CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA
Seduta n. 10 del 07/11/2020 - Diretta testuale e streaming



DIRETTA DALL'AULA - 10^ SEDUTA

di sabato 7 novembre 2020

Presidenza del Presidente Domenico TALLINI

 

Il Presidente dà avvio ai lavori, invita l'Aula ad osservare un minuto di silenzio in memoria della Presidente Jole Santelli, recentemente scomparsa.

I presenti, levatisi in piedi, osservano un minuto di silenzio.

Interviene il Presidente Tallini

Interviene il Presidente ff, dott. Antonino Spirlì (decenni di problematiche e solo parole per nascondere la realtà, dichiara. La Santelli ha lottato fino alla fine, aveva compreso la necessità di collaborare con il Governo per tentare di superare l'emergenza. Il Governo continua a schiaffeggiare la Calabria, io stesso, dichiara, ho chiesto che si pervenisse al trasferimento delle funzioni alla Regione, seppur dopo un periodo di collaborazione col Governo, già a marzo, dopo una ricognizione, prevedeva un apposito piano di riprogrammazione per prevedere i centri covid a Rogliano, Paola, Rossano, Mater Domini, Tropea, Gioa Tauro, Locri, Melito Porto Salvo per un totale di 310 posti letto. Il dott. Belcastro, previo confronto con i commissari straodinari, prevedeva il reclutamento del personale sanitario. Nel giugno 2020, la presidente Saltelli ordina a Belcastro e Varone di predisporre il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Il Commissario Cotticelli scrive al Ministero della Salute ed al Ministero dell'Economia e chiede se quanto previsto rientri nelle competenze del commissario. I ministeri della salute ed economia rispondono positivamente, il commissario approva il piano ed ordina ai commissari delle aziende ospedaliere di riempire di contenuto quanto previsto. I commissari delle aziende ospedaliere, di fatto, operano solo in parte e riscontrano le risorse impegnate che risponde a circa il 30% di quelle assegnate. A fronte dei 18 milioni disponibili i commissari hanno utilizzato 7 milioni e 700 mila euro, continua. Dà lettura di una missiva della presidente Santelli al Governo dalla quale si evince la richiesta di individuare ed assumersi le responsabilità per l'emergenza sanitaria. Non concorda col piano predisposto dai commissari, ribadisce che dovrà essere il Governo ad assumersi la responsabilità per quanto non fatto dai commissari. Il 27 ottobre il ministero della salute/economia, in risposta ad un quesito posto dal Commissario Cotticelli, precisa che il programma operativo covid compete, esclusivamente, alla struttura commissariale ed invita la stessa all'immediata attuazione. Dei 45 milioni di euro dei decreti 14 e 18 del 2020, sono stati spesi 7 milioni per il personale del servizio sanitario regionale, 3 milioni per l'assunzione di infermieri scolastici ed altro. La Regione, col decreto Calabria ed i successivi provvedimenti governativi di fatto, prosegue, è stata esautorata dalla gestione degli interventi. La Regione dunque è impossibilitata ad intervenire e, nonostane ciò, ha fatto quanto in suo potere. Oggi purtroppo si è costretti a relazionare su ciò che non è stato fatto. Conclude, ribadendo che il suo è un ruolo transitorio, manifesta lo sgomento per quanto ammesso dal commissario Cotticelli e per aver ammesso la mancata predisposizione di un piano anticovid, si chiede se fosse un mistero).

Interviene il consigliere GRAZIANO Giuseppe (Unione di Centro) (condivide la relazione del presidente Spirlì, facile sarebbe, dichiara, inveire sul Commissario dimissionario, ma oggi bisogna dare risposte.
La Calabria dichiarata di serie C, unitamente ad altre tre regioni, sulla base di parametri tecnici, ma che per la tempistica non sembrerebbero essere completamente oggettivi. Il 4 novembre è la data dell'emanazione del DPCM sulla chiusura e, contestualmente, della proroga per altri tre anni del commissariamento per la Calabria. Dà lettura dei dati al 4 novembre, ricavata dal Sole24ore che sarebbero lontani dalla soglia di guardia, contrariamente ai dati, ad esempio, della Campania che invece è stata fatta rientrare in zona gialla. Le responsabilità della debolezza sanitaria in Calabria, dichiara, sono imputabili a governi di destra e sinistra, ma il commissariamento da dieci anni ha contribuito fortemente al suo declino. I commissari delle asp e delle aziende hanno speso solo 7 milioni sui 18 milioni stanziati. Il Governo ha chiuso la Calabria per conclamata deficienza ed inefficienza del Governo stesso. Non sarebbe difficile credere che tutto ciò sia stato fatto a scopo politico, per rinviare il voto di gennaio. Necessario, dunque, che il Governo faccia i centri Covid, assuma i medici, provveda all'assistenza domiciliare, nomini i commissari che si assumano la responsabilità delle decisioni, mettendo da parte le lottizazioni. Rammenta che la nomina del commissario Cotticelli era avvenuta ad opera del presidente Conte, chiede l'abrogazione del Decreto Calabria, come da impegno assunto con la governatrice Santelli, e la revoca della zona rossa. Richiama la minoranza alla presentazione di una Mozione finalizzata all'abrogazione della zona rossa per una regione che ha il più basso indice di contagi. In essenza di un intervento immediato che vada in tale senso, sarà necessario, come proposto dal presidente Tallini, l'approvazione di una legge regionale).

Interviene il consigliere GUCCIONE Carlo (Partito Democratico) sull'ordine dei lavori

Interviene il consigliere CRINO´ Giacomo Pietro (Casa delle libertà) (ringrazia il presidente Tallini per la previsione di un seduta ad hoc, ringrazia i consiglieri dell'opposizione per aver garantito la presenza. Le verità e le bugie sono il risvolto della stessa medaglia, dichiara. I dati di cui alla relazione Spirlì sono inoppugnabili, ma alcune dichiarazioni hanno reso necessaria questa operazione verità sulla mancata spesa degli 86 milioni di euro, sono stati 45 i milioni non utilizzati dalle aziende ospedaliere sotto la direzione dei commissari. La zona rossa, in realtà, doveva rappresentare la scusante per il rinnovo del commissariamento. L'intervista a Cotticelli non ha svelato nulla di nuovo, continua, tutti sapevano tutto. La Calabria zona rossa è una bocciatura del Governo stesso e la classificazione a zona rossa non è il risultato di un percorso condiviso, per come ha detto Speranza. Il piano anticovid esiste dal mese di giugno, il commissario Arcuri dovrebbe spiegare perchè sono stati nominati i soggetti attuatori in data 9 ottobre. Stigmatizza il comportamento del commissario Cotticelli che a fronte delle numerose e formali istanze sulla situazione emergenziale si è trincerato nel silenzio. Auspica, come ogni cittadino, che si pervenga alla richiesta univoca di assunzione di responsabilità di ognuno e che una richesta bipartisan sia rivolta al presidente Mattarella acchè non consenta la proroga del decreto Calabria. Il debito della sanità in Calabria deve essere azzerato, come è avvenuto in altre regioni. La Calabria deve alzare la voce in maniera univoca, conclude).

Interviene il consigliere DI NATALE Graziano (Io Resto in Calabria) (ricorda la presidente Santelli. Nel merito della problematica, ritiene incomprensibile il balletto delle rsponsabilità e la tentazione di continuare a comiziare in presenza di una emergenza che vede i ricoverati in barella. Sarebbe facile fare una cronologia di quanto non è stato fatto, dichiara. Rammenta come, egli stesso, il 31 marzo del 2020 chiedeva un Commissario straordinario per l'emergenza da Coronavirus e l'assunzione di misure eccezionali che la Regione ed il Consiglio avrebbero dovuto prendere e che alla formale richiesta avanzata, seguiva una telefonata di qualcuno della maggioranza che riteneva non essere possibile. La nota dell'11 marzo della Regione parlava di 400 posti di terapia intensiva per la cui realizzazione la stessa Regione avrebbe dovuto vigilare. La cosa pubblica non si gestisce rimpallando le responsabilità, prosegue. Il Consiglio avrebbe dovuto prendere le decisioni, ma è rimasto fermo. Oggi bisogna stabilire il da farsi per i Calabresi e per la loro salute, fa presente come, a fronte delle proteste avanzate per il posizionamento della Calabria in zona rossa, nulla viene fatto per rientrari nei parametri utili per farla uscire da quella posizione, tanto che, dichiara, all'ospedale di San Francesco da Paola 4 posti di terapia intensiva sono incellofanati. Bisogna sentire la responsabilità di quanto sta accadendo, continua, perchè dietro le saracinesche abbassate c'è il fallimento della politica calabrese, l'assunzione di responsabilità deve mettere i Calabresi in sicurezza. La soluzione non è la fascia gialla, ma il potenzimento degli ospedali. In merito al rimpallo di responsabilità ritiene che qualcuno doveva fare e non ha fatto, annuncia pertanto la presentazione di un esposto che invita la minoranza a firmare. La Calabria è rappresentata da persone che hanno bisogno di aiuto e l'impegno di tutti deve essere orientato a tutela dei Calabresi e dei loro bisogni, conclude).

(Presidenza del Vicepresidente Luca Morrone)

Interviene il consigliere SAINATO Raffaele (Forza Italia) (ironicamente, chiede scusa, a nome della maggioranza, per non aver nominato l'insegnante di sostegno al Commissario. Il problema sanità è un problema atavico e di responsabilità politica, dichiara. Evidenzia come, unitamente alla sanità vengano commissariate anche le attività produttive. Ritiene non essere, quello attuale, il tempo per l'individuazione delle responsabilità, necessario, invece, fare un'azione verità ed intervenire per superare le problematiche di sempre, che sono quelle sanitarie, ma anche di sopravvivenza dal punto di vista economico. La burocrazia rappresenta un freno, afferma, e la mancata attivazione dei posti covid non è responsabilità della Regione. I dieci anni di commissariamento, prosegue, hanno rappresentato un freno a qualsiasi forma di avanzamento in sanità e la vigilanza da parte della regione c'è stata per quanto possibile. La Calabria non è una terra di conquista o di passerelle, necessita di soluzioni. L'ospedale di Locri e tutto il territorio è abbandonato a se stesso, nonostante le promesse fatte dai ministri che si sono succeduti. La sanità non può permettersi una gestione clientelare, ha bisogno del meglio, dei medici migliori, degli infermieri migliori, afferma. Dà lettura di una nota dell'ex ministro Grillo con la quale giustificava ed enfatizzava nomina del commissario Cotticelli quale panacea di tutti i mali ... il giudizio ad ognuno di noi... conclude).

(Presidenza del Presidente Domenico Tallini)

Interviene il consigliere GUCCIONE Carlo (Partito Democratico) (ricorda la presidente Santelli. Rammenta le discussioni su come affrontare in maniera sinergica la problematica covid. I toni di oggi rasentano quelli degli spot elettorali, dichiara, ed inveire sul commissario Cotticelli, ora, è cosa facile. Precisa che dal piano di rientro si esce dopo l'approvazione di due bilanci in pareggio ed i LEA a 170 e che, dunque, allo stato delle cose, è improponibile la richiesta di uscire dal commissariamento. Relativamente alla problematica all'ordine del giorno, rammenta che la Giunta ha condiviso i criteri che hanno portato all'inserimento della Calabria in zona rossa, che è avvenuto sulla base dei dati cha la stessa regione Calabria ha fornito. Oggi, prosegue, bisogna entrare nel merito del problema, chiedersi per esempio perchè non si è pervenuti all'assunzione di 320 degli infermieri di quartiere. Rammenta, a chi oggi vorrebbe addebitare al PD responsabilità, che il Cotticelli è stato nominato dal governo giallo-verde e che due leghiste sono commissarie dell'asp ed all'azienda ospedaliera di Cosenza e che le strutture dalle stesse dirette non sono ancore pervenute all'approvazione dei relativi bilanci. Prosegue dando lettura di un verbale della Giunta che, a seguito di richieste avanzate dal consigliere Callipo, si poneva a difesa dell'azione del commissario Cotticelli. Per uscire dalla zona rossa ritiene non servano invettive, ma bisognerebbe rendere operative le USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziali) e l'assunzione di 320 infermieri di quartiere. Il problema debiti non fa che inasprire la situazione. Bisogna essere concreti, non scaricare responsabilità, prosegue, poichè gli interessi che hanno governato la sanità sono sempre gli stessi: consociativismo e trasversalismo. Bisogna, di fatto, rompere gli interessi che fanno capo alla sanità privata; prevedere provvedimenti di ristoro per dare risposte alla crisi dal punto di vista economico; intervenire per evitare che già dai prossimi giorni non si riesca a dare risposte ai malati perchè, conclude, è possibile trovare soluzione per rafforzare la sanità del territorio e dei reparti più direttamente interessati dall'emergenza covid. Bando dunque ad atteggiamenti propagandistici e strumentali).

Interviene il consigliere MOLINARO Pietro Santo (Lega Salvini) (Ai calabresi bisogna dire la verità. Sarebbe sbagliato allargare lo spettro delle responsabilità. La dignità della Calabria passa dall'etica dei comportamenti, dichiara. Cotticelli, che non può essere assolto, ha dichiarato che il Governo ha fatto un errore perchè dimentico dell'esistenza di due regioni commissariate, le responsabilità, dunque, sono del Governo che non ha tenuto conte delle due regioni commissariate, Calabria e Molise, e del Ministro che ha risposto dopo tre mesi ad un quesito posto dal commissario Cotticelli. Evidenzia come le dimissioni, rassegnate dal commissario Cotticelli, siano state ignorate dal Governo. Il ministro Speranza, prosegue, è inaffidabile, non sono in discussione i 21 punti, esiste una forte discrasia tra quanto previsto dall'autorità scientifica e tra chi ha effettuato, discrezionalmente, la scelta dei colori. Bisogna, dunque, capire il livello di responsabilità del controllo sul Commissario. Ritiene necessario, per dare risposte alle paure da covid, dal punto di vista sanitario e produttivo: 1) continuare il pressing sul piano istituzionale per dimissionare Speranza; 2) accelerare i pagamenti attraverso una deroga dal punto di vista burocratico; 3) chiedere l'erogazione di risorse a titolo risarciatorio alla Calabria; 4) fornire le mascherine a tutti i Calabresi. Non può, da ultimo, essere pretesa la regolarità del pagamento dei tributi da parte dei Calabresi).

Interviene il consigliere AIETA Giuseppe (Democratici Progressisti - Calabria) (necessario uno sforzo di serietà e responsabilità. L'Ordine del giorno non è rispondente alle esigenze vere dei Calabresi. Il Governo non decide sulla base di interessi di natura politica, ma su basi oggettive. La Calabria non è in grado di processare i tamponi. Che la governance calabrese non fosse in condizione di gestire l'emergenza ed era prevedibile ed evidente a tutti, soprattutto ai consiglieri eletti nelle precedenti legislature, tanto che al governatore Santelli era stato consigliato di nominare un commissario per l'emergenza. Rammenta che il decreto Calabria era stato contestato da Oliverio in piena solitudine, mentre il commissario Cotticelli era diventato l'ottavo assessore della Giunta Santelli ed il nono assessore era Maria Crocco, la voce fuori campo nell'intervista che ha evidenziato l'approssimazione della gestione della sanità in Calabria e che ha dato la stura alle dimissioni del commissario. Evidenzia come il governatore Bonaccini abbia fornito un milione di tamponi rapidi alla sua regione, mentre la Calabria non ha neppure conteplato la possibilità di farlo. Individua due temi caldi: le terapie intensive e i ristori per i Calabresi. Necessari i 320 inferimieri e gli USCA. Necessaria una task force che tenga il fiato sul collo di chi ora fa le passerelle. Urge, conclude, un atto di coraggio per evitare che il Consiglio regionale si limiti ad ergere un muro perchè sarebbero problemi seri per tutti i Calabresi. Invita il presidente Spirlì ad abbandonare le spinte leghiste e prendere in seria considerazione la proposta della minoranza, poichè, conclude, considerato che i dati vengono vagliati ogni settimana, si potrebbe addivenire ad una rivisitazione dei provvedimenti assunti dal Governo).

Interviene il consigliere DE CAPRIO Antonio (Forza Italia) (ascrive la responsabilità dell'emerenza alla minoranza per quanto non è stato fatto in passato in tema di sanità, dichiara. Le argomentazioni addotte dagli interventi della minoranza distolgono l'attenzione dai problemi reali e sono tesi a cambiare le carte in tavola, addebitando il decreto Calabria alla maggioranza. La zona rossa è un attacco ai Calabresi, alla fine dell'odierna seduta i Calabresi dovranno avere certezze e dovrà essere convinta la richiesta delle dimissioni del ministro Speranza, conclude ).

Interviene il consigliere MANCUSO Filippo (Lega Salvini) (quanto accaduto non è ascrivibile a questa maggioranza. I dati che si riferiscono alla sanità dopo gli anni di commissariamento non sono migliorati, anzi. Il commissariamento ha fallito, dichiara. La Regione dovrà gestire la sanità ed il decreto con cui è stata dichiarata la zona rossa deve essere annullato. L'auspicio è che il mondo produttivo torni alla normalità. Fa appello all'assessore Orsomarso acchè si faccia promotore di bandi a favore delle imprese, dà atto della grande attenzione che caratterizza l'odierna gestione).

Interviene il consigliere TASSONE Luigi (Partito Democratico) (si associa al ricordo della presidente Santelli. Fa un appello ai consiglieri acchè si ascolti la voce dei bisogni dei Calabresi e dei disagi che l'emegenza ha determinato. Necessario individuare soluzioni condivise, inutile negare il ruolo di responsabilità che la Regione ha nella gestione della sanità e dell'emergenza in particolare. Cita il comunicato del 16 marzo u.s, pubblicato sul sito della Giunta, che rassicurava sull'efficienza e sull'efficacia della gestione della crisi).

Interviene il consigliere GIANNETTA Domenico (Forza Italia) (rivolge un pensiero al Presidente Santelli, oggi occorre seguirne il cammino tracciato. Critica la maggioranza del comune di Reggio Calabria che non si è dimostrata coerente nel criticare la decisione sul blocco. Da presidente della Commissione Vigilanza ha convocato in audizione il gen. Cotticelli e lui non ha voluto presenziare. Con le audizioni tenute dalla commissione si stavano evidenzando alcune situazioni deficitarie nelle ASP regionali, purtroppo il tempo non è stato sufficiente. Contesta il PD che non si è schierato apertamente contro le decisioni del Governo che mortificanpo i Calabresi. Contesta il Decreto Calabria. Oggi il PD rappresenta la stampella del Movimento 5 stelle. Contesta i criteri che stanno alla base dell'inserimento della Calabria tra le zone rosse. I DPCM non sarebbero dovuti diventare la regola ma solo strumenti straordinari. Anche le scelte del commissario Arcudi non sono condivisibili. Il Governo si nasconde dietro 21 parametri che dovrebbero essere oggettivi ma che nei fatti si traducono con il porre in essere delle scelte insensate. Critica anche il ministro Azzolina che in questi mesi non ha saputo programmare al meglio la ripresa delle lezioni. Conte nominerà un nuovo commissario, ma si domanda quali criteri saranno alla base della scelta, si augura che la pezza non sia peggiore del buco. Il nome di Bertolaso proposto da FI invece è dettato da valutazioni basate sulle particolari qualità della persona. Cita alcuni episodi in cui l'ex commissario Cotticelli ha compiuto atti che mai aveva posto in essere quando vi erano altri al governo della Regione. Ci aspettavamo vicinanza dal Governo nazionale, continua, invece non c'è stata alcuna collaborazione. Abbiamo assistito a speculatori che hanno approfittato del momento di difficoltà per screditare ingiustamente l'operato della Regione. Cita dati sulla sanità che evidenziano il fallimento della politica sanitaria condotta in Calabria negli ultimi anni. Il Decreto Calabria deve essere bloccato perchè rappresenta un danno enorme per la Regione).

Interviene il consigliere SCULCO Flora (Democratici Progressisti - Calabria) (la situazione è drammatica e ha minato la tenuta dei territori dal punto di vista economico e sociale. Sono evidenti le carenze e l'assenza della giusta attenzione alle problematiche. Nelle ultime ore, i cittadini sono rimasti inorriditi dalla risultanza dell'intervista a Cotticelli. E' grave che i consiglieri non si siano accorti della totale inefficienza ed improduttività della gestione commissariale. Queste sono le ragioni, evidenzia, che hanno portato il Governo a classificare la Calabria zona rossa, avendo, comunque il torto di aver anch'esso chiuso gli occhi sull'emergenza sanitaria. Oggi è importante individuare ogni soluzione per portare la Calabria fuori dall'emergenza e dalla chiusura. E' giunto il tempo di unire le energie per far funzionare un sistema che fino ad oggi non ha dato quanto di sua competenza perchè questo si aspettano i Calabresi, conclude).

Interviene il consigliere RASO Pietro (Lega Salvini) (opportuno pensare alle categorie sociali più colpite dalla pandemia, alle partite iva. La sanità calabrese, commissariata da dieci anni, ha visto un maggiore indebitamento e la riduzione del LEA. La responsabilità è in capo al Governo che ha nominato i commissari. Rammenta come il governo regionale sia stato esautorato delle competenze sull'approvazione del piano per l'emergenza Covid. E' facilmente ravvisabile, inoltre, l'enorme confusione sulla riorganizzazione della rete ospedaliera. I Calabresi col commissariamento, conclude, non hanno potuto provvedere e occuparsi delle esigenze dei Calabresi).

Interviene il consigliere ARRUZZOLO Giovanni (Forza Italia) (ricorda la persidente Santelli. Alla luce degli interventi succedutisi, si sarebbe aspettato ed avrebbe preteso, dichiara, dall'opposizione senso di responsabilità per dare risposte ai Calabresi che sono stati traditi da coloro i quali, tempo per tempo, non hanno con senso di responsabilità, appunto, recitato il proprio ruolo. Evidenzia come alcuni interventi siano apparsi di pura impronta elettoralistica. L'emergenza, prosegue, ha determinato anche la sospensione dei tirocinanti e la Giunta, con risorse proprie, ha attuato un ristoro di due mensilità. Stigmatizza il risalto dato dal consigliere Guccione al documento di rassicurazione sull'operato del commissario Cotticelli, della presidente Santelli. Si dichiara inorridito alla risultanza dell'intervista che ha dato la stura alle dimissione di Cotticelli, ritiene che se la struttura commissariale avesse ottemperato a quanto di propria competenza, la Calabria non sarebbe andata incontro a misure così restrittive, non avrebbe esposto i Calabresi al rischio mortale dell'epidemia. La responsabilità del PD sulla omessa vigilanza dell'attività commmissariale, è evidente. La Calabria non potrebbe più sopportare un ulteriore periodo di commissariamento e la richiesta di dimissioni del ministro Speranza è un atto dovuto a difesa e nel rispetto dei Calabresi, conclude).

Interviene il consigliere NOTARANGELO Libero (Partito Democratico) (si è assistito ad una passerella pre elettorale da maggioranza e opposizione, dichiara. Invita tutti a ragionare nel solo ed esclusivo interesse dei Calabresi ed evitare il teatrino desolante del balletto delle responsabilità. La colpa è di tutti: del Governo nazionale, della Giunta ed anche della minoranza che avrebbe potuto vigilare sull'attuazione del piano Covid. La zona rossa, dichiara, ce la siamo meritata... tutti. Si registra, a parte le diverse sensibilità, una conclamata emergenza, lo scenario della Lombardia della primavera scorsa potrebbe diventare famigliare. Esiste una tangibile tensione sociale per motivi strettamente economici, ma ancor di più sanitari, non sono per il virus, ma per il mancato trattamento delle altre patologie. I Calabresi hanno bisogno di chiarezza, di decisioni, possibilmente, condivise, del personale medico, di assistenza tecnica che supporti il commissario Arcuri per meglio affrontare l'emergenza. La nuova struttura commissariale dovrà avere un unico requisito "la competenza". Le strumentalizzazioni politiche evidenziano l'inadeguatezza della politica regionale, conclude).

Interviene il consigliere NERI Giuseppe (Fratelli d Italia) (riporta la discussione sul punto, ritiene dover dare risposte ai Calabresi sulle motivazione che hanno portato ad inserire la Calabria nella zona rossa. "La debolezza intrinseca del sistema sanitario calabrese" ,elemento individuato a giustificazione dell'inserimento in zona rossa, non può essere un dato scientifico e, pertanto, oggettivo. La valutazione, dunque, è discrezionale, inutili i parametri. La Calabria rischia di collassare e rimanere perennemente in zona rossa. La responsabilità del Ministro è quella di non aver vigilato sull'azione di Cotticelli, che dall'alto della sua incompetenza, non fosse stato per l'intervista, sarebbe ancora al vertice della sanità calabrese. Dunque, queste le richieste : 1) il governo revochi la zona rossa, in caso contrario, la Calabria non riconoscerà il suo ruolo. 2) la Calabria dovrà pervenire all'emanazione di un'ordinanza che, in piena autonomia, vada anche in senso contrario alle determinazioni del Governo. Altra possibilità, per come annunciato dal presidente Tallini, è la previsione di una legge che, di fatto, elimini il commissariamento).

Interviene il consigliere PIETROPAOLO Filippo Maria (Fratelli d Italia) (fa proprie le proposte avanzate dal consigliere Neri, non comprende le richieste di Guccione e di Aieta sull'adesione alla Mozione da loro presentata. Condivide la richiesta di dimissione di Speranza, ma sarebbe opportuna anche la richiesta di dimissione di Conte. I parametri utlizzati non sono oggettivi, la Calabria non può permettersi la chiusura delle attività produttive. A tal uopo invita il consigliere Orsomarso a mettere in atto ogni azione utile al sostegno dei Calabresi, anche con l'intervento dei comuni).

Interviene il consigliere MORRONE Luca (Fratelli d Italia) (sarebbe facile strumentalizzare quanto è stato smascherato dall'intervista del commissario Cotticelli. Grave è la responsabilità del Commissario, ancor di più quella del Governo che dopo il decreto Calabria ha commissariato la Calabria per tre anni ancora. Ritiene esserci una volontà legata più all'appartenenza politica che non ad una valutazione oggettiva dei dati. L'istituto del commissariamento andrebbe eliminato, necessario coinvolgere i parlamentari perchè i presupposti per uscire dal commissariamento, allo stato attuale, sono irraggiungibili).

Interviene il consigliere IRTO Nicola (Partito Democratico) (ascoltati gli interventi, ritiene si sia dirottata, strumentalmente, la discussione sul versante dimissioni. Se si va alla fonte che ha dato la stura al commissariamento si scoprirà, dichiara, che non è riconducibile alle odierne forze di governo, oggi, tanto criticate e, a voler rimanere strettamente ancorati all'attualità, continua, si potrebbe, utilmente, citare la dichiarazione del ministro Grillo dalla quale si evince che la scelta del commissario è stata fatta da Salvini e da tutto il governo giallo-verde. Nessuno può definirsi un passante rispetto alle vicende di oggi, dichiara. L'Aula ha approvato il bilancio che conteneva le risorse per l'emergenza, gli emendamenti proposti dalla minoranza che proponevano l'individuazione di soggetti ad hoc per la gestione dell'emergenza Covid,non sono stati accolti, nessuno può tirarsi fuori. Si rivolge al consigliere Neri, dà lettura di una nota di un consulente della regione Calabria da cui si evince la carenza di posti letto. L'inserimento della Calabria in zona rossa, continua è scaturita dalla valutazione di parametri oggetti ed il documento con le motivazioni generiche di cui parlava Neri è stato condiviso dai consulenti della Regione. Quello che emerge in questa fase è il ruolo fondamentale delle regioni e se una discussione deve essere messa all'ordine del giorno dei lavori consiliari è proprio il regionalismo. Annuncia voto contrario alla Mozione proposta dalla maggioranza).

Interviene il consigliere ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle libertà) (stasera è stato messo in campo grande senso di responsabilità, manda un saluto al consigliere Bevacqua, inpossibilitato a partecipare ai lavori a causa della contrazione del virus, ricorda la presidente Santelli. Solo poco tempo fa, dichiara, sarebbe stato impensabile prevedere la condizione di oggi. Neanche il Governo si sarebbe aspettato di dovere pervenire ad una scelta così grave per la Calabria. La decisione, da coloqui intercorsi tra Spirlì e Conte, lascia intendere che non sia stata presa su basi squisitamente scientifiche, ma inutile negare la legittima preoccupazione. Necessario, dunque, grande senso di responsabilità poichè l'Aula non può negare di essere in presenza di una pandemia. I dati richiamati per l'inserimento nelle varie fasce, comunque, devono essere letti avendo a base una serie di ultriori dati. L'auspicio è che il nuovo commissario, che si augura venga nominato presto, possa dare il giusto apporto. Purtroppo i consiglieri regionali sono percepiti dalla società civile come i veri responsabili del disagio in ambito sanitario e non solo. Sui commissari catalogati come leghisti dichiara di nutrire qualche dubbio, il commissario dell'azienda di Cosenza è stata nominata dal ministri Speranza e se il presidente Spirlì si ritiene debba essere responsabile dei commissari a nomina leghista, il DP, dichiara, dovrebbe rispondere dell'operato di quelli nominati dal PD. La Mozione ha un vizio temporale, prosegue, a seguito delle dimissione di Cotticelli non ha più senso. Il Decreto Cura Italia affida ad Arcuri la gestione dell'emerganza, il Decreto Rilancio era sostenuto da un accordo con la banca europea che è stato concretizzato da Conte a settembre, dunque Arcuri non ha colpe sulla mancata attuazione dei piani per l'emergenza. Alla luce delle discrasie evidenziate e delle responsabilità diversamente imputabili, il Governo, probabilmente, ha fatto una scelta obbligata dal proprio punto di vista, ma ha il torto di essere arrivato tardi nel rendere le risorse fruibili, i direttori generali devono essere più celeri nella fase attuativa del piano Covid. Alzare la testa non significa agire contro il Governo, la regione Calabria nulla poteva fare per sopperire ai ritardi strutturali, opportuno chiedere al presidente Mattarella di non firmare il decreto Calabria, chiedere al presidente Spirlì di interloquire col ministro Speranza ed il presidente Conte per far uscire la Calabria dalla zona rossa, conclude).

Interviene l'Assessore al Lavoro, Sviluppo Economico e Turismo, dott. Fausto Orsomarso (la rottura col Governo è dovuta alla presa di posizione dello stesso a dispetto del lavoro fatto dalla regione Calabria, dichiara, ritiene di tutta evidenza che l'approssimarsi delle elezioni regionali abbiano cambiato la prospettiva e, conseguentemente, l'approccio del governo sulla gestione della crisi in Calabria).

Interviene il consigliere PITARO Vito (Jole Santelli Presidente) (chi chiede le dimissioni di Speranza lo fa per l'evidente incapacità dimostrata ed alla luce delle decisioni assunte, prima chiudendo totalmente e poi aprendo a dispetto delle indicazione e dei timori di molti tecnici. La previsione delle zone differenziate ha generato confusione e, considerato l'andamento dell'epidemia, sarebbe una condizione ciclica. I presupposti di cui al DPCM e le motivazioni a supporto della dichiarazione della Calabria zona rossa rischiano, in assenza di vaccino, di essere ciclicamenti riproposti. E' evidente il rischio di un collasso dell'economia ed anche dell'economia sommersa).

Interviene l'Assessore alle Politiche agricole e sviluppo agroalimentare, Politiche sociali e per la famiglia, avv. Gianluca Gallo (ricorda la Presidente scomparsa, ricorda il suo impegno nella gestione del Covid, sempre un passo avanti anche rispetto alle altre regioni. La prima fase della gestione ha visto la massificazione del paese, da parte del Governo, dichiara,in una gestione univoca che riguardava ad egual misura i diversamente contagiati (fa un breve excursus sulle azioni messe in campo dalla regione Calabria, mette in evidenza le diverse misure messe in atto dal Governo a parità di comportamento da parte delle regioni). L'azione del presidente f.f. Spirlì è stata altrettanto decisa, ma il comportamento del presidente Conte lascia pensare a decisioni a sfondo elettoralistico. Il decreto salute ha espropriato il diritto della Giunta a qualsivoglia iniziativa in ambito sanità e la dichiarazione della Calabria quale zona rossa è tesa a giustificare la nomina della terna commissariale. La Calabria è stata umiliata, dichiara, viene inferto un colpo mortale all'economia della Regione. Pur preoccupato per la diffusione del virus, prosegue, non si registra sovraffollamento nelle terapie intensive, quello che più preoccupa è l'ulteriore occupazione della Calabria che potrebbe essere governata, in ambito sanitario, da tecnici che poco sanno sulla Calabria. Chiede, pertanto,l'intervento del presidente Mattarella per mettere fine ad una ingiustizia che aveva portato il presidente Oliverio all'impugnativa del decreto Calabria, stante la continua riproposizione di un istituto che ha quale connotato precipuo la provvisorietà. Chiede inoltre un regime di intervento forte di natura economica).

Interviene il Presidente ff, dott. Antonino Spirlì. (comunica di essere stato convocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per decioni da assumere a seguito delle dimissioni del commissario Cotticelli)

Interviene il Presidente del Consiglio, TALLINI Domenico (Forza Italia) (invita il presidente Spirlì, convocato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in relazione alle dimissioni del commissario Cotticelli, ad essere chiaro sulla necessità che l'eventuale nomina del commissario rispetti soltanto ed unicamente il criterio della competenza).

Interviene il consigliere GUCCIONE Carlo (Partito Democratico) che illustra la Mozione presentata dalla minoranza

Interviene il consigliere SCULCO Flora (Democratici Progressisti - Calabria)

Interviene il Presidente TALLINI Domenico (Forza Italia)

Il Presidente pone ai voti la Mozione della minoranza che viene respinta

Interviene il consigliere ESPOSITO Sinibaldo (Casa delle libertà) che illustra la Mozione della maggioranza

Il Presidente pone ai voti la mozione presentata dalla maggioranza

Il Consiglio approva.

Il Presidente, esaurito l'ordine del giorno, dichiara chiusa la seduta.

La seduta è tolta.