagine di una terra ancorata tra localismi e malaffare. Tutto ciò ha impedito per anni alla nostra regione di decollare e sono incalcolabili i danni d'immagine che ancora oggi si ripercuotono in ogni settore economico e sociale. Per invertire la rotta, per delineare una nuova immagine per la nostra regione, sarebbe di grande rilevanza l'organizzazione di un Contest internazionale da ripetersi ogni anno che consentirebbe alla Calabria di diventare, per la prima volta nella sua storia moderna, centro esclusivo di irradiazione culturale, attraverso la spettacolarizzazione e promozione dei suoi territori, prodotti commerciali ed elementi di eccellenza da far emergere sul mercato globale. Il Contest dovrà avere una durata di dieci giorni, in questo periodo di tempo diversi artisti internazionali, accuratamente selezionati, nei campi della Letteratura, Fotografia, Cinema e Pittura verranno dislocati nei luoghi regionali prescelti dall'organizzazione dell'evento ed avranno come compito quello di produrre un alto numero di materiale artistico sul tema della Calabria e le sue meraviglie.

Gli artisti potranno far circolare liberamente i loro prodotti artistici nei loro paesi di provenienza senza limite alcuno, attraverso internet, televisioni, case editrici e qualsiasi altro mezzo di comunicazione valido per l'obiettivo preposto.

Allo stesso tempo, questo materiale realizzato e finemente confezionato verrà messo a disposizione dell'organizzazione che insieme agli organi regionali preposti, darà luogo ad un lavoro di promozione della Calabria nel mondo nei mesi successivi all'evento;

il Contest verrà strutturato attraverso le seguenti modalità:

- SELEZIONE LUOGHI CALABRESI

i luoghi verranno selezionati da nord a sud della Calabria. La selezione dovrà avvenire tenendo conto del loro potenziale paesaggistico, turistico, produttivo e culturale, per far si che la loro promozione successiva possa dare risultati eccellenti già nel breve periodo. Tale scelta servirà nel creare attenzione nei riguardi di realtà calabresi meno sviluppate che, venendo a conoscenza del Contest e delle sue potenzialità, vogliano collaborare l'anno successivo, creando quindi una mentalità dello sviluppo in cui le singole amministrazioni e aziende si sentano attratte e pronte alla partecipazione.

- SELEZIONE ARTISTI/PROFESSIONISTI

gli artisti/professionisti verranno selezionati a livello internazionale, secondo modalità qualitative eccellenti. Verranno successivamente assegnati al luogo di riferimento in cui dovranno soggiornare e produrre il loro materiale artistico. Il loro materiale potrà essere da subito immesso nel mercato di internet attraverso i nostri ed i loro canali di promozione, senza limite alcuno.

- SITO INTERNET UFFICIALE

iI sito internet verrà utilizzato dall'organizzazione per promulgare le attività del Contest prima, nel mentre e dopo l'evento. In esso l'organizzazione e gli artisti potranno far veicolare il loro materiale giorno per giorno, creando curiosità e visibilità sull'evento. Il sito verrà creato in doppia lingua (Italiano, Inglese), in maniera tale da essere immediatamente attivi su tutto il territorio internazionale. Il sito sarà costruito sapientemente così da poter offrire servizi di promozione, logistica e pubbliche relazioni, nel caso in cui altri soggetti partner vogliano collaborare con noi.

- PAGINE UFFICIALI SOCIAL NETWORKS

creare delle pagine di riferimento sui vari Social Networks servirà a far veicolare l'evento e la promozione del materiale artistico creato in maniera trasversale, limitando in questo modo inutili spese di promozione antiquata come carta stampata, cartelloni pubblicitari, radio, etc.

Una volta messo in piedi il Contest e portato a compimento, gli artisti/professionisti avranno come obiettivo, inserito sul loro contratto di partecipazione, quello di selezionare il materiale migliore, lavorarlo alla massima qualità artistica e confezionarlo in maniera da poterlo distribuire attraverso i loro canali commerciali e professionali.

Tale materiale verrà consegnato all'organizzazione del Contest che dovrà distribuirlo attraverso varie modalità di commercializzazione:

- Internet;

- Televisioni Nazionali ed Internazionali;

- Prodotti editoriali cartacei e digitali;

- Aeroporti, Stazioni ferroviarie;

- Luoghi di cultura: Musei, Sale cinematografiche e dovunque sia possibile promuovere la Calabria

nel mondo;

al Contest potranno partecipare e collaborare qualunque Confederazione, Amministrazione o Società privata che abbia sviluppato nel tempo eccellenza e che voglia in modo serio e coerente promuovere prodotti o bellezze paesaggistiche;

esistono tutte le basi e le possibilità per creare e sviluppare un evento di grande impatto promozionale, culturale in favore della Calabria nel mondo. Non dobbiamo pensare in piccolo, ma gestire con attenzione e coerenza le grandi potenzialità del nostro territorio. L'economia universale sta modificando le sue modalità, in un mondo in cui i grandi monopoli aumentano i loro fatturati schiacciando le realtà minori, ecco che produrre qualità e riuscire ad attrarre pubblico internazionale possa essere la maniera giusta per commercializzare il nostro prodotto interno, eliminando i costi di trasporto e mediazione commerciale che levano e, a volte, eliminano il guadagno dei piccoli imprenditori. Questo Contest porterebbe ottimi frutti alla nostra regione, creando intorno ad essa una promozione positiva, sana e produttiva;

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale:

ad affidare ad una organizzazione specializzata la realizzazione di un Contest internazionale della durata di dieci giorni da tenersi in Calabria ogni anno, che coinvolga artisti internazionali, accuratamente selezionati, nei campi della letteratura, fotografia, cinema e pittura. L'organizzazione avrà il compito di selezionare i luoghi calabresi nei quali gli artisti dovranno produrre materiale artistico sul tema della Calabria e le sue meraviglie. Gli artisti potranno far circolare liberamente i loro prodotti artistici nei loro paesi di provenienza senza limite alcuno, attraverso internet, televisioni, case editrici e qualsiasi altro mezzo di comunicazione valido per l'obiettivo preposto. Allo stesso tempo, il materiale realizzato dovrà essere messo a disposizione dell'organizzazione che, insieme agli organi regionali preposti, darà luogo ad un lavoro di promozione della Calabria nel mondo nei mesi successivi all'evento.

Si potrà così, attraverso il Contest, raggiungere una duplice finalità: da una parte, quella di organizzare un evento in grado di coinvolgere i più grandi artisti del mondo e attrarre così i flussi turistici internazionali, dall'altra quella di promuovere le meraviglie della Calabria e la sua bellezza attraverso le produzioni realizzate dagli artisti.

(43; 22.10.2015) D’Acri, D’Agostino, Greco, Pasqua, Sergio

Il Consiglio regionale,

premesso che:

la Calabria è una regione dalle enormi potenzialità, dotata di uno straordinario patrimonio culturale, storico e naturalistico. Sono fattori che dovrebbero portare la Calabria al vertice tra le regioni con il maggiore appeal turistico. In realtà, sebbene questa ultima stagione estiva abbia segnato un cambio di passo in termini di presenze turistiche, molto c'è da fare per ridisegnare un'offerta che possa interessare i flussi turistici internazionali. Infatti, nonostante la Calabria abbia tutte le potenzialità per garantire un'offerta turistica continuativa, la stagione turistica calabrese è legata soprattutto al turismo balneare e a quello montano e si concentra in pochi mesi all'anno. Oltretutto sono diversi i limiti strutturali e organizzativi che di fatto impediscono alla nostra regione di essere competitiva sul mercato internazionale anche per tutto ciò che concerne la produzione e l'esportazione dei prodotti calabresi. Il sistema dei trasporti, in particolare, risulta essere totalmente inadeguato per le potenzialità di sviluppo della Calabria;

per ciò che concerne il turismo, i problemi più evidenti sono legati ai limiti strutturali, al sistema dei trasporti e all'assenza di diversificazione e destagionalizzazione. Proprio in merito a quest'ultimo punto, abbiamo presentato alcune proposte di legge che mirano ad incentivare la creazione di un vero e proprio modello di sviluppo funzionale alle dinamiche del turismo calabrese e fortemente legato alle vocazioni territoriali della Calabria. Basti pensare alla proposta sulla Tutela e valorizzazione economica dei paesaggi rurali tradizionali (PL n. 33/10^), attraverso cui si vuole valorizzare il patrimonio agricolo, socio-culturale e ambientale, agevolando le iniziative di coloro i quali adottano tecniche agricole a basso impatto ambientale, promuovendo il recupero e la valorizzazione sostenibile del patrimonio edilizio rurale e la ricostituzione ambientale dei paesaggi degradati. In molte parti d'Italia è già ampiamente diffuso il turismo legato ai paesaggi rurali tradizionali. La Calabria, in tal senso ha già tutte le caratteristiche e le potenzialità per rappresentare un punto di riferimento nel settore. Così come è da evidenziare la ricchezza e la bellezza dei borghi storici dei Comuni calabresi. Il suono dei campanili, il fascino dei luoghi storici e la ricchezza del patrimonio culturale calabrese possono e devono essere un'opportunità di sviluppo e crescita per le comunità territoriali e per le amministrazioni locali. Anche in questo settore abbiamo presentato una proposta di legge per la Rigenerazione sostenibile dei centri storici urbani a vocazione turistica e istituzione del marchio di alta ospitalità turistica Borgo Storico Ospitale (PL n. 47/10^), che mira ad incentivare la realizzazione e la gestione dei borghi storici ospitali e sostenere il compimento di iniziative e di azioni utili per una promozione turistica volta alla valorizzazione e all'animazione del patrimonio storico, ambientale e culturale. Va nella stessa direzione la proposta di legge legata alla Valorizzazione dieta mediterranea italiana di riferimento (PL n. 54/10^), attraverso cui si vuole promuovere un modello di educazione alimentare legato anche allo stile di vita calabrese. La proposta di legge mette in piedi una governance del complesso sistema di valorizzazione economica delle produzioni, delle filiere produttive e degli stili di vita connessi al modello di dieta mediterranea italiana di riferimento. In tutto il mondo la dieta mediterranea rappresenta un punto di riferimento di grande rilevanza per le abitudine alimentari e sono evidenti, in tal senso, le potenzialità turistiche che una regione come la Calabria, dotata di una straordinario patrimonio enogastronomico, potrebbe esprimere. Legate a queste proposte, già radicate nella cultura e nelle vocazioni dei territori calabresi, ce n'è un'altra che mira, invece, a portare la Calabria in un contesto di sviluppo in grado di attrarre flussi turistici da tutto il mondo. Mediante le Misure per promuovere il turismo sportivo mediante la diffusione del gioco del golf e la realizzazione di impianti golfìstici (PL n. 71/10^) si individua nel turismo golfìstico un'importante opportunità economica a supporto del sistema alberghiero e dell'intero sistema turistico regionale. Oltretutto, attraverso la realizzazione dei campi da golf, si concretizzerebbe un importante contributo all'ambiente ed al recupero di aree naturali degradate, in quanto sono finalizzati alla realizzazione e gestione di vaste aree verdi, quindi, con l'esaltazione della bellezza naturalistica tipica della zona. Oggi il golf è praticato da moltissime persone di varia estrazione sociale e culturale, l'organizzazione golfistica mondiale si trova attualmente in un momento di forte espansione, con una previsione a tutto il 2015 di circa 25 milioni di presenze esclusivamente per la pratica di questo sport. La Calabria, per il suo patrimonio paesaggistico, può diventare un vero e proprio punto di riferimento nel mondo per la pratica di questo sport e, contestualmente, attrarre milioni di turisti che perfino non esitano a raggiungere anche da oltreoceano mete nel Mediterraneo molto vicine alla nostra penisola;

le proposte di legge sopra indicate puntano alla valorizzazione del patrimonio naturalistico, enogastronomico, storico, paesaggistico e culturale calabrese legandolo ad uno stile di vita sano, equilibrato e innovativo in grado di ergersi a modello di riferimento europeo. E' evidente, però, che il sistema dei trasporti calabrese rappresenta il viatico attraverso cui ridisegnare l'offerta turistica, tenendo conto delle vocazioni e delle potenzialità dei nostri territori e delle nostre comunità. Attualmente l'intero comparto legato al sistema dei trasporti e alle vie di comunicazione non è in grado di garantire gli standard adeguati per un'offerta turistica che possa suscitare interesse per i turisti internazionali. Così come risulta del tutto inadatto alle potenzialità produttive di una regione che può e deve essere competitiva sul mercato internazionale dell'export. Il sistema dei trasporti può contribuire ad incrementare il livello di occupazione nella regione, che ha ormai raggiunto livelli inaccettabili per un territorio europeo. Deve garantire livelli equi di accessibilità in tutto il territorio regionale, poiché l'accessibilità costituisce la condizione minima per la fruizione sostenibile delle risorse naturali, ambientali sociali e culturali presenti sul territorio;

nella condizione attuale il sistema dei trasporti calabrese soffre di alcune criticità, tra cui le più evidenti sono:

1. mancanza di integrazione intermodale e intramodale (gli esempi più evidenti sono i collegamenti dei porti e degli aeroporti con la rete ferroviaria);

2. l'incertezza nei tempi di realizzazione delle opere;

3. la scarsa capacità di governare i processi di pianificazione, progettazione e realizzazione del sistema; ciò è connesso alla scarsa capacità, negli anni passati, di spesa dei fondi europei destinati a migliorare il sistema dei trasporti calabrese;

la regione è dotata di tre aeroporti civili aperti al traffico nazionale e internazionale: l'aeroporto di Lamezia Terme, l'aeroporto dello Stretto a Reggio Calabria e l'aeroporto S. Anna a Crotone. Il bacino di utenza di riferimento è rappresentato principalmente dall'intero territorio regionale calabrese e dalla provincia di Messina; i tre aeroporti si differenziano rispetto ai servizi offerti, alla classe di appartenenza ed alle caratteristiche strutturali. L'aeroporto di Lamezia Terme si colloca nella vasta pianura lametina (provincia di Catanzaro), in località S. Eufemia. Esso occupa una posizione strategica nel territorio regionale, ricadendo all'interno di un'area posta al centro della Calabria, caratterizzata da ampi spazi pianeggianti a disposizione ed attraversata da importanti infrastrutture stradali e ferroviarie. L'aeroporto di Reggio Calabria (Aeroporto dello Stretto) è situato nella zona sud della città reggina, in località Ravagnese. Il suo bacino potenziale di utenza è costituito dalle due città di Reggio Calabria e Messina e dai relativi territori provinciali. L'aeroporto S. Anna di Crotone è collocato sull'altopiano di Isola Capo Rizzuto, a sud di Crotone; ha un bacino potenziale di utenza che comprende l'intera provincia di Crotone, la fascia ionica cosentina, parte dell'altopiano della Sila ed i comuni della provincia di Catanzaro che ricadono a nord del capoluogo calabrese;

la rete ferroviaria calabrese è costituita dalle linee nazionali delle Ferrovie dello Stato (gestite dalla società R.F.I., Rete Ferroviaria Italiana) e dalle linee regionali delle Ferrovie della Calabria. La rete R.F.I. e quella delle Ferrovie della Calabria non sono fra loro interconnesse, essendo la prima a scartamento ordinario (1,435 m) e la seconda a scartamento ridotto (0,950 m). La rete R.F.I., che si sviluppa in gran parte lungo il perimetro costiero regionale, ha un'estensione complessiva di circa 851 km e presenta 117 stazioni con servizio viaggiatori. In rapporto al sistema di trazione, la rete R.F.I comprende 279 km di linee elettrificate a doppio binario, 209 km di linee elettrificate a singolo binario e 363 km di linee non elettrificate (a trazione diesel) ed a singolo binario.

In base alle caratteristiche di traffico, le linee R.F.I. sono classificate in:

linee fondamentali, caratterizzate da un'alta densità di traffico e da un'elevata qualità dell'infrastruttura, che costituiscono le direttrici principali di collegamento con la rete nazionale e internazionale;

linee complementari, con minori livelli di densità di traffico, che costituiscono la maglia dì collegamento in ambito regionale e connettono tra loro le direttrici principali.

Le linee fondamentali della rete R.F.I sono:

• la direttrice tirrenica Praia - Paola - Lamezia Terme - Reggio Calabria (elettrificata a doppio binario);

• la linea Eccellente - Rosarno (via Tropea) (elettrificata ad unico binario);

• la linea Rosarno - S. Ferdinando (elettrificata ed a singolo binario).

Fanno, invece, parte delle linee complementari R.F.I.:

• la direttrice ionica Rocca Imperiale - Reggio Calabria (prevalentemente non elettrificata ed ad unico binario);

• la linea trasversale Paola - Sibari (elettrificata a singolo binario, ad esclusione della tratta Castiglione - Cosenza che è a doppio binario);

• la linea trasversale Lamezia Terme -Catanzaro Lido (non elettrificata a singolo binario);

in Calabria il trasporto ferroviario soffre di diverse rilevanti criticità che riguardano problemi infrastrutturali, carenze nei servizi, vetustà del materiabile rotabile, assenza di forme di integrazione e informazione; tutto ciò pregiudica la scelta da parte degli utenti di tale modalità di trasporto, con evidenti ripercussioni sul sistema dei trasporti regionale;

il porto di Gioia Tauro è stato progettato negli anni ’60 come porto industriale e ha subìto una riconversione funzionale da porto industriale a polo funzionale. Il porto è operativo dal 1995 e la sua attività si è sviluppata a ritmo elevato, assegnando allo scalo, in breve tempo, il ruolo leader nel Mediterraneo nel settore del transhipment. Dai 16.034 TEUs movimentati nel 1995, si è passati, dopo soli tre anni, ad oltre 2 milioni di TEUs, sino a superare nel 2008 i 3,4 milioni di TEUs. Dal 2008 in poi, il porto di Gioia Tauro ha evidenziato segnali di perdita di competitività, dovuti sia all'apertura di nuovi porti che presentano vantaggi logistici superiori, sia ad una serie di altri fenomeni legati a fattori economici e sociali;

il maggior punto di forza del porto di Gioia Tauro è rappresentato dalla sua localizzazione baricentrica rispetto alle rotte intercontinentali che solcano il bacino del Mediterraneo, ma elementi strategici sono anche:

• l'idonea dotazione infrastrutturale e le buone caratteristiche fisiche (fondali profondi, banchine rettilinee, ampi piazzali di stoccaggio a ridosso delle banchine, ecc.) che permettono di accogliere le navi transoceaniche in transito nel Mediterraneo e collegare lo scalo attraverso una fitta rete feeder a più di 50 porti mediterranei;

• la sua collocazione sul territorio continentale, che consente un collegamento diretto con la rete infrastrutturale terrestre europea;

ad oggi Gioia Tauro è un porto di transhipment, questo vuol dire che i container arrivano con grosse navi da altri continenti e ripartono verso porti più vicini con navi più piccole, funzione, questa, fondamentale, vista la recente apertura dell'ampliamento del Canale di Suez, avvenuta il 6 agosto scorso. L'allargamento dell'importante canale che collega il Mar Mediterraneo con il Mar Rosso, porterà ad un raddoppio della capacità dell'infrastruttura africana, permettendo per la prima volta l'incrocio delle navi;

non è questa l'unica via possibile di utilizzare l'infrastruttura. Con piccoli ritocchi si potrebbe far svolgere alla suddetta infrastruttura anche la funzione di gateway, cioè smistamento dei container attraverso la rete ferroviaria. Se si considera un container che parte da Nord (porto di Bremerhaven) ed uno da sud (Gioia Tauro) che vuole andare verso il territorio economico più forte del centro Europa, la zona di competizione (dove cioè i tempi di percorrenza sono uguali) è tra Verona ed il Brennero. Ad oggi, però, zero treni partono da Gioia per l'interporto di Verona, che viene interamente rifornito da nord. In teoria un container che parte dall'Asia dovrebbe essere “costretto” a sbarcare a Gioia e percorrere la linea ferroviaria fino al centro Europa. Ma al momento, purtroppo non è così, proprio per la mancanza della intermodalità del porto calabrese. Gioia Tauro potrebbe diventare il naturale collegamento tra il Nord Europa e l'Oceano Indiano, basterebbe completare il corridoio TEN-T 1, che prevede il collegamento ferroviario tra Berlino e Palenno, consentendo l'arrivo nel porto dei convogli merci fino a 750 m. di lunghezza;

l’accessibilità viaria all'area portuale è garantita dall'A3 Salerno-Reggio Calabria e dalla SS 18. Il porto è, inoltre, connesso alla rete ferroviaria nazionale mediante la linea Rosarno-S. Ferdinando. Dal porto di Gioia Tauro, tramite la stazione di Rosarno, si è arrivati ad inoltrare fino a 20 treni blocco settimanali destinati agli scali intermodali di Nola (Napoli), Bari, Frosinone, Padova, Melzo (Milano), Bologna e La Spezia, per poi assistere nel 2008, a causa della continua perdita di competitività del sistema ferroviario rispetto a quello stradale, al quasi totale annullamento delle attività via treno, attività che, secondo noi, non solo andrebbe riattivata, ma andrebbe pesantemente finanziata per farla diventare la principale forma di smistamento delle merci in arrivo;

il porto di Gioia Tauro continua, tuttavia, a perdere quote di traffico. Ciò è frutto di una sottovalutazione strategica e delle dinamiche concorrenziali che ora non riguardano più solo i porti del Nord Europa, ma anche quelli del Mediterraneo. Ci dobbiamo chiedere perché le merci vanno a Rotterdam e ad Amburgo, facendo 14 ore in più di navigazione, anziché attraccare da noi. E ci dobbiamo chiedere anche perché sempre più scelgono i porti egiziani e marocchini. Dobbiamo recuperare competitività perché abbiamo investitori stranieri pronti a venire in Italia ad investire ed anche perché il 75% delle nostre esportazioni verso l'Africa viaggia via mare. E poi perché un'impresa che sta in prossimità del corridoio europeo TEN-T 1 per andare verso l'Africa non può imbarcare le loro merci da Gioia Tauro dopo aver raggiunto il nostro porto, magari con altri mezzi di trasporto, quale potrebbe essere il treno. Dobbiamo sfruttare la grande opportunità di essere al centro di tutte le reti marittime mediterranee;

impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale:

affinché si ridisegni il sistema dei trasporti inquadrandolo in una cornice che tenga conto delle potenzialità turistiche, delle vocazioni territoriali e delle capacità produttive della Calabria. Si dovrebbe definire un metodo per pianificare, progettare e realizzare in forma integrata il sistema dei trasporti calabrese, così come sotto esposto.

NUOVO AEROPORTO DELLA SIBARITIDE

Il sistema aeroportuale deve diventare il fulcro del rinnovamento calabrese per quanto riguarda il turismo e l'agricoltura di qualità. Una regione moderna e sviluppata non può prescindere da un sistema aeroportuale all'avanguardia. In questo senso, a chi afferma con vigore le eventuali chiusure di alcuni scali calabresi, rispondiamo con altrettanto vigore, che non solo non va prevista alcuna chiusura delle infrastrutture attualmente in funzione, ma va attuato un potenziamento e sviluppo di quelle attualmente in funzione. In quest'ottica si inserisce la proposta per la realizzazione di una nuova infrastruttura aeroportuale, da posizionare nell'alto Jonio cosentino, tra la Valle dell'Esaro e la sibaritide. Il nuovo scalo aeroportuale disterà circa 140 km, tanto dallo scalo crotonese quanto da quello lametino e non potrà che essere strategico e funzionale al rafforzamento di tutto il sistema della mobilità in Calabria, poiché l'ubicazione a nord di Cosenza consentirà la copertura totale ed uniforme del territorio regionale. La nuova infrastruttura, che sarà di supporto e raccordo anche all'avio superficie di Scalea, servirà una Provincia vastissima per estensione territoriale come quella di Cosenza, nonché la vicina e confinante Basilicata, spostando flussi turistici destinati nella sibaritide, che attualmente utilizzano gli scali aeroportuali pugliesi. Sarà fondamentale anche per supportare e promuovere il turismo sportivo legato alla diffusione del gioco del golf, visto che in quella particolare zona della Calabria è prevista la costruzione di due campi da golf a 27 buche con strutture ricettive annesse. Inoltre le zone della sibaritide e della valle dell'Esaro hanno grandi potenzialità produttive e oggi ospitano importanti realtà imprenditoriali nel campo agricolo che, attraverso una rimodulazione del sistema dei trasporti, potrebbero trovare immediato sviluppo con ricadute di grande rilevanza in campo sociale, occupazionale ed economico.

ALTA VELOCITA' LUNGO LA DORSALE JONICA

Per quanto riguarda il settore ferroviario, fermo restando le difficoltà tecniche ed economiche nel velocizzare la rete tirrenica, Battipaglia-Reggio Calabria, fino ad ottenere le caratteristiche per diventare linea ad Alta Velocità ed Alta Capacità, si dovrebbe riammodernare la linea jonica che a tutt'oggi risulta a singolo binario e non elettrificata. Riuscire a realizzare un'infrastruttura moderna ed efficiente permetterebbe di collegare territori che al momento permangono in uno stato di profonda crisi economica e sociale, anche per l'alto costo che hanno i trasporti. Congiungere Reggio Calabria a Taranto con una rete a doppio binario e ad Alta Velocità si ricollegherebbe anche al progetto, già in fase di realizzazione, dell'Alta Velocità sulla tratta Napoli-Bari-Lecce-Taranto. Tali collegamenti, seguendo l'itinerario Reggio Calabria-Gioia Tauro-Siderno-Taranto-Bari, consentirebbero di congiungere e di ricucire Sicilia e Calabria al sistema trasportistico nazionale ed europeo. Lo sviluppo del turismo jonico calabrese, in particolare delle aree economicamente più vivaci quali la Locride, il Catanzarese, il Crotonese, la Piana di Sibari e l'area Grecanica passa attraverso la realizzazione di questa importante infrastruttura.

METROPOLITANA LEGGERA AEROPORTO DI LAMEZIA - AVIOSUPERFICIE DI SCALEA

Altra importante infrastruttura ferroviaria da realizzare sul territorio calabrese per poter incrementare la mobilità turistica sarebbe la metropolitana leggera che dovrebbe collegare i comuni compresi tra Lamezia Terme e Tortora. Collegare i comuni del tirreno cosentino con un servizio ferroviario veloce, affidabile ed efficiente permetterebbe di diversificare e destagionalizzare l'offerta turistica, valorizzando autentiche bellezze culturali e religiose, quali ad esempio il Santuario di San Francesco di Paola, termali rappresentate dalle Terme Luigiane di Guardia Piemontese e naturali, si pensi ad esempio alla Riviera dei Cedri. Per poter realizzare questa iniziativa sarà, preliminarmente, necessario realizzare un collegamento tra l'aerostazione e la stazione ferroviaria di Lamezia Terme, in modo tale che il turista, una volta atterrato, non si senta spaesato e possa facilmente raggiungere la sua meta turistica preferita.

PORTO DI GIOIA TAURO: DA TRANSHIPMENT A GATEWAY

Per il traffico merci, i precari collegamenti di ultimo miglio con le strutture portuali penalizzano il traffico merci ferroviario e, ovviamente, portuale. In prospettiva, la crescita dimensionale delle navi porrà ulteriori pressioni sui collegamenti terrestri. Da ciò deriva l'assoluta importanza, in particolare per il trasporto dei container, di realizzare anche dei collegamenti diretti tra porti e reti ferroviarie. Il trasferimento di parte del trasporto su gomma a quello su rotaia è uno degli elementi vincenti per migliorare la sostenibilità ambientale (riduzione emissioni inquinanti, minore usura delle strade, ecc) e l'attenzione delle istituzioni europee al riguardo deve essere recepita dalle autorità locali. Il porto di Gioia Tauro, che dovrebbe diventare un autentico volano di crescita per la nostra regione, presenta ad oggi un collegamento diretto con la rete ferroviaria principale che dovrebbe, però, essere intensificato ed ammodernato per tornare ad essere competitivo rispetto al sistema stradale, visto che dal 2008 in poi si è assistito ad un totale abbandono di questo sistema di trasporto. Nello sviluppo strategico dell'infrastruttura si dovrebbe privilegiare la componente terminalistica quale elemento di traino per la logistica, con l'imperativo di offrire un qualificato servizio d'avanguardia che si svilupperà con la costruzione di magazzini pienamente integrati nell'ecosistema locale.

Proprio la costruzione di un nuovo terminal intermodale, garantendo al porto di Gioia Tauro le specifiche caratteristiche del gateway ferroviario, metterebbe l'importante infrastruttura calabrese allo stesso livello dei principali porti del Mediterraneo. La costruzione del terminal intermodale avrà il compito di intercettare quei traffici movimentati tra l'Estremo oriente e l'Europa, attualmente gestiti dai porti di Rotterdam ed Anversa. Con la realizzazione del terminal Gioia Tauro potrebbe ambire a diventare un varco intermodale comunitario, che andrebbe ad inserirsi nell'asse transeuropeo del corridoio Helsinki-La Valletta, come nodo di rilevanza nazionale e crocevia europeo di diverse modalità di trasporto. Con lo sguardo proiettato al futuro, per coglierne le sue ricadute, il mercato potenziale di riferimento si aggira intorno al milione di Teus (misura standard nel trasporto dei container). Tutto questo andrebbe ad implementare quanto già deliberato dalla Giunta regionale sulla ZES e sulla riduzione delle tasse d'ancoraggio. In particolare, le imprese che avviano un programma di investimenti nella ZES, potranno fruire di una o più forme di agevolazioni, come di seguito elencate:

• riduzione delle imposte sui redditi d'impresa derivanti dagli investimenti eseguiti dall'impresa nella ZES, nella misura massima del 50% dell'importo dovuto;

• riduzione dell'imposta regionale sulle attività produttive derivanti dagli investimenti eseguiti dall'impresa nella ZES, nella misura massima del 50% dell'importo dovuto;

• riduzione dell'IMU e della TARI per gli immobili posseduti dalle stesse imprese ed utilizzati per l'esercizio dell'attività economica;

• riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende nella misura del 50% da determinare solo per i contratti a tempo indeterminato o a tempo determinato per una durata non inferiore ai dodici mesi.

Le imprese ammesse ai benefici dovranno mantenere la loro attività nell'area per almeno cinque anni, termine che si riduce a tre anni per le PMI. Le agevolazioni previste possono essere cumulabili, purché si riferiscano a differenti costi ammissibili.

Inoltre la Regione Calabria, nel rispetto delle disposizioni in materia di aiuti di stato, potrà istituire, in futuro, ulteriori forme di incentivazione a sostegno delle imprese insediate nella ZES, in modo tale da sviluppare la competitività dell'area e promuovere processi di innovazione dell'offerta di beni e servizi.

(44; 22.10.2015) D’Acri, D’Agostino, Greco, Pasqua, Sergio

Il Consiglio regionale,

premesso che:

nel mese di novembre 2013 eventi alluvionali di vastissima portata hanno danneggiato gravemente la SP 25 che collega Arsanise a Catanzaro e, dunque, tutte le comunità della pre-Sila catanzarese al capoluogo di regione, a causa dell'erosione provocata dall'esondazione del fiume Alli che costeggia la predetta arteria per circa due chilometri;

nonostante siano stati programmati lavori urgenti per la messa in sicurezza del torrente Alli, il  quale, tra l'altro, con la sua condotta idrica rifornisce la gran parte della popolazione catanzarese, e siano inizialmente stati stanziati 10 milioni di euro per l'esecuzione dei lavori di ripristino della SP 25, la Regione Calabria ha di fatto cancellato detto stanziamento rimodulando i fondi per lo sviluppo e la coesione trasmessi al CIPE nel mese di agosto 2015;

ingenti sono i danni che stanno subendo le popolazioni interessate alla percorrenza della SP 25, in quanto vivono uno stato di isolamento e di grave abbandono, causati dalla fatiscenza della complessiva rete stradale che collega la pre-Sila catanzarese alle principali arterie di collegamento regionali oltre che ai vari servizi, la cui assenza è divenuta, oramai, atavica;

appare quanto mai opportuno intervenire in modo tempestivo, affinché si individui al un canale di finanziamento alternativo a quello inizialmente previsto dai fondi CIPE, al fine di recuperare tutti gli stanziamenti originariamente destinati alla ricostruzione dell'importante infrastruttura resa inservibile dall'alluvione del novembre 2013 e alla messa in sicurezza del corso del fiume Alli, con contestuale intervento di sistemazione delle condotte idrauliche, adottando, quindi, un piano di recupero complessivo dell'intera area del fondovalle assolutamente necessario per garantire la piena agibilità e sicurezza delle opere, al fine di scongiurare, in futuro, il verificarsi di nuovi disastri a causa del maltempo;

impegna la Giunta regionale:

1) ad attivarsi nel più breve tempo possibile affinché vengano individuati e stanziati i fondi per la ricostruzione della SP 25 Arsanise-Catanzaro, fortemente danneggiata dall'alluvione del mese di novembre 2013, programmando in tal modo, altresì, la messa in sicurezza della condotta idrica che serve la città di Catanzaro lungo il fiume Alli, trattandosi di interventi oramai non più procrastinabili;

2) ad adottare un piano a medio-lungo termine che, previa consultazione di tutti gli organi interessati, individui e tenda ad eliminare le problematiche relative alla carenza di infrastrutture di collegamento tra le aree della pre-Sila catanzarese e le principali arterie regionali.

(45; 05.11.2015) Pasqua

Il Consiglio regionale,

premesso che:

è noto lo scandalo emerso alcuni giorni fa con scoperta di una serie di segnalazioni redatte tra il 2009 e il 2013 dal nucleo di intelligence dell'Agenzia delle Dogane dalle quali emerge la costituzione di un trust italo-spagnolo costituito allo scopo di:

- tenere bassi i prezzi dell'olio extravergine di oliva italiano;

- bypassarne la qualità;

- eludere le regole dell'UE sulla concorrenza;

dalle indagini dell'Agenzia delle Dogane è emerso che la società iberica Deoleo, controllata dal fondo di private equity Cvc che ha acquisito marchi italiani come Carapelli, Bertolli e Sasso, vende e compra olio ottenendo il marchio made in Italy nonostante la provenienza dell'olio non sia italiana, bensì Ue - ed anche extra Ue - olio greco, spagnolo, tunisino, marocchino;

il nucleo di intelligence anti frode dell'Agenzia delle Dogane ha denunciato questo cartello criminale che gestisce la grande commercializzazione di un presunto "olio extravergine italo spagnolo" e che lo commercializza con marchio "made in Italy" sostenendo che: "uno stesso soggetto abbia acquistato noti marchi italiani rigorosamente toscani e umbri appartenenti al giro di una sola famiglia, i Fusi" e che "con solo il 16% di prodotto italiano guadagna il marchio made in Italy, mentre il restante 84% è di provenienza straniera";

purtroppo le relazioni dell'Agenzia delle Dogane sono state tutte secretate dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulle contraffazioni poiché coinvolgono stati esteri” anziché chiedere:

a) alle autorità giudiziarie dei Paesi coinvolti di procedere nei confronti delle persone coinvolti visto i profili giudiziari penalmente rilevanti;

b) all'UE di sanzionare l'operato criminale del trust in questione per quanto di propria competenza;

sui documenti prodotti, già sei anni orsono, dall'Agenzia delle Dogane, è inquietante che il Ministero delle Politiche Agricole taccia e non fornisca spiegazioni nonostante i controlli effettuati nel 2014 dal nucleo anti-frode abbiano purtroppo confermato che il settore oleicolo italiano sia tra i più interessati da frodi commerciali configurando rilievi penali per reiterazione dei reati (art. 515 c.p.);

a Milano EXPO, lo scorso 5 ottobre, l'apposita commissione d'inchiesta sulla contraffazione ha diffuso le conclusioni sul cartello italo spagnolo, ma, il Ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, sia pure invitato, ha preferito declinare l'invito;

questa situazione va contrastata con forza dalla Regione Calabria e da tutte le regioni meridionali poiché l'olivicoltura oltre ad essere una ricchezza enorme per il benessere delle nostre popolazioni e del mondo è vitale per l'economia del meridione, suscettibile di essere necessariamente valorizzata negli interessi degli addetti del settore e della società tutta;

se dovesse prevalere la logica lobbista che arriva a fare secretare le denunce del nucleo di intelligence dell'Agenzia delle Dogane, dobbiamo saperlo, e nessuno di noi, potrà trincerarsi sul mantra del "noi non sapevamo", poiché nel volgere di pochi anni, due o tre al massimo, le aziende olivicole meridionali saranno costrette a dismettere gli impianti e sarà per loro impossibile reggere la scorretta e criminale concorrenza del cartello che si è costituito poiché non potranno produrre olio al costo di tre euro al kg!;

purtroppo, allo stato attuale, solo una minima parte dell'olio extravergine di oliva prodotto in Calabria è imbottigliato e commercializzato da imprese calabresi e che soprattutto non ne viene certificata la sua superiore qualità come richiesto dal testo di legge depositato il 30.06.2015e recante "Valorizzazione dieta mediterranea italiana di riferimento"';

dare attuazione alla certificazione di qualità degli oli extravergine di oliva calabresi ha una valenza soprattutto economica atteso che la FDA - Food Droug Administration USA - ha consentito di inserire uno specifico claim sull'etichetta degli oli extravergine di oliva per informare i consumatori delle differenti qualità degli oli extravergine di oliva commercializzati, avendone riscontrato la capacità di ridurre i rischi delle malattie cardiovascolari e consigliandone pertanto il consumo giornaliero di almeno 23 gr per la loro prevenzione.

Impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale:

a promuovere un incontro con il Ministro delle Politiche Agricole, possibilmente in accordo con i presidenti delle regioni del Mezzogiorno - Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia - al fine di:

a. procedere alla revoca immediata, in via cautelativa, dell'utilizzo del marchio "made in Italy" ai soggetti denunciati dall'Intelligence dell'Agenzia delle Dogane;

b. non concedere ad altri l'utilizzo del marchio "made in Italy" per la commercializzazione di olio extravergine di oliva che non sia prodotto 100% italiano;

c. di elaborare entro un lasso di tempo breve un regolamento che preveda sulle etichette la qualità e la provenienza territoriale dell'olio extravergine italiano sull'esempio di quanto avviene per i vini italiani;

d. di procedere, in un lasso di tempo non superiore a tre mesi, alla elaborazione di una procedura per una certificazione nutraceutica dell'olio extravergine di oliva italiano insediando un'apposita commissione di esperti;

a porre in essere tutti gli atti conseguenti e necessari a certificare gli oli extravergine di oliva prodotti dai diversi cultivar presenti nella Regione secondo la qualità e la provenienza, atteso che le ricerche scientifiche condotte sinora hanno dimostrato che 1 litro di olio extravergine di oliva della Spagna contiene 75 milligrammi/litro di polifenoli mentre la media degli oli calabresi ne contiene più di 300 milligrammi. Inoltre, le cultivar calabresi contengono circa 600 mg di idrossitirosolo per Kg di olio, rispetto ai soli 100-150 mg contenuti nell'olio della cultivar spagnola Arbequina; a ciò si aggiunge il dato riguardante l'oleocantale: 50 gr di oli calabresi contengono 200 milligrammi di oleocantale.

Il Consiglio della Regione Calabria approva che

la mozione venga trasmessa dal Presidente al Presidente del Consiglio e al ministro delle Politiche Agricole;

la mozione venga trasmessa ai senatori e ai deputati della Regione Calabria;

la mozione venga trasmessa:

- ai deputati italiani eletti  al Parlamento della Ue;

- ai Presidenti delle Regioni Basilicata, Campania, Puglia, Sicilia con richiesta di un’azione comune presso il Ministero delle politiche agricole e presso l’Ue;

- alle associazioni di categoria presenti in Calabria.

(46; 10.11.2015) Greco, Sergio

Proposta di legge numero 16/10^, recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio. Legge urbanistica della Calabria)” (Del. n. 55)

Art. 1

(Integrazione alla legge regionale n. 19 del 16 aprile 2002)

1. Dopo "articolo 40 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 19 (Norme per la tutela, governo ed uso del territorio -Legge Urbanistica della Calabria) é aggiunto il seguente:

"Art.40 bis

(Contratti di fiume)

1. Si definisce Contratto di 'fiume un atto volontario di impegno condiviso tra soggetti pubblici e privati finalizzato alla riqualificazione ambientale - paesaggistica ed alla connessa rigenerazione socio-economica di un sistema fluviale e del relativo bacino idrografico unitamente alla gestione del rischio idraulico. Il Contratto di fiume si configura come un accordo di programmazione negoziata definito in coerenza con la pianificazione vigente e nel rispetto delle competenze specifiche dei vari attori interessati, da attuarsi secondo le linee guida di cui al comma 5.

2. Con riferimento alle finalità di cui al comma 1, con i Contratti di fiume la Regione Calabria promuove la concertazione e l'integrazione delle politiche a livello di bacino e sottobacino idrografico, adottando forme idonee di partecipazione attiva e favorendo la definizione di strategie condivise tra gli attori interessati.

3. I Contratti di fiume concorrono alla definizione, all'attuazione e all'aggiornamento degli strumenti di pianificazione di distretto con riferimento alla scala di bacino e sottobacino idrografico, ovvero al Piano di gestione del rischio di alluvioni di cui all'articolo 7 del decreto legislativo del 23 febbraio 2010, n. 49 (Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni), e del Piano di gestione delle acque di cui all'articolo 117 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale).

4. Rientrano nella definizione di Contratto di fiume anche il Contratto di lago, di costa, di acque di transizione e di falda, quali fattispecie declinate su diversi ambiti idrografici.

5. Entro sei mesi dall'entrata in vigore di questo disposto, la Giunta regionale adotta con regolamento attuativo, da sottoporre al parere della commissione consiliare competente, un documento di indirizzo per l'attuazione dei Contratti di fiume ed il relativo programma per la promozione e il monitoraggio di tali strumenti."

Art. 2

(Clausola di invarianza finanziaria)

1. La presente legge non comporta oneri finanziari a carico del bilancio regionale.

Art. 3

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale telematico della Regione Calabria.

Proposta di legge numero 35/10^, recante: “Modifica e integrazione della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 (Norme sulla classificazione degli esercizi ricettivi extralberghieri)” (Del. n. 56)

Art 1

(Modifica articolo 3 L.r. n. 4 del 1995)

1. Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 viene aggiunta la seguente lettera: "l) appartamenti ammobiliati per uso turistico".

Art. 2

(Modifica articolo 4 l.r. n. 4 del 1995)

1. I commi 2 e 3 dell'articolo 4 della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 sono sostituiti dai seguenti:

"2. All'attività ricettiva residenze di campagna si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del decreto legislativo n. 59 del 26 marzo 2010 così come modificato dal decreto legislativo n. 147 del 14 settembre 2012.

3. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extraricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune e nel caso sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande per gli ospiti, il gestore direttamente, ovvero attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

2. I commi 4, 5 e 6 dell'articolo 4 della legge regionale 7 marzo 1995, n. 4 sono abrogati.

Art. 3

(Modifica articolo 5 l.r. n. 4 del 1995)

1. All'articolo 5 della l.r. n. 4/95 sono apportate le seguenti modifiche:

a) dopo il comma 1, è inserito il seguente:

"1 bis. È intesa come gestione imprenditoriale quella esercitata anche per un numero di unità immobiliari inferiore a tre, da parte di imprese, comprese le agenzie immobiliari che operano nel settore turistico, che gestiscono, a qualsiasi titolo, case e appartamenti per vacanza con le modalità di cui al presente comma.";

b) i commi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti: "2. Assumono la denominazione di "residence" le strutture ricettive di case e appartamenti per vacanze, costituite da almeno sette unità immobiliari di civile abitazione ubicate in uno stabile a corpo unico o a più corpi, aventi i requisiti igienico - edilizi previsti per le case di civile abitazione, ciascuna arredata e dotata di locali igienici e di cucina, gestite unitariamente per fornire alloggio e servizi, anche centralizzati.

3. Le case e appartamenti per vacanze devono rispondere ai requisiti igienico - edilizi previsti dalla normativa vigente e dai regolamenti comunali nonché ai requisiti sanitari di prevenzione come già previsti per il servizio di ricezione alberghiera e b&b. All'attività ricettiva case e appartamenti per vacanze si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 così come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Nel caso sia prevista la somministrazione di aumenti e bevande per gli ospiti, il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi.";

c) i commi 4,5,6 e 7 sono abrogati.

Art. 4

(Modifica articolo 6 l.r. n. 4 del 1995)

1. All'articolo 6 della l.r. n. 4/95 vengono apportate le seguenti modifiche: a) alla fine del comma 4 le parole" dell'autorizzazione" sono sostituite dalle seguenti: "della struttura";

b) dopo il comma 4 sono inseriti i seguenti:

"4 bis. La casa per ferie, in relazione alla categoria di utenza ospitata o alla finalità specifica, può assumere una specificazione tipologica purché concordata con il comune nel cui territorio è ubicata.

4 ter. All'attività ricettiva case per ferie si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 cosi come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Nel caso sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande per gli ospiti, il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

Art. 5

(Modifica articolo 7 l.r. n. 4 del 1995)

1. Dopo il comma 4 dell'articolo 7 della l.r. n. 4/95 è aggiunto il seguente:

"4 bis. All'attività ricettiva case religiose di ospitalità si applica ,'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 così come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Nel caso sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande per gli ospiti, il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

Art. 6

(Abrogazione articolo 9 l.r. n. 4 del 1995)

1. L'articolo 9 della l. r. n. 4 del 1995 è abrogato.

Art. 7

(Modifica articolo 10 l.r. n. 4 del 1995)

1. Dopo il comma 3 dell'articolo 10 della l.r. n. 4/95 è aggiunto il seguente:

"3 bis. All'attività ricettiva centri di soggiorno studi si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 così come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Nel caso sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande per gli ospiti, il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

Art. 8

(Abrogazione articolo 11 l.r. n. 4 del 1995)

1. L'articolo 11 della l.r. n. 4/95 è abrogato.

Art. 9

(Modifica articolo 14 l..r. n. 4 del 1995)

1. All'articolo 14 della l.r. n. 4/95 sono apportate le seguenti modifiche:

a) all'inizio del comma 4 le parole "L'autorizzazione all'esercizio" sono sostituite dalle seguenti: "L'esercizio";

b) alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente periodo: "In tal caso il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991 così come modificata da "a legge n. 248/2006, garantendo, altresì, la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

Art. 10

(Modifica articolo 15 L.r. n. 4 del 1995)

1. I commi 7 e 8 dell'articolo 15 della L.r. n. 4/95 sono sostituiti dai seguenti:

"7. All'attività ricettiva dei rifugi escursionistici e di montagna si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 così come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Alla suddetta segnalazione viene allegata, tra l'altro, una specifica dichiarazione rilasciata da strutture legalmente riconosciute ed operanti nell'ambito del soccorso ed orientamento attestante che il custode della struttura è a conoscenza della zona, delle vie d'accesso al rifugio, ai rifugi limitrofi ed a posti di soccorso più vicini e che evidenzi che lo stesso sia in possesso delle cognizioni necessarie per effettuare un intervento di primo soccorso.

8. L'esercizio può comprendere la somministrazione di cibi e bevande. In tal caso il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella segnalazione di cui al comma 7 i requisiti di cui alla legge n. 287/1991 così come modificata dalla legge n. 248/2006, garantendo, altresì, la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi."

Art. 11

(Modifica articolo 16 l.r. n. 4 del 1995)

1. All'articolo 16 della l.r. n. 4/95 sono apportate le seguenti modifiche:

a) i commi 2, 5, 7 e 8 sono abrogati;

b) il comma 9 è sostituito dal seguente:

"9. Per l'esercizio dell'attività dei rifugi escursionistici e di montagna si applica l'istituto della segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) ai sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e del d.lgs. n. 59 del 2010 così come modificato dal d.lgs. n. 147 del 2012. La segnalazione deve essere trasmessa al comune sul cui territorio ricade la struttura extra-ricettiva secondo il modello di segnalazione redatto dal comune. Nel caso sia prevista la somministrazione di alimenti e bevande per gli ospiti, il gestore, direttamente o attraverso la nomina di un preposto, dovrà indicare nella SCIA i requisiti di cui alla legge n. 287/1991, così come modificata dalla legge n. 248/2006. In tal caso, il gestore garantisce la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi".

Art. 12

(Inserimento articoli 16 bis, ter, quater , quinquies, sexies e septies alla l.r. n. 4 del 1995)

1. Dopo l'articolo 16 della l.r. n. 4/95 sono aggiunti i seguenti articoli:

"Art. 16 bis

(Appartamenti ammobiliati per uso turistico)

1. Non sono soggetti alla disciplina dell'esercizio delle case o appartamenti per vacanza i proprietari o usufruttuari che danno in locazione a turisti case e appartamenti in numero non superiore a tre, nel corso di una o più stagioni turistiche con contratti aventi validità non superiore ai sei mesi consecutivi, senza la fornitura di servizi aggiuntivi e sempre che l'attività non sia organizzata sotto forma di impresa.

2. Coloro che intendono dare alloggio a turisti secondo le modalità di cui al comma 1 devono darne comunicazione al comune in cui è ubicato l'immobile ovvero gli immobili entro il 31 marzo, nelle località a vocazione turistico/balneare, ed entro il 31 ottobre nelle restanti località; in ogni caso tale comunicazione deve essere data almeno una settimana prima dell'arrivo degli ospiti in relazione alla prima locazione.

3. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti agli obblighi di comunicazione per finalità statistiche e sono soggetti alla normativa di pubblica sicurezza.

Art. 16 ter

(Somministrazione di alimenti e bevande)

1. La somministrazione di alimenti e bevande è limitata alle sole persone alloggiate presso le strutture ricettive extralberghiere di cui alla presente legge, nonché a coloro che possono utilizzare la struttura in conformità alle finalità cui la stessa è destinata.

2. Nei casi di cui al comma 1, bisognerà garantire la somministrazione prevalente di prodotti locali e prodotti tipici calabresi.

Art. 16 quater

(Requisiti minimi e classificazione)

1. Fermi restando i requisiti minimi previsti dalla normativa nazionale, regionale e comunale e quelli indicati nella presente legge, la struttura extraricettiva deve necessariamente possedere i requisiti necessari per la classificazione previsti nei seguenti allegati: REC; CAV; CF; AAUT; OS; RIM; AFF.

2. La classificazione delle strutture viene effettuata dalla Regione, ai sensi della legge regionale n. 34 del 2002 e della legge regionale 22 giugno 2015, n. 14 (Disposizioni urgenti per l'attuazione del processo di riordino delle funzioni a seguito della legge 7 aprile 2014, n. 56), che riceve, per il tramite delta segnalazione certificata di inizio attività presentata al SUAP del comune, la relativa richiesta di classificazione che viene valutata secondo gli standard relativi alle differenti tipologie extra-ricettive, definiti negli allegati alla presente legge.

3. I requisiti della struttura sono dichiarati dal gestore che è tenuto ad allegare una relazione tecnica descrittiva a firma di un tecnico abilitato.

4. La qualità ricettiva e la relativa classificazione è contraddistinta da un numero variabile da 1 a 3 sorrisi (•) assegnati dalla Regione alla fine dell'iter istruttorio di assegnazione di classificazione. Maggiore è il numero di sorrisi assegnati, maggiore sarà lo standard qualitativo della struttura.

5. La classificazione ha validità quinquennale.

6. In caso di modifica dei requisiti che hanno determinato il relativo livello di classificazione il titolare o il gestore della struttura ricettiva presenta, entro novanta giorni dall'intervenuta modifica, una nuova segnalazione certificata all'ufficio comunale competente per la revisione del livello di classificazione.

7. Il comune, oltre che alla scadenza naturale, procede d'ufficio, anche a seguito di esposti o reclami, alla verifica dei requisiti minimi obbligatori previsti dal livello di classificazione assegnato e, qualora accerti una carenza degli stessi, invita l'interessato ad adeguarsi alla normativa, entro un termine non inferiore a trenta giorni, decorsi i quali emette provvedimento di sospensione dell'attività.

8. Il comune può procedere in ogni momento, anche d'ufficio, alla rettifica della classificazione qualora accerti che la struttura ricettiva non possiede i requisiti minimi per il livello di classificazione posseduta. Contro tale provvedimento è possibile, entro trenta giorni dalla data di notifica dell'atto, proporre ricorso al comune il quale, nei successivi novanta giorni, decide sul relativo esito.

Art. 16 quinquies

(Finalità statistiche e disciplina dei prezzi)

1. I titolari o i gestori delle strutture ricettive extralberghiere di cui alla presente legge regionale comunicano, ai sensi delle leggi regionali n. 34/2002 e n. 8/2008 alla Regione, per via telematica attraverso il SIRDAT (Sistema Informatico di Rilevazione Dati Turistici Regione Calabria), i dati relativi alle variazioni della ricettività della struttura e al movimento turistico secondo un preciso scadenziario notificato alle strutture dopo l'entrata in vigore della presente legge.

2. Per le attività ricettive di case e appartamenti ammobiliati ad uso turistico è data facoltà ai comuni di istituire appositi uffici per la rilevazione, elaborazione e trasmissione dei dati. I dati raccolti vengono trasmessi attraverso il SIRDAT (Sistema Informatico di Rilevazione Dati Turistici Regione Calabria) all'assessorato al turismo della Regione.

3. I dati di cui al presente articolo possono essere trasmessi, previa apposita convenzione, alla Questura competente per l'espletamento di verifiche di Pubblica Sicurezza.

4. La Regione, con cadenza annuale, può prevedere la predisposizione di questionari da somministrare ai turisti per l'acquisizione di dati relativi alla qualità della struttura, dei servizi pubblici, dell'accoglienza e del soggiorno in genere. La somministrazione di tali questionari avviene a cura dei titolari o gestori che trasmettono i risultati attraverso il SIRDAT.

5. A tutte le tipologie ricettive definite nella presente legge si applica la pubblicità dei prezzi e l'obbligo di comunicazione alla Regione, entro il 1°ottobre di ogni anno, anche per via telematica, dei prezzi massimi e minimi, dei relativi servizi offerti comprensivi di IV A e di quanto espressamente previsto, che verranno praticati dal gennaio dell'anno successivo, ad eccezione delle località montane per le quali i prezzi inviati entreranno in vigore dal 10 dicembre dell'anno in corso. Eventuali modifiche sono comunicate entro il 31 marzo di ogni anno.

6. La Regione trasmette le dichiarazioni dei prezzi e delle caratteristiche delle strutture, anche per via telematica, all'Ente Nazionale Italiano per il Turismo.

7. In caso di nuova apertura o sospensione dell'attività, il titolare adempie agli obblighi di cui al comma 5 entro e non oltre la data di apertura ovvero di riapertura.

8. Nel caso di subentro in un'attività ricettiva extralberghiera, il nuovo gestore o titolare provvede ad inviare alla Regione, entro trenta giorni dal subentro, una nuova dichiarazione dei prezzi solo se intende modificare quelli già comunicati dalla precedente gestione.

9. I titolari o gestori delle strutture ricettive di cui alla presente legge che pubblicizzano prezzi inferiori a quelli dichiarati alla Regione hanno l'obbligo di indicare in modo preciso e puntuale il periodo a cui questi prezzi si riferiscono, diversamente si intendono validi per tutto l'anno e il cliente può pretendere l'applicazione del prezzo più basso.

10. La Regione predispone la modulistica che, compilata dal gestore o titolare della struttura con i prezzi indicati su base annua eventualmente contraddistinti in base al periodo, è esposta in maniera ben visibile nel luogo del ricevimento e, sempre in modo ben visibile, in ogni camera o unità abitativa della struttura.

Art. 16 sexies

(Banca dati regionale)

1. I comuni fanno pervenire alla Regione, per via telematica, le informazioni relative a nuove aperture, variazioni delle attività esistenti, cessazioni, revoche per l'implementazione delle banche dati regionali secondo i termini e le modalità indicate con apposita delibera della Giunta regionale.

Art. 16 septies

(Sanzioni)

1. Fatte salve le specifiche competenze delle autorità sanitarie e di pubblica sicurezza, le funzioni di vigilanza e di controllo sono affidate ai comuni, per il tramite della SUAP o di apposita conferenza di servizi, nei cui territori insistono le attività ricettive di cui alla presente legge.

2. In caso di violazioni sulla segnalazione certificata di inizio attività, violazioni sulle norme sulla classificazione, violazioni sulla trasmissione e pubblicità dei prezzi, violazioni sulla somministrazione prevalente di prodotti locali e tipici calabresi, il comune competente applica una sanzione da Euro 260,00 a Euro 1.000,00 per ogni singola violazione."

Art. 13

(Sostituzione articolo 19 l.r. n. 4 del 1995)

1. L'articolo 19 della l. r. n. 4/95 è sostituito dal seguente:

"Art. 19

(Disposizioni transitorie)

1. Entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge la Regione provvede a richiedere ed acquisire dai titolari o gestori delle aziende ricettive extralberghiere già autorizzate la documentazione integrativa prevista dalla presente legge.

2. Le case religiose per l'ospitalità e i centri di vacanza per ragazzi esistenti e classificati alla data di entrata in vigore della presente si adeguano alla normativa relativa rispettivamente alla case per ferie e agli ostelli per la gioventù entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge".

Art. 14

(Modifica allegati A, B e C della l.r. n. 4 del 1995)

1. Gli allegati A, B e C della l. r. n. 4/95 sono sostituiti dalle seguenti tabelle di classificazione:

 

 

 

"REC" TABELLA DEI REQUISITI MINIMI PER LA CLASSIFICAZIONE "DELLE RESIDENZE DI CAMPAGNA" (UNICO LIVELLO)

 

REQUISITI

1 PRESTAZIONE DI SERVIZI e DOTAZIONI IMPIANTI E ATTREZZATURE

              1.01 servizio di cucina o idonee attrezzature per l'autonomo confezionamento del vitto

1.02 Riscaldamento in tutta la struttura

1.03 locale attrezzato per il pernottamento

1.04 un arredamento minimo delle camere da letto costituito da letto, sedia o sgabello, armadio e cestino rifiuti

1.05 attrezzature di pronto soccorso con le dotazioni indicate dall'autorità sanitaria competente

1.06 spazio attrezzato per la somministrazione ed il consumo di alimenti e bevande

               1.07 alloggiamento riservato per il gestore

1.08 acqua potabile come da D. 19s131/01 e s.m.i. (2)

1.09 un locale bagno -composto da W.C., lavabo, doccia, specchio, presa di corrente, per ogni sei posti letto effettivi o frazione non serviti da dotazione private

"CAV' TABELLA DEI REQUISITI MINIMI PER LA CLASSIFICAZIONE DELLE "CASE E APPARTAMENTI PER VACANZE"

 

Livelli di Classifica SORRISI

Descrizione dei requisiti

 

(1)

(2)

(3)

PRESTAZIONE DI SERVIZI

1.01 Servizi di ricevimento

              1.01.1 per residence assicurato 4/24 ore, con un addetto in spazio apposito (4)

 

 

 

X

1.01.2 per residence assicurato 2/24 ore, con un addetto (4)

 

 

X

 

              1.01.3 reperibilità telefonica 24/24 ore

 

X

X

X

1.02 Divise per il personale

1.02.1 divise per il personale con targhette

 

 

 

X

1.03 Lingue estere correntemente parlate (5)

1.03.1 dal gestore o addetto una lingua

 

 

X

X

1.04 Cambio biancheria (salvo diversa richiesta del cliente per la salvaguardia ambientale)

Lenzuola  Lenzuola e federe

 

 

 

 

1.04.1 ad ogni cambio di cliente ed almeno 1 volta alla settimana

 

 

X

X

              1.04.2 come 1.04.1 a richiesta del cliente

 

X

 

 

Asciugamani e asciugatoi da bagno e biancheria da cucina

          1.04.3 ad ogni cambio di cliente e almeno 1 volta alla settimana

 

 

X

X

          1.04.4 come 1.04.3 a richiesta del cliente

 

X

 

 

1.05 Pulizia negli appartamenti

1.05.1 ad ogni cambio di cliente

 

X

X

X

1.05.2 infrasettimanale a richiesta del cliente

 

 

 

X

1.06 Riassetto negli appartamenti (14)

1.06.1 a richiesta 2 volte alla settimana

 

 

X

X

1.06.2 I a richiesta 1 volta alla settimana

 

X

 

 

1.07 Assistenza all'ospite per interventi urgenti di manutenzione

 

X

X

X

2 DOTAZIONI IMPIANTI E ATTREZZATURE

2.01 Acqua corrente calda e fredda in tutti gli appartamenti

 

X

X

X

2.02 Locali bagno privati completi

2.02.1 in tutti gli appartamenti in numero non inferiore ad uno ogni 6 posti letto

 

 

 

x

2.02.2 in tutti gli appartamenti in numero non  inferiore ad uno ogni 8 posti letto

 

 

x

 

 

2.03 Riscaldamento obbligatorio in tutto l'esercizio in caso di apertura nel periodo invernale.(6)

2.03.1  in tutto l'esercizio

 

x

x

x

2.04 Ascensore per i clienti (7)