CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA
Seduta n. 69 del 15/04/2019 - Diretta testuale e streaming



DIRETTA DALL'AULA - 69^ SEDUTA

di lunedì 15 aprile 2019

Presidenza del Presidente Nicola IRTO

  

Il Presidente dà avvio ai lavori con la lettura e l'approvazione del verbale della seduta precedente

Comunicazioni all'Aula

Interviene il consigliere GUCCIONE Carlo (Partito Democratico) (chiede l'inserimento di un Ordine del Giorno e l'avvio di una discussione sulla grave situazione in cui versa la sanità, dovuta anche al paventato blocco del turn over da parte del Governo per colpa del quale si rischia la chiusura dei reparti ed aumental'emigrazione passiva. Si è in presenza, dichiara, della violazione dei principi fondamentali della Costituzione e del diritto alla salute, in particolare).

Interviene il consigliere SCALZO Antonio (Moderati per la Calabria) (chiede l'inserimento di un Ordine del Giorno sulla sanità e ritiene sia auspicabile l'inversione dei punti all'ordine del giorno, per discutere su una situazione grave che mette a rischio il funzionamento dei reparti dell'urgenza - pronto soccorsi e sale operatorie).

Interviene il Presidente IRTO Nicola (Partito Democratico) (comunica che si voterà l'inserimento degli Ordini del Giorno e che gli stessi verranno posti in coda)

Interviene il consigliere BATTAGLIA Domenico Donato (Partito Democratico) (chiede l'inserimento all'ordine del giorno della Proposta di Legge n. 424)

Interviene il consigliere MIRABELLO Michelangelo (Partito Democratico) (chiede l'inserimento all'ordine del giorno le Proposte di Legge nn. 415/10^ e 362/10^)

Interviene il Presidente IRTO (propone l'inserimento del provvedimento n. 410/10^Leg.)

Interviene il consigliere GALLO Gianluca (Casa delle libertà) (chiede l'inserimento della Proposta di Legge n. 394/10^)

Interviene il consigliere ESPOSITO Sinibaldo (Nuovo Centro Destra)

Interviene il consigliere ROMEO (chiede il ritiro del provvedimento)

Interviene il Presidente Irto (spiega le ragione della proposta Romeo che è dovuta alla necessità di apportare ulteriori modifiche allo Statuto in quanto sarebbe auspicabile pervenire all'approvazione di un testo omnicomprensivo delle modifiche)

Trattazione rinviata.

Il consigliere SERGIO Franco (Moderati per la Calabria) illustra la proposta.

Il Presidente pone ai voti l'articolato.

I consiglieri Giudiceandrea e Romeo chiedono la votazione per appello nominale.

emendamento prot. 41771, il consigliere Sergio illustra l'emendamento

Interviene il consigliere Giudiceandrea (specifica che la sua richiesta di appello nominale riguarda la votazione complessiva del provvedimento).

Interviene il consigliere ORSOMARSO Fausto (Misto) (annuncia l'astensione della minoranza sull'emendamento e sulla proposta nel suo complesso).

Interviene il consigliere TALLINI Domenico (Forza Italia) (ritiene che la maggioranza qualificata debba essere acquisita anche per gli emendamnenti)

Interviene il consigliere ROMEO Sebastiano (Partito Democratico) (l'approvazione non è legata strettamente alla maggioranza ma attiene alla scrittura delle regole per la Calabria. Non possono essere accettati sotterfugi poichè, dichiara, trattandosi della modifica della legge elettorale, è necessaria la maggioranza qualificata. Dunque necessario uscire dall'equivoco e dire la verita. Da ciò la necessità di pervenire al voto per appello nominale).

Il Presidente pone ai voti l'emendamento per appello nominale

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'emendamento è respinto.

Interviene il consigliere SCULCO Flora (Calabria in rete) (esprime delusione e amarezza per l'esito della votazione)

Il Presidente pone ai voti gli emendamenti a firma Bova

Il consigliere BOVA Arturo (Democratici Progressisti) ritira l'emendamento prot. 39226 ed illustra l'emendamento prot. 39484.

Il Presidente pone ai voti l'emendamento per appello nominale

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'emendamento è respinto.

Il Presidente pone ai voti l'art. 1. Dispone l'appello nominale.

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'articolo 1 è respinto.

Interviene il consigliere GUCCIONE Carlo (Partito Democratico) (è evidente come non esistano i numeri perchè la legge venga accolta. A questo punto sarebbe necessario, se esistono i presupposti, rivedere la legge elettorale attraverso una modifica condivisa).

Interviene il consigliere TALLINI Domenico (Forza Italia) (fa presente che la proposta Guccione va nel senso della proposta fatta dalla minooranza in sede di conferenza dei Capigruppo. Chiede chi sia l'interlocutore rappresentante della maggioranza per comprendere la posizione della stessa. Il percorso della legge è stato sbagliato, continua, la proposta poteva essere portata al voto quando la maggioranza aveva i numeri. L'iter della proposta in esame è da ritenersi concluso, in seguito è da verificare se esista la possibilità di una convergenza).

(Presidenza del Vicepresidente GENTILE)

Interviene il Presidente della Giunta regionale, Mario Oliverio (credo che oggi si scriva una pagina negativa per il Consiglio, l'esito della votazione dà della Calabria un'immagine di regione arretrata, non a passo con i tempi. L'impegno, nella seduta precedente, era quello di pervenire alla stesura di un testo condiviso, tanto che in sede di conferenza dei capigruppo si era preso l'impegno e rinviata la seduta di Consiglio per consentire che ciò avvenisse. E' evidente, ora, che non esista la volontà politica e che l'intento sia quello di affossare la proposta. Rammenta che si sta, di fatto, riproducendo la legge dello Stato e che la stessa è stata approvata non a maggioranza, ma con voto ampio e convergente. Ritiene si stia commettento un grave errore che non si riflette solo sulla maggioranza. Molti sono i nodi che dovranno essere affrontati in maniera congiunta, oggi non ci si può trincerare dietro una modifica più generale. Alcuni passaggi nella vita delle istituzioni vanno affrontate anche mettendo a rischio equilibri interni ai singoli gruppi. L'approvazione della proposta metterebbe la Calabria al passo con le altre regioni. La doppia preferenza è una facoltà e non un obbligo, è a garanzia di un atto di libertà e non di chiusura. Non si commetta l'errore di affossare un provvedimento finalizzato ad evitare la regressione, conclude).

Interviene il consigliere NUCERA Giovanni (La Sinistra) (ricorda che in sede di esame in commissione il provvedimento è passato all'unanimità, incomprensibile l'atteggiamento di oggi).

Interviene il consigliere BOVA Arturo (Democratici Progressisti) (finalmente abbiamo gettato la maschera, dichiara, non ci si può lamentare di quanto sta succedendo, era ampiamente prevedibile. Oggi si dovrebbe andare a casa, considerato che su un principio di civiltà non si riesca ad esprimersi positivamente. Il problema non riguarda la minoranza,dichiara, ma anche e, soprattutto, la maggioranza. Da questo momento ognuno correrà per la propria strada, conclude, e chiede al Presidente della Giunta un'ammissione di responsabilità).

(Presidenza del Presidente IRTO)

Il Presidente pone ai voti l'art. 2 per appello nominale

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'articolo 2 è respinto.

Il Presidente pone ai voti l'art. 3 per appello nominale

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'articolo 3 è respinto.

Il Presidente pone ai voti l'art.4 per appello nominale

Il Presidente comunica l'esito della votazione:

presenti e votanti: 29
hanno votato sì: 15
hanno votato no: 1
si sono astenuti: 13

L'articolo 4 è respinto.

Proposta di Legge respinta.

Interviene il consigliere GALLO Gianluca (Casa delle libertà) (il tentativo è quello di dividere il Consiglio tra buoni e cattivi. Il Presidente della Giunta conosce perfettamente la sistuazione e l'appello che ha rivolto arriva a tempo scaduto, dichiara, considerato che la maggioranza, non avendo i numeri, mostra i muscoli. La proposta di legge è stata concepita e modificata tutta in seno alla maggioranza, non esiste, di fatto, una reale condivisione. In questi anni, per responsabilità del presidente della Giunta, si è assistito al disfacimento della maggioranza. I componenti la minoranza non possono essere tacciati di misogenia, la maggioranza ha tentato di ribaltare le responsabilità. Necessario mettere fine alle ipocrisie, prosegue. La legge elettorale dovrà tenere conto della modifia all'art. 416 ter del codice penale che condanna fortemente chi, anche indirettamente, cerchi il consenso fuori dalle regole. La richiesta di portare la proposta in discussione e pervenire ad un ampio approfondimento è determinata anche dalla necessità di ovviare ad alcune insidie. In realtà la prposta in esame era, realmente, voluta da pochi. Il voto di astensione ha rappresentato un'apertura ad una maggioranza che ha voluto mostrare i muscoli e non è riuscita a portare a casa il risultato)

Interviene il consigliere GRECO Orlandino (Oliverio Presidente) (la mia, dichiara, è una posizione chiara atutti, non di maggioranza o di minoranza. Ribadisce che la garanzia di uguaglianza debba partire dalla compilazione delle liste, dalla partecipazione alle cariche istituzionali ed amministrative. Non si tratta di discriminazione, auspicabile la crescita politica per vie diverse. Le scelte politiche non possono essere strumentalizzate. Io vado avanti, dichiara, privilegiando la politica. Ribadisce il voto contrario)

Interviene il consigliere ORSOMARSO Fausto (Misto) (già due anni fa avevo espresso il parere favorevole,dichiara, a dmostrazione che non esiste una posizione preclusiva delle istanza di cui alla proposta in esame,ma non è detto, prosegue, che le donne presenti tra il pubblico, causa del brusio di fondo, siano rappresentative della posizione di tutte le donne. Oggi si è assistito ad altro, sbagliata la posizione del presidente della Giunta che ha garantito ad un piccolo gruppo l'approvazione della legge. Non esiste una posizione contraria alla partecipazione femminile - rammenta che lui stesso aderisce ad un partito a conduzione femminile - Non si accettano lezioni da chicchessia su come valorizzare le donne, l'abolizione delle preferenza e la previsione di liste con garanzia di alternanza uomo/donna potrebbe rappresentare la vera rivoluzione. Necessario prevedere un percorso in commissione che porti all'aprovazione di una norma condivisa).

(Presidenza del Vicepresidente GENTILE)

Interviene il consigliere GIUDICEANDREA Giuseppe (Democratici Progressisti) (situazione anomala, dichiara, che, però, ha consentito di togliere il velo su alcune posizioni).

Interviene il consigliere ROMEO Sebastiano (Partito Democratico) (il Consiglio scrive una pagina buia, dichiara, un aspetto colpisce più di altri ed è il tentativo di mistificare la realtà. Il testo Sculco approvato il 16 luglio 2015 non può essere definito un testo approvato in fretta o non condiviso. Il centrodestra ha cambiato idea radicalmente, pur riconoscendo l'opportunità di pervenire ad un'approvazione condivisa delle regole democratiche. La verità è che l'opposizione non vuole la preferenza di genere, sarebbe il caso di essere chiari. L'ipocrisia ha raggiunto il culmine con la presentazione in commissione di una proposta che preveda la parità di genere nella rappresentanza nelle amministrazioni degli enti sub regionali. Lo strappo che si è venuto a creare e la situazione è di una tale gravità che non ritengo, ci siano le condizioni per proseguire con i lavori del Consiglio, conclude. Chiede l'interruzione dei lavori ed abbandona l'Aula).

Interviene il consigliere TALLINI Domenico (Forza Italia) (trattandosi di un'operazione verità chiede se sia credibile la maggioranza che parla di parità di genere e si oppone al ricorso di Wanda Ferro in fase di rivendicazione, ad inizio legislatura, del suo ingresso in seno al Consiglio. In realtà la maggioranza sa di non avere i numeri, ma continua ad amministrare con atteggiamento muscolare. Il tentativo di trovare un accordo c'è stato, ma sono mancati i numeri alla maggioranza. Ha ragione il consigliere Guccione quando chiede un fine legislatura all'insegna di una programmazione condivisa. Condividere o meno la preferenza di genere non può essere indicativo di essere giusti o meno ed il consigliere Romeo è pienamente consapevole dell'onestà mentale che caratterizza l'azione della minoranza. Dall'andamneto dei lavori, potrebbe dedursi che la maggioranza non abbia una regia, o che la stessa non sia efficace. La richiesta avanzata dalla minoranza di riportare in commissione la proposta non ha sortito alcun effetto. Si è assistito ad un vero e proprio ricatto politico. Chiede delucidazioni sulla posizione della maggioranza e sulle dichiarazioni del capogruppo Sebi Romeo).

Il Presidente, constatata l'assenza del numero legale, dichiara chiusa la seduta

La seduta è tolta