VII Legislatura

48.

Seduta di lunedì 25 marzo 2002

 

Presidenza del Presidente Luigi Fedele

La seduta inizia alle 20,00

PRESIDENTE

Franco PILIECI, Segretario

Legge il verbale della seduta precedente.

(E’ approvato)

Comunicazioni

PRESIDENTE

Legge le comunicazioni.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di interrogazioni

Franco PILIECI, Segretario

Legge le interrogazioni presentate alla Presidenza.

(Sono riportate in allegato)

Annunzio di risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE

E’ pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni: numero 153 a firma del consigliere Borrello, 160 a firma del consigliere Napoli, 176 a firma del consigliere Tripodi Pasquale.

(Sono riportate in allegato)

In memoria del professor Marco Biagi

PRESIDENTE

Colleghi, prima di iniziare i lavori, credo sia doveroso da parte di questa nostra Assemblea regionale, testimoniare non solo il nostro cordoglio per la tragica uccisione del professor Biagi e la nostra vicinanza alla famiglia, ma anche il nostro rifiuto e la nostra condanna per il terrorismo.

(I Consiglieri in piedi osservano un minuto di silenzio)

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fuda. Ne ha facoltà.

Sull’ordine dei lavori

Pietro FUDA

Signor Presidente, chiedo sia inserito all’ordine del giorno il progetto di legge che lei ha annunciato poco fa, quello recante “modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 dicembre 2000, numero 21”, dal momento che è stato sottoscritto all’unanimità da tutti i capigruppo dei partiti presenti in Consiglio regionale, se lo possiamo inserire nell’ordine del giorno e votarlo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la richiesta di inserimento all’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva)

Quindi si passa al primo punto all’ordine del giorno odierno: progetto di legge, recante – “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 dicembre 2000, numero 21” a firma di tutti i capigruppo…

(Interruzione dell’onorevole Tripodi Michelangelo)

L’ho già detto che lo inseriamo al primo punto all’ordine del giorno.

(Interruzione)

Pongo in votazione l’inversione dell’ordine del giorno.

(Il Consiglio approva all’unanimità)

Progetto di legge numero 259/7^di iniziativa dei consiglieri Fuda, Torchia, Nucera, Mistorni, Pirilli, Crea, Guagliardi, Trioidi M., Borrello, Tommasi, Incarnato, Tripodi P., Pezzimenti recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 dicembre 2000, numero 21

PRESIDENTE

Non essendoci richieste di parola, si passa all’esame dell’articolato.

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato all’unanimità)

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato all’unanimità)

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato all’unanimità)

Pongo in votazione la legge nel suo complesso.

(Il Consiglio approva all’unanimità)

(E’ riportata in allegato)

Progetto di legge unificato numero 26/7^ e numero 297/6^, recante: “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio. Legge urbanistica della Calabria

PRESIDENTE

Passiamo al secondo punto all’ordine del giorno: progetto di legge unificato numero 26/7^ e numero 297/6^, recante – “Norme per la tutela, governo ed uso del territorio. Legge urbanistica della Calabria”.

A questo proposito la Giunta regionale ha presentato un emendamento interamente sostitutivo che avete avuto in distribuzione.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Torchia. Ne ha facoltà.

Giuseppe TORCHIA

Presidente, colleghi, ho letto questo emendamento sostitutivo presentato dall’assessore, credo per conto della Giunta regionale, e prima di entrare nel merito dei singoli articoli, sento il bisogno di esprimere una considerazione, e la esprimo anche a nome dei colleghi Tripodi e Morrone, sul metodo seguito per quanto riguarda questa legge.

Ricordo a me stesso, prima che agli altri colleghi, che ci troviamo di fronte ad una legge che è stata licenziata dalla Commissione all’unanimità, ma arrivata in Consiglio, si presentano centinaia di emendamenti e, alla fine, ci viene presentato un emendamento sostitutivo da parte della Giunta.

Riteniamo di non potere accettare un metodo del genere, anche perché si viene a creare un precedente assai grave che potrà, in seguito, provocare delle distorsioni in quello che è il processo redigente, così come è stabilito nello Statuto e nel Regolamento ancora in vigore del nostro Consiglio regionale.

A prescindere da questa considerazione sull’iter di questa legge, sempre anche a nome dei colleghi Tripodi e Morrone, debbo dichiarare che, nonostante questo iter seguito, intendiamo contribuire all’approvazione della legge urbanistica per la Regione Calabria, naturalmente presentando le nostre osservazioni e gli eventuali nostri emendamenti all’emendamento sostitutivo presentato dall’assessore per conto della Giunta regionale.

E’, poi, da rilevare che questo metodo seguito per quanto riguarda l’iter di questa legge fa seguito a tanti altri episodi che si sono verificati in questi quasi due anni di legislatura del nostro Consiglio regionale, che ci spingono ad assumere una posizione politica centrale ed autonoma dagli schieramenti, il che naturalmente comporterà un nostro atteggiamento anche per quanto riguarda le prossime elezioni, siano esse amministrative o di altro tipo. Voglio dire che noi assumiamo una posizione centrale autonoma dagli schieramenti in questo Consiglio e dichiariamo sin da questo momento che, in occasione delle elezioni, noi baderemo più agli schieramenti che ai programmi, che debbono essere redatti nell’interesse delle popolazioni calabresi.

PRESIDENTE

Il relatore di questa legge, collega Torchia, cioè l’onorevole Morrone, aveva già fatto la sua relazione nella scorsa seduta. Siccome l’onorevole Morrone ha seguito passo passo tutto l’evolversi del procedimento e anche per una certa economia di tempi, se siete d’accordo, farei leggere a lui stesso gli articoli; poi ognuno è libero di intervenire, come è sempre stato.

Ennio MORRONE, relatore

Dovremmo iniziare dall’articolo 1: “Oggetto della legge”. Se l’Aula è d’accordo, poiché l’articolo 1 è quello licenziato dalla Commissione, non è stato modificato, possiamo evitare di leggerlo, leggo solamente l’oggetto della legge, sarebbe il “Titolo 1°, disposizioni generali, articolo 1, oggetto della legge”. Qui non è stato modificato alcunché e se l’Aula è d’accordo, potremmo procedere all’approvazione senza leggere l’intero articolo 1.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Borrello. Ne ha facoltà.

Antonio BORRELLO

Al testo che ci ha presentato l’assessore come emendamento sostitutivo – quindi devo ritenere che l’Aula ha già assunto questa decisione di discutere sull’emendamento interamente sostitutivo – Presidente, con i limiti che il tempo ci ha permesso, ho dato una lettura, però il punto che volevo porre è questo: siccome stamattina ho presentato ulteriori emendamenti, però facendo riferimento al vecchio testo, volevo sapere rispetto al nuovo testo – perché, a questo punto, potrebbero non coincidere articoli, commi e quant’altro – che tipo di procedure seguiamo.

PRESIDENTE

Gli emendamenti presentati stamattina si riferivano al vecchio testo?

Antonio BORRELLO

Sì, certo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

L’onorevole Torchia ha posto un problema e credo che abbia una validità e quindi noi dobbiamo fare le cose nei modi giusti e tenendo conto di seriamente e regolarmente si forma una legge.

La Commissione ha licenziato un testo della nuova legge urbanistica, a quel testo sono stati presentate alcune centinaia di emendamenti, l’assessore – opportunamente dal suo punto di vista – ha ritenuto di fare un lavoro di riorganizzazione e di presentazione di una sorta di emendamento interamente sostitutivo, ma ha anche riferito tutti gli emendamenti ai singoli articoli.

Non credo che possiamo partire dal testo di emendamento interamente sostitutivo, dobbiamo ragionare nell’approvazione della legge partendo dal testo originario della Commissione e mettendo in votazione tutti gli emendamenti presentati dall’assessore o da altri al testo originario, quello uscito dalla Commissione. Su quel testo ci sono gli emendamenti del governo, quelli dei singoli consiglieri regionali che sono stati depositati precedentemente, quindi si procede sul vecchio testo, si discutono gli emendamenti di volta in volta, rispetto ai punti e agli articoli per come sono stati presentati, si va al voto, si segue la procedura normale quando ci sono gli emendamenti e un testo di discussione.

Credo che questo sia il modo più giusto…

(Interruzione)

Quello è un altro aspetto…

(Interruzione)

Sì, però intanto dobbiamo fissare un cardine che, a mio avviso, è il testo originario uscito dalla Commissione, su quel testo ci sono gli emendamenti oggi presentati dal governo, prima c’erano quelli presentati da singoli consiglieri; tutti questi emendamenti del governo e dei singoli consiglieri si pongono in votazione rispetto al vecchio testo già approvato e licenziato dalla Commissione all’unanimità.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fuda. Ne ha facoltà.

Pietro FUDA

Presidente, intervengo per tentare di accelerare i lavori.

A me sembra di aver capito che il lavoro fatto dall’assessore Bonaccorsi oggi sia stato quello di operare una ricognizione su tutti o quasi tutti gli emendamenti presentati, dico quasi tutti perché certamente sono da escludere gli emendamenti presentati dall’onorevole Borrello e da qualche altro collega che ha presentato stasera ancora emendamenti.

Il testo proposto come emendamento interamente sostitutivo dall’assessore Bonaccorsi mi pare di capire che sia quello più avanzato, dove si fa il massimo sforzo di recepire tutti gli emendamenti compatibili con la filosofia del progetto originario, presentati sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

Nella riunione abbiamo stabilito che, una volta presa contezza dell’emendamento interamente sostitutivo, ognuno avrebbe valutato se riproporre alcuni emendamenti dei quali non si era tenuto conto o se non farlo. Io ne avevo presentati 122 e li ho ritirati tutti, allora un conto è discutere, onorevole Tripodi, su 450 emendamenti, un altro è discutere su 350.

Io direi di partire dal testo interamente sostitutivo e discutiamo perché, a mio avviso, è giusta l’osservazione dell’onorevole Borrello quando dice: “Adesso mi trovo con una sfasatura”. Allora è giusto che lui esamini il testo sostitutivo presentato dall’assessore Bonaccorsi e correli gli emendamenti a quegli articoli e con questo metodo credo che arriveremo qualche ora prima a conclusione.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Borrello.

Antonio BORRELLO

Anche per capire che tipo di percorso vogliamo seguire e quindi faccio l’avvocato del diavolo. Premetto che, sia che discutiamo sul testo originario che su quello interamente sostitutivo, comunque le osservazioni che uno ha da fare, in ogni caso, le fa; poi il Consiglio recepisce, boccia, questo non è un problema, però se grazie alla lettura un poco più approfondita del testo interamente sostitutivo, ci può essere la necessità di proporre dei subemendamenti – chiamiamoli come vogliamo – in che termini individuiamo le procedure ed il percorso perché questo possa avvenire, collega Fuda. Si fa tutto in Aula direttamente?

PRESIDENTE

Onorevole Borrello, questo lo possiamo fare direttamente in Aula. A questo punto, onorevole Morrone, vuol dire che leggerò il testo io stesso riga per riga, quindi non ci sono problemi, quando ci saranno da trattare degli emendamenti li discuteremo.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato le considerazioni che svolgeva l’onorevole Fuda, però, pur prendendo atto dello sforzo fatto dalla Giunta regionale e, in particolare, dall’assessore Bonaccorsi che si è fatto carico di recepire, in qualche modo, tutto l’insieme degli emendamenti proposti al testo licenziato dalle Commissioni, se a questo sforzo bisogna dare atto, credo comunque che gli emendamenti depositati e quindi presentati in Aula debbano essere distribuiti al fine di consentire a ciascun consigliere regionale di poter valutare la rispondenza della proposta che ha recepito da parte dell’assessore Bonaccorsi alla proposta di emendamento a suo tempo depositato.

Credo, quindi, che per procedere all’esame sia necessario che ciascun consigliere disponga degli emendamenti a suo tempo depositati.

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, stiamo già per provvedere alla distribuzione perché le copie erano state presentate, così ogni consigliere – come giustamente lei dice – può seguire gli emendamenti e se sono stati recepiti o meno anche dal testo originario.

Passiamo alle disposizioni generali, articolo 1…

Prego, onorevole Dima.

Giovanni DIMA

Presidente, giusto per capire e soprattutto per dare ordine materiale alle carte che abbiamo sugli scanni, mi sembra che ci sia un testo licenziato dalle Commissioni, poi c’è un testo completamente sostitutivo del testo licenziato dalla Commissione e poi c’è l’ultimo malloppo che sono gli emendamenti.

Intanto, la prima cosa: gli emendamenti sono relativi al testo licenziato dalle Commissioni? Sì. Per cui si impone, Presidente, al di là del merito, un problema di coordinamento fisico, materiale di ordine di idee, perché il consigliere che vuole seguire attentamente il giudizio o comunque il merito di un emendamento deve avere un testo di riferimento e, a questo punto, dobbiamo stabilire qual è il testo di riferimento, se è quello dell’assessore Bonaccorsi oppure quello licenziato dalle Commissioni. Anche qui ritengo che potremmo trovare una sorta di sintesi o comunque di mediazione.

Ho dato una lettura molto superficiale, potremmo per esempio stasera licenziare i primi dieci articoli che sono le norme di carattere generale. Che cosa comporta questo? Comporta, evidentemente, un’assunzione di impegno da parte di quest’Aula che va nella direzione di licenziare i primi dieci articoli del testo Bonaccorsi, per intenderci, e poi impegnarci nella valutazione di merito rispetto agli emendamenti e al resto dell’articolato, ma anche qui chiarendo che dobbiamo partire comunque dal testo Bonaccorsi.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta che ha prospettato l’onorevole Dima mi sembra ragionevole perché consente al Consiglio regionale e a ciascun consigliere di poter sull’insieme, tra l’altro copioso, di proposte di emendamenti e di proposte riassuntive pervenire ad una valutazione la più confacente alla qualità dell’elaborato normativo che è in discussione in Consiglio. Peraltro, la proposta che rivolge al Consiglio l’invito di approvare il Titolo 1° della legge che è quello che richiama i princìpi della legge e quindi fino all’articolo 9, poiché sugli articoli dall’1 al 9, pur esistendo una proposta che viene da parte della Giunta relativamente agli articoli 5, 6, 8, 8 bis e 9, credo che questa sera, proprio perché trattasi dei princìpi generali, possa essere accolta e differire ad una seduta che dia la possibilità nell’intervallo temporale di poter esaminare da presso le proposte ed effettuare la collazione tra i diversi emendamenti e i diversi testi portati all’attenzione dei consiglieri.

Perciò la proposta formulata dall’onorevole Dima credo che possa essere accolta dall’Aula.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Dima.

Giovanni DIMA

Presidente, ritorno sull’argomento chiarendo anche alcuni aspetti che devono essere elementi essenziali dell’accordo che facciamo questa sera, cioè il primo è che si parta dal testo Bonaccorsi, votiamo i primi dieci articoli che costituiscono il Titolo 1°, dopodiché il prosieguo dei lavori a seduta aggiornata, si partirà con gli emendamenti sempre sul testo Bonaccorsi, cioè in altri termini quello licenziato dalla Commissione scompare dalla nostra discussione.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tommasi. Ne ha facoltà.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, mi sembra che la proposta dell’onorevole Dima vada nella direzione che il mio gruppo condivide appieno, lo condivide il mio gruppo e lo condivide il centro-sinistra e la responsabilità del centro-sinistra stasera nei confronti della Calabria è alta, lo dimostra il fatto che garantiamo il numero legale a quest’Aula. Quindi stasera siamo qui presenti per dimostrare alla Calabria e ai calabresi quanto sia forte il nostro impegno in Consiglio regionale, nonostante siamo forze di opposizione.

La proposta di Dima – dicevo – va in questa direzione, approviamo stasera il Titolo 1° e nella seduta successiva presentiamo gli emendamenti, se ce ne sono da presentare, al testo Bonaccorsi. Così siamo disponibili immediatamente a lavorare con emendamenti scritti, se ce ne sono da presentare, con una discussione con la quale trovare la possibilità di poter approvare al più presto questa importante legge.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Mistorni. Ne ha facoltà.

Giuseppe MISTORNI

La proposta Dima è accettabile anche perché, noi del gruppo dei Popolari e della Margherita abbiamo valutato che è necessario un ulteriore approfondimento almeno sulla parte che riguarda il Titolo 2°, proprio in virtù dell’elaborato presentato dall’assessore Bonaccorsi.

Perciò riteniamo, per spirito di collaborazione e per mandare avanti i lavori, che si possa procedere all’approvazione degli articoli che riguardano il Titolo 1°.

Per quanto riguarda il resto, è chiaro che gli emendamenti non si possono esplicitare in Aula in maniera verbale, allora è necessario che alcuni emendamenti che non sono stati recepiti nella proposta Bonaccorsi vengano ripresentati per iscritto, per cui è necessario che quantomeno ci sia un lasso di tempo ragionevole.

PRESIDENTE

Procediamo, questa sera, con l’articolato che riguarda il Titolo 1°. Per quanto riguarda gli altri articoli, se siete d’accordo – e mi auguro che lo siate – proporrei di continuare mercoledì in modo da concludere, quindi dando domani anche un po’ di tempo perché si possa fare questo lavoro che avete chiesto. Mercoledì mattina riconvochiamo il Consiglio alle 11,00, così in un paio di ore riusciamo a portare a termine questo provvedimento.

Andiamo, adesso, all’articolato. oggetto della legge… l’onorevole Morrone che è il relatore, se vuole…

Ennio MORRONE, relatore

Se l’Aula è d’accordo, poiché l’articolo 1 non presenta alcun cambiamento nel testo presentato dall’assessore Bonaccorsi da quello approvato dalla Commissione, direi di non leggerlo, darlo per letto e passare alla votazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 1.

(E’ approvato all’unanimità)

Articolo 2, “La partecipazione”

Ennio MORRONE, relatore

Anche l’articolo 2 non presenta alcun cambiamento, quindi direi di non leggerlo e di passare all’approvazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 2.

(E’ approvato all’unanimità)

Ennio MORRONE, relatore

Anche l’articolo 3, “Princìpi generali della panificazione territoriale e urbanistica”, non presenta variazioni.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 3.

(E’ approvato all’unanimità)

Ennio MORRONE, relatore

L’articolo 4, “Sussidiarietà”, non presenta variazioni.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato all’unanimità)

Ennio MORRONE, relatore

L’articolo 5, invece, “I sistemi della panificazione territoriale e urbanistica”, presenta una sola variazione. Il comma 2, praticamente, recita così: “La definizione dei sistemi di cui al comma precedente è compito prioritario e specifico della Regione”. Non presenta, tranne la parola “Regione”, alcuna variazione, per cui direi di non leggerlo e di approvare anche questo.

(Interruzione)

Qtr”, sì, c’è un errore di battitura. Faceva osservare l’onorevole Fuda che al comma 2, erroneamente, nel testo dell’assessore compare la parola “Ptr” al posto della parola “Qtr”. E’ un refuso…

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 5 così come illustrato dal relatore.

(E’ approvato all’unanimità)

Articolo 6: “Modalità di intervento e di uso”.

Ennio MORRONE, relatore

Anche qui è leggermente cambiato, quindi lo leggiamo. Articolo 6: “1. La panificazione territoriale ed urbanistica si attua ai fini della presente legge attraverso definizione, valutazione e previsione di intervento e di uso del territorio.

2. Le modalità di intervento si articolano in azioni tipologiche così definite:

a) conservazione, il cui fine è mantenere, ripristinare o restaurare i connotati costitutivi dei sistemi naturalistico-ambientali, insediativi e relazionali, ovvero di loro parti o componenti, nonché degli usi compatibili a loro afferenti;

b) trasformazione, il cui fine è l’adeguamento dei sistemi naturalistico-ambientali, insediativi e relazionali, ovvero di loro parti o componenti, mediante l’introduzione di nuove soluzioni funzionali e di forma, purché compatibili con i loro connotati costituiti e di uso;

c) nuovo impianto, il cui fine è la previsione di ampliamenti e/o di nuove parti dei sistemi insediativi e relazionali, eventualmente mutando le condizioni naturali preesistenti, previa verifica di compatibilità e di coerenza.

3. Le modalità d’uso si articolano nelle seguenti tipologie: insediativa, produttiva, culturale per la crescita sociale dei singoli e delle comunità, infrastrutturale, materiale ed immateriale, agricolo-forestale, uso misto”.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 6 così come illustrato dal relatore.

(E’ approvato)

(Interruzione)

Ennio MORRONE, relatore

Va beh, in coordinamento formale, questa è una questione di forma.

L’articolo 7 è rimasto lo stesso, gli ambiti della panificazione territoriale, per cui direi di passare all’approvazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 7…

(Interruzione dell’onorevole Galati)

Prego, onorevole Galati

Francesco GALATI

C’era un emendamento che non è stato accolto, cioè dopo la lettera e) c’era scritto “i territori dei consorzi di bonifica”.

Ennio MORRONE, relatore

…rispettato, comunque se c’è un emendamento, ne discutiamo.

(Interruzioni)

Francesco GALATI

…una lettera e), si aggiungevano “i territori dei consorzi di bonifica”.

Ennio MORRONE, relatore

Il relatore è d’accordo.

PRESIDENTE

Allora emendamento all’articolo 7, aggiungendo anche la lettera e), così come annunciato. Lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 7 così come emendato.

(E’ approvato all’unanimità)

Articolo 8.

Ennio MORRONE, relatore

Bisogna leggerlo perché vi sono alcune aggiunte: “1. E’ istituito presso l’assessorato all’urbanistica e ambiente della Regione il sistema informativo territoriale e l’Osservatorio di trasformazione territoriale, il cosiddetto sito. In esso confluiscono tutti gli atti di panificazione, le informazioni cartografiche realizzate dagli enti ed organismi regionali e subregionali e le risorse a tale scopo destinate. Il sito costituisce lo strumento conoscitivo di base per la definizione delle strategie degli atti di governo del territorio, ivi compresa l’allocazione in quest’ultimo delle risorse per la verifica dei loro effetti. Il sito:

a) cura la realizzazione della cartografia di base regionale e delinea norme e criteri per la formazione della cartografia tematica informatizzata;

b) approfondisce e diffonde la conoscenza delle risorse e delle trasformazioni del territorio regionale;

c) fornisce ai soggetti competenti per la programmazione economica e la panificazione territoriale e urbanistica le informazioni necessarie per la redazione, la verifica e l’adeguamento dei diversi strumenti, comprese le informazioni riguardanti i progetti di intervento finanziati e/o cofinanziati dall’Unione, dallo Stato e dalle altre Regioni;

d) registra gli effetti indotti dall’applicazione delle normative e dall’azione di trasformazione del territorio;

e) sviluppa e coordina i flussi informativi fra gli enti titolari delle informazioni territoriali presenti nella regione, nonché elabora quelli contenuti nella banca dati sui centri storici calabresi”.

Qui, adesso, c’è l’integrazione.

“I flussi e i dati suddetti vengono costantemente implementati dalle informazioni trasmesse dalle amministrazioni comunali e dagli altri enti titolari di potestà urbanistica concernente il rilascio dei permessi di costruire e di altri atti abilitativi rilevanti ai fini del presente articolo. A tal fine il sito si implementa di un sistema di collegamento costante con gli sportelli unici per l’edilizia istituiti presso le Province e i Comuni ai sensi dell’articolo 66 ter”.

Poi c’è la lettera f) che è uguale a quella approvata dalla Commissione, la lettera g)… la lettera h), invece, “stabilisce i collegamenti con i rispondenti servizi informativi dell’Unione, della Repubblica e delle altre Regioni”.

La lettera i), il comma 4, il comma 5 e il comma 6 sono quelli approvati dalla Commissione. Quindi l’unica è la lettera e) che è stata emendata.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 8.

(E’ approvato all’unanimità)

Articolo 9.

Ennio MORRONE, relatore

Articolo 9 della nuova legge che sarebbe 8 bis perché questo è un articolo aggiunto, comunque 9 in base all’articolato dell’assessore: “Nucleo” – questo è un articolo totalmente nuovo – “di valutazione urbanistico territoriale. 1. La delibera di cui al quinto comma del precedente articolo 8 istituisce il nucleo di valutazione urbanistico territoriale della Regione Calabria.

2. E’ compito del nucleo:

a) monitorare le attività di valutazione di cui al successivo articolo 10;

b) esprimere alla Giunta regionale pareri in merito alla definizione del Qtr e i suoi rapporti con il sistema informativo territoriale; parere delle prescrizioni di carattere territoriale degli atti e documenti della panificazione settoriale regionale e loro traduzione in termini informatici;

c) predisporre un rapporto annuale sullo stato della panificazione del territorio regionale da presentarsi alla Giunta regionale che con proprio parere, entro trenta giorni dalla ricezione, lo trasmetterà con propria delibera al Consiglio regionale per la definitiva approvazione;

d) fornire, su richiesta, ogni forma di assistenza alla struttura del Sito e agli sportelli unici per l’edilizia.

3. Del nucleo di valutazione faranno parte: l’assessore regionale all’urbanistica e all’ambiente che lo presiede; i dirigenti dei servizi urbanistici e ambiente del dipartimento regionale relativo; il segretario dell’Autorità di bacino; gli assessori provinciali all’uopo delegati” – qui è scritto “dalla Giunta provinciale” ed è sbagliato – “dal Presidente…”…

Quindi c’è una piccola rettifica sul testo, Presidente: al posto della “Giunta provinciale”, “dal Presidente della Provincia; un delegato dell’Anci, uno dell’Uncem e uno dell’Ance; un delegato in rappresentanza dei Parchi della Regione Calabria; un delegato designato di concerto dai Presidenti degli ordini provinciali degli architetti e dell’ordine provinciale degli ingegneri; un rappresentante designato da ognuna delle Università calabresi.

4. Da numero 3 esperti nominati dal Presidente della Giunta regionale, con particolare competenza in materia di panificazione urbanistica, territoriale, tutela e conservazione del patrimonio storico, architettonico e paesaggistico della Calabria.

5. I componenti il nucleo di valutazione sono nominati con decreto del Presidente della Giunta regionale e durano in carica per l’intera durata della legislatura e comunque fino alla designazione dei sostituti.

6. La legge regionale di bilancio approvata nell’anno di costituzione del nucleo provvederà all’allocazione dei relativi oneri per il funzionamento del nucleo stesso nel corso della legislatura”.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

…per una integrazione per quanto riguarda gli ordini provinciali degli architetti. Credo che, anche alla luce della riforma intervenuta, così come in altri articoli della legge quest’ordine viene definito nei modi nuovi con i quali viene oggi definito, anche qui dobbiamo fare la stessa correzione, quindi ordine provinciale degli architetti, paesaggisti, conservatori e pianificatori. L’ordine è così adesso, per cui chiederei questa rettifica.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Dima. Ne ha facoltà.

Giovanni DIMA

ovviamente, inserire anche un rappresentante dell’Unione regionale delle bonifiche, perché abbiamo accettato quell’emendamento del collega Galati e ritengo, per armonia e coerenza, vada anche inserito un rappresentante dell’Unione regionale delle bonifiche.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Galati.

Francesco GALATI

Vorrei che fosse abolita la lettera a), “monitorare le attività di valutazione di cui al successivo articolo 10”, perché a me sembra che ci sia una invadenza di questo nucleo di valutazione nelle competenze che sono proprie della Provincia e dei Comuni in quanto all’articolo successivo è scritto che “la Regione, le Province e i Comuni provvedono, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione e di approvazione dei propri piani, alla valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e territoriale…”, quindi lo devono fare i Comuni, non devono avere questo monitoraggio da parte del nucleo di valutazione.

Io vorrei che fosse abolita la lettera a).

PRESIDENTE

Il relatore su questo?

Ennio MORRONE, relatore

Personalmente, non sono molto d’accordo – comunque poi sono i colleghi a decidereperché non è che monitorare un’attività significa censurarla o entrare nel merito, significa solamente monitorare, cioè osservare e penso che sia produttivo.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Senatore. Ne ha facoltà.

Raffaele SENATORE

Presidente, solo per coordinare anche meglio il testo, volevo che si inserisse su questo articolo anche l’associazione Unione piccoli Comuni, perché nel successivo articolo 11, infatti, è inserita, mentre nel 10… Questa è, di per sé, una discrepanza.

PRESIDENTE

Il relatore è d’accordo su questa ultima aggiunta?

Ennio MORRONE, relatore

Sì.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 9 così come descritto dal relatore e così come emendato dai colleghi col coordinamento formale, esclusa la proposta dell’onorevole Galati che ha ritirato, mi sembra.

(E’ approvato all’unanimità)

Ennio MORRONE, relatore

Articolo 10: “Valutazione di sostenibilità e di impatto ambientale. 1. La Regione, le Province e i Comuni provvedono, nell’ambito dei procedimenti di elaborazione e di approvazione dei propri piani, alla valutazione preventiva della sostenibilità ambientale e territoriale degli effetti derivanti dalla loro attuazione, nel rispetto della normativa dell’Unione e della Repubblica, attraverso le verifiche di coerenza e compatibilità.

2. La verifica di coerenza accerta che i sistemi naturalistico-ambientali, insediativi e relazionali, definiti in base ai princìpi ed alle procedure di cui alla presente legge, siano coerenti con quelle della panificazione vigente, ai diversi livelli, e si applica agli obiettivi della panificazione strutturale ed operativa; vale a dire:

a) alla tutela e conservazione del sistema naturalistico-ambientale;

b) all’equilibrio e funzionalità del sistema insediativo;

c) all’efficienza e funzionalità del sistema relazionale;

d) alla rispondenza con i programmi economici.

3. La verifica di compatibilità accerta che gli usi e le trasformazioni del territorio siano compatibili con i sistemi naturalistico-ambientali, insediativi e relazionali, definiti in base ai princìpi e alle procedure di cui alla presente legge. Essa trova applicazione nelle modalità di intervento della panificazione strutturale ed operativa ed è rivolta:

a) a perseguire la sostenibilità degli interventi antropici rispetto alla quantità e qualità delle acque superficiali e sotterranee, alla criticità idraulica del territorio ed all’approvvigionamento idrico, alla capacità di smaltimento dei reflui, ai fenomeni di dissesto idrogeologico e di instabilità geologica, alla riduzione ed alla prevenzione del rischio sismico, al risparmio e all’uso ottimale delle risorse energetiche e delle fonti rinnovabili;

b) a rendere possibile il restauro e la riqualificazione del territorio, con miglioramento della funzionalità complessiva attraverso una razionale distribuzione del peso insediativo della popolazione e delle diverse attività;

c) a realizzare una rete di infrastrutture, impianti, opere e servizi che assicurino la circolazione delle persone, delle merci e delle informazioni, assicurata anche da sistemi di trasporto tradizionali ed innovativi, con la relativa previsione di forme d’interscambio e connessione, adottando soluzioni tecniche e localizzative finalizzate alla massima riduzione degli impatti sull’ambiente.

4. Gli enti titolari del governo del territorio, preliminarmente all’adozione degli atti di panificazione strutturale, danno vita a procedure di verifica della coerenza e della compatibilità di tali atti con gli strumenti della panificazione urbana e territoriale e con i piani di settore, ove esistenti, ai fini della valutazione di sostenibilità.

5. Le procedure di verifica sono attuate attraverso la conferenza di panificazione, convocata ai sensi dell’articolo 13.

6. Nelle ipotesi contemplate nella direttiva 2001/42/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale numero 197 del 21 luglio 2001, si opera in conformità alle disposizioni contenute nella direttiva stessa, specie per quanto attiene gli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 8 e 9.

7. In attuazione anticipata delle citate disposizioni comunitarie, lo studio di impatto ambientale deve riguardare l’insieme degli effetti, diretti e indiretti, a breve e a lungo termine, permanenti e temporanei, singoli e cumulativi, positivi e negativi, che i piani anzidetti hanno sull’ambiente, inteso come sistema complesso delle risorse naturali ed umane (uomo, fauna, flora, suolo e sottosuolo, mare, acque superficiali e sotterranee, aria, clima, paesaggio, ambiente urbano e rurale) e delle loro reciproche interazioni. Nelle procedure di formazione e di approvazione degli strumenti di panificazione qualunque soggetto può presentare, nei periodi di pubblicazione previsti, osservazioni e proposte in ordine alla compatibilità ambientale e di esse deve tenersi conto ai fini dell’approvazione dello strumento. In sede di definitivo recepimento nell’ordinamento regionale della citata direttiva 2001/42/Ce, da effettuarsi entro dodici mesi dall’entrata in vigore della presente legge, saranno definite le norme procedimentali di dettaglio e le relative competenze. Fino a tale data le determinazioni in merito alle richieste di valutazione di impatto ambientale sono adottate dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore all’urbanistica e ambiente”.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Presidente, su questo articolo ex 9, adesso articolo 10, devo dire che c’è stata un’integrazione anche importante, l’aggiunta di due commi e credo che sia accoglibile la proposta presentata dall’assessore per il governo.

Avevo presentato – e, per la verità, lo ripropongo e lo mantengo – un emendamento che era aggiuntivo e che non trovo dentro la proposta integrativa presentata. Do lettura dell’emendamento per capire se è accoglibile – e io credo di sì, anche perché mi pare ci sia uno sforzo che va in quella direzione – io sono perché alcune cose siano obbligatorie e non facoltative, ma non mi pare che ancora ci siamo nella proposta presentata.

La proposta di aggiunta, quindi un comma aggiuntivo – prima proponevo il comma 6, adesso diventa il comma 8 – è di questa natura: “Per quanto riguarda i singoli progetti, pubblici e privati, relativi alla realizzazione di interventi e di opere di importanza o dimensioni rilevanti, è obbligatoria la valutazione di impatto ambientale ai sensi ed in conformità al Dpr 27 dicembre ’88 e delle altre norme nazionali.

In attesa di apposita normativa regionale, la verifica della compatibilità dei progetti con il contesto ambientale di riferimento nonché della loro integrazione nel tessuto territoriale interessato è obbligatoria per le categorie di opere individuate con apposito atto della Giunta regionale su proposta dell’assessore regionale all’urbanistica e ambiente, ad integrazione delle categorie già individuate con le norme nazionali, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di efficacia della presente legge”.

Quindi è un’aggiunta ed è l’introduzione di un principio che comunque, rispetto ad alcune opere che hanno un rilevante interesse e una dimensione importante, è necessaria e dunque obbligatoria la valutazione di impatto ambientale e, rispetto a questo, chiedo l’approvazione di questo emendamento.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tommasi. Ne ha facoltà.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, colleghi, come già ha accennato il collega Tripodi, è con grande soddisfazione che il gruppo dei Verdi vede accolto l’emendamento sull’inserimento della valutazione di impatto ambientale in questa legge, fermo restando che l’articolo 10 dentro le norme generali del Titolo 1° è di un’importanza vitale per quanto riguarda lo sviluppo sostenibile nella nostra regione.

Il progetto di legge di valutazione di impatto ambientale è giacente in Commissione, da dodici mesi se ne richiede l’approvazione e chiedo al collega Senatore che la legge di valutazione di impatto ambientale dopo l’approvazione di questo articolo, diventi uno dei primi progetti di legge che come quarta Commissione andiamo a discutere e ad approvare, perché ha un’importanza – come dicevo – vitale, fermo restando che rispetto all’emendamento del collega Michelangelo Tripodi, chiedo all’assessore Bonaccorsi, vista l’importanza che riveste, che venga accolto perché serve a tutelare eventuali anomalie.

PRESIDENTE

L’assessore, su questo punto, se vuole intervenire…

Paolo BONACCORSI, assessore all’urbanistica

Per quel che attiene le considerazioni dell’onorevole Tripodi, volevo far notare che l’introduzione della valutazione di impatto ambientale – strategica sui piani – è coerente con la finalità della legge che è legge urbanistica, prevalentemente. La valutazione a cui allude, giustamente, l’onorevole Tripodi è peraltro una valutazione di impatto ambientale su opere o interventi che quindi ha una sede della materia diversa che potrebbe essere, certamente se ci fosse una legge regionale sulle opere pubbliche e comunque una legge completa e organica sulla valutazione di impatto ambientale e delle singole opere di interventi che è già presso le Commissioni competenti e che già in più di una occasione abbiamo affermato essere in fase di approvazione almeno entro otto-nove mesi.

Quindi io lo inviterei a ritirare l’emendamento, tenendo conto che la valutazione di impatto ambientale per le singole opere merita una sede specifica anche per ragioni di carattere procedurale che mal si legano alle finalità urbanistiche e alla struttura di regolamentazione urbanistica di questa legge.

PRESIDENTE

Il relatore?

Ennio MORRONE, relatore

Intanto volevo dire che con questo emendamento il governo ha già accolto quanto proposto dall’onorevole Tripodi perché così come era in precedenza l’articolo parlava solamente di valutazione di sostenibilità, mentre oggi si aggiunge di impatto ambientale. Quindi dobbiamo ringraziare l’onorevole Tripodi per l’emendamento presentato che è stato accolto dal governo ed è stato ritenuto accoglibile dal relatore.

Per quanto concerne il successivo emendamento, io condivido l’orientamento del governo di soprassedere in questa fase, per poi procedere con la legge già presentata.

PRESIDENTE

Quindi andiamo al voto su questo articolo così come illustrato dal relatore.

(E’ approvato)

Il titolo primo è terminato e per il momento ci fermiamo qui.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Dima. Ne ha facoltà.

Sull’ordine dei lavori

Giovanni DIMA

Giusto per contribuire se è possibile ancora una volta ad una proposta per domani mattina o per…

(Interruzione)

…mercoledì benissimo.

Anche qui c’è un doppio problema. Abbiamo qui questi emendamenti che ovviamente sono stati presentati sulla base del vecchio testo licenziato in Commissione.

Presidente, la mia proposta è la seguente: è chiaro che alcuni emendamenti, presumo, ritengo che sia fisiologico e logico, siano ormai ininfluenti, visto che c’è stato un emendamento sostitutivo da parte dell’assessore Bonaccorsi.

Pregherei i presentatori di questi emendamenti di stralciarli, per evitare di trovarci ulteriori elementi non necessariamente alla nostra valutazione.

(Interruzione)

Seconda questione, eliminando questo è chiaro che di conseguenza può nascere un emendamento sulla scorta del nuovo testo di Bonaccorsi, anche qui massima celerità nella presentazione per avere poi cognizione del merito dell’emendamento.

L’ultima questione. Ritengo che nei primi dieci articoli del primo titolo ci siano stati anche degli emendamenti che per motivi anche della non completezza dell’Aula visto che ci sono alcuni colleghi che non sono presenti, pregherei a questo punto gli uffici di togliere fisicamente gli emendamenti relativi ai primi 10 articoli, perché ritengo che sia un fatto di produttività per la prossima seduta di mercoledì.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tommasi. Ne ha facoltà.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, credo che anche stasera l’onorevole Dima è illuminato e va in direzione di proposte operative.

Per far sì che mercoledì possiamo lavorare in modo celere, perché nella seduta di Commissione di domani i consiglieri possano lavorare su un nuovo testo, per non trovarci in difficoltà mercoledì, mi sembra opportuno, se l’Aula lo ritiene opportuno e il Presidente pure, sospendere la seduta de Consiglio di domani…

PRESIDENTE

Onorevole Tommasi, in Conferenza dei capigruppo abbiamo preso degli impegni ben precisi anche su altre scadenze, per cui se cominciamo a dilazionare credo che diventerà difficile rispettare i tempi anche per il resto, per cui andiamo avanti in questa direzione.

L’unica cosa, mi perdoni un attimo, che possiamo fare è accogliere la proposta dell’onorevole Fuda di tenere seduta giovedì al posto di mercoledì.

(Interruzione)

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, la mia proposta va in direzione di una legge importantissima, gli impegni non li vogliamo disattendere, specialmente noi e stasera ne abbiamo dato riprova in Aula, non fatemi ripetere quello che ho già detto prima.

(Interruzione)

A questo punto, onorevole Presidente, vorremmo arrivare con le idee chiare mercoledì sul testo che ha prodotto il governo per contribuire come abbiamo fatto nel primo titolo. Era per questo che chiedevo la sospensione della Commissione bilancio, per lavorare esclusivamente sulla legge urbanistica che la Calabria aspetta da 30 anni.

PRESIDENTE

Capisco che il suo sicuramente non era un intervento per dilazionare, infatti la sua presenza qui già va in questa direzione, ci mancherebbe pure. Però, cerchiamo di fare un minimo di sacrificio perché poi avremo la possibilità nei giorni di Pasqua, per due o tre giorni di riposarci e quindi vediamo domani di soprassedere su questo discorso.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Morrone. Ne ha facoltà.

Ennio MORRONE, relatore

Io mi associo alla proposta dell’onorevole Tommasi, non per spirito di corpo, ma perché ritengo importante che domani i colleghi si dedichino all’esame della legge in maniera tale da poterla licenziare mercoledì; altrimenti se domani saremo impegnati – non tanto io che l’ho già studiata, ma i colleghi che dovranno fare gli emendamenti – con il bilancio, mercoledì in Aula avremo problemi. Invece se diamo queste 24 ore, ci impegniamo…

(Interruzione)

Presidente, non è dilatorio, vi prego!

Noi ci impegniamo, anche per il bilancio, ad essere celeri e solerti, vi prego di accoglierla perché la richiesta è fondata.

PRESIDENTE

Nella Commissione bilancio non sono presenti tutti i consiglieri, quindi molti consiglieri possono anche seguire questo lavoro lo stesso. Non è che domani la Commissione bilancio si esaurisce per cui vi prego…, anche perché poi siccome la Commissione bilancio salterà poi il mercoledì perché abbiamo deciso che ci sia il Consiglio…

(Interruzione)

Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiarella. Ne ha facoltà.

Egidio CHIARELLA

Presidente, chiedo di anticipare al secondo punto il punto terzo all’ordine del giorno, per l’importanza che riveste la proposta di provvedimento amministrativo numero 159/7^ di iniziativa della Giunta recante: “Autorizzazione all’esercizio provvisorio dell’Arssa per l’anno finanziario 2002”, per i problemi che chiaramente tutti possono comprendere.

Pregherei di mettere in votazione questo punto.

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, stia calmo e tranquillo. Ha chiesto di parlare l’onorevole Chiarella e io ho concesso la parola perché credo che sia giusto così, come l’avrei concessa a lei se me l’avesse chiesto.

Adesso ha chiesto di parlare l’onorevole Torchia. Ne ha facoltà.

Giuseppe TORCHIA

Volevo solo osservare una cosa. La Commissione bilancio domani finirà col non fare niente perché ancora non ci sono pervenute le decisioni della Giunta. Su che cosa dobbiamo discutere noi se non abbiamo ancora la proposta della Giunta? Domani sarà una giornata vuota, per cui è opportuno rinviare.

PRESIDENTE

Chiamo i capigruppo al banco della Presidenza.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

Su proposta dei capigruppo che io giustamente mi sento di accogliere, domani la Commissione bilancio non sarà tenuta, invece lavorerà la il gruppo di lavoro per il “112”.

La seduta è tolta

La seduta termina alle 21,15


Comunicazioni

Congedo

Ha chiesto congedo il consigliere Fava.

(E’ concesso)

Annunzio di progetti di legge e loro assegnazione a Commissioni

E’ stato presentato alla Presidenza il seguente progetto di legge di iniziativa della Giunta regionale:

“Realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali nella Regione Calabria (in attuazione della legge 328/2000)” - (delibera n. 212 del 19.3.2002) (P.L. n. 258/7^)

E’ assegnato alla terza Commissione – Servizi sociali - ed alla seconda – Sviluppo economico - per il parere.

(Così resta stabilito)

E’ stato presentato, inoltre, il seguente progetto di legge di iniziativa dell’Ufficio di Presidenza:

“Interpretazione autentica dell’art. 2 della legge regionale 11gennaio 2002, n.7” (P.L. n. 257/7^)

E’ assegnato alla prima Commissione - Politica istituzionale.

(Così resta stabilito)

E’ stato presentato, altresì, il seguente progetto di legge di iniziativa dei consiglieri Fuda, Torchia, Nucera, Mistorni, Pirilli, Crea, Guagliardi, Tripodi M., Tripodi P., Tommasi, Borrello, Incarnato, Pezzimenti:

“Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 dicembre 2000, n. 21” (P.L. n. 259/7^)

E’ assegnato alla prima Commissione - Politica istituzionale.

(Così resta stabilito)

Stralcio di provvedimento dall’ordine del giorno

A seguito dell’entrata in vigore della legge regionale n. 34/2001 recante: “Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario in Calabria” la proposta di provvedimento amministrativo n. 65/7^ è stralciata dall’ordine del giorno generale e dall’elenco delle nomine.

Interrogazioni a risposta scritta

Pirillo. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla Pubblica istruzione. Per sapere - premesso che:

Stefania Vona è una bambina di cinque anni affetta da Sindrome Down, frequentante la Scuola Materna di Petilia Policastro (Kr);

da quando il Comune ha interrotto l’assistenza, che non è più di competenza dell’ente, per Stefania non è più stato garantito il servizio e durante l’orario scolastico la mamma deve prendersi carico dell’assistenza igienica della bambina;

il direttore scolastico, attuale responsabile del servizio, ha chiaramente affermato di poter assicurare l’assistenza igienica alla bambina esclusivamente con personale maschile;

la Fish Calabria Onlus (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap) con sede a Lamezia Terme (Cz) - che si sta occupando del caso da circa un mese - ha offerto al direttore scolastico la consulenza tecnica necessaria per risolvere il problema di assistenza igienica alla bambina, garantita attualmente dalla madre, chiamata all’occorrenza, nelle ore di frequenza della scuola materna;

il professor. Locanto, direttore della Scuola Materna di Via Paternise - Crotone ha ritenuto di risolvere il tutto consegnando una lettera datata 22/02/2002 Prot. n. 763 B/19, ai genitori, con la quale li invita a prendere in considerazione, per l’anno scolastico in corso, un eventuale trasferimento della bambina in un’altra scuola del Circolo, provvista di personale femminile, in grado di occuparsi dell’assistenza igienica -:

se non sia necessario, urgente ed indispensabile intervenire presso il Direttore Scolastico - anche attraverso l’offerta di un necessario supporto logistico e finanziario - per il ripristino di un diritto esigibile, quale quello di avere garantita l’assistenza quotidiana da personale adeguato, al fine di permettere a Stefania di continuare a frequentare la scuola.

(230; 25.3.2002)

Pirillo, Tommasi, Mistorni ed altri. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla Sanità. Per sapere - premesso che:

l’Istituto Zooprofilattico, conformemente a quanto stabilito dalla L. 745/75, svolge una serie di compiti che vanno dalla ricerca sperimentale sull’eziologia e patogenesi delle malattie infettive e diffusive degli animali alla propaganda, consulenza ed assistenza agli allevatori per la bonifica zoosanitaria e per lo sviluppo e il miglioramento delle produzioni animali;

ai sensi dell’art. 3 dell’accordo tra la Regione Campania e la Regione Calabria la vigilanza e il controllo dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno è esercitato da un Comitato composto dai Presidenti delle Giunte delle due Regioni o loro delegati. Tale Comitato ha l’obbligo di relazionare annualmente sull’andamento generale dell’Istituto;

l’Istituto risulta commissariato sin dal 1993, mentre il commissariamento, per come prevede la L.R. 1/19, non può protrarsi oltre i sei mesi;

nell’ottobre del 2000, con Decreto del Presidente del Consiglio regionale, sono stati nominati i tre rappresentanti nel c.d.a. dell’Istituto e tra questi il dr. Pietro Molinaro su designazione dell’ARA (Ass. Reg. Allevatori);

con lettera prot. 209/2002 - datata 4/3/02, inviata a tutti i Presidenti dei Gruppi consiliari del Consiglio regionale, il dr. Molinaro denunciava il suo mancato insediamento nel C.d.A. dell’Istituto in quanto lo stesso risulta commissariato da oltre 8 anni. Il dr. Molinari rilevava, altresì, che l’Istituto, finanziato con i fondi della nostra Regione, non è in grado di raccogliere le indicazioni strategiche ed operative provenienti dagli allevatori calabresi;

considerato che la denuncia proviene dal Presidente dell’Associazione più rappresentativa degli allevatori calabresi (ARA) mette a nudo una realtà sconfortante -:

quali motivi straordinari ancora sussistono, affinché l’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno continui a rimanere in amministrazione controllata e straordinaria (sono già trascorsi otto anni), nonostante che l’art. 7 della L.R. 1/79 fissa un tempo non superiore a sei mesi entro il quale il C.d.A. deve essere ricostituito;

se il Comitato di vigilanza e controllo, previsto dall’art. 3 della L.R. 1/79, che ha l’obbligo di relazionare annualmente alle Regioni sull’andamento generale dell’Istituto ha regolarmente espletato il suo compito informando anche la Regione Calabria sulla regolare gestione economica - finanziaria ed amministrativa dell’Istituto;

se in questo particolare stato di emergenza sanitaria in cui i nostri allevatori si trovano ad operare (BSE - lingua blu - peste suina ecc.) - l’Istituto riesce ancora ad assolvere ai suoi compiti istituzionale garantendo agli stessi una regolare assistenza scientifica e tecnica;

attualmente chi difende gli interessi, le istanze e le indicazioni strategiche degli allevatori calabresi in assenza dei rappresentanti legittimamente nominati in seno al C.d.A. del l’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno;

quali iniziative si intendono intraprendere per porre fine al commissariamento dell’Istituto e far ripristinare l’ordinaria amministrazione.

(231; 25.3.2002)

Risposta scritta ad interrogazioni

Borrello. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore al lavoro. Per sapere – premesso che:

in applicazione dell’articolo 7 ter della L.R. n. 14 del 2000 (Legge Finanziaria) sono state attivate le procedure per la selezione dei progetti di autoimprenditorialità a favore di giovani disoccupati da ammettere ai benefici economici ivi previsti;

il relativo bando pubblicato sul BUR ha indicato le modalità di partecipazione e i criteri di attribuzione dei punteggi per la formulazione della graduatoria e, tra questi, l’assegnazione di 4 punti (limite massimo) a quei progetti provenienti da territori provinciali che registravano un tasso di disoccupazione superiore alla media regionale;

nello stesso bando è stabilito che il Centro per l’Impiego competente per Provincia doveva certificare il dato percentuale di disoccupazione al momento della presentazione dei progetti;

ha notizia che la Fincalabra, incaricata della fase istruttoria, avrebbe deciso di prendere a riferimento, invece, i dati riportati dalla Gazzetta Ufficiale del Gennaio 2001, quindi successivi alla presentazione dei progetti, stravolgendo, così, l’impostazione iniziale;

l’iniziativa è assolutamente illegittima perché non è ammesso modificare le regole di una partita quando questa è già in corso;

pur essendo lontana l’idea di pensare a strategie tendenti a penalizzare qualche territorio a vantaggio di altri, tuttavia si registra che la “novità” introdotta a posteriori va a discapito solo dei giovani della Provincia di Vibo Valentia, nei confronti dei quali si realizzerebbe l’ennesimo scippo per effetto di decisioni arbitrarie e fortemente discriminatorie -:

1) se risponde al vero la notizia sopra riportata;

2) se, in caso affermativo, non ritengono di dover intervenire autorevolmente presso Fincalabra affinché ripristini con urgenza la violata legalità e si limiti ad attenersi scrupolosamente alle prescrizioni del bando.

(153; 29.8.2001)

Risposta - “Il sottoscritto assessore regionale al Lavoro, in risposta a quanto contenuto nella interrogazione n.153/01 avanzata dal Consigliere Antonio Borrello, precisa quanto segue.

il Consigliere Borrello nella sua interrogazione fa riferimento a mere e pure notizie, e non a documenti ufficiali di supporto;

le notizie cui fa riferimento risultano infondate. La certificazione allegata alla domanda, ai sensi del punto 7.5. lettera c) del Regolamento per l’accesso alle agevolazioni previste dal Progetto Opportunità Giovani, indicava soltanto il tasso di disoccupazione dell’area interessata all’iniziativa e non anche il tasso di disoccupazione medio regionale. La Fincalabra S.p.a., nella qualità di soggetto attuatore, dovendo rilevare il tasso di disoccupazione medio regionale, ha, in un primo momento, individuato i parametri idonei nei dati pubblicati dall’Istat: sulla Gazzetta Ufficiale del 25/01/01 Serie Generale n. 20. Tali dati relativi all’anno 1999, periodo antecedente alla pubblicazione del bando sul B.U.R..C. del 23/2/2001. consentivano di effettuare il confronto con le certificazioni presentate. Successivamente, ai fini di una maggiore omogeneità nella valutazione finale delle istanze, in data 12/10/01 con prot. 2274, il Nucleo di Valutazione del Progetto Opportunità Giovani ha richiesto all’Assessorato regionale al Lavoro i dati ufficiali del tasso di disoccupazione medio regionale e del tasso di disoccupazione per ciascuna unità operativa a livello territoriale (ex SCICA) nelle cinque province della Regione. L’Assessorato al Lavoro si è attivato a richiedere ai Centri Provinciali per l’Impiego i dati idonei a determinare i tassi di disoccupazione come richiesti, aggiornati al 31/1212000, trasmettendoli tempestivamente alla Fincalabra S.p.a..

Il tasso di disoccupazione relativo alla provincia di Vibo Valentia risulta, in ogni caso, sempre inferiore al tasso di disoccupazione medio regionale”.

L’assessore al Lavoro
(Dr. Giuseppe Scopelliti)

 

Napoli. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla sanità. Per sapere – premesso che:

presso l’Asl n. 5 di Crotone è stato istituito sin dal 1995 il Servizio di emergenza sanitaria - SUEM - 118;

la postazione del SUEM - 118 di Crotone opera su un ampio territorio provinciale di oltre centomila abitanti garantendo, altresì, le emergenze ospedaliere;

attualmente la postazione del SUEM - 118 di Crotone si trova costretta ad operare sul vasto territorio di competenza con una sola ambulanza, a causa dell’inutilizzabilità delle altre autoambulanze di cui detto servizio ha potuto in passato disporre;

gli altri due mezzi di cui dispone la postazione del SUEM - 118 di Crotone “centro di rianimazione mobile”, assolve a compiti di trasferimento di degenti dal presidio ospedaliero “S. Giovanni di Dio” di Crotone ad altri centri di cura, mentre la vanette per le caratteristiche ridotte del mezzo è utilizzata per accedere nel centro storico cittadino;

l’approssimarsi della stagione estiva provoca - con l’arrivo dei flussi turistici e per la maggior presenza dei residenti nei comuni ricadenti nel territorio provinciale - un rilevantissimo incremento dell’attività del servizio SUEM - 118 nell’ordine del 300 per cento -:

1) le ragioni per cui, malgrado le ripetute segnalazioni della direzione della centrale operativa del SUEM - 118, l’Asl n. 5 di Crotone è giunta alle condizioni in premessa descritte;

2) quali iniziative intende adottare la Regione Calabria per dotare, con la sollecitudine che il caso richiede, la postazione del SUEM - 118 di Crotone delle autoambulanze e di ogni altra struttura mobile necessaria alle esigenze della popolazione interessata.

(160; 18.9.2001)

Risposta – La carenza dei mezzi di soccorso è una delle difficoltà maggiori che le Aziende hanno avuto modo di registrare in questa fase di avvio di pianificazione dell’Emergenza Sanitaria Regionale (Suem 118 - Calabria Soccorso), che si spera avrà termine in coincidenza della fine del corrente anno.

Tale difficoltà è sorta per un motivo di fondo, che attiene ad una precaria programmazione sanitaria nel merito, a tutti i livelli, che certamente necessita delle più opportune correzioni in sede di bilancio.

Ciò nondimeno, è pur vero che la Regione, compatibilmente alle proprie risorse, in questa fase non avendo dei parametri di spesa storicizzati ha ritenuto opportuno destinare alla Aziende delle quote indistinte sulla base di quanto richiesto, con le quali far fronte a tutte le esigenze insorgenti. Tra queste anche quella relativa alla carenza ed aggiornamento dei mezzi di soccorso.

Nel merito dell’oggetto, in particolare, si fa presente che nell’assegnazione del Fsr all’Asl n. 5 di Crotone sono stati compresi, per le attività di emergenza sanitaria (Suem 118), cinque miliardi di lire per l’anno 2001, somma comunque sufficiente per l’Azienda a rimuovere la carenza segnalata”.

Il dirigente di Settore
(Dott. Aldo Lagonia)

 

Tripodi P. Al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla sanità. Per conoscere -

stante la preoccupante situazione finanziaria della sanità calabrese -:

la situazione patrimoniale dell’Azienda “Bianchi Melacrino Morelli” e dell’ASL n. 11, e quali iniziative intendono attivare i Direttori Generali per garantire al meglio le prestazioni sanitarie nell’ambito delle loro competenze.

(176; 12.11.2001)

Risposta – “Con ulteriore riferimento alla vostra, datata 3 Dicembre 2001 e relativa a quanto in oggetto specificato, questo Settore trasmette, in copia, la nota n. 328 del 22 Gennaio 2002 dell’Azienda Ospedaliera “Bianchi-Melacrino-Morelii” di Reggio Calabria, con la quale vengono forniti i chiarimenti del caso ed ogni utile elemento per la risposta.

Il dirigente
(Dott. Peppino Biamonte)

 

Nota n. 328 del 22 gennaio 2002

Si riscontra la nota prot. n. 24060 di pari oggetto specificando quanto segue:

l’Azienda Ospedaliera che dirigo dal 18.12.2000 ha ereditato una gravissima situazione finanziaria con disavanzi e perdite cumulate nel periodo 1995- 2000 per oltre Euro 34.000.000 (pari a circa L. 65.600.000.000);

nell’esercizio 2001 ho orientato l’amministrazione dell’Azienda alla riduzione degli sprechi e, in genere dei costi aziendali, ricercando al contempo la tenuta dei livelli di offerta sanitaria e, laddove possibile, un loro incremento;

la politica di tagli e contenimento della spesa ha permesso all’Azienda di registrare una significativa inversione di tendenza economica: il bilancio per l’esercizio 2001 dovrebbe chiudersi in sostanziale pareggio, e comunque con un risultato di gran lunga migliore rispetto agli oltre 14 miliardi di lire di perdita dell’esercizio 2000;

la speranza è che eventuali risultati di bilancio confortanti non giustifichino la prosecuzione di un sistema di finanziamento “a storico” che penalizza le aziende più efficienti a discapito quindi di chi con fatica cerca di contemperare l’esigenza del servizio con una gestione economicamente sostenibile. Nel futuro è auspicabile un deciso incremento dei fondi finanziari destinati a questa Azienda al fine di incentivare la produttività e di realizzare i necessari investimenti in attrezzature cui la moderna sanità non può oggi fare meno e che non potranno mancare nella struttura che i cittadini di Reggio Calabria meritano e che credo di poter realizzare con la collaborazione di quanti ne hanno a cuore le sorti.

Il direttore generale
(Lupoi)

 

Progetto di legge numero 259/7^di iniziativa dei consiglieri Fuda, Torchia, Nucera, Mistorni, Pirilli, Crea, Guagliardi, Trioidi M., Borrello, Tommasi, Incarnato, Tripodi P., Pezzimenti recante: “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 18 dicembre 2000, numero 21 (Del. n. 134)

Art. 1

L’articolo 2 della legge regionale 18 dicembre 2000, n. 21 è sostituito dal seguente:

1.      Sono di competenza della Commissione la formulazione al Consiglio regionale di proposte in materia di revisione organica dello Statuto regionale, di legge elettorale regionale, di regolamenti interni del Consiglio regionale. Alla Commissione sono altresì assegnati per l’esame di merito o per il parere le proposte di legge e di provvedimento relative alla riforma dell’ordinamento regionale e al decentramento in attuazione della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3

Art. 2

1.      La legge regionale 26 novembre 2001, n. 28 è abrogata.

Art. 3

1.      La presente legge è pubblicata nel bollettino ufficiale della Regione Calabria ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.