VII legislatura

104.

Seduta di mercoledì 22 dicembre 2004

 

Presidenza del Presidente Luigi Fedele

La seduta inizia alle 19,35

Francesco PILIECI, Segretario

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni

Francesco PILIECI, Segretario

Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Progetto di legge n. 139/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme in favore dei calabresi nel mondo e sul coordinamento delle relazioni esterne” (Seguito)

PRESIDENTE

Si passa al primo punto all’ordine del giorno: Progetto di legge n. 139/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Norme in favore dei calabresi nel mondo e sul coordinamento delle relazioni esterne”"

L’onorevole Pezzimenti, che ha già svolto la relazione, ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

Giuseppe PEZZIMENTI, relatore

Presidente, ribadisco appunto che la relazione è stata svolta nella precedente seduta, a questo punto non c’è che da leggere i vari articoli ed eventualmente prendere in considerazione gli emendamenti che sono allegati agli atti.

PRESIDENTE

Nessuno chiede di parlare. Si passa alla votazione dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 9.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 10.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 11.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 12.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 13.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 14.

(E’ approvato)

All’articolo 15 è stato presentato emendamento a firma dei consiglieri Pezzimenti e Pirillo protocollo numero 3554 “All’articolo 15 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

2) il registro di cui al precedente comma deve essere aggiornato annualmente.”.

Pongo in votazione l’emendamento all’articolo 15.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 15 come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 16 è stato presentato emendamento a firma dei consiglieri Pezzimenti e Pirillo protocollo numero 3554 “Al comma 2 dopo la parola <<estero>> sono aggiunte le seguenti parole <<e per il territorio per il quale è previsto il consultore>>”.

Sempre allo stesso comma dopo la parola confederazioni sono aggiunte le seguenti “per area geografica corrispondente alle circoscrizioni estero previste nella legge per il voto all’estero”

Pongo in votazione l’emendamento all’articolo 16.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 16 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 17.

(E’ approvato)

All’articolo 18 è sono stati presentati due emendamenti a firma dei consiglieri Pezzimenti e Pirillo Il primo, protocollo numero 3555, recita: “Dopo la lettera a) aggiungere: b) il Presidente della Commissione consiliare politiche comunitarie e relazioni esterne; c) un rappresentante della piccola e media imprenditoria all’estero individuato tra i connazionali residenti all’estero da almeno 5 anni designato dalle associazioni iscritte al registro di cui al precedente articolo 15”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Il secondo emendamento protocollo numero 3556, recita: “l primo comma, lettera n) dopo le parole “da almeno 5 anni all’estero” sono aggiunte le parole “dei quali la metà di sesso femminile”.

Pongo in votazione l’emendamento..

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 18 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 19.

(E’ approvato)

All’articolo 20 è stato presentato un emendamento a firma dei consiglieri Pezzimenti e Pirillo, protocollo numero 3557, che recita: “Dopo la lettera f) è aggiunta la lettera g) creazione di una banca dati identificativa di imprenditori, professionisti, artigiani ecc., di identità calabrese fra emigrati e loro discendenti al fine di interscambi, sviluppo di attività economiche, promozione di più ampie relazioni fra la Calabria ed i calabresi all’estero”.

Pongo in votazione l’emendamento all’articolo 20.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 20 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 21.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 22.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 23.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 24.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 25.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 26.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 27.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 28.

(E’ approvato)

All’articolo 29 sono stati presentati due emendamenti a firma dei consiglieri Pezzimenti e Pirillo. Il primo, protocollo numero 3558, recita: “Consulta regionale dei calabresi di seconda e terza generazione nati all’estero. Al primo comma, dopo le parole “La consulta regionale” alle parole dei giovani calabresi all’estero, sono sostituite le seguenti “dei calabresi di seconda e terza generazione nati all’estero”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Il secondo emendamento, protocollo numero 3559, recita “All’ultimo comma dopo le parole “in ragione” sostituire le parole “di un terzo” con il 50 per cento”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 29 come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 30.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 31.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 32.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 33.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 34.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Sull’ordine dei lavori ha chiesto di intervenire l’assessore Mangialavori. Ne ha facoltà.

Antonino MANGIALAVORI, assessore al lavoro

Signor Presidente, chiedo, l’inversione dell’ordine del giorno, passando subito alla trattazione del provvedimento relativo al piano di azione annuale e triennale per la stabilizzazione degli Lsu. Grazie.

PRESIDENTE

L’assessore Mangialavori ha chiesto di passare al secondo punto la delibera riguardante la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, già posta al terzo punto dell’ordine del giorno.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, volevo esprimere a nome del centro-sinistra il pieno accoglimento della proposta riguardante gli Lpu-Lsu perché credo sia opportuno stabilizzarli anche per far capire che l’opposizione ha a cuore i problemi dei lavoratori.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Franco Mario PACENZA

Presidente, oltre a condividere l’osservazione del collega Tommasi, perché di recente ci sono state espressioni incomprensibili e tentativi strumentali inaccettabili, vorrei farle notare che questo argomento viene all’attenzione del Consiglio senza il parere della Commissione. Ovviamente tutto questo noi lo facciamo straordinariamente, perché riteniamo questa vicenda particolarmente delicata.

Vorrei ricordare, infatti, che siamo in presenza di una delibera di Giunta regionale approvata solo qualche giorno fa. Quindi se eventualmente c’è stato ritardo – e ritardo c’è stato – questo non è da addebitare né - a come si è detto inopportunamente – ad atteggiamenti strumentali di qualcuno, né tanto meno ad atteggiamento del centro-sinistra.

Nonostante fino a questo momento, Presidente, non abbiamo avuto modo di prendere atto del provvedimento, di cui alla richiesta di qualche minuto fa dell’assessore Mangialavori, quindi né tanto meno valutarne il relativo testo, noi diciamo sì all’inserimento e al provvedimento ma lo facciamo esclusivamente per un atto di responsabilità trattandosi di una partita che ha come risvolto vicende drammatiche di lavoratori precari di questa regione che sicuramente meritano un supporto di governo e legislativo più adeguato sia in Calabria che a Roma.

PRESIDENTE

Collega Pacenza, su questi provvedimenti che riguardano gli Lsu e gli Lpu credo che il Consiglio regionale si sia sempre espresso alla unanimità perché è un argomento che interessa tutti. Invito a mettere da parte le speculazioni che non è giusto che ci siano su questi temi ed andiamo invece alla votazione per l’inserimento al secondo punto dell’ordine del giorno.

Pongo in votazione la richiesta dell’assessore Mangialavori di inserimento al secondo punto dell’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

Proposta di provvedimento amministrativo numero 323/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, numero 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima”

PRESIDENTE

Il secondo punto all’ordine del giorno recita Proposta di provvedimento amministrativo numero 323/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, numero 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima”.

(Interruzione)

E’ la delibera numero 886 del 23 novembre 2004 che recita “Approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, numero 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima”…

(Interruzione)

Sto solo leggendo, non sto ponendo in votazione niente.

(Interruzione)

Nella cartella di ieri non c’è, onorevole Bova.

(Interruzione)

Si tratta di una proposta di provvedimento amministrativo non di una legge. L’oggetto della delibera è “Approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, numero 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima”.

La parola all’assessore Mangialavori.

Antonino MANGIALAVORI, assessore al lavoro

Signor Presidente, colleghi, nel giugno scorso con avviso pubblico si sono invitati tutti gli enti pubblici e privati a dichiarare la disponibilità di stabilizzazione nei confronti dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

Abbiamo avuto una risposta di disponibilità per 1.951 lavoratori ai quali bisogna aggiungere 201 lavoratori che intendono volontariamente fuoriuscire dal bacino e 51 lavoratori che intendono iniziare una attività autonoma. Il tutto per un totale di 2203 lavoratori.

Le nostre risorse finanziarie offrono una disponibilità pari ad euro 18 milioni 527 mila così suddivisi: 5 milioni previsti dalla finanziaria del 2003 e 13 milioni 527 mila previsti dalla misura del Por Calabria. Per un totale, ripeto, di 18 milioni 527 mila euro.

Con questi finanziamenti saremo in grado soltanto di stabilizzare 797 lavoratori. Vista, però, la richiesta di stabilizzazione dei vari enti, abbiamo convenuto di chiedere al Ministero del lavoro un finanziamento straordinario per poter rispondere positivamente a questa offerta. Il Ministero, che ha compreso e condiviso pienamente la nostra richiesta, ha garantito la copertura finanziaria per i rimanenti lavoratori che altrimenti sarebbero stati estromessi dalla stabilizzazione, ma ha chiesto una conferma di disponibilità dei vari enti.

Nel mese scorso abbiamo provveduto a riconvocare tutti gli enti privati ed i sindaci che avevano manifestato questa disponibilità, alcuni, però, hanno manifestato grosse difficoltà, per cui la disponibilità, questa volta, non è stata confermata al 100 per cento, pur tuttavia sono circa 2000 i lavoratori che potrebbero essere stabilizzati nell’arco dell’anno.

Questa, credo, sia la risposta più felicemente positiva che ci si poteva attendere e nessuno di noi, né da parte del centro-sinistra né del centro-destra, ritengo voglia sottrarsi a questo atto di responsabilità.

Siamo tutti consapevoli della disperazione che vivono queste famiglie. Oggi siamo tutti chiamati a dare risposta concreta a questa compartecipazione e a questa voglia che è in tutti noi di poter far sì che questo Natale per molte famiglie sia diverso da quello dello scorso anno.

(Applausi da parte del pubblico presente in Aula)

PRESIDENTE

Prego il pubblico di evitare ogni tipo di manifestazione.

Antonino MANGIALAVORI, assessore al lavoro

Con questo augurio, io sono sicuro che i consiglieri tutti daranno il loro assenso a questa nostra proposta. Grazie.

PRESIDENTE

Poiché dobbiamo ancora andare all’approvazione del provvedimento, e l’argomento tra l’altro è molto serio, prego il pubblico di astenersi da ogni forma di assenso o dissenso.

Sulla proposta di provvedimento amministrativo numero 323/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, numero 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima”, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, l’onorevole Tripodi Michelangelo. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

Signor Presidente, intervengo con una dichiarazione di voto – sia pure brevemente – per esprimere la mia opinione su questo provvedimento, perché ritengo opportuno avere su questa vicenda, in qualche modo, i piedi ben piantati per terra.

Si chiude una legislatura nella quale, purtroppo, parliamo e stiamo per approvare il piano annuale di stabilizzazione per il 2004 quando l’anno va a concludersi. Ricordiamoci di questi dati, di questa situazione e poi del piano triennale.

Poi chiudiamo il 2004 con un quinquennio - dal 2000 al 2004 - nel quale vorrei ricordare che nessun lavoratore Lsu e Lpu che è impegnato in progetti regionali gestiti direttamente dalla Regione Calabria è stato stabilizzato. In 5 anni nemmeno un lavoratore è stato stabilizzato, quindi starei molto attento ai trionfalismi di maniera e alle operazioni che sanno tanto di demagogia e di populismo grossolano e a basso prezzo.

La verità è che siamo in enorme ritardo, in grandissimo ritardo rispetto alla situazione. Sono stati persi anni ed anni in questa vicenda della stabilizzazione dei lavoratori ed aggiungo molto di più. Siamo preoccupati molto per la garanzia del pagamento del sussidio e lo dobbiamo dire perché dobbiamo sapere che dal prossimo anno con la riduzione intervenuta del fondo per l’occupazione nazionale a seguito del recupero dei fondi che sono avvenuti per quanto riguarda la forestazione calabrese c’è il rischio che non ci siano più risorse. Non sappiamo, dunque, come andrà a finire e sicuramente siamo preoccupati.

Nell’esprimere, allora, una opinione favorevole sul provvedimento perché certamente siamo stati sempre impegnati per garantire un processo di stabilizzazione, segnaliamo e denunciamo ritardi, inefficienze ed inadempienze che si sono accumulati in questi anni, sapendo che…

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto.

Michelangelo TRIPODI

Finisco mettendo le mani avanti, e le vogliamo mettere le mani avanti, Presidente, intendiamo separare le nostre responsabilità da quelle di chi ha la responsabilità del governo, della gestione, in questo momento della Regione Calabria e delle politiche per il lavoro.

(Interruzione)

Vi chiedo scusa, colleghi…

PRESIDENTE

Colleghi, un attimo di attenzione, per piacere, altrimenti rischiamo di fare confusione.

Michelangelo TRIPODI

Quindi, Presidente, credo che dobbiamo guardare con attenzione a queste problematiche, dobbiamo prendere atto che grandi ritardi e grandi inadempienze si sono registrate. Dobbiamo sapere che non è con la demagogia che si affrontano le questioni serie e concrete di migliaia di lavoratori che vivono con un sussidio di 300-400 euro al mese, che certamente non è un salario, uno stipendio tale da garantire la sopravvivenza minima.

Siccome ci troviamo in presenza di questa situazione, certamente la cosa più grave è continuare ad illudere le persone facendo promesse che permanentemente e costantemente non si realizzano mai.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guagliardi. Ne ha facoltà.

Damiano GUAGLIARDI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri sera ho dato asilo a 4-5 lavoratori Lsu-Lpu che avevano difficoltà ad entrare nel palazzo del Consiglio perché sprovvisti di cravatta e da loro ho appreso che oggi si sarebbe discusso dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

Devo dire che ho avuto molte perplessità riguardo al fatto che si discutesse questa sera di questo argomento, dopo aver avuto illustrato da questi lavoratori un documento, che poi era una lettera di intendimenti.

Evidentemente il nostro assessore regionale ci ha portato un pacco natalizio dove c’è un ”panettone”, mi auguro che sia buono.

Annuncio che voterò anche io favorevolmente su questo provvedimento. Però, mi preme ricordare che nel 2000 durante il periodo di Natale, quando assessore al lavoro era l’onorevole Scopelliti e si trattò di questo argomento, ci fu chi ha messo questi lavoratori contro chi sollevava problemi circa la loro vera stabilizzazione, con una buona organizzazione di claque e anche quella volta dentro il Consiglio regionale si applaudiva l’assessore in carica.

Allora alcuni fummo sbeffeggiati, altri applauditi dalla claque che entrò in questo Consiglio regionale, qualcuno alle tre di notte subì anche qualche ceffone sulla nuca. Da allora sono passati 4 anni e ancora claque sono rimaste, ma questi lavoratori non sono stati assunti. Quella promessa non fu mantenuta così come non fu mantenuta quella di un anno e qualcosa fa quando venne approvata la seconda legge sulla stabilizzazione.

Assessore, ripeto, io voto a favore ma mi auguro che senza tendenzialità o ispirazione un po’ clientelare per fare campagna elettorale, questi lavoratori li stabilizziamo definitivamente. Io chiedo un impegno d’onore, perché poi la claque dovrà anche decidere se crocifiggere o no l’assessore che oggi prospetta soluzioni definitive, ma non mantiene gli impegni perché - ed è veramente ridicolo -non dà i sussidi dovuti ai lavoratori.

E’ una sfida, assessore. Io aspetto che prima del 3-4 di aprile lei assuma tutti e stabilizzi tutti. Ha annunciato che saranno circa 2000, io mi auguro che lei ne assuma 1000, ma se ne viene uno in meno lei è un fedifrago, lei mente, prende in giro e chiede voti in questa campagna elettorale perché lei sa che questo non si farà o se si farà sarà per gli amici degli amici, per coloro che sono portatori di voti e che agiscono come corruzione clientelare.

La sfido, assessore, questa cifra di 2000 lavoratori io la dimezzo del 50 per cento, la sfido al 31 di marzo a vedere se ha assunto 1000 persone e noi saremo tutti qui a concordare con lei questo tipo di politica.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Borrello. Ne ha facoltà.

Antonio BORRELLO

Presidente, intervengo in questa discussione con la precarietà di chi purtroppo non ha avuto neanche la possibilità di leggere in qualche maniera o di capire l’impostazione del provvedimento. Quindi, dovendo in qualche maniera sintetizzare per avere qualche idea ancora più chiara, mi sono limitato a guardare il prospetto riassuntivo e riepilogativo di questa delibera.

Ma prima di soffermarmi su questo, Presidente, volevo per un attimo fare un po’ la cronistoria di questa partita così importante sulla quale, per la verità abbiamo registrato in questi 5 anni di legislatura, ormai una posizione che sostanzialmente in maniera quasi irrilevante ha visto la Giunta regionale occuparsi di questo problema.

Non mi riferisco certamente all’ultima fase dell’assessorato retto dal collega Mangialavori ma ricordava prima il collega Guagliardi quando a dicembre del 2002 abbiamo subito anche un lancio di monetine in Aula, Presidente.

Se lei non lo ricorda o qualche collega non lo ricorda, Presidente, lo voglio ricordare a me stesso prima di tutto, che abbiamo subito un lancio di monetine perché ci eravamo dichiarati contrari ad un provvedimento che di stabilizzazione non aveva neanche l’ombra o l’idea ma era solo uno strumento che serviva in quel momento per portare avanti un contesto legislativo rispetto al quale i lavoratori Lsu e Lpu non avrebbero sicuramente avuto nessun orizzonte di positività.

Oggi ne è la dimostrazione. Dopo 5 anni qualcuno dovrà pur dire che in quella famosa serata del 23 dicembre del 2000 noi avevamo visto bene perché in effetti attraverso quella legge non si è realizzato alcunché.

Abbiamo assistito negli anni a manifestazioni, scioperi e proteste ma di fatto il risultato che emerge da questo dato storico è che rispetto a questi lavoratori c’è stata scarsissima, se non nulla, attenzione da parte del governo regionale.

Attenzione, Presidente, siamo stati coloro i quali anche in presenza della legge 20 – se non ricordo male – con i nostri emendamenti siamo riusciti a rendere credibile una legge che di credibilità ne aveva ben poca, credibile, attuabile e praticabile.

Oggi c’è uno sforzo minimo per andare incontro a queste n necessità e a queste esigenze. E sa perché, Presidente, le dico che questo è uno strumento minimo? Perché se non ho capito male su una massa di lavoratori che si riassume in circa 8.300 soggetti, persone, con questo provvedimento nel piano annuale di un anno che è ormai a scadenza…, già abbiamo saltato il 2003 e saltiamo il 2004, diciamo che nel 2005 qualcosa come 700-800 lavoratori potranno trovare la stabilizzazione.

Non mi preoccupa tanto questo, Presidente e assessore Mangialavori, quanto il dato finale di questo schema riepilogativo laddove viene scritto che per la stabilizzazione di queste 4.800 persone servono 86 milioni di euro. Qualcosa come 180 miliardi o giù di lì di vecchie lire, per la precisione 86 milioni 250 mila euro.

Allora, Presidente, anche qui dobbiamo cominciare…

(Interruzione)

Nel triennio, non esagerare adesso, di cui 19 sono quelli della delibera di stasera.

Presidente, sa perché mi preoccupa questo? Perché anche su questo terreno noi in sede di bilancio tecnico – come lo avevate definito – ma anche in sede di assestamento di bilancio avevamo presentato un emendamento. Forse per chi ha memoria corta sarà difficile far finta che questi passaggi in Consiglio regionale, perché sono acquisiti agli atti, non siano mai avvenuti.

In quella sede di bilancio, perché è lì che si fanno le scelte, che si stabiliscono le strategie e si scelgono le priorità, avevamo proposto con un emendamento acquisito agli atti, che il 30 per cento di 1.800 miliardi di vecchie lire liberi da vincoli di destinazione fossero indirizzati e finalizzati anche al problema degli Lsu e degli Lpu.

Allora, se questa Giunta regionale ha il coraggio di fare delle scelte, di intendere fino in fondo quali sono le priorità di questa Regione e certamente questo, purtroppo, è un problema che rivendica e chiede priorità, perché quella proposta è stata respinta? Perché non si è accettata l’idea che l’opposizione si muove concretamente, Presidente, senza fare né favole né filosofia né letteratura, proponendo soluzioni perché l’Esecutivo e la maggioranza possano affrontare e risolvere i problemi?

Tra parentesi, Presidente, le voglio far notare che questo provvedimento questa sera passa, se passerà, è perché c’è in Aula la minoranza che assicura il numero legale.

Allora perché la maggioranza o l’Esecutivo non ha optato per quel tipo di scelta, che allora sì, Presidente, avrebbe avuto significato, anziché spalmare sul territorio regionale circa 200 miliardi di mutui a favore dei consiglieri di maggioranza che hanno indicato l’elenco delle opere pubbliche Presidente, che poi l’assessore Grimaldi ha recepito con un atto deliberativo? Ecco, perché si è scelta quella e non questa strada?

Qui si misura la capacità di rapportarsi ai problemi e di vedere come funzionano questi meccanismi. Certo questo tentativo in extremis, perché di questo si tratta, mi lascia preoccupato per il futuro, Presidente. Per fortuna c’è un vantaggio in questo contesto, ché il 3 aprile si vota e quindi la maggioranza, finalmente speriamo, andrà a casa. E’ un augurio che mi faccio perché se non dovesse essere così questo problema, Presidente, chissà per quanti anni ancora ce lo trascineremo.

Perché se il meccanismo e la strategia è sempre quella, di spalmare a favore dei consiglieri regionali 200 miliardi l’anno di mutui a carico del bilancio regionale, questo è un problema che continuerà a rimanere purtroppo irrisolto. Noi su questo sfidiamo la maggioranza, Presidente, sul terreno di proposte concrete che guardano alla soluzione dei problemi.

Questo che state affrontando oggi è un problema minimale sul quale noi diamo comunque il nostro parere, il nostro voto favorevole ma il problema strutturale rimane, come diceva prima l’onorevole Michelangelo Tripodi.

Questi Lpu e Lsu che lavorano per conto della Regione quando si sistemano? Davvero crediamo che si possa pensare ad una strategia di questa grossa e rilevante portata attraverso meccanismi contingenti sulla scorta di spinte emotive che nascono da manifestazioni o da quant’altro? Ci vuole coraggio, Presidente.

L’assessore Mangialavori all’interno di questa Giunta regionale ha la capacità e la forza contrattuale se vuole, Presidente, di imporre soluzioni? Perché questo è un problema che sicuramente deve essere portato a soluzione.

Assessore, credo che questo debba essere il suo impegno. Le ripeto che per fortuna il 3 aprile andate a casa per cui il problema non ci sarà più…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Onorevole Borrello, non sia così categorico su quell’affermazione…

Antonio BORRELLO

No, è solo un auspicio e un augurio… certamente si prenderà qualche applauso in più, noi prenderemo qualche monetina in più, probabilmente questo continuerà a succedere perché mi rendo conto che lo stato di disagio porta a fasi di nervosismo e di irritazione.

La differenza, Presidente, però, sa qual è? E’ che noi guardiamo con attenzione ai problemi ed intendiamo a questi dare soluzioni, pannicelli caldi a questioni vere non siamo in grado di darli, grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pirillo. Ne ha facoltà.

Mario PIRILLO

Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dichiarare il mio voto favorevole a questo provvedimento senza però trascurare una riflessione che è stata fatta dai colleghi che mi hanno preceduto. Pensavamo che in una legislatura questo grosso problema che riguarda tantissimi lavoratori che sono impegnati su tutto il territorio regionale potesse essere risolto, ma così non è stato.

Il collega Borrello ha detto che probabilmente dopo queste imminenti elezioni regionali potrà avere la meglio il centro-sinistra ed ha auspicato che questa vicenda, questo grosso problema, questo grande dramma che attraversano questi nostri lavoratori calabresi possa essere risolto.

Voto a favore, ripeto, ma a condizione che gli impegni che sono stati ripresi con l’atto deliberativo vengano mantenuti e perché no, se è possibile fino allo scadere della legislatura se può essere fatto qualcosa per alleviare la sofferenza di questi lavoratori. Grazie.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Franco Mario PACENZA

Presidente, sono intervenuto sulla dichiarazione di voto per l’inserimento all’ordine del giorno.

Vorrei, oltre a condividere l’impostazione e l’osservazione fatte dai colleghi, sollevare sommessamente alcune questioni, come anche in queste settimane si è fatto, traducendo e dando una prospettiva anche ai bisogni che dentro l’atto amministrativo vengono richiamati, lavorando rispetto a vicende, ad avvenimenti che hanno una ricaduta.

Vorrei ricordarle per un attimo – lo faceva prima il collega Tripodi – che c’è una relazione ed un nesso forte tra questa discussione che facciamo e l’orientamento complessivo che ormai è maturato all’interno della legge finanziaria dello Stato.

Nel momento in cui si continua con i tagli e anche con i tagli al fondo nazionale sulla occupazione e si insiste nel blocco, per esempio, del turn-over nella pubblica amministrazione, ritengo che questi non siano fatti estranei alla necessità, al bisogno di accelerare anche con processi di stabilizzazione più adeguati, perché se vanno avanti queste impostazioni, e purtroppo sono questi gli orientamenti che sono maturati in sede di governo, la partita del precariato calabrese si complica ulteriormente e diventa ancora più difficile per quanto riguarda lo stato dei lavoratori socialmente utili e dei lavoratori di pubblica utilità.

E poi basta guardare per un attimo la scheda che è allegata alla delibera per quanto riguarda gli sbocchi di stabilizzazione. Siamo in presenza di riferimenti che hanno una scarsa incidenza rispetto al fabbisogno complessivo, anche dal punto di vista finanziario che richiamava il collega Borrello, sono di dimensioni ragguardevoli rispetto allo stato del bilancio della Regione.

C’è bisogno allora di una scelta coraggiosa, di una strategia che faccia del lavoro e del superamento del precariato una priorità dentro le politiche, soprattutto dentro quelle di bilancio.

Non è strumentale dire che in questi anni non è stato così. Non è strumentale dire che, per esempio, per il lavoro, attorno anche a grandi comparti dall’ambiente alla difesa del suolo, perché da soli i comuni calabresi, soprattutto la rete dei piccoli comuni non ce la fa a rispondere alla domanda di stabilità dei lavoratori precari, bisognava fare di più e mettere in campo azioni sinergiche col sistema, per esempio, del rapporto pubblico-privato in questa regione, per irrobustire la possibilità di stabilizzazione dei lavoratori precari.

Oggi si arriva a questo primo elemento rispetto alla norma di riferimento non solo con il ritardo che veniva richiamato, ma anche con una forte parzialità. Poi, lasciatecelo dire: ma quale piano triennale? Siamo in presenza di un piano annuale perché di triennalità non c’è nulla, perché rispetto a quelli che sono i venti delle politiche complessive, anche le altre due annualità sono a rischio per quelli che sono i fabbisogni finanziari.

Noi rischiamo, o meglio voi rischiate, di dare una risposta in questo modo addirittura a meno del 10 per cento del fabbisogno, meno di 800 rispetto ad oltre 8 mila lavoratori precari oggi distribuiti sull’intero territorio calabrese.

Allora noi esprimiamo una insoddisfazione rispetto al fatto che si poteva e si doveva far di più.

Concludo con un’ultima affermazione. Assessore, lei ci faceva riferimento legittimamente al percorso.

Io vorrei ricordare che ci sarebbe bisogno di procedere, per esempio, al nuovo bando per dare corso ad un processo di continuità. Se, poi, invece pensiamo che questo chiude la partita, vi diciamo che una tale impostazione non ci vede, assolutamente, consenzienti.

Riaprire il bando dovrebbe a nostro parere significare chiudere altre valvole, se è in contemporaneo, prima di dare una risposta a questo mondo che è in una condizione di sofferenza ormai quasi decennale; nel frattempo si mantengono aperte altre valvole bypassando altri vincoli legislativi… ricordate la vicenda della riserva che fa parte della legge 20?

Quante volte anche dentro l’attività diretta o indiretta del governo regionale questa riserva è stata mantenuta, applicata, registrata, garantita ai lavoratori che ne avevano diritto? Allora noi esprimiamo un voto di disponibilità dentro un quadro di assoluta preoccupazione perché ci pare che questo primo passo sia assolutamente ancora inadeguato ai fabbisogni che insistono in questo comparto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Signor Presidente, signori consiglieri, è mia abitudine dire con chiarezza la mia opinione senza piegarmi mai di fronte ad evidenti manifesti elettorali.

Il titolo della delibera che ci si porta ad approvazione, non è solo molto in ritardo rispetto ad un piano che per essere triennale, partendo dal 2003 in qualche modo non poteva essere portato a consuntivo…, ma non è vero se facciamo riferimento a documenti e volontà, chè la Giunta e l’assessore Mangialavori si sono già espressi, e su cui il Consiglio non si è pronunciato. Nel senso che l’assessore stesso e la Giunta ci parlano di un piano triennale 2003-2005 con un finanziamento solo apparentemente del 2004 e la stessa Giunta nello stesso periodo approva un provvedimento che è il bilancio di previsione per il 2005 in cui quanto previsto da questo piano non è onorato per nulla, ci sono 10 milioni di euro per il contributo fino a giugno. Altro che stabilizzazione. Quindi è evidente che quello che ci viene sottoposto è solo un manifesto di tipo pre-elettorale.

Per quanto ci riguarda noi non lavoriamo al tanto peggio tanto meglio. Non si arrabbi, assessore Mangialavori, tra l’altro il bilancio da qui a qualche mese purtroppo lo si farà a conclusione per cui avremo modo di chiarirlo.

Quello che possiamo stabilire stasera è che al di là dei paroloni e dei titoli per la stragrande maggioranza degli Lsu e degli Lpu della Calabria è previsto da questa Giunta solo il finanziamento della precarietà fino a giugno del 2005. Questi sono i fatti per cui io non la seguo in questo suo cosiddetto contro piano.

Ripeto, noi non lavoriamo al tanto peggio tanto meglio. Noi diciamo la verità e quindi siamo perché questi lavoratori, almeno fino a questa data, perché questo avete previsto, non abbiano una situazione che si appesantisca, per cui il nostro è un atteggiamento di responsabilità.

Ma che noi ci facciamo coinvolgere dalla vostra manovra, neanche a parlarne. Io non posso far finta di non vedere, di non sentire e quindi non parlare su ciò che viene scritto e che contraddice i fatti. Non ho preoccupazioni di alcun genere a dire sin da stasera, lo dico qui e lo dico a tutti, che è tutta responsabilità vostra.

Cioè, voi continuate un imbroglio, trovate i soldi per le vostre campagne elettorale come avete fatto con altri piani – lo ricordava poco fa il collega Borrello -. Non avete trovato altro modo, certo non è facile, ma se si faceva una scelta di priorità avremmo potuto investire su questo.

E’ confermato a consuntivo che non lo volete fare. E dove sta la novità grave? Voi aggiungete il danno alla beffa. Non vi limitate a non farlo e non lo fate, ma raccontate anche una bugia, fate un imbroglio, facendo finta di predisporre un piano triennale; ebbene, questo non lo dovete fare, non lo si fa al Consiglio, tanto meno a 4.800 persone che chiedono una risposta – secondo noi legittima – che è quella di essere stabilizzati.

Io su un punto dico sì stasera. Per quanto ci riguarda quando avremo, noi, responsabilità di governo. non dobbiamo limitarci a predicare bene ma dobbiamo dimostrare – questo lo diranno i fatti, assumo un impegno – di riuscire ad andare oltre e non aspettare al 2009, quando cioè la prossima legislatura sarà finita per far finta di fare un piano per cui il finanziamento è solo per quell’anno.

Di questo ci sarebbe da vergognarsi ed io una vergogna non la voglio…, allora il mio è un atto di responsabilità affinché non si aggravi ulteriormente la condizione di chi è già precario, ma non posso mettere la mia conferma su questo. Io prendo le distanze da questo piano, ci sto dentro e così via senza equivoci.

Non voglio che qualcuno mi chieda tra qualche mese: tu dove eri? Perché sei stato zitto? Perché sei diventato complice di una operazione negativa ed elettoralistica!

A questo io non mi piego e allora sì al fatto che perlomeno non muoiano di fame questi lavoratori, ma non posso far finta di parlare di stabilità quando so che c’è una precarietà col lumicino di candela che dura fino al 30 giugno del prossimo anno.

Questa è la verità e rispetto a questo, assessore, non può avere né il mio modesto applauso, né la mia approvazione ma il mio giudizio critico non solo per quello che è avvenuto ma anche per il fatto che si chiama una cosa quello che non è, perché di stabilizzazione qui ci sono solo parole. Le risorse, la volontà, i fatti non ci sono stati e non ci sono neanche questa sera.

Volevo dire questo e l’ho fatto, adesso mi sento più tranquillo.

PRESIDENTE

Assessore Mangialavori, credo che una breve replica sia suo dovere farla.

Antonino MANGIALAVORI, assessore al lavoro

Presidente, mi corre l’obbligo innanzitutto di rispondere all’onorevole Tripodi il quale, al solito, ha creato un certo allarmismo.

Leggo un telegramma “Onorevole Antonino Mangialavori, assessore regionale al lavoro - Regione Calabria <<il fondo per l’occupazione ha avuto un incremento di 688 milioni di euro, sicché il suo intervento risulta fondato su notizie non veritiere che creano inutili allarmismi. Il Governo nazionale in generale ma in particolare per la Regione Calabria ha sempre svolto con responsabilità e puntualità la propria parte e non mancherà di farlo per il 2005 con l’auspicio che la stessa cosa facciano tutti gli attori istituzionali coinvolti. Cordiali saluti, onorevole Pasquale Viespoli, sottosegretario di Stato al ministero del lavoro e delle politiche sociali>>”.

Quindi nessuna preoccupazione per quanto riguarda i soldi, la distrazione di fondi.

Passo poi senza nessuna nota di polemica a rispondere all’amico Guagliardi.

Onorevole Guagliardi, adesso faccio poco il politico ma non mi scordo di essere un uomo in politica. Io, anche se oggi sono il dottor Antonino Mangialavori, medico chirurgo specialista in anatomia patologica e tecnica di laboratorio – e preciso questo per dire che della politica io non ne faccio mestiere – nella disperazione, caro onorevole Guagliardi, sono cresciuto e me ne vanto e da solo mi sono saputo realizzare.

Quindi la disperazione io la conosco molto bene e nel 2003 quando ho avuto l’onore di essere stato nominato assessore al lavoro dal Presidente Chiaravalloti, feci una promessa prima a me stesso, poi ai lavoratori socialmente utili e a tutti i calabresi, dicendo che ciò che si era verificato nella provincia di Napoli, in Calabria non si sarebbe verificato almeno fino a quando l’assessore Mangialavori rimaneva titolare di questo assessorato.

Nel novembre abbiamo finalmente fatto il primo e unico atto concreto a favore dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità varando una legge…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Assessore Mangialavori, faccia la sua relazione e non risponda alle provocazioni del collega Tripodi.

Antonino MANGIALAVORI, assessore al lavoro

Pertanto, io dico all’onorevole Borrello: ma quali applausi io vado cercando? Lei mi ha detto che io cerco applausi, non è così, caro collega, cerco soltanto stima e affetto.

Comunque io sono ben felice a nome di questa Giunta che ho l’onore di rappresentare di aver dato in modo concreto le risposte che i lavoratori socialmente utili da anni si aspettavano.

(Applausi dal settore riservato al pubblico)

PRESIDENTE

Per cortesia, niente applausi.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 323/7^.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pisano. Ne ha facoltà.

Vincenzo PISANO

Presidente, chiedo a lei e ai colleghi, di anticipare l’ordine del giorno visto che siamo in coerenza con la legge testé approvata col piano di stabilizzazione. Di posticipare,cioè, la discussione della proposta di legge di modifica della legge regionale 11 agosto 2004, numero 18, ponendo in discussione il quinto punto all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

L’onorevole Pisano chiede di invertire l’ordine del giorno, cioè passare alla trattazione del quinto punto che adesso diventa terzo, trattandosi di argomento attinente a questo degli Lsu e degli Lpu, testé approvato

Pongo in votazione la richiesta di inversione dell’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

Progetto di legge numero 597/7^, recante: “Modifica alla legge regionale 11 agosto 2004, n. 18”

PRESIDENTE

Il terzo punto all’ordine del giorno recita: Progetto di legge numero 597/7^, recante: “Modifica alla legge regionale 11 agosto 2004, n. 18”.

C’è un emendamento a firma del consigliere Pacenza che recita “La Giunta regionale è autorizzata a riattivare le convenzioni con gli enti utilizzatori che ne fossero già titolari, con il consequenziale riutilizzo dei soggetti in esse previsti. I beneficiari sono quelli previsti dai commi 6, 7, e 8 dell’art. 2 legge regionale 20/2003 e dal co. 5, art. 1 legge regionale 11.8.2004, n. 18.”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso, trattandosi di articolo unico, per come emendata,.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Senatore. Ne ha facoltà.

Raffaele SENATORE

Presidente, per ragioni di opportunità chiedo l’inversione dell’ordine del giorno, ponendo in discussione il punto numero 4 che riguarda il “Piano energetico ambientale regionale”.

PRESIDENTE

Onorevole Senatore, se il piano energetico è al quarto punto tale rimane perché abbiamo già esaurito i primi tre punti.

Allora il quarto punto all’ordine del giorno recita “Piano energetico ambientale regionale”. L’onorevole Senatore, relatore, ha facoltà di svolgere la relazione.

(Interruzione)

Prego, onorevole Napoli

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, prima che dia la parola all’onorevole Senatore, volevo dire che noi abbiamo avuto solo oggi il piano energetico.

Crediamo sia importante che la Regione si doti del piano energetico, che è decisamente un atto qualificante, però mi pare che sia stato inserito oggi, se non sbaglio, per la prima volta all’ordine del giorno dei lavori del Consiglio. Poiché si presenta particolarmente voluminoso, chiediamo quanto meno però di avere il tempo di poterlo sfogliare.

 Ho motivo di pensare che la sua approvazione in questa seduta impedirebbe un esame puntuale, una valutazione approfondita, pur nella consapevolezza che vi è stata una attività da parte della Commissione che si è conclusa con l’adozione dell’atto normativo anche con votazione unanime, almeno questo mi risulta.

Vorremmo avere la possibilità di poter partecipare in modo compiuto alla discussione che riteniamo importante.

Vorremmo, se la cosa non comporta particolare difficoltà, di differire la trattazione alla prima seduta utile successiva a questa, cioè alla prossima seduta anche ponendo l’argomento al primo punto dell’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, condivido quanto dice ma le,i sa meglio di me che questo provvedimento è passato alla unanimità in Commissione dopo ampio dibattito, come da lei anche detto; per cui credo che sarebbe opportuno procedere ed andare avanti.

L’onorevole Senatore ha chiesto di intervenire. Ne ha facoltà.

Raffaele SENATORE

Presidente, se probabilmente l’onorevole Napoli avesse avuto la pazienza di ascoltare la mia relazione avrebbe capito che la sua richiesta era a mio avviso improponibile per una serie di ragioni, una prima fra tutte è che questo piano energetico è al primo punto all’ordine del giorno in Commissione da circa 2 anni.

Tra l’altro in questa Commissione è stato licenziato dopo aver audito – e lo sentirà poi più dettagliatamente nella mia relazione – praticamente tutte le parti sociali, le Province, l’Uncem, l’Anci, i sindacati e chi più ne ha più ne metta.

Li abbiamo auditi tutti, tra l’altro abbiamo approvato questo piano in Commissione, in un momento del tutto particolare, cioè nel giorno in cui il territorio calabrese ha visto l’occupazione da parte dei forestali. Eppure in Commissione nonostante le grandi difficoltà oggettive che ci sono state, il piano grazie alla maggioranza, ma devo dire anche della opposizione è stato approvato praticamente alla unanimità. Dico praticamente perché persino l’onorevole Tripodi ha espresso sostanzialmente parere favorevole e si è astenuto per una questione meramente e puramente tecnica.

Direi che potremmo continuare se lei mi dà licenza, illustrando…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Onorevole Senatore, continui e svolga la sua relazione.

Raffaele SENATORE

Capisco che la serata è particolare perché tra l’altro veniamo da un lungo excursus parlamentare che è cominciato praticamente da ieri…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Non l’ha formalizzata la proposta. Onorevole Napoli, la formalizzi se vuole…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, io credo di aver fatto una proposta che tutto sommato poteva essere considerata dal Consiglio e anche dal relatore. Noi non siamo assolutamente contro, i rappresentanti della opposizione hanno votato a favore della proposta di legge, però vorremmo avere la possibilità di partecipare alla discussione con consapevolezza, in modo compiuto. Sfido chiunque a poter…

(Interruzione)

Chiedo scusa, onorevole Senatore, non sono assolutamente contrario e lo sto ribadendo. Sto solo dicendo che atteso il volume degli atti che ci avete portato qualche minuto, fa chiediamo di poterli leggere o solo sfogliare, tutto qui non è una proposta dell’altro mondo, crediamo che possa essere valutata anche in maniera serena; certo se dovesse persistere ogni chiusura, chiediamo che la proposta venga messa in votazione. Ma immaginiamo che possa essere anche evitata.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Senatore.

Raffaele SENATORE

Mi permetto di contraddire l’onorevole Napoli, per questo preferisco che la proposta venga messa ai voti, e la ragione è semplicissima: i Ds sono rappresentati in Commissione con ben due validissimi rappresentanti che sono l’onorevole Pacenza e l’onorevole Amendola…

PRESIDENTE

Parla dei Ds?

Raffaele SENATORE

Sì, ma anche l’onorevole Napoli ha assistito in altre circostanze ai lavori della Commissione, e peraltro devo dire che su Internet questo progetto di legge è presente da circa due anni…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io facevo parte prima della quarta Commissione poi non più…

Raffaele SENATORE

Ma la discussione è iniziata quando lei faceva parte della Commissione quindi io sono del parere… anzi chiedo a questo punto, signor Presidente, la votazione per appello nominale per continuare la discussione sul piano energetico.

PRESIDENTE

Intanto c’è la proposta dell’onorevole Napoli di rinviare il piano energetico al primo punto dell’ordine del giorno della prima seduta utile.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

E’ la cosa più saggia, Presidente…

Raffaele SENATORE

Io chiedo su questo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE

Invito il consigliere Segretario, onorevole Pilieci, a fare la chiama…

Antonio BORRELLO

Onorevole Presidente, mi pare che l’onorevole Napoli abbia fatto una richiesta legittima e lineare. Come si può costringere un consigliere a votare un documento che non conosce? Cado veramente dalle nuvole sentendo tutto ciò. Spostare di 10 giorni l’approvazione di questo piano perché qualche consigliere – anche io stesso – ha bisogno di leggerlo, credo non sia uno scandalo, onorevole Senatore.

Perché mi si deve costringere a votare sì o no su un provvedimento che non conosco? Non riesco veramente a rendermi conto di questa situazione…

(Interruzione)

Ma mica fanno tutti parte della Commissione? Assessore Dima, mi dispiace che lei faccia questo tipo di osservazioni. Proprio lei fa questi ragionamenti?

(Interruzione)

La Commissione a che cosa ci serve? A far in modo che…

(Interruzione)

…ma sintesi che significa… ci sono qui 800 pagine, ma stiamo scherzando?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Chiedo scusa, abbiamo approvato il primo punto all’ordine del giorno come richiamo ex articolo 67 del Regolamento. Non è stato mai discusso in Commissione eppure potevamo anche sollevare problemi. Non lo abbiamo fatto, addirittura non erano stati distribuiti neanche gli articoli… neanche il fascicolo contenente la normativa, per cui non c’è una intenzione dilatoria.

C’è una richiesta che crediamo possa essere formulata, non c’è un intento dilatorio.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guagliardi. Ne ha facoltà.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, per sfatare il fatto della unanimità della Commissione.

Ho partecipato ai lavori della Commissione fino all’ultima seduta nella quale sono però stato assente. Si trattava di una fase di audizioni, l’unico giorno che si è entrato nel merito della legge con proposte emendative che sono state anche accolte è stato il giorno dello sciopero dei forestali e io personalmente non ho potuto partecipare alla discussione, che, peraltro, ci è stato detto essere stata rinviata, non per mia volontà ma perché bloccati in mezzo all’autostrada appunto occupata dai forestali.

Le chiedo: è legittimo poter sapere cosa è stato discusso e cosa è stato approvato? Il documento ci è stato consegnato in questo momento. Vorremmo sapere che tipo di emendamenti sono stati presentati ed approvati. L’unanimità è riferita a chi era presente, non a chi era assente per motivi di forza maggiore, per effetto dello sciopero.

Mi pare ragionevole quindi la proposta di rinvio proprio perché ci consente, avendo un certo lasso di tempo, di poter leggere il testo.

PRESIDENTE

Onorevole Senatore, alla luce degli interventi dei colleghi vuole intervenire?

Raffaele SENATORE

Io non posso accettare – per l’onestà intellettuale che mi caratterizza – il fatto che questo sia un provvedimento portato in Aula all’improvviso.

Ho detto prima che questo piano è disponibile su Internet da circa 2 anni, inoltre tutti i consiglieri – nessuno escluso – ha avuto consegnato l’intero volume, peraltro rilegato corredato dal Cd, quindi anche su supporto informatico. Quindi chi ha avuto voglia ha potuto leggersi il piano che tra l’altro in Commissione ha registrato un lungo ed intenso dibattito.

Oggi se l’azione dei Ds in particolare è quella di un atteggiamento dilatorio… peraltro hanno sempre urlato su tutto il territorio il loro “no” al carbone e oggi non abbiamo il carbone…

(Interruzione)

Franco Mario PACENZA

Stiamo, Presidente, entrando nel merito del provvedimento? O stiamo discutendo un principio che riguarda l’Aula…?

Raffaele SENATORE

Insisto perciò, anche sul voto nominale perché ognuno di noi da domani mattina si deve assumere la responsabilità davanti all’opinione pubblica calabrese che il carbone, a cominciare dall’onorevole Pacenza, che l’ha urlato in tutte le piazze, il discorso energetico oggi non lo stiamo facendo perché sostanzialmente si cerca un’azione dilatatoria.

Io insisto sulla richiesta di votazione per appello nominale se l’onorevole Napoli mantiene la proposta.

PRESIDENTE

Onorevole Pilieci, proceda con l’appello nominale.

Raffaele SENATORE

Presidente, credo che siamo tutti stanchi…

PRESIDENTE

Scusi, onorevole Senatore…

Raffaele SENATORE

No, mi perdoni. E’ una mozione d’ordine, Presidente. Io stavo relazionando…

PRESIDENTE

Non stava relazionando…

Raffaele SENATORE

Sì, stavo relazionando e lei mi ha fatto interrompere. Comunque accetto anche questo, andiamo al voto nominale, domani mattina la Calabria dovrà sapere che questo piano non è passato per responsabilità precise dei…

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Nucera. Ne ha facoltà.

Giovanni NUCERA

Presidente, volevo dire solo questo. Il piano energetico, ritengo, che sia un atto fondamentale che questa maggioranza prima o poi dovrà adottare, prima e non poi e il prima possibile.

Tuttavia non si può su un atto così importante che qualifica una intera legislatura nella economia complessiva della Regione non si può… noi possiamo invece prevedere di convocare una seduta ad hoc sul piano ambientale senza procedere all’appello nominale,e anche perché, fra l’altro, non mi pare che ci siano i numeri all’interno della maggioranza.

Verifichi anche questa opportunità prima di procedere ad una non possibile lettura del piano. E’ una proposta operativa che sto ponendo in essere, Presidente, non è un diniego. Io sono presente e voto favorevolmente, annuncio già il mio voto senza l’appello. Però è opportuno che su questo atto così importante, così come tutto il mio gruppo è presente e vota favorevolmente, così come in Commissione si è instaurata una maggioranza, anche oggi si possa trovare una coralità di intervento. Non ci sono i numeri all’interno della maggioranza, Presidente. Ragioni su questo.

PRESIDENTE

Chiamo un momento i capigruppo al banco della Presidenza.

Gesuele VILASI

Non siamo più disponibili ad accettare i voti della opposizione e ad essere condizionati dalla opposizione. Se ci siamo come maggioranza, va bene, altrimenti non siamo disponibili.

PRESIDENTE

Chiamo un momento i capigruppo al banco della Presidenza.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 20,49 è ripresa alle 20,55

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, il lavoro che è stato fatto in Commissione in questi mesi ha portato alla elaborazione di un piano energetico molto significativo per la nostra regione. Ho apprezzato molto il lavoro che i colleghi di minoranza e di maggioranza hanno fatto in quella sede. Grande merito va a tutti per aver licenziato questo piano. Chiedo, altresì, che i colleghi consiglieri abbiano magari altri 10 giorni per leggere – poiché hanno avuto il piano stasera – tutti quegli emendamenti che sono stati inseriti, onorevole Senatore.

Quindi la proposta è - se l’onorevole Senatore e la maggioranza sono d’accordo - che il piano energetico venga messo al primo punto della prossima seduta del Consiglio regionale, che mi pare già fissata, se non vado errato, per giorno 10.

Lei sa benissimo che io sarei pronto perché ho lavorato alacremente a questo Piano energetico, ma comprendo i colleghi di minoranza e di maggioranza che non erano presenti in Commissione, che hanno forse il bisogno di poter approfondire di più i temi e magari portare – se ci sono le condizioni - anche qualche contributo perché al meglio non c’è mai fine.

Quindi, onorevole Senatore, una proposta di buon senso che ci porta giorno 10 ad aprire l’anno 2005 con un provvedimento molto importante. La ringrazio a nome a della opposizione.

PRESIDENTE

La parola al collega Senatore su questa proposta.

Raffaele SENATORE

Presidente, penso che almeno la relazione la debba fare così anche i colleghi che non hanno assistito alla discussione in Commissione possano comprendere le ragioni e la bontà di questo Piano energetico. Se lei mi dà la possibilità…

PRESIDENTE

Allora il collega Senatore, dice che farà solo la relazione senza continuare la discussione, in modo che ci sia una informativa sul piano.

Gesuele VILASI

Non dice questo, Presidente, questa è la sua interpretazione. Il collega Senatore ha preso la parola e sta facendo la relazione.

PRESIDENTE

C’era una precedente proposta che era quella dell’onorevole Napoli…

Gesuele VILASI

Mettiamola ai voti, Presidente, forse non l’ha capito, mettiamola ai voti.

Franco AMENDOLA

Ma ha chiesto, Presidente, di fare solo la relazione, non ho capito perché il collega Vilasi debba interpretare l’onorevole Senatore. Non ho capito.

Gesuele VILASI

Interpreto il suo pensiero, onorevole Amendola, perché non lo vuole trattare, noi invece vogliamo affrontarlo stasera e vogliamo discuterlo fino a domani mattina.

Franco AMENDOLA

Non ha detto questo, l’onorevole Senatore.

Gesuele VILASI

Io ho lavorato in Commissione, come il collega Tommasi e tutti gli altri consiglieri, per due giorni consecutivi per portare a termine questo compito, e voglio ricordare che gli emendamenti presentati dalla minoranza sono stati tutti accolti.

PRESIDENTE

Vi prego, colleghi, un attimo di pazienza altrimenti sospendiamo la seduta.

Diego Antonio TOMMASI

Capisco le considerazioni del collega Vilasi, però cerchiamo di non esacerbare gli animi. Ritengo senza relazione…

(Interruzione)

…altrimenti ci vorrebbe una relazione di minoranza sul piano energetico, mi pare normale…

Presidente, chiedo che questo argomento venga discusso al primo punto dell’ordine del giorno della seduta di giorno 10 del mese di gennaio prossimo, anche per aprire la stagione 2005 con un provvedimento importante. Chiudiamo questo e passiamo al punto successivo, Presidente, la prego senza relazione e senza niente.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Senatore.

Raffaele SENATORE

Avevo anche accettato una forma di mediazione, ma mi rendo conto che dentro la maggioranza e soprattutto nei componenti che hanno lavorato per quasi due anni a questo piano, c’è la volontà di andare avanti; tra l’altro abbiamo lavorato incessantemente nelle ultime due sedute che sono state consecutive.

Si chiede, ora, che venga messa a votazione la proposta dell’onorevole Napoli. Io, ribadisco, non posso che sostenere la posizione che mi viene della maggioranza.

PRESIDENTE

L’onorevole Napoli ha chiesto che l’argomento venga trattato al primo punto all’ordine del giorno della prossima seduta. Prego, onorevole Pilieci, proceda con l’appello nominale,

Francesco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione. Presenti e votanti 33. Hanno risposto sì 10, hanno risposto no 23.

La proposta è respinta.

Proposta di provvedimento amministrativo numero 225/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano energetico ambientale regionale” delibera numero 1240 del 27 dicembre 2002

PRESIDENTE

L’onorevole Senatore ha facoltà di svolgere la relazione sulla Proposta di provvedimento amministrativo numero 225/7^, di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Piano energetico ambientale regionale” delibera numero 1240 del 27 dicembre 2002.

Raffaele SENATORE, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, il caso voleva che io facessi una lunga relazione così come l’ho già preparata. Mi rendo conto, però, che la stanchezza subentra in tutti per cui limiterò il mio intervento alla sola parte introduttiva, il resto, cioè la relazione di merito, la consegnerò in forma scritta alla Presidenza.

Allora, signor Presidente e onorevoli colleghi, voglio preliminarmente esternare – nonostante tutto – il mio compiacimento per l’iter fin qui conseguito dalla proposta di provvedimento amministrativo numero 225/7^ di iniziativa della Giunta regionale concernente il Piano energetico ambientale regionale.

Credo sia giunto il momento del definitivo pronunciamento nel merito da parte dell’Aula e quindi l’approvazione per dotare la Calabria di uno strumento indispensabile. L’esigenza nasce dalle nuove possibilità che si offrono agli imprenditori locali a seguito della liberalizzazione della produzione energetica.

Il Piano definisce il nuovo scenario, ma su questo mi riservo maggiori spiegazioni nella relazione che seguirà.

Come è a tutti noi noto, cari colleghi, l’approvazione del Piano rientra negli obiettivi di questa legislatura per consentire al Consiglio regionale il conseguimento di questo importante traguardo.

La quarta Commissione ha operato con grande impegno e generosità trattandosi di materia prettamente tecnica e molto complessa.

Il 9 dicembre u.s., giorno in cui la Commissione ha espresso il proprio parere favorevole al Piano, rimarrà una data memorabile in quanto la maggioranza e la opposizione superando il gioco dei ruoli – cosa che stasera purtroppo non è avvenuta – con alto senso di responsabilità e non solo, hanno consentito l’ulteriore corso al provvedimento e lo hanno arricchito di interessanti prescrizioni sottoscrivendo i medesimi emendamenti.

Mi riferisco in particolare a prescrizioni quali quelle del tipo del divieto assoluto su tutto il territorio regionale dell’utilizzo del carbone per alimentare centrali per la produzione di energia elettrica. Emendamento che si trova a pagina 183 del testo. Mi riferisco ancora all’interramento obbligatorio dei cavi elettrici per i tratti soprastanti aree antropizzate, rinvenibile a pagina 300.

La quarta Commissione chiaramente ha operato nella direzione del conseguimento degli obiettivi e sta adesso all’Aula materializzarlo con largo anticipo.

Riassumerò brevemente all’Aula le tappe operative dei lavori della Commissione inerente il Pear, la prima seduta dedicata – come dicevo all’inizio del precedente intervento – risale al lontano 23 aprile 2003.

In questa sede alla presenza del Presidente della Giunta, Chiaravalloti, fu presentato il Piano. Sostanzialmente, nel suo intervento, l’onorevole Chiaravalloti individuava nel Piano lo strumento che permetteva di passare dalla cultura dell’emergenza a quella della pianificazione che perseguiva e che persegue lo sviluppo nel rispetto dell’ambiente.

Per la rappresentazione delle linee guida e dei princìpi ispiratori del Piano medesimo, durante i lavori di quella stessa seduta sono stati lungamente ascoltati rappresentanti del gruppo che ha lavorato alla elaborazione del Piano energetico.

Sono seguiti gli interventi di diversi componenti la Commissione ed il dibattito che si è sviluppato alla presenza dell’onorevole Chiaravalloti è stato ampio ed esaustivo. Altra seduta sul tema ha avuto luogo l’11 luglio 2003, seduta in cui oltre agli onorevoli capigruppo consiliari sono stati audite le forze sindacali regionali, le associazioni imprenditoriali ed ambientalistiche, l’Anci, l’Upi, l’Uncem, la Confcommercio e la Confagricoltura.

Prima dell’inizio delle audizioni, il dirigente regionale del Dipartimento energia della Giunta regionale ha fatto una breve sintesi sul Piano, cui hanno fatto seguito gli interventi di funzionari dell’Enea per esporre il punto di vista economico e tecnico del Piano medesimo. Di seguito, hanno avuto luogo le audizioni di quanti fra gli altri invitati hanno ritenuto di dare il loro contributo.

Ancora nella seduta del 6 ottobre 2003 è stato dato spazio ad ulteriori audizioni. In particolare sono stati ascoltati l’onorevole Tripodi, sindaco di Polistena, i rappresentanti del comitato per il no alle centrali a metano della Piana di Gioia Tauro, l’ex sindaco di Rosarno, Lavorato.

Inoltre, sono stati ancora ascoltati il sindaco di Mormanno in merito all’attraversamento dell’elettrodotto nel comprensorio del parco del Pollino ed in ambiti fortemente antropizzati. E’ stato ancora ascoltato il sindaco di San Sostene e il Presidente delle Calabro-Lucane.

Seguirono ben altre sedute della Commissione dedicate all’esame del piano ed ai lavori, per il pieno coinvolgimento, sono stati invitati per essere auditi, su esplicita richiesta di alcuni componenti della quarta Commissione, tra cui anche l’onorevole Pacenza, i rappresentanti dell’Enel alla produzione, delle intese, delle Rtn società in parte derivate anche da Enel che operano sul territorio calabrese, ed ancora i Presidenti delle cinque province calabresi e l’assessore regionale all’attività produttiva e ambiente e ai trasporti.

I contributi generosi degli auditi si sono rivelati estremamente interessanti per i lavori della Commissione e per il provvedimento in esame.

Entrando nel merito dei contenuti del Piano energetico regionale proposto alla Giunta regionale, questo si presenta come uno strumento essenziale per la crescita socio economica della Calabria. Infatti, attraverso le audizioni, le articolazioni, le tante novità proposte, questo Piano può certamente, in virtù degli interventi previsti, generare possibilità di esperienze positive al fine di un reale cambiamento.

Ma il Pear si rivela importante e necessario per i tanti cambiamenti intercorsi in tanti anni sia in ambito nazionale che internazionale…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, non si capisce, non si intende bene. Sono rimasto in Aula per poter ascoltare…

PRESIDENTE

Onorevole Senatore, parli più lentamente.

Raffaele SENATORE, relatore

Ma il Pear si rivela importante e necessario per i tanti cambiamenti intercorsi in tanti anni sia in ambito nazionale che internazionale. Infatti, dal protocollo di Kyoto alla legge Bassanini, alla riforma del Titolo V° della Costituzione italiana i cambiamenti e i riferimenti sono tanti.

Cambiare per crescere, per passare da una realtà incompleta ad una più omogenea e consona ai bisogni della popolazione calabrese. Questo è il fine ultimo di questo Piano energetico. Pertanto, vanno sfruttate le opportunità che si presentano.

Questo Piano rappresenta una vera opportunità soprattutto perché si rapporta ed opera in sintonia col concetto di sostenibilità e difesa dell’ambiente. Infatti, pone le giuste condizioni al fine di realizzare lo sviluppo del sistema energetico calabrese puntando sostanzialmente su tre obiettivi: le fonti rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle immissioni inquinanti nell’atmosfera.

E’ un Piano ricco e complesso finalizzato al conseguimento di obiettivi importanti legati soprattutto alla crescita, allo sviluppo sociale ed economico della Regione e nello stesso tempo agisce in difesa del territorio e dell’ambiente.

Come ho prima detto all’inizio della mia relazione, salto pari pari tutta la parte tecnica del piano per concludere, signor Presidente, che si può giustamente affermare che la Regione con questo piano mira allo sviluppo del territorio, ad incentivare l’opera degli operatori pubblici e privati, alla nascita di realtà imprenditoriali valide, al rispetto dell’ambiente.

Pertanto la Regione deve essere capace di programmare e di portare a compimento realtà produttive che siano sempre in sintonia con l’ambiente e col diritto alla salute dei cittadini calabresi.

Non dovrà essere l’industria energetica ad imporre la scelta ma la Regione che con responsabilità e sapienza dovrà operare in favore del progresso, della crescita economica e sociale della regione. Ma tutto ciò nel rispetto e nella salvaguardia dell’ambiente, cioè non mere indicazioni ma autentici intendimenti, in sostanza quello che il provvedimento che propongo all’approvazione contiene.

Tutto questo è da oggi l’unica regola da rispettare per quanti a vario titolo operano nel sistema energetico calabrese.

Presidente, io ho concluso la mia relazione, per cui propongo l’approvazione del Piano energetico fermo restando che annuncio fin da ora di aver presentato al banco della Presidenza un emendamento che è stato ampiamente discusso anche in Commissione proprio perché in quella sede sono successe alcune cose.

Per esempio, quello che in qualche modo creerebbe un conflitto istituzionale tra governo, Regione e parte privata. Propongo assieme al Piano l’approvazione di questo emendamento con protocollo 3745 presentato in data odierna.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Incarnato. Ne ha facoltà.

Luigi INCARNATO

Presidente, ho chiesto di intervenire perché credo sia opportuno che io esprima la mia opinione rispetto a quello che stiamo discutendo.

Stasera, abbiamo consumato un atto che lascia molto perplessi perché togliere la prerogativa ad un Consiglio regionale di poter discutere un atto così importante credo sia un fatto molto grave.

Sfido chiunque – la prego di seguirmi, Presidente, altrimenti smetto – senza ombra di smentita, a provare che c’è un solo componente la Commissione che vi può convincere tecnicamente su questo piano circa la sua validità, circa le ricadute positive per la Calabria che possono avere le filosofie moderne e l’energia dei prossimi anni

Credo che nessuno sarà in grado di far questo. Lo ha dimostrato il relatore con la sua relazione che ho definito e definisco scarna di contenuti, che non dà l’idea del Piano che stiamo per approvare, una relazione che definisco più politica che non di merito.

Per queste ragioni attribuendole una grossa responsabilità stasera, abbandono l’Aula su questo punto. Quindi per quanto mi riguarda la discussione è finita qua.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tommasi. Ne ha facoltà.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, credo che sarebbe stato opportuno non fare prove di forza su un documento così importante che riguarda appunto un Piano energetico, comparto, questo, sul quale c’è stato l’impegno di questo Governo, ma non solo, in questa circostanza ormai di fine legislatura, proiettato fino al 2010. E’ questo il motivo per il quale sarebbe stato opportuno non fare la conta, ma avere più comprensione e mettere nelle condizioni quei consiglieri regionali che giustamente non essendo in Commissione chiedevano di leggere e di fare verificare alle proprie strutture un provvedimento, un documento così impegnativo.

Presidente, lo diceva il collega Senatore, in commissione sono stati due anni lavoro, ma gli ultimi 6-7 mesi sono stati impegnativi e abbiamo cercato, con grande senso di responsabilità, di adoperarci per dotare la nostra Regione di uno strumento innovativo.

Con tutte le lacune che un consigliere regionale può avere, desumiamo, crediamo di aver contribuito alla stesura di un piano energetico che su alcuni punti, ancora ci vede critici. Prova ne è questo emendamento che ha presentato il collega Senatore, del quale credo se ne farà sicuramente carico il collega Michelangelo Tripodi, che ha dato – anche lui – un grande impulso alla discussione.

Vedete, non è comprensibile che la nostra Regione si doti di un Piano energetico per aumentare la produzione di energia, già noi siamo in surplus produttivo, per cui la nostra preoccupazione era ed è quella che questo Governo vuole fare della Calabria una Regione a prevalente produzione di energia.

Abbiamo su questo punto messo in chiaro un dato, quello cioè che le centrali termoelettriche autorizzate, che non hanno iniziato effettivamente i lavori alla data di approvazione di questo piano, si blocchino.

Abbiamo, altresì, inserito, dopo l’approvazione di un ordine del giorno, se non vado errato, Presidente, in Aula, il “no” al carbone, lo abbiamo inserito nel Piano energetico. Il “no” al carbone per la centrale di Rossano. Questo è un passaggio fondamentale, che fa non il centro-destra o colleghi del centro-destra, ma l’intera Aula del Consiglio.

Sul “no” al carbone non facciamo sconti, è un punto ineludibile oramai, e su questo siamo fermamente convinti e assertori che il carbone nella nostra regione non ha senso e non ha modo di esserci. Non possiamo però non constatare che il nostro territorio paga una dipendenza eccessiva dal petrolio, già con il troppo esagerato trasporto su gomma, ma anche su questo, il Piano energetico in esame è andato ad intervenire con emendamenti presentati dal Gruppo che rappresento.

E’ chiaro che la politica del Piano energetico deve muoversi di pari passo col piano dei trasporti. E’ necessaria una intermodalità nella nostra regione con metropolitane leggere che vedano collegati Cariati a Roseto Capo Spulico, Praia a Lamezia Terme e così via.

Per questo abbiamo presentato un emendamento importante, significativo che qualifica ancora di più questo piano: l’elettrificazione della tratta ferroviaria ionica che va da Sibari fino a Reggio Calabria. Questo sicuramente è un impegno importante che assume l’Aula ma che indubbiamente dovrà essere rafforzato dal governo di questa Regione.

Sono punti importanti così come è importante l’impegno ad aumentare di 10 mila metri quadrati i pannelli solari nella nostra regione per la produzione di acqua calda che andranno a servire 20 mila abitazioni.

Sono passaggi importanti ed impegnativi e come Gruppo e come partito non posso che essere estremamente soddisfatto che la Regione Calabria si doti – ed è la prima in Italia a farlo – di una carta dei venti per la realizzazione degli impianti eolici. In questo piano energetico c’è scritto anche questo, cari colleghi: la Regione Calabria si dota di una carta dei venti per stabilire olograficamente dove possono essere installati gli impianti eolici ed insieme a questo l’impegno a ripristinare lo stato dei luoghi a fine esercizio degli impianti.

Il problema degli impianti eolici non è soltanto l’inquinamento acustico ma anche le brutture che rimangono dopo l’esercizio medio che è fra i 15 e i 20 anni.

Questo, cari colleghi, è innovazione, è una scommessa che non si gioca la maggioranza, mi auguro che non ci siano azioni di parte sul Piano energetico, strumento che qualifica ancora di più la nostra Regione.

Vedete, abbiamo la potenzialità di intervenire anche nel settore agricolo - e questo è stato inserito - con la produzione di biomasse provenienti dall’agricoltura, con la coltivazione e l’incentivazione di piante oleaginose, sperimentazione già ottimamente riuscita in Europa e nella vicina regione Toscana con la coltivazione di canapa e di girasole.

Credo che questo possa ridare un impulso ad una economia asfittica, ad una agricoltura che ha bisogno di recupero di quelle aree dismesse e che gli incentivi di questo tipo vadano dati in direzione della salvaguardia della montagna per far ritornare i nostri agricoltori sulle montagne, per evitare il dissesto idrogeologico ed anche incendi per l’incuria dei nostri contadini.

Questi sono i motivi o alcuni dei motivi che ci hanno indotto a lavorare alacremente su questo Piano energetico. Abbiamo pensato – questo è un impegno, Presidente, è una cosa impegnativa, non è uno strumento che si attua dall’oggi al domani – di inserire la previsione di strumenti urbanistici di indirizzo per la costruzione dei nuovi edifici per quanto riguarda la scelta dei materiali, le tecniche di costruzione e l’orientamento degli stessi fabbricati per ridurre al minimo la dispersione di energia.

Queste sono opere che ci portano ad essere rivoluzionari ed innovativi in questo settore. Abbiamo, altresì, inserito l’impegno della produzione del bio-etanolo per la realizzazione del bio-gas mediante bio-gestori aerobici che servono, di fatto, alla produzione di combustibile bio-diesel per far sì che i mezzi pubblici possano muoversi sfruttando una nuova sostanza ad inquinamento zero, prodotta direttamente dalla nostra regione.

C’è ancora un punto che va considerato davvero come fiore all’occhiello di questo Piano energetico. Alle aziende calabresi operanti nei settori dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura nonché quelle operanti nel settore turistico-alberghiero deve essere consentito l’acquisto di energia elettrica al costo più basso del mercato giornaliero nel rispetto della normativa vigente. Ovvero, dato che siamo produttori ed esportatori di energia, almeno che le nostre aziende abbiano la possibilità – la Regione questo lo può consentire – di acquistarla al minor prezzo per incentivare ancora di più le produzioni.

Abbiamo, quindi, come si può notare, lavorato in modo alacre e serio. E’ chiaro che tutti gli emendamenti presentati in Commissione che sono stati approvati fanno parte integrante e fedele di questo Piano.

C’è un passaggio delicato, Presidente, che voglio rappresentarle, per cui chiedo la sua cortese attenzione. Dalla chiusura dei lavori della Commissione alla elaborazione del documento, gli emendamenti sono stati inseriti in queste mille pagine. I tempi per verificare se dette modifiche sono state inserite oppure no, se obiettivamente non ci sono state, collega Senatore. Allora, visto che possiamo approvare o potete approvare il provvedimento – poi ci regoleremo in corso di discussione –, chiederei che col voto finale venga autorizzato il coordinamento formale per verificare se eventualmente ci sono delle difformità. Vede, Presidente, questo è un dato importante.

Per quanto riguarda i punti negativi, ne voglio citare almeno uno anche se ve ne sono diversi. Questo Piano prevede la produzione di energia attraverso i rifiuti. Il Piano evidenzia che le frazioni ritenute utili per l’alimentazione dei termovalorizzatori si riducono alla carta, ai cartoni e alla plastica. Va puntualizzato che la raccolta differenziata in questa Regione è pressoché zero, Presidente, siamo nelle punte massime del 10-12 per cento.

E’ evidente, quindi, che in termini energetici ed economici, la combustione di carta e cartone non è affatto economica, senza contare che la combustione dei suddetti materiali è molto veloce quindi diventa difficile un efficiente recupero di energia. E’ invece possibile sfruttare la porzione più consistente degli Rsu, la materia organica, per la produzione di altri materiali.

Presidente, credo che se si pensa ai termovalorizzatori come impianti per la produzione di energia, prendiamo in giro noi stessi e i calabresi. Diciamo ai calabresi, effettivamente, che i termovalorizzati servono per un sistema che stenta a partire e a decollare, serve per bruciare i rifiuti, non camuffiamoli con impianti che vadano a produrre energia perché non ne producono.

Riservandomi di intervenire durante la discussione dei punti di merito – questo intervento l’ho fatto come discussione generale –, fermo rimanendo il coordinamento formale, credo che ci siano le condizioni per poter sicuramente avviare un nuovo processo per quanto riguarda il settore energia nella nostra regione.

Credo che di seguito i nostri colleghi consiglieri regional, con tutte le difficoltà che hanno per non aver potuto approfondire il tema, sicuramente potranno essere messi nelle condizioni per poter intervenire nel merito di questo importante strumento normativo

PRESIDENTE

Grazie….

(Interruzione)

Mi sembrava che stesse per ultimare.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, ho finito, volevo solo aggiungere, dato che con questo Piano energetico si va fortemente verso scelte che riguardano il solare e l’eolico, che una grande scommessa che ci giocheremo e potremmo vincerla, sarà quella di pensare all’idrogeno, penso l’energia prodotta con l’idroelettrico e quella proveniente dalle installazioni eoliche potranno essere convogliate da impianti di produzione di idrogeno a partire dall’idrolisi dell’acqua.

Credo che questo sia un momento importante che fa parte integrante del Piano energetico. Io per l’accoglimento degli emendamenti presentati in Aula non posso che essere soddisfatto, come tutti i colleghi, mi riservo poi successivamente di intervenire per le valutazioni di merito.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pacenza. Ne ha facoltà.

Franco Mario PACENZA

Signor Presidente, onorevoli colleghi, per la portata, per il significato dell’atto che stiamo trattando, certamente sarebbe stato più opportuna una discussione senza muscoli, anche perché mi pare che ci sono in quest’Aula in queste settimane muscoli di argilla. Però, si è voluta forzare una discussione che è sicuramente complessa.

Ho partecipato sin dalla presentazione della proposta di Piano in Commissione e ripropongo qui alcuni interrogativi ed alcune osservazioni.

Dico subito, Presidente, che se dovesse essere possibile chiederò la votazione per capitoli, perché ci sono dentro la proposta di Piano punti condivisibili ma ci sono anche punti di forte contraddizione.

C’è, nel Piano, nonostante il grosso volume cartaceo che lo caratterizza, e che probabilmente, non è stato nemmeno osservato nelle sue diverse sfaccettature, una prima contraddizione che voglio sottoporre all’Aula; è una osservazione fatta al Presidente della Giunta, che peraltro ha la delega all’energia, sin dalla costituzione di questo Governo che ripropongo qui, per cui, per le vicende che si sono verificate in questi anni c’è l’allocazione di una sua esplicita responsabilità quale, appunto, capo del Governo di questa Regione: ecco, che nella scheda di presentazione del Piano, per esempio, - non so quanti colleghi ne hanno preso atto della sottolineatura - si dice il Presidente della Giunta con delega all’energia, il dirigente del comparto, e poi si fa riferimento alla Commissione scientifica”.

E sentite da chi è composta la Commissione scientifica: da un dirigente dell’Enea, da un secondo dirigente dell’Enea e da un dirigente dell’Enel. Come dire che si è affidata la redazione del Piano alla controparte perché, per esempio, per quanto mi riguarda, l’Enel è sicuramente un interlocutore autorevole ma non può avere la funzione di soggetto proponente del Piano, perché con i diversi attori, essendo questo uno strumento molto complesso, noi storicamente, e anche oggi, vediamo che la discussione è fortemente condizionata e quindi per quanto mi riguarda, io dico subito qual è l’elemento che ci porta ad esprimere un voto di forte responsabilità, perché anche il nervosismo di stasera era dettato da una questione, cioè la paura che l’Enel possa da un giorno all’altro – e sta tentando, perché comincia già a scriverlo senza assumere atti amministrativi e atti di responsabilità - rifilare in Calabria quello che è un suo vecchio obiettivo.

Chi non ha memoria corta, ricorderà la vicenda storica di Gioia Tauro. Oggi quella fase è chiusa per fortuna definitivamente e con un certo risultato.

Oggi quella stessa impostazione, quella sì non con i muscoli di argilla ma con muscoli possenti e quindi con la forza e con la prepotenza, si vorrebbe imporre l’alimentazione del sito energetico più significativo che negli ultimi 20 anni questa regione ha avuto e che è tuttora in produzione, anche se ridotto in termini produttivi, cioè il sito energetico di Rossano.

Nei giorni passati e basta guardare anche la grande stampa nazionale, i grandi giornali economici di questo Paese, il “Sole 24 ore” di qualche giorno fa diceva l’Enel ha raggiunto l’accordo per la riconversione a carbone della centrale di Civitavecchia e adesso nell’elenco spetta a Rossano e a Porto Torres.

Quindi noi sul “no” a questa impostazione ci assumiamo fermamente una responsabilità, non solo verso quel sito – si discute di quel sito – esprimendo un dissenso rispetto all’utilizzo del carbone in questa regione.

Guardate le violenze, perché di questo si tratta! Qualche settimana fa il Consiglio regionale, dopo un percorso non proprio facile, ha votato alla unanimità la costituzione del distretto agro-alimentare di qualità a Sibari. Oggi l’Enel in quello stesso distretto vorrebbe allocare la trasformazione attraverso l’uso del carbone di una centrale alimentata a metano.

Capite quanta violenza c’è dentro questa impostazione? Questo è un elemento, quindi, sicuramente non di poco conto che ci porta ad assumere una iniziativa di forte contrapposizione.

Ma sottolineo anche un altro dato, cioè l’assoluta inadeguatezza dell’iniziativa e dell’atteggiamento del responsabile della politica energetica di questa Regione a fronte di questa ipotesi scellerata, tant’è che quel sito energetico, quel sito produttivo di fatto si sta spegnendo come una candela, perché in un precedente piano del ministero dell’Industria e dello stesso Enel era prevista sin dal 2000 la riconversione della centrale a ciclo combinato.

Oggi non si è attuato tutto questo, di fatto il sito produttivo si sta spegnendo, alimentando anche discorsi delicati, tentando di propinarci un “piatto di lenticchie” in termini di opportunità lavorative; cioè si tenterebbe di rifilare una vera e propria iattura per quel pezzo di territorio che negli anni ha contribuito fortemente alla produzione energetica del nostro Paese.

Dicevo che in questi anni è mancata una iniziativa adeguata del governo regionale a che l’Enel rispettasse gli impegni assunti su quel territorio, desse corpo alla trasformazione della centrale a ciclo combinato e garantisse un processo di recupero ambientale e di recupero energetico.

Oggi invece anche con una procedura e con un fare istituzionale non sicuramente trasparente, si tenta di imporre una soluzione che è di forte contrasto con le condizioni produttive e di sviluppo di quel territorio.

Fatta questa premessa, signor Presidente, che per quanto mi riguarda è parte fondamentale perché sta dentro il ragionamento del Piano, vorrei per un attimo dare qualche elemento che anche nella discussione di stasera mi sembra particolarmente sottovalutato. Se dovessi mettere insieme la prima scheda della proposta di Piano e l’ultimo emendamento depositato, c’è la rappresentazione vera di quello che stiamo discutendo.

Cioè, da una parte si affida il Piano a pezzi di controparte e dall’altra si dice che noi prendiamo atto di quanto deciso rispetto alla costruzione di altre 5 centrali nel territorio calabrese.

Che voglio dire? Per intanto, c’è un primo punto che riguarda l’assetto istituzionale in materia energetica nel Paese, il processo di accentramento e di mortificazione ed esproprio dei territori è andato fortemente in avanti. Si ricorderà il decreto sblocca centrali.

Fino al punto che – questo vorrei che non lo dimenticassimo – nella proposta di modifica costituzionale, l’energia diventa strumento, iniziativa di competenze nazionali. Quindi anche qui di rimando si pone una domanda di assoluta pertinenza: di quale politica energetica è portatrice la Calabria? Perché è sicuramente vero che nel sistema energetico complessivo noi siamo importatori, ma per esempio sul versante della produzione idroelettrica e sulla produzione elettrica complessivamente, dall’idro e quant’altro, siamo una regione che esporta da diversi anni.

E con l’attivazione di altre 5 centrali saremo, se non il Kuwait in termini energetici, una regione che produce pezzi significativi dentro la produzione energetica complessiva del Paese e questo pone un interrogativo. Come noi riusciamo a costruire politiche che siano produttive, industriali, complessive che possano metterci in una condizione di avere uno stimolo, una opportunità, una ricaduta non in termini di scambio ma di disponibilità di una produzione che è significativa rispetto alle precondizioni per uno sviluppo?

Quindi, da questo punto di vista non sottovaluto anche in termini di prospettiva, il valore di avere una politica energetica adeguata che sia capace di interloquire con il sistema energetico nazionale ed europeo, che sia in condizione di avere delle convenienze da questo tipo di produzione.

Cioè, in termini di ricadute qual è la opportunità che verrebbe per una regione come la nostra? Dicevo, a proposito delle competenze istituzionali, in questi anni dopo il decreto sblocca-centrali, di fatto si è operato nel sistema delle conferenze dei servizi e quindi mettendo in campo una strumentazione – mi si può obiettare – legittima perché prevista dalle norme, che però ha prodotto sul sistema degli enti locali della nostra Regione una condizione di sofferenza, una condizione di subalternità rispetto ai poteri centrali.

In questa direzione, il ruolo della Regione ha assecondato quelle che sono state le scelte nazionali, le scelte di singoli grandi gruppi nazionali, perché in materia energetica non parliamo di artigiani, ma di grandi gruppi nazionali e internazionali che sono nelle condizioni di determinare scelte su cui la piccola comunità o il solo territorio non sempre sono nelle condizioni di contrapporsi.

Siamo quindi nel pieno di un processo di riassestamento delle competenze e delle funzioni, ed in capo alla Regione ci sono responsabilità significative. Si tratta di vedere anche qui in questo nuovo quadro che è andato costituendosi, come la Regione svolge una funzione di coordinamento verso i singoli pezzi di produzione energetica.

Anche qui siamo una Regione che già oggi nel suo territorio vede presenze significative, parlavamo del sito industriale di Rossano, ma possiamo anche aggiungere in materia di metano il sito storico dell’area del crotonese o la produzione idrica derivante dalla Sila Piccola e dalla Sila Grande in materia idroelettrica senza dimenticare, anche, quello che dovrebbe significare un incrocio tra disponibilità energetica e anche i grandi servizi di cui una regione ha bisogno.

Prima, il collega Tommasi, giustamente faceva riferimento a come sia possibile che questa regione esporti energia e poi, per esempio, non ponga come elemento vincolante la necessità di elettrificare la ferrovia ionica, anche per invertire un rischio, una tendenza che è quella di smantellare i grandi servizi del trasporto nella nostra regione. Come è tollerabile, anche qui, per citare i grandi vettori, che non si risponda al bisogno di ammodernamento ed elettrificazione?

Per esempio, anche rispetto alle grandi vie del mare, siamo l’unica Regione che dentro il Piano nazionale, nonostante tutti quanti abbiamo sempre ripetuto la condizione particolarmente vantaggiosa per quanto ci riguarda, non abbiamo nessun riferimento nella programmazione nazionale in materia. E non c’è dubbio che un ragionamento tra la produzione energetica e la sostenibilità ambientale è necessaria, per quanto ci riguarda non sono vicende che possono camminare per strade alternative, per cui riteniamo che ci debba essere una sintesi, un punto di incontro tra produzione del sistema energetico e un lavoro che sfianchi dal versante ambientale processi di inquinamenti e quant’altro.

Non sono quindi domande strumentali le nostre, ma fanno i conti con contraddizioni vecchie e nuove di questa Regione ed hanno bisogno di incrociarsi dentro politiche nazionali, dentro processi di sperimentazione rispetto a sostenibilità, a convenienze di cui la Regione deve dotarsi.

Quindi una discussione che arriva tardivamente. Ci sono in tutto il territorio della Regione da nord a sud richieste autorizzative di nuove centrali e il Piano lo approviamo senza questi riferimenti. Caro assessore alla sanità, è come se aveste approvato il Piano senza discutere di altri 10 ospedali da chiudere o da riaprire.

Cioè, può la programmazione non rapportarsi a quello che si muove nel territorio regionale? Ovvero, noi facciamo il Piano, le grandi linee, gli auspici ma nel frattempo il ministero dell’Industria, col parere della Regione autorizza da una parte centrali a bio-masse, dall’altra parte centrali idroelettriche e quant’altro. Non mi pare che ci sia un minimo di coerenza tra le diverse questioni.

Per esempio, ne parlavo giorni fa col dottore Pantaleo perché qualcuno me l’ha fatto notare. Vi pare normale che abbiamo qui siti produttivi significativi e sistematicamente le sedi legali di queste società sono tutte fuori dalla Calabria?. Possiamo continuare ad essere estranei, per esempio, ad una politica fiscale che produce dei ritorni anche in termini fiscali nella nostra regione? Possiamo continuare a mantenere la sede a Milano di questo o di quel grande gruppo e però produrre in Calabria? Mi si dice che non ci può essere una sede legale per ogni sede di produzione. Ma perché no? Quella unità produttiva che produce in Calabria può avere dentro una holding – perché parliamo di holding – la sede legale in Calabria perché produce, in materia di ricadute fiscali per la Calabria, di convenienza, produce ricadute.

Quindi io avverto un approccio quasi enciclopedico alla programmazione, non ad un ragionamento organico contestualizzato dentro le competenze, dentro quello che è oggi il contesto energetico di questa regione.

Per esempio, quali sono gli obiettivi del Piano? Può esistere un Piano senza obiettivi? Può esistere una programmazione senza dire: domani con l’applicazione del Piano si produce questo, con la produzione del Piano si superano queste incongruenze? Ma sapete che in questa regione ci sono ancora aree rurali che non hanno la disponibilità energetica? Ma noi possiamo ignorare il contesto? Possiamo far finta di nulla rispetto ad interrogativi come questi? Penso invece che ci sia bisogno di una migliore e più adeguata contestualizzazione del Piano.

Tutto è in rapporto con l’energia rinnovabile. Anche qui non c’è nessuna relazione, per esempio, tra la ricerca, le energie alternative e rinnovabili., perché questo comparto è un punto di produzione energetica a fortissima evoluzione scientifica e tecnologica; in lungo e in largo in questa regione girano rappresentanti di gruppi, di aziende a proporre pacchetti eolici o pacchetti solari. Noi non riusciamo e anche il Piano non riesce a rispondere a queste contraddizioni, a mettere in moto una politica di convenienza e di stimolo sulle trasformazioni.

Si è fatto riferimento giustamente più volte all’energia solare, ma questo deve avere poi una pratica conseguenza rispetto alle risorse in termini di sostegno ad una politica energetica alternativa. Se non c’è questo, se non c’è la possibilità di intercettare questa che è una energia naturale, non ci sono le condizioni perché l’artigiano o la singola struttura da soli possano sopportare i costi di trasformazione o della alimentazione della fornitura energetica.

E guardate che in questa direzione c’è una richiesta fortissima; ma basta poi guardare anche in questo contesto – anche il piano non risponde a questo - per esempio come sono articolate le competenze in materia energetica in questa Regione, infatti ce ne sono alcune che sono delle province ma le risorse rimangono in capo alla Regione, le province fanno i bandi, ma i decreti li fa la Regione…

Si permane, cioè, dentro un groviglio che non aiuta ad aprire una fase di governo del sistema energetico calabrese. Allora noi esprimiamo un interesse, ma anche una consapevole sofferenza rispetto a risposte che non ci sono, che vengono rinviate, ad auspici ed annunci.

Quindi sono queste le ragioni che ci lasciano in una condizione di sofferenza – chiudo veramente, Presidente – e se dovesse essere possibile il voto per singoli capitoli, per quanto mi riguarda mi esprimerei su alcuni favorevolmente ma su altri no. Se eventualmente il Piano dovesse essere votato nella sua interezza, per le ragioni che dicevo prima, per bloccare la paura anche con qualche insofferenza, esprimo comunque un voto di responsabilità istituzionale e un voto positivo.

PRESIDENTE

Allora il giudizio dell’onorevole Pacenza, sia pur con sofferenza, è positivo.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Guagliardi. Ne ha facoltà.

Damiano GUAGLIARDI

Signor Presidente, gli onorevoli compagni Ds si fanno carico di essere forza di governo, per cui fanno scelte adeguate. Siamo alla fine di questa legislatura, abbiamo avuto alti e bassi nelle dinamiche delle discussioni, ma di fronte ad un provvedimento così importante, qual è il Piano energetico regionale che sta investendo un bel po’ di milioni di euro nel nostro territorio, la forzatura di questa sera la vedo come un atto di grande debolezza di questa maggioranza.

Non si può decidere la storia della economia calabrese, dello sviluppo, del sistema strategico complessivo della nostra Regione con una forzatura per la quale molti consiglieri regionali voteranno – anche e soprattutto di maggioranza – un provvedimento di cui non conoscono neanche una riga.

Quindi, credo che maggior debolezza di questo quale può essere? L’onorevole Vilasi è diventato un pasdaran come il consigliere Guagliardi, ha battuto i gomiti sul proprio banco e ha detto: dobbiamo votare e allora votiamo, ormai siamo nelle condizioni in cui dobbiamo votare.

Forse ispirato anche dall’onorevole Senatore, il quale in questa campagna elettorale, dopo aver come Presidente della quarta Commissione coinvolto la stampa- forse anche a pagamento, presumo di no – ma dopo aver sbandierato su tutti i giornali l’approvazione del piano energetico regionale, adesso tornerà e spererà in un buon pacchetto elettorale. Il suo impegno nella sanità e nel sistema energetico è importantissimo, per cui chiederà poi un ritorno elettorale.

Ma vedete, Presidente, ci sono due fantasmi che si aggirano in quest’Aula, di cui io vorrei soltanto ricordarvi, anche se poi devo parlare del piano energetico. Questa sera, in quest’Aula non ci doveva essere la comunicazione dell’assessore Zavettieri che si dimetteva?

Non c’era questo? Sulla stampa è stata lanciata la comunicazione ed io ero in attesa di scoprire le ragioni delle dimissioni dell’onorevole Zavettieri a distanza di un mese e mezzo dallo scioglimento del Consiglio regionale, perché quello che è stato detto dalla stampa forse non è sufficiente.

Dov’è l’onorevole Galati, il Presidente del gruppo dei nuovi socialisti e dove è lo stesso assessore Zavettieri? E’ un elemento importante che si lega allo stato di questa maggioranza. Sulla stampa annunciamo le dimissioni contro la crisi che c’è in atto e qui non si viene a discutere.

E’ segno di forza o di debolezza questo? Dov’è la rivolta coraggiosa contro il commissario Calderoli che ha detto peste e corna di questi forestali, che poi hanno un collegamento – tornerò dopo – con il piano energetico? Questi forestali che sono mafiosi, improduttivi e così via. Dov’è la risposta di questo Consiglio regionale che aveva avuto un sussulto di dignità nella precedente seduta? Avete perso il sussulto di dignità? Avete accettato che un ministro leghista giudichi il vostro operato? Perché non discutiamo di questo? Perché non discutiamo anche di questo stasera, visto che avete voluto forzare i muscoli e dirci che dobbiamo approvare il Piano energetico?

Allora, da una parte la crisi dell’assessore alla cultura, onorevole Zavettieri, e dall’altra il commissariamento punitivo verso di lei, onorevole Vilasi, non verso di me, da parte del ministro Calderoli. Qui voi vi zittite, e si battono le mani per approvare il Piano energetico.

Ma che bravi che siete, che prospettiva elettorale date ai calabresi? Che dignità di popolo calabrese? Perché poi la logica del colonialismo che si sta esercitando, in questi fatti di cui non discutete, si ripercuote nel Piano energetico.

La nostra è una accettazione delle logiche coloniali! Quando i contadini che hanno sostenuto Garibaldi hanno liberato il Mezzogiorno d’Italia, dai Borboni avevano avuto un sussulto di dignità, volevano la terra perché Garibaldi gliela aveva promessa, poi sono stati ingannati e loro gli hanno anche sparato contro.

I contadini avevano fatto la lotta per avere la terra, avevano avuto dignità nel portare le loro rivendicazioni. Adesso chi siamo noi? Il ministro Calderoli ci dice che siamo mafiosi e noi accettiamo la logica dei mafiosi. L’assessore Zavettieri dice peste e corna contro la maggioranza e non viene qui ad informare il Consiglio, e poi facciamo il Piano energetico.

E va bene, allora parlerò del Piano energetico visto che non si avverte la necessità di affrontare i temi che richiamavo.

Mi rivolgo al mio quasi omonimo consigliere Gagliardi, che pazientemente mi ascolterà perché sia io che lui viviamo ad un’equa distanza da un piccolo mostro che è la conosciuta centrale di Altomonte, che è altrimenti indicata come la centrale di Firmo o di Cammarata.

Qualcuno pensa che la centrale termoelettrica che sta nascendo non sia nella piana di Sibari, ma in qualche montagna sperduta, invece si trova nel cuore della pianura della Sibaritide ed io Guagliardi e l’onorevole Gagliardi abitiamo ad eguale distanza per cui, onorevole Gagliardi, se quei famosi fumi che a detta di qualche tecnico,che è venuto nelle nostre audizioni, dovessero trasformarsi in fatti nocivi, dovremmo trasferire la nostra residenza, perché la diossina cade sui nostri figli, sui nostri parenti. Allora per evitare leucemie o tumori o chissà cos’altro dobbiamo trasferirci e dovremo andare ad abitare in qualche splendente cittadina della Sila o comunque lontano da quel punto.

Parliamo allora di centrali perché non possiamo parlare di mega ragionamenti senza poi entrare nel merito del piccolo.

C’è qualcuno che dice “pensare globale ma agire locale”. Vi voglio raccontare una vicenda che sta avvenendo in questi giorni nel comune di Tarsia.

Non so se l’assessore all’ambiente o all’energia sa che nel comune di Tarsia c’è una ex fornace che doveva produrre mattoni forati – come si dice –, e che, invece, è diventata il luogo di discarica di rifiuti speciali che provengono dalla Germania, dalla Francia e da tutte le parti d’Italia.

Quell’area è recintata, si accede attraverso un cancello, la presenza di alcune persone in jeans, maglietta e scarpe da tennis ne impedisce l’entrata. Cosa ci sia in quella discarica noi non lo sappiamo, certo è però che tutto ciò costituisce un elemento inquietante che interessa questo comune di Tarsia, un comune, va ricordato, che aveva dato disponibilità per la costruzione della centrale termoelettrica.

Guardate che la centrale termoelettrica di questo comune doveva ricadere – guarda caso – nell’area del parco naturale di Tarsia dove si trovano alcune specie rare di volatili. Addirittura non solo ci sono gli aironi, ma le cicogne nidificano in quella zona.

Ebbene in questo comune si voleva costruire una centrale e per fortuna questo non è avvenuto ma sta avvenendo un’altra cosa, onorevoli colleghi e onorevole Presidente della Commissione e vorrei che lei, soprattutto, mi ascoltasse perché ci sono poi delle risposte da dare, mi piacerebbe essere ascoltato non solo dal mio omonimo Gagliardi, ma anche da chi deve poi rispondere.

Nel comune di Tarsia gira una lettera a firma dell’attuale sindaco che invita i proprietari delle terre site in quell’area a procedere alla stipula di un contratto tra il comune e una società spagnola per la costruzione e la sperimentazione di un parco eolico.

A sentir questo, nessuno ha nulla da dire, ma quando si va a vedere il contratto, si può costatare che decine o qualche centinaia di ettari di terra rischiano di perdere la legittimità della propria attività perché ne viene rivendicata la servitù da parte dell’azienda, per cui questi signori danno un piatto di lenticchie per costruire un traliccio eolico e si arrogano il diritto di circolare liberamente in quelle terre.

Sappiamo che il paesaggio di tutta quell’area costituisce una potenzialità turistica – lo voglio ricordare anche se manca l’assessore al turismo – che se sfruttata adeguatamente, potrebbe rappresentare una proposta di neo-turismo avveniristico, meccanico, tecnologico.

In quel sito, invece dovrebbero nascere circa 80 strutture, alberi di acciaio, con una bella elica ognuno che gira e produce energia. Sul fondo di questi terreni verrebbero costruiti dei canaloni di cemento armato, ci sarebbe una mini centrale elettrica collegata alla rete, all’elettrodotto di Laino Borgo-Rizziconi.

Questa è una delle prospettive che abbiamo di fronte, decine e decine, qualche centinaio di tralicci in un territorio paesaggisticamente eccezionale adiacente ad un Parco naturale di cui in questa regione non si sa nulla, perché il dottor Lemma dirigente dell’assessorato competente, interrogato su questo ha detto che non ci sono concessioni regionali.

Noi con la storia del Piano energetico regionale abbiamo fatto in tutti i comuni una specie di mercatino delle offerte di parchi eolici, solari, centrali termoelettriche e così via, in modo da poter fare di questa regione il punto centrale del sistema produttivo di energia elettrica di tutta Europa credo.

Dico questo perché se ci aggiungiamo le 12 centrali termoelettriche che si volevano costruire, se aggiungiamo quelle del sistema esistente che già produce, se mettiamo le migliaia di “alberi di Natale” in acciaio che produrranno energia attraverso il vento, noi faremo una cosa bellissima in questa nostra regione, un territorio ad alto sviluppo turistico, come dimostrazione dell’uomo che sa costruire paesaggi nuovi e modificarne di vecchi, uccidendo magari un po’ di persone.

Perché guardate, quando si passa sotto un traliccio dell’alta tensione ci sono sempre delle scariche. Provate a passare con un telefonino, a fermarvi sotto un qualsiasi traliccio, vedrete quante scariche vengono addosso e quando poi quelle scariche producono leucemie o tumori, la gente muore abitando in prossimità di elettrodotti ad alta tensione. Propagandiamo il turismo e l’agricoltura biologica, propagandiamo una buona sanità, ma poi facciamo tutte queste cose qui perché poi insieme a tanti punti, a tanti luoghi di produzione di energia elettrica faremo grandissimi poli oncologici, faremo l’avveniristico polo della ricerca oncologica, perché poi dovremmo controbattere i danni che provochiamo.

Ma di questo in Calabria non si parla. Viene il tecnico, onorevole Senatore, ora non ricordo di quale società si tratti, che doveva riqualificare il percorso dell’elettrodotto Laino Borgo-Rizziconi per i danni che può subire il sistema lì attorno, i danni da inquinamento. Non so quante centinaia di miliardi per risistemare e riqualificare quel percorso che ancora non è entrato in piena funzione e già va rimodernato perché produce effetti dannosi per l’ambiente.

Questa è la cultura della costruzione dello sviluppo della Calabria? Sarà.

Ma poi io che sono un marxista, in genere mi hanno insegnato e mi hanno detto che quando si fa politica bisogna fare i calcoli d’economia, bisogna vedere poi il tornaconto economico perché poi alla fine questo benedetto dio denaro conta molto nel nostro destino.

Ho avuto allora lo sfizio di chiedere al dottor Lemma, ai tecnici dell’assessorato quale sarebbe stato il ritorno economico alla nostra Regione, partendo appunto dall’emendamento positivo proposto dall’onorevole Senatore ma suggerito anche da altri onorevoli, in cui si dice che si prende atto delle 5 centrali termoelettriche che dovranno essere ultimate in tempi brevi, altrimenti non se ne faranno più.

Parliamo di 5 centrali termoelettriche che costeranno mediamente dalle 500…

(Interruzione)

Io mi sto fermando a questo, onorevole Senatore. Parliamo di queste cinque centrali che mediamente costeranno, credo, tra i 500 e i 600 milioni di euro ciascuna, cioè tra 1000 e i 1.200 miliardi di vecchie lire, del vecchio conio come dice Bonolis.

E allora ho chiesto: egregio dottore, 1.200 miliardi in una concezione capitalistica perché le centrali termoelettriche e la produzione di energia elettrica è una operazione capitalistica, che ritorno economico hanno per la Calabria?

Negli atti della Commissione leggerete questa risposta: per la fase della costruzione ci sarà una attività occupazionale di 120-130 unità per un impegno di circa 3 anni. Ultimati i lavori saranno assunti tecnici specializzati per 25-30 unità.

Noi spenderemmo 1.200 miliardi per avere, dopo la fase di costruzione che occuperà tra appalti e sub-appalti e così via 120-130 persone, un ritorno economico di 35 unità lavorative altamente specializzate e probabilmente neanche calabresi, occupate.

Quindi 1.200 miliardi per 35 posti di lavoro. E quando abbiamo letto – poi torneremo sulla esportazione dell’energia elettrica – che qualche tecnico un po’ spocchioso ha detto che la proposta che facevano le grandi società, le multinazionali era quella di dare ad un comune dove si collocava questa centrale termoelettrica tra il 40 e il 60 per cento non della produzione generale, dell’utile generale, ma dell’1 per cento del profitto dell’utile generale – dati che si possono leggere dagli atti della Commissione durante le audizioni –, allora ci siamo resi conto di cosa succederà in questa Calabria. Cioè 5 per 12 fanno 6 mila miliardi più o meno per avere 150 posti di lavoro in questa regione e avere un 40 per cento, un 60 per cento dell’1 per cento generale moltiplicato 5 come ritorno economico ai comuni.

Noi andiamo ad inquinare l’ambiente di questa regione e a distruggere l’ipotesi turismo, l’ipotesi in agricoltura, andiamo a disastrare le nostre famiglie, ad incrementare le leucemie ed i tumori, a modificare il sistema economico di questa nostra territorio per questo ritorno economico.

Io non so se ai compagni Ds vada bene questa operazione e votano per cultura di governo, ma questo Piano io non lo posso accettare, perché è contro la Calabria e perché per la Calabria non produce, perché è già un surplus del surplus di energia che produciamo, che abbiamo già, e che probabilmente potremo utilizzare chissà per elettrificare le aree interne nostre.

Ma non è finalizzato a tutto questo il nostro Piano energetico. Cioè il surplus di energia che produciamo non è finalizzato alla elettrificazione rurale, non si parla di questo, non è finalizzato all’elettrificazione delle ferrovie, non è finalizzato all’industria che non abbiamo, noi produciamo energia per vendere non agli Stati Uniti d’America o alla Francia, ma per venderla alla Sicilia, alla Campania, alla Puglia, alla Basilicata e al Molise, cioè paesi e Regioni che possono costruire da sé il sistema termoelettrico ed energetico. Mi domando, allora, perché dobbiamo far questo?

Dove è scritto che la Calabria deve suicidarsi per vendere a queste regioni meridionali l’energia?

Vedo che anche l’onorevole Gagliardi si è seccato, ma io continuo a parlare perché sono parole che devono restare agli atti.

Cioè noi stiamo approvando un Piano energetico con una forzatura regolamentare per fare che cosa? Quale ritorno ha la Calabria di questo? Forse Gioia Tauro con l’impianto di rigassificazione sarà potenziata o sarà distrutto il porto di Gioia Tauro? Perché del Piano energetico fa parte anche questo e poi quando si dice e si parla di energia alternativa vorrei capire cosa succede, per esempio, nei famosi bruciatori che già operano nei nostri territori.

Sapete che a 300 metri dal caseificio che produce pecorino crotonese c’è una minicentrale che brucia materiale di bio-massa? E qui si ritorna coi forestali. Cos’è la bio-massa? Dovrebbe essere un prodotto non nocivo derivante dalla pulizia dei boschi i cui materiali che si raccolgono vanno bruciati. Ma se nei bruciatori che andiamo a costruire, compresi i termovalorizzatori, noi bruciamo per esempio legno trattato, legno coperto di vernici, cosa produciamo? E perché questi prodotti devono essere considerati non nocivi?

La vernice produce diossina che avvelena il territorio o mi sbaglio? Per far funzionare ad alta produzione le centrali che usano le bio-masse, bisogna produrre molto legname. Quello che si toglie dai boschi della Calabria non vale neanche il 10 per cento, per cui bisogna bruciare legname trattato che produce diossina da una parte e dall’altra parte bisogna bruciare il Cdr, rifiuto condensato anche se non sappiamo cosa si produce con la combustione, a Gioia Tauro e in altri posti.

Il Cdr apre la partita della raccolta dei rifiuti la cui composizione noi non sappiamo di che genere possa essere, se pensiamo che nella gestione della loro raccolta in Calabria, le Commissioni di inchiesta parlamentari parlano di una presenza mafiosa. Perché ci sono non solo discariche abusive gestite dalla mafia, ma ci sono inquinamenti autentici anche nei luoghi di raccolta del materiale tant’è che a Rossano si sono trovati bidoni strani, ma bidoni strani si trovano in tutte le discariche della nostra regione.

Allora possiamo votarlo questo Piano energetico? Certo che no e non lo possiamo votare sia per la forzatura istituzionale che ha fatto l’onorevole Senatore e il neo estremista onorevole Vilasi, sia per i contenuti che esso ha, perché la Calabria non ha bisogno di produrre e vendere energia senza avere un tornaconto diretto. Noi ci stiamo colonizzando!

Ma prima di chiudere, vorrei raccontare in questa sede un fatto che è caro al nostro collega, onorevole Napoli. Egli, che vive a Crotone dove c’è l’Enichem e sa - ma lo sanno tutti i crotonesi - dei danni che questa presenza ha prodotto, onorevole Presidente, lo sanno i mille pescatori che hanno perso il posto di lavoro perché sul fondale del mare di questa città ci sono forse migliaia di tubi che impediscono l’attività della pesca.

Si tratta dei tubi di perforazione dell’Enichem in quel territorio di cui nessuno parla ma che ha prodotto disoccupazione e non solo perché quel gas che viene estratto, che ha prodotto, ripeto, già la crisi di mille posti di lavoro, fa abbassare lentamente, di qualche centimetro l’anno, di qualche decimo di millimetro l’anno il territorio di Crotone che così diventa area a rischio di sfondamento. Questo come lo chiamate? Politica positiva o neo-colonialismo per la Calabria?

E le centrali che producono energia e la vendono alla Sicilia, alla Campania, alla Basilicata e così via di cosa parlano? Stanno facendo un’opera positiva per la Calabria o ci espropriano delle nostre risorse e le mandano fuori dalla nostra regione? Questo come si chiama? Colonialismo o no?

Allora, tornando al discorso iniziale, dobbiamo costatare purtroppo che siamo colonizzati dalle grandi imprese economiche che producono energia elettrica, dalle banche e adesso pure dall’onorevole Calderoli per quel che concerne la forestazione, ma a noi va bene questo, va bene a questa maggioranza, noi stringiamo la cinghia e andiamo avanti.

L’occasione della discussione del Piano energetico poteva essere un passaggio anche positivo per guardare con attenzione alle prospettive di sviluppo economico del nostro territorio, purtroppo, ancora una volta non si coglie l’occasione per affrontare nei giusti modi i problemi. Si dirà che è un Piano eccezionale, ma in gran parte è stato già realizzato, parliamo di qualcosa che è stato già fatto tant’è che c’è l’emendamento correttivo dell’onorevole Senatore che dice “adesso fermiamoci con le 5 centrali, non ne facciamo più”.

Forse ci possiamo augurare che almeno quell’aspetto positivo di impedire che l’Enel di Rossano adotti il carbone come combustibile, rimanga, ma non voglio ritornare a riprendere le parole dell’onorevole Pacenza…

(Interruzione)

Io mi auguro che non venga il carbone perché temo che tra un po’ tutto quello che non si sta consumando nel mondo, ce lo manderanno qui attraverso il porto di Sibari o di Gioia Tauro e insieme ai tralicci e agli alberi di acciaio che portano un po’ di leucemia, faremo anche le montagne di carbone, così completeremo il nostro paesaggio agrario ed energetico e faremo una grande operazione turistica per la Calabria e staremo bene perché noi tanto siamo nel deserto dell’Arizona senza montagne, pianure, senza la Sila o l’Aspromonte o il Pollino, non abbiamo il sistema idrico naturale che tutti vorrebbero avere. Noi non abbiamo nulla e allora dobbiamo costruire i boschi in acciaio e le montagne in carbone.

Ecco voglio esprimere senza ironia ma con grande drammaticità il mio voto contrario a questo Piano perché è una cosa che non sta né in cielo né in terra per gli obiettivi strategici di questa nostra Regione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Amendola. Ne ha facoltà.

Franco AMENDOLA

Non le nascondo, Presidente, che nonostante lo sforzo che si è fatto, mi pare circa 800 pagine, sinceramente ho difficoltà a votare favorevolmente ad un Piano così concepito.

Ho anche una difficoltà per il clima che si è creato in quest’Aula.

(Interruzione)

Purtroppo, mi ritrovo sempre a parlare con un’aula deserta, questo è vero.

Mi riferisco, però, al clima iniziale. Io non credo che il collega Napoli in modo strumentale o per perder tempo avesse avanzato quelle richieste. Ritengo che chiunque di noi non avendo partecipato alla discussione in Commissione, era legittimato in qualche modo a chiedere un po’ di tempo, quanto meno. Non dico per leggere un Piano così grosso, ma quanto meno per poterlo sfogliare.

Vede, Presidente, anche per me che pure ho partecipato in qualche modo alle riunioni delle Commissioni – voglio premettere che pur essendo componente della Commissione non ho votato questo Piano – non è stata sufficiente quella partecipazione per comprendere un Piano così complesso.

Ma io ritengo di trovare anche una difficoltà dovuta al fatto che pur avendo partecipato alla discussione e avendo fatto delle proposte, non ho potuto verificare se in questo Piano quelle proposte o quelle discussioni in qualche modo siano state recepite.

Ecco perché avrei voluto seguire il collega Incarnato andando via dall’Aula, però ho preferito rimanere per ribadire alcune cose, almeno sulla stessa discussione che c’è stata nella Commissione. Francamente devo dire che questo sforzo sul Piano, di cui si è parlato, che è durato due anni. non l’ho visto così oneroso, ci sarà stata pure qualche riunione di Commissione, credo 4-5 almeno quelle alle quali ho partecipato, ma uno sforzo così grosso a maggior ragione a mio avviso avrebbe dovuto dare la possibilità a tutti i colleghi di poter intervenire nel merito del piano stesso.

Allora mi chiedo perché tutta questa fretta? Perché tutta questa esigenza di approvare nella giornata di oggi questo Piano? Intanto, ritengo che è vero, dobbiamo rispettare lo sforzo che hanno fatto i colleghi di maggioranza e di minoranza che hanno lavorato a questo Piano per predisporre un documento così complesso e grosso. Ma vi siete chiesti se gran parte di questo Piano o l’ossatura principale non è altro che il confezionamento delle multinazionali che hanno tutto l’interesse ancora una volta di venire nel Mezzogiorno, in Calabria, di considerare questa realtà come una terra di conquista?

Perché dico questo? Avrebbe dovuto dirlo il relatore. La Calabria esporta il 18 per cento della energia prodotta, ecco perché dovremmo chiederci perché questo Piano. Ma non solo questo, la Calabria da qui a qualche anno avrà ulteriormente possibilità di aumentare queste esportazioni producendo energia pulita, penso, infatti a quando andrà in funzione la diga dell’Esaro, del Metramo, del Melito. Cioè 3 dighe che sostanzialmente danno la possibilità di produrre energia pulita.

Quindi, da qui a qualche anno molto probabilmente quel 18 per cento arriverà addirittura al 30 per cento dell’energia che viene esportata rispetto alla produzione calabrese.

Ho posto in Commissione alcune questioni rispetto anche alla situazione attuale dell’energia prodotta. Mi sono chiesto ed ho chiesto alla Commissione perché, per esempio, contestualmente a questa discussione non si apre un tavolo di trattativa con gli enti preposti per vedere quali ricadute fiscali potessero esserci nella nostra realtà, nella nostra regione.

Vedete, siamo una regione che importa gran parte dei prodotti e questi hanno un costo in più rispetto alle realtà produttrici o alle realtà centro settentrionali. Allora mi sono chiesto ed ho chiesto alla Commissione perché non si potesse fare una politica di ritorno in qualche modo, aiutando, per esempio, le aziende che vogliono venire in Calabria ad utilizzare le fonti energetiche a costi più bassi.

Vorrei che il relatore mi dicesse: queste cose le abbiamo messe. Così io potrei rispondere che non ho avuto la possibilità di verificarle, caro Presidente, e se non le ho verificate io che sono nella Commissione da lei presieduta, a maggior ragione credo che fosse impossibile per i colleghi che non ne sono componenti di questa quarta Commissione, conoscere tutti i contenuti del piano.

Si è voluto far pensare che in modo strumentale il collega Napoli avesse fatto quella richiesta quando, invece, davvero in questa occasione non c’era veramente alcun obiettivo politico, come forse si è pensato, di perdere tempo, semmai c’era un problema di necessità, un problema di approfondimento verso una materia così complessa e complicata che anche nella giornata di oggi ha posto molti cittadini calabresi, per esempio, a protestare contro alcune iniziative.

Penso ad esempio all’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo che passa ovunque senza guardare in faccia nessuno, ma mi dite perché devono essere facilitate le aziende ed anche per ridurne i costi. Passa sulle case della gente, nelle aree industriali, nei centri abitati. Ma perché dovremmo avere fretta a dare autorizzazioni quando la Calabria non ha bisogno in modo impellente di produrre energia?

Ritengo che non ci sia strumentalità nel momento in cui si chiede di intervenire nel merito di questo Piano.

Un’ultima cosa, Presidente, e mi avvio alla conclusione. Vengono impiegati migliaia di miliardi di investimenti per produrre energia che serve al Paese e non alla Calabria. Con questo non voglio sminuire l’intervento perché sicuramente dobbiamo essere fieri anche di questo, perché una volta tanto che esportiamo qualcosa dobbiamo esserne fieri.

Ma mi chiedo: migliaia di miliardi di spesa e di finanziamenti che ricaduta occupazionale portano? Questo è il problema che ci dovremmo porre. Abbiamo votato stamattina un provvedimento in favore dei lavoratori socialmente utili, un provvedimento tampone io lo ritengo, nel senso che in piccola misura affronta numericamente il problema di quei lavoratori.

Credo che un ragionamento sui costi, sugli investimenti e sulle ricadute occupazionali noi avremmo dovuto farlo con il Governo e con le aziende interessate.

Vedete, non è un problema di chi mette in evidenza di più i muscoli. Anche il collega Senatore per la verità – generalmente molto spigoloso – aveva in qualche modo fatto un passo indietro perché aveva detto “fatemi leggere la relazione e poi possiamo anche discutere”.

Quello che non si capisce è l’atteggiamento del collega Vilasi, che riesce ad intervenire sempre quando è nervoso, non riesce mai a fare un ragionamento costruttivo sulle questioni che approviamo e ogni volta o si litiga o non c’è confronto.

Va bene che siamo a fine legislatura per cui forse tutto è concesso, però io credo che un po’ di rispetto verso l’Aula e verso tutti i colleghi ci debba essere.

Parto sempre dal presupposto che il collega Napoli aveva necessità di conoscere questo Piano anche perché venendo da un territorio in cui le fonti energetiche sono molto presenti, per cui molto probabilmente questo piano sicuramente lo interessa, giustamente ha chiesto un approfondimento.

Ecco perché, Presidente, se non mi si convince del contrario, francamente non me la sento di votare favorevolmente a questo Piano.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare, come ultimo intervento, l’onorevole Michelangelo Tripodi. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

Presidente, io alcune considerazioni le voglio fare sulla proposta di Piano e sulle politiche energetiche della Regione ma più complessivamente del Paese.

Consentitemi preliminarmente, cogliendo anche l’occasione della presenza del Presidente della Giunta, onorevole Chiaravalloti, a questo dibattito nell’affrontare un tema straordinario sicuramente, di enorme portata e rilevante per il futuro della Regione, perché sottolineare il fatto che la giornata che si sta concludendo è stata contrassegnata anche da un dato politico importante e rilevante.

Abbiamo letto dalle agenzie di stampa che l’ex assessore Zavettieri…

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, le chiedo scusa, manteniamoci sul tema quando si interverrà su quello poi…

Michelangelo TRIPODI

Ma io sul tema intervengo.

Siccome siamo ad una fase conclusiva della legislatura, certamente mi sembra che l’assessore Zavettieri in questa fase si stia dimenando per cercare di avere qualche posto di primo attore sulla scena: mi pare più una grande operazione mediatica e propagandistica quella che sta portando avanti.

Volevo capire se il Presidente vorrà poi rispondere rispetto a quella che è la comunicazione, a quelle che sono le posizioni, se ci saranno conseguenze, se si ritiene di presentare le dimissioni della Giunta regionale, se questa venuta meno dell’assessore Zavettieri produrrà conseguenze politiche…

(Interruzione)

Onorevole Rizza, la giornata si conclude con questa notizia e siccome siamo in Consiglio regionale, approfittando anche della presenza dell’onorevole Chiaravalloti, proprio per capire ripropongo questa questione perché non c’è dubbio che ci sono questioni importanti. Lei è stato protagonista in questi giorni di una battaglia politica sulla legge elettorale che implica la democrazia, i concetti di rappresentanza, di pluralismo insomma tutto un dibattito.

Siccome ho visto che nella dichiarazione presentata da Zavettieri, si ripropone questo ricatto al complesso delle forze politiche ma in particolare alle forze che rappresentano lo schieramento del centro-destra, volevamo comprendere quali ricadute e quali conseguenze perché questo ci interessa, ci saranno e se ce ne saranno sulla Giunta regionale che potranno comunque…

Detto questo, in merito al provvedimento in esame debbo dire che abbiamo dato un contributo, abbiamo partecipato al dibattito della Commissione consiliare e abbiamo tentato di presentare proposte, indicazioni e suggerimenti per giungere all’approvazione finale di un testo che contenesse una struttura, una cornice complessiva e di contenuti che potesse essere dentro un ragionamento che tenesse conto della realtà della nostra Regione.

Debbo dire che questa discussione ha anche un limite, perché essendo una discussione del Piano energetico ambientale regionale - si parla del cosiddetto Pear, voglio ricordarlo - sarebbe stato utile per comprendere quali sono i punti di vista e le posizioni dell’esecutivo, avere la presenza dell’assessore all’ambiente che non si è proprio fatto vedere, è stato totalmente assente da questo dibattito che doveva essere attore e protagonista di questo discorso, Ma anche l’assessore all’energia, ché credo che dovremmo partire sapendo qual è il quadro e lo scenario nel quale si muove una politica energetica regionale che vogliamo in qualche modo sistemare con il Piano.

Siamo in presenza di una profonda innovazione a livello nazionale, veniva fatto riferimento anche negli interventi precedenti al fatto che è stata introdotta una innovazione istituzionale fortissima col famoso decreto sblocca centrali da parte del Governo Berlusconi alcuni giorni fa. E che di fatto abbiamo assistito a partire dall’approvazione di quel decreto ad una forte centralizzazione delle scelte in materia energetica a livello romano.

Sostanzialmente si è verificata una cosa che di fatto contraddice nella impostazione una linea, una politica che punta al decentramento, che a livello nazionale si chiama federalismo, linea che si evidenzia invece sulle politiche energetiche che hanno una ricaduta concreta sulla conduzione reale e specifica dei nostri territori, abbiamo il cosiddetto federalismo alla rovescia.

Qui non si parla di federalismo ma di forte centralizzazione delle politiche, delle scelte e delle strategie sulle questioni della politica energetica, sulla questione dell’insediamento di nuove centrali e sulla scelta anche delle fonti da cui attingere per alimentare le nuove centrali di cui si parla.

Certamente siamo fortemente preoccupati perché va avanti una linea di centralizzazione che sottrae ai territori, alle popolazioni, agli enti locali, alla Regione poteri fondamentali sulla questione energetica che ci vede – come Regione Calabria – subire oggi delle scelte che vengono imposte dall’alto in modo verticistico, senza alcuna discussione col territorio, con le autonomie locali o le comunità locali, con la Regione ci troviamo a subire quindi queste scelte e a dover registrare che vengono rilasciate continuamente autorizzazioni alla messa in funzione, all’avvio, alla costruzione, all’apertura di cantieri per nuove centrali in una regione che – come ricordava proprio adesso il collega Amendola – ha sovrapproduzione energetica.

Noi non siamo una Regione che ha bisogno di produrre energia perché non siamo ai livelli dell’autosufficienza ma siamo anzi autosufficienti sul terreno della produzione dell’energia. Addirittura esportiamo nella quantità complessiva di energia prodotta dalle centrali e dagli impianti esistenti sul territorio calabrese circa il 20 per cento dell’energia complessiva che produce la Calabria.

Allora la domanda che si pone e che poniamo a chi ha fatto questa operazione, a chi fa questa operazione anche razionalmente è perché la Calabria che già oggi concorre con un proprio contributo autonomo del 20 per cento di esportazione di energia all’impegno nazionale… sappiamo che abbiamo un problema di deficit energetico complessivamente come sistema Paese e dunque la Calabria se ne deve far carico. Ma noi diciamo che ci facciamo già carico dell’esigenza del sistema paese concorrendo con una produzione di energia superiore a quella che è la necessità e il fabbisogno di questa regione.

Ovviamente, non parliamo della bolletta petrolifera che è un’altra cosa e che fa parte ed è fondamentale dei consumi energetici, ma certamente non pensiamo che il tema del consumo di petrolio possa essere affrontato dentro questo ragionamento.

Il consumo è anche un passaggio ad altre fonti, ad altri modelli di sviluppo e presuppone una idea nuova di sviluppo che ancora deve maturare. Fino a quando la scelta sarà quella delle strade, della gomma, del trasporto con le autovetture, la scelta sarà fondata su quel tipo di meccanismo della mobilità, non c’è dubbio che avremo bisogno di far ricorso al petrolio come materia prima fondamentale.

Ma per il resto noi che siamo Regione produttrice in abbondanza di energia elettrica e la esportiamo, oggi subiamo una scelta calata dall’alto che autorizza nuove centrali.

Noi abbiamo posto - e qui veniamo ad un punto politico fondamentale – un tema: questa Regione può subire il saccheggio e la colonizzazione che le grandi compagnie multinazionali vogliono realizzare depredando e rapinando il nostro territorio, producendo una devastazione ambientale che sarà insanabile? Producendo e realizzando impianti devastanti e ambientalmente insostenibili?

Sono impianti devastanti ed ambientalmente insostenibili. E parliamo nel merito della questione perché vorrei ricordare che le nuove centrali autorizzate di cui si parla sono centrali che produrranno energia in Calabria, che però non serve alla Calabria.

Noi non stiamo insediando, costruendo o realizzando centrali per produrre energia che servirà al sistema regionale ma stiamo producendo energia in Calabria realizzando impianti devastanti ed inquinanti perché altrove non li vogliono. Ma altrove dove non vogliono impianti inquinanti e devastanti, vogliono invece l’energia che verrà prodotta in Calabria.

Questo è il punto vero: non vogliono gli impianti ma l’energia sì. La Calabria diventa terreno di conquista, arrivano tutte le multinazionali, da Sondel ai grandi gruppi, dall’Enel stessa, altri grandi gruppi internazionali che vogliono insediare le centrali in Calabria.

Avevamo tentato di dire, da questo punto di vista, che c’è la possibilità di avere un atteggiamento di dignità e avevamo posto anche dentro il ragionamento ed il dibattito della quarta Commissione consiliare il tema della dignità della Regione.

Perché certamente c’è una norma, un decreto sblocca centrali; c’è una centralizzazione delle scelte di politica energetica e dell’autorizzazione per quanto riguarda i nuovi impianti che è stata ormai concentrata a Roma, al ministero delle attività produttive. Ma noi abbiamo detto e sostenuto: ricostruiamo un minimo di autonomia e di dignità regionale, andiamo ad un confronto col ministero delle attività produttive sugli impianti che si vogliono realizzare e che sono stati autorizzati, sulla testa della Regione Calabria e delle popolazioni locali. Andiamo ad un confronto aperto ma per fare un confronto aperto e per avere la possibilità di andare a parlare con la schiena dritta e con la testa alta al tavolo del confronto col ministero delle attività produttive, bisognava approvare – così avevamo detto – un Piano energetico ambientale regionale che possa dimostrare come la Calabria è capace di portare avanti una propria politica energetica, presentando proposte serie e credibili.

Allora cosa abbiamo sostenuto? Per quanto ci riguarda, per tutte le centrali che sono oggi in corso di costruzione, noi non vogliamo chiedere la chiusura e il blocco delle stesse, potevamo anche farlo alla luce del ragionamento che abbiamo sollevato, potevamo anche dire che siccome già siamo una regione che produce più energia di quanta ne consuma, non c’è bisogno di impiantare queste nuove centrali per cui blocchiamole.

No, abbiamo detto assumendo un atteggiamento di grande responsabilità: per le centrali che sono in corso di costruzione, oggi alla data di discussione e di entrata in vigore del Pear – del Piano energetico ambientale – si vada avanti nella costruzione e nei lavori.

Ma per il resto da domani, dal momento in cui sarà approvato il Pear, il Piano energetico ambientale regionale, non sarà consentita più l’apertura di nuove centrali e di nuovi cantieri per la costruzione di nuove centrali alimentate da fonti energetiche non rinnovabili e non alternative.

Abbiamo quindi detto con chiarezza che da domani, per quanto ci riguarda, possono essere avviati i lavori di costruzione di centrali alimentate esclusivamente da fonti alternative e rinnovabili. Mi spiego subito a cosa faccio riferimento.

Abbiamo detto, cioè che si doveva procedere per quanto ci riguarda a lavorare e ad impegnarsi per fare in modo che i nuovi impianti di produzione di energia elettrica fossero alimentati da fonti energetiche alternative e rinnovabili: solare termico, fotovoltaico, idroelettrico, idrogeno, eolico, biomasse e biogas nel rispetto del decreto legislativo 387/2003.

Questa è stata la scelta che abbiamo sostenuto e sulla quale ci siamo impegnati nel dibattito in Commissione. Debbo dire che su questa scelta fino ad un certo punto abbiamo incontrato una attenzione e una disponibilità di tutta la Commissione, tant’è – ricorderà il collega Gagliardi che mi pare fosse presente in quel momento – che è stato approvato qualche emendamento che andava in questa direzione.

La domanda che mi pongo è dunque questa: a pagina 442 su questa linea, su questa impostazione siamo riusciti a scrivere questo testo “sono autorizzati a proseguire i lavori i cantieri che risultano aperti alla data di approvazione del presente Pear. A decorrere da tale data non è consentita sul territorio regionale l’apertura di nuovi cantieri per la costruzione di centrali di produzione di energia elettrica da fonti non rinnovabili. Per le centrali i cui relativi cantieri sono aperti alla data di approvazione del presente piano si fa obbligo a termini di legge che ciascuna di esse istituisca la propria sede legale e fiscale nel proprio territorio calabrese, ovvero che tutta l’energia elettrica prodotta sia fatturata in Calabria. Sono abrogate tutte le parti del Pear in contrasto con i precedenti commi”.

Questo è oggi scritto nel Pear in questa proposta che viene presentata ?. Noi su questo abbiamo fatto un punto di battaglia politica centrale. Ci sembrava che fosse stato accolto il punto.

Vedo per la verità e con rammarico invece che proprio su questo punto ci sono gli emendamenti del Presidente Senatore. Dunque vorremmo capire a che gioco giochiamo. Vorremmo capire, caro Presidente Senatore, a che gioco stiamo giocando, perché in Commissione – come lei sa – anche con la sua astensione sono stati approvati gli emendamenti che ho letto adesso mentre lei ora viene in Aula e capovolge e travolge con l’emendamento quanto abbiamo fatto in Commissione, sapendo che questo è un punto qualificante, per me irrinunciabile e lei lo sa perché ne abbiamo parlato in tante sedi in Commissione ma anche fuori dalla Commissione, politicamente fondamentale.

Allora voglio capire e le dico chiaramente che come sa io avevo espresso una astensione tecnica in sede di approvazione in Commissione. Mi ero astenuto perché avevo espresso la necessità di una valutazione complessiva.

Ma se – lo dico chiaro – dovesse essere portato avanti questo emendamento, l’astensione che ho già presentato in Commissione per me diventa voto contrario, questo per essere chiari perché viene minato e viene modificato un punto qualificante.

Noi abbiamo ottenuto un elemento sostanziale del Piano, attraverso l’introduzione di una vera e propria moratoria, di uno sbarramento. Noi in Calabria dicevamo: da domani possiamo costruire solo impianti da fonti energetiche rinnovabili: solare, eolico, idrogeno, idroelettrico e via dicendo.

Qui invece si torna punto e a capo. Allora vorrei capire, Presidente Senatore, se ci sono altri interessi perché quando si dice che si prende atto delle cinque centrali termoelettriche, noi non prendiamo atto di un bel niente e nel Piano non abbiamo preso atto delle 5 centrali termoelettriche proprio perché la filosofia di quell’impostazione non ci convince.

Non ci convince il fatto che a Roma decidono e noi dobbiamo subire le scelte romane su una questione che rappresenta un punto fondamentale per la qualità della vita, per il futuro della Regione, per la difesa e la salvaguardia del territorio e dell’ambiente. Non possiamo rinunciare alla nostra dignità, ad esercitare i nostri diritti, a tentare di portare avanti fino in fondo una politica autonoma sulle questioni dell’energia e dell’ambiente.

Dunque autonomia significa avere dignità nel rispetto delle esigenze del nostro territorio, significa sicuramente aprire un contenzioso se è necessario col Governo nazionale. Significa non accettare supinamente e passivamente le scelte che si fanno al ministero delle attività produttive, significa che un emendamento come quello presentato dal Presidente Senatore non può essere accettato perché è un emendamento che stravolge tutta l’innovazione che abbiamo introdotto nel Piano. Perché se questo emendamento il Presidente Senatore ritiene di non considerarlo, certamente con il Piano non si cambia nulla, non si dice nulla di nuovo, non si modifica nulla, anzi lo stesso diventa una proposta peggiorativa che torna indietro, che prende atto di una scelta verticistica imposta dall’alto, dal ministero delle attività produttive e che di fatto ha cancellato il ruolo della Calabria, degli enti locali, della popolazione.

Allora per concludere il ragionamento chiedo che il Presidente Senatore ritiri i suoi emendamenti perché stravolgono le scelte che abbiamo compiuto e chiedo la riconferma di una scelta politica di grande valore e significato che è stata compiuta precedentemente, cioè che da ora in avanti in Calabria possiamo costruire centrali, concorrere e contribuire ad uno sforzo nazionale per aumentare la produzione di energia elettrica nella nostra regione. Ma tutto questo deve essere prodotto con energia pulita, con energia che si produce da fonti energetiche rinnovabili, cioè da fonti alternative.

Non si può consentire più che la Calabria venga continuamente colonizzata, saccheggiata e rapinata delle sue risorse. Se voi continuate così, evidentemente siete una maggioranza ed una Giunta servile ad altri interessi. Interessi delle multinazionali e di chi vuole colonizzare il nostro territorio, di chi vuol produrre qui l’energia per portarsela da un’altra parte, senza lasciare nulla nella nostra regione. Perché tutto quello che si produce non crea occupazione, non crea sviluppo e non lascia nemmeno energia.

Tra l’altro, non abbiamo bisogno di quell’energia, perché non siamo una regione che ha bisogno di più energia per funzionare le proprie attività economiche e produttive. Noi siamo una regione che ha una sovrabbondanza di energia.

Allora, Presidente, ribadisco questa richiesta e chiedo che ci sia una moratoria nella costruzione e nella realizzazione di nuove centrali, che si impedisca l’apertura di nuovi cantieri e quindi che non ci sia nessuna presa d’atto delle 5 centrali autorizzate, perché quelle sono autorizzazioni imposte verticisticamente e decise sulla base di scelte, di uno scenario, di una strategia che non guarda gli interessi della Calabria ma delle grandi multinazionali e di coloro i quali hanno messo le mani sull’energia, su questa grande torta che si stanno spartendo e su cui noi non abbiamo nessuna voce in capitolo, salvo quella di mettere a disposizione il nostro territorio.

Noi mettiamo a disposizione il nostro territorio, per il resto facciano loro. Io questa logica non l’accetto. Il Presidente Chiaravalloti dovrebbe anche darci una spiegazione su questa impostazione e su quello che sta accadendo oltre che sulle questioni di natura politica, ma anche su queste scelte e su questo avallo che è stato finora consentito. Sul fatto cioè che a Roma si decide.

Noi mettiamo a disposizione il nostro territorio e vorremmo sapere cosa ci guadagniamo noi, i giovani, l’ambiente e il territorio calabrese. L’unico guadagno che abbiamo è quello di sottoporre il territorio e l’ambiente ad una ulteriore devastazione, a un nuovo grave saccheggio, a depauperare una grande risorsa che è appunto il nostro territorio sottoponendola ad attacchi pesantissimi, ad un vero e proprio assalto vergognoso e a un vero e proprio saccheggio che produce solo guasti per noi e grandi interessi per i grandi colossi multinazionali che si occupano di energia e che hanno scelto la Calabria come anello debole di tutto il sistema dove insediare i loro impianti, le loro centrali termoelettriche per produrre energia che non serve alla Calabria ma al nord del Paese, agli altri Paesi europei e non so a chi altro potrà essere venduta ma certamente non alla Calabria perché già noi oggi siamo esportatori di energia.

Chiedo, quindi, al Presidente il ritiro degli emendamenti altrimenti sarò costretto a tradurre il mio voto da voto di astensione a voto contrario.

Sull’ordine dei lavori

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Signor Presidente, poiché immagino che l’onorevole Gagliardi voglia intervenire nel merito non volevo ostacolare o frappormi.

Signor Presidente, volevo avere la sua attenzione e anche quella del Consiglio se è possibile. Se fosse possibile avere anche l’attenzione del relatore, sarebbe cosa assai gradita da parte mia.

Allora poiché la discussione sul punto all’ordine del giorno del quale stiamo discutendo è stato inserito per la seduta odierna e ieri il punto non faceva parte dell’ordine del giorno, chiedo di nuovo all’Aula di considerare una cosa: non voglio una nuova votazione, non è una formale richiesta di differimento… non c’è niente di tutto questo, non sarebbe ammissibile.

Ma poiché il dibattito vi è stato, credo che sia opportuno e che possa essere giusto che si discuta l’articolazione del Piano al fine di consentire anche la presentazione degli emendamenti. Tra l’altro io non ho ricevuto l’ordine del giorno della seduta di oggi che ha modificato l’ordine del giorno della seduta precedente. Avevo diritto a ricevere l’ordine del giorno della seduta odierna con i punti che sono stati integrati.

Questo non è stato possibile. Chiedo che, per una partecipazione responsabile da parte dei colleghi del Consiglio alle discussioni, si dia la possibilità ad un consigliere che non ha ricevuto l’ordine del giorno odierno di poter intervenire con appositi emendamenti e quindi con una discussione più… Nessuno ha ricevuto l’ordine del giorno, vi sono solo interamente quelli della scorsa seduta.

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, grazie, abbiamo capito.

Lei non poteva avere l’ordine del giorno per come è stato poi disposto in questa seduta perché soltanto oggi il Consiglio sovrano ha deciso di discutere di questo Piano energetico.

Comunque per quanto riguarda la possibilità di presentare emendamenti, onorevole Napoli, ha avuto due ore abbondanti per riguardarsi il Piano ed eventualmente proporre emendamenti…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Lei è stato un alunno modello. Io la sfido a leggersi 732 pagine in 3-4 ore…

PRESIDENTE

Lo so… però c’è stata - onorevole Napoli - un’ampia discussione in sede di Commissione consiliare. C’è stata una condivisione generale, c’è stata legittimamente questa sera la volontà da parte del Consiglio di discutere del Piano, su questo non ci piove.

Lei obiettivamente non poteva avere il Piano prima, perché non era previsto, questa discussione è stato inserita a richiesta.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

A richiesta di chi?

PRESIDENTE

E’ stato chiesto di inserire all’ordine del giorno la discussione sul Piano energetico, che è stato inserito, il Consiglio ha votato e si sta discutendo da due ore abbondanti anzi da tre…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Le chiedo scusa: chi ha richiesto l’inserimento? E’ stato richiesto dal Presidente della Commissione?

(Interruzione)

Non l’inversione, io le sto dicendo….

PRESIDENTE

Allora di cosa sta parlando?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Le ho fatto presente che questo punto ieri non era all’ordine del giorno. Sono chiaro?

PRESIDENTE

Oggi c’è…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Oggi c’è, io non ho…

PRESIDENTE

Ieri c’è stata seduta, che poi è stato spostata, come lei sa, per mancanza di numero legale.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io però non ho ricevuto la convocazione per oggi, l’ordine del giorno odierno. Ha capito? Quindi formalmente vi è la impossibilità per un consigliere regionale di poter conoscere questo punto che ieri non era all’ordine del giorno.

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, questa eccezione doveva farla all’inizio, allorquando il Consiglio ha votato l’inversione dell’ordine del giorno e quindi ha praticamente dato il via libera alla discussione del Piano energetico.

Adesso a fine discussione non può pretendere…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io non ho preteso nulla, perché come ho anticipato non era una richiesta formale la mia. Era una richiesta poiché il dibattito si è…

PRESIDENTE

Allora che richiesta mi fa? Sospendere la discussione per presentare la…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

La richiesta è: poiché il dibattito si è sviluppato salvo l’intervento del collega Gagliardi, ed il Consiglio conosce per la prima volta questo provvedimento perché nella seduta di ieri che non si è svolta non vi era all’ordine del giorno questo punto…

Raffaele SENATORE, relatore

Scusate, io intervengo solo per un chiarimento…

PRESIDENTE

Non ha la parola, onorevole Senatore, non intervenga…

Raffaele SENATORE

No, onorevole Presidente, nell’ordine del giorno della seduta di ieri alla fine di tutti i punti all’ordine del giorno c’è una postilla che dice “saranno aggiunti all’ordine del giorno tutti provvedimenti…”…

PRESIDENTE

…provenienti dalle Commissioni…

(Interruzione)

Quindi, onorevole Napoli, lei che sta formalizzando?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

…nella condizione specifica della questione, non ravvisa l’opportunità di differire, attesa la dinamica che ho cercato di spiegare, non già la discussione - che secondo me non è di ostacolo - ma di consentire interventi per emendamenti sull’articolato?

Il quale articolato non potevamo conoscere perché solo oggi lo abbiamo avuto, ieri non era all’ordine del giorno, questo è tutto, nulla di più.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Senatore. Ne ha facoltà.

Raffaele SENATORE, relatore

Mi appello alle regole del Consiglio. L’onorevole Napoli ha fatto in prima istanza, all’inizio della discussione, una richiesta precisa di rinvio della discussione, quindi del Piano energetico, alla prossima seduta. Questa sua richiesta è stata posta in votazione oggi - per giunta su mia richiesta di appello nominale - la sua riproposizione in questo momento mi sembra voglia prendere in giro noi stessi, che dopo aver votato vediamo riproposta la stessa cosa.

Per cui, signor Presidente, la invito a proseguire nel dibattito. Peraltro, l’onorevole Gagliardi aveva già chiesto di intervenire e poi, se mi consentite, vorrei intervenire io stesso per una breve replica.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Gagliardi. Ne ha facoltà.

Ripresa della discussione

Mario Albino GAGLIARDI

Signor Presidente, signor Presidente della Giunta, signori colleghi, sarò molto breve anche perché siamo alla fine di un lunghissimo dibattito che, da una parte, può essere considerato una ennesima occasione perduta perché il tema sottoposto alla nostra attenzione è di rilevanza strategica per il futuro della Regione.

Devo dire che il mio intervento è motivato solo dal tentativo di un contributo che intendo sottoporre all’attenzione dei colleghi e che, specificatamente, riguarda uno dei punti che nel piano energetico vengono definiti all’interno dell’offerta di energia rinnovabile: l’uso energetico della bio-massa, anche perché influenzato dal territorio dove sono nato, dove opero con maggiore prevalenza.

Quindi questo è il contributo specifico al Piano che io, essendo anche membro della Commissione, ho cercato di metabolizzare…, non ho ovviamente la presunzione di averne colto tutti gli aspetti, anche se alla fine proporrò un emendamento che riduca al minimo un fattore che, secondo me, è carente. Mentre è eccellente per quanto riguarda la diagnosi, la lettura della situazione che come voi tutti sapete si può estrinsecare in tre annotazioni veloci: una dipendenza dal petrolio, una percentuale abbastanza ridimensionata dell’approvvigionamento del gas naturale e poi concentrato in una realtà del nostro territorio in quel di Crotone, infine la vicenda dell’energia elettrica, che tutti i colleghi della opposizione hanno sottolineato: produciamo energia elettrica che, in parte, esportiamo all’interno del sistema Paese.

Non ho difficoltà a dire - anche le poche volte in cui ho ritenuto di intervenire in Aula e lo voglio dire anche questa sera - che vuole essere un’autocritica più che una critica verso altri. Credo che questa occasione dovrebbe essere colta maggiormente, credo che l’Assemblea nel suo complesso smarrisce un po’ la sua dignità istituzionale nel momento in cui affronta simili tematiche con una certa disattenzione, per usare un eufemismo.

Ho ascoltato con piacere gli interventi dei colleghi della opposizione, perché ritengo che comunque ogni contributo vada letto nell’ottica del miglioramento della situazione.

Credo che sbagliamo tutti a considerare con distrazione questo fattore. Il Piano energetico è uno dei momenti fondamentali di quella che è la politica di sviluppo di una regione.

E’ un rimprovero e lo dico con grande umiltà, sapete che anche quando mi permetto di evidenziare degli elementi critici non lo faccio mai con la supponenza di ritenermi migliore o di ritenere gli altri inferiore. Anche altri colleghi hanno ripetuto alcune cose, ma io ritengo che questo Piano più che soffermarsi su alcuni deficit che sono stati ben espressi al suo interno, manchi di una prospettiva. Qui lo voglio dire al Governo regionale che io sostengo e che ho sempre sostenuto con lealtà, lo voglio dire qui, in quest’Aula anche perché abbiamo la presenza non solo del Presidente, ma anche di autorevoli membri del Governo ed in modo specifico l’assessore ai trasporti, al quale intendo rivolgere una specifica sollecitazione per quanto riguarda questo Piano, perché uno dei motivi fondamentali della dipendenza dal petrolio è il riordino dei trasporti, dei sistemi di trasporto all’interno della regione, non solo quello urbano.

Presidenza del Presidente Luigi Fedele

Essenzialmente, voglio dire tre cose molto velocemente.

Se è vero che dipendiamo dal petrolio, abbiamo la necessità di ridurre questa dipendenza. Sarebbe stato utile un confronto serrato con la pienezza delle nostre responsabilità su quali siano gli antidoti contro questa dipendenza dal petrolio che tutti denunciamo come un male.

Quindi, risorse di energia elettrica, petrolio. Su questo l’analisi all’interno del Piano è stata abbastanza ampia ed articolata ed anche molti di voi si sono soffermati su questo. Quello che manca è una discussione ferma in questa Assemblea sulle prospettive, se lo stato dell’arte è: che abbiamo una dipendenza dal petrolio, che abbiamo una sovrapproduzione di energia elettrica e che abbiamo una minima produzione interna di gas naturale. Se è vero che abbiamo un sistema produttivo debole perché nel Piano si dice anche che la domanda di energia non viene fuori da un sistema industriale che è inesistente o comunque molto carente. C’è una domanda di energia elettrica che viene dal mondo dei servizi, dalle esigenze abitative, ma complessivamente abbiamo una articolazione debole della domanda di energia.

Allora è normale chiedersi - ed io me lo sono chiesto leggendo e rileggendo il Piano ed è per questo che faccio anche una proposta specifica per un aspetto che ritengo anche risolutivo: se è questa la diagnosi quale è stato lo sforzo? Certo, abbiamo anche commesso tutti un errore. Ci troviamo ad approvare un piano energetico mentre lo stato dell’arte è in avanzata attuazione. Sarebbe stato più interessante poter decidere di questo Piano energetico prima ancora che ci fossero le autorizzazioni e prima che fossero complessivamente autorizzati gli insediamenti all’interno del territorio calabrese, perché la domanda di fondo è: quale economia dobbiamo sviluppare, quale modello di sviluppo?

Lo diciamo sempre, ma nelle occasioni importanti – e stasera era una occasione importante – abbiamo mancato di rivolgerci, noi tutti, una domanda e di servire il Paese e la Regione di cui siamo rappresentanti.

Una annotazione va subito fatta - perché certamente io traggo spunto solo da una cosa che molti di voi hanno detto e che forse andava ulteriormente specificata e anche tematizzata -, c’è un contributo che dobbiamo rendere al Paese, produciamo energia elettrica che esportiamo in alcune regioni viciniore, limitrofe e questo non solo è un contributo per il sistema Paese, ma deve essere, e poteva anche essere, una occasione.

Diverse cose che alcuni colleghi hanno detto sul tracciato dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo, credo che siano difficilmente contestabili, che possano o no essere condivise sia per quanto riguarda l’individuazione del percorso e anche le modalità di attuazione, ciò che manca, comunque, è lo sforzo, che non c’è stato né nel Piano e neanche nella discussione. La discussione in Consiglio avrebbe dovuto colmare questo vuoto, perché il Piano è anche una proposta da parte del Governo e credo sia meritevole di un giudizio positivo pur con i dovuti accorgimenti che avremmo dovuto prendere.

Perché se è vero quel tipo di analisi – ripeto la dipendenza eccessiva dal petrolio, un sistema economico diversificato che non ha nella domanda della grande industria… - noi un po’ di fantasia in più avremmo dovuto metterla nel licenziare questo testo.

Certo, qualcuno si lamenta della fretta della maggioranza. Voglio ricordare ai colleghi della opposizione che ieri sera la seduta non si è tenuta per mancanza del numero legale, richiesto e fatto mancare anche da voi colleghi della opposizione.

Ritengo che sulle scelte strategiche le opposizioni debbano ricorrere alla richiesta ed eventualmente far mancare il numero legale solo in momenti di estrema importanza o, comunque, di necessità istituzionale.

Credo che ieri sera la maggioranza non abbia dato motivo alla opposizione perché si mandasse la seduta deserta e quando dalla opposizione vengono segnali di questo genere, è chiaro che possono arrivare segnali dello stesso tenore da parte della maggioranza.

Non ho difficoltà a dire che molto probabilmente, avremmo potuto far accogliere la proposta del collega Napoli, ma evidentemente quando ci sono degli scontri è chiaro che è l’istituzione nel suo complesso che ne perde. Dunque, possiamo recuperare un po’ di questa credibilità anche attraverso un licenziamento che stasera è doveroso da parte nostra, dell’Assemblea, di questo Piano che non ha delle deficienze tali da non consentire l’approvazione.

Credo che dobbiamo solo evidenziare – mi avvio alla conclusione e vorrei dare un contributo rispetto a questo - che se la dipendenza dal petrolio è un obiettivo - e non è dichiarato - e deve essere eliminata, si rende necessaria una discussione seria sul sistema dei trasporti, ed ecco perché dicevo all’assessore Stillitani di analizzare quelle che sono state anche alcune situazioni innovative. Abbiamo letto qualche giorno fa che il comune di Torino ha sperimentato una tecnologia nuova nel sistema di trasporto urbano, attraverso l’allestimento e l’utilizzo di motori alimentati con una fonte energetica: l’energia ad idrogeno. Non possiamo fare a meno di far riferimento ad alcune innovazioni che presenti non solo in Italia, ma anche in Europa. Una fantasia maggiore per quanto riguarda le fonti di energia rinnovabili avremmo dovuto svilupparla.

Concludo il mio intervento con un contributo riguardante la bio-massa. Molto spesso se ne sente parlare e su questo ho assunto recentemente una iniziativa, riguardo la quale alcuni invitati che hanno ritenuto di non partecipare, poi si sono sentiti autorizzati a esprimere giudizi, anche inefficaci perché hanno giudicato una cosa inesistente. C’è stata anche una interrogazione che un senatore della Repubblica, Iovene, ha ritenuto di presentare in una delle due Camere in ordine ad una entità inesistente per i riferimenti che ha fatto.

Abbiamo sul territorio calabrese alcune tipologie di bio-masse che possono essere utilizzate per la produzione di energia. C’è però da considerare un fenomeno tipico non solo in Italia, cioè questa bio-massa non è reperibile o, comunque, è reperibile sul territorio in una dimensione non ritenuta sufficiente a consentire un investimento. Pensate, per esempio, per esasperare il concetto, a Laino Borgo si sta pensando di rimodulare quella vecchia centrale attraverso l’utilizzo di bio-masse che dovrebbero venire addirittura dal Brasile. Allora su questo si deve tener conto che il rimedio può essere peggiore del male, ed io ritengo che su Laino Borgo il rimedio sia peggiore del male se la bio-massa deve arrivare dal Brasile e, magari, venire portata in Italia con delle navi che attraccheranno al porto di Corigliano e che dovranno essere scaricate con centinaia di tir, il che avrà come conseguenza che nell’arco di un paio di settimane – credo - la 106 e la 19 non subiranno un beneficio da questo tipo di investimento.

E’ chiaro però che quel tipo di centrale non può essere alimentato se non con una bio-massa in quantitativi tali da non essere reperibili sul territorio. Allora, ci sono delle esperienze e ce ne è una in modo particolare in una cittadina vicino Dortmund, dove stanno sperimentando delle centrali, degli impianti industriali di produzione di energia che utilizza una bio-massa in quantitativi tali da poter essere reperiti in un’area, in una superficie localizzabile.

Si pone il problema, dunque, se esistono degli impianti industriali di produzione di energia elettrica inferiori ai 10 megawatt oppure superiori - dico 10 megawatt perché il piano fa riferimento a questo spartiacque.

Ritengo allora di dover modificare e lo dico per un riferimento specifico al rapporto di sintesi, poi ho anche fatto un lavoro di rimodulazione della stessa tematica in tutto il piano dalle pagine 485 ad… se viene accolta dall’Aula farò carico agli uffici di un coordinamento formale, ma la parte importante riguarda il rapporto di sintesi quando si dice che per quanto riguarda i processi di combustione termica, la combustione diretta costituisce la tecnologia maggiormente assodata e diffusa, mentre la pirolisi risulta ancora poco sviluppata anche a causa degli alti costi e la massificazione, sempre per analoghe diseconomie, si trova ancora nel passaggio dalla scala pilota alle esperienze effettive su scala reale.

Ritengo che debba essere modificato perché forse è stato scritto un paio di anni fa, e su questo dato la tecnologia è andata più avanti in modo tale da non ritenere più la pirolisi poco sviluppata, né può essere giudicata la gassificazione sulla scala pilota. Ci sono alcuni Paesi europei che sono passati dalla fase dell’azione pilota, non dico ad una fase di produzione su scala normale, ma su una dimensione abbastanza attendibile…, così da evitare il cosiddetto effetto taglia, cioè la costruzione di impianti a combustione tradizionale è soggetta al cosiddetto effetto taglia e risente di enormi cali di rendimento laddove la potenza dei gruppi di produzione scende al di sotto dei 10-20 megawatt, si considera che il rendimento di un impianto di grossa taglia è di circa il 40 per cento mentre un impianto da 10 megawatt vede precipitare la sua efficienza a valori intorno al 20 per cento - leggo perché non mi ritengo un tecnico ma ritengo che un politico debba avvalersi anche di elementi tecnici, ed ho voluto leggere un contributo che ho concordato col dipartimento di meccanismo della Università della Calabria - questo per dire…

PRESIDENTE

Grazie, onorevole Gagliardi…

Mario Albino GAGLIARDI

Siamo stati molto pazienti con i colleghi della opposizione e credo che un po’ di pazienza anche verso qualche collega della maggioranza non guasti.

Prego il Governo nel suo complesso, ma anche nelle sue specifiche competenze, di ascoltarmi; ritengo che laddove si parla di energia rinnovabile dovremmo essere in grado di potenziarne la capacità. Per esempio, sull’energia solare fotovoltaica e sull’energia eolica bisognerebbe passare dalla fase dei pronunciamenti e delle intenzionalità a quella della progettualità, abbiamo in Europa delle occasioni di confronto estremamente autorevoli che ci indicano come sviluppando queste fonti di energia sarà possibile migliorare quelle efficienze rispetto a quei due o tre aspetti di cui dicevo prima, non certamente il gas naturale, ma sul petrolio e sulla energia elettrica per i problemi connessi.

Per quanto riguarda questo aspetto, avendolo studiato con particolare zelo, mi sento di proporre un emendamento laddove viene eliminata la parte che ho letto, e quelle due-tre righe chiedo che vengano integrate da questa pagina e mezza che ho inteso riassumere in un emendamento che sottopongo all’attenzione del relatore, innanzitutto, del Governo e, quindi, dell’Assemblea con l’impegno – se accettato – di riflettere su quello che è l’articolato che va da pagina 484 in avanti. Vi ringrazio.

PRESIDENTE

La parola, per una replica brevissima, al collega Senatore.

Raffaele SENATORE, relatore

Sarò molto breve, signor Presidente, perché non voglio entrare né nelle polemiche né, in un certo senso, in qualche accusa che è venuta dalle opposizioni, intervengo solo per chiarire perché è stato presentato un emendamento del genere.

Solo per rispondere, quindi, all'onorevole Tripodi che in qualche modo mi accusava di essere venuto meno alla parola data. Cosa, questa, che chi mi conosce sa che non faccio mai, ma in Commissione mi ero volutamente astenuto perché ero contrario a quell'emendamento di Tripodi e le ragioni che mi muovevano erano di semplice natura giuridica ed istituzionale nel senso che le centrali già utilizzate non possono essere annullate per legge, perché se lo si fa si crea un conflitto istituzionale tra Stato e Regioni e, quindi, anche con il privato che, vedendosi annullare un’autorizzazione che ha già in qualche modo incassato, impugnerà, sicuramente, presso il Governo il provvedimento e il Governo automaticamente si rifarà sulla Regione e questa, probabilmente, sarebbe costretta a pagare circa 1000 miliardi, tanto è il costo di una centrale.

Per questo sono profondamente convinto della bontà di questo mio emendamento e delle ragioni che ad esso hanno portato, ma è ovvio che, in maniera molto corretta, chiedo il parere del Governo e, quindi, del Presidente della Giunta regionale alla cui volontà mi adeguerò.

PRESIDENTE

La parola al Presidente Chiaravalloti.

Giuseppe CHIARAVALLOTI, Presidente della Giunta regionale

Concordo con l’onorevole Senatore, il progetto è stato già avviato, c’è stata una interlocuzione col Governo centrale, abbiamo convenuto che non subiamo le decisioni del Governo centrale ma concordemente siamo pervenuti a questa soluzione che ci sembra ottimale come difesa dell’equilibrio fra tutela dell’ambiente e ragioni della produttività e dello sviluppo.

Questo è stato il punto di convergenza sul quale ci siamo attestati e ritengo, coerentemente, che vada mantenuto.

PRESIDENTE

Non ci sono altre richieste di parola, si passa, quindi, all’approvazione del progetto….

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, chiedo che venga data lettura dell’atto.

PRESIDENTE

Infatti stavo leggendo già il titolo.

Pongo in votazione la proposta di provvedimento amministrativo numero 225/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante “Approvazione Piano energetico ambientale regionale”.

Credo che la prima parte, che riguarda il rapporto di sintesi, la possiamo dare per approvata, pertanto partiamo con l’esame dall’indice ossia da pagina 51 in poi e lo poniamo se lei è d’accordo per titoli.

(Interruzione)

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, dobbiamo approvare tutto ciò che è all’attenzione e che comprende il punto numero 4…

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, ho capito. Visto che la parte pregnante è quella successiva, se siete d’accordo, la prima parte, che sono poche pagine del rapporto di sintesi, possiamo darle per approvate.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, chiedo scusa, dare per approvato il rapporto di sintesi di fatto consiste nell’approvazione del Piano energetico. Quindi è inutile poi andare all’approvazione capitolo per capitolo.

Credo che, approvando dall’indice in poi per capitoli, il rapporto di sintesi è parte integrante perché sintesi significa approvare o no il Piano energetico. Quindi credo che per una corretta approvazione, o non approvazione o astensione si parte dall’indice e poi si arriva…perché ci saranno poi le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE

Allora alla pagina 3, introduzione, c’è l’indice: lo possiamo leggere, onorevole Napoli?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io non vedo l’indice a pagina 3, Presidente. Ma vedo introduzione…

PRESIDENTE

Come no? Scusi: dopo il titolo “Piano energetico ambientale regionale” – dopo le prime due pagine – rapporto di sintesi c’è l’indice…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

L’indice è a pagina 2.

PRESIDENTE

E se lei è d’accordo, leggiamo i titoli dell’indice uno per uno senza leggere tutto…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, noi ci siamo già pronunciati e per quanto ci riguarda è un atto… noi vogliamo sapere che cosa approviamo. La disciplina prevede che si approvi l’articolo che qui però non c’è, per cui credo che si debba dare lettura dell’atto.

PRESIDENTE

“L’elaborazione del Piano è stata avviata in un contesto nazionale e internazionale che negli ultimi anni è stata caratterizzata da un forte dinamismo per quanto riguarda il tema energetico ambientale. A livello nazionale è da sottolineare lo sviluppo della nuova politica di decentramento degli enti locali avviata con la legge 59/97, con identificazione dei ruoli e funzioni anche in campo energetico. A livello internazionale il tema energetico viene sempre più identificato col problema dei cambiamenti climatici e i tentativi di limitare la loro portata che trovano al momento la loro maggiore espressione nel protocollo di Kyoto. Sono una opportunità e una sfida per cercare di introdurre il concetto di sostenibilità anche per l’impiego delle fonti energetiche. La combinazione di questi due fattori è stata lo stimolo per la Regione per inserirsi con maggiore forza nella pianificazione e programmazione del settore energetico facendone un punto qualificante nell’accordo di programma sottoscritto dalla Regione Calabria e l’Enel nel 1999. L’urgenza di fornire linee di indirizzi e coordinamento in materia energetica degli enti locali e di provvedere agli adempimenti necessari per l’attuazione della misura 1.11 energia del Por 2000-2006 nelle more del completamento del presente piano ha determinato la necessità di anticipare le linee guida essenziali approvate dalla Giunta regionale con deliberazione…….”…..

(Interruzione)

Raffaele SENATORE, relatore

Signor Presidente, chiedo scusa, non mi è mai capitato in quattro anni e mezzo di legislatura, e ciò credo avvenga in una qualsiasi Assemblea del mondo, che si sia letto un Piano nella sua integrale stesura. Questo non è un articolato, è un Piano che come tutti i piani è, tra l’altro, un provvedimento amministrativo.

Noi in 5 anni - nemmeno quando abbiamo votato le cose che ha voluto l’opposizione – abbiamo mai preteso la lettura dei provvedimenti o delle delibere così come sono… noi dobbiamo mettere ai voti…

(Interruzione)

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Cosa si mette ai voti se non c’è l’articolo. Ai sensi dell’articolo…

PRESIDENTE

Onorevole Senatore, la prego, se c’è l’accordo non è il caso che il provvedimento venga letto, se non c’è un consigliere che può chiedere che qualunque tipo di provvedimento venga letto prima di essere approvato.

Su questo punto la prego, allora, di non insistere. Se poi l’onorevole Napoli decide che più avanti leggeremo i titoli o meno… altrimenti vuol dire che a turno leggeremo l’articolato. Io per quanto mi riguarda non ho problemi.

L’urgenza di fornire linee di indirizzo… questa l’avevamo letta.

“In tale contesto evolutivo la Giunta regionale della Calabria, 6 agosto 2002, ha ritenuto di emettere con proprio atto deliberativo le direttive circa l’assunzione delle determinazioni di competenza regionale in merito all’autorizzazione dei pareri e approvazioni previsti dalle vigenti normative in materia di procedimenti e localizzazione di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica.

In tale direttive si è tenuto conto dei criteri di adozione del piano. Il piano individua azioni e strumenti idonei allo scopo di valorizzare le risorse energetiche presenti sul territorio regionale e di razionalizzare i consumi coinvolgendo nello stesso tempo sia i soggetti pubblici che privati e fornisce elementi decisionali a supporto dell’assunzione delle determinazioni di competenza della Regione Calabria in merito ad autorizzazioni, pareri e approvazioni previste dalla normativa in materia di procedimenti per la localizzazione di nuovi insediamenti energetici.

Nel nuovo contesto di mercato liberalizzato esistono infatti le condizioni affinché gli operatori energetici investano in operazioni di recupero delle fonti rinnovabili piuttosto che di controllo della domanda, lasciando alla Regione il compito di diventare soggetto di pianificazione, decisione, promozione ed incentivazione e di mettere a punto tutti gli strumenti di semplificazione amministrativa atti a facilitare lo sviluppo degli interventi.

D’altra parte proprio in questo mercato dell’energia liberalizzata risulta ancora difficile valutare quale peso specifico potrà assumere realmente lo stesso potere del governo regionale nel proporre o imporre un qualsiasi strumento regolatore della politica energetica sul territorio.

Il presente piano si pone l’obiettivo di definire le condizioni idonee allo sviluppo di un sistema energetico che dia priorità alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico come mezzi per una maggior tutela ambientale al fine di ridurre le immissioni inquinanti in atmosfera senza alterare significativamente il patrimonio naturale della Regione.

Concettualmente si basa sullo studio delle caratteristiche del sistema energetico attuale, sulla definizione degli obiettivi di sostenibilità al 2010 e delle corrispondenti azioni per il loro raggiungimento e sulla analisi degli strumenti da utilizzare per la realizzazione delle azioni stesse.

In particolare il sistema energetico è stato analizzato nella evoluzione storica considerandolo sia sul lato dell’offerta sia sul lato della domanda ed in relazione alle condizioni socio-economiche della Regione. L’impatto di questi fenomeni sull’ambiente è stato valutato stimando le emissioni in atmosfera delle principali sostanze inquinanti ad essi legati, con particolare enfasi alle emissioni che presentano criticità rispetto ai cambiamenti climatici.

L’impiego dei principali indicatori socio-economici a livello regionale è consentito al fine di definire gli scenari di possibile evoluzione tendenziale del sistema energetico al 2010. Su tali scenari sono stati calcolati i benefici derivanti dall'attuazione delle azioni di sostenibilità energetica, sia riferite all'offerta che alla domanda. Tali azioni sono state elaborate a seguito della valutazione dei potenziali di intervento nei vari settori energetici.

E’ da rilevare, tuttavia, che gli scenari di cui sopra non appaiono del tutto coerenti con l’obiettivo di superare o, quanto meno attenuare in maniera determinante, il gap esistente fra la Regione Calabria e la media del Paese in termini di produzione di Pil pro‑capite; è, pertanto, da prendere in considerazione anche la possibilità di una dinamica della domanda energetica sensibilmente più vivace di quella descritta nel presente Piano - sulla base dell'applicazione dei modelli previsivi ad input per cui esistono ad oggi ragionevoli certezze ‑ laddove vengano messe in atto decise politiche di sviluppo dell'economia regionale, assicurando i relativi flussi di risorse.

Per quanto riguarda gli strumenti di attuazione delle scelte di pianificazione, particolare enfasi è stata riservata al meccanismo degli accordi volontari, come pure alle forme di informazione, formazione ed incentivazione delle quali la Regione deve farsi promotrice.

Per quanto concerne le reti di distribuzione del metano e dell’energia elettrica (e l’eventuale potenziamento e adeguamento delle relative reti di trasporto), che assumono carattere comprensoriale, la loro pianificazione costituisce, ai sensi del D. Lgs. 112/98, materia di competenza degli Enti sovracomunali, nell’ambito degli indirizzi dei presente Piano. A tal fine la loro realizzazione dovrà essere coerente con gli obiettivi e le previsioni di sviluppo della domanda a medio termine.

Dall’analisi del sistema energetico regionale relativo al periodo 1990-1999 e dagli scenari previsti al 2010, riportati in sintesi nel presente documento, si evidenzia in particolare che: la Regione Calabria è caratterizzata da una dipendenza energetica complessiva non trascurabile. Tale dipendenza deriva esclusivamente dal petrolio, del quale la Regione è sempre stata importatrice totale, mentre la produzione endogena di gas naturale e di energia elettrica anche da fonti rinnovabili, consente alla Regione non solo di coprire tutto il proprio fabbisogno di queste fonti, ma anche di esportare l'esubero della produzione.

Le azioni previste nel presente Piano per la riduzione dei consumi finali derivano, perciò, oltre che da motivazioni di carattere ambientale, di competitività del sistema produttivo, di innovazione tecnologica e di contenimento della spesa energetica, dalla necessità di ridurre la dipendenza del sistema energetico regionale dai prodotti petroliferi. L’autosufficienza energetica regionale, pur non strettamente necessaria in un sistema interconnesso come quello energetico, risulta, infatti, un obiettivo comunque auspicabile, anche ma non solo dal punto di vista economico.

La realizzazione degli interventi individuati nel presente Piano per la riduzione dei consumi finali comporta un risparmio complessivo di energia finale al 2010 dell’11 per cento e del 10,7 per cento, rispettivamente nello scenario di bassa ed alta crescita dei consumi, rispetto ai corrispondenti scenari tendenziali.

L’analisi relativa al solo sistema elettrico - che assume una sua precisa individualità all'interno. del sistema energetico regionale per le sue interconnessioni fisiche con i sistemi elettrici delle regioni limitrofe e per la necessità di valutazioni e decisioni della Regione circa l’opportunità di eventuali nuovi insediamenti di impianti per la produzione di energia elettrica ‑ mostra che la Calabria è caratterizzata da un significativo esubero della produzione rispetto all'energia richiesta sulla rete regionale. Tuttavia, l’export di energia elettrica della Calabria verso le regioni limitrofe si è progressivamente ridotto in quanto, nel 1990, esso rappresentava il 42 per cento della produzione.

Occorre rilevare, inoltre, che il consumo pro-capite di energia elettrica in Calabria nel 2000 risulta pari a circa il 45 per cento dell’analogo valore determinato a livello nazionale.

Gli scenari tendenziali dei consumi di energia elettrica ipotizzati al 2010, elaborati in un'ottica di ripresa dello sviluppo economico e produttivo della Regione, evidenziano, comunque, come la domanda di energia elettrica attesa sulla rete regionale per il 2010 potrà essere assicurata dagli impianti termoelettrici attualmente ubicati nella regione e da quelli da realizzare per l'utilizzo delle fonti rinnovabili presenti in Calabria, consentendo un sostanziale equilibrio fra domanda ed offerta di energia elettrica nella Regione.

Le indicazioni che emergono dall’analisi effettuata in relazione al potenziale endogeno delle fonti rinnovabili ed assimilate mostrano, infatti, una situazione decisamente favorevole per il loro sfruttamento, in quanto il potenziale individuato rappresenta, conservativamente, il 18 per cento circa del consumo interno lordo della Regione ed oltre il 26 per cento della sua produzione di energia primaria complessiva al 1999.

In particolare la produzione di energia elettrica da fonte idrica, eolica e da rifiuti urbani, potrebbe consentire in linea teorica, al 2010, la copertura con fonti rinnovabili di una quota pari almeno al 15 per cento della produzione lorda di energia termoelettrica della Regione nel 2000. La valorizzazione di questo potenziale rientra tra gli obiettivi dei presente Piano ed è, anzi, già richiesta dalla deliberazione della Giunta Regionale del 6 agosto 2002 tra i requisiti per la valutazione di nuove proposte di insediamento di centrali tradizionali.

Per quanto precede, l’insediamento di nuovi impianti di produzione di energia termoelettrica deve essere attentamente valutato ed attuato in conformità con la succitata delibera. Occorre, infatti, considerare a tal fine che, l'eventuale insediamento di nuovi impianti di produzione termoelettrici ‑ che incrementassero significativamente la capacità produttiva della Regione ‑ comporterebbe anche la necessità di adeguati rinforzi alla rete di trasmissione, oltre a quello già previsto tra Rizziconi e Laino, per assicurare la possibilità del raccordo tra i nuovi impianti di produzione e la rete e la valutazione complessiva dell'impatto sul sistema energetico ed ambientale regionale. Sarebbe, inoltre, necessario potenziare ed ampliare la rete di distribuzione dell'energia elettrica esistente, al fine di garantire l'allineamento degli standard di affidabilità della rete ai parametri medi nazionali.

In definitiva, si sottolinea come la realizzazione di nuovi impianti tradizionali di produzione di energia elettrica di potenza dell'ordine di diverse centinaia di megawatt ciascuno, di cui si devono considerare le nuove centrali di Altomonte e Simeri Crichi già autorizzate, Pianopoli in fase di autorizzazione e provincia di Reggio Calabria in fase di studio di fattibilità, comporterebbe il persistere dell'attuale esubero nella produzione di energia elettrica.

I due sopra menzionati impianti rientrano in un pacchetto per la realizzazione da parte della Sondel (nei cui rapporti giuridici e subentrata la Edison SpA a seguito delle note vicende riguardanti acquisizioni e fusioni societarie) a medio termine di poli energetici in Calabria, a suo tempo valutato non in contrasto con gli indirizzi programmatici della Regione con la delibera della Giunta Regionale n. 484 del 7 Agosto 2000, avente per oggetto “Accordo di programma Regione Sondel SpA (Gruppo Falk) – Determinazioni”.

Questa disponibilità di energia potrebbe tuttavia essere utilmente sfruttata come volano per iniziative finalizzate ad un nuovo sviluppo economico e produttivo della Regione. In alternativa, o ad integrazione, l’eccesso di produzione potrebbe consentire alla Regione di continuare a svolgere anche una importante funzione Paese attraverso l’esportazione di energia elettrica verso altre regioni dei Mezzogiorno continentale fortemente deficitarie (in particolare Campania e Basilicata) che, presumibilmente, data l’entità del deficit difficilmente riusciranno a raggiungere l’obiettivo dell’equilibrio indicato nel recente progetto di legge sul riordino del settore elettrico approvato nel settembre 2002 dal Consiglio dei Ministri.

In ordine alle convenzioni in essere ed a quelle che saranno stipulate con i soggetti produttori di energia elettrica, secondo le indicazioni contenute nella delibera della Giunta regionale n. 766 del 6 Agosto 2002, le stesse dovranno adeguarsi agli indirizzi contenute nel presente Piano.

La Regione Calabria provvede, con assoluta priorità, a garantire il completamento della rete di distribuzione del metano per dotare, di tale fondamentale risorsa, tutti i Comuni della Regione. A tal fine sarà predisposto un opportuno programma di investimenti facendo ricorso anche all'utilizzazione dei fondi strutturali europei.

Il sistema energetico regionale.

L’analisi del sistema energetico è stata effettuata partendo dalle indicazioni che derivano dai bilanci energetici regionali. La predisposizione di tali bilanci a livello regionale avviene analizzando i soggetti economici e produttivi che agiscono all'interno del sistema dell'energia, sia sul lato della domanda che su quello dell'offerta. La finalità dell'analisi è quella di fornire gli elementi essenziali all'individuazione di azioni e politiche rivolte al raggiungimento di una maggiore efficienza dei sistema energetico nel suo complesso. Benché non in modo esclusivo, il senso dei termine “efficienza” viene riferito soprattutto all’aspetto riguardante la riduzione dell’impatto che le attività energetiche determinano sull'ambiente. Da questo punto di vista quanto descritto in questo capitolo diventa una premessa fondamentale alle analisi successive riguardanti le possibilità di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili e le possibilità di risparmio energetico nei vari settori.

La stima dell’evoluzione del sistema energetico regionale secondo scenari tendenziali, cioè in assenza di specifici interventi programmati sul fronte energetico, rappresenta la base su cui inserire le ipotesi di sviluppo delle fonti rinnovabili e degli interventi di risparmio energetico che consentono di definire gli scenari obiettivo. La quantificazione dell’impatto che il sistema energetico ha sull’ambiente avviene mediante la stima delle principali emissioni in atmosfera delle sostanze inquinanti ad esso collegate.

Il bilancio energetico regionale.

In termini complessivi, la Regione Calabria è caratterizzata da una dipendenza energetica non trascurabile. Nel 1999, a fronte di una produzione di fonti primarie pari a 1.814 ktep, il consumo interno lordo è risultato, infatti, pari a 2.635 ktep. Tale dipendenza deriva esclusivamente dal petrolio, del quale la Regione è sempre stata, nel periodo considerato 1990 ‑ 1999, importatrice totale, mentre la produzione endogena di gas naturale e di energia elettrica anche da fonti rinnovabili, consente alla Regione non solo di coprire tutto il proprio fabbisogno di queste fonti, ma anche di esportare l'esubero della produzione. Si deve comunque notare che, nel periodo considerato, si registra una crescita complessiva nella produzione di energia primaria del 19,5%, sostanzialmente determinata, in valore assoluto, dall'aumento della produzione di gas naturale, che ha, tuttavia, ridotto di sei punti e mezzo percentuali il proprio peso sul totale della produzione primaria. In decisa crescita, in valore percentuale, risulta essere, invece, la produzione di energia primaria da fonti rinnovabili, che presenta all'interno del periodo considerato un aumento complessivo di circa il 142 per cento e vede raddoppiato il proprio peso sul totale della produzione primaria.

Il bilancio di sintesi della Regione Calabria per l’anno 1999 è riportato nella Tab. 1.”.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, dove sta leggendo? Non riesco a seguirla.

PRESIDENTE

Sono a metà di pagina 12.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

E’ a pagina 12? E ha letto già sei pagine?

PRESIDENTE

Lei stava discutendo con la stampa, onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, mi dica dov’è perché non può far finta di leggere e poi salta.

PRESIDENTE

Sto leggendo, si prenda il testo. Sono a metà di pagina 12, dove si parla dei prodotti petroliferi…

(Interruzione)

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Chiedo che lei legga in condizioni tali da poterci far sentire.

PRESIDENTE

Ma prima lei si è distratto con la stampa…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io non sono distratto da niente, continui a leggere.

PRESIDENTE

Non mi interrompa, per favore.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Che dice? Se era a pagina 12, ché leggeva il bilancio elettrico come ha fatto in un momento ad arrivare a pagina 15?

PRESIDENTE

Non ho letto le tabelle, onorevole Napoli…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Deve leggere le tabelle…

PRESIDENTE

Non posso leggere le tabelle con i numeri.

(Interruzione)

Leggo: la tabella Regione Calabria, bilancio di energia elettrica dell’anno 2000….

Francesco TALARICO

Presidente, prima di procedere volevo chiedere, se era possibile, un minuto di sospensione.

PRESIDENTE

Siamo in fase di lettura, onorevole Talarico.

Francesco TALARICO

Se gli altri consiglieri sono d’accordo chiedo un minuto di sospensione per riunirci al tavolo della Presidenza.

PRESIDENTE

Allora un minuto di sospensione.

La seduta sospesa alle 00,10 è ripresa alle 00,14

Gianfranco LEONE

Presidente, volevo chiedere ai colleghi della opposizione e a questo punto anche ai colleghi della maggioranza se sono d’accordo di spostare solo per la votazione - non per la lettura – alla prossima seduta di giorno 10 il provvedimento - perché sono già le 00,17 di giorno 23 e siamo sotto vigilia di Natale –, ripeto solo la votazione di questo piano e anche eventualmente gli emendamenti che saranno, chiaramente, poi valutati in Aula.

Se per voi e se per i colleghi della maggioranza questo va bene, ma ripeto fermandoci qua stasera…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Era la cosa che avevamo chiesto. Non ci sono difficoltà ad accettare, ad accogliere la proposta.

PRESIDENTE

Però, onorevole Napoli, non presentando emendamenti in Aula, perché vanno proposti almeno 2 giorni prima. Sul piano energetico, ripeto, non si accettano emendamenti in Aula.

Gianfranco LEONE

In maniera tale, Presidente, che anche il relatore e i membri della Commissione che hanno già valutato questo Piano possano tranquillamente e serenamente valutare gli emendamenti.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Era quello che avevamo chiesto anche in modo sommesso.

PRESIDENTE

Allora si rinvia al primo punto all’ordine del giorno della seduta di giorno 10. Gli emendamenti dovranno essere presentati almeno 48 ore prima. Comunico il voto contrario dell’onorevole Vilasi.

(Così resta stabilito)

Diego Antonio TOMMASI

Signor Presidente, le chiedo un minuto di sospensione al banco per poterci incontrare come capigruppo.

PRESIDENTE

Un minuto di sospensione non si nega a nessuno, specialmente al suo gruppo, onorevole Tommasi.

(I Capigruppo si portano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 00,19 è ripresa alle 00.33

PRESIDENTE

Riprendiamo i lavori.

Progetto di legge numero 595/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione Calabria per l’anno finanziario 2005”

PRESIDENTE

Si passa alla discussione del progetto di legge numero 595/7^ di iniziativa della Giunta regionale, recante: “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione Calabria per l’anno finanziario 2005”.

Su questo progetto di legge sono stati presentati degli emendamenti…

(Interruzione)

Allora l’assessore Luzzo, li ha ritirati….

(Interruzione)

Non ci sono richieste di parola. Si passa all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso. Tanto per essere chiari, voglio dire che emendamenti alla sanità non ce ne sono.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Modifiche alla legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, recante: “Norme per il trasporto pubblico locale”

PRESIDENTE

Si passa alla trattazione del prossimo punto all’ordine del giorno che reca modifiche alla legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, recante: “Norme per il trasporto pubblico locale”.

Sono relatori di questo provvedimento gli onorevoli Chiarella e Pacenza. Viene data per letta la relazione?

Si passa alla votazione dell’articolo unico. Allo stesso articolo sono stati presentati degli emendamenti.

Il primo emendamento, a firma Pacenza, protocollo numero 3653 così recita: “All’articolo 1, il comma 1 è soppresso”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

E’ stato presentato, sempre a firma del consigliere Pacenza, altro emendamento protocollo numero 3654 che così recita: “Ferma restando la definizione di cui all’art. 2, comma secondo, lettera c-1 della legge regionale 7 agosto 1999, n. 23 si considerano urbani i servizi di trasporto colleganti un comune capoluogo ad un comune limitrofo nati quali prolungamenti preesistenti linee urbane e in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

E’ stato presentato altro emendamento a firma dei colleghi Chiarella e Pacenza protocollo numero 3746 che così recita: “1. Al comma 11, lettera g): dopo le parole “Associazioni temporanee di impresa” aggiungere le seguenti “e le società consortili a.r.l”; sostituire le parole “società di capitale” con le seguenti “società per azioni ovvero a responsabilità limitata”;

2. Al comma 11, lettera h) sostituire le parole “entro sei mesi dalla data della delibera della Giunta regionale di cui all’articolo 14” con le seguenti “entro sei mesi dalla data entro la quale la Giunta regionale è tenuta a deliberare ai sensi dell’art. 14, comma 2”.

Pongo in votazione l’emendamento.

(E’ approvato)

Poiché trattasi di articolo unico, pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportato in allegato)

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiarella. Ne ha facoltà.

Sull’ordine dei lavori

Egidio CHIARELLA

Presidente, chiedo che sia votata una mozione che dia la possibilità alla Giunta di trattare con l’Enel per l’elettrodotto che passa per la zona di Maida.

E’ una mozione a firma mia e dell’onorevole Amendola. E’ importante che la Giunta possa avere un rapporto con l’Enel.

PRESIDENTE

E’ la mozione numero 94 sulla “Costruzione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo il cui tracciato lambisce il comune di Maida”.

Egidio CHIARELLA

A Maida passa nella zona Pip. Quindi per spostarla e quindi si dà delega alla Giunta per trattare con l’Enel.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, chiedo di intervenire in merito alle osservazioni dell’onorevole Chiarella.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Tommasi. Ha facoltà di intervenire.

Diego Antonio TOMMASI

Onorevole Chiarella, mi permetto di risponderle, in Commissione ambiente quando abbiamo parlato del Piano energetico – qui c’è il collega Senatore – c’è stata un’ampia disponibilità del Grtn che è il gestore della rete. Credo che non ci sia bisogno di una mozione… però è chiaro.

Presidente, abbiamo votato adesso il bilancio provvisorio. Il bilancio del Consiglio si voterà la prossima seduta anche in funzione del 10…

PRESIDENTE

Poiché nessuno chiede di intervenire, è accolta la richiesta dell’onorevole Chiarella.

Mozione numero 94 in ordine alla costruzione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo il cui tracciato lambisce il comune di Maida

PRESIDENTE

Pongo in votazione la mozione numero 94 a firma dei consiglieri Chiarella e Amendola.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

Ha chiesto di parlare l’onorevole Pezzimenti.. Ne ha facoltà.

Giuseppe PEZZIMENTI

Presidente, sulla proposta di provvedimento amministrativo approvata dall’Ufficio di Presidenza “Istituzione osservatorio regionale permanente sulle politiche comunitarie”….

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, anche su questo c’è urgenza?

PRESIDENTE

Allora lo inseriamo fra i primi punti della prossima seduta La seduta è tolta. Auguri a tutti.

La seduta termina alle 00,41


Allegati

Congedi

Hanno chiesto congedo i consiglieri Fava, Torchia, Galati, Mistorni.

(Sono concessi)

Annunzio di proposte di provvedimento amministrativo

Sono state presentate alla Presidenza le seguenti proposta di provvedimento amministrativo d’ufficio:

“Nomina di sei componenti e tra questi il Presidente nel Consiglio di amministrazione della Fincalabra S.p.A. (art. 3 legge regionale 30 aprile 1984, n. 7) - (delibera U.P. n. 269 del 13.12.2004)” (P.P.A. n. 326/7^)

“Nomina di due sindaci effettivi, e tra questi il Presidente, e di uno supplente nella Fincalabra S.p.A. (art. 3 legge regionale 30 aprile 1984, n. 7) (art. 2 legge 17 dicembre 1971, n. 1158) ‑ (delibera U. P. n. 269 del 13.12.2004)” (P.P.A. n. 327/7^)

Interrogazione a risposta scritta

Pirillo. Al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore alla sanità. Per sapere – premesso che:

la Direzione generale dell'azienda sanitaria n. 1 di Paola ha disposto il trasferimento del reparto di Pediatria dell'Ospedale "San Francesco" di Paola, dal 2° piano al 5° piano dello stesso nosocomio;

il provvedimento ‑ in relazione ad una petizione popolare consegnata al Direttore generale ‑ pare abbia creato una serie di disfunzioni e malcontento tra il personale medico e gli utenti, in quanto il trasferimento non garantisce: a) i relativi posti letto all'utenza; b) la professionalità del personale; c) gli spazi degli utenti, bambini e genitori; d) l'utilizzo degli strumenti sanitari, materiale ludico già in possesso del reparto;

è doveroso assicurare oltre il diritto alla salute anche la serenità e la sicurezza dei pazienti, degli operatori e dei visitatori in una armoniosa e decorosa sistemazione tale da garantire serenità professionale e benessere a tutti -:

se l'attuale spostamento del reparto di Pediatria garantisce sicurezza ai pazienti, al personale sanitario ed ai visitatori, ovvero, se gli attuali sistemi di sicurezza siano stati tarati ed adeguati a tale trasferimento (scale antincendio; ascensori e quant'altro necessario);

se non fosse stato opportuno trovare altre soluzioni, magari concertate con tutto il personale, tali da non creare tensioni e rendere meno gravosi i disagi per i lavoratori e gli utenti.

(645; 21.12.2004)

Interrogazione a risposta orale

Fortugno. Al Presidente della Giunta regionale. Per sapere – premesso che:

nei mesi di novembre e dicembre 2004 il territorio della Piana di Gioia Tauro è stato colpito da due alluvioni che hanno arrecato ingenti danni alle abitazioni, alle colture ed alle strutture produttive, nonché alle infrastrutture del Comune di Gioia Tauro;

il Comune di Gioia Tauro ha richiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di "calamità naturale";

la gravità dei danni ed i settori colpiti, agricoltura, commercio, industria e privati cittadini, richiedono un intervento immediato che consenta alle attività produttive di superare il difficile momento ed ai privati cittadini di rendere nuovamente agibili le proprie abitazioni -:

quali provvedimenti intendono adottare per la individuazione ed il risarcimento dei danni;

quale sia l'entità dei fondi da destinarsi all'uopo;

quali tempi si prevedono per l'effettivo risarcimento.

(646; 22.12.2004)

Progetto di legge n. 139/7^, recante: “Norme in favore dei calabresi nel mondo e sul coordinamento delle relazioni esterne” (Seguito) (Del. n. 305)

Art. 1
(Finalità)

1.      La Regione Calabria opera per incrementare e valorizzare le relazioni con le comunità di origine calabrese all'estero.

2.      A tal fine promuove:

a)                  iniziative per diffondere la conoscenza della cultura italiana, con particolare riferimento alla specificità calabrese, quale strumento per la conservazione delle radici della terra d'origine;

b)                  interventi finalizzati allo sviluppo delle relazioni sociali, economiche e culturali;

c)                  iniziative dirette a conservare e a tutelare la identità calabrese ed a rinsaldare i rapporti con la terra d'origine avendo particolare riguardo alle nuove generazioni nate all'estero;

d)                  forme di partecipazione, di solidarietà e di tutela dei corregionali residenti all'estero e delle loro famiglie, valorizzando l'associazionismo fra gli emigrati calabresi;

e)                  interventi per agevolare il reinserimento nella vita sociale e nelle attività produttive regionali dei calabresi che rimpatriano.

Art. 2
(Destinatari degli interventi)

1.      Sono destinatari degli interventi previsti nella presente legge:

a)                  i cittadini di origine calabrese per nascita o residenza, che si trovino stabilmente all'estero per motivi di lavoro;

b)                  i cittadini che eleggano la propria residenza in un comune della Calabria dopo aver maturato un periodo di permanenza all'estero per motivi di lavoro dipendente o autonomo non inferiore a cinque anni consecutivi, considerando un anno intero il periodo di lavoro continuativo superiore a sei mesi rientrati nella regione da non più di due anni;

2.      Sono, altresì, destinatari degli interventi previsti nella presente legge i familiari conviventi, il coniuge superstite, nonché i loro discendenti.

3.      La permanenza all'estero deve risultare da certificazione delle autorità consolari o da documenti ufficiali rilasciati da autorità o da enti previdenziali stranieri o italiani ovvero da dichiarazione sostitutiva di certificazione ai sensi dell'art. 3 della legge 15 maggio 1997, n. 127.

4.      Non rientrano tra i destinatari degli interventi previsti nella presente legge i dipendenti di ruolo dello Stato e i dipendenti di ditte e imprese italiane distaccati o inviati in missione presso uffici, cantieri o fabbriche all'estero.

Art. 3
(Iniziative ed interventi regionali)

Misure ordinarie e straordinarie

1.      Nelle singole leggi regionali che dispongono interventi in materia di agricoltura, artigianato, commercio, industria, turismo, pesca, nonché in materia di edilizia abitativa, di formazione professionale, di sanità, di assistenza e di servizi sociali, di istruzione e cultura, saranno definiti criteri di applicazione che tengano conto della particolare condizione di cittadini. singoli o associati, di cui alla lettera b) del comma 1 del precedente art. 2 nel piano annuale degli interventi.

2.      Le iniziative e gli interventi diretti specificatamente ai soggetti di cui all'art. 2 sono volti a:

a)                  assumere, sostenere e sviluppare iniziative e attività nei settori della cultura e della economia;

b)                  curare e sostenere la diffusione fra le comunità dei calabresi all'estero di pubblicazioni notiziari, giornali e materiale radiofonico e audiovisivo utilizzando anche la via telematica;

c)                  effettuare, anche mediante convenzioni con Università, Istituti ed Enti qualificati indagini, ricerche e studi relativi all'integrazione sociale ed economica nel Paese di accoglienza dei nostri corregionali;

d)                  favorire la formazione e la riqualificazione professionale;

e)                  agevolare l'inserimento dei figli dei rimpatriati nell'ordinamento scolastico nazionale;

f)                    favorire l'accesso alle Università della regione di studenti o giovani laureati, anche se sprovvisti di cittadinanza italiana, discendenti di cittadini calabresi;

g)                  organizzare nel territorio regionale iniziative di turismo sociale, di interscambio tra giovani studenti e relativi docenti vacanze culturali e di studio;

h)                  concorrere con i Comuni nella assistenza ai cittadini rimpatriati ed alle loro famiglie;

i)                    favorire il reinserimento dei rimpatriati nelle attività produttive locali e nell'acquisto o ristrutturazione dell'alloggio familiare;

l) riconoscere e sostenere anche finanziariamente l'attività dell’associazionismo calabrese all'estero;

m) effettuare studi e ricerche anche mediante il coinvolgimento degli Enti locali della Regione relative al fenomeno migratorio ed ai movimenti e flussi migratori, strumentali alla programmazione degli interventi regionali.

3.      La Regione concorre altresì a sostenere iniziative culturali, sociali ed economiche adottate da associazioni di cittadini di origine calabrese residenti in altre regioni d'Italia.

4.      I contributi finanziari previsti dalla presente legge, in quanto volti specificamente a concorrere alla soluzione dei problemi economici sociali e culturali dei corregionali all'estero o rimpatriati, che rivestono caratteri peculiari ed esclusivi del fenomeno migratorio, sono aggiuntivi, salvo diverso disposto, rispetto agli eventuali analoghi di provenienza pubblica entro i limiti della spesa e degli oneri effettivamente sostenuti e documentati dai beneficiari.

Art. 4
(Provvidenze socio ‑assistenziali)

1.      Ai cittadini di origine calabrese di cui all'art. 2, sono concesse, a domanda, le seguenti provvidenze:

a)                  concorso alle spese di viaggio e di trasporto delle masserizie per se e i propri familiari ed alle spese di prima sistemazione al rientro definitivo in un comune della Calabria;

b)                  sussidi straordinari in caso di particolari e documentate situazioni di bisogno;

c)                  concorso alle spese per il trasporto delle salme dei lavoratori deceduti all'estero e dei loro familiari;

d)                  assegni di studio a favore dei figli dei lavoratori residenti all'estero per la frequenza in Calabria delle scuole medie inferiori e superiori e delle Università.

2.      Le domande intese ad ottenere le provvidenze di cui al presente articolo sono presentate al comune di residenza che provvede alla relativa istruzione.

3.      La Regione accredita ai singoli comuni che ne fanno richiesta le somme necessarie per la liquidazione delle provvidenze.

4.      Ai fini del conseguimento del diritto alla pensione, i Settori competenti sono autorizzati a procedere in favore dei lavoratori calabresi emigrati all’estero che abbiano mantenuto o riacquistato la cittadinanza italiana, al rimborso della quota pari al 50 per cento dell'importo versato all'INPS per contributi previdenziali relativi a periodi di lavoro prestati all'estero, nel limite massimo di 15 anni ammessi a riscatto. Agli stessi fini i Settori preposti sono altresì autorizzati a procedere al rimborso, in favore dei lavoratori calabresi emigrati all'estero e rientrati nella Regione che abbiano conservato o riacquistato la cittadinanza italiana, della quota pari al 50 per cento degli oneri versati all'INPS a titolo di contribuzione volontaria. Il rimborso di cui al secondo comma è effettuato a condizione che i lavoratori interessati non siano assoggettati all'obbligo contributivo nelle forme assicurative gestite dall’INPS, o in quelle esonerative, esclusive e sostitutive dello stesso, per tutto il periodo della contribuzione volontaria.

Art. 5
(Contributi per avvio di attività produttiva e per la casa)

1.      Ai lavoratori calabresi rimpatriati che abbiano prestato attività lavorativa all'estero per almeno cinque anni per l'avvio di attività produttive singole, associate o cooperativistiche, nei settori artigiano, agricolo, commerciale, industriale, turistico, peschereccio e dei servizi, è concesso un contributo in conto capitale sino al 50 per cento della spesa ammissibile e per un importo comunque non superiore a € 20.000,00.

2.      Ai lavoratori calabresi rimpatriati che abbiano prestato attività lavorativa all'estero per almeno cinque anni, per l'acquisto, il completamento, la costruzione, la ristrutturazione dell'alloggio familiare, è concesso un contributo in conto capitale sino al 50 per cento della spesa ammissibile e per un importo comunque non superiore a € 20.000,00.

3.      La Giunta regionale stabilisce le modalità ed i termini per la presentazione delle domande, per la determinazione della spesa ammessa, per la concessione e la erogazione del contributo, nonché i criteri per la determinazione della misura degli interventi di cui ai commi 1 e 2.

4.      I contributi di cui ai precedenti commi del presente articolo non sono cumulabili.

Art. 6
(Assegni e borse di studio ‑ convenzioni e accordi internazionali ‑ Inserimento scolastico)

1.      La Regione istituisce assegni e borse di studio in favore dei discendenti residenti all'estero dei lavoratori emigrati per la frequenza nella regione di scuole di istruzione superiore e di corsi universitari e di specializzazione post‑universitari.

2.      Analogamente, nel rispetto della normativa statale, la Regione può finanziare convenzioni e accordi internazionali fra le Istituzioni scolastiche e Universitarie della Calabria e le omologhe esistenti all'estero, dove risiedono significative comunità di origine calabrese per la realizzazione di iniziative di scambi scientifici e culturali di studenti e docenti anche di altre regioni d'Italia.

3.      Allo scopo di agevolare l'inserimento nell'ordinamento scolastico nazionale e la frequenza alla scuola dell'obbligo dei ragazzi rimpatriati, la Regione, in concorso con i programmi nazionali e comunitari e con gli Enti locali, Istituti ed Organizzazioni che istituzionalmente operano nel settore scolastico ed in quello dell'emigrazione, organizza:

a)                  corsi di recupero linguistico;

b)                  corsi di lingua e cultura italiana.

Art. 7
(Iniziative e attività culturali)

1.      La Regione, riconoscendo la cultura quale strumento essenziale di progresso e di maturazione sociale e civile, favorisce iniziative e attività culturali dirette a conservare e a tutelare fra le comunità calabresi nel mondo il valore della identità del paese di origine e a rinsaldare i rapporti con la Calabria.

2.      Tali iniziative, fra le quali l'insegnamento della lingua e cultura italiana, possono essere assunte anche in concorso con altre Regioni, Amministrazioni pubbliche, gli Istituti italiani di cultura; le Associazioni dell'emigrazione e altre Istituzioni culturali.

3.      Analoghe iniziative possono essere promosse fra le collettività calabresi stabilitesi in altre Regioni d'Italia in collaborazione con le locali associazioni e circoli calabresi

Art. 8
(Attività promozionali)

1.      La Regione, nelle località all'estero e in Italia ove maggiore è la presenza di cittadini di origine calabrese, con il concorso e la collaborazione delle loro associazioni, realizza iniziative dirette a:

a)                  svolgere opera di promozione e di informazione sugli aspetti della vita regionale;

b)                  organizzare mostre di prodotti tipici della regione, favorendone la commercializzazione;

c)                  attuare manifestazioni di carattere ricreativo, sociale, culturale e artistico.

Art. 9
(Turismo etnico. Investimenti produttivi. Sedi di rappresentanza all'estero)

1.      Nel quadro di una azione organica diretta al rilancio dell'immagine della Calabria, con il coinvolgimento attivo dell'associazionismo calabrese all'estero, la Regione incentiva iniziative idonee a favorire un rinnovato interesse, specie da parte delle nuove generazioni, alla scoperta del patrimonio turistico, culturale, artistico e naturale della terra d'origine.

2.      Parallelamente, sono adottati i provvedimenti opportuni per far conoscere nei paesi esteri di residenza dei corregionali le nuove opportunità che si presentano in Calabria per l'effettuazione di investimenti nel campo dell'economia, della cultura e del turismo.

3.      La Regione adotta provvedimenti mirati a promuovere l'offerta turistica e la commercializzazione dei prodotti tipici calabresi fra le collettività dei corregionali all'estero, nonché a suscitare l'interesse degli operatori economici stranieri per investimenti produttivi in Calabria.

4.      D'intesa con le Autorità locali e nel rispetto della normativa statale, la Regione provvede alla stipula di accordi con Paesi, Enti, Organismi esteri finalizzati allo sviluppo dei rapporti economici culturali e turistici.

5.      E' autorizzata, con l'osservanza delle condizioni ed entro i limiti di cui al precedente comma, la istituzione di sedi di rappresentanza all’estero, per il perseguimento delle finalità promozionali di cui alla presente legge.

Art. 10
(Soggiorni, turismo sociale)

1.      La Regione, anche in collaborazione con altre Regioni, con Enti e Organismi pubblici e privati, promuove e favorisce:

a)                  l'organizzazione di soggiorni culturali nella Regione per i calabresi all'estero e i loro discendenti;

b)                  iniziative di turismo sociale al fine di consentire la conoscenza diretta della Calabria;

c)                  iniziative tese ad offrire una settimana in Calabria a totale carico della Regione a corregionali all'estero che si trovino in condizioni economiche disagiate o non hanno più familiari nella Regione.

2. Tali iniziative riguardano, in particolare, viaggi e soggiorni nella regione, con preferenza per i giovani e gli anziani, e possono essere estese anche ai nati nella regione e loro discendenti che abbiano assunto una cittadinanza straniera.

Art. 11
(Informazione)

1.      La Regione, ritenendo la comunicazione e l'informazione mezzo fondamentale per alimentare e mantenere vivo il rapporto con la realtà regionale, provvede anche conferendo specifici incarichi professionali:

a)                  alla edizione, redazione, pubblicazione e diffusione, di un periodico diretto ad informare i calabresi all'estero sulla attività legislativa ed amministrativa dell'ente, sulla realtà economica, sociale e culturale della Calabria e su quanto altro possa essere di interesse per i corregionali all'estero;

b)                  alla diffusione tra le comunità dei calabresi all'estero di quotidiani, riviste, pubblicazioni, libri e materiale audio‑visivo e radiofonico utilizzando anche la rete telematica;

c)                  alla divulgazione di opere particolarmente significative di autori calabresi.

Art. 12
(Riconoscimenti per produzioni artistiche, bibliografiche ed audiovisive)

1.       La Regione incoraggia e riconosce iniziative di particolare rilevanza sulle tematiche delle migrazioni quali: tesi di laurea, ricerche, produzioni artistiche, letterarie, bibliografiche o audio visive prodotte da Calabresi residenti in Italia o all'estero.

Art. 13
(Attestati di benemerenza ai cittadini di origine calabrese residenti all'estero)

1.      Il Presidente della Giunta regionale su proposta del Settore competente, conferisce attestati di benemerenza ai cittadini di origine calabrese che hanno lavorato all'estero per oltre trenta anni onorando il nome della Calabria, e riconoscimenti annuali a cittadini illustri che si siano affermati all'estero nel campo della cultura, dell'imprenditoria, dell'attività pubblica e sociale.

Art. 14
(Registri delle associazioni, circoli, enti ed istituzioni)

1.      La Regione riconosce le Associazioni, gli Enti e le Istituzioni che abbiano una sede nella regione e che svolgano attività culturale, ricreativa ed assistenziale con carattere di continuità, senza fini di lucro, a favore dei cittadini calabresi all'estero ed i loro familiari.

2.      La Regione riconosce, altresì, le Associazioni ed i Circoli senza fini di lucro e le eventuali aggregazioni in federazioni su base locale di cittadini di origine calabrese residenti in altre regioni d'Italia o all’estero e ne sostiene l'attività sociale e promozionale per quelle Associazioni il cui numero di iscritti non è inferiore a trecento soci.

3.      Presso il Settore competente per i problemi dell’emigrazione sono istituiti distinti registri delle Associazioni, degli Enti e delle Istituzioni nonché delle Associazioni, dei Circoli e delle Federazioni di cui, rispettivamente, ai precedenti commi 1 e 2.

4.      In quanto compatibili, si applicano le disposizioni di cui al successivo art. 16.

Art. 15
(Registro regionale delle Confederazioni, Federazioni ed Associazioni

dei Calabresi residenti all'estero)

1.      Presso il Settore competente di cui al precedente art. 14, comma 3, è istituito il registro delle confederazioni delle Federazioni e delle Associazioni dei calabresi residenti all'estero.

2.      Il registro di cui al precedente comma deve essere aggiornato annualmente.

Art. 16
(Confederazioni, federazioni ed associazioni dei calabresi residenti all'estero)

1.      La Regione promuove, riconosce e sostiene l'associazionismo calabrese all'estero, purché senza fini di lucro, quale strumento fondamentale per la tutela dell'identità e della cultura d'origine e per il mantenimento, e la valorizzazione dei rapporti con la società calabrese raccomandando, sulla scorta di altre positive esperienze, di preferire la componente organizzativa federativa, al fine dì agevolare l'interrelazione con la Regione.

2.      In ogni Paese estero e nel territorio per il quale è previsto il Consultore, le singole Associazioni calabresi si riuniscono in Federazioni. In ogni continente e sub‑continente le federazioni calabresi si riuniscono in confederazioni per area geografica corrispondente alle circoscrizioni estero previste nella legge per il voto all’estero. Le Confederazioni, le Federazioni e le Associazioni a domanda sono iscritte al registro di cui al precedente art. 15. La domanda deve essere corredata da:

a)                  copia autenticata dell'atto costitutivo e dello statuto;

b)                  indicazione dell'organismo direttivo, del legale rappresentante e della sede;

c)                  elenco dei soci vidimato dall'autorità consolare competente per territorio.

3.      Le Confederazioni, le Federazioni e le singole Associazioni, ciascuna nell'ambito di propria competenza, coordinano e realizzano le iniziative e le manifestazioni dei calabresi all'estero, di concerto con i propri rappresentanti nella Consulta regionale di cui al successivo articolo ovvero esperti secondo le modalità di cui all'art. 19 comma 13. Ai predetti organismi possono essere concessi:

a)                  contributi annuali per le spese di funzionamento sostenute e documentate;

b)                  contributi per attività e progetti sociali, culturali, formativi e promozionali riconosciuti qualificanti.

4.      Le domande di contributo, debitamente documentate, debbono pervenire ai competenti Settori entro il 31 gennaio di ogni anno.

5.      Tutte le spese relative ai contributi di cui al presente articolo devono essere rendicontate con idonea documentazione giustificativa vidimata dai Consultori.

Art. 17
(Consulta regionale dei calabresi all'estero)

1. Per l'attuazione delle finalità di cui alla presente legge la Regione si avvale della Consulta regionale dei Calabresi all'estero con sede presso il Settore competente.

Art. 18
(Composizione della Consulta regionale dei calabresi all'estero)

1.      La Consulta regionale dei calabresi all'estero è composta da:

a)                  il Presidente della Giunta regionale, o Assessore suo delegato, che la presiede;

b)                  il Presidente della Commissione consiliare Politiche Comunitarie e Relazioni esterne;

c)                  un rappresentante della piccola e media imprenditoria all’estero individuato tra i connazionali residenti all’estero da almeno 5 anni designato dalle Associazioni iscritte al registro di cui al precedente art. 15;

d)                  cinque rappresentanti di Associazioni Enti ed Istituzioni dell'emigrazione iscritte nel registro di cui al precedente art. 14, comma 1, designati dalle stesse;

e)                  tre rappresentanti dei Patronati regionali a carattere nazionale, aventi una sede nella regione ed operanti nei Paesi stranieri, che si occupano dell'assistenza agli emigrati designati dai rispettivi organi regionali;

f)                    tre rappresentanti delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative in campo nazionale,   designati dai relativi organi regionali;

g)                  cinque rappresentanti uno per ogni Provincia, designati dalle Camere di Commercio Industria, Artigianato e Agricoltura;

h)                  il direttore della Sede regionale dell'INPS;

i)                    un rappresentante della Direzione, Generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie designato dalla stessa;

l) un rappresentante delle Amministrazioni provinciali designato dall'Unione Province d'Italia (U.P.I.);

m) tre rappresentanti delle Amministrazioni comunali della regione, designati dall'Associazione Nazionale Comuni d'Italia (A.N.C.I.);

n) ventotto cittadini calabresi residenti da almeno cinque anni all'estero dei quali la metà di sesso femminile, designati dalle rispettive Associazioni iscritte al registro di cui al precedente art. 14, comma 2, secondo la proporzione di seguito indicata;

 

 (Paesi di residenza dei Calabresi all’estero)

(Numero dei Consultori da nominare)

BELGIO

1

FRANCIA

1

GERMANIA

1

GRAN BRETAGNA

1

SVIZZERA 

1

AUSTRALIA

4

ARGENTINA

4

 BRASILE 

4

 CILE

1

URUGUAY

1

CANADA

3

U.S.A.  

4

VENEZUELA

1

SUD AFRICA

1

TOTALE 

28

 

o) un cittadino calabrese residente fuori regione dove maggiore è la presenza di calabresi ivi residenti designato dalle Associazioni competenti.

Art. 19
(Costituzione e funzionamento)

1.      La Consulta regionale dei Calabresi all'estero è costituita con decreto del Presidente della Giunta regionale all'inizio di ogni legislatura entro sessanta giorni dall’insediamento della Giunta regionale e dura in carica fino alla scadenza del Consiglio regionale, salvo revoca del mandato.

2.      Il Presidente della Giunta regionale provvede con proprio decreto alla nomina ed alla sostituzione dei componenti della Consulta. Non si può essere nominato Consultore per più di due volte consecutive.

3.      Le designazioni dei Consultori da parte della Associazioni, Federazioni e Confederazioni dovranno essere effettuate entro trenta giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine la Consulta sarà costituita sulla base delle designazioni ricevute, sempre che sia assicurata la nomina della maggioranza dei componenti e fatte comunque salve le, successive integrazioni.

4.      La Consulta elegge nel proprio seno due Vice Presidenti ed il Comitato direttivo di cui al successivo art. 25.

5.      Le funzioni di segretario sono esercitate da un dipendente della competente struttura per i problemi dell'emigrazione di livello non inferiore alla categoria D1.

6.      Le riunioni della Consulta sono valide se ad esse partecipa la maggioranza dei componenti in carica in prima convocazione ed almeno un quarto dei componenti in carica in seconda convocazione.

7.      Tre assenze consecutive non giustificate comportano la decadenza automatica da membro della Consulta.

8.      Le deliberazioni della Consulta sono adottate a maggioranza semplice dei presenti e votanti.

9.      La Consulta è convocata di norma ogni sei mesi e ogni qualvolta lo richiedano non meno di un terzo dei componenti in carica.

10.  La Consulta può riunirsi anche in sede e località diverse da quelle istituzionali.

11.  La Consulta può costituire nel proprio seno commissioni e gruppi di lavoro per l'esame di specifici problemi e per lo svolgimento di indagini e ricerche di studio.

12.  Ogni qualvolta sia ritenuto utile, il Presidente, su proposta del Settore potrà far partecipare alle sedute della Consulta rappresentanti di amministrazioni, enti ed associazioni interessati agli argomenti in esame, nonché Esperti appositamente nominati, senza diritto di voto.

13.  Il numero degli esperti nominati dal Presidente non può superare il numero dei Consultori in rappresentanza dei calabresi all'estero;

14.  Qualsiasi attività, ovvero, iniziativa assunta dai calabresi all'estero, deve essere canalizzata attraverso il Consultore che si avvarrà della collaborazione di eventuali Esperti e Presidenti Federali e Confederali, con preclusione tassativa di qualsiasi intervento finanziario promanante da fonte regionale afferente manifestazioni che non siano state organizzate attraverso i Consultori ovvero gli esperti e Presidenti federali ritualmente riconosciuti. La Regione individua ed identifica quali unici interlocutori istituzionali i Consultori, gli Esperti e i Presidenti federali ai quali dovranno far capo tutte le Associazioni, Circoli, Clubs ecc. dei calabresi per qualsivoglia esigenza che dovesse postulare erogazioni di contributi previsti dalla presente legge.

Art. 20
(Compiti della Consulta)

1.      La Consulta regionale dei Calabresi all'estero ha i seguenti compiti:

a)                  esprimere parere sui programmi di interventi e sulla ripartizione annuale della spesa di cui al seguente articolo 28, nonché sui relativi criteri di applicazione;

b)                  avanzare proposte su studi e ricerche sul fenomeno dell'emigrazione;

c)                  formulare proposte per interventi di formazione professionale, nonché di aggiornamento, di riconversione e di riqualificazione, a favore dei lavoratori rimpatriati;

d)                  avanzare proposte in ordine alla convocazione di conferenze regionali, interregionali e internazionali sui problemi dell’emigrazione;

e)                  proporre nuovi interventi di carattere culturale, sociale e di solidarietà in favore degli emigrati, dei rimpatriati, e delle loro famiglie;

f)                    formulare proposte sui principi generali cui debbono attenersi le Confederazioni, le Federazioni le Associazioni dei calabresi residenti all'estero nella redazione dei rispettivi statuti;

g)                  creare una banca dati identificativa di imprenditori, professionisti, artigiani ecc. di identità calabrese fra emigrati e loro discendenti al fine di interscambi, sviluppo di attività economiche, promozione di più ampie relazioni fra la Calabria ed i calabresi all’estero.

Art. 21
(Comitato direttivo della Consulta)

1.      Il Comitato direttivo della Consulta è composto dal Presidente della Consulta, che lo presiede, da due Vice Presidenti e da otto componenti eletti dalla Consulta nel proprio seno con i criteri e modalità di elezione di cui al successivo articolo 22.

2.      La durata in carica del Comitato coincide con quella della Consulta.

3.      Il Comitato cura le attività ed assolve le funzioni delegate dalla Consulta e può essere sentito su ogni particolare aspetto relativo all'attuazione ed alla gestione della presente legge.

4.      Il Comitato, in particolare:

a)                  collabora con proposte e pareri al programma di attività della Consulta ed alla sua realizzazione;

b)                  cura i rapporti con gli Enti locali regionali e statali e con le associazioni interessate ai problemi dell'emigrazione;

c)                  esprime pareri richiesti d'urgenza alla Consulta, salvo ratifica della Consulta stessa nella sua prima seduta successiva;

d)                  svolge, su specifica delega, funzioni di rappresentanza della Consulta;

e)                  propone l'effettuazione di convegni incontri, seminari, indagini ed altre iniziative interessanti il settore.

5.      Le sedute sono convocate dal Presidente con almeno venti giorni di preavviso riducibili a cinque in caso di urgenza. Alla lettera di convocazione deve essere allegata copia dell’ordine del giorno. Le sedute sono valide quando è presente almeno la metà più uno dei suoi componenti in prima convocazione. In seconda convocazione è sufficiente la presenza di un terzo dei suoi componenti. Le decisioni sono assunte a maggioranza semplice dei presenti e votanti, in caso di parità il voto del Presidente sarà determinante per la decisione.

6.      Il Presidente può, ogni qual volta sia ritenuto utile, far intervenire alle sedute, senza diritto di voto, rappresentanti di Amministrazioni ed Enti interessati al problemi del settore, dirigenti regionali ed esperti.

7.      Verbalizza le sedute il Segretario della Consulta.

Art. 22
(Elezione dei Vice Presidenti e del Comitato direttivo)

1.      Nella seduta di insediamento della Consulta vengono eletti:

-                     i due Vice Presidenti di cui uno residente all'estero ed uno residente in Italia;

-                     otto componenti del Comitato direttivo della Consulta, di cui quattro residenti all'estero e quattro residenti in Italia.

2.      Per la elezione di ciascun Vice Presidente, i Consultori possono esprimere una sola preferenza. Risultano eletti i due Consultori che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

3.      Per la elezione del Comitato direttivo ogni Consultore potrà esprimere sino ad un massimo di quattro preferenze, in due distinte votazioni, per eleggere i quattro Consultori residenti all'estero ed i quattro residenti in Italia. Risultano eletti i Consultori che avranno ottenuto il maggior numero di voti.

4.      Alle elezioni di cui ai precedenti commi partecipano tutti i componenti della Consulta.

Art. 23
(Consultori all'estero)

1.      Per la definizione e l'attuazione degli interventi a favore dei calabresi all’estero, la Regione si avvale della collaborazione di Consultori, scelti ai sensi dell’art. 18 della presente legge fra persone aventi i requisiti di cui all'art. 2 e che abbiano maturato esperienze nell'ambito dell'associazionismo fra emigrati, degli organismi rappresentativi dell'emigrazione calabrese, del volontariato, del lavoro, delle professioni e della cultura.

2.      Per la scelta dei consultori possono avanzare segnalazioni gli organismi associativi, di primo e di secondo grado di cui all'art. 16, le rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari e, ove costituiti, i Comitati italiani all'estero (COMITES) di cui alla legge 8 maggio 1985, n. 205 (Istituzione dei comitati delle emigrazioni italiane).

3.      Le segnalazioni devono essere effettuate entro sessanta giorni dall'insediamento della Giunta regionale. Trascorso tale termine, il Presidente nomina i consultori sulla base delle segnalazioni pervenute, in mancanza di segnalazioni il Presidente provvede ugualmente alla nomina dei consultori.

4.      La competenza del Consultore è riferita al territorio o parti del territorio del Paese nel quale il consultore stesso risiede, sentiti gli organismi associativi iscritti al registro di cui all'art. 15 e, ove occorra, può essere estesa ad altri paesi.

5.      Della nomina dei consultori è data comunicazione al Ministero degli Affari Esteri Direzione Generale per gli Italiani all'Estero e le Politiche Emigratorie, al Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) e alle Rappresentanze Diplomatiche e Consolari Italiane nei paesi rientranti nell'area di competenza dei Consultori stessi.

6.      L'attività dei consultori è svolta a titolo di volontariato ed è coordinata dal Settore competente.

7.      Ai consultori residenti all'estero è riconosciuto un rimborso delle spese sostenute per l'espletamento dell'incarico, ovvero per la finalizzazione dell'attività istituzionale (convegni, congressi. spese di gestione ed eventuali sedi di rappresentanza, purché preventivamente autorizzate dal Settore e debitamente documentate nonché verificate dalle strutture assessorili. Il Settore sulla base di specifiche e documentate richieste da parte dei consultori medesimi si riserva di determinare le voci di spesa rimborsabili in base alla vigente normativa.

8.      Il consultore all'estero, d'intesa con gli Organismi associativi locali, coordina tutte le attività e le richieste di contributi delle singole Associazioni, delle Federazioni e delle Confederazioni e si raccorda, altresì, con i membri eletti del locale COMITES.

Art. 24
(Compiti del Consultore)

1.      Il Consultore è il referente della Regione nell'area di competenza assegnategli dove rappresenta le esigenze e le istanze delle collettività calabresi ed opera su mandato della Regione per il conseguimento dei fini di cui alla presente legge. In particolare:

a)                  mantiene i rapporti con gli emigrati calabresi e con le loro Associazioni con gli Organismi rappresentativi dell'emigrazione italiana, con le Autorità locali, con le Rappresentanze diplomatiche e gli Uffici consolari italiani con gli Istituti italiani di cultura;

b)                  contribuisce alla formulazione e all'attuazione degli interventi della Regione, nonché alla verifica di congruità e di efficacia degli interventi stessi e delle relative spese da sostenersi all'estero;

c)                  entro il 31 gennaio di ogni anno presenta al Settore competente una relazione dettagliata in ordine all'attività svolta e sullo stato delle collettività calabresi che rappresenta.

Art. 25
(Rimborsi ed indennità ai Consultori)

1.      Ai componenti della Consulta regionale e del Comitato direttivo, nonché agli esperti, per l'espletamento delle loro funzioni, compete, qualora ne ricorrano le condizioni, il rimborso spese ed il trattamento di missione previsto dalla legge regionale per i dipendenti al livello funzionale di Dirigente.

Art. 26
(Fondo economale)

1.      All'inizio di ogni esercizio finanziario, con provvedimento del Direttore Generale del Dipartimento della Presidenza, si provvede ad anticipare ad un funzionario delegato, di cui al comma successivo, una dotazione di fondi per il funzionamento della Consulta e per consentire l'immediata erogazione delle somme relative al trattamento di missione ed al rimborso delle spese di viaggio a favore dei componenti la Consulta.

2.      Con decreto del Presidente della Regione, è nominata responsabile del fondo un dipendente della competente struttura regionale appartenente a fascia funzionale non inferiore alla categoria D.

Art. 27
(Coordinamento)

1.         E' costituito nell'ambito del Dipartimento della Presidenza della Giunta regionale, il coordinamento tra le strutture regionali che attuano interventi e iniziative promozionali nel campo dell'economia, della cultura e del turismo aventi rilevanza esterna.

2.         Il Presidente. al fine di promuovere la conoscenza e la diffusione all'estero dei prodotti tipici calabresi dovrà d'intesa con gli Assessori al Turismo, all’Industria, Commercio ed Artigianato, assumere e coordinare idonee iniziative volte alla conoscenza della Calabria anche attraverso i richiamati prodotti, fornendo iniziative commerciali, turistiche, culturali tese all'esportazione delle stesse ed organizzando, sostenendone i costi finanziari, manifestazioni gastronomiche, artigianali e turistico‑culturali anche al fine di favorire ed incrementare il turismo etnico.

Art. 28
(Piano annuale degli interventi)

1.      La Giunta regionale, previo parere della Consulta regionale dei calabresi all'estero di cui ai precedenti art. 17 e 18, sentita la Commissione consiliare competente, approva il piano annuale per la realizzazione degli interventi previsti nella presente legge.

2.      Qualora la Commissione consiliare non provveda entro trenta giorni dalla data di acquisizione della richiesta, il parere si intende favorevolmente acquisito.

3.      Con il piano annuale è disposto il riparto di massima della spesa e sono stabiliti i criteri di attuazione.

4.      Gli interventi previsti dalla presente legge sono deliberati dalla Giunta regionale, su proposta del Presidente o suo delegato ai problemi dell'emigrazione.

Art. 29
(Consulta regionale dei giovani calabresi all'estero)

1.      E' istituita per le stesse finalità di cui all'art. 1, identica composizione e disciplinata dagli articoli dal 18 al 27, la Consulta Regionale dei calabresi di seconda e terza generazione nati all’estero, i cui componenti avranno le stesse prerogative dei Consultori di cui all'art. 25.

2.      I giovani consultori, devono aver compiuto la maggiore età secondo le leggi della Repubblica Italiana e non aver superato il trentesimo anno di età.

3.      Gli stessi si occuperanno delle problematiche afferente i giovani calabresi all'estero secondo quanto disciplinato dall'articolato della presente legge, autonomamente, al fine di garantire il graduale inserimento degli stessi nella Consulta di cui all'art. 18.

4.      In sede di prima applicazione della presente legge i giovani consultori saranno indicati, sentiti i Consultori di cui all'art. 18, ovvero gli Esperti, i Presidenti confederali ed in mancanza autonomamente scelti dal Presidente della Giunta Regionale, garantendo, ove possibile, la presenza di consultrici in ragione del cinquanta per cento dei componenti.

Art. 30
(Accertamenti)

1.      Il Settore competente per i problemi dell'emigrazione effettua periodici accertamenti sull'impiego dei fondi comunque erogati ai sensi della presente legge.

Art. 31
(Agevolazioni trasporto aereo calabresi fuori regione)

1.       I Direttori Generali competenti per materia sono autorizzati a stipulare convenzioni con compagnie di navigazioni aeree disponibili a collegare gli aeroporti della regione ‑ Crotone Lamezia ‑ Reggio Calabria ‑ con città che registrino la presenza di alto tasso di emigrati calabresi in Italia ed all'estero, garantendo agevolazioni tariffarie, orari che si impegnino ad offrire a bordo prodotti calabresi ad assumere personale preferibilmente calabrese, garantendo sovvenzioni break–iven e quant’altro occorrente a consentire i collegamenti da e per la Calabria con i calabresi residenti fuori regione.

Art. 32
(Norma transitoria)

1.    La Consulta regionale di cui all'art. 19, secondo la tabella A della legge regionale 9 aprile 1990, n. 17 - sezione per i problemi degli emigrati - in carica al momento dell'entrata in vigore della presente legge, conserva la sua composizione e validità e viene integrata con gli altri componenti secondo l'art. 18 della presente legge.

Art. 33
(Norma abrogativa)

1.      Fermo restando quanto previsto dal comma 2, a decorrere della data di entrata in vigore della presente legge, sono abrogate le disposizioni di cui alla legge regionale 9 aprile 1990, n. 17, incompatibili con la presente legge.

2.      Gli atti di spesa conseguentemente assunti entro la data di cui al comma 1 sono definiti secondo le procedure previste dalla legge regionale 9 aprile 1990, n. 17.

3.      Le domande inevase, sia per carenza di documentazione presentata, che per mancanza di copertura finanziaria, per le quali non si è ancora provveduto alla data di entrata in vigore della presente legge saranno esaminate secondo la disciplina prevista dalla legge regionale 9 aprile 1990, n. 17.

Art. 34
(Norma finanziaria)

1.      Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si fa fronte per l’anno 2004 con le risorse finanziarie allocate all’UPB 6.2.01.06 dello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione.

2.      Per gli anni successivi le spese derivanti dalle disposizioni di cui alla presente legge sono realizzate annualmente nei limiti degli stanziamenti a tal fine previsti dalla legge di approvazione del bilancio regionale e dall'apposita legge finanziaria che l'accompagna.

Proposta di provvedimento amministrativo n. 323/7^, recante: “Approvazione ai sensi dell’art. 9 della legge regionale 19 novembre 2003, n. 20, del piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’articolo 2 della legge medesima” (Del. n. 306)

“Il Consiglio regionale

vista la delibera della Giunta regionale n. 886 del 23.11.2004, recante: “Approvazione, ai sensi dell’art. 9 della legge regionale 19 novembre 2003, n. 20, del Piano di azione annuale (2003) e triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all’art. 2 della legge medesima”;

delibera

di approvare la suindicata deliberazione della Giunta regionale n. 886 del 23 novembre 2004 che integralmente si richiama e si allega unitamente ai piani di cui agli artt. 4 e 9 della legge regionale del 19 novembre 2003, n. 20, quale parte integrante e sostanziale della presente deliberazione”

Allegato alla deliberazione n. 306 del 22 dicembre 2004

La Giunta regionale

visto il d.lgs. 1 dicembre 1997, n. 468 concernente “Revisione della disciplina sui lavori socialmente utili, a norma dell'art. 22 della legge 24 giugno 1997, n. 196”;

visto il d.lgs. 28 febbraio 2000, n. 81 recante "Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavoratori socialmente utili, a norma dell'art. 45, comma 2, della legge 17 maggio 1999 n. 144;

visto il d.lgs. 23 dicembre 1997, n. 469 che all'art. 2, comma 2, lett. F), conferisce alle Regioni le funzioni ed i compiti in materia di indirizzo, programmazione e verifica dei lavori socialmente utili ai sensi della vigente normativa in materia;

vista la legge n° 20 del 19 novembre 2003 (Norme volte alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori impegnati in lavori socialmente utili e di pubblica utilità) che fissa al 31 dicembre 2007 la data finale entro la quale dovrà essere attuata la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori dei bacini di cui all'art. 2 della medesima Legge Regionale;

visto l'art. 9 della legge regionale 20/2003 che prevede che il piano ed il bando relativo alla stabilizzazione dei lavoratori di cui all'art. 2, in sede di prima applicazione, devono essere approvati, rispettivamente, entro 60 e 90 giorni, successivi alla data di entrata in vigore della richiamata legge regionale 20/2003;

vista la legge regionale 23 febbraio 2004, n. 4 avente ad oggetto “Modifiche alla legge regionale 19 novembre 2003, n. 20”, che prevede tassativamente l'approvazione del bando di cui al comma 3 dell'art. 4 della legge regionale, 20/03 nonché dei piani di azione triennale e annuale, rispettivamente entro 60 e 90 giorni successivi alla data di entrata in vigore;

vista la Dgr 3 maggio 2004, n. 291 avente ad oggetto "Approvazione, ai sensi degli artt. 4 e 9 della legge regionale 19 novembre 2003, n.20, dell'avviso pubblico relativo all'individuazione dei datori di lavoro pubblici e privati interessati alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità. Modifica D.G.R. n. 119 del 3 marzo 2004;

rilevato che, per come stabilito dal punto 1.5.4 del Complemento di programmazione dei Por Calabria Asse 3 Risorse Umane, si è provveduto alla procedura di concertazione preventiva con il partenariato sociale ed istituzionale e con le Amministrazioni Provinciali;

che le stesse Amministrazioni Provinciali, nelle riunioni appositamente indette del 18 e 29 ottobre 2004, hanno espresso parere favorevole sui suddetti piani;

che la sola Amministrazione provinciale di Vibo Valentia, regolarmente convocata, non ha partecipato alle riunioni del 18 e 28 ottobre 2004 e che alla stessa è stata comunque inviata la relativa documentazione;

che lo stesso Comitato per il lavoro previsto dall'art. 1 L.R. 19 Novembre 2003, n. 19, nella riunione del 7 maggio 2004, ha espresso a maggioranza parere favorevole sui Piani di stabilizzazione;

che la Commissione Regionale Tripartita con verbale del 23 settembre 2004, ha preso atto dei Piani annuale e triennale di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità;

considerato che la Giunta regionale, con delibera n. 422 del 28 giugno 2004, ha disposto la redazione del piano regionale per il lavoro e l'occupazione, che sia coerente anche alle disposizioni di cui alla L.R. 5/2001 e alla L.R. n.20/2003, nonché alle disposizioni del POR Calabria 2000 - 2006;

rilevato che l'art. 7 della l.r. 20/03 individua le risorse finanziarie da destinare alle azioni di stabilizzazione occupazionale del piano annuale stralcio 2003;

che il piano annuale di stabilizzazione occupazionale per l'anno 2003 prevede una spesa complessiva di € 19.521.861,61 con una previsione di stabilizzazione occupazionale di 797 lavoratori di cui all'ad. 2 della l.r. 20/03;

che la copertura finanziaria delle risorse destinate alla azioni di stabilizzazione occupazionale previste nei piano stralcio 2003, è garantita:

-         con € 4.986.361,61 allocati nel fondo regionale e previsti nell'UPB 8.1.01.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2003 per come disposto dalla legge 20/2003, e regolarmente impegnate con D.D.G. n.8388/04, impegno 1769/04 Cap. 43020213;

con € 14.535.000,00 da far gravare sulle Misure del Por Calabria 2000 - 2006 Asse III Risorse umane, al netto della quota dei privati, secondo il seguente quadro i cui capitoli presentano la dovuta disponibilità e capienza

capitolo

Azione

Annualità
2000/2003

Finanziamento
pubblico

Finanziamento
privato

3421103

3.3.d

11.670.000,00

10.503.000,00

1.167.000,00

3421111

3.11.b

840.000,00

756.000,00

84.000,00

3421113

3.13.d

840.000,00

756.000,00

84.000,00

3421103

3.3.d

1.680.000,00

1.512.000,00

168.000,00

3421103

3.3.f

1.120.000,00

1.008.000,00

112.000,00

 

Totale

 

14.535.000,00

 

 

tenuto conto che il Programma operativo regionale (POR) per l'Asse III - Risorse umane, nell'ambito delle Misure 3.3, 3.11 e 3.13, per come approvato con decisione della Commissione Europea n C(2000) 2345, prevede la realizzazione di politiche attive del lavoro, quale momento importante e qualificante finalizzato a favorire la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori Lsu-Lpu;

che in particolare la misura 3.3, azione d), prevede aiuti all'assunzione per categorie di utenza per le quali è prevista specifica normativa nazionale;

che la misura 3.3, azione f) prevede servizi all'imprese con particolare riferimento a cooperative e società in uscita da Lsu-Lpu;

che le misure 3.11 azione b) e 3.13 d) prevedono incentivi economici alle persone per il lavoro autonomo e per l'avvio di nuove imprese sotto forma di "prestito d'onore" comprendendo tra i destinatari anche i lavoratori Lsu e Lpu;

visto la D.G.R. n.735/2001 che ha adottato il Complemento di programmazione dei Programma Operativo Regionale 2000 - 2006;

visti i pareri previsti dall'art. 34 del CE 12360/99 e dall'art. 32, comma 2, della l.r. 8/03, allegati;

visto il regolamento 8 (CE) n.1260/99 del Consiglio dei 21 giugno 1999 recante disposizioni generali sui fondi strutturali;

visto il Regolamento 8 (CE) 1685/00 della Commissione recante disposizioni sull'ammissibilità delle spese;

visto il Regolamento (CE) 1159/00 della Commissione del 30 maggio 2000 relativo alle azioni informative e pubblicitarie;

visti, ancora, le disposizioni contenute nelle seguenti direttive:

. Regolamento (CE) n. 68/01 sugli aiuti destinati alla formazione;

· Regolamento (CE) n. 69/01 sugli aiuti di importanza minore (De Minimis);

· Regolamento (CE) n. 2204/02 della Commissione del 12 dicembre 2002 sugli aiuti a favore dell'occupazione;

su proposta dell'assessore al Lavoro, On. Antonino Mangialavori, nonché dell'espressa dichiarazione di regolarità dell'atto resa dal Dirigente preposto al competente settore, ad unanimità di voti

delibera

la premessa è parte integrante e sostanziale della presente deliberazione che viene integralmente richiamata.

1)      Di approvare, ai sensi dell'art. 4 della l.r. 20/03 i piani triennale e annuale di stabilizzazione occupazionale relativo all'anno 2003, che si allegano alla presente deliberazione come parte integrante e sostanziale;

2)      Di stabilire che l'indicazioni contenute nei piani triennale e annuale di stabilizzazione occupazionale, costituiscono il punto di riferimento del sottoprogetto ''Precariato" previsto dal Piano Regionale straordinario per l'occupazione ed il lavoro in Calabria, la cui redazione è stata disposta con Delibera Giunta regionale n. 422 dei 28/06/2004;

3)      Di rimettere la presente deliberazione unitamente agli allegati al Consiglio regionale per i successivi adempimenti;

4)      Di dare atto che la copertura finanziaria delle risorse previste per le azioni di stabilizzazione occupazionale del piano stralcio 2003 sono garantite da:

-         € 4.986.861,61 allocati nel fendo regionale e previsti nell'UPB 8.1.01.02 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2003 per come disposto dalla legge regionale 20/2003, e regolarmente impegnate con D.D.G. n. 8388104, impegno 1769/04 Cap. 43020213;

-         € 14.535.000,00 da far gravare sulle Misure del Por Calabria 2000 - 2006 Asse III Risorse umane, al netto della quota dei privati, secondo il seguente quadro i cui capitoli presentano la dovuta disponibilità e capienza

capitolo

Azione

Annualità
2000/2003

Finanziamento
pubblico

Finanziamento
privato

3421103

3.3.d

11.670.000,00

10.503.000,00

1.167.000,00

3421111

3.11.b

840.000,00

756.000,00

84.000,00

3421113

3.13.d

840.000,00

756.000,00

84.000,00

3421103

3.3.d

1.680.000,00

1.512.000,00

168.000,00

3421103

3.3.f

1.120.000,00

1.008.000,00

112.000,00

 

Totale

 

14.535.000,00

 

 

5) di impegnare la somma complessiva di e 14.535.000,00, al netto della quota di cofinanziamento a carico dei privati, sui capitoli del bilancio 2004, di seguito indicati:

capitolo

Azione

Finanziamento
pubblico

3421103

3.3.d

10.503.000,00

3421111

3.11.b

756.000,00

3421113

3.13.d

756.000,00

3421103

3.3.d

1.512.000,00

3421103

3.3.f

1.008.000,00

 

Totale

14.535.000,00

 

6) Di demandare al competente Settore "Politiche attive del lavoro e Imprenditoria l'adozione di tutti ali atti consequenziali finalizzati all'esecuzione del presente atto.

 

“Piani di azione triennale e annuale – per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità nell’ambito di politiche attive del lavoro” ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale 19 novembre 2003, n. 20

premessa

con l'approvazione della legge n. 20 del 19 novembre 2003 "Norme volte alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori impegnati in lavori socialmente astili e di pubblica utilità", la Regione Calabria si è dotata di uno strumento giuridico operativo in grado di risolvere effettivamente le problematiche occupazionali dei soggetti impegnati in lavori socialmente utili e di pubblica utilità.

Le iniziative di stabilizzazione previste nella legge danno a tutti i lavoratori la possibilità di uscire dallo stato di assistenzialismo in cui - almeno la maggior parte - hanno vissuto sinora, consentendogli, al contempo, di diventare soggetti attivi e partecipi del processo di sviluppo socio economico della Regione Calabria.

Il piano di azione triennale si basa su una stretta sinergia con gli Enti locali e richiede, per la prima volta, l'impegno diretto da parte degli stessi lavoratori e, perciò, gli interventi da realizzare dovranno scaturire da una azione congiunta e raccordata della Regione Calabria, delle imprese e degli enti locali "utilizzatori", secondo una logica di coinvolgimento delle parti interessate che rappresenterà l'elemento qualificante la strategia regionale in materia.

Le azioni (il stabilizzazione occupazionale previsti dalla legge regionale 20/03 prevedono forme di incentivazioni da erogare sia agli Enti utilizzatori dei lavoratori sia agli Enti pubblici e privati e, soprattutto, agli stessi lavoratori che potranno fruire di varie opportunità, essendo stati previsti appositi percorsi di accompagnamento per coloro che intraprendono attività di autoimpiego e autoimprenditorialità.

Il Dipartimento "Politiche del Lavoro", al fine di facilitare azioni di stabilizzazione occupazionale, stipulerà convenzioni con le agenzie di promozione di lavoro e di impresa, s'impegna a valutare la possibilità di promuovere le misure di cui all'art. 13 del decreto legislativo 276/2003 e si avvarrà dell'attività di Italia Lavoro S.P.A, che, in raccordo con i servizi pubblici per l'impiego, offrirà l'assistenza tecnica volta alla ricollocazione dei lavoratori verso nuove opportunità di lavoro.

con i piani di azioni triennale e annuale, la Regione Calabria - Dipartimento Politiche del Lavoro -, nell'esercitare il proprio ruolo di promozione e coordinamento in materia di politiche attive del lavoro, intende adoperarsi per contribuire, in collaborazione con Enti Locali e parti sociali, ad individuare soluzioni durature al problema dell'occupazione e dello sviluppo. In questo contesto - alla luce della riforma del titolo V della Costituzione - la Regione affronterà le problematiche connesse alla stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità per garantirne 1,1 collocazione lavorativa attraverso l'utilizzo delle risorse e degli strumenti disponibili, seppur in coerenza con le vigenti disposizioni comunitarie.

Lavoratori beneficiari delle azioni

I presenti piani di azione si applicano a favore dei lavoratori impiegati in attività socialmente utili e di pubblica utilità di cui all'art. 2 della legge regionale 19 novembre 2003, n.20. Nei limiti delle risorse assegnate ai Fondi per la stabilizzazione di cui all'art. 7 della l.r. 20/03, gli interventi previsti dall'artt. 5 e 6 della medesima legge, si applicano ai lavoratori appartenenti alle fattispecie di seguito precisate:

lavoratori indicati dall'art. 3 della I. r. 4/2001 che risultino utilizzati in forza di convenzioni stipulate tra la Regione Calabria e gli Enti attuatori (art. 2, compia 1);

lavoratori che dal primo febbraio 2001 si trovano, per esclusiva inadempienza del soggetto stabilizzante, nello stato di disoccupazione dovuta alla mancata sottoscrizione delle convenzioni con la Regione Calabria (art. 2, comma 6);

lavoratori disoccupati, già appartenenti al bacino socialmente utili e di pubblica utilità, che non sono stati avviati al lavoro a causa di piani di stabilizzazione non coerenti con le norme vigenti (art. 2, comma 7).

I lavoratori inutilizzati dagli enti per il mancato rinnovo delle convenzioni ovvero per la mancata esecuzione di piani di stabilizzazione illegittimi possono essere utilizzati da altri Enti che, nel caso in cui le disponibilità dei posti d-a occupare siano inferiori rispetto alle richieste di utilizzazione, saranno obbligati ad effettuare apposite selezioni applicando i criteri di cui agli art. 4, 5, 6 del D.P.C.M. 18/09/87 n. 392.

Gli Enti utilizzatori che hanno effettuato operazioni di stabilizzazione successivamente all'entrata in vigore della legge regionale n. 20 del 19 novembre 2003 rientrano tra i soggetti che possono chiedere i benefici previsti dal Piano di azione stralcio della detta legge, presentando (a seguito della pubblicazione del bando) apposita domanda corredata dalla. documentazione attestante l'avvenuta stabilizzazione al 3 1/12/03, sempre che le stabilizzazioni disposte siano state effettuate sulla scorta di idonee procedure selettive dirette ad accertare il possesso dei requisiti per l'accesso al rapporto di lavoro e tenendo conto del diritti di precedenza e preferenza sanciti dalle vigenti disposizioni statali e regionali (art. 6, comma 5).

Per tutti casi non contemplati dai commi 6 e 7 dell'art. 2 della l.r. n. 20/03, la Commissione Regionale Tripartita, cui è stato assegnato il compito di compilare l'elenco dei soggetti di cui all'art. 2 della I. r. 20/03, decide sulle richieste di inserimento nel detto elenco presentate dai lavoratori già appartenenti ai bacini dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, ma fuoriusciti per cause non imputabili alla responsabilità dei richiedenti stessi.

Disposizioni generali

Le azioni finalizzale alla stabilizzazione occupazionale dei presente piano, operano in aggiunta agli incentivi previsti dalle leggi dello Stato. L'ammontare degli aiuti complessivamente usufruibili dai lavoratori e dai datori di lavoro, composto dalle agevolazioni previste dalle leggi statali e dagli incentivi stabiliti dalla presente disposizione, dovrà comunque rispettare le vigenti normative comunitarie in materia di aiuti di Stato.
I lavoratori stabilizzati dalle pubbliche Amministrazioni, da Enti pubblici economici, da Società miste a partecipazione pubblica, sono scelti a seguito di apposite procedure selettive dirette ad accertare il possesso dei requisiti per l'accesso al rapporto do lavoro, tenendo comunque conto dei diritti di precedenza e preferenza sanciti dalle vigenti disposizioni statali e regionali.
Sono cumulabili i benefici, per la stabilizzazione occupazionale, previsti dalle azioni (1.b e 1.c) e dalle azioni ( 1.b e 1.d).

Ambiti di intervento

L'art. 9 della legge regionale n. 20 dei 19/11/2003, pubblicata sul Bur Calabria il 21 novembre 2003 e la legge regionale 23 febbraio 2004, n. 4, prevedono che il relativo bando i piani triennale ed annuale delle azioni di stabilizzazione ed il relativo bando devono essere approvati, rispettivamente, entro i 60 ed i 90 giorni successivi alla data di entrata in vigore della legge stessa.

L'articolo 7 della legge prevede, inoltre, al comma 3, uno stanziamento di € 5.000.000,00 da utilizzare, con riferimento all'anno 2003, per le azioni di stabilizzazione previste dagli artt. 5 e 6 e necessariamente per l'attuazione del piano stralcio transitorio.

Il piano in questione è dunque uno strumento attuativo della Lr. 20/03 e, giusto il disposto dell'ari. 4 della legge in commento, è approvato dal Consiglio Regionale, previa proposta della Giunta regionale, sentita la Commissione regionale Tripartita di cui all'art. 6 della 1. r. 5/01.
Gli interventi previsti agli artt. 5 e 6 della 1.r. 20/03, volti alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, da promuovere, sostenere ed incentivare con le azioni del presente programma, rappresentano un insieme coordinato di attività che vengono configurate in (lite distinte categorie:

1)      interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati;

2)      interventi e misure a favore (lei lavoratori Lsu ed Lpu.

Gli interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati

Nell'ambito degli interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati, di seguito sono esplicitate, per ciascuna delle azioni previste dagli artt. 5 e 6 della l.r. n. 20/2003, i tipi di benefici e contributi, le previsioni di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori, le risorse finanziarie disponibili per l'anno 2003, l'individuazione dei soggetti pubblici e privati ammessi a fruire dei benefici e dei contributi previsti dalla legge, i percorsi formativi e le iniziative di Work Esperienze per facilitare l'inserimento lavorativo.

1a) La regione Calabria - Dipartimento Politiche del Lavoro - assume a proprio carico gli interessi sui mutui contratti dagli Enti Locali, con la Cassa DD.PP., per la realizzazione di investimenti funzionali allo sblocco occupazionale dei lavoratori di cui al presente piano. Gli Enti locali che intendono avvalersi (lei benefici di cui al presente articolo devono proporre progetti secondo i criteri, modalità e tempi di cui al Decreto Ministeriale 2 ottobre 2003 alla Cassa DD.PP. ed al Dipartimento Politiche del Lavoro.
L'ammontare dell'investimento sottoposto ad agevolazione sarà calcolato in relazione alle stabilizzazioni effettivamente realizzate.

Verrà comunque data priorità alle assunzioni effettuate dalle Amministrazioni pubbliche che abbiano tra loro costituito unioni, consorzi o altri soggetti in convenzione per la realizzazione o l'erogazione di servizi integrati nell'ambito territoriale.

Per tale azione è prevista un disponibilità annuale di € 500.000,00, per cui per ogni stabilizzazione effettivamente realizzata è previsto un contributo di 10.000,00 Euro. Le unità interessate alla stabilizzazione sono state quantificate in 50.ù

Le attività indicate all'ari. 5 del Decreto Ministeriale 2 ottobre 2003 sono espletate da Italia Lavoro S.P.A.

Sarà fornita assistenza tecnica nella progettazione di iniziative di esternalizzazione di servizi da parte di Enti locali e nella progettazione di particolari iniziative di interesse locale.

1.b) L'incentivo riconosciuto alle Amministrazioni pubbliche (previste dal Decreto legislativo 165/2001) anche in associazioni tra di loro, agli Enti pubblici economici, alle Società a totale o prevalente partecipazione pubblica, alle Cooperative sociali (di cui alla legge 381/91) e loro Consorzi e agli altri soggetti individuati con decreti del Ministero del lavoro, ai sensi dell'art. 3, comma 1, del Dlgs. 468/97, che assumano a tempo indeterminato un lavoratore di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, è di 30.000 E, da ripartire in cinque annualità e in un'unica soluzione dopo la verifica dell'avvenuta assunzione.

In caso di assunzione a tempo parziale indeterminato il contributo è corrisposto in misura proporzionale al numero delle ore effettuate.

Qualora il lavoratore dovesse perdere il lavoro prima dei cinque anni dalla data di assunzione la Regione Calabria deve richiedere la restituzione delle somme erogate in ragione delle cause che hanno determinato la cessazione del rapporto di lavoro.

La copertura finanziaria di tale azione verrà fatta gravare in parte sulle risorse regionali assegnate a tale piano per l'anno 2003 (€ 5.000.000,00) e in parte sulle disponibilità previste nelle Misure del POR Calabria 2000 2006, relativamente alle azioni incentivi della Misura 3.3.
Per tale azione è previsto di utilizzare risorse regionali per € 450.000,00 che garantiscono la stabilizzazione occupazionale per i lavoratori e risorse Por Calabria per circa 10.503.000,00 di € che, a loro volta, garantiscono la stabilizzazione occupazionale per 350 lavoratori.

Complessivamente potranno essere assunti 365 soggetti.

Su richiesta degli Enti interessati, ai lavoratori, prima dell'eventuale assunzione, viene assicurata la possibilità di effettuare tirocini formativi anche fuori Regione, nel rispetto della normativa vigente.

Sarà tornita assistenza per le procedure di attivazione e di realizzazione di stage/tirocini, da garantire con risorse Por Calabria Misura 3.3, azione Work Esperienze, sempre se richiesti dagli enti eventualmente interessati.

1.c) Agli Enti utilizzatori di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che rientrano tra quelli indicati al precedente punto 1.b), in aggiunta alle agevolazioni precedentemente stabilite è altresì riconosciuto, se attuano piani di reimpiego diretto ovvero tramite imprese dipendenti, per ogni lavoratore stabilizzato con assunzione a tempo pieno ed indeterminato, un sostegno finanziario pari a € 1.500,00 per ciascun lavoratore.

Si prevede che gli Enti utilizzatori possano stabilizzare per l'anno 2003 almeno 50 lavoratori, per cui necessitano E 225.000,00 per garantire l'integrazione prevista. Tale disponibilità viene a gravare sulle risorse regionali.

Sia per la stabilizzazione prevista nel punto 1.b) che per l'integrazione del punto 1.c), i contributi sono erogati prioritariamente per le assunzioni effettuate dalle Amministrazioni pubbliche che abbiano tra loro costituito unioni, consorzi o altri soggetti in convenzione per la realizzazione o l'erogazione di servizi integrati nell'ambito territoriale.

1.d) Al fine di facilitare azioni di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03 la Regione Calabria può stipulare Convenzioni con Agenzie di promozione di lavoro e di impresa, prevedendo, a fronte dell'attività promozionale ed organizzativa dell'Agenzia, la concessione di un incentivo di € 1.500,00 per il ricollocamento di ciascun lavoratore.

Verificata l'avvenuta assunzione a tempo indeterminato sarà corrisposto l'incentivo in un'unica soluzione.

Si prevede di allocare per tale azione € 136.861,61 (la prelevare dalle risorse regionali e garantire almeno 91 stabilizzazioni.

Gli interventi a favore dei lavoratori

Nell'ambito degli interventi a favore dei lavoratori, per ciascuna delle azioni previste nell'art. 6 della l.r. 20/2003 vengono di seguito indicati i benefici e contributi, le previsioni di stabilizzazione occupazionale, le risorse finanziarie previste per l'armo 2003 ed i percorsi formativi mirati all'inserimento lavorativo.

2.a) L'incentivo riconosciuto al lavoratore che rinuncia a proseguire l'attività socialmente utile o di pubblica utilità, uscendo autonomamente dai rispettivi bacini, è di € 20.000.

L'incentivo sarà corrisposto in un'unica soluzione dopo la verifica dell'avvenuta fuoriuscita dal bacino dei lavoratori in attività socialmente utile.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse regionali per € 1.400.000,00 che garantiscono la fuoriuscita dai bacini di 70 lavoratori.

2.b) Il contributo di cui al punto 2.a, (20.000,00 Euro a fondo perduto), viene integrato da ulteriori 20.000 € se i lavoratori intendono avviare forme di lavoro autonomo o d'impresa.

Complessivamente l'incentivo deve essere utilizzato per far fronte a spese sostenute per l'acquisto, la     costruzione, la ristrutturazione dei locali sede dell'impresa e/o per l'acquisto di macchinari ed      attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività dell'impresa, nonché per il pagamento degli interessi sui mutui a tal fine contratti.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse regionali per € 2.275.000,00 che garantiscono la stabilizzazione occupazionale per 57 lavoratori e risorse Por Calabria per 1.512.000,00 di € che, a loro volta, assicurano la stabilizzazione occupazionale per 38 lavoratori.

Complessivamente potrebbero essere stabilizzati 95 soggetti.

L'erogazione dell'incentivo avverrà dopo la verifica dell'avvenuta fuoriuscita dai bacini. La Giunta Regionale, sentita la Commissione permanente competente, approva il regolamento attuativo che disciplina. l'accesso e l'erogazione dell'incentivo per il lavoro autonomo o d'impresa.

E prevista l'attivazione di uno sportello per l'autoimprenditorialità a disposizione dei lavoratori per verificare la validità delle proposte e per fornire assistenza in tutte le fasi di realizzazione dell'iniziativa.

L'attività di consulenza e di assistenza prevista, sarà garantita con risorse Por Calabria Misura 3.3.f, azione servizi, per la quale sono previsti € 1.000.008,00.

2.c) Ai lavoratori di cui all'aut. 2 della l.r. 20/03 che si. associano in cooperative e costituiscono società, o studi professionali associati è concesso un contributo di 20.000 euro cadauno per spese di costituzione e di avvio attività.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse Por Calabria, Misura 3.3, azione servizi, per 1.512.000,00 di € che assicurano la stabilizzazione occupazionale per 75 lavoratori. Con le risorse individuate verranno pure garantite attività di assistenza tecnico - progettuale e di tutoraggio da parte di agenzie di promozione di lavoro e di impresa.

Ulteriori interventi a favore (lei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

3.a) E prevista per gli anni 2003, 2004 e 2005, una riserva prioritaria da parte degli Enti strumentali della Regione Calabria e delle Aziende unità. sanitarie locali (ASL), nell'ambito delle rispettive disponibilità finanziarie, a favore dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, di una quota pari al 30% dei posti della dotazione organica vacanti e corrispondenti a qualifiche inferiori all'ex settima qualifica funzionale.

3.b) La Regione Calabria nei bandi di avvio delle procedure di erogazione di risorse pubbliche a soggetti pubblici privati deve prevedere criteri di priorità nell'assegnazione di tali risorse a favore di chi si obbliga ad assumere lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03.

3.c) E prevista una formazione e riqualificazione professionale per favorire il reinserimento lavorativo dei soggetti di cui all'art. 2 della legge regionale n. 20 19 novembre 2003.

Il ruolo di Italia Lavoro S.P.A.

La Regione Calabria - Dipartimento Politiche del Lavoro - in data 18 settembre 2003 ha stipulato una Convenzione con Italia Lavoro S.P.A..

Il ruolo affidato ad Italia Lavoro S.P.A. è quello di sostenere e svolgere un'azione sistematica di assistenza tecnica finalizzata prioritariamente alla ricollocazione dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, anche in raccordo con i servizi pubblici per l'impiego.
Nell'ambito di tale attività Italia Lavoro S.P.A. assicura un'assistenza coordinata agli Enti Pubblici coinvolti, attiva le procedure di concertazione tra i differenti attori coinvolti nelle azioni di stabilizzazione occupazionale: Associazioni di categoria, sindacati, enti bilaterali e agenzie di promozione e di lavoro e di impresa, provvede all'assistenza giuridico amministrativa per gli Enti coinvolti nella stabilizzazione.

Italia Lavoro S.P.A cura eventuali accordi e intese istituzionali con le autonomie locali, mirate alla stabilizzazione occupazionale Ilei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03.

Riepilogo risorse

Le risorse finanziarie per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui al presente piano stralcio di stabilizzazione sono, in ragione delle categorie interessate, le seguenti:

a)                  Risorse assegnate al fondo regionale di cui all'art. 7 della legge regionale n. 20/2003

b)                  Risorse previste nelle Misure del Por Calabria 2000-2006 (Misura 3.3, 3.11 e 3.13 Azioni, Incentivi e servizi), Asse III, Risorse Umane.

Quadro riepilogativo azioni di stabilizzazione occupazionale

 

Azioni/
Misure

Anno

Beneficiari

Addetti
stabilizzati

Risorse

Regionali - Por Calabria

1.a

2003

Datori di lavoro pubblici

50

500.000,00

------------

1.b

2003

Datori di lavoro pubblici e privati

365

450.000,00

10.503.000,00

1.c

2003

Datori di lavoro pubblici e imprese dipendenti

50

225.000,00

------------

1.d

2003

Datori di lavoro pubblici e privati

91

136.861,60

------------

2.a

2003

Lavoratori LSU LPU

70

1.400.000,00

------------

2.b

2003

Lavoratori LSU LPU

95

2.275.000,00

1.512.000,00

2.c

2003

Lavoratori LSU LPU

75

------------

1.512.000,00

3.a

2003

Lavoratori LSU LPU

-----

------------

------------

3.b

2003

Lavoratori LSU LPU

-----

------------

------------

3.c

2003

Lavoratori LSU LPU

-----

------------

------------

 

 

Totale I

797

4.986.861,61

13.527.000,00

 

 

Al totale complessivo di € 18.513.861,61 (€ 4.986.861,61 + € 13.527.000,00) che potranno assicurare la stabilizzazione occupazionale di 797 lavoratori per l'anno 2003, si devono aggiungere le spese previste per l'assistenza e la somministrazione di servizi reali ai lavoratori che hanno presentato richiesta di finanziamento per l'autoimprenditorialità, quantificate in € 1.008.000,00 da far gravare sulle misure del Por Calabria.

Costo totale piano 2003 € 19.521.861,61

”Piano di azione triennale per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità nell'ambito di politiche attive del lavoro" ai sensi dell'articolo 4 legge regionale 19 novembre 2003 n. 20.

La proposta del Piano triennale deve necessariamente tener conto di alcune considerazioni di fondo:

Delle recenti modifiche normative in materia di lavoro

Dei recenti orientamenti d'intervento del FSE che viene a configurarsi come principale strumento a supporto delle strategie occupazionali in Calabria per i prossimi anni

Delle strategie Europee per l'occupazione e dei Piani di Azione nazionali per l'occupazione Nap Occupazione 2003 e Nap inclusione).

Con tale piano triennale si mira:

· Alla costituzione di un fondo di garanzia a favore di piccole e medie imprese, per agevolare l'accesso al credito e garantire, conseguentemente, la stabilità aziendale necessaria per una nuova occupazione a favore di lavoratori LSU- LPU.

· Alla possibilità alle aziende ad accedere a benefici economici triennali nel caso di assunzioni di lavoratori LSU LPU, garantendo l'eventuale richiesta di attività formative da svolgersi anche presso aziende allocate fuori Regione.

· Alla costituzione di un gruppo di tutors che possano garantire: informazioni rivolte all'imprese sulle diverse forma di incentivazione e sulle modalità di rapporti di lavoro previsti dalla vigente normativa, assistenza alla progettazione d'impresa con particolare riferimento a cooperative e società in uscita da LSU-LPU.

· Alla possibilità di garantire incentivi economici, sotto forma di prestito d'onore, a tutti i lavoratori LSU LPU e in particolare a quelli in possesso di titoli medio alti, che sono numerosi e che vogliono esercitare una professione e/o mettersi in proprio e/o costituire studi associati. Per tale iniziativa viene anche prevista la possibilità della copertura dei costi per Master di I e II livello, della durata di massimo sei mesi anche fuori Regione, con l'obiettivo di professionalizzare e far acquisire nuove conoscenze ai professionisti da far spendere nella nostra Regione.

· Alla possibilità di prendere in considerazione l'opportunità di promuovere le misure di cui all'art. 13 del Decreto lgs. 276/2003 finalizzato all'inserimento lavorativo dei soggetti LSU-LPU.

Le azioni di stabilizzazione occupazionale inserite nel piano triennale 2003 - 2005 rientrano tra quelle previste dagli artt. 5 e 6 della l.r. 20/2003.

Il piano di stabilizzazione triennale 2003 2005 prevede il coinvolgimento di circa il 60% dei lavoratori LSU-LPU rientranti nel bacino ai sensi dell'art. 2 della l.r. 20/03.
Al 31 agosto 2004, la situazione dei lavoratori in attività socialmente utili e di pubblica utilità risulta essere la seguente:

 

 

LSU ATTIVI

LPU ATTIVI

Totale LSU LPU

Catanzaro

599

340

939

Cosenza

2074

1162

3236

Crotone

138

375

513

Reggio Calabria

1786

1244

3030

Vibo Valentia

404

191

595

Totale

5.001

3.312

8.313

 

Ai sensi dell'art. 2 della l.r. 20/03, la Commissione Regionale Tripartita nella riunione del 23 settembre 2004, ha approvato l'elenco dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

Devono essere stabilizzati circa 4.300 lavoratori nel triennio e in particolare negli anni 2004 e 2005 i restanti 4.000 lavoratori. La copertura finanziaria del piano triennale sarà determinata:

-         in ciascun esercizio finanziario con la legge di approvazione del bilancio regionale e con la collegata legge finanziarla inerente lo stesso esercizio, (art. 7 della l.r. 20/03);

-         da risorse previste dal Por relative alle annualità 2000 - 2005 di competenza del Dipartimento Politiche del Lavoro e destinate ai lavoratori LSU-LPU;

-         da risorse previste dalla Convenzione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e la Regione Calabria stipulata ai sensi del decreto lgs. 81/2000 e destinate ad agevolare i processi di stabilizzazione e di fuoriuscita dal bacino dei lavoratori socialmente utili;

Il fabbisogno complessivo per il triennio 2003 - 2005 ammonta ad € 86.250.000,00.
Da tale fabbisogno va sottratta la quota già accantonata per il piano di stabilizzazione annuale 2003, quantificata in € 19.521.861,61.

Il fabbisogno preventivato è stato calcolato prendendo in considerazione il costo di ogni singola azioni di stabilizzazione ed il numero di lavoratori da stabilizzare per il triennio 2003 - 2005.

L'art. 7 della l.r. 20/03, al comma 6, stabilisce che la somma necessaria per la copertura finanziaria del piano di stabilizzazione sarà determinata in ciascun esercizio finanziario con la legge di approvazione, del bilancio regionale e con la collegata legge finanziaria inerente lo stesso esercizio.

Nell'ambito di ogni piano amorale è prevista, per ogni azione, una dotazione finanziaria destinata a garantire le richieste pervenute. In caso di necessità eventuali residui Finanziari possono essere utilizzati per far fronte ad esuberi di richieste di iniziative relative ad altre azioni.

Gli interventi previsti agli artt. 5 e 6 della l.r. 20/03, volti alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità, da promuovere, sostenere ed incentivare con le azioni del presente piano, rappresentano un insieme coordinato di attività che vengono configurate in due distinte categorie:

1)      Interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati;

2)      Interventi e misure a favore dei lavoratori LSU ed LPU.

Gli interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati

Nell'ambito degli interventi a favore di datori di lavoro pubblici e privati, di seguito sono esplicitate, per ciascuna delle azioni previste, i tipi di benefici, il costo effettivo di ogni singola stabilizzazione, la previsioni di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori, il fabbisogno finanziario e i criteri di selezione.

1.a) La regione Calabria - Dipartimento Politiche del Lavoro - assume a proprio carico gli oneri di ammortamento dei mutui da contrarre, a cura degli Enti locali, con la Cassa DD.PP. per la realizzazione di investimenti funzionali allo sblocco occupazionale dei lavoratori di cui al presente piano.

Gli Enti locali che intendono avvalersi dei benefici di cui al presente articolo devono proporre progetti, al Dipartimento Politiche del Lavoro, secondo i criteri e le modalità di cui al Decreto Ministeriale 2 ottobre 2003 alla Cassa DD.PP, attuativo dell'art. 50, comma 3, della legge n. 289/2002.

Verrà comunque data priorità alle assunzioni effettuate dagli Enti Locali che abbiano tra loro costituito unioni, consorzi o altri soggetti in convenzione per la realizzazione o l'erogazione di servizi integrati nell'ambito territoriale.

L'ammontare degli oneri di ammortamento sui mutui contratti, sottoposto ad agevolazione, sarà calcolato in relazione alle stabilizzazioni effettivamente realizzate. Per tale azione è prevista una disponibilità annuale di € 500.000,00, per cui per ogni stabilizzazione effettivamente realizzata verrà erogata una agevolazione di 10.000,00 Euro.

Le unità interessate alla stabilizzazione annuale di tale azione sono state quantificate in 50. Nel piano triennale è prevista la stabilizzazione di 150 unità con un costo complessivo di 1.500.000,00 €.

Le attività indicate all'art. 5 del Decreto Ministeriale 2 ottobre 2003 sono espletate da Italia Lavoro S.P.A.

Sarà fornita assistenza tecnica nella progettazione di iniziative di esternalizzazione di servizi da parte di Enti locali e nella progettazione di particolari iniziative di interesse locale.

1.b) L'incentivo riconosciuto alle Amministrazioni pubbliche, di cui all'art. 1, comma 2, del decreto lgs. 165/2001, anche in associazioni ira di loro, agli Enti pubblici economici, alle Società a totale o prevalente partecipazione pubblica, alle Cooperative sociali (di cui alla legge 381/91) e loro Consorzi e agli altri soggetti individuati con decreti. del Ministero del lavoro, ai sensi dell'art. 3, comma I, del Dtgs. 468/97, che assumano a tempo indeterminato un lavoratore di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, è di 30.000 €, da ripartire in cinque annualità. In caso di assunzione a tempo parziale indeterminato il contributo, è corrisposto in misura proporzionale al numero delle ore effettuate.

L'incentivo sarà corrisposto in un'unica soluzione dopo la verifica dell'avvenuta assunzione.

Qualora il lavoratore dovesse perdere il lavoro prima dei cinque anni dalla data di. assunzione la Regione Calabria provvede al recupero delle somme erogate se verrà accertato che il rapporto di lavoro è cessato per cause attribuibili al datore di lavoro. La copertura Finanziaria dell'azione deve essere garantita da risorse regionali da assegnare in ciascun esercizio finanziario con legge di approvazione di bilancio regionale e con la collegata legge finanziaria inerente lo stesso esercizio.

Tale azione trova anche riscontro nelle disponibilità previste dalla Misura 3.3 del Por Calabria 2000 - 2006, relativamente all'azioni incentivi, che prevede, espressamente, aiuti all'assunzione per categorie di utenze particolari di cui ai lavoratori LSU-LPU.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse per 45.000.000,00 € che garantiscono la stabilizzazione occupazionale per 1.500 lavoratori.

Su richiesta degli Enti interessati, ai lavoratori, prima dell'eventuale assunzione, viene assicurata la possibilità di effettuare tirocini Formativi anche fuori Regione, nel rispetto della normativa vigente.

Sarà fornita assistenza per le procedure di attivazione e di realizzazione di stage/tirocini, da garantire con risorse Por Calabria Misura 3.3, azione Work Esperienze.

I contributi sono erogati prioritariamente per le stabilizzazioni occupazionali effettuate da soggetti che abbiano:

a)       Costituito unioni, consorzi o altri soggetti in convenzione per la realizzazione o l'erogazione di servizi integrati nell'ambito territoriale.

b)       Perseguito una logica di intervento contenente azioni atte ad assicurare la partecipazione di genere e il rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori.

c)       Presentano assunzione connesse allo sviluppo locale con particolare riferimento a settori strategici individuati nel Por Calabria 2000-2006.

1.c) Agli Enti utilizzatori di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità che rientrano tra quelli indicati al precedente punto 1.b), in aggiunta alle agevolazioni precedentemente stabilite è altresì riconosciuto, se attuano piani di reimpiego diretto ovvero tramite imprese dipendenti, per ogni lavoratore stabilizzato con assunzione a tempo pieno ed indeterminato, un sostegno finanziario pari a € 1.500,00 per ciascun lavoratore.

Si prevede che gli Enti utilizzatori possano stabilizzare nel triennio almeno 1000 lavoratori, per cui necessitano € 1.500.000,00 per garantire L'integrazione prevista. Tale disponibilità viene a gravare sulle risorse regionali.

I contributi sono erogati prioritariamente per le stabilizzazioni occupazionali effettuate dagli Enti utilizzatori che abbiano:

a)      Costituito unioni, consorzi o altri soggetti in convenzione per la realizzazione o l'erogazione di servizi integrati nell'ambito territoriale.

b)      Perseguito una logica di intervento contenente azioni atte ad assicurare la partecipazione di genere e il rispetto delle pari opportunità tra lavoratrici e lavoratori.

c)      Presentano assunzione connesse allo sviluppo locale con particolare riferimento a settori strategici individuati nel Por Calabria 2000 - 2006.

1.d) Al fine di Facilitare azioni di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03 la Regione Calabria può stipulare Convenzioni cori Agenzie di promozione di lavoro e di impresa, prevedendo, a fronte dell'attività promozionale ed organizzativa dell'Agenzia, la concessione di un incentivo di € 1.500,00 per il ricollocamento di ciascun lavoratore.

Verificata l'avvenuta assunzione a tempo indeterminato sarà corrisposto l'incentivo in un'unica soluzione.

Si prevede di allocare per tale azione, nel triennio € 2.250.000,00 da prelevare dalle risorse regionali e garantire almeno 1.500,00 stabilizzazioni.

Gli interventi a favore dei lavoratori

Nell'ambito degli interventi a favore dei lavoratori, per ciascuna delle azioni previste nell'art. 6 della l.r. 20/2003 vengono di seguito indicati i tipi di benefici, il costo effettivo di ogni singola stabilizzazione, la previsioni di stabilizzazione occupazionale dei lavoratori, il fabbisogno finanziario e i criteri di selezione.

2.a) L'incentivo riconosciuto al lavoratore che rinuncia a proseguire l'attività socialmente utile o di pubblica utilità, uscendo autonomamente dai rispettivi bacini, è di € 20.000.

L'incentivo sarà corrisposto in un'unica soluzione dopo la verifica dell'avvenuta fuoriuscita dal bacino dei lavoratori in attività socialmente utile.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse regionali per € 20.000.000,00 che garantiscono la fuoriuscita dai bacini di 1.000 lavoratori.

l criteri di selezione da applicare a tale azione sono quelli già definiti per l'avviamento a selezione lavoratori LSU-LPU da stabilizzare nelle pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, società finiste a partecipazione pubblica. (Allegato n.. 1 )

2.b) Il contributo di cui al punto 2.a, (20.000,00 Euro a fondo perduto), viene integrato da ulteriori 20.000 E. se i lavoratori intendono avviare forme di lavoro autonomo o d'impresa.

Complessivamente l'incentivo deve essere utilizzato per far fronte a spese sostenute per l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione dei locali sede dell'impresa e/o per l'acquisto di macchinari ed attrezzature necessarie allo svolgimento delle attività dell'impresa, nonché per il pagamento degli interessi sui mutui a tal Fine contratti.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse regionali e risorse Por Calabria per circa 12.000.000,00 di € che la stabilizzazione occupazionale per 300 lavoratori. L'erogazione dell'incentivo avverrà dopo la verifica dell'avvenuta fuoriuscita dai bacini. E prevista l'attivazione di tino sportello per l'autoimprenditorialità a disposizione dei lavoratori per verificare la validità delle proposte e per fornire assistenza in tutte le fasi di realizzazione dell'iniziativa.

L'attività di consulenza e di assistenza prevista, sarà garantita con risorse Por Calabria Misura 3.3.f, azione servizi, per la quale sono previsti € 1.008.000,00.

2.c) Ai lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03 che si associano in cooperative e costituiscono società, o studi professionali associali è concesso un contributo di 20.000 euro cadauno per spese di costituzione e di avvio attività.

Per tale azione è previsto di utilizzare risorse Por Calabria, Misura 3.3, azione servizi, per 4.000.000,00 di e che assicurano la stabilizzazione occupazionale per 200 lavoratori. Con le risorse individuale verranno pure garantite attività di assistenza tecnico - progettuale e di tutoraggio da parte di agenzie di promozione di lavoro e di impresa. L'erogazione dell'incentivo avverrà dopo la verifica dell'avvenuta fuoriuscita dai bacini.

Ulteriori interventi a favore dei lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità.

3.a) E’ prevista per gli anni 2003, 2004 e 2005, una riserva prioritaria da parte degli Enti strumentali della Regione Calabria e delle Aziende unità sanitarie locali (Asl), nell'ambito delle rispettive disponibilità finanziarie, a favore dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, di una quota pari al 30%dei posti della dotazione organica vacanti e corrispondenti a qualifiche inferiori all'ex settima qualifica funzionale.

Gli Enti strumentali e le Asi, sono obbligati, per le richieste di stabilizzazione occupazionale pervenute, ad adottare apposite procedure selettive dirette ad accertare il possesso dei requisiti al rapporto di lavoro, tenendo comunque conto dei diritti di precedenza e preferenza sanciti dalle vigenti disposizioni statali e regionali.

Si prevede la stabilizzazione occupazionale per 150 lavoratori.

I criteri di selezione da applicare a tale azione sono quelli già definiti per l'avviamento a selezione lavoratori LSU-LPU da stabilizzare nelle pubbliche amministrazioni, enti pubblici economici, società miste a partecipazione pubblica. (Allegato n.. 1)

3.b) E prevista una formazione e riqualificazione professionale per favorire il reinserimento lavorativo dei soggetti di cui all'art. 2 della legge regionale n. 20, 19 novembre 2003.
Il Nucleo di valutazione previsto per la selezione delle richieste di finanziamento, definirà nella seduta d'insediamento, i punteggi da attribuire ai criteri di priorità già definiti nelle diverse misure.

Il ruolo di Italia Lavoro S.P.A.

La Regione Calabria - Dipartimento Politiche del Lavoro - in data 18 settembre 2003 ha stipulato una Convenzione con Italia Lavoro S.P.A..

Il ruolo affidato ad Italia Lavoro S.P.A. è quello di sostenere e svolgere un'azione sistematica di assistenza tecnica finalizzata prioritariamente alla ricollocazione dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03, anche in raccordo con i servizi pubblici per l'impiego.

Nell'ambito di tale attività Italia Lavoro S.P.A. assicura un'assistenza coordinata agli Enti Pubblici coinvolti, attiva le procedure di concertazione tra i differenti attori coinvolti nelle azioni di stabilizzazione occupazionale: Associazioni di categoria, sindacati, enti bilaterali e agenzie di promozione e di lavoro e di impresa, provvede all'assistenza giuridico amministrativa per gli Enti coinvolti nella stabilizzazione.

Italia Lavoro S.P.A cura eventuali accordi e intese istituzionali cori le autonomie locali, mirate alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori di cui all'art. 2 della l.r. 20/03.

Quadro riepilogativo azioni di stabilizzazione occupazionale.

Piano triennale 2003 2005

 

 

Azioni/
Misure

Triennio

Beneficiari

Addetti
stabilizzati

Risorse

Regionali - Por Calabria

1.a

2003-2004

Datori di lavoro pubblici

150

1.500.000,00

-------

1.b

2003-2004

Datori di lavoro pubblici e privati 

1.500

45.000.000,00

-------

1.c

2003-2004

Datori di lavoro pubblici e imprese dipendenti

 

1.500.000,00

-------

1.d

2003-2004

Datori di lavoro pubblici e privati

1.500

2.250.000,00

-------

2.a

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

1.000

20.000.000,00

-------

2.b

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

300

12.000.000,00

-------

2.c

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

200

4.000.000,00

-------

3.a

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

 

------------

-------

3.b

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

150

------------

-------

3.c

2003-2004

Lavoratori LSU LPU

 

------------

-------

 

 

Totale I

4.800

86.250.000,00

-------

 

 

CAPITOLO N. 3421103 ANNO 2004

 

STANZIAMENTO:

36.250.928,74

IMPEGNI ASS.:

16.772.573,96

DISPONIBILE:

19.478.354,78

IMP.PRES.IMP.:

1.512.000,00

IMPEGNO N. 6469 DEL 6.12.2004

 

 

 

CAPITOLO N. 3421113 ANNO 2004

 

STANZIAMENTO:

15.917.818,33

IMPEGNI ASS.:

9.781.208,70

DISPONIBILE:

6.136.609,63

IMP.PRES.IMP.:

756.000,00

IMPEGNO N. 6470 DEL 6.12.2004

 

 

 

CAPITOLO N. 3422111 ANNO 2004

 

STANZIAMENTO:

20.912.950,75

IMPEGNI ASS.:

6.140.700,00

DISPONIBILE:

14.772.250,75

IMP.PRES.IMP.:

756.000,00

IMPEGNO N. 6471 DEL 6.12.2004

 

 

 

CAPITOLO N. 3421103 ANNO 2004

 

STANZIAMENTO:

36.250.928,74

IMPEGNI ASS.:

5.261.573,96

DISPONIBILE:

30.989.354,78

IMP.PRES.IMP.:

10.503.000,00

IMPEGNO N. 6467 DEL 6.12.2004

 

 

 

CAPITOLO N. 3421103 ANNO 2004

 

STANZIAMENTO:

36.250.928,74

IMPEGNI ASS.:

15.764.573,96

DISPONIBILE:

20.486.354,78

IMP.PRES.IMP.:

1.008.000,00

IMPEGNO N. 6468 DEL 6.12.2004

 

 

 

Progetto di legge numero 597/7^, recante: “Modifica alla legge regionale 11 agosto 2004, n. 18” (Del. n. 307)

Art. 1

1.      All’ultimo rigo dell’art. 1, comma 1, le parola “31 dicembre 2004” sono sostituite dalle parole “31 dicembre 2007”.

2.      All’art. 1, dopo il comma 3, aggiungere il seguente comma:

“4. La Giunta regionale è autorizzata altresì a riattivare le convenzioni con Enti utilizzatori che ne fossero già titolari, con il consequenziale riutilizzo dei soggetti in esse previsti. I beneficiari sono quelli previsti dai commi 6, 7 e 8 dell’art. 2 legge regionale n. 20/2003 e dal comma 5, art. 1, della legge regionale 11 agosto 2004, n. 18.”.

Progetto di legge n. 595/7^, recante: “Autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio di previsione della Regione Calabria per l’anno finanziario 2005” (Del. n. 308)

Art. 1

1.      La Giunta regionale è autorizzata, fino a quando il bilancio di previsione per l'anno 2005 non sia stato approvato e non oltre il 31 marzo 2005, all'esercizio provvisorio del bilancio entro il limite di tre dodicesimi dei singoli stanziamenti delle UPB del bilancio 2005 in corso di esame.

2.      Nel corso dell'esercizio provvisorio del bilancio di cui al precedente comma è altresì autorizzato, nei limiti della maggiore spesa necessaria, l'utilizzo degli stanziamenti per le spese obbligatorie e per le spese relative ai capitoli 2222107 e 2233211, ricadenti rispettivamente nelle UPB 2.3.01.02 e 3.2.04.05 della spesa, nonché per le spese ricadenti nelle UPB relative all'attuazione del Programma Operativo Regionale 2000 - 2006 della Calabria.

Art. 2

1.      La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Modifiche alla legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, recante: “Norme per il trasporto pubblico locale” (Del. n. 309)

Articolo 1

1.      Ferma restando la definizione di cui all’art. 2, secondo comma, lettera c1 della legge regionale 7 agosto 1999, n. 23, si considerano urbani i servizi di trasporto colleganti un Comune capoluogo ad un Comune limitrofo, nati quali prolungamenti di preesistenti linee urbane e in esercizio alla data di entrata in vigore della presente legge.

2.      All'art. 3 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Alla lettera e) del comma 1 le parole “individua, d'intesa con gli Enti Locali, la rete dei servizi minimi” sono sostituite dalle seguenti: “determina, d'intesa con gli Enti Locali, il livello essenziale dei servizi, i servizi minimi”;

b)                                                  La lettera h) del comma 1 è sostituita dalla seguente:

“h) assume dall’1 gennaio 2001 le funzioni e le competenze di cui agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo n. 422/1997 e successive modifiche ed integrazioni, e stipula, sentita la Commissione Consiliare competente, i contratti di servizio per l’affidamento dei servizi ferroviari di interesse regionale e locale”;

c)                                                  dopo la lettera i) del comma 1 è aggiunta la seguente:

“l) vigila, tramite il Dipartimento ai Trasporti, attraverso appositi monitoraggi e controlli, sulla regolarità dell’esercizio, sulla qualità del servizio e sui risultati del medesimo, anche al fine di uniformare la qualità dei servizi”.

3.      All'art. 4 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Al comma 1 le parole “A decorrere dall'1 gennaio 2000” sono sostituite dalle seguenti:

“Entro il periodo transitorio previsto dalla presente legge”.

4.      All’art. 7 della l.r. 23/1999 dopo il comma 1 è aggiunto il seguente: “2. Per i Comuni superiori a 15.000 abitanti è fatto obbligo all’ARPACAL di provvedere al monitoraggio fisso dei parametri di inquinamento atmosferico”.

5.      All'art. 8 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Al comma 1, lettera a), le parole “un dirigente dell'Assessorato ai Trasporti” sono sostituite dalle seguenti: “il Dirigente Generale del Dipartimento Trasporti o suo delegato”;

b)                                                  Al comma 1, lettera e), le parole “dell'ANAC” sono sostituite dalle seguenti: “dell'ANAV”;

c)                                                  Al comma 1, lettera f), le parole “della FENIT” sono sostituite dalle seguenti: “dell'ASS.TRA.”;

d)                                                  Al comma 1, lettera g), le parole “delle Ferrovie dello Stato” sono sostituite dalle seguenti: “di Trenitalia S.p.A.”;

e)                                                  Al comma 1, lettera h), le parole “delle Ferrovie della Calabria” sono sostituite dalle seguenti: “di Ferrovie della Calabria S.r.l.”;

f)                                                    Al comma 1, la lettera o) è sostituita dalla seguente: “o) un rappresentante della Rete Ferroviaria Italiana S.p.A.”;

g)                                                  Al comma 1, dopo la lettera o) sono inserite le seguenti lettere:

“p) un rappresentante delle Società di gestione aeroportuali della Calabria;

q) un rappresentante designato dall'Autorità Portuale di Gioia Tauro;

r) un rappresentante designato congiuntamente dalle Capitanerie di Porto della Calabria;

s) un rappresentante dell'Anas S.p.A.;

t) un rappresentante designato congiuntamente dalle Associazioni di categoria per le attività produttive;

u) un rappresentante dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria.

v) un rappresentante della FITTEL;

z) un rappresentante designato dalle Associazioni di difesa dei diritti dei disabili.”

6.      All'art. 10 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Al comma 1 le parole “La Regione redige” sono sostituite dalle seguenti:

“1. La Giunta regionale, una volta determinato il livello essenziale dei servizi minimi secondo le procedure previste dal successivo articolo 14, provvede ad approvare,sentita la competente Commissione Consiliare che deve esprimersi entro 60 giorni dal ricevimento del progetto, trascorsi i quali il parere si intende acquisito favorevolmente,”;

b)                                                  La lettera i) del comma 1 è abrogata;

c)                                                  Il comma 2 è abrogato.

7.      L'art. 14 della l.r. 23/1999 è sostituito dal seguente:

“Art. 14 Servizi minimi.

1.      Per servizi minimi si intendono i servizi atti a garantire le esigenze essenziali della mobilità per le strutture regionali socio-sanitarie, i principali poli di istruzione, di produzione, terziari e turistici. Ai sensi dell'art. 16, comma 2, del D. Lgs. 422/97, la rete dei servizi minimi è definita tenendo conto:

a)                                                  dell'integrazione tra le reti di trasporto;

b)                                                  del pendolarismo scolastico e lavorativo;

c)                                                  della fruibilità dei servizi da parte degli utenti per l'accesso ai servizi amministrativi, socio-sanitari, culturali e turistici;

d)                                                  della necessità di ridurre la congestione e l'inquinamento;

e)                                                  della necessità di trasporto delle persone con ridotta capacità motoria.

2.      La Regione, dopo aver sentito l’ANCI e tutti i Comuni della Calabria, il Comitato della Mobilità, le Organizzazioni sindacali di categoria, le Associazioni delle imprese di trasporto e quelle dei consumatori, determina, entro il 31 dicembre 2005, d'intesa con le Province, le Comunità montane ed i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, il livello essenziale dei servizi, i servizi minimi di trasporto pubblico locale i cui costi sono a carico del bilancio regionale.

3.      Per il raggiungimento dell'intesa di cui al precedente comma 2, la Regione, convoca apposita conferenza di servizio ai sensi dell'art. 16 del D. Lgs. 422/1997. Ove in tale sede non si raggiunga l'intesa, la Giunta regionale assume la decisione, previo parere favorevole della competente Commissione consiliare, che deve esprimersi entro 60 giorni dal ricevimento della richiesta, trascorsi i quali il parere favorevole si intende acquisito”.

8.      All'art. 16 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  all’articolo 16. comma 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

b)                                                  il corrispettivo e l'eventuale revisione dello stesso nei limiti percentuali in cui può essere prevista anche sulla base di quanto previsto dall'art.6 della legge 537/93, come modificata dall'art. 44 della legge 724/94;”

c)                                                  dopo la lettera d) del comma 3 dell’articolo 16 è inserita la seguente e)
e) Nel caso in cui la gara per l’aggiudicazione dei servizi risulti deserta, ovvero in caso di abbandono anticipato dei servizi da parte dell’impresa aggiudicataria, l’importo a base d’asta potrà essere modificato in ragione di un minor rapporto ricavi\costi rispetto a quello previsto dall’articolo 15 della presente legge.

d)                                                  Il comma 5 è abrogato.

e) Al comma 6 la parola “settennale” è sostituita dalla parola “ottennale”.

9.      All’articolo 21 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a) al comma 1, le parole “lire 2.000.000” sono sostituite dalle seguenti: “1.032,00 euro”;

b) dopo il primo comma è inserito il seguente:

“1. bis” Alle Aziende che violano, in maniera grave e recidiva, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e di secondo livello è applicata una sanzione amministrativa fino al 10% del contratto di servizio.

10.  All'art. 22 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Al comma 2 bis è abrogato l’inciso “già enti di diritto pubblico”;

b)                                                  Dopo il comma 2 ter è aggiunto il seguente comma:
“2. quater. Hanno diritto a usufruire della tessera di libera circolazione sull'intera rete regionale urbana ed extraurbana i non vedenti con cecità assoluta e gli invalidi di qualsivoglia categoria con totale e permanente inabilità lavorativa (100%) e con diritto all'accompagnamento. La tessera di libera circolazione sull'intera rete con validità annuale è rilasciata, a richiesta dell'avente diritto, dal Dipartimento Trasporti, in unico esemplare per invalido e accompagnatore, non utilizzabile disgiuntamente dal solo accompagnatore.”;

c)                                                  Al comma 5 le parole “in divisa” sono così sostituite “nell'uniforme prevista dall'ordine di servizio”.

11.  All'art. 27 della l.r. 23/1999 sono apportate le seguenti modifiche:

a)                                                  Il comma 1 è sostituito dal seguente:

“1. I servizi di trasporto eserciti in concessione alla data del 31 dicembre 2003, ovvero a conclusione dei procedimenti avviati in esecuzione dell'atto di indirizzo di cui al successivo comma 5 nei confronti delle aziende che hanno manifestato la volontà di associarsi, sono provvisoriamente considerati servizi minimi fino alla completa attuazione dell'art. 16, comma 3, della presente legge e fatta salva la prosecuzione dell'attività di verifica e razionalizzazione del trasporto pubblico locale avviata dalla Giunta regionale con la delibera n. 580/2002.”;

b)                                                  Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

“1 bis. Il 31 dicembre 2006 è il termine ultimo di gestione dei servizi di cui al comma 1, in regime di concessione, da parte delle Aziende che già li esercitano, fatto salvo quanto previsto dal successivo comma 5.”

c)                                                  Dopo il comma 1 bis è aggiunto il seguente comma:

“1 ter. L’affidamento a Trenitalia S.p.A. ed a Ferrovie della Calabria S.r.l. dei servizi previsti dagli Accordi di programma di cui agli articoli 8, 9 e 12 del D. Lgs. 422/1997 e successive modifiche ed integrazioni, è prorogato fino al 31 dicembre 2006, tramite contratto di servizio, secondo lo schema approvato dalla Giunta regionale”;

d)                                                  Dopo il comma 1 ter è aggiunto il seguente comma:

“1 quater. La Giunta regionale approva il primo Programma Triennale del Trasporto Pubblico Locale di cui all'art. 10 entro il 30 giugno 2005. Le Province approvano entro il 30 settembre 2005 i Piani di bacino di cui all'art. 11 ed i Programmi triennali di cui all'art. 4, comma 1, lettera d), in attuazione del Programma Triennale del Trasporto Pubblico Locale. Qualora le Province non provvedano ad approvare nei termini stabiliti i piani di bacino ed i programmi triennali, vi provvede la Giunta regionale con l’attivazione dei poteri sostitutivi, ai sensi del precedente articolo 26.”.

e)                                                  Il comma 2 è abrogato;

f)                                                    Dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:

“5 bis. Dopo il 31 dicembre 2005 le Associazioni Temporanee di Imprese e le Società Consortili a r.l. costituitesi in esecuzione del precedente comma 5, affidatarie di servizi di trasporto pubblico locale, potranno continuare a esercire i suddetti servizi, mediante affidamento diretto, fino alla completa attuazione dell'art. 16, comma 3, della presente legge, a condizione che si siano trasformate in Società per azioni ovvero a responsabilità limitata”.

g)                                                  Dopo il comma 5 bis è inserito il seguente:

“5. Ter Nel caso le Associazioni Temporanee di Imprese e le Società consortili a r.l. non si trasformino in società per azioni ovvero a responsabilità limitata entro il termine di cui all’articolo 5 bis, si applicano le norme previste dall’articolo 2 dalla legge regionale n. 18 del 13 agosto 2001 con le procedure recate nell’atto di indirizzo approvato con deliberazione della Giunta regionale n. 481 del 30 giugno 2003.

h)                                                  Dopo il comma 6 è inserito il seguente comma:
“6 bis. Allo scopo di attuare nei termini prefissati la riforma del trasporto pubblico locale, in caso di mancata pubblicazione, entro sei mesi dalla data entro la quale la Giunta regionale è tenuta a deliberare ai sensi dell’art. 14, comma 2, dei bandi di gara per l’affidamento dei servizi di T.P.L., conformi alle disposizioni di cui all’art. 16 della presente legge regionale, la Giunta Regionale è autorizzata a provvedervi nelle forme di urgenza con l’esercizio dei poteri sostitutivi ai sensi del precedente articolo 26.

i)                                                    Dopo il comma 8 è inserito il seguente comma:

“9. La Conferenza di servizio di cui all’articolo 14 comma 3 è convocata entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge di modifica della legge regionale n. 23 del 7 agosto 1999.

Mozione n. 94 a firma dei consiglieri Chiarella, Amendola “Sulla costruzione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo il cui tracciato lambisce il comune di Maida”

Il Consiglio regionale della Calabria

premesso che

nell’ambito della costruzione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo, progettato dall’Enel e che dovrebbe sviluppare una portata di 380.000 Watt, attraversando la Calabria per buona parte in lunghezza, il tracciato previsto lambisce il comune di Maida (Cz) passando a circa 80 metri dalle prime case;

tale intervento ha creato allarme nella popolazione di Maida, la quale preoccupata per le notizie che quasi giornalmente la stampa nazionale fornisce circa i pericoli provocati alla salute dalla presenza di campi magnetici ed elettrodotti, ha manifestato il suo aperto contrasto ad ospitare l’attraversamento dell’elettrodotto nel suo territorio, per come risulta attualmente dal progetto;

il Consiglio comunale di Maida con deliberazione del 27 marzo 2004, interpretando la volontà dei suoi cittadini e con voto unanime, ha proposto all’Enel Spa – nonché alla società che si è aggiudicata l’appalto della realizzazione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo, di modificare il tracciato del progetto riguardante il territorio del detto comune;

è innegabile il ruolo fondamentale di indirizzo della Regione anche per ciò che riguarda la politica ambientale a tutela delle migliori condizioni di vita della sua popolazione e in generale nel determinare una migliore qualità della vita;

il tracciato proposto dal Consiglio comunale di Maida comporterebbe una modica spesa aggiuntiva per l’ente energetico, come da valutazione già effettuata da tecnici qualificati;

impegna il governo regionale

per il tramite dell’assessore regionale al ramo a predisporre ogni opportuna azione affinché l’Enel Spa e la società appaltatrice dei lavori di realizzazione dell’elettrodotto Rizziconi-Laino Borgo, accolgano la proposta di modifica del tracciato attualmente previsto secondo le seguenti prescrizioni: a) attraversamento della vallata senza avvicinarsi all’abitato o alternativamente interrare la conduttura in prossimità dell’abitato; b) traslazione del tracciato all’infuori dell’area Pip, di un centinaio di metri dalla previsione originaria in zona né coltivata né abitata.